HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli   

DOSSIER “ALITALIA”

Torna all’indice mensile 2008

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DEL  27-3-2008      #TOP


IN EVIDENZA           1)                    2)                    3)                4)

 

Di Pietro denuncia Berlusconi alla Procura della Repubblica (Il Sole 24 Ore 27-3-2008)

 

Dopo le smentite dei presunti componenti della cordata italiana per rilevare Alitalia, il leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro denuncia Berlusconi alla Procura della Repubblica. La magistratura dovrà decidere se c'è stato insider trading o aggiottaggio. «L'Italia dei Valori – annuncia il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro e leader dell'Italia dei valori – presenterà una denuncia alla Procura della Repubblica al fine di accertare se vi siano gli estremi di reato nelle dichiarazioni di Silvio Berlusconi sul caso Alitalia». Per Di Pietro la procura dovrà valutare «se tali dichiarazioni abbiano prodotto alterazioni o turbato il mercato, visto che un giorno sì e l'altro pure, egli ha fatto credere che vi fosse una cordata pronta a rilevare la compagnia di bandiera, prima che ci fosse una proposta alternativa concreta e vera». «Se vi siano stati, quindi - conclude l'ex pm- reati di aggiotaggio e/o insider trading».

Intanto su Alitalia è botta e risposta fra Veltroni e Berlusconi. Dopo il coro di smentite di due (Eni e Mediobanca) dei presunti fautori della cordata italiana di Alitalia, Berlusconi definisce i contenuti dell'articolo sulla Stampa solo supposizioni giornalistiche. L'articolo di apertura del quotidiano torinese (titolo: Berlusconi: ecco la mia cordata) riportava che per la cordata Alitalia erano insieme i Benetton, Mediobanca, Ligresti e l'Eni. Nella mattinata il numero uno del Pd aveva invitato a evitare turbative sulla trattativa Alitalia. «Oggi sui giornali - ha detto Veltroni - c'è scritto che sono stati annunciati dei nomi per la cordata. Un annuncio che è stato fatto da un uomo politico che ha detto che i nomi sono A, B e C. Nel giro di poche ore su quattro già due hanno smentito. Ci sarebbe da sorridere, ma non c'è da sorridere perchè ci sono migliaia di lavoratori coinvolti. Non si possono inventare battute e pensate che difficoltà si può creare con la turbativa di certe affermazioni».Ribatte il Cavaliere: «I nomi che sono apparsi sui giornali sono indiscrezioni o supposizioni da parte giornalistica». Palazzo Chigi precisa che «il governo non può commentare annunci sui giornali. Commenterà, semmai, quando e se si manifesterà un'offerta concreta da parte di imprenditori». (N.Co.)


CORDATA ITALIANA, UN CORO DI SMENTITE.  BERLUSCONI: ERANO SOLO SUPPOSIZIONI.   Di Pietro: «Lo denunceremo per aggiotaggio e/o insider trading» (Il Corriere della sera 27-3-2008)

La Stampa cita Eni, Benetton, Ligresti e Mediobanca. Ma il Cavaliere frena. Veltroni: «No a turbative»

MILANO - Ancora dichiarazioni e smentite sul caso Alitalia, e una denuncia annunciata da Di Pietro per turbativa di mercato. Questa volta è toccato alla Stampa che aveva riportato in prima pagina un virgolettato del Cavaliere: «Ligresti, Benetton, naturalmente Mediobanca. E ce ne sono molti altri, come l'Eni che ha tante risorse». Aziende e banche che venivano indicati come i nomi italiani che dovevano prendere parte alla cordata per non far cadere Alitalia nella mani di Air France-Klm dopo che mercoledì il leader del Pdl aveva annunciato che la cordata sarebbe stata resa nota «a giorni».

«I FRANCESI SONO NOSTRI CONCORRENTI» - «Pensavo che la trattativa in cui si è impegnato il governo portasse a una fusione con Air France, tipo quello che è avvenuto con la Klm. Pensavo che si creasse un polo franco-italiano, ma questa è un'acquisizione e basta, e io non ci sto», ha detto il Cavaliere nell'intervista alla Stampa. «Come facciamo a dare la nostra compagnia di bandiera ai francesi che sono forti nei nostri stessi settori: dal turismo alle opere d'arte, alla moda. È una follia» aveva aggiunto Berlusconi.

IL DIETROFRONT DEL CAVALIERE - Berlusconi però il giorno dopo, incassate le smentite dell'Eni prima e di Mediobanca faceva retromarcia. L'articolo di prima pagina della Stampa? Invenzioni giornalistiche. «I nomi che sono apparsi sui giornali sono indiscrezioni o supposizioni da parte giornalistica» spiegava ancora il Cavaliere.

MEDIOBANCA ED ENI SMENTISCONO - Del resto sembrava non poter fare altro dopo che prima Mediobanca per bocca di un portavoce «Non c'è allo studio alcuna ipotesi di cordata nè di ingresso nel capitale di Alitalia» e poi l'Eni per bocca dell'amministratore delegato Paolo Scaroni «Alitalia non è oggi nell'agenda di Eni» smentivano ogni possibile intreressamento all'acquisizione della compagnia aerea.

NESSUN COMMENTO - Benetton e Ligresti invece non avevano commentato le indiscrezioni attribuite a Berlusconi uscite sulla Stampa.

DENUNCIA - «L'Italia dei valori presenterà una denuncia alla procura della Repubblica al fine di accertare se vi siano gli estremi di reato nelle dichiarazioni di Berlusconi sul caso Alitalia». Lo ha annunciato il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro. Per il ministro la procura dovrà valutare «se tali dichiarazioni abbiano prodotto alterazioni o turbato il mercato, visto che un giorno sì e l'altro pure ha fatto credere che vi fosse una cordata pronta a rilevare la compagnia di bandiera. Se vi siano stati, quindi reati di aggiotaggio e/o insider trading».

PALAZZO CHIGI - E le supposte affermazioni di Berlusconi provocavano anche la reazione infastidita di Palazzo Chigi: «Il governo non può commentare annunci sui giornali, non si è mai visto che si commentino annunci sui giornali. Il governo non può commentare, commenterà, semmai, quando e se si manifesterà una offerta concreta da parte di imprenditori».

VELTRONI - Ma la risposta più dura a Berlusconi arrivava dal leader del Pd Walter Veltroni: «Di quattro nomi annunciati da un uomo politico per la cordata, due hanno già smentito. Questo è un tema su cui non si possono inventare battute, affermazioni non sostenute dalla realtà, perché pensate che difficoltà si può creare sulla trattativa con le turbative di certe affermazioni».

LA CONTROREPLICA DI BERLUSCONI - Le parole di Veltroni scatenavano la reazione di Berlusconi che interveniva nuovamente sulla vicenda. «Io non ho inventato nulla, io non ho mai fatto nomi» spiegava Berlusconi.

BORSA - Intanto dopo l'apertura della Borsa valori di Milano, il titolo Alitalia continua a restare sospeso per eccesso di rialzo. Il titolo segna un prezzo teorico di 0,626 euro (+8,44%).

27 marzo 2008


Mediobanca smentisce il Cavaliere. «Non c'è alcuna ipotesi di cordata. né di ingresso nel capitale di Alitalia». Eni smentisce le notizie relative ad una possibile partecipazione in una cordata. Silenzio di Benetton e Ligresti (La Stampa 27-3-2008)

 

ROMA
Mediobanca non ha allo studio alcuna ipotesi di cordata né di ingresso nel capitale di Alitalia. Lo riferisce un portavoce dell’istituto in merito all'articolo di oggi in cui il Cavaliere fa i nomi della cordata. Piazzetta Cuccia veniva indicata come possibile partecipatente alla cordata italiana auspicata da Silvio Berlusconi e come autrice del progetto finanziario dell’operazione.
Eni smentisce le notizie relative ad una possibile partecipazione in una cordata
«Alitalia non è oggi nell’agenda di Eni». È quanto ha sottolineato l’ad del gruppo petrolifero, Paolo Scaroni, in merito alle indiscrezioni di stampa relative ad una possibile partecipazione in una cordata per la compagnia di bandiera.
Nessun commento dal gruppo Ligresti
I portavoce del gruppo Ligresti e della holding della famiglia Benetton hanno preferito evitare ogni commento alle dichiarazioni del candidato premier Silvio Berlusconi in merito a un possibile coinvolgimento delle due famiglie nella cordata italiana su Alitalia.
Il titolo sospeso per eccesso di rialzo
La cordata italiana per Alitalia sembra prendere forma e il titolo corre ancora a Piazza Affari dopo la seduta positiva di ieri, quando ha chiuso in rialzo del 27,8% a 0,585 euro. Il titolo anche oggi è stato sospeso quando ha toccato quota +8,44% a 0,626 euro per azione. A spingere le azioni al rialzo le parole di Silvio Berlusconi», che esplicita i nomi dei partecipanti alla cordata italiana che potrebbe opporsi a Air France nel rilevare la compagnia.

 


Berlusconi: nella cordata italiana Benetton, Mediobanca, Ligresti e l'Eni. Ma Piazzetta Cuccia smentisce

 

 

Articoli Correlati

«È solo un bluff come nel 2004»
Alitalia, Berlusconi: «In 3 o 4 settimane la cordata italiana». Intesa-Sanpaolo, partita chiusa
Alitalia, Prodi e Padoa-Schioppa chiedono atti concreti. Berlusconi, un prestito ponte
Alitalia al centro della campagna, commenti duri sui siti esteri
Versace, Piersilvio e ancora Alitalia sui siti esteri

 

Benetton, Mediobanca, Ligresti ed Eni: sarebbero questi i nomi dei gruppi interessati ad Alitalia secondo il leader del Pdl Silvio Berlusconi. In un colloquio con «La Stampa» Berlusconi ribadisce che «la cordata italiana esiste, eccome. I nomi sono diversi, dalle banche a quelli che in questi giorni mi hanno confidato il loro interessamento. Da Ligresti a Benetton. Poi naturalmente c'è Mediobanca. E ce ne sono molti altri, come l'Eni che ha tante risorse, che può partecipare direttamente all'operazione e che ha un grande interesse in questa vicenda: come può il più grande gruppo italiano a livello internazionale permettere che il nostro Paese perda la sua compagnia di bandiera?». Il cane a sei zampe non commenta, per il momento, le parole del leader del Pdl e candidato alla presidenza del Consiglio, mentre Piazzetta Cuccia ha subito smentito le parole di Berlusconi: «Non c'é allo studio alcuna ipotesi di cordata né di ingresso nel capitale di Alitalia», riferisce un portavoce dell'istituto. I titoli delle società citate da Berlusconi non hanno manifestato particolari scossoni in apertura della giornata borsistica.

 



Report "Alitalia 2"

"Un t" anche per il Wsj. Ma basterà? ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma cosa c'entra l'Alitalia? C'entra, perché per il quotidiano le vicende di questi giorni rivelano che Berlusconi "è un politico disposto a fare di tutto pur di riprendersi il potere. E questa non è certo una buona notizia, né per l'Alitalia né per l'Italia". Conosciamo già l'obiezione.

Berlusconi "un t" per Alitalia. Stavolta è il Wsj ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il quotidiano di Murdoch bacchetta anche la gestione di Alitalia da parte della vecchia Cdl. "L'ultima volta che era stato a Palazzo Chigi, invece ? fra il 2001 e il 2006 ? salvatori dell'Alitalia Berlusconi non ne aveva trovati, limitandosi a temporeggiare mentre il debito della compagnia volava, raggiungendo ?

L'ouverture di Spinetta ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per riconsiderare il giudizio dei sindacati sull'insieme della proposta per l'acquisizione di Alitalia". Per il presidente dell'Unione piloti Massimo Notaro "siamo davvero molto lontani e resta tutta la nostra preoccupazione per l'eventuale sopravvivenza di Alitalia. Il cargo si ferma, gli aerei vengono messi a terra e si riduce il lungo raggio.

[FIRMA]UGO MAGRI ROMA Di pensioni s'è parlato un giorno, poi tanti saluti. Se si ecc ( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e già aveva pronto uno show su Alitalia al grido: "Non facciamoci colonizzare dai francesi". Ma l'esibizione è saltata. I vertici Rai (Petruccioli-Cappon) hanno messo il veto dopo uno sguardo al palinsesto di "Porta a Porta". Di qui al voto, risultavano due presenze del leader Pdl e una del segretario Pd, dunque hanno pareggiato il conto.

Piazza Affari torna a inserire la retromarcia con il Mibtel che fa -0,40% a 23.846 punti e l'S& ( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Fra i titoli in grande spolvero, Alitalia continua ad andare forte (+26,1% a 0,57 euro) superata però nell'ultimo prezzo dal 25% di Isagro, che ha fatto addirittura +33,12% nel riferimento. Corre Impregilo (+9,84% a 2,81 euro) grazie a commesse da un miliardo di euro nel giro di 24 ore negli Usa e in Libia.

Cv Alital 1073,628<TD class ( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cv Alital 10 73,628 68,901 cv B Ifis 09 99,766 99,753 cv Bco Popol 10 100,528 100,506 cv Beni Sta 11 92,291 92,180 cv BIM 15 90,224 90,000 cv Carige 13 114,876 114,876 cv Mi-A2a 09 114,416 111,690 cv SIAS 17 92,587 92,110 cv Snia 10 92,600 101,010 cv Vitt Ass 197,000 197,000 Telecom IT CV 10 109,888 109,

Covest: attenti all'ambiente ma anche ai posti di lavoro ( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: opinione pubblica è rivolta più alla vicenda Alitalia e alla difesa dei posti di lavoro che non all'ambiente. Il Covest, comunque, non ha abbassato la guardia sull'inquinamento causato dall'aeroporto" ha detto la Strohmenger. Sono state avanzate proposte per mantenere desta l'attenzione sulle conseguenze procurate dallo scalo attraverso incontri nelle scuole,

Svolta imminente fra interessi e critiche ( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ulteriore espansione e coglie la crisi Alitalia come occasione di rilancio. Si invoca l' "hub" lombardo risorsa indispensabile per l'economia del Nord. La Regione Lombardia si fa carico, con la nuova legge, della gestione e supervisione del traffico aeroportuale internazionale. Dall'altra ci sono le forze critiche, ambientaliste e non solo - lombarde e piemontesi tra cui il Covest -

METAFORA ITALIANA ( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, la crisi delle esportazioni del prelibato formaggio di latte di bufala campano ha ormai assunto dimensioni da vera emergenza. Rischia cioè di ripercuotersi sul resto della già malandata economia italiana. Come sia potuto arrivare un paese che pure in tempi non lontani ha occupato con onore il quinto o il sesto posto al mondo per innovazione,

Berlusconi: ecco la mia cordata ( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per Alitalia insieme i Benetton, Mediobanca, Ligresti e l'Eni Silvio Berlusconi torna sulla vendita di Alitalia, rilanciando la cordata di imprenditori di cui parla da giorni. "Gli imprenditori - spiega - chiederanno di avere tre o quattro settimane per conoscere la situazione reale prima di presentare una loro offerta impegnativa"

[FIRMA]AUGUSTO MINZOLINI Nel cortile di Palazzo Grazioli, di ritorno da un comizio a Viterbo orga ( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: su Alitalia Berlusconi ha molto da dire. Al contrario di Veltroni. E poco importa se nel gennaio 2006 l'attuale leader del Pd sognasse una cordata italiana per Alitalia usando gli stessi argomenti del suo avversario di oggi. Adesso Veltroni è costretto a difendere le posizioni del suo governo, quello di Prodi.

"Troppe promesse senza soldi" ( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il presidente di Confindustria Luca Montezemolo per il fatto che la difficile situazione di Alitalia sia diventato argomento da usare in vista delle lezioni, per giunta in modo non del tutto chiaro e trasparente. Della sorte della compagnia di bandiera - afferma - "non voglio parlare perché vedo con amarezza che è diventato un tema della campagna elettorale".

Professor Martino, la convince Berlusconi su Alitalia? E' stata ed è un pozzo sen ( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Professor Martino, la convince Berlusconi su Alitalia? "E' stata ed è un pozzo senza fondo di quattrini del contribuente. Una vergogna e un discredito nazionale. La sigla, come dicevano gli inglesi, di "always late in taking-off, always late in arriving": sempre in ritardo, in decollo come in arrivo.

La cordata per Alitalia e il ruolo di Berlusconi Prodi, sovvenzionando l'Alitalia nel decl ( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, assicurandole un degno futuro vitale, anche se, ripeto, al service du roi. In pratica l'Alitalia sarebbe stata salvata, ma il "made in Italy", a lungo andare, ne avrebbe risentito. Ora, se viene fuori un Berlusconi, industriale con precedenti encomiabili, ed afferma che una "scalata" formata da capitali italiani potrebbe prendere il posto di quella franco-

Ma Spinetta va avanti convinto che alla fine la sua offerta avrà la meglio su tutti ( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: s ha deciso il declassamento del titolo Alitalia dall'indice S&PMib di Borsa. Sarà sostituita dalla Geox di Mario Moretti Polegato. Motivo: "Troppa volatilità e forte calo di valore". Le esternazioni a mercati aperti della politica hanno dato un colpo mortale alla credibilità di un titolo che era da tempo il bersaglio preferito degli speculatori.

A dieci anni di distanza dal ricorso al Tar contro il decreto Burlando che lo avrebbe costretto a tr ( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ovvero una compagnia che riporti su Malpensa la stesa mole di traffico alla quale Alitalia ha deciso di rinunciare: mentre c'è chi parla ancora di moratoria, a partire da lunedì sarà infatti operativo il taglio di 180 voli sullo scalo lombardo. A meno che Toto non metta le mani su Alitalia, non ha però aerei sufficienti per una simile scelta, né intende farlo.

Berlusconi: prestoi nomi per Alitalia ( da "Secolo XIX, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Silvio Berlusconi torna alla carica sull'Alitalia: "La cordata italiana? Non è campata in aria, fra qualche giorno saranno noti a tutti i nomi degli imprenditori che faranno certamente un'offerta impegnativa". L'ex premier esclude che i suoi figli siano coinvolti: "Hanno tirato in ballo il conflitto di interesse.

Berlusconi: "Cordata, a giorni i nomi" Un imprenditore fabrianese: "Io ci sto" ( da "Quotidiano.net" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia a valutare la possibilità di una proroga della scadenza per l'offerta, fissata al 31 marzo per permettere il proseguimento della trattativa come chiesto dai sindacati. Ieri anche il Tesoro, in qualità di azionista di Alitalia, ha fatto sapere che un'eventuale decisione in tal senso spetta proprio a Prato e che il ministero in questo caso non farà altro che prendere atto

Berlusconi: "Cordata, a giorni i nomi" Un imprenditore fabrianese: "Io ci sto" ( da "Quotidiano.net" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia a valutare la possibilità di una proroga della scadenza per l'offerta, fissata al 31 marzo per permettere il proseguimento della trattativa come chiesto dai sindacati. Ieri anche il Tesoro, in qualità di azionista di Alitalia, ha fatto sapere che un'eventuale decisione in tal senso spetta proprio a Prato e che il ministero in questo caso non farà altro che prendere atto

Giornata fiacca per piazza affari ( da "Secolo XIX, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 846 punti e lo S&P/Mib lo 0,55% a 31.281 punti, registrando un andamento in linea con i mercati del Vecchio Continente. A pesare sul listino milanese sono stati i cali del comparto bancario. Controcorrente invece Alitalia e Impregilo, in sordina Telecom. 27/03/2008.

Il titolo balza del 26,1%+110% in soli 4 giorni ( da "Secolo XIX, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: azione Alitalia in deciso rialzo anche ieri a Piazza Affari, in attesa di novità sulle trattative con Air France-Klm e dell'ipotesi della cordata italiana. Il titolo della compagnia di bandiera ha chiuso le contrattazioni in aumento del 26,1% a 0,577 euro, con l'1,6% del capitale passato di mano, ovvero 22,06 milioni di azioni tra continue sospensioni dalle contrattazioni.

Piano industriale, è guerra di cifre sugli esuberi ( da "Secolo XIX, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: qual è la nostra posizione e sa bene che esiste un problema dei lavoratori di Alitalia oltre a quello del destino di Alitalia stessa". A Milano, intanto, la posizione della Sea resta invariata. Lo fa capire chiaramente il presidente della società. "Il nostro obiettivo è salvare Malpensa, non il fallimento di Alitalia. - dice Giuseppe Bonomi - La nostra richiesta di risarcimento (1,

Milo Radici disponibilea comprare il "cargo" ( da "Secolo XIX, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è pronta a valutare il dossier del settore cargo Alitalia per un'eventuale acquisizione. "Reputiamo che il settore cargo - commenta Nicola Radici, ad di Miro Radici Finance - abbia importanti possibilità di sviluppo sia nel breve che nel lungo periodo. L'eventuale acquisizione - prosegue - anche in cordata con altri partner attivi negli altri settori della compagnia aerea,

Giocatori senza coscienzaalla roulette della politica ( da "Secolo XIX, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: se Alitalia fallirà, se la Tav non si farà, se il Kosovo salterà in aria, se la Lega del Sud sarà delusa e la Lega del Nord imbestialita, se il nucleare anglo-francese ci terrà fuori dalla porta lasciandoci senza tecnologia e senza energia, il patatrac risulterà dai fatti e nessuna parola, nessuno invocazione,

Una metafora italiana ( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Una metafora italiana Gianfranco Pasquino Alitalia C'è un po' di tutto nell'affaire Alitalia. Di tutto quello che l'Europa preferirebbe non vedere, ma che caratterizza il modo di governare e di fare opposizione (altro che "Sistema-Italia", altro che politiche bipartisan, altro che convergenze ovvero somiglianze programmatiche!

Cordata tricolore? S'allungano i tempi del bluff Berlusconi: presto i nomi degli imprenditori interessati. Ancora speculazione in Borsa ( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Silvio Berlusconi torna a rilanciare una cordata tricolore per Alitalia. Ma stavolta senza i suoi figli. "I miei figli dentro? Neanche per sogno, glielo vieterei", dichiara. Incurante del fatto che i sindacati si stanno posizionando per il difficile confronto di domani. "Le forze politiche stiano lontane" ha detto ieri a metà pomeriggio Guglielmo Epifani.

Tra sindacati e Air France ancora tensione sugli esuberi Domani il piano definitivo di Spinetta. I piloti denunciano un numero crescente di esodi previsti ( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il potente sindacato dei piloti Alitalia, spara ad alzo zero: o i numeri cambiano o per noi la trattativa è chiusa. Insomma, la trattativa riparte in salita, dopo una giornata che sembrava orientata all'appeasement tra le parti. Anche se i francesi in serata smentiscono le nuove cifre diffuse da Anpac.

Con il Cavaliere una sfida fuori dal mondo Fa senso vedere Dini a destra . Per i corrispondenti esteri, campagna elettorale confusa ( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Su Alitalia cerca di intercettare il malumore del Nord. Ha sempre difeso la libertà dell'imprenditore e l'assenza dello Stato: qui si rivela interventista". L'unica novità dello scenario, la corsa a due Pd-PdL, si deve a Veltroni che però "ha fatto di necessità virtù": "Quasi un miracolo: con la stessa legge elettorale sono cambiati partiti e clima.

La par condicio di Fede ( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: due minuti al solo Berlusconi sulla "cordata" che lui tiene lì, in agguato, e che salverà Alitalia dalle grinfie di Air France. Il Cavaliere, forse stranito dalla fatica, espone una tesi singolare: Alitalia deve restare italiana, altrimenti Spinettà caricherà i passeggeri e i turisti e li porterà direttamente in Francia e non "nelle nostre città d'arte".

Roma, folla Pd per D'Alema e Rutelli In 2300 alla kermesse per il candidato sindaco: sfida su servizi e sicurezza. Noi nuova forza democratica ( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia? Chi se ne frega, conta solo Malpensa", come ha sibilato Maroni ieri. Noi invece "siamo qui per ricostruire le ragioni dello stare insieme, il senso di una comunità nazionale". Anche per questo l'attenzione deve essere massima: "Anche se Berlusconi è un signore in fase declinante, anche se è privo dello slancio di quando scese in campo la prima volta,

I politici? Gli smemorati della Cultura ( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia - e praticamente assenti dal dibattito. Ma qualcuno ne avverte la mancanza. Dice Elkann che si sente "offeso" nel vedere l'immagine dell'Italia all'estero sovrastata dalla mozzarella di bufala vietata in Giappone. Anche per questo siamo passati dal 1° al 5° posto nella classifica dei paesi più visitati al mondo.

Alitalia, una metafora italiana ( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Alitalia, una metafora italiana Gianfranco Pasquino Segue dalla Prima U na decisione non presa anche perché il sistema istituzionale italiano non consente di reagire rapidamente a nessuna emergenza e perché nessun politico intende assumersi la responsabilità di decisioni impopolari nel corto termine.

L'Enac diffida Myair: stop ai voli ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il vettore low cost annuncia un ricorso al Tar Alitalia farà slittare di un mese i collegamenti --> Alitalia farà slittare di un mese i collegamenti L'Enac diffida Myair dal continuare a vendere i biglietti sulle rotte da Bologna per Olbia e Cagliari. Ma su Alitalia si prende tempo. Mano pesante nei confronti di Myair e più leggera su Alitalia.

Trasporto aereo a un bivio in attesa del voto ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dalla Regione insistono per la linea dura: Alitalia non può volare e non volerà sui cieli sardi fino a ottobre. Ma l'Enac non ha ancora preso posizione in modo chiaro. Si tenta una mediazione: Regione, Enac e ministero cercano un accordo per evitare una prova di forza. Se Alitalia insistesse sul proposito di avviare i voli a partire dal 30 marzo,

Ce la possiamo fare, la partita è aperta anche alla Camera ( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il centrodestra su Alitalia fa solo propaganda e mostra tutto il suo egoismo nordista "Ce la possiamo fare, la partita è aperta anche alla Camera" di Simone Collini / Roma Nicola Latorre non si stupisce del sondaggio Ipr marketing secondo il quale il Pdl, nella migliore delle ipotesi, avrebbe solo cinque seggi di vantaggio a Palazzo Madama.

Un diritto per gli elettori - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ragioni di un rifiuto che priverebbe i cittadini del loro diritto ad assistere a un chiaro confronto di idee, personalità e programmi tra i due principali sfidanti per la guida del Paese. Quello che non può fare è addossare la responsabilità alla par condicio (stavolta non c'entra nulla) o ai crimini dello stalinismo o alla crisi dell'Alitalia. Saranno poi gli elettori a giudicare.

Berlusconi in una piazza vuota Insulta Veltroni e Di Pietro ( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: rinnovati solo dalla carta Alitalia utile ad avocare a sé il merito della riapertura della trattativa: così al cavaliere non resta che concentrare l'attacco contro Veltroni, apparentando gli insulti anche al leader dell'Italia del Valori. Già dalla mattina era partito il contrattacco sulle pensioni: "Veltroni parla a vanvera" senza fare i conti con la disponibilità di bilancio,

Piloti e calabroni Bonanni e Berlusconi ( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è persino il rischio che il Pdl cavi ragni elettorali dal buco Alitalia esclusivamente sul piano mediatico. Ad Arcore festeggiano: Berlusconi può dire "è merito mio" mentre Bonanni, Cisl, gli fa eco: "Abbiamo già raggiunto un risultato". Non ricordo che lo sprofondo Alitalia fosse un problema elettorale nel 2001, né che lo fosse diventato nel 2006.

Il vento gelido di pomigliano "noi, traditi dalla politica" - patrizia capua ( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Bertinotti dice che ci vuole un Marchionne anche per Alitalia, non è più credibile. "Berlusconi, Veltroni, promesse inutili. La poltrona è comoda, ma a noi mica ci pensano". Massimo, dello stampaggio: "Non vado a votare. A destra mai, ma la sinistra che ha fatto? Con 1100 euro al mese, i prezzi lievitati, gli stipendi fermi a Garibaldi.

Nei caseifici parlano i primi pentiti "trent'anni di imbrogli, ma ora..." - dal nostro inviato ( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La nostra mozzarella è tra 0,40 e 1,20. Ottima. Ecco la risposta degli americani: hanno visto le analisi, vanno bene, ci dicono di spedire, e allora?". Oggi parte il cargo da Fiumicino alle 7: New York, Washington, San Francisco. Finché c'è Alitalia anche la mozzarella va.

La vertenza atitech in consiglio regionale ( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: azienda di servizi di Alitalia, che nel piano di Air France è destinata ad una pesante ristrutturazione, "atterra" oggi in Consiglio regionale: davanti alla sede del Centro direzionale si terrà un presidio dei lavoratori. Nell'aula consiliare si discuterà un ordine del giorno preparato dopo l'audizione dei sindacati che la Commissione regionale dei Trasporti ha tenuto ieri.

Cordate Il leader Pdl promette fatti, ma già si lavora a un nuovo prestito urgente ( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cordate Il leader Pdl promette fatti, ma già si lavora a un nuovo prestito urgente Il Cavaliere ritira i figli, Alitalia ha 7 giorni.

Attento cavaliere ( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alla strampalata idea del Cavaliere di bloccare la vendita di Alitalia, unica soluzione possibile per salvare la compagnia. In queste settimane la polemica di Tremonti contro la globalizzazione e per la riesumazione di una qualche forza di protezionismo, e una serie di messaggi molto statalisti e assistenzialisti di Berlusconi, hanno allarmato la business community internazionale,

Segue parla riello: <il fallimento non è un dramma, basta vedere parmalat> ( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Se Alitalia diventasse francese, mi sentirei un po' colonizzato" "Sono contrario ai dazi, ma Tremonti non ha tutti i torti" (segue dalla prima pagina) "Insomma - prosegue Riello - non mi preoccupo che Alitalia vada a un'azienda francese. Però vorrei far notare una cosa: Air France è pubblica, dunque non dimentichiamoci che è un governo che sta lanciando un'

Pierino l'ex pm fa il nuovo mastella, eppure il loft non sembra preoccuparsene ( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nove ha ribadito che qualsiasi acquirente osi avvicinarsi ad Alitalia deve sottoscrivere una clausola che preveda una moratoria di due barra tre anni per Malpensa. Alle 11 e ventinove ha intonato un nuovo de profundis per AirOne. Quindi ha detto no alla commissione d'inchiesta sui fatti di Genova consigliando la via della commissione di indagine (ore 15.

Conversazione sulla <questione settentrionale> ( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: È in atto una secessione strisciante delle imprese" "Alitalia è una vicenda gestita con approccio dirigista e non sempre le decisioni dirigiste reggono alla prova del mercato. Ora siamo all'ultima spiaggia". Il presidente del Friuli Riccardo Illy sul caso Alitalia non si iscrive affatto al partito della moratoria, che pure nel Nord ha trovato autorevoli esponenti,

Bandiera tra una settimana avrà problemi a pagare gli stipendi ( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Il Tesoro non potrebbe pagare i 1,2 miliardi di euro della causa: sarebbe considerato un aiuto di Stato. Per quanto riguarda il prestito-ponte, le condizioni della richiesta dell'amministratore delegato di Alitalia, Prato, sono scritte nero su bianco nel comunicato del 15 marzo scorso, in cui si dice che "nel contesto della finalizzazione della negoziazione con AirFrance-

Sprechi all'estero i manager sono molto meno cari ( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: accumulati in anni di pessima gestione di Alitalia. E continuano a emergere eclatanti performance di inefficienza, quasi sempre riconducibili al corto circuito prodotto da logiche clientelari, assunzioni facili e utilizzo sfrenato di risorse pubbliche. Sotto i riflettori sono finiti i privilegi di piloti e assistenti di volo e le incomprensibili scelte strategiche sul piano industriale.

Black day sondaggi negativi e il caso <porta a porta> ( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: interventismo berlusconiano su Alitalia ci sarebbe anche Fedele Confalonieri, custode dell'ortodossia finanziaria di Mediaset e dintorni. Le percentuali che associano il capitolo Berlusconi-Alitalia alla voce "boomerang" sono in netto rialzo. E confermerebbero l'oscuro presagio che, un mesetto addietro, Gianni Letta ha affidato a un ministro del centrosinistra:

Pollastrini: "questo è il rischio se la lombardia sceglierà il pdl" - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Si comincia a capire che se avesse prevalso la posizione del sindaco Letizia Moratti ("meglio il fallimento di Alitalia") non avrebbe certo guadagnato Malpensa. In questi ultimi dodici anni nessuno dei governi o delle giunte lombarde o milanesi che si sono succeduti sono indenni da responsabilità. Oggi l'unica proposta seria sul tavolo è quella di Air France.

Francesco la spina ( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la vicenda Alitalia. L'argomento fa già parte del memorandum sottoscritto con Torino e Milano e di cui l'accordo sulle aziende multiservizi è il fiore all'occhiello. Il mio collega Chiamparino ne ha già parlato con Letizia Moratti e spero che, subito dopo le elezioni, si possa fissare un incontro a tre per perfezionare una strategia sul fronte del trasporto ferroviario passeggeri"

Ascolti e comicità, Italia1 fa il pieno ( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La politica per il momento resta sullo sfondo, con simpatici buffetti che non fanno male a nessuno ("Berlusconi vuole l'Alitalia, ha già chiamato Saccà per consigliargli le hostess"). Anche se la scelta di non riproporre le letteronze vale più di una buona battuta sulle elezioni. nrangeri@ilmanifesto.it.

I am piddì ( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La strada è tracciata: più Pil, più giustizia sociale, leggi più semplici". E sul web spopola il nuovo "inno democratico". Berlusconi contrattacca: "Il leader del Pd stalinista e bugiardo, il nostro vantaggio incolmabile" e per l'Alitalia "presto cordata italiana, senza i miei figli"PAGINE 2, 3.

Il Paradosso di Tonino ( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia). In fondo, ci siamo detti, in una campagna elettorale in cui la cosa più di sinistra che capita di sentire è che "bisogna aumentare i salari per stimolare i consumi" (i salari di chi? Il consumo di cosa?), che male c'è a immaginare qualcosa di radicalmente diverso, che male non fa, e anzi fa del bene alle duecento famiglie del gruppo d'

Alitalia, ecco il piano Air France ( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Az-Servizi, Cargo, piloti: le nuove proposte di Spinetta ai sindacati Alitalia, ecco il piano Air France Berlusconi: cordata a breve. Montezemolo: sbagliato farne un tema elettorale.

Chiacchiere e dubbi in attesa del piano ( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Chiacchiere e dubbi in attesa del "piano" Per Alitalia, quella di ieri è stata la giornata delle chiacchiere politiche; la concretezza tornerà stasera, con la presentazione del "documento dettagliato" promesso da Spinetta. Monopolizzate da un Berlusconi ben oltre i limiti dell'aggiottaggio - con la Consob sempre silenziosa -

Missione Letta in Vaticano: un <aiuto> per il Senato ( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: avrebbero avuto un contatto diretto nei giorni scorsi sullo spinoso tema di Alitalia. Dopo il 14 aprile ci sarà modo di riannodare i fili del dialogo, al momento le energie vengono concentrate sul duello nelle urne. E in questa fase l'agenda di Letta è zeppa di appuntamenti con le gerarchie ecclesiali, per assicurare il voto cattolico al Pdl.

<Cavaliere sfrontato come Le Pen Solo lui cinque volte candidato> ( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ancora credere alla sua girandola di bugie come la storia della cordata per salvare Alitalia o l'attenzione per i più deboli. E che dire del contratto con gli italiani, che ha completamente disatteso nonostante l'affermazione che non si sarebbe mai ricandidato se avesse mancato alla promessa fatta? Disatteso sull'abbattimento della pressione fiscale, la sicurezza, le pensioni minime".

Editoriali ( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: potrebbero domandare a Berlusconi perché non vendette le loro quote in Alitalia quando valevano davvero qualcosa. La quotazione della società è crollata circa del 70% negli ultimi due anni") e la corrispondenza di ieri è una: il più adatto per i mercati, in Italia, può essere Veltroni, non il Cavaliere. A controllare il Wsj è Rupert Murdoch, titano australiano dell'informazione.

Volare bassi ( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Gli permette di accusare Prodi di voler svendere Alitalia". Meno sfumata l'opinione di Tito Boeri che su La Stampa scrive di "scenario terrificante" per i contribuenti italiani: "Oltre il danno di scoprire che non hanno salvato la patria, ma Alitalia, avranno la beffa di vedersi condannare a pagare più tasse per volare a prezzi più alti".

Padoa-Schioppa si chiama fuori ( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Una decisione che è tuttavia naturale conseguenza della scelta fatta da Tommaso Padoa-Schioppa dopo il fallimento della gara, quella di affidare la partita esclusivamente ai manager della società pubblica. Così si è evitato l'obbligo di fare un altro bando pubblico, che le grandi compagnie, e l'Air France in particolare,

L' anti Calearo tra piazza e fabbrica ( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E sul caso Alitalia ribadisce: "Era inaccettabile il piano francese che smantella la compagnia e riduce il personale. Bene che sia partita la trattativa con il sindacato. Se c'è una vera cordata italiana, al di là delle operazioni elettorali di Berlusconi, ancora meglio.

Bce statica, Stati uniti di fronte alla tempesta ( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma potrebbe valere anche per Alitalia. Preoccupazioni non eccessive, specie guardando a quanto sta avvenendo negli Stati uniti. La raffica di dati economici negativi è stata come al solito, da alcuni mesi a questa parte, impressionante. Le richieste di rifinanziamento dei mutui casa (un sistema molto yankee per sostenere le spesse familiari correnti)

1 ( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-27 num: - pag: 9 categoria: BREVI 1 miliardo il primo finanziamento necessario ad Alitalia per ridare fiato alle casse della compagnia che si stanno svuotando giorno dopo giorno.

Alitalia La vendita ( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008-03-27 num: - pag: 9 categoria: BREVI Alitalia La vendita 31 26% Marzo: la scadenza dell'offerta di Air France. Una proroga permetterebbe il prosieguo della trattativa. Nei prossimi giorni la valuterà il board Alitalia Il guadagno del titolo Alitalia sui listini oggi (a 0,577 euro), prima di essere sospesa al rialzo.

La diplomazia di Ermolli e l'intreccio con l'Expo ( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E, che sia o no il volo Az819 dell'Alitalia, il presidente di Promos e advisor di Jp Morgan, avrà solo le due ore della traversata per tirare il fiato prima di atterrare e riprendere le fila della cordata "berlusconiana" per salvare la compagnia dal crac e strapparla ai francesi.

Berlusconi: la cordata italiana è pronta ( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: imposta per Alitalia se la trattativa prosegue Oggi nuova proposta di Air France ai sindacati. Il board del gruppo italiano deciderà se far slittare il termine di fine mese ROMA - La cordata italiana per Alitalia si "concretizzerà fra qualche giorno". Lo ha promesso ieri Silvio Berlusconi, aggiungendo che "nemmeno per sogno" vi parteciperanno i suoi figli "

Calearo: Swiss e Sabena sono fallite Niente scandali se capita anche da noi ( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia? "Non mi scandalizzerei se fallisse perché è successo già in altri Paesi. E poi si è sempre ripartiti con una società nuova ". Massimo Calearo, ex presidente di Federmeccanica e oggi numero uno della lista del Pd alla Camera in Veneto, fa appello agli esempi internazionali nella videochat con i lettori di Corriere.

Scatto di Impregilo, giù Finmeccanica ( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, per esempio, che da lunedì prossimo uscirà dall'S&P-Mib (al suo posto entrerà Geox), ha messo a segno un nuovo consistente rialzo (+26,1%), con gli operatori che continuano a scommettere sulla cordata italiana in alternativa ad Air France.

Il turismo a Roma cresce, ma meno che nelle altre capitali europee. Servono fattori di attra ( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: istituzione di un marchio Roma, che permetta di qualificare le strutture e il servizio offerto. La vera sfida per Roma è quella di un turismo durante tutto l'anno". E su Alitalia, Alemanno boccia la virata francese: "La vendita di Alitalia ad Air France significa la subordinazione dei flussi turistici di Roma a Parigi".

ROMA Questa sera i sindacati avranno il nuovo piano industriale di Air France. Secondo quan ( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di Alitalia. Nella seconda bozza si prevederebbe l'internalizzazione dei 3.000 lavoratori di Alitalia Airport, tutti operanti su Fiumicino. Ad essi andrebbero aggiunti i dipendenti dal comparto motori, dei servizi hangar e informatici. Atitech, personale a rischio Resterebbe ad alto rischio il destino dei circa 800 lavoratori del polo napoletano che si occupano della cosiddetta "

L'impossibilità di una campagna <bon ton> ( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e Fausto Bertinotti cerca di impallinarlo da sinistra: si tratti di Alitalia o pensioni. Per questo, è nelle cose un doppio irrigidimento veltroniano di qui al voto. Le battute di due giorni fa sull'età avanzata di Berlusconi sono un piccolo indizio, come lo è la rivendicazione della rottura con l'estrema sinistra.

MILANO - Nella cittadella di Malpensa, aeroporto con vista sulle Alpi da cui tran ( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E' l'effetto Alitalia, che si abbatte come una scure sull'hub lombardo difeso con tutte le forze dal governatore Roberto Formigoni. Ed è proprio la Regione a lanciare l'allarme: i posti a rischio nell'indotto, fra logistica, ristorazione, catering e pulizie, sono 7.

ROMA - La politica deve restare lontana. A debita distanza. Montezemolo attacca. Non vuole i ( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non vuole infatti che la sorte di Alitalia, azienda e lavoratori, finisca nel frullatore impazzito della dichiarazioni dei leader degli opposti schieramenti politici, Pd e Pdl in primis. "Di Alitalia non voglio parlare - dice il presidente di Confindustria alla Luiss - perchè vedo con amarezza, che è diventato un tema della campagna elettorale".

POCO resterà di questa campagna elettorale, dopo il 13 aprile. Al di là della novit ( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia si gioca una partita importantissima anche per l'immagine che i pretendenti al governo intendono offrire di sé tanto agli elettori quanto all'opinione pubblica internazionale, dire qualcosa sui presupposti di cultura politica e sugli effetti che la linea tremontiana, di cui La paura e la speranza costituisce un nuovo e più affinato capitolo,

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su Alitalia Berlusconi rilancia la "cordata italiana " e sostiene che sia una prospettiva concreta: "Ci sono alcuni nomi di imprenditori impegnati su questo fronte che non posso fare per dovere di riservatezza. Fra qualche giorno questi nomi saranno conosciuti da tutti, perché faranno certamente un'offerta impegnativa ".

Alitalia, aumentano gli esuberi. I sindacati: se è così non firmiamo ( da "Liberazione" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi insiste: "La cordata italiana c'è, senza i miei figli" Alitalia, aumentano gli esuberi. I sindacati: se è così non firmiamo Roberto Farneti Altro che linea più morbida di Air France per venire incontro alle obiezioni dei sindacati. Nella migliore delle ipotesi il numero degli esuberi già previsti nel piano originario, 2.

Massimo Calearo: <Non voglio avere padroni sul collo> ( da "Liberazione" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e su Alitalia: "I suoi problemi sono legati alla sua gestione e a un certo tipo di politica sindacale dove le assunzioni sono state spesso considerate strumento di controllo elettorale". La perla, però, Calearo la infila - inconsapevolmente paradossale o paradossalmente inconsapevole -quando afferma che si è candidato nel Pd e che non avrebbe mai potuto candidarsi nel Pdl "

Fausto Bertinotti incontra i giovani: <Coraggio, va ripreso il cammino> ( da "Liberazione" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in una conversazione amichevole che ha affrontato anche Alitalia e il pacchetto welfare, con Epifani, Bonanni e Angeletti, è stato proprio un giudizio scettico sul governo Prodi, vuoi per la sua breve durata, vuoi perché nel poco tempo a disposizione molte delle cose proposte non hanno mai visto la luce.

Indicizzare le pensioni, roba da comunisti Gianfranco Fini sa che Berlusconi non molla? Se Magdi Allam ascoltasse le parole di Gesù ( da "Liberazione" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e un totale oscuramento in campagna elettorale dove le sue tesi (vedi Alitalia) vengono subito rimangiate, dopo che Berlusconi ha detto la sua. Fini, il camaleonte, che dice tutto e il contrario di tutto, non ha un cammino facile; anche perché la base di Forza Italia non crede in un domani sotto il suo segno di capo.

Bonaiuti: Cordata italiana? Dal Cav solo un appello ( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: it Nella lotteria per salvare Alitalia arriva una parziale frenata sulla consistenza del secondo pool di imprese e banche targato made in Italy. La precisazione è arrivata ieri dal portavoce del leader del Popolo della libertà, Paolo Bonaiuti, che ha detto che sulla possibilità di una cordata di imprenditori italiani che salvi Alitalia "Berlusconi ha fatto solo un appello"

Alitalia, l'affondo del Cavaliere ( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Ora lo vieterei, la sinistra ha strumentalizzato l'iniziativa" Alitalia, l'affondo del Cavaliere Giovanni Lombardo g.lombardo@iltempo.it Berlusconi insiste sulla cordata italiana per Alitalia. E annuncia che a breve si conosceranno i nomi degli imprenditori pronti a investire nel rilancio della compagnia.

Air France non molla. Arriva la nuova proposta ( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Arriva la nuova proposta I sindacati valuteranno domani mattina la proposta di accordo quadro su Alitalia attesa da Air France-Klm, che ieri ha smentito le voci di un eventuale aumento degli esuberi. Le nove sigle che siedono al tavolo con le compagnie hanno previsto in mattinata, per le 11, una riunione intersindacale per esaminare la proposta e valutare una posizione comune.

Borse europee in recupero ( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Fra le blue chip è stata l'ennesima giornata di Alitalia (+33,4% a 0,46 euro) nella giornata in cui l'ad di Air France, Jean Cyril Spinetta, ha incontrato i sindacati e ha fatto sapere che venerdì presenterà un nuovo documento su cui impostare le trattative.

In cucina come in aereo è comunque grandeur ( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nessuna preclusione ai francesi visto che in attesa di nuove cordate sono gli unici che ancora vogliono rischiare sull'Alitalia. Però, prima di lasciargli carta bianca forse sarà meglio tener conto dell'esperienza Michelin e prendere delle buone contromisure.

Il duello televisivo tra Berlusconi e Veltroni con molta ( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Intanto resta di attualità la questione Alitalia. Il Cavaliere ha annunciato che tra qualche giorno saranno resi noti i componenti della cordata italiana intenzionata a rilevare la compagnia. I nomi restano ancora sconosciuti, ma non ci saranno i figli del Cavaliere. Gallo e Lombardo alle pag.

Il rilancio dei francesi. Nuova offerta Air France, più garanzie sugli esuberi ( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa alitalia Il rilancio dei francesi. Nuova offerta Air France, più garanzie sugli esuberi Spiragli di dialogo su Alitalia: il presidente di Air France-Klm si conferma abile negoziatore (in Francia lo conoscono bene) e dopo aver messo con le spalle al muro i sindacati, adesso apre a una trattativa un po' più morbida.

Chi ha avuto modo di conoscerlo in altre vesti (quali quelle ( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: obiettivo di Spinetta è fermare un possibile accordo Lufthansa-Alitalia. Jean-Cyril è facilitato dal fatto che Lufthansa non vuole passare tramite partner che, a torto o a ragione, non considera all'altezza. Per Spinetta si tratta di un gioco su due tavoli: su uno, con i suoi azionisti che vorrebbero Alitalia possibilmente gratis;

"non crediamo più alle false promesse" - carlo picozza ( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Gli annunci di altre offerte servono a mantenere Malpensa nel ruolo assegnatole da scelte che continuano a far perdere ad Alitalia 200 milioni l'anno". Il capo cabina, Massimiliano D'Auria, guarda lontano: "Con Alitalia, Air France-Klm si proporrebbe come numero uno mondiale. La liberalizzazione dei cieli in vista impone di unirsi subito e bene a una compagnia solida".

Cordata tricolore al palo e c'è chi punta al fallimento - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: tre o quattro settimane per esaminare i conti Alitalia. Il tempo passa, c'è il voto di mezzo, la data room della Magliana fatica ad aprirsi. A quel punto, viste le condizioni delle casse di Alitalia ? il nuovo governo una volta eletto non avrebbe scelta e sarebbe costretto a commissariare Alitalia (operazione che peraltro presenta enormi rischi tecnico industriali).

Berlusconi: l'offerta italiana arriva ma i miei figli non ci saranno più - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: offerta italiana arriva ma i miei figli non ci saranno più Sugli esuberi Alitalia è di nuovo tensione Air France-sindacati LUCIO CILLIS ROMA - Il tricolore Alitalia torna nelle mani della politica nel giorno di un nuovo colpo di scena sul fronte della trattativa con Air France. Il leader del Pdl Silvio Berlusconi parla della compagnia e batte il tasto della cordata italiana.

Affari in piazza - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La società quindi dovrebbe beneficare del cambio di esecutivo e questo basta a bilanciare i rischi per i suoi conti derivati dal rallentamento della pubblicità". Forse anche ad Alitalia ? tutto sommato ? conviene davvero volare nell'orbita Fininvest.

E sarkozy fa rotta su fincantieri - alberto statera ( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia? I transalpini affamatori della Malpensa? Può anche darsi, pur se solo in un ormai angusto angolo visuale del capitalismo internazionalizzato. Se "colonia" vogliamo considerarci in cielo con l'ex compagnia di bandiera che andrà con ogni probabilità nelle mani di Air France, "colonizzatori" stiamo forse per diventare noi in mare.

Brevi, schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 45 otto e mezzo Il caso Alitalia, pensioni e salari. Ospiti Giorgio Tonini (Pd), Fabrizio Cicchitto (Pdl) e il vicedirettore del Giornale , Nicola Porro. La 7 20.30 ALBAKIARA Il racconto di una generazione nella docufiction con Davide Rossi. All Music 21.00 ANNOZERO Case popolari pronte ma mai assegnate, occupazioni abusive.

Parte con un flop la campagna di michela - rodolfo sala ( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia "non regalata ma svenduta ai francesi", e meno male che Silvio "sta mettendo insieme una cordata di imprenditori pronti a salvare Malpensa", i poliziotti considerati da Veltroni e soci "il braccio armato della borghesia", la sicurezza che "non è mai stata nell'agenda di questo governo", gli immigrati a cui "gli altri vogliono dare il voto per cancellare le nostre tradizioni

Su Porta a Porta lite Silvio-Walter ( da "Nazione, La (Nazionale)" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La politica Su Porta a Porta lite Silvio-Walter DUELLANO Berlusconi e Veltroni sui passaggi da Vespa; viene così annullata l'apparizione di stasera dell'ex premier che accusa: "Prepotenza della sinistra". Ancora polemiche su pensioni e sondaggi. E per Alitalia il Cavaliere assicura: "Cordata entro domenica, senza i miei figli". - -->.

Poca credibilità ( da "Nazione, La (Nazionale)" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha promesso che a breve presenterà una nuova proposta ai sindacati e nessuno in Alitalia resterà per strada. Viene da chiedersi cosa sia successo, in così poco tempo, e quali possano essere le cause che lo abbiano spinto a inaugurare, tutto d'un tratto, questa proposta. Quello che è chiaro è che così Air France ha perso qualunque margine di credibilità.

Esuberi e Malpensa, le condizioni per trattare ( da "Campanile, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: intera vicenda Alitalia a farne le spese non possono essere sempre i lavoratori. Un serio piano industriale di rilancio non può partire dalla voce esuberi. Dal '92 in poi, ossia da quando Alitalia è stata privatizzata, le responsabilità dei management che si sono succeduti ai vertici dell'azienda sono abbastanza palesi.

Programmi, Sud cancellato ( da "Campanile, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ad esempio "dell'Alitalia, di come ridurre le tasse, di come spendere un po' di soldi, magari aumentando le pensioni, senza tener conto che i fondi nel bilancio pubblico non ci sono perché il deficit sta tornando al 2,5%". Insomma, "parlano" un po' di tutto fuorché di ciò che davvero sta cambiando nel nostro Paese.

Chiacchiere e dubbi in attesa del <piano> ( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Chiacchiere e dubbi in attesa del "piano" fr. pi. Per Alitalia, quella di ieri è stata la giornata delle chiacchiere politiche; la concretezza tornerà stasera, con la presentazione del "documento dettagliato" promesso da Spinetta. Monopolizzate da un Berlusconi ben oltre i limiti dell'aggiottaggio - con la Consob sempre silenziosa -

L'<anti Calearo> tra piazza e fabbrica ( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E sul caso Alitalia ribadisce: "Era inaccettabile il piano francese che smantella la compagnia e riduce il personale. Bene che sia partita la trattativa con il sindacato. Se c'è una vera cordata italiana, al di là delle operazioni elettorali di Berlusconi, ancora meglio.

Berlusconi: pronta l'offerta per Alitalia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Politica Italiana Pagina 109 Berlusconi: pronta l'offerta per Alitalia Il leader Pdl conferma la cordata italiana. "Ma senza i miei figli" --> Il leader Pdl conferma la cordata italiana. "Ma senza i miei figli" Su Alitalia continua il braccio di ferro tra Berlusconi e il governo Prodi. Il Cavaliere rilancia la cordata italiana: offerta a giorni.

Orlando' Lombardoil Cuffaro senza cannoli' ( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per rilevare Alitalia avanzata da Berlusconi ,Orlando è stato chiaro: "stiamo assistendo ad una vera e propria operazione di inside-trading da parte sua, il quale annuncia, che c'è una cordata e la cordata non c'è, e annuncia che di questa cordata potranno far parte i suoi figli, lui che si candida a fare il Presidente del Consiglio,

Berlusconi Alitalia, presto cordata italiana ( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Cavaliere: "i miei figli non entreranno in Alitalia" Berlusconi: Alitalia, presto cordata italiana Tra i candidati anche Eni, Ligresti, Benetton e Mediobanca Roma, 27 mar. - Berlusconi ha fatto i famosi nomi di gruppi interessati all'acquisizione dell'Alitalia. Lo ha fatto in un'intervista rilasciata a "La Stampa" di Torino;

Berlusconi: Alitalia, presto cordata italiana ( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Cavaliere: "i miei figli non entreranno in Alitalia" Berlusconi: Alitalia, presto cordata italiana Tra i candidati anche Eni, Ligresti, Benetton e Mediobanca Roma, 27 mar. - Berlusconi ha fatto i famosi nomi di gruppi interessati all'acquisizione dell'Alitalia. Lo ha fatto in un'intervista rilasciata a "La Stampa" di Torino;

Berlusconi: presto i nomi per Alitalia ( da "Secolo XIX, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Silvio Berlusconi torna alla carica sull'Alitalia: "La cordata italiana? Non è campata in aria, fra qualche giorno saranno noti a tutti i nomi degli imprenditori che faranno certamente un'offerta impegnativa". L'ex premier esclude che i suoi figli siano coinvolti: "Hanno tirato in ballo il conflitto di interesse.

Alain Elkann ai politici: ( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Solo la cultura ci salverà Mentre i candidati premier s'affannano a discutere dei padri adottivi di Alitalia e di sondaggi, gli italiani si mettono in fila davanti ai musei. Alain Elkann che Paese è questo? "Il Paese della bellezza. Nel quale è bastato lanciare l'idea di mettere la cultura al centro del buon governo per essere sommersi dall'entusiasmo".

In cucina come in aereo ècomunque grandeur ( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nessuna preclusione ai francesi visto che in attesa di nuove cordate sono gli unici che ancora vogliono rischiare sull'Alitalia. Però, prima di lasciargli carta bianca forse sarà meglio tener conto dell'esperienza Michelin e prendere delle buone contromisure.

Alitalia, Berlusconi: solo 'indiscrezioni' ( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Smentita la cordat Alitalia citata dal Cavaliere Alitalia, Berlusconi: solo 'indiscrezioni' La compagnia di bandiera non e' nell'agenda di Eni e Mediobanca Roma, 27 mar.- Marcia indietro di Silvio Berlusconi, che ha smentito le dichiarazioni che, secondo il quotidiano La Stampa, avrebbe rilasciato in merito alla cordata italiana candidata all'

Elezioni Casini invita Berlusconi e Veltroni alla serieta' ( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sia in merito alla questione Alitalia, sia sulla questione degli spazi televisivi in campagna elettorale. “Sono dell'idea che la politica sia una cosa seria. Quando strumentalizza migliaia di posti di lavoro perde serietà e io invito Veltroni e Berlusconi ad essere più seri in questa campagna elettorale.

Elezioni: Casini invita Berlusconi e Veltroni alla serieta' ( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sia in merito alla questione Alitalia, sia sulla questione degli spazi televisivi in campagna elettorale. “Sono dell'idea che la politica sia una cosa seria. Quando strumentalizza migliaia di posti di lavoro perde serietà e io invito Veltroni e Berlusconi ad essere più seri in questa campagna elettorale.

Alitalia, Berlusconi solo 'indiscrezioni' ( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Smentita la cordat Alitalia citata dal Cavaliere Alitalia, Berlusconi: solo 'indiscrezioni' La compagnia di bandiera non e' nell'agenda di Eni e Mediobanca Roma, 27 mar.- Marcia indietro di Silvio Berlusconi, che ha smentito le dichiarazioni che, secondo il quotidiano La Stampa, avrebbe rilasciato in merito alla cordata italiana candidata all'

Il Cav tra Alitalia e futuro governo ( da "Opinione, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e futuro governo di Hush Hush Purchè restiate ZITTI ZITTI, registrando che il Cavaliere rilancia su Alitalia e annuncia a giorni l'uscita allo scoperto della cordata di imprenditori, dove invece non ci saranno i suoi figli, vi diamo oggi un primo elenco dei ministri del Berlusconi Ter che si insediarà dopo le elezioni del 13 e 14 aprile con una certa tranquillità se al Senato

Consob, Bankitalia, Uic la trimurti inutile ( da "Opinione, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che le ferrovie sono inutili e piene di esuberi, che l'Alitalia non serve più agli italiani e che traghetti ed autostrade sono un optional. Tutti enti inutili quelli del trasporto o serve buttare giù la merce per venderla meglio agli amici di amici? Sarebbe oltremodo facile rispondere in maniera qualunquistica a questa vecchia domanda.

La mossa di Berlusconi ha bloccato il piano di Prodi e Padoa Schioppa ( da "Opinione, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: raffreddati i bollenti spiriti sciovinisti nei confronti della Francia usurpatrice della Corsica un tempo e di Alitalia oggi: "Berlusconi ha lanciato semplicemente un appello sottolineando che ad adiuvandum si sarebbero potuti presentare anche i suoi figli". Al che, Walter Veltroni non passa giorno che non lo incalzi: "Se c'è una cordata sull'Alitalia bene, si faccia avanti subito".

Nel periodo pasquale ha prevalso il Papa ( da "Opinione, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma è soprattutto la vicenda Alitalia che continua a scatenare reazioni politiche a catena. Nei due giorni delle festività pasquali domina ancora l'annuncio del Cavaliere, che ai microfoni dei Tg conferma l'ipotesi avanzata recentemente, quella di una cordata di imprenditori italiani disposti ad acquistare la compagnia aerea.

