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Dopo
le smentite dei presunti componenti della cordata italiana per rilevare
Alitalia, il leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro denuncia
Berlusconi alla Procura della Repubblica. La magistratura dovrà decidere se c'è
stato insider trading o aggiottaggio. «L'Italia dei Valori – annuncia il
ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro e leader dell'Italia dei
valori – presenterà una denuncia alla Procura della Repubblica al fine di
accertare se vi siano gli estremi di reato nelle dichiarazioni di Silvio
Berlusconi sul caso Alitalia». Per Di Pietro la procura dovrà valutare «se tali
dichiarazioni abbiano prodotto alterazioni o turbato il mercato, visto che un
giorno sì e l'altro pure, egli ha fatto credere che vi fosse una cordata pronta
a rilevare la compagnia di bandiera, prima che ci fosse una proposta alternativa
concreta e vera». «Se vi siano stati, quindi - conclude l'ex pm- reati di
aggiotaggio e/o insider trading».
Intanto su Alitalia è botta e risposta fra Veltroni e Berlusconi. Dopo il coro
di smentite di due (Eni e Mediobanca) dei presunti fautori della cordata
italiana di Alitalia, Berlusconi definisce i contenuti dell'articolo sulla
Stampa solo supposizioni giornalistiche. L'articolo di apertura del quotidiano
torinese (titolo: Berlusconi: ecco la mia cordata) riportava che per la cordata
Alitalia erano insieme i Benetton, Mediobanca, Ligresti e l'Eni. Nella
mattinata il numero uno del Pd aveva invitato a evitare turbative sulla
trattativa Alitalia. «Oggi sui giornali - ha detto Veltroni - c'è scritto che
sono stati annunciati dei nomi per la cordata. Un annuncio che è stato fatto da
un uomo politico che ha detto che i nomi sono A, B e C. Nel giro di poche ore
su quattro già due hanno smentito. Ci sarebbe da sorridere, ma non c'è da
sorridere perchè ci sono migliaia di lavoratori coinvolti. Non si possono
inventare battute e pensate che difficoltà si può creare con la turbativa di
certe affermazioni».Ribatte il Cavaliere: «I nomi che sono apparsi sui giornali
sono indiscrezioni o supposizioni da parte giornalistica». Palazzo Chigi
precisa che «il governo non può commentare annunci sui giornali. Commenterà,
semmai, quando e se si manifesterà un'offerta concreta da parte di
imprenditori». (N.Co.)
La
Stampa cita Eni, Benetton, Ligresti e Mediobanca. Ma il Cavaliere frena.
Veltroni: «No a turbative»
MILANO - Ancora dichiarazioni e
smentite sul caso Alitalia, e una denuncia annunciata da Di Pietro per
turbativa di mercato. Questa volta è toccato alla Stampa che aveva
riportato in prima pagina un virgolettato del Cavaliere: «Ligresti, Benetton,
naturalmente Mediobanca. E ce ne sono molti altri, come l'Eni che ha tante
risorse». Aziende e banche che venivano indicati come i nomi italiani che
dovevano prendere parte alla cordata per non far cadere Alitalia nella mani di
Air France-Klm dopo che mercoledì il leader del Pdl aveva annunciato che la
cordata sarebbe stata resa nota «a giorni».
«I FRANCESI SONO NOSTRI CONCORRENTI»
- «Pensavo che la trattativa in cui si è impegnato il governo portasse a una
fusione con Air France, tipo quello che è avvenuto con la Klm. Pensavo che si
creasse un polo franco-italiano, ma questa è un'acquisizione e basta, e io non
ci sto», ha detto il Cavaliere nell'intervista alla Stampa. «Come
facciamo a dare la nostra compagnia di bandiera ai francesi che sono forti nei
nostri stessi settori: dal turismo alle opere d'arte, alla moda. È una follia»
aveva aggiunto Berlusconi.
IL DIETROFRONT DEL CAVALIERE
- Berlusconi però il giorno dopo, incassate le smentite dell'Eni prima e di
Mediobanca faceva retromarcia. L'articolo di prima pagina della Stampa?
Invenzioni giornalistiche. «I nomi che sono apparsi sui giornali sono
indiscrezioni o supposizioni da parte giornalistica» spiegava ancora il Cavaliere.
MEDIOBANCA ED ENI SMENTISCONO -
Del resto sembrava non poter fare altro dopo che prima Mediobanca per bocca di
un portavoce «Non c'è allo studio alcuna ipotesi di cordata nè di ingresso nel
capitale di Alitalia» e poi l'Eni per bocca dell'amministratore delegato Paolo
Scaroni «Alitalia non è oggi nell'agenda di Eni» smentivano ogni possibile
intreressamento all'acquisizione della compagnia aerea.
NESSUN COMMENTO - Benetton e
Ligresti invece non avevano commentato le indiscrezioni attribuite a Berlusconi
uscite sulla Stampa.
DENUNCIA - «L'Italia dei valori
presenterà una denuncia alla procura della Repubblica al fine di accertare se
vi siano gli estremi di reato nelle dichiarazioni di Berlusconi sul caso
Alitalia». Lo ha annunciato il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di
Pietro. Per il ministro la procura dovrà valutare «se tali dichiarazioni
abbiano prodotto alterazioni o turbato il mercato, visto che un giorno sì e
l'altro pure ha fatto credere che vi fosse una cordata pronta a rilevare la compagnia
di bandiera. Se vi siano stati, quindi reati di aggiotaggio e/o insider
trading».
PALAZZO CHIGI - E le supposte
affermazioni di Berlusconi provocavano anche la reazione infastidita di Palazzo
Chigi: «Il governo non può commentare annunci sui giornali, non si è mai visto
che si commentino annunci sui giornali. Il governo non può commentare,
commenterà, semmai, quando e se si manifesterà una offerta concreta da parte di
imprenditori».
VELTRONI - Ma la risposta più
dura a Berlusconi arrivava dal leader del Pd Walter Veltroni: «Di quattro nomi
annunciati da un uomo politico per la cordata, due hanno già smentito. Questo è
un tema su cui non si possono inventare battute, affermazioni non sostenute
dalla realtà, perché pensate che difficoltà si può creare sulla trattativa con
le turbative di certe affermazioni».
LA CONTROREPLICA DI BERLUSCONI
- Le parole di Veltroni scatenavano la reazione di Berlusconi che interveniva
nuovamente sulla vicenda. «Io non ho inventato nulla, io non ho mai fatto nomi»
spiegava Berlusconi.
BORSA -
Intanto dopo l'apertura della Borsa valori di Milano, il titolo Alitalia
continua a restare sospeso per eccesso di rialzo. Il titolo segna un prezzo
teorico di 0,626 euro (+8,44%).
27 marzo 2008
ROMA
Mediobanca non ha allo studio alcuna ipotesi di cordata né di ingresso nel
capitale di Alitalia. Lo riferisce un portavoce dell’istituto in merito all'articolo di oggi in cui il Cavaliere fa i nomi della
cordata. Piazzetta Cuccia veniva indicata come possibile partecipatente alla
cordata italiana auspicata da Silvio Berlusconi e come autrice del progetto
finanziario dell’operazione.
Eni smentisce le notizie relative ad una possibile partecipazione in una
cordata
«Alitalia non è oggi nell’agenda di Eni». È quanto ha sottolineato l’ad del
gruppo petrolifero, Paolo Scaroni, in merito alle indiscrezioni di stampa
relative ad una possibile partecipazione in una cordata per la compagnia di
bandiera.
Nessun commento dal gruppo Ligresti
I portavoce del gruppo Ligresti e della holding della famiglia Benetton hanno
preferito evitare ogni commento alle dichiarazioni del candidato premier Silvio
Berlusconi in merito a un possibile coinvolgimento delle due famiglie nella
cordata italiana su Alitalia.
Il titolo sospeso per eccesso di rialzo
La cordata italiana per Alitalia sembra prendere forma e il titolo corre ancora
a Piazza Affari dopo la seduta positiva di ieri, quando ha chiuso in rialzo del
27,8% a 0,585 euro. Il titolo anche oggi è stato sospeso quando ha toccato
quota +8,44% a 0,626 euro per azione. A spingere le azioni al rialzo le parole
di Silvio Berlusconi», che esplicita i nomi dei partecipanti alla cordata italiana
che potrebbe opporsi a Air France nel rilevare la compagnia.
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«È solo un bluff
come nel 2004»
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Berlusconi: «In 3 o 4 settimane la cordata italiana». Intesa-Sanpaolo, partita
chiusa
Alitalia, Prodi e
Padoa-Schioppa chiedono atti concreti. Berlusconi, un prestito ponte
Alitalia al centro
della campagna, commenti duri sui siti esteri
Versace,
Piersilvio e ancora Alitalia sui siti esteri
Benetton, Mediobanca, Ligresti ed Eni:
sarebbero questi i nomi dei gruppi interessati ad Alitalia secondo il leader
del Pdl Silvio Berlusconi. In un colloquio con «La Stampa» Berlusconi ribadisce
che «la cordata italiana esiste, eccome. I nomi sono diversi, dalle banche a
quelli che in questi giorni mi hanno confidato il loro interessamento. Da
Ligresti a Benetton. Poi naturalmente c'è Mediobanca. E ce ne sono molti altri,
come l'Eni che ha tante risorse, che può partecipare direttamente
all'operazione e che ha un grande interesse in questa vicenda: come può il più
grande gruppo italiano a livello internazionale permettere che il nostro Paese
perda la sua compagnia di bandiera?». Il cane a sei zampe non commenta, per il
momento, le parole del leader del Pdl e candidato alla presidenza del
Consiglio, mentre Piazzetta Cuccia ha subito smentito le parole di Berlusconi:
«Non c'é allo studio alcuna ipotesi di cordata né di ingresso nel capitale di
Alitalia», riferisce un portavoce dell'istituto. I titoli delle società citate
da Berlusconi non hanno manifestato particolari scossoni in apertura della
giornata borsistica.
"Un
t" anche per il Wsj. Ma basterà?
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ma cosa
c'entra l'Alitalia? C'entra, perché per il quotidiano le vicende di questi
giorni rivelano che Berlusconi "è un politico disposto a fare di tutto pur
di riprendersi il potere. E questa non è certo una buona notizia, né per
l'Alitalia né per l'Italia". Conosciamo già l'obiezione.
Berlusconi
"un t" per Alitalia. Stavolta è il Wsj
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
il quotidiano
di Murdoch bacchetta anche la gestione di Alitalia da parte della vecchia Cdl.
"L'ultima volta che era stato a Palazzo Chigi, invece ? fra il 2001 e il
2006 ? salvatori dell'Alitalia Berlusconi non ne aveva trovati, limitandosi a
temporeggiare mentre il debito della compagnia volava, raggiungendo ?
L'ouverture
di Spinetta ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
per
riconsiderare il giudizio dei sindacati sull'insieme della proposta per
l'acquisizione di Alitalia". Per il presidente dell'Unione piloti Massimo
Notaro "siamo davvero molto lontani e resta tutta la nostra preoccupazione
per l'eventuale sopravvivenza di Alitalia. Il cargo si ferma, gli aerei vengono
messi a terra e si riduce il lungo raggio.
[FIRMA]UGO
MAGRI ROMA Di pensioni s'è parlato un giorno, poi tanti saluti. Se si ecc
( da "Stampa,
La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
e già aveva
pronto uno show su Alitalia al grido: "Non facciamoci colonizzare dai
francesi". Ma l'esibizione è saltata. I vertici Rai (Petruccioli-Cappon)
hanno messo il veto dopo uno sguardo al palinsesto di "Porta a
Porta". Di qui al voto, risultavano due presenze del leader Pdl e una del
segretario Pd, dunque hanno pareggiato il conto.
Piazza
Affari torna a inserire la retromarcia con il Mibtel che fa -0,40% a 23.846
punti e l'S& ( da "Stampa, La"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Fra i titoli
in grande spolvero, Alitalia continua ad andare forte (+26,1% a 0,57 euro)
superata però nell'ultimo prezzo dal 25% di Isagro, che ha fatto addirittura
+33,12% nel riferimento. Corre Impregilo (+9,84% a 2,81 euro) grazie a commesse
da un miliardo di euro nel giro di 24 ore negli Usa e in Libia.
Cv
Alital 1073,628<TD class ( da "Stampa, La"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Cv Alital 10
73,628 68,901 cv B Ifis 09 99,766 99,753 cv Bco Popol 10 100,528 100,506 cv
Beni Sta 11 92,291 92,180 cv BIM 15 90,224 90,000 cv Carige 13 114,876 114,876
cv Mi-A2a 09 114,416 111,690 cv SIAS 17 92,587 92,110 cv Snia 10 92,600 101,010
cv Vitt Ass 197,000 197,000 Telecom IT CV 10 109,888 109,
Covest:
attenti all'ambiente ma anche ai posti di lavoro
( da "Stampa,
La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
opinione
pubblica è rivolta più alla vicenda Alitalia e alla difesa dei posti di lavoro
che non all'ambiente. Il Covest, comunque, non ha abbassato la guardia
sull'inquinamento causato dall'aeroporto" ha detto la Strohmenger. Sono
state avanzate proposte per mantenere desta l'attenzione sulle conseguenze
procurate dallo scalo attraverso incontri nelle scuole,
Svolta
imminente fra interessi e critiche
( da "Stampa,
La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ulteriore
espansione e coglie la crisi Alitalia come occasione di rilancio. Si invoca l'
"hub" lombardo risorsa indispensabile per l'economia del Nord. La
Regione Lombardia si fa carico, con la nuova legge, della gestione e
supervisione del traffico aeroportuale internazionale. Dall'altra ci sono le
forze critiche, ambientaliste e non solo - lombarde e piemontesi tra cui il
Covest -
METAFORA
ITALIANA ( da "Stampa, La"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia, la
crisi delle esportazioni del prelibato formaggio di latte di bufala campano ha
ormai assunto dimensioni da vera emergenza. Rischia cioè di ripercuotersi sul
resto della già malandata economia italiana. Come sia potuto arrivare un paese
che pure in tempi non lontani ha occupato con onore il quinto o il sesto posto
al mondo per innovazione,
Berlusconi:
ecco la mia cordata ( da "Stampa, La"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
per Alitalia
insieme i Benetton, Mediobanca, Ligresti e l'Eni Silvio Berlusconi torna sulla
vendita di Alitalia, rilanciando la cordata di imprenditori di cui parla da
giorni. "Gli imprenditori - spiega - chiederanno di avere tre o quattro
settimane per conoscere la situazione reale prima di presentare una loro
offerta impegnativa"
[FIRMA]AUGUSTO
MINZOLINI Nel cortile di Palazzo Grazioli, di ritorno da un comizio a Viterbo
orga ( da "Stampa, La"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
su Alitalia
Berlusconi ha molto da dire. Al contrario di Veltroni. E poco importa se nel
gennaio 2006 l'attuale leader del Pd sognasse una cordata italiana per Alitalia
usando gli stessi argomenti del suo avversario di oggi. Adesso Veltroni è
costretto a difendere le posizioni del suo governo, quello di Prodi.
"Troppe
promesse senza soldi" ( da "Stampa, La"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
il presidente
di Confindustria Luca Montezemolo per il fatto che la difficile situazione di
Alitalia sia diventato argomento da usare in vista delle lezioni, per giunta in
modo non del tutto chiaro e trasparente. Della sorte della compagnia di
bandiera - afferma - "non voglio parlare perché vedo con amarezza che è
diventato un tema della campagna elettorale".
Professor
Martino, la convince Berlusconi su Alitalia? E' stata ed è un pozzo sen
( da "Stampa,
La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Professor
Martino, la convince Berlusconi su Alitalia? "E' stata ed è un pozzo senza
fondo di quattrini del contribuente. Una vergogna e un discredito nazionale. La
sigla, come dicevano gli inglesi, di "always late in taking-off, always
late in arriving": sempre in ritardo, in decollo come in arrivo.
La
cordata per Alitalia e il ruolo di Berlusconi Prodi, sovvenzionando l'Alitalia
nel decl ( da "Stampa, La"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
assicurandole un degno futuro vitale, anche se, ripeto, al service du roi. In
pratica l'Alitalia sarebbe stata salvata, ma il "made in Italy", a
lungo andare, ne avrebbe risentito. Ora, se viene fuori un Berlusconi,
industriale con precedenti encomiabili, ed afferma che una "scalata"
formata da capitali italiani potrebbe prendere il posto di quella franco-
Ma
Spinetta va avanti convinto che alla fine la sua offerta avrà la meglio su
tutti ( da "Stampa, La"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
s ha deciso
il declassamento del titolo Alitalia dall'indice S&PMib di Borsa. Sarà
sostituita dalla Geox di Mario Moretti Polegato. Motivo: "Troppa
volatilità e forte calo di valore". Le esternazioni a mercati aperti della
politica hanno dato un colpo mortale alla credibilità di un titolo che era da
tempo il bersaglio preferito degli speculatori.
A
dieci anni di distanza dal ricorso al Tar contro il decreto Burlando che lo
avrebbe costretto a tr ( da "Stampa, La"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ovvero una
compagnia che riporti su Malpensa la stesa mole di traffico alla quale Alitalia
ha deciso di rinunciare: mentre c'è chi parla ancora di moratoria, a partire da
lunedì sarà infatti operativo il taglio di 180 voli sullo scalo lombardo. A
meno che Toto non metta le mani su Alitalia, non ha però aerei sufficienti per
una simile scelta, né intende farlo.
Berlusconi:
prestoi nomi per Alitalia ( da "Secolo XIX, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Silvio
Berlusconi torna alla carica sull'Alitalia: "La cordata italiana? Non è
campata in aria, fra qualche giorno saranno noti a tutti i nomi degli
imprenditori che faranno certamente un'offerta impegnativa". L'ex premier
esclude che i suoi figli siano coinvolti: "Hanno tirato in ballo il
conflitto di interesse.
Berlusconi:
"Cordata, a giorni i nomi" Un imprenditore fabrianese: "Io ci
sto" ( da "Quotidiano.net"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia a
valutare la possibilità di una proroga della scadenza per l'offerta, fissata al
31 marzo per permettere il proseguimento della trattativa come chiesto dai
sindacati. Ieri anche il Tesoro, in qualità di azionista di Alitalia, ha fatto
sapere che un'eventuale decisione in tal senso spetta proprio a Prato e che il
ministero in questo caso non farà altro che prendere atto
Berlusconi:
"Cordata, a giorni i nomi" Un imprenditore fabrianese: "Io ci
sto" ( da "Quotidiano.net"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia a
valutare la possibilità di una proroga della scadenza per l'offerta, fissata al
31 marzo per permettere il proseguimento della trattativa come chiesto dai
sindacati. Ieri anche il Tesoro, in qualità di azionista di Alitalia, ha fatto
sapere che un'eventuale decisione in tal senso spetta proprio a Prato e che il
ministero in questo caso non farà altro che prendere atto
Giornata
fiacca per piazza affari ( da "Secolo XIX, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
846 punti e
lo S&P/Mib lo 0,55% a 31.281 punti, registrando un andamento in linea con i
mercati del Vecchio Continente. A pesare sul listino milanese sono stati i cali
del comparto bancario. Controcorrente invece Alitalia e Impregilo, in sordina
Telecom. 27/03/2008.
Il
titolo balza del 26,1%+110% in soli 4 giorni
( da "Secolo
XIX, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
azione
Alitalia in deciso rialzo anche ieri a Piazza Affari, in attesa di novità sulle
trattative con Air France-Klm e dell'ipotesi della cordata italiana. Il titolo
della compagnia di bandiera ha chiuso le contrattazioni in aumento del 26,1% a
0,577 euro, con l'1,6% del capitale passato di mano, ovvero 22,06 milioni di
azioni tra continue sospensioni dalle contrattazioni.
Piano
industriale, è guerra di cifre sugli esuberi
( da "Secolo
XIX, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
qual è la
nostra posizione e sa bene che esiste un problema dei lavoratori di Alitalia
oltre a quello del destino di Alitalia stessa". A Milano, intanto, la
posizione della Sea resta invariata. Lo fa capire chiaramente il presidente
della società. "Il nostro obiettivo è salvare Malpensa, non il fallimento
di Alitalia. - dice Giuseppe Bonomi - La nostra richiesta di risarcimento (1,
Milo
Radici disponibilea comprare il "cargo"
( da "Secolo
XIX, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
è pronta a
valutare il dossier del settore cargo Alitalia per un'eventuale acquisizione.
"Reputiamo che il settore cargo - commenta Nicola Radici, ad di Miro
Radici Finance - abbia importanti possibilità di sviluppo sia nel breve che nel
lungo periodo. L'eventuale acquisizione - prosegue - anche in cordata con altri
partner attivi negli altri settori della compagnia aerea,
Giocatori
senza coscienzaalla roulette della politica
( da "Secolo
XIX, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
se Alitalia
fallirà, se la Tav non si farà, se il Kosovo salterà in aria, se la Lega del
Sud sarà delusa e la Lega del Nord imbestialita, se il nucleare anglo-francese
ci terrà fuori dalla porta lasciandoci senza tecnologia e senza energia, il
patatrac risulterà dai fatti e nessuna parola, nessuno invocazione,
Una
metafora italiana ( da "Unita, L'"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
edizione del
Una metafora italiana Gianfranco Pasquino Alitalia C'è un po' di tutto
nell'affaire Alitalia. Di tutto quello che l'Europa preferirebbe non vedere, ma
che caratterizza il modo di governare e di fare opposizione (altro che
"Sistema-Italia", altro che politiche bipartisan, altro che
convergenze ovvero somiglianze programmatiche!
Cordata
tricolore? S'allungano i tempi del bluff Berlusconi: presto i nomi degli
imprenditori interessati. Ancora speculazione in Borsa
( da "Unita,
L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Silvio
Berlusconi torna a rilanciare una cordata tricolore per Alitalia. Ma stavolta
senza i suoi figli. "I miei figli dentro? Neanche per sogno, glielo
vieterei", dichiara. Incurante del fatto che i sindacati si stanno
posizionando per il difficile confronto di domani. "Le forze politiche
stiano lontane" ha detto ieri a metà pomeriggio Guglielmo Epifani.
Tra
sindacati e Air France ancora tensione sugli esuberi Domani il piano definitivo
di Spinetta. I piloti denunciano un numero crescente di esodi previsti
( da "Unita,
L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
il potente
sindacato dei piloti Alitalia, spara ad alzo zero: o i numeri cambiano o per
noi la trattativa è chiusa. Insomma, la trattativa riparte in salita, dopo una
giornata che sembrava orientata all'appeasement tra le parti. Anche se i
francesi in serata smentiscono le nuove cifre diffuse da Anpac.
Con
il Cavaliere una sfida fuori dal mondo Fa senso vedere Dini a destra . Per i
corrispondenti esteri, campagna elettorale confusa
( da "Unita,
L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Su Alitalia
cerca di intercettare il malumore del Nord. Ha sempre difeso la libertà
dell'imprenditore e l'assenza dello Stato: qui si rivela interventista".
L'unica novità dello scenario, la corsa a due Pd-PdL, si deve a Veltroni che
però "ha fatto di necessità virtù": "Quasi un miracolo: con la
stessa legge elettorale sono cambiati partiti e clima.
La
par condicio di Fede ( da "Unita, L'"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
due minuti al
solo Berlusconi sulla "cordata" che lui tiene lì, in agguato, e che
salverà Alitalia dalle grinfie di Air France. Il Cavaliere, forse stranito
dalla fatica, espone una tesi singolare: Alitalia deve restare italiana,
altrimenti Spinettà caricherà i passeggeri e i turisti e li porterà
direttamente in Francia e non "nelle nostre città d'arte".
Roma,
folla Pd per D'Alema e Rutelli In 2300 alla kermesse per il candidato sindaco:
sfida su servizi e sicurezza. Noi nuova forza democratica
( da "Unita,
L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia? Chi
se ne frega, conta solo Malpensa", come ha sibilato Maroni ieri. Noi
invece "siamo qui per ricostruire le ragioni dello stare insieme, il senso
di una comunità nazionale". Anche per questo l'attenzione deve essere
massima: "Anche se Berlusconi è un signore in fase declinante, anche se è
privo dello slancio di quando scese in campo la prima volta,
I
politici? Gli smemorati della Cultura
( da "Unita,
L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia - e
praticamente assenti dal dibattito. Ma qualcuno ne avverte la mancanza. Dice
Elkann che si sente "offeso" nel vedere l'immagine dell'Italia
all'estero sovrastata dalla mozzarella di bufala vietata in Giappone. Anche per
questo siamo passati dal 1° al 5° posto nella classifica dei paesi più visitati
al mondo.
Alitalia,
una metafora italiana ( da "Unita, L'"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stai
consultando l'edizione del Alitalia, una metafora italiana Gianfranco Pasquino
Segue dalla Prima U na decisione non presa anche perché il sistema
istituzionale italiano non consente di reagire rapidamente a nessuna emergenza
e perché nessun politico intende assumersi la responsabilità di decisioni
impopolari nel corto termine.
L'Enac
diffida Myair: stop ai voli ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il vettore
low cost annuncia un ricorso al Tar Alitalia farà slittare di un mese i
collegamenti --> Alitalia farà slittare di un mese i collegamenti L'Enac
diffida Myair dal continuare a vendere i biglietti sulle rotte da Bologna per
Olbia e Cagliari. Ma su Alitalia si prende tempo. Mano pesante nei confronti di
Myair e più leggera su Alitalia.
Trasporto
aereo a un bivio in attesa del voto
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Dalla Regione
insistono per la linea dura: Alitalia non può volare e non volerà sui cieli
sardi fino a ottobre. Ma l'Enac non ha ancora preso posizione in modo chiaro.
Si tenta una mediazione: Regione, Enac e ministero cercano un accordo per
evitare una prova di forza. Se Alitalia insistesse sul proposito di avviare i
voli a partire dal 30 marzo,
Ce
la possiamo fare, la partita è aperta anche alla Camera
( da "Unita,
L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il
centrodestra su Alitalia fa solo propaganda e mostra tutto il suo egoismo
nordista "Ce la possiamo fare, la partita è aperta anche alla Camera"
di Simone Collini / Roma Nicola Latorre non si stupisce del sondaggio Ipr
marketing secondo il quale il Pdl, nella migliore delle ipotesi, avrebbe solo
cinque seggi di vantaggio a Palazzo Madama.
Un
diritto per gli elettori - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ragioni di un
rifiuto che priverebbe i cittadini del loro diritto ad assistere a un chiaro
confronto di idee, personalità e programmi tra i due principali sfidanti per la
guida del Paese. Quello che non può fare è addossare la responsabilità alla par
condicio (stavolta non c'entra nulla) o ai crimini dello stalinismo o alla
crisi dell'Alitalia. Saranno poi gli elettori a giudicare.
Berlusconi
in una piazza vuota Insulta Veltroni e Di Pietro
( da "Unita,
L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
rinnovati
solo dalla carta Alitalia utile ad avocare a sé il merito della riapertura
della trattativa: così al cavaliere non resta che concentrare l'attacco contro
Veltroni, apparentando gli insulti anche al leader dell'Italia del Valori. Già
dalla mattina era partito il contrattacco sulle pensioni: "Veltroni parla
a vanvera" senza fare i conti con la disponibilità di bilancio,
Piloti
e calabroni Bonanni e Berlusconi ( da "Unita, L'"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
è persino il
rischio che il Pdl cavi ragni elettorali dal buco Alitalia esclusivamente sul
piano mediatico. Ad Arcore festeggiano: Berlusconi può dire "è merito
mio" mentre Bonanni, Cisl, gli fa eco: "Abbiamo già raggiunto un
risultato". Non ricordo che lo sprofondo Alitalia fosse un problema
elettorale nel 2001, né che lo fosse diventato nel 2006.
Il
vento gelido di pomigliano "noi, traditi dalla politica" - patrizia
capua ( da "Repubblica, La"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Bertinotti
dice che ci vuole un Marchionne anche per Alitalia, non è più credibile.
"Berlusconi, Veltroni, promesse inutili. La poltrona è comoda, ma a noi
mica ci pensano". Massimo, dello stampaggio: "Non vado a votare. A
destra mai, ma la sinistra che ha fatto? Con 1100 euro al mese, i prezzi
lievitati, gli stipendi fermi a Garibaldi.
Nei
caseifici parlano i primi pentiti "trent'anni di imbrogli, ma ora..."
- dal nostro inviato ( da "Repubblica, La"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La nostra
mozzarella è tra 0,40 e 1,20. Ottima. Ecco la risposta degli americani: hanno
visto le analisi, vanno bene, ci dicono di spedire, e allora?". Oggi parte
il cargo da Fiumicino alle 7: New York, Washington, San Francisco. Finché c'è
Alitalia anche la mozzarella va.
La
vertenza atitech in consiglio regionale
( da "Repubblica,
La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
azienda di
servizi di Alitalia, che nel piano di Air France è destinata ad una pesante
ristrutturazione, "atterra" oggi in Consiglio regionale: davanti alla
sede del Centro direzionale si terrà un presidio dei lavoratori. Nell'aula
consiliare si discuterà un ordine del giorno preparato dopo l'audizione dei
sindacati che la Commissione regionale dei Trasporti ha tenuto ieri.
Cordate
Il leader Pdl promette fatti, ma già si lavora a un nuovo prestito urgente
( da "Riformista,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Cordate Il
leader Pdl promette fatti, ma già si lavora a un nuovo prestito urgente Il
Cavaliere ritira i figli, Alitalia ha 7 giorni.
Attento
cavaliere ( da "Riformista, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
alla
strampalata idea del Cavaliere di bloccare la vendita di Alitalia, unica
soluzione possibile per salvare la compagnia. In queste settimane la polemica
di Tremonti contro la globalizzazione e per la riesumazione di una qualche
forza di protezionismo, e una serie di messaggi molto statalisti e
assistenzialisti di Berlusconi, hanno allarmato la business community
internazionale,
Segue
parla riello: <il fallimento non è un dramma, basta vedere parmalat>
( da "Riformista,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Se Alitalia
diventasse francese, mi sentirei un po' colonizzato" "Sono contrario ai
dazi, ma Tremonti non ha tutti i torti" (segue dalla prima pagina)
"Insomma - prosegue Riello - non mi preoccupo che Alitalia vada a
un'azienda francese. Però vorrei far notare una cosa: Air France è pubblica,
dunque non dimentichiamoci che è un governo che sta lanciando un'
Pierino
l'ex pm fa il nuovo mastella, eppure il loft non sembra preoccuparsene
( da "Riformista,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
nove ha
ribadito che qualsiasi acquirente osi avvicinarsi ad Alitalia deve
sottoscrivere una clausola che preveda una moratoria di due barra tre anni per
Malpensa. Alle 11 e ventinove ha intonato un nuovo de profundis per AirOne.
Quindi ha detto no alla commissione d'inchiesta sui fatti di Genova
consigliando la via della commissione di indagine (ore 15.
Conversazione
sulla <questione settentrionale>
( da "Riformista,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
È in atto una
secessione strisciante delle imprese" "Alitalia è una vicenda gestita
con approccio dirigista e non sempre le decisioni dirigiste reggono alla prova
del mercato. Ora siamo all'ultima spiaggia". Il presidente del Friuli
Riccardo Illy sul caso Alitalia non si iscrive affatto al partito della
moratoria, che pure nel Nord ha trovato autorevoli esponenti,
Bandiera
tra una settimana avrà problemi a pagare gli stipendi
( da "Riformista,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia. Il
Tesoro non potrebbe pagare i 1,2 miliardi di euro della causa: sarebbe
considerato un aiuto di Stato. Per quanto riguarda il prestito-ponte, le
condizioni della richiesta dell'amministratore delegato di Alitalia, Prato, sono
scritte nero su bianco nel comunicato del 15 marzo scorso, in cui si dice che
"nel contesto della finalizzazione della negoziazione con AirFrance-
Sprechi
all'estero i manager sono molto meno cari
( da "Riformista,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
accumulati in
anni di pessima gestione di Alitalia. E continuano a emergere eclatanti
performance di inefficienza, quasi sempre riconducibili al corto circuito
prodotto da logiche clientelari, assunzioni facili e utilizzo sfrenato di
risorse pubbliche. Sotto i riflettori sono finiti i privilegi di piloti e
assistenti di volo e le incomprensibili scelte strategiche sul piano
industriale.
Black
day sondaggi negativi e il caso <porta a porta>
( da "Riformista,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
interventismo
berlusconiano su Alitalia ci sarebbe anche Fedele Confalonieri, custode
dell'ortodossia finanziaria di Mediaset e dintorni. Le percentuali che
associano il capitolo Berlusconi-Alitalia alla voce "boomerang" sono
in netto rialzo. E confermerebbero l'oscuro presagio che, un mesetto addietro,
Gianni Letta ha affidato a un ministro del centrosinistra:
Pollastrini:
"questo è il rischio se la lombardia sceglierà il pdl" - andrea
montanari ( da "Repubblica, La"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Si comincia a
capire che se avesse prevalso la posizione del sindaco Letizia Moratti
("meglio il fallimento di Alitalia") non avrebbe certo guadagnato
Malpensa. In questi ultimi dodici anni nessuno dei governi o delle giunte
lombarde o milanesi che si sono succeduti sono indenni da responsabilità. Oggi
l'unica proposta seria sul tavolo è quella di Air France.
Francesco
la spina ( da "Repubblica, La"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
la vicenda
Alitalia. L'argomento fa già parte del memorandum sottoscritto con Torino e
Milano e di cui l'accordo sulle aziende multiservizi è il fiore all'occhiello.
Il mio collega Chiamparino ne ha già parlato con Letizia Moratti e spero che,
subito dopo le elezioni, si possa fissare un incontro a tre per perfezionare
una strategia sul fronte del trasporto ferroviario passeggeri"
Ascolti
e comicità, Italia1 fa il pieno ( da "Manifesto, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La politica
per il momento resta sullo sfondo, con simpatici buffetti che non fanno male a
nessuno ("Berlusconi vuole l'Alitalia, ha già chiamato Saccà per
consigliargli le hostess"). Anche se la scelta di non riproporre le
letteronze vale più di una buona battuta sulle elezioni.
nrangeri@ilmanifesto.it.
I
am piddì ( da "Manifesto, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La strada è
tracciata: più Pil, più giustizia sociale, leggi più semplici". E sul web
spopola il nuovo "inno democratico". Berlusconi contrattacca:
"Il leader del Pd stalinista e bugiardo, il nostro vantaggio
incolmabile" e per l'Alitalia "presto cordata italiana, senza i miei
figli"PAGINE 2, 3.
Il
Paradosso di Tonino ( da "Manifesto, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia). In
fondo, ci siamo detti, in una campagna elettorale in cui la cosa più di
sinistra che capita di sentire è che "bisogna aumentare i salari per
stimolare i consumi" (i salari di chi? Il consumo di cosa?), che male c'è
a immaginare qualcosa di radicalmente diverso, che male non fa, e anzi fa del
bene alle duecento famiglie del gruppo d'
Alitalia,
ecco il piano Air France ( da "Messaggero, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Az-Servizi,
Cargo, piloti: le nuove proposte di Spinetta ai sindacati Alitalia, ecco il
piano Air France Berlusconi: cordata a breve. Montezemolo: sbagliato farne un
tema elettorale.
Chiacchiere
e dubbi in attesa del piano ( da "Manifesto, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
Chiacchiere e dubbi in attesa del "piano" Per Alitalia, quella di
ieri è stata la giornata delle chiacchiere politiche; la concretezza tornerà
stasera, con la presentazione del "documento dettagliato" promesso da
Spinetta. Monopolizzate da un Berlusconi ben oltre i limiti dell'aggiottaggio -
con la Consob sempre silenziosa -
Missione
Letta in Vaticano: un <aiuto> per il Senato
( da "Corriere
della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
avrebbero avuto
un contatto diretto nei giorni scorsi sullo spinoso tema di Alitalia. Dopo il
14 aprile ci sarà modo di riannodare i fili del dialogo, al momento le energie
vengono concentrate sul duello nelle urne. E in questa fase l'agenda di Letta è
zeppa di appuntamenti con le gerarchie ecclesiali, per assicurare il voto
cattolico al Pdl.
<Cavaliere
sfrontato come Le Pen Solo lui cinque volte candidato>
( da "Corriere
della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ancora
credere alla sua girandola di bugie come la storia della cordata per salvare
Alitalia o l'attenzione per i più deboli. E che dire del contratto con gli
italiani, che ha completamente disatteso nonostante l'affermazione che non si
sarebbe mai ricandidato se avesse mancato alla promessa fatta? Disatteso
sull'abbattimento della pressione fiscale, la sicurezza, le pensioni
minime".
Editoriali
( da "Corriere
della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
potrebbero
domandare a Berlusconi perché non vendette le loro quote in Alitalia quando
valevano davvero qualcosa. La quotazione della società è crollata circa del 70%
negli ultimi due anni") e la corrispondenza di ieri è una: il più adatto
per i mercati, in Italia, può essere Veltroni, non il Cavaliere. A controllare
il Wsj è Rupert Murdoch, titano australiano dell'informazione.
Volare
bassi ( da "Manifesto, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Gli permette
di accusare Prodi di voler svendere Alitalia". Meno sfumata l'opinione di
Tito Boeri che su La Stampa scrive di "scenario terrificante" per i
contribuenti italiani: "Oltre il danno di scoprire che non hanno salvato
la patria, ma Alitalia, avranno la beffa di vedersi condannare a pagare più
tasse per volare a prezzi più alti".
Padoa-Schioppa
si chiama fuori ( da "Corriere della Sera"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia. Una
decisione che è tuttavia naturale conseguenza della scelta fatta da Tommaso
Padoa-Schioppa dopo il fallimento della gara, quella di affidare la partita
esclusivamente ai manager della società pubblica. Così si è evitato l'obbligo
di fare un altro bando pubblico, che le grandi compagnie, e l'Air France in
particolare,
L'
anti Calearo tra piazza e fabbrica
( da "Manifesto,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E sul caso
Alitalia ribadisce: "Era inaccettabile il piano francese che smantella la
compagnia e riduce il personale. Bene che sia partita la trattativa con il
sindacato. Se c'è una vera cordata italiana, al di là delle operazioni
elettorali di Berlusconi, ancora meglio.
Bce
statica, Stati uniti di fronte alla tempesta
( da "Manifesto,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ma potrebbe
valere anche per Alitalia. Preoccupazioni non eccessive, specie guardando a
quanto sta avvenendo negli Stati uniti. La raffica di dati economici negativi è
stata come al solito, da alcuni mesi a questa parte, impressionante. Le
richieste di rifinanziamento dei mutui casa (un sistema molto yankee per
sostenere le spesse familiari correnti)
1
( da "Corriere
della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-27 num: - pag: 9
categoria: BREVI 1 miliardo il primo finanziamento necessario ad Alitalia per
ridare fiato alle casse della compagnia che si stanno svuotando giorno dopo
giorno.
Alitalia
La vendita ( da "Corriere della Sera"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
2008-03-27
num: - pag: 9 categoria: BREVI Alitalia La vendita 31 26% Marzo: la scadenza
dell'offerta di Air France. Una proroga permetterebbe il prosieguo della
trattativa. Nei prossimi giorni la valuterà il board Alitalia Il guadagno del
titolo Alitalia sui listini oggi (a 0,577 euro), prima di essere sospesa al rialzo.
La
diplomazia di Ermolli e l'intreccio con l'Expo
( da "Corriere
della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E, che sia o
no il volo Az819 dell'Alitalia, il presidente di Promos e advisor di Jp Morgan,
avrà solo le due ore della traversata per tirare il fiato prima di atterrare e
riprendere le fila della cordata "berlusconiana" per salvare la
compagnia dal crac e strapparla ai francesi.
Berlusconi:
la cordata italiana è pronta ( da "Corriere della Sera"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
imposta per
Alitalia se la trattativa prosegue Oggi nuova proposta di Air France ai
sindacati. Il board del gruppo italiano deciderà se far slittare il termine di
fine mese ROMA - La cordata italiana per Alitalia si "concretizzerà fra
qualche giorno". Lo ha promesso ieri Silvio Berlusconi, aggiungendo che
"nemmeno per sogno" vi parteciperanno i suoi figli "
Calearo:
Swiss e Sabena sono fallite Niente scandali se capita anche da noi
( da "Corriere
della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia?
"Non mi scandalizzerei se fallisse perché è successo già in altri Paesi. E
poi si è sempre ripartiti con una società nuova ". Massimo Calearo, ex
presidente di Federmeccanica e oggi numero uno della lista del Pd alla Camera
in Veneto, fa appello agli esempi internazionali nella videochat con i lettori
di Corriere.
Scatto
di Impregilo, giù Finmeccanica ( da "Corriere della Sera"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia, per
esempio, che da lunedì prossimo uscirà dall'S&P-Mib (al suo posto entrerà Geox),
ha messo a segno un nuovo consistente rialzo (+26,1%), con gli operatori che
continuano a scommettere sulla cordata italiana in alternativa ad Air France.
Il
turismo a Roma cresce, ma meno che nelle altre capitali europee. Servono
fattori di attra ( da "Messaggero, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
istituzione
di un marchio Roma, che permetta di qualificare le strutture e il servizio
offerto. La vera sfida per Roma è quella di un turismo durante tutto
l'anno". E su Alitalia, Alemanno boccia la virata francese: "La
vendita di Alitalia ad Air France significa la subordinazione dei flussi
turistici di Roma a Parigi".
ROMA
Questa sera i sindacati avranno il nuovo piano industriale di Air France.
Secondo quan ( da "Messaggero, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
di Alitalia.
Nella seconda bozza si prevederebbe l'internalizzazione dei 3.000 lavoratori di
Alitalia Airport, tutti operanti su Fiumicino. Ad essi andrebbero aggiunti i
dipendenti dal comparto motori, dei servizi hangar e informatici. Atitech,
personale a rischio Resterebbe ad alto rischio il destino dei circa 800
lavoratori del polo napoletano che si occupano della cosiddetta "
L'impossibilità
di una campagna <bon ton> ( da "Corriere della Sera"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
e Fausto
Bertinotti cerca di impallinarlo da sinistra: si tratti di Alitalia o pensioni.
Per questo, è nelle cose un doppio irrigidimento veltroniano di qui al voto. Le
battute di due giorni fa sull'età avanzata di Berlusconi sono un piccolo
indizio, come lo è la rivendicazione della rottura con l'estrema sinistra.
MILANO
- Nella cittadella di Malpensa, aeroporto con vista sulle Alpi da cui tran
( da "Messaggero,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E' l'effetto
Alitalia, che si abbatte come una scure sull'hub lombardo difeso con tutte le
forze dal governatore Roberto Formigoni. Ed è proprio la Regione a lanciare
l'allarme: i posti a rischio nell'indotto, fra logistica, ristorazione,
catering e pulizie, sono 7.
ROMA
- La politica deve restare lontana. A debita distanza. Montezemolo attacca. Non
vuole i ( da "Messaggero, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Non vuole
infatti che la sorte di Alitalia, azienda e lavoratori, finisca nel frullatore
impazzito della dichiarazioni dei leader degli opposti schieramenti politici,
Pd e Pdl in primis. "Di Alitalia non voglio parlare - dice il presidente
di Confindustria alla Luiss - perchè vedo con amarezza, che è diventato un tema
della campagna elettorale".
POCO
resterà di questa campagna elettorale, dopo il 13 aprile. Al di là della novit
( da "Messaggero,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia si
gioca una partita importantissima anche per l'immagine che i pretendenti al
governo intendono offrire di sé tanto agli elettori quanto all'opinione
pubblica internazionale, dire qualcosa sui presupposti di cultura politica e
sugli effetti che la linea tremontiana, di cui La paura e la speranza
costituisce un nuovo e più affinato capitolo,
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Berlusconi su
Alitalia Berlusconi rilancia la "cordata italiana " e sostiene che
sia una prospettiva concreta: "Ci sono alcuni nomi di imprenditori
impegnati su questo fronte che non posso fare per dovere di riservatezza. Fra
qualche giorno questi nomi saranno conosciuti da tutti, perché faranno
certamente un'offerta impegnativa ".
Alitalia,
aumentano gli esuberi. I sindacati: se è così non firmiamo
( da "Liberazione"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Berlusconi
insiste: "La cordata italiana c'è, senza i miei figli" Alitalia,
aumentano gli esuberi. I sindacati: se è così non firmiamo Roberto Farneti
Altro che linea più morbida di Air France per venire incontro alle obiezioni
dei sindacati. Nella migliore delle ipotesi il numero degli esuberi già
previsti nel piano originario, 2.
Massimo
Calearo: <Non voglio avere padroni sul collo>
( da "Liberazione"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
e su
Alitalia: "I suoi problemi sono legati alla sua gestione e a un certo tipo
di politica sindacale dove le assunzioni sono state spesso considerate
strumento di controllo elettorale". La perla, però, Calearo la infila -
inconsapevolmente paradossale o paradossalmente inconsapevole -quando afferma
che si è candidato nel Pd e che non avrebbe mai potuto candidarsi nel Pdl
"
Fausto
Bertinotti incontra i giovani: <Coraggio, va ripreso il cammino>
( da "Liberazione"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
in una
conversazione amichevole che ha affrontato anche Alitalia e il pacchetto
welfare, con Epifani, Bonanni e Angeletti, è stato proprio un giudizio scettico
sul governo Prodi, vuoi per la sua breve durata, vuoi perché nel poco tempo a
disposizione molte delle cose proposte non hanno mai visto la luce.
Indicizzare
le pensioni, roba da comunisti Gianfranco Fini sa che Berlusconi non molla? Se
Magdi Allam ascoltasse le parole di Gesù
( da "Liberazione"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
e un totale
oscuramento in campagna elettorale dove le sue tesi (vedi Alitalia) vengono
subito rimangiate, dopo che Berlusconi ha detto la sua. Fini, il camaleonte,
che dice tutto e il contrario di tutto, non ha un cammino facile; anche perché
la base di Forza Italia non crede in un domani sotto il suo segno di capo.
Bonaiuti:
Cordata italiana? Dal Cav solo un appello
( da "Tempo,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
it Nella
lotteria per salvare Alitalia arriva una parziale frenata sulla consistenza del
secondo pool di imprese e banche targato made in Italy. La precisazione è
arrivata ieri dal portavoce del leader del Popolo della libertà, Paolo
Bonaiuti, che ha detto che sulla possibilità di una cordata di imprenditori
italiani che salvi Alitalia "Berlusconi ha fatto solo un appello"
Alitalia,
l'affondo del Cavaliere ( da "Tempo, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
"Ora lo
vieterei, la sinistra ha strumentalizzato l'iniziativa" Alitalia,
l'affondo del Cavaliere Giovanni Lombardo g.lombardo@iltempo.it Berlusconi
insiste sulla cordata italiana per Alitalia. E annuncia che a breve si
conosceranno i nomi degli imprenditori pronti a investire nel rilancio della
compagnia.
Air
France non molla. Arriva la nuova proposta
( da "Tempo,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Arriva la
nuova proposta I sindacati valuteranno domani mattina la proposta di accordo
quadro su Alitalia attesa da Air France-Klm, che ieri ha smentito le voci di un
eventuale aumento degli esuberi. Le nove sigle che siedono al tavolo con le
compagnie hanno previsto in mattinata, per le 11, una riunione intersindacale
per esaminare la proposta e valutare una posizione comune.
Borse
europee in recupero ( da "Tempo, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Fra le blue
chip è stata l'ennesima giornata di Alitalia (+33,4% a 0,46 euro) nella
giornata in cui l'ad di Air France, Jean Cyril Spinetta, ha incontrato i
sindacati e ha fatto sapere che venerdì presenterà un nuovo documento su cui
impostare le trattative.
In
cucina come in aereo è comunque grandeur
( da "Tempo,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nessuna
preclusione ai francesi visto che in attesa di nuove cordate sono gli unici che
ancora vogliono rischiare sull'Alitalia. Però, prima di lasciargli carta bianca
forse sarà meglio tener conto dell'esperienza Michelin e prendere delle buone
contromisure.
Il
duello televisivo tra Berlusconi e Veltroni con molta
( da "Tempo,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Intanto resta
di attualità la questione Alitalia. Il Cavaliere ha annunciato che tra qualche
giorno saranno resi noti i componenti della cordata italiana intenzionata a
rilevare la compagnia. I nomi restano ancora sconosciuti, ma non ci saranno i
figli del Cavaliere. Gallo e Lombardo alle pag.
Il
rilancio dei francesi. Nuova offerta Air France, più garanzie sugli esuberi
( da "Tempo,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stampa
alitalia Il rilancio dei francesi. Nuova offerta Air France, più garanzie sugli
esuberi Spiragli di dialogo su Alitalia: il presidente di Air France-Klm si
conferma abile negoziatore (in Francia lo conoscono bene) e dopo aver messo con
le spalle al muro i sindacati, adesso apre a una trattativa un po' più morbida.
