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ROMA - Ora c'è il
nuovo documento. Air France-Klm ha inviato questa notte la proposta di accordo
quadro ai sindacati. La bozza, di di 9 pagine, conferma il numero di 2.100
esuberi: 1.500 esuberi per Alitalia, 100 esuberi tra i dipendenti all'estero, e
500 esuberi tra le attività di Az Servizi di cui è prevista la
reinternalizzazione: perimetro che viene ampliato per comprendere un numero
maggiore di dipendenti.
È previsto un forte
piano di accompagnamento sociale: il gruppo Air France-Klm, viene sottolineato,
«ha scelto come linea di condotta di non abbandonare nessun dipendente».
SPINETTA- «Non posso
andare oltre senza minare le basi del mio progetto per l'Alitalia». È quanto
scrive il presidente del Gruppo Air France-Klm Jean Cyril Spinetta in una
lettera riservata inviata questa notte ai sindacati insieme a due documenti per
giungere ad un accordo quadro con i rappresentanti dei lavoratori.
Spinetta ribadisce che «il piano industriale è costruito con il solo obiettivo
di permettere ad Alitalia di riannodare l'attività al circolo virtuoso della
crescita redditizia e dunque di ristabilire le basi di un futuro sviluppo ambizioso».
Spinetta scrive che «come mi sono impegnato in occasione del nostro ultimo
incontro, vi trasmetto un documento molto preciso che consente di entrare
rapidamente nelle nostre discussioni e, spero, che sia efficace visti i tempi
stretti di cui disponiamo». Spinetta rileva che «durante la nostra ultima
riunione, ho fatto delle proposte oltre alle quali non posso andare senza
rimettere in discussione le fondamenta stesse del mio progetto per Alitalia».
Nel secondo punto della lettera, Spinetta spiega che «le misure sociali che
accompagnano il piano industriale sono costruite per limitare le situazioni più
difficili di licenziamento e offrire a ciascuno un 'filo di sicurezzà. Ciò
spiega - scrive Spinetta - l'utilizzo di pensionamenti e prepensionamenti. Questo
approccio è evidentemente esigente poichè implica mobilità professionali,
formazioni, cambiamenti di qualifica che dovranno essere gestiti
progressivamente durante la durata del piano». Infine, scrive Spinetta nel
terzo punto, «è evidente, le misure sociali dovranno essere definite
precisamente alla fine nelle loro procedure di applicazione e nelle condizioni
finanziarie. Questo sarà l'oggetto di negoziazioni particolari che si dovranno
realizzare per ciascuna delle categorie di personale».
IL PIANO - Il Gruppo
Air France-Klm intende acquisire Alitalia Fly e 4.191 dipendenti attualmente in
capo ad Alitalia Servizi. La proposta di accordo inviata da Parigi prevede la
creazione di due nuove società (NewCo) una per lo handling a cui farebbero capo
1.881 dipendenti ed una seconda per la manutenzione dove confluirebbero 2.310
addetti. Nei 4.191 dipendenti di Alitalia Servizi che verrebbero
«reinternalizzati» ci sarebbero anche i 500 dipendenti considerati in esubero.
Confermate invece le intenzioni del Gruppo franco-olandese di chiudere il
settore cargo Alitalia nel 2010, nel frattempo, come già anticipato gli
aeroplani verrebbero ridotti da
Rispetto a quanto annunciato le novità in termini numerici si sostanziano in
circa 900 dipendenti in più di Alitalia servizi a cui sarà consentito di
rientrare nella società Fly. In un primo momento Spinetta aveva parlato di
3.300 persone al lordo degli esuberi e ora il numero salirebbe a 4.191 sempre
comprenendo i 500 esuberi.
MALPENSA E
INVESTIMENTI - Nel piano si specifica che Roma sarà l'hub in Italia, in un
network di gruppo che sarà «concentrato intorno a tre principali hub
intercontinentali (con Parigi e Amsterdam). Quanto al nodo Malpensa, è comunque
previsto «un importante gateway a Milano riorganizzato, in una prima fase, per
ripristinare le condizioni per il suo futuro sviluppo in maniera armoniosa e
finanziariamente solida». Piano che conferma anche una focalizzazione sulle
«esigenze della clientela business con voli per le principali destinazioni domestiche
ed internazionali in partenza nelle prime ore della mattina e di ritorno in
tarda serata». Quel fronte degli investimenti, «il rinnovo della flotta
Alitalia» sarà «una delle principali priorità del gruppo». L'impegno ad una
immediata iniezione di risorse fresche, con un aumento di capitale per un
miliardo di euro, è per i francesi «un segnale inconfutabile del supporto di
Air France-Klm alla compagnia e della sua fiducia nel futuro di Alitalia quale
una tra le principali linee aeree».
FLOTTA - Il documento
è molto dettagliato, di fatto è un ipotesi di accordo in cui le uniche parti in
bianco sono solo quelle per i numeri che dovranno indicare quanti lavoratori
andranno effettivamente in pensionamento e quanti verso le varie forme di
ammortizzatori previste dal piano. Nel documento strategico si ricorda che il
piano industriale prevede una riduzione della flotta passeggeri da
NO CARGO - L'attività
di trasporto merci di Alitalia si legge nel documento "è in perdita
significativa e strutturale, con un EBIT 2006 negativo di 74 milioni. Ciò
rappresenta una perdita strutturale di più del 30% dei ricavi totali. Alitalia
non può sostenere una tale situazione, non coerente con la nuova strategia di
crescita profittevole a cui Alitalia mira all'interno del gruppo
allargato". Air France-Klm ha analizzato "i possibili miglioramenti
della produttività, ma questi non sono sufficienti a controbilanciare le
pesanti perdite, soprattutto in un contesto di inatteso elevato prezzo del
carburante. Di conseguenza, l'attività cargo di Alitalia non potrà essere
redditizia in futuro e verrà chiusa nel 2010". A partire dal 2008 "la
flotta operativa verrà ridotta da
ESUBERI E
AMMORTIZZATORI - L'attuazione del piano industriale determinerà degli esuberi
di personale, stimabili in 1.620 addetti di cui 1.499 persone in Italia e 121
nelle rappresentanze Alitalia nel resto del mondo. A questi vanno aggiunti 500
lavoratori di Az servizi che verranno reinternalizzati per i quali "si
procederà alla messa in mobilità in fasi successive, nei 3 anni successivi alla
sottoscrizione del presente accordo". Di questi 280 potranno accedere al
pensionamento immediato o differito. Il piano industriale prevede per gli
assistenti di volo, le sole misure di pensionamento a breve e medio termine
visto che " permettono di assorbire la totalità dei 594 esuberi". Air
France-Klm proporrà a coloro che lo desiderano opportunità di impiego al
proprio interno. Per i piloti, i 2/3 dei 507 esuberi, potranno beneficiare di
misure di pensionamento a breve e medio termine. Ai piloti Air France-Klm
promette che con «l'implementazione del piano industriale e le conseguenze del
pensionamento immediato o pre-pensionamento determineranno la creazione di
almeno 200 posti causando un effetto di promozioni a cascata». Come già
annunciato, ai più giovani piloti il gruppo franco-olandese proporrà, "nel
rispetto delle procedure interne di selezione di Air France, l'assunzione di un
massimo di 60 piloti all'anno per 3 anni". Per quanto riguarda il
personale di terra, dei 394 dipendenti individuati come esuberi circa 250
persone potranno accedere al pensionamento nell'arco dei prossimi 7 anni. Per
gli altri (circa 150) saranno attuate misure di riqualificazione.
AZ SERVIZI - Il
gruppo AZ Servizi, si legge nel documento, è stato creato nel 2005 per separare
le attività no fly e venderle oltre a facilitare una ricapitalizzazione
indiretta di Alitalia. Quest'ultima operazione prevede "l'impegno di
Alitalia di de-consolidare AZ Servizi non appena possibile. Perciò la quota di
partecipazione di Alitalia in AZ Servizi sarà ridotta sotto il 50 %".
Spinetta spiega che "AZ Servizi fornisce servizi e strutture strettamente
legati all'operatività di Alitalia a Fiumicino e che hanno un impatto
sull'efficienza dell'hub. Air France-Klm ritiene che le attività di
manutenzione di linea e manutenzione leggera siano parte del business della
linea aerea. Perciò le attività a Fiumicino di handling, di manutenzione
leggera, dei componenti e dei carrelli di atterraggio saranno
re-internalizzate, così come le operazioni di manutenzione di linea". Air
France-Klm dice che "si procederà alla reinternalizzazione dei servizi di
Handling di AZ Servizi presso l'Aeroporto di Fiumicino "attraverso la
cessione del relativo ramo d'azienda che comprende 1.881 lavoratori di AZ
Airport con contratto a tempo indeterminato, ad una Società di nuova
costituzione (Newco1)". Inoltre, dentro una seconda Newco "si
procederà alla reinternalizzazione del ramo d'azienda relativo alla
manutenzione di AZ Servizi, ad esclusione dell'attività svolta nelle filiali,
che impiega 2.310 dipendenti".
IL TITOLO - Immediata
la reazione della Borsa alla nuova proposta di Air France. Le azioni Alitalia,
dopo esser rimaste a lungo sospese per eccesso di ribasso senza riuscire a far
prezzo, sono in pesante calo. I titoli dell'aviolinea hanno registrato una
flessione del 25,78% attestandosi a 0,47 euro, ma poco dopo sono state poi di
nuovo fermate per eccesso di ribasso (-29%).
28 marzo 2008
Air France-Klm ha
inviato questa notte la proposta di accordo quadro ai sindacati. La bozza, di
di 9 pagine, conferma il numero di 2.100 esuberi: 1.500 esuberi per Alitalia,
100 esuberi tra i dipendenti all'estero, e 500 esuberi tra le attività di Az
Servizi di cui è prevista la reinternalizzazione: perimetro che viene ampliato
per comprendere un numero maggiore di dipendenti. È previsto un forte piano di
accompagnamento sociale: il gruppo Air France-Klm, viene sottolineato, «ha
scelto come linea di condotta di non abbandonare nessun dipendente». Spinetta:
«Non possiamo fare di più»
La
carta anti-casta ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il tour fa
sempre meno notizia e il caso Alitalia ha determinato un contesto diverso
rispetto ai giorni di Spello. Anche se Berlusconi appare abbastanza in ombra
per stanchezza o per la convinzione di aver già comunque vinto. Se è convinto
di aver già comunque vinto a fare e dire rischia solo di sbagliare.
Air
France, i sindacati ora trattano E Silvio rilancia l'offerta italiana
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
incontro su
Alitalia. Dal canto suo, Silvio Berlusconi ieri non ha trovato di meglio che
sventolare la bandiera della cordata italiana che da qui a qualche giorno
dovrebbe farsi viva anche se, specifica, ha vietato ai figli di farne parte. Il
leader della Cgil, Guglielmo Epifani, perde la pazienza e spiega: "Non
possiamo aspettare mitiche cordate.
Alitalia,
l'ultima spiaggia ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
diverso da
quello di Alitalia. La scelta di Alitalia a favore di Fiumicino ha una sua
razionalità se si guarda con distacco alla composizione dei flussi di traffico
in entrata e in uscita nel nostro paese (in larga misura flussi turistici) e ai
costi di un trasferimento della "base operativa" della compagnia
(sede amministrativa,
Previti
e l'Ordine che non fa ordine ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalie"
? e il contenuto del commento molto chiaro. "Siamo agli sgoccioli di vita
di Alitalia ? scrive il Foglio ?. Spinetta ieri ha dichiarato di non aver
premura. La sua azienda è florida e non avverte l'urgenza di un'integrazione.
Anzi, non sono poche le perplessità che i sindacalisti francesi hanno espresso
al loro presidente"
I
sindacati ora trattano ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
LA VENDITA DI
ALITALIA Cgil e Cisl più possibilisti, aspettando il piano di Spinetta I
sindacati ora trattano RAFFAELLA CASCIOLI Un italiano su due pensa che la
proposta di una cordata italiana per Alitalia lanciata da Berlusconi non sia
reale ma solo una mossa elettorale.
Alitalia
e par condicioinfiammanole elezioni
( da "Secolo
XIX, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Cordata nel
mirino La Procura di Roma e la Consob seguono da vicino il destino del titolo
Alitalia, dopo le dichiarazioni di Berlusconi. Ed è polemica sulla sfida
mancata in tv con Veltroni 28/03/2008 Roma. La Commissione per la Borsa sta
facendo "un attento monitoraggio" sul titolo Alitalia. La Procura di
Roma segue con "attenzione" la vicenda.
Giornata
positiva vola alitalia ( da "Secolo XIX, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
così come le
principali Borse del Vecchio Continente, è riuscito a chiudere in deciso rialzo
con il Mibtel che ha guadagnato l'1,46% a 24.193 punti e lo S&P/Mib l'1,24%
a 31.669 punti. Ancora una seduta positiva e a singhiozzo per Alitalia che
chiude la giornata sui massimi di seduta: +10,8%. 28/03/2008.
Confronto
in tv, è rissa ( da "Secolo XIX, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Antonio Di
Pietro sta valutando se presentare una denuncia nei confronti del Cavaliere,
non solo per la vicenda Alitalia, ma anche per quel gesto dei soldi, associato
al suo nome. "È da tempo che mi calunnia e mi accusa di aver messo in
galera innocenti. È ora che ne risponda davanti alla magistratura", ha
fatto sapere l'ex Pm. Dal polverone emergono alcune certezze.
Air
france oggiinvia il piano ( da "Secolo XIX, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ha fermamente
ribadito di non avere l'intenzione di ritirare la causa intentata ad Alitalia
da 1,25 miliardi di euro a seguito dei tagli operati dalla compagnia aerea su
Malpensa. Bonomi - già presidente di Alitalia - ha comunque precisato che ci
potrebbero essere cambiamenti soltanto in caso di sviluppi in favore dell'hub
lombardo.
Ribaltone
al vertice: si dimette Basile ( da "Unita, L'"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
si dimette
Basile Improvviso ribaltone ai vertici di Aeroporti di Roma, proprio alla
vigilia del trasferimento di molti voli Alitalia da Malpensa a Fiumicino.
Maurizio Basile lascerà l'incarico di amministratore delegato e direttore
generale di Aeroporti di Roma il prossimo 16 aprile, in coincidenza con
l'assemblea degli azionisti per l'approvazione del bilancio 2007.
Sea
vuole sempre il risarcimento AirOne: nove nuove rotte da Malpensa. Bonomi:
contatti con 70 compagnie ( da "Unita, L'"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia per
1,25 miliardi di euro. Le ipotesi più recente davano per certo un accordo su
una cifra molto minore. "Da Air France - ha spiegato Bonomi - non c'è
assolutamente alcuna notizia, per cui ribadisco quanto ho già detto".
Nelle ultime settimane più volte Bonomi era tornato sull'argomento, sempre
precisando che la richiesta di risarcimento danni non sarebbe stata ritirata
Cade
la scure sui voli di Malpensa Alitalia riduce le rotte settimanali da 1.238 a
352. Gli industriali: oltre 7mila posti a rischio
( da "Unita,
L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
edizione del
Cade la scure sui voli di Malpensa Alitalia riduce le rotte settimanali da
Bufala
bill ( da "Unita, L'"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Berlusconi
sulla presunta cordata per Alitalia, rivelatasi poi falsa. Il virgolettato è
autentico non fosse altro perché quei nomi (Mediobanca, Benetton, Ligresti,
l'Eni) non può averli immaginati che l'intervistato. Una cordata priva di
fondamento, inventata a scopi elettorali e subito smentita dai soggetti
incautamente coinvolti con inevitabile retromarcia dal nostro bufala bill.
I
numeri ( da "Unita, L'"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
da domenica
Alitalia ridurrà i voli settimanali sull'aereoporto di Malpensa da
Alitalia,
la bufala avvelenata di Berlusconi Annuncia i nomi per la cordata: Benetton,
Eni, Mediobanca, Ligresti... Ma viene smentito Allora si corregge: è un
eventuale interesse f ( da "Unita, L'"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
edizione del
Alitalia, la bufala avvelenata di Berlusconi Annuncia i nomi per la cordata:
Benetton, Eni, Mediobanca, Ligresti... Ma viene smentito Allora si corregge: è
un eventuale interesse futuro. Consob e Procura esaminano il caso Benetton, e
poi Ligresti, e l'Eni, Mediobanca: una sfilza di nomi importanti lanciati da
Silvio Berlusconi,
Fmr
Art'è prevede per l'esercizio in corso ricavi in aumento del 16,4% a 49
milioni. ( da "Unita, L'"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
gruppo di
Mario Moretti Polegato prenderà il posto di Alitalia nell'indice s&p/mib.
Le caratteristiche che deve avere un titolo per essere incluso nel paniere,
composto da 40 società, dipendono da diversi fattori tra cui livello di
capitalizzazione, volatilità e rappresentatività settoriale. Landi Renzo, la
società reggiana leader mondiale nel settore della mobilità eco-compatibile,
Va
in onda alle 2 di notte la par condicio del Tg4
( da "Unita,
L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ieri era
trino: un Berlusconi per l'Alitalia, un Berlusconi per attaccare il governo
Prodi, sentina di ogni orrore; un Berlusconi contro la par condicio che gli
vieta Porta a Porta. E qui, la verità è andata a farsi friggere: la colpa è di
Veltroni il quale, avendo rifiutato Vespa, impedisce lo show solitario di
Berlusconi.
Pirelli
in frenata ( da "Unita, L'"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia ha
chiuso in rialzo del 10,86% a 0,64 euro e nonostante la prolungata sospensione
ha registrato scambi su oltre 20 milioni di azioni; le smentite e i no comment
delle società coinvolte nella presunta "cordata italiana" non hanno
influenzato gli andamenti dei rispettivi titoli in Borsa: Eni ha chiuso con un
rialzo dello 0,
Fincantieri,
un secolo e poi la Borsa Per Napolitano è opportuno trovare un po' di quattrini
nel privato . Ma la Fiom è critica
( da "Unita,
L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia, ma
il presidente l'ha respinta: "Non dirò neppure mezza parola") la
considerazione rispetto al futuro di Fincantieri: "È una grande realtà
pubblica che avrà bisogno di trovare un po' di quattrini anche nel
privato". Proprio come aveva sintetizzato pochi minuti prima
l'amministratore delegato Giuseppe Bono: "Per continuare a primeggiare è
necessario investire in ricerca,
Finocchiaro:
posso vincere ho già recuperato 8 punti
( da "Unita,
L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Gli italiani
sappiano con chi devono prendersela: con Berlusconi, che ha sparato soltanto
balle. L'ultima su Alitalia". Crede davvero possibile una rimonta in
queste ultimi giorni? "In Sicilia ho già recuperato otto punti, sto
lavorando come una tigre per convincere gli indecisi e ho buone ragioni per
avere speranza".
Salma
piatta ( da "Unita, L'"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La
spiegazione alternativa di tanto nervosi- smo è che l'ormai celebre
"cordata italiana" per Alitalia stenti a decollare. A sentir lui, è
tutto pronto. Tant'è che col riserbo che lo contraddistin- gue spiattella nomi
e cognomi a chiunque, salvo meravigliar- si se Minzolini, appostato dietro la
fioriera, ascolta e scrive tutto sulla Stampa.
L'ultima
mascalzonata di Berlusconi Annuncia i nomi della cordata, che non c'è.
Veltroni: quante smentite sono arrivate?
( da "Unita,
L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Roma
DIETROFRONT Prima lascia trapelare nomi di imprenditori pronti a scendere in
campo per "salvare" Alitalia, poi fa marcia indietro quando dai board
delle aziende coinvolte iniziano a "fioccare" smentite (richieste
anche dalla Consob). È l'ultima "manovra elettorale" di Silvio
Berlusconi su Alitalia, che intanto in Borsa fa un balzo del 10,8% a quota 64
centesimi.
Oggi
il consiglio di Alitalia valuta la possibilità di rinviare la scadenza della
trattativa del 31 marzo, in attesa del piano di Air France
( da "Unita,
L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stai
consultando l'edizione del Oggi il consiglio di Alitalia valuta la possibilità
di rinviare la scadenza della trattativa del 31 marzo, in attesa del piano di
Air France.
Mediobanca
non ha allo studio alcuna ipotesi di cordata né di ingresso nel capitale
Alitalia ( da "Unita, L'"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stai
consultando l'edizione del Mediobanca Mediobanca non ha allo studio alcuna
ipotesi di cordata né di ingresso nel capitale Alitalia.
Manovre
in Borsa: la Consob monitora , la Procura indaga Finalmente si muove Cardia,
dopo giorni di voci incontrollate. A Roma da tempo è aperto un fascicolo
( da "Unita,
L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
la Consob
decide di "accendere i riflettori" sull'azione Alitalia. E anche la
procura di Roma "osserva" la situazione, anche riguardo le diverse
offerte che vengono fatte in questi giorni. Gli inquirenti sono in attesa delle
possibili istruttorie che potrebbero essere portate avanti dagli organi di
controllo borsistici, come la Consob.
Alitalia
non è oggi nell'agenda dell'Eni, ha detto l'amministratore delegato Scaroni
( da "Unita,
L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stai
consultando l'edizione del Eni Alitalia non è oggi nell'agenda dell'Eni, ha
detto l'amministratore delegato Scaroni.
Berlusconi:
al senato rischio ( da "Repubblica, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il leader
Pdl: "Il Pd può vincere a Palazzo Madama". Sulla compagnia di
bandiera indaga la Consob, il caso anche alla Procura Berlusconi: al Senato
rischio Alitalia, smentite alla cordata del Cavaliere. Veltroni: è
irresponsabile.
Sulla
pelle del paese - massimo giannini
( da "Repubblica,
La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Sulla vicenda
Alitalia Silvio Berlusconi ha risolto felicemente il problema. Non l'ha
perduta: molto più semplicemente, ha dimostrato di non averla mai posseduta.
Non ci sarebbe nulla di male, se questa fosse solo una carenza personale.
Purtroppo è invece un'emergenza nazionale.
Il
cavaliere gioca la carta dei favori con benetton, scaroni e ligresti - ettore
livini ( da "Repubblica, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
è stato
costretto a gettare acqua sul fuoco con una nota un po' ambigua: "Ad oggi
- ha detto - Alitalia non è in agenda". Il suo ad Paolo Scaroni, però, in
attesa di rinnovo, non ha fatto mancare una sospetta adesione morale
all'appello del Cavaliere: "Da cittadino italiano io penso sinceramente
che l'ideale sarebbe che Alitalia rimanesse fortemente radicata nel nostro
Paese".
Oggi
il piano air france la trattativa riparte in salita - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
riparte in
salita Qualche contrasto anche tra il presidente di Alitalia, Prato, e i
francesi LUCIO CILLIS ROMA - Un braccio di ferro in atto tra Roma e Parigi,
frena l'avvio della fase finale della trattativa tra Alitalia e Air France-Klm.
Nella serata di ieri i sindacati attendevano l'arrivo via posta elettronica di
una lettera contenente l'accordo quadro da discutere lunedì prossimo,
Consob
e procura si mettono in moto - marino bisso
( da "Repubblica,
La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
tutti hanno
preso le distanze da Berlusconi che li indicava come possibili acquirenti di
Alitalia. In serata, Bruno Ermolli, (presidente di Sinergetica e nel cda di
Mediaset) incaricato dal leader del Pdl di sondare l'imprenditoria italiana, ha
precisato che "un piano industriale per Alitalia potrà essere presentato
solo quando sarà esaurita la trattativa con i francesi".
Alitalia,
pioggia di smentite sulla cordata di berlusconi - barbara ardu
( da "Repubblica,
La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
pioggia di smentite sulla cordata di Berlusconi Ma il leader del Pdl insiste.
Veltroni: è una sarabanda Lo scontro Il Cavaliere: chi mi ha telefo-nato non
può smentire un interesse futuro Il leader Pd: attenzione a ciò che dice. C'è
in gioco il destino di tanti lavoratori BARBARA ARDU BARBARA ARDù ROMA - è un
fantasma la cordata italiana interessata a rilevare Alitalia.
Ciarrapico
insiste: saluto il camerata sindaco di littoria
( da "Repubblica,
La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
che ha sempre
svenduto tutto e ora vuole svendere anche Alitalia", e con Fausto
Bertinotti, "rosso sì ma rosso come il lusso". Quindi un cenno alle
sue condanne penali: "Non vi spaventate se ho avuto tre defaillance nella
mia vita di imprenditore. Ho avuto un finanziamento di 29 miliardi di lire e ne
ho restituiti oltre 70".
Sulla
pelle del paese - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nessuno dei
soggetti chiamati in causa ha sul tavolo la pratica Alitalia. In serata il
solito voltafaccia: "Sono solo contatti, non decisioni già assunte".
Poi la rituale minaccia: "Colpa dei giornali, che intingono la penna
nell'inchiostro rosso della sinistra". La campagna del Cavaliere
sull'affare Alitalia è un caso di scuola.
Segue
la cordata a orologeria ( da "Riformista, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
in regola per
chiudere la trattativa Alitalia, anche ai tempi supplementari". Persino
contro il volere del possibile futuro premier? "Anche in questo
caso", risponde uno stretto collaboratore di Prodi, segnalando come
"a differenza di quanto accade per chi vuol fare affari sui treni, il
business sugli aerei consentirebbe a chi ha coraggio anche di prescidere da un
capo di governo"
Risposta
all'editoriale del direttore ( da "Riformista, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Berlusconi ha
detto che nella cordata Alitalia ci deve essere anche Eni (Scaroni ha smentito
in tv). Eni resiste a vendere Snam Rete Gas, come gli chiedono di fare le
autorità italiane e comunitarie. Se due più due fa quattro, Berlusconi premier
chiederebbe a Eni di vendere e di investire il ricavato a far risorgere
Alitalia.
Fase
due la noia elettorale in tv e il tam tam sul web stanno mordendo i poli
( da "Riformista,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Prima il
D'Alema contro il Berlusconi "sudamericano" del caso Alitalia, quindi
Goffredo Bettini, che pure non ha mai smesso di tessere filo bipartisan con
Gianni Letta, ha sparato sul Corsera di ieri: "Il Cavaliere è come Le
Pen". Comunismo contro fascismo? Sì, se serve a rianimare le rispettive
truppe.
Alitalia
tutti smentiscono l'ex premier, almeno finché non sarà premier
( da "Riformista,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
tutti smentiscono l'ex premier, almeno finché non sarà premier La cordata a
orologeria, uscirà solo se vince Silvio "Ancora non l'hanno capito che non
si tratta di campagna elettorale. Fermare lo scempio della svendita di Alitalia
ai francesi è dovere di un primo ministro".
Elezioni
e mercati ( da "Riformista, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
di silenzio
su Alitalia Più che una moratoria sulla vendita dell'Alitalia, a questo punto
sarebbe necessaria una moratoria sulle dichiarazioni dei politici
sull'Alitalia. La situazione è diventata alquanto imbarazzante per un'economia
di mercato. Il titolo dell'Alitalia schizza in alto e viene sospeso ogni volta
che le agenzie rilanciano le ultime dichiarazioni di Berlusconi sull'
Alitalia
2 ha riaperto vecchi fronti e riportato prodi al centro della scena
( da "Riformista,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
Alitalia
5 privatizzare o no ( da "Riformista, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia 5
privatizzare o no Per carità, non ricominciamo con il "nocciolino"
Qui servono un progetto industriale e molti soldi Nella polemica elettorale
sulla trattativa Alitalia-Air France predominano le strumentalizzazioni legate
al momento politico e alle specificità dell'azienda, ma emergono anche
considerazioni più generali sul fenomeno delle privatizzazioni in Italia,
Alitalia
3 la cordata italiana qual è? perché non si è mai manifestata prima?
( da "Riformista,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia 3 la
cordata italiana qual è? perché non si è mai manifestata prima? Perché andremo
fino in fondo nella trattativa con AirFrance Alitalia vive un momento cruciale
per il suo destino. Ci troviamo di fronte ad un bivio. Da una parte la minaccia
di un fallimento.
Conversazione
da "Profondo Nord" fino a Malpensa
( da "Riformista,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
fa un
bilancio impietoso di quello che è stato chiamato "il male del Nord",
a partire dall'affaire Alitalia: "Certo, bisogna tener conto del dato
occupazionale. Ma, nell'ottica della nazione padana su Malpensa emergono
soprattutto aspetti clientelari sia dal punto di vista dei posti di lavoro che
degli incarichi pubblici. Si pensi al ruolo della Lega a Varese".
Alitalia
4 un piano b per non arrendersi ai francesi
( da "Riformista,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia 4 un
piano b per non arrendersi ai francesi L'unico modo per risollevarla è
affidarla ai fondi Il valore di Alitalia non è nullo, come ha giustamente
evidenziato Marco Vitale su questo stesso giornale, martedì 25 marzo. Ma come
egli ha altrettanto sottolineato, questo valore è oggi solo potenziale perché
alle attuali condizioni si annulla e anzi,
ALITALIA
1 perché andava venduta fatta prima, più in fretta con più impegno. e perché
non è un crimine venderla agli stranieri
( da "Riformista,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Un veloce
raffronto con altre compagnie europee suggerisce al contribuente italiano
tutto, fuorché che Alitalia sia stata un buon investimento. Pare evidente come
il management Alitalia non abbia compreso per tempo lo sviluppo del mercato
aereo: la compagnia era forte in quei mercati in cui si è più aperto alla
concorrenza, e dove quindi più in fretta ha perso terreno.
Alitalia
viola la continuità territoriale ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Domenica gli
aerei della compagnia arriveranno a Cagliari Alitalia non attende: domenica gli
aerei della compagnia pubblica decolleranno da Roma e Milano per Cagliari. La
continuità è a un bivio. Alitalia ha deciso: domenica gli aerei con il
tricolore decolleranno da Roma e Milano per Cagliari. Dopo 48 ore di attesa,
ieri la notizia è stata comunicata alla Sogaer,
L'analisi
( da "Corriere
della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
pag: 2
categoria: BREVI L'analisi I collegamenti e le strategie Il presidente Filippo
Penati Il piano industriale Dal primo di aprile a Malpensa mancherà all'appello
il 71 per cento dei voli Alitalia Le prospettive Tutta da concretizzare
un'eventuale cordata italiana. Mentre a Roma continua la trattativa con Air
France.
AirOne,
più voli a Malpensa <Pronti a sostituire Alitalia>
( da "Corriere
della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
parte il
piano anticrisi della compagnia di bandiera AirOne, più voli a Malpensa
"Pronti a sostituire Alitalia" Bonomi, Sea: segnale positivo, ora
liberalizzazione delle rotte Il prossimo 30 marzo la Regione aprirà la bretella
che collegherà lo scalo con la Milano-Torino è un pesce d'aprile che lascia il
segno quello che Alitalia ha promesso a Malpensa.
Malpensa,
AirOne aumenta i voli ( da "Corriere della Sera"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
REDAZIONALE
Aeroporti Malpensa, AirOne aumenta i voli Via sette voli su dieci dal 1Ë?
aprile. è l'effetto del piano industriale Alitalia su Malpensa. Mentre AirOne
ha annunciato ieri i nuovi collegamenti su una decina di destinazioni. Il
presidente di Sea, Giuseppe Bonomi, chiede la liberalizzazione delle rotte. A
PAGINA 2.
Alitalia,
in campo pm e Consob ( da "Corriere della Sera"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Veltroni:
basta giochi Alitalia, in campo pm e Consob Trattativa con Air France in
salita: Parigi prende tempo ROMA - Vendita di Alitalia, la Procura di Roma sta
seguendo la vicenda. La Consob ha chiesto alle aziende coinvolte di dare presto
informazioni ufficiali al mercato.
Air
France, duello con i sindacati ( da "Corriere della Sera"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
il consiglio
d'amministrazione, che non si è occupato dell'acquisto dei terreni di Alitalia,
ha preso atto delle dimissioni dell'amministratore Maurizio Basile, che saranno
operative il 16 aprile, giorno dell'assemblea. Al suo posto potrebbe arrivare
Giancarlo Schisano, direttore della Divisione Passeggeri Cargo di Alitalia.
<Cordata
italiana, troppe parole> Procura e Consob in campo
( da "Corriere
della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
indagare per
insider trading e aggiotaggio ROMA - Non c'è ancora un nuovo fascicolo su
Alitalia, ma la Procura di Roma sta seguendo con attenzione le indiscrezioni
sulla trattativa e la loro possibile incidenza sulle oscillazioni del titolo in
Borsa della compagnia di bandiera e attende i risultati di un'eventuale
istruttoria da parte dell'autorità di vigilanza.
Morando:
ma i giudici vanno lasciati fuori
( da "Corriere
della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ma i giudici
vanno lasciati fuori ROMA - "Le dichiarazioni di Berlusconi su Alitalia,
dal primo minuto, sono state irresponsabili. Ma la discussione deve restare sul
piano politico. Lasciamo fuori le procure". Enrico Morando (nella foto),
senatore ed estensore del programma del Pd, censura l'idea dipietrista di
ricorrere alla magistratura sul caso Alitalia.
Il
Cavaliere: stiamo lavorando Veltroni: ora basta con i giochi
( da "Corriere
della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
cordata di
soci italiani sollecitata da Silvio Berlusconi a farsi carico dell'Alitalia
stenta a materializzarsi. I loro nomi, dice il Cavaliere, "non li ho mai
fatti, sono indiscrezioni o supposizioni dei giornali", ma in Borsa i titoli
Alitalia affrontano saliscendi paurosi, la Consob preoccupata chiede chiarezza,
e il centrosinistra attacca a testa bassa, accusandolo di bluffare.
<Se
ministro vieterei la pillola abortiva>
( da "Corriere
della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
it ribadisce
le ragioni di una scelta scomoda che gli ha fatto guadagnare critiche da destra
e da sinistra "L'Alitalia, le tasse, i salari sono importanti spiega - .
Le ricette che vengono proposte, però, alla fine si assomigliano tutte. Se c'è
una cosa che oggi realmente divide, invece, questa è proprio la valutazione
sulla vita umana: è preziosa? E' manipolabile?
La
Russa: non è un bluff, almeno tre i nomi
( da "Corriere
della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
L'unico
problema sono le 48 ore". Dal tavolo verde al tavolo operatorio.
"Sono 10 anni che l'Alitalia è in coma. E questi vogliono staccare la
spina tra 48 ore. Non so se Berlusconi ce la farà, ma questo atteggiamento del
governo Prodi non ha senso". M. Sen.
Precisazioni
( da "Corriere
della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia non
è oggi nell'agenda" Mediobanca "non ha avviato né partecipa ad alcuna
iniziativa volta a promuovere offerte per rilevare Alitalia" Salvatore
Ligresti informa di non aver avviato alcuna iniziativa finalizzata a presentare
un'offerta per rilevare Alitalia Per il gruppo non ci sono "iniziative
volte a presentare un'
Pdl-Pd,
lite sulla <bufala> D'Alema: speculazioni
( da "Corriere
della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
è accaduto
prima con l'Alitalia. Adesso si replica con la mozzarella. I partiti di governo
da una parte, a dire che bisogna smetterla con tutto questo allarmismo, e
dall'altra l'opposizione col dito puntato contro i presunti responsabili del
disastro. "I controlli - rassicura D'Alema - sono accurati e rigorosi
".
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 6
La Nota di M... ( da "Corriere della Sera"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
perché il
tema ormai sta entrando a forza nello scontro fra partiti: come il caso
Alitalia e quello della spazzatura, di cui le preziose mozzarelle sono
appendici avvelenate. D'altronde la Campania, politicamente "rossa"
da anni, è un bersaglio facile per il Pdl. Con il suo concentrato di emergenze
consente di accomunare nel malgoverno vecchi e nuovi responsabili;
Malpensa,
la carica degli asiatici ( da "Corriere della Sera"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
che chiede il
mantenimento dell'esclusività dei diritti di traffico per Alitalia e una
prelazione sulle rotte ancora libere. Se il Tesoro la accettasse, concederebbe
ad Air France le chiavi del monopolio italiano dei collegamenti
intercontinentali. Per questo, forse, Bonomi non rinuncia alla causa da 1,25
miliardi contro Alitalia.
Rimbalzano
gli indici, bene Unipol ( da "Corriere della Sera"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
46% e
l'S&P-Mib dell'1,24%) anche ieri hanno tenuto banco Alitalia e Impregilo.
Mentre la Consob ha annunciato un attento monitoraggio della situazione dopo
gli annunci e le smentite sulla fantomatica cordata italiana, le azioni della
compagnia aerea hanno chiuso in progresso del 10,86% con scambi sempre elevati.
Adr,
rivoluzione al vertice ( da "Corriere della Sera"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
acquisto di
terreni per 100-120 milioni di euro da Alitalia e da altri privati. Fra le
ipotesi c'è anche la tenuta Maccarese, della famiglia Benetton, a sua volta
azionista di Gemina. Soluzioni che non avevano convinto la giunta Veltroni e
l'ormai ex assessore al Bilancio, Marco Causi. Ma ora la partita si potrebbe
riaprire.
Veltroni:
se ci sarà lo stallo sì a una fase costituente
( da "Corriere
della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Delle 6 mila
domande lascia inevasa quella sulle coppie di fatto, ma non il quesito sui
figli del Cavaliere nella cordata per Alitalia: "Teniamo le creature fuori
dalla campagna elettorale... ". E oggi il pullman approda in Calabria.
Monica Guerzoni.
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
64 categoria:
BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Alitalia, caos cordata Bufera sulle
indiscrezioni circa gli imprenditori e i gruppi che preparerebbero la cordata
italiana auspicata da Silvio Berlusconi. Che smentisce: quei nomi non li ho
fatti io. Veltroni avverte: niente turbative. Si muovono la Procura e la
Consob.
La
Riviera sbarca sulla Piazza Rossa
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Proprio in
coincidenza con la fiera a Mosca, infatti, il mensile Ulisse, il magazine della
compagnia Alitalia, ha raccontato il territorio con suggestive immagini e
esaltandone le peculiarità con il reportage della giornalista Ilaria Di
Benedetto. CATERINA FIORI.
Alitalia,
polemica sulla cordata ( da "Messaggero, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Berlusconi:
mai fatto nomi, al progetto non rinuncio. Veltroni: gli annunci turbano la
trattativa Alitalia, polemica sulla cordata Consob e Procura in campo. Nuovo
piano Air France, aumentano gli esuberi dei piloti.
ROMA
Oggi il nuovo piano di Air France sarà presentato ai sindacati e si riunirà il
cda d ( da "Messaggero, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
I Alitalia
per decidere se prorogare oltre il 31 marzo la scadenza della trattativa. Una
riunione intersindacale emetterà un primo giudizio. Il piano di Spinetta
prevede delle "aperture", ma salirebbero anche gli esuberi tra i
piloti. I "comandanti" sono in rivolta e minacciano dure proteste.
MENTRE
impazzano nella campagna elettorale le dichiarazioni, le contro dichiarazioni,
le precisa ( da "Messaggero, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
le
precisazioni, le smentite sulla questione Alitalia, ci sono dei temi certo non
di minor rilievo esclusi sia dai programmi che dai confronti fra i partiti. Ad
esempio quello della riforma della legge finanziaria è praticamente un milite
ignoto sia nei programmi dei partiti che nel confronto elettorale.
ROMA
- Il partito di Malpensa c'è. Quello di Fiumicino no. Gli scenari futuri
preoccup ( da "Messaggero, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
destino di
Alitalia e dello scalo milanese, giustamente perché si vogliono evitare effetti
troppo gravi, ma la crisi della compagnia potrebbe avere gravi conseguenze
anche su Fiumicino", fa notare Rutelli, a margine di un appuntamento
elettorale. I concetti sono gli stessi espressi altre volte, aggravati dal
fatto che sono passati altri giorni senza che si intravveda una soluzione.
Air
Bufala ( da "Manifesto, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Berlusconi fa
i nomi dei potenziali interessati a una "cordata italiana" per
acquistare Alitalia: Ligresti, Benetton, Eni, Mediobanca. Ma tutti smentiscono.
Consob annuncia un "monitoraggio" dei possibili movimenti speculativi
sul titolo. Continua la trattativa con Air France PAGINA 3.
ROMA
- La cordata alternativa non c'è. Almeno per il momento. Almeno si
( da "Messaggero,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
della
giustizia europea qualora vengano compromessi i propri diritti di interlocutore
"in esclusiva" di Alitalia. I tempi si allungano e oggi il cda di
Alitalia farà slittare il termine ultimo dal 31 marzo a dopo il voto. L'ultima
parola spetterà quindi al nuovo governo. Questa prospettiva divide le strategie
nel centrodestra, anche in vista di una vittoria data quasi per scontata.
ROMA
- Una nuova Telco - c'è già chi l'avrebbe battezzata Ali
( da "Messaggero,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
soluzione di
sistema per Alitalia, senza Air One almeno nel ruolo di principale pivot
tecnico, che entrerebbe in campo, però, dopo le elezioni, quindi scrollandosi
di dosso un'etichetta elettorale e nel caso in cui Air France dovesse tornare a
casa. Sarebbe questa, secondo quanto risulta a Il Messaggero, l'ipotesi di
cordata italiana per salvare la compagnia di bandiera che dall'
ROMA
Un puzzle indecifrabile. Poche tessere non riescono ancora a delineare il
quadro. Cio& ( da "Messaggero, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
perimetro"
Alitalia all'interno di Az-Servizi che occupa attualmente 7.600 dipendenti.
Confermati i 500 esuberi, ma agli oltre 3.300 lavoratori che era già previsto
restassero in azienda, si aggiungeranno i 3.000 di Alitalia Airport. Verrebbero
tagliati fuori - a differenza di quanto si pensava - i dipendenti del reparto
motori,
E'
meglio comprare Air France ( da "Manifesto, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
di Alitalia.
Ristrutturare Alitalia non è un' impresa impossibile, ma messa in piedi in
fretta e furia sulla spinta di esigenze elettorali rischia di avere il solo
effetto di distruggere altra ricchezza e rimandare il problema. Capovolgiamo la
questione: con 1,6 miliardi di euro di capitale di rischio si può ottenere un
prestito di 1 miliardo da quasi qualsiasi banca nel mondo e,
Si
è sfilata la cordata ( da "Manifesto, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
della
situazione Alitalia (il cui titolo anche ieri è stato sospeso svariate volte
per eccesso di rialzo, per poi chiudere con un più 8,44%). E la magistratura -
che segue la vicenda Alitalia dalla scorsa estate - per dirsi pronta a
esaminare il materiale che dovesse emergere nell'ipotesi di un'istruttoria da
parte dell'autorità di vigilanza.
Un
compagno che sbaglia ( da "Manifesto, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Da San
Mastella all'Alitalia. In videochat su Corriere.it, l'imprenditore che non è di
sinistra, per sua ammissione e per nostra fortuna, dice che non si
scandalizzerebbe se la compagnia di bandiera fallisse, "perché è già
successo in altri paesi. E poi si è sempre ripartiti con una società
nuova".
Si
attende il nuovo piano , tutti convocati per lunedì
( da "Manifesto,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dagli uffici
della direzione Alitalia ai sindacati che chiedevano lumi sui tempi di consegna
del nuovo piano industriale, che dovrebbe contenere anche i dettagli sulle
riduzioni di organico nei vari rami della compagnia di bandiera. E' una battuta
che illustra il clima interno e la consapevolezza che gli uomini di Jean-Cyril
Spinetta si muovono già da padroni dentro il "
ROMA
- Nei programmi elettorali delle tre liste non c'è l'Alitalia, n
( da "Messaggero,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nei programmi
elettorali delle tre liste non c'è l'Alitalia, non si parla di aborto, nè di
rifiuti che avvelenano anime e terre. Altre le questioni in ballo: come
risolvere il caro-kasher, ossia fornire prodotti controllati dal rabbinato a un
prezzo accessibile a tutti; come mantenere legati alla Comunità anche i figli
dei matrimoni misti;
TRIESTE
- Berlusconi dice che - se tornerà al governo - avrà tutte le ist
( da "Messaggero,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Napolitano ha
glissato qualsiasi domanda che potesse coinvolgerlo nell'attualità: a
cominciare dall'Alitalia. Il suo pensiero l'ha affidato ad un messaggio al
centro di studi ciceroniani in cui addita "l'etica ciceroniana" come
lezione preziosa per quanti si avvicinano alla politica intesa come servizio.
p.ca.
Alitalia,
Berlusconi fa i nomi poi smentisce, poi rilancia nessuno lo segue, se non la
Consob ( da "Liberazione"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
Berlusconi fa i nomi poi smentisce, poi rilancia nessuno lo segue, se non la
Consob Carlo Magi Ha i nomi - e che nomi - anzi no. La partita Alitalia per
Berlusconi sta diventando una sorta di tira e molla che potrebbe finire in un
gigantesco bluff con conseguenze giudiziarie o in una mossa elettorale non da
poco.
Malpensa,
raggiunto un accordo con Sea ma i precari sono esclusi
( da "Liberazione"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
In seguito
alla crisi dell'Alitalia, è in atto un ridimensionamento di Malpensa. La Sea e
la Sea Holding, le due società che gestiscono l'insieme dei servizi
aeroportuali dell'aereoporto milanese, che hanno come principale committente
Alitalia, denunciano un esubero di circa 900 addetti.
Alitalia,
scontro Veltroni-Berlusconi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Al centro
dello scontro, vendita Alitalia e par condicio. ROMA La campagna elettorale si
è infiammata all'improvviso con toni che fanno temere a Sandro Bondi il ritorno
del "bipolarismo armato": Alitalia e par condicio i terreni
principali di battaglia, ma più in generale è tutto lo scenario che appare in
brusco movimento.
Ora
Walter punta al dopo-elezioni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sulla vicenda
Alitalia. Ma dopo aver alzato i toni nei giorni scorsi, nel pomeriggio torna al
fair play di sempre. Al Palasport di Messina partono fischi contro Berlusconi
ma Veltroni stoppa la platea: "Anche se loro non hanno rispetto per noi,
io ce l'ho per loro e per quante cose si possano dire non risponderò perchè non
voglio far precipitare l'
Una
ricetta (politica) per due cucine
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
nuove
trattative per la vendita di Alitalia, si è tornati alla politica degli annunci
preventivi. Il segretario del Partito democratico ha messo in campo una
proposta sulle pensioni che riguarderebbe più di sette milioni di italiani:
incrementare l'assegno di circa 400 euro l'anno per chi ha superato i 65 anni
di età attraverso la riduzione della pressione fiscale sui loro redditi.
Scontro
sulla tv, Berlusconi accusa: la Rai è asservita
( da "Stampa,
La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
su Alitalia,
il Cavaliere si comporta da delinquente. Ma pure Berlusconi non scherza.
Addosso a un Veltroni in apparenza nonviolento e gandhiano rovescia una sequela
di epiteti tra cui il più carino è "bugiardo mentitore". L'ira di
Silvio contro Walter ha origine nel caso "Porta a Porta", cioè nel
veto dei vertici Rai a una puntata di Vespa su Berlusconi,
Cv
Alital 1075,309<TD class ( da "Stampa, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Cv Alital 10
75,309 73,628 cv B Ifis 09 100,320 99,766 cv Bco Popol 10 100,586 100,528 cv
Beni Sta 11 92,796 92,291 cv BIM 15 90,773 90,224 cv Carige 13 114,323 114,876
cv Mi-A2a 09 115,239 114,416 cv SIAS 17 92,744 92,587 cv Snia 10 92,600 92,600
cv Vitt Ass 190,000 197,000 Telecom IT CV 10 109,859 109,
Piazza
Affari mette a segno un bel balzo con il Mibtel 1,46% a 24.193 punti e
l'S&P/Mib 1,24% ( da "Stampa, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia ha
proseguito, sia pure a passo un po' più lento, il suo recupero (+10,8% a 0,64
euro). Il settore finanziario si è accodato, a distanza, a questi sprint
individuali del mercato: così Unicredit ha guadagnato l'1,53% a 4,24 euro, Bpm
il 2% a 7,21 euro e Mediobanca l'1% a 13 euro.
La
droga e i giovani I dati circa la diffusione della droga nei giovani e negli
adulti so ( da "Stampa, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Dopo
Alitalia, la monnezza e le mozzarelle di bufala contaminate, pare, dalla
medesima, presto sentiremo una parte politica incolpare l'altra perché è stata
rinvenuta anche nel latte materno una quantità di diossina superiore a quella
ritenuta ammissibile.
Cordata
italiana, smentite da Eni e Mediobanca
( da "Campanile,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sul
caso-Alitalia, sembra proprio essere tutta qui. Era la fine della scorsa
settimana, quando il capo dell'opposizione Silvio Berlusconi, in piena
trattativa AirFrance-Klm e Alitalia, affermava di avere nel cilindro una
cordata tutta italiana, pronta a impedire la svendita della compagnia di
bandiera ai cugini francesi.
Tra
le massaie che faticano ad arrivare alla fine del mese - quando ci arrivano - e
tra la gente che ( da "Stampa, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ha chiesto ai
giovani responsabili del Pd del quartiere 7 di organizzare un porta a porta a
contatto dei cittadini perché "abbiamo bisogno di capire veramente che
cosa pensano i cittadini". Altro che Alitalia, francesi e cordate
italiane, a Porta Palazzo e in riva al Po la priorità o le paure si chiamano
ordine pubblico e microcriminalità, rifiuti e povertà.
Alitalia
e par condicio infiammano le elezioni
( da "Secolo
XIX, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Cordata nel
mirino La Procura di Roma e la Consob seguono da vicino il destino del titolo
Alitalia, dopo le dichiarazioni di Berlusconi. Ed è polemica sulla sfida
mancata in tv con Veltroni Roma. La Commissione per la Borsa sta facendo
"un attento monitoraggio" sul titolo Alitalia. La Procura di Roma
segue con "attenzione" la vicenda.
Perini:
Così la Francia ci ruba turismo e affari
( da "Tempo,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il governo ha
voluto legare le sorti dell'Alitalia a Malpensa facendo un grande errore. Per
questo il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni aveva chiesto
una moratoria di due anni per Malpensa. Questo avrebbe consentito di avere
tempo per trovare altri vettori intenzionati a utilizzare Malpensa come un hub
europeo.
Maurizio
Basile lascerà l'incarico di amministratore
( da "Tempo,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia, un
passaggio che il progetto di Air France-Klm per l'acquisizione della compagnia
italiana prevede tra le condizioni da raggiungere entro il 31 marzo. Non era
invece formalmente all'ordine del giorno l'acquisizione da Alitalia di terreni
per
Filippo
Caleri f.caleri@iltempo.it AirOne l'unica compagnia
( da "Tempo,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
di entrare
nella competizione per aggiudicarsi Alitalia pensa già al suo futuro
industriale. E questa volta senza mettere in conto il possibile rientro in
gioco sul dossier Alitalia, opportunità riemersa con il tentativo di Silvio
Berlusconi di mettere in pista una cordata alternativa ad Air France.
Piazzetta
davvero della Lega ( da "Stampa, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia e
mozzarella di bufala. "Credo - ha detto - che per Alitalia l'unica
proposta seria sia quella di Air France, se c'è una cordata italiana Berlusconi
faccia il favore di presentare un'offerta al governo". E: "Non si
vende un gioiello di famiglia ma una roba che fa acqua da tutte le parti, pozzo
senza fondo che costa a tutti montagne di soldi"
Fabrizio
dell'Orefice f.dellorefice@iltempo.it Da anni
( da "Tempo,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E penso che
abbia effetti anche sulla trattativa Alitalia perché nel mondo finanziario è
chiaro che si tratta con chi non ce la fa". E come se ne esce?
"Riprendendo una politica delle ambizioni. Realizzando grandi opere,
completando la Tav, realizzando il Ponte sullo Stretto...".
Solo
passi indietro per la cordata italiana
( da "Tempo,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ingresso nel
capitale di Alitalia. "No comment" dal gruppo guidato da Salvatore
Ligresti e dalla holding della famiglia Benetton mentre l'Eni, ha affermato
l0ad Paolo Scaroni, "non ha oggi in agenda" il dossier Alitalia. Il
top manager ha comunque aggiunto che "da cittadino italiano, penso
sinceramente che l'ideale sarebbe che Alitalia rimanesse fortemente radicata
nel nostro paese"
Titolo
preda dei piccoli speculatori ( da "Tempo, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
terreno di conquista di piccoli speculatori. Ne è convinta la Consob che ha
messo in atto un "attento monitoraggio" della situazione e ha
effettuato quelli che ambienti della Commissione definiscono "interventi
di competenza". Da mesi il presidente dell'Authority, Lamberto Cardia,
chiede di limitare le esternazioni sul futuro della compagnia perché non fanno
altro che soffiare
Presidente
Mondello, il Paese è a un punto di svolta. Quali
( da "Tempo,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il dossier
Alitalia è legato anche a quello del rilancio dell'aeroporto di Fiumicino. Qual
è la sua posizione? L'ipotesi Air France per Alitalia porterebbe innegabilmente
benefici al Leonardo Da Vinci. Ma dobbiamo evitare la situazione che definisco
"dei capponi di Renzo": ovvero che Roma e Milano siano in contrasto.
Rimbalza
seat, exploit di geox ( da "Repubblica, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Tra i titoli
minori, forti rialzi per Stefanel dopo i conti della vigilia; su anche
Ciccolella e Isagro. Geox balza di oltre il 7% beneficiando del suo prossimo
ingresso nell'indice S&p/Mib (a partire dalla chiusura del mercato odierno)
al posto di Alitalia.
Berlusconi
bracca l'Udc ( da "Tempo, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il Cavaliere
invita gli elettori dell'Udc a non disperdere i consensi del Centrodestra per
non avvantaggiare il Pd. Intanto il caso Alitalia infiamma la campagna
elettorale. Air France presenta il nuovo piano ai sindacati mentre alcuni
imprenditori smentiscono l'ingresso nella cordata italiana. Caleri, Della
Pasqua e Lombardo alle pag. 2, 3 e 6.
ALITALIA
è importante, ma anche il delitto di Nuoro lo è. Se non per i politici, c
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Cordata
italiana per Alitalia: in campo I big chiamati in causa: nessun dossier.
Berlusconi: mai fatto nomi, sono solo
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
acquisizione
di Alitalia da parte di un gruppo di imprenditori italiani si potrebbe già
consolidare "entro tre-quattro settimane". Silvio Berlusconi insiste,
ripetendo che per la soluzione della vicenda Alitalia "o si torna alla
situazione iniziale della trattativa, ovvero a un conglomerato che metta
insieme, sullo stesso piano,
Nessun
incontro Toto-Passera AirOne scommette su Malpensa
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
si
svilupperanno indipendentemente dalla partita in atto su Alitalia. L'ULTIMA
MOSSA di Toto non pare, però, da scacco matto per Sea. Nel senso che Bonomi,
pur apprezzando l'iniziativa assunta da AirOne, comunque capace di coprire
quasi 400 frequenze 'rottamate' da Alitalia, non se la sente di legare la sua
società al futuro del vettore privato.
AZIENDE
IL CDA EVIDENZIA UNA BUONA PERFORMANCE ANCHE SE LE PROSPETTIVE SONO SEVERE 0
Elica guadagna in un mercato che langue
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E parlando di
made in Italy e di orgoglio italiano è stato inevitabile un accenno alla
vicenda Alitalia che vede Francesco Casoli (presidente esecutivo di Elica) tra
quelli che hanno risposto presente all'appello di Silvio Berlusconi: "Alla
luce della posizione assunta da alcuni imprenditori italiani - spiega Casoli -
oggi posso dire che Air France ha cambiato rotta.
FINCANTIERI
IL PRESIDENTE TIENE A BATTESIMO LA 'VENTURA'. L'AD BONO: SERVONO CAPITALI PER
BATTERE I COREANI 0 Napolitano vara la regina delle navi da crociera
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia, ha
seccamente risposto: "Non intendo dire neppure mezza parola". A
GORIZIA il Presidente aveva aperto la sua visita incontrando i rappresentanti
dell'Associazione dei familiari delle vittime dell'amianto che gli hanno
chiesto "un impegno perché siano attivati tutti gli strumenti per
sbloccare la situazione giudiziaria per i procedimenti in atto"
GEOX
Festeggia per S&P/Mib Geox brinda al passaggio dal paniere dell'indice
Midex a quello dello all... ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
GEOX
Festeggia per S&P/Mib Geox brinda al passaggio dal paniere dell'indice
Midex a quello dello allo S&P/Mib, che decorrerà da lunedi prossimo 31
marzo, dove sostituirà Alitalia. Il titolo del gruppo veneto, noto per la
"scarpa che respira", ieri è così cresciuto del 7,5%. - -->.
Consob
e procura fanno rotta su Alitalia Ecco i nomi attribuiti a Berlusconi Tutti
smentiscono, lui pure: Solo ipotesi . Mercato in tilt, si indaga
( da "Nazione,
La (Nazionale)" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
CORDATE
MISTERIOSE Consob e procura fanno rotta su Alitalia Ecco i nomi attribuiti a
Berlusconi Tutti smentiscono, lui pure: "Solo ipotesi". Mercato in
tilt, si indaga - -->.
Bossi:
"Alitalia e Malpensa importanti anche per il Vco"
( da "Stampa,
La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
IERI SERA A
DOMODOSSOLA IL LEADER DELLA LEGA Bossi: "Alitalia e Malpensa importanti
anche per il Vco" "Alitalia è importante anche per il Verbano Cusio
Ossola, per la sua vicinanza a Malpensa. Questo aeroporto è fatto e quindi
nessuno lo tocca. Occorrerà solo trovare una compagnia interessata all'acquisto
di Alitalia ed in Europa ce ne sono, non c'è solo Air France".
Battaglia
sulla cordata italiana ( da "Stampa, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
A Scaroni
piacerebbe se non andasse agli stranieri Battaglia sulla cordata italiana
Alitalia, si muovono Procura e Consob. Veltroni: Berlusconi turba la trattativa
Toni accesi sulla cordata italiana per Alitalia. Smentiscono l'interessamento
Mediobanca, Benetton ed Eni, anche se per Scaroni, amministratore delegato
dell'Eni, "ideale sarebbe se Alitalia restasse in mani italiane".
Berlusconi
gioca a dadi sul tavolo della campagna elettorale coi destini dei lavoratori
( da "Stampa,
La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Hanno detto
Berlusconi gioca a dadi sul tavolo della campagna elettorale coi destini dei
lavoratori I piloti di Alitalia in esubero sono circa la metà di quelli
affermati da Air France Ci vuole un piano industriale che guardi al futuro e da
cui ricavare le indicazioni sull'occupazione Walter Veltroni Luigi Angeletti
Cesare Damiano.
Per
garantire liquidità è probabile che il Fisco rimborsi 85 milioni di crediti
d'imposta ( da "Stampa, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
affare
Alitalia, ricorda di "aver avuto l'incarico di valutare la possibilità di
individuare degli imprenditori italiani" per il "salvataggio" di
Alitalia. E del resto, assolti i doveri di bon ton istituzionale con la
Commissione di Borsa, in serata il Cavaliere tornerà all'attacco con la sua
offensiva che è anzitutto elettorale:
I
l presidente Berlusconi mi ha incaricato di valutare la possibilità di
individuare degli impr ( da "Stampa, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
imprenditoriali
e per forza economica avrebbero potuto esplicare un positivo intervento nel
salvataggio e nel rilancio di Alitalia, salvaguardando l'occupazione e gli
interessi del paese". Il giorno dopo le dichiarazioni di Silvio Berlusconi
a La Stampa con i nomi - Ligresti, Benetton, Mediobanca, l'Eni - dei presunti
partecipanti a una cordata per Alitalia, Bruno Ermolli rilancia.
Presidente
Mondello, il Paese è a un punto di svolta. Quali
( da "Tempo,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il dossier
Alitalia è legato anche a quello del rilancio dell'aeroporto di Fiumicino. Qual
è la sua posizione? L'ipotesi Air France per Alitalia porterebbe innegabilmente
benefici al Leonardo Da Vinci. Ma dobbiamo evitare la situazione che definisco
"dei capponi di Renzo": ovvero che Roma e Milano siano in contrasto.
Air
France scopre le carte, meno esuberi nel piano ma i sindacati non si fidano
( da "Tempo,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia Air
France scopre le carte, meno esuberi nel piano ma i sindacati non si fidano
Oggi si alza il velo sul nuovo piano di Air France-Klm, "corretto"
con aperture verso le richieste dei sindacati, per l'acquisizione di Alitalia.
Il documento, che contiene una proposta di accordo quadro che il gruppo
franco-olandese invierà alle nove sigle che rappresentano i lavoratori di
Alitalia
Che
lo si voglia ammettere o meno c'è un filo conduttore che
( da "Tempo,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia e la
pattumiera a cielo aperto che è da mesi mezza Campania. Questo filo conduttore
si chiama "male d'Italy", che rischia seriamente di prendere il posto
del "made in Italy" su cui ci culliamo senza riguardo da ormai troppo
tempo. Negli ultimi mesi abbiamo permesso alle televisioni di tutto il mondo di
far rimbalzare nei cinque continenti le immagini di Napoli oltraggiata
Bon
gré, mal gré, Air France ( da "Opinione, L'"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
affari
inferiore alle perdite annuali di Alitalia; mentre Air France, che si trova in
pole position, ha dei ricavi che raggiungono quasi 23 miliardi di Euro e
producono utili, contro i circa 5 miliardi di Alitalia che invece producono
perdite. Qualsiasi progetto di sviluppo dovrà, inesorabilmente, misurarsi con
un sempre più accentuata concorrenza,
La
vera bufala è il Pd ( da "Opinione, L'"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ma chi ci
amministra pensa ad Alitalia, non curandosi del fatto che oltre i nostri
confini dopo la mondezza, adesso abbiamo esportato la mozzarella killer.
Legando anche una cosa all'altra. "Non vorrei che sulla questione della
mozzarella di bufala ci fosse in atto una speculazione a danno di Napoli.
Ma
dove è finita l'indignazione? ( da "Opinione, L'"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
difficile
capire perché in campagna elettorale si parli di Alitalia, che è bollita da
anni e si tratta solo di stabilire chi la scola, e non di questa roba, che non
solo avvelena la gente, ma ci mette nella straordinaria condizione d'esportare
spazzatura, pagando, e non potere esportare mozzarella, rimettendoci dei soldi.
Il
Cavaliere e l'artigiano ( da "Opinione, L'"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
INCONTRO CON
CONFARTIGIANATO BERLUSCONI PRECISA SU ALITALIA Il Cavaliere e l'artigiano di
Elisa Borghi Ha gioco facile Silvio Berlusconi di fronte a una platea di artigiani
che applaude a ogni sua frase. Il Cavaliere lo sa bene e ne approfitta. Così
ieri, invitato nella sede romana di Confartigianato per ascoltare le richieste
dei piccoli imprenditori,
Nello
Stato che non c'è più, fa di nuovo capolino la diossina
( da "Opinione,
L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia e
sulle sue spoglie contese, con in sottofondo quel simpaticone di Spinetta che
parla come l'Ispettore Clouseau. E poi, nei Tg, vai con l'aumento del prezzo
dell'insalata. Qui e ora non interessa comprendere le motivazioni reali o
immaginaria di questa diossina penetrata nel latte di bufala dalle erbe
avvelenate della Campania.
Così
l'Isvap ricicla i dipendenti ( da "Opinione, L'"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
i dipendenti
di Alitalia, Autostrade e società varie dello spezzatino Fs sono continuamente
a rischio disoccupazione, invece per il riordino delle Authority (a seguito del
Decreto Bersani-Visco) è già previsto l'assorbimento dell'Isvap in Consob, e
nella massima salvaguardia di posti, carriere e stipendi (anzi con
equiparazione a quelli di Bankitalia)
Ermolli
conferma il mandato per la cordata
( da "Opinione,
L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ALITALIA
Ermolli conferma il mandato per la cordata "Nel constatare come la perdita
definitiva della Compagnia di bandiera, che arrecherebbe un evidente ed
irreversibile danno al sistema Italia, il Presidente Berlusconi mi ha
incaricato di valutare la possibilità di individuare degli imprenditori
italiani che per capacità imprenditoriali e per forza economica avrebbero
potuto esplicare
Il
Papa benedice il ranking ( da "Opinione, L'"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
intervenuto
in numerose occasioni sulla vicenda Alitalia. "Il Governo non ha voluto
discutere col sindacato cosa stesse avvenendo", ha dichiarato il
sindacalista in oltre 5 minuti e mezzo di interviste. Bonanni non riesce a
capire le ragioni per le quali si dovrebbe svendere la compagnia di bandiera al
maggior concorrente turistico europeo come la Francia,
Se
vinciamo, festa grande con Berlusconi e Penati La politica fa il tifo.
Formigoni: Vogliamo spuntarla, come per Malpensa . Craxi: l'impegno del governo
non è calato ( da "Giorno, Il (Nazionale)"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
non sembra
temere che la riduzione dei voli di Alitalia sull'aeroporto di Malpensa possa
avere una ripercussione sulla candidatura di Milano per l'Expo. "Mi auguro
- ha aggiunto il presidente della Lombardia - che la decisione di Alitalia di
abbandonare Malpensa non abbia ripercussioni sulla scelta di Milano.
Elezioni,
Craxi -Ps- 'In Lombardia, il declinodella Lega e' ormai evidente'
( da "Voce
d'Italia, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
alla protesta
generalizzata hanno sostituito la sete di potere clientelare condita con la
demagogia”. “Tra l'altro - insiste Craxi -, essi possono considerarsi i
principali coimputati delle difficoltà di Alitalia e, in particolare, dello
scalo della Malpensa: ormai, non hanno più alibi, né argomenti”. Red pol.
Alitalia,
confermati 2100 esuberi e riduzione della flotta
( da "Voce
d'Italia, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
KLM per il
rilancio della compagnia italiana Alitalia, confermati 2100 esuberi e riduzione
della flotta I Sindacati: "Piano insufficiente ma trattiamo fino in
fondo" Roma, 28 mar.- Le nove sigle sindacali di Alitalia hanno ricevuto
in nottata l'atteso documento annunciato nei giorni scorsi dal numero uno di
Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta.
Bertinotti
e la guerra tra poveri in Italia ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
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vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato
sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente
regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno
pentendo, non però i ministri dell'attuale governo.
L'Iran
sta tentando il colpo di mano in Iraq?
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
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vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato
sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente
regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno
pentendo, non però i ministri dell'attuale governo.
Quei
manager fanno disastri. Ma vengono premiati
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
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vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato
sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente
regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno
pentendo, non però i ministri dell'attuale governo.
Crociata
contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
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vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato
sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente
regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno
pentendo, non però i ministri dell'attuale governo.
Milva
e quei sette milioni nascosti per la vecchiaia
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
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vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato sul
Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente regalata ad
Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno pentendo,
non però i ministri dell'attuale governo.
Oddio,
Carla Bruni fa la morale ai giornalisti
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
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vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato
sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente
regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno
pentendo, non però i ministri dell'attuale governo.
Boicottare
le Olimpiadi crea confusione? ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
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vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato
sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente
regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno
pentendo, non però i ministri dell'attuale governo.
L'ultima
moda: tutti immobili per tre minuti
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
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vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato
sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente
regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno
pentendo, non però i ministri dell'attuale governo.
Un
(osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina?
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
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vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato
sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente
regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno
pentendo, non però i ministri dell'attuale governo.
Dietro
la vicenda Alitalia la mano della lobby europea
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
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vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato
sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente
regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno
pentendo, non però i ministri dell'attuale governo.
Oops,
Vasco stavolta ha toppato ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
no alla
separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I
sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun
rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog
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Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.
Bill
più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
no alla
separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I
sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun
rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog
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Tokio
Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
no alla
separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I
sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun
rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog
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La
lezione dei Rem (e di Mtv) ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
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Abstract:
no alla
separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I
sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun
rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog
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Led
Zeppelin in tour. O forse no ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
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Abstract:
no alla
separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I
sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun
rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog
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Ecco
perche' Vasco si è laureato ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
no alla
separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I
sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun
rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog
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Bjork,
il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
no alla
separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I
sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun
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Bravi,
così si protegge Britney (e impariamo anche noi)
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
no alla
separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I
sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun
rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog
amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella
Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.
L'INTERVENTO
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
seguendo il metodo che gli è più congeniale: la svendita dei "gioielli di
famiglia", come il caso Sme insegna. Praticamente un case-study. Un Prodi,
più presidente dell'Iri in carica che premier, ha reso ancora più incerto il
futuro di Alitalia, consegnando, armi e bagagli, ad Air France la compagnia di
bandiera.
Jovanotti
è un passo avanti ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
no alla
separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I
sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun
rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog
amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella
Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.
Soluzione
all'italiana: Bertè squalificata ma canta
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
no alla
separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I
sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun
rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog
amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella
Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.
Il
fair play dei turchi: usano i rifiuti di Napoli per demolire Milano
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
veder ridimensionato
il suo ruolo di hub a causa della vendita di Alitalia. Non si salva neanche il
sindaco Letizia Moratti. Milliyet la definisce "Demir Lady", lady di
ferro: secondo il giornale turco ora sarebbe col morale a terra, pensando a
quanto i fatti legati alla spazzatura di Napoli e la crisi di Alitalia
avrebbero minato dalle fondamenta il buon lavoro fatto dal suo team.
Quel
programma "stracciato" ma dalla sinistra
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
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Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
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Il
piano segreto per Malpensa: aprire ai tedeschi
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La nostra
reazione all'abbandono di Alitalia non sarà difensiva". La Sea sta
trattando con 70 linee aeree per ampliare le rotte, anche se una di esse sarà
la regina. Ma andiamo per ordine. Il presupposto è ormai assodato: Malpensa da
lunedì anche operativamente non sarà più l'hub di Alitalia, né la base dei suoi
voli intercontinentali.
Pensioni,
a chi gli aumenti ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
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Berlusconi:
<La cordata? Esiste, ma chi fa i nomi vuole soltanto bloccarla>
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E ribadisce:
o rapporto paritario Alitalia-Air France, "oppure si chiuda la
trattativa". Bruno Ermolli, superconsulente del Cavaliere, conferma:
Berlusconi mi ha dato mandato di individuare imprenditori per un positivo
salvataggio e rilancio di Alitalia. Ma prima - ricorda - si "dovrà
esaurire la trattativa con Air France".
Il
titolo vola ancora La Consob in campo
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
eventuale
concretizzarsi di una cordata italiana in grado di fare uscire Alitalia dal
vicolo cieco di dover accettare la proposta di Air France come unica
alternativa al fallimento. I sindacati sono sul piede di guerra contro Parigi
che punta a rilevare Alitalia (gravata da 1,2 miliardi di debiti), con
un'offerta pubblica di scambio che valorizza attualmente Alitalia: 154 milioni.
E
Air One lancia 11 collegamenti ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
da Milano
Alitalia va via e Malpensa cerca di farsene una ragione. Non sarà facile
rimpiazzare la compagnia che molla di colpo 886 collegamenti settimanali. Ma
l'aeroporto lombardo dà i primi segnali intercontinentali di ripresa,
soprattutto sul mercato americano dove Air One-United Airlines e American
Airlines si contendono i passeggeri con nuovi voli,
Imposte
locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
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Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
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Slitta
la proposta di Air France Sale la tensione tra i sindacati
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Per oggi è stato
convocato il consiglio di amministrazione di Alitalia, chiamato a esaminare la
posizione finanziaria netta al 29 febbraio e a decidere su un'eventuale proroga
del termine per la trattativa con Air France, finora fissato al 31 marzo.
Lunedì ci sarà anche un nuovo confronto sindacati-Alitalia-Air France.
Dal
nanetto al "piccolo Ciarra"
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
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Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
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Alitaglia/2
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ultime
discussioni Mario: Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia,
visto che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !!
la cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana...
SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con
l'accento.
Ma
nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano?
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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Alitalia,
Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
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"24
e il 68 ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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Ultime discussioni
Mario: Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia, visto che la
maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !! la cordata
c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana... SALVO: Alitalia:
mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con l'accento.
Biocarburanti
ed effetto serra: quante balle ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ultime
discussioni Mario: Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia,
visto che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !!
la cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana...
SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con
l'accento.
Le
sette missioni di Berlusconi per l'Italia
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
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delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca
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Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi
Il
grano e gli Aerei puliti ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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Ultime
discussioni Mario: Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia,
visto che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !!
la cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana...
SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con
l'accento.
Morti
di ipocrisia ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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Ultime
discussioni Mario: Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia,
visto che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !!
la cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana...
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l'accento.
Walter
e l'Italia "sapore di sale"
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
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I
dolori di Walter, Emma e le liste chiuse ma anche no
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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La
Geox festeggia l'ingresso tra i big del listino (+7,5%)
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
di cui
entrerà a fare parte da lunedì prossimo al posto di Alitalia. In attesa della
promozione, il titolo del gruppo veneto di calzature famoso al mondo per il
marchio "la scarpa che respira" ha così svettato per tutta la
giornata tra i titoli del Midex fino a chiudere con un rialzo del 7,5% tra
scambi intensi.
Economia
di Guerra ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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Ultime
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la cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana...
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l'accento.
Il
Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
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Walter
e le tre cose che è meglio "non fare"
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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Alitalia,
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trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
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Mastellate
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
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discussioni Mario: Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia,
visto che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !!
la cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana...
SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con
l'accento.
Agnelli
e Marini, senza parole ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
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discussioni Mario: Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia,
visto che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !!
la cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana...
SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con
l'accento.
Renditiamoci
conto ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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Ultime
discussioni Mario: Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia,
visto che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !!
la cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana...
SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con
l'accento.
Boudon
e la giustizia sociale ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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discussioni Mario: Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia,
visto che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !!
la cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana...
SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con
l'accento.
Amato
"ministro" della liturgia, Fisichella al Sant'Uffizio
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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2 Emails
Ultime news Alitalia, Spinetta: "2100 esuberi" No dei
sindacatiCassazione: "In casa i cani abbaino poco"Film anti-islam,
l'Onu: "Incoraggia la violenza"Bush: "È interesse della Cina
dialogare con il Dalai Lama"Berlusconi: "Siamo in vantaggio dell'8,6%
Al Senato c'è il rischio accordo tra Pd e Sa"Bufala, l'Ue: "Nessun
rischio per la salute"
L'inascoltato
grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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2 Emails
Ultime news Alitalia, Spinetta: "2100 esuberi" No dei
sindacatiCassazione: "In casa i cani abbaino poco"Film anti-islam,
l'Onu: "Incoraggia la violenza"Bush: "È interesse della Cina
dialogare con il Dalai Lama"Berlusconi: "Siamo in vantaggio dell'8,6%
Al Senato c'è il rischio accordo tra Pd e Sa"Bufala, l'Ue: "Nessun
rischio per la salute"
Buona
Pasqua ai naviganti ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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2 Emails
Ultime news Alitalia, Spinetta: "2100 esuberi" No dei
sindacatiCassazione: "In casa i cani abbaino poco"Film anti-islam,
l'Onu: "Incoraggia la violenza"Bush: "È interesse della Cina
dialogare con il Dalai Lama"Berlusconi: "Siamo in vantaggio dell'8,6%
Al Senato c'è il rischio accordo tra Pd e Sa"Bufala, l'Ue: "Nessun
rischio per la salute"
Un
abbraccio a Magdi Allam e un dubbio
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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Ultime news Alitalia, Spinetta: "2100 esuberi" No dei
sindacatiCassazione: "In casa i cani abbaino poco"Film anti-islam,
l'Onu: "Incoraggia la violenza"Bush: "È interesse della Cina
dialogare con il Dalai Lama"Berlusconi: "Siamo in vantaggio dell'8,6%
Al Senato c'è il rischio accordo tra Pd e Sa"Bufala, l'Ue: "Nessun
rischio per la salute"
Ancora
sul battesimo di Allam e sui dubbi
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
2 Emails Ultime
news Alitalia, Spinetta: "2100 esuberi" No dei sindacatiCassazione:
"In casa i cani abbaino poco"Film anti-islam, l'Onu: "Incoraggia
la violenza"Bush: "È interesse della Cina dialogare con il Dalai
Lama"Berlusconi: "Siamo in vantaggio dell'8,6% Al Senato c'è il
rischio accordo tra Pd e Sa"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la
salute"
Il
sacrificio del vescovo Rahho ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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2 Emails
Ultime news Alitalia, Spinetta: "2100 esuberi" No dei
sindacatiCassazione: "In casa i cani abbaino poco"Film anti-islam,
l'Onu: "Incoraggia la violenza"Bush: "È interesse della Cina
dialogare con il Dalai Lama"Berlusconi: "Siamo in vantaggio dell'8,6%
Al Senato c'è il rischio accordo tra Pd e Sa"Bufala, l'Ue: "Nessun
rischio per la salute"
Violenze
e minacce, dobbiamo vigilare ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
2 Emails
Ultime news Alitalia, Spinetta: "2100 esuberi" No dei
sindacatiCassazione: "In casa i cani abbaino poco"Film anti-islam,
l'Onu: "Incoraggia la violenza"Bush: "È interesse della Cina
dialogare con il Dalai Lama"Berlusconi: "Siamo in vantaggio dell'8,6%
Al Senato c'è il rischio accordo tra Pd e Sa"Bufala, l'Ue: "Nessun
rischio per la salute"
In
memoria di Edoardo Luciani ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
2 Emails
Ultime news Alitalia, Spinetta: "2100 esuberi" No dei
sindacatiCassazione: "In casa i cani abbaino poco"Film anti-islam,
l'Onu: "Incoraggia la violenza"Bush: "È interesse della Cina
dialogare con il Dalai Lama"Berlusconi: "Siamo in vantaggio dell'8,6%
Al Senato c'è il rischio accordo tra Pd e Sa"Bufala, l'Ue: "Nessun
rischio per la salute"
La
Chiesa e il caso Moro trent'anni dopo
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
2 Emails
Ultime news Alitalia, Spinetta: "2100 esuberi" No dei
sindacatiCassazione: "In casa i cani abbaino poco"Film anti-islam,
l'Onu: "Incoraggia la violenza"Bush: "È interesse della Cina
dialogare con il Dalai Lama"Berlusconi: "Siamo in vantaggio dell'8,6%
Al Senato c'è il rischio accordo tra Pd e Sa"Bufala, l'Ue: "Nessun
rischio per la salute"
Fallimento:
è il regalo di B. all'Alitalia e a tutta l'Italia
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia e a
tutta l'Italia Crolla il titolo, la trattativa con Air France si fa dura,
l'esito pare scontato La nuova proposta di Air France non piace ai sindacati
che, però, dicono sì alla trattativa. Anche perché, dopo il bluff svelato sulla
cordata italiana, l'alternativa è tra l'accordo con i francesi e il fallimento.
<Cambieremo
l'Italia>: Veltroni allunga, domani torna il popolo delle primarie
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia e
contraddizioni del Pdl, una coalizione che "punta solo a spartirsi il
potere" tra gli stessi protagonisti di quattordici anni fa. L'agenda di
Veltroni prevede oggi la Conferenza operaia a Brescia. E domani sarà una
giornata di svolta per la campagna del Pd: tornano infatti i gazebo del 14
ottobre.
Alza
la voce Walter, alza la voce ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Come
dimostrano Alitalia e lo stallo quasi certo del senato, ora sappiamo con
certezza che in caso di vittoria del Pdl il paese non avrà un brutto governo di
destra, bensì non avrà alcun governo. Gli ultimi sondaggi (da oggi oggetto di
spaccio clandestino, come i liquori a Chicago negli anni '30) dicono che Veltroni
ha una potenzialità espansiva superiore a quella di Berlusconi.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
MARIO RODRIGUEZ La
campagna elettorale procede, come previsto, attraverso una successione di
pseudo event, eventi preparati ad arte dagli staff centrali per attrarre
l'attenzione dei media. Ed anche le iniziative sul territorio, gli incontri e
le strette di mano hanno la funzione primaria di alimentare l'interesse dei
media. I media si confermano la fabbrica della realtà. Ma la necessità di fare
notizia contiene la condanna alla ricerca delle novità, le news. E fare cose
notiziabili non significa cedere alla spettacolarità fine a se stessa, nella
pubblicità scioccante, nella dichiarazione senza fondamento. Fare notizia
significa cercare un equilibrio, sempre precario, tra credibilità e stupore.
Diventa cruciale quindi, nelle ultime settimane di campagna, decidere con
attenzione verso quali argomenti orientare la costruzione degli pseudo event,
quale stupore generare. L'attenzione dello staff centrale del Partito
democratico sembra orientarsi verso le cose concrete, i salari, la precarietà,
le pensioni. Più un approccio da rational choice che da comunicazione
simbolica. I temi programmatici hanno preso il sopravvento sulla promessa di
rinnovare la politica uscita indebolita dopo il varo delle liste. Il tour fa sempre meno notizia e il caso Alitalia ha determinato un contesto diverso rispetto ai giorni di Spello.
Anche se Berlusconi appare abbastanza in ombra per stanchezza o per la
convinzione di aver già comunque vinto. Se è convinto di aver già comunque
vinto a fare e dire rischia solo di sbagliare. Ed ecco il gioco di
rimessa. Gioco nel quale però non dà il meglio di se. Il Berlusconi più
efficace è un free rider, un attore imprevedibile che non rispetta le regole
del gioco, capace di sparigliare. Infatti, anche se sembra abbastanza contenuto
e trattenuto dai suoi (famigliari e famuli) non si è lasciato sfuggire
l'occasione Alitalia. Ma se non colpisce la
spregiudicatezza del "ghe pensi mi" quello su cui è opportuno mettere
l'accento è il legame stretto tra l'interesse che crea questo atteggiamento e
il clima di sfiducia verso i politici che è ampiamente diffuso nella società
italiana e che continua ad essere alimentato dalle informazioni contenute in
articoli e libri di successo. Su un'opinione pubblica frastornata da caste e
papponi l'atteggiamento di Berlusconi fa presa. Poco fanno le dichiarazioni a
difesa dei politici seri che hanno svolto coscienziosamente il loro mandato.
Ancora meno il lamento sul conflitto di interessi. Per un'opinione pubblica in
buona parte convinta che i politici pensino in primo luogo ai propri interessi
personali, un personaggio che fa gli affari suoi rientra nella norma e se così
facendo sollecita nuovi investimenti o, quanto meno, negozia con più forza con
i francesi, che male c'è? Il problema allora è come affrontare, anche in queste
settimane, la convinzione che il ceto politico italiano sia inadeguato, come
contrastare l'opinione che una serie molto articolata di regolamenti e leggi
determini per chi fa politica favoritismi e posizioni di vantaggio mai esposte
a verifica? Questa è la percezione diffusa cioè la realtà con cui fare i conti.
È una percezione che si è stratificata in anni non in giorni. E verso la quale
anche e proprio i politici seri hanno fatto poco e comunque non abbastanza. È
inconcludente pensare che questo sia cedimento all'antipolitica o che su questo
terreno le promesse siano più rischiose che su quello dei salari minimi, delle
pensioni o della casa. Il Partito democratico è lo strumento attraverso il
quale Veltroni si è impegnato a cambiare davvero la politica italiana e a
questa promessa deve tenere testa. Dopo la scelta di un pacchetto di candidati
a forte valore simbolico, la tensione su questo terreno sembra calata mentre
sarebbe importante trovare qualche proposta credibile in materia. Anche perché
su questo terreno la destra è molto meno credibile. Dare forza e sostanza al
recupero di credibilità della buona politica è condizione indispensabile di
qualsiasi processo di cambiamento. E questa speranza non va delusa.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Vogliono vedere il
piano di Spinetta, conservano le loro preoccupazioni, ma non c'è dubbio che il
vento è cambiato. I sindacati italiani, dopo l'apertura del vertice di Air
France, sono più disponibili a mettersi intorno a un tavolo per capire se è
possibile trovare un punto d'incontro su Alitalia. Dal canto suo, Silvio Berlusconi ieri non ha trovato di meglio
che sventolare la bandiera della cordata italiana che da qui a qualche giorno
dovrebbe farsi viva anche se, specifica, ha vietato ai figli di farne parte. Il
leader della Cgil, Guglielmo Epifani, perde la pazienza e spiega: "Non
possiamo aspettare mitiche cordate. Dobbiamo andare al confronto ".
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
ANDREA PEZZOLI * Ora
che la saga Alitalia sembrerebbe avviarsi verso una
qualche conclusione può essere utile ricordare alcuni fatti stilizzati per
comprendere meglio pro e contro dei possibili esiti. Tre sono i problemi che
negli ultimi anni hanno ostacolato il risanamento di Alitalia:
1. un problema di efficienza derivante da un costo del lavoro alto e, in
particolare, da costi unitari sistematicamente più elevati dei concorrenti.
Oltre che dalla presenza "obbligata" su rotte non profittevoli e da
un posizionamento fragile sui mercati sovranazionali. Alitalia,
come noto, dal 1999 al
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
S C R I P T A M A N
E N T Previti e l'Ordine che non fa ordine PANORAMIX Il matrimonio Il titolo è
spiritoso ? "Allons Enfants del'Alitalie" ? e il
contenuto del commento molto chiaro. "Siamo agli sgoccioli di vita di Alitalia ? scrive il Foglio ?. Spinetta ieri ha dichiarato di non aver
premura. La sua azienda è florida e non avverte l'urgenza di un'integrazione.
Anzi, non sono poche le perplessità che i sindacalisti francesi hanno espresso
al loro presidente". Conclusione del quotidiano diretto da Giuliano
Ferrara: "Si chiuda la vendita ad Air France-Klm che rappresenta la
soluzione più razionale e coerente con il mercato in via di consolidamento.
Berlusconi legga gli ammonimenti del Wall Street Journal e non si lasci
influenzare dalle sirene formigonian-leghiste. Alitalia
andava privatizzata vent'anni fa in tempi di pentapartito e da anni sta per
sposare Air France. Insomma, presto che è tardi". Avvocato Previti In
questa campagna elettorale di Silvio Berlusconi e del Pdl manca qualcuno.
Qualcuno che non può proprio fare campagna elettorale. Eppure è stato ministro
del primo governo Berlusconi, titolare di un dicastero pesante (la Difesa) e
superpotenza di Forza Italia. A riportare il nome di Cesare Previti alla
ribalta della cronaca ci pensa a pagina 36 del Corriere della Sera Gian Antonio
Stella nella sua settimanale rubrica Tuttifrutti. "Pareva che domani fosse
la volta buona. E sarebbe apparso uno scherzo del destino ? scrive Stella ?:
nel lontano 27 marzo 1994 aveva fatto irruzione nella politica italiana come il
braccio destro del Cavaliere trionfante, destinato a sfiorare il ministero
della giustizia (fu dirottato alla difesa solo per le troppe polemiche) e il 27
marzo di 14 anni dopo sarebbe stato probabilmente radiato, salvo sorprese,
dall'Ordine degli avvocati. Macché: tutto rinviato. Di nuovo. Questa volta al
22 aprile, la settimana dopo le elezioni. Fino ad allora, Cesare Previti
continuerà a figurare come iscritto nell'albo di Roma. Sospeso dall'esercizio
della professione, perché la magistratura gli allegò questa pena accessoria. Ma
iscritto ". La vicenda Previti è in realtà un modo per sottolineare le
contraddizioni che regnano negli Ordini professionali ? non soltanto in quello
degli avvocati. Gian Antonio Stella conclude così la sua rubrica: "Resta
sempre la stessa domanda: se gli ordini resistono accanitamente a ogni critica
dichiarandosi essenziali per garantire la professionalità e il decoro dei
propri iscritti che però possono sanzionare (forse) solo dopo una sentenza di
condanna della Cassazione, a cosa servono?". Olimpiadi in bianco Un
piccolo gesto da chiedere agli atleti a Pechino. "Alla nostra delegazione,
e in primis al nostro comitato olimpico, ma anche ai turisti che affolleranno
gli stadi, e perfino a coloro che da casa incollati alla tv seguiranno le gare.
