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DOSSIER “ALITALIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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IN EVIDENZA

Alitalia: la nuova proposta di Air France Spinetta ai sindacati: «Non posso fare di più» Confermati i 2.100 esuberi: 1.500 tra hostess e piloti, 100 tra i dipendenti all'estero, e 500 per Az Servizi. (Il Corriere della Sera 28-3-2008)

 

ROMA - Ora c'è il nuovo documento. Air France-Klm ha inviato questa notte la proposta di accordo quadro ai sindacati. La bozza, di di 9 pagine, conferma il numero di 2.100 esuberi: 1.500 esuberi per Alitalia, 100 esuberi tra i dipendenti all'estero, e 500 esuberi tra le attività di Az Servizi di cui è prevista la reinternalizzazione: perimetro che viene ampliato per comprendere un numero maggiore di dipendenti.

È previsto un forte piano di accompagnamento sociale: il gruppo Air France-Klm, viene sottolineato, «ha scelto come linea di condotta di non abbandonare nessun dipendente».

SPINETTA- «Non posso andare oltre senza minare le basi del mio progetto per l'Alitalia». È quanto scrive il presidente del Gruppo Air France-Klm Jean Cyril Spinetta in una lettera riservata inviata questa notte ai sindacati insieme a due documenti per giungere ad un accordo quadro con i rappresentanti dei lavoratori.
Spinetta ribadisce che «il piano industriale è costruito con il solo obiettivo di permettere ad Alitalia di riannodare l'attività al circolo virtuoso della crescita redditizia e dunque di ristabilire le basi di un futuro sviluppo ambizioso». Spinetta scrive che «come mi sono impegnato in occasione del nostro ultimo incontro, vi trasmetto un documento molto preciso che consente di entrare rapidamente nelle nostre discussioni e, spero, che sia efficace visti i tempi stretti di cui disponiamo». Spinetta rileva che «durante la nostra ultima riunione, ho fatto delle proposte oltre alle quali non posso andare senza rimettere in discussione le fondamenta stesse del mio progetto per Alitalia». Nel secondo punto della lettera, Spinetta spiega che «le misure sociali che accompagnano il piano industriale sono costruite per limitare le situazioni più difficili di licenziamento e offrire a ciascuno un 'filo di sicurezzà. Ciò spiega - scrive Spinetta - l'utilizzo di pensionamenti e prepensionamenti. Questo approccio è evidentemente esigente poichè implica mobilità professionali, formazioni, cambiamenti di qualifica che dovranno essere gestiti progressivamente durante la durata del piano». Infine, scrive Spinetta nel terzo punto, «è evidente, le misure sociali dovranno essere definite precisamente alla fine nelle loro procedure di applicazione e nelle condizioni finanziarie. Questo sarà l'oggetto di negoziazioni particolari che si dovranno realizzare per ciascuna delle categorie di personale».

IL PIANO - Il Gruppo Air France-Klm intende acquisire Alitalia Fly e 4.191 dipendenti attualmente in capo ad Alitalia Servizi. La proposta di accordo inviata da Parigi prevede la creazione di due nuove società (NewCo) una per lo handling a cui farebbero capo 1.881 dipendenti ed una seconda per la manutenzione dove confluirebbero 2.310 addetti. Nei 4.191 dipendenti di Alitalia Servizi che verrebbero «reinternalizzati» ci sarebbero anche i 500 dipendenti considerati in esubero.
Confermate invece le intenzioni del Gruppo franco-olandese di chiudere il settore cargo Alitalia nel 2010, nel frattempo, come già anticipato gli aeroplani verrebbero ridotti da 5 a 3 MD11.
Rispetto a quanto annunciato le novità in termini numerici si sostanziano in circa 900 dipendenti in più di Alitalia servizi a cui sarà consentito di rientrare nella società Fly. In un primo momento Spinetta aveva parlato di 3.300 persone al lordo degli esuberi e ora il numero salirebbe a 4.191 sempre comprenendo i 500 esuberi.

MALPENSA E INVESTIMENTI - Nel piano si specifica che Roma sarà l'hub in Italia, in un network di gruppo che sarà «concentrato intorno a tre principali hub intercontinentali (con Parigi e Amsterdam). Quanto al nodo Malpensa, è comunque previsto «un importante gateway a Milano riorganizzato, in una prima fase, per ripristinare le condizioni per il suo futuro sviluppo in maniera armoniosa e finanziariamente solida». Piano che conferma anche una focalizzazione sulle «esigenze della clientela business con voli per le principali destinazioni domestiche ed internazionali in partenza nelle prime ore della mattina e di ritorno in tarda serata». Quel fronte degli investimenti, «il rinnovo della flotta Alitalia» sarà «una delle principali priorità del gruppo». L'impegno ad una immediata iniezione di risorse fresche, con un aumento di capitale per un miliardo di euro, è per i francesi «un segnale inconfutabile del supporto di Air France-Klm alla compagnia e della sua fiducia nel futuro di Alitalia quale una tra le principali linee aeree».

FLOTTA - Il documento è molto dettagliato, di fatto è un ipotesi di accordo in cui le uniche parti in bianco sono solo quelle per i numeri che dovranno indicare quanti lavoratori andranno effettivamente in pensionamento e quanti verso le varie forme di ammortizzatori previste dal piano. Nel documento strategico si ricorda che il piano industriale prevede una riduzione della flotta passeggeri da 174 a 137 aerei, escluso Volare. In particolare si prevede un taglio di 16 MD 80-82, 18 aeromobili regionali per il corto/medio raggio e 3 B767 per il lungo raggio. Per quanto riguarda l'attività passeggeri, Air France-Klm prevede "per il 2008 di mantenere 24 destinazioni nazionali servite mediamente con 44 linee con 1.265 frequenze settimanali; 45 destinazioni internazionali, servite mediamente con 77 rotte con 928 frequenze settimanali; 14 destinazioni intercontinentali servite mediamente con 17 rotte con 101 frequenze settimanali.

NO CARGO - L'attività di trasporto merci di Alitalia si legge nel documento "è in perdita significativa e strutturale, con un EBIT 2006 negativo di 74 milioni. Ciò rappresenta una perdita strutturale di più del 30% dei ricavi totali. Alitalia non può sostenere una tale situazione, non coerente con la nuova strategia di crescita profittevole a cui Alitalia mira all'interno del gruppo allargato". Air France-Klm ha analizzato "i possibili miglioramenti della produttività, ma questi non sono sufficienti a controbilanciare le pesanti perdite, soprattutto in un contesto di inatteso elevato prezzo del carburante. Di conseguenza, l'attività cargo di Alitalia non potrà essere redditizia in futuro e verrà chiusa nel 2010". A partire dal 2008 "la flotta operativa verrà ridotta da 5 a 3 velivoli MD11, operando su rotte che generino minori perdite". L'attività Cargo Bellies, il trasporto di merci fatto su voli passeggeri, sarà mantenuta.

ESUBERI E AMMORTIZZATORI - L'attuazione del piano industriale determinerà degli esuberi di personale, stimabili in 1.620 addetti di cui 1.499 persone in Italia e 121 nelle rappresentanze Alitalia nel resto del mondo. A questi vanno aggiunti 500 lavoratori di Az servizi che verranno reinternalizzati per i quali "si procederà alla messa in mobilità in fasi successive, nei 3 anni successivi alla sottoscrizione del presente accordo". Di questi 280 potranno accedere al pensionamento immediato o differito. Il piano industriale prevede per gli assistenti di volo, le sole misure di pensionamento a breve e medio termine visto che " permettono di assorbire la totalità dei 594 esuberi". Air France-Klm proporrà a coloro che lo desiderano opportunità di impiego al proprio interno. Per i piloti, i 2/3 dei 507 esuberi, potranno beneficiare di misure di pensionamento a breve e medio termine. Ai piloti Air France-Klm promette che con «l'implementazione del piano industriale e le conseguenze del pensionamento immediato o pre-pensionamento determineranno la creazione di almeno 200 posti causando un effetto di promozioni a cascata». Come già annunciato, ai più giovani piloti il gruppo franco-olandese proporrà, "nel rispetto delle procedure interne di selezione di Air France, l'assunzione di un massimo di 60 piloti all'anno per 3 anni". Per quanto riguarda il personale di terra, dei 394 dipendenti individuati come esuberi circa 250 persone potranno accedere al pensionamento nell'arco dei prossimi 7 anni. Per gli altri (circa 150) saranno attuate misure di riqualificazione.

AZ SERVIZI - Il gruppo AZ Servizi, si legge nel documento, è stato creato nel 2005 per separare le attività no fly e venderle oltre a facilitare una ricapitalizzazione indiretta di Alitalia. Quest'ultima operazione prevede "l'impegno di Alitalia di de-consolidare AZ Servizi non appena possibile. Perciò la quota di partecipazione di Alitalia in AZ Servizi sarà ridotta sotto il 50 %". Spinetta spiega che "AZ Servizi fornisce servizi e strutture strettamente legati all'operatività di Alitalia a Fiumicino e che hanno un impatto sull'efficienza dell'hub. Air France-Klm ritiene che le attività di manutenzione di linea e manutenzione leggera siano parte del business della linea aerea. Perciò le attività a Fiumicino di handling, di manutenzione leggera, dei componenti e dei carrelli di atterraggio saranno re-internalizzate, così come le operazioni di manutenzione di linea". Air France-Klm dice che "si procederà alla reinternalizzazione dei servizi di Handling di AZ Servizi presso l'Aeroporto di Fiumicino "attraverso la cessione del relativo ramo d'azienda che comprende 1.881 lavoratori di AZ Airport con contratto a tempo indeterminato, ad una Società di nuova costituzione (Newco1)". Inoltre, dentro una seconda Newco "si procederà alla reinternalizzazione del ramo d'azienda relativo alla manutenzione di AZ Servizi, ad esclusione dell'attività svolta nelle filiali, che impiega 2.310 dipendenti".

IL TITOLO - Immediata la reazione della Borsa alla nuova proposta di Air France. Le azioni Alitalia, dopo esser rimaste a lungo sospese per eccesso di ribasso senza riuscire a far prezzo, sono in pesante calo. I titoli dell'aviolinea hanno registrato una flessione del 25,78% attestandosi a 0,47 euro, ma poco dopo sono state poi di nuovo fermate per eccesso di ribasso (-29%).

 


28 marzo 2008


AirFrance, nuova proposta: 2.100 esuberi (Il Corriere della Sera 28-3-2008)

Air France-Klm ha inviato questa notte la proposta di accordo quadro ai sindacati. La bozza, di di 9 pagine, conferma il numero di 2.100 esuberi: 1.500 esuberi per Alitalia, 100 esuberi tra i dipendenti all'estero, e 500 esuberi tra le attività di Az Servizi di cui è prevista la reinternalizzazione: perimetro che viene ampliato per comprendere un numero maggiore di dipendenti. È previsto un forte piano di accompagnamento sociale: il gruppo Air France-Klm, viene sottolineato, «ha scelto come linea di condotta di non abbandonare nessun dipendente». Spinetta: «Non possiamo fare di più»

 


Report "Alitalia 2"

La carta anti-casta ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il tour fa sempre meno notizia e il caso Alitalia ha determinato un contesto diverso rispetto ai giorni di Spello. Anche se Berlusconi appare abbastanza in ombra per stanchezza o per la convinzione di aver già comunque vinto. Se è convinto di aver già comunque vinto a fare e dire rischia solo di sbagliare.

Air France, i sindacati ora trattano E Silvio rilancia l'offerta italiana ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: incontro su Alitalia. Dal canto suo, Silvio Berlusconi ieri non ha trovato di meglio che sventolare la bandiera della cordata italiana che da qui a qualche giorno dovrebbe farsi viva anche se, specifica, ha vietato ai figli di farne parte. Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, perde la pazienza e spiega: "Non possiamo aspettare mitiche cordate.

Alitalia, l'ultima spiaggia ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: diverso da quello di Alitalia. La scelta di Alitalia a favore di Fiumicino ha una sua razionalità se si guarda con distacco alla composizione dei flussi di traffico in entrata e in uscita nel nostro paese (in larga misura flussi turistici) e ai costi di un trasferimento della "base operativa" della compagnia (sede amministrativa,

Previti e l'Ordine che non fa ordine ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalie" ? e il contenuto del commento molto chiaro. "Siamo agli sgoccioli di vita di Alitalia ? scrive il Foglio ?. Spinetta ieri ha dichiarato di non aver premura. La sua azienda è florida e non avverte l'urgenza di un'integrazione. Anzi, non sono poche le perplessità che i sindacalisti francesi hanno espresso al loro presidente"

I sindacati ora trattano ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: LA VENDITA DI ALITALIA Cgil e Cisl più possibilisti, aspettando il piano di Spinetta I sindacati ora trattano RAFFAELLA CASCIOLI Un italiano su due pensa che la proposta di una cordata italiana per Alitalia lanciata da Berlusconi non sia reale ma solo una mossa elettorale.

Alitalia e par condicioinfiammanole elezioni ( da "Secolo XIX, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cordata nel mirino La Procura di Roma e la Consob seguono da vicino il destino del titolo Alitalia, dopo le dichiarazioni di Berlusconi. Ed è polemica sulla sfida mancata in tv con Veltroni 28/03/2008 Roma. La Commissione per la Borsa sta facendo "un attento monitoraggio" sul titolo Alitalia. La Procura di Roma segue con "attenzione" la vicenda.

Giornata positiva vola alitalia ( da "Secolo XIX, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: così come le principali Borse del Vecchio Continente, è riuscito a chiudere in deciso rialzo con il Mibtel che ha guadagnato l'1,46% a 24.193 punti e lo S&P/Mib l'1,24% a 31.669 punti. Ancora una seduta positiva e a singhiozzo per Alitalia che chiude la giornata sui massimi di seduta: +10,8%. 28/03/2008.

Confronto in tv, è rissa ( da "Secolo XIX, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Antonio Di Pietro sta valutando se presentare una denuncia nei confronti del Cavaliere, non solo per la vicenda Alitalia, ma anche per quel gesto dei soldi, associato al suo nome. "È da tempo che mi calunnia e mi accusa di aver messo in galera innocenti. È ora che ne risponda davanti alla magistratura", ha fatto sapere l'ex Pm. Dal polverone emergono alcune certezze.

Air france oggiinvia il piano ( da "Secolo XIX, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha fermamente ribadito di non avere l'intenzione di ritirare la causa intentata ad Alitalia da 1,25 miliardi di euro a seguito dei tagli operati dalla compagnia aerea su Malpensa. Bonomi - già presidente di Alitalia - ha comunque precisato che ci potrebbero essere cambiamenti soltanto in caso di sviluppi in favore dell'hub lombardo.

Ribaltone al vertice: si dimette Basile ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: si dimette Basile Improvviso ribaltone ai vertici di Aeroporti di Roma, proprio alla vigilia del trasferimento di molti voli Alitalia da Malpensa a Fiumicino. Maurizio Basile lascerà l'incarico di amministratore delegato e direttore generale di Aeroporti di Roma il prossimo 16 aprile, in coincidenza con l'assemblea degli azionisti per l'approvazione del bilancio 2007.

Sea vuole sempre il risarcimento AirOne: nove nuove rotte da Malpensa. Bonomi: contatti con 70 compagnie ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia per 1,25 miliardi di euro. Le ipotesi più recente davano per certo un accordo su una cifra molto minore. "Da Air France - ha spiegato Bonomi - non c'è assolutamente alcuna notizia, per cui ribadisco quanto ho già detto". Nelle ultime settimane più volte Bonomi era tornato sull'argomento, sempre precisando che la richiesta di risarcimento danni non sarebbe stata ritirata

Cade la scure sui voli di Malpensa Alitalia riduce le rotte settimanali da 1.238 a 352. Gli industriali: oltre 7mila posti a rischio ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Cade la scure sui voli di Malpensa Alitalia riduce le rotte settimanali da 1.238 a 352. Gli industriali: oltre 7mila posti a rischio di Luigina Venturelli / Milano CONTO ALLA ROVESCIA La notizia ha il sapore della beffa. Domenica la tempesta Alitalia si abbatterà su Malpensa, portandosi via 900 voli settimanali e subito 1.

Bufala bill ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi sulla presunta cordata per Alitalia, rivelatasi poi falsa. Il virgolettato è autentico non fosse altro perché quei nomi (Mediobanca, Benetton, Ligresti, l'Eni) non può averli immaginati che l'intervistato. Una cordata priva di fondamento, inventata a scopi elettorali e subito smentita dai soggetti incautamente coinvolti con inevitabile retromarcia dal nostro bufala bill.

I numeri ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: da domenica Alitalia ridurrà i voli settimanali sull'aereoporto di Malpensa da 1.238 a 352, con un taglio del 72 per cento. 127 I VOLI CHE IN MEDIA verranno a mancare ogni giorno da Malpensa: colpite le tratte internazionali (meno 676), ma anche quelle nazionali (meno 127) 900 I LAVORATORI IN CASSA INTEGRAZIONE per ventiquattro mesi:

Alitalia, la bufala avvelenata di Berlusconi Annuncia i nomi per la cordata: Benetton, Eni, Mediobanca, Ligresti... Ma viene smentito Allora si corregge: è un eventuale interesse f ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Alitalia, la bufala avvelenata di Berlusconi Annuncia i nomi per la cordata: Benetton, Eni, Mediobanca, Ligresti... Ma viene smentito Allora si corregge: è un eventuale interesse futuro. Consob e Procura esaminano il caso Benetton, e poi Ligresti, e l'Eni, Mediobanca: una sfilza di nomi importanti lanciati da Silvio Berlusconi,

Fmr Art'è prevede per l'esercizio in corso ricavi in aumento del 16,4% a 49 milioni. ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: gruppo di Mario Moretti Polegato prenderà il posto di Alitalia nell'indice s&p/mib. Le caratteristiche che deve avere un titolo per essere incluso nel paniere, composto da 40 società, dipendono da diversi fattori tra cui livello di capitalizzazione, volatilità e rappresentatività settoriale. Landi Renzo, la società reggiana leader mondiale nel settore della mobilità eco-compatibile,

Va in onda alle 2 di notte la par condicio del Tg4 ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ieri era trino: un Berlusconi per l'Alitalia, un Berlusconi per attaccare il governo Prodi, sentina di ogni orrore; un Berlusconi contro la par condicio che gli vieta Porta a Porta. E qui, la verità è andata a farsi friggere: la colpa è di Veltroni il quale, avendo rifiutato Vespa, impedisce lo show solitario di Berlusconi.

Pirelli in frenata ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ha chiuso in rialzo del 10,86% a 0,64 euro e nonostante la prolungata sospensione ha registrato scambi su oltre 20 milioni di azioni; le smentite e i no comment delle società coinvolte nella presunta "cordata italiana" non hanno influenzato gli andamenti dei rispettivi titoli in Borsa: Eni ha chiuso con un rialzo dello 0,

Fincantieri, un secolo e poi la Borsa Per Napolitano è opportuno trovare un po' di quattrini nel privato . Ma la Fiom è critica ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, ma il presidente l'ha respinta: "Non dirò neppure mezza parola") la considerazione rispetto al futuro di Fincantieri: "È una grande realtà pubblica che avrà bisogno di trovare un po' di quattrini anche nel privato". Proprio come aveva sintetizzato pochi minuti prima l'amministratore delegato Giuseppe Bono: "Per continuare a primeggiare è necessario investire in ricerca,

Finocchiaro: posso vincere ho già recuperato 8 punti ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Gli italiani sappiano con chi devono prendersela: con Berlusconi, che ha sparato soltanto balle. L'ultima su Alitalia". Crede davvero possibile una rimonta in queste ultimi giorni? "In Sicilia ho già recuperato otto punti, sto lavorando come una tigre per convincere gli indecisi e ho buone ragioni per avere speranza".

Salma piatta ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La spiegazione alternativa di tanto nervosi- smo è che l'ormai celebre "cordata italiana" per Alitalia stenti a decollare. A sentir lui, è tutto pronto. Tant'è che col riserbo che lo contraddistin- gue spiattella nomi e cognomi a chiunque, salvo meravigliar- si se Minzolini, appostato dietro la fioriera, ascolta e scrive tutto sulla Stampa.

L'ultima mascalzonata di Berlusconi Annuncia i nomi della cordata, che non c'è. Veltroni: quante smentite sono arrivate? ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Roma DIETROFRONT Prima lascia trapelare nomi di imprenditori pronti a scendere in campo per "salvare" Alitalia, poi fa marcia indietro quando dai board delle aziende coinvolte iniziano a "fioccare" smentite (richieste anche dalla Consob). È l'ultima "manovra elettorale" di Silvio Berlusconi su Alitalia, che intanto in Borsa fa un balzo del 10,8% a quota 64 centesimi.

Oggi il consiglio di Alitalia valuta la possibilità di rinviare la scadenza della trattativa del 31 marzo, in attesa del piano di Air France ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Oggi il consiglio di Alitalia valuta la possibilità di rinviare la scadenza della trattativa del 31 marzo, in attesa del piano di Air France.

Mediobanca non ha allo studio alcuna ipotesi di cordata né di ingresso nel capitale Alitalia ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Mediobanca Mediobanca non ha allo studio alcuna ipotesi di cordata né di ingresso nel capitale Alitalia.

Manovre in Borsa: la Consob monitora , la Procura indaga Finalmente si muove Cardia, dopo giorni di voci incontrollate. A Roma da tempo è aperto un fascicolo ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la Consob decide di "accendere i riflettori" sull'azione Alitalia. E anche la procura di Roma "osserva" la situazione, anche riguardo le diverse offerte che vengono fatte in questi giorni. Gli inquirenti sono in attesa delle possibili istruttorie che potrebbero essere portate avanti dagli organi di controllo borsistici, come la Consob.

Alitalia non è oggi nell'agenda dell'Eni, ha detto l'amministratore delegato Scaroni ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Eni Alitalia non è oggi nell'agenda dell'Eni, ha detto l'amministratore delegato Scaroni.

Berlusconi: al senato rischio ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il leader Pdl: "Il Pd può vincere a Palazzo Madama". Sulla compagnia di bandiera indaga la Consob, il caso anche alla Procura Berlusconi: al Senato rischio Alitalia, smentite alla cordata del Cavaliere. Veltroni: è irresponsabile.

Sulla pelle del paese - massimo giannini ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sulla vicenda Alitalia Silvio Berlusconi ha risolto felicemente il problema. Non l'ha perduta: molto più semplicemente, ha dimostrato di non averla mai posseduta. Non ci sarebbe nulla di male, se questa fosse solo una carenza personale. Purtroppo è invece un'emergenza nazionale.

Il cavaliere gioca la carta dei favori con benetton, scaroni e ligresti - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è stato costretto a gettare acqua sul fuoco con una nota un po' ambigua: "Ad oggi - ha detto - Alitalia non è in agenda". Il suo ad Paolo Scaroni, però, in attesa di rinnovo, non ha fatto mancare una sospetta adesione morale all'appello del Cavaliere: "Da cittadino italiano io penso sinceramente che l'ideale sarebbe che Alitalia rimanesse fortemente radicata nel nostro Paese".

Oggi il piano air france la trattativa riparte in salita - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: riparte in salita Qualche contrasto anche tra il presidente di Alitalia, Prato, e i francesi LUCIO CILLIS ROMA - Un braccio di ferro in atto tra Roma e Parigi, frena l'avvio della fase finale della trattativa tra Alitalia e Air France-Klm. Nella serata di ieri i sindacati attendevano l'arrivo via posta elettronica di una lettera contenente l'accordo quadro da discutere lunedì prossimo,

Consob e procura si mettono in moto - marino bisso ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: tutti hanno preso le distanze da Berlusconi che li indicava come possibili acquirenti di Alitalia. In serata, Bruno Ermolli, (presidente di Sinergetica e nel cda di Mediaset) incaricato dal leader del Pdl di sondare l'imprenditoria italiana, ha precisato che "un piano industriale per Alitalia potrà essere presentato solo quando sarà esaurita la trattativa con i francesi".

Alitalia, pioggia di smentite sulla cordata di berlusconi - barbara ardu ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, pioggia di smentite sulla cordata di Berlusconi Ma il leader del Pdl insiste. Veltroni: è una sarabanda Lo scontro Il Cavaliere: chi mi ha telefo-nato non può smentire un interesse futuro Il leader Pd: attenzione a ciò che dice. C'è in gioco il destino di tanti lavoratori BARBARA ARDU BARBARA ARDù ROMA - è un fantasma la cordata italiana interessata a rilevare Alitalia.

Ciarrapico insiste: saluto il camerata sindaco di littoria ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che ha sempre svenduto tutto e ora vuole svendere anche Alitalia", e con Fausto Bertinotti, "rosso sì ma rosso come il lusso". Quindi un cenno alle sue condanne penali: "Non vi spaventate se ho avuto tre defaillance nella mia vita di imprenditore. Ho avuto un finanziamento di 29 miliardi di lire e ne ho restituiti oltre 70".

Sulla pelle del paese - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nessuno dei soggetti chiamati in causa ha sul tavolo la pratica Alitalia. In serata il solito voltafaccia: "Sono solo contatti, non decisioni già assunte". Poi la rituale minaccia: "Colpa dei giornali, che intingono la penna nell'inchiostro rosso della sinistra". La campagna del Cavaliere sull'affare Alitalia è un caso di scuola.

Segue la cordata a orologeria ( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in regola per chiudere la trattativa Alitalia, anche ai tempi supplementari". Persino contro il volere del possibile futuro premier? "Anche in questo caso", risponde uno stretto collaboratore di Prodi, segnalando come "a differenza di quanto accade per chi vuol fare affari sui treni, il business sugli aerei consentirebbe a chi ha coraggio anche di prescidere da un capo di governo"

Risposta all'editoriale del direttore ( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi ha detto che nella cordata Alitalia ci deve essere anche Eni (Scaroni ha smentito in tv). Eni resiste a vendere Snam Rete Gas, come gli chiedono di fare le autorità italiane e comunitarie. Se due più due fa quattro, Berlusconi premier chiederebbe a Eni di vendere e di investire il ricavato a far risorgere Alitalia.

Fase due la noia elettorale in tv e il tam tam sul web stanno mordendo i poli ( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Prima il D'Alema contro il Berlusconi "sudamericano" del caso Alitalia, quindi Goffredo Bettini, che pure non ha mai smesso di tessere filo bipartisan con Gianni Letta, ha sparato sul Corsera di ieri: "Il Cavaliere è come Le Pen". Comunismo contro fascismo? Sì, se serve a rianimare le rispettive truppe.

Alitalia tutti smentiscono l'ex premier, almeno finché non sarà premier ( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia tutti smentiscono l'ex premier, almeno finché non sarà premier La cordata a orologeria, uscirà solo se vince Silvio "Ancora non l'hanno capito che non si tratta di campagna elettorale. Fermare lo scempio della svendita di Alitalia ai francesi è dovere di un primo ministro".

Elezioni e mercati ( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di silenzio su Alitalia Più che una moratoria sulla vendita dell'Alitalia, a questo punto sarebbe necessaria una moratoria sulle dichiarazioni dei politici sull'Alitalia. La situazione è diventata alquanto imbarazzante per un'economia di mercato. Il titolo dell'Alitalia schizza in alto e viene sospeso ogni volta che le agenzie rilanciano le ultime dichiarazioni di Berlusconi sull'

Alitalia 2 ha riaperto vecchi fronti e riportato prodi al centro della scena ( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia 2 ha riaperto vecchi fronti e riportato prodi al centro della scena C'è anche l'effetto "Rebecca, la prima moglie": un tuffo nel passato Da qualche giorno siamo tornati bruscamente ad un passato prossimo che appariva, invece e finalmente, molto remoto.

Alitalia 5 privatizzare o no ( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia 5 privatizzare o no Per carità, non ricominciamo con il "nocciolino" Qui servono un progetto industriale e molti soldi Nella polemica elettorale sulla trattativa Alitalia-Air France predominano le strumentalizzazioni legate al momento politico e alle specificità dell'azienda, ma emergono anche considerazioni più generali sul fenomeno delle privatizzazioni in Italia,

Alitalia 3 la cordata italiana qual è? perché non si è mai manifestata prima? ( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
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Abstract: Alitalia 3 la cordata italiana qual è? perché non si è mai manifestata prima? Perché andremo fino in fondo nella trattativa con AirFrance Alitalia vive un momento cruciale per il suo destino. Ci troviamo di fronte ad un bivio. Da una parte la minaccia di un fallimento.

Conversazione da "Profondo Nord" fino a Malpensa ( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
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Abstract: fa un bilancio impietoso di quello che è stato chiamato "il male del Nord", a partire dall'affaire Alitalia: "Certo, bisogna tener conto del dato occupazionale. Ma, nell'ottica della nazione padana su Malpensa emergono soprattutto aspetti clientelari sia dal punto di vista dei posti di lavoro che degli incarichi pubblici. Si pensi al ruolo della Lega a Varese".

Alitalia 4 un piano b per non arrendersi ai francesi ( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
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Abstract: Alitalia 4 un piano b per non arrendersi ai francesi L'unico modo per risollevarla è affidarla ai fondi Il valore di Alitalia non è nullo, come ha giustamente evidenziato Marco Vitale su questo stesso giornale, martedì 25 marzo. Ma come egli ha altrettanto sottolineato, questo valore è oggi solo potenziale perché alle attuali condizioni si annulla e anzi,

ALITALIA 1 perché andava venduta fatta prima, più in fretta con più impegno. e perché non è un crimine venderla agli stranieri ( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
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Abstract: Un veloce raffronto con altre compagnie europee suggerisce al contribuente italiano tutto, fuorché che Alitalia sia stata un buon investimento. Pare evidente come il management Alitalia non abbia compreso per tempo lo sviluppo del mercato aereo: la compagnia era forte in quei mercati in cui si è più aperto alla concorrenza, e dove quindi più in fretta ha perso terreno.

Alitalia viola la continuità territoriale ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-03-2008)
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Abstract: Domenica gli aerei della compagnia arriveranno a Cagliari Alitalia non attende: domenica gli aerei della compagnia pubblica decolleranno da Roma e Milano per Cagliari. La continuità è a un bivio. Alitalia ha deciso: domenica gli aerei con il tricolore decolleranno da Roma e Milano per Cagliari. Dopo 48 ore di attesa, ieri la notizia è stata comunicata alla Sogaer,

L'analisi ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
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Abstract: pag: 2 categoria: BREVI L'analisi I collegamenti e le strategie Il presidente Filippo Penati Il piano industriale Dal primo di aprile a Malpensa mancherà all'appello il 71 per cento dei voli Alitalia Le prospettive Tutta da concretizzare un'eventuale cordata italiana. Mentre a Roma continua la trattativa con Air France.

AirOne, più voli a Malpensa <Pronti a sostituire Alitalia> ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
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Abstract: parte il piano anticrisi della compagnia di bandiera AirOne, più voli a Malpensa "Pronti a sostituire Alitalia" Bonomi, Sea: segnale positivo, ora liberalizzazione delle rotte Il prossimo 30 marzo la Regione aprirà la bretella che collegherà lo scalo con la Milano-Torino è un pesce d'aprile che lascia il segno quello che Alitalia ha promesso a Malpensa.

Malpensa, AirOne aumenta i voli ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
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Abstract: REDAZIONALE Aeroporti Malpensa, AirOne aumenta i voli Via sette voli su dieci dal 1Ë? aprile. è l'effetto del piano industriale Alitalia su Malpensa. Mentre AirOne ha annunciato ieri i nuovi collegamenti su una decina di destinazioni. Il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi, chiede la liberalizzazione delle rotte. A PAGINA 2.

Alitalia, in campo pm e Consob ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
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Abstract: Veltroni: basta giochi Alitalia, in campo pm e Consob Trattativa con Air France in salita: Parigi prende tempo ROMA - Vendita di Alitalia, la Procura di Roma sta seguendo la vicenda. La Consob ha chiesto alle aziende coinvolte di dare presto informazioni ufficiali al mercato.

Air France, duello con i sindacati ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
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Abstract: il consiglio d'amministrazione, che non si è occupato dell'acquisto dei terreni di Alitalia, ha preso atto delle dimissioni dell'amministratore Maurizio Basile, che saranno operative il 16 aprile, giorno dell'assemblea. Al suo posto potrebbe arrivare Giancarlo Schisano, direttore della Divisione Passeggeri Cargo di Alitalia.

<Cordata italiana, troppe parole> Procura e Consob in campo ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
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Abstract: indagare per insider trading e aggiotaggio ROMA - Non c'è ancora un nuovo fascicolo su Alitalia, ma la Procura di Roma sta seguendo con attenzione le indiscrezioni sulla trattativa e la loro possibile incidenza sulle oscillazioni del titolo in Borsa della compagnia di bandiera e attende i risultati di un'eventuale istruttoria da parte dell'autorità di vigilanza.

Morando: ma i giudici vanno lasciati fuori ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
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Abstract: ma i giudici vanno lasciati fuori ROMA - "Le dichiarazioni di Berlusconi su Alitalia, dal primo minuto, sono state irresponsabili. Ma la discussione deve restare sul piano politico. Lasciamo fuori le procure". Enrico Morando (nella foto), senatore ed estensore del programma del Pd, censura l'idea dipietrista di ricorrere alla magistratura sul caso Alitalia.

Il Cavaliere: stiamo lavorando Veltroni: ora basta con i giochi ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: cordata di soci italiani sollecitata da Silvio Berlusconi a farsi carico dell'Alitalia stenta a materializzarsi. I loro nomi, dice il Cavaliere, "non li ho mai fatti, sono indiscrezioni o supposizioni dei giornali", ma in Borsa i titoli Alitalia affrontano saliscendi paurosi, la Consob preoccupata chiede chiarezza, e il centrosinistra attacca a testa bassa, accusandolo di bluffare.

<Se ministro vieterei la pillola abortiva> ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: it ribadisce le ragioni di una scelta scomoda che gli ha fatto guadagnare critiche da destra e da sinistra "L'Alitalia, le tasse, i salari sono importanti spiega - . Le ricette che vengono proposte, però, alla fine si assomigliano tutte. Se c'è una cosa che oggi realmente divide, invece, questa è proprio la valutazione sulla vita umana: è preziosa? E' manipolabile?

La Russa: non è un bluff, almeno tre i nomi ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: L'unico problema sono le 48 ore". Dal tavolo verde al tavolo operatorio. "Sono 10 anni che l'Alitalia è in coma. E questi vogliono staccare la spina tra 48 ore. Non so se Berlusconi ce la farà, ma questo atteggiamento del governo Prodi non ha senso". M. Sen.

Precisazioni ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia non è oggi nell'agenda" Mediobanca "non ha avviato né partecipa ad alcuna iniziativa volta a promuovere offerte per rilevare Alitalia" Salvatore Ligresti informa di non aver avviato alcuna iniziativa finalizzata a presentare un'offerta per rilevare Alitalia Per il gruppo non ci sono "iniziative volte a presentare un'

Pdl-Pd, lite sulla <bufala> D'Alema: speculazioni ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è accaduto prima con l'Alitalia. Adesso si replica con la mozzarella. I partiti di governo da una parte, a dire che bisogna smetterla con tutto questo allarmismo, e dall'altra l'opposizione col dito puntato contro i presunti responsabili del disastro. "I controlli - rassicura D'Alema - sono accurati e rigorosi ".

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 6 La Nota di M... ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: perché il tema ormai sta entrando a forza nello scontro fra partiti: come il caso Alitalia e quello della spazzatura, di cui le preziose mozzarelle sono appendici avvelenate. D'altronde la Campania, politicamente "rossa" da anni, è un bersaglio facile per il Pdl. Con il suo concentrato di emergenze consente di accomunare nel malgoverno vecchi e nuovi responsabili;

Malpensa, la carica degli asiatici ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che chiede il mantenimento dell'esclusività dei diritti di traffico per Alitalia e una prelazione sulle rotte ancora libere. Se il Tesoro la accettasse, concederebbe ad Air France le chiavi del monopolio italiano dei collegamenti intercontinentali. Per questo, forse, Bonomi non rinuncia alla causa da 1,25 miliardi contro Alitalia.

Rimbalzano gli indici, bene Unipol ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 46% e l'S&P-Mib dell'1,24%) anche ieri hanno tenuto banco Alitalia e Impregilo. Mentre la Consob ha annunciato un attento monitoraggio della situazione dopo gli annunci e le smentite sulla fantomatica cordata italiana, le azioni della compagnia aerea hanno chiuso in progresso del 10,86% con scambi sempre elevati.

Adr, rivoluzione al vertice ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: acquisto di terreni per 100-120 milioni di euro da Alitalia e da altri privati. Fra le ipotesi c'è anche la tenuta Maccarese, della famiglia Benetton, a sua volta azionista di Gemina. Soluzioni che non avevano convinto la giunta Veltroni e l'ormai ex assessore al Bilancio, Marco Causi. Ma ora la partita si potrebbe riaprire.

Veltroni: se ci sarà lo stallo sì a una fase costituente ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Delle 6 mila domande lascia inevasa quella sulle coppie di fatto, ma non il quesito sui figli del Cavaliere nella cordata per Alitalia: "Teniamo le creature fuori dalla campagna elettorale... ". E oggi il pullman approda in Calabria. Monica Guerzoni.

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 64 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Alitalia, caos cordata Bufera sulle indiscrezioni circa gli imprenditori e i gruppi che preparerebbero la cordata italiana auspicata da Silvio Berlusconi. Che smentisce: quei nomi non li ho fatti io. Veltroni avverte: niente turbative. Si muovono la Procura e la Consob.

La Riviera sbarca sulla Piazza Rossa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Proprio in coincidenza con la fiera a Mosca, infatti, il mensile Ulisse, il magazine della compagnia Alitalia, ha raccontato il territorio con suggestive immagini e esaltandone le peculiarità con il reportage della giornalista Ilaria Di Benedetto. CATERINA FIORI.

Alitalia, polemica sulla cordata ( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi: mai fatto nomi, al progetto non rinuncio. Veltroni: gli annunci turbano la trattativa Alitalia, polemica sulla cordata Consob e Procura in campo. Nuovo piano Air France, aumentano gli esuberi dei piloti.

ROMA Oggi il nuovo piano di Air France sarà presentato ai sindacati e si riunirà il cda d ( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I Alitalia per decidere se prorogare oltre il 31 marzo la scadenza della trattativa. Una riunione intersindacale emetterà un primo giudizio. Il piano di Spinetta prevede delle "aperture", ma salirebbero anche gli esuberi tra i piloti. I "comandanti" sono in rivolta e minacciano dure proteste.

MENTRE impazzano nella campagna elettorale le dichiarazioni, le contro dichiarazioni, le precisa ( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: le precisazioni, le smentite sulla questione Alitalia, ci sono dei temi certo non di minor rilievo esclusi sia dai programmi che dai confronti fra i partiti. Ad esempio quello della riforma della legge finanziaria è praticamente un milite ignoto sia nei programmi dei partiti che nel confronto elettorale.

ROMA - Il partito di Malpensa c'è. Quello di Fiumicino no. Gli scenari futuri preoccup ( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: destino di Alitalia e dello scalo milanese, giustamente perché si vogliono evitare effetti troppo gravi, ma la crisi della compagnia potrebbe avere gravi conseguenze anche su Fiumicino", fa notare Rutelli, a margine di un appuntamento elettorale. I concetti sono gli stessi espressi altre volte, aggravati dal fatto che sono passati altri giorni senza che si intravveda una soluzione.

Air Bufala ( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi fa i nomi dei potenziali interessati a una "cordata italiana" per acquistare Alitalia: Ligresti, Benetton, Eni, Mediobanca. Ma tutti smentiscono. Consob annuncia un "monitoraggio" dei possibili movimenti speculativi sul titolo. Continua la trattativa con Air France PAGINA 3.

ROMA - La cordata alternativa non c'è. Almeno per il momento. Almeno si ( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: della giustizia europea qualora vengano compromessi i propri diritti di interlocutore "in esclusiva" di Alitalia. I tempi si allungano e oggi il cda di Alitalia farà slittare il termine ultimo dal 31 marzo a dopo il voto. L'ultima parola spetterà quindi al nuovo governo. Questa prospettiva divide le strategie nel centrodestra, anche in vista di una vittoria data quasi per scontata.

ROMA - Una nuova Telco - c'è già chi l'avrebbe battezzata Ali ( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: soluzione di sistema per Alitalia, senza Air One almeno nel ruolo di principale pivot tecnico, che entrerebbe in campo, però, dopo le elezioni, quindi scrollandosi di dosso un'etichetta elettorale e nel caso in cui Air France dovesse tornare a casa. Sarebbe questa, secondo quanto risulta a Il Messaggero, l'ipotesi di cordata italiana per salvare la compagnia di bandiera che dall'

ROMA Un puzzle indecifrabile. Poche tessere non riescono ancora a delineare il quadro. Cio& ( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: perimetro" Alitalia all'interno di Az-Servizi che occupa attualmente 7.600 dipendenti. Confermati i 500 esuberi, ma agli oltre 3.300 lavoratori che era già previsto restassero in azienda, si aggiungeranno i 3.000 di Alitalia Airport. Verrebbero tagliati fuori - a differenza di quanto si pensava - i dipendenti del reparto motori,

E' meglio comprare Air France ( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di Alitalia. Ristrutturare Alitalia non è un' impresa impossibile, ma messa in piedi in fretta e furia sulla spinta di esigenze elettorali rischia di avere il solo effetto di distruggere altra ricchezza e rimandare il problema. Capovolgiamo la questione: con 1,6 miliardi di euro di capitale di rischio si può ottenere un prestito di 1 miliardo da quasi qualsiasi banca nel mondo e,

Si è sfilata la cordata ( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: della situazione Alitalia (il cui titolo anche ieri è stato sospeso svariate volte per eccesso di rialzo, per poi chiudere con un più 8,44%). E la magistratura - che segue la vicenda Alitalia dalla scorsa estate - per dirsi pronta a esaminare il materiale che dovesse emergere nell'ipotesi di un'istruttoria da parte dell'autorità di vigilanza.

Un compagno che sbaglia ( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Da San Mastella all'Alitalia. In videochat su Corriere.it, l'imprenditore che non è di sinistra, per sua ammissione e per nostra fortuna, dice che non si scandalizzerebbe se la compagnia di bandiera fallisse, "perché è già successo in altri paesi. E poi si è sempre ripartiti con una società nuova".

Si attende il nuovo piano , tutti convocati per lunedì ( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dagli uffici della direzione Alitalia ai sindacati che chiedevano lumi sui tempi di consegna del nuovo piano industriale, che dovrebbe contenere anche i dettagli sulle riduzioni di organico nei vari rami della compagnia di bandiera. E' una battuta che illustra il clima interno e la consapevolezza che gli uomini di Jean-Cyril Spinetta si muovono già da padroni dentro il "

ROMA - Nei programmi elettorali delle tre liste non c'è l'Alitalia, n ( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nei programmi elettorali delle tre liste non c'è l'Alitalia, non si parla di aborto, nè di rifiuti che avvelenano anime e terre. Altre le questioni in ballo: come risolvere il caro-kasher, ossia fornire prodotti controllati dal rabbinato a un prezzo accessibile a tutti; come mantenere legati alla Comunità anche i figli dei matrimoni misti;

TRIESTE - Berlusconi dice che - se tornerà al governo - avrà tutte le ist ( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Napolitano ha glissato qualsiasi domanda che potesse coinvolgerlo nell'attualità: a cominciare dall'Alitalia. Il suo pensiero l'ha affidato ad un messaggio al centro di studi ciceroniani in cui addita "l'etica ciceroniana" come lezione preziosa per quanti si avvicinano alla politica intesa come servizio. p.ca.

Alitalia, Berlusconi fa i nomi poi smentisce, poi rilancia nessuno lo segue, se non la Consob ( da "Liberazione" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Berlusconi fa i nomi poi smentisce, poi rilancia nessuno lo segue, se non la Consob Carlo Magi Ha i nomi - e che nomi - anzi no. La partita Alitalia per Berlusconi sta diventando una sorta di tira e molla che potrebbe finire in un gigantesco bluff con conseguenze giudiziarie o in una mossa elettorale non da poco.

Malpensa, raggiunto un accordo con Sea ma i precari sono esclusi ( da "Liberazione" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In seguito alla crisi dell'Alitalia, è in atto un ridimensionamento di Malpensa. La Sea e la Sea Holding, le due società che gestiscono l'insieme dei servizi aeroportuali dell'aereoporto milanese, che hanno come principale committente Alitalia, denunciano un esubero di circa 900 addetti.

Alitalia, scontro Veltroni-Berlusconi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Al centro dello scontro, vendita Alitalia e par condicio. ROMA La campagna elettorale si è infiammata all'improvviso con toni che fanno temere a Sandro Bondi il ritorno del "bipolarismo armato": Alitalia e par condicio i terreni principali di battaglia, ma più in generale è tutto lo scenario che appare in brusco movimento.

Ora Walter punta al dopo-elezioni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sulla vicenda Alitalia. Ma dopo aver alzato i toni nei giorni scorsi, nel pomeriggio torna al fair play di sempre. Al Palasport di Messina partono fischi contro Berlusconi ma Veltroni stoppa la platea: "Anche se loro non hanno rispetto per noi, io ce l'ho per loro e per quante cose si possano dire non risponderò perchè non voglio far precipitare l'

Una ricetta (politica) per due cucine ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nuove trattative per la vendita di Alitalia, si è tornati alla politica degli annunci preventivi. Il segretario del Partito democratico ha messo in campo una proposta sulle pensioni che riguarderebbe più di sette milioni di italiani: incrementare l'assegno di circa 400 euro l'anno per chi ha superato i 65 anni di età attraverso la riduzione della pressione fiscale sui loro redditi.

Scontro sulla tv, Berlusconi accusa: la Rai è asservita ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: su Alitalia, il Cavaliere si comporta da delinquente. Ma pure Berlusconi non scherza. Addosso a un Veltroni in apparenza nonviolento e gandhiano rovescia una sequela di epiteti tra cui il più carino è "bugiardo mentitore". L'ira di Silvio contro Walter ha origine nel caso "Porta a Porta", cioè nel veto dei vertici Rai a una puntata di Vespa su Berlusconi,

Cv Alital 1075,309<TD class ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cv Alital 10 75,309 73,628 cv B Ifis 09 100,320 99,766 cv Bco Popol 10 100,586 100,528 cv Beni Sta 11 92,796 92,291 cv BIM 15 90,773 90,224 cv Carige 13 114,323 114,876 cv Mi-A2a 09 115,239 114,416 cv SIAS 17 92,744 92,587 cv Snia 10 92,600 92,600 cv Vitt Ass 190,000 197,000 Telecom IT CV 10 109,859 109,

Piazza Affari mette a segno un bel balzo con il Mibtel 1,46% a 24.193 punti e l'S&P/Mib 1,24% ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ha proseguito, sia pure a passo un po' più lento, il suo recupero (+10,8% a 0,64 euro). Il settore finanziario si è accodato, a distanza, a questi sprint individuali del mercato: così Unicredit ha guadagnato l'1,53% a 4,24 euro, Bpm il 2% a 7,21 euro e Mediobanca l'1% a 13 euro.

La droga e i giovani I dati circa la diffusione della droga nei giovani e negli adulti so ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dopo Alitalia, la monnezza e le mozzarelle di bufala contaminate, pare, dalla medesima, presto sentiremo una parte politica incolpare l'altra perché è stata rinvenuta anche nel latte materno una quantità di diossina superiore a quella ritenuta ammissibile.

Cordata italiana, smentite da Eni e Mediobanca ( da "Campanile, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sul caso-Alitalia, sembra proprio essere tutta qui. Era la fine della scorsa settimana, quando il capo dell'opposizione Silvio Berlusconi, in piena trattativa AirFrance-Klm e Alitalia, affermava di avere nel cilindro una cordata tutta italiana, pronta a impedire la svendita della compagnia di bandiera ai cugini francesi.

Tra le massaie che faticano ad arrivare alla fine del mese - quando ci arrivano - e tra la gente che ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha chiesto ai giovani responsabili del Pd del quartiere 7 di organizzare un porta a porta a contatto dei cittadini perché "abbiamo bisogno di capire veramente che cosa pensano i cittadini". Altro che Alitalia, francesi e cordate italiane, a Porta Palazzo e in riva al Po la priorità o le paure si chiamano ordine pubblico e microcriminalità, rifiuti e povertà.

Alitalia e par condicio infiammano le elezioni ( da "Secolo XIX, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cordata nel mirino La Procura di Roma e la Consob seguono da vicino il destino del titolo Alitalia, dopo le dichiarazioni di Berlusconi. Ed è polemica sulla sfida mancata in tv con Veltroni Roma. La Commissione per la Borsa sta facendo "un attento monitoraggio" sul titolo Alitalia. La Procura di Roma segue con "attenzione" la vicenda.

Perini: Così la Francia ci ruba turismo e affari ( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il governo ha voluto legare le sorti dell'Alitalia a Malpensa facendo un grande errore. Per questo il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni aveva chiesto una moratoria di due anni per Malpensa. Questo avrebbe consentito di avere tempo per trovare altri vettori intenzionati a utilizzare Malpensa come un hub europeo.

Maurizio Basile lascerà l'incarico di amministratore ( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, un passaggio che il progetto di Air France-Klm per l'acquisizione della compagnia italiana prevede tra le condizioni da raggiungere entro il 31 marzo. Non era invece formalmente all'ordine del giorno l'acquisizione da Alitalia di terreni per 60 ettari nella zona dell'aeroporto di Fiumicino: una operazione in via di definizione che porterebbe risorse fresche per circa 120

Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it AirOne l'unica compagnia ( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di entrare nella competizione per aggiudicarsi Alitalia pensa già al suo futuro industriale. E questa volta senza mettere in conto il possibile rientro in gioco sul dossier Alitalia, opportunità riemersa con il tentativo di Silvio Berlusconi di mettere in pista una cordata alternativa ad Air France.

Piazzetta davvero della Lega ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e mozzarella di bufala. "Credo - ha detto - che per Alitalia l'unica proposta seria sia quella di Air France, se c'è una cordata italiana Berlusconi faccia il favore di presentare un'offerta al governo". E: "Non si vende un gioiello di famiglia ma una roba che fa acqua da tutte le parti, pozzo senza fondo che costa a tutti montagne di soldi"

Fabrizio dell'Orefice f.dellorefice@iltempo.it Da anni ( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E penso che abbia effetti anche sulla trattativa Alitalia perché nel mondo finanziario è chiaro che si tratta con chi non ce la fa". E come se ne esce? "Riprendendo una politica delle ambizioni. Realizzando grandi opere, completando la Tav, realizzando il Ponte sullo Stretto...".

Solo passi indietro per la cordata italiana ( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ingresso nel capitale di Alitalia. "No comment" dal gruppo guidato da Salvatore Ligresti e dalla holding della famiglia Benetton mentre l'Eni, ha affermato l0ad Paolo Scaroni, "non ha oggi in agenda" il dossier Alitalia. Il top manager ha comunque aggiunto che "da cittadino italiano, penso sinceramente che l'ideale sarebbe che Alitalia rimanesse fortemente radicata nel nostro paese"

Titolo preda dei piccoli speculatori ( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia terreno di conquista di piccoli speculatori. Ne è convinta la Consob che ha messo in atto un "attento monitoraggio" della situazione e ha effettuato quelli che ambienti della Commissione definiscono "interventi di competenza". Da mesi il presidente dell'Authority, Lamberto Cardia, chiede di limitare le esternazioni sul futuro della compagnia perché non fanno altro che soffiare

Presidente Mondello, il Paese è a un punto di svolta. Quali ( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il dossier Alitalia è legato anche a quello del rilancio dell'aeroporto di Fiumicino. Qual è la sua posizione? L'ipotesi Air France per Alitalia porterebbe innegabilmente benefici al Leonardo Da Vinci. Ma dobbiamo evitare la situazione che definisco "dei capponi di Renzo": ovvero che Roma e Milano siano in contrasto.

Rimbalza seat, exploit di geox ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Tra i titoli minori, forti rialzi per Stefanel dopo i conti della vigilia; su anche Ciccolella e Isagro. Geox balza di oltre il 7% beneficiando del suo prossimo ingresso nell'indice S&p/Mib (a partire dalla chiusura del mercato odierno) al posto di Alitalia.

Berlusconi bracca l'Udc ( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il Cavaliere invita gli elettori dell'Udc a non disperdere i consensi del Centrodestra per non avvantaggiare il Pd. Intanto il caso Alitalia infiamma la campagna elettorale. Air France presenta il nuovo piano ai sindacati mentre alcuni imprenditori smentiscono l'ingresso nella cordata italiana. Caleri, Della Pasqua e Lombardo alle pag. 2, 3 e 6.

ALITALIA è importante, ma anche il delitto di Nuoro lo è. Se non per i politici, c ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Cordata italiana per Alitalia: in campo I big chiamati in causa: nessun dossier. Berlusconi: mai fatto nomi, sono solo ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: acquisizione di Alitalia da parte di un gruppo di imprenditori italiani si potrebbe già consolidare "entro tre-quattro settimane". Silvio Berlusconi insiste, ripetendo che per la soluzione della vicenda Alitalia "o si torna alla situazione iniziale della trattativa, ovvero a un conglomerato che metta insieme, sullo stesso piano,

Nessun incontro Toto-Passera AirOne scommette su Malpensa ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 28-03-2008)
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Abstract: si svilupperanno indipendentemente dalla partita in atto su Alitalia. L'ULTIMA MOSSA di Toto non pare, però, da scacco matto per Sea. Nel senso che Bonomi, pur apprezzando l'iniziativa assunta da AirOne, comunque capace di coprire quasi 400 frequenze 'rottamate' da Alitalia, non se la sente di legare la sua società al futuro del vettore privato.

AZIENDE IL CDA EVIDENZIA UNA BUONA PERFORMANCE ANCHE SE LE PROSPETTIVE SONO SEVERE 0 Elica guadagna in un mercato che langue ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 28-03-2008)
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Abstract: E parlando di made in Italy e di orgoglio italiano è stato inevitabile un accenno alla vicenda Alitalia che vede Francesco Casoli (presidente esecutivo di Elica) tra quelli che hanno risposto presente all'appello di Silvio Berlusconi: "Alla luce della posizione assunta da alcuni imprenditori italiani - spiega Casoli - oggi posso dire che Air France ha cambiato rotta.

FINCANTIERI IL PRESIDENTE TIENE A BATTESIMO LA 'VENTURA'. L'AD BONO: SERVONO CAPITALI PER BATTERE I COREANI 0 Napolitano vara la regina delle navi da crociera ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 28-03-2008)
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Abstract: Alitalia, ha seccamente risposto: "Non intendo dire neppure mezza parola". A GORIZIA il Presidente aveva aperto la sua visita incontrando i rappresentanti dell'Associazione dei familiari delle vittime dell'amianto che gli hanno chiesto "un impegno perché siano attivati tutti gli strumenti per sbloccare la situazione giudiziaria per i procedimenti in atto"

GEOX Festeggia per S&P/Mib Geox brinda al passaggio dal paniere dell'indice Midex a quello dello all... ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 28-03-2008)
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Abstract: GEOX Festeggia per S&P/Mib Geox brinda al passaggio dal paniere dell'indice Midex a quello dello allo S&P/Mib, che decorrerà da lunedi prossimo 31 marzo, dove sostituirà Alitalia. Il titolo del gruppo veneto, noto per la "scarpa che respira", ieri è così cresciuto del 7,5%. - -->.

Consob e procura fanno rotta su Alitalia Ecco i nomi attribuiti a Berlusconi Tutti smentiscono, lui pure: Solo ipotesi . Mercato in tilt, si indaga ( da "Nazione, La (Nazionale)" del 28-03-2008)
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Abstract: CORDATE MISTERIOSE Consob e procura fanno rotta su Alitalia Ecco i nomi attribuiti a Berlusconi Tutti smentiscono, lui pure: "Solo ipotesi". Mercato in tilt, si indaga - -->.

Bossi: "Alitalia e Malpensa importanti anche per il Vco" ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
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Abstract: IERI SERA A DOMODOSSOLA IL LEADER DELLA LEGA Bossi: "Alitalia e Malpensa importanti anche per il Vco" "Alitalia è importante anche per il Verbano Cusio Ossola, per la sua vicinanza a Malpensa. Questo aeroporto è fatto e quindi nessuno lo tocca. Occorrerà solo trovare una compagnia interessata all'acquisto di Alitalia ed in Europa ce ne sono, non c'è solo Air France".

Battaglia sulla cordata italiana ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
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Abstract: A Scaroni piacerebbe se non andasse agli stranieri Battaglia sulla cordata italiana Alitalia, si muovono Procura e Consob. Veltroni: Berlusconi turba la trattativa Toni accesi sulla cordata italiana per Alitalia. Smentiscono l'interessamento Mediobanca, Benetton ed Eni, anche se per Scaroni, amministratore delegato dell'Eni, "ideale sarebbe se Alitalia restasse in mani italiane".

Berlusconi gioca a dadi sul tavolo della campagna elettorale coi destini dei lavoratori ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
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Abstract: Hanno detto Berlusconi gioca a dadi sul tavolo della campagna elettorale coi destini dei lavoratori I piloti di Alitalia in esubero sono circa la metà di quelli affermati da Air France Ci vuole un piano industriale che guardi al futuro e da cui ricavare le indicazioni sull'occupazione Walter Veltroni Luigi Angeletti Cesare Damiano.

Per garantire liquidità è probabile che il Fisco rimborsi 85 milioni di crediti d'imposta ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: affare Alitalia, ricorda di "aver avuto l'incarico di valutare la possibilità di individuare degli imprenditori italiani" per il "salvataggio" di Alitalia. E del resto, assolti i doveri di bon ton istituzionale con la Commissione di Borsa, in serata il Cavaliere tornerà all'attacco con la sua offensiva che è anzitutto elettorale:

I l presidente Berlusconi mi ha incaricato di valutare la possibilità di individuare degli impr ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
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Abstract: imprenditoriali e per forza economica avrebbero potuto esplicare un positivo intervento nel salvataggio e nel rilancio di Alitalia, salvaguardando l'occupazione e gli interessi del paese". Il giorno dopo le dichiarazioni di Silvio Berlusconi a La Stampa con i nomi - Ligresti, Benetton, Mediobanca, l'Eni - dei presunti partecipanti a una cordata per Alitalia, Bruno Ermolli rilancia.

Presidente Mondello, il Paese è a un punto di svolta. Quali ( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)
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Abstract: Il dossier Alitalia è legato anche a quello del rilancio dell'aeroporto di Fiumicino. Qual è la sua posizione? L'ipotesi Air France per Alitalia porterebbe innegabilmente benefici al Leonardo Da Vinci. Ma dobbiamo evitare la situazione che definisco "dei capponi di Renzo": ovvero che Roma e Milano siano in contrasto.

Air France scopre le carte, meno esuberi nel piano ma i sindacati non si fidano ( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)
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Abstract: Alitalia Air France scopre le carte, meno esuberi nel piano ma i sindacati non si fidano Oggi si alza il velo sul nuovo piano di Air France-Klm, "corretto" con aperture verso le richieste dei sindacati, per l'acquisizione di Alitalia. Il documento, che contiene una proposta di accordo quadro che il gruppo franco-olandese invierà alle nove sigle che rappresentano i lavoratori di Alitalia

Che lo si voglia ammettere o meno c'è un filo conduttore che ( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)
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Abstract: Alitalia e la pattumiera a cielo aperto che è da mesi mezza Campania. Questo filo conduttore si chiama "male d'Italy", che rischia seriamente di prendere il posto del "made in Italy" su cui ci culliamo senza riguardo da ormai troppo tempo. Negli ultimi mesi abbiamo permesso alle televisioni di tutto il mondo di far rimbalzare nei cinque continenti le immagini di Napoli oltraggiata

Bon gré, mal gré, Air France ( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)
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Abstract: affari inferiore alle perdite annuali di Alitalia; mentre Air France, che si trova in pole position, ha dei ricavi che raggiungono quasi 23 miliardi di Euro e producono utili, contro i circa 5 miliardi di Alitalia che invece producono perdite. Qualsiasi progetto di sviluppo dovrà, inesorabilmente, misurarsi con un sempre più accentuata concorrenza,

La vera bufala è il Pd ( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)
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Abstract: ma chi ci amministra pensa ad Alitalia, non curandosi del fatto che oltre i nostri confini dopo la mondezza, adesso abbiamo esportato la mozzarella killer. Legando anche una cosa all'altra. "Non vorrei che sulla questione della mozzarella di bufala ci fosse in atto una speculazione a danno di Napoli.

Ma dove è finita l'indignazione? ( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: difficile capire perché in campagna elettorale si parli di Alitalia, che è bollita da anni e si tratta solo di stabilire chi la scola, e non di questa roba, che non solo avvelena la gente, ma ci mette nella straordinaria condizione d'esportare spazzatura, pagando, e non potere esportare mozzarella, rimettendoci dei soldi.

Il Cavaliere e l'artigiano ( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)
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Abstract: INCONTRO CON CONFARTIGIANATO BERLUSCONI PRECISA SU ALITALIA Il Cavaliere e l'artigiano di Elisa Borghi Ha gioco facile Silvio Berlusconi di fronte a una platea di artigiani che applaude a ogni sua frase. Il Cavaliere lo sa bene e ne approfitta. Così ieri, invitato nella sede romana di Confartigianato per ascoltare le richieste dei piccoli imprenditori,

Nello Stato che non c'è più, fa di nuovo capolino la diossina ( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e sulle sue spoglie contese, con in sottofondo quel simpaticone di Spinetta che parla come l'Ispettore Clouseau. E poi, nei Tg, vai con l'aumento del prezzo dell'insalata. Qui e ora non interessa comprendere le motivazioni reali o immaginaria di questa diossina penetrata nel latte di bufala dalle erbe avvelenate della Campania.

Così l'Isvap ricicla i dipendenti ( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)
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Abstract: i dipendenti di Alitalia, Autostrade e società varie dello spezzatino Fs sono continuamente a rischio disoccupazione, invece per il riordino delle Authority (a seguito del Decreto Bersani-Visco) è già previsto l'assorbimento dell'Isvap in Consob, e nella massima salvaguardia di posti, carriere e stipendi (anzi con equiparazione a quelli di Bankitalia)

Ermolli conferma il mandato per la cordata ( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)
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Abstract: ALITALIA Ermolli conferma il mandato per la cordata "Nel constatare come la perdita definitiva della Compagnia di bandiera, che arrecherebbe un evidente ed irreversibile danno al sistema Italia, il Presidente Berlusconi mi ha incaricato di valutare la possibilità di individuare degli imprenditori italiani che per capacità imprenditoriali e per forza economica avrebbero potuto esplicare

Il Papa benedice il ranking ( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: intervenuto in numerose occasioni sulla vicenda Alitalia. "Il Governo non ha voluto discutere col sindacato cosa stesse avvenendo", ha dichiarato il sindacalista in oltre 5 minuti e mezzo di interviste. Bonanni non riesce a capire le ragioni per le quali si dovrebbe svendere la compagnia di bandiera al maggior concorrente turistico europeo come la Francia,

Se vinciamo, festa grande con Berlusconi e Penati La politica fa il tifo. Formigoni: Vogliamo spuntarla, come per Malpensa . Craxi: l'impegno del governo non è calato ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 28-03-2008)
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Abstract: non sembra temere che la riduzione dei voli di Alitalia sull'aeroporto di Malpensa possa avere una ripercussione sulla candidatura di Milano per l'Expo. "Mi auguro - ha aggiunto il presidente della Lombardia - che la decisione di Alitalia di abbandonare Malpensa non abbia ripercussioni sulla scelta di Milano.

Elezioni, Craxi -Ps- 'In Lombardia, il declinodella Lega e' ormai evidente' ( da "Voce d'Italia, La" del 28-03-2008)
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Abstract: alla protesta generalizzata hanno sostituito la sete di potere clientelare condita con la demagogia”. “Tra l'altro - insiste Craxi -, essi possono considerarsi i principali coimputati delle difficoltà di Alitalia e, in particolare, dello scalo della Malpensa: ormai, non hanno più alibi, né argomenti”. Red pol.

Alitalia, confermati 2100 esuberi e riduzione della flotta ( da "Voce d'Italia, La" del 28-03-2008)
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Abstract: KLM per il rilancio della compagnia italiana Alitalia, confermati 2100 esuberi e riduzione della flotta I Sindacati: "Piano insufficiente ma trattiamo fino in fondo" Roma, 28 mar.- Le nove sigle sindacali di Alitalia hanno ricevuto in nottata l'atteso documento annunciato nei giorni scorsi dal numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta.

Bertinotti e la guerra tra poveri in Italia ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Abstract: 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno pentendo, non però i ministri dell'attuale governo.

L'Iran sta tentando il colpo di mano in Iraq? ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Quei manager fanno disastri. Ma vengono premiati ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Crociata contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Milva e quei sette milioni nascosti per la vecchiaia ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Oddio, Carla Bruni fa la morale ai giornalisti ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Boicottare le Olimpiadi crea confusione? ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Un (osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina? ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Abstract: 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno pentendo, non però i ministri dell'attuale governo.

Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Abstract: 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno pentendo, non però i ministri dell'attuale governo.

Oops, Vasco stavolta ha toppato ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Abstract: no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.

Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Abstract: no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.

Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Abstract: no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.

La lezione dei Rem (e di Mtv) ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Abstract: no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.

Led Zeppelin in tour. O forse no ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Ecco perche' Vasco si è laureato ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Abstract: no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.

Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Abstract: no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.

Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Abstract: no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.

L'INTERVENTO ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Abstract: Alitalia, seguendo il metodo che gli è più congeniale: la svendita dei "gioielli di famiglia", come il caso Sme insegna. Praticamente un case-study. Un Prodi, più presidente dell'Iri in carica che premier, ha reso ancora più incerto il futuro di Alitalia, consegnando, armi e bagagli, ad Air France la compagnia di bandiera.

Jovanotti è un passo avanti ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Abstract: no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.

Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Abstract: no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.

Il fair play dei turchi: usano i rifiuti di Napoli per demolire Milano ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: veder ridimensionato il suo ruolo di hub a causa della vendita di Alitalia. Non si salva neanche il sindaco Letizia Moratti. Milliyet la definisce "Demir Lady", lady di ferro: secondo il giornale turco ora sarebbe col morale a terra, pensando a quanto i fatti legati alla spazzatura di Napoli e la crisi di Alitalia avrebbero minato dalle fondamenta il buon lavoro fatto dal suo team.

Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi

Il piano segreto per Malpensa: aprire ai tedeschi ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La nostra reazione all'abbandono di Alitalia non sarà difensiva". La Sea sta trattando con 70 linee aeree per ampliare le rotte, anche se una di esse sarà la regina. Ma andiamo per ordine. Il presupposto è ormai assodato: Malpensa da lunedì anche operativamente non sarà più l'hub di Alitalia, né la base dei suoi voli intercontinentali.

Pensioni, a chi gli aumenti ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi

Berlusconi: <La cordata? Esiste, ma chi fa i nomi vuole soltanto bloccarla> ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Abstract: E ribadisce: o rapporto paritario Alitalia-Air France, "oppure si chiuda la trattativa". Bruno Ermolli, superconsulente del Cavaliere, conferma: Berlusconi mi ha dato mandato di individuare imprenditori per un positivo salvataggio e rilancio di Alitalia. Ma prima - ricorda - si "dovrà esaurire la trattativa con Air France".

Il titolo vola ancora La Consob in campo ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: eventuale concretizzarsi di una cordata italiana in grado di fare uscire Alitalia dal vicolo cieco di dover accettare la proposta di Air France come unica alternativa al fallimento. I sindacati sono sul piede di guerra contro Parigi che punta a rilevare Alitalia (gravata da 1,2 miliardi di debiti), con un'offerta pubblica di scambio che valorizza attualmente Alitalia: 154 milioni.

E Air One lancia 11 collegamenti ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: da Milano Alitalia va via e Malpensa cerca di farsene una ragione. Non sarà facile rimpiazzare la compagnia che molla di colpo 886 collegamenti settimanali. Ma l'aeroporto lombardo dà i primi segnali intercontinentali di ripresa, soprattutto sul mercato americano dove Air One-United Airlines e American Airlines si contendono i passeggeri con nuovi voli,

Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi

Slitta la proposta di Air France Sale la tensione tra i sindacati ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per oggi è stato convocato il consiglio di amministrazione di Alitalia, chiamato a esaminare la posizione finanziaria netta al 29 febbraio e a decidere su un'eventuale proroga del termine per la trattativa con Air France, finora fissato al 31 marzo. Lunedì ci sarà anche un nuovo confronto sindacati-Alitalia-Air France.

Dal nanetto al "piccolo Ciarra" ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi

Alitaglia/2 ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ultime discussioni Mario: Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia, visto che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !! la cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana... SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con l'accento.

Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi

"24 e il 68 ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ultime discussioni Mario: Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia, visto che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !! la cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana... SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con l'accento.

Biocarburanti ed effetto serra: quante balle ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ultime discussioni Mario: Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia, visto che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !! la cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana... SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con l'accento.

Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

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Il grano e gli Aerei puliti ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Morti di ipocrisia ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Walter e l'Italia "sapore di sale" ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

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I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse ma anche no ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

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La Geox festeggia l'ingresso tra i big del listino (+7,5%) ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di cui entrerà a fare parte da lunedì prossimo al posto di Alitalia. In attesa della promozione, il titolo del gruppo veneto di calzature famoso al mondo per il marchio "la scarpa che respira" ha così svettato per tutta la giornata tra i titoli del Midex fino a chiudere con un rialzo del 7,5% tra scambi intensi.

Economia di Guerra ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Walter e le tre cose che è meglio "non fare" ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

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Mastellate ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Agnelli e Marini, senza parole ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Renditiamoci conto ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Boudon e la giustizia sociale ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ultime discussioni Mario: Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia, visto che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !! la cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana... SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con l'accento.

Amato "ministro" della liturgia, Fisichella al Sant'Uffizio ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2 Emails Ultime news Alitalia, Spinetta: "2100 esuberi" No dei sindacatiCassazione: "In casa i cani abbaino poco"Film anti-islam, l'Onu: "Incoraggia la violenza"Bush: "È interesse della Cina dialogare con il Dalai Lama"Berlusconi: "Siamo in vantaggio dell'8,6% Al Senato c'è il rischio accordo tra Pd e Sa"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute"

L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Abstract: 2 Emails Ultime news Alitalia, Spinetta: "2100 esuberi" No dei sindacatiCassazione: "In casa i cani abbaino poco"Film anti-islam, l'Onu: "Incoraggia la violenza"Bush: "È interesse della Cina dialogare con il Dalai Lama"Berlusconi: "Siamo in vantaggio dell'8,6% Al Senato c'è il rischio accordo tra Pd e Sa"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute"

Buona Pasqua ai naviganti ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Il sacrificio del vescovo Rahho ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Violenze e minacce, dobbiamo vigilare ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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In memoria di Edoardo Luciani ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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La Chiesa e il caso Moro trent'anni dopo ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

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Fallimento: è il regalo di B. all'Alitalia e a tutta l'Italia ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e a tutta l'Italia Crolla il titolo, la trattativa con Air France si fa dura, l'esito pare scontato La nuova proposta di Air France non piace ai sindacati che, però, dicono sì alla trattativa. Anche perché, dopo il bluff svelato sulla cordata italiana, l'alternativa è tra l'accordo con i francesi e il fallimento.

<Cambieremo l'Italia>: Veltroni allunga, domani torna il popolo delle primarie ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e contraddizioni del Pdl, una coalizione che "punta solo a spartirsi il potere" tra gli stessi protagonisti di quattordici anni fa. L'agenda di Veltroni prevede oggi la Conferenza operaia a Brescia. E domani sarà una giornata di svolta per la campagna del Pd: tornano infatti i gazebo del 14 ottobre.

Alza la voce Walter, alza la voce ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Come dimostrano Alitalia e lo stallo quasi certo del senato, ora sappiamo con certezza che in caso di vittoria del Pdl il paese non avrà un brutto governo di destra, bensì non avrà alcun governo. Gli ultimi sondaggi (da oggi oggetto di spaccio clandestino, come i liquori a Chicago negli anni '30) dicono che Veltroni ha una potenzialità espansiva superiore a quella di Berlusconi.


Articoli

La carta anti-casta (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

MARIO RODRIGUEZ La campagna elettorale procede, come previsto, attraverso una successione di pseudo event, eventi preparati ad arte dagli staff centrali per attrarre l'attenzione dei media. Ed anche le iniziative sul territorio, gli incontri e le strette di mano hanno la funzione primaria di alimentare l'interesse dei media. I media si confermano la fabbrica della realtà. Ma la necessità di fare notizia contiene la condanna alla ricerca delle novità, le news. E fare cose notiziabili non significa cedere alla spettacolarità fine a se stessa, nella pubblicità scioccante, nella dichiarazione senza fondamento. Fare notizia significa cercare un equilibrio, sempre precario, tra credibilità e stupore. Diventa cruciale quindi, nelle ultime settimane di campagna, decidere con attenzione verso quali argomenti orientare la costruzione degli pseudo event, quale stupore generare. L'attenzione dello staff centrale del Partito democratico sembra orientarsi verso le cose concrete, i salari, la precarietà, le pensioni. Più un approccio da rational choice che da comunicazione simbolica. I temi programmatici hanno preso il sopravvento sulla promessa di rinnovare la politica uscita indebolita dopo il varo delle liste. Il tour fa sempre meno notizia e il caso Alitalia ha determinato un contesto diverso rispetto ai giorni di Spello. Anche se Berlusconi appare abbastanza in ombra per stanchezza o per la convinzione di aver già comunque vinto. Se è convinto di aver già comunque vinto a fare e dire rischia solo di sbagliare. Ed ecco il gioco di rimessa. Gioco nel quale però non dà il meglio di se. Il Berlusconi più efficace è un free rider, un attore imprevedibile che non rispetta le regole del gioco, capace di sparigliare. Infatti, anche se sembra abbastanza contenuto e trattenuto dai suoi (famigliari e famuli) non si è lasciato sfuggire l'occasione Alitalia. Ma se non colpisce la spregiudicatezza del "ghe pensi mi" quello su cui è opportuno mettere l'accento è il legame stretto tra l'interesse che crea questo atteggiamento e il clima di sfiducia verso i politici che è ampiamente diffuso nella società italiana e che continua ad essere alimentato dalle informazioni contenute in articoli e libri di successo. Su un'opinione pubblica frastornata da caste e papponi l'atteggiamento di Berlusconi fa presa. Poco fanno le dichiarazioni a difesa dei politici seri che hanno svolto coscienziosamente il loro mandato. Ancora meno il lamento sul conflitto di interessi. Per un'opinione pubblica in buona parte convinta che i politici pensino in primo luogo ai propri interessi personali, un personaggio che fa gli affari suoi rientra nella norma e se così facendo sollecita nuovi investimenti o, quanto meno, negozia con più forza con i francesi, che male c'è? Il problema allora è come affrontare, anche in queste settimane, la convinzione che il ceto politico italiano sia inadeguato, come contrastare l'opinione che una serie molto articolata di regolamenti e leggi determini per chi fa politica favoritismi e posizioni di vantaggio mai esposte a verifica? Questa è la percezione diffusa cioè la realtà con cui fare i conti. È una percezione che si è stratificata in anni non in giorni. E verso la quale anche e proprio i politici seri hanno fatto poco e comunque non abbastanza. È inconcludente pensare che questo sia cedimento all'antipolitica o che su questo terreno le promesse siano più rischiose che su quello dei salari minimi, delle pensioni o della casa. Il Partito democratico è lo strumento attraverso il quale Veltroni si è impegnato a cambiare davvero la politica italiana e a questa promessa deve tenere testa. Dopo la scelta di un pacchetto di candidati a forte valore simbolico, la tensione su questo terreno sembra calata mentre sarebbe importante trovare qualche proposta credibile in materia. Anche perché su questo terreno la destra è molto meno credibile. Dare forza e sostanza al recupero di credibilità della buona politica è condizione indispensabile di qualsiasi processo di cambiamento. E questa speranza non va delusa.

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Air France, i sindacati ora trattano E Silvio rilancia l'offerta italiana (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Vogliono vedere il piano di Spinetta, conservano le loro preoccupazioni, ma non c'è dubbio che il vento è cambiato. I sindacati italiani, dopo l'apertura del vertice di Air France, sono più disponibili a mettersi intorno a un tavolo per capire se è possibile trovare un punto d'incontro su Alitalia. Dal canto suo, Silvio Berlusconi ieri non ha trovato di meglio che sventolare la bandiera della cordata italiana che da qui a qualche giorno dovrebbe farsi viva anche se, specifica, ha vietato ai figli di farne parte. Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, perde la pazienza e spiega: "Non possiamo aspettare mitiche cordate. Dobbiamo andare al confronto ".

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Alitalia, l'ultima spiaggia (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

ANDREA PEZZOLI * Ora che la saga Alitalia sembrerebbe avviarsi verso una qualche conclusione può essere utile ricordare alcuni fatti stilizzati per comprendere meglio pro e contro dei possibili esiti. Tre sono i problemi che negli ultimi anni hanno ostacolato il risanamento di Alitalia: 1. un problema di efficienza derivante da un costo del lavoro alto e, in particolare, da costi unitari sistematicamente più elevati dei concorrenti. Oltre che dalla presenza "obbligata" su rotte non profittevoli e da un posizionamento fragile sui mercati sovranazionali. Alitalia, come noto, dal 1999 al 2005 ha perso circa 2,6 miliardi di euro, oltre 600 milioni nel solo 2006 e più di un milione di euro al giorno a partire dal 2007. Ha un debito di circa 1,3 miliardi di euro e una liquidità di poco superiore ai 280 milioni; 2) un problema di occupazione. La rendita monopolistica di Alitalia piuttosto che tradursi in extraprofitti ha storicamente assunto la forma di extracosti e in particolare di eccedenze di personale. Qualunque ipotesi di ristrutturazione comporterà pertanto elevati costi sociali che, insieme a un efficace e costoso sistema di ammortizzatori, richiedono anche un notevole coraggio politico; 3) un problema "aeroportuale". La vicenda dei due semi-hub è fin troppo nota per tornarci sopra. Si può solo ribadire che insieme all'azzardo dell'"uno e bino" e delle insufficienze infrastrutturali di Malpensa (basti ricordare l'assenza di collegamenti con la stazione centrale) non va sottovalutata l'irrazionalità delle scelta di rimanere in mezzo al guado, ritrasferendo su Linate, una volta svanita nel 2000 l'integrazione con Klm, parte dei collegamenti internazionali. Evidentemente si tratta di problemi strettamente legati tra loro. Si potrebbe persino sostenere, semplificando, che in realtà i tre nodi sono solo tre diverse facce di un unico problema: l'invadenza della politica nelle gestione della compagnia di bandiera. È bene, tuttavia, tenerli distinti in quanto la loro soluzione richiede il ricorso a strumenti e soggetti diversi. Inadeguatezza della ricetta tradizionale Sino a oggi, invece, non solo non sono stati tenuti distinti ma si è ritenuto possibile eluderli continuando a contare su una ricetta che, non solo nel nostro paese, ha consentito ai vettori tradizionali di nascondere la proprie rughe: una sostanziale protezione sulle rotte nazionali per sussidiare la competizione sulle rotte sovranazionali (al netto di quelle intercontinentali regolate da accordi bilaterali assai poco concorrenziali). Tuttavia, la liberalizzazione del trasporto aereo europeo, da un lato, e l'affermazione del modello organizzativo delle compagnie low cost, dall'altro, hanno profondamente minato la sostenibilità della ricetta tradizionale e con essa anche l'egemonia del modello hub and spokes, coerente più con la logica delle tradizionali monopoli nazionali che con un contesto di mercato radicalmente mutato. La crescita decisamente più sostenuta degli aeroporti europei più piccoli (i.e. gli aeroporti con volumi di traffico inferiori ai 10 milioni di passeggeri) rappresenta l'inesorabile conferma fattuale dello spostamento progressivo verso il modello point to point (più o meno spurio), con il quale anche i vettori tradizionali iniziano a confrontarsi. Eppure? Sorprende pertanto che ancor oggi per far fronte alla crisi di Alitalia vengano considerate soluzioni più o meno virtuali centrate sull'ancoraggio alle rendite da estrarre sulle principali tratte nazionali. In assenza di profondi recuperi di efficienza e di incisivi contenimenti dei costi, le caratteristiche della competizione internazionale appaiono tali da erodere sempre più rapidamente le rendite derivanti dall'assenza di concorrenza sui collegamenti nazionali. Senza contare che il nuovo assetto delle rotte domestiche dovrebbe passare indenne il vaglio dell'Autorità antitrust. In questa prospettiva, inoltre, viene troppo spesso sottovalutata la centralità per il successo di qualunque ipotesi di risanamento (anche quelle fondate sulla protezione dei mercati nazionali) di una presenza forte e di una ritrovata capacità competitiva sulle rotte intercontinentali. La prossima apertura alla concorrenza dei collegamenti tra Europa e Stati Uniti e l'auspicabile effetto domino che l'open sky potrebbe determinare a breve sui collegamenti con gli altri continenti , ancora regolati da accordi bilaterali, rendono ancor più cruciale che a rilevare Alitalia sia un vettore già parte di un network internazionale. L'integrazione con il gruppo Air France/Klm, per quanto ruvide possano essere le condizioni, risponde a questa necessità. Le altre ipotesi di cui si legge non sembrano consapevoli di questa esigenza, a meno di un coinvolgimento last minute di Lufthansa. Un abbraccio mortale Sorprende altresì che non si riesca a immaginare un futuro per Malpensa diverso da quello di hub e, dunque, diverso da quello di Alitalia. La scelta di Alitalia a favore di Fiumicino ha una sua razionalità se si guarda con distacco alla composizione dei flussi di traffico in entrata e in uscita nel nostro paese (in larga misura flussi turistici) e ai costi di un trasferimento della "base operativa" della compagnia (sede amministrativa, manutenzione, residenza del personale?) da Roma a Milano. Nella prospettiva di una graduale convergenza tra il modello hub and spokes e il modello point to point, la competitività delle grandi compagnie dipenderà sempre più dall'efficienza delle basi operative che dall'efficienza degli hub. Malpensa, nell'attesa che il regime di open skies appena attivato con gli Stati Uniti si estenda ai collegamenti con gli altri continenti, dovrà migliorare, in competizione con gli altri scali settentrionali, la sua capacità di attrazione per sostituire il drastico ridimensionamento della presenza di Alitalia. Da Ryan Air a Lufthansa, le compagnie interessate non mancano. Ciò che va assolutamente evitato è di tenere insieme le due crisi. Un inutile abbraccio mortale che si rivelerebbe tale anche se perpetuato solo in un regime di "moratoria". L'intervento pubblico non potrà non esserci ma dovrà focalizzarsi soprattutto sul finanziamento degli ammortizzatori sociali a sostegno dei dipendenti di Sea e di Alitalia che per primi pagheranno il costo della ristrutturazione. Un intervento pubblico che riesca a coniugare la protezione sociale con una prospettiva di crescita concorrenziale. La negazione della realtà Su questo sarebbe auspicabile che le organizzazioni sindacali facessero valere il loro peso piuttosto che in uno sterile sforzo di negazione della realtà, considerando "inaccettabile" l'alternativa tra l'offerta Air France/Klm e il fallimento di Alitalia. Ad oggi, infatti, il "soldo" dell'offerta franco-olandese (che a ben vedere, per quanto evidentemente influenzata dall'essere l'unica, non è proprio un soldo ) appare l'unica alternativa al commissariamento per sciogliere i tre nodi che impediscono il risanamento di Alitalia. Altrimenti dovremmo dar ragione alle previsioni che The Economist formulava già nel gennaio del 2007: le condizioni di Alitalia sono tali per cui le grandi compagnie manifesteranno il loro interesse solo quando ci sarà da spartirsi gli asset della ex compagnia di bandiera. Forse sarà quello il contesto in cui potrebbero palesarsi anche capitani più o meno coraggiosi e cordate nazionali. * articolo tratto da www.nelmerito.com.

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Previti e l'Ordine che non fa ordine (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

S C R I P T A M A N E N T Previti e l'Ordine che non fa ordine PANORAMIX Il matrimonio Il titolo è spiritoso ? "Allons Enfants del'Alitalie" ? e il contenuto del commento molto chiaro. "Siamo agli sgoccioli di vita di Alitalia ? scrive il Foglio ?. Spinetta ieri ha dichiarato di non aver premura. La sua azienda è florida e non avverte l'urgenza di un'integrazione. Anzi, non sono poche le perplessità che i sindacalisti francesi hanno espresso al loro presidente". Conclusione del quotidiano diretto da Giuliano Ferrara: "Si chiuda la vendita ad Air France-Klm che rappresenta la soluzione più razionale e coerente con il mercato in via di consolidamento. Berlusconi legga gli ammonimenti del Wall Street Journal e non si lasci influenzare dalle sirene formigonian-leghiste. Alitalia andava privatizzata vent'anni fa in tempi di pentapartito e da anni sta per sposare Air France. Insomma, presto che è tardi". Avvocato Previti In questa campagna elettorale di Silvio Berlusconi e del Pdl manca qualcuno. Qualcuno che non può proprio fare campagna elettorale. Eppure è stato ministro del primo governo Berlusconi, titolare di un dicastero pesante (la Difesa) e superpotenza di Forza Italia. A riportare il nome di Cesare Previti alla ribalta della cronaca ci pensa a pagina 36 del Corriere della Sera Gian Antonio Stella nella sua settimanale rubrica Tuttifrutti. "Pareva che domani fosse la volta buona. E sarebbe apparso uno scherzo del destino ? scrive Stella ?: nel lontano 27 marzo 1994 aveva fatto irruzione nella politica italiana come il braccio destro del Cavaliere trionfante, destinato a sfiorare il ministero della giustizia (fu dirottato alla difesa solo per le troppe polemiche) e il 27 marzo di 14 anni dopo sarebbe stato probabilmente radiato, salvo sorprese, dall'Ordine degli avvocati. Macché: tutto rinviato. Di nuovo. Questa volta al 22 aprile, la settimana dopo le elezioni. Fino ad allora, Cesare Previti continuerà a figurare come iscritto nell'albo di Roma. Sospeso dall'esercizio della professione, perché la magistratura gli allegò questa pena accessoria. Ma iscritto ". La vicenda Previti è in realtà un modo per sottolineare le contraddizioni che regnano negli Ordini professionali ? non soltanto in quello degli avvocati. Gian Antonio Stella conclude così la sua rubrica: "Resta sempre la stessa domanda: se gli ordini resistono accanitamente a ogni critica dichiarandosi essenziali per garantire la professionalità e il decoro dei propri iscritti che però possono sanzionare (forse) solo dopo una sentenza di condanna della Cassazione, a cosa servono?". Olimpiadi in bianco Un piccolo gesto da chiedere agli atleti a Pechino. "Alla nostra delegazione, e in primis al nostro comitato olimpico, ma anche ai turisti che affolleranno gli stadi, e perfino a coloro che da casa incollati alla tv seguiranno le gare. E ai politici, troppo pavidi o saggi per disertare la cerimonia d'inaugurazione". Un pezzo di stoffa, o un fazzoletto, un nastro tra i capelli o un cordino al polso, scrive il Riformista, un pezzo di stoffa rigorosamente bianco: "Perché bianco è il colore del lutto in Cina. E quindi a tutti, a Pechino, sarà immediatamente comprensibile". Un pezzo di stoffa per ricordare a tutti le violazioni dei diritti umani commesse quotidianamente dai padroni di casa.

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I sindacati ora trattano (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

LA VENDITA DI ALITALIA Cgil e Cisl più possibilisti, aspettando il piano di Spinetta I sindacati ora trattano RAFFAELLA CASCIOLI Un italiano su due pensa che la proposta di una cordata italiana per Alitalia lanciata da Berlusconi non sia reale ma solo una mossa elettorale. Ben 800 mila persone, di contro, sarebbero disposte a votare Berlusconi se riuscisse a salvare le sorti di Alitalia con una cordata composta da imprenditori italiani. Al mercato dei sondaggi si trova di tutto: con Swg pronta a scommettere che il 43% degli intervistati cederebbe l'Alitalia ad Air France e l'immancabile Piepoli che invece è convinto che la vicenda Alitalia ha un peso nell'opinione pubblica al punto che una soluzione nazionale vedrebbe il Popolo della libertà avanzare di ben due punti percentuali visto che "il 72% degli italiani caldeggia l'ipotesi di una cordata italiana". Capire quello che vorrebbero gli italiani può essere un esercizio di stile, mentre invece quale sia la soluzione migliore per Alitalia dovrebbe essere compito di una classe dirigente degna di questo nome e non solo dei sindacati che pure, si dice, sanno fiutare l'aria. E quella che tira dalle parti della Magliana è che i francesi si sono ammorbiditi e che non intendono lasciare sul terreno vittime nella campagna d'Italia. In attesa di conoscere i dettagli del piano, che stasera sarà presentato dal presidente di Air France Spinetta e che sarà al centro del negoziato domani, ieri i leader di Cgil e Cisl hanno ammorbidito i toni, anche perché non conviene a nessuno che la vicenda di Alitalia finisca troppo a lungo sotto il fuoco incrociato della campagna elettorale tanto più che ieri il Cavaliere ha contraddetto se stesso: "Vieterei ai miei figli di partecipare in qualunque modo". Di fronte all'apertura di Spinetta il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, parla di un cambiamento "almeno a parole, di un avanzamento". Anche il leader della Cgil Guglielmo Epifani ritiene che quello di domani sarà "un passaggio importante, vediamo se effettivamente ci sono aperture. Se ci sono si può continuare a trattare. Deve essere, però, una vera trattativa". Non solo i confederali, ma anche l'Ugl il sindacato vicino ad An, parla di primo risultato anche se non è ancora scritta la parola fine; in linea peraltro con l'imbarazzo di Gianfranco Fini che definisce importante la disponibilità di Air France a rivedere il piano. Tuttavia se per Bonanni "Lufthansa sarebbe meglio di Air France" e un risultato pieno lo si otterrà solo se si salva lo scalo di Malpensa, è Epifani a scoprire l'equivoco: "La mia impressione è che se c'è il fallimento, una cordata si può materializzare. Ma è esattamente il rischio che un sindacato non vuole correre, normalmente. A meno che non sia costretto". Il termometro dell'ennesimo psicodramma all'italiana ha ieri segnato una temperatura a livelli di guardia soprattutto a destra. Nel giorno in cui l'umore del Cavaliere è cambiato nell'arco di poche ore passando da "è merito mio" che i francesi abbiano cambiato posizione all'ennesima affermazione che "tra qualche giorno" la cordata italiana batterà un colpo, i suoi compagni di partito lo hanno clamorosamente smentito. Per Fini infatti non c'è nulla di disdicevole nel fatto che "Berlusconi abbia invitato gli imprenditori italiani", anche se spiega che il Cavaliere "non ha detto che c'è una cordata pronta", mentre Lamberto Dini non ha avuto problemi a dire che "al momento la cordata italiana non c'è". Insomma, a credere al Cavaliere è rimasto solo il povero Calderoli che candidamente spiega che "se Berlusconi dice che c'è la cordata, io gli credo". A suonare la sveglia ci pensa l'Europa, chiamata in causa dal giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung secondo cui è ora che Bruxelles spieghi agli italiani "che il tempo dei monopoli di stato nel mercato aereo è finito da tempo". L'eurocommissaria Kroes ammonisce che "non si può continuare per sempre con gli aiuti di stato" e sottolinea come le aziende debbano avere piani industriali credibili che ne garantiscano la vita nel mercato. Sul fronte politico intanto il ministro Tps riferirà mercoledì prossimo alla camera davanti alle commissioni congiunte, mentre dal Pd si sottolinea che la strada è obbligata: per il numero due Dario Franceschini "tutto ciò che può migliorare (le condizioni di Alitalia, dei lavoratori, di Malpensa) è il benvenuto. Resta il fatto che quella di Air France è l'unica offerta reale che c'è in campo. Tutto il resto è virtuale". Intanto, in borsa il capitale di Alitalia continua a passare di mano: ieri gli scambi hanno riguardato l'1,6% del capitale con un guadagno del 27,8%. I mercati scommettono su una soluzione a breve, ma chi ci sta guadagnando?.

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Alitalia e par condicioinfiammanole elezioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cordata nel mirino La Procura di Roma e la Consob seguono da vicino il destino del titolo Alitalia, dopo le dichiarazioni di Berlusconi. Ed è polemica sulla sfida mancata in tv con Veltroni 28/03/2008 Roma. La Commissione per la Borsa sta facendo "un attento monitoraggio" sul titolo Alitalia. La Procura di Roma segue con "attenzione" la vicenda. Fioccano le smentite dei presunti partecipanti alla cordata sponsorizzata da Silvio Berlusconi. Fra il Cavaliere e Walter Veltroni s'infiamma anche la polemica sul mancato faccia a faccia in tv. bocconetti e lombardi >> 2 e 3 l'intervento di bruno vespa >> 21 28/03/2008.

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Giornata positiva vola alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Commento MILANO. Giornata positiva per Piazza Affari in scia alla buona intonazione dei titoli finanziari a livello europeo. Il mercato milanese, così come le principali Borse del Vecchio Continente, è riuscito a chiudere in deciso rialzo con il Mibtel che ha guadagnato l'1,46% a 24.193 punti e lo S&P/Mib l'1,24% a 31.669 punti. Ancora una seduta positiva e a singhiozzo per Alitalia che chiude la giornata sui massimi di seduta: +10,8%. 28/03/2008.

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Confronto in tv, è rissa (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Pietro minaccia di querelare Berlusconi. E il Pd ritira la canzoncina da YouTube Roma. Ora volano gli stracci. Silvio Berlusconi: "Veltroni e la sinistra hanno compiuto un atto violento nei miei confronti: il segretario del Pd ha detto "non voglio andare in Rai", ed ha impedito anche a me di andarvi. Gli italiani devono sapere: la Rai è in mano ai comunisti. Smentite? Sempre meglio smentire, a volte, che mentire come fanno loro. E Di Pietro, un personaggio orribile: lui e la sua Italia dei Valori (e per spiegare bene ha fatto il segno dei soldi, sfregando pollice ed indice di una mano). Non credo che gli italiani saranno così ingenui e creduloni da votare ancora la sinistra". Walter Veltroni: "Quante sono le smentite di Berlusconi oggi? Del resto lui si candida per la quinta volta alla guida del paese: in tutti i paesi d'Europa, i premier hanno, più o meno, la mia età. È la stagione in cui si può dare il meglio". Lentamente, giorno dopo giorno, la campagna elettorale 2008 scivola verso la consueta rissa verbale. Con, immancabile, un minacciato ricorso alla magistratura: Antonio Di Pietro sta valutando se presentare una denuncia nei confronti del Cavaliere, non solo per la vicenda Alitalia, ma anche per quel gesto dei soldi, associato al suo nome. "È da tempo che mi calunnia e mi accusa di aver messo in galera innocenti. È ora che ne risponda davanti alla magistratura", ha fatto sapere l'ex Pm. Dal polverone emergono alcune certezze. Molto difficilmente il "faccia a faccia" televisivo tra Veltroni e Berlusconi si terrà. Il leader del Pdl, ieri, è stato duro: "Loro sono disperati, hanno letto i sondaggi e sanno che non hanno possibilità di vincere. Per questo è lui che non vuole il confronto televisivo". Veltroni usa un linguaggio più soft: "Io rispetto gli avversari - ha detto a Messina, interrompendo una salva di fischi che stava partendo dalla platea nei confronti del suo avversario - anche se loro non si comportano allo stesso modo"; salvo poi in serata, ospite del Tg1 ha affondato la lama: "Brogli, televisioni, pubblicità: mi sembra che Berlusconi sia fermo al '94. Usa lo stesso linguaggio". Ma, a Roma, il "caso Porta a Porta", è tutt'altro che chiuso. Il conduttore della trasmissione ha spiegato che non è stata sua la responsabilità di cancellare la puntata che avrebbe dovuto ospitare il Cavaliere. "A costo di essere pignolo spiego - ha confermato anche il Presidente della Rai, Claudio Petruccioli - A nessuno è sembrato corretto ed accettabile che, nelle ultime dieci trasmissioni di "Porta a Porta", Berlusconi fosse presente due volte e Veltroni una soltanto, dal momento che non c'era da recuperare nessuno scompenso pregresso". Caso chiuso? No. "In realtà, nonostante quello che sostiene Berlusconi, la legge sulla par condicio non impedisce affatto un confronto a due", ha voluto aggiungere il ministro della Comunicazione, Paolo Gentiloni. "Berlusconi ha un modello: è Putin. Farebbe la campagna elettorale da solo. Ma Veltroni è, se possibile, anche peggio: prima voleva a tutti i costi la par condicio, oggi vorrebbe spartirsi gli spazi televisivi. Più che convinzioni ha convenienze", è stata la velenosa replica di Casini. Ieri sera, intanto, il video elettorale a favore di Veltroni che riprendeva una canzone dei Village People, la popolare YMCA alla quale è stato adattato un testo che dice "I'm Pd" (io sto col Pd), è stato ritirato da YouTube. È risultato, infatti, che mancava l'autorizzazione dei Village People ad utilizzare il loro successo in chiave elettorale. Angelo Bocconetti bocconetti@ilsecoloxix.it 28/03/2008.

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Air france oggiinvia il piano (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Acquisizione Roma. È rinviato a oggi l'invio da parte di Air France-Klm ai sindacati del nuovo piano di acquisizione "corretto" di acquisizione di Alitalia. Lo si è appreso nella tarda serata di ieri da fonti sindacali. Il gruppo franco-olandese aveva, in occasione dell'ultimo incontro con i sindacati, annunciato per oggi il nuovo piano ma successivamente aveva prospettato la possibilità che potesse essere anticipato. Intanto resta caldo il fronte Malpensa: ieri Giuseppe Bonomi, presidente della Sea, la società aeroportuale che gestisce gli scali milanesi di Malpensa e Linate, ha fermamente ribadito di non avere l'intenzione di ritirare la causa intentata ad Alitalia da 1,25 miliardi di euro a seguito dei tagli operati dalla compagnia aerea su Malpensa. Bonomi - già presidente di Alitalia - ha comunque precisato che ci potrebbero essere cambiamenti soltanto in caso di sviluppi in favore dell'hub lombardo. Per quanto riguarda le strategie per il rilancio di Malpensa, il presidente ha anticipato che "sono 70 le linee aeree con cui stiamo trattando". E qualcosa si muove: la AirOne di Carlo Toto ha presentato ieri undici nuove rotte dallo scalo milanese: nei prossimi quattro mesi saranno inaugurati 7, a cui si aggiungeranno a giugno i primi due voli intercontinentali verso Boston e Chicago. 28/03/2008.

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Ribaltone al vertice: si dimette Basile (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del AEROPORTI DI ROMA Ribaltone al vertice: si dimette Basile Improvviso ribaltone ai vertici di Aeroporti di Roma, proprio alla vigilia del trasferimento di molti voli Alitalia da Malpensa a Fiumicino. Maurizio Basile lascerà l'incarico di amministratore delegato e direttore generale di Aeroporti di Roma il prossimo 16 aprile, in coincidenza con l'assemblea degli azionisti per l'approvazione del bilancio 2007. Lo ha annunciato la società spiegando, con un comunicato, che il presidente Fabrizio Palenzona lo ha comunicato ieri al consiglio di amministrazione. "La decisione, congiuntamente assunta e concordata con l'azionista di controllo - spiega Adr - trova fondamento nel definitivo superamento della situazione di stallo in cui Aeroporti di Roma era venuta a trovarsi nel biennio 2004-2005, maturando un gap infrastrutturale e competitivo che avrebbe potuto compromettere il naturale sviluppo dell'hub di Fiumicino". Basile aveva assunto la guida della società ad aprile 2006. Cda e collegio sindacale, indica la nota, rivolgono a Basile "un sentito ringraziamento per il lavoro svolto e un augurio per il prosieguo della sua attività unitamente all'apprezzamento per il successo professionale anche nell'occasione conseguito". In realtà il divorzio sarebbe stato determinato dalle divergenze strategiche tra l'amministratore delegato e i maggiori azionisti della società.

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Sea vuole sempre il risarcimento AirOne: nove nuove rotte da Malpensa. Bonomi: contatti con 70 compagnie (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Sea vuole sempre il risarcimento AirOne: nove nuove rotte da Malpensa. Bonomi: contatti con 70 compagnie di Oscar Debiasi / Milano SETTANTA Malpensa rilancia? Così sembrerebbe ascoltando Giuseppe Bonomi, amministratore delegato di Sea, la società che gestisce gli scali lombardi. "Sono settanta le linee aeree con cui stiamo trattando. Settanta compagnie aeree", ha fatto sapere Bonomi, mentre andava in onda ieri a Milano la presentazione del progetto per lo scalo varesino di AirOne. Bonomi ha parlato di "piano di rilancio" e ha poi negato che Sea abbia intenzione per ora di ritirare la richiesta di risarcimento danni a carico di Alitalia per 1,25 miliardi di euro. Le ipotesi più recente davano per certo un accordo su una cifra molto minore. "Da Air France - ha spiegato Bonomi - non c'è assolutamente alcuna notizia, per cui ribadisco quanto ho già detto". Nelle ultime settimane più volte Bonomi era tornato sull'argomento, sempre precisando che la richiesta di risarcimento danni non sarebbe stata ritirata da parte di Sea, ma confermando sempre la disponibilità a trattare. Per Bonomi "le sorti di Alitalia non sono una variabile trascurabile", al pari della sorte prospettata daAir France per il cargo sul Malpensa. A Malpensa pensa anche AirOne: Lino Bergonzi, il direttore generale della compagnia di Carlo Toto, ha annunciato nei prossimi quattro mesi sette voli nazionali e internazionali , a cui si aggiungeranno a giugno i primi due voli intercontinentali verso Boston e Chicago. In particolare, dalla fine di marzo partiranno 5 rotte nazionali (Roma Fiumicino e Napoli, dal 30 marzo, Palermo dal primo aprile, Bari e Lamezia Terme dall'8 luglio) e 4 internazionali: Berlino (dal 2 maggio), Bruxelles (dal 2 giugno), Atene (7 giugno) e Salonicco (8 giugno). A queste si aggiungono i due collegamenti transatlantici, per Boston e Chicago, da metà giugno. Bergonzi ha escluso l'interesse di AirOne alla quotazione in Borsa.