Chi
ha avuto modo di conoscerlo in altre vesti (quali quelle
( da "Tempo,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
obiettivo di
Spinetta è fermare un possibile accordo Lufthansa-Alitalia. Jean-Cyril è facilitato
dal fatto che Lufthansa non vuole passare tramite partner che, a torto o a
ragione, non considera all'altezza. Per Spinetta si tratta di un gioco su due
tavoli: su uno, con i suoi azionisti che vorrebbero Alitalia possibilmente
gratis;
"non
crediamo più alle false promesse" - carlo picozza
( da "Repubblica,
La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Gli annunci
di altre offerte servono a mantenere Malpensa nel ruolo assegnatole da scelte
che continuano a far perdere ad Alitalia 200 milioni l'anno". Il capo
cabina, Massimiliano D'Auria, guarda lontano: "Con Alitalia, Air
France-Klm si proporrebbe come numero uno mondiale. La liberalizzazione dei
cieli in vista impone di unirsi subito e bene a una compagnia solida".
Cordata
tricolore al palo e c'è chi punta al fallimento - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
tre o quattro
settimane per esaminare i conti Alitalia. Il tempo passa, c'è il voto di mezzo,
la data room della Magliana fatica ad aprirsi. A quel punto, viste le
condizioni delle casse di Alitalia ? il nuovo governo una volta eletto non
avrebbe scelta e sarebbe costretto a commissariare Alitalia (operazione che
peraltro presenta enormi rischi tecnico industriali).
Berlusconi:
l'offerta italiana arriva ma i miei figli non ci saranno più - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
offerta
italiana arriva ma i miei figli non ci saranno più Sugli esuberi Alitalia è di
nuovo tensione Air France-sindacati LUCIO CILLIS ROMA - Il tricolore Alitalia
torna nelle mani della politica nel giorno di un nuovo colpo di scena sul
fronte della trattativa con Air France. Il leader del Pdl Silvio Berlusconi
parla della compagnia e batte il tasto della cordata italiana.
Affari
in piazza - ettore livini ( da "Repubblica, La"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La società
quindi dovrebbe beneficare del cambio di esecutivo e questo basta a bilanciare
i rischi per i suoi conti derivati dal rallentamento della pubblicità".
Forse anche ad Alitalia ? tutto sommato ? conviene davvero volare nell'orbita
Fininvest.
E
sarkozy fa rotta su fincantieri - alberto statera
( da "Repubblica,
La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia? I
transalpini affamatori della Malpensa? Può anche darsi, pur se solo in un ormai
angusto angolo visuale del capitalismo internazionalizzato. Se
"colonia" vogliamo considerarci in cielo con l'ex compagnia di
bandiera che andrà con ogni probabilità nelle mani di Air France,
"colonizzatori" stiamo forse per diventare noi in mare.
Brevi,
schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
45 otto e
mezzo Il caso Alitalia, pensioni e salari. Ospiti Giorgio Tonini (Pd), Fabrizio
Cicchitto (Pdl) e il vicedirettore del Giornale , Nicola Porro. La 7 20.30
ALBAKIARA Il racconto di una generazione nella docufiction con Davide Rossi.
All Music 21.00 ANNOZERO Case popolari pronte ma mai assegnate, occupazioni
abusive.
Parte
con un flop la campagna di michela - rodolfo sala
( da "Repubblica,
La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
"non regalata ma svenduta ai francesi", e meno male che Silvio
"sta mettendo insieme una cordata di imprenditori pronti a salvare
Malpensa", i poliziotti considerati da Veltroni e soci "il braccio
armato della borghesia", la sicurezza che "non è mai stata
nell'agenda di questo governo", gli immigrati a cui "gli altri
vogliono dare il voto per cancellare le nostre tradizioni
Su
Porta a Porta lite Silvio-Walter ( da "Nazione, La (Nazionale)"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La politica
Su Porta a Porta lite Silvio-Walter DUELLANO Berlusconi e Veltroni sui passaggi
da Vespa; viene così annullata l'apparizione di stasera dell'ex premier che
accusa: "Prepotenza della sinistra". Ancora polemiche su pensioni e
sondaggi. E per Alitalia il Cavaliere assicura: "Cordata entro domenica,
senza i miei figli". - -->.
Poca
credibilità ( da "Nazione, La (Nazionale)"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ha promesso
che a breve presenterà una nuova proposta ai sindacati e nessuno in Alitalia
resterà per strada. Viene da chiedersi cosa sia successo, in così poco tempo, e
quali possano essere le cause che lo abbiano spinto a inaugurare, tutto d'un
tratto, questa proposta. Quello che è chiaro è che così Air France ha perso
qualunque margine di credibilità.
Esuberi
e Malpensa, le condizioni per trattare
( da "Campanile,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
intera
vicenda Alitalia a farne le spese non possono essere sempre i lavoratori. Un
serio piano industriale di rilancio non può partire dalla voce esuberi. Dal '92
in poi, ossia da quando Alitalia è stata privatizzata, le responsabilità dei
management che si sono succeduti ai vertici dell'azienda sono abbastanza
palesi.
Programmi,
Sud cancellato ( da "Campanile, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ad esempio
"dell'Alitalia, di come ridurre le tasse, di come spendere un po' di
soldi, magari aumentando le pensioni, senza tener conto che i fondi nel
bilancio pubblico non ci sono perché il deficit sta tornando al 2,5%".
Insomma, "parlano" un po' di tutto fuorché di ciò che davvero sta
cambiando nel nostro Paese.
Chiacchiere
e dubbi in attesa del <piano>
( da "Manifesto,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
Chiacchiere e dubbi in attesa del "piano" fr. pi. Per Alitalia,
quella di ieri è stata la giornata delle chiacchiere politiche; la concretezza
tornerà stasera, con la presentazione del "documento dettagliato"
promesso da Spinetta. Monopolizzate da un Berlusconi ben oltre i limiti
dell'aggiottaggio - con la Consob sempre silenziosa -
L'<anti
Calearo> tra piazza e fabbrica
( da "Manifesto,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E sul caso
Alitalia ribadisce: "Era inaccettabile il piano francese che smantella la
compagnia e riduce il personale. Bene che sia partita la trattativa con il
sindacato. Se c'è una vera cordata italiana, al di là delle operazioni
elettorali di Berlusconi, ancora meglio.
Berlusconi:
pronta l'offerta per Alitalia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Politica
Italiana Pagina 109 Berlusconi: pronta l'offerta per Alitalia Il leader Pdl
conferma la cordata italiana. "Ma senza i miei figli" --> Il
leader Pdl conferma la cordata italiana. "Ma senza i miei figli" Su
Alitalia continua il braccio di ferro tra Berlusconi e il governo Prodi. Il
Cavaliere rilancia la cordata italiana: offerta a giorni.
Orlando'
Lombardoil Cuffaro senza cannoli'
( da "Voce
d'Italia, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
per rilevare
Alitalia avanzata da Berlusconi ,Orlando è stato chiaro: "stiamo
assistendo ad una vera e propria operazione di inside-trading da parte sua, il
quale annuncia, che c'è una cordata e la cordata non c'è, e annuncia che di
questa cordata potranno far parte i suoi figli, lui che si candida a fare il
Presidente del Consiglio,
Berlusconi
Alitalia, presto cordata italiana
( da "Voce
d'Italia, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia
Cavaliere: "i miei figli non entreranno in Alitalia" Berlusconi:
Alitalia, presto cordata italiana Tra i candidati anche Eni, Ligresti, Benetton
e Mediobanca Roma, 27 mar. - Berlusconi ha fatto i famosi nomi di gruppi
interessati all'acquisizione dell'Alitalia. Lo ha fatto in un'intervista
rilasciata a "La Stampa" di Torino;
Berlusconi:
Alitalia, presto cordata italiana
( da "Voce
d'Italia, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia
Cavaliere: "i miei figli non entreranno in Alitalia" Berlusconi:
Alitalia, presto cordata italiana Tra i candidati anche Eni, Ligresti, Benetton
e Mediobanca Roma, 27 mar. - Berlusconi ha fatto i famosi nomi di gruppi
interessati all'acquisizione dell'Alitalia. Lo ha fatto in un'intervista
rilasciata a "La Stampa" di Torino;
Berlusconi:
presto i nomi per Alitalia ( da "Secolo XIX, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Silvio
Berlusconi torna alla carica sull'Alitalia: "La cordata italiana? Non è
campata in aria, fra qualche giorno saranno noti a tutti i nomi degli
imprenditori che faranno certamente un'offerta impegnativa". L'ex premier
esclude che i suoi figli siano coinvolti: "Hanno tirato in ballo il
conflitto di interesse.
Alain
Elkann ai politici: ( da "Tempo, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Solo la
cultura ci salverà Mentre i candidati premier s'affannano a discutere dei padri
adottivi di Alitalia e di sondaggi, gli italiani si mettono in fila davanti ai
musei. Alain Elkann che Paese è questo? "Il Paese della bellezza. Nel
quale è bastato lanciare l'idea di mettere la cultura al centro del buon
governo per essere sommersi dall'entusiasmo".
In
cucina come in aereo ècomunque grandeur
( da "Tempo,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nessuna
preclusione ai francesi visto che in attesa di nuove cordate sono gli unici che
ancora vogliono rischiare sull'Alitalia. Però, prima di lasciargli carta bianca
forse sarà meglio tener conto dell'esperienza Michelin e prendere delle buone
contromisure.
Alitalia,
Berlusconi: solo 'indiscrezioni' ( da "Voce d'Italia, La"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia
Smentita la cordat Alitalia citata dal Cavaliere Alitalia, Berlusconi: solo
'indiscrezioni' La compagnia di bandiera non e' nell'agenda di Eni e Mediobanca
Roma, 27 mar.- Marcia indietro di Silvio Berlusconi, che ha smentito le
dichiarazioni che, secondo il quotidiano La Stampa, avrebbe rilasciato in
merito alla cordata italiana candidata all'
Elezioni
Casini invita Berlusconi e Veltroni alla serieta'
( da "Voce
d'Italia, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sia in merito
alla questione Alitalia, sia sulla questione degli spazi televisivi in campagna
elettorale. “Sono dell'idea che la politica sia una cosa seria. Quando
strumentalizza migliaia di posti di lavoro perde serietà e io invito Veltroni e
Berlusconi ad essere più seri in questa campagna elettorale.
Elezioni:
Casini invita Berlusconi e Veltroni alla serieta'
( da "Voce
d'Italia, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sia in merito
alla questione Alitalia, sia sulla questione degli spazi televisivi in campagna
elettorale. “Sono dell'idea che la politica sia una cosa seria. Quando
strumentalizza migliaia di posti di lavoro perde serietà e io invito Veltroni e
Berlusconi ad essere più seri in questa campagna elettorale.
Alitalia,
Berlusconi solo 'indiscrezioni' ( da "Voce d'Italia, La"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia
Smentita la cordat Alitalia citata dal Cavaliere Alitalia, Berlusconi: solo
'indiscrezioni' La compagnia di bandiera non e' nell'agenda di Eni e Mediobanca
Roma, 27 mar.- Marcia indietro di Silvio Berlusconi, che ha smentito le
dichiarazioni che, secondo il quotidiano La Stampa, avrebbe rilasciato in
merito alla cordata italiana candidata all'
Il
Cav tra Alitalia e futuro governo
( da "Opinione,
L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia e
futuro governo di Hush Hush Purchè restiate ZITTI ZITTI, registrando che il
Cavaliere rilancia su Alitalia e annuncia a giorni l'uscita allo scoperto della
cordata di imprenditori, dove invece non ci saranno i suoi figli, vi diamo oggi
un primo elenco dei ministri del Berlusconi Ter che si insediarà dopo le
elezioni del 13 e 14 aprile con una certa tranquillità se al Senato
Consob,
Bankitalia, Uic la trimurti inutile
( da "Opinione,
L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
che le
ferrovie sono inutili e piene di esuberi, che l'Alitalia non serve più agli
italiani e che traghetti ed autostrade sono un optional. Tutti enti inutili
quelli del trasporto o serve buttare giù la merce per venderla meglio agli
amici di amici? Sarebbe oltremodo facile rispondere in maniera qualunquistica a
questa vecchia domanda.
La
mossa di Berlusconi ha bloccato il piano di Prodi e Padoa Schioppa
( da "Opinione,
L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
raffreddati i
bollenti spiriti sciovinisti nei confronti della Francia usurpatrice della
Corsica un tempo e di Alitalia oggi: "Berlusconi ha lanciato semplicemente
un appello sottolineando che ad adiuvandum si sarebbero potuti presentare anche
i suoi figli". Al che, Walter Veltroni non passa giorno che non lo
incalzi: "Se c'è una cordata sull'Alitalia bene, si faccia avanti
subito".
Nel
periodo pasquale ha prevalso il Papa
( da "Opinione,
L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ma è
soprattutto la vicenda Alitalia che continua a scatenare reazioni politiche a
catena. Nei due giorni delle festività pasquali domina ancora l'annuncio del
Cavaliere, che ai microfoni dei Tg conferma l'ipotesi avanzata recentemente,
quella di una cordata di imprenditori italiani disposti ad acquistare la
compagnia aerea.
Berlusconi
ridicolizzato su Alitalia, paura dai sondaggi
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
danno una
spinta a Veltroni Berlusconi ridicolizzato su Alitalia, paura dai sondaggi
Muore la cordata mai nata, un altro bluff scoperto. Ora può solo perdere Il
Cavaliere svela il bluff: non c'è nessuna cordata italiana ma solo
"contatti informali con diversi imprenditori ". E in ogni caso,
sostiene il leader del Pdl, "bisogna aspettare che la trattativa con Air
France si esaurisca"
Comunque,
la sua storia è nita ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
esito
imbarazzante della sortita su Alitalia conferma che Silvio Berlusconi è alla
fine della sua parabola come politico. È seduto su una montagna di voti che si
è ricostituita tre anni fa (era allora che andava fatta l'operazione Veltroni,
e lui che allora non se la sentì forse adesso se n'è reso conto) e che il Pd
non riesce a erodere.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
GIOVANNI COCCONI Il
Partito democratico non si freghi troppo le mani. Le pagelle internazionali non
hanno mai fatto vincere le elezioni. Però questa volta la bocciatura arriva da
uno dei giornali più autorevoli del mondo, liberista- conservatore, bibbia
dell'establishment finanziario e non ostile verso i miliardari. Con
l'aggravante che il suo editore è un vecchio amico di Silvio Berlusconi, quel
Rupert Murdoch che sarebbe bello sapere se condivide quello che il suo Wall
Street Journal ha scritto ieri. Pagina 12 dell'edizione europea. Titolo:
"Silvio and Alitalia " . Svolgimento:
"In economia Silvio Berlusconi come premier ha deluso. A giudicare dalle
promesse fatte in vista delle elezioni del mese prossimo la sua terza volta non
sarà un incanto". Segue l'elenco delle promesse fatte da Mr Berlusconi nel
2001 (tagli alle tasse, liberalizzazioni) e lasciate lettera morta.
"Durante i suoi cinque anni di governo il Pil è cresciuto in tutto del 3,6
per cento, peggio dell'8,6 francese, o del 4,5 tedesco nello stesso periodo, e
molto meno del 17,7 spagnolo o del 13,5 inglese". Ma
cosa c'entra l'Alitalia? C'entra, perché per il quotidiano le vicende di questi giorni
rivelano che Berlusconi "è un politico disposto a fare di tutto pur di
riprendersi il potere. E questa non è certo una buona notizia, né per l'Alitalia né per l'Italia". Conosciamo già l'obiezione. Anche
l'Economist nel 2001 scrisse che Berlusconi era "unfit " (inadeguato)
a guidare l'Italia e sappiamo com'è finita. Il settimanale britannico ha
ripetuto la bocciatura nel 2003 ma Berlusconi è ancora lì, a bordo campo,
pronto a rientrare in partita. Anzi, probabilmente certe opinioni, proprio
perché "autorevoli", rafforzano il leader del Pdl nella convinzione
di rappresentare davvero un personaggio di rottura, un vero outsider
anti-establishment, un autentico leader popolare e populista. Eppure la
stroncatura del Wsj ci dice qualcosa di più e non solo perché arriva da un
giornale certamente non ostile verso il Cavaliere e le sue ricchezze. A non
convincere il quotidiano di Wall Street è la gestione imprenditoriale della
vicenda Alitalia da parte dell'"
imprenditore" Berlusconi. "L'ultima volta che era stato a palazzo
Chigi, fra il 2001 e il 2006, salvatori dell'Alitalia
Berlusconi non ne aveva trovati, limitandosi a temporeggiare mentre il debito
della compagnia volava, raggiungendo ? lo scorso gennaio ? quota 1,3 miliardi
di euro. Al signor Berlusconi gli elettori italiani potrebbero chiedere perché
non abbia venduto la loro quota dell'Alitalia quando
ancora valeva qualcosa, visto che negli ultimi due anni il valore delle azioni
è crollato circa del 70 per cento". Non solo. Anche per i sindacati oggi
"sarebbe molto più difficile adottare una posizione tanto rigida se non
fosse per la copertura politica offerta loro dal signor Berlusconi".
Opportunamente il Wsj ricorda le responsabiltà dei sindacati, che oggi
"minacciano di far saltare l'accordo" ma che "sono gli stessi
che avevano contribuito alle disgrazie dell'Alitalia,
coi loro numerosi scioperi, e la loro costante opposizione a una
ristrutturazione aziendale. Farebbero bene a ricordarsi il destino dell'ex
compagnia di bandiera belga, la Sabena, i cui lavoratori rifiutarono una
concessione dopo l'altra fino a che l'azienda non fallì". Conclusione. Il
leader del Pdl si è dimostrato "un politico molto più legato alle
corporazioni che un sostenitore del libero mercato disposto a fare ciò di cui
il paese ha bisogno per rivitalizzare la sua economia in declino". Mr.
Berlusconi e il mercato sono due vasi non comunicanti e il mondo degli affari
se n'è accorto. Non sappiamo se Mr. Tremonti si fregherà le mani e leggerà le
parole del Wsj come un indiretto imprimatur alla sua linea neoprotezionista.
Forse nel piccolo recinto di casa nostra non interessano a nessuno. Certamente
non faranno guadagnare voti ai suoi avversari. Ma ai tavoli che tanto
interessano al ministro dell'economia in pectore per riformare l'economia
mondiale certe opinioni come quelle del Wsj contano. Eccome se contano.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
(g.d.v.) Per
ritornare al potere Berlusconi è disposto a tutto. Anche a far fallire Alitalia, se la vicenda della privatizzazione può recargli
profitto elettorale. Del resto lui di tempo per salvare la compagnia di
bandiera ne ha avuto tanto: cinque anni, dal 2001 al 2006. Ed è stato sprecato.
I risultati della gestione targata Cdl sono stati scadenti, con il titolo che
ha perso il 70 per cento del suo valore. Parole, queste, di un feroce
antiberlusconiano? Un attacco dell'alleato tradito Casini? Solita propaganda
elettorale di qualche peone della Sinistra arcobaleno? Non proprio. Come già
avveniva quando il Cavaliere era premier, è la stampa economica internazionale
ad affondare i colpi. Stavolta tuttavia non si tratta né dell'Economist né del
Financial Times, entrambi prodighi di critiche nel quinquennio berlusconiano.
Adesso è il più conservatore Wall Street Journal a castigare il modo in cui il
leader del Pdl sta gestendo la vicenda Alitalia. Basta
citare qualche stralcio in ordine sparso per capirne la portata. Per il
quotidiano americano in materia economica "l'ultima volta che Silvio
Berlusconi ha fatto il premier è stato un po' una delusione". "E a
giudicare dalle promesse fatte in vista delle elezioni del mese prossimo, dove
già sembra essere il favorito, la sua terza volta non sarà quella buona",
continua il giornale finanziario. Anche perché "la settimana scorsa il
signor Berlusconi si è espresso contro l'idea di vendere Alitalia.
E domani le sue elucubrazioni di oggi potrebbero diventare testo di legge,
abbattendo così l'unica diga che separa la compagnia di bandiera italiana dalla
bancarotta. Ma questo è anche un segno della sua poca predisposizione alle
riforme economiche". Proprio la bocciatura riguardo la politica economica,
presente e futura, è quella che più brucia al capo del Pdl. "Il signor
Berlusconi aveva promesso tagli alle tasse, una riforma del mercato del lavoro
e liberalizzazioni, fallendo in gran parte dei casi ? sentenzia il Wsj ?.
Durante i suoi cinque anni di governo il pil è cresciuto in tutto del 3,6 per
cento ? peggio dell'8,6 francese, o del 4,5 tedesco nello stesso periodo, e
molto meno del 17,7 spagnolo o del 13,5 inglese". E ancora: "Il
signor Berlusconi si è dimostrato molto più un corporativista, contrario alla competizione
del libero mercato, che un liberista disposto a fare ciò di cui il paese ha
bisogno per rivitalizzare la sua economia in declino". Dal generale al
particolare, il quotidiano di Murdoch bacchetta anche la
gestione di Alitalia da parte della vecchia Cdl. "L'ultima volta che era stato a
Palazzo Chigi, invece ? fra il 2001 e il 2006 ? salvatori dell'Alitalia Berlusconi non ne aveva trovati, limitandosi a temporeggiare
mentre il debito della compagnia volava, raggiungendo ? lo scorso
gennaio ? quota 1,3 miliardi di euro. Al signor Berlusconi gli elettori
italiani potrebbero chiedere perché non abbia venduto la loro quota dell'Alitalia quando ancora valeva qualcosa, visto che negli
ultimi due anni il valore delle azioni è crollato circa del 70 per cento".
E per finire un'aperta critica al fatto che con la sua strategia il Cavaliere
finisce col dare una copertura politica all'attività di interdizione che
svolgono i sindacati nella trattativa con AirFrance. Ma del resto lo stesso
giornale se lo spiega nella chiusa dell'articolo: "È un politico disposto
a fare di tutto pur di riprendersi il potere. E questa non è certo una buona
notizia, né per l'Alitalia né per l'Italia".
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
LA VENDITA DI
ALITALIA Venerdì il nuovo piano di Air France ma Tps fa sapere che il termine
del 31 marzo resta L'ouverture di Spinetta (ra. c.) Monsieur Spinetta forse
solo ora riesce a farsi un'idea precisa di che cosa è l'Italia e del nuovo
mercato nel quale vorrebbe mettere tutti e due i piedi. Un paese nel quale
l'isterismo elettorale agitato strumentalmente dal capo dell'opposizione si
alterna a momenti di orgoglio padano. In cui i ministri di un governo
dimissionario si accapigliano pubblicamente a proposito dello stato di salute
di una compagnia di bandiera che è sul mercato da oltre un anno proprio perché
finanziariamente in difficoltà. In cui i sindacati fanno la voce grossa, ma
comunque sono disposti a mettersi al tavolo per capire se c'è lo spazio per
trattare. In cui in borsa il titolo è sull'ottovolante da oltre una settimana
e, nell'indifferenza generale, continuano a passare di mano generose
percentuali di capitale sociale nell'indifferenza generale: ieri il titolo è
schizzato in alto del 32% mentre sono stati scambiati oltre 71 milioni di
azioni. Il presidente di Air France, Jean-Cyril Spinetta, nell'incontrare ieri
i sindacati ha mandato, però, un segnale inequivocabile: disponibilità a
trattare. E questo perché i francesi sono convinti che una volta convinti i
sindacati, l'operazione è fatta. Sono loro l'interlocutore ormai di
riferimento. Anche perché all'orizzonte, nonostante gli annunci di Berlusconi,
non si vede nessuna cordata. E così Spinetta ha dato appuntamento per venerdì
alle 12 quando presenterà ai sindacati un nuovo documento come base della
trattativa. Nell'incontrare ieri le nove sigle sindacali alla Magliana, il
numero uno della compagnia franco-olandese si è detto disponibile a rivedere la
proposta originale concedendo aperture sia per quanto riguarda gli esuberi per
i piloti, sia sul piano sociale ("nessuno sarà lasciato per strada"),
sia sui tempi (se il tesoro è d'accordo si può trattare oltre il 31 marzo).
Tuttavia, se per i francesi è possibile dare più tempo ai sindacati, il
ministro dell'economia Tps ? a colloquio ieri pomeriggio con il premier Prodi a
palazzo Chigi ? non intende cedere. Il presidente di Alitalia,
Maurizio Prato, ha riferito che l'azionista conferma la scadenza del 31 marzo
anche se sta ai sindacati decidere se proseguire. L'impressione è che se il
documento di venerdì sarà considerato positivamente come superare anche la
scadenza del 31. Come si ricorderà la scadenza era stata fissata ai sindacati
per una loro risposta sull'operazione. Solo un via libera da parte dei
sindacati, ha sempre dichiarato Air France, sarà una premessa alla
concretizzazione della proposta d'acquisto. Il progetto iniziale prevedeva
2.100 esuberi, lo smembramento dei servizi al suolo e la soppressione delle
attività cargo entro il 2010. Ora si attende il nuovo documento di Spinetta e
tutto dipenderà da quel che ci sarà scritto. Tuttavia la disponibilità di ieri
di Spinetta a trattare su esuberi, cargo e perimetro aziendale lasciano
intendere la possibilità di trattative. Secondo i sindacati i francesi
potrebbero mettere nero su bianco la reinternalizzazione di tutto l'handling a
Fiumicino e di tutta la manutenzione leggera. E sempre i sindacati hanno ieri
riferito che Spinetta avrebbe proposto per Az Fly tre accordi separati, uno per
categoria: piloti, assistenti di volo e lavoratori di terra. Spinetta ha
mostrato ottimismo dicendo di credere nella possibilità per Alitalia
di crescere in seno a Air France-Klm. Senza contare che nei prossimi 3 anni 180
giovani piloti potranno passare su base volontaria ad Air France con
prospettive di far carriera velocemente. I sindacati per ora aspettano che
Spinetta scopra le carte; tuttavia iniziano a parlare, dopo le chiusure dei
giorni scorsi, di timide aperture anche se "ancora insufficienti ? spiega
Claudio Genovesi segretario nazionale della Fit-Cisl ? per
riconsiderare il giudizio dei sindacati sull'insieme della proposta per
l'acquisizione di Alitalia". Per il presidente dell'Unione piloti Massimo Notaro
"siamo davvero molto lontani e resta tutta la nostra preoccupazione per
l'eventuale sopravvivenza di Alitalia. Il cargo si ferma, gli
aerei vengono messi a terra e si riduce il lungo raggio. Anche se ci
sono state timide aperture al dialogo per ora siamo fermi alle valutazioni
negative dei giorni scorsi. Noi vogliamo trattare, comunque, fino alla fine
senza la scadenza ultimativa del 31 marzo prossimo che riguarda soltanto Prodi
e Padoa-Schioppa".
( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Ettuano un paio di
frasi mal dette, o male intese, e comunque presto rettificate di Berlusconi e
di Fini, l'argomento sparato forte martedì da Veltroni è già scomparso dai
radar. Invece che di programmi per il popolo, la campagna elettorale torna a
nutrirsi di se stessa: strategie, duelli tra leader, spazi in tivù. Soprattutto
sondaggi. Nelle ultime ore ne sono stati pubblicati quattro. Tre all'incirca
combaciano, segnalando un vantaggio Pdl tra i 7 gli 8 punti percentuali. Un
quarto studio, Ipr-Repubblica, prova invece a indovinare come verrebbe il
Senato. E, sorpresa, viene fuori che Berlusconi nel migliore dei casi
strapperebbe 5 seggi di maggioranza, 160 eletti contro i 155 delle opposizioni
unite. Tolti i senatori a vita, che certo non pendono verso destra, saremmo al
pareggio più perfetto. Com'è possibile? Per effetto del "Porcellum",
ogni regione fa storia a sé e assegna un premio a chi vince. Le regioni in
bilico sono 4-5. A moltiplicare l'incertezza provvede lo sbarramento dell'8 per
cento. Se Bertinotti e Casini lo superano, il Cavaliere piange; se i due non ce
la fanno, Silvio festeggia. Il sondaggio Ipr-Repubblica calcola un risultato
super per entrambi, e Berlusconi protesta, tutto falso, "avremo 30
senatori in più". Per Veltroni invece è la dimostrazione che "yes, we
can", si può ancora fare, "ogni giorno il divario si accorcia",
e quelli del Pdl "se gli va di lusso avranno una maggioranza di 3-4
seggi". Dal Loft qualcuno si lancia sulle ali dell'entusiasmo. Franceschini:
"Il distacco è quasi scomparso perché alcuni punti percentuali a 3
settimane dal voto significano che quel distacco non c'è già più...".
Grande mobilitazione domenica, con 12 mila gazebo in piazza "per far
partire la rimonta finale, è come se mettessimo la freccia del sorpasso".
Brontola il Cavaliere: "Veltroni dice due bugie ogni tre righe, vecchia
ricetta stalinista". Ma Walter gliene ha piazzata un'altra, ancor più
dolorosa. Berlusconi stasera sarebbe dovuto andare da Vespa, e già aveva pronto uno show su Alitalia al grido:
"Non facciamoci colonizzare dai francesi". Ma l'esibizione è saltata.
I vertici Rai (Petruccioli-Cappon) hanno messo il veto dopo uno sguardo al
palinsesto di "Porta a Porta". Di qui al voto, risultavano due
presenze del leader Pdl e una del segretario Pd, dunque hanno pareggiato il
conto. Bonaiuti, portavoce di Berlusconi, è fuori dalla grazia di Dio,
il Cavaliere denuncia "la solita prepotenza della sinistra". Viale
Mazzini giura che non si poteva fare diversamente. Però il "giallo"
c'è. Versione di Vespa: il portavoce del Pd, Martino, s'era fatto vivo prima di
Pasqua per suggerire una carrellata di leader questa settimana. Detto, fatto.
Senonché poi Veltroni ci ha ripensato, ufficialmente per i suoi impegni, pronto
a disdirli solo nel caso di un faccia a faccia con Berlusconi. Come dire: o si
confronta con me, oppure rinuncia al video... Il Pd racconta una storia
diversa. Mai chiesto una puntata per Walter questa settimana, la disponibilità
data a Vespa si riferiva all'ultima prima del voto, che invece resta confermata.
A chi credere? Bonaiuti non ha dubbi, punta l'obice su Petruccioli, fino a ieri
considerato buon garante ora non più: "Veltroni batte i piedi e
Petruccioli subito si spaventa". Qualcuno al Plebiscito propone la
ritorsione: con una scusa qualunque, niente Berlusconi da Vespa l'ultima
settimana di campagna, così pure Veltroni per "par condicio" dovrà
essere oscurato... Figurarsi se si farà mai il confronto televisivo tra i due.
Veltroni insiste per mostrare che l'altro lo teme, "sono pronto dove, quando
e come vuole lui, anche sulle sue reti, purché non scappi". Berlusconi:
"Scappare io? Per carità, in un confronto tivù straccerei qualunque
avversario...". Gentiloni: "E' come quelli che a Roma dicono:
"Areggeteme che je meno"". Bonaiuti: "Mi congratulo con
Gentiloni per il linguaggio elegante da ministro". Battute e battibecchi.
Altri 17 giorni così.
( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
P/Mib -0,55% a
31.281. Male soprattutto le banche: Unicredit -1,90% a 4,18 euro, Intesa
Sanpaolo -1,67% a 4,42 euro, Mediobanca -1,73% a 12,86 euro e Bpm -0,83% a 7
euro. Quasi fermo Mps (-0,28% a 2,82 euro), va controcorrente il Banco Popolare
(+0,98% a 11,1 euro). Nelle assicurazioni Fonsai perde il 4,5% a 26,05 euro e
Alleanza lo 0,34% a 8,14 euro. Bloccate le Generali (+0,04% a 28,09 euro),
avanza invece Unipol (+1,13 per cento a 1,88 euro). Nell'energia avanzano di
conserva Eni (+0,33% a 21,41) ed Enel (+0,30% a 6,63 euro). Con la stessa
prudenza si muove, nelle Tlc, il titolo Telecom (+0,37% a 1,34 euro) mentre
nello stesso settore fa boom Fastweb (+4,22% a 19,22 euro). Nel comparto
industriale Fiat arretra dell'1,02% a 13,52 euro mentre si registra un quasi
simmetrico avanzamento per Pirelli (+1,04% a 0,72 euro) grazie alla
pubblicazione di conti migliori delle attese. Fra i titoli
in grande spolvero, Alitalia continua ad andare forte (+26,1% a 0,57 euro) superata però
nell'ultimo prezzo dal 25% di Isagro, che ha fatto addirittura +33,12% nel
riferimento. Corre Impregilo (+9,84% a 2,81 euro) grazie a commesse da un
miliardo di euro nel giro di 24 ore negli Usa e in Libia.
( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cv
Alital 10 73,628 68,901 cv B Ifis 09 99,766 99,753 cv Bco Popol 10 100,528
100,506 cv Beni Sta 11 92,291 92,180 cv BIM 15 90,224 90,000 cv Carige 13
114,876 114,876 cv Mi-A2a 09 114,416 111,690 cv SIAS 17 92,587 92,110 cv Snia
10 92,600 101,010 cv Vitt Ass 197,000 197,000 Telecom IT CV 10 109,888 109,974.
( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
MALPENSA.IL COMITATO
CHE DIFENDE L'OVEST TICINO Covest: attenti all'ambiente ma anche ai posti di
lavoro [FIRMA]FRANCO FILIPETTO VARALLO POMBIA Si è riunita l'Assemblea dei soci
del Covest, il Comitato che difende l'ambiente dell'Ovest Ticino, in
particolare dagli inquinamenti prodotti da Malpensa. Sotto la presidenza di
Elena Strohmenger, in seduta straordinaria, è stato rinnovato il consiglio dei
revisori dei conti. Successivamente, in seduta ordinaria, è stato discusso ed
approvato il Bilancio economico del 2007, che registra entrate ed uscite
attorno ai 3.900 euro. L'incontro è proseguito con la discussione delle linee
guida per l'anno in corso. "Attenzione all'ambiente, ma nel contempo
rispetto anche dei posti di lavoro" ha premesso a margine della seduta la
Strohmenger. Da quando si è aperto ufficialmente Malpensa 2000, le rotte sul
territorio piemontese sono diminuite per un riequilibrio verso i cieli della
Lombardia che è avvenuto dopo le pressanti richiesta da parte del Coordinamento
degli enti locali e del Covest stesso. "In questo momento l'attenzione
politica e dell'opinione pubblica è rivolta più alla
vicenda Alitalia e alla difesa dei posti di lavoro che non all'ambiente. Il
Covest, comunque, non ha abbassato la guardia sull'inquinamento causato
dall'aeroporto" ha detto la Strohmenger. Sono state avanzate proposte per
mantenere desta l'attenzione sulle conseguenze procurate dallo scalo attraverso
incontri nelle scuole, la presenza alla Fiera del Lago Maggiore. Non
sono ancora state predisposte la Via e la Vas, la Valutazione di impatto
ambientale e la Valutazione ambientale strategica, condizioni previste
dall'Unione europea una volta superati i 21 milioni di passeggeri, quota che
per lo scalo lombardo è già stata raggiunta e superata.
( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
LE PARTI IN CAMPO
Svolta imminente fra interessi e critiche Per il Covest su Malpensa si è a una
svolta critica. Da una parte la Regione Lombardia, con Province e Comuni
interessati (in testa Milano), che preme per un'ulteriore
espansione e coglie la crisi Alitalia come occasione di rilancio.
Si invoca l' "hub" lombardo risorsa indispensabile per l'economia del
Nord. La Regione Lombardia si fa carico, con la nuova legge, della gestione e
supervisione del traffico aeroportuale internazionale. Dall'altra ci sono le
forze critiche, ambientaliste e non solo - lombarde e piemontesi tra cui il
Covest - che chiedono con forza un ripensamento su solide ragioni. Lo
scalo è tuttora privo di una valutazione di impatto ambientale e strategica
(Via e Vas) che è obbligatoria per norma europea al di sopra dei 21 milioni di
passeggeri. Su Malpensa volerebbero vecchi aerei altrove fuori legge. Le rotte
sono senza una vera regola e in gran parte i decolli gravano sull'Ovest Ticino
e sul Piemonte con percentuali tra il 55% e il 75%. L'inquinamento atmosferico
conseguente è grave e ci sono già studi epidemiologici con aumento di malattie
tipiche del caso: è ormai testato che un solo aereo in decollo inquina quanto
centinaia di auto non catalizzate. In queste condizioni, secondo gli
ambientalisti, il Parco del Ticino, area tutelata dall'Unesco, è destinato alla
distruzione.
( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Marcello Sorgi
METAFORA ITALIANA Anche se di primo acchito verrebbe quasi da scherzarci su, il
vertice straordinario, del governo in ordinaria amministrazione, dedicato alla
mozzarella, è un affare molto serio. Vuol dire che dopo quella della
"monnezza", e contemporaneamente a quella dell'Alitalia, la crisi
delle esportazioni del prelibato formaggio di latte di bufala campano ha ormai
assunto dimensioni da vera emergenza. Rischia cioè di ripercuotersi sul resto
della già malandata economia italiana. Come sia potuto arrivare un paese che
pure in tempi non lontani ha occupato con onore il quinto o il sesto posto al
mondo per innovazione, sviluppo e quel che una volta si usava chiamare
progresso, a identificarsi con le sorti di un suo formaggio, anche se uno dei
più globalmente famosi e apprezzati, è difficile dirlo. La Francia, per dire,
che ha egualmente un'industria e una produzione casearia raffinata e gustosa,
non s'identifica certo con il camembert. Né la Svizzera con l'emmenthal o
l'Inghilterra con il cheddar cheese. L'Italia invece è - e speriamo di non
dover dire era - famosa per la sua mozzarella, come sa bene chi ha vissuto
all'estero, ha visto gente di diverse etnie affollare i ristoranti italiani e
contendersi preziosi bocconcini di "bufala" a prezzi indecenti. O
addirittura entrare in pericolosi giri di contrabbando in cui pusher
misteriosi, quasi spacciassero droga, chiamando sui cellulari ad ore
improbabili e presentandosi con nomi di fantasia, tipo "Gianni from
Naples", li consegnavano nottetempo a emigrati di lusso, in quartieri come
Belgravia o Knightsbridge a Londra, senza garanzie né ricevute fiscali. Forse
già in questo c'è una risposta, o una prima spiegazione, della metafora
italiana della mozzarella. Un paese che non è capace neppure di gestire o
commercializzare le proprie eccellenze, che le diffonde con almeno due diversi
mercati - uno dei quali, inevitabilmente, ricorda la vecchia "borsa
nera" -, che non è in grado di certificare provenienze, qualità dei
marchi, composizione organolettica, che non ha capito che qualcosa non va se in
un supermercato straniero in cui tutti i giorni consumatori globalizzati fanno
la spesa è possibile comperare generi di qualsiasi pezzo di mondo - carne
argentina, pesce giapponese, vini australiani o sudamericani, champagne
francese, latte svizzero, frutta esotica -, ma non, o non tutti i giorni,
formaggi italiani, non solo mozzarella: ecco, un paese così, prima o poi va a
cozzare sulla crisi della bufala. Abbiamo la Ferrari, la nazionale di calcio
campione mondiale, abbiamo un patrimonio culturale e artistico unico e senza
rivali, abbiamo la moda e una tradizione di eleganza invidiate da tutti, ma
chiunque s'accosti a questi esempi di successo italiano, non li percepisce come
regola, ma come eccezione. E purtroppo per noi, l'Italia di questi giorni, di
questi anni, rimane nel mondo quella dell'Alitalia da
cedere di corsa al primo offerente per non vederla fallire, delle montagne di
rifiuti di Napoli contro cui sono andati a sbattere la testa ben sei commissari
- l'ultimo, sconfitto anche lui, il superman De Gennaro -, delle strade strette
e ingorgate da file inestricabili di automobili, dei treni che non arrivano
mai, o viaggiano mediamente a una velocità pari a metà di quelli europei. Non è
dato sapere dove porterà la crisi della mozzarella. E' prevedibile, presto, in
qualche modo annunciata, a quella della pizza, altro biglietto da visita
italiano diffuso in tutto il mondo. Poi a quella del pomodoro. O ancora - Dio
non voglia! - a una flessione di tutte le esportazioni dell'industria
alimentare nazionale, quando non di tutto il "made in Italy". E in
questo quadro, la cosa che fa più rabbia è che l'Italia, nel passato anche
recente, ha saputo cavarsi fuori da guai ben peggiori di questo. Siamo stati
capaci di sconfiggere il terrorismo, di arrestare i capi della mafia. Ma sulle
strade di Napoli e sui pascoli di qualche migliaio di bufale campane che non
riusciamo a ripulire, ci stiamo perdendo la faccia. E non solo. Irrimediabilmente
sporca, ormai, è anche la nostra coscienza.
( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Domani riparte la
trattativa di Air France con i sindacati. Il titolo della compagnia italiana
sospeso per eccesso di rialzo Berlusconi: ecco la mia cordata Il Cavaliere: per Alitalia insieme i Benetton, Mediobanca, Ligresti e l'Eni Silvio
Berlusconi torna sulla vendita di Alitalia,
rilanciando la cordata di imprenditori di cui parla da giorni. "Gli
imprenditori - spiega - chiederanno di avere tre o quattro settimane per
conoscere la situazione reale prima di presentare una loro offerta
impegnativa". Domani intanto il gruppo franco-olandese riprenderà
la trattativa con i sindacati su un piano che viene definito "solido,
preciso e dettagliato". Il ministro Padoa-Schioppa riferirà sulla
situazione il 2 aprile alla Camera. Il titolo della compagnia di bandiera è
stato sospeso in Borsa per eccesso rialzo. ALLE PAGINE 4 E 5.
( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Nizzato per
consolidare il risultato elettorale in una regione in bilico come il Lazio,
Silvio Berlusconi svela qualche segreto di quello che un domani sarà ricordato
come il capolavoro di questa campagna elettorale: la questione Alitalia. "Inutile che gli altri ci scherzino su -
esordisce il Cavaliere - la cordata italiana esiste, eccome. I nomi sono
diversi, dalle banche a quelli che in questi giorni mi hanno confidato il loro
interessamento. Da Ligresti, a Benetton. Poi naturalmente c'è Mediobanca. E ce
ne sono molti altri, come l'Eni che ha tante risorse, che può partecipare
direttamente all'operazione e che ha un grande interesse in questa vicenda:
come può il più grande gruppo italiano a livello internazionale permettere che
il nostro Paese perda la sua compagnia di bandiera? Vi rendete conto che
contraccolpi subirebbe?". Appunto nella testa del Cavaliere l'Alitalia è diventata una questione di "interesse
nazionale". "Vede - fa presente - io pensavo che la trattativa in cui
si è impegnato il governo portasse ad una fusione con Air France. Tipo quello
che è avvenuto con la Klm. Insomma, pensavo che si creasse un polo
franco-italiano. Ma questa è un'acquisizione e basta, e io non ci sto. Come
facciamo a dare la nostra compagnia di bandiera ai francesi che sono forti nei
nostri stessi settori: dal turismo alle opere d'arte, alla moda. E' una follia.
Ma secondo voi, i francesi, i turisti cinesi o indiani li porterebbero nel loro
Paese o in Italia? Non esiste. Questo è un argomento sentito. Capisco che
Veltroni non ne voglia parlare visto che il suo governo è quello che ha
combinato questo pasticcio. Ma l'Alitalia è una
questione importante. Lo dimostrano i sondaggi. Lo dimostra il fatto che
l'applauso più lungo che ho riscosso a Viterbo è quando ho difeso l'italianità
della nostra compagnia aerea". Forse ha ragione il Cavaliere. Per capire
quello che sta avvenendo su Alitalia bisogna capire
l'opinione pubblica, leggere i sondaggi, ma non quelli contraddittori che
sfornano i vari istituti e magari finiscono sui tabelloni di Porta a Porta
commentati in maniera ancora più confusa. Bisogna studiarne altri. Quelli che
analizzano l'impatto sul corpo elettorale di questo o quell'argomento e che
condizionano le campagne elettorali di Berlusconi e Veltroni. Ebbene, sia
quelli in mano al gruppo dirigente del Pdl, sia quelli sulle scrivanie del
vertice del Pd, hanno recepito un segnale abbastanza chiaro: con la battaglia a
difesa dell'italianità della nostra compagnia di bandiera e di Malpensa il
Cavaliere ha guadagnato un consenso che può essere quantificato sull'1,5% in
una settimana e, soprattutto, ha azzerato gli sforzi di Veltroni per sfondare
al Nord. Un dato non indifferente, che spinge Berlusconi a continuare nella sua
azione mentre consiglia a Veltroni di accantonare l'argomento il prima
possibile. Così mentre quest'ultimo ha mandato in avanscoperta un luogotenente
fidato come Ermete Realacci per lanciare l'idea di rimettere la patata bollente
nelle mani del prossimo governo, Berlusconi ieri ha indicato un percorso che
farà diventare Alitalia un tema centrale delle ultime
due settimane di campagna elettorale: ha annunciato che fra qualche giorno la
cordata italiana verrà in superficie e chiederà quattro settimane per
presentare un'offerta alternativa. Insomma, un copione per cui da qui in avanti
non si parlerà d'altro. L'argomento non può che avvantaggiare il Cavaliere.
Intanto perché la posizione del governo sulla trattativa appare debole a molti:
anche il mecenate del Pd Carlo De Benedetti ha criticato il comportamento del
governo. Poi, perché il leader del Pd ha già ottenuto un risultato: la
trattativa si stava chiudendo su "un prendere o lasciare" di Air
France e solo il suo "altolà" l'ha riaperta. Infine perché il
"caso Alitalia" sta riportando alla ribalta
Prodi, "lo scheletro che Veltroni - parole di Berlusconi - voleva
nascondere nell'armadio". La trattativa con Air France, infatti, si è
svolta tutta all'interno del salotto prodiano: il premier c'è dentro in prima
persona; il numero uno di Alitalia, Maurizio Prato, è
un uomo del Professore; e, può sembrare paradossale, ma anche il compratore,
Air France, è assistito da un prodiano, quel Francesco Mengozzi che nel 2001 il
braccio destro dell'attuale premier, Enrico Micheli, mise alla testa della compagnia
di bandiera per risanarla, e ora è l'advisor della banca di affari Lehman
Brothers che affianca Parigi nella trattativa. Elementi che nella testa del
Cavaliere bastano e avanzano per dimostrare che Palazzo Chigi ha favorito Air
France. "Mai visto un bando di gara così - ha ironizzato Giulio Tremonti -
: come una caccia sull'isola del Tesoro, fai dieci passi seguendo il volo del
grande falcone, gira a destra lungo la stella luminosa". Anche la storia
della "cordata italiana" che tiene in suspense media e opinione
pubblica, si sta rivelando uno strumento efficace in questa campagna
elettorale. Del resto Berlusconi, favorito nella corsa elettorale, non ha certo
difficoltà a mettere insieme un gruppo di imprenditori che dovrebbe solo
lanciare un'offerta che sarà valutata solo dopo il voto, magari proprio da lui
che nel frattempo sarà approdato a Palazzo Chigi. "Si vede - ha osservato
ieri Pierferdinando Casini con una punta di sarcasmo - che la cordata partecipa
alla campagna elettorale". Insomma, su Alitalia Berlusconi ha molto da dire. Al contrario di Veltroni. E poco
importa se nel gennaio 2006 l'attuale leader del Pd sognasse una cordata
italiana per Alitalia usando gli stessi argomenti del suo avversario di oggi. Adesso
Veltroni è costretto a difendere le posizioni del suo governo, quello di Prodi.
Già, nella vicenda Alitalia si condensano i crucci e i
limiti della campagna elettorale del leader del Pd. A cui, appunto, non resta
che parlar d'altro, chiedere un duello tv con il Cavaliere ma rinunciare alla
puntata di Porta a Porta per non essere inchiodato su questo tema scivoloso.
"Già, Veltroni vuole parlare - dice Berlusconi nel cortile di Palazzo
Grazioli - solo degli argomenti che gli interessano. E io non capisco perché,
se Veltroni decide di non andare in una trasmissione prevista per lui, anch'io
sono costretto a rinunciare alla mia. Quindi se decidessi di non partecipare al
ciclo di Porta a Porta che precede la domenica elettorale, anche lui dovrebbe
rinunciare. Le sembrano logiche regole del genere? A me sembrano regole del
cavolo".
( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
IL PRESIDENTE DI
CONFINDUSTRIA: DISTINGUERE LA REALTÀ DALLA CAMPAGNA ELETTORALE "Troppe
promesse senza soldi" [FIRMA]ROBERTO GIOVANNINI ROMA È
"amareggiato", il presidente di Confindustria
Luca Montezemolo per il fatto che la difficile situazione di Alitalia sia diventato argomento da usare in vista delle lezioni, per
giunta in modo non del tutto chiaro e trasparente. Della sorte della compagnia
di bandiera - afferma - "non voglio parlare perché vedo con amarezza che è
diventato un tema della campagna elettorale". Del resto - aggiunge
il leader di Confindustria a margine di un convegno organizzato dalla Luiss
sulla internazionalizzazione delle imprese italiane - "quelli che
precedono il voto sono i periodi delle grandi promesse: tutti promettono di
abbassare le tasse, ma nessuno ci spiega dove si trovano i soldi per farlo,
dove tagliare". Se l'obiettivo è quello di tornare a far crescere il
Paese, "bisogna fare delle scelte", ha detto Montezemolo, bisogna
dare "più attenzione" al Sud e alle potenzialità dello scenario
internazionale, e soprattutto alle imprese. Il bilancio di questi quattro anni
sul fronte delle esportazioni del made in Italy (+35,5%) è molto positivo, e
girare il mondo dovrà essere una priorità sempre più sentita dalle grandi e
piccole aziende anche in futuro. Ma per farlo bisogna "attrezzarsi"
contro la congiuntura mondiale "difficile e dura": un compito per le
imprese, ma anche per le molte strutture pubbliche di supporto all'export.