E ai politici, troppo pavidi o saggi per disertare la cerimonia
d'inaugurazione". Un pezzo di stoffa, o un fazzoletto, un nastro tra i
capelli o un cordino al polso, scrive il Riformista, un pezzo di stoffa
rigorosamente bianco: "Perché bianco è il colore del lutto in Cina. E
quindi a tutti, a Pechino, sarà immediatamente comprensibile". Un pezzo di
stoffa per ricordare a tutti le violazioni dei diritti umani commesse
quotidianamente dai padroni di casa.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
LA
VENDITA DI ALITALIA Cgil e Cisl più possibilisti, aspettando il piano di
Spinetta I sindacati ora trattano RAFFAELLA CASCIOLI Un italiano su due pensa
che la proposta di una cordata italiana per Alitalia lanciata da
Berlusconi non sia reale ma solo una mossa elettorale. Ben 800 mila persone, di contro,
sarebbero disposte a votare Berlusconi se riuscisse a salvare le sorti di Alitalia con una cordata composta da imprenditori italiani.
Al mercato dei sondaggi si trova di tutto: con Swg pronta a scommettere che il
43% degli intervistati cederebbe l'Alitalia ad Air
France e l'immancabile Piepoli che invece è convinto che la vicenda Alitalia ha un peso nell'opinione pubblica al punto che una
soluzione nazionale vedrebbe il Popolo della libertà avanzare di ben due punti
percentuali visto che "il 72% degli italiani caldeggia l'ipotesi di una
cordata italiana". Capire quello che vorrebbero gli italiani può essere un
esercizio di stile, mentre invece quale sia la soluzione migliore per Alitalia dovrebbe essere compito di una classe dirigente
degna di questo nome e non solo dei sindacati che pure, si dice, sanno fiutare
l'aria. E quella che tira dalle parti della Magliana è che i francesi si sono
ammorbiditi e che non intendono lasciare sul terreno vittime nella campagna
d'Italia. In attesa di conoscere i dettagli del piano, che stasera sarà
presentato dal presidente di Air France Spinetta e che sarà al centro del
negoziato domani, ieri i leader di Cgil e Cisl hanno ammorbidito i toni, anche
perché non conviene a nessuno che la vicenda di Alitalia
finisca troppo a lungo sotto il fuoco incrociato della campagna elettorale
tanto più che ieri il Cavaliere ha contraddetto se stesso: "Vieterei ai
miei figli di partecipare in qualunque modo". Di fronte all'apertura di
Spinetta il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, parla di un
cambiamento "almeno a parole, di un avanzamento". Anche il leader della
Cgil Guglielmo Epifani ritiene che quello di domani sarà "un passaggio
importante, vediamo se effettivamente ci sono aperture. Se ci sono si può
continuare a trattare. Deve essere, però, una vera trattativa". Non solo i
confederali, ma anche l'Ugl il sindacato vicino ad An, parla di primo risultato
anche se non è ancora scritta la parola fine; in linea peraltro con l'imbarazzo
di Gianfranco Fini che definisce importante la disponibilità di Air France a
rivedere il piano. Tuttavia se per Bonanni "Lufthansa sarebbe meglio di
Air France" e un risultato pieno lo si otterrà solo se si salva lo scalo
di Malpensa, è Epifani a scoprire l'equivoco: "La mia impressione è che se
c'è il fallimento, una cordata si può materializzare. Ma è esattamente il
rischio che un sindacato non vuole correre, normalmente. A meno che non sia
costretto". Il termometro dell'ennesimo psicodramma all'italiana ha ieri
segnato una temperatura a livelli di guardia soprattutto a destra. Nel giorno
in cui l'umore del Cavaliere è cambiato nell'arco di poche ore passando da
"è merito mio" che i francesi abbiano cambiato posizione all'ennesima
affermazione che "tra qualche giorno" la cordata italiana batterà un
colpo, i suoi compagni di partito lo hanno clamorosamente smentito. Per Fini
infatti non c'è nulla di disdicevole nel fatto che "Berlusconi abbia
invitato gli imprenditori italiani", anche se spiega che il Cavaliere
"non ha detto che c'è una cordata pronta", mentre Lamberto Dini non
ha avuto problemi a dire che "al momento la cordata italiana non
c'è". Insomma, a credere al Cavaliere è rimasto solo il povero Calderoli
che candidamente spiega che "se Berlusconi dice che c'è la cordata, io gli
credo". A suonare la sveglia ci pensa l'Europa, chiamata in causa dal
giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung secondo cui è ora che Bruxelles
spieghi agli italiani "che il tempo dei monopoli di stato nel mercato
aereo è finito da tempo". L'eurocommissaria Kroes ammonisce che "non
si può continuare per sempre con gli aiuti di stato" e sottolinea come le
aziende debbano avere piani industriali credibili che ne garantiscano la vita
nel mercato. Sul fronte politico intanto il ministro Tps riferirà mercoledì
prossimo alla camera davanti alle commissioni congiunte, mentre dal Pd si
sottolinea che la strada è obbligata: per il numero due Dario Franceschini
"tutto ciò che può migliorare (le condizioni di Alitalia,
dei lavoratori, di Malpensa) è il benvenuto. Resta il fatto che quella di Air
France è l'unica offerta reale che c'è in campo. Tutto il resto è
virtuale". Intanto, in borsa il capitale di Alitalia
continua a passare di mano: ieri gli scambi hanno riguardato l'1,6% del
capitale con un guadagno del 27,8%. I mercati scommettono su una soluzione a
breve, ma chi ci sta guadagnando?.
( da "Secolo XIX, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cordata
nel mirino La Procura di Roma e la Consob seguono da vicino il destino del
titolo Alitalia, dopo le dichiarazioni di
Berlusconi. Ed è polemica sulla sfida mancata in tv con Veltroni 28/03/2008
Roma. La Commissione per la Borsa sta facendo "un attento
monitoraggio" sul titolo Alitalia. La Procura di
Roma segue con "attenzione" la vicenda. Fioccano le smentite dei presunti
partecipanti alla cordata sponsorizzata da Silvio Berlusconi. Fra il Cavaliere
e Walter Veltroni s'infiamma anche la polemica sul mancato faccia a faccia in
tv. bocconetti e lombardi >> 2 e
( da "Secolo XIX, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Commento MILANO.
Giornata positiva per Piazza Affari in scia alla buona intonazione dei titoli
finanziari a livello europeo. Il mercato milanese, così
come le principali Borse del Vecchio Continente, è riuscito a chiudere in
deciso rialzo con il Mibtel che ha guadagnato l'1,46% a 24.193 punti e lo
S&P/Mib l'1,24% a 31.669 punti. Ancora una seduta positiva e a singhiozzo
per Alitalia che chiude la giornata sui massimi di seduta: +10,8%.
28/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di Pietro minaccia
di querelare Berlusconi. E il Pd ritira la canzoncina da YouTube Roma. Ora
volano gli stracci. Silvio Berlusconi: "Veltroni e la sinistra hanno
compiuto un atto violento nei miei confronti: il segretario del Pd ha detto
"non voglio andare in Rai", ed ha impedito anche a me di andarvi. Gli
italiani devono sapere: la Rai è in mano ai comunisti. Smentite? Sempre meglio
smentire, a volte, che mentire come fanno loro. E Di Pietro, un personaggio
orribile: lui e la sua Italia dei Valori (e per spiegare bene ha fatto il segno
dei soldi, sfregando pollice ed indice di una mano). Non credo che gli italiani
saranno così ingenui e creduloni da votare ancora la sinistra". Walter
Veltroni: "Quante sono le smentite di Berlusconi oggi? Del resto lui si
candida per la quinta volta alla guida del paese: in tutti i paesi d'Europa, i
premier hanno, più o meno, la mia età. È la stagione in cui si può dare il
meglio". Lentamente, giorno dopo giorno, la campagna elettorale 2008
scivola verso la consueta rissa verbale. Con, immancabile, un minacciato
ricorso alla magistratura: Antonio Di Pietro sta valutando
se presentare una denuncia nei confronti del Cavaliere, non solo per la vicenda
Alitalia, ma anche per quel gesto dei soldi, associato al suo nome.
"È da tempo che mi calunnia e mi accusa di aver messo in galera innocenti.
È ora che ne risponda davanti alla magistratura", ha fatto sapere l'ex Pm.
Dal polverone emergono alcune certezze. Molto difficilmente il
"faccia a faccia" televisivo tra Veltroni e Berlusconi si terrà. Il
leader del Pdl, ieri, è stato duro: "Loro sono disperati, hanno letto i
sondaggi e sanno che non hanno possibilità di vincere. Per questo è lui che non
vuole il confronto televisivo". Veltroni usa un linguaggio più soft: "Io
rispetto gli avversari - ha detto a Messina, interrompendo una salva di fischi
che stava partendo dalla platea nei confronti del suo avversario - anche se
loro non si comportano allo stesso modo"; salvo poi in serata, ospite del
Tg1 ha affondato la lama: "Brogli, televisioni, pubblicità: mi sembra che
Berlusconi sia fermo al '94. Usa lo stesso linguaggio". Ma, a Roma, il
"caso Porta a Porta", è tutt'altro che chiuso. Il conduttore della
trasmissione ha spiegato che non è stata sua la responsabilità di cancellare la
puntata che avrebbe dovuto ospitare il Cavaliere. "A costo di essere
pignolo spiego - ha confermato anche il Presidente della Rai, Claudio
Petruccioli - A nessuno è sembrato corretto ed accettabile che, nelle ultime
dieci trasmissioni di "Porta a Porta", Berlusconi fosse presente due
volte e Veltroni una soltanto, dal momento che non c'era da recuperare nessuno
scompenso pregresso". Caso chiuso? No. "In realtà, nonostante quello
che sostiene Berlusconi, la legge sulla par condicio non impedisce affatto un
confronto a due", ha voluto aggiungere il ministro della Comunicazione,
Paolo Gentiloni. "Berlusconi ha un modello: è Putin. Farebbe la campagna
elettorale da solo. Ma Veltroni è, se possibile, anche peggio: prima voleva a
tutti i costi la par condicio, oggi vorrebbe spartirsi gli spazi televisivi.
Più che convinzioni ha convenienze", è stata la velenosa replica di
Casini. Ieri sera, intanto, il video elettorale a favore di Veltroni che
riprendeva una canzone dei Village People, la popolare YMCA alla quale è stato
adattato un testo che dice "I'm Pd" (io sto col Pd), è stato ritirato
da YouTube. È risultato, infatti, che mancava l'autorizzazione dei Village
People ad utilizzare il loro successo in chiave elettorale. Angelo Bocconetti bocconetti@ilsecoloxix.it
28/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Acquisizione Roma. È
rinviato a oggi l'invio da parte di Air France-Klm ai sindacati del nuovo piano
di acquisizione "corretto" di acquisizione di Alitalia.
Lo si è appreso nella tarda serata di ieri da fonti sindacali. Il gruppo
franco-olandese aveva, in occasione dell'ultimo incontro con i sindacati,
annunciato per oggi il nuovo piano ma successivamente aveva prospettato la
possibilità che potesse essere anticipato. Intanto resta caldo il fronte
Malpensa: ieri Giuseppe Bonomi, presidente della Sea, la società aeroportuale
che gestisce gli scali milanesi di Malpensa e Linate, ha
fermamente ribadito di non avere l'intenzione di ritirare la causa intentata ad
Alitalia da 1,25 miliardi di euro a seguito dei tagli operati dalla
compagnia aerea su Malpensa. Bonomi - già presidente di Alitalia - ha comunque precisato che ci potrebbero essere cambiamenti
soltanto in caso di sviluppi in favore dell'hub lombardo. Per quanto riguarda
le strategie per il rilancio di Malpensa, il presidente ha anticipato che
"sono 70 le linee aeree con cui stiamo trattando". E qualcosa si
muove: la AirOne di Carlo Toto ha presentato ieri undici nuove rotte dallo
scalo milanese: nei prossimi quattro mesi saranno inaugurati
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del AEROPORTI DI ROMA Ribaltone al vertice: si
dimette Basile Improvviso ribaltone ai vertici di Aeroporti di Roma, proprio
alla vigilia del trasferimento di molti voli Alitalia da
Malpensa a Fiumicino. Maurizio Basile lascerà l'incarico di amministratore
delegato e direttore generale di Aeroporti di Roma il prossimo 16 aprile, in
coincidenza con l'assemblea degli azionisti per l'approvazione del bilancio
2007. Lo ha annunciato la società spiegando, con un comunicato, che il
presidente Fabrizio Palenzona lo ha comunicato ieri al consiglio di
amministrazione. "La decisione, congiuntamente assunta e concordata con
l'azionista di controllo - spiega Adr - trova fondamento nel definitivo
superamento della situazione di stallo in cui Aeroporti di Roma era venuta a
trovarsi nel biennio 2004-2005, maturando un gap infrastrutturale e competitivo
che avrebbe potuto compromettere il naturale sviluppo dell'hub di
Fiumicino". Basile aveva assunto la guida della società ad aprile 2006.
Cda e collegio sindacale, indica la nota, rivolgono a Basile "un sentito
ringraziamento per il lavoro svolto e un augurio per il prosieguo della sua
attività unitamente all'apprezzamento per il successo professionale anche
nell'occasione conseguito". In realtà il divorzio sarebbe stato
determinato dalle divergenze strategiche tra l'amministratore delegato e i
maggiori azionisti della società.
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del Sea vuole sempre il risarcimento AirOne: nove nuove rotte da
Malpensa. Bonomi: contatti con 70 compagnie di Oscar Debiasi / Milano SETTANTA
Malpensa rilancia? Così sembrerebbe ascoltando Giuseppe Bonomi, amministratore
delegato di Sea, la società che gestisce gli scali lombardi. "Sono
settanta le linee aeree con cui stiamo trattando. Settanta compagnie
aeree", ha fatto sapere Bonomi, mentre andava in onda ieri a Milano la
presentazione del progetto per lo scalo varesino di AirOne. Bonomi ha parlato
di "piano di rilancio" e ha poi negato che Sea abbia intenzione per
ora di ritirare la richiesta di risarcimento danni a carico di Alitalia per 1,25 miliardi di euro. Le ipotesi più recente davano per
certo un accordo su una cifra molto minore. "Da Air France - ha spiegato
Bonomi - non c'è assolutamente alcuna notizia, per cui ribadisco quanto ho già
detto". Nelle ultime settimane più volte Bonomi era tornato
sull'argomento, sempre precisando che la richiesta di risarcimento danni non
sarebbe stata ritirata da parte di Sea, ma confermando sempre la
disponibilità a trattare. Per Bonomi "le sorti di Alitalia
non sono una variabile trascurabile", al pari della sorte prospettata
daAir France per il cargo sul Malpensa. A Malpensa pensa anche AirOne: Lino
Bergonzi, il direttore generale della compagnia di Carlo Toto, ha annunciato
nei prossimi quattro mesi sette voli nazionali e internazionali , a cui si
aggiungeranno a giugno i primi due voli intercontinentali verso Boston e
Chicago. In particolare, dalla fine di marzo partiranno 5 rotte nazionali (Roma
Fiumicino e Napoli, dal 30 marzo, Palermo dal primo aprile, Bari e Lamezia
Terme dall'8 luglio) e 4 internazionali: Berlino (dal 2 maggio), Bruxelles (dal
2 giugno), Atene (7 giugno) e Salonicco (8 giugno). A queste si aggiungono i
due collegamenti transatlantici, per Boston e Chicago, da metà giugno. Bergonzi
ha escluso l'interesse di AirOne alla quotazione in Borsa.
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Cade la scure sui voli di Malpensa Alitalia riduce le rotte settimanali da
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Bufala bill Antonio Padellaro Non abbiamo il minimo dubbio: il
collega della "Stampa" ha riportato fedelmente le parole di Berlusconi sulla presunta cordata per Alitalia,
rivelatasi poi falsa. Il virgolettato è autentico non fosse altro perché quei
nomi (Mediobanca, Benetton, Ligresti, l'Eni) non può averli immaginati che
l'intervistato. Una cordata priva di fondamento, inventata a scopi elettorali e
subito smentita dai soggetti incautamente coinvolti con inevitabile retromarcia
dal nostro bufala bill. Ci sarebbe da ridere se l'autore della facezia
non stesse da giorni giocando sulla pelle di migliaia di lavoratori e con le
quotazioni della Borsa. E se tra qualche settimana l'Italia non rischiasse
seriamente di ritrovarsi questo personaggio di nuovo assiso sulla poltrona di
Palazzo Chigi. Il mondo ci guarda, scrivevamo ieri, e resta di stucco (come il
Wall Street Journal) nell'apprendere che alla testa di una delle nazioni più
progredite può ritornare insieme al caravanserraglio di leghisti e
secessionisti del nord e del sud chi interpreta la lotta all'evasione fiscale
come una forma mascherata di aumento delle tasse. Chi coltiva l'idea che si
possa vivere senza regole. Chi tratta le grandi scelte economiche come affari
privati. Si era detto all'inizio della campagna elettorale che nel candidarsi
per la quinta volta a premier (record eguagliato solo dal fascista Le Pen)
forse il capo della destra aveva cambiato look mostrandosi più cauto nelle
promesse, meno aggressivo nelle accuse. Pura illusione, come dimostra la foga
iraconda con cui ha ripreso a dare del comunista a chiunque osi contraddirlo. A
settanta e più anni Berlusconi non può certo cambiare una natura
"allergica alla verità e una propensione voluttuaria e voluttuosa alle
menzogne" (Indro Montanelli). Con i problemi che abbiamo il pensiero di
altri cinque anni di avanspettacolo e girandole lascia sgomenti.
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del I numeri 886 LE TRATTE TAGLIATE: da domenica
Alitalia ridurrà i voli settimanali sull'aereoporto di Malpensa da
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Alitalia, la bufala avvelenata di
Berlusconi Annuncia i nomi per la cordata: Benetton, Eni, Mediobanca,
Ligresti... Ma viene smentito Allora si corregge: è un eventuale interesse
futuro. Consob e Procura esaminano il caso Benetton, e poi Ligresti, e l'Eni,
Mediobanca: una sfilza di nomi importanti lanciati da Silvio Berlusconi,
in un colloquio con La Stampa, a proposito della fantomatica cordata italiana
pronta a contendere ad Air France il controllo di Alitalia.
Ma è una balla, una nuova bufala avvelenata del Cavaliere, che continua a
giocare - per evidentissimi motivi elettorali - sulla pelle di migliaia e
migliaia di lavoratori. Una dopo l'altra fioccano le smentite degli
interessati. E lo stesso Berlusconi è costretto a correggere: "Si tratta
di un eventuale interesse futuro...". Veltroni ironizza: "Quante
smentite ancora?". Il caso all'esame di Procura e Consob. Di Giovanni e
Venturelli alle pagine 2 e 3.
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Fmr Art'è prevede per l'esercizio in corso ricavi in aumento del
16,4% a 49 milioni. Lo hanno comunicato i vertici nel corso della presentazione
del bilancio 2007. Il margine operativo lordo, per contro, diminuirà sia in
termini assoluti, sia come percentuale sul fatturato a causa di maggiori
investimenti che il gruppo sosterrà in marketing e comunicazione. Negroni con
un volume di circa 40mila tonnellate di prodotto immesse sul mercato, un export
da record (circa il 30% del fatturato totale), 1.000 dipendenti, 6 stabilimenti
in Italia, 4 filiali commerciali all'estero e una storia aziendale lunga oltre
un secolo, ha chiuso il 2007 con un fatturato di oltre 305 milioni di euro, con
una crescita superiore al 6%. Astaldi ha chiuso il bilancio 2007 con un utile
netto di 38,1 milioni di euro, in crescita del 26,6% rispetto al 2006.
Approvato il bilancio, il consiglio di amministrazione proporrà all'assemblea
del 23 aprile la proposta di un divideno di 0,10 euro per azione (0,085 nel
2006), in pagamento l'8 maggio. Hugo Boss prevede di rilevare un nuovo marchio
e l'operazione potrebbe essere possibile già entro fine anno. Così
all'assemblea di bilancio il direttore finanziario Joachim Reinhardt, che ha
precisato che il fatturato del nuovo marchio potrebbe attestarsi fino ai 500
milioni di euro. Il prezzo di acquisto dovrebbe collocarsi sotto i 500 milioni.
Hugo Boss e controllata dal fondo Permira. Geox sugli scudi in Piazza Affari
dopo la notizia che da lunedì il gruppo di Mario Moretti
Polegato prenderà il posto di Alitalia nell'indice s&p/mib. Le
caratteristiche che deve avere un titolo per essere incluso nel paniere,
composto da 40 società, dipendono da diversi fattori tra cui livello di
capitalizzazione, volatilità e rappresentatività settoriale. Landi Renzo, la
società reggiana leader mondiale nel settore della mobilità eco-compatibile,
quotata in Borsa, ha vinto la seconda gara di appalto per la fornitura di
sistemi di alimentazione per autovetture a gas metano lanciata dalla società
energetica statale del Venezuela.
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Va in onda alle 2 di notte la par condicio del Tg4 Si vede che
la campagna elettorale sta entrando in dirittura e lo si vede dai telegiornali
berlusconiani, che ormai hanno rotto gli argini: il Capo occupa ogni spazio. Ieri era trino: un Berlusconi per l'Alitalia, un
Berlusconi per attaccare il governo Prodi, sentina di ogni orrore; un
Berlusconi contro la par condicio che gli vieta Porta a Porta. E qui, la verità
è andata a farsi friggere: la colpa è di Veltroni il quale, avendo rifiutato
Vespa, impedisce lo show solitario di Berlusconi. E allora? C'è una
legge e, finché c'è, va rispettata. Non un cenno, non una parola sulla fuga di
Berlusconi all'idea di un faccia a faccia con Veltroni, che sarebbe la vera
notizia. E stiano attenti i colleghi della Rai non berlusconiani: il Cavaliere
ha scoperto che la Rai "è sempre in mano ai comunisti" e ne farà
strage. Poi c'è il caso Fede. Se Corrado Calabrò rivede il Tg4 di ieri sera,
monologo del "Leader del Popolo della Libertà", sviene. E dovrebbe
anche risentirsi: quando Fede, con molto sussiego, annuncia che nel corso della
notte, darà 4 minuti anche a Veltroni, non siamo per caso di fronte a una
ribalda presa in giro? Paolo Ojetti.
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Pirelli in frenata La Borsa ha chiuso in rialzo una seduta tutta
positiva, in linea con le altre piazze europee. Il Mibtel è salito dell'1,46%
con scambi sopra i 4,2 miliardi di euro. Alitalia ha chiuso
in rialzo del 10,86% a 0,64 euro e nonostante la prolungata sospensione ha
registrato scambi su oltre 20 milioni di azioni; le smentite e i no comment
delle società coinvolte nella presunta "cordata italiana" non hanno
influenzato gli andamenti dei rispettivi titoli in Borsa: Eni ha chiuso con un
rialzo dello 0,93%, Mediobanca dell'1,09%, FonSai dell'1,73% e il gruppo
Benetton del 2,29%. Fra i bancari, Unicredit ha registrato un rialzo dell'1,53%
mentre Intesa Sanpaolo ha chiuso in rialzo dell'1,47% e Popolare di Milano del
2,05%. Rialzo marcato per Impregilo, che sale del 18,99% dopo l'annuncio dei
nuovi contratti in Usa e Libia. In rialzo anche Italcementi (più 0,74%) e Buzzi
Unicem (più 4,64%). Fra gli industriali, Pirelli ha subito una battuta
d'arresto (meno 3,54%) mentre sono salite le quotazioni di Fiat (più 1,45%).
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del Fincantieri, un secolo e poi la Borsa Per Napolitano è opportuno
"trovare un po' di quattrini nel privato". Ma la Fiom è critica di
Marco Tedeschi / Monfalcone RILANCIO Il presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, va a Monfalcone per inaugurare una mostra a cento anni dalla
fondazione dei Cantieri navali, incontra i lavoratori, elogia quella grande
dimostrazione di cultura, ingegno, fatica, volontà che sono le grandi navi che
da lì hanno preso e prendono il mare (settecento in un secolo) e, soprattutto,
rilancia la "questione" Fincantieri. Vecchia, ormai, questione e
assai travagliata, che si può riassumere nelle parole "quotazione in
Borsa" e "privatizzazione". Cominciamo dall'elogio, rivolto al
management e, più forte, agli operai dal casco bianco: "Saluto la grande
esperienza produttiva e costruttiva del cantiere navale di Monfalcone. Esprimo
il mio alto apprezzamento per l'impegno con cui Fincantieri sta affrontando e
affronterà la difficile sfida della competizione in un mondo
globalizzato". Davanti al modello della motonave Giulio Cesare, costruita
nel 1951, rispondendo alle domande dei giornalisti (una anche su Alitalia, ma il presidente l'ha respinta: "Non dirò neppure mezza
parola") la considerazione rispetto al futuro di Fincantieri: "È una
grande realtà pubblica che avrà bisogno di trovare un po' di quattrini anche
nel privato". Proprio come aveva sintetizzato pochi minuti prima
l'amministratore delegato Giuseppe Bono: "Per continuare a primeggiare è
necessario investire in ricerca, innovazione di prodotto e processo,
aggiornamento impiantistico... Abbiamo un'eredità gloriosa da difendere e
possiamo farlo solo anticipando le tendenze del mercato. Sono già state
individuate le linee strategiche da seguire nei prossimi anni, anche se, come è
noto, per fare ciò necessitiamo di capitali... Non possiamo contare solo sulle
nostre forze". Insomma Bono rilanciava il progetto dell'ingresso in Borsa.
Il primo passaggio prevederebbe che la maggioranza del pacchetto azionario
(detenuto al 99,97 per cento da Fintecna, cioè dallo Stato) rimanesse in mano
pubblica... Il management s'è guadagnato il consenso della politica (con
l'eccezione di Rifondazione). Il sindacato si è diviso. Fim e Uilm si sono
accontentate della garanzia di un azionariato a maggioranza pubblica. La Fiom
ha fatto opposizione, fino alla proclamazione nello scorso giugno di uno
sciopero di otto ore (incontrando la solidarietà delle amministrazioni comunali
che "ospitano" gli otto cantieri: Monfalcone, Marghera, Sestri
Ponente, Ancona, Palermo, Muggiano, Riva Trigoso, Bari). Il 15 giugno tremila
lavoratori (Fincantieri conta novemila dipendenti diretti, con l'indotto
s'arriva a quota venticinquemila) hanno manifestato a Roma. Migliaia di firme
sono state raccolte a sostegno di una petizione contro la privatizzazione.
Fincantieri, che sono dieci anni fa sommava perdite per quattrocento milioni di
euro, è diventata una azienda leader: un primato tra i costruttori di grandi
navi da crociera (cruise) e nella categoria ferry, l'avvio di un nuovo business
con i mega yacht, grandi motori diesel (l'Isotta Fraschini di Bari),
competenza, tecnologia, innovazione, ricerca (anche in rapporto con la
produzione militare). Un unico neo: la cantieristica chiede investimenti cospicui
e garantisce "ritorni" limitati (valutati attorno al tre per cento).
La Fiom teme che per ripagare l'azionista privato, anche Fincantieri scelga la
strada della delocalizzazione di alcune lavorazioni (in uno dei tanti cantieri
dell'est europeo), che si possa tagliare la quota per ricerca e innovazione,
che in qualche modo si colpisca la qualità del prodotto. L'instabilità delle
borse e dei mercati finanziari ha "raffreddato" nei mesi passati il
progetto. Il governo Prodi lo aveva messo da parte (appena un cenno nell'ultimo
documento di programmazione economica e finanziaria). Resta il problema che
Bono, l'amministratore delegato, ha indicato (insieme con il presidente
Napolitano): dove trovare i soldi per alimentare lo sviluppo.
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del Finocchiaro: posso vincere ho già recuperato 8 punti... di Maria
Zegarelli / Roma A sedici giorni dal voto la Sicilia resta ancora terra da
conquistare per il Partito democratico e per Anna Finocchiaro in corsa per
governare l'isola più difficile del Paese. Raffaele Lombardo, uomo del
centrodestra la vittoria se la sente in tasca. "Mai come adesso la Sicilia
vuole rompere con il passato e dare il via ad un cambiamento vero", dice
Anna Finocchiaro durante una pausa del tour elettorale in lungo e in largo
nelle province siciliane, prioprio nei giorni in cui è arrivato il pullman
verde di Walter Veltroni. Ottimista, malgrado un sondaggio Demopolis che dà
Lombardo al 57% e lei al 38%: "I sondaggi? Non mi impressiono proprio, ci
vuole altro per impressionarmi". Il professor Centorrino dice che la gente
in Sicilia si rifugia in una sorta di supplenza dello Stato, che di volta in
volta è familismo amorale, clientelismo e rete mafiosa. Si può cambiare?
"È assolutamente possibile. Anche perché questo affidamento è arrivato al
punto estremo di elasticità, non è più in grado di offrire risorse, ma le
brucia drammaticamente. È un sistema che favorisce la rete dell'illegalità, lo
scambio di favori al posto dei diritti, che perde di vista i veri bisogni della
gente. Alla fine salta". Siamo entrati nell'era post-cannoli alla Cuffaro?
"Sono convinta che questo sia un momento particolare della storia della
Sicilia per una serie di ragioni. La chiusura anticipata di questa legislatura,
per il modo in cui si è chiusa l'esperienza Cuffaro, ha fatto malissimo alla
Sicilia, alla sua immagine e all'immagine dei siciliani e questo viene
avvertito dalla gente. Ma abbiamo anche dei segnali straordinari: la posizione
di Confindustria regionale; il fatto che il contrasto al racket e al pizzo
piuttosto che essere un luogo di solitudine è diventato un luogo di
elaborazione, di proposta e di solidarietà. Si percepisce un nuovo clima e un
nuovo modo in cui i siciliani avvertono se stessi e quanto è avvenuto con la
gestione Cuffaro. Quello che resta da capire è se questo momento straordinario
riesce ad essere anche il momento in cui quel 31% di indecisi di siciliani che
vanno alle urne capisce che la svolta è qui e che si può imboccare una strada
nuova. Durante i miei comizi l'entusiasmo maggiore arriva quando dico che nella
pubblica amministrazione si dovrà entrare solo per pubblico concorso. Questo
vuol dire che siamo arrivati a un punto di rottura con il sistema clientelare e
un po' mafioso che finora ha imperversato. Si tratta di ammortizzatori sociali
rispetto ai guasti del governare, il fatto che non ci siano crescita,
occupazione, controllo della spesa pubblica non è privo di responsabilità.
Paradossalmente il cattivo governo prepara tutte le condizioni per rendere
vincente l'arma del ricatto". Lei ha aperto la campagna elettorale dicendo
che la legalità è la priorità assoluta. Il Pdl su questo tace. Ma i sondaggi lo
danno in vantaggio. Il vento del cambiamento non è un po' debole? "Questo
è il vento di cambiamento più forte che io abbia mai sentito. A questo aggiungo
che quando noi ragioniamo di mafia parliamo del contrasto affidato alla
magistratura, alle agenzie tradizionali, mentre c'è un altra forma di contrasto
fondamentale che va messa in atto. Oggi la presenza mafiosa sul territorio
modifica le regole di concorrenza e premia l'impresa illegale, perché l'impresa
che prende il prestito dalla mafia anziché dalla banca, che si fa proteggere i
cantieri, che sfrutta il lavoro nero, che non adotta le misure di sicurezza e
che inquina, è concorrenziale. Qui l'impresa sana non ha mercato, diventa
marginale. Io propongo una "bollinatura" dell'impresa sana, che
significa sgravi fiscali, rapporti privilegiati con la pubblica
amministrazione, ampi spazi di autocertificazione, cioè quel riequilibrio che
dimostra che ciò che paga non è la mafia, ma è la regola. Come diceva Max Weber
nel 1929 fuori delle regole del mercato c'è solo il capitalismo di rapina o il
capitalismo politico. Cuffaro che fa? Scrive sui manifesti "la mafia fa
schifo"? La Regione che ha fatto per corrispondere coerentemente a quello
che dice Confindustria siciliana? Tra il mio programma e il decalogo di
Confindustria c'è assoluta armonia. Ci siamo messi d'accordo? No. C'è armonia
perché la modernità è una, quella". La Sicilia senza tempi, delle pratiche
infinite e di quelle velocissime. Come si interviene? "Intanto sulla
riorganizzazione della macchina burocratica della Regione semplificando i
procedimenti; introducendo l'innovazione tecnologica; rendendo trasparente la
pubblica amministrazione; dando premi ai dirigenti che si impegnano in questa
direzione; introducendo il tempo come variabile essenziale dei procedimenti
amministrativi. In Sicilia oggi un'autorizzazione possono dartela in sei mesi,
un anno oppure mai e senza spiegarti perché". La spesa pubblica è senza
controllo, eppure cresce la povertà... "La prima cosa da fare è istituire
entro 90 giorni una commissione di valutazione della spesa pubblica che faccia
il monitoraggio e verifichi la qualità della spesa. Le spese si programmano e
quindi si verifica come si procede, non come accade oggi che si buttano i soldi
dalla finestra. La Sicilia spende 327 milioni di euro l'anno per il turismo
contro i 51 della Toscana; è una vergogna. E non è l'unica: oggi per andare da
Siracusa ad Agrigento un treno impiega 7 ore. Per Palermo ce ne vogliono 11.
Noi vogliamo partire dalla mobilità interna ed esterna per merci e persone, da
porti, interporti, autostrade e ferrovie per far ripartire la Sicilia. Infine,
sembra strano dirlo, ma vogliamo l'acqua nei rubinetti di tutta la Sicilia. Serve
un intervento massiccio, altro che le due dighe incompiute di Totò
Cuffaro". Con quante donne al governo, intende cambiare la Sicilia?
"Con il maggior numero possibile. Intanto Rita Borsellino sarà presidente
dell'Assemblea, Rosario Crocetta assessore ai lavori pubblici. Iniziamo a fare
un po' di pulizia". Se va male in Sicilia torna in Senato come presidente?
"Mah, non lo so. Io sto pensando a vincere qui". I sondaggi dicono
che il Senato è a rischio pareggio. Lei sostiene che in quel caso si devono fare
le riforme, compresa la legge elettorale e poi si deve tornare alle urne. Tre
tornate elettorali in meno di quattro anni. Non si chiede troppo agli italiani?
"Questa non è davvero nostra responsabilità. Se avessimo fatto la legge
elettorale oggi non ci troveremmo in questa situazione. Berlusconi ha mentito
sapendo di mentire quando diceva che aveva trenta senatori in più. Avremo di
nuovo un Senato imballato, mille tra deputati e senatori e ancora la navetta.
Qualcuno dovrà prendersi questa responsabilità". Grande coalizione?
"No. L'Italia ha bisogno di governo. Gli italiani
sappiano con chi devono prendersela: con Berlusconi, che ha sparato soltanto
balle. L'ultima su Alitalia". Crede davvero possibile una rimonta in queste ultimi
giorni? "In Sicilia ho già recuperato otto punti, sto lavorando come una
tigre per convincere gli indecisi e ho buone ragioni per avere speranza".
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del Salma piatta Marco Travaglio È tornato lui. Contavamo i giorni,
per vedere quanto avrebbe impiegato a riesumare i comunisti, Stalin, la Rai in
mano alle sinistre, la par condicio illiberale. L'ha rifatto. Anzi, ha voluto
esagerare e ha rispolverato pure la laurea di Di Pietro, una gag che risale
addirittura al 1995 e che è già costata condanne per diffamazione a decine di
pennivendoli al seguito. È bello e rassicurante ritrovare il vecchio Banana dei
tempi migliori. "Berlusconi osserva Ellekappa - tira fuori i suoi vecchi
cavalli di battaglia. Vediamo se ritira fuori anche lo stalliere". Come i
guitti a fine carriera che cercano di strappare l'applauso col repertorio,
l'anziana soubrette di Arcore provvede a smentire tutti i politici e gli
opinionisti "riformisti" che negli ultimi mesi lo descrivevano
trasfor- mato, moderato, dialogante, insomma uno statista col quale riscrivere
le regole della Repubblica, forse il codice della strada, sicuramente il codice
penale. Infatti da un paio di giorni Uòlter ha cominciato a parlare di tv, di
conflitto d'interessi, perfino. Ecco, dev'essere stata la parola mafia a
mettere di cattivo umore il Cainano, insieme alle notizie dal Liechtenstein e
dal resto d'Europa, dove i governi si stanno impegnando contro l'evasione
fiscale che lui ebbe modo di definire alla festa della Guardia di Finanza
"un diritto naturale che è nel cuore degli uomini", soprattutto nel
suo. Lui, sui depositi di Vaduz, aveva dichiarato: "Il Liechten- stein non
so nemmeno dove stia". Ma l'altroieri, con una strana classica excusatio
non petita, è intervenuto l'on. avv. prof. Gaetano Pecorella, sorprendentemente
allarmato: "Gli elenchi dei titolari italiani di conti correnti in Liechten-
stein sono inutilizzabili, perché sono prove raccolte illecitamente. Il
funzionario di banca ha commesso un illecito, sono informazioni coperte da
segreto bancario". Ma va là: se un topo d'appartamenti trovasse un filmato
che immortala il mandante di un omicidio mentre assolda il killer, verrebbe
processato per furto; ma poi verrebbe processato anche il mandante dell'omici-
dio. Lo stesso vale per gli elenchi dei furboni di Vaduz, tant'è che 37 procure
italiane, come i giudici di tutt'Europa, li usano eccome. La
spiegazione alternativa di tanto nervosi- smo è che l'ormai celebre
"cordata italiana" per Alitalia stenti a
decollare. A sentir lui, è tutto pronto. Tant'è che col riserbo che lo
contraddistin- gue spiattella nomi e cognomi a chiunque, salvo meravigliar- si
se Minzolini, appostato dietro la fioriera, ascolta e scrive tutto sulla
Stampa. Nella terzultima versione della "cordata italiana"
c'era Banca Intesa (che l'ha mandato a stendere) e la figliolanza (ma gli han
votato contro persino Piersilvio e Marina). Nella penultima, Bracco,
Tronchetti, Doris, Moratti, il mitico Carlo Toto (di cui il Pdl candida il
figlio) e forse l'Aeroflot (trami- te l'amico Putin). L'ultima schiera
Mediobanca, Eni, Ligresti e Benetton (oltre a Berty, sempre a disposizione).
Malauguratamente il Cavaliere s'è scordato di avvertirli, per cui i quattro
soggetti, appena si son visti sul giornale, sono corsi a smentire tutto. E lui
naturalmente ha smentito se stesso. Ma c'è da giurare che è già pronta una
quarta cordata: già si parla delle patatine Pai, della rivista Topolino, del
titolare dei Chupa Chupa, di un produttore di mozzarelle di bufala e, come
advisor, Braccobaldo Bau. Si dirà: ma non hanno i mezzi. Che problema c'è:
l'importante è sparare nomi a raffica fino alle elezioni, poi lui gli dà i
soldi prelevandoli dalle nostre tasche (parla di un "prestito ponte"
del governo o, in alternativa, di un credito d'imposta ad Alitalia
se resiste ai francesi un altro po', tanto perde solo 1 milione al giorno). O
farà come nelle campagne abbonamenti del Milan: prima annuncia l'acquisto di
Ronaldinho, Droga, Eto'o; poi, quando tutti i tifosi han pagato la tessera,
annuncia costernato che sarà per l'anno venturo. Qualcuno insinua infine che
sia nervoso perché l'incedere degli anni è più forte di qualunque lifting,
trapianto, asfaltatura (di qui la fuga dai confronti con Uòlter): l'altro
giorno, di passaggio da Viterbo, ha sostato un'ora dinanzi alla salma di Santa
Rosa. Secondo il Corriere, "una ricognizione medicoscientifica ha confermato
lo straordinario grado di conservazione del corpo". Il quotidiano non
specifica di quale salma. Uliwood party.
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del L'ultima mascalzonata di Berlusconi Annuncia i nomi della
cordata, che non c'è. Veltroni: quante smentite sono arrivate? di Bianca Di
Giovanni / Roma DIETROFRONT Prima lascia trapelare nomi di
imprenditori pronti a scendere in campo per "salvare" Alitalia, poi fa marcia indietro quando dai board delle aziende coinvolte
iniziano a "fioccare" smentite (richieste anche dalla Consob). È
l'ultima "manovra elettorale" di Silvio Berlusconi su Alitalia, che intanto in Borsa fa un balzo del 10,8% a quota 64
centesimi. Una scena da film: Berlusconi rilancia, gli imprenditori si
affrettano a frenare. Tanto che in serata Walter Veltroni si chiede: "A
che numero di smentite siamo arrivati? non si possono fare battute su una
materia così seria. L'Italia non ha bisogno di dichiarazioni roboanti ma di
serietà". Sta di fatto che di concreto attualmente ci sono le smentite dei
nomi avanzati da indiscrezioni sulla "Stampa" di Torino: l'Eni di
Paolo Scaroni, Mediobanca, la famiglia Benetton. Tutti scrivono che "allo
stato" non c'è nessuna iniziativa avviata. Una formula che consente al
leader del Pdl di insistere: per ora non è così, ma non si esclude che ci
stiano pensando. Perché lui vuole che Alitalia resti
italiana. In serata ci si mette il suo "emissario" nel mondo degli
affari a chiarire come stanno le cose. È Bruno Ermolli, presidente di
Sinergetica e membro del consiglio di amministrazione di Mediaset, l'uomo
chiamato a compiere il "miracolo" (lo dice Bossi) su Alitalia. Il tempo non è ancora maturo: prima deve chiudersi
il confronto con Air France e poi sarà possibile aprire il dossier esaminando i
conti. "Nel constatare come la perdita definitiva della Compagnia di
bandiera arrecherebbe un evidente ed irreversibile danno al sistema Italia, il
Presidente Berlusconi - scrive Ermolli - mi ha incaricato di valutare la
possibilità di individuare degli imprenditori italiani che per capacità
imprenditoriali e per forza economica avrebbero potuto esplicare un positivo
intervento nel salvataggio e nel rilancio di Alitalia,
salvaguardando l'occupazione e gli interessi del Paese. Ho immediatamente
assunto molteplici contatti con il mondo imprenditoriale dopo aver studiato la
percorribilità dell'operazione". Quella di Berlusconi è una "chiamata
di patriottismo" dichiara il leader, che aggiunge: "Nessuno può
smentire un interesse futuro". Il fatto è che un ipotetico interesse
futuro rischia di vanificare gli unici sforzi concreti che si sono visti
finora. Quanto agli sforzi dell'imprenditoria italiana, finora ce ne sono stati
molti nel prendere sussidi e contributi pubblici. Magari il miracolo rischia di
essere ancora quello: soldi pubblici, profitti privati. In ogni caso il leader
dell'opposizione non chiude la porta ai francesi. Ad Air France chiede di
mettere Alitalia sullo stesos piano: o si fa un
conglomerato in cui si è tutti sullo stesso livello, oppure si chiuda con
Parigi. Difficile giudicare le esternazioni a raffica del leader Pdl dai piani
alti della Magliana, dove si sta giocando una partita sull'orlo del precipizio
dell'amministrazione controllata. È convocato per oggi un nuovo consiglio
d'amminitrazione chiamato a decidere ufficilamente lo slittamento del 31 marzo
come data ultima della trattativa e i tempi di slittamento, in base alle
possibilità di cassa. Intanto l'incontro tra i vertici parigini e i sindacati è
slittato a lunedì: si allungano i tempi della presentazione del piano da parte
di Air France-Klm. Sul tavolo sempre la questione esuberi (che restano 2.100
secondo Parigi, ma con "paracaduti" sostanzioni: l'intero stipendio
per circa 7 anni) e il perimetro aziendale, che potrebbe allargarsi per
includere quei lavoratori inizialmente "scaricati" su Fintecna in Az
Servizi. Intanto tornano ad alzare la voce i piloti dell'Anpac, che respingono
i numeri di Parigi. Pur di evitare il ridimensionamento l'Anpac cavalca la
cordata italiana targata Berlusconi.
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Oggi il consiglio di Alitalia valuta la
possibilità di rinviare la scadenza della trattativa del 31 marzo, in attesa
del piano di Air France.
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Mediobanca Mediobanca non ha allo studio alcuna
ipotesi di cordata né di ingresso nel capitale Alitalia.
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Manovre in Borsa: la Consob "monitora", la Procura
indaga Finalmente si muove Cardia, dopo giorni di voci incontrollate. A Roma da
tempo è aperto un fascicolo / Roma REGOLE Dopo giorni di esternazioni e di
"balletti" in Borsa, la Consob decide di
"accendere i riflettori" sull'azione Alitalia. E anche
la procura di Roma "osserva" la situazione, anche riguardo le diverse
offerte che vengono fatte in questi giorni. Gli inquirenti sono in attesa delle
possibili istruttorie che potrebbero essere portate avanti dagli organi di
controllo borsistici, come la Consob. Intanto i pm De Marinis, Loy e
Pesci, ed il procuratore aggiunto Nello Rossi, hanno avviato da tempo una
inchiesta per aggiotaggio, per cui è stata delega investigativa alla Guardia di
finanza. Al vaglio ci sarebbe, tra l'altro, la vicenda della presunta e fallita
offerta legata alla Singapore Airlines del dicembre scorso. Anche se la
compagnia dell'estremo oriente smentì ogni interessamento fu molta l'attenzione
che vi fu posta dal mercato. Tema delicatissimo, quello della privatizzazione
di Alitalia, per la complicata vicenda societaria, ma
anche per l'impatto di notizie e indiscrezioni sull'andamento del titolo in
Borsa, da tempo controllato con particolare attenzione dalla Consob che in
passato ha anche scritto più di una volta al governo, sia con il centrodestra
che con il centrosinistra, per invitare ad una maggiore cautela nelle
dichiarazioni dei ministri. "Quando un politico manifesta desideri o
finalità da raggiungere", aveva spiegato martedì il presidente della
Consob Lamberto Cardia parlando del caso Alitalia al
Sole24Ore, "può innescare movimenti del titolo e rendere squilibrato il
mercato. Invece bisogna distinguere progetti e finalità dai fatti concreti. La
parità di informazioni deve esserci anche sugli intendimenti". Ieri la
notizia di un possibile interesse per Alitalia non
sembra aver avuto alcun effetto, a Piazza Affari, sulla contrattazione dei
titoli di Eni, di Mediobanca, di Fondiaria Sai della famiglia Ligresti, e delle
società controllate dai Benetton. Non torna invece ad un andamento regolare il
titolo di Alitalia: ancora molto sostenuti gli
acquisti (+10,86% in chiusura, a 0,64 euro), tra le continue sospensioni che
già nelle quattro sedute precedenti hanno accompagnato un recupero del +110%
dopo il crollo seguito all'offerta di Air France. Tutti gli imprenditori
coinvolti dalle indiscrezioni stampa sono stati invitati ieri da Consob a
spiegare per iscritto al mercato le loro intenzioni: hanno smentito al momento
coinvolgimenti. b. di g.
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Eni Alitalia non è oggi
nell'agenda dell'Eni, ha detto l'amministratore delegato Scaroni.
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Il
leader Pdl: "Il Pd può vincere a Palazzo Madama". Sulla compagnia di
bandiera indaga la Consob, il caso anche alla Procura Berlusconi: al Senato
rischio Alitalia, smentite alla
cordata del Cavaliere. Veltroni: è irresponsabile.
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
SULLA PELLE DEL
PAESE MASSIMO GIANNINI Il "patrimonio" più prezioso delle leadership
politiche moderne è la credibilità. Sulla vicenda Alitalia Silvio Berlusconi ha risolto felicemente il problema. Non l'ha
perduta: molto più semplicemente, ha dimostrato di non averla mai posseduta.
Non ci sarebbe nulla di male, se questa fosse solo una carenza personale.
Purtroppo è invece un'emergenza nazionale. Ancora una volta, il
Cavaliere gioca la sua roulette russa sulla pelle del Paese. Era il 17 febbraio
2004, quando governava l'Italia e dichiarava all'Ansa: "Per fortuna di Alitalia c'è il signor Berlusconi che impiegherà tutto il
suo talento per risanarla". SEGUE A PAGINA 45.
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Berlusconi
chiede un aiuto in cambio di quello che potrà garantire domani da premier Il
Cavaliere gioca la carta dei favori con Benetton, Scaroni e Ligresti Lo
schiaffo di Mediobanca, l'unica ad aver opposto un no secco ETTORE LIVINI
MILANO - La misteriosa avventura della cordata tricolore per Alitalia
avanza, almeno per ora, solo a colpi di cambiali. Mancano gli imprenditori
disposti a mettere volontariamente una fiche da 100-150 milioni per la gloriosa
missione? Poco male. Il presidente del Consiglio in pectore Silvio Berlusconi -
forte del ruolo di favorito alle elezioni - è in grado di chiedere oggi un
favore in cambio di quelli che potrà garantire domani. Un'arma, come dimostra
la pirotecnica compagine di scalatori annunciata mercoledì sera e svanita ieri
mattina, che il Cavaliere pare intenzionato a usare fino in fondo. La voglia di
pubblico. Il primo asso nella manica dell'ex premier è la vacatio sul fronte
delle nomine pubbliche. Certo l'Ue potrebbe avere qualcosa da ridire. Ma perché
non utilizzare le aziende di Stato per salvare l'Alitalia?
Le Poste - con il cda in scadenza - hanno messo le mani avanti candidando la
loro Mistral Air a un ruolo nella cordata tricolore. Ma Berlusconi punta più in
alto: "L'Eni ha tante risorse e ha un interesse nella vicenda... ",
ha detto a La stampa. Quale sia l'interesse del cane a sei zampe, che opera in
tutt'altro settore, e dei suoi soci (il mercato ha il 70% del capitale) è tutto
da dimostrare. Tant'è che il gruppo - pressato dalla Consob - è stato costretto a gettare acqua sul fuoco con una nota un po'
ambigua: "Ad oggi - ha detto - Alitalia non è in
agenda". Il suo ad Paolo Scaroni, però, in attesa di rinnovo, non ha fatto
mancare una sospetta adesione morale all'appello del Cavaliere: "Da
cittadino italiano io penso sinceramente che l'ideale sarebbe che Alitalia rimanesse fortemente radicata nel nostro Paese". Si
vedrà se i petroprofitti dell'Eni (così come magari quelli di Finmeccanica e
Cdp, anche loro in attesa di conferma dei vertici) potranno essere utili alla
causa del potenziale futuro premier. Partite parallele. Il pressing sui
Benetton e sui Ligresti - imprenditori che non si erano nemmeno sognati di
partecipare alla prima fase dell'asta Alitalia - ha
sul tavolo una serie di interessi paralleli molto più articolati. Il gruppo
dell'ingegnere siciliano, che ha perso diversi milioni come socio di Volare, ha
trascorsi nel settore non proprio brillantissimi. Eppure Fonsai (che di suo si
occupa di assicurazioni) ha lasciato ieri una porta aperta all'ipotesi della
cordata tricolore di Berlusconi. è possibile che il gruppo abbia un progetto
imprenditoriale serio. Di sicuro però c'è un'altra cosa: la famiglia Ligresti
ha in ballo enormi interessi immobiliari a Milano e in Lombardia (storica
roccaforte del centro-destra) soprattutto in vista dell'Expo 2015. E una
cambiale in bianco su Alitalia può essere tradotta in
moneta contante su altri fronti. I Benetton si trovano in una situazione
simile. La storia non depone a favore di una scommessa su Alitalia
visto che ogni volta che hanno messo soldi in cordate collettive (da Telecom a
Rcs) hanno perso centinaia di milioni. Il loro business però, autostrade e
aeroporti, vive di concessioni statali. E a Ponzano Veneto ricordano come un
incubo il braccio di ferro con Antonio Di Pietro nella scorsa legislatura.
Meglio quindi anche per loro una smentita sfumata. In attesa di capire da che
parte tirerà il vento. E a fiutare l'aria ci sono tanti altri imprenditori che
sulle rendite di posizioni e le cambiali pubblico-privato hanno costruito
fortune miliardarie. Il nodo Mediobanca. Lo schiaffo che ieri ha fatto più male
a Berlusconi è stato però con ogni probabilità quello arrivato da Mediobanca,
società dove la Fininvest ha appena conquistato un posto nel patto di
sindacato. Berlusconi - forte dell'asse con Tarak Ben Ammar, i soci francesi e
col presidente Cesare Geronzi (il Biscione siedeva pure nel patto Capitalia) -
sperava forse di essersi guadagnato il diritto a gestire tramite Piazzetta
Cuccia una serie di partite che gli stanno molto a cuore (da Generali a Telecom
fino a Rcs). E invece ieri il management dell'istituto - cooptato a forza
dall'ex premier nella cordata tricolore - è stato il primo in mattinata a
prendere le distanze dall'iniziativa. "Mediobanca non ha allo studio
alcuna ipotesi di cordata né di ingresso nel capitale Alitalia".
Nel salotto buono, al momento, non si accettano cambiali.
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Slitta di
un giorno la nuova offerta. I piloti aprono a Berlusconi Oggi il piano Air
France la trattativa riparte in salita Qualche contrasto
anche tra il presidente di Alitalia, Prato, e i francesi LUCIO
CILLIS ROMA - Un braccio di ferro in atto tra Roma e Parigi, frena l'avvio
della fase finale della trattativa tra Alitalia e Air
France-Klm. Nella serata di ieri i sindacati attendevano l'arrivo via posta
elettronica di una lettera contenente l'accordo quadro da discutere lunedì
prossimo, alla presenza del presidente della compagnia franco-olandese,
Jean-Cyril Spinetta. Contro i tagli proposti da Air France (tra questi 504
piloti, 600 assistenti di volo e 500 hostess precarie) i comandanti dell'Anpac
hanno alzato le barricate, aprendo alla soluzione tutta italiana prefigurata
dal leader della Pdl Silvio Berlusconi. Sul negoziato in bilico, pesa anche
l'incertezza sulla reale volontà dei francesi di riportare in Alitalia buona parte dei servizi di terra inizialmente
esclusi. Ce n'è abbastanza per scatenare la reazione del presidente della
Magliana. Maurizio Prato, che sull'accordo ci mette la faccia, non avrebbe
gradito la strategia di Spinetta, fatta di strappi e improvvise frenate su un
tema delicato come i tagli alla forza lavoro, peraltro contrattati a lungo nei
mesi scorsi. Per questo ieri sera i manager di Air France riuniti a Parigi
avrebbero rimesso le mani sul progetto che sarà verosimilmente presentato
stamani ai sindacati. La conferma viene dal leader della Cgil Guglielmo Epifani
che parla di "giornata decisiva" su Alitalia,
mentre Luigi Angeletti numero uno della Uil aggiunge che "ai lavoratori
sarà chiesto di esprimersi in caso di accordo coi francesi". Sempre oggi
il cda di Alitalia dovrebbe decidere l'estensione dei
tempi della trattativa ben oltre il limite del 31 marzo. Si punta a guadagnare
almeno una settimana. La condizione resta però quella di reperire i fondi
necessari per superare aprile senza portare i libri in tribunale. Il cda
potrebbe quindi decidere di mettere in pratica una serie di opzioni in questa
direzione, anche tenendo conto di un possibile passo indietro della compagnia
franco-olandese nel caso di un urto frontale coi sindacati. Che stamattina si
riuniranno per decidere se e come proseguire la trattativa con Air France. Al
tavolo ci sarà, però, almeno un posto vuoto: i piloti Anpac diserteranno
l'appuntamento: "I recenti, profondi mutamenti del piano industriale
predisposto dal team del presidente di Air France Spinetta, hanno reso
inaccettabile, in assenza di sostanziali modifiche, la proposta. E - scrive
l'associazione più rappresentativa tra i comandanti - i piloti Anpac ritengono
strategicamente corretta l'iniziativa di Silvio Berlusconi tesa ad evitare al
Paese i disagi di un potenziale blocco della mobilità dei cittadini,
conseguente alla mancata definizione in tempi adeguati di una idonea soluzione
che consenta il definitivo risanamento e rilancio di Alitalia".
Il leader dell'Ugl Trasporti, Roberto Panella, punta invece l'indice "sul
metodo assolutamente inaccettabile usato da Air France nella trattativa: mai
prima d'ora il dialogo diretto tra le parti era stato sostituito da una lettera
così delicata inviata via posta elettronica". E Marco Veneziani della Uil
Trasporti ribadisce l'intenzione di andare a vedere le carte dei francesi,
"anche se il futuro della trattativa è seriamente a rischio. E la
responsabilità di un esito negativo ricadrà interamente su Air France".
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Consob e
Procura si mettono in moto L'authority della Borsa: attento monitoraggio
sull'andamento del titolo Di Pietro annuncia un esposto contro Berlusconi per
turbativa di mercato MARINO BISSO ROMA - La misteriosa cordata di imprenditori
italiani interessati all'acquisto di Alitalia e le
eventuali ripercussioni sulla Borsa. Nel mirino della Consob e della Procura
capitolina finiscono le grandi manovre intorno alla vendita della compagnia di
bandiera, da giorni, al centro della battaglia elettorale. Ora gli ispettori
dell'autorità di vigilanza vogliono capire se le recenti dichiarazioni del
leader del Pdl, Silvio Berlusconi, sull'esistenza di un gruppo di imprenditori
e di società interessate a rilevare Alitalia, con
un'offerta alternativa a quella avanzata da Air France, abbiano provocato
turbative sulle quotazioni dei titoli e possano quindi configurarsi come reati.
Nei giorni scorsi è stato lo stesso presidente della Consob, Lamberto Cardia, a
rivolgere un "appello istituzionale" ai candidati criticando le
troppe "esternazioni" e "l'ingresso della questione Alitalia nella campagna elettorale". Ma non solo. Gli
eventuali illeciti dovranno essere comunicati ai magistrati romani che
potrebbero già aprire una nuova inchiesta, ancora prima di ricevere le
informazioni dalla Consob, sulla spinta dell'esposto annunciato dal ministro
Antonio Di Pietro nel quale vengono ipotizzati i reati di aggiotaggio e insider
trading. Il leader dell'Italia dei Valori, infatti, chiede alla Procura di
accertare "se le dichiarazioni di Berlusconi sul caso Alitalia
abbiano alterato il mercato, visto che un giorno sì e l'altro pure, egli ha
fatto credere che vi fosse una cordata pronta a rilevare la compagnia di
bandiera, prima che ci fosse una proposta alternativa concreta e vera". Ma
altre trattative sulla cessione di Alitalia sono da
tempo oggetto di un'inchiesta per aggiotaggio. Il fascicolo è stato aperto
dalla Procura di Roma la scorsa estate dopo le oscillazioni anomale del titolo.
A dicembre nell'indagine, affidata ai pm Stefano Pesci, Francesca Loi e Gustavo
De Marinis e coordinata dal procuratore aggiunto Nello Rossi, sono confluiti
gli accertamenti sulla misteriosa offerta per Alitalia
lanciata dai fondi americani Evergreen e Thl. Nei giorni scorsi gli inquirenti
hanno iscritto i primi tre indagati contestando oltre all'aggiotaggio la
turbativa d'asta. Il filone d'indagine si riferisce ai retroscena che il 13
dicembre 2007 accompagnarono la consegna al presidente di Alitalia,
Maurizio Prato della lettera in cui la cordata statunitense aveva manifestato
interesse ad acquistare il 49,9% della compagnia aerea facendo intendere che
all'operazione avrebbe preso parte anche la Singapore Airlines che però in
seguito aveva negato. Una smentita seguita a stretto giro da quelle di Deutsche
Bank e dello studio legale Orrick, indicati come i possibili advisor. E
l'avvocato Pietro Tantalo, il legale dello studio Orrick che avrebbe firmato la
famosa lettera, davanti ai pm ha negato di averla sottoscritta. E ieri, sulla
misteriosa cordata di imprenditori italiani, un nuovo coro di smentite. Da
Mediobanca a Benetton e all'Eni: tutti hanno preso le
distanze da Berlusconi che li indicava come possibili acquirenti di Alitalia. In serata, Bruno Ermolli, (presidente di Sinergetica e nel cda
di Mediaset) incaricato dal leader del Pdl di sondare l'imprenditoria italiana,
ha precisato che "un piano industriale per Alitalia potrà
essere presentato solo quando sarà esaurita la trattativa con i francesi".
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
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Economia Alitalia, pioggia di smentite sulla cordata di Berlusconi Ma il leader
del Pdl insiste. Veltroni: è una sarabanda Lo scontro Il Cavaliere: chi mi ha
telefo-nato non può smentire un interesse futuro Il leader Pd: attenzione a ciò
che dice. C'è in gioco il destino di tanti lavoratori BARBARA ARDU BARBARA ARDù
ROMA - è un fantasma la cordata italiana interessata a rilevare Alitalia. La mattina si materializza sui giornali, poi svanisce.
Il film s'è ripetuto ieri. La Stampa riporta un colloquio con Silvio
Berlusconi. Il Cavaliere avrebbe svelato alcuni nomi. E sono tutti di rilievo:
il colosso energetico pubblico Eni, il salotto buono della finanza Mediobanca,
la famiglia Benetton, il gruppo Ligresti. E inizia il belletto delle smentite.
Prima Mediobanca, poi l'Eni. è lo stesso amministratore delegato Paolo Scaroni
a chiarire che "Alitalia non è oggi nell'agenda
di Eni", ma sarebbe un bene se rimasse "radicata in Italia",
aggiunge il numero uno del colosso petrolifero, che aggiunge però di parlare
come cittadino. Una manciata di minuti e il Cavaliere liquida come
"indiscrezioni o supposizioni da parte giornalistica". In Borsa
succede un terremoto, il titolo schizza in alto e alla fine guadagna il 10 per
cento. Un balletto di smentite che però questa volta non soddisfa la Consob.
L'organo di controllo chiede alle società coinvolte di dare informazione
ufficiali al mercato. Già nei giorni scorsi il presidente Cardia aveva
richiamato i politici a usare maggiore cautela sulla vicenda. "Bisogna
distinguere progetti e finalità dai fatti concreti", aveva dichiarato. E
forse non è un caso che lo stesso Berlusconi affidi a una nota, messa nero su
bianco, il suo pensiero su Alitalia e le sue
iniziative. "Ho fatto verificare a dei consulenti di grande livello la
possibilità di realizzare quella che è stata impropriamente definita una
"cordata"", scrive il Cavaliere, che però aggiunge che
"tutto questo non potrà mai avvenire fino a quando è in corso la procedura
di trattativa esclusiva con Air France". Finora, aggiunge, sono in corso
solo "contatti", ma "nessuno è autorizzato a scambiare questi
contatti come decisioni già assunte o peggio manifestate". è Bruno
Ermolli, presidente di Sinergetica e membro del consiglio di amministrazione di
Mediaset a studiare, per conto del Cavaliere, una possibile "cordata"
italiana. E anche lui chiarisce con una nota. Per la presentazione di un
"piano industriale" su Alitalia alternativo
a quello di Air France, scrive, "non basteranno pochi giorni ma
soprattutto, nel pieno rispetto della normativa, dovrà esaurirsi la trattativa
con Air France". Dunque tutto è rimandato. Solo ipotesi, per ora. Che però
scatenano una bufera politica, entrano nella campagna elettorale e accendono lo
scontro. "Di quattro nomi annunciati da un uomo politico per la cordata,
due hanno già smentito. Questo è un tema su cui non si possono inventare
battute", attacca il candidato premier del Partito democratico Walter
Veltroni, perché portano a "turbative alla trattativa", "è una
sarabanda", aggiunge. "Io non ho fatto nessun nome", ribatte
Berlusconi. Ma il botta e risposta va avanti. "Quale smentita fa? A che
numero di smentita siamo?", chiede Veltroni ai cronisti che sollecitavano
un commento sulle ultime affermazioni di Berlusconi su Alitalia.
"Smentire è meglio che mentire", puntualizza il leader del Pdl. Il
duello va avanti tutta la giornata. Il leader dell'Udc Casini dichiara che
"di bufale se ne sparano tante". "La cordata si faccia avanti o
è una sceneggiata", commenta Boselli, socialisti. Maroni spera in una
soluzione italiana, come il Cavaliere. "Spero - dichiara - che Berlusconi
riesca a convincere gli imprenditori, che sarebbe un miracolo che solo lui può
fare". è sera quanto Eni, Mediobanca, Benetton e Ligresti dichiarano alla Consob
che non c'è nessun interessamento. Ma Berlusconi va avanti. "Nessuno può
smentire un eventuale interesse futuro" per Alitalia.
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
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Comizio del
candidato del Pdl a Latina: "Non capisco il clamore sul fascismo, difendo
solo la nostra storia" Ciarrapico insiste: saluto il camerata sindaco di
Littoria LATINA - "Non pensavo che la mia modesta figura suscitasse tanto
clamore. Non capisco perchè io non possa ricordare e difendere questa parte
della nostra storia". Giuseppe Ciarrapico non si rassegna. E torna a
difendere a spada tratta l'esperienza fascista. Così, nel giorno della
presentazione ufficiale a Latina della sua candidatura al Senato per il Pdl,
ritorna sulla polemica innescata dall'intervista di alcune settimane fa a
Repubblica, nella quale affermò senza mezzi termini di non rinnegare il
Ventennio. Ciarrapico ha voluto spiegare la sua scelta di "Littoria
Latina" e di Piana delle Orme per la presentazione della sua candidatura:
"Qui tutto parla di noi, camerata Finestra - ha detto rivolgendosi ad
Ajmone Finestra, ex senatore del Movimento sociale italiano ed ex sindaco di
Latina - . E scrivetelo pure voi giornalisti perchè noi siamo diversi e ci
piace essere diversi". Durante il suo lungo discorso, l'ex proprietario
delle Terme di Fiuggi risponde a tutti i suoi critici. Da Veltroni a Casini, da
Prodi a Bertinotti. "Ha blaterato contro di me Casini - è il suo esordio -
lo stesso Casini che io ho finanziato nelle Feste dell'Amicizia a Fiuggi e che
diceva di essere onorato di sedermi accanto. Può darsi anche, come dice, che
Berlusconi mi abbia raccolto, ma io farò di tutto perchè la corte di Casini non
metta più piede in queste zone, perchè qui c'è gente per bene". Poi si
rivolge direttamente all'ex presidente della Camera: "Vede Casini, una
cosa è certa: quando ha voluto affermare il primato dell'Unione di centro le ho
portato via il sindaco più importante della Provincia di Frosinone, il sindaco
di Cassino che ha subito aderito al Pdl. Il suo maestro era Forlani, eppure
quando lo misero alla gogna lei, Casini, non fu capace di una parola. Tra noi e
voi c'è una differenza: noi sappiamo pagare quando dobbiamo pagare".
Ciarrapico se la prende pure con Romano Prodi, "che ha
sempre svenduto tutto e ora vuole svendere anche Alitalia", e
con Fausto Bertinotti, "rosso sì ma rosso come il lusso". Quindi un
cenno alle sue condanne penali: "Non vi spaventate se ho avuto tre
defaillance nella mia vita di imprenditore. Ho avuto un finanziamento di 29
miliardi di lire e ne ho restituiti oltre 70". E chissà cosa
potrebbe dire il candidato filo-fascista del Pdl se decidesse di replicare a
Francesco Storace che, ieri, lo ha definito "un Aldo Fabrizi reincarnato,
altro che Mussolini del terzo millennio".
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
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Commenti SULLA PELLE
DEL PAESE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Sono passati quattro anni. E non solo
allora non l'ha risanata. Ma ora sta impiegando tutto il suo
"talento" per farla fallire. In un micidiale impasto di indegnità
politica, di irresponsabilità economica e forse addirittura di illiceità
giuridica. Avevamo provato a prendere sul serio gli annunci del Cavaliere sulla
sedicente "cordata italiana" pronta a scendere in campo per evitare
la "svendita" della compagnia di bandiera ad Air France. Avevamo
tentato di non irridere il presunto "tentativo patriottico" di
difendere un interesse nazionale, di fronte alla prima pioggia di smentite che
già dal primo giorno della sua offensiva su Alitalia,
giovedì della scorsa settimana, avevano sommerso il Cavaliere. Smentite
sull'esistenza di "numerosi imprenditori italiani disposti a
intervenire", sul "sicuro coinvolgimento di Banca Intesa", sulla
richiesta di "un prestito-ponte al governo" per sostenere
l'iniziativa. Avevamo provato a chiedere al leader del Pdl un estremo gesto di
responsabilità. Nei confronti del Paese, di uno dei suoi asset industriali più
blasonati, delle 18 mila persone che ci lavorano, dei mercati finanziari, degli
elettori. Se esiste davvero un "cavaliere bianco" in marcia su Alitalia, il Cavaliere di Arcore ha il dovere di dire chi è,
con quali soldi interviene, con quali progetti industriali risana, con quali
alleanze internazionali rilancia. A modo suo, Berlusconi ha raccolto l'invito.
Mettendo in fila la più stupefacente sequela di profezie autosmentite della sua
quindicennale avventura politica. Giovedì scorso aveva detto che nella cordata
tricolore c'erano anche i suoi figli: "li conosco, non si tirerebbero mai
indietro". L'altro ieri ci ha ripensato: "I miei figli in campo?
Nemmeno per sogno". Ieri, finalmente, ha fatto i nomi: Ligresti, Benetton,
Mediobanca, l'Eni. "In questi giorni mi hanno confidato il loro interessamento",
ha dichiarato alla Stampa. La pioggia di smentite si è ripetuta, persino più
intensa di sette giorni fa. Nessuno dei soggetti chiamati
in causa ha sul tavolo la pratica Alitalia. In
serata il solito voltafaccia: "Sono solo contatti, non decisioni già
assunte". Poi la rituale minaccia: "Colpa dei giornali, che intingono
la penna nell'inchiostro rosso della sinistra". La campagna del Cavaliere
sull'affare Alitalia è un caso di scuola. Sta ripetendo un'operazione
epistemologica nota. è la "strategia del tranello" raccontata a suo
tempo da Alessandro Amadori. Lancia un segnale, affermando qualcosa o
attaccando qualcuno. Ottiene una reazione, meglio se indignata e spropositata.
Nega di aver affermato, o di aver voluto attaccare. Lascia l'avversario impantanato
nel suo stesso eccesso di reazione. è il meccanismo della
"schismogenesi", sul quale ha costruito tanta parte delle sue fortune
politiche. Ha funzionato tutti questi anni, complice una sinistra non sempre
consapevole di fare il suo gioco. è convinto che possa funzionare ancora. Ma
sta anche costruendo un'operazione politica nuova. L'uso strumentale della
vendita ai francesi serve al Cavaliere a far scattare la trappola mortale sul
centrosinistra. Da un lato, riporta in vita, per esporlo alla pubblica gogna di
qui al 13 aprile, lo "scheletro che Veltroni voleva nascondere
nell'armadio", cioè quello di Romano Prodi. Un boiardo dell'Iri, che oggi
fa accordi sottobanco sull'Alitalia come ieri li ha
fatti sulla Sme, e che col suo governo ha messo in ginocchio il Paese.
Risucchiarlo nell'arena elettorale è utile a delegittimare il suo erede.
Dall'altro lato, riattiva la solita sinapsi anticomunista, per spaventare i
moderati sull'esistenza del solido filo che collega Pci-Pds-Ds-Pd. Un'equazione
ideologica, che ieri è servita a sfondare al centro e oggi può mobilitare gli
indecisi. Rilanciarla nella campagna elettorale è utile a negare l'evoluzione
identitaria che ha portato ex-comunisti ed ex-democristiani a confluire nel
nuovo Partito democratico. Ma questa volta c'è una doppia aggravante. La prima
è di merito. Berlusconi continua a speculare politicamente su una vicenda che
ha enormi implicazioni, economiche e finanziarie. Investe allegramente sulla
rottura dell'accordo con Air France, puntando a far fallire l'unica trattativa
in corso e preparandosi a scaricare sul Paese i costi del fallimento di Alitalia. Scommette al buio sui destini di un'azienda e sul
futuro dei lavoratori. Gioca a dadi con un titolo quotato in Borsa, che
nell'ultima settimana ha avuto sbalzi di prezzo al rialzo e al ribasso fino del
40%. E solo oggi, con un ritardo tanto inspiegabile quanto colpevole, la Consob
si premura di intervenire, e la Procura di Roma si decide ad accendere un faro.
Coinvolge nella sua disinvolta partita individuale altri pezzi di capitalismo
pubblico e privato, di cui da premier in pectore potrebbe diventare azionista
(l'Eni) o concessore (i Benetton). E ancora una volta, con un'evidenza mai tanto
lampante, si ripropone l'irrisolto vulnus democratico del conflitto di
interessi. La seconda aggravante è di metodo. Nessun'altra democrazia
occidentale tollererebbe un leader politico capace di giocare così
spudoratamente su una questione di interesse nazionale e su un'operazione
market sensitive. Nessun altro Paese civile sarebbe disposto a riconoscere un
briciolo di credibilità ad un potenziale premier capace di manipolare così
irresponsabilmente i dati della realtà, i fatti dell'economia, gli interessi
delle persone, i diritti degli elettori. Purtroppo, per la quinta volta dal
1994, è esattamente quello che sta succedendo. La tragedia d'Italia degenera
nella farsa dell'Alitalia. O viceversa. Ci sarebbe da
ridere. Ma stavolta, tra vere mozzarelle venefiche e false bufale mediatiche,
c'è davvero da piangere.
( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Segue la cordata a
orologeria di Tommaso Labate Mister Air France è l'uomo che, a sentire ancora
ieri fonti di palazzo Chigi, "ha tutte le carte in
regola per chiudere la trattativa Alitalia, anche ai
tempi supplementari". Persino contro il volere del possibile futuro
premier? "Anche in questo caso", risponde uno stretto collaboratore
di Prodi, segnalando come "a differenza di quanto accade per chi vuol fare
affari sui treni, il business sugli aerei consentirebbe a chi ha coraggio anche
di prescidere da un capo di governo". E a Spinetta, è il
sottotesto, il coraggio sembra non mancare. Prima di farsi cordata, gli
imprenditori che hanno già risposto o risponderebbero "presente"
all'appello tricolore di Silvio aspettano di vedere se il progetto di
reconquista del Popolo delle libertà andrà a buon fine senza intoppi. Vale sia
per la pressoché scontata maggioranza a Montecitorio che per quella, molto più
incerta, di Palazzo Madama. È proprio su quest'ultimo fronte che il Cavaliere
(così come Veltroni, del resto) ha intenzione di concentrare i suoi ultimi
sforzi prima del rush finale. L'obiettivo dell'ex premier, da ora fino alla
fine della campagna elettorale, sarà ricompattare - almeno sulle schede
elettorali del Senato - il vecchio elettorato della defunta Casa delle libertà.
Magari agitando lo spettro del Veltroni in ascesa ("Con il voto ai partiti
minori è possibile una vittoria del Pd al Senato") e rivolgendosi
direttamente all'elettorato centrista per un voto disgiunto ("Se a uno
piace Casini, il voto glielo dia alla Camera e non al Senato"). Nella
corsa contro i francesi, sia Berlusconi che gli imprenditori nell'ombra possono
sperare in qualche fattore esterno. Ad esempio, i sindacati. Tra di essi, c'è
chi non ha mancato di tessere le lodi del barricadero Bonanni; mentre è più
difficile disegnare scenari su Epifani, molto vicino a Veltroni, che ieri s'è
accodato all'appello di Montezemolo ("Non a strumentalizzazioni elettorali
su Alitalia"). Se il fronte dei lavoratori
cedesse al nuovo piano Spinetta, Air France sarebbe più vicina all'obiettivo. E
il disegno del Cavaliere di ri-esordire a palazzo coi galloni del salvatore
della patria si complicherebbe. E non poco. 28/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Risposta
all'editoriale del direttore Quattro domande al Berlusca Stavolta non sono
d'accordo Caro direttore, c'è sempre una prima volta (si j'ai bonne mémoire,
aggiungeva un grande chansonnier): non sono d'accordo con il tuo editoriale di
ieri. Su nessuna delle tue quattro domande. E neppure sulla conclusione
politica. Niet su tutta la linea. Prima domanda: gli affari di famiglia. Berlusconi ha detto che nella cordata Alitalia ci deve
essere anche Eni (Scaroni ha smentito in tv). Eni resiste a vendere Snam Rete
Gas, come gli chiedono di fare le autorità italiane e comunitarie. Se due più
due fa quattro, Berlusconi premier chiederebbe a Eni di vendere e di investire
il ricavato a far risorgere Alitalia. Ci si occupa del
conflitto di interessi in capo al proprietario di Mediaset. Ma infinitamente
peggio è il conflitto di interessi in capo allo stato proprietario, regolatore
e regolato, che prende soldi dei risparmiatori sul mercato e li usa per fare
politica. Si tenga Mediaset e le ville, venda (e faccia vendere ai comuni) le
partecipazioni in aziende, quotate e non quotate. Seconda domanda: la
giustizia. Per quanto pessimo si pensi che sarebbe il governo Berlusconi,
"più pessimo" ancora sarebbe se dovesse cadere per l'esito del
processo, l'ultimo mi pare, in cui è coinvolto. Il disastro per il paese di una
crisi politica per via giudiziaria sarebbe tale, da far desiderare ancora una
legge ad personam. Al punto in cui siamo, che mi importa sapere che cosa c'è
stato tra Berlusconi e Mills? Ben vengano le riforme della giustizia che
comportano riforme costituzionali (obbligatorietà dell'azione penale), ma
incominciamo con quelle che si fanno con legge ordinaria (separazione delle
carriere) o anche solo con la buona amministrazione (non sono necessari
esempi). Terza domanda: la disciplina di bilancio. Non sono un talebano dei
parametri, lo sono delle necessità di avere un governo che metta sotto
controllo la spesa pubblica. Parafrasando San Paolo, se anche Berlusconi
rispettasse tutte le virgole di Maastricht, ma non ci facesse la carità di
riformare la pubblica amministrazione che ci ritroviamo, sarebbe un cembalo
sonante. Vale il viceversa. Quarta domanda: la Rai. Non riusciamo a far sì che
i sindacati non considerino cosa loro Alitalia o le
Poste, e vogliamo togliere ai partiti la Rai che di fatto è loro? E allora che
lo sia in modo chiaro piuttosto che per interposta fondazione. L'accademia dei
Lincei è una rispettata istituzione, il Consiglio dei Rettori ha già le sue
gatte da pelare. Se toccasse ai loro presidenti scegliere fa le nomine in Rai,
anche quelle diventerebbero scottanti cariche politiche. E siccome non si può
chiedere a Berlusconi di fare quello che non ha saputo fare Prodi né 10 anni fa
(quando gli conveniva) né adesso, e cioè vendere la Rai, lasci stare tutto
com'è. A litigare ci pensano da soli: li lasci fare e stia a guardare.
Conclusione: le leggi dovrebbero essere fatte pensando a persone molto diverse
da quelle con cui vorremmo avere rapporti e amicizia. Sono i governi che non ci
piacciono a mettere in evidenza le cose che non vanno, a renderle ancora più
intollerabili. Non chiediamo a Berlusconi di farsi il lifting, di trattenere le
sue battute. Se dovesse vincere, non facciamo i girotondi, come nel 2001-2006,
facciamo opposizione marcandolo sugli obbiettivi veri. Li terrà presente?
Cambieremo il nostro atteggiamento. No? Ci saremo preparati per la prossima
volta. Se ci tocca, mettiamo a profitto Berlusconi. 28/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Fase due la noia
elettorale in tv e il tam tam sul web stanno mordendo i poli "Un milione
di voti validi in meno" Allarme astensioni nei sondaggi, ecco perché
Berlusconi e Veltroni hanno alzato i toni E se il trenta per cento di indecisi
censiti dagli istituti di sondaggio si trasformasse il 14 aprile, in tutto o in
parte, in un battaglione di astenuti? In Italia l'affluenza alle politiche non
è mai scesa sotto l'80 per cento, ma le possibilità che questo accada stavolta
sono invece alte. Sulle urne incombe un astensionismo di sinistra (i delusi
dall'Unione), di destra (demotivati e disinteressati) e pure uno grillino, che
impazza sul web in chiave anti-casta e anti-inciucio. In più, la campagna
televisiva non decolla e il mancato duello finale Veltroni-Berlusconi, che due
anni fa si concluse con il colpo di scena del Cavaliere sull'Ici, potrebbe
confermare la tendenza. I numeri. "Mi aspetto almeno un milioni di voti
validi in meno, da 38 milioni a 37", dice al Riformista Roberto Weber
dell'istituto Swg. Stima condivisa anche da Alessandra Ghisleri, direttore di
Euromedia research, l'istituto che nel 2006 fu il più lesto a cogliere i segni
della rimonta berlusconiana e che anche in questa campagna sforna sondaggi per
il leader del Pdl. Se si considera che due anni fa furono decisivi 25 mila
voti, si può immaginare quale smottamento sia in vista. Dice Ghisleri:
"Noi continuiamo a registrare una forte disaffezione. Nel centrodestra si
esprime soprattutto in forma di demotivazione davanti a una vittoria considerata
ormai scontata. Nel centrosinistra prevale invece un certo disorientamento per
un'offerta politica del tutto nuova. Non dimentichiamo che gli elettori non
troveranno molti simboli conosciuti sulla scheda elettorale". E anche per
Weber il rischio astensione è no partisan. La fase 2. Berlusconi ha ben
presente il problema e lo vive con una certa preoccupazione. Perché tre o
quattro punti in meno di affluenza rispetto al 2006, quando il Cavaliere con un
tour de force multimediatico risalì la china rispetto all'Unione, potrebbero
incidere non poco sulla performance del Pdl. Per questo è partita la fase 2
della campagna berlusconiana e il fair play ha lasciato il posto a rodati
messaggi e vecchi refrain: "Il Pd è la mimetizzazione del vecchio partito
comunista italiano", ha detto ieri Berlusconi. Altro attacco è partito
sulla rinuncia del leader del Pd a Porta a porta , che ha costretto a sua volta
il Cavaliere a perdere un giro da Vespa: "Da Veltroni ho subito un atto
violento. La Rai è in mano ai comunisti". E ancora: "Se vinco avrò
tutte le istituzioni contro". Ripescato anche il pericolo
"brogli". E siamo solo all'inizio. Si prepara la grande sorpresa per
l'ultima settimana di campagna: "Aspettiamo e vediamo...", sussurra
Berlusconi ai cronisti. Coincidenze. Ma anche Veltroni non può stare troppo
tranquillo. Anzi, insospettisce la coincidenza con cui pure dal fronte Pd sono
saliti i decibel. L'interesse ad alzare i toni è reciproco. Prima il D'Alema contro il Berlusconi "sudamericano"
del caso Alitalia, quindi Goffredo Bettini, che pure non ha mai smesso di tessere
filo bipartisan con Gianni Letta, ha sparato sul Corsera di ieri: "Il
Cavaliere è come Le Pen". Comunismo contro fascismo? Sì, se serve a
rianimare le rispettive truppe. Il fatto è che il 35 per cento, oltre
che la soglia di sopravvivenza della leadership di Veltroni, rischia di
trasformarsi per il leader del Pd anche in un muro invalicabile, oltre il quale
c'è la massa di indecisi, ostili e (appunto) astenuti. Dice il vicecapogruppo
del Pd al Senato Nicola Latorre: "Nelle nostre tappe elettorali le piazze
sono piene sì, ma sono i nostri. In giro c'è molta disattenzione, tornare a
votare a così poca distanza dall'ultima volta è una vera iattura". 3
28/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia tutti smentiscono l'ex premier,
almeno finché non sarà premier La cordata a orologeria, uscirà solo se vince
Silvio "Ancora non l'hanno capito che non si tratta di campagna
elettorale. Fermare lo scempio della svendita di Alitalia ai francesi è
dovere di un primo ministro". Visto che non son pochi i generali della Pdl (Fini
compreso) a cui ieri mattina stava per venire un coccolone, a tutti quelli che
in privato gli hanno chiesto lumi sulla rumorosa "indiscrezione"
della Stampa (titolo: "Berlusconi: ecco la mia cordata; firma: Augusto
Minzolini), Silvio Berlusconi ha opposto il medesimo ragionamento. Un
ragionamento che nella versione di uno dei suoi più stretti collaboratori suona
così: "È il suo primo atto da prossimo presidente del Consiglio".
Praticamente tutte le persone fisiche e giuridiche della presunta "cordata
italiana per Alitalia" che la Stampa ha
attribuito alla viva voce del Cavaliere hanno fatto registrare le loro
smentite. A cominciare da Mediobanca ("Nessuna offerta, né interventi su Alitalia") fino a Benetton ("Non abbiamo avviato
iniziative finalizzate alla presentazione di un'offerta"), passando per
l'Eni ("Alitalia oggi non è nella nostra
agenda"). A conti fatti, dunque, l'unico dei "tirati in ballo"
nel valzer berlusconiano a rimanere defilato è stato Salvatore Ligresti, che ha
scelto la strada del "no comment". La cordata, tecnicamente, non
esiste. Ciò non vuol dire che non esistano gli imprenditori disposti a tuffarsi
nell'affare della compagnia di bandiera all'indomani del 14 aprile, nell'ipotesi
in cui il Cavaliere dovesse tornare ad accomodarsi sulla poltrona di palazzo
Chigi. L'ha detto Berlusconi stesso: "Questi imprenditori certamente non
possono dire che è vero, non possono dire di avere in questo momento un
accordo. Ma non credo che nessuno possa smentire, tra coloro che mi hanno
telefonato, un eventuale interesse futuro. Io registro un clima: c'è veramente
una grande voglia di dare risposta a questa mia chiamata al patriottismo da
parte degli imprenditori italiani". La seconda faccia della medaglia l'ha
descritta Bruno Ermolli in una nota: "Berlusconi mi ha incaricato di
valutare la possibilità di individuare degli imprenditori italiani che per
capacità imprenditoriali e per forza economica avrebbero potuto esplicare un
positivo intervento nel salvataggio e nel rilancio di Alitalia,
salvaguardando l'occupazione e gli interessi del Paese". E il sondaggio di
Ermolli, qualche risultato significativo, l'ha prodotto. Morale? Il lavorìo
imprenditoriale c'è ma l'operazione va congelata fino al 14 aprile. Un'indicazione
in questo senso è arrivata anche da Berlusconi. "Io nomi non ne ho
fatti", ha sottolineato l'ex premier. Il cui mirino, in questo dossier,
non è più puntato su Prodi, né su Veltroni. Ma su Parigi e, in particolare, su
Spinetta. 2 Tommaso Labate 28/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Elezioni e mercati
Moratoria delle chiacchiere Un po' di silenzio su Alitalia Più che una moratoria sulla vendita dell'Alitalia, a questo punto sarebbe necessaria una moratoria sulle
dichiarazioni dei politici sull'Alitalia. La
situazione è diventata alquanto imbarazzante per un'economia di mercato. Il
titolo dell'Alitalia schizza in alto e viene sospeso ogni volta che le agenzie
rilanciano le ultime dichiarazioni di Berlusconi sull'esistenza di una
cordata italiana. A ognuna di queste dichiarazioni fa sempre seguito una
precisazione o una rettifica. I "cordati" citati dall'ex premier
smentiscono interessamenti, ieri l'hanno fatto Mediobanca, Eni e Benetton. La
confusione è grande sotto il cielo, ma la situazione è tutt'altro che
eccellente. Al punto che la Consob ha deciso un'inchiesta e Di Pietro, che
pensa sempre di risolvere tutto con le manette, vorrebbe denunciare Berlusconi
per aggiotaggio. A questo punto, si potrebbe anche smetterla. Ormai le carte
sono in tavola. E' chiaro che la vicenda dell'Alitalia
non avrà soluzione prima delle elezioni. Di imprenditori italiani che sarebbero
interessati probabilmente ce ne sono davvero, ma è del tutto evidente che non
verranno mai allo scoperto in piena campagna elettorale, perché se lo facessero
parteciperebbero direttamente alla campagna elettorale. Se c'è dunque una
remota possibilità di cordata italiana - che dovrebbe però sempre trovare un
partner industriale, perché ai prezzi di oggi l'Alitalia
la puoi pure comprare ma poi devi farla volare, e trovare qualcuno che abbia i
mezzi e le capacità per farlo - questa possibilità potrà essere sollecitata con
efficacia da Berlusconi solo se e quando sarà presidente del consiglio. Nel
frattempo, anche Air France ha capito l'aria che tira. Intanto si è aperta a un
dialogo con i sindacati rinunciando alla posizione iniziale di "prendere o
lasciare". E in ogni caso anche Spinetta sa che solo col prossimo governo
potrà chiudere l'eventuale accordo. Perfino Padoa Schioppa, che ha resistito
fino all'ultimo sulla data del 31 marzo, ha accettato che sia il cda dell'Alitalia a decidere sulla possibilità ormai molto concreta
di allungare i tempi della trattativa. Dunque ciò che è stato lucrato dal punto
di vista elettorale - poco, a quanto dicono i sondaggisti - è stato lucrato. Il
danno che poteva essere fatto, è stato già fatto. Piantiamola qui. Smettano i
politici di dire che cosa si deve fare di Alitalia,
facciamoci queste altre tre settimane di passione elettorale, e poi se ne
riparla a camere riaperte. 28/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia
( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia 5 privatizzare o no Per carità,
non ricominciamo con il "nocciolino" Qui servono un progetto
industriale e molti soldi Nella polemica elettorale sulla trattativa Alitalia-Air France
predominano le strumentalizzazioni legate al momento politico e alle
specificità dell'azienda, ma emergono anche considerazioni più generali sul
fenomeno delle privatizzazioni in Italia, come la diffidenza verso l'investitore straniero,
gli effetti legati al passaggio dallo Stato al privato, il costo per i
lavoratori. Il caso Alitalia mostra come il dibattito
sulle privatizzazioni sia ricco di luoghi comuni ispirati qualche volta
dall'ideologia e spesso dall'ignoranza combinata al tatticismo politico.