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Cade la scure sui voli di Malpensa Alitalia riduce le rotte settimanali da 1.238 a 352. Gli industriali: oltre 7mila posti a rischio (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Cade la scure sui voli di Malpensa Alitalia riduce le rotte settimanali da 1.238 a 352. Gli industriali: oltre 7mila posti a rischio di Luigina Venturelli / Milano CONTO ALLA ROVESCIA La notizia ha il sapore della beffa. Domenica la tempesta Alitalia si abbatterà su Malpensa, portandosi via 900 voli settimanali e subito 1.500 posti di lavoro, nello stesso giorno scelto dalla Regione Lombardia per inaugurare la bretella autostradale da Boffalora per collegare l'aeroporto alla A4 Milano-Torino. Diciotto chilometri di corsia veloce per rendere lo scalo lombardo meno isolato, un'infrastruttura invocata per anni ma che arriva solo adesso. Decisamente troppo tardi per incidere sull'imminente destino di Malpensa, che è quello di vedersi tagliare il 72% del traffico aereo della compagnia di bandiera. Tra due giorni, con l'entrata in vigore dell'orario estivo, diventerà infatti operativo il piano predisposto dal presidente di Alitalia Maurizio Prato in conto Air France: spariranno 140 voli intercontinentali, 536 voli europei e 210 voli nazionali. Cifre consistenti che, analizzate nel dettaglio, rendono la drammaticità del momento. Sul fronte intercontinentale saranno cancellate le tratte verso Shangai, Mumbai, Delhi, Osaka, Boston, Chicago e Buenos Aires, particolarmente battute dagli imprenditori al passo con la globalizzazione e le nuove frontiere dello sviluppo industriale: per raggiungere la Cina e l'India si dovrà passare da altre compagnie oppure, per le undici mete finora servite solo da Alitalia, per altri hub. Fiumicino o Charles De Gaulle che dir si voglia. Ancora più pesanti i tagli nei collegamenti europei. Alitalia non volerà più da Malpensa verso Londra, Francoforte, Madrid, Atene, Barcellona, Berlino, Lione, Lisbona e Zurigo: i passeggeri lombardi saranno costretti a bussare alla porta di British Airways o di Lufthansa, senza contare le innumerevoli compagnie low cost che imbarcano ogni giorno migliaia di persone negli aeroporti sparsi in tutto il Nord Italia. Tra questi figura anche Linate: doveva essere un semplice city airport, invece continua a mietere successi e nuovi voli, compresi i 79 collegamenti settimanali che dal 30 marzo vi porterà Alitalia. Un po' verso l'Europa (Madrid, Barcellona, Amsterdam, Bruxelles e Londra) e un po' verso il resto d'Italia (Lamezia Terme, Brindisi, Bari, Palermo, Napoli e Cagliari) a compensare le tratte nazionali tolte dallo scalo varesino. A ritrovarsi con le macerie di Malpensa tra le mani saranno, innanzitutto, i lavoratori dello scalo. La Regione Lombardia e la Confindustria hanno stimato circa 7.500 i posti a rischio, ma il sindacato preferisce non sbilanciarsi in previsioni azzardate: "Gradisco poco il balletto delle cifre, quelle ipotizzate sono solo stime da campagna elettorale - precisa la segretaria della Cgil regionale Susanna Camusso - ma nessuno possiede la sfera di cristallo per sapere che cosa succederà". Gli unici numeri certi, finora, sono i 900 lavoratori della Sea per i quali scatterà tra due giorni la cassa integrazione a rotazione, altri 250 contratti a termine in scadenza e circa 350 esuberi già annunciati da altre aziende del servizio aeroportuale. "Tutto il resto sono ipotesi. Si gioca a chi la spara più grossa sulle spalle dei lavoratori, invece di dire che cosa si intende fare per non lasciar precipitare la situazione" continua la Camusso, che ribadisce la necessità di "garantire la vocazione intercontinentale di Malpensa attraverso accordi con altre compagnie aeree in grado di mantenere gli attuali livelli di traffico". Impossibile, al proposito, non rivolgere un pensiero particolare al presidente della Sea, Giuseppe Bonomi: "La smetta di vendere fumo, a seconda dei giorni vanta contatti con 70 o con 100 compagnie diverse. Inizi piuttosto a fare il suo lavoro, faccia qualche accordo, perchè all'aeroporto servono fatti concreti". Invece si sprecano i balletti dello scarica barile: "Siamo stufi di vedere certa gente scaricare ogni responsabilità. Mi riferisco all'ex premier Berlusconi, che durante il suo mandato rifiutò la ricapitalizzazione della compagnia, e al presidente lombardo Formigoni, che all'epoca non si agitò neppure".

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Bufala bill (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Bufala bill Antonio Padellaro Non abbiamo il minimo dubbio: il collega della "Stampa" ha riportato fedelmente le parole di Berlusconi sulla presunta cordata per Alitalia, rivelatasi poi falsa. Il virgolettato è autentico non fosse altro perché quei nomi (Mediobanca, Benetton, Ligresti, l'Eni) non può averli immaginati che l'intervistato. Una cordata priva di fondamento, inventata a scopi elettorali e subito smentita dai soggetti incautamente coinvolti con inevitabile retromarcia dal nostro bufala bill. Ci sarebbe da ridere se l'autore della facezia non stesse da giorni giocando sulla pelle di migliaia di lavoratori e con le quotazioni della Borsa. E se tra qualche settimana l'Italia non rischiasse seriamente di ritrovarsi questo personaggio di nuovo assiso sulla poltrona di Palazzo Chigi. Il mondo ci guarda, scrivevamo ieri, e resta di stucco (come il Wall Street Journal) nell'apprendere che alla testa di una delle nazioni più progredite può ritornare insieme al caravanserraglio di leghisti e secessionisti del nord e del sud chi interpreta la lotta all'evasione fiscale come una forma mascherata di aumento delle tasse. Chi coltiva l'idea che si possa vivere senza regole. Chi tratta le grandi scelte economiche come affari privati. Si era detto all'inizio della campagna elettorale che nel candidarsi per la quinta volta a premier (record eguagliato solo dal fascista Le Pen) forse il capo della destra aveva cambiato look mostrandosi più cauto nelle promesse, meno aggressivo nelle accuse. Pura illusione, come dimostra la foga iraconda con cui ha ripreso a dare del comunista a chiunque osi contraddirlo. A settanta e più anni Berlusconi non può certo cambiare una natura "allergica alla verità e una propensione voluttuaria e voluttuosa alle menzogne" (Indro Montanelli). Con i problemi che abbiamo il pensiero di altri cinque anni di avanspettacolo e girandole lascia sgomenti.

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I numeri (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del I numeri 886 LE TRATTE TAGLIATE: da domenica Alitalia ridurrà i voli settimanali sull'aereoporto di Malpensa da 1.238 a 352, con un taglio del 72 per cento. 127 I VOLI CHE IN MEDIA verranno a mancare ogni giorno da Malpensa: colpite le tratte internazionali (meno 676), ma anche quelle nazionali (meno 127) 900 I LAVORATORI IN CASSA INTEGRAZIONE per ventiquattro mesi: 350 sono dipendenti di Sea, 550 di Sea Handling. 600 I LAVORATORI che perderanno subito il posto: 250 sono contratti a termine, che non vedranno rinnovato il loro rapporto di lavoro, 350 sono per ora in esubero nelle società dell'indotto 7000 GLI ESUBERI previsti nell'indotto: è la valutazione di Assolombarda,l'associazione degli industriali.

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Alitalia, la bufala avvelenata di Berlusconi Annuncia i nomi per la cordata: Benetton, Eni, Mediobanca, Ligresti... Ma viene smentito Allora si corregge: è un eventuale interesse f (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia, la bufala avvelenata di Berlusconi Annuncia i nomi per la cordata: Benetton, Eni, Mediobanca, Ligresti... Ma viene smentito Allora si corregge: è un eventuale interesse futuro. Consob e Procura esaminano il caso Benetton, e poi Ligresti, e l'Eni, Mediobanca: una sfilza di nomi importanti lanciati da Silvio Berlusconi, in un colloquio con La Stampa, a proposito della fantomatica cordata italiana pronta a contendere ad Air France il controllo di Alitalia. Ma è una balla, una nuova bufala avvelenata del Cavaliere, che continua a giocare - per evidentissimi motivi elettorali - sulla pelle di migliaia e migliaia di lavoratori. Una dopo l'altra fioccano le smentite degli interessati. E lo stesso Berlusconi è costretto a correggere: "Si tratta di un eventuale interesse futuro...". Veltroni ironizza: "Quante smentite ancora?". Il caso all'esame di Procura e Consob. Di Giovanni e Venturelli alle pagine 2 e 3.

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Fmr Art'è prevede per l'esercizio in corso ricavi in aumento del 16,4% a 49 milioni. (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Fmr Art'è prevede per l'esercizio in corso ricavi in aumento del 16,4% a 49 milioni. Lo hanno comunicato i vertici nel corso della presentazione del bilancio 2007. Il margine operativo lordo, per contro, diminuirà sia in termini assoluti, sia come percentuale sul fatturato a causa di maggiori investimenti che il gruppo sosterrà in marketing e comunicazione. Negroni con un volume di circa 40mila tonnellate di prodotto immesse sul mercato, un export da record (circa il 30% del fatturato totale), 1.000 dipendenti, 6 stabilimenti in Italia, 4 filiali commerciali all'estero e una storia aziendale lunga oltre un secolo, ha chiuso il 2007 con un fatturato di oltre 305 milioni di euro, con una crescita superiore al 6%. Astaldi ha chiuso il bilancio 2007 con un utile netto di 38,1 milioni di euro, in crescita del 26,6% rispetto al 2006. Approvato il bilancio, il consiglio di amministrazione proporrà all'assemblea del 23 aprile la proposta di un divideno di 0,10 euro per azione (0,085 nel 2006), in pagamento l'8 maggio. Hugo Boss prevede di rilevare un nuovo marchio e l'operazione potrebbe essere possibile già entro fine anno. Così all'assemblea di bilancio il direttore finanziario Joachim Reinhardt, che ha precisato che il fatturato del nuovo marchio potrebbe attestarsi fino ai 500 milioni di euro. Il prezzo di acquisto dovrebbe collocarsi sotto i 500 milioni. Hugo Boss e controllata dal fondo Permira. Geox sugli scudi in Piazza Affari dopo la notizia che da lunedì il gruppo di Mario Moretti Polegato prenderà il posto di Alitalia nell'indice s&p/mib. Le caratteristiche che deve avere un titolo per essere incluso nel paniere, composto da 40 società, dipendono da diversi fattori tra cui livello di capitalizzazione, volatilità e rappresentatività settoriale. Landi Renzo, la società reggiana leader mondiale nel settore della mobilità eco-compatibile, quotata in Borsa, ha vinto la seconda gara di appalto per la fornitura di sistemi di alimentazione per autovetture a gas metano lanciata dalla società energetica statale del Venezuela.

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Va in onda alle 2 di notte la par condicio del Tg4 (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Va in onda alle 2 di notte la par condicio del Tg4 Si vede che la campagna elettorale sta entrando in dirittura e lo si vede dai telegiornali berlusconiani, che ormai hanno rotto gli argini: il Capo occupa ogni spazio. Ieri era trino: un Berlusconi per l'Alitalia, un Berlusconi per attaccare il governo Prodi, sentina di ogni orrore; un Berlusconi contro la par condicio che gli vieta Porta a Porta. E qui, la verità è andata a farsi friggere: la colpa è di Veltroni il quale, avendo rifiutato Vespa, impedisce lo show solitario di Berlusconi. E allora? C'è una legge e, finché c'è, va rispettata. Non un cenno, non una parola sulla fuga di Berlusconi all'idea di un faccia a faccia con Veltroni, che sarebbe la vera notizia. E stiano attenti i colleghi della Rai non berlusconiani: il Cavaliere ha scoperto che la Rai "è sempre in mano ai comunisti" e ne farà strage. Poi c'è il caso Fede. Se Corrado Calabrò rivede il Tg4 di ieri sera, monologo del "Leader del Popolo della Libertà", sviene. E dovrebbe anche risentirsi: quando Fede, con molto sussiego, annuncia che nel corso della notte, darà 4 minuti anche a Veltroni, non siamo per caso di fronte a una ribalda presa in giro? Paolo Ojetti.

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Pirelli in frenata (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Pirelli in frenata La Borsa ha chiuso in rialzo una seduta tutta positiva, in linea con le altre piazze europee. Il Mibtel è salito dell'1,46% con scambi sopra i 4,2 miliardi di euro. Alitalia ha chiuso in rialzo del 10,86% a 0,64 euro e nonostante la prolungata sospensione ha registrato scambi su oltre 20 milioni di azioni; le smentite e i no comment delle società coinvolte nella presunta "cordata italiana" non hanno influenzato gli andamenti dei rispettivi titoli in Borsa: Eni ha chiuso con un rialzo dello 0,93%, Mediobanca dell'1,09%, FonSai dell'1,73% e il gruppo Benetton del 2,29%. Fra i bancari, Unicredit ha registrato un rialzo dell'1,53% mentre Intesa Sanpaolo ha chiuso in rialzo dell'1,47% e Popolare di Milano del 2,05%. Rialzo marcato per Impregilo, che sale del 18,99% dopo l'annuncio dei nuovi contratti in Usa e Libia. In rialzo anche Italcementi (più 0,74%) e Buzzi Unicem (più 4,64%). Fra gli industriali, Pirelli ha subito una battuta d'arresto (meno 3,54%) mentre sono salite le quotazioni di Fiat (più 1,45%).

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Fincantieri, un secolo e poi la Borsa Per Napolitano è opportuno trovare un po' di quattrini nel privato . Ma la Fiom è critica (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Fincantieri, un secolo e poi la Borsa Per Napolitano è opportuno "trovare un po' di quattrini nel privato". Ma la Fiom è critica di Marco Tedeschi / Monfalcone RILANCIO Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, va a Monfalcone per inaugurare una mostra a cento anni dalla fondazione dei Cantieri navali, incontra i lavoratori, elogia quella grande dimostrazione di cultura, ingegno, fatica, volontà che sono le grandi navi che da lì hanno preso e prendono il mare (settecento in un secolo) e, soprattutto, rilancia la "questione" Fincantieri. Vecchia, ormai, questione e assai travagliata, che si può riassumere nelle parole "quotazione in Borsa" e "privatizzazione". Cominciamo dall'elogio, rivolto al management e, più forte, agli operai dal casco bianco: "Saluto la grande esperienza produttiva e costruttiva del cantiere navale di Monfalcone. Esprimo il mio alto apprezzamento per l'impegno con cui Fincantieri sta affrontando e affronterà la difficile sfida della competizione in un mondo globalizzato". Davanti al modello della motonave Giulio Cesare, costruita nel 1951, rispondendo alle domande dei giornalisti (una anche su Alitalia, ma il presidente l'ha respinta: "Non dirò neppure mezza parola") la considerazione rispetto al futuro di Fincantieri: "È una grande realtà pubblica che avrà bisogno di trovare un po' di quattrini anche nel privato". Proprio come aveva sintetizzato pochi minuti prima l'amministratore delegato Giuseppe Bono: "Per continuare a primeggiare è necessario investire in ricerca, innovazione di prodotto e processo, aggiornamento impiantistico... Abbiamo un'eredità gloriosa da difendere e possiamo farlo solo anticipando le tendenze del mercato. Sono già state individuate le linee strategiche da seguire nei prossimi anni, anche se, come è noto, per fare ciò necessitiamo di capitali... Non possiamo contare solo sulle nostre forze". Insomma Bono rilanciava il progetto dell'ingresso in Borsa. Il primo passaggio prevederebbe che la maggioranza del pacchetto azionario (detenuto al 99,97 per cento da Fintecna, cioè dallo Stato) rimanesse in mano pubblica... Il management s'è guadagnato il consenso della politica (con l'eccezione di Rifondazione). Il sindacato si è diviso. Fim e Uilm si sono accontentate della garanzia di un azionariato a maggioranza pubblica. La Fiom ha fatto opposizione, fino alla proclamazione nello scorso giugno di uno sciopero di otto ore (incontrando la solidarietà delle amministrazioni comunali che "ospitano" gli otto cantieri: Monfalcone, Marghera, Sestri Ponente, Ancona, Palermo, Muggiano, Riva Trigoso, Bari). Il 15 giugno tremila lavoratori (Fincantieri conta novemila dipendenti diretti, con l'indotto s'arriva a quota venticinquemila) hanno manifestato a Roma. Migliaia di firme sono state raccolte a sostegno di una petizione contro la privatizzazione. Fincantieri, che sono dieci anni fa sommava perdite per quattrocento milioni di euro, è diventata una azienda leader: un primato tra i costruttori di grandi navi da crociera (cruise) e nella categoria ferry, l'avvio di un nuovo business con i mega yacht, grandi motori diesel (l'Isotta Fraschini di Bari), competenza, tecnologia, innovazione, ricerca (anche in rapporto con la produzione militare). Un unico neo: la cantieristica chiede investimenti cospicui e garantisce "ritorni" limitati (valutati attorno al tre per cento). La Fiom teme che per ripagare l'azionista privato, anche Fincantieri scelga la strada della delocalizzazione di alcune lavorazioni (in uno dei tanti cantieri dell'est europeo), che si possa tagliare la quota per ricerca e innovazione, che in qualche modo si colpisca la qualità del prodotto. L'instabilità delle borse e dei mercati finanziari ha "raffreddato" nei mesi passati il progetto. Il governo Prodi lo aveva messo da parte (appena un cenno nell'ultimo documento di programmazione economica e finanziaria). Resta il problema che Bono, l'amministratore delegato, ha indicato (insieme con il presidente Napolitano): dove trovare i soldi per alimentare lo sviluppo.

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Finocchiaro: posso vincere ho già recuperato 8 punti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

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Stai consultando l'edizione del Finocchiaro: posso vincere ho già recuperato 8 punti... di Maria Zegarelli / Roma A sedici giorni dal voto la Sicilia resta ancora terra da conquistare per il Partito democratico e per Anna Finocchiaro in corsa per governare l'isola più difficile del Paese. Raffaele Lombardo, uomo del centrodestra la vittoria se la sente in tasca. "Mai come adesso la Sicilia vuole rompere con il passato e dare il via ad un cambiamento vero", dice Anna Finocchiaro durante una pausa del tour elettorale in lungo e in largo nelle province siciliane, prioprio nei giorni in cui è arrivato il pullman verde di Walter Veltroni. Ottimista, malgrado un sondaggio Demopolis che dà Lombardo al 57% e lei al 38%: "I sondaggi? Non mi impressiono proprio, ci vuole altro per impressionarmi". Il professor Centorrino dice che la gente in Sicilia si rifugia in una sorta di supplenza dello Stato, che di volta in volta è familismo amorale, clientelismo e rete mafiosa. Si può cambiare? "È assolutamente possibile. Anche perché questo affidamento è arrivato al punto estremo di elasticità, non è più in grado di offrire risorse, ma le brucia drammaticamente. È un sistema che favorisce la rete dell'illegalità, lo scambio di favori al posto dei diritti, che perde di vista i veri bisogni della gente. Alla fine salta". Siamo entrati nell'era post-cannoli alla Cuffaro? "Sono convinta che questo sia un momento particolare della storia della Sicilia per una serie di ragioni. La chiusura anticipata di questa legislatura, per il modo in cui si è chiusa l'esperienza Cuffaro, ha fatto malissimo alla Sicilia, alla sua immagine e all'immagine dei siciliani e questo viene avvertito dalla gente. Ma abbiamo anche dei segnali straordinari: la posizione di Confindustria regionale; il fatto che il contrasto al racket e al pizzo piuttosto che essere un luogo di solitudine è diventato un luogo di elaborazione, di proposta e di solidarietà. Si percepisce un nuovo clima e un nuovo modo in cui i siciliani avvertono se stessi e quanto è avvenuto con la gestione Cuffaro. Quello che resta da capire è se questo momento straordinario riesce ad essere anche il momento in cui quel 31% di indecisi di siciliani che vanno alle urne capisce che la svolta è qui e che si può imboccare una strada nuova. Durante i miei comizi l'entusiasmo maggiore arriva quando dico che nella pubblica amministrazione si dovrà entrare solo per pubblico concorso. Questo vuol dire che siamo arrivati a un punto di rottura con il sistema clientelare e un po' mafioso che finora ha imperversato. Si tratta di ammortizzatori sociali rispetto ai guasti del governare, il fatto che non ci siano crescita, occupazione, controllo della spesa pubblica non è privo di responsabilità. Paradossalmente il cattivo governo prepara tutte le condizioni per rendere vincente l'arma del ricatto". Lei ha aperto la campagna elettorale dicendo che la legalità è la priorità assoluta. Il Pdl su questo tace. Ma i sondaggi lo danno in vantaggio. Il vento del cambiamento non è un po' debole? "Questo è il vento di cambiamento più forte che io abbia mai sentito. A questo aggiungo che quando noi ragioniamo di mafia parliamo del contrasto affidato alla magistratura, alle agenzie tradizionali, mentre c'è un altra forma di contrasto fondamentale che va messa in atto. Oggi la presenza mafiosa sul territorio modifica le regole di concorrenza e premia l'impresa illegale, perché l'impresa che prende il prestito dalla mafia anziché dalla banca, che si fa proteggere i cantieri, che sfrutta il lavoro nero, che non adotta le misure di sicurezza e che inquina, è concorrenziale. Qui l'impresa sana non ha mercato, diventa marginale. Io propongo una "bollinatura" dell'impresa sana, che significa sgravi fiscali, rapporti privilegiati con la pubblica amministrazione, ampi spazi di autocertificazione, cioè quel riequilibrio che dimostra che ciò che paga non è la mafia, ma è la regola. Come diceva Max Weber nel 1929 fuori delle regole del mercato c'è solo il capitalismo di rapina o il capitalismo politico. Cuffaro che fa? Scrive sui manifesti "la mafia fa schifo"? La Regione che ha fatto per corrispondere coerentemente a quello che dice Confindustria siciliana? Tra il mio programma e il decalogo di Confindustria c'è assoluta armonia. Ci siamo messi d'accordo? No. C'è armonia perché la modernità è una, quella". La Sicilia senza tempi, delle pratiche infinite e di quelle velocissime. Come si interviene? "Intanto sulla riorganizzazione della macchina burocratica della Regione semplificando i procedimenti; introducendo l'innovazione tecnologica; rendendo trasparente la pubblica amministrazione; dando premi ai dirigenti che si impegnano in questa direzione; introducendo il tempo come variabile essenziale dei procedimenti amministrativi. In Sicilia oggi un'autorizzazione possono dartela in sei mesi, un anno oppure mai e senza spiegarti perché". La spesa pubblica è senza controllo, eppure cresce la povertà... "La prima cosa da fare è istituire entro 90 giorni una commissione di valutazione della spesa pubblica che faccia il monitoraggio e verifichi la qualità della spesa. Le spese si programmano e quindi si verifica come si procede, non come accade oggi che si buttano i soldi dalla finestra. La Sicilia spende 327 milioni di euro l'anno per il turismo contro i 51 della Toscana; è una vergogna. E non è l'unica: oggi per andare da Siracusa ad Agrigento un treno impiega 7 ore. Per Palermo ce ne vogliono 11. Noi vogliamo partire dalla mobilità interna ed esterna per merci e persone, da porti, interporti, autostrade e ferrovie per far ripartire la Sicilia. Infine, sembra strano dirlo, ma vogliamo l'acqua nei rubinetti di tutta la Sicilia. Serve un intervento massiccio, altro che le due dighe incompiute di Totò Cuffaro". Con quante donne al governo, intende cambiare la Sicilia? "Con il maggior numero possibile. Intanto Rita Borsellino sarà presidente dell'Assemblea, Rosario Crocetta assessore ai lavori pubblici. Iniziamo a fare un po' di pulizia". Se va male in Sicilia torna in Senato come presidente? "Mah, non lo so. Io sto pensando a vincere qui". I sondaggi dicono che il Senato è a rischio pareggio. Lei sostiene che in quel caso si devono fare le riforme, compresa la legge elettorale e poi si deve tornare alle urne. Tre tornate elettorali in meno di quattro anni. Non si chiede troppo agli italiani? "Questa non è davvero nostra responsabilità. Se avessimo fatto la legge elettorale oggi non ci troveremmo in questa situazione. Berlusconi ha mentito sapendo di mentire quando diceva che aveva trenta senatori in più. Avremo di nuovo un Senato imballato, mille tra deputati e senatori e ancora la navetta. Qualcuno dovrà prendersi questa responsabilità". Grande coalizione? "No. L'Italia ha bisogno di governo. Gli italiani sappiano con chi devono prendersela: con Berlusconi, che ha sparato soltanto balle. L'ultima su Alitalia". Crede davvero possibile una rimonta in queste ultimi giorni? "In Sicilia ho già recuperato otto punti, sto lavorando come una tigre per convincere gli indecisi e ho buone ragioni per avere speranza".

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Salma piatta (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

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Stai consultando l'edizione del Salma piatta Marco Travaglio È tornato lui. Contavamo i giorni, per vedere quanto avrebbe impiegato a riesumare i comunisti, Stalin, la Rai in mano alle sinistre, la par condicio illiberale. L'ha rifatto. Anzi, ha voluto esagerare e ha rispolverato pure la laurea di Di Pietro, una gag che risale addirittura al 1995 e che è già costata condanne per diffamazione a decine di pennivendoli al seguito. È bello e rassicurante ritrovare il vecchio Banana dei tempi migliori. "Berlusconi ­ osserva Ellekappa - tira fuori i suoi vecchi cavalli di battaglia. Vediamo se ritira fuori anche lo stalliere". Come i guitti a fine carriera che cercano di strappare l'applauso col repertorio, l'anziana soubrette di Arcore provvede a smentire tutti i politici e gli opinionisti "riformisti" che negli ultimi mesi lo descrivevano trasfor- mato, moderato, dialogante, insomma uno statista col quale riscrivere le regole della Repubblica, forse il codice della strada, sicuramente il codice penale. Infatti da un paio di giorni Uòlter ha cominciato a parlare di tv, di conflitto d'interessi, perfino. Ecco, dev'essere stata la parola mafia a mettere di cattivo umore il Cainano, insieme alle notizie dal Liechtenstein e dal resto d'Europa, dove i governi si stanno impegnando contro l'evasione fiscale che lui ebbe modo di definire alla festa della Guardia di Finanza "un diritto naturale che è nel cuore degli uomini", soprattutto nel suo. Lui, sui depositi di Vaduz, aveva dichiarato: "Il Liechten- stein non so nemmeno dove stia". Ma l'altroieri, con una strana classica excusatio non petita, è intervenuto l'on. avv. prof. Gaetano Pecorella, sorprendentemente allarmato: "Gli elenchi dei titolari italiani di conti correnti in Liechten- stein sono inutilizzabili, perché sono prove raccolte illecitamente. Il funzionario di banca ha commesso un illecito, sono informazioni coperte da segreto bancario". Ma va là: se un topo d'appartamenti trovasse un filmato che immortala il mandante di un omicidio mentre assolda il killer, verrebbe processato per furto; ma poi verrebbe processato anche il mandante dell'omici- dio. Lo stesso vale per gli elenchi dei furboni di Vaduz, tant'è che 37 procure italiane, come i giudici di tutt'Europa, li usano eccome. La spiegazione alternativa di tanto nervosi- smo è che l'ormai celebre "cordata italiana" per Alitalia stenti a decollare. A sentir lui, è tutto pronto. Tant'è che col riserbo che lo contraddistin- gue spiattella nomi e cognomi a chiunque, salvo meravigliar- si se Minzolini, appostato dietro la fioriera, ascolta e scrive tutto sulla Stampa. Nella terzultima versione della "cordata italiana" c'era Banca Intesa (che l'ha mandato a stendere) e la figliolanza (ma gli han votato contro persino Piersilvio e Marina). Nella penultima, Bracco, Tronchetti, Doris, Moratti, il mitico Carlo Toto (di cui il Pdl candida il figlio) e forse l'Aeroflot (trami- te l'amico Putin). L'ultima schiera Mediobanca, Eni, Ligresti e Benetton (oltre a Berty, sempre a disposizione). Malauguratamente il Cavaliere s'è scordato di avvertirli, per cui i quattro soggetti, appena si son visti sul giornale, sono corsi a smentire tutto. E lui naturalmente ha smentito se stesso. Ma c'è da giurare che è già pronta una quarta cordata: già si parla delle patatine Pai, della rivista Topolino, del titolare dei Chupa Chupa, di un produttore di mozzarelle di bufala e, come advisor, Braccobaldo Bau. Si dirà: ma non hanno i mezzi. Che problema c'è: l'importante è sparare nomi a raffica fino alle elezioni, poi lui gli dà i soldi prelevandoli dalle nostre tasche (parla di un "prestito ponte" del governo o, in alternativa, di un credito d'imposta ad Alitalia se resiste ai francesi un altro po', tanto perde solo 1 milione al giorno). O farà come nelle campagne abbonamenti del Milan: prima annuncia l'acquisto di Ronaldinho, Droga, Eto'o; poi, quando tutti i tifosi han pagato la tessera, annuncia costernato che sarà per l'anno venturo. Qualcuno insinua infine che sia nervoso perché l'incedere degli anni è più forte di qualunque lifting, trapianto, asfaltatura (di qui la fuga dai confronti con Uòlter): l'altro giorno, di passaggio da Viterbo, ha sostato un'ora dinanzi alla salma di Santa Rosa. Secondo il Corriere, "una ricognizione medicoscientifica ha confermato lo straordinario grado di conservazione del corpo". Il quotidiano non specifica di quale salma. Uliwood party.

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L'ultima mascalzonata di Berlusconi Annuncia i nomi della cordata, che non c'è. Veltroni: quante smentite sono arrivate? (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

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Stai consultando l'edizione del L'ultima mascalzonata di Berlusconi Annuncia i nomi della cordata, che non c'è. Veltroni: quante smentite sono arrivate? di Bianca Di Giovanni / Roma DIETROFRONT Prima lascia trapelare nomi di imprenditori pronti a scendere in campo per "salvare" Alitalia, poi fa marcia indietro quando dai board delle aziende coinvolte iniziano a "fioccare" smentite (richieste anche dalla Consob). È l'ultima "manovra elettorale" di Silvio Berlusconi su Alitalia, che intanto in Borsa fa un balzo del 10,8% a quota 64 centesimi. Una scena da film: Berlusconi rilancia, gli imprenditori si affrettano a frenare. Tanto che in serata Walter Veltroni si chiede: "A che numero di smentite siamo arrivati? non si possono fare battute su una materia così seria. L'Italia non ha bisogno di dichiarazioni roboanti ma di serietà". Sta di fatto che di concreto attualmente ci sono le smentite dei nomi avanzati da indiscrezioni sulla "Stampa" di Torino: l'Eni di Paolo Scaroni, Mediobanca, la famiglia Benetton. Tutti scrivono che "allo stato" non c'è nessuna iniziativa avviata. Una formula che consente al leader del Pdl di insistere: per ora non è così, ma non si esclude che ci stiano pensando. Perché lui vuole che Alitalia resti italiana. In serata ci si mette il suo "emissario" nel mondo degli affari a chiarire come stanno le cose. È Bruno Ermolli, presidente di Sinergetica e membro del consiglio di amministrazione di Mediaset, l'uomo chiamato a compiere il "miracolo" (lo dice Bossi) su Alitalia. Il tempo non è ancora maturo: prima deve chiudersi il confronto con Air France e poi sarà possibile aprire il dossier esaminando i conti. "Nel constatare come la perdita definitiva della Compagnia di bandiera arrecherebbe un evidente ed irreversibile danno al sistema Italia, il Presidente Berlusconi - scrive Ermolli - mi ha incaricato di valutare la possibilità di individuare degli imprenditori italiani che per capacità imprenditoriali e per forza economica avrebbero potuto esplicare un positivo intervento nel salvataggio e nel rilancio di Alitalia, salvaguardando l'occupazione e gli interessi del Paese. Ho immediatamente assunto molteplici contatti con il mondo imprenditoriale dopo aver studiato la percorribilità dell'operazione". Quella di Berlusconi è una "chiamata di patriottismo" dichiara il leader, che aggiunge: "Nessuno può smentire un interesse futuro". Il fatto è che un ipotetico interesse futuro rischia di vanificare gli unici sforzi concreti che si sono visti finora. Quanto agli sforzi dell'imprenditoria italiana, finora ce ne sono stati molti nel prendere sussidi e contributi pubblici. Magari il miracolo rischia di essere ancora quello: soldi pubblici, profitti privati. In ogni caso il leader dell'opposizione non chiude la porta ai francesi. Ad Air France chiede di mettere Alitalia sullo stesos piano: o si fa un conglomerato in cui si è tutti sullo stesso livello, oppure si chiuda con Parigi. Difficile giudicare le esternazioni a raffica del leader Pdl dai piani alti della Magliana, dove si sta giocando una partita sull'orlo del precipizio dell'amministrazione controllata. È convocato per oggi un nuovo consiglio d'amminitrazione chiamato a decidere ufficilamente lo slittamento del 31 marzo come data ultima della trattativa e i tempi di slittamento, in base alle possibilità di cassa. Intanto l'incontro tra i vertici parigini e i sindacati è slittato a lunedì: si allungano i tempi della presentazione del piano da parte di Air France-Klm. Sul tavolo sempre la questione esuberi (che restano 2.100 secondo Parigi, ma con "paracaduti" sostanzioni: l'intero stipendio per circa 7 anni) e il perimetro aziendale, che potrebbe allargarsi per includere quei lavoratori inizialmente "scaricati" su Fintecna in Az Servizi. Intanto tornano ad alzare la voce i piloti dell'Anpac, che respingono i numeri di Parigi. Pur di evitare il ridimensionamento l'Anpac cavalca la cordata italiana targata Berlusconi.

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Oggi il consiglio di Alitalia valuta la possibilità di rinviare la scadenza della trattativa del 31 marzo, in attesa del piano di Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

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Stai consultando l'edizione del Oggi il consiglio di Alitalia valuta la possibilità di rinviare la scadenza della trattativa del 31 marzo, in attesa del piano di Air France.

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Mediobanca non ha allo studio alcuna ipotesi di cordata né di ingresso nel capitale Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

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Stai consultando l'edizione del Mediobanca Mediobanca non ha allo studio alcuna ipotesi di cordata né di ingresso nel capitale Alitalia.

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Manovre in Borsa: la Consob monitora , la Procura indaga Finalmente si muove Cardia, dopo giorni di voci incontrollate. A Roma da tempo è aperto un fascicolo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

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Stai consultando l'edizione del Manovre in Borsa: la Consob "monitora", la Procura indaga Finalmente si muove Cardia, dopo giorni di voci incontrollate. A Roma da tempo è aperto un fascicolo / Roma REGOLE Dopo giorni di esternazioni e di "balletti" in Borsa, la Consob decide di "accendere i riflettori" sull'azione Alitalia. E anche la procura di Roma "osserva" la situazione, anche riguardo le diverse offerte che vengono fatte in questi giorni. Gli inquirenti sono in attesa delle possibili istruttorie che potrebbero essere portate avanti dagli organi di controllo borsistici, come la Consob. Intanto i pm De Marinis, Loy e Pesci, ed il procuratore aggiunto Nello Rossi, hanno avviato da tempo una inchiesta per aggiotaggio, per cui è stata delega investigativa alla Guardia di finanza. Al vaglio ci sarebbe, tra l'altro, la vicenda della presunta e fallita offerta legata alla Singapore Airlines del dicembre scorso. Anche se la compagnia dell'estremo oriente smentì ogni interessamento fu molta l'attenzione che vi fu posta dal mercato. Tema delicatissimo, quello della privatizzazione di Alitalia, per la complicata vicenda societaria, ma anche per l'impatto di notizie e indiscrezioni sull'andamento del titolo in Borsa, da tempo controllato con particolare attenzione dalla Consob che in passato ha anche scritto più di una volta al governo, sia con il centrodestra che con il centrosinistra, per invitare ad una maggiore cautela nelle dichiarazioni dei ministri. "Quando un politico manifesta desideri o finalità da raggiungere", aveva spiegato martedì il presidente della Consob Lamberto Cardia parlando del caso Alitalia al Sole24Ore, "può innescare movimenti del titolo e rendere squilibrato il mercato. Invece bisogna distinguere progetti e finalità dai fatti concreti. La parità di informazioni deve esserci anche sugli intendimenti". Ieri la notizia di un possibile interesse per Alitalia non sembra aver avuto alcun effetto, a Piazza Affari, sulla contrattazione dei titoli di Eni, di Mediobanca, di Fondiaria Sai della famiglia Ligresti, e delle società controllate dai Benetton. Non torna invece ad un andamento regolare il titolo di Alitalia: ancora molto sostenuti gli acquisti (+10,86% in chiusura, a 0,64 euro), tra le continue sospensioni che già nelle quattro sedute precedenti hanno accompagnato un recupero del +110% dopo il crollo seguito all'offerta di Air France. Tutti gli imprenditori coinvolti dalle indiscrezioni stampa sono stati invitati ieri da Consob a spiegare per iscritto al mercato le loro intenzioni: hanno smentito al momento coinvolgimenti. b. di g.

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Alitalia non è oggi nell'agenda dell'Eni, ha detto l'amministratore delegato Scaroni (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

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Stai consultando l'edizione del Eni Alitalia non è oggi nell'agenda dell'Eni, ha detto l'amministratore delegato Scaroni.

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Berlusconi: al senato rischio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

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Il leader Pdl: "Il Pd può vincere a Palazzo Madama". Sulla compagnia di bandiera indaga la Consob, il caso anche alla Procura Berlusconi: al Senato rischio Alitalia, smentite alla cordata del Cavaliere. Veltroni: è irresponsabile.

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Sulla pelle del paese - massimo giannini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

SULLA PELLE DEL PAESE MASSIMO GIANNINI Il "patrimonio" più prezioso delle leadership politiche moderne è la credibilità. Sulla vicenda Alitalia Silvio Berlusconi ha risolto felicemente il problema. Non l'ha perduta: molto più semplicemente, ha dimostrato di non averla mai posseduta. Non ci sarebbe nulla di male, se questa fosse solo una carenza personale. Purtroppo è invece un'emergenza nazionale. Ancora una volta, il Cavaliere gioca la sua roulette russa sulla pelle del Paese. Era il 17 febbraio 2004, quando governava l'Italia e dichiarava all'Ansa: "Per fortuna di Alitalia c'è il signor Berlusconi che impiegherà tutto il suo talento per risanarla". SEGUE A PAGINA 45.

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Il cavaliere gioca la carta dei favori con benetton, scaroni e ligresti - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Berlusconi chiede un aiuto in cambio di quello che potrà garantire domani da premier Il Cavaliere gioca la carta dei favori con Benetton, Scaroni e Ligresti Lo schiaffo di Mediobanca, l'unica ad aver opposto un no secco ETTORE LIVINI MILANO - La misteriosa avventura della cordata tricolore per Alitalia avanza, almeno per ora, solo a colpi di cambiali. Mancano gli imprenditori disposti a mettere volontariamente una fiche da 100-150 milioni per la gloriosa missione? Poco male. Il presidente del Consiglio in pectore Silvio Berlusconi - forte del ruolo di favorito alle elezioni - è in grado di chiedere oggi un favore in cambio di quelli che potrà garantire domani. Un'arma, come dimostra la pirotecnica compagine di scalatori annunciata mercoledì sera e svanita ieri mattina, che il Cavaliere pare intenzionato a usare fino in fondo. La voglia di pubblico. Il primo asso nella manica dell'ex premier è la vacatio sul fronte delle nomine pubbliche. Certo l'Ue potrebbe avere qualcosa da ridire. Ma perché non utilizzare le aziende di Stato per salvare l'Alitalia? Le Poste - con il cda in scadenza - hanno messo le mani avanti candidando la loro Mistral Air a un ruolo nella cordata tricolore. Ma Berlusconi punta più in alto: "L'Eni ha tante risorse e ha un interesse nella vicenda... ", ha detto a La stampa. Quale sia l'interesse del cane a sei zampe, che opera in tutt'altro settore, e dei suoi soci (il mercato ha il 70% del capitale) è tutto da dimostrare. Tant'è che il gruppo - pressato dalla Consob - è stato costretto a gettare acqua sul fuoco con una nota un po' ambigua: "Ad oggi - ha detto - Alitalia non è in agenda". Il suo ad Paolo Scaroni, però, in attesa di rinnovo, non ha fatto mancare una sospetta adesione morale all'appello del Cavaliere: "Da cittadino italiano io penso sinceramente che l'ideale sarebbe che Alitalia rimanesse fortemente radicata nel nostro Paese". Si vedrà se i petroprofitti dell'Eni (così come magari quelli di Finmeccanica e Cdp, anche loro in attesa di conferma dei vertici) potranno essere utili alla causa del potenziale futuro premier. Partite parallele. Il pressing sui Benetton e sui Ligresti - imprenditori che non si erano nemmeno sognati di partecipare alla prima fase dell'asta Alitalia - ha sul tavolo una serie di interessi paralleli molto più articolati. Il gruppo dell'ingegnere siciliano, che ha perso diversi milioni come socio di Volare, ha trascorsi nel settore non proprio brillantissimi. Eppure Fonsai (che di suo si occupa di assicurazioni) ha lasciato ieri una porta aperta all'ipotesi della cordata tricolore di Berlusconi. è possibile che il gruppo abbia un progetto imprenditoriale serio. Di sicuro però c'è un'altra cosa: la famiglia Ligresti ha in ballo enormi interessi immobiliari a Milano e in Lombardia (storica roccaforte del centro-destra) soprattutto in vista dell'Expo 2015. E una cambiale in bianco su Alitalia può essere tradotta in moneta contante su altri fronti. I Benetton si trovano in una situazione simile. La storia non depone a favore di una scommessa su Alitalia visto che ogni volta che hanno messo soldi in cordate collettive (da Telecom a Rcs) hanno perso centinaia di milioni. Il loro business però, autostrade e aeroporti, vive di concessioni statali. E a Ponzano Veneto ricordano come un incubo il braccio di ferro con Antonio Di Pietro nella scorsa legislatura. Meglio quindi anche per loro una smentita sfumata. In attesa di capire da che parte tirerà il vento. E a fiutare l'aria ci sono tanti altri imprenditori che sulle rendite di posizioni e le cambiali pubblico-privato hanno costruito fortune miliardarie. Il nodo Mediobanca. Lo schiaffo che ieri ha fatto più male a Berlusconi è stato però con ogni probabilità quello arrivato da Mediobanca, società dove la Fininvest ha appena conquistato un posto nel patto di sindacato. Berlusconi - forte dell'asse con Tarak Ben Ammar, i soci francesi e col presidente Cesare Geronzi (il Biscione siedeva pure nel patto Capitalia) - sperava forse di essersi guadagnato il diritto a gestire tramite Piazzetta Cuccia una serie di partite che gli stanno molto a cuore (da Generali a Telecom fino a Rcs). E invece ieri il management dell'istituto - cooptato a forza dall'ex premier nella cordata tricolore - è stato il primo in mattinata a prendere le distanze dall'iniziativa. "Mediobanca non ha allo studio alcuna ipotesi di cordata né di ingresso nel capitale Alitalia". Nel salotto buono, al momento, non si accettano cambiali.

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Oggi il piano air france la trattativa riparte in salita - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Slitta di un giorno la nuova offerta. I piloti aprono a Berlusconi Oggi il piano Air France la trattativa riparte in salita Qualche contrasto anche tra il presidente di Alitalia, Prato, e i francesi LUCIO CILLIS ROMA - Un braccio di ferro in atto tra Roma e Parigi, frena l'avvio della fase finale della trattativa tra Alitalia e Air France-Klm. Nella serata di ieri i sindacati attendevano l'arrivo via posta elettronica di una lettera contenente l'accordo quadro da discutere lunedì prossimo, alla presenza del presidente della compagnia franco-olandese, Jean-Cyril Spinetta. Contro i tagli proposti da Air France (tra questi 504 piloti, 600 assistenti di volo e 500 hostess precarie) i comandanti dell'Anpac hanno alzato le barricate, aprendo alla soluzione tutta italiana prefigurata dal leader della Pdl Silvio Berlusconi. Sul negoziato in bilico, pesa anche l'incertezza sulla reale volontà dei francesi di riportare in Alitalia buona parte dei servizi di terra inizialmente esclusi. Ce n'è abbastanza per scatenare la reazione del presidente della Magliana. Maurizio Prato, che sull'accordo ci mette la faccia, non avrebbe gradito la strategia di Spinetta, fatta di strappi e improvvise frenate su un tema delicato come i tagli alla forza lavoro, peraltro contrattati a lungo nei mesi scorsi. Per questo ieri sera i manager di Air France riuniti a Parigi avrebbero rimesso le mani sul progetto che sarà verosimilmente presentato stamani ai sindacati. La conferma viene dal leader della Cgil Guglielmo Epifani che parla di "giornata decisiva" su Alitalia, mentre Luigi Angeletti numero uno della Uil aggiunge che "ai lavoratori sarà chiesto di esprimersi in caso di accordo coi francesi". Sempre oggi il cda di Alitalia dovrebbe decidere l'estensione dei tempi della trattativa ben oltre il limite del 31 marzo. Si punta a guadagnare almeno una settimana. La condizione resta però quella di reperire i fondi necessari per superare aprile senza portare i libri in tribunale. Il cda potrebbe quindi decidere di mettere in pratica una serie di opzioni in questa direzione, anche tenendo conto di un possibile passo indietro della compagnia franco-olandese nel caso di un urto frontale coi sindacati. Che stamattina si riuniranno per decidere se e come proseguire la trattativa con Air France. Al tavolo ci sarà, però, almeno un posto vuoto: i piloti Anpac diserteranno l'appuntamento: "I recenti, profondi mutamenti del piano industriale predisposto dal team del presidente di Air France Spinetta, hanno reso inaccettabile, in assenza di sostanziali modifiche, la proposta. E - scrive l'associazione più rappresentativa tra i comandanti - i piloti Anpac ritengono strategicamente corretta l'iniziativa di Silvio Berlusconi tesa ad evitare al Paese i disagi di un potenziale blocco della mobilità dei cittadini, conseguente alla mancata definizione in tempi adeguati di una idonea soluzione che consenta il definitivo risanamento e rilancio di Alitalia". Il leader dell'Ugl Trasporti, Roberto Panella, punta invece l'indice "sul metodo assolutamente inaccettabile usato da Air France nella trattativa: mai prima d'ora il dialogo diretto tra le parti era stato sostituito da una lettera così delicata inviata via posta elettronica". E Marco Veneziani della Uil Trasporti ribadisce l'intenzione di andare a vedere le carte dei francesi, "anche se il futuro della trattativa è seriamente a rischio. E la responsabilità di un esito negativo ricadrà interamente su Air France".

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Consob e procura si mettono in moto - marino bisso (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Consob e Procura si mettono in moto L'authority della Borsa: attento monitoraggio sull'andamento del titolo Di Pietro annuncia un esposto contro Berlusconi per turbativa di mercato MARINO BISSO ROMA - La misteriosa cordata di imprenditori italiani interessati all'acquisto di Alitalia e le eventuali ripercussioni sulla Borsa. Nel mirino della Consob e della Procura capitolina finiscono le grandi manovre intorno alla vendita della compagnia di bandiera, da giorni, al centro della battaglia elettorale. Ora gli ispettori dell'autorità di vigilanza vogliono capire se le recenti dichiarazioni del leader del Pdl, Silvio Berlusconi, sull'esistenza di un gruppo di imprenditori e di società interessate a rilevare Alitalia, con un'offerta alternativa a quella avanzata da Air France, abbiano provocato turbative sulle quotazioni dei titoli e possano quindi configurarsi come reati. Nei giorni scorsi è stato lo stesso presidente della Consob, Lamberto Cardia, a rivolgere un "appello istituzionale" ai candidati criticando le troppe "esternazioni" e "l'ingresso della questione Alitalia nella campagna elettorale". Ma non solo. Gli eventuali illeciti dovranno essere comunicati ai magistrati romani che potrebbero già aprire una nuova inchiesta, ancora prima di ricevere le informazioni dalla Consob, sulla spinta dell'esposto annunciato dal ministro Antonio Di Pietro nel quale vengono ipotizzati i reati di aggiotaggio e insider trading. Il leader dell'Italia dei Valori, infatti, chiede alla Procura di accertare "se le dichiarazioni di Berlusconi sul caso Alitalia abbiano alterato il mercato, visto che un giorno sì e l'altro pure, egli ha fatto credere che vi fosse una cordata pronta a rilevare la compagnia di bandiera, prima che ci fosse una proposta alternativa concreta e vera". Ma altre trattative sulla cessione di Alitalia sono da tempo oggetto di un'inchiesta per aggiotaggio. Il fascicolo è stato aperto dalla Procura di Roma la scorsa estate dopo le oscillazioni anomale del titolo. A dicembre nell'indagine, affidata ai pm Stefano Pesci, Francesca Loi e Gustavo De Marinis e coordinata dal procuratore aggiunto Nello Rossi, sono confluiti gli accertamenti sulla misteriosa offerta per Alitalia lanciata dai fondi americani Evergreen e Thl. Nei giorni scorsi gli inquirenti hanno iscritto i primi tre indagati contestando oltre all'aggiotaggio la turbativa d'asta. Il filone d'indagine si riferisce ai retroscena che il 13 dicembre 2007 accompagnarono la consegna al presidente di Alitalia, Maurizio Prato della lettera in cui la cordata statunitense aveva manifestato interesse ad acquistare il 49,9% della compagnia aerea facendo intendere che all'operazione avrebbe preso parte anche la Singapore Airlines che però in seguito aveva negato. Una smentita seguita a stretto giro da quelle di Deutsche Bank e dello studio legale Orrick, indicati come i possibili advisor. E l'avvocato Pietro Tantalo, il legale dello studio Orrick che avrebbe firmato la famosa lettera, davanti ai pm ha negato di averla sottoscritta. E ieri, sulla misteriosa cordata di imprenditori italiani, un nuovo coro di smentite. Da Mediobanca a Benetton e all'Eni: tutti hanno preso le distanze da Berlusconi che li indicava come possibili acquirenti di Alitalia. In serata, Bruno Ermolli, (presidente di Sinergetica e nel cda di Mediaset) incaricato dal leader del Pdl di sondare l'imprenditoria italiana, ha precisato che "un piano industriale per Alitalia potrà essere presentato solo quando sarà esaurita la trattativa con i francesi".

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Alitalia, pioggia di smentite sulla cordata di berlusconi - barbara ardu (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia, pioggia di smentite sulla cordata di Berlusconi Ma il leader del Pdl insiste. Veltroni: è una sarabanda Lo scontro Il Cavaliere: chi mi ha telefo-nato non può smentire un interesse futuro Il leader Pd: attenzione a ciò che dice. C'è in gioco il destino di tanti lavoratori BARBARA ARDU BARBARA ARDù ROMA - è un fantasma la cordata italiana interessata a rilevare Alitalia. La mattina si materializza sui giornali, poi svanisce. Il film s'è ripetuto ieri. La Stampa riporta un colloquio con Silvio Berlusconi. Il Cavaliere avrebbe svelato alcuni nomi. E sono tutti di rilievo: il colosso energetico pubblico Eni, il salotto buono della finanza Mediobanca, la famiglia Benetton, il gruppo Ligresti. E inizia il belletto delle smentite. Prima Mediobanca, poi l'Eni. è lo stesso amministratore delegato Paolo Scaroni a chiarire che "Alitalia non è oggi nell'agenda di Eni", ma sarebbe un bene se rimasse "radicata in Italia", aggiunge il numero uno del colosso petrolifero, che aggiunge però di parlare come cittadino. Una manciata di minuti e il Cavaliere liquida come "indiscrezioni o supposizioni da parte giornalistica". In Borsa succede un terremoto, il titolo schizza in alto e alla fine guadagna il 10 per cento. Un balletto di smentite che però questa volta non soddisfa la Consob. L'organo di controllo chiede alle società coinvolte di dare informazione ufficiali al mercato. Già nei giorni scorsi il presidente Cardia aveva richiamato i politici a usare maggiore cautela sulla vicenda. "Bisogna distinguere progetti e finalità dai fatti concreti", aveva dichiarato. E forse non è un caso che lo stesso Berlusconi affidi a una nota, messa nero su bianco, il suo pensiero su Alitalia e le sue iniziative. "Ho fatto verificare a dei consulenti di grande livello la possibilità di realizzare quella che è stata impropriamente definita una "cordata"", scrive il Cavaliere, che però aggiunge che "tutto questo non potrà mai avvenire fino a quando è in corso la procedura di trattativa esclusiva con Air France". Finora, aggiunge, sono in corso solo "contatti", ma "nessuno è autorizzato a scambiare questi contatti come decisioni già assunte o peggio manifestate". è Bruno Ermolli, presidente di Sinergetica e membro del consiglio di amministrazione di Mediaset a studiare, per conto del Cavaliere, una possibile "cordata" italiana. E anche lui chiarisce con una nota. Per la presentazione di un "piano industriale" su Alitalia alternativo a quello di Air France, scrive, "non basteranno pochi giorni ma soprattutto, nel pieno rispetto della normativa, dovrà esaurirsi la trattativa con Air France". Dunque tutto è rimandato. Solo ipotesi, per ora. Che però scatenano una bufera politica, entrano nella campagna elettorale e accendono lo scontro. "Di quattro nomi annunciati da un uomo politico per la cordata, due hanno già smentito. Questo è un tema su cui non si possono inventare battute", attacca il candidato premier del Partito democratico Walter Veltroni, perché portano a "turbative alla trattativa", "è una sarabanda", aggiunge. "Io non ho fatto nessun nome", ribatte Berlusconi. Ma il botta e risposta va avanti. "Quale smentita fa? A che numero di smentita siamo?", chiede Veltroni ai cronisti che sollecitavano un commento sulle ultime affermazioni di Berlusconi su Alitalia. "Smentire è meglio che mentire", puntualizza il leader del Pdl. Il duello va avanti tutta la giornata. Il leader dell'Udc Casini dichiara che "di bufale se ne sparano tante". "La cordata si faccia avanti o è una sceneggiata", commenta Boselli, socialisti. Maroni spera in una soluzione italiana, come il Cavaliere. "Spero - dichiara - che Berlusconi riesca a convincere gli imprenditori, che sarebbe un miracolo che solo lui può fare". è sera quanto Eni, Mediobanca, Benetton e Ligresti dichiarano alla Consob che non c'è nessun interessamento. Ma Berlusconi va avanti. "Nessuno può smentire un eventuale interesse futuro" per Alitalia.

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Ciarrapico insiste: saluto il camerata sindaco di littoria (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Comizio del candidato del Pdl a Latina: "Non capisco il clamore sul fascismo, difendo solo la nostra storia" Ciarrapico insiste: saluto il camerata sindaco di Littoria LATINA - "Non pensavo che la mia modesta figura suscitasse tanto clamore. Non capisco perchè io non possa ricordare e difendere questa parte della nostra storia". Giuseppe Ciarrapico non si rassegna. E torna a difendere a spada tratta l'esperienza fascista. Così, nel giorno della presentazione ufficiale a Latina della sua candidatura al Senato per il Pdl, ritorna sulla polemica innescata dall'intervista di alcune settimane fa a Repubblica, nella quale affermò senza mezzi termini di non rinnegare il Ventennio. Ciarrapico ha voluto spiegare la sua scelta di "Littoria Latina" e di Piana delle Orme per la presentazione della sua candidatura: "Qui tutto parla di noi, camerata Finestra - ha detto rivolgendosi ad Ajmone Finestra, ex senatore del Movimento sociale italiano ed ex sindaco di Latina - . E scrivetelo pure voi giornalisti perchè noi siamo diversi e ci piace essere diversi". Durante il suo lungo discorso, l'ex proprietario delle Terme di Fiuggi risponde a tutti i suoi critici. Da Veltroni a Casini, da Prodi a Bertinotti. "Ha blaterato contro di me Casini - è il suo esordio - lo stesso Casini che io ho finanziato nelle Feste dell'Amicizia a Fiuggi e che diceva di essere onorato di sedermi accanto. Può darsi anche, come dice, che Berlusconi mi abbia raccolto, ma io farò di tutto perchè la corte di Casini non metta più piede in queste zone, perchè qui c'è gente per bene". Poi si rivolge direttamente all'ex presidente della Camera: "Vede Casini, una cosa è certa: quando ha voluto affermare il primato dell'Unione di centro le ho portato via il sindaco più importante della Provincia di Frosinone, il sindaco di Cassino che ha subito aderito al Pdl. Il suo maestro era Forlani, eppure quando lo misero alla gogna lei, Casini, non fu capace di una parola. Tra noi e voi c'è una differenza: noi sappiamo pagare quando dobbiamo pagare". Ciarrapico se la prende pure con Romano Prodi, "che ha sempre svenduto tutto e ora vuole svendere anche Alitalia", e con Fausto Bertinotti, "rosso sì ma rosso come il lusso". Quindi un cenno alle sue condanne penali: "Non vi spaventate se ho avuto tre defaillance nella mia vita di imprenditore. Ho avuto un finanziamento di 29 miliardi di lire e ne ho restituiti oltre 70". E chissà cosa potrebbe dire il candidato filo-fascista del Pdl se decidesse di replicare a Francesco Storace che, ieri, lo ha definito "un Aldo Fabrizi reincarnato, altro che Mussolini del terzo millennio".

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Sulla pelle del paese - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti SULLA PELLE DEL PAESE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Sono passati quattro anni. E non solo allora non l'ha risanata. Ma ora sta impiegando tutto il suo "talento" per farla fallire. In un micidiale impasto di indegnità politica, di irresponsabilità economica e forse addirittura di illiceità giuridica. Avevamo provato a prendere sul serio gli annunci del Cavaliere sulla sedicente "cordata italiana" pronta a scendere in campo per evitare la "svendita" della compagnia di bandiera ad Air France. Avevamo tentato di non irridere il presunto "tentativo patriottico" di difendere un interesse nazionale, di fronte alla prima pioggia di smentite che già dal primo giorno della sua offensiva su Alitalia, giovedì della scorsa settimana, avevano sommerso il Cavaliere. Smentite sull'esistenza di "numerosi imprenditori italiani disposti a intervenire", sul "sicuro coinvolgimento di Banca Intesa", sulla richiesta di "un prestito-ponte al governo" per sostenere l'iniziativa. Avevamo provato a chiedere al leader del Pdl un estremo gesto di responsabilità. Nei confronti del Paese, di uno dei suoi asset industriali più blasonati, delle 18 mila persone che ci lavorano, dei mercati finanziari, degli elettori. Se esiste davvero un "cavaliere bianco" in marcia su Alitalia, il Cavaliere di Arcore ha il dovere di dire chi è, con quali soldi interviene, con quali progetti industriali risana, con quali alleanze internazionali rilancia. A modo suo, Berlusconi ha raccolto l'invito. Mettendo in fila la più stupefacente sequela di profezie autosmentite della sua quindicennale avventura politica. Giovedì scorso aveva detto che nella cordata tricolore c'erano anche i suoi figli: "li conosco, non si tirerebbero mai indietro". L'altro ieri ci ha ripensato: "I miei figli in campo? Nemmeno per sogno". Ieri, finalmente, ha fatto i nomi: Ligresti, Benetton, Mediobanca, l'Eni. "In questi giorni mi hanno confidato il loro interessamento", ha dichiarato alla Stampa. La pioggia di smentite si è ripetuta, persino più intensa di sette giorni fa. Nessuno dei soggetti chiamati in causa ha sul tavolo la pratica Alitalia. In serata il solito voltafaccia: "Sono solo contatti, non decisioni già assunte". Poi la rituale minaccia: "Colpa dei giornali, che intingono la penna nell'inchiostro rosso della sinistra". La campagna del Cavaliere sull'affare Alitalia è un caso di scuola. Sta ripetendo un'operazione epistemologica nota. è la "strategia del tranello" raccontata a suo tempo da Alessandro Amadori. Lancia un segnale, affermando qualcosa o attaccando qualcuno. Ottiene una reazione, meglio se indignata e spropositata. Nega di aver affermato, o di aver voluto attaccare. Lascia l'avversario impantanato nel suo stesso eccesso di reazione. è il meccanismo della "schismogenesi", sul quale ha costruito tanta parte delle sue fortune politiche. Ha funzionato tutti questi anni, complice una sinistra non sempre consapevole di fare il suo gioco. è convinto che possa funzionare ancora. Ma sta anche costruendo un'operazione politica nuova. L'uso strumentale della vendita ai francesi serve al Cavaliere a far scattare la trappola mortale sul centrosinistra. Da un lato, riporta in vita, per esporlo alla pubblica gogna di qui al 13 aprile, lo "scheletro che Veltroni voleva nascondere nell'armadio", cioè quello di Romano Prodi. Un boiardo dell'Iri, che oggi fa accordi sottobanco sull'Alitalia come ieri li ha fatti sulla Sme, e che col suo governo ha messo in ginocchio il Paese. Risucchiarlo nell'arena elettorale è utile a delegittimare il suo erede. Dall'altro lato, riattiva la solita sinapsi anticomunista, per spaventare i moderati sull'esistenza del solido filo che collega Pci-Pds-Ds-Pd. Un'equazione ideologica, che ieri è servita a sfondare al centro e oggi può mobilitare gli indecisi. Rilanciarla nella campagna elettorale è utile a negare l'evoluzione identitaria che ha portato ex-comunisti ed ex-democristiani a confluire nel nuovo Partito democratico. Ma questa volta c'è una doppia aggravante. La prima è di merito. Berlusconi continua a speculare politicamente su una vicenda che ha enormi implicazioni, economiche e finanziarie. Investe allegramente sulla rottura dell'accordo con Air France, puntando a far fallire l'unica trattativa in corso e preparandosi a scaricare sul Paese i costi del fallimento di Alitalia. Scommette al buio sui destini di un'azienda e sul futuro dei lavoratori. Gioca a dadi con un titolo quotato in Borsa, che nell'ultima settimana ha avuto sbalzi di prezzo al rialzo e al ribasso fino del 40%. E solo oggi, con un ritardo tanto inspiegabile quanto colpevole, la Consob si premura di intervenire, e la Procura di Roma si decide ad accendere un faro. Coinvolge nella sua disinvolta partita individuale altri pezzi di capitalismo pubblico e privato, di cui da premier in pectore potrebbe diventare azionista (l'Eni) o concessore (i Benetton). E ancora una volta, con un'evidenza mai tanto lampante, si ripropone l'irrisolto vulnus democratico del conflitto di interessi. La seconda aggravante è di metodo. Nessun'altra democrazia occidentale tollererebbe un leader politico capace di giocare così spudoratamente su una questione di interesse nazionale e su un'operazione market sensitive. Nessun altro Paese civile sarebbe disposto a riconoscere un briciolo di credibilità ad un potenziale premier capace di manipolare così irresponsabilmente i dati della realtà, i fatti dell'economia, gli interessi delle persone, i diritti degli elettori. Purtroppo, per la quinta volta dal 1994, è esattamente quello che sta succedendo. La tragedia d'Italia degenera nella farsa dell'Alitalia. O viceversa. Ci sarebbe da ridere. Ma stavolta, tra vere mozzarelle venefiche e false bufale mediatiche, c'è davvero da piangere.

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Segue la cordata a orologeria (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Segue la cordata a orologeria di Tommaso Labate Mister Air France è l'uomo che, a sentire ancora ieri fonti di palazzo Chigi, "ha tutte le carte in regola per chiudere la trattativa Alitalia, anche ai tempi supplementari". Persino contro il volere del possibile futuro premier? "Anche in questo caso", risponde uno stretto collaboratore di Prodi, segnalando come "a differenza di quanto accade per chi vuol fare affari sui treni, il business sugli aerei consentirebbe a chi ha coraggio anche di prescidere da un capo di governo". E a Spinetta, è il sottotesto, il coraggio sembra non mancare. Prima di farsi cordata, gli imprenditori che hanno già risposto o risponderebbero "presente" all'appello tricolore di Silvio aspettano di vedere se il progetto di reconquista del Popolo delle libertà andrà a buon fine senza intoppi. Vale sia per la pressoché scontata maggioranza a Montecitorio che per quella, molto più incerta, di Palazzo Madama. È proprio su quest'ultimo fronte che il Cavaliere (così come Veltroni, del resto) ha intenzione di concentrare i suoi ultimi sforzi prima del rush finale. L'obiettivo dell'ex premier, da ora fino alla fine della campagna elettorale, sarà ricompattare - almeno sulle schede elettorali del Senato - il vecchio elettorato della defunta Casa delle libertà. Magari agitando lo spettro del Veltroni in ascesa ("Con il voto ai partiti minori è possibile una vittoria del Pd al Senato") e rivolgendosi direttamente all'elettorato centrista per un voto disgiunto ("Se a uno piace Casini, il voto glielo dia alla Camera e non al Senato"). Nella corsa contro i francesi, sia Berlusconi che gli imprenditori nell'ombra possono sperare in qualche fattore esterno. Ad esempio, i sindacati. Tra di essi, c'è chi non ha mancato di tessere le lodi del barricadero Bonanni; mentre è più difficile disegnare scenari su Epifani, molto vicino a Veltroni, che ieri s'è accodato all'appello di Montezemolo ("Non a strumentalizzazioni elettorali su Alitalia"). Se il fronte dei lavoratori cedesse al nuovo piano Spinetta, Air France sarebbe più vicina all'obiettivo. E il disegno del Cavaliere di ri-esordire a palazzo coi galloni del salvatore della patria si complicherebbe. E non poco. 28/03/2008.

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Risposta all'editoriale del direttore (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Risposta all'editoriale del direttore Quattro domande al Berlusca Stavolta non sono d'accordo Caro direttore, c'è sempre una prima volta (si j'ai bonne mémoire, aggiungeva un grande chansonnier): non sono d'accordo con il tuo editoriale di ieri. Su nessuna delle tue quattro domande. E neppure sulla conclusione politica. Niet su tutta la linea. Prima domanda: gli affari di famiglia. Berlusconi ha detto che nella cordata Alitalia ci deve essere anche Eni (Scaroni ha smentito in tv). Eni resiste a vendere Snam Rete Gas, come gli chiedono di fare le autorità italiane e comunitarie. Se due più due fa quattro, Berlusconi premier chiederebbe a Eni di vendere e di investire il ricavato a far risorgere Alitalia. Ci si occupa del conflitto di interessi in capo al proprietario di Mediaset. Ma infinitamente peggio è il conflitto di interessi in capo allo stato proprietario, regolatore e regolato, che prende soldi dei risparmiatori sul mercato e li usa per fare politica. Si tenga Mediaset e le ville, venda (e faccia vendere ai comuni) le partecipazioni in aziende, quotate e non quotate. Seconda domanda: la giustizia. Per quanto pessimo si pensi che sarebbe il governo Berlusconi, "più pessimo" ancora sarebbe se dovesse cadere per l'esito del processo, l'ultimo mi pare, in cui è coinvolto. Il disastro per il paese di una crisi politica per via giudiziaria sarebbe tale, da far desiderare ancora una legge ad personam. Al punto in cui siamo, che mi importa sapere che cosa c'è stato tra Berlusconi e Mills? Ben vengano le riforme della giustizia che comportano riforme costituzionali (obbligatorietà dell'azione penale), ma incominciamo con quelle che si fanno con legge ordinaria (separazione delle carriere) o anche solo con la buona amministrazione (non sono necessari esempi). Terza domanda: la disciplina di bilancio. Non sono un talebano dei parametri, lo sono delle necessità di avere un governo che metta sotto controllo la spesa pubblica. Parafrasando San Paolo, se anche Berlusconi rispettasse tutte le virgole di Maastricht, ma non ci facesse la carità di riformare la pubblica amministrazione che ci ritroviamo, sarebbe un cembalo sonante. Vale il viceversa. Quarta domanda: la Rai. Non riusciamo a far sì che i sindacati non considerino cosa loro Alitalia o le Poste, e vogliamo togliere ai partiti la Rai che di fatto è loro? E allora che lo sia in modo chiaro piuttosto che per interposta fondazione. L'accademia dei Lincei è una rispettata istituzione, il Consiglio dei Rettori ha già le sue gatte da pelare. Se toccasse ai loro presidenti scegliere fa le nomine in Rai, anche quelle diventerebbero scottanti cariche politiche. E siccome non si può chiedere a Berlusconi di fare quello che non ha saputo fare Prodi né 10 anni fa (quando gli conveniva) né adesso, e cioè vendere la Rai, lasci stare tutto com'è. A litigare ci pensano da soli: li lasci fare e stia a guardare. Conclusione: le leggi dovrebbero essere fatte pensando a persone molto diverse da quelle con cui vorremmo avere rapporti e amicizia. Sono i governi che non ci piacciono a mettere in evidenza le cose che non vanno, a renderle ancora più intollerabili. Non chiediamo a Berlusconi di farsi il lifting, di trattenere le sue battute. Se dovesse vincere, non facciamo i girotondi, come nel 2001-2006, facciamo opposizione marcandolo sugli obbiettivi veri. Li terrà presente? Cambieremo il nostro atteggiamento. No? Ci saremo preparati per la prossima volta. Se ci tocca, mettiamo a profitto Berlusconi. 28/03/2008.

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Fase due la noia elettorale in tv e il tam tam sul web stanno mordendo i poli (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Fase due la noia elettorale in tv e il tam tam sul web stanno mordendo i poli "Un milione di voti validi in meno" Allarme astensioni nei sondaggi, ecco perché Berlusconi e Veltroni hanno alzato i toni E se il trenta per cento di indecisi censiti dagli istituti di sondaggio si trasformasse il 14 aprile, in tutto o in parte, in un battaglione di astenuti? In Italia l'affluenza alle politiche non è mai scesa sotto l'80 per cento, ma le possibilità che questo accada stavolta sono invece alte. Sulle urne incombe un astensionismo di sinistra (i delusi dall'Unione), di destra (demotivati e disinteressati) e pure uno grillino, che impazza sul web in chiave anti-casta e anti-inciucio. In più, la campagna televisiva non decolla e il mancato duello finale Veltroni-Berlusconi, che due anni fa si concluse con il colpo di scena del Cavaliere sull'Ici, potrebbe confermare la tendenza. I numeri. "Mi aspetto almeno un milioni di voti validi in meno, da 38 milioni a 37", dice al Riformista Roberto Weber dell'istituto Swg. Stima condivisa anche da Alessandra Ghisleri, direttore di Euromedia research, l'istituto che nel 2006 fu il più lesto a cogliere i segni della rimonta berlusconiana e che anche in questa campagna sforna sondaggi per il leader del Pdl. Se si considera che due anni fa furono decisivi 25 mila voti, si può immaginare quale smottamento sia in vista. Dice Ghisleri: "Noi continuiamo a registrare una forte disaffezione. Nel centrodestra si esprime soprattutto in forma di demotivazione davanti a una vittoria considerata ormai scontata. Nel centrosinistra prevale invece un certo disorientamento per un'offerta politica del tutto nuova. Non dimentichiamo che gli elettori non troveranno molti simboli conosciuti sulla scheda elettorale". E anche per Weber il rischio astensione è no partisan. La fase 2. Berlusconi ha ben presente il problema e lo vive con una certa preoccupazione. Perché tre o quattro punti in meno di affluenza rispetto al 2006, quando il Cavaliere con un tour de force multimediatico risalì la china rispetto all'Unione, potrebbero incidere non poco sulla performance del Pdl. Per questo è partita la fase 2 della campagna berlusconiana e il fair play ha lasciato il posto a rodati messaggi e vecchi refrain: "Il Pd è la mimetizzazione del vecchio partito comunista italiano", ha detto ieri Berlusconi. Altro attacco è partito sulla rinuncia del leader del Pd a Porta a porta , che ha costretto a sua volta il Cavaliere a perdere un giro da Vespa: "Da Veltroni ho subito un atto violento. La Rai è in mano ai comunisti". E ancora: "Se vinco avrò tutte le istituzioni contro". Ripescato anche il pericolo "brogli". E siamo solo all'inizio. Si prepara la grande sorpresa per l'ultima settimana di campagna: "Aspettiamo e vediamo...", sussurra Berlusconi ai cronisti. Coincidenze. Ma anche Veltroni non può stare troppo tranquillo. Anzi, insospettisce la coincidenza con cui pure dal fronte Pd sono saliti i decibel. L'interesse ad alzare i toni è reciproco. Prima il D'Alema contro il Berlusconi "sudamericano" del caso Alitalia, quindi Goffredo Bettini, che pure non ha mai smesso di tessere filo bipartisan con Gianni Letta, ha sparato sul Corsera di ieri: "Il Cavaliere è come Le Pen". Comunismo contro fascismo? Sì, se serve a rianimare le rispettive truppe. Il fatto è che il 35 per cento, oltre che la soglia di sopravvivenza della leadership di Veltroni, rischia di trasformarsi per il leader del Pd anche in un muro invalicabile, oltre il quale c'è la massa di indecisi, ostili e (appunto) astenuti. Dice il vicecapogruppo del Pd al Senato Nicola Latorre: "Nelle nostre tappe elettorali le piazze sono piene sì, ma sono i nostri. In giro c'è molta disattenzione, tornare a votare a così poca distanza dall'ultima volta è una vera iattura". 3 28/03/2008.

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Alitalia tutti smentiscono l'ex premier, almeno finché non sarà premier (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia tutti smentiscono l'ex premier, almeno finché non sarà premier La cordata a orologeria, uscirà solo se vince Silvio "Ancora non l'hanno capito che non si tratta di campagna elettorale. Fermare lo scempio della svendita di Alitalia ai francesi è dovere di un primo ministro". Visto che non son pochi i generali della Pdl (Fini compreso) a cui ieri mattina stava per venire un coccolone, a tutti quelli che in privato gli hanno chiesto lumi sulla rumorosa "indiscrezione" della Stampa (titolo: "Berlusconi: ecco la mia cordata; firma: Augusto Minzolini), Silvio Berlusconi ha opposto il medesimo ragionamento. Un ragionamento che nella versione di uno dei suoi più stretti collaboratori suona così: "È il suo primo atto da prossimo presidente del Consiglio". Praticamente tutte le persone fisiche e giuridiche della presunta "cordata italiana per Alitalia" che la Stampa ha attribuito alla viva voce del Cavaliere hanno fatto registrare le loro smentite. A cominciare da Mediobanca ("Nessuna offerta, né interventi su Alitalia") fino a Benetton ("Non abbiamo avviato iniziative finalizzate alla presentazione di un'offerta"), passando per l'Eni ("Alitalia oggi non è nella nostra agenda"). A conti fatti, dunque, l'unico dei "tirati in ballo" nel valzer berlusconiano a rimanere defilato è stato Salvatore Ligresti, che ha scelto la strada del "no comment". La cordata, tecnicamente, non esiste. Ciò non vuol dire che non esistano gli imprenditori disposti a tuffarsi nell'affare della compagnia di bandiera all'indomani del 14 aprile, nell'ipotesi in cui il Cavaliere dovesse tornare ad accomodarsi sulla poltrona di palazzo Chigi. L'ha detto Berlusconi stesso: "Questi imprenditori certamente non possono dire che è vero, non possono dire di avere in questo momento un accordo. Ma non credo che nessuno possa smentire, tra coloro che mi hanno telefonato, un eventuale interesse futuro. Io registro un clima: c'è veramente una grande voglia di dare risposta a questa mia chiamata al patriottismo da parte degli imprenditori italiani". La seconda faccia della medaglia l'ha descritta Bruno Ermolli in una nota: "Berlusconi mi ha incaricato di valutare la possibilità di individuare degli imprenditori italiani che per capacità imprenditoriali e per forza economica avrebbero potuto esplicare un positivo intervento nel salvataggio e nel rilancio di Alitalia, salvaguardando l'occupazione e gli interessi del Paese". E il sondaggio di Ermolli, qualche risultato significativo, l'ha prodotto. Morale? Il lavorìo imprenditoriale c'è ma l'operazione va congelata fino al 14 aprile. Un'indicazione in questo senso è arrivata anche da Berlusconi. "Io nomi non ne ho fatti", ha sottolineato l'ex premier. Il cui mirino, in questo dossier, non è più puntato su Prodi, né su Veltroni. Ma su Parigi e, in particolare, su Spinetta. 2 Tommaso Labate 28/03/2008.

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Elezioni e mercati (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Elezioni e mercati Moratoria delle chiacchiere Un po' di silenzio su Alitalia Più che una moratoria sulla vendita dell'Alitalia, a questo punto sarebbe necessaria una moratoria sulle dichiarazioni dei politici sull'Alitalia. La situazione è diventata alquanto imbarazzante per un'economia di mercato. Il titolo dell'Alitalia schizza in alto e viene sospeso ogni volta che le agenzie rilanciano le ultime dichiarazioni di Berlusconi sull'esistenza di una cordata italiana. A ognuna di queste dichiarazioni fa sempre seguito una precisazione o una rettifica. I "cordati" citati dall'ex premier smentiscono interessamenti, ieri l'hanno fatto Mediobanca, Eni e Benetton. La confusione è grande sotto il cielo, ma la situazione è tutt'altro che eccellente. Al punto che la Consob ha deciso un'inchiesta e Di Pietro, che pensa sempre di risolvere tutto con le manette, vorrebbe denunciare Berlusconi per aggiotaggio. A questo punto, si potrebbe anche smetterla. Ormai le carte sono in tavola. E' chiaro che la vicenda dell'Alitalia non avrà soluzione prima delle elezioni. Di imprenditori italiani che sarebbero interessati probabilmente ce ne sono davvero, ma è del tutto evidente che non verranno mai allo scoperto in piena campagna elettorale, perché se lo facessero parteciperebbero direttamente alla campagna elettorale. Se c'è dunque una remota possibilità di cordata italiana - che dovrebbe però sempre trovare un partner industriale, perché ai prezzi di oggi l'Alitalia la puoi pure comprare ma poi devi farla volare, e trovare qualcuno che abbia i mezzi e le capacità per farlo - questa possibilità potrà essere sollecitata con efficacia da Berlusconi solo se e quando sarà presidente del consiglio. Nel frattempo, anche Air France ha capito l'aria che tira. Intanto si è aperta a un dialogo con i sindacati rinunciando alla posizione iniziale di "prendere o lasciare". E in ogni caso anche Spinetta sa che solo col prossimo governo potrà chiudere l'eventuale accordo. Perfino Padoa Schioppa, che ha resistito fino all'ultimo sulla data del 31 marzo, ha accettato che sia il cda dell'Alitalia a decidere sulla possibilità ormai molto concreta di allungare i tempi della trattativa. Dunque ciò che è stato lucrato dal punto di vista elettorale - poco, a quanto dicono i sondaggisti - è stato lucrato. Il danno che poteva essere fatto, è stato già fatto. Piantiamola qui. Smettano i politici di dire che cosa si deve fare di Alitalia, facciamoci queste altre tre settimane di passione elettorale, e poi se ne riparla a camere riaperte. 28/03/2008.

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Alitalia 2 ha riaperto vecchi fronti e riportato prodi al centro della scena (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia 2 ha riaperto vecchi fronti e riportato prodi al centro della scena C'è anche l'effetto "Rebecca, la prima moglie": un tuffo nel passato Da qualche giorno siamo tornati bruscamente ad un passato prossimo che appariva, invece e finalmente, molto remoto. Far esplodere, a due terzi del cammino che ci portava verso la competizione elettorale, la crisi Alitalia ha avuto conseguenze sorprendenti. Riappare al centro della scena Romano Prodi, che litiga con i sindacati, e si trova circondato da una variegata compagnia di forze minori, da Di Pietro a Bertinotti, dai socialisti di Borselli a Ferrero. Una confusa brigata che lo strattona in direzioni tra loro antagoniste. Il minimo comune denominatore di questo coacervo - una marmellata che ricorda la dimensione peggiore della coalizione che per due anni ha sostenuto il Governo Prodi - è ovviamente solo la contrapposizione di principio a Berlusconi. Che, a sua volta, si presenta metà brigante e metà uomo del fare. Uno che ha imparato dalla vita come si affrontano, e si fanno, gli affari ed adesso spiega come e perché esista una soluzione alla crisi dell'Alitalia, anche se Tommaso Padoa-Schioppa sembra incapace di vederla. Tremonti lo affianca con lo stile del ragazzo per bene, che non condivide le regole europee ma le rispetta fino a quando non cambieranno mentre lascia intendere che Padoa Schioppa sia solo un banchiere, o forse un bancario, prestato all'arte del governo. Questo tuffo nel passato, un vero effetto Rebecca, in cui l'ombra della prima moglie sbaraglia la prospettiva di un nuovo inizio, è l'infortunio più clamoroso di una campagna elettorale che prometteva un esito assai migliore di quello che ora si profila. Con Veltroni che deve ricorrere all'argomento delle pensioni da rivalutare per ribattere a Berlusconi, che le vuole indicizzare con una sorta di scala mobile. Come fecero Confindustria e sindacati con i salari, nella Prima repubblica. A questo punto davvero si rischia di ribaltare il risultato economico, il bilancio di quello che avrebbe potuto essere il cambiamento avviato con la crisi del governo Prodi e la sua mancata soluzione in parlamento. Quando, nonostante l'impegno del presidente della Repubblica, le parti in causa decisero che la spesa, di un governo tecnico od istituzionale, non valeva l'impresa, di un cambiamento delle regole elettorali prima di andare alla verifica del voto ed al rinnovo delle Camere parlamentari. Il costo di scegliere l'interruzione della legislatura mentre si apriva una crisi economica e finanziaria alla scala del mercato globale, e l'Italia appariva come il classico vaso di coccio tra i vasi di ferro, sembrava, allora, bilanciato da alcuni benefici potenziali importanti. La scomparsa del bipolarismo federale e rissoso, un parto mostruoso della seconda repubblica; la fine dell'equivoco, secondo il quale si ottiene una politica di riforme solo con una coalizione che nasce per ostacolare l'eterno avversario, Berlusconi. Coalizione nella quale le posizioni minoritarie hanno un potere, di interdizione e controllo, superiore a quello delle componenti maggioritarie. La nascita, infine, di un bipolarismo più equilibrato, creato sul campo da due grandi aggregazione che si presentano stand alone e non federate. Evitando, quindi, di essere condizionate dai loro soci di minoranza nello sviluppo della propria politica. Il rischio di lasciare andare alla deriva la politica economica nazionale durante una burrasca internazionale di un certo rilievo - alla vigilia di cose da fare molto importanti, come il risanamento della finanza pubblica e l'utilizzo intelligente degli ultimi fondi europei, disponibili per superare il dualismo tra Nord e Sud - non era l'unico costo da subire per cogliere i tre benefici politici appena ricordati. Basta ricordare il costo di liste dove i parlamentari sono stati nominati dai leader dei partiti ma non sono eletti dai cittadini. Anche se, nonostante questa mutilazione democratica, che può generare astensione e disaffezione dal voto, nel prossimo parlamento si realizzerà comunque una positiva semplificazione. Insomma, tutto faceva sperare in un bilancio equilibrato di questo trauma elettorale. Anche considerando l'ipotesi, non troppo remota, che proprio quel nuovo parlamento, caratterizzato da due poli più densi e con una identità meglio precisata, avrebbe vissuto comunque una legislatura breve: per varare nuove regole elettorali; riorganizzare la relazione tra centro e periferia, ridisegnando il nostro ormai improbabile federalismo; consolidare il risanamento della finanza pubblica e tornare a votare, per avviare davvero la terza stagione della nostra tormentata repubblica. Alcune crepe, preoccupanti per la stabilità del nuovo edificio, si erano manifestate in presenza degli apparentamenti (tra Berlsuconi, la lega ed il movimento di Lombardo in Sicilia o tra Di Pietro ed il Pd, che assorbiva ma non federava i radicali) ma l'architettura del sistema sembrava adeguatamente stabile. Dietro questi eventi si leggeva il rischio che una caduta di tono, nella competizione elettorale, potesse richiamare in vita tutti i vecchi vizi della seconda repubblica. Ora la crisi Alitalia rischia davvero di dare uno scossone eccessivo alle fondamenta del progetto. Speriamo che la deriva destabilizzante del ritorno al passato si fermi e che la scelta degli elettori consolidi la nettezza del cambiamento rispetto al passato. Il vento della crisi economica non promette catastrofi epocali - si tranquillizzino i profeti di sventura - ma richiederà, in autunno, un governo capace di reggere il timone ed una opposizione capace di indicare al pilota come evitare gli errori che ognuno, come è naturale che sia, compie quando deve agire in un contesto incerto e turbolento. Quale che sia il governo e quale che sia l'opposizione. 28/03/2008.

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Alitalia 5 privatizzare o no (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia 5 privatizzare o no Per carità, non ricominciamo con il "nocciolino" Qui servono un progetto industriale e molti soldi Nella polemica elettorale sulla trattativa Alitalia-Air France predominano le strumentalizzazioni legate al momento politico e alle specificità dell'azienda, ma emergono anche considerazioni più generali sul fenomeno delle privatizzazioni in Italia, come la diffidenza verso l'investitore straniero, gli effetti legati al passaggio dallo Stato al privato, il costo per i lavoratori. Il caso Alitalia mostra come il dibattito sulle privatizzazioni sia ricco di luoghi comuni ispirati qualche volta dall'ideologia e spesso dall'ignoranza combinata al tatticismo politico. Cerchiamo di fare un bilancio dell'esperienza stabilendo qualche punto fermo. Vi sono in primo luogo tre indubbi aspetti positivi a livello di sistema: le privatizzazioni hanno contribuito in una misura significativa a ridurre il debito pubblico (circa il 9% dello stock è stato ridotto tramite gli incassi da dismissioni) e ad ispessire la Borsa italiana (oltre il 50% della capitalizzazione è rappresentato da società privatizzate), ed hanno poi dato il via ad un processo intenso di ristrutturazione e consolidamento del sistema bancario. L'impatto della privatizzazione sulla vita della singola impresa solleva due questioni: il privato ha fatto meglio dello Stato nel garantire l'efficienza della gestione e nel fornire un servizio ai cittadini? Quale è stato il costo sociale dei processi di ristrutturazione? Cerchiamo di sintetizzare la storia. Le imprese pubbliche partivano da uno stato di cattiva gestione con una bassa redditività, un eccesso di forza lavoro e di capacità produttiva. A seguito della privatizzazione si assiste ad un aumento della redditività e ad un recupero di produttività. Il recupero passa tramite una sostituzione del fattore lavoro con il capitale. Vi è stata una riduzione dei posti di lavoro (anche se non in misura drammatica), il giro d'affari è aumentato in misura limitata, gli investimenti non sono aumentati, è cresciuto invece l'indebitamento. Quindi luci ed ombre. Le imprese passate sotto il controllo dei privati sono state gestite meglio. I privati hanno mirato a sfruttare in misura più intensa il capitale disponibile, ad esempio aumentando l'indebitamento, piuttosto che a investire per sviluppare le aziende. I lavoratori hanno "pagato" questo processo di ristrutturazione? Sì ma solo in parte: i posti di lavoro sono diminuiti e il peso del monte salari è diminuito ma il costo del lavoro per dipendente è cresciuto: i lavoratori rimasti sono stati ben remunerati. Inoltre solo in misura limitata il recupero di redditività è andato a beneficio degli azionisti sotto forma di dividendi. Dunque, in generale, le privatizzazioni in Italia hanno significato tre cose: maggiore efficienza produttiva, costi sociali limitati, non sono state un fattore di sviluppo. Ma la storia non finisce qui. Il destino delle privatizzazioni è dipeso da due punti critici: natura del mercato in cui opera l'impresa (competitivo o meno), assetto proprietario (ruolo residuo dello Stato come azionista). C'è stato un trasferimento di rendita dallo Stato ai privati in settori non competitivi? Sì: in questi settori la remunerazione degli azionisti è aumentata in misura significativa e il processo di recupero di efficienza è stato meno intenso. Quanto agli assetti proprietari si assiste ad un fenomeno mai riaffermato a sufficienza: se lo Stato mantiene il controllo dell'impresa (come per Eni, Enel, Finmeccanica) si assiste ad un forte aumento dei dividendi, probabilmente per soddisfare esigenze di riduzione del debito pubblico, non si verificano effetti significativi sul fronte della tutela dei posti di lavoro, l'unico aspetto positivo è rappresentato dagli investimenti che sono più elevati delle imprese controllate da privati. Quando ha mantenuto il controllo delle imprese, lo Stato ha quindi seguito una politica assai simile a quella degli azionisti privati. Non ha svolto un compito "sociale", l'unico fattore positivo è stato quello di garantire un maggiore flusso di investimenti favorendo lo sviluppo delle imprese la cui gestione si è comunque adeguata ai canoni di efficienza del settore privato anche grazie al fatto che le imprese sono spesso quotate. Lo Stato e gli azionisti privati si sono trovati di fatto dalla stessa parte nel difendere rendite quasi monopolistiche. In questo quadro come si colloca Alitalia? Il settore dei trasporti rappresenta sicuramente un mondo dove l'impresa di Stato non si regge con le sue gambe: da Tirrenia alle Ferrovie ai trasporti locali abbiamo che le imprese sono perlopiù a controllo pubblico e sono fortemente sussidiate, laddove il morso della concorrenza si è fatto sentire (come per Alitalia) lo Stato non è stato in grado di raccogliere la sfida. In questo caso una privatizzazione ben fatta poggiando sulle spalle di un partner industriale solido rappresenta l'unica strada praticabile. L'esperienza di Telecom ci indica l'errore che occorre evitare: vendere ad una cordata senza capacità industriale (una riproposizione del "nocciolino duro") e senza una solidità finanziaria adeguata. Se questa strada fosse battuta tra due anni saremo ancora a parlare di Alitalia. L'articolo è un'anticipazione da www.nelmerito.it 28/03/2008.

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Alitalia 3 la cordata italiana qual è? perché non si è mai manifestata prima? (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia 3 la cordata italiana qual è? perché non si è mai manifestata prima? Perché andremo fino in fondo nella trattativa con AirFrance Alitalia vive un momento cruciale per il suo destino. Ci troviamo di fronte ad un bivio. Da una parte la minaccia di un fallimento. Dall'altra la chance offerta da AirFrance, ad oggi l'unica offerta concreta esistente. L'Ugl, da quando si è innescato il processo di privatizzazione della compagnia, e prima ancora nel decennio di crisi, ha sostenuto la preferenza ad una soluzione con il marchio italiano, addirittura con il mantenimento, almeno in parte, della presenza dello Stato. Proprio perché riteniamo importante la tutela di asset strategici, come il trasporto, ma potremmo citare anche le telecomunicazioni, al pari di altri Stati europei. Eppure non ricordiamo da parte dei magnate nostrani una rincorsa al salvataggio di Alitalia. Ricordiamo invece la prima gara andata deserta per l'acquisizione di Alitalia. Poi l'opzione dell'azionista di riferimento caduta su Airfrance a dispetto di AirOne e, di fronte alla ineluttabilità di portare i libri in tribunale, l'Ugl ha compiuto una scelta di responsabilità decidendo di sondare la via francese, in risposta anche alle forti pressioni dei lavoratori. Scelte effettuate senza quella collegialità che avremmo auspicato. Non possiamo non stigmatizzare la mortificazione del ruolo del sindacato negli ultimi due anni, il fallimento della cabina di regia istituita dal governo Prodi, il progressivo isolamento del sindacato, salvo poi essere chiamato nella fase decisiva a svolgere un ruolo di protagonista. Da cui non intendiamo sottrarci. Abbiamo fatto cadere la logica del prendere o lasciare tentata da AirFrance per aprire una trattativa vera. Sono convinta che il presidente di AirFrance, Jean Ciryll Spinetta, esperto di relazioni sindacali, abbia compreso le preoccupazioni nel Paese e la volontà del sindacato di svolgere un compito responsabile per il futuro di Alitalia. Siamo in attesa del nuovo documento, da cui ci aspettiamo disponibilità ad ulteriori passi in avanti, superando le insufficienze indicate dal sindacato. I nodi su cui abbiamo posto i maggior rilievi sono noti: gli esuberi, il perimetro aziendale, AtiTech ed il settore cargo. Il documento dovrà rappresentare una base di partenza per proseguire il confronto su azioni e scelte condivise e non strappare obtorto collo consensi su pacchetti preconfezionati. Non si tratta solo di evitare un fallimento: Alitalia deve tornare ad essere competitiva. Dunque ci aspettiamo disponibilità non a rilevare l'azienda, ma ad investire su di essa evitando ruoli ancillari di mera sudditanza a Parigi della compagnia. Una scommessa di rilancio che in tutti questi anni non c'è stata: quanti oggi gridano allo scandalo, dovrebbero fare un severo mea culpa per il lassismo con cui si è permesso che Alitalia cadesse in disgrazia. Ci sono altre incognite. Ammesso infatti che si riesca a conseguire un accordo equilibrato, non dimentichiamo che tra le condizioni sospensive poste da AirFrance, c'è anche il via libera del nuovo governo, nonché la volontà di Sea di non rinunciare all'azione giudiziaria intentata a salvaguardia di Malpensa. E allora ci domandiamo quanto peserà l'eventuale lasciapassare del sindacato ad un'intesa con AirFrance sulle decisioni del prossimo esecutivo? Non vorremmo non si tenesse conto della grande responsabilità affidataci. Ad imbrogliare la matassa, inoltre, il giallo sulle cordate italiane. Continuiamo a chiederci, forse in maniera retorica, perché l'impresa italiana non si sia mossa quando avrebbe potuto farlo: sono almeno dieci anni che si paventa il naufragio di Alitalia. Se questa cordata esiste, ci auguriamo che non aspetti un eventuale fallimento dell'azienda per scoprire le carte, e che, al di là delle necessarie risorse, sia in grado di assicurare una progettualità. Al di là dei nomi in circolazione, si pone infatti il problema sul gravoso onere di definire un serio piano industriale. Non è un interrogativo da poco. Soprattutto se si guarda al passato in cui Alitalia è stata la gallina dalle uova d'oro per management, Cimoli docet, rivelatisi inadeguati al compito assegnatogli, eppure profumatamente ricompensati, ma anche per la politica, irretita da una logica di spartizione, attenta più agli interessi di cortile che non a quelli di un gigante del trasporto aereo diventato improvvisamente un nano. La contingenza ci impone di portare fino in fondo la trattativa con AirFrance. L'esito non è scontato, ma sarebbe da irresponsabili non tentare, cedendo al miraggio, perché per ora di questo si tratta, di un intervento salvifico made in Italy buono a condizionare le fluttuazioni in Borsa e ad alimentare speranze utili in campagna elettorale, ma non per Alitalia. E infine incombono le urne con il sospetto che la scadenza elettorale possa essere l'alibi per allungare i tempi e arrivare per forza di cose al fallimento. Una strada che, con coraggio, si poteva percorrere anni fa, facendo risorgere Alitalia dalle sue stesse ceneri. Come la Fenice. Segretario generale Ugl 28/03/2008.

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Conversazione da "Profondo Nord" fino a Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Per Lerner "la questione settentrionale è una bufala" "Dalla vicenda Malpensa emerge quanto sia ideologico il tema della questione settentrionale. Anzi si tratta di un vera e propria bufala: l'idea del Nord come nazione autonoma non ha funzionato". Gad Lerner a quasi vent'anni da Profondo Nord e Milano, Italia , in una conversazione col Riformista , fa un bilancio impietoso di quello che è stato chiamato "il male del Nord", a partire dall'affaire Alitalia: "Certo, bisogna tener conto del dato occupazionale. Ma, nell'ottica della nazione padana su Malpensa emergono soprattutto aspetti clientelari sia dal punto di vista dei posti di lavoro che degli incarichi pubblici. Si pensi al ruolo della Lega a Varese". E aggiunge: "Nel Nord ci sono tante fiere, tanti aeroporti efficienti. La difesa di Malpensa è solo simbolica. Il Nord come nazione non c'è. L'emblema della frantumazione della politica e della sua riduzione a particolarismo è il presidente del Vento Galan che ha detto con estrema onestà: Malpensa non ci interessa, non ci serve". E sul "partito della moratoria" che pure nel Nord ha trovato autorevoli esponenti aggiunge: "Berlusconi ha resistito per mesi alle sollecitazioni che venivano dai vari Formigoni e Moratti che volevano che chiedesse una moratoria. È intervenuto chiedendo un prestito ponte solo quando ha avuto la sensazione che il negoziato sarebbe fallito. Il suo vero obiettivo è che il governo Prodi sia costretto all'amministrazione controllata". E la cordata italiana? "Senza sponde internazionali non ci crede nessuno. Infatti Tremonti dice che la trattativa deve andare avanti". E la questione settentrionale? "Il profondo Nord, che pure mi ha dato il pane televisivo, ormai è una bufala. Che cosa hanno prodotto vent'anni di dibattiti sulla questione settentrionale? La parodia di un Parlamento padano; un Partito democratico del Nord dei vari Cacciari, Chiamparino, Penati che si sono accucciati dietro il sindaco di Roma. I veri corpi intermedi attivi sono le fondazioni bancarie dalla Cariplo alla San Paolo. Politici e imprenditori si fanno gli affari loro all'interno dei tanti Nord spezzettati e in concorrenza l'uno con l'altro. Ti faccio un esempio: quando ho mostrato in tv la dinastia di potere della Lega di Varese mi hanno chiamato con simpatia i dirigenti della Lega di altre parti del Nord in competizione con quella di Varese". Che cosa è cambiato, nella Lega, rispetto ai tempi di Roma ladrona? "Temo che con l'affievolirsi dell'elemento padano, quello secessionista e identitario per intenderci, si stia affermando un leghismo di territorio di stampo xenofobo. È la nuova Lega emblematizzata dall'editto di Cittadella: un documento firmato da sindaci in nome della difesa dell'ordine pubblico, della cacciata dei rom?". Il direttore del Sole de Bortoli ha parlato di una "secessione dolce" e Illy di una "secessione strisciante" di una parte del paese che sta già in Europa, incompreso dalla politica romanocentrica. Sei d'accordo? "No non c'è nessuna secessione. C'è un farsi gli affari propri. Vogliamo parlare della sinistra? Vedo con rammarico che un discorso severo su Sea non è stato fatto da Penati che pure, come presidente della Provincia di Milano, ha qualche responsabilità. Voglio dire che la sinistra tende a inseguire Berlusconi su sicurezza, Nord, fisco. E, assumendo gli argomenti padani, qualcuno si illudere di aumentare i propri consensi. Ma gli elettori, tra l'originale e la copia, scelgono l'originale". L'originale, questa volta si presenta, sulla politica economica, con un nuovo volto. E non sono in pochi quelli che sostengono le ricette antimercatiste di Tremonti siano in sintonia con un certo mondo imprenditoriale spaventato dalla globalizzazione. Dice Lerner: "Le sue tesi possono persuadere gli imprenditori che hanno bisogno di protezione perché magari hanno produzioni obsolete e poco competitive. Ma l'imprenditoria forte guarda con paura al Tremonti antimercatista. Si tratta di quegli imprenditori che la loro sfida l'hanno vinta: qualche anno fa volevano i dazi, ora fanno business in Oriente. Quella di Tremonti è l'operazione di un tecnocrate che ha interpretato lo spirito dei tempi. E che cerca di collegarsi a un popolo. Ma, purtroppo, lo fa attraverso un pensiero reazionario. Il suo protezionismo interpreta l'ansia, l'insicurezza, il rigetto del primato della finanza e dei banchieri nella nostra vita. Ma la sua proposta è demagogia pura". E lo, per Lerner, anche sul piano dei valori: "È una scopiazzatura di Sarkozy prima che venisse inseguito dai paparazzi: l'anti-'68, il principio di autorità, la sovranità spirituale della politica". In conclusione, chi vincerà nel Nord? "C'è un elettorato disincantato che non crede più a Berlusconi. Soprattutto dopo la vicenda Alitalia. Ma ancora non assume il Pd come alternativa credibile". 28/03/2008.