Partendo dallo sfoltimento delle missioni "inutili e controproducenti"
di governatori e assessori regionali, che creano "dispersione di energia,
di denaro e sono di scarsa utilità per gli imprenditori". Utile anche la
fusione del ministero del Commercio Internazionale in quello degli Esteri, che "potrà
dar luogo all'auspicata unitarietà d'azione nella nostra politica
internazionale". Il suggerimento non è piaciuto però alla (dimissionaria)
titolare del dicastero, Emma Bonino. "Credo che nel mondo di oggi il
commercio internazionale necessiti di un ministro a tempo pieno, anzi super
pieno", ha ribattuto seduta allo stesso tavolo di Montezemolo e di Massimo
D'Alema che ha invece sottolineato "l'elemento guida" del ministero
degli Esteri. Per una migliore penetrazione internazionale delle imprese italiane
"bisogna rafforzare l'autorevolezza dello Stato centrale - ha sottolineato
il ministro degli Esteri bocciando anche lui la "sbornia
federalista". Tesi con cui concorda il presidente della Fiat: "Il
modello federalista può forse funzionare in altri ambiti, ma certamente non
nell'internazionalizzazione".
( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Professor
Martino, la convince Berlusconi su Alitalia? "E'
stata ed è un pozzo senza fondo di quattrini del contribuente. Una vergogna e
un discredito nazionale. La sigla, come dicevano gli inglesi, di "always
late in taking-off, always late in arriving": sempre in ritardo, in
decollo come in arrivo. Con le tariffe più demenzialmente care del mondo: a guardare i costi
del biglietto Milano sembra lontana il doppio di New York. Alitalia
andava venduta al miglior offerente. E' quello che Berlusconi voleva dire, e
una reale gara non c'è stata". Berlusconi non l'ha venduta, quando era al
governo. E il Wall Street Journal gliel'ha rinfacciato. "Credo che il Wall
Street Journal ce l'avesse più col dibattito tutto impostato sul protezionismo e
sulla critica alla globalizzazione, che con Berlusconi. Fossi stato in lui, che
però è un premier e ha giustamente compatibilità diverse, l'avrei venduta al
miglior offerente, sottoponendo la decisione al Parlamento italiano. Perché,
oltretutto, c'è da dire che l'idea di compagnia di bandiera non esiste al
mondo". Che le pare di queste proposte di riforma delle pensioni del
Partito democratico e del Popolo della libertà? Chi copia chi? "Tutta
demagogia da campagna elettorale, per gli uni e per gli altri, anche se, per
carità, è certo reale il problema di aumentare le minime alla povera gente che
non riesce a campare. Ma il problema vero è che il sistema pensionistico
italiano non è sostenibile, e in più è iniquo, dato che viene finanziato non
con quanto accumulato, ma con le imposte, perché tali sono i contributi
obbligatori. E' impostato come ai tempi del suo inventore, il conte Bismarck, e
tutto è andato bene finché le cose son rimaste quelle del 1881, si andava in
pensione a 70 anni, quando la maggior parte delle persone a settant'anni non ci
arrivava. Oggi l'aspettativa media di vita è di 73 anni per gli uomini e 84 per
le donne, e si va in pensione a 57. Dunque, credo che bisognerà rivedere il
sistema. Ci sono i ricchi e ci sono i poveri. I poveri non hanno soldi, e a
loro deve provvedere lo Stato. Ma i ricchi il vitalizio devono pagarselo da
soli. Perché così si svilupperebbe un sistema di fondi pensione in concorrenza
tra loro, rendendo enormemente più efficiente il mercato di capitali,
aumentando il flusso del risparmio. Si salverebbero le pensioni e l'economia
tutta sarebbe più prospera e dinamica". Lei sa che Berlusconi ha già
comunicato ufficialmente che non toccherà le pensioni? "La campagna
elettorale è così. E la strategia giusta di Berlusconi è sempre stata quella di
porsi un obiettivo per volta. Ma sa che il problema c'è". La sua soluzione
sulle pensioni è liberismo puro. Come fa a convivere nel Pdl col mercantilista
Tremonti, fautore del "mercatismo"? "Cos'è il mercatismo? Nessun
economista ne parla. Tremonti stesso ha definito le sue idee filosofiche, e
infatti è un brillante intellettuale". Tremonti, con la sua critica alla
globalizzazione e il suo istinto protezionistico, è fortemente sospettato di
diventare il prossimo ministro dell'Economia... "Non sono affatto
entusiasta all'idea che il Pdl vada al governo con un superministro
all'Economia così. Ma il problema non è Tremonti, che tra l'altro è un grande
tributarista e non ha eguali se si tratta delle Finanze, conosce il sistema
fiscale italiano come nessun altro. Il fatto è che secondo me non può essere
una sola persona il responsabile della politica economica complessiva. Tutt'al
più si può cancellare il Bilancio, ma bisogna dividere il dicastero delle
entrate da quello delle uscite. Quanto al resto, continuo a ritenere che
difendere il protezionismo è sbagliato e assurdo, riproporlo oggi è come voler
riprodurre gli stessi errori che si commisero prima della crisi del '29, quando
gli ostacoli al libero commercio furono corresponsabili della grande depressione
del '29-'33". Negli Stati Uniti il liberismo impazza, ma la Fed apre una
linea di credito affinché una grande banca d'affari, Jp Morgan, possa salvare
dal fallimento un'altra grande banca d'affari, Bears Stearn. Il mondo alla
rovescia, o alla Tremonti, non le pare? "Assolutamente no, perché la Fed
fa quello che colpevolmente non fece nel '29, facendo fallire il trenta per
cento delle banche statunitensi. Oggi fa qualcosa che è nei suoi compiti
istituzionali, perché punta a sostenere la liquidità essenziale al
funzionamento di tutta l'economia americana".
( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Ino degli Anni
80-90, invece di ristrutturarla con contenimenti di spesa e con drastici
ridimensionamenti d'obiettivi, ha portato la Compagnia di bandiera allo stato
penoso, drammatico attuale. L'unica salvezza era che un altro organo
competente, come un'altra Compagnia aerea, se ne prendesse cura con il fine di
non farla cadere in mano a neo-furbetti del quartierino, pronti a dissanguarla
definitivamente. La globalizzazione ormai non ha nazionalità. Anche se
proprietari stranieri avrebbero potuto favorire la politica generale del
proprio Stato in termini di turismo, cultura, presenza mondiale, sicuramente
avrebbero capovolto lo stato deficitario dell'Alitalia,
assicurandole un degno futuro vitale, anche se, ripeto, al service du roi. In
pratica l'Alitalia sarebbe stata salvata, ma il "made in Italy", a lungo
andare, ne avrebbe risentito. Ora, se viene fuori un Berlusconi, industriale
con precedenti encomiabili, ed afferma che una "scalata" formata da
capitali italiani potrebbe prendere il posto di quella franco-olandese,
perché non credergli? Non capisco perché proprio Casini è il più scatenato, e
perché invece di concedere, tra risatine sarcastiche, solo 48 ore di tempo per
organizzare un potenziale accordo finanziario, Veltroni ed il bofonchiante
astioso Prodi, non si sono comportati come una Bonino o addirittura un Giordano
che hanno detto: ben venga anche il capitale italiano se possiamo salvare il
lavoro italiano per migliaia di dipendenti! Se vince l'Alitalia
italiana, vince anche tutta la Nazione Italia! Certo, una cosa risulta chiara:
se dopo quei facili sputtanamenti che hanno immediatamente sparato contro
Berlusconi, dandogli del fanfarone imbonitore in cerca di propaganda
elettorale, Veltroni e Casini e Di Pietro si troveranno di fronte al Cavaliere
che, per qualche miracolo, sia riuscito a riportare in Italia l'Alitalia, se ne dovranno andare a pascolare in qualche valle
sperduta del Kosovo... e non come forze di Pace Onu, ma come capre! ROBERTO
PEPE Accettereste che Veltroni facesse una società per comprare le case
popolari dismesse dallo Stato "per poter poi continuare a mantenerle a
prezzi popolari?" Sarebbe il suo un obiettivo popolare e condivisibile, ma
sarebbe davvero il suo ruolo, in piena campagna elettorale, formare una cordata
che operi sul mercato? Questa è la mia risposta. Se chi appoggia oggi le mosse
di Berlusconi è pronto ad appoggiare simili iniziative di politici anche di
altre aree, allora può dirsi convinto. In ogni caso, stiamo a vedere: se il
leader della Cdl davvero mette insieme presto (ma prima delle elezioni,
ovviamente!!!) una nuova e credibile offerta per Alitalia,
sono pronta a votarlo.
( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
[FIRMA]ALESSANDRO
BARBERA ROMA Se è un segnale del futuro che l'attende, è pessimo: ieri Standard
and Poor's ha deciso il declassamento del titolo Alitalia dall'indice S&PMib di Borsa. Sarà sostituita dalla Geox di
Mario Moretti Polegato. Motivo: "Troppa volatilità e forte calo di
valore". Le esternazioni a mercati aperti della politica hanno dato un
colpo mortale alla credibilità di un titolo che era da tempo il bersaglio
preferito degli speculatori. Silvio Berlusconi stavolta non c'entra
nulla: accogliendo l'invito della Consob a non fare oscillare in maniera
anomala il titolo, ieri ha esternato poco prima della chiusura di borsa. Dopo
la pausa pasquale è tornato sul tema preferito della campagna elettorale: il no
alla "colonizzazione" di Air France-Klm e il "sì" ad una
cordata italiana per rilanciare Alitalia. In pubblico
i nomi dice di non poterli fare "per questioni di riservatezza" ma
chi ha fiducia sarà premiato: "Al massimo entro domenica" ci sarà la
lista completa degli imprenditori pronti a fare "un'offerta
impegnativa". Più concreto, Umberto Bossi parlando con i giornalisti a
Verona ha spiegato che a suo modo di vedere è "difficile non vendere ad
Air France. Bisogna farlo per forza, altrimenti chi la mantiene?".
Apertamente Berlusconi per ora si sbilancia solo su chi non lo farà, e quindi
non entrerà nella cordata: i figli maggiori Pier Silvio e Marina. "Nemmeno
per sogno", dice seccato ai cronisti. E la colpa è della
"strumentalizzazione" della sinistra. La sua era solo un'idea, ma
poiché c'è chi ha addirittura tirato in ballo il conflitto di interessi ora è
disposto a "vietare ai suoi figli di partecipare in qualunque modo".
Smentisce l'interessamento Carlo Pesenti: "Alitalia?
Facciamo già fatica a gestire il nostro aereo..." La Borsa per ora crede a
Berlusconi: ieri il titolo è volato del 26,1% ed ha raggiunto nuovamente quota
57 centesimi. A Palazzo Chigi intanto allargano le braccia e ribadiscono il
mantra prodiano: "Se c'è una cordata italiana ben venga, ma dov'è?".
Il parolaio di Berlusconi su Alitalia comincia a
infastidire il leader della Cgil Guglielmo Epifani - "In questa fase la
politica dovrebbe fare un passo indietro" - mentre non dispiace a Raffaele
Bonanni: "Aspettiamo di vederla questa cordata, intanto trattiamo con i
francesi". Il sospetto che le ripetute esternazioni del Cavaliere servano
comunque ad alzare il prezzo con Air France-Klm è nei fatti: non si
spiegherebbe altrimenti come mai sempre ieri il ministro plenipotenziario
dell'Economia Giulio Tremonti spiegava che il Pdl "non è affatto contrario
a proseguire la trattativa con i franco-olandesi ma sarebbe anche giusto ce ne
fosse un'altra, una di quelle scartate finora, che ritorna". Una sorta di
politica dei due forni per tenere sulla graticola i franco-olandesi. Il numero
uno transalpino Jean-Cyril Spinetta per il momento va dritto per la sua strada,
convinto che alla fine avrà la meglio. La prima fila di Air France-Klm ieri ha
proseguito nella definizione del nuovo piano che entro stasera sarà inviato
alle nove sigle della compagnia e sul quale domani riprende il confronto. Fra i
sindacati la tensione sale: ciascuno è preoccupato di pagare il prezzo più alto
di esuberi fra i propri iscritti. Verso sera l'Anpac ha diffuso un duro
comunicato per denunciare l'aumento degli esuberi fra piloti e assistenti di
volo al quale ha reagito la Fit-Cisl chiedendosi da dove arrivassero le
informazioni. Immediata la risposta di Air France-Klm: nessun aumento di
esuberi fra i piloti. Il problema più grave per Alitalia
resta semmai che fare se la vendita dovesse slittare ancora. La liquidità è
agli sgoccioli (in cassa ci sarebbero circa 160 milioni) e per questo il
consiglio di amministrazione di ieri ha confermato che per ora considera il 31
marzo il termine ultimo per chiudere la trattativa con i sindacati. Se sarà
necessario, si riunirà di nuovo per deliberare una proroga. Più passano i
giorni, più il Tesoro si trova vicino alla decisione di varare un
prestito-ponte. Mercoledì Tommaso Padoa-Schioppa riferirà anche di questo
nell'aula della Camera.
( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Aslocare aerei e
bagagli da Linate a Malpensa, Carlo Toto sbarca nelle terre varesine. A partire
dal 30 marzo ed entro l'estate Air One attiva quattro voli nazionali: da e per
Roma, Napoli, Palermo e Bari. Oggi l'annuncio in conferenza stampa. Serviranno
ad alimentare alcune tratte internazionali e intercontinentali. Le prime due
europee, già disponibili, sono in "code share" con la compagnia di
bandiera portoghese Tap: Lisbona e Porto. Altre tre verranno attivate entro
giugno con aerei di casa Toto: Atene, Berlino e Bruxelles. Entro l'estate per
Air One arriveranno anche i primi due voli intercontinentali, verso Chicago e
Boston. Toto non ha scelto a caso le destinazioni: si tratta di alcune delle
rotte tagliate dal piano di sopravvivenza Alitalia che
garantivano un margine di profitto. La Malpensa-Chicago, in collaborazione con
United, permetterà di alimentare uno dei più grandi aeroporti di transito di
tutto il nord america e hub sia di Delta che di American Airlines. Insomma, in
attesa di sapere se i soci di cordata di Intesa Sanpaolo accoglieranno l'invito
di Silvio Berlusconi per creare la grande compagnia monopolista con Alitalia, Carlo Toto si è attrezzato con un suo
personalissimo Piano B, al quale lavora sin da quando la partita con Air
France-Klm e il Governo Prodi sembrava aperta. Dal sito Air One si può avere la
sensazione che i collegamenti da Malpensa siano molti di più: Copenhagen,
Malta, Salonicco, Spalato. In realtà si tratta di voli che continueranno a
partire da Fiumicino, che resta l'aeroporto di riferimento di Toto. La Sea, che
gestisce i tre aeroporti milanesi (Malpensa, Linate e Orio al Serio a Bergamo),
ha riorganizzato il piano voli per avere entro un paio d'anni un nuovo
"hub carrier", ovvero una compagnia che riporti
su Malpensa la stesa mole di traffico alla quale Alitalia ha deciso
di rinunciare: mentre c'è chi parla ancora di moratoria, a partire da lunedì
sarà infatti operativo il taglio di 180 voli sullo scalo lombardo. A meno che
Toto non metta le mani su Alitalia, non ha però aerei
sufficienti per una simile scelta, né intende farlo. La Sea ne starebbe
discutendo con Lufthansa, che però chiede tempo. Del resto sia il piano
elaborato da Boston Consulting, sia il più recente di Seabury (i consulenti
storici del fondo di private equity Texas Pacific) non prevede per Air One due
hub (come la politica vorrebbe), ma sei basi di armamento nei sei principali
aeroporti italiani. Toto non vuole rinunciare nemmeno al suo ruolo strategico
su Linate, l'aeroporto preferito dai milanesi per volare verso Roma e i grandi
hub del nord Europa. Nell'attuale scenario tenta insomma di ritagliarsi uno
spazio fra i grandi vettori (Air France-Klm, British, Lufthansa) e le
aggressive compagnie low cost, alcune delle quali (vedi Ryainair) negli ultimi
mesi non crescono come le previsioni vorrebbero. Se arriverà dal cielo la manna
Alitalia, l'obiettivo sarà a portata di mano. Stretto
fra Air France-Klm e Lufthansa, sarà durissima. \.
( da "Secolo XIX, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi il nuovo piano
air france "I miei figli in cordata? Lo vieterei". Sindacati freddi
Roma. Silvio Berlusconi torna alla carica sull'Alitalia: "La cordata italiana? Non è campata in aria, fra qualche
giorno saranno noti a tutti i nomi degli imprenditori che faranno certamente
un'offerta impegnativa". L'ex premier esclude che i suoi figli siano
coinvolti: "Hanno tirato in ballo il conflitto di interesse. A
questo punto, vieterei ai miei figli di partecipare in qualunque modo per la
strumentalizzazione che ha fatto la sinistra". Oggi Air France presenterà
ai sindacati un nuovo piano per Alitalia, ma a turbare
la vigilia sono arrivate voci allarmistiche sull'aumento del numero degli esuberi.
Sul personale è guerra di cifre e i sindacati restano cauti . CRESCI, G.
ferrari e lombardi >> 3 27/03/2008.
( da "Quotidiano.net" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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Annunci legali IL NODO ALITALIA Berlusconi: "Cordata, a giorni i
nomi" Un imprenditore fabrianese: "Io ci sto"
AirFrance-sindacati, prove di disgelo: l'apertura del manager francese Spinetta
sembra aver fatto breccia nei rappresentanti dei lavoratori. Il leader del Pdl:
"E' stato il mio appello" Commenta Roma, 26 marzo 2008 - "La
cordata italiana non è qualcosa di campato in aria, oggi ci sono alcuni nomi di
imprenditori importanti che non faccio per ragioni di riservatezza ma che tra
qualche giorno verranno conosciuti da tutti perché faranno certamente una loro
offerta impegnativa". Lo ha affermato Silvio Berlusconi giungendo a
Viterbo per una manifestazione elettorale. "Chiederanno di avere - ha
aggiunto il Cavaliere - 3-4 settimane (Air France ha avuto 6 mesi) per poter
valutare la situazione, fare una due diligence e presentare una nuova offerta
impegnativa. Penso che tra qualche giorno si concretizzerà la cordata". In
precedenza, il leader del Pdl ha voluto sottolineare i propri meriti nei nuovi
sviluppi della trattativa. "Non ho elementi per valutare la controproposta
di Air France in profondità - ha detto - però registro di aver ottenuto dei
successi, perchè dopo il mio appello agli imprenditori italiani a tirare fuori
l'orgoglio, Air France ha cambiato posizione sul mantenimento dei colori e
della compagnia di bandiera". "IO CI STO" L'imprenditore
metalmeccanico fabrianese Francesco Casoli e' pronto a partecipare, a titolo
personale e non con la sua azienda, l'Elica, alla cordata italiana per il
salvataggio dell'Alitalia ipotizzata da Silvio
Berlusconi. Candidato di FI al Senato, Casoli afferma di aver riscontrato in
questi giorni un ''grande entusiasmo popolare per la possibilita' di mantenere
la compagnia di bandiera sotto il controllo italiano, cosi' come proposto dal
presidente Berlusconi. Entusiasmo che condivido - sottolinea - e che puo'
portarci ad una svolta in questa annosa vicenda''. Cosi', afferma Casoli,
''continuo a sostenere con forza, a titolo esclusivamente personale, questa
idea. Una forza che acquista vigore anche in virtu' della mia vicinanza alla
situazione dell' Aerdorica, la societa' di gestione dell'aeroporto di
Ancona-Falconara, che mi vede investitore e non membro del cda''. I BERLUSCONI
JR FUORI PER COLPA DELLA SINISTRA I miei figli nella cordata di imprenditori
italiani per Alitalia? "Nemmeno per sogno. Adesso
dico assolutamente no perchè visto che hanno approfittato tirando in ballo
addirittura il conflitto di interessi, vieterei ai miei figli di partecipare in
qualunque modo per la strumentalizzazione che la sinistra ha fatto", ha
detto Silvio Berlusconi spiegando che il rischio di fallimento per la compagnia
di bandiera ci sarebbe "soltanto se il governo decidesse inopinatamente di
farla fallire o di firmare con Air France senza aprire a quest'ultima
possibilità della cordata italiana". DISGELO CON AIRFRANCE Prove di
'disgelo' tra sindacati e Air France sulla trattativa Alitalia.
Dopo la levata di scudi di ieri, l'apertura del manager francese Spinetta che
si è impegnato a consegnare un nuovo piano ammorbidito alle sigle di settore,
sembra aver fatto breccia nei rappresentanti dei lavoratori che venerdì si
siederanno di nuovo al tavolo con la compagnia francese. Per il leader della
Cisl, Raffaele Bonanni, la presentazione di un nuovo piano comunque "è già
un primo risultato". Comunque, ha aggiunto sottolineando anche anche che
"Lufthansa sarebbe meglio di AirFrance", "un risultato pieno lo
otterremo solo se si salva lo scalo di Malpensa". Molto cauto, il leader
della Cgil, Guglielmo Epifani: "Venerdì è un passaggio importante - ha
detto - vediamo se effettivamente ci sono aperture, se ci sono si può
continuare a trattare: deve essere però una vera trattativa". Di
"primo risultato" parla invece anche Renata Polverini della Ugl che
comunque avverte che l'esito della trattativa non è scontato". Oggi sarà
il Cda di Alitalia a valutare la possibilità di una proroga della scadenza per
l'offerta, fissata al 31 marzo per permettere il proseguimento della trattativa
come chiesto dai sindacati. Ieri anche il Tesoro, in qualità di azionista di Alitalia, ha fatto sapere che un'eventuale decisione in tal senso spetta
proprio a Prato e che il ministero in questo caso non farà altro che prendere
atto del rinvio. Tommaso Padoa-Schioppa comunque sarà mercoledì 2 aprile
davanti alle commissioni congiunte della Camera per affrontare il dossier. Il
presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, tenta di riportare
la discussioni sui suoi binari esprimendo "amarezza" per il fatto che
Alitalia sia diventata "un tema della campagna
elettorale". Per il numero uno di viale dell'Astronomia, l'importante
"è che gli imprenditori possano andare in giro per il mondo dagli
aeroporti giusti e con compagnie competitive". Dalla stampa estera intanto
arriva l'ennesima stoccata: in Italia - scrive oggi la tedesca 'Faz' - bisogna
ormai rassegnarsi all'idea che Alitalia è decaduta a
compagnia regionale, non più in grado di stare in piedi da sola. PROLUNGARE LA
SCADENZA Il Consiglio di amministrazione di Alitalia
ha disposto di avviare i necessari approfondimenti di carattere
giuridico-finanziario per proseguire il confronto con Air France oltre la
scadenza del 31 marzo e di riunirsi nuovamente a breve per assumere le determinazioni
conseguenti. Il CdA di Alitalia - si legge in una nota
- "ha preso atto dello stato di avanzamento delle trattative sindacali a
seguito degli incontri tenutisi il 18, 20 e 25 marzo scorso, incontri che non
hanno condotto, allo stato, ad individuare soluzioni condivise tra le parti
sociali pur evidenziando ampie disponibilità per l'approfondimento delle
principali tematiche". "Air France-Klm - prosegue il comunicato - si
è dichiarata disponibile al differimento dei termini delle clausole di
efficacia contrattualmente previste (primo fra questi quello del 31 marzo
p.v.). Anche da parte delle organizzazioni sindacali e delle Associazioni
professionali di categoria si è manifestata l'esigenza di disporre di tempi più
ampi per le valutazioni e le consultazioni ritenute necessarie". "In
tale quadro - conclude la nota - il Consiglio di Amministrazione ha disposto di
avviare i necessari approfondimenti di carattere giuridico-finanziario e di
riunirsi nuovamente a breve per assumere le determinazioni conseguenti".
SPINETTA "Non lasceremo a casa nessuno" - PRODI "Cordata
italiana? Sì ma non c'è"Giusto vendere Alitalia a
Air France-Klm? Commenti Invia commento Segnala ad un amico 26/03/2008 18:31
Pier Come al solito boccaloni abboccano sempre!!! Fino al 14 aprile il
pifferaio di arcore si esibirà in fantomatici e pirotecnici annunci parole,
parole, parole soltanto parole. Pier 26/03/2008 18:28 bimba Poi ci racconta
quella di Biancaneve...vedremo che ne sarà della cordata il 15 aprile, come
tutte le balle che ci ha raccontato per 15 anni 26/03/2008 16:09 roberto-rieti
Dopo le ingenerose e insulse critiche sulla fantomatica cordata pre-elettorale
berlusconiana, la verità comincia ad emergere - lo avevo preannunciato con miei
precedenti interventi che la mossa di berlusconi aveva lo scopo di ridare
dignità alla trattativa alitalia dopo l'ignobile ricatto di airfrance
"prendere o lasciare" - per merito del suo intervento il pavone
spinetta ha abbasto le penne e tornato a più miti consigli - purtroppo i soliti
criticoni della sinistra non hanno saputo vedere più il là del loro naso ed ora
devono convenire che se vengono salvati i 2100 minacciati esuberi il merito è
del tanto odiato silvio - ma tanto è tutto inutile - continueranno a non voler
capire - beh ! peggio per loro Sono presenti 3 commenti, invia il tuo commento!
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donna'Alicia Keys al Forum di AssagoSolisti dell'Accademia di santa
ceciliaProgramma della Stagione di Prosa 2007-2008, Teatro dell'AquilaStagione
teatrale 2007 / 2008, teatOltre: X (Ics) Racconti crudeli della
giovinezzaProgramma della Stagione di Prosa 2007-2008, Teatro
dell'AquilaMarlene Kuntz in concerto Flavia, la regina di AcapulcoArrivano i
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stileBascio (Pennabilli)Ca' Manente (Monte Grimano terme) Cane sequestrato a un
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vostriCarla Bruni e la regina ElisabettaDrogba, Ronaldinho, Mourinho,
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corda si sta per spezzare''Una donna: ''Gli Ufo mi hanno inseguita''Effetto
serra, crolla l'Asse di Wilkins in AntartideNorvegia. Crolla edificio, sei
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davanti', il trailerEmanuele Filiberto di Savoia: le domande dei giovaniEnrico
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Stadnyk, il gigante ucraino Mancini è una bomba a orologeria: per questo
l'Inter se lo tiene del 26/03/2008 di Laura Alari Liberi di vivere: un appello
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spray anti-aggressione?Chi salirà più in alto in carriera tra Seppi, Bolelli e
Fognini?Mozzarella alla diossina, tu ti fidi?Gay Pride a Bologna il 28 giugno,
sei d'accordo?I rave party sono da vietare?Troppo clamore sulla conversione di
Magdi Allam?Vota il gol più bello della 30 giornataBeppe Grillo invita al 'non
voto utile' il 13 aprile. Sei d'accordo?Qual è il miglior giocatore della
Lucchese?Abolire l'ergastolo, sei d'accordo?Giusto eliminare le Province?Qual è
il politico più sexy?Che voto dai al decoro urbano?Qual è la meta dei lucchesi
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( da "Quotidiano.net" del 27-03-2008)
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Berlusconi: "Cordata, a giorni i nomi" Un imprenditore fabrianese:
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manager francese Spinetta sembra aver fatto breccia nei rappresentanti dei
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aria, oggi ci sono alcuni nomi di imprenditori importanti che non faccio per
ragioni di riservatezza ma che tra qualche giorno verranno conosciuti da tutti
perché faranno certamente una loro offerta impegnativa". Lo ha affermato
Silvio Berlusconi giungendo a Viterbo per una manifestazione elettorale.
"Chiederanno di avere - ha aggiunto il Cavaliere - 3-4 settimane (Air
France ha avuto 6 mesi) per poter valutare la situazione, fare una due
diligence e presentare una nuova offerta impegnativa. Penso che tra qualche
giorno si concretizzerà la cordata". In precedenza, il leader del Pdl ha
voluto sottolineare i propri meriti nei nuovi sviluppi della trattativa.
"Non ho elementi per valutare la controproposta di Air France in
profondità - ha detto - però registro di aver ottenuto dei successi, perchè
dopo il mio appello agli imprenditori italiani a tirare fuori l'orgoglio, Air
France ha cambiato posizione sul mantenimento dei colori e della compagnia di
bandiera". "IO CI STO" L'imprenditore metalmeccanico fabrianese
Francesco Casoli e' pronto a partecipare, a titolo personale e non con la sua
azienda, l'Elica, alla cordata italiana per il salvataggio dell'Alitalia ipotizzata da Silvio Berlusconi. Candidato di FI al
Senato, Casoli afferma di aver riscontrato in questi giorni un ''grande
entusiasmo popolare per la possibilita' di mantenere la compagnia di bandiera
sotto il controllo italiano, cosi' come proposto dal presidente Berlusconi.
Entusiasmo che condivido - sottolinea - e che puo' portarci ad una svolta in
questa annosa vicenda''. Cosi', afferma Casoli, ''continuo a sostenere con
forza, a titolo esclusivamente personale, questa idea. Una forza che acquista
vigore anche in virtu' della mia vicinanza alla situazione dell' Aerdorica, la
societa' di gestione dell'aeroporto di Ancona-Falconara, che mi vede
investitore e non membro del cda''. I BERLUSCONI JR FUORI PER COLPA DELLA
SINISTRA I miei figli nella cordata di imprenditori italiani per Alitalia? "Nemmeno per sogno. Adesso dico assolutamente
no perchè visto che hanno approfittato tirando in ballo addirittura il
conflitto di interessi, vieterei ai miei figli di partecipare in qualunque modo
per la strumentalizzazione che la sinistra ha fatto", ha detto Silvio
Berlusconi spiegando che il rischio di fallimento per la compagnia di bandiera
ci sarebbe "soltanto se il governo decidesse inopinatamente di farla
fallire o di firmare con Air France senza aprire a quest'ultima possibilità
della cordata italiana". DISGELO CON AIRFRANCE Prove di 'disgelo' tra
sindacati e Air France sulla trattativa Alitalia. Dopo
la levata di scudi di ieri, l'apertura del manager francese Spinetta che si è
impegnato a consegnare un nuovo piano ammorbidito alle sigle di settore, sembra
aver fatto breccia nei rappresentanti dei lavoratori che venerdì si siederanno
di nuovo al tavolo con la compagnia francese. Per il leader della Cisl,
Raffaele Bonanni, la presentazione di un nuovo piano comunque "è già un
primo risultato". Comunque, ha aggiunto sottolineando anche anche che
"Lufthansa sarebbe meglio di AirFrance", "un risultato pieno lo
otterremo solo se si salva lo scalo di Malpensa". Molto cauto, il leader
della Cgil, Guglielmo Epifani: "Venerdì è un passaggio importante - ha
detto - vediamo se effettivamente ci sono aperture, se ci sono si può
continuare a trattare: deve essere però una vera trattativa". Di
"primo risultato" parla invece anche Renata Polverini della Ugl che
comunque avverte che l'esito della trattativa non è scontato". Oggi sarà
il Cda di Alitalia a valutare la possibilità di una proroga della scadenza per l'offerta,
fissata al 31 marzo per permettere il proseguimento della trattativa come
chiesto dai sindacati. Ieri anche il Tesoro, in qualità di azionista di Alitalia, ha fatto sapere che un'eventuale decisione in tal senso spetta
proprio a Prato e che il ministero in questo caso non farà altro che prendere
atto del rinvio. Tommaso Padoa-Schioppa comunque sarà mercoledì 2 aprile
davanti alle commissioni congiunte della Camera per affrontare il dossier. Il
presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, tenta di riportare
la discussioni sui suoi binari esprimendo "amarezza" per il fatto che
Alitalia sia diventata "un tema della campagna
elettorale". Per il numero uno di viale dell'Astronomia, l'importante
"è che gli imprenditori possano andare in giro per il mondo dagli
aeroporti giusti e con compagnie competitive". Dalla stampa estera intanto
arriva l'ennesima stoccata: in Italia - scrive oggi la tedesca 'Faz' - bisogna
ormai rassegnarsi all'idea che Alitalia è decaduta a
compagnia regionale, non più in grado di stare in piedi da sola. PROLUNGARE LA
SCADENZA Il Consiglio di amministrazione di Alitalia
ha disposto di avviare i necessari approfondimenti di carattere
giuridico-finanziario per proseguire il confronto con Air France oltre la
scadenza del 31 marzo e di riunirsi nuovamente a breve per assumere le
determinazioni conseguenti. Il CdA di Alitalia - si
legge in una nota - "ha preso atto dello stato di avanzamento delle
trattative sindacali a seguito degli incontri tenutisi il 18, 20 e 25 marzo scorso,
incontri che non hanno condotto, allo stato, ad individuare soluzioni condivise
tra le parti sociali pur evidenziando ampie disponibilità per l'approfondimento
delle principali tematiche". "Air France-Klm - prosegue il comunicato
- si è dichiarata disponibile al differimento dei termini delle clausole di
efficacia contrattualmente previste (primo fra questi quello del 31 marzo
p.v.). Anche da parte delle organizzazioni sindacali e delle Associazioni
professionali di categoria si è manifestata l'esigenza di disporre di tempi più
ampi per le valutazioni e le consultazioni ritenute necessarie". "In
tale quadro - conclude la nota - il Consiglio di Amministrazione ha disposto di
avviare i necessari approfondimenti di carattere giuridico-finanziario e di riunirsi
nuovamente a breve per assumere le determinazioni conseguenti". SPINETTA
"Non lasceremo a casa nessuno" - PRODI "Cordata italiana? Sì ma
non c'è"Giusto vendere Alitalia a Air France-Klm?
Commenti Invia commento Segnala ad un amico 26/03/2008 18:31 Pier Come al
solito boccaloni abboccano sempre!!! Fino al 14 aprile il pifferaio di arcore
si esibirà in fantomatici e pirotecnici annunci parole, parole, parole soltanto
parole. Pier 26/03/2008 18:28 bimba Poi ci racconta quella di
Biancaneve...vedremo che ne sarà della cordata il 15 aprile, come tutte le
balle che ci ha raccontato per 15 anni 26/03/2008 16:09 roberto-rieti Dopo le
ingenerose e insulse critiche sulla fantomatica cordata pre-elettorale
berlusconiana, la verità comincia ad emergere - lo avevo preannunciato con miei
precedenti interventi che la mossa di berlusconi aveva lo scopo di ridare
dignità alla trattativa alitalia dopo l'ignobile ricatto di airfrance
"prendere o lasciare" - per merito del suo intervento il pavone
spinetta ha abbasto le penne e tornato a più miti consigli - purtroppo i soliti
criticoni della sinistra non hanno saputo vedere più il là del loro naso ed ora
devono convenire che se vengono salvati i 2100 minacciati esuberi il merito è
del tanto odiato silvio - ma tanto è tutto inutile - continueranno a non voler
capire - beh ! peggio per loro Sono presenti 3 commenti, invia il tuo commento!
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( da "Secolo XIX, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Commento MILANO.
Giornata fiacca per Piazza Affari il giorno dopo il significativo rimbalzo che
ha ridato fiato ai mercati europei. A Milano il Mibtel ha ceduto lo 0,40% a 23.846 punti e lo S&P/Mib lo 0,55% a 31.281 punti, registrando un
andamento in linea con i mercati del Vecchio Continente. A pesare sul listino
milanese sono stati i cali del comparto bancario. Controcorrente invece Alitalia e Impregilo, in sordina Telecom. 27/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Borsa Milano. L'azione Alitalia in deciso rialzo anche ieri a Piazza Affari, in attesa di novità
sulle trattative con Air France-Klm e dell'ipotesi della cordata italiana. Il
titolo della compagnia di bandiera ha chiuso le contrattazioni in aumento del
26,1% a 0,577 euro, con l'1,6% del capitale passato di mano, ovvero 22,06
milioni di azioni tra continue sospensioni dalle contrattazioni. Nelle
ultime quattro sedute - da mercoledì scorso - il titolo ha recuperato
significativamente terreno in Borsa, registrando un +110 per cento. Nel corso
della seduta di ieri l'azione ha toccato una massimo a 0,585 euro, a un passo
dalla soglia degli 0,6 euro. L'avvio delle contrattazioni era stato rinviato
già al debutto mattutino: i titoli della compagnia di bandiera avevano aperto
alle 9,15 e poco dopo segnavano un progresso del 9,33% a 0,5005 euro, dopo non
essere riusciti ad aprire per eccesso di rialzo sul prezzo di controllo. Tra le
blue chip milanesi, Alitalia è stata sospesa più
volte. I titoli della compagnia di bandiera hanno chiaramente beneficiato della
speculazione nata sulle attese di una svolta nella procedura di vendita, che si
manifesti nel rilancio da parte di una cordata concorrente ad Air France-Klm o
in una revisione al rialzo dell'offerta della stessa Air France. Il titolo
aveva chiuso la seduta di martedì con un balzo 32,35% a 0,458 euro. 27/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
La trattativa
sindacale Roma. Air France-Klm modifica il piano industriale di acquisizione
della compagnia di bandiera, ma i sindacati italiani restano freddi, anche
perché ieri in serata sono trapelate indicazioni allarmistiche sull'aumento del
numero degli esuberi. Voci immediatamente smentite dalla compagnia
franco-olandese: "Le indiscrezioni sull'aumento degli esuberi non trovano
riscontro", hanno chiarito fonti vicine ad Air France. I sindacati
vogliono "entrare nel merito" e potrebbero farlo già oggi, se sarà
presentato il nuovo piano industriale di acquisizione della compagnia italiana.
Il piano - che stando alle dichiarazioni del presidente Jean Cyril Spinetta no
dovrebbe "non lasciare nessuno a casa" - dovrebbe prevedere tra
l'altro l'integrazione di una parte dei piloti (giovani) in Air France-Klm.
Ieri il consiglio di amministrazione di Alitalia si è
riunito per valutare l'esito dell'incontro azienda-sindacati di martedì e per
decidere l'eventuale proroga della trattativa oltre il 31 marzo: la decisione è
stata rimandata a una nuova (da convocare) riunione. Intanto sul personale è
guerra di cifre e i sindacati restano cauti rispetto all'apertura annunciata da
Spinetta. L'Anpac denuncia che "il numero degli esuberi previsto per i
piloti sale a 540, pari al 27% dell'intera forza lavoro", mentre per gli
assistenti di volo si arriva a "oltre 900 unità, pari al 16% dell'intera
forza lavoro". La Cisl replica affermando che "le indiscrezioni sugli
esuberi minano le trattative", ma l'associazione dei piloti avverte di
guardare "con serio pessimismo" alla ripresa del confronto. Se
applicati in questa misura, secondo l'Anpac gli esuberi "renderebbero Alitalia Fly incapace di assolvere le funzioni di compagnia
di bandiera e di soddisfare la necessità di mobilità dei cittadini
italiani". A fronte della totale chiusura dei piloti, il segretario
generale della Cgil invita a trattare invece di guardare a "mitiche
cordate". Guglielmo Epifani si rivolge a Berlusconi: "Non possiamo
aspettare altre mitiche cordate, fino a che siamo al tavolo trattiamo. -
dichiara - Vedremo se ci sono aperture - aggiunge - dobbiamo andare avanti su
questo confronto, poi tireremo le somme". Secondo il leader della Cgil
"sarebbe bene, fin quando c'è un negoziato, "che le forze politiche
non interferissero considerato anche che la trattativa già si presenta
complicata". La Cisl, che fino a martedì ha battuto la strada della
cordata alternativa, ora si allinea al fronte della trattativa a oltranza. La
cordata? "Aspettiamo di vederla", spiegava ieri il segretario
Raffaele Bonanni. "Per ora noi stiamo trattando con l'unico che sta in
campo e se modificherà profondamente il piano e lo schema di lavoro su Malpensa
potrà garantirci un riferimento positivo", aggiungeva. Per Bonanni l'apertura
del gruppo franco-olandese "è una buona notizia, ma vedremo se seguiranno
anche i fatti, ma in ogni caso è un successo per quelli che dicevano in modo
intransigente che il piano non andava". Rispetto alla rinnovata
disponibilità a trattare di Air France-Klm, Luigi Angeletti, leader della Uil,
osserva: "Se fosse vera, sarebbe una buona notizia. Vedremo - aggiunge -
quale sarà la proposta. Air France conosce benissimo qual è
la nostra posizione e sa bene che esiste un problema dei lavoratori di Alitalia oltre a quello del destino di Alitalia
stessa". A Milano, intanto, la posizione della Sea resta invariata. Lo fa
capire chiaramente il presidente della società. "Il nostro obiettivo è
salvare Malpensa, non il fallimento di Alitalia. - dice
Giuseppe Bonomi - La nostra richiesta di risarcimento (1,250 miliardi di
euro) è stata una azione accuratamente studiata per sei mesi e l'abbiamo
avviata solo quando siamo stati certi che esistevano i presupposti. Non è vero
che il problema Alitalia è Malpensa - aggiunge -
abbiamo dati che confutano questa tesi: a Malpensa tutte le compagnie ci
guadagnano, l'unica che ci perde è Alitalia".
Gilda Ferrari gilda.ferrari@ilsecoloxix.it 27/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Holding di famiglia
Bergamo. Miro Radici Finance, holding del Miro Radici Family of Companies,
guidata da Nicola Radici, è pronta a valutare il dossier
del settore cargo Alitalia per un'eventuale acquisizione. "Reputiamo che il settore
cargo - commenta Nicola Radici, ad di Miro Radici Finance - abbia importanti
possibilità di sviluppo sia nel breve che nel lungo periodo. L'eventuale
acquisizione - prosegue - anche in cordata con altri partner attivi negli altri
settori della compagnia aerea, ci consentirebbe da una parte di
rafforzarci nel settore cargo dove operiamo con la compagnia Miniliner e
dall'altra, di rafforzare le sinergie nel settore delle infrastrutture dove
stiamo vivendo un momento di grande sviluppo". Miro Radici Finance opera
nel cargo attraverso la compagnia Miniliner. MiniLiner, con sede presso
l'aeroporto di Bergamo-Orio al Serio, è stata fondata nel 1981, conta 80
addetti, una flotta di 17 aerei di medio e piccole dimensioni in grado di
atterrare anche in scali minori, opera nei segmenti posta, courier, servizi
just in time. La compagnia, a breve, inizierà a operare altri voli per nuovi
clienti. Tra questi si segnalano Dhl per un volo Bergamo Zagabri. Miro Radici
Finance è la holding del Miro Radici Group votata alla diversificazione
industriale. L'azienda è attiva in 6 aree di business: tessile, trasporti,
infrastrutture areoportuali, energia, real estate e partecipazioni finanziarie.
27/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Dalla prima pagina E
dire che questa volta è diverso. Funzionerebbe assai meglio la verità, e dunque
la denuncia dei mastodontici squilibri sociali, economici, tecnologici,
territoriali, culturali e persino linguistici che sono stati lasciati crescere
indisturbati da una quarantina d'anni a questa parte e che ora, nella crisi
finanziaria del mondo, non consentono più a nessuno e tanto meno ai politici di
scherzare con le parole. Riequilibrare queste sproporzioni, e proprio mentre il
mondo sta alterando tutte le sue misure, è un compito arduo che dovrebbe far
tremare chi si appresta ad assumere il governo dell'Italia. Al punto che è
difficile capire come qualcuno possa darsi tanto da fare per vincere le
elezioni e assumere un potere che probabilmente gli procurerà mortificazioni
continue e insuccessi clamorosi. Bisogna augurarsi che lo faccia per amor di
patria e non per amor di fazione. Nessuno può illudersi che il vecchio trucco
funzioni ancora. La crisi della democrazia (visibile in tutto l'Occidente ma
particolarmente vistosa in Italia) ha rovesciato i termini del problema. Dove
sondaggi, giornali e tv frastornano politici ed elettori con tonnellate di
chiacchiere, trasformando il mondo in una enorme portineria, il rapporto tra
chi deve guidare la macchina perché conosce la strada, e chi deve lasciarsi
trasportare perché non la conosce, tra chi sa e chi non sa, si rovescia. Guida
chi non sa. E chi sa finge di non sapere e si lascia indicare la strada. Questa
è anche la ragione che rende così solitaria nell'intero sistema politico la
figura di Tommaso Padoa-Schioppa, unico statista (proprio perché tecnico) in
mezzo a una folla di attori (proprio perché politici). Questi ultimi devono
fingere di non sapere, anche se magari sanno, per non perdere l'appoggio degli
elettori, lasciandosi docilmente guidare verso un malefico tran tran. Il fatto
è che questa volta, quando saranno al governo, l'illusionismo verbale che
poteva bastare di fronte a situazioni tutto sommato tollerabili non accecherà
più nessuno. Se le pensioni rimarranno basse, se Alitalia fallirà, se la Tav non si farà, se il Kosovo salterà in aria, se
la Lega del Sud sarà delusa e la Lega del Nord imbestialita, se il nucleare
anglo-francese ci terrà fuori dalla porta lasciandoci senza tecnologia e senza
energia, il patatrac risulterà dai fatti e nessuna parola, nessuno invocazione,
liberista o kennediana, potrà salvare dal disastro il Paese e i suoi
governanti. Negli ultimi trenta, quarant'anni una collaudata tradizione
italiana, influenzata dal politically correct americano, ma tutto sommato
originale, aveva consigliato alla cosiddetta classe dirigente di gettare bensì
spavaldamente la propria coscienza al di là delle barricate del futuro, ma
anche di guardarsi bene dal seguirla. Una volta lanciate le molotov dei propri
ideali oltre il muro dell'ignoto, bastava avere l'accortezza di rimanere al di
qua con la testa, usando la coscienza come arma da getto. Si direbbe che la
pratica di questi lanci rivoluzionari o etici stia contagiando il mondo intero,
vista la facilità con cui si minacciano boicottaggi olimpici, che con ogni
probabilità non verranno seguiti dai fatti. Anzi l'uso della coscienza come
arma da getto, non è più, a ben vedere, una nostra specialità esclusiva. Ad
esempio: nel lancio olimpionico dei "diritti umani" si sono
specializzati i nouveaux philosophes francesi; mentre gli integerrimi liberisti
inglesi, rigorosamente rispettosi del mercato, spingono lo Stato e la finanza
pubblica a salvare le banche (come la Northern) da deplorevoli fallimenti. In
ogni caso da noi l'abitudine continua a trionfare. Fino a ieri, in ogni
congiuntura difficile esisteva un momento preciso, inconfondibile, in cui le
coscienze dei politici e degli intellettuali sciamavano allegramente nell'aria,
vorticose e spensierate, come polline a primavera; mentre gli steli restavano
saldamente piantati nel prato. Solo dopo che la Storia si era incaricata di
dissipare le illusioni, la coscienza si rassegnava a retrocedere furtivamente
sotto i cavalli di Frisia della realtà, per riunirsi alla testa e acquattarcisi
dentro per qualche tempo, in attesa di nuove illusioni. A un idealismo
declamato e spericolato seguiva allora un pragmatismo ben ponderato e non
raramente gretto. Oggi, a parte quella di Salvati, le coscienze di gran parte
dei politici e di quasi tutti gli intellettuali non sciamano più. Si limitano a
pronosticare i successi di questo o di quel partito, scommettendo alla cieca
sulla roulette politica, ed esprimendo senza ritegno giudizi perentori solo
sulle questioni "eticamente sensibili". Nello sconvolgimento mondiale
in corso si comincia a capire che la politica non può influenzare quella cosa
indefinibile che è lo sviluppo delle civiltà, nel quale confluiscono alla
rinfusa economia, religioni, teorie filosofiche, tecnologie e comportamenti, e
che questa sostanza indomabile è come il mare e il vento, non soggetta alla
programmazione umana. In altre parole, sta facendosi strada il sospetto che la
politica possa governare solo le barche o le vele, ma non il mare o il vento. E
che i due errori ideologici del secolo scorso abbiano infranto proprio questo
principio, credendo (come il socialismo sovietico) di poter produrre l'economia
attraverso la politica o (come il liberismo anglosassone) di poter rimpiazzare
la politica con il mercato. Ancora qualche anno fa Margaret Thatcher sosteneva
che "una cosa come la società non esiste e che esistono solo gli
individui". Come dire che esistono solo le automobili e non una
"cosa" come il traffico. Salta agli occhi la simmetria rovesciata con
la opposta e speculare convinzione sovietica che la forza motrice del traffico
fosse tutta racchiusa nel Comando dei vigili urbani. Saverio Vertone 27/03/2008
Guida chi non sa e chi sa finge di non sapere. Padoa-Schioppa unico statista in
mezzo a una folla di attori che temono di perdere l'appoggio degli elettori
27/03/2008.
( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Una metafora italiana Gianfranco Pasquino Alitalia C'è un po' di tutto nell'affaire Alitalia. Di tutto
quello che l'Europa preferirebbe non vedere, ma che caratterizza il modo di
governare e di fare opposizione (altro che "Sistema-Italia", altro
che politiche bipartisan, altro che convergenze ovvero somiglianze
programmatiche!) nel nostro Paese. L'inizio è una decisione non presa,
tempo fa, quando era già chiaro a tutti gli esperti che Alitalia
era entrata in crisi. segue a pagina 27.
( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Cordata tricolore? S'allungano i tempi del bluff Berlusconi:
presto i nomi degli imprenditori interessati. Ancora speculazione in Borsa di
Bianca Di Giovanni / Roma ANCORA Sempre a borse aperte, sempre durante
difficili incontri al quartier generale della Magliana, Silvio
Berlusconi torna a rilanciare una cordata tricolore per Alitalia. Ma stavolta senza i suoi figli. "I miei figli dentro?
Neanche per sogno, glielo vieterei", dichiara. Incurante del fatto che i
sindacati si stanno posizionando per il difficile confronto di domani. "Le
forze politiche stiano lontane" ha detto ieri a metà pomeriggio Guglielmo
Epifani. Ma il leader del Pdl non ce l'ha fatta a tacere. In serata poi
ci si è messo anche Giulio Tremonti, che non ha escluso nulla: francesi e
italiani. "Non siamo contrari a Air France - ha detto l'ex ministro - ma
sarebbe anche giusto se ci fosse un'altra offerta, una di quelle scartate
finora, che ritorna". Tutti pensano al possibile "ripescaggio" della
cordata AirOne-Intesa: anche fonti vicine all'operazione. Ma ufficialmente
l'istituto guidato da Corrado Passera non cambia la sua posizione: per ora il
dossier è chiuso. Anche se c'è chi scommette che alla vigilia del voto possa
manifestarsi una cordata "elettorale". Ormai la partita si gioca
anche in politica, e gli schieramenti tendono a dividersi tra pro-trattativa
con AirFrance-Klm e pro-imprenditori del nord, con la Lega in testa a
denunciare la "svendita" a Parigi e gli uomini di Fini a richiamare
l'italianità. Intanto la prossima settimana il ministro dell'Economia Tommaso
Padoa-Schioppa è chiamato a riferire in Commissione alla Camera
sull'operazione. Sicuramente la mossa non basterà a togliere la partita sulla
compagnia di bandiera dalle rudezze della campagna elettorale. Ieri anche il
presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo si è detto
"amareggiato" di fronte all'uso strumentale che a pochi giorni dalle
elezioni si sta facendo di una vicenda delicata come quella di Alitalia. Ma per Berlusconi questo tema è troppo ghiotto:
riporta Prodi sul proscenio e consente di innalzare la bandiera del Nord sulla
questione Malpensa. "La cordata italiana non è qualcosa di campato in
aria, oggi ci sono alcuni nomi di imprenditori importanti che non faccio per
ragioni di riservatezza ma che tra qualche giorno verranno conosciuti da tutti
perché faranno certamente una loro offerta impegnativa - dichiara - Chiederanno
di avere -3-4 settimane per poter valutare la situazione, fare una due
diligence e presentare una nuova offerta impegnativa. Penso che tra qualche
giorno si concretizzerà la cordata, che dovrà essere sostenuta da una banca
importante". Subito gli fa da "spalla" Roberto Calderoli.
"Se Berlusconi dice che la cordata c'è io gli credo". Dalla
"piazza" milanese arriva solo un "no" di Carlo Pesenti
(Italcementi): "Abbiamo il nostro aereo, è già difficile gestire
quello". La replica del Pd non si fa attendere: la cordata italiana per
ora è solo "virtuale". Dario Franceschini spiega: "Tutto ciò che
può migliorare le condizioni di Alitalia, dei
lavoratori e di Malpensa è il benvenuto. Resta il fatto che quella di Air
France è l'unica offerta reale che c'è in campo. Tutto il resto è
virtuale". E Pier Luigi Bersani chiede di "lasciare lavorare gli attori",
rimarcando che "la cattiva politica ha già fatto parecchi danni negli
ultimi venti anni a questa azienda. Cerchiamo di non fare politica
propagandistica. Lasciamo che il Cda, i sindacati e i possibili acquirenti
facciano la loro parte. Se ne discuterà nei prossimi giorni". La radicale
Emma Bonino ricorda l'urgenza di un'operazione nella quale "è in gioco il
futuro del trasporto aereo italiano. Non è plausibile -prosegue- andare avanti
come è stato fatto finora rimpolpando con fondi pubblici molto spesso a fondo
perduto. L'unica proposta sul tappeto è quella di Air France che certamente si
può migliorare", dice. Per Luigi Zanda, "Berlusconi ha paura di
perdere le elezioni" e va avanti con la "politica del bluff".
Antonio Di Pietro auspica l'ingresso di "acquirenti italiani, ma quello
che interessa è che si tratti di operatori che ci mettano soldi e ce ne
vogliono tanti e che ci mettano un progetto industriale e imprenditoriale serio
con un management competente".
( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Tra sindacati e Air France ancora tensione sugli esuberi Domani
il piano definitivo di Spinetta. I piloti denunciano un numero crescente di
esodi previsti / Roma ALTOLÀ A 48 ore dall'incontro (decisivo?) con i vertici
Air France-Klm, l'Anpac, il potente sindacato dei piloti Alitalia, spara ad alzo zero: o i numeri cambiano o per noi la trattativa
è chiusa. Insomma, la trattativa riparte in salita, dopo una giornata che
sembrava orientata all'appeasement tra le parti. Anche se i francesi in serata
smentiscono le nuove cifre diffuse da Anpac. "Le indicazioni non
trovano riscontro", rivelano fonti vicine al gruppo di Parigi. I leader
delle tre confederazioni Cgil, Cisl e Uil hanno tenuto la barra dritta sulla
strada della trattativa per l'intera giornata di ieri, nonostante l'infuriare
di dichiarazioni politiche. "Ora c'è Air France e dobbiamo trattare con
chi c'è", hanno detto all'unisono Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni.
Altri toni - soprattutto per quest'ultimo - rispetto alle scintille dei giorni
scorsi. Il fatto è che le (ancora timide) aperture di Parigi fanno ben sperare
per buona parte del personale di terra, che rientrerebbe nel perimetro della
nuova società. Su questo fronte resta però ancora un passo decisivo da compiere
per accorciare le distanze: far rientrare anche i lavoratori Atitech
(manutenzione) di Napoli. Il piano di Jean-Cyril Spinetta era sul tavolo del
board della Magliana convocato ieri pomeriggio e proseguito fino a sera (mentre
scriviamo è ancora in corso). Secondo indiscrezioni i vertici romani starebbero
valutando i passaggi di Parigi. Contemporaneamente sarebbe all'esame lo stato
delle casse della società, per valutare quanto ossigeno sia ancora a
disposizione per proseguire la trattativa ad oltranza, senza ultimatum
stringenti. Secondo fonti vicine al tesoro, non esisterebbero difficoltà a
proseguire qualche settimana: sta al consiglio di amministrazione valutare. A
fine mese è in scadenza un'emissione di bond da 50 milioni da rimborsare. La
cosa potrebbe comportare nuove difficoltà, anche se continuano a filtrare voci
possibiliste su un prolungamento della trattativa. Assolutamente impossibile
invece per Via Venti Settembre l'ipotesi di un prestito in assenza di un
accordo quadro con un acquirente: sarebbe bollato come aiuto di Stato.
Dell'intera partita si saprà di più oggi quando da Parigi sarà inviato il piano
- riveduto e corretto - alle sigle sindacali in vista dell'incontro di domani.
Come s'è detto, i piloti già mettono le mani avanti. Le cifre sugli esuberi,
che l'altro ieri erano sembrate "digeribili", dopo la revisione di
ieri hanno fatto allarmare l'Anpac. Il sindacato parla di "oltre 540
esuberi, pari al 27% dell'intera forza lavoro, e per gli assistenti di volo
oltre 900 unità, pari a circa il 16% dell'intera forza lavoro". Per questo
l'associazione dei piloti si dice "non più disponibile ad attendere inerte
la revisione dei contenuti dell'offerta e si muoverà rapidamente alla ricerca
di soluzioni alternative". La mossa dei piloti ha tutta l'aria di una
strategia preventiva, per ottenere fin da ora condizioni migliori al tavolo di
domani. Soprattutto sul fronte cargo (che inizialmente non doveva essere
eliminato) e su quello dei lavoratori stagionali. "Si tratta di precari
che lavorano anche 10 mesi l'anno - spiegano all'Anpac - e che già vengono
occupati da anni. Naturalmente si tratta di intere famiglie da tutelare".
I supposti numeri - già smentiti - se applicati nella realtà,
"renderebbero Alitalia fly incapace di assolvere
le funzioni di compagnia di bandiera e di soddisfare la necessità di mobilità
dei cittadini italiani", insiste Anpac. b. di g.
( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del "Con il Cavaliere una sfida fuori dal mondo" "Fa
senso vedere Dini a destra". Per i corrispondenti esteri, campagna
elettorale "confusa" di Federica Fantozzi SILVIO E NOIA Poca
politica, propaganda, sinistra che parla come la destra e viceversa, e sempre
Berlusconi. La stampa estera guarda alle nostre elezioni e le trova
"confuse". Premesso che i corrispondenti esteri si immergono in
campagna elettorale l'ultima settimana, i prodromi del giudizio non sono
folgoranti. Per Tobias Piller della Frankfurter Allgemeine Zeitung il voto
offre un incentivo a essere populisti: "Berlusconi lo è molto. Su Alitalia cerca di intercettare il malumore del Nord. Ha sempre difeso la
libertà dell'imprenditore e l'assenza dello Stato: qui si rivela
interventista". L'unica novità dello scenario, la corsa a due Pd-PdL, si
deve a Veltroni che però "ha fatto di necessità virtù": "Quasi
un miracolo: con la stessa legge elettorale sono cambiati partiti e clima.
Veltroni non poteva ripresentarsi con una mega-coalizione già naufragata. Ora
si delineano due grandi gruppi in Parlamenti e la fine dei nanetti". Assai
dura la valutazione di Arielle Dumont di France Soir e Madame (il secondo
settimanale francese): "Non vedo uno scontro entusiasmante né grande
differenza tra destra e sinistra. È una campagna di corsa: come nei
supermarket, tutto sui ripiani e scegliete voi". Grande assente la
politica estera: "All'assemblea costituente del Pd mi sono guardata
intorno e non ho visto niente di europeo. Mi ha colpito una sensazione di
ripiegamento in se stessi". Nostalgia di Prodi, "un grande
europeista, attento a inserire l'Italia in un contesto internazionale".
Divertenti le liste-caleidoscopio: "Bisognerà trovare posto anche per la casalinga
di Voghera. Dove la mettiamo?". Più seriamente, "quando si candida
chiunque si perde l'idea della politica". Già quando è caduto il governo
"per giochi di potere, il Senato mi sembrava un mercato. Mi fa senso
vedere Dini che siede già a destra". Anche Nacera Benali, corrispondente
del quotidiano algerino El Watam vede tra le proposte dei due schieramenti
"differenze molto sottili. A parole, Berlusconi e Veltroni assumono ognuno
la posizione dell'altro". Il Cavaliere su Alitalia
ha a cuore i lavoratori "quando non ha mai difeso la classe operaia".
Mentre il centrosinistra "raffigura l'immigrazione come un pericolo",
anzichè concentrarsi su proposte che "aiutino gli immigrati che lavorano e
pagano le tasse". Eric Josef, di Liberation, ha visto un "dinamismo
iniziale" di Veltroni: "Aveva il gioco in mano, ha imposto il ritmo
con la corsa da solo e i candidati. Poi si è perso un po' per strada". Sui
programmi convergenze ma anche "differenze importanti" come il
compenso minimo ai precari". Novità? Il cambio di toni, ma non è un bene:
"I due leader non si attaccano ma neppure discutono, sembra una sfida
fuori dal mondo". Josef è qui dal '93: "L'elemento di continuità che
vedo è... Berlusconi. Stupisce che, per la quinta volta e dopo due sconfitte,
possa essere ancora candidato premier".
( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del La "par condicio" di Fede Paolo Ojetti Ci sarebbe
molto da dire sulla bufala, argomento scelto da Studio Aperto per aprire la
serata di ieri. Diossinata o non diossinata? Prudenza o panico dei consumatori?
Terrorismo informativo o rischi reali? Nessuno sa un tubo, ma una cosa è certa:
guardando come la bufala viene palpeggiata, risciacquata a mani nude e a cielo
aperto, con operai che se la passano come una palla e senza nemmeno una
mascherina sul volto, e bè una qualche diffidenza ti attanaglia. Ma Studio
Aperto ci tranquillizza con Daniela Santanchè come testimonial: "Io la
mangio". Ossessionato dalla par condicio, sulle pensioni Emilio Fede fa
parlare Veltroni e Berlusconi per un minuto a testa. Ma segue il trucco: due minuti al solo Berlusconi sulla "cordata" che lui
tiene lì, in agguato, e che salverà Alitalia dalle
grinfie di Air France. Il Cavaliere, forse stranito dalla fatica, espone una
tesi singolare: Alitalia deve restare italiana, altrimenti Spinettà caricherà i passeggeri
e i turisti e li porterà direttamente in Francia e non "nelle nostre città
d'arte". E se qualche passeggero insisterà troppo, lo butteranno
giù, nel vuoto, come facevano i generali argentini. Voilà.
( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del Roma, folla Pd per D'Alema e Rutelli In 2300 alla kermesse per
il candidato sindaco: sfida su servizi e sicurezza. "Noi nuova forza
democratica" di Roberto Brunelli / Roma BATTESIMO di lusso, con tanto di
musiche di John Coltrane a fare da sottofondo, battesimo nazionale, perché è
grande la posta in gioco, e va oltre Roma. Per il terzo mandato al Campidoglio
di Francesco Rutelli ieri sera sono venuti in duemilatrecento al Palacongressi
dell'Eur. Ed è salito nella capitale anche Massimo D'Alema, già impegnato nella
doppia (e difficile) campagna elettorale in Puglia e in Campania, visto anche
che la partita qui è doppia: è anche Nicola Zingaretti, candidato alla
presidenza della Provincia e uomo in forte crescita nel Pd del Lazio, a
festeggiare oggi, a calare le prime carte di una campagna come se ne sono viste
poche negli ultimi anni. Parla dell'azione di governo, il ministro degli
Esteri, di un'azione che si è interrotta "proprio nel momento in cui stava
iniziando a dare i suoi frutti". Ma bisogna guardare al futuro.
"Stiamo mettendo in campo una nuova grande forza democratica e dobbiamo
riuscire a rendere chiaro agli elettori l'importanza di questo voto".
"La posta in gioco è molto alta", ammonisce. Perché questa è
"una destra illiberale", una destra che non ha come valore fondante
l'unità del Paese. Lo dimostrano, per esempio, le "corrispondenze di
amorosi sensi" tra la Lega di Calderoli e l'Mpa di Lombardo ("ambedue
ce l'hanno con Garibaldi"). Gente che dice: "L'Alitalia? Chi se
ne frega, conta solo Malpensa", come ha sibilato Maroni ieri. Noi invece
"siamo qui per ricostruire le ragioni dello stare insieme, il senso di una
comunità nazionale". Anche per questo l'attenzione deve essere massima:
"Anche se Berlusconi è un signore in fase declinante, anche se è privo
dello slancio di quando scese in campo la prima volta, dobbiamo capire
che dobbiamo fare i conti anche con una parte dell'elettorato che è disattento,
che non ha capito cosa rischia. Ma che deve comprendere che ha l'occasione di
trovare un governo vero, privo dei vincoli che abbiamo conosciuto in
passato". La posta in gioco. Chi è qui sa bene perché è qui: le
sottoscrizioni partono da trenta euro per arrivare a cifre anche molto
sostanziose, e non è solo il gusto di cenare a due passi da qualche big. Ci
sono diversi volti noti del Pd, tra cui quello di Alfredo Reichlin, una bella
fetta del mondo imprenditoriale e immobiliare romano, intellettuali, cittadini.
E si respira un'aria particolare. Il candidato sindaco, cravatta rossa, pare
estremamente soddisfatto, e ne ha ben donde. "La nostra è un'ambizione
importante: quella di una metropoli che si modernizza, che si trasforma, che
investe sulla grandi infrastrutture sulle nuove tecnologie. Accanto a questa,
vogliamo lanciare la sfida dell'ossessione del quotidiano: il che vuol dire
servizi, sicurezza, pulizia". Il candidato Pd Umberto Marroni, in gran
parte responsabile della mobilitazione di questa serata, dice che "il Pd è
una novità politica cruciale, legata alla chiusura di una transizione italiana
durata fin troppo a lungo". Non è il solo a pensarla così. "Sento che
c'è un clima diverso dal solito - confida prima della serata un imprenditore
della capitale - La capacità d'attrazione del Pd è fortissima anche tra coloro
che finora erano distanti da questo mondo". C'è da credergli, a giudicare
dalla sala. Erano previste al massimo milleseicento persone. Grazie al tam-tam,
in pochi giorni si è arrivati oltre duemilatrecento. E l'aria si fa rarefatta
quando D'Alema dice: "Se perdiamo non sarà un male per noi. Sarà un male
per il Paese. D'altra parte, se vinciamo avremo un governo vero".
( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del "I politici? Gli smemorati della Cultura" di Stefano
Miliani D ai programmi che parlino d'arte e cultura trasmessi dalla Rai in
orari non destinati ai soli nottambuli a misure fiscali per incentivare il
contributo privato al patrimonio artistico e alla cultura, fino a uno Stato che
arrivi a finanziare la cultura con lo 0,50% del Prodotto interno lordo, invece
che con lo 0,30%. E stop allo spoil-system, quel meccanismo col quale il potere
politico sposta dirigenti in base alla vicinanza politica. Sono alcuni dei
pilastri di un'iniziativa firmata Alain Elkann. Il presidente della fondazione
del Museo Egizio di Torino, scrittore e giornalista, veterano nell'industria
culturale, ha coinvolto l'associazione Mecenate 90 e l'istituto di ricerca
Fondazione Rosselli e - racconta lui stesso - si è attaccato al telefono per
invitare amici e conoscenti a stilare proposte per il futuro governo e per la
futura opposizione. Il titolo dell'iniziativa è "Italia, paese della
cultura e della bellezza"; lo sorregge un documento di 25 pagine -
ampliabile e in via di progressiva elaborazione - che contiene una lista di
proposte che vanno dall'architettura al turismo passando per tv, musei, istituti
culturali, festival letterari, fisco, design, città d'arte, giardini, lirica e
"stile italiano" da rilanciare come marchio trainante anche per
l'economia. Finora hanno aderito quasi 120 persone, tra artisti, studiosi,
intellettuali ed esperti: si va da Mimmo Paladino, da Fernanda Pivano a Michele
Placido, da Antonio Scurati al presidente delle biblioteche italiane Igino
Poggiali. Comunque questa impresa manda un segnale: in questa campagna
elettorale i temi culturali si sentono poco, per non dire nulla. Temi sommersi
dalle emergenze - precariato, monnezza, bufala (quella campana), pensioni, Alitalia - e praticamente assenti dal dibattito. Ma qualcuno ne avverte
la mancanza. Dice Elkann che si sente "offeso" nel vedere l'immagine
dell'Italia all'estero sovrastata dalla mozzarella di bufala vietata in
Giappone. Anche per questo siamo passati dal 1° al 5° posto nella classifica
dei paesi più visitati al mondo. Elkann ha presentato ieri l'iniziativa
alla sede della stampa estera a Roma chiarendo che è "trasversale":
non vuole stare da una parte politica né dall'altra. Quanto possa esserne
sensibile la destra berlusconiana, quella che ha lanciato il modello culturale
di una tv basata sull'uccidere la cultura in favore di successo facile e
lustrini, con "trasversale", lo segnala il sociologo De Rita,
s'intende un Paese che non deve farsi stritolare dalle esigenze dei singoli
settori, dalla "grettezza della settorialità", per un impegno
collettivo e comune. Un altro dei concetti chiave è che l'Italia finanzia poco
la cultura, che questa comprende anche settori come l'artigianato, che è il
motore trainante del bel Paese. "Lo Stato non ce la fa da solo, l'Italia
nel 2006 ha dato 2000 miliardi alla cultura, la Francia e la Germania 8, la
Gran Bretagna 5 - ricorda Elkann -. Nell'arco della prossima legislatura
vorremmo che la cultura salisse dallo 0,30% al 0,50% del Pil. Ma anche i
privati devono fare uno sforzo. L'esperienza al Museo Egizio di Torino dimostra
che è possibile: siamo passati peraltro dai 200mila ai 600mila visitatori
l'anno". Elkann difende la trasversalità dell'iniziativa, ma anche se non
è vero, come sostiene, che tutti i ministri succedutisi al dicastero dei beni
culturali hanno dato in egual misura (il governo Berlusconi ne aveva disprezzo
e Urbani avrebbe preferito di più guidare la Rai che il patrimonio artistico),
in quelle pagine ci sono proposte da prendere in considerazione. L'hanno
suggerite esperti, magari non sono tutte condivisibili, ma meritano certo un
esame. Fa sapere Elkann: queste pagine sono state inviate a tutti i leader
politici e saranno spedite al presidente Napolitano. Lo stesso Elkann, le due
associazioni promotrici e chi ha firmato il manifesto dovranno adoperarsi
affinché i politici di maggioranza e opposizione vi prestino attenzione e non
le lascino in un cassetto. Cosa c'è in quelle pagine? Lo scrittore-presidente
dell'Egizio indica ad esempio la riduzione dell'Iva e altri meccanismi per
favorire le produzioni cinematografiche italiane; la riduzione dell'Iva per il
turismo e per l'acquisto dell'arte contemporanea italiana; l'"usare
meglio" gli istituti di cultura italiani all'estero; favorire, nei musei,
itinerari per disabili, non vedenti e bambini... "Basta - rivendica Elkann
- con lo spoil system, basta con l'accesso per raccomandazione o perché si
appartiene alla "famiglia di...", bisogna aprire ai giovani e alle
competenze". Appendice "televisiva": a chi, in conferenza
stampa, ha giudicato la tv la principale fonte del degrado culturale italiano,
Baudo, presente, ha risposto che c'è del vero: serve "un codice
deontologico" ma bisogna trasmettere cultura in modo da arrivare alle
masse e non farle fuggire. L'ALLARME Dall'architettura al turismo, una lista di
proposte "trasversali" perché il futuro governo si ricordi dei nostri
tesori. Un appello di Alain Elkann che ha già raccolto l'adesione di 120
intellettuali e artisti.
( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Alitalia, una metafora
italiana Gianfranco Pasquino Segue dalla Prima U na decisione non presa anche
perché il sistema istituzionale italiano non consente di reagire rapidamente a
nessuna emergenza e perché nessun politico intende assumersi la responsabilità
di decisioni impopolari nel corto termine. Infatti, non avrà abbastanza tempo perché gli venga
riconosciuto, anche dagli elettori, di avere agito saggiamente. La difesa
dell'italianità, già esperita con scarsissimo successo, e con penose
conseguenze, nel caso di alcune banche, non aveva nessuna probabilità di
successo se imprenditori veri non si fossero attivati. La bellicosa "razza
padana", sempre pronta a criticare i governanti, non ha saputo produrre
quello stuolo di imprenditori, dinamici e disposti a rischiare, e non si
capisce in quale modo "il principale esponente dello schieramento avverso
al Partito Democratico" riuscirà a (re)suscitarli in tempi decenti. Ma,
come dovrebbe oramai essere chiaro a tutti, quel principale esponente ha deciso
di fare del caso dell'Alitalia e dello hub di
Malpensa, insieme a quello strenuo apostolo della società civile che risponde
al nome di Formigoni e alla (ex)manager Letizia Moratti, soltanto due tematiche
funzionali alla sua languente campagna elettorale. Se, alla fine, come sembra
semplicemente logico e giusto, Spinetta raggiunge un accordo con i sindacati e
compra Alitalia, l'on. Berlusconi continuerà la sua
campagna all'insegna della italianità tradita e della Padania sottomessa ad
oscure forze straniere: quelle del mercato che, certamente, ad un monopolista
per vocazione, ma momentaneamente duopolista, sembrano molto oscure e molto
estranee, e da abbattere. Se, invece, anche a causa dell'opposizione dei sindacati
miopi, che difendendo l'esistente preparano un domani peggiore, Air France-Klm
finissero per rinunciare, da un lato, forse, diventerà possibile chiamare il
bluff di Berlusconi, ma ad un costo economico elevatissimo, dall'altro, però,
Berlusconi non soltanto potrà permettersi di attaccare i sindacati corporativi
(che, qualche volta, lo sono davvero), ma cercherà di addossare la colpa del
fallimento sulle spalle di Prodi-Padoa Schioppa. Paradossalmente, poi, se, per
quanto assolutamente improbabile, l'imprenditore Berlusconi riuscisse davvero,
visto che ha dichiarato che a lui "riesce sempre tutto", a mettere
insieme una cordata familiare, amicale, imprenditoriale, la sua presenza e
quella dei suoi, finora riluttanti, figli configurerebbero un colossale conflitto
di interessi, peraltro, l'ennesimo, nei confronti del quale piacerebbe sentire
levarsi la voce di qualche imprenditore liberale, sostenitore di un'economia di
mercato. Per intenderci, nei Paesi nei quali prospera un'economia di mercato,
prosperano per l'appunto le aziende sane, mentre quelle male amministrate
falliscono e nessuno, ma proprio nessuno, tanto meno la sinistra, neppure
quella radicale, chiede salvataggi allo Stato o a danarosi uomini della
Provvidenza che si candidano a guidare il Paese. In un sistema politico
decente, primo il governo assume un atteggiamento di benevola neutralità nei
confronti di imprenditori che operano rispettando le regole di un mercato
concorrenziale e nessuno dei ministri, a decisione presa, suggerisce di
perseguire altre, non più praticabili strade. Secondo, dedicato a tutti quelli
che credono e qualche volta persino caldeggiano soluzioni bipartisan, in
occasioni di grande rilevanza economica, l'opposizione, se non si è previamente
espressa in modo limpidamente contrario, argomentando scelte alternative
praticabili, converge sulle posizioni delineate dal governo per rafforzare
l'immagine di un paese che sulle decisioni più importanti si ritrova unito,
anche senza bisogno di dare vita a paralizzanti Grandi Coalizioni. Invece, come
hanno notato diversi quotidiani stranieri, l'impressione complessiva che viene
trasmessa dall'Italia alla fine della vicenda della sua (ex)compagnia aerea di
bandiera è che il capo dell'opposizione sta strumentalizzando gli avvenimenti,
non in maniera tardiva, ma semplicemente tenendo conto dei tempi della campagna
elettorale. Tuttavia, il rischio è che il peggio, per un sistema politico dal
non elevato tasso di liberalismo, per un mercato non proprio vivace, per Alitalia, per il governo del paese, per i sindacati e per i
cittadini italiani, imprenditori compresi, stia ancora per arrivare. Davvero,
come nel memorabile dépliant berlusconiano: "una storia italiana",
che, purtroppo, in tutti i sensi, sembra infinita.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 215
Continuità. Ieri il provvedimento dell'ente ministeriale. Il vettore low cost
annuncia un ricorso al Tar L'Enac diffida Myair: stop ai voli Continuità.. Ieri
il provvedimento dell'ente ministeriale. Il vettore low cost annuncia un
ricorso al Tar Alitalia farà slittare di un mese i
collegamenti --> Alitalia farà slittare di un mese
i collegamenti L'Enac diffida Myair dal continuare a vendere i biglietti sulle
rotte da Bologna per Olbia e Cagliari. Ma su Alitalia
si prende tempo. Mano pesante nei confronti di Myair e più leggera su Alitalia. Ieri l'Ente nazionale per l'aviazione civile è
passata dalle parole ai fatti. Almeno con la compagnia low cost Myair, che ha
messo in vendita i biglietti per i voli da Bologna per Cagliari e Olbia e ha
programmato dal 4 aprile i nuovi collegamenti, nonostante siano stati assegnati
in regime di continuità territoriale da Meridiana. Ieri pomeriggio l'Enac,
infatti, ha reso noto di aver diffidato MyAir dal continuare a vendere
biglietti sulle due tratte, "sottoposte a oneri di servizio pubblico",
per la prossima stagione estiva, accusando la compagnia di concorrenza sleale
nei confronti di Meridiana. "Il vettore", ha spiegato l'Enac in un
comunicato, "era già stato avvertito da una precedente comunicazione, ma
ha continuato a vendere i biglietti creando di fatto un disservizio ai
passeggeri. La diffida inviata prevede l'immediata interruzione della
vendita". LA COMPAGNIA Myair, "pur in assenza di una diffida
ufficiale, visto che ancora non ci è stato notificato alcun provvedimento",
spiega Lorenzo Lorenti, direttore commerciale della società, "ha deciso di
promuovere un ricorso al Tar contro il provvedimento dell'Enac, chiaramente una
volta che sarà ufficiale. Nonostante questo, per rispetto delle istituzioni, è
stata interrotta la vendita dei biglietti per aprile e maggio". Gli aerei
Myair, dunque, non decolleranno, "fermo restando la nostra volontà di
effettuare i voli durante l'estate". Per ora, dunque, è tregua. La
compagnia continuerà a vendere i biglietti per i voli da giugno in poi, mentre
i passeggeri che già avevano prenotato il volo con il vettore low cost saranno
dirottati su altri aerei, in questo caso, di Meridiana. ALITALIA Se nei
confronti di Myair, dunque, è stato deciso di adottare la linea dura, con Alitalia i toni sono stati più morbidi, in attesa di un
nuovo incontro (oggi o domani) tra Enac, Regione, ministero dei Trasporti e
compagnie (oltre a quella pubblica anche Air One e Meridiana). "Alitalia ha bloccato la vendita dei biglietti sul suo sito e
ha posticipato di circa un mese l'avvio dei voli tra Roma e Cagliari",
spiegano dall'Enac. In realtà, la notizia di uno slittamento dei voli, è solo
ufficiosa, visto che Alitalia avrebbe affermato
martedì di decidere nelle successive 48 ore. Posticipare la partenza dei voli
di circa un mese, tuttavia, non risolve il problema ma permette almeno al
governo di fare chiarezza su Alitalia. La compagnia
pubblica, infatti, ha programmato un piano estivo dei voli, nel quale è
inserita anche la rotta tra Cagliari e Roma. L'Enac deve far rispettare il
decreto sulla continuità territoriale e bloccare le nuove rotte, ma attende un
segnale in questo senso dal ministero. Segnale che non arriva. In questa
situazione, dunque, l'unica soluzione è quella di rinviare di un mese l'avvio
dei voli (peraltro la vendita continua attraverso le agenzie di viaggio) e
utilizzare questi trenta giorni, magari anche con l'arrivo di un nuovo governo,
per convincere Alitalia ad attendere il prossimo
ottobre per volare tra Cagliari e Roma. In cambio, Alitalia
potrebbe strappare un accordo commerciale più favorevole con Meridiana, che da
parte sua minaccia di fermare gli sconti ai residenti se non ci sarà un
intervento dell'Enac. GIUSEPPE DEIANA.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 215
il punto Trasporto aereo a un bivio in attesa del voto Il punto --> La
trattativa sulla continuità territoriale è a un bivio. Dalla
Regione insistono per la linea dura: Alitalia non può
volare e non volerà sui cieli sardi fino a ottobre. Ma l'Enac non ha ancora
preso posizione in modo chiaro. Si tenta una mediazione: Regione, Enac e
ministero cercano un accordo per evitare una prova di forza. Se Alitalia insistesse sul proposito di avviare i voli a partire dal 30
marzo, infatti, l'Enac sarebbe costretto, seguendo l'attuale normativa
che assegna le rotte tra Roma e Cagliari a Meridiana e Air One, a fermare il
decollo degli aerei, bloccando l'autorizzazione di volo. E in piena campagna
elettorale non sarebbe certo un bel segnale. Ecco perché lo stesso ministro dei
Trasporti Alessandro Bianchi avrebbe chiesto di arrivare a una mediazione.
BATTAGLIA LEGALE Se andasse in porto la trattativa, la soluzione potrebbe
essere quella che prevede uno slittamento di un mese della partenza per dare
modo ad Alitalia e Meridiana di rafforzare l'accordo
commerciale già in vigore tra le due società. Altrimenti si tornerebbe indietro
di due anni, quando a incidere sulla continuità territoriale furono i giudici
del Tribunale amministrativo del Lazio. Se infatti gli aerei Alitalia
partissero il 30 marzo l'Enac sarebbe costretta, oggi più che mai, dopo aver
bloccato Myair, a fermare la compagnia, che potrebbe ricorrere al Tar. E
saranno dunque i giudici amministrativi a dire la parola fine sulla vicenda
della continuità territoriale per i voli tra Cagliari, Roma e Milano. Così come
accadde nel 2006. Un pessimo biglietto da visita per la nuova continuità
territoriale che partirà da ottobre.
( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del NICOLA LATORRESapremo convincere gli indecisi. Strategico il
rilancio del Sud. Il centrodestra su Alitalia fa solo propaganda e mostra tutto il suo egoismo nordista
"Ce la possiamo fare, la partita è aperta anche alla Camera" di
Simone Collini / Roma Nicola Latorre non si stupisce del sondaggio Ipr
marketing secondo il quale il Pdl, nella migliore delle ipotesi, avrebbe solo
cinque seggi di vantaggio a Palazzo Madama. "Anche alla Camera si
può riaprire la partita", dice il candidato capolista per il Pd al Senato
in Basilicata (e numero due in Puglia). In poche parole, "possiamo
vincere". Però altri sondaggi dicono che rimangono 7 o 8 punti di distacco
dal Pdl, come se la spinta propulsiva del Pd si fosse esaurita. "Facendo
campagna elettorale vedo in giro tutt'altro che un calo di attenzione rispetto
alle nostre proposte". Forse Berlusconi vi ha rubato la scena con la
vicenda Alitalia? "Forse, ma solo per un breve
periodo, perché è apparso subito evidente il carattere tutto propagandistico
della cordata italiana, che non esiste. Non a caso poi si è messo
disperatamente a inseguire il Pd sul tema delle pensioni". Vi ha detto che
le minime le hanno aumentate già loro. "Argomento privo di qualsiasi
consistenza. Primo perché aveva annunciato la soglia dei famosi 516 euro
mensili per 4 milioni di persone, quando poi a raggiungere quella cifra sono
stati solo un milione di pensionati. E secondo perché siamo stati noi, con il
decreto del luglio 2007, ad aumentare tutte le pensioni fino a 8600 euro di
reddito annuo. Ma soprattutto, noi abbiamo ora avanzato una proposta per
intervenire non soltanto sulle minime, indicando con chiarezza la copertura
finanziaria di questa operazione. E Berlusconi ci insegue, malamente, come già
ha fatto costruendo in una notte un partito, il Pdl, che poi si presenta
comunque in coalizione con la Lega". Sette otto punti in meno di venti giorni.
Come pensate di farcela? "Intanto perché più passa il tempo e più si fa
evidente che da quella parte c'è un'idea del futuro fondata su un mix di
egoismo sociale fai da te e di protezionismo alla Tremonti che è esattamente
quello che ci vuole per portare il paese alla catastrofe, mentre da questa
parte c'è una proposta assolutamente nuova di sviluppo, di rilancio del sistema
paese che tiene insieme l'esigenza di modernizzazione, e dunque anche di
crescita, con l'esigenza della giustizia sociale". C'è chi sostiene che
Veltroni sarebbe dovuto andare di più nelle regioni in bilico, piuttosto che
muoversi lungo tutto il paese. "Il punto non è concentrare la presenza di
un leader ma mobilitare tutte le nostre risorse umane sui territori. Quello che
Veltroni sta facendo è fondamentale, ma la vera forza che ha il Pd sono le
persone pronte a muoversi per convincere i tanti indecisi che ancora ci sono.
In questo senso l'iniziativa di domenica per mobilitare tutto il popolo delle
primarie è importantissima". Personalità come l'economista Boeri o come
l'ex presidente di Confindustria calabrese Callipo denunciano l'assenza dei
temi legati al Mezzogiorno. "Per quanto ci riguarda dico non solo che non
è così, ma che per noi che vogliamo lo sviluppo del paese il Mezzogiorno è una
grande opportunità". Che cosa vuole dire? "Continua a persistere un
divario tra il nord e il sud, un dato strutturale che non può più permettersi
un sistema paese che deve affrontare la grande sfida della competizione. Ma in
questo senso il Mezzogiorno diventa una grande risorsa. Per almeno due ragioni:
perché la popolazione meridionale è quella più giovane e perché la collocazione
geografica rende il Mezzogiorno un punto strategico per accogliere quei
traffici commerciali che nell'irruzione nella scena di paesi come la Cina e
l'India hanno riproposto il Mediterraneo come grande bacino commerciale".
A quali condizioni il sud Italia può diventare il luogo di transito per le
merci verso il nord del mondo? "Intanto, una politica estera che consenta
al Mediterraneo di diventare un mare di pace e al nostro paese di avere un
dialogo con tutti gli stati che vi si bagnano. E quindi si può immaginare
quanto drammatico sarebbe ritornare a una politica estera come quella
prospettata da Martino, cioè ritirare le truppe dal Libano e rimandarle in
Iraq. E poi è necessaria una politica infrastrutturale adeguata. E in questo
senso il tema dell'Alitalia è un paradigma della
politica nordista della destra: ha assunto la difesa di Malpensa anche a costo
di far fallire la compagnia di bandiera, come ha detto il sindaco di Milano
Moratti. Se noi diciamo di separare il tema di Malpensa da quello del destino
dell'Alitalia è anche perché il fallimento della
compagnia di bandiera sarebbe sì una tragedia per il paese, ma avrebbe effetti
catastrofici sul Mezzogiorno".
( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti UN DIRITTO
PER GLI ELETTORI (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Ora la risposta tocca
all'avversario. Una risposta chiara, se possibile: accetta o non accetta il
confronto televisivo? Perché ieri, davanti alla sfida di Veltroni, il quartier
generale della Pdl ne ha date una mezza dozzina. Nel pomeriggio uno spavaldo
Berlusconi ha minacciato: "Io sono in grado di stracciare qualsiasi
avversario". Più tardi però i portavoce hanno fatto capire che il
confronto non si farà per rispetto alla par condicio, che imporrebbe anche la
presenza degli altri contendenti, Bertinotti, Casini, Santanché eccetera. è la
prima volta in tanti anni che dall'entourage berlusconiano s'invita al rispetto
della par condicio, "legge liberticida" fino all'altro giorno. A sera
Berlusconi e i portavoce in coro si sono messi a piagnucolare sull'ennesima
puntata monografica del Cavaliere a Porta a Porta di oggi, saltata per
l'indisponibilità di Veltroni a pareggiare il conto. Questo forse lo capiscono
anche i fans del Cavaliere, lo zoccolo durissimo berlusconiano, quelli insomma
convinti che "lui" abbia sempre e comunque ragione. Che senso ha una
campagna elettorale senza il faccia a faccia fra i due candidati? Perché il
principale editore televisivo d'Italia e d'Europa ha tanta paura del confronto in
diretta con il rivale, disposto a incontrarlo perfino sulle sue reti, negli
studi di sua proprietà, davanti a giornalisti suoi dipendenti? Il duello
televisivo è ormai un rito di tutte le democrazie occidentali. Sono rarissimi i
casi in cui non si è fatto. Negli ultimi anni, in decine di campagne
elettorali, hanno rifiutato soltanto due premier, Tony Blair e lo stesso
Berlusconi. Mai comunque il duello tv è mancato per la rinuncia del capo
dell'opposizione. Berlusconi oltretutto può contare su sondaggi assai
favorevoli, una fama di grande comunicatore e un'autostima a prova di bomba. O
almeno dà mostra di credere a tutto ciò. E allora davvero non si capisce
perché, al posto di spargere fanfaronate, non risponda all'avversario e
soprattutto ai cittadini italiani indicando la data e il luogo del "faccia
a faccia". Se non ha il coraggio di accettare la sfida, Berlusconi ha in
ogni caso il dovere di spiegare all'opinione pubblica le ragioni
di un rifiuto che priverebbe i cittadini del loro diritto ad assistere a un
chiaro confronto di idee, personalità e programmi tra i due principali sfidanti
per la guida del Paese. Quello che non può fare è addossare la responsabilità
alla par condicio (stavolta non c'entra nulla) o ai crimini dello stalinismo o
alla crisi dell'Alitalia. Saranno poi gli elettori a giudicare.
( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Berlusconi in una piazza vuota Insulta Veltroni e Di Pietro
inviata a Viterbo VELTRONI e il Pd sono "vecchi comunisti riciclati",
come "quei negozi che falliscono e poi mettono fuori il cartello
"nuova gestione"" e Di Pietro si sarebbe "fatto dare la
laurea dai Servizi": Berlusconi le masse non le richiama più, se non
qualche signora affe- zionata accorsa ieri al monastero di Santa Rosa a
Viterbo. Va meglio a Palasport, dove ci sono circa tremila persone neppure così
osannanti come un tempo. Gli argomenti del leader Pdl sono triti e ritriti, rinnovati solo dalla carta Alitalia utile ad
avocare a sé il merito della riapertura della trattativa: così al cavaliere non
resta che concentrare l'attacco contro Veltroni, apparentando gli insulti anche
al leader dell'Italia del Valori. Già dalla mattina era partito il contrattacco
sulle pensioni: "Veltroni parla a vanvera" senza fare i conti con la
disponibilità di bilancio, mentre il Pdl propone di "adeguare le
pensioni minime al costo della vita", senza fare alcuna cifra e certo non
può alzarle a tutti. Il nervosismo di Silvio è a fior di pelle, arrivato a
Viterbo con un primo stop alle Terme dei Papi: il sondaggio Ipr parla di
pareggio al Senato? E lui sbotta: "E' la vecchia ricetta stalinista sempre
valida della sinistra", evita la risposta Berlusconi, convinto che
"al Senato avremo 30 senatori in piu'". Quanto al vantaggio, dai suoi
sondaggi, quelli Euromedia modello americano, oscilanno tra 9 e dieci punti. Difende
anche la legge elettorale "funziona" e torna a puntare il dito su
Ciampi perché "con una interpretazione della Costituzione ci impose il
premio di maggioranza regionale al Senato". Teme il faccia a faccia con
Veltroni? "Io non ho paura di nessuno, sono in grado di stracciare
qualunque avversario, perché sono l'uomo dei fatti", ringhia. Il cavaliere
cerca di fare il Caimano e polarizza lo scontro sui due partiti principali,
inserendo fra i voti "dispersi" anche quelli a Ferrara. E ancora
"Veltroni dice le bugie sulla legge elettorale, poi lancia il sasso ma
ritira la mano: "dovrei ricordare che Veltroni disse che Stalin è un
benefattore dell' umanità e che il comunismo e' un'utopia positiva? No, sono
cose non vere e io non dico le bugie". Al Palasport Berlusconi perfeziona
l'attacco a Antonio Di Pietro: "ha preso la laurea grazie ai
Servizi". Con poca convinzione Berlusconi ieri è venuto a Viterbo per
sostenere i candidato sindaco, il forzista Marini. Neppure la visita alle
Clarisse, monache di clausura devote a Santa Rosa, (come la mamma, protettrice
dei fiorai), è servito per un bagno di folla: nessuno, solo fotografi e
giornalisti davanti alla chiesa, una signora dice "semo quattro gatti,
fatecelo salutà". n.l.
( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Piloti e calabroni Bonanni e Berlusconi Oliviero Beha Siamo
proprio un paese stracotto. C'è persino il rischio che il
Pdl cavi ragni elettorali dal buco Alitalia
esclusivamente sul piano mediatico. Ad Arcore festeggiano: Berlusconi può dire
"è merito mio" mentre Bonanni, Cisl, gli fa eco: "Abbiamo già
raggiunto un risultato". Non ricordo che lo sprofondo Alitalia fosse un problema elettorale nel 2001, né che lo fosse diventato
nel 2006. Intendo né per Berlusconi e Rutelli allora, né per Berlusconi
e Prodi poi. Nel frattempo l'Alitalia era già
finanziariamente un calabrone, cioè un insulto alla fisica giacché per
antonomasia quell'insetto pesante non sarebbe potuto decollare. Detto di una
compagnia aerea, beh, dovrebbe fare un certo effetto. E invece no: sia
Berlusconi che Bonanni ne parlano come se fosse la prima volta, sperando che
nella cortina mediatica, la memoria asfissi e si confonda, e l'italiano
indeciso/ignorante costruisca l'equazione Berlusconi
-interessi-del-Paese-cordata-italiana, e Veltroni-svendita
-ai-francesi-conseguenza-Prodi, in una specie di Mentana (non lui, la
Repubblica romana) garibaldino-e perdente- di metà '800. Almeno questo ci venga
risparmiato. Non si ricorda in 7 anni del suo governo nulla mirato a togliere
il piombo dalle ali di un calabrone.
( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
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Pagina V - Napoli La
fabbrica Viaggio tra gli operai della Fiat alla vigilia delle politiche: rabbia
e disillusione Il vento gelido di Pomigliano "Noi, traditi dalla
politica" "Destra, sinistra, ormai non c'è più differenza. E dicono
di voler aiutare i giovani" PATRIZIA CAPUA dal nostro inviato pomigliano
D'Arco - Cinque paia di calzini corti di cotone a cinque euro, fasce elastiche,
orologi e binocoli "made in China". Una bancarella davanti agli
striscioni che annunciano "Verso una Nuova Pomigliano", al cancello
due. Merce a poco prezzo, destinata a chi fa i salti mortali per far quadrare
un bilancio familiare. Aria tesa, fuori e dentro la fabbrica. C'entra molto con
la fase che sta vivendo l'azienda. Il piano straordinario dell'ad Sergio
Marchionne per il recupero industriale del sito produttivo, principalmente.
"La ristrutturazione? - dice Gennaro - non ci credo, non credo al futuro
di questa fabbrica. Non si pensa al lavoratore, non si bada a ciò che esprime.
Quello che succede è lo specchio della politica regionale e nazionale. Siamo
nella spazzatura". Si va alle urne il 13 e 14 aprile e Cipputi naviga a
vista nel mare della politica. Specie i più giovani. "Io seguo
l'onda", confessa senza problemi Luigi, 28 anni, "chiederò consiglio
agli amici anziani". Ideali, se c'erano, buttati dietro le spalle. Destra,
sinistra, dice Marco, non c'è differenza, "la politica ormai è diventata
una professione per chi la fa. Parlano di meritocrazia, di sostenere il
reddito, di aiutare i giovani. Ormai quel che promettono si sa in anticipo.
Stesse dichiarazioni di cinque anni fa. A loro, i politici, conviene sempre
lasciare le cose come stanno". "Voto Veltroni, lo scriva", dice
uno al volo. Antonio, da 8 anni nel reparto Lastratura, è un altro convinto: "La
maggior parte di noi è per Veltroni, per quello che dice, come lo esprime.
Certo, poi si deve sempre vedere. La Sinistra arcobaleno, per carità:
Bertinotti, che delusione. è venuto due volte a fare comizi, e poi? Ormai sono
tutti buoni, tutti fanno buoni propositi. Vediamo che succede, magari si
svolta...". Carlo punta sulle condizioni di lavoro, i nuovi ritmi,
l'organizzazione e le prospettive della Fiat di Pomigliano: "L'azienda è
peggiorata: ci hanno riempito la testa di favole, nella teoria è tutto perfetto,
sul campo inapplicabile, anche per l'incapacità di chi ci gestisce qui dentro.
E il povero Marchionne non ne sa niente". Francesco, 10 anni di fabbrica:
"Sinceramente non andrei a votare, non credo più a niente, delusione
totale". Antonio non ha dubbi: "Io continuo la tradizione, voto
Fini". Domenico Casoria è addetto al montaggio della "159",
iscritto all'Ugl. "In fabbrica c'è un'aria molto tesa, siamo pessimisti
sul futuro. I giovani non sono politicizzati, vanno dietro alle mode, guardano
a destra, vedono con simpatia Berlusconi". Franco Mancinelli (stampaggio)
e Antonio Cimmino (verniciatura) amici, ma agli opposti in politica. "Voto
Sinistra arcobaleno" dice quest'ultimo, "con Bertinotti spero in un
affondo sugli evasori fiscali. Veltroni è troppo attaccato a Prodi, roba da
vecchia gestione". L'altro: "Io sono berlusconiano convinto, anche se
prima vedevo bene Casini". Vincenzo Migliaccio, della verniciatura, si
dichiara "di fede di sinistra e sosterrò Veltroni. Prodi guarda dove ci ha
portato, e Bassolino? L'immondizia ci sta divorando...". A votare andranno
in pochi, informa un "ex Cobas" che preferisce l'anonimato: "I
politici sono passivi per la società, noi qui a ritmi feroci per far prendere
12 mila euro a un parlamentare". Mariangela Angrisani, giovane e carina
operaia del montaggio: "Sono figlia di un operaio, voto a sinistra, per
Veltroni: mi convince, è più attendibile, ma spero che la politica si impegni
per noi operai, perché anche la sinistra ci ha abbandonati". Al centro del
piazzale c'è un gruppo dei 316 operai, quelli del corso finalizzato alla
creazione di un centro di logistica avanzata. Sono infuriati. "Non si sa
nulla, nemmeno dove ci metteranno a lavorare, incredibile per un'azienda che si
vanta di pianificare tutto". A parlare è Francesco Mazzella, da 36 anni in
Fiat. Il gruppo s'infittisce, protesta con Andrea Amendola, segretario della
Fiom che sta entrando per un'assemblea. Amendola si sgola: "Voi avete
ragione, lo sappiamo, ma qui non si fa sciopero per paura". "Stavolta
non andiamo a votare" è quasi un coro. "Qui si fanno ritmi
massacranti, ci sono infortuni, oggi un altro morto a Melfi". Marco
Cusano: "Non sappiamo a chi credere, la realtà è quella che viviamo in
fabbrica. Aumentano luce, gas, benzina, siamo quelli che lavorano di più e guadagnano
meno. Con 1100 euro al mese, chi mi garantisce niente? Qui solo pulizia e
immagine. Sostanza, oggi, non ce n'è. Sembra che oltre questi cancelli la
democrazia finisca". Bertinotti dice che ci vuole un
Marchionne anche per Alitalia, non è più credibile. "Berlusconi, Veltroni, promesse
inutili. La poltrona è comoda, ma a noi mica ci pensano". Massimo, dello
stampaggio: "Non vado a votare. A destra mai, ma la sinistra che ha fatto?