Berlusconi ridicolizzato su Alitalia, paura dai sondaggi ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: danno una spinta a Veltroni Berlusconi ridicolizzato su Alitalia, paura dai sondaggi Muore la cordata mai nata, un altro bluff scoperto. Ora può solo perdere Il Cavaliere svela il bluff: non c'è nessuna cordata italiana ma solo "contatti informali con diversi imprenditori ". E in ogni caso, sostiene il leader del Pdl, "bisogna aspettare che la trattativa con Air France si esaurisca"

Comunque, la sua storia è nita ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: esito imbarazzante della sortita su Alitalia conferma che Silvio Berlusconi è alla fine della sua parabola come politico. È seduto su una montagna di voti che si è ricostituita tre anni fa (era allora che andava fatta l'operazione Veltroni, e lui che allora non se la sentì forse adesso se n'è reso conto) e che il Pd non riesce a erodere.


Articoli

"Un t" anche per il Wsj. Ma basterà? (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

GIOVANNI COCCONI Il Partito democratico non si freghi troppo le mani. Le pagelle internazionali non hanno mai fatto vincere le elezioni. Però questa volta la bocciatura arriva da uno dei giornali più autorevoli del mondo, liberista- conservatore, bibbia dell'establishment finanziario e non ostile verso i miliardari. Con l'aggravante che il suo editore è un vecchio amico di Silvio Berlusconi, quel Rupert Murdoch che sarebbe bello sapere se condivide quello che il suo Wall Street Journal ha scritto ieri. Pagina 12 dell'edizione europea. Titolo: "Silvio and Alitalia " . Svolgimento: "In economia Silvio Berlusconi come premier ha deluso. A giudicare dalle promesse fatte in vista delle elezioni del mese prossimo la sua terza volta non sarà un incanto". Segue l'elenco delle promesse fatte da Mr Berlusconi nel 2001 (tagli alle tasse, liberalizzazioni) e lasciate lettera morta. "Durante i suoi cinque anni di governo il Pil è cresciuto in tutto del 3,6 per cento, peggio dell'8,6 francese, o del 4,5 tedesco nello stesso periodo, e molto meno del 17,7 spagnolo o del 13,5 inglese". Ma cosa c'entra l'Alitalia? C'entra, perché per il quotidiano le vicende di questi giorni rivelano che Berlusconi "è un politico disposto a fare di tutto pur di riprendersi il potere. E questa non è certo una buona notizia, né per l'Alitalia né per l'Italia". Conosciamo già l'obiezione. Anche l'Economist nel 2001 scrisse che Berlusconi era "unfit " (inadeguato) a guidare l'Italia e sappiamo com'è finita. Il settimanale britannico ha ripetuto la bocciatura nel 2003 ma Berlusconi è ancora lì, a bordo campo, pronto a rientrare in partita. Anzi, probabilmente certe opinioni, proprio perché "autorevoli", rafforzano il leader del Pdl nella convinzione di rappresentare davvero un personaggio di rottura, un vero outsider anti-establishment, un autentico leader popolare e populista. Eppure la stroncatura del Wsj ci dice qualcosa di più e non solo perché arriva da un giornale certamente non ostile verso il Cavaliere e le sue ricchezze. A non convincere il quotidiano di Wall Street è la gestione imprenditoriale della vicenda Alitalia da parte dell'" imprenditore" Berlusconi. "L'ultima volta che era stato a palazzo Chigi, fra il 2001 e il 2006, salvatori dell'Alitalia Berlusconi non ne aveva trovati, limitandosi a temporeggiare mentre il debito della compagnia volava, raggiungendo ? lo scorso gennaio ? quota 1,3 miliardi di euro. Al signor Berlusconi gli elettori italiani potrebbero chiedere perché non abbia venduto la loro quota dell'Alitalia quando ancora valeva qualcosa, visto che negli ultimi due anni il valore delle azioni è crollato circa del 70 per cento". Non solo. Anche per i sindacati oggi "sarebbe molto più difficile adottare una posizione tanto rigida se non fosse per la copertura politica offerta loro dal signor Berlusconi". Opportunamente il Wsj ricorda le responsabiltà dei sindacati, che oggi "minacciano di far saltare l'accordo" ma che "sono gli stessi che avevano contribuito alle disgrazie dell'Alitalia, coi loro numerosi scioperi, e la loro costante opposizione a una ristrutturazione aziendale. Farebbero bene a ricordarsi il destino dell'ex compagnia di bandiera belga, la Sabena, i cui lavoratori rifiutarono una concessione dopo l'altra fino a che l'azienda non fallì". Conclusione. Il leader del Pdl si è dimostrato "un politico molto più legato alle corporazioni che un sostenitore del libero mercato disposto a fare ciò di cui il paese ha bisogno per rivitalizzare la sua economia in declino". Mr. Berlusconi e il mercato sono due vasi non comunicanti e il mondo degli affari se n'è accorto. Non sappiamo se Mr. Tremonti si fregherà le mani e leggerà le parole del Wsj come un indiretto imprimatur alla sua linea neoprotezionista. Forse nel piccolo recinto di casa nostra non interessano a nessuno. Certamente non faranno guadagnare voti ai suoi avversari. Ma ai tavoli che tanto interessano al ministro dell'economia in pectore per riformare l'economia mondiale certe opinioni come quelle del Wsj contano. Eccome se contano.

Torna all'inizio


Berlusconi "un t" per Alitalia. Stavolta è il Wsj (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

(g.d.v.) Per ritornare al potere Berlusconi è disposto a tutto. Anche a far fallire Alitalia, se la vicenda della privatizzazione può recargli profitto elettorale. Del resto lui di tempo per salvare la compagnia di bandiera ne ha avuto tanto: cinque anni, dal 2001 al 2006. Ed è stato sprecato. I risultati della gestione targata Cdl sono stati scadenti, con il titolo che ha perso il 70 per cento del suo valore. Parole, queste, di un feroce antiberlusconiano? Un attacco dell'alleato tradito Casini? Solita propaganda elettorale di qualche peone della Sinistra arcobaleno? Non proprio. Come già avveniva quando il Cavaliere era premier, è la stampa economica internazionale ad affondare i colpi. Stavolta tuttavia non si tratta né dell'Economist né del Financial Times, entrambi prodighi di critiche nel quinquennio berlusconiano. Adesso è il più conservatore Wall Street Journal a castigare il modo in cui il leader del Pdl sta gestendo la vicenda Alitalia. Basta citare qualche stralcio in ordine sparso per capirne la portata. Per il quotidiano americano in materia economica "l'ultima volta che Silvio Berlusconi ha fatto il premier è stato un po' una delusione". "E a giudicare dalle promesse fatte in vista delle elezioni del mese prossimo, dove già sembra essere il favorito, la sua terza volta non sarà quella buona", continua il giornale finanziario. Anche perché "la settimana scorsa il signor Berlusconi si è espresso contro l'idea di vendere Alitalia. E domani le sue elucubrazioni di oggi potrebbero diventare testo di legge, abbattendo così l'unica diga che separa la compagnia di bandiera italiana dalla bancarotta. Ma questo è anche un segno della sua poca predisposizione alle riforme economiche". Proprio la bocciatura riguardo la politica economica, presente e futura, è quella che più brucia al capo del Pdl. "Il signor Berlusconi aveva promesso tagli alle tasse, una riforma del mercato del lavoro e liberalizzazioni, fallendo in gran parte dei casi ? sentenzia il Wsj ?. Durante i suoi cinque anni di governo il pil è cresciuto in tutto del 3,6 per cento ? peggio dell'8,6 francese, o del 4,5 tedesco nello stesso periodo, e molto meno del 17,7 spagnolo o del 13,5 inglese". E ancora: "Il signor Berlusconi si è dimostrato molto più un corporativista, contrario alla competizione del libero mercato, che un liberista disposto a fare ciò di cui il paese ha bisogno per rivitalizzare la sua economia in declino". Dal generale al particolare, il quotidiano di Murdoch bacchetta anche la gestione di Alitalia da parte della vecchia Cdl. "L'ultima volta che era stato a Palazzo Chigi, invece ? fra il 2001 e il 2006 ? salvatori dell'Alitalia Berlusconi non ne aveva trovati, limitandosi a temporeggiare mentre il debito della compagnia volava, raggiungendo ? lo scorso gennaio ? quota 1,3 miliardi di euro. Al signor Berlusconi gli elettori italiani potrebbero chiedere perché non abbia venduto la loro quota dell'Alitalia quando ancora valeva qualcosa, visto che negli ultimi due anni il valore delle azioni è crollato circa del 70 per cento". E per finire un'aperta critica al fatto che con la sua strategia il Cavaliere finisce col dare una copertura politica all'attività di interdizione che svolgono i sindacati nella trattativa con AirFrance. Ma del resto lo stesso giornale se lo spiega nella chiusa dell'articolo: "È un politico disposto a fare di tutto pur di riprendersi il potere. E questa non è certo una buona notizia, né per l'Alitalia né per l'Italia".

Torna all'inizio


L'ouverture di Spinetta (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

LA VENDITA DI ALITALIA Venerdì il nuovo piano di Air France ma Tps fa sapere che il termine del 31 marzo resta L'ouverture di Spinetta (ra. c.) Monsieur Spinetta forse solo ora riesce a farsi un'idea precisa di che cosa è l'Italia e del nuovo mercato nel quale vorrebbe mettere tutti e due i piedi. Un paese nel quale l'isterismo elettorale agitato strumentalmente dal capo dell'opposizione si alterna a momenti di orgoglio padano. In cui i ministri di un governo dimissionario si accapigliano pubblicamente a proposito dello stato di salute di una compagnia di bandiera che è sul mercato da oltre un anno proprio perché finanziariamente in difficoltà. In cui i sindacati fanno la voce grossa, ma comunque sono disposti a mettersi al tavolo per capire se c'è lo spazio per trattare. In cui in borsa il titolo è sull'ottovolante da oltre una settimana e, nell'indifferenza generale, continuano a passare di mano generose percentuali di capitale sociale nell'indifferenza generale: ieri il titolo è schizzato in alto del 32% mentre sono stati scambiati oltre 71 milioni di azioni. Il presidente di Air France, Jean-Cyril Spinetta, nell'incontrare ieri i sindacati ha mandato, però, un segnale inequivocabile: disponibilità a trattare. E questo perché i francesi sono convinti che una volta convinti i sindacati, l'operazione è fatta. Sono loro l'interlocutore ormai di riferimento. Anche perché all'orizzonte, nonostante gli annunci di Berlusconi, non si vede nessuna cordata. E così Spinetta ha dato appuntamento per venerdì alle 12 quando presenterà ai sindacati un nuovo documento come base della trattativa. Nell'incontrare ieri le nove sigle sindacali alla Magliana, il numero uno della compagnia franco-olandese si è detto disponibile a rivedere la proposta originale concedendo aperture sia per quanto riguarda gli esuberi per i piloti, sia sul piano sociale ("nessuno sarà lasciato per strada"), sia sui tempi (se il tesoro è d'accordo si può trattare oltre il 31 marzo). Tuttavia, se per i francesi è possibile dare più tempo ai sindacati, il ministro dell'economia Tps ? a colloquio ieri pomeriggio con il premier Prodi a palazzo Chigi ? non intende cedere. Il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, ha riferito che l'azionista conferma la scadenza del 31 marzo anche se sta ai sindacati decidere se proseguire. L'impressione è che se il documento di venerdì sarà considerato positivamente come superare anche la scadenza del 31. Come si ricorderà la scadenza era stata fissata ai sindacati per una loro risposta sull'operazione. Solo un via libera da parte dei sindacati, ha sempre dichiarato Air France, sarà una premessa alla concretizzazione della proposta d'acquisto. Il progetto iniziale prevedeva 2.100 esuberi, lo smembramento dei servizi al suolo e la soppressione delle attività cargo entro il 2010. Ora si attende il nuovo documento di Spinetta e tutto dipenderà da quel che ci sarà scritto. Tuttavia la disponibilità di ieri di Spinetta a trattare su esuberi, cargo e perimetro aziendale lasciano intendere la possibilità di trattative. Secondo i sindacati i francesi potrebbero mettere nero su bianco la reinternalizzazione di tutto l'handling a Fiumicino e di tutta la manutenzione leggera. E sempre i sindacati hanno ieri riferito che Spinetta avrebbe proposto per Az Fly tre accordi separati, uno per categoria: piloti, assistenti di volo e lavoratori di terra. Spinetta ha mostrato ottimismo dicendo di credere nella possibilità per Alitalia di crescere in seno a Air France-Klm. Senza contare che nei prossimi 3 anni 180 giovani piloti potranno passare su base volontaria ad Air France con prospettive di far carriera velocemente. I sindacati per ora aspettano che Spinetta scopra le carte; tuttavia iniziano a parlare, dopo le chiusure dei giorni scorsi, di timide aperture anche se "ancora insufficienti ? spiega Claudio Genovesi segretario nazionale della Fit-Cisl ? per riconsiderare il giudizio dei sindacati sull'insieme della proposta per l'acquisizione di Alitalia". Per il presidente dell'Unione piloti Massimo Notaro "siamo davvero molto lontani e resta tutta la nostra preoccupazione per l'eventuale sopravvivenza di Alitalia. Il cargo si ferma, gli aerei vengono messi a terra e si riduce il lungo raggio. Anche se ci sono state timide aperture al dialogo per ora siamo fermi alle valutazioni negative dei giorni scorsi. Noi vogliamo trattare, comunque, fino alla fine senza la scadenza ultimativa del 31 marzo prossimo che riguarda soltanto Prodi e Padoa-Schioppa".

Torna all'inizio


[FIRMA]UGO MAGRI ROMA Di pensioni s'è parlato un giorno, poi tanti saluti. Se si ecc (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Ettuano un paio di frasi mal dette, o male intese, e comunque presto rettificate di Berlusconi e di Fini, l'argomento sparato forte martedì da Veltroni è già scomparso dai radar. Invece che di programmi per il popolo, la campagna elettorale torna a nutrirsi di se stessa: strategie, duelli tra leader, spazi in tivù. Soprattutto sondaggi. Nelle ultime ore ne sono stati pubblicati quattro. Tre all'incirca combaciano, segnalando un vantaggio Pdl tra i 7 gli 8 punti percentuali. Un quarto studio, Ipr-Repubblica, prova invece a indovinare come verrebbe il Senato. E, sorpresa, viene fuori che Berlusconi nel migliore dei casi strapperebbe 5 seggi di maggioranza, 160 eletti contro i 155 delle opposizioni unite. Tolti i senatori a vita, che certo non pendono verso destra, saremmo al pareggio più perfetto. Com'è possibile? Per effetto del "Porcellum", ogni regione fa storia a sé e assegna un premio a chi vince. Le regioni in bilico sono 4-5. A moltiplicare l'incertezza provvede lo sbarramento dell'8 per cento. Se Bertinotti e Casini lo superano, il Cavaliere piange; se i due non ce la fanno, Silvio festeggia. Il sondaggio Ipr-Repubblica calcola un risultato super per entrambi, e Berlusconi protesta, tutto falso, "avremo 30 senatori in più". Per Veltroni invece è la dimostrazione che "yes, we can", si può ancora fare, "ogni giorno il divario si accorcia", e quelli del Pdl "se gli va di lusso avranno una maggioranza di 3-4 seggi". Dal Loft qualcuno si lancia sulle ali dell'entusiasmo. Franceschini: "Il distacco è quasi scomparso perché alcuni punti percentuali a 3 settimane dal voto significano che quel distacco non c'è già più...". Grande mobilitazione domenica, con 12 mila gazebo in piazza "per far partire la rimonta finale, è come se mettessimo la freccia del sorpasso". Brontola il Cavaliere: "Veltroni dice due bugie ogni tre righe, vecchia ricetta stalinista". Ma Walter gliene ha piazzata un'altra, ancor più dolorosa. Berlusconi stasera sarebbe dovuto andare da Vespa, e già aveva pronto uno show su Alitalia al grido: "Non facciamoci colonizzare dai francesi". Ma l'esibizione è saltata. I vertici Rai (Petruccioli-Cappon) hanno messo il veto dopo uno sguardo al palinsesto di "Porta a Porta". Di qui al voto, risultavano due presenze del leader Pdl e una del segretario Pd, dunque hanno pareggiato il conto. Bonaiuti, portavoce di Berlusconi, è fuori dalla grazia di Dio, il Cavaliere denuncia "la solita prepotenza della sinistra". Viale Mazzini giura che non si poteva fare diversamente. Però il "giallo" c'è. Versione di Vespa: il portavoce del Pd, Martino, s'era fatto vivo prima di Pasqua per suggerire una carrellata di leader questa settimana. Detto, fatto. Senonché poi Veltroni ci ha ripensato, ufficialmente per i suoi impegni, pronto a disdirli solo nel caso di un faccia a faccia con Berlusconi. Come dire: o si confronta con me, oppure rinuncia al video... Il Pd racconta una storia diversa. Mai chiesto una puntata per Walter questa settimana, la disponibilità data a Vespa si riferiva all'ultima prima del voto, che invece resta confermata. A chi credere? Bonaiuti non ha dubbi, punta l'obice su Petruccioli, fino a ieri considerato buon garante ora non più: "Veltroni batte i piedi e Petruccioli subito si spaventa". Qualcuno al Plebiscito propone la ritorsione: con una scusa qualunque, niente Berlusconi da Vespa l'ultima settimana di campagna, così pure Veltroni per "par condicio" dovrà essere oscurato... Figurarsi se si farà mai il confronto televisivo tra i due. Veltroni insiste per mostrare che l'altro lo teme, "sono pronto dove, quando e come vuole lui, anche sulle sue reti, purché non scappi". Berlusconi: "Scappare io? Per carità, in un confronto tivù straccerei qualunque avversario...". Gentiloni: "E' come quelli che a Roma dicono: "Areggeteme che je meno"". Bonaiuti: "Mi congratulo con Gentiloni per il linguaggio elegante da ministro". Battute e battibecchi. Altri 17 giorni così.

Torna all'inizio


Piazza Affari torna a inserire la retromarcia con il Mibtel che fa -0,40% a 23.846 punti e l'S& (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

P/Mib -0,55% a 31.281. Male soprattutto le banche: Unicredit -1,90% a 4,18 euro, Intesa Sanpaolo -1,67% a 4,42 euro, Mediobanca -1,73% a 12,86 euro e Bpm -0,83% a 7 euro. Quasi fermo Mps (-0,28% a 2,82 euro), va controcorrente il Banco Popolare (+0,98% a 11,1 euro). Nelle assicurazioni Fonsai perde il 4,5% a 26,05 euro e Alleanza lo 0,34% a 8,14 euro. Bloccate le Generali (+0,04% a 28,09 euro), avanza invece Unipol (+1,13 per cento a 1,88 euro). Nell'energia avanzano di conserva Eni (+0,33% a 21,41) ed Enel (+0,30% a 6,63 euro). Con la stessa prudenza si muove, nelle Tlc, il titolo Telecom (+0,37% a 1,34 euro) mentre nello stesso settore fa boom Fastweb (+4,22% a 19,22 euro). Nel comparto industriale Fiat arretra dell'1,02% a 13,52 euro mentre si registra un quasi simmetrico avanzamento per Pirelli (+1,04% a 0,72 euro) grazie alla pubblicazione di conti migliori delle attese. Fra i titoli in grande spolvero, Alitalia continua ad andare forte (+26,1% a 0,57 euro) superata però nell'ultimo prezzo dal 25% di Isagro, che ha fatto addirittura +33,12% nel riferimento. Corre Impregilo (+9,84% a 2,81 euro) grazie a commesse da un miliardo di euro nel giro di 24 ore negli Usa e in Libia.

Torna all'inizio


Cv Alital 1073,628<TD class (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cv Alital 10 73,628 68,901 cv B Ifis 09 99,766 99,753 cv Bco Popol 10 100,528 100,506 cv Beni Sta 11 92,291 92,180 cv BIM 15 90,224 90,000 cv Carige 13 114,876 114,876 cv Mi-A2a 09 114,416 111,690 cv SIAS 17 92,587 92,110 cv Snia 10 92,600 101,010 cv Vitt Ass 197,000 197,000 Telecom IT CV 10 109,888 109,974.

Torna all'inizio


Covest: attenti all'ambiente ma anche ai posti di lavoro (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

MALPENSA.IL COMITATO CHE DIFENDE L'OVEST TICINO Covest: attenti all'ambiente ma anche ai posti di lavoro [FIRMA]FRANCO FILIPETTO VARALLO POMBIA Si è riunita l'Assemblea dei soci del Covest, il Comitato che difende l'ambiente dell'Ovest Ticino, in particolare dagli inquinamenti prodotti da Malpensa. Sotto la presidenza di Elena Strohmenger, in seduta straordinaria, è stato rinnovato il consiglio dei revisori dei conti. Successivamente, in seduta ordinaria, è stato discusso ed approvato il Bilancio economico del 2007, che registra entrate ed uscite attorno ai 3.900 euro. L'incontro è proseguito con la discussione delle linee guida per l'anno in corso. "Attenzione all'ambiente, ma nel contempo rispetto anche dei posti di lavoro" ha premesso a margine della seduta la Strohmenger. Da quando si è aperto ufficialmente Malpensa 2000, le rotte sul territorio piemontese sono diminuite per un riequilibrio verso i cieli della Lombardia che è avvenuto dopo le pressanti richiesta da parte del Coordinamento degli enti locali e del Covest stesso. "In questo momento l'attenzione politica e dell'opinione pubblica è rivolta più alla vicenda Alitalia e alla difesa dei posti di lavoro che non all'ambiente. Il Covest, comunque, non ha abbassato la guardia sull'inquinamento causato dall'aeroporto" ha detto la Strohmenger. Sono state avanzate proposte per mantenere desta l'attenzione sulle conseguenze procurate dallo scalo attraverso incontri nelle scuole, la presenza alla Fiera del Lago Maggiore. Non sono ancora state predisposte la Via e la Vas, la Valutazione di impatto ambientale e la Valutazione ambientale strategica, condizioni previste dall'Unione europea una volta superati i 21 milioni di passeggeri, quota che per lo scalo lombardo è già stata raggiunta e superata.

Torna all'inizio


Svolta imminente fra interessi e critiche (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

LE PARTI IN CAMPO Svolta imminente fra interessi e critiche Per il Covest su Malpensa si è a una svolta critica. Da una parte la Regione Lombardia, con Province e Comuni interessati (in testa Milano), che preme per un'ulteriore espansione e coglie la crisi Alitalia come occasione di rilancio. Si invoca l' "hub" lombardo risorsa indispensabile per l'economia del Nord. La Regione Lombardia si fa carico, con la nuova legge, della gestione e supervisione del traffico aeroportuale internazionale. Dall'altra ci sono le forze critiche, ambientaliste e non solo - lombarde e piemontesi tra cui il Covest - che chiedono con forza un ripensamento su solide ragioni. Lo scalo è tuttora privo di una valutazione di impatto ambientale e strategica (Via e Vas) che è obbligatoria per norma europea al di sopra dei 21 milioni di passeggeri. Su Malpensa volerebbero vecchi aerei altrove fuori legge. Le rotte sono senza una vera regola e in gran parte i decolli gravano sull'Ovest Ticino e sul Piemonte con percentuali tra il 55% e il 75%. L'inquinamento atmosferico conseguente è grave e ci sono già studi epidemiologici con aumento di malattie tipiche del caso: è ormai testato che un solo aereo in decollo inquina quanto centinaia di auto non catalizzate. In queste condizioni, secondo gli ambientalisti, il Parco del Ticino, area tutelata dall'Unesco, è destinato alla distruzione.

Torna all'inizio


METAFORA ITALIANA (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Marcello Sorgi METAFORA ITALIANA Anche se di primo acchito verrebbe quasi da scherzarci su, il vertice straordinario, del governo in ordinaria amministrazione, dedicato alla mozzarella, è un affare molto serio. Vuol dire che dopo quella della "monnezza", e contemporaneamente a quella dell'Alitalia, la crisi delle esportazioni del prelibato formaggio di latte di bufala campano ha ormai assunto dimensioni da vera emergenza. Rischia cioè di ripercuotersi sul resto della già malandata economia italiana. Come sia potuto arrivare un paese che pure in tempi non lontani ha occupato con onore il quinto o il sesto posto al mondo per innovazione, sviluppo e quel che una volta si usava chiamare progresso, a identificarsi con le sorti di un suo formaggio, anche se uno dei più globalmente famosi e apprezzati, è difficile dirlo. La Francia, per dire, che ha egualmente un'industria e una produzione casearia raffinata e gustosa, non s'identifica certo con il camembert. Né la Svizzera con l'emmenthal o l'Inghilterra con il cheddar cheese. L'Italia invece è - e speriamo di non dover dire era - famosa per la sua mozzarella, come sa bene chi ha vissuto all'estero, ha visto gente di diverse etnie affollare i ristoranti italiani e contendersi preziosi bocconcini di "bufala" a prezzi indecenti. O addirittura entrare in pericolosi giri di contrabbando in cui pusher misteriosi, quasi spacciassero droga, chiamando sui cellulari ad ore improbabili e presentandosi con nomi di fantasia, tipo "Gianni from Naples", li consegnavano nottetempo a emigrati di lusso, in quartieri come Belgravia o Knightsbridge a Londra, senza garanzie né ricevute fiscali. Forse già in questo c'è una risposta, o una prima spiegazione, della metafora italiana della mozzarella. Un paese che non è capace neppure di gestire o commercializzare le proprie eccellenze, che le diffonde con almeno due diversi mercati - uno dei quali, inevitabilmente, ricorda la vecchia "borsa nera" -, che non è in grado di certificare provenienze, qualità dei marchi, composizione organolettica, che non ha capito che qualcosa non va se in un supermercato straniero in cui tutti i giorni consumatori globalizzati fanno la spesa è possibile comperare generi di qualsiasi pezzo di mondo - carne argentina, pesce giapponese, vini australiani o sudamericani, champagne francese, latte svizzero, frutta esotica -, ma non, o non tutti i giorni, formaggi italiani, non solo mozzarella: ecco, un paese così, prima o poi va a cozzare sulla crisi della bufala. Abbiamo la Ferrari, la nazionale di calcio campione mondiale, abbiamo un patrimonio culturale e artistico unico e senza rivali, abbiamo la moda e una tradizione di eleganza invidiate da tutti, ma chiunque s'accosti a questi esempi di successo italiano, non li percepisce come regola, ma come eccezione. E purtroppo per noi, l'Italia di questi giorni, di questi anni, rimane nel mondo quella dell'Alitalia da cedere di corsa al primo offerente per non vederla fallire, delle montagne di rifiuti di Napoli contro cui sono andati a sbattere la testa ben sei commissari - l'ultimo, sconfitto anche lui, il superman De Gennaro -, delle strade strette e ingorgate da file inestricabili di automobili, dei treni che non arrivano mai, o viaggiano mediamente a una velocità pari a metà di quelli europei. Non è dato sapere dove porterà la crisi della mozzarella. E' prevedibile, presto, in qualche modo annunciata, a quella della pizza, altro biglietto da visita italiano diffuso in tutto il mondo. Poi a quella del pomodoro. O ancora - Dio non voglia! - a una flessione di tutte le esportazioni dell'industria alimentare nazionale, quando non di tutto il "made in Italy". E in questo quadro, la cosa che fa più rabbia è che l'Italia, nel passato anche recente, ha saputo cavarsi fuori da guai ben peggiori di questo. Siamo stati capaci di sconfiggere il terrorismo, di arrestare i capi della mafia. Ma sulle strade di Napoli e sui pascoli di qualche migliaio di bufale campane che non riusciamo a ripulire, ci stiamo perdendo la faccia. E non solo. Irrimediabilmente sporca, ormai, è anche la nostra coscienza.

Torna all'inizio


Berlusconi: ecco la mia cordata (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Domani riparte la trattativa di Air France con i sindacati. Il titolo della compagnia italiana sospeso per eccesso di rialzo Berlusconi: ecco la mia cordata Il Cavaliere: per Alitalia insieme i Benetton, Mediobanca, Ligresti e l'Eni Silvio Berlusconi torna sulla vendita di Alitalia, rilanciando la cordata di imprenditori di cui parla da giorni. "Gli imprenditori - spiega - chiederanno di avere tre o quattro settimane per conoscere la situazione reale prima di presentare una loro offerta impegnativa". Domani intanto il gruppo franco-olandese riprenderà la trattativa con i sindacati su un piano che viene definito "solido, preciso e dettagliato". Il ministro Padoa-Schioppa riferirà sulla situazione il 2 aprile alla Camera. Il titolo della compagnia di bandiera è stato sospeso in Borsa per eccesso rialzo. ALLE PAGINE 4 E 5.

Torna all'inizio


[FIRMA]AUGUSTO MINZOLINI Nel cortile di Palazzo Grazioli, di ritorno da un comizio a Viterbo orga (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Nizzato per consolidare il risultato elettorale in una regione in bilico come il Lazio, Silvio Berlusconi svela qualche segreto di quello che un domani sarà ricordato come il capolavoro di questa campagna elettorale: la questione Alitalia. "Inutile che gli altri ci scherzino su - esordisce il Cavaliere - la cordata italiana esiste, eccome. I nomi sono diversi, dalle banche a quelli che in questi giorni mi hanno confidato il loro interessamento. Da Ligresti, a Benetton. Poi naturalmente c'è Mediobanca. E ce ne sono molti altri, come l'Eni che ha tante risorse, che può partecipare direttamente all'operazione e che ha un grande interesse in questa vicenda: come può il più grande gruppo italiano a livello internazionale permettere che il nostro Paese perda la sua compagnia di bandiera? Vi rendete conto che contraccolpi subirebbe?". Appunto nella testa del Cavaliere l'Alitalia è diventata una questione di "interesse nazionale". "Vede - fa presente - io pensavo che la trattativa in cui si è impegnato il governo portasse ad una fusione con Air France. Tipo quello che è avvenuto con la Klm. Insomma, pensavo che si creasse un polo franco-italiano. Ma questa è un'acquisizione e basta, e io non ci sto. Come facciamo a dare la nostra compagnia di bandiera ai francesi che sono forti nei nostri stessi settori: dal turismo alle opere d'arte, alla moda. E' una follia. Ma secondo voi, i francesi, i turisti cinesi o indiani li porterebbero nel loro Paese o in Italia? Non esiste. Questo è un argomento sentito. Capisco che Veltroni non ne voglia parlare visto che il suo governo è quello che ha combinato questo pasticcio. Ma l'Alitalia è una questione importante. Lo dimostrano i sondaggi. Lo dimostra il fatto che l'applauso più lungo che ho riscosso a Viterbo è quando ho difeso l'italianità della nostra compagnia aerea". Forse ha ragione il Cavaliere. Per capire quello che sta avvenendo su Alitalia bisogna capire l'opinione pubblica, leggere i sondaggi, ma non quelli contraddittori che sfornano i vari istituti e magari finiscono sui tabelloni di Porta a Porta commentati in maniera ancora più confusa. Bisogna studiarne altri. Quelli che analizzano l'impatto sul corpo elettorale di questo o quell'argomento e che condizionano le campagne elettorali di Berlusconi e Veltroni. Ebbene, sia quelli in mano al gruppo dirigente del Pdl, sia quelli sulle scrivanie del vertice del Pd, hanno recepito un segnale abbastanza chiaro: con la battaglia a difesa dell'italianità della nostra compagnia di bandiera e di Malpensa il Cavaliere ha guadagnato un consenso che può essere quantificato sull'1,5% in una settimana e, soprattutto, ha azzerato gli sforzi di Veltroni per sfondare al Nord. Un dato non indifferente, che spinge Berlusconi a continuare nella sua azione mentre consiglia a Veltroni di accantonare l'argomento il prima possibile. Così mentre quest'ultimo ha mandato in avanscoperta un luogotenente fidato come Ermete Realacci per lanciare l'idea di rimettere la patata bollente nelle mani del prossimo governo, Berlusconi ieri ha indicato un percorso che farà diventare Alitalia un tema centrale delle ultime due settimane di campagna elettorale: ha annunciato che fra qualche giorno la cordata italiana verrà in superficie e chiederà quattro settimane per presentare un'offerta alternativa. Insomma, un copione per cui da qui in avanti non si parlerà d'altro. L'argomento non può che avvantaggiare il Cavaliere. Intanto perché la posizione del governo sulla trattativa appare debole a molti: anche il mecenate del Pd Carlo De Benedetti ha criticato il comportamento del governo. Poi, perché il leader del Pd ha già ottenuto un risultato: la trattativa si stava chiudendo su "un prendere o lasciare" di Air France e solo il suo "altolà" l'ha riaperta. Infine perché il "caso Alitalia" sta riportando alla ribalta Prodi, "lo scheletro che Veltroni - parole di Berlusconi - voleva nascondere nell'armadio". La trattativa con Air France, infatti, si è svolta tutta all'interno del salotto prodiano: il premier c'è dentro in prima persona; il numero uno di Alitalia, Maurizio Prato, è un uomo del Professore; e, può sembrare paradossale, ma anche il compratore, Air France, è assistito da un prodiano, quel Francesco Mengozzi che nel 2001 il braccio destro dell'attuale premier, Enrico Micheli, mise alla testa della compagnia di bandiera per risanarla, e ora è l'advisor della banca di affari Lehman Brothers che affianca Parigi nella trattativa. Elementi che nella testa del Cavaliere bastano e avanzano per dimostrare che Palazzo Chigi ha favorito Air France. "Mai visto un bando di gara così - ha ironizzato Giulio Tremonti - : come una caccia sull'isola del Tesoro, fai dieci passi seguendo il volo del grande falcone, gira a destra lungo la stella luminosa". Anche la storia della "cordata italiana" che tiene in suspense media e opinione pubblica, si sta rivelando uno strumento efficace in questa campagna elettorale. Del resto Berlusconi, favorito nella corsa elettorale, non ha certo difficoltà a mettere insieme un gruppo di imprenditori che dovrebbe solo lanciare un'offerta che sarà valutata solo dopo il voto, magari proprio da lui che nel frattempo sarà approdato a Palazzo Chigi. "Si vede - ha osservato ieri Pierferdinando Casini con una punta di sarcasmo - che la cordata partecipa alla campagna elettorale". Insomma, su Alitalia Berlusconi ha molto da dire. Al contrario di Veltroni. E poco importa se nel gennaio 2006 l'attuale leader del Pd sognasse una cordata italiana per Alitalia usando gli stessi argomenti del suo avversario di oggi. Adesso Veltroni è costretto a difendere le posizioni del suo governo, quello di Prodi. Già, nella vicenda Alitalia si condensano i crucci e i limiti della campagna elettorale del leader del Pd. A cui, appunto, non resta che parlar d'altro, chiedere un duello tv con il Cavaliere ma rinunciare alla puntata di Porta a Porta per non essere inchiodato su questo tema scivoloso. "Già, Veltroni vuole parlare - dice Berlusconi nel cortile di Palazzo Grazioli - solo degli argomenti che gli interessano. E io non capisco perché, se Veltroni decide di non andare in una trasmissione prevista per lui, anch'io sono costretto a rinunciare alla mia. Quindi se decidessi di non partecipare al ciclo di Porta a Porta che precede la domenica elettorale, anche lui dovrebbe rinunciare. Le sembrano logiche regole del genere? A me sembrano regole del cavolo".

Torna all'inizio


"Troppe promesse senza soldi" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

IL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA: DISTINGUERE LA REALTÀ DALLA CAMPAGNA ELETTORALE "Troppe promesse senza soldi" [FIRMA]ROBERTO GIOVANNINI ROMA È "amareggiato", il presidente di Confindustria Luca Montezemolo per il fatto che la difficile situazione di Alitalia sia diventato argomento da usare in vista delle lezioni, per giunta in modo non del tutto chiaro e trasparente. Della sorte della compagnia di bandiera - afferma - "non voglio parlare perché vedo con amarezza che è diventato un tema della campagna elettorale". Del resto - aggiunge il leader di Confindustria a margine di un convegno organizzato dalla Luiss sulla internazionalizzazione delle imprese italiane - "quelli che precedono il voto sono i periodi delle grandi promesse: tutti promettono di abbassare le tasse, ma nessuno ci spiega dove si trovano i soldi per farlo, dove tagliare". Se l'obiettivo è quello di tornare a far crescere il Paese, "bisogna fare delle scelte", ha detto Montezemolo, bisogna dare "più attenzione" al Sud e alle potenzialità dello scenario internazionale, e soprattutto alle imprese. Il bilancio di questi quattro anni sul fronte delle esportazioni del made in Italy (+35,5%) è molto positivo, e girare il mondo dovrà essere una priorità sempre più sentita dalle grandi e piccole aziende anche in futuro. Ma per farlo bisogna "attrezzarsi" contro la congiuntura mondiale "difficile e dura": un compito per le imprese, ma anche per le molte strutture pubbliche di supporto all'export. Partendo dallo sfoltimento delle missioni "inutili e controproducenti" di governatori e assessori regionali, che creano "dispersione di energia, di denaro e sono di scarsa utilità per gli imprenditori". Utile anche la fusione del ministero del Commercio Internazionale in quello degli Esteri, che "potrà dar luogo all'auspicata unitarietà d'azione nella nostra politica internazionale". Il suggerimento non è piaciuto però alla (dimissionaria) titolare del dicastero, Emma Bonino. "Credo che nel mondo di oggi il commercio internazionale necessiti di un ministro a tempo pieno, anzi super pieno", ha ribattuto seduta allo stesso tavolo di Montezemolo e di Massimo D'Alema che ha invece sottolineato "l'elemento guida" del ministero degli Esteri. Per una migliore penetrazione internazionale delle imprese italiane "bisogna rafforzare l'autorevolezza dello Stato centrale - ha sottolineato il ministro degli Esteri bocciando anche lui la "sbornia federalista". Tesi con cui concorda il presidente della Fiat: "Il modello federalista può forse funzionare in altri ambiti, ma certamente non nell'internazionalizzazione".

Torna all'inizio


Professor Martino, la convince Berlusconi su Alitalia? E' stata ed è un pozzo sen (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Professor Martino, la convince Berlusconi su Alitalia? "E' stata ed è un pozzo senza fondo di quattrini del contribuente. Una vergogna e un discredito nazionale. La sigla, come dicevano gli inglesi, di "always late in taking-off, always late in arriving": sempre in ritardo, in decollo come in arrivo. Con le tariffe più demenzialmente care del mondo: a guardare i costi del biglietto Milano sembra lontana il doppio di New York. Alitalia andava venduta al miglior offerente. E' quello che Berlusconi voleva dire, e una reale gara non c'è stata". Berlusconi non l'ha venduta, quando era al governo. E il Wall Street Journal gliel'ha rinfacciato. "Credo che il Wall Street Journal ce l'avesse più col dibattito tutto impostato sul protezionismo e sulla critica alla globalizzazione, che con Berlusconi. Fossi stato in lui, che però è un premier e ha giustamente compatibilità diverse, l'avrei venduta al miglior offerente, sottoponendo la decisione al Parlamento italiano. Perché, oltretutto, c'è da dire che l'idea di compagnia di bandiera non esiste al mondo". Che le pare di queste proposte di riforma delle pensioni del Partito democratico e del Popolo della libertà? Chi copia chi? "Tutta demagogia da campagna elettorale, per gli uni e per gli altri, anche se, per carità, è certo reale il problema di aumentare le minime alla povera gente che non riesce a campare. Ma il problema vero è che il sistema pensionistico italiano non è sostenibile, e in più è iniquo, dato che viene finanziato non con quanto accumulato, ma con le imposte, perché tali sono i contributi obbligatori. E' impostato come ai tempi del suo inventore, il conte Bismarck, e tutto è andato bene finché le cose son rimaste quelle del 1881, si andava in pensione a 70 anni, quando la maggior parte delle persone a settant'anni non ci arrivava. Oggi l'aspettativa media di vita è di 73 anni per gli uomini e 84 per le donne, e si va in pensione a 57. Dunque, credo che bisognerà rivedere il sistema. Ci sono i ricchi e ci sono i poveri. I poveri non hanno soldi, e a loro deve provvedere lo Stato. Ma i ricchi il vitalizio devono pagarselo da soli. Perché così si svilupperebbe un sistema di fondi pensione in concorrenza tra loro, rendendo enormemente più efficiente il mercato di capitali, aumentando il flusso del risparmio. Si salverebbero le pensioni e l'economia tutta sarebbe più prospera e dinamica". Lei sa che Berlusconi ha già comunicato ufficialmente che non toccherà le pensioni? "La campagna elettorale è così. E la strategia giusta di Berlusconi è sempre stata quella di porsi un obiettivo per volta. Ma sa che il problema c'è". La sua soluzione sulle pensioni è liberismo puro. Come fa a convivere nel Pdl col mercantilista Tremonti, fautore del "mercatismo"? "Cos'è il mercatismo? Nessun economista ne parla. Tremonti stesso ha definito le sue idee filosofiche, e infatti è un brillante intellettuale". Tremonti, con la sua critica alla globalizzazione e il suo istinto protezionistico, è fortemente sospettato di diventare il prossimo ministro dell'Economia... "Non sono affatto entusiasta all'idea che il Pdl vada al governo con un superministro all'Economia così. Ma il problema non è Tremonti, che tra l'altro è un grande tributarista e non ha eguali se si tratta delle Finanze, conosce il sistema fiscale italiano come nessun altro. Il fatto è che secondo me non può essere una sola persona il responsabile della politica economica complessiva. Tutt'al più si può cancellare il Bilancio, ma bisogna dividere il dicastero delle entrate da quello delle uscite. Quanto al resto, continuo a ritenere che difendere il protezionismo è sbagliato e assurdo, riproporlo oggi è come voler riprodurre gli stessi errori che si commisero prima della crisi del '29, quando gli ostacoli al libero commercio furono corresponsabili della grande depressione del '29-'33". Negli Stati Uniti il liberismo impazza, ma la Fed apre una linea di credito affinché una grande banca d'affari, Jp Morgan, possa salvare dal fallimento un'altra grande banca d'affari, Bears Stearn. Il mondo alla rovescia, o alla Tremonti, non le pare? "Assolutamente no, perché la Fed fa quello che colpevolmente non fece nel '29, facendo fallire il trenta per cento delle banche statunitensi. Oggi fa qualcosa che è nei suoi compiti istituzionali, perché punta a sostenere la liquidità essenziale al funzionamento di tutta l'economia americana".

Torna all'inizio


La cordata per Alitalia e il ruolo di Berlusconi Prodi, sovvenzionando l'Alitalia nel decl (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Ino degli Anni 80-90, invece di ristrutturarla con contenimenti di spesa e con drastici ridimensionamenti d'obiettivi, ha portato la Compagnia di bandiera allo stato penoso, drammatico attuale. L'unica salvezza era che un altro organo competente, come un'altra Compagnia aerea, se ne prendesse cura con il fine di non farla cadere in mano a neo-furbetti del quartierino, pronti a dissanguarla definitivamente. La globalizzazione ormai non ha nazionalità. Anche se proprietari stranieri avrebbero potuto favorire la politica generale del proprio Stato in termini di turismo, cultura, presenza mondiale, sicuramente avrebbero capovolto lo stato deficitario dell'Alitalia, assicurandole un degno futuro vitale, anche se, ripeto, al service du roi. In pratica l'Alitalia sarebbe stata salvata, ma il "made in Italy", a lungo andare, ne avrebbe risentito. Ora, se viene fuori un Berlusconi, industriale con precedenti encomiabili, ed afferma che una "scalata" formata da capitali italiani potrebbe prendere il posto di quella franco-olandese, perché non credergli? Non capisco perché proprio Casini è il più scatenato, e perché invece di concedere, tra risatine sarcastiche, solo 48 ore di tempo per organizzare un potenziale accordo finanziario, Veltroni ed il bofonchiante astioso Prodi, non si sono comportati come una Bonino o addirittura un Giordano che hanno detto: ben venga anche il capitale italiano se possiamo salvare il lavoro italiano per migliaia di dipendenti! Se vince l'Alitalia italiana, vince anche tutta la Nazione Italia! Certo, una cosa risulta chiara: se dopo quei facili sputtanamenti che hanno immediatamente sparato contro Berlusconi, dandogli del fanfarone imbonitore in cerca di propaganda elettorale, Veltroni e Casini e Di Pietro si troveranno di fronte al Cavaliere che, per qualche miracolo, sia riuscito a riportare in Italia l'Alitalia, se ne dovranno andare a pascolare in qualche valle sperduta del Kosovo... e non come forze di Pace Onu, ma come capre! ROBERTO PEPE Accettereste che Veltroni facesse una società per comprare le case popolari dismesse dallo Stato "per poter poi continuare a mantenerle a prezzi popolari?" Sarebbe il suo un obiettivo popolare e condivisibile, ma sarebbe davvero il suo ruolo, in piena campagna elettorale, formare una cordata che operi sul mercato? Questa è la mia risposta. Se chi appoggia oggi le mosse di Berlusconi è pronto ad appoggiare simili iniziative di politici anche di altre aree, allora può dirsi convinto. In ogni caso, stiamo a vedere: se il leader della Cdl davvero mette insieme presto (ma prima delle elezioni, ovviamente!!!) una nuova e credibile offerta per Alitalia, sono pronta a votarlo.

Torna all'inizio


Ma Spinetta va avanti convinto che alla fine la sua offerta avrà la meglio su tutti (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

[FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Se è un segnale del futuro che l'attende, è pessimo: ieri Standard and Poor's ha deciso il declassamento del titolo Alitalia dall'indice S&PMib di Borsa. Sarà sostituita dalla Geox di Mario Moretti Polegato. Motivo: "Troppa volatilità e forte calo di valore". Le esternazioni a mercati aperti della politica hanno dato un colpo mortale alla credibilità di un titolo che era da tempo il bersaglio preferito degli speculatori. Silvio Berlusconi stavolta non c'entra nulla: accogliendo l'invito della Consob a non fare oscillare in maniera anomala il titolo, ieri ha esternato poco prima della chiusura di borsa. Dopo la pausa pasquale è tornato sul tema preferito della campagna elettorale: il no alla "colonizzazione" di Air France-Klm e il "sì" ad una cordata italiana per rilanciare Alitalia. In pubblico i nomi dice di non poterli fare "per questioni di riservatezza" ma chi ha fiducia sarà premiato: "Al massimo entro domenica" ci sarà la lista completa degli imprenditori pronti a fare "un'offerta impegnativa". Più concreto, Umberto Bossi parlando con i giornalisti a Verona ha spiegato che a suo modo di vedere è "difficile non vendere ad Air France. Bisogna farlo per forza, altrimenti chi la mantiene?". Apertamente Berlusconi per ora si sbilancia solo su chi non lo farà, e quindi non entrerà nella cordata: i figli maggiori Pier Silvio e Marina. "Nemmeno per sogno", dice seccato ai cronisti. E la colpa è della "strumentalizzazione" della sinistra. La sua era solo un'idea, ma poiché c'è chi ha addirittura tirato in ballo il conflitto di interessi ora è disposto a "vietare ai suoi figli di partecipare in qualunque modo". Smentisce l'interessamento Carlo Pesenti: "Alitalia? Facciamo già fatica a gestire il nostro aereo..." La Borsa per ora crede a Berlusconi: ieri il titolo è volato del 26,1% ed ha raggiunto nuovamente quota 57 centesimi. A Palazzo Chigi intanto allargano le braccia e ribadiscono il mantra prodiano: "Se c'è una cordata italiana ben venga, ma dov'è?". Il parolaio di Berlusconi su Alitalia comincia a infastidire il leader della Cgil Guglielmo Epifani - "In questa fase la politica dovrebbe fare un passo indietro" - mentre non dispiace a Raffaele Bonanni: "Aspettiamo di vederla questa cordata, intanto trattiamo con i francesi". Il sospetto che le ripetute esternazioni del Cavaliere servano comunque ad alzare il prezzo con Air France-Klm è nei fatti: non si spiegherebbe altrimenti come mai sempre ieri il ministro plenipotenziario dell'Economia Giulio Tremonti spiegava che il Pdl "non è affatto contrario a proseguire la trattativa con i franco-olandesi ma sarebbe anche giusto ce ne fosse un'altra, una di quelle scartate finora, che ritorna". Una sorta di politica dei due forni per tenere sulla graticola i franco-olandesi. Il numero uno transalpino Jean-Cyril Spinetta per il momento va dritto per la sua strada, convinto che alla fine avrà la meglio. La prima fila di Air France-Klm ieri ha proseguito nella definizione del nuovo piano che entro stasera sarà inviato alle nove sigle della compagnia e sul quale domani riprende il confronto. Fra i sindacati la tensione sale: ciascuno è preoccupato di pagare il prezzo più alto di esuberi fra i propri iscritti. Verso sera l'Anpac ha diffuso un duro comunicato per denunciare l'aumento degli esuberi fra piloti e assistenti di volo al quale ha reagito la Fit-Cisl chiedendosi da dove arrivassero le informazioni. Immediata la risposta di Air France-Klm: nessun aumento di esuberi fra i piloti. Il problema più grave per Alitalia resta semmai che fare se la vendita dovesse slittare ancora. La liquidità è agli sgoccioli (in cassa ci sarebbero circa 160 milioni) e per questo il consiglio di amministrazione di ieri ha confermato che per ora considera il 31 marzo il termine ultimo per chiudere la trattativa con i sindacati. Se sarà necessario, si riunirà di nuovo per deliberare una proroga. Più passano i giorni, più il Tesoro si trova vicino alla decisione di varare un prestito-ponte. Mercoledì Tommaso Padoa-Schioppa riferirà anche di questo nell'aula della Camera.

Torna all'inizio


A dieci anni di distanza dal ricorso al Tar contro il decreto Burlando che lo avrebbe costretto a tr (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Aslocare aerei e bagagli da Linate a Malpensa, Carlo Toto sbarca nelle terre varesine. A partire dal 30 marzo ed entro l'estate Air One attiva quattro voli nazionali: da e per Roma, Napoli, Palermo e Bari. Oggi l'annuncio in conferenza stampa. Serviranno ad alimentare alcune tratte internazionali e intercontinentali. Le prime due europee, già disponibili, sono in "code share" con la compagnia di bandiera portoghese Tap: Lisbona e Porto. Altre tre verranno attivate entro giugno con aerei di casa Toto: Atene, Berlino e Bruxelles. Entro l'estate per Air One arriveranno anche i primi due voli intercontinentali, verso Chicago e Boston. Toto non ha scelto a caso le destinazioni: si tratta di alcune delle rotte tagliate dal piano di sopravvivenza Alitalia che garantivano un margine di profitto. La Malpensa-Chicago, in collaborazione con United, permetterà di alimentare uno dei più grandi aeroporti di transito di tutto il nord america e hub sia di Delta che di American Airlines. Insomma, in attesa di sapere se i soci di cordata di Intesa Sanpaolo accoglieranno l'invito di Silvio Berlusconi per creare la grande compagnia monopolista con Alitalia, Carlo Toto si è attrezzato con un suo personalissimo Piano B, al quale lavora sin da quando la partita con Air France-Klm e il Governo Prodi sembrava aperta. Dal sito Air One si può avere la sensazione che i collegamenti da Malpensa siano molti di più: Copenhagen, Malta, Salonicco, Spalato. In realtà si tratta di voli che continueranno a partire da Fiumicino, che resta l'aeroporto di riferimento di Toto. La Sea, che gestisce i tre aeroporti milanesi (Malpensa, Linate e Orio al Serio a Bergamo), ha riorganizzato il piano voli per avere entro un paio d'anni un nuovo "hub carrier", ovvero una compagnia che riporti su Malpensa la stesa mole di traffico alla quale Alitalia ha deciso di rinunciare: mentre c'è chi parla ancora di moratoria, a partire da lunedì sarà infatti operativo il taglio di 180 voli sullo scalo lombardo. A meno che Toto non metta le mani su Alitalia, non ha però aerei sufficienti per una simile scelta, né intende farlo. La Sea ne starebbe discutendo con Lufthansa, che però chiede tempo. Del resto sia il piano elaborato da Boston Consulting, sia il più recente di Seabury (i consulenti storici del fondo di private equity Texas Pacific) non prevede per Air One due hub (come la politica vorrebbe), ma sei basi di armamento nei sei principali aeroporti italiani. Toto non vuole rinunciare nemmeno al suo ruolo strategico su Linate, l'aeroporto preferito dai milanesi per volare verso Roma e i grandi hub del nord Europa. Nell'attuale scenario tenta insomma di ritagliarsi uno spazio fra i grandi vettori (Air France-Klm, British, Lufthansa) e le aggressive compagnie low cost, alcune delle quali (vedi Ryainair) negli ultimi mesi non crescono come le previsioni vorrebbero. Se arriverà dal cielo la manna Alitalia, l'obiettivo sarà a portata di mano. Stretto fra Air France-Klm e Lufthansa, sarà durissima. \.

Torna all'inizio


Berlusconi: prestoi nomi per Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi il nuovo piano air france "I miei figli in cordata? Lo vieterei". Sindacati freddi Roma. Silvio Berlusconi torna alla carica sull'Alitalia: "La cordata italiana? Non è campata in aria, fra qualche giorno saranno noti a tutti i nomi degli imprenditori che faranno certamente un'offerta impegnativa". L'ex premier esclude che i suoi figli siano coinvolti: "Hanno tirato in ballo il conflitto di interesse. A questo punto, vieterei ai miei figli di partecipare in qualunque modo per la strumentalizzazione che ha fatto la sinistra". Oggi Air France presenterà ai sindacati un nuovo piano per Alitalia, ma a turbare la vigilia sono arrivate voci allarmistiche sull'aumento del numero degli esuberi. Sul personale è guerra di cifre e i sindacati restano cauti . CRESCI, G. ferrari e lombardi >> 3 27/03/2008.