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Alitalia 4 un piano b per non arrendersi ai francesi (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia 4 un piano b per non arrendersi ai francesi L'unico modo per risollevarla è affidarla ai fondi Il valore di Alitalia non è nullo, come ha giustamente evidenziato Marco Vitale su questo stesso giornale, martedì 25 marzo. Ma come egli ha altrettanto sottolineato, questo valore è oggi solo potenziale perché alle attuali condizioni si annulla e anzi, aggiungerei, sarebbe teoricamente negativo. Il prezzo di Borsa positivo segnala un investitore industriale pronto ad intervenire per accaparrarsi proprio il suo valore potenziale. La domanda è: a quali condizioni il valore di Alitalia può tornare positivo? In primo luogo una nuova compagine azionaria che si ponga fermamente e senza secondi fini l'obiettivo di creare valore. Poi, in coerenza con esso, una sequenza di interventi di ristrutturazione finanziaria e rilancio industriale che rendano sostenibile la struttura di costo della compagnia ed effettivo il suo riposizionamento strategico e commerciale. Lo spazio per il turnaround (come di norma vengono chiamate queste operazioni) è molto ampio ed è correlato proprio al valore potenziale della compagnia e dei suoi asset. Tutta teoria si potrebbe obiettare. Se non si è riusciti a invertire la rotta fin d'ora perché si potrebbe farlo adesso? La soluzione di cui non si parla più è quella dell'intervento di un operatore finanziario specializzato in questo tipo di operazioni di ristrutturazione, dotato delle necessarie competenze specialistiche e delle esperienze in questo campo molto complesso, senza altri obiettivi che quelli di guadagnare e senza vie di uscita in caso di mancata riuscita del progetto. Per un periodo transitorio, in attesa di compiere il rilancio e poi trovare un partner strategico - industriale, necessario alle attuali condizioni di scenario, come mette bene in evidenza Vitale, ma senza una svendita. Per farlo si potrebbe utilizzare ad esempio una Spac (special purpouse acquisition vehicle), tipologia innovativa di veicolo d'investimento molto in voga negli ultimi tempi, che nasce e raccoglie fondi unicamente per compiere l'acquisizione di una società ben specifica, con un nuovo management da insediare anch'esso identificato a priori e con un piano industriale con obiettivi e interventi esplicitati. Di management capace e competente di trasporto aereo del resto l'Italia non difetta. Ed un assetto del genere sarebbe di sicuro più trasparente delle opzioni fin qui prefigurate (Air France o Air One, ma anche altre eventuali cordate di imprenditori). Operatori di questo tipo però intervengono ovviamente solo in condizioni di certezza e trasparenza. Il Fondo italiano di turnaround Management & Capitali che aveva provato a entrare in gara si è dovuto ritirare molto presto e così anche l'americano Tpg. Ci vorrebbe dunque una neutralità politica fin d'ora assente verso tale soluzione. Ci sono però anche due ulteriori elementi molto importanti che incidono sullo scenario. In primo luogo il cambiamento radicale di paradigma, in corso nel trasporto aereo in cui si passa dalla filosofia dell'hub a quella del punto-punto e che si adatta molto bene alle esigenze del nostro territorio, ricco di città medio-grandi ognuna con un suo aeroporto. Tale mutamento sarà poi accelerato nei prossimi anni dai nuovi aerei in materiale composito in procinto di entrare sul mercato (Boeing 787 e Airbus A350) che compieranno tratte transoceaniche con un carico di passeggeri molto inferiore agli aerei attuali. La nuova Alitalia dovrebbe in futuro far suo in pieno tale paradigma. Il tema del doppio hub e del dualismo Milano - Roma è superato da inevitabili condizioni oggettive e lo sarà sempre di più. E probabilmente lo sarà anche quello di Malpensa hub padano, come ha ben previsto la recente intervista di Galan sul Corriere della Sera . Questo aeroporto dovrà subire un inevitabile ridimensionamento per le sue carenze di progetto e strutturali ben note e semplicemente perché non sta sul mercato, con i passeggeri del Nord-Italia che sono i primi ad averlo bocciato. Insieme all'adozione del nuovo paradigma, Alitalia dovrebbe tornare poi a investire sulle rotte con una pianificazione intelligente (vedi l'esempio del successo di SouthWest negli Usa che ha rotte in pieno utile con più scali) e segmentando di più l'offerta al cliente finale. Occorre infine tenere presente che nel valore finale per il cliente il sistema infrastrutturale e di gestione aeroportuale (da privatizzare) incide moltissimo. Occorre quindi un passo in avanti coordinato di tutto il sistema e la filiera del trasporto aereo. Il secondo elemento da tenere presente è la riforma della Legge Fallimentare completata proprio a inizio 2008 dopo un iter pluriennale, con una forte discontinuità rispetto al passato. La prova è che una grande azienda come Parmalat è sulla via di completare il suo risanamento, proprio perché gli è stata letteralmente cucita addosso la Legge Marzano mentre Cirio, anch'essa con un notevole potenziale di ristrutturazione, ha faticato non poco perché la legge Marzano non era ancora in vigore. Ma se ce l'ha fatta Parmalat può farcela anche Alitalia. La strada da percorrere è quella della costituzione di una nuova società in cui far confluire solo i rami sani dell'azienda ma non la sua parte compromessa, come l'attuale struttura dei costi legata in larga misura al costo personale, al di fuori di ogni parametro comparabile con i suoi concorrenti. La nuova legge, con le nuove tipologie di accordi pre-fallimentari (quindi in questo caso si eviterebbe il fallimento in senso tecnico) lo consente. Si tratterebbe solo di non impedirlo attraverso una moral suasion e di rompere in modo netto con il passato. Dal punto di vista politico non si può non evidenziare l'insolito asse tra sinistra radicale e l'area lombarda del Pdl, dal sapore marcatamente assistenzialista. Riformisti, fatevi avanti con proposte alternative. Il resto si vedrà. 28/03/2008.

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ALITALIA 1 perché andava venduta fatta prima, più in fretta con più impegno. e perché non è un crimine venderla agli stranieri (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

UN ANNO E MEZZO VISSUTO PERICOLOSAMENTE Una privatizzazione gestita male: lo scarso impegno del governo è il vero motivo della latitanza degli imprenditori, un anno fa. Il racconto di uno dei tanti uomini-ombra di una strana privatizzazione La battaglia elettorale su Alitalia può apparire sensata solo se si gioca con le carte dei fautori dell'italianità. Per questi ultimi, la compagnia di bandiera è irrinunciabile, perché senza non si riuscirebbe a dare pieno respiro alla "vocazione turistica" del nostro Paese. Con questo, s'intende dire che, per portare Maometto alla montagna, la montagna deve metterci la funicolare. In tale schema, il turismo viene considerato come qualcosa di più, o di diverso, che un fenomeno di mercato. Non si ammette che, in caso molti individui vogliano visitare un certo Paese, il motivo del profitto possa spingere operatori squisitamente privati a dar loro una mano. La presenza di una compagnia di bandiera viene letta come un necessario incentivo - e la sua cessione ad Air France addirittura come un dirottamento verso una nazione che ci è "concorrente" nel turismo. Come se Air France non portasse già oggi passeggeri in Italia, e domani volesse catturare centinaia di asiatici, attratti dal miraggio di Firenze, per trascinarli a Parigi. Alitalia è un asset davvero poco "strategico". La cessione di British Airways non ha svuotato le strade di Londra, quella di Iberia non ha reso meno attraente Madrid. Nel contempo, a guardare i flussi, quel fenomeno straordinario che è la "democratizzazione" del turismo - che significa l'apertura a tutti gli effetti di nuove nicchie di mercato, a vantaggio di un'offerta più ricca e plurale - è intensamente debitore alle compagnie low cost. Le low cost fanno viaggiare più del 25% dei passeggeri europei: Ryanair da sola vale per il 6,1%, cioè oltre il doppio di Alitalia. Guardando agli incrementi, negli scorsi dodici mesi l'azienda italiana ha fatto segnare un +1,6% di utenti trasportati, contro il +20,7% del vettore irlandese. Sia a causa della limitazione del suo mercato "nazionale", sia in virtù della sua vocazione europea, la crescita di Ryanair non può essere ascritta ai soli abitanti dell'isola celtica. La lezione sembrerebbe essere che, per portare Maometto alla montagna, la cosa migliore che la montagna possa fare è aver cura delle piste da sci e dei rifugi, magari immaginare una buona campagna promozionale. La funicolare verrà da sé. Se Alitalia non è, a fini turisti, insostituibile, varrebbe forse la pena che il dibattito si concentrasse laicamente su un altro punto: ovvero quanto ci costa e quanto ci è costata. Negli ultimi otto anni, la compagnia ha fatto registrare perdite operative per 2665 miliardi di euro. L'esplosione non è riconducibile alla crisi internazionale del trasporto aereo originata dalle paure innescate dall'undici settembre, ma al bienno 2003-2004, nel quale andarono in fumo rispettivamente 512 e 753 miliardi. All'epoca purtroppo non si procedette con la divisione dell'impresa in due, una bad company destinata al fallimento e una best company da rimettere in carreggiata (idea cara all'ex ministro Tremonti), ma con una ricapitalizzazione. Un veloce raffronto con altre compagnie europee suggerisce al contribuente italiano tutto, fuorché che Alitalia sia stata un buon investimento. Pare evidente come il management Alitalia non abbia compreso per tempo lo sviluppo del mercato aereo: la compagnia era forte in quei mercati in cui si è più aperto alla concorrenza, e dove quindi più in fretta ha perso terreno. Al contrario, Alitalia non si è focalizzata sulle rotte intercontinentali ancora protette: Iberia, compagnia molto profittevole e privatizzata, ricava il 41% del business dall'intercontinentale mentre Alitalia solo il 30%. Gli aerei tricolore sono quelli che stanno più a lungo a terra, e il load factor , cioè il coefficiente di utilizzazione posti, è molto basso: il 74.3%, contro il 81.6% di Iberia o il 81.3% di Air France (per Easy Jet, siamo oltre all'85%). Vuol dire che su cento posti offerti, ventisei sono vuoti (l'aspirante "cavaliere bianco" Air One ne ha quaranta vuoti circa). Osservando i costi per posto/km offerto (stavolta su dati 2006/2007), la situazione è ancora peggiore. Il Cask di Alitalia (Cost per Available Seat Kilometers) è 9,95 centesimi di euro, contro i 7,93 di Iberia (Ryanair: 3,57). Pesa il personale, ma soprattutto esagerati costi di marketing e distribuzione ed elevatissime spese di manutenzione (l'età media di una aeromobile Alitalia è 12,3 anni). Per quanto impressionistici, questi numeri danno l'idea di una situazione di dissesto generalizzato, che si è inevitabilmente tradotta in un progressivo assottigliamento delle quote di mercato. Se nel '96 Alitalia disponeva di qualcosa meno del 50% del mercato costituito dai viaggiatori italiani, nel 2007 era scesa attorno al 23%. Per certi versi, è un buon segnale: dimostra che la concorrenza, nel trasporto aereo, esiste e funziona. Ma proprio per questo ha poco senso accanirsi nella difesa di un simbolo, che anche come simbolo non è immacolato. Dite "Alitalia" in giro per il mondo, e non raccoglierete una percezione di efficienza e rigore. Solo nell'ultimo anno, la compagnia di bandiera ha bruciato 364 milioni di euro, il che significa 6 euro per ciascun cittadino italiano. Pochi o tanti che siano, se ne poteva fare a meno: sarebbe bastato privatizzare prima. Vale la spesa, l'orgoglio dell'italianità? Andrea Giuricin e Alberto Mingardi 28/03/2008.

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Alitalia viola la continuità territoriale (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 217 Trasporto aereo. A vuoto il tentativo di mediazione: ieri la comunicazione alla Sogaer Alitalia viola la continuità territoriale Trasporto aereo.. A vuoto il tentativo di mediazione: ieri la comunicazione alla Sogaer Domenica gli aerei della compagnia arriveranno a Cagliari --> Domenica gli aerei della compagnia arriveranno a Cagliari Alitalia non attende: domenica gli aerei della compagnia pubblica decolleranno da Roma e Milano per Cagliari. La continuità è a un bivio. Alitalia ha deciso: domenica gli aerei con il tricolore decolleranno da Roma e Milano per Cagliari. Dopo 48 ore di attesa, ieri la notizia è stata comunicata alla Sogaer, la società di gestione dell'aeroporto di Elmas. "Preparatevi, arriviamo". Queste le parole dei vertici della compagnia pubblica ai dirigenti dello scalo cagliaritano: annunciando così indirettamente che si preparano a violare l'attuale regime di continuità territoriale. Tutto questo nonostante la Regione, nei giorni scorsi, abbia assicurato, dopo un incontro nella sede romana dell'Enac, che ci sarebbe stato uno slittamento di circa un mese. Evidentemente, così non sarà, a meno che l'Enac non intervenga come ha fatto con Myair, compagnia low cost che ieri è stata diffidata dal far decollare gli aerei sulle rotte Bologna-Olbia e Bologna-Cagliari, così come previsto dal 4 aprile. CAOS NEI CIELI Domenica, dunque, sarà una giornata decisiva per il futuro della continuità territoriale in Sardegna. Spetta all'Enac, infatti, far rispettare le norme in vigore che assegnano a Meridiana e Air One i collegamenti tra Cagliari, Roma e Milano. L'attuale regime potrà essere modificato solo a ottobre, ma Alitalia, forte delle indicazioni arrivate dall'Unione europea, ha deciso di accettare gli oneri di servizio (gli obblighi della continuità) e riprendere i voli per l'isola subito. Dal canto suo, la Regione (che ha praticamente scritto le regole del decreto) conferma la sua linea: Alitalia non può volare sui cieli sardi. L'Ente nazionale per l'aviazione civile, tuttavia, ha inviato una diffida a Myair ma non ha ancora preso posizione nei confronti di Alitalia, che ieri ha continuato a vendere i biglietti attraverso il call center e le agenzie di viaggio. L'ATTESA DELL'ENAC Le difficoltà con cui deve fare i conti l'Enac nell'affrontare la questione discendono dal fatto che il ministero, in questo momento di transizione in attesa del voto di aprile, non ha preso una posizione chiara, nonostante la legge in vigore. Anche perché le rotte da Cagliari per Roma e Milano potrebbero essere determinanti nel nuovo orario estivo che la compagnia italiana ha concordato anche in vista della trattativa con Air France per la vendita. Se non arriverà una diffida oggi o domani da parte dell'Enac, dunque, lo stop potrebbe raggiungere gli aerei anche poco prima del decollo. E a quel punto sarà difficile evitare una battaglia legale davanti al Tar. Se invece lo stop non ci sarà, Meridiana e Air One diranno basta alle tariffe scontate e chiederanno un risarcimento danni a Enac e ministero. GIUSEPPE DEIANA.

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L'analisi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-28 num: - pag: 2 categoria: BREVI L'analisi I collegamenti e le strategie Il presidente Filippo Penati Il piano industriale Dal primo di aprile a Malpensa mancherà all'appello il 71 per cento dei voli Alitalia Le prospettive Tutta da concretizzare un'eventuale cordata italiana. Mentre a Roma continua la trattativa con Air France.

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AirOne, più voli a Malpensa <Pronti a sostituire Alitalia> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-28 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Aeroporti Tagli e cambi, parte il piano anticrisi della compagnia di bandiera AirOne, più voli a Malpensa "Pronti a sostituire Alitalia" Bonomi, Sea: segnale positivo, ora liberalizzazione delle rotte Il prossimo 30 marzo la Regione aprirà la bretella che collegherà lo scalo con la Milano-Torino è un pesce d'aprile che lascia il segno quello che Alitalia ha promesso a Malpensa. Il 71 per cento di voli tagliati proprio nel giorno in cui Milano spera di svegliarsi capitale dell'Expo 2015. Ieri AirOne ha annunciato con una conferenza stampa in Camera di Commercio l'intenzione di subentrare alla compagnia di bandiera nel ruolo di vettore di riferimento dello scalo varesino. Primo segnale - secondo il presidente e ad di Sea, Giuseppe Bonomi - della rinascita di Malpensa. A partire da fine marzo AirOne attiverà collegamenti da e per Malpensa su una decina di destinazioni. Roma Fiumicino e Napoli dal 30 marzo, dal primo aprile Palermo; dal 2 maggio Berlino; dal 2 giugno Bruxelles, dal 7 giugno Atene e dall'8 giugno Salonicco; dall'8 luglio i voli per Bari e per Lamezia Terme e il raddoppio del collegamento per Palermo. Per finire, da metà giugno i primi collegamenti intercontinentali verso Boston e Chicago. AirOne baserà su Malpensa 6,3 aeromobili per il corto e medio raggio e 1,7 per il lungo. L'operazione dovrebbe andare in positivo nel 2009. E non è escluso che, in prospettiva, lo scalo varesino diventi una delle basi di armamento della compagnia. Dal canto suo, Sea ha annunciato il potenziamento degli investimenti inseriti nel budget 2008. Mentre il prossimo 30 marzo la Regione aprirà la bretella che collegherà lo scalo con la Milano- Torino. Il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi, ha chiesto con forza la liberalizzazione delle rotte: "Da oltre sei mesi non abbiamo più un vettore di riferimento e per i prossimi due-tre esercizi saremo un aereoporto point to point. Ma la domanda nel nostro bacino territoriale è enorme. Ora la politica protezionistica che ha difeso Alitalia deve lasciare il posto alla liberalizzazione. è l'unico impegno che chiediamo alla politica". "La liberalizzazione è la direzione su cui puntare con decisione - ha commentato più tardi il presidente della Provincia, Filippo Penati -. Inutile perdere altro tempo aspettando una fantomatica cordata che non arriva mai". Scalo Alitalia alleggerisce la presenza a Malpensa Rita Querzé.

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Malpensa, AirOne aumenta i voli (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-03-28 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Aeroporti Malpensa, AirOne aumenta i voli Via sette voli su dieci dal 1Ë? aprile. è l'effetto del piano industriale Alitalia su Malpensa. Mentre AirOne ha annunciato ieri i nuovi collegamenti su una decina di destinazioni. Il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi, chiede la liberalizzazione delle rotte. A PAGINA 2.

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Alitalia, in campo pm e Consob (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-28 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Voci e smentite sulla cordata italiana, ma il Cavaliere insiste. Veltroni: basta giochi Alitalia, in campo pm e Consob Trattativa con Air France in salita: Parigi prende tempo ROMA - Vendita di Alitalia, la Procura di Roma sta seguendo la vicenda. La Consob ha chiesto alle aziende coinvolte di dare presto informazioni ufficiali al mercato. Cordata. Il Cavaliere rilancia: "C'è grande voglia di dare una risposta a questa mia chiamata al patriottismo". Veltroni replica: politica giocherellona. Trattativa. S'inceppa la trattativa. Air France- Klm ieri non ha presentato il nuovo piano con numeri precisi. I sindacati fanno sapere: prima si discute. ALLE PAGINE 2 E 3 Baccaro, Fregonara Paci, Sensini.

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Air France, duello con i sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Air France, duello con i sindacati Parigi prende tempo sull'offerta. Dubbi anche di Prato ROMA - S'inceppa la trattativa tra Alitalia e Air France-Klm. Ieri i transalpini non hanno inviato ai sindacati la proposta di accordo-quadro sulla base della quale far partire il negoziato. Secondo indiscrezioni, ci sarebbe disaccordo sull'impostazione del testo: i francesi vorrebbero stilare una breve premessa generale per poi scendere nei dettagli, indicando il numero degli esuberi e gli strumenti per trattarli. Ma i sindacati, di fronte a cifre che considerano ancora tutte da discutere, s'irrigidiscono e minacciano la rottura. Per tutta la giornata di ieri l'amministratore di Alitalia, Maurizio Prato, ha cercato di spiegare ai francesi che un documento dettagliato avrebbe fatto saltare il tavolo. A riprova c'erano le dure note emanate dai piloti dell'Anpac che, in un primo momento, hanno accusato i francesi di volere il fallimento di Alitalia. E poi sono arrivati a offrire supporto alla cordata italiana, definendo "strategicamente corretta l'iniziativa di Silvio Berlusconi". Nell'incertezza sul da farsi, Air France-Klm ha rinviato a oggi la decisione. Tra i sindacati circola il timore che l'improvvisa intransigenza dei francesi esprima un cambio di strategia e che ormai anche Oltralpe si preferisca l'ipotesi di un fallimento. In mezzo al guado resta Prato, che ha convocato per oggi il cda che avrebbe dovuto prorogare il termine del 31 marzo, facendo leva sulla liquidità proveniente da un credito d'imposta di circa 50 milioni. Ma a questo punto, senza un documento condivisibile, Prato si ritrova con il rischio di dover ripiegare sulla linea del Tesoro, quella del fallimento, che lui aveva abbandonato a costo di restare solo in prima linea. In forse resta anche l'incontro fissato con i sindacati per lunedì mattina. "Ciò di cui abbiamo bisogno è una vera trattativa a tutto campo" ammonisce la FitCisl, mentre per la Uilt sono inaccettabili gli esuberi dei piloti. Intanto in Adr, azienda che gestisce gli scali romani, il consiglio d'amministrazione, che non si è occupato dell'acquisto dei terreni di Alitalia, ha preso atto delle dimissioni dell'amministratore Maurizio Basile, che saranno operative il 16 aprile, giorno dell'assemblea. Al suo posto potrebbe arrivare Giancarlo Schisano, direttore della Divisione Passeggeri Cargo di Alitalia. Antonella Baccaro.

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<Cordata italiana, troppe parole> Procura e Consob in campo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE "Cordata italiana, troppe parole" Procura e Consob in campo Le smentite di Benetton, Ligresti, Eni e Mediobanca . La denuncia di Di Pietro L'ex pm va all'attacco del Cavaliere: indagare per insider trading e aggiotaggio ROMA - Non c'è ancora un nuovo fascicolo su Alitalia, ma la Procura di Roma sta seguendo con attenzione le indiscrezioni sulla trattativa e la loro possibile incidenza sulle oscillazioni del titolo in Borsa della compagnia di bandiera e attende i risultati di un'eventuale istruttoria da parte dell'autorità di vigilanza. La Consob ha già avviato "un attento monitoraggio " della situazione e, dopo gli inviti al silenzio e alla cautela fatti nei giorni scorsi dal presidente Cardia, l'autorità che vigila sulle società quotate ha chiesto alle aziende coinvolte, in una giornata convulsa, di dare al più presto informazioni ufficiali al mercato. Alla Procura di Roma al momento resta una sola inchiesta: quella per aggiotaggio aperta l'estate scorsa dopo le oscillazioni anomale del titolo in quel periodo, aggiornata poi con il filone di indagine relativo all'offerta lanciata dai fondi americani Evergreen e Thl. Ma nel clima infuocato che ieri ha visto le smentite e le precisazioni sull'ultima ipotesi di cordata italiana rilanciata e poi a sua volta smentita da Berlusconi, è il ministro delle Infrastrutture e leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro ad aggiungere una nuova polemica: "Presenterò - annuncia - una denuncia alla Procura della Repubblica al fine di accertare se vi siano gli estremi di reato nelle dichiarazioni di Silvio Berlusconi sul caso Alitalia". Se la Procura al momento è cauta, Di Pietro è pronto a spronare l'inchiesta. Quello che il ministro vuole sapere dai magistrati è se le dichiarazioni del leader del Pdl "abbiano prodotto alterazioni o turbato il mercato, visto che un giorno sì e l'altro pure egli ha fatto credere che vi fosse una cordata pronta a rilevare la compagnia di bandiera, prima che ci fosse una proposta alternativa concreta e vera. Se vi siano stati - tanto per esser chiari -reati di aggiotaggio e/o insider trading". Che tra Berlusconi e Di Pietro non corra buon sangue non è una novità. Poco prima che il leader dell'Italia dei Valori gettasse il suo tizzone nelle polemiche, era stato il Cavaliere ad essere molto esplicito sul suo avversario: non solo l'ha accusato di essersi laureato grazie ai servizi segreti, ma lo aveva definito un mostro: "Mi fa orrore chi non ha rispetto per gli altri e rovina le persone sbattendole in galera quando sono innocenti. Io ho paura di gente così". E, ricordando che l'Italia dei Valori è alleata del Pd, se la prende anche con Veltroni: "Sono giustizialisti dalla testa ai piedi anche loro". Polemiche di una campagna elettorale in cui tutti hanno inasprito i toni? Secondo il socialista Enrico Boselli è il momento di raffreddare gli animi: "Penso che si tratti di due attori: uno certamente molto capace (Berlusconi), l'altro mediocre (Di Pietro), che stanno mettendo in piedi una sceneggiata per portare via qualche voto in più". Gianna Fregonara.

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Morando: ma i giudici vanno lasciati fuori (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Pd Morando: ma i giudici vanno lasciati fuori ROMA - "Le dichiarazioni di Berlusconi su Alitalia, dal primo minuto, sono state irresponsabili. Ma la discussione deve restare sul piano politico. Lasciamo fuori le procure". Enrico Morando (nella foto), senatore ed estensore del programma del Pd, censura l'idea dipietrista di ricorrere alla magistratura sul caso Alitalia. E dà torto all'alleato del Pd: "Non so perché lo ha fatto, non ne ero informato. Credo che a noi spetti misurarci sul piano politico e spiegare perché la posizione di Berlusconi è inaccettabile. In Italia esiste l'obbligatorietà dell'azione penale, quindi non ho dubbi che se lo riterrà la magistratura aprirà un'inchiesta". Altra è la polemica politica: "Penso che dobbiamo fare di tutto perché si chiuda positivamente la vicenda Alitalia che con il suo tragico andamento negli ultimi dieci anni è costata ai contribuenti 15 miliardi di euro. La strumentalizzazione pre-elettorale è inutile e dannosa, e si sta rivelando anche autolesionista, come sta vedendo Berlusconi in questi giorni". G. Fre.

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Il Cavaliere: stiamo lavorando Veltroni: ora basta con i giochi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE I candidati premier Il Cavaliere: stiamo lavorando Veltroni: ora basta con i giochi ROMA - C'è chi prima prende le distanze con un no comment e poi smentisce, come Ligresti e Benetton, chi smentisce subito senza riserve, come Mediobanca, e chi lo fa dopo un po', come l'Eni. "Oggi Alitalia non è nell'agenda dell'Eni" ha fatto sapere il Cane a sei zampe, anche se l'amministratore delegato Paolo Scaroni si augura che la compagnia resti italiana. Fatto sta che la cordata di soci italiani sollecitata da Silvio Berlusconi a farsi carico dell'Alitalia stenta a materializzarsi. I loro nomi, dice il Cavaliere, "non li ho mai fatti, sono indiscrezioni o supposizioni dei giornali", ma in Borsa i titoli Alitalia affrontano saliscendi paurosi, la Consob preoccupata chiede chiarezza, e il centrosinistra attacca a testa bassa, accusandolo di bluffare. Mentre lui, imperturbabile, rilancia. "Certamente questi imprenditori non possono dire che è vero, che in questo momento hanno un accordo. Ma non credo che nessuno possa smentire, tra coloro che mi hanno telefonato, un eventuale interesse futuro. C'è veramente una grande voglia di dare una risposta a questa mia chiamata al patriottismo" aggiunge il Cavaliere, passando al contrattacco. "Mi accusano di insider trading? Io? Ma se non ho mai avuto un'azione Alitalia. Loro, piuttosto, sono loro che trattano su Alitalia a Borsa aperta. Un governo incapace, che lascia in piedi una trattativa in esclusiva con Air Walter Veltroni e Silvio Berlusconi.

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<Se ministro vieterei la pillola abortiva> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-28 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Ferrara "Se ministro vieterei la pillola abortiva" MILANO - E se Giuliano Ferrara diventasse ministro della Salute in un eventuale governo Berlusconi? "Farei di tutto per bloccare l'introduzione in Italia della pillola abortiva Ru486". Il direttore del Foglio, leader della lista "pro-life" che si presenta in tutta Italia alla Camera all'insegna dello slogan "Aborto? No grazie", rilancia la propria campagna per una moratoria contro le interruzioni di gravidanza. E in un faccia a faccia digitale con i lettori di Corriere.it ribadisce le ragioni di una scelta scomoda che gli ha fatto guadagnare critiche da destra e da sinistra "L'Alitalia, le tasse, i salari sono importanti spiega - . Le ricette che vengono proposte, però, alla fine si assomigliano tutte. Se c'è una cosa che oggi realmente divide, invece, questa è proprio la valutazione sulla vita umana: è preziosa? E' manipolabile?". Ferrara dice no alla Ru486 perché "riporta l'aborto tra le pareti domestiche e colpevolizza la donna", scaricando su di lei ogni responsabilità al momento di ingerire "il veleno che ucciderà il bambino che porta in grembo". E in più "deresponsabilizza la medicina e rende ricche le multinazionali farmaceutiche". Il direttore del Foglio è convinto di poter raccogliere non meno del 4,5% dei consensi puntando sul "voto di passione". E di ritrovarsi, il 14 aprile, con una squadra di almeno 30 deputati ("I sondaggi mi danno allo 0,5? Sbagliano"). Si dice sicuro di non essere un elemento di disturbo per il Pdl, con il quale si sarebbe volentieri alleato ("avrei portato un di più di anima, ma Berlusconi vuole piacere a tutti e per questo sui temi etici si dichiara anarchico"). E ribadisce che tra i suoi programmi non c'è l'abolizione della legge 194, che pure "va applicata anche nelle parti in cui dovrebbe rendere la donna consapevole della scelta", mentre oggi è di fatto un "abortificio". Rispondendo alla sollecitazione di un lettore, Ferrara sceglie di mettere papa Ratzinger al vertice di una ipotetica graduatoria che comprenda anche Craxi, Berlusconi e Marx. E quanto ai suoi rapporti con la Chiesa, precisa che la sua "è la lista più laica di tutte" e che lui ad un gesto forte come la conversione in pubblico di Magdi Allam non ci pensa proprio: "Sono innamorato del Cristianesimo inteso come cultura e spirito della storia. Ma sono incapace di prospettare una mia adesione alla Chiesa in qualità di fedele". Incontri digitali su Giuliano Ferrara Alessandro Sala.

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La Russa: non è un bluff, almeno tre i nomi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Pdl La Russa: non è un bluff, almeno tre i nomi ROMA - Di poker è un esperto, "e la cordata di Berlusconi non è certo un bluff" assicura Ignazio La Russa (nella foto). "Ha avuto ore e ore di colloqui in questi giorni con alcuni imprenditori italiani. Almeno tre, di sicuro, gli hanno detto di essere interessati, forse gli hanno già detto di sì" insiste il deputato di An. "Sono nomi già usciti sui giornali. E ne ho conferma diretta", aggiunge. Se non è un bluff, non è neanche un "buio". "Tempo. è come se Berlusconi avesse detto: tempo. Per vedere le carte che hai, cosa è uscito e cosa resta nel mazzo. Il bluff è quando inventi. Ma uno come Berlusconi non perde giorni, in piena campagna elettorale, per una cosa che non sta in piedi. L'unico problema sono le 48 ore". Dal tavolo verde al tavolo operatorio. "Sono 10 anni che l'Alitalia è in coma. E questi vogliono staccare la spina tra 48 ore. Non so se Berlusconi ce la farà, ma questo atteggiamento del governo Prodi non ha senso". M. Sen.

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Precisazioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 2 categoria: BREVI Precisazioni L'Eni, dopo la richiesta Consob, in una nota ha ribadito che "l'Alitalia non è oggi nell'agenda" Mediobanca "non ha avviato né partecipa ad alcuna iniziativa volta a promuovere offerte per rilevare Alitalia" Salvatore Ligresti informa di non aver avviato alcuna iniziativa finalizzata a presentare un'offerta per rilevare Alitalia Per il gruppo non ci sono "iniziative volte a presentare un'offerta, anche in cordata con altri, per acquisire Alitalia".

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Pdl-Pd, lite sulla <bufala> D'Alema: speculazioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Pdl-Pd, lite sulla "bufala" D'Alema: speculazioni Iervolino: nessuno dia lezioni di igiene a Napoli I sospetti del ministro degli Esteri: siamo sotto attacco, in gioco interessi per la sede dell'Expo 2015 ROMA - Ed ecco che, sotto elezioni, la mozzarella diventa un affare politico. Berlusconi se lo sentiva che andava a finire male. "Era quello che temevo", dice. Con tutta quella "monnezza" sparsa sulla sventurata terra napoletana per colpa dei Bassolino e delle Iervolino, cosa ci si poteva aspettare? Inevitabile, secondo il Cavaliere, che qualche elemento nocivo finisse per contaminare il prelibato formaggio di bufala. Bugie, replica Massimo D'Alema. "è tutta una speculazione", s'indigna il ministro degli Esteri. Ed è implicito che nel difendere la purezza della mozzarella, fa anche scudo a Bassolino e alla Iervolino. Si tiene fuori dalla discussione il presidente Giorgio Napolitano che, a Trieste, in visita al Centro di fisica teorica, se la cava con una battuta: "Io non mi occupo qui né di fisica, per incompetenza, né di mozzarella pur avendone una vecchia competenza". Ci si divide secondo una logica del tutto prevedibile. è accaduto prima con l'Alitalia. Adesso si replica con la mozzarella. I partiti di governo da una parte, a dire che bisogna smetterla con tutto questo allarmismo, e dall'altra l'opposizione col dito puntato contro i presunti responsabili del disastro. "I controlli - rassicura D'Alema - sono accurati e rigorosi ". Allora perché tanta preoccupazione? Il titolare della Farnesina grida al complotto. "Siamo sotto attacco ", afferma. Un "attacco contro la Campania", ma non solo. A D'Alema viene da pensare che siano entrati in gioco "interessi per la scelta della sede dell'Expo del 2015". Convinto anche il ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio che si tratti di "un'aggressione commerciale". "Tranquilli, giapponesi", è tutto in regola, assicura il ministro per le Politiche agricole Paolo De Castro. Quanto alla Corea del Sud, De Castro ipotizza che a Seul abbiano preso un abbaglio e che la mozzarella sequestrata non sia di produzione italiana. E poi perché i Paesi asiatici fanno tante storie? Come se fossero in grado di dare "lezioni di igiene a noi di Napoli", arriva a dire il sindaco Rosa Russo Iervolino. Lei confessa di nutrirsi a base di mozzarella tutti i santi giorni, "e sto benissimo ". Non stanno bene gli allevatori del Nord, secondo il leghista Roberto Cota. Perché adesso saranno visti con sospetto al pari dei colleghi napoletani e "troveranno difficoltà a piazzare i prodotti all'estero". Cota ne deduce che il trio Bassolino-Prodi- Veltroni ha combinato un bel "filotto di disastri". "è sicura" Il ministro De Castro (a destra) mangia mozzarella Marco Nese.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 6 La Nota di M... (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 6 La Nota di Massimo Franco Un Paese in bilico fra risse elettorali e "rimproveri" europei A l vertice di ieri al ministero delle Politiche agricole sulla "mozzarella alla diossina" erano presenti una ventina di testate straniere: tutte attirate dall'ennesima emergenza di un Paese condannato all'anomalia. è il segno che l'ultima occasione scelta dai partiti per azzuffarsi non è più solo materia di campagna elettorale. Rischia invece di diventare un altro simbolo della credibilità declinante dell'Italia a livello internazionale. La questione ha sfiorato con una domanda perfino Giorgio Napolitano, in visita a Trieste. Il presidente della Repubblica l'ha schivata con diplomazia istituzionale, per non complicare una situazione già tesa. Ma al governo sarà impossibile fare lo stesso. Ieri pomeriggio la Commissione europea ha chiesto a Palazzo Chigi misure più radicali ed in tempi stretti contro il formaggio contaminato, pena l'embargo. E pensare che il ministro Paolo De Castro aveva dichiarato che "non esiste un caso diossina in Campania". E Massimo D'Alema, vicepremier ma soprattutto candidato del Pd nella regione, si era detto "indignato per la speculazione che si è fatta nel nostro Paese". Una speculazione probabilmente c'è, perché il tema ormai sta entrando a forza nello scontro fra partiti: come il caso Alitalia e quello della spazzatura, di cui le preziose mozzarelle sono appendici avvelenate. D'altronde la Campania, politicamente "rossa" da anni, è un bersaglio facile per il Pdl. Con il suo concentrato di emergenze consente di accomunare nel malgoverno vecchi e nuovi responsabili; ed anche chi responsabilità non ne ha. Silvio Berlusconi può evocare il latte impregnato di diossina per dire: "è successo quello che temevo"; e la Lega, additare "il filotto dei disastri di Bassolino- Prodi-Veltroni". Il Pd è costretto sulla difensiva. Ma a rendere la vicenda imbarazzante non sono tanto le polemiche berlusconiane. Pesano molto di più i giudizi della Commissione Ue e di Guido Bertolaso. Quando il capo della Protezione civile dichiara che "in Campania esiste un rischio reale"; e che ad Acerra "i pastori vedevano le proprie pecore morire per diossina", diventa difficile parlare di strumentalizzazione. E quando membri del governo cercano di placare le paure di Giappone e Corea del Sud spiegando che le mozzarelle contaminate sono state consumate in Italia, non esportate, l'allarme resta. Mettendo in fila caso Alitalia, spazzatura, e adesso i formaggi pericolosi, il risultato è di proiettare l'immagine di un Paese con una credibilità a dir poco precaria. Come funghi velenosi, spuntano magagne che la campagna elettorale esaspera, ma non inventa. Il guaio è che le reazioni mirano solo a mettere in difficoltà gli avversari. Eppure, chiunque vinca le elezioni si troverà di fronte gli stessi problemi. Berlusconi sembra rendersene oscuramente conto. Vedendosi già a Palazzo Chigi, ammette: "Se non riuscirò entro due o tre mesi a riportare Napoli e la Campania alla loro naturale bellezza, quell'immondizia lì sarà colpa mia". E non solo quella. La psicosi di un'epidemia rischia di mettere in quarantena non solo la regione dei rifiuti e delle mozzarelle di bufala, ma un'Italia incapace di misurare l'effetto internazionale di scelte mancate; e aggravate dalle lacerazioni interne. \\ La polemica sulla diossina entra in campagna elettorale ma va oltre.

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Malpensa, la carica degli asiatici (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE AirOne E la compagnia di Toto si candida a primo operatore dello scalo Malpensa, la carica degli asiatici Inizia da AirOne, che vuole diventare il primo operatore dello scalo lombardo con 11 nuove rotte entro l'estate, il futuro di Malpensa. Ma se il governo liberalizzasse gli accordi bilaterali che regolano i collegamenti intercontinentali, nel giro di pochi mesi l'ormai ex hub lombardo si popolerebbe di una ventina di nuove linee aeree (vedi tabella), alcune del calibro di Cathay Pacific, Korean Air, Malaysia Airlines, per limitarsi alle principali, mentre altre come Emirates e l'israeliana El Al raddoppierebbero il numero di voli odierni. E ancora, altre compagnie italiane, tra cui Eurofly o Blue Panorama, collegherebbero destinazioni come Brasile, Argentina e Venezuela. E' quanto emerge da un documento riservato che la Sea, che gestisce l'aeroporto milanese, ha consegnato pochi giorni fa al ministero dei Trasporti, chiedendo che in considerazione dello stato di crisi di Malpensa la concessione della luce verde per i nuovi collegamenti aerei da e per Milano sia di fatto automatica. Se così fosse, l'andata a regime dei nuovi collegamenti porterebbe al riassorbimento di gran parte dei 900 lavoratori in cassa integrazione dal 31 marzo. "Chiediamo alla politica di liberalizzare gli accordi bilaterali", ha sottolineato non a caso il presidente Sea, Giuseppe Bonomi, nel corso della presentazione dei nuovi collegamenti di AirOne. La compagnia di Carlo Toto collegherà Malpensa a 2 destinazioni intercontinentali (Boston e Chicago), 4 europee (Bruxelles, Berlino, Atene e Salonicco) e 5 italiane (Roma, Napoli, Palermo, Bari e Lamezia Terme). Quanto agli operatori stranieri le prime destinazioni sarebbero quelle orientali: Hong Kong (passeggeri e merci), Seoul, Kuala Lumpur, eppoi ci sarebbe il raddoppio dei voli per Dubai e Tel Aviv. Una piccola rinascita per Malpensa, ma bisogna risolvere prima il nodo dei diritti di traffico, regolati da accordi bilaterali tra Stati. Non a caso questo è uno dei punti caldi della trattativa con Air France, che chiede il mantenimento dell'esclusività dei diritti di traffico per Alitalia e una prelazione sulle rotte ancora libere. Se il Tesoro la accettasse, concederebbe ad Air France le chiavi del monopolio italiano dei collegamenti intercontinentali. Per questo, forse, Bonomi non rinuncia alla causa da 1,25 miliardi contro Alitalia. Giovanni Paci.

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Rimbalzano gli indici, bene Unipol (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-03-28 num: - pag: 32 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa Rimbalzano gli indici, bene Unipol Pirelli Tregua per il titolo (-3,54%) dopo i progressi delle ultime due sedute A Piazza Affari (allineata alla media europea, con il Mibtel in progresso dell'1,46% e l'S&P-Mib dell'1,24%) anche ieri hanno tenuto banco Alitalia e Impregilo. Mentre la Consob ha annunciato un attento monitoraggio della situazione dopo gli annunci e le smentite sulla fantomatica cordata italiana, le azioni della compagnia aerea hanno chiuso in progresso del 10,86% con scambi sempre elevati. E' di Impregilo, però, il primato del maggiore rialzo (+18,99%). Il titolo della società controllata da Igli (Benetton, Gavio e Ligresti) ha proseguito il rialzo nel giorno del verdetto della Cassazione sulla vicenda dello smaltimento dei rifiuti in Campania. Significativi anche i progressi di Prysmian (+5,32%), grazie a un'importante commessa in Brasile; e di Buzzi-Unicem (+4,64%), che ha comunicato ieri i risultati di bilancio, con una crescita dell'utile pari al 28,5%. Nuovo miglioramento, inoltre, per Unipol (+4,47%), mentre Snam Rete Gas è rimbalzata del 4,27% e Seat Pagine Gialle ha proseguito il recupero guadagnando il 3,4%. Sul fronte dei risultati negativi, spicca soprattutto Pirelli (-3,54% la quotazione di riferimento), vittima delle prese di beneficio dopo il balzo della vigilia legato alla presentazione dei dati di bilancio. Giù anche il Banco Popolare (-1,08%), nonostante la raccomandazione buy da parte di Dresdner Kleinwort. Raffica di guadagni a due cifre, infine, fra i titoli a piccola e media capitalizzazione: da Stefanel (+19,54%) a Isagro (+17,67%); da Chl (+16,04%) a Ciccolella (+12,85%); da Sorin (+12,10%) ad Arena (+11,28%). di Giacomo Ferrari.

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Adr, rivoluzione al vertice (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-28 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Aeroporti Voci di tensioni con il presidente Palenzona. La società: non è vero, rapporti ottimi Adr, rivoluzione al vertice L'amministratore delegato Basile lascia: "Decisione concordata" Maurizio Basile, ex Iri, era arrivato in Adr nel 2005. è il quinto amministratore che salta in sette anni Rivoluzione al vertice di Adr. Ieri la società Aeroporti di Roma, che gestisce gli scali di Fiumicino e Ciampino, ha annunciato l'uscita di uno dei super-manager del gruppo: "Dal 16 aprile Maurizio Basile, amministratore delegato e direttore generale, lascerà gli incarichi". La decisione, è scritto nella nota diffusa alla stampa, è stata "congiuntamente assunta e concordata con l'azionista di controllo" (cioè Gemina Spa) e "trova fondamento nel definitivo superamento della situazione di stallo in cui Adr era venuta a trovarsi nel biennio 2004/2005, maturando un gap infrastrutturale e competitivo che avrebbe potuto compromettere il naturale sviluppo dell'hub di Fiumicino. Secondo il comunicato, ormai "è stato disegnato e avviato un programma di sviluppo per il sistema aeroportuale del Lazio". Insomma, Basile avrebbe ormai completato il proprio lavoro. E la nota si conclude con "l'apprezzamento per il successo professionale conseguito ". Fin qui le dichiarazioni ufficiali. Qualcuno - anche il Sole 24 Ore sostiene che "l'uscita di Basile sarebbe dovuta allo scarso feeling con il nucleo di azionisti di controllo del quale da alcuni mesi il pivot è la famiglia Benetton e a difficoltà di coabitazione con Fabrizio Palenzona, influente esponente della galassia finanziaria del nord". Inoltre, secondo fonti in Campidoglio, ci sarebbero tensioni fra gli azionisti privati e quelli pubblici (Comune, Provincia e Regione) sul cosiddetto "progetto di espansione a nord" dell'aeroporto: il piano passa per l'acquisto di terreni per 100-120 milioni di euro da Alitalia e da altri privati. Fra le ipotesi c'è anche la tenuta Maccarese, della famiglia Benetton, a sua volta azionista di Gemina. Soluzioni che non avevano convinto la giunta Veltroni e l'ormai ex assessore al Bilancio, Marco Causi. Ma ora la partita si potrebbe riaprire. Fonti all'interno di Adr comunque riferiscono che "i rapporti fra Basile e Palenzona erano e restano ottimi, di stima reciproca e affetto, le dimissioni sono l'evoluzione naturale di un percorso che ha visto il risanamento dell'azienda e l'avvio di un piano di investimenti infrastrutturali per oltre 1,6 miliardi di euro in otto anni". Gli ultimi due anni erano stati assai turbolenti. Prima c'era stato il braccio di ferro per il controllo di Adr fra la cordata australiana Macquarie e gli azionisti italiani raccolti intorno a Gemina, che alla fine hanno avuto al meglio. Poi, l'estate scorsa c'erano state le infinite polemiche sui disservizi per i bagagli. E nelle ultime settimane la crisi Alitalia ha gettato sinistre ombre sul futuro dello scalo. I programmi di sviluppo però vanno avanti, pochi giorni fa è stato aperto il cantiere per la costruzione del molo C, che consentirà il raddoppio dei passeggeri nel giro di pochi anni. Basile, arrivato in Adr nel 2005, è stato il quinto amministratore delegato dai tempi della privatizzazioni nel 2001. Il nome del successore non è stato ancora indicato. Forse uscirà dall'assemblea di bilancio di metà aprile. Le dimissioni Maurizio Basile lascerà tutti gli incarichi dal 16 aprile Paolo Foschi.

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Veltroni: se ci sarà lo stallo sì a una fase costituente (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-28 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Il Pd "Alla fine chi vince governa, anche con un solo consenso in più" Veltroni: se ci sarà lo stallo sì a una fase costituente Il candidato premier: in caso di pareggio vanno fatte le riforme Il leader ferma i fischi al Cavaliere: anche se loro non hanno rispetto per noi, io ce l'ho per loro DAL NOSTRO INVIATO TAORMINA - Per due giorni ha evocato il pareggio al Senato come il più probabile esito della sfida con Berlusconi e ieri a Taormina, davanti ai vertici di Confagricoltura, Walter Veltroni si è spinto avanti, fino a proporre la sua ricetta per uscire da un eventuale stallo istituzionale. "Non so se una assemblea costituente, ma di certo noi avremo bisogno di una fase costituente, la cui composizione verificheremo dopo le elezioni...". Nessun inciucio, niente larghe intese. Però le parole di Veltroni non sembrano stonare con l'immagine di un leader che ha fatto della responsabilità istituzionale un tratto di distinzione. "Può darsi che saremo costretti ad accelerare i tempi, perché se la parità dovesse realizzarsi voglio capire come si governa questo Paese, vista la profonda crisi di sistema". Un esecutivo bipartisan col Cavaliere? Veltroni non lo dice, offre la presidenza di una Camera all'opposizione e si mostra stupito per la retromarcia dell'avversario. Poi giura di non aver svelato nulla di nuovo: "è quel che ho sempre detto, se c'è il pareggio bisognerà fare le riforme ". Ma niente pasticci, chi vince governa "anche con un solo voto in più". E la costituente? "No, tranquilli... Quando devo dire qualcosa di nuovo accendo le lucette". A Siracusa piove e la piazza si svuota. Al Palasport di Messina invece lo aspettano in 8.000, Veltroni rimarca il vantaggio anagrafico su Berlusconi, al solo evocarlo partono i fischi e lui li stoppa con ritrovato fair play: "Anche se loro non hanno rispetto per noi, io ce l'ho per loro ". E il Cavaliere che lo dipinge come uno stalinista riciclato? "Parole sentite per troppi anni - ribatte al Tg1 - come quella dei brogli". Studia corposi tagli ai costi della politica e intanto rimbalza da una città all'altra, da una tv all'altra. A Primo piano strattona il Berlusconi che "va all'inseguimento del Pd", si prende un bagno di folla a Catania e poiché la clessidra è agli sgoccioli sfrutta anche la notte. Ieri l'ha fatta in bianco, chattando con 4.000 ragazzi su Democratica.tv, con Serena Dandini tra gli spettatori. Il duello? "Il mio avversario ha una paura inspiegabile, come certi pugili dice "io quello lo distruggo", poi però rifiuta il match ". Delle 6 mila domande lascia inevasa quella sulle coppie di fatto, ma non il quesito sui figli del Cavaliere nella cordata per Alitalia: "Teniamo le creature fuori dalla campagna elettorale... ". E oggi il pullman approda in Calabria. Monica Guerzoni.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-28 num: - pag: 64 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Alitalia, caos cordata Bufera sulle indiscrezioni circa gli imprenditori e i gruppi che preparerebbero la cordata italiana auspicata da Silvio Berlusconi. Che smentisce: quei nomi non li ho fatti io. Veltroni avverte: niente turbative. Si muovono la Procura e la Consob. Mozzarelle, monito Ue L'Europa richiama l'Italia sul tema delle mozzarelle di bufala alla diossina. Le misure messe in atto sono "insufficienti " secondo la Commissione europea, che chiede al governo italiano di "adottare ulteriori provvedimenti per garantire che la mozzarella contaminata non entri nel mercato Ue". Focus Il Vietnam delle donne L'economia del Vietnam in mano alle donne. Ex insegnanti, giovani laureate ad Harvard: il miracolo parte da loro. Esteri L'Europa e l'Olimpiade Al vertice franco-britannico è emersa la differenza di opinioni sull'atteggiamento nei confronti della Cina. Il primo ministro britannico Gordon Brown ha detto che parteciperà alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi, il presidente francese Nicolas Sarkozy ha ribadito la sua posizione, cioè che non può escludere il boicottaggio della cerimonia di apertura, ma consulterà gli altri Paesi dell'Unione europea prima di prendere una decisione. Mumia, condanna annullata Negli Usa un tribunale d'appello federale ha annullato la condanna a morte contro Mumia Abu-Jamal. Il detenuto, ex membro delle Pantere Nere, è stato per anni un simbolo delle campagne internazionali contro la pena di morte. Giornalista radiofonico, Abu-Jamal era stato condannato a morte per l'uccisione di un poliziotto nel 1982. Cronache Nuoro, morta la donna sparita Dina Dore, la donna di 37 anni sparita mercoledì sera nel Nuorese, è stata trovata morta nella notte dentro il bagagliaio della sua auto. "è morta sul colpo, poco prima delle 19" ha riferito il questore di Nuoro, spiegando che i banditi nel tentativo di sequestrarla le hanno dato una botta alla testa con un corpo contundente che l'ha freddata all'istante. Il caffè Illy e la Coca-Cola Accordo fra la Illy, l'azienda triestina produttrice di caffè, e la Coca-Cola per la produzione di una bevanda in lattina. Formazione&Carriere Manager per le città Dalla Bocconi al Ciset di Venezia, si moltiplicano i corsi oper city manager: un ruolo che deve giostrarsi fra comunicazione ed eventi. Cultura Lo scandaloso Walser Il nuovo romanzo di Martin Walser racconta la passione fra il vecchio Goethe e la giovanissima Ulrike e scandalizza la Germania. Incontro con il romanziere. La Cuba di Magris Racconto-reportage di Claudio Magris da Cuba. L'eredità del lungo regno di Fidel Castro e i segni della transizione, la società multietnica e l'apertura che auspicava Wojtyla. Spettacoli Il film di Mereghetti "Tutta la vita davanti" è il nuovo film di Paolo Virzì, con Sabrina Ferilli e Isabella Ragonese: note felliniane e lo stile di monicelli nel raccontare, con toni surreali, la vita in un call-center. Sport Buffon e lo stop Il portiere della Juventus, Buffon, e i suoi problemi di salute. E un piano: mettere la squadra al sicuro in zona Champions e poi prendersi 20 giorni per guarire. * Con Style: abbinamento obbligatorio (Corriere e 1,00 + Style e 0,30); con "Corriere Enigmistica" e 2,60; con "Foto:box" e 8,20; con "Storie della Bibbia" e 9,20; con "La grande dinastia dei Paperi" e 9,20; con "Geronimo Stilton English!" e 10,20; con "L'Europeo" e 9,20; con "Dizionario enciclopedico della Cucina italiana" e 14,20; con "Il grande cinema di Alberto Sordi" e 11,29; con "Gli itinerari di Dove" e 9,29; solo in Lombardia con "Gli atlanti a grande scala Milano e Hinterland" e 14,20; con "Il Diritto" e 16,20; con "Storia della civiltà europea" e 14,20; con "Il Mondo" e 2,50.

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La Riviera sbarca sulla Piazza Rossa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Provincia di Sassari Pagina 7054 Alghero. Territorio in mostra in uno dei cinque più importanti saloni della vacanza La Riviera sbarca sulla Piazza Rossa Alghero.. Territorio in mostra in uno dei cinque più importanti saloni della vacanza La città si propone al mercato russo come meta alternativa --> La città si propone al mercato russo come meta alternativa L'assessore Conoci: "C'è la richiesta di nuove destinazioni in Sardegna per conoscere l'Isola non solo nei suoi paradisi artificiali". L'obiettivo è far sapere ai turisti russi che oltre alla Costa Smeralda, nel Nord Sardegna esiste anche una città vera, ricca di storia e di tradizioni. Alghero in vetrina alla MITT di Mosca, nello spazio allestito dalla Regione presso lo stand Italia dell'Enit, si presenta al mercato russo come una meta alternativa, tutta da scoprire. Al Moscow International Travel & Tourism Exhibition 2008, uno dei cinque più importanti saloni della vacanza, il sindaco Marco Tedde e l'assessore al Turismo Mario Conoci hanno rappresentato la città e preso contatti con Victor Sergeev, direttore del tour operator "Tour Parade" che da anni propone nei suoi cataloghi esclusivamente il prodotto Italia. "C'è la richiesta di nuove destinazioni in Sardegna per conoscere l'Isola non solo nei suoi paradisi artificiali - riferisce l'assessore Mario Conoci - per il mese di maggio si sta predisponendo un incontro ad Alghero con questo operatore turistico affinché possa valutare la concreta possibilità di proporre la nostra città sui suoi cataloghi". Nello stesso mese è prevista un'altra importante iniziativa. "Si tratta di una esposizione di prodotti agroalimentari della Sardegna - annuncia il sindaco Tedde - da presentare nell'esclusivo spazio gastronomia all'interno dei magazzini GUM, centro commerciale di grande lusso che si affaccia sulla Piazza Rossa proprio davanti alle mura del Cremlino", un centro commerciale a cinque stelle che propone i più grandi marchi della moda internazionale "tra i quali - aggiunge Tedde - il nostro concittadino Antonio Marras, che ha aperto due boutiques nella capitale russa e potrebbe essere un prestigioso testimonial per la nostra città e l'intera Isola". Dai dati diffusi dall'Enit emergono i numeri di un turismo in outgoing in grande crescita, sia dalla Russia sicuramente sia, in generale, da tutta l'area coperta dalla filiale dell'ente del turismo di Mosca e, dunque, Ucraina, Bielorussia, Armenia e Georgia. Merito dell'incremento del Pil degli ultimi anni che ha portato a un forte aumento del potere di acquisto dei russi (+ 25 %) e questo a favore della nascita di una classe media che rappresenta un importantissimo mercato potenziale per gli arrivi nel nostro territorio. Il biglietto da visita della Riviera sono state due riviste del settore. Proprio in coincidenza con la fiera a Mosca, infatti, il mensile Ulisse, il magazine della compagnia Alitalia, ha raccontato il territorio con suggestive immagini e esaltandone le peculiarità con il reportage della giornalista Ilaria Di Benedetto. CATERINA FIORI.

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Alitalia, polemica sulla cordata (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Berlusconi: mai fatto nomi, al progetto non rinuncio. Veltroni: gli annunci turbano la trattativa Alitalia, polemica sulla cordata Consob e Procura in campo. Nuovo piano Air France, aumentano gli esuberi dei piloti.

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ROMA Oggi il nuovo piano di Air France sarà presentato ai sindacati e si riunirà il cda d (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

I Alitalia per decidere se prorogare oltre il 31 marzo la scadenza della trattativa. Una riunione intersindacale emetterà un primo giudizio. Il piano di Spinetta prevede delle "aperture", ma salirebbero anche gli esuberi tra i piloti. I "comandanti" sono in rivolta e minacciano dure proteste. Intanto è bufera sulla presunta cordata italiana immaginata da Berlusconi. "Mai fatti nomi", precisa il Cavaliere. "E comunque nessuna cordata finché c'è Air France". Di Pietro: lo denuncio. In campo Procura e Consob su presunti abusi di mercato.

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MENTRE impazzano nella campagna elettorale le dichiarazioni, le contro dichiarazioni, le precisa (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ANDREA MONORCHIO E LUIGI TIVELLI MENTRE impazzano nella campagna elettorale le dichiarazioni, le contro dichiarazioni, le precisazioni, le smentite sulla questione Alitalia, ci sono dei temi certo non di minor rilievo esclusi sia dai programmi che dai confronti fra i partiti. Ad esempio quello della riforma della legge finanziaria è praticamente un milite ignoto sia nei programmi dei partiti che nel confronto elettorale. Eppure la legge finanziaria è il contenitore normativo-istituzionale di cui nelle ultime legislature si è richiesta la riforma, praticamente da tutte le parti politiche. Un rito che però continua a svolgersi in forma immutata tutti gli anni intorno a Natale al termine di quei 5 mesi (a partire dal Dpef di giugno) in cui le aule parlamentari sono intasate dalla sessione di bilancio. Un rito che così com'è non è certo tale da favorire la tenuta dei conti pubblici. Una fatica improba che esiste solo nel nostro modello istituzionale. Come non ricordare poi gli speach dei Presidenti delle due Camere che regolarmente e fondatamente auspicavano, appena prima di rivolgere gli auguri di Natale ai deputati o ai senatori, che quello fosse l'ultimo anno di vigenza di una normativa e di un modello di sessione di bilancio da superare al più presto. Il fatto è che, se ricordiamo bene, fu Giuliano Amato a designare la legge finanziaria come "l'ultimo treno per Yuma", quello che sicuramente sarebbe giunto in stazione prima della fine dell'anno e sui cui vagoni pertanto si poteva caricare "la merce più varia". In questo quadro nessuno, salvo il caso isolato di Lamberto Dini, con un articolo sul Sole 24 Ore, ha colto l'appello lanciato dall'Istituto Bruno Leoni, che pone finalmente al centro dei 12 punti programmatici proposti all'attenzione delle forze politiche per la campagna elettorale la riforma della legge finanziare. I ricercatori di questo istituto ad impronta marcatamente liberale (non a caso presieduto da Sergio Ricossa) sostengono una tesi da noi più volte proposta dalle colonne di questo giornale, incontrando apprezzamenti da parte di esponenti del mondo economico ed intellettuale, ma scarsa attenzione da parte della politica. Il liberismo radicale degli amici dell'Istituto Leoni li induce però a lanciare il cuore un po' troppo oltre l'ostacolo. Nel sostenere infatti l'abolizione della legge finanziaria, rilevano giustamente che i saldi di finanza pubblica debbano essere definitivamente fissati già nel documento di programmazione economico-finanziaria, ma, forse per eccesso di zelo introducono una forzatura a nostro parere poco compatibile in una forma di governo parlamentare quale è la nostra: proponendo la totale inemendabilità della legge di bilancio. Anche noi, nel proporre l'abolizione della legge finanziaria, abbiamo sempre chiesto la concentrazione della manovra annuale nella sola legge di bilancio, resa così legge sostanziale, ma ci siamo sempre guardati bene dal proporre una sua totale inemendabilità. Il potere di emendamento è infatti una prerogativa istituzionale delle Camere. Diverso sarebbe (e dovrebbe essere) un approccio di tipo selettivo, quello cioè di fissare paletti precisi al diritto di emendamento, al fine di non ritrovarsi regolarmente con finanziarie su cui pesano migliaia di emendamenti, in modo tale che poi si compongono in centinaia di articoli oppure che (come poi avvenuto negli ultimi anni quale che fosse la maggioranza di governo) non scattasse il voto di fiducia su un unico articolo che raccoglie in se migliaia di commi, con le ben note conseguenze per la certezza del diritto e per l'affanno che ne consegue per gli operatori e i cittadini. Un'ipotesi ad esempio potrebbe essere quella di concentrare sostanzialmente l'esame del testo nella commissione bilancio: in questo quadro dovrebbero essere rafforzati, sia sul piano tecnico che sul piano politico gli strumenti e le procedure per il vaglio delle coperture finanziarie. Non pretenderemmo certo che il confronto programmatico-elettorale tra i partiti giungesse a definizioni puntuali e precise per un nuovo modello di sessione di bilancio, ma basterebbe confrontarsi su un sì, un forse o un no. Si tratta infatti non di una questione che tocca solo gli addetti ai lavori nei Palazzi, ma di un problema che pesa largamente sulla finanza pubblica, sull'economia italiana, sui diritti, sui poteri o sulle aspettative dei cittadini e degli operatori, che certamente concordano con Montesquieu secondo cui le leggi inutili indeboliscono quelle necessarie, come scrisse oltre duecento anni fa nel De l'Esprit des lois, con una invidiabile antiveggenza.

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ROMA - Il partito di Malpensa c'è. Quello di Fiumicino no. Gli scenari futuri preoccup (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di CLAUDIO MARINCOLA ROMA - Il partito di Malpensa c'è. Quello di Fiumicino no. Gli scenari futuri preoccupano il ministro ai Beni culturali Francesco Rutelli ma più ancora preoccupano e tengono in ansia il candidato a sindaco del centrosinistra. La prospettiva di governare una città con un aeroporto dimezzato non è allegra. "Tutti discutono del destino di Alitalia e dello scalo milanese, giustamente perché si vogliono evitare effetti troppo gravi, ma la crisi della compagnia potrebbe avere gravi conseguenze anche su Fiumicino", fa notare Rutelli, a margine di un appuntamento elettorale. I concetti sono gli stessi espressi altre volte, aggravati dal fatto che sono passati altri giorni senza che si intravveda una soluzione. "Questo ping pong rischia di ritorcersi gravemente sull'indotto, sulla manutenzione, la logistica, sui servizi e naturalmente anche sul turismo", mette in guardia il vicepremier. Secondo Rutelli "si sta giocando col fuoco". Migliaia di posti di lavoro andrebbero in fumo e si "metterebbe in ginocchio la città". Il rischio di danneggiare l'hub romano con ricadute a cascata su tutto l'indotto è molto concreto. Il candidato sindaco se la prende con il centrodestra che in "5 anni di governo Berlusconi non ha fatto nulla. Auspica "chiarezza e senso di responsabilità, non chiacchiere e promesse". E agli avversari politici lancia un messaggio: Dicano subito se un'alternativa o si prendano le responsabilità del fallimento che porta con sé conseguenze gravissime non solo per Malpensa ma anche per Fiumicino. Non più tardi di due giorni fa, partecipando ad un filo diretto su una emittente locale Rutelli aveva ribadito il suo punto di vista. "Alitalia e Fiumicino sono asset fondamentali e la scelta di portare voli a Malpensa senza che questo aeroporto avesse collegamenti con altri aeroporti del nord che hanno fatto guerra a Malpensa, ha fatto sì che questo aeroporto non crescesse e che Alitalia andasse giù". Per Rutelli, dunque "va difesa Malpensa per fare concorrenza alle destinazioni d'Oltralpe, ma Fiumicino - ha ribadito - è al centro del Paese ed è un importante crocevia per il turismo".

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Air Bufala (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Era una boutade elettorale. Berlusconi fa i nomi dei potenziali interessati a una "cordata italiana" per acquistare Alitalia: Ligresti, Benetton, Eni, Mediobanca. Ma tutti smentiscono. Consob annuncia un "monitoraggio" dei possibili movimenti speculativi sul titolo. Continua la trattativa con Air France PAGINA 3.

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ROMA - La cordata alternativa non c'è. Almeno per il momento. Almeno si (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di MARCO CONTI ROMA - La cordata alternativa non c'è. Almeno per il momento. Almeno sino a quando è in piedi la trattativa con Air France. Così ieri ha chiarito Berlusconi come sollecitato sia dalla Consob che, più o meno indirettamente, da Air France. I francesi non sembrano disposti a mollare la trattativa, e minacciano di ricorrere agli organi della giustizia europea qualora vengano compromessi i propri diritti di interlocutore "in esclusiva" di Alitalia. I tempi si allungano e oggi il cda di Alitalia farà slittare il termine ultimo dal 31 marzo a dopo il voto. L'ultima parola spetterà quindi al nuovo governo. Questa prospettiva divide le strategie nel centrodestra, anche in vista di una vittoria data quasi per scontata. Da un lato An e Lega, molto cauti nel gettare alle ortiche l'offerta francese perchè temono di ritrovarsi, una volta al governo, con un'azienda decotta e una cordata da mettere insieme, magari grazie anche alla promessa di fondi pubblici. Dall'altro Berlusconi che punta diritto a far saltare i nervi ai francesi, sventolando ai sindacati la possibilità di una via alternativa sia ad Air France che al fallimento. Alla Lega non interessa più di tanto il destino di Alitalia, quanto le prospettive di Malpensa. Tantomeno i leghisti sono disposti ad avallare interventi pubblici a sostegno di una Compagnia che per i leghisti ha il difetto di avere oltre che il tricolore nel simbolo, un baricentro troppo "romanocentrico". Peraltro per i leghisti il futuro dell'hub varesino si sta già delineando a prescindere da quello della Compagnia di bandiera. In effetti da lunedì scatterà il piano di dismissioni dei voli voluto da Alitalia e, fatta salva la controversia legale che potrebbe aprirsi, alcune rotte sono già messe sul mercato. "Se vinciamo le elezioni la battaglia su Malpensa la faremo sino in fondo - spiega Roberto Maroni - anche trattando con Air France la moratoria". Se l'ex ministro del Carroccio considera i francesi come interlocutori, ancor più chiaro Umberto Bossi: "E' difficile non vendere ad Air France - sostiene il leader della Lega - spero che Berlusconi riesca a convincere gli imprenditori italiani. Ma sarebbe un miracolo perchè se c'è da guadagnare ci stanno, se c'è da perdere se la danno e di solito con le aziende aeronautiche non c'è da guadagnare". Perplessità ancora più forti dentro An e in consistenti settori di Forza Italia che sin dall'inizio avevano consigliato a Berlusconi di lasciare a Prodi il compito di togliere la castagna dal fuoco, visto che il dossier Alitalia è noto al centrodestra sin dal 2003. In attesa di vedere gli sviluppi della trattativa con i sindacati, Fini resta sulla linea del "non mi importa chi compra", ma che è invece importante "che Alitalia continui a volare, che l'Italia non perda il vettore di compagnia di bandiera", "e che gli esuberi vengano assorbiti dal mercato".

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ROMA - Una nuova Telco - c'è già chi l'avrebbe battezzata Ali (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROSARIO DIMITO ROMA - Una nuova Telco - c'è già chi l'avrebbe battezzata Alico - ma con più banche e con un partner industriale che potrebbero essere i russi di Aeroflot o i tedeschi di Lufthansa e il coinvolgimento di Sintonia (Benetton più alleati finanziari), presente anche nel veicolo di Telecom. Una soluzione di sistema per Alitalia, senza Air One almeno nel ruolo di principale pivot tecnico, che entrerebbe in campo, però, dopo le elezioni, quindi scrollandosi di dosso un'etichetta elettorale e nel caso in cui Air France dovesse tornare a casa. Sarebbe questa, secondo quanto risulta a Il Messaggero, l'ipotesi di cordata italiana per salvare la compagnia di bandiera che dall'altra sera sarebbe oggetto di contatti molto riservati tra i massimi esponenti coinvolti. Naturalmente al momento tutti smentiscono l'esistenza di questa ipotesi perchè il rischio di una caratterizzazione politica dell'iniziativa, dopo le parole di Silvio Berlusconi, è forte e tutti vogliono starsene alla larga. Mediobanca ha smentito di avere allo studio dossier e iniziative su Alitalia con una nota diramata ieri mattina di fronte alla chiamata alle armi fatta dal candidato premier del Pdl. Tuttavia, non si esclude che con i tempi e le modalità giuste del mercato e non della politica, Mediobanca possa svolgere un ruolo per tessere le fila di una nuova Telco. Uno schema quest'ultimo sorto sulla falsariga di Italenergia, la società veicolo nata nel 2001 con dentro Fiat, Edf, Intesa, Sanpaolo e Capitalia, per conquistare la Montedison sottraendola al dominio di Mediobanca. Edf aveva il 18% ma i diritti di voto erano sterilizzati al 2% per contenerne la leadership. Gli stessi lacci, in termini di governance, stretti attorno a Telefonica che pur avendo il 42,3% di Telco, ha una voce in capitolo limitata nelle decisioni di Telecom. Attorno a piazzetta Cuccia si ipotizza un possibile intervento di Intesa Sanpaolo, Unicredit - che nella prima fase della privatizzazione di Alitalia, presentò un'offerta proprio con Aeroflot - e di Mps. La storia si ripete dopo un anno quando, ritiratisi At&T e Carlos Slim che avevano presentato un'offerta cash a Pirelli per rilevare Telecom, dopo un surplace fra Mediobanca e Intesa nella corsa per per costruire la cordata italiana gradita al governo, la banca d'affari e la Superbanca trovarono un punto d'incontro. E misero in piedi la cordata imperniata su Telefonica nel ruolo di partner industriale con poteri limitati, tirando dentro Benetton. Ieri mattina ci sarebbero stati contatti fra Gaetano Miccichè e Renato Pagliaro, sulla scia anche delle dichiarazioni di Berlusconi che indicavano in piazzetta Cuccia uno dei nomi di una cordata italiana imperniata anche su Eni, Ligresti e Benetton. Un'iniziativa di questo tipo, se dovesse prendere corpo, si muoverebbe trasversalmente agli schieramenti politici. Anche se la preoccupazione principale dei banchieri - e Corrado Passera lo ha detto apertis verbis ("non rispondiamo a chiamate") - è di essere tacciati di sudditanza elettorale. E poi il terreno di gioco principale allo stato è occupato dalla partita di Air France che non intende ritirarsi e anzi ha già detto di voler star in campo anche dopo i 90 minuti regolamentari (leggi il 31 marzo). In Alico, ma queste sono ipotesi tutte da verificare, al fianco delle banche potrebbero intervenire Ligresti e Benetton anche se quest'ultimo ha smentito. Passera ne avrebbe parlato con qualche banchiere che appoggiava il tentativo di Air One: meglio aspettare la fine del polverone politico. La cosiddetta soluzione di sistema per ora è solo un'ipotesi di lavoro. Null'altro, d'altro canto, potrebbe mettersi in moto solo dopo la verifica di alcune condizioni, come la preventiva conciliazione con le aspettative politiche e sindacali. Che, se darà esito positivo, potrebbe mettere i banchieri attorno a un tavolo. Anche in tempi stretti.

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ROMA Un puzzle indecifrabile. Poche tessere non riescono ancora a delineare il quadro. Cio& (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di LUCIANO COSTANTINI ROMA Un puzzle indecifrabile. Poche tessere non riescono ancora a delineare il quadro. Cioè il destino di Alitalia. Potrà proseguire la trattativa con Air France? C'è una cordata italiana pronta a subentrare? E' verosimile uno stop del negoziato al 31 marzo come ha deciso - per adesso - Maurizio Prato? Il nuovo piano di Jean Cyril Spinetta è giunto nelle sedi sindacali dopo il varo, ieri, del cda di Parigi, svoltosi nel massimo riserbo. E questa mattina una riunione congiunta delle nove sigle presenti in azienda darà una prima valutazione. Innanzi tutto dovrà decidere se riprendere il confronto o rispedire il progetto francese al mittente. I piloti sono in rivolta e parlano di "potenziale blocco della mobilità in mancanza di un'idonea soluzione che consenta il definitivo risanamento e rilancio di Alitalia". Per oggi alla Magliana non è previsto alcun incontro. Si farà lunedì mattina alle 11 (non è detto che Spinetta ci sarà) e verosimilmente solo nel caso in cui le organizzazioni sindacali avranno dato il via libera a riaprire il tavolo sulla base delle "aperture" di Parigi. Sempre per oggi è stata convocata una nuova riunione del board di Alitalia per valutare la possibilità di prorogare il termine della trattativa a fine mese ed esaminare la posizione finanziaria della compagnia al 29 febbraio. In altre parole, quanti soldi restano in cassa. I sindacati chiedono più tempo per negoziare e insistono perchè il futuro dell'azienda e di chi vi lavora sia affrontato nella sua interezza, evitando pericolosi "spezzatini". Il nuovo piano Air France prevede sicuramente l'ampliamento del cosiddetto "perimetro" Alitalia all'interno di Az-Servizi che occupa attualmente 7.600 dipendenti. Confermati i 500 esuberi, ma agli oltre 3.300 lavoratori che era già previsto restassero in azienda, si aggiungeranno i 3.000 di Alitalia Airport. Verrebbero tagliati fuori - a differenza di quanto si pensava - i dipendenti del reparto motori, dei servizi hangar e informatici. Il loro futuro sarebbe in Fintecna. Interventi di rimodulazione sono previsti in Atitech che occupa 800 lavoratori impegnati nella manutenzione pesante degli Md-80 e degli Airbus A-320. Magari il classico compromesso alla fine verrà individuato. Una grana apparentemente irrisolvibile è invece quella del Cargo. E non solo. Perchè i piloti non sono disposti a discutere dei 500 esuberi immaginati da Spinetta. Nel nuovo piano è previsto un taglio di 541 comandanti che però nell'ultima stesura del documento dovrebbe essere corretto in 507. "Un piano assolutamente inaccettabile" secondo l'Anpac, che minaccia dure azioni di protesta, "guarda con favore a soluzioni alternative" e giudica "strategicamente corretta l'iniziativa di Berlusconi". "Certo - avverte l'associazione dei piloti - non assisteremo passivamente al depauperamento del mercato del trasporto aereo italiano". Moratoria sul Cargo: invece di una immediata messa a terra dei 5 aerei, l'operazione avverrebbe in due tempi, 3 subito e 2 più tardi. Comunque fine dell'attività confermata entro il 2010. I "comandanti" contestano il non rispetto dei patti da parte di Air France che invece, sostengono, nel piano presentato a dicembre prevedeva 280 esuberi. Al sacrificio dei piloti andrebbe aggiunto quello degli assistenti di volo dove gli esuberi previsti sono 900. Intanto Air One continua a muoversi a fari spenti. Fonti vicine a Carlo Toto dicono che il dossier Alitalia resta aperto mentre l'aviolinea punta a diventare il primo vettore su Malpensa dopo il disimpegno della nostra ex compagnia di bandiera. Ieri Air One ha presentato nuovi collegamenti: cinque nazionali (Roma, Napoli, Palermo, Bari e Lamezia Terme) e quattro internazionali (Bruxelles, Salonicco, Atene e Berlino). Infine la Borsa: il titolo, dopo ripetute sospensioni al rialzo, ha chiuso con un più 10,8% a quota 0,64 euro.

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E' meglio comprare Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Affari E' meglio comprare Air France Giovanni Colonna La notizia: si cercano 8 imprenditori disposti ad investire 200 milioni ciascuno per salvaguardare l'italianità di Alitalia. Ristrutturare Alitalia non è un' impresa impossibile, ma messa in piedi in fretta e furia sulla spinta di esigenze elettorali rischia di avere il solo effetto di distruggere altra ricchezza e rimandare il problema. Capovolgiamo la questione: con 1,6 miliardi di euro di capitale di rischio si può ottenere un prestito di 1 miliardo da quasi qualsiasi banca nel mondo e, oggi, una somma del genere (2,6 miliardi) è sufficiente a comprare sul mercato la maggioranza delle azioni Air France visto che la compagnia transalpina in borsa vale 5,2 miliardi di euro. Non è forse un investimento migliore che gettarli nella fornace Alitalia? Nel 2007 Air france ha prodotto 656 milioni di flussi di cassa e utili netti per 891 milioni, i soli dividendi delle azioni sarebbero sufficienti a pagare gli interessi sul debito del prestito contratto; con gli stessi soldi che oggi servirebbero per salvare Alitalia un gruppo di imprenditori potrebbe ottenere il controllo di una delle principali compagnie aeree del mondo e fare un buon affare. Una operazione di capitale non ideologica. Invece ci si concentra su una battaglia sterile - l' italianità della società - senza capire che non esistono cose italiane o cose francesi ma solo cose che funzionano e cose che non funzionano. L'Alitalia è una società che non funziona e così com'è dovrebbe fallire. Se un gruppo di imprenditori del nord comprasse veramente Air France potrebbe pensare con più calma a come sviluppare Malpensa per farne un hub europeo e a come integrare Alitalia. Ma anche da azionisti di riferimento potrebbe farlo solo se il progetto avesse senso, e il giudice del "senso" in un sistema capitalista combacia con il profitto non con l'orgoglio nazionale. Milano può avere un aeroporto internazionale solo se il tessuto economico che ne usufruisce è capace di pagarne il prezzo. Ogni cosa funziona nella misura in cui ha senso, Altrimenti è vanità. L' idea di una compagnia di bandiera in perdita che mantiene due Hub centripeti (Roma e Milano) quando tutto il mondo sviluppa modelli centrifughi è un vessillo d'oro che svetta su una costruzione senza fondamenta. Salvare Alitalia senza un progetto è sopra la ragione, è la sopravvivenza di un simbolo che è solo facciata; Scriveva Saint Exupéry: "L'autorità riposa, prima di tutto, sulla ragione. Se tu ordini al tuo popolo di andare a gettarsi in mare, farà la rivoluzione. Ho il diritto di esigere l'ubbidienza perché i miei ordini sono ragionevoli". Cioè possiamo ordinare al sole di tramontare, ma solo la sera verso le sette e quaranta saremo ubbiditi a puntino. La proprietà da dei diritti sulle cose, e questo è tutto ciò che si può comprare con i soldi, ma nessuna società può prescindere dall' accettazione del fallimento a meno di prescindere dalla democrazia; Se qualcosa non va bene deve cambiare; vogliamo un vettore italiano? Vogliamo un hub a Milano? Compriamo Air France e trattiamo alla pari con i francesi l'integrazione e il risanamento di Alitalia, e lo spazio che può ragionevolmente occupare .Più dei soldi servono coraggio umiltà e fantasia, serve l'idea dell' impresa; quando sono al servizio di un idea i soldi si trovano quasi sempre.

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Si è sfilata la cordata (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Berlusconi fa i nomi dei possibili "scalatori" di Alitalia: Benetton, Eni, Ligresti, Mediobanca. Tutti smentiscono a stretto giro di posta. Consob e procura tengono d'occhio i movimenti speculativi sul titolo, più volte sospeso in borsa Sara Farolfi Dire, ridire e smentire. Poi, ripulito il campo, rilanciare. La situazione è grave ma non seria, direbbe Flaiano. Non fosse che ieri la Consob e la Procura di Roma hanno battuto un colpo. L'autorità di vigilanza sulla Borsa per annunciare di avere messo in atto un "attento monitoraggio" della situazione Alitalia (il cui titolo anche ieri è stato sospeso svariate volte per eccesso di rialzo, per poi chiudere con un più 8,44%). E la magistratura - che segue la vicenda Alitalia dalla scorsa estate - per dirsi pronta a esaminare il materiale che dovesse emergere nell'ipotesi di un'istruttoria da parte dell'autorità di vigilanza. Dopo giorni di mezze parole a mezzo stampa, Silvio Berlusconi ha reso noto in un colloquio con la Stampa alcuni dei nomi dei potenziali interessati a una cordata italiana per l'acquisizione di Alitalia: Ligresti, Benetton, Mediobanca e Eni. Tempo qualche ora, e la giornata si è trasformata in una lunga coda di smentite e no comment. "Nessun interesse", da parte della holding dei Benetton. "Nessuna ipotesi di cordata o di ingresso nel capitale di Alitalia è allo studio", detta Mediobanca. All'Eni (di cui comunque risponde, in ultima istanza, il Tesoro che ha in mano poco meno del 30% delle azioni) tocca dire, per bocca dell'amministratore delegato Paolo Scaroni, che "il dossier Alitalia non è in agenda". Anche l'Enel (assente dalla lista) mette le mani avanti: "Io compro solo i biglietti di Alitalia", si diverte l'ad Fulvio Conti. E Ligresti, storico amico del cavaliere, sottolinea di "non aver avviato alcuna iniziativa finalizzata a presentare un'offerta". Fuffa elettorale, dunque, l'ennesima. Così il berlusca corregge il tiro - "i nomi apparsi sui giornali sono indiscrezioni o supposizioni giornalistiche", "i giornali intingono la penna nel rosso della sinistra" - e prepara il rilancio - "l'Italia non può rinunciare a una sua compagnia di bandiera, perciò ho lanciato un appello a tutti gli imprenditori perchè sentissero l'orgoglio di garantire la sopravvivenza e il rilancio di Alitalia.. c'è tutto il tempo di condurre in porto le esplorazioni e i contatti già avviati e nessuno è autorizzato a scambiare questi contatti come decisioni già assunte o peggio manifestate". Le precisazioni toccano poi a Bruno Ermolli, presidente di Sinergetica, membro del cda di Mediaset, e da qualche settimana "esploratore" designato dal cavaliere: "E' chiaro che non basteranno pochi giorni, e soprattutto il tutto dovrà farsi una volta esaurita la trattativa con Air France". Ma in serata la conclusione di Berlusconi è la seguente: "Un'offerta impegnativa per l'acquisizione della compagnia di bandiera si potrebbe consolidare in tre, quattro settimane". Allo scoccare dell'ennesima dichiarazione, la maionese elettorale è già impazzita. Di Pietro, nell'abito che più gli è consono, minaccia: "L'Italia dei valori presenterà una denuncia al fine di accertare se vi siano estremi di reato, insider trading o aggiotaggio, nelle dichiarazioni di Berlusconi sul caso Alitalia". "Insider trading? Ma io non ho neanche un'azione Alitalia", risponde Berlusconi. Palazzo Chigi, chiamato in causa dal presunto interessamento di Eni alla cordata italiana, non si sbilancia. Stavolta ne parla anche Walter Veltroni: "La politica è una cosa seria, in cui ogni parola pesa sulla Borsa e su questi temi non si possono inventare affermazioni non sostenute dalla realtà. Ci sarebbe da ridere se in gioco non ci fossero i posti di lavoro di migliaia di persone". Secondo il candidato premier Pd, l'accordo con Air France va fatto, con due garanzie: limitando l'impatto sociale per quanto riguarda gli esuberi e garantendo un ruolo importante a Malpensa. "Gli imprenditori italiani sono persone serie che prima risolvono i problemi e solo dopo dicono di averli risolti", ne approfitta Massimo Calearo, ex presidente di Federmeccanica candidato nelle liste del Pd. "Solo bufale e non mozzarelle", arriva dal centro di Pier Casini. E persino Bossi non fa che ripetere che si tratta di "un miracolo che può fare solo Berlusconi". Si può diventare laici anche involontariamente.

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Un compagno che sbaglia (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Calearo Un compagno che sbaglia Massimo Calearo, capolista Pd in Veneto, continua a volare basso. Da San Mastella all'Alitalia. In videochat su Corriere.it, l'imprenditore che non è di sinistra, per sua ammissione e per nostra fortuna, dice che non si scandalizzerebbe se la compagnia di bandiera fallisse, "perché è già successo in altri paesi. E poi si è sempre ripartiti con una società nuova". Senza star lì a ricordare che i nuovi voli hanno poi lasciato a terra la maggior parte dei lavoratori, Calearo parla come Brunetta, Forza Italia. Ma il giorno dopo se la prende con le cordate fasulle di Berlusconi, cui ricorda "che gli imprenditori seri prima lanciano il sasso e poi mostrano la mano". Per Alitalia dobbiamo preoccuparci o è solo un compagno che sbaglia? f.p.

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Si attende il nuovo piano , tutti convocati per lunedì (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Si attende il nuovo "piano", tutti convocati per lunedì Questa mattina riunione "intersindacale" per valutare le nuove proposte dei francesi. Si dimette il presidente dell'AdR Francesco Piccioni "Il documento con le modifiche al piano vi sarà inviato direttamente da Air France". Poi, quasi scherzando, "speriamo che informino anche noi". Così hanno risposto, ieri sera, dagli uffici della direzione Alitalia ai sindacati che chiedevano lumi sui tempi di consegna del nuovo piano industriale, che dovrebbe contenere anche i dettagli sulle riduzioni di organico nei vari rami della compagnia di bandiera. E' una battuta che illustra il clima interno e la consapevolezza che gli uomini di Jean-Cyril Spinetta si muovono già da padroni dentro il "perimetro aziendale". Le ultime voci davano per certo l'invio, ma in un orario variabile tra ieri sera e stamattina. Ragion per cui, dalle sedi dei principali sindacati, si è preferito lasciare il fax acceso e rivedersi stamani per prendere visione del testo. In ogni caso era già stata convocata una riunione "intersindacale" per definire i diversi punti di vista. La conferma che i tempi si allungavano è poi arrivata da una lettera di convocazione inviata dall'Alitalia: lunedì mattina alle 11, per la ripartenza della discussione con Spinetta e i suoi boys. Avvisate "per conoscenza" anche Az Servizi e Fintecna, la società di proprietà pubblica cui dovrebbero finire fette consistenti del personale Az Servizi (il gruppo era stato cervelloticamente diviso, alcuni anni fa, tra attività di volo - Az Fly, il core business - e quelle di terra, da tempo in odore di dismissione). Sempre per la mattinata è stato convocato il cda dell'Alitalia, per ratificare lo spostamento della "data limite" per raggiungere l'accordo: dal 31 marzo all'11 aprile (forse), per non intercettare le elezioni politiche. Anche il personale di terra di Fiumicino (Az Service, quindi) si vedrà stamattina sul piazzale della mensa per un'assemblea convocata da Cgil, Cisl e Sdl. Le attese sono per una riduzione (del 40%, ipotizza Giuseppe Caronia, della Uilt) degli esuberi rispetto alla prima proposta. Per i sindacati, infatti, che Air France abbia accettato di prorogare i termini della discussione e di rivedere il "piano", è già un successo, per come si erano messe le cose. Ma la situazione resta difficile e quindi si punta ad ottenere il più possibile, consapevoli che l'ipotesi peggiore - come ha ricordato ancora ieri Guglielmo Epifani, sarebbe "il commissariamento, e quindi il fallimento dell'azienda". Altre conferme sostanziali che i giochi stanno arrivando al punto decisivo arrivano dalle dimissioni del presidente e direttore generale degli Aeroporti di Roma (AdR), Maurizio Basile, avvenute nel corso del cda della società che gestisce Fiucimino e Ciampino. L'uscita - in qualche modo attesa da tempo - avviene in contemporanea con la revisione degli accordi sulle tariffe praticate ad Alitalia - una delle condizioni "sin qua non" poste da Spinetta. Ma all'origine della decisione, stando ai rumors, ci sarebbe anche la difficoltà di questo manager di estrazione Iri nei rapporti con i nuovi azionisti di controllo (la Gemina, attualmente, ha come azionista di riferimento i Benetton), e soprattutto con Fabrizio Palenzona - neo presidente AdR - noto esponente della "finanza del Nord", presente anche nel cda di Mediobanca. A contorno, va registrata la smentita di un possibile incontro tra Carlo Toto (patron di Air One) e Corrado Passera (presidente di Intesa SanPaolo), ovvero il ticket che rappresentava la "cordata italiana" al tempo dell'asta per comprare Alitalia. Quasi un segnale che non bolle nulla in pentola, da questo lato. Come anche la conferma, da parte di Giuseppe Bonomi, presidente della Sea, di voler procedere nella causa per danni contro la compagnia di bandiera (che ha drasticamente tagliato i propri voli da e per Malpensa). L'eventuale ripensamento, ha detto, ci potrebbe essere solo in caso di "sviluppi" in favore dell'hub lombardo. Ovvero solo se emergesse dall'oltretomba la "cordata" di locuste pronte ad avventarsi sul cadavere di Alitalia. Perché ciò avvenga, però, dovrebbe fallire la trattativa con Air France-Klm.

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ROMA - Nei programmi elettorali delle tre liste non c'è l'Alitalia, n (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)

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Di FRANCESCA NUNBERG ROMA - Nei programmi elettorali delle tre liste non c'è l'Alitalia, non si parla di aborto, nè di rifiuti che avvelenano anime e terre. Altre le questioni in ballo: come risolvere il caro-kasher, ossia fornire prodotti controllati dal rabbinato a un prezzo accessibile a tutti; come mantenere legati alla Comunità anche i figli dei matrimoni misti; quale atteggiamento nei confronti di Israele; e poi l'ammontare delle rette scolastiche (per i circa 800 alunni dalle elementari ai licei), dove aprire le nuove sinagoghe (la prossima sarà a Ostia), come risolvere il disagio sociale dei piccoli commercianti costretti dalla crisi economica a chiudere bottega. Stasera con l'ingresso dello shabbat finisce la campagna elettorale e domenica gli ebrei romani vanno alle urne per rinnovare i vertici della Comunità, la più grande d'Italia: 11.500 gli aventi diritto su circa 15mila iscritti, con un'affluenza che 4 anni fa non ha superato uno sconfortante 27 per cento. Si tratta di eleggere (con il sistema del panachage, ossia indicando candidati anche di liste diverse fino a un massimo di 16 preferenze) i 28 membri del Consiglio che poi voterà il presidente, il quale a sua volta proporrà una Giunta di nove membri. Da rinnovare anche i 40 membri della Consulta. Otto i seggi, che resteranno aperti dalle 8 alle 22,30. Novità principale: il presidente uscente, Leone Paserman, dopo due mandati ha deciso di non ripresentarsi, mentre avanza Riccardo Pacifici, vicepresidente e portavoce della Comunità, esponente di maggioranza eletto nella lista "Per Israele". "Se sono pronto? Direi proprio di sì - risponde Pacifici, che elenca i risultati ottenuti in questi anni, dal risanamento dell'Ospedale israelitico al rinnovamento delle scuole - Sono consigliere dal '93, sono stato il secondo dei più votati anche quando mi sono presentato da solo, e comunque sarò presidente solo se la mia lista, che ha rinnovato 10 candidati su 16, prenderà almeno 15 consiglieri". Quanto alla collocazione, la faccenda è controversa: "Noi di destra? - dice Pacifici - Questa è una malignità, una definizione che ci è sempre stata attribuita solo perché gli altri erano considerati di sinistra". E gli altri naturalmente non condividono. "Tutte le esperienze sono rappresentate nella nostra formazione - spiega Livia Ottolenghi della lista numero 3 "Per i giovani-Insieme", finora di minoranza - Il nostro obiettivo è creare un nuovo modello di Comunità, che sia di attrazione: rispettosa cioè della tradizione ebraica ma più accogliente nei confronti di chi si sente lontano. Non ci piace l'immagine troppo urlata che abbiamo avuto finora: pensiamo che la Comunità debba essere più un centro di servizio che un centro di potere e di visibilità". Lontani dal fulgore dei media anche i rappresentanti della nuova lista "Yachad-Insieme". "Portiamo una ventata di democraticità - afferma Raffaele Pace, uno dei tre soci fondatori assieme a Giorgio Heller e Angelo Pavoncello - Sono 8 anni che le altre due liste governano insieme, ma riteniamo che si siano occupate troppo dei grandi scenari e non abbastanza delle esigenze quotidiane della gente, che noi invece siamo andati ad ascoltare. Ci sono strumenti che vanno messi a disposizione delle fasce più disagiate: pensiamo ai buoni pasto per i bambini delle elementari, ai buoni casa, all'utilizzo per le nostre associazioni dei fondi del 5 per mille. Comunque andranno queste elezioni, noi resteremo a vigilare".

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TRIESTE - Berlusconi dice che - se tornerà al governo - avrà tutte le ist (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)

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TRIESTE - Berlusconi dice che - se tornerà al governo - avrà "tutte le istituzioni contro", a cominciare dal Quirinale. "Il capo dello Stato l'hanno nominato loro, gran parte della magistratura e della Consulta è dalla loro parte". Nessun commento dal Colle. Ma si osserva che la risposta è nei fatti. E cioé parlano le azioni di un Presidente che considera le istituzioni patrimonio di tutti. Dunque egli non interferisce nella campagna elettorale. Anche a Trieste, Napolitano ha glissato qualsiasi domanda che potesse coinvolgerlo nell'attualità: a cominciare dall'Alitalia. Il suo pensiero l'ha affidato ad un messaggio al centro di studi ciceroniani in cui addita "l'etica ciceroniana" come lezione preziosa per quanti si avvicinano alla politica intesa come servizio. p.ca.

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Alitalia, Berlusconi fa i nomi poi smentisce, poi rilancia nessuno lo segue, se non la Consob (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Dall'Eni a Mediobanca, da Benetton a Banca Intesa: "Non ci interessa" Alitalia, Berlusconi fa i nomi poi smentisce, poi rilancia nessuno lo segue, se non la Consob Carlo Magi Ha i nomi - e che nomi - anzi no. La partita Alitalia per Berlusconi sta diventando una sorta di tira e molla che potrebbe finire in un gigantesco bluff con conseguenze giudiziarie o in una mossa elettorale non da poco. Fatto sta che sul tavolo per adesso non c'è nulla se non chiacchiere e smentite. Su La Stampa in edicola ieri infatti c'era un colloquio nel quale il leader Pdl reiterava la ferma convinzione che Alitalia sarà salvata da una cordata italiana e prefigurava già alcuni nomi. Nomi che nel corso del pomeriggio hanno, uno dopo l'altro, smentito ogni loro coinvolgimento nell'ipotetica cordata. Nell'ordine: "Alitalia oggi non è nell'agenda dell'Eni" (Paolo Scaroni); "Non abbiamo avviato nè partecipiamo ad alcuna iniziativa volta a promuovere offerte per rilevare Alitalia o per intervenire nel suo capitale" (Mediobanca); Non abbiamo avviato iniziative finalizzate alla presentazione di un'offerta, anche in cordata con altri soggetti per l'acquisizione" (Gilberto Benetton); "Non c'è stato nessun incontro fra Air One e Banca Intesa" (ufficio stampa di Carlo Toto). Dichiarazioni dovute perché, anche se Berlusconi sembra disinteressarsene, nel caso di trattative di società quotate in Borsa se si dicono bugie si fa reato. Per evitare questo la Consob ha chiesto chiarimenti agli imprenditori tirati in ballo da Berlusconi e addirittura anche la Procura di Roma sta seguendo il caso per monitorare eventuali futuri passi falsi. Se si gioca col fuoco c'è il rischio di scottarsi e quindi anche Berlusconi stesso preferisce correre ai ripari e in serata arriva puntuale l'ennesima smentita: "C'è tutto il tempo di condurre in porto le esplorazioni e i contatti già avviati dai consulenti e nessuno è autorizzato a scambiare questi contatti come decisioni già assunte o peggio manifestate". E ovviamente se sono venuti fuori dei nomi è colpa di chi "evidentemente ha interesse a far fallire un'ipotesi alternativa all'offerta di Air France che, alle attuali condizioni, non ho esitato a definire inaccettabile e umiliante per l'Italia e per i lavoratori della compagnia di bandiera". Resta il fatto che Alitalia "deve restare la compagnia di bandiera perché l'Italia non può farne a meno" e quindi il suo intervento "naturalmente non è stato un appello generico e vuoto, ma un tentativo serio e generoso di trovare una soluzione ad un problema complesso e complicato". Intanto Air France porta avanti le sue trattative in esclusiva, ma Berlusconi non si scoraggia: "Ho ricevuto moltissimi messaggi di imprenditori amici, ma anche di imprenditori che non conosco, entusiasti del mio appello affinché Alitalia rimanga di proprietà italiana e disponibili a mettere fiches per mantenere l'italianità della compagnia". Tant'è che il presidente di Sinergetica, Bruno Ermolli ha fatto prontamente sapere che "Berlusconi mi ha incaricato di valutare la possibilità di individuare degli imprenditori italiani e così io ho immediatamente assunto molteplici contatti con il mondo imprenditoriale dopo aver studiato la percorribilità dell'operazione". Gli alleati del Pdl, da Bossi a Tremonti, da Gasparri a La Russa esultano per la nuova avventura del Cavaliere, l'"unico che può salvare Alitalia", gli speculatori in borsa pure perché davanti a loro si aprono praterie immense per le loro scorribande, gli avversari delle elezioni, Pdl e la Sinistra l'Arcobaleno, invitano alla ragionevolezza. In tutto questo i lavoratori aspettano ancora di conoscere il loro futuro e oggi ci sarà l'ennesimo incontro fra Air France e i sindacati. A questo proposito il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani cerca di riportare la discussione sulla terra: "Se ci presenteranno un documento con determinate caratteristiche capiremo se la trattativa poi potrà decollare". 28/03/2008.

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Malpensa, raggiunto un accordo con Sea ma i precari sono esclusi (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Per i lavoratori atipici niente ammortizzatori sociali Malpensa, raggiunto un accordo con Sea ma i precari sono esclusi I fatti sono abbastanza noti, ma è necessario fare un breve riepilogo. In seguito alla crisi dell'Alitalia, è in atto un ridimensionamento di Malpensa. La Sea e la Sea Holding, le due società che gestiscono l'insieme dei servizi aeroportuali dell'aereoporto milanese, che hanno come principale committente Alitalia, denunciano un esubero di circa 900 addetti. In seguito ad un accordo con tutte le realtà sindacali, ad eccezione della Cub, viene firmato a inizio marzo un'intesa per aprire la procedura di Cassa integrazione guadagni straordinaria Cigs (a carico dell'Inps, quindi di noi tutti) a partire dal 30 marzo. Tale accordo è stato salutato con molta soddisfazione da tutti gli ambiti istituzionali e sindacali. Tuttavia, restano sul tappeto alcuni nodi. In primo luogo, occorre ricordare che la Cigs è consentita solo se l'impresa che la chiede non ha lavoratori interinali alle sue dipendenze e in secondo luogo la Cigs non è estendibile anche ai lavoratori con contratti a tempo determinato. Di conseguenza i lavoratori atipici sono esclusi da qualsiasi forma di ammortizzatore sociale. Il risultato è che circa 300 lavoratori hanno perso il posto dall'inizio dell'anno, e altri 300 lo perderanno con la fine del mese. L'accordo stipulato con la Sea dunque riguarda solo i dipendenti diretti Sea. Come conseguenza del processo di esternalizzazione e outsourcing, l'indotto dei servizi aeroportuali della Malpensa vede ruotare più di 270 imprese, impresette, cooperative, ecc., con un bacino di forza-lavoro stimabile in circa 1500 unità. E' facile immaginare la fine di questi lavoratori/trici, che non hanno alcuna protezione sociale e spesso nessuna rappresentanza sindacale. L'accordo siglato, lungi dal risolvere i problemi della Sea come troppo spsso sbandierato, apre invece nuove contraddizioni: ancora una volta la strategia dei principali sindacati sembra non rendersi conto dell'esistenza del lavoro precario. L'unico modo per tutelare i lavoratori interinali è quello di agire nei confronti di Sea per chiedere la conversione del contratto direttamente sotto Sea. In altre parole i lavoratori interinali dovrebbero intentare causa. Le possibilità di vincere una causa di questo tipo sono molto alte, come si evince anche dalla sentenza del 26/03/08 che ha disposto l'assunzione di due lavoratrici a tempo indeterminato, ritenendo illegittimo il ricorso a contratti a tempo determinato/interinali in quanto privo di qualsivoglia giustificazione e/o stagionalità come invece richiesto dal D.lgs 368/2001. In questo senso si sta adoperando Il Punto San Precario, come già fatto in passato per altre lavoratrici Sea (le sea girls), con il supporto di alcuni avvocati e di qualche sindacalista "illuminato". Infine, diventa sempre più necessario ripensare la struttura degli ammortizzatori sociali, oramai del tutto inadeguata alle nuove forme della produzione e ancora basata sulla figura del lavoratore subordinato a tempo indeterminato. Ad esempio, è importante che si cominci a ragionare in termini non di singola azienda ma dell'intera filiera produttiva. Le trattative sindacali devono per forza tener conto di questo nuovo orizzonte per non favorire diversità di trattamento all'interno di una forza lavoro già ampiamente frammentata e segmentata sul piano delle tipologie contrattuali e condizioni di lavoro (salari, orari, ecc.). Da questo punto di vista, i diritti base del lavoro (continuità di reddito, previdenza, salute, formazione) devono sempre meno essere dipendenti dal luogo di lavoro, ma essere collegati alla persona. E' su questo piano che può diventare possibile una ricomposizione delle soggettività del lavoro. Ed è anche su questo aspetto che la prossima MayDay batterà il colpo. Intelligenge Precaria - Punto San Precario Milano www.precaria.org 28/03/2008.

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Alitalia, scontro Veltroni-Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Italiana Pagina 112 Alitalia, scontro Veltroni-Berlusconi E il Cavaliere attacca par condicio e Rai "al servizio del Pd" --> E il Cavaliere attacca par condicio e Rai "al servizio del Pd" Si scalda sempre più il confronto elettorale tra Berlusconi e Veltroni. Al centro dello scontro, vendita Alitalia e par condicio. ROMA La campagna elettorale si è infiammata all'improvviso con toni che fanno temere a Sandro Bondi il ritorno del "bipolarismo armato": Alitalia e par condicio i terreni principali di battaglia, ma più in generale è tutto lo scenario che appare in brusco movimento. Walter Veltroni in particolare accusa Silvio Berlusconi di turbare la trattativa sulla compagnia di bandiera con annunci che vengono regolarmente smentiti (è il caso delle indiscrezioni sui componenti dell'ipotetica cordata italiana); il Cavaliere replica secco di non aver mai fatto nomi e di non essere responsabile di chi confonde le voci di stampa con la realtà. Al leader democratico, che auspica una trattativa con Air France che garantisca un limitato impatto sociale e un ruolo per Malpensa, il capo dell'opposizione dice che l'Italia non può rinunciare a una compagnia di bandiera ma che per ora ci sono solo esplorazioni e contatti perchè la procedura della trattativa in esclusiva con Af-Klm blocca qualsiasi altra opzione. Ciò non impedisce ad Antonio Di Pietro di preannunciare una denuncia alla procura nei confronti del candidato premier del Pdl per insider trading; la risposta del Cavaliere è durissima: l'ex pm rappresenta il braccio armato del giustizialismo democratico. Difficile dire come si rifletterà questa polemica sul voto: la trasversalità del dibattito (con Casini che parla di poca serietà di Berlusconi e Veltroni, e Bertinotti che continua a bocciare l'operazione di vendita imboccata dal governo) lascia aperte tutte le strade e per l'opinione pubblica è sempre più difficile orientarsi nella giungla delle grandi opzioni di mercato. Ciò spiega perchè, abbandonati i toni soft e un poco sonnacchiosi delle prime settimane, i partiti abbiano cominciato a tirare di sciabola per marcare maggiormente la propria identità su temi molto generali. Grande campo di scontro è la comunicazione (e soprattutto gli spazi riservati a ciascuno): i socialisti per esempio protestano per essere ignorati dai grandi media e Berlusconi parla di una Rai "al servizio di Veltroni" per aver annullato la puntata di Porta a Porta che lo doveva vedere protagonista insieme al sindaco di Roma, dopo la defezione di quest'ultimo. In realtà i due si stanno studiando a distanza per valutare le condizioni migliori per ciascuno in un ipotetico faccia a faccia: che alla fine si farà, prevede il ministro Paolo Gentiloni, "per quanto Berlusconi si sottragga". Il Cavaliere nega che sia così: ad impedire un duello diretto, sottolinea, è piuttosto la legge sulla par condicio voluta dal centrosinistra e che andrebbe modificata a fondo. L'impressione è che Pdl e Pd stiano sì producendo il massimo sforzo per conquistare la vasta fetta di indecisi (secondo i sondaggi circa il 25% degli elettori) ma allo stesso tempo studino come giocare la partita chiave del Senato: dove si rischia comunque un pareggio o un successo di misura di chi ottiene la maggioranza alla Camera a causa dei particolari meccanismi del "porcellum". Si tratta della famosa polemica sul "voto utile". Il voto disgiunto potrebbe costituire la chiave del successo: così Berlusconi chiede a chi intende votare per Casini di farlo alla Camera ma non al Senato per non rubare voti preziosi al Pdl che impedirebbero lo scatto del premio per il centrodestra. A sinistra, invece, Bertinotti dice che in alcune regioni il voto per la Sinistra arcobaleno potrebbe servire proprio a sottrarre seggi preziosi alla destra a palazzo Madama.