Con 1100 euro al mese, i prezzi lievitati, gli stipendi fermi a Garibaldi.
La fiducia alla sinistra l'abbiamo data e questa è la ricompensa: bollo auto,
assicurazione alle stelle, sono sfiduciato. Il contratto ci ha dato 117 euro in
tre anni. Non è una bella vita e orizzonti zero. Tutto questo dipende da una
brutta, anzi pessima politica. I politici non sanno cos'è la vita di un
operaio".
( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Napoli
Incontro segreto a Cancello Arnone: "Quanti trucchi. Poi i controlli dei
Nas eliminano i mascalzoni, adesso fidatevi" Nei caseifici parlano i primi
pentiti "Trent'anni di imbrogli, ma ora..." DAL NOSTRO INVIATO (segue
dalla prima di cronaca) antonio corbo cancello arnone - Chiedono di andar via.
C'è gente che guarda. Lo dicono loro. Strano, nella strada che gira ad angolo
retto non si vede nessuno. Alle 13.20 si abbassa la serranda dell'ultimo bar
aperto. "Siamo pronti a raccontarle tutto, purché venga fuori la
verità". Quale? "Che dopo trent'anni di imbrogli, la mozzarella non è
stata mai così sicura. Ed ora che è sicura, rischiamo la fame. Ci stanno
strozzando". Sono in tre: due fratelli, hanno un caseificio. Ed un cugino
che ha 500 bufale, ma vive di altro. "Ho un'impresa di movimento
terra". Un'attività che richiama il predominio dei Casalesi nell'edilizia.
Giacca, cravatta, colletto bianco. Si rivelerà garbato, competente, insospettabile.
è nel suo ufficio che si va, attraverso un sentiero disadorno, neanche
un'insegna. "Cancello Arnone è il paese delle mozzarelle. Andavano forte
40 anni fa i Di Benedetto qui, ad Aversa i Fierro. Le bufale mangiavano quello
che volevano. Abbandonate, mai un veterinario. Il latte era migliore, meno di
quattro litri per un chilo di mozzarella. C'erano le pagliare, il monaco era il
gancio che reggeva il pentolone, e sotto c'era il fuoco della legna. I
camorristi, si dice, venivano a nascondersi. La jeep dei carabinieri si vedeva
lontano un miglio nelle pagliare. Ora i latitanti hanno ville e pavimenti
lisci". Cambiano discorso: "Tutto è cominciato 30 anni fa, con il
boom delle mozzarelle. C'è chi si è arricchito". E come? "Con la
pasta bianca della Germania. Un chilo messo nel secchio di acqua diventava tre
chili". E si vendeva? "Si vendeva eccome". Possibile che nessuno
se ne sia accorto? "In città, no. Ma era gommosa, sembrava plastica, sulla
pizza non filava". Non si accorgono del paradosso: "I più onesti
mischiavano latte di vacca e di bufala, 50 e 50, a volte anche 30 e 70".
Fino a quando? "Fino a pochi anni fa. Ora c'è chi congela il latte di
bufala congelato e lo mischia con quello fresco". E quello congelato della
Bolivia? "Arrivava. I controlli, poi. I Nas dei carabinieri non danno
pace, ma sono seri. Ora il latte avanza: un litro costa 1,20 euro d'estate e
1,05 d'inverno. Lo sapete che i signori del Salernitano vengono a prenderlo
sottobanco per 40 centesimi nelle aziende sequestrate? Siamo distrutti".
Ammettono di aver avuto l'azienda sequestrata tempo fa e spesso qualche
verbale. "Perché il latte noi dei caseifici lo prendiamo fuori. I Nas
hanno anche trovato quelli che consegnavano una provetta di una bufala sana e
passavano tutte le altre come sane". Interviene il cugino, allevatore.
"Sono i controlli per la brucellosi. Io ho 500 bufale. I controlli miei,
pagati da me, danno 8 bufale malate. Per la Asl sono 140. è la solita media che
trovano le Asl, ora il 28, ora il 32, la media è sempre il 30. Ci difenderemo
tenendo per noi la provetta gemella, faremo le controanalisi". La
brucellosi è un allarme, e niente più. Il batterio svanisce a 65 gradi, la
fermentazione avviene a 74, il latte bolle anche a cento. L'animale è malato ma
la mozzarella è sicura. "C'è una pausa per stabilire un piano
sanitario", informa un sindacalista, appena arrivato. Si scopre che
"c'è un commissariato anche alla brucellosi, retto da Andrea Cozzolino,
l'assessore". Riflessione: "Anche questo allarme crea confusione
intorno alla Regione. Si vuol fare un polverone: rifiuti, diossina,
mozzarella... La mozzarella si fa qui, e allora c'entra anche la camorra... è
solo politica questa. Fidatevi delle inchieste solo quando ci sono di mezzo i
Nas, loro ci aiutano con i controlli. Fuori i mascalzoni. Ora lavorano
soprattutto gli onesti, i controlli di Nas e Asl sono continui e nessuno chiude
più un occhio". Sulla diossina, osservano: "Devono dirci la verità.
Alle bufale diamo una razione "Unifid", cioè pasto unico: fieno,
trinciato pressato di mais o di loietto o di sorgo, sono i foraggi che
produciamo in zona. Poi i mangimi che arrivano da Perugia, Viterbo, Verona. Ci
dicano in quale di queste frazioni c'è la diossina. Viene da fuori o è nostra?
Se è nostra, fieno e mais sono dell'estate 2007. Può essere quella dei roghi di
agosto, ma ce lo dicano". Su 1900 aziende 83 sono quelle bloccate in
attesa di analisi. "Per 3 caseifici e 19 allevamenti c'è stato il
dissequestro, le analisi erano sbagliate, un giornale di Caserta lo scrive già,
eccolo". L'allarme lentamente rientra. Il viaggio tra i misteri della
mozzarella alla diossina termina a Teverola, c'è un'azienda che esporta in
tutto il mondo. Autorizza la citazione. "La marchesa" della famiglia
Cirillo. Polemica un'impiegata, Lina Ulisse. "Un quintale e mezzo in Corea
del Sud. Nessuna protesta. Ho mandato per fax le analisi che facciamo noi, a
nostre spese, 660 euro per volta. L'unità di misura è il picogramma. Il limite
è 3. La nostra mozzarella è tra 0,40 e 1,20. Ottima. Ecco
la risposta degli americani: hanno visto le analisi, vanno bene, ci dicono di
spedire, e allora?". Oggi parte il cargo da Fiumicino alle 7: New York,
Washington, San Francisco. Finché c'è Alitalia anche la
mozzarella va.
( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VI - Napoli
Industria La vertenza Atitech in Consiglio regionale Il caso Atitech, azienda di servizi di Alitalia, che nel
piano di Air France è destinata ad una pesante ristrutturazione,
"atterra" oggi in Consiglio regionale: davanti alla sede del Centro
direzionale si terrà un presidio dei lavoratori. Nell'aula consiliare si
discuterà un ordine del giorno preparato dopo l'audizione dei sindacati che la
Commissione regionale dei Trasporti ha tenuto ieri. Il presidente
Pasquale Sommese, ha espresso la sua preoccupazione: "La crisi Alitalia potrebbe avere drammatici riflessi sulla sopravvivenza
di una grande realtà come Atitech".
( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cordate
Il leader Pdl promette fatti, ma già si lavora a un nuovo prestito urgente Il
Cavaliere ritira i figli, Alitalia ha 7 giorni.
( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Attento cavaliere
Wall Street Journal, e due L'apertura di credito fatta ieri dal Wall Street
Journal a Veltroni (sulla prima pagina, con tanto di foto, e con titolo audace:
"Il rivale di Berlusconi punta a un cambio radicale per l'Italia")
dice qualcosa di significativo, soprattutto dopo il trattamento insolitamente
severo che il giorno prima lo stesso giornale aveva riservato alla strampalata idea del Cavaliere di bloccare la vendita di Alitalia, unica soluzione possibile per salvare la compagnia. In queste
settimane la polemica di Tremonti contro la globalizzazione e per la
riesumazione di una qualche forza di protezionismo, e una serie di messaggi
molto statalisti e assistenzialisti di Berlusconi, hanno allarmato la business
community internazionale, di cui il Wall Street Journal è la bibbia
liberista così come il Financial Times è la bibbia liberal. Queste scelte si
pagano, e questo è bene saperlo. Anzi, Berlusconi dovrebbe ben saperlo, visto
che nei suoi cinque anni di governo si è azzuffato quasi quotidianamente con la
stampa internazionale, con l'unica eccezione proprio del Wsj , che l'ha sempre
difeso e che ora comincia a dubitare anche lui. Non siamo tra quelli che
credono che il giudizio dei giornali, figurarsi poi il giudizio dei giornali
stranieri, possa avere un grande effetto sul comportamento elettorale degli
italiani. Ma quel giudizio ha invece un chiaro e decisivo effetto sul governo,
una volta vinte le elezioni. Orienta infatti l'establishment europeo e
americano, crea un mood tra gli investitori, accresce o diminuisce la
credibilità di un sistema-paese in un mondo estremamente interconnesso.
Berlusconi farebbe dunque bene a preoccuparsene, cominciando a dire e a fare
qualcosa che ricordi, anche lontanamente, il messaggio politico riformista con
cui era sceso in campo nel '94. 27/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Segue parla riello:
"il fallimento non è un dramma, basta vedere parmalat" "Se Alitalia diventasse francese, mi sentirei un po' colonizzato"
"Sono contrario ai dazi, ma Tremonti non ha tutti i torti" (segue
dalla prima pagina) "Insomma - prosegue Riello - non mi preoccupo che Alitalia vada a un'azienda francese. Però vorrei far notare una cosa: Air
France è pubblica, dunque non dimentichiamoci che è un governo che sta
lanciando un'opa su un altro governo. Non è la stessa cosa di un'azienda
privata che se ne compra un'altra". Riello sottolinea che i francesi
"hanno conquistato in questi anni una presenza piuttosto importante nel
nostro paese, per usare un eufemismo. Hanno una fetta importante di mercato
elettrico, si sono presi una delle nostri maggiori banche, sono molto presenti
nella grande distribuzione, hanno un ruolo di primo piano nella finanza che
conta. Insomma, se anche Alitalia cambiasse bandiera
passando sotto il controllo francese mi sentirei un po' troppo
colonizzato". L'imprenditore è convinto che la trattativa vada dunque
sospesa fino alle elezioni. "Non ci siamo posti negli ultimi venti anni il
problema del turismo e del business nel nostro paese, strettamente legati ai
destini di Alitalia, possiamo anche aspettare venti
giorni in più". Per Riello, annoverato tra gli imprenditori con simpatie
berlusconiane, "la cordata è un po' fuori tempo, ma d'altra parte è un po'
azzardato che un governo in esercizio ordinario si affretti a chiudere un
dossier che ha anche pesanti ricadute occupazionali". Venti giorni possono
essere fatali per Alitalia, dando uno sguardo alla
liquidità residua. "E allora? Il fallimento non è un dramma. Ricordiamoci
Parmalat, l'abbiamo risollevata dopo il commissariamento. Il problema vero non
sono i debiti, il problema vero è che Alitalia è stata
gestita per decenni in modo inefficiente dalla politica e dai sindacati. Il
problema, allora, è che oggi brucia cassa alla velocità della luce per questi
antichi vincoli. Tolti quelli, sono certo che potrebbe tornare a fare profitto,
e non soltanto perché quello italiano è un mercato redditizio. È l'intero
business del trasporto aereo ad essere in crescita, ormai è il mondo intero a
volersi muovere in aereo". Tornando al "Progetto tuono" di
Riello, l'idea è presto spiegata. Il vantaggio del titanio, rispetto ai
materiali usati tradizionalmente per costruire gli aerei come l'alluminio o la
fibra di carbone, "è che si piega ma non si spezza. Per i materiali che
compongono gli aerei serve una grande elasticità: il titanio si deforma poco,
anche ad alte temperature o quando ci sono sbalzi - come accade sugli aerei -
da meno cinquanta a più cinquanta gradi di temperatura in soli venti
minuti". L'azienda del piacentino vuole conquistare una nicchia di mercato
ancora libera, ma l'ingrediente vincente di questo "frammento" del
famoso sette per cento che ha trainato il paese nell'ultimo quinquennio e che
adesso non teme neanche più il supereuro, è la ricerca. Riello fa parte di un
settore, quello dei macchinari per le industrie, tradizionalmente molto
competitivo, che vanta una bilancia commerciale in attivo per dieci miliardi di
euro all'anno. Tuttavia, "quello che ha premiato", racconta, "è
l'idea, il progetto proposto. E la nostra credibilità". Così "Progetto
Tuono" ha battuto la concorrenza nipponica, tedesca e statunitense. Anche
perché negli ultimi anni di bassa crescita, che ha costretto una fetta
importante di industria italiana a "ristrutturarsi o morire", Riello
ha investito "tra il 4 e il 7 per cento del nostro fatturato, che è di
circa 120 milioni di euro all'anno, in ricerca e innovazione". Ormai è una
costante delle campagne elettorali e dunque anche stavolta le difficoltà del
settore manifatturiero nel suo complesso sono diventate un tema da campagna
elettorale. L'ex ministro dell'Economia Tremonti ripropone i dazi, per
proteggerci dalla concorrenza internazionale e dal dumping cinese. Riello fa
notare che "i cinesi stanno investendo risorse enormi nella ricerca nel
settore manifatturiero, basta vedere il numero di ricercatori che hanno messo
su questo settore. Quindi, arriverà anche il momento in cui ci raggiungeranno
anche nei settori tecnologicamente più avanzati. Io sono un liberista convinto
e penso che non sia corretto pensare tout court ai dazi. Ma in alcuni settori
sarebbe forse opportuno introdurli temporaneamente, per dare alle aziende il
tempo di riorganizzare i propri coefficienti di competitività. Tremonti lo
leggo così: non c'è modo di bloccare le merci che provengono dall'estero, ma
mentre le aziende si riorganizzano, aiutiamole con un provvedimento-tampone,
temporaneo. Perché in alcuni settori siamo stati davvero massacrati".
27/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pierino l'ex pm fa
il nuovo mastella, eppure il loft non sembra preoccuparsene Di Pietro parla di
tutto, purché sia contro il Pd Veltroni è intervenuto solo sul caso Mediaset
Alle 11 di mattina ha annunciato di aver scritto una lettera a Prodi per
sollecitare il varo del decreto legge che recepisce le richieste di Bruxelles
sulle concessioni autostradali. Alle 11 e zero-nove ha
ribadito che qualsiasi acquirente osi avvicinarsi ad Alitalia deve
sottoscrivere una clausola che preveda una moratoria di due barra tre anni per
Malpensa. Alle 11 e ventinove ha intonato un nuovo de profundis per AirOne.
Quindi ha detto no alla commissione d'inchiesta sui fatti di Genova
consigliando la via della commissione di indagine (ore 15.06), suggerito
di togliere l'Afghanistan dai temi della campagna elettorale (15.11),
considerato il boicottaggio olimpico come una delle opzioni per difendere le
ragioni del Tibet (15.14) e infine invitato tutti i candidati alle elezioni che
abbiano un conto corrente in Liechtenstein a denunciare sé stessi e la presenza
del conto corrente (15.16). Ladies and gentlemen, ecco a voi Antonio Di Pietro
visto in cinque ore qualsiasi di un qualsiasi giorno di campagna elettorale.
Per la vastità di temi toccati e per l'innata propensione a mettere a verbale
posizioni spesso e volentieri eterodosse rispetto alla sua alleanza, il
"fedele alleato" del Pd ricorda il Clemente Mastella dei bei tempi
andati. Quello, tanto per fare un esempio, che nel gennaio 2006 si cimentava
quotidianamente nello sport di "smarcarsi" dalle posizioni che
l'allora Unione sintetizzava nel programma di quasi trecento pagine. Il leader
dell'Udeur non firmò alcuni capitoli del librone e quasi tutti archiviarono i
suoi capricci alla voce "campagna elettorale". Poi ci ha pensato la
storia a fare un'operazione-verità sulle intenzioni del leader del Campanile.
Non sono in pochi, tra le quattro mura del loft, a pensare che se all'alleanza
Pd-Italia dei valori riuscisse nel miracolo di vincere le elezioni, il buon
Tonino sarebbe il più lesto a ritagliarsi il ruolo di spina nel fianco che
durante l'era Prodi fu di Clemente. La vera questione è un'altra: a parte i
recalcitranti della prima ora, nessuno - e men che meno Veltroni - si è pentito
di aver stretto l'alleanza con il soggetto politico italvalorista. C'è di più:
anche le uscite di Di Pietro sulla giustizia (della serie, "nel Pd c'è un
veto per non farmi fare il guardasigilli") vengono viste più come
"grasso che cola" che non come "rotture di scatole".
"È una questione di temperamento", ha detto Ermete Realacci al Foglio
tentando di ridimensionare l'ultima bravata del "fedele alleato".
"Soprattutto se vengono recepite come prese di distanze, certe uscite di
Tonino sono ben gradite. Lui ci deve coprire sui terreni che noi non possiamo
battere. D'altronde, l'abbiamo preso proprio per questo...", si mormora
nella stretta cerchia veltroniana. A differenza dei Radicali, il cui dossier è
stato affidato a Goffredo Bettini, Walter Veltroni ha voluto tenere per sé sia
la costruzione che il mantenimento del raccordo con Di Pietro e i suoi.
"Da anni i due hanno un ottimo rapporto personale", fanno notare da
ambo le parti. Un'amicizia che né l'"autonomia" rivendicata da Tonino
l'altra sera a Otto e mezzo né la sciabola agitata di continuo dall'ex pm hanno
intaccato. Per ora. Non a caso, a richiamare l'alleato a più miti consigli sono
sempre i generali del Pd, mai il comandante in capo. Ieri l'ingrato compito se
l'è sobbarcato Rosy Bindi, che rispondendo a una domanda su Di Pietro ha
dichiarato: "Personalmente credo che ci sia un'unica persona titolata a
fare proposte ulteriori, magari anche lui verificandole: è Walter
Veltroni". Nell'ancor breve storia d'amore tra Pd e Idv c'è stato un solo
caso (e uno solo, direbbero i matematici) in cui è toccato al segretario
democrat arginare la frenesia di Di Pietro. E cioè quando il "fedele
alleato" si è infilato nel ginepraio del dimagrimento della flotta
televisiva di Mediaset. "Quella - notano al loft - è stata l'unica volta
in cui Tonino ha passato il segno...". Dietro i puntini di sospensione c'è
la certezza dei democrat sul potenziale elettorale di Di Pietro. Lo danno al
2.5 ma può superare il 4 e, addirittura, sperare nel 5. Nel fantagoverno di cui
Veltroni a giorni annuncerà qualche tassello, al buon Tonino potrebbero toccare
le Infrastrutture. Un ministero che è molto diverso da quello che l'ex pm sta
per lasciarsi alle spalle, visto che assommerà tre dossier: oltre a
infrastrutture, anche trasporti e lavori pubblici. "E anche
ambiente", fa notare uno scafatissimo deputato italvalorista. In questo
caso, oltre che a Mastella, il buon Di Pietro avrebbe tutti i titoli per
assomigliare anche a Pecoraro. E se per l'alleanza Pd-Idv tutto andasse storto?
Beh, in quel caso, Tonino potrebbe liberarsi dalla stretta veltroniana proprio
il giorno della liberazione. Il 25 aprile, undici giorni dopo il voto, è in
programma il secondo V-Day di Beppe Grillo. Qualche migliore occasione per
smarcarsi un po'? (t. labate) 27/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Conversazione sulla
"questione settentrionale" Illy: "Veltroni ce la sta mettendo
tutta ma il Nord vota il Cavaliere di default" "È
in atto una secessione strisciante delle imprese" "Alitalia è una vicenda gestita con approccio dirigista e non sempre le
decisioni dirigiste reggono alla prova del mercato. Ora siamo all'ultima
spiaggia". Il presidente del Friuli Riccardo Illy sul caso Alitalia non si iscrive affatto al partito della moratoria, che pure nel
Nord ha trovato autorevoli esponenti, e difende a spada tratta il
mercato e la concorrenza: "Se Malpensa vuole diventare un hub non può
deciderlo lo Stato. Mica l'aeroporto di Parigi è un hub perché c'è Air France,
o quello di Londra è un hub perché c'è la British Airways. Un aeroporto è un
hub perché offre un ventaglio di servizi a un ventaglio di compagnie".
Anche i sindacati, per Illy, hanno una loro responsabilità nell'immobilismo di
questi anni: "Servizi in monopolio, diritto di sciopero, divieto di
licenziamento formano un triangolo maledetto. Per uscirne non potendo toccare i
diritti, anche se il diritto non può tramutarsi in veto, si deve agire sul
monopolio". Illy non si stupisce che il Nord, come dice Penati, non sia
riuscito a fare sistema su questa vicenda: "È difficile quando ognuno tira
acqua al suo mulino: Milano gioca la sua partita, Venezia sta diventando un
hub? Ci sono troppi interessi in contrapposizione". La soluzione?
"Come sui conti pubblici ci penserà l'Ue. Arriverà il commissario alla
concorrenza e ci darà l'aut aut. A quel punto o Alitalia
fallirà, come probabile, o la comprerà Air France. Questa idea dell'italianità
non ha senso. In Spagna le grandi imprese sono controllate da capitale
straniero ma l'economia tira". Il governatore del Friuli, però, denuncia
un pericolo più generale. E, da imprenditore, lancia il suo grido d'allarme:
"È già in atto una secessione strisciante di imprese che traslocano. La
secessione di cui parlo non ha nulla a che fare con la protesta contro Roma
ladrona. È una migrazione silenziosa di una parte dell'Italia che, a differenza
dell'altra, si sente pienamente in Europa". Questa secessione, per Illy,
non è urlata politicamente, ma si verifica in base a una convenienza economica:
"Se un imprenditore del Friuli va in Slovenia vede che la manodopera costa
un terzo in meno, le imposte sono al 25 per cento, da noi sono al 30, gli aiuti
dell'Ue rientrano nell'"obiettivo uno", mentre noi rientriamo nell'"obiettivo
due" e ne abbiamo la metà. Per non parlare - penso anche alla Francia,
all'Austria - della burocrazia più snella e della velocità decisionale".
Per Illy è necessario che la politica dia risposte, e anche in fretta per
evitare, come ha scritto nel suo libro, che l'Italia perda il Nord. E che lo
perda la sinistra: "La politica nel suo complesso si è mostrata
indifferente. Veltroni ce la sta mettendo tutta. Penso non solo alle
candidature di Calearo e Colaninno ma al suo programma su infrastrutture,
trasporti, liberalizzazioni. Ed è giusta l'idea di un rappresentante del
Nord-Est nel governo. È un'area che ha ancora una specificità produttiva, il
capitalismo molecolare di cui tanto si è parlato. E soprattutto una specificità
culturale: impegno esclusivo sull'impresa, cultura del lavoro, ma anche
disattenzione alle questioni pubbliche, idea che si può fare a meno della
politica. Per questo Veltroni deve insistere". La questione
settentrionale, per Illy, è assai diversa rispetto agli anni Novanta: "Guardi,
forse non è neanche un bene, ma non c'è protesta. E, se c'è, è latente e quasi
rassegnata". Il governatore del Friuli non crede che la ricetta
antimercatista di Tremonti sia una risposta adeguata alle ansie degli
imprenditori: "Quando mai ha funzionato il protezionismo? Perché piuttosto
Tremonti invece di parlare di dazi non dice che è necessario ridurre il carico
tributario sul reddito d'impresa? Questo sì che aiuterebbe a stare sul mercato.
Aggiungo che il dibattito avviato da Tremonti è già datato". Un esempio?
"Electrolux aveva trasferito in Ungheria la produzione dei pannelli
comando delle sue lavatrici. Ora, rifatti i conti della fase dell'assemblaggio,
sta ritornando in provincia di Pordenone. Vale per molte altre aziende: la
delocalizzazione è stata un miraggio. La concorrenza cinese ha penalizzato la
bassa qualità del tessile. Ma sull'alta qualità siamo competitivi. Basti vedere
i dati dell'export di tessile verso India e Cina". Eppure Illy, nonostante
tutto, è scettico sul fatto che il Nord possa voltare le spalle a Belusconi:
"Berlusconi non parla al Nord da tempo. E quando ha governato non lo ha
rappresentato. Basti pensare alla sorte della dual income tax , inserita da
Visco e tolta da Tremonti, che consentiva alle imprese più capitalizzate di
pagare meno imposte. Ma penso che il Nord lo voterà in modo preconcetto e
disilluso pur sapendo che non cambierà nulla. Vale per gli imprenditori ma
anche per gli operai e impiegati che vedono minacciato il loro posto di lavoro
e possono cedere alle sirene protezioniste". (de angelis) 27/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Bandiera tra una
settimana avrà problemi a pagare gli stipendi È agli sgoccioli, ma cresce il
partito del rinvio Il Tesoro ha sondato Bruxelles sul prestito-ponte Ad Alitalia resta una settimana di tempo: la liquidità di
cassa, a quanto si apprende, è agli sgoccioli e se il Tesoro non riuscirà a
sbloccare il prestito-ponte da 300 milioni di euro in tempi brevi, la compagnia
guidata da Maurizio Prato comincerà ad avere problemi a pagare gli stipendi.
L'allarme è alto, ai piani alti della compagnia di bandiera: la prospettiva di
dover attendere l'esito delle elezioni, ormai ipotizzata ad alta voce anche dai
più importanti leader sindacali impegnati nella difficile trattativa con
AirFrance, non piace affatto. Il calcolo, in realtà, è presto fatto: a fine gennaio
restavano 282 milioni di euro di liquidità in cassa. Nel frattempo il petrolio
ha subito gli effetti dell'impennata del prezzo che costa ad Alitalia,
coperta finanziariamente malissimo contro i rincari del greggio, 40 milioni di
euro in più ogni dieci dollari. E ci sono i 54 milioni da pagare il 31 di
questo mese per la cedola del Mengozzi bond. In più, le impellenze quotidiane a
carico di una compagnia aerea non sono proprio quisquilie. Al Tesoro,
ovviamente, da quando la situazione finanziaria di Alitalia
è in emergenza - è stato lo stesso ministro Padoa-Schioppa a sottolineare
cinque giorni fa al Financial Times che alla compagnia di bandiera resta
ossigeno per "poche settimane" - sono già cominciate alcune
operazioni preliminari per il prestito-ponte. Procedure ancora del tutto
teoriche, che servono soltanto a non trovarsi impreparati, dal punto di vista
tecnico, nel caso la situazione precipitasse (anche perché al Tesoro frenano,
per ora, sull'allarme liquidità, pensano che ad Alitalia
resti più tempo di una sola settimana). Dunque c'è già stato la scorsa
settimana già un contatto con Bruxelles per sondare i margini di manovra
possibili sulla compagnia di bandiera. Le indicazioni della Commissione
sarebbero state chiarissime: per il prestito-ponte da 300 milioni di euro il
via libera potrebbe arrivare soltanto a determinate condizioni. Mentre è
escluso, per Bruxelles, che il Tesoro si possa sobbarcare dell'eventuale esito
positivo della causa intentata da Sea contro Alitalia. Il
Tesoro non potrebbe pagare i 1,2 miliardi di euro della causa: sarebbe
considerato un aiuto di Stato. Per quanto riguarda il prestito-ponte, le
condizioni della richiesta dell'amministratore delegato di Alitalia, Prato, sono scritte nero su bianco nel comunicato del 15 marzo
scorso, in cui si dice che "nel contesto della finalizzazione della
negoziazione con AirFrance-Klm, si è accertata la necessità di
assicurare flessibilità finanziaria per far fronte all'allungamento dei tempi
di attuazione dell'integrazione e dell'esecuzione dell'aumento di capitale e
allo slittamento dei tempi di dismissione di asset non strategici prevista a
budget". E quindi che il Tesoro "come ulteriore condizione di
efficacia del contratto", conceda ad Alitalia
"una linea di credito da rimborsarsi dopo l'esecuzione dell'aumento di
capitale". Tuttavia il prestito-ponte era stato deciso - lo dice il nome
stesso, come ha ricordato di recente il ministro dello Sviluppo, Bersani - in
un contesto in cui dall'altra parte c'era una sponda. L'approdo cioè di Alitalia in AirFrance con l'impegno immediato dei francesi a
ricapitalizzare l'azienda con un miliardo di euro. Perché così il
prestito-ponte sarebbe stato rimborsato immediatamente al Tesoro. Ora il quadro
è più complesso, rispetto al 15 marzo. La spada di Damocle della presunta
cordata anti-francese Berlusconi ha aperto un negoziato vero tra AirFrance e i
sindacati. E alcuni leader, come i numeri uno della Cgil e della Cisl, Epifani
e Bonanni, ma anche l'Up, hanno fatto capire chiaramente che preferiscono
scavallare le elezioni. L'allungamento dei tempi piace invece molto meno alla
Uil, all'Anpac e all'Ugl. Lo slittamento sta cominciando insomma a dividere il
sindacato. Ma soprattutto, rischia sempre più concretamente di aggravare il
futuro acquirente di Alitalia di 300 milioni di debiti
da rimborsare a via XX Settembre. (T. Ma.) 27/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Sprechi all'estero i
manager sono molto meno cari Cimoli guadagnava sei volte più di Spinetta Quel
volo ad personam per Albenga caro a Scajola Rotte ad hoc per agevolare il
potente di turno, consulenze milionarie, stipendi d'oro e investimenti a fondo
perduto. Prosegue il viaggio del Riformista negli sprechi accumulati
in anni di pessima gestione di Alitalia. E continuano a emergere
eclatanti performance di inefficienza, quasi sempre riconducibili al corto
circuito prodotto da logiche clientelari, assunzioni facili e utilizzo sfrenato
di risorse pubbliche. Sotto i riflettori sono finiti i privilegi di piloti e
assistenti di volo e le incomprensibili scelte strategiche sul piano
industriale. Quelle che hanno imposto una progressiva e inesorabile
riduzione della quota di mercato in Italia e in Europa, fino alla scelta
suicida di puntare su Malpensa come secondo hub internazionale. Il problema,
però, è che Alitalia ha operato soprattutto come
l'unica grande impresa statale del centrosud rimasta in vita. Spesso al
servizio delle esigenze assistenziali di una politica incline al voto di
scambio. Così, incompetenze, negligenze, e sprechi si sono stratificati nel
tempo, determinando le disfunzioni e le diseconomie che oggi impongono il bivio
fra una cessione onerosa ad Air France e il fallimento. Si sono avvicendati i
management e susseguiti i piani di ristrutturazione. Ma chiunque è passato al
vertice della compagnia ha prima tentato un rilancio, con più o meno competenza
e maggiore o minore convinzione, e poi si è arreso all'ineluttabile sentenza di
nuove perdite. Nella maggior parte dei casi, nonostante le responsabilità
accumulate, è stato ricompensato con emolumenti record. Come è avvenuto per
l'ultimo "grande" manager che ha tenuto il timone di Alitalia, Giancarlo Cimoli. Si ricordano ancora le polemiche
sulla maxiliquidazione intascata e l'intervento della senatrice Franca Rame
durante un'audizione del manager in Parlamento: "sono qui perché volevo
vedere che faccia avesse uno che guadagna 12.000 euro al giorno. Non ci dormivo
la notte, mi chiedevo se avesse due braccia, due gambe come tutti". Basta
il confronto con le retribuzioni dei vertici delle altre compagnie europee per
accorgersi che in Alitalia non si è badato a spese:
dati ufficiali, iscritti a bilancio, dicono che Spinetta, amministratore
delegato di Air France, nel biennio 2004-2005 ha ricevuto un compenso di
550mila euro, un bonus di 160mila, pari a una remunerazione mensile di 29.583
euro; Van Wijk, amministratore delegato di Klm, nel biennio 2004-2005 ha
ricevuto un compenso di 653.709 euro, un bonus di 429.731 euro, pari a una remunerazione
mensile di 45.143 euro. Rod Eddington, amministratore delegato di British
Airways, nel 2004 ha ricevuto un compenso annuo di 517.813 euro, un bonus di
258.907 euro, pari a una remunerazione mensile di 64.727 euro. Giancarlo
Cimoli, amministratore delegato e presidente di Alitalia,
dal 6 Maggio, data della nomina, al 31 Dicembre 2004 ha ricevuto un compenso di
1.522.996 euro, pari a una remunerazione mensile di 190.375 euro. Numeri,
questi, che in proporzione si ritrovano anche scendendo nelle gerarchie. Sono
frequenti, infatti, i casi di quadri di livello elevato assunti anche nelle
fasi di dolorosa ristrutturazione interna. Così come diversi sono i pensionati
usciti con uno scivolo e rientrati dalla porta di servizio con una consulenza
redditizia. Una prassi, questa, che si riscontra soprattutto in Az Servizi.
Dove c'è da segnalare anche il supporto manageriale di Eds per la gestione
della direzione che nel biennio 2006-2007 è costato circa 9 milioni. L'altro
capitolo rilevante nel libro degli sprechi riguarda la scelta delle rotte.
Resta paradossale la denuncia del luglio 2002 del capogruppo al Senato di
Rifondazione, Gigi Malabarba, in un'interrogazione al ministro delle
Infrastrutture e dei trasporti. Nel documento, il senatore chiede informazioni
sulla decisione dell'Alitalia di sopprimere il volo di
linea Fiumicino-Albenga. Secondo Malabarba, il volo era stato istituito
"ad personam" per il ministro dell'Interno Claudio Scajola, che abita
a Imperia, a 30 chilometri da Albenga. A parere dell'esponente del Prc, la
soppressione del volo sarebbe avvenuta dopo le dimissioni del ministro.
Ovviamente, ogni responsabilità è caduta nel calderone delle cattive scelte
industriali. Anche perché il volo ha registrato un massimo "storico"
di 18 passeggeri. 27/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Black day sondaggi
negativi e il caso "porta a porta" Berlusconi inciampa su Alitalia e Senato Il ruolo di Confalonieri e quell'oscuro
presagio di Letta Nella migliore delle ipotesi, cinque senatori di vantaggio
sulle "opposizioni": la fotografia della rappresentanza del Pdl che
verrà a palazzo Madama, scattata dal sondaggisti di Ipr marketing per
Repubblica.it , non ha sorpreso più di tanto gli scafatissimi sherpa della war
room berlusconiana. E visto che i maggiori esperti degli effetti collaterali
del porcellum stanno nella Lega, ascoltare quello che dicono dentro il
Carroccio può essere il modo più efficace per capire ciò che pensano a palazzo
Grazioli. Roberto Maroni, che comunque dice di non credere ai sondaggi, l'ha
messa così: "Bisogna vincere le elezioni e la partita è ancora tutta da
giocare". Come prima contromossa, sul terreno della comunicazione Silvio
Berlusconi ha rispolverato il suo greatest hits dei tempi andati. Veltroni?
"È un vecchio comunista riciclato" che "dice bugie tre bugie
ogni due righe", ha sottolineato il Cavaliere a Viterbo affrontando il
tema - parole sue - della "vecchia ricetta stalinista sempre valida nella
sinistra". Per non parlare di Di Pietro. "Si è laureato grazie ai
servizi", ha detto urbi et orbi l'ex premier. E comunque, ha messo a
verbale il Cavaliere, "a palazzo Madama avremo trenta senatori di
vantaggio". A completare il menù di una giornata da dimenticare è arrivato
l'annullamento della registrazione della puntata di Porta a porta , in
calendario stasera, su cui Silvio puntava per lanciare - dicono i suoi -
"il suo messaggio agli italiani". Veltroni ha rivisto la sua
decisione di partecipare a una puntata in solitaria ("Vengo solo per un
confronto con Berlusconi") e, in ossequio alla norma sulla par condicio,
ai piani alti di viale Mazzini hanno dovuto cancellare anche l'ospitata chez
Vespa di Silvio. Che, ovviamente, non l'ha presa bene. "Sono sorpreso,
dispiaciuto. È la solita prepotenza della sinistra che non cambia mai. Mi hanno
detto che è intervenuto Veltroni...". L'ipotesi di un duello tv tra i big
rimane, per ora , solo nelle dichiarazioni di agenzia. "Straccerei
chiunque" (il renitente Berlusconi). "Come, dove e quando vuole"
(Veltroni). Tutto questo mentre il tasto Alitalia si
fa sempre più dolente. Durante una giornata in cui i suoi hanno tentato
spostare l'agenda su altro (per tutti Sandro Bondi: "Berlusconi ha già
raggiunto l'obiettivo di evitare una svendita stile Alfa Romeo"), il
Cavaliere ha rinnovato l'annuncio dell'imminente discesa in campo di una
"cordata italiana" assistita "da un'importante banca". Il
timing? "Entro domenica avrete i nomi", ha sottolineato il leader del
Pdl prima di anticipare il primo tassello di un'improbabile, grande
retromarcia: "I miei figli nell'operazione? Nemmeno per sogno".
L'appunto alimenta anche un'autorevole voce rimbalzata ieri in ambienti
politici e finanziari: quella secondo cui tra i più "freddi" rispetto
all'interventismo berlusconiano su Alitalia ci sarebbe anche Fedele Confalonieri, custode dell'ortodossia
finanziaria di Mediaset e dintorni. Le percentuali che associano il capitolo
Berlusconi-Alitalia alla voce "boomerang" sono in netto rialzo. E
confermerebbero l'oscuro presagio che, un mesetto addietro, Gianni Letta ha
affidato a un ministro del centrosinistra: "Spero che il vostro
governo riesca a sbrigare questa pratica prima del nostro ritorno a palazzo
Chigi. Tutto vorrei tranne che ritrovarmi questo dossier sulla
scrivania...". Non a caso, dentro il Pdl, c'è chi riconsidera il valzer
con Air France. "Non siamo affatto contrari se prosegue la trattativa con
Air France" ma "sarebbe anche giusto se ci fosse un'altra offerta,
una di quelle scartate finora, che ritorna", ha detto Giulio Tremonti ai
microfoni dell'Infedele . "Non credo sia importante la nazionalità di Alitalia, anche se è importante il brand", ha chiarito
Gianfranco Fini. Alla Lega, poi, interessa solo come tradurre in voti il
depotenziamento di Malpensa. Bluff o meno, come tema di campagna elettorale, la
compagnia di bandiera - più che inutile - rischia di diventare dannosa. Un
sondaggio Swg commissionato da Affari italiani evidenzia che il 55 per cento
degli intervistati giudica la cordata ventilata dal Cavaliere come "una
mossa per la campagna elettorale". Rimarrebbe comunque il tema dell'incidenza
del ritorno di Silvio a palazzo Chigi sulle sorti della compagnia di bandiera.
Un'anticipazione arriva dall'azzurro Guido Crosetto: "È un caso di
interesse nazionale. Per cui, tenendo conto degli spazi di manovra che consente
l'Ue, non si può prescindere dall'intervento dello Stato". Se il Pdl è in
tensione, dentro il palazzo Chigi ancora prodiano a più d'uno, ieri, è scappata
una risatina. Pare infatti che sull'asse ministero dell'Economia-Bruxelles stia
maturando "una soluzione concreta" per portare la trattativa con
Spinetta ai tempi supplementari. Evitando - è il sottotesto - il default del 31
marzo e senza ricorrere al prestito ponte. 27/03/2008.
( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Milano
Il futuro L'attacco "Vorrei una regione illuminata, non caratterizzata da
divieti e steccati ideologici" Pollastrini: "Questo è il rischio se
la Lombardia sceglierà il Pdl" Il Pd sarà una svolta per Milano. Noi vogliamo
unire e riconoscere i diritti civili di tutti Quella del governatore è una
posizione cinica, così le donne saranno ricacciate nella clandestinità ANDREA
MONTANARI "La 194 è una legge che ha ridotto gli aborti clandestini.
Quella del presidente Formigoni è una posizione cinica. Che tristezza. Il
ritorno di un clima punitivo ricaccerà le donne verso la clandestinità".
Barbara Pollastrini, ministro uscente alle Pari Opportunità e candidata in
Lombardia per Pd alla Camera guarda al futuro della Lombardia: "Vorrei una
Regione che fosse rappresentata in Italia non per i divieti e gli steccati
ideologici, ma per mediazioni alte e condivise". Ministro Pollastrini, lei
ha lavorato in questi anni nel governo di Romano Prodi. Che cosa risponde a
quanti nel centrodestra sostengono che non avete fatto nulla di buono per il
Nord? "Tra qualche tempo il lavoro di questo governo sarà capito e
rivalutato. Se non avessimo iniziato noi, oggi sarebbe molto più difficile
affrontare anche in questa parte del Paese il vento della recessione. Ma vorrei
parlare del futuro". Prego. "Sono convinta che il Partito democratico
possa essere una svolta, proprio a Milano e in Provincia. Ma dobbiamo marcare
una discontinuità, perché non vinceremo se lisceremo il pelo per il verso
giusto. Questi dodici anni di governo del centrodestra hanno riaperto una
scommessa anche per noi, in Lombardia". Per esempio? "Noi a
differenza del centrodestra pensiamo a un Nord che vuole unire. Oggi saper fare
i propri interessi significa volere il bene comune". Si spieghi meglio. "Milano
è stata la città di Beccaria, Cattaneo e Manzoni. Dove, nel Sessantotto le
fabbriche hanno insegnato, a studenti ansiosi di giustizia, il valore del
lavoro. Bisogna recuperare una missione, culturale prima che politica. Milano
deve diventare la "città dell'illuminismo per tutti". Se Milano
vincerà l'Expo del 2015, come mi auguro, sarà frutto di un concorso di volontà
a partire dal governo. In questa città c'è una vocazione da ricostruire. Uno
sguardo laico, umano e fiducioso, ma intransigente verso le ingiustizie e i
privilegi". In che senso? "Un nuovo civismo si costruisce solo con il
dialogo e la mescolanza. Questo non significa rinunciare a regole severe o alla
legalità. è un'idea di crescita che è tutt'uno con i diritti umani e civili:
lotta a ogni forma di violenza a partire dalle donne, le coppie di fatto, il
testamento biologico, fecondazione assistita? è possibile che la Lombardia
debba essere la regione che ha il maggior turismo procreativo? Le linee guida
del ministro Livia Turco non sono altro che un incentivo in più
all'applicazione della legge 194 in tutte le sue parti. è una legge saggia che
rispetta l'autonomia della donna, i diritti del nascituro e la deontologia
medica". Passiamo alla sorte di Malpensa. Nessuna autocritica? "Questo
è un tema serio, non da effetti speciali. Si comincia a
capire che se avesse prevalso la posizione del sindaco Letizia Moratti
("meglio il fallimento di Alitalia") non avrebbe certo
guadagnato Malpensa. In questi ultimi dodici anni nessuno dei governi o delle
giunte lombarde o milanesi che si sono succeduti sono indenni da
responsabilità. Oggi l'unica proposta seria sul tavolo è quella di Air France.
Se ci sono altre cordate solide, si manifestino". Il piano di Air France,
però, non salva Malpensa. "Il rilancio di questo aeroporto è necessario
per il Paese. Bisogna rinegoziare gli accordi internazionali per i diritti di
volo e la gradualità nel loro spostamento. Bisogna usare il risarcimento
chiesto dalla Sea come forza per un progetto strategico, non come una pistola
suicida". Il tavolo Milano era partito con tante speranze, ma alla fine
pochi risultati. "Intanto non ci aveva pensato nessun governo precedente.
è stata una prima sperimentazione che ha dato risultati. Dall'Expo' alle
infrastrutture. Chiunque vinca, avrà bisogno di classi dirigenti più coraggiose
e responsabili, a partire dal Nord. Occorre una nuova concertazione, un patto
che chieda a tutti uno scatto per allargare dignità, opportunità, inclusione,
per riconoscere meriti e impegno, non i veti e le chiusure di Formigoni e della
Moratti. è ora di voltare pagina e guardare avanti".
( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina XI - Genova
FRANCESCO LA SPINA "Il fallimento dell'Eurostar non-stop Genova-Milano
deve farci riflettere: Trenitalia, vista la situazione finanziaria in cui
versa, non ha le capacità né la volontà di assumersi impegni di questo tipo e
ce ne stiamo accorgendo nella defatigante trattativa sul futuro delle aree
ferroviarie dismesse. Tocca a noi, enti territoriali, darci da fare. E l'unica
strada è quella di realizzare davvero la liberalizzazione del trasporto
ferroviario, sulla carta già esistente, dando spazio agli operatori privati, a
livello europeo, come insegna la vicenda Alitalia. L'argomento fa già parte del memorandum sottoscritto con Torino
e Milano e di cui l'accordo sulle aziende multiservizi è il fiore
all'occhiello. Il mio collega Chiamparino ne ha già parlato con Letizia Moratti
e spero che, subito dopo le elezioni, si possa fissare un incontro a tre per
perfezionare una strategia sul fronte del trasporto ferroviario
passeggeri". è di Marta Vincenzi, sindaco di Genova, l'unica voce
istituzionale che si è alzata alla notizia, anticipata ieri da Repubblica,
della prossima soppressione del collegamento veloce tra i capoluoghi di Liguria
e Lombardia. La mattina di lunedì 7 aprile, infatti, il 9314 effettuerà
l'ultimo viaggio da Brignole a Porta Garibaldi, e sarà messa una pietra tombale
su un collegamento che si è rivelato fallimentare. Vincenzi non dimentica le
parole pronunciate il giorno del via al servizio, nel giugno 2007: "Dissi
che speravo che con un treno come questo i turisti lombardi lasciassero a casa
la macchina quando vengono per il week-end. Non ho cambiato idea, perché credo
fortemente in un collegamento che favorisca i lavoratori nei giorni feriali e
gli spostamenti di chi vuol godere delle bellezze della Liguria nei fine
settimana. D'altra parte il primo punto che mi viene chiesto da chiunque vuole
investire su Genova è la situazione dei trasporti. Un collegamento veloce tra
la nostra città, Torino e Milano è assolutamente indispensabile. Dovremo
mettere in campo tutte le nostre potenzialità".
( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Vespri Ascolti e
comicità, Italia1 fa il pieno NormaRangeri Leggera e seducente la comicità di
Ale e Franz torna nella prima serata (martedì, Italia1) con una nuova edizione
di Buona la prima, spettacolo di improvvisazione che sfiora il muro dei quattro
milioni di telespettatori. La celebre coppia di panchinari (Alessandro
Besentini e Francesco Villa) improvvisa siparietti veloci, suggeriti da voci
fuori campo che comandano il contenuto della gag. Siamo in un teatro, il
pubblico legge l'indicazione della regia su un cartello luminoso e solo
l'attore a cui è diretta sa cosa deve fare ("vai ad aprire la porta
posseduto da Gianni Morandi", oppure "parla con lui solo con titoli
di programmi televisivi"), mentre all'altro spetta il compito di
sintonizzarsi all'istante sull'input ricevuto dal compagno. Lo stupore del
primo momento, la difficoltà di scrivere in diretta la risposta, fa scattare il
meccanismo della comicità. Il resto lo fanno gli ospiti che entrano sulla scena
da una porta e interagiscono, a loro volta sollecitati dagli ordini bizzarri
che ascoltano nell'auricolare. Claudio Bisio, Michele Hunziker, Alessandro
Betti, Anna Falchi giocano sul palcoscenico costruendo in tempo reale la
battuta, il gesto, l'inciampo. Tutto il contrario di quel che accade sulla
stessa rete subito dopo, con Mai dire martedì, il programma della Gialappa's.
Condotto dal mago Forest (l'attore Michele Foresta), lo spettacolo comico nasce
da un copione studiato nei minimi particolari. In uno studio nuovo che
riproduce la sala del ritiro bagagli di un aereoporto, tra il tapis roulant e
lo schermo che ospita i filmati precotti, il trio Santin-Taranto-Gherarducci in
diretta compone il puzzle. Questa volta i gialappi si sono buttati sulla
musica. Le chitarre di una band modenese (i Bermuda Circus), affiancate da
musiciste belle e brave (flauto, sassofono e violino), creano l'atmosfera per
introdurre le parodie di Tiziano Ferro e degli Zero Assoluto (interpretati dai
napoletani Gigi e Ross), di Mario Biondi (con Fabrizio Casalino). Molto
materiale lo offre la spazzatura televisiva (con il Grande Fratello nella parte
del leone), la pubblicità (il pezzo migliore è lo sketch di Paola Minaccioni e
Federica Cifola sullo spot della Tim-tribù), la moda dei centri-benessere
(ancora la coppia Minaccioni-Cifola), i trailer-cult (da Lost a Matrix). La politica per il momento resta sullo sfondo, con simpatici
buffetti che non fanno male a nessuno ("Berlusconi vuole l'Alitalia, ha già chiamato Saccà per consigliargli le hostess").