Cerchiamo di fare un bilancio dell'esperienza stabilendo qualche punto fermo.
Vi sono in primo luogo tre indubbi aspetti positivi a livello di sistema: le
privatizzazioni hanno contribuito in una misura significativa a ridurre il
debito pubblico (circa il 9% dello stock è stato ridotto tramite gli incassi da
dismissioni) e ad ispessire la Borsa italiana (oltre il 50% della
capitalizzazione è rappresentato da società privatizzate), ed hanno poi dato il
via ad un processo intenso di ristrutturazione e consolidamento del sistema
bancario. L'impatto della privatizzazione sulla vita della singola impresa
solleva due questioni: il privato ha fatto meglio dello Stato nel garantire
l'efficienza della gestione e nel fornire un servizio ai cittadini? Quale è
stato il costo sociale dei processi di ristrutturazione? Cerchiamo di
sintetizzare la storia. Le imprese pubbliche partivano da uno stato di cattiva
gestione con una bassa redditività, un eccesso di forza lavoro e di capacità
produttiva. A seguito della privatizzazione si assiste ad un aumento della
redditività e ad un recupero di produttività. Il recupero passa tramite una
sostituzione del fattore lavoro con il capitale. Vi è stata una riduzione dei posti
di lavoro (anche se non in misura drammatica), il giro d'affari è aumentato in
misura limitata, gli investimenti non sono aumentati, è cresciuto invece
l'indebitamento. Quindi luci ed ombre. Le imprese passate sotto il controllo
dei privati sono state gestite meglio. I privati hanno mirato a sfruttare in
misura più intensa il capitale disponibile, ad esempio aumentando
l'indebitamento, piuttosto che a investire per sviluppare le aziende. I
lavoratori hanno "pagato" questo processo di ristrutturazione? Sì ma
solo in parte: i posti di lavoro sono diminuiti e il peso del monte salari è
diminuito ma il costo del lavoro per dipendente è cresciuto: i lavoratori
rimasti sono stati ben remunerati. Inoltre solo in misura limitata il recupero
di redditività è andato a beneficio degli azionisti sotto forma di dividendi.
Dunque, in generale, le privatizzazioni in Italia hanno significato tre cose:
maggiore efficienza produttiva, costi sociali limitati, non sono state un
fattore di sviluppo. Ma la storia non finisce qui. Il destino delle
privatizzazioni è dipeso da due punti critici: natura del mercato in cui opera
l'impresa (competitivo o meno), assetto proprietario (ruolo residuo dello Stato
come azionista). C'è stato un trasferimento di rendita dallo Stato ai privati
in settori non competitivi? Sì: in questi settori la remunerazione degli
azionisti è aumentata in misura significativa e il processo di recupero di
efficienza è stato meno intenso. Quanto agli assetti proprietari si assiste ad
un fenomeno mai riaffermato a sufficienza: se lo Stato mantiene il controllo
dell'impresa (come per Eni, Enel, Finmeccanica) si assiste ad un forte aumento
dei dividendi, probabilmente per soddisfare esigenze di riduzione del debito
pubblico, non si verificano effetti significativi sul fronte della tutela dei
posti di lavoro, l'unico aspetto positivo è rappresentato dagli investimenti
che sono più elevati delle imprese controllate da privati. Quando ha mantenuto
il controllo delle imprese, lo Stato ha quindi seguito una politica assai
simile a quella degli azionisti privati. Non ha svolto un compito
"sociale", l'unico fattore positivo è stato quello di garantire un
maggiore flusso di investimenti favorendo lo sviluppo delle imprese la cui
gestione si è comunque adeguata ai canoni di efficienza del settore privato
anche grazie al fatto che le imprese sono spesso quotate. Lo Stato e gli
azionisti privati si sono trovati di fatto dalla stessa parte nel difendere
rendite quasi monopolistiche. In questo quadro come si colloca Alitalia? Il settore dei trasporti rappresenta sicuramente
un mondo dove l'impresa di Stato non si regge con le sue gambe: da Tirrenia
alle Ferrovie ai trasporti locali abbiamo che le imprese sono perlopiù a
controllo pubblico e sono fortemente sussidiate, laddove il morso della
concorrenza si è fatto sentire (come per Alitalia) lo
Stato non è stato in grado di raccogliere la sfida. In questo caso una
privatizzazione ben fatta poggiando sulle spalle di un partner industriale
solido rappresenta l'unica strada praticabile. L'esperienza di Telecom ci
indica l'errore che occorre evitare: vendere ad una cordata senza capacità
industriale (una riproposizione del "nocciolino duro") e senza una
solidità finanziaria adeguata. Se questa strada fosse battuta tra due anni
saremo ancora a parlare di Alitalia. L'articolo è
un'anticipazione da www.nelmerito.it 28/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia 3 la cordata italiana qual è?
perché non si è mai manifestata prima? Perché andremo fino in fondo nella
trattativa con AirFrance Alitalia vive un
momento cruciale per il suo destino. Ci troviamo di fronte ad un bivio. Da una
parte la minaccia di un fallimento. Dall'altra la chance offerta da AirFrance, ad oggi
l'unica offerta concreta esistente. L'Ugl, da quando si è innescato il processo
di privatizzazione della compagnia, e prima ancora nel decennio di crisi, ha
sostenuto la preferenza ad una soluzione con il marchio italiano, addirittura
con il mantenimento, almeno in parte, della presenza dello Stato. Proprio perché
riteniamo importante la tutela di asset strategici, come il trasporto, ma
potremmo citare anche le telecomunicazioni, al pari di altri Stati europei.
Eppure non ricordiamo da parte dei magnate nostrani una rincorsa al salvataggio
di Alitalia. Ricordiamo invece la prima gara andata
deserta per l'acquisizione di Alitalia. Poi l'opzione
dell'azionista di riferimento caduta su Airfrance a dispetto di AirOne e, di
fronte alla ineluttabilità di portare i libri in tribunale, l'Ugl ha compiuto
una scelta di responsabilità decidendo di sondare la via francese, in risposta
anche alle forti pressioni dei lavoratori. Scelte effettuate senza quella
collegialità che avremmo auspicato. Non possiamo non stigmatizzare la
mortificazione del ruolo del sindacato negli ultimi due anni, il fallimento
della cabina di regia istituita dal governo Prodi, il progressivo isolamento
del sindacato, salvo poi essere chiamato nella fase decisiva a svolgere un
ruolo di protagonista. Da cui non intendiamo sottrarci. Abbiamo fatto cadere la
logica del prendere o lasciare tentata da AirFrance per aprire una trattativa
vera. Sono convinta che il presidente di AirFrance, Jean Ciryll Spinetta,
esperto di relazioni sindacali, abbia compreso le preoccupazioni nel Paese e la
volontà del sindacato di svolgere un compito responsabile per il futuro di Alitalia. Siamo in attesa del nuovo documento, da cui ci
aspettiamo disponibilità ad ulteriori passi in avanti, superando le
insufficienze indicate dal sindacato. I nodi su cui abbiamo posto i maggior
rilievi sono noti: gli esuberi, il perimetro aziendale, AtiTech ed il settore
cargo. Il documento dovrà rappresentare una base di partenza per proseguire il
confronto su azioni e scelte condivise e non strappare obtorto collo consensi
su pacchetti preconfezionati. Non si tratta solo di evitare un fallimento: Alitalia deve tornare ad essere competitiva. Dunque ci
aspettiamo disponibilità non a rilevare l'azienda, ma ad investire su di essa
evitando ruoli ancillari di mera sudditanza a Parigi della compagnia. Una
scommessa di rilancio che in tutti questi anni non c'è stata: quanti oggi
gridano allo scandalo, dovrebbero fare un severo mea culpa per il lassismo con
cui si è permesso che Alitalia cadesse in disgrazia.
Ci sono altre incognite. Ammesso infatti che si riesca a conseguire un accordo
equilibrato, non dimentichiamo che tra le condizioni sospensive poste da
AirFrance, c'è anche il via libera del nuovo governo, nonché la volontà di Sea
di non rinunciare all'azione giudiziaria intentata a salvaguardia di Malpensa.
E allora ci domandiamo quanto peserà l'eventuale lasciapassare del sindacato ad
un'intesa con AirFrance sulle decisioni del prossimo esecutivo? Non vorremmo
non si tenesse conto della grande responsabilità affidataci. Ad imbrogliare la
matassa, inoltre, il giallo sulle cordate italiane. Continuiamo a chiederci,
forse in maniera retorica, perché l'impresa italiana non si sia mossa quando
avrebbe potuto farlo: sono almeno dieci anni che si paventa il naufragio di Alitalia. Se questa cordata esiste, ci auguriamo che non
aspetti un eventuale fallimento dell'azienda per scoprire le carte, e che, al
di là delle necessarie risorse, sia in grado di assicurare una progettualità.
Al di là dei nomi in circolazione, si pone infatti il problema sul gravoso
onere di definire un serio piano industriale. Non è un interrogativo da poco.
Soprattutto se si guarda al passato in cui Alitalia è
stata la gallina dalle uova d'oro per management, Cimoli docet, rivelatisi
inadeguati al compito assegnatogli, eppure profumatamente ricompensati, ma
anche per la politica, irretita da una logica di spartizione, attenta più agli
interessi di cortile che non a quelli di un gigante del trasporto aereo
diventato improvvisamente un nano. La contingenza ci impone di portare fino in
fondo la trattativa con AirFrance. L'esito non è scontato, ma sarebbe da
irresponsabili non tentare, cedendo al miraggio, perché per ora di questo si
tratta, di un intervento salvifico made in Italy buono a condizionare le
fluttuazioni in Borsa e ad alimentare speranze utili in campagna elettorale, ma
non per Alitalia. E infine incombono le urne con il
sospetto che la scadenza elettorale possa essere l'alibi per allungare i tempi
e arrivare per forza di cose al fallimento. Una strada che, con coraggio, si
poteva percorrere anni fa, facendo risorgere Alitalia
dalle sue stesse ceneri. Come la Fenice. Segretario generale Ugl 28/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Per Lerner "la
questione settentrionale è una bufala" "Dalla vicenda Malpensa emerge
quanto sia ideologico il tema della questione settentrionale. Anzi si tratta di
un vera e propria bufala: l'idea del Nord come nazione autonoma non ha
funzionato". Gad Lerner a quasi vent'anni da Profondo Nord e Milano,
Italia , in una conversazione col Riformista , fa un
bilancio impietoso di quello che è stato chiamato "il male del Nord",
a partire dall'affaire Alitalia: "Certo, bisogna tener conto del dato occupazionale. Ma,
nell'ottica della nazione padana su Malpensa emergono soprattutto aspetti
clientelari sia dal punto di vista dei posti di lavoro che degli incarichi
pubblici. Si pensi al ruolo della Lega a Varese". E aggiunge:
"Nel Nord ci sono tante fiere, tanti aeroporti efficienti. La difesa di
Malpensa è solo simbolica. Il Nord come nazione non c'è. L'emblema della
frantumazione della politica e della sua riduzione a particolarismo è il
presidente del Vento Galan che ha detto con estrema onestà: Malpensa non ci
interessa, non ci serve". E sul "partito della moratoria" che
pure nel Nord ha trovato autorevoli esponenti aggiunge: "Berlusconi ha
resistito per mesi alle sollecitazioni che venivano dai vari Formigoni e
Moratti che volevano che chiedesse una moratoria. È intervenuto chiedendo un
prestito ponte solo quando ha avuto la sensazione che il negoziato sarebbe
fallito. Il suo vero obiettivo è che il governo Prodi sia costretto
all'amministrazione controllata". E la cordata italiana? "Senza
sponde internazionali non ci crede nessuno. Infatti Tremonti dice che la
trattativa deve andare avanti". E la questione settentrionale? "Il
profondo Nord, che pure mi ha dato il pane televisivo, ormai è una bufala. Che
cosa hanno prodotto vent'anni di dibattiti sulla questione settentrionale? La
parodia di un Parlamento padano; un Partito democratico del Nord dei vari
Cacciari, Chiamparino, Penati che si sono accucciati dietro il sindaco di Roma.
I veri corpi intermedi attivi sono le fondazioni bancarie dalla Cariplo alla
San Paolo. Politici e imprenditori si fanno gli affari loro all'interno dei
tanti Nord spezzettati e in concorrenza l'uno con l'altro. Ti faccio un
esempio: quando ho mostrato in tv la dinastia di potere della Lega di Varese mi
hanno chiamato con simpatia i dirigenti della Lega di altre parti del Nord in
competizione con quella di Varese". Che cosa è cambiato, nella Lega,
rispetto ai tempi di Roma ladrona? "Temo che con l'affievolirsi
dell'elemento padano, quello secessionista e identitario per intenderci, si
stia affermando un leghismo di territorio di stampo xenofobo. È la nuova Lega
emblematizzata dall'editto di Cittadella: un documento firmato da sindaci in
nome della difesa dell'ordine pubblico, della cacciata dei rom?". Il
direttore del Sole de Bortoli ha parlato di una "secessione dolce" e
Illy di una "secessione strisciante" di una parte del paese che sta
già in Europa, incompreso dalla politica romanocentrica. Sei d'accordo? "No
non c'è nessuna secessione. C'è un farsi gli affari propri. Vogliamo parlare
della sinistra? Vedo con rammarico che un discorso severo su Sea non è stato
fatto da Penati che pure, come presidente della Provincia di Milano, ha qualche
responsabilità. Voglio dire che la sinistra tende a inseguire Berlusconi su
sicurezza, Nord, fisco. E, assumendo gli argomenti padani, qualcuno si illudere
di aumentare i propri consensi. Ma gli elettori, tra l'originale e la copia,
scelgono l'originale". L'originale, questa volta si presenta, sulla politica
economica, con un nuovo volto. E non sono in pochi quelli che sostengono le
ricette antimercatiste di Tremonti siano in sintonia con un certo mondo
imprenditoriale spaventato dalla globalizzazione. Dice Lerner: "Le sue
tesi possono persuadere gli imprenditori che hanno bisogno di protezione perché
magari hanno produzioni obsolete e poco competitive. Ma l'imprenditoria forte
guarda con paura al Tremonti antimercatista. Si tratta di quegli imprenditori
che la loro sfida l'hanno vinta: qualche anno fa volevano i dazi, ora fanno
business in Oriente. Quella di Tremonti è l'operazione di un tecnocrate che ha
interpretato lo spirito dei tempi. E che cerca di collegarsi a un popolo. Ma,
purtroppo, lo fa attraverso un pensiero reazionario. Il suo protezionismo interpreta
l'ansia, l'insicurezza, il rigetto del primato della finanza e dei banchieri
nella nostra vita. Ma la sua proposta è demagogia pura". E lo, per Lerner,
anche sul piano dei valori: "È una scopiazzatura di Sarkozy prima che
venisse inseguito dai paparazzi: l'anti-'68, il principio di autorità, la
sovranità spirituale della politica". In conclusione, chi vincerà nel
Nord? "C'è un elettorato disincantato che non crede più a Berlusconi.
Soprattutto dopo la vicenda Alitalia. Ma ancora non
assume il Pd come alternativa credibile". 28/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia 4 un piano b per non arrendersi ai
francesi L'unico modo per risollevarla è affidarla ai fondi Il valore di Alitalia non è nullo,
come ha giustamente evidenziato Marco Vitale su questo stesso giornale, martedì
25 marzo. Ma come egli ha altrettanto sottolineato, questo valore è oggi solo
potenziale perché alle attuali condizioni si annulla e anzi, aggiungerei, sarebbe teoricamente
negativo. Il prezzo di Borsa positivo segnala un investitore industriale pronto
ad intervenire per accaparrarsi proprio il suo valore potenziale. La domanda è:
a quali condizioni il valore di Alitalia può tornare
positivo? In primo luogo una nuova compagine azionaria che si ponga fermamente
e senza secondi fini l'obiettivo di creare valore. Poi, in coerenza con esso,
una sequenza di interventi di ristrutturazione finanziaria e rilancio
industriale che rendano sostenibile la struttura di costo della compagnia ed
effettivo il suo riposizionamento strategico e commerciale. Lo spazio per il
turnaround (come di norma vengono chiamate queste operazioni) è molto ampio ed
è correlato proprio al valore potenziale della compagnia e dei suoi asset.
Tutta teoria si potrebbe obiettare. Se non si è riusciti a invertire la rotta
fin d'ora perché si potrebbe farlo adesso? La soluzione di cui non si parla più
è quella dell'intervento di un operatore finanziario specializzato in questo
tipo di operazioni di ristrutturazione, dotato delle necessarie competenze
specialistiche e delle esperienze in questo campo molto complesso, senza altri
obiettivi che quelli di guadagnare e senza vie di uscita in caso di mancata
riuscita del progetto. Per un periodo transitorio, in attesa di compiere il
rilancio e poi trovare un partner strategico - industriale, necessario alle
attuali condizioni di scenario, come mette bene in evidenza Vitale, ma senza
una svendita. Per farlo si potrebbe utilizzare ad esempio una Spac (special
purpouse acquisition vehicle), tipologia innovativa di veicolo d'investimento
molto in voga negli ultimi tempi, che nasce e raccoglie fondi unicamente per
compiere l'acquisizione di una società ben specifica, con un nuovo management
da insediare anch'esso identificato a priori e con un piano industriale con
obiettivi e interventi esplicitati. Di management capace e competente di
trasporto aereo del resto l'Italia non difetta. Ed un assetto del genere
sarebbe di sicuro più trasparente delle opzioni fin qui prefigurate (Air France
o Air One, ma anche altre eventuali cordate di imprenditori). Operatori di
questo tipo però intervengono ovviamente solo in condizioni di certezza e
trasparenza. Il Fondo italiano di turnaround Management & Capitali che
aveva provato a entrare in gara si è dovuto ritirare molto presto e così anche
l'americano Tpg. Ci vorrebbe dunque una neutralità politica fin d'ora assente
verso tale soluzione. Ci sono però anche due ulteriori elementi molto
importanti che incidono sullo scenario. In primo luogo il cambiamento radicale
di paradigma, in corso nel trasporto aereo in cui si passa dalla filosofia
dell'hub a quella del punto-punto e che si adatta molto bene alle esigenze del
nostro territorio, ricco di città medio-grandi ognuna con un suo aeroporto.
Tale mutamento sarà poi accelerato nei prossimi anni dai nuovi aerei in
materiale composito in procinto di entrare sul mercato (Boeing 787 e Airbus
A350) che compieranno tratte transoceaniche con un carico di passeggeri molto
inferiore agli aerei attuali. La nuova Alitalia
dovrebbe in futuro far suo in pieno tale paradigma. Il tema del doppio hub e
del dualismo Milano - Roma è superato da inevitabili condizioni oggettive e lo
sarà sempre di più. E probabilmente lo sarà anche quello di Malpensa hub
padano, come ha ben previsto la recente intervista di Galan sul Corriere della
Sera . Questo aeroporto dovrà subire un inevitabile ridimensionamento per le
sue carenze di progetto e strutturali ben note e semplicemente perché non sta
sul mercato, con i passeggeri del Nord-Italia che sono i primi ad averlo
bocciato. Insieme all'adozione del nuovo paradigma, Alitalia
dovrebbe tornare poi a investire sulle rotte con una pianificazione
intelligente (vedi l'esempio del successo di SouthWest negli Usa che ha rotte
in pieno utile con più scali) e segmentando di più l'offerta al cliente finale.
Occorre infine tenere presente che nel valore finale per il cliente il sistema
infrastrutturale e di gestione aeroportuale (da privatizzare) incide
moltissimo. Occorre quindi un passo in avanti coordinato di tutto il sistema e
la filiera del trasporto aereo. Il secondo elemento da tenere presente è la
riforma della Legge Fallimentare completata proprio a inizio 2008 dopo un iter
pluriennale, con una forte discontinuità rispetto al passato. La prova è che
una grande azienda come Parmalat è sulla via di completare il suo risanamento,
proprio perché gli è stata letteralmente cucita addosso la Legge Marzano mentre
Cirio, anch'essa con un notevole potenziale di ristrutturazione, ha faticato
non poco perché la legge Marzano non era ancora in vigore. Ma se ce l'ha fatta
Parmalat può farcela anche Alitalia. La strada da
percorrere è quella della costituzione di una nuova società in cui far
confluire solo i rami sani dell'azienda ma non la sua parte compromessa, come
l'attuale struttura dei costi legata in larga misura al costo personale, al di
fuori di ogni parametro comparabile con i suoi concorrenti. La nuova legge, con
le nuove tipologie di accordi pre-fallimentari (quindi in questo caso si
eviterebbe il fallimento in senso tecnico) lo consente. Si tratterebbe solo di
non impedirlo attraverso una moral suasion e di rompere in modo netto con il
passato. Dal punto di vista politico non si può non evidenziare l'insolito asse
tra sinistra radicale e l'area lombarda del Pdl, dal sapore marcatamente
assistenzialista. Riformisti, fatevi avanti con proposte alternative. Il resto
si vedrà. 28/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
UN ANNO E MEZZO
VISSUTO PERICOLOSAMENTE Una privatizzazione gestita male: lo scarso impegno del
governo è il vero motivo della latitanza degli imprenditori, un anno fa. Il
racconto di uno dei tanti uomini-ombra di una strana privatizzazione La
battaglia elettorale su Alitalia può apparire sensata
solo se si gioca con le carte dei fautori dell'italianità. Per questi ultimi,
la compagnia di bandiera è irrinunciabile, perché senza non si riuscirebbe a
dare pieno respiro alla "vocazione turistica" del nostro Paese. Con
questo, s'intende dire che, per portare Maometto alla montagna, la montagna
deve metterci la funicolare. In tale schema, il turismo viene considerato come
qualcosa di più, o di diverso, che un fenomeno di mercato. Non si ammette che,
in caso molti individui vogliano visitare un certo Paese, il motivo del
profitto possa spingere operatori squisitamente privati a dar loro una mano. La
presenza di una compagnia di bandiera viene letta come un necessario incentivo
- e la sua cessione ad Air France addirittura come un dirottamento verso una
nazione che ci è "concorrente" nel turismo. Come se Air France non
portasse già oggi passeggeri in Italia, e domani volesse catturare centinaia di
asiatici, attratti dal miraggio di Firenze, per trascinarli a Parigi. Alitalia è un asset davvero poco "strategico". La
cessione di British Airways non ha svuotato le strade di Londra, quella di
Iberia non ha reso meno attraente Madrid. Nel contempo, a guardare i flussi,
quel fenomeno straordinario che è la "democratizzazione" del turismo
- che significa l'apertura a tutti gli effetti di nuove nicchie di mercato, a
vantaggio di un'offerta più ricca e plurale - è intensamente debitore alle compagnie
low cost. Le low cost fanno viaggiare più del 25% dei passeggeri europei:
Ryanair da sola vale per il 6,1%, cioè oltre il doppio di Alitalia.
Guardando agli incrementi, negli scorsi dodici mesi l'azienda italiana ha fatto
segnare un +1,6% di utenti trasportati, contro il +20,7% del vettore irlandese.
Sia a causa della limitazione del suo mercato "nazionale", sia in
virtù della sua vocazione europea, la crescita di Ryanair non può essere
ascritta ai soli abitanti dell'isola celtica. La lezione sembrerebbe essere
che, per portare Maometto alla montagna, la cosa migliore che la montagna possa
fare è aver cura delle piste da sci e dei rifugi, magari immaginare una buona
campagna promozionale. La funicolare verrà da sé. Se Alitalia
non è, a fini turisti, insostituibile, varrebbe forse la pena che il dibattito
si concentrasse laicamente su un altro punto: ovvero quanto ci costa e quanto
ci è costata. Negli ultimi otto anni, la compagnia ha fatto registrare perdite
operative per 2665 miliardi di euro. L'esplosione non è riconducibile alla
crisi internazionale del trasporto aereo originata dalle paure innescate
dall'undici settembre, ma al bienno 2003-2004, nel quale andarono in fumo
rispettivamente 512 e 753 miliardi. All'epoca purtroppo non si procedette con
la divisione dell'impresa in due, una bad company destinata al fallimento e una
best company da rimettere in carreggiata (idea cara all'ex ministro Tremonti),
ma con una ricapitalizzazione. Un veloce raffronto con
altre compagnie europee suggerisce al contribuente italiano tutto, fuorché che Alitalia sia stata un buon investimento. Pare evidente come il management
Alitalia non abbia compreso per tempo lo sviluppo del mercato aereo: la
compagnia era forte in quei mercati in cui si è più aperto alla concorrenza, e
dove quindi più in fretta ha perso terreno. Al contrario, Alitalia non si è focalizzata sulle rotte intercontinentali
ancora protette: Iberia, compagnia molto profittevole e privatizzata, ricava il
41% del business dall'intercontinentale mentre Alitalia
solo il 30%. Gli aerei tricolore sono quelli che stanno più a lungo a terra, e
il load factor , cioè il coefficiente di utilizzazione posti, è molto basso: il
74.3%, contro il 81.6% di Iberia o il 81.3% di Air France (per Easy Jet, siamo
oltre all'85%). Vuol dire che su cento posti offerti, ventisei sono vuoti
(l'aspirante "cavaliere bianco" Air One ne ha quaranta vuoti circa).
Osservando i costi per posto/km offerto (stavolta su dati 2006/2007), la
situazione è ancora peggiore. Il Cask di Alitalia
(Cost per Available Seat Kilometers) è 9,95 centesimi di euro, contro i 7,93 di
Iberia (Ryanair: 3,57). Pesa il personale, ma soprattutto esagerati costi di
marketing e distribuzione ed elevatissime spese di manutenzione (l'età media di
una aeromobile Alitalia è 12,3 anni). Per quanto
impressionistici, questi numeri danno l'idea di una situazione di dissesto
generalizzato, che si è inevitabilmente tradotta in un progressivo
assottigliamento delle quote di mercato. Se nel '96 Alitalia
disponeva di qualcosa meno del 50% del mercato costituito dai viaggiatori
italiani, nel 2007 era scesa attorno al 23%. Per certi versi, è un buon
segnale: dimostra che la concorrenza, nel trasporto aereo, esiste e funziona.
Ma proprio per questo ha poco senso accanirsi nella difesa di un simbolo, che
anche come simbolo non è immacolato. Dite "Alitalia"
in giro per il mondo, e non raccoglierete una percezione di efficienza e
rigore. Solo nell'ultimo anno, la compagnia di bandiera ha bruciato 364 milioni
di euro, il che significa 6 euro per ciascun cittadino italiano. Pochi o tanti
che siano, se ne poteva fare a meno: sarebbe bastato privatizzare prima. Vale
la spesa, l'orgoglio dell'italianità? Andrea Giuricin e Alberto Mingardi
28/03/2008.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 217
Trasporto aereo. A vuoto il tentativo di mediazione: ieri la comunicazione alla
Sogaer Alitalia viola la continuità territoriale
Trasporto aereo.. A vuoto il tentativo di mediazione: ieri la comunicazione
alla Sogaer Domenica gli aerei della compagnia arriveranno a Cagliari --> Domenica gli aerei della compagnia arriveranno a Cagliari Alitalia non attende: domenica gli aerei della compagnia pubblica
decolleranno da Roma e Milano per Cagliari. La continuità è a un bivio. Alitalia ha deciso: domenica gli aerei con il tricolore decolleranno da
Roma e Milano per Cagliari. Dopo 48 ore di attesa, ieri la notizia è stata
comunicata alla Sogaer, la società di gestione dell'aeroporto di Elmas.
"Preparatevi, arriviamo". Queste le parole dei vertici della
compagnia pubblica ai dirigenti dello scalo cagliaritano: annunciando così
indirettamente che si preparano a violare l'attuale regime di continuità
territoriale. Tutto questo nonostante la Regione, nei giorni scorsi, abbia
assicurato, dopo un incontro nella sede romana dell'Enac, che ci sarebbe stato
uno slittamento di circa un mese. Evidentemente, così non sarà, a meno che
l'Enac non intervenga come ha fatto con Myair, compagnia low cost che ieri è
stata diffidata dal far decollare gli aerei sulle rotte Bologna-Olbia e
Bologna-Cagliari, così come previsto dal 4 aprile. CAOS NEI CIELI Domenica,
dunque, sarà una giornata decisiva per il futuro della continuità territoriale
in Sardegna. Spetta all'Enac, infatti, far rispettare le norme in vigore che assegnano
a Meridiana e Air One i collegamenti tra Cagliari, Roma e Milano. L'attuale
regime potrà essere modificato solo a ottobre, ma Alitalia,
forte delle indicazioni arrivate dall'Unione europea, ha deciso di accettare
gli oneri di servizio (gli obblighi della continuità) e riprendere i voli per
l'isola subito. Dal canto suo, la Regione (che ha praticamente scritto le
regole del decreto) conferma la sua linea: Alitalia
non può volare sui cieli sardi. L'Ente nazionale per l'aviazione civile,
tuttavia, ha inviato una diffida a Myair ma non ha ancora preso posizione nei
confronti di Alitalia, che ieri ha continuato a
vendere i biglietti attraverso il call center e le agenzie di viaggio. L'ATTESA
DELL'ENAC Le difficoltà con cui deve fare i conti l'Enac nell'affrontare la
questione discendono dal fatto che il ministero, in questo momento di
transizione in attesa del voto di aprile, non ha preso una posizione chiara,
nonostante la legge in vigore. Anche perché le rotte da Cagliari per Roma e
Milano potrebbero essere determinanti nel nuovo orario estivo che la compagnia
italiana ha concordato anche in vista della trattativa con Air France per la
vendita. Se non arriverà una diffida oggi o domani da parte dell'Enac, dunque,
lo stop potrebbe raggiungere gli aerei anche poco prima del decollo. E a quel
punto sarà difficile evitare una battaglia legale davanti al Tar. Se invece lo
stop non ci sarà, Meridiana e Air One diranno basta alle tariffe scontate e
chiederanno un risarcimento danni a Enac e ministero. GIUSEPPE DEIANA.
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-28 num: - pag: 2 categoria: BREVI L'analisi I collegamenti e le strategie
Il presidente Filippo Penati Il piano industriale Dal primo di aprile a
Malpensa mancherà all'appello il 71 per cento dei voli Alitalia Le prospettive Tutta da concretizzare un'eventuale cordata
italiana. Mentre a Roma continua la trattativa con Air France.
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-28 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Aeroporti Tagli e cambi, parte il
piano anticrisi della compagnia di bandiera AirOne, più voli a Malpensa
"Pronti a sostituire Alitalia" Bonomi, Sea: segnale
positivo, ora liberalizzazione delle rotte Il prossimo 30 marzo la Regione
aprirà la bretella che collegherà lo scalo con la Milano-Torino è un pesce
d'aprile che lascia il segno quello che Alitalia ha
promesso a Malpensa. Il 71 per cento di voli tagliati proprio nel giorno
in cui Milano spera di svegliarsi capitale dell'Expo 2015. Ieri AirOne ha
annunciato con una conferenza stampa in Camera di Commercio l'intenzione di
subentrare alla compagnia di bandiera nel ruolo di vettore di riferimento dello
scalo varesino. Primo segnale - secondo il presidente e ad di Sea, Giuseppe
Bonomi - della rinascita di Malpensa. A partire da fine marzo AirOne attiverà
collegamenti da e per Malpensa su una decina di destinazioni. Roma Fiumicino e
Napoli dal 30 marzo, dal primo aprile Palermo; dal 2 maggio Berlino; dal 2
giugno Bruxelles, dal 7 giugno Atene e dall'8 giugno Salonicco; dall'8 luglio i
voli per Bari e per Lamezia Terme e il raddoppio del collegamento per Palermo.
Per finire, da metà giugno i primi collegamenti intercontinentali verso Boston
e Chicago. AirOne baserà su Malpensa 6,3 aeromobili per il corto e medio raggio
e 1,7 per il lungo. L'operazione dovrebbe andare in positivo nel 2009. E non è
escluso che, in prospettiva, lo scalo varesino diventi una delle basi di
armamento della compagnia. Dal canto suo, Sea ha annunciato il potenziamento
degli investimenti inseriti nel budget 2008. Mentre il prossimo 30 marzo la
Regione aprirà la bretella che collegherà lo scalo con la Milano- Torino. Il
presidente di Sea, Giuseppe Bonomi, ha chiesto con forza la liberalizzazione
delle rotte: "Da oltre sei mesi non abbiamo più un vettore di riferimento
e per i prossimi due-tre esercizi saremo un aereoporto point to point. Ma la
domanda nel nostro bacino territoriale è enorme. Ora la politica
protezionistica che ha difeso Alitalia deve lasciare
il posto alla liberalizzazione. è l'unico impegno che chiediamo alla
politica". "La liberalizzazione è la direzione su cui puntare con
decisione - ha commentato più tardi il presidente della Provincia, Filippo
Penati -. Inutile perdere altro tempo aspettando una fantomatica cordata che
non arriva mai". Scalo Alitalia alleggerisce la
presenza a Malpensa Rita Querzé.
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
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- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-03-28 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Aeroporti Malpensa, AirOne aumenta i voli Via sette
voli su dieci dal 1Ë? aprile. è l'effetto del piano industriale Alitalia su Malpensa. Mentre AirOne ha annunciato ieri i nuovi
collegamenti su una decina di destinazioni. Il presidente di Sea, Giuseppe
Bonomi, chiede la liberalizzazione delle rotte. A PAGINA 2.
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-28 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Voci e smentite sulla cordata italiana, ma il Cavaliere insiste. Veltroni: basta giochi Alitalia, in campo
pm e Consob Trattativa con Air France in salita: Parigi prende tempo ROMA -
Vendita di Alitalia, la Procura di Roma sta seguendo la vicenda. La Consob ha
chiesto alle aziende coinvolte di dare presto informazioni ufficiali al
mercato. Cordata. Il Cavaliere rilancia: "C'è grande voglia di dare
una risposta a questa mia chiamata al patriottismo". Veltroni replica:
politica giocherellona. Trattativa. S'inceppa la trattativa. Air France- Klm
ieri non ha presentato il nuovo piano con numeri precisi. I sindacati fanno
sapere: prima si discute. ALLE PAGINE 2 E 3 Baccaro, Fregonara Paci, Sensini.
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Air France, duello con i sindacati Parigi prende tempo
sull'offerta. Dubbi anche di Prato ROMA - S'inceppa la trattativa tra Alitalia e Air France-Klm. Ieri i transalpini non hanno
inviato ai sindacati la proposta di accordo-quadro sulla base della quale far
partire il negoziato. Secondo indiscrezioni, ci sarebbe disaccordo
sull'impostazione del testo: i francesi vorrebbero stilare una breve premessa
generale per poi scendere nei dettagli, indicando il numero degli esuberi e gli
strumenti per trattarli. Ma i sindacati, di fronte a cifre che considerano
ancora tutte da discutere, s'irrigidiscono e minacciano la rottura. Per tutta
la giornata di ieri l'amministratore di Alitalia,
Maurizio Prato, ha cercato di spiegare ai francesi che un documento dettagliato
avrebbe fatto saltare il tavolo. A riprova c'erano le dure note emanate dai
piloti dell'Anpac che, in un primo momento, hanno accusato i francesi di volere
il fallimento di Alitalia. E poi sono arrivati a
offrire supporto alla cordata italiana, definendo "strategicamente
corretta l'iniziativa di Silvio Berlusconi". Nell'incertezza sul da farsi,
Air France-Klm ha rinviato a oggi la decisione. Tra i sindacati circola il
timore che l'improvvisa intransigenza dei francesi esprima un cambio di
strategia e che ormai anche Oltralpe si preferisca l'ipotesi di un fallimento.
In mezzo al guado resta Prato, che ha convocato per oggi il cda che avrebbe
dovuto prorogare il termine del 31 marzo, facendo leva sulla liquidità
proveniente da un credito d'imposta di circa 50 milioni. Ma a questo punto,
senza un documento condivisibile, Prato si ritrova con il rischio di dover
ripiegare sulla linea del Tesoro, quella del fallimento, che lui aveva
abbandonato a costo di restare solo in prima linea. In forse resta anche
l'incontro fissato con i sindacati per lunedì mattina. "Ciò di cui abbiamo
bisogno è una vera trattativa a tutto campo" ammonisce la FitCisl, mentre
per la Uilt sono inaccettabili gli esuberi dei piloti. Intanto in Adr, azienda
che gestisce gli scali romani, il consiglio
d'amministrazione, che non si è occupato dell'acquisto dei terreni di Alitalia, ha preso atto delle dimissioni dell'amministratore Maurizio
Basile, che saranno operative il 16 aprile, giorno dell'assemblea. Al suo posto
potrebbe arrivare Giancarlo Schisano, direttore della Divisione Passeggeri
Cargo di Alitalia. Antonella Baccaro.
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE "Cordata italiana, troppe parole" Procura e Consob in
campo Le smentite di Benetton, Ligresti, Eni e Mediobanca . La denuncia di Di Pietro
L'ex pm va all'attacco del Cavaliere: indagare per insider
trading e aggiotaggio ROMA - Non c'è ancora un nuovo fascicolo su Alitalia, ma la Procura di Roma sta seguendo con attenzione le
indiscrezioni sulla trattativa e la loro possibile incidenza sulle oscillazioni
del titolo in Borsa della compagnia di bandiera e attende i risultati di
un'eventuale istruttoria da parte dell'autorità di vigilanza. La Consob
ha già avviato "un attento monitoraggio " della situazione e, dopo
gli inviti al silenzio e alla cautela fatti nei giorni scorsi dal presidente
Cardia, l'autorità che vigila sulle società quotate ha chiesto alle aziende
coinvolte, in una giornata convulsa, di dare al più presto informazioni
ufficiali al mercato. Alla Procura di Roma al momento resta una sola inchiesta:
quella per aggiotaggio aperta l'estate scorsa dopo le oscillazioni anomale del
titolo in quel periodo, aggiornata poi con il filone di indagine relativo
all'offerta lanciata dai fondi americani Evergreen e Thl. Ma nel clima
infuocato che ieri ha visto le smentite e le precisazioni sull'ultima ipotesi
di cordata italiana rilanciata e poi a sua volta smentita da Berlusconi, è il
ministro delle Infrastrutture e leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro
ad aggiungere una nuova polemica: "Presenterò - annuncia - una denuncia
alla Procura della Repubblica al fine di accertare se vi siano gli estremi di
reato nelle dichiarazioni di Silvio Berlusconi sul caso Alitalia".
Se la Procura al momento è cauta, Di Pietro è pronto a spronare l'inchiesta.
Quello che il ministro vuole sapere dai magistrati è se le dichiarazioni del
leader del Pdl "abbiano prodotto alterazioni o turbato il mercato, visto
che un giorno sì e l'altro pure egli ha fatto credere che vi fosse una cordata
pronta a rilevare la compagnia di bandiera, prima che ci fosse una proposta
alternativa concreta e vera. Se vi siano stati - tanto per esser chiari -reati
di aggiotaggio e/o insider trading". Che tra Berlusconi e Di Pietro non
corra buon sangue non è una novità. Poco prima che il leader dell'Italia dei
Valori gettasse il suo tizzone nelle polemiche, era stato il Cavaliere ad
essere molto esplicito sul suo avversario: non solo l'ha accusato di essersi
laureato grazie ai servizi segreti, ma lo aveva definito un mostro: "Mi fa
orrore chi non ha rispetto per gli altri e rovina le persone sbattendole in
galera quando sono innocenti. Io ho paura di gente così". E, ricordando
che l'Italia dei Valori è alleata del Pd, se la prende anche con Veltroni:
"Sono giustizialisti dalla testa ai piedi anche loro". Polemiche di
una campagna elettorale in cui tutti hanno inasprito i toni? Secondo il
socialista Enrico Boselli è il momento di raffreddare gli animi: "Penso
che si tratti di due attori: uno certamente molto capace (Berlusconi), l'altro
mediocre (Di Pietro), che stanno mettendo in piedi una sceneggiata per portare
via qualche voto in più". Gianna Fregonara.
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Pd Morando: ma i giudici vanno lasciati fuori
ROMA - "Le dichiarazioni di Berlusconi su Alitalia, dal
primo minuto, sono state irresponsabili. Ma la discussione deve restare sul
piano politico. Lasciamo fuori le procure". Enrico Morando (nella foto),
senatore ed estensore del programma del Pd, censura l'idea dipietrista di
ricorrere alla magistratura sul caso Alitalia. E
dà torto all'alleato del Pd: "Non so perché lo ha fatto, non ne ero
informato. Credo che a noi spetti misurarci sul piano politico e spiegare
perché la posizione di Berlusconi è inaccettabile. In Italia esiste
l'obbligatorietà dell'azione penale, quindi non ho dubbi che se lo riterrà la
magistratura aprirà un'inchiesta". Altra è la polemica politica:
"Penso che dobbiamo fare di tutto perché si chiuda positivamente la vicenda
Alitalia che con il suo tragico andamento negli ultimi
dieci anni è costata ai contribuenti 15 miliardi di euro. La
strumentalizzazione pre-elettorale è inutile e dannosa, e si sta rivelando
anche autolesionista, come sta vedendo Berlusconi in questi giorni". G.
Fre.
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE I candidati premier Il Cavaliere: stiamo lavorando Veltroni: ora
basta con i giochi ROMA - C'è chi prima prende le distanze con un no comment e
poi smentisce, come Ligresti e Benetton, chi smentisce subito senza riserve,
come Mediobanca, e chi lo fa dopo un po', come l'Eni. "Oggi Alitalia non è nell'agenda dell'Eni" ha fatto sapere il
Cane a sei zampe, anche se l'amministratore delegato Paolo Scaroni si augura
che la compagnia resti italiana. Fatto sta che la cordata
di soci italiani sollecitata da Silvio Berlusconi a farsi carico dell'Alitalia stenta a materializzarsi. I loro nomi, dice il Cavaliere,
"non li ho mai fatti, sono indiscrezioni o supposizioni dei
giornali", ma in Borsa i titoli Alitalia
affrontano saliscendi paurosi, la Consob preoccupata chiede chiarezza, e il
centrosinistra attacca a testa bassa, accusandolo di bluffare. Mentre
lui, imperturbabile, rilancia. "Certamente questi imprenditori non possono
dire che è vero, che in questo momento hanno un accordo. Ma non credo che
nessuno possa smentire, tra coloro che mi hanno telefonato, un eventuale
interesse futuro. C'è veramente una grande voglia di dare una risposta a questa
mia chiamata al patriottismo" aggiunge il Cavaliere, passando al
contrattacco. "Mi accusano di insider trading? Io? Ma se non ho mai avuto
un'azione Alitalia. Loro, piuttosto, sono loro che
trattano su Alitalia a Borsa aperta. Un governo
incapace, che lascia in piedi una trattativa in esclusiva con Air Walter
Veltroni e Silvio Berlusconi.
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-28 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Ferrara "Se ministro vieterei la pillola abortiva" MILANO
- E se Giuliano Ferrara diventasse ministro della Salute in un eventuale
governo Berlusconi? "Farei di tutto per bloccare l'introduzione in Italia
della pillola abortiva Ru486". Il direttore del Foglio, leader della lista
"pro-life" che si presenta in tutta Italia alla Camera all'insegna
dello slogan "Aborto? No grazie", rilancia la propria campagna per
una moratoria contro le interruzioni di gravidanza. E in un faccia a faccia
digitale con i lettori di Corriere.it ribadisce le ragioni
di una scelta scomoda che gli ha fatto guadagnare critiche da destra e da
sinistra "L'Alitalia, le tasse, i salari sono importanti spiega - . Le ricette che
vengono proposte, però, alla fine si assomigliano tutte. Se c'è una cosa che
oggi realmente divide, invece, questa è proprio la valutazione sulla vita
umana: è preziosa? E' manipolabile?". Ferrara dice no alla Ru486
perché "riporta l'aborto tra le pareti domestiche e colpevolizza la
donna", scaricando su di lei ogni responsabilità al momento di ingerire
"il veleno che ucciderà il bambino che porta in grembo". E in più
"deresponsabilizza la medicina e rende ricche le multinazionali
farmaceutiche". Il direttore del Foglio è convinto di poter raccogliere
non meno del 4,5% dei consensi puntando sul "voto di passione". E di
ritrovarsi, il 14 aprile, con una squadra di almeno 30 deputati ("I
sondaggi mi danno allo 0,5? Sbagliano"). Si dice sicuro di non essere un
elemento di disturbo per il Pdl, con il quale si sarebbe volentieri alleato
("avrei portato un di più di anima, ma Berlusconi vuole piacere a tutti e
per questo sui temi etici si dichiara anarchico"). E ribadisce che tra i
suoi programmi non c'è l'abolizione della legge 194, che pure "va
applicata anche nelle parti in cui dovrebbe rendere la donna consapevole della
scelta", mentre oggi è di fatto un "abortificio". Rispondendo
alla sollecitazione di un lettore, Ferrara sceglie di mettere papa Ratzinger al
vertice di una ipotetica graduatoria che comprenda anche Craxi, Berlusconi e
Marx. E quanto ai suoi rapporti con la Chiesa, precisa che la sua "è la
lista più laica di tutte" e che lui ad un gesto forte come la conversione
in pubblico di Magdi Allam non ci pensa proprio: "Sono innamorato del
Cristianesimo inteso come cultura e spirito della storia. Ma sono incapace di
prospettare una mia adesione alla Chiesa in qualità di fedele". Incontri
digitali su Giuliano Ferrara Alessandro Sala.
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Pdl La Russa: non è un bluff, almeno tre i nomi ROMA - Di poker è un
esperto, "e la cordata di Berlusconi non è certo un bluff" assicura
Ignazio La Russa (nella foto). "Ha avuto ore e ore di colloqui in questi
giorni con alcuni imprenditori italiani. Almeno tre, di sicuro, gli hanno detto
di essere interessati, forse gli hanno già detto di sì" insiste il
deputato di An. "Sono nomi già usciti sui giornali. E ne ho conferma
diretta", aggiunge. Se non è un bluff, non è neanche un "buio".
"Tempo. è come se Berlusconi avesse detto: tempo. Per vedere le carte che
hai, cosa è uscito e cosa resta nel mazzo. Il bluff è quando inventi. Ma uno
come Berlusconi non perde giorni, in piena campagna elettorale, per una cosa
che non sta in piedi. L'unico problema sono le 48
ore". Dal tavolo verde al tavolo operatorio. "Sono 10 anni che l'Alitalia è in coma. E questi vogliono staccare la spina tra 48 ore. Non
so se Berlusconi ce la farà, ma questo atteggiamento del governo Prodi non ha
senso". M. Sen.
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 2 categoria:
BREVI Precisazioni L'Eni, dopo la richiesta Consob, in una nota ha ribadito che
"l'Alitalia non è oggi nell'agenda" Mediobanca "non ha avviato né
partecipa ad alcuna iniziativa volta a promuovere offerte per rilevare Alitalia" Salvatore Ligresti informa di non aver avviato alcuna
iniziativa finalizzata a presentare un'offerta per rilevare Alitalia Per il gruppo non ci sono "iniziative volte a presentare
un'offerta, anche in cordata con altri, per acquisire Alitalia".
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Pdl-Pd, lite sulla "bufala" D'Alema: speculazioni
Iervolino: nessuno dia lezioni di igiene a Napoli I sospetti del ministro degli
Esteri: siamo sotto attacco, in gioco interessi per la sede dell'Expo 2015 ROMA
- Ed ecco che, sotto elezioni, la mozzarella diventa un affare politico.
Berlusconi se lo sentiva che andava a finire male. "Era quello che
temevo", dice. Con tutta quella "monnezza" sparsa sulla
sventurata terra napoletana per colpa dei Bassolino e delle Iervolino, cosa ci
si poteva aspettare? Inevitabile, secondo il Cavaliere, che qualche elemento
nocivo finisse per contaminare il prelibato formaggio di bufala. Bugie, replica
Massimo D'Alema. "è tutta una speculazione", s'indigna il ministro
degli Esteri. Ed è implicito che nel difendere la purezza della mozzarella, fa
anche scudo a Bassolino e alla Iervolino. Si tiene fuori dalla discussione il
presidente Giorgio Napolitano che, a Trieste, in visita al Centro di fisica
teorica, se la cava con una battuta: "Io non mi occupo qui né di fisica,
per incompetenza, né di mozzarella pur avendone una vecchia competenza".
Ci si divide secondo una logica del tutto prevedibile. è
accaduto prima con l'Alitalia. Adesso si replica con la mozzarella. I partiti di governo da
una parte, a dire che bisogna smetterla con tutto questo allarmismo, e
dall'altra l'opposizione col dito puntato contro i presunti responsabili del
disastro. "I controlli - rassicura D'Alema - sono accurati e rigorosi
". Allora perché tanta preoccupazione? Il titolare della Farnesina
grida al complotto. "Siamo sotto attacco ", afferma. Un "attacco
contro la Campania", ma non solo. A D'Alema viene da pensare che siano
entrati in gioco "interessi per la scelta della sede dell'Expo del 2015".
Convinto anche il ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio che si tratti di
"un'aggressione commerciale". "Tranquilli, giapponesi", è
tutto in regola, assicura il ministro per le Politiche agricole Paolo De
Castro. Quanto alla Corea del Sud, De Castro ipotizza che a Seul abbiano preso
un abbaglio e che la mozzarella sequestrata non sia di produzione italiana. E
poi perché i Paesi asiatici fanno tante storie? Come se fossero in grado di
dare "lezioni di igiene a noi di Napoli", arriva a dire il sindaco
Rosa Russo Iervolino. Lei confessa di nutrirsi a base di mozzarella tutti i
santi giorni, "e sto benissimo ". Non stanno bene gli allevatori del
Nord, secondo il leghista Roberto Cota. Perché adesso saranno visti con
sospetto al pari dei colleghi napoletani e "troveranno difficoltà a
piazzare i prodotti all'estero". Cota ne deduce che il trio
Bassolino-Prodi- Veltroni ha combinato un bel "filotto di disastri".
"è sicura" Il ministro De Castro (a destra) mangia mozzarella Marco Nese.
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
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NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 6 La Nota di
Massimo Franco Un Paese in bilico fra risse elettorali e "rimproveri"
europei A l vertice di ieri al ministero delle Politiche agricole sulla
"mozzarella alla diossina" erano presenti una ventina di testate
straniere: tutte attirate dall'ennesima emergenza di un Paese condannato
all'anomalia. è il segno che l'ultima occasione scelta dai partiti per
azzuffarsi non è più solo materia di campagna elettorale. Rischia invece di
diventare un altro simbolo della credibilità declinante dell'Italia a livello
internazionale. La questione ha sfiorato con una domanda perfino Giorgio
Napolitano, in visita a Trieste. Il presidente della Repubblica l'ha schivata
con diplomazia istituzionale, per non complicare una situazione già tesa. Ma al
governo sarà impossibile fare lo stesso. Ieri pomeriggio la Commissione europea
ha chiesto a Palazzo Chigi misure più radicali ed in tempi stretti contro il
formaggio contaminato, pena l'embargo. E pensare che il ministro Paolo De
Castro aveva dichiarato che "non esiste un caso diossina in
Campania". E Massimo D'Alema, vicepremier ma soprattutto candidato del Pd
nella regione, si era detto "indignato per la speculazione che si è fatta
nel nostro Paese". Una speculazione probabilmente c'è, perché il tema ormai sta entrando a forza nello scontro fra
partiti: come il caso Alitalia e quello della spazzatura, di cui le preziose mozzarelle sono
appendici avvelenate. D'altronde la Campania, politicamente "rossa"
da anni, è un bersaglio facile per il Pdl. Con il suo concentrato di emergenze
consente di accomunare nel malgoverno vecchi e nuovi responsabili; ed
anche chi responsabilità non ne ha. Silvio Berlusconi può evocare il latte
impregnato di diossina per dire: "è successo quello che temevo"; e la
Lega, additare "il filotto dei disastri di Bassolino-
Prodi-Veltroni". Il Pd è costretto sulla difensiva. Ma a rendere la
vicenda imbarazzante non sono tanto le polemiche berlusconiane. Pesano molto di
più i giudizi della Commissione Ue e di Guido Bertolaso. Quando il capo della
Protezione civile dichiara che "in Campania esiste un rischio reale";
e che ad Acerra "i pastori vedevano le proprie pecore morire per
diossina", diventa difficile parlare di strumentalizzazione. E quando
membri del governo cercano di placare le paure di Giappone e Corea del Sud
spiegando che le mozzarelle contaminate sono state consumate in Italia, non
esportate, l'allarme resta. Mettendo in fila caso Alitalia,
spazzatura, e adesso i formaggi pericolosi, il risultato è di proiettare
l'immagine di un Paese con una credibilità a dir poco precaria. Come funghi
velenosi, spuntano magagne che la campagna elettorale esaspera, ma non inventa.
Il guaio è che le reazioni mirano solo a mettere in difficoltà gli avversari.
Eppure, chiunque vinca le elezioni si troverà di fronte gli stessi problemi.
Berlusconi sembra rendersene oscuramente conto. Vedendosi già a Palazzo Chigi,
ammette: "Se non riuscirò entro due o tre mesi a riportare Napoli e la
Campania alla loro naturale bellezza, quell'immondizia lì sarà colpa mia".
E non solo quella. La psicosi di un'epidemia rischia di mettere in quarantena
non solo la regione dei rifiuti e delle mozzarelle di bufala, ma un'Italia
incapace di misurare l'effetto internazionale di scelte mancate; e aggravate
dalle lacerazioni interne. \\ La polemica sulla diossina entra in campagna
elettorale ma va oltre.
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE AirOne E la compagnia di Toto si candida a primo operatore dello
scalo Malpensa, la carica degli asiatici Inizia da AirOne, che vuole diventare
il primo operatore dello scalo lombardo con 11 nuove rotte entro l'estate, il
futuro di Malpensa. Ma se il governo liberalizzasse gli accordi bilaterali che
regolano i collegamenti intercontinentali, nel giro di pochi mesi l'ormai ex
hub lombardo si popolerebbe di una ventina di nuove linee aeree (vedi tabella),
alcune del calibro di Cathay Pacific, Korean Air, Malaysia Airlines, per
limitarsi alle principali, mentre altre come Emirates e l'israeliana El Al
raddoppierebbero il numero di voli odierni. E ancora, altre compagnie italiane,
tra cui Eurofly o Blue Panorama, collegherebbero destinazioni come Brasile,
Argentina e Venezuela. E' quanto emerge da un documento riservato che la Sea,
che gestisce l'aeroporto milanese, ha consegnato pochi giorni fa al ministero
dei Trasporti, chiedendo che in considerazione dello stato di crisi di Malpensa
la concessione della luce verde per i nuovi collegamenti aerei da e per Milano
sia di fatto automatica. Se così fosse, l'andata a regime dei nuovi
collegamenti porterebbe al riassorbimento di gran parte dei 900 lavoratori in
cassa integrazione dal 31 marzo. "Chiediamo alla politica di liberalizzare
gli accordi bilaterali", ha sottolineato non a caso il presidente Sea,
Giuseppe Bonomi, nel corso della presentazione dei nuovi collegamenti di
AirOne. La compagnia di Carlo Toto collegherà Malpensa a 2 destinazioni
intercontinentali (Boston e Chicago), 4 europee (Bruxelles, Berlino, Atene e
Salonicco) e 5 italiane (Roma, Napoli, Palermo, Bari e Lamezia Terme). Quanto
agli operatori stranieri le prime destinazioni sarebbero quelle orientali: Hong
Kong (passeggeri e merci), Seoul, Kuala Lumpur, eppoi ci sarebbe il raddoppio
dei voli per Dubai e Tel Aviv. Una piccola rinascita per Malpensa, ma bisogna
risolvere prima il nodo dei diritti di traffico, regolati da accordi bilaterali
tra Stati. Non a caso questo è uno dei punti caldi della trattativa con Air
France, che chiede il mantenimento dell'esclusività dei
diritti di traffico per Alitalia e una prelazione sulle rotte ancora libere. Se il Tesoro la
accettasse, concederebbe ad Air France le chiavi del monopolio italiano dei
collegamenti intercontinentali. Per questo, forse, Bonomi non rinuncia alla
causa da 1,25 miliardi contro Alitalia. Giovanni Paci.
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-03-28 num: -
pag: 32 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa Rimbalzano gli indici, bene
Unipol Pirelli Tregua per il titolo (-3,54%) dopo i progressi delle ultime due sedute
A Piazza Affari (allineata alla media europea, con il Mibtel in progresso
dell'1,46% e l'S&P-Mib dell'1,24%) anche ieri hanno
tenuto banco Alitalia e Impregilo. Mentre la Consob ha annunciato un attento
monitoraggio della situazione dopo gli annunci e le smentite sulla fantomatica
cordata italiana, le azioni della compagnia aerea hanno chiuso in progresso del
10,86% con scambi sempre elevati. E' di Impregilo, però, il primato del
maggiore rialzo (+18,99%). Il titolo della società controllata da Igli (Benetton,
Gavio e Ligresti) ha proseguito il rialzo nel giorno del verdetto della
Cassazione sulla vicenda dello smaltimento dei rifiuti in Campania.
Significativi anche i progressi di Prysmian (+5,32%), grazie a un'importante
commessa in Brasile; e di Buzzi-Unicem (+4,64%), che ha comunicato ieri i
risultati di bilancio, con una crescita dell'utile pari al 28,5%. Nuovo
miglioramento, inoltre, per Unipol (+4,47%), mentre Snam Rete Gas è rimbalzata
del 4,27% e Seat Pagine Gialle ha proseguito il recupero guadagnando il 3,4%.
Sul fronte dei risultati negativi, spicca soprattutto Pirelli (-3,54% la
quotazione di riferimento), vittima delle prese di beneficio dopo il balzo
della vigilia legato alla presentazione dei dati di bilancio. Giù anche il
Banco Popolare (-1,08%), nonostante la raccomandazione buy da parte di Dresdner
Kleinwort. Raffica di guadagni a due cifre, infine, fra i titoli a piccola e
media capitalizzazione: da Stefanel (+19,54%) a Isagro (+17,67%); da Chl
(+16,04%) a Ciccolella (+12,85%); da Sorin (+12,10%) ad Arena (+11,28%). di
Giacomo Ferrari.
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-28 num: - pag: 4 categoria:
REDAZIONALE Aeroporti Voci di tensioni con il presidente Palenzona. La società:
non è vero, rapporti ottimi Adr, rivoluzione al vertice L'amministratore
delegato Basile lascia: "Decisione concordata" Maurizio Basile, ex
Iri, era arrivato in Adr nel 2005. è il quinto amministratore che salta in
sette anni Rivoluzione al vertice di Adr. Ieri la società Aeroporti di Roma,
che gestisce gli scali di Fiumicino e Ciampino, ha annunciato l'uscita di uno
dei super-manager del gruppo: "Dal 16 aprile Maurizio Basile,
amministratore delegato e direttore generale, lascerà gli incarichi". La
decisione, è scritto nella nota diffusa alla stampa, è stata
"congiuntamente assunta e concordata con l'azionista di controllo"
(cioè Gemina Spa) e "trova fondamento nel definitivo superamento della
situazione di stallo in cui Adr era venuta a trovarsi nel biennio 2004/2005,
maturando un gap infrastrutturale e competitivo che avrebbe potuto compromettere
il naturale sviluppo dell'hub di Fiumicino. Secondo il comunicato, ormai
"è stato disegnato e avviato un programma di sviluppo per il sistema
aeroportuale del Lazio". Insomma, Basile avrebbe ormai completato il
proprio lavoro. E la nota si conclude con "l'apprezzamento per il successo
professionale conseguito ". Fin qui le dichiarazioni ufficiali. Qualcuno -
anche il Sole 24 Ore sostiene che "l'uscita di Basile sarebbe dovuta allo
scarso feeling con il nucleo di azionisti di controllo del quale da alcuni mesi
il pivot è la famiglia Benetton e a difficoltà di coabitazione con Fabrizio
Palenzona, influente esponente della galassia finanziaria del nord".
Inoltre, secondo fonti in Campidoglio, ci sarebbero tensioni fra gli azionisti
privati e quelli pubblici (Comune, Provincia e Regione) sul cosiddetto
"progetto di espansione a nord" dell'aeroporto: il piano passa per l'acquisto di terreni per 100-120 milioni di euro da Alitalia e da altri privati. Fra le ipotesi c'è anche la tenuta
Maccarese, della famiglia Benetton, a sua volta azionista di Gemina. Soluzioni
che non avevano convinto la giunta Veltroni e l'ormai ex assessore al Bilancio,
Marco Causi. Ma ora la partita si potrebbe riaprire. Fonti all'interno
di Adr comunque riferiscono che "i rapporti fra Basile e Palenzona erano e
restano ottimi, di stima reciproca e affetto, le dimissioni sono l'evoluzione
naturale di un percorso che ha visto il risanamento dell'azienda e l'avvio di
un piano di investimenti infrastrutturali per oltre 1,6 miliardi di euro in otto
anni". Gli ultimi due anni erano stati assai turbolenti. Prima c'era stato
il braccio di ferro per il controllo di Adr fra la cordata australiana
Macquarie e gli azionisti italiani raccolti intorno a Gemina, che alla fine
hanno avuto al meglio. Poi, l'estate scorsa c'erano state le infinite polemiche
sui disservizi per i bagagli. E nelle ultime settimane la crisi Alitalia ha gettato sinistre ombre sul futuro dello scalo. I
programmi di sviluppo però vanno avanti, pochi giorni fa è stato aperto il
cantiere per la costruzione del molo C, che consentirà il raddoppio dei
passeggeri nel giro di pochi anni. Basile, arrivato in Adr nel 2005, è stato il
quinto amministratore delegato dai tempi della privatizzazioni nel 2001. Il
nome del successore non è stato ancora indicato. Forse uscirà dall'assemblea di
bilancio di metà aprile. Le dimissioni Maurizio Basile lascerà tutti gli
incarichi dal 16 aprile Paolo Foschi.
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-28 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Il Pd "Alla fine chi vince governa, anche con un solo consenso
in più" Veltroni: se ci sarà lo stallo sì a una fase costituente Il
candidato premier: in caso di pareggio vanno fatte le riforme Il leader ferma i
fischi al Cavaliere: anche se loro non hanno rispetto per noi, io ce l'ho per
loro DAL NOSTRO INVIATO TAORMINA - Per due giorni ha evocato il pareggio al
Senato come il più probabile esito della sfida con Berlusconi e ieri a
Taormina, davanti ai vertici di Confagricoltura, Walter Veltroni si è spinto
avanti, fino a proporre la sua ricetta per uscire da un eventuale stallo
istituzionale. "Non so se una assemblea costituente, ma di certo noi
avremo bisogno di una fase costituente, la cui composizione verificheremo dopo
le elezioni...". Nessun inciucio, niente larghe intese. Però le parole di
Veltroni non sembrano stonare con l'immagine di un leader che ha fatto della
responsabilità istituzionale un tratto di distinzione. "Può darsi che
saremo costretti ad accelerare i tempi, perché se la parità dovesse realizzarsi
voglio capire come si governa questo Paese, vista la profonda crisi di
sistema". Un esecutivo bipartisan col Cavaliere? Veltroni non lo dice,
offre la presidenza di una Camera all'opposizione e si mostra stupito per la
retromarcia dell'avversario. Poi giura di non aver svelato nulla di nuovo:
"è quel che ho sempre detto, se c'è il pareggio bisognerà fare le riforme
". Ma niente pasticci, chi vince governa "anche con un solo voto in
più". E la costituente? "No, tranquilli... Quando devo dire qualcosa
di nuovo accendo le lucette". A Siracusa piove e la piazza si svuota. Al
Palasport di Messina invece lo aspettano in 8.000, Veltroni rimarca il
vantaggio anagrafico su Berlusconi, al solo evocarlo partono i fischi e lui li
stoppa con ritrovato fair play: "Anche se loro non hanno rispetto per noi,
io ce l'ho per loro ". E il Cavaliere che lo dipinge come uno stalinista
riciclato? "Parole sentite per troppi anni - ribatte al Tg1 - come quella
dei brogli". Studia corposi tagli ai costi della politica e intanto
rimbalza da una città all'altra, da una tv all'altra. A Primo piano strattona
il Berlusconi che "va all'inseguimento del Pd", si prende un bagno di
folla a Catania e poiché la clessidra è agli sgoccioli sfrutta anche la notte.
Ieri l'ha fatta in bianco, chattando con 4.000 ragazzi su Democratica.tv, con
Serena Dandini tra gli spettatori. Il duello? "Il mio avversario ha una
paura inspiegabile, come certi pugili dice "io quello lo distruggo",
poi però rifiuta il match ". Delle 6 mila domande
lascia inevasa quella sulle coppie di fatto, ma non il quesito sui figli del
Cavaliere nella cordata per Alitalia: "Teniamo le creature
fuori dalla campagna elettorale... ". E oggi il pullman approda in
Calabria. Monica Guerzoni.
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-28 num: - pag: 64 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Alitalia, caos cordata Bufera sulle indiscrezioni circa gli imprenditori
e i gruppi che preparerebbero la cordata italiana auspicata da Silvio
Berlusconi. Che smentisce: quei nomi non li ho fatti io. Veltroni avverte:
niente turbative. Si muovono la Procura e la Consob. Mozzarelle, monito
Ue L'Europa richiama l'Italia sul tema delle mozzarelle di bufala alla
diossina. Le misure messe in atto sono "insufficienti " secondo la
Commissione europea, che chiede al governo italiano di "adottare ulteriori
provvedimenti per garantire che la mozzarella contaminata non entri nel mercato
Ue". Focus Il Vietnam delle donne L'economia del Vietnam in mano alle
donne. Ex insegnanti, giovani laureate ad Harvard: il miracolo parte da loro.
Esteri L'Europa e l'Olimpiade Al vertice franco-britannico è emersa la
differenza di opinioni sull'atteggiamento nei confronti della Cina. Il primo
ministro britannico Gordon Brown ha detto che parteciperà alla cerimonia di
apertura delle Olimpiadi, il presidente francese Nicolas Sarkozy ha ribadito la
sua posizione, cioè che non può escludere il boicottaggio della cerimonia di
apertura, ma consulterà gli altri Paesi dell'Unione europea prima di prendere
una decisione. Mumia, condanna annullata Negli Usa un tribunale d'appello
federale ha annullato la condanna a morte contro Mumia Abu-Jamal. Il detenuto,
ex membro delle Pantere Nere, è stato per anni un simbolo delle campagne
internazionali contro la pena di morte. Giornalista radiofonico, Abu-Jamal era
stato condannato a morte per l'uccisione di un poliziotto nel 1982. Cronache
Nuoro, morta la donna sparita Dina Dore, la donna di 37 anni sparita mercoledì
sera nel Nuorese, è stata trovata morta nella notte dentro il bagagliaio della
sua auto. "è morta sul colpo, poco prima delle 19" ha riferito il
questore di Nuoro, spiegando che i banditi nel tentativo di sequestrarla le
hanno dato una botta alla testa con un corpo contundente che l'ha freddata
all'istante. Il caffè Illy e la Coca-Cola Accordo fra la Illy, l'azienda
triestina produttrice di caffè, e la Coca-Cola per la produzione di una bevanda
in lattina. Formazione&Carriere Manager per le città Dalla Bocconi al Ciset
di Venezia, si moltiplicano i corsi oper city manager: un ruolo che deve
giostrarsi fra comunicazione ed eventi. Cultura Lo scandaloso Walser Il nuovo
romanzo di Martin Walser racconta la passione fra il vecchio Goethe e la
giovanissima Ulrike e scandalizza la Germania. Incontro con il romanziere. La
Cuba di Magris Racconto-reportage di Claudio Magris da Cuba. L'eredità del
lungo regno di Fidel Castro e i segni della transizione, la società multietnica
e l'apertura che auspicava Wojtyla. Spettacoli Il film di Mereghetti
"Tutta la vita davanti" è il nuovo film di Paolo Virzì, con Sabrina
Ferilli e Isabella Ragonese: note felliniane e lo stile di monicelli nel
raccontare, con toni surreali, la vita in un call-center. Sport Buffon e lo
stop Il portiere della Juventus, Buffon, e i suoi problemi di salute. E un
piano: mettere la squadra al sicuro in zona Champions e poi prendersi 20 giorni
per guarire. * Con Style: abbinamento obbligatorio (Corriere e 1,00 + Style e
0,30); con "Corriere Enigmistica" e 2,60; con "Foto:box" e
8,20; con "Storie della Bibbia" e 9,20; con "La grande dinastia
dei Paperi" e 9,20; con "Geronimo Stilton English!" e 10,20; con
"L'Europeo" e 9,20; con "Dizionario enciclopedico della Cucina
italiana" e 14,20; con "Il grande cinema di Alberto Sordi" e
11,29; con "Gli itinerari di Dove" e 9,29; solo in Lombardia con
"Gli atlanti a grande scala Milano e Hinterland" e 14,20; con "Il
Diritto" e 16,20; con "Storia della civiltà europea" e 14,20;
con "Il Mondo" e 2,50.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Provincia di Sassari
Pagina 7054 Alghero. Territorio in mostra in uno dei cinque più importanti
saloni della vacanza La Riviera sbarca sulla Piazza Rossa Alghero.. Territorio
in mostra in uno dei cinque più importanti saloni della vacanza La città si
propone al mercato russo come meta alternativa --> La città si propone al
mercato russo come meta alternativa L'assessore Conoci: "C'è la richiesta
di nuove destinazioni in Sardegna per conoscere l'Isola non solo nei suoi paradisi
artificiali". L'obiettivo è far sapere ai turisti russi che oltre alla
Costa Smeralda, nel Nord Sardegna esiste anche una città vera, ricca di storia
e di tradizioni. Alghero in vetrina alla MITT di Mosca, nello spazio allestito
dalla Regione presso lo stand Italia dell'Enit, si presenta al mercato russo
come una meta alternativa, tutta da scoprire. Al Moscow International Travel
& Tourism Exhibition 2008, uno dei cinque più importanti saloni della
vacanza, il sindaco Marco Tedde e l'assessore al Turismo Mario Conoci hanno
rappresentato la città e preso contatti con Victor Sergeev, direttore del tour
operator "Tour Parade" che da anni propone nei suoi cataloghi
esclusivamente il prodotto Italia. "C'è la richiesta di nuove destinazioni
in Sardegna per conoscere l'Isola non solo nei suoi paradisi artificiali -
riferisce l'assessore Mario Conoci - per il mese di maggio si sta predisponendo
un incontro ad Alghero con questo operatore turistico affinché possa valutare
la concreta possibilità di proporre la nostra città sui suoi cataloghi".
Nello stesso mese è prevista un'altra importante iniziativa. "Si tratta di
una esposizione di prodotti agroalimentari della Sardegna - annuncia il sindaco
Tedde - da presentare nell'esclusivo spazio gastronomia all'interno dei
magazzini GUM, centro commerciale di grande lusso che si affaccia sulla Piazza
Rossa proprio davanti alle mura del Cremlino", un centro commerciale a
cinque stelle che propone i più grandi marchi della moda internazionale
"tra i quali - aggiunge Tedde - il nostro concittadino Antonio Marras, che
ha aperto due boutiques nella capitale russa e potrebbe essere un prestigioso
testimonial per la nostra città e l'intera Isola". Dai dati diffusi
dall'Enit emergono i numeri di un turismo in outgoing in grande crescita, sia
dalla Russia sicuramente sia, in generale, da tutta l'area coperta dalla
filiale dell'ente del turismo di Mosca e, dunque, Ucraina, Bielorussia, Armenia
e Georgia. Merito dell'incremento del Pil degli ultimi anni che ha portato a un
forte aumento del potere di acquisto dei russi (+ 25 %) e questo a favore della
nascita di una classe media che rappresenta un importantissimo mercato
potenziale per gli arrivi nel nostro territorio. Il biglietto da visita della
Riviera sono state due riviste del settore. Proprio in
coincidenza con la fiera a Mosca, infatti, il mensile Ulisse, il magazine della
compagnia Alitalia, ha raccontato il territorio con suggestive immagini e
esaltandone le peculiarità con il reportage della giornalista Ilaria Di
Benedetto. CATERINA FIORI.
( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Berlusconi:
mai fatto nomi, al progetto non rinuncio. Veltroni: gli annunci turbano la
trattativa Alitalia, polemica
sulla cordata Consob e Procura in campo. Nuovo piano Air France, aumentano gli
esuberi dei piloti.
( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
I
Alitalia per decidere se prorogare oltre il
31 marzo la scadenza della trattativa. Una riunione intersindacale emetterà un
primo giudizio. Il piano di Spinetta prevede delle "aperture", ma
salirebbero anche gli esuberi tra i piloti. I "comandanti" sono in
rivolta e minacciano dure proteste. Intanto è bufera sulla presunta cordata italiana
immaginata da Berlusconi. "Mai fatti nomi", precisa il Cavaliere.
"E comunque nessuna cordata finché c'è Air France". Di Pietro: lo
denuncio. In campo Procura e Consob su presunti abusi di mercato.
( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ANDREA MONORCHIO
E LUIGI TIVELLI MENTRE impazzano nella campagna elettorale le dichiarazioni, le
contro dichiarazioni, le precisazioni, le smentite sulla
questione Alitalia, ci sono dei temi certo non di minor rilievo esclusi sia dai
programmi che dai confronti fra i partiti. Ad esempio quello della riforma
della legge finanziaria è praticamente un milite ignoto sia nei programmi dei
partiti che nel confronto elettorale. Eppure la legge finanziaria è il
contenitore normativo-istituzionale di cui nelle ultime legislature si è
richiesta la riforma, praticamente da tutte le parti politiche. Un rito che
però continua a svolgersi in forma immutata tutti gli anni intorno a Natale al
termine di quei 5 mesi (a partire dal Dpef di giugno) in cui le aule
parlamentari sono intasate dalla sessione di bilancio. Un rito che così com'è
non è certo tale da favorire la tenuta dei conti pubblici. Una fatica improba
che esiste solo nel nostro modello istituzionale. Come non ricordare poi gli
speach dei Presidenti delle due Camere che regolarmente e fondatamente
auspicavano, appena prima di rivolgere gli auguri di Natale ai deputati o ai
senatori, che quello fosse l'ultimo anno di vigenza di una normativa e di un
modello di sessione di bilancio da superare al più presto. Il fatto è che, se
ricordiamo bene, fu Giuliano Amato a designare la legge finanziaria come
"l'ultimo treno per Yuma", quello che sicuramente sarebbe giunto in
stazione prima della fine dell'anno e sui cui vagoni pertanto si poteva caricare
"la merce più varia". In questo quadro nessuno, salvo il caso isolato
di Lamberto Dini, con un articolo sul Sole 24 Ore, ha colto l'appello lanciato
dall'Istituto Bruno Leoni, che pone finalmente al centro dei 12 punti
programmatici proposti all'attenzione delle forze politiche per la campagna
elettorale la riforma della legge finanziare. I ricercatori di questo istituto
ad impronta marcatamente liberale (non a caso presieduto da Sergio Ricossa)
sostengono una tesi da noi più volte proposta dalle colonne di questo giornale,
incontrando apprezzamenti da parte di esponenti del mondo economico ed
intellettuale, ma scarsa attenzione da parte della politica. Il liberismo
radicale degli amici dell'Istituto Leoni li induce però a lanciare il cuore un
po' troppo oltre l'ostacolo. Nel sostenere infatti l'abolizione della legge
finanziaria, rilevano giustamente che i saldi di finanza pubblica debbano
essere definitivamente fissati già nel documento di programmazione
economico-finanziaria, ma, forse per eccesso di zelo introducono una forzatura
a nostro parere poco compatibile in una forma di governo parlamentare quale è
la nostra: proponendo la totale inemendabilità della legge di bilancio. Anche
noi, nel proporre l'abolizione della legge finanziaria, abbiamo sempre chiesto la
concentrazione della manovra annuale nella sola legge di bilancio, resa così
legge sostanziale, ma ci siamo sempre guardati bene dal proporre una sua totale
inemendabilità. Il potere di emendamento è infatti una prerogativa
istituzionale delle Camere. Diverso sarebbe (e dovrebbe essere) un approccio di
tipo selettivo, quello cioè di fissare paletti precisi al diritto di
emendamento, al fine di non ritrovarsi regolarmente con finanziarie su cui
pesano migliaia di emendamenti, in modo tale che poi si compongono in centinaia
di articoli oppure che (come poi avvenuto negli ultimi anni quale che fosse la
maggioranza di governo) non scattasse il voto di fiducia su un unico articolo
che raccoglie in se migliaia di commi, con le ben note conseguenze per la
certezza del diritto e per l'affanno che ne consegue per gli operatori e i
cittadini. Un'ipotesi ad esempio potrebbe essere quella di concentrare
sostanzialmente l'esame del testo nella commissione bilancio: in questo quadro
dovrebbero essere rafforzati, sia sul piano tecnico che sul piano politico gli
strumenti e le procedure per il vaglio delle coperture finanziarie. Non
pretenderemmo certo che il confronto programmatico-elettorale tra i partiti
giungesse a definizioni puntuali e precise per un nuovo modello di sessione di
bilancio, ma basterebbe confrontarsi su un sì, un forse o un no. Si tratta
infatti non di una questione che tocca solo gli addetti ai lavori nei Palazzi,
ma di un problema che pesa largamente sulla finanza pubblica, sull'economia
italiana, sui diritti, sui poteri o sulle aspettative dei cittadini e degli
operatori, che certamente concordano con Montesquieu secondo cui le leggi
inutili indeboliscono quelle necessarie, come scrisse oltre duecento anni fa
nel De l'Esprit des lois, con una invidiabile antiveggenza.
( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di CLAUDIO MARINCOLA
ROMA - Il partito di Malpensa c'è. Quello di Fiumicino no. Gli scenari futuri
preoccupano il ministro ai Beni culturali Francesco Rutelli ma più ancora
preoccupano e tengono in ansia il candidato a sindaco del centrosinistra. La
prospettiva di governare una città con un aeroporto dimezzato non è allegra.
"Tutti discutono del destino di Alitalia e dello scalo milanese, giustamente perché si vogliono evitare
effetti troppo gravi, ma la crisi della compagnia potrebbe avere gravi
conseguenze anche su Fiumicino", fa notare Rutelli, a margine di un
appuntamento elettorale. I concetti sono gli stessi espressi altre volte,
aggravati dal fatto che sono passati altri giorni senza che si intravveda una
soluzione. "Questo ping pong rischia di ritorcersi gravemente
sull'indotto, sulla manutenzione, la logistica, sui servizi e naturalmente
anche sul turismo", mette in guardia il vicepremier. Secondo Rutelli
"si sta giocando col fuoco". Migliaia di posti di lavoro andrebbero
in fumo e si "metterebbe in ginocchio la città". Il rischio di
danneggiare l'hub romano con ricadute a cascata su tutto l'indotto è molto
concreto. Il candidato sindaco se la prende con il centrodestra che in "5
anni di governo Berlusconi non ha fatto nulla. Auspica "chiarezza e senso
di responsabilità, non chiacchiere e promesse". E agli avversari politici
lancia un messaggio: Dicano subito se un'alternativa o si prendano le
responsabilità del fallimento che porta con sé conseguenze gravissime non solo
per Malpensa ma anche per Fiumicino. Non più tardi di due giorni fa,
partecipando ad un filo diretto su una emittente locale Rutelli aveva ribadito
il suo punto di vista. "Alitalia e Fiumicino sono
asset fondamentali e la scelta di portare voli a Malpensa senza che questo
aeroporto avesse collegamenti con altri aeroporti del nord che hanno fatto
guerra a Malpensa, ha fatto sì che questo aeroporto non crescesse e che Alitalia andasse giù". Per Rutelli, dunque "va
difesa Malpensa per fare concorrenza alle destinazioni d'Oltralpe, ma Fiumicino
- ha ribadito - è al centro del Paese ed è un importante crocevia per il
turismo".
( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Era una boutade
elettorale. Berlusconi fa i nomi dei potenziali interessati
a una "cordata italiana" per acquistare Alitalia:
Ligresti, Benetton, Eni, Mediobanca. Ma tutti smentiscono. Consob annuncia un
"monitoraggio" dei possibili movimenti speculativi sul titolo.
Continua la trattativa con Air France PAGINA 3.
( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di MARCO CONTI ROMA
- La cordata alternativa non c'è. Almeno per il momento. Almeno sino a quando è
in piedi la trattativa con Air France. Così ieri ha chiarito Berlusconi come
sollecitato sia dalla Consob che, più o meno indirettamente, da Air France. I
francesi non sembrano disposti a mollare la trattativa, e minacciano di
ricorrere agli organi della giustizia europea qualora
vengano compromessi i propri diritti di interlocutore "in esclusiva"
di Alitalia. I tempi si allungano e oggi il cda di Alitalia farà
slittare il termine ultimo dal 31 marzo a dopo il voto. L'ultima parola
spetterà quindi al nuovo governo. Questa prospettiva divide le strategie nel
centrodestra, anche in vista di una vittoria data quasi per scontata. Da
un lato An e Lega, molto cauti nel gettare alle ortiche l'offerta francese
perchè temono di ritrovarsi, una volta al governo, con un'azienda decotta e una
cordata da mettere insieme, magari grazie anche alla promessa di fondi
pubblici. Dall'altro Berlusconi che punta diritto a far saltare i nervi ai
francesi, sventolando ai sindacati la possibilità di una via alternativa sia ad
Air France che al fallimento. Alla Lega non interessa più di tanto il destino
di Alitalia, quanto le prospettive di Malpensa.
Tantomeno i leghisti sono disposti ad avallare interventi pubblici a sostegno
di una Compagnia che per i leghisti ha il difetto di avere oltre che il
tricolore nel simbolo, un baricentro troppo "romanocentrico". Peraltro
per i leghisti il futuro dell'hub varesino si sta già delineando a prescindere
da quello della Compagnia di bandiera. In effetti da lunedì scatterà il piano
di dismissioni dei voli voluto da Alitalia e, fatta
salva la controversia legale che potrebbe aprirsi, alcune rotte sono già messe
sul mercato. "Se vinciamo le elezioni la battaglia su Malpensa la faremo
sino in fondo - spiega Roberto Maroni - anche trattando con Air France la
moratoria". Se l'ex ministro del Carroccio considera i francesi come
interlocutori, ancor più chiaro Umberto Bossi: "E' difficile non vendere
ad Air France - sostiene il leader della Lega - spero che Berlusconi riesca a
convincere gli imprenditori italiani. Ma sarebbe un miracolo perchè se c'è da
guadagnare ci stanno, se c'è da perdere se la danno e di solito con le aziende
aeronautiche non c'è da guadagnare". Perplessità ancora più forti dentro
An e in consistenti settori di Forza Italia che sin dall'inizio avevano
consigliato a Berlusconi di lasciare a Prodi il compito di togliere la castagna
dal fuoco, visto che il dossier Alitalia è noto al
centrodestra sin dal
( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ROSARIO DIMITO
ROMA - Una nuova Telco - c'è già chi l'avrebbe battezzata Alico - ma con più
banche e con un partner industriale che potrebbero essere i russi di Aeroflot o
i tedeschi di Lufthansa e il coinvolgimento di Sintonia (Benetton più alleati
finanziari), presente anche nel veicolo di Telecom. Una soluzione
di sistema per Alitalia, senza Air One almeno nel ruolo di principale pivot tecnico, che
entrerebbe in campo, però, dopo le elezioni, quindi scrollandosi di dosso
un'etichetta elettorale e nel caso in cui Air France dovesse tornare a casa.
Sarebbe questa, secondo quanto risulta a Il Messaggero, l'ipotesi di cordata
italiana per salvare la compagnia di bandiera che dall'altra sera
sarebbe oggetto di contatti molto riservati tra i massimi esponenti coinvolti.
Naturalmente al momento tutti smentiscono l'esistenza di questa ipotesi perchè
il rischio di una caratterizzazione politica dell'iniziativa, dopo le parole di
Silvio Berlusconi, è forte e tutti vogliono starsene alla larga. Mediobanca ha
smentito di avere allo studio dossier e iniziative su Alitalia
con una nota diramata ieri mattina di fronte alla chiamata alle armi fatta dal
candidato premier del Pdl. Tuttavia, non si esclude che con i tempi e le
modalità giuste del mercato e non della politica, Mediobanca possa svolgere un
ruolo per tessere le fila di una nuova Telco. Uno schema quest'ultimo sorto
sulla falsariga di Italenergia, la società veicolo nata nel 2001 con dentro
Fiat, Edf, Intesa, Sanpaolo e Capitalia, per conquistare la Montedison
sottraendola al dominio di Mediobanca. Edf aveva il 18% ma i diritti di voto
erano sterilizzati al 2% per contenerne la leadership. Gli stessi lacci, in
termini di governance, stretti attorno a Telefonica che pur avendo il 42,3% di
Telco, ha una voce in capitolo limitata nelle decisioni di Telecom. Attorno a
piazzetta Cuccia si ipotizza un possibile intervento di Intesa Sanpaolo,
Unicredit - che nella prima fase della privatizzazione di Alitalia,
presentò un'offerta proprio con Aeroflot - e di Mps. La storia si ripete dopo
un anno quando, ritiratisi At&T e Carlos Slim che avevano presentato
un'offerta cash a Pirelli per rilevare Telecom, dopo un surplace fra Mediobanca
e Intesa nella corsa per per costruire la cordata italiana gradita al governo,
la banca d'affari e la Superbanca trovarono un punto d'incontro. E misero in
piedi la cordata imperniata su Telefonica nel ruolo di partner industriale con
poteri limitati, tirando dentro Benetton. Ieri mattina ci sarebbero stati
contatti fra Gaetano Miccichè e Renato Pagliaro, sulla scia anche delle
dichiarazioni di Berlusconi che indicavano in piazzetta Cuccia uno dei nomi di
una cordata italiana imperniata anche su Eni, Ligresti e Benetton.
Un'iniziativa di questo tipo, se dovesse prendere corpo, si muoverebbe
trasversalmente agli schieramenti politici. Anche se la preoccupazione
principale dei banchieri - e Corrado Passera lo ha detto apertis verbis
("non rispondiamo a chiamate") - è di essere tacciati di sudditanza
elettorale. E poi il terreno di gioco principale allo stato è occupato dalla
partita di Air France che non intende ritirarsi e anzi ha già detto di voler
star in campo anche dopo i 90 minuti regolamentari (leggi il 31 marzo). In
Alico, ma queste sono ipotesi tutte da verificare, al fianco delle banche
potrebbero intervenire Ligresti e Benetton anche se quest'ultimo ha smentito.
Passera ne avrebbe parlato con qualche banchiere che appoggiava il tentativo di
Air One: meglio aspettare la fine del polverone politico. La cosiddetta
soluzione di sistema per ora è solo un'ipotesi di lavoro. Null'altro, d'altro
canto, potrebbe mettersi in moto solo dopo la verifica di alcune condizioni,
come la preventiva conciliazione con le aspettative politiche e sindacali. Che,
se darà esito positivo, potrebbe mettere i banchieri attorno a un tavolo. Anche
in tempi stretti.
( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCIANO
COSTANTINI ROMA Un puzzle indecifrabile. Poche tessere non riescono ancora a
delineare il quadro. Cioè il destino di Alitalia.
Potrà proseguire la trattativa con Air France? C'è una cordata italiana pronta
a subentrare? E' verosimile uno stop del negoziato al 31 marzo come ha deciso -
per adesso - Maurizio Prato? Il nuovo piano di Jean Cyril Spinetta è giunto
nelle sedi sindacali dopo il varo, ieri, del cda di Parigi, svoltosi nel
massimo riserbo. E questa mattina una riunione congiunta delle nove sigle
presenti in azienda darà una prima valutazione. Innanzi tutto dovrà decidere se
riprendere il confronto o rispedire il progetto francese al mittente. I piloti
sono in rivolta e parlano di "potenziale blocco della mobilità in mancanza
di un'idonea soluzione che consenta il definitivo risanamento e rilancio di Alitalia". Per oggi alla Magliana non è previsto alcun
incontro. Si farà lunedì mattina alle 11 (non è detto che Spinetta ci sarà) e
verosimilmente solo nel caso in cui le organizzazioni sindacali avranno dato il
via libera a riaprire il tavolo sulla base delle "aperture" di
Parigi. Sempre per oggi è stata convocata una nuova riunione del board di Alitalia per valutare la possibilità di prorogare il termine
della trattativa a fine mese ed esaminare la posizione finanziaria della
compagnia al 29 febbraio. In altre parole, quanti soldi restano in cassa. I
sindacati chiedono più tempo per negoziare e insistono perchè il futuro
dell'azienda e di chi vi lavora sia affrontato nella sua interezza, evitando
pericolosi "spezzatini". Il nuovo piano Air France prevede
sicuramente l'ampliamento del cosiddetto "perimetro"
Alitalia all'interno di Az-Servizi che occupa attualmente 7.600
dipendenti. Confermati i 500 esuberi, ma agli oltre 3.300 lavoratori che era già
previsto restassero in azienda, si aggiungeranno i 3.000 di Alitalia Airport. Verrebbero tagliati fuori - a differenza di quanto si
pensava - i dipendenti del reparto motori, dei servizi hangar e
informatici. Il loro futuro sarebbe in Fintecna. Interventi di rimodulazione
sono previsti in Atitech che occupa 800 lavoratori impegnati nella manutenzione
pesante degli Md-80 e degli Airbus A-320. Magari il classico compromesso alla fine
verrà individuato. Una grana apparentemente irrisolvibile è invece quella del
Cargo. E non solo. Perchè i piloti non sono disposti a discutere dei 500
esuberi immaginati da Spinetta. Nel nuovo piano è previsto un taglio di 541
comandanti che però nell'ultima stesura del documento dovrebbe essere corretto
in 507. "Un piano assolutamente inaccettabile" secondo l'Anpac, che
minaccia dure azioni di protesta, "guarda con favore a soluzioni
alternative" e giudica "strategicamente corretta l'iniziativa di Berlusconi".
"Certo - avverte l'associazione dei piloti - non assisteremo passivamente
al depauperamento del mercato del trasporto aereo italiano". Moratoria sul
Cargo: invece di una immediata messa a terra dei 5 aerei, l'operazione
avverrebbe in due tempi, 3 subito e 2 più tardi. Comunque fine dell'attività
confermata entro il 2010. I "comandanti" contestano il non rispetto
dei patti da parte di Air France che invece, sostengono, nel piano presentato a
dicembre prevedeva 280 esuberi. Al sacrificio dei piloti andrebbe aggiunto
quello degli assistenti di volo dove gli esuberi previsti sono 900. Intanto Air
One continua a muoversi a fari spenti. Fonti vicine a Carlo Toto dicono che il
dossier Alitalia resta aperto mentre l'aviolinea punta
a diventare il primo vettore su Malpensa dopo il disimpegno della nostra ex
compagnia di bandiera. Ieri Air One ha presentato nuovi collegamenti: cinque
nazionali (Roma, Napoli, Palermo, Bari e Lamezia Terme) e quattro
internazionali (Bruxelles, Salonicco, Atene e Berlino). Infine la Borsa: il
titolo, dopo ripetute sospensioni al rialzo, ha chiuso con un più 10,8% a quota
0,64 euro.
( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Affari E' meglio
comprare Air France Giovanni Colonna La notizia: si cercano 8 imprenditori
disposti ad investire 200 milioni ciascuno per salvaguardare l'italianità di Alitalia. Ristrutturare Alitalia non è un' impresa impossibile,
ma messa in piedi in fretta e furia sulla spinta di esigenze elettorali rischia
di avere il solo effetto di distruggere altra ricchezza e rimandare il
problema. Capovolgiamo la questione: con 1,6 miliardi di euro di capitale di
rischio si può ottenere un prestito di 1 miliardo da quasi qualsiasi banca nel
mondo e, oggi, una somma del genere (2,6 miliardi) è sufficiente a
comprare sul mercato la maggioranza delle azioni Air France visto che la
compagnia transalpina in borsa vale 5,2 miliardi di euro. Non è forse un
investimento migliore che gettarli nella fornace Alitalia?
Nel 2007 Air france ha prodotto 656 milioni di flussi di cassa e utili netti
per 891 milioni, i soli dividendi delle azioni sarebbero sufficienti a pagare
gli interessi sul debito del prestito contratto; con gli stessi soldi che oggi
servirebbero per salvare Alitalia un gruppo di
imprenditori potrebbe ottenere il controllo di una delle principali compagnie
aeree del mondo e fare un buon affare. Una operazione di capitale non
ideologica. Invece ci si concentra su una battaglia sterile - l' italianità
della società - senza capire che non esistono cose italiane o cose francesi ma
solo cose che funzionano e cose che non funzionano. L'Alitalia
è una società che non funziona e così com'è dovrebbe fallire. Se un gruppo di
imprenditori del nord comprasse veramente Air France potrebbe pensare con più
calma a come sviluppare Malpensa per farne un hub europeo e a come integrare Alitalia. Ma anche da azionisti di riferimento potrebbe
farlo solo se il progetto avesse senso, e il giudice del "senso" in
un sistema capitalista combacia con il profitto non con l'orgoglio nazionale.
Milano può avere un aeroporto internazionale solo se il tessuto economico che
ne usufruisce è capace di pagarne il prezzo. Ogni cosa funziona nella misura in
cui ha senso, Altrimenti è vanità. L' idea di una compagnia di bandiera in
perdita che mantiene due Hub centripeti (Roma e Milano) quando tutto il mondo
sviluppa modelli centrifughi è un vessillo d'oro che svetta su una costruzione
senza fondamenta. Salvare Alitalia senza un progetto è
sopra la ragione, è la sopravvivenza di un simbolo che è solo facciata;
Scriveva Saint Exupéry: "L'autorità riposa, prima di tutto, sulla ragione.
Se tu ordini al tuo popolo di andare a gettarsi in mare, farà la rivoluzione.
Ho il diritto di esigere l'ubbidienza perché i miei ordini sono
ragionevoli". Cioè possiamo ordinare al sole di tramontare, ma solo la
sera verso le sette e quaranta saremo ubbiditi a puntino. La proprietà da dei
diritti sulle cose, e questo è tutto ciò che si può comprare con i soldi, ma
nessuna società può prescindere dall' accettazione del fallimento a meno di
prescindere dalla democrazia; Se qualcosa non va bene deve cambiare; vogliamo
un vettore italiano? Vogliamo un hub a Milano? Compriamo Air France e trattiamo
alla pari con i francesi l'integrazione e il risanamento di Alitalia,
e lo spazio che può ragionevolmente occupare .Più dei soldi servono coraggio
umiltà e fantasia, serve l'idea dell' impresa; quando sono al servizio di un
idea i soldi si trovano quasi sempre.
( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Berlusconi fa i nomi
dei possibili "scalatori" di Alitalia:
Benetton, Eni, Ligresti, Mediobanca. Tutti smentiscono a stretto giro di posta.
Consob e procura tengono d'occhio i movimenti speculativi sul titolo, più volte
sospeso in borsa Sara Farolfi Dire, ridire e smentire. Poi, ripulito il campo,
rilanciare. La situazione è grave ma non seria, direbbe Flaiano. Non fosse che
ieri la Consob e la Procura di Roma hanno battuto un colpo. L'autorità di
vigilanza sulla Borsa per annunciare di avere messo in atto un "attento
monitoraggio" della situazione Alitalia (il cui titolo anche ieri è stato sospeso svariate volte per
eccesso di rialzo, per poi chiudere con un più 8,44%). E la magistratura - che
segue la vicenda Alitalia dalla scorsa estate - per dirsi pronta a esaminare il materiale
che dovesse emergere nell'ipotesi di un'istruttoria da parte dell'autorità di
vigilanza. Dopo giorni di mezze parole a mezzo stampa, Silvio Berlusconi
ha reso noto in un colloquio con la Stampa alcuni dei nomi dei potenziali
interessati a una cordata italiana per l'acquisizione di Alitalia:
Ligresti, Benetton, Mediobanca e Eni. Tempo qualche ora, e la giornata si è
trasformata in una lunga coda di smentite e no comment. "Nessun
interesse", da parte della holding dei Benetton. "Nessuna ipotesi di
cordata o di ingresso nel capitale di Alitalia è allo
studio", detta Mediobanca. All'Eni (di cui comunque risponde, in ultima
istanza, il Tesoro che ha in mano poco meno del 30% delle azioni) tocca dire,
per bocca dell'amministratore delegato Paolo Scaroni, che "il dossier Alitalia non è in agenda". Anche l'Enel (assente dalla
lista) mette le mani avanti: "Io compro solo i biglietti di Alitalia", si diverte l'ad Fulvio Conti. E Ligresti,
storico amico del cavaliere, sottolinea di "non aver avviato alcuna
iniziativa finalizzata a presentare un'offerta". Fuffa elettorale, dunque,
l'ennesima. Così il berlusca corregge il tiro - "i nomi apparsi sui
giornali sono indiscrezioni o supposizioni giornalistiche", "i
giornali intingono la penna nel rosso della sinistra" - e prepara il
rilancio - "l'Italia non può rinunciare a una sua compagnia di bandiera,
perciò ho lanciato un appello a tutti gli imprenditori perchè sentissero
l'orgoglio di garantire la sopravvivenza e il rilancio di Alitalia..
c'è tutto il tempo di condurre in porto le esplorazioni e i contatti già
avviati e nessuno è autorizzato a scambiare questi contatti come decisioni già
assunte o peggio manifestate". Le precisazioni toccano poi a Bruno
Ermolli, presidente di Sinergetica, membro del cda di Mediaset, e da qualche
settimana "esploratore" designato dal cavaliere: "E' chiaro che
non basteranno pochi giorni, e soprattutto il tutto dovrà farsi una volta
esaurita la trattativa con Air France". Ma in serata la conclusione di
Berlusconi è la seguente: "Un'offerta impegnativa per l'acquisizione della
compagnia di bandiera si potrebbe consolidare in tre, quattro settimane".
Allo scoccare dell'ennesima dichiarazione, la maionese elettorale è già
impazzita. Di Pietro, nell'abito che più gli è consono, minaccia:
"L'Italia dei valori presenterà una denuncia al fine di accertare se vi
siano estremi di reato, insider trading o aggiotaggio, nelle dichiarazioni di
Berlusconi sul caso Alitalia". "Insider
trading? Ma io non ho neanche un'azione Alitalia",
risponde Berlusconi. Palazzo Chigi, chiamato in causa dal presunto
interessamento di Eni alla cordata italiana, non si sbilancia. Stavolta ne
parla anche Walter Veltroni: "La politica è una cosa seria, in cui ogni
parola pesa sulla Borsa e su questi temi non si possono inventare affermazioni
non sostenute dalla realtà. Ci sarebbe da ridere se in gioco non ci fossero i
posti di lavoro di migliaia di persone". Secondo il candidato premier Pd,
l'accordo con Air France va fatto, con due garanzie: limitando l'impatto
sociale per quanto riguarda gli esuberi e garantendo un ruolo importante a
Malpensa. "Gli imprenditori italiani sono persone serie che prima
risolvono i problemi e solo dopo dicono di averli risolti", ne approfitta
Massimo Calearo, ex presidente di Federmeccanica candidato nelle liste del Pd.
"Solo bufale e non mozzarelle", arriva dal centro di Pier Casini. E
persino Bossi non fa che ripetere che si tratta di "un miracolo che può
fare solo Berlusconi". Si può diventare laici anche involontariamente.
( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Calearo Un compagno
che sbaglia Massimo Calearo, capolista Pd in Veneto, continua a volare basso. Da San Mastella all'Alitalia. In
videochat su Corriere.it, l'imprenditore che non è di sinistra, per sua
ammissione e per nostra fortuna, dice che non si scandalizzerebbe se la
compagnia di bandiera fallisse, "perché è già successo in altri paesi. E
poi si è sempre ripartiti con una società nuova". Senza star lì a
ricordare che i nuovi voli hanno poi lasciato a terra la maggior parte dei
lavoratori, Calearo parla come Brunetta, Forza Italia. Ma il giorno dopo se la
prende con le cordate fasulle di Berlusconi, cui ricorda "che gli imprenditori
seri prima lanciano il sasso e poi mostrano la mano". Per Alitalia dobbiamo preoccuparci o è solo un compagno che
sbaglia? f.p.
( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Si attende il nuovo
"piano", tutti convocati per lunedì Questa mattina riunione
"intersindacale" per valutare le nuove proposte dei francesi. Si
dimette il presidente dell'AdR Francesco Piccioni "Il documento con le
modifiche al piano vi sarà inviato direttamente da Air France". Poi, quasi
scherzando, "speriamo che informino anche noi". Così hanno risposto,
ieri sera, dagli uffici della direzione Alitalia ai sindacati che chiedevano lumi sui tempi di consegna del nuovo
piano industriale, che dovrebbe contenere anche i dettagli sulle riduzioni di
organico nei vari rami della compagnia di bandiera. E' una battuta che illustra
il clima interno e la consapevolezza che gli uomini di Jean-Cyril Spinetta si
muovono già da padroni dentro il "perimetro aziendale". Le
ultime voci davano per certo l'invio, ma in un orario variabile tra ieri sera e
stamattina. Ragion per cui, dalle sedi dei principali sindacati, si è preferito
lasciare il fax acceso e rivedersi stamani per prendere visione del testo. In
ogni caso era già stata convocata una riunione "intersindacale" per
definire i diversi punti di vista. La conferma che i tempi si allungavano è poi
arrivata da una lettera di convocazione inviata dall'Alitalia:
lunedì mattina alle 11, per la ripartenza della discussione con Spinetta e i
suoi boys. Avvisate "per conoscenza" anche Az Servizi e Fintecna, la
società di proprietà pubblica cui dovrebbero finire fette consistenti del
personale Az Servizi (il gruppo era stato cervelloticamente diviso, alcuni anni
fa, tra attività di volo - Az Fly, il core business - e quelle di terra, da
tempo in odore di dismissione). Sempre per la mattinata è stato convocato il
cda dell'Alitalia, per ratificare lo spostamento della
"data limite" per raggiungere l'accordo: dal 31 marzo all'11 aprile
(forse), per non intercettare le elezioni politiche. Anche il personale di
terra di Fiumicino (Az Service, quindi) si vedrà stamattina sul piazzale della
mensa per un'assemblea convocata da Cgil, Cisl e Sdl. Le attese sono per una
riduzione (del 40%, ipotizza Giuseppe Caronia, della Uilt) degli esuberi
rispetto alla prima proposta. Per i sindacati, infatti, che Air France abbia
accettato di prorogare i termini della discussione e di rivedere il "piano",
è già un successo, per come si erano messe le cose. Ma la situazione resta
difficile e quindi si punta ad ottenere il più possibile, consapevoli che
l'ipotesi peggiore - come ha ricordato ancora ieri Guglielmo Epifani, sarebbe
"il commissariamento, e quindi il fallimento dell'azienda". Altre
conferme sostanziali che i giochi stanno arrivando al punto decisivo arrivano
dalle dimissioni del presidente e direttore generale degli Aeroporti di Roma
(AdR), Maurizio Basile, avvenute nel corso del cda della società che gestisce
Fiucimino e Ciampino. L'uscita - in qualche modo attesa da tempo - avviene in
contemporanea con la revisione degli accordi sulle tariffe praticate ad Alitalia - una delle condizioni "sin qua non"
poste da Spinetta. Ma all'origine della decisione, stando ai rumors, ci sarebbe
anche la difficoltà di questo manager di estrazione Iri nei rapporti con i
nuovi azionisti di controllo (la Gemina, attualmente, ha come azionista di
riferimento i Benetton), e soprattutto con Fabrizio Palenzona - neo presidente
AdR - noto esponente della "finanza del Nord", presente anche nel cda
di Mediobanca. A contorno, va registrata la smentita di un possibile incontro
tra Carlo Toto (patron di Air One) e Corrado Passera (presidente di Intesa
SanPaolo), ovvero il ticket che rappresentava la "cordata italiana"
al tempo dell'asta per comprare Alitalia. Quasi un
segnale che non bolle nulla in pentola, da questo lato. Come anche la conferma,
da parte di Giuseppe Bonomi, presidente della Sea, di voler procedere nella
causa per danni contro la compagnia di bandiera (che ha drasticamente tagliato
i propri voli da e per Malpensa). L'eventuale ripensamento, ha detto, ci
potrebbe essere solo in caso di "sviluppi" in favore dell'hub
lombardo. Ovvero solo se emergesse dall'oltretomba la "cordata" di
locuste pronte ad avventarsi sul cadavere di Alitalia.
Perché ciò avvenga, però, dovrebbe fallire la trattativa con Air France-Klm.
( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di FRANCESCA NUNBERG
ROMA - Nei programmi elettorali delle tre liste non c'è l'Alitalia, non si parla di aborto, nè di rifiuti che avvelenano anime e
terre. Altre le questioni in ballo: come risolvere il caro-kasher, ossia
fornire prodotti controllati dal rabbinato a un prezzo accessibile a tutti;
come mantenere legati alla Comunità anche i figli dei matrimoni misti; quale
atteggiamento nei confronti di Israele; e poi l'ammontare delle rette
scolastiche (per i circa 800 alunni dalle elementari ai licei), dove aprire le
nuove sinagoghe (la prossima sarà a Ostia), come risolvere il disagio sociale
dei piccoli commercianti costretti dalla crisi economica a chiudere bottega.
Stasera con l'ingresso dello shabbat finisce la campagna elettorale e domenica
gli ebrei romani vanno alle urne per rinnovare i vertici della Comunità, la più
grande d'Italia: 11.500 gli aventi diritto su circa 15mila iscritti, con
un'affluenza che 4 anni fa non ha superato uno sconfortante 27 per cento. Si
tratta di eleggere (con il sistema del panachage, ossia indicando candidati
anche di liste diverse fino a un massimo di 16 preferenze) i 28 membri del
Consiglio che poi voterà il presidente, il quale a sua volta proporrà una
Giunta di nove membri. Da rinnovare anche i 40 membri della Consulta. Otto i
seggi, che resteranno aperti dalle 8 alle 22,30. Novità principale: il
presidente uscente, Leone Paserman, dopo due mandati ha deciso di non
ripresentarsi, mentre avanza Riccardo Pacifici, vicepresidente e portavoce
della Comunità, esponente di maggioranza eletto nella lista "Per
Israele". "Se sono pronto? Direi proprio di sì - risponde Pacifici,
che elenca i risultati ottenuti in questi anni, dal risanamento dell'Ospedale
israelitico al rinnovamento delle scuole - Sono consigliere dal '93, sono stato
il secondo dei più votati anche quando mi sono presentato da solo, e comunque
sarò presidente solo se la mia lista, che ha rinnovato 10 candidati su 16,
prenderà almeno 15 consiglieri". Quanto alla collocazione, la faccenda è
controversa: "Noi di destra? - dice Pacifici - Questa è una malignità, una
definizione che ci è sempre stata attribuita solo perché gli altri erano
considerati di sinistra". E gli altri naturalmente non condividono.
"Tutte le esperienze sono rappresentate nella nostra formazione - spiega
Livia Ottolenghi della lista numero 3 "Per i giovani-Insieme", finora
di minoranza - Il nostro obiettivo è creare un nuovo modello di Comunità, che
sia di attrazione: rispettosa cioè della tradizione ebraica ma più accogliente
nei confronti di chi si sente lontano. Non ci piace l'immagine troppo urlata
che abbiamo avuto finora: pensiamo che la Comunità debba essere più un centro
di servizio che un centro di potere e di visibilità". Lontani dal fulgore
dei media anche i rappresentanti della nuova lista "Yachad-Insieme".
"Portiamo una ventata di democraticità - afferma Raffaele Pace, uno dei
tre soci fondatori assieme a Giorgio Heller e Angelo Pavoncello - Sono 8 anni
che le altre due liste governano insieme, ma riteniamo che si siano occupate
troppo dei grandi scenari e non abbastanza delle esigenze quotidiane della
gente, che noi invece siamo andati ad ascoltare. Ci sono strumenti che vanno
messi a disposizione delle fasce più disagiate: pensiamo ai buoni pasto per i
bambini delle elementari, ai buoni casa, all'utilizzo per le nostre
associazioni dei fondi del 5 per mille. Comunque andranno queste elezioni, noi resteremo
a vigilare".
( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
TRIESTE - Berlusconi
dice che - se tornerà al governo - avrà "tutte le istituzioni
contro", a cominciare dal Quirinale. "Il capo dello Stato l'hanno
nominato loro, gran parte della magistratura e della Consulta è dalla loro
parte". Nessun commento dal Colle. Ma si osserva che la risposta è nei
fatti. E cioé parlano le azioni di un Presidente che considera le istituzioni
patrimonio di tutti. Dunque egli non interferisce nella campagna elettorale.
Anche a Trieste, Napolitano ha glissato qualsiasi domanda
che potesse coinvolgerlo nell'attualità: a cominciare dall'Alitalia. Il suo pensiero l'ha affidato ad un messaggio al centro di
studi ciceroniani in cui addita "l'etica ciceroniana" come lezione
preziosa per quanti si avvicinano alla politica intesa come servizio. p.ca.
( da "Liberazione" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Dall'Eni a
Mediobanca, da Benetton a Banca Intesa: "Non ci interessa" Alitalia, Berlusconi fa i nomi poi smentisce, poi rilancia nessuno lo
segue, se non la Consob Carlo Magi Ha i nomi - e che nomi - anzi no. La partita
Alitalia per Berlusconi sta diventando una sorta di tira e molla che
potrebbe finire in un gigantesco bluff con conseguenze giudiziarie o in una
mossa elettorale non da poco. Fatto sta che sul tavolo per adesso non
c'è nulla se non chiacchiere e smentite. Su La Stampa in edicola ieri infatti
c'era un colloquio nel quale il leader Pdl reiterava la ferma convinzione che Alitalia sarà salvata da una cordata italiana e prefigurava
già alcuni nomi. Nomi che nel corso del pomeriggio hanno, uno dopo l'altro,
smentito ogni loro coinvolgimento nell'ipotetica cordata. Nell'ordine: "Alitalia oggi non è nell'agenda dell'Eni" (Paolo
Scaroni); "Non abbiamo avviato nè partecipiamo ad alcuna iniziativa volta
a promuovere offerte per rilevare Alitalia o per
intervenire nel suo capitale" (Mediobanca); Non abbiamo avviato iniziative
finalizzate alla presentazione di un'offerta, anche in cordata con altri
soggetti per l'acquisizione" (Gilberto Benetton); "Non c'è stato
nessun incontro fra Air One e Banca Intesa" (ufficio stampa di Carlo
Toto). Dichiarazioni dovute perché, anche se Berlusconi sembra
disinteressarsene, nel caso di trattative di società quotate in Borsa se si
dicono bugie si fa reato. Per evitare questo la Consob ha chiesto chiarimenti
agli imprenditori tirati in ballo da Berlusconi e addirittura anche la Procura
di Roma sta seguendo il caso per monitorare eventuali futuri passi falsi. Se si
gioca col fuoco c'è il rischio di scottarsi e quindi anche Berlusconi stesso
preferisce correre ai ripari e in serata arriva puntuale l'ennesima smentita:
"C'è tutto il tempo di condurre in porto le esplorazioni e i contatti già
avviati dai consulenti e nessuno è autorizzato a scambiare questi contatti come
decisioni già assunte o peggio manifestate". E ovviamente se sono venuti
fuori dei nomi è colpa di chi "evidentemente ha interesse a far fallire
un'ipotesi alternativa all'offerta di Air France che, alle attuali condizioni,
non ho esitato a definire inaccettabile e umiliante per l'Italia e per i
lavoratori della compagnia di bandiera". Resta il fatto che Alitalia "deve restare la compagnia di bandiera perché
l'Italia non può farne a meno" e quindi il suo intervento
"naturalmente non è stato un appello generico e vuoto, ma un tentativo
serio e generoso di trovare una soluzione ad un problema complesso e
complicato". Intanto Air France porta avanti le sue trattative in
esclusiva, ma Berlusconi non si scoraggia: "Ho ricevuto moltissimi
messaggi di imprenditori amici, ma anche di imprenditori che non conosco,
entusiasti del mio appello affinché Alitalia rimanga
di proprietà italiana e disponibili a mettere fiches per mantenere l'italianità
della compagnia". Tant'è che il presidente di Sinergetica, Bruno Ermolli
ha fatto prontamente sapere che "Berlusconi mi ha incaricato di valutare
la possibilità di individuare degli imprenditori italiani e così io ho
immediatamente assunto molteplici contatti con il mondo imprenditoriale dopo
aver studiato la percorribilità dell'operazione". Gli alleati del Pdl, da
Bossi a Tremonti, da Gasparri a La Russa esultano per la nuova avventura del
Cavaliere, l'"unico che può salvare Alitalia",
gli speculatori in borsa pure perché davanti a loro si aprono praterie immense
per le loro scorribande, gli avversari delle elezioni, Pdl e la Sinistra
l'Arcobaleno, invitano alla ragionevolezza. In tutto questo i lavoratori
aspettano ancora di conoscere il loro futuro e oggi ci sarà l'ennesimo incontro
fra Air France e i sindacati. A questo proposito il segretario generale della
Cgil, Guglielmo Epifani cerca di riportare la discussione sulla terra: "Se
ci presenteranno un documento con determinate caratteristiche capiremo se la
trattativa poi potrà decollare". 28/03/2008.
( da "Liberazione" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Per i lavoratori
atipici niente ammortizzatori sociali Malpensa, raggiunto un accordo con Sea ma
i precari sono esclusi I fatti sono abbastanza noti, ma è necessario fare un
breve riepilogo. In seguito alla crisi dell'Alitalia, è in atto un ridimensionamento di Malpensa. La Sea e la Sea
Holding, le due società che gestiscono l'insieme dei servizi aeroportuali
dell'aereoporto milanese, che hanno come principale committente Alitalia, denunciano un esubero di circa 900 addetti. In seguito
ad un accordo con tutte le realtà sindacali, ad eccezione della Cub, viene
firmato a inizio marzo un'intesa per aprire la procedura di Cassa integrazione
guadagni straordinaria Cigs (a carico dell'Inps, quindi di noi tutti) a partire
dal 30 marzo. Tale accordo è stato salutato con molta soddisfazione da tutti
gli ambiti istituzionali e sindacali. Tuttavia, restano sul tappeto alcuni
nodi. In primo luogo, occorre ricordare che la Cigs è consentita solo se
l'impresa che la chiede non ha lavoratori interinali alle sue dipendenze e in
secondo luogo la Cigs non è estendibile anche ai lavoratori con contratti a
tempo determinato. Di conseguenza i lavoratori atipici sono esclusi da qualsiasi
forma di ammortizzatore sociale. Il risultato è che circa 300 lavoratori hanno
perso il posto dall'inizio dell'anno, e altri 300 lo perderanno con la fine del
mese. L'accordo stipulato con la Sea dunque riguarda solo i dipendenti diretti
Sea. Come conseguenza del processo di esternalizzazione e outsourcing,
l'indotto dei servizi aeroportuali della Malpensa vede ruotare più di 270
imprese, impresette, cooperative, ecc., con un bacino di forza-lavoro stimabile
in circa 1500 unità. E' facile immaginare la fine di questi lavoratori/trici,
che non hanno alcuna protezione sociale e spesso nessuna rappresentanza
sindacale. L'accordo siglato, lungi dal risolvere i problemi della Sea come
troppo spsso sbandierato, apre invece nuove contraddizioni: ancora una volta la
strategia dei principali sindacati sembra non rendersi conto dell'esistenza del
lavoro precario. L'unico modo per tutelare i lavoratori interinali è quello di
agire nei confronti di Sea per chiedere la conversione del contratto
direttamente sotto Sea. In altre parole i lavoratori interinali dovrebbero
intentare causa. Le possibilità di vincere una causa di questo tipo sono molto
alte, come si evince anche dalla sentenza del 26/03/08 che ha disposto
l'assunzione di due lavoratrici a tempo indeterminato, ritenendo illegittimo il
ricorso a contratti a tempo determinato/interinali in quanto privo di
qualsivoglia giustificazione e/o stagionalità come invece richiesto dal D.lgs
368/2001. In questo senso si sta adoperando Il Punto San Precario, come già fatto
in passato per altre lavoratrici Sea (le sea girls), con il supporto di alcuni
avvocati e di qualche sindacalista "illuminato". Infine, diventa
sempre più necessario ripensare la struttura degli ammortizzatori sociali,
oramai del tutto inadeguata alle nuove forme della produzione e ancora basata
sulla figura del lavoratore subordinato a tempo indeterminato. Ad esempio, è
importante che si cominci a ragionare in termini non di singola azienda ma
dell'intera filiera produttiva. Le trattative sindacali devono per forza tener
conto di questo nuovo orizzonte per non favorire diversità di trattamento
all'interno di una forza lavoro già ampiamente frammentata e segmentata sul
piano delle tipologie contrattuali e condizioni di lavoro (salari, orari,
ecc.). Da questo punto di vista, i diritti base del lavoro (continuità di
reddito, previdenza, salute, formazione) devono sempre meno essere dipendenti
dal luogo di lavoro, ma essere collegati alla persona. E' su questo piano che
può diventare possibile una ricomposizione delle soggettività del lavoro. Ed è
anche su questo aspetto che la prossima MayDay batterà il colpo. Intelligenge
Precaria - Punto San Precario Milano www.precaria.org 28/03/2008.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Italiana
Pagina 112 Alitalia, scontro Veltroni-Berlusconi E il
Cavaliere attacca par condicio e Rai "al servizio del Pd" --> E il
Cavaliere attacca par condicio e Rai "al servizio del Pd" Si scalda
sempre più il confronto elettorale tra Berlusconi e Veltroni. Al centro dello scontro, vendita Alitalia e par
condicio. ROMA La campagna elettorale si è infiammata all'improvviso con toni
che fanno temere a Sandro Bondi il ritorno del "bipolarismo armato": Alitalia e par condicio i terreni principali di battaglia, ma più in
generale è tutto lo scenario che appare in brusco movimento. Walter
Veltroni in particolare accusa Silvio Berlusconi di turbare la trattativa sulla
compagnia di bandiera con annunci che vengono regolarmente smentiti (è il caso
delle indiscrezioni sui componenti dell'ipotetica cordata italiana); il
Cavaliere replica secco di non aver mai fatto nomi e di non essere responsabile
di chi confonde le voci di stampa con la realtà. Al leader democratico, che
auspica una trattativa con Air France che garantisca un limitato impatto sociale
e un ruolo per Malpensa, il capo dell'opposizione dice che l'Italia non può
rinunciare a una compagnia di bandiera ma che per ora ci sono solo esplorazioni
e contatti perchè la procedura della trattativa in esclusiva con Af-Klm blocca
qualsiasi altra opzione. Ciò non impedisce ad Antonio Di Pietro di
preannunciare una denuncia alla procura nei confronti del candidato premier del
Pdl per insider trading; la risposta del Cavaliere è durissima: l'ex pm
rappresenta il braccio armato del giustizialismo democratico. Difficile dire
come si rifletterà questa polemica sul voto: la trasversalità del dibattito
(con Casini che parla di poca serietà di Berlusconi e Veltroni, e Bertinotti
che continua a bocciare l'operazione di vendita imboccata dal governo) lascia
aperte tutte le strade e per l'opinione pubblica è sempre più difficile
orientarsi nella giungla delle grandi opzioni di mercato. Ciò spiega perchè,
abbandonati i toni soft e un poco sonnacchiosi delle prime settimane, i partiti
abbiano cominciato a tirare di sciabola per marcare maggiormente la propria
identità su temi molto generali. Grande campo di scontro è la comunicazione (e
soprattutto gli spazi riservati a ciascuno): i socialisti per esempio
protestano per essere ignorati dai grandi media e Berlusconi parla di una Rai
"al servizio di Veltroni" per aver annullato la puntata di Porta a
Porta che lo doveva vedere protagonista insieme al sindaco di Roma, dopo la
defezione di quest'ultimo. In realtà i due si stanno studiando a distanza per valutare
le condizioni migliori per ciascuno in un ipotetico faccia a faccia: che alla
fine si farà, prevede il ministro Paolo Gentiloni, "per quanto Berlusconi
si sottragga". Il Cavaliere nega che sia così: ad impedire un duello
diretto, sottolinea, è piuttosto la legge sulla par condicio voluta dal
centrosinistra e che andrebbe modificata a fondo. L'impressione è che Pdl e Pd
stiano sì producendo il massimo sforzo per conquistare la vasta fetta di
indecisi (secondo i sondaggi circa il 25% degli elettori) ma allo stesso tempo
studino come giocare la partita chiave del Senato: dove si rischia comunque un
pareggio o un successo di misura di chi ottiene la maggioranza alla Camera a
causa dei particolari meccanismi del "porcellum". Si tratta della
famosa polemica sul "voto utile". Il voto disgiunto potrebbe
costituire la chiave del successo: così Berlusconi chiede a chi intende votare
per Casini di farlo alla Camera ma non al Senato per non rubare voti preziosi
al Pdl che impedirebbero lo scatto del premio per il centrodestra. A sinistra,
invece, Bertinotti dice che in alcune regioni il voto per la Sinistra
arcobaleno potrebbe servire proprio a sottrarre seggi preziosi alla destra a
palazzo Madama.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Italiana
Pagina 112 "Maggioranza difficile al Senato, se si pareggia dovremo
accelerare la fase costituente" Ora Walter punta al dopo-elezioni
"Maggioranza difficile al Senato, se si pareggia dovremo accelerare la
fase costituente" --> MESSINA Veltroni chiude il tour siciliano, dando
appuntamento ai gazebo di domenica per "l'impegno finale". Il leader del
Pd mostra di crederci, ma il termometro dei sondaggi sembra indicare la
possibilità di pareggio. Scenario dopo il quale Veltroni non sembra vedere
alternative alle riforme: "Se alla fine di questa fiera c'è parità, voglio
capire come si governa questo Paese. Serve una fase costituente e può darsi che
saremo costretti ad accelerare i tempi". Il segretario del Pd non fa
sconti all'avversario e di mattina, a Siracusa, lo attacca sugli "annunci
che turbano la trattativa" sulla vicenda Alitalia. Ma dopo aver alzato i toni nei giorni scorsi, nel pomeriggio
torna al fair play di sempre. Al Palasport di Messina partono fischi contro
Berlusconi ma Veltroni stoppa la platea: "Anche se loro non hanno rispetto
per noi, io ce l'ho per loro e per quante cose si possano dire non risponderò
perchè non voglio far precipitare l'Italia nella campagna elettorale che
si fa dal '94". Niente urla dunque ma a preoccupare il leader del Pd è il
fatto che "con i sondaggi di questi giorni ci si chiede se ci sarà una
maggioranza". L'esito e l'entità del voto si saprà il 14 aprile ma
Veltroni non ha dubbi che "la chiave della macchina Italia sono sotto i
piedi di chi l'ha schiacciata il giorno in cui ci disse no all'ipotesi di un
governo per le riforme". Responsabilità che però non risolve il problema e
per questo l'ex sindaco di Roma sembra tornare ad alludere all'ipotesi che, in
caso di pareggio, si facciano le riforme prima di tornare al voto. A chiedere
stabilità politico-istituzionale sono gli imprenditori di Confagricoltura che
in questi giorni vedranno sfilare al forum di Taormina candidati premier e
promesse. Il segretario del Pd sa che "in campagna elettorale tutti danno
ragione a tutti e c'è il gioco al rialzo" e così cerca "di stare ai
temi" sollevati dagli agricoltori, indicando la ricetta per la "terapia
di innovazione" che serve all'Italia e annunciando che in caso di vittoria
uno dei 12 ministri sarà quello dell'Agricoltura. Anche in Sicilia Veltroni,
che a Siracusa ha incontrato il presidente di Confindustria Sicilia Lo Bello in
prima fila contro la mafia, conferma di stare dalla parte dei produttori,
scelta che ha provocato "la rottura culturale" con la sinistra
radicale e anche "gli strali di questi giorni". "Sono contrario
alla politica con la lingua di fuori che ripete incessantemente le parole
pronunciate da quindici anni" scandisce il leader del Pd rivolto a destra
come a sinistra. Mentre è tutta mirata al suo sfidante a Palazzo Chigi la
frecciata sul fatto che "nel resto d'Europa i premier hanno la mia stessa
età perchè questa è la stagione della vita in cui si può pensare di dare il
meglio al Paese, puntando ad una innovazione che richiede energie".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti Pagina 320
Pd e Pdl si sfidano sulle pensioni Una ricetta (politica) per due cucine Pd e
Pdl si sfidano sulle pensioni di Francesco De Remigis --> di Francesco De
Remigis Pareva che i programmi di governo fossero stati presentati. Più snelli
del solito e con un'evidente convergenza sulle principali riforme. Ma la
consuetudine di rincorrersi su ogni tema, di sbirciare l'uno nella cucina
dell'altro, ha preso il sopravvento e sta condizionando non poco la campagna
elettorale dei due principali partiti, Pd e Pdl. Come due cuochi che cercano la
migliore ricetta per governare il Paese, Walter Veltroni e Silvio Berlusconi
alternano accuse a promesse nuove. Così dopo una settimana passata a ipotizzare
nuove trattative per la vendita di Alitalia, si è tornati alla politica degli annunci preventivi. Il
segretario del Partito democratico ha messo in campo una proposta sulle
pensioni che riguarderebbe più di sette milioni di italiani: incrementare
l'assegno di circa 400 euro l'anno per chi ha superato i 65 anni di età
attraverso la riduzione della pressione fiscale sui loro redditi. Il
costo dell'operazione, che Veltroni vorrebbe realizzare dal 1° luglio, al
momento pare però difficilmente sostenibile per le casse dello Stato. Si parla
infatti di 2,5 miliardi di euro all'anno di spesa con un margine di variabilità
abbastanza ampio a seconda delle entrate dell'erario. Così, anche se finora
erano rimaste ai margini del dibattito, le pensioni sono tornate in cima
all'agenda elettorale confermando una similitudine di fondo tra i due programmi
e una tendenza a rincorrere l'avversario punto su punto. I tecnici del Popolo
della libertà hanno immediatamente elaborato una controproposta, quella di
adeguare tutte le pensioni al carovita e non soltanto per gli over 65.
Legittimamente viene da chiedersi come mai nessuno dei principali candidati
alla presidenza del Consiglio abbia approfondito l'argomento nella fase
preparatoria del programma di governo. E perché Veltroni abbia improvvisamente
deciso di dedicarsi ai salari e alla previdenza proprio a ridosso di sondaggi
che lo davano in leggero calo di popolarità. Nelle officine del programma del
Pd, la risposta è stata gelosamente custodita dagli economisti, che hanno
deciso di parlare convocando una conferenza stampa ad hoc aperta proprio dal
segretario democratico. La stessa cosa è avvenuta nelle cucine del Pdl fin
quando il Cavaliere non ha deciso di rispondere all'avversario con una ricetta
propria: portare le pensioni minime a 1.000 euro. I due chef, Veltroni e
Berlusconi, hanno infatti a disposizione gli stessi ingredienti per aumentare
il vitalizio e sono entrambi consapevoli di avere un handicap di base: il
bilancio dello Stato che non gode di ottima salute. Per cominciare, il Pd ha
proposto di verificare ogni sei mesi e non ogni anno, come avviene adesso, i
cosiddetti sistemi di indicizzazione, che permettono di adeguare le buste paga
all'andamento dell'inflazione. Ma secondo il presidente della Bce, Jean-Calude
Trichet, una mossa simile favorirebbe "spirali prezzi-buste paga
destabilizzanti" per il sistema economico. La riduzione fiscale proposta
dal Pd è infatti sottoposta a meccanismi di bilancio definiti ancora
sommariamente. Si potrà cioè applicare, senza danneggiare le casse dello Stato,
solo in caso di una dinamica favorevole delle entrate fiscali e di una
valorizzazione del patrimonio pubblico che al momento stenta a decollare. Nello
stesso Pd, di fronte a queste incertezze, c'è chi chiede di evitare in ogni
modo di alzare ancora il debito pubblico, come la radicale Emma Bonino ora
nelle liste democratiche. Resta da chiarire se la proposta di Veltroni abbia
una copertura finanziaria reale - lo hanno interpellato su questo anche i suoi
ex alleati, come Enrico Boselli - o se si tratta di un annuncio elettorale.
Oppure, a voler ascoltare ciò che ha detto Berlusconi, se non si tratti di una
"scopiazzatura" delle idee promosse in passato da Forza Italia e dai
suoi alleati, che non tiene affatto conto della disponibilità di bilancio.
L'idea democratica poggia sui alcuni dati dell'Istat, che sono ancora in fase
di elaborazione. I tecnici del Pd sostengono di voler agganciare il vitalizio
all'indice del costo della vita per i pensionati. Sulla base di questa rappresentazione
della spesa reale, lo Stato distribuirà un assegno che ritiene congruo.
"Come tutte le altre nostre proposte - ha precisato ieri il vicesegretario
del Pd, Dario Franceschini - si tratta di un piano studiato e fattibile".
A Savino Pezzotta sembra invece di assistere alla fiera delle promesse. Forse,
non a torto.
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
DOPO IL NO DEL
SEGRETARIO DEL PD, E LA SUCCESSIVA ESCLUSIONE DI SILVIO DA PORTA A PORTA
Scontro sulla tv, Berlusconi accusa: la Rai è asservita [FIRMA]UGO MAGRI ROMA
Siamo già alle denunce penali. Di Pietro invita i suoi ex colleghi pm a
valutare se, su Alitalia, il
Cavaliere si comporta da delinquente. Ma pure Berlusconi non scherza. Addosso a
un Veltroni in apparenza nonviolento e gandhiano rovescia una sequela di
epiteti tra cui il più carino è "bugiardo mentitore". L'ira di Silvio
contro Walter ha origine nel caso "Porta a Porta", cioè nel veto dei
vertici Rai a una puntata di Vespa su Berlusconi, visto che il
segretario Pd è indisponibile a farne una anche lui. E' divampata una piccola
guerra orchestrata dal portavoce del Cavaliere, Bonaiuti. I rappresentanti Pdl
a viale Mazzini e nella Commissione di vigilanza hanno messo nel mirino il
tandem Petruccioli-Cappon, si ipotizza addirittura un ricorso al garante delle
comunicazioni (Ag Com). Ma le parole più esplosive sono uscite dalla bocca del
Capo. "La par condicio non c'entra nulla" protesta Berlusconi,
"Veltroni commette un atto di violenza inaccettabile", favorito dal
fatto che la Rai ("come tutte le istituzioni" dal Capo dello Stato in
giù) "è ancora in mano alla sinistra, la domina come vuole". Magari
fosse vero, sospira Bertinotti, "dio acceca Berlusconi perché vuole
perderlo". Ci risiamo coi bolscevichi, anche se stavolta il Cavaliere ha
l'attenuante della provocazione. Bettini, braccio destro veltroniano, l'ha paragonato
al razzista antisemita Le Pen, lui risponde con un polemico "grazie!"
e attacca: "Allora dirò che il Pd è l'ultima mimetizzazione dei comunisti
italiani". Non solo: candida "finti operai e finti precari". E
poi: "Veltroni mangia tutti i giorni a sbafo da una famiglia
diversa". La lingua ribatte sul solito dente: "Si sottrae al
programma tivù per disperazione". Infine: "E' stanco, lo capisco, a
furia di andare sul pullman con tutti quegli spifferi... Poi è pensionato, deve
stare attento". Veltroni finge di non udire gli insulti. Si trova in
Sicilia dove le piazze traboccano ma i sondaggi deludono (da mezzanotte scatta
il divieto di pubblicarli). Sta cercando di convincere i suoi elettori che, con
un piccolo sforzo supplementare, quantomeno il pareggio è a portata di mano.
Forse per renderlo più credibile, anticipa gli scenari che si aprirebbero in
quel caso, paesaggi nuovi e suggestivi. "Serve una fase costituente per le
riforme", argomenta il segretario Pd, "e può darsi che saremo
costretti ad accelerare i tempi perché, se alla fine di questa fiera ci saranno
3-4 seggi di differenza, voglio capire come si governa questo paese...".
Astutamente Walter esclude "governissimi" (lo accuserebbero
immediatamente di "inciucio"), però spande l'aroma di larghe intese.
Fassino non conferma e non smentisce, "valuteremo dopo il 14 aprile".
Grandi manovre in corso tra Pd e Sinistra arcobaleno. "Europa",
quotidiano ex Margherita, scrive che non sarebbe una disgrazia se in Emilia e
Toscana un po' di voti Pd confluissero su Bertinotti, permettendogli di
superare il quorum (8 per cento). L'interessato approva, "toglieremmo
seggi solo alla destra", e si allarga: "In Lombardia ne toglieremmo 3
al Pdl e uno solo al Pd". Ma neppure il Cavaliere resta con le mani in mano.
Gli hanno spiegato che il "voto disgiunto" (così si chiama nel gergo
tecnico) può convenire anche a lui. Ed eccolo suggerire una sorta di scambio:
"Se c'è qualcuno a cui piace Casini perché è un "bel fijeul", lo
voti alla Camera e non al Senato". Nel primo caso non rischia nulla,
perché secondo Euromedia research (unico istituto di cui si fida) alla Camera
conserva 8,6 punti di margine, e gli basta un solo voto in più per incassare il
premio. Dunque, chi è incerto sostenga pure i centristi. Purché
"rinsavisca" al Senato, dove in 4-5 Regioni la battaglia è
incertissima, e si rischia. Proposta indecente, secondo Casini. Che la liquida
come "una bufala".
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cv
Alital 10 75,309 73,628 cv B Ifis 09 100,320 99,766 cv Bco Popol 10 100,586
100,528 cv Beni Sta 11 92,796 92,291 cv BIM 15 90,773 90,224 cv Carige 13
114,323 114,876 cv Mi-A2a 09 115,239 114,416 cv SIAS 17 92,744 92,587 cv Snia
10 92,600 92,600 cv Vitt Ass 190,000 197,000 Telecom IT CV 10 109,859 109,888.
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Piazza Affari mette
a segno un bel balzo con il Mibtel +1,46% a 24.193 punti e l'S&P/Mib +1,24%
a quota 31.669. È stata un'ottima giornata per Impregilo (+18,99% a 3,34 euro)
dopo che il sostituto procuratore generale della Cassazione ha chiesto il
dissequestro di 500 milioni di euro, sul totale dei 750 milioni, di euro
congelati all'azienda nell'ambito dell'inchiesta napoletana sui rifiuti. Alitalia ha proseguito, sia pure a passo un po' più lento, il suo
recupero (+10,8% a 0,64 euro). Il settore finanziario si è accodato, a
distanza, a questi sprint individuali del mercato: così Unicredit ha guadagnato
l'1,53% a 4,24 euro, Bpm il 2% a 7,21 euro e Mediobanca l'1% a 13 euro.
In ascesa anche Mps (+1% a 2,85 euro), mentre ha chiuso in controtendenza il
Banco Popolare (-1% a 11,01 euro). Tra gli assicurativi hanno fatto bene poi
Unipol (+4,4% a 1,96 euro), inseguita da Fonsai (+1,7% a 26,5 euro); più
indietro Generali (+0,53% a 28,24 euro). Nelle Tlc poco mossa per Telecom
Italia (+0,22% a 1,35 euro) mentre ha fatto bene Fastweb (+1,7% a 19,55 euro);
in lieve rialzo Tiscali (+0,69% a 1,74 euro). Nel comparto industriale è
scivolata Pirelli (-3,54% a 0,70 euro); guadagni frazionali per Finmeccanica
(+0,61% a 21,34 euro).
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
No impressionanti. È
triste pensare che specie gli adolescenti e i giovani fanno sempre più uso di
svariati tipi di droghe, sempre più micidiali per la salute. È in pericolo il
futuro della nazione, direi il futuro psichico, perché la devastazione mentale,
fisica, psicologia che la droga causa è terribile! Chi si droga, cerca di
colmare la sua solitudine, frutto sovente di una vita senza ideali e motivi
veri per cui vivere. È urgente che la famiglia, la scuola, le Chiese, tutti
noi, affrontiamo questo problema con nuove forze educative, nuovi mezzi di
comunicazione e dialogo, per aiutare i giovani a scoprire il senso del valore
del bene, l'unica forza più forte della tentazione di drogarsi. Guai se si
ferma la lotta contro la droga: sarebbe il trionfo della morte sulla vita,
della disperazione sul futuro e la speranza. E i partiti, nei loro programmi,
che spazio di impegno si propongono per aiutare in modo efficace e costruttivo
le nuove generazioni a non morire di droga? La droga è uno dei massimi mali
moderni, non possiamo lavarci le mani come Pilato, occorre reagire con tutte le
forze ed energie, personali e collettive, per non distruggere la vita. DON
MARIO FORADINI La memoria di Bettini Goffredo Bettini, braccio destro di
Veltroni, ha accusato Berlusconi di essere l'unico leader europeo che si è
candidato cinque volte alla presidenza del Consiglio. Anzi, ha rincarato la
dose Bettini, l'unico che ha fatto come Berlusconi è stato il leader
dell'estrema destra francese Le Pen. Capisco che in campagna elettorale si
possano dire delle bugie, ma questa è una falsificazione clamorosa. Felipe
González, leader socialista spagnolo, si è candidato alla presidenza del
governo per sei volte (1979, 1982, 1986, 1990, 1994, 1996); Helmut Kohl si è
candidato alla cancelleria per sei volte (1976, 1983, 1987, 1990, 1994, 1998);
François Mitterrand si è candidato quattro volte alla presidenza della
Repubblica (1965, 1974, 1981, 1988) e una volta alla presidenza del Consiglio
(1967). Bettini dovrebbe dare una ripassata alle sue conoscenze politiche.
ANDREA RUINI, MODENA Una mancia ai pensionati Malgrado i miei sforzi, non
riesco a capire perché sia necessario elargire una mancia di due o trecento
euro a chi percepisce una pensione di cinquantamila. ADALBERTO MARCHIONI, PARMA
Riconoscenti alla Corea Grazie al blocco delle mozzarelle da parte della Corea,
anche le nostre autorità competenti e disattente hanno scoperto che il latte di
bufala contiene quantità eccessive di diossina ed hanno cominciato a
sequestrare partite contaminate e pronte per la commercializzazione. Già si
sentono le voci di coloro che, all'italiana, dicono "sì, abbiamo sforato i
limiti ammessi, ma solo di poco che diamine, e poi... teniamo
famiglia...". Anche noi consumatori teniamo famiglia e preferiremmo non
avvelenarla né poco né tanto. Meno male che i controlli li fa per noi la Corea
alle cui autorità va la nostra sentita riconoscenza. BRUNO STRICKER Il Tibet
non è come l'Iraq A commento della lettera del sig. Simonetta, vorrei fare un
paio di osservazioni: 1. Da quando è iniziata la guerra in Iraq c'è stata
un'infinità di manifestazioni di protesta, sia "popolari" che
ufficiali, contro l'intervento americano; dal 1949, anno dell'invasione cinese
del Tibet, mi risulta che questa sia la prima volta che succede. 2. Qualche
probabilità che gli americani, prima o poi, se ne vadano dall'Iraq c'è (anche
grazie alle prese di posizione della società americana); per quel che riguarda
il Tibet, dubito molto che i cinesi si tolgano mai di torno... Per finire, una
considerazione generale: perché, ogni volta che qualcuno si mobilita per
qualcosa, salta subito fuori qualcun altro che tira in ballo altri fatti analoghi
che, secondo lui, non sono stati trattati allo stesso modo? EGIDIO FRACCALVIERI
Speriamo solo nella buona sorte Sciorinare al vento i panni sporchi,
amplificando di fronte al mondo i nostri difetti a soli fini elettorali è,
innegabilmente, quanto di più stupido si possa fare. Dopo Alitalia, la monnezza e le mozzarelle di bufala contaminate, pare, dalla
medesima, presto sentiremo una parte politica incolpare l'altra perché è stata
rinvenuta anche nel latte materno una quantità di diossina superiore a quella
ritenuta ammissibile. E' auspicabile quindi che finisca al più presto
questa grottesca (ed inutile) campagna elettorale e che si consegni il Paese
"a chi di dovere" confidando solo in una generica quanto improbabile
buona sorte. GIULIANO GHISOLFO Non è questione di coraggio Quasi sempre, quando
un uomo politico affermava che quanto scritto da Augusto Minzolini su un certo
argomento non corrispondeva alla realtà, lui, sul giornale, invariabilmente
rispondeva: "Confermo integralmente quanto ho scritto". Ora che
Berlusconi smentisce quanto riportato dalla Stampa circa la cordata che
dovrebbe rilevare l'Alitalia, affermando che sono
soltanto supposizioni giornalistiche, voglio vedere se A.M., autore di quella
rivelazione, ha il coraggio di ribattere che quanto da lui scritto è tutto
vero. Io dubito che lo farà. LUIGI NOCERA Nelle tante dichiarazioni che l'on. Silvio
Berlusconi ha fatto ieri non c'è mai nessun riferimento esplicito al mio
articolo su La Stampa. Prendo, comunque, la sua lettera come spunto per
confermare, se ce ne fosse bisogno, che i virgolettati dell'on. Berlusconi
riportati nell'articolo in questione sono il contenuto del colloquio avuto con
lui la sera di mercoledì 26 marzo. Non si tratta di coraggio, ma della pura
verità. Del resto, visto il tono della sua lettera, preciso che non mi
scandalizzerei, ma semmai sarei contento se una cordata di imprenditori
italiani intervenisse in un'operazione di salvataggio dell'Alitalia
per salvaguardarne l'italianità. Era la stessa cosa che auspicava tra gli altri
Walter Veltroni - si faccia una cultura in materia - nel gennaio 2006. Questo è
il nocciolo della questione. \.
( da "Campanile, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Due dei quattro dei
nomi pubblicati in un articolo de La Stampa non commentano l'ipotesi di
un'offerta. Oggi nuovo vertice tra sindacati e AirFrance-Klm Fusione e
acquisizione. La grande "incomprensione" sul
caso-Alitalia, sembra proprio essere tutta qui. Era la fine della scorsa
settimana, quando il capo dell'opposizione Silvio Berlusconi, in piena
trattativa AirFrance-Klm e Alitalia, affermava di avere nel
cilindro una cordata tutta italiana, pronta a impedire la svendita della
compagnia di bandiera ai cugini francesi. Una cordata ? secondo un articolo
pubblicato ieri de La Stampa - composta da Ligresti, Mediobanca, Benetton e
Eni, che però, ieri hanno prontamente smentito. O meglio, due su quattro: Eni e
Mediobanca, che in una nota non commentano le voci secondo cui i due gruppi
sarebbero coinvolti in una cordata. Subito dopo lo stesso Berlusconi ha
spiegato ? prima di partecipare a un comizio a Viterbo ? di non aver mai fatto
nomi, definendo l'articolo de La Stampa solo frutto di "supposizione
giornalistiche". Ecco, torniamo alla differenza tra fusione e
acquisizione. Il guizzo della cordata italiana nasce tutto da qui. L'ex premier
ha spiegato che all'inizio credeva che il piano francese fosse una fusione come
avvenuto per Klm e non una svendita a un offerente scelto dal governo e non
certo per il piano presentato (ricordiamo che il primo piano dei transalpini,
quello bocciato all'incontro di venerdì scorso con i sindacati, prevedeva
all'incirca 7mila esuberi). "I francesi ? dice Berlusconi - sono i nostri
concorrenti. Pensavo che la trattativa in cui si è impegnato il governo
portasse a una fusione con AirFrance, tipo quello che è avvenuto con Klm.
pensavo che si creasse un polo franco-italiano, ma questa è una acquisizione e
basta e io non ci sto". Il malinteso offre l'opportunità al leader del Pd,
Walter Veltroni di attaccare ancora una volta le solite uscite del Cavaliere:
"Di quattro nomi annunciati da un uomo politico per la cordata due hanno
già smentito. Questo è un tema su cui non si possono inventare battute,
affermazioni non sostenute dalla realtà, perché pensate che difficoltà si può
creare sulla trattativa con le turbative di certe affermazioni". L'Italia
dei Valori, guidata dal ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, ha
fatto sapere che presenterà una denuncia alla Procura della Repubblica, per
accertare se vi siano gli estremi di reato nelle dichiarazioni di Silvio
Berlusconi sul caso Alitalia. "Se tali
dichiarazioni - prosegue Di Pietro - abbiano prodotto alterazioni o turbato il
mercato, visto che un giorno sì e l'altro pure, egli ha fatto credere che vi
fosse una cordata pronta a rilevare la compagnia di bandiera, prima che ci
fosse una proposta alternativa concreta e vera. Se vi siano stati, quindi -
conclude l'ex pm - reati di aggiotaggio e-o insider trading". Intanto, il
nucleo valutario della Guardia di Finanza sta raccogliendo tutte le
informazioni sulla trattativa legata alla vendita di Alitalia
e sulle dichiarazioni che di recente hanno contribuito a determinare sbalzi
rilevanti del titolo in Borsa. Tuttavia, al momento, la procura di Roma, che
dall'estate scorsa ha delegato alle Fiamme Gialle una serie di accertamenti
nell'ambito di un'inchiesta per aggiotaggio che conta tre indagati, si occupa
soltanto di una offerta (rivelatasi inesistente) da parte di Singapore
Airlines. Questa mattina, invece, per un po' le voci si metteranno da parte
perché i sindacati incontreranno di nuovo i vertici di AirFrance-Klm (senza il
presidente Spinetta, però), ai quali ieri sera è pervenuto il nuovo piano. Se
ci saranno gli adeguati correttivi su esuberi e "dehubbing" di
Malpensa, - fanno sapere fonti sindacali ? si continuerà a trattare, altrimenti
la trattativa "a oltranza" sbandierata proprio da Spinetta subirà una
brusca interruzione. (28-03-2008).
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Ha paura di uscire
di casa. Solita demagogia dei politici? Può darsi. Ma ieri, tra le casalinghe
del mercato di corso Svizzera e tra i residenti di via Cottolengo 25 o di
strada del Meisino 22, i protagonisti di un altro epico scontro elettorale,
quello del 2005 per aggiudicarsi la poltrona di presidente della giunta
regionale, Enzo Ghigo e Mercedes Bresso, hanno sperimentato gli effetti
dell'antipolitica e la strada difficile e impegnativa per superarla:
avvicinarsi ai cittadini e almeno cercare di ascoltare i loro problemi
quotidiani, dal cassonetto che non funziona alla veranda da costruire nel
circolo per anziani. Il senatore ed ex governatore del Piemonte ha fatto una
salutare immersione tra i drammi di chi sopravvive con poche centinaia di euro
al mese. Quello di ieri è stato anche l'esordio dei "banchetti
mobili" del Popolo della Libertà: camper affittati (
( da "Secolo XIX, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cordata
nel mirino La Procura di Roma e la Consob seguono da vicino il destino del
titolo Alitalia, dopo le dichiarazioni di
Berlusconi. Ed è polemica sulla sfida mancata in tv con Veltroni Roma. La
Commissione per la Borsa sta facendo "un attento monitoraggio" sul
titolo Alitalia. La Procura di Roma segue con
"attenzione" la vicenda. Fioccano le smentite dei presunti partecipanti alla
cordata sponsorizzata da Silvio Berlusconi. Fra il Cavaliere e Walter Veltroni
s'infiamma anche la polemica sul mancato faccia a faccia in tv. Bocconetti e
Lombardi >> 2 e
( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Perini:
"Così la Francia ci ruba turismo e affari" Laura Della Pasqua
l.dellapasqua@iltempo.it "Per il made in Italy sarà un colpo mortale. E
non parliamo del turismo. L'Italia sarà tagliata fuori dal circuito degli
investitori esteri che saranno dirottati da Air France, è proprio il caso di
dirlo, sul territorio francese". è un'analisi dura quella del presidente
delal Fiera di Milano Michele Perini che già sente incombere sulla Fiera il
pericolo delle altre esposizioni europee "indubbiamente avvantaggiate dal
ridimensionamento di Malpensa". Quali ripercussioni prevede per il made in
Italy? "Mi è bastato vedere i cartelloni pubblicitari di Air France
all'aeroporto di Parigi con scritto "Benvenuti nella capitale della moda e
del designer" per capire che i francesi già danno per acquisita
l'emarginazione dell'Italia dal mercato del bello e del gusto. è un messaggio
chiaro. Verrà utilizzata la politica della compagnia francese per portare
l'attenzione degli investitori e degli uomini d'affari stranieri su Parigi.
Vorrei ricordare inoltre che più del 70% delle multinazionali del nostro Paese
sono posizionate nell'aerea lombarda. Bisogna vedere quante continueranno a
investire in Italia". Ci sarà una penalizzazione anche per gli industriali
italiani? "è chiaro. Se per andare a Barcellona dovrò passare per Parigi
invece di avere un volo diretto da Malpensa, è evidente che spreco tempo. Per
chi viene dall'estero invece, se il primo aeroporto sarà Parigi o Francoforte è
evidente che lì si fermerà più volentieri e farà investimenti. Il che significa
per le imprese che desiderano organizzare una fiera preferire Parigi, Monaco o
Francoforte invece di Milano. Il primo requisito che un imprenditore chiede a
un Paese per investire è la qualità dei collegamenti. è evidente che se per
arrivare in Italia deve far scalo a Parigi si ferma lì. I danni riguarderanno
anche il turismo". In che modo il turismo sarà danneggiato? "Il
traffico busines molto spesso si trasforma in traffico turistico. Cioè si viene
a Milano per motivi d'affari e poi si prolunga il soggiorno nei luoghi
turistici di maggior richiamo per rilassarsi. ma se i collegamenti diventano
difficili non c'è relax. Non solo. La Francia, lo sappiamo bene, è uno dei
nostri competitor sul turismo. è evidente che tramite Air France, Parigi farà
di tutto per spostare l'asse del turismo dalle località italiane a quelle francesi.
Le grandi città d'arte si difendono da sole ma i picoli gioielli del patrimonio
artistico e culturale italiano rischiano di essere tagliate fuori dai grandi
tour turistici che hanno bisogno di collegamenti facili. Verranno privilegiate
le località più agevoli da raggiungere". Ma come mai si è arrivati a
questo punto? "Il governo ha voluto legare le sorti
dell'Alitalia a Malpensa facendo un grande errore. Per questo il presidente
della Regione Lombardia Roberto Formigoni aveva chiesto una moratoria di due
anni per Malpensa. Questo avrebbe consentito di avere tempo per trovare altri
vettori intenzionati a utilizzare Malpensa come un hub europeo. Ma il
governo Prodi ha detto di no. La situazione di Alitalia
è talmente grave che chiunque ne diventi azionista deve poter avere
l'opportunità di cambiare le regole senza veti esterni, da quelli politici a
quelli sindacali".
( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Maurizio
Basile lascerà l'incarico di amministratore ... Maurizio Basile lascerà
l'incarico di amministratore delegato e direttore generale di Aeroporti di Roma
il prossimo 16 aprile, in coincidenza con l'assemblea degli azionisti per
l'approvazione del bilancio 2007. Lo conferma la società spiegando, con un
comunicato, che il presidente Fabrizio Palenzona lo ha comunicato ieri al
consiglio di amministrazione. "La decisione, congiuntamente assunta e
concordata con l'azionista di controllo - spiega Adr - trova fondamento nel
definitivo superamento della situazione di stallo in cui Aeroporti di Roma era
venuta a trovarsi nel biennio 2004-2005, maturando un gap infrastrutturale e
competitivo che avrebbe potuto compromettere il naturale sviluppo dell'hub di
Fiumicino". Lo scalo romano, secondo le intenzioni di Air France-Klm, è
destinato a diventare l'unico hub italiano. Per questo sarebbero necessari
nuovi investimenti e un piano di sviluppo adeguato. Il consiglio di
amministrazione di Aeroporti di Roma aveva all'ordine del giorno anche
l'accordo per i servizi prestati ad Alitalia, un passaggio che il
progetto di Air France-Klm per l'acquisizione della compagnia italiana prevede
tra le condizioni da raggiungere entro il 31 marzo. Non era invece formalmente
all'ordine del giorno l'acquisizione da Alitalia di terreni
per
( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Filippo
Caleri f.caleri@iltempo.it AirOne l'unica compagnia ... Filippo Caleri
f.caleri@iltempo.it AirOne l'unica compagnia italiana che ha tentato, in tandem
con Intesa San Paolo, di entrare nella competizione per
aggiudicarsi Alitalia pensa già al suo futuro industriale. E questa volta senza
mettere in conto il possibile rientro in gioco sul dossier Alitalia, opportunità riemersa con il tentativo di Silvio Berlusconi di
mettere in pista una cordata alternativa ad Air France. Così ieri il
vettore aereo di Carlo Toto ha definito il suo piano commerciale che ha per
epicentro lo scalo di Malpensa, a corto di voli dopo lo spostamento di un
considerevole numero di collegamenti da parte della compagnia di via della
Magliana. Nei prossimi quattro mesi, in particolare, sette voli nazionali e
internazionali con il logo dell'airone partiranno dall'aeroporto lombardo. A
questi si aggiungeranno, a giugno, i primi due voli intercontinentali verso
Boston e Chicago. L'iniziativa è stata presentata in una conferenza stampa,
ieri, alla presenza del direttore generale di AirOne, Lino Bergonzi, il
presidente di Sea, Giuseppe Bonomi, e il presidente della Camera di Commercio,
Luigi Sangalli, oltre all'assessore ai trasporti della regione, Raffaele
Cattaneo. In proposito il dg di Airone ha spiegato che "questo è un
progetto che viene da lontano, lo abbiamo pensato nel 2007, ma è vero che i
fatti recenti, ovvero l'abbandono di Alitalia, hanno
dato un'accelerazione a questo importante progetto". Intanto non fa passi
avanti l'eventuale ritorno di AirOne nella gara per l'x compagnia di bandiera.
L'ipotesi di un possibile incontro trra Toto, e l'amministratore delegato di
Intesa Sanpaolo, Corrado Passera è stata smentita ieri ufficialmente.
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
COMIZI.SFIDA A
DISTANZA ALLE URNE Analisi Verso il voto per Comuni e Parlamento Piazzetta
davvero della Lega Si scontrano su Alitalia Il
Senatùr: Berlusconi può fare il miracolo Lei: buco senza fondo Già nominati i
2180 scrutatori e i 545 presidenti Campagna elettorale con tanti big: oggi
arriva Buttiglione F. M. ALESSANDRIA FRANCO MARCHIARO MASSIMO PUTZU ALESSANDRIA
La campagna elettorale si accende anche in provincia ed in particolare ieri con
la "calata" in città di due fra gli esponenti di spicco dei due
maggiori raggruppamenti politici italiani: Emma Bonino per il Partito
democratico e il senatùr, Umberto Bossi, per il Pdl. L'esponente radicale,
ministro al Commercio internazionale e capolista al Senato in Piemonte per il
Partito democratico, in mattinata ha incontrato i vertici del Distretto orafo
di Valenza, poi le associazioni di categoria del mondo produttivo alessandrino
sul tema "imprese più forti per competere meglio". Ha ricordato gli
impegni di programma del Pd sullo sviluppo di qualità e non poteva
"dimenticare" due problemi del momento: Alitalia e
mozzarella di bufala. "Credo - ha detto - che per Alitalia l'unica proposta seria sia quella di Air France, se c'è una
cordata italiana Berlusconi faccia il favore di presentare un'offerta al
governo". E: "Non si vende un gioiello di famiglia ma una roba che fa
acqua da tutte le parti, pozzo senza fondo che costa a tutti montagne di
soldi". Per la mozzarella: giusti i controlli e eventuali
provvedimenti se emergono problemi "ma senza cedere alla psicosi".
Dopo un pranzo elettorale ha partecipato con Parise, Pietrasanta, Marcenaro e
Brina ad un incontro sui temi dei diritti civili e umani, realpolitick e
democrazia. E parlando di diritti e democrazia non poteva mancare il caso
Tibet. Per la Bonino occorre battersi per fermare la repressione cinese
"ma nessun sabotaggio delle Olimpiade che non chiede neppure il Dalai
Lama". Si dice entusiasta del tour nella sua terra, il Piemonte, e
definisce importante la sfida per il Senato per non tornare allo stallo del
dopo elezioni 2006. Tardo pomeriggio invece con protagonista in piazzetta della
Lega Lombarda, un "ruspante" Umberto Bossi che è arrivato alle 18,55
ed è partito da Alessandria alle 19,45. Lo hanno accolto oltre 300 fedelissimi
con cori e striscioni da stadio: "Padania is not Italy" e "Bossi
santo subito, viva la Lega". Bossi che ha esordito: "Abbiamo fatto
Alessandria, la Lega Lombarda contro i nobili, e come allora siamo adesso uniti
al Nord contro il centralismo romano". Poi una carrellata sui temi
"caldi": la Cina ed il Tibet ("la globalizzazione tanto
decantata dalla sinistra che doveva farci tutti più ricchi, è finita e sono con
Tremonti, ci vogliono dazi doganali"; l'Alitalia
("la cordata italiana? Solo Berlusconi può fare il miracolo"); il
voto ("Ditemi che non tornerà Prodi, è stato così difficile farlo
cadere"; e ancora il federalismo fiscale, toccasana per i mali italiani e
la restituzione del tfr ai lavoratori. Oggi in città arriva Rocco Buttiglione,
alle 16 sarà nella sede dell'Udc in via Faà di Bruno, ricevuto dal presidente
provinciale Giovanni Barosini. A Valenza "La Destra" presenta
candidati e programmi al "San Rocco" con Mauro Tasso e Aldo
Rovito.Diciotto giorni all'appuntamento con le urne per le elezioni del 13 e 14
aprile e, a parte l'impegno delle diverse formazioni politiche, è già in pieno
svolgimento il lavoro degli uffici elettorali di tutti i Comuni e della
prefettura. Sono 545 i seggi in provincia - 93 ad Alessandria - e le
commissioni elettorali comunali hanno già provveduto alla nomina dei 2180
scrutatori. Nel capoluogo sono 372, più 20 che saranno utilizzati per i seggi
speciali. La scelta è stata fatta dalle commissioni attraverso gli elenchi
degli iscritti. "Pochi, almeno al momento, hanno rinunciato - dicono gli
addetti ai lavori -, non creano tra l'altro problemi in quanto, sempre grazie
agli elenchi, ci sono già i nomi delle eventuali riserve". Sono anche in
atto le nomine dei 545 presidenti di seggio. In provincia, a oggi sono 333.003
gli elettori (158.075 uomini e 174.938 femmine) per il Senato, mentre per la
Camera sono 353.791 (168.712 uomini e 185.079 donne). Ad Alessandria per il
Senato gli elettori sono 68.501 (31.818 uomini e 36.683 donne), per la Camera
72.859 (34.052 uomini e 38.807 donne). La campagna elettorale è complessivamente
sotto tono malgrado l' arrivo di vari big: da Walter Veltroni a Massimo D'Alema
e Emma Bonino per il Pd, Umberto Bossi per la Lega Nord, Francesco Storace per
La Destra e oggi Rocco Buttiglione per l'Udc. Forse più interesse si registra tra
le poche migliaia di elettori dei cinque Comuni - Fubine, Montaldo Bormida,
Francavilla Bisio, Molino dei Torti e Malvicino (poco più grande di un
condominio) dove si devono anche eleggere i sindaci e i Consigli comunali. A
parte Fubine, dove le liste sono tre ed una è di Rifondazione comunista, i
candidati si presentano senza precise connotazioni politiche sotto simboli
vari. A Malvicino un'unica lista, negli altre tre paesi sono due. Questa sera a
Fubine, alle 21 nella Casa del popolo, per An, Polo della Libertà e Lega Nord,
interventi di Piercarlo Fabbio, Ugo Cavallera, Franco Stradella, Tino Rossi,
Rossana Boldi e Marco Botta.
( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Fabrizio
dell'Orefice f.dellorefice@iltempo.it Da anni ... Fabrizio dell'Orefice
f.dellorefice@iltempo.it Da anni guarda come ci guardano. Studia la nostra
immagine all'estero. Come siamo visti, come siamo percepiti. Da qualche giorno
ha finito uno studio dal titolo emblematico: "The world's eyes on the
Italy's troubles", gli occhi del mondo guardano i guai dell'Italia.
Germano Dottori, docente di sicurezza internazionale presso la Link-Campus
dell'Università di Malta a Roma e cultore di studi strategici presso la
Luiss-Guido Carli di Roma, descrive l'escalation di attenzione della stampa
estera negli ultimi mesi sui guai italiani. Dall'ormai celebre articolo di Ian
Fisher sul New York Times sull'"infelicità Italia" alla copertina di
Newsweek sulla monnezza partenopea. E sentenzia: "La pagheremo, ci farà
soffrire". Professore, come ci vede la stampa estera? "Negli ultimi
sei-sette mesi si è registrato un fenomeno nuovo. Una crescente attenzione
della stampa estera sul declino italiano. Insomma, non è più un dibattito
italo-italiano, come si usa dire in gergo, ma è diventato un dibattito
internazionale". Esiste un caso Italia? "Esiste un dibattito Italia.
Ovviamente è tutto in negativo. E questa è una novità. Che va di pari passo con
un'altra". Quale? "Che c'è una straordinaria consonanza tra quanto
scrivono i giornali esteri dell'Italia e quanto gli italiani pensano di loro
stessi". In che senso, scusi? "Non è la prima volta che ci sono
reportage sull'Italia. Li leggevamo e dicevamo: forse è vero, ma almeno viviamo
bene. Ma prendiamo proprio il reportage di Ian Fisher. Per la prima volta non
solo non si parla di Bel Paese. Ma si parla degli italiani che stanno male. E
per giunta gli italiani si ritrovano anche in questi commenti". Ma quanto
contano questi articoli della stampa estera? Noi diamo sempre grande spazio,
negli altri Paese nessuno se ne frega alcunchè di un dossier della stampa
italiana su di loro. "Sono problemi diversi. In noi prevale il desiderio
della "bella figura". è un concetto che non esiste in inglese, non è
traducibile. è tutto italiano. Ed è la voglia di fare le cose per bene, di
essere accettati, di essere legittimati, di migliorati. In secundis c'è una
questione di peso geopolitico. E, infine, un articolo sul Financial Times o sul
New York Times è in inglese e dunque letto da tutto il mondo. Un reportage in
italiano lo capiamo solo noi". Secondo lei perché c'è questa attenzione
crescente sull'Italia? "Anche qui i motivi sono vari. Anzitutto va detto
che l'Italia negli ultimi 10, 15 anni, indipendentemente dai governi, ha
assunto ruoli sempre crescenti. Penso alla partecipazione alle missioni
militari internazionali". E poi? "Poi ci sono fattori regionali. Per
esempio mentre la stampa americana è obiettiva e descrive i guai italiani con
disappunto, quella inglese quasi si compiace ricordando come l'Italia superò la
Gran Bretagna e, dunque, ricorda l'attuale sorpasso spagnolo ai nostri danni. E
quella spagnola ha riportato parola per parola quanto accaduto in Senato in
occasione della caduta del governo Prodi". E tutto ciò che effetti può
avere sulla nostra immagine? "Devastanti. Il caso della mozzarella per
esempio avrà conseguenze gravi, ci farà soffrire". Ma la stampa estera non
ha infierito... "Aspetti, aspetti qualche giorno". E che cosa
succederà? "I danni li pagheremo nei prossimi due anni. E ci sarà un
effetto enorme perché all'estero non si fa molta differenza tra mozzarella
campana, formaggi emiliani o altro. è sempre un prodotto italiano". Sarà
una brutta botta per il made in Italy? "Enorme. Per ora incalcolabile, ma
certamente di grandi dimensioni. In generale l'immagine è di un Paese in
affanno. E penso che abbia effetti anche sulla trattativa Alitalia perché nel mondo finanziario è chiaro che si tratta con chi non
ce la fa". E come se ne esce? "Riprendendo una politica delle
ambizioni. Realizzando grandi opere, completando la Tav, realizzando il Ponte
sullo Stretto...".
( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Solo passi
indietro per la cordata italiana Un coro di smentite alle indiscrezioni sui
soggetti che sarebbero coinvolti in una cordata italiana per l'acquisizione di Alitalia. In un colloquio a "La Stampa", il
candidato premier del Pdl Silvio Berlusconi aveva rivelato che "i nomi che
nomi che avevano confidato il loro interessamento comprendevano Ligresti,
Benetton. Poi naturalmente Mediobanca. E ce ne sono molti altri come l'Eni che
ha tante risorse, che può partecipare direttamente all'operazione e che ha un
grande interesse in questa vicenda". Un appello che ha messo in moto la
catena delle precisazioni. Mediobanca ha fatto sapere che non ha allo studio
alcuna ipotesi di cordata nè di ingresso nel capitale di Alitalia. "No comment" dal gruppo guidato da Salvatore Ligresti
e dalla holding della famiglia Benetton mentre l'Eni, ha affermato l0ad Paolo
Scaroni, "non ha oggi in agenda" il dossier Alitalia. Il top
manager ha comunque aggiunto che "da cittadino italiano, penso
sinceramente che l'ideale sarebbe che Alitalia rimanesse
fortemente radicata nel nostro paese". Spiritosa la battuta dell'ad
di Enel Fulvio Conti: "Io, di Alitalia - ha detto
rispondendo ai giornalisti - compro i biglietti". Nella mattinata di ieri,
lo stesso leader del Pdl ha poi smentito: "I nomi che sono apparsi sui
giornali - ha detto Berlusconi - sono indiscrezioni o supposizioni da parte
giornalistica". E, in una nota, ha tenuto a precisare: "Il mio, naturalmente,
non è stato un appello generico e vuoto, ma un tentativo serio e generoso di
trovare una soluzione ad un problema complesso e complicato. Perciò dopo
l'appello ho fatto verificare a dei consulenti di grande livello la possibilità
di realizzare quella che è stata impropriamente definita una cordata. E cioè
come, quando e a quali condizioni gli eventuali partecipanti avrebbero dovuto o
potuto manifestare il loro consenso e la loro adesione".
( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Consob in
campo Titolo preda dei piccoli speculatori Giovanni Lombardo
g.lombardo@iltempo.it Il titolo Alitalia terreno di conquista di piccoli speculatori. Ne è convinta la
Consob che ha messo in atto un "attento monitoraggio" della
situazione e ha effettuato quelli che ambienti della Commissione definiscono
"interventi di competenza". Da mesi il presidente dell'Authority,
Lamberto Cardia, chiede di limitare le esternazioni sul futuro della compagnia
perché non fanno altro che soffiare sul fuoco delle speculazioni in
Borsa. Adesso la Consob passa all'apertura di un vero e proprio dossier. La
situazione, infatti, è diventata insostenibile dopo le ultime sedute
sull'ottovolante, che hanno visto in pochi giorni il titolo crollare verso
quota 10 centesimi (l'offerta di Air France) per poi risalire sopra 0,6 euro.
Ieri un'altra seduta a singhiozzo a Piazza Affari: le azioni della compagnia
hanno chiuso sui massimi di seduta con un balzo del 10,8% a quota 0,64 euro,
nonostante le ripetute sospensioni per eccesso di rialzo e soprattutto,
nonostante le smentite arrivate da coloro che erano stati indicati da alcuni
organi di stampa come possibili componenti della cordata italiana (Eni,
Mediobanca, Benetton, Ligresti). Fonti vicine alla Commissione spiegano che a
movimentare il titolo sono soprattutto i trader d'assalto che ad ogni piccola
voce sulla situazione di Alitalia colgono l'occasione
per acquistare e vendere sul mercato. Il rischio è che queste operazioni
possano macchiarsi del reato di insider trading (abuso di informazioni
privilegiate) o di aggiotaggio (manipolazione del mercato). Per questo motivo
anche la Procura di Roma sta seguendo le evoluzioni della vicenda Alitalia.
( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Presidente
Mondello, il Paese è a un punto di svolta. Quali ... Presidente Mondello, il
Paese è a un punto di svolta. Quali sono le priorità per farlo ripartire? Le
infrastrutture, attese per troppo tempo, l'esigenza di colmare il divario tra
il Nord e il Sud, le liberalizzazioni, una burocrazia che ora è un vincolo ma
può essere una risorsa e una politica economica che aiuti la crescita della
domanda. Siamo di fronte a scelte coraggiose e impopolari ma non più
rinviabili. Dunque le infrastrutture... è un problema che riguarda tutto il
Paese, bisogna agire rapidamente e con una logica di lungo periodo. Non cito
dati ma siamo in ritardo nei confronti del resto d'Europa per rete autostradale
e per la dotazione di rete ferroviaria. Inoltre le nostre infrastrutture
costano molto di più di quelle che si realizzano in Francia e in Germania.
Faccio un esempio: in Italia abbiamo
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Rimbalza
Seat, exploit di Geox MILANO - Piazza Affari chiude una seduta positiva ma
sotto i massimi, causa avvio incerto di Wall Street per la crisi finanziaria.
L'indice S&p/Mib guadagna l'1,24%, il Mibtel l'1,46%, con volumi
complessivi attorno a 4,5 miliardi di euro. Rimbalza Seat, +3,4% dopo i crolli
recenti legati all'incertezza sulle prospettive del gruppo e sulla redditività
futura. Bene per il secondo giorno Unipol (+4,5%), sempre per l'annuncio della
maxi cedola che ha portato il rendimento del titolo oltre il 20%. Rimbalzo
tecnico anche per Snam Rete Gas (+4,3%). In controtendenza Pirelli (?3,5%), che
dopo un bilancio in linea con le attese ha incassato la promozione di Deutsche
Bank. Tra i titoli minori, forti rialzi per Stefanel dopo i
conti della vigilia; su anche Ciccolella e Isagro. Geox balza di oltre il 7%
beneficiando del suo prossimo ingresso nell'indice S&p/Mib (a partire dalla
chiusura del mercato odierno) al posto di Alitalia.
( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Il Cavaliere:
gli elettori di Casini votino per il Pdl al Senato Berlusconi bracca l'Udc
Silvio Berlusconi è certo di ottenere una maggioranza di 28-30 parlamentari al
Senato, ma non vuole correre rischi e lancia un appello al "voto
utile". Il Cavaliere invita gli elettori dell'Udc a
non disperdere i consensi del Centrodestra per non avvantaggiare il Pd. Intanto
il caso Alitalia infiamma la campagna elettorale. Air France presenta il nuovo
piano ai sindacati mentre alcuni imprenditori smentiscono l'ingresso nella
cordata italiana. Caleri, Della Pasqua e Lombardo alle pag. 2, 3 e 6.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
He sdegnano la
cronaca nera, certamente per la gente comune. La quale trova inquietante e
incomprensibile che siano trascorse cinque ore, prima di scoprire il cadavere
della povera donna, chiuso nel bagagliaio dell'auto nel garage di casa.
Inquietante e incomprensibile quanto la spiegazione fornita dal magistrato
inquirente: il pattugliamento delle vie di comunicazione, nell'ipotesi di un
sequestro di persona, aveva la precedenza sul controllo dell'auto. Ricorda quel
tale presidente americano che aveva difficoltà a compiere, nello stesso tempo,
due azioni diverse come camminare e pensare. Si può solo sperare che il
questore di Nuoro sia nel vero quando afferma, precedendo l'autopsia, che la
sventurata è morta prima di essere chiusa nel bagagliaio. In caso contrario,
avrebbe avuto tutto il tempo di morire prima che ci si decidesse ad aprire il
bagagliaio. Comunque quanto basta per suscitare allarme sociale e sfiducia
nello Stato. Entrambi giustificati. Cose che succedono perché non si muove
foglia che il magistrato inquirente non voglia e disponga nei limiti delle sue
capacità, che sono quelle che sono. Ai professionisti delle indagini non pare
vero che sia un giudice a portare il fardello della responsabilità per errori e
omissioni. Lieve fardello, per un giudice "soggetto soltanto alla
legge". Cioè a nessuno. Davvero, da quando le indagini le dirigono i PM le
cose vanno meglio. Per i criminali. - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ELENA COMELLI ?
MILANO ? UN'OFFERTA "impegnativa" per l'acquisizione
di Alitalia da parte di un gruppo di imprenditori italiani si potrebbe già
consolidare "entro tre-quattro settimane". Silvio Berlusconi insiste,
ripetendo che per la soluzione della vicenda Alitalia "o
si torna alla situazione iniziale della trattativa, ovvero a un conglomerato
che metta insieme, sullo stesso piano, Air France-Klm-Alitalia,
e questo ci va bene, oppure se si chiude la trattativa con Air France
sicuramente si farà avanti un gruppo di imprenditori italiani". A
provocare una vera e propria bufera, però, ieri sono state le indiscrezioni,
pubblicate da un quotidiano, che attribuivano a Berlusconi nomi di grosso
calibro interessati alla partita: "Sono solo indiscrezioni o supposizioni
da parte giornalistica". Durissime le reazioni. Da Veltroni (sulla vicenda
Alitalia Berlusconi ha dato vita a una sarabanda di
dichiarazioni, il leader del Pdl sta "giocando a dadi" sulla
compagnia di bandiera dimostrando un comportamento che non è serio) a Di Pietro
che ha preannunciato una denuncia contro il Cavaliere per aggiotaggio e insider
trading. SLITTA INTANTO a lunedì la prossima tappa del negoziato tra Alitalia, Air France-Klm e i sindacati, che riceveranno oggi
il piano "ritoccato" promesso da Jean-Cyril Spinetta, nuova base per
la trattativa. Mentre oggi il cda Alitalia dovrebbe
prorogare i tempi del confronto oltre la scadenza prevista del 31 marzo.
Riguardo ai tempi dell'eventuale offerta italiana, invece, è intervenuto ieri
Bruno Ermolli, il consulente storico del leader del Pdl, che ha ricevuto
l'incarico di mettere insieme la cordata: "Non basteranno pochi
giorni", ma soprattutto "dovrà esaurirsi la trattativa con Air
France", che per ora si svolge a titolo esclusivo e quindi non consente
interferenze. Sui nomi degli interessati, anticipati da indiscrezioni di
stampa, continuano però a piovere le smentite: dall'Eni a Mediobanca, dalla
famiglia Benetton al gruppo Ligresti. La Consob ha chiesto alle società coinvolte
di dare informazioni ufficiali al mercato e le società hanno subito ubbidito.
Per l'ad Paolo Scaroni "Alitalia non è oggi
nell'agenda di Eni". Mediobanca chiarisce che "non ha avviato né
partecipa ad alcuna iniziativa volta a promuovere offerte per rilevare Alitalia o per intervenire nel suo capitale". Ragione,
società di Gilberto Benetton, indica "di non aver avviato iniziative
finalizzate alla presentazione di un'offerta, anche in cordata". Salvatore
Ligresti si associa alle prese di distanza, ma segue gli sviluppi
dell'operazione con attenzione e "auspica una rapida e soddisfacente
soluzione, preferibilmente italiana". Tema delicatissimo, quello della
privatizzazione di Alitalia, per la complicata vicenda
societaria, ma anche per l'impatto di notizie e indiscrezioni sull'andamento
del titolo in Borsa, da tempo controllato con particolare attenzione dalla
Consob che in passato ha anche scritto più di una volta al governo, sia con il
centrodestra che con il centrosinistra, per invitare ad una maggiore cautela
nelle dichiarazioni dei ministri. Anche la Procura di Roma sta seguendo
l'evoluzione del caso. A PIAZZA AFFARI la notizia di un possibile interesse per
Alitalia non sembra aver avuto alcun effetto sui
titoli di Eni, Mediobanca, Fondiaria Sai della famiglia Ligresti e delle
società controllate dai Benetton. Non torna invece a un andamento regolare il
titolo di Alitalia: ancora molto sostenuti gli
acquisti (+10,86% in chiusura a 0,64 euro), tra le continue sospensioni che già
nelle quattro sedute precedenti hanno accompagnato un recupero del 110% dopo il
crollo seguito all'offerta di Air France. - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
IL VETTORE SMENTISCE
CONTATTI FRA IL PRESIDENTE E L'AD DI INTESA SANPAOLO "Nessun incontro
Toto-Passera" AirOne scommette su Malpensa di CORRADO DRAGOTTO ? MILANO ?