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Ora Walter punta al dopo-elezioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Italiana Pagina 112 "Maggioranza difficile al Senato, se si pareggia dovremo accelerare la fase costituente" Ora Walter punta al dopo-elezioni "Maggioranza difficile al Senato, se si pareggia dovremo accelerare la fase costituente" --> MESSINA Veltroni chiude il tour siciliano, dando appuntamento ai gazebo di domenica per "l'impegno finale". Il leader del Pd mostra di crederci, ma il termometro dei sondaggi sembra indicare la possibilità di pareggio. Scenario dopo il quale Veltroni non sembra vedere alternative alle riforme: "Se alla fine di questa fiera c'è parità, voglio capire come si governa questo Paese. Serve una fase costituente e può darsi che saremo costretti ad accelerare i tempi". Il segretario del Pd non fa sconti all'avversario e di mattina, a Siracusa, lo attacca sugli "annunci che turbano la trattativa" sulla vicenda Alitalia. Ma dopo aver alzato i toni nei giorni scorsi, nel pomeriggio torna al fair play di sempre. Al Palasport di Messina partono fischi contro Berlusconi ma Veltroni stoppa la platea: "Anche se loro non hanno rispetto per noi, io ce l'ho per loro e per quante cose si possano dire non risponderò perchè non voglio far precipitare l'Italia nella campagna elettorale che si fa dal '94". Niente urla dunque ma a preoccupare il leader del Pd è il fatto che "con i sondaggi di questi giorni ci si chiede se ci sarà una maggioranza". L'esito e l'entità del voto si saprà il 14 aprile ma Veltroni non ha dubbi che "la chiave della macchina Italia sono sotto i piedi di chi l'ha schiacciata il giorno in cui ci disse no all'ipotesi di un governo per le riforme". Responsabilità che però non risolve il problema e per questo l'ex sindaco di Roma sembra tornare ad alludere all'ipotesi che, in caso di pareggio, si facciano le riforme prima di tornare al voto. A chiedere stabilità politico-istituzionale sono gli imprenditori di Confagricoltura che in questi giorni vedranno sfilare al forum di Taormina candidati premier e promesse. Il segretario del Pd sa che "in campagna elettorale tutti danno ragione a tutti e c'è il gioco al rialzo" e così cerca "di stare ai temi" sollevati dagli agricoltori, indicando la ricetta per la "terapia di innovazione" che serve all'Italia e annunciando che in caso di vittoria uno dei 12 ministri sarà quello dell'Agricoltura. Anche in Sicilia Veltroni, che a Siracusa ha incontrato il presidente di Confindustria Sicilia Lo Bello in prima fila contro la mafia, conferma di stare dalla parte dei produttori, scelta che ha provocato "la rottura culturale" con la sinistra radicale e anche "gli strali di questi giorni". "Sono contrario alla politica con la lingua di fuori che ripete incessantemente le parole pronunciate da quindici anni" scandisce il leader del Pd rivolto a destra come a sinistra. Mentre è tutta mirata al suo sfidante a Palazzo Chigi la frecciata sul fatto che "nel resto d'Europa i premier hanno la mia stessa età perchè questa è la stagione della vita in cui si può pensare di dare il meglio al Paese, puntando ad una innovazione che richiede energie".

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Una ricetta (politica) per due cucine (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti Pagina 320 Pd e Pdl si sfidano sulle pensioni Una ricetta (politica) per due cucine Pd e Pdl si sfidano sulle pensioni di Francesco De Remigis --> di Francesco De Remigis Pareva che i programmi di governo fossero stati presentati. Più snelli del solito e con un'evidente convergenza sulle principali riforme. Ma la consuetudine di rincorrersi su ogni tema, di sbirciare l'uno nella cucina dell'altro, ha preso il sopravvento e sta condizionando non poco la campagna elettorale dei due principali partiti, Pd e Pdl. Come due cuochi che cercano la migliore ricetta per governare il Paese, Walter Veltroni e Silvio Berlusconi alternano accuse a promesse nuove. Così dopo una settimana passata a ipotizzare nuove trattative per la vendita di Alitalia, si è tornati alla politica degli annunci preventivi. Il segretario del Partito democratico ha messo in campo una proposta sulle pensioni che riguarderebbe più di sette milioni di italiani: incrementare l'assegno di circa 400 euro l'anno per chi ha superato i 65 anni di età attraverso la riduzione della pressione fiscale sui loro redditi. Il costo dell'operazione, che Veltroni vorrebbe realizzare dal 1° luglio, al momento pare però difficilmente sostenibile per le casse dello Stato. Si parla infatti di 2,5 miliardi di euro all'anno di spesa con un margine di variabilità abbastanza ampio a seconda delle entrate dell'erario. Così, anche se finora erano rimaste ai margini del dibattito, le pensioni sono tornate in cima all'agenda elettorale confermando una similitudine di fondo tra i due programmi e una tendenza a rincorrere l'avversario punto su punto. I tecnici del Popolo della libertà hanno immediatamente elaborato una controproposta, quella di adeguare tutte le pensioni al carovita e non soltanto per gli over 65. Legittimamente viene da chiedersi come mai nessuno dei principali candidati alla presidenza del Consiglio abbia approfondito l'argomento nella fase preparatoria del programma di governo. E perché Veltroni abbia improvvisamente deciso di dedicarsi ai salari e alla previdenza proprio a ridosso di sondaggi che lo davano in leggero calo di popolarità. Nelle officine del programma del Pd, la risposta è stata gelosamente custodita dagli economisti, che hanno deciso di parlare convocando una conferenza stampa ad hoc aperta proprio dal segretario democratico. La stessa cosa è avvenuta nelle cucine del Pdl fin quando il Cavaliere non ha deciso di rispondere all'avversario con una ricetta propria: portare le pensioni minime a 1.000 euro. I due chef, Veltroni e Berlusconi, hanno infatti a disposizione gli stessi ingredienti per aumentare il vitalizio e sono entrambi consapevoli di avere un handicap di base: il bilancio dello Stato che non gode di ottima salute. Per cominciare, il Pd ha proposto di verificare ogni sei mesi e non ogni anno, come avviene adesso, i cosiddetti sistemi di indicizzazione, che permettono di adeguare le buste paga all'andamento dell'inflazione. Ma secondo il presidente della Bce, Jean-Calude Trichet, una mossa simile favorirebbe "spirali prezzi-buste paga destabilizzanti" per il sistema economico. La riduzione fiscale proposta dal Pd è infatti sottoposta a meccanismi di bilancio definiti ancora sommariamente. Si potrà cioè applicare, senza danneggiare le casse dello Stato, solo in caso di una dinamica favorevole delle entrate fiscali e di una valorizzazione del patrimonio pubblico che al momento stenta a decollare. Nello stesso Pd, di fronte a queste incertezze, c'è chi chiede di evitare in ogni modo di alzare ancora il debito pubblico, come la radicale Emma Bonino ora nelle liste democratiche. Resta da chiarire se la proposta di Veltroni abbia una copertura finanziaria reale - lo hanno interpellato su questo anche i suoi ex alleati, come Enrico Boselli - o se si tratta di un annuncio elettorale. Oppure, a voler ascoltare ciò che ha detto Berlusconi, se non si tratti di una "scopiazzatura" delle idee promosse in passato da Forza Italia e dai suoi alleati, che non tiene affatto conto della disponibilità di bilancio. L'idea democratica poggia sui alcuni dati dell'Istat, che sono ancora in fase di elaborazione. I tecnici del Pd sostengono di voler agganciare il vitalizio all'indice del costo della vita per i pensionati. Sulla base di questa rappresentazione della spesa reale, lo Stato distribuirà un assegno che ritiene congruo. "Come tutte le altre nostre proposte - ha precisato ieri il vicesegretario del Pd, Dario Franceschini - si tratta di un piano studiato e fattibile". A Savino Pezzotta sembra invece di assistere alla fiera delle promesse. Forse, non a torto.

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Scontro sulla tv, Berlusconi accusa: la Rai è asservita (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

DOPO IL NO DEL SEGRETARIO DEL PD, E LA SUCCESSIVA ESCLUSIONE DI SILVIO DA PORTA A PORTA Scontro sulla tv, Berlusconi accusa: la Rai è asservita [FIRMA]UGO MAGRI ROMA Siamo già alle denunce penali. Di Pietro invita i suoi ex colleghi pm a valutare se, su Alitalia, il Cavaliere si comporta da delinquente. Ma pure Berlusconi non scherza. Addosso a un Veltroni in apparenza nonviolento e gandhiano rovescia una sequela di epiteti tra cui il più carino è "bugiardo mentitore". L'ira di Silvio contro Walter ha origine nel caso "Porta a Porta", cioè nel veto dei vertici Rai a una puntata di Vespa su Berlusconi, visto che il segretario Pd è indisponibile a farne una anche lui. E' divampata una piccola guerra orchestrata dal portavoce del Cavaliere, Bonaiuti. I rappresentanti Pdl a viale Mazzini e nella Commissione di vigilanza hanno messo nel mirino il tandem Petruccioli-Cappon, si ipotizza addirittura un ricorso al garante delle comunicazioni (Ag Com). Ma le parole più esplosive sono uscite dalla bocca del Capo. "La par condicio non c'entra nulla" protesta Berlusconi, "Veltroni commette un atto di violenza inaccettabile", favorito dal fatto che la Rai ("come tutte le istituzioni" dal Capo dello Stato in giù) "è ancora in mano alla sinistra, la domina come vuole". Magari fosse vero, sospira Bertinotti, "dio acceca Berlusconi perché vuole perderlo". Ci risiamo coi bolscevichi, anche se stavolta il Cavaliere ha l'attenuante della provocazione. Bettini, braccio destro veltroniano, l'ha paragonato al razzista antisemita Le Pen, lui risponde con un polemico "grazie!" e attacca: "Allora dirò che il Pd è l'ultima mimetizzazione dei comunisti italiani". Non solo: candida "finti operai e finti precari". E poi: "Veltroni mangia tutti i giorni a sbafo da una famiglia diversa". La lingua ribatte sul solito dente: "Si sottrae al programma tivù per disperazione". Infine: "E' stanco, lo capisco, a furia di andare sul pullman con tutti quegli spifferi... Poi è pensionato, deve stare attento". Veltroni finge di non udire gli insulti. Si trova in Sicilia dove le piazze traboccano ma i sondaggi deludono (da mezzanotte scatta il divieto di pubblicarli). Sta cercando di convincere i suoi elettori che, con un piccolo sforzo supplementare, quantomeno il pareggio è a portata di mano. Forse per renderlo più credibile, anticipa gli scenari che si aprirebbero in quel caso, paesaggi nuovi e suggestivi. "Serve una fase costituente per le riforme", argomenta il segretario Pd, "e può darsi che saremo costretti ad accelerare i tempi perché, se alla fine di questa fiera ci saranno 3-4 seggi di differenza, voglio capire come si governa questo paese...". Astutamente Walter esclude "governissimi" (lo accuserebbero immediatamente di "inciucio"), però spande l'aroma di larghe intese. Fassino non conferma e non smentisce, "valuteremo dopo il 14 aprile". Grandi manovre in corso tra Pd e Sinistra arcobaleno. "Europa", quotidiano ex Margherita, scrive che non sarebbe una disgrazia se in Emilia e Toscana un po' di voti Pd confluissero su Bertinotti, permettendogli di superare il quorum (8 per cento). L'interessato approva, "toglieremmo seggi solo alla destra", e si allarga: "In Lombardia ne toglieremmo 3 al Pdl e uno solo al Pd". Ma neppure il Cavaliere resta con le mani in mano. Gli hanno spiegato che il "voto disgiunto" (così si chiama nel gergo tecnico) può convenire anche a lui. Ed eccolo suggerire una sorta di scambio: "Se c'è qualcuno a cui piace Casini perché è un "bel fijeul", lo voti alla Camera e non al Senato". Nel primo caso non rischia nulla, perché secondo Euromedia research (unico istituto di cui si fida) alla Camera conserva 8,6 punti di margine, e gli basta un solo voto in più per incassare il premio. Dunque, chi è incerto sostenga pure i centristi. Purché "rinsavisca" al Senato, dove in 4-5 Regioni la battaglia è incertissima, e si rischia. Proposta indecente, secondo Casini. Che la liquida come "una bufala".

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Cv Alital 1075,309<TD class (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cv Alital 10 75,309 73,628 cv B Ifis 09 100,320 99,766 cv Bco Popol 10 100,586 100,528 cv Beni Sta 11 92,796 92,291 cv BIM 15 90,773 90,224 cv Carige 13 114,323 114,876 cv Mi-A2a 09 115,239 114,416 cv SIAS 17 92,744 92,587 cv Snia 10 92,600 92,600 cv Vitt Ass 190,000 197,000 Telecom IT CV 10 109,859 109,888.

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Piazza Affari mette a segno un bel balzo con il Mibtel 1,46% a 24.193 punti e l'S&P/Mib 1,24% (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Piazza Affari mette a segno un bel balzo con il Mibtel +1,46% a 24.193 punti e l'S&P/Mib +1,24% a quota 31.669. È stata un'ottima giornata per Impregilo (+18,99% a 3,34 euro) dopo che il sostituto procuratore generale della Cassazione ha chiesto il dissequestro di 500 milioni di euro, sul totale dei 750 milioni, di euro congelati all'azienda nell'ambito dell'inchiesta napoletana sui rifiuti. Alitalia ha proseguito, sia pure a passo un po' più lento, il suo recupero (+10,8% a 0,64 euro). Il settore finanziario si è accodato, a distanza, a questi sprint individuali del mercato: così Unicredit ha guadagnato l'1,53% a 4,24 euro, Bpm il 2% a 7,21 euro e Mediobanca l'1% a 13 euro. In ascesa anche Mps (+1% a 2,85 euro), mentre ha chiuso in controtendenza il Banco Popolare (-1% a 11,01 euro). Tra gli assicurativi hanno fatto bene poi Unipol (+4,4% a 1,96 euro), inseguita da Fonsai (+1,7% a 26,5 euro); più indietro Generali (+0,53% a 28,24 euro). Nelle Tlc poco mossa per Telecom Italia (+0,22% a 1,35 euro) mentre ha fatto bene Fastweb (+1,7% a 19,55 euro); in lieve rialzo Tiscali (+0,69% a 1,74 euro). Nel comparto industriale è scivolata Pirelli (-3,54% a 0,70 euro); guadagni frazionali per Finmeccanica (+0,61% a 21,34 euro).

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La droga e i giovani I dati circa la diffusione della droga nei giovani e negli adulti so (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

No impressionanti. È triste pensare che specie gli adolescenti e i giovani fanno sempre più uso di svariati tipi di droghe, sempre più micidiali per la salute. È in pericolo il futuro della nazione, direi il futuro psichico, perché la devastazione mentale, fisica, psicologia che la droga causa è terribile! Chi si droga, cerca di colmare la sua solitudine, frutto sovente di una vita senza ideali e motivi veri per cui vivere. È urgente che la famiglia, la scuola, le Chiese, tutti noi, affrontiamo questo problema con nuove forze educative, nuovi mezzi di comunicazione e dialogo, per aiutare i giovani a scoprire il senso del valore del bene, l'unica forza più forte della tentazione di drogarsi. Guai se si ferma la lotta contro la droga: sarebbe il trionfo della morte sulla vita, della disperazione sul futuro e la speranza. E i partiti, nei loro programmi, che spazio di impegno si propongono per aiutare in modo efficace e costruttivo le nuove generazioni a non morire di droga? La droga è uno dei massimi mali moderni, non possiamo lavarci le mani come Pilato, occorre reagire con tutte le forze ed energie, personali e collettive, per non distruggere la vita. DON MARIO FORADINI La memoria di Bettini Goffredo Bettini, braccio destro di Veltroni, ha accusato Berlusconi di essere l'unico leader europeo che si è candidato cinque volte alla presidenza del Consiglio. Anzi, ha rincarato la dose Bettini, l'unico che ha fatto come Berlusconi è stato il leader dell'estrema destra francese Le Pen. Capisco che in campagna elettorale si possano dire delle bugie, ma questa è una falsificazione clamorosa. Felipe González, leader socialista spagnolo, si è candidato alla presidenza del governo per sei volte (1979, 1982, 1986, 1990, 1994, 1996); Helmut Kohl si è candidato alla cancelleria per sei volte (1976, 1983, 1987, 1990, 1994, 1998); François Mitterrand si è candidato quattro volte alla presidenza della Repubblica (1965, 1974, 1981, 1988) e una volta alla presidenza del Consiglio (1967). Bettini dovrebbe dare una ripassata alle sue conoscenze politiche. ANDREA RUINI, MODENA Una mancia ai pensionati Malgrado i miei sforzi, non riesco a capire perché sia necessario elargire una mancia di due o trecento euro a chi percepisce una pensione di cinquantamila. ADALBERTO MARCHIONI, PARMA Riconoscenti alla Corea Grazie al blocco delle mozzarelle da parte della Corea, anche le nostre autorità competenti e disattente hanno scoperto che il latte di bufala contiene quantità eccessive di diossina ed hanno cominciato a sequestrare partite contaminate e pronte per la commercializzazione. Già si sentono le voci di coloro che, all'italiana, dicono "sì, abbiamo sforato i limiti ammessi, ma solo di poco che diamine, e poi... teniamo famiglia...". Anche noi consumatori teniamo famiglia e preferiremmo non avvelenarla né poco né tanto. Meno male che i controlli li fa per noi la Corea alle cui autorità va la nostra sentita riconoscenza. BRUNO STRICKER Il Tibet non è come l'Iraq A commento della lettera del sig. Simonetta, vorrei fare un paio di osservazioni: 1. Da quando è iniziata la guerra in Iraq c'è stata un'infinità di manifestazioni di protesta, sia "popolari" che ufficiali, contro l'intervento americano; dal 1949, anno dell'invasione cinese del Tibet, mi risulta che questa sia la prima volta che succede. 2. Qualche probabilità che gli americani, prima o poi, se ne vadano dall'Iraq c'è (anche grazie alle prese di posizione della società americana); per quel che riguarda il Tibet, dubito molto che i cinesi si tolgano mai di torno... Per finire, una considerazione generale: perché, ogni volta che qualcuno si mobilita per qualcosa, salta subito fuori qualcun altro che tira in ballo altri fatti analoghi che, secondo lui, non sono stati trattati allo stesso modo? EGIDIO FRACCALVIERI Speriamo solo nella buona sorte Sciorinare al vento i panni sporchi, amplificando di fronte al mondo i nostri difetti a soli fini elettorali è, innegabilmente, quanto di più stupido si possa fare. Dopo Alitalia, la monnezza e le mozzarelle di bufala contaminate, pare, dalla medesima, presto sentiremo una parte politica incolpare l'altra perché è stata rinvenuta anche nel latte materno una quantità di diossina superiore a quella ritenuta ammissibile. E' auspicabile quindi che finisca al più presto questa grottesca (ed inutile) campagna elettorale e che si consegni il Paese "a chi di dovere" confidando solo in una generica quanto improbabile buona sorte. GIULIANO GHISOLFO Non è questione di coraggio Quasi sempre, quando un uomo politico affermava che quanto scritto da Augusto Minzolini su un certo argomento non corrispondeva alla realtà, lui, sul giornale, invariabilmente rispondeva: "Confermo integralmente quanto ho scritto". Ora che Berlusconi smentisce quanto riportato dalla Stampa circa la cordata che dovrebbe rilevare l'Alitalia, affermando che sono soltanto supposizioni giornalistiche, voglio vedere se A.M., autore di quella rivelazione, ha il coraggio di ribattere che quanto da lui scritto è tutto vero. Io dubito che lo farà. LUIGI NOCERA Nelle tante dichiarazioni che l'on. Silvio Berlusconi ha fatto ieri non c'è mai nessun riferimento esplicito al mio articolo su La Stampa. Prendo, comunque, la sua lettera come spunto per confermare, se ce ne fosse bisogno, che i virgolettati dell'on. Berlusconi riportati nell'articolo in questione sono il contenuto del colloquio avuto con lui la sera di mercoledì 26 marzo. Non si tratta di coraggio, ma della pura verità. Del resto, visto il tono della sua lettera, preciso che non mi scandalizzerei, ma semmai sarei contento se una cordata di imprenditori italiani intervenisse in un'operazione di salvataggio dell'Alitalia per salvaguardarne l'italianità. Era la stessa cosa che auspicava tra gli altri Walter Veltroni - si faccia una cultura in materia - nel gennaio 2006. Questo è il nocciolo della questione. \.

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Cordata italiana, smentite da Eni e Mediobanca (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Due dei quattro dei nomi pubblicati in un articolo de La Stampa non commentano l'ipotesi di un'offerta. Oggi nuovo vertice tra sindacati e AirFrance-Klm Fusione e acquisizione. La grande "incomprensione" sul caso-Alitalia, sembra proprio essere tutta qui. Era la fine della scorsa settimana, quando il capo dell'opposizione Silvio Berlusconi, in piena trattativa AirFrance-Klm e Alitalia, affermava di avere nel cilindro una cordata tutta italiana, pronta a impedire la svendita della compagnia di bandiera ai cugini francesi. Una cordata ? secondo un articolo pubblicato ieri de La Stampa - composta da Ligresti, Mediobanca, Benetton e Eni, che però, ieri hanno prontamente smentito. O meglio, due su quattro: Eni e Mediobanca, che in una nota non commentano le voci secondo cui i due gruppi sarebbero coinvolti in una cordata. Subito dopo lo stesso Berlusconi ha spiegato ? prima di partecipare a un comizio a Viterbo ? di non aver mai fatto nomi, definendo l'articolo de La Stampa solo frutto di "supposizione giornalistiche". Ecco, torniamo alla differenza tra fusione e acquisizione. Il guizzo della cordata italiana nasce tutto da qui. L'ex premier ha spiegato che all'inizio credeva che il piano francese fosse una fusione come avvenuto per Klm e non una svendita a un offerente scelto dal governo e non certo per il piano presentato (ricordiamo che il primo piano dei transalpini, quello bocciato all'incontro di venerdì scorso con i sindacati, prevedeva all'incirca 7mila esuberi). "I francesi ? dice Berlusconi - sono i nostri concorrenti. Pensavo che la trattativa in cui si è impegnato il governo portasse a una fusione con AirFrance, tipo quello che è avvenuto con Klm. pensavo che si creasse un polo franco-italiano, ma questa è una acquisizione e basta e io non ci sto". Il malinteso offre l'opportunità al leader del Pd, Walter Veltroni di attaccare ancora una volta le solite uscite del Cavaliere: "Di quattro nomi annunciati da un uomo politico per la cordata due hanno già smentito. Questo è un tema su cui non si possono inventare battute, affermazioni non sostenute dalla realtà, perché pensate che difficoltà si può creare sulla trattativa con le turbative di certe affermazioni". L'Italia dei Valori, guidata dal ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, ha fatto sapere che presenterà una denuncia alla Procura della Repubblica, per accertare se vi siano gli estremi di reato nelle dichiarazioni di Silvio Berlusconi sul caso Alitalia. "Se tali dichiarazioni - prosegue Di Pietro - abbiano prodotto alterazioni o turbato il mercato, visto che un giorno sì e l'altro pure, egli ha fatto credere che vi fosse una cordata pronta a rilevare la compagnia di bandiera, prima che ci fosse una proposta alternativa concreta e vera. Se vi siano stati, quindi - conclude l'ex pm - reati di aggiotaggio e-o insider trading". Intanto, il nucleo valutario della Guardia di Finanza sta raccogliendo tutte le informazioni sulla trattativa legata alla vendita di Alitalia e sulle dichiarazioni che di recente hanno contribuito a determinare sbalzi rilevanti del titolo in Borsa. Tuttavia, al momento, la procura di Roma, che dall'estate scorsa ha delegato alle Fiamme Gialle una serie di accertamenti nell'ambito di un'inchiesta per aggiotaggio che conta tre indagati, si occupa soltanto di una offerta (rivelatasi inesistente) da parte di Singapore Airlines. Questa mattina, invece, per un po' le voci si metteranno da parte perché i sindacati incontreranno di nuovo i vertici di AirFrance-Klm (senza il presidente Spinetta, però), ai quali ieri sera è pervenuto il nuovo piano. Se ci saranno gli adeguati correttivi su esuberi e "dehubbing" di Malpensa, - fanno sapere fonti sindacali ? si continuerà a trattare, altrimenti la trattativa "a oltranza" sbandierata proprio da Spinetta subirà una brusca interruzione. (28-03-2008).

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Tra le massaie che faticano ad arrivare alla fine del mese - quando ci arrivano - e tra la gente che (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Ha paura di uscire di casa. Solita demagogia dei politici? Può darsi. Ma ieri, tra le casalinghe del mercato di corso Svizzera e tra i residenti di via Cottolengo 25 o di strada del Meisino 22, i protagonisti di un altro epico scontro elettorale, quello del 2005 per aggiudicarsi la poltrona di presidente della giunta regionale, Enzo Ghigo e Mercedes Bresso, hanno sperimentato gli effetti dell'antipolitica e la strada difficile e impegnativa per superarla: avvicinarsi ai cittadini e almeno cercare di ascoltare i loro problemi quotidiani, dal cassonetto che non funziona alla veranda da costruire nel circolo per anziani. Il senatore ed ex governatore del Piemonte ha fatto una salutare immersione tra i drammi di chi sopravvive con poche centinaia di euro al mese. Quello di ieri è stato anche l'esordio dei "banchetti mobili" del Popolo della Libertà: camper affittati (200 in Italia, 6 a Torino) e addobbati con slogan e simboli che gireranno fino all'11 aprile soprattutto tra i mercati. Popolo della Libertà che lunedì ritroverà Silvio Berlusconi atteso a Torino nel pomeriggio quando incontrerà le categorie produttive e, la sera, sarà al Teatro Nuovo. Mercedes Bresso, invece, che non è candidata, si è data disponibile a fare campagna elettorale per il Pd anche perché convinta della possibilità che gli amministratori locali, proprio perché vicini ai problemi dei cittadini, possano dare valore aggiunto a una campagna "di fatto bipolare" e dominata dai grandi leader. Per farlo, però, ha chiesto ai giovani responsabili del Pd del quartiere 7 di organizzare un porta a porta a contatto dei cittadini perché "abbiamo bisogno di capire veramente che cosa pensano i cittadini". Altro che Alitalia, francesi e cordate italiane, a Porta Palazzo e in riva al Po la priorità o le paure si chiamano ordine pubblico e microcriminalità, rifiuti e povertà.

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Alitalia e par condicio infiammano le elezioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cordata nel mirino La Procura di Roma e la Consob seguono da vicino il destino del titolo Alitalia, dopo le dichiarazioni di Berlusconi. Ed è polemica sulla sfida mancata in tv con Veltroni Roma. La Commissione per la Borsa sta facendo "un attento monitoraggio" sul titolo Alitalia. La Procura di Roma segue con "attenzione" la vicenda. Fioccano le smentite dei presunti partecipanti alla cordata sponsorizzata da Silvio Berlusconi. Fra il Cavaliere e Walter Veltroni s'infiamma anche la polemica sul mancato faccia a faccia in tv. Bocconetti e Lombardi >> 2 e 3 L'intervento di Bruno Vespa >> 21 28/03/2008.

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Perini: Così la Francia ci ruba turismo e affari (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Perini: "Così la Francia ci ruba turismo e affari" Laura Della Pasqua l.dellapasqua@iltempo.it "Per il made in Italy sarà un colpo mortale. E non parliamo del turismo. L'Italia sarà tagliata fuori dal circuito degli investitori esteri che saranno dirottati da Air France, è proprio il caso di dirlo, sul territorio francese". è un'analisi dura quella del presidente delal Fiera di Milano Michele Perini che già sente incombere sulla Fiera il pericolo delle altre esposizioni europee "indubbiamente avvantaggiate dal ridimensionamento di Malpensa". Quali ripercussioni prevede per il made in Italy? "Mi è bastato vedere i cartelloni pubblicitari di Air France all'aeroporto di Parigi con scritto "Benvenuti nella capitale della moda e del designer" per capire che i francesi già danno per acquisita l'emarginazione dell'Italia dal mercato del bello e del gusto. è un messaggio chiaro. Verrà utilizzata la politica della compagnia francese per portare l'attenzione degli investitori e degli uomini d'affari stranieri su Parigi. Vorrei ricordare inoltre che più del 70% delle multinazionali del nostro Paese sono posizionate nell'aerea lombarda. Bisogna vedere quante continueranno a investire in Italia". Ci sarà una penalizzazione anche per gli industriali italiani? "è chiaro. Se per andare a Barcellona dovrò passare per Parigi invece di avere un volo diretto da Malpensa, è evidente che spreco tempo. Per chi viene dall'estero invece, se il primo aeroporto sarà Parigi o Francoforte è evidente che lì si fermerà più volentieri e farà investimenti. Il che significa per le imprese che desiderano organizzare una fiera preferire Parigi, Monaco o Francoforte invece di Milano. Il primo requisito che un imprenditore chiede a un Paese per investire è la qualità dei collegamenti. è evidente che se per arrivare in Italia deve far scalo a Parigi si ferma lì. I danni riguarderanno anche il turismo". In che modo il turismo sarà danneggiato? "Il traffico busines molto spesso si trasforma in traffico turistico. Cioè si viene a Milano per motivi d'affari e poi si prolunga il soggiorno nei luoghi turistici di maggior richiamo per rilassarsi. ma se i collegamenti diventano difficili non c'è relax. Non solo. La Francia, lo sappiamo bene, è uno dei nostri competitor sul turismo. è evidente che tramite Air France, Parigi farà di tutto per spostare l'asse del turismo dalle località italiane a quelle francesi. Le grandi città d'arte si difendono da sole ma i picoli gioielli del patrimonio artistico e culturale italiano rischiano di essere tagliate fuori dai grandi tour turistici che hanno bisogno di collegamenti facili. Verranno privilegiate le località più agevoli da raggiungere". Ma come mai si è arrivati a questo punto? "Il governo ha voluto legare le sorti dell'Alitalia a Malpensa facendo un grande errore. Per questo il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni aveva chiesto una moratoria di due anni per Malpensa. Questo avrebbe consentito di avere tempo per trovare altri vettori intenzionati a utilizzare Malpensa come un hub europeo. Ma il governo Prodi ha detto di no. La situazione di Alitalia è talmente grave che chiunque ne diventi azionista deve poter avere l'opportunità di cambiare le regole senza veti esterni, da quelli politici a quelli sindacali".

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Maurizio Basile lascerà l'incarico di amministratore (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Maurizio Basile lascerà l'incarico di amministratore ... Maurizio Basile lascerà l'incarico di amministratore delegato e direttore generale di Aeroporti di Roma il prossimo 16 aprile, in coincidenza con l'assemblea degli azionisti per l'approvazione del bilancio 2007. Lo conferma la società spiegando, con un comunicato, che il presidente Fabrizio Palenzona lo ha comunicato ieri al consiglio di amministrazione. "La decisione, congiuntamente assunta e concordata con l'azionista di controllo - spiega Adr - trova fondamento nel definitivo superamento della situazione di stallo in cui Aeroporti di Roma era venuta a trovarsi nel biennio 2004-2005, maturando un gap infrastrutturale e competitivo che avrebbe potuto compromettere il naturale sviluppo dell'hub di Fiumicino". Lo scalo romano, secondo le intenzioni di Air France-Klm, è destinato a diventare l'unico hub italiano. Per questo sarebbero necessari nuovi investimenti e un piano di sviluppo adeguato. Il consiglio di amministrazione di Aeroporti di Roma aveva all'ordine del giorno anche l'accordo per i servizi prestati ad Alitalia, un passaggio che il progetto di Air France-Klm per l'acquisizione della compagnia italiana prevede tra le condizioni da raggiungere entro il 31 marzo. Non era invece formalmente all'ordine del giorno l'acquisizione da Alitalia di terreni per 60 ettari nella zona dell'aeroporto di Fiumicino: una operazione in via di definizione che porterebbe risorse fresche per circa 120 milioni nelle casse a rischio crisi di liquidità della compagnia aerea. Ad esito del lavoro congiuntamente svolto da Maurizio Basile con il supporto del consiglio di amministrazione e dell'azionista di controllo - prosegue la nota - "è stato disegnato ed avviato un programma di sviluppo per il sistema aeroportuale del Lazio. Ciò in sintonia con le istituzioni, in un quadro di rinnovato clima di costruttivo confronto". Basile aveva assunto la guida della società ad aprile 2006. Cda e collegio sindacale, indica la nota, rivolgono a Basile "un sentito ringraziamento per il lavoro svolto e un augurio per il prosieguo della sua attività unitamente all'apprezzamento per il successo professionale anche nell'occasione conseguito". Il manager, già al vertice di Eti e di altre importanti società, potrebbe adesso rientrare nel giro di nomine che avverranno con le prossime assemblee delle società a partecipazione pubblica.

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Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it AirOne l'unica compagnia (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it AirOne l'unica compagnia ... Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it AirOne l'unica compagnia italiana che ha tentato, in tandem con Intesa San Paolo, di entrare nella competizione per aggiudicarsi Alitalia pensa già al suo futuro industriale. E questa volta senza mettere in conto il possibile rientro in gioco sul dossier Alitalia, opportunità riemersa con il tentativo di Silvio Berlusconi di mettere in pista una cordata alternativa ad Air France. Così ieri il vettore aereo di Carlo Toto ha definito il suo piano commerciale che ha per epicentro lo scalo di Malpensa, a corto di voli dopo lo spostamento di un considerevole numero di collegamenti da parte della compagnia di via della Magliana. Nei prossimi quattro mesi, in particolare, sette voli nazionali e internazionali con il logo dell'airone partiranno dall'aeroporto lombardo. A questi si aggiungeranno, a giugno, i primi due voli intercontinentali verso Boston e Chicago. L'iniziativa è stata presentata in una conferenza stampa, ieri, alla presenza del direttore generale di AirOne, Lino Bergonzi, il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi, e il presidente della Camera di Commercio, Luigi Sangalli, oltre all'assessore ai trasporti della regione, Raffaele Cattaneo. In proposito il dg di Airone ha spiegato che "questo è un progetto che viene da lontano, lo abbiamo pensato nel 2007, ma è vero che i fatti recenti, ovvero l'abbandono di Alitalia, hanno dato un'accelerazione a questo importante progetto". Intanto non fa passi avanti l'eventuale ritorno di AirOne nella gara per l'x compagnia di bandiera. L'ipotesi di un possibile incontro trra Toto, e l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera è stata smentita ieri ufficialmente.

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Piazzetta davvero della Lega (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

COMIZI.SFIDA A DISTANZA ALLE URNE Analisi Verso il voto per Comuni e Parlamento Piazzetta davvero della Lega Si scontrano su Alitalia Il Senatùr: Berlusconi può fare il miracolo Lei: buco senza fondo Già nominati i 2180 scrutatori e i 545 presidenti Campagna elettorale con tanti big: oggi arriva Buttiglione F. M. ALESSANDRIA FRANCO MARCHIARO MASSIMO PUTZU ALESSANDRIA La campagna elettorale si accende anche in provincia ed in particolare ieri con la "calata" in città di due fra gli esponenti di spicco dei due maggiori raggruppamenti politici italiani: Emma Bonino per il Partito democratico e il senatùr, Umberto Bossi, per il Pdl. L'esponente radicale, ministro al Commercio internazionale e capolista al Senato in Piemonte per il Partito democratico, in mattinata ha incontrato i vertici del Distretto orafo di Valenza, poi le associazioni di categoria del mondo produttivo alessandrino sul tema "imprese più forti per competere meglio". Ha ricordato gli impegni di programma del Pd sullo sviluppo di qualità e non poteva "dimenticare" due problemi del momento: Alitalia e mozzarella di bufala. "Credo - ha detto - che per Alitalia l'unica proposta seria sia quella di Air France, se c'è una cordata italiana Berlusconi faccia il favore di presentare un'offerta al governo". E: "Non si vende un gioiello di famiglia ma una roba che fa acqua da tutte le parti, pozzo senza fondo che costa a tutti montagne di soldi". Per la mozzarella: giusti i controlli e eventuali provvedimenti se emergono problemi "ma senza cedere alla psicosi". Dopo un pranzo elettorale ha partecipato con Parise, Pietrasanta, Marcenaro e Brina ad un incontro sui temi dei diritti civili e umani, realpolitick e democrazia. E parlando di diritti e democrazia non poteva mancare il caso Tibet. Per la Bonino occorre battersi per fermare la repressione cinese "ma nessun sabotaggio delle Olimpiade che non chiede neppure il Dalai Lama". Si dice entusiasta del tour nella sua terra, il Piemonte, e definisce importante la sfida per il Senato per non tornare allo stallo del dopo elezioni 2006. Tardo pomeriggio invece con protagonista in piazzetta della Lega Lombarda, un "ruspante" Umberto Bossi che è arrivato alle 18,55 ed è partito da Alessandria alle 19,45. Lo hanno accolto oltre 300 fedelissimi con cori e striscioni da stadio: "Padania is not Italy" e "Bossi santo subito, viva la Lega". Bossi che ha esordito: "Abbiamo fatto Alessandria, la Lega Lombarda contro i nobili, e come allora siamo adesso uniti al Nord contro il centralismo romano". Poi una carrellata sui temi "caldi": la Cina ed il Tibet ("la globalizzazione tanto decantata dalla sinistra che doveva farci tutti più ricchi, è finita e sono con Tremonti, ci vogliono dazi doganali"; l'Alitalia ("la cordata italiana? Solo Berlusconi può fare il miracolo"); il voto ("Ditemi che non tornerà Prodi, è stato così difficile farlo cadere"; e ancora il federalismo fiscale, toccasana per i mali italiani e la restituzione del tfr ai lavoratori. Oggi in città arriva Rocco Buttiglione, alle 16 sarà nella sede dell'Udc in via Faà di Bruno, ricevuto dal presidente provinciale Giovanni Barosini. A Valenza "La Destra" presenta candidati e programmi al "San Rocco" con Mauro Tasso e Aldo Rovito.Diciotto giorni all'appuntamento con le urne per le elezioni del 13 e 14 aprile e, a parte l'impegno delle diverse formazioni politiche, è già in pieno svolgimento il lavoro degli uffici elettorali di tutti i Comuni e della prefettura. Sono 545 i seggi in provincia - 93 ad Alessandria - e le commissioni elettorali comunali hanno già provveduto alla nomina dei 2180 scrutatori. Nel capoluogo sono 372, più 20 che saranno utilizzati per i seggi speciali. La scelta è stata fatta dalle commissioni attraverso gli elenchi degli iscritti. "Pochi, almeno al momento, hanno rinunciato - dicono gli addetti ai lavori -, non creano tra l'altro problemi in quanto, sempre grazie agli elenchi, ci sono già i nomi delle eventuali riserve". Sono anche in atto le nomine dei 545 presidenti di seggio. In provincia, a oggi sono 333.003 gli elettori (158.075 uomini e 174.938 femmine) per il Senato, mentre per la Camera sono 353.791 (168.712 uomini e 185.079 donne). Ad Alessandria per il Senato gli elettori sono 68.501 (31.818 uomini e 36.683 donne), per la Camera 72.859 (34.052 uomini e 38.807 donne). La campagna elettorale è complessivamente sotto tono malgrado l' arrivo di vari big: da Walter Veltroni a Massimo D'Alema e Emma Bonino per il Pd, Umberto Bossi per la Lega Nord, Francesco Storace per La Destra e oggi Rocco Buttiglione per l'Udc. Forse più interesse si registra tra le poche migliaia di elettori dei cinque Comuni - Fubine, Montaldo Bormida, Francavilla Bisio, Molino dei Torti e Malvicino (poco più grande di un condominio) dove si devono anche eleggere i sindaci e i Consigli comunali. A parte Fubine, dove le liste sono tre ed una è di Rifondazione comunista, i candidati si presentano senza precise connotazioni politiche sotto simboli vari. A Malvicino un'unica lista, negli altre tre paesi sono due. Questa sera a Fubine, alle 21 nella Casa del popolo, per An, Polo della Libertà e Lega Nord, interventi di Piercarlo Fabbio, Ugo Cavallera, Franco Stradella, Tino Rossi, Rossana Boldi e Marco Botta.

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Fabrizio dell'Orefice f.dellorefice@iltempo.it Da anni (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Fabrizio dell'Orefice f.dellorefice@iltempo.it Da anni ... Fabrizio dell'Orefice f.dellorefice@iltempo.it Da anni guarda come ci guardano. Studia la nostra immagine all'estero. Come siamo visti, come siamo percepiti. Da qualche giorno ha finito uno studio dal titolo emblematico: "The world's eyes on the Italy's troubles", gli occhi del mondo guardano i guai dell'Italia. Germano Dottori, docente di sicurezza internazionale presso la Link-Campus dell'Università di Malta a Roma e cultore di studi strategici presso la Luiss-Guido Carli di Roma, descrive l'escalation di attenzione della stampa estera negli ultimi mesi sui guai italiani. Dall'ormai celebre articolo di Ian Fisher sul New York Times sull'"infelicità Italia" alla copertina di Newsweek sulla monnezza partenopea. E sentenzia: "La pagheremo, ci farà soffrire". Professore, come ci vede la stampa estera? "Negli ultimi sei-sette mesi si è registrato un fenomeno nuovo. Una crescente attenzione della stampa estera sul declino italiano. Insomma, non è più un dibattito italo-italiano, come si usa dire in gergo, ma è diventato un dibattito internazionale". Esiste un caso Italia? "Esiste un dibattito Italia. Ovviamente è tutto in negativo. E questa è una novità. Che va di pari passo con un'altra". Quale? "Che c'è una straordinaria consonanza tra quanto scrivono i giornali esteri dell'Italia e quanto gli italiani pensano di loro stessi". In che senso, scusi? "Non è la prima volta che ci sono reportage sull'Italia. Li leggevamo e dicevamo: forse è vero, ma almeno viviamo bene. Ma prendiamo proprio il reportage di Ian Fisher. Per la prima volta non solo non si parla di Bel Paese. Ma si parla degli italiani che stanno male. E per giunta gli italiani si ritrovano anche in questi commenti". Ma quanto contano questi articoli della stampa estera? Noi diamo sempre grande spazio, negli altri Paese nessuno se ne frega alcunchè di un dossier della stampa italiana su di loro. "Sono problemi diversi. In noi prevale il desiderio della "bella figura". è un concetto che non esiste in inglese, non è traducibile. è tutto italiano. Ed è la voglia di fare le cose per bene, di essere accettati, di essere legittimati, di migliorati. In secundis c'è una questione di peso geopolitico. E, infine, un articolo sul Financial Times o sul New York Times è in inglese e dunque letto da tutto il mondo. Un reportage in italiano lo capiamo solo noi". Secondo lei perché c'è questa attenzione crescente sull'Italia? "Anche qui i motivi sono vari. Anzitutto va detto che l'Italia negli ultimi 10, 15 anni, indipendentemente dai governi, ha assunto ruoli sempre crescenti. Penso alla partecipazione alle missioni militari internazionali". E poi? "Poi ci sono fattori regionali. Per esempio mentre la stampa americana è obiettiva e descrive i guai italiani con disappunto, quella inglese quasi si compiace ricordando come l'Italia superò la Gran Bretagna e, dunque, ricorda l'attuale sorpasso spagnolo ai nostri danni. E quella spagnola ha riportato parola per parola quanto accaduto in Senato in occasione della caduta del governo Prodi". E tutto ciò che effetti può avere sulla nostra immagine? "Devastanti. Il caso della mozzarella per esempio avrà conseguenze gravi, ci farà soffrire". Ma la stampa estera non ha infierito... "Aspetti, aspetti qualche giorno". E che cosa succederà? "I danni li pagheremo nei prossimi due anni. E ci sarà un effetto enorme perché all'estero non si fa molta differenza tra mozzarella campana, formaggi emiliani o altro. è sempre un prodotto italiano". Sarà una brutta botta per il made in Italy? "Enorme. Per ora incalcolabile, ma certamente di grandi dimensioni. In generale l'immagine è di un Paese in affanno. E penso che abbia effetti anche sulla trattativa Alitalia perché nel mondo finanziario è chiaro che si tratta con chi non ce la fa". E come se ne esce? "Riprendendo una politica delle ambizioni. Realizzando grandi opere, completando la Tav, realizzando il Ponte sullo Stretto...".

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Solo passi indietro per la cordata italiana (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Solo passi indietro per la cordata italiana Un coro di smentite alle indiscrezioni sui soggetti che sarebbero coinvolti in una cordata italiana per l'acquisizione di Alitalia. In un colloquio a "La Stampa", il candidato premier del Pdl Silvio Berlusconi aveva rivelato che "i nomi che nomi che avevano confidato il loro interessamento comprendevano Ligresti, Benetton. Poi naturalmente Mediobanca. E ce ne sono molti altri come l'Eni che ha tante risorse, che può partecipare direttamente all'operazione e che ha un grande interesse in questa vicenda". Un appello che ha messo in moto la catena delle precisazioni. Mediobanca ha fatto sapere che non ha allo studio alcuna ipotesi di cordata nè di ingresso nel capitale di Alitalia. "No comment" dal gruppo guidato da Salvatore Ligresti e dalla holding della famiglia Benetton mentre l'Eni, ha affermato l0ad Paolo Scaroni, "non ha oggi in agenda" il dossier Alitalia. Il top manager ha comunque aggiunto che "da cittadino italiano, penso sinceramente che l'ideale sarebbe che Alitalia rimanesse fortemente radicata nel nostro paese". Spiritosa la battuta dell'ad di Enel Fulvio Conti: "Io, di Alitalia - ha detto rispondendo ai giornalisti - compro i biglietti". Nella mattinata di ieri, lo stesso leader del Pdl ha poi smentito: "I nomi che sono apparsi sui giornali - ha detto Berlusconi - sono indiscrezioni o supposizioni da parte giornalistica". E, in una nota, ha tenuto a precisare: "Il mio, naturalmente, non è stato un appello generico e vuoto, ma un tentativo serio e generoso di trovare una soluzione ad un problema complesso e complicato. Perciò dopo l'appello ho fatto verificare a dei consulenti di grande livello la possibilità di realizzare quella che è stata impropriamente definita una cordata. E cioè come, quando e a quali condizioni gli eventuali partecipanti avrebbero dovuto o potuto manifestare il loro consenso e la loro adesione".

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Titolo preda dei piccoli speculatori (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Consob in campo Titolo preda dei piccoli speculatori Giovanni Lombardo g.lombardo@iltempo.it Il titolo Alitalia terreno di conquista di piccoli speculatori. Ne è convinta la Consob che ha messo in atto un "attento monitoraggio" della situazione e ha effettuato quelli che ambienti della Commissione definiscono "interventi di competenza". Da mesi il presidente dell'Authority, Lamberto Cardia, chiede di limitare le esternazioni sul futuro della compagnia perché non fanno altro che soffiare sul fuoco delle speculazioni in Borsa. Adesso la Consob passa all'apertura di un vero e proprio dossier. La situazione, infatti, è diventata insostenibile dopo le ultime sedute sull'ottovolante, che hanno visto in pochi giorni il titolo crollare verso quota 10 centesimi (l'offerta di Air France) per poi risalire sopra 0,6 euro. Ieri un'altra seduta a singhiozzo a Piazza Affari: le azioni della compagnia hanno chiuso sui massimi di seduta con un balzo del 10,8% a quota 0,64 euro, nonostante le ripetute sospensioni per eccesso di rialzo e soprattutto, nonostante le smentite arrivate da coloro che erano stati indicati da alcuni organi di stampa come possibili componenti della cordata italiana (Eni, Mediobanca, Benetton, Ligresti). Fonti vicine alla Commissione spiegano che a movimentare il titolo sono soprattutto i trader d'assalto che ad ogni piccola voce sulla situazione di Alitalia colgono l'occasione per acquistare e vendere sul mercato. Il rischio è che queste operazioni possano macchiarsi del reato di insider trading (abuso di informazioni privilegiate) o di aggiotaggio (manipolazione del mercato). Per questo motivo anche la Procura di Roma sta seguendo le evoluzioni della vicenda Alitalia.

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Presidente Mondello, il Paese è a un punto di svolta. Quali (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Presidente Mondello, il Paese è a un punto di svolta. Quali ... Presidente Mondello, il Paese è a un punto di svolta. Quali sono le priorità per farlo ripartire? Le infrastrutture, attese per troppo tempo, l'esigenza di colmare il divario tra il Nord e il Sud, le liberalizzazioni, una burocrazia che ora è un vincolo ma può essere una risorsa e una politica economica che aiuti la crescita della domanda. Siamo di fronte a scelte coraggiose e impopolari ma non più rinviabili. Dunque le infrastrutture... è un problema che riguarda tutto il Paese, bisogna agire rapidamente e con una logica di lungo periodo. Non cito dati ma siamo in ritardo nei confronti del resto d'Europa per rete autostradale e per la dotazione di rete ferroviaria. Inoltre le nostre infrastrutture costano molto di più di quelle che si realizzano in Francia e in Germania. Faccio un esempio: in Italia abbiamo 130 chilometri di metropolitana, la sola Madrid ne ha 309. Al Nord le infrastrutture servono per tenere il passo con i grandi Paesi europei, al Sud per recuperare lo svantaggio accumulato in tutti questi anni. Una situazione davvero complessa quella del Mezzogiorno... Il divario tra Nord e Sud aumenta costantemente. Bastano due dati: il tasso di occupazione al Sud è del 46,6%, al Centro-Nord raggiunge il 65%. Il Pil pro capite del Meridione è inferiore del 42,9% rispetto al Settentrione. Sono convinto che il rilancio del Paese debba necessariamente passare per il rilancio del Sud. Bisogna trasformare quello che tutti considerano un vincolo in un'opportunità. Nel nostro Sud c'è il più alto potenziale di crescita. Un'idea per il Sud? Sono assolutamente a favore del Ponte sullo Stretto di Messina. è anche un elemento simbolico e ha una forte valenza culturale. Significherebbe che al Sud si possono costruire infrastrutture importanti in tempi certi. E le liberalizzazioni? Cosa può fare la politica per incentivare lo sviluppo? La politica deve creare maggiore concorrenza. Un esempio è il caso delle aziende partecipate da enti locali e Regioni. Alla fine del 2005 queste società di capitali erano 4.874, avevano 255 mila addetti e 35 mila consiglieri. Nelle nostre ricerche abbiamo dimostrato che molto spesso queste aziende sono troppe e poco competitive, hanno delle performance molto più basse rispetto alle aziende private che operano negli stessi settori. Andrebbe meglio se in queste società ci fossero i privati? Lo dimostrano i dati. Le società in cui i privati hanno una quota al di sopra del 25% hanno risultati migliori. La burocrazia è un ostacolo? La pubblica amministrazione viene spesso messa sotto accusa. Eppure le sue potenzialità sono enormi: una buona burocrazia fa la differenza. Occorre investire di più nella preparazione. Dobbiamo creare scuole di formazione per dirigenti di alto livello per l'amministrazione statale. Poi serve anche un metodo di lavoro efficace. Quale? Occorre introdurre la logica del lavoro per obiettivi. E criteri retributivi che siano ancorati a parametri oggettivi. Inoltre più organizzazione e ancora: più responsabilizzazione delle risorse impegnate nell'amministrazione pubblica. è questo che serve alle imprese, che sostengono un costo ancora troppo elevato nei rapporti con la burocrazia. Qualcosa come 14,9 miliardi di euro all'anno. Passiamo ad Alitalia. Cosa pensa della possibilità di venderla ad Air France e della discesa in campo di una cordata italiana? Se si cede ad Air France si dà la compagnia a un paese che è il maggiore concorrente dell'Italia in fatto di turismo. è una circostanza di cui tener conto. Difficile, in ogni caso, credere alla minaccia di fallimento del vettore. La considero un'ipotesi soltanto teorica e starei attento ad agitarla perché dietro c'è davvero il dramma di migliaia di famiglie. Quanto alla trattativa, la mia esperienza di imprenditore mi dice che quando si fa un negoziato per vendere qualcosa occorre tenere aperta la porta a più offerte. Il dossier Alitalia è legato anche a quello del rilancio dell'aeroporto di Fiumicino. Qual è la sua posizione? L'ipotesi Air France per Alitalia porterebbe innegabilmente benefici al Leonardo Da Vinci. Ma dobbiamo evitare la situazione che definisco "dei capponi di Renzo": ovvero che Roma e Milano siano in contrasto. Qui non c'è niente da contrapporre, semmai la sfida è esattamente opposta. A Malpensa si sono fatti alcuni sbagli di progettazione ma il fatto che Roma vada bene non deve andare a scapito dello scalo lombardo. E poi chi ha detto che il giorno che i francesi si prendessero Alitalia non possa nascere una nuova grande compagnia italiana? Insomma dobbiamo cominciare a decidere non più sulla base del campanile ma come sistema Paese. Il caso della decisione dell'Expo a Milano piuttosto che a Smirne può essere il primo esempio. Tutti i romani devono sperare che questo grande evento si realizzi a Milano, ne guadagnerebbe tutto il Paese. Cosa serve veramente all'Italia per imboccare la via del rilancio? Cambiare e ringiovanire la classe dirigente con l'introduzione di criteri di selezione che premino realmente la meritocrazia. La concorrenza non nasce se non si dà spazio al merito. E questo vale per tutti i settori. In particolare per quelli più avanzati come la ricerca tecnologica. Io non mi preoccupo se i giovani ricercatori italiani vanno all'estero: lo considero un elemento positivo e un arricchimento culturale. Il problema è se non tornano perché hanno paura di non veder adeguamente premiati i loro meriti. In Italia gli investimenti sono a un livello insufficiente e spesso i criteri di scelta non premiano i più bravi. Come vede Emma Marcegaglia alla guida della Confindustria? Con lei la Confindustria ha fatto una scelta di alto profilo. La Marcegaglia è una persona onesta, preparata e straordinariamente capace. Si dice che il bilancio di un presidente sia fatto per il 50 per cento dalle cose realizzate durante il mandato e per il restante 50 per cento dalla ricerca del proprio successore. In questo senso l'incarico di Montezemolo non poteva terminare in modo migliore. In questi ultimi quindici anni Roma ha segnato una crescita record. Qual è stata la chiave del successo? Nel 1993, quando sono diventato presidente della Camera di Commercio, i problemi di Roma erano gli stessi del Paese. La Capitale era come una casata nobiliare in cui i guadagni scarseggiavano, i rampolli non trovavano lavoro ed erano costretti a vendere i beni di famiglia. Si usciva da Tangentopoli e la situazione economica di Roma era al di sotto della media del Paese. C'era qualcuno che ipotizzava un nobile declino. Eppure vi erano imprese dinamiche e un settore terziario vivace. Fu così che nacque il Modello romano, un'esperienza che giudico importante. Ho sempre considerato il declino ignobile e mai nobile. Un gruppo di persone di buona volontà capì che la capacità propositiva doveva essere più forte di quella interdittiva. Siamo riusciti a invertire una tendenza, coniugando cultura e turismo con investimenti importanti sulle infrastrutture attraverso un piano che si potrebbe definire neokeynesiano. è stata introdotta la cultura dell'innovazione come metodo. Così sono sorte opere importanti come l'Auditorium, la Nuova Fiera e il Polo tecnologico. E il sistema economico del territorio è cresciuto. Come valore aggiunto pro capite Roma è passata dal 21 posto del 1995 al 6 del 2006; in 11 anni sono stati creati 238 mila posti di lavoro, il tasso d'occupazione è di tre punti sopra la media del Paese e Roma è la città con la maggiore dinamicità imprenditoriale. è indiscutibile che Roma sia cresciuta. Si può discutere se si poteva fare di più e meglio, ma è incontrovertibile che la città negli ultimi 15 anni abbia avuto una forte inversione di tendenza. Tutto è migliorabile e io ho sempre affermato che non bisognava mai compiacersi dei risultati raggiunti. Ma un forte sviluppo c'è stato. Che consiglio si sente di dare al futuro nuovo sindaco? Di puntare sulle infrastrutture: devono essere un'ossessione. Bisogna crescere il più possibile. Il futuro sindaco dovrà dargli la priorità. In questi anni si sono fatte cose straordinarie, c'è chi dice che si poteva fare di più. Credo che tutto sia sempre migliorabile ma si è fatto davvero molto. Poi occorre un salto di qualità per quanto riguarda la pulizia e il decoro urbano. E non bisogna dimenticare i giovani: servono infrastrutture per l'infanzia. Sento parlare in questa campagna elettorale di grandi opere dei generi più disparati. Credo che a Roma serva semplicità. Le nuove linee della metropolitana B1, C e D sono un passo in avanti. Ma occorrono strade, bisogna curare la loro manutenzione. E ancora asili, scuole, biblioteche per i bambini, dove si possano incontrare. Per i giovani si deve fare di più. Alla ex Fiera di Roma sulla Cristoforo Colombo sorgerà un grande spazio per bambini. Ma non dobbiamo fermarci: investire sui giovani vuol dire formare la società del futuro. La città va resa più vivibile, bisogna tutelare i più piccoli. Per questo in futuro mi occuperò esclusivamente della Fondazione Fiabe, che ho creato anni fa per combattere le violenze sui minori. Infine, un ultimo consiglio al futuro sindaco: lavorare sulla sicurezza, punto prioritario per la vita civile e lo sviluppo economico. Il centro di Roma sembra un cantiere perennemente aperto, gli stessi lavori si fanno anche cinque volte. Come crede sia possibile? Non è un problema solo romano. In tutta Italia mancano programmazione e organizzazione. è lo stesso motivo per cui nel nostro Paese le grandi industrie sono poche: perché non abbiamo una cultura dell'organizzazione. Così non mi stupisce che i lavori in una stessa strada del centro storico vengano fatti più volte a distanza di poco tempo. Questo secolo sarà quello dell'organizzazione. Il nostro Paese ha una grande capacità creativa, la nostra sfida sarà quella di organizzare questa grande capacità creativa e di trasformarla in sviluppo economico. Ecco perché sono ottimista anche sulla nostra Europa: abbiamo uno straordinario bacino di cultura che saprà organizzarsi e trasformarsi in sviluppo economico. Dobbiamo però rinnovare la classe dirigente, creandone una all'altezza di una sfida straordinaria. Lei è uno dei pochissimi liberali italiani che non si è mai schierato né a destra né a sinistra. Si dice che negli ultimi anni entrambi gli schieramenti le abbiano chiesto di candidarsi sia come sindaco sia come presidente della Regione Lazio. Perché non ha mai accettato? è vero, sono un liberale. Ma con una precisazione: non credo nel mercatismo ad ogni costo né nell'intervento pervasivo della mano pubblica. Trovo che molte volte l'intervento dello Stato in economia debba esserci perché utile. Bisogna diffidare dei liberali che vogliono dogmatizzare tutto: sono pericolosi e non sono veri liberali. Fatta questa premessa, c'è stato un periodo in cui la politica mi tentò davvero molto. Ma dovevo amministrare l'azienda di famiglia, la Peroni, c'era bisogno di me in quel contesto. Così continuai a fare l'imprenditore e abbandonai le sirene della politica. Non mi sono pentito di quella scelta, anche perché credo di aver svolto bene sia il mestiere di imprenditore che quello di manager. Meglio fare ciò che si sa fare bene. Anche perché nella politica si punta più al consenso delle proprie decisioni che alla loro qualità. Io sono abituato a lavorare in questo modo. è stato da poco nominato presidente dell'Istituto Tagliacarne, la fondazione di Unioncamere per la promozione della cultura economica. Che linea darà all'istituto? L'Istituto Tagliacarne è un centro di ricerca straordinario, un centro studi di altissimo profilo per tutto il Paese. Lo metterò a disposizione per la formazione e la qualificazione dei giovani. Formazione e sviluppo economico vanno di pari passo. In questo modo intendo dare il mio contributo alla crescita del Paese e, soprattutto, del Meridione. C'è una cosa che avrebbe voluto fare in questi quindici anni e non ha fatto? Insomma, ha un rammarico? Sono un fautore dell'innovazione e credo di aver innovato troppo poco. Questo è il mio rammarico. Si poteva fare di più, avere più coraggio, anche nello stimolo alla politica. Nel 1992 proposero ad Alberto Ronchey di fare il sindaco. Lui disse: accetto a due condizioni: un mandato di dieci anni ed essere nominato governatore della città. Persino Mussolini, in un regime privo di democrazia, propose per Roma il governatorato. Ecco, il sindaco ha poteri troppo limitati. Sul territorio ci sono troppe competenze diverse e sovrapposte. Penso a Regione, Provincia e Comune. Così non si può amministrare. Tanti sindaci, in tutta Italia, a fine mandato hanno confidato che avrebbero voluto fare tante cose ma non ne hanno avuto il potere né la forza. Abolirebbe quindi le Province? Sicuramente sì. Mi sono sempre battuto per conferire alle grandi aree metropolitane più poteri. Tanti anni fa lanciai l'idea di Roma città-regione: era un modo per dire che le grandi città non si possono amministrare come i piccoli comuni. Il mio rammarico è di non aver abbastanza incalzato la politica su questo punto.

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Rimbalza seat, exploit di geox (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

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Economia Rimbalza Seat, exploit di Geox MILANO - Piazza Affari chiude una seduta positiva ma sotto i massimi, causa avvio incerto di Wall Street per la crisi finanziaria. L'indice S&p/Mib guadagna l'1,24%, il Mibtel l'1,46%, con volumi complessivi attorno a 4,5 miliardi di euro. Rimbalza Seat, +3,4% dopo i crolli recenti legati all'incertezza sulle prospettive del gruppo e sulla redditività futura. Bene per il secondo giorno Unipol (+4,5%), sempre per l'annuncio della maxi cedola che ha portato il rendimento del titolo oltre il 20%. Rimbalzo tecnico anche per Snam Rete Gas (+4,3%). In controtendenza Pirelli (?3,5%), che dopo un bilancio in linea con le attese ha incassato la promozione di Deutsche Bank. Tra i titoli minori, forti rialzi per Stefanel dopo i conti della vigilia; su anche Ciccolella e Isagro. Geox balza di oltre il 7% beneficiando del suo prossimo ingresso nell'indice S&p/Mib (a partire dalla chiusura del mercato odierno) al posto di Alitalia.

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Berlusconi bracca l'Udc (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)

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Stampa Il Cavaliere: gli elettori di Casini votino per il Pdl al Senato Berlusconi bracca l'Udc Silvio Berlusconi è certo di ottenere una maggioranza di 28-30 parlamentari al Senato, ma non vuole correre rischi e lancia un appello al "voto utile". Il Cavaliere invita gli elettori dell'Udc a non disperdere i consensi del Centrodestra per non avvantaggiare il Pd. Intanto il caso Alitalia infiamma la campagna elettorale. Air France presenta il nuovo piano ai sindacati mentre alcuni imprenditori smentiscono l'ingresso nella cordata italiana. Caleri, Della Pasqua e Lombardo alle pag. 2, 3 e 6.

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ALITALIA è importante, ma anche il delitto di Nuoro lo è. Se non per i politici, c (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 28-03-2008)

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He sdegnano la cronaca nera, certamente per la gente comune. La quale trova inquietante e incomprensibile che siano trascorse cinque ore, prima di scoprire il cadavere della povera donna, chiuso nel bagagliaio dell'auto nel garage di casa. Inquietante e incomprensibile quanto la spiegazione fornita dal magistrato inquirente: il pattugliamento delle vie di comunicazione, nell'ipotesi di un sequestro di persona, aveva la precedenza sul controllo dell'auto. Ricorda quel tale presidente americano che aveva difficoltà a compiere, nello stesso tempo, due azioni diverse come camminare e pensare. Si può solo sperare che il questore di Nuoro sia nel vero quando afferma, precedendo l'autopsia, che la sventurata è morta prima di essere chiusa nel bagagliaio. In caso contrario, avrebbe avuto tutto il tempo di morire prima che ci si decidesse ad aprire il bagagliaio. Comunque quanto basta per suscitare allarme sociale e sfiducia nello Stato. Entrambi giustificati. Cose che succedono perché non si muove foglia che il magistrato inquirente non voglia e disponga nei limiti delle sue capacità, che sono quelle che sono. Ai professionisti delle indagini non pare vero che sia un giudice a portare il fardello della responsabilità per errori e omissioni. Lieve fardello, per un giudice "soggetto soltanto alla legge". Cioè a nessuno. Davvero, da quando le indagini le dirigono i PM le cose vanno meglio. Per i criminali. - -->.

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Cordata italiana per Alitalia: in campo I big chiamati in causa: nessun dossier. Berlusconi: mai fatto nomi, sono solo (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 28-03-2008)

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Di ELENA COMELLI ? MILANO ? UN'OFFERTA "impegnativa" per l'acquisizione di Alitalia da parte di un gruppo di imprenditori italiani si potrebbe già consolidare "entro tre-quattro settimane". Silvio Berlusconi insiste, ripetendo che per la soluzione della vicenda Alitalia "o si torna alla situazione iniziale della trattativa, ovvero a un conglomerato che metta insieme, sullo stesso piano, Air France-Klm-Alitalia, e questo ci va bene, oppure se si chiude la trattativa con Air France sicuramente si farà avanti un gruppo di imprenditori italiani". A provocare una vera e propria bufera, però, ieri sono state le indiscrezioni, pubblicate da un quotidiano, che attribuivano a Berlusconi nomi di grosso calibro interessati alla partita: "Sono solo indiscrezioni o supposizioni da parte giornalistica". Durissime le reazioni. Da Veltroni (sulla vicenda Alitalia Berlusconi ha dato vita a una sarabanda di dichiarazioni, il leader del Pdl sta "giocando a dadi" sulla compagnia di bandiera dimostrando un comportamento che non è serio) a Di Pietro che ha preannunciato una denuncia contro il Cavaliere per aggiotaggio e insider trading. SLITTA INTANTO a lunedì la prossima tappa del negoziato tra Alitalia, Air France-Klm e i sindacati, che riceveranno oggi il piano "ritoccato" promesso da Jean-Cyril Spinetta, nuova base per la trattativa. Mentre oggi il cda Alitalia dovrebbe prorogare i tempi del confronto oltre la scadenza prevista del 31 marzo. Riguardo ai tempi dell'eventuale offerta italiana, invece, è intervenuto ieri Bruno Ermolli, il consulente storico del leader del Pdl, che ha ricevuto l'incarico di mettere insieme la cordata: "Non basteranno pochi giorni", ma soprattutto "dovrà esaurirsi la trattativa con Air France", che per ora si svolge a titolo esclusivo e quindi non consente interferenze. Sui nomi degli interessati, anticipati da indiscrezioni di stampa, continuano però a piovere le smentite: dall'Eni a Mediobanca, dalla famiglia Benetton al gruppo Ligresti. La Consob ha chiesto alle società coinvolte di dare informazioni ufficiali al mercato e le società hanno subito ubbidito. Per l'ad Paolo Scaroni "Alitalia non è oggi nell'agenda di Eni". Mediobanca chiarisce che "non ha avviato né partecipa ad alcuna iniziativa volta a promuovere offerte per rilevare Alitalia o per intervenire nel suo capitale". Ragione, società di Gilberto Benetton, indica "di non aver avviato iniziative finalizzate alla presentazione di un'offerta, anche in cordata". Salvatore Ligresti si associa alle prese di distanza, ma segue gli sviluppi dell'operazione con attenzione e "auspica una rapida e soddisfacente soluzione, preferibilmente italiana". Tema delicatissimo, quello della privatizzazione di Alitalia, per la complicata vicenda societaria, ma anche per l'impatto di notizie e indiscrezioni sull'andamento del titolo in Borsa, da tempo controllato con particolare attenzione dalla Consob che in passato ha anche scritto più di una volta al governo, sia con il centrodestra che con il centrosinistra, per invitare ad una maggiore cautela nelle dichiarazioni dei ministri. Anche la Procura di Roma sta seguendo l'evoluzione del caso. A PIAZZA AFFARI la notizia di un possibile interesse per Alitalia non sembra aver avuto alcun effetto sui titoli di Eni, Mediobanca, Fondiaria Sai della famiglia Ligresti e delle società controllate dai Benetton. Non torna invece a un andamento regolare il titolo di Alitalia: ancora molto sostenuti gli acquisti (+10,86% in chiusura a 0,64 euro), tra le continue sospensioni che già nelle quattro sedute precedenti hanno accompagnato un recupero del 110% dopo il crollo seguito all'offerta di Air France. - -->.

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Nessun incontro Toto-Passera AirOne scommette su Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 28-03-2008)

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IL VETTORE SMENTISCE CONTATTI FRA IL PRESIDENTE E L'AD DI INTESA SANPAOLO "Nessun incontro Toto-Passera" AirOne scommette su Malpensa di CORRADO DRAGOTTO ? MILANO ? "NO COMMENT" sulla cordata alternativa ad Air France messa in campo da Silvio Berlusconi e smentita dell'incontro tra il presidente Carlo Toto e l'ad di Intesa Sanpaolo accreditato da fonti sindacali. AirOne, che non s'è mai rassegnata a deporre nel cassetto dei sogni l'acquisto di Alitalia e continua ad approfondire il dossier aperto sui conti della compagnia di bandiera, ieri ha preferito tenersi le mille miglia lontana dalle rotte ad alta turbolenza battute da politica e finanza nei cieli sopra Via Magliana. "Non sono in grado di commentare le parole del Cavaliere", ha scandito, infatti, il direttore marketing di AirOne, Giorgio De Roni. Di zittire le voci sul presunto colloquio fra Toto e Passera s'è incaricato, invece, il portavoce della società con la seguente dichiarazione: "Questo faccia a faccia non figura né in corso né in programma". E, TUTTAVIA, la maggiore compagnia privata del Paese ha ufficializzato, alla presenza del suo direttore generale Lino Bergonzi, dello stesso De Roni, del presidente e ad di Sea Giuseppe Bonomi, del numero uno di Confcommercio Carlo Sangalli e dell'assessore regionale ai Trasporti Raffaele Cattaneo, l'attivazione graduale (dal 1° aprile al 14 giugno) di voli che incominciano a colmare gli spazi sguarniti da Alitalia presso l'hub della brughiera. Si tratta di cinque collegamenti nazionali (Roma, Napoli, Palermo, Bari e Lamezia Terme), di quattro internazionali (Bruxelles, Salonicco, Atene e Berlino) e di due intercontinentali (Boston e Chicago). "Puntiamo a diventare il principale vettore di Malpensa", non si sono nascosti dietro un dito i manager di AirOne. Garantendo, però, che i piani della compagnia, per altro solo accelerati dal profondo rosso di Via della Magliana e dal progetto di sopravvivenza delineato da Maurizio Prato (ma non per Malpensa né per i 900 dipendenti di Sea, dal 30 marzo in cassa integrazione a rotazione) si svilupperanno indipendentemente dalla partita in atto su Alitalia. L'ULTIMA MOSSA di Toto non pare, però, da scacco matto per Sea. Nel senso che Bonomi, pur apprezzando l'iniziativa assunta da AirOne, comunque capace di coprire quasi 400 frequenze 'rottamate' da Alitalia, non se la sente di legare la sua società al futuro del vettore privato. "L'investimento che AirOne ha deciso di fare su Malpensa rappresenta un ottimo segnale ? ha argomentato il numero uno di Sea ? Pensiamo di intraprendere con questa, come con altre compagnie, una partnership". Quanto alla tregua fra Sea e Alitalia, auspicata, tra gli altri da Romano Prodi, che ha chiesto al sindaco Letizia Moratti di neutralizzare l'azione risarcitoria da 1,2 miliardi di euro già scattata, Bonomi ripete: "Non abbiamo intenzione di ritirare la causa. Solo qualche novità positiva per Malpensa potrebbe cambiare la situazione". - -->.

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AZIENDE IL CDA EVIDENZIA UNA BUONA PERFORMANCE ANCHE SE LE PROSPETTIVE SONO SEVERE 0 Elica guadagna in un mercato che langue (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 28-03-2008)

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AZIENDE IL CDA EVIDENZIA UNA BUONA PERFORMANCE ANCHE SE LE PROSPETTIVE SONO SEVERE Elica guadagna in un mercato che langue dall'inviato ALFREDO QUARTA ? MILANO ? LA RECESSIONE è dietro l'angolo e il sistema imprenditoriale cerca di adeguarsi. Numeri alla mano anche il gruppo Elica di Fabriano (leader mondiale per la realizzazione di cappe aspiranti per cucina) guarda a quest'anno con preoccupazione. Un timore che arriva anche dopo la conferma di ieri, da parte del cda dell'azienda, dei dati del 2007 che avevano portato Elica a traguardi di tutto rispetto: un fatturato del 7% superiore a quello dell'anno precedente, segno più per gli utili con il 13,8% e una posizione finanziaria netta di 3,3 milioni di euro. Tutto questo davanti a una crescita del mercato mondiale del "solo" 2,9%. Davanti a questo scenario la musica quindi cambia. E lo rimarca lo stesso amministratore delegato Andrea Sasso analizzando la situazione del mercato mondiale: "Spagna, Inghilterra, America del sud, Europa dell'Est ? spiega ? sono i mercati che fanno ancora registrare delle buone performance, mentre negli Stati Uniti si assiste a un vero e proprio crollo e in Italia la crescita è pari allo zero. Nel nostro piano industriale triennale 2008-2010 ci eravamo tenuti già bassi pensando a una crescita tra il 2-3%, mentre nella realtà i primi mesi di quest'anno sono ancor più negativi. In Italia? La crescita sarà ancora più negativa per il nostro settore". Non c'è dunque da meravigliarsi della recente decisione di porre 300 operai in cassa integrazione, "un'operazione condivisa coi sindacati ? sottolinea Sasso ? che ci consente di non incorrere in decisioni più gravi e questo è quello che ci interessa". Elica rispetto ai dati del mercato mondiale certamente non potrà confermare il più 7% del 2007 ma confida di risalire la china e mantenersi sopra il 2% Come? Continuando a investire nonostante la crisi. E per un marchio che ha fatto del design il suo fiore all'occhiello non poteva mancare uno show room (realizzato dall'architetto Riccardo Diotallevi) a Milano in zona Brera. E parlando di made in Italy e di orgoglio italiano è stato inevitabile un accenno alla vicenda Alitalia che vede Francesco Casoli (presidente esecutivo di Elica) tra quelli che hanno risposto presente all'appello di Silvio Berlusconi: "Alla luce della posizione assunta da alcuni imprenditori italiani - spiega Casoli - oggi posso dire che Air France ha cambiato rotta. Io e altri lo abbiamo fatto per cercare di salvaguardare un bene degli italiani. Basta pensare che nelle Marche io ho investito 860mila euro nell'aeroporto senza guadagnarci un centesimo". - -->.

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FINCANTIERI IL PRESIDENTE TIENE A BATTESIMO LA 'VENTURA'. L'AD BONO: SERVONO CAPITALI PER BATTERE I COREANI 0 Napolitano vara la regina delle navi da crociera (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 28-03-2008)

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FINCANTIERI IL PRESIDENTE TIENE A BATTESIMO LA 'VENTURA'. L'AD BONO: "SERVONO CAPITALI PER BATTERE I COREANI" Napolitano vara la regina delle navi da crociera dall'inviato MARCO SASSANO ? TRIESTE ? IL PRESIDENTE della Repubblica in visita al Friuli Venezia-Giulia dedica la sua prima giornata a festeggiare i cento anni dei cantieri navali di Monfalcone e a visitare alcuni centri di eccellenza della ricerca scientifica triestina. Nel cantiere Napolitano ascolta la relazione dell'amministratore delegato della Fincantieri, Giuseppe Bono, sul momento particolare che sta attraversando la grande azienza che ha acquisito la leadership mondiale nella costruzione di navi da crociera, ma che vede emergere la concorrenza della Corea, recentemente entrata nel gruppo cantieristico norvegese "Aker Yards" con una quota del 39,2 per cento. Per fronteggiarla la Fincantieri ha bisogno di forti iniezioni di nuovi capitali. QUANDO BONO finisce il suo intervento, vi è il varo "virtuale" della più grande nave da crociera mai costruita da un cantiere italiano, la "Ventura" da 116.000 tonnellate, che è già in acqua. A tagliare il nastro, lanciando la tradizionale bottiglia di spumante è la signora Nora Cosulich Rossetti, la nipote di Callisto, uno dei due fratelli che un secolo fa fondarono il cantiere. La "Ventura" sarà consegnata domani all'armatore P&O della "Carnival". Ad assistere alla cerimonia le maestranze del cantiere con in testa il casco bianco. Napolitano si è loro rivolto, dicendo: "Saluto la grande esperienza produttiva e costruttiva del cantiere navale di Monfalcone. Esprimo il mio alto apprezzamento per l'impegno con cui Fincantieri sta affrontando e affronterà la difficile sfida della competizione in un mondo globale". Più tardi, visitando la mostra sui 100 anni dalla fondazione, il Capo dello Stato si è fermato ad osservare il modello in scala del transatlantico "Giulio Cesare", costriuito nel 1951, e ha voluto insistere sul fatto che la società cantieristica italiana "è una grande realtà pubblica che avrà bisogno anche di trovare un po' di quattrini nel privato: qui la maggiore preoccupazione appare la sfida della competizione che si è fatta aspra e si farà sempre più aspra in un mondo che è cambiato". I cronisti gli hanno chiesto quale fosse, al momento, la sua preoccupazione maggiore e il presidente ha risposto: "Le preoccupazioni per l'Italia e per il suo sistema produttivo non mancano, ma adesso non posso fare un elenco...". A chi ha insistito per avere un commento sulla vicenda dell'Alitalia, ha seccamente risposto: "Non intendo dire neppure mezza parola". A GORIZIA il Presidente aveva aperto la sua visita incontrando i rappresentanti dell'Associazione dei familiari delle vittime dell'amianto che gli hanno chiesto "un impegno perché siano attivati tutti gli strumenti per sbloccare la situazione giudiziaria per i procedimenti in atto". Il responsabile dell'Associazione, Davide Bottegaro, ha ricordato "la tragedia di centinaia di famiglie che aspettano ancora giustizia" per i loro congiunti morti per malattie riconducibili all'esposizione all'amianto: da anni davanti al Tribunale di Gorizia giacciono un migliaio di procedimenti, solo 13 sono arrivati a dibattimento e nessuno a sentenza. "Il Presidente ? ha spiegato Bottegaro ? si è dimostrato molto sensibile e ha assicurato che ne parlerà con il Procuratore Generale presso la Corte d'Appello Beniamino Deidda e, una volta a Roma, con il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Nicola Mancino". - -->.

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GEOX Festeggia per S&P/Mib Geox brinda al passaggio dal paniere dell'indice Midex a quello dello all... (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 28-03-2008)

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GEOX Festeggia per S&P/Mib Geox brinda al passaggio dal paniere dell'indice Midex a quello dello allo S&P/Mib, che decorrerà da lunedi prossimo 31 marzo, dove sostituirà Alitalia. Il titolo del gruppo veneto, noto per la "scarpa che respira", ieri è così cresciuto del 7,5%. - -->.

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Consob e procura fanno rotta su Alitalia Ecco i nomi attribuiti a Berlusconi Tutti smentiscono, lui pure: Solo ipotesi . Mercato in tilt, si indaga (sezione: Alitalia 2)

( da "Nazione, La (Nazionale)" del 28-03-2008)

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CORDATE MISTERIOSE Consob e procura fanno rotta su Alitalia Ecco i nomi attribuiti a Berlusconi Tutti smentiscono, lui pure: "Solo ipotesi". Mercato in tilt, si indaga - -->.

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Bossi: "Alitalia e Malpensa importanti anche per il Vco" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

VERSO IL VOTO. IERI SERA A DOMODOSSOLA IL LEADER DELLA LEGA Bossi: "Alitalia e Malpensa importanti anche per il Vco" "Alitalia è importante anche per il Verbano Cusio Ossola, per la sua vicinanza a Malpensa. Questo aeroporto è fatto e quindi nessuno lo tocca. Occorrerà solo trovare una compagnia interessata all'acquisto di Alitalia ed in Europa ce ne sono, non c'è solo Air France". Così Umberto Bossi ieri sera Domodossola per la campagna elettorale, applaudito a Teatro galletti da oltre 250 persone assieme ai candidati Roberto Cota e Enrico Montani, accolti dal sindaco Marinello. Ricco di appuntamenti, anche oggi, il carnet preelettorale dei partiti nel Vco. Lunga la lista degli impegni del Pd con i suoi militanti impegnati nei banchetti di propaganda dalle 8 alle 12: in piazza Mercato a Stresa, a Cannero Riviera e al mercato di Pallanza. Alle 20, cene elettorali: al ristorante Sant'Antonio a San Bernardino Verbano con Enrico Borghi; al ristorante Continental di Crevoladossola ; al ristorante CiCin a Casale corte Cerro con Alessandra Gebbia, Marco Travaglini e Gianni Desanti. Alle 21, Aldo Reschigna e Giovanna Agosti saranno alla Sala multiuso di Cannero. I militanti della Sinistra Arcobaleno saranno al mattino, dalle 9 alle 12 al mercato di Pallanza e per le vie di Domodossola. Alle 21, all'Ipercoop di Crevoladossola, incontro con Dino Tibaldi e Dina Albertina Balsamo. Interverrà anche Ciro Massimo Argentino, operaio della Thyssen di Torino candidato alla Camera. I candidati del Pdl, Valter Zanetta, Valerio Cattaneo e Marco Zacchera saranno questa mattina ai mercati di Stresa e di Pallanza; nel pomeriggio interverranno a Belgirate, Brovello Carpugnino e Gignese. \.

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Battaglia sulla cordata italiana (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Mediobanca, Eni e Benetton "non interessati". Ligresti "informato". A Scaroni piacerebbe se non andasse agli stranieri Battaglia sulla cordata italiana Alitalia, si muovono Procura e Consob. Veltroni: Berlusconi turba la trattativa Toni accesi sulla cordata italiana per Alitalia. Smentiscono l'interessamento Mediobanca, Benetton ed Eni, anche se per Scaroni, amministratore delegato dell'Eni, "ideale sarebbe se Alitalia restasse in mani italiane". Berlusconi insiste: la cordata c'è. Dopo il colloquio con il Cavaliere apparso ieri su "La Stampa", la Consob ha imposto a quattro aziende quotate una risposta scritta alle sue affermazioni. Sul caso Alitalia si è mossa anche la Procura di Roma. Durissimo il leader del Partito Democratico Walter Veltroni: Berlusconi turba la trattativa con Air France. ALLE PAG. 2 E 3.

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Berlusconi gioca a dadi sul tavolo della campagna elettorale coi destini dei lavoratori (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Hanno detto Berlusconi gioca a dadi sul tavolo della campagna elettorale coi destini dei lavoratori I piloti di Alitalia in esubero sono circa la metà di quelli affermati da Air France Ci vuole un piano industriale che guardi al futuro e da cui ricavare le indicazioni sull'occupazione Walter Veltroni Luigi Angeletti Cesare Damiano.

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Per garantire liquidità è probabile che il Fisco rimborsi 85 milioni di crediti d'imposta (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

[FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Alle 18.10, stavolta a mercati rigorosamente chiusi, Silvio Berlusconi scrive una nota di quelle che di solito faceva da presidente del Consiglio. "Per trovare un'alternativa ad Air France-Klm per Alitalia c'è tutto il tempo di condurre in porto i contatti avviati dai consulenti e nessuno è autorizzato a scambiarli come decisioni già assunte o peggio manifestate". Di Eni, Mediobanca, le famiglie Benetton e Ligresti il Cavaliere si riserva di parlare nuovamente dopo la fine della "trattativa in esclusiva con Air France-Klm". Registrato l'enorme imbarazzo della Consob e della Procura di Roma per il suo colloquio apparso ieri su "La Stampa", le dichiarazioni di Berlusconi costringono la Commissione di Borsa a imporre a quattro aziende quotate una risposta scritta alle sue affermazioni. Eni precisa che "Alitalia non è oggi in agenda". Mediobanca chiarisce che "non ha avviato né partecipa ad alcuna iniziativa volta a promuovere offerte". Gilberto Benetton spiega "di non aver avviato iniziative finalizzate alla presentazione di un'offerta". Idem Salvatore Ligresti: "Non c'è nessuna iniziativa". L'appello pubblico a tutta la politica del presidente della Consob Lamberto Cardia non è bastato e così, dopo quattro giorni di saliscendi da brivido sull'ottovolante di Borsa, è passato alle vie di fatto. Ieri, dopo numerose sospensioni, il titolo è cresciuto del 10,8% e valeva ben 64 centesimi, il 120% in più di cinque giorni fa. Sul caso Alitalia la Procura di Roma ha un fascicolo aperto da mesi: non è escluso che qualcuno abbia approfittato delle dichiarazioni di questo o quell'esponente di Governo. L'eventuale alternativa italiana ad Air France-Klm resta così nell'ombra. Ma non significa che un gruppo di interessi non si stia saldando: la Air One di Carlo Toto ribadisce il suo interesse; Gilberto Benetton, pur precisando, sembra lasciare aperto uno spiraglio. E Bruno Ermolli, l'uomo del Cavaliere nell'affare Alitalia, ricorda di "aver avuto l'incarico di valutare la possibilità di individuare degli imprenditori italiani" per il "salvataggio" di Alitalia. E del resto, assolti i doveri di bon ton istituzionale con la Commissione di Borsa, in serata il Cavaliere tornerà all'attacco con la sua offensiva che è anzitutto elettorale: "Un'offerta impegnativa per l'acquisizione di Alitalia da parte di un gruppo di imprenditori italiani si potrebbe già consolidare entro tre-quattro settimane". A meno che, dice il Cavaliere, Air France-Klm non presenti un'offerta accettabile: "O si torna all'inizio della trattativa, dicendo no a un assorbimento di Alitalia e sì ad una grande società che metta insieme sullo stesso piano Alitalia, Air France e Klm, oppure la partita è chiusa". Durissimo il leader del Partito Democratico Walter Veltroni: Berlusconi "gioca a dadi sul tavolo della campagna elettorale con i destini dei lavoratori". Ma il cavaliere tiene il punto: "certo questi imprenditori oggi non possono dire che è vero, né ammettere un accordo. Ma non credo che nessuno possa smentire, tra coloro che mi hanno telefonato, un eventuale interesse futuro. Io registro un clima, c'è veramente una grande voglia di dare una risposta alla mia chiamata di patriottismo". Ieri al quartier generale di Air France-Klm c'è stato un lungo consiglio di amministrazione dopo il quale è filtrato solo silenzio. Entro ieri sera avrebbe dovuto essere spedita ai sindacati una bozza di piano industriale che sarà recapitata forse stamattina. Intanto però la trattativa slitta: anzichè oggi i sindacati torneranno alla Magliana lunedì. Fonti vicine al numero uno Jean-Cyril Spinetta confermano però che il manager è determinato a proseguire nella trattativa con i sindacati e che il 31 mattina sarà a Roma con le nove sigle Alitalia. "Quali siano le reali intenzioni di Air France-Klm dopo questo trambusto lo capiremo dal tipo di documento che riceveremo", spiega Fabrizio Solari della Filt-Cgil. I piloti dell'Anpac sono furibondi per le indiscrezioni sul numero di esuberi fra i piloti, ed ora dicono di vedere "con favore" l'attivismo di Berlusconi. Oggi Alitalia avrà un cda nel quale sarà decisa una proroga del termine per chiudere la trattativa, fissato per il 31 marzo. Alitalia ha in cassa circa 160 milioni di euro, e per questo al Tesoro si stanno valutando tutte le strade per garantire la liquidità sufficiente ad evitare il commissariamento. Per ora la più probabile è il rimborso dei crediti d'imposta che Alitalia ha nei confronti dell'amministrazione fiscale. L'ultima semestrale li quantificava in ben 85 milioni di euro.

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I l presidente Berlusconi mi ha incaricato di valutare la possibilità di individuare degli impr (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Enditori italiani che per capacità imprenditoriali e per forza economica avrebbero potuto esplicare un positivo intervento nel salvataggio e nel rilancio di Alitalia, salvaguardando l'occupazione e gli interessi del paese". Il giorno dopo le dichiarazioni di Silvio Berlusconi a La Stampa con i nomi - Ligresti, Benetton, Mediobanca, l'Eni - dei presunti partecipanti a una cordata per Alitalia, Bruno Ermolli rilancia. Il superconsulente aziendale da tempo legato allo stesso Berlusconi - è anche nel consiglio Mediaset - conferma di "aver immediatamente assunto molteplici contatti con il mondo imprenditoriale dopo aver studiato la percorribilità dell'operazione". Ma avverte anche che i tempi saranno lunghi: per presentare un "piano industriale" su Alitalia "non basteranno pochi giorni ma soprattutto, nel pieno rispetto della normativa, dovrà esaurirsi la trattativa con Air France". E le società chiamate in causa dal Cavaliere? Loro smentiscono tutte un interesse attuale e concreto a un'operazione su Alitalia, ma non paiono chiudere del tutto la porta a sviluppi futuri. Lo fanno, con sfumature diverse, nelle dichiarazioni chieste dalla Consob. Mediobanca, la prima a smentire in mattinata, è anche la più secca: "Non ha avviato nè partecipa ad alcuna iniziativa volta a promuovere offerte per rilevare Alitalia o per intervenire nel suo capitale". Gilberto Benetton parla anche per le controllate Edizione Holding e Sintonia e spiega di "non aver avviato iniziative finalizzate alla presentazione di un'offerta, anche in cordata con altri soggetti, per l'acquisizione" di Alitalia. Anche perché, aggiunge, "allo stato le informazioni... sono quelle pubblicamente disponibili e tali da non consentire la manifestazione di un interesse all'operazione". L'amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni dà un colpo al cerchio e uno alla botte: "Alitalia non è oggi nell'agenda di Eni". Ma dice anche che "da cittadino italiano penso sinceramente che l'ideale sarebbe che rimanesse fortemente radicata nel nostro Paese". Un appello all'italianità condiviso da Salvatore Ligresti. L'Ingegnere che sta al centro di mille salotti buoni, afferma come tutti di "non aver avviato alcuna iniziativa finalizzata a presentare un'offerta per rilevare Alitalia", ma "auspica" anche "una rapida e soddisfacente soluzione, preferibilmente italiana". Le smentite non sembrano dunque scolpite nella pietra. In parte perché la situazione è in piena evoluzione, come dimostrano anche le parole di Ermolli. Ma soprattutto perché - per amore o per forza - rispondere con un secco "no" al possibile futuro premier Berlusconi non è affare semplice. Anche se la sua operazione dovesse rivelarsi del tutto virtuale o, peggio ancora, puramente elettorale. Tra chi segue il Cavaliere "per amore", ossia per affinità economico-ideologica si può certo annoverare lo stesso Ligresti - non a caso l'unico ad ammettere esplicitamente i contatti, visto che è "informato dell'evoluzione delle vicende che coinvolgono Alitalia" - ma anche un soggetto non citato da Berlusconi, come il patron di Mediolanum Ennio Doris. Tra chi si muove "per forza" si può invece facilmente inserire Mediobanca - che da qualche mese ha la Fininvest nel patto di sindacato assieme a una nutrita schiera di soci da sempre vicini a Berlusconi - e che se la cordata si dovesse realmente concretizzare si candiderebbe a un ruolo non come portatore di capitali ma come advisor. Complessa la posizione dell'amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni, la cui riconferma spetta al prossimo governo. Non a caso le sue dichiarazioni a favore dell'italianità di Alitalia paiono essere state accolte male dagli attuali inquilini di Palazzo Chigi. Pure i Benetton, che già nei rapporti istituzionali sono rimasti scottati dalla vicenda Autostrade con il governo Prodi, coltivano la prudenza. Le esplorazioni di Ermolli non si fermano comunque a questi nomi. Se qualche imprenditore di primo piano come Marco Tronchetti Provera non è finora nemmeno stato contattato, altri come Diana Bracco e Santo Versace - candidato con Berlusconi - sarebbero stati sondati. Sullo sfondo resta poi l'accoppiata AirOne-Intesa-Sanpaolo, nucleo originario della cordata italiana. Qui le posizioni sono differenziate. La compagnia guidata da Carlo Toto è considerata tutt'ora un partner industriale fondamentale, anche se il ruolo di Toto - nel quadro disegnato da Ermolli - è fortemente ridimensionato rispetto al progetto originario. Corrado Passera, invece, ha deciso di tenersi mille miglia lontano dall'iniziativa berlusconiana soprattutto per evitare di diventare, suo malgrado, comprimario della campagna elettorale del Cavaliere. Se poi la cordata dovesse mai concretizzarsi ci sarà tutto il tempo perché anche la banca si muova.

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Presidente Mondello, il Paese è a un punto di svolta. Quali (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)

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Stampa i forum de il tempo Mondello: infrastrutture e meritocrazia, la ricetta per crescere Liberalizzare i servizi pubblici gestiti dagli enti locali, alta formazione per i dirigenti dello Stato, retribuzione per obiettivi nella pubblica amministrazione. Queste sono le soluzioni di Andrea Mondello, presidnte di Unioncamere e Camera di Commercio di Roma, ospite del forum de Il Tempo Presidente Mondello, il Paese è a un punto di svolta. Quali sono le priorità per farlo ripartire? Le infrastrutture, attese per troppo tempo, l'esigenza di colmare il divario tra il Nord e il Sud, le liberalizzazioni, una burocrazia che ora è un vincolo ma può essere una risorsa e una politica economica che aiuti la crescita della domanda. Siamo di fronte a scelte coraggiose e impopolari ma non più rinviabili. Dunque le infrastrutture... è un problema che riguarda tutto il Paese, bisogna agire rapidamente e con una logica di lungo periodo. Non cito dati ma siamo in ritardo nei confronti del resto d'Europa per rete autostradale e per la dotazione di rete ferroviaria. Inoltre le nostre infrastrutture costano molto di più di quelle che si realizzano in Francia e in Germania. Faccio un esempio: in Italia abbiamo 130 chilometri di metropolitana, la sola Madrid ne ha 309. Al Nord le infrastrutture servono per tenere il passo con i grandi Paesi europei, al Sud per recuperare lo svantaggio accumulato in tutti questi anni. Una situazione davvero complessa quella del Mezzogiorno... Il divario tra Nord e Sud aumenta costantemente. Bastano due dati: il tasso di occupazione al Sud è del 46,6%, al Centro-Nord raggiunge il 65%. Il Pil pro capite del Meridione è inferiore del 42,9% rispetto al Settentrione. Sono convinto che il rilancio del Paese debba necessariamente passare per il rilancio del Sud. Bisogna trasformare quello che tutti considerano un vincolo in un'opportunità. Nel nostro Sud c'è il più alto potenziale di crescita. Un'idea per il Sud? Sono assolutamente a favore del Ponte sullo Stretto di Messina. è anche un elemento simbolico e ha una forte valenza culturale. Significherebbe che al Sud si possono costruire infrastrutture importanti in tempi certi. E le liberalizzazioni? Cosa può fare la politica per incentivare lo sviluppo? La politica deve creare maggiore concorrenza. Un esempio è il caso delle aziende partecipate da enti locali e Regioni. Alla fine del 2005 queste società di capitali erano 4.874, avevano 255 mila addetti e 35 mila consiglieri. Nelle nostre ricerche abbiamo dimostrato che molto spesso queste aziende sono troppe e poco competitive, hanno delle performance molto più basse rispetto alle aziende private che operano negli stessi settori. Andrebbe meglio se in queste società ci fossero i privati? Lo dimostrano i dati. Le società in cui i privati hanno una quota al di sopra del 25% hanno risultati migliori. La burocrazia è un ostacolo? La pubblica amministrazione viene spesso messa sotto accusa. Eppure le sue potenzialità sono enormi: una buona burocrazia fa la differenza. Occorre investire di più nella preparazione. Dobbiamo creare scuole di formazione per dirigenti di alto livello per l'amministrazione statale. Poi serve anche un metodo di lavoro efficace. Quale? Occorre introdurre la logica del lavoro per obiettivi. E criteri retributivi che siano ancorati a parametri oggettivi. Inoltre più organizzazione e ancora: più responsabilizzazione delle risorse impegnate nell'amministrazione pubblica. è questo che serve alle imprese, che sostengono un costo ancora troppo elevato nei rapporti con la burocrazia. Qualcosa come 14,9 miliardi di euro all'anno. Passiamo ad Alitalia. Cosa pensa della possibilità di venderla ad Air France e della discesa in campo di una cordata italiana? Se si cede ad Air France si dà la compagnia a un paese che è il maggiore concorrente dell'Italia in fatto di turismo. è una circostanza di cui tener conto. Difficile, in ogni caso, credere alla minaccia di fallimento del vettore. La considero un'ipotesi soltanto teorica e starei attento ad agitarla perché dietro c'è davvero il dramma di migliaia di famiglie. Quanto alla trattativa, la mia esperienza di imprenditore mi dice che quando si fa un negoziato per vendere qualcosa occorre tenere aperta la porta a più offerte. Il dossier Alitalia è legato anche a quello del rilancio dell'aeroporto di Fiumicino. Qual è la sua posizione? L'ipotesi Air France per Alitalia porterebbe innegabilmente benefici al Leonardo Da Vinci. Ma dobbiamo evitare la situazione che definisco "dei capponi di Renzo": ovvero che Roma e Milano siano in contrasto. Qui non c'è niente da contrapporre, semmai la sfida è esattamente opposta. A Malpensa si sono fatti alcuni sbagli di progettazione ma il fatto che Roma vada bene non deve andare a scapito dello scalo lombardo. E poi chi ha detto che il giorno che i francesi si prendessero Alitalia non possa nascere una nuova grande compagnia italiana? Insomma dobbiamo cominciare a decidere non più sulla base del campanile ma come sistema Paese. Il caso della decisione dell'Expo a Milano piuttosto che a Smirne può essere il primo esempio. Tutti i romani devono sperare che questo grande evento si realizzi a Milano, ne guadagnerebbe tutto il Paese. Cosa serve veramente all'Italia per imboccare la via del rilancio? Cambiare e ringiovanire la classe dirigente con l'introduzione di criteri di selezione che premino realmente la meritocrazia. La concorrenza non nasce se non si dà spazio al merito. E questo vale per tutti i settori. In particolare per quelli più avanzati come la ricerca tecnologica. Io non mi preoccupo se i giovani ricercatori italiani vanno all'estero: lo considero un elemento positivo e un arricchimento culturale. Il problema è se non tornano perché hanno paura di non veder adeguamente premiati i loro meriti. In Italia gli investimenti sono a un livello insufficiente e spesso i criteri di scelta non premiano i più bravi. Come vede Emma Marcegaglia alla guida della Confindustria? Con lei la Confindustria ha fatto una scelta di alto profilo. La Marcegaglia è una persona onesta, preparata e straordinariamente capace. Si dice che il bilancio di un presidente sia fatto per il 50 per cento dalle cose realizzate durante il mandato e per il restante 50 per cento dalla ricerca del proprio successore. In questo senso l'incarico di Montezemolo non poteva terminare in modo migliore. In questi ultimi quindici anni Roma ha segnato una crescita record. Qual è stata la chiave del successo? Nel 1993, quando sono diventato presidente della Camera di Commercio, i problemi di Roma erano gli stessi del Paese. La Capitale era come una casata nobiliare in cui i guadagni scarseggiavano, i rampolli non trovavano lavoro ed erano costretti a vendere i beni di famiglia. Si usciva da Tangentopoli e la situazione economica di Roma era al di sotto della media del Paese. C'era qualcuno che ipotizzava un nobile declino. Eppure vi erano imprese dinamiche e un settore terziario vivace. Fu così che nacque il Modello romano, un'esperienza che giudico importante. Ho sempre considerato il declino ignobile e mai nobile. Un gruppo di persone di buona volontà capì che la capacità propositiva doveva essere più forte di quella interdittiva. Siamo riusciti a invertire una tendenza, coniugando cultura e turismo con investimenti importanti sulle infrastrutture attraverso un piano che si potrebbe definire neokeynesiano. è stata introdotta la cultura dell'innovazione come metodo. Così sono sorte opere importanti come l'Auditorium, la Nuova Fiera e il Polo tecnologico. E il sistema economico del territorio è cresciuto. Come valore aggiunto pro capite Roma è passata dal 21° posto del 1995 al 6° del 2006; in 11 anni sono stati creati 238 mila posti di lavoro, il tasso d'occupazione è di tre punti sopra la media del Paese e Roma è la città con la maggiore dinamicità imprenditoriale. è indiscutibile che Roma sia cresciuta. Si può discutere se si poteva fare di più e meglio, ma è incontrovertibile che la città negli ultimi 15 anni abbia avuto una forte inversione di tendenza. Tutto è migliorabile e io ho sempre affermato che non bisognava mai compiacersi dei risultati raggiunti. Ma un forte sviluppo c'è stato. Che consiglio si sente di dare al futuro nuovo sindaco? Di puntare sulle infrastrutture: devono essere un'ossessione. Bisogna crescere il più possibile. Il futuro sindaco dovrà dargli la priorità. In questi anni si sono fatte cose straordinarie, c'è chi dice che si poteva fare di più. Credo che tutto sia sempre migliorabile ma si è fatto davvero molto. Poi occorre un salto di qualità per quanto riguarda la pulizia e il decoro urbano. E non bisogna dimenticare i giovani: servono infrastrutture per l'infanzia. Sento parlare in questa campagna elettorale di grandi opere dei generi più disparati. Credo che a Roma serva semplicità. Le nuove linee della metropolitana B1, C e D sono un passo in avanti. Ma occorrono strade, bisogna curare la loro manutenzione. E ancora asili, scuole, biblioteche per i bambini, dove si possano incontrare. Per i giovani si deve fare di più. Alla ex Fiera di Roma sulla Cristoforo Colombo sorgerà un grande spazio per bambini. Ma non dobbiamo fermarci: investire sui giovani vuol dire formare la società del futuro. La città va resa più vivibile, bisogna tutelare i più piccoli. Per questo in futuro mi occuperò esclusivamente della Fondazione Fiabe, che ho creato anni fa per combattere le violenze sui minori. Infine, un ultimo consiglio al futuro sindaco: lavorare sulla sicurezza, punto prioritario per la vita civile e lo sviluppo economico. Il centro di Roma sembra un cantiere perennemente aperto, gli stessi lavori si fanno anche cinque volte. Come crede sia possibile? Non è un problema solo romano. In tutta Italia mancano programmazione e organizzazione. è lo stesso motivo per cui nel nostro Paese le grandi industrie sono poche: perché non abbiamo una cultura dell'organizzazione. Così non mi stupisce che i lavori in una stessa strada del centro storico vengano fatti più volte a distanza di poco tempo. Questo secolo sarà quello dell'organizzazione. Il nostro Paese ha una grande capacità creativa, la nostra sfida sarà quella di organizzare questa grande capacità creativa e di trasformarla in sviluppo economico. Ecco perché sono ottimista anche sulla nostra Europa: abbiamo uno straordinario bacino di cultura che saprà organizzarsi e trasformarsi in sviluppo economico. Dobbiamo però rinnovare la classe dirigente, creandone una all'altezza di una sfida straordinaria. Lei è uno dei pochissimi liberali italiani che non si è mai schierato né a destra né a sinistra. Si dice che negli ultimi anni entrambi gli schieramenti le abbiano chiesto di candidarsi sia come sindaco sia come presidente della Regione Lazio. Perché non ha mai accettato? è vero, sono un liberale. Ma con una precisazione: non credo nel mercatismo ad ogni costo né nell'intervento pervasivo della mano pubblica. Trovo che molte volte l'intervento dello Stato in economia debba esserci perché utile. Bisogna diffidare dei liberali che vogliono dogmatizzare tutto: sono pericolosi e non sono veri liberali. Fatta questa premessa, c'è stato un periodo in cui la politica mi tentò davvero molto. Ma dovevo amministrare l'azienda di famiglia, la Peroni, c'era bisogno di me in quel contesto. Così continuai a fare l'imprenditore e abbandonai le sirene della politica. Non mi sono pentito di quella scelta, anche perché credo di aver svolto bene sia il mestiere di imprenditore che quello di manager. Meglio fare ciò che si sa fare bene. Anche perché nella politica si punta più al consenso delle proprie decisioni che alla loro qualità. Io sono abituato a lavorare in questo modo. è stato da poco nominato presidente dell'Istituto Tagliacarne, la fondazione di Unioncamere per la promozione della cultura economica. Che linea darà all'istituto? L'Istituto Tagliacarne è un centro di ricerca straordinario, un centro studi di altissimo profilo per tutto il Paese. Lo metterò a disposizione per la formazione e la qualificazione dei giovani. Formazione e sviluppo economico vanno di pari passo. In questo modo intendo dare il mio contributo alla crescita del Paese e, soprattutto, del Meridione. C'è una cosa che avrebbe voluto fare in questi quindici anni e non ha fatto? Insomma, ha un rammarico? Sono un fautore dell'innovazione e credo di aver innovato troppo poco. Questo è il mio rammarico. Si poteva fare di più, avere più coraggio, anche nello stimolo alla politica. Nel 1992 proposero ad Alberto Ronchey di fare il sindaco. Lui disse: accetto a due condizioni: un mandato di dieci anni ed essere nominato governatore della città. Persino Mussolini, in un regime privo di democrazia, propose per Roma il governatorato. Ecco, il sindaco ha poteri troppo limitati. Sul territorio ci sono troppe competenze diverse e sovrapposte. Penso a Regione, Provincia e Comune. Così non si può amministrare. Tanti sindaci, in tutta Italia, a fine mandato hanno confidato che avrebbero voluto fare tante cose ma non ne hanno avuto il potere né la forza. Abolirebbe quindi le Province? Sicuramente sì. Mi sono sempre battuto per conferire alle grandi aree metropolitane più poteri. Tanti anni fa lanciai l'idea di Roma città-regione: era un modo per dire che le grandi città non si possono amministrare come i piccoli comuni. Il mio rammarico è di non aver abbastanza incalzato la politica su questo punto.