Anche se la scelta di non riproporre le letteronze vale più di una buona
battuta sulle elezioni. nrangeri@ilmanifesto.it.
( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
La campagna elettorale
entra nella fase cruciale. Walter Veltroni al manifesto: "Possiamo vincere
perché corriamo da soli. Con la Sinistra nessun accordo nemmeno in caso di
sconfitta. La strada è tracciata: più Pil, più giustizia
sociale, leggi più semplici". E sul web spopola il nuovo "inno
democratico". Berlusconi contrattacca: "Il leader del Pd stalinista e
bugiardo, il nostro vantaggio incolmabile" e per l'Alitalia "presto cordata italiana, senza i miei figli"PAGINE 2,
3.
( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cantieri sociali Il
Paradosso di Tonino Pierluigi Sullo Per la serie "Strano ma vero",
deliziosa rubrica della Settimana enigmistica, vorrei proporre quel che
chiamerei il Paradosso di Tonino, sorta di legge anti-economica che si potrebbe
riassumere nell'affermazione "chi sta peggio, sta meglio", o anche,
parafrasando gli anarchici, "né Stato né Mercato". Tonino Perna,
economista e iniziatore in Italia del fair trade, ha scritto qualche tempo fa
un articolo per Carta settimanale in cui si chiedeva: "Come mai la
Calabria è in coda a tutte le classifiche basate su indicatori economici come
il Pil, il reddito pro capite o l'occupazione, eppure i calabresi non muoiono
di fame o quasi?". Certo, si rispondeva, pesa l'economia criminale, la
'ndrangheta, i cui profitti sono spettacolari: anche se la redistribuzione
della ricchezza non è precisamente in cima ai pensieri delle cosche. E certo
non si può dire che i calabresi siano felici, visto che è ripresa un'invisibile
e massiccia emigrazione. Però è anche vero che il tono medio della vita, del
cibo, dell'abitazione non è catastrofico, e questo non dipende solo dai soldi
pubblici. Quando era presidente del Parco nazionale dell'Aspromonte, Tonino
aveva condotto un'inchiesta a fondo sui piccoli comuni della montagna, i più
poveri, fotografando un'economia parallela, non contemplata nelle statistiche,
che si può definire "economia informale", o "economia di
prossimità". E che consiste nello scambio senza denaro, nel dono, nella
produzione e commercio di beni su "cicli corti", nel reciproco
sostegno familiare (di famiglie allargate) e così via. E' ciò che in altre
parti del paese, più modellate sull'economia formale, ha preso la forma del
gruppi d'acquisto solidali, dell'artigianato, del riciclo, ecc. Bene,
l'ulteriore domanda - quasi pazzesca - che ci siamo posti, quando si è trattato
di mettere insieme il numero del settimanale che cerca di decrittare il big
bang delle banche statunitensi e non solo, è se queste esperienze di
"sconnessione" dal mercato globalizzato, possano seriamente diventare
un'alternativa al sistema economico che con tutta evidenza ci sta spintonando
verso il disastro ambientale (il riscaldamento globale), sociale (la
disuguaglianza planetaria crescente) e economico (la grande crisi finanziaria
ormai esplosa, tutta a danno dei risparmiatori medi e piccoli). E se un mondo
in cui la produzione è a misura prima di tutto del fabbisogno locale, l'energia
viene risparmiata e prodotta diffusamente non in "centrali" ma con
micro-impianti e da fonti pulite, il trasporto vira verso il pubblico e il non
nocivo e il mercato torna a essere un luogo dove esseri umani scambiano quel
che hanno prodotto, non possa essere un'altra possibilità, lontana dal
capitalismo finanziarizzato (i mutui subprime) e dal capitalismo di stato (Alitalia). In fondo, ci siamo detti, in una campagna elettorale in cui la
cosa più di sinistra che capita di sentire è che "bisogna aumentare i
salari per stimolare i consumi" (i salari di chi? Il consumo di cosa?),
che male c'è a immaginare qualcosa di radicalmente diverso, che male non fa, e
anzi fa del bene alle duecento famiglie del gruppo d'acquisto solidale
di Pisa e ai piccoli agricoltori dell'Aspromonte calabrese? Se Benetton fa una
mega-campagna pubblicitaria utilizzando come testimonial il micro-credito,
qualcosa di convincente ci deve essere, in questa altra economia, non vi pare?
E magari, se Benetton completasse la sua campagna con grandi foto di soldati in
Iraq e con il titolo "macro-credito", potremmo capire meglio cosa è
l'opposto di cosa.
( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Az-Servizi,
Cargo, piloti: le nuove proposte di Spinetta ai sindacati Alitalia, ecco il piano
Air France Berlusconi: cordata a breve. Montezemolo: sbagliato farne un tema
elettorale.
( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia Chiacchiere e dubbi in attesa del
"piano" Per Alitalia, quella di
ieri è stata la giornata delle chiacchiere politiche; la concretezza tornerà
stasera, con la presentazione del "documento dettagliato" promesso da
Spinetta. Monopolizzate da un Berlusconi ben oltre i limiti dell'aggiottaggio -
con la Consob sempre silenziosa - che promette di ora in ora soluzioni sempre diverse ma
tutte centrate sulla sua presunta capacità demiurgica. Un pensiero di quasi
solidarietà va ai figli, ieri sera sollevati per decisione paterna dalla
necessità di stare dentro "la cordata" di cui si giura che verranno
fatti i nomi tra pochi giorni. "Per discrezione", addirittura. Sul
fronte della trattativa reale - quella tra i sindacati e Air France-Klm - ogni
organizzazione ha precisato le proprie posizioni. Il leader della Cisl, Raffaele
Bonanni, ha ascritto alla determinazione dei confederali il fatto che i
francesi abbiano deciso di modificare il piano industriale proposto, riducendo
in qualche misura i tagli occupazionali previsti. Ha mostrato anche una inutile
preferenza per la "soluzione Lufthansa", che si è tirata fuori dai
giochi già da mesi (e insiste per restarne fuori); giustificata con una
altrettanto presunta capacità tedesca di "salvare Malpensa" (cui
vengono invece addebitati i due terzi delle perdite della compagnia). Più
realista il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che però chiede
"tre o quattro settimane" come tempo "congruo" per
sciogliere tutti i nodi della trattativa. Quanto alle "cordate", ha
manifestato che potrebbero manifestarsi, "ma solo dopo il fallimento della
compagnia". Sarebbbe perciò il giorno della locusta, non quello del
"salvataggio". Il Sindacato dei lavoratori (Sdl) punta seriamente
sulla possibilità di ottenere meno tagli, il rientro di tutte le divisioni nel
perimetro aziendale e il mantenimento delle linee intercontinentali ad alta
redditività. Improvvisa svolta negativa, invece, dal sindacato dei piloti
(Anpac) che giudica eccessivi gli "esuberi" relativi alla figura
professionale di riferimento (540 in meno). fr. pi.
( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-27 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Il retroscena Il braccio destro del Cavaliere cerca appoggi al
"voto utile": l'elettorato udc a palazzo Madama scelga Silvio
Missione Letta in Vaticano: un "aiuto" per il Senato ROMA - Ora che
la campagna elettorale ha imboccato i tornanti decisivi, i rapporti tra
Berlusconi e Veltroni si sono interrotti. Dopo che per mesi hanno
quotidianamente tenuto aperto il canale diplomatico, Gianni Letta e Goffredo
Bettini hanno smesso di parlarsi. è un'interruzione dettata dalla contingenza,
non una rottura delle relazioni, se è vero che i leader - come rivelano fonti
autorevoli di Forza Italia - avrebbero avuto un contatto
diretto nei giorni scorsi sullo spinoso tema di Alitalia. Dopo il
14 aprile ci sarà modo di riannodare i fili del dialogo, al momento le energie
vengono concentrate sul duello nelle urne. E in questa fase l'agenda di Letta è
zeppa di appuntamenti con le gerarchie ecclesiali, per assicurare il voto
cattolico al Pdl. Il plenipotenziario del Cavaliere conosce gli umori di
molti eminenti prelati, e sa - al pari degli "ambasciatori "
democratici - che Oltretevere alcune decisioni del Pd non sono state affatto
gradite: dall'accordo con i radicali, al trattamento riservato ai teodem Bobba
e Binetti, trasferiti dal Senato alla Camera. Ma Letta ha avvertito che è
l'Udc, il "partito di ispirazione cristiana" a raccogliere le
maggiori simpatie. è soprattutto nel Lazio che le gerarchie ecclesiali possono
vantare una fortissima influenza sull'elettorato cattolico, è dal Lazio che
passa per Berlusconi la conquista di una netta maggioranza a palazzo Madama, ed
è proprio nel Lazio che i centristi (e la Destra) potrebbero avere in mano le
sorti del Cavaliere. Un risultato positivo di Casini (e di Storace)
rischierebbe di consegnare a Veltroni il successo "regionale" al
Senato. Non a caso ieri il leader dell'Udc ha definito quella del Lazio
"la madre di tutte le battaglie". Perciò la missione Oltretevere è
delicata: il tentativo degli emissari berlusconiani è persuadere gli
interlocutori che - ai fini della governabilità - per palazzo Madama servirebbe
"il voto utile". Insomma, all'elettorato cattolico vicino all'Udc si
chiederebbe di "splittare" il consenso: alla Camera per Casini, al
Senato per Berlusconi. Non si conoscono i risultati dell'operazione, è certo
però che l'altro ieri a Roma - durante un ricevimento alla Casina Valadier -
Letta è parso già proiettato dopo il 14 aprile. L'ex sottosegretario alla presidenza
del Consiglio, che insieme al presidente dell'Antitrust Catricalà era l'ospite
d'onore, si è spinto fino a tracciare gli obiettivi della prossima legislatura.
Davanti a rappresentanti del Csm, magistrati, consiglieri di Stato e professori
universitari, ha spiegato che "bisogna modernizzare il Paese", che
"il prossimo governo dovrà fare ciò che il governo uscente non ha avuto il
coraggio di fare", "dotare l'Italia delle infrastrutture che durante
i 5 anni di Berlusconi erano state messe in cantiere, dalla Tav ai
rigassificatori", "misurarsi con i problemi dello sviluppo
energetico". "Sembrava si fosse già insediato a palazzo Chigi",
ha commentato uno dei presenti. Ma la strada verso "la stanza dei
bottoni" è ancora lunga per Berlusconi, viste le complicazioni del Senato.
E visto che il simbolo del Pdl non è ancora noto a tutti: da un primo
"test qualificativo " fatto su un fac-simile della scheda, è emerso
il disorientamento degli elettori, specie di quelli di An che andavano a
cercare la "fiamma ". Nel rush finale verso le urne, il Cavaliere
aveva invece messo in conto che si sarebbe alzato il livello dello scontro con
Veltroni. Se il Pd usasse l'arma dell'anti-berlusconismo, anche l'ex premier
potrebbe iniziare a giocare pesante, adottando slogan già approntati dal suo
staff, e mirati a mettere in difficoltà il rivale all'interno del suo stesso
partito. "Veltroni si vergogna di Prodi", e "Veltroni ha fatto
cadere Prodi", sono i concetti attorno a cui si sta lavorando. Il
vantaggio nei sondaggi induce per il momento il Cavaliere a temporeggiare, ma
ieri nella sua cartellina c'era in evidenza un passaggio dell'intervista
concessa da Boselli a Vanity Fair, e nella quale il leader socialista spiegava
che "non è stato solo Mastella a far cadere il governo ma anche Veltroni.
Me l'ha detto Prodi". Una conferma, per Berlusconi, di quanto gli aveva
raccontato tempo addietro il segretario del Pri Nucara, proprio dopo un
incontro con il Professore: "Prodi mi ha spiegato che lui è stato l'unico
a batterti per due volte, e l'unico che per due volte è stato buttato giù dai
traditori. E Mastella - ha concluso - non è il traditore". Francesco
Verderami.
( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-27 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Parla il coordinatore "Da oggi la diplomazia è sospesa: il Pd
deve arrivare al 35%" "Cavaliere sfrontato come Le Pen Solo lui
cinque volte candidato" Bettini: Berlusconi ha fallito e gli italiani
sanno che è poco credibile ROMA - A Pasqua ha fatto i compiti a casa: il
programma dell'ultimo scorcio di campagna elettorale di Veltroni. E ora che le
vacanze sono finite, Goffredo Bettini interviene in prima persona per dire
basta al buonismo e fissare una soglia per il Pd: il 35 per cento. Se non la si
ottiene lui e Veltroni possono anche mollare perché "è una patologia
italiana quella dei dirigenti per tutte le stagioni". La campagna
elettorale si accende. "Siamo alla stretta finale. Il Pd cresce, ora però
ci vuole il massimo impegno per superare la destra. Dal 30 marzo installeremo 12
mila gazebo in tutta Italia e un milione di persone diventerà protagonista
della svolta della campagna: un'arma in più che Berlusconi non ha". Niente
più fair play con l'avversario? "Occorre rendere più chiara l'importanza
di questa prova. Il Wall Street Journal lo ha detto meglio di come qualsiasi
nostro militante o dirigente l'avrebbe potuto dire: "Se torna Berlusconi è
un disastro per gli italiani". Lui ha già fallito, il Paese lo ha già
provato, quindi di che cosa stiamo discutendo? è impensabile che si possa ancora credere alla sua girandola di bugie come la storia della
cordata per salvare Alitalia o l'attenzione per i più deboli. E che dire del contratto con
gli italiani, che ha completamente disatteso nonostante l'affermazione che non
si sarebbe mai ricandidato se avesse mancato alla promessa fatta? Disatteso
sull'abbattimento della pressione fiscale, la sicurezza, le pensioni
minime". è partito lancia in resta, Bettini. "Guardi che al di
là del fallimento politico di Berlusconi c'è anche una scarsa credibilità della
candidatura in sé e gli italiani l'avvertono. In queste ultime settimane
dobbiamo rendere ancora più forte il vero dilemma di questo voto che è in
realtà una scelta diretta dei cittadini tra due leader assai diversi. Sono due
alternative secche per il futuro del Paese. E con queste elezioni si pongono
anche le condizioni per l'avvento di una nuova generazione di leader". Sta
dicendo che Berlusconi è troppo anziano? "L'età media di tutti i capi di
governo delle grandi democrazie occidentali si aggira tra i 53 e i 55 anni.
Berlusconi ripropone la tradizione italiana per cui il potere resta nelle mani
delle generazioni più vecchie. Non è una questione di mancanza di rispetto per
l'età perché io penso che gli anziani possano dare utili consigli e un
contributo straordinario di esperienza, ma è la constatazione della patologia
politica italiana che sbarra il passo alle forze più innovative, creative e
fresche. E Veltroni rappresenta questa boccata d'ossigeno verso il futuro. Mi
permetto anche di dire che è un'altra patologia italiana riproporre se stesso
per la quinta volta. Sono andato per curiosità a vedere se ci sono casi simili
nel resto del mondo. Per carità, non voglio dire nulla di provocatorio, ma ho
scoperto che il solo che ha avuto il coraggio o la sfrontatezza di candidarsi
per per cinque volte è stato Jean Marie Le Pen". Anche Prodi non è
giovanissimo. "Prodi ha avuto l'intelligenza e la prontezza di favorire il
ricambio e sta dando, con i suoi ministri, una lezione di stile per la sobrietà
con cui sta seguendo e aiutando la campagna elettorale". Allora è vero che
volete nascondere lui e certi suoi ministri. "Ma no, a questo proposito mi
dà l'occasione di rispondere a una battuta giocosa di Berlusconi sulla mia
pancia, dietro la quale avrei nascosto Visco. Rispondo giocando: la verità è
che ho provato a nasconderlo nella sua capigliatura ma purtroppo non ho trovato
niente". Via la par condicio in cambio del duello tv, che ne pensa?
"Al di là di queste proposte per incoraggiare Berlusconi, io penso sia
naturale che, con regole precise e condivise da entrambi, ci sia il confronto.
Su questo Berlusconi va a corrente alternata: fu lui a rifiutare l'incontro con
Rutelli ma poi ha incalzato Prodi, e per ottenere il faccia a faccia ha detto
che se il candidato dell'Ulivo si defilava era perché "evidentemente la
paura può fare 90". Mi viene da dire a Berlusconi esattamente la stessa
frase". Dite addio al buonismo? "Il buonismo non è la rinuncia alla
battaglia politica. Da parte nostra non ci saranno mai - e sottolineo quel mai
- attacchi offensivi sul piano personale. Quando il confronto entra nel vivo
non è che si abolisce o distrugge la diplomazia: la si sospende, perché oggi è
il momento di scelte alternative che debbono portare a risultati chiari".
L'antiberlusconismo serve a conquistare gli incerti? "Via via sceglieranno
di andare a votare. E lo faranno in proporzione maggiore per noi perché ormai
sta emergendo che il Pd non è solo la somma di vecchi partiti, ma è qualcosa di
veramente nuovo: è l'unità tra la sinistra democratica liberata dal
massimalismo, il mondo del lavoro e la parte più intraprendente, creativa e perbene
della borghesia italiana. E queste grandi forze sociali possono tirare fuori
l'Italia dalla crisi e darle un futuro". Se il Pd va male, il segretario
rischia. "Io davvero credo che ci sia una possibilità di vincere. Tuttavia
se è decisivo vincere è altrettanto decisivo impiantare nella storia moderna
italiana una grande forza riformista e democratica che si attesti attorno al 35
per cento. Sarebbe una rivoluzione con cui tutti dovrebbero fare i conti, al di
là del risultato delle elezioni". E se doveste fallire l'obiettivo?
"Veltroni ha già compiuto un atto coraggioso accettando la candidatura:
sapeva quali rischi avrebbe corso. Ora sta conducendo una campagna elettorale
generosissima che solo lui poteva rendere così convincente ed entusiasmante per
il nostro elettorato. Dopodiché io non credo ai dirigenti che valgono per tutte
le stagioni, siano essi vincenti o perdenti: questa è un'altra grande patologia
italiana. è per questo che sottolineo che personalmente mi sento
indissolubilmente legato alle sorti della sfida politica alla quale insieme a
Walter e a tanti altri sto contribuendo". Maria Teresa Meli \\ Silvio per
scherzo ha detto che dietro la mia pancia avrei nascosto Visco... Ho provato a
nasconderlo nella sua capigliatura ma non ho trovato niente.
( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-27 num: - pag: 3 categoria:
BREVI Editoriali A fianco, gli articoli su Berlusconi ( a sinistra) e su
Veltroni (a destra) del Wall Street Journal Non si ricordano generosità del
quotidiano verso il socialista spagnolo José Luis Zapatero né verso candidati
primi ministri di centrosinistra tranne il britannico Tony Blair, laburista a
modo suo. Certo, nell'articolo su Veltroni non mancano piccoli dubbi. Si dà
conto che l'ex sindaco di Roma, pur rinunciando a una coalizione frastagliata,
si è alleato "con un piccolo partito ", quello di Antonio Di Pietro.
Si rammenta che Veltroni è in politica "da oltre 30 anni". Tuttavia
la somma tra un commento di martedì ("Gli elettori italiani potrebbero domandare a Berlusconi perché non vendette le loro
quote in Alitalia quando valevano davvero qualcosa. La quotazione della società è
crollata circa del 70% negli ultimi due anni") e la corrispondenza di ieri
è una: il più adatto per i mercati, in Italia, può essere Veltroni, non il
Cavaliere. A controllare il Wsj è Rupert Murdoch, titano australiano
dell'informazione. Da giorni, che l'ostilità di Berlusconi a vendere Alitalia ai francesi sia anacronistica era stato sostenuto
da Tom Mockridge, l'amministratore delegato di Sky Italia, neozelandese, il più
in alto nella gerarchia del gruppo in Europa dopo James Murdoch, figlio di
Rupert. L'idea che se uno diventa capo di governo può mobilitare una cordata
per comprare una compagnia di bandiera, ha detto Mockridge in colloqui con
politici a Roma, non è liberista. Che il proprietario di Mediaset abbia una
concezione del mercato non propensa a gare paritarie è una sensazione che nel
gruppo Murdoch si fece strada quando il governo Berlusconi assegnò
facilitazioni a chi acquistava un decoder per il digitale terrestre, il
principale concorrente per le tv a pagamento esistenti. Le agevolazioni vennero
percepite come una mossa volta a limitare l'espansione di Sky per proteggere
Mediaset, interessata a far crescere meno nuove reti in Italia. Maurizio
Caprara.
( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Scripta manent
Volare bassi Luca Fazio E' una questione di punti di vista. "Sono
moderatamente gelosa, so che Walter non risparmia un'occhiata a una bella
donna", confessa Flavia Veltroni su la Repubblica. "Silvio vede le
donne solo orizzontali", giura Daniela Santanchè sul Corriere della Sera.
Restiamo sui due quotidiani più importanti per registrare un'altra preoccupata
convergenza di sguardi: pare che la cordata nostrana per Alitalia
stia quagliando in qualcosa di più sostanzioso delle solite bufale
berlusconiane. Sul giornale che fu di Scalfari, Claudio Tito sbircia nel
"retroscena" per ammettere che forse qualche nome comincia a spuntare,
"riflessioni che per ora non si sono trasformate in fatti, ma che fanno
capire quanto il Cavaliere sia deciso a non rinunciare tanto facilmente al suo
progetto". Cattiva la vignetta di Ellekappa. Domanda: "Cosa ci fanno
quelli di Rifondazione in cordata con Berlusconi?" Risposta: "Gli
assistenti di voto". Da via Solferino, con l'analisi di Massimo Franco -
"La cordata del silenzio" - fanno sapere che la vicenda, l'unica di
una qualche concretezza in questa surreale campagna elettorale, è destinata comunque
a favorire Berlusconi. "Quella trattativa in bilico è una manna per un Pdl
deciso a risucchiare Veltroni nell'orbita prodiana; a cancellare la
discontinuità che l'ex sindaco di Roma ha cercato di sottolineare fin
dall'inizio". E ancora: "Il centrodestra è aiutato dalla riapertura
della trattativa fra Af-Klm e sindacato. Gli permette di
accusare Prodi di voler svendere Alitalia".
Meno sfumata l'opinione di Tito Boeri che su La Stampa scrive di "scenario
terrificante" per i contribuenti italiani: "Oltre il danno di
scoprire che non hanno salvato la patria, ma Alitalia, avranno
la beffa di vedersi condannare a pagare più tasse per volare a prezzi più
alti". Su con la vita, cambiamo argomento. Basta respirare forte il
titolo de l'Unità che come sempre sprizza felicità in prima pagina, "Pd:
da luglio 400 euro in più ai pensionati". Meno sbilanciata la doppia
pagina sulle pensioni del Corriere della Sera, che vola basso illustrando i due
"piani" alternativi per poi liquidarli con un corsivetto di Enrico
Marro: "Ora Pd e Pdl a due settimane dal voto tirano fuori dal cassetto
misure varie, le legano col copia e incolla e le lanciano nella campagna
elettorale. Proposte, quindi, da prendere con le molle". La difesa
d'ufficio de la Repubblica viene affidata a Massimo Riva, che si offende per lo
stile degli avversari: "E' bastato che Veltroni indicasse l'esigenza di un
adeguamento del potere di acquisto dei trattamenti di quiescienza più miseri
per scatenare una vera e propria canea di polemiche e insulti. Senza che nessuno
si sia preso almeno la briga di replicare nel merito alle proposte illustrate
dal leader del Pd". Qualcuno c'è e scrive su Liberazione. La tesi è
semplice: aumentare le pensioni è giusto, ma perché non farlo subito? "Il
governo di centrosinistra c'è ora e - grazie al famoso tesoretto - ci sono
anche i soldi per aumentare le pensioni più basse. Allora è molto strano che il
capo del principale partito di governo dica "aumenterò le pensioni ma non
adesso: le aumenterò dopo aver perso le elezioni". Perché questo è il
teatro dell'assurdo, non è una campagna elettorale". A proposito di
teatro, due cartoline dalla capitale, dove Pd e Sinistra Arcobaleno corrono a
braccetto. Bertinotti a Cinecittà: "Occupare e requisire case sono atti di
umanità". Rutelli all'Esquilino: "Linea dura sui romeni: non sarò
buono con quelli cattivi".
( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-27 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE La scadenza del 31 marzo Padoa-Schioppa si chiama fuori ROMA - Il
rischio di cause legali, in primo luogo, ma anche la volontà di spedire un
messaggio preciso al sindacato. Sono almeno queste due le ragioni per cui il
Tesoro ha lasciato ogni responsabilità dell'eventuale rinvio della scadenza del
31 marzo per le trattative con Air France al consiglio di amministrazione dell'Alitalia. Una decisione che è tuttavia naturale conseguenza della scelta
fatta da Tommaso Padoa-Schioppa dopo il fallimento della gara, quella di
affidare la partita esclusivamente ai manager della società pubblica. Così si è
evitato l'obbligo di fare un altro bando pubblico, che le grandi compagnie, e
l'Air France in particolare, avevano fatto sapere di non gradire. Ma se
chiamandosi fuori e mettendo la pratica nelle mani di Maurizio Prato il Tesoro
ha creato una specie di corsia preferenziale per la vendita dell'Alitalia, non ha impedito un pericoloso effetto collaterale.
Non a caso la procura di Roma, come ha riferito il Sole 24 Ore, continuerebbe a
tenere "acceso un faro sulla procedura di vendita". E non a caso nel
ricorso presentato dall'AirOne di Carlo Toto al Tar si ipotizzava che la nuova
procedura fosse stata ideata al solo scopo di aggirare il secondo bando
pubblico: mentre in realtà il Tesoro continuava a tenere ben stretto in mano il
filo delle trattative con i francesi, anche se magari per interposta persona. La
magistratura amministrativa ha bocciato il ricorso, con comprensibile sollievo
di Padoa-Schioppa. Ma la vicenda ha fatto accendere un segnale d'allarme al
Tesoro, dove si sono resi conto che ogni minimo segnale di interferenza, in una
fase anche politicamente delicata come questa, rischierebbe di costituire un
appiglio per altre grane. E Padoa-Schioppa non vuole dare appigli nemmeno ai
sindacati (i cui unici interlocutori, è il messaggio cifrato per loro, sono
Prato e Jean-Cyril Spinetta) che sarebbero probabilmente ben contenti se la
palla tornasse nel campo del governo. Che poi significa nel campo della
politica: dove fare melina, soprattutto in campagna elettorale, è l'imperativo.
S. Riz. Il ministro Tommaso Padoa-Schioppa ha lanciato la privatizzazione ma ha
poi lasciato il negoziato alla compagnia e alle parti, sindacati ed Air France.
( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Ferrero L'"anti
Calearo" tra piazza e fabbrica Padova Al mercato di piazza Erbe, è pronto
a dialogare con tutti (compresi i leghisti e la sguaiata
"contestazione" di Clara, fan di Veltroni). Poi firma il
"patto" con l'Arcigay insieme ad Alessandro Zan, per sposare nel
nuovo parlamento la linea Zapatero sul riconoscimento totale dei diritti: dal
matrimonio fino all'adozione. Infine si presenta davanti ai cancelli della Dab
di Mestrino con gli operai. Con i volantini da distribuire, come faceva da
giovane tuta blu ai cancelli della Fiat. Paolo Ferrero, ministro del Prc e
capolista della Sinistra Arcobaleno in Veneto 1, fa davvero campagna elettorale
con uno spirito immutato. Domani mattina torna a volantinare davanti alle
fabbriche dell'Alta padovana, dove il lavoro miete vittime e le tute blu hanno
spesso la faccia dei migranti. Ma Ferrero non esita a sfidare il sindaco
leghista delle ordinanze anti-immigrati Massimo Bitonci: in piazza Pierobon, il
salotto buono di Cittadella (da un quarto di secolo feudo del Carroccio), terrà
un comizio proprio in bocca al leòn. In serata, incontro-dibattito con Luciano
Gallo, segretario regionale della Fiom, dedicato ai risultati eloquenti del
questionario distribuito fra i lavoratori metalmeccanici. Già che c'è Ferrero
annuncia il secondo decreto legge del governo sui flussi: "E' noto che
avevo avanzato in consiglio dei ministri una semplice proposta: permesso di
soggiorno a tutti coloro che hanno un lavoro. E' la stessa soluzione di
buonsenso adottata da Sarkozy. Purtroppo, sono rimasto in minoranza. Ora almeno
diamo una risposta ad altri 170 mila lavoratori migranti sugli 800 mila per cui
i datori di lavoro hanno presentato domanda alla fine del 2007". E sul caso Alitalia ribadisce: "Era inaccettabile il piano francese che
smantella la compagnia e riduce il personale. Bene che sia partita la
trattativa con il sindacato. Se c'è una vera cordata italiana, al di là delle
operazioni elettorali di Berlusconi, ancora meglio. Si potrà scegliere
la migliore fra due opzioni, alla luce del sole". Ferrero difende a spada
tratta l'assessore Daniela Ruffini nel faccia a faccia con gli anziani al
mercato: "Proprio qui a Padova in via Anelli nel giro di un anno è stata
completato lo svuotamento di un ghetto. Includendo le famiglie regolari, cui è
stata garantita una casa dignitosa, separandole da chi viveva di spaccio e
delinquenza". A chi lo contesta, il ministro cita i suoi nonni sbarcati
negli Stati Uniti: "Immigrati anche loro, ma nel giro di pochi anni con il
diritto al voto. Perché oggi non deve valere anche da noi? Non posso transigere
sui diritti di chi lavora e contribuisce a pagare l'Inps. Altrimenti diventa
apartheid". Alla fine, glissa esclusivamente sulle tante tensioni
politiche dentro la Sinistra Arcobaleno del Veneto. Le stesse sperimentate da
Anna Donati (Verdi) alla presentazione delle liste o da Francesco Caruso,
bersaglio di una torta in faccia. Ferrero ridimensiona l'episodio: "Non
vedo il problema. Siamo tutti insieme ma non è una gabbia. Siamo un'opportunità
per chi non vuole votare paròn Massimo Calearo, che non è certo uomo di
sinistra. Agli elettori del Pd offriamo un'alternativa più che utile".
Dopo di lui, oggi a Padova arriva Oliviero Diliberto, che poi sarà a Treviso a
sostenere Nicola Atalmi, il consigliere regionale del Pdci candidato a sindaco
nella città dello "sceriffo" Gentilini. E. Mil.
( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Trichet raccomanda
come sempre di "tener fermi i salari". Negli Usa crollano gli
ordinativi e diminuiscono le scorte di greggio. Il petrolio torna a volare Ieri
Jean-Claude Trichet si è presentato davanti al Parlamento europeo: deciso,
preoccupato e un po' ripetivo. Il presidente della Banca centrale europea (Bce)
ha ridetto che "non si può applicare nessuna forma di indicizzazione dei
salari perchè vanno evitati i rischi corsi durante le crisi petrolifere degli
anni '70, '80 e '90". Va oltre: incolpa l'aumento incontrollato dei salari
a far crescerer l'aumento dell'inflazione e auspica "più retribuzione in
cambio però di un aumento della competitività". Per il suo staff
"persiste un allarme legato alla spirale prezzi-salari". E non
smentisce la sua fama di guardiano dell'inflazione, sostenendo che la Bce non
"cambierà i tassi di interesse", nonostante proprio quesyo chiedano
molti banchieri e istituzioni europee (Sarkosy su tutti). A chi obiettava che
la Fed è andata in soccorso dell'economia Usa (ieri, il segretario al tesoro
Usa Henry Paulson ha plaudito alle ultime scelte di Ben Bernanke), Jean-Claude
Trichet ricorda le differenze con la Fed, che "operebbe in condizioni
diverse". Trichet ha recitato la parte del liberista,
"dimenticando" che la banca è intervenuta sul mercato, ieri,
assegnando all'asta 50 miliardi di euro a lungo termine ad un tasso medio
(favorevole) del 4,53%. A metà marzo erano stati invece assegnati 48,47
miliardi al tasso del 4,40%. Sta di fatto che nemmeno la banca di Francoforte
può negare che la "crisi continua, il peggio non è ancora passato". I
suoi moniti - "diffondere voci sul mercato per ottenere un guadagno è un
atto criminale" - vale per il passato, ma potrebbe
valere anche per Alitalia. Preoccupazioni non eccessive, specie guardando a quanto sta
avvenendo negli Stati uniti. La raffica di dati economici negativi è stata come
al solito, da alcuni mesi a questa parte, impressionante. Le richieste di
rifinanziamento dei mutui casa (un sistema molto yankee per sostenere le spesse
familiari correnti) sono aumentate la scorsa settimana dell'82%:
significa che si fa fatica a mentenere un certo livello di vita. Gli prdinativi
all'industria per beni durevoli sono invece diminuiti dell'1,7%, mentre gli
analisti speravano in un +0,6 (segno che la produzione è destinata a rallentare
ulteriormente). Anche la vendita di nuove case, nonostante i prezzi bassi, è
diminuita dell'1,8%, cadendo al livello più basso degli ultimi 13 anni. Ma la
bastonata arriva dalle scorte di petrolio. Ci si aspettava che fossero in
aumento (se non altro perché, tra riduzione dei consumo e della produzione
industriale, se ne dovrebbe usare di meno); invece sono diminuite di quasi
mezzo milione di barili secondo le stime dell'Api (l'associazione dei
petrolieri) e sono rimaste satbili secondo il dipertimento dell'energia. Si è
perciò assistito a un drammatico aumento del prezzo del petrolio (oltre 5
dollari al barile in poche ore); quasi paradossale mentre la borsa perdeva
quasi un punto per il timore di recessione. Gli esperti del settore vi vedono
però una conferma ai timori che in realtà l'offerta di grggio non sia più in
grado di far fronte a una domanda che rallenta il ritmo di crescita, ma che
continua pur sempre a crescere (grazie ai paesi "emergenti"). In
questa situazione l'amministrazione Bush sta meditando su non meglio precisate
"nuove regole per il sistema finanziario", che ha dimostrato di
essere incapace di autogoverno (nonostante le teorie liberiste). Il segretario
al Tesoro, Henry Paulson, tra un atto di fede e l'altro sullo "stato di
salute della nostra economia", ha anticipato l'intenzione di sottoporre a
"controlli federali" anche le banche d'affari. Una vera novità; che
certifica la gravità della situazione (fin qui le autorità controllano - e in
modo alquanto blando - solo le banche commerciali). Un modo indiretto, e non si
sa fino a che punto efficace, di cominciare a mettere il naso in quel
"sistema creditizio parallelo" che è esploso improvvisamente ad
agosto, con l'ormai famosa "crisi dei subprime". maurizio galvani -
francesco piccioni.
( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-27 num: - pag: 9
categoria: BREVI 1 miliardo il primo finanziamento necessario ad Alitalia per ridare
fiato alle casse della compagnia che si stanno svuotando giorno dopo giorno.
( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-27 num:
- pag: 9 categoria: BREVI Alitalia La vendita 31 26% Marzo: la
scadenza dell'offerta di Air France. Una proroga permetterebbe il prosieguo
della trattativa. Nei prossimi giorni la valuterà il board Alitalia Il guadagno del titolo Alitalia sui
listini oggi (a 0,577 euro), prima di essere sospesa al rialzo. Il
titolo esce da S&P/Mib, al suo posto entra Geox.
( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-27 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Disponibilità Ventilati i nomi di Bracco e Ligresti La diplomazia
di Ermolli e l'intreccio con l'Expo MILANO - è sulla strada del rientro, Bruno
Ermolli. Solo un ultimo volo aereo, il Tunisi-Milano, lo separa oggi dalla fine
della faticosa missione diplomatica nel triangolo afro-mediorientale per la
causa Expo 2015. E, che sia o no il volo Az819 dell'Alitalia, il presidente di Promos e advisor di Jp Morgan, avrà solo le
due ore della traversata per tirare il fiato prima di atterrare e riprendere le
fila della cordata "berlusconiana" per salvare la compagnia dal crac
e strapparla ai francesi. I volti degli imprenditori pronti a mettere
mano al portafoglio ci sarebbero. Tra i nomi circolati nei giorni scorsi sulla
stampa quelli di Diana Bracco, Nicola Radici che ieri ha confermato il proprio
interesse per i cargo, Marco Tronchetti Provera, Ennio Doris, Carlo Toto, la
famiglia Moratti e i Ligresti. A quanto pare ci sarebbero anche i Marcegaglia.
D'altra parte sui nomi si è scatenata una vera caccia all'imprenditore, tanto
che c'è anche chi, come Carlo Pesenti, si è smarcato con una battuta:
"Abbiamo il nostro aereo - ha detto ieri riferendosi all'aeromobile
dell'Italcementi -, è già difficile gestire quello...". In ogni caso, tra
pochi giorni il riserbo sarà messo da parte. Anche su chi vincerà tra Milano e
Smirne. Entro lunedì si saprà se le fatiche erculee del sindaco di Milano,
Letizia Moratti, e di Ermolli avranno portato i frutti sperati. Il fatto è che
le due vicende sembrano sempre di più intrecciate e il riserbo di questi ultimi
giorni da parte degli stessi imprenditori non sarebbe un caso. Lo stesso
Ligresti, in attesa di prendere una decisione, avrebbe fatto intendere che i
due capitoli, Expo a Milano e rilancio di Alitalia (e
Malpensa), avrebbero una naturale liaison anche economico-finanziaria. Dunque
il lavoro di Ermolli per mettere su una cordata a tempo di record, impegno che
era già iniziato via etere dalle sabbie del Nord Africa, sarà ancora più
delicato in queste ultime ore. A scompigliare le carte è arrivata anche
l'Aeroflot. Quel Valeri Okulov che era apparso sulla stampa italiana per il
passeggero interesse della compagnia russa, di cui è amministratore delegato,
alla prima gara su Alitalia ieri ha ricordato a La
Tribune di essere sempre interessato all'Europa. L'amicizia politica tra il
premier russo, Vladimir Putin, e Silvio Berlusconi è nota. E allora un
ipotetico rientro della compagnia, tra le file degli imprenditori, come partner
industriale potrebbe avere almeno un senso. è presumibile che alla vicenda stia
buttando un occhio anche Gianni Letta, banchiere dell'advisory board di Goldman
Sachs. Se non altro per l'esperienza e il lungo legame con il candidato premier
del Pdl. Resta infatti tutta da fare la due diligence, di certo particolarmente
rugginosa in una situazione di numeri che continuano a deprimersi di ora in
ora, con una clessidra che sembra già aver consumato tutti i granelli di
sabbia. Ma secondo alcune fonti che guardano da vicino alla vicenda, la seconda
incognita per il futuro dell'Alitalia, sempre che si
risolva la partita degli investimenti, sarebbe quella del manager a cui far
gestire i voli aerei. Nella stessa cordata Toto, il numero uno e patron di
AirOne, sarebbe stato ammesso a patto di fare un passo indietro. Nomi non ce ne
sono. è troppo presto. Ma come profilo si starebbe pensando a un manager del
mondo dei servizi per far riguadagnare alla compagnia quel livello che, a detta
degli stessi clienti, si è perso tra i malumori di una crisi che brucia un
milione al giorno. Massimo Sideri Manager e candidati E i registi della cordata
pensano al nome del manager che dovrà gestire e rilanciare la compagnia
L'interesse di Aeroflot.
( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-27 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Berlusconi: la cordata italiana è pronta "I miei figli? Non
parteciperanno". Spunta un credito d'imposta per Alitalia se la trattativa prosegue Oggi nuova proposta di Air France ai
sindacati. Il board del gruppo italiano deciderà se far slittare il termine di
fine mese ROMA - La cordata italiana per Alitalia si
"concretizzerà fra qualche giorno". Lo ha promesso ieri Silvio
Berlusconi, aggiungendo che "nemmeno per sogno" vi parteciperanno i
suoi figli "dopo le strumentalizzazioni della sinistra". L'annuncio
è avvenuto in una giornata in cui il titolo di Alitalia
ha guadagnato il 26%, mentre tra Air France-Klm e i 9 sindacati coinvolti è
continuata una trattativa sotterranea sul documento (Proposta di accordo quadro
sulla gestione delle risorse umane) che la compagnia presenterà in giornata e
sulla base del quale si riprenderà a trattare. Lo scambio ha assunto di nuovi
toni aspri, con il sindacato dei piloti, l'Anpac, scontento per le notizie sul
numero degli esuberi filtrate dalla Magliana. Intanto il cda di Alitalia, riunitosi dal pomeriggio alla sera sotto la
presidenza di Maurizio Prato, ha deciso di considerare uno slittamento del
termine del 31 marzo, prima imposto dalla stessa Alitalia
alla trattativa, alla luce della disponibilità al "differimento dei
termini delle clausole di efficacia contrattualmente previste", espressa
da Air France-Klm e della richiesta di "disporre di tempi più ampi per le
valutazioni e le consultazioni" dei sindacati. Sarà lo stesso cda, entro
il 31 marzo, a tornare a riunirsi per valutare l'eventuale rinvio dal punto di
vista giuridico e finanziario. Il problema sta nell'esiguità della cassa: Prato
deve decidere se dichiarare lo stato d'insolvenza, andare avanti rischiando
un'azione di responsabilità, oppure, secondo indiscrezioni, ricercare liquidità
nelle pieghe del bilancio. Si parla di un credito d'imposta che Alitalia potrebbe esigere dal Tesoro e che le consentirebbe
di tirare avanti. E tempo chiede anche Silvio Berlusconi tornando sulla cordata
italiana: "Non è qualcosa di campato in aria: oggi ci sono alcuni nomi
d'imprenditori impegnati che non posso fare per dovere di riservatezza".
Ma fra qualche giorno, assicura, "questi nomi saranno conosciuti da tutti,
perché faranno certamente un'offerta impegnativa", ma prima chiederanno
3-4 settimane per una due diligence. E sul fatto che Alitalia
sia diventata "un tema della campagna elettorale ", è intervenuto
ieri il presidente di Confindustria, Luca di Montezemolo, esprimendo
"amarezza". "Non possiamo aspettare altre mitiche cordate - ha
dichiarato il leader della Cgil, Guglielmo Epifani - e fino a che siamo al
tavolo, trattiamo. Vedremo se ci sono aperture di Air France. Se poi il tavolo
non portasse risultati, allora è un'altra questione". La posizione della
Cgil è chiara: nessun diktat da parte del Tesoro sul termine entro cui
trattare. Al tavolo si dovrà andare a oltranza, senza forzature. Ecco perché la
Filt-Cgil di Fabrizio Solari ha rifiutato la proposta di Air France- Klm di
sottoscrivere un accordo- quadro al più presto per poi approfondire i singoli
temi con un negoziato settore per settore. La proposta dei francesi assecondava
la richiesta del Tesoro di costringere i sindacati a un accordo subito per
sostenere la richiesta di "prestito-ponte" a Bruxelles e far fronte
alla scarsa liquidità e al rischio di un fallimento. Ma, secondo Filt-Cgil,
questo rischio non esiste. Domani mattina i sindacati si riuniranno per
esaminare il documento francese, poi, forse lunedì, ne presenteranno uno
proprio. Da quel momento inizierà la trattativa: dopo il 31 marzo, fino alle
elezioni. La Cgil cercherebbe così di aiutare, a modo proprio, il Pd,
sottraendo l'argomento Alitalia alla campagna
elettorale. Sempre che il cda di Alitalia intanto non
ne deliberi il fallimento. Ma sul cammino dell'accordo con i francesi ieri si è
messa di traverso l'Anpac, secondo cui gli esuberi tra i piloti sarebbero
saliti a 541, di cui 119 da prepensionare nel 2011 e 230 già nel 2010. Per
altri 192 piloti è previsto il passaggio in Air France-Klm ma dopo
l'indesiderato fermo della cassa integrazione. Antonella Baccaro
L'amministratore delegato di Alitalia Maurizio Prato,
con Jean-Cyril Spinetta.
( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-27 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Il Forum sul "Corriere.it" Incontri digitali su Massimo
Calearo Calearo: Swiss e Sabena sono fallite Niente scandali se capita anche da
noi MILANO - Alitalia? "Non mi scandalizzerei se fallisse perché è successo già
in altri Paesi. E poi si è sempre ripartiti con una società nuova ".
Massimo Calearo, ex presidente di Federmeccanica e oggi numero uno della lista
del Pd alla Camera in Veneto, fa appello agli esempi internazionali nella
videochat con i lettori di Corriere.it. "E' successo a Swiss Air e
Sabena, è successo negli Usa e le cose si sono risolte - ha osservato - ma che
sia il Pd a dire più mercato e guardare ad un sistema aperto dimostra quanto
sia più moderno rispetto a chi vuole barriere doganali e nuove Iri". Poi
il confronto sui temi elettorali prende la mano. Da uno a dieci, "mi sento
vicino a Veltroni almeno 9 e mezzo". E da Berlusconi, "sono distante
-3". Calearo non si riconosce "in questa destra fatta per fusioni
decise da una sola persona". In passato ha apprezzato alcune posizioni
della Lega, ma il partito di Bossi ("che non ho mai votato") lo ha
deluso perché capace "sempre di grandi proteste ma mai di proposte e ogni
volta che ha gestito qualcosa ha combinato disastri". E oggi guarda a
Veltroni come ad un Blair italiano e al Pd come "l'unico vero atto di
coraggio nel nostro sistema politico". Anche per questo si sente
lontanissimo dal politico-imprenditore per antonomasia, Silvio Berlusconi, che
ha il difetto di essere indiscusso capo della sua parte politica. E oltretutto
c'è la questione del conflitto di interessi: "Se capitasse a me lo
risolverei già il giorno dopo lasciando tutti gli incarichi nella mia
impresa". Nella sua ultima dichiarazione dei redditi ha dichiarato un
imponibile di 197 mila euro, si dice d'accordo con la proposta del compenso
minimo di mille euro per tutti i contratti: "Pagare una persona meno di
quella cifra significa solo crearle difficoltà, ma anche essere imprenditori
fuori mercato". L'ex leader di Federmeccanica vede la necessità di
spostare tutto sulla contrattazione di secondo livello ("i soldi veri
vanno dati in azienda"), riconosce la validità della legge Biagi ("va
completata con gli ammortizzatori sociali, ma ha portato benefici a imprese e
lavoratori") e dice no all'abolizione dello Statuto dei lavoratori,
"che però va rivisto e adeguato ai tempi". Alessandro Sala Incontri
digitali Giuliano Ferrara in videochat oggi alle 11,30 Inviate le vostre
domande già dalle 9.
( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-03-27 num: -
pag: 46 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Giacomo Ferrari Scatto
di Impregilo, giù Finmeccanica Con il Mibtel in calo dello 0,40% e l'S&P-Mib
dello 0,55%, Piazza Affari ha archiviato una seduta di sostanziale
assestamento, dopo i progressi della vigilia. Ma alla stabilità degli indici si
contrappongono le forti variazioni di alcuni titoli. Alitalia, per
esempio, che da lunedì prossimo uscirà dall'S&P-Mib (al suo posto entrerà
Geox), ha messo a segno un nuovo consistente rialzo (+26,1%), con gli operatori
che continuano a scommettere sulla cordata italiana in alternativa ad Air
France. Fra i titoli dell' S&P-Mib spicca però anche il nuovo balzo
di Impregilo (+9,84%), ben più consistente di quello registrato martedì.
L'annuncio di una maxi-commessa e i conti di fine anno sono all'origine degli
acquisti, ma soprattutto c'è chi scommette su una sentenza favorevole della
Cassazione (il verdetto è atteso per oggi) sul caso dei rifiuti in Campania. A
loro volta Mondadori (+4,67%) e Fastweb (+4,22%) hanno confermato i progressi
della vigilia, mentre è rimbalzata Seat Pagine Gialle (+2,81%) dopo la lunga
serie di ribassi e Saipem (+2,64%) ha beneficiato del rialzo pomeridiano del
prezzo del petrolio. Numerosi i titoli in flessione, anche se i ribassi
significativi si contano sulle dita di una mano, almeno fra i 40 valori
dell'S&P-Mib. A perdere di più è stata Fondiaria-Sai (-4,51%). In frenata,
inoltre, Autogrill (-3,12%), e Finmeccanica (-2,71%). Fra i titoli a media
capitalizzazione, infine, balzo del 33,12% per Isagro, gruppo attivo nell'
agroindustria, grazie ai buoni risultati di bilancio e all'annuncio di un
buy-back, mentre il ritorno all'utile ha messo le ali a It Holding, (+17,65% la
quotazione di riferimento). Saipem Cresce ancora, favorita dal nuovo rialzo del
prezzo del petrolio.
( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di MAURO EVANGELISTI
Il turismo a Roma cresce, ma meno che nelle altre capitali europee. Servono
fattori di attrazione nuovi: come un casinò sul litorale. Ecco, la proposta
lanciata ieri dal candidato a sindaco del Pdl, Gianni Alemanno, che è andata a
far sussultare il tavolo del dibattito nella corsa al Campidoglio. Qual è
l'idea del uomo del Popolo della Libertà? "C'è bisogno di integrare il
turismo culturale con il turismo dello svago. Ad esempio a Roma non c'è un
casinò e ci deve essere. Va realizzato sul litorale e a spese dei privati. Il
casinò è un'antica richiesta dell'imprenditoria laziale che da tempo voleva
farlo ad Anzio. È un'iniziativa imprenditoriale che porta risultati economici
dal punto di vista fiscale, in cui lo Stato non mette una lira e invece porta a
dei grossi risultati. Ho proposto anche di fare un fondo di solidarietà per
iniziative sociali e assistenziali a Roma", ha detto al termine
dell'incontro con i rappresentanti della Federalberghi nella sede di Corso
d'Italia. Ed è andato oltre: "Dobbiamo pensare a un parco divertimenti,
come Disneyland a Parigi, ma centrato sulla romanità". Sulla proposta del
casinò sono arrivate molte critiche. "Rischia di portare interessi non
trasparenti", ha detto il candidato del centrosinistra, Francesco Rutelli.
Luciano Ciocchetti (Udc): "Non è certo una priorità". Replica di
Alemanno: "Osservazioni puerili. Il casinò porta interessi poco
trasparenti? Non mi risulta che Venezia, Sanremo o Saint Vincent siano il
centro della criminalità organizzata". Ieri Alemanno ha voluto difendere
con forza l'immagine della Capitale messa spesso alla berlina da un alleato del
Pdl, la Lega: "Il mito di Roma ladrona è falso, Roma dà allo Stato più di
quello che riceve. Uno dei punti essenzili della nostra alleanza è che la Lega
la deve smettere di dire Roma ladrona". Dimenticata Roma ladrona e le
invettive leghiste, Alemanno ha però cercato di mettere in fila una serie di
proposte per rafforzare il settore turistico. Non solo casinò, certo. Secondo
il candidato del Pdl, è importante mantenere la Notte Bianca ("rientra
nella politica degli eventi per promuovere il turismo capitolino") ma con
un'altra data: "Si deve svolgere non a settembre, con l'alta stagione,
bensì in un periodo di bassa stagione per il turismo. Questo rientra nella
logica di programmazione turistica non a spot ma che garantisca un'offerta
costante. Il centrosinistra è ha fatto la Notte Bianca con soldi pubblici sulle
spalle dei cittadini e in alta stagione. È stato uno spot che non è servito per
il turismo". Ancora: il settore del turismo, tanto importante per Roma
deve affrontare due moloch: burocrazia e decoro. "Sono necessarie due
precondizioni per rilanciare il settore turistico a Roma: la lotta alla
burocrazia e al degrado. Vogliamo smascherare un'attribuzione delle precedenti
amministrazioni secondo cui il turismo a Roma è cresciuto. Bisogna precisare
che è sì cresciuto ma meno rispetto alle altre capitali europee. Dobbiamo
garantire l'offerta turistica attraverso l'istituzione di
un marchio Roma, che permetta di qualificare le strutture e il servizio
offerto. La vera sfida per Roma è quella di un turismo durante tutto
l'anno". E su Alitalia, Alemanno boccia la virata francese: "La vendita di Alitalia ad Air France significa la subordinazione dei flussi turistici
di Roma a Parigi".
( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCIANO
COSTANTINI ROMA Questa sera i sindacati avranno il nuovo piano industriale di
Air France. Secondo quanto risulta al Messaggero ci sarà una nuova proposta sul
numero degli esuberi, sull'allargamento del "perimetro" di Az-Servizi
con l'ampliamento dei dipendenti che resteranno sotto l'ombrello Alitalia, la rimodulazione delle attività Atitech, la
moratoria per l'attività Cargo. Saranno confermate le "aperture"
preannunciate da Spinetta. Fonti parigine aggiungono che il piano sarà
"solido, preciso e molto dettagliato". Questa volta potrebbe essere
davvero l'ultima offerta, quella del "prendere o lasciare". Ma
Spinetta domani alla Magliana non ci sarà, tornerà lunedì in Italia lunedì
prossimo. Forse. Dunque, toccherà al presidente della nostra aviolinea,
Maurizio Prato, sedersi al tavolo di confronto con i sindacati che avranno
avuto il tempo di valutare la nuova proposta e pianificare la loro strategia.
Perchè domani mattina prima del faccia a faccia, forse questa sera stessa, si
svolgerà una riunione intersindacale tra le nove sigle presenti in azienda.
Ieri intanto il cda di Alitalia ha confermato che per
ora la scadenza del 31 marzo per la trattativa è confermata. Servirà una nuova
riunione del board per decidere un'eventuale proroga. I vertici sindacali
restano cauti. Dice Angeletti (Uil) che la "vera buona notizia sarebbe un
cambiamento del piano industriale francese". Evita anticipazioni Bonanni
(Cisl): "Vedremo se alle parole seguiranno i fatti". "Per ora -
argomenta Polverini (Ugl) - c'è solo una trattativa da portare in fondo".
"Comunque - osserva Epifani (Cgil) - non possiamo aspettare altre mitiche
cordate. Fino a che siamo al tavolo, trattiamo anche se serviranno almeno altre
tre, quattro settimane. La mia impressione è che se c'è il fallimento, una
cordata si può materializzare ed è il rischio che un sindacato non vuole
correre normalmente, a meno che non sia costretto". Cargo, moratoria sulla
dismissione Un settore cruciale per i piloti. Il piano iniziale di Spinetta
prevedeva la cancellazione dell'asset con la messa a terra dei cinque aerei da
trasporto nel 2010 e dei 135 "comandanti" che vi lavorano. Altri 350
piloti sarebbero stati appiedati con la dismissione di 37 jet passeggeri. Due
le correzioni apportate. La prima consisterebbe nell'assunzione di 180 piloti
in tre anni in Air France. La seconda prevederebbe la dismissione del settore
trasporto in due fasi: due aerei a terra subito e altri tre nell'arco del
piano. Comunque entro il 2010 come prevedeva il progetto originale. Il progetto
iniziale immaginava 1.100 esuberi in Alitalia-Fly: 500
tra i piloti, 600 tra gli assistenti di volo, 500 tra il personale di terra.
L'Anpac tuttavia contesta questi numeri: gli esuberi dei piloti salirebbero a
540, pari al 27% dell'intera forza lavoro e quelli degli assistenti di volo a
900, pari al 16%. Versione smentita da Air France. Az-Servizi, più perimetro
Non cambierà il numero degli esuberi: 500 erano e 500 resteranno. Ma si
allargherebbe molto il perimetro della società che ridurrebbe sensibilmente il
numero di coloro che potrebbero finire in Fintecna. Il primo piano di Spinetta
prevedeva che soltanto 3.200-3.300 tra i 7.600 occupati restasse sotto
l'ombrello di Alitalia. Nella
seconda bozza si prevederebbe l'internalizzazione dei 3.000 lavoratori di Alitalia Airport, tutti operanti su Fiumicino. Ad essi andrebbero
aggiunti i dipendenti dal comparto motori, dei servizi hangar e informatici.
Atitech, personale a rischio Resterebbe ad alto rischio il destino dei circa
800 lavoratori del polo napoletano che si occupano della cosiddetta "manutenzione
pesante". Più in particolare, degli Md-80 e degli Airbus 320. Spinetta
aveva previsto la dismissione delle attività. Ora potrebbe "salvare"
almeno una parte del personale attraverso una diversificazione dell'impiego. Ma
i rischi restano altissimi anche perchè gli Md-80 saranno progressivamente
messi a terra per una questione di anzianità.
( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-03-27 num: - pag: 50 autore: di
MASSIMO FRANCO categoria: REDAZIONALE LA SVOLTA DI VELTRONI L'impossibilità di
una campagna "bon ton" SEGUE DALLA PRIMA è una metamorfosi allo stato
nascente, che Veltroni per ora sembra subire, più che volere. Ma il cambio di
passo appare inevitabile, di qui al 12 aprile. Significherebbe la fine
dell'illusione di una campagna all'insegna del dialogo e del "bon
ton"; e l'impossibilità, anche per un centrosinistra moderato, di
presentarsi come postberlusconiano, più che antiberlusconiano. Rimane da capire
se accettando la "strategia della mischia" perseguita dal Cavaliere,
i vertici del Pd riusciranno a recuperare voti. Finora, Veltroni ha lavorato
soprattutto per riacciuffare quelli perduti per strada da Romano Prodi. Partiva
da un meno 22 rispetto al fronte berlusconiano, e adesso accredita un distacco
ridotto a circa 4 punti percentuali: anche se Berlusconi non smette di ripetere
che si tratta di una rimonta bugiarda. La diatriba numerica è stucchevole solo
in apparenza. Il leader del Pd cerca di smentire la vulgata di una vittoria del
centrodestra solo da formalizzare: vuole far passare l'idea che la partita è
ancora aperta. Per questo denuncia la tendenza che ritiene di vedere nei
massmedia, a considerare ogni uscita di Berlusconi come una trovata geniale:
perfino quando gli appare soltanto uno scivolone. E contesta la tesi di
un'Italia nostalgica del Cavaliere. Può darsi che abbia una parte di ragione,
su questo punto. Il suo problema è che non può ammettere esplicitamente la
delusione e l'irritazione nei confronti del governo Prodi: un malessere che
spiega l'ondata di ritorno berlusconiana. Veltroni si trova nella condizione
scomoda di chi non può sconfessare il premier dimissionario; e subisce
l'attacco convergente di Berlusconi e del Prc. Il Cavaliere gli dà del
"comunista riciclato ", e Fausto Bertinotti cerca
di impallinarlo da sinistra: si tratti di Alitalia o
pensioni. Per questo, è nelle cose un doppio irrigidimento veltroniano di qui
al voto. Le battute di due giorni fa sull'età avanzata di Berlusconi sono un
piccolo indizio, come lo è la rivendicazione della rottura con l'estrema
sinistra. Il tentativo è quello di dimostrare che il Pd è nemico dei
"due conservatorismi ", incarnati secondo Veltroni dal Pdl e dal Prc.
Si tratta di un'offensiva tesa soprattutto a bloccare la fuga di una parte dei
voti del Pd verso l'Arcobaleno bertinottiano. L'elettorato ex ulivista vuole parole
d'ordine forti. E non ha mai compreso fino in fondo dove andasse a parare la
voglia veltroniana di dialogo con Berlusconi sulle riforme istituzionali. Con
le elezioni alle porte, l'incomprensione può diventare distacco e
astensionismo. I vertici del Pd sembrano temerlo sempre di più. E forse
calcolano che solo una dose massiccia di "allarme" per la prospettiva
del ritorno di Berlusconi al governo può scuotere il serbatoio degli indecisi.
Ma si tratterebbe di una scelta destinata ad indebolire la novità del veltronismo;
ed a fargli ripercorrere strategie che la sinistra ha già adottato, col
risultato di perpetuare il potere del Cavaliere. Ribadendo che il vantaggio del
Pdl è irraggiungibile, Berlusconi lucida il proprio mito un po' sbiadito. Sa
che dare per scontata la sconfitta della ex Unione prodiana, e in primo luogo
del Pd, significa scoraggiare la mobilitazione inseguita da Veltroni; ed
ostentare una forza che probabilmente è frutto in primo luogo della debolezza
avversaria.
( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di CLAUDIA GUASCO
MILANO - Nella cittadella di Malpensa, aeroporto con vista sulle Alpi da cui
transitano 24 milioni di passeggeri all'anno, 60 mila al giorno, l'atmosfera è
mesta. "Fra tre giorni cambia tutto e non ce ne rendiamo ancora
conto", scuote la testa Antonella F., addetta al check in del volo per Dubai.
Da domenica scatterà la cassa integrazione per 900 dipendenti della Sea, la
società che gestisce i servizi dello scalo, tutte le aziende minori con
attività in appalto saranno spazzate via, ristoranti, bar e duty free hanno già
spedito le lettere di licenziamento. E' l'effetto Alitalia, che si abbatte come una scure sull'hub lombardo difeso con
tutte le forze dal governatore Roberto Formigoni. Ed è proprio la Regione a
lanciare l'allarme: i posti a rischio nell'indotto, fra logistica,
ristorazione, catering e pulizie, sono 7.500. Con l'entrata in vigore
dell'orario estivo, i voli Alitalia su Malpensa
passeranno da 177 a 50 al giorno. Perciò l'hub si adegua. "Meno aerei,
meno passeggeri, meno soldi", è la pragmatica considerazione del barista
di Pizza Chef. Una fetta sostanziosa del personale non serve più. Alcuni sanno
da un paio di mesi che devono trovarsi un altro posto, per altri è una novità
delle ultime ore. "Pensi che ce l'hanno comunicato oggi", dice
incredula Alessandra. Con una collega lavora a un punto informazioni, servizio
che la Sea ha dato in appalto a un'impresa locale. E che ora, per ottenere la
cig, si deve riprendere. "A noi hanno assicurato che verremo riassorbiti
all'interno di Malpensa. Con quali mansioni non si sa. Quel che è certo è che
la busta paga sarà più leggera". Lavorare meno ma lavorare tutti è la
politica della Sea per tamponare l'emergenza, con l'assicurazione che a
conclusione dei due anni di cassa integrazione i 900 dipendenti rientreranno in
azienda. In questo periodo, ha calcolato la società, la perdita derivante dalla
cancellazione dei voli Alitalia ammonterà a 140
milioni di euro. "Per noi di Malpensa è un periodo veramente difficile.
C'è preoccupazione e sfiducia - sottolinea Enrico V., anche lui dipendente Sea
- E nessuno crede che se dovessero arrivare i francesi lo scalo si salverebbe.
Un vero peccato. Uno spreco di risorse, infrastrutture e personale". E' il
paradosso di Malpensa. Nel momento in cui l'aeroporto entra nell'anticamera
della rottamazione, tutti ne rimpiangono le prestazioni da Formula uno.
"Pazzesco. Quando venne inaugurato ci fu una sollevazione: è scomodo, è in
capo al mondo, è disorganizzato, ridateci Linate - racconta un'assistente di
volo in transito - Ora i passeggeri del Nord Italia ci chiedono: ma davvero
dobbiamo andare a Roma per volare a Stoccolma?". Da cattedrale nel
deserto, ad hub moderno ed efficiente. "Dicono che potenzieranno Linate?
Magari. Io non ci credo", commenta scettico un pendolare del Milano-Roma.
Mentre c'è chi, come il dirigente dei settore trsporti che vola spesso sulle
rotte intercontinentali, per Malpensa non nutre rimpianti: "E' assurdo che
Milano abbia tre aeroporti. E solo per interessi politici". A 72 ore dalla
fine, l'unico baluardo di ottimismo incondizionato resta il McDonald's del
primo piano: "Eravamo qui nel 2001, quando per Alitalia
si preannunciava la catastrofe. Beh, ci siamo ancora".
( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di UMBERTO MANCINI
ROMA - La politica deve restare lontana. A debita distanza. Montezemolo
attacca. Non vuole infatti che la sorte di Alitalia, azienda e lavoratori, finisca nel frullatore impazzito della
dichiarazioni dei leader degli opposti schieramenti politici, Pd e Pdl in
primis. "Di Alitalia non voglio parlare - dice il presidente di Confindustria alla
Luiss - perchè vedo con amarezza, che è diventato un tema della campagna
elettorale". Nessuna strumentalizzazione quindi, nè false promesse.
"L'importante - aggiunge Montezemolo - è che gli imprenditori possano
andare in giro per il mondo utilizzando aeroporti giusti e con compagnie
competitive". Insomma, è il mercato che alla fine deve dare una risposta,
concreta e razionale, svincolata da logiche diverse. Prima che il destino di Alitalia diventasse uno strumento di accesa lotta
elettorale, cioè a dicembre, Montezemolo aveva comunque visto con favore la
proposta della cordata tricolore. "Credo - aveva affermato in un convegno
- che ci siano tutte le condizioni su base imprenditoriale e con un forte
supporto finanziario per poter fare un'operazione buona per il Paese e per Alitalia". Per il presidente di Confindustria l'offerta
di Carlo Toto con Air One e Intesa SanPaolo era "in pole position per
acquisire Alitalia". I motivi erano chiari.
"Nella grande competizione di territori, di turismo, di globalizzazione il
nostro paese - sottolineava - ha bisogno come altri paesi del mondo, di avere
un marchio forte in questo senso". Recentemente era stata invece Emma
Marcegaglia a prendere posizione. Non ponendo pregiudiziali, ma auspicando però
un futuro diverso per Malpensa rispetto a quello disegnato da Parigi nel piano
industriale. "Spero - sottolineava in una intervista a La Tribune - che un
aeroporto nel quale l'Italia ha investito molto, possa restare, con o senza Alitalia, un grande aeroporto per il Nord del Paese senza
venire relegato ad un ruolo regionale minore, come prevede l'attuale piano di Alitalia e di Air France". "Sono fondamentalmente
per una apertura dei mercati e contro il protezionismo - aggiungeva - perchè
questo ridurerebbe la crescita economica europea". Il mercato, insomma,
come stella polare.
( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ANGELO MELLONE
POCO resterà di questa campagna elettorale, dopo il 13 aprile. Al di là della
novità delle formule di coalizione e delle contingenze che si contendono la
scarsa attenzione generale dedicata dalla gente ai fatti della politica, non
pare proprio che all'orizzonte si stagli qualche evento memorabile, degno di
essere salvato da una più generale condotta di basso profilo della
competizione, a sinistra e a destra. Ad ogni modo, il dibattito che ha
suscitato l'uscita de La paura e la speranza di Giulio Tremonti (Mondadori), un
dibattito che ha chiamato in causa firme e intelligenze illustri del nostro
panorama nazionale, merita certamente di essere annoverato tra gli argomenti
che sopravviveranno all'ondata di generale torpore. Per una ragione decisiva:
la linea politica, la visione e il cocktail di ricette che Tremonti propone,
non possono essere ridotti né a un freddo confronto sulle leggi dell'economia
globalizzata né all'esercizietto di prevedere la futura posizione del Popolo
della Libertà sui temi del protezionismo o dell'europeizzazione, come alcuni
hanno fatto, per lo più in chiave di polemica "liberale" verso l'anti-mercatista
Tremonti. Di materiali in circolazione ce ne sono tanti, e anche di
dichiarazioni a effetto come l'endorsement di Fausto Bertinotti a qualche
intuizione tremontiana. È importante invece, proprio quando sulla questione
dell'Alitalia si gioca una partita importantissima anche per l'immagine che i
pretendenti al governo intendono offrire di sé tanto agli elettori quanto
all'opinione pubblica internazionale, dire qualcosa sui presupposti di cultura
politica e sugli effetti che la linea tremontiana, di cui La paura e la
speranza costituisce un nuovo e più affinato capitolo, eserciterà sul
futuro della destra italiana. Ben oltre gli esiti di questa campagna
elettorale. Di norma, negli anni Novanta, siamo stati abituati a dividere
grossomodo le destre europee in due grandi famiglie: le destre
liberalconservatrici e le destre populiste. Le prime, fedeli alla ricetta
tradizionale dell'accoppiata tra conservatorismo nel campo dei valori e spinta
alla libera concorrenza nel settore economico, le seconde spuntate dalla carne
viva dei conflitti che hanno squassato l'ordine sociale delle democrazie
europee negli ultimi anni, facendo emergere fratture inedite come quella
dell'immigrazione (e il tema connesso delle identità religiose),
dell'indebolimento dei sistemi universalisti di welfare, della crisi di
benessere e delle aspettative del ceto medio, dando una forma politica alle
paure diffuse in Occidente. Se le destre conservatrici tradizionali hanno
continuato a rappresentare con alterne fortune il loro elettorato usuale,
addensato attorno all'idea di ceto medio, i partiti neopopulisti hanno sfondato
questi argini di rappresentanza andando a pescare consensi in altri segmenti
della società, i ceti medi impoveriti e la stessa classe operaia, che oggi
scopriamo con sorpresa a votare in maggioranza a destra quando sono almeno
quindici anni che questo fenomeno è abbastanza diffuso a livello europeo. In
Italia, all'interno del centrodestra (e dunque al di fuori di ipotesi di
partiti antisistema), questo dibattito negli anni Novanta ha preso corpo nella
contrapposizione tra una destra di indirizzo "liberale" e una di
impostazione "sociale", che si sono costantemente confrontate, già
dopo la fine del primo governo Berlusconi nel dicembre 1994, su quale
fisionomia dovesse assumere la Casa della Libertà sui temi dell'intervento
pubblico in economia, le liberalizzazioni, ma anche i diritti civili e il
rapporto tra Stato e cittadini. Gli echi di questa divaricazione hanno, non a
caso, attraversato l'intera esperienza del nuovo governo Berlusconi, dal 2001
al 2006 (ricordate la teoria dei due subgoverni?). Il filone culturale proposto
da Tremonti, invece, fa in un certo senso piazza pulita di questa distinzione e
propone un nuovo modello di destra, sintesi di liberalismo e socialità, che si
potrebbe definire una destra securitaria. Una destra, cioè, che, messo da parte
l'ottimismo produttivista e la fede nello "sviluppismo" tipici del
liberalismo tradizionale, interpreta l'epoca contemporanea come una fase di
crisi delle democrazie crisi della rappresentanza, crisi della redistribuzione,
crisi dell'integrazione, crisi ecologica, crisi spirituale e non si vergogna di
attribuire una dignità politica al senso di angoscia e di paura che pervade
fasce sempre più crescenti di cittadini. Inoltre, lo stato postideologico della
politica e il superamento delle etichette convenzionali di destra e sinistra
non viene interpretato come l'inevitabile avvizzimento della politica in un
catalogo di soluzioni tecniche ai problemi, privo di identità e respiro
strategico o valoriale, ma, al contrario, come la possibilità di attingere alle
tradizioni secolari, anche religiose, e alle appartenenze nazionali (l'ha fatto
Sarkozy) per ridare vigore e prospettive alla politica stessa. I temi della
sicurezza (sicurezza del lavoro contro la precarietà, sicurezza sociale contro
la crisi del welfare, sicurezza dell'individuo contro criminalità e
immigrazione clandestina) e della protezione (del benessere e dell'identità),
la critica delle degenerazioni del Sessantotto e la riproposizione in forme
nuove dei concetti di merito, autorità e responsabilità divengono i capisaldi
di questa nuova formula politica. La destra securitaria, e la nuova veste
comunicativa di Silvio Berlusconi tra l'altro lo dimostra anche dal punto di
vista dell'immagine, non promette miracoli ma prospetta sacrifici, e
soprattutto non intende la globalizzazione come un grande mercato delle
opportunità ma come un'insidia pericolosa per le democrazie occidentali,
qualora la gestione del suo impatto dovesse ancora essere sottovalutata o
ingenuamente delegata alla "mano invisibile" del mercato o alla mano,
visibile ma democraticamente irresponsabile, di organismi transnazionali come
il Wto. La cesura con il vecchio liberalismo e il superamento della
contrapposizione liberale-sociale sono netti. E, al tempo stesso, è inutile
andare alla ricerca di qualche illustre precedente storico della proposta
tremontiana (che poi solo tremontiana non è, visto che trova interlocutori
attenti in tutto il Popolo della Libertà), ripescando anche in chiave polemica
il gollismo o l'antico protezionismo britannico, perché si vanno a cercare nel
Novecento gli antenati di qualcosa che, sul piano dell'analisi dei fenomeni e
della definizione dei possibili rimedi (la speranza, il valore aggiunto della
politica per superare la paura), è unicamente e solidamente contemporaneo.
Ecco, se su queste basi partisse un confronto sulla futura identità del
centrodestra, questa campagna elettorale sgangherata almeno un effetto positivo
l'avrebbe prodotto.
( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-27 num: - pag: 72 categoria:
BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Pd-Pdl, fine della diplomazia Walter
Veltroni cambia i toni e attacca Silvio Berlusconi: sfugge il confronto. La
replica è l'accusa di stalinismo. Ma il braccio destro del leader del Pd, il
coordinatore Goffredo Bettini, sostiene che solo il leader del Fronte nazionale
francese, Le Pen, "si è candidato 5 volte". Berlusconi
su Alitalia Berlusconi rilancia la "cordata italiana " e sostiene
che sia una prospettiva concreta: "Ci sono alcuni nomi di imprenditori
impegnati su questo fronte che non posso fare per dovere di riservatezza. Fra
qualche giorno questi nomi saranno conosciuti da tutti, perché faranno certamente
un'offerta impegnativa ". D'Alema e la mozzarella Un allarme
"eccessivo e immotivato": i campioni di mozzarella di bufala campana
risultati positivi alla diossina sono "limitati" e il blocco da parte
di Corea del Sud e Giappone è di tipo "preventivo", in attesa cioè di
chiarimenti. Il vicepremier e ministro degli Esteri Massimo D'Alema e i vertici
del ministero della Salute invitano a non alimentare la psicosi della
"mozzarella di bufala alla diossina". Esteri Sarkozy a Londra Visita
a Londra per il presidente francese Nicolas Sarkozy e la moglie, Carla Bruni.
Elisabetta II ha preparato un'accoglienza riservata solo agli ospiti di rango:
il presidente ha percorso gli ultimi metri verso Windsor a bordo di una
carrozza assieme alla regina, mentre Carla ne ha divisa un'altra con il
principe Filippo. Cronache Il caso Meredith Amanda Knox e Raffaele Sollecito
erano a casa di Meredith la sera in cui la studentessa fu uccisa. Rudy Hermann
Guede, in carcere per l'omicidio di Meredith, ha detto oggi di riconoscere nel
ragazzo che ha visto e nella ragazza di cui ha udito la voce gli altri due
indagati. L'iceberg gigante Un iceberg di 41 chilometri di lunghezza e 2,5
chilometri di larghezza si è staccato dalla banchisa del Wilkins Ice Shelf,
un'area che gli scienziati avevano previsto sarebbe collassata tra non meno di
quindici anni. La causa del collasso, dicono gli esperti, è il cambiamento
climatico. Cultura Parla Bret Easton Ellis Intervista allo scrittore che nel
1985 si rivelò con "Meno di zero" e diede un'impronta agli anni
Ottanta letterari. Bret Easton Ellis rimpiange quegli anni: "Mi sentivo
immortale. Oggi leggo per vivere". Sta lavorando al nuovo romanzo,
"Imperial Bedrooms", che uscirà nel 2010 ed è la continuazione di
"Meno di zero": "Ma non ho più idee, sarà l'ultimo libro".
Spettacoli Muti: salvare le bande Riccardo Muti e le bande. Il maestro, in
giugno, al Ravenna Festival, dirigerà per la prima volta una banda: "un
atto d'amore", sostiene, per un'espressione della cultura musicale diffusa
che rischia di estinguersi. E' morto Richard Widmark Nella sua casa in
Connecticut, è morto l'attore americano Richard Widmark; aveva 93 anni.
Ritiratosi dalle scene a 76 anni, è stato una delle grandi star del dopoguerra.
Tra i suoi film, "Il bacio della morte" (1947), "Coma Profondo",
"Assassinio sull'Orient Express ". Sport Spagna-Italia 1-0 Amichevole
pre-Europeo: a Elche la Spagna batte l'Italia di Donadoni 1-0.
( da "Liberazione" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Berlusconi
insiste: "La cordata italiana c'è, senza i miei figli" Alitalia, aumentano gli
esuberi. I sindacati: se è così non firmiamo Roberto Farneti Altro che linea
più morbida di Air France per venire incontro alle obiezioni dei sindacati.
Nella migliore delle ipotesi il numero degli esuberi già previsti nel piano
originario, 2.100,
dovrebbe rimanere invariato. Nella peggiore, il prezzo che i lavoratori Alitalia sarebbero chiamati a pagare, in termini
occupazionali, potrebbe essere addirittura più alto. E a quel punto le aperture
annunciate da Jean Cyril Spinetta si rivelerebbero come un clamoroso bluff
nell'ambito di una trattativa finta, con l'unico obiettivo di far precipitare
la situazione e di mettere con le spalle al muro gli stessi sindacati. A
lanciare l'allarme è l'Anpac, forse la sigla più favorevole, sulle prime,
all'ingresso della compagnia italiana nel gruppo franco-olandese. Ieri, presso
la sede di Alitalia ed alla presenza della delegazione
di Air France-Klm guidata dal responsabile delle risorse umane Colin, c'è stata
una riunione per l'affinamento dei contenuti della proposta di accordo che
stasera verrà inviata ai sindacati. Secondo quanto apprende l'Anpac, nel nuovo
documento il numero degli esuberi sarebbe stato ricalcolato in peggio: tra i
piloti le eccedenze salirebbero da 500 a "540, pari al 27% dell'intera
forza lavoro" mentre per gli assistenti di volo si arriverebbe ad
"oltre 900 unità, pari a circa il 16% dell'intera forza lavoro",
invece dei 600 inizialmente previsti. Il divario maggiore riguarderebbe gli
assistenti di volo: peserebbe, in questo caso, il computo dei lavoratori
stagionali che non verrebbero confermati. Immediata la smentita di Air
France-Klm: "La proposta di accordo quadro in via di finalizzazione non si
discosterà da quanto illustrato ieri (martedì ndr ) nel corso dell'incontro con
le organizzazioni sindacali e quindi le indiscrezioni sull'aumento degli
esuberi non trovano riscontro", precisano fonti vicine alla compagnia. Ma
l'associazione sindacale dei piloti insiste e dice di guardare quindi "con
serio pessimismo" alla ripresa del confronto con Spinetta. Se applicati in
questa misura, sostiene l'Anpac, gli esuberi "renderebbero Alitalia Fly incapace di assolvere le funzioni di compagnia
di bandiera e di soddisfare la necessità di mobilità dei cittadini
italiani". Su questi basi, per l'Anpac, il confronto resta "ad esito
negativo scontato". Nè è pensabile che gli altri sindacati possano
sottostare a un simile ricatto. Il coordinatore nazionale del Sdl, Fabrizio
Tomaselli, ricorda i tre punti fondamentali "sui quali abbiamo richiesto e
continueremo a richiedere modifiche sostanziali a Spinetta". In primo
luogo, "per assicurare uno sviluppo accettabile per il prossimo futuro è
necessario un impegno maggiore da parte della proprietà: il taglio di rotte ed
aerei - afferma Tomaselli - deve quindi essere ridotto. Ciò produrrebbe inoltre
un numero inferiore di esuberi sia tra il personale di volo, sia tra quello di
terra. Fondamentale è la flotta di aerei che operano nell'intercontinentale che
rappresentano il settore dove è maggiore la redditività". Inoltre,
"all'atto dell'acquisizione il perimetro aziendale deve comprendere tutto
ciò che oggi è gruppo Alitalia. A valle del percorso
di acquisizione il sindacato è disponibile a confrontarsi per rendere più
efficienti tutte le attività", conclude il sindacalista. Nel frattempo le
sorti della ex compagnia di bandiera continuano a essere al centro della
campagna elettorale. Ieri Silvio Berlusconi, candidato premier del Pdl, ha
rilanciato l'ipotesi della cordata italiana: "Non è qualcosa di campato in
aria - assicura il Cavaliere - ci sono alcuni nomi di imprenditori impegnati su
questo fronte che non posso fare per dovere di riservatezza. Fra qualche giorno
- promette - questi nomi saranno conosciuti da tutti, perché faranno certamente
un'offerta impegnativa". Della lista però non faranno parte i figli di
Berlusconi: "Nemmeno per sogno. Adesso dico assolutamente no perché visto
che hanno approfittato tirando in ballo addirittura il conflitto di
interessi". Berlusconi ha inoltre confermato che "una importante
banca assisterà la cordata italiana". Guglielmo Epifani scuote la testa:
"Non possiamo aspettare mitiche cordate", taglia corto il leader
della Cgil, per il quale, se ci sono aperture da parte di Air France-Klm,
bisogna "andare avanti nel confronto". Epifani lancia quindi un messaggio
alla politica: "Sarebbe bene, finché c'è una trattativa delicata, che le
forze politiche non interferissero". Un chiaro stop alle
strumentalizzazioni di Berlusconi. Della privatizzazione di Alitalia,
fin qui gestita in esclusiva dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa
e dal presidente del consiglio Romano Prodi, torna invece a occuparsi il
Parlamento. Ieri la conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha deciso
l'audizione di Padoa Schioppa per mercoledì prossimo. Secondo il presidente
della Camera, Fausto Bertinotti, il ruolo che può giocare il Parlamento a
questo punto della vicenda Alitalia è
"assolutamente" rilevante. 27/03/2008.
( da "Liberazione" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Forum del
Corriere.it con il capolista Pd in Veneto Massimo Calearo: "Non voglio
avere padroni sul collo" Gemma Contin Dopo Antonio Di Pietro, Gianfranco
Fini, Flavia D'Angeli ed Enrico Boselli, ecco apparire ieri, sul video degli
"incontri digitali" del Corriere.it, Massimo Calearo - guest star del
giorno - capolista del Pd nel Veneto, imprenditore vicentino, già presidente di
Federmeccanica e "falco" di Confindustria, come ben sanno le
"tute blu" d'Italia che se lo sono trovato di fronte come controparte
fino a non molto tempo fa, nel corso della lotta per il rinnovo del contratto
nazionale dei metalmeccanici. Eccolo dunque, il sciur parun dale bele braghe
bianche , il duro delle ferriere, spiegare al suo concittadino online di
Pergine, provincia di Trento, che ingenuamente gli chiede - fatti quattro conti
e visto che le promesse elettorali di Walter Veltroni in termini di pronto
intervento per l'adeguamento al costo della vita dei salari minimi-pensioni
minime-tasse sui redditi da lavoro, eccetera, "cuberanno" circa 20
euro in più al mese - se ritenga, lui, Calearo, che tali 20 euro mensili
risolveranno il problema della quarta settimana che tanto avvilisce la vita di
gran parte delle famiglie italiane. E lui, Calearo, che si sarebbe fatto
svenare piuttosto che mollare sugli aumenti contrattuali, eccolo spiegare
prontamente al buon concittadino di Pergine - vien da dire al buon soldato
Schweick - ma solo dopo aver premesso che "il Pd è il futuro, rompe gli
schemi, ci porta in Europa, come Blair", che, certo, perché quei 20 euro
valgano davvero qualcosa, "bisogna intervenire sulla catena distributiva,
sull'andamento dei prezzi che sono stati molto penalizzati nel cambio
euro-lira, affinché le dinamiche dei salari e delle pensioni vengano
riallineate al costo della vita". Ma il buon concittadino non si
accontenta, e un minuto dopo un altro vicentino ripropone la questione - come a
dire: la lingua batte dove il dente duole - e insiste imperterrito: "Ma
lei, dottor Calearo, ritiene che una famiglia possa vivere con mille e cento
euro al mese"? E quello, senza una grinza: "Pagare una persona meno
di quella cifra significa creargli problemi. E se un imprenditore non è in
grado di pagare quella cifra,significa che è lui ad avere problemi". Segue
una domanda del solito bacchettone leghista sul federalismo. Ed ecco il nostro
- incredibile ma vero - spiegare al lettore online, per il mezzo dell'attonita
giornalista, che c'è federalismo e federalismo: c'è il federalismo sociale -
non gli viene facile pronunciare la parola "solidale" - quello che ad
esempio nel Veneto fa molto affidamento sul volontariato, e c'è il federalismo
che si chiude sui cosiddetti localismi, "che è il contrario di quello che
vuole il Pd, il quale vuole, appunto, portare l'Italia in Europa". Ora, a
parte il fatto che l'Italia sta già in Europa da un pezzo, e a parte che è
stata tra i capintesta dei dodici paesi che hanno adottato l'euro qualche
annetto fa, questa insistenza sul Pd e su Veltroni che vogliono portare
l'Italia in Europa come ha fatto Blair, suona non solo imbarazzante da un punto
di vista storico, dato che la Gran Bretagna sta sì nell'Unione Europea, bontà
sua, ma col cavolo che fa parte dell'Eurozona e col cavolo che Blair ha mosso
un'unghia in questa direzione, ma è anche del tutto anacronistica da un punto
di vista politico, dato che Tony Blair è stato sostituito da quasi un anno alla
guida del governo inglese dall'attuale premier Gordon Brown, che tra l'altro
finora non ha mosso un muscolo per spostare la scarsa propensione dei sudditi di
Elisabetta II verso Bruxelles. Si va avanti con alcune battute esilaranti su
come qualmente se appena si fosse votato un anno fa, il sciur parun mai e poi
mai si sarebbe candidato con il Pd, che era un'altra cosa, mentre invece
"adesso sto scoprendo il centrosinistra e un Pd moderno, europeo, diverso
da un anno fa". Poi arriva la promessa di far fuori le province, enti
inutili, che non contano niente sul territorio, soprattutto nelle aree
metropolitane dove ci sono realtà amministrative che riguardano grandi comuni e
grandi snodi urbani. E, naturalmente, assieme alle province, di far fuori i
dipendenti pubblici "fannulloni", che tanto gravano sulla spesa
nazionale, premiando il merito e concentrandosi sui pochi dipendenti della
pubblica amministrazione che svolgono davvero e con competenza il loro compito.
Nulla sa, il campione veneto di Veltroni, e forse è meglio, sulla riforma
Fioroni ("sono un neofita") o sulle coppie di fatto ("meglio non
parlarne"). Ma ha le idee chiare sul conflitto di interessi: "Darei
la mia azienda in gestione a terzi perché se uno deve governare, deve governare
e basta", e su Alitalia: "I
suoi problemi sono legati alla sua gestione e a un certo tipo di politica
sindacale dove le assunzioni sono state spesso considerate strumento di
controllo elettorale". La perla, però, Calearo la infila -
inconsapevolmente paradossale o paradossalmente inconsapevole -quando afferma
che si è candidato nel Pd e che non avrebbe mai potuto candidarsi nel Pdl
"perché non mi riconosco in una destra fatta di fusioni tra partiti
in cui una persona comanda. Un imprenditore non può votare per un partito non
democratico, gestito da un capo. E io non voglio avere padroni". A chi lo
dice, caro Massimo Calearo, ex presidente dell'ala dura del padronato italiano!
27/03/2008.
( da "Liberazione" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Il candidato premier
della Sinistra esorta a credere ancora nella politica Fausto Bertinotti
incontra i giovani: "Coraggio, va ripreso il cammino" Carlo Magi
"Prima o poi il cammino riprende sempre, l'importante è esserci". Ha
usato queste parole il candidato premier de La Sinistra-L'Arcobaleno Fausto
Bertinotti per esortare i giovani italiani a "buttarsi nella politica
perchè si può ricominciare il cammino". Ma anche fra i giovani il
"germe dell'antipolitica" e il sospetto nei confronti della casta ha
il suo appeal. Alla fine di un lungo dibattito, Bertinotti è stato infatti
avvicinato da una ragazza che lo ha incalzato: "Certo che voi politici ne
avete di privilegi...". Il leader della Sinistra, per nulla scoraggiato,
si è armato di pazienza e ha spiegato: "Certo, nelle istituzioni ci sono
privilegi che vanno aboliti, e la Camera quest'anno per la prima volta ha
tagliato diversi privilegi". La giovane interlocutrice, però, ha
continuato a incalzare Bertinotti sulle retribuzioni dei politici. "Ma io
guadagno meno del direttore del Corriere della Sera o di un notaio medio - ha
spiegato ancora alla ragazza Bertinotti - Perchè oggi nessuno se la prende con
i giornalisti tv, i calciatori o i grandi manager? Perchè oggi si scrive solo
della casta, ma su questo ci sono molte favole...". Di fronte a una platea
fatta esclusivamente di giovani, alcuni dei quali immigrati anche di seconda
generazione, Fausto Bertinotti ha spiegato che anche per le giovani generazioni
i motivi per occuparsi di politica ci sono e sono validi. "Capisco il lei,
ma il tu della comunità è sempre meglio", ha esordito il leader della
Sinistra sollecitando un clima più informale con i giovani interlocutori.
"Io ho 68 anni, ai miei tempi c'erano i ragazzi che tenevano per Marlon
Brando e James Dean e poi c'era uno sparuto gruppo che leggeva Calvino e
Pasolini e si ostinava a fare politica perchè non se ne poteva più di questo
mondo", ha raccontato Bertinotti spiegando che ai suoi tempi le
motivazioni per occuparsi di politica arrivarono anche da un episodio preciso:
"L'Msi decise di fare un congresso a Genova, fu come sfidare la
Resistenza, e non si sa come le piazze si riempirono di giovani che venivano
detti quelli dalle magliette a strisce, perchè costavano poco". Il leader
della Sinistra ha invitato a non scoraggiarsi: oggi le motivazioni possono
essere trovate nella sfida a quelli che Bertinotti ha definito "i nuovi
padroni che vogliono trasformare tutti in ingranaggi di un meccanismo per cui o
sei precario o niente". Ma per Bertinotti, "ai padroni non riesce mai
di vincere definitivamente, c'è sempre qualcosa che resta contro la loro
nozione di possesso come ha dimostrato il movimento altromondista che, da
Seattle a Porto Alegre, ha detto: siamo qui".Inevitabile parlare del G8 di
Genova, quando si è materializzata una "sistematica politica di
repressione contro il movimento altromondista per annientarlo, questo prima di
Bolzaneto e della Diaz". Il candidato premier della Sinistra Arcobaleno ha
ribadito le sue accuse per le violenze subite dai manifestanti a Genova. "Vanno
indagate le responsabilità politiche di una classe dirigente che ha permesso
che avvenissero fatti di inciviltà politica e giuridica". Un incontro ad
ampio raggio, quello con i giovani di Roma. Dai movimenti, all'economia, ai
diritti. "Per fortuna ora si parla di aumento delle pensioni e non
dell'età pensionabile. Sarebbe stato meglio farlo prima, ma meglio tardi che
mai - ha sottolineato il candidato premier in riferimento agli annunci di
Veltroni - Speriamo che sia vero e che si realizzi". Al termine della
discussione, il bilancio è positivo. "Sono molto contento, la
conversazione è ruotata intorno ai temi del lavoro, la globalizzazione, come si
fa a restituire al lavoro un ruolo sociale - ha spiegato Bertinotti- Abbiamo
preso impegni per uno sviluppo del confronto su alcuni argomenti di fondo che
hanno provocato elementi conflittuali, come il protocollo sul welfare e le
pensioni, valutando il peso dei comportamenti del governo Prodi. Abbiamo visto
comunemente come questi avrebbe potuto, con uno spostamento a favore di salari
e pensioni, avere un consenso nel Paese che l'avrebbe messo al riparo dalla
crisi". Stessi temi affrontati anche nell'incontro che Bertinotti ha avuto
con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. E uno dei punti di incontro, in una conversazione amichevole che ha affrontato anche Alitalia e il pacchetto welfare, con Epifani, Bonanni e Angeletti, è
stato proprio un giudizio scettico sul governo Prodi, vuoi per la sua breve
durata, vuoi perché nel poco tempo a disposizione molte delle cose proposte non
hanno mai visto la luce. 27/03/2008.
( da "Liberazione" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Indicizzare le
pensioni, roba da comunisti? Gianfranco Fini sa che Berlusconi non molla? Se
Magdi Allam ascoltasse le parole di Gesù Ora vogliono indicizzare le pensioni?
Cara "Liberazione", noto con stupore che ora sia il Pd e Pdl vogliono
aumentare o indicizzare le pensioni minime. Che stupore. Fino a ieri
l'indicizzazione delle pensioni era una proposta vetero-comunista, oggi, per il
semplice fatto che l'ha detto Berlusca, tale proposta diventa riformista e
civile. Sorge spontanea però una domanda: perché l'indicizzazione è giusta per
le pensioni mentre per i salari no? La risposta è semplice: la confindustria li
fa a fettine. Per Veltrusconi invece dico solo che scherzare con la vita delle
famiglie non gli fa onore, perché se quello che dice fosse vero, perché non
farlo subito? Aggiungo solo un'altra cosa e riguarda la trasmissione di
"Porta a Porta" di martedì 25: una cosa scandalosa. Sottolineo che
questo non riguarda l'ottimo Bertinotti che dimostra di essere 50 anni più
avanti per quanto riguarda gli argomenti economici e sociali affrontati durante
i dibattiti, mi riferisco a come è stata condotta la trasmissione e
precisamente la non celata volontà di questa (e non solo) televisione di non
parlare di programmi, almeno fino a dopo la mezzanotte e mezza, così che molta
gente è gia andata a letto? Ecco, voglio solo dire che questo lo ritengo
offensivo nei confronti di tutti gli italiani. Graziano Ravanelli via e-mail Se
Pd e Pdl copiano la sinistra Cara "Liberazione", Pd e Pdl stanno
facendo propria l'idea dell'indicizzazione di pensioni e, fra poco, anche dei
salari? Sputtaniamoli, perché copiano spudoratamente il programma della Sinistra
Arcobaleno. Graziano Ravanelli via e-mail La campagna di Fini, il camaleonte
Cara "Liberazione", quella del signor Gianfranco Fini è decisamente
una campagna elettorale scialba, spenta, mediocre, senza passione, senza
entusiasmo, senza proposte forti. L'uomo è al carro di Berlusconi, oscurato in
toto dal Cavaliere di Arcore che non ammette, nel suo "regno",
intromissioni. Il signor Fini, tra l'altro, ha fatto una gaffe enorme (poi
utilizzata con cinismo da Berlusconi), non degna di chi aspira domani alla
candidatura di premier: l'attacco personale, goffo, a Veltroni, "il
pensionato d'oro". Caduta di stile, perché il problema serio dei costi
della politica deve essere discusso con trasparenza, oggettività, rigore; e
comunque a livello diverso del pettegolezzo, dell'odio personalistico, anche
perché - recita un detto evangelico - "chi è senza peccato scagli la prima
pietra". Fini aveva una grande occasione per dire che le tesi di Veltroni
sui costi della politica sono sbagliate, perché così si permette solo ai ricchi
sfondati, come Berlusconi, di fare politica in Italia. Ma Fini si sente già
"sostituto" del Cavaliere di Arcore. E qui sbaglia! Perché Berlusconi
non molla; Sua Emittenza non lascerà la vita politica; e per Fini dovrebbero
esserci anni e anni di gavetta prima di potere "approdare" all'amate
sponde della premiership. La mossa di Fini è stata dettata dall'ambizione di
potere. L'uomo, che gode di una certa simpatia nell'opinione pubblica italiana,
ha sfasciato il partito in una notte ed è passato, armi e bagagli, al
Cavaliere. Ma che costi ha pagato? Attacchi da Ciarrapico (che lo ha definito
"sguattero"), dalla destra, da parte della sua base; e un totale oscuramento in campagna elettorale dove le sue tesi
(vedi Alitalia) vengono subito rimangiate, dopo che Berlusconi ha detto la sua.
Fini, il camaleonte, che dice tutto e il contrario di tutto, non ha un cammino
facile; anche perché la base di Forza Italia non crede in un domani sotto il
suo segno di capo. E poi Fini non è tantissimo apprezzato neppure da
Berlusconi, perché anche lui, il Fini, è "uno che non ha mai lavorato in
vita sua"! Francesco Lusciano Chioggia (Ve) E Magdi Allam prega in
mondovisione? Signor direttore, sul battesimo di Magdi Allam officiato
solennemente dal papa in persona in San Pietro, la notte della vigila della
Pasqua, pubblicizzato in mondovisione e dallo stesso neoconvertito su "Il
Corriere della Sera", i laici arrivano tardi, è Gesù che parla da duemila
anni: "Quando pregate non siate simili agli ipocriti che amano pregare
ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli
uomini. Tu, invece, quando preghi entra nella tua stanza e, chiusa la porta,
prega il Padre tuo in segreto". Ipocriti! "Chi ha orecchie per
intendere, intenda", è ancora Gesù. Ezio Pelino via e-mail Eppure la fede
dovrebbe essere un fatto privato Cari redattori, nonostante tutto il mio
agnosticismo anticlericale, finora avevo creduto che la religione fosse una
cosa seria. La conversione pubblica al cattolicesimo del vicedirettore del
"Corriere della Sera", Magdi Allam, scrittore, editorialista ed
"islamologo" ha scosso fino alle fondamenta queste mie convinzioni.