Torna all'inizio


Berlusconi: "Cordata, a giorni i nomi" Un imprenditore fabrianese: "Io ci sto" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

NOME UTENTE PASSWORD Leggi il giornale Prova GRATUITA Politica CANALI CITTà SPORT MOTORI MULTIMEDIA SHOPPING BLOG MOBILE CERCA LAVORO ANNUNCI Homepage Quotidiano.net Speciale Elezioni Politiche 2008 Cronaca Stop al bullismo Politica & Economia Borse Lavoro Esteri Cultura & libri Arte & Mostre Cinema Musica Spettacolo e TV Gossip Casa Pazzo Mondo Salute Tecnologia Sondaggi Archivio news Cavallo Magazine Eventi E-nigmistica Giochi Mappe Meteo Mooovie Viaggi IL RESTO DEL CARLINO BOLOGNA Ancona Ascoli Cesena Fermo Ferrara Forlì Imola Macerata Modena Pesaro Ravenna Reggio Emilia Rimini Rovigo LA NAZIONE FIRENZE Arezzo Empoli Grosseto La Spezia Livorno Lucca Massa Carrara Perugia Pisa Pistoia Prato Siena Viareggio IL GIORNO MILANO Bergamo Brescia Como Lecco Lodi Sondrio HOMEPAGE IL TEMPO.IT ROMA Lazio Nord Latina Frosinone Abruzzo Molise HOMEPAGE ILSECOLO XIX.it GENOVA La Spezia Imperia Savona Levante Basso Piemonte Tutto lo sport Calciomercato Serie A: tutte le squadre Serie A: l'ultima giornata Serie A: tempo reale e classifiche Serie B: tempo reale e classifiche Calendario Serie A Calendario Serie B Siti di A e B Formula 1 2008 Motomondiale 2008 BLOG DI SPORT Mister X di Xavier Jacobelli Calciomercato di Giulio Mola Tennis di Ubaldo Scanagatta Formula1 di Leo Turrini ARCHIVIO Calciopoli GERMANIA 2006 Formula 1 2007 Formula 1 2006 Motomondiale 2007 Motomondiale 2006 SPECIALI --> Sei Nazioni 2008 Mondiali di Rugby Giro d'Italia Coppa America MEDIA CENTER Ultimi pubblicati Foto del giorno Fotogallery Ricerca Multimedia Calendari Cinema Cronaca Cultura Economia Esteri Gossip Moda Mostre Pazzo Mondo Politica Salute Spettacolo Sport Tecnologia In Edicola! Prova gratis il servizio Abbonamenti Acquista una copia arretrata Dietaclub Gratis il tuo profilo dieta Allegati Concorsi Idee utili e introvabili Tentazioni tecnologiche Moda e abbigliamento Compara i prezzi Scommesse on line Eventi e Quote Registrati e scommetti Single in the City Trova l'anima gemella HOMEPAGE BLOG Apri il tuo blog ora Le firme di QUOTIDIANO BLOG: Laura Alari Roberto Baldini Bruna Bianchi Lorenzo Bianchi Giovanni Bogani Deborah Bonetti Andrea Brusa Enzo Bucchioni Sandro Bugialli Mario Caligiuri Gabriele Cané Alessandro Corti Davide Costa Cesare De Carlo Andrea Degidi Alessandro Farruggia Franca Ferri Isabella Fiorella Francesco Ghidetti Giovani Tentazioni Xavier Jacobelli Daniela Laganà Rossella Martina Giuseppe Mascambruno Pierluigi Masini Giulio Mola Giovanni Morandi Malu Mpasinkatu Simone Nozzoli Massimo Pandolfi Giampaolo Pioli Lorenzo Sani Vittorio Savini Ubaldo Scanagatta Giuseppe Tassi Leo Turrini Quotidiano Mobile News nazionali News Cittadine Mister X Oroscopo Musica per il tuo cellulare Realtones Suonerie Polifoniche Suonerie Monofoniche Videosuonerie Effetti Sonori Immagini per il cellulare Giochi Homepage Annunci Auto e Moto Case Lavoro Personali Per la casa Sport - Vacanze Telefonia - Informatica Varie Annunci legali IL NODO ALITALIA Berlusconi: "Cordata, a giorni i nomi" Un imprenditore fabrianese: "Io ci sto" AirFrance-sindacati, prove di disgelo: l'apertura del manager francese Spinetta sembra aver fatto breccia nei rappresentanti dei lavoratori. Il leader del Pdl: "E' stato il mio appello" Commenta Roma, 26 marzo 2008 - "La cordata italiana non è qualcosa di campato in aria, oggi ci sono alcuni nomi di imprenditori importanti che non faccio per ragioni di riservatezza ma che tra qualche giorno verranno conosciuti da tutti perché faranno certamente una loro offerta impegnativa". Lo ha affermato Silvio Berlusconi giungendo a Viterbo per una manifestazione elettorale. "Chiederanno di avere - ha aggiunto il Cavaliere - 3-4 settimane (Air France ha avuto 6 mesi) per poter valutare la situazione, fare una due diligence e presentare una nuova offerta impegnativa. Penso che tra qualche giorno si concretizzerà la cordata". In precedenza, il leader del Pdl ha voluto sottolineare i propri meriti nei nuovi sviluppi della trattativa. "Non ho elementi per valutare la controproposta di Air France in profondità - ha detto - però registro di aver ottenuto dei successi, perchè dopo il mio appello agli imprenditori italiani a tirare fuori l'orgoglio, Air France ha cambiato posizione sul mantenimento dei colori e della compagnia di bandiera". "IO CI STO" L'imprenditore metalmeccanico fabrianese Francesco Casoli e' pronto a partecipare, a titolo personale e non con la sua azienda, l'Elica, alla cordata italiana per il salvataggio dell'Alitalia ipotizzata da Silvio Berlusconi. Candidato di FI al Senato, Casoli afferma di aver riscontrato in questi giorni un ''grande entusiasmo popolare per la possibilita' di mantenere la compagnia di bandiera sotto il controllo italiano, cosi' come proposto dal presidente Berlusconi. Entusiasmo che condivido - sottolinea - e che puo' portarci ad una svolta in questa annosa vicenda''. Cosi', afferma Casoli, ''continuo a sostenere con forza, a titolo esclusivamente personale, questa idea. Una forza che acquista vigore anche in virtu' della mia vicinanza alla situazione dell' Aerdorica, la societa' di gestione dell'aeroporto di Ancona-Falconara, che mi vede investitore e non membro del cda''. I BERLUSCONI JR FUORI PER COLPA DELLA SINISTRA I miei figli nella cordata di imprenditori italiani per Alitalia? "Nemmeno per sogno. Adesso dico assolutamente no perchè visto che hanno approfittato tirando in ballo addirittura il conflitto di interessi, vieterei ai miei figli di partecipare in qualunque modo per la strumentalizzazione che la sinistra ha fatto", ha detto Silvio Berlusconi spiegando che il rischio di fallimento per la compagnia di bandiera ci sarebbe "soltanto se il governo decidesse inopinatamente di farla fallire o di firmare con Air France senza aprire a quest'ultima possibilità della cordata italiana". DISGELO CON AIRFRANCE Prove di 'disgelo' tra sindacati e Air France sulla trattativa Alitalia. Dopo la levata di scudi di ieri, l'apertura del manager francese Spinetta che si è impegnato a consegnare un nuovo piano ammorbidito alle sigle di settore, sembra aver fatto breccia nei rappresentanti dei lavoratori che venerdì si siederanno di nuovo al tavolo con la compagnia francese. Per il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, la presentazione di un nuovo piano comunque "è già un primo risultato". Comunque, ha aggiunto sottolineando anche anche che "Lufthansa sarebbe meglio di AirFrance", "un risultato pieno lo otterremo solo se si salva lo scalo di Malpensa". Molto cauto, il leader della Cgil, Guglielmo Epifani: "Venerdì è un passaggio importante - ha detto - vediamo se effettivamente ci sono aperture, se ci sono si può continuare a trattare: deve essere però una vera trattativa". Di "primo risultato" parla invece anche Renata Polverini della Ugl che comunque avverte che l'esito della trattativa non è scontato". Oggi sarà il Cda di Alitalia a valutare la possibilità di una proroga della scadenza per l'offerta, fissata al 31 marzo per permettere il proseguimento della trattativa come chiesto dai sindacati. Ieri anche il Tesoro, in qualità di azionista di Alitalia, ha fatto sapere che un'eventuale decisione in tal senso spetta proprio a Prato e che il ministero in questo caso non farà altro che prendere atto del rinvio. Tommaso Padoa-Schioppa comunque sarà mercoledì 2 aprile davanti alle commissioni congiunte della Camera per affrontare il dossier. Il presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, tenta di riportare la discussioni sui suoi binari esprimendo "amarezza" per il fatto che Alitalia sia diventata "un tema della campagna elettorale". Per il numero uno di viale dell'Astronomia, l'importante "è che gli imprenditori possano andare in giro per il mondo dagli aeroporti giusti e con compagnie competitive". Dalla stampa estera intanto arriva l'ennesima stoccata: in Italia - scrive oggi la tedesca 'Faz' - bisogna ormai rassegnarsi all'idea che Alitalia è decaduta a compagnia regionale, non più in grado di stare in piedi da sola. PROLUNGARE LA SCADENZA Il Consiglio di amministrazione di Alitalia ha disposto di avviare i necessari approfondimenti di carattere giuridico-finanziario per proseguire il confronto con Air France oltre la scadenza del 31 marzo e di riunirsi nuovamente a breve per assumere le determinazioni conseguenti. Il CdA di Alitalia - si legge in una nota - "ha preso atto dello stato di avanzamento delle trattative sindacali a seguito degli incontri tenutisi il 18, 20 e 25 marzo scorso, incontri che non hanno condotto, allo stato, ad individuare soluzioni condivise tra le parti sociali pur evidenziando ampie disponibilità per l'approfondimento delle principali tematiche". "Air France-Klm - prosegue il comunicato - si è dichiarata disponibile al differimento dei termini delle clausole di efficacia contrattualmente previste (primo fra questi quello del 31 marzo p.v.). Anche da parte delle organizzazioni sindacali e delle Associazioni professionali di categoria si è manifestata l'esigenza di disporre di tempi più ampi per le valutazioni e le consultazioni ritenute necessarie". "In tale quadro - conclude la nota - il Consiglio di Amministrazione ha disposto di avviare i necessari approfondimenti di carattere giuridico-finanziario e di riunirsi nuovamente a breve per assumere le determinazioni conseguenti". SPINETTA "Non lasceremo a casa nessuno" - PRODI "Cordata italiana? Sì ma non c'è"Giusto vendere Alitalia a Air France-Klm? Commenti Invia commento Segnala ad un amico 26/03/2008 18:31 Pier Come al solito boccaloni abboccano sempre!!! Fino al 14 aprile il pifferaio di arcore si esibirà in fantomatici e pirotecnici annunci parole, parole, parole soltanto parole. Pier 26/03/2008 18:28 bimba Poi ci racconta quella di Biancaneve...vedremo che ne sarà della cordata il 15 aprile, come tutte le balle che ci ha raccontato per 15 anni 26/03/2008 16:09 roberto-rieti Dopo le ingenerose e insulse critiche sulla fantomatica cordata pre-elettorale berlusconiana, la verità comincia ad emergere - lo avevo preannunciato con miei precedenti interventi che la mossa di berlusconi aveva lo scopo di ridare dignità alla trattativa alitalia dopo l'ignobile ricatto di airfrance "prendere o lasciare" - per merito del suo intervento il pavone spinetta ha abbasto le penne e tornato a più miti consigli - purtroppo i soliti criticoni della sinistra non hanno saputo vedere più il là del loro naso ed ora devono convenire che se vengono salvati i 2100 minacciati esuberi il merito è del tanto odiato silvio - ma tanto è tutto inutile - continueranno a non voler capire - beh ! peggio per loro Sono presenti 3 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Sport - Calcio Vincono tutte le rivali dell'Italia Primo ko per l'Inghilterra di CapelloSport - Calcio Villa fulmina Buffon Gli azzurri cadono a ElcheCronaca - Locale In manette un altro 'baby-spacciatore' E' un iracheno di diciannove anniCronaca - Locale "Ahmetovic sapeva di guidare ubriaco" Ecco le motivazioni della sentenzaTecnologia Chirurgia estetica per la bambola Impazza il videogame 'Miss Bimbo'Gossip La cura di bellezza di Demi? Sanguisughe per depurarsiCronaca - Locale Treno Intercity esce dal binario Disagi e ritardi, nessun feritoCavalloMagazine - Sport Registrazione Fei obbligatoria Altrimenti, niente gare internazionaliCultura Anche Ian Fleming aveva la sua MoneypennyPolitica Salta il 'Porta a porta' con Berlusconi "Veltroni vuole solo il duello in tv"Cronaca - Locale In scooter con 1,5 chili di hashish Arrestato un marocchino di 31 anniCronaca - Locale La rete sismica di Prato Rilevazioni in tempo realeSport - Rugby Sigolo si presenta: "Non ci sono soldi Ma per il futuro siamo ottimisti" Majoli Dietro lo specchio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008'Tartufo', di Molière"La guerra dei Roses" al Teatro Lauro RossiStagione di qualità al Teatro ComunaleIl cartellone 2007/08 del Politeama PrateseIl trittico di Puccini al Teatro alla ScalaLa Belle Epoque. Arte in Italia 1880-1915'Quando l'uomo principale è una donna'Alicia Keys al Forum di AssagoSolisti dell'Accademia di santa ceciliaProgramma della Stagione di Prosa 2007-2008, Teatro dell'AquilaStagione teatrale 2007 / 2008, teatOltre: X (Ics) Racconti crudeli della giovinezzaProgramma della Stagione di Prosa 2007-2008, Teatro dell'AquilaMarlene Kuntz in concerto Flavia, la regina di AcapulcoArrivano i Baustelle, la musica in un..'Amen'Jovanotti incontra gli studenti fiorentiniA Cuba si sfila con i lucchesiCresce l'attesa per il 'Vasco-day' --> "Trittico 1976" di Francis BaconSarkozy e Carla Bruni in visita ufficiale alla regina ElisabettaIl mistero del PoGian Filippo nella casa del Grande Fratello 8Le immagini del maxi incidente vicino a Seewalchen, in AustriaIl medagliere di Filippo MagniniJacqueline KennedyLucca, i migliori anni della nostra vitaBologna, Berselli e l'auto per la campagna elettoraleConan il un piccolo Chihuahua bianco e nero che pregaLe immagini di Femi-Cz Rovigo-Overmach ParmaIl maltempo di Pasqua e PasquettaFederica Pellegrini, oro e record nei 400 stileBascio (Pennabilli)Ca' Manente (Monte Grimano terme) Cane sequestrato a un punkabbestia, non era assicuratoChelsea: l'affare Lewinsky? Non sono affari vostriCarla Bruni e la regina ElisabettaDrogba, Ronaldinho, Mourinho, Gilardino: il mercato di Inter, Milan, Juve e FiorentinaLo spot della suoneria 'Bella topolona'Brad Pitt cugino di Barack ObamaLa moglie di Fede: ''Attento la corda si sta per spezzare''Una donna: ''Gli Ufo mi hanno inseguita''Effetto serra, crolla l'Asse di Wilkins in AntartideNorvegia. Crolla edificio, sei disperAutovelox in provincia, diecimila sanzioni in due mesi'Tutta la vita davanti', il trailerEmanuele Filiberto di Savoia: le domande dei giovaniEnrico Boselli (PS): Domande e risposte dall'universoUna bicicletta per Leonid Stadnyk, il gigante ucraino Mancini è una bomba a orologeria: per questo l'Inter se lo tiene del 26/03/2008 di Laura Alari Liberi di vivere: un appello silenzioso del 26/03/2008 di Massimo Pandolfi Madrelingua del 26/03/2008 di Bruna Bianchi Leggere & Scrivere: il giallo di qualità della Schenkel e un saggio di Raffaele Simone sul tramonto della Sinistra del 26/03/2008 di Rossella Martina Canada 1996, Ottawa! del 26/03/2008 di Giuseppe Tassi Rissa Mussolini-Santanché: quale delle due è più a destra?E' giusta la vendita degli spray anti-aggressione?Chi salirà più in alto in carriera tra Seppi, Bolelli e Fognini?Mozzarella alla diossina, tu ti fidi?Gay Pride a Bologna il 28 giugno, sei d'accordo?I rave party sono da vietare?Troppo clamore sulla conversione di Magdi Allam?Vota il gol più bello della 30 giornataBeppe Grillo invita al 'non voto utile' il 13 aprile. Sei d'accordo?Qual è il miglior giocatore della Lucchese?Abolire l'ergastolo, sei d'accordo?Giusto eliminare le Province?Qual è il politico più sexy?Che voto dai al decoro urbano?Qual è la meta dei lucchesi per Pasqua? LA FOTO DEL GIORNO Sexy fashion Dalla musica alla passerella: un momento della sfilata della linea di lingerie Pussycat Dolls, alla settimana della moda di Los Angeles GUARDA LE IMMAGINI RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec -->.

Torna all'inizio


Berlusconi: "Cordata, a giorni i nomi" Un imprenditore fabrianese: "Io ci sto" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

NOME UTENTE PASSWORD Leggi il giornale Prova GRATUITA CANALI CITTà SPORT MOTORI MULTIMEDIA SHOPPING BLOG MOBILE CERCA LAVORO ANNUNCI Homepage Quotidiano.net Speciale Elezioni Politiche 2008 Cronaca Stop al bullismo Politica & Economia Borse Lavoro Esteri Cultura & libri Arte & Mostre Cinema Musica Spettacolo e TV Gossip Casa Pazzo Mondo Salute Tecnologia Sondaggi Archivio news Cavallo Magazine Eventi E-nigmistica Giochi Mappe Meteo Mooovie Viaggi IL RESTO DEL CARLINO BOLOGNA Ancona Ascoli Cesena Fermo Ferrara Forlì Imola Macerata Modena Pesaro Ravenna Reggio Emilia Rimini Rovigo LA NAZIONE FIRENZE Arezzo Empoli Grosseto La Spezia Livorno Lucca Massa Carrara Perugia Pisa Pistoia Prato Siena Viareggio IL GIORNO MILANO Bergamo Brescia Como Lecco Lodi Sondrio HOMEPAGE IL TEMPO.IT ROMA Lazio Nord Latina Frosinone Abruzzo Molise HOMEPAGE ILSECOLO XIX.it GENOVA La Spezia Imperia Savona Levante Basso Piemonte Tutto lo sport Calciomercato Serie A: tutte le squadre Serie A: l'ultima giornata Serie A: tempo reale e classifiche Serie B: tempo reale e classifiche Calendario Serie A Calendario Serie B Siti di A e B Formula 1 2008 Motomondiale 2008 BLOG DI SPORT Mister X di Xavier Jacobelli Calciomercato di Giulio Mola Tennis di Ubaldo Scanagatta Formula1 di Leo Turrini ARCHIVIO Calciopoli GERMANIA 2006 Formula 1 2007 Formula 1 2006 Motomondiale 2007 Motomondiale 2006 SPECIALI --> Sei Nazioni 2008 Mondiali di Rugby Giro d'Italia Coppa America MEDIA CENTER Ultimi pubblicati Foto del giorno Fotogallery Ricerca Multimedia Calendari Cinema Cronaca Cultura Economia Esteri Gossip Moda Mostre Pazzo Mondo Politica Salute Spettacolo Sport Tecnologia In Edicola! Prova gratis il servizio Abbonamenti Acquista una copia arretrata Dietaclub Gratis il tuo profilo dieta Allegati Concorsi Idee utili e introvabili Tentazioni tecnologiche Moda e abbigliamento Compara i prezzi Scommesse on line Eventi e Quote Registrati e scommetti Single in the City Trova l'anima gemella HOMEPAGE BLOG Apri il tuo blog ora Le firme di QUOTIDIANO BLOG: Laura Alari Roberto Baldini Bruna Bianchi Lorenzo Bianchi Giovanni Bogani Deborah Bonetti Andrea Brusa Enzo Bucchioni Sandro Bugialli Mario Caligiuri Gabriele Cané Alessandro Corti Davide Costa Cesare De Carlo Andrea Degidi Alessandro Farruggia Franca Ferri Isabella Fiorella Francesco Ghidetti Giovani Tentazioni Xavier Jacobelli Daniela Laganà Rossella Martina Giuseppe Mascambruno Pierluigi Masini Giulio Mola Giovanni Morandi Malu Mpasinkatu Simone Nozzoli Massimo Pandolfi Giampaolo Pioli Lorenzo Sani Vittorio Savini Ubaldo Scanagatta Giuseppe Tassi Leo Turrini Quotidiano Mobile News nazionali News Cittadine Mister X Oroscopo Musica per il tuo cellulare Realtones Suonerie Polifoniche Suonerie Monofoniche Videosuonerie Effetti Sonori Immagini per il cellulare Giochi Homepage Annunci Auto e Moto Case Lavoro Personali Per la casa Sport - Vacanze Telefonia - Informatica Varie Annunci legali IL NODO ALITALIA Berlusconi: "Cordata, a giorni i nomi" Un imprenditore fabrianese: "Io ci sto" AirFrance-sindacati, prove di disgelo: l'apertura del manager francese Spinetta sembra aver fatto breccia nei rappresentanti dei lavoratori. Il leader del Pdl: "E' stato il mio appello" Commenta Roma, 26 marzo 2008 - "La cordata italiana non è qualcosa di campato in aria, oggi ci sono alcuni nomi di imprenditori importanti che non faccio per ragioni di riservatezza ma che tra qualche giorno verranno conosciuti da tutti perché faranno certamente una loro offerta impegnativa". Lo ha affermato Silvio Berlusconi giungendo a Viterbo per una manifestazione elettorale. "Chiederanno di avere - ha aggiunto il Cavaliere - 3-4 settimane (Air France ha avuto 6 mesi) per poter valutare la situazione, fare una due diligence e presentare una nuova offerta impegnativa. Penso che tra qualche giorno si concretizzerà la cordata". In precedenza, il leader del Pdl ha voluto sottolineare i propri meriti nei nuovi sviluppi della trattativa. "Non ho elementi per valutare la controproposta di Air France in profondità - ha detto - però registro di aver ottenuto dei successi, perchè dopo il mio appello agli imprenditori italiani a tirare fuori l'orgoglio, Air France ha cambiato posizione sul mantenimento dei colori e della compagnia di bandiera". "IO CI STO" L'imprenditore metalmeccanico fabrianese Francesco Casoli e' pronto a partecipare, a titolo personale e non con la sua azienda, l'Elica, alla cordata italiana per il salvataggio dell'Alitalia ipotizzata da Silvio Berlusconi. Candidato di FI al Senato, Casoli afferma di aver riscontrato in questi giorni un ''grande entusiasmo popolare per la possibilita' di mantenere la compagnia di bandiera sotto il controllo italiano, cosi' come proposto dal presidente Berlusconi. Entusiasmo che condivido - sottolinea - e che puo' portarci ad una svolta in questa annosa vicenda''. Cosi', afferma Casoli, ''continuo a sostenere con forza, a titolo esclusivamente personale, questa idea. Una forza che acquista vigore anche in virtu' della mia vicinanza alla situazione dell' Aerdorica, la societa' di gestione dell'aeroporto di Ancona-Falconara, che mi vede investitore e non membro del cda''. I BERLUSCONI JR FUORI PER COLPA DELLA SINISTRA I miei figli nella cordata di imprenditori italiani per Alitalia? "Nemmeno per sogno. Adesso dico assolutamente no perchè visto che hanno approfittato tirando in ballo addirittura il conflitto di interessi, vieterei ai miei figli di partecipare in qualunque modo per la strumentalizzazione che la sinistra ha fatto", ha detto Silvio Berlusconi spiegando che il rischio di fallimento per la compagnia di bandiera ci sarebbe "soltanto se il governo decidesse inopinatamente di farla fallire o di firmare con Air France senza aprire a quest'ultima possibilità della cordata italiana". DISGELO CON AIRFRANCE Prove di 'disgelo' tra sindacati e Air France sulla trattativa Alitalia. Dopo la levata di scudi di ieri, l'apertura del manager francese Spinetta che si è impegnato a consegnare un nuovo piano ammorbidito alle sigle di settore, sembra aver fatto breccia nei rappresentanti dei lavoratori che venerdì si siederanno di nuovo al tavolo con la compagnia francese. Per il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, la presentazione di un nuovo piano comunque "è già un primo risultato". Comunque, ha aggiunto sottolineando anche anche che "Lufthansa sarebbe meglio di AirFrance", "un risultato pieno lo otterremo solo se si salva lo scalo di Malpensa". Molto cauto, il leader della Cgil, Guglielmo Epifani: "Venerdì è un passaggio importante - ha detto - vediamo se effettivamente ci sono aperture, se ci sono si può continuare a trattare: deve essere però una vera trattativa". Di "primo risultato" parla invece anche Renata Polverini della Ugl che comunque avverte che l'esito della trattativa non è scontato". Oggi sarà il Cda di Alitalia a valutare la possibilità di una proroga della scadenza per l'offerta, fissata al 31 marzo per permettere il proseguimento della trattativa come chiesto dai sindacati. Ieri anche il Tesoro, in qualità di azionista di Alitalia, ha fatto sapere che un'eventuale decisione in tal senso spetta proprio a Prato e che il ministero in questo caso non farà altro che prendere atto del rinvio. Tommaso Padoa-Schioppa comunque sarà mercoledì 2 aprile davanti alle commissioni congiunte della Camera per affrontare il dossier. Il presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, tenta di riportare la discussioni sui suoi binari esprimendo "amarezza" per il fatto che Alitalia sia diventata "un tema della campagna elettorale". Per il numero uno di viale dell'Astronomia, l'importante "è che gli imprenditori possano andare in giro per il mondo dagli aeroporti giusti e con compagnie competitive". Dalla stampa estera intanto arriva l'ennesima stoccata: in Italia - scrive oggi la tedesca 'Faz' - bisogna ormai rassegnarsi all'idea che Alitalia è decaduta a compagnia regionale, non più in grado di stare in piedi da sola. PROLUNGARE LA SCADENZA Il Consiglio di amministrazione di Alitalia ha disposto di avviare i necessari approfondimenti di carattere giuridico-finanziario per proseguire il confronto con Air France oltre la scadenza del 31 marzo e di riunirsi nuovamente a breve per assumere le determinazioni conseguenti. Il CdA di Alitalia - si legge in una nota - "ha preso atto dello stato di avanzamento delle trattative sindacali a seguito degli incontri tenutisi il 18, 20 e 25 marzo scorso, incontri che non hanno condotto, allo stato, ad individuare soluzioni condivise tra le parti sociali pur evidenziando ampie disponibilità per l'approfondimento delle principali tematiche". "Air France-Klm - prosegue il comunicato - si è dichiarata disponibile al differimento dei termini delle clausole di efficacia contrattualmente previste (primo fra questi quello del 31 marzo p.v.). Anche da parte delle organizzazioni sindacali e delle Associazioni professionali di categoria si è manifestata l'esigenza di disporre di tempi più ampi per le valutazioni e le consultazioni ritenute necessarie". "In tale quadro - conclude la nota - il Consiglio di Amministrazione ha disposto di avviare i necessari approfondimenti di carattere giuridico-finanziario e di riunirsi nuovamente a breve per assumere le determinazioni conseguenti". SPINETTA "Non lasceremo a casa nessuno" - PRODI "Cordata italiana? Sì ma non c'è"Giusto vendere Alitalia a Air France-Klm? Commenti Invia commento Segnala ad un amico 26/03/2008 18:31 Pier Come al solito boccaloni abboccano sempre!!! Fino al 14 aprile il pifferaio di arcore si esibirà in fantomatici e pirotecnici annunci parole, parole, parole soltanto parole. Pier 26/03/2008 18:28 bimba Poi ci racconta quella di Biancaneve...vedremo che ne sarà della cordata il 15 aprile, come tutte le balle che ci ha raccontato per 15 anni 26/03/2008 16:09 roberto-rieti Dopo le ingenerose e insulse critiche sulla fantomatica cordata pre-elettorale berlusconiana, la verità comincia ad emergere - lo avevo preannunciato con miei precedenti interventi che la mossa di berlusconi aveva lo scopo di ridare dignità alla trattativa alitalia dopo l'ignobile ricatto di airfrance "prendere o lasciare" - per merito del suo intervento il pavone spinetta ha abbasto le penne e tornato a più miti consigli - purtroppo i soliti criticoni della sinistra non hanno saputo vedere più il là del loro naso ed ora devono convenire che se vengono salvati i 2100 minacciati esuberi il merito è del tanto odiato silvio - ma tanto è tutto inutile - continueranno a non voler capire - beh ! peggio per loro Sono presenti 3 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Sport - Calcio Vincono tutte le rivali dell'Italia Primo ko per l'Inghilterra di CapelloSport - Calcio Villa fulmina Buffon Gli azzurri cadono a ElcheCronaca - Locale In manette un altro 'baby-spacciatore' E' un iracheno di diciannove anniCronaca - Locale "Ahmetovic sapeva di guidare ubriaco" Ecco le motivazioni della sentenzaTecnologia Chirurgia estetica per la bambola Impazza il videogame 'Miss Bimbo'Gossip La cura di bellezza di Demi? Sanguisughe per depurarsiCronaca - Locale Treno Intercity esce dal binario Disagi e ritardi, nessun feritoCavalloMagazine - Sport Registrazione Fei obbligatoria Altrimenti, niente gare internazionaliCultura Anche Ian Fleming aveva la sua MoneypennyPolitica Salta il 'Porta a porta' con Berlusconi "Veltroni vuole solo il duello in tv"Cronaca - Locale In scooter con 1,5 chili di hashish Arrestato un marocchino di 31 anniCronaca - Locale La rete sismica di Prato Rilevazioni in tempo realeSport - Rugby Sigolo si presenta: "Non ci sono soldi Ma per il futuro siamo ottimisti" Majoli Dietro lo specchio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008'Tartufo', di Molière"La guerra dei Roses" al Teatro Lauro RossiStagione di qualità al Teatro ComunaleIl cartellone 2007/08 del Politeama PrateseIl trittico di Puccini al Teatro alla ScalaLa Belle Epoque. Arte in Italia 1880-1915'Quando l'uomo principale è una donna'Alicia Keys al Forum di AssagoSolisti dell'Accademia di santa ceciliaProgramma della Stagione di Prosa 2007-2008, Teatro dell'AquilaStagione teatrale 2007 / 2008, teatOltre: X (Ics) Racconti crudeli della giovinezzaProgramma della Stagione di Prosa 2007-2008, Teatro dell'AquilaMarlene Kuntz in concerto Flavia, la regina di AcapulcoArrivano i Baustelle, la musica in un..'Amen'Jovanotti incontra gli studenti fiorentiniA Cuba si sfila con i lucchesiCresce l'attesa per il 'Vasco-day' --> "Trittico 1976" di Francis BaconSarkozy e Carla Bruni in visita ufficiale alla regina ElisabettaIl mistero del PoGian Filippo nella casa del Grande Fratello 8Le immagini del maxi incidente vicino a Seewalchen, in AustriaIl medagliere di Filippo MagniniJacqueline KennedyLucca, i migliori anni della nostra vitaBologna, Berselli e l'auto per la campagna elettoraleConan il un piccolo Chihuahua bianco e nero che pregaLe immagini di Femi-Cz Rovigo-Overmach ParmaIl maltempo di Pasqua e PasquettaFederica Pellegrini, oro e record nei 400 stileBascio (Pennabilli)Ca' Manente (Monte Grimano terme) Cane sequestrato a un punkabbestia, non era assicuratoChelsea: l'affare Lewinsky? Non sono affari vostriCarla Bruni e la regina ElisabettaDrogba, Ronaldinho, Mourinho, Gilardino: il mercato di Inter, Milan, Juve e FiorentinaLo spot della suoneria 'Bella topolona'Brad Pitt cugino di Barack ObamaLa moglie di Fede: ''Attento la corda si sta per spezzare''Una donna: ''Gli Ufo mi hanno inseguita''Effetto serra, crolla l'Asse di Wilkins in AntartideNorvegia. Crolla edificio, sei disperAutovelox in provincia, diecimila sanzioni in due mesi'Tutta la vita davanti', il trailerEmanuele Filiberto di Savoia: le domande dei giovaniEnrico Boselli (PS): Domande e risposte dall'universoUna bicicletta per Leonid Stadnyk, il gigante ucraino Mancini è una bomba a orologeria: per questo l'Inter se lo tiene del 26/03/2008 di Laura Alari Liberi di vivere: un appello silenzioso del 26/03/2008 di Massimo Pandolfi Madrelingua del 26/03/2008 di Bruna Bianchi Leggere & Scrivere: il giallo di qualità della Schenkel e un saggio di Raffaele Simone sul tramonto della Sinistra del 26/03/2008 di Rossella Martina Canada 1996, Ottawa! del 26/03/2008 di Giuseppe Tassi Rissa Mussolini-Santanché: quale delle due è più a destra?E' giusta la vendita degli spray anti-aggressione?Chi salirà più in alto in carriera tra Seppi, Bolelli e Fognini?Mozzarella alla diossina, tu ti fidi?Gay Pride a Bologna il 28 giugno, sei d'accordo?I rave party sono da vietare?Troppo clamore sulla conversione di Magdi Allam?Vota il gol più bello della 30 giornataBeppe Grillo invita al 'non voto utile' il 13 aprile. Sei d'accordo?Qual è il miglior giocatore della Lucchese?Abolire l'ergastolo, sei d'accordo?Giusto eliminare le Province?Qual è il politico più sexy?Che voto dai al decoro urbano?Qual è la meta dei lucchesi per Pasqua? LA FOTO DEL GIORNO Sexy fashion Dalla musica alla passerella: un momento della sfilata della linea di lingerie Pussycat Dolls, alla settimana della moda di Los Angeles GUARDA LE IMMAGINI RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec e-->.

Torna all'inizio


Giornata fiacca per piazza affari (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Commento MILANO. Giornata fiacca per Piazza Affari il giorno dopo il significativo rimbalzo che ha ridato fiato ai mercati europei. A Milano il Mibtel ha ceduto lo 0,40% a 23.846 punti e lo S&P/Mib lo 0,55% a 31.281 punti, registrando un andamento in linea con i mercati del Vecchio Continente. A pesare sul listino milanese sono stati i cali del comparto bancario. Controcorrente invece Alitalia e Impregilo, in sordina Telecom. 27/03/2008.

Torna all'inizio


Il titolo balza del 26,1%+110% in soli 4 giorni (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Borsa Milano. L'azione Alitalia in deciso rialzo anche ieri a Piazza Affari, in attesa di novità sulle trattative con Air France-Klm e dell'ipotesi della cordata italiana. Il titolo della compagnia di bandiera ha chiuso le contrattazioni in aumento del 26,1% a 0,577 euro, con l'1,6% del capitale passato di mano, ovvero 22,06 milioni di azioni tra continue sospensioni dalle contrattazioni. Nelle ultime quattro sedute - da mercoledì scorso - il titolo ha recuperato significativamente terreno in Borsa, registrando un +110 per cento. Nel corso della seduta di ieri l'azione ha toccato una massimo a 0,585 euro, a un passo dalla soglia degli 0,6 euro. L'avvio delle contrattazioni era stato rinviato già al debutto mattutino: i titoli della compagnia di bandiera avevano aperto alle 9,15 e poco dopo segnavano un progresso del 9,33% a 0,5005 euro, dopo non essere riusciti ad aprire per eccesso di rialzo sul prezzo di controllo. Tra le blue chip milanesi, Alitalia è stata sospesa più volte. I titoli della compagnia di bandiera hanno chiaramente beneficiato della speculazione nata sulle attese di una svolta nella procedura di vendita, che si manifesti nel rilancio da parte di una cordata concorrente ad Air France-Klm o in una revisione al rialzo dell'offerta della stessa Air France. Il titolo aveva chiuso la seduta di martedì con un balzo 32,35% a 0,458 euro. 27/03/2008.

Torna all'inizio


Piano industriale, è guerra di cifre sugli esuberi (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

La trattativa sindacale Roma. Air France-Klm modifica il piano industriale di acquisizione della compagnia di bandiera, ma i sindacati italiani restano freddi, anche perché ieri in serata sono trapelate indicazioni allarmistiche sull'aumento del numero degli esuberi. Voci immediatamente smentite dalla compagnia franco-olandese: "Le indiscrezioni sull'aumento degli esuberi non trovano riscontro", hanno chiarito fonti vicine ad Air France. I sindacati vogliono "entrare nel merito" e potrebbero farlo già oggi, se sarà presentato il nuovo piano industriale di acquisizione della compagnia italiana. Il piano - che stando alle dichiarazioni del presidente Jean Cyril Spinetta no dovrebbe "non lasciare nessuno a casa" - dovrebbe prevedere tra l'altro l'integrazione di una parte dei piloti (giovani) in Air France-Klm. Ieri il consiglio di amministrazione di Alitalia si è riunito per valutare l'esito dell'incontro azienda-sindacati di martedì e per decidere l'eventuale proroga della trattativa oltre il 31 marzo: la decisione è stata rimandata a una nuova (da convocare) riunione. Intanto sul personale è guerra di cifre e i sindacati restano cauti rispetto all'apertura annunciata da Spinetta. L'Anpac denuncia che "il numero degli esuberi previsto per i piloti sale a 540, pari al 27% dell'intera forza lavoro", mentre per gli assistenti di volo si arriva a "oltre 900 unità, pari al 16% dell'intera forza lavoro". La Cisl replica affermando che "le indiscrezioni sugli esuberi minano le trattative", ma l'associazione dei piloti avverte di guardare "con serio pessimismo" alla ripresa del confronto. Se applicati in questa misura, secondo l'Anpac gli esuberi "renderebbero Alitalia Fly incapace di assolvere le funzioni di compagnia di bandiera e di soddisfare la necessità di mobilità dei cittadini italiani". A fronte della totale chiusura dei piloti, il segretario generale della Cgil invita a trattare invece di guardare a "mitiche cordate". Guglielmo Epifani si rivolge a Berlusconi: "Non possiamo aspettare altre mitiche cordate, fino a che siamo al tavolo trattiamo. - dichiara - Vedremo se ci sono aperture - aggiunge - dobbiamo andare avanti su questo confronto, poi tireremo le somme". Secondo il leader della Cgil "sarebbe bene, fin quando c'è un negoziato, "che le forze politiche non interferissero considerato anche che la trattativa già si presenta complicata". La Cisl, che fino a martedì ha battuto la strada della cordata alternativa, ora si allinea al fronte della trattativa a oltranza. La cordata? "Aspettiamo di vederla", spiegava ieri il segretario Raffaele Bonanni. "Per ora noi stiamo trattando con l'unico che sta in campo e se modificherà profondamente il piano e lo schema di lavoro su Malpensa potrà garantirci un riferimento positivo", aggiungeva. Per Bonanni l'apertura del gruppo franco-olandese "è una buona notizia, ma vedremo se seguiranno anche i fatti, ma in ogni caso è un successo per quelli che dicevano in modo intransigente che il piano non andava". Rispetto alla rinnovata disponibilità a trattare di Air France-Klm, Luigi Angeletti, leader della Uil, osserva: "Se fosse vera, sarebbe una buona notizia. Vedremo - aggiunge - quale sarà la proposta. Air France conosce benissimo qual è la nostra posizione e sa bene che esiste un problema dei lavoratori di Alitalia oltre a quello del destino di Alitalia stessa". A Milano, intanto, la posizione della Sea resta invariata. Lo fa capire chiaramente il presidente della società. "Il nostro obiettivo è salvare Malpensa, non il fallimento di Alitalia. - dice Giuseppe Bonomi - La nostra richiesta di risarcimento (1,250 miliardi di euro) è stata una azione accuratamente studiata per sei mesi e l'abbiamo avviata solo quando siamo stati certi che esistevano i presupposti. Non è vero che il problema Alitalia è Malpensa - aggiunge - abbiamo dati che confutano questa tesi: a Malpensa tutte le compagnie ci guadagnano, l'unica che ci perde è Alitalia". Gilda Ferrari gilda.ferrari@ilsecoloxix.it 27/03/2008.

Torna all'inizio


Milo Radici disponibilea comprare il "cargo" (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Holding di famiglia Bergamo. Miro Radici Finance, holding del Miro Radici Family of Companies, guidata da Nicola Radici, è pronta a valutare il dossier del settore cargo Alitalia per un'eventuale acquisizione. "Reputiamo che il settore cargo - commenta Nicola Radici, ad di Miro Radici Finance - abbia importanti possibilità di sviluppo sia nel breve che nel lungo periodo. L'eventuale acquisizione - prosegue - anche in cordata con altri partner attivi negli altri settori della compagnia aerea, ci consentirebbe da una parte di rafforzarci nel settore cargo dove operiamo con la compagnia Miniliner e dall'altra, di rafforzare le sinergie nel settore delle infrastrutture dove stiamo vivendo un momento di grande sviluppo". Miro Radici Finance opera nel cargo attraverso la compagnia Miniliner. MiniLiner, con sede presso l'aeroporto di Bergamo-Orio al Serio, è stata fondata nel 1981, conta 80 addetti, una flotta di 17 aerei di medio e piccole dimensioni in grado di atterrare anche in scali minori, opera nei segmenti posta, courier, servizi just in time. La compagnia, a breve, inizierà a operare altri voli per nuovi clienti. Tra questi si segnalano Dhl per un volo Bergamo Zagabri. Miro Radici Finance è la holding del Miro Radici Group votata alla diversificazione industriale. L'azienda è attiva in 6 aree di business: tessile, trasporti, infrastrutture areoportuali, energia, real estate e partecipazioni finanziarie. 27/03/2008.

Torna all'inizio


Giocatori senza coscienzaalla roulette della politica (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Dalla prima pagina E dire che questa volta è diverso. Funzionerebbe assai meglio la verità, e dunque la denuncia dei mastodontici squilibri sociali, economici, tecnologici, territoriali, culturali e persino linguistici che sono stati lasciati crescere indisturbati da una quarantina d'anni a questa parte e che ora, nella crisi finanziaria del mondo, non consentono più a nessuno e tanto meno ai politici di scherzare con le parole. Riequilibrare queste sproporzioni, e proprio mentre il mondo sta alterando tutte le sue misure, è un compito arduo che dovrebbe far tremare chi si appresta ad assumere il governo dell'Italia. Al punto che è difficile capire come qualcuno possa darsi tanto da fare per vincere le elezioni e assumere un potere che probabilmente gli procurerà mortificazioni continue e insuccessi clamorosi. Bisogna augurarsi che lo faccia per amor di patria e non per amor di fazione. Nessuno può illudersi che il vecchio trucco funzioni ancora. La crisi della democrazia (visibile in tutto l'Occidente ma particolarmente vistosa in Italia) ha rovesciato i termini del problema. Dove sondaggi, giornali e tv frastornano politici ed elettori con tonnellate di chiacchiere, trasformando il mondo in una enorme portineria, il rapporto tra chi deve guidare la macchina perché conosce la strada, e chi deve lasciarsi trasportare perché non la conosce, tra chi sa e chi non sa, si rovescia. Guida chi non sa. E chi sa finge di non sapere e si lascia indicare la strada. Questa è anche la ragione che rende così solitaria nell'intero sistema politico la figura di Tommaso Padoa-Schioppa, unico statista (proprio perché tecnico) in mezzo a una folla di attori (proprio perché politici). Questi ultimi devono fingere di non sapere, anche se magari sanno, per non perdere l'appoggio degli elettori, lasciandosi docilmente guidare verso un malefico tran tran. Il fatto è che questa volta, quando saranno al governo, l'illusionismo verbale che poteva bastare di fronte a situazioni tutto sommato tollerabili non accecherà più nessuno. Se le pensioni rimarranno basse, se Alitalia fallirà, se la Tav non si farà, se il Kosovo salterà in aria, se la Lega del Sud sarà delusa e la Lega del Nord imbestialita, se il nucleare anglo-francese ci terrà fuori dalla porta lasciandoci senza tecnologia e senza energia, il patatrac risulterà dai fatti e nessuna parola, nessuno invocazione, liberista o kennediana, potrà salvare dal disastro il Paese e i suoi governanti. Negli ultimi trenta, quarant'anni una collaudata tradizione italiana, influenzata dal politically correct americano, ma tutto sommato originale, aveva consigliato alla cosiddetta classe dirigente di gettare bensì spavaldamente la propria coscienza al di là delle barricate del futuro, ma anche di guardarsi bene dal seguirla. Una volta lanciate le molotov dei propri ideali oltre il muro dell'ignoto, bastava avere l'accortezza di rimanere al di qua con la testa, usando la coscienza come arma da getto. Si direbbe che la pratica di questi lanci rivoluzionari o etici stia contagiando il mondo intero, vista la facilità con cui si minacciano boicottaggi olimpici, che con ogni probabilità non verranno seguiti dai fatti. Anzi l'uso della coscienza come arma da getto, non è più, a ben vedere, una nostra specialità esclusiva. Ad esempio: nel lancio olimpionico dei "diritti umani" si sono specializzati i nouveaux philosophes francesi; mentre gli integerrimi liberisti inglesi, rigorosamente rispettosi del mercato, spingono lo Stato e la finanza pubblica a salvare le banche (come la Northern) da deplorevoli fallimenti. In ogni caso da noi l'abitudine continua a trionfare. Fino a ieri, in ogni congiuntura difficile esisteva un momento preciso, inconfondibile, in cui le coscienze dei politici e degli intellettuali sciamavano allegramente nell'aria, vorticose e spensierate, come polline a primavera; mentre gli steli restavano saldamente piantati nel prato. Solo dopo che la Storia si era incaricata di dissipare le illusioni, la coscienza si rassegnava a retrocedere furtivamente sotto i cavalli di Frisia della realtà, per riunirsi alla testa e acquattarcisi dentro per qualche tempo, in attesa di nuove illusioni. A un idealismo declamato e spericolato seguiva allora un pragmatismo ben ponderato e non raramente gretto. Oggi, a parte quella di Salvati, le coscienze di gran parte dei politici e di quasi tutti gli intellettuali non sciamano più. Si limitano a pronosticare i successi di questo o di quel partito, scommettendo alla cieca sulla roulette politica, ed esprimendo senza ritegno giudizi perentori solo sulle questioni "eticamente sensibili". Nello sconvolgimento mondiale in corso si comincia a capire che la politica non può influenzare quella cosa indefinibile che è lo sviluppo delle civiltà, nel quale confluiscono alla rinfusa economia, religioni, teorie filosofiche, tecnologie e comportamenti, e che questa sostanza indomabile è come il mare e il vento, non soggetta alla programmazione umana. In altre parole, sta facendosi strada il sospetto che la politica possa governare solo le barche o le vele, ma non il mare o il vento. E che i due errori ideologici del secolo scorso abbiano infranto proprio questo principio, credendo (come il socialismo sovietico) di poter produrre l'economia attraverso la politica o (come il liberismo anglosassone) di poter rimpiazzare la politica con il mercato. Ancora qualche anno fa Margaret Thatcher sosteneva che "una cosa come la società non esiste e che esistono solo gli individui". Come dire che esistono solo le automobili e non una "cosa" come il traffico. Salta agli occhi la simmetria rovesciata con la opposta e speculare convinzione sovietica che la forza motrice del traffico fosse tutta racchiusa nel Comando dei vigili urbani. Saverio Vertone 27/03/2008 Guida chi non sa e chi sa finge di non sapere. Padoa-Schioppa unico statista in mezzo a una folla di attori che temono di perdere l'appoggio degli elettori 27/03/2008.

Torna all'inizio


Una metafora italiana (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Una metafora italiana Gianfranco Pasquino Alitalia C'è un po' di tutto nell'affaire Alitalia. Di tutto quello che l'Europa preferirebbe non vedere, ma che caratterizza il modo di governare e di fare opposizione (altro che "Sistema-Italia", altro che politiche bipartisan, altro che convergenze ovvero somiglianze programmatiche!) nel nostro Paese. L'inizio è una decisione non presa, tempo fa, quando era già chiaro a tutti gli esperti che Alitalia era entrata in crisi. segue a pagina 27.

Torna all'inizio


Cordata tricolore? S'allungano i tempi del bluff Berlusconi: presto i nomi degli imprenditori interessati. Ancora speculazione in Borsa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Cordata tricolore? S'allungano i tempi del bluff Berlusconi: presto i nomi degli imprenditori interessati. Ancora speculazione in Borsa di Bianca Di Giovanni / Roma ANCORA Sempre a borse aperte, sempre durante difficili incontri al quartier generale della Magliana, Silvio Berlusconi torna a rilanciare una cordata tricolore per Alitalia. Ma stavolta senza i suoi figli. "I miei figli dentro? Neanche per sogno, glielo vieterei", dichiara. Incurante del fatto che i sindacati si stanno posizionando per il difficile confronto di domani. "Le forze politiche stiano lontane" ha detto ieri a metà pomeriggio Guglielmo Epifani. Ma il leader del Pdl non ce l'ha fatta a tacere. In serata poi ci si è messo anche Giulio Tremonti, che non ha escluso nulla: francesi e italiani. "Non siamo contrari a Air France - ha detto l'ex ministro - ma sarebbe anche giusto se ci fosse un'altra offerta, una di quelle scartate finora, che ritorna". Tutti pensano al possibile "ripescaggio" della cordata AirOne-Intesa: anche fonti vicine all'operazione. Ma ufficialmente l'istituto guidato da Corrado Passera non cambia la sua posizione: per ora il dossier è chiuso. Anche se c'è chi scommette che alla vigilia del voto possa manifestarsi una cordata "elettorale". Ormai la partita si gioca anche in politica, e gli schieramenti tendono a dividersi tra pro-trattativa con AirFrance-Klm e pro-imprenditori del nord, con la Lega in testa a denunciare la "svendita" a Parigi e gli uomini di Fini a richiamare l'italianità. Intanto la prossima settimana il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa è chiamato a riferire in Commissione alla Camera sull'operazione. Sicuramente la mossa non basterà a togliere la partita sulla compagnia di bandiera dalle rudezze della campagna elettorale. Ieri anche il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo si è detto "amareggiato" di fronte all'uso strumentale che a pochi giorni dalle elezioni si sta facendo di una vicenda delicata come quella di Alitalia. Ma per Berlusconi questo tema è troppo ghiotto: riporta Prodi sul proscenio e consente di innalzare la bandiera del Nord sulla questione Malpensa. "La cordata italiana non è qualcosa di campato in aria, oggi ci sono alcuni nomi di imprenditori importanti che non faccio per ragioni di riservatezza ma che tra qualche giorno verranno conosciuti da tutti perché faranno certamente una loro offerta impegnativa - dichiara - Chiederanno di avere -3-4 settimane per poter valutare la situazione, fare una due diligence e presentare una nuova offerta impegnativa. Penso che tra qualche giorno si concretizzerà la cordata, che dovrà essere sostenuta da una banca importante". Subito gli fa da "spalla" Roberto Calderoli. "Se Berlusconi dice che la cordata c'è io gli credo". Dalla "piazza" milanese arriva solo un "no" di Carlo Pesenti (Italcementi): "Abbiamo il nostro aereo, è già difficile gestire quello". La replica del Pd non si fa attendere: la cordata italiana per ora è solo "virtuale". Dario Franceschini spiega: "Tutto ciò che può migliorare le condizioni di Alitalia, dei lavoratori e di Malpensa è il benvenuto. Resta il fatto che quella di Air France è l'unica offerta reale che c'è in campo. Tutto il resto è virtuale". E Pier Luigi Bersani chiede di "lasciare lavorare gli attori", rimarcando che "la cattiva politica ha già fatto parecchi danni negli ultimi venti anni a questa azienda. Cerchiamo di non fare politica propagandistica. Lasciamo che il Cda, i sindacati e i possibili acquirenti facciano la loro parte. Se ne discuterà nei prossimi giorni". La radicale Emma Bonino ricorda l'urgenza di un'operazione nella quale "è in gioco il futuro del trasporto aereo italiano. Non è plausibile -prosegue- andare avanti come è stato fatto finora rimpolpando con fondi pubblici molto spesso a fondo perduto. L'unica proposta sul tappeto è quella di Air France che certamente si può migliorare", dice. Per Luigi Zanda, "Berlusconi ha paura di perdere le elezioni" e va avanti con la "politica del bluff". Antonio Di Pietro auspica l'ingresso di "acquirenti italiani, ma quello che interessa è che si tratti di operatori che ci mettano soldi e ce ne vogliono tanti e che ci mettano un progetto industriale e imprenditoriale serio con un management competente".

Torna all'inizio


Tra sindacati e Air France ancora tensione sugli esuberi Domani il piano definitivo di Spinetta. I piloti denunciano un numero crescente di esodi previsti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Tra sindacati e Air France ancora tensione sugli esuberi Domani il piano definitivo di Spinetta. I piloti denunciano un numero crescente di esodi previsti / Roma ALTOLÀ A 48 ore dall'incontro (decisivo?) con i vertici Air France-Klm, l'Anpac, il potente sindacato dei piloti Alitalia, spara ad alzo zero: o i numeri cambiano o per noi la trattativa è chiusa. Insomma, la trattativa riparte in salita, dopo una giornata che sembrava orientata all'appeasement tra le parti. Anche se i francesi in serata smentiscono le nuove cifre diffuse da Anpac. "Le indicazioni non trovano riscontro", rivelano fonti vicine al gruppo di Parigi. I leader delle tre confederazioni Cgil, Cisl e Uil hanno tenuto la barra dritta sulla strada della trattativa per l'intera giornata di ieri, nonostante l'infuriare di dichiarazioni politiche. "Ora c'è Air France e dobbiamo trattare con chi c'è", hanno detto all'unisono Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni. Altri toni - soprattutto per quest'ultimo - rispetto alle scintille dei giorni scorsi. Il fatto è che le (ancora timide) aperture di Parigi fanno ben sperare per buona parte del personale di terra, che rientrerebbe nel perimetro della nuova società. Su questo fronte resta però ancora un passo decisivo da compiere per accorciare le distanze: far rientrare anche i lavoratori Atitech (manutenzione) di Napoli. Il piano di Jean-Cyril Spinetta era sul tavolo del board della Magliana convocato ieri pomeriggio e proseguito fino a sera (mentre scriviamo è ancora in corso). Secondo indiscrezioni i vertici romani starebbero valutando i passaggi di Parigi. Contemporaneamente sarebbe all'esame lo stato delle casse della società, per valutare quanto ossigeno sia ancora a disposizione per proseguire la trattativa ad oltranza, senza ultimatum stringenti. Secondo fonti vicine al tesoro, non esisterebbero difficoltà a proseguire qualche settimana: sta al consiglio di amministrazione valutare. A fine mese è in scadenza un'emissione di bond da 50 milioni da rimborsare. La cosa potrebbe comportare nuove difficoltà, anche se continuano a filtrare voci possibiliste su un prolungamento della trattativa. Assolutamente impossibile invece per Via Venti Settembre l'ipotesi di un prestito in assenza di un accordo quadro con un acquirente: sarebbe bollato come aiuto di Stato. Dell'intera partita si saprà di più oggi quando da Parigi sarà inviato il piano - riveduto e corretto - alle sigle sindacali in vista dell'incontro di domani. Come s'è detto, i piloti già mettono le mani avanti. Le cifre sugli esuberi, che l'altro ieri erano sembrate "digeribili", dopo la revisione di ieri hanno fatto allarmare l'Anpac. Il sindacato parla di "oltre 540 esuberi, pari al 27% dell'intera forza lavoro, e per gli assistenti di volo oltre 900 unità, pari a circa il 16% dell'intera forza lavoro". Per questo l'associazione dei piloti si dice "non più disponibile ad attendere inerte la revisione dei contenuti dell'offerta e si muoverà rapidamente alla ricerca di soluzioni alternative". La mossa dei piloti ha tutta l'aria di una strategia preventiva, per ottenere fin da ora condizioni migliori al tavolo di domani. Soprattutto sul fronte cargo (che inizialmente non doveva essere eliminato) e su quello dei lavoratori stagionali. "Si tratta di precari che lavorano anche 10 mesi l'anno - spiegano all'Anpac - e che già vengono occupati da anni. Naturalmente si tratta di intere famiglie da tutelare". I supposti numeri - già smentiti - se applicati nella realtà, "renderebbero Alitalia fly incapace di assolvere le funzioni di compagnia di bandiera e di soddisfare la necessità di mobilità dei cittadini italiani", insiste Anpac. b. di g.

Torna all'inizio


Con il Cavaliere una sfida fuori dal mondo Fa senso vedere Dini a destra . Per i corrispondenti esteri, campagna elettorale confusa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del "Con il Cavaliere una sfida fuori dal mondo" "Fa senso vedere Dini a destra". Per i corrispondenti esteri, campagna elettorale "confusa" di Federica Fantozzi SILVIO E NOIA Poca politica, propaganda, sinistra che parla come la destra e viceversa, e sempre Berlusconi. La stampa estera guarda alle nostre elezioni e le trova "confuse". Premesso che i corrispondenti esteri si immergono in campagna elettorale l'ultima settimana, i prodromi del giudizio non sono folgoranti. Per Tobias Piller della Frankfurter Allgemeine Zeitung il voto offre un incentivo a essere populisti: "Berlusconi lo è molto. Su Alitalia cerca di intercettare il malumore del Nord. Ha sempre difeso la libertà dell'imprenditore e l'assenza dello Stato: qui si rivela interventista". L'unica novità dello scenario, la corsa a due Pd-PdL, si deve a Veltroni che però "ha fatto di necessità virtù": "Quasi un miracolo: con la stessa legge elettorale sono cambiati partiti e clima. Veltroni non poteva ripresentarsi con una mega-coalizione già naufragata. Ora si delineano due grandi gruppi in Parlamenti e la fine dei nanetti". Assai dura la valutazione di Arielle Dumont di France Soir e Madame (il secondo settimanale francese): "Non vedo uno scontro entusiasmante né grande differenza tra destra e sinistra. È una campagna di corsa: come nei supermarket, tutto sui ripiani e scegliete voi". Grande assente la politica estera: "All'assemblea costituente del Pd mi sono guardata intorno e non ho visto niente di europeo. Mi ha colpito una sensazione di ripiegamento in se stessi". Nostalgia di Prodi, "un grande europeista, attento a inserire l'Italia in un contesto internazionale". Divertenti le liste-caleidoscopio: "Bisognerà trovare posto anche per la casalinga di Voghera. Dove la mettiamo?". Più seriamente, "quando si candida chiunque si perde l'idea della politica". Già quando è caduto il governo "per giochi di potere, il Senato mi sembrava un mercato. Mi fa senso vedere Dini che siede già a destra". Anche Nacera Benali, corrispondente del quotidiano algerino El Watam vede tra le proposte dei due schieramenti "differenze molto sottili. A parole, Berlusconi e Veltroni assumono ognuno la posizione dell'altro". Il Cavaliere su Alitalia ha a cuore i lavoratori "quando non ha mai difeso la classe operaia". Mentre il centrosinistra "raffigura l'immigrazione come un pericolo", anzichè concentrarsi su proposte che "aiutino gli immigrati che lavorano e pagano le tasse". Eric Josef, di Liberation, ha visto un "dinamismo iniziale" di Veltroni: "Aveva il gioco in mano, ha imposto il ritmo con la corsa da solo e i candidati. Poi si è perso un po' per strada". Sui programmi convergenze ma anche "differenze importanti" come il compenso minimo ai precari". Novità? Il cambio di toni, ma non è un bene: "I due leader non si attaccano ma neppure discutono, sembra una sfida fuori dal mondo". Josef è qui dal '93: "L'elemento di continuità che vedo è... Berlusconi. Stupisce che, per la quinta volta e dopo due sconfitte, possa essere ancora candidato premier".

Torna all'inizio


La par condicio di Fede (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del La "par condicio" di Fede Paolo Ojetti Ci sarebbe molto da dire sulla bufala, argomento scelto da Studio Aperto per aprire la serata di ieri. Diossinata o non diossinata? Prudenza o panico dei consumatori? Terrorismo informativo o rischi reali? Nessuno sa un tubo, ma una cosa è certa: guardando come la bufala viene palpeggiata, risciacquata a mani nude e a cielo aperto, con operai che se la passano come una palla e senza nemmeno una mascherina sul volto, e bè una qualche diffidenza ti attanaglia. Ma Studio Aperto ci tranquillizza con Daniela Santanchè come testimonial: "Io la mangio". Ossessionato dalla par condicio, sulle pensioni Emilio Fede fa parlare Veltroni e Berlusconi per un minuto a testa. Ma segue il trucco: due minuti al solo Berlusconi sulla "cordata" che lui tiene lì, in agguato, e che salverà Alitalia dalle grinfie di Air France. Il Cavaliere, forse stranito dalla fatica, espone una tesi singolare: Alitalia deve restare italiana, altrimenti Spinettà caricherà i passeggeri e i turisti e li porterà direttamente in Francia e non "nelle nostre città d'arte". E se qualche passeggero insisterà troppo, lo butteranno giù, nel vuoto, come facevano i generali argentini. Voilà.

Torna all'inizio


Roma, folla Pd per D'Alema e Rutelli In 2300 alla kermesse per il candidato sindaco: sfida su servizi e sicurezza. Noi nuova forza democratica (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Roma, folla Pd per D'Alema e Rutelli In 2300 alla kermesse per il candidato sindaco: sfida su servizi e sicurezza. "Noi nuova forza democratica" di Roberto Brunelli / Roma BATTESIMO di lusso, con tanto di musiche di John Coltrane a fare da sottofondo, battesimo nazionale, perché è grande la posta in gioco, e va oltre Roma. Per il terzo mandato al Campidoglio di Francesco Rutelli ieri sera sono venuti in duemilatrecento al Palacongressi dell'Eur. Ed è salito nella capitale anche Massimo D'Alema, già impegnato nella doppia (e difficile) campagna elettorale in Puglia e in Campania, visto anche che la partita qui è doppia: è anche Nicola Zingaretti, candidato alla presidenza della Provincia e uomo in forte crescita nel Pd del Lazio, a festeggiare oggi, a calare le prime carte di una campagna come se ne sono viste poche negli ultimi anni. Parla dell'azione di governo, il ministro degli Esteri, di un'azione che si è interrotta "proprio nel momento in cui stava iniziando a dare i suoi frutti". Ma bisogna guardare al futuro. "Stiamo mettendo in campo una nuova grande forza democratica e dobbiamo riuscire a rendere chiaro agli elettori l'importanza di questo voto". "La posta in gioco è molto alta", ammonisce. Perché questa è "una destra illiberale", una destra che non ha come valore fondante l'unità del Paese. Lo dimostrano, per esempio, le "corrispondenze di amorosi sensi" tra la Lega di Calderoli e l'Mpa di Lombardo ("ambedue ce l'hanno con Garibaldi"). Gente che dice: "L'Alitalia? Chi se ne frega, conta solo Malpensa", come ha sibilato Maroni ieri. Noi invece "siamo qui per ricostruire le ragioni dello stare insieme, il senso di una comunità nazionale". Anche per questo l'attenzione deve essere massima: "Anche se Berlusconi è un signore in fase declinante, anche se è privo dello slancio di quando scese in campo la prima volta, dobbiamo capire che dobbiamo fare i conti anche con una parte dell'elettorato che è disattento, che non ha capito cosa rischia. Ma che deve comprendere che ha l'occasione di trovare un governo vero, privo dei vincoli che abbiamo conosciuto in passato". La posta in gioco. Chi è qui sa bene perché è qui: le sottoscrizioni partono da trenta euro per arrivare a cifre anche molto sostanziose, e non è solo il gusto di cenare a due passi da qualche big. Ci sono diversi volti noti del Pd, tra cui quello di Alfredo Reichlin, una bella fetta del mondo imprenditoriale e immobiliare romano, intellettuali, cittadini. E si respira un'aria particolare. Il candidato sindaco, cravatta rossa, pare estremamente soddisfatto, e ne ha ben donde. "La nostra è un'ambizione importante: quella di una metropoli che si modernizza, che si trasforma, che investe sulla grandi infrastrutture sulle nuove tecnologie. Accanto a questa, vogliamo lanciare la sfida dell'ossessione del quotidiano: il che vuol dire servizi, sicurezza, pulizia". Il candidato Pd Umberto Marroni, in gran parte responsabile della mobilitazione di questa serata, dice che "il Pd è una novità politica cruciale, legata alla chiusura di una transizione italiana durata fin troppo a lungo". Non è il solo a pensarla così. "Sento che c'è un clima diverso dal solito - confida prima della serata un imprenditore della capitale - La capacità d'attrazione del Pd è fortissima anche tra coloro che finora erano distanti da questo mondo". C'è da credergli, a giudicare dalla sala. Erano previste al massimo milleseicento persone. Grazie al tam-tam, in pochi giorni si è arrivati oltre duemilatrecento. E l'aria si fa rarefatta quando D'Alema dice: "Se perdiamo non sarà un male per noi. Sarà un male per il Paese. D'altra parte, se vinciamo avremo un governo vero".