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Air France scopre le carte, meno esuberi nel piano ma i sindacati non si fidano (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)

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Stampa Alitalia Air France scopre le carte, meno esuberi nel piano ma i sindacati non si fidano Oggi si alza il velo sul nuovo piano di Air France-Klm, "corretto" con aperture verso le richieste dei sindacati, per l'acquisizione di Alitalia. Il documento, che contiene una proposta di accordo quadro che il gruppo franco-olandese invierà alle nove sigle che rappresentano i lavoratori di Alitalia come base per rilanciare il confronto, era stato annunciato inizialmente per oggi, ma poi era stata prospettata la possibilità che potesse essere anticipato a ieri. Ma, a quanto si è appreso, nel pomeriggio di ieri era ancora in fase di elaborazione. In mattinata, a Parigi, si è riunito il consiglio di amministrazione di Air France-Klm ma sui contenuti è stato mantenuto il massimo riserbo. I sindacati sono stati convocati per lunedì, mentre oggi si terrà il consiglio di amministrazione di Alitalia. All'ordine del giorno del board lo slittamento dei termini della trattativa con sindacati e Air France inizialmente fissata al 31 marzo. I consiglieri esamineranno anche la posizione finanziaria netta al 29 febbraio. La proposta dei francesi dovrebbe appunto ammorbidire il piano di Parigi su alcuni temi caldi per i sindacati. Sul fronte degli esuberi per i piloti, la proposta dovrebbe prevedere l'offerta di trasferire ad Air France 60 piloti l'anno nel triennio 2008-2010, riducendo così il numero complessivo degli esuberi (2.100). Quanto alle attività di Az Servizi, solo parzialmente comprese nel perimetro dell'offerta di acquisizione di Air France-Klm, Spinetta ha fatto ai sindacati la proposta "di considerare insieme se non sarebbe più logico, per quanto riguarda l'hub di Roma Fiumicino, la reinternalizzazione di tutte le attività di handling". Una soluzione per ampliare il numero dei lavoratori e dei servizi compresi nel perimetro dell'offerta di acquisizione. "I piloti sono troppi, e anche gli assistenti di volo sono superiori a quello che sarebbe normale anche con un ridimensionamento della flotta - ha detto ieri il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti - Ci sono molte tratte dove si perde, per cui se si accetta l'idea che bisogna smettere di perdere e non ci sono soldi per finanziatre gli investimenti, è chiaro che mettendo a terra degli aerei, avanzano delle persone, è un fatto aritmetico". Tuttavia, secondo Angeletti, i piloti in esubero "sarebbero circa la metà di quanti affermati da Air France". E su una possibile apertura alla compagnia francese Angeletti risponde: "solo se l'offerta che i francesi ci fanno è ragionevole: noi non chiediamo che l'azienda assuma o mantenga delle persone di cui non ha bisogno, ma vogliamo che non si metta in moto una strategia per una lenta liquidazione di Alitalia". "Bisogna pensare anche al fatto che nei prossimi anni una compagnia aerea fortemente ridimensionata, possa ancora avere una ragione economica di esistere. Si può evitare il rischio - conclude Angeletti - facendo un accordo che impegni Air France a mantenere rotte, tratte, numero di aerei e ovviamente personale".

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Che lo si voglia ammettere o meno c'è un filo conduttore che (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)

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Stampa Che lo si voglia ammettere o meno c'è un filo conduttore che ... Che lo si voglia ammettere o meno c'è un filo conduttore che lega l'inconsueta presa di posizione dell'Unione Europea sulle mozzarelle di bufala con la vicenda Alitalia e la pattumiera a cielo aperto che è da mesi mezza Campania. Questo filo conduttore si chiama "male d'Italy", che rischia seriamente di prendere il posto del "made in Italy" su cui ci culliamo senza riguardo da ormai troppo tempo. Negli ultimi mesi abbiamo permesso alle televisioni di tutto il mondo di far rimbalzare nei cinque continenti le immagini di Napoli oltraggiata dai rifiuti. Oggi la situazione va (forse) un po' meglio, ma solo perchè spediamo l'immondizia in Germania a costi elevatissimi. In compenso neanche abbiamo avuto la soddisfazione delle sacrosante dimissioni di Bassolino e Jervolino. Da un mese poi discutiamo della crisi di Alitalia, con il governo Prodi pronto ad una cessione ad Air France a condizioni sinceramente inaccettabili, che finiscono per accrescere l'immagine "debole" dell'Italia nel mondo. Adesso ci vuole uno scatto d'orgoglio: se va in fuorigioco anche la mozzarella vuol dire che siamo proprio messi male. A due settimane dalle elezioni serve un impegno politico drastico intorno a concetti come legalità, rispetto della parola data, precisione, serietà, costanza, impegno senza pause. La ricreazione è finita. Svegliamoci, prima che sia troppo tardi.

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Bon gré, mal gré, Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Ven, 28 Mar 2008 Edizione 61 del 28-03-2008 L'analisi Bon gré, mal gré, Air France di Aristide Avosetti La crisi di Alitalia e quella conseguente dell'aeroporto di Malpensa sono al centro della campagna elettorale. Antichi statalisti alla 'tanto paga Pantalone' si sono trasformati in campioni del 'decida il mercato', pur di togliersi di mezzo una patata sempre più bollente, mentre arcigni liberisti all'amatriciana hanno innalzato la bandiera della difesa dell'italianità della compagnia di bandiera, a condizione che Pantalone assicuri un prestito ponte che scongiuri la sua mancanza di liquidità. Denaro necessario a garantirne la sopravvivenza per almeno un anno, pena, secondo la normativa europea, il ritiro della licenza di volo assegnata dall'ENAC, a cui si affiancano le perdite che portano diritto all'abbattimento del capitale sociale con il conseguente avvio di un inevitabile procedimento fallimentare. In questo continuo gioco dello scambio delle parti, che dura ormai da più di dieci anni, diventa assai difficile formarsi un'opinione che abbia un forte fondamento di razionalità. Tutti i problemi odierni hanno una data precisa e una precisa responsabilità, individuabili nella seconda metà degli anni '90 nel Governo Prodi ed, in particolare, nell'allora Ministro dei Trasporti, Claudio Burlando, che nell'esercizio dei propri poteri fecero naufragare la trattativa con KLM, che avrebbe potuto far nascere il primo vettore europeo, con un ruolo tutt'altro che secondario della componente italiana e con grandi sinergie tra l'hub di Schiphol (Amsterdam) e quello di Malpensa (Milano). A metà anni '90 Alitalia era, infatti, in grado di dettare non poche ed importanti condizioni, avendo quasi il 50 per cento del mercato nazionale, mentre ad ottobre 2007 era scesa al 22,8 per cento, nonostante che, in valori assoluti, il numero di passeggeri trasportato annualmente sia, sostanzialmente, rimasto stabile. Anche a causa dell'ingresso sul mercato di nuovi competitor, tra cui AirOne e le compagnie low cost, Alitalia non ha saputo intercettare la grande crescita che nello stesso periodo ha conosciuto il trasporto aereo anche nazionale, peggiorando, nel contempo, il suo risultato economico, sia in conseguenza di dissennate politiche sindacali, sia per l'andamento in caduta libera dei ricavi per passeggero-chilometro trasportato. Tutto questo, detto per inciso, senza alcun beneficio in termini di servizio e di riduzioni di prezzo del biglietto per i propri passeggeri-clienti. I dati attuali sono molto preoccupanti: nell'ultimo anno Alitalia ha bruciato mediamente circa 30 milioni di euro al mese, mentre l'indebitamento netto veleggia oltre il miliardo e 300 milioni di euro e l'ammontare delle perdite, dall'inizio della cosiddetta privatizzazione, è di oltre 400 milioni di Euro. Al punto in cui si è arrivati, dopo un anno perso in gare farlocche dal Governo Prodi e dal suo ministro per l'Economia, la scelta sembra obbligata. L'eventuale cordata, evocata da Silvio Berlusconi, che sembrerebbe avere come cuore industriale AirOne, qualora prendesse davvero forma, dovrebbe innanzitutto misurarsi almeno con il mercato europeo, che tende sempre più a consolidarsi, con l'affermarsi di soli quattro grandi operatori europei: Air France/KLM, Lufthansa, e le due low cost Ryanair e Easyjet. Alitalia, anche nel caso della fusione con AirOne, resterebbe comunque un piccolo operatore regionale, con una quota di mercato inferiore al 4 per cento, peraltro forte solo sulla principale rotta domestica, la Milano Linate-Roma Fiumicino. AirOne, inoltre, ha un volume d'affari inferiore alle perdite annuali di Alitalia; mentre Air France, che si trova in pole position, ha dei ricavi che raggiungono quasi 23 miliardi di Euro e producono utili, contro i circa 5 miliardi di Alitalia che invece producono perdite. Qualsiasi progetto di sviluppo dovrà, inesorabilmente, misurarsi con un sempre più accentuata concorrenza, avviata da tempo sia dalle normative europee, sia dalla liberalizzazione del mercato tra gli Stati Uniti d'America e l'Unione Europea che scatterà a partire dal prossimo mese di Aprile. Una situazione che rende, fin d'ora, necessaria una forte partnership internazionale. Alitalia possiede solo 24 aerei a lungo raggio contro gli oltre 150 della compagnia francese. AirOne, nel breve periodo difficilmente, anche se arrivasse Paperon de Paperoni, potrà incrementare il numero di aerei a lungo raggio. Se davvero è il mercato lo strumento migliore, anche se imperfetto, per decidere l'allocazione delle risorse (poche) che rimangono, stante che la politica ed i sindacati hanno ampiamente dimostrato di non averlo saputo fare, la risposta, nonostante le condizioni vessatorie, resta una sola: bon gré, mal gré, Air France!.

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La vera bufala è il Pd (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Ven, 28 Mar 2008 Edizione 61 del 28-03-2008 Rosa Russo Iervolino "Non vorrei ci fosse in atto una speculazione a danno di Napoli" Guido Bertolaso "Cercano di mettere in cattiva luce la nostra immagine" La vera bufala è il Pd di Francesco Blasilli In un mondo in cui l'immagine è tutto, vai spiegare al mondo intero che nella mozzarella di bufala non c'è traccia di diossina. Oppure se c'è, è talmente bassa che non può nuocere alla salute. Nel mondo delle immagini contano quelle, di immagini, che corrono sul web, sul satellite, sui telefonini. E sono le stesse di tre mesi fa: quelle dei cumuli di mondezza che erano per le strade della Campania e che ancora là giacciono (eccezion fatta per Napoli città). Guarda caso nei posti cui la mozzarella di bufala viene prodotta. Probabile che tutta questa storia si dimostrerà, fra poco tempo, la classica bufala. Così come avvenne per il vino al metanolo, per la mucca pazza e il pollo all'aviaria. Ma intanto il danno c'è. Economico e d'immagine. Perché vai a spiegarlo ai coreani (dove tra l'altro, a dimostrazione che la storia è una grande bufala, non esportiamo nemmeno la mozzarella, secondo quanto sostiene il ministro per le Politiche agricole e forestali, Paolo De Castro, "potrebbe trattarsi di triangolazioni commerciali") che vive a migliaia di chilometri da qui, che la mozzarella non c'entra nulla con la mondezza: a buon bisogno temono di trovarci dentro qualche rifiuto. E vai a spiegarlo ai giapponesi che tra le aziende che esportano da loro non è presente nessuna di quelle incriminate. Fatto sta che agli occhi del mondo siamo diventati esportatori di mozzarelle avvelenate. E di conseguenza presto anche le nostre pizze diventeranno pericolosissimi killer. Si contano così i danni economici e gli imprenditori campani iniziano già a licenziare i loro operai. Come sempre pagano i "povericristi", ma come si può dar torto a chi investe e non si sente tutelato dallo Stato? Il nostro governo ha mandato all'Ue informazioni "molto lacunose" e di conseguenza ieri abbiamo dovuto inviare altro materiale. Insomma, ancora una volta non siamo stati capaci di tutelare la nostra immagine e i nostri prodotti. E viene da ridere quando sentiamo i proprietari dei caseifici che sono intenzionati a chiedere aiuto alla Regione: lì comanda ancora Antonio Bassolino. Basta il nome per avere la certezza che le richieste d'aiuto cadranno nel vuoto. La classe politica italiana affronta il problema dividendosi in due fazioni: voi speculate sul problema, noi no. Per i contenuti passate la prossima volta. Il capo della Protezione civile Guido Bertolaso spiega che sul caso mozzarella "é evidente che c'è una speculazione a livello internazionale", perché "c'è invidia e quando all'estero si può parlare male di noi tutti lo fanno con grande piacere. Si specula e si sfruttano situazioni locali per mettere in cattiva luce l'immagine del nostro paese, cosa che noi non meritiamo assolutamente". E' in questi casi, però, che si vede la forza di una nazione e di chi la amministra. Noi, al momento, abbiamo solo un "Prodi cadente". E per l'Italia è un fatto gravissimo, visto che per quel che riguarda l'industria siamo tagliati fuori dalle produzioni a basso costo dell'est e della Cina e anche dall'assenza di infrastrutture adeguate. Ci rimangono il turismo e il cibo, sempre considerando che anche nel primo caso, prima o poi inizieremo a pagare a caro prezzo l'inadeguatezza delle infrastrutture. Adesso anche il nostro cibo finisce nel mirino (in questo modo finiranno danneggiati anche i nostri numerosi connazionali che hanno ristoranti all'estero), ma chi ci amministra pensa ad Alitalia, non curandosi del fatto che oltre i nostri confini dopo la mondezza, adesso abbiamo esportato la mozzarella killer. Legando anche una cosa all'altra. "Non vorrei che sulla questione della mozzarella di bufala ci fosse in atto una speculazione a danno di Napoli. Rispetto i paesi asiatici, ma vorrei che ci dessero le stesse garanzie di igiene che abbiamo noi". Questo il commento del sindaco di Napoli, Rosa Iervolino Russo, che probabilmente dice, almeno questa volta, il vero; ma è altrettanto vero che avremmo maggiori garanzie di successo se lei si togliesse dai piedi. E' evidente che se la situazione è precipitata in questo modo la colpa non può essere solo di una parte politica, ma è altrettanto evidente che chi ha governato non può essere esente da colpe. Non è accettabile che il governatore della Campania sia rimasto al suo posto, così come il sindaco di Napoli, e il ministro dell'Ambiente spostato qualche chilometro più a Sud. Negli ultimi anni il "made in Italy" si è trasformato nel "made in Napoli", città simbolo del taroccamento. E se anche l'allarme mozzarella si dimostrerà una bufala, non possiamo chiudere gli occhi di fronte alla grande bufala della nuova stagione politica: il Partito Democratico di Walter Veltroni. Ma anche di Bassolino e della Iervolino.

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Ma dove è finita l'indignazione? (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)

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Oggi è Ven, 28 Mar 2008 Edizione 61 del 28-03-2008 Spazzatura e altro Ma dove è finita l'indignazione? di Davide Giacalone Sapete perché si parla delle mozzarelle infette? Perché le esportiamo, e chi le importa e mangia ha voluto vedere cosa c'era dentro. Sapete perché il dubbio è venuto loro solo adesso? Perché abbiamo trasmesso in mondovisione le immagini di dove pascolano le bufale, ed abbiamo raccontato, con dovizia di particolari, di come, per protesta, la spazzatura viene bruciata, producendo diossina. Ma questa è solo la superficie, e il danno vero deve ancora arrivare. Provate ad immaginare quale effetto possono avere le parole di Leopoldo Iannuzzi, che essendo dirigente del Cnr ed operando in quel di Napoli, ha detto: qui il problema vero non sono le bufale, ma le donne, le femmine di umano, che sono infette e se allattano avvelenano i bambini. E può pure darsi, come dice qualcuno, che questi siano allarmismi esagerati, ma è più facile che siano allarmi ritardati, ed ancora circoscritti. Se esportassimo gli altri prodotti di quelle terre, a cominciare da quelli agricoli, probabilmente altri importatori ci direbbero di tenerci l'insalata e gli ortaggi, perché irrigati con acque di fiumi trasformati in fogne. Ma noi li mangiamo da anni, e siamo la dimostrazione (soprav)vivente che non uccidono, almeno non subito. Però è difficile spiegare ad altri che devono correre il rischio. E, per la verità, è difficile anche capire che razza di Paese è il nostro: variamo testi unici per la sicurezza, minacciando con la galera gli imprenditori i cui impianti non sono a norma, stabiliamo che per trattare materiale inquinante si devono sopportare costi enormi, poi lo prendiamo e lo buttiamo sulle patate, così ce lo rimangiamo fritto od al forno! E' difficile capire perché in campagna elettorale si parli di Alitalia, che è bollita da anni e si tratta solo di stabilire chi la scola, e non di questa roba, che non solo avvelena la gente, ma ci mette nella straordinaria condizione d'esportare spazzatura, pagando, e non potere esportare mozzarella, rimettendoci dei soldi. E' difficile capire come queste cose non si trasformino in civile indignazione, in protesta non violenta, ma durissima. E l'unica spiegazione che sappiamo darci si riassume in una parola: connivenza. Chi governa s'arricchisce, chi fa gli accordi con la camorra si consolida, con la spesa pubblica si compra il consenso degli assunti per non fare niente, con le cooperative si dà da mangiare a chi campa grazie al diastro della spazzatura che s'accumula, e con l'opposizione si ragiona coinvolgendola in questa girandola autolesionista, ma illusoriamente felice. Certo, i neonati poppano diossina, ma forse per questo saranno migliori dei loro genitori, della generazione che ha realizzato una tale schifezza.

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Il Cavaliere e l'artigiano (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Ven, 28 Mar 2008 Edizione 61 del 28-03-2008 E ALL'INCONTRO CON CONFARTIGIANATO BERLUSCONI PRECISA SU ALITALIA Il Cavaliere e l'artigiano di Elisa Borghi Ha gioco facile Silvio Berlusconi di fronte a una platea di artigiani che applaude a ogni sua frase. Il Cavaliere lo sa bene e ne approfitta. Così ieri, invitato nella sede romana di Confartigianato per ascoltare le richieste dei piccoli imprenditori, il presidente del Pdl si lancia in un lungo comizio elettorale. Un monologo di un'ora e mezza punteggiato da battute e stoccatine alla sinistra, che si apre con un rapido commento sui problemi degli artigiani, cede subito il passo all'elenco dei cavalli di battaglia del Cavaliere (taglio delle tasse, riduzione della spesa pubblica, la Rai "in mano ai comunisti"), e culmina sul caso Alitalia. Incalzato dai cronisti a dare nuove informazioni sulla cordata di imprenditori interessati ad acquistare la compagnia di bandiera, Berlusconi smentisce quanto riportato mercoledì da La Stampa. Definendo "un'invezione giornalistica" la dichiarazione che il quotidiano torinese aveva attribuito proprio a lui, vale a dire che "Ligresti, Benetton, naturalmente Mediobanca e molti altri, come l'Eni" sarebbero gli animatori dell'operazione tesa a non far cadere il vettore italiano nella mani di Air France-Klm. Si apre così l'ennesimo episodio di una serie di dichiarazioni e smentite (prese al volo da Antonio Di Pietro che avvisa di voler denunciare il Cavaliere per "accertare se tali dichiarazioni abbiano turbato il mercato"), che devia l'attenzione da quelli che sono i problemi dei lavoratori e delle associazioni di categoria - come la Confartigianato - che in questi ultimi giorni di campagna elettorale fanno a gara ad incontrare i candidati Premier per illustrare loro le priorità degli associati. Priorità ed esigenze che non sono certo meno importanti della sorte di Alitalia, della par condicio o dei dibattiti tv (su cui pure torna il Cavaliere "Veltroni mi ha impedito di andare a Porta a Porta" dice). Il 98,2% della realtà imprenditoriale italiana è costituita da piccole e medie aziende, gli artigiani contribuiscono all'esportazione per il 16% e quello che chiedono, per bocca del loro presidente, Giorgio Guerrini, è "un Paese su misura per le piccole e medie imprese che danno lavoro al 59,3% degli addetti". "Alla politica ? ha spiegato Guerrini ? chiediamo di ascoltare le nostre imprese perché sono quelle che trainano l'occupazione del Paese. Hanno creato 517mila posti di lavoro in un anno mentre le grandi aziende ne hanno persi 117mila, e nonostante questo i provvedimenti del governo Prodi, come l'abbattimento dell'Ires e la riduzione del cuneo fiscale, hanno agevolato solo queste ultime". Guerrini ha le idee chiare, quello che chiede a Berlusconi - dando per scontato che sarà lui il prossimo Presidente del Consiglio - sono interventi in quattro direzioni: fisco, burocrazia, liberalizzazioni e giustizia. In materia fiscale i desiderata degli artigiani sono quasi ovvi: una detassazione delle imprese e delle famiglie che si accompagni alla semplificazione degli adempimenti contabili. Quanto alla burocrazia, vera palla al piede delle pmi, meglio snellita ? secondo Confartigianato ? eliminando i controlli preventivi da parte della pubblica amministrazione. Sulla strada delle liberalizzazioni intrapresa da Bersani "è giusto proseguire - dice Guerrini - ma attaccando l'elenco dall'altro estremo", non dal basso, dai taxisti e dalle estetiste, ma dalle banche e dalle assicurazioni. Persino la giustizia così com'è intralcia il lavoro dell'impresa, i ritardi del sistema giudiziario sottraggono 2,3 miliardi di euro l'anno alle imprese. Berlusconi rassicura i presenti "prima di essere presidente del Consiglio sono stato artigiano anche io, capisco le vostre esigenze", dice, facendo notare che i 4 punti di Guerrini sono presenti non solo nel programma del Pdl ma "a ben guardare anche in quello nel Pd". Artigiani niente paura, dunque. Il 14 marzo comunque vada per voi sarà un successo. O no?.

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Nello Stato che non c'è più, fa di nuovo capolino la diossina (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Ven, 28 Mar 2008 Edizione 61 del 28-03-2008 Mozzarelle e non solo Nello Stato che non c'è più, fa di nuovo capolino la diossina L'Italia è un paese debole: basta una notizia senza alcun fondamento scientifico a creare un caso internazionale e un danno d'immagine clamoroso di Paolo Pillitteri Fu quando il notiziario del "Il sole 24 ore" ebbe dato per il secondo giorno consecutivo e per la quattordicesima volta la notizia della "Mozzarella di Bufala" - contaminata dalla diossina - rifiutata dalla Corea del Sud, ebbene fu in quel preciso momento che si capì che il paese non era soltanto alla frutta, ma s'era per dir così dissolto, desaparecido. Tanto più se arrivava, dopo la bufala della mozzarella, o viceversa, l'ennesima martellata sull'Alitalia e sulle sue spoglie contese, con in sottofondo quel simpaticone di Spinetta che parla come l'Ispettore Clouseau. E poi, nei Tg, vai con l'aumento del prezzo dell'insalata. Qui e ora non interessa comprendere le motivazioni reali o immaginaria di questa diossina penetrata nel latte di bufala dalle erbe avvelenate della Campania. C'è, come si dice, un'inchiesta in corso (capirai!). Quello che conta sul piano della comunicazione è il fatto che questa notizia, reiterata all'infinito e praticamente senza riscontro scientifico che non fosse il rifiuto coreano e quello ipotetico del Giappone, sia passata nell'ascolto del pubblico con una gerarchia di altissima importanza, prevalendo su tutto e tutti manco ci trovassimo di fronte al crollo della linea del Piave. Questo, insieme al martellamento quotidiano sull'aumento del costo del pane (del pane!) e delle famiglie che non arrivano alla fine del mese, e ancora, il tormentone della soap Alitalia, stanno ad indicare la perdita del senso del paese, il precipitare della situazione economica generale esaltata dai media, non di rado con esclamazioni esclusivamente "pour epatér le bourgeois" o dando "valore" ad una notizia che un paese normale, uno stato consapevole, una società compatta e un governo di una nazione forte avrebbe "ordinato" (un ordine implicito, senza darlo, ma nelle cose) di relegarlo fra le varie ed eventuali. Mutatis mutandis, è il discorso su Alitalia che, sempre uno stato degno di questo nome avrebbe rifiutato per principio di porla al centro di un battage mediatico, anzi di una riffa, sottovalutandone l'impatto internazionale che ci ha dipinti come straccioni, incompetenti, incapaci, spendaccioni, inaffidabili. Sullo sfondo, tragica e simbolica, la bolgia dantesca napoletana dove si sono perse le tracce anche dell'ultimo Commissario Straordinario. L'immagine dell'Italia che esce dalle Radio e dalle Tv e si moltiplica sui canali mondiali e su Internet cancella di colpo le ambizioni folli della seconda repubblica con le sue promesse palingenetiche e salvifiche mutandole in un incubo, in una caduta agli inferi. Lo stesso riemergere nel lessico comune di parole come: intollerabile costo della vita, diossina, aborto, fallimento (Alitalia) ecc, ci trascina all'indietro in epoche dove questi termini avevano contrassegnato il punto di scontro e di crisi di uno stato sull'orlo del "suo" fallimento. Non è il passato che non passa e non è neppure il ritorno del sempre uguale. Purtroppo, siamo all'eterno ritorno al punto di partenza, in uno stato che non c'è più. Infatti, la Chiesa.....(ma questo è un altro discorso).

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Così l'Isvap ricicla i dipendenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)

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Oggi è Ven, 28 Mar 2008 Edizione 61 del 28-03-2008 L'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni confluisce nella Consob Così l'Isvap ricicla i dipendenti di Ruggiero Capone Circa un annetto fa, in piena burrasca da decreto Bersani, il presidente dell'Isvap, Giancarlo Giannini, si scagliava contro lo scioglimento del suo ente in Consob. Tra i dipendenti nessuno fiatava. Anzi 300 persone forse si sfregavano le mani al pensiero di finire in un calderone più grosso e mantenendo stipendi e privilegi. Qualche maligno (non mancano mai) affermava che la presa di posizione di Giannini non fosse stata casuale, forse strumentale all'ottenimento d'una nuova presidenza, "d'un incarico di pari rilievo e visibilità". Di fatto l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (Isvap) dovrebbe assicurare vigilanza sulle imprese assicurative. Ma in 16 anni di lavoro sulle polizze questo controllo non s'è granché visto (l'Isvap è stato varato nel 1982, anche se dal '92 è da considerarsi attivo). E per quanto i suoi dipendenti siano tutti amici e sodali di Cgil, Cisl e Uil, anche il ministro dell'Industria diessino (Bersani) ha dichiarato che "l'Isvap è un ente inutile, da sopprimere". Un piccolo particolare: i dipendenti di Alitalia, Autostrade e società varie dello spezzatino Fs sono continuamente a rischio disoccupazione, invece per il riordino delle Authority (a seguito del Decreto Bersani-Visco) è già previsto l'assorbimento dell'Isvap in Consob, e nella massima salvaguardia di posti, carriere e stipendi (anzi con equiparazione a quelli di Bankitalia). Ma è adagio corrente, stessa sorte sta baciando i dipendenti Covip (ente di controllo sui fondi pensione) che vengono assorbiti in Bankitalia: la banca fa sue le competenze, assegnando un apposito ufficio interno a quelli del Covip. Niente paura, mentre queste authority ed enti scompaiono altre strutture nascono. E' il caso dell'Autorità per i Trasporti, il famigerato tassello mancante, che andrà a mettere il naso nelle società di trasporti. Strano che non inizi dalle tante sorelle Trenitalia. Quelle che fanno a scaricabarile quando l'utenza domanda di chi sia la colpa se, per "bagni fuori servizio", il passeggero deve trattenere la pipì da Bari a Roma. O peggio, quando il Pendolino rimane fermo 10 ore tra Foggia e Benevento. Chi assicura l'utenza da questi disagi? Eppure il 13 ottobre 1998 fu proprio un decreto legislativo (il 373, fatto da un governo in cui c'era pure Bersani) a rafforzare i compiti dell'Isvap: gli sono state trasferite anche le cosiddette "competenze residue", rimaste fino ad allora al ministero dell'Industria. L'Isvap con i 278 dipendenti, con la presidenza-direzione affidata a Giannini, esercita un controllo sulle imprese assicurative che per certi versi offre un ponte tra il potere politico e le grandi famiglie assicuratrici. Anche in questo caso l'Authority inutile è nata in forza d'una normativa della Ue, le linee italiane di governo ne hanno fatto un comodo postificio privilegiato. Non è un caso che le spese di funzionamento dell'Isvap vengano coperte dal gettito del "contributo di vigilanza", dovuto dalle imprese di assicurazione. Spese che ricadono totalmente sul cittadino che paga la polizza. Così gli italiani si ritrovano a pagare di più, perché lo stato deve fare gli stipendi per chi dovrebbe controllare i rincari assicurativi. Le spese previste dal bilancio Isvap s'aggirano sui 50 milioni di Euro: giustificati come collaborazione sia con le altre Autorità che operano nello stesso campo. Agli italiani il contentino: presso la sede dell'Isvap c'è uno sportello che raccoglie reclami rivolti alle compagnie dai clienti. Quindi l'ente elabora una statistica per individuare la percentuale dei consumatori insoddisfatti. Poi l'Isvap si mette a posto la coscienza e manda una raccomandata agli operatori del settore, "non usate, nel caso delle polizze vita, tassi di rivalutazione troppo elevati, servirebbero solo ad ingannare coloro che le stipulano fiduciosi". A fronte di questo predicozzo, i 300 dell'Isvap beneficiano anche del 20% di sconto su tutto quello che i normali cittadini pagano per intero.

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Ermolli conferma il mandato per la cordata (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)

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Oggi è Ven, 28 Mar 2008 Edizione 61 del 28-03-2008 DOSSIER ALITALIA Ermolli conferma il mandato per la cordata "Nel constatare come la perdita definitiva della Compagnia di bandiera, che arrecherebbe un evidente ed irreversibile danno al sistema Italia, il Presidente Berlusconi mi ha incaricato di valutare la possibilità di individuare degli imprenditori italiani che per capacità imprenditoriali e per forza economica avrebbero potuto esplicare un positivo intervento nel salvataggio e nel rilancio di Alitalia, salvaguardando l'occupazione e gli interessi del Paese". Lo ha affermato in una nota Bruno Ermolli, poresidente di Promos. "Ho immediatamente assunto molteplici contatti con il mondo imprenditoriale dopo aver studiato la percorribilità dell'operazione - ha spiegato Ermolli - Ovviamente sarà ipotizzabile formulare delle proposte concrete soltanto quando sarà possibile accedere ai dati aggiornati dell'andamento della Compagnia". "E' ovvio - ha concluso - che per far ciò non basteranno pochi giorni ma soprattutto, nel pieno rispetto della normativa, dovrà esaurirsi la trattativa con Air France. Soltanto dopo quest'ultimo passaggio e dopo aver approfonditamente raccolto tutti i dati utili ed essersi previamente confrontati con le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori si potrà presentare un piano di fattibilità".

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Il Papa benedice il ranking (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)

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Oggi è Ven, 28 Mar 2008 Edizione 61 del 28-03-2008 INFO TV Il Papa benedice il ranking di Claudia Bruno Nessun politico in testa al ranking, la Pasqua lascia ai protagonisti della campagna elettorale due giorni di riposo, da passare in famiglia come nel caso di Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, o in località di montagna come per Daniela Santanchè, ma anche a letto con l'influenza come per Antonio Di Pietro. Almeno per le festività di Pasqua e Pasquetta, comunque, il ranking non è popolato dai soliti personaggi del Palazzo e a benedire la top ten non poteva di certo mancare il Papa, che con 7 minuti e 18 secondi di parlato Tv entra nelle case degli italiani per comunicare il suo accorato appello per la pace nel mondo. La domenica, a San Pietro, nonostante la pioggia erano in migliaia ad ascoltare le sue parole, Benedetto XVI ha posto l'accento sulle piaghe dell'umanità in Darfur, Somalia, Iraq e Tibet. Terminati tutti i riti della settimana santa il Papa ha poi deciso di trascorrere un periodo di risposo a Castel Gandolfo. Il secondo posto della top ten se lo aggiudica un noto meteorologo, si tratta di Daniele Izzo, del Centro Epson Meteo, che in quasi sei minuti di collegamenti in diretta con il Tg4 non incoraggia gli italiani in partenza per il weekend di Pasqua: temperature al di sotto delle medie, leggere schiarite sulle regioni nord occidentali e piogge ancora protagoniste su tutta la penisola. Medaglia di bronzo invece al segretario della Cisl Raffaele Bonanni, intervenuto in numerose occasioni sulla vicenda Alitalia. "Il Governo non ha voluto discutere col sindacato cosa stesse avvenendo", ha dichiarato il sindacalista in oltre 5 minuti e mezzo di interviste. Bonanni non riesce a capire le ragioni per le quali si dovrebbe svendere la compagnia di bandiera al maggior concorrente turistico europeo come la Francia, a condizioni che si sono rivelate molto svantaggiose. Se la vicenda Alitalia sta continuando a dominare la scena politica italiana, a livello internazionale è stata data molta risonanza mediatica alla conversione al cattolicesimo del giornalista Magdi Allam, battezzato da Benedetto XVI a San Pietro. In un'intervista ai microfoni del Tg5 il giornalista ha affermato "La libertà religiosa è un diritto di tutti gli uomini". Fra i personaggi del mondo dello spettacolo, sesto nella classifica del parlato Tv, troviamo il cantante Franco Califano, che racconta con rabbia la sua brutta avventura. La scorsa notte i ladri hanno svaligiato la sua villa mentre lui dormiva al piano di sopra. I malviventi hanno portato via un ingente bottino, tra cui anche dei soldi destinati al reparto pediatrico di un ospedale. "Non perdono i ladri che mi hanno derubato. Non sono uno che poggia l'altra guancia", ha dichiarato senza mezzi termini il cantautore davanti alle telecamere, che poi ha aggiunto "ho il sonno pesante, ma se mi fossi svegliato in tempo gli avrei dato una bella lezione".

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Se vinciamo, festa grande con Berlusconi e Penati La politica fa il tifo. Formigoni: Vogliamo spuntarla, come per Malpensa . Craxi: l'impegno del governo non è calato (sezione: Alitalia 2)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 28-03-2008)

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LA PROMESSA DI IGNAZIO LA RUSSA E L'OTTIMISMO DEL GOVERNATORE "Se vinciamo, festa grande con Berlusconi e Penati" La politica fa il tifo. Formigoni: "Vogliamo spuntarla, come per Malpensa". Craxi: l'impegno del governo non è calato ? MILANO ? "VOGLIAMO VINCERE entrambe le partite: quella per l'Expo del 2015 e quella per l'aeroporto di Malpensa". È quanto ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, in partenza per Parigi dove in questi giorni avrà una serie di incontri bilaterali in vista della decisione di lunedì prossimo sull'assegnazione dell'organizzazione dell'Expo 2015 per la quale sono in corsa Milano e la città turca di Smirne. Formigoni, che in questi mesi ha compiuto numerose missioni all'estero per ottenere dai paesi che hanno diritto di voto al Bie il sostegno alla candidatura di Milano, non sembra temere che la riduzione dei voli di Alitalia sull'aeroporto di Malpensa possa avere una ripercussione sulla candidatura di Milano per l'Expo. "Mi auguro - ha aggiunto il presidente della Lombardia - che la decisione di Alitalia di abbandonare Malpensa non abbia ripercussioni sulla scelta di Milano. Noi comunque abbiamo spiegato a tutti i paesi che, nel 2015, Malpensa sarà rinata completamente. Noi dobbiamo soffrire per due anni, due anni e mezzo ma già nel 2010 saremo vivi e vegeti". Dal Pirellone ai palazzi della politica. "Se il 31 marzo Milano vincerà l'Expo sospenderemo per due ore la campagna elettorale e chiederò a Berlusconi e a Penati di passare dal Pdl Point di corso Vittorio Emanuele per festeggiare tutti insieme", prometteva ieri il capogruppo dei deputati di An Ignazio La Russa, presentando gli appuntamenti elettorali del Pdl nel capoluogo lombardo. NELLA NUOVA sede elettorale nel centro di Milano, per il pomeriggio di lunedì è stato fissato '"scaramanticamente" un dibattito sulle politiche scolastiche, con Valentina Aprea, Giuseppe Valditara e Paola Frassinetti: ma se dall'assemblea del Bie di Parigi arriveranno buone notizie per Milano, l'incontro sarà rimandato per lasciare posto a una festa. "CHE LA CAMPAGNA promozionale per l'Esposizione universale del 2015 sia stata condotta con una forte e piena collaborazione "interistituzionale", come sostiene giustamente il sindaco Moratti, andrebbe spiegato anche ai quotidiani dell'orientamento politico e dello schieramento di cui essa fa parte, perché sostenere, come hanno fatto alcuni, un disimpegno del Governo nei confronti della candidatura di Milano è una cosa totalmente priva di senso logico ed è, naturalmente, falsa, anzi falsissima", accusa Bobo Craxi, sottosegretario agli Esteri, in merito ad alcune "infondate illazioni" pubblicate ieri da organi di stampa. "La verità - ha detto ancora Craxi - è che gli unici problemi di natura internazionale sono derivati proprio dalla pessima reputazione che alcune forze politiche italiane avevano in alcuni Paesi a maggioranza musulmana". - -->.

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Elezioni, Craxi -Ps- 'In Lombardia, il declinodella Lega e' ormai evidente' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Elezioni, Craxi (Ps): "In Lombardia, il declinodella Lega e' ormai evidente" Roma, 28 mar. - “Bossi vuole fare un'altra volta il ministro: ormai, è diventato un rivoluzionario da 'salotto', anzi da poltrona”. Ne è convinto Bobo Craxi, capolista del Partito socialista alla Camera in Lombardia. Secondo il Sottosegretario agli Esteri “La parabola discendente della Lega, in Lombardia si può ormai toccare con mano: alla protesta generalizzata hanno sostituito la sete di potere clientelare condita con la demagogia”. “Tra l'altro - insiste Craxi -, essi possono considerarsi i principali coimputati delle difficoltà di Alitalia e, in particolare, dello scalo della Malpensa: ormai, non hanno più alibi, né argomenti”. Red pol.

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Alitalia, confermati 2100 esuberi e riduzione della flotta (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Ricevuto nella notte il documento di Air France-KLM per il rilancio della compagnia italiana Alitalia, confermati 2100 esuberi e riduzione della flotta I Sindacati: "Piano insufficiente ma trattiamo fino in fondo" Roma, 28 mar.- Le nove sigle sindacali di Alitalia hanno ricevuto in nottata l'atteso documento annunciato nei giorni scorsi dal numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta. Il documento conferma i previsti 2.100 esuberi annunciati da Spinetta e ritenuti inaccettabili dai sindacati che continuano sul piede di guerra. Gli esuberi -causati “dalla riduzione di capacità produttiva (ovvero la flotta) e di traffico, senza la quale non ci può essere un rilancio duraturo di Alitalia”- riguarderanno 1.600 unità (1.500 persone in Italia e 100 nelle rappresentanze della compagnia nel resto del mondo) del personale in Az Fly e 500 delle attività di Az Servizi reintegrate nel perimetro del gruppo Alitalia. In particolare, sono previsti circa 600 esuberi tra gli assistenti di volo e 500 tra i piloti. Per quanto riguarda il personale di terra per circa 250 lavoratori è previsto il pensionamento nell'arco dei prossimi 7 anni e per altri 150 saranno attuate misure di riqualificazione. Per i dipendenti di Alitalia Servizi -che saranno reintegrati in Alitalia- sono stati stimati 500 esuberi nell'area della manutenzione di cui 280 potranno accedere al pensionamento immediato o differito. Come si legge nel documento, il gruppo franco-olandese per gestire questi esuberi ha messo a punto un piano sociale che permetterà di “non abbandonare nessun dipendente” grazie all'utilizzo di ammortizzatori sociali. “Ad ogni persona in esubero verranno offerti sia l'opportunità di un pensionamento immediato o differito, sia un aiuto per riqualificarsi attraverso formazione, azioni di out placement o incentivi finanziari per la realizzazione di un progetto personale”. “Al fine di attuare concretamente queste misure -continua il documento- cioè raggiungere l'età della pensione per i relativi dipendenti (piloti, assistenti di volo, personale di terra), Air France-Klm utilizzerà ammortizzatori sociali quali la cassa integrazione guadagni straordinaria e la mobilità”. In particolare, per gli assistenti di volo le sole misure di pensionamento a breve e medio termine permettono di assorbire la totalità dei 600 esuberi. Tuttavia, Air France “proporrà a coloro che lo desiderano opportunità di impiego al proprio interno”. Secondo quanto emerso dalla riunione intersindacale delle sigle Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Ugl, Sdl, Unione Piloti, Anpav e Avia, le parti sociali ritengono “insufficiente” piano presentato da Air France-Klm ma, assicurano, andranno comunque al tavolo di trattativa con il gruppo franco-olandese per scongiurare il fallimento di Alitalia. Il nuovo piano industriale di Air France-Klm prevede inoltre la riduzione della flotta per il trasporto passeggeri da 174 a 137 aerei (lasciando a terra 37 aeromobili escluso Volare) e la completa cessazione dell'attività cargo a partire dal marzo 2010. Per il 2008 si parla inoltre di mantenere 24 destinazioni nazionali servite mediamente con 44 linee con 1.265 frequenze settimanali; 45 destinazioni internazionali, servite mediamente con 77 rotte con 927 frequenze settimanali; 14 destinazioni intercontinentali servite mediamente con 17 rotte con 101 frequenze settimanali.

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Bertinotti e la guerra tra poveri in Italia (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