"NO COMMENT" sulla cordata alternativa ad Air France messa in campo
da Silvio Berlusconi e smentita dell'incontro tra il presidente Carlo Toto e
l'ad di Intesa Sanpaolo accreditato da fonti sindacali. AirOne, che non s'è mai
rassegnata a deporre nel cassetto dei sogni l'acquisto di Alitalia
e continua ad approfondire il dossier aperto sui conti della compagnia di
bandiera, ieri ha preferito tenersi le mille miglia lontana dalle rotte ad alta
turbolenza battute da politica e finanza nei cieli sopra Via Magliana.
"Non sono in grado di commentare le parole del Cavaliere", ha
scandito, infatti, il direttore marketing di AirOne, Giorgio De Roni. Di
zittire le voci sul presunto colloquio fra Toto e Passera s'è incaricato,
invece, il portavoce della società con la seguente dichiarazione: "Questo
faccia a faccia non figura né in corso né in programma". E, TUTTAVIA, la
maggiore compagnia privata del Paese ha ufficializzato, alla presenza del suo
direttore generale Lino Bergonzi, dello stesso De Roni, del presidente e ad di
Sea Giuseppe Bonomi, del numero uno di Confcommercio Carlo Sangalli e
dell'assessore regionale ai Trasporti Raffaele Cattaneo, l'attivazione graduale
(dal 1° aprile al 14 giugno) di voli che incominciano a colmare gli spazi
sguarniti da Alitalia presso l'hub della brughiera. Si
tratta di cinque collegamenti nazionali (Roma, Napoli, Palermo, Bari e Lamezia
Terme), di quattro internazionali (Bruxelles, Salonicco, Atene e Berlino) e di
due intercontinentali (Boston e Chicago). "Puntiamo a diventare il principale
vettore di Malpensa", non si sono nascosti dietro un dito i manager di
AirOne. Garantendo, però, che i piani della compagnia, per altro solo
accelerati dal profondo rosso di Via della Magliana e dal progetto di
sopravvivenza delineato da Maurizio Prato (ma non per Malpensa né per i 900
dipendenti di Sea, dal 30 marzo in cassa integrazione a rotazione) si svilupperanno indipendentemente dalla partita in atto su Alitalia. L'ULTIMA MOSSA di Toto non pare, però, da scacco matto per Sea.
Nel senso che Bonomi, pur apprezzando l'iniziativa assunta da AirOne, comunque
capace di coprire quasi 400 frequenze 'rottamate' da Alitalia, non se
la sente di legare la sua società al futuro del vettore privato.
"L'investimento che AirOne ha deciso di fare su Malpensa rappresenta un
ottimo segnale ? ha argomentato il numero uno di Sea ? Pensiamo di
intraprendere con questa, come con altre compagnie, una partnership".
Quanto alla tregua fra Sea e Alitalia, auspicata, tra
gli altri da Romano Prodi, che ha chiesto al sindaco Letizia Moratti di
neutralizzare l'azione risarcitoria da 1,2 miliardi di euro già scattata,
Bonomi ripete: "Non abbiamo intenzione di ritirare la causa. Solo qualche
novità positiva per Malpensa potrebbe cambiare la situazione". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
AZIENDE IL CDA
EVIDENZIA UNA BUONA PERFORMANCE ANCHE SE LE PROSPETTIVE SONO SEVERE Elica
guadagna in un mercato che langue dall'inviato ALFREDO QUARTA ? MILANO ? LA
RECESSIONE è dietro l'angolo e il sistema imprenditoriale cerca di adeguarsi.
Numeri alla mano anche il gruppo Elica di Fabriano (leader mondiale per la
realizzazione di cappe aspiranti per cucina) guarda a quest'anno con
preoccupazione. Un timore che arriva anche dopo la conferma di ieri, da parte
del cda dell'azienda, dei dati del 2007 che avevano portato Elica a traguardi
di tutto rispetto: un fatturato del 7% superiore a quello dell'anno precedente,
segno più per gli utili con il 13,8% e una posizione finanziaria netta di 3,3
milioni di euro. Tutto questo davanti a una crescita del mercato mondiale del
"solo" 2,9%. Davanti a questo scenario la musica quindi cambia. E lo
rimarca lo stesso amministratore delegato Andrea Sasso analizzando la
situazione del mercato mondiale: "Spagna, Inghilterra, America del sud,
Europa dell'Est ? spiega ? sono i mercati che fanno ancora registrare delle
buone performance, mentre negli Stati Uniti si assiste a un vero e proprio
crollo e in Italia la crescita è pari allo zero. Nel nostro piano industriale
triennale 2008-2010 ci eravamo tenuti già bassi pensando a una crescita tra il
2-3%, mentre nella realtà i primi mesi di quest'anno sono ancor più negativi.
In Italia? La crescita sarà ancora più negativa per il nostro settore".
Non c'è dunque da meravigliarsi della recente decisione di porre 300 operai in
cassa integrazione, "un'operazione condivisa coi sindacati ? sottolinea
Sasso ? che ci consente di non incorrere in decisioni più gravi e questo è
quello che ci interessa". Elica rispetto ai dati del mercato mondiale
certamente non potrà confermare il più 7% del 2007 ma confida di risalire la
china e mantenersi sopra il 2% Come? Continuando a investire nonostante la
crisi. E per un marchio che ha fatto del design il suo fiore all'occhiello non
poteva mancare uno show room (realizzato dall'architetto Riccardo Diotallevi) a
Milano in zona Brera. E parlando di made in Italy e di
orgoglio italiano è stato inevitabile un accenno alla vicenda Alitalia che vede Francesco Casoli (presidente esecutivo di Elica) tra
quelli che hanno risposto presente all'appello di Silvio Berlusconi: "Alla
luce della posizione assunta da alcuni imprenditori italiani - spiega Casoli -
oggi posso dire che Air France ha cambiato rotta. Io e altri lo abbiamo
fatto per cercare di salvaguardare un bene degli italiani. Basta pensare che
nelle Marche io ho investito 860mila euro nell'aeroporto senza guadagnarci un
centesimo". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
FINCANTIERI IL
PRESIDENTE TIENE A BATTESIMO LA 'VENTURA'. L'AD BONO: "SERVONO CAPITALI
PER BATTERE I COREANI" Napolitano vara la regina delle navi da crociera
dall'inviato MARCO SASSANO ? TRIESTE ? IL PRESIDENTE della Repubblica in visita
al Friuli Venezia-Giulia dedica la sua prima giornata a festeggiare i cento
anni dei cantieri navali di Monfalcone e a visitare alcuni centri di eccellenza
della ricerca scientifica triestina. Nel cantiere Napolitano ascolta la
relazione dell'amministratore delegato della Fincantieri, Giuseppe Bono, sul
momento particolare che sta attraversando la grande azienza che ha acquisito la
leadership mondiale nella costruzione di navi da crociera, ma che vede emergere
la concorrenza della Corea, recentemente entrata nel gruppo cantieristico
norvegese "Aker Yards" con una quota del 39,2 per cento. Per
fronteggiarla la Fincantieri ha bisogno di forti iniezioni di nuovi capitali.
QUANDO BONO finisce il suo intervento, vi è il varo "virtuale" della
più grande nave da crociera mai costruita da un cantiere italiano, la
"Ventura" da 116.000 tonnellate, che è già in acqua. A tagliare il
nastro, lanciando la tradizionale bottiglia di spumante è la signora Nora
Cosulich Rossetti, la nipote di Callisto, uno dei due fratelli che un secolo fa
fondarono il cantiere. La "Ventura" sarà consegnata domani
all'armatore P&O della "Carnival". Ad assistere alla cerimonia le
maestranze del cantiere con in testa il casco bianco. Napolitano si è loro
rivolto, dicendo: "Saluto la grande esperienza produttiva e costruttiva
del cantiere navale di Monfalcone. Esprimo il mio alto apprezzamento per
l'impegno con cui Fincantieri sta affrontando e affronterà la difficile sfida
della competizione in un mondo globale". Più tardi, visitando la mostra
sui 100 anni dalla fondazione, il Capo dello Stato si è fermato ad osservare il
modello in scala del transatlantico "Giulio Cesare", costriuito nel
1951, e ha voluto insistere sul fatto che la società cantieristica italiana
"è una grande realtà pubblica che avrà bisogno anche di trovare un po' di
quattrini nel privato: qui la maggiore preoccupazione appare la sfida della
competizione che si è fatta aspra e si farà sempre più aspra in un mondo che è
cambiato". I cronisti gli hanno chiesto quale fosse, al momento, la sua preoccupazione
maggiore e il presidente ha risposto: "Le preoccupazioni per l'Italia e
per il suo sistema produttivo non mancano, ma adesso non posso fare un
elenco...". A chi ha insistito per avere un commento sulla vicenda dell'Alitalia, ha seccamente risposto: "Non intendo dire neppure mezza
parola". A GORIZIA il Presidente aveva aperto la sua visita incontrando i
rappresentanti dell'Associazione dei familiari delle vittime dell'amianto che
gli hanno chiesto "un impegno perché siano attivati tutti gli strumenti
per sbloccare la situazione giudiziaria per i procedimenti in atto".
Il responsabile dell'Associazione, Davide Bottegaro, ha ricordato "la
tragedia di centinaia di famiglie che aspettano ancora giustizia" per i
loro congiunti morti per malattie riconducibili all'esposizione all'amianto: da
anni davanti al Tribunale di Gorizia giacciono un migliaio di procedimenti,
solo 13 sono arrivati a dibattimento e nessuno a sentenza. "Il Presidente
? ha spiegato Bottegaro ? si è dimostrato molto sensibile e ha assicurato che
ne parlerà con il Procuratore Generale presso la Corte d'Appello Beniamino
Deidda e, una volta a Roma, con il vicepresidente del Consiglio Superiore della
Magistratura, Nicola Mancino". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
GEOX Festeggia per
S&P/Mib Geox brinda al passaggio dal paniere dell'indice Midex a quello
dello allo S&P/Mib, che decorrerà da lunedi prossimo 31 marzo, dove
sostituirà Alitalia. Il titolo del gruppo veneto, noto
per la "scarpa che respira", ieri è così cresciuto del 7,5%. - -->.
( da "Nazione, La (Nazionale)" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
CORDATE MISTERIOSE
Consob e procura fanno rotta su Alitalia Ecco i nomi
attribuiti a Berlusconi Tutti smentiscono, lui pure: "Solo ipotesi".
Mercato in tilt, si indaga - -->.
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
VERSO IL VOTO. IERI SERA A DOMODOSSOLA IL LEADER DELLA LEGA Bossi: "Alitalia e Malpensa importanti anche per il Vco" "Alitalia è importante anche per il Verbano Cusio Ossola, per la sua
vicinanza a Malpensa. Questo aeroporto è fatto e quindi nessuno lo tocca.
Occorrerà solo trovare una compagnia interessata all'acquisto di Alitalia ed in Europa ce ne sono, non c'è solo Air France".
Così Umberto Bossi ieri sera Domodossola per la campagna elettorale, applaudito
a Teatro galletti da oltre 250 persone assieme ai candidati Roberto Cota e
Enrico Montani, accolti dal sindaco Marinello. Ricco di appuntamenti, anche
oggi, il carnet preelettorale dei partiti nel Vco. Lunga la lista degli impegni
del Pd con i suoi militanti impegnati nei banchetti di propaganda dalle 8 alle
12: in piazza Mercato a Stresa, a Cannero Riviera e al mercato di Pallanza.
Alle 20, cene elettorali: al ristorante Sant'Antonio a San Bernardino Verbano
con Enrico Borghi; al ristorante Continental di Crevoladossola ; al ristorante
CiCin a Casale corte Cerro con Alessandra Gebbia, Marco Travaglini e Gianni
Desanti. Alle 21, Aldo Reschigna e Giovanna Agosti saranno alla Sala multiuso
di Cannero. I militanti della Sinistra Arcobaleno saranno al mattino, dalle 9
alle 12 al mercato di Pallanza e per le vie di Domodossola. Alle 21,
all'Ipercoop di Crevoladossola, incontro con Dino Tibaldi e Dina Albertina
Balsamo. Interverrà anche Ciro Massimo Argentino, operaio della Thyssen di
Torino candidato alla Camera. I candidati del Pdl, Valter Zanetta, Valerio
Cattaneo e Marco Zacchera saranno questa mattina ai mercati di Stresa e di
Pallanza; nel pomeriggio interverranno a Belgirate, Brovello Carpugnino e
Gignese. \.
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Mediobanca, Eni e
Benetton "non interessati". Ligresti "informato". A Scaroni piacerebbe se non andasse agli stranieri Battaglia
sulla cordata italiana Alitalia, si muovono Procura e Consob. Veltroni: Berlusconi turba la
trattativa Toni accesi sulla cordata italiana per Alitalia.
Smentiscono l'interessamento Mediobanca, Benetton ed Eni, anche se per Scaroni,
amministratore delegato dell'Eni, "ideale sarebbe se Alitalia restasse in mani italiane". Berlusconi insiste: la
cordata c'è. Dopo il colloquio con il Cavaliere apparso ieri su "La
Stampa", la Consob ha imposto a quattro aziende quotate una risposta
scritta alle sue affermazioni. Sul caso Alitalia si è mossa
anche la Procura di Roma. Durissimo il leader del Partito Democratico Walter
Veltroni: Berlusconi turba la trattativa con Air France. ALLE PAG. 2 E 3.
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Hanno
detto Berlusconi gioca a dadi sul tavolo della campagna elettorale coi destini
dei lavoratori I piloti di Alitalia in esubero
sono circa la metà di quelli affermati da Air France Ci vuole un piano
industriale che guardi al futuro e da cui ricavare le indicazioni
sull'occupazione Walter Veltroni Luigi Angeletti Cesare Damiano.
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
[FIRMA]ALESSANDRO
BARBERA ROMA Alle 18.10, stavolta a mercati rigorosamente chiusi, Silvio
Berlusconi scrive una nota di quelle che di solito faceva da presidente del
Consiglio. "Per trovare un'alternativa ad Air France-Klm per Alitalia c'è tutto il tempo di condurre in porto i contatti
avviati dai consulenti e nessuno è autorizzato a scambiarli come decisioni già
assunte o peggio manifestate". Di Eni, Mediobanca, le famiglie Benetton e
Ligresti il Cavaliere si riserva di parlare nuovamente dopo la fine della
"trattativa in esclusiva con Air France-Klm". Registrato l'enorme
imbarazzo della Consob e della Procura di Roma per il suo colloquio apparso
ieri su "La Stampa", le dichiarazioni di Berlusconi costringono la
Commissione di Borsa a imporre a quattro aziende quotate una risposta scritta
alle sue affermazioni. Eni precisa che "Alitalia
non è oggi in agenda". Mediobanca chiarisce che "non ha avviato né
partecipa ad alcuna iniziativa volta a promuovere offerte". Gilberto
Benetton spiega "di non aver avviato iniziative finalizzate alla
presentazione di un'offerta". Idem Salvatore Ligresti: "Non c'è
nessuna iniziativa". L'appello pubblico a tutta la politica del presidente
della Consob Lamberto Cardia non è bastato e così, dopo quattro giorni di
saliscendi da brivido sull'ottovolante di Borsa, è passato alle vie di fatto.
Ieri, dopo numerose sospensioni, il titolo è cresciuto del 10,8% e valeva ben
64 centesimi, il 120% in più di cinque giorni fa. Sul caso Alitalia
la Procura di Roma ha un fascicolo aperto da mesi: non è escluso che qualcuno
abbia approfittato delle dichiarazioni di questo o quell'esponente di Governo.
L'eventuale alternativa italiana ad Air France-Klm resta così nell'ombra. Ma
non significa che un gruppo di interessi non si stia saldando: la Air One di
Carlo Toto ribadisce il suo interesse; Gilberto Benetton, pur precisando,
sembra lasciare aperto uno spiraglio. E Bruno Ermolli, l'uomo del Cavaliere
nell'affare Alitalia, ricorda
di "aver avuto l'incarico di valutare la possibilità di individuare degli
imprenditori italiani" per il "salvataggio" di Alitalia. E del resto, assolti i doveri di bon ton istituzionale con la
Commissione di Borsa, in serata il Cavaliere tornerà all'attacco con la sua
offensiva che è anzitutto elettorale: "Un'offerta impegnativa per
l'acquisizione di Alitalia da parte di un gruppo di
imprenditori italiani si potrebbe già consolidare entro tre-quattro
settimane". A meno che, dice il Cavaliere, Air France-Klm non presenti
un'offerta accettabile: "O si torna all'inizio della trattativa, dicendo
no a un assorbimento di Alitalia e sì ad una grande
società che metta insieme sullo stesso piano Alitalia,
Air France e Klm, oppure la partita è chiusa". Durissimo il leader del
Partito Democratico Walter Veltroni: Berlusconi "gioca a dadi sul tavolo
della campagna elettorale con i destini dei lavoratori". Ma il cavaliere
tiene il punto: "certo questi imprenditori oggi non possono dire che è
vero, né ammettere un accordo. Ma non credo che nessuno possa smentire, tra
coloro che mi hanno telefonato, un eventuale interesse futuro. Io registro un
clima, c'è veramente una grande voglia di dare una risposta alla mia chiamata
di patriottismo". Ieri al quartier generale di Air France-Klm c'è stato un
lungo consiglio di amministrazione dopo il quale è filtrato solo silenzio.
Entro ieri sera avrebbe dovuto essere spedita ai sindacati una bozza di piano
industriale che sarà recapitata forse stamattina. Intanto però la trattativa
slitta: anzichè oggi i sindacati torneranno alla Magliana lunedì. Fonti vicine
al numero uno Jean-Cyril Spinetta confermano però che il manager è determinato
a proseguire nella trattativa con i sindacati e che il 31 mattina sarà a Roma
con le nove sigle Alitalia. "Quali siano le reali
intenzioni di Air France-Klm dopo questo trambusto lo capiremo dal tipo di
documento che riceveremo", spiega Fabrizio Solari della Filt-Cgil. I
piloti dell'Anpac sono furibondi per le indiscrezioni sul numero di esuberi fra
i piloti, ed ora dicono di vedere "con favore" l'attivismo di
Berlusconi. Oggi Alitalia avrà un cda nel quale sarà
decisa una proroga del termine per chiudere la trattativa, fissato per il 31
marzo. Alitalia ha in cassa circa 160 milioni di euro,
e per questo al Tesoro si stanno valutando tutte le strade per garantire la
liquidità sufficiente ad evitare il commissariamento. Per ora la più probabile
è il rimborso dei crediti d'imposta che Alitalia ha
nei confronti dell'amministrazione fiscale. L'ultima semestrale li quantificava
in ben 85 milioni di euro.
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Enditori italiani
che per capacità imprenditoriali e per forza economica
avrebbero potuto esplicare un positivo intervento nel salvataggio e nel
rilancio di Alitalia, salvaguardando l'occupazione e gli interessi del paese".
Il giorno dopo le dichiarazioni di Silvio Berlusconi a La Stampa con i nomi -
Ligresti, Benetton, Mediobanca, l'Eni - dei presunti partecipanti a una cordata
per Alitalia, Bruno Ermolli rilancia. Il superconsulente aziendale da
tempo legato allo stesso Berlusconi - è anche nel consiglio Mediaset - conferma
di "aver immediatamente assunto molteplici contatti con il mondo
imprenditoriale dopo aver studiato la percorribilità dell'operazione". Ma
avverte anche che i tempi saranno lunghi: per presentare un "piano
industriale" su Alitalia "non basteranno
pochi giorni ma soprattutto, nel pieno rispetto della normativa, dovrà
esaurirsi la trattativa con Air France". E le società chiamate in causa
dal Cavaliere? Loro smentiscono tutte un interesse attuale e concreto a
un'operazione su Alitalia, ma non paiono chiudere del
tutto la porta a sviluppi futuri. Lo fanno, con sfumature diverse, nelle
dichiarazioni chieste dalla Consob. Mediobanca, la prima a smentire in
mattinata, è anche la più secca: "Non ha avviato nè partecipa ad alcuna
iniziativa volta a promuovere offerte per rilevare Alitalia
o per intervenire nel suo capitale". Gilberto Benetton parla anche per le
controllate Edizione Holding e Sintonia e spiega di "non aver avviato
iniziative finalizzate alla presentazione di un'offerta, anche in cordata con
altri soggetti, per l'acquisizione" di Alitalia.
Anche perché, aggiunge, "allo stato le informazioni... sono quelle
pubblicamente disponibili e tali da non consentire la manifestazione di un
interesse all'operazione". L'amministratore delegato dell'Eni Paolo
Scaroni dà un colpo al cerchio e uno alla botte: "Alitalia
non è oggi nell'agenda di Eni". Ma dice anche che "da cittadino
italiano penso sinceramente che l'ideale sarebbe che rimanesse fortemente
radicata nel nostro Paese". Un appello all'italianità condiviso da
Salvatore Ligresti. L'Ingegnere che sta al centro di mille salotti buoni,
afferma come tutti di "non aver avviato alcuna iniziativa finalizzata a
presentare un'offerta per rilevare Alitalia", ma
"auspica" anche "una rapida e soddisfacente soluzione,
preferibilmente italiana". Le smentite non sembrano dunque scolpite nella
pietra. In parte perché la situazione è in piena evoluzione, come dimostrano
anche le parole di Ermolli. Ma soprattutto perché - per amore o per forza -
rispondere con un secco "no" al possibile futuro premier Berlusconi
non è affare semplice. Anche se la sua operazione dovesse rivelarsi del tutto
virtuale o, peggio ancora, puramente elettorale. Tra chi segue il Cavaliere
"per amore", ossia per affinità economico-ideologica si può certo
annoverare lo stesso Ligresti - non a caso l'unico ad ammettere esplicitamente
i contatti, visto che è "informato dell'evoluzione delle vicende che
coinvolgono Alitalia" - ma anche un soggetto non
citato da Berlusconi, come il patron di Mediolanum Ennio Doris. Tra chi si
muove "per forza" si può invece facilmente inserire Mediobanca - che
da qualche mese ha la Fininvest nel patto di sindacato assieme a una nutrita
schiera di soci da sempre vicini a Berlusconi - e che se la cordata si dovesse
realmente concretizzare si candiderebbe a un ruolo non come portatore di
capitali ma come advisor. Complessa la posizione dell'amministratore delegato
dell'Eni Paolo Scaroni, la cui riconferma spetta al prossimo governo. Non a
caso le sue dichiarazioni a favore dell'italianità di Alitalia
paiono essere state accolte male dagli attuali inquilini di Palazzo Chigi. Pure
i Benetton, che già nei rapporti istituzionali sono rimasti scottati dalla
vicenda Autostrade con il governo Prodi, coltivano la prudenza. Le esplorazioni
di Ermolli non si fermano comunque a questi nomi. Se qualche imprenditore di
primo piano come Marco Tronchetti Provera non è finora nemmeno stato
contattato, altri come Diana Bracco e Santo Versace - candidato con Berlusconi
- sarebbero stati sondati. Sullo sfondo resta poi l'accoppiata
AirOne-Intesa-Sanpaolo, nucleo originario della cordata italiana. Qui le
posizioni sono differenziate. La compagnia guidata da Carlo Toto è considerata
tutt'ora un partner industriale fondamentale, anche se il ruolo di Toto - nel
quadro disegnato da Ermolli - è fortemente ridimensionato rispetto al progetto
originario. Corrado Passera, invece, ha deciso di tenersi mille miglia lontano
dall'iniziativa berlusconiana soprattutto per evitare di diventare, suo
malgrado, comprimario della campagna elettorale del Cavaliere. Se poi la
cordata dovesse mai concretizzarsi ci sarà tutto il tempo perché anche la banca
si muova.
( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa i forum de il
tempo Mondello: infrastrutture e meritocrazia, la ricetta per crescere Liberalizzare
i servizi pubblici gestiti dagli enti locali, alta formazione per i dirigenti
dello Stato, retribuzione per obiettivi nella pubblica amministrazione. Queste
sono le soluzioni di Andrea Mondello, presidnte di Unioncamere e Camera di
Commercio di Roma, ospite del forum de Il Tempo Presidente Mondello, il Paese è
a un punto di svolta. Quali sono le priorità per farlo ripartire? Le
infrastrutture, attese per troppo tempo, l'esigenza di colmare il divario tra
il Nord e il Sud, le liberalizzazioni, una burocrazia che ora è un vincolo ma
può essere una risorsa e una politica economica che aiuti la crescita della
domanda. Siamo di fronte a scelte coraggiose e impopolari ma non più
rinviabili. Dunque le infrastrutture... è un problema che riguarda tutto il Paese,
bisogna agire rapidamente e con una logica di lungo periodo. Non cito dati ma
siamo in ritardo nei confronti del resto d'Europa per rete autostradale e per
la dotazione di rete ferroviaria. Inoltre le nostre infrastrutture costano
molto di più di quelle che si realizzano in Francia e in Germania. Faccio un
esempio: in Italia abbiamo
( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Alitalia Air France scopre le carte, meno esuberi nel piano ma i
sindacati non si fidano Oggi si alza il velo sul nuovo piano di Air France-Klm,
"corretto" con aperture verso le richieste dei sindacati, per
l'acquisizione di Alitalia. Il documento, che contiene una proposta di accordo quadro che
il gruppo franco-olandese invierà alle nove sigle che rappresentano i
lavoratori di Alitalia
come base per rilanciare il confronto, era stato annunciato inizialmente per
oggi, ma poi era stata prospettata la possibilità che potesse essere anticipato
a ieri. Ma, a quanto si è appreso, nel pomeriggio di ieri era ancora in fase di
elaborazione. In mattinata, a Parigi, si è riunito il consiglio di
amministrazione di Air France-Klm ma sui contenuti è stato mantenuto il massimo
riserbo. I sindacati sono stati convocati per lunedì, mentre oggi si terrà il
consiglio di amministrazione di Alitalia. All'ordine
del giorno del board lo slittamento dei termini della trattativa con sindacati
e Air France inizialmente fissata al 31 marzo. I consiglieri esamineranno anche
la posizione finanziaria netta al 29 febbraio. La proposta dei francesi
dovrebbe appunto ammorbidire il piano di Parigi su alcuni temi caldi per i
sindacati. Sul fronte degli esuberi per i piloti, la proposta dovrebbe
prevedere l'offerta di trasferire ad Air France 60 piloti l'anno nel triennio
2008-2010, riducendo così il numero complessivo degli esuberi (2.100). Quanto
alle attività di Az Servizi, solo parzialmente comprese nel perimetro dell'offerta
di acquisizione di Air France-Klm, Spinetta ha fatto ai sindacati la proposta
"di considerare insieme se non sarebbe più logico, per quanto riguarda
l'hub di Roma Fiumicino, la reinternalizzazione di tutte le attività di
handling". Una soluzione per ampliare il numero dei lavoratori e dei
servizi compresi nel perimetro dell'offerta di acquisizione. "I piloti
sono troppi, e anche gli assistenti di volo sono superiori a quello che sarebbe
normale anche con un ridimensionamento della flotta - ha detto ieri il
segretario generale della Uil, Luigi Angeletti - Ci sono molte tratte dove si
perde, per cui se si accetta l'idea che bisogna smettere di perdere e non ci
sono soldi per finanziatre gli investimenti, è chiaro che mettendo a terra
degli aerei, avanzano delle persone, è un fatto aritmetico". Tuttavia,
secondo Angeletti, i piloti in esubero "sarebbero circa la metà di quanti
affermati da Air France". E su una possibile apertura alla compagnia
francese Angeletti risponde: "solo se l'offerta che i francesi ci fanno è
ragionevole: noi non chiediamo che l'azienda assuma o mantenga delle persone di
cui non ha bisogno, ma vogliamo che non si metta in moto una strategia per una
lenta liquidazione di Alitalia". "Bisogna
pensare anche al fatto che nei prossimi anni una compagnia aerea fortemente
ridimensionata, possa ancora avere una ragione economica di esistere. Si può
evitare il rischio - conclude Angeletti - facendo un accordo che impegni Air France
a mantenere rotte, tratte, numero di aerei e ovviamente personale".
( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Che lo si
voglia ammettere o meno c'è un filo conduttore che ... Che lo si voglia
ammettere o meno c'è un filo conduttore che lega l'inconsueta presa di
posizione dell'Unione Europea sulle mozzarelle di bufala con la vicenda Alitalia e la pattumiera a cielo aperto che è da mesi mezza Campania.
Questo filo conduttore si chiama "male d'Italy", che rischia
seriamente di prendere il posto del "made in Italy" su cui ci
culliamo senza riguardo da ormai troppo tempo. Negli ultimi mesi abbiamo
permesso alle televisioni di tutto il mondo di far rimbalzare nei cinque
continenti le immagini di Napoli oltraggiata dai rifiuti. Oggi la
situazione va (forse) un po' meglio, ma solo perchè spediamo l'immondizia in
Germania a costi elevatissimi. In compenso neanche abbiamo avuto la
soddisfazione delle sacrosante dimissioni di Bassolino e Jervolino. Da un mese
poi discutiamo della crisi di Alitalia, con il governo
Prodi pronto ad una cessione ad Air France a condizioni sinceramente
inaccettabili, che finiscono per accrescere l'immagine "debole"
dell'Italia nel mondo. Adesso ci vuole uno scatto d'orgoglio: se va in
fuorigioco anche la mozzarella vuol dire che siamo proprio messi male. A due
settimane dalle elezioni serve un impegno politico drastico intorno a concetti
come legalità, rispetto della parola data, precisione, serietà, costanza,
impegno senza pause. La ricreazione è finita. Svegliamoci, prima che sia troppo
tardi.
( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Ven, 28 Mar
2008 Edizione 61 del 28-03-
( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Ven, 28 Mar
2008 Edizione 61 del 28-03-2008 Rosa Russo Iervolino "Non vorrei ci fosse
in atto una speculazione a danno di Napoli" Guido Bertolaso "Cercano
di mettere in cattiva luce la nostra immagine" La vera bufala è il Pd di
Francesco Blasilli In un mondo in cui l'immagine è tutto, vai spiegare al mondo
intero che nella mozzarella di bufala non c'è traccia di diossina. Oppure se
c'è, è talmente bassa che non può nuocere alla salute. Nel mondo delle immagini
contano quelle, di immagini, che corrono sul web, sul satellite, sui
telefonini. E sono le stesse di tre mesi fa: quelle dei cumuli di mondezza che
erano per le strade della Campania e che ancora là giacciono (eccezion fatta
per Napoli città). Guarda caso nei posti cui la mozzarella di bufala viene prodotta.
Probabile che tutta questa storia si dimostrerà, fra poco tempo, la classica
bufala. Così come avvenne per il vino al metanolo, per la mucca pazza e il
pollo all'aviaria. Ma intanto il danno c'è. Economico e d'immagine. Perché vai
a spiegarlo ai coreani (dove tra l'altro, a dimostrazione che la storia è una
grande bufala, non esportiamo nemmeno la mozzarella, secondo quanto sostiene il
ministro per le Politiche agricole e forestali, Paolo De Castro, "potrebbe
trattarsi di triangolazioni commerciali") che vive a migliaia di
chilometri da qui, che la mozzarella non c'entra nulla con la mondezza: a buon
bisogno temono di trovarci dentro qualche rifiuto. E vai a spiegarlo ai
giapponesi che tra le aziende che esportano da loro non è presente nessuna di quelle
incriminate. Fatto sta che agli occhi del mondo siamo diventati esportatori di
mozzarelle avvelenate. E di conseguenza presto anche le nostre pizze
diventeranno pericolosissimi killer. Si contano così i danni economici e gli
imprenditori campani iniziano già a licenziare i loro operai. Come sempre
pagano i "povericristi", ma come si può dar torto a chi investe e non
si sente tutelato dallo Stato? Il nostro governo ha mandato all'Ue informazioni
"molto lacunose" e di conseguenza ieri abbiamo dovuto inviare altro
materiale. Insomma, ancora una volta non siamo stati capaci di tutelare la
nostra immagine e i nostri prodotti. E viene da ridere quando sentiamo i
proprietari dei caseifici che sono intenzionati a chiedere aiuto alla Regione:
lì comanda ancora Antonio Bassolino. Basta il nome per avere la certezza che le
richieste d'aiuto cadranno nel vuoto. La classe politica italiana affronta il
problema dividendosi in due fazioni: voi speculate sul problema, noi no. Per i
contenuti passate la prossima volta. Il capo della Protezione civile Guido
Bertolaso spiega che sul caso mozzarella "é evidente che c'è una
speculazione a livello internazionale", perché "c'è invidia e quando
all'estero si può parlare male di noi tutti lo fanno con grande piacere. Si
specula e si sfruttano situazioni locali per mettere in cattiva luce l'immagine
del nostro paese, cosa che noi non meritiamo assolutamente". E' in questi
casi, però, che si vede la forza di una nazione e di chi la amministra. Noi, al
momento, abbiamo solo un "Prodi cadente". E per l'Italia è un fatto
gravissimo, visto che per quel che riguarda l'industria siamo tagliati fuori
dalle produzioni a basso costo dell'est e della Cina e anche dall'assenza di
infrastrutture adeguate. Ci rimangono il turismo e il cibo, sempre considerando
che anche nel primo caso, prima o poi inizieremo a pagare a caro prezzo
l'inadeguatezza delle infrastrutture. Adesso anche il nostro cibo finisce nel
mirino (in questo modo finiranno danneggiati anche i nostri numerosi
connazionali che hanno ristoranti all'estero), ma chi ci
amministra pensa ad Alitalia, non curandosi del fatto che oltre i nostri confini dopo la
mondezza, adesso abbiamo esportato la mozzarella killer. Legando anche una cosa
all'altra. "Non vorrei che sulla questione della mozzarella di bufala ci
fosse in atto una speculazione a danno di Napoli. Rispetto i paesi
asiatici, ma vorrei che ci dessero le stesse garanzie di igiene che abbiamo
noi". Questo il commento del sindaco di Napoli, Rosa Iervolino Russo, che
probabilmente dice, almeno questa volta, il vero; ma è altrettanto vero che
avremmo maggiori garanzie di successo se lei si togliesse dai piedi. E'
evidente che se la situazione è precipitata in questo modo la colpa non può
essere solo di una parte politica, ma è altrettanto evidente che chi ha
governato non può essere esente da colpe. Non è accettabile che il governatore
della Campania sia rimasto al suo posto, così come il sindaco di Napoli, e il
ministro dell'Ambiente spostato qualche chilometro più a Sud. Negli ultimi anni
il "made in Italy" si è trasformato nel "made in Napoli",
città simbolo del taroccamento. E se anche l'allarme mozzarella si dimostrerà
una bufala, non possiamo chiudere gli occhi di fronte alla grande bufala della
nuova stagione politica: il Partito Democratico di Walter Veltroni. Ma anche di
Bassolino e della Iervolino.
( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Ven, 28 Mar
2008 Edizione 61 del 28-03-2008 Spazzatura e altro Ma dove è finita
l'indignazione? di Davide Giacalone Sapete perché si parla delle mozzarelle
infette? Perché le esportiamo, e chi le importa e mangia ha voluto vedere cosa
c'era dentro. Sapete perché il dubbio è venuto loro solo adesso? Perché abbiamo
trasmesso in mondovisione le immagini di dove pascolano le bufale, ed abbiamo
raccontato, con dovizia di particolari, di come, per protesta, la spazzatura
viene bruciata, producendo diossina. Ma questa è solo la superficie, e il danno
vero deve ancora arrivare. Provate ad immaginare quale effetto possono avere le
parole di Leopoldo Iannuzzi, che essendo dirigente del Cnr ed operando in quel
di Napoli, ha detto: qui il problema vero non sono le bufale, ma le donne, le
femmine di umano, che sono infette e se allattano avvelenano i bambini. E può
pure darsi, come dice qualcuno, che questi siano allarmismi esagerati, ma è più
facile che siano allarmi ritardati, ed ancora circoscritti. Se esportassimo gli
altri prodotti di quelle terre, a cominciare da quelli agricoli, probabilmente
altri importatori ci direbbero di tenerci l'insalata e gli ortaggi, perché
irrigati con acque di fiumi trasformati in fogne. Ma noi li mangiamo da anni, e
siamo la dimostrazione (soprav)vivente che non uccidono, almeno non subito.
Però è difficile spiegare ad altri che devono correre il rischio. E, per la
verità, è difficile anche capire che razza di Paese è il nostro: variamo testi
unici per la sicurezza, minacciando con la galera gli imprenditori i cui
impianti non sono a norma, stabiliamo che per trattare materiale inquinante si
devono sopportare costi enormi, poi lo prendiamo e lo buttiamo sulle patate,
così ce lo rimangiamo fritto od al forno! E' difficile
capire perché in campagna elettorale si parli di Alitalia, che è
bollita da anni e si tratta solo di stabilire chi la scola, e non di questa
roba, che non solo avvelena la gente, ma ci mette nella straordinaria
condizione d'esportare spazzatura, pagando, e non potere esportare mozzarella,
rimettendoci dei soldi. E' difficile capire come queste cose non si
trasformino in civile indignazione, in protesta non violenta, ma durissima. E
l'unica spiegazione che sappiamo darci si riassume in una parola: connivenza.
Chi governa s'arricchisce, chi fa gli accordi con la camorra si consolida, con
la spesa pubblica si compra il consenso degli assunti per non fare niente, con
le cooperative si dà da mangiare a chi campa grazie al diastro della spazzatura
che s'accumula, e con l'opposizione si ragiona coinvolgendola in questa
girandola autolesionista, ma illusoriamente felice. Certo, i neonati poppano
diossina, ma forse per questo saranno migliori dei loro genitori, della
generazione che ha realizzato una tale schifezza.
( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Ven, 28 Mar
2008 Edizione 61 del 28-03-2008 E ALL'INCONTRO CON
CONFARTIGIANATO BERLUSCONI PRECISA SU ALITALIA Il Cavaliere e l'artigiano di
Elisa Borghi Ha gioco facile Silvio Berlusconi di fronte a una platea di
artigiani che applaude a ogni sua frase. Il Cavaliere lo sa bene e ne
approfitta. Così ieri, invitato nella sede romana di Confartigianato per
ascoltare le richieste dei piccoli imprenditori, il presidente del Pdl
si lancia in un lungo comizio elettorale. Un monologo di un'ora e mezza
punteggiato da battute e stoccatine alla sinistra, che si apre con un rapido
commento sui problemi degli artigiani, cede subito il passo all'elenco dei
cavalli di battaglia del Cavaliere (taglio delle tasse, riduzione della spesa
pubblica, la Rai "in mano ai comunisti"), e culmina sul caso Alitalia. Incalzato dai cronisti a dare nuove informazioni sulla
cordata di imprenditori interessati ad acquistare la compagnia di bandiera,
Berlusconi smentisce quanto riportato mercoledì da La Stampa. Definendo
"un'invezione giornalistica" la dichiarazione che il quotidiano
torinese aveva attribuito proprio a lui, vale a dire che "Ligresti,
Benetton, naturalmente Mediobanca e molti altri, come l'Eni" sarebbero gli
animatori dell'operazione tesa a non far cadere il vettore italiano nella mani
di Air France-Klm. Si apre così l'ennesimo episodio di una serie di dichiarazioni
e smentite (prese al volo da Antonio Di Pietro che avvisa di voler denunciare
il Cavaliere per "accertare se tali dichiarazioni abbiano turbato il
mercato"), che devia l'attenzione da quelli che sono i problemi dei
lavoratori e delle associazioni di categoria - come la Confartigianato - che in
questi ultimi giorni di campagna elettorale fanno a gara ad incontrare i
candidati Premier per illustrare loro le priorità degli associati. Priorità ed
esigenze che non sono certo meno importanti della sorte di Alitalia,
della par condicio o dei dibattiti tv (su cui pure torna il Cavaliere
"Veltroni mi ha impedito di andare a Porta a Porta" dice). Il 98,2%
della realtà imprenditoriale italiana è costituita da piccole e medie aziende,
gli artigiani contribuiscono all'esportazione per il 16% e quello che chiedono,
per bocca del loro presidente, Giorgio Guerrini, è "un Paese su misura per
le piccole e medie imprese che danno lavoro al 59,3% degli addetti".
"Alla politica ? ha spiegato Guerrini ? chiediamo di ascoltare le nostre
imprese perché sono quelle che trainano l'occupazione del Paese. Hanno creato
517mila posti di lavoro in un anno mentre le grandi aziende ne hanno persi
117mila, e nonostante questo i provvedimenti del governo Prodi, come
l'abbattimento dell'Ires e la riduzione del cuneo fiscale, hanno agevolato solo
queste ultime". Guerrini ha le idee chiare, quello che chiede a Berlusconi
- dando per scontato che sarà lui il prossimo Presidente del Consiglio - sono
interventi in quattro direzioni: fisco, burocrazia, liberalizzazioni e
giustizia. In materia fiscale i desiderata degli artigiani sono quasi ovvi: una
detassazione delle imprese e delle famiglie che si accompagni alla
semplificazione degli adempimenti contabili. Quanto alla burocrazia, vera palla
al piede delle pmi, meglio snellita ? secondo Confartigianato ? eliminando i
controlli preventivi da parte della pubblica amministrazione. Sulla strada
delle liberalizzazioni intrapresa da Bersani "è giusto proseguire - dice
Guerrini - ma attaccando l'elenco dall'altro estremo", non dal basso, dai
taxisti e dalle estetiste, ma dalle banche e dalle assicurazioni. Persino la
giustizia così com'è intralcia il lavoro dell'impresa, i ritardi del sistema
giudiziario sottraggono 2,3 miliardi di euro l'anno alle imprese. Berlusconi
rassicura i presenti "prima di essere presidente del Consiglio sono stato
artigiano anche io, capisco le vostre esigenze", dice, facendo notare che
i 4 punti di Guerrini sono presenti non solo nel programma del Pdl ma "a ben
guardare anche in quello nel Pd". Artigiani niente paura, dunque. Il 14
marzo comunque vada per voi sarà un successo. O no?.
( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Ven, 28 Mar
2008 Edizione 61 del 28-03-2008 Mozzarelle e non solo Nello Stato che non c'è
più, fa di nuovo capolino la diossina L'Italia è un paese debole: basta una
notizia senza alcun fondamento scientifico a creare un caso internazionale e un
danno d'immagine clamoroso di Paolo Pillitteri Fu quando il notiziario del
"Il sole 24 ore" ebbe dato per il secondo giorno consecutivo e per la
quattordicesima volta la notizia della "Mozzarella di Bufala" -
contaminata dalla diossina - rifiutata dalla Corea del Sud, ebbene fu in quel
preciso momento che si capì che il paese non era soltanto alla frutta, ma s'era
per dir così dissolto, desaparecido. Tanto più se arrivava, dopo la bufala della
mozzarella, o viceversa, l'ennesima martellata sull'Alitalia e sulle
sue spoglie contese, con in sottofondo quel simpaticone di Spinetta che parla
come l'Ispettore Clouseau. E poi, nei Tg, vai con l'aumento del prezzo
dell'insalata. Qui e ora non interessa comprendere le motivazioni reali o
immaginaria di questa diossina penetrata nel latte di bufala dalle erbe
avvelenate della Campania. C'è, come si dice, un'inchiesta in corso
(capirai!). Quello che conta sul piano della comunicazione è il fatto che questa
notizia, reiterata all'infinito e praticamente senza riscontro scientifico che
non fosse il rifiuto coreano e quello ipotetico del Giappone, sia passata
nell'ascolto del pubblico con una gerarchia di altissima importanza, prevalendo
su tutto e tutti manco ci trovassimo di fronte al crollo della linea del Piave.
Questo, insieme al martellamento quotidiano sull'aumento del costo del pane
(del pane!) e delle famiglie che non arrivano alla fine del mese, e ancora, il
tormentone della soap Alitalia, stanno ad indicare la
perdita del senso del paese, il precipitare della situazione economica generale
esaltata dai media, non di rado con esclamazioni esclusivamente "pour
epatér le bourgeois" o dando "valore" ad una notizia che un
paese normale, uno stato consapevole, una società compatta e un governo di una
nazione forte avrebbe "ordinato" (un ordine implicito, senza darlo,
ma nelle cose) di relegarlo fra le varie ed eventuali. Mutatis mutandis, è il
discorso su Alitalia che, sempre uno stato degno di
questo nome avrebbe rifiutato per principio di porla al centro di un battage
mediatico, anzi di una riffa, sottovalutandone l'impatto internazionale che ci
ha dipinti come straccioni, incompetenti, incapaci, spendaccioni, inaffidabili.
Sullo sfondo, tragica e simbolica, la bolgia dantesca napoletana dove si sono
perse le tracce anche dell'ultimo Commissario Straordinario. L'immagine
dell'Italia che esce dalle Radio e dalle Tv e si moltiplica sui canali mondiali
e su Internet cancella di colpo le ambizioni folli della seconda repubblica con
le sue promesse palingenetiche e salvifiche mutandole in un incubo, in una
caduta agli inferi. Lo stesso riemergere nel lessico comune di parole come:
intollerabile costo della vita, diossina, aborto, fallimento (Alitalia) ecc, ci trascina all'indietro in epoche dove
questi termini avevano contrassegnato il punto di scontro e di crisi di uno
stato sull'orlo del "suo" fallimento. Non è il passato che non passa
e non è neppure il ritorno del sempre uguale. Purtroppo, siamo all'eterno ritorno
al punto di partenza, in uno stato che non c'è più. Infatti, la Chiesa.....(ma
questo è un altro discorso).
( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Ven, 28 Mar
2008 Edizione 61 del 28-03-
( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Ven, 28 Mar
2008 Edizione 61 del 28-03-2008 DOSSIER ALITALIA Ermolli
conferma il mandato per la cordata "Nel constatare come la perdita
definitiva della Compagnia di bandiera, che arrecherebbe un evidente ed
irreversibile danno al sistema Italia, il Presidente Berlusconi mi ha
incaricato di valutare la possibilità di individuare degli imprenditori
italiani che per capacità imprenditoriali e per forza economica avrebbero
potuto esplicare un positivo intervento nel salvataggio e nel rilancio
di Alitalia, salvaguardando l'occupazione e gli
interessi del Paese". Lo ha affermato in una nota Bruno Ermolli,
poresidente di Promos. "Ho immediatamente assunto molteplici contatti con
il mondo imprenditoriale dopo aver studiato la percorribilità dell'operazione -
ha spiegato Ermolli - Ovviamente sarà ipotizzabile formulare delle proposte
concrete soltanto quando sarà possibile accedere ai dati aggiornati
dell'andamento della Compagnia". "E' ovvio - ha concluso - che per
far ciò non basteranno pochi giorni ma soprattutto, nel pieno rispetto della
normativa, dovrà esaurirsi la trattativa con Air France. Soltanto dopo
quest'ultimo passaggio e dopo aver approfonditamente raccolto tutti i dati
utili ed essersi previamente confrontati con le organizzazioni di
rappresentanza dei lavoratori si potrà presentare un piano di fattibilità".
( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Ven, 28 Mar
2008 Edizione 61 del 28-03-2008 INFO TV Il Papa benedice il ranking di Claudia
Bruno Nessun politico in testa al ranking, la Pasqua lascia ai protagonisti
della campagna elettorale due giorni di riposo, da passare in famiglia come nel
caso di Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, o in località di montagna come per
Daniela Santanchè, ma anche a letto con l'influenza come per Antonio Di Pietro.
Almeno per le festività di Pasqua e Pasquetta, comunque, il ranking non è
popolato dai soliti personaggi del Palazzo e a benedire la top ten non poteva
di certo mancare il Papa, che con 7 minuti e 18 secondi di parlato Tv entra
nelle case degli italiani per comunicare il suo accorato appello per la pace
nel mondo. La domenica, a San Pietro, nonostante la pioggia erano in migliaia
ad ascoltare le sue parole, Benedetto XVI ha posto l'accento sulle piaghe
dell'umanità in Darfur, Somalia, Iraq e Tibet. Terminati tutti i riti della
settimana santa il Papa ha poi deciso di trascorrere un periodo di risposo a
Castel Gandolfo. Il secondo posto della top ten se lo aggiudica un noto
meteorologo, si tratta di Daniele Izzo, del Centro Epson Meteo, che in quasi
sei minuti di collegamenti in diretta con il Tg4 non incoraggia gli italiani in
partenza per il weekend di Pasqua: temperature al di sotto delle medie, leggere
schiarite sulle regioni nord occidentali e piogge ancora protagoniste su tutta
la penisola. Medaglia di bronzo invece al segretario della Cisl Raffaele
Bonanni, intervenuto in numerose occasioni sulla vicenda Alitalia. "Il Governo non ha voluto discutere col sindacato cosa
stesse avvenendo", ha dichiarato il sindacalista in oltre 5 minuti e mezzo
di interviste. Bonanni non riesce a capire le ragioni per le quali si dovrebbe
svendere la compagnia di bandiera al maggior concorrente turistico europeo come
la Francia, a condizioni che si sono rivelate molto svantaggiose. Se la
vicenda Alitalia sta continuando a dominare la scena
politica italiana, a livello internazionale è stata data molta risonanza
mediatica alla conversione al cattolicesimo del giornalista Magdi Allam, battezzato
da Benedetto XVI a San Pietro. In un'intervista ai microfoni del Tg5 il
giornalista ha affermato "La libertà religiosa è un diritto di tutti gli
uomini". Fra i personaggi del mondo dello spettacolo, sesto nella
classifica del parlato Tv, troviamo il cantante Franco Califano, che racconta
con rabbia la sua brutta avventura. La scorsa notte i ladri hanno svaligiato la
sua villa mentre lui dormiva al piano di sopra. I malviventi hanno portato via
un ingente bottino, tra cui anche dei soldi destinati al reparto pediatrico di
un ospedale. "Non perdono i ladri che mi hanno derubato. Non sono uno che
poggia l'altra guancia", ha dichiarato senza mezzi termini il cantautore
davanti alle telecamere, che poi ha aggiunto "ho il sonno pesante, ma se
mi fossi svegliato in tempo gli avrei dato una bella lezione".
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
LA PROMESSA DI
IGNAZIO LA RUSSA E L'OTTIMISMO DEL GOVERNATORE "Se vinciamo, festa grande
con Berlusconi e Penati" La politica fa il tifo. Formigoni: "Vogliamo
spuntarla, come per Malpensa". Craxi: l'impegno del governo non è calato ?
MILANO ? "VOGLIAMO VINCERE entrambe le partite: quella per l'Expo del 2015
e quella per l'aeroporto di Malpensa". È quanto ha detto il presidente
della Regione Lombardia Roberto Formigoni, in partenza per Parigi dove in
questi giorni avrà una serie di incontri bilaterali in vista della decisione di
lunedì prossimo sull'assegnazione dell'organizzazione dell'Expo 2015 per la
quale sono in corsa Milano e la città turca di Smirne. Formigoni, che in questi
mesi ha compiuto numerose missioni all'estero per ottenere dai paesi che hanno
diritto di voto al Bie il sostegno alla candidatura di Milano, non sembra temere che la riduzione dei voli di Alitalia sull'aeroporto di Malpensa possa avere una ripercussione sulla
candidatura di Milano per l'Expo. "Mi auguro - ha aggiunto il presidente
della Lombardia - che la decisione di Alitalia di
abbandonare Malpensa non abbia ripercussioni sulla scelta di Milano. Noi
comunque abbiamo spiegato a tutti i paesi che, nel 2015, Malpensa sarà rinata
completamente. Noi dobbiamo soffrire per due anni, due anni e mezzo ma già nel
2010 saremo vivi e vegeti". Dal Pirellone ai palazzi della politica.
"Se il 31 marzo Milano vincerà l'Expo sospenderemo per due ore la campagna
elettorale e chiederò a Berlusconi e a Penati di passare dal Pdl Point di corso
Vittorio Emanuele per festeggiare tutti insieme", prometteva ieri il
capogruppo dei deputati di An Ignazio La Russa, presentando gli appuntamenti
elettorali del Pdl nel capoluogo lombardo. NELLA NUOVA sede elettorale nel
centro di Milano, per il pomeriggio di lunedì è stato fissato
'"scaramanticamente" un dibattito sulle politiche scolastiche, con
Valentina Aprea, Giuseppe Valditara e Paola Frassinetti: ma se dall'assemblea
del Bie di Parigi arriveranno buone notizie per Milano, l'incontro sarà
rimandato per lasciare posto a una festa. "CHE LA CAMPAGNA promozionale
per l'Esposizione universale del 2015 sia stata condotta con una forte e piena collaborazione
"interistituzionale", come sostiene giustamente il sindaco Moratti,
andrebbe spiegato anche ai quotidiani dell'orientamento politico e dello
schieramento di cui essa fa parte, perché sostenere, come hanno fatto alcuni,
un disimpegno del Governo nei confronti della candidatura di Milano è una cosa
totalmente priva di senso logico ed è, naturalmente, falsa, anzi
falsissima", accusa Bobo Craxi, sottosegretario agli Esteri, in merito ad
alcune "infondate illazioni" pubblicate ieri da organi di stampa.
"La verità - ha detto ancora Craxi - è che gli unici problemi di natura
internazionale sono derivati proprio dalla pessima reputazione che alcune forze
politiche italiane avevano in alcuni Paesi a maggioranza musulmana". -
-->.
( da "Voce d'Italia, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Elezioni,
Craxi (Ps): "In Lombardia, il declinodella Lega e' ormai evidente"
Roma, 28 mar. - “Bossi vuole fare un'altra volta il ministro: ormai, è
diventato un rivoluzionario da 'salotto', anzi da poltrona”. Ne è convinto Bobo
Craxi, capolista del Partito socialista alla Camera in Lombardia. Secondo il
Sottosegretario agli Esteri “La parabola discendente della Lega, in Lombardia
si può ormai toccare con mano: alla protesta generalizzata
hanno sostituito la sete di potere clientelare condita con la demagogia”. “Tra
l'altro - insiste Craxi -, essi possono considerarsi i principali coimputati
delle difficoltà di Alitalia e, in particolare, dello scalo della Malpensa: ormai, non hanno
più alibi, né argomenti”. Red pol.
( da "Voce d'Italia, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Ricevuto
nella notte il documento di Air France-KLM per il rilancio
della compagnia italiana Alitalia, confermati 2100 esuberi e riduzione della flotta I Sindacati:
"Piano insufficiente ma trattiamo fino in fondo" Roma, 28 mar.- Le
nove sigle sindacali di Alitalia hanno ricevuto in nottata l'atteso documento annunciato nei
giorni scorsi dal numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta. Il
documento conferma i previsti 2.100 esuberi annunciati da Spinetta e ritenuti
inaccettabili dai sindacati che continuano sul piede di guerra. Gli esuberi
-causati “dalla riduzione di capacità produttiva (ovvero la flotta) e di
traffico, senza la quale non ci può essere un rilancio duraturo di Alitalia”- riguarderanno 1.600 unità (1.500 persone in
Italia e 100 nelle rappresentanze della compagnia nel resto del mondo) del
personale in Az Fly e 500 delle attività di Az Servizi reintegrate nel
perimetro del gruppo Alitalia. In particolare, sono
previsti circa 600 esuberi tra gli assistenti di volo e 500 tra i piloti. Per
quanto riguarda il personale di terra per circa 250 lavoratori è previsto il
pensionamento nell'arco dei prossimi 7 anni e per altri 150 saranno attuate
misure di riqualificazione. Per i dipendenti di Alitalia
Servizi -che saranno reintegrati in Alitalia- sono
stati stimati 500 esuberi nell'area della manutenzione di cui 280 potranno
accedere al pensionamento immediato o differito. Come si legge nel documento,
il gruppo franco-olandese per gestire questi esuberi ha messo a punto un piano
sociale che permetterà di “non abbandonare nessun dipendente” grazie
all'utilizzo di ammortizzatori sociali. “Ad ogni persona in esubero verranno
offerti sia l'opportunità di un pensionamento immediato o differito, sia un
aiuto per riqualificarsi attraverso formazione, azioni di out placement o
incentivi finanziari per la realizzazione di un progetto personale”. “Al fine
di attuare concretamente queste misure -continua il documento- cioè raggiungere
l'età della pensione per i relativi dipendenti (piloti, assistenti di volo,
personale di terra), Air France-Klm utilizzerà ammortizzatori sociali quali la
cassa integrazione guadagni straordinaria e la mobilità”. In particolare, per
gli assistenti di volo le sole misure di pensionamento a breve e medio termine
permettono di assorbire la totalità dei 600 esuberi. Tuttavia, Air France
“proporrà a coloro che lo desiderano opportunità di impiego al proprio
interno”. Secondo quanto emerso dalla riunione intersindacale delle sigle
Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Ugl, Sdl, Unione Piloti, Anpav e Avia, le
parti sociali ritengono “insufficiente” piano presentato da Air France-Klm ma,
assicurano, andranno comunque al tavolo di trattativa con il gruppo
franco-olandese per scongiurare il fallimento di Alitalia.
Il nuovo piano industriale di Air France-Klm prevede inoltre la riduzione della
flotta per il trasporto passeggeri da
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Ieri sera ho visto
qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come
sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar
voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello dell'attribuzione
degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano Bertinotti e la
Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case andrebbero date
prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli immigrati
extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati occidentali
applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa che andrebbe
mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non considerando la
nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che infatti sono ai
primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è persuaso che le
misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una guerra tra
poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della Roma istituzionale
gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada nelle periferie della
grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata provocata dall'incapacità
del governo di arginare l'immigrazione e di imporre delle regole ci convivenza
civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli inquilini è extracomunitario. E
questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio gli italiani più poveri, che
vedono i propri quartieri invasi da clandestini, che si sentono traditi dallo
Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano giustizia. Le statistiche
lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero degli italiani che vivono
sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno e per risolverla bisogna
regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà che propagare l'odio e
l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E' questo che vuole
Bertinotti? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 8 ) " (1 voti, il
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Ieri sera ho visto
qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come
sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar
voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello
dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano
Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case
andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli
immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati
occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa
che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non
considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che
infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è
persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una
guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della
Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada
nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata
provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre
delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli
inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio
gli italiani più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini,
che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e
invocano giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il
numero degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza
numero uno e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti
non si farà che propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli
italiani. E' questo che vuole Bertinotti? Scritto in Italia, immigrazione
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Ieri sera ho visto
qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come
sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar
voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello
dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano
Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case
andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli
immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati
occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa
che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non
considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che
infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è
persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una
guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della
Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada
nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata
provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre
delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli
inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio
gli italiani più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini,
che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano
giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero
degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno
e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà
che propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E'
questo che vuole Bertinotti? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 8 )
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Ieri sera ho visto
qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come
sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar
voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello
dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano
Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case
andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli
immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati
occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa
che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non
considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che
infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è
persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una
guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della
Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada
nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata
provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre
delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli
inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio
gli italiani più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini,
che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano
giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero
degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno
e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà
che propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E'
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sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar
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Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case
andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli immigrati
extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati occidentali
applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa che andrebbe
mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non considerando la
nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che infatti sono ai
primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è persuaso che le
misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una guerra tra
poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della Roma
istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada nelle
periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata provocata
dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre delle
regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli inquilini è
extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio gli italiani
più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini, che si sentono
traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano giustizia.
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che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno e per
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andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli
immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati
occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa
che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non considerando
la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che infatti sono
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considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che
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E va bene, ero
partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho
scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri
quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel
locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa'
perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche
dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi'
bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando,
insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il
profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu,
altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un
gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque
suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con
me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è
arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha
reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in
un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E'
distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici
dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non
puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno,
l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a
prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero
artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per
strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è
una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano
ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i
suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque.
Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading
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questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel
fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una
telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono
farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del
cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione
virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi
la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i
motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere
migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio
Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le
scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li
hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio
Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata
confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio
Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi:
il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo:
infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio
proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è
già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle
Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora
dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora
incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà
recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile
quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono
letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono
stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze??
L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i
cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse
questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione
dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella
notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti
da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling
Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La
scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second
guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural
superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna
dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man
on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato",
riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne
hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro,
si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my
religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno
fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione,
mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il
concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su
Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la
vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in
tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa.
Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading
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questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche
mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin
sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei
Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la
sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul
Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io
so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente
l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla
tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono
sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto
da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene,
con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in
Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog
di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve
accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il
nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la
solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per
tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona
rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi
sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il
solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse
qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x
factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e
che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre
generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per
carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto
noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così,
altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi,
così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti.
Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche
dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i
due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una
clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente
informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile
imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il
Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava
di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare
(esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari
contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che
avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle
mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears
sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei
un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi
che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex)
lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o
smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui
confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy
dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo.
Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come
nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse
finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che
purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse
delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né
tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre
così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste
più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa
franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo
perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su
altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle
punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono
limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di
questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade
in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per
rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti
( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
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amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi
L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato
a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro
"Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono
clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che
"Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del
popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i
controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina
affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla
stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del
ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in
merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però
pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie
che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad
esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero
una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù.
Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08
Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per
presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre
mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha
parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha
divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che
importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha
semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo
per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che
non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso
davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi
commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti
( 32 ) " (16 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione
all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già
pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo
Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston,
sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione
all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in
Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il
Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica
leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli
articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78)
Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo
suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao
Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo
disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è esterofilo
al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi
sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione da... Lui Hard
Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso Vasco è
esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv)
- 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori,
i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha
l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie
Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione:
"In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una
"strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no
alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso
Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici
Rockol.it March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
E va bene, ero
partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho
scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri
quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel
locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa'
perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche
dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi'
bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando,
insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il
profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu,
altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un
gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque
suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con
me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è
arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha
reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in
un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E'
distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici
dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non
puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno,
l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a
prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero
artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per
strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è
una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano
ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i
suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque.
Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading
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questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel
fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una
telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono
farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del
cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché.
Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere
operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga.
Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto
piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo
i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a
lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su
quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti (
37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era
nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello
di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani
ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul
Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in
ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se
a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo
delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora
dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora
incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà
recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile
quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono
letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono
stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze??
L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i
cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse
questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La
lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una
bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto
interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo
al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un
pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive,
Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston,
Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my
religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day
is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un
concerto "blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni
così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i
Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani
stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non
possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna
dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha
fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi
giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il
concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono
innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha
regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9
votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led
Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata
l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni.
Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa,
annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di
Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è
evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando
le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni
Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a
un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi
assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un
gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e
degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5
out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha
toppato "Ci si deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo
che vorrei", il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo
album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli, spot, servizi che
implacabilmente si spalmerà per tutta l'estate. Per ritornare sul mercato,
Vasco ha scelto la solita ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e
tutto il solito corredo di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di
rimpianti impossibili. Esatto: il solito corredo. L'ho ascoltato per due
giorni, sperando che mi accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla.
Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x factor, non ha quella marcia in più che sa
distinguerlo da tutti gli altri e che lo ha trasformato in un punto di
riferimento per quelle due o tre generazioni che ancora oggi parlano con le sue
parole. E' un bel pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo
prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono
faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie
Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di
Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo
a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi
uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una
notizia (poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo
imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida
sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni
giorni tutti furono rapidamente informati delle condizioni di salute della
ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano
dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa
sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto
intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti,
aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie
contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati
inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per
fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo
quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa.
Però ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi
italiani, non solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del
Los Angeles Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha
semplicemente emesso un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha
"misure stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia:
chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello
che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti
o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in
ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è
giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle
autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né
tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre
così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste
più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa
franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo
perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su
altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle
punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono
limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di
questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade
in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per
rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti
( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi
L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato
a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro
"Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono
clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che
"Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del
popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli
sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché
episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa
italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro
radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a
questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza
per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di
solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio
gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una
goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure
silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes, average:
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passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la sua
apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non
importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di
musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su
tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti
è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente
spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e
scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia
niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a
una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente.
Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 32 )
" (16 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano
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27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione
all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già
pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo
Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston,
sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione
all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in
Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il
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leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli
articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78)
Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo
suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao
Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo
disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è
esterofilo al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao
Giordano, mi sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione
da... Lui Hard Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso
Vasco è esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e
di Mtv) - 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari
genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella,
Venditti ha l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails
Ultime notizie Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia
AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo,
linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso
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Rockol.it March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
E va bene, ero
partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho
scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri
quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel
locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa'
perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche
dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi'
bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando,
insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il
profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu,
altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un
gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque
suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con
me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è
arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha
reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in
un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E'
distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici
dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non
puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno,
l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a
prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero
artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per
strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è
una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano
ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i
suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque.
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fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una
telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono
farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del
cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione
virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi
la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i
motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere
migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio
Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le
scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li
hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5
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Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata
confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio
Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi:
il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo:
infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio
proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è
già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle
Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora
dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora
incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà
recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile
quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono
letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono
stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze??
L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i
cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse
questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7
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dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella
notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti
da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling
Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La
scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second
guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural
superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna
dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man
on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato",
riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne
hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro,
si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my
religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno
fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione,
mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il
concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su
Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la
vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in
tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa.
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mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin
sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei
Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la
sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul
Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io
so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente
l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla
tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono
sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto
da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene,
con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in
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accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il
nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la
solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per
tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona
rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi
sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il
solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse
qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x
factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e
che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre
generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per
carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto
noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così,
altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12
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così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti.
Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche
dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i
due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una
clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente
informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile
imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il
Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava
di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare
(esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari
contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che
avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle
mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears
sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei
un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi
che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex)
lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o
smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui
confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy
dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo.
Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come
nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse
finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che
purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse
delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né
tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre
così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste
più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa
franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo
perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su
altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle
punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono
limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di
questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade
in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per
rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti
( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi
L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato
a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro
"Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono
clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che
"Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del
popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i
controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina
affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla
stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del
ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in
merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però
pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie
che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad
esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero
una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù.
Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08
Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per
presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre
mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha
parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha
divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che
importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha
semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo
per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che
non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso
davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi
commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti
( 32 ) " (16 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione
all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già
pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo
Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston,
sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione
all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in
Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il
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articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica
leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli
articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78)
Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo
suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao
Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo
disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è esterofilo
al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi
sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione da... Lui Hard
Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso Vasco è
esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv)
- 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori,
i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha
l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie
Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione:
"In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una
"strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no
alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso
Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici
Rockol.it March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
E va bene, ero
partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho
scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri
quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel
locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa'
perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche
dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi'
bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando,
insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il
profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu,
altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un
gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque
suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con
me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è
arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha
reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in
un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E'
distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici
dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non
puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno,
l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a
prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero
artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per
strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è
una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano
ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i
suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque.
Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading
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questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel
fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una
telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono
farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del
cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché.
Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere
operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga.
Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto
piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo
i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a
lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su
quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti (
37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era
nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello
di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani
ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul
Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in
ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se
a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo
delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora
dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora
incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà
recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile
quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono
letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono
stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze??
L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i
cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse
questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7
votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione
dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella
notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti
da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling
Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La
scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second
guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural
superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna
dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man
on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto
"blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i
supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci
hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani
stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non
possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna
dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha
fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi
giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il
concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono
innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha
regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9
votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led
Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata
l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni.
Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa,
annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di
Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è
evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando
le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni
Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a
un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi
assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un
gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e
degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha
toppato "Ci si deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo
che vorrei", il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo
album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli, spot, servizi che
implacabilmente si spalmerà per tutta l'estate. Per ritornare sul mercato,
Vasco ha scelto la solita ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e
tutto il solito corredo di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di
rimpianti impossibili. Esatto: il solito corredo. L'ho ascoltato per due
giorni, sperando che mi accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta
al pezzo di Vasco manca l'x factor, non ha quella marcia in più che sa
distinguerlo da tutti gli altri e che lo ha trasformato in un punto di
riferimento per quelle due o tre generazioni che ancora oggi parlano con le sue
parole. E' un bel pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo
prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono
faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie
Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di
Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo
a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi
uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia
(poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a
memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a
gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti
furono rapidamente informati delle condizioni di salute della ragazza, con
l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene,
adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo
perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per
licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti
disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei
medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le
cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney
Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato
per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi
strascichi che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i
fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times,
invece di frignare o smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un
comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha "misure stringenti
per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e
non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in
Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt
Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in ospedale. Non solo la
prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è giustificabile ma è
difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle autorità ospedaliere,
che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né tantomeno si sarebbero mossi i
magistrati. D'altronde in Italia accede sempre così ed è per questo che,
nonostante una legge molto restrittiva, non esiste più la privacy. Non ci sono
conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa franca. E se, per un caso
improbabile, viene individuato, può star tranquillo perché ci vogliono anni
prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su altre spiagge, il caso di
Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle punizioni decise dal
Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono limiti privati che
neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di questi è la salute. E
basta vedere quello che proprio in questi giorni accade in Italia (il caso del
ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per rendersi conto di
quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (12
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 Bjork,
il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi L'altro giorno durante un
concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza
del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!"
Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno
reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del
nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'.
Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che
abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si
verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha
protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in
visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando
sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove
siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a
violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina
succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia
dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti.
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questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti
è arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del venerdì al
Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure riportare tutte
le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica, ha presentato il
suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre con competenza.
Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato
delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna,
all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo
sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico. E se penso che
l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di giornalisti iene
scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo.
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Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di Sanremo.
Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi è stata
squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa. Però
lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un altro
caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a criticare
(vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes,
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sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha
sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it
contatti Categorie Varie (78) Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche
avuto la fortuna di vederlo suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM
Stevens... Sissi: Ciao Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a
tutti di ascoltare questo disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo,
Hard rocker: Vasco è esterofilo al punto che non solo usa musicisti
stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi sono avvicinata oggi a questo nuovo
capolavoro con un'emozione da... Lui Hard Rocker: ..scusa Enrico.. posso
permettermi di dire che lo stesso Vasco è esterofilo? Ha sempre avuto dei... I
più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv) - 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a
febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel sono diventati
maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1 Emails Oops,
Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie Dibattiti in tv: niente
Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani
abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama
alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del
Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati:
"Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per
la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di
Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo
rotante Siti amici Rockol.it March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
E va bene, ero
partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho
scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri
quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel
locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa'
perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche
dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi'
bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando,
insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il
profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu,
altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un
gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque
suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con
me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è
arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha
reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in
un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E'
distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici
dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non
puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno,
l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a
prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero
artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per
strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è
una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano
ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i
suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque.
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fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una
telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono
farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del
cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché.
Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere
operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga.
Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto
piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo
i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a
lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su
quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti (
37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano
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22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era
nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello
di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani
ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul
Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in
ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se
a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo
delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora
dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora
incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà
recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile
quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono
letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono
stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze??
L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i
cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse
questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7
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lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una
bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto
interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo
al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un
pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive,
Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston,
Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion,
I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done
(bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto
"blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i
supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci
hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani
stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non
possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna
dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha
fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi
giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto
era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se
la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a
tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O
forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i
Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff
McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo
ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy
Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è
qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo
che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere
ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale.
Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un
concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così
bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti.
Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading
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questo articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si
deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il
nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la
solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per
tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona
rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi
sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il
solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse
qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x
factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e
che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre
generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per carità.
Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto noioso.
Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così, altrimenti sai
che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge
Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles
Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche dall'agenzia
Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri
di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa
fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente informati delle
condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i
pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove
la popstar fu messa sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o
perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici
dipendenti, aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause
giudiziarie contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove
erano stati inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro.
Adesso per fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in
forma dopo quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla
stampa. Però ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi
italiani, non solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del
Los Angeles Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha
semplicemente emesso un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha
"misure stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia:
chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello
che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti
o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in
ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è
giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle
autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né tantomeno
si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre così ed è
per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste più la
privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa franca. E
se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo perché ci
vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su altre
spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle
punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono
limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di
questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade
in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per
rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti
( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi
L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato
a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro
"Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono
clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che
"Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del
popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i
controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina
affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla
stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del
ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in
merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però
pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie
che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad
esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero
una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù.
Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08
Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per
presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre
mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha
parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha
divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che
importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha
semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo
per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che
non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso
davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi
commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti
( 32 ) " (16 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
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amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione
all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già
pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo
Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston,
sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione
all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in
Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il
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articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica
leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli
articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78)
Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo
suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao
Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo
disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è
esterofilo al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao
Giordano, mi sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione
da... Lui Hard Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso
Vasco è esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e
di Mtv) - 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari
genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella,
Venditti ha l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails
Ultime notizie Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia
AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo,
linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala,
l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco
delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog
di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
E va bene, ero
partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho
scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri
quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel
locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa'
perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche
dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi'
bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando,
insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il
profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu,
altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un
gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque
suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con
me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è
arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha
reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in
un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E'
distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici
dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non
puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno,
l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a
prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero
artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per
strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è
una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano
ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i
suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque.
Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading
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questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel
fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una
telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono
farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del
cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione
virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi
la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i
motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere
migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio
Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le
scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li
hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio
Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata
confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio
Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi:
il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo:
infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio
proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è
già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle
Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora
dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora
incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà
recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile
quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono
letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono
stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze??
L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i
cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse
questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione
dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella
notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti
da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling
Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La
scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second
guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural
superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna
dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man
on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato",
riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne
hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro,
si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my
religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno
fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione,
mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il
concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su
Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la
vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in
tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa.
Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading
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questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche
mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin
sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei
Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la
sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul
Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io
so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente
l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla
tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono
sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto
da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene,
con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in
Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog
di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve
accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il
nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la
solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per
tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona
rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi
sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il
solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse
qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x
factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e
che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre
generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per
carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto
noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così,
altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12
votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi,
così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti.
Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche
dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i
due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una
clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente
informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile
imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il
Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava
di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare
(esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari
contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che
avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle
mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears
sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei
un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi
che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex)
lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o
smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui
confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy
dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo.
Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come
nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse
finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che
purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse
delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né
tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre
così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste
più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa
franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo
perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su
altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle
punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono
limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di
questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade
in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per
rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti
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amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi
L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato
a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro
"Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono
clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che
"Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del
popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i
controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina
affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla
stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del
ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in
merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però
pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie
che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad
esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero
una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù.
Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16
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Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per
presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre
mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha
parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha
divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che
importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha
semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo
per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che
non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso
davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi
commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti
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amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione
all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già
pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo
Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston,
sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione
all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in
Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il
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leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli
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suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao
Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo
disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è esterofilo
al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi
sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione da... Lui Hard
Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso Vasco è
esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv)
- 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori,
i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha
l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie
Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione:
"In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una
"strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no
alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso
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Rockol.it March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
E va bene, ero
partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho
scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri
quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel
locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa'
perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche
dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi'
bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando,
insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il
profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu,
altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un
gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque
suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con
me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è
arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha
reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in
un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E'
distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici
dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non
puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno,
l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a
prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero
artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per
strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è
una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano
ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i
suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque.
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fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una
telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono
farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del
cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione
virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi
la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i
motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere
migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio
Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le
scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li
hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5
votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio
Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata
confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio
Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi:
il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo:
infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio
proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è
già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle
Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora
dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora
incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà
recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile
quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono
letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono
stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze??
L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i
cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse
questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione
dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella
notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti
da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling
Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La
scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second
guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural
superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna
dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man
on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato",
riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne
hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro,
si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my
religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno
fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione,
mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il
concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su
Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la
vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in
tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa.
Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading
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questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche
mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin
sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei
Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la
sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul
Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io
so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente
l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla
tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono
sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto
da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene,
con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in
Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog
di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve
accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il
nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la
solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per
tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona
rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi
sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il
solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse
qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x
factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e
che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre
generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per
carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto
noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così,
altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12
votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi,
così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti.
Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche
dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i
due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una
clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente
informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile
imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il
Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava
di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare
(esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari
contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che
avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle
mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears
sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei
un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi
che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex)
lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o
smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui
confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy
dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo.
Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come
nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse
finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che
purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse
delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né
tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre
così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste
più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa
franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo
perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su
altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle
punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono
limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di
questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade
in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per
rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti
( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi
L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato
a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro
"Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono
clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che
"Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del
popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i
controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina
affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla
stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del
ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in
merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però
pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie
che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad
esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero
una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù.
Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08
Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per
presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre
mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha
parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha
divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che
importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha
semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo
per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che
non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso
davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi
commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti
( 32 ) " (16 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
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amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione
all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già
pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo
Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston,
sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione
all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in
Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il
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articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica
leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli
articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78)
Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo
suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao
Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo
disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è esterofilo
al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi
sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione da... Lui Hard
Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso Vasco è
esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv)
- 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori,
i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha
l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie
Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione:
"In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una
"strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no
alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso
Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici
Rockol.it March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
E va bene, ero
partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho
scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri
quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel
locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa'
perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche
dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi'
bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando,
insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il
profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu,
altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un
gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque
suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con
me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è
arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha
reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in
un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E'
distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici
dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non
puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno,
l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a
prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero
artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per
strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è
una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano
ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i
suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque.
Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading
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questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel
fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una
telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono
farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del
cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione
virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi
la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i
motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere
migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio
Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le
scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li
hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5
votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio
Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata
confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio
Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi:
il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo:
infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio
proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è
già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle
Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora
dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora
incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà
recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile
quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono
letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono
stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze??
L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i
cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse
questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione
dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella
notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti
da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling
Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La
scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second
guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural
superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna
dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man
on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato",
riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne
hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro,
si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my
religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno
fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione,
mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il
concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su
Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la
vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in
tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa.
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mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin
sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei
Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la
sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul
Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io
so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente
l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla
tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono
sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto
da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene,
con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in
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articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve
accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il
nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la
solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per
tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona
rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi
sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il
solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse
qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x
factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e
che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre
generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per
carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto
noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così,
altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12
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così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti.
Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche
dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i
due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una
clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente
informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile
imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il
Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava
di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare
(esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari
contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che
avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle
mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears
sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei
un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi
che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex)
lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o
smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui
confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy
dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo.
Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come
nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse
finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che
purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse
delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né
tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre
così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste
più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa
franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo
perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su
altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle
punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono
limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di
questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade
in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per
rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti
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amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi
L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato
a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro
"Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono
clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che
"Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del
popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i
controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina
affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla
stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del
ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in
merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però
pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie
che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad
esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero
una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù.
Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16
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Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per
presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre
mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha
parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha
divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che
importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha
semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo
per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che
non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso
davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi
commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti
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amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione
all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già
pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo
Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston,
sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione
all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in
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leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli
articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78)
Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo
suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao
Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo
disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è esterofilo
al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi
sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione da... Lui Hard
Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso Vasco è
esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv)
- 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori,
i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha
l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie
Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione:
"In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una
"strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no
alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso
Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici
Rockol.it March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 75 del 2008-03-28
pagina
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
E va bene, ero
partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho
scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri
quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel
locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa'
perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche
dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi'
bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando,
insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il
profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu,
altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un
gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque
suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con
me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è
arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha
reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in
un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E'
distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici
dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non
puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno,
l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a
prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero
artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per
strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è
una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano
ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i
suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque.
Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading
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questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel
fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una
telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono
farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del
cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione
virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi
la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i
motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere
migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio
Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le
scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li
hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5
votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio
Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata
confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio
Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi:
il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo:
infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio
proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è
già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle
Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora
dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora
incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà
recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile
quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono
letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono
stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze??
L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i
cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse
questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7
votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione
dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella
notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti
da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling
Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La
scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second
guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural
superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna
dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man
on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato",
riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne
hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro,
si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my
religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno
fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione,
mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il
concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su
Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la
vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in
tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa.
Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading
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questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche
mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin
sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei
Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la
sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul
Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io
so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente
l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla
tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono
sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto
da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene,
con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in
Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog
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articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve
accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il
nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la
solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per
tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona
rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi
sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il
solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse
qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x
factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e
che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre
generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per
carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto
noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così,
altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12
votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi,
così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti.
Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche
dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i
due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una
clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente
informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile
imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il
Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava
di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare
(esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari
contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che
avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle
mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears
sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei
un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi
che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex)
lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o
smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui
confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy
dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo.
Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come
nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse
finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che
purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse
delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né
tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre
così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste
più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa
franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo
perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su
altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle
punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono
limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di
questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade
in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per
rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti
( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi
L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato
a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro
"Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono
clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che
"Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del
popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i
controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina
affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla
stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del
ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in
merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però
pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie
che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad
esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero
una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù.
Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08
Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per
presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre
mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha
parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha
divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che
importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha
semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo
per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che
non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso
davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi
commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti
( 32 ) " (16 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
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amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione
all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già
pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo
Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston,
sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione
all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in
Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il
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articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica
leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli
articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78)
Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo
suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao
Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo
disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è esterofilo
al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi
sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione da... Lui Hard
Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso Vasco è
esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv)
- 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori,
i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha
l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie
Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione:
"In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una
"strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no
alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso
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Rockol.it March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
E va bene, ero
partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho
scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri
quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel
locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa'
perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche
dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi'
bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando,
insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il
profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu,
altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un
gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque
suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con
me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è
arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha
reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in
un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E'
distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici
dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non
puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno,
l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a
prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero
artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per
strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è
una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano
ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i
suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque.
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fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una
telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono
farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del
cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione
virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi
la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i
motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere
migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio
Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le
scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li
hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5
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Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata
confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio
Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi:
il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo:
infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio
proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è
già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle
Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora
dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora
incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà
recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile
quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono
letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono
stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze??
L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i
cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse
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dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella
notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti
da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling
Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La
scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second
guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural
superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna
dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man
on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato",
riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne
hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro,
si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my
religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno
fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione,
mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il
concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su
Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la
vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in
tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa.
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mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin
sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei
Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la
sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul
Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io
so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente
l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla
tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono
sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto
da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene,
con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in
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accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il
nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la
solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per
tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona
rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi
sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il
solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse
qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x
factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e
che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre
generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per
carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto
noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così,
altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12
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così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti.
Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche
dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i
due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una
clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente
informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile
imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il
Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava
di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare
(esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari
contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che
avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle
mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears
sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei
un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi
che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex)
lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o
smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui
confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy
dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo.
Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come
nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse
finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che
purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse
delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né
tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre
così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste
più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa
franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo
perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su
altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle
punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono
limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di
questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade
in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per
rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti
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amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi
L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato
a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro
"Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono
clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che
"Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del
popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i
controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina
affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla
stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del
ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in
merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però
pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie
che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad
esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero
una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù.
Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08
Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per
presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre
mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha
parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha
divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che
importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha
semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo
per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che
non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso
davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi
commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti
( 32 ) " (16 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione
all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già
pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo
Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston,
sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione
all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in
Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il
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leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli
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suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao
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disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è esterofilo
al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi
sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione da... Lui Hard
Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso Vasco è
esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv)
- 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori,
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alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
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Rockol.it March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 75 del 2008-03-28
pagina 3 Il fair play dei turchi: usano i rifiuti di Napoli per demolire Milano
di Marta Ottaviani da Istanbul (Turchia) In Turchia sono tutti convinti che
Smirne vincerà. Però non perdono occasione per bastonare la concorrente e per far
vedere come Milano sarebbe inadeguata a ospitare l'Expo 2015, dimostrando poco
fair play. Negli ultimi due giorni quotidiani del Paese, noti e meno noti, si
sono sbizzarriti in commenti sul capoluogo lombardo, spesso tirando in ballo
anche problemi nazionali in cui Milano ha un ruolo pressoché marginale. Persino
giornali solitamente noti per la loro autorevolezza. Hürriyet ad esempio
sostiene che, se vincerà Milano, l'Expo 2015 sarà ospitata da una delle città
con il cielo più sporco d'Europa e per dimostrare quanto l'aria sia
irrespirabile si serve di dati pubblicati tempo addietro dal Daily Telegraph,
sostenendo la tesi che l'Ecopass introdotto a gennaio non sarebbe servito a
niente se non a limitare l'ingresso di auto nel centro storico. Milliyet, solitamente
noto per la sua misura e la moderazione nei commenti, per Milano ha fatto
eccezione e se l'è presa anche con i guai italiani. Ha descritto il Bel Paese
come un luogo che si è preso dall'Ue un ammonimento sui rifiuti, dove il
governo cade e il maggiore scalo internazionale, Milano Malpensa, rischia di veder ridimensionato il suo ruolo di hub a causa della vendita di
Alitalia. Non si salva neanche il sindaco Letizia Moratti. Milliyet la
definisce "Demir Lady", lady di ferro: secondo il giornale turco ora
sarebbe col morale a terra, pensando a quanto i fatti legati alla spazzatura di
Napoli e la crisi di Alitalia avrebbero minato dalle fondamenta il buon lavoro fatto dal suo
team. Ci sono poi notizie di corollario che, inserite in un determinato
contesto, sembrano quasi delineare una vera e propria strategia della stampa
turca ai danni del capoluogo lombardo. Il quotidiano in lingua inglese Turkish
daily news ha reso nota l'indiscrezione che su 27 Paesi che compongono
attualmente l'Ue, ben 17 farebbero il tifo per la Turchia e solo 10 per
l'Italia. Haber Express, un quotidiano locale, ha fatto un'indagine fra gli
italiani che risiedono a Smirne e la maggior parte sostiene la candidatura
della città turca contro Milano perché viene giudicata più dinamica e idonea a
ospitare una manifestazione come l'Expo. Persino gli studenti stranieri nelle
università sono accaniti sostenitori della "Perla dell'Egeo", come la
chiamano in Turchia. Secondo Yeni Gun, un altro quotidiano locale, in questo
momento Smirne staccherebbe la città della Madonnina di 6, forse 8 voti.