Torna all'inizio


I politici? Gli smemorati della Cultura (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del "I politici? Gli smemorati della Cultura" di Stefano Miliani D ai programmi che parlino d'arte e cultura trasmessi dalla Rai in orari non destinati ai soli nottambuli a misure fiscali per incentivare il contributo privato al patrimonio artistico e alla cultura, fino a uno Stato che arrivi a finanziare la cultura con lo 0,50% del Prodotto interno lordo, invece che con lo 0,30%. E stop allo spoil-system, quel meccanismo col quale il potere politico sposta dirigenti in base alla vicinanza politica. Sono alcuni dei pilastri di un'iniziativa firmata Alain Elkann. Il presidente della fondazione del Museo Egizio di Torino, scrittore e giornalista, veterano nell'industria culturale, ha coinvolto l'associazione Mecenate 90 e l'istituto di ricerca Fondazione Rosselli e - racconta lui stesso - si è attaccato al telefono per invitare amici e conoscenti a stilare proposte per il futuro governo e per la futura opposizione. Il titolo dell'iniziativa è "Italia, paese della cultura e della bellezza"; lo sorregge un documento di 25 pagine - ampliabile e in via di progressiva elaborazione - che contiene una lista di proposte che vanno dall'architettura al turismo passando per tv, musei, istituti culturali, festival letterari, fisco, design, città d'arte, giardini, lirica e "stile italiano" da rilanciare come marchio trainante anche per l'economia. Finora hanno aderito quasi 120 persone, tra artisti, studiosi, intellettuali ed esperti: si va da Mimmo Paladino, da Fernanda Pivano a Michele Placido, da Antonio Scurati al presidente delle biblioteche italiane Igino Poggiali. Comunque questa impresa manda un segnale: in questa campagna elettorale i temi culturali si sentono poco, per non dire nulla. Temi sommersi dalle emergenze - precariato, monnezza, bufala (quella campana), pensioni, Alitalia - e praticamente assenti dal dibattito. Ma qualcuno ne avverte la mancanza. Dice Elkann che si sente "offeso" nel vedere l'immagine dell'Italia all'estero sovrastata dalla mozzarella di bufala vietata in Giappone. Anche per questo siamo passati dal 1° al 5° posto nella classifica dei paesi più visitati al mondo. Elkann ha presentato ieri l'iniziativa alla sede della stampa estera a Roma chiarendo che è "trasversale": non vuole stare da una parte politica né dall'altra. Quanto possa esserne sensibile la destra berlusconiana, quella che ha lanciato il modello culturale di una tv basata sull'uccidere la cultura in favore di successo facile e lustrini, con "trasversale", lo segnala il sociologo De Rita, s'intende un Paese che non deve farsi stritolare dalle esigenze dei singoli settori, dalla "grettezza della settorialità", per un impegno collettivo e comune. Un altro dei concetti chiave è che l'Italia finanzia poco la cultura, che questa comprende anche settori come l'artigianato, che è il motore trainante del bel Paese. "Lo Stato non ce la fa da solo, l'Italia nel 2006 ha dato 2000 miliardi alla cultura, la Francia e la Germania 8, la Gran Bretagna 5 - ricorda Elkann -. Nell'arco della prossima legislatura vorremmo che la cultura salisse dallo 0,30% al 0,50% del Pil. Ma anche i privati devono fare uno sforzo. L'esperienza al Museo Egizio di Torino dimostra che è possibile: siamo passati peraltro dai 200mila ai 600mila visitatori l'anno". Elkann difende la trasversalità dell'iniziativa, ma anche se non è vero, come sostiene, che tutti i ministri succedutisi al dicastero dei beni culturali hanno dato in egual misura (il governo Berlusconi ne aveva disprezzo e Urbani avrebbe preferito di più guidare la Rai che il patrimonio artistico), in quelle pagine ci sono proposte da prendere in considerazione. L'hanno suggerite esperti, magari non sono tutte condivisibili, ma meritano certo un esame. Fa sapere Elkann: queste pagine sono state inviate a tutti i leader politici e saranno spedite al presidente Napolitano. Lo stesso Elkann, le due associazioni promotrici e chi ha firmato il manifesto dovranno adoperarsi affinché i politici di maggioranza e opposizione vi prestino attenzione e non le lascino in un cassetto. Cosa c'è in quelle pagine? Lo scrittore-presidente dell'Egizio indica ad esempio la riduzione dell'Iva e altri meccanismi per favorire le produzioni cinematografiche italiane; la riduzione dell'Iva per il turismo e per l'acquisto dell'arte contemporanea italiana; l'"usare meglio" gli istituti di cultura italiani all'estero; favorire, nei musei, itinerari per disabili, non vedenti e bambini... "Basta - rivendica Elkann - con lo spoil system, basta con l'accesso per raccomandazione o perché si appartiene alla "famiglia di...", bisogna aprire ai giovani e alle competenze". Appendice "televisiva": a chi, in conferenza stampa, ha giudicato la tv la principale fonte del degrado culturale italiano, Baudo, presente, ha risposto che c'è del vero: serve "un codice deontologico" ma bisogna trasmettere cultura in modo da arrivare alle masse e non farle fuggire. L'ALLARME Dall'architettura al turismo, una lista di proposte "trasversali" perché il futuro governo si ricordi dei nostri tesori. Un appello di Alain Elkann che ha già raccolto l'adesione di 120 intellettuali e artisti.

Torna all'inizio


Alitalia, una metafora italiana (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia, una metafora italiana Gianfranco Pasquino Segue dalla Prima U na decisione non presa anche perché il sistema istituzionale italiano non consente di reagire rapidamente a nessuna emergenza e perché nessun politico intende assumersi la responsabilità di decisioni impopolari nel corto termine. Infatti, non avrà abbastanza tempo perché gli venga riconosciuto, anche dagli elettori, di avere agito saggiamente. La difesa dell'italianità, già esperita con scarsissimo successo, e con penose conseguenze, nel caso di alcune banche, non aveva nessuna probabilità di successo se imprenditori veri non si fossero attivati. La bellicosa "razza padana", sempre pronta a criticare i governanti, non ha saputo produrre quello stuolo di imprenditori, dinamici e disposti a rischiare, e non si capisce in quale modo "il principale esponente dello schieramento avverso al Partito Democratico" riuscirà a (re)suscitarli in tempi decenti. Ma, come dovrebbe oramai essere chiaro a tutti, quel principale esponente ha deciso di fare del caso dell'Alitalia e dello hub di Malpensa, insieme a quello strenuo apostolo della società civile che risponde al nome di Formigoni e alla (ex)manager Letizia Moratti, soltanto due tematiche funzionali alla sua languente campagna elettorale. Se, alla fine, come sembra semplicemente logico e giusto, Spinetta raggiunge un accordo con i sindacati e compra Alitalia, l'on. Berlusconi continuerà la sua campagna all'insegna della italianità tradita e della Padania sottomessa ad oscure forze straniere: quelle del mercato che, certamente, ad un monopolista per vocazione, ma momentaneamente duopolista, sembrano molto oscure e molto estranee, e da abbattere. Se, invece, anche a causa dell'opposizione dei sindacati miopi, che difendendo l'esistente preparano un domani peggiore, Air France-Klm finissero per rinunciare, da un lato, forse, diventerà possibile chiamare il bluff di Berlusconi, ma ad un costo economico elevatissimo, dall'altro, però, Berlusconi non soltanto potrà permettersi di attaccare i sindacati corporativi (che, qualche volta, lo sono davvero), ma cercherà di addossare la colpa del fallimento sulle spalle di Prodi-Padoa Schioppa. Paradossalmente, poi, se, per quanto assolutamente improbabile, l'imprenditore Berlusconi riuscisse davvero, visto che ha dichiarato che a lui "riesce sempre tutto", a mettere insieme una cordata familiare, amicale, imprenditoriale, la sua presenza e quella dei suoi, finora riluttanti, figli configurerebbero un colossale conflitto di interessi, peraltro, l'ennesimo, nei confronti del quale piacerebbe sentire levarsi la voce di qualche imprenditore liberale, sostenitore di un'economia di mercato. Per intenderci, nei Paesi nei quali prospera un'economia di mercato, prosperano per l'appunto le aziende sane, mentre quelle male amministrate falliscono e nessuno, ma proprio nessuno, tanto meno la sinistra, neppure quella radicale, chiede salvataggi allo Stato o a danarosi uomini della Provvidenza che si candidano a guidare il Paese. In un sistema politico decente, primo il governo assume un atteggiamento di benevola neutralità nei confronti di imprenditori che operano rispettando le regole di un mercato concorrenziale e nessuno dei ministri, a decisione presa, suggerisce di perseguire altre, non più praticabili strade. Secondo, dedicato a tutti quelli che credono e qualche volta persino caldeggiano soluzioni bipartisan, in occasioni di grande rilevanza economica, l'opposizione, se non si è previamente espressa in modo limpidamente contrario, argomentando scelte alternative praticabili, converge sulle posizioni delineate dal governo per rafforzare l'immagine di un paese che sulle decisioni più importanti si ritrova unito, anche senza bisogno di dare vita a paralizzanti Grandi Coalizioni. Invece, come hanno notato diversi quotidiani stranieri, l'impressione complessiva che viene trasmessa dall'Italia alla fine della vicenda della sua (ex)compagnia aerea di bandiera è che il capo dell'opposizione sta strumentalizzando gli avvenimenti, non in maniera tardiva, ma semplicemente tenendo conto dei tempi della campagna elettorale. Tuttavia, il rischio è che il peggio, per un sistema politico dal non elevato tasso di liberalismo, per un mercato non proprio vivace, per Alitalia, per il governo del paese, per i sindacati e per i cittadini italiani, imprenditori compresi, stia ancora per arrivare. Davvero, come nel memorabile dépliant berlusconiano: "una storia italiana", che, purtroppo, in tutti i sensi, sembra infinita.

Torna all'inizio


L'Enac diffida Myair: stop ai voli (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 215 Continuità. Ieri il provvedimento dell'ente ministeriale. Il vettore low cost annuncia un ricorso al Tar L'Enac diffida Myair: stop ai voli Continuità.. Ieri il provvedimento dell'ente ministeriale. Il vettore low cost annuncia un ricorso al Tar Alitalia farà slittare di un mese i collegamenti --> Alitalia farà slittare di un mese i collegamenti L'Enac diffida Myair dal continuare a vendere i biglietti sulle rotte da Bologna per Olbia e Cagliari. Ma su Alitalia si prende tempo. Mano pesante nei confronti di Myair e più leggera su Alitalia. Ieri l'Ente nazionale per l'aviazione civile è passata dalle parole ai fatti. Almeno con la compagnia low cost Myair, che ha messo in vendita i biglietti per i voli da Bologna per Cagliari e Olbia e ha programmato dal 4 aprile i nuovi collegamenti, nonostante siano stati assegnati in regime di continuità territoriale da Meridiana. Ieri pomeriggio l'Enac, infatti, ha reso noto di aver diffidato MyAir dal continuare a vendere biglietti sulle due tratte, "sottoposte a oneri di servizio pubblico", per la prossima stagione estiva, accusando la compagnia di concorrenza sleale nei confronti di Meridiana. "Il vettore", ha spiegato l'Enac in un comunicato, "era già stato avvertito da una precedente comunicazione, ma ha continuato a vendere i biglietti creando di fatto un disservizio ai passeggeri. La diffida inviata prevede l'immediata interruzione della vendita". LA COMPAGNIA Myair, "pur in assenza di una diffida ufficiale, visto che ancora non ci è stato notificato alcun provvedimento", spiega Lorenzo Lorenti, direttore commerciale della società, "ha deciso di promuovere un ricorso al Tar contro il provvedimento dell'Enac, chiaramente una volta che sarà ufficiale. Nonostante questo, per rispetto delle istituzioni, è stata interrotta la vendita dei biglietti per aprile e maggio". Gli aerei Myair, dunque, non decolleranno, "fermo restando la nostra volontà di effettuare i voli durante l'estate". Per ora, dunque, è tregua. La compagnia continuerà a vendere i biglietti per i voli da giugno in poi, mentre i passeggeri che già avevano prenotato il volo con il vettore low cost saranno dirottati su altri aerei, in questo caso, di Meridiana. ALITALIA Se nei confronti di Myair, dunque, è stato deciso di adottare la linea dura, con Alitalia i toni sono stati più morbidi, in attesa di un nuovo incontro (oggi o domani) tra Enac, Regione, ministero dei Trasporti e compagnie (oltre a quella pubblica anche Air One e Meridiana). "Alitalia ha bloccato la vendita dei biglietti sul suo sito e ha posticipato di circa un mese l'avvio dei voli tra Roma e Cagliari", spiegano dall'Enac. In realtà, la notizia di uno slittamento dei voli, è solo ufficiosa, visto che Alitalia avrebbe affermato martedì di decidere nelle successive 48 ore. Posticipare la partenza dei voli di circa un mese, tuttavia, non risolve il problema ma permette almeno al governo di fare chiarezza su Alitalia. La compagnia pubblica, infatti, ha programmato un piano estivo dei voli, nel quale è inserita anche la rotta tra Cagliari e Roma. L'Enac deve far rispettare il decreto sulla continuità territoriale e bloccare le nuove rotte, ma attende un segnale in questo senso dal ministero. Segnale che non arriva. In questa situazione, dunque, l'unica soluzione è quella di rinviare di un mese l'avvio dei voli (peraltro la vendita continua attraverso le agenzie di viaggio) e utilizzare questi trenta giorni, magari anche con l'arrivo di un nuovo governo, per convincere Alitalia ad attendere il prossimo ottobre per volare tra Cagliari e Roma. In cambio, Alitalia potrebbe strappare un accordo commerciale più favorevole con Meridiana, che da parte sua minaccia di fermare gli sconti ai residenti se non ci sarà un intervento dell'Enac. GIUSEPPE DEIANA.

Torna all'inizio


Trasporto aereo a un bivio in attesa del voto (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 215 il punto Trasporto aereo a un bivio in attesa del voto Il punto --> La trattativa sulla continuità territoriale è a un bivio. Dalla Regione insistono per la linea dura: Alitalia non può volare e non volerà sui cieli sardi fino a ottobre. Ma l'Enac non ha ancora preso posizione in modo chiaro. Si tenta una mediazione: Regione, Enac e ministero cercano un accordo per evitare una prova di forza. Se Alitalia insistesse sul proposito di avviare i voli a partire dal 30 marzo, infatti, l'Enac sarebbe costretto, seguendo l'attuale normativa che assegna le rotte tra Roma e Cagliari a Meridiana e Air One, a fermare il decollo degli aerei, bloccando l'autorizzazione di volo. E in piena campagna elettorale non sarebbe certo un bel segnale. Ecco perché lo stesso ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi avrebbe chiesto di arrivare a una mediazione. BATTAGLIA LEGALE Se andasse in porto la trattativa, la soluzione potrebbe essere quella che prevede uno slittamento di un mese della partenza per dare modo ad Alitalia e Meridiana di rafforzare l'accordo commerciale già in vigore tra le due società. Altrimenti si tornerebbe indietro di due anni, quando a incidere sulla continuità territoriale furono i giudici del Tribunale amministrativo del Lazio. Se infatti gli aerei Alitalia partissero il 30 marzo l'Enac sarebbe costretta, oggi più che mai, dopo aver bloccato Myair, a fermare la compagnia, che potrebbe ricorrere al Tar. E saranno dunque i giudici amministrativi a dire la parola fine sulla vicenda della continuità territoriale per i voli tra Cagliari, Roma e Milano. Così come accadde nel 2006. Un pessimo biglietto da visita per la nuova continuità territoriale che partirà da ottobre.

Torna all'inizio


Ce la possiamo fare, la partita è aperta anche alla Camera (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del NICOLA LATORRESapremo convincere gli indecisi. Strategico il rilancio del Sud. Il centrodestra su Alitalia fa solo propaganda e mostra tutto il suo egoismo nordista "Ce la possiamo fare, la partita è aperta anche alla Camera" di Simone Collini / Roma Nicola Latorre non si stupisce del sondaggio Ipr marketing secondo il quale il Pdl, nella migliore delle ipotesi, avrebbe solo cinque seggi di vantaggio a Palazzo Madama. "Anche alla Camera si può riaprire la partita", dice il candidato capolista per il Pd al Senato in Basilicata (e numero due in Puglia). In poche parole, "possiamo vincere". Però altri sondaggi dicono che rimangono 7 o 8 punti di distacco dal Pdl, come se la spinta propulsiva del Pd si fosse esaurita. "Facendo campagna elettorale vedo in giro tutt'altro che un calo di attenzione rispetto alle nostre proposte". Forse Berlusconi vi ha rubato la scena con la vicenda Alitalia? "Forse, ma solo per un breve periodo, perché è apparso subito evidente il carattere tutto propagandistico della cordata italiana, che non esiste. Non a caso poi si è messo disperatamente a inseguire il Pd sul tema delle pensioni". Vi ha detto che le minime le hanno aumentate già loro. "Argomento privo di qualsiasi consistenza. Primo perché aveva annunciato la soglia dei famosi 516 euro mensili per 4 milioni di persone, quando poi a raggiungere quella cifra sono stati solo un milione di pensionati. E secondo perché siamo stati noi, con il decreto del luglio 2007, ad aumentare tutte le pensioni fino a 8600 euro di reddito annuo. Ma soprattutto, noi abbiamo ora avanzato una proposta per intervenire non soltanto sulle minime, indicando con chiarezza la copertura finanziaria di questa operazione. E Berlusconi ci insegue, malamente, come già ha fatto costruendo in una notte un partito, il Pdl, che poi si presenta comunque in coalizione con la Lega". Sette otto punti in meno di venti giorni. Come pensate di farcela? "Intanto perché più passa il tempo e più si fa evidente che da quella parte c'è un'idea del futuro fondata su un mix di egoismo sociale fai da te e di protezionismo alla Tremonti che è esattamente quello che ci vuole per portare il paese alla catastrofe, mentre da questa parte c'è una proposta assolutamente nuova di sviluppo, di rilancio del sistema paese che tiene insieme l'esigenza di modernizzazione, e dunque anche di crescita, con l'esigenza della giustizia sociale". C'è chi sostiene che Veltroni sarebbe dovuto andare di più nelle regioni in bilico, piuttosto che muoversi lungo tutto il paese. "Il punto non è concentrare la presenza di un leader ma mobilitare tutte le nostre risorse umane sui territori. Quello che Veltroni sta facendo è fondamentale, ma la vera forza che ha il Pd sono le persone pronte a muoversi per convincere i tanti indecisi che ancora ci sono. In questo senso l'iniziativa di domenica per mobilitare tutto il popolo delle primarie è importantissima". Personalità come l'economista Boeri o come l'ex presidente di Confindustria calabrese Callipo denunciano l'assenza dei temi legati al Mezzogiorno. "Per quanto ci riguarda dico non solo che non è così, ma che per noi che vogliamo lo sviluppo del paese il Mezzogiorno è una grande opportunità". Che cosa vuole dire? "Continua a persistere un divario tra il nord e il sud, un dato strutturale che non può più permettersi un sistema paese che deve affrontare la grande sfida della competizione. Ma in questo senso il Mezzogiorno diventa una grande risorsa. Per almeno due ragioni: perché la popolazione meridionale è quella più giovane e perché la collocazione geografica rende il Mezzogiorno un punto strategico per accogliere quei traffici commerciali che nell'irruzione nella scena di paesi come la Cina e l'India hanno riproposto il Mediterraneo come grande bacino commerciale". A quali condizioni il sud Italia può diventare il luogo di transito per le merci verso il nord del mondo? "Intanto, una politica estera che consenta al Mediterraneo di diventare un mare di pace e al nostro paese di avere un dialogo con tutti gli stati che vi si bagnano. E quindi si può immaginare quanto drammatico sarebbe ritornare a una politica estera come quella prospettata da Martino, cioè ritirare le truppe dal Libano e rimandarle in Iraq. E poi è necessaria una politica infrastrutturale adeguata. E in questo senso il tema dell'Alitalia è un paradigma della politica nordista della destra: ha assunto la difesa di Malpensa anche a costo di far fallire la compagnia di bandiera, come ha detto il sindaco di Milano Moratti. Se noi diciamo di separare il tema di Malpensa da quello del destino dell'Alitalia è anche perché il fallimento della compagnia di bandiera sarebbe sì una tragedia per il paese, ma avrebbe effetti catastrofici sul Mezzogiorno".

Torna all'inizio


Un diritto per gli elettori - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti UN DIRITTO PER GLI ELETTORI (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Ora la risposta tocca all'avversario. Una risposta chiara, se possibile: accetta o non accetta il confronto televisivo? Perché ieri, davanti alla sfida di Veltroni, il quartier generale della Pdl ne ha date una mezza dozzina. Nel pomeriggio uno spavaldo Berlusconi ha minacciato: "Io sono in grado di stracciare qualsiasi avversario". Più tardi però i portavoce hanno fatto capire che il confronto non si farà per rispetto alla par condicio, che imporrebbe anche la presenza degli altri contendenti, Bertinotti, Casini, Santanché eccetera. è la prima volta in tanti anni che dall'entourage berlusconiano s'invita al rispetto della par condicio, "legge liberticida" fino all'altro giorno. A sera Berlusconi e i portavoce in coro si sono messi a piagnucolare sull'ennesima puntata monografica del Cavaliere a Porta a Porta di oggi, saltata per l'indisponibilità di Veltroni a pareggiare il conto. Questo forse lo capiscono anche i fans del Cavaliere, lo zoccolo durissimo berlusconiano, quelli insomma convinti che "lui" abbia sempre e comunque ragione. Che senso ha una campagna elettorale senza il faccia a faccia fra i due candidati? Perché il principale editore televisivo d'Italia e d'Europa ha tanta paura del confronto in diretta con il rivale, disposto a incontrarlo perfino sulle sue reti, negli studi di sua proprietà, davanti a giornalisti suoi dipendenti? Il duello televisivo è ormai un rito di tutte le democrazie occidentali. Sono rarissimi i casi in cui non si è fatto. Negli ultimi anni, in decine di campagne elettorali, hanno rifiutato soltanto due premier, Tony Blair e lo stesso Berlusconi. Mai comunque il duello tv è mancato per la rinuncia del capo dell'opposizione. Berlusconi oltretutto può contare su sondaggi assai favorevoli, una fama di grande comunicatore e un'autostima a prova di bomba. O almeno dà mostra di credere a tutto ciò. E allora davvero non si capisce perché, al posto di spargere fanfaronate, non risponda all'avversario e soprattutto ai cittadini italiani indicando la data e il luogo del "faccia a faccia". Se non ha il coraggio di accettare la sfida, Berlusconi ha in ogni caso il dovere di spiegare all'opinione pubblica le ragioni di un rifiuto che priverebbe i cittadini del loro diritto ad assistere a un chiaro confronto di idee, personalità e programmi tra i due principali sfidanti per la guida del Paese. Quello che non può fare è addossare la responsabilità alla par condicio (stavolta non c'entra nulla) o ai crimini dello stalinismo o alla crisi dell'Alitalia. Saranno poi gli elettori a giudicare.

Torna all'inizio


Berlusconi in una piazza vuota Insulta Veltroni e Di Pietro (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Berlusconi in una piazza vuota Insulta Veltroni e Di Pietro inviata a Viterbo VELTRONI e il Pd sono "vecchi comunisti riciclati", come "quei negozi che falliscono e poi mettono fuori il cartello "nuova gestione"" e Di Pietro si sarebbe "fatto dare la laurea dai Servizi": Berlusconi le masse non le richiama più, se non qualche signora affe- zionata accorsa ieri al monastero di Santa Rosa a Viterbo. Va meglio a Palasport, dove ci sono circa tremila persone neppure così osannanti come un tempo. Gli argomenti del leader Pdl sono triti e ritriti, rinnovati solo dalla carta Alitalia utile ad avocare a sé il merito della riapertura della trattativa: così al cavaliere non resta che concentrare l'attacco contro Veltroni, apparentando gli insulti anche al leader dell'Italia del Valori. Già dalla mattina era partito il contrattacco sulle pensioni: "Veltroni parla a vanvera" senza fare i conti con la disponibilità di bilancio, mentre il Pdl propone di "adeguare le pensioni minime al costo della vita", senza fare alcuna cifra e certo non può alzarle a tutti. Il nervosismo di Silvio è a fior di pelle, arrivato a Viterbo con un primo stop alle Terme dei Papi: il sondaggio Ipr parla di pareggio al Senato? E lui sbotta: "E' la vecchia ricetta stalinista sempre valida della sinistra", evita la risposta Berlusconi, convinto che "al Senato avremo 30 senatori in piu'". Quanto al vantaggio, dai suoi sondaggi, quelli Euromedia modello americano, oscilanno tra 9 e dieci punti. Difende anche la legge elettorale "funziona" e torna a puntare il dito su Ciampi perché "con una interpretazione della Costituzione ci impose il premio di maggioranza regionale al Senato". Teme il faccia a faccia con Veltroni? "Io non ho paura di nessuno, sono in grado di stracciare qualunque avversario, perché sono l'uomo dei fatti", ringhia. Il cavaliere cerca di fare il Caimano e polarizza lo scontro sui due partiti principali, inserendo fra i voti "dispersi" anche quelli a Ferrara. E ancora "Veltroni dice le bugie sulla legge elettorale, poi lancia il sasso ma ritira la mano: "dovrei ricordare che Veltroni disse che Stalin è un benefattore dell' umanità e che il comunismo e' un'utopia positiva? No, sono cose non vere e io non dico le bugie". Al Palasport Berlusconi perfeziona l'attacco a Antonio Di Pietro: "ha preso la laurea grazie ai Servizi". Con poca convinzione Berlusconi ieri è venuto a Viterbo per sostenere i candidato sindaco, il forzista Marini. Neppure la visita alle Clarisse, monache di clausura devote a Santa Rosa, (come la mamma, protettrice dei fiorai), è servito per un bagno di folla: nessuno, solo fotografi e giornalisti davanti alla chiesa, una signora dice "semo quattro gatti, fatecelo salutà". n.l.

Torna all'inizio


Piloti e calabroni Bonanni e Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Piloti e calabroni Bonanni e Berlusconi Oliviero Beha Siamo proprio un paese stracotto. C'è persino il rischio che il Pdl cavi ragni elettorali dal buco Alitalia esclusivamente sul piano mediatico. Ad Arcore festeggiano: Berlusconi può dire "è merito mio" mentre Bonanni, Cisl, gli fa eco: "Abbiamo già raggiunto un risultato". Non ricordo che lo sprofondo Alitalia fosse un problema elettorale nel 2001, né che lo fosse diventato nel 2006. Intendo né per Berlusconi e Rutelli allora, né per Berlusconi e Prodi poi. Nel frattempo l'Alitalia era già finanziariamente un calabrone, cioè un insulto alla fisica giacché per antonomasia quell'insetto pesante non sarebbe potuto decollare. Detto di una compagnia aerea, beh, dovrebbe fare un certo effetto. E invece no: sia Berlusconi che Bonanni ne parlano come se fosse la prima volta, sperando che nella cortina mediatica, la memoria asfissi e si confonda, e l'italiano indeciso/ignorante costruisca l'equazione Berlusconi -interessi-del-Paese-cordata-italiana, e Veltroni-svendita -ai-francesi-conseguenza-Prodi, in una specie di Mentana (non lui, la Repubblica romana) garibaldino-e perdente- di metà '800. Almeno questo ci venga risparmiato. Non si ricorda in 7 anni del suo governo nulla mirato a togliere il piombo dalle ali di un calabrone.

Torna all'inizio


Il vento gelido di pomigliano "noi, traditi dalla politica" - patrizia capua (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Napoli La fabbrica Viaggio tra gli operai della Fiat alla vigilia delle politiche: rabbia e disillusione Il vento gelido di Pomigliano "Noi, traditi dalla politica" "Destra, sinistra, ormai non c'è più differenza. E dicono di voler aiutare i giovani" PATRIZIA CAPUA dal nostro inviato pomigliano D'Arco - Cinque paia di calzini corti di cotone a cinque euro, fasce elastiche, orologi e binocoli "made in China". Una bancarella davanti agli striscioni che annunciano "Verso una Nuova Pomigliano", al cancello due. Merce a poco prezzo, destinata a chi fa i salti mortali per far quadrare un bilancio familiare. Aria tesa, fuori e dentro la fabbrica. C'entra molto con la fase che sta vivendo l'azienda. Il piano straordinario dell'ad Sergio Marchionne per il recupero industriale del sito produttivo, principalmente. "La ristrutturazione? - dice Gennaro - non ci credo, non credo al futuro di questa fabbrica. Non si pensa al lavoratore, non si bada a ciò che esprime. Quello che succede è lo specchio della politica regionale e nazionale. Siamo nella spazzatura". Si va alle urne il 13 e 14 aprile e Cipputi naviga a vista nel mare della politica. Specie i più giovani. "Io seguo l'onda", confessa senza problemi Luigi, 28 anni, "chiederò consiglio agli amici anziani". Ideali, se c'erano, buttati dietro le spalle. Destra, sinistra, dice Marco, non c'è differenza, "la politica ormai è diventata una professione per chi la fa. Parlano di meritocrazia, di sostenere il reddito, di aiutare i giovani. Ormai quel che promettono si sa in anticipo. Stesse dichiarazioni di cinque anni fa. A loro, i politici, conviene sempre lasciare le cose come stanno". "Voto Veltroni, lo scriva", dice uno al volo. Antonio, da 8 anni nel reparto Lastratura, è un altro convinto: "La maggior parte di noi è per Veltroni, per quello che dice, come lo esprime. Certo, poi si deve sempre vedere. La Sinistra arcobaleno, per carità: Bertinotti, che delusione. è venuto due volte a fare comizi, e poi? Ormai sono tutti buoni, tutti fanno buoni propositi. Vediamo che succede, magari si svolta...". Carlo punta sulle condizioni di lavoro, i nuovi ritmi, l'organizzazione e le prospettive della Fiat di Pomigliano: "L'azienda è peggiorata: ci hanno riempito la testa di favole, nella teoria è tutto perfetto, sul campo inapplicabile, anche per l'incapacità di chi ci gestisce qui dentro. E il povero Marchionne non ne sa niente". Francesco, 10 anni di fabbrica: "Sinceramente non andrei a votare, non credo più a niente, delusione totale". Antonio non ha dubbi: "Io continuo la tradizione, voto Fini". Domenico Casoria è addetto al montaggio della "159", iscritto all'Ugl. "In fabbrica c'è un'aria molto tesa, siamo pessimisti sul futuro. I giovani non sono politicizzati, vanno dietro alle mode, guardano a destra, vedono con simpatia Berlusconi". Franco Mancinelli (stampaggio) e Antonio Cimmino (verniciatura) amici, ma agli opposti in politica. "Voto Sinistra arcobaleno" dice quest'ultimo, "con Bertinotti spero in un affondo sugli evasori fiscali. Veltroni è troppo attaccato a Prodi, roba da vecchia gestione". L'altro: "Io sono berlusconiano convinto, anche se prima vedevo bene Casini". Vincenzo Migliaccio, della verniciatura, si dichiara "di fede di sinistra e sosterrò Veltroni. Prodi guarda dove ci ha portato, e Bassolino? L'immondizia ci sta divorando...". A votare andranno in pochi, informa un "ex Cobas" che preferisce l'anonimato: "I politici sono passivi per la società, noi qui a ritmi feroci per far prendere 12 mila euro a un parlamentare". Mariangela Angrisani, giovane e carina operaia del montaggio: "Sono figlia di un operaio, voto a sinistra, per Veltroni: mi convince, è più attendibile, ma spero che la politica si impegni per noi operai, perché anche la sinistra ci ha abbandonati". Al centro del piazzale c'è un gruppo dei 316 operai, quelli del corso finalizzato alla creazione di un centro di logistica avanzata. Sono infuriati. "Non si sa nulla, nemmeno dove ci metteranno a lavorare, incredibile per un'azienda che si vanta di pianificare tutto". A parlare è Francesco Mazzella, da 36 anni in Fiat. Il gruppo s'infittisce, protesta con Andrea Amendola, segretario della Fiom che sta entrando per un'assemblea. Amendola si sgola: "Voi avete ragione, lo sappiamo, ma qui non si fa sciopero per paura". "Stavolta non andiamo a votare" è quasi un coro. "Qui si fanno ritmi massacranti, ci sono infortuni, oggi un altro morto a Melfi". Marco Cusano: "Non sappiamo a chi credere, la realtà è quella che viviamo in fabbrica. Aumentano luce, gas, benzina, siamo quelli che lavorano di più e guadagnano meno. Con 1100 euro al mese, chi mi garantisce niente? Qui solo pulizia e immagine. Sostanza, oggi, non ce n'è. Sembra che oltre questi cancelli la democrazia finisca". Bertinotti dice che ci vuole un Marchionne anche per Alitalia, non è più credibile. "Berlusconi, Veltroni, promesse inutili. La poltrona è comoda, ma a noi mica ci pensano". Massimo, dello stampaggio: "Non vado a votare. A destra mai, ma la sinistra che ha fatto? Con 1100 euro al mese, i prezzi lievitati, gli stipendi fermi a Garibaldi. La fiducia alla sinistra l'abbiamo data e questa è la ricompensa: bollo auto, assicurazione alle stelle, sono sfiduciato. Il contratto ci ha dato 117 euro in tre anni. Non è una bella vita e orizzonti zero. Tutto questo dipende da una brutta, anzi pessima politica. I politici non sanno cos'è la vita di un operaio".

Torna all'inizio


Nei caseifici parlano i primi pentiti "trent'anni di imbrogli, ma ora..." - dal nostro inviato (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Napoli Incontro segreto a Cancello Arnone: "Quanti trucchi. Poi i controlli dei Nas eliminano i mascalzoni, adesso fidatevi" Nei caseifici parlano i primi pentiti "Trent'anni di imbrogli, ma ora..." DAL NOSTRO INVIATO (segue dalla prima di cronaca) antonio corbo cancello arnone - Chiedono di andar via. C'è gente che guarda. Lo dicono loro. Strano, nella strada che gira ad angolo retto non si vede nessuno. Alle 13.20 si abbassa la serranda dell'ultimo bar aperto. "Siamo pronti a raccontarle tutto, purché venga fuori la verità". Quale? "Che dopo trent'anni di imbrogli, la mozzarella non è stata mai così sicura. Ed ora che è sicura, rischiamo la fame. Ci stanno strozzando". Sono in tre: due fratelli, hanno un caseificio. Ed un cugino che ha 500 bufale, ma vive di altro. "Ho un'impresa di movimento terra". Un'attività che richiama il predominio dei Casalesi nell'edilizia. Giacca, cravatta, colletto bianco. Si rivelerà garbato, competente, insospettabile. è nel suo ufficio che si va, attraverso un sentiero disadorno, neanche un'insegna. "Cancello Arnone è il paese delle mozzarelle. Andavano forte 40 anni fa i Di Benedetto qui, ad Aversa i Fierro. Le bufale mangiavano quello che volevano. Abbandonate, mai un veterinario. Il latte era migliore, meno di quattro litri per un chilo di mozzarella. C'erano le pagliare, il monaco era il gancio che reggeva il pentolone, e sotto c'era il fuoco della legna. I camorristi, si dice, venivano a nascondersi. La jeep dei carabinieri si vedeva lontano un miglio nelle pagliare. Ora i latitanti hanno ville e pavimenti lisci". Cambiano discorso: "Tutto è cominciato 30 anni fa, con il boom delle mozzarelle. C'è chi si è arricchito". E come? "Con la pasta bianca della Germania. Un chilo messo nel secchio di acqua diventava tre chili". E si vendeva? "Si vendeva eccome". Possibile che nessuno se ne sia accorto? "In città, no. Ma era gommosa, sembrava plastica, sulla pizza non filava". Non si accorgono del paradosso: "I più onesti mischiavano latte di vacca e di bufala, 50 e 50, a volte anche 30 e 70". Fino a quando? "Fino a pochi anni fa. Ora c'è chi congela il latte di bufala congelato e lo mischia con quello fresco". E quello congelato della Bolivia? "Arrivava. I controlli, poi. I Nas dei carabinieri non danno pace, ma sono seri. Ora il latte avanza: un litro costa 1,20 euro d'estate e 1,05 d'inverno. Lo sapete che i signori del Salernitano vengono a prenderlo sottobanco per 40 centesimi nelle aziende sequestrate? Siamo distrutti". Ammettono di aver avuto l'azienda sequestrata tempo fa e spesso qualche verbale. "Perché il latte noi dei caseifici lo prendiamo fuori. I Nas hanno anche trovato quelli che consegnavano una provetta di una bufala sana e passavano tutte le altre come sane". Interviene il cugino, allevatore. "Sono i controlli per la brucellosi. Io ho 500 bufale. I controlli miei, pagati da me, danno 8 bufale malate. Per la Asl sono 140. è la solita media che trovano le Asl, ora il 28, ora il 32, la media è sempre il 30. Ci difenderemo tenendo per noi la provetta gemella, faremo le controanalisi". La brucellosi è un allarme, e niente più. Il batterio svanisce a 65 gradi, la fermentazione avviene a 74, il latte bolle anche a cento. L'animale è malato ma la mozzarella è sicura. "C'è una pausa per stabilire un piano sanitario", informa un sindacalista, appena arrivato. Si scopre che "c'è un commissariato anche alla brucellosi, retto da Andrea Cozzolino, l'assessore". Riflessione: "Anche questo allarme crea confusione intorno alla Regione. Si vuol fare un polverone: rifiuti, diossina, mozzarella... La mozzarella si fa qui, e allora c'entra anche la camorra... è solo politica questa. Fidatevi delle inchieste solo quando ci sono di mezzo i Nas, loro ci aiutano con i controlli. Fuori i mascalzoni. Ora lavorano soprattutto gli onesti, i controlli di Nas e Asl sono continui e nessuno chiude più un occhio". Sulla diossina, osservano: "Devono dirci la verità. Alle bufale diamo una razione "Unifid", cioè pasto unico: fieno, trinciato pressato di mais o di loietto o di sorgo, sono i foraggi che produciamo in zona. Poi i mangimi che arrivano da Perugia, Viterbo, Verona. Ci dicano in quale di queste frazioni c'è la diossina. Viene da fuori o è nostra? Se è nostra, fieno e mais sono dell'estate 2007. Può essere quella dei roghi di agosto, ma ce lo dicano". Su 1900 aziende 83 sono quelle bloccate in attesa di analisi. "Per 3 caseifici e 19 allevamenti c'è stato il dissequestro, le analisi erano sbagliate, un giornale di Caserta lo scrive già, eccolo". L'allarme lentamente rientra. Il viaggio tra i misteri della mozzarella alla diossina termina a Teverola, c'è un'azienda che esporta in tutto il mondo. Autorizza la citazione. "La marchesa" della famiglia Cirillo. Polemica un'impiegata, Lina Ulisse. "Un quintale e mezzo in Corea del Sud. Nessuna protesta. Ho mandato per fax le analisi che facciamo noi, a nostre spese, 660 euro per volta. L'unità di misura è il picogramma. Il limite è 3. La nostra mozzarella è tra 0,40 e 1,20. Ottima. Ecco la risposta degli americani: hanno visto le analisi, vanno bene, ci dicono di spedire, e allora?". Oggi parte il cargo da Fiumicino alle 7: New York, Washington, San Francisco. Finché c'è Alitalia anche la mozzarella va.

Torna all'inizio


La vertenza atitech in consiglio regionale (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VI - Napoli Industria La vertenza Atitech in Consiglio regionale Il caso Atitech, azienda di servizi di Alitalia, che nel piano di Air France è destinata ad una pesante ristrutturazione, "atterra" oggi in Consiglio regionale: davanti alla sede del Centro direzionale si terrà un presidio dei lavoratori. Nell'aula consiliare si discuterà un ordine del giorno preparato dopo l'audizione dei sindacati che la Commissione regionale dei Trasporti ha tenuto ieri. Il presidente Pasquale Sommese, ha espresso la sua preoccupazione: "La crisi Alitalia potrebbe avere drammatici riflessi sulla sopravvivenza di una grande realtà come Atitech".

Torna all'inizio


Cordate Il leader Pdl promette fatti, ma già si lavora a un nuovo prestito urgente (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cordate Il leader Pdl promette fatti, ma già si lavora a un nuovo prestito urgente Il Cavaliere ritira i figli, Alitalia ha 7 giorni.

Torna all'inizio


Attento cavaliere (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Attento cavaliere Wall Street Journal, e due L'apertura di credito fatta ieri dal Wall Street Journal a Veltroni (sulla prima pagina, con tanto di foto, e con titolo audace: "Il rivale di Berlusconi punta a un cambio radicale per l'Italia") dice qualcosa di significativo, soprattutto dopo il trattamento insolitamente severo che il giorno prima lo stesso giornale aveva riservato alla strampalata idea del Cavaliere di bloccare la vendita di Alitalia, unica soluzione possibile per salvare la compagnia. In queste settimane la polemica di Tremonti contro la globalizzazione e per la riesumazione di una qualche forza di protezionismo, e una serie di messaggi molto statalisti e assistenzialisti di Berlusconi, hanno allarmato la business community internazionale, di cui il Wall Street Journal è la bibbia liberista così come il Financial Times è la bibbia liberal. Queste scelte si pagano, e questo è bene saperlo. Anzi, Berlusconi dovrebbe ben saperlo, visto che nei suoi cinque anni di governo si è azzuffato quasi quotidianamente con la stampa internazionale, con l'unica eccezione proprio del Wsj , che l'ha sempre difeso e che ora comincia a dubitare anche lui. Non siamo tra quelli che credono che il giudizio dei giornali, figurarsi poi il giudizio dei giornali stranieri, possa avere un grande effetto sul comportamento elettorale degli italiani. Ma quel giudizio ha invece un chiaro e decisivo effetto sul governo, una volta vinte le elezioni. Orienta infatti l'establishment europeo e americano, crea un mood tra gli investitori, accresce o diminuisce la credibilità di un sistema-paese in un mondo estremamente interconnesso. Berlusconi farebbe dunque bene a preoccuparsene, cominciando a dire e a fare qualcosa che ricordi, anche lontanamente, il messaggio politico riformista con cui era sceso in campo nel '94. 27/03/2008.

Torna all'inizio


Segue parla riello: <il fallimento non è un dramma, basta vedere parmalat> (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Segue parla riello: "il fallimento non è un dramma, basta vedere parmalat" "Se Alitalia diventasse francese, mi sentirei un po' colonizzato" "Sono contrario ai dazi, ma Tremonti non ha tutti i torti" (segue dalla prima pagina) "Insomma - prosegue Riello - non mi preoccupo che Alitalia vada a un'azienda francese. Però vorrei far notare una cosa: Air France è pubblica, dunque non dimentichiamoci che è un governo che sta lanciando un'opa su un altro governo. Non è la stessa cosa di un'azienda privata che se ne compra un'altra". Riello sottolinea che i francesi "hanno conquistato in questi anni una presenza piuttosto importante nel nostro paese, per usare un eufemismo. Hanno una fetta importante di mercato elettrico, si sono presi una delle nostri maggiori banche, sono molto presenti nella grande distribuzione, hanno un ruolo di primo piano nella finanza che conta. Insomma, se anche Alitalia cambiasse bandiera passando sotto il controllo francese mi sentirei un po' troppo colonizzato". L'imprenditore è convinto che la trattativa vada dunque sospesa fino alle elezioni. "Non ci siamo posti negli ultimi venti anni il problema del turismo e del business nel nostro paese, strettamente legati ai destini di Alitalia, possiamo anche aspettare venti giorni in più". Per Riello, annoverato tra gli imprenditori con simpatie berlusconiane, "la cordata è un po' fuori tempo, ma d'altra parte è un po' azzardato che un governo in esercizio ordinario si affretti a chiudere un dossier che ha anche pesanti ricadute occupazionali". Venti giorni possono essere fatali per Alitalia, dando uno sguardo alla liquidità residua. "E allora? Il fallimento non è un dramma. Ricordiamoci Parmalat, l'abbiamo risollevata dopo il commissariamento. Il problema vero non sono i debiti, il problema vero è che Alitalia è stata gestita per decenni in modo inefficiente dalla politica e dai sindacati. Il problema, allora, è che oggi brucia cassa alla velocità della luce per questi antichi vincoli. Tolti quelli, sono certo che potrebbe tornare a fare profitto, e non soltanto perché quello italiano è un mercato redditizio. È l'intero business del trasporto aereo ad essere in crescita, ormai è il mondo intero a volersi muovere in aereo". Tornando al "Progetto tuono" di Riello, l'idea è presto spiegata. Il vantaggio del titanio, rispetto ai materiali usati tradizionalmente per costruire gli aerei come l'alluminio o la fibra di carbone, "è che si piega ma non si spezza. Per i materiali che compongono gli aerei serve una grande elasticità: il titanio si deforma poco, anche ad alte temperature o quando ci sono sbalzi - come accade sugli aerei - da meno cinquanta a più cinquanta gradi di temperatura in soli venti minuti". L'azienda del piacentino vuole conquistare una nicchia di mercato ancora libera, ma l'ingrediente vincente di questo "frammento" del famoso sette per cento che ha trainato il paese nell'ultimo quinquennio e che adesso non teme neanche più il supereuro, è la ricerca. Riello fa parte di un settore, quello dei macchinari per le industrie, tradizionalmente molto competitivo, che vanta una bilancia commerciale in attivo per dieci miliardi di euro all'anno. Tuttavia, "quello che ha premiato", racconta, "è l'idea, il progetto proposto. E la nostra credibilità". Così "Progetto Tuono" ha battuto la concorrenza nipponica, tedesca e statunitense. Anche perché negli ultimi anni di bassa crescita, che ha costretto una fetta importante di industria italiana a "ristrutturarsi o morire", Riello ha investito "tra il 4 e il 7 per cento del nostro fatturato, che è di circa 120 milioni di euro all'anno, in ricerca e innovazione". Ormai è una costante delle campagne elettorali e dunque anche stavolta le difficoltà del settore manifatturiero nel suo complesso sono diventate un tema da campagna elettorale. L'ex ministro dell'Economia Tremonti ripropone i dazi, per proteggerci dalla concorrenza internazionale e dal dumping cinese. Riello fa notare che "i cinesi stanno investendo risorse enormi nella ricerca nel settore manifatturiero, basta vedere il numero di ricercatori che hanno messo su questo settore. Quindi, arriverà anche il momento in cui ci raggiungeranno anche nei settori tecnologicamente più avanzati. Io sono un liberista convinto e penso che non sia corretto pensare tout court ai dazi. Ma in alcuni settori sarebbe forse opportuno introdurli temporaneamente, per dare alle aziende il tempo di riorganizzare i propri coefficienti di competitività. Tremonti lo leggo così: non c'è modo di bloccare le merci che provengono dall'estero, ma mentre le aziende si riorganizzano, aiutiamole con un provvedimento-tampone, temporaneo. Perché in alcuni settori siamo stati davvero massacrati". 27/03/2008.

Torna all'inizio


Pierino l'ex pm fa il nuovo mastella, eppure il loft non sembra preoccuparsene (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pierino l'ex pm fa il nuovo mastella, eppure il loft non sembra preoccuparsene Di Pietro parla di tutto, purché sia contro il Pd Veltroni è intervenuto solo sul caso Mediaset Alle 11 di mattina ha annunciato di aver scritto una lettera a Prodi per sollecitare il varo del decreto legge che recepisce le richieste di Bruxelles sulle concessioni autostradali. Alle 11 e zero-nove ha ribadito che qualsiasi acquirente osi avvicinarsi ad Alitalia deve sottoscrivere una clausola che preveda una moratoria di due barra tre anni per Malpensa. Alle 11 e ventinove ha intonato un nuovo de profundis per AirOne. Quindi ha detto no alla commissione d'inchiesta sui fatti di Genova consigliando la via della commissione di indagine (ore 15.06), suggerito di togliere l'Afghanistan dai temi della campagna elettorale (15.11), considerato il boicottaggio olimpico come una delle opzioni per difendere le ragioni del Tibet (15.14) e infine invitato tutti i candidati alle elezioni che abbiano un conto corrente in Liechtenstein a denunciare sé stessi e la presenza del conto corrente (15.16). Ladies and gentlemen, ecco a voi Antonio Di Pietro visto in cinque ore qualsiasi di un qualsiasi giorno di campagna elettorale. Per la vastità di temi toccati e per l'innata propensione a mettere a verbale posizioni spesso e volentieri eterodosse rispetto alla sua alleanza, il "fedele alleato" del Pd ricorda il Clemente Mastella dei bei tempi andati. Quello, tanto per fare un esempio, che nel gennaio 2006 si cimentava quotidianamente nello sport di "smarcarsi" dalle posizioni che l'allora Unione sintetizzava nel programma di quasi trecento pagine. Il leader dell'Udeur non firmò alcuni capitoli del librone e quasi tutti archiviarono i suoi capricci alla voce "campagna elettorale". Poi ci ha pensato la storia a fare un'operazione-verità sulle intenzioni del leader del Campanile. Non sono in pochi, tra le quattro mura del loft, a pensare che se all'alleanza Pd-Italia dei valori riuscisse nel miracolo di vincere le elezioni, il buon Tonino sarebbe il più lesto a ritagliarsi il ruolo di spina nel fianco che durante l'era Prodi fu di Clemente. La vera questione è un'altra: a parte i recalcitranti della prima ora, nessuno - e men che meno Veltroni - si è pentito di aver stretto l'alleanza con il soggetto politico italvalorista. C'è di più: anche le uscite di Di Pietro sulla giustizia (della serie, "nel Pd c'è un veto per non farmi fare il guardasigilli") vengono viste più come "grasso che cola" che non come "rotture di scatole". "È una questione di temperamento", ha detto Ermete Realacci al Foglio tentando di ridimensionare l'ultima bravata del "fedele alleato". "Soprattutto se vengono recepite come prese di distanze, certe uscite di Tonino sono ben gradite. Lui ci deve coprire sui terreni che noi non possiamo battere. D'altronde, l'abbiamo preso proprio per questo...", si mormora nella stretta cerchia veltroniana. A differenza dei Radicali, il cui dossier è stato affidato a Goffredo Bettini, Walter Veltroni ha voluto tenere per sé sia la costruzione che il mantenimento del raccordo con Di Pietro e i suoi. "Da anni i due hanno un ottimo rapporto personale", fanno notare da ambo le parti. Un'amicizia che né l'"autonomia" rivendicata da Tonino l'altra sera a Otto e mezzo né la sciabola agitata di continuo dall'ex pm hanno intaccato. Per ora. Non a caso, a richiamare l'alleato a più miti consigli sono sempre i generali del Pd, mai il comandante in capo. Ieri l'ingrato compito se l'è sobbarcato Rosy Bindi, che rispondendo a una domanda su Di Pietro ha dichiarato: "Personalmente credo che ci sia un'unica persona titolata a fare proposte ulteriori, magari anche lui verificandole: è Walter Veltroni". Nell'ancor breve storia d'amore tra Pd e Idv c'è stato un solo caso (e uno solo, direbbero i matematici) in cui è toccato al segretario democrat arginare la frenesia di Di Pietro. E cioè quando il "fedele alleato" si è infilato nel ginepraio del dimagrimento della flotta televisiva di Mediaset. "Quella - notano al loft - è stata l'unica volta in cui Tonino ha passato il segno...". Dietro i puntini di sospensione c'è la certezza dei democrat sul potenziale elettorale di Di Pietro. Lo danno al 2.5 ma può superare il 4 e, addirittura, sperare nel 5. Nel fantagoverno di cui Veltroni a giorni annuncerà qualche tassello, al buon Tonino potrebbero toccare le Infrastrutture. Un ministero che è molto diverso da quello che l'ex pm sta per lasciarsi alle spalle, visto che assommerà tre dossier: oltre a infrastrutture, anche trasporti e lavori pubblici. "E anche ambiente", fa notare uno scafatissimo deputato italvalorista. In questo caso, oltre che a Mastella, il buon Di Pietro avrebbe tutti i titoli per assomigliare anche a Pecoraro. E se per l'alleanza Pd-Idv tutto andasse storto? Beh, in quel caso, Tonino potrebbe liberarsi dalla stretta veltroniana proprio il giorno della liberazione. Il 25 aprile, undici giorni dopo il voto, è in programma il secondo V-Day di Beppe Grillo. Qualche migliore occasione per smarcarsi un po'? (t. labate) 27/03/2008.

Torna all'inizio


Conversazione sulla <questione settentrionale> (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Conversazione sulla "questione settentrionale" Illy: "Veltroni ce la sta mettendo tutta ma il Nord vota il Cavaliere di default" "È in atto una secessione strisciante delle imprese" "Alitalia è una vicenda gestita con approccio dirigista e non sempre le decisioni dirigiste reggono alla prova del mercato. Ora siamo all'ultima spiaggia". Il presidente del Friuli Riccardo Illy sul caso Alitalia non si iscrive affatto al partito della moratoria, che pure nel Nord ha trovato autorevoli esponenti, e difende a spada tratta il mercato e la concorrenza: "Se Malpensa vuole diventare un hub non può deciderlo lo Stato. Mica l'aeroporto di Parigi è un hub perché c'è Air France, o quello di Londra è un hub perché c'è la British Airways. Un aeroporto è un hub perché offre un ventaglio di servizi a un ventaglio di compagnie". Anche i sindacati, per Illy, hanno una loro responsabilità nell'immobilismo di questi anni: "Servizi in monopolio, diritto di sciopero, divieto di licenziamento formano un triangolo maledetto. Per uscirne non potendo toccare i diritti, anche se il diritto non può tramutarsi in veto, si deve agire sul monopolio". Illy non si stupisce che il Nord, come dice Penati, non sia riuscito a fare sistema su questa vicenda: "È difficile quando ognuno tira acqua al suo mulino: Milano gioca la sua partita, Venezia sta diventando un hub? Ci sono troppi interessi in contrapposizione". La soluzione? "Come sui conti pubblici ci penserà l'Ue. Arriverà il commissario alla concorrenza e ci darà l'aut aut. A quel punto o Alitalia fallirà, come probabile, o la comprerà Air France. Questa idea dell'italianità non ha senso. In Spagna le grandi imprese sono controllate da capitale straniero ma l'economia tira". Il governatore del Friuli, però, denuncia un pericolo più generale. E, da imprenditore, lancia il suo grido d'allarme: "È già in atto una secessione strisciante di imprese che traslocano. La secessione di cui parlo non ha nulla a che fare con la protesta contro Roma ladrona. È una migrazione silenziosa di una parte dell'Italia che, a differenza dell'altra, si sente pienamente in Europa". Questa secessione, per Illy, non è urlata politicamente, ma si verifica in base a una convenienza economica: "Se un imprenditore del Friuli va in Slovenia vede che la manodopera costa un terzo in meno, le imposte sono al 25 per cento, da noi sono al 30, gli aiuti dell'Ue rientrano nell'"obiettivo uno", mentre noi rientriamo nell'"obiettivo due" e ne abbiamo la metà. Per non parlare - penso anche alla Francia, all'Austria - della burocrazia più snella e della velocità decisionale". Per Illy è necessario che la politica dia risposte, e anche in fretta per evitare, come ha scritto nel suo libro, che l'Italia perda il Nord. E che lo perda la sinistra: "La politica nel suo complesso si è mostrata indifferente. Veltroni ce la sta mettendo tutta. Penso non solo alle candidature di Calearo e Colaninno ma al suo programma su infrastrutture, trasporti, liberalizzazioni. Ed è giusta l'idea di un rappresentante del Nord-Est nel governo. È un'area che ha ancora una specificità produttiva, il capitalismo molecolare di cui tanto si è parlato. E soprattutto una specificità culturale: impegno esclusivo sull'impresa, cultura del lavoro, ma anche disattenzione alle questioni pubbliche, idea che si può fare a meno della politica. Per questo Veltroni deve insistere". La questione settentrionale, per Illy, è assai diversa rispetto agli anni Novanta: "Guardi, forse non è neanche un bene, ma non c'è protesta. E, se c'è, è latente e quasi rassegnata". Il governatore del Friuli non crede che la ricetta antimercatista di Tremonti sia una risposta adeguata alle ansie degli imprenditori: "Quando mai ha funzionato il protezionismo? Perché piuttosto Tremonti invece di parlare di dazi non dice che è necessario ridurre il carico tributario sul reddito d'impresa? Questo sì che aiuterebbe a stare sul mercato. Aggiungo che il dibattito avviato da Tremonti è già datato". Un esempio? "Electrolux aveva trasferito in Ungheria la produzione dei pannelli comando delle sue lavatrici. Ora, rifatti i conti della fase dell'assemblaggio, sta ritornando in provincia di Pordenone. Vale per molte altre aziende: la delocalizzazione è stata un miraggio. La concorrenza cinese ha penalizzato la bassa qualità del tessile. Ma sull'alta qualità siamo competitivi. Basti vedere i dati dell'export di tessile verso India e Cina". Eppure Illy, nonostante tutto, è scettico sul fatto che il Nord possa voltare le spalle a Belusconi: "Berlusconi non parla al Nord da tempo. E quando ha governato non lo ha rappresentato. Basti pensare alla sorte della dual income tax , inserita da Visco e tolta da Tremonti, che consentiva alle imprese più capitalizzate di pagare meno imposte. Ma penso che il Nord lo voterà in modo preconcetto e disilluso pur sapendo che non cambierà nulla. Vale per gli imprenditori ma anche per gli operai e impiegati che vedono minacciato il loro posto di lavoro e possono cedere alle sirene protezioniste". (de angelis) 27/03/2008.