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Ieri sera ho visto qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio gli italiani più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini, che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà che propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E' questo che vuole Bertinotti? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 8 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 L'Iran sta tentando il colpo di mano in Iraq? In apparenza sono le solite notizie dall'Iraq: bombe, morte, terrore. Anche ieri c'è stata un'ondata di attentati. In realtà potrebbero segnare l'inizio di una nuova fase di destabilizzazione dalle implicazioni strategiche assai significative. infatti, per la prima volta dopo mesi di relativa tranquillità, l'Iraq piomba nel terrore. La domanda d'obbligo è: perché? La risposta l'ha data il generale Petraeus qualche giorno fa quando aveva accusato gli iraniani di essere dietro questa recrudescenza. Ieri nuove conferme: in prima linea ci sarebbero i miliziani di Moqtada Al Sadr, uno sceicco sciita che è in sintonia con una delle ali più estreme del regime di Teheran. E proprio in Iran si sono appena concluse le elezioni legislative con la vittoria degli integralisti. L'America invece è nel pieno della recessione e di una campagna elettorale che durerà fino a novembre; dunque è oggettivamente debole. L'impressione è che il regime di Ahmadinejahd e, soprattutto, della guida spirituale Ali Khamenei ne stia approfittando per tentare un colpo di mano a Bagdad o per aumentare la propria influenza nella regione; comunque, ha tutto l'interesse a smontare la tesi dell'Amministrazione Bush secondo cui l'Iraq è avviato verso la normalizzazione. Un Iraq in fiamme influenzerebbe la campagna elettorale Usa, agevolando Barack Obama (l'unico candidato ostile al conflitto) e mettendo in imbarazzo John McCain (che la guerra non l'ha mai rinnegata) ovvero il candidato ritenuto più debole e pacifista rispetto a quello più patriottico e interventista. Tra l'altro una nuova ondata farebbe risalire i corsi del petrolio. Attenti all'Iran, non lascia nulla al caso. Guai in vista? Scritto in medio oriente, gli usa e il mondo Commenti ( 8 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Mar 08 Milva e quei sette milioni nascosti. per la vecchiaia Era rossa dentro e rossa fuori, orgogliosa di sostenere Bertinotti e Rifondazione comunista e di battersi contro la destra, il capitalismo e ovviamente Berlusconi. Ora sappiamo che qualcosa di rosso non ha: il conto. Milva in Lichtenstein custodiva sette milioni di euro ovviamente non dichiarati. Intervistata da Antonio Lodetti sul Giornale di oggi , la signora ha dichiarato di non essere preoccupata "perché chi mi segue in queste cose mi ha assicurato che è roba vecchia, prescritta". Se è prescritta significa che è frutto di attività comunque non lecite: forse la signora ha evaso il fisco, come un commenda qualunque? Non sta bene per un artista che si batte per la prosperità dei lavoratori. Poi, con aria svagata afferma di non essersi mai occupata di quel conto, ricordando però che "mio marito mi diceva sempre di pensare alla vecchiaia, di accantonare qualcosa magari all'estero, quando lavoravo fuori". Sette milioni di euro per la vecchiaia? Niente male per una comunista. Quasi quasi divento rosso anch'io. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Crociata contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia La conversione di Magdi Allam è diventato un evento mondiale, ne parlano tutti i grandi media e, com'era prevedibile, i commenti nel mondo islamico sono tendenzialmente negativi. Tra le tante reazioni mi ha colpito quella di Stratfor, un centro studi americano molto vicino alla Cia e che pertanto ne riflette le opinioni. Nella sua ultima newsletter avverte: "Se Benedetto XVI deciderà di rendere più aggressiva la sua avversione all'Islam radicale, dando enorme rilevanza mediatica a casi come quello di Allam e dunque enfatizzando le conversioni anziché la coesistenza, il Vaticano diventerà il centro del confronto tra i fondamentalisti islamici e l'Occidente. E questo avrà profonde implicazioni geopolitiche". Da qui alcune domande: davvero il Papa vuole lanciare la sfida agli integralisti o ha semplicemente ribadito il diritto alla libertà religiosa? La Cia sembra credere alla prima ipotesi e non se ne rallegra: Stratfor scrive che il Papa rischia di alienare il rapporto con un miliardo di musulmani, proprio mentre l'America sta cercando di ricostruire i rapporti con il mondo islamico. Washington, insomma, non pare sostenere Benedetto XVI. Il Vaticano sta davvero lanciando una crociata solitaria? E questo è nell'interesse della Chiesa e dell'Occidente? Scritto in gli usa e il mondo, islam Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Mar 08 Oddio, Carla Bruni fa la morale ai giornalisti Ricordate la signora Carla Bruni prima che convolasse a nozze con il signor Sarkozy? Era una delle regine dell'infotainment e della stampa rosa. Da ex modella dotata di intuito e intelligenza aveva capito come pararametarsi con i media per incrementare la propria personalità. Era lei che faceva filtrare indiscrezioni sui suoi tanti amori, alimentando i pettegolezzi, lei che rilasciava interviste scandalistiche in cui si dichiarava poligama. Sì, ci sapeva fare, quando era una modella o una cantante. Ora che è una first-lady ha cambiato idea, per assumere i panni, improbabili, della vergine mediatica. Ha preso carta e penna e ha mandato un'appassionata lettera a Le Monde per commentare, con toni scandalizzati, la vicenda dell'Sms che Sarko avrebbe inviato all'ex moglie Cécilia; vicenda che peraltro si è chiusa con le scuse del Nouvel Observateur e il ritiro della querela da parte dell'Eliseo. La signora Bruni-Sarkozy si domanda: "Se i grandi giornali cessano di fare la selezione fra i pettegolezzi e i fatti, chi lo farà? Se, come la peggiore delle pubblicazioni trash, Le Nouvel Observateur, tradendo la sua vocazione ed anche il suo nome, non osserva più, ma inventa ciò che racconta, quale protezione ci resta contro l' isteria dell' epoca?". Poi chiude citando un passo di Beaumarchais, drammaturgo del '700, che parla dell' effetto devastante della calunnia, chiedendosi chi diavolo può resistere alla calunnia?'. La Bruni risponde: "I giornalisti, quelli veri". Sottoscrivo, ma a patto che tutti rispettino il copione, mentre da qualche tempo i personaggi del jet-set sembrano presi da schizofrenia: attori, calciatori, soubrette, modelle, fotografi, ereditieri alimentano per anni il giornalismo spazzatura, poi quando finiscono nei guai o cambiano ruolo, reclamano improvisamente l'etica, la moralità, indignandosi per le incursioni nelle sfere del privato e il cinismo della stampa. Vedi Fabrizio Corona o Paris Hilton o Luciano Moggi o i tanti eroi di un sistema che, sovente, premia il nulla ben confenzionato anziché il merito. Certo il caso della signora Bruni è particolare; direi unico; è saltata direttamente dal rotocalco all'Eliseo. Posso capire l' ansia di rifarsi una reputazione, ma, per cortesia, ci risparmi questi predicozzi, dietro a cui peraltro non è difficile scorgere la mano di uno spin doctor presidenziale. Ben venga la critica alla stampa, ma da censori credibili e possibilmente disinteressati. PS Ecco una splendida immagine di Carla Bruni scattata pochi mesi fa. Allora non mostrava turbamento per l'invadenza dei media. Scritto in francia, giornalismo Commenti ( 22 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Quei manager fanno disastri. Ma vengono premiati I manager delle principali banche mondiali hanno creato una bomba speculativa - quella dei muti subprime - che ora è esplosa drammaticamente. Stiamo pagando tutti un prezzo altissimo; tutti tranne loro. Nonostante da anni si parli della necessità di porre fine ai privilegi dei supermanager, nulla è stato fatto e in queste ore si sta creando una situazione paradossale. Gli alti dirigenti che hanno alimentato la speculazione sui subprime non pagano alcuno scotto personale. Anzi, quando vengono licenziati guadagnano. Oggi il Sole 24 Ore ha accesso i fari su Ubs, il colosso elvetico che è in grandi difficoltà, al pari di Citigroup, Morgan Stanley, Lehman Brothers, Goldman Sachs; cioè gli istituti che fino a poche settimane fa davano lezioni al mondo. Il numero uno di Ubs Marcel Ospel, sebbene molto contestato, è ancora in sella, mentre tre top manager sono stati licenziati. Peccato che se ne siano usciti con paracadute milionari: circa venti milioni di franchi svizzeri a testa. Hanno messo a repentaglio la solidità e la reputazione della prima banca svizzera e contribuito a scatenare la più grave crisi finanziaria degli ultimi 80 anni; ma se ne vanno più ricchi di prima. La beffa è doppia. Uno dei principi sacri del capitalismo è quello della responsabilità individuale: se sbagli paghi. La casta dei supermanager lo ha invece sovvertito: quando sbagliano loro sono gli altri a pagare. Ed è ora di dire basta a quella che ha tutta l'aria di essere una truffa legalizzata. Ribellarsi talvolta è un obbligo. Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno pentendo, non però i ministri dell'attuale governo. E non è difficile capire perché. Se si analizza con distacco la vicenda ci si accorge come Bruxelles dietro le quinte abbia spinto per questa soluzione. Innanzitutto, considerazioni strategiche: è stata Bruxelles a volere che Air France diventasse la compagnia di riferimento europea. E dunque in questa logica era auspicabile che Alitalia finisse nelle mani di Air France-Klm e di conseguenza che l'hub di Parigi assumesse ancor più importanza con il declassamento di Malpensa. E chi ha condotto nel governo la trattativa per la cessione? Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa, ex membro della Banca centrale europea, con la vigile protezione di Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea ovvero due leader politici che, assieme a Giuliano Amato ed Emma Bonino, sono da sempre estremamente sensibili agli interessi comunitari. Oggi la Commissione europea ha pronunciato un secco no alla concessione di nuovi aiuti di Stato. Il portavoce del commissario ai trasporti Jacques Barrot (un francese) ha ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. Il tempismo è perfetto: mentre l'Italia scopre con sconcerto l'inganno ed è tentata dal dire di no, la Commissione europea la mette con le spalle al muro: o dice sì all'offerta o Alitalia dovrà fallire. Prodi e Padoa Schioppa naturalmente non manifestano rimorsi, né dubbi. Anzi, il premier uscente intima alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo danni rivolta ad Alitalia, come desiderato da Air France. Risponde presente, una volta di più. Un'operazione magistrale, complimenti alla lobby europea. Scritto in Italia Commenti ( 42 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Boicottare le Olimpiadi crea confusione? Secondo il nostro ministro degli Esteri Massimo D'Alema disertare le Olimpiadi per mandare un messaggio alla Cina sul Tibet potrebbe "dividerci e far confusione". Io capisco l'imbarazzo della diplomazia in questi frangenti, ma perchè un boicottaggio dovrebbe "far confusione"? O si è favorevoli per ragioni umanitarie o si è contrari per ragioni di opportunità politica ed economica. Qual è la posizione dell'Italia? La confusione mi sembra la stia creando D'Alema, forse travolto dal vociare di queste ore. Improvvisamente tutti si occupano di Tibet: molti eponenti del Pdl e della Sinistra arcobaleno invocano il boicottaggio, il Pd medita, Cossiga è contrario e ancora una volta provoca: "Vorrei comprendere il motivo per il quale tutti protestano per le misure forti con le quali i governi di Pechino e di Nuova Delhi cercano di ristabilire l'ordine nei propri territori, mentre quasi tutti tacciono sulla repressione giudiziario-poliziesca del Governo di Madrid nei Paesi Baschi". In queste ore il mio cuore è con il Dalai Lama e con il popolo tibetano, ma ho l'impressione che, anche volendo, l'Occidente non possa permettersi il boicottaggio e che si sia rassegnato a convivere con questa Cina, capitalista e dittatoriale. E allora, a dispetto dell'emozione, ho l'impressione che finirà come in Birmania. Un bagno di sangue, qualche settimana per dimenticare e amici come prima. AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: il Dalai Lama dice no al boicottaggio dei Giochi Olimpici, in quanto punirebbe ingiustamente il popolo cinese, mentre solo il governo di Pechino è responsabile di quello che ha definito un "genocidio culturale". E a questo punto cosa si deve fare: insistere comunque per il boicottaggio o seguire l'invito del Dalai Lama? Scritto in cina Commenti ( 54 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Un (osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina? Chi segue i mercati finanziari sa che i rapporti tra Stati Uniti e Cina sono vincolati da un interesse reciproco: l'America è il principale sbocco della produzione industriale cinese, in cambio Pechino finanzia il deficit statunitense comprando a man bassa titoli di Stato. Ma la crisi finanziaria sembra aver rotto l'equilibrio e non certo a favore di Washington. In queste ore gli Usa appaiono molto vulnerabili: politicamente perché sono in piena campagna per le presidenziali, economicamente perché sono in recessione e con il sistema finanziario sotto sopra, militarmente perché l'esercito appare demotivato e diviso (vedi le dimissioni dell'ammiraglio William Fallon, 63 anni, comandante delle forze Usa in Medio Oriente). Qualcuno si chiede se siano ancora una superpotenza, certo sono in crisi come raramente è capitato nella storia recente. E in questo contesto lascia allibiti la notizia che il Dipartimento di Stato ha tolto la Cina dalla lista nera dei Paesi che violano i diritti umani. Ma come? Qualche mese fa Bush conferiva la massima onoreficenza al Dalai Lama e proprio nel momento in cui il leader spiriturale tibetano denuncia la brutale repressione dei cinesi in Tibet, l'America assolve Pechino? Basta leggere il rapporto per rendersi conto dell'assurdità della decisione. Nel testo infatti si riconosce che: "La Cina soffoca qualunque tipo di libertà di espressione, nega ai suoi cittadini i più elementari diritti umani, censura internet, arresta i blogger, sorveglia i giornalisti stranieri, se è il caso li intimidisce". Inoltre "stritola la libertà religiosa nel Tibet buddista e nello Xinjiang musulmano, spedisce chi protesta ai lavori forzati, tortura i prigionieri con i peggiori strumenti partoriti dalla crudeltà umana, strappa confessioni per delitti mai commessi, li condanna preferibilmente senza processo". Ciò nonostante non è più nell'elenco dei cattivi. Perché? Il governo americano ha più che mai bisogno dei fondi cinesi (anche di quelli sovrani) per tamponare lo scandalo subprime, mentre Pechino nell'anno delle Olimpiadi ha urgenza di migliorare la propria immagine internazionale. Quella strana assoluzione del Dipartimento di Stato equivale a una benedizione. Dobbiamo sopettare un (osceno) baratto tra i due Paesi? Scritto in cina, gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Mar 08 L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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L'Iran sta tentando il colpo di mano in Iraq? (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Ieri sera ho visto qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio gli italiani più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini, che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà che propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E' questo che vuole Bertinotti? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 8 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 L'Iran sta tentando il colpo di mano in Iraq? In apparenza sono le solite notizie dall'Iraq: bombe, morte, terrore. Anche ieri c'è stata un'ondata di attentati. In realtà potrebbero segnare l'inizio di una nuova fase di destabilizzazione dalle implicazioni strategiche assai significative. infatti, per la prima volta dopo mesi di relativa tranquillità, l'Iraq piomba nel terrore. La domanda d'obbligo è: perché? La risposta l'ha data il generale Petraeus qualche giorno fa quando aveva accusato gli iraniani di essere dietro questa recrudescenza. Ieri nuove conferme: in prima linea ci sarebbero i miliziani di Moqtada Al Sadr, uno sceicco sciita che è in sintonia con una delle ali più estreme del regime di Teheran. E proprio in Iran si sono appena concluse le elezioni legislative con la vittoria degli integralisti. L'America invece è nel pieno della recessione e di una campagna elettorale che durerà fino a novembre; dunque è oggettivamente debole. L'impressione è che il regime di Ahmadinejahd e, soprattutto, della guida spirituale Ali Khamenei ne stia approfittando per tentare un colpo di mano a Bagdad o per aumentare la propria influenza nella regione; comunque, ha tutto l'interesse a smontare la tesi dell'Amministrazione Bush secondo cui l'Iraq è avviato verso la normalizzazione. Un Iraq in fiamme influenzerebbe la campagna elettorale Usa, agevolando Barack Obama (l'unico candidato ostile al conflitto) e mettendo in imbarazzo John McCain (che la guerra non l'ha mai rinnegata) ovvero il candidato ritenuto più debole e pacifista rispetto a quello più patriottico e interventista. Tra l'altro una nuova ondata farebbe risalire i corsi del petrolio. Attenti all'Iran, non lascia nulla al caso. Guai in vista? Scritto in medio oriente, gli usa e il mondo Commenti ( 8 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Mar 08 Milva e quei sette milioni nascosti. per la vecchiaia Era rossa dentro e rossa fuori, orgogliosa di sostenere Bertinotti e Rifondazione comunista e di battersi contro la destra, il capitalismo e ovviamente Berlusconi. Ora sappiamo che qualcosa di rosso non ha: il conto. Milva in Lichtenstein custodiva sette milioni di euro ovviamente non dichiarati. Intervistata da Antonio Lodetti sul Giornale di oggi , la signora ha dichiarato di non essere preoccupata "perché chi mi segue in queste cose mi ha assicurato che è roba vecchia, prescritta". Se è prescritta significa che è frutto di attività comunque non lecite: forse la signora ha evaso il fisco, come un commenda qualunque? Non sta bene per un artista che si batte per la prosperità dei lavoratori. Poi, con aria svagata afferma di non essersi mai occupata di quel conto, ricordando però che "mio marito mi diceva sempre di pensare alla vecchiaia, di accantonare qualcosa magari all'estero, quando lavoravo fuori". Sette milioni di euro per la vecchiaia? Niente male per una comunista. Quasi quasi divento rosso anch'io. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Crociata contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia La conversione di Magdi Allam è diventato un evento mondiale, ne parlano tutti i grandi media e, com'era prevedibile, i commenti nel mondo islamico sono tendenzialmente negativi. Tra le tante reazioni mi ha colpito quella di Stratfor, un centro studi americano molto vicino alla Cia e che pertanto ne riflette le opinioni. Nella sua ultima newsletter avverte: "Se Benedetto XVI deciderà di rendere più aggressiva la sua avversione all'Islam radicale, dando enorme rilevanza mediatica a casi come quello di Allam e dunque enfatizzando le conversioni anziché la coesistenza, il Vaticano diventerà il centro del confronto tra i fondamentalisti islamici e l'Occidente. E questo avrà profonde implicazioni geopolitiche". Da qui alcune domande: davvero il Papa vuole lanciare la sfida agli integralisti o ha semplicemente ribadito il diritto alla libertà religiosa? La Cia sembra credere alla prima ipotesi e non se ne rallegra: Stratfor scrive che il Papa rischia di alienare il rapporto con un miliardo di musulmani, proprio mentre l'America sta cercando di ricostruire i rapporti con il mondo islamico. Washington, insomma, non pare sostenere Benedetto XVI. Il Vaticano sta davvero lanciando una crociata solitaria? E questo è nell'interesse della Chiesa e dell'Occidente? Scritto in gli usa e il mondo, islam Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Mar 08 Oddio, Carla Bruni fa la morale ai giornalisti Ricordate la signora Carla Bruni prima che convolasse a nozze con il signor Sarkozy? Era una delle regine dell'infotainment e della stampa rosa. Da ex modella dotata di intuito e intelligenza aveva capito come pararametarsi con i media per incrementare la propria personalità. Era lei che faceva filtrare indiscrezioni sui suoi tanti amori, alimentando i pettegolezzi, lei che rilasciava interviste scandalistiche in cui si dichiarava poligama. Sì, ci sapeva fare, quando era una modella o una cantante. Ora che è una first-lady ha cambiato idea, per assumere i panni, improbabili, della vergine mediatica. Ha preso carta e penna e ha mandato un'appassionata lettera a Le Monde per commentare, con toni scandalizzati, la vicenda dell'Sms che Sarko avrebbe inviato all'ex moglie Cécilia; vicenda che peraltro si è chiusa con le scuse del Nouvel Observateur e il ritiro della querela da parte dell'Eliseo. La signora Bruni-Sarkozy si domanda: "Se i grandi giornali cessano di fare la selezione fra i pettegolezzi e i fatti, chi lo farà? Se, come la peggiore delle pubblicazioni trash, Le Nouvel Observateur, tradendo la sua vocazione ed anche il suo nome, non osserva più, ma inventa ciò che racconta, quale protezione ci resta contro l' isteria dell' epoca?". Poi chiude citando un passo di Beaumarchais, drammaturgo del '700, che parla dell' effetto devastante della calunnia, chiedendosi chi diavolo può resistere alla calunnia?'. La Bruni risponde: "I giornalisti, quelli veri". Sottoscrivo, ma a patto che tutti rispettino il copione, mentre da qualche tempo i personaggi del jet-set sembrano presi da schizofrenia: attori, calciatori, soubrette, modelle, fotografi, ereditieri alimentano per anni il giornalismo spazzatura, poi quando finiscono nei guai o cambiano ruolo, reclamano improvisamente l'etica, la moralità, indignandosi per le incursioni nelle sfere del privato e il cinismo della stampa. Vedi Fabrizio Corona o Paris Hilton o Luciano Moggi o i tanti eroi di un sistema che, sovente, premia il nulla ben confenzionato anziché il merito. Certo il caso della signora Bruni è particolare; direi unico; è saltata direttamente dal rotocalco all'Eliseo. Posso capire l' ansia di rifarsi una reputazione, ma, per cortesia, ci risparmi questi predicozzi, dietro a cui peraltro non è difficile scorgere la mano di uno spin doctor presidenziale. Ben venga la critica alla stampa, ma da censori credibili e possibilmente disinteressati. PS Ecco una splendida immagine di Carla Bruni scattata pochi mesi fa. Allora non mostrava turbamento per l'invadenza dei media. Scritto in francia, giornalismo Commenti ( 22 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Quei manager fanno disastri. Ma vengono premiati I manager delle principali banche mondiali hanno creato una bomba speculativa - quella dei muti subprime - che ora è esplosa drammaticamente. Stiamo pagando tutti un prezzo altissimo; tutti tranne loro. Nonostante da anni si parli della necessità di porre fine ai privilegi dei supermanager, nulla è stato fatto e in queste ore si sta creando una situazione paradossale. Gli alti dirigenti che hanno alimentato la speculazione sui subprime non pagano alcuno scotto personale. Anzi, quando vengono licenziati guadagnano. Oggi il Sole 24 Ore ha accesso i fari su Ubs, il colosso elvetico che è in grandi difficoltà, al pari di Citigroup, Morgan Stanley, Lehman Brothers, Goldman Sachs; cioè gli istituti che fino a poche settimane fa davano lezioni al mondo. Il numero uno di Ubs Marcel Ospel, sebbene molto contestato, è ancora in sella, mentre tre top manager sono stati licenziati. Peccato che se ne siano usciti con paracadute milionari: circa venti milioni di franchi svizzeri a testa. Hanno messo a repentaglio la solidità e la reputazione della prima banca svizzera e contribuito a scatenare la più grave crisi finanziaria degli ultimi 80 anni; ma se ne vanno più ricchi di prima. La beffa è doppia. Uno dei principi sacri del capitalismo è quello della responsabilità individuale: se sbagli paghi. La casta dei supermanager lo ha invece sovvertito: quando sbagliano loro sono gli altri a pagare. Ed è ora di dire basta a quella che ha tutta l'aria di essere una truffa legalizzata. Ribellarsi talvolta è un obbligo. Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno pentendo, non però i ministri dell'attuale governo. E non è difficile capire perché. Se si analizza con distacco la vicenda ci si accorge come Bruxelles dietro le quinte abbia spinto per questa soluzione. Innanzitutto, considerazioni strategiche: è stata Bruxelles a volere che Air France diventasse la compagnia di riferimento europea. E dunque in questa logica era auspicabile che Alitalia finisse nelle mani di Air France-Klm e di conseguenza che l'hub di Parigi assumesse ancor più importanza con il declassamento di Malpensa. E chi ha condotto nel governo la trattativa per la cessione? Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa, ex membro della Banca centrale europea, con la vigile protezione di Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea ovvero due leader politici che, assieme a Giuliano Amato ed Emma Bonino, sono da sempre estremamente sensibili agli interessi comunitari. Oggi la Commissione europea ha pronunciato un secco no alla concessione di nuovi aiuti di Stato. Il portavoce del commissario ai trasporti Jacques Barrot (un francese) ha ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. Il tempismo è perfetto: mentre l'Italia scopre con sconcerto l'inganno ed è tentata dal dire di no, la Commissione europea la mette con le spalle al muro: o dice sì all'offerta o Alitalia dovrà fallire. Prodi e Padoa Schioppa naturalmente non manifestano rimorsi, né dubbi. Anzi, il premier uscente intima alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo danni rivolta ad Alitalia, come desiderato da Air France. Risponde presente, una volta di più. Un'operazione magistrale, complimenti alla lobby europea. Scritto in Italia Commenti ( 42 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Boicottare le Olimpiadi crea confusione? Secondo il nostro ministro degli Esteri Massimo D'Alema disertare le Olimpiadi per mandare un messaggio alla Cina sul Tibet potrebbe "dividerci e far confusione". Io capisco l'imbarazzo della diplomazia in questi frangenti, ma perchè un boicottaggio dovrebbe "far confusione"? O si è favorevoli per ragioni umanitarie o si è contrari per ragioni di opportunità politica ed economica. Qual è la posizione dell'Italia? La confusione mi sembra la stia creando D'Alema, forse travolto dal vociare di queste ore. Improvvisamente tutti si occupano di Tibet: molti eponenti del Pdl e della Sinistra arcobaleno invocano il boicottaggio, il Pd medita, Cossiga è contrario e ancora una volta provoca: "Vorrei comprendere il motivo per il quale tutti protestano per le misure forti con le quali i governi di Pechino e di Nuova Delhi cercano di ristabilire l'ordine nei propri territori, mentre quasi tutti tacciono sulla repressione giudiziario-poliziesca del Governo di Madrid nei Paesi Baschi". In queste ore il mio cuore è con il Dalai Lama e con il popolo tibetano, ma ho l'impressione che, anche volendo, l'Occidente non possa permettersi il boicottaggio e che si sia rassegnato a convivere con questa Cina, capitalista e dittatoriale. E allora, a dispetto dell'emozione, ho l'impressione che finirà come in Birmania. Un bagno di sangue, qualche settimana per dimenticare e amici come prima. AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: il Dalai Lama dice no al boicottaggio dei Giochi Olimpici, in quanto punirebbe ingiustamente il popolo cinese, mentre solo il governo di Pechino è responsabile di quello che ha definito un "genocidio culturale". E a questo punto cosa si deve fare: insistere comunque per il boicottaggio o seguire l'invito del Dalai Lama? Scritto in cina Commenti ( 54 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Un (osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina? Chi segue i mercati finanziari sa che i rapporti tra Stati Uniti e Cina sono vincolati da un interesse reciproco: l'America è il principale sbocco della produzione industriale cinese, in cambio Pechino finanzia il deficit statunitense comprando a man bassa titoli di Stato. Ma la crisi finanziaria sembra aver rotto l'equilibrio e non certo a favore di Washington. In queste ore gli Usa appaiono molto vulnerabili: politicamente perché sono in piena campagna per le presidenziali, economicamente perché sono in recessione e con il sistema finanziario sotto sopra, militarmente perché l'esercito appare demotivato e diviso (vedi le dimissioni dell'ammiraglio William Fallon, 63 anni, comandante delle forze Usa in Medio Oriente). Qualcuno si chiede se siano ancora una superpotenza, certo sono in crisi come raramente è capitato nella storia recente. E in questo contesto lascia allibiti la notizia che il Dipartimento di Stato ha tolto la Cina dalla lista nera dei Paesi che violano i diritti umani. Ma come? Qualche mese fa Bush conferiva la massima onoreficenza al Dalai Lama e proprio nel momento in cui il leader spiriturale tibetano denuncia la brutale repressione dei cinesi in Tibet, l'America assolve Pechino? Basta leggere il rapporto per rendersi conto dell'assurdità della decisione. Nel testo infatti si riconosce che: "La Cina soffoca qualunque tipo di libertà di espressione, nega ai suoi cittadini i più elementari diritti umani, censura internet, arresta i blogger, sorveglia i giornalisti stranieri, se è il caso li intimidisce". Inoltre "stritola la libertà religiosa nel Tibet buddista e nello Xinjiang musulmano, spedisce chi protesta ai lavori forzati, tortura i prigionieri con i peggiori strumenti partoriti dalla crudeltà umana, strappa confessioni per delitti mai commessi, li condanna preferibilmente senza processo". Ciò nonostante non è più nell'elenco dei cattivi. Perché? Il governo americano ha più che mai bisogno dei fondi cinesi (anche di quelli sovrani) per tamponare lo scandalo subprime, mentre Pechino nell'anno delle Olimpiadi ha urgenza di migliorare la propria immagine internazionale. Quella strana assoluzione del Dipartimento di Stato equivale a una benedizione. Dobbiamo sopettare un (osceno) baratto tra i due Paesi? Scritto in cina, gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Mar 08 L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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Quei manager fanno disastri. Ma vengono premiati (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Ieri sera ho visto qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio gli italiani più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini, che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà che propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E' questo che vuole Bertinotti? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 8 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 L'Iran sta tentando il colpo di mano in Iraq? In apparenza sono le solite notizie dall'Iraq: bombe, morte, terrore. Anche ieri c'è stata un'ondata di attentati. In realtà potrebbero segnare l'inizio di una nuova fase di destabilizzazione dalle implicazioni strategiche assai significative. infatti, per la prima volta dopo mesi di relativa tranquillità, l'Iraq piomba nel terrore. La domanda d'obbligo è: perché? La risposta l'ha data il generale Petraeus qualche giorno fa quando aveva accusato gli iraniani di essere dietro questa recrudescenza. Ieri nuove conferme: in prima linea ci sarebbero i miliziani di Moqtada Al Sadr, uno sceicco sciita che è in sintonia con una delle ali più estreme del regime di Teheran. E proprio in Iran si sono appena concluse le elezioni legislative con la vittoria degli integralisti. L'America invece è nel pieno della recessione e di una campagna elettorale che durerà fino a novembre; dunque è oggettivamente debole. L'impressione è che il regime di Ahmadinejahd e, soprattutto, della guida spirituale Ali Khamenei ne stia approfittando per tentare un colpo di mano a Bagdad o per aumentare la propria influenza nella regione; comunque, ha tutto l'interesse a smontare la tesi dell'Amministrazione Bush secondo cui l'Iraq è avviato verso la normalizzazione. Un Iraq in fiamme influenzerebbe la campagna elettorale Usa, agevolando Barack Obama (l'unico candidato ostile al conflitto) e mettendo in imbarazzo John McCain (che la guerra non l'ha mai rinnegata) ovvero il candidato ritenuto più debole e pacifista rispetto a quello più patriottico e interventista. Tra l'altro una nuova ondata farebbe risalire i corsi del petrolio. Attenti all'Iran, non lascia nulla al caso. Guai in vista? Scritto in medio oriente, gli usa e il mondo Commenti ( 8 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Mar 08 Milva e quei sette milioni nascosti. per la vecchiaia Era rossa dentro e rossa fuori, orgogliosa di sostenere Bertinotti e Rifondazione comunista e di battersi contro la destra, il capitalismo e ovviamente Berlusconi. Ora sappiamo che qualcosa di rosso non ha: il conto. Milva in Lichtenstein custodiva sette milioni di euro ovviamente non dichiarati. Intervistata da Antonio Lodetti sul Giornale di oggi , la signora ha dichiarato di non essere preoccupata "perché chi mi segue in queste cose mi ha assicurato che è roba vecchia, prescritta". Se è prescritta significa che è frutto di attività comunque non lecite: forse la signora ha evaso il fisco, come un commenda qualunque? Non sta bene per un artista che si batte per la prosperità dei lavoratori. Poi, con aria svagata afferma di non essersi mai occupata di quel conto, ricordando però che "mio marito mi diceva sempre di pensare alla vecchiaia, di accantonare qualcosa magari all'estero, quando lavoravo fuori". Sette milioni di euro per la vecchiaia? Niente male per una comunista. Quasi quasi divento rosso anch'io. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Crociata contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia La conversione di Magdi Allam è diventato un evento mondiale, ne parlano tutti i grandi media e, com'era prevedibile, i commenti nel mondo islamico sono tendenzialmente negativi. Tra le tante reazioni mi ha colpito quella di Stratfor, un centro studi americano molto vicino alla Cia e che pertanto ne riflette le opinioni. Nella sua ultima newsletter avverte: "Se Benedetto XVI deciderà di rendere più aggressiva la sua avversione all'Islam radicale, dando enorme rilevanza mediatica a casi come quello di Allam e dunque enfatizzando le conversioni anziché la coesistenza, il Vaticano diventerà il centro del confronto tra i fondamentalisti islamici e l'Occidente. E questo avrà profonde implicazioni geopolitiche". Da qui alcune domande: davvero il Papa vuole lanciare la sfida agli integralisti o ha semplicemente ribadito il diritto alla libertà religiosa? La Cia sembra credere alla prima ipotesi e non se ne rallegra: Stratfor scrive che il Papa rischia di alienare il rapporto con un miliardo di musulmani, proprio mentre l'America sta cercando di ricostruire i rapporti con il mondo islamico. Washington, insomma, non pare sostenere Benedetto XVI. Il Vaticano sta davvero lanciando una crociata solitaria? E questo è nell'interesse della Chiesa e dell'Occidente? Scritto in gli usa e il mondo, islam Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Mar 08 Oddio, Carla Bruni fa la morale ai giornalisti Ricordate la signora Carla Bruni prima che convolasse a nozze con il signor Sarkozy? Era una delle regine dell'infotainment e della stampa rosa. Da ex modella dotata di intuito e intelligenza aveva capito come pararametarsi con i media per incrementare la propria personalità. Era lei che faceva filtrare indiscrezioni sui suoi tanti amori, alimentando i pettegolezzi, lei che rilasciava interviste scandalistiche in cui si dichiarava poligama. Sì, ci sapeva fare, quando era una modella o una cantante. Ora che è una first-lady ha cambiato idea, per assumere i panni, improbabili, della vergine mediatica. Ha preso carta e penna e ha mandato un'appassionata lettera a Le Monde per commentare, con toni scandalizzati, la vicenda dell'Sms che Sarko avrebbe inviato all'ex moglie Cécilia; vicenda che peraltro si è chiusa con le scuse del Nouvel Observateur e il ritiro della querela da parte dell'Eliseo. La signora Bruni-Sarkozy si domanda: "Se i grandi giornali cessano di fare la selezione fra i pettegolezzi e i fatti, chi lo farà? Se, come la peggiore delle pubblicazioni trash, Le Nouvel Observateur, tradendo la sua vocazione ed anche il suo nome, non osserva più, ma inventa ciò che racconta, quale protezione ci resta contro l' isteria dell' epoca?". Poi chiude citando un passo di Beaumarchais, drammaturgo del '700, che parla dell' effetto devastante della calunnia, chiedendosi chi diavolo può resistere alla calunnia?'. La Bruni risponde: "I giornalisti, quelli veri". Sottoscrivo, ma a patto che tutti rispettino il copione, mentre da qualche tempo i personaggi del jet-set sembrano presi da schizofrenia: attori, calciatori, soubrette, modelle, fotografi, ereditieri alimentano per anni il giornalismo spazzatura, poi quando finiscono nei guai o cambiano ruolo, reclamano improvisamente l'etica, la moralità, indignandosi per le incursioni nelle sfere del privato e il cinismo della stampa. Vedi Fabrizio Corona o Paris Hilton o Luciano Moggi o i tanti eroi di un sistema che, sovente, premia il nulla ben confenzionato anziché il merito. Certo il caso della signora Bruni è particolare; direi unico; è saltata direttamente dal rotocalco all'Eliseo. Posso capire l' ansia di rifarsi una reputazione, ma, per cortesia, ci risparmi questi predicozzi, dietro a cui peraltro non è difficile scorgere la mano di uno spin doctor presidenziale. Ben venga la critica alla stampa, ma da censori credibili e possibilmente disinteressati. PS Ecco una splendida immagine di Carla Bruni scattata pochi mesi fa. Allora non mostrava turbamento per l'invadenza dei media. Scritto in francia, giornalismo Commenti ( 22 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Quei manager fanno disastri. Ma vengono premiati I manager delle principali banche mondiali hanno creato una bomba speculativa - quella dei muti subprime - che ora è esplosa drammaticamente. Stiamo pagando tutti un prezzo altissimo; tutti tranne loro. Nonostante da anni si parli della necessità di porre fine ai privilegi dei supermanager, nulla è stato fatto e in queste ore si sta creando una situazione paradossale. Gli alti dirigenti che hanno alimentato la speculazione sui subprime non pagano alcuno scotto personale. Anzi, quando vengono licenziati guadagnano. Oggi il Sole 24 Ore ha accesso i fari su Ubs, il colosso elvetico che è in grandi difficoltà, al pari di Citigroup, Morgan Stanley, Lehman Brothers, Goldman Sachs; cioè gli istituti che fino a poche settimane fa davano lezioni al mondo. Il numero uno di Ubs Marcel Ospel, sebbene molto contestato, è ancora in sella, mentre tre top manager sono stati licenziati. Peccato che se ne siano usciti con paracadute milionari: circa venti milioni di franchi svizzeri a testa. Hanno messo a repentaglio la solidità e la reputazione della prima banca svizzera e contribuito a scatenare la più grave crisi finanziaria degli ultimi 80 anni; ma se ne vanno più ricchi di prima. La beffa è doppia. Uno dei principi sacri del capitalismo è quello della responsabilità individuale: se sbagli paghi. La casta dei supermanager lo ha invece sovvertito: quando sbagliano loro sono gli altri a pagare. Ed è ora di dire basta a quella che ha tutta l'aria di essere una truffa legalizzata. Ribellarsi talvolta è un obbligo. Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno pentendo, non però i ministri dell'attuale governo. E non è difficile capire perché. Se si analizza con distacco la vicenda ci si accorge come Bruxelles dietro le quinte abbia spinto per questa soluzione. Innanzitutto, considerazioni strategiche: è stata Bruxelles a volere che Air France diventasse la compagnia di riferimento europea. E dunque in questa logica era auspicabile che Alitalia finisse nelle mani di Air France-Klm e di conseguenza che l'hub di Parigi assumesse ancor più importanza con il declassamento di Malpensa. E chi ha condotto nel governo la trattativa per la cessione? Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa, ex membro della Banca centrale europea, con la vigile protezione di Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea ovvero due leader politici che, assieme a Giuliano Amato ed Emma Bonino, sono da sempre estremamente sensibili agli interessi comunitari. Oggi la Commissione europea ha pronunciato un secco no alla concessione di nuovi aiuti di Stato. Il portavoce del commissario ai trasporti Jacques Barrot (un francese) ha ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. Il tempismo è perfetto: mentre l'Italia scopre con sconcerto l'inganno ed è tentata dal dire di no, la Commissione europea la mette con le spalle al muro: o dice sì all'offerta o Alitalia dovrà fallire. Prodi e Padoa Schioppa naturalmente non manifestano rimorsi, né dubbi. Anzi, il premier uscente intima alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo danni rivolta ad Alitalia, come desiderato da Air France. Risponde presente, una volta di più. Un'operazione magistrale, complimenti alla lobby europea. Scritto in Italia Commenti ( 42 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Boicottare le Olimpiadi crea confusione? Secondo il nostro ministro degli Esteri Massimo D'Alema disertare le Olimpiadi per mandare un messaggio alla Cina sul Tibet potrebbe "dividerci e far confusione". Io capisco l'imbarazzo della diplomazia in questi frangenti, ma perchè un boicottaggio dovrebbe "far confusione"? O si è favorevoli per ragioni umanitarie o si è contrari per ragioni di opportunità politica ed economica. Qual è la posizione dell'Italia? La confusione mi sembra la stia creando D'Alema, forse travolto dal vociare di queste ore. Improvvisamente tutti si occupano di Tibet: molti eponenti del Pdl e della Sinistra arcobaleno invocano il boicottaggio, il Pd medita, Cossiga è contrario e ancora una volta provoca: "Vorrei comprendere il motivo per il quale tutti protestano per le misure forti con le quali i governi di Pechino e di Nuova Delhi cercano di ristabilire l'ordine nei propri territori, mentre quasi tutti tacciono sulla repressione giudiziario-poliziesca del Governo di Madrid nei Paesi Baschi". In queste ore il mio cuore è con il Dalai Lama e con il popolo tibetano, ma ho l'impressione che, anche volendo, l'Occidente non possa permettersi il boicottaggio e che si sia rassegnato a convivere con questa Cina, capitalista e dittatoriale. E allora, a dispetto dell'emozione, ho l'impressione che finirà come in Birmania. Un bagno di sangue, qualche settimana per dimenticare e amici come prima. AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: il Dalai Lama dice no al boicottaggio dei Giochi Olimpici, in quanto punirebbe ingiustamente il popolo cinese, mentre solo il governo di Pechino è responsabile di quello che ha definito un "genocidio culturale". E a questo punto cosa si deve fare: insistere comunque per il boicottaggio o seguire l'invito del Dalai Lama? Scritto in cina Commenti ( 54 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Un (osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina? Chi segue i mercati finanziari sa che i rapporti tra Stati Uniti e Cina sono vincolati da un interesse reciproco: l'America è il principale sbocco della produzione industriale cinese, in cambio Pechino finanzia il deficit statunitense comprando a man bassa titoli di Stato. Ma la crisi finanziaria sembra aver rotto l'equilibrio e non certo a favore di Washington. In queste ore gli Usa appaiono molto vulnerabili: politicamente perché sono in piena campagna per le presidenziali, economicamente perché sono in recessione e con il sistema finanziario sotto sopra, militarmente perché l'esercito appare demotivato e diviso (vedi le dimissioni dell'ammiraglio William Fallon, 63 anni, comandante delle forze Usa in Medio Oriente). Qualcuno si chiede se siano ancora una superpotenza, certo sono in crisi come raramente è capitato nella storia recente. E in questo contesto lascia allibiti la notizia che il Dipartimento di Stato ha tolto la Cina dalla lista nera dei Paesi che violano i diritti umani. Ma come? Qualche mese fa Bush conferiva la massima onoreficenza al Dalai Lama e proprio nel momento in cui il leader spiriturale tibetano denuncia la brutale repressione dei cinesi in Tibet, l'America assolve Pechino? Basta leggere il rapporto per rendersi conto dell'assurdità della decisione. Nel testo infatti si riconosce che: "La Cina soffoca qualunque tipo di libertà di espressione, nega ai suoi cittadini i più elementari diritti umani, censura internet, arresta i blogger, sorveglia i giornalisti stranieri, se è il caso li intimidisce". Inoltre "stritola la libertà religiosa nel Tibet buddista e nello Xinjiang musulmano, spedisce chi protesta ai lavori forzati, tortura i prigionieri con i peggiori strumenti partoriti dalla crudeltà umana, strappa confessioni per delitti mai commessi, li condanna preferibilmente senza processo". Ciò nonostante non è più nell'elenco dei cattivi. Perché? Il governo americano ha più che mai bisogno dei fondi cinesi (anche di quelli sovrani) per tamponare lo scandalo subprime, mentre Pechino nell'anno delle Olimpiadi ha urgenza di migliorare la propria immagine internazionale. Quella strana assoluzione del Dipartimento di Stato equivale a una benedizione. Dobbiamo sopettare un (osceno) baratto tra i due Paesi? Scritto in cina, gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Mar 08 L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (12) democrazia (13) francia (15) germania (2) giornalismo (30) gli usa e il mondo (22) globalizzazione (3) immigrazione (18) islam (11) Italia (75) medio oriente (8) notizie nascoste (26) presidenziali usa (5) russia (9) svizzera (3) turchia (11) Varie (12) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. 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Crociata contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Ieri sera ho visto qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio gli italiani più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini, che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà che propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E' questo che vuole Bertinotti? 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E proprio in Iran si sono appena concluse le elezioni legislative con la vittoria degli integralisti. L'America invece è nel pieno della recessione e di una campagna elettorale che durerà fino a novembre; dunque è oggettivamente debole. L'impressione è che il regime di Ahmadinejahd e, soprattutto, della guida spirituale Ali Khamenei ne stia approfittando per tentare un colpo di mano a Bagdad o per aumentare la propria influenza nella regione; comunque, ha tutto l'interesse a smontare la tesi dell'Amministrazione Bush secondo cui l'Iraq è avviato verso la normalizzazione. Un Iraq in fiamme influenzerebbe la campagna elettorale Usa, agevolando Barack Obama (l'unico candidato ostile al conflitto) e mettendo in imbarazzo John McCain (che la guerra non l'ha mai rinnegata) ovvero il candidato ritenuto più debole e pacifista rispetto a quello più patriottico e interventista. Tra l'altro una nuova ondata farebbe risalire i corsi del petrolio. Attenti all'Iran, non lascia nulla al caso. 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Non sta bene per un artista che si batte per la prosperità dei lavoratori. Poi, con aria svagata afferma di non essersi mai occupata di quel conto, ricordando però che "mio marito mi diceva sempre di pensare alla vecchiaia, di accantonare qualcosa magari all'estero, quando lavoravo fuori". Sette milioni di euro per la vecchiaia? Niente male per una comunista. Quasi quasi divento rosso anch'io. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Crociata contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia La conversione di Magdi Allam è diventato un evento mondiale, ne parlano tutti i grandi media e, com'era prevedibile, i commenti nel mondo islamico sono tendenzialmente negativi. Tra le tante reazioni mi ha colpito quella di Stratfor, un centro studi americano molto vicino alla Cia e che pertanto ne riflette le opinioni. Nella sua ultima newsletter avverte: "Se Benedetto XVI deciderà di rendere più aggressiva la sua avversione all'Islam radicale, dando enorme rilevanza mediatica a casi come quello di Allam e dunque enfatizzando le conversioni anziché la coesistenza, il Vaticano diventerà il centro del confronto tra i fondamentalisti islamici e l'Occidente. E questo avrà profonde implicazioni geopolitiche". Da qui alcune domande: davvero il Papa vuole lanciare la sfida agli integralisti o ha semplicemente ribadito il diritto alla libertà religiosa? La Cia sembra credere alla prima ipotesi e non se ne rallegra: Stratfor scrive che il Papa rischia di alienare il rapporto con un miliardo di musulmani, proprio mentre l'America sta cercando di ricostruire i rapporti con il mondo islamico. Washington, insomma, non pare sostenere Benedetto XVI. Il Vaticano sta davvero lanciando una crociata solitaria? E questo è nell'interesse della Chiesa e dell'Occidente? Scritto in gli usa e il mondo, islam Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Mar 08 Oddio, Carla Bruni fa la morale ai giornalisti Ricordate la signora Carla Bruni prima che convolasse a nozze con il signor Sarkozy? Era una delle regine dell'infotainment e della stampa rosa. Da ex modella dotata di intuito e intelligenza aveva capito come pararametarsi con i media per incrementare la propria personalità. Era lei che faceva filtrare indiscrezioni sui suoi tanti amori, alimentando i pettegolezzi, lei che rilasciava interviste scandalistiche in cui si dichiarava poligama. Sì, ci sapeva fare, quando era una modella o una cantante. Ora che è una first-lady ha cambiato idea, per assumere i panni, improbabili, della vergine mediatica. Ha preso carta e penna e ha mandato un'appassionata lettera a Le Monde per commentare, con toni scandalizzati, la vicenda dell'Sms che Sarko avrebbe inviato all'ex moglie Cécilia; vicenda che peraltro si è chiusa con le scuse del Nouvel Observateur e il ritiro della querela da parte dell'Eliseo. La signora Bruni-Sarkozy si domanda: "Se i grandi giornali cessano di fare la selezione fra i pettegolezzi e i fatti, chi lo farà? Se, come la peggiore delle pubblicazioni trash, Le Nouvel Observateur, tradendo la sua vocazione ed anche il suo nome, non osserva più, ma inventa ciò che racconta, quale protezione ci resta contro l' isteria dell' epoca?". Poi chiude citando un passo di Beaumarchais, drammaturgo del '700, che parla dell' effetto devastante della calunnia, chiedendosi chi diavolo può resistere alla calunnia?'. La Bruni risponde: "I giornalisti, quelli veri". Sottoscrivo, ma a patto che tutti rispettino il copione, mentre da qualche tempo i personaggi del jet-set sembrano presi da schizofrenia: attori, calciatori, soubrette, modelle, fotografi, ereditieri alimentano per anni il giornalismo spazzatura, poi quando finiscono nei guai o cambiano ruolo, reclamano improvisamente l'etica, la moralità, indignandosi per le incursioni nelle sfere del privato e il cinismo della stampa. Vedi Fabrizio Corona o Paris Hilton o Luciano Moggi o i tanti eroi di un sistema che, sovente, premia il nulla ben confenzionato anziché il merito. Certo il caso della signora Bruni è particolare; direi unico; è saltata direttamente dal rotocalco all'Eliseo. Posso capire l' ansia di rifarsi una reputazione, ma, per cortesia, ci risparmi questi predicozzi, dietro a cui peraltro non è difficile scorgere la mano di uno spin doctor presidenziale. Ben venga la critica alla stampa, ma da censori credibili e possibilmente disinteressati. PS Ecco una splendida immagine di Carla Bruni scattata pochi mesi fa. Allora non mostrava turbamento per l'invadenza dei media. Scritto in francia, giornalismo Commenti ( 22 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Quei manager fanno disastri. Ma vengono premiati I manager delle principali banche mondiali hanno creato una bomba speculativa - quella dei muti subprime - che ora è esplosa drammaticamente. Stiamo pagando tutti un prezzo altissimo; tutti tranne loro. Nonostante da anni si parli della necessità di porre fine ai privilegi dei supermanager, nulla è stato fatto e in queste ore si sta creando una situazione paradossale. Gli alti dirigenti che hanno alimentato la speculazione sui subprime non pagano alcuno scotto personale. Anzi, quando vengono licenziati guadagnano. Oggi il Sole 24 Ore ha accesso i fari su Ubs, il colosso elvetico che è in grandi difficoltà, al pari di Citigroup, Morgan Stanley, Lehman Brothers, Goldman Sachs; cioè gli istituti che fino a poche settimane fa davano lezioni al mondo. Il numero uno di Ubs Marcel Ospel, sebbene molto contestato, è ancora in sella, mentre tre top manager sono stati licenziati. Peccato che se ne siano usciti con paracadute milionari: circa venti milioni di franchi svizzeri a testa. Hanno messo a repentaglio la solidità e la reputazione della prima banca svizzera e contribuito a scatenare la più grave crisi finanziaria degli ultimi 80 anni; ma se ne vanno più ricchi di prima. La beffa è doppia. Uno dei principi sacri del capitalismo è quello della responsabilità individuale: se sbagli paghi. La casta dei supermanager lo ha invece sovvertito: quando sbagliano loro sono gli altri a pagare. Ed è ora di dire basta a quella che ha tutta l'aria di essere una truffa legalizzata. Ribellarsi talvolta è un obbligo. Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno pentendo, non però i ministri dell'attuale governo. E non è difficile capire perché. Se si analizza con distacco la vicenda ci si accorge come Bruxelles dietro le quinte abbia spinto per questa soluzione. Innanzitutto, considerazioni strategiche: è stata Bruxelles a volere che Air France diventasse la compagnia di riferimento europea. E dunque in questa logica era auspicabile che Alitalia finisse nelle mani di Air France-Klm e di conseguenza che l'hub di Parigi assumesse ancor più importanza con il declassamento di Malpensa. E chi ha condotto nel governo la trattativa per la cessione? Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa, ex membro della Banca centrale europea, con la vigile protezione di Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea ovvero due leader politici che, assieme a Giuliano Amato ed Emma Bonino, sono da sempre estremamente sensibili agli interessi comunitari. Oggi la Commissione europea ha pronunciato un secco no alla concessione di nuovi aiuti di Stato. Il portavoce del commissario ai trasporti Jacques Barrot (un francese) ha ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. Il tempismo è perfetto: mentre l'Italia scopre con sconcerto l'inganno ed è tentata dal dire di no, la Commissione europea la mette con le spalle al muro: o dice sì all'offerta o Alitalia dovrà fallire. Prodi e Padoa Schioppa naturalmente non manifestano rimorsi, né dubbi. Anzi, il premier uscente intima alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo danni rivolta ad Alitalia, come desiderato da Air France. Risponde presente, una volta di più. Un'operazione magistrale, complimenti alla lobby europea. Scritto in Italia Commenti ( 42 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Boicottare le Olimpiadi crea confusione? Secondo il nostro ministro degli Esteri Massimo D'Alema disertare le Olimpiadi per mandare un messaggio alla Cina sul Tibet potrebbe "dividerci e far confusione". Io capisco l'imbarazzo della diplomazia in questi frangenti, ma perchè un boicottaggio dovrebbe "far confusione"? O si è favorevoli per ragioni umanitarie o si è contrari per ragioni di opportunità politica ed economica. Qual è la posizione dell'Italia? La confusione mi sembra la stia creando D'Alema, forse travolto dal vociare di queste ore. Improvvisamente tutti si occupano di Tibet: molti eponenti del Pdl e della Sinistra arcobaleno invocano il boicottaggio, il Pd medita, Cossiga è contrario e ancora una volta provoca: "Vorrei comprendere il motivo per il quale tutti protestano per le misure forti con le quali i governi di Pechino e di Nuova Delhi cercano di ristabilire l'ordine nei propri territori, mentre quasi tutti tacciono sulla repressione giudiziario-poliziesca del Governo di Madrid nei Paesi Baschi". In queste ore il mio cuore è con il Dalai Lama e con il popolo tibetano, ma ho l'impressione che, anche volendo, l'Occidente non possa permettersi il boicottaggio e che si sia rassegnato a convivere con questa Cina, capitalista e dittatoriale. E allora, a dispetto dell'emozione, ho l'impressione che finirà come in Birmania. Un bagno di sangue, qualche settimana per dimenticare e amici come prima. AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: il Dalai Lama dice no al boicottaggio dei Giochi Olimpici, in quanto punirebbe ingiustamente il popolo cinese, mentre solo il governo di Pechino è responsabile di quello che ha definito un "genocidio culturale". E a questo punto cosa si deve fare: insistere comunque per il boicottaggio o seguire l'invito del Dalai Lama? Scritto in cina Commenti ( 54 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Un (osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina? Chi segue i mercati finanziari sa che i rapporti tra Stati Uniti e Cina sono vincolati da un interesse reciproco: l'America è il principale sbocco della produzione industriale cinese, in cambio Pechino finanzia il deficit statunitense comprando a man bassa titoli di Stato. Ma la crisi finanziaria sembra aver rotto l'equilibrio e non certo a favore di Washington. In queste ore gli Usa appaiono molto vulnerabili: politicamente perché sono in piena campagna per le presidenziali, economicamente perché sono in recessione e con il sistema finanziario sotto sopra, militarmente perché l'esercito appare demotivato e diviso (vedi le dimissioni dell'ammiraglio William Fallon, 63 anni, comandante delle forze Usa in Medio Oriente). Qualcuno si chiede se siano ancora una superpotenza, certo sono in crisi come raramente è capitato nella storia recente. E in questo contesto lascia allibiti la notizia che il Dipartimento di Stato ha tolto la Cina dalla lista nera dei Paesi che violano i diritti umani. Ma come? Qualche mese fa Bush conferiva la massima onoreficenza al Dalai Lama e proprio nel momento in cui il leader spiriturale tibetano denuncia la brutale repressione dei cinesi in Tibet, l'America assolve Pechino? Basta leggere il rapporto per rendersi conto dell'assurdità della decisione. Nel testo infatti si riconosce che: "La Cina soffoca qualunque tipo di libertà di espressione, nega ai suoi cittadini i più elementari diritti umani, censura internet, arresta i blogger, sorveglia i giornalisti stranieri, se è il caso li intimidisce". Inoltre "stritola la libertà religiosa nel Tibet buddista e nello Xinjiang musulmano, spedisce chi protesta ai lavori forzati, tortura i prigionieri con i peggiori strumenti partoriti dalla crudeltà umana, strappa confessioni per delitti mai commessi, li condanna preferibilmente senza processo". Ciò nonostante non è più nell'elenco dei cattivi. Perché? Il governo americano ha più che mai bisogno dei fondi cinesi (anche di quelli sovrani) per tamponare lo scandalo subprime, mentre Pechino nell'anno delle Olimpiadi ha urgenza di migliorare la propria immagine internazionale. Quella strana assoluzione del Dipartimento di Stato equivale a una benedizione. Dobbiamo sopettare un (osceno) baratto tra i due Paesi? Scritto in cina, gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Mar 08 L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (12) democrazia (13) francia (15) germania (2) giornalismo (30) gli usa e il mondo (22) globalizzazione (3) immigrazione (18) islam (11) Italia (75) medio oriente (8) notizie nascoste (26) presidenziali usa (5) russia (9) svizzera (3) turchia (11) Varie (12) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. 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Milva e quei sette milioni nascosti per la vecchiaia (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Ieri sera ho visto qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio gli italiani più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini, che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà che propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E' questo che vuole Bertinotti? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 8 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 L'Iran sta tentando il colpo di mano in Iraq? In apparenza sono le solite notizie dall'Iraq: bombe, morte, terrore. Anche ieri c'è stata un'ondata di attentati. In realtà potrebbero segnare l'inizio di una nuova fase di destabilizzazione dalle implicazioni strategiche assai significative. infatti, per la prima volta dopo mesi di relativa tranquillità, l'Iraq piomba nel terrore. La domanda d'obbligo è: perché? La risposta l'ha data il generale Petraeus qualche giorno fa quando aveva accusato gli iraniani di essere dietro questa recrudescenza. Ieri nuove conferme: in prima linea ci sarebbero i miliziani di Moqtada Al Sadr, uno sceicco sciita che è in sintonia con una delle ali più estreme del regime di Teheran. E proprio in Iran si sono appena concluse le elezioni legislative con la vittoria degli integralisti. L'America invece è nel pieno della recessione e di una campagna elettorale che durerà fino a novembre; dunque è oggettivamente debole. L'impressione è che il regime di Ahmadinejahd e, soprattutto, della guida spirituale Ali Khamenei ne stia approfittando per tentare un colpo di mano a Bagdad o per aumentare la propria influenza nella regione; comunque, ha tutto l'interesse a smontare la tesi dell'Amministrazione Bush secondo cui l'Iraq è avviato verso la normalizzazione. Un Iraq in fiamme influenzerebbe la campagna elettorale Usa, agevolando Barack Obama (l'unico candidato ostile al conflitto) e mettendo in imbarazzo John McCain (che la guerra non l'ha mai rinnegata) ovvero il candidato ritenuto più debole e pacifista rispetto a quello più patriottico e interventista. Tra l'altro una nuova ondata farebbe risalire i corsi del petrolio. Attenti all'Iran, non lascia nulla al caso. Guai in vista? Scritto in medio oriente, gli usa e il mondo Commenti ( 8 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Mar 08 Milva e quei sette milioni nascosti. per la vecchiaia Era rossa dentro e rossa fuori, orgogliosa di sostenere Bertinotti e Rifondazione comunista e di battersi contro la destra, il capitalismo e ovviamente Berlusconi. Ora sappiamo che qualcosa di rosso non ha: il conto. Milva in Lichtenstein custodiva sette milioni di euro ovviamente non dichiarati. Intervistata da Antonio Lodetti sul Giornale di oggi , la signora ha dichiarato di non essere preoccupata "perché chi mi segue in queste cose mi ha assicurato che è roba vecchia, prescritta". Se è prescritta significa che è frutto di attività comunque non lecite: forse la signora ha evaso il fisco, come un commenda qualunque? Non sta bene per un artista che si batte per la prosperità dei lavoratori. Poi, con aria svagata afferma di non essersi mai occupata di quel conto, ricordando però che "mio marito mi diceva sempre di pensare alla vecchiaia, di accantonare qualcosa magari all'estero, quando lavoravo fuori". Sette milioni di euro per la vecchiaia? Niente male per una comunista. Quasi quasi divento rosso anch'io. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Crociata contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia La conversione di Magdi Allam è diventato un evento mondiale, ne parlano tutti i grandi media e, com'era prevedibile, i commenti nel mondo islamico sono tendenzialmente negativi. Tra le tante reazioni mi ha colpito quella di Stratfor, un centro studi americano molto vicino alla Cia e che pertanto ne riflette le opinioni. Nella sua ultima newsletter avverte: "Se Benedetto XVI deciderà di rendere più aggressiva la sua avversione all'Islam radicale, dando enorme rilevanza mediatica a casi come quello di Allam e dunque enfatizzando le conversioni anziché la coesistenza, il Vaticano diventerà il centro del confronto tra i fondamentalisti islamici e l'Occidente. E questo avrà profonde implicazioni geopolitiche". Da qui alcune domande: davvero il Papa vuole lanciare la sfida agli integralisti o ha semplicemente ribadito il diritto alla libertà religiosa? La Cia sembra credere alla prima ipotesi e non se ne rallegra: Stratfor scrive che il Papa rischia di alienare il rapporto con un miliardo di musulmani, proprio mentre l'America sta cercando di ricostruire i rapporti con il mondo islamico. Washington, insomma, non pare sostenere Benedetto XVI. Il Vaticano sta davvero lanciando una crociata solitaria? E questo è nell'interesse della Chiesa e dell'Occidente? Scritto in gli usa e il mondo, islam Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Mar 08 Oddio, Carla Bruni fa la morale ai giornalisti Ricordate la signora Carla Bruni prima che convolasse a nozze con il signor Sarkozy? Era una delle regine dell'infotainment e della stampa rosa. Da ex modella dotata di intuito e intelligenza aveva capito come pararametarsi con i media per incrementare la propria personalità. Era lei che faceva filtrare indiscrezioni sui suoi tanti amori, alimentando i pettegolezzi, lei che rilasciava interviste scandalistiche in cui si dichiarava poligama. Sì, ci sapeva fare, quando era una modella o una cantante. Ora che è una first-lady ha cambiato idea, per assumere i panni, improbabili, della vergine mediatica. Ha preso carta e penna e ha mandato un'appassionata lettera a Le Monde per commentare, con toni scandalizzati, la vicenda dell'Sms che Sarko avrebbe inviato all'ex moglie Cécilia; vicenda che peraltro si è chiusa con le scuse del Nouvel Observateur e il ritiro della querela da parte dell'Eliseo. La signora Bruni-Sarkozy si domanda: "Se i grandi giornali cessano di fare la selezione fra i pettegolezzi e i fatti, chi lo farà? Se, come la peggiore delle pubblicazioni trash, Le Nouvel Observateur, tradendo la sua vocazione ed anche il suo nome, non osserva più, ma inventa ciò che racconta, quale protezione ci resta contro l' isteria dell' epoca?". Poi chiude citando un passo di Beaumarchais, drammaturgo del '700, che parla dell' effetto devastante della calunnia, chiedendosi chi diavolo può resistere alla calunnia?'. La Bruni risponde: "I giornalisti, quelli veri". Sottoscrivo, ma a patto che tutti rispettino il copione, mentre da qualche tempo i personaggi del jet-set sembrano presi da schizofrenia: attori, calciatori, soubrette, modelle, fotografi, ereditieri alimentano per anni il giornalismo spazzatura, poi quando finiscono nei guai o cambiano ruolo, reclamano improvisamente l'etica, la moralità, indignandosi per le incursioni nelle sfere del privato e il cinismo della stampa. Vedi Fabrizio Corona o Paris Hilton o Luciano Moggi o i tanti eroi di un sistema che, sovente, premia il nulla ben confenzionato anziché il merito. Certo il caso della signora Bruni è particolare; direi unico; è saltata direttamente dal rotocalco all'Eliseo. Posso capire l' ansia di rifarsi una reputazione, ma, per cortesia, ci risparmi questi predicozzi, dietro a cui peraltro non è difficile scorgere la mano di uno spin doctor presidenziale. Ben venga la critica alla stampa, ma da censori credibili e possibilmente disinteressati. PS Ecco una splendida immagine di Carla Bruni scattata pochi mesi fa. Allora non mostrava turbamento per l'invadenza dei media. Scritto in francia, giornalismo Commenti ( 22 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Quei manager fanno disastri. Ma vengono premiati I manager delle principali banche mondiali hanno creato una bomba speculativa - quella dei muti subprime - che ora è esplosa drammaticamente. Stiamo pagando tutti un prezzo altissimo; tutti tranne loro. Nonostante da anni si parli della necessità di porre fine ai privilegi dei supermanager, nulla è stato fatto e in queste ore si sta creando una situazione paradossale. Gli alti dirigenti che hanno alimentato la speculazione sui subprime non pagano alcuno scotto personale. Anzi, quando vengono licenziati guadagnano. Oggi il Sole 24 Ore ha accesso i fari su Ubs, il colosso elvetico che è in grandi difficoltà, al pari di Citigroup, Morgan Stanley, Lehman Brothers, Goldman Sachs; cioè gli istituti che fino a poche settimane fa davano lezioni al mondo. Il numero uno di Ubs Marcel Ospel, sebbene molto contestato, è ancora in sella, mentre tre top manager sono stati licenziati. Peccato che se ne siano usciti con paracadute milionari: circa venti milioni di franchi svizzeri a testa. Hanno messo a repentaglio la solidità e la reputazione della prima banca svizzera e contribuito a scatenare la più grave crisi finanziaria degli ultimi 80 anni; ma se ne vanno più ricchi di prima. La beffa è doppia. Uno dei principi sacri del capitalismo è quello della responsabilità individuale: se sbagli paghi. La casta dei supermanager lo ha invece sovvertito: quando sbagliano loro sono gli altri a pagare. Ed è ora di dire basta a quella che ha tutta l'aria di essere una truffa legalizzata. Ribellarsi talvolta è un obbligo. Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno pentendo, non però i ministri dell'attuale governo. E non è difficile capire perché. Se si analizza con distacco la vicenda ci si accorge come Bruxelles dietro le quinte abbia spinto per questa soluzione. Innanzitutto, considerazioni strategiche: è stata Bruxelles a volere che Air France diventasse la compagnia di riferimento europea. E dunque in questa logica era auspicabile che Alitalia finisse nelle mani di Air France-Klm e di conseguenza che l'hub di Parigi assumesse ancor più importanza con il declassamento di Malpensa. E chi ha condotto nel governo la trattativa per la cessione? Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa, ex membro della Banca centrale europea, con la vigile protezione di Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea ovvero due leader politici che, assieme a Giuliano Amato ed Emma Bonino, sono da sempre estremamente sensibili agli interessi comunitari. Oggi la Commissione europea ha pronunciato un secco no alla concessione di nuovi aiuti di Stato. Il portavoce del commissario ai trasporti Jacques Barrot (un francese) ha ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. Il tempismo è perfetto: mentre l'Italia scopre con sconcerto l'inganno ed è tentata dal dire di no, la Commissione europea la mette con le spalle al muro: o dice sì all'offerta o Alitalia dovrà fallire. Prodi e Padoa Schioppa naturalmente non manifestano rimorsi, né dubbi. Anzi, il premier uscente intima alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo danni rivolta ad Alitalia, come desiderato da Air France. Risponde presente, una volta di più. Un'operazione magistrale, complimenti alla lobby europea. Scritto in Italia Commenti ( 42 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Boicottare le Olimpiadi crea confusione? Secondo il nostro ministro degli Esteri Massimo D'Alema disertare le Olimpiadi per mandare un messaggio alla Cina sul Tibet potrebbe "dividerci e far confusione". Io capisco l'imbarazzo della diplomazia in questi frangenti, ma perchè un boicottaggio dovrebbe "far confusione"? O si è favorevoli per ragioni umanitarie o si è contrari per ragioni di opportunità politica ed economica. Qual è la posizione dell'Italia? La confusione mi sembra la stia creando D'Alema, forse travolto dal vociare di queste ore. Improvvisamente tutti si occupano di Tibet: molti eponenti del Pdl e della Sinistra arcobaleno invocano il boicottaggio, il Pd medita, Cossiga è contrario e ancora una volta provoca: "Vorrei comprendere il motivo per il quale tutti protestano per le misure forti con le quali i governi di Pechino e di Nuova Delhi cercano di ristabilire l'ordine nei propri territori, mentre quasi tutti tacciono sulla repressione giudiziario-poliziesca del Governo di Madrid nei Paesi Baschi". In queste ore il mio cuore è con il Dalai Lama e con il popolo tibetano, ma ho l'impressione che, anche volendo, l'Occidente non possa permettersi il boicottaggio e che si sia rassegnato a convivere con questa Cina, capitalista e dittatoriale. E allora, a dispetto dell'emozione, ho l'impressione che finirà come in Birmania. Un bagno di sangue, qualche settimana per dimenticare e amici come prima. AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: il Dalai Lama dice no al boicottaggio dei Giochi Olimpici, in quanto punirebbe ingiustamente il popolo cinese, mentre solo il governo di Pechino è responsabile di quello che ha definito un "genocidio culturale". E a questo punto cosa si deve fare: insistere comunque per il boicottaggio o seguire l'invito del Dalai Lama? Scritto in cina Commenti ( 54 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Un (osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina? Chi segue i mercati finanziari sa che i rapporti tra Stati Uniti e Cina sono vincolati da un interesse reciproco: l'America è il principale sbocco della produzione industriale cinese, in cambio Pechino finanzia il deficit statunitense comprando a man bassa titoli di Stato. Ma la crisi finanziaria sembra aver rotto l'equilibrio e non certo a favore di Washington. In queste ore gli Usa appaiono molto vulnerabili: politicamente perché sono in piena campagna per le presidenziali, economicamente perché sono in recessione e con il sistema finanziario sotto sopra, militarmente perché l'esercito appare demotivato e diviso (vedi le dimissioni dell'ammiraglio William Fallon, 63 anni, comandante delle forze Usa in Medio Oriente). Qualcuno si chiede se siano ancora una superpotenza, certo sono in crisi come raramente è capitato nella storia recente. E in questo contesto lascia allibiti la notizia che il Dipartimento di Stato ha tolto la Cina dalla lista nera dei Paesi che violano i diritti umani. Ma come? Qualche mese fa Bush conferiva la massima onoreficenza al Dalai Lama e proprio nel momento in cui il leader spiriturale tibetano denuncia la brutale repressione dei cinesi in Tibet, l'America assolve Pechino? Basta leggere il rapporto per rendersi conto dell'assurdità della decisione. Nel testo infatti si riconosce che: "La Cina soffoca qualunque tipo di libertà di espressione, nega ai suoi cittadini i più elementari diritti umani, censura internet, arresta i blogger, sorveglia i giornalisti stranieri, se è il caso li intimidisce". Inoltre "stritola la libertà religiosa nel Tibet buddista e nello Xinjiang musulmano, spedisce chi protesta ai lavori forzati, tortura i prigionieri con i peggiori strumenti partoriti dalla crudeltà umana, strappa confessioni per delitti mai commessi, li condanna preferibilmente senza processo". Ciò nonostante non è più nell'elenco dei cattivi. Perché? Il governo americano ha più che mai bisogno dei fondi cinesi (anche di quelli sovrani) per tamponare lo scandalo subprime, mentre Pechino nell'anno delle Olimpiadi ha urgenza di migliorare la propria immagine internazionale. Quella strana assoluzione del Dipartimento di Stato equivale a una benedizione. Dobbiamo sopettare un (osceno) baratto tra i due Paesi? Scritto in cina, gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Mar 08 L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (12) democrazia (13) francia (15) germania (2) giornalismo (30) gli usa e il mondo (22) globalizzazione (3) immigrazione (18) islam (11) Italia (75) medio oriente (8) notizie nascoste (26) presidenziali usa (5) russia (9) svizzera (3) turchia (11) Varie (12) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. 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Oddio, Carla Bruni fa la morale ai giornalisti (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Ieri sera ho visto qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio gli italiani più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini, che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà che propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E' questo che vuole Bertinotti? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 8 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 L'Iran sta tentando il colpo di mano in Iraq? In apparenza sono le solite notizie dall'Iraq: bombe, morte, terrore. Anche ieri c'è stata un'ondata di attentati. In realtà potrebbero segnare l'inizio di una nuova fase di destabilizzazione dalle implicazioni strategiche assai significative. infatti, per la prima volta dopo mesi di relativa tranquillità, l'Iraq piomba nel terrore. La domanda d'obbligo è: perché? La risposta l'ha data il generale Petraeus qualche giorno fa quando aveva accusato gli iraniani di essere dietro questa recrudescenza. Ieri nuove conferme: in prima linea ci sarebbero i miliziani di Moqtada Al Sadr, uno sceicco sciita che è in sintonia con una delle ali più estreme del regime di Teheran. E proprio in Iran si sono appena concluse le elezioni legislative con la vittoria degli integralisti. L'America invece è nel pieno della recessione e di una campagna elettorale che durerà fino a novembre; dunque è oggettivamente debole. L'impressione è che il regime di Ahmadinejahd e, soprattutto, della guida spirituale Ali Khamenei ne stia approfittando per tentare un colpo di mano a Bagdad o per aumentare la propria influenza nella regione; comunque, ha tutto l'interesse a smontare la tesi dell'Amministrazione Bush secondo cui l'Iraq è avviato verso la normalizzazione. Un Iraq in fiamme influenzerebbe la campagna elettorale Usa, agevolando Barack Obama (l'unico candidato ostile al conflitto) e mettendo in imbarazzo John McCain (che la guerra non l'ha mai rinnegata) ovvero il candidato ritenuto più debole e pacifista rispetto a quello più patriottico e interventista. Tra l'altro una nuova ondata farebbe risalire i corsi del petrolio. Attenti all'Iran, non lascia nulla al caso. Guai in vista? Scritto in medio oriente, gli usa e il mondo Commenti ( 8 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Mar 08 Milva e quei sette milioni nascosti. per la vecchiaia Era rossa dentro e rossa fuori, orgogliosa di sostenere Bertinotti e Rifondazione comunista e di battersi contro la destra, il capitalismo e ovviamente Berlusconi. Ora sappiamo che qualcosa di rosso non ha: il conto. Milva in Lichtenstein custodiva sette milioni di euro ovviamente non dichiarati. Intervistata da Antonio Lodetti sul Giornale di oggi , la signora ha dichiarato di non essere preoccupata "perché chi mi segue in queste cose mi ha assicurato che è roba vecchia, prescritta". Se è prescritta significa che è frutto di attività comunque non lecite: forse la signora ha evaso il fisco, come un commenda qualunque? Non sta bene per un artista che si batte per la prosperità dei lavoratori. Poi, con aria svagata afferma di non essersi mai occupata di quel conto, ricordando però che "mio marito mi diceva sempre di pensare alla vecchiaia, di accantonare qualcosa magari all'estero, quando lavoravo fuori". Sette milioni di euro per la vecchiaia? Niente male per una comunista. Quasi quasi divento rosso anch'io. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Crociata contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia La conversione di Magdi Allam è diventato un evento mondiale, ne parlano tutti i grandi media e, com'era prevedibile, i commenti nel mondo islamico sono tendenzialmente negativi. Tra le tante reazioni mi ha colpito quella di Stratfor, un centro studi americano molto vicino alla Cia e che pertanto ne riflette le opinioni. Nella sua ultima newsletter avverte: "Se Benedetto XVI deciderà di rendere più aggressiva la sua avversione all'Islam radicale, dando enorme rilevanza mediatica a casi come quello di Allam e dunque enfatizzando le conversioni anziché la coesistenza, il Vaticano diventerà il centro del confronto tra i fondamentalisti islamici e l'Occidente. E questo avrà profonde implicazioni geopolitiche". Da qui alcune domande: davvero il Papa vuole lanciare la sfida agli integralisti o ha semplicemente ribadito il diritto alla libertà religiosa? La Cia sembra credere alla prima ipotesi e non se ne rallegra: Stratfor scrive che il Papa rischia di alienare il rapporto con un miliardo di musulmani, proprio mentre l'America sta cercando di ricostruire i rapporti con il mondo islamico. Washington, insomma, non pare sostenere Benedetto XVI. Il Vaticano sta davvero lanciando una crociata solitaria? E questo è nell'interesse della Chiesa e dell'Occidente? Scritto in gli usa e il mondo, islam Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Mar 08 Oddio, Carla Bruni fa la morale ai giornalisti Ricordate la signora Carla Bruni prima che convolasse a nozze con il signor Sarkozy? Era una delle regine dell'infotainment e della stampa rosa. Da ex modella dotata di intuito e intelligenza aveva capito come pararametarsi con i media per incrementare la propria personalità. Era lei che faceva filtrare indiscrezioni sui suoi tanti amori, alimentando i pettegolezzi, lei che rilasciava interviste scandalistiche in cui si dichiarava poligama. Sì, ci sapeva fare, quando era una modella o una cantante. Ora che è una first-lady ha cambiato idea, per assumere i panni, improbabili, della vergine mediatica. Ha preso carta e penna e ha mandato un'appassionata lettera a Le Monde per commentare, con toni scandalizzati, la vicenda dell'Sms che Sarko avrebbe inviato all'ex moglie Cécilia; vicenda che peraltro si è chiusa con le scuse del Nouvel Observateur e il ritiro della querela da parte dell'Eliseo. La signora Bruni-Sarkozy si domanda: "Se i grandi giornali cessano di fare la selezione fra i pettegolezzi e i fatti, chi lo farà? Se, come la peggiore delle pubblicazioni trash, Le Nouvel Observateur, tradendo la sua vocazione ed anche il suo nome, non osserva più, ma inventa ciò che racconta, quale protezione ci resta contro l' isteria dell' epoca?". Poi chiude citando un passo di Beaumarchais, drammaturgo del '700, che parla dell' effetto devastante della calunnia, chiedendosi chi diavolo può resistere alla calunnia?'. La Bruni risponde: "I giornalisti, quelli veri". Sottoscrivo, ma a patto che tutti rispettino il copione, mentre da qualche tempo i personaggi del jet-set sembrano presi da schizofrenia: attori, calciatori, soubrette, modelle, fotografi, ereditieri alimentano per anni il giornalismo spazzatura, poi quando finiscono nei guai o cambiano ruolo, reclamano improvisamente l'etica, la moralità, indignandosi per le incursioni nelle sfere del privato e il cinismo della stampa. Vedi Fabrizio Corona o Paris Hilton o Luciano Moggi o i tanti eroi di un sistema che, sovente, premia il nulla ben confenzionato anziché il merito. Certo il caso della signora Bruni è particolare; direi unico; è saltata direttamente dal rotocalco all'Eliseo. Posso capire l' ansia di rifarsi una reputazione, ma, per cortesia, ci risparmi questi predicozzi, dietro a cui peraltro non è difficile scorgere la mano di uno spin doctor presidenziale. Ben venga la critica alla stampa, ma da censori credibili e possibilmente disinteressati. PS Ecco una splendida immagine di Carla Bruni scattata pochi mesi fa. Allora non mostrava turbamento per l'invadenza dei media. Scritto in francia, giornalismo Commenti ( 22 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Quei manager fanno disastri. Ma vengono premiati I manager delle principali banche mondiali hanno creato una bomba speculativa - quella dei muti subprime - che ora è esplosa drammaticamente. Stiamo pagando tutti un prezzo altissimo; tutti tranne loro. Nonostante da anni si parli della necessità di porre fine ai privilegi dei supermanager, nulla è stato fatto e in queste ore si sta creando una situazione paradossale. Gli alti dirigenti che hanno alimentato la speculazione sui subprime non pagano alcuno scotto personale. Anzi, quando vengono licenziati guadagnano. Oggi il Sole 24 Ore ha accesso i fari su Ubs, il colosso elvetico che è in grandi difficoltà, al pari di Citigroup, Morgan Stanley, Lehman Brothers, Goldman Sachs; cioè gli istituti che fino a poche settimane fa davano lezioni al mondo. Il numero uno di Ubs Marcel Ospel, sebbene molto contestato, è ancora in sella, mentre tre top manager sono stati licenziati. Peccato che se ne siano usciti con paracadute milionari: circa venti milioni di franchi svizzeri a testa. Hanno messo a repentaglio la solidità e la reputazione della prima banca svizzera e contribuito a scatenare la più grave crisi finanziaria degli ultimi 80 anni; ma se ne vanno più ricchi di prima. La beffa è doppia. Uno dei principi sacri del capitalismo è quello della responsabilità individuale: se sbagli paghi. La casta dei supermanager lo ha invece sovvertito: quando sbagliano loro sono gli altri a pagare. Ed è ora di dire basta a quella che ha tutta l'aria di essere una truffa legalizzata. Ribellarsi talvolta è un obbligo. Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno pentendo, non però i ministri dell'attuale governo. E non è difficile capire perché. Se si analizza con distacco la vicenda ci si accorge come Bruxelles dietro le quinte abbia spinto per questa soluzione. Innanzitutto, considerazioni strategiche: è stata Bruxelles a volere che Air France diventasse la compagnia di riferimento europea. E dunque in questa logica era auspicabile che Alitalia finisse nelle mani di Air France-Klm e di conseguenza che l'hub di Parigi assumesse ancor più importanza con il declassamento di Malpensa. E chi ha condotto nel governo la trattativa per la cessione? Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa, ex membro della Banca centrale europea, con la vigile protezione di Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea ovvero due leader politici che, assieme a Giuliano Amato ed Emma Bonino, sono da sempre estremamente sensibili agli interessi comunitari. Oggi la Commissione europea ha pronunciato un secco no alla concessione di nuovi aiuti di Stato. Il portavoce del commissario ai trasporti Jacques Barrot (un francese) ha ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. Il tempismo è perfetto: mentre l'Italia scopre con sconcerto l'inganno ed è tentata dal dire di no, la Commissione europea la mette con le spalle al muro: o dice sì all'offerta o Alitalia dovrà fallire. Prodi e Padoa Schioppa naturalmente non manifestano rimorsi, né dubbi. Anzi, il premier uscente intima alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo danni rivolta ad Alitalia, come desiderato da Air France. Risponde presente, una volta di più. Un'operazione magistrale, complimenti alla lobby europea. Scritto in Italia Commenti ( 42 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Boicottare le Olimpiadi crea confusione? Secondo il nostro ministro degli Esteri Massimo D'Alema disertare le Olimpiadi per mandare un messaggio alla Cina sul Tibet potrebbe "dividerci e far confusione". Io capisco l'imbarazzo della diplomazia in questi frangenti, ma perchè un boicottaggio dovrebbe "far confusione"? O si è favorevoli per ragioni umanitarie o si è contrari per ragioni di opportunità politica ed economica. Qual è la posizione dell'Italia? La confusione mi sembra la stia creando D'Alema, forse travolto dal vociare di queste ore. Improvvisamente tutti si occupano di Tibet: molti eponenti del Pdl e della Sinistra arcobaleno invocano il boicottaggio, il Pd medita, Cossiga è contrario e ancora una volta provoca: "Vorrei comprendere il motivo per il quale tutti protestano per le misure forti con le quali i governi di Pechino e di Nuova Delhi cercano di ristabilire l'ordine nei propri territori, mentre quasi tutti tacciono sulla repressione giudiziario-poliziesca del Governo di Madrid nei Paesi Baschi". In queste ore il mio cuore è con il Dalai Lama e con il popolo tibetano, ma ho l'impressione che, anche volendo, l'Occidente non possa permettersi il boicottaggio e che si sia rassegnato a convivere con questa Cina, capitalista e dittatoriale. E allora, a dispetto dell'emozione, ho l'impressione che finirà come in Birmania. Un bagno di sangue, qualche settimana per dimenticare e amici come prima. AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: il Dalai Lama dice no al boicottaggio dei Giochi Olimpici, in quanto punirebbe ingiustamente il popolo cinese, mentre solo il governo di Pechino è responsabile di quello che ha definito un "genocidio culturale". E a questo punto cosa si deve fare: insistere comunque per il boicottaggio o seguire l'invito del Dalai Lama? Scritto in cina Commenti ( 54 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Un (osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina? Chi segue i mercati finanziari sa che i rapporti tra Stati Uniti e Cina sono vincolati da un interesse reciproco: l'America è il principale sbocco della produzione industriale cinese, in cambio Pechino finanzia il deficit statunitense comprando a man bassa titoli di Stato. Ma la crisi finanziaria sembra aver rotto l'equilibrio e non certo a favore di Washington. In queste ore gli Usa appaiono molto vulnerabili: politicamente perché sono in piena campagna per le presidenziali, economicamente perché sono in recessione e con il sistema finanziario sotto sopra, militarmente perché l'esercito appare demotivato e diviso (vedi le dimissioni dell'ammiraglio William Fallon, 63 anni, comandante delle forze Usa in Medio Oriente). Qualcuno si chiede se siano ancora una superpotenza, certo sono in crisi come raramente è capitato nella storia recente. E in questo contesto lascia allibiti la notizia che il Dipartimento di Stato ha tolto la Cina dalla lista nera dei Paesi che violano i diritti umani. Ma come? Qualche mese fa Bush conferiva la massima onoreficenza al Dalai Lama e proprio nel momento in cui il leader spiriturale tibetano denuncia la brutale repressione dei cinesi in Tibet, l'America assolve Pechino? Basta leggere il rapporto per rendersi conto dell'assurdità della decisione. Nel testo infatti si riconosce che: "La Cina soffoca qualunque tipo di libertà di espressione, nega ai suoi cittadini i più elementari diritti umani, censura internet, arresta i blogger, sorveglia i giornalisti stranieri, se è il caso li intimidisce". Inoltre "stritola la libertà religiosa nel Tibet buddista e nello Xinjiang musulmano, spedisce chi protesta ai lavori forzati, tortura i prigionieri con i peggiori strumenti partoriti dalla crudeltà umana, strappa confessioni per delitti mai commessi, li condanna preferibilmente senza processo". Ciò nonostante non è più nell'elenco dei cattivi. Perché? Il governo americano ha più che mai bisogno dei fondi cinesi (anche di quelli sovrani) per tamponare lo scandalo subprime, mentre Pechino nell'anno delle Olimpiadi ha urgenza di migliorare la propria immagine internazionale. Quella strana assoluzione del Dipartimento di Stato equivale a una benedizione. Dobbiamo sopettare un (osceno) baratto tra i due Paesi? Scritto in cina, gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Mar 08 L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (12) democrazia (13) francia (15) germania (2) giornalismo (30) gli usa e il mondo (22) globalizzazione (3) immigrazione (18) islam (11) Italia (75) medio oriente (8) notizie nascoste (26) presidenziali usa (5) russia (9) svizzera (3) turchia (11) Varie (12) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. Ma la destra dov'è? - 1 Emails Putin e la Cina vogliono cacciare gli Usa dall'Asia centrale - 1 Emails Birmania, la forza dello spirito (e della tecnologia) - 1 Emails "Svizzera razzista", così i media impongono il pensiero unico - 1 Emails Ma il Wi-Fi nuoce alla salute? - 1 Emails Ma la Germania si sta italianizzando? - 1 Emails Ultime discussioni CORRADO: Ho visto la puntata di "Anno Zero" di ieri sera. Il Presidente Bertinotti mi è sembrato in... Ambrogio.: Non sono Comunista, ma AnnoZero l'ho sempre visto, tranne questa puntata(ne ho un pò piene le... ionescu: Foa chi le ha dato il dato dei '90% sono extracomunitari'? Se lo è inventato! Ambrogio.: Domanda a Lorenzo: premesso che in casi come l'Iran e tanti altri, vedo bene solo il sorgere di un... remo: Comunisti si nasce e non si diventa, perche'non andate avedre quello che faceva bertinotti durante il... 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Boicottare le Olimpiadi crea confusione? (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Ieri sera ho visto qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio gli italiani più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini, che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà che propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E' questo che vuole Bertinotti? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 8 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 L'Iran sta tentando il colpo di mano in Iraq? In apparenza sono le solite notizie dall'Iraq: bombe, morte, terrore. Anche ieri c'è stata un'ondata di attentati. In realtà potrebbero segnare l'inizio di una nuova fase di destabilizzazione dalle implicazioni strategiche assai significative. infatti, per la prima volta dopo mesi di relativa tranquillità, l'Iraq piomba nel terrore. La domanda d'obbligo è: perché? La risposta l'ha data il generale Petraeus qualche giorno fa quando aveva accusato gli iraniani di essere dietro questa recrudescenza. Ieri nuove conferme: in prima linea ci sarebbero i miliziani di Moqtada Al Sadr, uno sceicco sciita che è in sintonia con una delle ali più estreme del regime di Teheran. E proprio in Iran si sono appena concluse le elezioni legislative con la vittoria degli integralisti. L'America invece è nel pieno della recessione e di una campagna elettorale che durerà fino a novembre; dunque è oggettivamente debole. L'impressione è che il regime di Ahmadinejahd e, soprattutto, della guida spirituale Ali Khamenei ne stia approfittando per tentare un colpo di mano a Bagdad o per aumentare la propria influenza nella regione; comunque, ha tutto l'interesse a smontare la tesi dell'Amministrazione Bush secondo cui l'Iraq è avviato verso la normalizzazione. Un Iraq in fiamme influenzerebbe la campagna elettorale Usa, agevolando Barack Obama (l'unico candidato ostile al conflitto) e mettendo in imbarazzo John McCain (che la guerra non l'ha mai rinnegata) ovvero il candidato ritenuto più debole e pacifista rispetto a quello più patriottico e interventista. Tra l'altro una nuova ondata farebbe risalire i corsi del petrolio. Attenti all'Iran, non lascia nulla al caso. Guai in vista? Scritto in medio oriente, gli usa e il mondo Commenti ( 8 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Mar 08 Milva e quei sette milioni nascosti. per la vecchiaia Era rossa dentro e rossa fuori, orgogliosa di sostenere Bertinotti e Rifondazione comunista e di battersi contro la destra, il capitalismo e ovviamente Berlusconi. Ora sappiamo che qualcosa di rosso non ha: il conto. Milva in Lichtenstein custodiva sette milioni di euro ovviamente non dichiarati. Intervistata da Antonio Lodetti sul Giornale di oggi , la signora ha dichiarato di non essere preoccupata "perché chi mi segue in queste cose mi ha assicurato che è roba vecchia, prescritta". Se è prescritta significa che è frutto di attività comunque non lecite: forse la signora ha evaso il fisco, come un commenda qualunque? Non sta bene per un artista che si batte per la prosperità dei lavoratori. Poi, con aria svagata afferma di non essersi mai occupata di quel conto, ricordando però che "mio marito mi diceva sempre di pensare alla vecchiaia, di accantonare qualcosa magari all'estero, quando lavoravo fuori". Sette milioni di euro per la vecchiaia? Niente male per una comunista. Quasi quasi divento rosso anch'io. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Crociata contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia La conversione di Magdi Allam è diventato un evento mondiale, ne parlano tutti i grandi media e, com'era prevedibile, i commenti nel mondo islamico sono tendenzialmente negativi. Tra le tante reazioni mi ha colpito quella di Stratfor, un centro studi americano molto vicino alla Cia e che pertanto ne riflette le opinioni. Nella sua ultima newsletter avverte: "Se Benedetto XVI deciderà di rendere più aggressiva la sua avversione all'Islam radicale, dando enorme rilevanza mediatica a casi come quello di Allam e dunque enfatizzando le conversioni anziché la coesistenza, il Vaticano diventerà il centro del confronto tra i fondamentalisti islamici e l'Occidente. E questo avrà profonde implicazioni geopolitiche". Da qui alcune domande: davvero il Papa vuole lanciare la sfida agli integralisti o ha semplicemente ribadito il diritto alla libertà religiosa? La Cia sembra credere alla prima ipotesi e non se ne rallegra: Stratfor scrive che il Papa rischia di alienare il rapporto con un miliardo di musulmani, proprio mentre l'America sta cercando di ricostruire i rapporti con il mondo islamico. Washington, insomma, non pare sostenere Benedetto XVI. Il Vaticano sta davvero lanciando una crociata solitaria? E questo è nell'interesse della Chiesa e dell'Occidente? Scritto in gli usa e il mondo, islam Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Mar 08 Oddio, Carla Bruni fa la morale ai giornalisti Ricordate la signora Carla Bruni prima che convolasse a nozze con il signor Sarkozy? Era una delle regine dell'infotainment e della stampa rosa. Da ex modella dotata di intuito e intelligenza aveva capito come pararametarsi con i media per incrementare la propria personalità. Era lei che faceva filtrare indiscrezioni sui suoi tanti amori, alimentando i pettegolezzi, lei che rilasciava interviste scandalistiche in cui si dichiarava poligama. Sì, ci sapeva fare, quando era una modella o una cantante. Ora che è una first-lady ha cambiato idea, per assumere i panni, improbabili, della vergine mediatica. Ha preso carta e penna e ha mandato un'appassionata lettera a Le Monde per commentare, con toni scandalizzati, la vicenda dell'Sms che Sarko avrebbe inviato all'ex moglie Cécilia; vicenda che peraltro si è chiusa con le scuse del Nouvel Observateur e il ritiro della querela da parte dell'Eliseo. La signora Bruni-Sarkozy si domanda: "Se i grandi giornali cessano di fare la selezione fra i pettegolezzi e i fatti, chi lo farà? Se, come la peggiore delle pubblicazioni trash, Le Nouvel Observateur, tradendo la sua vocazione ed anche il suo nome, non osserva più, ma inventa ciò che racconta, quale protezione ci resta contro l' isteria dell' epoca?". Poi chiude citando un passo di Beaumarchais, drammaturgo del '700, che parla dell' effetto devastante della calunnia, chiedendosi chi diavolo può resistere alla calunnia?'. La Bruni risponde: "I giornalisti, quelli veri". Sottoscrivo, ma a patto che tutti rispettino il copione, mentre da qualche tempo i personaggi del jet-set sembrano presi da schizofrenia: attori, calciatori, soubrette, modelle, fotografi, ereditieri alimentano per anni il giornalismo spazzatura, poi quando finiscono nei guai o cambiano ruolo, reclamano improvisamente l'etica, la moralità, indignandosi per le incursioni nelle sfere del privato e il cinismo della stampa. Vedi Fabrizio Corona o Paris Hilton o Luciano Moggi o i tanti eroi di un sistema che, sovente, premia il nulla ben confenzionato anziché il merito. Certo il caso della signora Bruni è particolare; direi unico; è saltata direttamente dal rotocalco all'Eliseo. Posso capire l' ansia di rifarsi una reputazione, ma, per cortesia, ci risparmi questi predicozzi, dietro a cui peraltro non è difficile scorgere la mano di uno spin doctor presidenziale. Ben venga la critica alla stampa, ma da censori credibili e possibilmente disinteressati. PS Ecco una splendida immagine di Carla Bruni scattata pochi mesi fa. Allora non mostrava turbamento per l'invadenza dei media. Scritto in francia, giornalismo Commenti ( 22 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Quei manager fanno disastri. Ma vengono premiati I manager delle principali banche mondiali hanno creato una bomba speculativa - quella dei muti subprime - che ora è esplosa drammaticamente. Stiamo pagando tutti un prezzo altissimo; tutti tranne loro. Nonostante da anni si parli della necessità di porre fine ai privilegi dei supermanager, nulla è stato fatto e in queste ore si sta creando una situazione paradossale. Gli alti dirigenti che hanno alimentato la speculazione sui subprime non pagano alcuno scotto personale. Anzi, quando vengono licenziati guadagnano. Oggi il Sole 24 Ore ha accesso i fari su Ubs, il colosso elvetico che è in grandi difficoltà, al pari di Citigroup, Morgan Stanley, Lehman Brothers, Goldman Sachs; cioè gli istituti che fino a poche settimane fa davano lezioni al mondo. Il numero uno di Ubs Marcel Ospel, sebbene molto contestato, è ancora in sella, mentre tre top manager sono stati licenziati. Peccato che se ne siano usciti con paracadute milionari: circa venti milioni di franchi svizzeri a testa. Hanno messo a repentaglio la solidità e la reputazione della prima banca svizzera e contribuito a scatenare la più grave crisi finanziaria degli ultimi 80 anni; ma se ne vanno più ricchi di prima. La beffa è doppia. Uno dei principi sacri del capitalismo è quello della responsabilità individuale: se sbagli paghi. La casta dei supermanager lo ha invece sovvertito: quando sbagliano loro sono gli altri a pagare. Ed è ora di dire basta a quella che ha tutta l'aria di essere una truffa legalizzata. Ribellarsi talvolta è un obbligo. Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno pentendo, non però i ministri dell'attuale governo. E non è difficile capire perché. Se si analizza con distacco la vicenda ci si accorge come Bruxelles dietro le quinte abbia spinto per questa soluzione. Innanzitutto, considerazioni strategiche: è stata Bruxelles a volere che Air France diventasse la compagnia di riferimento europea. E dunque in questa logica era auspicabile che Alitalia finisse nelle mani di Air France-Klm e di conseguenza che l'hub di Parigi assumesse ancor più importanza con il declassamento di Malpensa. E chi ha condotto nel governo la trattativa per la cessione? Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa, ex membro della Banca centrale europea, con la vigile protezione di Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea ovvero due leader politici che, assieme a Giuliano Amato ed Emma Bonino, sono da sempre estremamente sensibili agli interessi comunitari. Oggi la Commissione europea ha pronunciato un secco no alla concessione di nuovi aiuti di Stato. Il portavoce del commissario ai trasporti Jacques Barrot (un francese) ha ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. Il tempismo è perfetto: mentre l'Italia scopre con sconcerto l'inganno ed è tentata dal dire di no, la Commissione europea la mette con le spalle al muro: o dice sì all'offerta o Alitalia dovrà fallire. Prodi e Padoa Schioppa naturalmente non manifestano rimorsi, né dubbi. Anzi, il premier uscente intima alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo danni rivolta ad Alitalia, come desiderato da Air France. Risponde presente, una volta di più. Un'operazione magistrale, complimenti alla lobby europea. Scritto in Italia Commenti ( 42 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Boicottare le Olimpiadi crea confusione? Secondo il nostro ministro degli Esteri Massimo D'Alema disertare le Olimpiadi per mandare un messaggio alla Cina sul Tibet potrebbe "dividerci e far confusione". Io capisco l'imbarazzo della diplomazia in questi frangenti, ma perchè un boicottaggio dovrebbe "far confusione"? O si è favorevoli per ragioni umanitarie o si è contrari per ragioni di opportunità politica ed economica. Qual è la posizione dell'Italia? La confusione mi sembra la stia creando D'Alema, forse travolto dal vociare di queste ore. Improvvisamente tutti si occupano di Tibet: molti eponenti del Pdl e della Sinistra arcobaleno invocano il boicottaggio, il Pd medita, Cossiga è contrario e ancora una volta provoca: "Vorrei comprendere il motivo per il quale tutti protestano per le misure forti con le quali i governi di Pechino e di Nuova Delhi cercano di ristabilire l'ordine nei propri territori, mentre quasi tutti tacciono sulla repressione giudiziario-poliziesca del Governo di Madrid nei Paesi Baschi". In queste ore il mio cuore è con il Dalai Lama e con il popolo tibetano, ma ho l'impressione che, anche volendo, l'Occidente non possa permettersi il boicottaggio e che si sia rassegnato a convivere con questa Cina, capitalista e dittatoriale. E allora, a dispetto dell'emozione, ho l'impressione che finirà come in Birmania. Un bagno di sangue, qualche settimana per dimenticare e amici come prima. AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: il Dalai Lama dice no al boicottaggio dei Giochi Olimpici, in quanto punirebbe ingiustamente il popolo cinese, mentre solo il governo di Pechino è responsabile di quello che ha definito un "genocidio culturale". E a questo punto cosa si deve fare: insistere comunque per il boicottaggio o seguire l'invito del Dalai Lama? Scritto in cina Commenti ( 54 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Un (osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina? Chi segue i mercati finanziari sa che i rapporti tra Stati Uniti e Cina sono vincolati da un interesse reciproco: l'America è il principale sbocco della produzione industriale cinese, in cambio Pechino finanzia il deficit statunitense comprando a man bassa titoli di Stato. Ma la crisi finanziaria sembra aver rotto l'equilibrio e non certo a favore di Washington. In queste ore gli Usa appaiono molto vulnerabili: politicamente perché sono in piena campagna per le presidenziali, economicamente perché sono in recessione e con il sistema finanziario sotto sopra, militarmente perché l'esercito appare demotivato e diviso (vedi le dimissioni dell'ammiraglio William Fallon, 63 anni, comandante delle forze Usa in Medio Oriente). Qualcuno si chiede se siano ancora una superpotenza, certo sono in crisi come raramente è capitato nella storia recente. E in questo contesto lascia allibiti la notizia che il Dipartimento di Stato ha tolto la Cina dalla lista nera dei Paesi che violano i diritti umani. Ma come? Qualche mese fa Bush conferiva la massima onoreficenza al Dalai Lama e proprio nel momento in cui il leader spiriturale tibetano denuncia la brutale repressione dei cinesi in Tibet, l'America assolve Pechino? Basta leggere il rapporto per rendersi conto dell'assurdità della decisione. Nel testo infatti si riconosce che: "La Cina soffoca qualunque tipo di libertà di espressione, nega ai suoi cittadini i più elementari diritti umani, censura internet, arresta i blogger, sorveglia i giornalisti stranieri, se è il caso li intimidisce". Inoltre "stritola la libertà religiosa nel Tibet buddista e nello Xinjiang musulmano, spedisce chi protesta ai lavori forzati, tortura i prigionieri con i peggiori strumenti partoriti dalla crudeltà umana, strappa confessioni per delitti mai commessi, li condanna preferibilmente senza processo". Ciò nonostante non è più nell'elenco dei cattivi. Perché? Il governo americano ha più che mai bisogno dei fondi cinesi (anche di quelli sovrani) per tamponare lo scandalo subprime, mentre Pechino nell'anno delle Olimpiadi ha urgenza di migliorare la propria immagine internazionale. Quella strana assoluzione del Dipartimento di Stato equivale a una benedizione. Dobbiamo sopettare un (osceno) baratto tra i due Paesi? Scritto in cina, gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Mar 08 L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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Ma la destra dov'è? - 1 Emails Putin e la Cina vogliono cacciare gli Usa dall'Asia centrale - 1 Emails Birmania, la forza dello spirito (e della tecnologia) - 1 Emails "Svizzera razzista", così i media impongono il pensiero unico - 1 Emails Ma il Wi-Fi nuoce alla salute? - 1 Emails Ma la Germania si sta italianizzando? - 1 Emails Ultime discussioni CORRADO: Ho visto la puntata di "Anno Zero" di ieri sera. Il Presidente Bertinotti mi è sembrato in... Ambrogio.: Non sono Comunista, ma AnnoZero l'ho sempre visto, tranne questa puntata(ne ho un pò piene le... ionescu: Foa chi le ha dato il dato dei '90% sono extracomunitari'? Se lo è inventato! Ambrogio.: Domanda a Lorenzo: premesso che in casi come l'Iran e tanti altri, vedo bene solo il sorgere di un... remo: Comunisti si nasce e non si diventa, perche'non andate avedre quello che faceva bertinotti durante il... 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Gatti, tutto per capire le insidie della droga Italiani per Ron Paul, un bel blog sulle elezioni Usa USI, Università della Svizzera Italiana Siti di Informazione Comincialitalia, il primo quotidiano italiano dei cittadini il blog di Di Ricco, un giornalista italiano in Libano il sito di Fausto Biloslavo il sito di Radio 3 Mondo Jones, un eccellente giornalista inglese La zanzara di Cruciani - Radio 24 Osservatorio Europeo di Giornalismo Prima Pagina, la rassegna stampa di Radio 3 Sito web ilGiornale.it March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (15) February 2008 (14) January 2008 (15) December 2007 (14) November 2007 (21) October 2007 (24) September 2007 (24) August 2007 (32) July 2007 (15) Recent Trackbacks Haramlik: E per smettere di fumare, una bella Cristoterapia Il Blog di Marcello Foa: Attenti, in Veneto è iniziata la rivolta dei comuni I più votati I mutui subprime, la frode della Casta delle banche - 23 Votes E la sicurezza? 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L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Ieri sera ho visto qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio gli italiani più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini, che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà che propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E' questo che vuole Bertinotti? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 8 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 L'Iran sta tentando il colpo di mano in Iraq? In apparenza sono le solite notizie dall'Iraq: bombe, morte, terrore. Anche ieri c'è stata un'ondata di attentati. In realtà potrebbero segnare l'inizio di una nuova fase di destabilizzazione dalle implicazioni strategiche assai significative. infatti, per la prima volta dopo mesi di relativa tranquillità, l'Iraq piomba nel terrore. La domanda d'obbligo è: perché? La risposta l'ha data il generale Petraeus qualche giorno fa quando aveva accusato gli iraniani di essere dietro questa recrudescenza. Ieri nuove conferme: in prima linea ci sarebbero i miliziani di Moqtada Al Sadr, uno sceicco sciita che è in sintonia con una delle ali più estreme del regime di Teheran. E proprio in Iran si sono appena concluse le elezioni legislative con la vittoria degli integralisti. L'America invece è nel pieno della recessione e di una campagna elettorale che durerà fino a novembre; dunque è oggettivamente debole. L'impressione è che il regime di Ahmadinejahd e, soprattutto, della guida spirituale Ali Khamenei ne stia approfittando per tentare un colpo di mano a Bagdad o per aumentare la propria influenza nella regione; comunque, ha tutto l'interesse a smontare la tesi dell'Amministrazione Bush secondo cui l'Iraq è avviato verso la normalizzazione. Un Iraq in fiamme influenzerebbe la campagna elettorale Usa, agevolando Barack Obama (l'unico candidato ostile al conflitto) e mettendo in imbarazzo John McCain (che la guerra non l'ha mai rinnegata) ovvero il candidato ritenuto più debole e pacifista rispetto a quello più patriottico e interventista. Tra l'altro una nuova ondata farebbe risalire i corsi del petrolio. Attenti all'Iran, non lascia nulla al caso. Guai in vista? Scritto in medio oriente, gli usa e il mondo Commenti ( 8 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Mar 08 Milva e quei sette milioni nascosti. per la vecchiaia Era rossa dentro e rossa fuori, orgogliosa di sostenere Bertinotti e Rifondazione comunista e di battersi contro la destra, il capitalismo e ovviamente Berlusconi. Ora sappiamo che qualcosa di rosso non ha: il conto. Milva in Lichtenstein custodiva sette milioni di euro ovviamente non dichiarati. Intervistata da Antonio Lodetti sul Giornale di oggi , la signora ha dichiarato di non essere preoccupata "perché chi mi segue in queste cose mi ha assicurato che è roba vecchia, prescritta". Se è prescritta significa che è frutto di attività comunque non lecite: forse la signora ha evaso il fisco, come un commenda qualunque? Non sta bene per un artista che si batte per la prosperità dei lavoratori. Poi, con aria svagata afferma di non essersi mai occupata di quel conto, ricordando però che "mio marito mi diceva sempre di pensare alla vecchiaia, di accantonare qualcosa magari all'estero, quando lavoravo fuori". Sette milioni di euro per la vecchiaia? Niente male per una comunista. Quasi quasi divento rosso anch'io. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Crociata contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia La conversione di Magdi Allam è diventato un evento mondiale, ne parlano tutti i grandi media e, com'era prevedibile, i commenti nel mondo islamico sono tendenzialmente negativi. Tra le tante reazioni mi ha colpito quella di Stratfor, un centro studi americano molto vicino alla Cia e che pertanto ne riflette le opinioni. Nella sua ultima newsletter avverte: "Se Benedetto XVI deciderà di rendere più aggressiva la sua avversione all'Islam radicale, dando enorme rilevanza mediatica a casi come quello di Allam e dunque enfatizzando le conversioni anziché la coesistenza, il Vaticano diventerà il centro del confronto tra i fondamentalisti islamici e l'Occidente. E questo avrà profonde implicazioni geopolitiche". Da qui alcune domande: davvero il Papa vuole lanciare la sfida agli integralisti o ha semplicemente ribadito il diritto alla libertà religiosa? La Cia sembra credere alla prima ipotesi e non se ne rallegra: Stratfor scrive che il Papa rischia di alienare il rapporto con un miliardo di musulmani, proprio mentre l'America sta cercando di ricostruire i rapporti con il mondo islamico. Washington, insomma, non pare sostenere Benedetto XVI. Il Vaticano sta davvero lanciando una crociata solitaria? E questo è nell'interesse della Chiesa e dell'Occidente? Scritto in gli usa e il mondo, islam Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Mar 08 Oddio, Carla Bruni fa la morale ai giornalisti Ricordate la signora Carla Bruni prima che convolasse a nozze con il signor Sarkozy? Era una delle regine dell'infotainment e della stampa rosa. Da ex modella dotata di intuito e intelligenza aveva capito come pararametarsi con i media per incrementare la propria personalità. Era lei che faceva filtrare indiscrezioni sui suoi tanti amori, alimentando i pettegolezzi, lei che rilasciava interviste scandalistiche in cui si dichiarava poligama. Sì, ci sapeva fare, quando era una modella o una cantante. Ora che è una first-lady ha cambiato idea, per assumere i panni, improbabili, della vergine mediatica. Ha preso carta e penna e ha mandato un'appassionata lettera a Le Monde per commentare, con toni scandalizzati, la vicenda dell'Sms che Sarko avrebbe inviato all'ex moglie Cécilia; vicenda che peraltro si è chiusa con le scuse del Nouvel Observateur e il ritiro della querela da parte dell'Eliseo. La signora Bruni-Sarkozy si domanda: "Se i grandi giornali cessano di fare la selezione fra i pettegolezzi e i fatti, chi lo farà? Se, come la peggiore delle pubblicazioni trash, Le Nouvel Observateur, tradendo la sua vocazione ed anche il suo nome, non osserva più, ma inventa ciò che racconta, quale protezione ci resta contro l' isteria dell' epoca?". Poi chiude citando un passo di Beaumarchais, drammaturgo del '700, che parla dell' effetto devastante della calunnia, chiedendosi chi diavolo può resistere alla calunnia?'. La Bruni risponde: "I giornalisti, quelli veri". Sottoscrivo, ma a patto che tutti rispettino il copione, mentre da qualche tempo i personaggi del jet-set sembrano presi da schizofrenia: attori, calciatori, soubrette, modelle, fotografi, ereditieri alimentano per anni il giornalismo spazzatura, poi quando finiscono nei guai o cambiano ruolo, reclamano improvisamente l'etica, la moralità, indignandosi per le incursioni nelle sfere del privato e il cinismo della stampa. Vedi Fabrizio Corona o Paris Hilton o Luciano Moggi o i tanti eroi di un sistema che, sovente, premia il nulla ben confenzionato anziché il merito. Certo il caso della signora Bruni è particolare; direi unico; è saltata direttamente dal rotocalco all'Eliseo. Posso capire l' ansia di rifarsi una reputazione, ma, per cortesia, ci risparmi questi predicozzi, dietro a cui peraltro non è difficile scorgere la mano di uno spin doctor presidenziale. Ben venga la critica alla stampa, ma da censori credibili e possibilmente disinteressati. PS Ecco una splendida immagine di Carla Bruni scattata pochi mesi fa. Allora non mostrava turbamento per l'invadenza dei media. Scritto in francia, giornalismo Commenti ( 22 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Quei manager fanno disastri. Ma vengono premiati I manager delle principali banche mondiali hanno creato una bomba speculativa - quella dei muti subprime - che ora è esplosa drammaticamente. Stiamo pagando tutti un prezzo altissimo; tutti tranne loro. Nonostante da anni si parli della necessità di porre fine ai privilegi dei supermanager, nulla è stato fatto e in queste ore si sta creando una situazione paradossale. Gli alti dirigenti che hanno alimentato la speculazione sui subprime non pagano alcuno scotto personale. Anzi, quando vengono licenziati guadagnano. Oggi il Sole 24 Ore ha accesso i fari su Ubs, il colosso elvetico che è in grandi difficoltà, al pari di Citigroup, Morgan Stanley, Lehman Brothers, Goldman Sachs; cioè gli istituti che fino a poche settimane fa davano lezioni al mondo. Il numero uno di Ubs Marcel Ospel, sebbene molto contestato, è ancora in sella, mentre tre top manager sono stati licenziati. Peccato che se ne siano usciti con paracadute milionari: circa venti milioni di franchi svizzeri a testa. Hanno messo a repentaglio la solidità e la reputazione della prima banca svizzera e contribuito a scatenare la più grave crisi finanziaria degli ultimi 80 anni; ma se ne vanno più ricchi di prima. La beffa è doppia. Uno dei principi sacri del capitalismo è quello della responsabilità individuale: se sbagli paghi. La casta dei supermanager lo ha invece sovvertito: quando sbagliano loro sono gli altri a pagare. Ed è ora di dire basta a quella che ha tutta l'aria di essere una truffa legalizzata. Ribellarsi talvolta è un obbligo. Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno pentendo, non però i ministri dell'attuale governo. E non è difficile capire perché. Se si analizza con distacco la vicenda ci si accorge come Bruxelles dietro le quinte abbia spinto per questa soluzione. Innanzitutto, considerazioni strategiche: è stata Bruxelles a volere che Air France diventasse la compagnia di riferimento europea. E dunque in questa logica era auspicabile che Alitalia finisse nelle mani di Air France-Klm e di conseguenza che l'hub di Parigi assumesse ancor più importanza con il declassamento di Malpensa. E chi ha condotto nel governo la trattativa per la cessione? Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa, ex membro della Banca centrale europea, con la vigile protezione di Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea ovvero due leader politici che, assieme a Giuliano Amato ed Emma Bonino, sono da sempre estremamente sensibili agli interessi comunitari. Oggi la Commissione europea ha pronunciato un secco no alla concessione di nuovi aiuti di Stato. Il portavoce del commissario ai trasporti Jacques Barrot (un francese) ha ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. Il tempismo è perfetto: mentre l'Italia scopre con sconcerto l'inganno ed è tentata dal dire di no, la Commissione europea la mette con le spalle al muro: o dice sì all'offerta o Alitalia dovrà fallire. Prodi e Padoa Schioppa naturalmente non manifestano rimorsi, né dubbi. Anzi, il premier uscente intima alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo danni rivolta ad Alitalia, come desiderato da Air France. Risponde presente, una volta di più. Un'operazione magistrale, complimenti alla lobby europea. Scritto in Italia Commenti ( 42 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Boicottare le Olimpiadi crea confusione? Secondo il nostro ministro degli Esteri Massimo D'Alema disertare le Olimpiadi per mandare un messaggio alla Cina sul Tibet potrebbe "dividerci e far confusione". Io capisco l'imbarazzo della diplomazia in questi frangenti, ma perchè un boicottaggio dovrebbe "far confusione"? O si è favorevoli per ragioni umanitarie o si è contrari per ragioni di opportunità politica ed economica. Qual è la posizione dell'Italia? La confusione mi sembra la stia creando D'Alema, forse travolto dal vociare di queste ore. Improvvisamente tutti si occupano di Tibet: molti eponenti del Pdl e della Sinistra arcobaleno invocano il boicottaggio, il Pd medita, Cossiga è contrario e ancora una volta provoca: "Vorrei comprendere il motivo per il quale tutti protestano per le misure forti con le quali i governi di Pechino e di Nuova Delhi cercano di ristabilire l'ordine nei propri territori, mentre quasi tutti tacciono sulla repressione giudiziario-poliziesca del Governo di Madrid nei Paesi Baschi". In queste ore il mio cuore è con il Dalai Lama e con il popolo tibetano, ma ho l'impressione che, anche volendo, l'Occidente non possa permettersi il boicottaggio e che si sia rassegnato a convivere con questa Cina, capitalista e dittatoriale. E allora, a dispetto dell'emozione, ho l'impressione che finirà come in Birmania. Un bagno di sangue, qualche settimana per dimenticare e amici come prima. AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: il Dalai Lama dice no al boicottaggio dei Giochi Olimpici, in quanto punirebbe ingiustamente il popolo cinese, mentre solo il governo di Pechino è responsabile di quello che ha definito un "genocidio culturale". E a questo punto cosa si deve fare: insistere comunque per il boicottaggio o seguire l'invito del Dalai Lama? Scritto in cina Commenti ( 54 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Un (osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina? Chi segue i mercati finanziari sa che i rapporti tra Stati Uniti e Cina sono vincolati da un interesse reciproco: l'America è il principale sbocco della produzione industriale cinese, in cambio Pechino finanzia il deficit statunitense comprando a man bassa titoli di Stato. Ma la crisi finanziaria sembra aver rotto l'equilibrio e non certo a favore di Washington. In queste ore gli Usa appaiono molto vulnerabili: politicamente perché sono in piena campagna per le presidenziali, economicamente perché sono in recessione e con il sistema finanziario sotto sopra, militarmente perché l'esercito appare demotivato e diviso (vedi le dimissioni dell'ammiraglio William Fallon, 63 anni, comandante delle forze Usa in Medio Oriente). Qualcuno si chiede se siano ancora una superpotenza, certo sono in crisi come raramente è capitato nella storia recente. E in questo contesto lascia allibiti la notizia che il Dipartimento di Stato ha tolto la Cina dalla lista nera dei Paesi che violano i diritti umani. Ma come? Qualche mese fa Bush conferiva la massima onoreficenza al Dalai Lama e proprio nel momento in cui il leader spiriturale tibetano denuncia la brutale repressione dei cinesi in Tibet, l'America assolve Pechino? Basta leggere il rapporto per rendersi conto dell'assurdità della decisione. Nel testo infatti si riconosce che: "La Cina soffoca qualunque tipo di libertà di espressione, nega ai suoi cittadini i più elementari diritti umani, censura internet, arresta i blogger, sorveglia i giornalisti stranieri, se è il caso li intimidisce". Inoltre "stritola la libertà religiosa nel Tibet buddista e nello Xinjiang musulmano, spedisce chi protesta ai lavori forzati, tortura i prigionieri con i peggiori strumenti partoriti dalla crudeltà umana, strappa confessioni per delitti mai commessi, li condanna preferibilmente senza processo". Ciò nonostante non è più nell'elenco dei cattivi. Perché? Il governo americano ha più che mai bisogno dei fondi cinesi (anche di quelli sovrani) per tamponare lo scandalo subprime, mentre Pechino nell'anno delle Olimpiadi ha urgenza di migliorare la propria immagine internazionale. Quella strana assoluzione del Dipartimento di Stato equivale a una benedizione. Dobbiamo sopettare un (osceno) baratto tra i due Paesi? Scritto in cina, gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Mar 08 L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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Un (osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina? (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Ieri sera ho visto qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio gli italiani più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini, che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà che propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E' questo che vuole Bertinotti? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 8 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 L'Iran sta tentando il colpo di mano in Iraq? In apparenza sono le solite notizie dall'Iraq: bombe, morte, terrore. Anche ieri c'è stata un'ondata di attentati. In realtà potrebbero segnare l'inizio di una nuova fase di destabilizzazione dalle implicazioni strategiche assai significative. infatti, per la prima volta dopo mesi di relativa tranquillità, l'Iraq piomba nel terrore. La domanda d'obbligo è: perché? La risposta l'ha data il generale Petraeus qualche giorno fa quando aveva accusato gli iraniani di essere dietro questa recrudescenza. Ieri nuove conferme: in prima linea ci sarebbero i miliziani di Moqtada Al Sadr, uno sceicco sciita che è in sintonia con una delle ali più estreme del regime di Teheran. E proprio in Iran si sono appena concluse le elezioni legislative con la vittoria degli integralisti. L'America invece è nel pieno della recessione e di una campagna elettorale che durerà fino a novembre; dunque è oggettivamente debole. L'impressione è che il regime di Ahmadinejahd e, soprattutto, della guida spirituale Ali Khamenei ne stia approfittando per tentare un colpo di mano a Bagdad o per aumentare la propria influenza nella regione; comunque, ha tutto l'interesse a smontare la tesi dell'Amministrazione Bush secondo cui l'Iraq è avviato verso la normalizzazione. Un Iraq in fiamme influenzerebbe la campagna elettorale Usa, agevolando Barack Obama (l'unico candidato ostile al conflitto) e mettendo in imbarazzo John McCain (che la guerra non l'ha mai rinnegata) ovvero il candidato ritenuto più debole e pacifista rispetto a quello più patriottico e interventista. Tra l'altro una nuova ondata farebbe risalire i corsi del petrolio. Attenti all'Iran, non lascia nulla al caso. Guai in vista? Scritto in medio oriente, gli usa e il mondo Commenti ( 8 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Mar 08 Milva e quei sette milioni nascosti. per la vecchiaia Era rossa dentro e rossa fuori, orgogliosa di sostenere Bertinotti e Rifondazione comunista e di battersi contro la destra, il capitalismo e ovviamente Berlusconi. Ora sappiamo che qualcosa di rosso non ha: il conto. Milva in Lichtenstein custodiva sette milioni di euro ovviamente non dichiarati. Intervistata da Antonio Lodetti sul Giornale di oggi , la signora ha dichiarato di non essere preoccupata "perché chi mi segue in queste cose mi ha assicurato che è roba vecchia, prescritta". Se è prescritta significa che è frutto di attività comunque non lecite: forse la signora ha evaso il fisco, come un commenda qualunque? Non sta bene per un artista che si batte per la prosperità dei lavoratori. Poi, con aria svagata afferma di non essersi mai occupata di quel conto, ricordando però che "mio marito mi diceva sempre di pensare alla vecchiaia, di accantonare qualcosa magari all'estero, quando lavoravo fuori". Sette milioni di euro per la vecchiaia? Niente male per una comunista. Quasi quasi divento rosso anch'io. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Crociata contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia La conversione di Magdi Allam è diventato un evento mondiale, ne parlano tutti i grandi media e, com'era prevedibile, i commenti nel mondo islamico sono tendenzialmente negativi. Tra le tante reazioni mi ha colpito quella di Stratfor, un centro studi americano molto vicino alla Cia e che pertanto ne riflette le opinioni. Nella sua ultima newsletter avverte: "Se Benedetto XVI deciderà di rendere più aggressiva la sua avversione all'Islam radicale, dando enorme rilevanza mediatica a casi come quello di Allam e dunque enfatizzando le conversioni anziché la coesistenza, il Vaticano diventerà il centro del confronto tra i fondamentalisti islamici e l'Occidente. E questo avrà profonde implicazioni geopolitiche". Da qui alcune domande: davvero il Papa vuole lanciare la sfida agli integralisti o ha semplicemente ribadito il diritto alla libertà religiosa? La Cia sembra credere alla prima ipotesi e non se ne rallegra: Stratfor scrive che il Papa rischia di alienare il rapporto con un miliardo di musulmani, proprio mentre l'America sta cercando di ricostruire i rapporti con il mondo islamico. Washington, insomma, non pare sostenere Benedetto XVI. Il Vaticano sta davvero lanciando una crociata solitaria? E questo è nell'interesse della Chiesa e dell'Occidente? Scritto in gli usa e il mondo, islam Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Mar 08 Oddio, Carla Bruni fa la morale ai giornalisti Ricordate la signora Carla Bruni prima che convolasse a nozze con il signor Sarkozy? Era una delle regine dell'infotainment e della stampa rosa. Da ex modella dotata di intuito e intelligenza aveva capito come pararametarsi con i media per incrementare la propria personalità. Era lei che faceva filtrare indiscrezioni sui suoi tanti amori, alimentando i pettegolezzi, lei che rilasciava interviste scandalistiche in cui si dichiarava poligama. Sì, ci sapeva fare, quando era una modella o una cantante. Ora che è una first-lady ha cambiato idea, per assumere i panni, improbabili, della vergine mediatica. Ha preso carta e penna e ha mandato un'appassionata lettera a Le Monde per commentare, con toni scandalizzati, la vicenda dell'Sms che Sarko avrebbe inviato all'ex moglie Cécilia; vicenda che peraltro si è chiusa con le scuse del Nouvel Observateur e il ritiro della querela da parte dell'Eliseo. La signora Bruni-Sarkozy si domanda: "Se i grandi giornali cessano di fare la selezione fra i pettegolezzi e i fatti, chi lo farà? Se, come la peggiore delle pubblicazioni trash, Le Nouvel Observateur, tradendo la sua vocazione ed anche il suo nome, non osserva più, ma inventa ciò che racconta, quale protezione ci resta contro l' isteria dell' epoca?". Poi chiude citando un passo di Beaumarchais, drammaturgo del '700, che parla dell' effetto devastante della calunnia, chiedendosi chi diavolo può resistere alla calunnia?'. La Bruni risponde: "I giornalisti, quelli veri". Sottoscrivo, ma a patto che tutti rispettino il copione, mentre da qualche tempo i personaggi del jet-set sembrano presi da schizofrenia: attori, calciatori, soubrette, modelle, fotografi, ereditieri alimentano per anni il giornalismo spazzatura, poi quando finiscono nei guai o cambiano ruolo, reclamano improvisamente l'etica, la moralità, indignandosi per le incursioni nelle sfere del privato e il cinismo della stampa. Vedi Fabrizio Corona o Paris Hilton o Luciano Moggi o i tanti eroi di un sistema che, sovente, premia il nulla ben confenzionato anziché il merito. Certo il caso della signora Bruni è particolare; direi unico; è saltata direttamente dal rotocalco all'Eliseo. Posso capire l' ansia di rifarsi una reputazione, ma, per cortesia, ci risparmi questi predicozzi, dietro a cui peraltro non è difficile scorgere la mano di uno spin doctor presidenziale. Ben venga la critica alla stampa, ma da censori credibili e possibilmente disinteressati. PS Ecco una splendida immagine di Carla Bruni scattata pochi mesi fa. Allora non mostrava turbamento per l'invadenza dei media. Scritto in francia, giornalismo Commenti ( 22 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Quei manager fanno disastri. Ma vengono premiati I manager delle principali banche mondiali hanno creato una bomba speculativa - quella dei muti subprime - che ora è esplosa drammaticamente. Stiamo pagando tutti un prezzo altissimo; tutti tranne loro. Nonostante da anni si parli della necessità di porre fine ai privilegi dei supermanager, nulla è stato fatto e in queste ore si sta creando una situazione paradossale. Gli alti dirigenti che hanno alimentato la speculazione sui subprime non pagano alcuno scotto personale. Anzi, quando vengono licenziati guadagnano. Oggi il Sole 24 Ore ha accesso i fari su Ubs, il colosso elvetico che è in grandi difficoltà, al pari di Citigroup, Morgan Stanley, Lehman Brothers, Goldman Sachs; cioè gli istituti che fino a poche settimane fa davano lezioni al mondo. Il numero uno di Ubs Marcel Ospel, sebbene molto contestato, è ancora in sella, mentre tre top manager sono stati licenziati. Peccato che se ne siano usciti con paracadute milionari: circa venti milioni di franchi svizzeri a testa. Hanno messo a repentaglio la solidità e la reputazione della prima banca svizzera e contribuito a scatenare la più grave crisi finanziaria degli ultimi 80 anni; ma se ne vanno più ricchi di prima. La beffa è doppia. Uno dei principi sacri del capitalismo è quello della responsabilità individuale: se sbagli paghi. La casta dei supermanager lo ha invece sovvertito: quando sbagliano loro sono gli altri a pagare. Ed è ora di dire basta a quella che ha tutta l'aria di essere una truffa legalizzata. Ribellarsi talvolta è un obbligo. Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno pentendo, non però i ministri dell'attuale governo. E non è difficile capire perché. Se si analizza con distacco la vicenda ci si accorge come Bruxelles dietro le quinte abbia spinto per questa soluzione. Innanzitutto, considerazioni strategiche: è stata Bruxelles a volere che Air France diventasse la compagnia di riferimento europea. E dunque in questa logica era auspicabile che Alitalia finisse nelle mani di Air France-Klm e di conseguenza che l'hub di Parigi assumesse ancor più importanza con il declassamento di Malpensa. E chi ha condotto nel governo la trattativa per la cessione? Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa, ex membro della Banca centrale europea, con la vigile protezione di Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea ovvero due leader politici che, assieme a Giuliano Amato ed Emma Bonino, sono da sempre estremamente sensibili agli interessi comunitari. Oggi la Commissione europea ha pronunciato un secco no alla concessione di nuovi aiuti di Stato. Il portavoce del commissario ai trasporti Jacques Barrot (un francese) ha ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. Il tempismo è perfetto: mentre l'Italia scopre con sconcerto l'inganno ed è tentata dal dire di no, la Commissione europea la mette con le spalle al muro: o dice sì all'offerta o Alitalia dovrà fallire. Prodi e Padoa Schioppa naturalmente non manifestano rimorsi, né dubbi. Anzi, il premier uscente intima alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo danni rivolta ad Alitalia, come desiderato da Air France. Risponde presente, una volta di più. Un'operazione magistrale, complimenti alla lobby europea. Scritto in Italia Commenti ( 42 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Boicottare le Olimpiadi crea confusione? Secondo il nostro ministro degli Esteri Massimo D'Alema disertare le Olimpiadi per mandare un messaggio alla Cina sul Tibet potrebbe "dividerci e far confusione". Io capisco l'imbarazzo della diplomazia in questi frangenti, ma perchè un boicottaggio dovrebbe "far confusione"? O si è favorevoli per ragioni umanitarie o si è contrari per ragioni di opportunità politica ed economica. Qual è la posizione dell'Italia? La confusione mi sembra la stia creando D'Alema, forse travolto dal vociare di queste ore. Improvvisamente tutti si occupano di Tibet: molti eponenti del Pdl e della Sinistra arcobaleno invocano il boicottaggio, il Pd medita, Cossiga è contrario e ancora una volta provoca: "Vorrei comprendere il motivo per il quale tutti protestano per le misure forti con le quali i governi di Pechino e di Nuova Delhi cercano di ristabilire l'ordine nei propri territori, mentre quasi tutti tacciono sulla repressione giudiziario-poliziesca del Governo di Madrid nei Paesi Baschi". In queste ore il mio cuore è con il Dalai Lama e con il popolo tibetano, ma ho l'impressione che, anche volendo, l'Occidente non possa permettersi il boicottaggio e che si sia rassegnato a convivere con questa Cina, capitalista e dittatoriale. E allora, a dispetto dell'emozione, ho l'impressione che finirà come in Birmania. Un bagno di sangue, qualche settimana per dimenticare e amici come prima. AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: il Dalai Lama dice no al boicottaggio dei Giochi Olimpici, in quanto punirebbe ingiustamente il popolo cinese, mentre solo il governo di Pechino è responsabile di quello che ha definito un "genocidio culturale". E a questo punto cosa si deve fare: insistere comunque per il boicottaggio o seguire l'invito del Dalai Lama? Scritto in cina Commenti ( 54 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Un (osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina? Chi segue i mercati finanziari sa che i rapporti tra Stati Uniti e Cina sono vincolati da un interesse reciproco: l'America è il principale sbocco della produzione industriale cinese, in cambio Pechino finanzia il deficit statunitense comprando a man bassa titoli di Stato. Ma la crisi finanziaria sembra aver rotto l'equilibrio e non certo a favore di Washington. In queste ore gli Usa appaiono molto vulnerabili: politicamente perché sono in piena campagna per le presidenziali, economicamente perché sono in recessione e con il sistema finanziario sotto sopra, militarmente perché l'esercito appare demotivato e diviso (vedi le dimissioni dell'ammiraglio William Fallon, 63 anni, comandante delle forze Usa in Medio Oriente). Qualcuno si chiede se siano ancora una superpotenza, certo sono in crisi come raramente è capitato nella storia recente. E in questo contesto lascia allibiti la notizia che il Dipartimento di Stato ha tolto la Cina dalla lista nera dei Paesi che violano i diritti umani. Ma come? Qualche mese fa Bush conferiva la massima onoreficenza al Dalai Lama e proprio nel momento in cui il leader spiriturale tibetano denuncia la brutale repressione dei cinesi in Tibet, l'America assolve Pechino? Basta leggere il rapporto per rendersi conto dell'assurdità della decisione. Nel testo infatti si riconosce che: "La Cina soffoca qualunque tipo di libertà di espressione, nega ai suoi cittadini i più elementari diritti umani, censura internet, arresta i blogger, sorveglia i giornalisti stranieri, se è il caso li intimidisce". Inoltre "stritola la libertà religiosa nel Tibet buddista e nello Xinjiang musulmano, spedisce chi protesta ai lavori forzati, tortura i prigionieri con i peggiori strumenti partoriti dalla crudeltà umana, strappa confessioni per delitti mai commessi, li condanna preferibilmente senza processo". Ciò nonostante non è più nell'elenco dei cattivi. Perché? Il governo americano ha più che mai bisogno dei fondi cinesi (anche di quelli sovrani) per tamponare lo scandalo subprime, mentre Pechino nell'anno delle Olimpiadi ha urgenza di migliorare la propria immagine internazionale. Quella strana assoluzione del Dipartimento di Stato equivale a una benedizione. Dobbiamo sopettare un (osceno) baratto tra i due Paesi? Scritto in cina, gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Mar 08 L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (12) democrazia (13) francia (15) germania (2) giornalismo (30) gli usa e il mondo (22) globalizzazione (3) immigrazione (18) islam (11) Italia (75) medio oriente (8) notizie nascoste (26) presidenziali usa (5) russia (9) svizzera (3) turchia (11) Varie (12) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. 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Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

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Ieri sera ho visto qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio gli italiani più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini, che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà che propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E' questo che vuole Bertinotti? 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E proprio in Iran si sono appena concluse le elezioni legislative con la vittoria degli integralisti. L'America invece è nel pieno della recessione e di una campagna elettorale che durerà fino a novembre; dunque è oggettivamente debole. L'impressione è che il regime di Ahmadinejahd e, soprattutto, della guida spirituale Ali Khamenei ne stia approfittando per tentare un colpo di mano a Bagdad o per aumentare la propria influenza nella regione; comunque, ha tutto l'interesse a smontare la tesi dell'Amministrazione Bush secondo cui l'Iraq è avviato verso la normalizzazione. Un Iraq in fiamme influenzerebbe la campagna elettorale Usa, agevolando Barack Obama (l'unico candidato ostile al conflitto) e mettendo in imbarazzo John McCain (che la guerra non l'ha mai rinnegata) ovvero il candidato ritenuto più debole e pacifista rispetto a quello più patriottico e interventista. Tra l'altro una nuova ondata farebbe risalire i corsi del petrolio. Attenti all'Iran, non lascia nulla al caso. 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Non sta bene per un artista che si batte per la prosperità dei lavoratori. Poi, con aria svagata afferma di non essersi mai occupata di quel conto, ricordando però che "mio marito mi diceva sempre di pensare alla vecchiaia, di accantonare qualcosa magari all'estero, quando lavoravo fuori". Sette milioni di euro per la vecchiaia? Niente male per una comunista. Quasi quasi divento rosso anch'io. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Crociata contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia La conversione di Magdi Allam è diventato un evento mondiale, ne parlano tutti i grandi media e, com'era prevedibile, i commenti nel mondo islamico sono tendenzialmente negativi. Tra le tante reazioni mi ha colpito quella di Stratfor, un centro studi americano molto vicino alla Cia e che pertanto ne riflette le opinioni. Nella sua ultima newsletter avverte: "Se Benedetto XVI deciderà di rendere più aggressiva la sua avversione all'Islam radicale, dando enorme rilevanza mediatica a casi come quello di Allam e dunque enfatizzando le conversioni anziché la coesistenza, il Vaticano diventerà il centro del confronto tra i fondamentalisti islamici e l'Occidente. E questo avrà profonde implicazioni geopolitiche". Da qui alcune domande: davvero il Papa vuole lanciare la sfida agli integralisti o ha semplicemente ribadito il diritto alla libertà religiosa? La Cia sembra credere alla prima ipotesi e non se ne rallegra: Stratfor scrive che il Papa rischia di alienare il rapporto con un miliardo di musulmani, proprio mentre l'America sta cercando di ricostruire i rapporti con il mondo islamico. Washington, insomma, non pare sostenere Benedetto XVI. Il Vaticano sta davvero lanciando una crociata solitaria? E questo è nell'interesse della Chiesa e dell'Occidente? Scritto in gli usa e il mondo, islam Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Mar 08 Oddio, Carla Bruni fa la morale ai giornalisti Ricordate la signora Carla Bruni prima che convolasse a nozze con il signor Sarkozy? Era una delle regine dell'infotainment e della stampa rosa. Da ex modella dotata di intuito e intelligenza aveva capito come pararametarsi con i media per incrementare la propria personalità. Era lei che faceva filtrare indiscrezioni sui suoi tanti amori, alimentando i pettegolezzi, lei che rilasciava interviste scandalistiche in cui si dichiarava poligama. Sì, ci sapeva fare, quando era una modella o una cantante. Ora che è una first-lady ha cambiato idea, per assumere i panni, improbabili, della vergine mediatica. Ha preso carta e penna e ha mandato un'appassionata lettera a Le Monde per commentare, con toni scandalizzati, la vicenda dell'Sms che Sarko avrebbe inviato all'ex moglie Cécilia; vicenda che peraltro si è chiusa con le scuse del Nouvel Observateur e il ritiro della querela da parte dell'Eliseo. La signora Bruni-Sarkozy si domanda: "Se i grandi giornali cessano di fare la selezione fra i pettegolezzi e i fatti, chi lo farà? Se, come la peggiore delle pubblicazioni trash, Le Nouvel Observateur, tradendo la sua vocazione ed anche il suo nome, non osserva più, ma inventa ciò che racconta, quale protezione ci resta contro l' isteria dell' epoca?". Poi chiude citando un passo di Beaumarchais, drammaturgo del '700, che parla dell' effetto devastante della calunnia, chiedendosi chi diavolo può resistere alla calunnia?'. La Bruni risponde: "I giornalisti, quelli veri". Sottoscrivo, ma a patto che tutti rispettino il copione, mentre da qualche tempo i personaggi del jet-set sembrano presi da schizofrenia: attori, calciatori, soubrette, modelle, fotografi, ereditieri alimentano per anni il giornalismo spazzatura, poi quando finiscono nei guai o cambiano ruolo, reclamano improvisamente l'etica, la moralità, indignandosi per le incursioni nelle sfere del privato e il cinismo della stampa. Vedi Fabrizio Corona o Paris Hilton o Luciano Moggi o i tanti eroi di un sistema che, sovente, premia il nulla ben confenzionato anziché il merito. Certo il caso della signora Bruni è particolare; direi unico; è saltata direttamente dal rotocalco all'Eliseo. Posso capire l' ansia di rifarsi una reputazione, ma, per cortesia, ci risparmi questi predicozzi, dietro a cui peraltro non è difficile scorgere la mano di uno spin doctor presidenziale. Ben venga la critica alla stampa, ma da censori credibili e possibilmente disinteressati. PS Ecco una splendida immagine di Carla Bruni scattata pochi mesi fa. Allora non mostrava turbamento per l'invadenza dei media. Scritto in francia, giornalismo Commenti ( 22 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Quei manager fanno disastri. Ma vengono premiati I manager delle principali banche mondiali hanno creato una bomba speculativa - quella dei muti subprime - che ora è esplosa drammaticamente. Stiamo pagando tutti un prezzo altissimo; tutti tranne loro. Nonostante da anni si parli della necessità di porre fine ai privilegi dei supermanager, nulla è stato fatto e in queste ore si sta creando una situazione paradossale. Gli alti dirigenti che hanno alimentato la speculazione sui subprime non pagano alcuno scotto personale. Anzi, quando vengono licenziati guadagnano. Oggi il Sole 24 Ore ha accesso i fari su Ubs, il colosso elvetico che è in grandi difficoltà, al pari di Citigroup, Morgan Stanley, Lehman Brothers, Goldman Sachs; cioè gli istituti che fino a poche settimane fa davano lezioni al mondo. Il numero uno di Ubs Marcel Ospel, sebbene molto contestato, è ancora in sella, mentre tre top manager sono stati licenziati. Peccato che se ne siano usciti con paracadute milionari: circa venti milioni di franchi svizzeri a testa. Hanno messo a repentaglio la solidità e la reputazione della prima banca svizzera e contribuito a scatenare la più grave crisi finanziaria degli ultimi 80 anni; ma se ne vanno più ricchi di prima. La beffa è doppia. Uno dei principi sacri del capitalismo è quello della responsabilità individuale: se sbagli paghi. La casta dei supermanager lo ha invece sovvertito: quando sbagliano loro sono gli altri a pagare. Ed è ora di dire basta a quella che ha tutta l'aria di essere una truffa legalizzata. Ribellarsi talvolta è un obbligo. Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno pentendo, non però i ministri dell'attuale governo. E non è difficile capire perché. Se si analizza con distacco la vicenda ci si accorge come Bruxelles dietro le quinte abbia spinto per questa soluzione. Innanzitutto, considerazioni strategiche: è stata Bruxelles a volere che Air France diventasse la compagnia di riferimento europea. E dunque in questa logica era auspicabile che Alitalia finisse nelle mani di Air France-Klm e di conseguenza che l'hub di Parigi assumesse ancor più importanza con il declassamento di Malpensa. E chi ha condotto nel governo la trattativa per la cessione? Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa, ex membro della Banca centrale europea, con la vigile protezione di Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea ovvero due leader politici che, assieme a Giuliano Amato ed Emma Bonino, sono da sempre estremamente sensibili agli interessi comunitari. Oggi la Commissione europea ha pronunciato un secco no alla concessione di nuovi aiuti di Stato. Il portavoce del commissario ai trasporti Jacques Barrot (un francese) ha ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. Il tempismo è perfetto: mentre l'Italia scopre con sconcerto l'inganno ed è tentata dal dire di no, la Commissione europea la mette con le spalle al muro: o dice sì all'offerta o Alitalia dovrà fallire. Prodi e Padoa Schioppa naturalmente non manifestano rimorsi, né dubbi. Anzi, il premier uscente intima alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo danni rivolta ad Alitalia, come desiderato da Air France. Risponde presente, una volta di più. Un'operazione magistrale, complimenti alla lobby europea. Scritto in Italia Commenti ( 42 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Boicottare le Olimpiadi crea confusione? Secondo il nostro ministro degli Esteri Massimo D'Alema disertare le Olimpiadi per mandare un messaggio alla Cina sul Tibet potrebbe "dividerci e far confusione". Io capisco l'imbarazzo della diplomazia in questi frangenti, ma perchè un boicottaggio dovrebbe "far confusione"? O si è favorevoli per ragioni umanitarie o si è contrari per ragioni di opportunità politica ed economica. Qual è la posizione dell'Italia? La confusione mi sembra la stia creando D'Alema, forse travolto dal vociare di queste ore. Improvvisamente tutti si occupano di Tibet: molti eponenti del Pdl e della Sinistra arcobaleno invocano il boicottaggio, il Pd medita, Cossiga è contrario e ancora una volta provoca: "Vorrei comprendere il motivo per il quale tutti protestano per le misure forti con le quali i governi di Pechino e di Nuova Delhi cercano di ristabilire l'ordine nei propri territori, mentre quasi tutti tacciono sulla repressione giudiziario-poliziesca del Governo di Madrid nei Paesi Baschi". In queste ore il mio cuore è con il Dalai Lama e con il popolo tibetano, ma ho l'impressione che, anche volendo, l'Occidente non possa permettersi il boicottaggio e che si sia rassegnato a convivere con questa Cina, capitalista e dittatoriale. E allora, a dispetto dell'emozione, ho l'impressione che finirà come in Birmania. Un bagno di sangue, qualche settimana per dimenticare e amici come prima. AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: il Dalai Lama dice no al boicottaggio dei Giochi Olimpici, in quanto punirebbe ingiustamente il popolo cinese, mentre solo il governo di Pechino è responsabile di quello che ha definito un "genocidio culturale". E a questo punto cosa si deve fare: insistere comunque per il boicottaggio o seguire l'invito del Dalai Lama? Scritto in cina Commenti ( 54 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Un (osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina? Chi segue i mercati finanziari sa che i rapporti tra Stati Uniti e Cina sono vincolati da un interesse reciproco: l'America è il principale sbocco della produzione industriale cinese, in cambio Pechino finanzia il deficit statunitense comprando a man bassa titoli di Stato. Ma la crisi finanziaria sembra aver rotto l'equilibrio e non certo a favore di Washington. In queste ore gli Usa appaiono molto vulnerabili: politicamente perché sono in piena campagna per le presidenziali, economicamente perché sono in recessione e con il sistema finanziario sotto sopra, militarmente perché l'esercito appare demotivato e diviso (vedi le dimissioni dell'ammiraglio William Fallon, 63 anni, comandante delle forze Usa in Medio Oriente). Qualcuno si chiede se siano ancora una superpotenza, certo sono in crisi come raramente è capitato nella storia recente. E in questo contesto lascia allibiti la notizia che il Dipartimento di Stato ha tolto la Cina dalla lista nera dei Paesi che violano i diritti umani. Ma come? Qualche mese fa Bush conferiva la massima onoreficenza al Dalai Lama e proprio nel momento in cui il leader spiriturale tibetano denuncia la brutale repressione dei cinesi in Tibet, l'America assolve Pechino? Basta leggere il rapporto per rendersi conto dell'assurdità della decisione. Nel testo infatti si riconosce che: "La Cina soffoca qualunque tipo di libertà di espressione, nega ai suoi cittadini i più elementari diritti umani, censura internet, arresta i blogger, sorveglia i giornalisti stranieri, se è il caso li intimidisce". Inoltre "stritola la libertà religiosa nel Tibet buddista e nello Xinjiang musulmano, spedisce chi protesta ai lavori forzati, tortura i prigionieri con i peggiori strumenti partoriti dalla crudeltà umana, strappa confessioni per delitti mai commessi, li condanna preferibilmente senza processo". Ciò nonostante non è più nell'elenco dei cattivi. Perché? Il governo americano ha più che mai bisogno dei fondi cinesi (anche di quelli sovrani) per tamponare lo scandalo subprime, mentre Pechino nell'anno delle Olimpiadi ha urgenza di migliorare la propria immagine internazionale. Quella strana assoluzione del Dipartimento di Stato equivale a una benedizione. Dobbiamo sopettare un (osceno) baratto tra i due Paesi? Scritto in cina, gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Mar 08 L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (12) democrazia (13) francia (15) germania (2) giornalismo (30) gli usa e il mondo (22) globalizzazione (3) immigrazione (18) islam (11) Italia (75) medio oriente (8) notizie nascoste (26) presidenziali usa (5) russia (9) svizzera (3) turchia (11) Varie (12) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. 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Oops, Vasco stavolta ha toppato (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

E va bene, ero partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa' perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi' bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando, insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu, altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno, l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze?? L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes, average: 4.81 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (16 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78) Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è esterofilo al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione da... Lui Hard Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso Vasco è esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv) - 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio degli post March 2008 (8) February 2008 (13) January 2008 (12) December 2007 (2) November 2007 (2) October 2007 (16) September 2007 (7) August 2007 (16) July 2007 (2) Trackback recenti Recent Posts Ecco perche' Vasco si è laureato Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La lezione dei Rem (e di Mtv) Led Zeppelin in tour. O forse no Oops, Vasco stavolta ha toppato Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi Jovanotti è un passo avanti Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Pagine About Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Paolo Giordano © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

E va bene, ero partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa' perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi' bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando, insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu, altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno, l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze?? L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes, average: 4.81 out of 5) Loading ... 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I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv) - 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio degli post March 2008 (8) February 2008 (13) January 2008 (12) December 2007 (2) November 2007 (2) October 2007 (16) September 2007 (7) August 2007 (16) July 2007 (2) Trackback recenti Recent Posts Ecco perche' Vasco si è laureato Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La lezione dei Rem (e di Mtv) Led Zeppelin in tour. O forse no Oops, Vasco stavolta ha toppato Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi Jovanotti è un passo avanti Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Pagine About Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Paolo Giordano © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

E va bene, ero partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa' perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi' bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando, insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu, altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno, l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze?? L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes, average: 4.81 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (16 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78) Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è esterofilo al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione da... Lui Hard Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso Vasco è esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv) - 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio degli post March 2008 (8) February 2008 (13) January 2008 (12) December 2007 (2) November 2007 (2) October 2007 (16) September 2007 (7) August 2007 (16) July 2007 (2) Trackback recenti Recent Posts Ecco perche' Vasco si è laureato Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La lezione dei Rem (e di Mtv) Led Zeppelin in tour. O forse no Oops, Vasco stavolta ha toppato Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi Jovanotti è un passo avanti Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Pagine About Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Paolo Giordano © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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La lezione dei Rem (e di Mtv) (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

E va bene, ero partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa' perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi' bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando, insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu, altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno, l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze?? L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes, average: 4.81 out of 5) Loading ... 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Tutti gli articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78) Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è esterofilo al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione da... Lui Hard Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso Vasco è esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv) - 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio degli post March 2008 (8) February 2008 (13) January 2008 (12) December 2007 (2) November 2007 (2) October 2007 (16) September 2007 (7) August 2007 (16) July 2007 (2) Trackback recenti Recent Posts Ecco perche' Vasco si è laureato Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La lezione dei Rem (e di Mtv) Led Zeppelin in tour. O forse no Oops, Vasco stavolta ha toppato Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi Jovanotti è un passo avanti Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Pagine About Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Paolo Giordano © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Led Zeppelin in tour. O forse no (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

E va bene, ero partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa' perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi' bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando, insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu, altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno, l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze?? L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes, average: 4.81 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (16 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78) Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è esterofilo al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione da... Lui Hard Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso Vasco è esterofilo? Ha sempre avuto dei... 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O forse no Oops, Vasco stavolta ha toppato Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi Jovanotti è un passo avanti Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Pagine About Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Paolo Giordano © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Ecco perche' Vasco si è laureato (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

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E va bene, ero partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa' perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi' bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando, insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu, altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno, l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze?? L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... 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Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes, average: 4.81 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (16 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78) Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è esterofilo al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione da... Lui Hard Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso Vasco è esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv) - 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio degli post March 2008 (8) February 2008 (13) January 2008 (12) December 2007 (2) November 2007 (2) October 2007 (16) September 2007 (7) August 2007 (16) July 2007 (2) Trackback recenti Recent Posts Ecco perche' Vasco si è laureato Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La lezione dei Rem (e di Mtv) Led Zeppelin in tour. O forse no Oops, Vasco stavolta ha toppato Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi Jovanotti è un passo avanti Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Pagine About Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Paolo Giordano © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

E va bene, ero partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa' perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi' bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando, insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu, altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno, l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze?? L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes, average: 4.81 out of 5) Loading ... 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Tutti gli articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78) Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è esterofilo al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione da... Lui Hard Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso Vasco è esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv) - 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio degli post March 2008 (8) February 2008 (13) January 2008 (12) December 2007 (2) November 2007 (2) October 2007 (16) September 2007 (7) August 2007 (16) July 2007 (2) Trackback recenti Recent Posts Ecco perche' Vasco si è laureato Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La lezione dei Rem (e di Mtv) Led Zeppelin in tour. O forse no Oops, Vasco stavolta ha toppato Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi Jovanotti è un passo avanti Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Pagine About Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Paolo Giordano © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

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E va bene, ero partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa' perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi' bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando, insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu, altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno, l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze?? L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes, average: 4.81 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (16 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78) Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è esterofilo al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione da... Lui Hard Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso Vasco è esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv) - 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio degli post March 2008 (8) February 2008 (13) January 2008 (12) December 2007 (2) November 2007 (2) October 2007 (16) September 2007 (7) August 2007 (16) July 2007 (2) Trackback recenti Recent Posts Ecco perche' Vasco si è laureato Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La lezione dei Rem (e di Mtv) Led Zeppelin in tour. O forse no Oops, Vasco stavolta ha toppato Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi Jovanotti è un passo avanti Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Pagine About Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Paolo Giordano © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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L'INTERVENTO (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 75 del 2008-03-28 pagina 38 L'INTERVENTO di Sandro Bondi Ci hanno provato in tutte le maniere. Non c'è che dire. Prima Prodi apre un'asta definita giustamente "opaca" riguardante l'Alitalia, seguendo il metodo che gli è più congeniale: la svendita dei "gioielli di famiglia", come il caso Sme insegna. Praticamente un case-study. Un Prodi, più presidente dell'Iri in carica che premier, ha reso ancora più incerto il futuro di Alitalia, consegnando, armi e bagagli, ad Air France la compagnia di bandiera. Ipotecando, a suo dire, un risultato che Berlusconi ha reso a oggi praticamente irrealizzabile. Le condizioni di partenza sono mutate e anche i sindacati si sono messi giustamente di traverso a Spinetta. Berlusconi ha di fatto già vinto, rendendo praticabile una cordata che non è affatto una fumisteria propagandistica, bensì una concreta possibilità alternativa. Come ha confermato Bruno Ermolli, senior advisor dell'investment banking Jp Morgan per l'Italia e presidente di Promos 2001, l'azienda speciale della Camera di Commercio di Milano. A nulla sono valsi gli attacchi sgangherati di Di Pietro, con le sue assurde accuse di insider trading, che rivelano soltanto una alquanto sospetta amnesia. Già, perché qualcuno ha commesso il reato di insider trading, è vero, ma non è stato Berlusconi, bensì il governo. La Consob è dovuta intervenire ben venti volte, da quando Prodi mise in moto la gara-non gara per la cessione di Alitalia. Venti volte! Dal 5 dicembre 2006 a febbraio 2007: Cardia ha fatto gli straordinari soltanto dedicandosi alla non-gara indetta da Prodi. Questi sono i fatti. Il resto è propaganda. Ma non è tutto. A monte c'è stata un'intenzionalità politicamente dolosa, da parte del governo, che non ha neanche pensato al provvedimento più banale e urgente da adottare: ritirare il titolo Alitalia dalla Borsa, onde evitare manovre speculative. Manovre speculative, che sono oggi all'attenzione del solito Cardia, che richiama tutti alla responsabilità, senza distinzione alcuna. Il ragionamento di Cardia è, come al solito, lineare: "Quando un politico manifesta desideri o finalità da raggiungere può innescare movimenti del titolo e rendere squilibrato il mercato", osserva il presidente dell'Authority. Vero è che il titolo Alitalia ieri è schizzato a 0,5 euro, dunque questo movimento sulla compagnia di bandiera da parte di Berlusconi non fa così male al mercato. È piuttosto doveroso sottolineare come le colpe di Prodi e del suo governo siano all'origine di questo caos borsistico, e ciò proprio secondo le osservazioni già prodotte dalla Consob e sopra documentate. L'esito politico del movimento di Berlusconi ha invece sortito grandi effetti. In ordine: ha rimesso all'ordine del giorno la valenza nazionale di una compagnia di bandiera; ha rimesso in discussione una trattativa con Air France che, oltre ad avere le caratteristiche di una vera e propria svendita, ha anche i contorni di una sorta di manovra speculativa preconfezionata; si è riaperta la partita con un più alto livello di sviluppo operativo della concertazione, secondo le giuste procedure dei rapporti industriali moderni in un moderno sistema capitalistico, con le parti sociali, non ultimi i sindacati, interessati alla nuova possibilità della cordata italiana; Spinetta stesso ha ammorbidito le condizioni manifestando, con ciò, le originarie intenzioni neocolbertiste, che non hanno tenuto né alla prova dei fatti, né alla prova del dialogo con le parti sociali. Si riapre, così, il capitolo Alitalia, ma, con questo successo politico, si ridiscute anche delle sorti del sistema pubblico, dei beni pubblici e della loro redditività. Cioè, in sostanza, si ridiscute seriamente del sistema-paese nel suo complesso, in primis nel suo profilo infrastrutturale, architrave imprescindibile per ogni possibilità futura di crescita economica, di sviluppo nazionale e di qualificazione dell'occupazione. *Coordinatore nazionale di Fi © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Jovanotti è un passo avanti (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

E va bene, ero partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa' perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi' bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando, insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu, altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno, l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze?? L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes, average: 4.81 out of 5) Loading ... 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Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. 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O forse no Oops, Vasco stavolta ha toppato Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi Jovanotti è un passo avanti Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Pagine About Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Paolo Giordano © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