Determinante sarebbe stata una delle ultime missioni condotte in Oceania dalla
delegazione turca. Insomma la Turchia si prepara alla cronaca di una vittoria
che, secondo lei, è annunciata e ci spera. La maggior parte dei giornali ha
dato grande risalto al fatto che anche stelle come Roberto Carlos hanno
dichiarato pubblicamente di sostenere Smirne. Peccato che Roberto Carlos giochi
nel Fenerbahce, una delle più importanti squadre di Istanbul. © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Inevitabile che le
pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna
elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro
in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico
massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega
Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli
anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle
entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci
saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo
governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di
incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla
"Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non
solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura?
Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai
pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è
impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell'
arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti
( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani
© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar
08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola
"emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto
o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza":
vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio,
gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste,
e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali,
balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via
l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal
nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo
nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma
taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si
"rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa.
Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra
notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%.
E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un
alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr).
La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per
l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al
"piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un
piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani"
che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli
) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta
l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e
aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli
"anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo
elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e
genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato
dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un
"nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo
sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no:
in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata
Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di
un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e
del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la
questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo
Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero.
Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è
roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo
dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe
voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà
penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del
Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno
i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione,
manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani
("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma
anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il
gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E
guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha
sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 )
" (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di
Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi
inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o
non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle
281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna
elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo
la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti.
ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio
così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati
(veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la
riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma
c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento.
Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi
(forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni
(che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare
con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare
che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico
d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero
così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta
e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi,
concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le
elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova
anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli
italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state
rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella
Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha
fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle
urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà
pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma
li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada
"berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni
all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a
mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il
mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi.
Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah!
Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e
che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo
Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord.
Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto
fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò,
aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di
Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i
lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di
Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del
Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che
forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in
quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la
certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci
sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo
candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato,
che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può
essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non
rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà
una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella
corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) "
(13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08
Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente
libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un
tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra".
Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro
pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito
Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi
l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un
solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo
leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare
punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è
una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha
bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto
l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia?
E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i
vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle
canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche
l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse
è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi
del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di
Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine
dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette
missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo
del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che
cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente
miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo.
Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta:
migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta:
federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di
più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma,
riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice
visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la
sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese.
Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto
con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a
Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma
che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti
principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto
con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma
ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in
tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e
"le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci
dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un
programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario
di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente".
Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più
importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un
cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le
tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi
sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto
detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader
del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza
che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma
anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di
spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter
Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze"
per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si
può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani
una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte.
Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali
e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito
Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero
firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro
idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata
da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle
truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del
Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico,
diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi
punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di
firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non
hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato
Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche
peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così
importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un
avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza
fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo.
Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni:
"Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio
Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta
perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del
silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor
Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in
Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne
pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti (
13 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari
lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del
Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de
"il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet,
un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica
rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte
multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha
richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche
di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e
comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei
lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro
contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con
la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa
è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli:
"Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore
Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in
edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale
di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può
consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e
la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average:
2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il
caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non
bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza
sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse
operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo
la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni?
Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni
aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli
invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di...
I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il
senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails
Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente
Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani
abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama
alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati:
"Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per
la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di
Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di
Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per
le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il
Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera
Storia Libera TocqueVille March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 75 del 2008-03-28
pagina 3 Il piano segreto per Malpensa: aprire ai tedeschi di Nicola Porro Il
progetto, che sarà realizzato entro tre anni, prevede di operare con una flotta
di aerei a lungo raggio. Spiccata vocazione per le rotte verso l'Africa e
l'Asia C'è un progetto segreto al quale sta lavorando da parecchie settimane Giuseppe
Bonomi, il numero uno della Sea, la società che gestisce gli scali milanesi. È
l'àncora di salvezza per ridare ossigeno a Malpensa e passa per un grande
accordo con Lufthansa e la sua controllata italiana Air Dolomiti. Ieri Bonomi è
stato abbastanza esplicito: "La nostra reazione
all'abbandono di Alitalia non sarà difensiva". La Sea sta trattando con 70 linee
aeree per ampliare le rotte, anche se una di esse sarà la regina. Ma andiamo
per ordine. Il presupposto è ormai assodato: Malpensa da lunedì anche
operativamente non sarà più l'hub di Alitalia, né la
base dei suoi voli intercontinentali. Sono stati cancellati 180 voli al
giorno, 800 alla settimana. Delle 17 rotte intercontinentali ne restano tre
soltanto, al servizio del mercato milanese: New York, Tokio e San Paolo del
Brasile. Le autorità lombarde avevano chiesto una "moratoria" di tre
anni per non svuotare all'improvviso l'aeroporto; poi avevano chiesto che gli
slot di Alitalia venissero vincolati a un portafoglio
unico, evitandone la dispersione tra più vettori. Ma le richieste non sono
state soddisfatte. Se il progetto di Air France non dovesse andare in porto, il
vuoto su Malpensa in ogni caso resterebbe. Ecco allora che dal cilindro della
Sea esce la sorpresa: Lufthansa, con un piano che porterà a regime nell'arco di
un triennio, farebbe di Malpensa il proprio quarto hub, dopo Francoforte,
Monaco e Zurigo (base della controllata Swiss). Servirà, con una flotta che
potrà contare su oltre dieci aerei di lungo raggio, il bacino italiano e del Mediterraneo,
diventando, di fatto, l'hub per il Sud Europa, con spiccata vocazione ai voli
verso l'Africa e l'Oriente. Lufthansa potrà operare con il proprio marchio in
regime di "open skies", la normativa che proprio dal prossimo lunedì
apre reciprocamente i cieli di Europa e Stati Uniti. E potrà volare dall'Italia
anche con Air Dolomiti, la compagnia controllata al 100% ma di bandiera
italiana, attualmente utilizzata per il fideraggio (alimentazione di traffico)
verso gli aeroporti tedeschi; è attraverso il vettore veneto, fondato da Alcide
Leali, che sarà osservato il requisito dell'"italianità". In altre
parole sarà Air Dolomiti a chiedere (e a poter ottenere) dai ministeri dei
Trasporti e degli Esteri i diritti di volo su base bilaterale, frutto delle negoziazioni
tra i governi. In sintesi il piano di salvezza di Sea si compone di diversi
passaggi. Una forte presenza, annunciata ieri, di Air One, che con Lufthansa ha
tra l'altro un rapporto consolidato. Una seconda gamba si compone sulle nuove
opportunità date dalla liberalizzazione dei voli con il Nord America. Lufthansa
potrà così operare direttamente, punto a punto, dallo scalo lombardo. E infine
l'asso nella manica di Air Dolomiti. Il vettore completamente controllato dai
tedeschi, ma di bandiera italiana. Il suo ruolo verrebbe a crescere e
attraverso di esso si andrebbero a chiedere i diritti di volo (essenzialmente
verso Asia e Africa) che sono trattati a livello bilaterale tra i governi. I
tempi del piano sono evidentemente condizionati dall'esito delle trattative su Alitalia. Ma delle parti della Sea è ormai chiaro che il
passato di hub domestico non potrà più reggere. Ecco perché l'azione della Sea
si è oggi concentrata nella richiesta di tempo. Necessario evidentemente per
trattare con il governo i preziosi diritti di volo. È tutta materia che non
potrà affrontare questo esecutivo, ma che sarà oggetto di trattativa con il
prossimo governo. L'ostilità di Silvio Berlusconi al progetto Air France se non
dovesse concretizzarsi in una bocciatura del piano o nella costituzione di una
nuova cordata, potrebbe comunque creare un grosso problema a Spinetta. È
evidente infatti la necessità dei francesi di non permettere la creazione di un
concorrente forte in Italia, come sarebbe Lufthansa. E di conseguenza la richiesta
di non attribuire ad altri i diritti di volo che ha in portafoglio la ex
compagnia di bandiera italiana. Un secondo gradino della vicenda riguarda
invece e più direttamente Sea. La perdita di un cliente come Alitalia
l'ha evidentemente indebolita: in un colpo solo vengono cancellati 70 milioni
di euro di margine operativo annuo. La strada della privatizzazione a questo
punto si allontana. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Inevitabile che le
pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna
elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro
in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico
massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega
Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli
anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle
entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci
saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo
governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di
incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla
"Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non
solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura?
Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai
pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è
impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell'
arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti
( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani
© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar
08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola
"emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto
o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza":
vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio,
gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste,
e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali,
balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via
l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal
nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo
nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma
taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si
"rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa.
Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra
notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%.
E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un
alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr).
La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per
l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al
"piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un
piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani"
che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli
) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta
l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e
aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli
"anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo
elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e
genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato
dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un
"nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo
sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no:
in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata
Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di
un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e
del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la
questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo
Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero.
Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è
roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo
dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe
voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà
penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del
Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno
i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione,
manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani
("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma
anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il
gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E
guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha
sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 )
" (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di
Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi
inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o
non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle
281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale.
Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa.
Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci
crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi
nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e
presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga
talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era
tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento.
Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi
(forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni
(che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare
con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare
che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico
d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero
così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta
e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi,
concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le
elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova
anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli
italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state
rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella
Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha
fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle
urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà
pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma
li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada
"berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni
all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a
mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il
mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi.
Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah!
Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e
che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo
Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord.
Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto
fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò,
aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di
Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i
lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di
Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del
Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che
forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in
quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la
certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci
sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo
candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato,
che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può
essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non
rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà
una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella
corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08
Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente
libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un
tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra".
Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro
pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito
Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi
l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un
solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo
leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare
punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è
una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha
bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto
l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia?
E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i
vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle
canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche
l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse
è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi
del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di
Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine
dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette
missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo
del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che
cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente
miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo.
Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta:
migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta:
federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di
più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma,
riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice
visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la
sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese.
Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto
con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a
Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma
che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti
principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto
con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma
ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in
tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e
"le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci
dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un
programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario
di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente".
Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più
importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un
cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le
tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi
sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto
detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader
del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza
che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma
anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di
spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter
Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze"
per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si
può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani
una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte.
Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali
e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito
Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero
firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro
idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata
da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle
truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del
Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico,
diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi
punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di
firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non
hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato
Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche
peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così
importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un
avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza
fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo.
Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni:
"Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio
Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta
perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del
silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor
Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in
Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne
pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti (
13 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari
lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del
Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de
"il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet,
un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica
rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte
multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha
richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche
di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e
comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei
lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro
contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con
la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa
è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli:
"Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore
Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in
edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale
di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può
consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e
la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average:
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caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non
bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza
sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse
operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo
la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni?
Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni
aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli
invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di...
I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il
senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails
Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente
Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani
abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama
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Argomenti: Alitalia
N. 75 del 2008-03-28
pagina 2 Berlusconi: "La cordata? Esiste, ma chi fa i nomi vuole soltanto
bloccarla" di Fabrizio Ravoni "Sulla lista solo supposizioni".
Intanto alla compagnia guardano con interesse anche alcuni "fondi sovrani"
del Golfo Persico da Roma Confida un banchiere non certo di simpatie
berlusconiane: "Ma le pare che, viste come si sono messe le cose per Alitalia, qualcuno ha voglia di entrare nel ventilatore
elettorale?". Ne consegue che una nuova cordata per la compagnia di
bandiera è probabile che non si manifesti prima di una quarantina di giorni. Le
Camere sono convocate per il 29 aprile. Il nuovo governo, quindi, dovrebbe
essere in carica intorno al 10-15 maggio. Fino a quel giorno è assai difficile
che qualche esponente della business community confermi un proprio
interessamento. Anche se Berlusconi è convinto che la nuova cordata si presenti
"fra 3-4 settimane". Visto il tempo a disposizione, nessuno vuole
uscire allo scoperto. Da qui la pioggia di precisazioni, nonostante - come dice
il Cavaliere - "i molti messaggi positivi di imprenditori entusiasti del
mio appello e pronti a puntare una loro fiche" su Alitalia.
"E chi mi ha telefonato non può smentire un eventuale interesse
futuro". Lo stesso Berlusconi riconosce: "C'è tutto il tempo per
condurre in porto le esplorazioni e i contatti già avviati dai consulenti.
Nessuno è autorizzato - precisa - a scambiare questi contatti come decisioni
già assunte o peggio manifestate". E sottolinea: "Tutto questo non
potrà mai avvenire finquando è in corso la trattativa in esclusiva con Air
France". E ribadisce: o rapporto paritario Alitalia-Air France, "oppure si chiuda la trattativa". Bruno
Ermolli, superconsulente del Cavaliere, conferma: Berlusconi mi ha dato mandato
di individuare imprenditori per un positivo salvataggio e rilancio di Alitalia. Ma prima - ricorda - si "dovrà esaurire la trattativa con
Air France". Oggi, però, il cda di Alitalia
farà cadere la data del 31 marzo, come termine ultimo per il negoziato con i
francesi. Un segnale di come i francesi non intendano abbandonare il tavolo. I
"contatti", come li chiama Berlusconi, li tengono tutti con tutti. Li
tengono le banche d'affari, li tengono i banchieri, li tengono le stesse
compagnie aeree; e li tengono anche imprenditori che potrebbero entrare
nell'operazione. Infine il Cavaliere ha smentito con decisione la
"lista" degli imprenditori pubblicata da La Stampa: "I nomi che
sono apparsi sui giornali - ha aggiunto - sono indiscrezioni o supposizioni
giornalistiche, non certo mie, ma di chi ha interesse a far fallire un'ipotesi
alternativa". E, ovviamente, si riferiva a Mediobanca, Eni, Ligresti,
Benetton e altri ancora. Un riflettore su Alitalia,
però, lo avrebbe acceso anche qualche "fondo sovrano" del Golfo
Persico. Attenti a ciò che avviene su Alitalia, anche
i tedeschi di Lufthansa. Mentre restano "coperti" sia Air One sia
Intesa Sanpaolo che, prima della scelta del governo di trattare in esclusiva
con Air France, avevano presentato una propria offerta. Una mano della partita Alitalia, poi, si giocherà a Bruxelles. Il nuovo governo
dovrà rinegoziare con la Ue l'andamento dei conti pubblici, peggiorato rispetto
alle previsioni iniziali. La Francia, finora, ha fatto capire di essere
disposta a sostenere le posizioni italiane. Ma le condizioni della sua finanza
pubblica - pur se non ai livelli italiani - non sono tali da poter alzar troppo
la voce. La Germania, invece, ha i conti in ordine. E potrebbe rappresentare un
alleato più credibile. Da registrare, infine, la puntuale irruzione di Antonio
Di Pietro, che questa volta è una minaccia: una denuncia alla Procura
"perché accerti se vi siano gli estremi di reato nelle dichiarazioni di
Silvio Berlusconi sul caso Alitalia". Ipotizzando
già i delitti: aggiotaggio e insider trading. Lui sì che non si smentisce mai.
© SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 75 del 2008-03-28
pagina 2 Il titolo vola ancora La Consob in campo di Redazione Ancora una
seduta positiva e a singhiozzo per Alitalia in Piazza
Affari. Il titolo della compagnia di bandiera ormai prossima a dire addio al
S&P/Mib, il paniere dove sono raccolti i pesi massimi del listino milanese,
ha chiuso sui massimi di seduta con un ulteriore balzo del 10,8% a quota 0,64
euro. Nonostante le ripetute sospensioni, i volumi sono stati consistenti: è
passato di mano l'1,45% del capitale (pari a 18,3 milioni di azioni). La
frenesia della situazione è finita sotto la lente della Consob che ha avviato
un attento monitoraggio. Nei giorni scorsi il presidente dell'Authority,
Lamberto Cardia, aveva invitato il mondo politico a tenere un atteggiamento
prudente nell'ipotizzare l'eventuale concretizzarsi di una
cordata italiana in grado di fare uscire Alitalia dal
vicolo cieco di dover accettare la proposta di Air France come unica
alternativa al fallimento. I sindacati sono sul piede di guerra contro Parigi
che punta a rilevare Alitalia (gravata da 1,2 miliardi di debiti), con un'offerta pubblica di
scambio che valorizza attualmente Alitalia: 154
milioni. Air France procederebbe quindi a un aumento di capitale da 1
miliardo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 75 del 2008-03-28
pagina 3 E Air One lancia 11 collegamenti di Sabrina Cottone "Vogliamo
diventare il vettore di riferimento dello scalo varesino e della
Lombardia" da Milano Alitalia va via e
Malpensa cerca di farsene una ragione. Non sarà facile rimpiazzare la compagnia
che molla di colpo 886 collegamenti settimanali. Ma l'aeroporto lombardo dà i
primi segnali intercontinentali di ripresa, soprattutto sul mercato americano
dove Air One-United Airlines e American Airlines si contendono i passeggeri con
nuovi voli, i primi puntando su Chicago e Boston, American Airlines su
New York JFK (con un nuovo volo giornaliero). Ma l'obiettivo di Air One è
dichiaratamente più ambizioso: vuole diventare "il vettore di riferimento
di Malpensa e della Lombardia". Lo dice Giorgio De Roni, direttore network
e marketing, durante la conferenza stampa di lancio di undici nuovi voli Air
One su destinazioni italiane, europee e statunitensi. "Un ottimo
segnale" commenta il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi, per nulla
rassegnato al destino point to point: "Crediamo ancora nel modello hub.
Malpensa ha grande appeal sul mercato e per questo nel 2008 i nostri
investimenti saranno maggiori rispetto al 2007". Già da domenica saranno
operativi quattro voli Air One al giorno su Fiumicino e due su Napoli, dal
primo aprile toccherà a Palermo, quindi a Berlino, Bruxelles, Atene, Salonicco,
Boston e Chicago. Infine Bari e Lamezia Terme. Il fiore all'occhiello sono
appunto le destinazioni americane che partiranno da giugno, perché la partnership
con United consentirà di arrivare con un unico biglietto nelle principali
destinazioni degli Stati Uniti, da Philadelphia a San Francisco a Denver, fino
a Los Angeles, Detroit, San Diego, Dallas, Houston, tanto per citare le
principali. Altre compagnie hanno annunciato il potenziamento verso Oriente:
crescono i voli di Singapore Airlines su Singapore, di Qatar Airways ed
Emirates su Dubai e di Air China su Shanghai. Movimenti anche sulle rotte
europee: Malev volerà 14 volte la settimana su Budapest, Fly Niki su Vienna (11
frequenze), EasyJet e VolareWeb piazzano ciascuno 8 aeromobili in più sullo
scalo varesino. Obiettivo finale: non far sentire la mancanza di Alitalia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Inevitabile che le
pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna
elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro
in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico
massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega
Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli
anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle
entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci
saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo
governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di
incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla
"Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non
solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura?
Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai
pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è
impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell'
arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti
( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani
© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar
08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola
"emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto
o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza":
vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio,
gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste,
e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali,
balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via
l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal
nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo
nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma
taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si
"rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa.
Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra
notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%.
E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un
alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr).
La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per
l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al
"piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un
piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani"
che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli
) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta
l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e
aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli
"anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo
elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e
genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato
dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un
"nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo
sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no:
in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata
Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di
un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e
del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la
questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo
Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero.
Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è
roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo
dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe
voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà
penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del
Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno
i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione,
manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani
("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma
anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il
gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E
guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha
sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 )
" (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di
Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi
inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o
non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle
281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale.
Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa.
Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci
crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi
nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e
presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga
talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era
tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento.
Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi
(forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni
(che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare
con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare
che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico
d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero
così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta
e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi,
concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le
elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova
anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli
italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state
rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella
Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha
fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle
urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà
pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma
li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada
"berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni
all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a
mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il
mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi.
Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah!
Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e
che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo
Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord.
Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto
fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò,
aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di
Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i
lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di
Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del
Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che
forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in
quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la
certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci
sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo
candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato,
che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può
essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non
rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà
una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella
corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08
Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente
libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un
tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra".
Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro
pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito
Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi
l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un
solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo
leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare
punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è
una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha
bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto
l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia?
E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i
vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle
canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche
l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse
è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi
del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di
Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine
dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette
missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo
del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che
cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente
miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo.
Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta:
migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta:
federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di
più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma,
riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice
visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la
sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese.
Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto
con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a
Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma
che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti
principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto
con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma
ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in
tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e
"le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci
dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un
programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario
di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente".
Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più
importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un
cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le
tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi
sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto
detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader
del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza
che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma
anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di
spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter
Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze"
per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si
può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani
una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte.
Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali
e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito
Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero
firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro
idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata
da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle
truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del
Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico,
diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi
punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di
firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non
hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato
Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche
peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così
importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un
avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza
fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo.
Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni:
"Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio
Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta
perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del
silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor
Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in
Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne
pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti (
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21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari
lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del
Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de
"il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet,
un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica
rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte
multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha
richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche
di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e
comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei
lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro
contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con
la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa
è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli:
"Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore
Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in
edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale
di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può
consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e
la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average:
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caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non
bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza
sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse
operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo
la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni?
Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni
aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli
invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di...
I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il
senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails
Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente
Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani
abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama
alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati:
"Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per
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Argomenti: Alitalia
N. 75 del 2008-03-28
pagina 2 Slitta la proposta di Air France Sale la tensione tra i sindacati di
Paolo Stefanato In mattinata atteso il nuovo testo, poi il cda deciderà sulla
data dell'ultimatum da Milano Sempre più ingarbugliata la trattativa che vede
da una parte Air France, dall'altra i sindacati italiani e, sullo sfondo,
l'acquisizione di Alitalia. Ieri sera era atteso da
Parigi un documento con i dettagli delle proposte emerse durante l'incontro con
Jean-Cyril Spinetta di martedì. Fino a tarda ora, nessuna notizia: sembra che
fosse fermo alla traduzione. Arriverà, con buona probabilità, oggi in prima
mattina, prima dell'incontro intersindacale, convocato per le 11, sede nella
quale le nove sigle lo esamineranno adeguatamente. Ieri sera, tuttavia,
all'Anpac (la prima organizzazione dei piloti) era in corso una discussione
arroventata sull'opportunità di partecipare alla riunione intersindacale. Sulla
propria posizione critica l'Anpac ha anche diramato un comunicato. Per oggi è stato convocato il consiglio di amministrazione di Alitalia, chiamato a esaminare la posizione finanziaria netta al 29
febbraio e a decidere su un'eventuale proroga del termine per la trattativa con
Air France, finora fissato al 31 marzo. Lunedì ci sarà anche un nuovo confronto
sindacati-Alitalia-Air France. Preliminare a tutto è comunque un segnale di
apertura da parte dei sindacati; solo in base a questo avrà senso dare più
spazio al negoziato, che riprenderà lunedì alla presenza del presidente di Air
France. Per accordare un rinvio della scadenza è (probabilmente) necessario un
prestito ponte, che il presidente di Alitalia,
Maurizio Prato, potrà richiedere al Tesoro solo se vi saranno i presupposti per
un costruttivo prosieguo della trattativa con Air France. Lo scoglio più duro,
allo stato, sembrano i piloti, paradossalmente tradizionali "alleati"
di Air France: scottati dal numero degli esuberi, dalla chiusura sul cargo,
penalizzati dalla cassa integrazione e dalle prospettive di un rientro in Air
France a condizioni considerate offensive. Ammorbidita, al contrario, appare la
posizione dei sindacati confederali. Il clima, in sintesi, è moderatamente
fiducioso. Il documento di Parigi non è, come taluno si aspetta, un nuovo piano
industriale, ma un "accordo quadro per la gestione delle risorse
umane". Non cambiano i numeri, ovvero i 2.100 esuberi già indicati, né le
linee di fondo. Ci saranno i particolari sulle modalità delle riduzioni, per
esempio la cassa integrazione per 7 anni all'80% dello stipendio, integrato al
100% dalla stessa Air France. Gli esuberi sono, grosso modo, 500 tra i piloti,
600 tra il personale di volo, 500 tra gli assistenti di terra e 500 nelle
manutenzioni pesanti di Az Servizi. I piloti si aspettano, per l'esattezza, 541
esuberi, ma nel documento troveranno una cifra diversa, 507, leggermente più
lieve. Sono durissimi sul cargo (accusano Alitalia di
non averli tenuti informati sul reale stato dei conti, che appaiono disastrosi)
e sui tagli alla flotta (42 aerei in meno): ed è proprio su questi due temi che
Spinetta, gran negoziatore, potrebbe fare un gesto d'incontro, lunedì mattina,
riducendo il numero delle "messe a prato"; l'equazione è immediata,
più aerei significa più equipaggi. Per il cargo potrebbero essere riviste le
date della moratoria: anziché una chiusura definitiva per il 2010, un paio
d'anni di più. Spinetta è stato molto chiaro sulle manutenzioni pesanti, che nessuna
compagnia ormai tiene "in casa". Mentre il destino di Az Servizi
sembra chiaro, e meno doloroso di quanto alcuni riferiscano. Handling e
manutenzioni leggere rientrerebbero in Az Fly. Air France si impegna ad
acquistare il controllo (51%) di Az Servizi di cui oggi è titolare Alitalia, per poi cederlo, progressivamente, a Fintecna,
mantenendo una quota non superiore al 20 per cento. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Inevitabile che le
pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna
elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro
in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico
massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega
Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli
anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle
entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci
saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo
governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di
incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla
"Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non
solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura?
Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai
pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è
impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell'
arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti
( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola
"emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto
o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza":
vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio,
gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste,
e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali,
balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via
l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal
nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo
nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma
taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno"
aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci
del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la
pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per
il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un
alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr).
La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per
l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al
"piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un
piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani"
che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non
pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni
che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più
civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli
"anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo
elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e
genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato
dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un
"nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo
sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no:
in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata
Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di
un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e
del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la
questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo
Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero.
Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba
da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire
che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia
di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che
sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere,
alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi
tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui
si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui)
se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo.
accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al
baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi.
cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di
parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma
"stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al
Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la
sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha
un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del
"librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi
le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo
dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede?
Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella
polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti,
ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il
paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che
poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti
a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse).
"Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di
sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i
piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si
possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan
disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di
sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla
politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e
subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è
coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la
coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà:
ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine,
rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il
Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un
salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il
voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio.
Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li
rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada
"berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni
all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a
mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il
mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi.
Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah!
Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e
che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo
Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord.
Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto
fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò,
aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di
Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i
lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di
Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del
Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che
forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in
quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la
certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci
sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo
candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro
sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto
che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel
Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere.
Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino
Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti (
7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre
finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà
rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo
centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni
in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra -
ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati.
Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci
sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un
solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba
riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha
spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il
paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha
scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale
Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli
anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle
canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche
l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse
è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi
del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di
Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine
dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette
missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di
governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo:
ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente
miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo.
Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta:
migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta:
federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di
più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi
insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo
felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia
la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese.
Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto
con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a
Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma
che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti
principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto
con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma
ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in
tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e
"le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci
dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un
programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario
di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente".
Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più
importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un
cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le
tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi
sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto
detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader
del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza
che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma
anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di
spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter
Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze"
per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si
può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani
una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte.
Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd,
radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del
Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non
dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle
loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi
intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello
sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il
programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento
biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono
stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può
permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta
robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi
ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a
"limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna
elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un
altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente.
La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile
negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni:
"Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio
Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta
perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del
silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor
Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in
Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne
pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti (
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21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari
lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del
Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de
"il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet,
un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica
rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte
multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha
richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche
di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e
comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei
lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro
contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con
la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa
è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli:
"Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore
Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in
edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale
di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può
consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e
la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average:
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caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non
bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza
sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse
operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo
la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni?
Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni
aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli
invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di...
I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il
senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails
Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente
Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani
abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama
alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati:
"Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per
la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cari commensali,
l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso
sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia
debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per
rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci
di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la
soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la
lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che
forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM
vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad
esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in
effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui
servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci
gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga
offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne
dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due
!!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me.
Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E
sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono
disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a
Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al
servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e
mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il
"pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 34 ) "
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti
di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente
mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato,
per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la
macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai
mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento
dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno
pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia
responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e
paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un
baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello
Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il
consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per
ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile,
soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più
burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese
marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in
Varie Commenti ( 25 ) " (13 votes, average: 4.77 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del
grano sono balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per
bushel (così si chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al
Chicago board of trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante
deriva dall'annuncio del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano.
Così come quelli appena applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono
preoccupati dall'aumento dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano
politiche protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono
andate particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti
della terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4
per cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente
prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle.
Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta
Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di
Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a
meno del per cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo
da pagare è avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è
quanto è avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 )
" (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08
Biocarburanti ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto.
Anzi non citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si
parla di effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della
rivista Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate
di più appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con
la sintesi della ricerca:
http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861 Sostengono, contro tutte
le mode del momento, che i biocarburanti contribuiscono a peggiorare il
cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo. E che lo sfruttamento intensivo
delle terre per la coltivazione estesa di biocarburanti danneggia l'ambiente
più di quanto faccio l'uso del petrolio. Scritto in Varie Commenti ( 41 )
" (16 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Feb 08
"243 e il 68 24 nasce da un'idea geniale di Joel Surnow: scandire 24 ore
di panico, seguendole passo passo in una fiction televisiva in tempo reale. E' il
ticchettio di una bomba che inesorabilmente sta per scoppiare e che i nostri
eroi cercano di disinnescare. Ogni stagione di "243 (nata nel 2001) dura
dunque 24 episodi da un'ora (è il trucco e l'originalità della serie
televisiva). L'eroe Jack Bauer e i suoi compagni si trovano sempre davanti ad
un dilemma: privilegiare la sicurezza o rispettare la libertà. La gravità della
situazione, li porta sempre e comunque a privilegiare la prima. Insomma dietro
alla fiction si pone una questione fondamentale dell'america di oggi: a che
punto si possono violare le libertà individuali? Le scene di tortura sono
numerosissime e per la prima volta sono sempre perpetrate dai buoni a danno dei
cattivi: rovesciando il copione tipico del cinema americano. Surnow se ne
frega. Figlio di un venditore di tappeti in bolletta e per di più democratico,
studente alla liberal Berkeley, Joel è diventato un'icona dell'America
conservatrice post 9/11. Ed una figura rara del business holliwoodiano, per la
maggior parte liberal. "243, seguitissimo, sta istillando tra i giovani
americani un'idea dell'uso della forza e della lotta contro i nemici (oggi i
fanatici islamici) diametralmente opposta a quella liberal della generazione
del 68 (la lotta ai comunisti). Non è detto che sia un bene. Scritto in Varie
Commenti ( 9 ) " (7 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di
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amico 05Feb 08 Economia di Guerra Ieri Bush ha presentato la sua finanziaria.
Ecco qualche ingrediente. La spesa pubblica americana toccherà per la prima
volta i 3000 miliardi di dollari (la piccola Italia spende un quarto e cioè 750
miliardi di euro). Anche gli Usa avranno a che fare con un deficit di Bilancio,
come dalle nostre parti, sarà intorno al 3 per cento del Pil. 1600 miliardi di
spesa pubblica (più della metà del totale) vanno in assistenza sanitaria e
pensioni. Mentre la Difesa avrà un bilancio di 515 miliardi di dollari. Si
tratta del 4 per cento del Pil. Durante la guerra in Corea era al 9 per cento,
durante il Vietnam era al 13 e durante la seconda guerra mondiale al 35,38 per
cento. Afganistan e Iraq alla fine del 2009 saranno complessivamente costate (a
partire dal 2001) quasi mille miliardi di dollari. Qualche considerazione
iniziale. 1. Nonostante la sforzo bellico, gli Usa spendono "solo"
quattro volte quando si faccia da noi. 2. Il deficit americano, che fa gridare
allo scandalo, sarà più o meno pari al nostro, ma sconta il solito impegno
bellico. 3. Bush "guerrafondaio", spende, in termini relativi, meno,
molto meno, dei suoi colleghi che lo hanno proceduto. 4. Da quando sono
iniziate le due guerre, sono stati approvati tagli fiscali per 1,3 miliardi
(che scadranno nel 2011) Scritto in pol economica Commenti ( 17 ) " (15
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Jan 08 Boudon e
la giustizia sociale Ho recentemente letto uno studio sociologico fatto da
Frohlich e Oppenheimer e riportato da Raymond Boudon. Sono stati scelti due
gruppi di cittadini (usa e polacchi) ed è stato loro chiesto di optare per un
principio di giustizia sociale al buio (con relativa distribuzione del reddito)
1. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello medio del reddito 2.
seleziona una distribuzione che massimizzi il livello più basso del reddito
(principio della giustizia di Rawls) 3. seleziona una distribuzione che
massimizzi il reddito medio e definisca un reddito minimo (dunque questo
principio non implica che il valore minimo di reddito sia il più alto possibile
come per Rawls, ma che ci sia comunque una soglia minima) 4. seleziona una
distribuzione che massimizzi il reddito medio e che stabilisca che le
differenze tra i redditi non superino una certa soglia. Nell'esperimento
inoltre ai soggetti veniva detto che una volta scelto uno dei quattro principi,
loro stessi sarebbero stati posizionati all'interno della distribuzione
derivante dal principio scelto, in una delle diverse classe di reddito, ma in
modo casuale. In buona sostanza la scelta di ciascuno nel panel avrebbe avuto
un impatto sul proprio reddito. Per i componenti del panel la scelta però non
sarebbe stata influenzata da interessi personali, poichè il loro livello di
retribuzione sarebbe stato determinato in maniera casuale. Ebbene il
risultato,largamente vincitore (quasi 80 per cento sia per americani, sia per
polacchi) è stato il principio numero 3. E la secca bocciatura dei principi di
giustizia sociale rawlsiani secondo i quali sono da preferire distribuzioni di
reddito che massimizzino il reddito minimo, anche a scapito del reddito medio.
La lezione che Boudon trae è che gli individui privilegiano, al buio, una
situazione di crescita per tutti, ma con un'assicurazione (il reddito minimo per
chi corre di meno). E dunque che la distribuzione del reddito prediletta è di
tipo meritocratico e non egualitaristico. Scritto in citazioni Commenti ( 16 )
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jan 08
Mastellate Siamo un po' fuori tema, ma tant'è. Il governo è in crisi poichè il
suo ministro di giustizia e il partitino che guida si sono sfilati della
maggioranza. E' una crisi più grave delle tante altre vissute dal governo
Prodi, essenzialmente per due motivi. 1. La chiesa si è messa di traverso,
agitando così l'anima cattocomunista che è forte nella maggioranza. Più della
questione Dico, lo schiaffo al Papa, benchè non direttamente nato a Palazzo
Chigi, brucia oltre tevere. E si ha l'impressione che in questo caso non si sia
porta la guancia. 2. la magistratura, con un'indagine che sembra una farsa, ha
colpito al cuore. Il governo rischia di cadere non dunque per la sua incapacità
politica, non per la sua inadeguatezza economica, non per le sue vessazioni
fiscali, non per la sua timidezza internazionale, non per la sua incapacità a
gestire la munnezza. No, cade perchè due grandi poteri si sono messi di
traverso. La gioia di una possibile caduta di Prodi è mitigata dalla risibilità
dei motivi per i quali è cagionata. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (16
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jan 08
Renditiamoci conto In altra discussione e con gli interventi graditi
dell'Avvocato Matteucci abbiamo cucinato il tema della tassazione delle rendite
finanziarie. Val la pena, però riservare uno spazio ad hoc. Butto in pentola
qualche ingrediente. 1. La tassazione delle rendite finanziarie in Italia è tra
le più basse del mondo: bloccata al 12,5 per cento sia per i rendimenti delle
obbligazioni (compresi i titoli di stato) sia per i capital gain sulle azioni.
2. Ci si dimentica però sempre di dire che la tassazione del risparmio è la più
odiosa delle tasse: in quanto è una doppia tassazione. Insomma i quattrini che
vengono investiti in Borsa o nei Bot non cadono dal cielo; sono frutto dei
redditi da lavoro o di impresa, che a loro volta sono stati già tassati. Quando
si pone l'accento sul punto 1, si dimentica di dire che i quattrini risparmiati
e investiti sono al netto di una tassazione che in Italia è la tra le più alte
del mondo. 3.Nel 2007 (e con ragione) si è chiesto agli italiani di farsi una
pensione complementare e integrativa di quella pubblica. Ebbene i fondi
pensione che investono largamente in titoli di stato italiani, con l'aumento
della tassazione delle rendite finanziarie, rischiano di rendere ancor meno di
quanto hanno fatto negli ultimi anni. A tutto discapito dell'assegno
previdenziale che ci aspetterà. 4. L'ultima volta che si è aumentata la
tassazione sui Bot si è detto che era una partita di giro. e cioè che le
maggiori tasse venivano compensate dai maggiori rendimenti che avrebbero dovuto
riconoscere i titoli di stato per mantenere la loro appetibilità. Ora il
mercato è però e dunque questo fenomeno non accadrà più. Mi spiego meglio.
Diciamo che un Btp decennale renda il 4,3 per cento. Se la tassazione dovesse
passare dal 12,5 al 20 per cento, come minaccia il governo, il rendimento netto
del titolo dovrebbe diminuire circa del 7,5 per cento (o meglio il 7,5 per
cento del 4,3 per cento, abbassando il rendimento netto circa al 4 per cento).
Infatti la gran parte del nostro debito pubblico è in mano ad investitori
lordisti, che le tasse non le pagano con la cedolare secca. Cari commensali la
tassazione delle rendite finanziarie, che renderà molto poco in termini di
gettito, sembra più un ipocrita accanimento sociale (che poi si rivelerà come al
solito controproducente per i più deboli) che una buona manovra di equità
fiscale. Dove sono finiti tutti quei progressisti che scomodavano Einaudi:
qualcuno si ricorda cosa scrisse sul risparmio? Scritto in pol economica
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un amico 10Jan 08 Agnelli e Marini, senza parole "MARINI: AGNELLI, SAPEVA
SEMPRE VEDERE L'INTERESSE GENERALE" è il commento del presidente del
Senato ed ex sindacalista, alle commemorazione dell'Avvocato. Scritto in Varie
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anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola
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(9) pol economica (18) Varie (30) Ultime discussioni Mario:
Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia, visto
che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !! la
cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana... SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con l'accento... Paolo: Buon giorno a tutti,
visti i trascorsi della cosa rossa, ad esempio con Telekom Serbia, il dubbio
nasce... Lucio: Caro Sig. Alex, grazie per avere dimostrato quale è il reale livello
del dibattito economico in Italia. Se il... I più inviati I
"cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia
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Blog di Nicola Porro © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Inevitabile che le
pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna
elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro
in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico
massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega
Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli
anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate
fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma
Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo)
rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi
(come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"),
semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma
anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta:
sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che
lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a
portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque
anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) "
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08
Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola
"emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto
o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza":
vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio,
gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste,
e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali,
balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via
l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal
nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo
nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma
taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si
"rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa.
Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco
l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia
del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a
breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le
elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle
previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal
nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog,
quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni
"anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia
per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia
ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra
su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà
scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali
formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha
generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei
l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il
cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo
Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto"
anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano
in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre",
arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di
riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia
diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e
anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta
e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si
trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico,
quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono
quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che
detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le
polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre
lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non
c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa
al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di
Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il
tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del
Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli
Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in
Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla
sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli
strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra
non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama
soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni"
presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero
subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi
pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci
credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una
crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati
a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo.
per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A
seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia
altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il
programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta)
ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli
slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una
volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli
italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è
possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si
passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il
partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma
anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile
governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E
sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava
contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da
solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende
tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non
ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli
altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una
strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva
solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne
abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il
mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi.
Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah!
Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e
che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo
Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord.
Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto
fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò,
aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di
Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i
lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di
Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del
Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che
forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in
quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la
certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci
sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo
candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro
sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto
che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel
Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non
sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli
nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 )
" (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre
finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà
rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra".
Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro
pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito
Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi
l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un
solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo
leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare
punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è
una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha
bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto
l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia?
E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i
vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle
canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche
l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse
è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi
del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di
Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine
dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette
missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di
governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo:
ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente
miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo.
Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta:
migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta:
federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di
più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi
insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo
felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia
la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese.
Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto
con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a
Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma
che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti
principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto
con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma
ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in
tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e
"le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci
dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un
programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario
di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente".
Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più
importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un
cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le
tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi
sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto
detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader
del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza
che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma
anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di
spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter
Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze"
per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si
può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una
volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero
un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e
cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito
Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero
firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro
idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata
da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle
truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del
Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico,
diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi
punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di
firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non
hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato
Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche
peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti
e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento
insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra
cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella
del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti
coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già
invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco
lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi
chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse
accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor
Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa
"convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il
Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come
avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco
più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale",
realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua
crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori
contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle
fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto
lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto.
Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è
rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli
articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre
opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di
interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione
del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno
i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando,
sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata
alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia,
"l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la
"relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza.
Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5)
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caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non
bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza
sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse
operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo
la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni?
Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni
aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli
invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di...
I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il
senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails
Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente
Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani
abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama
alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati:
"Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per
la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di
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a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal
nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma
dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e
l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per
l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd,
radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Pagine About Disclaimer Filo diretto con il
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cari commensali,
l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso
sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia
debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per
rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci
di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la
soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la
lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che
forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM
vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad
esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in
effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui
servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci
gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga
offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne
dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due
!!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me.
Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E
sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono
disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a
Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al
servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e
mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il
"pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 34 ) "
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti
di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente
mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato,
per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la
macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai
mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento
dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno
pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia
responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e
paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un
baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello
Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il
consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per
ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile,
soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più
burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese
marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in
Varie Commenti ( 25 ) " (13 votes, average: 4.77 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del
grano sono balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per
bushel (così si chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al
Chicago board of trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante
deriva dall'annuncio del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano.
Così come quelli appena applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono
preoccupati dall'aumento dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano
politiche protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono
andate particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti
della terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4
per cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente
prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle.
Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta
Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di
Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a
meno del per cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo
da pagare è avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è
quanto è avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 ) "
(5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08
Biocarburanti ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto.
Anzi non citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si
parla di effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della
rivista Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate
di più appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con
la sintesi della ricerca:
http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861 Sostengono, contro tutte
le mode del momento, che i biocarburanti contribuiscono a peggiorare il
cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo. E che lo sfruttamento intensivo
delle terre per la coltivazione estesa di biocarburanti danneggia l'ambiente
più di quanto faccio l'uso del petrolio. Scritto in Varie Commenti ( 41 )
" (16 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Feb 08
"243 e il 68 24 nasce da un'idea geniale di Joel Surnow: scandire 24 ore
di panico, seguendole passo passo in una fiction televisiva in tempo reale. E'
il ticchettio di una bomba che inesorabilmente sta per scoppiare e che i nostri
eroi cercano di disinnescare. Ogni stagione di "243 (nata nel 2001) dura
dunque 24 episodi da un'ora (è il trucco e l'originalità della serie
televisiva). L'eroe Jack Bauer e i suoi compagni si trovano sempre davanti ad
un dilemma: privilegiare la sicurezza o rispettare la libertà. La gravità della
situazione, li porta sempre e comunque a privilegiare la prima. Insomma dietro
alla fiction si pone una questione fondamentale dell'america di oggi: a che punto
si possono violare le libertà individuali? Le scene di tortura sono
numerosissime e per la prima volta sono sempre perpetrate dai buoni a danno dei
cattivi: rovesciando il copione tipico del cinema americano. Surnow se ne
frega. Figlio di un venditore di tappeti in bolletta e per di più democratico,
studente alla liberal Berkeley, Joel è diventato un'icona dell'America
conservatrice post 9/11. Ed una figura rara del business holliwoodiano, per la
maggior parte liberal. "243, seguitissimo, sta istillando tra i giovani
americani un'idea dell'uso della forza e della lotta contro i nemici (oggi i
fanatici islamici) diametralmente opposta a quella liberal della generazione
del 68 (la lotta ai comunisti). Non è detto che sia un bene. Scritto in Varie
Commenti ( 9 ) " (7 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di
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amico 05Feb 08 Economia di Guerra Ieri Bush ha presentato la sua finanziaria.
Ecco qualche ingrediente. La spesa pubblica americana toccherà per la prima
volta i 3000 miliardi di dollari (la piccola Italia spende un quarto e cioè 750
miliardi di euro). Anche gli Usa avranno a che fare con un deficit di Bilancio,
come dalle nostre parti, sarà intorno al 3 per cento del Pil. 1600 miliardi di
spesa pubblica (più della metà del totale) vanno in assistenza sanitaria e
pensioni. Mentre la Difesa avrà un bilancio di 515 miliardi di dollari. Si
tratta del 4 per cento del Pil. Durante la guerra in Corea era al 9 per cento,
durante il Vietnam era al 13 e durante la seconda guerra mondiale al 35,38 per
cento. Afganistan e Iraq alla fine del 2009 saranno complessivamente costate (a
partire dal 2001) quasi mille miliardi di dollari. Qualche considerazione
iniziale. 1. Nonostante la sforzo bellico, gli Usa spendono "solo"
quattro volte quando si faccia da noi. 2. Il deficit americano, che fa gridare
allo scandalo, sarà più o meno pari al nostro, ma sconta il solito impegno
bellico. 3. Bush "guerrafondaio", spende, in termini relativi, meno,
molto meno, dei suoi colleghi che lo hanno proceduto. 4. Da quando sono
iniziate le due guerre, sono stati approvati tagli fiscali per 1,3 miliardi
(che scadranno nel 2011) Scritto in pol economica Commenti ( 17 ) " (15
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Jan 08 Boudon e
la giustizia sociale Ho recentemente letto uno studio sociologico fatto da
Frohlich e Oppenheimer e riportato da Raymond Boudon. Sono stati scelti due
gruppi di cittadini (usa e polacchi) ed è stato loro chiesto di optare per un
principio di giustizia sociale al buio (con relativa distribuzione del reddito)
1. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello medio del reddito 2. seleziona
una distribuzione che massimizzi il livello più basso del reddito (principio
della giustizia di Rawls) 3. seleziona una distribuzione che massimizzi il
reddito medio e definisca un reddito minimo (dunque questo principio non
implica che il valore minimo di reddito sia il più alto possibile come per
Rawls, ma che ci sia comunque una soglia minima) 4. seleziona una distribuzione
che massimizzi il reddito medio e che stabilisca che le differenze tra i
redditi non superino una certa soglia. Nell'esperimento inoltre ai soggetti
veniva detto che una volta scelto uno dei quattro principi, loro stessi
sarebbero stati posizionati all'interno della distribuzione derivante dal
principio scelto, in una delle diverse classe di reddito, ma in modo casuale.
In buona sostanza la scelta di ciascuno nel panel avrebbe avuto un impatto sul
proprio reddito. Per i componenti del panel la scelta però non sarebbe stata
influenzata da interessi personali, poichè il loro livello di retribuzione
sarebbe stato determinato in maniera casuale. Ebbene il risultato,largamente
vincitore (quasi 80 per cento sia per americani, sia per polacchi) è stato il
principio numero 3. E la secca bocciatura dei principi di giustizia sociale
rawlsiani secondo i quali sono da preferire distribuzioni di reddito che
massimizzino il reddito minimo, anche a scapito del reddito medio. La lezione
che Boudon trae è che gli individui privilegiano, al buio, una situazione di
crescita per tutti, ma con un'assicurazione (il reddito minimo per chi corre di
meno). E dunque che la distribuzione del reddito prediletta è di tipo
meritocratico e non egualitaristico. Scritto in citazioni Commenti ( 16 )
" (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jan 08
Mastellate Siamo un po' fuori tema, ma tant'è. Il governo è in crisi poichè il
suo ministro di giustizia e il partitino che guida si sono sfilati della
maggioranza. E' una crisi più grave delle tante altre vissute dal governo
Prodi, essenzialmente per due motivi. 1. La chiesa si è messa di traverso,
agitando così l'anima cattocomunista che è forte nella maggioranza. Più della
questione Dico, lo schiaffo al Papa, benchè non direttamente nato a Palazzo
Chigi, brucia oltre tevere. E si ha l'impressione che in questo caso non si sia
porta la guancia. 2. la magistratura, con un'indagine che sembra una farsa, ha
colpito al cuore. Il governo rischia di cadere non dunque per la sua incapacità
politica, non per la sua inadeguatezza economica, non per le sue vessazioni
fiscali, non per la sua timidezza internazionale, non per la sua incapacità a
gestire la munnezza. No, cade perchè due grandi poteri si sono messi di
traverso. La gioia di una possibile caduta di Prodi è mitigata dalla risibilità
dei motivi per i quali è cagionata. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (16
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jan 08
Renditiamoci conto In altra discussione e con gli interventi graditi
dell'Avvocato Matteucci abbiamo cucinato il tema della tassazione delle rendite
finanziarie. Val la pena, però riservare uno spazio ad hoc. Butto in pentola
qualche ingrediente. 1. La tassazione delle rendite finanziarie in Italia è tra
le più basse del mondo: bloccata al 12,5 per cento sia per i rendimenti delle
obbligazioni (compresi i titoli di stato) sia per i capital gain sulle azioni.
2. Ci si dimentica però sempre di dire che la tassazione del risparmio è la più
odiosa delle tasse: in quanto è una doppia tassazione. Insomma i quattrini che
vengono investiti in Borsa o nei Bot non cadono dal cielo; sono frutto dei
redditi da lavoro o di impresa, che a loro volta sono stati già tassati. Quando
si pone l'accento sul punto 1, si dimentica di dire che i quattrini risparmiati
e investiti sono al netto di una tassazione che in Italia è la tra le più alte
del mondo. 3.Nel 2007 (e con ragione) si è chiesto agli italiani di farsi una
pensione complementare e integrativa di quella pubblica. Ebbene i fondi
pensione che investono largamente in titoli di stato italiani, con l'aumento
della tassazione delle rendite finanziarie, rischiano di rendere ancor meno di
quanto hanno fatto negli ultimi anni. A tutto discapito dell'assegno
previdenziale che ci aspetterà. 4. L'ultima volta che si è aumentata la
tassazione sui Bot si è detto che era una partita di giro. e cioè che le
maggiori tasse venivano compensate dai maggiori rendimenti che avrebbero dovuto
riconoscere i titoli di stato per mantenere la loro appetibilità. Ora il
mercato è però e dunque questo fenomeno non accadrà più. Mi spiego meglio.
Diciamo che un Btp decennale renda il 4,3 per cento. Se la tassazione dovesse
passare dal 12,5 al 20 per cento, come minaccia il governo, il rendimento netto
del titolo dovrebbe diminuire circa del 7,5 per cento (o meglio il 7,5 per
cento del 4,3 per cento, abbassando il rendimento netto circa al 4 per cento).
Infatti la gran parte del nostro debito pubblico è in mano ad investitori
lordisti, che le tasse non le pagano con la cedolare secca. Cari commensali la
tassazione delle rendite finanziarie, che renderà molto poco in termini di
gettito, sembra più un ipocrita accanimento sociale (che poi si rivelerà come
al solito controproducente per i più deboli) che una buona manovra di equità
fiscale. Dove sono finiti tutti quei progressisti che scomodavano Einaudi:
qualcuno si ricorda cosa scrisse sul risparmio? Scritto in pol economica
Commenti ( 12 ) " (17 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog
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un amico 10Jan 08 Agnelli e Marini, senza parole "MARINI: AGNELLI, SAPEVA
SEMPRE VEDERE L'INTERESSE GENERALE" è il commento del presidente del Senato
ed ex sindacalista, alle commemorazione dell'Avvocato. Scritto in Varie
Commenti ( 24 ) " (13 votes, average: 2.62 out of 5) Loading ... Il Blog
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anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola
Porro su ilGiornale.it contatti Categorie burocrazia (1) citazioni (2) finanza
(9) pol economica (18) Varie (30) Ultime discussioni Mario:
Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia, visto
che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !! la
cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana... SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con l'accento... Paolo: Buon giorno a tutti,
visti i trascorsi della cosa rossa, ad esempio con Telekom Serbia, il dubbio
nasce... Lucio: Caro Sig. Alex, grazie per avere dimostrato quale è il reale
livello del dibattito economico in Italia. Se il... I più inviati I
"cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cari commensali,
l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso
sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia
debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per
rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci
di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la
soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la
lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che
forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM
vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad
esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in
effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui
servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci
gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga
offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne
dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due
!!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me.
Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E
sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono
disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a
Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al
servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e
mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il
"pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 34 ) "
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di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente
mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato,
per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la
macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai
mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento
dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno
pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia
responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e
paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un
baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello
Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il
consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per
ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile,
soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più
burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese
marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in
Varie Commenti ( 25 ) " (13 votes, average: 4.77 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del
grano sono balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per
bushel (così si chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al
Chicago board of trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante
deriva dall'annuncio del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano.
Così come quelli appena applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono
preoccupati dall'aumento dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano
politiche protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono
andate particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti
della terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4
per cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente
prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle.
Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta
Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di
Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a
meno del per cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo
da pagare è avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è
quanto è avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 )
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Biocarburanti ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto.
Anzi non citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si
parla di effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della
rivista Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate
di più appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con
la sintesi della ricerca:
http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861 Sostengono, contro tutte
le mode del momento, che i biocarburanti contribuiscono a peggiorare il
cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo. E che lo sfruttamento intensivo
delle terre per la coltivazione estesa di biocarburanti danneggia l'ambiente
più di quanto faccio l'uso del petrolio. Scritto in Varie Commenti ( 41 )
" (16 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Feb 08
"243 e il 68 24 nasce da un'idea geniale di Joel Surnow: scandire 24 ore
di panico, seguendole passo passo in una fiction televisiva in tempo reale. E'
il ticchettio di una bomba che inesorabilmente sta per scoppiare e che i nostri
eroi cercano di disinnescare. Ogni stagione di "243 (nata nel 2001) dura
dunque 24 episodi da un'ora (è il trucco e l'originalità della serie
televisiva). L'eroe Jack Bauer e i suoi compagni si trovano sempre davanti ad
un dilemma: privilegiare la sicurezza o rispettare la libertà. La gravità della
situazione, li porta sempre e comunque a privilegiare la prima. Insomma dietro
alla fiction si pone una questione fondamentale dell'america di oggi: a che
punto si possono violare le libertà individuali? Le scene di tortura sono
numerosissime e per la prima volta sono sempre perpetrate dai buoni a danno dei
cattivi: rovesciando il copione tipico del cinema americano. Surnow se ne
frega. Figlio di un venditore di tappeti in bolletta e per di più democratico,
studente alla liberal Berkeley, Joel è diventato un'icona dell'America
conservatrice post 9/11. Ed una figura rara del business holliwoodiano, per la
maggior parte liberal. "243, seguitissimo, sta istillando tra i giovani
americani un'idea dell'uso della forza e della lotta contro i nemici (oggi i
fanatici islamici) diametralmente opposta a quella liberal della generazione
del 68 (la lotta ai comunisti). Non è detto che sia un bene. Scritto in Varie
Commenti ( 9 ) " (7 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di
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amico 05Feb 08 Economia di Guerra Ieri Bush ha presentato la sua finanziaria.
Ecco qualche ingrediente. La spesa pubblica americana toccherà per la prima
volta i 3000 miliardi di dollari (la piccola Italia spende un quarto e cioè 750
miliardi di euro). Anche gli Usa avranno a che fare con un deficit di Bilancio,
come dalle nostre parti, sarà intorno al 3 per cento del Pil. 1600 miliardi di
spesa pubblica (più della metà del totale) vanno in assistenza sanitaria e
pensioni. Mentre la Difesa avrà un bilancio di 515 miliardi di dollari. Si
tratta del 4 per cento del Pil. Durante la guerra in Corea era al 9 per cento,
durante il Vietnam era al 13 e durante la seconda guerra mondiale al 35,38 per
cento. Afganistan e Iraq alla fine del 2009 saranno complessivamente costate (a
partire dal 2001) quasi mille miliardi di dollari. Qualche considerazione iniziale.
1. Nonostante la sforzo bellico, gli Usa spendono "solo" quattro
volte quando si faccia da noi. 2. Il deficit americano, che fa gridare allo
scandalo, sarà più o meno pari al nostro, ma sconta il solito impegno bellico.
3. Bush "guerrafondaio", spende, in termini relativi, meno, molto
meno, dei suoi colleghi che lo hanno proceduto. 4. Da quando sono iniziate le
due guerre, sono stati approvati tagli fiscali per 1,3 miliardi (che scadranno
nel 2011) Scritto in pol economica Commenti ( 17 ) " (15 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Jan 08 Boudon e la giustizia
sociale Ho recentemente letto uno studio sociologico fatto da Frohlich e
Oppenheimer e riportato da Raymond Boudon. Sono stati scelti due gruppi di
cittadini (usa e polacchi) ed è stato loro chiesto di optare per un principio
di giustizia sociale al buio (con relativa distribuzione del reddito) 1.
seleziona una distribuzione che massimizzi il livello medio del reddito 2.
seleziona una distribuzione che massimizzi il livello più basso del reddito
(principio della giustizia di Rawls) 3. seleziona una distribuzione che
massimizzi il reddito medio e definisca un reddito minimo (dunque questo
principio non implica che il valore minimo di reddito sia il più alto possibile
come per Rawls, ma che ci sia comunque una soglia minima) 4. seleziona una
distribuzione che massimizzi il reddito medio e che stabilisca che le
differenze tra i redditi non superino una certa soglia. Nell'esperimento
inoltre ai soggetti veniva detto che una volta scelto uno dei quattro principi,
loro stessi sarebbero stati posizionati all'interno della distribuzione
derivante dal principio scelto, in una delle diverse classe di reddito, ma in
modo casuale. In buona sostanza la scelta di ciascuno nel panel avrebbe avuto
un impatto sul proprio reddito. Per i componenti del panel la scelta però non
sarebbe stata influenzata da interessi personali, poichè il loro livello di
retribuzione sarebbe stato determinato in maniera casuale. Ebbene il
risultato,largamente vincitore (quasi 80 per cento sia per americani, sia per
polacchi) è stato il principio numero 3. E la secca bocciatura dei principi di
giustizia sociale rawlsiani secondo i quali sono da preferire distribuzioni di
reddito che massimizzino il reddito minimo, anche a scapito del reddito medio.
La lezione che Boudon trae è che gli individui privilegiano, al buio, una
situazione di crescita per tutti, ma con un'assicurazione (il reddito minimo
per chi corre di meno). E dunque che la distribuzione del reddito prediletta è
di tipo meritocratico e non egualitaristico. Scritto in citazioni Commenti ( 16
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08 Mastellate Siamo un po' fuori tema, ma tant'è. Il governo è in crisi poichè
il suo ministro di giustizia e il partitino che guida si sono sfilati della
maggioranza. E' una crisi più grave delle tante altre vissute dal governo
Prodi, essenzialmente per due motivi. 1. La chiesa si è messa di traverso,
agitando così l'anima cattocomunista che è forte nella maggioranza. Più della
questione Dico, lo schiaffo al Papa, benchè non direttamente nato a Palazzo
Chigi, brucia oltre tevere. E si ha l'impressione che in questo caso non si sia
porta la guancia. 2. la magistratura, con un'indagine che sembra una farsa, ha
colpito al cuore. Il governo rischia di cadere non dunque per la sua incapacità
politica, non per la sua inadeguatezza economica, non per le sue vessazioni
fiscali, non per la sua timidezza internazionale, non per la sua incapacità a
gestire la munnezza. No, cade perchè due grandi poteri si sono messi di
traverso. La gioia di una possibile caduta di Prodi è mitigata dalla risibilità
dei motivi per i quali è cagionata. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (16
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Renditiamoci conto In altra discussione e con gli interventi graditi
dell'Avvocato Matteucci abbiamo cucinato il tema della tassazione delle rendite
finanziarie. Val la pena, però riservare uno spazio ad hoc. Butto in pentola
qualche ingrediente. 1. La tassazione delle rendite finanziarie in Italia è tra
le più basse del mondo: bloccata al 12,5 per cento sia per i rendimenti delle
obbligazioni (compresi i titoli di stato) sia per i capital gain sulle azioni.
2. Ci si dimentica però sempre di dire che la tassazione del risparmio è la più
odiosa delle tasse: in quanto è una doppia tassazione. Insomma i quattrini che
vengono investiti in Borsa o nei Bot non cadono dal cielo; sono frutto dei
redditi da lavoro o di impresa, che a loro volta sono stati già tassati. Quando
si pone l'accento sul punto 1, si dimentica di dire che i quattrini risparmiati
e investiti sono al netto di una tassazione che in Italia è la tra le più alte
del mondo. 3.Nel 2007 (e con ragione) si è chiesto agli italiani di farsi una
pensione complementare e integrativa di quella pubblica. Ebbene i fondi
pensione che investono largamente in titoli di stato italiani, con l'aumento
della tassazione delle rendite finanziarie, rischiano di rendere ancor meno di
quanto hanno fatto negli ultimi anni. A tutto discapito dell'assegno
previdenziale che ci aspetterà. 4. L'ultima volta che si è aumentata la
tassazione sui Bot si è detto che era una partita di giro. e cioè che le
maggiori tasse venivano compensate dai maggiori rendimenti che avrebbero dovuto
riconoscere i titoli di stato per mantenere la loro appetibilità. Ora il
mercato è però e dunque questo fenomeno non accadrà più. Mi spiego meglio.
Diciamo che un Btp decennale renda il 4,3 per cento. Se la tassazione dovesse
passare dal 12,5 al 20 per cento, come minaccia il governo, il rendimento netto
del titolo dovrebbe diminuire circa del 7,5 per cento (o meglio il 7,5 per
cento del 4,3 per cento, abbassando il rendimento netto circa al 4 per cento).
Infatti la gran parte del nostro debito pubblico è in mano ad investitori
lordisti, che le tasse non le pagano con la cedolare secca. Cari commensali la
tassazione delle rendite finanziarie, che renderà molto poco in termini di
gettito, sembra più un ipocrita accanimento sociale (che poi si rivelerà come
al solito controproducente per i più deboli) che una buona manovra di equità
fiscale. Dove sono finiti tutti quei progressisti che scomodavano Einaudi:
qualcuno si ricorda cosa scrisse sul risparmio? Scritto in pol economica
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un amico 10Jan 08 Agnelli e Marini, senza parole "MARINI: AGNELLI, SAPEVA
SEMPRE VEDERE L'INTERESSE GENERALE" è il commento del presidente del
Senato ed ex sindacalista, alle commemorazione dell'Avvocato. Scritto in Varie
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anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola
Porro su ilGiornale.it contatti Categorie burocrazia (1) citazioni (2) finanza
(9) pol economica (18) Varie (30) Ultime discussioni Mario:
Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia, visto
che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !! la
cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana... SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con l'accento... Paolo: Buon giorno a tutti,
visti i trascorsi della cosa rossa, ad esempio con Telekom Serbia, il dubbio
nasce... Lucio: Caro Sig. Alex, grazie per avere dimostrato quale è il reale
livello del dibattito economico in Italia. Se il... I più inviati I
"cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Inevitabile che le
pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna
elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro
in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico
massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega
Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli
anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate
fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma
Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo)
rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi
(come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"),
semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma
anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta:
sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che
lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a
portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque
anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) "
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08
Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola
"emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto
o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza":
vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio,
gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste,
e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali,
balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via
l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal
nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo
nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma
taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si
"rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa.
Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco
l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia
del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a
breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le
elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle
previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal
nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog,
quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni
"anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia
per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia
ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra
su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà
scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali
formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha
generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei
l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il
cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo
Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto"
anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano
in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre",
arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di
riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia
diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e
anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta
e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si
trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico,
quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono
quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che
detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le
polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre
lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non
c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa
al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di
Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il
tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del
Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli
Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in
Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla
sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli
strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra
non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama
soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni"
presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero
subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi
pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci
credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una
crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati
a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo.
per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A
seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia
altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il
programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta)
ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli
slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una
volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli
italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è
possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si
passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il
partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma
anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile
governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E
sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava
contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da
solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende
tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non
ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli
altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una
strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva
solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne
abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il
mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi.
Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah!
Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e
che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo
Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord.
Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto
fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò,
aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di
Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i
lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di
Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del
Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che
forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in
quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la
certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci
sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo
candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro
sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto
che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel
Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non
sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli
nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 )
" (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre
finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà
rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra".
Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro
pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito
Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi
l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un
solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo
leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare
punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è
una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha
bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto
l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia?
E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i
vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle
canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche
l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse
è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi
del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di
Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine
dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette
missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di
governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo:
ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente
miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo.
Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta:
migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta:
federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di
più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi
insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo
felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia
la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese.
Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto
con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a
Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma
che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti
principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto
con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma
ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in
tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e
"le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci
dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un
programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario
di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente".
Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più
importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un
cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le
tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi
sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto
detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader
del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza
che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma
anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di
spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter
Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze"
per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si
può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una
volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero
un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e
cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito
Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero
firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro
idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata
da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle
truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del
Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico,
diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi
punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di
firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non
hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato
Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche
peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti
e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento
insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra
cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella
del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti
coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già
invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco
lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi
chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse
accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor
Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa
"convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il
Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come
avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco
più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale",
realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua
crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori
contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle
fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto
lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto.
Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è
rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli
articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre
opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di
interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione
del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno
i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando,
sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata
alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia,
"l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la
"relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza.
Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il
caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non
bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza
sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse
operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo
la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni?
Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni
aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli
invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di...
I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il
senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails
Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente
Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani
abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama
alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati:
"Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per
la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di
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a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal
nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma
dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e
l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per
l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd,
radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Pagine About Disclaimer Filo diretto con il
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cari commensali,
l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso
sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia
debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per
rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci
di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la
soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la
lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che
forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM
vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad
esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in
effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui
servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci
gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga
offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne
dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due
!!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me.
Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E
sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono
disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a
Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al
servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e
mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il
"pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 34 ) "
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti
di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente
mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato,
per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la
macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai
mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento
dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno
pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia
responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e
paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un
baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello
Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il
consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per
ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile,
soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più
burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali,
quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie
Commenti ( 25 ) " (13 votes, average: 4.77 out of 5) Loading ... Il Blog
di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a
un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano sono
balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per bushel (così si
chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al Chicago board of
trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante deriva dall'annuncio
del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano. Così come quelli appena
applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono preoccupati dall'aumento
dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano politiche
protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono andate
particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti della
terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4 per
cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente
prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle.
Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta
Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di
Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a
meno del per cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo
da pagare è avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è quanto
è avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 ) "
(5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08
Biocarburanti ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto.
Anzi non citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si
parla di effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della
rivista Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate
di più appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con
la sintesi della ricerca:
http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861 Sostengono, contro tutte
le mode del momento, che i biocarburanti contribuiscono a peggiorare il
cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo. E che lo sfruttamento intensivo
delle terre per la coltivazione estesa di biocarburanti danneggia l'ambiente
più di quanto faccio l'uso del petrolio. Scritto in Varie Commenti ( 41 )
" (16 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Feb 08
"243 e il 68 24 nasce da un'idea geniale di Joel Surnow: scandire 24 ore
di panico, seguendole passo passo in una fiction televisiva in tempo reale. E'
il ticchettio di una bomba che inesorabilmente sta per scoppiare e che i nostri
eroi cercano di disinnescare. Ogni stagione di "243 (nata nel 2001) dura
dunque 24 episodi da un'ora (è il trucco e l'originalità della serie
televisiva). L'eroe Jack Bauer e i suoi compagni si trovano sempre davanti ad
un dilemma: privilegiare la sicurezza o rispettare la libertà. La gravità della
situazione, li porta sempre e comunque a privilegiare la prima. Insomma dietro
alla fiction si pone una questione fondamentale dell'america di oggi: a che
punto si possono violare le libertà individuali? Le scene di tortura sono
numerosissime e per la prima volta sono sempre perpetrate dai buoni a danno dei
cattivi: rovesciando il copione tipico del cinema americano. Surnow se ne
frega. Figlio di un venditore di tappeti in bolletta e per di più democratico,
studente alla liberal Berkeley, Joel è diventato un'icona dell'America
conservatrice post 9/11. Ed una figura rara del business holliwoodiano, per la
maggior parte liberal. "243, seguitissimo, sta istillando tra i giovani
americani un'idea dell'uso della forza e della lotta contro i nemici (oggi i
fanatici islamici) diametralmente opposta a quella liberal della generazione del
68 (la lotta ai comunisti). Non è detto che sia un bene. Scritto in Varie
Commenti ( 9 ) " (7 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di
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amico 05Feb 08 Economia di Guerra Ieri Bush ha presentato la sua finanziaria.
Ecco qualche ingrediente. La spesa pubblica americana toccherà per la prima
volta i 3000 miliardi di dollari (la piccola Italia spende un quarto e cioè 750
miliardi di euro). Anche gli Usa avranno a che fare con un deficit di Bilancio,
come dalle nostre parti, sarà intorno al 3 per cento del Pil. 1600 miliardi di
spesa pubblica (più della metà del totale) vanno in assistenza sanitaria e
pensioni. Mentre la Difesa avrà un bilancio di 515 miliardi di dollari. Si tratta
del 4 per cento del Pil. Durante la guerra in Corea era al 9 per cento, durante
il Vietnam era al 13 e durante la seconda guerra mondiale al 35,38 per cento.
Afganistan e Iraq alla fine del 2009 saranno complessivamente costate (a
partire dal 2001) quasi mille miliardi di dollari. Qualche considerazione
iniziale. 1. Nonostante la sforzo bellico, gli Usa spendono "solo"
quattro volte quando si faccia da noi. 2. Il deficit americano, che fa gridare
allo scandalo, sarà più o meno pari al nostro, ma sconta il solito impegno
bellico. 3. Bush "guerrafondaio", spende, in termini relativi, meno,
molto meno, dei suoi colleghi che lo hanno proceduto. 4. Da quando sono
iniziate le due guerre, sono stati approvati tagli fiscali per 1,3 miliardi
(che scadranno nel 2011) Scritto in pol economica Commenti ( 17 ) " (15
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Jan 08 Boudon e
la giustizia sociale Ho recentemente letto uno studio sociologico fatto da
Frohlich e Oppenheimer e riportato da Raymond Boudon. Sono stati scelti due
gruppi di cittadini (usa e polacchi) ed è stato loro chiesto di optare per un
principio di giustizia sociale al buio (con relativa distribuzione del reddito)
1. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello medio del reddito 2.
seleziona una distribuzione che massimizzi il livello più basso del reddito
(principio della giustizia di Rawls) 3. seleziona una distribuzione che
massimizzi il reddito medio e definisca un reddito minimo (dunque questo
principio non implica che il valore minimo di reddito sia il più alto possibile
come per Rawls, ma che ci sia comunque una soglia minima) 4. seleziona una
distribuzione che massimizzi il reddito medio e che stabilisca che le
differenze tra i redditi non superino una certa soglia. Nell'esperimento
inoltre ai soggetti veniva detto che una volta scelto uno dei quattro principi,
loro stessi sarebbero stati posizionati all'interno della distribuzione
derivante dal principio scelto, in una delle diverse classe di reddito, ma in
modo casuale. In buona sostanza la scelta di ciascuno nel panel avrebbe avuto
un impatto sul proprio reddito. Per i componenti del panel la scelta però non
sarebbe stata influenzata da interessi personali, poichè il loro livello di
retribuzione sarebbe stato determinato in maniera casuale. Ebbene il
risultato,largamente vincitore (quasi 80 per cento sia per americani, sia per
polacchi) è stato il principio numero 3. E la secca bocciatura dei principi di
giustizia sociale rawlsiani secondo i quali sono da preferire distribuzioni di
reddito che massimizzino il reddito minimo, anche a scapito del reddito medio.
La lezione che Boudon trae è che gli individui privilegiano, al buio, una
situazione di crescita per tutti, ma con un'assicurazione (il reddito minimo
per chi corre di meno). E dunque che la distribuzione del reddito prediletta è
di tipo meritocratico e non egualitaristico. Scritto in citazioni Commenti ( 16
) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro
© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jan
08 Mastellate Siamo un po' fuori tema, ma tant'è. Il governo è in crisi poichè
il suo ministro di giustizia e il partitino che guida si sono sfilati della
maggioranza. E' una crisi più grave delle tante altre vissute dal governo
Prodi, essenzialmente per due motivi. 1. La chiesa si è messa di traverso,
agitando così l'anima cattocomunista che è forte nella maggioranza. Più della
questione Dico, lo schiaffo al Papa, benchè non direttamente nato a Palazzo
Chigi, brucia oltre tevere. E si ha l'impressione che in questo caso non si sia
porta la guancia. 2. la magistratura, con un'indagine che sembra una farsa, ha
colpito al cuore. Il governo rischia di cadere non dunque per la sua incapacità
politica, non per la sua inadeguatezza economica, non per le sue vessazioni
fiscali, non per la sua timidezza internazionale, non per la sua incapacità a
gestire la munnezza. No, cade perchè due grandi poteri si sono messi di
traverso. La gioia di una possibile caduta di Prodi è mitigata dalla risibilità
dei motivi per i quali è cagionata. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (16
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jan 08
Renditiamoci conto In altra discussione e con gli interventi graditi
dell'Avvocato Matteucci abbiamo cucinato il tema della tassazione delle rendite
finanziarie. Val la pena, però riservare uno spazio ad hoc. Butto in pentola
qualche ingrediente. 1. La tassazione delle rendite finanziarie in Italia è tra
le più basse del mondo: bloccata al 12,5 per cento sia per i rendimenti delle
obbligazioni (compresi i titoli di stato) sia per i capital gain sulle azioni.
2. Ci si dimentica però sempre di dire che la tassazione del risparmio è la più
odiosa delle tasse: in quanto è una doppia tassazione. Insomma i quattrini che
vengono investiti in Borsa o nei Bot non cadono dal cielo; sono frutto dei
redditi da lavoro o di impresa, che a loro volta sono stati già tassati. Quando
si pone l'accento sul punto 1, si dimentica di dire che i quattrini risparmiati
e investiti sono al netto di una tassazione che in Italia è la tra le più alte
del mondo. 3.Nel 2007 (e con ragione) si è chiesto agli italiani di farsi una
pensione complementare e integrativa di quella pubblica. Ebbene i fondi
pensione che investono largamente in titoli di stato italiani, con l'aumento
della tassazione delle rendite finanziarie, rischiano di rendere ancor meno di
quanto hanno fatto negli ultimi anni. A tutto discapito dell'assegno
previdenziale che ci aspetterà. 4. L'ultima volta che si è aumentata la
tassazione sui Bot si è detto che era una partita di giro. e cioè che le
maggiori tasse venivano compensate dai maggiori rendimenti che avrebbero dovuto
riconoscere i titoli di stato per mantenere la loro appetibilità. Ora il
mercato è però e dunque questo fenomeno non accadrà più. Mi spiego meglio.
Diciamo che un Btp decennale renda il 4,3 per cento. Se la tassazione dovesse
passare dal 12,5 al 20 per cento, come minaccia il governo, il rendimento netto
del titolo dovrebbe diminuire circa del 7,5 per cento (o meglio il 7,5 per
cento del 4,3 per cento, abbassando il rendimento netto circa al 4 per cento).
Infatti la gran parte del nostro debito pubblico è in mano ad investitori
lordisti, che le tasse non le pagano con la cedolare secca. Cari commensali la
tassazione delle rendite finanziarie, che renderà molto poco in termini di
gettito, sembra più un ipocrita accanimento sociale (che poi si rivelerà come
al solito controproducente per i più deboli) che una buona manovra di equità
fiscale. Dove sono finiti tutti quei progressisti che scomodavano Einaudi:
qualcuno si ricorda cosa scrisse sul risparmio? Scritto in pol economica
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un amico 10Jan 08 Agnelli e Marini, senza parole "MARINI: AGNELLI, SAPEVA
SEMPRE VEDERE L'INTERESSE GENERALE" è il commento del presidente del
Senato ed ex sindacalista, alle commemorazione dell'Avvocato. Scritto in Varie
Commenti ( 24 ) " (13 votes, average: 2.62 out of 5) Loading ... Il Blog
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un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche
anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola
Porro su ilGiornale.it contatti Categorie burocrazia (1) citazioni (2) finanza
(9) pol economica (18) Varie (30) Ultime discussioni Mario:
Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia, visto
che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !! la
cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana... SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con l'accento... Paolo: Buon giorno a tutti,
visti i trascorsi della cosa rossa, ad esempio con Telekom Serbia, il dubbio
nasce... Lucio: Caro Sig. Alex, grazie per avere dimostrato quale è il reale
livello del dibattito economico in Italia. Se il... I più inviati I
"cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia
- 1 Emails Morti di ipocrisia - 1 Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cari commensali,
l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso
sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia
debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per
rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci
di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la
soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la
lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che
forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM
vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad
esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in
effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui
servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci
gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga
offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne
dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due
!!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me.
Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E
sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono
disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a
Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al
servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e
mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il
"pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 34 ) "
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di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente
mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato,
per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la
macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai
mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento
dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno
pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia
responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e
paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un
baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello
Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il
consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per
ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile,
soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più
burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali,
quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie
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un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano sono
balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per bushel (così si
chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al Chicago board of
trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante deriva dall'annuncio
del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano. Così come quelli appena
applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono preoccupati dall'aumento
dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano politiche
protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono andate
particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti della
terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4 per
cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente
prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle.
Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta
Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di
Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a
meno del per cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo
da pagare è avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è quanto
è avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 ) "
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Biocarburanti ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto.
Anzi non citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si
parla di effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della
rivista Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate
di più appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con
la sintesi della ricerca:
http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861 Sostengono, contro tutte
le mode del momento, che i biocarburanti contribuiscono a peggiorare il
cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo. E che lo sfruttamento intensivo
delle terre per la coltivazione estesa di biocarburanti danneggia l'ambiente
più di quanto faccio l'uso del petrolio. Scritto in Varie Commenti ( 41 )
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Feb 08
"243 e il 68 24 nasce da un'idea geniale di Joel Surnow: scandire 24 ore
di panico, seguendole passo passo in una fiction televisiva in tempo reale. E'
il ticchettio di una bomba che inesorabilmente sta per scoppiare e che i nostri
eroi cercano di disinnescare. Ogni stagione di "243 (nata nel 2001) dura
dunque 24 episodi da un'ora (è il trucco e l'originalità della serie
televisiva). L'eroe Jack Bauer e i suoi compagni si trovano sempre davanti ad
un dilemma: privilegiare la sicurezza o rispettare la libertà. La gravità della
situazione, li porta sempre e comunque a privilegiare la prima. Insomma dietro
alla fiction si pone una questione fondamentale dell'america di oggi: a che
punto si possono violare le libertà individuali? Le scene di tortura sono
numerosissime e per la prima volta sono sempre perpetrate dai buoni a danno dei
cattivi: rovesciando il copione tipico del cinema americano. Surnow se ne
frega. Figlio di un venditore di tappeti in bolletta e per di più democratico,
studente alla liberal Berkeley, Joel è diventato un'icona dell'America
conservatrice post 9/11. Ed una figura rara del business holliwoodiano, per la
maggior parte liberal. "243, seguitissimo, sta istillando tra i giovani
americani un'idea dell'uso della forza e della lotta contro i nemici (oggi i
fanatici islamici) diametralmente opposta a quella liberal della generazione del
68 (la lotta ai comunisti). Non è detto che sia un bene. Scritto in Varie
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amico 05Feb 08 Economia di Guerra Ieri Bush ha presentato la sua finanziaria.
Ecco qualche ingrediente. La spesa pubblica americana toccherà per la prima
volta i 3000 miliardi di dollari (la piccola Italia spende un quarto e cioè 750
miliardi di euro). Anche gli Usa avranno a che fare con un deficit di Bilancio,
come dalle nostre parti, sarà intorno al 3 per cento del Pil. 1600 miliardi di
spesa pubblica (più della metà del totale) vanno in assistenza sanitaria e
pensioni. Mentre la Difesa avrà un bilancio di 515 miliardi di dollari. Si tratta
del 4 per cento del Pil. Durante la guerra in Corea era al 9 per cento, durante
il Vietnam era al 13 e durante la seconda guerra mondiale al 35,38 per cento.
Afganistan e Iraq alla fine del 2009 saranno complessivamente costate (a
partire dal 2001) quasi mille miliardi di dollari. Qualche considerazione
iniziale. 1. Nonostante la sforzo bellico, gli Usa spendono "solo"
quattro volte quando si faccia da noi. 2. Il deficit americano, che fa gridare
allo scandalo, sarà più o meno pari al nostro, ma sconta il solito impegno
bellico. 3. Bush "guerrafondaio", spende, in termini relativi, meno,
molto meno, dei suoi colleghi che lo hanno proceduto. 4. Da quando sono
iniziate le due guerre, sono stati approvati tagli fiscali per 1,3 miliardi
(che scadranno nel 2011) Scritto in pol economica Commenti ( 17 ) " (15
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Jan 08 Boudon e
la giustizia sociale Ho recentemente letto uno studio sociologico fatto da
Frohlich e Oppenheimer e riportato da Raymond Boudon. Sono stati scelti due
gruppi di cittadini (usa e polacchi) ed è stato loro chiesto di optare per un
principio di giustizia sociale al buio (con relativa distribuzione del reddito)
1. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello medio del reddito 2.
seleziona una distribuzione che massimizzi il livello più basso del reddito
(principio della giustizia di Rawls) 3. seleziona una distribuzione che
massimizzi il reddito medio e definisca un reddito minimo (dunque questo
principio non implica che il valore minimo di reddito sia il più alto possibile
come per Rawls, ma che ci sia comunque una soglia minima) 4. seleziona una
distribuzione che massimizzi il reddito medio e che stabilisca che le
differenze tra i redditi non superino una certa soglia. Nell'esperimento
inoltre ai soggetti veniva detto che una volta scelto uno dei quattro principi,
loro stessi sarebbero stati posizionati all'interno della distribuzione
derivante dal principio scelto, in una delle diverse classe di reddito, ma in
modo casuale. In buona sostanza la scelta di ciascuno nel panel avrebbe avuto
un impatto sul proprio reddito. Per i componenti del panel la scelta però non
sarebbe stata influenzata da interessi personali, poichè il loro livello di
retribuzione sarebbe stato determinato in maniera casuale. Ebbene il
risultato,largamente vincitore (quasi 80 per cento sia per americani, sia per
polacchi) è stato il principio numero 3. E la secca bocciatura dei principi di
giustizia sociale rawlsiani secondo i quali sono da preferire distribuzioni di
reddito che massimizzino il reddito minimo, anche a scapito del reddito medio.
La lezione che Boudon trae è che gli individui privilegiano, al buio, una
situazione di crescita per tutti, ma con un'assicurazione (il reddito minimo
per chi corre di meno). E dunque che la distribuzione del reddito prediletta è
di tipo meritocratico e non egualitaristico. Scritto in citazioni Commenti ( 16
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© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jan
08 Mastellate Siamo un po' fuori tema, ma tant'è. Il governo è in crisi poichè
il suo ministro di giustizia e il partitino che guida si sono sfilati della
maggioranza. E' una crisi più grave delle tante altre vissute dal governo
Prodi, essenzialmente per due motivi. 1. La chiesa si è messa di traverso,
agitando così l'anima cattocomunista che è forte nella maggioranza. Più della
questione Dico, lo schiaffo al Papa, benchè non direttamente nato a Palazzo
Chigi, brucia oltre tevere. E si ha l'impressione che in questo caso non si sia
porta la guancia. 2. la magistratura, con un'indagine che sembra una farsa, ha
colpito al cuore. Il governo rischia di cadere non dunque per la sua incapacità
politica, non per la sua inadeguatezza economica, non per le sue vessazioni
fiscali, non per la sua timidezza internazionale, non per la sua incapacità a
gestire la munnezza. No, cade perchè due grandi poteri si sono messi di
traverso. La gioia di una possibile caduta di Prodi è mitigata dalla risibilità
dei motivi per i quali è cagionata. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (16
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jan 08
Renditiamoci conto In altra discussione e con gli interventi graditi
dell'Avvocato Matteucci abbiamo cucinato il tema della tassazione delle rendite
finanziarie. Val la pena, però riservare uno spazio ad hoc. Butto in pentola
qualche ingrediente. 1. La tassazione delle rendite finanziarie in Italia è tra
le più basse del mondo: bloccata al 12,5 per cento sia per i rendimenti delle
obbligazioni (compresi i titoli di stato) sia per i capital gain sulle azioni.
2. Ci si dimentica però sempre di dire che la tassazione del risparmio è la più
odiosa delle tasse: in quanto è una doppia tassazione. Insomma i quattrini che
vengono investiti in Borsa o nei Bot non cadono dal cielo; sono frutto dei
redditi da lavoro o di impresa, che a loro volta sono stati già tassati. Quando
si pone l'accento sul punto 1, si dimentica di dire che i quattrini risparmiati
e investiti sono al netto di una tassazione che in Italia è la tra le più alte
del mondo. 3.Nel 2007 (e con ragione) si è chiesto agli italiani di farsi una
pensione complementare e integrativa di quella pubblica. Ebbene i fondi
pensione che investono largamente in titoli di stato italiani, con l'aumento
della tassazione delle rendite finanziarie, rischiano di rendere ancor meno di
quanto hanno fatto negli ultimi anni. A tutto discapito dell'assegno
previdenziale che ci aspetterà. 4. L'ultima volta che si è aumentata la
tassazione sui Bot si è detto che era una partita di giro. e cioè che le
maggiori tasse venivano compensate dai maggiori rendimenti che avrebbero dovuto
riconoscere i titoli di stato per mantenere la loro appetibilità. Ora il
mercato è però e dunque questo fenomeno non accadrà più. Mi spiego meglio.
Diciamo che un Btp decennale renda il 4,3 per cento. Se la tassazione dovesse
passare dal 12,5 al 20 per cento, come minaccia il governo, il rendimento netto
del titolo dovrebbe diminuire circa del 7,5 per cento (o meglio il 7,5 per
cento del 4,3 per cento, abbassando il rendimento netto circa al 4 per cento).