Torna all'inizio


Bandiera tra una settimana avrà problemi a pagare gli stipendi (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Bandiera tra una settimana avrà problemi a pagare gli stipendi È agli sgoccioli, ma cresce il partito del rinvio Il Tesoro ha sondato Bruxelles sul prestito-ponte Ad Alitalia resta una settimana di tempo: la liquidità di cassa, a quanto si apprende, è agli sgoccioli e se il Tesoro non riuscirà a sbloccare il prestito-ponte da 300 milioni di euro in tempi brevi, la compagnia guidata da Maurizio Prato comincerà ad avere problemi a pagare gli stipendi. L'allarme è alto, ai piani alti della compagnia di bandiera: la prospettiva di dover attendere l'esito delle elezioni, ormai ipotizzata ad alta voce anche dai più importanti leader sindacali impegnati nella difficile trattativa con AirFrance, non piace affatto. Il calcolo, in realtà, è presto fatto: a fine gennaio restavano 282 milioni di euro di liquidità in cassa. Nel frattempo il petrolio ha subito gli effetti dell'impennata del prezzo che costa ad Alitalia, coperta finanziariamente malissimo contro i rincari del greggio, 40 milioni di euro in più ogni dieci dollari. E ci sono i 54 milioni da pagare il 31 di questo mese per la cedola del Mengozzi bond. In più, le impellenze quotidiane a carico di una compagnia aerea non sono proprio quisquilie. Al Tesoro, ovviamente, da quando la situazione finanziaria di Alitalia è in emergenza - è stato lo stesso ministro Padoa-Schioppa a sottolineare cinque giorni fa al Financial Times che alla compagnia di bandiera resta ossigeno per "poche settimane" - sono già cominciate alcune operazioni preliminari per il prestito-ponte. Procedure ancora del tutto teoriche, che servono soltanto a non trovarsi impreparati, dal punto di vista tecnico, nel caso la situazione precipitasse (anche perché al Tesoro frenano, per ora, sull'allarme liquidità, pensano che ad Alitalia resti più tempo di una sola settimana). Dunque c'è già stato la scorsa settimana già un contatto con Bruxelles per sondare i margini di manovra possibili sulla compagnia di bandiera. Le indicazioni della Commissione sarebbero state chiarissime: per il prestito-ponte da 300 milioni di euro il via libera potrebbe arrivare soltanto a determinate condizioni. Mentre è escluso, per Bruxelles, che il Tesoro si possa sobbarcare dell'eventuale esito positivo della causa intentata da Sea contro Alitalia. Il Tesoro non potrebbe pagare i 1,2 miliardi di euro della causa: sarebbe considerato un aiuto di Stato. Per quanto riguarda il prestito-ponte, le condizioni della richiesta dell'amministratore delegato di Alitalia, Prato, sono scritte nero su bianco nel comunicato del 15 marzo scorso, in cui si dice che "nel contesto della finalizzazione della negoziazione con AirFrance-Klm, si è accertata la necessità di assicurare flessibilità finanziaria per far fronte all'allungamento dei tempi di attuazione dell'integrazione e dell'esecuzione dell'aumento di capitale e allo slittamento dei tempi di dismissione di asset non strategici prevista a budget". E quindi che il Tesoro "come ulteriore condizione di efficacia del contratto", conceda ad Alitalia "una linea di credito da rimborsarsi dopo l'esecuzione dell'aumento di capitale". Tuttavia il prestito-ponte era stato deciso - lo dice il nome stesso, come ha ricordato di recente il ministro dello Sviluppo, Bersani - in un contesto in cui dall'altra parte c'era una sponda. L'approdo cioè di Alitalia in AirFrance con l'impegno immediato dei francesi a ricapitalizzare l'azienda con un miliardo di euro. Perché così il prestito-ponte sarebbe stato rimborsato immediatamente al Tesoro. Ora il quadro è più complesso, rispetto al 15 marzo. La spada di Damocle della presunta cordata anti-francese Berlusconi ha aperto un negoziato vero tra AirFrance e i sindacati. E alcuni leader, come i numeri uno della Cgil e della Cisl, Epifani e Bonanni, ma anche l'Up, hanno fatto capire chiaramente che preferiscono scavallare le elezioni. L'allungamento dei tempi piace invece molto meno alla Uil, all'Anpac e all'Ugl. Lo slittamento sta cominciando insomma a dividere il sindacato. Ma soprattutto, rischia sempre più concretamente di aggravare il futuro acquirente di Alitalia di 300 milioni di debiti da rimborsare a via XX Settembre. (T. Ma.) 27/03/2008.

Torna all'inizio


Sprechi all'estero i manager sono molto meno cari (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Sprechi all'estero i manager sono molto meno cari Cimoli guadagnava sei volte più di Spinetta Quel volo ad personam per Albenga caro a Scajola Rotte ad hoc per agevolare il potente di turno, consulenze milionarie, stipendi d'oro e investimenti a fondo perduto. Prosegue il viaggio del Riformista negli sprechi accumulati in anni di pessima gestione di Alitalia. E continuano a emergere eclatanti performance di inefficienza, quasi sempre riconducibili al corto circuito prodotto da logiche clientelari, assunzioni facili e utilizzo sfrenato di risorse pubbliche. Sotto i riflettori sono finiti i privilegi di piloti e assistenti di volo e le incomprensibili scelte strategiche sul piano industriale. Quelle che hanno imposto una progressiva e inesorabile riduzione della quota di mercato in Italia e in Europa, fino alla scelta suicida di puntare su Malpensa come secondo hub internazionale. Il problema, però, è che Alitalia ha operato soprattutto come l'unica grande impresa statale del centrosud rimasta in vita. Spesso al servizio delle esigenze assistenziali di una politica incline al voto di scambio. Così, incompetenze, negligenze, e sprechi si sono stratificati nel tempo, determinando le disfunzioni e le diseconomie che oggi impongono il bivio fra una cessione onerosa ad Air France e il fallimento. Si sono avvicendati i management e susseguiti i piani di ristrutturazione. Ma chiunque è passato al vertice della compagnia ha prima tentato un rilancio, con più o meno competenza e maggiore o minore convinzione, e poi si è arreso all'ineluttabile sentenza di nuove perdite. Nella maggior parte dei casi, nonostante le responsabilità accumulate, è stato ricompensato con emolumenti record. Come è avvenuto per l'ultimo "grande" manager che ha tenuto il timone di Alitalia, Giancarlo Cimoli. Si ricordano ancora le polemiche sulla maxiliquidazione intascata e l'intervento della senatrice Franca Rame durante un'audizione del manager in Parlamento: "sono qui perché volevo vedere che faccia avesse uno che guadagna 12.000 euro al giorno. Non ci dormivo la notte, mi chiedevo se avesse due braccia, due gambe come tutti". Basta il confronto con le retribuzioni dei vertici delle altre compagnie europee per accorgersi che in Alitalia non si è badato a spese: dati ufficiali, iscritti a bilancio, dicono che Spinetta, amministratore delegato di Air France, nel biennio 2004-2005 ha ricevuto un compenso di 550mila euro, un bonus di 160mila, pari a una remunerazione mensile di 29.583 euro; Van Wijk, amministratore delegato di Klm, nel biennio 2004-2005 ha ricevuto un compenso di 653.709 euro, un bonus di 429.731 euro, pari a una remunerazione mensile di 45.143 euro. Rod Eddington, amministratore delegato di British Airways, nel 2004 ha ricevuto un compenso annuo di 517.813 euro, un bonus di 258.907 euro, pari a una remunerazione mensile di 64.727 euro. Giancarlo Cimoli, amministratore delegato e presidente di Alitalia, dal 6 Maggio, data della nomina, al 31 Dicembre 2004 ha ricevuto un compenso di 1.522.996 euro, pari a una remunerazione mensile di 190.375 euro. Numeri, questi, che in proporzione si ritrovano anche scendendo nelle gerarchie. Sono frequenti, infatti, i casi di quadri di livello elevato assunti anche nelle fasi di dolorosa ristrutturazione interna. Così come diversi sono i pensionati usciti con uno scivolo e rientrati dalla porta di servizio con una consulenza redditizia. Una prassi, questa, che si riscontra soprattutto in Az Servizi. Dove c'è da segnalare anche il supporto manageriale di Eds per la gestione della direzione che nel biennio 2006-2007 è costato circa 9 milioni. L'altro capitolo rilevante nel libro degli sprechi riguarda la scelta delle rotte. Resta paradossale la denuncia del luglio 2002 del capogruppo al Senato di Rifondazione, Gigi Malabarba, in un'interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti. Nel documento, il senatore chiede informazioni sulla decisione dell'Alitalia di sopprimere il volo di linea Fiumicino-Albenga. Secondo Malabarba, il volo era stato istituito "ad personam" per il ministro dell'Interno Claudio Scajola, che abita a Imperia, a 30 chilometri da Albenga. A parere dell'esponente del Prc, la soppressione del volo sarebbe avvenuta dopo le dimissioni del ministro. Ovviamente, ogni responsabilità è caduta nel calderone delle cattive scelte industriali. Anche perché il volo ha registrato un massimo "storico" di 18 passeggeri. 27/03/2008.

Torna all'inizio


Black day sondaggi negativi e il caso <porta a porta> (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Black day sondaggi negativi e il caso "porta a porta" Berlusconi inciampa su Alitalia e Senato Il ruolo di Confalonieri e quell'oscuro presagio di Letta Nella migliore delle ipotesi, cinque senatori di vantaggio sulle "opposizioni": la fotografia della rappresentanza del Pdl che verrà a palazzo Madama, scattata dal sondaggisti di Ipr marketing per Repubblica.it , non ha sorpreso più di tanto gli scafatissimi sherpa della war room berlusconiana. E visto che i maggiori esperti degli effetti collaterali del porcellum stanno nella Lega, ascoltare quello che dicono dentro il Carroccio può essere il modo più efficace per capire ciò che pensano a palazzo Grazioli. Roberto Maroni, che comunque dice di non credere ai sondaggi, l'ha messa così: "Bisogna vincere le elezioni e la partita è ancora tutta da giocare". Come prima contromossa, sul terreno della comunicazione Silvio Berlusconi ha rispolverato il suo greatest hits dei tempi andati. Veltroni? "È un vecchio comunista riciclato" che "dice bugie tre bugie ogni due righe", ha sottolineato il Cavaliere a Viterbo affrontando il tema - parole sue - della "vecchia ricetta stalinista sempre valida nella sinistra". Per non parlare di Di Pietro. "Si è laureato grazie ai servizi", ha detto urbi et orbi l'ex premier. E comunque, ha messo a verbale il Cavaliere, "a palazzo Madama avremo trenta senatori di vantaggio". A completare il menù di una giornata da dimenticare è arrivato l'annullamento della registrazione della puntata di Porta a porta , in calendario stasera, su cui Silvio puntava per lanciare - dicono i suoi - "il suo messaggio agli italiani". Veltroni ha rivisto la sua decisione di partecipare a una puntata in solitaria ("Vengo solo per un confronto con Berlusconi") e, in ossequio alla norma sulla par condicio, ai piani alti di viale Mazzini hanno dovuto cancellare anche l'ospitata chez Vespa di Silvio. Che, ovviamente, non l'ha presa bene. "Sono sorpreso, dispiaciuto. È la solita prepotenza della sinistra che non cambia mai. Mi hanno detto che è intervenuto Veltroni...". L'ipotesi di un duello tv tra i big rimane, per ora , solo nelle dichiarazioni di agenzia. "Straccerei chiunque" (il renitente Berlusconi). "Come, dove e quando vuole" (Veltroni). Tutto questo mentre il tasto Alitalia si fa sempre più dolente. Durante una giornata in cui i suoi hanno tentato spostare l'agenda su altro (per tutti Sandro Bondi: "Berlusconi ha già raggiunto l'obiettivo di evitare una svendita stile Alfa Romeo"), il Cavaliere ha rinnovato l'annuncio dell'imminente discesa in campo di una "cordata italiana" assistita "da un'importante banca". Il timing? "Entro domenica avrete i nomi", ha sottolineato il leader del Pdl prima di anticipare il primo tassello di un'improbabile, grande retromarcia: "I miei figli nell'operazione? Nemmeno per sogno". L'appunto alimenta anche un'autorevole voce rimbalzata ieri in ambienti politici e finanziari: quella secondo cui tra i più "freddi" rispetto all'interventismo berlusconiano su Alitalia ci sarebbe anche Fedele Confalonieri, custode dell'ortodossia finanziaria di Mediaset e dintorni. Le percentuali che associano il capitolo Berlusconi-Alitalia alla voce "boomerang" sono in netto rialzo. E confermerebbero l'oscuro presagio che, un mesetto addietro, Gianni Letta ha affidato a un ministro del centrosinistra: "Spero che il vostro governo riesca a sbrigare questa pratica prima del nostro ritorno a palazzo Chigi. Tutto vorrei tranne che ritrovarmi questo dossier sulla scrivania...". Non a caso, dentro il Pdl, c'è chi riconsidera il valzer con Air France. "Non siamo affatto contrari se prosegue la trattativa con Air France" ma "sarebbe anche giusto se ci fosse un'altra offerta, una di quelle scartate finora, che ritorna", ha detto Giulio Tremonti ai microfoni dell'Infedele . "Non credo sia importante la nazionalità di Alitalia, anche se è importante il brand", ha chiarito Gianfranco Fini. Alla Lega, poi, interessa solo come tradurre in voti il depotenziamento di Malpensa. Bluff o meno, come tema di campagna elettorale, la compagnia di bandiera - più che inutile - rischia di diventare dannosa. Un sondaggio Swg commissionato da Affari italiani evidenzia che il 55 per cento degli intervistati giudica la cordata ventilata dal Cavaliere come "una mossa per la campagna elettorale". Rimarrebbe comunque il tema dell'incidenza del ritorno di Silvio a palazzo Chigi sulle sorti della compagnia di bandiera. Un'anticipazione arriva dall'azzurro Guido Crosetto: "È un caso di interesse nazionale. Per cui, tenendo conto degli spazi di manovra che consente l'Ue, non si può prescindere dall'intervento dello Stato". Se il Pdl è in tensione, dentro il palazzo Chigi ancora prodiano a più d'uno, ieri, è scappata una risatina. Pare infatti che sull'asse ministero dell'Economia-Bruxelles stia maturando "una soluzione concreta" per portare la trattativa con Spinetta ai tempi supplementari. Evitando - è il sottotesto - il default del 31 marzo e senza ricorrere al prestito ponte. 27/03/2008.

Torna all'inizio


Pollastrini: "questo è il rischio se la lombardia sceglierà il pdl" - andrea montanari (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VII - Milano Il futuro L'attacco "Vorrei una regione illuminata, non caratterizzata da divieti e steccati ideologici" Pollastrini: "Questo è il rischio se la Lombardia sceglierà il Pdl" Il Pd sarà una svolta per Milano. Noi vogliamo unire e riconoscere i diritti civili di tutti Quella del governatore è una posizione cinica, così le donne saranno ricacciate nella clandestinità ANDREA MONTANARI "La 194 è una legge che ha ridotto gli aborti clandestini. Quella del presidente Formigoni è una posizione cinica. Che tristezza. Il ritorno di un clima punitivo ricaccerà le donne verso la clandestinità". Barbara Pollastrini, ministro uscente alle Pari Opportunità e candidata in Lombardia per Pd alla Camera guarda al futuro della Lombardia: "Vorrei una Regione che fosse rappresentata in Italia non per i divieti e gli steccati ideologici, ma per mediazioni alte e condivise". Ministro Pollastrini, lei ha lavorato in questi anni nel governo di Romano Prodi. Che cosa risponde a quanti nel centrodestra sostengono che non avete fatto nulla di buono per il Nord? "Tra qualche tempo il lavoro di questo governo sarà capito e rivalutato. Se non avessimo iniziato noi, oggi sarebbe molto più difficile affrontare anche in questa parte del Paese il vento della recessione. Ma vorrei parlare del futuro". Prego. "Sono convinta che il Partito democratico possa essere una svolta, proprio a Milano e in Provincia. Ma dobbiamo marcare una discontinuità, perché non vinceremo se lisceremo il pelo per il verso giusto. Questi dodici anni di governo del centrodestra hanno riaperto una scommessa anche per noi, in Lombardia". Per esempio? "Noi a differenza del centrodestra pensiamo a un Nord che vuole unire. Oggi saper fare i propri interessi significa volere il bene comune". Si spieghi meglio. "Milano è stata la città di Beccaria, Cattaneo e Manzoni. Dove, nel Sessantotto le fabbriche hanno insegnato, a studenti ansiosi di giustizia, il valore del lavoro. Bisogna recuperare una missione, culturale prima che politica. Milano deve diventare la "città dell'illuminismo per tutti". Se Milano vincerà l'Expo del 2015, come mi auguro, sarà frutto di un concorso di volontà a partire dal governo. In questa città c'è una vocazione da ricostruire. Uno sguardo laico, umano e fiducioso, ma intransigente verso le ingiustizie e i privilegi". In che senso? "Un nuovo civismo si costruisce solo con il dialogo e la mescolanza. Questo non significa rinunciare a regole severe o alla legalità. è un'idea di crescita che è tutt'uno con i diritti umani e civili: lotta a ogni forma di violenza a partire dalle donne, le coppie di fatto, il testamento biologico, fecondazione assistita? è possibile che la Lombardia debba essere la regione che ha il maggior turismo procreativo? Le linee guida del ministro Livia Turco non sono altro che un incentivo in più all'applicazione della legge 194 in tutte le sue parti. è una legge saggia che rispetta l'autonomia della donna, i diritti del nascituro e la deontologia medica". Passiamo alla sorte di Malpensa. Nessuna autocritica? "Questo è un tema serio, non da effetti speciali. Si comincia a capire che se avesse prevalso la posizione del sindaco Letizia Moratti ("meglio il fallimento di Alitalia") non avrebbe certo guadagnato Malpensa. In questi ultimi dodici anni nessuno dei governi o delle giunte lombarde o milanesi che si sono succeduti sono indenni da responsabilità. Oggi l'unica proposta seria sul tavolo è quella di Air France. Se ci sono altre cordate solide, si manifestino". Il piano di Air France, però, non salva Malpensa. "Il rilancio di questo aeroporto è necessario per il Paese. Bisogna rinegoziare gli accordi internazionali per i diritti di volo e la gradualità nel loro spostamento. Bisogna usare il risarcimento chiesto dalla Sea come forza per un progetto strategico, non come una pistola suicida". Il tavolo Milano era partito con tante speranze, ma alla fine pochi risultati. "Intanto non ci aveva pensato nessun governo precedente. è stata una prima sperimentazione che ha dato risultati. Dall'Expo' alle infrastrutture. Chiunque vinca, avrà bisogno di classi dirigenti più coraggiose e responsabili, a partire dal Nord. Occorre una nuova concertazione, un patto che chieda a tutti uno scatto per allargare dignità, opportunità, inclusione, per riconoscere meriti e impegno, non i veti e le chiusure di Formigoni e della Moratti. è ora di voltare pagina e guardare avanti".

Torna all'inizio


Francesco la spina (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XI - Genova FRANCESCO LA SPINA "Il fallimento dell'Eurostar non-stop Genova-Milano deve farci riflettere: Trenitalia, vista la situazione finanziaria in cui versa, non ha le capacità né la volontà di assumersi impegni di questo tipo e ce ne stiamo accorgendo nella defatigante trattativa sul futuro delle aree ferroviarie dismesse. Tocca a noi, enti territoriali, darci da fare. E l'unica strada è quella di realizzare davvero la liberalizzazione del trasporto ferroviario, sulla carta già esistente, dando spazio agli operatori privati, a livello europeo, come insegna la vicenda Alitalia. L'argomento fa già parte del memorandum sottoscritto con Torino e Milano e di cui l'accordo sulle aziende multiservizi è il fiore all'occhiello. Il mio collega Chiamparino ne ha già parlato con Letizia Moratti e spero che, subito dopo le elezioni, si possa fissare un incontro a tre per perfezionare una strategia sul fronte del trasporto ferroviario passeggeri". è di Marta Vincenzi, sindaco di Genova, l'unica voce istituzionale che si è alzata alla notizia, anticipata ieri da Repubblica, della prossima soppressione del collegamento veloce tra i capoluoghi di Liguria e Lombardia. La mattina di lunedì 7 aprile, infatti, il 9314 effettuerà l'ultimo viaggio da Brignole a Porta Garibaldi, e sarà messa una pietra tombale su un collegamento che si è rivelato fallimentare. Vincenzi non dimentica le parole pronunciate il giorno del via al servizio, nel giugno 2007: "Dissi che speravo che con un treno come questo i turisti lombardi lasciassero a casa la macchina quando vengono per il week-end. Non ho cambiato idea, perché credo fortemente in un collegamento che favorisca i lavoratori nei giorni feriali e gli spostamenti di chi vuol godere delle bellezze della Liguria nei fine settimana. D'altra parte il primo punto che mi viene chiesto da chiunque vuole investire su Genova è la situazione dei trasporti. Un collegamento veloce tra la nostra città, Torino e Milano è assolutamente indispensabile. Dovremo mettere in campo tutte le nostre potenzialità".

Torna all'inizio


Ascolti e comicità, Italia1 fa il pieno (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Vespri Ascolti e comicità, Italia1 fa il pieno NormaRangeri Leggera e seducente la comicità di Ale e Franz torna nella prima serata (martedì, Italia1) con una nuova edizione di Buona la prima, spettacolo di improvvisazione che sfiora il muro dei quattro milioni di telespettatori. La celebre coppia di panchinari (Alessandro Besentini e Francesco Villa) improvvisa siparietti veloci, suggeriti da voci fuori campo che comandano il contenuto della gag. Siamo in un teatro, il pubblico legge l'indicazione della regia su un cartello luminoso e solo l'attore a cui è diretta sa cosa deve fare ("vai ad aprire la porta posseduto da Gianni Morandi", oppure "parla con lui solo con titoli di programmi televisivi"), mentre all'altro spetta il compito di sintonizzarsi all'istante sull'input ricevuto dal compagno. Lo stupore del primo momento, la difficoltà di scrivere in diretta la risposta, fa scattare il meccanismo della comicità. Il resto lo fanno gli ospiti che entrano sulla scena da una porta e interagiscono, a loro volta sollecitati dagli ordini bizzarri che ascoltano nell'auricolare. Claudio Bisio, Michele Hunziker, Alessandro Betti, Anna Falchi giocano sul palcoscenico costruendo in tempo reale la battuta, il gesto, l'inciampo. Tutto il contrario di quel che accade sulla stessa rete subito dopo, con Mai dire martedì, il programma della Gialappa's. Condotto dal mago Forest (l'attore Michele Foresta), lo spettacolo comico nasce da un copione studiato nei minimi particolari. In uno studio nuovo che riproduce la sala del ritiro bagagli di un aereoporto, tra il tapis roulant e lo schermo che ospita i filmati precotti, il trio Santin-Taranto-Gherarducci in diretta compone il puzzle. Questa volta i gialappi si sono buttati sulla musica. Le chitarre di una band modenese (i Bermuda Circus), affiancate da musiciste belle e brave (flauto, sassofono e violino), creano l'atmosfera per introdurre le parodie di Tiziano Ferro e degli Zero Assoluto (interpretati dai napoletani Gigi e Ross), di Mario Biondi (con Fabrizio Casalino). Molto materiale lo offre la spazzatura televisiva (con il Grande Fratello nella parte del leone), la pubblicità (il pezzo migliore è lo sketch di Paola Minaccioni e Federica Cifola sullo spot della Tim-tribù), la moda dei centri-benessere (ancora la coppia Minaccioni-Cifola), i trailer-cult (da Lost a Matrix). La politica per il momento resta sullo sfondo, con simpatici buffetti che non fanno male a nessuno ("Berlusconi vuole l'Alitalia, ha già chiamato Saccà per consigliargli le hostess"). Anche se la scelta di non riproporre le letteronze vale più di una buona battuta sulle elezioni. nrangeri@ilmanifesto.it.

Torna all'inizio


I am piddì (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

La campagna elettorale entra nella fase cruciale. Walter Veltroni al manifesto: "Possiamo vincere perché corriamo da soli. Con la Sinistra nessun accordo nemmeno in caso di sconfitta. La strada è tracciata: più Pil, più giustizia sociale, leggi più semplici". E sul web spopola il nuovo "inno democratico". Berlusconi contrattacca: "Il leader del Pd stalinista e bugiardo, il nostro vantaggio incolmabile" e per l'Alitalia "presto cordata italiana, senza i miei figli"PAGINE 2, 3.

Torna all'inizio


Il Paradosso di Tonino (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cantieri sociali Il Paradosso di Tonino Pierluigi Sullo Per la serie "Strano ma vero", deliziosa rubrica della Settimana enigmistica, vorrei proporre quel che chiamerei il Paradosso di Tonino, sorta di legge anti-economica che si potrebbe riassumere nell'affermazione "chi sta peggio, sta meglio", o anche, parafrasando gli anarchici, "né Stato né Mercato". Tonino Perna, economista e iniziatore in Italia del fair trade, ha scritto qualche tempo fa un articolo per Carta settimanale in cui si chiedeva: "Come mai la Calabria è in coda a tutte le classifiche basate su indicatori economici come il Pil, il reddito pro capite o l'occupazione, eppure i calabresi non muoiono di fame o quasi?". Certo, si rispondeva, pesa l'economia criminale, la 'ndrangheta, i cui profitti sono spettacolari: anche se la redistribuzione della ricchezza non è precisamente in cima ai pensieri delle cosche. E certo non si può dire che i calabresi siano felici, visto che è ripresa un'invisibile e massiccia emigrazione. Però è anche vero che il tono medio della vita, del cibo, dell'abitazione non è catastrofico, e questo non dipende solo dai soldi pubblici. Quando era presidente del Parco nazionale dell'Aspromonte, Tonino aveva condotto un'inchiesta a fondo sui piccoli comuni della montagna, i più poveri, fotografando un'economia parallela, non contemplata nelle statistiche, che si può definire "economia informale", o "economia di prossimità". E che consiste nello scambio senza denaro, nel dono, nella produzione e commercio di beni su "cicli corti", nel reciproco sostegno familiare (di famiglie allargate) e così via. E' ciò che in altre parti del paese, più modellate sull'economia formale, ha preso la forma del gruppi d'acquisto solidali, dell'artigianato, del riciclo, ecc. Bene, l'ulteriore domanda - quasi pazzesca - che ci siamo posti, quando si è trattato di mettere insieme il numero del settimanale che cerca di decrittare il big bang delle banche statunitensi e non solo, è se queste esperienze di "sconnessione" dal mercato globalizzato, possano seriamente diventare un'alternativa al sistema economico che con tutta evidenza ci sta spintonando verso il disastro ambientale (il riscaldamento globale), sociale (la disuguaglianza planetaria crescente) e economico (la grande crisi finanziaria ormai esplosa, tutta a danno dei risparmiatori medi e piccoli). E se un mondo in cui la produzione è a misura prima di tutto del fabbisogno locale, l'energia viene risparmiata e prodotta diffusamente non in "centrali" ma con micro-impianti e da fonti pulite, il trasporto vira verso il pubblico e il non nocivo e il mercato torna a essere un luogo dove esseri umani scambiano quel che hanno prodotto, non possa essere un'altra possibilità, lontana dal capitalismo finanziarizzato (i mutui subprime) e dal capitalismo di stato (Alitalia). In fondo, ci siamo detti, in una campagna elettorale in cui la cosa più di sinistra che capita di sentire è che "bisogna aumentare i salari per stimolare i consumi" (i salari di chi? Il consumo di cosa?), che male c'è a immaginare qualcosa di radicalmente diverso, che male non fa, e anzi fa del bene alle duecento famiglie del gruppo d'acquisto solidale di Pisa e ai piccoli agricoltori dell'Aspromonte calabrese? Se Benetton fa una mega-campagna pubblicitaria utilizzando come testimonial il micro-credito, qualcosa di convincente ci deve essere, in questa altra economia, non vi pare? E magari, se Benetton completasse la sua campagna con grandi foto di soldati in Iraq e con il titolo "macro-credito", potremmo capire meglio cosa è l'opposto di cosa.

Torna all'inizio


Alitalia, ecco il piano Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Az-Servizi, Cargo, piloti: le nuove proposte di Spinetta ai sindacati Alitalia, ecco il piano Air France Berlusconi: cordata a breve. Montezemolo: sbagliato farne un tema elettorale.

Torna all'inizio


Chiacchiere e dubbi in attesa del piano (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia Chiacchiere e dubbi in attesa del "piano" Per Alitalia, quella di ieri è stata la giornata delle chiacchiere politiche; la concretezza tornerà stasera, con la presentazione del "documento dettagliato" promesso da Spinetta. Monopolizzate da un Berlusconi ben oltre i limiti dell'aggiottaggio - con la Consob sempre silenziosa - che promette di ora in ora soluzioni sempre diverse ma tutte centrate sulla sua presunta capacità demiurgica. Un pensiero di quasi solidarietà va ai figli, ieri sera sollevati per decisione paterna dalla necessità di stare dentro "la cordata" di cui si giura che verranno fatti i nomi tra pochi giorni. "Per discrezione", addirittura. Sul fronte della trattativa reale - quella tra i sindacati e Air France-Klm - ogni organizzazione ha precisato le proprie posizioni. Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, ha ascritto alla determinazione dei confederali il fatto che i francesi abbiano deciso di modificare il piano industriale proposto, riducendo in qualche misura i tagli occupazionali previsti. Ha mostrato anche una inutile preferenza per la "soluzione Lufthansa", che si è tirata fuori dai giochi già da mesi (e insiste per restarne fuori); giustificata con una altrettanto presunta capacità tedesca di "salvare Malpensa" (cui vengono invece addebitati i due terzi delle perdite della compagnia). Più realista il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che però chiede "tre o quattro settimane" come tempo "congruo" per sciogliere tutti i nodi della trattativa. Quanto alle "cordate", ha manifestato che potrebbero manifestarsi, "ma solo dopo il fallimento della compagnia". Sarebbbe perciò il giorno della locusta, non quello del "salvataggio". Il Sindacato dei lavoratori (Sdl) punta seriamente sulla possibilità di ottenere meno tagli, il rientro di tutte le divisioni nel perimetro aziendale e il mantenimento delle linee intercontinentali ad alta redditività. Improvvisa svolta negativa, invece, dal sindacato dei piloti (Anpac) che giudica eccessivi gli "esuberi" relativi alla figura professionale di riferimento (540 in meno). fr. pi.

Torna all'inizio


Missione Letta in Vaticano: un <aiuto> per il Senato (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-27 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il retroscena Il braccio destro del Cavaliere cerca appoggi al "voto utile": l'elettorato udc a palazzo Madama scelga Silvio Missione Letta in Vaticano: un "aiuto" per il Senato ROMA - Ora che la campagna elettorale ha imboccato i tornanti decisivi, i rapporti tra Berlusconi e Veltroni si sono interrotti. Dopo che per mesi hanno quotidianamente tenuto aperto il canale diplomatico, Gianni Letta e Goffredo Bettini hanno smesso di parlarsi. è un'interruzione dettata dalla contingenza, non una rottura delle relazioni, se è vero che i leader - come rivelano fonti autorevoli di Forza Italia - avrebbero avuto un contatto diretto nei giorni scorsi sullo spinoso tema di Alitalia. Dopo il 14 aprile ci sarà modo di riannodare i fili del dialogo, al momento le energie vengono concentrate sul duello nelle urne. E in questa fase l'agenda di Letta è zeppa di appuntamenti con le gerarchie ecclesiali, per assicurare il voto cattolico al Pdl. Il plenipotenziario del Cavaliere conosce gli umori di molti eminenti prelati, e sa - al pari degli "ambasciatori " democratici - che Oltretevere alcune decisioni del Pd non sono state affatto gradite: dall'accordo con i radicali, al trattamento riservato ai teodem Bobba e Binetti, trasferiti dal Senato alla Camera. Ma Letta ha avvertito che è l'Udc, il "partito di ispirazione cristiana" a raccogliere le maggiori simpatie. è soprattutto nel Lazio che le gerarchie ecclesiali possono vantare una fortissima influenza sull'elettorato cattolico, è dal Lazio che passa per Berlusconi la conquista di una netta maggioranza a palazzo Madama, ed è proprio nel Lazio che i centristi (e la Destra) potrebbero avere in mano le sorti del Cavaliere. Un risultato positivo di Casini (e di Storace) rischierebbe di consegnare a Veltroni il successo "regionale" al Senato. Non a caso ieri il leader dell'Udc ha definito quella del Lazio "la madre di tutte le battaglie". Perciò la missione Oltretevere è delicata: il tentativo degli emissari berlusconiani è persuadere gli interlocutori che - ai fini della governabilità - per palazzo Madama servirebbe "il voto utile". Insomma, all'elettorato cattolico vicino all'Udc si chiederebbe di "splittare" il consenso: alla Camera per Casini, al Senato per Berlusconi. Non si conoscono i risultati dell'operazione, è certo però che l'altro ieri a Roma - durante un ricevimento alla Casina Valadier - Letta è parso già proiettato dopo il 14 aprile. L'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che insieme al presidente dell'Antitrust Catricalà era l'ospite d'onore, si è spinto fino a tracciare gli obiettivi della prossima legislatura. Davanti a rappresentanti del Csm, magistrati, consiglieri di Stato e professori universitari, ha spiegato che "bisogna modernizzare il Paese", che "il prossimo governo dovrà fare ciò che il governo uscente non ha avuto il coraggio di fare", "dotare l'Italia delle infrastrutture che durante i 5 anni di Berlusconi erano state messe in cantiere, dalla Tav ai rigassificatori", "misurarsi con i problemi dello sviluppo energetico". "Sembrava si fosse già insediato a palazzo Chigi", ha commentato uno dei presenti. Ma la strada verso "la stanza dei bottoni" è ancora lunga per Berlusconi, viste le complicazioni del Senato. E visto che il simbolo del Pdl non è ancora noto a tutti: da un primo "test qualificativo " fatto su un fac-simile della scheda, è emerso il disorientamento degli elettori, specie di quelli di An che andavano a cercare la "fiamma ". Nel rush finale verso le urne, il Cavaliere aveva invece messo in conto che si sarebbe alzato il livello dello scontro con Veltroni. Se il Pd usasse l'arma dell'anti-berlusconismo, anche l'ex premier potrebbe iniziare a giocare pesante, adottando slogan già approntati dal suo staff, e mirati a mettere in difficoltà il rivale all'interno del suo stesso partito. "Veltroni si vergogna di Prodi", e "Veltroni ha fatto cadere Prodi", sono i concetti attorno a cui si sta lavorando. Il vantaggio nei sondaggi induce per il momento il Cavaliere a temporeggiare, ma ieri nella sua cartellina c'era in evidenza un passaggio dell'intervista concessa da Boselli a Vanity Fair, e nella quale il leader socialista spiegava che "non è stato solo Mastella a far cadere il governo ma anche Veltroni. Me l'ha detto Prodi". Una conferma, per Berlusconi, di quanto gli aveva raccontato tempo addietro il segretario del Pri Nucara, proprio dopo un incontro con il Professore: "Prodi mi ha spiegato che lui è stato l'unico a batterti per due volte, e l'unico che per due volte è stato buttato giù dai traditori. E Mastella - ha concluso - non è il traditore". Francesco Verderami.

Torna all'inizio


<Cavaliere sfrontato come Le Pen Solo lui cinque volte candidato> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-27 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Parla il coordinatore "Da oggi la diplomazia è sospesa: il Pd deve arrivare al 35%" "Cavaliere sfrontato come Le Pen Solo lui cinque volte candidato" Bettini: Berlusconi ha fallito e gli italiani sanno che è poco credibile ROMA - A Pasqua ha fatto i compiti a casa: il programma dell'ultimo scorcio di campagna elettorale di Veltroni. E ora che le vacanze sono finite, Goffredo Bettini interviene in prima persona per dire basta al buonismo e fissare una soglia per il Pd: il 35 per cento. Se non la si ottiene lui e Veltroni possono anche mollare perché "è una patologia italiana quella dei dirigenti per tutte le stagioni". La campagna elettorale si accende. "Siamo alla stretta finale. Il Pd cresce, ora però ci vuole il massimo impegno per superare la destra. Dal 30 marzo installeremo 12 mila gazebo in tutta Italia e un milione di persone diventerà protagonista della svolta della campagna: un'arma in più che Berlusconi non ha". Niente più fair play con l'avversario? "Occorre rendere più chiara l'importanza di questa prova. Il Wall Street Journal lo ha detto meglio di come qualsiasi nostro militante o dirigente l'avrebbe potuto dire: "Se torna Berlusconi è un disastro per gli italiani". Lui ha già fallito, il Paese lo ha già provato, quindi di che cosa stiamo discutendo? è impensabile che si possa ancora credere alla sua girandola di bugie come la storia della cordata per salvare Alitalia o l'attenzione per i più deboli. E che dire del contratto con gli italiani, che ha completamente disatteso nonostante l'affermazione che non si sarebbe mai ricandidato se avesse mancato alla promessa fatta? Disatteso sull'abbattimento della pressione fiscale, la sicurezza, le pensioni minime". è partito lancia in resta, Bettini. "Guardi che al di là del fallimento politico di Berlusconi c'è anche una scarsa credibilità della candidatura in sé e gli italiani l'avvertono. In queste ultime settimane dobbiamo rendere ancora più forte il vero dilemma di questo voto che è in realtà una scelta diretta dei cittadini tra due leader assai diversi. Sono due alternative secche per il futuro del Paese. E con queste elezioni si pongono anche le condizioni per l'avvento di una nuova generazione di leader". Sta dicendo che Berlusconi è troppo anziano? "L'età media di tutti i capi di governo delle grandi democrazie occidentali si aggira tra i 53 e i 55 anni. Berlusconi ripropone la tradizione italiana per cui il potere resta nelle mani delle generazioni più vecchie. Non è una questione di mancanza di rispetto per l'età perché io penso che gli anziani possano dare utili consigli e un contributo straordinario di esperienza, ma è la constatazione della patologia politica italiana che sbarra il passo alle forze più innovative, creative e fresche. E Veltroni rappresenta questa boccata d'ossigeno verso il futuro. Mi permetto anche di dire che è un'altra patologia italiana riproporre se stesso per la quinta volta. Sono andato per curiosità a vedere se ci sono casi simili nel resto del mondo. Per carità, non voglio dire nulla di provocatorio, ma ho scoperto che il solo che ha avuto il coraggio o la sfrontatezza di candidarsi per per cinque volte è stato Jean Marie Le Pen". Anche Prodi non è giovanissimo. "Prodi ha avuto l'intelligenza e la prontezza di favorire il ricambio e sta dando, con i suoi ministri, una lezione di stile per la sobrietà con cui sta seguendo e aiutando la campagna elettorale". Allora è vero che volete nascondere lui e certi suoi ministri. "Ma no, a questo proposito mi dà l'occasione di rispondere a una battuta giocosa di Berlusconi sulla mia pancia, dietro la quale avrei nascosto Visco. Rispondo giocando: la verità è che ho provato a nasconderlo nella sua capigliatura ma purtroppo non ho trovato niente". Via la par condicio in cambio del duello tv, che ne pensa? "Al di là di queste proposte per incoraggiare Berlusconi, io penso sia naturale che, con regole precise e condivise da entrambi, ci sia il confronto. Su questo Berlusconi va a corrente alternata: fu lui a rifiutare l'incontro con Rutelli ma poi ha incalzato Prodi, e per ottenere il faccia a faccia ha detto che se il candidato dell'Ulivo si defilava era perché "evidentemente la paura può fare 90". Mi viene da dire a Berlusconi esattamente la stessa frase". Dite addio al buonismo? "Il buonismo non è la rinuncia alla battaglia politica. Da parte nostra non ci saranno mai - e sottolineo quel mai - attacchi offensivi sul piano personale. Quando il confronto entra nel vivo non è che si abolisce o distrugge la diplomazia: la si sospende, perché oggi è il momento di scelte alternative che debbono portare a risultati chiari". L'antiberlusconismo serve a conquistare gli incerti? "Via via sceglieranno di andare a votare. E lo faranno in proporzione maggiore per noi perché ormai sta emergendo che il Pd non è solo la somma di vecchi partiti, ma è qualcosa di veramente nuovo: è l'unità tra la sinistra democratica liberata dal massimalismo, il mondo del lavoro e la parte più intraprendente, creativa e perbene della borghesia italiana. E queste grandi forze sociali possono tirare fuori l'Italia dalla crisi e darle un futuro". Se il Pd va male, il segretario rischia. "Io davvero credo che ci sia una possibilità di vincere. Tuttavia se è decisivo vincere è altrettanto decisivo impiantare nella storia moderna italiana una grande forza riformista e democratica che si attesti attorno al 35 per cento. Sarebbe una rivoluzione con cui tutti dovrebbero fare i conti, al di là del risultato delle elezioni". E se doveste fallire l'obiettivo? "Veltroni ha già compiuto un atto coraggioso accettando la candidatura: sapeva quali rischi avrebbe corso. Ora sta conducendo una campagna elettorale generosissima che solo lui poteva rendere così convincente ed entusiasmante per il nostro elettorato. Dopodiché io non credo ai dirigenti che valgono per tutte le stagioni, siano essi vincenti o perdenti: questa è un'altra grande patologia italiana. è per questo che sottolineo che personalmente mi sento indissolubilmente legato alle sorti della sfida politica alla quale insieme a Walter e a tanti altri sto contribuendo". Maria Teresa Meli \\ Silvio per scherzo ha detto che dietro la mia pancia avrei nascosto Visco... Ho provato a nasconderlo nella sua capigliatura ma non ho trovato niente.

Torna all'inizio


Editoriali (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-27 num: - pag: 3 categoria: BREVI Editoriali A fianco, gli articoli su Berlusconi ( a sinistra) e su Veltroni (a destra) del Wall Street Journal Non si ricordano generosità del quotidiano verso il socialista spagnolo José Luis Zapatero né verso candidati primi ministri di centrosinistra tranne il britannico Tony Blair, laburista a modo suo. Certo, nell'articolo su Veltroni non mancano piccoli dubbi. Si dà conto che l'ex sindaco di Roma, pur rinunciando a una coalizione frastagliata, si è alleato "con un piccolo partito ", quello di Antonio Di Pietro. Si rammenta che Veltroni è in politica "da oltre 30 anni". Tuttavia la somma tra un commento di martedì ("Gli elettori italiani potrebbero domandare a Berlusconi perché non vendette le loro quote in Alitalia quando valevano davvero qualcosa. La quotazione della società è crollata circa del 70% negli ultimi due anni") e la corrispondenza di ieri è una: il più adatto per i mercati, in Italia, può essere Veltroni, non il Cavaliere. A controllare il Wsj è Rupert Murdoch, titano australiano dell'informazione. Da giorni, che l'ostilità di Berlusconi a vendere Alitalia ai francesi sia anacronistica era stato sostenuto da Tom Mockridge, l'amministratore delegato di Sky Italia, neozelandese, il più in alto nella gerarchia del gruppo in Europa dopo James Murdoch, figlio di Rupert. L'idea che se uno diventa capo di governo può mobilitare una cordata per comprare una compagnia di bandiera, ha detto Mockridge in colloqui con politici a Roma, non è liberista. Che il proprietario di Mediaset abbia una concezione del mercato non propensa a gare paritarie è una sensazione che nel gruppo Murdoch si fece strada quando il governo Berlusconi assegnò facilitazioni a chi acquistava un decoder per il digitale terrestre, il principale concorrente per le tv a pagamento esistenti. Le agevolazioni vennero percepite come una mossa volta a limitare l'espansione di Sky per proteggere Mediaset, interessata a far crescere meno nuove reti in Italia. Maurizio Caprara.

Torna all'inizio


Volare bassi (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Scripta manent Volare bassi Luca Fazio E' una questione di punti di vista. "Sono moderatamente gelosa, so che Walter non risparmia un'occhiata a una bella donna", confessa Flavia Veltroni su la Repubblica. "Silvio vede le donne solo orizzontali", giura Daniela Santanchè sul Corriere della Sera. Restiamo sui due quotidiani più importanti per registrare un'altra preoccupata convergenza di sguardi: pare che la cordata nostrana per Alitalia stia quagliando in qualcosa di più sostanzioso delle solite bufale berlusconiane. Sul giornale che fu di Scalfari, Claudio Tito sbircia nel "retroscena" per ammettere che forse qualche nome comincia a spuntare, "riflessioni che per ora non si sono trasformate in fatti, ma che fanno capire quanto il Cavaliere sia deciso a non rinunciare tanto facilmente al suo progetto". Cattiva la vignetta di Ellekappa. Domanda: "Cosa ci fanno quelli di Rifondazione in cordata con Berlusconi?" Risposta: "Gli assistenti di voto". Da via Solferino, con l'analisi di Massimo Franco - "La cordata del silenzio" - fanno sapere che la vicenda, l'unica di una qualche concretezza in questa surreale campagna elettorale, è destinata comunque a favorire Berlusconi. "Quella trattativa in bilico è una manna per un Pdl deciso a risucchiare Veltroni nell'orbita prodiana; a cancellare la discontinuità che l'ex sindaco di Roma ha cercato di sottolineare fin dall'inizio". E ancora: "Il centrodestra è aiutato dalla riapertura della trattativa fra Af-Klm e sindacato. Gli permette di accusare Prodi di voler svendere Alitalia". Meno sfumata l'opinione di Tito Boeri che su La Stampa scrive di "scenario terrificante" per i contribuenti italiani: "Oltre il danno di scoprire che non hanno salvato la patria, ma Alitalia, avranno la beffa di vedersi condannare a pagare più tasse per volare a prezzi più alti". Su con la vita, cambiamo argomento. Basta respirare forte il titolo de l'Unità che come sempre sprizza felicità in prima pagina, "Pd: da luglio 400 euro in più ai pensionati". Meno sbilanciata la doppia pagina sulle pensioni del Corriere della Sera, che vola basso illustrando i due "piani" alternativi per poi liquidarli con un corsivetto di Enrico Marro: "Ora Pd e Pdl a due settimane dal voto tirano fuori dal cassetto misure varie, le legano col copia e incolla e le lanciano nella campagna elettorale. Proposte, quindi, da prendere con le molle". La difesa d'ufficio de la Repubblica viene affidata a Massimo Riva, che si offende per lo stile degli avversari: "E' bastato che Veltroni indicasse l'esigenza di un adeguamento del potere di acquisto dei trattamenti di quiescienza più miseri per scatenare una vera e propria canea di polemiche e insulti. Senza che nessuno si sia preso almeno la briga di replicare nel merito alle proposte illustrate dal leader del Pd". Qualcuno c'è e scrive su Liberazione. La tesi è semplice: aumentare le pensioni è giusto, ma perché non farlo subito? "Il governo di centrosinistra c'è ora e - grazie al famoso tesoretto - ci sono anche i soldi per aumentare le pensioni più basse. Allora è molto strano che il capo del principale partito di governo dica "aumenterò le pensioni ma non adesso: le aumenterò dopo aver perso le elezioni". Perché questo è il teatro dell'assurdo, non è una campagna elettorale". A proposito di teatro, due cartoline dalla capitale, dove Pd e Sinistra Arcobaleno corrono a braccetto. Bertinotti a Cinecittà: "Occupare e requisire case sono atti di umanità". Rutelli all'Esquilino: "Linea dura sui romeni: non sarò buono con quelli cattivi".

Torna all'inizio


Padoa-Schioppa si chiama fuori (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-27 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE La scadenza del 31 marzo Padoa-Schioppa si chiama fuori ROMA - Il rischio di cause legali, in primo luogo, ma anche la volontà di spedire un messaggio preciso al sindacato. Sono almeno queste due le ragioni per cui il Tesoro ha lasciato ogni responsabilità dell'eventuale rinvio della scadenza del 31 marzo per le trattative con Air France al consiglio di amministrazione dell'Alitalia. Una decisione che è tuttavia naturale conseguenza della scelta fatta da Tommaso Padoa-Schioppa dopo il fallimento della gara, quella di affidare la partita esclusivamente ai manager della società pubblica. Così si è evitato l'obbligo di fare un altro bando pubblico, che le grandi compagnie, e l'Air France in particolare, avevano fatto sapere di non gradire. Ma se chiamandosi fuori e mettendo la pratica nelle mani di Maurizio Prato il Tesoro ha creato una specie di corsia preferenziale per la vendita dell'Alitalia, non ha impedito un pericoloso effetto collaterale. Non a caso la procura di Roma, come ha riferito il Sole 24 Ore, continuerebbe a tenere "acceso un faro sulla procedura di vendita". E non a caso nel ricorso presentato dall'AirOne di Carlo Toto al Tar si ipotizzava che la nuova procedura fosse stata ideata al solo scopo di aggirare il secondo bando pubblico: mentre in realtà il Tesoro continuava a tenere ben stretto in mano il filo delle trattative con i francesi, anche se magari per interposta persona. La magistratura amministrativa ha bocciato il ricorso, con comprensibile sollievo di Padoa-Schioppa. Ma la vicenda ha fatto accendere un segnale d'allarme al Tesoro, dove si sono resi conto che ogni minimo segnale di interferenza, in una fase anche politicamente delicata come questa, rischierebbe di costituire un appiglio per altre grane. E Padoa-Schioppa non vuole dare appigli nemmeno ai sindacati (i cui unici interlocutori, è il messaggio cifrato per loro, sono Prato e Jean-Cyril Spinetta) che sarebbero probabilmente ben contenti se la palla tornasse nel campo del governo. Che poi significa nel campo della politica: dove fare melina, soprattutto in campagna elettorale, è l'imperativo. S. Riz. Il ministro Tommaso Padoa-Schioppa ha lanciato la privatizzazione ma ha poi lasciato il negoziato alla compagnia e alle parti, sindacati ed Air France.

Torna all'inizio


L' anti Calearo tra piazza e fabbrica (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Ferrero L'"anti Calearo" tra piazza e fabbrica Padova Al mercato di piazza Erbe, è pronto a dialogare con tutti (compresi i leghisti e la sguaiata "contestazione" di Clara, fan di Veltroni). Poi firma il "patto" con l'Arcigay insieme ad Alessandro Zan, per sposare nel nuovo parlamento la linea Zapatero sul riconoscimento totale dei diritti: dal matrimonio fino all'adozione. Infine si presenta davanti ai cancelli della Dab di Mestrino con gli operai. Con i volantini da distribuire, come faceva da giovane tuta blu ai cancelli della Fiat. Paolo Ferrero, ministro del Prc e capolista della Sinistra Arcobaleno in Veneto 1, fa davvero campagna elettorale con uno spirito immutato. Domani mattina torna a volantinare davanti alle fabbriche dell'Alta padovana, dove il lavoro miete vittime e le tute blu hanno spesso la faccia dei migranti. Ma Ferrero non esita a sfidare il sindaco leghista delle ordinanze anti-immigrati Massimo Bitonci: in piazza Pierobon, il salotto buono di Cittadella (da un quarto di secolo feudo del Carroccio), terrà un comizio proprio in bocca al leòn. In serata, incontro-dibattito con Luciano Gallo, segretario regionale della Fiom, dedicato ai risultati eloquenti del questionario distribuito fra i lavoratori metalmeccanici. Già che c'è Ferrero annuncia il secondo decreto legge del governo sui flussi: "E' noto che avevo avanzato in consiglio dei ministri una semplice proposta: permesso di soggiorno a tutti coloro che hanno un lavoro. E' la stessa soluzione di buonsenso adottata da Sarkozy. Purtroppo, sono rimasto in minoranza. Ora almeno diamo una risposta ad altri 170 mila lavoratori migranti sugli 800 mila per cui i datori di lavoro hanno presentato domanda alla fine del 2007". E sul caso Alitalia ribadisce: "Era inaccettabile il piano francese che smantella la compagnia e riduce il personale. Bene che sia partita la trattativa con il sindacato. Se c'è una vera cordata italiana, al di là delle operazioni elettorali di Berlusconi, ancora meglio. Si potrà scegliere la migliore fra due opzioni, alla luce del sole". Ferrero difende a spada tratta l'assessore Daniela Ruffini nel faccia a faccia con gli anziani al mercato: "Proprio qui a Padova in via Anelli nel giro di un anno è stata completato lo svuotamento di un ghetto. Includendo le famiglie regolari, cui è stata garantita una casa dignitosa, separandole da chi viveva di spaccio e delinquenza". A chi lo contesta, il ministro cita i suoi nonni sbarcati negli Stati Uniti: "Immigrati anche loro, ma nel giro di pochi anni con il diritto al voto. Perché oggi non deve valere anche da noi? Non posso transigere sui diritti di chi lavora e contribuisce a pagare l'Inps. Altrimenti diventa apartheid". Alla fine, glissa esclusivamente sulle tante tensioni politiche dentro la Sinistra Arcobaleno del Veneto. Le stesse sperimentate da Anna Donati (Verdi) alla presentazione delle liste o da Francesco Caruso, bersaglio di una torta in faccia. Ferrero ridimensiona l'episodio: "Non vedo il problema. Siamo tutti insieme ma non è una gabbia. Siamo un'opportunità per chi non vuole votare paròn Massimo Calearo, che non è certo uomo di sinistra. Agli elettori del Pd offriamo un'alternativa più che utile". Dopo di lui, oggi a Padova arriva Oliviero Diliberto, che poi sarà a Treviso a sostenere Nicola Atalmi, il consigliere regionale del Pdci candidato a sindaco nella città dello "sceriffo" Gentilini. E. Mil.

Torna all'inizio


Bce statica, Stati uniti di fronte alla tempesta (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Trichet raccomanda come sempre di "tener fermi i salari". Negli Usa crollano gli ordinativi e diminuiscono le scorte di greggio. Il petrolio torna a volare Ieri Jean-Claude Trichet si è presentato davanti al Parlamento europeo: deciso, preoccupato e un po' ripetivo. Il presidente della Banca centrale europea (Bce) ha ridetto che "non si può applicare nessuna forma di indicizzazione dei salari perchè vanno evitati i rischi corsi durante le crisi petrolifere degli anni '70, '80 e '90". Va oltre: incolpa l'aumento incontrollato dei salari a far crescerer l'aumento dell'inflazione e auspica "più retribuzione in cambio però di un aumento della competitività". Per il suo staff "persiste un allarme legato alla spirale prezzi-salari". E non smentisce la sua fama di guardiano dell'inflazione, sostenendo che la Bce non "cambierà i tassi di interesse", nonostante proprio quesyo chiedano molti banchieri e istituzioni europee (Sarkosy su tutti). A chi obiettava che la Fed è andata in soccorso dell'economia Usa (ieri, il segretario al tesoro Usa Henry Paulson ha plaudito alle ultime scelte di Ben Bernanke), Jean-Claude Trichet ricorda le differenze con la Fed, che "operebbe in condizioni diverse". Trichet ha recitato la parte del liberista, "dimenticando" che la banca è intervenuta sul mercato, ieri, assegnando all'asta 50 miliardi di euro a lungo termine ad un tasso medio (favorevole) del 4,53%. A metà marzo erano stati invece assegnati 48,47 miliardi al tasso del 4,40%. Sta di fatto che nemmeno la banca di Francoforte può negare che la "crisi continua, il peggio non è ancora passato". I suoi moniti - "diffondere voci sul mercato per ottenere un guadagno è un atto criminale" - vale per il passato, ma potrebbe valere anche per Alitalia. Preoccupazioni non eccessive, specie guardando a quanto sta avvenendo negli Stati uniti. La raffica di dati economici negativi è stata come al solito, da alcuni mesi a questa parte, impressionante. Le richieste di rifinanziamento dei mutui casa (un sistema molto yankee per sostenere le spesse familiari correnti) sono aumentate la scorsa settimana dell'82%: significa che si fa fatica a mentenere un certo livello di vita. Gli prdinativi all'industria per beni durevoli sono invece diminuiti dell'1,7%, mentre gli analisti speravano in un +0,6 (segno che la produzione è destinata a rallentare ulteriormente). Anche la vendita di nuove case, nonostante i prezzi bassi, è diminuita dell'1,8%, cadendo al livello più basso degli ultimi 13 anni. Ma la bastonata arriva dalle scorte di petrolio. Ci si aspettava che fossero in aumento (se non altro perché, tra riduzione dei consumo e della produzione industriale, se ne dovrebbe usare di meno); invece sono diminuite di quasi mezzo milione di barili secondo le stime dell'Api (l'associazione dei petrolieri) e sono rimaste satbili secondo il dipertimento dell'energia. Si è perciò assistito a un drammatico aumento del prezzo del petrolio (oltre 5 dollari al barile in poche ore); quasi paradossale mentre la borsa perdeva quasi un punto per il timore di recessione. Gli esperti del settore vi vedono però una conferma ai timori che in realtà l'offerta di grggio non sia più in grado di far fronte a una domanda che rallenta il ritmo di crescita, ma che continua pur sempre a crescere (grazie ai paesi "emergenti"). In questa situazione l'amministrazione Bush sta meditando su non meglio precisate "nuove regole per il sistema finanziario", che ha dimostrato di essere incapace di autogoverno (nonostante le teorie liberiste). Il segretario al Tesoro, Henry Paulson, tra un atto di fede e l'altro sullo "stato di salute della nostra economia", ha anticipato l'intenzione di sottoporre a "controlli federali" anche le banche d'affari. Una vera novità; che certifica la gravità della situazione (fin qui le autorità controllano - e in modo alquanto blando - solo le banche commerciali). Un modo indiretto, e non si sa fino a che punto efficace, di cominciare a mettere il naso in quel "sistema creditizio parallelo" che è esploso improvvisamente ad agosto, con l'ormai famosa "crisi dei subprime". maurizio galvani - francesco piccioni.

Torna all'inizio


1 (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-27 num: - pag: 9 categoria: BREVI 1 miliardo il primo finanziamento necessario ad Alitalia per ridare fiato alle casse della compagnia che si stanno svuotando giorno dopo giorno.

Torna all'inizio


Alitalia La vendita (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-27 num: - pag: 9 categoria: BREVI Alitalia La vendita 31 26% Marzo: la scadenza dell'offerta di Air France. Una proroga permetterebbe il prosieguo della trattativa. Nei prossimi giorni la valuterà il board Alitalia Il guadagno del titolo Alitalia sui listini oggi (a 0,577 euro), prima di essere sospesa al rialzo. Il titolo esce da S&P/Mib, al suo posto entra Geox.