E va bene, ero partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa' perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi' bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando, insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu, altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno, l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze?? L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes, average: 4.81 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (16 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. 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Il fair play dei turchi: usano i rifiuti di Napoli per demolire Milano (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 75 del 2008-03-28 pagina 3 Il fair play dei turchi: usano i rifiuti di Napoli per demolire Milano di Marta Ottaviani da Istanbul (Turchia) In Turchia sono tutti convinti che Smirne vincerà. Però non perdono occasione per bastonare la concorrente e per far vedere come Milano sarebbe inadeguata a ospitare l'Expo 2015, dimostrando poco fair play. Negli ultimi due giorni quotidiani del Paese, noti e meno noti, si sono sbizzarriti in commenti sul capoluogo lombardo, spesso tirando in ballo anche problemi nazionali in cui Milano ha un ruolo pressoché marginale. Persino giornali solitamente noti per la loro autorevolezza. Hürriyet ad esempio sostiene che, se vincerà Milano, l'Expo 2015 sarà ospitata da una delle città con il cielo più sporco d'Europa e per dimostrare quanto l'aria sia irrespirabile si serve di dati pubblicati tempo addietro dal Daily Telegraph, sostenendo la tesi che l'Ecopass introdotto a gennaio non sarebbe servito a niente se non a limitare l'ingresso di auto nel centro storico. Milliyet, solitamente noto per la sua misura e la moderazione nei commenti, per Milano ha fatto eccezione e se l'è presa anche con i guai italiani. Ha descritto il Bel Paese come un luogo che si è preso dall'Ue un ammonimento sui rifiuti, dove il governo cade e il maggiore scalo internazionale, Milano Malpensa, rischia di veder ridimensionato il suo ruolo di hub a causa della vendita di Alitalia. Non si salva neanche il sindaco Letizia Moratti. Milliyet la definisce "Demir Lady", lady di ferro: secondo il giornale turco ora sarebbe col morale a terra, pensando a quanto i fatti legati alla spazzatura di Napoli e la crisi di Alitalia avrebbero minato dalle fondamenta il buon lavoro fatto dal suo team. Ci sono poi notizie di corollario che, inserite in un determinato contesto, sembrano quasi delineare una vera e propria strategia della stampa turca ai danni del capoluogo lombardo. Il quotidiano in lingua inglese Turkish daily news ha reso nota l'indiscrezione che su 27 Paesi che compongono attualmente l'Ue, ben 17 farebbero il tifo per la Turchia e solo 10 per l'Italia. Haber Express, un quotidiano locale, ha fatto un'indagine fra gli italiani che risiedono a Smirne e la maggior parte sostiene la candidatura della città turca contro Milano perché viene giudicata più dinamica e idonea a ospitare una manifestazione come l'Expo. Persino gli studenti stranieri nelle università sono accaniti sostenitori della "Perla dell'Egeo", come la chiamano in Turchia. Secondo Yeni Gun, un altro quotidiano locale, in questo momento Smirne staccherebbe la città della Madonnina di 6, forse 8 voti. Determinante sarebbe stata una delle ultime missioni condotte in Oceania dalla delegazione turca. Insomma la Turchia si prepara alla cronaca di una vittoria che, secondo lei, è annunciata e ci spera. La maggior parte dei giornali ha dato grande risalto al fatto che anche stelle come Roberto Carlos hanno dichiarato pubblicamente di sostenere Smirne. Peccato che Roberto Carlos giochi nel Fenerbahce, una delle più importanti squadre di Istanbul. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di... 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Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Il piano segreto per Malpensa: aprire ai tedeschi (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 75 del 2008-03-28 pagina 3 Il piano segreto per Malpensa: aprire ai tedeschi di Nicola Porro Il progetto, che sarà realizzato entro tre anni, prevede di operare con una flotta di aerei a lungo raggio. Spiccata vocazione per le rotte verso l'Africa e l'Asia C'è un progetto segreto al quale sta lavorando da parecchie settimane Giuseppe Bonomi, il numero uno della Sea, la società che gestisce gli scali milanesi. È l'àncora di salvezza per ridare ossigeno a Malpensa e passa per un grande accordo con Lufthansa e la sua controllata italiana Air Dolomiti. Ieri Bonomi è stato abbastanza esplicito: "La nostra reazione all'abbandono di Alitalia non sarà difensiva". La Sea sta trattando con 70 linee aeree per ampliare le rotte, anche se una di esse sarà la regina. Ma andiamo per ordine. Il presupposto è ormai assodato: Malpensa da lunedì anche operativamente non sarà più l'hub di Alitalia, né la base dei suoi voli intercontinentali. Sono stati cancellati 180 voli al giorno, 800 alla settimana. Delle 17 rotte intercontinentali ne restano tre soltanto, al servizio del mercato milanese: New York, Tokio e San Paolo del Brasile. Le autorità lombarde avevano chiesto una "moratoria" di tre anni per non svuotare all'improvviso l'aeroporto; poi avevano chiesto che gli slot di Alitalia venissero vincolati a un portafoglio unico, evitandone la dispersione tra più vettori. Ma le richieste non sono state soddisfatte. Se il progetto di Air France non dovesse andare in porto, il vuoto su Malpensa in ogni caso resterebbe. Ecco allora che dal cilindro della Sea esce la sorpresa: Lufthansa, con un piano che porterà a regime nell'arco di un triennio, farebbe di Malpensa il proprio quarto hub, dopo Francoforte, Monaco e Zurigo (base della controllata Swiss). Servirà, con una flotta che potrà contare su oltre dieci aerei di lungo raggio, il bacino italiano e del Mediterraneo, diventando, di fatto, l'hub per il Sud Europa, con spiccata vocazione ai voli verso l'Africa e l'Oriente. Lufthansa potrà operare con il proprio marchio in regime di "open skies", la normativa che proprio dal prossimo lunedì apre reciprocamente i cieli di Europa e Stati Uniti. E potrà volare dall'Italia anche con Air Dolomiti, la compagnia controllata al 100% ma di bandiera italiana, attualmente utilizzata per il fideraggio (alimentazione di traffico) verso gli aeroporti tedeschi; è attraverso il vettore veneto, fondato da Alcide Leali, che sarà osservato il requisito dell'"italianità". In altre parole sarà Air Dolomiti a chiedere (e a poter ottenere) dai ministeri dei Trasporti e degli Esteri i diritti di volo su base bilaterale, frutto delle negoziazioni tra i governi. In sintesi il piano di salvezza di Sea si compone di diversi passaggi. Una forte presenza, annunciata ieri, di Air One, che con Lufthansa ha tra l'altro un rapporto consolidato. Una seconda gamba si compone sulle nuove opportunità date dalla liberalizzazione dei voli con il Nord America. Lufthansa potrà così operare direttamente, punto a punto, dallo scalo lombardo. E infine l'asso nella manica di Air Dolomiti. Il vettore completamente controllato dai tedeschi, ma di bandiera italiana. Il suo ruolo verrebbe a crescere e attraverso di esso si andrebbero a chiedere i diritti di volo (essenzialmente verso Asia e Africa) che sono trattati a livello bilaterale tra i governi. I tempi del piano sono evidentemente condizionati dall'esito delle trattative su Alitalia. Ma delle parti della Sea è ormai chiaro che il passato di hub domestico non potrà più reggere. Ecco perché l'azione della Sea si è oggi concentrata nella richiesta di tempo. Necessario evidentemente per trattare con il governo i preziosi diritti di volo. È tutta materia che non potrà affrontare questo esecutivo, ma che sarà oggetto di trattativa con il prossimo governo. L'ostilità di Silvio Berlusconi al progetto Air France se non dovesse concretizzarsi in una bocciatura del piano o nella costituzione di una nuova cordata, potrebbe comunque creare un grosso problema a Spinetta. È evidente infatti la necessità dei francesi di non permettere la creazione di un concorrente forte in Italia, come sarebbe Lufthansa. E di conseguenza la richiesta di non attribuire ad altri i diritti di volo che ha in portafoglio la ex compagnia di bandiera italiana. Un secondo gradino della vicenda riguarda invece e più direttamente Sea. La perdita di un cliente come Alitalia l'ha evidentemente indebolita: in un colpo solo vengono cancellati 70 milioni di euro di margine operativo annuo. La strada della privatizzazione a questo punto si allontana. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Pensioni, a chi gli aumenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di... 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Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Berlusconi: <La cordata? Esiste, ma chi fa i nomi vuole soltanto bloccarla> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 75 del 2008-03-28 pagina 2 Berlusconi: "La cordata? Esiste, ma chi fa i nomi vuole soltanto bloccarla" di Fabrizio Ravoni "Sulla lista solo supposizioni". Intanto alla compagnia guardano con interesse anche alcuni "fondi sovrani" del Golfo Persico da Roma Confida un banchiere non certo di simpatie berlusconiane: "Ma le pare che, viste come si sono messe le cose per Alitalia, qualcuno ha voglia di entrare nel ventilatore elettorale?". Ne consegue che una nuova cordata per la compagnia di bandiera è probabile che non si manifesti prima di una quarantina di giorni. Le Camere sono convocate per il 29 aprile. Il nuovo governo, quindi, dovrebbe essere in carica intorno al 10-15 maggio. Fino a quel giorno è assai difficile che qualche esponente della business community confermi un proprio interessamento. Anche se Berlusconi è convinto che la nuova cordata si presenti "fra 3-4 settimane". Visto il tempo a disposizione, nessuno vuole uscire allo scoperto. Da qui la pioggia di precisazioni, nonostante - come dice il Cavaliere - "i molti messaggi positivi di imprenditori entusiasti del mio appello e pronti a puntare una loro fiche" su Alitalia. "E chi mi ha telefonato non può smentire un eventuale interesse futuro". Lo stesso Berlusconi riconosce: "C'è tutto il tempo per condurre in porto le esplorazioni e i contatti già avviati dai consulenti. Nessuno è autorizzato - precisa - a scambiare questi contatti come decisioni già assunte o peggio manifestate". E sottolinea: "Tutto questo non potrà mai avvenire finquando è in corso la trattativa in esclusiva con Air France". E ribadisce: o rapporto paritario Alitalia-Air France, "oppure si chiuda la trattativa". Bruno Ermolli, superconsulente del Cavaliere, conferma: Berlusconi mi ha dato mandato di individuare imprenditori per un positivo salvataggio e rilancio di Alitalia. Ma prima - ricorda - si "dovrà esaurire la trattativa con Air France". Oggi, però, il cda di Alitalia farà cadere la data del 31 marzo, come termine ultimo per il negoziato con i francesi. Un segnale di come i francesi non intendano abbandonare il tavolo. I "contatti", come li chiama Berlusconi, li tengono tutti con tutti. Li tengono le banche d'affari, li tengono i banchieri, li tengono le stesse compagnie aeree; e li tengono anche imprenditori che potrebbero entrare nell'operazione. Infine il Cavaliere ha smentito con decisione la "lista" degli imprenditori pubblicata da La Stampa: "I nomi che sono apparsi sui giornali - ha aggiunto - sono indiscrezioni o supposizioni giornalistiche, non certo mie, ma di chi ha interesse a far fallire un'ipotesi alternativa". E, ovviamente, si riferiva a Mediobanca, Eni, Ligresti, Benetton e altri ancora. Un riflettore su Alitalia, però, lo avrebbe acceso anche qualche "fondo sovrano" del Golfo Persico. Attenti a ciò che avviene su Alitalia, anche i tedeschi di Lufthansa. Mentre restano "coperti" sia Air One sia Intesa Sanpaolo che, prima della scelta del governo di trattare in esclusiva con Air France, avevano presentato una propria offerta. Una mano della partita Alitalia, poi, si giocherà a Bruxelles. Il nuovo governo dovrà rinegoziare con la Ue l'andamento dei conti pubblici, peggiorato rispetto alle previsioni iniziali. La Francia, finora, ha fatto capire di essere disposta a sostenere le posizioni italiane. Ma le condizioni della sua finanza pubblica - pur se non ai livelli italiani - non sono tali da poter alzar troppo la voce. La Germania, invece, ha i conti in ordine. E potrebbe rappresentare un alleato più credibile. Da registrare, infine, la puntuale irruzione di Antonio Di Pietro, che questa volta è una minaccia: una denuncia alla Procura "perché accerti se vi siano gli estremi di reato nelle dichiarazioni di Silvio Berlusconi sul caso Alitalia". Ipotizzando già i delitti: aggiotaggio e insider trading. Lui sì che non si smentisce mai. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il titolo vola ancora La Consob in campo (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 75 del 2008-03-28 pagina 2 Il titolo vola ancora La Consob in campo di Redazione Ancora una seduta positiva e a singhiozzo per Alitalia in Piazza Affari. Il titolo della compagnia di bandiera ormai prossima a dire addio al S&P/Mib, il paniere dove sono raccolti i pesi massimi del listino milanese, ha chiuso sui massimi di seduta con un ulteriore balzo del 10,8% a quota 0,64 euro. Nonostante le ripetute sospensioni, i volumi sono stati consistenti: è passato di mano l'1,45% del capitale (pari a 18,3 milioni di azioni). La frenesia della situazione è finita sotto la lente della Consob che ha avviato un attento monitoraggio. Nei giorni scorsi il presidente dell'Authority, Lamberto Cardia, aveva invitato il mondo politico a tenere un atteggiamento prudente nell'ipotizzare l'eventuale concretizzarsi di una cordata italiana in grado di fare uscire Alitalia dal vicolo cieco di dover accettare la proposta di Air France come unica alternativa al fallimento. I sindacati sono sul piede di guerra contro Parigi che punta a rilevare Alitalia (gravata da 1,2 miliardi di debiti), con un'offerta pubblica di scambio che valorizza attualmente Alitalia: 154 milioni. Air France procederebbe quindi a un aumento di capitale da 1 miliardo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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E Air One lancia 11 collegamenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 75 del 2008-03-28 pagina 3 E Air One lancia 11 collegamenti di Sabrina Cottone "Vogliamo diventare il vettore di riferimento dello scalo varesino e della Lombardia" da Milano Alitalia va via e Malpensa cerca di farsene una ragione. Non sarà facile rimpiazzare la compagnia che molla di colpo 886 collegamenti settimanali. Ma l'aeroporto lombardo dà i primi segnali intercontinentali di ripresa, soprattutto sul mercato americano dove Air One-United Airlines e American Airlines si contendono i passeggeri con nuovi voli, i primi puntando su Chicago e Boston, American Airlines su New York JFK (con un nuovo volo giornaliero). Ma l'obiettivo di Air One è dichiaratamente più ambizioso: vuole diventare "il vettore di riferimento di Malpensa e della Lombardia". Lo dice Giorgio De Roni, direttore network e marketing, durante la conferenza stampa di lancio di undici nuovi voli Air One su destinazioni italiane, europee e statunitensi. "Un ottimo segnale" commenta il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi, per nulla rassegnato al destino point to point: "Crediamo ancora nel modello hub. Malpensa ha grande appeal sul mercato e per questo nel 2008 i nostri investimenti saranno maggiori rispetto al 2007". Già da domenica saranno operativi quattro voli Air One al giorno su Fiumicino e due su Napoli, dal primo aprile toccherà a Palermo, quindi a Berlino, Bruxelles, Atene, Salonicco, Boston e Chicago. Infine Bari e Lamezia Terme. Il fiore all'occhiello sono appunto le destinazioni americane che partiranno da giugno, perché la partnership con United consentirà di arrivare con un unico biglietto nelle principali destinazioni degli Stati Uniti, da Philadelphia a San Francisco a Denver, fino a Los Angeles, Detroit, San Diego, Dallas, Houston, tanto per citare le principali. Altre compagnie hanno annunciato il potenziamento verso Oriente: crescono i voli di Singapore Airlines su Singapore, di Qatar Airways ed Emirates su Dubai e di Air China su Shanghai. Movimenti anche sulle rotte europee: Malev volerà 14 volte la settimana su Budapest, Fly Niki su Vienna (11 frequenze), EasyJet e VolareWeb piazzano ciascuno 8 aeromobili in più sullo scalo varesino. Obiettivo finale: non far sentire la mancanza di Alitalia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Slitta la proposta di Air France Sale la tensione tra i sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 75 del 2008-03-28 pagina 2 Slitta la proposta di Air France Sale la tensione tra i sindacati di Paolo Stefanato In mattinata atteso il nuovo testo, poi il cda deciderà sulla data dell'ultimatum da Milano Sempre più ingarbugliata la trattativa che vede da una parte Air France, dall'altra i sindacati italiani e, sullo sfondo, l'acquisizione di Alitalia. Ieri sera era atteso da Parigi un documento con i dettagli delle proposte emerse durante l'incontro con Jean-Cyril Spinetta di martedì. Fino a tarda ora, nessuna notizia: sembra che fosse fermo alla traduzione. Arriverà, con buona probabilità, oggi in prima mattina, prima dell'incontro intersindacale, convocato per le 11, sede nella quale le nove sigle lo esamineranno adeguatamente. Ieri sera, tuttavia, all'Anpac (la prima organizzazione dei piloti) era in corso una discussione arroventata sull'opportunità di partecipare alla riunione intersindacale. Sulla propria posizione critica l'Anpac ha anche diramato un comunicato. Per oggi è stato convocato il consiglio di amministrazione di Alitalia, chiamato a esaminare la posizione finanziaria netta al 29 febbraio e a decidere su un'eventuale proroga del termine per la trattativa con Air France, finora fissato al 31 marzo. Lunedì ci sarà anche un nuovo confronto sindacati-Alitalia-Air France. Preliminare a tutto è comunque un segnale di apertura da parte dei sindacati; solo in base a questo avrà senso dare più spazio al negoziato, che riprenderà lunedì alla presenza del presidente di Air France. Per accordare un rinvio della scadenza è (probabilmente) necessario un prestito ponte, che il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, potrà richiedere al Tesoro solo se vi saranno i presupposti per un costruttivo prosieguo della trattativa con Air France. Lo scoglio più duro, allo stato, sembrano i piloti, paradossalmente tradizionali "alleati" di Air France: scottati dal numero degli esuberi, dalla chiusura sul cargo, penalizzati dalla cassa integrazione e dalle prospettive di un rientro in Air France a condizioni considerate offensive. Ammorbidita, al contrario, appare la posizione dei sindacati confederali. Il clima, in sintesi, è moderatamente fiducioso. Il documento di Parigi non è, come taluno si aspetta, un nuovo piano industriale, ma un "accordo quadro per la gestione delle risorse umane". Non cambiano i numeri, ovvero i 2.100 esuberi già indicati, né le linee di fondo. Ci saranno i particolari sulle modalità delle riduzioni, per esempio la cassa integrazione per 7 anni all'80% dello stipendio, integrato al 100% dalla stessa Air France. Gli esuberi sono, grosso modo, 500 tra i piloti, 600 tra il personale di volo, 500 tra gli assistenti di terra e 500 nelle manutenzioni pesanti di Az Servizi. I piloti si aspettano, per l'esattezza, 541 esuberi, ma nel documento troveranno una cifra diversa, 507, leggermente più lieve. Sono durissimi sul cargo (accusano Alitalia di non averli tenuti informati sul reale stato dei conti, che appaiono disastrosi) e sui tagli alla flotta (42 aerei in meno): ed è proprio su questi due temi che Spinetta, gran negoziatore, potrebbe fare un gesto d'incontro, lunedì mattina, riducendo il numero delle "messe a prato"; l'equazione è immediata, più aerei significa più equipaggi. Per il cargo potrebbero essere riviste le date della moratoria: anziché una chiusura definitiva per il 2010, un paio d'anni di più. Spinetta è stato molto chiaro sulle manutenzioni pesanti, che nessuna compagnia ormai tiene "in casa". Mentre il destino di Az Servizi sembra chiaro, e meno doloroso di quanto alcuni riferiscano. Handling e manutenzioni leggere rientrerebbero in Az Fly. Air France si impegna ad acquistare il controllo (51%) di Az Servizi di cui oggi è titolare Alitalia, per poi cederlo, progressivamente, a Fintecna, mantenendo una quota non superiore al 20 per cento. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Dal nanetto al "piccolo Ciarra" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Pensioni, a chi gli aumenti. 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Alitaglia/2 (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari commensali, l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due !!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me. Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il "pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 34 ) " (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato, per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile, soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (13 votes, average: 4.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano sono balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per bushel (così si chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al Chicago board of trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante deriva dall'annuncio del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano. Così come quelli appena applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono preoccupati dall'aumento dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano politiche protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono andate particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti della terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4 per cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle. Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a meno del per cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo da pagare è avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è quanto è avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Biocarburanti ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto. Anzi non citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si parla di effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della rivista Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate di più appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con la sintesi della ricerca: http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861 Sostengono, contro tutte le mode del momento, che i biocarburanti contribuiscono a peggiorare il cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo. E che lo sfruttamento intensivo delle terre per la coltivazione estesa di biocarburanti danneggia l'ambiente più di quanto faccio l'uso del petrolio. Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (16 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Feb 08 "243 e il 68 24 nasce da un'idea geniale di Joel Surnow: scandire 24 ore di panico, seguendole passo passo in una fiction televisiva in tempo reale. E' il ticchettio di una bomba che inesorabilmente sta per scoppiare e che i nostri eroi cercano di disinnescare. Ogni stagione di "243 (nata nel 2001) dura dunque 24 episodi da un'ora (è il trucco e l'originalità della serie televisiva). L'eroe Jack Bauer e i suoi compagni si trovano sempre davanti ad un dilemma: privilegiare la sicurezza o rispettare la libertà. La gravità della situazione, li porta sempre e comunque a privilegiare la prima. Insomma dietro alla fiction si pone una questione fondamentale dell'america di oggi: a che punto si possono violare le libertà individuali? Le scene di tortura sono numerosissime e per la prima volta sono sempre perpetrate dai buoni a danno dei cattivi: rovesciando il copione tipico del cinema americano. Surnow se ne frega. Figlio di un venditore di tappeti in bolletta e per di più democratico, studente alla liberal Berkeley, Joel è diventato un'icona dell'America conservatrice post 9/11. Ed una figura rara del business holliwoodiano, per la maggior parte liberal. "243, seguitissimo, sta istillando tra i giovani americani un'idea dell'uso della forza e della lotta contro i nemici (oggi i fanatici islamici) diametralmente opposta a quella liberal della generazione del 68 (la lotta ai comunisti). Non è detto che sia un bene. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (7 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Feb 08 Economia di Guerra Ieri Bush ha presentato la sua finanziaria. Ecco qualche ingrediente. La spesa pubblica americana toccherà per la prima volta i 3000 miliardi di dollari (la piccola Italia spende un quarto e cioè 750 miliardi di euro). Anche gli Usa avranno a che fare con un deficit di Bilancio, come dalle nostre parti, sarà intorno al 3 per cento del Pil. 1600 miliardi di spesa pubblica (più della metà del totale) vanno in assistenza sanitaria e pensioni. Mentre la Difesa avrà un bilancio di 515 miliardi di dollari. Si tratta del 4 per cento del Pil. Durante la guerra in Corea era al 9 per cento, durante il Vietnam era al 13 e durante la seconda guerra mondiale al 35,38 per cento. Afganistan e Iraq alla fine del 2009 saranno complessivamente costate (a partire dal 2001) quasi mille miliardi di dollari. Qualche considerazione iniziale. 1. Nonostante la sforzo bellico, gli Usa spendono "solo" quattro volte quando si faccia da noi. 2. Il deficit americano, che fa gridare allo scandalo, sarà più o meno pari al nostro, ma sconta il solito impegno bellico. 3. Bush "guerrafondaio", spende, in termini relativi, meno, molto meno, dei suoi colleghi che lo hanno proceduto. 4. Da quando sono iniziate le due guerre, sono stati approvati tagli fiscali per 1,3 miliardi (che scadranno nel 2011) Scritto in pol economica Commenti ( 17 ) " (15 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Jan 08 Boudon e la giustizia sociale Ho recentemente letto uno studio sociologico fatto da Frohlich e Oppenheimer e riportato da Raymond Boudon. Sono stati scelti due gruppi di cittadini (usa e polacchi) ed è stato loro chiesto di optare per un principio di giustizia sociale al buio (con relativa distribuzione del reddito) 1. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello medio del reddito 2. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello più basso del reddito (principio della giustizia di Rawls) 3. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e definisca un reddito minimo (dunque questo principio non implica che il valore minimo di reddito sia il più alto possibile come per Rawls, ma che ci sia comunque una soglia minima) 4. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e che stabilisca che le differenze tra i redditi non superino una certa soglia. Nell'esperimento inoltre ai soggetti veniva detto che una volta scelto uno dei quattro principi, loro stessi sarebbero stati posizionati all'interno della distribuzione derivante dal principio scelto, in una delle diverse classe di reddito, ma in modo casuale. In buona sostanza la scelta di ciascuno nel panel avrebbe avuto un impatto sul proprio reddito. Per i componenti del panel la scelta però non sarebbe stata influenzata da interessi personali, poichè il loro livello di retribuzione sarebbe stato determinato in maniera casuale. Ebbene il risultato,largamente vincitore (quasi 80 per cento sia per americani, sia per polacchi) è stato il principio numero 3. E la secca bocciatura dei principi di giustizia sociale rawlsiani secondo i quali sono da preferire distribuzioni di reddito che massimizzino il reddito minimo, anche a scapito del reddito medio. La lezione che Boudon trae è che gli individui privilegiano, al buio, una situazione di crescita per tutti, ma con un'assicurazione (il reddito minimo per chi corre di meno). E dunque che la distribuzione del reddito prediletta è di tipo meritocratico e non egualitaristico. Scritto in citazioni Commenti ( 16 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jan 08 Mastellate Siamo un po' fuori tema, ma tant'è. Il governo è in crisi poichè il suo ministro di giustizia e il partitino che guida si sono sfilati della maggioranza. E' una crisi più grave delle tante altre vissute dal governo Prodi, essenzialmente per due motivi. 1. La chiesa si è messa di traverso, agitando così l'anima cattocomunista che è forte nella maggioranza. Più della questione Dico, lo schiaffo al Papa, benchè non direttamente nato a Palazzo Chigi, brucia oltre tevere. E si ha l'impressione che in questo caso non si sia porta la guancia. 2. la magistratura, con un'indagine che sembra una farsa, ha colpito al cuore. Il governo rischia di cadere non dunque per la sua incapacità politica, non per la sua inadeguatezza economica, non per le sue vessazioni fiscali, non per la sua timidezza internazionale, non per la sua incapacità a gestire la munnezza. No, cade perchè due grandi poteri si sono messi di traverso. La gioia di una possibile caduta di Prodi è mitigata dalla risibilità dei motivi per i quali è cagionata. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (16 votes, average: 3.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jan 08 Renditiamoci conto In altra discussione e con gli interventi graditi dell'Avvocato Matteucci abbiamo cucinato il tema della tassazione delle rendite finanziarie. Val la pena, però riservare uno spazio ad hoc. Butto in pentola qualche ingrediente. 1. La tassazione delle rendite finanziarie in Italia è tra le più basse del mondo: bloccata al 12,5 per cento sia per i rendimenti delle obbligazioni (compresi i titoli di stato) sia per i capital gain sulle azioni. 2. Ci si dimentica però sempre di dire che la tassazione del risparmio è la più odiosa delle tasse: in quanto è una doppia tassazione. Insomma i quattrini che vengono investiti in Borsa o nei Bot non cadono dal cielo; sono frutto dei redditi da lavoro o di impresa, che a loro volta sono stati già tassati. Quando si pone l'accento sul punto 1, si dimentica di dire che i quattrini risparmiati e investiti sono al netto di una tassazione che in Italia è la tra le più alte del mondo. 3.Nel 2007 (e con ragione) si è chiesto agli italiani di farsi una pensione complementare e integrativa di quella pubblica. Ebbene i fondi pensione che investono largamente in titoli di stato italiani, con l'aumento della tassazione delle rendite finanziarie, rischiano di rendere ancor meno di quanto hanno fatto negli ultimi anni. A tutto discapito dell'assegno previdenziale che ci aspetterà. 4. L'ultima volta che si è aumentata la tassazione sui Bot si è detto che era una partita di giro. e cioè che le maggiori tasse venivano compensate dai maggiori rendimenti che avrebbero dovuto riconoscere i titoli di stato per mantenere la loro appetibilità. Ora il mercato è però e dunque questo fenomeno non accadrà più. Mi spiego meglio. Diciamo che un Btp decennale renda il 4,3 per cento. Se la tassazione dovesse passare dal 12,5 al 20 per cento, come minaccia il governo, il rendimento netto del titolo dovrebbe diminuire circa del 7,5 per cento (o meglio il 7,5 per cento del 4,3 per cento, abbassando il rendimento netto circa al 4 per cento). Infatti la gran parte del nostro debito pubblico è in mano ad investitori lordisti, che le tasse non le pagano con la cedolare secca. Cari commensali la tassazione delle rendite finanziarie, che renderà molto poco in termini di gettito, sembra più un ipocrita accanimento sociale (che poi si rivelerà come al solito controproducente per i più deboli) che una buona manovra di equità fiscale. Dove sono finiti tutti quei progressisti che scomodavano Einaudi: qualcuno si ricorda cosa scrisse sul risparmio? Scritto in pol economica Commenti ( 12 ) " (17 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jan 08 Agnelli e Marini, senza parole "MARINI: AGNELLI, SAPEVA SEMPRE VEDERE L'INTERESSE GENERALE" è il commento del presidente del Senato ed ex sindacalista, alle commemorazione dell'Avvocato. Scritto in Varie Commenti ( 24 ) " (13 votes, average: 2.62 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie burocrazia (1) citazioni (2) finanza (9) pol economica (18) Varie (30) Ultime discussioni Mario: Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia, visto che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !! la cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana... SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con l'accento... Paolo: Buon giorno a tutti, visti i trascorsi della cosa rossa, ad esempio con Telekom Serbia, il dubbio nasce... Lucio: Caro Sig. Alex, grazie per avere dimostrato quale è il reale livello del dibattito economico in Italia. Se il... 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Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Pensioni, a chi gli aumenti. 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"24 e il 68 (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari commensali, l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due !!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me. Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il "pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 34 ) " (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato, per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile, soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (13 votes, average: 4.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano sono balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per bushel (così si chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al Chicago board of trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante deriva dall'annuncio del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano. Così come quelli appena applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono preoccupati dall'aumento dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano politiche protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono andate particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti della terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4 per cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle. Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a meno del per cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo da pagare è avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è quanto è avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Biocarburanti ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto. Anzi non citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si parla di effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della rivista Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate di più appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con la sintesi della ricerca: http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861 Sostengono, contro tutte le mode del momento, che i biocarburanti contribuiscono a peggiorare il cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo. E che lo sfruttamento intensivo delle terre per la coltivazione estesa di biocarburanti danneggia l'ambiente più di quanto faccio l'uso del petrolio. Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (16 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Feb 08 "243 e il 68 24 nasce da un'idea geniale di Joel Surnow: scandire 24 ore di panico, seguendole passo passo in una fiction televisiva in tempo reale. E' il ticchettio di una bomba che inesorabilmente sta per scoppiare e che i nostri eroi cercano di disinnescare. Ogni stagione di "243 (nata nel 2001) dura dunque 24 episodi da un'ora (è il trucco e l'originalità della serie televisiva). L'eroe Jack Bauer e i suoi compagni si trovano sempre davanti ad un dilemma: privilegiare la sicurezza o rispettare la libertà. La gravità della situazione, li porta sempre e comunque a privilegiare la prima. Insomma dietro alla fiction si pone una questione fondamentale dell'america di oggi: a che punto si possono violare le libertà individuali? Le scene di tortura sono numerosissime e per la prima volta sono sempre perpetrate dai buoni a danno dei cattivi: rovesciando il copione tipico del cinema americano. Surnow se ne frega. Figlio di un venditore di tappeti in bolletta e per di più democratico, studente alla liberal Berkeley, Joel è diventato un'icona dell'America conservatrice post 9/11. Ed una figura rara del business holliwoodiano, per la maggior parte liberal. "243, seguitissimo, sta istillando tra i giovani americani un'idea dell'uso della forza e della lotta contro i nemici (oggi i fanatici islamici) diametralmente opposta a quella liberal della generazione del 68 (la lotta ai comunisti). Non è detto che sia un bene. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (7 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Feb 08 Economia di Guerra Ieri Bush ha presentato la sua finanziaria. Ecco qualche ingrediente. La spesa pubblica americana toccherà per la prima volta i 3000 miliardi di dollari (la piccola Italia spende un quarto e cioè 750 miliardi di euro). Anche gli Usa avranno a che fare con un deficit di Bilancio, come dalle nostre parti, sarà intorno al 3 per cento del Pil. 1600 miliardi di spesa pubblica (più della metà del totale) vanno in assistenza sanitaria e pensioni. Mentre la Difesa avrà un bilancio di 515 miliardi di dollari. Si tratta del 4 per cento del Pil. Durante la guerra in Corea era al 9 per cento, durante il Vietnam era al 13 e durante la seconda guerra mondiale al 35,38 per cento. Afganistan e Iraq alla fine del 2009 saranno complessivamente costate (a partire dal 2001) quasi mille miliardi di dollari. Qualche considerazione iniziale. 1. Nonostante la sforzo bellico, gli Usa spendono "solo" quattro volte quando si faccia da noi. 2. Il deficit americano, che fa gridare allo scandalo, sarà più o meno pari al nostro, ma sconta il solito impegno bellico. 3. Bush "guerrafondaio", spende, in termini relativi, meno, molto meno, dei suoi colleghi che lo hanno proceduto. 4. Da quando sono iniziate le due guerre, sono stati approvati tagli fiscali per 1,3 miliardi (che scadranno nel 2011) Scritto in pol economica Commenti ( 17 ) " (15 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Jan 08 Boudon e la giustizia sociale Ho recentemente letto uno studio sociologico fatto da Frohlich e Oppenheimer e riportato da Raymond Boudon. Sono stati scelti due gruppi di cittadini (usa e polacchi) ed è stato loro chiesto di optare per un principio di giustizia sociale al buio (con relativa distribuzione del reddito) 1. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello medio del reddito 2. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello più basso del reddito (principio della giustizia di Rawls) 3. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e definisca un reddito minimo (dunque questo principio non implica che il valore minimo di reddito sia il più alto possibile come per Rawls, ma che ci sia comunque una soglia minima) 4. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e che stabilisca che le differenze tra i redditi non superino una certa soglia. Nell'esperimento inoltre ai soggetti veniva detto che una volta scelto uno dei quattro principi, loro stessi sarebbero stati posizionati all'interno della distribuzione derivante dal principio scelto, in una delle diverse classe di reddito, ma in modo casuale. In buona sostanza la scelta di ciascuno nel panel avrebbe avuto un impatto sul proprio reddito. Per i componenti del panel la scelta però non sarebbe stata influenzata da interessi personali, poichè il loro livello di retribuzione sarebbe stato determinato in maniera casuale. Ebbene il risultato,largamente vincitore (quasi 80 per cento sia per americani, sia per polacchi) è stato il principio numero 3. E la secca bocciatura dei principi di giustizia sociale rawlsiani secondo i quali sono da preferire distribuzioni di reddito che massimizzino il reddito minimo, anche a scapito del reddito medio. La lezione che Boudon trae è che gli individui privilegiano, al buio, una situazione di crescita per tutti, ma con un'assicurazione (il reddito minimo per chi corre di meno). E dunque che la distribuzione del reddito prediletta è di tipo meritocratico e non egualitaristico. Scritto in citazioni Commenti ( 16 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jan 08 Mastellate Siamo un po' fuori tema, ma tant'è. Il governo è in crisi poichè il suo ministro di giustizia e il partitino che guida si sono sfilati della maggioranza. E' una crisi più grave delle tante altre vissute dal governo Prodi, essenzialmente per due motivi. 1. La chiesa si è messa di traverso, agitando così l'anima cattocomunista che è forte nella maggioranza. Più della questione Dico, lo schiaffo al Papa, benchè non direttamente nato a Palazzo Chigi, brucia oltre tevere. E si ha l'impressione che in questo caso non si sia porta la guancia. 2. la magistratura, con un'indagine che sembra una farsa, ha colpito al cuore. Il governo rischia di cadere non dunque per la sua incapacità politica, non per la sua inadeguatezza economica, non per le sue vessazioni fiscali, non per la sua timidezza internazionale, non per la sua incapacità a gestire la munnezza. No, cade perchè due grandi poteri si sono messi di traverso. La gioia di una possibile caduta di Prodi è mitigata dalla risibilità dei motivi per i quali è cagionata. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (16 votes, average: 3.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jan 08 Renditiamoci conto In altra discussione e con gli interventi graditi dell'Avvocato Matteucci abbiamo cucinato il tema della tassazione delle rendite finanziarie. Val la pena, però riservare uno spazio ad hoc. Butto in pentola qualche ingrediente. 1. La tassazione delle rendite finanziarie in Italia è tra le più basse del mondo: bloccata al 12,5 per cento sia per i rendimenti delle obbligazioni (compresi i titoli di stato) sia per i capital gain sulle azioni. 2. Ci si dimentica però sempre di dire che la tassazione del risparmio è la più odiosa delle tasse: in quanto è una doppia tassazione. Insomma i quattrini che vengono investiti in Borsa o nei Bot non cadono dal cielo; sono frutto dei redditi da lavoro o di impresa, che a loro volta sono stati già tassati. Quando si pone l'accento sul punto 1, si dimentica di dire che i quattrini risparmiati e investiti sono al netto di una tassazione che in Italia è la tra le più alte del mondo. 3.Nel 2007 (e con ragione) si è chiesto agli italiani di farsi una pensione complementare e integrativa di quella pubblica. Ebbene i fondi pensione che investono largamente in titoli di stato italiani, con l'aumento della tassazione delle rendite finanziarie, rischiano di rendere ancor meno di quanto hanno fatto negli ultimi anni. A tutto discapito dell'assegno previdenziale che ci aspetterà. 4. L'ultima volta che si è aumentata la tassazione sui Bot si è detto che era una partita di giro. e cioè che le maggiori tasse venivano compensate dai maggiori rendimenti che avrebbero dovuto riconoscere i titoli di stato per mantenere la loro appetibilità. Ora il mercato è però e dunque questo fenomeno non accadrà più. Mi spiego meglio. Diciamo che un Btp decennale renda il 4,3 per cento. Se la tassazione dovesse passare dal 12,5 al 20 per cento, come minaccia il governo, il rendimento netto del titolo dovrebbe diminuire circa del 7,5 per cento (o meglio il 7,5 per cento del 4,3 per cento, abbassando il rendimento netto circa al 4 per cento). Infatti la gran parte del nostro debito pubblico è in mano ad investitori lordisti, che le tasse non le pagano con la cedolare secca. Cari commensali la tassazione delle rendite finanziarie, che renderà molto poco in termini di gettito, sembra più un ipocrita accanimento sociale (che poi si rivelerà come al solito controproducente per i più deboli) che una buona manovra di equità fiscale. Dove sono finiti tutti quei progressisti che scomodavano Einaudi: qualcuno si ricorda cosa scrisse sul risparmio? Scritto in pol economica Commenti ( 12 ) " (17 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jan 08 Agnelli e Marini, senza parole "MARINI: AGNELLI, SAPEVA SEMPRE VEDERE L'INTERESSE GENERALE" è il commento del presidente del Senato ed ex sindacalista, alle commemorazione dell'Avvocato. Scritto in Varie Commenti ( 24 ) " (13 votes, average: 2.62 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie burocrazia (1) citazioni (2) finanza (9) pol economica (18) Varie (30) Ultime discussioni Mario: Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia, visto che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !! la cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana... SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con l'accento... Paolo: Buon giorno a tutti, visti i trascorsi della cosa rossa, ad esempio con Telekom Serbia, il dubbio nasce... Lucio: Caro Sig. Alex, grazie per avere dimostrato quale è il reale livello del dibattito economico in Italia. Se il... I più inviati I "cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia - 1 Emails Morti di ipocrisia - 1 Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro freakkkettoni IBL La città dei liberi rass.stamp 11min In prova Ecodiario March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (2) February 2008 (4) January 2008 (5) December 2007 (5) November 2007 (5) October 2007 (7) September 2007 (11) August 2007 (20) Trackback recenti Il Blog di Nicola Porro: Sciopero fiscale Recent Posts Alitaglia/2 Morti di ipocrisia Il grano e gli Aerei puliti Biocarburanti ed effetto serra: quante balle "243 e il 68 Economia di Guerra Boudon e la giustizia sociale Mastellate Renditiamoci conto Agnelli e Marini, senza parole Pagine Messaggi e trasparenza Perchè esisto Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Nicola Porro © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Biocarburanti ed effetto serra: quante balle (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari commensali, l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due !!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me. Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il "pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 34 ) " (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato, per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile, soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (13 votes, average: 4.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano sono balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per bushel (così si chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al Chicago board of trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante deriva dall'annuncio del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano. Così come quelli appena applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono preoccupati dall'aumento dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano politiche protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono andate particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti della terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4 per cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle. Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a meno del per cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo da pagare è avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è quanto è avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Biocarburanti ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto. Anzi non citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si parla di effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della rivista Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate di più appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con la sintesi della ricerca: http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861 Sostengono, contro tutte le mode del momento, che i biocarburanti contribuiscono a peggiorare il cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo. E che lo sfruttamento intensivo delle terre per la coltivazione estesa di biocarburanti danneggia l'ambiente più di quanto faccio l'uso del petrolio. Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (16 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Feb 08 "243 e il 68 24 nasce da un'idea geniale di Joel Surnow: scandire 24 ore di panico, seguendole passo passo in una fiction televisiva in tempo reale. E' il ticchettio di una bomba che inesorabilmente sta per scoppiare e che i nostri eroi cercano di disinnescare. Ogni stagione di "243 (nata nel 2001) dura dunque 24 episodi da un'ora (è il trucco e l'originalità della serie televisiva). L'eroe Jack Bauer e i suoi compagni si trovano sempre davanti ad un dilemma: privilegiare la sicurezza o rispettare la libertà. La gravità della situazione, li porta sempre e comunque a privilegiare la prima. Insomma dietro alla fiction si pone una questione fondamentale dell'america di oggi: a che punto si possono violare le libertà individuali? Le scene di tortura sono numerosissime e per la prima volta sono sempre perpetrate dai buoni a danno dei cattivi: rovesciando il copione tipico del cinema americano. Surnow se ne frega. Figlio di un venditore di tappeti in bolletta e per di più democratico, studente alla liberal Berkeley, Joel è diventato un'icona dell'America conservatrice post 9/11. Ed una figura rara del business holliwoodiano, per la maggior parte liberal. "243, seguitissimo, sta istillando tra i giovani americani un'idea dell'uso della forza e della lotta contro i nemici (oggi i fanatici islamici) diametralmente opposta a quella liberal della generazione del 68 (la lotta ai comunisti). Non è detto che sia un bene. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (7 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Feb 08 Economia di Guerra Ieri Bush ha presentato la sua finanziaria. Ecco qualche ingrediente. La spesa pubblica americana toccherà per la prima volta i 3000 miliardi di dollari (la piccola Italia spende un quarto e cioè 750 miliardi di euro). Anche gli Usa avranno a che fare con un deficit di Bilancio, come dalle nostre parti, sarà intorno al 3 per cento del Pil. 1600 miliardi di spesa pubblica (più della metà del totale) vanno in assistenza sanitaria e pensioni. Mentre la Difesa avrà un bilancio di 515 miliardi di dollari. Si tratta del 4 per cento del Pil. Durante la guerra in Corea era al 9 per cento, durante il Vietnam era al 13 e durante la seconda guerra mondiale al 35,38 per cento. Afganistan e Iraq alla fine del 2009 saranno complessivamente costate (a partire dal 2001) quasi mille miliardi di dollari. Qualche considerazione iniziale. 1. Nonostante la sforzo bellico, gli Usa spendono "solo" quattro volte quando si faccia da noi. 2. Il deficit americano, che fa gridare allo scandalo, sarà più o meno pari al nostro, ma sconta il solito impegno bellico. 3. Bush "guerrafondaio", spende, in termini relativi, meno, molto meno, dei suoi colleghi che lo hanno proceduto. 4. Da quando sono iniziate le due guerre, sono stati approvati tagli fiscali per 1,3 miliardi (che scadranno nel 2011) Scritto in pol economica Commenti ( 17 ) " (15 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Jan 08 Boudon e la giustizia sociale Ho recentemente letto uno studio sociologico fatto da Frohlich e Oppenheimer e riportato da Raymond Boudon. Sono stati scelti due gruppi di cittadini (usa e polacchi) ed è stato loro chiesto di optare per un principio di giustizia sociale al buio (con relativa distribuzione del reddito) 1. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello medio del reddito 2. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello più basso del reddito (principio della giustizia di Rawls) 3. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e definisca un reddito minimo (dunque questo principio non implica che il valore minimo di reddito sia il più alto possibile come per Rawls, ma che ci sia comunque una soglia minima) 4. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e che stabilisca che le differenze tra i redditi non superino una certa soglia. Nell'esperimento inoltre ai soggetti veniva detto che una volta scelto uno dei quattro principi, loro stessi sarebbero stati posizionati all'interno della distribuzione derivante dal principio scelto, in una delle diverse classe di reddito, ma in modo casuale. In buona sostanza la scelta di ciascuno nel panel avrebbe avuto un impatto sul proprio reddito. Per i componenti del panel la scelta però non sarebbe stata influenzata da interessi personali, poichè il loro livello di retribuzione sarebbe stato determinato in maniera casuale. Ebbene il risultato,largamente vincitore (quasi 80 per cento sia per americani, sia per polacchi) è stato il principio numero 3. E la secca bocciatura dei principi di giustizia sociale rawlsiani secondo i quali sono da preferire distribuzioni di reddito che massimizzino il reddito minimo, anche a scapito del reddito medio. La lezione che Boudon trae è che gli individui privilegiano, al buio, una situazione di crescita per tutti, ma con un'assicurazione (il reddito minimo per chi corre di meno). E dunque che la distribuzione del reddito prediletta è di tipo meritocratico e non egualitaristico. Scritto in citazioni Commenti ( 16 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jan 08 Mastellate Siamo un po' fuori tema, ma tant'è. Il governo è in crisi poichè il suo ministro di giustizia e il partitino che guida si sono sfilati della maggioranza. E' una crisi più grave delle tante altre vissute dal governo Prodi, essenzialmente per due motivi. 1. La chiesa si è messa di traverso, agitando così l'anima cattocomunista che è forte nella maggioranza. Più della questione Dico, lo schiaffo al Papa, benchè non direttamente nato a Palazzo Chigi, brucia oltre tevere. E si ha l'impressione che in questo caso non si sia porta la guancia. 2. la magistratura, con un'indagine che sembra una farsa, ha colpito al cuore. Il governo rischia di cadere non dunque per la sua incapacità politica, non per la sua inadeguatezza economica, non per le sue vessazioni fiscali, non per la sua timidezza internazionale, non per la sua incapacità a gestire la munnezza. No, cade perchè due grandi poteri si sono messi di traverso. La gioia di una possibile caduta di Prodi è mitigata dalla risibilità dei motivi per i quali è cagionata. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (16 votes, average: 3.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jan 08 Renditiamoci conto In altra discussione e con gli interventi graditi dell'Avvocato Matteucci abbiamo cucinato il tema della tassazione delle rendite finanziarie. Val la pena, però riservare uno spazio ad hoc. Butto in pentola qualche ingrediente. 1. La tassazione delle rendite finanziarie in Italia è tra le più basse del mondo: bloccata al 12,5 per cento sia per i rendimenti delle obbligazioni (compresi i titoli di stato) sia per i capital gain sulle azioni. 2. Ci si dimentica però sempre di dire che la tassazione del risparmio è la più odiosa delle tasse: in quanto è una doppia tassazione. Insomma i quattrini che vengono investiti in Borsa o nei Bot non cadono dal cielo; sono frutto dei redditi da lavoro o di impresa, che a loro volta sono stati già tassati. Quando si pone l'accento sul punto 1, si dimentica di dire che i quattrini risparmiati e investiti sono al netto di una tassazione che in Italia è la tra le più alte del mondo. 3.Nel 2007 (e con ragione) si è chiesto agli italiani di farsi una pensione complementare e integrativa di quella pubblica. Ebbene i fondi pensione che investono largamente in titoli di stato italiani, con l'aumento della tassazione delle rendite finanziarie, rischiano di rendere ancor meno di quanto hanno fatto negli ultimi anni. A tutto discapito dell'assegno previdenziale che ci aspetterà. 4. L'ultima volta che si è aumentata la tassazione sui Bot si è detto che era una partita di giro. e cioè che le maggiori tasse venivano compensate dai maggiori rendimenti che avrebbero dovuto riconoscere i titoli di stato per mantenere la loro appetibilità. Ora il mercato è però e dunque questo fenomeno non accadrà più. Mi spiego meglio. Diciamo che un Btp decennale renda il 4,3 per cento. Se la tassazione dovesse passare dal 12,5 al 20 per cento, come minaccia il governo, il rendimento netto del titolo dovrebbe diminuire circa del 7,5 per cento (o meglio il 7,5 per cento del 4,3 per cento, abbassando il rendimento netto circa al 4 per cento). Infatti la gran parte del nostro debito pubblico è in mano ad investitori lordisti, che le tasse non le pagano con la cedolare secca. Cari commensali la tassazione delle rendite finanziarie, che renderà molto poco in termini di gettito, sembra più un ipocrita accanimento sociale (che poi si rivelerà come al solito controproducente per i più deboli) che una buona manovra di equità fiscale. Dove sono finiti tutti quei progressisti che scomodavano Einaudi: qualcuno si ricorda cosa scrisse sul risparmio? Scritto in pol economica Commenti ( 12 ) " (17 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jan 08 Agnelli e Marini, senza parole "MARINI: AGNELLI, SAPEVA SEMPRE VEDERE L'INTERESSE GENERALE" è il commento del presidente del Senato ed ex sindacalista, alle commemorazione dell'Avvocato. Scritto in Varie Commenti ( 24 ) " (13 votes, average: 2.62 out of 5) Loading ... 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Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di... 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Il grano e gli Aerei puliti (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari commensali, l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due !!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me. Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il "pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 34 ) " (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato, per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile, soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (13 votes, average: 4.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano sono balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per bushel (così si chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al Chicago board of trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante deriva dall'annuncio del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano. Così come quelli appena applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono preoccupati dall'aumento dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano politiche protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono andate particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti della terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4 per cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle. Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a meno del per cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo da pagare è avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è quanto è avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Biocarburanti ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto. Anzi non citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si parla di effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della rivista Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate di più appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con la sintesi della ricerca: http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861 Sostengono, contro tutte le mode del momento, che i biocarburanti contribuiscono a peggiorare il cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo. E che lo sfruttamento intensivo delle terre per la coltivazione estesa di biocarburanti danneggia l'ambiente più di quanto faccio l'uso del petrolio. Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (16 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Feb 08 "243 e il 68 24 nasce da un'idea geniale di Joel Surnow: scandire 24 ore di panico, seguendole passo passo in una fiction televisiva in tempo reale. E' il ticchettio di una bomba che inesorabilmente sta per scoppiare e che i nostri eroi cercano di disinnescare. Ogni stagione di "243 (nata nel 2001) dura dunque 24 episodi da un'ora (è il trucco e l'originalità della serie televisiva). L'eroe Jack Bauer e i suoi compagni si trovano sempre davanti ad un dilemma: privilegiare la sicurezza o rispettare la libertà. La gravità della situazione, li porta sempre e comunque a privilegiare la prima. Insomma dietro alla fiction si pone una questione fondamentale dell'america di oggi: a che punto si possono violare le libertà individuali? Le scene di tortura sono numerosissime e per la prima volta sono sempre perpetrate dai buoni a danno dei cattivi: rovesciando il copione tipico del cinema americano. Surnow se ne frega. Figlio di un venditore di tappeti in bolletta e per di più democratico, studente alla liberal Berkeley, Joel è diventato un'icona dell'America conservatrice post 9/11. Ed una figura rara del business holliwoodiano, per la maggior parte liberal. "243, seguitissimo, sta istillando tra i giovani americani un'idea dell'uso della forza e della lotta contro i nemici (oggi i fanatici islamici) diametralmente opposta a quella liberal della generazione del 68 (la lotta ai comunisti). Non è detto che sia un bene. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (7 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Feb 08 Economia di Guerra Ieri Bush ha presentato la sua finanziaria. Ecco qualche ingrediente. La spesa pubblica americana toccherà per la prima volta i 3000 miliardi di dollari (la piccola Italia spende un quarto e cioè 750 miliardi di euro). Anche gli Usa avranno a che fare con un deficit di Bilancio, come dalle nostre parti, sarà intorno al 3 per cento del Pil. 1600 miliardi di spesa pubblica (più della metà del totale) vanno in assistenza sanitaria e pensioni. Mentre la Difesa avrà un bilancio di 515 miliardi di dollari. Si tratta del 4 per cento del Pil. Durante la guerra in Corea era al 9 per cento, durante il Vietnam era al 13 e durante la seconda guerra mondiale al 35,38 per cento. Afganistan e Iraq alla fine del 2009 saranno complessivamente costate (a partire dal 2001) quasi mille miliardi di dollari. Qualche considerazione iniziale. 1. Nonostante la sforzo bellico, gli Usa spendono "solo" quattro volte quando si faccia da noi. 2. Il deficit americano, che fa gridare allo scandalo, sarà più o meno pari al nostro, ma sconta il solito impegno bellico. 3. Bush "guerrafondaio", spende, in termini relativi, meno, molto meno, dei suoi colleghi che lo hanno proceduto. 4. Da quando sono iniziate le due guerre, sono stati approvati tagli fiscali per 1,3 miliardi (che scadranno nel 2011) Scritto in pol economica Commenti ( 17 ) " (15 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Jan 08 Boudon e la giustizia sociale Ho recentemente letto uno studio sociologico fatto da Frohlich e Oppenheimer e riportato da Raymond Boudon. Sono stati scelti due gruppi di cittadini (usa e polacchi) ed è stato loro chiesto di optare per un principio di giustizia sociale al buio (con relativa distribuzione del reddito) 1. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello medio del reddito 2. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello più basso del reddito (principio della giustizia di Rawls) 3. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e definisca un reddito minimo (dunque questo principio non implica che il valore minimo di reddito sia il più alto possibile come per Rawls, ma che ci sia comunque una soglia minima) 4. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e che stabilisca che le differenze tra i redditi non superino una certa soglia. Nell'esperimento inoltre ai soggetti veniva detto che una volta scelto uno dei quattro principi, loro stessi sarebbero stati posizionati all'interno della distribuzione derivante dal principio scelto, in una delle diverse classe di reddito, ma in modo casuale. In buona sostanza la scelta di ciascuno nel panel avrebbe avuto un impatto sul proprio reddito. Per i componenti del panel la scelta però non sarebbe stata influenzata da interessi personali, poichè il loro livello di retribuzione sarebbe stato determinato in maniera casuale. Ebbene il risultato,largamente vincitore (quasi 80 per cento sia per americani, sia per polacchi) è stato il principio numero 3. E la secca bocciatura dei principi di giustizia sociale rawlsiani secondo i quali sono da preferire distribuzioni di reddito che massimizzino il reddito minimo, anche a scapito del reddito medio. La lezione che Boudon trae è che gli individui privilegiano, al buio, una situazione di crescita per tutti, ma con un'assicurazione (il reddito minimo per chi corre di meno). E dunque che la distribuzione del reddito prediletta è di tipo meritocratico e non egualitaristico. Scritto in citazioni Commenti ( 16 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jan 08 Mastellate Siamo un po' fuori tema, ma tant'è. Il governo è in crisi poichè il suo ministro di giustizia e il partitino che guida si sono sfilati della maggioranza. E' una crisi più grave delle tante altre vissute dal governo Prodi, essenzialmente per due motivi. 1. La chiesa si è messa di traverso, agitando così l'anima cattocomunista che è forte nella maggioranza. Più della questione Dico, lo schiaffo al Papa, benchè non direttamente nato a Palazzo Chigi, brucia oltre tevere. E si ha l'impressione che in questo caso non si sia porta la guancia. 2. la magistratura, con un'indagine che sembra una farsa, ha colpito al cuore. Il governo rischia di cadere non dunque per la sua incapacità politica, non per la sua inadeguatezza economica, non per le sue vessazioni fiscali, non per la sua timidezza internazionale, non per la sua incapacità a gestire la munnezza. No, cade perchè due grandi poteri si sono messi di traverso. La gioia di una possibile caduta di Prodi è mitigata dalla risibilità dei motivi per i quali è cagionata. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (16 votes, average: 3.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jan 08 Renditiamoci conto In altra discussione e con gli interventi graditi dell'Avvocato Matteucci abbiamo cucinato il tema della tassazione delle rendite finanziarie. Val la pena, però riservare uno spazio ad hoc. Butto in pentola qualche ingrediente. 1. La tassazione delle rendite finanziarie in Italia è tra le più basse del mondo: bloccata al 12,5 per cento sia per i rendimenti delle obbligazioni (compresi i titoli di stato) sia per i capital gain sulle azioni. 2. Ci si dimentica però sempre di dire che la tassazione del risparmio è la più odiosa delle tasse: in quanto è una doppia tassazione. Insomma i quattrini che vengono investiti in Borsa o nei Bot non cadono dal cielo; sono frutto dei redditi da lavoro o di impresa, che a loro volta sono stati già tassati. Quando si pone l'accento sul punto 1, si dimentica di dire che i quattrini risparmiati e investiti sono al netto di una tassazione che in Italia è la tra le più alte del mondo. 3.Nel 2007 (e con ragione) si è chiesto agli italiani di farsi una pensione complementare e integrativa di quella pubblica. Ebbene i fondi pensione che investono largamente in titoli di stato italiani, con l'aumento della tassazione delle rendite finanziarie, rischiano di rendere ancor meno di quanto hanno fatto negli ultimi anni. A tutto discapito dell'assegno previdenziale che ci aspetterà. 4. L'ultima volta che si è aumentata la tassazione sui Bot si è detto che era una partita di giro. e cioè che le maggiori tasse venivano compensate dai maggiori rendimenti che avrebbero dovuto riconoscere i titoli di stato per mantenere la loro appetibilità. Ora il mercato è però e dunque questo fenomeno non accadrà più. Mi spiego meglio. Diciamo che un Btp decennale renda il 4,3 per cento. Se la tassazione dovesse passare dal 12,5 al 20 per cento, come minaccia il governo, il rendimento netto del titolo dovrebbe diminuire circa del 7,5 per cento (o meglio il 7,5 per cento del 4,3 per cento, abbassando il rendimento netto circa al 4 per cento). Infatti la gran parte del nostro debito pubblico è in mano ad investitori lordisti, che le tasse non le pagano con la cedolare secca. Cari commensali la tassazione delle rendite finanziarie, che renderà molto poco in termini di gettito, sembra più un ipocrita accanimento sociale (che poi si rivelerà come al solito controproducente per i più deboli) che una buona manovra di equità fiscale. Dove sono finiti tutti quei progressisti che scomodavano Einaudi: qualcuno si ricorda cosa scrisse sul risparmio? Scritto in pol economica Commenti ( 12 ) " (17 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jan 08 Agnelli e Marini, senza parole "MARINI: AGNELLI, SAPEVA SEMPRE VEDERE L'INTERESSE GENERALE" è il commento del presidente del Senato ed ex sindacalista, alle commemorazione dell'Avvocato. Scritto in Varie Commenti ( 24 ) " (13 votes, average: 2.62 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie burocrazia (1) citazioni (2) finanza (9) pol economica (18) Varie (30) Ultime discussioni Mario: Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia, visto che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !! la cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana... SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con l'accento... Paolo: Buon giorno a tutti, visti i trascorsi della cosa rossa, ad esempio con Telekom Serbia, il dubbio nasce... Lucio: Caro Sig. Alex, grazie per avere dimostrato quale è il reale livello del dibattito economico in Italia. Se il... I più inviati I "cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia - 1 Emails Morti di ipocrisia - 1 Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro freakkkettoni IBL La città dei liberi rass.stamp 11min In prova Ecodiario March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (2) February 2008 (4) January 2008 (5) December 2007 (5) November 2007 (5) October 2007 (7) September 2007 (11) August 2007 (20) Trackback recenti Il Blog di Nicola Porro: Sciopero fiscale Recent Posts Alitaglia/2 Morti di ipocrisia Il grano e gli Aerei puliti Biocarburanti ed effetto serra: quante balle "243 e il 68 Economia di Guerra Boudon e la giustizia sociale Mastellate Renditiamoci conto Agnelli e Marini, senza parole Pagine Messaggi e trasparenza Perchè esisto Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Nicola Porro © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Morti di ipocrisia (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari commensali, l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due !!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me. Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il "pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 34 ) " (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato, per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile, soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (13 votes, average: 4.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano sono balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per bushel (così si chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al Chicago board of trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante deriva dall'annuncio del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano. Così come quelli appena applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono preoccupati dall'aumento dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano politiche protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono andate particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti della terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4 per cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle. Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a meno del per cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo da pagare è avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è quanto è avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Biocarburanti ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto. Anzi non citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si parla di effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della rivista Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate di più appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con la sintesi della ricerca: http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861 Sostengono, contro tutte le mode del momento, che i biocarburanti contribuiscono a peggiorare il cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo. E che lo sfruttamento intensivo delle terre per la coltivazione estesa di biocarburanti danneggia l'ambiente più di quanto faccio l'uso del petrolio. Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (16 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Feb 08 "243 e il 68 24 nasce da un'idea geniale di Joel Surnow: scandire 24 ore di panico, seguendole passo passo in una fiction televisiva in tempo reale. E' il ticchettio di una bomba che inesorabilmente sta per scoppiare e che i nostri eroi cercano di disinnescare. Ogni stagione di "243 (nata nel 2001) dura dunque 24 episodi da un'ora (è il trucco e l'originalità della serie televisiva). L'eroe Jack Bauer e i suoi compagni si trovano sempre davanti ad un dilemma: privilegiare la sicurezza o rispettare la libertà. La gravità della situazione, li porta sempre e comunque a privilegiare la prima. Insomma dietro alla fiction si pone una questione fondamentale dell'america di oggi: a che punto si possono violare le libertà individuali? Le scene di tortura sono numerosissime e per la prima volta sono sempre perpetrate dai buoni a danno dei cattivi: rovesciando il copione tipico del cinema americano. Surnow se ne frega. Figlio di un venditore di tappeti in bolletta e per di più democratico, studente alla liberal Berkeley, Joel è diventato un'icona dell'America conservatrice post 9/11. Ed una figura rara del business holliwoodiano, per la maggior parte liberal. "243, seguitissimo, sta istillando tra i giovani americani un'idea dell'uso della forza e della lotta contro i nemici (oggi i fanatici islamici) diametralmente opposta a quella liberal della generazione del 68 (la lotta ai comunisti). Non è detto che sia un bene. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (7 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Feb 08 Economia di Guerra Ieri Bush ha presentato la sua finanziaria. Ecco qualche ingrediente. La spesa pubblica americana toccherà per la prima volta i 3000 miliardi di dollari (la piccola Italia spende un quarto e cioè 750 miliardi di euro). Anche gli Usa avranno a che fare con un deficit di Bilancio, come dalle nostre parti, sarà intorno al 3 per cento del Pil. 1600 miliardi di spesa pubblica (più della metà del totale) vanno in assistenza sanitaria e pensioni. Mentre la Difesa avrà un bilancio di 515 miliardi di dollari. Si tratta del 4 per cento del Pil. Durante la guerra in Corea era al 9 per cento, durante il Vietnam era al 13 e durante la seconda guerra mondiale al 35,38 per cento. Afganistan e Iraq alla fine del 2009 saranno complessivamente costate (a partire dal 2001) quasi mille miliardi di dollari. Qualche considerazione iniziale. 1. Nonostante la sforzo bellico, gli Usa spendono "solo" quattro volte quando si faccia da noi. 2. Il deficit americano, che fa gridare allo scandalo, sarà più o meno pari al nostro, ma sconta il solito impegno bellico. 3. Bush "guerrafondaio", spende, in termini relativi, meno, molto meno, dei suoi colleghi che lo hanno proceduto. 4. Da quando sono iniziate le due guerre, sono stati approvati tagli fiscali per 1,3 miliardi (che scadranno nel 2011) Scritto in pol economica Commenti ( 17 ) " (15 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Jan 08 Boudon e la giustizia sociale Ho recentemente letto uno studio sociologico fatto da Frohlich e Oppenheimer e riportato da Raymond Boudon. Sono stati scelti due gruppi di cittadini (usa e polacchi) ed è stato loro chiesto di optare per un principio di giustizia sociale al buio (con relativa distribuzione del reddito) 1. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello medio del reddito 2. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello più basso del reddito (principio della giustizia di Rawls) 3. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e definisca un reddito minimo (dunque questo principio non implica che il valore minimo di reddito sia il più alto possibile come per Rawls, ma che ci sia comunque una soglia minima) 4. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e che stabilisca che le differenze tra i redditi non superino una certa soglia. Nell'esperimento inoltre ai soggetti veniva detto che una volta scelto uno dei quattro principi, loro stessi sarebbero stati posizionati all'interno della distribuzione derivante dal principio scelto, in una delle diverse classe di reddito, ma in modo casuale. In buona sostanza la scelta di ciascuno nel panel avrebbe avuto un impatto sul proprio reddito. Per i componenti del panel la scelta però non sarebbe stata influenzata da interessi personali, poichè il loro livello di retribuzione sarebbe stato determinato in maniera casuale. Ebbene il risultato,largamente vincitore (quasi 80 per cento sia per americani, sia per polacchi) è stato il principio numero 3. E la secca bocciatura dei principi di giustizia sociale rawlsiani secondo i quali sono da preferire distribuzioni di reddito che massimizzino il reddito minimo, anche a scapito del reddito medio. La lezione che Boudon trae è che gli individui privilegiano, al buio, una situazione di crescita per tutti, ma con un'assicurazione (il reddito minimo per chi corre di meno). E dunque che la distribuzione del reddito prediletta è di tipo meritocratico e non egualitaristico. Scritto in citazioni Commenti ( 16 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jan 08 Mastellate Siamo un po' fuori tema, ma tant'è. Il governo è in crisi poichè il suo ministro di giustizia e il partitino che guida si sono sfilati della maggioranza. E' una crisi più grave delle tante altre vissute dal governo Prodi, essenzialmente per due motivi. 1. La chiesa si è messa di traverso, agitando così l'anima cattocomunista che è forte nella maggioranza. Più della questione Dico, lo schiaffo al Papa, benchè non direttamente nato a Palazzo Chigi, brucia oltre tevere. E si ha l'impressione che in questo caso non si sia porta la guancia. 2. la magistratura, con un'indagine che sembra una farsa, ha colpito al cuore. Il governo rischia di cadere non dunque per la sua incapacità politica, non per la sua inadeguatezza economica, non per le sue vessazioni fiscali, non per la sua timidezza internazionale, non per la sua incapacità a gestire la munnezza. No, cade perchè due grandi poteri si sono messi di traverso. La gioia di una possibile caduta di Prodi è mitigata dalla risibilità dei motivi per i quali è cagionata. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (16 votes, average: 3.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jan 08 Renditiamoci conto In altra discussione e con gli interventi graditi dell'Avvocato Matteucci abbiamo cucinato il tema della tassazione delle rendite finanziarie. Val la pena, però riservare uno spazio ad hoc. Butto in pentola qualche ingrediente. 1. La tassazione delle rendite finanziarie in Italia è tra le più basse del mondo: bloccata al 12,5 per cento sia per i rendimenti delle obbligazioni (compresi i titoli di stato) sia per i capital gain sulle azioni. 2. Ci si dimentica però sempre di dire che la tassazione del risparmio è la più odiosa delle tasse: in quanto è una doppia tassazione. Insomma i quattrini che vengono investiti in Borsa o nei Bot non cadono dal cielo; sono frutto dei redditi da lavoro o di impresa, che a loro volta sono stati già tassati. Quando si pone l'accento sul punto 1, si dimentica di dire che i quattrini risparmiati e investiti sono al netto di una tassazione che in Italia è la tra le più alte del mondo. 3.Nel 2007 (e con ragione) si è chiesto agli italiani di farsi una pensione complementare e integrativa di quella pubblica. Ebbene i fondi pensione che investono largamente in titoli di stato italiani, con l'aumento della tassazione delle rendite finanziarie, rischiano di rendere ancor meno di quanto hanno fatto negli ultimi anni. A tutto discapito dell'assegno previdenziale che ci aspetterà. 4. L'ultima volta che si è aumentata la tassazione sui Bot si è detto che era una partita di giro. e cioè che le maggiori tasse venivano compensate dai maggiori rendimenti che avrebbero dovuto riconoscere i titoli di stato per mantenere la loro appetibilità. Ora il mercato è però e dunque questo fenomeno non accadrà più. Mi spiego meglio. Diciamo che un Btp decennale renda il 4,3 per cento. Se la tassazione dovesse passare dal 12,5 al 20 per cento, come minaccia il governo, il rendimento netto del titolo dovrebbe diminuire circa del 7,5 per cento (o meglio il 7,5 per cento del 4,3 per cento, abbassando il rendimento netto circa al 4 per cento). Infatti la gran parte del nostro debito pubblico è in mano ad investitori lordisti, che le tasse non le pagano con la cedolare secca. Cari commensali la tassazione delle rendite finanziarie, che renderà molto poco in termini di gettito, sembra più un ipocrita accanimento sociale (che poi si rivelerà come al solito controproducente per i più deboli) che una buona manovra di equità fiscale. Dove sono finiti tutti quei progressisti che scomodavano Einaudi: qualcuno si ricorda cosa scrisse sul risparmio? Scritto in pol economica Commenti ( 12 ) " (17 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jan 08 Agnelli e Marini, senza parole "MARINI: AGNELLI, SAPEVA SEMPRE VEDERE L'INTERESSE GENERALE" è il commento del presidente del Senato ed ex sindacalista, alle commemorazione dell'Avvocato. Scritto in Varie Commenti ( 24 ) " (13 votes, average: 2.62 out of 5) Loading ... 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I più inviati I "cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia - 1 Emails Morti di ipocrisia - 1 Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro freakkkettoni IBL La città dei liberi rass.stamp 11min In prova Ecodiario March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (2) February 2008 (4) January 2008 (5) December 2007 (5) November 2007 (5) October 2007 (7) September 2007 (11) August 2007 (20) Trackback recenti Il Blog di Nicola Porro: Sciopero fiscale Recent Posts Alitaglia/2 Morti di ipocrisia Il grano e gli Aerei puliti Biocarburanti ed effetto serra: quante balle "243 e il 68 Economia di Guerra Boudon e la giustizia sociale Mastellate Renditiamoci conto Agnelli e Marini, senza parole Pagine Messaggi e trasparenza Perchè esisto Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Nicola Porro © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Walter e l'Italia "sapore di sale" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse ma anche no (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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La Geox festeggia l'ingresso tra i big del listino (+7,5%) (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 75 del 2008-03-28 pagina 24 La Geox festeggia l'ingresso tra i big del listino (+7,5%) di Redazione Geox brinda in Borsa all'imminente passaggio al paniere dell'S&P/Mib, la vetrina dei big di Piazza Affari, di cui entrerà a fare parte da lunedì prossimo al posto di Alitalia. In attesa della promozione, il titolo del gruppo veneto di calzature famoso al mondo per il marchio "la scarpa che respira" ha così svettato per tutta la giornata tra i titoli del Midex fino a chiudere con un rialzo del 7,5% tra scambi intensi. Va detto tuttavia che Geox era reduce da un periodo non facile in Piazza Affari, complice la freddezza di alcuni operatori rispetto ai risultati registrati dal gruppo di Mario Moretti Polegato e alle prospettive annunciate. Complice un contesto reso difficile dalla crisi dei subprime che ha sferzato le Borse mondiali, Geox nell'ultimo mese ha infatti accusato una flessione del 17%. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Economia di Guerra (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari commensali, l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due !!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me. Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il "pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 34 ) " (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato, per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile, soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (13 votes, average: 4.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano sono balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per bushel (così si chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al Chicago board of trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante deriva dall'annuncio del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano. Così come quelli appena applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono preoccupati dall'aumento dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano politiche protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono andate particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti della terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4 per cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle. Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a meno del per cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo da pagare è avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è quanto è avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Biocarburanti ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto. Anzi non citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si parla di effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della rivista Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate di più appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con la sintesi della ricerca: http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861 Sostengono, contro tutte le mode del momento, che i biocarburanti contribuiscono a peggiorare il cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo. E che lo sfruttamento intensivo delle terre per la coltivazione estesa di biocarburanti danneggia l'ambiente più di quanto faccio l'uso del petrolio. Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (16 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Feb 08 "243 e il 68 24 nasce da un'idea geniale di Joel Surnow: scandire 24 ore di panico, seguendole passo passo in una fiction televisiva in tempo reale. E' il ticchettio di una bomba che inesorabilmente sta per scoppiare e che i nostri eroi cercano di disinnescare. Ogni stagione di "243 (nata nel 2001) dura dunque 24 episodi da un'ora (è il trucco e l'originalità della serie televisiva). L'eroe Jack Bauer e i suoi compagni si trovano sempre davanti ad un dilemma: privilegiare la sicurezza o rispettare la libertà. La gravità della situazione, li porta sempre e comunque a privilegiare la prima. Insomma dietro alla fiction si pone una questione fondamentale dell'america di oggi: a che punto si possono violare le libertà individuali? Le scene di tortura sono numerosissime e per la prima volta sono sempre perpetrate dai buoni a danno dei cattivi: rovesciando il copione tipico del cinema americano. Surnow se ne frega. Figlio di un venditore di tappeti in bolletta e per di più democratico, studente alla liberal Berkeley, Joel è diventato un'icona dell'America conservatrice post 9/11. Ed una figura rara del business holliwoodiano, per la maggior parte liberal. "243, seguitissimo, sta istillando tra i giovani americani un'idea dell'uso della forza e della lotta contro i nemici (oggi i fanatici islamici) diametralmente opposta a quella liberal della generazione del 68 (la lotta ai comunisti). Non è detto che sia un bene. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (7 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Feb 08 Economia di Guerra Ieri Bush ha presentato la sua finanziaria. Ecco qualche ingrediente. La spesa pubblica americana toccherà per la prima volta i 3000 miliardi di dollari (la piccola Italia spende un quarto e cioè 750 miliardi di euro). Anche gli Usa avranno a che fare con un deficit di Bilancio, come dalle nostre parti, sarà intorno al 3 per cento del Pil. 1600 miliardi di spesa pubblica (più della metà del totale) vanno in assistenza sanitaria e pensioni. Mentre la Difesa avrà un bilancio di 515 miliardi di dollari. Si tratta del 4 per cento del Pil. Durante la guerra in Corea era al 9 per cento, durante il Vietnam era al 13 e durante la seconda guerra mondiale al 35,38 per cento. Afganistan e Iraq alla fine del 2009 saranno complessivamente costate (a partire dal 2001) quasi mille miliardi di dollari. Qualche considerazione iniziale. 1. Nonostante la sforzo bellico, gli Usa spendono "solo" quattro volte quando si faccia da noi. 2. Il deficit americano, che fa gridare allo scandalo, sarà più o meno pari al nostro, ma sconta il solito impegno bellico. 3. Bush "guerrafondaio", spende, in termini relativi, meno, molto meno, dei suoi colleghi che lo hanno proceduto. 4. Da quando sono iniziate le due guerre, sono stati approvati tagli fiscali per 1,3 miliardi (che scadranno nel 2011) Scritto in pol economica Commenti ( 17 ) " (15 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Jan 08 Boudon e la giustizia sociale Ho recentemente letto uno studio sociologico fatto da Frohlich e Oppenheimer e riportato da Raymond Boudon. Sono stati scelti due gruppi di cittadini (usa e polacchi) ed è stato loro chiesto di optare per un principio di giustizia sociale al buio (con relativa distribuzione del reddito) 1. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello medio del reddito 2. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello più basso del reddito (principio della giustizia di Rawls) 3. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e definisca un reddito minimo (dunque questo principio non implica che il valore minimo di reddito sia il più alto possibile come per Rawls, ma che ci sia comunque una soglia minima) 4. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e che stabilisca che le differenze tra i redditi non superino una certa soglia. Nell'esperimento inoltre ai soggetti veniva detto che una volta scelto uno dei quattro principi, loro stessi sarebbero stati posizionati all'interno della distribuzione derivante dal principio scelto, in una delle diverse classe di reddito, ma in modo casuale. In buona sostanza la scelta di ciascuno nel panel avrebbe avuto un impatto sul proprio reddito. Per i componenti del panel la scelta però non sarebbe stata influenzata da interessi personali, poichè il loro livello di retribuzione sarebbe stato determinato in maniera casuale. Ebbene il risultato,largamente vincitore (quasi 80 per cento sia per americani, sia per polacchi) è stato il principio numero 3. E la secca bocciatura dei principi di giustizia sociale rawlsiani secondo i quali sono da preferire distribuzioni di reddito che massimizzino il reddito minimo, anche a scapito del reddito medio. La lezione che Boudon trae è che gli individui privilegiano, al buio, una situazione di crescita per tutti, ma con un'assicurazione (il reddito minimo per chi corre di meno). E dunque che la distribuzione del reddito prediletta è di tipo meritocratico e non egualitaristico. Scritto in citazioni Commenti ( 16 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jan 08 Mastellate Siamo un po' fuori tema, ma tant'è. Il governo è in crisi poichè il suo ministro di giustizia e il partitino che guida si sono sfilati della maggioranza. E' una crisi più grave delle tante altre vissute dal governo Prodi, essenzialmente per due motivi. 1. La chiesa si è messa di traverso, agitando così l'anima cattocomunista che è forte nella maggioranza. Più della questione Dico, lo schiaffo al Papa, benchè non direttamente nato a Palazzo Chigi, brucia oltre tevere. E si ha l'impressione che in questo caso non si sia porta la guancia. 2. la magistratura, con un'indagine che sembra una farsa, ha colpito al cuore. Il governo rischia di cadere non dunque per la sua incapacità politica, non per la sua inadeguatezza economica, non per le sue vessazioni fiscali, non per la sua timidezza internazionale, non per la sua incapacità a gestire la munnezza. No, cade perchè due grandi poteri si sono messi di traverso. La gioia di una possibile caduta di Prodi è mitigata dalla risibilità dei motivi per i quali è cagionata. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (16 votes, average: 3.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jan 08 Renditiamoci conto In altra discussione e con gli interventi graditi dell'Avvocato Matteucci abbiamo cucinato il tema della tassazione delle rendite finanziarie. Val la pena, però riservare uno spazio ad hoc. Butto in pentola qualche ingrediente. 1. La tassazione delle rendite finanziarie in Italia è tra le più basse del mondo: bloccata al 12,5 per cento sia per i rendimenti delle obbligazioni (compresi i titoli di stato) sia per i capital gain sulle azioni. 2. Ci si dimentica però sempre di dire che la tassazione del risparmio è la più odiosa delle tasse: in quanto è una doppia tassazione. Insomma i quattrini che vengono investiti in Borsa o nei Bot non cadono dal cielo; sono frutto dei redditi da lavoro o di impresa, che a loro volta sono stati già tassati. Quando si pone l'accento sul punto 1, si dimentica di dire che i quattrini risparmiati e investiti sono al netto di una tassazione che in Italia è la tra le più alte del mondo. 3.Nel 2007 (e con ragione) si è chiesto agli italiani di farsi una pensione complementare e integrativa di quella pubblica. Ebbene i fondi pensione che investono largamente in titoli di stato italiani, con l'aumento della tassazione delle rendite finanziarie, rischiano di rendere ancor meno di quanto hanno fatto negli ultimi anni. A tutto discapito dell'assegno previdenziale che ci aspetterà. 4. L'ultima volta che si è aumentata la tassazione sui Bot si è detto che era una partita di giro. e cioè che le maggiori tasse venivano compensate dai maggiori rendimenti che avrebbero dovuto riconoscere i titoli di stato per mantenere la loro appetibilità. Ora il mercato è però e dunque questo fenomeno non accadrà più. Mi spiego meglio. Diciamo che un Btp decennale renda il 4,3 per cento. Se la tassazione dovesse passare dal 12,5 al 20 per cento, come minaccia il governo, il rendimento netto del titolo dovrebbe diminuire circa del 7,5 per cento (o meglio il 7,5 per cento del 4,3 per cento, abbassando il rendimento netto circa al 4 per cento). Infatti la gran parte del nostro debito pubblico è in mano ad investitori lordisti, che le tasse non le pagano con la cedolare secca. Cari commensali la tassazione delle rendite finanziarie, che renderà molto poco in termini di gettito, sembra più un ipocrita accanimento sociale (che poi si rivelerà come al solito controproducente per i più deboli) che una buona manovra di equità fiscale. Dove sono finiti tutti quei progressisti che scomodavano Einaudi: qualcuno si ricorda cosa scrisse sul risparmio? Scritto in pol economica Commenti ( 12 ) " (17 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jan 08 Agnelli e Marini, senza parole "MARINI: AGNELLI, SAPEVA SEMPRE VEDERE L'INTERESSE GENERALE" è il commento del presidente del Senato ed ex sindacalista, alle commemorazione dell'Avvocato. Scritto in Varie Commenti ( 24 ) " (13 votes, average: 2.62 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie burocrazia (1) citazioni (2) finanza (9) pol economica (18) Varie (30) Ultime discussioni Mario: Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia, visto che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !! la cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana... SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con l'accento... Paolo: Buon giorno a tutti, visti i trascorsi della cosa rossa, ad esempio con Telekom Serbia, il dubbio nasce... Lucio: Caro Sig. Alex, grazie per avere dimostrato quale è il reale livello del dibattito economico in Italia. Se il... I più inviati I "cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia - 1 Emails Morti di ipocrisia - 1 Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro freakkkettoni IBL La città dei liberi rass.stamp 11min In prova Ecodiario March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (2) February 2008 (4) January 2008 (5) December 2007 (5) November 2007 (5) October 2007 (7) September 2007 (11) August 2007 (20) Trackback recenti Il Blog di Nicola Porro: Sciopero fiscale Recent Posts Alitaglia/2 Morti di ipocrisia Il grano e gli Aerei puliti Biocarburanti ed effetto serra: quante balle "243 e il 68 Economia di Guerra Boudon e la giustizia sociale Mastellate Renditiamoci conto Agnelli e Marini, senza parole Pagine Messaggi e trasparenza Perchè esisto Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Nicola Porro © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di... 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Walter e le tre cose che è meglio "non fare" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

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Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Pensioni, a chi gli aumenti. 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Mastellate (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari commensali, l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due !!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me. Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il "pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 34 ) " (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato, per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile, soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (13 votes, average: 4.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano sono balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per bushel (così si chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al Chicago board of trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante deriva dall'annuncio del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano. Così come quelli appena applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono preoccupati dall'aumento dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano politiche protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono andate particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti della terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4 per cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle. Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a meno del per cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo da pagare è avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è quanto è avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Biocarburanti ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto. Anzi non citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si parla di effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della rivista Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate di più appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con la sintesi della ricerca: http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861 Sostengono, contro tutte le mode del momento, che i biocarburanti contribuiscono a peggiorare il cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo. E che lo sfruttamento intensivo delle terre per la coltivazione estesa di biocarburanti danneggia l'ambiente più di quanto faccio l'uso del petrolio. Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (16 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Feb 08 "243 e il 68 24 nasce da un'idea geniale di Joel Surnow: scandire 24 ore di panico, seguendole passo passo in una fiction televisiva in tempo reale. E' il ticchettio di una bomba che inesorabilmente sta per scoppiare e che i nostri eroi cercano di disinnescare. Ogni stagione di "243 (nata nel 2001) dura dunque 24 episodi da un'ora (è il trucco e l'originalità della serie televisiva). L'eroe Jack Bauer e i suoi compagni si trovano sempre davanti ad un dilemma: privilegiare la sicurezza o rispettare la libertà. La gravità della situazione, li porta sempre e comunque a privilegiare la prima. Insomma dietro alla fiction si pone una questione fondamentale dell'america di oggi: a che punto si possono violare le libertà individuali? Le scene di tortura sono numerosissime e per la prima volta sono sempre perpetrate dai buoni a danno dei cattivi: rovesciando il copione tipico del cinema americano. Surnow se ne frega. Figlio di un venditore di tappeti in bolletta e per di più democratico, studente alla liberal Berkeley, Joel è diventato un'icona dell'America conservatrice post 9/11. Ed una figura rara del business holliwoodiano, per la maggior parte liberal. "243, seguitissimo, sta istillando tra i giovani americani un'idea dell'uso della forza e della lotta contro i nemici (oggi i fanatici islamici) diametralmente opposta a quella liberal della generazione del 68 (la lotta ai comunisti). Non è detto che sia un bene. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (7 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Feb 08 Economia di Guerra Ieri Bush ha presentato la sua finanziaria. Ecco qualche ingrediente. La spesa pubblica americana toccherà per la prima volta i 3000 miliardi di dollari (la piccola Italia spende un quarto e cioè 750 miliardi di euro). Anche gli Usa avranno a che fare con un deficit di Bilancio, come dalle nostre parti, sarà intorno al 3 per cento del Pil. 1600 miliardi di spesa pubblica (più della metà del totale) vanno in assistenza sanitaria e pensioni. Mentre la Difesa avrà un bilancio di 515 miliardi di dollari. Si tratta del 4 per cento del Pil. Durante la guerra in Corea era al 9 per cento, durante il Vietnam era al 13 e durante la seconda guerra mondiale al 35,38 per cento. Afganistan e Iraq alla fine del 2009 saranno complessivamente costate (a partire dal 2001) quasi mille miliardi di dollari. Qualche considerazione iniziale. 1. Nonostante la sforzo bellico, gli Usa spendono "solo" quattro volte quando si faccia da noi. 2. Il deficit americano, che fa gridare allo scandalo, sarà più o meno pari al nostro, ma sconta il solito impegno bellico. 3. Bush "guerrafondaio", spende, in termini relativi, meno, molto meno, dei suoi colleghi che lo hanno proceduto. 4. Da quando sono iniziate le due guerre, sono stati approvati tagli fiscali per 1,3 miliardi (che scadranno nel 2011) Scritto in pol economica Commenti ( 17 ) " (15 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Jan 08 Boudon e la giustizia sociale Ho recentemente letto uno studio sociologico fatto da Frohlich e Oppenheimer e riportato da Raymond Boudon. Sono stati scelti due gruppi di cittadini (usa e polacchi) ed è stato loro chiesto di optare per un principio di giustizia sociale al buio (con relativa distribuzione del reddito) 1. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello medio del reddito 2. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello più basso del reddito (principio della giustizia di Rawls) 3. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e definisca un reddito minimo (dunque questo principio non implica che il valore minimo di reddito sia il più alto possibile come per Rawls, ma che ci sia comunque una soglia minima) 4. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e che stabilisca che le differenze tra i redditi non superino una certa soglia. Nell'esperimento inoltre ai soggetti veniva detto che una volta scelto uno dei quattro principi, loro stessi sarebbero stati posizionati all'interno della distribuzione derivante dal principio scelto, in una delle diverse classe di reddito, ma in modo casuale. In buona sostanza la scelta di ciascuno nel panel avrebbe avuto un impatto sul proprio reddito. Per i componenti del panel la scelta però non sarebbe stata influenzata da interessi personali, poichè il loro livello di retribuzione sarebbe stato determinato in maniera casuale. Ebbene il risultato,largamente vincitore (quasi 80 per cento sia per americani, sia per polacchi) è stato il principio numero 3. E la secca bocciatura dei principi di giustizia sociale rawlsiani secondo i quali sono da preferire distribuzioni di reddito che massimizzino il reddito minimo, anche a scapito del reddito medio. La lezione che Boudon trae è che gli individui privilegiano, al buio, una situazione di crescita per tutti, ma con un'assicurazione (il reddito minimo per chi corre di meno). E dunque che la distribuzione del reddito prediletta è di tipo meritocratico e non egualitaristico. Scritto in citazioni Commenti ( 16 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jan 08 Mastellate Siamo un po' fuori tema, ma tant'è. Il governo è in crisi poichè il suo ministro di giustizia e il partitino che guida si sono sfilati della maggioranza. E' una crisi più grave delle tante altre vissute dal governo Prodi, essenzialmente per due motivi. 1. La chiesa si è messa di traverso, agitando così l'anima cattocomunista che è forte nella maggioranza. Più della questione Dico, lo schiaffo al Papa, benchè non direttamente nato a Palazzo Chigi, brucia oltre tevere. E si ha l'impressione che in questo caso non si sia porta la guancia. 2. la magistratura, con un'indagine che sembra una farsa, ha colpito al cuore. Il governo rischia di cadere non dunque per la sua incapacità politica, non per la sua inadeguatezza economica, non per le sue vessazioni fiscali, non per la sua timidezza internazionale, non per la sua incapacità a gestire la munnezza. No, cade perchè due grandi poteri si sono messi di traverso. La gioia di una possibile caduta di Prodi è mitigata dalla risibilità dei motivi per i quali è cagionata. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (16 votes, average: 3.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jan 08 Renditiamoci conto In altra discussione e con gli interventi graditi dell'Avvocato Matteucci abbiamo cucinato il tema della tassazione delle rendite finanziarie. Val la pena, però riservare uno spazio ad hoc. Butto in pentola qualche ingrediente. 1. La tassazione delle rendite finanziarie in Italia è tra le più basse del mondo: bloccata al 12,5 per cento sia per i rendimenti delle obbligazioni (compresi i titoli di stato) sia per i capital gain sulle azioni. 2. Ci si dimentica però sempre di dire che la tassazione del risparmio è la più odiosa delle tasse: in quanto è una doppia tassazione. Insomma i quattrini che vengono investiti in Borsa o nei Bot non cadono dal cielo; sono frutto dei redditi da lavoro o di impresa, che a loro volta sono stati già tassati. Quando si pone l'accento sul punto 1, si dimentica di dire che i quattrini risparmiati e investiti sono al netto di una tassazione che in Italia è la tra le più alte del mondo. 3.Nel 2007 (e con ragione) si è chiesto agli italiani di farsi una pensione complementare e integrativa di quella pubblica. Ebbene i fondi pensione che investono largamente in titoli di stato italiani, con l'aumento della tassazione delle rendite finanziarie, rischiano di rendere ancor meno di quanto hanno fatto negli ultimi anni. A tutto discapito dell'assegno previdenziale che ci aspetterà. 4. L'ultima volta che si è aumentata la tassazione sui Bot si è detto che era una partita di giro. e cioè che le maggiori tasse venivano compensate dai maggiori rendimenti che avrebbero dovuto riconoscere i titoli di stato per mantenere la loro appetibilità. Ora il mercato è però e dunque questo fenomeno non accadrà più. Mi spiego meglio. Diciamo che un Btp decennale renda il 4,3 per cento. Se la tassazione dovesse passare dal 12,5 al 20 per cento, come minaccia il governo, il rendimento netto del titolo dovrebbe diminuire circa del 7,5 per cento (o meglio il 7,5 per cento del 4,3 per cento, abbassando il rendimento netto circa al 4 per cento). Infatti la gran parte del nostro debito pubblico è in mano ad investitori lordisti, che le tasse non le pagano con la cedolare secca. Cari commensali la tassazione delle rendite finanziarie, che renderà molto poco in termini di gettito, sembra più un ipocrita accanimento sociale (che poi si rivelerà come al solito controproducente per i più deboli) che una buona manovra di equità fiscale. Dove sono finiti tutti quei progressisti che scomodavano Einaudi: qualcuno si ricorda cosa scrisse sul risparmio? Scritto in pol economica Commenti ( 12 ) " (17 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jan 08 Agnelli e Marini, senza parole "MARINI: AGNELLI, SAPEVA SEMPRE VEDERE L'INTERESSE GENERALE" è il commento del presidente del Senato ed ex sindacalista, alle commemorazione dell'Avvocato. Scritto in Varie Commenti ( 24 ) " (13 votes, average: 2.62 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie burocrazia (1) citazioni (2) finanza (9) pol economica (18) Varie (30) Ultime discussioni Mario: Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia, visto che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !! la cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana... SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con l'accento... Paolo: Buon giorno a tutti, visti i trascorsi della cosa rossa, ad esempio con Telekom Serbia, il dubbio nasce... Lucio: Caro Sig. Alex, grazie per avere dimostrato quale è il reale livello del dibattito economico in Italia. Se il... I più inviati I "cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia - 1 Emails Morti di ipocrisia - 1 Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro freakkkettoni IBL La città dei liberi rass.stamp 11min In prova Ecodiario March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (2) February 2008 (4) January 2008 (5) December 2007 (5) November 2007 (5) October 2007 (7) September 2007 (11) August 2007 (20) Trackback recenti Il Blog di Nicola Porro: Sciopero fiscale Recent Posts Alitaglia/2 Morti di ipocrisia Il grano e gli Aerei puliti Biocarburanti ed effetto serra: quante balle "243 e il 68 Economia di Guerra Boudon e la giustizia sociale Mastellate Renditiamoci conto Agnelli e Marini, senza parole Pagine Messaggi e trasparenza Perchè esisto Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Nicola Porro © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Agnelli e Marini, senza parole (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari commensali, l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due !!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me. Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il "pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 34 ) " (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato, per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile, soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (13 votes, average: 4.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano sono balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per bushel (così si chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al Chicago board of trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante deriva dall'annuncio del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano. Così come quelli appena applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono preoccupati dall'aumento dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano politiche protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono andate particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti della terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4 per cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle. Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a meno del per cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo da pagare è avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è quanto è avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Biocarburanti ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto. Anzi non citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si parla di effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della rivista Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate di più appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con la sintesi della ricerca: http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861 Sostengono, contro tutte le mode del momento, che i biocarburanti contribuiscono a peggiorare il cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo. E che lo sfruttamento intensivo delle terre per la coltivazione estesa di biocarburanti danneggia l'ambiente più di quanto faccio l'uso del petrolio. Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (16 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Feb 08 "243 e il 68 24 nasce da un'idea geniale di Joel Surnow: scandire 24 ore di panico, seguendole passo passo in una fiction televisiva in tempo reale. E' il ticchettio di una bomba che inesorabilmente sta per scoppiare e che i nostri eroi cercano di disinnescare. Ogni stagione di "243 (nata nel 2001) dura dunque 24 episodi da un'ora (è il trucco e l'originalità della serie televisiva). L'eroe Jack Bauer e i suoi compagni si trovano sempre davanti ad un dilemma: privilegiare la sicurezza o rispettare la libertà. La gravità della situazione, li porta sempre e comunque a privilegiare la prima. Insomma dietro alla fiction si pone una questione fondamentale dell'america di oggi: a che punto si possono violare le libertà individuali? Le scene di tortura sono numerosissime e per la prima volta sono sempre perpetrate dai buoni a danno dei cattivi: rovesciando il copione tipico del cinema americano. Surnow se ne frega. Figlio di un venditore di tappeti in bolletta e per di più democratico, studente alla liberal Berkeley, Joel è diventato un'icona dell'America conservatrice post 9/11. Ed una figura rara del business holliwoodiano, per la maggior parte liberal. "243, seguitissimo, sta istillando tra i giovani americani un'idea dell'uso della forza e della lotta contro i nemici (oggi i fanatici islamici) diametralmente opposta a quella liberal della generazione del 68 (la lotta ai comunisti). Non è detto che sia un bene. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (7 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Feb 08 Economia di Guerra Ieri Bush ha presentato la sua finanziaria. Ecco qualche ingrediente. La spesa pubblica americana toccherà per la prima volta i 3000 miliardi di dollari (la piccola Italia spende un quarto e cioè 750 miliardi di euro). Anche gli Usa avranno a che fare con un deficit di Bilancio, come dalle nostre parti, sarà intorno al 3 per cento del Pil. 1600 miliardi di spesa pubblica (più della metà del totale) vanno in assistenza sanitaria e pensioni. Mentre la Difesa avrà un bilancio di 515 miliardi di dollari. Si tratta del 4 per cento del Pil. Durante la guerra in Corea era al 9 per cento, durante il Vietnam era al 13 e durante la seconda guerra mondiale al 35,38 per cento. Afganistan e Iraq alla fine del 2009 saranno complessivamente costate (a partire dal 2001) quasi mille miliardi di dollari. Qualche considerazione iniziale. 1. Nonostante la sforzo bellico, gli Usa spendono "solo" quattro volte quando si faccia da noi. 2. Il deficit americano, che fa gridare allo scandalo, sarà più o meno pari al nostro, ma sconta il solito impegno bellico. 3. Bush "guerrafondaio", spende, in termini relativi, meno, molto meno, dei suoi colleghi che lo hanno proceduto. 4. Da quando sono iniziate le due guerre, sono stati approvati tagli fiscali per 1,3 miliardi (che scadranno nel 2011) Scritto in pol economica Commenti ( 17 ) " (15 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Jan 08 Boudon e la giustizia sociale Ho recentemente letto uno studio sociologico fatto da Frohlich e Oppenheimer e riportato da Raymond Boudon. Sono stati scelti due gruppi di cittadini (usa e polacchi) ed è stato loro chiesto di optare per un principio di giustizia sociale al buio (con relativa distribuzione del reddito) 1. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello medio del reddito 2. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello più basso del reddito (principio della giustizia di Rawls) 3. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e definisca un reddito minimo (dunque questo principio non implica che il valore minimo di reddito sia il più alto possibile come per Rawls, ma che ci sia comunque una soglia minima) 4. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e che stabilisca che le differenze tra i redditi non superino una certa soglia. Nell'esperimento inoltre ai soggetti veniva detto che una volta scelto uno dei quattro principi, loro stessi sarebbero stati posizionati all'interno della distribuzione derivante dal principio scelto, in una delle diverse classe di reddito, ma in modo casuale. In buona sostanza la scelta di ciascuno nel panel avrebbe avuto un impatto sul proprio reddito. Per i componenti del panel la scelta però non sarebbe stata influenzata da interessi personali, poichè il loro livello di retribuzione sarebbe stato determinato in maniera casuale. Ebbene il risultato,largamente vincitore (quasi 80 per cento sia per americani, sia per polacchi) è stato il principio numero 3. E la secca bocciatura dei principi di giustizia sociale rawlsiani secondo i quali sono da preferire distribuzioni di reddito che massimizzino il reddito minimo, anche a scapito del reddito medio. La lezione che Boudon trae è che gli individui privilegiano, al buio, una situazione di crescita per tutti, ma con un'assicurazione (il reddito minimo per chi corre di meno). E dunque che la distribuzione del reddito prediletta è di tipo meritocratico e non egualitaristico. Scritto in citazioni Commenti ( 16 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jan 08 Mastellate Siamo un po' fuori tema, ma tant'è. Il governo è in crisi poichè il suo ministro di giustizia e il partitino che guida si sono sfilati della maggioranza. E' una crisi più grave delle tante altre vissute dal governo Prodi, essenzialmente per due motivi. 1. La chiesa si è messa di traverso, agitando così l'anima cattocomunista che è forte nella maggioranza. Più della questione Dico, lo schiaffo al Papa, benchè non direttamente nato a Palazzo Chigi, brucia oltre tevere. E si ha l'impressione che in questo caso non si sia porta la guancia. 2. la magistratura, con un'indagine che sembra una farsa, ha colpito al cuore. Il governo rischia di cadere non dunque per la sua incapacità politica, non per la sua inadeguatezza economica, non per le sue vessazioni fiscali, non per la sua timidezza internazionale, non per la sua incapacità a gestire la munnezza. No, cade perchè due grandi poteri si sono messi di traverso. La gioia di una possibile caduta di Prodi è mitigata dalla risibilità dei motivi per i quali è cagionata. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (16 votes, average: 3.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jan 08 Renditiamoci conto In altra discussione e con gli interventi graditi dell'Avvocato Matteucci abbiamo cucinato il tema della tassazione delle rendite finanziarie. Val la pena, però riservare uno spazio ad hoc. Butto in pentola qualche ingrediente. 1. La tassazione delle rendite finanziarie in Italia è tra le più basse del mondo: bloccata al 12,5 per cento sia per i rendimenti delle obbligazioni (compresi i titoli di stato) sia per i capital gain sulle azioni. 2. Ci si dimentica però sempre di dire che la tassazione del risparmio è la più odiosa delle tasse: in quanto è una doppia tassazione. Insomma i quattrini che vengono investiti in Borsa o nei Bot non cadono dal cielo; sono frutto dei redditi da lavoro o di impresa, che a loro volta sono stati già tassati. Quando si pone l'accento sul punto 1, si dimentica di dire che i quattrini risparmiati e investiti sono al netto di una tassazione che in Italia è la tra le più alte del mondo. 3.Nel 2007 (e con ragione) si è chiesto agli italiani di farsi una pensione complementare e integrativa di quella pubblica. Ebbene i fondi pensione che investono largamente in titoli di stato italiani, con l'aumento della tassazione delle rendite finanziarie, rischiano di rendere ancor meno di quanto hanno fatto negli ultimi anni. A tutto discapito dell'assegno previdenziale che ci aspetterà. 4. L'ultima volta che si è aumentata la tassazione sui Bot si è detto che era una partita di giro. e cioè che le maggiori tasse venivano compensate dai maggiori rendimenti che avrebbero dovuto riconoscere i titoli di stato per mantenere la loro appetibilità. Ora il mercato è però e dunque questo fenomeno non accadrà più. Mi spiego meglio. Diciamo che un Btp decennale renda il 4,3 per cento. Se la tassazione dovesse passare dal 12,5 al 20 per cento, come minaccia il governo, il rendimento netto del titolo dovrebbe diminuire circa del 7,5 per cento (o meglio il 7,5 per cento del 4,3 per cento, abbassando il rendimento netto circa al 4 per cento). Infatti la gran parte del nostro debito pubblico è in mano ad investitori lordisti, che le tasse non le pagano con la cedolare secca. Cari commensali la tassazione delle rendite finanziarie, che renderà molto poco in termini di gettito, sembra più un ipocrita accanimento sociale (che poi si rivelerà come al solito controproducente per i più deboli) che una buona manovra di equità fiscale. Dove sono finiti tutti quei progressisti che scomodavano Einaudi: qualcuno si ricorda cosa scrisse sul risparmio? Scritto in pol economica Commenti ( 12 ) " (17 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jan 08 Agnelli e Marini, senza parole "MARINI: AGNELLI, SAPEVA SEMPRE VEDERE L'INTERESSE GENERALE" è il commento del presidente del Senato ed ex sindacalista, alle commemorazione dell'Avvocato. Scritto in Varie Commenti ( 24 ) " (13 votes, average: 2.62 out of 5) Loading ... 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I più inviati I "cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia - 1 Emails Morti di ipocrisia - 1 Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro freakkkettoni IBL La città dei liberi rass.stamp 11min In prova Ecodiario March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (2) February 2008 (4) January 2008 (5) December 2007 (5) November 2007 (5) October 2007 (7) September 2007 (11) August 2007 (20) Trackback recenti Il Blog di Nicola Porro: Sciopero fiscale Recent Posts Alitaglia/2 Morti di ipocrisia Il grano e gli Aerei puliti Biocarburanti ed effetto serra: quante balle "243 e il 68 Economia di Guerra Boudon e la giustizia sociale Mastellate Renditiamoci conto Agnelli e Marini, senza parole Pagine Messaggi e trasparenza Perchè esisto Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Nicola Porro © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Renditiamoci conto (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