Infatti la gran parte del nostro debito pubblico è in mano ad investitori
lordisti, che le tasse non le pagano con la cedolare secca. Cari commensali la
tassazione delle rendite finanziarie, che renderà molto poco in termini di
gettito, sembra più un ipocrita accanimento sociale (che poi si rivelerà come
al solito controproducente per i più deboli) che una buona manovra di equità
fiscale. Dove sono finiti tutti quei progressisti che scomodavano Einaudi:
qualcuno si ricorda cosa scrisse sul risparmio? Scritto in pol economica
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un amico 10Jan 08 Agnelli e Marini, senza parole "MARINI: AGNELLI, SAPEVA
SEMPRE VEDERE L'INTERESSE GENERALE" è il commento del presidente del
Senato ed ex sindacalista, alle commemorazione dell'Avvocato. Scritto in Varie
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anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola
Porro su ilGiornale.it contatti Categorie burocrazia (1) citazioni (2) finanza
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Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia, visto
che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !! la
cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana... SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con l'accento... Paolo: Buon giorno a tutti,
visti i trascorsi della cosa rossa, ad esempio con Telekom Serbia, il dubbio
nasce... Lucio: Caro Sig. Alex, grazie per avere dimostrato quale è il reale
livello del dibattito economico in Italia. Se il... I più inviati I
"cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Inevitabile che le
pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna
elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro
in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico
massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega
Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli
anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle
entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci
saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo
governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di
incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla
"Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non
solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura?
Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai
pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è
impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell'
arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti
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© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar
08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola
"emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto
o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza":
vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio,
gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste,
e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali,
balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via
l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal
nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo
nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma
taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si
"rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa.
Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra
notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%.
E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un
alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr).
La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per
l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al
"piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un
piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani"
che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli
) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta
l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e
aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli
"anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo
elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e
genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato
dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un
"nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo
sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no:
in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata
Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di
un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e
del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la
questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo
Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero.
Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è
roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo
dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe
voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà
penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del
Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno
i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione,
manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani
("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma
anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il
gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E
guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha
sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 )
" (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di
Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi
inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o
non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle
281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale.
Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa.
Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci
crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi
nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e
presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga
talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era
tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento.
Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi
(forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni
(che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare
con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare
che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico
d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero
così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta
e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi,
concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le
elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova
anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli
italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state
rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella
Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha
fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle
urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà
pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma
li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada
"berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni
all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a
mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il
mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi.
Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah!
Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e
che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo
Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord.
Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto
fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò,
aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di
Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i
lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di
Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del
Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che
forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in
quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la
certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci
sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo
candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato,
che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può
essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non
rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà
una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella
corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08
Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente
libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un
tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra".
Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro
pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito
Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi
l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un
solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo
leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare
punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è
una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha
bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto
l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia?
E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i
vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle
canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche
l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse
è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi
del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di
Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine
dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette
missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo
del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che
cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente
miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo.
Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta:
migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta:
federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di
più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma,
riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice
visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la
sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese.
Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto
con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a
Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma
che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti
principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto
con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma
ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in
tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e
"le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci
dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un
programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario
di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente".
Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più
importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un
cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le
tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi
sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto
detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader
del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza
che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma
anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di
spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter
Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze"
per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si
può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani
una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte.
Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali
e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito
Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero
firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro
idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata
da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle
truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del
Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico,
diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi
punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di
firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non
hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato
Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche
peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così
importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un
avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza
fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo.
Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni:
"Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio
Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta
perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del
silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor
Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in
Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne
pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti (
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21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari
lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del
Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de
"il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet,
un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica
rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte
multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha
richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche
di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e
comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei
lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro
contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con
la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa
è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli:
"Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore
Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in
edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale
di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può
consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e
la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average:
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caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non
bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza
sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse
operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo
la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni?
Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni
aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli
invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di...
I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il
senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails
Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente
Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani
abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama
alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati:
"Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per
la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di
Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di
Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per
le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il
Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera
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post March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Pensioni,
a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal
nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma
dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e
l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per
l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd,
radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Inevitabile che le
pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna
elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro
in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico
massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega
Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli
anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle
entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci
saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo
governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di
incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla
"Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non
solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura?
Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai
pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è
impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell'
arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti
( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola
"emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto
o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza":
vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio,
gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste,
e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali,
balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via
l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal
nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo
nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma
taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si
"rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa.
Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco
l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia
del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a
breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le
elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle
previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5
votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal
nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi
un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni
"anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto
grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come
sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il
centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi
deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici"
molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra
becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte.
Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi
definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito
"piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un
"nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha
fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano
della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con
tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una
storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto
gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale
una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si
trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico,
quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono
quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che
detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le
polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre
lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non
c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa
al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di
Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il
tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del
Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli
Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in
Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla
sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli
strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra
non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama
soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni"
presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero
subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi
pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci
credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una
crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati
a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo.
per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A
seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia
altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il
programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non
sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i
sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno
fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile
governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di
281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci
(generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno
impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli
obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore)
forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni
Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla
fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare
lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso".
Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al
Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i
programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha
imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella
vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo,
Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure
tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i
buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di
Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa
Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra
ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna
elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico
produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si
doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la
sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del
Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta
sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti (
45 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò
che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste
elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino,
pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci
sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.".
Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento.
Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non
sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove
vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come
prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella
l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a
Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in
corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore
di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che
se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni
Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier
del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia.
"Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio
schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella
sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo
gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto
che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il
nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come
una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta".
Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta.
Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano
di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario
delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma
anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma
forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai
problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette
missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in
dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le
"sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus
dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice
chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge:
". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima:
rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e
più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno.
Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per
saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà).
Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi
(non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra)
e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi
del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un
nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla
scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere -
depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto
riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna
elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E
aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei
diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine
della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi
indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea
nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso
che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti
voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da
Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che
può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19
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© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb
08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento
che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti,
quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che
il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi,
cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del
"ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente
di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter
Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze"
per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si
può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani
una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte.
Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd,
radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del
Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non
dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle
loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi
intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello
sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il
programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento
biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono
stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può
permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta
robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi
ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a
"limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna
elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un
altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente.
La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile
negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni:
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 75 del 2008-03-28
pagina 24 La Geox festeggia l'ingresso tra i big del listino (+7,5%) di
Redazione Geox brinda in Borsa all'imminente passaggio al paniere
dell'S&P/Mib, la vetrina dei big di Piazza Affari, di
cui entrerà a fare parte da lunedì prossimo al posto di Alitalia. In attesa della promozione, il titolo del gruppo veneto di
calzature famoso al mondo per il marchio "la scarpa che respira" ha
così svettato per tutta la giornata tra i titoli del Midex fino a chiudere con
un rialzo del 7,5% tra scambi intensi. Va detto tuttavia che Geox era
reduce da un periodo non facile in Piazza Affari, complice la freddezza di
alcuni operatori rispetto ai risultati registrati dal gruppo di Mario Moretti
Polegato e alle prospettive annunciate. Complice un contesto reso difficile
dalla crisi dei subprime che ha sferzato le Borse mondiali, Geox nell'ultimo
mese ha infatti accusato una flessione del 17%. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cari commensali,
l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso
sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia
debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per
rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci
di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la
soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la
lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che
forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM
vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad
esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in
effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui
servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci
gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga
offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne
dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due
!!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me.
Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E
sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono
disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a
Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al
servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e
mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il
"pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 34 ) "
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti
di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente
mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato,
per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la
macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai
mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento
dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno
pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia
responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e
paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un
baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello
Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il
consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per
ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile,
soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più
burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali,
quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie
Commenti ( 25 ) " (13 votes, average: 4.77 out of 5) Loading ... Il Blog
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un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano sono
balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per bushel (così si
chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al Chicago board of
trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante deriva dall'annuncio
del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano. Così come quelli appena
applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono preoccupati dall'aumento
dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano politiche
protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono andate
particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti della
terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4 per
cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente
prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle.
Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta
Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di
Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a
meno del per cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo
da pagare è avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è quanto
è avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 ) "
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08
Biocarburanti ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto.
Anzi non citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si
parla di effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della
rivista Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate
di più appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con
la sintesi della ricerca:
http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861 Sostengono, contro tutte
le mode del momento, che i biocarburanti contribuiscono a peggiorare il
cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo. E che lo sfruttamento intensivo
delle terre per la coltivazione estesa di biocarburanti danneggia l'ambiente
più di quanto faccio l'uso del petrolio. Scritto in Varie Commenti ( 41 )
" (16 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Feb 08
"243 e il 68 24 nasce da un'idea geniale di Joel Surnow: scandire 24 ore
di panico, seguendole passo passo in una fiction televisiva in tempo reale. E'
il ticchettio di una bomba che inesorabilmente sta per scoppiare e che i nostri
eroi cercano di disinnescare. Ogni stagione di "243 (nata nel 2001) dura
dunque 24 episodi da un'ora (è il trucco e l'originalità della serie
televisiva). L'eroe Jack Bauer e i suoi compagni si trovano sempre davanti ad
un dilemma: privilegiare la sicurezza o rispettare la libertà. La gravità della
situazione, li porta sempre e comunque a privilegiare la prima. Insomma dietro
alla fiction si pone una questione fondamentale dell'america di oggi: a che
punto si possono violare le libertà individuali? Le scene di tortura sono
numerosissime e per la prima volta sono sempre perpetrate dai buoni a danno dei
cattivi: rovesciando il copione tipico del cinema americano. Surnow se ne
frega. Figlio di un venditore di tappeti in bolletta e per di più democratico,
studente alla liberal Berkeley, Joel è diventato un'icona dell'America
conservatrice post 9/11. Ed una figura rara del business holliwoodiano, per la
maggior parte liberal. "243, seguitissimo, sta istillando tra i giovani
americani un'idea dell'uso della forza e della lotta contro i nemici (oggi i
fanatici islamici) diametralmente opposta a quella liberal della generazione del
68 (la lotta ai comunisti). Non è detto che sia un bene. Scritto in Varie
Commenti ( 9 ) " (7 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di
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amico 05Feb 08 Economia di Guerra Ieri Bush ha presentato la sua finanziaria.
Ecco qualche ingrediente. La spesa pubblica americana toccherà per la prima
volta i 3000 miliardi di dollari (la piccola Italia spende un quarto e cioè 750
miliardi di euro). Anche gli Usa avranno a che fare con un deficit di Bilancio,
come dalle nostre parti, sarà intorno al 3 per cento del Pil. 1600 miliardi di
spesa pubblica (più della metà del totale) vanno in assistenza sanitaria e
pensioni. Mentre la Difesa avrà un bilancio di 515 miliardi di dollari. Si tratta
del 4 per cento del Pil. Durante la guerra in Corea era al 9 per cento, durante
il Vietnam era al 13 e durante la seconda guerra mondiale al 35,38 per cento.
Afganistan e Iraq alla fine del 2009 saranno complessivamente costate (a
partire dal 2001) quasi mille miliardi di dollari. Qualche considerazione
iniziale. 1. Nonostante la sforzo bellico, gli Usa spendono "solo"
quattro volte quando si faccia da noi. 2. Il deficit americano, che fa gridare
allo scandalo, sarà più o meno pari al nostro, ma sconta il solito impegno
bellico. 3. Bush "guerrafondaio", spende, in termini relativi, meno,
molto meno, dei suoi colleghi che lo hanno proceduto. 4. Da quando sono
iniziate le due guerre, sono stati approvati tagli fiscali per 1,3 miliardi
(che scadranno nel 2011) Scritto in pol economica Commenti ( 17 ) " (15
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Jan 08 Boudon e
la giustizia sociale Ho recentemente letto uno studio sociologico fatto da
Frohlich e Oppenheimer e riportato da Raymond Boudon. Sono stati scelti due
gruppi di cittadini (usa e polacchi) ed è stato loro chiesto di optare per un
principio di giustizia sociale al buio (con relativa distribuzione del reddito)
1. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello medio del reddito 2.
seleziona una distribuzione che massimizzi il livello più basso del reddito
(principio della giustizia di Rawls) 3. seleziona una distribuzione che
massimizzi il reddito medio e definisca un reddito minimo (dunque questo
principio non implica che il valore minimo di reddito sia il più alto possibile
come per Rawls, ma che ci sia comunque una soglia minima) 4. seleziona una
distribuzione che massimizzi il reddito medio e che stabilisca che le
differenze tra i redditi non superino una certa soglia. Nell'esperimento
inoltre ai soggetti veniva detto che una volta scelto uno dei quattro principi,
loro stessi sarebbero stati posizionati all'interno della distribuzione
derivante dal principio scelto, in una delle diverse classe di reddito, ma in
modo casuale. In buona sostanza la scelta di ciascuno nel panel avrebbe avuto
un impatto sul proprio reddito. Per i componenti del panel la scelta però non
sarebbe stata influenzata da interessi personali, poichè il loro livello di
retribuzione sarebbe stato determinato in maniera casuale. Ebbene il
risultato,largamente vincitore (quasi 80 per cento sia per americani, sia per
polacchi) è stato il principio numero 3. E la secca bocciatura dei principi di
giustizia sociale rawlsiani secondo i quali sono da preferire distribuzioni di
reddito che massimizzino il reddito minimo, anche a scapito del reddito medio.
La lezione che Boudon trae è che gli individui privilegiano, al buio, una
situazione di crescita per tutti, ma con un'assicurazione (il reddito minimo
per chi corre di meno). E dunque che la distribuzione del reddito prediletta è
di tipo meritocratico e non egualitaristico. Scritto in citazioni Commenti ( 16
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08 Mastellate Siamo un po' fuori tema, ma tant'è. Il governo è in crisi poichè
il suo ministro di giustizia e il partitino che guida si sono sfilati della
maggioranza. E' una crisi più grave delle tante altre vissute dal governo
Prodi, essenzialmente per due motivi. 1. La chiesa si è messa di traverso,
agitando così l'anima cattocomunista che è forte nella maggioranza. Più della
questione Dico, lo schiaffo al Papa, benchè non direttamente nato a Palazzo
Chigi, brucia oltre tevere. E si ha l'impressione che in questo caso non si sia
porta la guancia. 2. la magistratura, con un'indagine che sembra una farsa, ha
colpito al cuore. Il governo rischia di cadere non dunque per la sua incapacità
politica, non per la sua inadeguatezza economica, non per le sue vessazioni
fiscali, non per la sua timidezza internazionale, non per la sua incapacità a
gestire la munnezza. No, cade perchè due grandi poteri si sono messi di
traverso. La gioia di una possibile caduta di Prodi è mitigata dalla risibilità
dei motivi per i quali è cagionata. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (16
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jan 08
Renditiamoci conto In altra discussione e con gli interventi graditi
dell'Avvocato Matteucci abbiamo cucinato il tema della tassazione delle rendite
finanziarie. Val la pena, però riservare uno spazio ad hoc. Butto in pentola
qualche ingrediente. 1. La tassazione delle rendite finanziarie in Italia è tra
le più basse del mondo: bloccata al 12,5 per cento sia per i rendimenti delle
obbligazioni (compresi i titoli di stato) sia per i capital gain sulle azioni.
2. Ci si dimentica però sempre di dire che la tassazione del risparmio è la più
odiosa delle tasse: in quanto è una doppia tassazione. Insomma i quattrini che
vengono investiti in Borsa o nei Bot non cadono dal cielo; sono frutto dei
redditi da lavoro o di impresa, che a loro volta sono stati già tassati. Quando
si pone l'accento sul punto 1, si dimentica di dire che i quattrini risparmiati
e investiti sono al netto di una tassazione che in Italia è la tra le più alte
del mondo. 3.Nel 2007 (e con ragione) si è chiesto agli italiani di farsi una
pensione complementare e integrativa di quella pubblica. Ebbene i fondi
pensione che investono largamente in titoli di stato italiani, con l'aumento
della tassazione delle rendite finanziarie, rischiano di rendere ancor meno di
quanto hanno fatto negli ultimi anni. A tutto discapito dell'assegno
previdenziale che ci aspetterà. 4. L'ultima volta che si è aumentata la
tassazione sui Bot si è detto che era una partita di giro. e cioè che le
maggiori tasse venivano compensate dai maggiori rendimenti che avrebbero dovuto
riconoscere i titoli di stato per mantenere la loro appetibilità. Ora il
mercato è però e dunque questo fenomeno non accadrà più. Mi spiego meglio.
Diciamo che un Btp decennale renda il 4,3 per cento. Se la tassazione dovesse
passare dal 12,5 al 20 per cento, come minaccia il governo, il rendimento netto
del titolo dovrebbe diminuire circa del 7,5 per cento (o meglio il 7,5 per
cento del 4,3 per cento, abbassando il rendimento netto circa al 4 per cento).
Infatti la gran parte del nostro debito pubblico è in mano ad investitori
lordisti, che le tasse non le pagano con la cedolare secca. Cari commensali la
tassazione delle rendite finanziarie, che renderà molto poco in termini di
gettito, sembra più un ipocrita accanimento sociale (che poi si rivelerà come
al solito controproducente per i più deboli) che una buona manovra di equità
fiscale. Dove sono finiti tutti quei progressisti che scomodavano Einaudi:
qualcuno si ricorda cosa scrisse sul risparmio? Scritto in pol economica
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un amico 10Jan 08 Agnelli e Marini, senza parole "MARINI: AGNELLI, SAPEVA
SEMPRE VEDERE L'INTERESSE GENERALE" è il commento del presidente del
Senato ed ex sindacalista, alle commemorazione dell'Avvocato. Scritto in Varie
Commenti ( 24 ) " (13 votes, average: 2.62 out of 5) Loading ... Il Blog
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un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche
anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola
Porro su ilGiornale.it contatti Categorie burocrazia (1) citazioni (2) finanza
(9) pol economica (18) Varie (30) Ultime discussioni Mario:
Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia, visto
che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !! la
cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana... SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con l'accento... Paolo: Buon giorno a tutti,
visti i trascorsi della cosa rossa, ad esempio con Telekom Serbia, il dubbio
nasce... Lucio: Caro Sig. Alex, grazie per avere dimostrato quale è il reale
livello del dibattito economico in Italia. Se il... I più inviati I
"cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia
- 1 Emails Morti di ipocrisia - 1 Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla
Finanza e Macro freakkkettoni IBL La città dei liberi rass.stamp 11min In prova
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Blog di Nicola Porro © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Inevitabile che le
pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna
elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro
in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico
massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega
Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli
anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle
entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci
saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo
governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di
incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla
"Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non
solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura?
Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai
pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è
impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell'
arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti
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© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar
08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola
"emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto
o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza":
vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio,
gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste,
e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali,
balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via
l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal
nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo
nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma
taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si
"rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa.
Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra
notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%.
E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un
alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr).
La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per
l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al
"piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un
piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani"
che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli
) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta
l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e
aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli
"anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo
elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e
genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato
dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un
"nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo
sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no:
in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata
Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di
un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e
del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la
questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo
Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero.
Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è
roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo
dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe
voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà
penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del
Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno
i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione,
manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani
("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma
anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il
gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E
guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha
sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 )
" (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di
Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi
inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o
non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle
281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale.
Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa.
Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci
crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi
nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e
presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga
talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era
tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento.
Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi
(forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni
(che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare
con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare
che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico
d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero
così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta
e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi,
concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le
elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova
anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli
italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state
rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella
Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha
fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle
urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà
pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma
li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada
"berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni
all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a
mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il
mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi.
Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah!
Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e
che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo
Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord.
Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto
fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò,
aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di
Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i
lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di
Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del
Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che
forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in
quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la
certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci
sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo
candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato,
che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può
essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non
rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà
una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella
corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08
Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente
libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un
tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra".
Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro
pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito
Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi
l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un
solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo
leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare
punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è
una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha
bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto
l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia?
E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i
vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle
canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche
l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse
è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi
del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di
Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine
dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette
missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo
del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che
cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente
miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo.
Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta:
migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta:
federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di
più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma,
riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice
visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la
sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese.
Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto
con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a
Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma
che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti
principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto
con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma
ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in
tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e
"le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci
dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un
programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario
di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente".
Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più
importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un
cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le
tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi
sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto
detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader
del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza
che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma
anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di
spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter
Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze"
per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si
può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani
una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte.
Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes,
average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali
e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito
Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero
firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro
idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata
da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle
truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del
Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico,
diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi
punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di
firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non
hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato
Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche
peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così
importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un
avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza
fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo.
Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni:
"Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio
Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta
perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del
silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor
Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in
Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne
pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti (
13 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari
lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del
Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de
"il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet,
un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica
rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte
multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha
richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche
di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e
comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei
lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro
contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con
la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa
è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli:
"Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore
Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in
edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale
di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può
consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e
la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il
caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non
bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza
sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse
operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo
la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni?
Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni
aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli
invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di...
I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il
senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails
Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente
Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani
abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama
alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati:
"Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per
la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di
Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di
Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per
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Storia Libera TocqueVille March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9
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post March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Pensioni,
a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal
nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma
dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e
l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per
l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd,
radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori
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Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Inevitabile che le
pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna
elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro
in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico
massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega
Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli
anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle
entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci
saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo
governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di
incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla
"Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non
solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura?
Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai
pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è
impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell'
arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti
( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola
"emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto
o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza":
vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio,
gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste,
e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali,
balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via
l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal
nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo
nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma
taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si
"rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa.
Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco
l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del
43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve
un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni.
ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per
l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al
"piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo
divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho
pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non
pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni
che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più
civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli
"anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo
elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e
genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato
dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un
"nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo
sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no:
in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata
Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di
un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e
del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la
questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo
Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero.
Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è
roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo
dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe
voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso
che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del
Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno
i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione,
manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani
("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma
anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il
gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E
guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha
sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 )
" (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di
Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi
inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o
non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle
281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna
elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo
la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti.
ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio
così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati
(veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la
riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma
c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del
momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre
mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a
Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a
stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da
fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico
d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero
così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta
e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi,
concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le
elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova
anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli
italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state
rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella
Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha
fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle
urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà
pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma
li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada
"berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni
all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a
mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere
le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto
ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha
un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora
cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a
fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e
ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero
inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo.
Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi
stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini
non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07 out
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Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le
liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni
dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non
sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9
eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che
siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi
annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi
capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che
si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere
usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non
rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà
una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella
corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) "
(13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08
Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero,
e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai
vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha
detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con
i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si
riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una
posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un
solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha
insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della
competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile,
che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso
e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei
"mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici
quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i
sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma
anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non
sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e
lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no?
Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average: 2.77 out of 5)
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per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e
tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette
missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di
governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo:
ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente
miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo.
Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta:
migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta:
federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di
più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi
insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo
felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia
la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese.
Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto
con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a
Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma
che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti
principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto
con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma
ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in
tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e
"le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci
dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un
programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario
di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente".
Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più
importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un
cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes, average:
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che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il
programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da
Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non
ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano
state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in
questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi
transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre
"clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di
sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle
unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La
tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero
democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda
un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di
"non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il
voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini.
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teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti
radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non
dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il
ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha
messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata
di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche:
"A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono
scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se
uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno
dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto
stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola
Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla
campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle
persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è
diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia
difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e
dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità
di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la
Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta
diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e
magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver
candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito
Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza",
reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out
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apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in
linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio
della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti
della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si
presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante
arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante
passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a
miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi
chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata
dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è
aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero
"sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo
attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del
"Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i
lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano
raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la
pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa
filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può
consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e
la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average:
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cari commensali,
l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso
sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia
debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per
rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci
di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la
soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la
lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che
forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM
vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad
esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in
effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui
servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci
gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga
offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne
dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due
!!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me.
Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E
sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono
disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a
Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al
servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e
mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il
"pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 34 ) "
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti
di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente
mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato,
per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la
macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai
mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento
dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno
pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia
responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e
paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un
baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello
Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il
consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per
ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile,
soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più
burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese
marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in
Varie Commenti ( 25 ) " (13 votes, average: 4.77 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del
grano sono balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per
bushel (così si chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al
Chicago board of trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante
deriva dall'annuncio del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano.
Così come quelli appena applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono
preoccupati dall'aumento dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano
politiche protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono
andate particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti
della terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4
per cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente
prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle.
Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta
Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di Biofuel.
Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a meno del per
cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo da pagare è
avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è quanto è
avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (5
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Biocarburanti
ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto. Anzi non
citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si parla di
effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della rivista
Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate di più
appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con la
sintesi della ricerca: http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861
Sostengono, contro tutte le mode del momento, che i biocarburanti
contribuiscono a peggiorare il cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo.
E che lo sfruttamento intensivo delle terre per la coltivazione estesa di
biocarburanti danneggia l'ambiente più di quanto faccio l'uso del petrolio.
Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (16 votes, average: 4.31 out of 5)
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Invia questo post a un amico 10Feb 08 "243 e il 68 24 nasce da un'idea
geniale di Joel Surnow: scandire 24 ore di panico, seguendole passo passo in
una fiction televisiva in tempo reale. E' il ticchettio di una bomba che
inesorabilmente sta per scoppiare e che i nostri eroi cercano di disinnescare.
Ogni stagione di "243 (nata nel 2001) dura dunque 24 episodi da un'ora (è
il trucco e l'originalità della serie televisiva). L'eroe Jack Bauer e i suoi
compagni si trovano sempre davanti ad un dilemma: privilegiare la sicurezza o
rispettare la libertà. La gravità della situazione, li porta sempre e comunque
a privilegiare la prima. Insomma dietro alla fiction si pone una questione
fondamentale dell'america di oggi: a che punto si possono violare le libertà
individuali? Le scene di tortura sono numerosissime e per la prima volta sono
sempre perpetrate dai buoni a danno dei cattivi: rovesciando il copione tipico
del cinema americano. Surnow se ne frega. Figlio di un venditore di tappeti in
bolletta e per di più democratico, studente alla liberal Berkeley, Joel è
diventato un'icona dell'America conservatrice post 9/11. Ed una figura rara del
business holliwoodiano, per la maggior parte liberal. "243, seguitissimo,
sta istillando tra i giovani americani un'idea dell'uso della forza e della
lotta contro i nemici (oggi i fanatici islamici) diametralmente opposta a
quella liberal della generazione del 68 (la lotta ai comunisti). Non è detto
che sia un bene. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (7 votes, average: 4
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Commenti Invia questo post a un amico 05Feb 08 Economia di Guerra Ieri Bush ha
presentato la sua finanziaria. Ecco qualche ingrediente. La spesa pubblica
americana toccherà per la prima volta i 3000 miliardi di dollari (la piccola
Italia spende un quarto e cioè 750 miliardi di euro). Anche gli Usa avranno a
che fare con un deficit di Bilancio, come dalle nostre parti, sarà intorno al 3
per cento del Pil. 1600 miliardi di spesa pubblica (più della metà del totale)
vanno in assistenza sanitaria e pensioni. Mentre la Difesa avrà un bilancio di
515 miliardi di dollari. Si tratta del 4 per cento del Pil. Durante la guerra
in Corea era al 9 per cento, durante il Vietnam era al 13 e durante la seconda
guerra mondiale al 35,38 per cento. Afganistan e Iraq alla fine del 2009
saranno complessivamente costate (a partire dal 2001) quasi mille miliardi di
dollari. Qualche considerazione iniziale. 1. Nonostante la sforzo bellico, gli
Usa spendono "solo" quattro volte quando si faccia da noi. 2. Il
deficit americano, che fa gridare allo scandalo, sarà più o meno pari al
nostro, ma sconta il solito impegno bellico. 3. Bush "guerrafondaio",
spende, in termini relativi, meno, molto meno, dei suoi colleghi che lo hanno
proceduto. 4. Da quando sono iniziate le due guerre, sono stati approvati tagli
fiscali per 1,3 miliardi (che scadranno nel 2011) Scritto in pol economica
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un amico 27Jan 08 Boudon e la giustizia sociale Ho recentemente letto uno
studio sociologico fatto da Frohlich e Oppenheimer e riportato da Raymond
Boudon. Sono stati scelti due gruppi di cittadini (usa e polacchi) ed è stato
loro chiesto di optare per un principio di giustizia sociale al buio (con
relativa distribuzione del reddito) 1. seleziona una distribuzione che
massimizzi il livello medio del reddito 2. seleziona una distribuzione che
massimizzi il livello più basso del reddito (principio della giustizia di
Rawls) 3. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e
definisca un reddito minimo (dunque questo principio non implica che il valore
minimo di reddito sia il più alto possibile come per Rawls, ma che ci sia
comunque una soglia minima) 4. seleziona una distribuzione che massimizzi il
reddito medio e che stabilisca che le differenze tra i redditi non superino una
certa soglia. Nell'esperimento inoltre ai soggetti veniva detto che una volta
scelto uno dei quattro principi, loro stessi sarebbero stati posizionati
all'interno della distribuzione derivante dal principio scelto, in una delle
diverse classe di reddito, ma in modo casuale. In buona sostanza la scelta di
ciascuno nel panel avrebbe avuto un impatto sul proprio reddito. Per i
componenti del panel la scelta però non sarebbe stata influenzata da interessi
personali, poichè il loro livello di retribuzione sarebbe stato determinato in
maniera casuale. Ebbene il risultato,largamente vincitore (quasi 80 per cento
sia per americani, sia per polacchi) è stato il principio numero 3. E la secca
bocciatura dei principi di giustizia sociale rawlsiani secondo i quali sono da
preferire distribuzioni di reddito che massimizzino il reddito minimo, anche a
scapito del reddito medio. La lezione che Boudon trae è che gli individui
privilegiano, al buio, una situazione di crescita per tutti, ma con un'assicurazione
(il reddito minimo per chi corre di meno). E dunque che la distribuzione del
reddito prediletta è di tipo meritocratico e non egualitaristico. Scritto in
citazioni Commenti ( 16 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ...
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post a un amico 22Jan 08 Mastellate Siamo un po' fuori tema, ma tant'è. Il
governo è in crisi poichè il suo ministro di giustizia e il partitino che guida
si sono sfilati della maggioranza. E' una crisi più grave delle tante altre
vissute dal governo Prodi, essenzialmente per due motivi. 1. La chiesa si è
messa di traverso, agitando così l'anima cattocomunista che è forte nella
maggioranza. Più della questione Dico, lo schiaffo al Papa, benchè non
direttamente nato a Palazzo Chigi, brucia oltre tevere. E si ha l'impressione
che in questo caso non si sia porta la guancia. 2. la magistratura, con
un'indagine che sembra una farsa, ha colpito al cuore. Il governo rischia di
cadere non dunque per la sua incapacità politica, non per la sua inadeguatezza
economica, non per le sue vessazioni fiscali, non per la sua timidezza
internazionale, non per la sua incapacità a gestire la munnezza. No, cade
perchè due grandi poteri si sono messi di traverso. La gioia di una possibile
caduta di Prodi è mitigata dalla risibilità dei motivi per i quali è cagionata.
Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (16 votes, average: 3.06 out of 5)
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Invia questo post a un amico 15Jan 08 Renditiamoci conto In altra discussione e
con gli interventi graditi dell'Avvocato Matteucci abbiamo cucinato il tema
della tassazione delle rendite finanziarie. Val la pena, però riservare uno
spazio ad hoc. Butto in pentola qualche ingrediente. 1. La tassazione delle
rendite finanziarie in Italia è tra le più basse del mondo: bloccata al 12,5
per cento sia per i rendimenti delle obbligazioni (compresi i titoli di stato)
sia per i capital gain sulle azioni. 2. Ci si dimentica però sempre di dire che
la tassazione del risparmio è la più odiosa delle tasse: in quanto è una doppia
tassazione. Insomma i quattrini che vengono investiti in Borsa o nei Bot non
cadono dal cielo; sono frutto dei redditi da lavoro o di impresa, che a loro
volta sono stati già tassati. Quando si pone l'accento sul punto 1, si
dimentica di dire che i quattrini risparmiati e investiti sono al netto di una
tassazione che in Italia è la tra le più alte del mondo. 3.Nel 2007 (e con
ragione) si è chiesto agli italiani di farsi una pensione complementare e
integrativa di quella pubblica. Ebbene i fondi pensione che investono
largamente in titoli di stato italiani, con l'aumento della tassazione delle
rendite finanziarie, rischiano di rendere ancor meno di quanto hanno fatto
negli ultimi anni. A tutto discapito dell'assegno previdenziale che ci
aspetterà. 4. L'ultima volta che si è aumentata la tassazione sui Bot si è
detto che era una partita di giro. e cioè che le maggiori tasse venivano
compensate dai maggiori rendimenti che avrebbero dovuto riconoscere i titoli di
stato per mantenere la loro appetibilità. Ora il mercato è però e dunque questo
fenomeno non accadrà più. Mi spiego meglio. Diciamo che un Btp decennale renda
il 4,3 per cento. Se la tassazione dovesse passare dal 12,5 al 20 per cento,
come minaccia il governo, il rendimento netto del titolo dovrebbe diminuire
circa del 7,5 per cento (o meglio il 7,5 per cento del 4,3 per cento,
abbassando il rendimento netto circa al 4 per cento). Infatti la gran parte del
nostro debito pubblico è in mano ad investitori lordisti, che le tasse non le
pagano con la cedolare secca. Cari commensali la tassazione delle rendite
finanziarie, che renderà molto poco in termini di gettito, sembra più un
ipocrita accanimento sociale (che poi si rivelerà come al solito
controproducente per i più deboli) che una buona manovra di equità fiscale.
Dove sono finiti tutti quei progressisti che scomodavano Einaudi: qualcuno si
ricorda cosa scrisse sul risparmio? Scritto in pol economica Commenti ( 12 )
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Agnelli e Marini, senza parole "MARINI: AGNELLI, SAPEVA SEMPRE VEDERE L'INTERESSE
GENERALE" è il commento del presidente del Senato ed ex sindacalista, alle
commemorazione dell'Avvocato. Scritto in Varie Commenti ( 24 ) " (13
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sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di
economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it
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Varie (30) Ultime discussioni Mario: Il signor Salvo
evidentemente non ha mai volato Alitalia, visto
che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !! la
cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana... SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con l'accento... Paolo: Buon giorno a tutti,
visti i trascorsi della cosa rossa, ad esempio con Telekom Serbia, il dubbio
nasce... Lucio: Caro Sig. Alex, grazie per avere dimostrato quale è il reale
livello del dibattito economico in Italia. Se il... I più inviati I
"cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia
- 1 Emails Morti di ipocrisia - 1 Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla Finanza
e Macro freakkkettoni IBL La città dei liberi rass.stamp 11min In prova
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cari commensali,
l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso
sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia
debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per
rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci
di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la
soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la
lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che
forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM
vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad
esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in
effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui
servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci
gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga
offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne
dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due
!!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me.
Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E
sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono
disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a
Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al
servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e
mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il
"pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 34 ) "
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di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente
mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato,
per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la
macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai
mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento
dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno
pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia
responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e
paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un
baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello
Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il
consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per
ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile,
soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più
burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali,
quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie
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un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano sono
balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per bushel (così si
chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al Chicago board of
trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante deriva dall'annuncio
del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano. Così come quelli appena
applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono preoccupati dall'aumento
dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano politiche
protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono andate
particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti della
terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4 per
cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente
prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle.
Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta
Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di
Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a
meno del per cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo
da pagare è avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è quanto
è avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 ) "
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Biocarburanti ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto.
Anzi non citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si
parla di effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della
rivista Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate
di più appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con
la sintesi della ricerca:
http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861 Sostengono, contro tutte
le mode del momento, che i biocarburanti contribuiscono a peggiorare il
cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo. E che lo sfruttamento intensivo
delle terre per la coltivazione estesa di biocarburanti danneggia l'ambiente
più di quanto faccio l'uso del petrolio. Scritto in Varie Commenti ( 41 )
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"243 e il 68 24 nasce da un'idea geniale di Joel Surnow: scandire 24 ore
di panico, seguendole passo passo in una fiction televisiva in tempo reale. E'
il ticchettio di una bomba che inesorabilmente sta per scoppiare e che i nostri
eroi cercano di disinnescare. Ogni stagione di "243 (nata nel 2001) dura
dunque 24 episodi da un'ora (è il trucco e l'originalità della serie
televisiva). L'eroe Jack Bauer e i suoi compagni si trovano sempre davanti ad
un dilemma: privilegiare la sicurezza o rispettare la libertà. La gravità della
situazione, li porta sempre e comunque a privilegiare la prima. Insomma dietro
alla fiction si pone una questione fondamentale dell'america di oggi: a che
punto si possono violare le libertà individuali? Le scene di tortura sono
numerosissime e per la prima volta sono sempre perpetrate dai buoni a danno dei
cattivi: rovesciando il copione tipico del cinema americano. Surnow se ne
frega. Figlio di un venditore di tappeti in bolletta e per di più democratico,
studente alla liberal Berkeley, Joel è diventato un'icona dell'America
conservatrice post 9/11. Ed una figura rara del business holliwoodiano, per la
maggior parte liberal. "243, seguitissimo, sta istillando tra i giovani
americani un'idea dell'uso della forza e della lotta contro i nemici (oggi i
fanatici islamici) diametralmente opposta a quella liberal della generazione del
68 (la lotta ai comunisti). Non è detto che sia un bene. Scritto in Varie
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amico 05Feb 08 Economia di Guerra Ieri Bush ha presentato la sua finanziaria.
Ecco qualche ingrediente. La spesa pubblica americana toccherà per la prima
volta i 3000 miliardi di dollari (la piccola Italia spende un quarto e cioè 750
miliardi di euro). Anche gli Usa avranno a che fare con un deficit di Bilancio,
come dalle nostre parti, sarà intorno al 3 per cento del Pil. 1600 miliardi di
spesa pubblica (più della metà del totale) vanno in assistenza sanitaria e
pensioni. Mentre la Difesa avrà un bilancio di 515 miliardi di dollari. Si tratta
del 4 per cento del Pil. Durante la guerra in Corea era al 9 per cento, durante
il Vietnam era al 13 e durante la seconda guerra mondiale al 35,38 per cento.
Afganistan e Iraq alla fine del 2009 saranno complessivamente costate (a
partire dal 2001) quasi mille miliardi di dollari. Qualche considerazione
iniziale. 1. Nonostante la sforzo bellico, gli Usa spendono "solo"
quattro volte quando si faccia da noi. 2. Il deficit americano, che fa gridare
allo scandalo, sarà più o meno pari al nostro, ma sconta il solito impegno
bellico. 3. Bush "guerrafondaio", spende, in termini relativi, meno,
molto meno, dei suoi colleghi che lo hanno proceduto. 4. Da quando sono
iniziate le due guerre, sono stati approvati tagli fiscali per 1,3 miliardi
(che scadranno nel 2011) Scritto in pol economica Commenti ( 17 ) " (15
votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Jan 08 Boudon e
la giustizia sociale Ho recentemente letto uno studio sociologico fatto da
Frohlich e Oppenheimer e riportato da Raymond Boudon. Sono stati scelti due
gruppi di cittadini (usa e polacchi) ed è stato loro chiesto di optare per un
principio di giustizia sociale al buio (con relativa distribuzione del reddito)
1. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello medio del reddito 2.
seleziona una distribuzione che massimizzi il livello più basso del reddito
(principio della giustizia di Rawls) 3. seleziona una distribuzione che
massimizzi il reddito medio e definisca un reddito minimo (dunque questo
principio non implica che il valore minimo di reddito sia il più alto possibile
come per Rawls, ma che ci sia comunque una soglia minima) 4. seleziona una
distribuzione che massimizzi il reddito medio e che stabilisca che le
differenze tra i redditi non superino una certa soglia. Nell'esperimento
inoltre ai soggetti veniva detto che una volta scelto uno dei quattro principi,
loro stessi sarebbero stati posizionati all'interno della distribuzione
derivante dal principio scelto, in una delle diverse classe di reddito, ma in
modo casuale. In buona sostanza la scelta di ciascuno nel panel avrebbe avuto
un impatto sul proprio reddito. Per i componenti del panel la scelta però non
sarebbe stata influenzata da interessi personali, poichè il loro livello di
retribuzione sarebbe stato determinato in maniera casuale. Ebbene il
risultato,largamente vincitore (quasi 80 per cento sia per americani, sia per
polacchi) è stato il principio numero 3. E la secca bocciatura dei principi di
giustizia sociale rawlsiani secondo i quali sono da preferire distribuzioni di
reddito che massimizzino il reddito minimo, anche a scapito del reddito medio.
La lezione che Boudon trae è che gli individui privilegiano, al buio, una
situazione di crescita per tutti, ma con un'assicurazione (il reddito minimo
per chi corre di meno). E dunque che la distribuzione del reddito prediletta è
di tipo meritocratico e non egualitaristico. Scritto in citazioni Commenti ( 16
) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro
© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jan
08 Mastellate Siamo un po' fuori tema, ma tant'è. Il governo è in crisi poichè
il suo ministro di giustizia e il partitino che guida si sono sfilati della
maggioranza. E' una crisi più grave delle tante altre vissute dal governo
Prodi, essenzialmente per due motivi. 1. La chiesa si è messa di traverso,
agitando così l'anima cattocomunista che è forte nella maggioranza. Più della
questione Dico, lo schiaffo al Papa, benchè non direttamente nato a Palazzo
Chigi, brucia oltre tevere. E si ha l'impressione che in questo caso non si sia
porta la guancia. 2. la magistratura, con un'indagine che sembra una farsa, ha
colpito al cuore. Il governo rischia di cadere non dunque per la sua incapacità
politica, non per la sua inadeguatezza economica, non per le sue vessazioni
fiscali, non per la sua timidezza internazionale, non per la sua incapacità a
gestire la munnezza. No, cade perchè due grandi poteri si sono messi di
traverso. La gioia di una possibile caduta di Prodi è mitigata dalla risibilità
dei motivi per i quali è cagionata. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (16
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jan 08
Renditiamoci conto In altra discussione e con gli interventi graditi
dell'Avvocato Matteucci abbiamo cucinato il tema della tassazione delle rendite
finanziarie. Val la pena, però riservare uno spazio ad hoc. Butto in pentola
qualche ingrediente. 1. La tassazione delle rendite finanziarie in Italia è tra
le più basse del mondo: bloccata al 12,5 per cento sia per i rendimenti delle
obbligazioni (compresi i titoli di stato) sia per i capital gain sulle azioni.
2. Ci si dimentica però sempre di dire che la tassazione del risparmio è la più
odiosa delle tasse: in quanto è una doppia tassazione. Insomma i quattrini che
vengono investiti in Borsa o nei Bot non cadono dal cielo; sono frutto dei
redditi da lavoro o di impresa, che a loro volta sono stati già tassati. Quando
si pone l'accento sul punto 1, si dimentica di dire che i quattrini risparmiati
e investiti sono al netto di una tassazione che in Italia è la tra le più alte
del mondo. 3.Nel 2007 (e con ragione) si è chiesto agli italiani di farsi una
pensione complementare e integrativa di quella pubblica. Ebbene i fondi
pensione che investono largamente in titoli di stato italiani, con l'aumento
della tassazione delle rendite finanziarie, rischiano di rendere ancor meno di
quanto hanno fatto negli ultimi anni. A tutto discapito dell'assegno
previdenziale che ci aspetterà. 4. L'ultima volta che si è aumentata la
tassazione sui Bot si è detto che era una partita di giro. e cioè che le
maggiori tasse venivano compensate dai maggiori rendimenti che avrebbero dovuto
riconoscere i titoli di stato per mantenere la loro appetibilità. Ora il
mercato è però e dunque questo fenomeno non accadrà più. Mi spiego meglio.
Diciamo che un Btp decennale renda il 4,3 per cento. Se la tassazione dovesse
passare dal 12,5 al 20 per cento, come minaccia il governo, il rendimento netto
del titolo dovrebbe diminuire circa del 7,5 per cento (o meglio il 7,5 per
cento del 4,3 per cento, abbassando il rendimento netto circa al 4 per cento).
Infatti la gran parte del nostro debito pubblico è in mano ad investitori
lordisti, che le tasse non le pagano con la cedolare secca. Cari commensali la
tassazione delle rendite finanziarie, che renderà molto poco in termini di
gettito, sembra più un ipocrita accanimento sociale (che poi si rivelerà come
al solito controproducente per i più deboli) che una buona manovra di equità
fiscale. Dove sono finiti tutti quei progressisti che scomodavano Einaudi:
qualcuno si ricorda cosa scrisse sul risparmio? Scritto in pol economica
Commenti ( 12 ) " (17 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog
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un amico 10Jan 08 Agnelli e Marini, senza parole "MARINI: AGNELLI, SAPEVA
SEMPRE VEDERE L'INTERESSE GENERALE" è il commento del presidente del
Senato ed ex sindacalista, alle commemorazione dell'Avvocato. Scritto in Varie
Commenti ( 24 ) " (13 votes, average: 2.62 out of 5) Loading ... Il Blog
di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a
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anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola
Porro su ilGiornale.it contatti Categorie burocrazia (1) citazioni (2) finanza
(9) pol economica (18) Varie (30) Ultime discussioni Mario:
Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia, visto
che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !! la
cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana... SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con l'accento... Paolo: Buon giorno a tutti,
visti i trascorsi della cosa rossa, ad esempio con Telekom Serbia, il dubbio
nasce... Lucio: Caro Sig. Alex, grazie per avere dimostrato quale è il reale
livello del dibattito economico in Italia. Se il... I più inviati I
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Il grano e gli Aerei puliti Biocarburanti ed effetto serra: quante balle
"243 e il 68 Economia di Guerra Boudon e la giustizia sociale Mastellate
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cari commensali,
l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso
sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia
debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per
rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci
di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la
soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la
lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che
forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM
vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad
esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in
effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui
servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci
gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga
offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne
dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due
!!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me.
Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E
sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono
disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a
Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al
servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e
mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il
"pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 34 ) "
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti
di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente
mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato,
per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la
macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai
mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento
dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno
pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia
responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e
paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un
baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello
Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il
consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per
ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile,
soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più
burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali,
quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie
Commenti ( 25 ) " (13 votes, average: 4.77 out of 5) Loading ... Il Blog
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un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano sono
balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per bushel (così si
chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al Chicago board of
trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante deriva dall'annuncio
del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano. Così come quelli appena
applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono preoccupati dall'aumento
dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano politiche
protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono andate
particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti della
terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4 per
cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente
prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle.
Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta
Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di
Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a
meno del per cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo
da pagare è avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è
quanto è avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 )
" (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08
Biocarburanti ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto.
Anzi non citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si
parla di effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della
rivista Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate
di più appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con
la sintesi della ricerca:
http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861 Sostengono, contro tutte
le mode del momento, che i biocarburanti contribuiscono a peggiorare il
cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo. E che lo sfruttamento intensivo
delle terre per la coltivazione estesa di biocarburanti danneggia l'ambiente
più di quanto faccio l'uso del petrolio. Scritto in Varie Commenti ( 41 )
" (16 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Feb 08
"243 e il 68 24 nasce da un'idea geniale di Joel Surnow: scandire 24 ore
di panico, seguendole passo passo in una fiction televisiva in tempo reale. E'
il ticchettio di una bomba che inesorabilmente sta per scoppiare e che i nostri
eroi cercano di disinnescare. Ogni stagione di "243 (nata nel 2001) dura
dunque 24 episodi da un'ora (è il trucco e l'originalità della serie
televisiva). L'eroe Jack Bauer e i suoi compagni si trovano sempre davanti ad
un dilemma: privilegiare la sicurezza o rispettare la libertà. La gravità della
situazione, li porta sempre e comunque a privilegiare la prima. Insomma dietro
alla fiction si pone una questione fondamentale dell'america di oggi: a che
punto si possono violare le libertà individuali? Le scene di tortura sono
numerosissime e per la prima volta sono sempre perpetrate dai buoni a danno dei
cattivi: rovesciando il copione tipico del cinema americano. Surnow se ne
frega. Figlio di un venditore di tappeti in bolletta e per di più democratico,
studente alla liberal Berkeley, Joel è diventato un'icona dell'America
conservatrice post 9/11. Ed una figura rara del business holliwoodiano, per la
maggior parte liberal. "243, seguitissimo, sta istillando tra i giovani
americani un'idea dell'uso della forza e della lotta contro i nemici (oggi i
fanatici islamici) diametralmente opposta a quella liberal della generazione
del 68 (la lotta ai comunisti). Non è detto che sia un bene. Scritto in Varie
Commenti ( 9 ) " (7 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di
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amico 05Feb 08 Economia di Guerra Ieri Bush ha presentato la sua finanziaria.
Ecco qualche ingrediente. La spesa pubblica americana toccherà per la prima
volta i 3000 miliardi di dollari (la piccola Italia spende un quarto e cioè 750
miliardi di euro). Anche gli Usa avranno a che fare con un deficit di Bilancio,
come dalle nostre parti, sarà intorno al 3 per cento del Pil. 1600 miliardi di
spesa pubblica (più della metà del totale) vanno in assistenza sanitaria e
pensioni. Mentre la Difesa avrà un bilancio di 515 miliardi di dollari. Si
tratta del 4 per cento del Pil. Durante la guerra in Corea era al 9 per cento,
durante il Vietnam era al 13 e durante la seconda guerra mondiale al 35,38 per
cento. Afganistan e Iraq alla fine del 2009 saranno complessivamente costate (a
partire dal 2001) quasi mille miliardi di dollari. Qualche considerazione
iniziale. 1. Nonostante la sforzo bellico, gli Usa spendono "solo"
quattro volte quando si faccia da noi. 2. Il deficit americano, che fa gridare
allo scandalo, sarà più o meno pari al nostro, ma sconta il solito impegno
bellico. 3. Bush "guerrafondaio", spende, in termini relativi, meno,
molto meno, dei suoi colleghi che lo hanno proceduto. 4. Da quando sono
iniziate le due guerre, sono stati approvati tagli fiscali per 1,3 miliardi
(che scadranno nel 2011) Scritto in pol economica Commenti ( 17 ) " (15
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la giustizia sociale Ho recentemente letto uno studio sociologico fatto da
Frohlich e Oppenheimer e riportato da Raymond Boudon. Sono stati scelti due
gruppi di cittadini (usa e polacchi) ed è stato loro chiesto di optare per un
principio di giustizia sociale al buio (con relativa distribuzione del reddito)
1. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello medio del reddito 2.
seleziona una distribuzione che massimizzi il livello più basso del reddito
(principio della giustizia di Rawls) 3. seleziona una distribuzione che
massimizzi il reddito medio e definisca un reddito minimo (dunque questo
principio non implica che il valore minimo di reddito sia il più alto possibile
come per Rawls, ma che ci sia comunque una soglia minima) 4. seleziona una
distribuzione che massimizzi il reddito medio e che stabilisca che le
differenze tra i redditi non superino una certa soglia. Nell'esperimento
inoltre ai soggetti veniva detto che una volta scelto uno dei quattro principi,
loro stessi sarebbero stati posizionati all'interno della distribuzione
derivante dal principio scelto, in una delle diverse classe di reddito, ma in
modo casuale. In buona sostanza la scelta di ciascuno nel panel avrebbe avuto
un impatto sul proprio reddito. Per i componenti del panel la scelta però non
sarebbe stata influenzata da interessi personali, poichè il loro livello di
retribuzione sarebbe stato determinato in maniera casuale. Ebbene il
risultato,largamente vincitore (quasi 80 per cento sia per americani, sia per
polacchi) è stato il principio numero 3. E la secca bocciatura dei principi di
giustizia sociale rawlsiani secondo i quali sono da preferire distribuzioni di
reddito che massimizzino il reddito minimo, anche a scapito del reddito medio.
La lezione che Boudon trae è che gli individui privilegiano, al buio, una
situazione di crescita per tutti, ma con un'assicurazione (il reddito minimo
per chi corre di meno). E dunque che la distribuzione del reddito prediletta è
di tipo meritocratico e non egualitaristico. Scritto in citazioni Commenti ( 16
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08 Mastellate Siamo un po' fuori tema, ma tant'è. Il governo è in crisi poichè
il suo ministro di giustizia e il partitino che guida si sono sfilati della
maggioranza. E' una crisi più grave delle tante altre vissute dal governo
Prodi, essenzialmente per due motivi. 1. La chiesa si è messa di traverso,
agitando così l'anima cattocomunista che è forte nella maggioranza. Più della
questione Dico, lo schiaffo al Papa, benchè non direttamente nato a Palazzo
Chigi, brucia oltre tevere. E si ha l'impressione che in questo caso non si sia
porta la guancia. 2. la magistratura, con un'indagine che sembra una farsa, ha
colpito al cuore. Il governo rischia di cadere non dunque per la sua incapacità
politica, non per la sua inadeguatezza economica, non per le sue vessazioni
fiscali, non per la sua timidezza internazionale, non per la sua incapacità a
gestire la munnezza. No, cade perchè due grandi poteri si sono messi di
traverso. La gioia di una possibile caduta di Prodi è mitigata dalla risibilità
dei motivi per i quali è cagionata. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (16
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Renditiamoci conto In altra discussione e con gli interventi graditi
dell'Avvocato Matteucci abbiamo cucinato il tema della tassazione delle rendite
finanziarie. Val la pena, però riservare uno spazio ad hoc. Butto in pentola
qualche ingrediente. 1. La tassazione delle rendite finanziarie in Italia è tra
le più basse del mondo: bloccata al 12,5 per cento sia per i rendimenti delle
obbligazioni (compresi i titoli di stato) sia per i capital gain sulle azioni.
2. Ci si dimentica però sempre di dire che la tassazione del risparmio è la più
odiosa delle tasse: in quanto è una doppia tassazione. Insomma i quattrini che
vengono investiti in Borsa o nei Bot non cadono dal cielo; sono frutto dei
redditi da lavoro o di impresa, che a loro volta sono stati già tassati. Quando
si pone l'accento sul punto 1, si dimentica di dire che i quattrini risparmiati
e investiti sono al netto di una tassazione che in Italia è la tra le più alte
del mondo. 3.Nel 2007 (e con ragione) si è chiesto agli italiani di farsi una
pensione complementare e integrativa di quella pubblica. Ebbene i fondi
pensione che investono largamente in titoli di stato italiani, con l'aumento
della tassazione delle rendite finanziarie, rischiano di rendere ancor meno di
quanto hanno fatto negli ultimi anni. A tutto discapito dell'assegno
previdenziale che ci aspetterà. 4. L'ultima volta che si è aumentata la
tassazione sui Bot si è detto che era una partita di giro. e cioè che le
maggiori tasse venivano compensate dai maggiori rendimenti che avrebbero dovuto
riconoscere i titoli di stato per mantenere la loro appetibilità. Ora il
mercato è però e dunque questo fenomeno non accadrà più. Mi spiego meglio.
Diciamo che un Btp decennale renda il 4,3 per cento. Se la tassazione dovesse
passare dal 12,5 al 20 per cento, come minaccia il governo, il rendimento netto
del titolo dovrebbe diminuire circa del 7,5 per cento (o meglio il 7,5 per
cento del 4,3 per cento, abbassando il rendimento netto circa al 4 per cento).
Infatti la gran parte del nostro debito pubblico è in mano ad investitori
lordisti, che le tasse non le pagano con la cedolare secca. Cari commensali la
tassazione delle rendite finanziarie, che renderà molto poco in termini di
gettito, sembra più un ipocrita accanimento sociale (che poi si rivelerà come
al solito controproducente per i più deboli) che una buona manovra di equità
fiscale. Dove sono finiti tutti quei progressisti che scomodavano Einaudi:
qualcuno si ricorda cosa scrisse sul risparmio? Scritto in pol economica
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un amico 10Jan 08 Agnelli e Marini, senza parole "MARINI: AGNELLI, SAPEVA
SEMPRE VEDERE L'INTERESSE GENERALE" è il commento del presidente del
Senato ed ex sindacalista, alle commemorazione dell'Avvocato. Scritto in Varie
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anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola
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(9) pol economica (18) Varie (30) Ultime discussioni Mario:
Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia, visto
che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !! la
cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana... SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con l'accento... Paolo: Buon giorno a tutti,
visti i trascorsi della cosa rossa, ad esempio con Telekom Serbia, il dubbio
nasce... Lucio: Caro Sig. Alex, grazie per avere dimostrato quale è il reale
livello del dibattito economico in Italia. Se il... I più inviati I
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cari commensali,
l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso
sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia
debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per
rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci
di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la
soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la
lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che
forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM
vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad
esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in
effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui
servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci
gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga
offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne
dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due
!!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me.
Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E
sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono
disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a
Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al
servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e
mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il
"pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 34 ) "
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti
di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente mortale
con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato, per le
statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la macabra
suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai mettersi, anche
ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento dei circa 1200
morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno pensa dunque
che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia responsabile
anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e paradossalmente
perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un baccano ipocrita che
nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello Thyssen. Oggi mi
sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il consiglio dei ministri
pensa che basti una legge e una sanzione dura per ridurre gli incidenti sul
lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile, soprattutto vista la gravità del
tema che affronta. Anzi più norme, più burocrazia, più imposizioni rischiano di
metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio
professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (13 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli
Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano sono balzate del 25 per cento,
toccando il record di 12 dollari per bushel (così si chiama l'unità di misura
delle materie prime alimentari) al Chicago board of trade. Si tratta di un record
storico. La causa scatenante deriva dall'annuncio del Kazakistan di mettere un
dazio all'export di grano. Così come quelli appena applicati dalla Russia, i
grandi granai del mondo sono preoccupati dall'aumento dei prezzi del grano nei
loro paesi e dunque adottano politiche protezionistiche. A ciò si aggiunga che
le raccolte mondiali non sono andate particolarmente bene. Ma il fattore
scatenante è l'utilizzo dei prodotti della terra per fare biocarburanti. Grazie
ai sussidi negli stati uniti il 4 per cento del Mais è stato prodotto per fini
energetici. Come era facilmente prevedibile il prezzo dei prodotti base
alimentari sta andando alle stelle. Proprio ieri uno dei quattro motori del
Boeing 747 della Virgin sulla rotta Londra Amsterdam è stato alimentato con una
miscela (il 20 per cento) di Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo
le stime contribuiscono a meno del per cento dell'effetto serra) saranno in
futuro puliti. Se il prezzo da pagare è avere il raddoppio del valore delle
materie prime alimentari (è quanto è avvenuto da gennaio) pazienza. O no?
Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading
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questo post a un amico 21Feb 08 Biocarburanti ed effetto serra: quante balle
Non vi fidate del sottoscritto. Anzi non citatemi proprio. Ma quando state in
un bel salotto progressista e si parla di effetto serra e di carburanti
alternativi citate l'ultimo studio della rivista Science: non certo una pattuglia
di inquinatori con il Suv. Anzi fate di più appuntatetevi questo indirizzo
internet (un po' lungo per la verità) con la sintesi della ricerca:
http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861 Sostengono, contro tutte
le mode del momento, che i biocarburanti contribuiscono a peggiorare il
cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo. E che lo sfruttamento intensivo
delle terre per la coltivazione estesa di biocarburanti danneggia l'ambiente
più di quanto faccio l'uso del petrolio. Scritto in Varie Commenti ( 41 )
" (16 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Feb 08
"243 e il 68 24 nasce da un'idea geniale di Joel Surnow: scandire 24 ore
di panico, seguendole passo passo in una fiction televisiva in tempo reale. E'
il ticchettio di una bomba che inesorabilmente sta per scoppiare e che i nostri
eroi cercano di disinnescare. Ogni stagione di "243 (nata nel 2001) dura
dunque 24 episodi da un'ora (è il trucco e l'originalità della serie
televisiva). L'eroe Jack Bauer e i suoi compagni si trovano sempre davanti ad
un dilemma: privilegiare la sicurezza o rispettare la libertà. La gravità della
situazione, li porta sempre e comunque a privilegiare la prima. Insomma dietro
alla fiction si pone una questione fondamentale dell'america di oggi: a che
punto si possono violare le libertà individuali? Le scene di tortura sono
numerosissime e per la prima volta sono sempre perpetrate dai buoni a danno dei
cattivi: rovesciando il copione tipico del cinema americano. Surnow se ne
frega. Figlio di un venditore di tappeti in bolletta e per di più democratico,
studente alla liberal Berkeley, Joel è diventato un'icona dell'America
conservatrice post 9/11. Ed una figura rara del business holliwoodiano, per la
maggior parte liberal. "243, seguitissimo, sta istillando tra i giovani
americani un'idea dell'uso della forza e della lotta contro i nemici (oggi i
fanatici islamici) diametralmente opposta a quella liberal della generazione
del 68 (la lotta ai comunisti). Non è detto che sia un bene. Scritto in Varie
Commenti ( 9 ) " (7 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di
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amico 05Feb 08 Economia di Guerra Ieri Bush ha presentato la sua finanziaria.
Ecco qualche ingrediente. La spesa pubblica americana toccherà per la prima
volta i 3000 miliardi di dollari (la piccola Italia spende un quarto e cioè 750
miliardi di euro). Anche gli Usa avranno a che fare con un deficit di Bilancio,
come dalle nostre parti, sarà intorno al 3 per cento del Pil. 1600 miliardi di
spesa pubblica (più della metà del totale) vanno in assistenza sanitaria e
pensioni. Mentre la Difesa avrà un bilancio di 515 miliardi di dollari. Si
tratta del 4 per cento del Pil. Durante la guerra in Corea era al 9 per cento,
durante il Vietnam era al 13 e durante la seconda guerra mondiale al 35,38 per
cento. Afganistan e Iraq alla fine del 2009 saranno complessivamente costate (a
partire dal 2001) quasi mille miliardi di dollari. Qualche considerazione
iniziale. 1. Nonostante la sforzo bellico, gli Usa spendono "solo"
quattro volte quando si faccia da noi. 2. Il deficit americano, che fa gridare
allo scandalo, sarà più o meno pari al nostro, ma sconta il solito impegno
bellico. 3. Bush "guerrafondaio", spende, in termini relativi, meno,
molto meno, dei suoi colleghi che lo hanno proceduto. 4. Da quando sono
iniziate le due guerre, sono stati approvati tagli fiscali per 1,3 miliardi (che
scadranno nel 2011) Scritto in pol economica Commenti ( 17 ) " (15 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Jan 08 Boudon e la
giustizia sociale Ho recentemente letto uno studio sociologico fatto da
Frohlich e Oppenheimer e riportato da Raymond Boudon. Sono stati scelti due
gruppi di cittadini (usa e polacchi) ed è stato loro chiesto di optare per un
principio di giustizia sociale al buio (con relativa distribuzione del reddito)
1. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello medio del reddito 2.
seleziona una distribuzione che massimizzi il livello più basso del reddito
(principio della giustizia di Rawls) 3. seleziona una distribuzione che massimizzi
il reddito medio e definisca un reddito minimo (dunque questo principio non
implica che il valore minimo di reddito sia il più alto possibile come per
Rawls, ma che ci sia comunque una soglia minima) 4. seleziona una distribuzione
che massimizzi il reddito medio e che stabilisca che le differenze tra i
redditi non superino una certa soglia. Nell'esperimento inoltre ai soggetti
veniva detto che una volta scelto uno dei quattro principi, loro stessi
sarebbero stati posizionati all'interno della distribuzione derivante dal
principio scelto, in una delle diverse classe di reddito, ma in modo casuale.
In buona sostanza la scelta di ciascuno nel panel avrebbe avuto un impatto sul
proprio reddito. Per i componenti del panel la scelta però non sarebbe stata influenzata
da interessi personali, poichè il loro livello di retribuzione sarebbe stato
determinato in maniera casuale. Ebbene il risultato,largamente vincitore (quasi
80 per cento sia per americani, sia per polacchi) è stato il principio numero
3. E la secca bocciatura dei principi di giustizia sociale rawlsiani secondo i
quali sono da preferire distribuzioni di reddito che massimizzino il reddito
minimo, anche a scapito del reddito medio. La lezione che Boudon trae è che gli
individui privilegiano, al buio, una situazione di crescita per tutti, ma con
un'assicurazione (il reddito minimo per chi corre di meno). E dunque che la
distribuzione del reddito prediletta è di tipo meritocratico e non
egualitaristico. Scritto in citazioni Commenti ( 16 ) " (14 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jan 08 Mastellate Siamo un po'
fuori tema, ma tant'è. Il governo è in crisi poichè il suo ministro di
giustizia e il partitino che guida si sono sfilati della maggioranza. E' una
crisi più grave delle tante altre vissute dal governo Prodi, essenzialmente per
due motivi. 1. La chiesa si è messa di traverso, agitando così l'anima
cattocomunista che è forte nella maggioranza. Più della questione Dico, lo
schiaffo al Papa, benchè non direttamente nato a Palazzo Chigi, brucia oltre
tevere. E si ha l'impressione che in questo caso non si sia porta la guancia.
2. la magistratura, con un'indagine che sembra una farsa, ha colpito al cuore.
Il governo rischia di cadere non dunque per la sua incapacità politica, non per
la sua inadeguatezza economica, non per le sue vessazioni fiscali, non per la
sua timidezza internazionale, non per la sua incapacità a gestire la munnezza.
No, cade perchè due grandi poteri si sono messi di traverso. La gioia di una
possibile caduta di Prodi è mitigata dalla risibilità dei motivi per i quali è
cagionata. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (16 votes, average: 3.06 out
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Commenti Invia questo post a un amico 15Jan 08 Renditiamoci conto In altra
discussione e con gli interventi graditi dell'Avvocato Matteucci abbiamo
cucinato il tema della tassazione delle rendite finanziarie. Val la pena, però
riservare uno spazio ad hoc. Butto in pentola qualche ingrediente. 1. La
tassazione delle rendite finanziarie in Italia è tra le più basse del mondo:
bloccata al 12,5 per cento sia per i rendimenti delle obbligazioni (compresi i
titoli di stato) sia per i capital gain sulle azioni. 2. Ci si dimentica però
sempre di dire che la tassazione del risparmio è la più odiosa delle tasse: in
quanto è una doppia tassazione. Insomma i quattrini che vengono investiti in
Borsa o nei Bot non cadono dal cielo; sono frutto dei redditi da lavoro o di
impresa, che a loro volta sono stati già tassati. Quando si pone l'accento sul
punto 1, si dimentica di dire che i quattrini risparmiati e investiti sono al
netto di una tassazione che in Italia è la tra le più alte del mondo. 3.Nel
2007 (e con ragione) si è chiesto agli italiani di farsi una pensione
complementare e integrativa di quella pubblica. Ebbene i fondi pensione che
investono largamente in titoli di stato italiani, con l'aumento della
tassazione delle rendite finanziarie, rischiano di rendere ancor meno di quanto
hanno fatto negli ultimi anni. A tutto discapito dell'assegno previdenziale che
ci aspetterà. 4. L'ultima volta che si è aumentata la tassazione sui Bot si è
detto che era una partita di giro. e cioè che le maggiori tasse venivano
compensate dai maggiori rendimenti che avrebbero dovuto riconoscere i titoli di
stato per mantenere la loro appetibilità. Ora il mercato è però e dunque questo
fenomeno non accadrà più. Mi spiego meglio. Diciamo che un Btp decennale renda
il 4,3 per cento. Se la tassazione dovesse passare dal 12,5 al 20 per cento,
come minaccia il governo, il rendimento netto del titolo dovrebbe diminuire
circa del 7,5 per cento (o meglio il 7,5 per cento del 4,3 per cento,
abbassando il rendimento netto circa al 4 per cento). Infatti la gran parte del
nostro debito pubblico è in mano ad investitori lordisti, che le tasse non le
pagano con la cedolare secca. Cari commensali la tassazione delle rendite
finanziarie, che renderà molto poco in termini di gettito, sembra più un
ipocrita accanimento sociale (che poi si rivelerà come al solito
controproducente per i più deboli) che una buona manovra di equità fiscale.
Dove sono finiti tutti quei progressisti che scomodavano Einaudi: qualcuno si
ricorda cosa scrisse sul risparmio? Scritto in pol economica Commenti ( 12 )
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Agnelli e Marini, senza parole "MARINI: AGNELLI, SAPEVA SEMPRE VEDERE
L'INTERESSE GENERALE" è il commento del presidente del Senato ed ex
sindacalista, alle commemorazione dell'Avvocato. Scritto in Varie Commenti ( 24
) " (13 votes, average: 2.62 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro
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Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su
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economica (18) Varie (30) Ultime discussioni Mario: Il
signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia, visto
che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !! la
cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana... SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con l'accento... Paolo: Buon giorno a tutti,
visti i trascorsi della cosa rossa, ad esempio con Telekom Serbia, il dubbio
nasce... Lucio: Caro Sig. Alex, grazie per avere dimostrato quale è il reale
livello del dibattito economico in Italia. Se il... I più inviati I "cagasotto"
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ipocrisia - 1 Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cambio della guardia
in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti,
il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano
Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto
lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo
salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della
Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si
libererebbe per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università
Lateranense. Da tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato
da Bertone nel 2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo
al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome
veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti,
infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di
Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese
Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come
numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in
Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da
Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave
nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue
idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i
lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi
curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero
e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà,
Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex
Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 3 )
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar
08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i
vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha
condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera
con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la
conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto
approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a
poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una
sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita
in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo
lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la
menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al
suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che
Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione
"oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per
questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio
dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il
giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi.
Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto,
invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto
dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa.
Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere.
Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona
138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per
un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del
terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro
come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e
irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni
visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia)
e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo
interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che
l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente
violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi
cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra
anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e
realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa.
Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come
tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e
commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha
fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo
proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto
far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della
Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto
di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio
alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome
della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la
giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle
diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda
della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei
cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito
più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un
mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza
dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico
tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare
insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con
l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico
dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da
diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino
in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una
conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori
religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non
mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del
fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità
delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano
le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare
chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e
che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia
vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa
della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi
Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa
evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto
ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente
diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della
Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 141 ) " (9 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Mar 08 Un abbraccio a
Magdi Allam e un dubbio La notte di Pasqua il vicedirettore del "Corriere
della Sera" Magdi Allam ha ricevuto il battesimo da Benedetto XVI
divenendo cristiano. Ha scelto proprio Cristiano come nome di battesimo. A lui,
costretto a vivere sotto scorta, va un abbraccio fraterno e l'augurio di Buona
Pasqua. Vengo al dubbio: viste le posizioni molto forti (e molto contestate)
prese da Magdi Allam contro il fondamentalismo e le sue infiltrazioni in
Occidente, mi chiedo se fosse davvero opportuno che il battesimo avvenisse in
San Pietro con il Pontefice come celebrante. Già il fatto che Allam si sia
convertito ha un alto valore simbolico, data la storia del suo protagonista. La
celebrazione del Papa nella veglia di Pasqua amplifica enormemente questo
simbolismo, la cui portata sarebbe stata ridotta se Allam avesse ricevuto il
battesimo nella sua parrocchia, senza le telecamere. Stamattina ho parlato di
questo con un amico che occupa un posto di responsabilità in Vaticano di questo
mio dubbio: mi ha assicurato che - ovviamente - la portata del gesto era stata
tenuta ben presente al momento della decisione. Mi fido dunque della saggezza
di chi governa la Chiesa, della decisione del Papa e dei suoi collaboratori.
Scritto in Varie Commenti ( 195 ) " (18 votes, average: 3.83 out of 5)
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Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Buona Pasqua ai naviganti
Cari amici, vi scrivo da Roma solo per augurare a tutti Buona Pasqua di
resurrezione. L'evento misterioso avvenuto in questa notte è il Big Bang che
sta all'origine del cristianesimo: un gruppetto di persone sconsolate,
afflitte, impaurite dopo aver visto il loro Maestro morire ammazzato sul
peggiore dei supplizi, la croce, improvvisamente e inspiegabilmente diventano
instancabili annunciatori della sua resurrezione e affermano di averlo visto
vivo. Raccontano di aver mangiato e bevuto con lui. La fede cristiana sta o
cade interamente sulla storicità dell'evento accaduto in questa notte. Non si
poggia su un'idea (per quanto bella e rivoluzionaria), né su una filosofia, né
su norme morali (per quanto buone e utili), né su un sentimento religioso (per
quanto naturale): si fonda su un avvenimento storico, accaduto in un
determinato momento del tempo. Da duemila anni - e anche oggi, purtroppo
persino certa teologia - si cerca di svuotare la portata di questo evento e la
sua storicità. Auguro a me stesso e a tutti voi la semplicità dello sguardo di
fede di Giovanni, che entrato subito dopo Pietro nel sepolcro, "vide e
credette". Buona Pasqua. Scritto in Varie Commenti ( 31 ) " (12
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08
Il professore di Padova e la Sindone Sul Giornale di oggi pubblico
un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di misure meccaniche e
termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare (uscirà a giorni) un
poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle ricerche scientifiche più
avanzate che la riguardano. Il professore prova che la datazione al
radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per far quadrare un
certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i calcoli si scopre che
l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per cento, cioè praticamente
nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta studiando la formazione della
misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si sia creata per irradiazione,
come in un lampo di luce. Vi invito a leggere l'intervista e soprattutto il
libro. Scritto in Varie Commenti ( 137 ) " (11 votes, average: 4.82 out of
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Commenti Invia questo articolo a un amico 18Mar 08 L'inascoltato grido del Papa
sull'Irak, le polemiche sul Tibet Domenica scorsa, al termine della liturgia
delle Palme, Benedetto XVI ha pronunciato un appello vibrante per l'Irak, con
parole che suonano come un giudizio chiarissimo su ciò che in quel Paese è
accaduto in questi anni e sugli effetti devastanti di una guerra che la Santa
Sede ha fatto di tutto per evitare. Questo è l'articolo che ho scritto e che lo
riporta integralmente. In particolare, vi segnalo la frase: "Elevo un
appello al popolo iracheno, che da cinque anni porta le conseguenze di una
guerra che ha provocato lo scompaginamento della sua vita civile e sociale:
amato popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo,
ricostruttore della tua vita nazionale!". Leggo in queste parole, tra
l'altro, la piena continuità tra i pontificati di Papa Wojtyla e Papa
Ratzinger. Purtroppo, nelle ultime ore, non è stata la lucidità e la chiarezza
di questo appello ad avere spazio sui media, ma il fatto che domenica il Papa
non abbia accennato alla situazione del Tibet. Trovo strano che chi accusa la
Chiesa di ingerenza e critica ogni appello papale, poi faccia le pulci ai
messaggi del Pontefice se non contengono cià che qualcuno si aspettava. La
Santa Sede domenica scorsa non aveva informazioni dirette e precise su ciò che stava
avvenendo in Tibet e sono convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei
prossimi giorni, magari nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito
vi segnalo l'intervista che ho fatto a padre Bernardo Cervellera. Scritto in
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questo articolo a un amico 16Mar 08 Violenze e minacce, dobbiamo vigilare Due
notizie. La prima riguarda un episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della
due giorni veneta di Giuliano Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere,
il direttore del Foglio ha presentato una lista per una moratoria sull'aborto.
A Conegliano è accaduta una cosa incredibile: non solo violenze verbali dei
"democratici" dei centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il
giornalista Francesco Agnoli è stato aggredito con due pugni e si è visto
strappare tutti i libri e volantini che aveva con sè; alla candidata Maria
Luisa Tezza ed a un simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato
addossa uova e vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche
comune cittadino che era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro
il questore, si è sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo
solo contenere, perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a
Padova. Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella,
frequentatore da un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue
riflessioni e i suoi commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene,
Gammella e la sua famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare
dal blog ogni suo commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito,
per aver espresso le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la
vostra) solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi
(Venerdì Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato
minacciato a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti
Internet. Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito.
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Commenti Invia questo articolo a un amico 14Mar 08 In memoria di Edoardo
Luciani Lunedì scorso, alle 21.00, è morto improvvisamente a causa di
un'embolia Edoardo Luciani, fratello di Giovanni Paolo I. Era stato ricoverato
dal sabato precedente all'ospedale di Belluno ed era stato appena sottoposto a
un intervento - riuscito - di angioplastica. Edoardo, detto "maestro
Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo bene da una decina d'anni, mi
aveva aiutato a scrivere la biografia del fratello che pubblicai in occasione
dei vent'anni dell'elezione e della morte. Lo incontravo due volte l'anno,
nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla stufa di maiolica, nella stessa
stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che mi salutava, dopo avermi dato
l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso aveva raccolto, mi diceva:
"Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho incontrato l'ultima volta il 31
dicembre. Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano
per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano -
attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere
loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta
gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le
vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo
la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare
Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle
stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia,
non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo
comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per
comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33
giorni di pontificato. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (10 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Il
sacrificio del vescovo Rahho Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di
monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29
febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di
Babilonia dei Caldei. "Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di
Mossul, i rapitori lo avevano sepolto" ha affermato il presule citato
dall'agenzia Sir. Faccio autocritica per non aver dedicato qualche post al
sacrificio di quest'uomo. Fino a quando dovrà continuare questa situazione
scatenata dalla maledetta guerra in Irak? Ricordo ancora con commozione la
determinazione con cui il vecchio Papa Giovanni Paolo II, già malato, urlò
implorando dalla finestra del suo studio che non si iniziasse questo conflitto.
Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (7 votes, average: 4.43 out of 5)
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Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 La Chiesa e il caso Moro
trent'anni dopo S'intitola Parole, opere e omissioni. La Chiesa nell'Italia
degli anni di piombo (Rizzoli, pp. 268, 17 euro) il libro scritto dalla
giornalista di "Jesus" Annachiara Valle - in libreria dal 19 marzo -
che rivela alcuni retroscena "vaticani" del caso Moro. Ne scrivo oggi
sul Giornale. Nel libro si descrive il tentativo dell'allora vescovo di Ivrea,
Luigi Bettazzi, di proporsi come ostaggio alle Br in cambio di Moro, ipotesi
che il prelato aveva concordato con il vescovo di Livorno Ablondi e con
l'ausiliare di Roma Clemente Riva. La Segreteria di Stato di Paolo VI, però,
disse no, imponendo a Bettazzi di lasciar perdere. Dal libro emergono
particolari interessanti sulle informazioni che ambienti ecclesiali milanesi
avevano in merito alle Br. Padre David Maria Turoldo e Camillo De Piaz, suo
confratello, avevano alzato il telefono: "C'è da fare qualcosa. I vescovi
non possono stare a guardare. Moro deve essere salvato". Padre Camillo
sapeva che "bisognava offrire qualche spiraglio alle Br se si voleva
ottenere la liberazione". Padre De Piaz, oggi novantenne, rivela: "Non
posso fare i nomi, ma posso dire che eravamo in contatto con persone che
potevano dirci cosa stava avvenendo all'interno delle Br e sapevano che i
brigatisti erano in disaccordo sulla decisione finale". Scritto in Varie
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articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il
vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca.
Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di
Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (158) Ultime
discussioni Leonardo: Visito solo salturariamente questo blog; abbastanza,
però, per rendermi conto che l'utente... mick: Gentile Marina, ha dimenticato
di dire che Hitler è nascosto nel convento delle Orsoline a Roma dietro ai...
stefano: @Gianni B. Se questo è quello che pensa, cosa la spinge a continuare a
discutere (si fa per dire) in questo... Cosimo De Matteis: finalmente
mons.fisichella non avrà più tempo da poter dedicare ad adornato. almeno spero.
chè... Vincenzo: il Post della 6,42 pm, è semplicemente demenziale, anche più,
se possibile, degli altri che traggono... Gli articoli più inviati Messe show,
facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa
tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu
proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo
dice no - 4 Emails Padre Pio, accuse vecchissime e superate - 3 Emails Ebrei
salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 3 Emails Violenze e
minacce, dobbiamo vigilare - 3 Emails "La Chiesa di Cristo è quella
cattolica" - 2 Emails Così il Papa corregge i vescovi latinoamericani - 2 Emails Ultime news Alitalia,
Spinetta: "2100 esuberi" No dei sindacatiCassazione: "In casa i
cani abbaino poco"Film anti-islam, l'Onu: "Incoraggia la
violenza"Bush: "È interesse della Cina dialogare con il Dalai
Lama"Berlusconi: "Siamo in vantaggio dell'8,6% Al Senato c'è il
rischio accordo tra Pd e Sa"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la
salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog Amici Dio:
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l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli,
guardia palatina - 39 Votes Bregantini, il trasferimento contestato. Ma... - 38
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Sant'Uffizio Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Un abbraccio a Magdi
Allam e un dubbio Buona Pasqua ai naviganti Il professore di Padova e la
Sindone L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet Violenze
e minacce, dobbiamo vigilare In memoria di Edoardo Luciani Il sacrificio del
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dei commenti al blog Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 disclaimer Feed RSS
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cambio della guardia
in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti,
il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano
Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto
lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo
salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della
Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si
libererebbe per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università
Lateranense. Da tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato
da Bertone nel 2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo
al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome
veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti,
infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di
Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese
Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come
numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in
Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da
Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave
nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue
idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i
lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi
curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero
e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà,
Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex
Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 3 )
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar
08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i
vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha
condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera
con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la
conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto
approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a
poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una
sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita
in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo
lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la
menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al
suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che
Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione
"oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per
questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio
dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il
giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi.
Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro.
Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam
ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del
Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa
Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso
di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono
gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La
doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando
tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un
imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono
alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di
Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo
interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che
l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente
violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi
cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra
anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e
realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa.
Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come
tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e
commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha
fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo
proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto
far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della
Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto
di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio
alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome
della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia,
come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse
convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della
dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei
cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito
più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un
mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza
dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo
autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a
superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In
continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo
II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono
instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma
si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo
fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia,
riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le
differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi
problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano
la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni
che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano
a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente
violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione,
semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal
direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in
riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo
credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni.
Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee
personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale
delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti (
141 ) " (9 votes, average: 4.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
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amico 23Mar 08 Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio La notte di Pasqua il
vicedirettore del "Corriere della Sera" Magdi Allam ha ricevuto il
battesimo da Benedetto XVI divenendo cristiano. Ha scelto proprio Cristiano
come nome di battesimo. A lui, costretto a vivere sotto scorta, va un abbraccio
fraterno e l'augurio di Buona Pasqua. Vengo al dubbio: viste le posizioni molto
forti (e molto contestate) prese da Magdi Allam contro il fondamentalismo e le
sue infiltrazioni in Occidente, mi chiedo se fosse davvero opportuno che il
battesimo avvenisse in San Pietro con il Pontefice come celebrante. Già il
fatto che Allam si sia convertito ha un alto valore simbolico, data la storia
del suo protagonista. La celebrazione del Papa nella veglia di Pasqua amplifica
enormemente questo simbolismo, la cui portata sarebbe stata ridotta se Allam
avesse ricevuto il battesimo nella sua parrocchia, senza le telecamere.
Stamattina ho parlato di questo con un amico che occupa un posto di
responsabilità in Vaticano di questo mio dubbio: mi ha assicurato che -
ovviamente - la portata del gesto era stata tenuta ben presente al momento
della decisione. Mi fido dunque della saggezza di chi governa la Chiesa, della
decisione del Papa e dei suoi collaboratori. Scritto in Varie Commenti ( 195 )
" (18 votes, average: 3.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
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amico 22Mar 08 Buona Pasqua ai naviganti Cari amici, vi scrivo da Roma solo per
augurare a tutti Buona Pasqua di resurrezione. L'evento misterioso avvenuto in
questa notte è il Big Bang che sta all'origine del cristianesimo: un gruppetto
di persone sconsolate, afflitte, impaurite dopo aver visto il loro Maestro
morire ammazzato sul peggiore dei supplizi, la croce, improvvisamente e
inspiegabilmente diventano instancabili annunciatori della sua resurrezione e
affermano di averlo visto vivo. Raccontano di aver mangiato e bevuto con lui.
La fede cristiana sta o cade interamente sulla storicità dell'evento accaduto
in questa notte. Non si poggia su un'idea (per quanto bella e rivoluzionaria),
né su una filosofia, né su norme morali (per quanto buone e utili), né su un
sentimento religioso (per quanto naturale): si fonda su un avvenimento storico,
accaduto in un determinato momento del tempo. Da duemila anni - e anche oggi,
purtroppo persino certa teologia - si cerca di svuotare la portata di questo
evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a tutti voi la semplicità dello
sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito dopo Pietro nel sepolcro,
"vide e credette". Buona Pasqua. Scritto in Varie Commenti ( 31 )
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amico 19Mar 08 Il professore di Padova e la Sindone Sul Giornale di oggi
pubblico un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di misure meccaniche
e termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare (uscirà a giorni)
un poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle ricerche scientifiche più
avanzate che la riguardano. Il professore prova che la datazione al
radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per far quadrare un
certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i calcoli si scopre che
l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per cento, cioè praticamente
nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta studiando la formazione della
misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si sia creata per irradiazione,
come in un lampo di luce. Vi invito a leggere l'intervista e soprattutto il
libro. Scritto in Varie Commenti ( 137 ) " (11 votes, average: 4.82 out of
5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo articolo a un amico 18Mar 08 L'inascoltato grido del Papa
sull'Irak, le polemiche sul Tibet Domenica scorsa, al termine della liturgia
delle Palme, Benedetto XVI ha pronunciato un appello vibrante per l'Irak, con
parole che suonano come un giudizio chiarissimo su ciò che in quel Paese è
accaduto in questi anni e sugli effetti devastanti di una guerra che la Santa
Sede ha fatto di tutto per evitare. Questo è l'articolo che ho scritto e che lo
riporta integralmente. In particolare, vi segnalo la frase: "Elevo un
appello al popolo iracheno, che da cinque anni porta le conseguenze di una
guerra che ha provocato lo scompaginamento della sua vita civile e sociale:
amato popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo,
ricostruttore della tua vita nazionale!". Leggo in queste parole, tra l'altro,
la piena continuità tra i pontificati di Papa Wojtyla e Papa Ratzinger.
Purtroppo, nelle ultime ore, non è stata la lucidità e la chiarezza di questo
appello ad avere spazio sui media, ma il fatto che domenica il Papa non abbia
accennato alla situazione del Tibet. Trovo strano che chi accusa la Chiesa di
ingerenza e critica ogni appello papale, poi faccia le pulci ai messaggi del
Pontefice se non contengono cià che qualcuno si aspettava. La Santa Sede
domenica scorsa non aveva informazioni dirette e precise su ciò che stava
avvenendo in Tibet e sono convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei
prossimi giorni, magari nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito
vi segnalo l'intervista che ho fatto a padre Bernardo Cervellera. Scritto in
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notizie. La prima riguarda un episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della
due giorni veneta di Giuliano Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere,
il direttore del Foglio ha presentato una lista per una moratoria sull'aborto.
A Conegliano è accaduta una cosa incredibile: non solo violenze verbali dei
"democratici" dei centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il
giornalista Francesco Agnoli è stato aggredito con due pugni e si è visto
strappare tutti i libri e volantini che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa
Tezza ed a un simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato
addossa uova e vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche
comune cittadino che era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro
il questore, si è sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo
solo contenere, perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a
Padova. Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella,
frequentatore da un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni
e i suoi commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la
sua famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni
suo commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito, per aver
espresso le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la vostra)
solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi (Venerdì
Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato minacciato
a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti Internet.
Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito. Scritto in
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scorso, alle 21.00, è morto improvvisamente a causa di un'embolia Edoardo
Luciani, fratello di Giovanni Paolo I. Era stato ricoverato dal sabato
precedente all'ospedale di Belluno ed era stato appena sottoposto a un
intervento - riuscito - di angioplastica. Edoardo, detto "maestro
Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo bene da una decina d'anni, mi
aveva aiutato a scrivere la biografia del fratello che pubblicai in occasione
dei vent'anni dell'elezione e della morte. Lo incontravo due volte l'anno,
nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla stufa di maiolica, nella stessa
stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che mi salutava, dopo avermi dato
l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso aveva raccolto, mi diceva:
"Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho incontrato l'ultima volta il 31
dicembre. Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano
per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano -
attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere
loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta
gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le
vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo
la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare
Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle
stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia,
non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo
comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per
comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33
giorni di pontificato. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (10 votes,
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sacrificio del vescovo Rahho Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di
monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29
febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di
Babilonia dei Caldei. "Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di
Mossul, i rapitori lo avevano sepolto" ha affermato il presule citato
dall'agenzia Sir. Faccio autocritica per non aver dedicato qualche post al
sacrificio di quest'uomo. Fino a quando dovrà continuare questa situazione
scatenata dalla maledetta guerra in Irak? Ricordo ancora con commozione la
determinazione con cui il vecchio Papa Giovanni Paolo II, già malato, urlò
implorando dalla finestra del suo studio che non si iniziasse questo conflitto.
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Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 La Chiesa e il caso Moro
trent'anni dopo S'intitola Parole, opere e omissioni. La Chiesa nell'Italia degli
anni di piombo (Rizzoli, pp. 268, 17 euro) il libro scritto dalla giornalista
di "Jesus" Annachiara Valle - in libreria dal 19 marzo - che rivela
alcuni retroscena "vaticani" del caso Moro. Ne scrivo oggi sul
Giornale. Nel libro si descrive il tentativo dell'allora vescovo di Ivrea,
Luigi Bettazzi, di proporsi come ostaggio alle Br in cambio di Moro, ipotesi
che il prelato aveva concordato con il vescovo di Livorno Ablondi e con
l'ausiliare di Roma Clemente Riva. La Segreteria di Stato di Paolo VI, però,
disse no, imponendo a Bettazzi di lasciar perdere. Dal libro emergono
particolari interessanti sulle informazioni che ambienti ecclesiali milanesi
avevano in merito alle Br. Padre David Maria Turoldo e Camillo De Piaz, suo
confratello, avevano alzato il telefono: "C'è da fare qualcosa. I vescovi
non possono stare a guardare. Moro deve essere salvato". Padre Camillo
sapeva che "bisognava offrire qualche spiraglio alle Br se si voleva
ottenere la liberazione". Padre De Piaz, oggi novantenne, rivela:
"Non posso fare i nomi, ma posso dire che eravamo in contatto con persone
che potevano dirci cosa stava avvenendo all'interno delle Br e sapevano che i
brigatisti erano in disaccordo sulla decisione finale". Scritto in Varie
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Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il
vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono
sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea
Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (158) Ultime discussioni
Leonardo: Visito solo salturariamente questo blog; abbastanza, però, per
rendermi conto che l'utente... mick: Gentile Marina, ha dimenticato di dire che
Hitler è nascosto nel convento delle Orsoline a Roma dietro ai... stefano:
@Gianni B. Se questo è quello che pensa, cosa la spinge a continuare a
discutere (si fa per dire) in questo... Cosimo De Matteis: finalmente
mons.fisichella non avrà più tempo da poter dedicare ad adornato. almeno spero.
chè... Vincenzo: il Post della 6,42 pm, è semplicemente demenziale, anche più,
se possibile, degli altri che traggono... Gli articoli più inviati Messe show,
facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa
tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu
proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo
dice no - 4 Emails Padre Pio, accuse vecchissime e superate - 3 Emails Ebrei
salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 3 Emails Violenze e
minacce, dobbiamo vigilare - 3 Emails "La Chiesa di Cristo è quella
cattolica" - 2 Emails Così il Papa corregge i vescovi latinoamericani - 2 Emails Ultime news Alitalia,
Spinetta: "2100 esuberi" No dei sindacatiCassazione: "In casa i
cani abbaino poco"Film anti-islam, l'Onu: "Incoraggia la
violenza"Bush: "È interesse della Cina dialogare con il Dalai
Lama"Berlusconi: "Siamo in vantaggio dell'8,6% Al Senato c'è il
rischio accordo tra Pd e Sa"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la
salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog Amici Dio:
pace o dominio Il blog di Accattoli Il blog di Magister il blog di Marcello Foa
Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. Napolitano il blog di Maurizio
Caverzan Il blog di Phil Pullella Il blog di Raffaella Il blog di Rodari il
blog di Stefano Tramezzani Siti Utili Avvenire Fides Il sito sul cardinale Siri
Korazym La Santa Sede Sito web ilGiornale.it March 2008 M T W T F S S "
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Tornielli cultura: viva Ismaele! I più votati Violenze e minacce, dobbiamo
vigilare - 77 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57
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preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del
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sono io!" - 46 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 41 Votes Il parroco
trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII:
Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Bregantini, il trasferimento
contestato. Ma... - 38 Votes Recent Posts Amato "ministro" della
liturgia, Fisichella al Sant'Uffizio Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi
Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio Buona Pasqua ai naviganti Il professore
di Padova e la Sindone L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul
Tibet Violenze e minacce, dobbiamo vigilare In memoria di Edoardo Luciani Il
sacrificio del vescovo Rahho La Chiesa e il caso Moro trent'anni dopo Pagine
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cambio della guardia
in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti,
il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano
Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto
lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo
salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della
Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si
libererebbe per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università
Lateranense. Da tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato
da Bertone nel 2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo
al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome
veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti,
infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di
Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese
Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come
numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in
Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da
Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave
nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue
idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i
lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi
curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero
e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà,
Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex
Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 3 )
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar
08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i
vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha
condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera
con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la
conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto
approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a
poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una
sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita
in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo
lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna
e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio,
la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam
sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E'
stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono
in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi
rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un
cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la
scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato
altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la
mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera,
che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è
importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani
hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in
un articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto
critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di
Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico
adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei
cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente
del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma
che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà
dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come
complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha
sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da
Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto
XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di
annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è
una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui
stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no.
Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede
abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del
Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti
commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio
2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno
contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro
la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei
confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla
sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana".
L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio
Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre
2006 ha detto: "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso
esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente
bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in
grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di
proficua intesa. In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il
Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a
fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non
solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e
rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica
che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto
e rispetta le differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime
volte) i gravi problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide
che non rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar
religione, di tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le
semplificazioni non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto
l'islam è intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è
dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco
fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi,
in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un
nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le
posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che
rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo
espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede".
Scritto in Varie Commenti ( 141 ) " (9 votes, average: 4.22 out of 5)
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Commenti Invia questo articolo a un amico 23Mar 08 Un abbraccio a Magdi Allam e
un dubbio La notte di Pasqua il vicedirettore del "Corriere della
Sera" Magdi Allam ha ricevuto il battesimo da Benedetto XVI divenendo
cristiano. Ha scelto proprio Cristiano come nome di battesimo. A lui, costretto
a vivere sotto scorta, va un abbraccio fraterno e l'augurio di Buona Pasqua.
Vengo al dubbio: viste le posizioni molto forti (e molto contestate) prese da
Magdi Allam contro il fondamentalismo e le sue infiltrazioni in Occidente, mi
chiedo se fosse davvero opportuno che il battesimo avvenisse in San Pietro con
il Pontefice come celebrante. Già il fatto che Allam si sia convertito ha un
alto valore simbolico, data la storia del suo protagonista. La celebrazione del
Papa nella veglia di Pasqua amplifica enormemente questo simbolismo, la cui
portata sarebbe stata ridotta se Allam avesse ricevuto il battesimo nella sua
parrocchia, senza le telecamere. Stamattina ho parlato di questo con un amico
che occupa un posto di responsabilità in Vaticano di questo mio dubbio: mi ha
assicurato che - ovviamente - la portata del gesto era stata tenuta ben
presente al momento della decisione. Mi fido dunque della saggezza di chi
governa la Chiesa, della decisione del Papa e dei suoi collaboratori. Scritto
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questo articolo a un amico 22Mar 08 Buona Pasqua ai naviganti Cari amici, vi
scrivo da Roma solo per augurare a tutti Buona Pasqua di resurrezione. L'evento
misterioso avvenuto in questa notte è il Big Bang che sta all'origine del
cristianesimo: un gruppetto di persone sconsolate, afflitte, impaurite dopo
aver visto il loro Maestro morire ammazzato sul peggiore dei supplizi, la
croce, improvvisamente e inspiegabilmente diventano instancabili annunciatori
della sua resurrezione e affermano di averlo visto vivo. Raccontano di aver
mangiato e bevuto con lui. La fede cristiana sta o cade interamente sulla
storicità dell'evento accaduto in questa notte. Non si poggia su un'idea (per
quanto bella e rivoluzionaria), né su una filosofia, né su norme morali (per
quanto buone e utili), né su un sentimento religioso (per quanto naturale): si
fonda su un avvenimento storico, accaduto in un determinato momento del tempo.
Da duemila anni - e anche oggi, purtroppo persino certa teologia - si cerca di
svuotare la portata di questo evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a
tutti voi la semplicità dello sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito
dopo Pietro nel sepolcro, "vide e credette". Buona Pasqua. Scritto in
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questo articolo a un amico 19Mar 08 Il professore di Padova e la Sindone Sul
Giornale di oggi pubblico un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di
misure meccaniche e termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare
(uscirà a giorni) un poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle
ricerche scientifiche più avanzate che la riguardano. Il professore prova che
la datazione al radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per
far quadrare un certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i
calcoli si scopre che l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per
cento, cioè praticamente nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta
studiando la formazione della misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si
sia creata per irradiazione, come in un lampo di luce. Vi invito a leggere
l'intervista e soprattutto il libro. Scritto in Varie Commenti ( 137 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Mar
08 L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet Domenica
scorsa, al termine della liturgia delle Palme, Benedetto XVI ha pronunciato un
appello vibrante per l'Irak, con parole che suonano come un giudizio chiarissimo
su ciò che in quel Paese è accaduto in questi anni e sugli effetti devastanti
di una guerra che la Santa Sede ha fatto di tutto per evitare. Questo è
l'articolo che ho scritto e che lo riporta integralmente. In particolare, vi
segnalo la frase: "Elevo un appello al popolo iracheno, che da cinque anni
porta le conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della
sua vita civile e sociale: amato popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu
stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale!". Leggo in
queste parole, tra l'altro, la piena continuità tra i pontificati di Papa
Wojtyla e Papa Ratzinger. Purtroppo, nelle ultime ore, non è stata la lucidità
e la chiarezza di questo appello ad avere spazio sui media, ma il fatto che
domenica il Papa non abbia accennato alla situazione del Tibet. Trovo strano
che chi accusa la Chiesa di ingerenza e critica ogni appello papale, poi faccia
le pulci ai messaggi del Pontefice se non contengono cià che qualcuno si
aspettava. La Santa Sede domenica scorsa non aveva informazioni dirette e
precise su ciò che stava avvenendo in Tibet e sono convinto che un accenno
Benedetto XVI lo farà nei prossimi giorni, magari nel messaggio pasquale Urbi
et Orbi. A questo propovito vi segnalo l'intervista che ho fatto a padre
Bernardo Cervellera. Scritto in Varie Commenti ( 140 ) " (15 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Mar 08 Violenze e
minacce, dobbiamo vigilare Due notizie. La prima riguarda un episodio avvenuto
ieri, nella prima tappa della due giorni veneta di Giuliano Ferrara per la
campagna elettorale. Come sapere, il direttore del Foglio ha presentato una
lista per una moratoria sull'aborto. A Conegliano è accaduta una cosa
incredibile: non solo violenze verbali dei "democratici" dei centri
sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il giornalista Francesco Agnoli è
stato aggredito con due pugni e si è visto strappare tutti i libri e volantini
che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa Tezza ed a un simpatizzante hanno
conficcato in bocca prezzemolo e tirato addossa uova e vernice rossa. Lo stesso
trattamento l'ha ricevuto qualche comune cittadino che era lì solo per
ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro il questore, si è sentito rispondere:
"Questi sono gli ordini. Dobbiamo solo contenere, perchè se reagiamo
scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a Padova. Speriamo bene. La seconda
notizia riguarda Pacifico Gammella, frequentatore da un paio di mesi di questo
blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni e i suoi commenti hanno provocato
accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la sua famiglia hanno ricevuto minacce.
Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni suo commento. Nessuno deve essere
minacciato, nessuno aggredito, per aver espresso le proprie opinioni. Esprimo
tutta la mia (e credo anche la vostra) solidarietà, agli aggrediti di
Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi (Venerdì Santo) che ho letto la denuncia
di Gammella ai carabinieri: è stato minacciato a mano armata e gli è stato
detto di non scrivere più sui vari siti Internet. Per questo mi ha chiesto di
cancellare i suoi post. Lo farò subito. Scritto in Varie Commenti ( 229 )
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amico 14Mar 08 In memoria di Edoardo Luciani Lunedì scorso, alle 21.00, è morto
improvvisamente a causa di un'embolia Edoardo Luciani, fratello di Giovanni
Paolo I. Era stato ricoverato dal sabato precedente all'ospedale di Belluno ed
era stato appena sottoposto a un intervento - riuscito - di angioplastica.
Edoardo, detto "maestro Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo
bene da una decina d'anni, mi aveva aiutato a scrivere la biografia del
fratello che pubblicai in occasione dei vent'anni dell'elezione e della morte.
Lo incontravo due volte l'anno, nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla
stufa di maiolica, nella stessa stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che
mi salutava, dopo avermi dato l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso
aveva raccolto, mi diceva: "Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho
incontrato l'ultima volta il 31 dicembre. Erano appena stati da lui due signori
venuti appositamente da Milano per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I,
ricevuti - dicevano - attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con
pazienza, fingendo di credere loro, per buona educazione. Era divertito mentre
me lo raccontava: "Quanta gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo
fratello le manda i saluti e le vuole far sapere che sta bene dove sta.'
Pensa!". Era rimasto solo, dopo la morte della moglie. Finalmente ha
potuto riabbracciarla e riabbracciare Albino, che una sera del settembre 1978,
accompagnandolo all'ascensore, volle stringerlo a sé come per un addio. Berto,
che era in partenza per l'Australia, non capì quel gesto inconsueto per due
montanari schivi quali erano. Lo comprese pochi giorni dopo, quando lo
raggiunsero telefonicamete a Sindney per comunicargli che suo fratello Papa si
era spento nella notte. Dopo soli 33 giorni di pontificato. Scritto in Varie
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stato ritrovato il cadavere di monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di
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continuare questa situazione scatenata dalla maledetta guerra in Irak? Ricordo
ancora con commozione la determinazione con cui il vecchio Papa Giovanni Paolo
II, già malato, urlò implorando dalla finestra del suo studio che non si
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marzo - che rivela alcuni retroscena "vaticani" del caso Moro. Ne scrivo
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Ivrea, Luigi Bettazzi, di proporsi come ostaggio alle Br in cambio di Moro,
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disse no, imponendo a Bettazzi di lasciar perdere. Dal libro emergono
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non possono stare a guardare. Moro deve essere salvato". Padre Camillo
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August 2007 (19) July 2007 (30) Trackback recenti cultura: lupi agnelli e
Tornielli cultura: viva Ismaele! I più votati Violenze e minacce, dobbiamo
vigilare - 77 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57
Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La
preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del
cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi
sono io!" - 46 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 41 Votes Il parroco
trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII:
Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Bregantini, il trasferimento
contestato. Ma... - 38 Votes Recent Posts Amato "ministro" della
liturgia, Fisichella al Sant'Uffizio Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi
Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio Buona Pasqua ai naviganti Il professore
di Padova e la Sindone L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul
Tibet Violenze e minacce, dobbiamo vigilare In memoria di Edoardo Luciani Il
sacrificio del vescovo Rahho La Chiesa e il caso Moro trent'anni dopo Pagine
About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Pannello di
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cambio della guardia
in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti,
il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano
Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto
lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo
salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della
Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si
libererebbe per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università
Lateranense. Da tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato
da Bertone nel 2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo
al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome
veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti,
infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di
Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese
Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come
numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in
Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da
Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave
nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue
idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i
lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi
curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero
e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà,
Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex
Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 3 )
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar
08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i
vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha
condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera
con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la
conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto
approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a
poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una
sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita
in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo
lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la
menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al
suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che
Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione
"oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per
questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio
dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il
giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi.
Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro.
Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam
ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del
Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa
Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso
di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono
gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La
doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando
tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle
e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni
visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia)
e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo
interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che
l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente
violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi
cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana
contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come
catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del
blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo
di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po'
bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata
troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa
e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del
vicedirettore del Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri
entusiasti commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24
gennaio 2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media:
"Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore
particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un
atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni
religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e
della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani verso
l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da Papa
Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal
relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità
della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le
religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme
tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera
intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque
vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi
anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno
spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza
reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi
comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi
nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del
fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità
delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano
le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare
chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e
che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia
vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa
della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi
Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa
evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto
ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente
diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della
Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 141 ) " (9 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Mar 08 Un abbraccio a
Magdi Allam e un dubbio La notte di Pasqua il vicedirettore del "Corriere
della Sera" Magdi Allam ha ricevuto il battesimo da Benedetto XVI
divenendo cristiano. Ha scelto proprio Cristiano come nome di battesimo. A lui,
costretto a vivere sotto scorta, va un abbraccio fraterno e l'augurio di Buona
Pasqua. Vengo al dubbio: viste le posizioni molto forti (e molto contestate)
prese da Magdi Allam contro il fondamentalismo e le sue infiltrazioni in
Occidente, mi chiedo se fosse davvero opportuno che il battesimo avvenisse in
San Pietro con il Pontefice come celebrante. Già il fatto che Allam si sia
convertito ha un alto valore simbolico, data la storia del suo protagonista. La
celebrazione del Papa nella veglia di Pasqua amplifica enormemente questo
simbolismo, la cui portata sarebbe stata ridotta se Allam avesse ricevuto il
battesimo nella sua parrocchia, senza le telecamere. Stamattina ho parlato di
questo con un amico che occupa un posto di responsabilità in Vaticano di questo
mio dubbio: mi ha assicurato che - ovviamente - la portata del gesto era stata
tenuta ben presente al momento della decisione. Mi fido dunque della saggezza
di chi governa la Chiesa, della decisione del Papa e dei suoi collaboratori.
Scritto in Varie Commenti ( 195 ) " (18 votes, average: 3.83 out of 5)
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Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Buona Pasqua ai naviganti
Cari amici, vi scrivo da Roma solo per augurare a tutti Buona Pasqua di
resurrezione. L'evento misterioso avvenuto in questa notte è il Big Bang che
sta all'origine del cristianesimo: un gruppetto di persone sconsolate,
afflitte, impaurite dopo aver visto il loro Maestro morire ammazzato sul
peggiore dei supplizi, la croce, improvvisamente e inspiegabilmente diventano
instancabili annunciatori della sua resurrezione e affermano di averlo visto
vivo. Raccontano di aver mangiato e bevuto con lui. La fede cristiana sta o
cade interamente sulla storicità dell'evento accaduto in questa notte. Non si
poggia su un'idea (per quanto bella e rivoluzionaria), né su una filosofia, né
su norme morali (per quanto buone e utili), né su un sentimento religioso (per
quanto naturale): si fonda su un avvenimento storico, accaduto in un
determinato momento del tempo. Da duemila anni - e anche oggi, purtroppo
persino certa teologia - si cerca di svuotare la portata di questo evento e la
sua storicità. Auguro a me stesso e a tutti voi la semplicità dello sguardo di
fede di Giovanni, che entrato subito dopo Pietro nel sepolcro, "vide e
credette". Buona Pasqua. Scritto in Varie Commenti ( 31 ) " (12
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Il professore di Padova e la Sindone Sul Giornale di oggi pubblico
un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di misure meccaniche e termiche
all'università di Padova, che sta per pubblicare (uscirà a giorni) un poderoso
volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle ricerche scientifiche più avanzate
che la riguardano. Il professore prova che la datazione al radiocarbonio è
stata falsata da contaminazioni esterne (e per far quadrare un certo risultato
è stato cambiato un numero): rifacendo i calcoli si scopre che l'età medioevale
ha un'attendibilità pari all'1,2 per cento, cioè praticamente nulla! Inoltre,
il professore ha studiato e sta studiando la formazione della misteriosa
immagine. L'unica conclusione è che si sia creata per irradiazione, come in un
lampo di luce. Vi invito a leggere l'intervista e soprattutto il libro. Scritto
in Varie Commenti ( 137 ) " (11 votes, average: 4.82 out of 5) Loading ...
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questo articolo a un amico 18Mar 08 L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le
polemiche sul Tibet Domenica scorsa, al termine della liturgia delle Palme,
Benedetto XVI ha pronunciato un appello vibrante per l'Irak, con parole che
suonano come un giudizio chiarissimo su ciò che in quel Paese è accaduto in
questi anni e sugli effetti devastanti di una guerra che la Santa Sede ha fatto
di tutto per evitare. Questo è l'articolo che ho scritto e che lo riporta
integralmente. In particolare, vi segnalo la frase: "Elevo un appello al
popolo iracheno, che da cinque anni porta le conseguenze di una guerra che ha
provocato lo scompaginamento della sua vita civile e sociale: amato popolo
iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore
della tua vita nazionale!". Leggo in queste parole, tra l'altro, la piena
continuità tra i pontificati di Papa Wojtyla e Papa Ratzinger. Purtroppo, nelle
ultime ore, non è stata la lucidità e la chiarezza di questo appello ad avere
spazio sui media, ma il fatto che domenica il Papa non abbia accennato alla
situazione del Tibet. Trovo strano che chi accusa la Chiesa di ingerenza e
critica ogni appello papale, poi faccia le pulci ai messaggi del Pontefice se
non contengono cià che qualcuno si aspettava. La Santa Sede domenica scorsa non
aveva informazioni dirette e precise su ciò che stava avvenendo in Tibet e sono
convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei prossimi giorni, magari nel
messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito vi segnalo l'intervista che
ho fatto a padre Bernardo Cervellera. Scritto in Varie Commenti ( 140 ) "
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08 Violenze e minacce, dobbiamo vigilare Due notizie. La prima riguarda un
episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della due giorni veneta di Giuliano
Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere, il direttore del Foglio ha
presentato una lista per una moratoria sull'aborto. A Conegliano è accaduta una
cosa incredibile: non solo violenze verbali dei "democratici" dei
centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il giornalista Francesco
Agnoli è stato aggredito con due pugni e si è visto strappare tutti i libri e
volantini che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa Tezza ed a un
simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato addossa uova e
vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche comune cittadino che
era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro il questore, si è
sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo solo contenere,
perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a Padova.
Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella, frequentatore da
un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni e i suoi
commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la sua
famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni suo
commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito, per aver espresso
le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la vostra)
solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi (Venerdì
Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato minacciato
a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti Internet.
Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito. Scritto in
Varie Commenti ( 229 ) " (77 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il
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questo articolo a un amico 14Mar 08 In memoria di Edoardo Luciani Lunedì
scorso, alle 21.00, è morto improvvisamente a causa di un'embolia Edoardo
Luciani, fratello di Giovanni Paolo I. Era stato ricoverato dal sabato
precedente all'ospedale di Belluno ed era stato appena sottoposto a un
intervento - riuscito - di angioplastica. Edoardo, detto "maestro
Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo bene da una decina d'anni, mi
aveva aiutato a scrivere la biografia del fratello che pubblicai in occasione
dei vent'anni dell'elezione e della morte. Lo incontravo due volte l'anno,
nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla stufa di maiolica, nella stessa
stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che mi salutava, dopo avermi dato
l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso aveva raccolto, mi diceva:
"Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho incontrato l'ultima volta il 31
dicembre. Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano
per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano -
attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere
loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta
gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le
vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo
la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare
Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle
stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia,
non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo
comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per
comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33
giorni di pontificato. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (10 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Il
sacrificio del vescovo Rahho Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di
monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29
febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di
Babilonia dei Caldei. "Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di
Mossul, i rapitori lo avevano sepolto" ha affermato il presule citato dall'agenzia
Sir. Faccio autocritica per non aver dedicato qualche post al sacrificio di
quest'uomo. Fino a quando dovrà continuare questa situazione scatenata dalla
maledetta guerra in Irak? Ricordo ancora con commozione la determinazione con
cui il vecchio Papa Giovanni Paolo II, già malato, urlò implorando dalla
finestra del suo studio che non si iniziasse questo conflitto. Scritto in Varie
Commenti ( 92 ) " (7 votes, average: 4.43 out of 5) Loading ... Il Blog di
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articolo a un amico 13Mar 08 La Chiesa e il caso Moro trent'anni dopo
S'intitola Parole, opere e omissioni. La Chiesa nell'Italia degli anni di
piombo (Rizzoli, pp. 268, 17 euro) il libro scritto dalla giornalista di
"Jesus" Annachiara Valle - in libreria dal 19 marzo - che rivela
alcuni retroscena "vaticani" del caso Moro. Ne scrivo oggi sul
Giornale. Nel libro si descrive il tentativo dell'allora vescovo di Ivrea,
Luigi Bettazzi, di proporsi come ostaggio alle Br in cambio di Moro, ipotesi
che il prelato aveva concordato con il vescovo di Livorno Ablondi e con
l'ausiliare di Roma Clemente Riva. La Segreteria di Stato di Paolo VI, però,
disse no, imponendo a Bettazzi di lasciar perdere. Dal libro emergono
particolari interessanti sulle informazioni che ambienti ecclesiali milanesi
avevano in merito alle Br. Padre David Maria Turoldo e Camillo De Piaz, suo
confratello, avevano alzato il telefono: "C'è da fare qualcosa. I vescovi
non possono stare a guardare. Moro deve essere salvato". Padre Camillo
sapeva che "bisognava offrire qualche spiraglio alle Br se si voleva
ottenere la liberazione". Padre De Piaz, oggi novantenne, rivela:
"Non posso fare i nomi, ma posso dire che eravamo in contatto con persone
che potevano dirci cosa stava avvenendo all'interno delle Br e sapevano che i
brigatisti erano in disaccordo sulla decisione finale". Scritto in Varie
Commenti ( 20 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di
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a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del
Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho
tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (158) Ultime discussioni Leonardo:
Visito solo salturariamente questo blog; abbastanza, però, per rendermi conto
che l'utente... mick: Gentile Marina, ha dimenticato di dire che Hitler è
nascosto nel convento delle Orsoline a Roma dietro ai... stefano: @Gianni B. Se
questo è quello che pensa, cosa la spinge a continuare a discutere (si fa per
dire) in questo... Cosimo De Matteis: finalmente mons.fisichella non avrà più
tempo da poter dedicare ad adornato. almeno spero. chè... Vincenzo: il Post
della 6,42 pm, è semplicemente demenziale, anche più, se possibile, degli altri
che traggono... Gli articoli più inviati Messe show, facciamo un catalogo? - 10
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cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI -
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Papa corregge i vescovi latinoamericani - 2 Emails Ultime
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"In casa i cani abbaino poco"Film anti-islam, l'Onu: "Incoraggia
la violenza"Bush: "È interesse della Cina dialogare con il Dalai
Lama"Berlusconi: "Siamo in vantaggio dell'8,6% Al Senato c'è il
rischio accordo tra Pd e Sa"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la
salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog Amici Dio:
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sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita
in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo
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suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che
Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione
"oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per
questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio
dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il
giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi.
Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro.
Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam
ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del
Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa
Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso
di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono
gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La
doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando
tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un
imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono
alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di
Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo
interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che
l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente
violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi
cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra
anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e
realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa.
Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come
tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e
commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha
fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo
proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto
far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della
Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto
di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio
alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome
della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia,
come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse
convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della
dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei
cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito
più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un
mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza
dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo
autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a
superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In
continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo
II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono
instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma
si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo
fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia,
riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le
differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi
problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano
la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni
che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano
a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente
violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione,
semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal
direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in
riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo
credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni.
Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee
personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale
delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti (
141 ) " (9 votes, average: 4.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 23Mar 08 Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio La notte di Pasqua il
vicedirettore del "Corriere della Sera" Magdi Allam ha ricevuto il
battesimo da Benedetto XVI divenendo cristiano. Ha scelto proprio Cristiano
come nome di battesimo. A lui, costretto a vivere sotto scorta, va un abbraccio
fraterno e l'augurio di Buona Pasqua. Vengo al dubbio: viste le posizioni molto
forti (e molto contestate) prese da Magdi Allam contro il fondamentalismo e le
sue infiltrazioni in Occidente, mi chiedo se fosse davvero opportuno che il
battesimo avvenisse in San Pietro con il Pontefice come celebrante. Già il
fatto che Allam si sia convertito ha un alto valore simbolico, data la storia
del suo protagonista. La celebrazione del Papa nella veglia di Pasqua amplifica
enormemente questo simbolismo, la cui portata sarebbe stata ridotta se Allam
avesse ricevuto il battesimo nella sua parrocchia, senza le telecamere.
Stamattina ho parlato di questo con un amico che occupa un posto di
responsabilità in Vaticano di questo mio dubbio: mi ha assicurato che -
ovviamente - la portata del gesto era stata tenuta ben presente al momento
della decisione. Mi fido dunque della saggezza di chi governa la Chiesa, della
decisione del Papa e dei suoi collaboratori. Scritto in Varie Commenti ( 195 )
" (18 votes, average: 3.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
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amico 22Mar 08 Buona Pasqua ai naviganti Cari amici, vi scrivo da Roma solo per
augurare a tutti Buona Pasqua di resurrezione. L'evento misterioso avvenuto in
questa notte è il Big Bang che sta all'origine del cristianesimo: un gruppetto
di persone sconsolate, afflitte, impaurite dopo aver visto il loro Maestro
morire ammazzato sul peggiore dei supplizi, la croce, improvvisamente e
inspiegabilmente diventano instancabili annunciatori della sua resurrezione e
affermano di averlo visto vivo. Raccontano di aver mangiato e bevuto con lui.
La fede cristiana sta o cade interamente sulla storicità dell'evento accaduto
in questa notte. Non si poggia su un'idea (per quanto bella e rivoluzionaria),
né su una filosofia, né su norme morali (per quanto buone e utili), né su un
sentimento religioso (per quanto naturale): si fonda su un avvenimento storico,
accaduto in un determinato momento del tempo. Da duemila anni - e anche oggi,
purtroppo persino certa teologia - si cerca di svuotare la portata di questo
evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a tutti voi la semplicità dello
sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito dopo Pietro nel sepolcro,
"vide e credette". Buona Pasqua. Scritto in Varie Commenti ( 31 )
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amico 19Mar 08 Il professore di Padova e la Sindone Sul Giornale di oggi
pubblico un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di misure meccaniche
e termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare (uscirà a giorni)
un poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle ricerche scientifiche più
avanzate che la riguardano. Il professore prova che la datazione al
radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per far quadrare un
certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i calcoli si scopre che
l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per cento, cioè praticamente
nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta studiando la formazione della
misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si sia creata per irradiazione,
come in un lampo di luce. Vi invito a leggere l'intervista e soprattutto il
libro. Scritto in Varie Commenti ( 137 ) " (11 votes, average: 4.82 out of
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Commenti Invia questo articolo a un amico 18Mar 08 L'inascoltato grido del Papa
sull'Irak, le polemiche sul Tibet Domenica scorsa, al termine della liturgia
delle Palme, Benedetto XVI ha pronunciato un appello vibrante per l'Irak, con
parole che suonano come un giudizio chiarissimo su ciò che in quel Paese è
accaduto in questi anni e sugli effetti devastanti di una guerra che la Santa
Sede ha fatto di tutto per evitare. Questo è l'articolo che ho scritto e che lo
riporta integralmente. In particolare, vi segnalo la frase: "Elevo un
appello al popolo iracheno, che da cinque anni porta le conseguenze di una
guerra che ha provocato lo scompaginamento della sua vita civile e sociale:
amato popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo,
ricostruttore della tua vita nazionale!". Leggo in queste parole, tra l'altro,
la piena continuità tra i pontificati di Papa Wojtyla e Papa Ratzinger.
Purtroppo, nelle ultime ore, non è stata la lucidità e la chiarezza di questo
appello ad avere spazio sui media, ma il fatto che domenica il Papa non abbia
accennato alla situazione del Tibet. Trovo strano che chi accusa la Chiesa di
ingerenza e critica ogni appello papale, poi faccia le pulci ai messaggi del
Pontefice se non contengono cià che qualcuno si aspettava. La Santa Sede
domenica scorsa non aveva informazioni dirette e precise su ciò che stava
avvenendo in Tibet e sono convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei
prossimi giorni, magari nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito
vi segnalo l'intervista che ho fatto a padre Bernardo Cervellera. Scritto in
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questo articolo a un amico 16Mar 08 Violenze e minacce, dobbiamo vigilare Due
notizie. La prima riguarda un episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della
due giorni veneta di Giuliano Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere,
il direttore del Foglio ha presentato una lista per una moratoria sull'aborto.
A Conegliano è accaduta una cosa incredibile: non solo violenze verbali dei
"democratici" dei centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il
giornalista Francesco Agnoli è stato aggredito con due pugni e si è visto
strappare tutti i libri e volantini che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa
Tezza ed a un simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato
addossa uova e vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche
comune cittadino che era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro
il questore, si è sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo
solo contenere, perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a
Padova. Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella,
frequentatore da un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni
e i suoi commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la
sua famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni
suo commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito, per aver
espresso le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la vostra)
solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi (Venerdì
Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato minacciato
a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti Internet.
Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito. Scritto in
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questo articolo a un amico 14Mar 08 In memoria di Edoardo Luciani Lunedì
scorso, alle 21.00, è morto improvvisamente a causa di un'embolia Edoardo
Luciani, fratello di Giovanni Paolo I. Era stato ricoverato dal sabato
precedente all'ospedale di Belluno ed era stato appena sottoposto a un
intervento - riuscito - di angioplastica. Edoardo, detto "maestro
Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo bene da una decina d'anni, mi
aveva aiutato a scrivere la biografia del fratello che pubblicai in occasione
dei vent'anni dell'elezione e della morte. Lo incontravo due volte l'anno,
nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla stufa di maiolica, nella stessa
stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che mi salutava, dopo avermi dato
l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso aveva raccolto, mi diceva:
"Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho incontrato l'ultima volta il 31
dicembre. Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano
per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano -
attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere
loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta
gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le
vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo
la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare
Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle
stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia,
non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo
comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per
comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33
giorni di pontificato. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (10 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Il
sacrificio del vescovo Rahho Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di
monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29
febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di
Babilonia dei Caldei. "Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di
Mossul, i rapitori lo avevano sepolto" ha affermato il presule citato
dall'agenzia Sir. Faccio autocritica per non aver dedicato qualche post al
sacrificio di quest'uomo. Fino a quando dovrà continuare questa situazione
scatenata dalla maledetta guerra in Irak? Ricordo ancora con commozione la
determinazione con cui il vecchio Papa Giovanni Paolo II, già malato, urlò
implorando dalla finestra del suo studio che non si iniziasse questo conflitto.
Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (7 votes, average: 4.43 out of 5)
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Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 La Chiesa e il caso Moro
trent'anni dopo S'intitola Parole, opere e omissioni. La Chiesa nell'Italia degli
anni di piombo (Rizzoli, pp. 268, 17 euro) il libro scritto dalla giornalista
di "Jesus" Annachiara Valle - in libreria dal 19 marzo - che rivela
alcuni retroscena "vaticani" del caso Moro. Ne scrivo oggi sul
Giornale. Nel libro si descrive il tentativo dell'allora vescovo di Ivrea,
Luigi Bettazzi, di proporsi come ostaggio alle Br in cambio di Moro, ipotesi
che il prelato aveva concordato con il vescovo di Livorno Ablondi e con
l'ausiliare di Roma Clemente Riva. La Segreteria di Stato di Paolo VI, però,
disse no, imponendo a Bettazzi di lasciar perdere. Dal libro emergono
particolari interessanti sulle informazioni che ambienti ecclesiali milanesi
avevano in merito alle Br. Padre David Maria Turoldo e Camillo De Piaz, suo
confratello, avevano alzato il telefono: "C'è da fare qualcosa. I vescovi
non possono stare a guardare. Moro deve essere salvato". Padre Camillo
sapeva che "bisognava offrire qualche spiraglio alle Br se si voleva
ottenere la liberazione". Padre De Piaz, oggi novantenne, rivela:
"Non posso fare i nomi, ma posso dire che eravamo in contatto con persone
che potevano dirci cosa stava avvenendo all'interno delle Br e sapevano che i
brigatisti erano in disaccordo sulla decisione finale". Scritto in Varie
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articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il
vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono
sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea
Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (158) Ultime discussioni
Leonardo: Visito solo salturariamente questo blog; abbastanza, però, per
rendermi conto che l'utente... mick: Gentile Marina, ha dimenticato di dire che
Hitler è nascosto nel convento delle Orsoline a Roma dietro ai... stefano:
@Gianni B. Se questo è quello che pensa, cosa la spinge a continuare a
discutere (si fa per dire) in questo... Cosimo De Matteis: finalmente
mons.fisichella non avrà più tempo da poter dedicare ad adornato. almeno spero.
chè... Vincenzo: il Post della 6,42 pm, è semplicemente demenziale, anche più,
se possibile, degli altri che traggono... Gli articoli più inviati Messe show,
facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa
tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu
proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo
dice no - 4 Emails Padre Pio, accuse vecchissime e superate - 3 Emails Ebrei
salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 3 Emails Violenze e
minacce, dobbiamo vigilare - 3 Emails "La Chiesa di Cristo è quella
cattolica" - 2 Emails Così il Papa corregge i vescovi latinoamericani - 2 Emails Ultime news Alitalia,
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cani abbaino poco"Film anti-islam, l'Onu: "Incoraggia la
violenza"Bush: "È interesse della Cina dialogare con il Dalai
Lama"Berlusconi: "Siamo in vantaggio dell'8,6% Al Senato c'è il
rischio accordo tra Pd e Sa"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la
salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog Amici Dio:
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contestato. Ma... - 38 Votes Recent Posts Amato "ministro" della
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Tibet Violenze e minacce, dobbiamo vigilare In memoria di Edoardo Luciani Il
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cambio della guardia
in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti,
il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano
Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto
lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo
salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della
Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si
libererebbe per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università
Lateranense. Da tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato
da Bertone nel 2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo
al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome
veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti,
infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di
Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese
Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come
numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in
Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da
Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave
nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue
idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i
lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi
curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero
e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà,
Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex
Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 3 )
" (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar
08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i
vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha
condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera
con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la
conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto
approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a
poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una
sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita
in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo
lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la
menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al
suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che
Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione
"oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per
questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio
dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il
giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi.
Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro.
Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam
ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del
Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa
Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso
di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono
gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La
doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando
tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un
imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono
alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di
Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo
interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che
l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente
violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi
cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra
anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e
realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa.
Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come
tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e
commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha
fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo
proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto
far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della
Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto
di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio
alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome
della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia,
come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse
convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della
dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei
cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito
più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un
mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza
dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo
autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a
superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In
continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo
II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono
instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma
si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo
fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia,
riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le
differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi
problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano
la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni
che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano
a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente
violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione,
semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal
direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in
riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo
credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni.
Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee
personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale
delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti (
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vicedirettore del "Corriere della Sera" Magdi Allam ha ricevuto il
battesimo da Benedetto XVI divenendo cristiano. Ha scelto proprio Cristiano
come nome di battesimo. A lui, costretto a vivere sotto scorta, va un abbraccio
fraterno e l'augurio di Buona Pasqua. Vengo al dubbio: viste le posizioni molto
forti (e molto contestate) prese da Magdi Allam contro il fondamentalismo e le
sue infiltrazioni in Occidente, mi chiedo se fosse davvero opportuno che il
battesimo avvenisse in San Pietro con il Pontefice come celebrante. Già il
fatto che Allam si sia convertito ha un alto valore simbolico, data la storia
del suo protagonista. La celebrazione del Papa nella veglia di Pasqua amplifica
enormemente questo simbolismo, la cui portata sarebbe stata ridotta se Allam
avesse ricevuto il battesimo nella sua parrocchia, senza le telecamere.
Stamattina ho parlato di questo con un amico che occupa un posto di
responsabilità in Vaticano di questo mio dubbio: mi ha assicurato che -
ovviamente - la portata del gesto era stata tenuta ben presente al momento
della decisione. Mi fido dunque della saggezza di chi governa la Chiesa, della
decisione del Papa e dei suoi collaboratori. Scritto in Varie Commenti ( 195 )
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amico 22Mar 08 Buona Pasqua ai naviganti Cari amici, vi scrivo da Roma solo per
augurare a tutti Buona Pasqua di resurrezione. L'evento misterioso avvenuto in
questa notte è il Big Bang che sta all'origine del cristianesimo: un gruppetto
di persone sconsolate, afflitte, impaurite dopo aver visto il loro Maestro
morire ammazzato sul peggiore dei supplizi, la croce, improvvisamente e
inspiegabilmente diventano instancabili annunciatori della sua resurrezione e
affermano di averlo visto vivo. Raccontano di aver mangiato e bevuto con lui.
La fede cristiana sta o cade interamente sulla storicità dell'evento accaduto
in questa notte. Non si poggia su un'idea (per quanto bella e rivoluzionaria),
né su una filosofia, né su norme morali (per quanto buone e utili), né su un
sentimento religioso (per quanto naturale): si fonda su un avvenimento storico,
accaduto in un determinato momento del tempo. Da duemila anni - e anche oggi,
purtroppo persino certa teologia - si cerca di svuotare la portata di questo
evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a tutti voi la semplicità dello
sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito dopo Pietro nel sepolcro,
"vide e credette". Buona Pasqua. Scritto in Varie Commenti ( 31 )
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amico 19Mar 08 Il professore di Padova e la Sindone Sul Giornale di oggi
pubblico un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di misure meccaniche
e termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare (uscirà a giorni)
un poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle ricerche scientifiche più
avanzate che la riguardano. Il professore prova che la datazione al
radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per far quadrare un
certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i calcoli si scopre che
l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per cento, cioè praticamente
nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta studiando la formazione della
misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si sia creata per irradiazione,
come in un lampo di luce. Vi invito a leggere l'intervista e soprattutto il
libro. Scritto in Varie Commenti ( 137 ) " (11 votes, average: 4.82 out of
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Commenti Invia questo articolo a un amico 18Mar 08 L'inascoltato grido del Papa
sull'Irak, le polemiche sul Tibet Domenica scorsa, al termine della liturgia
delle Palme, Benedetto XVI ha pronunciato un appello vibrante per l'Irak, con
parole che suonano come un giudizio chiarissimo su ciò che in quel Paese è
accaduto in questi anni e sugli effetti devastanti di una guerra che la Santa
Sede ha fatto di tutto per evitare. Questo è l'articolo che ho scritto e che lo
riporta integralmente. In particolare, vi segnalo la frase: "Elevo un
appello al popolo iracheno, che da cinque anni porta le conseguenze di una
guerra che ha provocato lo scompaginamento della sua vita civile e sociale:
amato popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo,
ricostruttore della tua vita nazionale!". Leggo in queste parole, tra l'altro,
la piena continuità tra i pontificati di Papa Wojtyla e Papa Ratzinger.
Purtroppo, nelle ultime ore, non è stata la lucidità e la chiarezza di questo
appello ad avere spazio sui media, ma il fatto che domenica il Papa non abbia
accennato alla situazione del Tibet. Trovo strano che chi accusa la Chiesa di
ingerenza e critica ogni appello papale, poi faccia le pulci ai messaggi del
Pontefice se non contengono cià che qualcuno si aspettava. La Santa Sede
domenica scorsa non aveva informazioni dirette e precise su ciò che stava
avvenendo in Tibet e sono convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei
prossimi giorni, magari nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito
vi segnalo l'intervista che ho fatto a padre Bernardo Cervellera. Scritto in
Varie Commenti ( 140 ) " (15 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il
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questo articolo a un amico 16Mar 08 Violenze e minacce, dobbiamo vigilare Due
notizie. La prima riguarda un episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della
due giorni veneta di Giuliano Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere,
il direttore del Foglio ha presentato una lista per una moratoria sull'aborto.
A Conegliano è accaduta una cosa incredibile: non solo violenze verbali dei
"democratici" dei centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il
giornalista Francesco Agnoli è stato aggredito con due pugni e si è visto
strappare tutti i libri e volantini che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa
Tezza ed a un simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato
addossa uova e vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche
comune cittadino che era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro
il questore, si è sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo
solo contenere, perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a
Padova. Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella,
frequentatore da un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni
e i suoi commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la
sua famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni
suo commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito, per aver
espresso le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la vostra)
solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi (Venerdì
Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato minacciato
a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti Internet.
Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito. Scritto in
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questo articolo a un amico 14Mar 08 In memoria di Edoardo Luciani Lunedì
scorso, alle 21.00, è morto improvvisamente a causa di un'embolia Edoardo
Luciani, fratello di Giovanni Paolo I. Era stato ricoverato dal sabato
precedente all'ospedale di Belluno ed era stato appena sottoposto a un
intervento - riuscito - di angioplastica. Edoardo, detto "maestro
Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo bene da una decina d'anni, mi
aveva aiutato a scrivere la biografia del fratello che pubblicai in occasione
dei vent'anni dell'elezione e della morte. Lo incontravo due volte l'anno,
nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla stufa di maiolica, nella stessa
stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che mi salutava, dopo avermi dato
l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso aveva raccolto, mi diceva:
"Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho incontrato l'ultima volta il 31
dicembre. Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano
per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano -
attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere
loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta
gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le
vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo
la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare
Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle
stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia,
non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo
comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per
comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33
giorni di pontificato. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (10 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Il
sacrificio del vescovo Rahho Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di
monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29
febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di
Babilonia dei Caldei. "Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di
Mossul, i rapitori lo avevano sepolto" ha affermato il presule citato
dall'agenzia Sir. Faccio autocritica per non aver dedicato qualche post al
sacrificio di quest'uomo. Fino a quando dovrà continuare questa situazione
scatenata dalla maledetta guerra in Irak? Ricordo ancora con commozione la
determinazione con cui il vecchio Papa Giovanni Paolo II, già malato, urlò
implorando dalla finestra del suo studio che non si iniziasse questo conflitto.
Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (7 votes, average: 4.43 out of 5)
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Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 La Chiesa e il caso Moro
trent'anni dopo S'intitola Parole, opere e omissioni. La Chiesa nell'Italia degli
anni di piombo (Rizzoli, pp. 268, 17 euro) il libro scritto dalla giornalista
di "Jesus" Annachiara Valle - in libreria dal 19 marzo - che rivela
alcuni retroscena "vaticani" del caso Moro. Ne scrivo oggi sul
Giornale. Nel libro si descrive il tentativo dell'allora vescovo di Ivrea,
Luigi Bettazzi, di proporsi come ostaggio alle Br in cambio di Moro, ipotesi
che il prelato aveva concordato con il vescovo di Livorno Ablondi e con
l'ausiliare di Roma Clemente Riva. La Segreteria di Stato di Paolo VI, però,
disse no, imponendo a Bettazzi di lasciar perdere. Dal libro emergono
particolari interessanti sulle informazioni che ambienti ecclesiali milanesi
avevano in merito alle Br. Padre David Maria Turoldo e Camillo De Piaz, suo
confratello, avevano alzato il telefono: "C'è da fare qualcosa. I vescovi
non possono stare a guardare. Moro deve essere salvato". Padre Camillo
sapeva che "bisognava offrire qualche spiraglio alle Br se si voleva
ottenere la liberazione". Padre De Piaz, oggi novantenne, rivela:
"Non posso fare i nomi, ma posso dire che eravamo in contatto con persone
che potevano dirci cosa stava avvenendo all'interno delle Br e sapevano che i
brigatisti erano in disaccordo sulla decisione finale". Scritto in Varie
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articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il
vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono
sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea
Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (158) Ultime discussioni
Leonardo: Visito solo salturariamente questo blog; abbastanza, però, per
rendermi conto che l'utente... mick: Gentile Marina, ha dimenticato di dire che
Hitler è nascosto nel convento delle Orsoline a Roma dietro ai... stefano:
@Gianni B. Se questo è quello che pensa, cosa la spinge a continuare a
discutere (si fa per dire) in questo... Cosimo De Matteis: finalmente
mons.fisichella non avrà più tempo da poter dedicare ad adornato. almeno spero.
chè... Vincenzo: il Post della 6,42 pm, è semplicemente demenziale, anche più,
se possibile, degli altri che traggono... Gli articoli più inviati Messe show,
facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa
tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu
proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo
dice no - 4 Emails Padre Pio, accuse vecchissime e superate - 3 Emails Ebrei
salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 3 Emails Violenze e
minacce, dobbiamo vigilare - 3 Emails "La Chiesa di Cristo è quella
cattolica" - 2 Emails Così il Papa corregge i vescovi latinoamericani - 2 Emails Ultime news Alitalia,
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cani abbaino poco"Film anti-islam, l'Onu: "Incoraggia la
violenza"Bush: "È interesse della Cina dialogare con il Dalai
Lama"Berlusconi: "Siamo in vantaggio dell'8,6% Al Senato c'è il
rischio accordo tra Pd e Sa"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la
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contestato. Ma... - 38 Votes Recent Posts Amato "ministro" della
liturgia, Fisichella al Sant'Uffizio Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi
Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio Buona Pasqua ai naviganti Il professore
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Tibet Violenze e minacce, dobbiamo vigilare In memoria di Edoardo Luciani Il
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cambio della guardia
in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti,
il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano
Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto
lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo
salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della
Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si
libererebbe per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università
Lateranense. Da tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato
da Bertone nel 2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo
al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome
veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti,
infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di
Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese
Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come
numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in
Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da
Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave
nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue
idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i
lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi
curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero
e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà,
Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex
Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 3 )
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar
08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i
vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha
condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera
con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la
conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto
approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a
poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una
sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita
in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo
lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la
menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al
suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che
Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione
"oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per
questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio
dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il
giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi.
Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro.
Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam
ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del
Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa
Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso
di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono
gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La
doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando
tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un
imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono
alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di
Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo
interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che
l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente
violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi
cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra
anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente
descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire
agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio
post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che
l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la
Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo
in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e
toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della Sera, come invece
traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto di citare una
frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio alla
responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome della
religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia,
come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse
convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della
dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei
cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito
più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un
mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza
dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo
autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a
superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In
continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo
II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono
instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma
si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo
fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia,
riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le
differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi
problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non
rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di
tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni
non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è
intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è
dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco
fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi,
in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un
nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le
posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che
rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo
espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede".
Scritto in Varie Commenti ( 141 ) " (9 votes, average: 4.22 out of 5)
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Invia questo articolo a un amico 23Mar 08 Un abbraccio a Magdi Allam e un
dubbio La notte di Pasqua il vicedirettore del "Corriere della Sera"
Magdi Allam ha ricevuto il battesimo da Benedetto XVI divenendo cristiano. Ha
scelto proprio Cristiano come nome di battesimo. A lui, costretto a vivere
sotto scorta, va un abbraccio fraterno e l'augurio di Buona Pasqua. Vengo al
dubbio: viste le posizioni molto forti (e molto contestate) prese da Magdi
Allam contro il fondamentalismo e le sue infiltrazioni in Occidente, mi chiedo
se fosse davvero opportuno che il battesimo avvenisse in San Pietro con il
Pontefice come celebrante. Già il fatto che Allam si sia convertito ha un alto
valore simbolico, data la storia del suo protagonista. La celebrazione del Papa
nella veglia di Pasqua amplifica enormemente questo simbolismo, la cui portata
sarebbe stata ridotta se Allam avesse ricevuto il battesimo nella sua
parrocchia, senza le telecamere. Stamattina ho parlato di questo con un amico
che occupa un posto di responsabilità in Vaticano di questo mio dubbio: mi ha
assicurato che - ovviamente - la portata del gesto era stata tenuta ben
presente al momento della decisione. Mi fido dunque della saggezza di chi
governa la Chiesa, della decisione del Papa e dei suoi collaboratori. Scritto
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scrivo da Roma solo per augurare a tutti Buona Pasqua di resurrezione. L'evento
misterioso avvenuto in questa notte è il Big Bang che sta all'origine del
cristianesimo: un gruppetto di persone sconsolate, afflitte, impaurite dopo
aver visto il loro Maestro morire ammazzato sul peggiore dei supplizi, la
croce, improvvisamente e inspiegabilmente diventano instancabili annunciatori
della sua resurrezione e affermano di averlo visto vivo. Raccontano di aver
mangiato e bevuto con lui. La fede cristiana sta o cade interamente sulla storicità
dell'evento accaduto in questa notte. Non si poggia su un'idea (per quanto
bella e rivoluzionaria), né su una filosofia, né su norme morali (per quanto
buone e utili), né su un sentimento religioso (per quanto naturale): si fonda
su un avvenimento storico, accaduto in un determinato momento del tempo. Da
duemila anni - e anche oggi, purtroppo persino certa teologia - si cerca di
svuotare la portata di questo evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a
tutti voi la semplicità dello sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito
dopo Pietro nel sepolcro, "vide e credette". Buona Pasqua. Scritto in
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di oggi pubblico un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di misure
meccaniche e termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare (uscirà
a giorni) un poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle ricerche
scientifiche più avanzate che la riguardano. Il professore prova che la
datazione al radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per far
quadrare un certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i calcoli si
scopre che l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per cento, cioè
praticamente nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta studiando la
formazione della misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si sia creata
per irradiazione, come in un lampo di luce. Vi invito a leggere l'intervista e
soprattutto il libro. Scritto in Varie Commenti ( 137 ) " (11 votes,
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L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet Domenica scorsa,
al termine della liturgia delle Palme, Benedetto XVI ha pronunciato un appello
vibrante per l'Irak, con parole che suonano come un giudizio chiarissimo su ciò
che in quel Paese è accaduto in questi anni e sugli effetti devastanti di una
guerra che la Santa Sede ha fatto di tutto per evitare. Questo è l'articolo che
ho scritto e che lo riporta integralmente. In particolare, vi segnalo la frase:
"Elevo un appello al popolo iracheno, che da cinque anni porta le
conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della sua vita
civile e sociale: amato popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso,
in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale!". Leggo in queste
parole, tra l'altro, la piena continuità tra i pontificati di Papa Wojtyla e
Papa Ratzinger. Purtroppo, nelle ultime ore, non è stata la lucidità e la
chiarezza di questo appello ad avere spazio sui media, ma il fatto che domenica
il Papa non abbia accennato alla situazione del Tibet. Trovo strano che chi
accusa la Chiesa di ingerenza e critica ogni appello papale, poi faccia le
pulci ai messaggi del Pontefice se non contengono cià che qualcuno si aspettava.
La Santa Sede domenica scorsa non aveva informazioni dirette e precise su ciò
che stava avvenendo in Tibet e sono convinto che un accenno Benedetto XVI lo
farà nei prossimi giorni, magari nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo
propovito vi segnalo l'intervista che ho fatto a padre Bernardo Cervellera.
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vigilare Due notizie. La prima riguarda un episodio avvenuto ieri, nella prima
tappa della due giorni veneta di Giuliano Ferrara per la campagna elettorale.
Come sapere, il direttore del Foglio ha presentato una lista per una moratoria
sull'aborto. A Conegliano è accaduta una cosa incredibile: non solo violenze
verbali dei "democratici" dei centri sociali, ma si è pasatti anche
alle mani. Il giornalista Francesco Agnoli è stato aggredito con due pugni e si
è visto strappare tutti i libri e volantini che aveva con sè; alla candidata
Maria Luisa Tezza ed a un simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e
tirato addossa uova e vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto
qualche comune cittadino che era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli
contro il questore, si è sentito rispondere: "Questi sono gli ordini.
Dobbiamo solo contenere, perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi
Ferrara è a Padova. Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella,
frequentatore da un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue
riflessioni e i suoi commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene,
Gammella e la sua famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare
dal blog ogni suo commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito,
per aver espresso le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la
vostra) solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi
(Venerdì Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato
minacciato a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti
Internet. Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito.
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Invia questo articolo a un amico 14Mar 08 In memoria di Edoardo Luciani Lunedì
scorso, alle 21.00, è morto improvvisamente a causa di un'embolia Edoardo
Luciani, fratello di Giovanni Paolo I. Era stato ricoverato dal sabato
precedente all'ospedale di Belluno ed era stato appena sottoposto a un
intervento - riuscito - di angioplastica. Edoardo, detto "maestro
Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo bene da una decina d'anni, mi
aveva aiutato a scrivere la biografia del fratello che pubblicai in occasione
dei vent'anni dell'elezione e della morte. Lo incontravo due volte l'anno,
nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla stufa di maiolica, nella stessa
stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che mi salutava, dopo avermi dato
l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso aveva raccolto, mi diceva:
"Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho incontrato l'ultima volta il 31
dicembre. Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano
per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano -
attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere
loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta
gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le
vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo
la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare
Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle
stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia,
non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo
comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per
comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33
giorni di pontificato. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (10 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Il
sacrificio del vescovo Rahho Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di
monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29
febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di
Babilonia dei Caldei. "Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di
Mossul, i rapitori lo avevano sepolto" ha affermato il presule citato
dall'agenzia Sir. Faccio autocritica per non aver dedicato qualche post al
sacrificio di quest'uomo. Fino a quando dovrà continuare questa situazione
scatenata dalla maledetta guerra in Irak? Ricordo ancora con commozione la
determinazione con cui il vecchio Papa Giovanni Paolo II, già malato, urlò
implorando dalla finestra del suo studio che non si iniziasse questo conflitto.
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Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 La Chiesa e il caso Moro
trent'anni dopo S'intitola Parole, opere e omissioni. La Chiesa nell'Italia
degli anni di piombo (Rizzoli, pp. 268, 17 euro) il libro scritto dalla
giornalista di "Jesus" Annachiara Valle - in libreria dal 19 marzo -
che rivela alcuni retroscena "vaticani" del caso Moro. Ne scrivo oggi
sul Giornale. Nel libro si descrive il tentativo dell'allora vescovo di Ivrea,
Luigi Bettazzi, di proporsi come ostaggio alle Br in cambio di Moro, ipotesi
che il prelato aveva concordato con il vescovo di Livorno Ablondi e con l'ausiliare
di Roma Clemente Riva. La Segreteria di Stato di Paolo VI, però, disse no,
imponendo a Bettazzi di lasciar perdere. Dal libro emergono particolari
interessanti sulle informazioni che ambienti ecclesiali milanesi avevano in
merito alle Br. Padre David Maria Turoldo e Camillo De Piaz, suo confratello,
avevano alzato il telefono: "C'è da fare qualcosa. I vescovi non possono
stare a guardare. Moro deve essere salvato". Padre Camillo sapeva che
"bisognava offrire qualche spiraglio alle Br se si voleva ottenere la
liberazione". Padre De Piaz, oggi novantenne, rivela: "Non posso fare
i nomi, ma posso dire che eravamo in contatto con persone che potevano dirci
cosa stava avvenendo all'interno delle Br e sapevano che i brigatisti erano in
disaccordo sulla decisione finale". Scritto in Varie Commenti ( 20 )
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precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe
1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo
tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it
contatti Categorie Varie (158) Ultime discussioni Leonardo: Visito solo salturariamente
questo blog; abbastanza, però, per rendermi conto che l'utente... mick: Gentile
Marina, ha dimenticato di dire che Hitler è nascosto nel convento delle
Orsoline a Roma dietro ai... stefano: @Gianni B. Se questo è quello che pensa,
cosa la spinge a continuare a discutere (si fa per dire) in questo... Cosimo De
Matteis: finalmente mons.fisichella non avrà più tempo da poter dedicare ad
adornato. almeno spero. chè... Vincenzo: il Post della 6,42 pm, è semplicemente
demenziale, anche più, se possibile, degli altri che traggono... Gli articoli
più inviati Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale -
5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails
Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? A
Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Padre Pio, accuse vecchissime e
superate - 3 Emails Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina -
3 Emails Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 3 Emails "La Chiesa di
Cristo è quella cattolica" - 2 Emails Così il Papa corregge i vescovi
latinoamericani - 2 Emails Ultime news Alitalia, Spinetta: "2100 esuberi" No dei sindacatiCassazione:
"In casa i cani abbaino poco"Film anti-islam, l'Onu: "Incoraggia
la violenza"Bush: "È interesse della Cina dialogare con il Dalai
Lama"Berlusconi: "Siamo in vantaggio dell'8,6% Al Senato c'è il
rischio accordo tra Pd e Sa"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la
salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog Amici Dio:
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cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi
sono io!" - 46 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 41 Votes Il parroco
trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII:
Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Bregantini, il trasferimento contestato.
Ma... - 38 Votes Recent Posts Amato "ministro" della liturgia,
Fisichella al Sant'Uffizio Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Un
abbraccio a Magdi Allam e un dubbio Buona Pasqua ai naviganti Il professore di
Padova e la Sindone L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul
Tibet Violenze e minacce, dobbiamo vigilare In memoria di Edoardo Luciani Il
sacrificio del vescovo Rahho La Chiesa e il caso Moro trent'anni dopo Pagine
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cambio della guardia
in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti,
il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano
Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto
lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo
salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della
Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si
libererebbe per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università
Lateranense. Da tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato
da Bertone nel 2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo
al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome
veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti,
infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di
Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese
Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come
numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in
Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da
Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave
nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue
idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i
lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi
curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero
e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà,
Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex
Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 3 )
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar
08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i
vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha
condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera
con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la
conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto
approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a
poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una
sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita
in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo
lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la
menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al
suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che
Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione
"oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per
questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio
dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il
giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi.
Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro.
Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam
ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del
Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa
Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso
di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono
gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La
doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando
tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle
e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni
visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia)
e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo
interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che
l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente
violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi
cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra
anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e
realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa.
Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come
tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e
commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha
fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo
proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far
propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della
Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto
di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio
alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome
della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la
giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle
diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda
della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei
cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito
più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un
mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza
dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo
autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a
superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In
continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo
II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono
instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma
si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo
fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia,
riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le
differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi
problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non
rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di
tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni
non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è
intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è
dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco
fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi,
in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un
nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le
posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che
rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo
espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede".
Scritto in Varie Commenti ( 141 ) " (9 votes, average: 4.22 out of 5)
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Commenti Invia questo articolo a un amico 23Mar 08 Un abbraccio a Magdi Allam e
un dubbio La notte di Pasqua il vicedirettore del "Corriere della
Sera" Magdi Allam ha ricevuto il battesimo da Benedetto XVI divenendo
cristiano. Ha scelto proprio Cristiano come nome di battesimo. A lui, costretto
a vivere sotto scorta, va un abbraccio fraterno e l'augurio di Buona Pasqua.
Vengo al dubbio: viste le posizioni molto forti (e molto contestate) prese da
Magdi Allam contro il fondamentalismo e le sue infiltrazioni in Occidente, mi
chiedo se fosse davvero opportuno che il battesimo avvenisse in San Pietro con
il Pontefice come celebrante. Già il fatto che Allam si sia convertito ha un
alto valore simbolico, data la storia del suo protagonista. La celebrazione del
Papa nella veglia di Pasqua amplifica enormemente questo simbolismo, la cui
portata sarebbe stata ridotta se Allam avesse ricevuto il battesimo nella sua
parrocchia, senza le telecamere. Stamattina ho parlato di questo con un amico
che occupa un posto di responsabilità in Vaticano di questo mio dubbio: mi ha
assicurato che - ovviamente - la portata del gesto era stata tenuta ben
presente al momento della decisione. Mi fido dunque della saggezza di chi
governa la Chiesa, della decisione del Papa e dei suoi collaboratori. Scritto
in Varie Commenti ( 195 ) " (18 votes, average: 3.83 out of 5) Loading ...
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questo articolo a un amico 22Mar 08 Buona Pasqua ai naviganti Cari amici, vi
scrivo da Roma solo per augurare a tutti Buona Pasqua di resurrezione. L'evento
misterioso avvenuto in questa notte è il Big Bang che sta all'origine del
cristianesimo: un gruppetto di persone sconsolate, afflitte, impaurite dopo
aver visto il loro Maestro morire ammazzato sul peggiore dei supplizi, la
croce, improvvisamente e inspiegabilmente diventano instancabili annunciatori
della sua resurrezione e affermano di averlo visto vivo. Raccontano di aver
mangiato e bevuto con lui. La fede cristiana sta o cade interamente sulla
storicità dell'evento accaduto in questa notte. Non si poggia su un'idea (per
quanto bella e rivoluzionaria), né su una filosofia, né su norme morali (per
quanto buone e utili), né su un sentimento religioso (per quanto naturale): si
fonda su un avvenimento storico, accaduto in un determinato momento del tempo.
Da duemila anni - e anche oggi, purtroppo persino certa teologia - si cerca di
svuotare la portata di questo evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a
tutti voi la semplicità dello sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito
dopo Pietro nel sepolcro, "vide e credette". Buona Pasqua. Scritto in
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questo articolo a un amico 19Mar 08 Il professore di Padova e la Sindone Sul
Giornale di oggi pubblico un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di
misure meccaniche e termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare
(uscirà a giorni) un poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle
ricerche scientifiche più avanzate che la riguardano. Il professore prova che
la datazione al radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per
far quadrare un certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i
calcoli si scopre che l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per
cento, cioè praticamente nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta
studiando la formazione della misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si
sia creata per irradiazione, come in un lampo di luce. Vi invito a leggere
l'intervista e soprattutto il libro. Scritto in Varie Commenti ( 137 ) "
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08 L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet Domenica
scorsa, al termine della liturgia delle Palme, Benedetto XVI ha pronunciato un
appello vibrante per l'Irak, con parole che suonano come un giudizio
chiarissimo su ciò che in quel Paese è accaduto in questi anni e sugli effetti
devastanti di una guerra che la Santa Sede ha fatto di tutto per evitare.
Questo è l'articolo che ho scritto e che lo riporta integralmente. In
particolare, vi segnalo la frase: "Elevo un appello al popolo iracheno,
che da cinque anni porta le conseguenze di una guerra che ha provocato lo
scompaginamento della sua vita civile e sociale: amato popolo iracheno, solleva
la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita
nazionale!". Leggo in queste parole, tra l'altro, la piena continuità tra
i pontificati di Papa Wojtyla e Papa Ratzinger. Purtroppo, nelle ultime ore,
non è stata la lucidità e la chiarezza di questo appello ad avere spazio sui
media, ma il fatto che domenica il Papa non abbia accennato alla situazione del
Tibet. Trovo strano che chi accusa la Chiesa di ingerenza e critica ogni
appello papale, poi faccia le pulci ai messaggi del Pontefice se non contengono
cià che qualcuno si aspettava. La Santa Sede domenica scorsa non aveva
informazioni dirette e precise su ciò che stava avvenendo in Tibet e sono
convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei prossimi giorni, magari nel
messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito vi segnalo l'intervista che
ho fatto a padre Bernardo Cervellera. Scritto in Varie Commenti ( 140 ) "
(15 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Mar
08 Violenze e minacce, dobbiamo vigilare Due notizie. La prima riguarda un
episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della due giorni veneta di Giuliano
Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere, il direttore del Foglio ha
presentato una lista per una moratoria sull'aborto. A Conegliano è accaduta una
cosa incredibile: non solo violenze verbali dei "democratici" dei
centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il giornalista Francesco Agnoli
è stato aggredito con due pugni e si è visto strappare tutti i libri e
volantini che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa Tezza ed a un
simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato addossa uova e
vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche comune cittadino che
era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro il questore, si è
sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo solo contenere,
perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a Padova. Speriamo
bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella, frequentatore da un paio
di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni e i suoi
commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la sua
famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni suo
commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito, per aver espresso
le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la vostra)
solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi (Venerdì
Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato minacciato
a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti Internet.
Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito. Scritto in
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scorso, alle 21.00, è morto improvvisamente a causa di un'embolia Edoardo
Luciani, fratello di Giovanni Paolo I. Era stato ricoverato dal sabato
precedente all'ospedale di Belluno ed era stato appena sottoposto a un
intervento - riuscito - di angioplastica. Edoardo, detto "maestro
Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo bene da una decina d'anni, mi
aveva aiutato a scrivere la biografia del fratello che pubblicai in occasione
dei vent'anni dell'elezione e della morte. Lo incontravo due volte l'anno,
nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla stufa di maiolica, nella stessa
stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che mi salutava, dopo avermi dato
l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso aveva raccolto, mi diceva:
"Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho incontrato l'ultima volta il 31
dicembre. Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano
per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano -
attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere
loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta
gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le
vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo
la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare
Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle
stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia,
non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo comprese
pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per
comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33
giorni di pontificato. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (10 votes,
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sacrificio del vescovo Rahho Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di
monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29
febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di
Babilonia dei Caldei. "Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di
Mossul, i rapitori lo avevano sepolto" ha affermato il presule citato
dall'agenzia Sir. Faccio autocritica per non aver dedicato qualche post al
sacrificio di quest'uomo. Fino a quando dovrà continuare questa situazione
scatenata dalla maledetta guerra in Irak? Ricordo ancora con commozione la
determinazione con cui il vecchio Papa Giovanni Paolo II, già malato, urlò
implorando dalla finestra del suo studio che non si iniziasse questo conflitto.
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trent'anni dopo S'intitola Parole, opere e omissioni. La Chiesa nell'Italia
degli anni di piombo (Rizzoli, pp. 268, 17 euro) il libro scritto dalla
giornalista di "Jesus" Annachiara Valle - in libreria dal 19 marzo -
che rivela alcuni retroscena "vaticani" del caso Moro. Ne scrivo oggi
sul Giornale. Nel libro si descrive il tentativo dell'allora vescovo di Ivrea,
Luigi Bettazzi, di proporsi come ostaggio alle Br in cambio di Moro, ipotesi
che il prelato aveva concordato con il vescovo di Livorno Ablondi e con
l'ausiliare di Roma Clemente Riva. La Segreteria di Stato di Paolo VI, però,
disse no, imponendo a Bettazzi di lasciar perdere. Dal libro emergono
particolari interessanti sulle informazioni che ambienti ecclesiali milanesi
avevano in merito alle Br. Padre David Maria Turoldo e Camillo De Piaz, suo
confratello, avevano alzato il telefono: "C'è da fare qualcosa. I vescovi
non possono stare a guardare. Moro deve essere salvato". Padre Camillo
sapeva che "bisognava offrire qualche spiraglio alle Br se si voleva
ottenere la liberazione". Padre De Piaz, oggi novantenne, rivela:
"Non posso fare i nomi, ma posso dire che eravamo in contatto con persone
che potevano dirci cosa stava avvenendo all'interno delle Br e sapevano che i
brigatisti erano in disaccordo sulla decisione finale". Scritto in Varie
Commenti ( 20 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di
Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo
a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del
Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho
tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su
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Visito solo salturariamente questo blog; abbastanza, però, per rendermi conto
che l'utente... mick: Gentile Marina, ha dimenticato di dire che Hitler è
nascosto nel convento delle Orsoline a Roma dietro ai... stefano: @Gianni B. Se
questo è quello che pensa, cosa la spinge a continuare a discutere (si fa per
dire) in questo... Cosimo De Matteis: finalmente mons.fisichella non avrà più
tempo da poter dedicare ad adornato. almeno spero. chè... Vincenzo: il Post della
6,42 pm, è semplicemente demenziale, anche più, se possibile, degli altri che
traggono... Gli articoli più inviati Messe show, facciamo un catalogo? - 10
Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica
cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI -
4 Emails Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Padre Pio,
accuse vecchissime e superate - 3 Emails Ebrei salvati da Pio XII: Bruno
Ascoli, guardia palatina - 3 Emails Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 3
Emails "La Chiesa di Cristo è quella cattolica" - 2 Emails Così il
Papa corregge i vescovi latinoamericani - 2 Emails Ultime
news Alitalia, Spinetta: "2100 esuberi" No dei sindacatiCassazione:
"In casa i cani abbaino poco"Film anti-islam, l'Onu: "Incoraggia
la violenza"Bush: "È interesse della Cina dialogare con il Dalai
Lama"Berlusconi: "Siamo in vantaggio dell'8,6% Al Senato c'è il
rischio accordo tra Pd e Sa"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la
salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog Amici Dio:
pace o dominio Il blog di Accattoli Il blog di Magister il blog di Marcello Foa
Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. Napolitano il blog di Maurizio
Caverzan Il blog di Phil Pullella Il blog di Raffaella Il blog di Rodari il
blog di Stefano Tramezzani Siti Utili Avvenire Fides Il sito sul cardinale Siri
Korazym La Santa Sede Sito web ilGiornale.it March 2008 M T W T F S S "
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August 2007 (19) July 2007 (30) Trackback recenti cultura: lupi agnelli e
Tornielli cultura: viva Ismaele! I più votati Violenze e minacce, dobbiamo
vigilare - 77 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57
Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La
preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del
cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi
sono io!" - 46 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 41 Votes Il parroco
trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII:
Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Bregantini, il trasferimento
contestato. Ma... - 38 Votes Recent Posts Amato "ministro" della
liturgia, Fisichella al Sant'Uffizio Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi
Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio Buona Pasqua ai naviganti Il professore
di Padova e la Sindone L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul
Tibet Violenze e minacce, dobbiamo vigilare In memoria di Edoardo Luciani Il
sacrificio del vescovo Rahho La Chiesa e il caso Moro trent'anni dopo Pagine
About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Pannello di
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disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cambio della guardia
in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti,
il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano
Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto
lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo
salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della
Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si libererebbe
per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Da
tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato da Bertone nel
2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo al culto
rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome veniva fatto
per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti, infatti,
ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di Arinze
fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese Malcom
Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come numero
due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in Indonesia
come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da Benedetto XVI
che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave nella visione
di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue idee: sul motu
proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i lefebrviani,
sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi curiale solo
in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero e che
Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà, Fisichella
potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex Sant'Uffizio.
Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 3 ) " (1 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul
battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti
al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio.
Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi
Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora
quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e
acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal
battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di
manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un
islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha
liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la
dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la
cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam
sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E'
stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono
in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi
rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un
cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la
scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato
altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la
mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione
battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei
ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138
intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un
dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del
terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro
come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e
irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni
visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia)
e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo
interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che
l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente
violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi
cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra
anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e
realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa.
Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come
tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e
commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha
fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo
proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto
far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della
Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto
di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio
alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome
della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la
giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle
diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda
della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani
verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da
Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo
segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza
dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo
autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a
superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In
continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo
II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono
instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma
si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo
fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia,
riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le
differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi
problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non
rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di
tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni
non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente
violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione,
semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal
direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in
riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo
credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni.
Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee
personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale
delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti (
141 ) " (9 votes, average: 4.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 23Mar 08 Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio La notte di Pasqua il
vicedirettore del "Corriere della Sera" Magdi Allam ha ricevuto il
battesimo da Benedetto XVI divenendo cristiano. Ha scelto proprio Cristiano
come nome di battesimo. A lui, costretto a vivere sotto scorta, va un abbraccio
fraterno e l'augurio di Buona Pasqua. Vengo al dubbio: viste le posizioni molto
forti (e molto contestate) prese da Magdi Allam contro il fondamentalismo e le
sue infiltrazioni in Occidente, mi chiedo se fosse davvero opportuno che il
battesimo avvenisse in San Pietro con il Pontefice come celebrante. Già il
fatto che Allam si sia convertito ha un alto valore simbolico, data la storia
del suo protagonista. La celebrazione del Papa nella veglia di Pasqua amplifica
enormemente questo simbolismo, la cui portata sarebbe stata ridotta se Allam
avesse ricevuto il battesimo nella sua parrocchia, senza le telecamere.
Stamattina ho parlato di questo con un amico che occupa un posto di
responsabilità in Vaticano di questo mio dubbio: mi ha assicurato che -
ovviamente - la portata del gesto era stata tenuta ben presente al momento
della decisione. Mi fido dunque della saggezza di chi governa la Chiesa, della
decisione del Papa e dei suoi collaboratori. Scritto in Varie Commenti ( 195 )
" (18 votes, average: 3.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 22Mar 08 Buona Pasqua ai naviganti Cari amici, vi scrivo da Roma solo per
augurare a tutti Buona Pasqua di resurrezione. L'evento misterioso avvenuto in
questa notte è il Big Bang che sta all'origine del cristianesimo: un gruppetto
di persone sconsolate, afflitte, impaurite dopo aver visto il loro Maestro
morire ammazzato sul peggiore dei supplizi, la croce, improvvisamente e
inspiegabilmente diventano instancabili annunciatori della sua resurrezione e
affermano di averlo visto vivo. Raccontano di aver mangiato e bevuto con lui.
La fede cristiana sta o cade interamente sulla storicità dell'evento accaduto in
questa notte. Non si poggia su un'idea (per quanto bella e rivoluzionaria), né
su una filosofia, né su norme morali (per quanto buone e utili), né su un
sentimento religioso (per quanto naturale): si fonda su un avvenimento storico,
accaduto in un determinato momento del tempo. Da duemila anni - e anche oggi,
purtroppo persino certa teologia - si cerca di svuotare la portata di questo
evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a tutti voi la semplicità dello
sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito dopo Pietro nel sepolcro,
"vide e credette". Buona Pasqua. Scritto in Varie Commenti ( 31 )
" (12 votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 19Mar 08 Il professore di Padova e la Sindone Sul Giornale di oggi
pubblico un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di misure meccaniche
e termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare (uscirà a giorni)
un poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle ricerche scientifiche
più avanzate che la riguardano. Il professore prova che la datazione al
radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per far quadrare un
certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i calcoli si scopre che
l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per cento, cioè praticamente
nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta studiando la formazione della
misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si sia creata per irradiazione,
come in un lampo di luce. Vi invito a leggere l'intervista e soprattutto il
libro. Scritto in Varie Commenti ( 137 ) " (11 votes, average: 4.82 out of
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Commenti Invia questo articolo a un amico 18Mar 08 L'inascoltato grido del Papa
sull'Irak, le polemiche sul Tibet Domenica scorsa, al termine della liturgia
delle Palme, Benedetto XVI ha pronunciato un appello vibrante per l'Irak, con
parole che suonano come un giudizio chiarissimo su ciò che in quel Paese è
accaduto in questi anni e sugli effetti devastanti di una guerra che la Santa
Sede ha fatto di tutto per evitare. Questo è l'articolo che ho scritto e che lo
riporta integralmente. In particolare, vi segnalo la frase: "Elevo un appello
al popolo iracheno, che da cinque anni porta le conseguenze di una guerra che
ha provocato lo scompaginamento della sua vita civile e sociale: amato popolo
iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore
della tua vita nazionale!". Leggo in queste parole, tra l'altro, la piena
continuità tra i pontificati di Papa Wojtyla e Papa Ratzinger. Purtroppo, nelle
ultime ore, non è stata la lucidità e la chiarezza di questo appello ad avere
spazio sui media, ma il fatto che domenica il Papa non abbia accennato alla
situazione del Tibet. Trovo strano che chi accusa la Chiesa di ingerenza e
critica ogni appello papale, poi faccia le pulci ai messaggi del Pontefice se
non contengono cià che qualcuno si aspettava. La Santa Sede domenica scorsa non
aveva informazioni dirette e precise su ciò che stava avvenendo in Tibet e sono
convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei prossimi giorni, magari nel
messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito vi segnalo l'intervista che
ho fatto a padre Bernardo Cervellera. Scritto in Varie Commenti ( 140 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Mar
08 Violenze e minacce, dobbiamo vigilare Due notizie. La prima riguarda un
episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della due giorni veneta di Giuliano
Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere, il direttore del Foglio ha
presentato una lista per una moratoria sull'aborto. A Conegliano è accaduta una
cosa incredibile: non solo violenze verbali dei "democratici" dei
centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il giornalista Francesco
Agnoli è stato aggredito con due pugni e si è visto strappare tutti i libri e
volantini che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa Tezza ed a un
simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato addossa uova e
vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche comune cittadino che
era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro il questore, si è
sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo solo contenere,
perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a Padova.
Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella, frequentatore da
un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni e i suoi
commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la sua
famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni suo
commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito, per aver espresso
le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la vostra)
solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi (Venerdì
Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato minacciato
a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti Internet.
Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito. Scritto in
Varie Commenti ( 229 ) " (77 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il
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questo articolo a un amico 14Mar 08 In memoria di Edoardo Luciani Lunedì
scorso, alle 21.00, è morto improvvisamente a causa di un'embolia Edoardo
Luciani, fratello di Giovanni Paolo I. Era stato ricoverato dal sabato
precedente all'ospedale di Belluno ed era stato appena sottoposto a un
intervento - riuscito - di angioplastica. Edoardo, detto "maestro
Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo bene da una decina d'anni, mi
aveva aiutato a scrivere la biografia del fratello che pubblicai in occasione
dei vent'anni dell'elezione e della morte. Lo incontravo due volte l'anno,
nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla stufa di maiolica, nella stessa
stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che mi salutava, dopo avermi dato
l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso aveva raccolto, mi diceva:
"Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho incontrato l'ultima volta il 31
dicembre. Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano
per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano -
attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere
loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta
gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le
vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo
la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare
Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle
stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia,
non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo
comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per
comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33
giorni di pontificato. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (10 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Il
sacrificio del vescovo Rahho Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di
monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29
febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di
Babilonia dei Caldei. "Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di
Mossul, i rapitori lo avevano sepolto" ha affermato il presule citato
dall'agenzia Sir. Faccio autocritica per non aver dedicato qualche post al
sacrificio di quest'uomo. Fino a quando dovrà continuare questa situazione
scatenata dalla maledetta guerra in Irak? Ricordo ancora con commozione la
determinazione con cui il vecchio Papa Giovanni Paolo II, già malato, urlò
implorando dalla finestra del suo studio che non si iniziasse questo conflitto.
Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (7 votes, average: 4.43 out of 5)
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Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 La Chiesa e il caso Moro
trent'anni dopo S'intitola Parole, opere e omissioni. La Chiesa nell'Italia
degli anni di piombo (Rizzoli, pp. 268, 17 euro) il libro scritto dalla
giornalista di "Jesus" Annachiara Valle - in libreria dal 19 marzo -
che rivela alcuni retroscena "vaticani" del caso Moro. Ne scrivo oggi
sul Giornale. Nel libro si descrive il tentativo dell'allora vescovo di Ivrea,
Luigi Bettazzi, di proporsi come ostaggio alle Br in cambio di Moro, ipotesi
che il prelato aveva concordato con il vescovo di Livorno Ablondi e con
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disse no, imponendo a Bettazzi di lasciar perdere. Dal libro emergono
particolari interessanti sulle informazioni che ambienti ecclesiali milanesi
avevano in merito alle Br. Padre David Maria Turoldo e Camillo De Piaz, suo
confratello, avevano alzato il telefono: "C'è da fare qualcosa. I vescovi
non possono stare a guardare. Moro deve essere salvato". Padre Camillo
sapeva che "bisognava offrire qualche spiraglio alle Br se si voleva
ottenere la liberazione". Padre De Piaz, oggi novantenne, rivela:
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discutere (si fa per dire) in questo... Cosimo De Matteis: finalmente
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( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
La compagnia a un
passo dal collasso. Così il Cavaliere vuole governare il paese? Fallimento: è il
regalo di B. all'Alitalia e a tutta l'Italia Crolla il titolo, la trattativa con Air
France si fa dura, l'esito pare scontato La nuova proposta di Air France non
piace ai sindacati che, però, dicono sì alla trattativa. Anche perché, dopo il
bluff svelato sulla cordata italiana, l'alternativa è tra l'accordo con i
francesi e il fallimento. "Le condizioni poste da Spinetta sono
offensive" dice Berlusconi che annuncia un appello agli imprenditori
italiani dopo il voto del 14 aprile. In realtà il piano del leader del Pdl
sembra essere quello di far fallire la compagnia per poi svenderla a pezzi,
come piacerebbe al partito di Malpensa a e AirOne. Anche la borsa non sembra
credere più alla soluzione italiana: ieri il titolo ha perso il 37 per cento.
Ma il tempo stringe: in cassa ci sono risorse per non più di due mesi. A PAGINA
3.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
"Cambieremo
l'Italia": Veltroni allunga, domani torna il popolo delle primarie
"Vincere le elezioni non è il fine ma il mezzo per cambiare radicalmente
l'Italia": il pullman di Veltroni si è fermato ieri in Calabria. A Reggio,
Vibo Valentia e Catanzaro il candidato premier del Pd ha proseguito il viaggio
col suo stile: fermando i fischi al Cavaliere ma non risparmiando affondi su
tv, politica estera, Alitalia e contraddizioni del Pdl, una coalizione che "punta solo a
spartirsi il potere" tra gli stessi protagonisti di quattordici anni fa.
L'agenda di Veltroni prevede oggi la Conferenza operaia a Brescia. E domani
sarà una giornata di svolta per la campagna del Pd: tornano infatti i gazebo
del 14 ottobre. Il popolo delle primarie è "riconvocato" per
il Democratic day. Circa dodicimila punti di incontro ? gli stessi del giorno
in cui "nacque" il Pd ? per mobilitare almeno un milione di
volontari, che riceveranno volantini, adesivi e un vademecum per convincere
parenti e amici a votare per il Pd e dar vita all'ultima tappa della
"grande rimonta". Nelle principali città anche Europa sarà presente
nei gazebo. A PAGINA 2.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Che poi è un titolo
improprio, perché riprende uno slogan da curva indirizzato verso oppositori
trattati da conigli. Cosa che con Walter Veltroni proprio non si può fare:
tutto si potrà dire del candidato del Pd, tranne che non abbia forza e coraggio
da vendere. Infatti non di derisione si tratta, ma dell'invocazione di un
cambio di passo, dell'apertura di una fase finale della campagna elettorale nella
quale alle sottigliezze contro "il nostro principale competitore " si
sostituisca la denuncia alta e forte dei rischi drammatici ai quali va incontro
un'Italia di nuovo (non) governata da Berlusconi. Intendiamoci.
L'antiberlusconismo è il male che ha corroso giorno dopo giorno le intelligenze
del centrosinistra e ne ha bloccato per lustri il rinnovamento. La cosa
migliore che Veltroni abbia fatto fin qui è proprio la fuoriuscita definitiva
da quell'ideologia nefasta, dalla mostrificazione del nemico. Dopo di che,
Berlusconi è ancora lì (anche grazie agli antiberlusconiani di lotta e di
governo) e non consola affatto la circostanza già denunciata da più parti che
egli non voglia in realtà tornare a governare l'Italia. Dati i problemi del
paese, sarebbe meglio avere davanti il Cavaliere animoso ancorché truffaldino
del 2001, che questo spento del 2008, alla ricerca solo del ferrariano happy
end. Come dimostrano Alitalia e lo
stallo quasi certo del senato, ora sappiamo con certezza che in caso di
vittoria del Pdl il paese non avrà un brutto governo di destra, bensì non avrà
alcun governo. Gli ultimi sondaggi (da oggi oggetto di spaccio clandestino,
come i liquori a Chicago negli anni '30) dicono che Veltroni ha una
potenzialità espansiva superiore a quella di Berlusconi. Questo grazie
al suo stile, che è dunque un dato acquisito. Ciò che va acquisito adesso, per
trasformare l'apprezzamento in decisione di voto, non è più lo stile, ma una
buona e solida ragione per impedire a Berlusconi di vincere. Difficile far passare
questo messaggio se non parlando (parecchio) male dell'avversario.