Torna all'inizio


La diplomazia di Ermolli e l'intreccio con l'Expo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-27 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Disponibilità Ventilati i nomi di Bracco e Ligresti La diplomazia di Ermolli e l'intreccio con l'Expo MILANO - è sulla strada del rientro, Bruno Ermolli. Solo un ultimo volo aereo, il Tunisi-Milano, lo separa oggi dalla fine della faticosa missione diplomatica nel triangolo afro-mediorientale per la causa Expo 2015. E, che sia o no il volo Az819 dell'Alitalia, il presidente di Promos e advisor di Jp Morgan, avrà solo le due ore della traversata per tirare il fiato prima di atterrare e riprendere le fila della cordata "berlusconiana" per salvare la compagnia dal crac e strapparla ai francesi. I volti degli imprenditori pronti a mettere mano al portafoglio ci sarebbero. Tra i nomi circolati nei giorni scorsi sulla stampa quelli di Diana Bracco, Nicola Radici che ieri ha confermato il proprio interesse per i cargo, Marco Tronchetti Provera, Ennio Doris, Carlo Toto, la famiglia Moratti e i Ligresti. A quanto pare ci sarebbero anche i Marcegaglia. D'altra parte sui nomi si è scatenata una vera caccia all'imprenditore, tanto che c'è anche chi, come Carlo Pesenti, si è smarcato con una battuta: "Abbiamo il nostro aereo - ha detto ieri riferendosi all'aeromobile dell'Italcementi -, è già difficile gestire quello...". In ogni caso, tra pochi giorni il riserbo sarà messo da parte. Anche su chi vincerà tra Milano e Smirne. Entro lunedì si saprà se le fatiche erculee del sindaco di Milano, Letizia Moratti, e di Ermolli avranno portato i frutti sperati. Il fatto è che le due vicende sembrano sempre di più intrecciate e il riserbo di questi ultimi giorni da parte degli stessi imprenditori non sarebbe un caso. Lo stesso Ligresti, in attesa di prendere una decisione, avrebbe fatto intendere che i due capitoli, Expo a Milano e rilancio di Alitalia (e Malpensa), avrebbero una naturale liaison anche economico-finanziaria. Dunque il lavoro di Ermolli per mettere su una cordata a tempo di record, impegno che era già iniziato via etere dalle sabbie del Nord Africa, sarà ancora più delicato in queste ultime ore. A scompigliare le carte è arrivata anche l'Aeroflot. Quel Valeri Okulov che era apparso sulla stampa italiana per il passeggero interesse della compagnia russa, di cui è amministratore delegato, alla prima gara su Alitalia ieri ha ricordato a La Tribune di essere sempre interessato all'Europa. L'amicizia politica tra il premier russo, Vladimir Putin, e Silvio Berlusconi è nota. E allora un ipotetico rientro della compagnia, tra le file degli imprenditori, come partner industriale potrebbe avere almeno un senso. è presumibile che alla vicenda stia buttando un occhio anche Gianni Letta, banchiere dell'advisory board di Goldman Sachs. Se non altro per l'esperienza e il lungo legame con il candidato premier del Pdl. Resta infatti tutta da fare la due diligence, di certo particolarmente rugginosa in una situazione di numeri che continuano a deprimersi di ora in ora, con una clessidra che sembra già aver consumato tutti i granelli di sabbia. Ma secondo alcune fonti che guardano da vicino alla vicenda, la seconda incognita per il futuro dell'Alitalia, sempre che si risolva la partita degli investimenti, sarebbe quella del manager a cui far gestire i voli aerei. Nella stessa cordata Toto, il numero uno e patron di AirOne, sarebbe stato ammesso a patto di fare un passo indietro. Nomi non ce ne sono. è troppo presto. Ma come profilo si starebbe pensando a un manager del mondo dei servizi per far riguadagnare alla compagnia quel livello che, a detta degli stessi clienti, si è perso tra i malumori di una crisi che brucia un milione al giorno. Massimo Sideri Manager e candidati E i registi della cordata pensano al nome del manager che dovrà gestire e rilanciare la compagnia L'interesse di Aeroflot.

Torna all'inizio


Berlusconi: la cordata italiana è pronta (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-27 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Berlusconi: la cordata italiana è pronta "I miei figli? Non parteciperanno". Spunta un credito d'imposta per Alitalia se la trattativa prosegue Oggi nuova proposta di Air France ai sindacati. Il board del gruppo italiano deciderà se far slittare il termine di fine mese ROMA - La cordata italiana per Alitalia si "concretizzerà fra qualche giorno". Lo ha promesso ieri Silvio Berlusconi, aggiungendo che "nemmeno per sogno" vi parteciperanno i suoi figli "dopo le strumentalizzazioni della sinistra". L'annuncio è avvenuto in una giornata in cui il titolo di Alitalia ha guadagnato il 26%, mentre tra Air France-Klm e i 9 sindacati coinvolti è continuata una trattativa sotterranea sul documento (Proposta di accordo quadro sulla gestione delle risorse umane) che la compagnia presenterà in giornata e sulla base del quale si riprenderà a trattare. Lo scambio ha assunto di nuovi toni aspri, con il sindacato dei piloti, l'Anpac, scontento per le notizie sul numero degli esuberi filtrate dalla Magliana. Intanto il cda di Alitalia, riunitosi dal pomeriggio alla sera sotto la presidenza di Maurizio Prato, ha deciso di considerare uno slittamento del termine del 31 marzo, prima imposto dalla stessa Alitalia alla trattativa, alla luce della disponibilità al "differimento dei termini delle clausole di efficacia contrattualmente previste", espressa da Air France-Klm e della richiesta di "disporre di tempi più ampi per le valutazioni e le consultazioni" dei sindacati. Sarà lo stesso cda, entro il 31 marzo, a tornare a riunirsi per valutare l'eventuale rinvio dal punto di vista giuridico e finanziario. Il problema sta nell'esiguità della cassa: Prato deve decidere se dichiarare lo stato d'insolvenza, andare avanti rischiando un'azione di responsabilità, oppure, secondo indiscrezioni, ricercare liquidità nelle pieghe del bilancio. Si parla di un credito d'imposta che Alitalia potrebbe esigere dal Tesoro e che le consentirebbe di tirare avanti. E tempo chiede anche Silvio Berlusconi tornando sulla cordata italiana: "Non è qualcosa di campato in aria: oggi ci sono alcuni nomi d'imprenditori impegnati che non posso fare per dovere di riservatezza". Ma fra qualche giorno, assicura, "questi nomi saranno conosciuti da tutti, perché faranno certamente un'offerta impegnativa", ma prima chiederanno 3-4 settimane per una due diligence. E sul fatto che Alitalia sia diventata "un tema della campagna elettorale ", è intervenuto ieri il presidente di Confindustria, Luca di Montezemolo, esprimendo "amarezza". "Non possiamo aspettare altre mitiche cordate - ha dichiarato il leader della Cgil, Guglielmo Epifani - e fino a che siamo al tavolo, trattiamo. Vedremo se ci sono aperture di Air France. Se poi il tavolo non portasse risultati, allora è un'altra questione". La posizione della Cgil è chiara: nessun diktat da parte del Tesoro sul termine entro cui trattare. Al tavolo si dovrà andare a oltranza, senza forzature. Ecco perché la Filt-Cgil di Fabrizio Solari ha rifiutato la proposta di Air France- Klm di sottoscrivere un accordo- quadro al più presto per poi approfondire i singoli temi con un negoziato settore per settore. La proposta dei francesi assecondava la richiesta del Tesoro di costringere i sindacati a un accordo subito per sostenere la richiesta di "prestito-ponte" a Bruxelles e far fronte alla scarsa liquidità e al rischio di un fallimento. Ma, secondo Filt-Cgil, questo rischio non esiste. Domani mattina i sindacati si riuniranno per esaminare il documento francese, poi, forse lunedì, ne presenteranno uno proprio. Da quel momento inizierà la trattativa: dopo il 31 marzo, fino alle elezioni. La Cgil cercherebbe così di aiutare, a modo proprio, il Pd, sottraendo l'argomento Alitalia alla campagna elettorale. Sempre che il cda di Alitalia intanto non ne deliberi il fallimento. Ma sul cammino dell'accordo con i francesi ieri si è messa di traverso l'Anpac, secondo cui gli esuberi tra i piloti sarebbero saliti a 541, di cui 119 da prepensionare nel 2011 e 230 già nel 2010. Per altri 192 piloti è previsto il passaggio in Air France-Klm ma dopo l'indesiderato fermo della cassa integrazione. Antonella Baccaro L'amministratore delegato di Alitalia Maurizio Prato, con Jean-Cyril Spinetta.

Torna all'inizio


Calearo: Swiss e Sabena sono fallite Niente scandali se capita anche da noi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-27 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il Forum sul "Corriere.it" Incontri digitali su Massimo Calearo Calearo: Swiss e Sabena sono fallite Niente scandali se capita anche da noi MILANO - Alitalia? "Non mi scandalizzerei se fallisse perché è successo già in altri Paesi. E poi si è sempre ripartiti con una società nuova ". Massimo Calearo, ex presidente di Federmeccanica e oggi numero uno della lista del Pd alla Camera in Veneto, fa appello agli esempi internazionali nella videochat con i lettori di Corriere.it. "E' successo a Swiss Air e Sabena, è successo negli Usa e le cose si sono risolte - ha osservato - ma che sia il Pd a dire più mercato e guardare ad un sistema aperto dimostra quanto sia più moderno rispetto a chi vuole barriere doganali e nuove Iri". Poi il confronto sui temi elettorali prende la mano. Da uno a dieci, "mi sento vicino a Veltroni almeno 9 e mezzo". E da Berlusconi, "sono distante -3". Calearo non si riconosce "in questa destra fatta per fusioni decise da una sola persona". In passato ha apprezzato alcune posizioni della Lega, ma il partito di Bossi ("che non ho mai votato") lo ha deluso perché capace "sempre di grandi proteste ma mai di proposte e ogni volta che ha gestito qualcosa ha combinato disastri". E oggi guarda a Veltroni come ad un Blair italiano e al Pd come "l'unico vero atto di coraggio nel nostro sistema politico". Anche per questo si sente lontanissimo dal politico-imprenditore per antonomasia, Silvio Berlusconi, che ha il difetto di essere indiscusso capo della sua parte politica. E oltretutto c'è la questione del conflitto di interessi: "Se capitasse a me lo risolverei già il giorno dopo lasciando tutti gli incarichi nella mia impresa". Nella sua ultima dichiarazione dei redditi ha dichiarato un imponibile di 197 mila euro, si dice d'accordo con la proposta del compenso minimo di mille euro per tutti i contratti: "Pagare una persona meno di quella cifra significa solo crearle difficoltà, ma anche essere imprenditori fuori mercato". L'ex leader di Federmeccanica vede la necessità di spostare tutto sulla contrattazione di secondo livello ("i soldi veri vanno dati in azienda"), riconosce la validità della legge Biagi ("va completata con gli ammortizzatori sociali, ma ha portato benefici a imprese e lavoratori") e dice no all'abolizione dello Statuto dei lavoratori, "che però va rivisto e adeguato ai tempi". Alessandro Sala Incontri digitali Giuliano Ferrara in videochat oggi alle 11,30 Inviate le vostre domande già dalle 9.

Torna all'inizio


Scatto di Impregilo, giù Finmeccanica (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-03-27 num: - pag: 46 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Giacomo Ferrari Scatto di Impregilo, giù Finmeccanica Con il Mibtel in calo dello 0,40% e l'S&P-Mib dello 0,55%, Piazza Affari ha archiviato una seduta di sostanziale assestamento, dopo i progressi della vigilia. Ma alla stabilità degli indici si contrappongono le forti variazioni di alcuni titoli. Alitalia, per esempio, che da lunedì prossimo uscirà dall'S&P-Mib (al suo posto entrerà Geox), ha messo a segno un nuovo consistente rialzo (+26,1%), con gli operatori che continuano a scommettere sulla cordata italiana in alternativa ad Air France. Fra i titoli dell' S&P-Mib spicca però anche il nuovo balzo di Impregilo (+9,84%), ben più consistente di quello registrato martedì. L'annuncio di una maxi-commessa e i conti di fine anno sono all'origine degli acquisti, ma soprattutto c'è chi scommette su una sentenza favorevole della Cassazione (il verdetto è atteso per oggi) sul caso dei rifiuti in Campania. A loro volta Mondadori (+4,67%) e Fastweb (+4,22%) hanno confermato i progressi della vigilia, mentre è rimbalzata Seat Pagine Gialle (+2,81%) dopo la lunga serie di ribassi e Saipem (+2,64%) ha beneficiato del rialzo pomeridiano del prezzo del petrolio. Numerosi i titoli in flessione, anche se i ribassi significativi si contano sulle dita di una mano, almeno fra i 40 valori dell'S&P-Mib. A perdere di più è stata Fondiaria-Sai (-4,51%). In frenata, inoltre, Autogrill (-3,12%), e Finmeccanica (-2,71%). Fra i titoli a media capitalizzazione, infine, balzo del 33,12% per Isagro, gruppo attivo nell' agroindustria, grazie ai buoni risultati di bilancio e all'annuncio di un buy-back, mentre il ritorno all'utile ha messo le ali a It Holding, (+17,65% la quotazione di riferimento). Saipem Cresce ancora, favorita dal nuovo rialzo del prezzo del petrolio.

Torna all'inizio


Il turismo a Roma cresce, ma meno che nelle altre capitali europee. Servono fattori di attra (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di MAURO EVANGELISTI Il turismo a Roma cresce, ma meno che nelle altre capitali europee. Servono fattori di attrazione nuovi: come un casinò sul litorale. Ecco, la proposta lanciata ieri dal candidato a sindaco del Pdl, Gianni Alemanno, che è andata a far sussultare il tavolo del dibattito nella corsa al Campidoglio. Qual è l'idea del uomo del Popolo della Libertà? "C'è bisogno di integrare il turismo culturale con il turismo dello svago. Ad esempio a Roma non c'è un casinò e ci deve essere. Va realizzato sul litorale e a spese dei privati. Il casinò è un'antica richiesta dell'imprenditoria laziale che da tempo voleva farlo ad Anzio. È un'iniziativa imprenditoriale che porta risultati economici dal punto di vista fiscale, in cui lo Stato non mette una lira e invece porta a dei grossi risultati. Ho proposto anche di fare un fondo di solidarietà per iniziative sociali e assistenziali a Roma", ha detto al termine dell'incontro con i rappresentanti della Federalberghi nella sede di Corso d'Italia. Ed è andato oltre: "Dobbiamo pensare a un parco divertimenti, come Disneyland a Parigi, ma centrato sulla romanità". Sulla proposta del casinò sono arrivate molte critiche. "Rischia di portare interessi non trasparenti", ha detto il candidato del centrosinistra, Francesco Rutelli. Luciano Ciocchetti (Udc): "Non è certo una priorità". Replica di Alemanno: "Osservazioni puerili. Il casinò porta interessi poco trasparenti? Non mi risulta che Venezia, Sanremo o Saint Vincent siano il centro della criminalità organizzata". Ieri Alemanno ha voluto difendere con forza l'immagine della Capitale messa spesso alla berlina da un alleato del Pdl, la Lega: "Il mito di Roma ladrona è falso, Roma dà allo Stato più di quello che riceve. Uno dei punti essenzili della nostra alleanza è che la Lega la deve smettere di dire Roma ladrona". Dimenticata Roma ladrona e le invettive leghiste, Alemanno ha però cercato di mettere in fila una serie di proposte per rafforzare il settore turistico. Non solo casinò, certo. Secondo il candidato del Pdl, è importante mantenere la Notte Bianca ("rientra nella politica degli eventi per promuovere il turismo capitolino") ma con un'altra data: "Si deve svolgere non a settembre, con l'alta stagione, bensì in un periodo di bassa stagione per il turismo. Questo rientra nella logica di programmazione turistica non a spot ma che garantisca un'offerta costante. Il centrosinistra è ha fatto la Notte Bianca con soldi pubblici sulle spalle dei cittadini e in alta stagione. È stato uno spot che non è servito per il turismo". Ancora: il settore del turismo, tanto importante per Roma deve affrontare due moloch: burocrazia e decoro. "Sono necessarie due precondizioni per rilanciare il settore turistico a Roma: la lotta alla burocrazia e al degrado. Vogliamo smascherare un'attribuzione delle precedenti amministrazioni secondo cui il turismo a Roma è cresciuto. Bisogna precisare che è sì cresciuto ma meno rispetto alle altre capitali europee. Dobbiamo garantire l'offerta turistica attraverso l'istituzione di un marchio Roma, che permetta di qualificare le strutture e il servizio offerto. La vera sfida per Roma è quella di un turismo durante tutto l'anno". E su Alitalia, Alemanno boccia la virata francese: "La vendita di Alitalia ad Air France significa la subordinazione dei flussi turistici di Roma a Parigi".

Torna all'inizio


ROMA Questa sera i sindacati avranno il nuovo piano industriale di Air France. Secondo quan (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di LUCIANO COSTANTINI ROMA Questa sera i sindacati avranno il nuovo piano industriale di Air France. Secondo quanto risulta al Messaggero ci sarà una nuova proposta sul numero degli esuberi, sull'allargamento del "perimetro" di Az-Servizi con l'ampliamento dei dipendenti che resteranno sotto l'ombrello Alitalia, la rimodulazione delle attività Atitech, la moratoria per l'attività Cargo. Saranno confermate le "aperture" preannunciate da Spinetta. Fonti parigine aggiungono che il piano sarà "solido, preciso e molto dettagliato". Questa volta potrebbe essere davvero l'ultima offerta, quella del "prendere o lasciare". Ma Spinetta domani alla Magliana non ci sarà, tornerà lunedì in Italia lunedì prossimo. Forse. Dunque, toccherà al presidente della nostra aviolinea, Maurizio Prato, sedersi al tavolo di confronto con i sindacati che avranno avuto il tempo di valutare la nuova proposta e pianificare la loro strategia. Perchè domani mattina prima del faccia a faccia, forse questa sera stessa, si svolgerà una riunione intersindacale tra le nove sigle presenti in azienda. Ieri intanto il cda di Alitalia ha confermato che per ora la scadenza del 31 marzo per la trattativa è confermata. Servirà una nuova riunione del board per decidere un'eventuale proroga. I vertici sindacali restano cauti. Dice Angeletti (Uil) che la "vera buona notizia sarebbe un cambiamento del piano industriale francese". Evita anticipazioni Bonanni (Cisl): "Vedremo se alle parole seguiranno i fatti". "Per ora - argomenta Polverini (Ugl) - c'è solo una trattativa da portare in fondo". "Comunque - osserva Epifani (Cgil) - non possiamo aspettare altre mitiche cordate. Fino a che siamo al tavolo, trattiamo anche se serviranno almeno altre tre, quattro settimane. La mia impressione è che se c'è il fallimento, una cordata si può materializzare ed è il rischio che un sindacato non vuole correre normalmente, a meno che non sia costretto". Cargo, moratoria sulla dismissione Un settore cruciale per i piloti. Il piano iniziale di Spinetta prevedeva la cancellazione dell'asset con la messa a terra dei cinque aerei da trasporto nel 2010 e dei 135 "comandanti" che vi lavorano. Altri 350 piloti sarebbero stati appiedati con la dismissione di 37 jet passeggeri. Due le correzioni apportate. La prima consisterebbe nell'assunzione di 180 piloti in tre anni in Air France. La seconda prevederebbe la dismissione del settore trasporto in due fasi: due aerei a terra subito e altri tre nell'arco del piano. Comunque entro il 2010 come prevedeva il progetto originale. Il progetto iniziale immaginava 1.100 esuberi in Alitalia-Fly: 500 tra i piloti, 600 tra gli assistenti di volo, 500 tra il personale di terra. L'Anpac tuttavia contesta questi numeri: gli esuberi dei piloti salirebbero a 540, pari al 27% dell'intera forza lavoro e quelli degli assistenti di volo a 900, pari al 16%. Versione smentita da Air France. Az-Servizi, più perimetro Non cambierà il numero degli esuberi: 500 erano e 500 resteranno. Ma si allargherebbe molto il perimetro della società che ridurrebbe sensibilmente il numero di coloro che potrebbero finire in Fintecna. Il primo piano di Spinetta prevedeva che soltanto 3.200-3.300 tra i 7.600 occupati restasse sotto l'ombrello di Alitalia. Nella seconda bozza si prevederebbe l'internalizzazione dei 3.000 lavoratori di Alitalia Airport, tutti operanti su Fiumicino. Ad essi andrebbero aggiunti i dipendenti dal comparto motori, dei servizi hangar e informatici. Atitech, personale a rischio Resterebbe ad alto rischio il destino dei circa 800 lavoratori del polo napoletano che si occupano della cosiddetta "manutenzione pesante". Più in particolare, degli Md-80 e degli Airbus 320. Spinetta aveva previsto la dismissione delle attività. Ora potrebbe "salvare" almeno una parte del personale attraverso una diversificazione dell'impiego. Ma i rischi restano altissimi anche perchè gli Md-80 saranno progressivamente messi a terra per una questione di anzianità.

Torna all'inizio


L'impossibilità di una campagna <bon ton> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-03-27 num: - pag: 50 autore: di MASSIMO FRANCO categoria: REDAZIONALE LA SVOLTA DI VELTRONI L'impossibilità di una campagna "bon ton" SEGUE DALLA PRIMA è una metamorfosi allo stato nascente, che Veltroni per ora sembra subire, più che volere. Ma il cambio di passo appare inevitabile, di qui al 12 aprile. Significherebbe la fine dell'illusione di una campagna all'insegna del dialogo e del "bon ton"; e l'impossibilità, anche per un centrosinistra moderato, di presentarsi come postberlusconiano, più che antiberlusconiano. Rimane da capire se accettando la "strategia della mischia" perseguita dal Cavaliere, i vertici del Pd riusciranno a recuperare voti. Finora, Veltroni ha lavorato soprattutto per riacciuffare quelli perduti per strada da Romano Prodi. Partiva da un meno 22 rispetto al fronte berlusconiano, e adesso accredita un distacco ridotto a circa 4 punti percentuali: anche se Berlusconi non smette di ripetere che si tratta di una rimonta bugiarda. La diatriba numerica è stucchevole solo in apparenza. Il leader del Pd cerca di smentire la vulgata di una vittoria del centrodestra solo da formalizzare: vuole far passare l'idea che la partita è ancora aperta. Per questo denuncia la tendenza che ritiene di vedere nei massmedia, a considerare ogni uscita di Berlusconi come una trovata geniale: perfino quando gli appare soltanto uno scivolone. E contesta la tesi di un'Italia nostalgica del Cavaliere. Può darsi che abbia una parte di ragione, su questo punto. Il suo problema è che non può ammettere esplicitamente la delusione e l'irritazione nei confronti del governo Prodi: un malessere che spiega l'ondata di ritorno berlusconiana. Veltroni si trova nella condizione scomoda di chi non può sconfessare il premier dimissionario; e subisce l'attacco convergente di Berlusconi e del Prc. Il Cavaliere gli dà del "comunista riciclato ", e Fausto Bertinotti cerca di impallinarlo da sinistra: si tratti di Alitalia o pensioni. Per questo, è nelle cose un doppio irrigidimento veltroniano di qui al voto. Le battute di due giorni fa sull'età avanzata di Berlusconi sono un piccolo indizio, come lo è la rivendicazione della rottura con l'estrema sinistra. Il tentativo è quello di dimostrare che il Pd è nemico dei "due conservatorismi ", incarnati secondo Veltroni dal Pdl e dal Prc. Si tratta di un'offensiva tesa soprattutto a bloccare la fuga di una parte dei voti del Pd verso l'Arcobaleno bertinottiano. L'elettorato ex ulivista vuole parole d'ordine forti. E non ha mai compreso fino in fondo dove andasse a parare la voglia veltroniana di dialogo con Berlusconi sulle riforme istituzionali. Con le elezioni alle porte, l'incomprensione può diventare distacco e astensionismo. I vertici del Pd sembrano temerlo sempre di più. E forse calcolano che solo una dose massiccia di "allarme" per la prospettiva del ritorno di Berlusconi al governo può scuotere il serbatoio degli indecisi. Ma si tratterebbe di una scelta destinata ad indebolire la novità del veltronismo; ed a fargli ripercorrere strategie che la sinistra ha già adottato, col risultato di perpetuare il potere del Cavaliere. Ribadendo che il vantaggio del Pdl è irraggiungibile, Berlusconi lucida il proprio mito un po' sbiadito. Sa che dare per scontata la sconfitta della ex Unione prodiana, e in primo luogo del Pd, significa scoraggiare la mobilitazione inseguita da Veltroni; ed ostentare una forza che probabilmente è frutto in primo luogo della debolezza avversaria.

Torna all'inizio


MILANO - Nella cittadella di Malpensa, aeroporto con vista sulle Alpi da cui tran (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di CLAUDIA GUASCO MILANO - Nella cittadella di Malpensa, aeroporto con vista sulle Alpi da cui transitano 24 milioni di passeggeri all'anno, 60 mila al giorno, l'atmosfera è mesta. "Fra tre giorni cambia tutto e non ce ne rendiamo ancora conto", scuote la testa Antonella F., addetta al check in del volo per Dubai. Da domenica scatterà la cassa integrazione per 900 dipendenti della Sea, la società che gestisce i servizi dello scalo, tutte le aziende minori con attività in appalto saranno spazzate via, ristoranti, bar e duty free hanno già spedito le lettere di licenziamento. E' l'effetto Alitalia, che si abbatte come una scure sull'hub lombardo difeso con tutte le forze dal governatore Roberto Formigoni. Ed è proprio la Regione a lanciare l'allarme: i posti a rischio nell'indotto, fra logistica, ristorazione, catering e pulizie, sono 7.500. Con l'entrata in vigore dell'orario estivo, i voli Alitalia su Malpensa passeranno da 177 a 50 al giorno. Perciò l'hub si adegua. "Meno aerei, meno passeggeri, meno soldi", è la pragmatica considerazione del barista di Pizza Chef. Una fetta sostanziosa del personale non serve più. Alcuni sanno da un paio di mesi che devono trovarsi un altro posto, per altri è una novità delle ultime ore. "Pensi che ce l'hanno comunicato oggi", dice incredula Alessandra. Con una collega lavora a un punto informazioni, servizio che la Sea ha dato in appalto a un'impresa locale. E che ora, per ottenere la cig, si deve riprendere. "A noi hanno assicurato che verremo riassorbiti all'interno di Malpensa. Con quali mansioni non si sa. Quel che è certo è che la busta paga sarà più leggera". Lavorare meno ma lavorare tutti è la politica della Sea per tamponare l'emergenza, con l'assicurazione che a conclusione dei due anni di cassa integrazione i 900 dipendenti rientreranno in azienda. In questo periodo, ha calcolato la società, la perdita derivante dalla cancellazione dei voli Alitalia ammonterà a 140 milioni di euro. "Per noi di Malpensa è un periodo veramente difficile. C'è preoccupazione e sfiducia - sottolinea Enrico V., anche lui dipendente Sea - E nessuno crede che se dovessero arrivare i francesi lo scalo si salverebbe. Un vero peccato. Uno spreco di risorse, infrastrutture e personale". E' il paradosso di Malpensa. Nel momento in cui l'aeroporto entra nell'anticamera della rottamazione, tutti ne rimpiangono le prestazioni da Formula uno. "Pazzesco. Quando venne inaugurato ci fu una sollevazione: è scomodo, è in capo al mondo, è disorganizzato, ridateci Linate - racconta un'assistente di volo in transito - Ora i passeggeri del Nord Italia ci chiedono: ma davvero dobbiamo andare a Roma per volare a Stoccolma?". Da cattedrale nel deserto, ad hub moderno ed efficiente. "Dicono che potenzieranno Linate? Magari. Io non ci credo", commenta scettico un pendolare del Milano-Roma. Mentre c'è chi, come il dirigente dei settore trsporti che vola spesso sulle rotte intercontinentali, per Malpensa non nutre rimpianti: "E' assurdo che Milano abbia tre aeroporti. E solo per interessi politici". A 72 ore dalla fine, l'unico baluardo di ottimismo incondizionato resta il McDonald's del primo piano: "Eravamo qui nel 2001, quando per Alitalia si preannunciava la catastrofe. Beh, ci siamo ancora".

Torna all'inizio


ROMA - La politica deve restare lontana. A debita distanza. Montezemolo attacca. Non vuole i (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di UMBERTO MANCINI ROMA - La politica deve restare lontana. A debita distanza. Montezemolo attacca. Non vuole infatti che la sorte di Alitalia, azienda e lavoratori, finisca nel frullatore impazzito della dichiarazioni dei leader degli opposti schieramenti politici, Pd e Pdl in primis. "Di Alitalia non voglio parlare - dice il presidente di Confindustria alla Luiss - perchè vedo con amarezza, che è diventato un tema della campagna elettorale". Nessuna strumentalizzazione quindi, nè false promesse. "L'importante - aggiunge Montezemolo - è che gli imprenditori possano andare in giro per il mondo utilizzando aeroporti giusti e con compagnie competitive". Insomma, è il mercato che alla fine deve dare una risposta, concreta e razionale, svincolata da logiche diverse. Prima che il destino di Alitalia diventasse uno strumento di accesa lotta elettorale, cioè a dicembre, Montezemolo aveva comunque visto con favore la proposta della cordata tricolore. "Credo - aveva affermato in un convegno - che ci siano tutte le condizioni su base imprenditoriale e con un forte supporto finanziario per poter fare un'operazione buona per il Paese e per Alitalia". Per il presidente di Confindustria l'offerta di Carlo Toto con Air One e Intesa SanPaolo era "in pole position per acquisire Alitalia". I motivi erano chiari. "Nella grande competizione di territori, di turismo, di globalizzazione il nostro paese - sottolineava - ha bisogno come altri paesi del mondo, di avere un marchio forte in questo senso". Recentemente era stata invece Emma Marcegaglia a prendere posizione. Non ponendo pregiudiziali, ma auspicando però un futuro diverso per Malpensa rispetto a quello disegnato da Parigi nel piano industriale. "Spero - sottolineava in una intervista a La Tribune - che un aeroporto nel quale l'Italia ha investito molto, possa restare, con o senza Alitalia, un grande aeroporto per il Nord del Paese senza venire relegato ad un ruolo regionale minore, come prevede l'attuale piano di Alitalia e di Air France". "Sono fondamentalmente per una apertura dei mercati e contro il protezionismo - aggiungeva - perchè questo ridurerebbe la crescita economica europea". Il mercato, insomma, come stella polare.

Torna all'inizio


POCO resterà di questa campagna elettorale, dopo il 13 aprile. Al di là della novit (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ANGELO MELLONE POCO resterà di questa campagna elettorale, dopo il 13 aprile. Al di là della novità delle formule di coalizione e delle contingenze che si contendono la scarsa attenzione generale dedicata dalla gente ai fatti della politica, non pare proprio che all'orizzonte si stagli qualche evento memorabile, degno di essere salvato da una più generale condotta di basso profilo della competizione, a sinistra e a destra. Ad ogni modo, il dibattito che ha suscitato l'uscita de La paura e la speranza di Giulio Tremonti (Mondadori), un dibattito che ha chiamato in causa firme e intelligenze illustri del nostro panorama nazionale, merita certamente di essere annoverato tra gli argomenti che sopravviveranno all'ondata di generale torpore. Per una ragione decisiva: la linea politica, la visione e il cocktail di ricette che Tremonti propone, non possono essere ridotti né a un freddo confronto sulle leggi dell'economia globalizzata né all'esercizietto di prevedere la futura posizione del Popolo della Libertà sui temi del protezionismo o dell'europeizzazione, come alcuni hanno fatto, per lo più in chiave di polemica "liberale" verso l'anti-mercatista Tremonti. Di materiali in circolazione ce ne sono tanti, e anche di dichiarazioni a effetto come l'endorsement di Fausto Bertinotti a qualche intuizione tremontiana. È importante invece, proprio quando sulla questione dell'Alitalia si gioca una partita importantissima anche per l'immagine che i pretendenti al governo intendono offrire di sé tanto agli elettori quanto all'opinione pubblica internazionale, dire qualcosa sui presupposti di cultura politica e sugli effetti che la linea tremontiana, di cui La paura e la speranza costituisce un nuovo e più affinato capitolo, eserciterà sul futuro della destra italiana. Ben oltre gli esiti di questa campagna elettorale. Di norma, negli anni Novanta, siamo stati abituati a dividere grossomodo le destre europee in due grandi famiglie: le destre liberalconservatrici e le destre populiste. Le prime, fedeli alla ricetta tradizionale dell'accoppiata tra conservatorismo nel campo dei valori e spinta alla libera concorrenza nel settore economico, le seconde spuntate dalla carne viva dei conflitti che hanno squassato l'ordine sociale delle democrazie europee negli ultimi anni, facendo emergere fratture inedite come quella dell'immigrazione (e il tema connesso delle identità religiose), dell'indebolimento dei sistemi universalisti di welfare, della crisi di benessere e delle aspettative del ceto medio, dando una forma politica alle paure diffuse in Occidente. Se le destre conservatrici tradizionali hanno continuato a rappresentare con alterne fortune il loro elettorato usuale, addensato attorno all'idea di ceto medio, i partiti neopopulisti hanno sfondato questi argini di rappresentanza andando a pescare consensi in altri segmenti della società, i ceti medi impoveriti e la stessa classe operaia, che oggi scopriamo con sorpresa a votare in maggioranza a destra quando sono almeno quindici anni che questo fenomeno è abbastanza diffuso a livello europeo. In Italia, all'interno del centrodestra (e dunque al di fuori di ipotesi di partiti antisistema), questo dibattito negli anni Novanta ha preso corpo nella contrapposizione tra una destra di indirizzo "liberale" e una di impostazione "sociale", che si sono costantemente confrontate, già dopo la fine del primo governo Berlusconi nel dicembre 1994, su quale fisionomia dovesse assumere la Casa della Libertà sui temi dell'intervento pubblico in economia, le liberalizzazioni, ma anche i diritti civili e il rapporto tra Stato e cittadini. Gli echi di questa divaricazione hanno, non a caso, attraversato l'intera esperienza del nuovo governo Berlusconi, dal 2001 al 2006 (ricordate la teoria dei due subgoverni?). Il filone culturale proposto da Tremonti, invece, fa in un certo senso piazza pulita di questa distinzione e propone un nuovo modello di destra, sintesi di liberalismo e socialità, che si potrebbe definire una destra securitaria. Una destra, cioè, che, messo da parte l'ottimismo produttivista e la fede nello "sviluppismo" tipici del liberalismo tradizionale, interpreta l'epoca contemporanea come una fase di crisi delle democrazie crisi della rappresentanza, crisi della redistribuzione, crisi dell'integrazione, crisi ecologica, crisi spirituale e non si vergogna di attribuire una dignità politica al senso di angoscia e di paura che pervade fasce sempre più crescenti di cittadini. Inoltre, lo stato postideologico della politica e il superamento delle etichette convenzionali di destra e sinistra non viene interpretato come l'inevitabile avvizzimento della politica in un catalogo di soluzioni tecniche ai problemi, privo di identità e respiro strategico o valoriale, ma, al contrario, come la possibilità di attingere alle tradizioni secolari, anche religiose, e alle appartenenze nazionali (l'ha fatto Sarkozy) per ridare vigore e prospettive alla politica stessa. I temi della sicurezza (sicurezza del lavoro contro la precarietà, sicurezza sociale contro la crisi del welfare, sicurezza dell'individuo contro criminalità e immigrazione clandestina) e della protezione (del benessere e dell'identità), la critica delle degenerazioni del Sessantotto e la riproposizione in forme nuove dei concetti di merito, autorità e responsabilità divengono i capisaldi di questa nuova formula politica. La destra securitaria, e la nuova veste comunicativa di Silvio Berlusconi tra l'altro lo dimostra anche dal punto di vista dell'immagine, non promette miracoli ma prospetta sacrifici, e soprattutto non intende la globalizzazione come un grande mercato delle opportunità ma come un'insidia pericolosa per le democrazie occidentali, qualora la gestione del suo impatto dovesse ancora essere sottovalutata o ingenuamente delegata alla "mano invisibile" del mercato o alla mano, visibile ma democraticamente irresponsabile, di organismi transnazionali come il Wto. La cesura con il vecchio liberalismo e il superamento della contrapposizione liberale-sociale sono netti. E, al tempo stesso, è inutile andare alla ricerca di qualche illustre precedente storico della proposta tremontiana (che poi solo tremontiana non è, visto che trova interlocutori attenti in tutto il Popolo della Libertà), ripescando anche in chiave polemica il gollismo o l'antico protezionismo britannico, perché si vanno a cercare nel Novecento gli antenati di qualcosa che, sul piano dell'analisi dei fenomeni e della definizione dei possibili rimedi (la speranza, il valore aggiunto della politica per superare la paura), è unicamente e solidamente contemporaneo. Ecco, se su queste basi partisse un confronto sulla futura identità del centrodestra, questa campagna elettorale sgangherata almeno un effetto positivo l'avrebbe prodotto.

Torna all'inizio


Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-27 num: - pag: 72 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Pd-Pdl, fine della diplomazia Walter Veltroni cambia i toni e attacca Silvio Berlusconi: sfugge il confronto. La replica è l'accusa di stalinismo. Ma il braccio destro del leader del Pd, il coordinatore Goffredo Bettini, sostiene che solo il leader del Fronte nazionale francese, Le Pen, "si è candidato 5 volte". Berlusconi su Alitalia Berlusconi rilancia la "cordata italiana " e sostiene che sia una prospettiva concreta: "Ci sono alcuni nomi di imprenditori impegnati su questo fronte che non posso fare per dovere di riservatezza. Fra qualche giorno questi nomi saranno conosciuti da tutti, perché faranno certamente un'offerta impegnativa ". D'Alema e la mozzarella Un allarme "eccessivo e immotivato": i campioni di mozzarella di bufala campana risultati positivi alla diossina sono "limitati" e il blocco da parte di Corea del Sud e Giappone è di tipo "preventivo", in attesa cioè di chiarimenti. Il vicepremier e ministro degli Esteri Massimo D'Alema e i vertici del ministero della Salute invitano a non alimentare la psicosi della "mozzarella di bufala alla diossina". Esteri Sarkozy a Londra Visita a Londra per il presidente francese Nicolas Sarkozy e la moglie, Carla Bruni. Elisabetta II ha preparato un'accoglienza riservata solo agli ospiti di rango: il presidente ha percorso gli ultimi metri verso Windsor a bordo di una carrozza assieme alla regina, mentre Carla ne ha divisa un'altra con il principe Filippo. Cronache Il caso Meredith Amanda Knox e Raffaele Sollecito erano a casa di Meredith la sera in cui la studentessa fu uccisa. Rudy Hermann Guede, in carcere per l'omicidio di Meredith, ha detto oggi di riconoscere nel ragazzo che ha visto e nella ragazza di cui ha udito la voce gli altri due indagati. L'iceberg gigante Un iceberg di 41 chilometri di lunghezza e 2,5 chilometri di larghezza si è staccato dalla banchisa del Wilkins Ice Shelf, un'area che gli scienziati avevano previsto sarebbe collassata tra non meno di quindici anni. La causa del collasso, dicono gli esperti, è il cambiamento climatico. Cultura Parla Bret Easton Ellis Intervista allo scrittore che nel 1985 si rivelò con "Meno di zero" e diede un'impronta agli anni Ottanta letterari. Bret Easton Ellis rimpiange quegli anni: "Mi sentivo immortale. Oggi leggo per vivere". Sta lavorando al nuovo romanzo, "Imperial Bedrooms", che uscirà nel 2010 ed è la continuazione di "Meno di zero": "Ma non ho più idee, sarà l'ultimo libro". Spettacoli Muti: salvare le bande Riccardo Muti e le bande. Il maestro, in giugno, al Ravenna Festival, dirigerà per la prima volta una banda: "un atto d'amore", sostiene, per un'espressione della cultura musicale diffusa che rischia di estinguersi. E' morto Richard Widmark Nella sua casa in Connecticut, è morto l'attore americano Richard Widmark; aveva 93 anni. Ritiratosi dalle scene a 76 anni, è stato una delle grandi star del dopoguerra. Tra i suoi film, "Il bacio della morte" (1947), "Coma Profondo", "Assassinio sull'Orient Express ". Sport Spagna-Italia 1-0 Amichevole pre-Europeo: a Elche la Spagna batte l'Italia di Donadoni 1-0.

Torna all'inizio


Alitalia, aumentano gli esuberi. I sindacati: se è così non firmiamo (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Berlusconi insiste: "La cordata italiana c'è, senza i miei figli" Alitalia, aumentano gli esuberi. I sindacati: se è così non firmiamo Roberto Farneti Altro che linea più morbida di Air France per venire incontro alle obiezioni dei sindacati. Nella migliore delle ipotesi il numero degli esuberi già previsti nel piano originario, 2.100, dovrebbe rimanere invariato. Nella peggiore, il prezzo che i lavoratori Alitalia sarebbero chiamati a pagare, in termini occupazionali, potrebbe essere addirittura più alto. E a quel punto le aperture annunciate da Jean Cyril Spinetta si rivelerebbero come un clamoroso bluff nell'ambito di una trattativa finta, con l'unico obiettivo di far precipitare la situazione e di mettere con le spalle al muro gli stessi sindacati. A lanciare l'allarme è l'Anpac, forse la sigla più favorevole, sulle prime, all'ingresso della compagnia italiana nel gruppo franco-olandese. Ieri, presso la sede di Alitalia ed alla presenza della delegazione di Air France-Klm guidata dal responsabile delle risorse umane Colin, c'è stata una riunione per l'affinamento dei contenuti della proposta di accordo che stasera verrà inviata ai sindacati. Secondo quanto apprende l'Anpac, nel nuovo documento il numero degli esuberi sarebbe stato ricalcolato in peggio: tra i piloti le eccedenze salirebbero da 500 a "540, pari al 27% dell'intera forza lavoro" mentre per gli assistenti di volo si arriverebbe ad "oltre 900 unità, pari a circa il 16% dell'intera forza lavoro", invece dei 600 inizialmente previsti. Il divario maggiore riguarderebbe gli assistenti di volo: peserebbe, in questo caso, il computo dei lavoratori stagionali che non verrebbero confermati. Immediata la smentita di Air France-Klm: "La proposta di accordo quadro in via di finalizzazione non si discosterà da quanto illustrato ieri (martedì ndr ) nel corso dell'incontro con le organizzazioni sindacali e quindi le indiscrezioni sull'aumento degli esuberi non trovano riscontro", precisano fonti vicine alla compagnia. Ma l'associazione sindacale dei piloti insiste e dice di guardare quindi "con serio pessimismo" alla ripresa del confronto con Spinetta. Se applicati in questa misura, sostiene l'Anpac, gli esuberi "renderebbero Alitalia Fly incapace di assolvere le funzioni di compagnia di bandiera e di soddisfare la necessità di mobilità dei cittadini italiani". Su questi basi, per l'Anpac, il confronto resta "ad esito negativo scontato". Nè è pensabile che gli altri sindacati possano sottostare a un simile ricatto. Il coordinatore nazionale del Sdl, Fabrizio Tomaselli, ricorda i tre punti fondamentali "sui quali abbiamo richiesto e continueremo a richiedere modifiche sostanziali a Spinetta". In primo luogo, "per assicurare uno sviluppo accettabile per il prossimo futuro è necessario un impegno maggiore da parte della proprietà: il taglio di rotte ed aerei - afferma Tomaselli - deve quindi essere ridotto. Ciò produrrebbe inoltre un numero inferiore di esuberi sia tra il personale di volo, sia tra quello di terra. Fondamentale è la flotta di aerei che operano nell'intercontinentale che rappresentano il settore dove è maggiore la redditività". Inoltre, "all'atto dell'acquisizione il perimetro aziendale deve comprendere tutto ciò che oggi è gruppo Alitalia. A valle del percorso di acquisizione il sindacato è disponibile a confrontarsi per rendere più efficienti tutte le attività", conclude il sindacalista. Nel frattempo le sorti della ex compagnia di bandiera continuano a essere al centro della campagna elettorale. Ieri Silvio Berlusconi, candidato premier del Pdl, ha rilanciato l'ipotesi della cordata italiana: "Non è qualcosa di campato in aria - assicura il Cavaliere - ci sono alcuni nomi di imprenditori impegnati su questo fronte che non posso fare per dovere di riservatezza. Fra qualche giorno - promette - questi nomi saranno conosciuti da tutti, perché faranno certamente un'offerta impegnativa". Della lista però non faranno parte i figli di Berlusconi: "Nemmeno per sogno. Adesso dico assolutamente no perché visto che hanno approfittato tirando in ballo addirittura il conflitto di interessi". Berlusconi ha inoltre confermato che "una importante banca assisterà la cordata italiana". Guglielmo Epifani scuote la testa: "Non possiamo aspettare mitiche cordate", taglia corto il leader della Cgil, per il quale, se ci sono aperture da parte di Air France-Klm, bisogna "andare avanti nel confronto". Epifani lancia quindi un messaggio alla politica: "Sarebbe bene, finché c'è una trattativa delicata, che le forze politiche non interferissero". Un chiaro stop alle strumentalizzazioni di Berlusconi. Della privatizzazione di Alitalia, fin qui gestita in esclusiva dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa e dal presidente del consiglio Romano Prodi, torna invece a occuparsi il Parlamento. Ieri la conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha deciso l'audizione di Padoa Schioppa per mercoledì prossimo. Secondo il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, il ruolo che può giocare il Parlamento a questo punto della vicenda Alitalia è "assolutamente" rilevante. 27/03/2008.

Torna all'inizio


Massimo Calearo: <Non voglio avere padroni sul collo> (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Forum del Corriere.it con il capolista Pd in Veneto Massimo Calearo: "Non voglio avere padroni sul collo" Gemma Contin Dopo Antonio Di Pietro, Gianfranco Fini, Flavia D'Angeli ed Enrico Boselli, ecco apparire ieri, sul video degli "incontri digitali" del Corriere.it, Massimo Calearo - guest star del giorno - capolista del Pd nel Veneto, imprenditore vicentino, già presidente di Federmeccanica e "falco" di Confindustria, come ben sanno le "tute blu" d'Italia che se lo sono trovato di fronte come controparte fino a non molto tempo fa, nel corso della lotta per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici. Eccolo dunque, il sciur parun dale bele braghe bianche , il duro delle ferriere, spiegare al suo concittadino online di Pergine, provincia di Trento, che ingenuamente gli chiede - fatti quattro conti e visto che le promesse elettorali di Walter Veltroni in termini di pronto intervento per l'adeguamento al costo della vita dei salari minimi-pensioni minime-tasse sui redditi da lavoro, eccetera, "cuberanno" circa 20 euro in più al mese - se ritenga, lui, Calearo, che tali 20 euro mensili risolveranno il problema della quarta settimana che tanto avvilisce la vita di gran parte delle famiglie italiane. E lui, Calearo, che si sarebbe fatto svenare piuttosto che mollare sugli aumenti contrattuali, eccolo spiegare prontamente al buon concittadino di Pergine - vien da dire al buon soldato Schweick - ma solo dopo aver premesso che "il Pd è il futuro, rompe gli schemi, ci porta in Europa, come Blair", che, certo, perché quei 20 euro valgano davvero qualcosa, "bisogna intervenire sulla catena distributiva, sull'andamento dei prezzi che sono stati molto penalizzati nel cambio euro-lira, affinché le dinamiche dei salari e delle pensioni vengano riallineate al costo della vita". Ma il buon concittadino non si accontenta, e un minuto dopo un altro vicentino ripropone la questione - come a dire: la lingua batte dove il dente duole - e insiste imperterrito: "Ma lei, dottor Calearo, ritiene che una famiglia possa vivere con mille e cento euro al mese"? E quello, senza una grinza: "Pagare una persona meno di quella cifra significa creargli problemi. E se un imprenditore non è in grado di pagare quella cifra,significa che è lui ad avere problemi". Segue una domanda del solito bacchettone leghista sul federalismo. Ed ecco il nostro - incredibile ma vero - spiegare al lettore online, per il mezzo dell'attonita giornalista, che c'è federalismo e federalismo: c'è il federalismo sociale - non gli viene facile pronunciare la parola "solidale" - quello che ad esempio nel Veneto fa molto affidamento sul volontariato, e c'è il federalismo che si chiude sui cosiddetti localismi, "che è il contrario di quello che vuole il Pd, il quale vuole, appunto, portare l'Italia in Europa". Ora, a parte il fatto che l'Italia sta già in Europa da un pezzo, e a parte che è stata tra i capintesta dei dodici paesi che hanno adottato l'euro qualche annetto fa, questa insistenza sul Pd e su Veltroni che vogliono portare l'Italia in Europa come ha fatto Blair, suona non solo imbarazzante da un punto di vista storico, dato che la Gran Bretagna sta sì nell'Unione Europea, bontà sua, ma col cavolo che fa parte dell'Eurozona e col cavolo che Blair ha mosso un'unghia in questa direzione, ma è anche del tutto anacronistica da un punto di vista politico, dato che Tony Blair è stato sostituito da quasi un anno alla guida del governo inglese dall'attuale premier Gordon Brown, che tra l'altro finora non ha mosso un muscolo per spostare la scarsa propensione dei sudditi di Elisabetta II verso Bruxelles. Si va avanti con alcune battute esilaranti su come qualmente se appena si fosse votato un anno fa, il sciur parun mai e poi mai si sarebbe candidato con il Pd, che era un'altra cosa, mentre invece "adesso sto scoprendo il centrosinistra e un Pd moderno, europeo, diverso da un anno fa". Poi arriva la promessa di far fuori le province, enti inutili, che non contano niente sul territorio, soprattutto nelle aree metropolitane dove ci sono realtà amministrative che riguardano grandi comuni e grandi snodi urbani. E, naturalmente, assieme alle province, di far fuori i dipendenti pubblici "fannulloni", che tanto gravano sulla spesa nazionale, premiando il merito e concentrandosi sui pochi dipendenti della pubblica amministrazione che svolgono davvero e con competenza il loro compito. Nulla sa, il campione veneto di Veltroni, e forse è meglio, sulla riforma Fioroni ("sono un neofita") o sulle coppie di fatto ("meglio non parlarne"). Ma ha le idee chiare sul conflitto di interessi: "Darei la mia azienda in gestione a terzi perché se uno deve governare, deve governare e basta", e su Alitalia: "I suoi problemi sono legati alla sua gestione e a un certo tipo di politica sindacale dove le assunzioni sono state spesso considerate strumento di controllo elettorale". La perla, però, Calearo la infila - inconsapevolmente paradossale o paradossalmente inconsapevole -quando afferma che si è candidato nel Pd e che non avrebbe mai potuto candidarsi nel Pdl "perché non mi riconosco in una destra fatta di fusioni tra partiti in cui una persona comanda. Un imprenditore non può votare per un partito non democratico, gestito da un capo. E io non voglio avere padroni". A chi lo dice, caro Massimo Calearo, ex presidente dell'ala dura del padronato italiano! 27/03/2008.

Torna all'inizio


Fausto Bertinotti incontra i giovani: <Coraggio, va ripreso il cammino> (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Il candidato premier della Sinistra esorta a credere ancora nella politica Fausto Bertinotti incontra i giovani: "Coraggio, va ripreso il cammino" Carlo Magi "Prima o poi il cammino riprende sempre, l'importante è esserci". Ha usato queste parole il candidato premier de La Sinistra-L'Arcobaleno Fausto Bertinotti per esortare i giovani italiani a "buttarsi nella politica perchè si può ricominciare il cammino". Ma anche fra i giovani il "germe dell'antipolitica" e il sospetto nei confronti della casta ha il suo appeal. Alla fine di un lungo dibattito, Bertinotti è stato infatti avvicinato da una ragazza che lo ha incalzato: "Certo che voi politici ne avete di privilegi...". Il leader della Sinistra, per nulla scoraggiato, si è armato di pazienza e ha spiegato: "Certo, nelle istituzioni ci sono privilegi che vanno aboliti, e la Camera quest'anno per la prima volta ha tagliato diversi privilegi". La giovane interlocutrice, però, ha continuato a incalzare Bertinotti sulle retribuzioni dei politici. "Ma io guadagno meno del direttore del Corriere della Sera o di un notaio medio - ha spiegato ancora alla ragazza Bertinotti - Perchè oggi nessuno se la prende con i giornalisti tv, i calciatori o i grandi manager? Perchè oggi si scrive solo della casta, ma su questo ci sono molte favole...". Di fronte a una platea fatta esclusivamente di giovani, alcuni dei quali immigrati anche di seconda generazione, Fausto Bertinotti ha spiegato che anche per le giovani generazioni i motivi per occuparsi di politica ci sono e sono validi. "Capisco il lei, ma il tu della comunità è sempre meglio", ha esordito il leader della Sinistra sollecitando un clima più informale con i giovani interlocutori. "Io ho 68 anni, ai miei tempi c'erano i ragazzi che tenevano per Marlon Brando e James Dean e poi c'era uno sparuto gruppo che leggeva Calvino e Pasolini e si ostinava a fare politica perchè non se ne poteva più di questo mondo", ha raccontato Bertinotti spiegando che ai suoi tempi le motivazioni per occuparsi di politica arrivarono anche da un episodio preciso: "L'Msi decise di fare un congresso a Genova, fu come sfidare la Resistenza, e non si sa come le piazze si riempirono di giovani che venivano detti quelli dalle magliette a strisce, perchè costavano poco". Il leader della Sinistra ha invitato a non scoraggiarsi: oggi le motivazioni possono essere trovate nella sfida a quelli che Bertinotti ha definito "i nuovi padroni che vogliono trasformare tutti in ingranaggi di un meccanismo per cui o sei precario o niente". Ma per Bertinotti, "ai padroni non riesce mai di vincere definitivamente, c'è sempre qualcosa che resta contro la loro nozione di possesso come ha dimostrato il movimento altromondista che, da Seattle a Porto Alegre, ha detto: siamo qui".Inevitabile parlare del G8 di Genova, quando si è materializzata una "sistematica politica di repressione contro il movimento altromondista per annientarlo, questo prima di Bolzaneto e della Diaz". Il candidato premier della Sinistra Arcobaleno ha ribadito le sue accuse per le violenze subite dai manifestanti a Genova. "Vanno indagate le responsabilità politiche di una classe dirigente che ha permesso che avvenissero fatti di inciviltà politica e giuridica". Un incontro ad ampio raggio, quello con i giovani di Roma. Dai movimenti, all'economia, ai diritti. "Per fortuna ora si parla di aumento delle pensioni e non dell'età pensionabile. Sarebbe stato meglio farlo prima, ma meglio tardi che mai - ha sottolineato il candidato premier in riferimento agli annunci di Veltroni - Speriamo che sia vero e che si realizzi". Al termine della discussione, il bilancio è positivo. "Sono molto contento, la conversazione è ruotata intorno ai temi del lavoro, la globalizzazione, come si fa a restituire al lavoro un ruolo sociale - ha spiegato Bertinotti- Abbiamo preso impegni per uno sviluppo del confronto su alcuni argomenti di fondo che hanno provocato elementi conflittuali, come il protocollo sul welfare e le pensioni, valutando il peso dei comportamenti del governo Prodi. Abbiamo visto comunemente come questi avrebbe potuto, con uno spostamento a favore di salari e pensioni, avere un consenso nel Paese che l'avrebbe messo al riparo dalla crisi". Stessi temi affrontati anche nell'incontro che Bertinotti ha avuto con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. E uno dei punti di incontro, in una conversazione amichevole che ha affrontato anche Alitalia e il pacchetto welfare, con Epifani, Bonanni e Angeletti, è stato proprio un giudizio scettico sul governo Prodi, vuoi per la sua breve durata, vuoi perché nel poco tempo a disposizione molte delle cose proposte non hanno mai visto la luce. 27/03/2008.