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Cari commensali, l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due !!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me. Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il "pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 34 ) " (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... 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Il consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile, soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (13 votes, average: 4.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano sono balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per bushel (così si chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al Chicago board of trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante deriva dall'annuncio del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano. Così come quelli appena applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono preoccupati dall'aumento dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano politiche protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono andate particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti della terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4 per cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle. Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a meno del per cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo da pagare è avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è quanto è avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Biocarburanti ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto. Anzi non citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si parla di effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della rivista Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate di più appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con la sintesi della ricerca: http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861 Sostengono, contro tutte le mode del momento, che i biocarburanti contribuiscono a peggiorare il cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo. E che lo sfruttamento intensivo delle terre per la coltivazione estesa di biocarburanti danneggia l'ambiente più di quanto faccio l'uso del petrolio. 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Le scene di tortura sono numerosissime e per la prima volta sono sempre perpetrate dai buoni a danno dei cattivi: rovesciando il copione tipico del cinema americano. Surnow se ne frega. Figlio di un venditore di tappeti in bolletta e per di più democratico, studente alla liberal Berkeley, Joel è diventato un'icona dell'America conservatrice post 9/11. Ed una figura rara del business holliwoodiano, per la maggior parte liberal. "243, seguitissimo, sta istillando tra i giovani americani un'idea dell'uso della forza e della lotta contro i nemici (oggi i fanatici islamici) diametralmente opposta a quella liberal della generazione del 68 (la lotta ai comunisti). Non è detto che sia un bene. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (7 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Feb 08 Economia di Guerra Ieri Bush ha presentato la sua finanziaria. Ecco qualche ingrediente. La spesa pubblica americana toccherà per la prima volta i 3000 miliardi di dollari (la piccola Italia spende un quarto e cioè 750 miliardi di euro). Anche gli Usa avranno a che fare con un deficit di Bilancio, come dalle nostre parti, sarà intorno al 3 per cento del Pil. 1600 miliardi di spesa pubblica (più della metà del totale) vanno in assistenza sanitaria e pensioni. Mentre la Difesa avrà un bilancio di 515 miliardi di dollari. Si tratta del 4 per cento del Pil. Durante la guerra in Corea era al 9 per cento, durante il Vietnam era al 13 e durante la seconda guerra mondiale al 35,38 per cento. Afganistan e Iraq alla fine del 2009 saranno complessivamente costate (a partire dal 2001) quasi mille miliardi di dollari. Qualche considerazione iniziale. 1. Nonostante la sforzo bellico, gli Usa spendono "solo" quattro volte quando si faccia da noi. 2. Il deficit americano, che fa gridare allo scandalo, sarà più o meno pari al nostro, ma sconta il solito impegno bellico. 3. Bush "guerrafondaio", spende, in termini relativi, meno, molto meno, dei suoi colleghi che lo hanno proceduto. 4. Da quando sono iniziate le due guerre, sono stati approvati tagli fiscali per 1,3 miliardi (che scadranno nel 2011) Scritto in pol economica Commenti ( 17 ) " (15 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Jan 08 Boudon e la giustizia sociale Ho recentemente letto uno studio sociologico fatto da Frohlich e Oppenheimer e riportato da Raymond Boudon. Sono stati scelti due gruppi di cittadini (usa e polacchi) ed è stato loro chiesto di optare per un principio di giustizia sociale al buio (con relativa distribuzione del reddito) 1. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello medio del reddito 2. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello più basso del reddito (principio della giustizia di Rawls) 3. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e definisca un reddito minimo (dunque questo principio non implica che il valore minimo di reddito sia il più alto possibile come per Rawls, ma che ci sia comunque una soglia minima) 4. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e che stabilisca che le differenze tra i redditi non superino una certa soglia. Nell'esperimento inoltre ai soggetti veniva detto che una volta scelto uno dei quattro principi, loro stessi sarebbero stati posizionati all'interno della distribuzione derivante dal principio scelto, in una delle diverse classe di reddito, ma in modo casuale. In buona sostanza la scelta di ciascuno nel panel avrebbe avuto un impatto sul proprio reddito. Per i componenti del panel la scelta però non sarebbe stata influenzata da interessi personali, poichè il loro livello di retribuzione sarebbe stato determinato in maniera casuale. Ebbene il risultato,largamente vincitore (quasi 80 per cento sia per americani, sia per polacchi) è stato il principio numero 3. E la secca bocciatura dei principi di giustizia sociale rawlsiani secondo i quali sono da preferire distribuzioni di reddito che massimizzino il reddito minimo, anche a scapito del reddito medio. La lezione che Boudon trae è che gli individui privilegiano, al buio, una situazione di crescita per tutti, ma con un'assicurazione (il reddito minimo per chi corre di meno). E dunque che la distribuzione del reddito prediletta è di tipo meritocratico e non egualitaristico. Scritto in citazioni Commenti ( 16 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jan 08 Mastellate Siamo un po' fuori tema, ma tant'è. Il governo è in crisi poichè il suo ministro di giustizia e il partitino che guida si sono sfilati della maggioranza. E' una crisi più grave delle tante altre vissute dal governo Prodi, essenzialmente per due motivi. 1. La chiesa si è messa di traverso, agitando così l'anima cattocomunista che è forte nella maggioranza. Più della questione Dico, lo schiaffo al Papa, benchè non direttamente nato a Palazzo Chigi, brucia oltre tevere. E si ha l'impressione che in questo caso non si sia porta la guancia. 2. la magistratura, con un'indagine che sembra una farsa, ha colpito al cuore. Il governo rischia di cadere non dunque per la sua incapacità politica, non per la sua inadeguatezza economica, non per le sue vessazioni fiscali, non per la sua timidezza internazionale, non per la sua incapacità a gestire la munnezza. No, cade perchè due grandi poteri si sono messi di traverso. La gioia di una possibile caduta di Prodi è mitigata dalla risibilità dei motivi per i quali è cagionata. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (16 votes, average: 3.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jan 08 Renditiamoci conto In altra discussione e con gli interventi graditi dell'Avvocato Matteucci abbiamo cucinato il tema della tassazione delle rendite finanziarie. Val la pena, però riservare uno spazio ad hoc. Butto in pentola qualche ingrediente. 1. La tassazione delle rendite finanziarie in Italia è tra le più basse del mondo: bloccata al 12,5 per cento sia per i rendimenti delle obbligazioni (compresi i titoli di stato) sia per i capital gain sulle azioni. 2. Ci si dimentica però sempre di dire che la tassazione del risparmio è la più odiosa delle tasse: in quanto è una doppia tassazione. Insomma i quattrini che vengono investiti in Borsa o nei Bot non cadono dal cielo; sono frutto dei redditi da lavoro o di impresa, che a loro volta sono stati già tassati. Quando si pone l'accento sul punto 1, si dimentica di dire che i quattrini risparmiati e investiti sono al netto di una tassazione che in Italia è la tra le più alte del mondo. 3.Nel 2007 (e con ragione) si è chiesto agli italiani di farsi una pensione complementare e integrativa di quella pubblica. Ebbene i fondi pensione che investono largamente in titoli di stato italiani, con l'aumento della tassazione delle rendite finanziarie, rischiano di rendere ancor meno di quanto hanno fatto negli ultimi anni. A tutto discapito dell'assegno previdenziale che ci aspetterà. 4. L'ultima volta che si è aumentata la tassazione sui Bot si è detto che era una partita di giro. e cioè che le maggiori tasse venivano compensate dai maggiori rendimenti che avrebbero dovuto riconoscere i titoli di stato per mantenere la loro appetibilità. Ora il mercato è però e dunque questo fenomeno non accadrà più. Mi spiego meglio. Diciamo che un Btp decennale renda il 4,3 per cento. Se la tassazione dovesse passare dal 12,5 al 20 per cento, come minaccia il governo, il rendimento netto del titolo dovrebbe diminuire circa del 7,5 per cento (o meglio il 7,5 per cento del 4,3 per cento, abbassando il rendimento netto circa al 4 per cento). Infatti la gran parte del nostro debito pubblico è in mano ad investitori lordisti, che le tasse non le pagano con la cedolare secca. Cari commensali la tassazione delle rendite finanziarie, che renderà molto poco in termini di gettito, sembra più un ipocrita accanimento sociale (che poi si rivelerà come al solito controproducente per i più deboli) che una buona manovra di equità fiscale. Dove sono finiti tutti quei progressisti che scomodavano Einaudi: qualcuno si ricorda cosa scrisse sul risparmio? Scritto in pol economica Commenti ( 12 ) " (17 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jan 08 Agnelli e Marini, senza parole "MARINI: AGNELLI, SAPEVA SEMPRE VEDERE L'INTERESSE GENERALE" è il commento del presidente del Senato ed ex sindacalista, alle commemorazione dell'Avvocato. Scritto in Varie Commenti ( 24 ) " (13 votes, average: 2.62 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie burocrazia (1) citazioni (2) finanza (9) pol economica (18) Varie (30) Ultime discussioni Mario: Il signor Salvo evidentemente non ha mai volato Alitalia, visto che la maggioranza del personale navigante non... s: boooomba alitalia !! la cordata c'è . gli imprenditori sono diversi. milano brescia toscana... SALVO: Alitalia: mi chiedo come mai tutte le Hostess dell'Alitalia parlano con l'accento... Paolo: Buon giorno a tutti, visti i trascorsi della cosa rossa, ad esempio con Telekom Serbia, il dubbio nasce... Lucio: Caro Sig. Alex, grazie per avere dimostrato quale è il reale livello del dibattito economico in Italia. Se il... I più inviati I "cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia - 1 Emails Morti di ipocrisia - 1 Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro freakkkettoni IBL La città dei liberi rass.stamp 11min In prova Ecodiario March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (2) February 2008 (4) January 2008 (5) December 2007 (5) November 2007 (5) October 2007 (7) September 2007 (11) August 2007 (20) Trackback recenti Il Blog di Nicola Porro: Sciopero fiscale Recent Posts Alitaglia/2 Morti di ipocrisia Il grano e gli Aerei puliti Biocarburanti ed effetto serra: quante balle "243 e il 68 Economia di Guerra Boudon e la giustizia sociale Mastellate Renditiamoci conto Agnelli e Marini, senza parole Pagine Messaggi e trasparenza Perchè esisto Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Nicola Porro © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Boudon e la giustizia sociale (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari commensali, l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due !!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me. Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il "pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 34 ) " (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato, per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile, soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (13 votes, average: 4.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano sono balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per bushel (così si chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al Chicago board of trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante deriva dall'annuncio del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano. Così come quelli appena applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono preoccupati dall'aumento dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano politiche protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono andate particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti della terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4 per cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle. Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a meno del per cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo da pagare è avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è quanto è avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Biocarburanti ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto. Anzi non citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si parla di effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della rivista Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate di più appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con la sintesi della ricerca: http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861 Sostengono, contro tutte le mode del momento, che i biocarburanti contribuiscono a peggiorare il cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo. E che lo sfruttamento intensivo delle terre per la coltivazione estesa di biocarburanti danneggia l'ambiente più di quanto faccio l'uso del petrolio. Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (16 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Feb 08 "243 e il 68 24 nasce da un'idea geniale di Joel Surnow: scandire 24 ore di panico, seguendole passo passo in una fiction televisiva in tempo reale. E' il ticchettio di una bomba che inesorabilmente sta per scoppiare e che i nostri eroi cercano di disinnescare. Ogni stagione di "243 (nata nel 2001) dura dunque 24 episodi da un'ora (è il trucco e l'originalità della serie televisiva). L'eroe Jack Bauer e i suoi compagni si trovano sempre davanti ad un dilemma: privilegiare la sicurezza o rispettare la libertà. La gravità della situazione, li porta sempre e comunque a privilegiare la prima. Insomma dietro alla fiction si pone una questione fondamentale dell'america di oggi: a che punto si possono violare le libertà individuali? Le scene di tortura sono numerosissime e per la prima volta sono sempre perpetrate dai buoni a danno dei cattivi: rovesciando il copione tipico del cinema americano. Surnow se ne frega. Figlio di un venditore di tappeti in bolletta e per di più democratico, studente alla liberal Berkeley, Joel è diventato un'icona dell'America conservatrice post 9/11. Ed una figura rara del business holliwoodiano, per la maggior parte liberal. "243, seguitissimo, sta istillando tra i giovani americani un'idea dell'uso della forza e della lotta contro i nemici (oggi i fanatici islamici) diametralmente opposta a quella liberal della generazione del 68 (la lotta ai comunisti). Non è detto che sia un bene. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (7 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Feb 08 Economia di Guerra Ieri Bush ha presentato la sua finanziaria. Ecco qualche ingrediente. La spesa pubblica americana toccherà per la prima volta i 3000 miliardi di dollari (la piccola Italia spende un quarto e cioè 750 miliardi di euro). Anche gli Usa avranno a che fare con un deficit di Bilancio, come dalle nostre parti, sarà intorno al 3 per cento del Pil. 1600 miliardi di spesa pubblica (più della metà del totale) vanno in assistenza sanitaria e pensioni. Mentre la Difesa avrà un bilancio di 515 miliardi di dollari. Si tratta del 4 per cento del Pil. Durante la guerra in Corea era al 9 per cento, durante il Vietnam era al 13 e durante la seconda guerra mondiale al 35,38 per cento. Afganistan e Iraq alla fine del 2009 saranno complessivamente costate (a partire dal 2001) quasi mille miliardi di dollari. Qualche considerazione iniziale. 1. Nonostante la sforzo bellico, gli Usa spendono "solo" quattro volte quando si faccia da noi. 2. Il deficit americano, che fa gridare allo scandalo, sarà più o meno pari al nostro, ma sconta il solito impegno bellico. 3. Bush "guerrafondaio", spende, in termini relativi, meno, molto meno, dei suoi colleghi che lo hanno proceduto. 4. Da quando sono iniziate le due guerre, sono stati approvati tagli fiscali per 1,3 miliardi (che scadranno nel 2011) Scritto in pol economica Commenti ( 17 ) " (15 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Jan 08 Boudon e la giustizia sociale Ho recentemente letto uno studio sociologico fatto da Frohlich e Oppenheimer e riportato da Raymond Boudon. Sono stati scelti due gruppi di cittadini (usa e polacchi) ed è stato loro chiesto di optare per un principio di giustizia sociale al buio (con relativa distribuzione del reddito) 1. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello medio del reddito 2. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello più basso del reddito (principio della giustizia di Rawls) 3. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e definisca un reddito minimo (dunque questo principio non implica che il valore minimo di reddito sia il più alto possibile come per Rawls, ma che ci sia comunque una soglia minima) 4. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e che stabilisca che le differenze tra i redditi non superino una certa soglia. Nell'esperimento inoltre ai soggetti veniva detto che una volta scelto uno dei quattro principi, loro stessi sarebbero stati posizionati all'interno della distribuzione derivante dal principio scelto, in una delle diverse classe di reddito, ma in modo casuale. In buona sostanza la scelta di ciascuno nel panel avrebbe avuto un impatto sul proprio reddito. Per i componenti del panel la scelta però non sarebbe stata influenzata da interessi personali, poichè il loro livello di retribuzione sarebbe stato determinato in maniera casuale. Ebbene il risultato,largamente vincitore (quasi 80 per cento sia per americani, sia per polacchi) è stato il principio numero 3. E la secca bocciatura dei principi di giustizia sociale rawlsiani secondo i quali sono da preferire distribuzioni di reddito che massimizzino il reddito minimo, anche a scapito del reddito medio. La lezione che Boudon trae è che gli individui privilegiano, al buio, una situazione di crescita per tutti, ma con un'assicurazione (il reddito minimo per chi corre di meno). E dunque che la distribuzione del reddito prediletta è di tipo meritocratico e non egualitaristico. Scritto in citazioni Commenti ( 16 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jan 08 Mastellate Siamo un po' fuori tema, ma tant'è. Il governo è in crisi poichè il suo ministro di giustizia e il partitino che guida si sono sfilati della maggioranza. E' una crisi più grave delle tante altre vissute dal governo Prodi, essenzialmente per due motivi. 1. La chiesa si è messa di traverso, agitando così l'anima cattocomunista che è forte nella maggioranza. Più della questione Dico, lo schiaffo al Papa, benchè non direttamente nato a Palazzo Chigi, brucia oltre tevere. E si ha l'impressione che in questo caso non si sia porta la guancia. 2. la magistratura, con un'indagine che sembra una farsa, ha colpito al cuore. Il governo rischia di cadere non dunque per la sua incapacità politica, non per la sua inadeguatezza economica, non per le sue vessazioni fiscali, non per la sua timidezza internazionale, non per la sua incapacità a gestire la munnezza. No, cade perchè due grandi poteri si sono messi di traverso. La gioia di una possibile caduta di Prodi è mitigata dalla risibilità dei motivi per i quali è cagionata. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (16 votes, average: 3.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jan 08 Renditiamoci conto In altra discussione e con gli interventi graditi dell'Avvocato Matteucci abbiamo cucinato il tema della tassazione delle rendite finanziarie. Val la pena, però riservare uno spazio ad hoc. Butto in pentola qualche ingrediente. 1. La tassazione delle rendite finanziarie in Italia è tra le più basse del mondo: bloccata al 12,5 per cento sia per i rendimenti delle obbligazioni (compresi i titoli di stato) sia per i capital gain sulle azioni. 2. Ci si dimentica però sempre di dire che la tassazione del risparmio è la più odiosa delle tasse: in quanto è una doppia tassazione. Insomma i quattrini che vengono investiti in Borsa o nei Bot non cadono dal cielo; sono frutto dei redditi da lavoro o di impresa, che a loro volta sono stati già tassati. Quando si pone l'accento sul punto 1, si dimentica di dire che i quattrini risparmiati e investiti sono al netto di una tassazione che in Italia è la tra le più alte del mondo. 3.Nel 2007 (e con ragione) si è chiesto agli italiani di farsi una pensione complementare e integrativa di quella pubblica. Ebbene i fondi pensione che investono largamente in titoli di stato italiani, con l'aumento della tassazione delle rendite finanziarie, rischiano di rendere ancor meno di quanto hanno fatto negli ultimi anni. A tutto discapito dell'assegno previdenziale che ci aspetterà. 4. L'ultima volta che si è aumentata la tassazione sui Bot si è detto che era una partita di giro. e cioè che le maggiori tasse venivano compensate dai maggiori rendimenti che avrebbero dovuto riconoscere i titoli di stato per mantenere la loro appetibilità. Ora il mercato è però e dunque questo fenomeno non accadrà più. Mi spiego meglio. Diciamo che un Btp decennale renda il 4,3 per cento. Se la tassazione dovesse passare dal 12,5 al 20 per cento, come minaccia il governo, il rendimento netto del titolo dovrebbe diminuire circa del 7,5 per cento (o meglio il 7,5 per cento del 4,3 per cento, abbassando il rendimento netto circa al 4 per cento). Infatti la gran parte del nostro debito pubblico è in mano ad investitori lordisti, che le tasse non le pagano con la cedolare secca. Cari commensali la tassazione delle rendite finanziarie, che renderà molto poco in termini di gettito, sembra più un ipocrita accanimento sociale (che poi si rivelerà come al solito controproducente per i più deboli) che una buona manovra di equità fiscale. Dove sono finiti tutti quei progressisti che scomodavano Einaudi: qualcuno si ricorda cosa scrisse sul risparmio? Scritto in pol economica Commenti ( 12 ) " (17 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jan 08 Agnelli e Marini, senza parole "MARINI: AGNELLI, SAPEVA SEMPRE VEDERE L'INTERESSE GENERALE" è il commento del presidente del Senato ed ex sindacalista, alle commemorazione dell'Avvocato. Scritto in Varie Commenti ( 24 ) " (13 votes, average: 2.62 out of 5) Loading ... 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Amato "ministro" della liturgia, Fisichella al Sant'Uffizio (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cambio della guardia in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti, il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si libererebbe per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Da tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato da Bertone nel 2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti, infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà, Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 3 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 141 ) " (9 votes, average: 4.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Mar 08 Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio La notte di Pasqua il vicedirettore del "Corriere della Sera" Magdi Allam ha ricevuto il battesimo da Benedetto XVI divenendo cristiano. Ha scelto proprio Cristiano come nome di battesimo. A lui, costretto a vivere sotto scorta, va un abbraccio fraterno e l'augurio di Buona Pasqua. Vengo al dubbio: viste le posizioni molto forti (e molto contestate) prese da Magdi Allam contro il fondamentalismo e le sue infiltrazioni in Occidente, mi chiedo se fosse davvero opportuno che il battesimo avvenisse in San Pietro con il Pontefice come celebrante. Già il fatto che Allam si sia convertito ha un alto valore simbolico, data la storia del suo protagonista. La celebrazione del Papa nella veglia di Pasqua amplifica enormemente questo simbolismo, la cui portata sarebbe stata ridotta se Allam avesse ricevuto il battesimo nella sua parrocchia, senza le telecamere. Stamattina ho parlato di questo con un amico che occupa un posto di responsabilità in Vaticano di questo mio dubbio: mi ha assicurato che - ovviamente - la portata del gesto era stata tenuta ben presente al momento della decisione. Mi fido dunque della saggezza di chi governa la Chiesa, della decisione del Papa e dei suoi collaboratori. Scritto in Varie Commenti ( 195 ) " (18 votes, average: 3.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Buona Pasqua ai naviganti Cari amici, vi scrivo da Roma solo per augurare a tutti Buona Pasqua di resurrezione. L'evento misterioso avvenuto in questa notte è il Big Bang che sta all'origine del cristianesimo: un gruppetto di persone sconsolate, afflitte, impaurite dopo aver visto il loro Maestro morire ammazzato sul peggiore dei supplizi, la croce, improvvisamente e inspiegabilmente diventano instancabili annunciatori della sua resurrezione e affermano di averlo visto vivo. Raccontano di aver mangiato e bevuto con lui. La fede cristiana sta o cade interamente sulla storicità dell'evento accaduto in questa notte. Non si poggia su un'idea (per quanto bella e rivoluzionaria), né su una filosofia, né su norme morali (per quanto buone e utili), né su un sentimento religioso (per quanto naturale): si fonda su un avvenimento storico, accaduto in un determinato momento del tempo. Da duemila anni - e anche oggi, purtroppo persino certa teologia - si cerca di svuotare la portata di questo evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a tutti voi la semplicità dello sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito dopo Pietro nel sepolcro, "vide e credette". Buona Pasqua. Scritto in Varie Commenti ( 31 ) " (12 votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Il professore di Padova e la Sindone Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di misure meccaniche e termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare (uscirà a giorni) un poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle ricerche scientifiche più avanzate che la riguardano. Il professore prova che la datazione al radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per far quadrare un certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i calcoli si scopre che l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per cento, cioè praticamente nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta studiando la formazione della misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si sia creata per irradiazione, come in un lampo di luce. Vi invito a leggere l'intervista e soprattutto il libro. Scritto in Varie Commenti ( 137 ) " (11 votes, average: 4.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Mar 08 L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet Domenica scorsa, al termine della liturgia delle Palme, Benedetto XVI ha pronunciato un appello vibrante per l'Irak, con parole che suonano come un giudizio chiarissimo su ciò che in quel Paese è accaduto in questi anni e sugli effetti devastanti di una guerra che la Santa Sede ha fatto di tutto per evitare. Questo è l'articolo che ho scritto e che lo riporta integralmente. In particolare, vi segnalo la frase: "Elevo un appello al popolo iracheno, che da cinque anni porta le conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della sua vita civile e sociale: amato popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale!". Leggo in queste parole, tra l'altro, la piena continuità tra i pontificati di Papa Wojtyla e Papa Ratzinger. Purtroppo, nelle ultime ore, non è stata la lucidità e la chiarezza di questo appello ad avere spazio sui media, ma il fatto che domenica il Papa non abbia accennato alla situazione del Tibet. Trovo strano che chi accusa la Chiesa di ingerenza e critica ogni appello papale, poi faccia le pulci ai messaggi del Pontefice se non contengono cià che qualcuno si aspettava. La Santa Sede domenica scorsa non aveva informazioni dirette e precise su ciò che stava avvenendo in Tibet e sono convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei prossimi giorni, magari nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito vi segnalo l'intervista che ho fatto a padre Bernardo Cervellera. Scritto in Varie Commenti ( 140 ) " (15 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Mar 08 Violenze e minacce, dobbiamo vigilare Due notizie. La prima riguarda un episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della due giorni veneta di Giuliano Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere, il direttore del Foglio ha presentato una lista per una moratoria sull'aborto. A Conegliano è accaduta una cosa incredibile: non solo violenze verbali dei "democratici" dei centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il giornalista Francesco Agnoli è stato aggredito con due pugni e si è visto strappare tutti i libri e volantini che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa Tezza ed a un simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato addossa uova e vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche comune cittadino che era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro il questore, si è sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo solo contenere, perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a Padova. Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella, frequentatore da un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni e i suoi commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la sua famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni suo commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito, per aver espresso le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la vostra) solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi (Venerdì Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato minacciato a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti Internet. Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito. Scritto in Varie Commenti ( 229 ) " (77 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Mar 08 In memoria di Edoardo Luciani Lunedì scorso, alle 21.00, è morto improvvisamente a causa di un'embolia Edoardo Luciani, fratello di Giovanni Paolo I. Era stato ricoverato dal sabato precedente all'ospedale di Belluno ed era stato appena sottoposto a un intervento - riuscito - di angioplastica. Edoardo, detto "maestro Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo bene da una decina d'anni, mi aveva aiutato a scrivere la biografia del fratello che pubblicai in occasione dei vent'anni dell'elezione e della morte. Lo incontravo due volte l'anno, nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla stufa di maiolica, nella stessa stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che mi salutava, dopo avermi dato l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso aveva raccolto, mi diceva: "Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho incontrato l'ultima volta il 31 dicembre. Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano - attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia, non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33 giorni di pontificato. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Il sacrificio del vescovo Rahho Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29 febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di Babilonia dei Caldei. "Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di Mossul, i rapitori lo avevano sepolto" ha affermato il presule citato dall'agenzia Sir. Faccio autocritica per non aver dedicato qualche post al sacrificio di quest'uomo. Fino a quando dovrà continuare questa situazione scatenata dalla maledetta guerra in Irak? Ricordo ancora con commozione la determinazione con cui il vecchio Papa Giovanni Paolo II, già malato, urlò implorando dalla finestra del suo studio che non si iniziasse questo conflitto. Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (7 votes, average: 4.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 La Chiesa e il caso Moro trent'anni dopo S'intitola Parole, opere e omissioni. La Chiesa nell'Italia degli anni di piombo (Rizzoli, pp. 268, 17 euro) il libro scritto dalla giornalista di "Jesus" Annachiara Valle - in libreria dal 19 marzo - che rivela alcuni retroscena "vaticani" del caso Moro. Ne scrivo oggi sul Giornale. Nel libro si descrive il tentativo dell'allora vescovo di Ivrea, Luigi Bettazzi, di proporsi come ostaggio alle Br in cambio di Moro, ipotesi che il prelato aveva concordato con il vescovo di Livorno Ablondi e con l'ausiliare di Roma Clemente Riva. La Segreteria di Stato di Paolo VI, però, disse no, imponendo a Bettazzi di lasciar perdere. Dal libro emergono particolari interessanti sulle informazioni che ambienti ecclesiali milanesi avevano in merito alle Br. Padre David Maria Turoldo e Camillo De Piaz, suo confratello, avevano alzato il telefono: "C'è da fare qualcosa. I vescovi non possono stare a guardare. Moro deve essere salvato". Padre Camillo sapeva che "bisognava offrire qualche spiraglio alle Br se si voleva ottenere la liberazione". Padre De Piaz, oggi novantenne, rivela: "Non posso fare i nomi, ma posso dire che eravamo in contatto con persone che potevano dirci cosa stava avvenendo all'interno delle Br e sapevano che i brigatisti erano in disaccordo sulla decisione finale". Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (158) Ultime discussioni Leonardo: Visito solo salturariamente questo blog; abbastanza, però, per rendermi conto che l'utente... mick: Gentile Marina, ha dimenticato di dire che Hitler è nascosto nel convento delle Orsoline a Roma dietro ai... stefano: @Gianni B. Se questo è quello che pensa, cosa la spinge a continuare a discutere (si fa per dire) in questo... Cosimo De Matteis: finalmente mons.fisichella non avrà più tempo da poter dedicare ad adornato. almeno spero. chè... Vincenzo: il Post della 6,42 pm, è semplicemente demenziale, anche più, se possibile, degli altri che traggono... Gli articoli più inviati Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? 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L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cambio della guardia in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti, il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si libererebbe per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Da tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato da Bertone nel 2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti, infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà, Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 3 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 141 ) " (9 votes, average: 4.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Mar 08 Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio La notte di Pasqua il vicedirettore del "Corriere della Sera" Magdi Allam ha ricevuto il battesimo da Benedetto XVI divenendo cristiano. Ha scelto proprio Cristiano come nome di battesimo. A lui, costretto a vivere sotto scorta, va un abbraccio fraterno e l'augurio di Buona Pasqua. Vengo al dubbio: viste le posizioni molto forti (e molto contestate) prese da Magdi Allam contro il fondamentalismo e le sue infiltrazioni in Occidente, mi chiedo se fosse davvero opportuno che il battesimo avvenisse in San Pietro con il Pontefice come celebrante. Già il fatto che Allam si sia convertito ha un alto valore simbolico, data la storia del suo protagonista. La celebrazione del Papa nella veglia di Pasqua amplifica enormemente questo simbolismo, la cui portata sarebbe stata ridotta se Allam avesse ricevuto il battesimo nella sua parrocchia, senza le telecamere. Stamattina ho parlato di questo con un amico che occupa un posto di responsabilità in Vaticano di questo mio dubbio: mi ha assicurato che - ovviamente - la portata del gesto era stata tenuta ben presente al momento della decisione. Mi fido dunque della saggezza di chi governa la Chiesa, della decisione del Papa e dei suoi collaboratori. Scritto in Varie Commenti ( 195 ) " (18 votes, average: 3.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Buona Pasqua ai naviganti Cari amici, vi scrivo da Roma solo per augurare a tutti Buona Pasqua di resurrezione. L'evento misterioso avvenuto in questa notte è il Big Bang che sta all'origine del cristianesimo: un gruppetto di persone sconsolate, afflitte, impaurite dopo aver visto il loro Maestro morire ammazzato sul peggiore dei supplizi, la croce, improvvisamente e inspiegabilmente diventano instancabili annunciatori della sua resurrezione e affermano di averlo visto vivo. Raccontano di aver mangiato e bevuto con lui. La fede cristiana sta o cade interamente sulla storicità dell'evento accaduto in questa notte. Non si poggia su un'idea (per quanto bella e rivoluzionaria), né su una filosofia, né su norme morali (per quanto buone e utili), né su un sentimento religioso (per quanto naturale): si fonda su un avvenimento storico, accaduto in un determinato momento del tempo. Da duemila anni - e anche oggi, purtroppo persino certa teologia - si cerca di svuotare la portata di questo evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a tutti voi la semplicità dello sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito dopo Pietro nel sepolcro, "vide e credette". Buona Pasqua. Scritto in Varie Commenti ( 31 ) " (12 votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Il professore di Padova e la Sindone Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di misure meccaniche e termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare (uscirà a giorni) un poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle ricerche scientifiche più avanzate che la riguardano. Il professore prova che la datazione al radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per far quadrare un certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i calcoli si scopre che l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per cento, cioè praticamente nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta studiando la formazione della misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si sia creata per irradiazione, come in un lampo di luce. Vi invito a leggere l'intervista e soprattutto il libro. Scritto in Varie Commenti ( 137 ) " (11 votes, average: 4.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Mar 08 L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet Domenica scorsa, al termine della liturgia delle Palme, Benedetto XVI ha pronunciato un appello vibrante per l'Irak, con parole che suonano come un giudizio chiarissimo su ciò che in quel Paese è accaduto in questi anni e sugli effetti devastanti di una guerra che la Santa Sede ha fatto di tutto per evitare. Questo è l'articolo che ho scritto e che lo riporta integralmente. In particolare, vi segnalo la frase: "Elevo un appello al popolo iracheno, che da cinque anni porta le conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della sua vita civile e sociale: amato popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale!". Leggo in queste parole, tra l'altro, la piena continuità tra i pontificati di Papa Wojtyla e Papa Ratzinger. Purtroppo, nelle ultime ore, non è stata la lucidità e la chiarezza di questo appello ad avere spazio sui media, ma il fatto che domenica il Papa non abbia accennato alla situazione del Tibet. Trovo strano che chi accusa la Chiesa di ingerenza e critica ogni appello papale, poi faccia le pulci ai messaggi del Pontefice se non contengono cià che qualcuno si aspettava. La Santa Sede domenica scorsa non aveva informazioni dirette e precise su ciò che stava avvenendo in Tibet e sono convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei prossimi giorni, magari nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito vi segnalo l'intervista che ho fatto a padre Bernardo Cervellera. Scritto in Varie Commenti ( 140 ) " (15 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Mar 08 Violenze e minacce, dobbiamo vigilare Due notizie. La prima riguarda un episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della due giorni veneta di Giuliano Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere, il direttore del Foglio ha presentato una lista per una moratoria sull'aborto. A Conegliano è accaduta una cosa incredibile: non solo violenze verbali dei "democratici" dei centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il giornalista Francesco Agnoli è stato aggredito con due pugni e si è visto strappare tutti i libri e volantini che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa Tezza ed a un simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato addossa uova e vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche comune cittadino che era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro il questore, si è sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo solo contenere, perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a Padova. Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella, frequentatore da un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni e i suoi commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la sua famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni suo commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito, per aver espresso le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la vostra) solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi (Venerdì Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato minacciato a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti Internet. Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito. Scritto in Varie Commenti ( 229 ) " (77 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Mar 08 In memoria di Edoardo Luciani Lunedì scorso, alle 21.00, è morto improvvisamente a causa di un'embolia Edoardo Luciani, fratello di Giovanni Paolo I. Era stato ricoverato dal sabato precedente all'ospedale di Belluno ed era stato appena sottoposto a un intervento - riuscito - di angioplastica. Edoardo, detto "maestro Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo bene da una decina d'anni, mi aveva aiutato a scrivere la biografia del fratello che pubblicai in occasione dei vent'anni dell'elezione e della morte. Lo incontravo due volte l'anno, nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla stufa di maiolica, nella stessa stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che mi salutava, dopo avermi dato l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso aveva raccolto, mi diceva: "Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho incontrato l'ultima volta il 31 dicembre. Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano - attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia, non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33 giorni di pontificato. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Il sacrificio del vescovo Rahho Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29 febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di Babilonia dei Caldei. "Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di Mossul, i rapitori lo avevano sepolto" ha affermato il presule citato dall'agenzia Sir. Faccio autocritica per non aver dedicato qualche post al sacrificio di quest'uomo. Fino a quando dovrà continuare questa situazione scatenata dalla maledetta guerra in Irak? Ricordo ancora con commozione la determinazione con cui il vecchio Papa Giovanni Paolo II, già malato, urlò implorando dalla finestra del suo studio che non si iniziasse questo conflitto. Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (7 votes, average: 4.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 La Chiesa e il caso Moro trent'anni dopo S'intitola Parole, opere e omissioni. La Chiesa nell'Italia degli anni di piombo (Rizzoli, pp. 268, 17 euro) il libro scritto dalla giornalista di "Jesus" Annachiara Valle - in libreria dal 19 marzo - che rivela alcuni retroscena "vaticani" del caso Moro. Ne scrivo oggi sul Giornale. Nel libro si descrive il tentativo dell'allora vescovo di Ivrea, Luigi Bettazzi, di proporsi come ostaggio alle Br in cambio di Moro, ipotesi che il prelato aveva concordato con il vescovo di Livorno Ablondi e con l'ausiliare di Roma Clemente Riva. La Segreteria di Stato di Paolo VI, però, disse no, imponendo a Bettazzi di lasciar perdere. Dal libro emergono particolari interessanti sulle informazioni che ambienti ecclesiali milanesi avevano in merito alle Br. Padre David Maria Turoldo e Camillo De Piaz, suo confratello, avevano alzato il telefono: "C'è da fare qualcosa. I vescovi non possono stare a guardare. Moro deve essere salvato". Padre Camillo sapeva che "bisognava offrire qualche spiraglio alle Br se si voleva ottenere la liberazione". Padre De Piaz, oggi novantenne, rivela: "Non posso fare i nomi, ma posso dire che eravamo in contatto con persone che potevano dirci cosa stava avvenendo all'interno delle Br e sapevano che i brigatisti erano in disaccordo sulla decisione finale". Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (158) Ultime discussioni Leonardo: Visito solo salturariamente questo blog; abbastanza, però, per rendermi conto che l'utente... mick: Gentile Marina, ha dimenticato di dire che Hitler è nascosto nel convento delle Orsoline a Roma dietro ai... stefano: @Gianni B. Se questo è quello che pensa, cosa la spinge a continuare a discutere (si fa per dire) in questo... Cosimo De Matteis: finalmente mons.fisichella non avrà più tempo da poter dedicare ad adornato. almeno spero. chè... Vincenzo: il Post della 6,42 pm, è semplicemente demenziale, anche più, se possibile, degli altri che traggono... Gli articoli più inviati Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? 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Buona Pasqua ai naviganti (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cambio della guardia in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti, il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si libererebbe per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Da tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato da Bertone nel 2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti, infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà, Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 3 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 141 ) " (9 votes, average: 4.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Mar 08 Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio La notte di Pasqua il vicedirettore del "Corriere della Sera" Magdi Allam ha ricevuto il battesimo da Benedetto XVI divenendo cristiano. Ha scelto proprio Cristiano come nome di battesimo. A lui, costretto a vivere sotto scorta, va un abbraccio fraterno e l'augurio di Buona Pasqua. Vengo al dubbio: viste le posizioni molto forti (e molto contestate) prese da Magdi Allam contro il fondamentalismo e le sue infiltrazioni in Occidente, mi chiedo se fosse davvero opportuno che il battesimo avvenisse in San Pietro con il Pontefice come celebrante. Già il fatto che Allam si sia convertito ha un alto valore simbolico, data la storia del suo protagonista. La celebrazione del Papa nella veglia di Pasqua amplifica enormemente questo simbolismo, la cui portata sarebbe stata ridotta se Allam avesse ricevuto il battesimo nella sua parrocchia, senza le telecamere. Stamattina ho parlato di questo con un amico che occupa un posto di responsabilità in Vaticano di questo mio dubbio: mi ha assicurato che - ovviamente - la portata del gesto era stata tenuta ben presente al momento della decisione. Mi fido dunque della saggezza di chi governa la Chiesa, della decisione del Papa e dei suoi collaboratori. Scritto in Varie Commenti ( 195 ) " (18 votes, average: 3.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Buona Pasqua ai naviganti Cari amici, vi scrivo da Roma solo per augurare a tutti Buona Pasqua di resurrezione. L'evento misterioso avvenuto in questa notte è il Big Bang che sta all'origine del cristianesimo: un gruppetto di persone sconsolate, afflitte, impaurite dopo aver visto il loro Maestro morire ammazzato sul peggiore dei supplizi, la croce, improvvisamente e inspiegabilmente diventano instancabili annunciatori della sua resurrezione e affermano di averlo visto vivo. Raccontano di aver mangiato e bevuto con lui. La fede cristiana sta o cade interamente sulla storicità dell'evento accaduto in questa notte. Non si poggia su un'idea (per quanto bella e rivoluzionaria), né su una filosofia, né su norme morali (per quanto buone e utili), né su un sentimento religioso (per quanto naturale): si fonda su un avvenimento storico, accaduto in un determinato momento del tempo. Da duemila anni - e anche oggi, purtroppo persino certa teologia - si cerca di svuotare la portata di questo evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a tutti voi la semplicità dello sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito dopo Pietro nel sepolcro, "vide e credette". Buona Pasqua. Scritto in Varie Commenti ( 31 ) " (12 votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Il professore di Padova e la Sindone Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di misure meccaniche e termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare (uscirà a giorni) un poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle ricerche scientifiche più avanzate che la riguardano. Il professore prova che la datazione al radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per far quadrare un certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i calcoli si scopre che l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per cento, cioè praticamente nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta studiando la formazione della misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si sia creata per irradiazione, come in un lampo di luce. Vi invito a leggere l'intervista e soprattutto il libro. Scritto in Varie Commenti ( 137 ) " (11 votes, average: 4.82 out of 5) Loading ... 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Purtroppo, nelle ultime ore, non è stata la lucidità e la chiarezza di questo appello ad avere spazio sui media, ma il fatto che domenica il Papa non abbia accennato alla situazione del Tibet. Trovo strano che chi accusa la Chiesa di ingerenza e critica ogni appello papale, poi faccia le pulci ai messaggi del Pontefice se non contengono cià che qualcuno si aspettava. La Santa Sede domenica scorsa non aveva informazioni dirette e precise su ciò che stava avvenendo in Tibet e sono convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei prossimi giorni, magari nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito vi segnalo l'intervista che ho fatto a padre Bernardo Cervellera. Scritto in Varie Commenti ( 140 ) " (15 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Mar 08 Violenze e minacce, dobbiamo vigilare Due notizie. La prima riguarda un episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della due giorni veneta di Giuliano Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere, il direttore del Foglio ha presentato una lista per una moratoria sull'aborto. A Conegliano è accaduta una cosa incredibile: non solo violenze verbali dei "democratici" dei centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il giornalista Francesco Agnoli è stato aggredito con due pugni e si è visto strappare tutti i libri e volantini che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa Tezza ed a un simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato addossa uova e vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche comune cittadino che era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro il questore, si è sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo solo contenere, perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a Padova. Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella, frequentatore da un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni e i suoi commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la sua famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni suo commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito, per aver espresso le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la vostra) solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi (Venerdì Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato minacciato a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti Internet. Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito. Scritto in Varie Commenti ( 229 ) " (77 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Mar 08 In memoria di Edoardo Luciani Lunedì scorso, alle 21.00, è morto improvvisamente a causa di un'embolia Edoardo Luciani, fratello di Giovanni Paolo I. Era stato ricoverato dal sabato precedente all'ospedale di Belluno ed era stato appena sottoposto a un intervento - riuscito - di angioplastica. Edoardo, detto "maestro Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo bene da una decina d'anni, mi aveva aiutato a scrivere la biografia del fratello che pubblicai in occasione dei vent'anni dell'elezione e della morte. Lo incontravo due volte l'anno, nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla stufa di maiolica, nella stessa stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che mi salutava, dopo avermi dato l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso aveva raccolto, mi diceva: "Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho incontrato l'ultima volta il 31 dicembre. Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano - attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia, non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33 giorni di pontificato. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Il sacrificio del vescovo Rahho Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29 febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di Babilonia dei Caldei. "Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di Mossul, i rapitori lo avevano sepolto" ha affermato il presule citato dall'agenzia Sir. Faccio autocritica per non aver dedicato qualche post al sacrificio di quest'uomo. Fino a quando dovrà continuare questa situazione scatenata dalla maledetta guerra in Irak? Ricordo ancora con commozione la determinazione con cui il vecchio Papa Giovanni Paolo II, già malato, urlò implorando dalla finestra del suo studio che non si iniziasse questo conflitto. Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (7 votes, average: 4.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 La Chiesa e il caso Moro trent'anni dopo S'intitola Parole, opere e omissioni. La Chiesa nell'Italia degli anni di piombo (Rizzoli, pp. 268, 17 euro) il libro scritto dalla giornalista di "Jesus" Annachiara Valle - in libreria dal 19 marzo - che rivela alcuni retroscena "vaticani" del caso Moro. Ne scrivo oggi sul Giornale. Nel libro si descrive il tentativo dell'allora vescovo di Ivrea, Luigi Bettazzi, di proporsi come ostaggio alle Br in cambio di Moro, ipotesi che il prelato aveva concordato con il vescovo di Livorno Ablondi e con l'ausiliare di Roma Clemente Riva. La Segreteria di Stato di Paolo VI, però, disse no, imponendo a Bettazzi di lasciar perdere. Dal libro emergono particolari interessanti sulle informazioni che ambienti ecclesiali milanesi avevano in merito alle Br. Padre David Maria Turoldo e Camillo De Piaz, suo confratello, avevano alzato il telefono: "C'è da fare qualcosa. I vescovi non possono stare a guardare. Moro deve essere salvato". Padre Camillo sapeva che "bisognava offrire qualche spiraglio alle Br se si voleva ottenere la liberazione". Padre De Piaz, oggi novantenne, rivela: "Non posso fare i nomi, ma posso dire che eravamo in contatto con persone che potevano dirci cosa stava avvenendo all'interno delle Br e sapevano che i brigatisti erano in disaccordo sulla decisione finale". Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (158) Ultime discussioni Leonardo: Visito solo salturariamente questo blog; abbastanza, però, per rendermi conto che l'utente... mick: Gentile Marina, ha dimenticato di dire che Hitler è nascosto nel convento delle Orsoline a Roma dietro ai... stefano: @Gianni B. Se questo è quello che pensa, cosa la spinge a continuare a discutere (si fa per dire) in questo... Cosimo De Matteis: finalmente mons.fisichella non avrà più tempo da poter dedicare ad adornato. almeno spero. chè... Vincenzo: il Post della 6,42 pm, è semplicemente demenziale, anche più, se possibile, degli altri che traggono... Gli articoli più inviati Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Padre Pio, accuse vecchissime e superate - 3 Emails Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 3 Emails Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 3 Emails "La Chiesa di Cristo è quella cattolica" - 2 Emails Così il Papa corregge i vescovi latinoamericani - 2 Emails Ultime news Alitalia, Spinetta: "2100 esuberi" No dei sindacatiCassazione: "In casa i cani abbaino poco"Film anti-islam, l'Onu: "Incoraggia la violenza"Bush: "È interesse della Cina dialogare con il Dalai Lama"Berlusconi: "Siamo in vantaggio dell'8,6% Al Senato c'è il rischio accordo tra Pd e Sa"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. 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Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cambio della guardia in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti, il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si libererebbe per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Da tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato da Bertone nel 2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti, infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà, Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 3 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 141 ) " (9 votes, average: 4.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Mar 08 Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio La notte di Pasqua il vicedirettore del "Corriere della Sera" Magdi Allam ha ricevuto il battesimo da Benedetto XVI divenendo cristiano. Ha scelto proprio Cristiano come nome di battesimo. A lui, costretto a vivere sotto scorta, va un abbraccio fraterno e l'augurio di Buona Pasqua. Vengo al dubbio: viste le posizioni molto forti (e molto contestate) prese da Magdi Allam contro il fondamentalismo e le sue infiltrazioni in Occidente, mi chiedo se fosse davvero opportuno che il battesimo avvenisse in San Pietro con il Pontefice come celebrante. Già il fatto che Allam si sia convertito ha un alto valore simbolico, data la storia del suo protagonista. La celebrazione del Papa nella veglia di Pasqua amplifica enormemente questo simbolismo, la cui portata sarebbe stata ridotta se Allam avesse ricevuto il battesimo nella sua parrocchia, senza le telecamere. Stamattina ho parlato di questo con un amico che occupa un posto di responsabilità in Vaticano di questo mio dubbio: mi ha assicurato che - ovviamente - la portata del gesto era stata tenuta ben presente al momento della decisione. Mi fido dunque della saggezza di chi governa la Chiesa, della decisione del Papa e dei suoi collaboratori. Scritto in Varie Commenti ( 195 ) " (18 votes, average: 3.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Buona Pasqua ai naviganti Cari amici, vi scrivo da Roma solo per augurare a tutti Buona Pasqua di resurrezione. L'evento misterioso avvenuto in questa notte è il Big Bang che sta all'origine del cristianesimo: un gruppetto di persone sconsolate, afflitte, impaurite dopo aver visto il loro Maestro morire ammazzato sul peggiore dei supplizi, la croce, improvvisamente e inspiegabilmente diventano instancabili annunciatori della sua resurrezione e affermano di averlo visto vivo. Raccontano di aver mangiato e bevuto con lui. La fede cristiana sta o cade interamente sulla storicità dell'evento accaduto in questa notte. Non si poggia su un'idea (per quanto bella e rivoluzionaria), né su una filosofia, né su norme morali (per quanto buone e utili), né su un sentimento religioso (per quanto naturale): si fonda su un avvenimento storico, accaduto in un determinato momento del tempo. Da duemila anni - e anche oggi, purtroppo persino certa teologia - si cerca di svuotare la portata di questo evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a tutti voi la semplicità dello sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito dopo Pietro nel sepolcro, "vide e credette". Buona Pasqua. Scritto in Varie Commenti ( 31 ) " (12 votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Il professore di Padova e la Sindone Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di misure meccaniche e termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare (uscirà a giorni) un poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle ricerche scientifiche più avanzate che la riguardano. Il professore prova che la datazione al radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per far quadrare un certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i calcoli si scopre che l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per cento, cioè praticamente nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta studiando la formazione della misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si sia creata per irradiazione, come in un lampo di luce. Vi invito a leggere l'intervista e soprattutto il libro. Scritto in Varie Commenti ( 137 ) " (11 votes, average: 4.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Mar 08 L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet Domenica scorsa, al termine della liturgia delle Palme, Benedetto XVI ha pronunciato un appello vibrante per l'Irak, con parole che suonano come un giudizio chiarissimo su ciò che in quel Paese è accaduto in questi anni e sugli effetti devastanti di una guerra che la Santa Sede ha fatto di tutto per evitare. Questo è l'articolo che ho scritto e che lo riporta integralmente. In particolare, vi segnalo la frase: "Elevo un appello al popolo iracheno, che da cinque anni porta le conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della sua vita civile e sociale: amato popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale!". Leggo in queste parole, tra l'altro, la piena continuità tra i pontificati di Papa Wojtyla e Papa Ratzinger. Purtroppo, nelle ultime ore, non è stata la lucidità e la chiarezza di questo appello ad avere spazio sui media, ma il fatto che domenica il Papa non abbia accennato alla situazione del Tibet. Trovo strano che chi accusa la Chiesa di ingerenza e critica ogni appello papale, poi faccia le pulci ai messaggi del Pontefice se non contengono cià che qualcuno si aspettava. La Santa Sede domenica scorsa non aveva informazioni dirette e precise su ciò che stava avvenendo in Tibet e sono convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei prossimi giorni, magari nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito vi segnalo l'intervista che ho fatto a padre Bernardo Cervellera. Scritto in Varie Commenti ( 140 ) " (15 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Mar 08 Violenze e minacce, dobbiamo vigilare Due notizie. La prima riguarda un episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della due giorni veneta di Giuliano Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere, il direttore del Foglio ha presentato una lista per una moratoria sull'aborto. A Conegliano è accaduta una cosa incredibile: non solo violenze verbali dei "democratici" dei centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il giornalista Francesco Agnoli è stato aggredito con due pugni e si è visto strappare tutti i libri e volantini che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa Tezza ed a un simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato addossa uova e vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche comune cittadino che era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro il questore, si è sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo solo contenere, perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a Padova. Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella, frequentatore da un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni e i suoi commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la sua famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni suo commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito, per aver espresso le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la vostra) solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi (Venerdì Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato minacciato a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti Internet. Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito. Scritto in Varie Commenti ( 229 ) " (77 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Mar 08 In memoria di Edoardo Luciani Lunedì scorso, alle 21.00, è morto improvvisamente a causa di un'embolia Edoardo Luciani, fratello di Giovanni Paolo I. Era stato ricoverato dal sabato precedente all'ospedale di Belluno ed era stato appena sottoposto a un intervento - riuscito - di angioplastica. Edoardo, detto "maestro Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo bene da una decina d'anni, mi aveva aiutato a scrivere la biografia del fratello che pubblicai in occasione dei vent'anni dell'elezione e della morte. Lo incontravo due volte l'anno, nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla stufa di maiolica, nella stessa stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che mi salutava, dopo avermi dato l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso aveva raccolto, mi diceva: "Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho incontrato l'ultima volta il 31 dicembre. Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano - attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia, non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33 giorni di pontificato. 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Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (7 votes, average: 4.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 La Chiesa e il caso Moro trent'anni dopo S'intitola Parole, opere e omissioni. La Chiesa nell'Italia degli anni di piombo (Rizzoli, pp. 268, 17 euro) il libro scritto dalla giornalista di "Jesus" Annachiara Valle - in libreria dal 19 marzo - che rivela alcuni retroscena "vaticani" del caso Moro. Ne scrivo oggi sul Giornale. Nel libro si descrive il tentativo dell'allora vescovo di Ivrea, Luigi Bettazzi, di proporsi come ostaggio alle Br in cambio di Moro, ipotesi che il prelato aveva concordato con il vescovo di Livorno Ablondi e con l'ausiliare di Roma Clemente Riva. La Segreteria di Stato di Paolo VI, però, disse no, imponendo a Bettazzi di lasciar perdere. Dal libro emergono particolari interessanti sulle informazioni che ambienti ecclesiali milanesi avevano in merito alle Br. Padre David Maria Turoldo e Camillo De Piaz, suo confratello, avevano alzato il telefono: "C'è da fare qualcosa. I vescovi non possono stare a guardare. Moro deve essere salvato". Padre Camillo sapeva che "bisognava offrire qualche spiraglio alle Br se si voleva ottenere la liberazione". Padre De Piaz, oggi novantenne, rivela: "Non posso fare i nomi, ma posso dire che eravamo in contatto con persone che potevano dirci cosa stava avvenendo all'interno delle Br e sapevano che i brigatisti erano in disaccordo sulla decisione finale". Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (158) Ultime discussioni Leonardo: Visito solo salturariamente questo blog; abbastanza, però, per rendermi conto che l'utente... mick: Gentile Marina, ha dimenticato di dire che Hitler è nascosto nel convento delle Orsoline a Roma dietro ai... stefano: @Gianni B. Se questo è quello che pensa, cosa la spinge a continuare a discutere (si fa per dire) in questo... Cosimo De Matteis: finalmente mons.fisichella non avrà più tempo da poter dedicare ad adornato. almeno spero. chè... Vincenzo: il Post della 6,42 pm, è semplicemente demenziale, anche più, se possibile, degli altri che traggono... Gli articoli più inviati Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Padre Pio, accuse vecchissime e superate - 3 Emails Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 3 Emails Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 3 Emails "La Chiesa di Cristo è quella cattolica" - 2 Emails Così il Papa corregge i vescovi latinoamericani - 2 Emails Ultime news Alitalia, Spinetta: "2100 esuberi" No dei sindacatiCassazione: "In casa i cani abbaino poco"Film anti-islam, l'Onu: "Incoraggia la violenza"Bush: "È interesse della Cina dialogare con il Dalai Lama"Berlusconi: "Siamo in vantaggio dell'8,6% Al Senato c'è il rischio accordo tra Pd e Sa"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. Napolitano il blog di Maurizio Caverzan Il blog di Phil Pullella Il blog di Raffaella Il blog di Rodari il blog di Stefano Tramezzani Siti Utili Avvenire Fides Il sito sul cardinale Siri Korazym La Santa Sede Sito web ilGiornale.it March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (15) February 2008 (15) January 2008 (14) December 2007 (13) November 2007 (18) October 2007 (16) September 2007 (18) August 2007 (19) July 2007 (30) Trackback recenti cultura: lupi agnelli e Tornielli cultura: viva Ismaele! I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 77 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 46 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 41 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Bregantini, il trasferimento contestato. Ma... - 38 Votes Recent Posts Amato "ministro" della liturgia, Fisichella al Sant'Uffizio Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio Buona Pasqua ai naviganti Il professore di Padova e la Sindone L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet Violenze e minacce, dobbiamo vigilare In memoria di Edoardo Luciani Il sacrificio del vescovo Rahho La Chiesa e il caso Moro trent'anni dopo Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cambio della guardia in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti, il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si libererebbe per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Da tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato da Bertone nel 2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti, infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà, Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 3 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 141 ) " (9 votes, average: 4.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Mar 08 Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio La notte di Pasqua il vicedirettore del "Corriere della Sera" Magdi Allam ha ricevuto il battesimo da Benedetto XVI divenendo cristiano. Ha scelto proprio Cristiano come nome di battesimo. A lui, costretto a vivere sotto scorta, va un abbraccio fraterno e l'augurio di Buona Pasqua. Vengo al dubbio: viste le posizioni molto forti (e molto contestate) prese da Magdi Allam contro il fondamentalismo e le sue infiltrazioni in Occidente, mi chiedo se fosse davvero opportuno che il battesimo avvenisse in San Pietro con il Pontefice come celebrante. Già il fatto che Allam si sia convertito ha un alto valore simbolico, data la storia del suo protagonista. La celebrazione del Papa nella veglia di Pasqua amplifica enormemente questo simbolismo, la cui portata sarebbe stata ridotta se Allam avesse ricevuto il battesimo nella sua parrocchia, senza le telecamere. Stamattina ho parlato di questo con un amico che occupa un posto di responsabilità in Vaticano di questo mio dubbio: mi ha assicurato che - ovviamente - la portata del gesto era stata tenuta ben presente al momento della decisione. Mi fido dunque della saggezza di chi governa la Chiesa, della decisione del Papa e dei suoi collaboratori. Scritto in Varie Commenti ( 195 ) " (18 votes, average: 3.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Buona Pasqua ai naviganti Cari amici, vi scrivo da Roma solo per augurare a tutti Buona Pasqua di resurrezione. L'evento misterioso avvenuto in questa notte è il Big Bang che sta all'origine del cristianesimo: un gruppetto di persone sconsolate, afflitte, impaurite dopo aver visto il loro Maestro morire ammazzato sul peggiore dei supplizi, la croce, improvvisamente e inspiegabilmente diventano instancabili annunciatori della sua resurrezione e affermano di averlo visto vivo. Raccontano di aver mangiato e bevuto con lui. La fede cristiana sta o cade interamente sulla storicità dell'evento accaduto in questa notte. Non si poggia su un'idea (per quanto bella e rivoluzionaria), né su una filosofia, né su norme morali (per quanto buone e utili), né su un sentimento religioso (per quanto naturale): si fonda su un avvenimento storico, accaduto in un determinato momento del tempo. Da duemila anni - e anche oggi, purtroppo persino certa teologia - si cerca di svuotare la portata di questo evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a tutti voi la semplicità dello sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito dopo Pietro nel sepolcro, "vide e credette". Buona Pasqua. Scritto in Varie Commenti ( 31 ) " (12 votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Il professore di Padova e la Sindone Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di misure meccaniche e termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare (uscirà a giorni) un poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle ricerche scientifiche più avanzate che la riguardano. Il professore prova che la datazione al radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per far quadrare un certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i calcoli si scopre che l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per cento, cioè praticamente nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta studiando la formazione della misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si sia creata per irradiazione, come in un lampo di luce. Vi invito a leggere l'intervista e soprattutto il libro. Scritto in Varie Commenti ( 137 ) " (11 votes, average: 4.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Mar 08 L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet Domenica scorsa, al termine della liturgia delle Palme, Benedetto XVI ha pronunciato un appello vibrante per l'Irak, con parole che suonano come un giudizio chiarissimo su ciò che in quel Paese è accaduto in questi anni e sugli effetti devastanti di una guerra che la Santa Sede ha fatto di tutto per evitare. Questo è l'articolo che ho scritto e che lo riporta integralmente. In particolare, vi segnalo la frase: "Elevo un appello al popolo iracheno, che da cinque anni porta le conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della sua vita civile e sociale: amato popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale!". Leggo in queste parole, tra l'altro, la piena continuità tra i pontificati di Papa Wojtyla e Papa Ratzinger. Purtroppo, nelle ultime ore, non è stata la lucidità e la chiarezza di questo appello ad avere spazio sui media, ma il fatto che domenica il Papa non abbia accennato alla situazione del Tibet. Trovo strano che chi accusa la Chiesa di ingerenza e critica ogni appello papale, poi faccia le pulci ai messaggi del Pontefice se non contengono cià che qualcuno si aspettava. La Santa Sede domenica scorsa non aveva informazioni dirette e precise su ciò che stava avvenendo in Tibet e sono convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei prossimi giorni, magari nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito vi segnalo l'intervista che ho fatto a padre Bernardo Cervellera. Scritto in Varie Commenti ( 140 ) " (15 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Mar 08 Violenze e minacce, dobbiamo vigilare Due notizie. La prima riguarda un episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della due giorni veneta di Giuliano Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere, il direttore del Foglio ha presentato una lista per una moratoria sull'aborto. A Conegliano è accaduta una cosa incredibile: non solo violenze verbali dei "democratici" dei centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il giornalista Francesco Agnoli è stato aggredito con due pugni e si è visto strappare tutti i libri e volantini che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa Tezza ed a un simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato addossa uova e vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche comune cittadino che era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro il questore, si è sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo solo contenere, perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a Padova. Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella, frequentatore da un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni e i suoi commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la sua famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni suo commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito, per aver espresso le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la vostra) solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi (Venerdì Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato minacciato a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti Internet. Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito. Scritto in Varie Commenti ( 229 ) " (77 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Mar 08 In memoria di Edoardo Luciani Lunedì scorso, alle 21.00, è morto improvvisamente a causa di un'embolia Edoardo Luciani, fratello di Giovanni Paolo I. Era stato ricoverato dal sabato precedente all'ospedale di Belluno ed era stato appena sottoposto a un intervento - riuscito - di angioplastica. Edoardo, detto "maestro Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo bene da una decina d'anni, mi aveva aiutato a scrivere la biografia del fratello che pubblicai in occasione dei vent'anni dell'elezione e della morte. Lo incontravo due volte l'anno, nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla stufa di maiolica, nella stessa stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che mi salutava, dopo avermi dato l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso aveva raccolto, mi diceva: "Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho incontrato l'ultima volta il 31 dicembre. Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano - attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia, non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33 giorni di pontificato. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Il sacrificio del vescovo Rahho Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29 febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di Babilonia dei Caldei. "Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di Mossul, i rapitori lo avevano sepolto" ha affermato il presule citato dall'agenzia Sir. Faccio autocritica per non aver dedicato qualche post al sacrificio di quest'uomo. Fino a quando dovrà continuare questa situazione scatenata dalla maledetta guerra in Irak? Ricordo ancora con commozione la determinazione con cui il vecchio Papa Giovanni Paolo II, già malato, urlò implorando dalla finestra del suo studio che non si iniziasse questo conflitto. Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (7 votes, average: 4.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 La Chiesa e il caso Moro trent'anni dopo S'intitola Parole, opere e omissioni. La Chiesa nell'Italia degli anni di piombo (Rizzoli, pp. 268, 17 euro) il libro scritto dalla giornalista di "Jesus" Annachiara Valle - in libreria dal 19 marzo - che rivela alcuni retroscena "vaticani" del caso Moro. Ne scrivo oggi sul Giornale. Nel libro si descrive il tentativo dell'allora vescovo di Ivrea, Luigi Bettazzi, di proporsi come ostaggio alle Br in cambio di Moro, ipotesi che il prelato aveva concordato con il vescovo di Livorno Ablondi e con l'ausiliare di Roma Clemente Riva. La Segreteria di Stato di Paolo VI, però, disse no, imponendo a Bettazzi di lasciar perdere. Dal libro emergono particolari interessanti sulle informazioni che ambienti ecclesiali milanesi avevano in merito alle Br. Padre David Maria Turoldo e Camillo De Piaz, suo confratello, avevano alzato il telefono: "C'è da fare qualcosa. I vescovi non possono stare a guardare. Moro deve essere salvato". Padre Camillo sapeva che "bisognava offrire qualche spiraglio alle Br se si voleva ottenere la liberazione". Padre De Piaz, oggi novantenne, rivela: "Non posso fare i nomi, ma posso dire che eravamo in contatto con persone che potevano dirci cosa stava avvenendo all'interno delle Br e sapevano che i brigatisti erano in disaccordo sulla decisione finale". Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. 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I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 77 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 46 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 41 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Bregantini, il trasferimento contestato. 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Il sacrificio del vescovo Rahho (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

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Cambio della guardia in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti, il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si libererebbe per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Da tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato da Bertone nel 2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti, infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà, Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 3 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 141 ) " (9 votes, average: 4.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Mar 08 Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio La notte di Pasqua il vicedirettore del "Corriere della Sera" Magdi Allam ha ricevuto il battesimo da Benedetto XVI divenendo cristiano. Ha scelto proprio Cristiano come nome di battesimo. A lui, costretto a vivere sotto scorta, va un abbraccio fraterno e l'augurio di Buona Pasqua. Vengo al dubbio: viste le posizioni molto forti (e molto contestate) prese da Magdi Allam contro il fondamentalismo e le sue infiltrazioni in Occidente, mi chiedo se fosse davvero opportuno che il battesimo avvenisse in San Pietro con il Pontefice come celebrante. Già il fatto che Allam si sia convertito ha un alto valore simbolico, data la storia del suo protagonista. La celebrazione del Papa nella veglia di Pasqua amplifica enormemente questo simbolismo, la cui portata sarebbe stata ridotta se Allam avesse ricevuto il battesimo nella sua parrocchia, senza le telecamere. Stamattina ho parlato di questo con un amico che occupa un posto di responsabilità in Vaticano di questo mio dubbio: mi ha assicurato che - ovviamente - la portata del gesto era stata tenuta ben presente al momento della decisione. Mi fido dunque della saggezza di chi governa la Chiesa, della decisione del Papa e dei suoi collaboratori. Scritto in Varie Commenti ( 195 ) " (18 votes, average: 3.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Buona Pasqua ai naviganti Cari amici, vi scrivo da Roma solo per augurare a tutti Buona Pasqua di resurrezione. L'evento misterioso avvenuto in questa notte è il Big Bang che sta all'origine del cristianesimo: un gruppetto di persone sconsolate, afflitte, impaurite dopo aver visto il loro Maestro morire ammazzato sul peggiore dei supplizi, la croce, improvvisamente e inspiegabilmente diventano instancabili annunciatori della sua resurrezione e affermano di averlo visto vivo. Raccontano di aver mangiato e bevuto con lui. La fede cristiana sta o cade interamente sulla storicità dell'evento accaduto in questa notte. Non si poggia su un'idea (per quanto bella e rivoluzionaria), né su una filosofia, né su norme morali (per quanto buone e utili), né su un sentimento religioso (per quanto naturale): si fonda su un avvenimento storico, accaduto in un determinato momento del tempo. Da duemila anni - e anche oggi, purtroppo persino certa teologia - si cerca di svuotare la portata di questo evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a tutti voi la semplicità dello sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito dopo Pietro nel sepolcro, "vide e credette". Buona Pasqua. Scritto in Varie Commenti ( 31 ) " (12 votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Il professore di Padova e la Sindone Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di misure meccaniche e termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare (uscirà a giorni) un poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle ricerche scientifiche più avanzate che la riguardano. Il professore prova che la datazione al radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per far quadrare un certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i calcoli si scopre che l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per cento, cioè praticamente nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta studiando la formazione della misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si sia creata per irradiazione, come in un lampo di luce. Vi invito a leggere l'intervista e soprattutto il libro. Scritto in Varie Commenti ( 137 ) " (11 votes, average: 4.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Mar 08 L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet Domenica scorsa, al termine della liturgia delle Palme, Benedetto XVI ha pronunciato un appello vibrante per l'Irak, con parole che suonano come un giudizio chiarissimo su ciò che in quel Paese è accaduto in questi anni e sugli effetti devastanti di una guerra che la Santa Sede ha fatto di tutto per evitare. Questo è l'articolo che ho scritto e che lo riporta integralmente. In particolare, vi segnalo la frase: "Elevo un appello al popolo iracheno, che da cinque anni porta le conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della sua vita civile e sociale: amato popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale!". Leggo in queste parole, tra l'altro, la piena continuità tra i pontificati di Papa Wojtyla e Papa Ratzinger. Purtroppo, nelle ultime ore, non è stata la lucidità e la chiarezza di questo appello ad avere spazio sui media, ma il fatto che domenica il Papa non abbia accennato alla situazione del Tibet. Trovo strano che chi accusa la Chiesa di ingerenza e critica ogni appello papale, poi faccia le pulci ai messaggi del Pontefice se non contengono cià che qualcuno si aspettava. La Santa Sede domenica scorsa non aveva informazioni dirette e precise su ciò che stava avvenendo in Tibet e sono convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei prossimi giorni, magari nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito vi segnalo l'intervista che ho fatto a padre Bernardo Cervellera. Scritto in Varie Commenti ( 140 ) " (15 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Mar 08 Violenze e minacce, dobbiamo vigilare Due notizie. La prima riguarda un episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della due giorni veneta di Giuliano Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere, il direttore del Foglio ha presentato una lista per una moratoria sull'aborto. A Conegliano è accaduta una cosa incredibile: non solo violenze verbali dei "democratici" dei centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il giornalista Francesco Agnoli è stato aggredito con due pugni e si è visto strappare tutti i libri e volantini che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa Tezza ed a un simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato addossa uova e vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche comune cittadino che era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro il questore, si è sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo solo contenere, perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a Padova. Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella, frequentatore da un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni e i suoi commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la sua famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni suo commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito, per aver espresso le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la vostra) solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi (Venerdì Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato minacciato a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti Internet. Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito. Scritto in Varie Commenti ( 229 ) " (77 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Mar 08 In memoria di Edoardo Luciani Lunedì scorso, alle 21.00, è morto improvvisamente a causa di un'embolia Edoardo Luciani, fratello di Giovanni Paolo I. Era stato ricoverato dal sabato precedente all'ospedale di Belluno ed era stato appena sottoposto a un intervento - riuscito - di angioplastica. Edoardo, detto "maestro Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo bene da una decina d'anni, mi aveva aiutato a scrivere la biografia del fratello che pubblicai in occasione dei vent'anni dell'elezione e della morte. Lo incontravo due volte l'anno, nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla stufa di maiolica, nella stessa stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che mi salutava, dopo avermi dato l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso aveva raccolto, mi diceva: "Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho incontrato l'ultima volta il 31 dicembre. Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano - attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia, non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33 giorni di pontificato. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Il sacrificio del vescovo Rahho Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29 febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di Babilonia dei Caldei. "Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di Mossul, i rapitori lo avevano sepolto" ha affermato il presule citato dall'agenzia Sir. Faccio autocritica per non aver dedicato qualche post al sacrificio di quest'uomo. Fino a quando dovrà continuare questa situazione scatenata dalla maledetta guerra in Irak? Ricordo ancora con commozione la determinazione con cui il vecchio Papa Giovanni Paolo II, già malato, urlò implorando dalla finestra del suo studio che non si iniziasse questo conflitto. Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (7 votes, average: 4.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 La Chiesa e il caso Moro trent'anni dopo S'intitola Parole, opere e omissioni. La Chiesa nell'Italia degli anni di piombo (Rizzoli, pp. 268, 17 euro) il libro scritto dalla giornalista di "Jesus" Annachiara Valle - in libreria dal 19 marzo - che rivela alcuni retroscena "vaticani" del caso Moro. Ne scrivo oggi sul Giornale. Nel libro si descrive il tentativo dell'allora vescovo di Ivrea, Luigi Bettazzi, di proporsi come ostaggio alle Br in cambio di Moro, ipotesi che il prelato aveva concordato con il vescovo di Livorno Ablondi e con l'ausiliare di Roma Clemente Riva. La Segreteria di Stato di Paolo VI, però, disse no, imponendo a Bettazzi di lasciar perdere. Dal libro emergono particolari interessanti sulle informazioni che ambienti ecclesiali milanesi avevano in merito alle Br. Padre David Maria Turoldo e Camillo De Piaz, suo confratello, avevano alzato il telefono: "C'è da fare qualcosa. I vescovi non possono stare a guardare. Moro deve essere salvato". Padre Camillo sapeva che "bisognava offrire qualche spiraglio alle Br se si voleva ottenere la liberazione". Padre De Piaz, oggi novantenne, rivela: "Non posso fare i nomi, ma posso dire che eravamo in contatto con persone che potevano dirci cosa stava avvenendo all'interno delle Br e sapevano che i brigatisti erano in disaccordo sulla decisione finale". Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (158) Ultime discussioni Leonardo: Visito solo salturariamente questo blog; abbastanza, però, per rendermi conto che l'utente... mick: Gentile Marina, ha dimenticato di dire che Hitler è nascosto nel convento delle Orsoline a Roma dietro ai... stefano: @Gianni B. Se questo è quello che pensa, cosa la spinge a continuare a discutere (si fa per dire) in questo... Cosimo De Matteis: finalmente mons.fisichella non avrà più tempo da poter dedicare ad adornato. almeno spero. chè... Vincenzo: il Post della 6,42 pm, è semplicemente demenziale, anche più, se possibile, degli altri che traggono... Gli articoli più inviati Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? 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Violenze e minacce, dobbiamo vigilare (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cambio della guardia in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti, il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si libererebbe per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Da tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato da Bertone nel 2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti, infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà, Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 3 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 141 ) " (9 votes, average: 4.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Mar 08 Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio La notte di Pasqua il vicedirettore del "Corriere della Sera" Magdi Allam ha ricevuto il battesimo da Benedetto XVI divenendo cristiano. Ha scelto proprio Cristiano come nome di battesimo. A lui, costretto a vivere sotto scorta, va un abbraccio fraterno e l'augurio di Buona Pasqua. Vengo al dubbio: viste le posizioni molto forti (e molto contestate) prese da Magdi Allam contro il fondamentalismo e le sue infiltrazioni in Occidente, mi chiedo se fosse davvero opportuno che il battesimo avvenisse in San Pietro con il Pontefice come celebrante. Già il fatto che Allam si sia convertito ha un alto valore simbolico, data la storia del suo protagonista. La celebrazione del Papa nella veglia di Pasqua amplifica enormemente questo simbolismo, la cui portata sarebbe stata ridotta se Allam avesse ricevuto il battesimo nella sua parrocchia, senza le telecamere. Stamattina ho parlato di questo con un amico che occupa un posto di responsabilità in Vaticano di questo mio dubbio: mi ha assicurato che - ovviamente - la portata del gesto era stata tenuta ben presente al momento della decisione. Mi fido dunque della saggezza di chi governa la Chiesa, della decisione del Papa e dei suoi collaboratori. Scritto in Varie Commenti ( 195 ) " (18 votes, average: 3.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Buona Pasqua ai naviganti Cari amici, vi scrivo da Roma solo per augurare a tutti Buona Pasqua di resurrezione. L'evento misterioso avvenuto in questa notte è il Big Bang che sta all'origine del cristianesimo: un gruppetto di persone sconsolate, afflitte, impaurite dopo aver visto il loro Maestro morire ammazzato sul peggiore dei supplizi, la croce, improvvisamente e inspiegabilmente diventano instancabili annunciatori della sua resurrezione e affermano di averlo visto vivo. Raccontano di aver mangiato e bevuto con lui. La fede cristiana sta o cade interamente sulla storicità dell'evento accaduto in questa notte. Non si poggia su un'idea (per quanto bella e rivoluzionaria), né su una filosofia, né su norme morali (per quanto buone e utili), né su un sentimento religioso (per quanto naturale): si fonda su un avvenimento storico, accaduto in un determinato momento del tempo. Da duemila anni - e anche oggi, purtroppo persino certa teologia - si cerca di svuotare la portata di questo evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a tutti voi la semplicità dello sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito dopo Pietro nel sepolcro, "vide e credette". Buona Pasqua. Scritto in Varie Commenti ( 31 ) " (12 votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Il professore di Padova e la Sindone Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di misure meccaniche e termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare (uscirà a giorni) un poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle ricerche scientifiche più avanzate che la riguardano. Il professore prova che la datazione al radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per far quadrare un certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i calcoli si scopre che l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per cento, cioè praticamente nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta studiando la formazione della misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si sia creata per irradiazione, come in un lampo di luce. Vi invito a leggere l'intervista e soprattutto il libro. Scritto in Varie Commenti ( 137 ) " (11 votes, average: 4.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Mar 08 L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet Domenica scorsa, al termine della liturgia delle Palme, Benedetto XVI ha pronunciato un appello vibrante per l'Irak, con parole che suonano come un giudizio chiarissimo su ciò che in quel Paese è accaduto in questi anni e sugli effetti devastanti di una guerra che la Santa Sede ha fatto di tutto per evitare. Questo è l'articolo che ho scritto e che lo riporta integralmente. In particolare, vi segnalo la frase: "Elevo un appello al popolo iracheno, che da cinque anni porta le conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della sua vita civile e sociale: amato popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale!". Leggo in queste parole, tra l'altro, la piena continuità tra i pontificati di Papa Wojtyla e Papa Ratzinger. Purtroppo, nelle ultime ore, non è stata la lucidità e la chiarezza di questo appello ad avere spazio sui media, ma il fatto che domenica il Papa non abbia accennato alla situazione del Tibet. Trovo strano che chi accusa la Chiesa di ingerenza e critica ogni appello papale, poi faccia le pulci ai messaggi del Pontefice se non contengono cià che qualcuno si aspettava. La Santa Sede domenica scorsa non aveva informazioni dirette e precise su ciò che stava avvenendo in Tibet e sono convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei prossimi giorni, magari nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito vi segnalo l'intervista che ho fatto a padre Bernardo Cervellera. Scritto in Varie Commenti ( 140 ) " (15 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Mar 08 Violenze e minacce, dobbiamo vigilare Due notizie. La prima riguarda un episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della due giorni veneta di Giuliano Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere, il direttore del Foglio ha presentato una lista per una moratoria sull'aborto. A Conegliano è accaduta una cosa incredibile: non solo violenze verbali dei "democratici" dei centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il giornalista Francesco Agnoli è stato aggredito con due pugni e si è visto strappare tutti i libri e volantini che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa Tezza ed a un simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato addossa uova e vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche comune cittadino che era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro il questore, si è sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo solo contenere, perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a Padova. Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella, frequentatore da un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni e i suoi commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la sua famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni suo commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito, per aver espresso le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la vostra) solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi (Venerdì Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato minacciato a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti Internet. Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito. Scritto in Varie Commenti ( 229 ) " (77 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Mar 08 In memoria di Edoardo Luciani Lunedì scorso, alle 21.00, è morto improvvisamente a causa di un'embolia Edoardo Luciani, fratello di Giovanni Paolo I. Era stato ricoverato dal sabato precedente all'ospedale di Belluno ed era stato appena sottoposto a un intervento - riuscito - di angioplastica. Edoardo, detto "maestro Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo bene da una decina d'anni, mi aveva aiutato a scrivere la biografia del fratello che pubblicai in occasione dei vent'anni dell'elezione e della morte. Lo incontravo due volte l'anno, nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla stufa di maiolica, nella stessa stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che mi salutava, dopo avermi dato l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso aveva raccolto, mi diceva: "Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho incontrato l'ultima volta il 31 dicembre. Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano - attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia, non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33 giorni di pontificato. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Il sacrificio del vescovo Rahho Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29 febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di Babilonia dei Caldei. "Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di Mossul, i rapitori lo avevano sepolto" ha affermato il presule citato dall'agenzia Sir. Faccio autocritica per non aver dedicato qualche post al sacrificio di quest'uomo. Fino a quando dovrà continuare questa situazione scatenata dalla maledetta guerra in Irak? Ricordo ancora con commozione la determinazione con cui il vecchio Papa Giovanni Paolo II, già malato, urlò implorando dalla finestra del suo studio che non si iniziasse questo conflitto. Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (7 votes, average: 4.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 La Chiesa e il caso Moro trent'anni dopo S'intitola Parole, opere e omissioni. La Chiesa nell'Italia degli anni di piombo (Rizzoli, pp. 268, 17 euro) il libro scritto dalla giornalista di "Jesus" Annachiara Valle - in libreria dal 19 marzo - che rivela alcuni retroscena "vaticani" del caso Moro. Ne scrivo oggi sul Giornale. Nel libro si descrive il tentativo dell'allora vescovo di Ivrea, Luigi Bettazzi, di proporsi come ostaggio alle Br in cambio di Moro, ipotesi che il prelato aveva concordato con il vescovo di Livorno Ablondi e con l'ausiliare di Roma Clemente Riva. La Segreteria di Stato di Paolo VI, però, disse no, imponendo a Bettazzi di lasciar perdere. Dal libro emergono particolari interessanti sulle informazioni che ambienti ecclesiali milanesi avevano in merito alle Br. Padre David Maria Turoldo e Camillo De Piaz, suo confratello, avevano alzato il telefono: "C'è da fare qualcosa. I vescovi non possono stare a guardare. Moro deve essere salvato". Padre Camillo sapeva che "bisognava offrire qualche spiraglio alle Br se si voleva ottenere la liberazione". Padre De Piaz, oggi novantenne, rivela: "Non posso fare i nomi, ma posso dire che eravamo in contatto con persone che potevano dirci cosa stava avvenendo all'interno delle Br e sapevano che i brigatisti erano in disaccordo sulla decisione finale". Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (158) Ultime discussioni Leonardo: Visito solo salturariamente questo blog; abbastanza, però, per rendermi conto che l'utente... mick: Gentile Marina, ha dimenticato di dire che Hitler è nascosto nel convento delle Orsoline a Roma dietro ai... stefano: @Gianni B. Se questo è quello che pensa, cosa la spinge a continuare a discutere (si fa per dire) in questo... Cosimo De Matteis: finalmente mons.fisichella non avrà più tempo da poter dedicare ad adornato. almeno spero. chè... Vincenzo: il Post della 6,42 pm, è semplicemente demenziale, anche più, se possibile, degli altri che traggono... Gli articoli più inviati Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? 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In memoria di Edoardo Luciani (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cambio della guardia in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti, il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si libererebbe per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Da tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato da Bertone nel 2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti, infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà, Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 3 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 141 ) " (9 votes, average: 4.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Mar 08 Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio La notte di Pasqua il vicedirettore del "Corriere della Sera" Magdi Allam ha ricevuto il battesimo da Benedetto XVI divenendo cristiano. Ha scelto proprio Cristiano come nome di battesimo. A lui, costretto a vivere sotto scorta, va un abbraccio fraterno e l'augurio di Buona Pasqua. Vengo al dubbio: viste le posizioni molto forti (e molto contestate) prese da Magdi Allam contro il fondamentalismo e le sue infiltrazioni in Occidente, mi chiedo se fosse davvero opportuno che il battesimo avvenisse in San Pietro con il Pontefice come celebrante. Già il fatto che Allam si sia convertito ha un alto valore simbolico, data la storia del suo protagonista. La celebrazione del Papa nella veglia di Pasqua amplifica enormemente questo simbolismo, la cui portata sarebbe stata ridotta se Allam avesse ricevuto il battesimo nella sua parrocchia, senza le telecamere. Stamattina ho parlato di questo con un amico che occupa un posto di responsabilità in Vaticano di questo mio dubbio: mi ha assicurato che - ovviamente - la portata del gesto era stata tenuta ben presente al momento della decisione. Mi fido dunque della saggezza di chi governa la Chiesa, della decisione del Papa e dei suoi collaboratori. 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Non si poggia su un'idea (per quanto bella e rivoluzionaria), né su una filosofia, né su norme morali (per quanto buone e utili), né su un sentimento religioso (per quanto naturale): si fonda su un avvenimento storico, accaduto in un determinato momento del tempo. Da duemila anni - e anche oggi, purtroppo persino certa teologia - si cerca di svuotare la portata di questo evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a tutti voi la semplicità dello sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito dopo Pietro nel sepolcro, "vide e credette". Buona Pasqua. Scritto in Varie Commenti ( 31 ) " (12 votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Il professore di Padova e la Sindone Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di misure meccaniche e termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare (uscirà a giorni) un poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle ricerche scientifiche più avanzate che la riguardano. Il professore prova che la datazione al radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per far quadrare un certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i calcoli si scopre che l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per cento, cioè praticamente nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta studiando la formazione della misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si sia creata per irradiazione, come in un lampo di luce. Vi invito a leggere l'intervista e soprattutto il libro. Scritto in Varie Commenti ( 137 ) " (11 votes, average: 4.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Mar 08 L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet Domenica scorsa, al termine della liturgia delle Palme, Benedetto XVI ha pronunciato un appello vibrante per l'Irak, con parole che suonano come un giudizio chiarissimo su ciò che in quel Paese è accaduto in questi anni e sugli effetti devastanti di una guerra che la Santa Sede ha fatto di tutto per evitare. Questo è l'articolo che ho scritto e che lo riporta integralmente. In particolare, vi segnalo la frase: "Elevo un appello al popolo iracheno, che da cinque anni porta le conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della sua vita civile e sociale: amato popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale!". Leggo in queste parole, tra l'altro, la piena continuità tra i pontificati di Papa Wojtyla e Papa Ratzinger. Purtroppo, nelle ultime ore, non è stata la lucidità e la chiarezza di questo appello ad avere spazio sui media, ma il fatto che domenica il Papa non abbia accennato alla situazione del Tibet. Trovo strano che chi accusa la Chiesa di ingerenza e critica ogni appello papale, poi faccia le pulci ai messaggi del Pontefice se non contengono cià che qualcuno si aspettava. La Santa Sede domenica scorsa non aveva informazioni dirette e precise su ciò che stava avvenendo in Tibet e sono convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei prossimi giorni, magari nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito vi segnalo l'intervista che ho fatto a padre Bernardo Cervellera. Scritto in Varie Commenti ( 140 ) " (15 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Mar 08 Violenze e minacce, dobbiamo vigilare Due notizie. La prima riguarda un episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della due giorni veneta di Giuliano Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere, il direttore del Foglio ha presentato una lista per una moratoria sull'aborto. A Conegliano è accaduta una cosa incredibile: non solo violenze verbali dei "democratici" dei centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il giornalista Francesco Agnoli è stato aggredito con due pugni e si è visto strappare tutti i libri e volantini che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa Tezza ed a un simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato addossa uova e vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche comune cittadino che era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro il questore, si è sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo solo contenere, perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a Padova. Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella, frequentatore da un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni e i suoi commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la sua famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni suo commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito, per aver espresso le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la vostra) solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi (Venerdì Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato minacciato a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti Internet. Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito. Scritto in Varie Commenti ( 229 ) " (77 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Mar 08 In memoria di Edoardo Luciani Lunedì scorso, alle 21.00, è morto improvvisamente a causa di un'embolia Edoardo Luciani, fratello di Giovanni Paolo I. Era stato ricoverato dal sabato precedente all'ospedale di Belluno ed era stato appena sottoposto a un intervento - riuscito - di angioplastica. Edoardo, detto "maestro Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo bene da una decina d'anni, mi aveva aiutato a scrivere la biografia del fratello che pubblicai in occasione dei vent'anni dell'elezione e della morte. Lo incontravo due volte l'anno, nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla stufa di maiolica, nella stessa stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che mi salutava, dopo avermi dato l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso aveva raccolto, mi diceva: "Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho incontrato l'ultima volta il 31 dicembre. Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano - attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia, non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33 giorni di pontificato. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Il sacrificio del vescovo Rahho Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29 febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di Babilonia dei Caldei. "Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di Mossul, i rapitori lo avevano sepolto" ha affermato il presule citato dall'agenzia Sir. Faccio autocritica per non aver dedicato qualche post al sacrificio di quest'uomo. Fino a quando dovrà continuare questa situazione scatenata dalla maledetta guerra in Irak? Ricordo ancora con commozione la determinazione con cui il vecchio Papa Giovanni Paolo II, già malato, urlò implorando dalla finestra del suo studio che non si iniziasse questo conflitto. Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (7 votes, average: 4.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 La Chiesa e il caso Moro trent'anni dopo S'intitola Parole, opere e omissioni. La Chiesa nell'Italia degli anni di piombo (Rizzoli, pp. 268, 17 euro) il libro scritto dalla giornalista di "Jesus" Annachiara Valle - in libreria dal 19 marzo - che rivela alcuni retroscena "vaticani" del caso Moro. Ne scrivo oggi sul Giornale. Nel libro si descrive il tentativo dell'allora vescovo di Ivrea, Luigi Bettazzi, di proporsi come ostaggio alle Br in cambio di Moro, ipotesi che il prelato aveva concordato con il vescovo di Livorno Ablondi e con l'ausiliare di Roma Clemente Riva. La Segreteria di Stato di Paolo VI, però, disse no, imponendo a Bettazzi di lasciar perdere. Dal libro emergono particolari interessanti sulle informazioni che ambienti ecclesiali milanesi avevano in merito alle Br. Padre David Maria Turoldo e Camillo De Piaz, suo confratello, avevano alzato il telefono: "C'è da fare qualcosa. I vescovi non possono stare a guardare. Moro deve essere salvato". Padre Camillo sapeva che "bisognava offrire qualche spiraglio alle Br se si voleva ottenere la liberazione". Padre De Piaz, oggi novantenne, rivela: "Non posso fare i nomi, ma posso dire che eravamo in contatto con persone che potevano dirci cosa stava avvenendo all'interno delle Br e sapevano che i brigatisti erano in disaccordo sulla decisione finale". Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (158) Ultime discussioni Leonardo: Visito solo salturariamente questo blog; abbastanza, però, per rendermi conto che l'utente... mick: Gentile Marina, ha dimenticato di dire che Hitler è nascosto nel convento delle Orsoline a Roma dietro ai... stefano: @Gianni B. Se questo è quello che pensa, cosa la spinge a continuare a discutere (si fa per dire) in questo... Cosimo De Matteis: finalmente mons.fisichella non avrà più tempo da poter dedicare ad adornato. almeno spero. chè... Vincenzo: il Post della 6,42 pm, è semplicemente demenziale, anche più, se possibile, degli altri che traggono... Gli articoli più inviati Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? 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Ma... - 38 Votes Recent Posts Amato "ministro" della liturgia, Fisichella al Sant'Uffizio Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio Buona Pasqua ai naviganti Il professore di Padova e la Sindone L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet Violenze e minacce, dobbiamo vigilare In memoria di Edoardo Luciani Il sacrificio del vescovo Rahho La Chiesa e il caso Moro trent'anni dopo Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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La Chiesa e il caso Moro trent'anni dopo (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cambio della guardia in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti, il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si libererebbe per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Da tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato da Bertone nel 2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti, infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà, Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 3 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 141 ) " (9 votes, average: 4.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Mar 08 Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio La notte di Pasqua il vicedirettore del "Corriere della Sera" Magdi Allam ha ricevuto il battesimo da Benedetto XVI divenendo cristiano. Ha scelto proprio Cristiano come nome di battesimo. A lui, costretto a vivere sotto scorta, va un abbraccio fraterno e l'augurio di Buona Pasqua. Vengo al dubbio: viste le posizioni molto forti (e molto contestate) prese da Magdi Allam contro il fondamentalismo e le sue infiltrazioni in Occidente, mi chiedo se fosse davvero opportuno che il battesimo avvenisse in San Pietro con il Pontefice come celebrante. Già il fatto che Allam si sia convertito ha un alto valore simbolico, data la storia del suo protagonista. La celebrazione del Papa nella veglia di Pasqua amplifica enormemente questo simbolismo, la cui portata sarebbe stata ridotta se Allam avesse ricevuto il battesimo nella sua parrocchia, senza le telecamere. Stamattina ho parlato di questo con un amico che occupa un posto di responsabilità in Vaticano di questo mio dubbio: mi ha assicurato che - ovviamente - la portata del gesto era stata tenuta ben presente al momento della decisione. Mi fido dunque della saggezza di chi governa la Chiesa, della decisione del Papa e dei suoi collaboratori. Scritto in Varie Commenti ( 195 ) " (18 votes, average: 3.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Buona Pasqua ai naviganti Cari amici, vi scrivo da Roma solo per augurare a tutti Buona Pasqua di resurrezione. L'evento misterioso avvenuto in questa notte è il Big Bang che sta all'origine del cristianesimo: un gruppetto di persone sconsolate, afflitte, impaurite dopo aver visto il loro Maestro morire ammazzato sul peggiore dei supplizi, la croce, improvvisamente e inspiegabilmente diventano instancabili annunciatori della sua resurrezione e affermano di averlo visto vivo. Raccontano di aver mangiato e bevuto con lui. La fede cristiana sta o cade interamente sulla storicità dell'evento accaduto in questa notte. Non si poggia su un'idea (per quanto bella e rivoluzionaria), né su una filosofia, né su norme morali (per quanto buone e utili), né su un sentimento religioso (per quanto naturale): si fonda su un avvenimento storico, accaduto in un determinato momento del tempo. Da duemila anni - e anche oggi, purtroppo persino certa teologia - si cerca di svuotare la portata di questo evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a tutti voi la semplicità dello sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito dopo Pietro nel sepolcro, "vide e credette". Buona Pasqua. Scritto in Varie Commenti ( 31 ) " (12 votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Il professore di Padova e la Sindone Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di misure meccaniche e termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare (uscirà a giorni) un poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle ricerche scientifiche più avanzate che la riguardano. Il professore prova che la datazione al radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per far quadrare un certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i calcoli si scopre che l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per cento, cioè praticamente nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta studiando la formazione della misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si sia creata per irradiazione, come in un lampo di luce. Vi invito a leggere l'intervista e soprattutto il libro. Scritto in Varie Commenti ( 137 ) " (11 votes, average: 4.82 out of 5) Loading ... 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Purtroppo, nelle ultime ore, non è stata la lucidità e la chiarezza di questo appello ad avere spazio sui media, ma il fatto che domenica il Papa non abbia accennato alla situazione del Tibet. Trovo strano che chi accusa la Chiesa di ingerenza e critica ogni appello papale, poi faccia le pulci ai messaggi del Pontefice se non contengono cià che qualcuno si aspettava. La Santa Sede domenica scorsa non aveva informazioni dirette e precise su ciò che stava avvenendo in Tibet e sono convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei prossimi giorni, magari nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito vi segnalo l'intervista che ho fatto a padre Bernardo Cervellera. Scritto in Varie Commenti ( 140 ) " (15 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Mar 08 Violenze e minacce, dobbiamo vigilare Due notizie. La prima riguarda un episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della due giorni veneta di Giuliano Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere, il direttore del Foglio ha presentato una lista per una moratoria sull'aborto. A Conegliano è accaduta una cosa incredibile: non solo violenze verbali dei "democratici" dei centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il giornalista Francesco Agnoli è stato aggredito con due pugni e si è visto strappare tutti i libri e volantini che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa Tezza ed a un simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato addossa uova e vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche comune cittadino che era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro il questore, si è sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo solo contenere, perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a Padova. Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella, frequentatore da un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni e i suoi commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la sua famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni suo commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito, per aver espresso le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la vostra) solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi (Venerdì Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato minacciato a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti Internet. Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito. Scritto in Varie Commenti ( 229 ) " (77 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... 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Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano - attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia, non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33 giorni di pontificato. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Il sacrificio del vescovo Rahho Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29 febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di Babilonia dei Caldei. "Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di Mossul, i rapitori lo avevano sepolto" ha affermato il presule citato dall'agenzia Sir. Faccio autocritica per non aver dedicato qualche post al sacrificio di quest'uomo. Fino a quando dovrà continuare questa situazione scatenata dalla maledetta guerra in Irak? Ricordo ancora con commozione la determinazione con cui il vecchio Papa Giovanni Paolo II, già malato, urlò implorando dalla finestra del suo studio che non si iniziasse questo conflitto. Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (7 votes, average: 4.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 La Chiesa e il caso Moro trent'anni dopo S'intitola Parole, opere e omissioni. La Chiesa nell'Italia degli anni di piombo (Rizzoli, pp. 268, 17 euro) il libro scritto dalla giornalista di "Jesus" Annachiara Valle - in libreria dal 19 marzo - che rivela alcuni retroscena "vaticani" del caso Moro. Ne scrivo oggi sul Giornale. Nel libro si descrive il tentativo dell'allora vescovo di Ivrea, Luigi Bettazzi, di proporsi come ostaggio alle Br in cambio di Moro, ipotesi che il prelato aveva concordato con il vescovo di Livorno Ablondi e con l'ausiliare di Roma Clemente Riva. La Segreteria di Stato di Paolo VI, però, disse no, imponendo a Bettazzi di lasciar perdere. Dal libro emergono particolari interessanti sulle informazioni che ambienti ecclesiali milanesi avevano in merito alle Br. Padre David Maria Turoldo e Camillo De Piaz, suo confratello, avevano alzato il telefono: "C'è da fare qualcosa. I vescovi non possono stare a guardare. Moro deve essere salvato". Padre Camillo sapeva che "bisognava offrire qualche spiraglio alle Br se si voleva ottenere la liberazione". Padre De Piaz, oggi novantenne, rivela: "Non posso fare i nomi, ma posso dire che eravamo in contatto con persone che potevano dirci cosa stava avvenendo all'interno delle Br e sapevano che i brigatisti erano in disaccordo sulla decisione finale". Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (158) Ultime discussioni Leonardo: Visito solo salturariamente questo blog; abbastanza, però, per rendermi conto che l'utente... mick: Gentile Marina, ha dimenticato di dire che Hitler è nascosto nel convento delle Orsoline a Roma dietro ai... stefano: @Gianni B. Se questo è quello che pensa, cosa la spinge a continuare a discutere (si fa per dire) in questo... Cosimo De Matteis: finalmente mons.fisichella non avrà più tempo da poter dedicare ad adornato. almeno spero. chè... Vincenzo: il Post della 6,42 pm, è semplicemente demenziale, anche più, se possibile, degli altri che traggono... Gli articoli più inviati Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? 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Ma... - 38 Votes Recent Posts Amato "ministro" della liturgia, Fisichella al Sant'Uffizio Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio Buona Pasqua ai naviganti Il professore di Padova e la Sindone L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet Violenze e minacce, dobbiamo vigilare In memoria di Edoardo Luciani Il sacrificio del vescovo Rahho La Chiesa e il caso Moro trent'anni dopo Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Fallimento: è il regalo di B. all'Alitalia e a tutta l'Italia (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

La compagnia a un passo dal collasso. Così il Cavaliere vuole governare il paese? Fallimento: è il regalo di B. all'Alitalia e a tutta l'Italia Crolla il titolo, la trattativa con Air France si fa dura, l'esito pare scontato La nuova proposta di Air France non piace ai sindacati che, però, dicono sì alla trattativa. Anche perché, dopo il bluff svelato sulla cordata italiana, l'alternativa è tra l'accordo con i francesi e il fallimento. "Le condizioni poste da Spinetta sono offensive" dice Berlusconi che annuncia un appello agli imprenditori italiani dopo il voto del 14 aprile. In realtà il piano del leader del Pdl sembra essere quello di far fallire la compagnia per poi svenderla a pezzi, come piacerebbe al partito di Malpensa a e AirOne. Anche la borsa non sembra credere più alla soluzione italiana: ieri il titolo ha perso il 37 per cento. Ma il tempo stringe: in cassa ci sono risorse per non più di due mesi. A PAGINA 3.

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<Cambieremo l'Italia>: Veltroni allunga, domani torna il popolo delle primarie (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

"Cambieremo l'Italia": Veltroni allunga, domani torna il popolo delle primarie "Vincere le elezioni non è il fine ma il mezzo per cambiare radicalmente l'Italia": il pullman di Veltroni si è fermato ieri in Calabria. A Reggio, Vibo Valentia e Catanzaro il candidato premier del Pd ha proseguito il viaggio col suo stile: fermando i fischi al Cavaliere ma non risparmiando affondi su tv, politica estera, Alitalia e contraddizioni del Pdl, una coalizione che "punta solo a spartirsi il potere" tra gli stessi protagonisti di quattordici anni fa. L'agenda di Veltroni prevede oggi la Conferenza operaia a Brescia. E domani sarà una giornata di svolta per la campagna del Pd: tornano infatti i gazebo del 14 ottobre. Il popolo delle primarie è "riconvocato" per il Democratic day. Circa dodicimila punti di incontro ? gli stessi del giorno in cui "nacque" il Pd ? per mobilitare almeno un milione di volontari, che riceveranno volantini, adesivi e un vademecum per convincere parenti e amici a votare per il Pd e dar vita all'ultima tappa della "grande rimonta". Nelle principali città anche Europa sarà presente nei gazebo. A PAGINA 2.

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Alza la voce Walter, alza la voce (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Che poi è un titolo improprio, perché riprende uno slogan da curva indirizzato verso oppositori trattati da conigli. Cosa che con Walter Veltroni proprio non si può fare: tutto si potrà dire del candidato del Pd, tranne che non abbia forza e coraggio da vendere. Infatti non di derisione si tratta, ma dell'invocazione di un cambio di passo, dell'apertura di una fase finale della campagna elettorale nella quale alle sottigliezze contro "il nostro principale competitore " si sostituisca la denuncia alta e forte dei rischi drammatici ai quali va incontro un'Italia di nuovo (non) governata da Berlusconi. Intendiamoci. L'antiberlusconismo è il male che ha corroso giorno dopo giorno le intelligenze del centrosinistra e ne ha bloccato per lustri il rinnovamento. La cosa migliore che Veltroni abbia fatto fin qui è proprio la fuoriuscita definitiva da quell'ideologia nefasta, dalla mostrificazione del nemico. Dopo di che, Berlusconi è ancora lì (anche grazie agli antiberlusconiani di lotta e di governo) e non consola affatto la circostanza già denunciata da più parti che egli non voglia in realtà tornare a governare l'Italia. Dati i problemi del paese, sarebbe meglio avere davanti il Cavaliere animoso ancorché truffaldino del 2001, che questo spento del 2008, alla ricerca solo del ferrariano happy end. Come dimostrano Alitalia e lo stallo quasi certo del senato, ora sappiamo con certezza che in caso di vittoria del Pdl il paese non avrà un brutto governo di destra, bensì non avrà alcun governo. Gli ultimi sondaggi (da oggi oggetto di spaccio clandestino, come i liquori a Chicago negli anni '30) dicono che Veltroni ha una potenzialità espansiva superiore a quella di Berlusconi. Questo grazie al suo stile, che è dunque un dato acquisito. Ciò che va acquisito adesso, per trasformare l'apprezzamento in decisione di voto, non è più lo stile, ma una buona e solida ragione per impedire a Berlusconi di vincere. Difficile far passare questo messaggio se non parlando (parecchio) male dell'avversario.

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