Torna all'inizio


Indicizzare le pensioni, roba da comunisti Gianfranco Fini sa che Berlusconi non molla? Se Magdi Allam ascoltasse le parole di Gesù (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Indicizzare le pensioni, roba da comunisti? Gianfranco Fini sa che Berlusconi non molla? Se Magdi Allam ascoltasse le parole di Gesù Ora vogliono indicizzare le pensioni? Cara "Liberazione", noto con stupore che ora sia il Pd e Pdl vogliono aumentare o indicizzare le pensioni minime. Che stupore. Fino a ieri l'indicizzazione delle pensioni era una proposta vetero-comunista, oggi, per il semplice fatto che l'ha detto Berlusca, tale proposta diventa riformista e civile. Sorge spontanea però una domanda: perché l'indicizzazione è giusta per le pensioni mentre per i salari no? La risposta è semplice: la confindustria li fa a fettine. Per Veltrusconi invece dico solo che scherzare con la vita delle famiglie non gli fa onore, perché se quello che dice fosse vero, perché non farlo subito? Aggiungo solo un'altra cosa e riguarda la trasmissione di "Porta a Porta" di martedì 25: una cosa scandalosa. Sottolineo che questo non riguarda l'ottimo Bertinotti che dimostra di essere 50 anni più avanti per quanto riguarda gli argomenti economici e sociali affrontati durante i dibattiti, mi riferisco a come è stata condotta la trasmissione e precisamente la non celata volontà di questa (e non solo) televisione di non parlare di programmi, almeno fino a dopo la mezzanotte e mezza, così che molta gente è gia andata a letto? Ecco, voglio solo dire che questo lo ritengo offensivo nei confronti di tutti gli italiani. Graziano Ravanelli via e-mail Se Pd e Pdl copiano la sinistra Cara "Liberazione", Pd e Pdl stanno facendo propria l'idea dell'indicizzazione di pensioni e, fra poco, anche dei salari? Sputtaniamoli, perché copiano spudoratamente il programma della Sinistra Arcobaleno. Graziano Ravanelli via e-mail La campagna di Fini, il camaleonte Cara "Liberazione", quella del signor Gianfranco Fini è decisamente una campagna elettorale scialba, spenta, mediocre, senza passione, senza entusiasmo, senza proposte forti. L'uomo è al carro di Berlusconi, oscurato in toto dal Cavaliere di Arcore che non ammette, nel suo "regno", intromissioni. Il signor Fini, tra l'altro, ha fatto una gaffe enorme (poi utilizzata con cinismo da Berlusconi), non degna di chi aspira domani alla candidatura di premier: l'attacco personale, goffo, a Veltroni, "il pensionato d'oro". Caduta di stile, perché il problema serio dei costi della politica deve essere discusso con trasparenza, oggettività, rigore; e comunque a livello diverso del pettegolezzo, dell'odio personalistico, anche perché - recita un detto evangelico - "chi è senza peccato scagli la prima pietra". Fini aveva una grande occasione per dire che le tesi di Veltroni sui costi della politica sono sbagliate, perché così si permette solo ai ricchi sfondati, come Berlusconi, di fare politica in Italia. Ma Fini si sente già "sostituto" del Cavaliere di Arcore. E qui sbaglia! Perché Berlusconi non molla; Sua Emittenza non lascerà la vita politica; e per Fini dovrebbero esserci anni e anni di gavetta prima di potere "approdare" all'amate sponde della premiership. La mossa di Fini è stata dettata dall'ambizione di potere. L'uomo, che gode di una certa simpatia nell'opinione pubblica italiana, ha sfasciato il partito in una notte ed è passato, armi e bagagli, al Cavaliere. Ma che costi ha pagato? Attacchi da Ciarrapico (che lo ha definito "sguattero"), dalla destra, da parte della sua base; e un totale oscuramento in campagna elettorale dove le sue tesi (vedi Alitalia) vengono subito rimangiate, dopo che Berlusconi ha detto la sua. Fini, il camaleonte, che dice tutto e il contrario di tutto, non ha un cammino facile; anche perché la base di Forza Italia non crede in un domani sotto il suo segno di capo. E poi Fini non è tantissimo apprezzato neppure da Berlusconi, perché anche lui, il Fini, è "uno che non ha mai lavorato in vita sua"! Francesco Lusciano Chioggia (Ve) E Magdi Allam prega in mondovisione? Signor direttore, sul battesimo di Magdi Allam officiato solennemente dal papa in persona in San Pietro, la notte della vigila della Pasqua, pubblicizzato in mondovisione e dallo stesso neoconvertito su "Il Corriere della Sera", i laici arrivano tardi, è Gesù che parla da duemila anni: "Quando pregate non siate simili agli ipocriti che amano pregare ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. Tu, invece, quando preghi entra nella tua stanza e, chiusa la porta, prega il Padre tuo in segreto". Ipocriti! "Chi ha orecchie per intendere, intenda", è ancora Gesù. Ezio Pelino via e-mail Eppure la fede dovrebbe essere un fatto privato Cari redattori, nonostante tutto il mio agnosticismo anticlericale, finora avevo creduto che la religione fosse una cosa seria. La conversione pubblica al cattolicesimo del vicedirettore del "Corriere della Sera", Magdi Allam, scrittore, editorialista ed "islamologo" ha scosso fino alle fondamenta queste mie convinzioni. Credevo pure che la religione fosse un fatto riguardante la sfera privata. Che ingenuo! Magdi Allam si è fatto battezzare in mondovisione dal Papa in persona, davanti a milioni di telespettatori. Anche le sue motivazioni espresse con dichiarazione pubblica ripresa da tutte le agenzie mondiali, sono straordinarie. Magdi Allam infatti ha rinnegato la propria religione per "combattere la radice del male insita in un Islam che è fisiologicamente violento e storicamente conflittuale". E con questo i palestinesi sono serviti, ma non solo. Tutte le centinaia di milioni di persone che praticano la religione musulmana nel mondo, secondo Magdi Allam appartengono evidentemente alla categoria dei "popoli canaglia", fucine di terroristi, delinquenti ed assassini? Concordo con Giovanni Franzoni quando si chiede se abbiamo dimenticato gli eccessi delle Crociate, le infamie dell'Inquisizione, lo sterminio degli indios nelle americhe, la persecuzione degli ebrei e gli attuali massacri di popolazioni di religione islamica perpetrati da milizie cristiane? Se questo è il messaggio di pace che il Papa ha voluto mandare al mondo in occasione della Santa Pasqua, mi sembra che non ci sia molto da stare allegri. Gianni Ursini Trieste Riflessioni di un infermiere pubblico Cara "Liberazione", se puoi concedimi uno sfogo? Sono un infermiere, dipendente di una Ausl. Qui gli stipendi dei dirigenti e dei dirigentini a spanne si sa a quanto ammontano (mentre quello che non si sa è con quali criteri vengono nominati questi vertici grandi e piccoli). E si sanno per certo anche gli stipendi dei lavoratori come me, nonché quelli di chi è in servizio in contesti lavorativi che prima facevano parte dell'Ausl e che sono stati esternalizzati/privatizzati (percepiscono dai 500 ai 600 euro al mese), attraverso quegli energici - e spesso oscuri - percorsi di smantellamento dei servizi pubblici che negli ultimi anni da queste parti hanno imperversato indisturbati col risultato che i servizi erogati ai cittadini sono sempre meno e sempre più scarsi nella qualità e nel numero. Eppure dai programmi elettorali e dalle "idee storiche" di qualche eminente candidato del "nuovo corso", oltre al martellante "vogliamoci bene", trapela anche la evidente tendenza a voler perseguire un ulteriore dimagrimento del servizio pubblico: che significa meno lavoro pubblico e meno servizi pubblici, mentre non penso significhi contestualmente meno poltrone e meno dirigenti e meno super manager? Quaggiù la sensazione è che ci sia una distanza siderale tra i lavoratori/cittadini "normali" da una parte e la classe politica che vuole dirigere il paese dall'altra. E nella attuale situazione, va da sé, dar da intendere che il conflitto sociale non dovrebbe più esistere e che i lavoratori dovrebbero essere collocati sullo stesso piano politico e sociale del grande industriale oppure del grande dirigente di impresa (oppure di azienda privata o pubblica) significa quindi non sapere bene com'è fatto il mondo che c'è qui - quaggiù, appunto - dove bisogna stringere su tutto per starci dentro. Perché, ma è quasi una ovvietà, si può dire che il conflitto è inopportuno e fuori luogo laddove non esistano grandi differenze tra le parti in causa, grandi discriminazioni, grandi sofferenze contrapposte a grandi benefici/privilegi e, quindi, di sicuro non si può dire che sia inopportuno qui. O, più precisamente, si può perorare la causa della "normalizzazione anticonflittuale" anche tra abnormi disuguaglianze sociali - che significa proporre a tutti di essere più o meno beati anche in mezzo ad ingiustizie assurde - con la consapevolezza però che la vera democrazia permette, e favorisce anche, l'espressione del dissenso (che è il sostrato del conflitto) e che, se non la permette, non può più chiamarsi democrazia? Esempio banale: se da una parte si celebra e si ufficializza la presenza della precarietà del lavoro con proposte squisitamente economiche dai contenuti vaghi e/o poco più che simbolici e che rappresentano una sintesi perfetta tra la boccata d'aria nell'immediato e la pressoché certezza del tempo determinato a vita, dall'altra non si può chiedere a questi stessi lavoratori di stare tranquilli, perché si può essere buoni amici anche se loro faticano a far la spesa mentre altri riempiono i granai fino a farli tracimare facendo leva, anche e soprattutto, su varie forme di flessibilità/precarietà del lavoro? Conclusioni: sento (dentro) che non importa essere dei fini sociologi per capire che la forbice tra le fasce sociali più ricche e quelle più povere si allarga e che le due parti sono sempre più lontane. E sento (sempre dentro) anche che non importa nemmeno essere dei dotti politologi per capire che la decisione di stare nel mezzo, collocando la proposta tra questi due livelli ormai ad una distanza inimmaginabile, è una strada impossibile da attuare. Ecco perché è giusto sostenere l'onestà intellettuale di "una - più che mai doverosa - scelta di parte". Un timore: e, ahimè, nemmeno troppo flebile e nemmeno troppo solo mio, è che questa "parte" dopo il 14 aprile corra il rischio forte di frantumarsi subito in quattro segmenti netti, perchè non percepisco (e mi spiace assai) un grande entusiasmo nella creazione reale - e non solo elettorale - di un soggetto veramente unico, ovvero di un soggetto allineato nelle posizioni sostanziali relative ai grandi temi e non semplicemente nella esigenza di raggiungere un quantomeno discreto risultato elettorale. In ultimo: col tuo nuovo vestito grafico stai davvero benissimo. Nico Landi Bevilacqua di Cento (Fe) Il laicismo non ha mai fatto male a nessuno Caro direttore, il laicismo "è la dottrina socio-politica che teorizza e propugna la totale separazione tra stato e chiesa, ovvero l'assenza di interferenze religiose,vere o presunte, dirette o indirette, nell'ambito legislativo, esecutivo e giudiziario di uno stato", e non negare ai credenti la possibilità di non praticare il proprio culto o manifestare pubblicamente la propria fede. Se le parole hanno ancora un senso che per favore si usino nel loro senso e non secondo la moda del momento. Sane e robuste dosi di laicismo non hanno mai fatto male a nessuno, anzi. L'aver abbandonato ridicole credenze sul ruolo della donna nella società, come la vedono musulmani indù e cattolici ha reso libere le donne e giovato alla crescita civile di quelle nazioni che sono state così sagge da relegare la religione in un angolo della vita pubblica; l'aver messo in discussione l'autorità assoluta delle gerarchie religiose per quanto riguarda la spiegazione del mondo ha permesso, ad esempio, di scoprire che edifici anti-sismici sono molto più utili e salvano molte più vite che invocare il perdono del solito dio bizzoso affinché non provochi terremoti. L'aver abbandonato la visione del mondo basati su testi di 3000 anni fa o di 1500 anni fa ha portato alla fine della schiavitù, giustificata quando non caldamente incoraggiata sia nella Bibbia che nel Corano, soprattutto se si tratta di giovani fanciulle che non hanno ancora conosciuto un uomo. E' ora di dirlo chiaramente, senza paura di passare per intolleranti: religione e spargimento di sangue, spargimento di ignoranza, spargimento di infelicità sono stati troppo spesso sinonimi? Relegare le opinioni delle varie fedi, quando queste sono palesemente e razionalmente contrarie al bene comune è un favore che facciamo a noi stessi e chi verrà dopo di noi. Max Zanellini via e-mail 27/03/2008.

Torna all'inizio


Bonaiuti: Cordata italiana? Dal Cav solo un appello (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Bonaiuti: "Cordata italiana? Dal Cav solo un appello" Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Nella lotteria per salvare Alitalia arriva una parziale frenata sulla consistenza del secondo pool di imprese e banche targato made in Italy. La precisazione è arrivata ieri dal portavoce del leader del Popolo della libertà, Paolo Bonaiuti, che ha detto che sulla possibilità di una cordata di imprenditori italiani che salvi Alitalia "Berlusconi ha fatto solo un appello", dicendo che se si fosse messa in piedi "avrebbero potuto partecipare anche i suoi figli". Bonaiuti ha tuttavia aggiunto: "Su questo non parlo perché il riserbo è d'obbligo", lasciando dunque il ancora il punto interrogativo sull'ipotesi di una discesa di campo di una cordata alternativa a quella di Air France. Il sintomo che ormai la questione Alitalia sia diventato il vero nervo scoperto della campagna elettorale è dato dalla provocazione lanciata dallo stesso Bonaiuti che ha provocatoriamente chiesto al ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, in un dibattito televisivo "se la proposta di Air France è così buona, come mai Le Monde (il quotidiano francese ndr) l'ha definita una svendita, come mai vi trovate tutti contro tutti?". Risposta scarna. Il mirino del Pdl è comunque puntato sul governo Prodi colpevole di aver condotto la trattativa senza troppa volontà di difendere le prerogative italiane. Ma a ritenere il premier uscente responsabile non è solo il Pdl. Gennaro Migliore, presidente dei deputati del Prc, ha sostenuto che "Alitalia è una grande azienda strategica, da un anno non si sono fatti avanti nè investitori italiani nè è stata portata avanti una trattativa all'altezza di un paese che difende il proprio interesse nazionale, questo anche con grave responsabilità del governo Prodi". E l'asse tra la sinistra radicale e Berlusconi su Alitalia, già denunciato e smentito nei giorni scorsi quando il presidente del Senato, Fausto Bertinotti ha aperto alla cordata tricolore, si è nuovamente saldato ieri con l'intervento di Giulio Tremonti: "Prodi sembra al terzo mandato dell'Iri" ha commentato sarcastico l'ex ministro dell'Economia. "Crede di stare svendendo l'Iri - ha sottolineato Tremonti - sta facendo accordi come fosse al terzo mandato dell'organismo di riconversione industriale e non come presidente del Consiglio. Sta facendo traffici e confusione. Il rapporto con Air France è stato quanto di più volutamente opaco si potesse organizzare". Tremonti ha poi ricordato che nel 2005 il governo Berlusconi "ha fatto l'ultimo grande aumento di capitale sul mercato. Parte dei soldi erano dei privati che credevano nel piano industriale, altro denaro era stato messo di conseguenza dal Tesoro. A due anni di distanza - conclude l'ex ministro - il piano lo hanno cestinato, il capitale mangiato e siamo qua con un rapporto opaco con Air France". L'immancabile invito all'equilibrio è arrivato da Veltroni, leader Pd, "sul tavolo da poker della vita politica e della campagna elettorale viene giocato tutto, anche il lavoro di migliaia di persone ma questo è inaccettabile".

Torna all'inizio


Alitalia, l'affondo del Cavaliere (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa La vendita Il leader del Pdl rilancia: "Dopo l'analisi dei conti arriverà un'offerta precisa e impegnativa" Dietrofront sull'ingresso dei figli. "Ora lo vieterei, la sinistra ha strumentalizzato l'iniziativa" Alitalia, l'affondo del Cavaliere Giovanni Lombardo g.lombardo@iltempo.it Berlusconi insiste sulla cordata italiana per Alitalia. E annuncia che a breve si conosceranno i nomi degli imprenditori pronti a investire nel rilancio della compagnia. "La cordata italiana non è qualcosa di campato in aria - ha detto il Cavaliere - ci sono alcuni imprenditori impegnati su questo fronte di cui non posso fare i nomi per dovere di riservatezza. Fra qualche giorno saranno conosciuti da tutti, perché faranno certamente un'offerta impegnativa". Una cosa è certa: a sostegno della cordata "ci sarà una banca importante". Insomma il leader del Pdl assicura che le sue parole non sono promesse elettorali. Anzi, all'orizzonte ci sarebbe una proposta concreta che potrà essere formulata, però, solo dopo che gli imprenditori interessati abbiano avuto la possibilità di effettuare la due diligence, cioè l'analisi dei conti di Alitalia. "Chiederanno di avere tre o quattro settimane, Air France ha avuto sei mesi per conoscere la situazione reale". Dietrofront, invece, sull'ipotesi di ingresso dei figli Pier Silvio e Marina nella cordata. "Hanno approfittato tirando in ballo addirittura il conflitto di interesse - afferma Berlusconi - A questo punto vieterei ai miei figli di partecipare in qualunque modo per la strumentalizzazione che ha fatto la sinistra". Oggi invece si conoscerà la nuova proposta di Air France-Klm per rilevare la quota del Tesoro (49,9%). "Non ho elementi per valutare la controproposta di Air France in profondità - ha aggiunto il Cavaliere - però registro di aver ottenuto dei successi. Dopo il mio appello agli imprenditori italiani a tirare fuori l'orgoglio, Air France ha cambiato posizione sul mantenimento dei colori e della compagnia di bandiera". Berlusconi ha parlato a margine di un incontro con i giovani di Forza Italia, dove ha spiegato che sulla vicenda Alitalia "c'è una novità", perché "siamo passati da condizioni che abbiamo definito inaccettabili e irricevibili, ad oggi che Air France si dichiara disponibile a una nuova trattativa". Il candidato premier del Pdl ha ribadito comunque che "la soluzione migliore sia quella di una cordata di nostri imprenditori che mantengano italiana la compagnia di bandiera". Le parole di Berlusconi e i nuovi scenari su Alitalia mettono le ali al titolo della compagnia. Fra una sospensione e l'altra per eccesso di rialzo Alitalia ha chiuso in Borsa con un balzo superiore al 26% a 0,57 euro. A spingere gli acquisti, sia l'ipotesi che una nuova cordata possa manifestarsi spiazzando l'offerta di Parigi, sia la possibilità che Air France-Klm riveda l'offerta di pubblico scambio rendendola più conveniente per gli azionisti di Alitalia. Il gruppo transalpino, infatti, ha offerto circa 10 centesimi per ogni azione della Magliana mentre per Piazza Affari il valore oscilla sopra ai 55 centesimi. Jean Cyril Spinetta offre un'azione Air France per 160 azioni di Alitalia, il concambio del mercato quintuplica il valore della Magliana.

Torna all'inizio


Air France non molla. Arriva la nuova proposta (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Il 2 aprile Padoa Schioppa riferisce alla Camera Air France non molla. Arriva la nuova proposta I sindacati valuteranno domani mattina la proposta di accordo quadro su Alitalia attesa da Air France-Klm, che ieri ha smentito le voci di un eventuale aumento degli esuberi. Le nove sigle che siedono al tavolo con le compagnie hanno previsto in mattinata, per le 11, una riunione intersindacale per esaminare la proposta e valutare una posizione comune. Sempre domani, nel pomeriggio, è prevista la ripresa del confronto al tavolo con i vertici di Air France-Klm e di Alitalia nel tentativo di trovare un accordo che, secondo il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa (che riferirà il 2 aprile alla Camera), dovrà arrivare entro il termine già fissato del 31 marzo. Uno slittamento appare possibile solo in caso di ampie convergenze sul nuovo piano di rilancio. Di questo si è discusso ieri nel cda di Alitalia. Intanto i sindacati commentano le parole di ieri di Berlusconi. "Non possiamo aspettare altre mitiche cordate e fino a che siamo al tavolo trattiamo - ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani - Vedremo se ci sono aperture da Air France: dobbiamo andare avanti su questo confronto poi tireremo le somme". "Aspettiamo di vedere", dice il leader della Cisl, Raffaele Bonanni - Per adesso stiamo trattando con l'unico in campo che se modifica profondamente il piano potrà garantirci un riferimento positivo. Se ci saranno altre cordate che offriranno di meglio, tutti, dichiareranno il benvenuto".

Torna all'inizio


Borse europee in recupero (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Mercati/1 Sulla scia di Wall Street in rialzo tutti i listini Borse europee in recupero Giornata di forti guadagni sui mercati europei che ha portato le Borse a recuperare 227 miliardi di euro di capitalizzazione, sulla scia dell'ottima performance di lunedì di Wall Street. L'indice Dj Stoxx 600, che fotografa l'andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio Continente, ha chiuso infatti in rialzo del 3,29%. Bene le piazze principali con Londra che ha chiuso in crescita del 3,53% e Parigi, salita del +3,49%. Piazza Affari apre la settimana post pasquale con il botto: il Mibtel ha chiuso la seduta con un guadagno del 3,58%, l'S&P Mib in rialzo del 3,56% e l'All Star in crescita del 2,28%. Fra le blue chip è stata l'ennesima giornata di Alitalia (+33,4% a 0,46 euro) nella giornata in cui l'ad di Air France, Jean Cyril Spinetta, ha incontrato i sindacati e ha fatto sapere che venerdì presenterà un nuovo documento su cui impostare le trattative.

Torna all'inizio


In cucina come in aereo è comunque grandeur (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Michelin metafora di Airfrance In cucina come in aereo è comunque grandeur Come sarebbe l'Italia dopo l'eventuale acquisto della compagnia di bandiera da parte di Air France? Per saperlo con qualche anno di anticipo basta andare a leggere la guida rossa più famosa della cucina mondiale, la Michelin. Meglio guardarne sette, quelle dei paesi più importanti della collezione 2008, appena completata con il Giappone. Ebbene, se la cucina italiana è la più amata nel mondo, tra le più salubri e gustose, quando si tratta di successo e denaro, ai nostri principali concorrenti arriva in aiuto la guida rossa. E così possiamo scoprire che in un paio di arrondissement di Parigi ci sono più ristoranti tre stelle che in tutta Italia. Non solo. Visto che nonostante la vicinanza e una buona parte di storia condivisa, per molti francesi siamo sempre e solo "les italiens" da schiacciare, almeno nella cucina e nella gastronomia, tra le righe ci hanno già schiacciato. La questione delle stelle Michelin e in particolare delle "tre stelle", quelle che vengono attribuite ai tavoli top, soprattutto in questo periodo non va sottovalutata. Dietro il successo di un ristorante, c'è una cucina (nazionale) e dietro una cucina c'è tutto un sistema agroalimentare che può avere più o meno successo nel mondo. Per questo, avere più o meno tre stelle significa far decollare o deprimere l'economia agroalimentare a livello internazionale. E i francesi, attraverso la loro guida non solo si attribuiscono più stelle in assoluto in patria (26 ristoranti tre stelle, 68 due stelle e 435 una stella) ma anche nel resto del mondo premiano con la tripla soprattutto le tavole francesi rispetto a quelle davvero valide (anche se molti francesi sono realmente validi). Così gli Stati Uniti possono vantare ben otto ristoranti da tre stelle, peccato che più della metà è di cucina francese. Più eclatante ancora il risultato della Germania dove quasi tutti i nove ristoranti con la tripla sono francesi. E l'Italia? All'ennesima presentazione i curatori hanno fatto notare che per numero di stelle (279), è al secondo posto nel mondo. Nel mercato che conta di più però, le tavole da tre stelle, sono appena cinque, meno di Spagna (6), Giappone (8), Stati Uniti e Germania. Eppure se con i francesi ci può essere gara sulla buona cucina, con queste altre nazioni no. Sicuramente la mancanza di tavole francesi ci penalizza in classifica ma quando si lasciano fuori dall'olimpo chef come Fulvio Pierangelini e Gianfranco Vissani, qualcosa di strano c'è. Ora, se una semplice guida ci tratta così e cambia gli equilibri mondiali a favore del paese di origine di chi la edita, cosa succederà quando sarà un grande vettore aereo a poter decidere le sorti del turismo italiano? Nessuna preclusione ai francesi visto che in attesa di nuove cordate sono gli unici che ancora vogliono rischiare sull'Alitalia. Però, prima di lasciargli carta bianca forse sarà meglio tener conto dell'esperienza Michelin e prendere delle buone contromisure.

Torna all'inizio


Il duello televisivo tra Berlusconi e Veltroni con molta (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Il duello televisivo tra Berlusconi e Veltroni con molta ... Il duello televisivo tra Berlusconi e Veltroni con molta probabilità non si farà. Non solo, ma il no del leader del Pd a una intervista a Porta a Porta ha fatto saltare anche la puntata con Berlusconi. Tutta colpa della par condicio, voluta dalla sinistra, che toglie ai cittadini la possibilità di assistere a veri confronti. Comunque Berlusconi ostenta sicurezza, vorrebbe il faccia a faccia. "Sono in grado di stracciare qualunque avversario". Identica fiducia manifesta anche Veltroni: "Sono disposto al confronto anche sulle reti Mediaset". Intanto resta di attualità la questione Alitalia. Il Cavaliere ha annunciato che tra qualche giorno saranno resi noti i componenti della cordata italiana intenzionata a rilevare la compagnia. I nomi restano ancora sconosciuti, ma non ci saranno i figli del Cavaliere. Gallo e Lombardo alle pag. 5 e 48.

Torna all'inizio


Il rilancio dei francesi. Nuova offerta Air France, più garanzie sugli esuberi (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa alitalia Il rilancio dei francesi. Nuova offerta Air France, più garanzie sugli esuberi Spiragli di dialogo su Alitalia: il presidente di Air France-Klm si conferma abile negoziatore (in Francia lo conoscono bene) e dopo aver messo con le spalle al muro i sindacati, adesso apre a una trattativa un po' più morbida. Jean-Cyril Spinetta ha annunciato un piano di rilancio rivisto e corretto che tenga conto di alcune questioni sollevate dalle organizzazioni dei lavoratori in modo tale "che nessun lavoratore sarà lasciato per strada", si legge in una nota ufficiale del gruppo franco-olandese. Una proposta di accordo quadro che potrebbe arrivare già domani sera dopo la riunione del consiglio di amministrazione del gruppo franco-olandese, anche se Spinetta inizialmente aveva parlato di un nuovo documento entro le 12 di venerdì. Un'accelerazione che risponde alle indicazioni arrivate dal Tesoro: i tempi restano stretti e il dicastero di via Venti Settembre, principale azionista della compagnia con il 49,9% del capitale, ha fatto sapere che non ci sarà nessun slittamento del termine, fissato al 31 marzo, per la conclusione dell'operazione. Dopo la prima riunione dello scorso 18 marzo, Spinetta ieri ha incontrato per la seconda volta a Roma nella sede della Magliana i rappresentanti delle principali organizzazioni sindacali di Alitalia (Cgil, Cils, Uil, Ugl, Up, Avia, Anpac, Anpav, Sdl) Nel corso della riunione, il presidente di Air France-Klm ha confermato "la propria forte determinazione volta all'implementazione di un piano che condurrà Alitalia al risanamento e al rilancio". Il progetto di Spinetta prevede 2.100 esuberi, di cui 1.600 in Alitalia e 500 in Alitalia Servizi. Il nuovo accordo quadro conterrà proposte più light sul fronte dell'impatto occupazionale e sugli ammortizzatori sociali: meno tagli in Az Servizi, più piloti per il cargo (che dovrebbe comunque chiudere nel 2010), più risorse per esodi anticipati e la disponibilità a concedere qualche giorno in più per le trattative. Il nuovo documento sarà molto preciso e dettagliato, sulla cui base aprire i negoziati con i sindacati su ogni singolo aspetto. Nel dettaglio, le modifiche al piano dovrebbero prevedere la possibilità per 180 piloti di passare direttamente nel gruppo franco-olandese riducendo così il numero degli esuberi previsto per Alitalia in particolare per l'impatto della cancellazione dei voli cargo. La proposta della compagnia francese prevede il trasferimento di 60 piloti all'anno nel triennio 2008-2010. E ancora: la possibilità di comprendere nel perimetro dell'offerta tutte le attività di Az Servizi svolte a Roma-Fiumicino, allargando così il numero di lavoratori e di servizi che passerebbero direttamente nel nuovo gruppo Air France-Klm-Alitalia e riducendo invece la platea di dipendenti che rimarrebbero in carico a Fintecna. Il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, pare abbia aperto il confronto con i sindacati sottolineando che "le possibilità di dilatare i tempi sono scarse", anche se è possibile portare avanti il confronto "se si individuano percorsi condivisi sui temi fondamentali". Il numero uno di Alitalia, però, al termine dell'incontro ha fatto sapere che il Tesoro non è disposto a far slittare il termine del 31 marzo. Spinetta avrebbe poi ribadito con forza la validità del progetto e la convinzione che possa portare Alitalia a tornare a crescere. Il numero uno di Air France-Klm avrebbe anche sottolineato che al momento non sembrano esserci progetti alternativi, rilevando pure che altre proposte di cui si è parlato in passato prevedevano un numero di esuberi più alto. Spinetta ha confermato che il gruppo franco-olandese "non vuole comprare Alitalia" ma pensa a "un progetto di integrazione che permetta alla compagnia italiana di mantenere una sua autonomia e crescere all'interno del gruppo, così come è accaduto per l'integrazione di Klm". Un progetto "amichevole" che prevede, ha ribadito, il consenso dei sindacati e del prossimo governo come condizione necessaria per portare avanti l'operazione. Nessun "prendere o lasciare", quindi, ma l'apertura di una nuova trattativa tant'è che i sindacati parlano di "cauto ottimismo". Ieri non è trapelato nessun riferimento al destino di Malpensa. Un nodo spinoso che andrà comunque affrontato soprattutto alla luce del dibattito elettorale.

Torna all'inizio


Chi ha avuto modo di conoscerlo in altre vesti (quali quelle (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Chi ha avuto modo di conoscerlo in altre vesti (quali quelle ... Chi ha avuto modo di conoscerlo in altre vesti (quali quelle di direttore dello sviluppo al Ministero dell'Istruzione negli Anni '70 o di Capo di Gabinetto ai Ministeri del Lavoro e degli Affari Sociali negli Anni '80), si sarebbe aspettato da Jean-Cyril Spinetta la tattica negoziale ora in atto: un inizio in "do maggiore" con una proposta durissima, pronto però a modificarla (specialmente in materia di livelli occupazionali) al primo scontro serio con i sindacati e al sentore di cambiamento di clima politico. Ora i cannocchiali sono puntati sul 28 marzo, giorno della nuova proposta AirFrance-Klm. Ma non stupiamoci se il finale arriva a sorpresa la sera di oggi 27 marzo. Spinetta è approdato tardi all'industria aeronautica; quando il politico socialista Michel Delaberra (di cui è stato per tre lustri il braccio destro) era alla guida del dicastero dei Trasporti, il nostro ne era il Capo di Gabinetto. Marc Blondel, per decenni alla guida di Force Ouvrière (il sindacato anticomunista francese), mi diceva che con Spinetta quella che conta è la seconda mossa non la prima; chi è stato in auto con lui, sa che al volante è un esperto della doppia debraiata. Non so se i sindacati italiani abbiano avuto qualche consiglio dai cugini francesi - i più importanti sul suo "stile" riguardano come ha gestito gli scioperi nei servizi pubblici essenziali. Spinetta è fautore di quell'"ésprit de finesse" (gioco di astuzia) che i francesi giustappongono all'"ésprit de géometrie" (la rigorosa logica cartesiana); da socialista delorsiano sino al midollo ha sempre coniugato efficienza con pace sociale. Socialismo delorsiano vuole dire pure saper annusare il cambiamento. Spinetta ha capito prima di molti altri che il leader del PdL, Silvio Berlusconi, ha scompaginato le carte, annunciando la possibile presenza di un concorrente e scatenando una vera e propria bagarre all'interno del defunto governo Prodi e delle correnti del Pd in cerca di spartirsene le spoglie. Sotto il profilo della politica industriale, l'obiettivo di Spinetta è fermare un possibile accordo Lufthansa-Alitalia. Jean-Cyril è facilitato dal fatto che Lufthansa non vuole passare tramite partner che, a torto o a ragione, non considera all'altezza. Per Spinetta si tratta di un gioco su due tavoli: su uno, con i suoi azionisti che vorrebbero Alitalia possibilmente gratis; sull'altro, mentre Prodi, TPS WV & Co. ballano un travolgente can can, il gioco è con un probabile nuovo Governo italiano ed un sindacato che potrebbero rendere più facile l'ingresso in Italia di Lufthansa tramite una cordata così numerosa da fare perdere visibilità ai partner a cui i tedeschi non vogliono bene. La teoria dei giochi (vi ricordate il Nobel John Nash del film "A Beautiful Mind"?) insegna che è possibile massimizzare popolarità su un tavolo e capacità di incidere sull'altro. Oppure non svendere Alitalia su un tavolo e prepararne il rilancio sull'altro. Ma Prodi, WV, TPS & Co. di teoria dei giochi non si intendono.

Torna all'inizio


"non crediamo più alle false promesse" - carlo picozza (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il personale della compagnia è convinto che non ci siano alternative all'offerta d'Oltralpe "Non crediamo più alle false promesse" A Fiumicino tra piloti e hostess: meglio i francesi che il nulla "Con questa alleanza possiamo diventare il numero uno mondiale" CARLO PICOZZA FIUMICINO - "Non c'è alternativa alla proposta di Air France". "Adesso o saremo schiacciati dalla stessa compagnia transalpina". "L'Air France stava come noi 10 anni fa, poi la riscossa: il resto d'Europa non ha le ingerenze politiche che si consumano da noi, le scelte si fanno con i piani industriali. Anche per questo non c'è altra scelta". Il personale Alitalia, di volo e di terra, boccia l'annuncio di un'offerta da parte di una cordata italiana: "Propaganda sotto elezioni: perché Berlusconi non ha pensato di risolvere qualche problema della compagnia italiana quand'era premier invece di appesantirla con la scelta di Malpensa?". Il giorno dopo le aperture del numero uno di Air France, nello scalo di Fiumicino c'è la sfiducia di sempre. Ma tutti sono convinti che per scongiurare il commissariamento, in pista finora c'è solo l'ipotesi francese. Anche i piloti: "Fatta salva la proposta Air France, restano solo le promesse senza riscontri", commenta Roberto Taras, 51 anni. Dello stesso avviso Nelson Ferrera, 44 anni: "Sugli "esuberi" non ci sono passi avanti. In dicembre Air France ci propose un piano con 250 piloti in meno. Ora siamo a quota 540. Una proposta inaccettabile. Ma è l'unica sul tappeto. Tratteremo perché le aperture sull'handling si allarghino ai piloti. Pronti a valutare ed eventualmente sostenere un'altra ipotesi". Quella annunciata da Berlusconi? "è solo un annuncio, appunto". Valigie nere in pugno, due assistenti di volo, Roberto Ceccarelli, 52 anni e Guido Venanza, 50, aspettano il volo delle 18 per Malpensa: "Prendiamo servizio lì: due ore per andata e ritorno, che non ci verranno pagate". "Nell'estate del 1998", ricordano, "in Francia le piste erano bloccate dagli scioperi, il trasporto aereo in ginocchio, Air France stava come noi oggi. Poi hanno dimostrato di saper fare il loro lavoro. Ora sono primi in Europa. La loro proposta è credibile. Su strade sbagliate, in due anni staremo, se possibile, peggio di adesso. Gli annunci di altre offerte servono a mantenere Malpensa nel ruolo assegnatole da scelte che continuano a far perdere ad Alitalia 200 milioni l'anno". Il capo cabina, Massimiliano D'Auria, guarda lontano: "Con Alitalia, Air France-Klm si proporrebbe come numero uno mondiale. La liberalizzazione dei cieli in vista impone di unirsi subito e bene a una compagnia solida". Altro capo cabina, Guido Gazzoli, stesse valutazioni: "Milanese da tre generazioni, dico che le finte cordate servono solo a difendere l'indifendibile: Malpensa è un aeroporto di traffico, non nasce lì il trasporto aereo". Giulia è hostess "stagionale" con 15 contratti alle spalle: "Siamo 745 precari in volo". "I figli di Berlusconi non basterebbero a sistemarli tutti", aggiunge l'assistente di terra Fatima Ani: "Il leader del Pdl fa spot, non proposte, buoni a gonfiare il titolo in borsa e, forse, i voti nelle urne. Non poteva pensarci da premier a risolvere i problemi annosi di Alitalia?" "Non è il massimo", le fa eco la collega Patrizia Nadini, "ma la proposta Air France è l'unica per ora a salvarci dal commissariamento". "Berlusconi e Toto? Un bluff". Anche Silvano Bernacchia della Dot, società di Alitalia servizi la pensa così: "Non va bene per noi della manutenzione, più a rischio di tutti, ma è l'unica offerta. Lottiamo per stare nel perimetro della futura società perché i prezzi dei ricambi e le referenze per acquisire lavoro esterno dipendono dalla solidità del vettore".

Torna all'inizio


Cordata tricolore al palo e c'è chi punta al fallimento - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Ermolli in forcing su Ligresti, Riva e Micheli. Interessati solo Versace e i candidati del Pdl Soglia e Casoli Cordata tricolore al palo e c'è chi punta al fallimento Guardano all'operazione anche Miro Radici e la Mistral Air delle Poste ETTORE LIVINI MILANO - Silvio Berlusconi rialza la posta sulla partita Alitalia. Ma all'appello della sua cordata tricolore ? almeno per ora ? brillano più gli assenti che i presenti. Non ci saranno i figli del Cavaliere, gettati nella mischia e poi ritirati dal padre. Nicchia il Fondo F2i di Vito Gamberale ("abbiamo tanti dossier allo studio, non quello su Alitalia", dice una fonte). Tira il freno Banca Intesa ? "siamo fuori gara da tre mesi e non ci ha più contattato nessuno", ribadiscono da giorni i vertici dell'istituto ? e sembrano freddi anche gli industriali: "Abbiamo un aereo in ditta ed è già difficile gestire quello", ha liquidato la questione ieri Carlo Pesenti, numero uno di Italcementi mentre pure Marco Tronchetti Provera, disposto in passato a versare un cip simbolico per salvare Malpensa, e Diego Della Valle si chiamerebbero fuori. Le adesioni? Per il momento paiono più decoubertiniane che sostanziali. è pronto a partecipare con entusiasmo Gerardo Soglia, candidato Pdl in Campania e titolare dell'omonimo gruppo alberghiero (187mila euro di utile nel 2006). Sarebbero interessati Santo Versace (altro uomo in corsa per il centrodestra) e Francesco Casoli, ad di Elica, candidato al Senato da Berlusconi. Al netto dei pedaggi elettorali, però, la vera campagna di reclutamento sarebbe ancora in una fase poco più che iniziale: Francesco Pizzo, ad di Mistral Air, la compagnia delle Poste Italiane che cura anche i viaggi dell'Opera Romana Pellegrinaggi a Lourdes e nei luoghi sacri, avrebbe proposto ieri nel cda del gruppo un intervento nella partita Alitalia. L'imprenditore bergamasco Miro Radici sarebbe pronto a impegnarsi per lavorare sul settore cargo. E gli uomini di Silvio Berlusconi ? in primis quel Bruno Ermolli artefice di tutti i riassetti Fininvest ? starebbero bussando a tutti i portoni della Milano che conta per riuscire ad arruolare qualche nome di peso e con le spalle abbastanza larghe per sostenere una partita così impegnativa. Il forcing sarebbe concentrato in particolare su Salvatore Ligresti ? che si è già scottato dita e portafoglio con l'avventura in Volare ma che col centrodestra milanese ha in ballo diverse partite immobiliari ? sul finanziere Francesco Micheli e sulla famiglia Riva che forte dei miliardi entrati in cassa con il boom della siderurgia degli ultimi anni, potrebbe essere tentata dalla diversificazione sulla Magliana. La Air One di Carlo Toto verrebbe schierata invece in un ruolo defilato solo grazie alle sue 90 opzioni per aerei che potrebbero tornare buone per il progetto. Il dream team italiano insomma ? grande assente di tutti e 15 i mesi dell'asta Alitalia ? stenta ancora a prendere una fisionomia definita. Più chiara sembra invece la sua strategia. Bruno Ermolli, uomo di grande esperienza finanziaria, ha infatti ben chiaro un problema. Salvo un'adesione in extremis di Lufthansa, questa sorta di Armata Brancaleone, se mai nascesse, ben difficilmente avrebbe il know how e soprattutto i soldi (tra i 5 e i 10 miliardi) necessari per risanare e rilanciare la nostra compagnia di bandiera. Quelli che invece ha messo sul piatto Air France. Il primo obiettivo quindi sarebbe ora quello di far saltare l'offerta di Parigi. Come? In fondo non è nemmeno troppo difficile e il copione è già in scena. Basta sventolare il vessillo dell'italianità mischiato a un po' di promesse per far gola a sindacati (e politici) poco disposti a scendere a patti con Jean-Cyril Spinetta. Un can-can, particolare non secondario, che paga anche sul fronte elettorale. Poi si può anche uscire con una lista di nomi chiedendo ? come ha fatto Berlusconi ? tre o quattro settimane per esaminare i conti Alitalia. Il tempo passa, c'è il voto di mezzo, la data room della Magliana fatica ad aprirsi. A quel punto, viste le condizioni delle casse di Alitalia ? il nuovo governo una volta eletto non avrebbe scelta e sarebbe costretto a commissariare Alitalia (operazione che peraltro presenta enormi rischi tecnico industriali). Lo Stato a quel punto si farebbe carico del lavoro sporco (licenziamenti, maxi-ammortizzatori sociali) e il compratore erediterebbe un'azienda in versione molto più light. Meno costosa, più leggera e con i conti già risanati, condizione del resto necessaria per uscire dall'amministrazione controllata. Il conto lo pagherebbero gli azionisti, i lavoratori e il paese che, com'è successo per Swiss e Sabena si ritroverebbe con una compagnia di bandiera ma di serie B. Per i compratori però sarebbe una cuccagna. E a quel punto alla porta di Ermolli ? soprattutto se il centro-destra avrà vinto le elezioni ? la coda di potenziali compratori sarà molto più lunga e variegata.

Torna all'inizio


Berlusconi: l'offerta italiana arriva ma i miei figli non ci saranno più - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Berlusconi: l'offerta italiana arriva ma i miei figli non ci saranno più Sugli esuberi Alitalia è di nuovo tensione Air France-sindacati LUCIO CILLIS ROMA - Il tricolore Alitalia torna nelle mani della politica nel giorno di un nuovo colpo di scena sul fronte della trattativa con Air France. Il leader del Pdl Silvio Berlusconi parla della compagnia e batte il tasto della cordata italiana. "Sarà pronta a giorni", promette. E aggiunge: sarà appoggiata da una "importante banca" anche se "non vedrà" la partecipazione dei figli del Cavaliere. "Non è qualcosa di campato in aria - precisa Berlusconi - ci sono i nomi di imprenditori, che non posso fare per dovere di riservatezza. Fra qualche giorno questi nomi saranno conosciuti da tutti". E ad ogni buon conto, conclude Berlusconi, "è merito dei miei interventi se i francesi ammorbidiscono le posizioni". In Borsa, il titolo continua a macinare record (+26% ieri) anche se il logo Alitalia uscirà dall'indice S&p/Mib, sostituito lunedì da Geox. Il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, si dice "amareggiato" nel vedere Alitalia come tema di campagna elettorale, mentre per Massimo Calearo (Pd) "il fallimento è possibile, ma si può rinascere". I sindacati, dal canto loro attendono segnali chiari da Parigi. Per il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, "viste le aperture annunciate si può continuare a trattare". Una timida apertura arriva anche dal leader della Cisl, Raffaele Bonanni: "Se Air France modificasse il piano per noi sarebbe già un risultato". Nel contempo però sul tavolo della trattativa si affaccia un nuovo giallo in attesa che il cda Alitalia decida in una prossima riunione il (previsto) allungamento dei tempi per la trattativa oltre il 31 marzo: piloti e assistenti di volo sono sul piede di guerra. Filtrano, poi smentite, anticipazioni sul documento che stasera il presidente di Air France Jean-Cyril Spinetta invierà per posta elettronica ai sindacati. I numeri sugli esuberi (il cda della compagnia transalpina, previsto oggi non ci terrà), sarebbero ben lontani da quelli comunicati solo due giorni fa ai sindacati. Risulterebbero in esubero 541 comandanti, (dopo i 300 delle settimane scorse e i 500 di qualche giorno fa), in pratica potrebbe lasciare la cabina di pilotaggio un pilota ogni tre. Gli assistenti di volo di troppo sarebbero invece 600 più altri 400 o 500 "precari". Fonti vicine ad Air France in serata hanno però smorzato i toni della polemica: "La proposta di accordo quadro non si discosterà da quanto illustrato nel corso dell'incontro con le organizzazioni sindacali e quindi le indiscrezioni sull'aumento degli esuberi non trovano riscontro". Ma ce n'è abbastanza per far esplodere la rabbia dei sindacati di categoria dove i comandanti sono maggioranza. Il leader dell'Anpac Fabio Berti dice senza esitazioni che la "trattativa si chiude qui, queste sono proposte restano inaccettabili, come i numeri portati al tavolo l'altro giorno - 500 piloti in esubero - sono irricevibili". Stupito dall'accelerazione che "mette la nostra categoria con le spalle al muro" il coordinatore piloti Ugl Tonino Muscolo. Anche dalla Fit Cisl e dalla Uil Trasporti arrivano chiari segnali di una pax sindacale già terminata dopo un idillio durato un giorno: "è inquietante che Alitalia faccia filtrare anticipazioni sul documento cui starebbe lavorando insieme ad Air France-Klm" sottolinea la segreteria nazionale della Fit-Cisl. Anche dalla Uil Trasporti comincia ad emergere un certo malumore: "Se confermati, gli esuberi tra piloti e assistenti di volo vanno respinti al mittente - dice Marco Veneziani - e Spinetta si dovrà assumere la responsabilità del fallimento dell'operazione: tutto il mondo va a caccia di piloti da assumere e Air France fa piazza pulita della categoria in Alitalia". Molti dei dubbi e delle attese per una trattativa sempre sul filo del rasoio, saranno sciolti, probabilmente, mercoledì prossimo dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa che parlerà di Alitalia in Parlamento.

Torna all'inizio


Affari in piazza - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia AFFARI IN PIAZZA UN VOTO PER MEDIASET ETTORE LIVINI Le cose, viste da lontano, sono spesso più chiare. Soprattutto in Italia, dove le chiacchiere fanno premio sui fatti, e a maggior ragione sotto elezioni. L'ultimo rapporto di Jp Morgan-Cazenove su Mediaset, ad esempio, è una sintetica e spietata fotografia del conflitto d'interessi tuttora imperante non solo in tv ma anche a Piazza Affari. Agli analisti inglesi bastano otto folgoranti righette per spiegare ai loro clienti l'inestricabile anomalia italiana: "Silvio Berlusconi è il favorito delle elezioni e controlla il 36% di Mediaset. L'ultima volta che è stato al potere il suo partito ha approvato la legge Gasparri che ha favorito Mediaset. La società quindi dovrebbe beneficare del cambio di esecutivo e questo basta a bilanciare i rischi per i suoi conti derivati dal rallentamento della pubblicità". Forse anche ad Alitalia ? tutto sommato ? conviene davvero volare nell'orbita Fininvest.

Torna all'inizio


E sarkozy fa rotta su fincantieri - alberto statera (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia E Sarkozy fa rotta su Fincantieri L'Eliseo proporrà un'alleanza a guida italiana per le navi da crociera L'inchiesta Oggi il presidente Napolitano a Monfalcone per il centenario dei cantieri navali ALBERTO STATERA DAL NOSTRO INVIATO MONFALCONE - Fu giusto cent'anni fa che qui sulle sponde dell'Adriatico, tra l'Isonzo e il Timavo, i maestri d'ascia di Lussino e delle isole istriane, i ribattini dei paesi sloveni arrampicati sul Carso, gli ex braccianti della Bassa friulana vissero e morirono per un'industrializzazione "pura", quasi da manuale marxista, trasformandosi in classe operaia. Ed è qui, nel Cantiere navale di Monfalcone fondato il 3 aprile 1908 dai fratelli Cosulich, armatori lussinensi, che oggi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano viene forse a restaurare in mare l'orgoglio nazionale ferito in cielo. I francesi predatori dell'Alitalia? I transalpini affamatori della Malpensa? Può anche darsi, pur se solo in un ormai angusto angolo visuale del capitalismo internazionalizzato. Se "colonia" vogliamo considerarci in cielo con l'ex compagnia di bandiera che andrà con ogni probabilità nelle mani di Air France, "colonizzatori" stiamo forse per diventare noi in mare. Il 5 aprile prossimo a Dover il presidente francese Nicolas Sarkozy, che in termini di grandeur non è da meno rispetto a molti suoi predecessori, varerà la nave "Poesia" costruita per la Msc Crociere dell'armatore italo-ginevrino Gianluigi Aponte dai Chantier de l'Atlantique di Saint Nazaire. Anzi, più esattamente dagli ex Chantier dell'Atlantique, perché due anni fa li ha rilevati la norvegese Aker Yard, che a sua volta qualche mese fa è stata acquistata per il 39,2 per cento dal gruppo cantieristico coreano Stx. "Oddio, i coreani!" è stato il grido che è risuonato nelle capitali della cantieristica europea. In Corea adesso non si costruiscono navi da crociera, ma se gli asiatici, primi nelle navi mercantili, acquisiranno il know how e cominceranno a costruire navi da crociera con i loro costi e i loro tempi, sconvolgeranno in pochi anni un mercato in crescita, che oggi vale 23 miliardi di dollari. Altro che Alitalia. Ecco perché a Dover Sarkozy lancerà l'idea di un accorpamento dei "campioni europei". Non una cordata francese per le navi, come quella italiana che per i voli Silvio Berlusconi dice di avere pronta dopo le elezioni, ma un'aggregazione europea capeggiata da una italica Superfincantieri, con l'ingresso nell'azionariato di società finanziarie dei governi di Francia, Norvegia e Finlandia. Protezionismo alla Tremonti? Una stagione di supersovvenzioni? L'Antitrust dell'Unione europea dirà la sua fra poco più di un mese. Fu proprio sulle sovvenzioni dell'Impero Austroungarico, decise per la prima volta a Vienna con una legge del 23 febbraio 1907, che i fratelli Callisto e Alberto Cosulich, quarto e quintogenito del capitano Antonio Felice, armatore di Lussinpiccolo, decisero di "verticalizzare", come si dice, l'attività della loro compagnia, che possedeva una flotta di 37 navi in parte destinate a un servizio passeggeri per gli emigranti in America. Per dieci anni la legge aumentava i contributi a favore delle navi battenti bandiera austriaca per le unità costruite in cantieri nazionali, purché con almeno il 50% di materiali "indigeni". Business azzeccato a Monfalcone, recesso dell'Impero Austroungarico, che cent'anni dopo riempie i mari del mondo di grattacieli galleggianti, sciamanti di crocieristi ad alto e basso reddito, di pensionati, di "viaggi premio". Dopo la prima guerra, si trattò di affrontare il trapasso dall'Austria all'Italia, con l'accusa ai Cosulich di essere stati "austriacanti", prima "fabbricatori di sottomarini austriaci" e ora sostenitori dei "nostri interessi marittimi nazionali". Poi il fascismo, l'"irizzazione" nel 1933, che tuttavia lasciò un Cosulich, Augusto, alla guida quasi privatistica del Cantiere e della company town che gli avevano costruito intorno fino alla vigilia degli anni Cinquanta. Giorgio Napolitano trova oggi nella mostra allestita per il centenario i profili delle 696 navi costruite qui in un secolo, dal Kaiser Franz Joseph I al Rex, dal sommergibile Fratelli Bandiera del 1930, uno della serie dei 75 costruiti, fino agli idrovolanti prodotti dal 1923 al 1945. E persino la fotografia del ponte ferroviario Polvorilla che, valicando le Ande, unisce il Nord Argentina al Cile, realizzato qui a Monfacone e al cui assemblaggio si narra abbia partecipato Josip Broz Tito. E oggi, pronta al varo e alla prima crociera in Atlantico, coccolata con lo sguardo dal direttore del Cantiere Carlo De Marco, la motonave Ventura, 113mila tonnellate, la più grande nave da crociera uscita dalla Fincantieri, costruita per conto della società armatrice P&O del Gruppo Carnival. Questo è il business da 23 miliardi di dollari che l'Europa e l'Italia devono difendere grintosamente insieme se vogliono far argine all'ondata coreana. Ma dove prendere le risorse necessarie, pari ad almeno 800 milioni di euro? "Da azienda pubblica sonnacchiosa siamo diventati protagonisti mondiali in una delle industrie più complesse che esistano, ma ora occorre fare l'ulteriore balzo in avanti con un imponente piano d'investimenti. Se no con i coreani saranno dolori", prevede l'amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono. Una ricapitalizzazione da parte dell'azionista pubblico non è possibile, perché ricadrebbe sotto la normativa degli "aiuti di Stato", per cui da anni veleggia e rimbalza tra governo, ministeri, commissioni parlamentari e sindacati il progetto per la quotazione in Borsa, che - annunciò Massimo D'Alema poco dopo essersi insediato alla Farnesina - prevede il mantenimento del controllo pubblico "considerata la valenza strategica di Fincantieri per la nostra industria della difesa". Via libera quasi bipartisan, a parte la Fiom di traverso, col Dpef 2008-2011 e l'impegno del governo di varare la quotazione nei primi mesi del 2008. Ma il momento magico sembra già svanito, con le convulsioni dei mercati finanziari e la crisi del governo Prodi. Così anche uno degli ultimi pezzi di grande industria pubblica rimasti con dignità a presidiare un mercato mondiale ricco e pregiato rischia di cadere nella sindrome autodistruttiva che sembra perseguitare il Paese. Oggi, sotto i ritratti di cent'anni fa dei fratelli Cosulich, chissà che il presidente Napolitano, con la sua sola presenza, non lanci un ponte ideale Monfalcone-Saint Nazaire, aiutando Sarkozy a sparigliare le carte senza nazionalismi per costruire un vero "campione europeo" sul mare. Per vincere insieme il "mondiale" con la Corea.

Torna all'inizio


Brevi, schede e richiami 1 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

LE STORIE DIARIO ITALIANO In Italia ci sono oltre 700 mila cinquantenni esclusi dal mondo del lavoro: il giornalista Luigi Furini racconta a Corrado Augias la propria via crucis di disoccupato. RaiTre 12.45 otto e mezzo Il caso Alitalia, pensioni e salari. Ospiti Giorgio Tonini (Pd), Fabrizio Cicchitto (Pdl) e il vicedirettore del Giornale , Nicola Porro. La 7 20.30 ALBAKIARA Il racconto di una generazione nella docufiction con Davide Rossi. All Music 21.00 ANNOZERO Case popolari pronte ma mai assegnate, occupazioni abusive. "Io voto casa" è il titolo della puntata. Michele Santoro ospita Fausto Bertinotti, leader della Sinistra l'Arcobaleno, Daniela Santanchè (la Destra) e Fiorella Kostoris, docente di Economia alla Sapienza di Roma. RaiDue 21.05 MAURIZIO COSTANZO SHOW Si esibirà il pianista iraniano Ramin Bahrami. Tra gli ospiti il monaco tibetano Geshe Gedun Tharchin. Canale 5 23.45 MARKETTE In studio Tullio Solenghi, Vittoria Puccini, Steve Buscemi e Camila Morais. La7 23.35 SFIDE In tribunale e nei box è stata battaglia tra Ferrari e McLaren. Interviste a Raikkonen, Massa, Todt. RaiTre 0.05.

Torna all'inizio


Parte con un flop la campagna di michela - rodolfo sala (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Parte con un flop la campagna di Michela Un centinaio a Piacenza per la Brambilla. "Colaninno? L'avrei strozzato" RODOLFO SALA DAL NOSTRO INVIATO PIACENZA - Parte con un flop la campagna elettorale di Michela Vittoria Brambilla. La leader dei Circoli della libertà, candidata da Berlusconi in Emilia Romagna, sceglie Piacenza per il suo primo comizio da aspirante parlamentare. Ma in piazza San Francesco ad ascoltarla sono un po' pochini: sei file di sedie, in tutto una sessantina di posti a sedere. Con quelli in piedi saranno un centinaio. Eppure lei è sicura: "Manderemo all'opposizione il Pd, non solo a Roma, ma anche nella vostra regione". Michela la rossa si palesa con due ore di ritardo nella sede del suo comitato elettorale, e qualcuno non gradisce. "Noi piacentini siamo gente abituata alla puntualità", mastica amaro il parlamentare uscente di An, ricandidato al numero 5 della lista Pdl, Tommaso Foti. Mvb invece ha il terzo posto, subito dopo Berlusconi e Fini. Paracadutata? "Mia madre è romagnola, e poi sono stata io a chiedere di candidarmi in una circoscrizione difficile". Poca gente in piazza, ma la Brambilla si consola scaldando i cuori dei fan che alle cinque della sera l'aspettano al suo Info point. Signore con la chioma rossa (un omaggio?), telefonini che scattano foto ricordo con la candidata, taglio del nastro e brindisi. E quando le chiedono come sia andato l'altra sera a Ballarò il suo duello con Matteo Colaninno, le scappa una battuta un po' trucida: "Avrei voluto alzarmi e strozzarlo, ma avevo davanti a me la faccia di Berlusconi che mi diceva di stare tranquilla; pazienza, però la prossima volta lo faccio". Comizio alle 18, c'è molto repertorio. "Il 14 aprile quelli del Pd li avremo già mandati tutti nel Po, ma senza salvagente: chi sa nuotare bene, gli altri si arrangino". Poi l'"ipocrisia" della sinistra che "nega di avere aumentato le tasse", l'Alitalia "non regalata ma svenduta ai francesi", e meno male che Silvio "sta mettendo insieme una cordata di imprenditori pronti a salvare Malpensa", i poliziotti considerati da Veltroni e soci "il braccio armato della borghesia", la sicurezza che "non è mai stata nell'agenda di questo governo", gli immigrati a cui "gli altri vogliono dare il voto per cancellare le nostre tradizioni e i nostri valori", i crocifissi tolti dalle aule "perché così vogliono non i bambini musulmani ma le maestrine della Cgil". Quindi si prende una soddisfazione, la Michela Vittoria. Lo dice davanti ai taccuini, poi lo ripete durante il comizio: "Fin dal principio ho creduto nel grande progetto del Popolo della libertà, seguendo il sogno di Berlusconi; adesso ci siamo, grazie a quelli che come me ci hanno creduto". O forse si sono solo accodati, perché è chiaro che il solco l'ha tracciato lei. Tanto per stare in tema, le chiedono con chi uscirebbe a cena; Colaninno o il suo nemico interno Dell'Utri? Nessuno dei due, la risposta è una smorfia.

Torna all'inizio


Su Porta a Porta lite Silvio-Walter (sezione: Alitalia 2)

( da "Nazione, La (Nazionale)" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

La politica Su Porta a Porta lite Silvio-Walter DUELLANO Berlusconi e Veltroni sui passaggi da Vespa; viene così annullata l'apparizione di stasera dell'ex premier che accusa: "Prepotenza della sinistra". Ancora polemiche su pensioni e sondaggi. E per Alitalia il Cavaliere assicura: "Cordata entro domenica, senza i miei figli". - -->.

Torna all'inizio


Poca credibilità (sezione: Alitalia 2)

( da "Nazione, La (Nazionale)" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

AIR FRANCE Poca credibilità SPINETTA, numero uno di Air France, ha promesso che a breve presenterà una nuova proposta ai sindacati e nessuno in Alitalia resterà per strada. Viene da chiedersi cosa sia successo, in così poco tempo, e quali possano essere le cause che lo abbiano spinto a inaugurare, tutto d'un tratto, questa proposta. Quello che è chiaro è che così Air France ha perso qualunque margine di credibilità. O prima aveva calcolato male i vari elementi, e allora i dirigenti francesi sono degli incompetenti, o la proposta di ora è solo demagogica, per prendere tempo. B. F. - -->.

Torna all'inizio


Esuberi e Malpensa, le condizioni per trattare (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

In attesa che AirFrance-Klm presenti ai sindacati il nuovo piano per l'acquisizione della compagnia, la politica se la contende per la campagna elettorale La compravendita di Alitalia si è trasformata nel centro della campagna elettorale. Da destra e da sinistra tutti avanzano proposte e progetti, ricordandosi solo ora (ma dov'erano prima) di occuparsi della compagnia di bandiera. Il capo dell'opposizione, Silvio Berlusconi, nel rallegrarsi di aver ottenuto con il suo intervento un passo indietro da parte di AirFrance, crede ancora che la cordata italiana possa materializzarsi. Il presidente del Consiglio e il fido ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa, ma anche il leader del Pd, Walter Veltroni, sono ancora convinti, invece, che l'unica offerta valida sia quella presentata da AirFrance (che domani illustrerà ai sindacati il nuovo piano rivisto e corretto). I sindacati, dal canto loro, ostili da sempre al nemico-francese, attendono che i transalpini modifichino il piano "cruento" dei quasi 7mila esuberi e del "dehubbing" di Malpensa, inaccettabile. Intanto slitta al prossimo mercoledì l'audizione di Padoa Schioppa alla Camera di fronte alle Commissioni Bilancio, Trasporti e Attività Produttive. E se in queste ore i francesi stanno limando il piano per non vedersi sfuggire l'affare-Alitalia, i sindacati affilano le armi. Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, non nasconde la sua amarezza per come è stata gestita la trattativa. Se la prende prima di tutto con il governo "che ci ha lasciati soli e non ci ha detto a che condizioni ha venduto", e poi perché ha permesso che i sindacati trattassero direttamente con il compratore e questa "è una condizione molto singolare perché non stiamo trattando con il nuovo proprietario". Sempre il leader cislino ? che confessa di preferire Lufthansa ad AirFrance ? non ha dubbi: "Un risultato pieno lo otterremo solo se si salva lo scalo di Malpensa" e se Spinetta al prossimo incontro porterà un piano modificato, "per noi sarà già un risultato". Domani è un "passaggio importante" per la trattativa anche per Guglielmo Epifani, capo della Cgil, che insieme ai colleghi verificherà se effettivamente ci sono aperture da parte dei francesi. E sulla cordata italiana aggiunge: "C'è un equivoco che nasce dal fatto che ? e questa è la mia impressione ? se c'è il fallimento essa si può materializzare ma è esattamente il rischio che il sindacato non vuole correre. Naturalmente a meno che non sia costretto". Giudica un primo passo avanti l'apertura al dialogo di Air France, Renata Polverina, segretario generale dell'Ugl, che ? afferma - "rinunciando alla logica dell'aut aut, è un primo risultato che abbiamo ottenuto. Ma è evidente che il lavoro da fare è ancora tanto e l'esito non può dirsi scontato". Polverina aggiunge, inoltre che "non c'è mai stata contrarietà a soluzioni italiane che però hanno stentato a materializzarsi e senza un reale sostegno finanziario". E se destra e sinistra si contendono Alitalia tirandola per la coda il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, esprime "amarezza" proprio perché la compagnia è diventata un argomento da campagna elettorale. La Sinistra Arcobaleno insiste ancora sull'ipotesi di un rilancio pubblico. "Gli spottoni pubblicitari di Berlusconi e il prender tempo di Veltroni fanno male ai lavoratori e all'immagine del nostro Paese", dice senza mezzi termini Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera dei deputati ed esponente della Sinistra-Arcobaleno. "Dell'intera vicenda Alitalia a farne le spese non possono essere sempre i lavoratori. Un serio piano industriale di rilancio non può partire dalla voce esuberi. Dal '92 in poi, ossia da quando Alitalia è stata privatizzata, le responsabilità dei management che si sono succeduti ai vertici dell'azienda sono abbastanza palesi. Far cadere sulle spalle dei lavoratori e delle maestranze errori di manager, tra l'altro ben pagati, sarebbe un inaccettabile e doppio smacco (27-03-2008).

Torna all'inizio


Programmi, Sud cancellato (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Giuseppe Petrocelli Programmi, Sud cancellato Gli economisti lanciano l'allarme: "Pd e Pdl hanno dimenticato il Mezzogiorno" Callido e Boeri: "I candidati dicano cosa faranno per il Meridione una volta eletti. La lotta alla criminalità organizzata è una priorità, ma la campagna elettorale sta trascurando del tutto questo tema" Il Sud dà segnali di risveglio. Di orgoglio recuperato e di dignità riconquistata. Ma la classe politica non se ne accorge. I partiti in campagna elettorale? "Parlano solo di quello di cui non dovrebbero", lamenta il professor Tito Boeri, docente alla Bocconi e animatore del sito internet LaVoce.info, ad esempio "dell'Alitalia, di come ridurre le tasse, di come spendere un po' di soldi, magari aumentando le pensioni, senza tener conto che i fondi nel bilancio pubblico non ci sono perché il deficit sta tornando al 2,5%". Insomma, "parlano" un po' di tutto fuorché di ciò che davvero sta cambiando nel nostro Paese. E il Mezzogiorno, grande assente in questa competizione elettorale, sta davvero cambiando. Su questo tema, sottolinea Boeri (che, attraverso LaVoce.info, ha lanciato un appello ai candidati premier alla prossime elezioni per confrontarsi concretamente sul tema della lotta alla criminalità organizzata), "la campagna elettorale è del tutto assente", la politica "sta trascurando completamente" gli sforzi della società civile meridionale. Perciò, "c'è un rischio grave, che stiamo correndo", rincara la dose Boeri, "perché il silenzio della politica oggi si scontra con una ribellione civile che sta prendendo piede nel Mezzogiorno e che rischia di rimanere isolata". Ma non sono solo i professori bocconiani a lanciare il grido d'allarme sul "silenzio della politica" sui problemi di una terra dove la lotta contro la criminalità organizzata è lotta di tipo economico, politico, sociale e soprattutto morale. "Nei programmi elettorali", attacca l'imprenditore Filippo Callipo, ex presidente della Confindustria calabrese, "non esiste la Calabria come caso nazionale, eppure qui ci sono tutte le condizioni che rendono l'equilibrio sociale esplosivo". Insomma "la società economica e sociale sta prendendo posizione", dice Michele Polo, un altro docente bocconiano che ha sottoscritto l'appello de LaVoce.info, "la Confindustria siciliana ha cominciato ad espellere chi non denuncia il pizzo, gli esercenti di Palermo testimoniano per identificare gli estorsori, a Bari decine di migliaia di persone sfilano in piazza, e la politica nazionale è assolutamente latitante". Così, con tutta probabilità, il convegno organizzato per oggi, insieme dai sindacati e dalla Confindustria, dal titolo "Il Sud nell'agenda politica del Paese", non sarà solo l'occasione per far sapere le proposte delle parti sociali ma soprattutto il momento per lanciare il "j'accuse" della società civile all'indirizzo della politica. In realtà, non tutta la politica è sorda alle esigenze del Sud. Clemente Mastella ne ha fatto uno degli assi portanti della "rifondazione" del suo partito, i Popolari-Udeur. L'ex Guardasigilli ha più volte affermato che "per un Mezzogiorno dimenticato da tutti e destinato al declino economico, ci vuole l'impegno di gente del Meridione che conosce la complessità delle questioni da risolvere". E i fatti sembrano dargli ragione. Lo scandalo suscitato dal blocco delle importazioni della bufala campana dopo l'emergenza rifiuti da parte di Corea e Giappone, sostiene Mastella, "è come la casta", ovvero "una delle tante ingiustizie contro la Campania e contro il Sud". Perciò, ribadisce ancora il leader centrista, "voglio dedicarmi proprio alla difesa della mia Campania e del Sud": "Vedo che ci sono tanti Soloni pronti a parlare". E "non solo di mozzarella". Chiaro il riferimento in particolare al Partito democratico e al Popolo della libertà e ai suoi leader Veltroni e Berlusconi. Ma qui il problema è, come ricordano imprenditori e lavoratori, Confindustria e sindacati, professori universitari e cittadini comuni, passare dalle sterili parole ai fatti concreti. (27-03-2008).

Torna all'inizio


Chiacchiere e dubbi in attesa del <piano> (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia Chiacchiere e dubbi in attesa del "piano" fr. pi. Per Alitalia, quella di ieri è stata la giornata delle chiacchiere politiche; la concretezza tornerà stasera, con la presentazione del "documento dettagliato" promesso da Spinetta. Monopolizzate da un Berlusconi ben oltre i limiti dell'aggiottaggio - con la Consob sempre silenziosa - che promette di ora in ora soluzioni sempre diverse ma tutte centrate sulla sua presunta capacità demiurgica. Un pensiero di quasi solidarietà va ai figli, ieri sera sollevati per decisione paterna dalla necessità di stare dentro "la cordata" di cui si giura che verranno fatti i nomi tra pochi giorni. "Per discrezione", addirittura. Sul fronte della trattativa reale - quella tra i sindacati e Air France-Klm - ogni organizzazione ha precisato le proprie posizioni. Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, ha ascritto alla determinazione dei confederali il fatto che i francesi abbiano deciso di modificare il piano industriale proposto, riducendo in qualche misura i tagli occupazionali previsti. Ha mostrato anche una inutile preferenza per la "soluzione Lufthansa", che si è tirata fuori dai giochi già da mesi (e insiste per restarne fuori); giustificata con una altrettanto presunta capacità tedesca di "salvare Malpensa" (cui vengono invece addebitati i due terzi delle perdite della compagnia). Più realista il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che però chiede "tre o quattro settimane" come tempo "congruo" per sciogliere tutti i nodi della trattativa. Quanto alle "cordate", ha manifestato che potrebbero manifestarsi, "ma solo dopo il fallimento della compagnia". Sarebbbe perciò il giorno della locusta, non quello del "salvataggio". Il Sindacato dei lavoratori (Sdl) punta seriamente sulla possibilità di ottenere meno tagli, il rientro di tutte le divisioni nel perimetro aziendale e il mantenimento delle linee intercontinentali ad alta redditività. Improvvisa svolta negativa, invece, dal sindacato dei piloti (Anpac) che giudica eccessivi gli "esuberi" relativi alla figura professionale di riferimento (540 in meno).

Torna all'inizio


L'<anti Calearo> tra piazza e fabbrica (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Ferrero L'"anti Calearo" tra piazza e fabbrica E. Mil. Padova Al mercato di piazza Erbe, è pronto a dialogare con tutti (compresi i leghisti e la sguaiata "contestazione" di Clara, fan di Veltroni). Poi firma il "patto" con l'Arcigay insieme ad Alessandro Zan, per sposare nel nuovo parlamento la linea Zapatero sul riconoscimento totale dei diritti: dal matrimonio fino all'adozione. Infine si presenta davanti ai cancelli della Dab di Mestrino con gli operai. Con i volantini da distribuire, come faceva da giovane tuta blu ai cancelli della Fiat. Paolo Ferrero, ministro del Prc e capolista della Sinistra Arcobaleno in Veneto 1, fa davvero campagna elettorale con uno spirito immutato. Domani mattina torna a volantinare davanti alle fabbriche dell'Alta padovana, dove il lavoro miete vittime e le tute blu hanno spesso la faccia dei migranti. Ma Ferrero non esita a sfidare il sindaco leghista delle ordinanze anti-immigrati Massimo Bitonci: in piazza Pierobon, il salotto buono di Cittadella (da un quarto di secolo feudo del Carroccio), terrà un comizio proprio in bocca al leòn. In serata, incontro-dibattito con Luciano Gallo, segretario regionale della Fiom, dedicato ai risultati eloquenti del questionario distribuito fra i lavoratori metalmeccanici. Già che c'è Ferrero annuncia il secondo decreto legge del governo sui flussi: "E' noto che avevo avanzato in consiglio dei ministri una semplice proposta: permesso di soggiorno a tutti coloro che hanno un lavoro. E' la stessa soluzione di buonsenso adottata da Sarkozy. Purtroppo, sono rimasto in minoranza. Ora almeno diamo una risposta ad altri 170 mila lavoratori migranti sugli 800 mila per cui i datori di lavoro hanno presentato domanda alla fine del 2007". E sul caso Alitalia ribadisce: "Era inaccettabile il piano francese che smantella la compagnia e riduce il personale. Bene che sia partita la trattativa con il sindacato. Se c'è una vera cordata italiana, al di là delle operazioni elettorali di Berlusconi, ancora meglio. Si potrà scegliere la migliore fra due opzioni, alla luce del sole". Ferrero difende a spada tratta l'assessore Daniela Ruffini nel faccia a faccia con gli anziani al mercato: "Proprio qui a Padova in via Anelli nel giro di un anno è stata completato lo svuotamento di un ghetto. Includendo le famiglie regolari, cui è stata garantita una casa dignitosa, separandole da chi viveva di spaccio e delinquenza". A chi lo contesta, il ministro cita i suoi nonni sbarcati negli Stati Uniti: "Immigrati anche loro, ma nel giro di pochi anni con il diritto al voto. Perché oggi non deve valere anche da noi? Non posso transigere sui diritti di chi lavora e contribuisce a pagare l'Inps. Altrimenti diventa apartheid". Alla fine, glissa esclusivamente sulle tante tensioni politiche dentro la Sinistra Arcobaleno del Veneto. Le stesse sperimentate da Anna Donati (Verdi) alla presentazione delle liste o da Francesco Caruso, bersaglio di una torta in faccia. Ferrero ridimensiona l'episodio: "Non vedo il problema. Siamo tutti insieme ma non è una gabbia. Siamo un'opportunità per chi non vuole votare paròn Massimo Calearo, che non è certo uomo di sinistra. Agli elettori del Pd offriamo un'alternativa più che utile". Dopo di lui, oggi a Padova arriva Oliviero Diliberto, che poi sarà a Treviso a sostenere Nicola Atalmi, il consigliere regionale del Pdci candidato a sindaco nella città dello "sceriffo" Gentilini.

Torna all'inizio


Berlusconi: pronta l'offerta per Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Italiana Pagina 109 Berlusconi: pronta l'offerta per Alitalia Il leader Pdl conferma la cordata italiana. "Ma senza i miei figli" --> Il leader Pdl conferma la cordata italiana. "Ma senza i miei figli" Su Alitalia continua il braccio di ferro tra Berlusconi e il governo Prodi. Il Cavaliere rilancia la cordata italiana: offerta a giorni. ROMA Una questione di giorni e la cordata italiana per salvare Alitalia dalla "colonizzazione" dei francesi si materializzerà. Silvio Berlusconi torna alla carica e si mette di traverso ancora una volta sulla strada di Air France. I nomi non li può fare per questioni di riservatezza, dice, ma chi ha fiducia sarà premiato, perché nelle prossime ore, assicura, salteranno fuori gli imprenditori italiani pronti a mettere sul tavolo "un'offerta impegnativa". Qualcosa però è cambiato: Pier Silvio e Marina Berlusconi non saranno della partita. "Nemmeno per sogno", replica secco il Cavaliere ai cronisti che insistono. All'ex premier non è piaciuta la reazione, anzi la "strumentalizzazione" della sinistra. Lui voleva solo dare una mano, da imprenditore; ma dal momento che c'è chi ha tirato in ballo addirittura il conflitto di interessi - si difende Berlusconi - ora è disposto a "vietare ai suoi figli di partecipare in qualunque modo". Il governo e Romano Prodi intanto restano attestati sulle stesse posizioni di qualche giorno fa. Ben venga una soluzione tricolore, purchè si concretizzi a breve. Per il momento infatti, continuerebbe a ragionare il presidente del Consiglio uscente, di una proposta made in Italy non vi è traccia. Intanto quindi non resta che guardare a Air France, l'unica protagonista in campo; e da parte del Professore vi sarebbe un apprezzamento per l'apertura di un dialogo a tutto campo con i francesi e per gli approfondimenti di questi giorni. Il nuovo annuncio di Silvio Berlusconi ha comunque l'effetto di ridare fiato al partito dei "No svendita", soprattutto quindi alla Lega. Mentre il leader di Alleanza nazionale Gianfranco Fini entra nel merito della proposta francese, giudicando positivamente le aperture di Spinetta, Roberto Maroni è convinto che ora non resti che mettersi l'anima in pace e "aspettare la nuova cordata italiana". Anche perché una volta superato il giro di boa delle elezioni, con il Popolo della libertà al governo - va dritto per la propria strada Berlusconi - Alitalia "avrà tutto ciò che serve per normalizzare la situazione". E lo stop alla privatizzazione in salsa d'oltralpe oltre che dal Carroccio arriva anche dalla Sinistra Arcobaleno. Per il presidente della Camera Fausto Bertinotti serve "prudenza" perché si è ancora molto "lontani da una situazione positiva". I modi scelti dal Cavaliere continuano a non convincere invece l'ex alleato Pier Ferdinando Casini, che non perde occasione per lanciare frecciate all'indirizzo dell'ex presidente del Consiglio: "Si vede - afferma - che la cordata partecipa alla campagna elettorale, visto che i nomi li fornirà il candidato premier del Pdl. Ditemi - aggiunge Casini - se il nostro è un Paese normale, ci siamo abituati a cose che nei Paesi seri non dovrebbero nemmeno essere pensate". Alla vigilia dunque di una due giorni chiave per la trattativa Air France-sindacati, nel mondo della politica almeno apparentemente è cambiato poco. L'unica novità concreta è la notizia che il governo mercoledì prossimo andrà a riferire sulla vicenda Alitalia davanti le commissioni parlamentari. Lo farà il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa in persona e per allora il quadro dovrebbe essere più chiaro. Intanto ieri è di nuovo scattato l'allarme tra i dipendenti Alitalia per un'indiscrezione su un aumento degli esuberi previsti dal piano di Air France. Immediata la smentita: "Le indiscrezioni sull'aumento degli esuberi non trovano riscontro". Sarà, ma sono in pochi a crederci.

Torna all'inizio


Orlando' Lombardoil Cuffaro senza cannoli' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Sicilia al voto Orlando" Lombardo:il Cuffaro senza cannoli" Intervista esclusiva con il portavoce Nazionale di IDV Trapani, 27 Mar.- La campagna elettorale entra nel vivo anche in Sicilia e le fila iniziano a serrarsi. Sul tema della legalità tanto cara agli schieramenti politici in questa campagna elettorale, sentiamo in merito il portavoce nazionale di Italia dei Valori Leoluca Orlando. Siciliano Doc, profesore universitario di diritto pubblico, cassazionista, è stato consulente Ocse di Parigi e dal 1978 al 1980, consigliere giuridico del Presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella ucciso dalla Mafia nel 1980. Un passato nella allora Dc, diviene sindaco di Palermo per la prima volta dal 1985 al 1990 il periodo della "Primavera di Palermo". Nel 1991 causa contrasti interni fonda "La Rete" mettendo al centro della scena politica la "questione morale"; da allora un crescendo politico nazionale quanto internazionale che lo portano a sedere anche al parlamento Europeo e in Parlamento Italiano nel 2006 . Molti i temi discussi, sulla presenza ad esempio di una probabile "Cordata" per rilevare Alitalia avanzata da Berlusconi ,Orlando è stato chiaro: "stiamo assistendo ad una vera e propria operazione di inside-trading da parte sua, il quale annuncia, che c'è una cordata e la cordata non c'è, e annuncia che di questa cordata potranno far parte i suoi figli, lui che si candida a fare il Presidente del Consiglio, cioè colui il quale dovrebbe autorizzare i figli a fare l'operazione, con una turbativa di mercato e la violazione delle regole elementari di un paese civilizzato". Sulla questione morale rilancia "lanciamo da Trapani una sorta di referendum sui Valori: c'è il Italia ed in Sicilia un grande bisogno di recuperare i valori che sono rispetto della persona umana, della legalità che può diventare lavoro e no alla precarietà, del no dei condannati in Parlamento, del no al conflitto di interessi". E' per questo-continua-"noi ci presentiamo in autonomia (in accordo con il Pd-ndr-) con il nostro simbolo, la nostra squadra e i nostri valori, convinti come siamo che una realtà come la nostra se non ci fosse andrebbe inventata". Riguardo alle critiche mosse dal Pdl riguardo l'accordo con il Pd e le accuse di "giustizialismo": La risposta non si fà attendere" dipende da chi lo dice lo si può prendere come un complimento, io credo che occorre recuperare una dimensione del rispetto della legalità dei magistrati e della loro indipendenza, e occorra accanto alla legalità affermare alcuni principi etici: il conflitto di interessi non è un reato ma danneggia il sistema economico come le tangenti che sono invece un reato, la presenza di condannati in Parlamento non è proibita dalla legge, ma guasta il clima etico di un paese arrivando ad avere la conseguenza che ci troviamo ad avere una persona come Cuffaro che non potrebbe candidarsi alla assemblea Regionale Siciliana perchè la legge glielo impedisce e che si candida al Senato, che rischia di diventare la discarica di coloro che vengono rifiutati dalle regioni.Come farà il Senato di domani a pretendere autorevolezza, a pretendere il rispetto della legge, quando al Senato possono essere presenti persone condannate per aver favorito mafiosi?" Sulla stuazione siciliana del dopo Cuffaro e del suo probabile successore il suo pensiero appare chiaro:" Cuffaro è stato travolto da frequentazioni con mafiosi e da un vassoio di cannoli, Lombardo è Cuffaro senza cannoli e lo stesso identico sistema clientelare ". Riguardo alle voci che vorrebbero la Sicilia fare un passo indietro nella candidatura di Lombardo risponde nettamente" stiamo sicuramente facendo un passo indietro, perchè si stà confermando quello che è una logica clientelare dove tutto è favore e non diritto e lo si stà confermando con un rifacimento della facciata, nel senso che liberandosi dai cannoli e dalle estemporaneità di Cuffaro che non a caso dai sondaggi appare in caduta libera rispetto a Lombardo, un numero sempre crescente di persone lascia Cuffaro per unirsi a Lombardo che è il nuovo Cuffaro". Sul tema della carenza della legalità sollevato dalla Finocchiaro Orlando afferma che "in un paese civile il rispetto delle regole è condizione per fare affari, la Confindustri Sicilia ha assunto una chiara posizione etica, espellere chi fa affari con la mafia, se la politica recepisse questo messaggio avremmo moltissimi politici cacciati dai partiti, questo purtroppo non c'è e ci dimostra che la politica è indietro rispetto a confindustria in Sicilia", ma perchè è difficile fare o parlare di legalità in Sicilia abbiamo chiesto: "perchè ancora non si è capito che è conveniente, confindustria ha assunto tale posizione per convenienza, perche gli operatori commerciali sanno che se hanno rapporti con la mafia sanno di avere il padrone in casa, come fà una impresa siciliana con questi costi che il sistema malavitoso impone a superare la concorrenza di imprese estere in un regime di libero mercato?Noi siamo convinti che L'Italia e la Sicilia abbiano bisogno di una forza politica giustizialista, giustizialista ,manette facili manette facili,noi lo siamo, non è questo il tema, rivendichiamo invece con forza alcuni principi etici ,senza i quali L'Italia e la Sicilia rischiando di cadere in un grande conflitto di interessi che si chiama Berlusconi".Parole dure che scateneranno una ondata di critiche in seno alla opposizione. Alessandro De Bartolomeo politica@voceditalia.it.

Torna all'inizio


Berlusconi Alitalia, presto cordata italiana (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Cavaliere: "i miei figli non entreranno in Alitalia" Berlusconi: Alitalia, presto cordata italiana Tra i candidati anche Eni, Ligresti, Benetton e Mediobanca Roma, 27 mar. - Berlusconi ha fatto i famosi nomi di gruppi interessati all'acquisizione dell'Alitalia. Lo ha fatto in un'intervista rilasciata a "La Stampa" di Torino; tra questi, anche l'Eni, che non ha confermato la notizia. "Una cordata italiana esiste, eccome; i nomi sono tanti, dalle banche a quelli che in questi giorni mi han confidato il loro interessamento. C'è quello di Ligresti e quello di Benetton; anche l'Eni si è fatta avanti: potrebbe partecipare direttamente all'operazione. Eppoi naturalmente c'è Mediobanca" ha affermato il Cavaliere al quotidiano torinese, proseguendo: "E' una questione delicata, che riguarda un interesse nazionale: se si fosse pensato ad un'unione franco-italiana, come nel caso di Air France e Klm, ci sarei anche stato. Ma così è solo un'acquisizione vera e propria" ha terminato il candidato premier del Pdl. Andrea Morelli.

Torna all'inizio


Berlusconi: Alitalia, presto cordata italiana (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Cavaliere: "i miei figli non entreranno in Alitalia" Berlusconi: Alitalia, presto cordata italiana Tra i candidati anche Eni, Ligresti, Benetton e Mediobanca Roma, 27 mar. - Berlusconi ha fatto i famosi nomi di gruppi interessati all'acquisizione dell'Alitalia. Lo ha fatto in un'intervista rilasciata a "La Stampa" di Torino; tra questi, anche l'Eni, che non ha confermato la notizia. "Una cordata italiana esiste, eccome; i nomi sono tanti, dalle banche a quelli che in questi giorni mi han confidato il loro interessamento. C'è quello di Ligresti e quello di Benetton; anche l'Eni si è fatta avanti: potrebbe partecipare direttamente all'operazione. Eppoi naturalmente c'è Mediobanca" ha affermato il Cavaliere al quotidiano torinese, proseguendo: "E' una questione delicata, che riguarda un interesse nazionale: se si fosse pensato ad un'unione franco-italiana, come nel caso di Air France e Klm, ci sarei anche stato. Ma così è solo un'acquisizione vera e propria" ha terminato il candidato premier del Pdl. Andrea Morelli.

Torna all'inizio


Berlusconi: presto i nomi per Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi il nuovo piano Air France "I miei figli in cordata? Lo vieterei". Sindacati freddi Roma. Silvio Berlusconi torna alla carica sull'Alitalia: "La cordata italiana? Non è campata in aria, fra qualche giorno saranno noti a tutti i nomi degli imprenditori che faranno certamente un'offerta impegnativa". L'ex premier esclude che i suoi figli siano coinvolti: "Hanno tirato in ballo il conflitto di interesse. A questo punto, vieterei ai miei figli di partecipare in qualunque modo per la strumentalizzazione che ha fatto la sinistra". Oggi Air France presenterà ai sindacati un nuovo piano per Alitalia, ma a turbare la vigilia sono arrivate voci allarmistiche sull'aumento del numero degli esuberi. Sul personale è guerra di cifre e i sindacati restano cauti. CRESCI, G. Ferrari e Lombardi >> 3 27/03/2008.

Torna all'inizio


Alain Elkann ai politici: (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa L'intervista Alain Elkann ai politici: Solo la cultura ci salverà Mentre i candidati premier s'affannano a discutere dei padri adottivi di Alitalia e di sondaggi, gli italiani si mettono in fila davanti ai musei. Alain Elkann che Paese è questo? "Il Paese della bellezza. Nel quale è bastato lanciare l'idea di mettere la cultura al centro del buon governo per essere sommersi dall'entusiasmo". Un'utopia immaginare un Paese che riconosce le sue risorse e finalmente le valorizza per il buon nome dell'Italia e per il bene dell'economia. "Mi ferisce che le uniche immagini in giro per il mondo siano della spazzatura di Napoli e che le nostre mozzarelle siano bloccate alle frontiere. Mi pesa se in campagna elettorale non si parla di cultura". Eppure è così. Tranne rari accenni alla scuola... "Domanda e offerta di cultura esistono massicce. Bisogna mettere fine agli interventi settoriali, facendo finalmente sistema". Parole. Ma in pratica che cosa si fa? "Si fa quel che è già successo. Tre giorni fa eravamo 101 e volevamo fermarci a quel numero per sfruttare il titolo evocativo e la sua "carica". Oggi siamo quasi centoventi. Mi hanno chiamato Alda Merini, Lucio Dalla e tanti altri. Pippo Baudo ha già dato la sua ricetta per una tv migliore (pubblica e commerciale) che offra cultura spalmando il sapere attraverso un abile intrattenimento. Aurelio De Laurentiis e Folco Quilici sono fra i nostri sostenitori. Presto saranno molti di più". Che cos'è la cultura? "Dai restauratori alla tecnologia, dall'architettura al turismo, tutto gira intorno alla cultura. La Torre di Pisa non è di destra né di sinistra. è italiana, ma appartiene al mondo. L'errore, finora, è stato quello di non aver guardato alle risorse come a un sistema in grado di restituire aria, prestigio e mezzi a un paese nel quale ogni cinque-dieci chilometri c'è qualcosa per cui vale la pena di fermarsi". Il viaggio in Italia riparte da Elkann. Si sta candidando a fare il ministro? "No. La nostra proposta per la cultura è stata consegnata a Veltroni e a Berlusconi e a tutti i candidati premier". I fondi destinati alla cultura sono pochi, saranno sempre meno. "Intanto ci sono i fondi europei, che sono tanti e vanno finalmente gestiti. Poi ci sono i cittadini. La defiscalizzazione per il danaro investito nella cultura è un tema che affronteremo con il prossimo governo". Ci hanno già provato. "I politici non riescono a pensare a lungo termine. La crisi che attraversiamo impone oggi una inversione di tendenza: quel che si taglia oggi, porta risorse domani. Perché il turista che va a visitare il Colosseo compra da mangiare, prenota un posto letto e spende i soldi che ha destinato al suo viaggio". Crede davvero che un governo possa impegnarsi in un'operazione vasta e coordinata? "Ormai non si torna indietro. Le adesioni sono la forza del nostro manifesto. Vuole che chieda a un ministro d'essere ricevuto e che lui dica no? Le nostre sono proposte concrete. Scritte da persone che sanno quel che dicono e quel che vogliono per esperienza e studi diretti. Nulla di settoriale. Finalmente. Gli italiani amano la cultura e la cultura non è elitaria, anzi. è egualitaria. Unisce l'Italia. Se anche i politici non volessero, vedrà, finiranno per ascoltarci". Vada per l'ascolto. Ma sarà difficile cambiare il sistema com'è. Dallo spoils system alla sistemazione degli amici degli amici, il Palazzo non ha una grande idea culturale del Paese. "Le competenze vengono prima di ogni spinta politica, le persone si promuovono per ciò che sanno. I giovani vanno favoriti. Non si interrompe il lavoro di un bravo operatore soltanto perché cambia il governo. Anche questo diremo. Stando ben attenti alle risposte".

Torna all'inizio


In cucina come in aereo ècomunque grandeur (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Michelin metafora di Air france In cucina come in aereo è comunque grandeur Come sarebbe l'Italia dopo l'eventuale acquisto della compagnia di bandiera da parte di Air France? Per saperlo con qualche anno di anticipo [...] [...] basta andare a leggere la guida rossa più famosa della cucina mondiale, la Michelin. Meglio guardarne sette, quelle dei paesi più importanti della collezione 2008, appena completata con il Giappone. Ebbene, se la cucina italiana è la più amata nel mondo, tra le più salubri e gustose, quando si tratta di successo e denaro, ai nostri principali concorrenti arriva in aiuto la guida rossa. E così possiamo scoprire che in un paio di arrondissement di Parigi ci sono più ristoranti tre stelle che in tutta Italia. Non solo. Visto che nonostante la vicinanza e una buona parte di storia condivisa, per molti francesi siamo sempre e solo "les italiens" da schiacciare, almeno nella cucina e nella gastronomia, tra le righe ci hanno già schiacciato. La questione delle stelle Michelin e in particolare delle "tre stelle", quelle che vengono attribuite ai tavoli top, soprattutto in questo periodo non va sottovalutata. Dietro il successo di un ristorante, c'è una cucina (nazionale) e dietro una cucina c'è tutto un sistema agroalimentare che può avere più o meno successo nel mondo. Per questo, avere più o meno tre stelle significa far decollare o deprimere l'economia agroalimentare a livello internazionale. E i francesi, attraverso la loro guida non solo si attribuiscono più stelle in assoluto in patria (26 ristoranti tre stelle, 68 due stelle e 435 una stella) ma anche nel resto del mondo premiano con la tripla soprattutto le tavole francesi rispetto a quelle davvero valide (anche se molti francesi sono realmente validi). Così gli Stati Uniti possono vantare ben otto ristoranti da tre stelle, peccato che più della metà è di cucina francese. Più eclatante ancora il risultato della Germania dove quasi tutti i nove ristoranti con la tripla sono francesi. E l'Italia? All'ennesima presentazione i curatori hanno fatto notare che per numero di stelle (279), è al secondo posto nel mondo. Nel mercato che conta di più però, le tavole da tre stelle, sono appena cinque, meno di Spagna (6), Giappone (8), Stati Uniti e Germania. Eppure se con i francesi ci può essere gara sulla buona cucina, con queste altre nazioni no. Sicuramente la mancanza di tavole francesi ci penalizza in classifica ma quando si lasciano fuori dall'olimpo chef come Fulvio Pierangelini e Gianfranco Vissani, qualcosa di strano c'è. Ora, se una semplice guida ci tratta così e cambia gli equilibri mondiali a favore del paese di origine di chi la edita, cosa succederà quando sarà un grande vettore aereo a poter decidere le sorti del turismo italiano? Nessuna preclusione ai francesi visto che in attesa di nuove cordate sono gli unici che ancora vogliono rischiare sull'Alitalia. Però, prima di lasciargli carta bianca forse sarà meglio tener conto dell'esperienza Michelin e prendere delle buone contromisure.

Torna all'inizio


Alitalia, Berlusconi: solo 'indiscrezioni' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Smentita la cordat Alitalia citata dal Cavaliere Alitalia, Berlusconi: solo 'indiscrezioni' La compagnia di bandiera non e' nell'agenda di Eni e Mediobanca Roma, 27 mar.- Marcia indietro di Silvio Berlusconi, che ha smentito le dichiarazioni che, secondo il quotidiano La Stampa, avrebbe rilasciato in merito alla cordata italiana candidata all'acquisto della compagnia di bandiera. “Indiscrezioni o supposizioni giornalistiche”: così il Cavaliere ha definito i nomi apparsi sui giornali a proposito di Alitalia. Anche i diretti interessati non tardano a smentire le notizie diffuse dai quotidiani: “Alitalia oggi non è nell'agenda di Eni”, afferma l'Amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni, in occasione dell'XI Ief (International Energy Forum). Tra i possibili interessati alla cordata Alitalia, anche Mediobanca si affretta a smentire. Lo fa attraverso il suo portavoce Cuccia. Il gruppo Ligresti e Benetton, indicati tra gli altri candidati, non hanno ancora rilasciato commenti. No comment anche da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano che, in visita allo stabilimento Fincantieri di Monfalcone (Go), dichiara il suo intenzionale silenzio: su Alitalia “non intendo dire nemmeno mezza parola”. Annalisa Tregattini.

Torna all'inizio


Elezioni Casini invita Berlusconi e Veltroni alla serieta' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Leader Udc: "Berlusconi e' come Putin; Veltroni e' peggio" Elezioni: Casini invita Berlusconi e Veltroni alla serieta' "Il voto dato a Udc non servira' a inciuci o a difendere interessi particolari" Roma, 27 mar. – Prosegue l'altalena di 'botta e risposta' dei principali leader protagonisti della campagna elettorale. Questa volta a parlare è Pier Ferdinando Casini, segretario e candidato premier dell'Udc. In occasione di un incontro a palazzo Rospigliosi con la Coldiretti il leader di centro-destra rilascia dichiarazioni accusatorie nei confronti dei suoi avversari politici, sia in merito alla questione Alitalia, sia sulla questione degli spazi televisivi in campagna elettorale. “Sono dell'idea che la politica sia una cosa seria. Quando strumentalizza migliaia di posti di lavoro perde serietà e io invito Veltroni e Berlusconi ad essere più seri in questa campagna elettorale.” Questo il commento di Casini alla vicenda Alitalia. Aggiunge inoltre, a carattere generale, che “il centro, vera novità, sarà determinante al Senato. Gli italiani possono stare sereni che il voto dato a Udc non servirà a inciuci o a difendere interessi particolari”. Per quanto riguarda le apparizioni televisive dei suoi diretti avversari politici, Casini sottolinea la violazione della par condicio in campagna elettorale: “Berlusconi è tanto amico di Putin e ha il modello di Putin da seguire. Veltroni è ancora peggio, visto che credeva nella par condicio quando la agitava contro Berlusconi e oggi invece vorrebbe spartirsi gli spazi in tv con lui. Vuol dire –sottolinea Casini- che non ha convinzioni, ma solo convenienze”. Annalisa Tregattini.

Torna all'inizio


Elezioni: Casini invita Berlusconi e Veltroni alla serieta' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Leader Udc: "Berlusconi e' come Putin; Veltroni e' peggio" Elezioni: Casini invita Berlusconi e Veltroni alla serieta' "Il voto dato a Udc non servira' a inciuci o a difendere interessi particolari" Roma, 27 mar. – Prosegue l'altalena di 'botta e risposta' dei principali leader protagonisti della campagna elettorale. Questa volta a parlare è Pier Ferdinando Casini, segretario e candidato premier dell'Udc. In occasione di un incontro a palazzo Rospigliosi con la Coldiretti il leader di centro-destra rilascia dichiarazioni accusatorie nei confronti dei suoi avversari politici, sia in merito alla questione Alitalia, sia sulla questione degli spazi televisivi in campagna elettorale. “Sono dell'idea che la politica sia una cosa seria. Quando strumentalizza migliaia di posti di lavoro perde serietà e io invito Veltroni e Berlusconi ad essere più seri in questa campagna elettorale.” Questo il commento di Casini alla vicenda Alitalia. Aggiunge inoltre, a carattere generale, che “il centro, vera novità, sarà determinante al Senato. Gli italiani possono stare sereni che il voto dato a Udc non servirà a inciuci o a difendere interessi particolari”. Per quanto riguarda le apparizioni televisive dei suoi diretti avversari politici, Casini sottolinea la violazione della par condicio in campagna elettorale: “Berlusconi è tanto amico di Putin e ha il modello di Putin da seguire. Veltroni è ancora peggio, visto che credeva nella par condicio quando la agitava contro Berlusconi e oggi invece vorrebbe spartirsi gli spazi in tv con lui. Vuol dire –sottolinea Casini- che non ha convinzioni, ma solo convenienze”. Annalisa Tregattini.

Torna all'inizio


Alitalia, Berlusconi solo 'indiscrezioni' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Smentita la cordat Alitalia citata dal Cavaliere Alitalia, Berlusconi: solo 'indiscrezioni' La compagnia di bandiera non e' nell'agenda di Eni e Mediobanca Roma, 27 mar.- Marcia indietro di Silvio Berlusconi, che ha smentito le dichiarazioni che, secondo il quotidiano La Stampa, avrebbe rilasciato in merito alla cordata italiana candidata all'acquisto della compagnia di bandiera. “Indiscrezioni o supposizioni giornalistiche”: così il Cavaliere ha definito i nomi apparsi sui giornali a proposito di Alitalia. Anche i diretti interessati non tardano a smentire le notizie diffuse dai quotidiani: “Alitalia oggi non è nell'agenda di Eni”, afferma l'Amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni, in occasione dell'XI Ief (International Energy Forum). Tra i possibili interessati alla cordata Alitalia, anche Mediobanca si affretta a smentire. Lo fa attraverso il suo portavoce Cuccia. Il gruppo Ligresti e Benetton, indicati tra gli altri candidati, non hanno ancora rilasciato commenti. No comment anche da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano che, in visita allo stabilimento Fincantieri di Monfalcone (Go), dichiara il suo intenzionale silenzio: su Alitalia “non intendo dire nemmeno mezza parola”. Annalisa Tregattini.

Torna all'inizio


Il Cav tra Alitalia e futuro governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Gio, 27 Mar 2008 Edizione 60 del 27-03-2008 Strettamente confidenziale Il Cav tra Alitalia e futuro governo di Hush Hush Purchè restiate ZITTI ZITTI, registrando che il Cavaliere rilancia su Alitalia e annuncia a giorni l'uscita allo scoperto della cordata di imprenditori, dove invece non ci saranno i suoi figli, vi diamo oggi un primo elenco dei ministri del Berlusconi Ter che si insediarà dopo le elezioni del 13 e 14 aprile con una certa tranquillità se al Senato avrà una maggioranza di una decina di seggi, quantità non considerevole ma in grado di assicurare una navigazione tutto sommato tranquilla sino alle elezioni europee del maggio 2009. Premier, appunto, Silvio Berlusconi, con vice Gianni Alemanno di An e Rosi Mauro per la Lega, sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, ministro dell'Economia, con Tesoro e tutto quanto fa eco, Giulio Tremonti; al Viminale l'ex Commissario Europeo Frattini, alla Difesa Ignazio La Russa, al Lavoro Maroni della Lega, alle Riforme Calderoli della Lega, alla Farnesina il banchiere Corrado Passera, alle Regioni il lombardo governatore Roberto Formigoni, alle infrastrutture Scaiola, allo sviluppo tecnologico torna Stanca, Lucio Stanca, alla Scuola Stefania Prestigiacomo, alle Tlc Andrea Ronchi, il portavoce di Fini, allo Sport e ai giovani Giorgia Meloni di Alleanza Nazionale, e ai Rapporti europei Cristiana Moscardini ancora di Alleanza Nazionale. Dice: ma Berlusconi ha detto che ne farà massimo 12 di ministri, come recita la legge Bassanini. Sì, ma quello sarà il risultato finale: adesso siamo ancora almeno ai quarti e quindi c'è tempo, anche il tempo di mettere Tremonti agli esteri e Passera all'economia. Per le Camere è tutto a posto: alla presidenza di Montecitorio Gianfranco Fini, a quella di Palazzo Madama Franco Marini. E Bossi? Per lui abbiamo già pronosticato la presidenza della Lombardia e per ora non vediamo motivo di cambiare scenario,c ome scenario sicuro è la presidenza della Sicilia per Raffaele Lombardo, che a Pasqua sul Corriere ci ha spiegato che è sempre colpa di Garibaldi. E ti pareva, di chi volete sia la colpa di mali e dei guai dell'isola? Loro saprebbero fare tutto in grazia di Dio con Sicilia nazione: ed invece, per colpa di Garibaldi, continuano a soffrire da tre secoli. Hanno ragione e, mi racconado resti tutto STRETTAMENTE CONFIDENZIALE, ma noi ci associamo a Lombardo: è proprio colpa di Garibaldi, infatti lui sarebbe felice con la Sicilia nazione, noi saremmo invece al settimo cielo facendo per una volta il Sud. Si, il sud della Svizzera.

Torna all'inizio


Consob, Bankitalia, Uic la trimurti inutile (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Gio, 27 Mar 2008 Edizione 60 del 27-03-2008 Nienti esuberi a via Nazionale dove pascolano i parenti dei potenti Consob, Bankitalia, Uic la trimurti inutile La Lira non è più in voga dall'anno 2001 e per circa sette anni all'Ufficio Italiano Cambi centinaia di persone si sono girate i pollici di Ruggiero Capone |C|L'|/C|Italia è un paese davvero strano. Qui chi fa politica politicante tenta di spiegare alla gente di strada (quella che suda e viaggia sul trasporto pubblico) che le ferrovie sono inutili e piene di esuberi, che l'Alitalia non serve più agli italiani e che traghetti ed autostrade sono un optional. Tutti enti inutili quelli del trasporto o serve buttare giù la merce per venderla meglio agli amici di amici? Sarebbe oltremodo facile rispondere in maniera qualunquistica a questa vecchia domanda. In Italia è costume far passare per utile ciò che è inutile e viceversa. Così dal primo gennaio 2008 le funzioni dell'Ufficio italiano dei cambi (Uic) sono confluite nella Banca d'Italia. Un piccolo particolare, la Lira non è più in voga dal 2001 e per circa sette anni in Uic centinaia di persone si sono girate i pollici. Una specie di comoda attesa mentre correva uno stipendio equiparabile alla dirigenza della Presidenza della Repubblica (17 mensilità più i benefit di rango). Quelli dell'Ufficio italiano cambi si sono trasferiti da via Quattro fontane a via Nazionale? Niente di tutto questo. La Banca d'Italia ha assorbito la sede dell'Uic, elevando tutti al rango di funzionari e dirigenti dell'istituto che dovrebbe vigilare sul credito. Forse in maniera un po' burlona, visto che in Calabria, Puglia, Basilicata e Campania persino gli occultisti (i maghi) risultano soci fondatori di banche popolari. Siamo un paese fantasioso, certe storie fanno ridere e mettono di buon umore. Banca d'Italia, Uic ed authority varie dovrebbero controllare mercato e borsa, purtroppo sono avvinghiate nella stessa logica politica. Non è certo un mistero che i presidenti delle authority abbiano studiato nelle stesse scuole ed università degli imprenditori che controllano, dei dirigenti di Bankitalia e di Uic. Frequentano gli stessi circoli. Assumono i rispettivi figli. In sostanza, non si pongono a vicenda alcun serio ostacolo. Infatti le autorità non hanno abbassato le tariffe, le hanno lasciate immutate nel tempo: in pochissimi settori la politica ha strombazzato benefici ai quattro venti, ed è avvenuto perché sul consumatore è ricaduta un tantinello di buona vecchia competizione. Ma torniamo alla trimurti dell'inutile (Bankitalia-Uic-Consob). La Banca d'Italia, con 8400 dipendenti, appare nettamente sovradimensionata rispetto alle altre due autorità. Ed immaginarsi che dal primo gennaio, dopo aver incorporato l'Uic, ha superato i 10mila dipendenti. Ma l'ufficio pubbliche relazioni nega ogni nuova su assunzioni e riorganizzazione degli uffici. C'è chi come Tabacci (ora vertice del partito la Rosa Bianca) propone che i dipendenti dalla Banca d'Italia scivolino nelle altre autorità (con revisione al ribasso degli stipendi). Ma la casta della dirigenza bancaria non ci sta. Tabacci propone di dirottare qualche migliaio d'esuberi (ben remunerati) verso l'Amef, la nuova Consob. Attualmente quest'ultima ha 400 dipendenti, con contratti da capogiro. Nata nel 1974 con funzioni di vigilanza, la Commissione nazionale per le società e la Borsa (Consob) è l'Autorità pubblica di controllo e regolamentazione dei mercati finanziari. Al suo vertice c'è un organo collegiale, composto da un presidente e quattro commissari: tutti professori universitari legati a governi e vertici confindustriali. La Consob non viaggia da sola, opera in parallelo con la Banca d'Italia: la prima dovrebbe garantire trasparenza e correttezza dei comportamenti, la seconda stabilità patrimoniale e contenimento del rischio di sistema. Entrambe sono sotto la supervisione del ministero del Tesoro. Sarebbero tenute a comunicare tra loro le irregolarità ed i provvedimenti presi durante l'attività di tutela dei risparmiatori. Ma nessuna di queste autorità è riuscita ad evitare che la gente di strada venisse arrotata dalla Parmalat e dai bond argentini (solo per citare esempi storici). Anzi la Consob si sveglia sono per boicottare le imprese non legate al salotto buono prodiano e confindustriale. Della serie evitiamo che i piccoli crescano e, soprattutto, che il piccolo risparmiatore viva tranquillo. Ma degli esuberi in Consob e Bankitalia nessuno parla, anche perché la gente che conta (che sta gestendo l'affare Alitalia) ha parenti sia in via Nazionale che in via Quattro fontane.

Torna all'inizio


La mossa di Berlusconi ha bloccato il piano di Prodi e Padoa Schioppa (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Gio, 27 Mar 2008 Edizione 60 del 27-03-2008 LA VENDITA DI ALITALIA A AIR FRANCE KLM La mossa di Berlusconi ha bloccato il piano di Prodi e Padoa Schioppa di Biagio Marzo Il Cavaliere bianco, ossia il Cavalier Silvio Berlusconi ha annunciato il suo arrivo in via della Magliana con una cordata di imprenditori italiani, ma, per ora, bisogna rivolgersi alla trasmissione "Chi l'ha visto". Scherzi a parte, non è detto che non arrivi, conoscendo quanto sia cocciuto e quanto ci tenga a vincere le elezioni, ma fino a questo momento non si vede un fil di fumo all'orizzonte, per restare al melodramma pucciniano. E l'Alitalia è una vicenda che sfiora il dramma per come è stata gestita e come sta per essere gestita a fini elettorali. Il Cavalier Berlusconi è consapevole che si sta giocando la faccia e i voti in questa vicenda il cui risultato potrebbe influire, in qualche misura, sull'esito del 14 e 15 aprile. Sulla stampa estera Berlusconi non fa una bella figura; il Wall Street Journal, che, in questi anni, non l'ha trattato per nulla male, anzi, l'ha più volte difeso, l'ha dipinto come un "corporativo, contrario alla concorrenza del libero mercato, piuttosto che un liberale in economia disposto a fare quello di cui l'Italia ha bisogno". Nel frattempo, dagli ambienti berlusconiani è partito il tam tam per far diminuire il diapason dei rumor attorno alla cordata che non c'è. E se ci sarà ben venga, sarà un successo senza eguali. In queste ore, si sono smorzati gli entusiasmi tricolori e sono raffreddati i bollenti spiriti sciovinisti nei confronti della Francia usurpatrice della Corsica un tempo e di Alitalia oggi: "Berlusconi ha lanciato semplicemente un appello sottolineando che ad adiuvandum si sarebbero potuti presentare anche i suoi figli". Al che, Walter Veltroni non passa giorno che non lo incalzi: "Se c'è una cordata sull'Alitalia bene, si faccia avanti subito". Una cosa è certa, aver tirato il ballo la cordata degli imprenditori ha costretto a ritoccare il piano sotto l'aspetto occupazionale. Nondimeno i sindacati hanno influito a smuovere le acque attorno all'Alitalia. Se fosse stato per Romano Prodi, Tommaso Padoa Schioppa e Pierluigi Bersani, il piano di privatizzazione di Air France sarebbe passato senza alcuna modifica, penalizzando l'aviolinea nazionale in particolare e il Sistema Italia in generale. E, guarda caso, il negoziato tra le parti in causa potrebbe slittare oltre il 31 marzo pv. Una data che per il Ministero dell'Economia, invece, era tassativa. Del resto se la privatizzazione di Alitalia ha preso una brutta piega questa ha dei padri: Romano Prodi e Tommaso Padoa Schioppa. La prima gara ha visto i diversi concorrenti ritirarsi per colpa dei paletti piantati da Prodi e Tps per fare un favore agli statalisti del governo, che hanno reso difficile la dismissione. La seconda gara è sotto gli occhi di tutti e, comunque, tutti sono contro tutti. A destra e a sinistra, non si salva nessuno. Le contraddizioni sono tante e tali che non fanno ben sperare. Umberto Bossi vorrebbe il salvataggio di Malpensa e non quello di Alitalia. Berlusconi si batte, viceversa, per salvare l'hub lombardo e il vettore italiano. A sinistra, sono sparati come il Pd per la cessione tout court ai francesi, mentre Fausto Bertinotti spinge verso la cordata italiana, rischiando di essere accusato di intelligenza con il nemico. In questo caso, con Berlusconi in persona. Ironia della sorte, il caso Alitalia è scoppiato proprio in piena campagna elettorale e, quindi, tutti si sentono in diritto di dire la loro, per portare a casa una manciata di voti. Cosicché, Jean Cyril Spinetta ha dovuto indorare la pillola Alitalia, ma le organizzazioni sindacali, Cgil, Cisl e Uil, e le nove sigle sindacali di categoria, non l'hanno ingoiata, naturalmente. Aspettano in assetto di guerra, venerdì prossimo quando Spinetta presenterà la proposta quadro di ristrutturazione della compagnia italiana. Una proposta che parte da una premessa, nessuno sarà lasciato per strada. Sarà. Vero è che ha fatto una proposta rispetto al passato meno da diktat: prendere o lasciare; per di più, sul piano occupazionale ha messo sul tavolo della trattativa i 180 piloti Alitalia (i meno anziani) da salvare e occuparli, in tre anni(2008 -2010), 60 l'anno, direttamente, in Air France-Klm, così diminuendo il numero complessivo degli esuberi. L'obiettivo è di aprire un negoziato con accordi separati con piloti, assistenti di volo e personale di terra Az Fly. Quest'ultima attività dovrebbe rientrare in parte nell'offerta franco-olandese. Sull'hub di Fiumicino, Spinetta ha fatto una proposta di reinternalizzazione di tutte le attività di handling. A ben vedere, il suo sforzo è stato notevole in questi ultimi giorni, ma lontano da soddisfare le istanze politiche e sindacali attorno all'Alitalia e all'hub di Malpensa. Se non ci fossero state le pressioni sindacali e la mossa, piaccia o no, di Berlusconi, la privatizzazione sarebbe stata un regalo ai francesi. Non è nuovo Prodi in performance di questo genere. Un'azienda di grande prestigio come l'Alitalia, benché in declino e in una crisi profonda, il Governo dovrebbe pensarci due volte prima (s)venderla.

Torna all'inizio


Nel periodo pasquale ha prevalso il Papa (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Gio, 27 Mar 2008 Edizione 60 del 27-03-2008 Info Tv Nel periodo pasquale ha prevalso il Papa di Lucilla Bicocchi Nonostante la pioggia, migliaia di fedeli affollano piazza San Pietro per partecipare alla benedizione Urbi et Orbi di Benedetto XVI in occasione della Pasqua. Durante l'omelia il Pontefice torna a invocare la pace per il Tibet, mentre provoca curiosità e interesse la scelta di battezzare il giornalista italo-egiziano Magdi Allam. Nessuna sorpresa nel ranking pasquale. E' il Papa, con quasi 8 minuti di tempo di parola raccolti da tutte le edizioni dei Tg, a conquistare la vetta della top ten. In una classifica povera di personalità politiche, dove tra i leader di partito compaiono solo Berlusconi, Casini e Calderoni, si fa sentire il saluto in 63 lingue del Papa e un nuovo disperato appello, quello per il ritorno della pace in tutte le zone più dolorose del pianeta. Medaglia d'argento va invece al leader del PdL. Per Berlusconi microfoni accesi ai Tg di Canale 5, Studio Aperto, e Rete 4. Mentre continua il botta a risposta a distanza con l'avversario Veltroni sui grande temi della campagna elettorale, come lavoro e immigrazione, il Cavaliere punta sulla legge Biagi e su una serie di incentivi per le aziende che assumono. Ma è soprattutto la vicenda Alitalia che continua a scatenare reazioni politiche a catena. Nei due giorni delle festività pasquali domina ancora l'annuncio del Cavaliere, che ai microfoni dei Tg conferma l'ipotesi avanzata recentemente, quella di una cordata di imprenditori italiani disposti ad acquistare la compagnia aerea. Se il meteorologo del Tg4, conquista il terzo posto annunciando una Pasqua bagnata, è Casini a guadagnare la quarta posizione con un nuovo monito a Berlusconi: "Non si gioca sulle spalle dei lavoratori". Nel ranking di inizio primavera anche due sindacalisti. Intervenuto al Tg4 di domenica sera, Bonanni commenta con ansia la vicenda Alitalia. "Il governo non ha voluto discutere col sindacato cosa stesse accadendo" dice Bonanni, che si domanda il motivo di voler svendere la compagnia di bandiera al maggior concorrente turistico europeo come la Francia, a condizioni che si sono rivelate molto svantaggiose. Tempo di parola nel Tg4 serale anche per Angeletti della Cisl, intervenuto sabato sera per lanciare un appello ad Air France: "Bisogna dare garanzia ai lavoratori", dice in oltre 3 minuti d'intervista. Nelle ultime posizioni spazio al giurista ed ex presidente del Csm ospite in studio al TgLa7 in veste di scrittore. Giovanni Galloni, commentando la situazione politico-economica italiana, presenta al pubblico di La7 il suo libro, "30 anni con Moro". "E' finito il periodo dei saldi, è ora che altre compagnie partecipino per rilanciare Alitalia e mantenere l'aeroporto di Malpensa" dice Calderoli dal nono gradino della top ten, mentre a calare il sipario sul ranking di Pasqua ci pensa Laura Ferretti. Verrà alla luce il figlio della 15enne incinta di 7 mesi che era fuggita da casa, in contrasto con i genitori, perché non voleva abortire. La ragazza aveva chiesto aiuto all'avvocato per poter portare a termine la gravidanza.

Torna all'inizio


Berlusconi ridicolizzato su Alitalia, paura dai sondaggi (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Da domani previsioni secretate per legge. Le ultime danno una spinta a Veltroni Berlusconi ridicolizzato su Alitalia, paura dai sondaggi Muore la cordata mai nata, un altro bluff scoperto. Ora può solo perdere Il Cavaliere svela il bluff: non c'è nessuna cordata italiana ma solo "contatti informali con diversi imprenditori ". E in ogni caso, sostiene il leader del Pdl, "bisogna aspettare che la trattativa con Air France si esaurisca" prima di poter considerare un'alternativa. È un Berlusconi che fa marcia indietro rispetto all'ostentata sicurezza degli ultimi giorni, quello che ieri si è visto costretto a precisare le indiscrezioni rivelate dalla Stampa sui possibili partecipanti alla cordata. Pezzi grossi come Mediobanca, Eni e Benetton, una volta visti tirati in ballo non hanno aspettato molto prima di smentire ogni interesse per l'affare. Andandosi così ad aggiungersi al niet di Banca Intesa. Insomma, una bella botta per il Cavaliere e per il suo partito, che rischia di riverberarsi sul voto del 13 aprile. Gli ultimi sondaggi disponibili infatti fanno registrare un Partito democratico in rimonta mentre il Pdl fa segnare una battuta d'arresto se non una lieve flessione. Per non parlare del caos senato: a palazzo Madama diventa sempre più probabile uno scenario in cui il centrodestra non riesce a raggiungere la maggioranza. ALLE PAGINE 2 E 3.

Torna all'inizio


Comunque, la sua storia è nita (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 27-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Potrebbe lasciare con quello che Ferrara chiama l'happy end. Ma anche senza alcun happy end, bensì in un gran casino di parlamento ingovernabile e maggioranza inesistente. Comunque vada, anche l'esito imbarazzante della sortita su Alitalia conferma che Silvio Berlusconi è alla fine della sua parabola come politico. È seduto su una montagna di voti che si è ricostituita tre anni fa (era allora che andava fatta l'operazione Veltroni, e lui che allora non se la sentì forse adesso se n'è reso conto) e che il Pd non riesce a erodere. Ma sono voti rassegnati, di ripiego, negativi, privi di passione com'è privo di passione e di voglia di governare l'uomo che li raccoglierà per l'ultima volta: il debole colpo di coda di una vicenda chiusa. Lo sa l'establishment, che si tiene alla larga da boutade tipo Alitalia, lo sanno osservatori e investitori stranieri, gli italiani che non lo sanno lo capiranno comunque presto, dopo il 14 aprile. Il Pd tenterà il colpaccio subito, per togliere l'happy end a Berlusconi ed evitare questa umiliazione all'Italia. Se il colpaccio non dovesse riuscire (sarà comunque di poco), si tratterà di decidere se lasciar sprofondare la destra nei guai da essa stessa provocati, oppure offrire la mano per rimettere insieme i cocci di istituzioni impazzite. Dicono dal loft che questo non è tema di adesso. Che ora bisogna solo battersi per vincere. Hanno ragione, la rimonta non è impossibile. Poi però sfuggono qua e là (Bettini, Franceschini, Finocchiaro...) frasi smozzicate sul dopo che lasciano intravedere opinioni diverse sull'alternativa di cui sopra. Non sarà una scelta facile, se mai si porrà. Basti dire che uno dei passaparola via email sul famoso tema ieri ripreso da Europa (aiutare Sa e Udc a fare il quorum al senato nelle regioni dove questo danneggerebbe Berlusconi?) si intitola: "Vade retro Satana". Così è fatta la nostra gente.

Torna all'inizio