Credevo pure che la religione fosse un fatto riguardante la sfera privata. Che
ingenuo! Magdi Allam si è fatto battezzare in mondovisione dal Papa in persona,
davanti a milioni di telespettatori. Anche le sue motivazioni espresse con
dichiarazione pubblica ripresa da tutte le agenzie mondiali, sono
straordinarie. Magdi Allam infatti ha rinnegato la propria religione per "combattere
la radice del male insita in un Islam che è fisiologicamente violento e
storicamente conflittuale". E con questo i palestinesi sono serviti, ma
non solo. Tutte le centinaia di milioni di persone che praticano la religione
musulmana nel mondo, secondo Magdi Allam appartengono evidentemente alla
categoria dei "popoli canaglia", fucine di terroristi, delinquenti ed
assassini? Concordo con Giovanni Franzoni quando si chiede se abbiamo
dimenticato gli eccessi delle Crociate, le infamie dell'Inquisizione, lo
sterminio degli indios nelle americhe, la persecuzione degli ebrei e gli
attuali massacri di popolazioni di religione islamica perpetrati da milizie
cristiane? Se questo è il messaggio di pace che il Papa ha voluto mandare al
mondo in occasione della Santa Pasqua, mi sembra che non ci sia molto da stare
allegri. Gianni Ursini Trieste Riflessioni di un infermiere pubblico Cara
"Liberazione", se puoi concedimi uno sfogo? Sono un infermiere,
dipendente di una Ausl. Qui gli stipendi dei dirigenti e dei dirigentini a
spanne si sa a quanto ammontano (mentre quello che non si sa è con quali
criteri vengono nominati questi vertici grandi e piccoli). E si sanno per certo
anche gli stipendi dei lavoratori come me, nonché quelli di chi è in servizio
in contesti lavorativi che prima facevano parte dell'Ausl e che sono stati
esternalizzati/privatizzati (percepiscono dai 500 ai 600 euro al mese),
attraverso quegli energici - e spesso oscuri - percorsi di smantellamento dei
servizi pubblici che negli ultimi anni da queste parti hanno imperversato
indisturbati col risultato che i servizi erogati ai cittadini sono sempre meno
e sempre più scarsi nella qualità e nel numero. Eppure dai programmi elettorali
e dalle "idee storiche" di qualche eminente candidato del "nuovo
corso", oltre al martellante "vogliamoci bene", trapela anche la
evidente tendenza a voler perseguire un ulteriore dimagrimento del servizio
pubblico: che significa meno lavoro pubblico e meno servizi pubblici, mentre
non penso significhi contestualmente meno poltrone e meno dirigenti e meno
super manager? Quaggiù la sensazione è che ci sia una distanza siderale tra i
lavoratori/cittadini "normali" da una parte e la classe politica che
vuole dirigere il paese dall'altra. E nella attuale situazione, va da sé, dar da
intendere che il conflitto sociale non dovrebbe più esistere e che i lavoratori
dovrebbero essere collocati sullo stesso piano politico e sociale del grande
industriale oppure del grande dirigente di impresa (oppure di azienda privata o
pubblica) significa quindi non sapere bene com'è fatto il mondo che c'è qui -
quaggiù, appunto - dove bisogna stringere su tutto per starci dentro. Perché,
ma è quasi una ovvietà, si può dire che il conflitto è inopportuno e fuori
luogo laddove non esistano grandi differenze tra le parti in causa, grandi
discriminazioni, grandi sofferenze contrapposte a grandi benefici/privilegi e,
quindi, di sicuro non si può dire che sia inopportuno qui. O, più precisamente,
si può perorare la causa della "normalizzazione anticonflittuale"
anche tra abnormi disuguaglianze sociali - che significa proporre a tutti di
essere più o meno beati anche in mezzo ad ingiustizie assurde - con la
consapevolezza però che la vera democrazia permette, e favorisce anche,
l'espressione del dissenso (che è il sostrato del conflitto) e che, se non la
permette, non può più chiamarsi democrazia? Esempio banale: se da una parte si
celebra e si ufficializza la presenza della precarietà del lavoro con proposte
squisitamente economiche dai contenuti vaghi e/o poco più che simbolici e che
rappresentano una sintesi perfetta tra la boccata d'aria nell'immediato e la
pressoché certezza del tempo determinato a vita, dall'altra non si può chiedere
a questi stessi lavoratori di stare tranquilli, perché si può essere buoni
amici anche se loro faticano a far la spesa mentre altri riempiono i granai
fino a farli tracimare facendo leva, anche e soprattutto, su varie forme di
flessibilità/precarietà del lavoro? Conclusioni: sento (dentro) che non importa
essere dei fini sociologi per capire che la forbice tra le fasce sociali più
ricche e quelle più povere si allarga e che le due parti sono sempre più
lontane. E sento (sempre dentro) anche che non importa nemmeno essere dei dotti
politologi per capire che la decisione di stare nel mezzo, collocando la
proposta tra questi due livelli ormai ad una distanza inimmaginabile, è una
strada impossibile da attuare. Ecco perché è giusto sostenere l'onestà
intellettuale di "una - più che mai doverosa - scelta di parte". Un
timore: e, ahimè, nemmeno troppo flebile e nemmeno troppo solo mio, è che
questa "parte" dopo il 14 aprile corra il rischio forte di
frantumarsi subito in quattro segmenti netti, perchè non percepisco (e mi
spiace assai) un grande entusiasmo nella creazione reale - e non solo
elettorale - di un soggetto veramente unico, ovvero di un soggetto allineato
nelle posizioni sostanziali relative ai grandi temi e non semplicemente nella
esigenza di raggiungere un quantomeno discreto risultato elettorale. In ultimo:
col tuo nuovo vestito grafico stai davvero benissimo. Nico Landi Bevilacqua di
Cento (Fe) Il laicismo non ha mai fatto male a nessuno Caro direttore, il
laicismo "è la dottrina socio-politica che teorizza e propugna la totale
separazione tra stato e chiesa, ovvero l'assenza di interferenze religiose,vere
o presunte, dirette o indirette, nell'ambito legislativo, esecutivo e
giudiziario di uno stato", e non negare ai credenti la possibilità di non
praticare il proprio culto o manifestare pubblicamente la propria fede. Se le parole
hanno ancora un senso che per favore si usino nel loro senso e non secondo la
moda del momento. Sane e robuste dosi di laicismo non hanno mai fatto male a
nessuno, anzi. L'aver abbandonato ridicole credenze sul ruolo della donna nella
società, come la vedono musulmani indù e cattolici ha reso libere le donne e
giovato alla crescita civile di quelle nazioni che sono state così sagge da
relegare la religione in un angolo della vita pubblica; l'aver messo in
discussione l'autorità assoluta delle gerarchie religiose per quanto riguarda
la spiegazione del mondo ha permesso, ad esempio, di scoprire che edifici
anti-sismici sono molto più utili e salvano molte più vite che invocare il
perdono del solito dio bizzoso affinché non provochi terremoti. L'aver abbandonato
la visione del mondo basati su testi di 3000 anni fa o di 1500 anni fa ha
portato alla fine della schiavitù, giustificata quando non caldamente
incoraggiata sia nella Bibbia che nel Corano, soprattutto se si tratta di
giovani fanciulle che non hanno ancora conosciuto un uomo. E' ora di dirlo
chiaramente, senza paura di passare per intolleranti: religione e spargimento
di sangue, spargimento di ignoranza, spargimento di infelicità sono stati
troppo spesso sinonimi? Relegare le opinioni delle varie fedi, quando queste
sono palesemente e razionalmente contrarie al bene comune è un favore che
facciamo a noi stessi e chi verrà dopo di noi. Max Zanellini via e-mail
27/03/2008.
( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Bonaiuti:
"Cordata italiana? Dal Cav solo un appello" Filippo Caleri
f.caleri@iltempo.it Nella lotteria per salvare Alitalia arriva una parziale frenata sulla consistenza del secondo pool
di imprese e banche targato made in Italy. La precisazione è arrivata ieri dal
portavoce del leader del Popolo della libertà, Paolo Bonaiuti, che ha detto che
sulla possibilità di una cordata di imprenditori italiani che salvi Alitalia "Berlusconi ha fatto solo un appello", dicendo
che se si fosse messa in piedi "avrebbero potuto partecipare anche i suoi
figli". Bonaiuti ha tuttavia aggiunto: "Su questo non parlo perché il
riserbo è d'obbligo", lasciando dunque il ancora il punto interrogativo
sull'ipotesi di una discesa di campo di una cordata alternativa a quella di Air
France. Il sintomo che ormai la questione Alitalia sia
diventato il vero nervo scoperto della campagna elettorale è dato dalla
provocazione lanciata dallo stesso Bonaiuti che ha provocatoriamente chiesto al
ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, in un dibattito televisivo
"se la proposta di Air France è così buona, come mai Le Monde (il
quotidiano francese ndr) l'ha definita una svendita, come mai vi trovate tutti
contro tutti?". Risposta scarna. Il mirino del Pdl è comunque puntato sul
governo Prodi colpevole di aver condotto la trattativa senza troppa volontà di
difendere le prerogative italiane. Ma a ritenere il premier uscente
responsabile non è solo il Pdl. Gennaro Migliore, presidente dei deputati del
Prc, ha sostenuto che "Alitalia è una grande
azienda strategica, da un anno non si sono fatti avanti nè investitori italiani
nè è stata portata avanti una trattativa all'altezza di un paese che difende il
proprio interesse nazionale, questo anche con grave responsabilità del governo
Prodi". E l'asse tra la sinistra radicale e Berlusconi su Alitalia, già denunciato e smentito nei giorni scorsi quando
il presidente del Senato, Fausto Bertinotti ha aperto alla cordata tricolore,
si è nuovamente saldato ieri con l'intervento di Giulio Tremonti: "Prodi
sembra al terzo mandato dell'Iri" ha commentato sarcastico l'ex ministro
dell'Economia. "Crede di stare svendendo l'Iri - ha sottolineato Tremonti
- sta facendo accordi come fosse al terzo mandato dell'organismo di
riconversione industriale e non come presidente del Consiglio. Sta facendo
traffici e confusione. Il rapporto con Air France è stato quanto di più
volutamente opaco si potesse organizzare". Tremonti ha poi ricordato che
nel 2005 il governo Berlusconi "ha fatto l'ultimo grande aumento di
capitale sul mercato. Parte dei soldi erano dei privati che credevano nel piano
industriale, altro denaro era stato messo di conseguenza dal Tesoro. A due anni
di distanza - conclude l'ex ministro - il piano lo hanno cestinato, il capitale
mangiato e siamo qua con un rapporto opaco con Air France". L'immancabile
invito all'equilibrio è arrivato da Veltroni, leader Pd, "sul tavolo da
poker della vita politica e della campagna elettorale viene giocato tutto,
anche il lavoro di migliaia di persone ma questo è inaccettabile".
( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa La vendita Il
leader del Pdl rilancia: "Dopo l'analisi dei conti arriverà un'offerta
precisa e impegnativa" Dietrofront sull'ingresso dei figli. "Ora lo vieterei, la sinistra ha strumentalizzato
l'iniziativa" Alitalia, l'affondo del Cavaliere Giovanni Lombardo g.lombardo@iltempo.it
Berlusconi insiste sulla cordata italiana per Alitalia. E
annuncia che a breve si conosceranno i nomi degli imprenditori pronti a
investire nel rilancio della compagnia. "La cordata italiana non è qualcosa
di campato in aria - ha detto il Cavaliere - ci sono alcuni imprenditori
impegnati su questo fronte di cui non posso fare i nomi per dovere di
riservatezza. Fra qualche giorno saranno conosciuti da tutti, perché faranno
certamente un'offerta impegnativa". Una cosa è certa: a sostegno della
cordata "ci sarà una banca importante". Insomma il leader del Pdl
assicura che le sue parole non sono promesse elettorali. Anzi, all'orizzonte ci
sarebbe una proposta concreta che potrà essere formulata, però, solo dopo che
gli imprenditori interessati abbiano avuto la possibilità di effettuare la due
diligence, cioè l'analisi dei conti di Alitalia.
"Chiederanno di avere tre o quattro settimane, Air France ha avuto sei
mesi per conoscere la situazione reale". Dietrofront, invece, sull'ipotesi
di ingresso dei figli Pier Silvio e Marina nella cordata. "Hanno
approfittato tirando in ballo addirittura il conflitto di interesse - afferma
Berlusconi - A questo punto vieterei ai miei figli di partecipare in qualunque
modo per la strumentalizzazione che ha fatto la sinistra". Oggi invece si
conoscerà la nuova proposta di Air France-Klm per rilevare la quota del Tesoro
(49,9%). "Non ho elementi per valutare la controproposta di Air France in
profondità - ha aggiunto il Cavaliere - però registro di aver ottenuto dei
successi. Dopo il mio appello agli imprenditori italiani a tirare fuori
l'orgoglio, Air France ha cambiato posizione sul mantenimento dei colori e
della compagnia di bandiera". Berlusconi ha parlato a margine di un
incontro con i giovani di Forza Italia, dove ha spiegato che sulla vicenda Alitalia "c'è una novità", perché "siamo
passati da condizioni che abbiamo definito inaccettabili e irricevibili, ad
oggi che Air France si dichiara disponibile a una nuova trattativa". Il
candidato premier del Pdl ha ribadito comunque che "la soluzione migliore
sia quella di una cordata di nostri imprenditori che mantengano italiana la
compagnia di bandiera". Le parole di Berlusconi e i nuovi scenari su Alitalia mettono le ali al titolo della compagnia. Fra una
sospensione e l'altra per eccesso di rialzo Alitalia
ha chiuso in Borsa con un balzo superiore al 26% a 0,57 euro. A spingere gli
acquisti, sia l'ipotesi che una nuova cordata possa manifestarsi spiazzando
l'offerta di Parigi, sia la possibilità che Air France-Klm riveda l'offerta di
pubblico scambio rendendola più conveniente per gli azionisti di Alitalia. Il gruppo transalpino, infatti, ha offerto circa
10 centesimi per ogni azione della Magliana mentre per Piazza Affari il valore
oscilla sopra ai 55 centesimi. Jean Cyril Spinetta offre un'azione Air France
per 160 azioni di Alitalia, il concambio del mercato
quintuplica il valore della Magliana.
( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Il 2 aprile
Padoa Schioppa riferisce alla Camera Air France non molla. Arriva
la nuova proposta I sindacati valuteranno domani mattina la proposta di accordo
quadro su Alitalia attesa da Air France-Klm, che ieri ha smentito le voci di un
eventuale aumento degli esuberi. Le nove sigle che siedono al tavolo con le
compagnie hanno previsto in mattinata, per le 11, una riunione intersindacale
per esaminare la proposta e valutare una posizione comune. Sempre
domani, nel pomeriggio, è prevista la ripresa del confronto al tavolo con i
vertici di Air France-Klm e di Alitalia nel tentativo
di trovare un accordo che, secondo il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa
Schioppa (che riferirà il 2 aprile alla Camera), dovrà arrivare entro il
termine già fissato del 31 marzo. Uno slittamento appare possibile solo in caso
di ampie convergenze sul nuovo piano di rilancio. Di questo si è discusso ieri
nel cda di Alitalia. Intanto i sindacati commentano le
parole di ieri di Berlusconi. "Non possiamo aspettare altre mitiche
cordate e fino a che siamo al tavolo trattiamo - ha detto il segretario generale
della Cgil, Guglielmo Epifani - Vedremo se ci sono aperture da Air France:
dobbiamo andare avanti su questo confronto poi tireremo le somme".
"Aspettiamo di vedere", dice il leader della Cisl, Raffaele Bonanni -
Per adesso stiamo trattando con l'unico in campo che se modifica profondamente
il piano potrà garantirci un riferimento positivo. Se ci saranno altre cordate
che offriranno di meglio, tutti, dichiareranno il benvenuto".
( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Mercati/1
Sulla scia di Wall Street in rialzo tutti i listini Borse europee in recupero
Giornata di forti guadagni sui mercati europei che ha portato le Borse a
recuperare 227 miliardi di euro di capitalizzazione, sulla scia dell'ottima
performance di lunedì di Wall Street. L'indice Dj Stoxx 600, che fotografa
l'andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio Continente,
ha chiuso infatti in rialzo del 3,29%. Bene le piazze principali con Londra che
ha chiuso in crescita del 3,53% e Parigi, salita del +3,49%. Piazza Affari apre
la settimana post pasquale con il botto: il Mibtel ha chiuso la seduta con un
guadagno del 3,58%, l'S&P Mib in rialzo del 3,56% e l'All Star in crescita
del 2,28%. Fra le blue chip è stata l'ennesima giornata di Alitalia (+33,4% a 0,46 euro) nella giornata in cui l'ad di Air France,
Jean Cyril Spinetta, ha incontrato i sindacati e ha fatto sapere che venerdì
presenterà un nuovo documento su cui impostare le trattative.
( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Michelin
metafora di Airfrance In cucina come in aereo è comunque grandeur Come sarebbe
l'Italia dopo l'eventuale acquisto della compagnia di bandiera da parte di Air
France? Per saperlo con qualche anno di anticipo basta andare a leggere la
guida rossa più famosa della cucina mondiale, la Michelin. Meglio guardarne
sette, quelle dei paesi più importanti della collezione 2008, appena completata
con il Giappone. Ebbene, se la cucina italiana è la più amata nel mondo, tra le
più salubri e gustose, quando si tratta di successo e denaro, ai nostri
principali concorrenti arriva in aiuto la guida rossa. E così possiamo scoprire
che in un paio di arrondissement di Parigi ci sono più ristoranti tre stelle
che in tutta Italia. Non solo. Visto che nonostante la vicinanza e una buona
parte di storia condivisa, per molti francesi siamo sempre e solo "les
italiens" da schiacciare, almeno nella cucina e nella gastronomia, tra le
righe ci hanno già schiacciato. La questione delle stelle Michelin e in particolare
delle "tre stelle", quelle che vengono attribuite ai tavoli top,
soprattutto in questo periodo non va sottovalutata. Dietro il successo di un
ristorante, c'è una cucina (nazionale) e dietro una cucina c'è tutto un sistema
agroalimentare che può avere più o meno successo nel mondo. Per questo, avere
più o meno tre stelle significa far decollare o deprimere l'economia
agroalimentare a livello internazionale. E i francesi, attraverso la loro guida
non solo si attribuiscono più stelle in assoluto in patria (26 ristoranti tre
stelle, 68 due stelle e 435 una stella) ma anche nel resto del mondo premiano
con la tripla soprattutto le tavole francesi rispetto a quelle davvero valide
(anche se molti francesi sono realmente validi). Così gli Stati Uniti possono
vantare ben otto ristoranti da tre stelle, peccato che più della metà è di
cucina francese. Più eclatante ancora il risultato della Germania dove quasi
tutti i nove ristoranti con la tripla sono francesi. E l'Italia? All'ennesima
presentazione i curatori hanno fatto notare che per numero di stelle (279), è
al secondo posto nel mondo. Nel mercato che conta di più però, le tavole da tre
stelle, sono appena cinque, meno di Spagna (6), Giappone (8), Stati Uniti e
Germania. Eppure se con i francesi ci può essere gara sulla buona cucina, con
queste altre nazioni no. Sicuramente la mancanza di tavole francesi ci
penalizza in classifica ma quando si lasciano fuori dall'olimpo chef come
Fulvio Pierangelini e Gianfranco Vissani, qualcosa di strano c'è. Ora, se una
semplice guida ci tratta così e cambia gli equilibri mondiali a favore del
paese di origine di chi la edita, cosa succederà quando sarà un grande vettore
aereo a poter decidere le sorti del turismo italiano? Nessuna
preclusione ai francesi visto che in attesa di nuove cordate sono gli unici che
ancora vogliono rischiare sull'Alitalia. Però, prima di lasciargli
carta bianca forse sarà meglio tener conto dell'esperienza Michelin e prendere
delle buone contromisure.
( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Il duello
televisivo tra Berlusconi e Veltroni con molta ... Il duello televisivo tra
Berlusconi e Veltroni con molta probabilità non si farà. Non solo, ma il no del
leader del Pd a una intervista a Porta a Porta ha fatto saltare anche la
puntata con Berlusconi. Tutta colpa della par condicio, voluta dalla sinistra,
che toglie ai cittadini la possibilità di assistere a veri confronti. Comunque
Berlusconi ostenta sicurezza, vorrebbe il faccia a faccia. "Sono in grado
di stracciare qualunque avversario". Identica fiducia manifesta anche
Veltroni: "Sono disposto al confronto anche sulle reti Mediaset". Intanto resta di attualità la questione Alitalia. Il
Cavaliere ha annunciato che tra qualche giorno saranno resi noti i componenti
della cordata italiana intenzionata a rilevare la compagnia. I nomi restano
ancora sconosciuti, ma non ci saranno i figli del Cavaliere. Gallo e Lombardo
alle pag. 5 e 48.
( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
alitalia Il rilancio dei francesi. Nuova offerta Air France, più garanzie sugli
esuberi Spiragli di dialogo su Alitalia: il presidente
di Air France-Klm si conferma abile negoziatore (in Francia lo conoscono bene)
e dopo aver messo con le spalle al muro i sindacati, adesso apre a una
trattativa un po' più morbida. Jean-Cyril Spinetta ha annunciato un piano di rilancio
rivisto e corretto che tenga conto di alcune questioni sollevate dalle
organizzazioni dei lavoratori in modo tale "che nessun lavoratore sarà
lasciato per strada", si legge in una nota ufficiale del gruppo
franco-olandese. Una proposta di accordo quadro che potrebbe arrivare già
domani sera dopo la riunione del consiglio di amministrazione del gruppo
franco-olandese, anche se Spinetta inizialmente aveva parlato di un nuovo
documento entro le 12 di venerdì. Un'accelerazione che risponde alle
indicazioni arrivate dal Tesoro: i tempi restano stretti e il dicastero di via
Venti Settembre, principale azionista della compagnia con il 49,9% del
capitale, ha fatto sapere che non ci sarà nessun slittamento del termine,
fissato al 31 marzo, per la conclusione dell'operazione. Dopo la prima riunione
dello scorso 18 marzo, Spinetta ieri ha incontrato per la seconda volta a Roma
nella sede della Magliana i rappresentanti delle principali organizzazioni
sindacali di Alitalia (Cgil, Cils, Uil, Ugl, Up, Avia,
Anpac, Anpav, Sdl) Nel corso della riunione, il presidente di Air France-Klm ha
confermato "la propria forte determinazione volta all'implementazione di
un piano che condurrà Alitalia al risanamento e al
rilancio". Il progetto di Spinetta prevede 2.100 esuberi, di cui 1.600 in Alitalia e 500 in Alitalia Servizi.
Il nuovo accordo quadro conterrà proposte più light sul fronte dell'impatto
occupazionale e sugli ammortizzatori sociali: meno tagli in Az Servizi, più
piloti per il cargo (che dovrebbe comunque chiudere nel 2010), più risorse per
esodi anticipati e la disponibilità a concedere qualche giorno in più per le
trattative. Il nuovo documento sarà molto preciso e dettagliato, sulla cui base
aprire i negoziati con i sindacati su ogni singolo aspetto. Nel dettaglio, le
modifiche al piano dovrebbero prevedere la possibilità per 180 piloti di
passare direttamente nel gruppo franco-olandese riducendo così il numero degli
esuberi previsto per Alitalia in particolare per
l'impatto della cancellazione dei voli cargo. La proposta della compagnia
francese prevede il trasferimento di 60 piloti all'anno nel triennio 2008-2010.
E ancora: la possibilità di comprendere nel perimetro dell'offerta tutte le
attività di Az Servizi svolte a Roma-Fiumicino, allargando così il numero di
lavoratori e di servizi che passerebbero direttamente nel nuovo gruppo Air
France-Klm-Alitalia e riducendo invece la platea di
dipendenti che rimarrebbero in carico a Fintecna. Il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, pare abbia aperto il confronto con
i sindacati sottolineando che "le possibilità di dilatare i tempi sono
scarse", anche se è possibile portare avanti il confronto "se si
individuano percorsi condivisi sui temi fondamentali". Il numero uno di Alitalia, però, al termine dell'incontro ha fatto sapere che
il Tesoro non è disposto a far slittare il termine del 31 marzo. Spinetta
avrebbe poi ribadito con forza la validità del progetto e la convinzione che
possa portare Alitalia a tornare a crescere. Il numero
uno di Air France-Klm avrebbe anche sottolineato che al momento non sembrano
esserci progetti alternativi, rilevando pure che altre proposte di cui si è
parlato in passato prevedevano un numero di esuberi più alto. Spinetta ha
confermato che il gruppo franco-olandese "non vuole comprare Alitalia" ma pensa a "un progetto di integrazione
che permetta alla compagnia italiana di mantenere una sua autonomia e crescere
all'interno del gruppo, così come è accaduto per l'integrazione di Klm".
Un progetto "amichevole" che prevede, ha ribadito, il consenso dei
sindacati e del prossimo governo come condizione necessaria per portare avanti
l'operazione. Nessun "prendere o lasciare", quindi, ma l'apertura di
una nuova trattativa tant'è che i sindacati parlano di "cauto
ottimismo". Ieri non è trapelato nessun riferimento al destino di
Malpensa. Un nodo spinoso che andrà comunque affrontato soprattutto alla luce
del dibattito elettorale.
( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Chi ha avuto
modo di conoscerlo in altre vesti (quali quelle ... Chi ha avuto modo di
conoscerlo in altre vesti (quali quelle di direttore dello sviluppo al
Ministero dell'Istruzione negli Anni '70 o di Capo di Gabinetto ai Ministeri
del Lavoro e degli Affari Sociali negli Anni '80), si sarebbe aspettato da
Jean-Cyril Spinetta la tattica negoziale ora in atto: un inizio in "do
maggiore" con una proposta durissima, pronto però a modificarla
(specialmente in materia di livelli occupazionali) al primo scontro serio con i
sindacati e al sentore di cambiamento di clima politico. Ora i cannocchiali
sono puntati sul 28 marzo, giorno della nuova proposta AirFrance-Klm. Ma non
stupiamoci se il finale arriva a sorpresa la sera di oggi 27 marzo. Spinetta è
approdato tardi all'industria aeronautica; quando il politico socialista Michel
Delaberra (di cui è stato per tre lustri il braccio destro) era alla guida del
dicastero dei Trasporti, il nostro ne era il Capo di Gabinetto. Marc Blondel,
per decenni alla guida di Force Ouvrière (il sindacato anticomunista francese),
mi diceva che con Spinetta quella che conta è la seconda mossa non la prima;
chi è stato in auto con lui, sa che al volante è un esperto della doppia
debraiata. Non so se i sindacati italiani abbiano avuto qualche consiglio dai
cugini francesi - i più importanti sul suo "stile" riguardano come ha
gestito gli scioperi nei servizi pubblici essenziali. Spinetta è fautore di
quell'"ésprit de finesse" (gioco di astuzia) che i francesi
giustappongono all'"ésprit de géometrie" (la rigorosa logica
cartesiana); da socialista delorsiano sino al midollo ha sempre coniugato
efficienza con pace sociale. Socialismo delorsiano vuole dire pure saper
annusare il cambiamento. Spinetta ha capito prima di molti altri che il leader
del PdL, Silvio Berlusconi, ha scompaginato le carte, annunciando la possibile
presenza di un concorrente e scatenando una vera e propria bagarre all'interno
del defunto governo Prodi e delle correnti del Pd in cerca di spartirsene le
spoglie. Sotto il profilo della politica industriale, l'obiettivo
di Spinetta è fermare un possibile accordo Lufthansa-Alitalia.
Jean-Cyril è facilitato dal fatto che Lufthansa non vuole passare tramite
partner che, a torto o a ragione, non considera all'altezza. Per Spinetta si
tratta di un gioco su due tavoli: su uno, con i suoi azionisti che vorrebbero Alitalia possibilmente gratis; sull'altro, mentre Prodi, TPS WV
& Co. ballano un travolgente can can, il gioco è con un probabile nuovo
Governo italiano ed un sindacato che potrebbero rendere più facile l'ingresso
in Italia di Lufthansa tramite una cordata così numerosa da fare perdere visibilità
ai partner a cui i tedeschi non vogliono bene. La teoria dei giochi (vi
ricordate il Nobel John Nash del film "A Beautiful Mind"?) insegna
che è possibile massimizzare popolarità su un tavolo e capacità di incidere
sull'altro. Oppure non svendere Alitalia su un tavolo
e prepararne il rilancio sull'altro. Ma Prodi, WV, TPS & Co. di teoria dei
giochi non si intendono.
( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il
personale della compagnia è convinto che non ci siano alternative all'offerta
d'Oltralpe "Non crediamo più alle false promesse" A Fiumicino tra
piloti e hostess: meglio i francesi che il nulla "Con questa alleanza
possiamo diventare il numero uno mondiale" CARLO PICOZZA FIUMICINO -
"Non c'è alternativa alla proposta di Air France". "Adesso o
saremo schiacciati dalla stessa compagnia transalpina". "L'Air France
stava come noi 10 anni fa, poi la riscossa: il resto d'Europa non ha le
ingerenze politiche che si consumano da noi, le scelte si fanno con i piani
industriali. Anche per questo non c'è altra scelta". Il personale Alitalia, di volo e di terra, boccia l'annuncio di
un'offerta da parte di una cordata italiana: "Propaganda sotto elezioni:
perché Berlusconi non ha pensato di risolvere qualche problema della compagnia
italiana quand'era premier invece di appesantirla con la scelta di
Malpensa?". Il giorno dopo le aperture del numero uno di Air France, nello
scalo di Fiumicino c'è la sfiducia di sempre. Ma tutti sono convinti che per
scongiurare il commissariamento, in pista finora c'è solo l'ipotesi francese.
Anche i piloti: "Fatta salva la proposta Air France, restano solo le
promesse senza riscontri", commenta Roberto Taras, 51 anni. Dello stesso
avviso Nelson Ferrera, 44 anni: "Sugli "esuberi" non ci sono
passi avanti. In dicembre Air France ci propose un piano con 250 piloti in
meno. Ora siamo a quota 540. Una proposta inaccettabile. Ma è l'unica sul
tappeto. Tratteremo perché le aperture sull'handling si allarghino ai piloti.
Pronti a valutare ed eventualmente sostenere un'altra ipotesi". Quella
annunciata da Berlusconi? "è solo un annuncio, appunto". Valigie nere
in pugno, due assistenti di volo, Roberto Ceccarelli, 52 anni e Guido Venanza,
50, aspettano il volo delle 18 per Malpensa: "Prendiamo servizio lì: due
ore per andata e ritorno, che non ci verranno pagate". "Nell'estate
del 1998", ricordano, "in Francia le piste erano bloccate dagli
scioperi, il trasporto aereo in ginocchio, Air France stava come noi oggi. Poi
hanno dimostrato di saper fare il loro lavoro. Ora sono primi in Europa. La
loro proposta è credibile. Su strade sbagliate, in due anni staremo, se
possibile, peggio di adesso. Gli annunci di altre offerte
servono a mantenere Malpensa nel ruolo assegnatole da scelte che continuano a
far perdere ad Alitalia 200 milioni l'anno". Il capo cabina, Massimiliano D'Auria,
guarda lontano: "Con Alitalia, Air France-Klm si
proporrebbe come numero uno mondiale. La liberalizzazione dei cieli in vista
impone di unirsi subito e bene a una compagnia solida". Altro capo
cabina, Guido Gazzoli, stesse valutazioni: "Milanese da tre generazioni,
dico che le finte cordate servono solo a difendere l'indifendibile: Malpensa è
un aeroporto di traffico, non nasce lì il trasporto aereo". Giulia è
hostess "stagionale" con 15 contratti alle spalle: "Siamo 745
precari in volo". "I figli di Berlusconi non basterebbero a
sistemarli tutti", aggiunge l'assistente di terra Fatima Ani: "Il
leader del Pdl fa spot, non proposte, buoni a gonfiare il titolo in borsa e,
forse, i voti nelle urne. Non poteva pensarci da premier a risolvere i problemi
annosi di Alitalia?" "Non è il
massimo", le fa eco la collega Patrizia Nadini, "ma la proposta Air
France è l'unica per ora a salvarci dal commissariamento".
"Berlusconi e Toto? Un bluff". Anche Silvano Bernacchia della Dot,
società di Alitalia servizi la pensa così: "Non
va bene per noi della manutenzione, più a rischio di tutti, ma è l'unica
offerta. Lottiamo per stare nel perimetro della futura società perché i prezzi
dei ricambi e le referenze per acquisire lavoro esterno dipendono dalla
solidità del vettore".
( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Ermolli in
forcing su Ligresti, Riva e Micheli. Interessati solo Versace e i candidati del
Pdl Soglia e Casoli Cordata tricolore al palo e c'è chi punta al fallimento
Guardano all'operazione anche Miro Radici e la Mistral Air delle Poste ETTORE
LIVINI MILANO - Silvio Berlusconi rialza la posta sulla partita Alitalia. Ma all'appello della sua cordata tricolore ?
almeno per ora ? brillano più gli assenti che i presenti. Non ci saranno i
figli del Cavaliere, gettati nella mischia e poi ritirati dal padre. Nicchia il
Fondo F2i di Vito Gamberale ("abbiamo tanti dossier allo studio, non
quello su Alitalia", dice una fonte). Tira il
freno Banca Intesa ? "siamo fuori gara da tre mesi e non ci ha più
contattato nessuno", ribadiscono da giorni i vertici dell'istituto ? e
sembrano freddi anche gli industriali: "Abbiamo un aereo in ditta ed è già
difficile gestire quello", ha liquidato la questione ieri Carlo Pesenti,
numero uno di Italcementi mentre pure Marco Tronchetti Provera, disposto in
passato a versare un cip simbolico per salvare Malpensa, e Diego Della Valle si
chiamerebbero fuori. Le adesioni? Per il momento paiono più decoubertiniane che
sostanziali. è pronto a partecipare con entusiasmo Gerardo Soglia, candidato
Pdl in Campania e titolare dell'omonimo gruppo alberghiero (187mila euro di
utile nel 2006). Sarebbero interessati Santo Versace (altro uomo in corsa per
il centrodestra) e Francesco Casoli, ad di Elica, candidato al Senato da
Berlusconi. Al netto dei pedaggi elettorali, però, la vera campagna di
reclutamento sarebbe ancora in una fase poco più che iniziale: Francesco Pizzo,
ad di Mistral Air, la compagnia delle Poste Italiane che cura anche i viaggi
dell'Opera Romana Pellegrinaggi a Lourdes e nei luoghi sacri, avrebbe proposto
ieri nel cda del gruppo un intervento nella partita Alitalia.
L'imprenditore bergamasco Miro Radici sarebbe pronto a impegnarsi per lavorare
sul settore cargo. E gli uomini di Silvio Berlusconi ? in primis quel Bruno
Ermolli artefice di tutti i riassetti Fininvest ? starebbero bussando a tutti i
portoni della Milano che conta per riuscire ad arruolare qualche nome di peso e
con le spalle abbastanza larghe per sostenere una partita così impegnativa. Il
forcing sarebbe concentrato in particolare su Salvatore Ligresti ? che si è già
scottato dita e portafoglio con l'avventura in Volare ma che col centrodestra
milanese ha in ballo diverse partite immobiliari ? sul finanziere Francesco
Micheli e sulla famiglia Riva che forte dei miliardi entrati in cassa con il
boom della siderurgia degli ultimi anni, potrebbe essere tentata dalla
diversificazione sulla Magliana. La Air One di Carlo Toto verrebbe schierata
invece in un ruolo defilato solo grazie alle sue 90 opzioni per aerei che
potrebbero tornare buone per il progetto. Il dream team italiano insomma ?
grande assente di tutti e 15 i mesi dell'asta Alitalia
? stenta ancora a prendere una fisionomia definita. Più chiara sembra invece la
sua strategia. Bruno Ermolli, uomo di grande esperienza finanziaria, ha infatti
ben chiaro un problema. Salvo un'adesione in extremis di Lufthansa, questa
sorta di Armata Brancaleone, se mai nascesse, ben difficilmente avrebbe il know
how e soprattutto i soldi (tra i 5 e i 10 miliardi) necessari per risanare e
rilanciare la nostra compagnia di bandiera. Quelli che invece ha messo sul
piatto Air France. Il primo obiettivo quindi sarebbe ora quello di far saltare
l'offerta di Parigi. Come? In fondo non è nemmeno troppo difficile e il copione
è già in scena. Basta sventolare il vessillo dell'italianità mischiato a un po'
di promesse per far gola a sindacati (e politici) poco disposti a scendere a
patti con Jean-Cyril Spinetta. Un can-can, particolare non secondario, che paga
anche sul fronte elettorale. Poi si può anche uscire con una lista di nomi
chiedendo ? come ha fatto Berlusconi ? tre o quattro
settimane per esaminare i conti Alitalia. Il tempo
passa, c'è il voto di mezzo, la data room della Magliana fatica ad aprirsi. A
quel punto, viste le condizioni delle casse di Alitalia ? il
nuovo governo una volta eletto non avrebbe scelta e sarebbe costretto a
commissariare Alitalia (operazione che peraltro presenta enormi rischi tecnico
industriali). Lo Stato a quel punto si farebbe carico del lavoro sporco
(licenziamenti, maxi-ammortizzatori sociali) e il compratore erediterebbe
un'azienda in versione molto più light. Meno costosa, più leggera e con i conti
già risanati, condizione del resto necessaria per uscire dall'amministrazione
controllata. Il conto lo pagherebbero gli azionisti, i lavoratori e il paese
che, com'è successo per Swiss e Sabena si ritroverebbe con una compagnia di
bandiera ma di serie B. Per i compratori però sarebbe una cuccagna. E a quel
punto alla porta di Ermolli ? soprattutto se il centro-destra avrà vinto le
elezioni ? la coda di potenziali compratori sarà molto più lunga e variegata.
( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Berlusconi:
l'offerta italiana arriva ma i miei figli non ci saranno
più Sugli esuberi Alitalia è di nuovo tensione Air France-sindacati LUCIO CILLIS ROMA - Il
tricolore Alitalia torna nelle mani della politica nel giorno di un nuovo colpo di
scena sul fronte della trattativa con Air France. Il leader del Pdl Silvio Berlusconi
parla della compagnia e batte il tasto della cordata italiana.
"Sarà pronta a giorni", promette. E aggiunge: sarà appoggiata da una
"importante banca" anche se "non vedrà" la partecipazione
dei figli del Cavaliere. "Non è qualcosa di campato in aria - precisa
Berlusconi - ci sono i nomi di imprenditori, che non posso fare per dovere di
riservatezza. Fra qualche giorno questi nomi saranno conosciuti da tutti".
E ad ogni buon conto, conclude Berlusconi, "è merito dei miei interventi
se i francesi ammorbidiscono le posizioni". In Borsa, il titolo continua a
macinare record (+26% ieri) anche se il logo Alitalia
uscirà dall'indice S&p/Mib, sostituito lunedì da Geox. Il presidente di
Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, si dice "amareggiato" nel
vedere Alitalia come tema di campagna elettorale,
mentre per Massimo Calearo (Pd) "il fallimento è possibile, ma si può
rinascere". I sindacati, dal canto loro attendono segnali chiari da
Parigi. Per il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, "viste
le aperture annunciate si può continuare a trattare". Una timida apertura
arriva anche dal leader della Cisl, Raffaele Bonanni: "Se Air France
modificasse il piano per noi sarebbe già un risultato". Nel contempo però
sul tavolo della trattativa si affaccia un nuovo giallo in attesa che il cda Alitalia decida in una prossima riunione il (previsto)
allungamento dei tempi per la trattativa oltre il 31 marzo: piloti e assistenti
di volo sono sul piede di guerra. Filtrano, poi smentite, anticipazioni sul
documento che stasera il presidente di Air France Jean-Cyril Spinetta invierà
per posta elettronica ai sindacati. I numeri sugli esuberi (il cda della
compagnia transalpina, previsto oggi non ci terrà), sarebbero ben lontani da
quelli comunicati solo due giorni fa ai sindacati. Risulterebbero in esubero
541 comandanti, (dopo i 300 delle settimane scorse e i 500 di qualche giorno
fa), in pratica potrebbe lasciare la cabina di pilotaggio un pilota ogni tre.
Gli assistenti di volo di troppo sarebbero invece 600 più altri 400 o 500
"precari". Fonti vicine ad Air France in serata hanno però smorzato i
toni della polemica: "La proposta di accordo quadro non si discosterà da
quanto illustrato nel corso dell'incontro con le organizzazioni sindacali e
quindi le indiscrezioni sull'aumento degli esuberi non trovano riscontro".
Ma ce n'è abbastanza per far esplodere la rabbia dei sindacati di categoria
dove i comandanti sono maggioranza. Il leader dell'Anpac Fabio Berti dice senza
esitazioni che la "trattativa si chiude qui, queste sono proposte restano
inaccettabili, come i numeri portati al tavolo l'altro giorno - 500 piloti in
esubero - sono irricevibili". Stupito dall'accelerazione che "mette
la nostra categoria con le spalle al muro" il coordinatore piloti Ugl
Tonino Muscolo. Anche dalla Fit Cisl e dalla Uil Trasporti arrivano chiari
segnali di una pax sindacale già terminata dopo un idillio durato un giorno: "è
inquietante che Alitalia faccia filtrare anticipazioni
sul documento cui starebbe lavorando insieme ad Air France-Klm" sottolinea
la segreteria nazionale della Fit-Cisl. Anche dalla Uil Trasporti comincia ad
emergere un certo malumore: "Se confermati, gli esuberi tra piloti e
assistenti di volo vanno respinti al mittente - dice Marco Veneziani - e
Spinetta si dovrà assumere la responsabilità del fallimento dell'operazione:
tutto il mondo va a caccia di piloti da assumere e Air France fa piazza pulita
della categoria in Alitalia". Molti dei dubbi e
delle attese per una trattativa sempre sul filo del rasoio, saranno sciolti,
probabilmente, mercoledì prossimo dal ministro dell'Economia Tommaso
Padoa-Schioppa che parlerà di Alitalia in Parlamento.
( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia AFFARI IN
PIAZZA UN VOTO PER MEDIASET ETTORE LIVINI Le cose, viste da lontano, sono spesso
più chiare. Soprattutto in Italia, dove le chiacchiere fanno premio sui fatti,
e a maggior ragione sotto elezioni. L'ultimo rapporto di Jp Morgan-Cazenove su
Mediaset, ad esempio, è una sintetica e spietata fotografia del conflitto
d'interessi tuttora imperante non solo in tv ma anche a Piazza Affari. Agli
analisti inglesi bastano otto folgoranti righette per spiegare ai loro clienti
l'inestricabile anomalia italiana: "Silvio Berlusconi è il favorito delle
elezioni e controlla il 36% di Mediaset. L'ultima volta che è stato al potere
il suo partito ha approvato la legge Gasparri che ha favorito Mediaset. La società quindi dovrebbe beneficare del cambio di esecutivo e
questo basta a bilanciare i rischi per i suoi conti derivati dal rallentamento
della pubblicità". Forse anche ad Alitalia ? tutto
sommato ? conviene davvero volare nell'orbita Fininvest.
( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia E Sarkozy
fa rotta su Fincantieri L'Eliseo proporrà un'alleanza a guida italiana per le
navi da crociera L'inchiesta Oggi il presidente Napolitano a Monfalcone per il
centenario dei cantieri navali ALBERTO STATERA DAL NOSTRO INVIATO MONFALCONE -
Fu giusto cent'anni fa che qui sulle sponde dell'Adriatico, tra l'Isonzo e il
Timavo, i maestri d'ascia di Lussino e delle isole istriane, i ribattini dei
paesi sloveni arrampicati sul Carso, gli ex braccianti della Bassa friulana
vissero e morirono per un'industrializzazione "pura", quasi da
manuale marxista, trasformandosi in classe operaia. Ed è qui, nel Cantiere
navale di Monfalcone fondato il 3 aprile 1908 dai fratelli Cosulich, armatori
lussinensi, che oggi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano viene
forse a restaurare in mare l'orgoglio nazionale ferito in cielo. I francesi
predatori dell'Alitalia? I transalpini affamatori della Malpensa? Può anche darsi, pur
se solo in un ormai angusto angolo visuale del capitalismo internazionalizzato.
Se "colonia" vogliamo considerarci in cielo con l'ex compagnia di
bandiera che andrà con ogni probabilità nelle mani di Air France,
"colonizzatori" stiamo forse per diventare noi in mare. Il 5
aprile prossimo a Dover il presidente francese Nicolas Sarkozy, che in termini
di grandeur non è da meno rispetto a molti suoi predecessori, varerà la nave
"Poesia" costruita per la Msc Crociere dell'armatore italo-ginevrino
Gianluigi Aponte dai Chantier de l'Atlantique di Saint Nazaire. Anzi, più
esattamente dagli ex Chantier dell'Atlantique, perché due anni fa li ha
rilevati la norvegese Aker Yard, che a sua volta qualche mese fa è stata
acquistata per il 39,2 per cento dal gruppo cantieristico coreano Stx.
"Oddio, i coreani!" è stato il grido che è risuonato nelle capitali
della cantieristica europea. In Corea adesso non si costruiscono navi da
crociera, ma se gli asiatici, primi nelle navi mercantili, acquisiranno il know
how e cominceranno a costruire navi da crociera con i loro costi e i loro
tempi, sconvolgeranno in pochi anni un mercato in crescita, che oggi vale 23
miliardi di dollari. Altro che Alitalia. Ecco perché a
Dover Sarkozy lancerà l'idea di un accorpamento dei "campioni
europei". Non una cordata francese per le navi, come quella italiana che
per i voli Silvio Berlusconi dice di avere pronta dopo le elezioni, ma un'aggregazione
europea capeggiata da una italica Superfincantieri, con l'ingresso
nell'azionariato di società finanziarie dei governi di Francia, Norvegia e
Finlandia. Protezionismo alla Tremonti? Una stagione di supersovvenzioni?
L'Antitrust dell'Unione europea dirà la sua fra poco più di un mese. Fu proprio
sulle sovvenzioni dell'Impero Austroungarico, decise per la prima volta a
Vienna con una legge del 23 febbraio 1907, che i fratelli Callisto e Alberto
Cosulich, quarto e quintogenito del capitano Antonio Felice, armatore di
Lussinpiccolo, decisero di "verticalizzare", come si dice, l'attività
della loro compagnia, che possedeva una flotta di 37 navi in parte destinate a
un servizio passeggeri per gli emigranti in America. Per dieci anni la legge
aumentava i contributi a favore delle navi battenti bandiera austriaca per le
unità costruite in cantieri nazionali, purché con almeno il 50% di materiali
"indigeni". Business azzeccato a Monfalcone, recesso dell'Impero
Austroungarico, che cent'anni dopo riempie i mari del mondo di grattacieli
galleggianti, sciamanti di crocieristi ad alto e basso reddito, di pensionati,
di "viaggi premio". Dopo la prima guerra, si trattò di affrontare il
trapasso dall'Austria all'Italia, con l'accusa ai Cosulich di essere stati
"austriacanti", prima "fabbricatori di sottomarini
austriaci" e ora sostenitori dei "nostri interessi marittimi
nazionali". Poi il fascismo, l'"irizzazione" nel 1933, che
tuttavia lasciò un Cosulich, Augusto, alla guida quasi privatistica del
Cantiere e della company town che gli avevano costruito intorno fino alla
vigilia degli anni Cinquanta. Giorgio Napolitano trova oggi nella mostra
allestita per il centenario i profili delle 696 navi costruite qui in un
secolo, dal Kaiser Franz Joseph I al Rex, dal sommergibile Fratelli Bandiera
del 1930, uno della serie dei 75 costruiti, fino agli idrovolanti prodotti dal
1923 al 1945. E persino la fotografia del ponte ferroviario Polvorilla che,
valicando le Ande, unisce il Nord Argentina al Cile, realizzato qui a Monfacone
e al cui assemblaggio si narra abbia partecipato Josip Broz Tito. E oggi,
pronta al varo e alla prima crociera in Atlantico, coccolata con lo sguardo dal
direttore del Cantiere Carlo De Marco, la motonave Ventura, 113mila tonnellate,
la più grande nave da crociera uscita dalla Fincantieri, costruita per conto
della società armatrice P&O del Gruppo Carnival. Questo è il business da 23
miliardi di dollari che l'Europa e l'Italia devono difendere grintosamente
insieme se vogliono far argine all'ondata coreana. Ma dove prendere le risorse
necessarie, pari ad almeno 800 milioni di euro? "Da azienda pubblica
sonnacchiosa siamo diventati protagonisti mondiali in una delle industrie più
complesse che esistano, ma ora occorre fare l'ulteriore balzo in avanti con un
imponente piano d'investimenti. Se no con i coreani saranno dolori",
prevede l'amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono. Una
ricapitalizzazione da parte dell'azionista pubblico non è possibile, perché
ricadrebbe sotto la normativa degli "aiuti di Stato", per cui da anni
veleggia e rimbalza tra governo, ministeri, commissioni parlamentari e
sindacati il progetto per la quotazione in Borsa, che - annunciò Massimo
D'Alema poco dopo essersi insediato alla Farnesina - prevede il mantenimento
del controllo pubblico "considerata la valenza strategica di Fincantieri
per la nostra industria della difesa". Via libera quasi bipartisan, a
parte la Fiom di traverso, col Dpef 2008-2011 e l'impegno del governo di varare
la quotazione nei primi mesi del 2008. Ma il momento magico sembra già svanito,
con le convulsioni dei mercati finanziari e la crisi del governo Prodi. Così
anche uno degli ultimi pezzi di grande industria pubblica rimasti con dignità a
presidiare un mercato mondiale ricco e pregiato rischia di cadere nella
sindrome autodistruttiva che sembra perseguitare il Paese. Oggi, sotto i
ritratti di cent'anni fa dei fratelli Cosulich, chissà che il presidente
Napolitano, con la sua sola presenza, non lanci un ponte ideale
Monfalcone-Saint Nazaire, aiutando Sarkozy a sparigliare le carte senza
nazionalismi per costruire un vero "campione europeo" sul mare. Per
vincere insieme il "mondiale" con la Corea.
( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
LE STORIE DIARIO
ITALIANO In Italia ci sono oltre 700 mila cinquantenni esclusi dal mondo del
lavoro: il giornalista Luigi Furini racconta a Corrado Augias la propria via
crucis di disoccupato. RaiTre 12.45 otto e mezzo Il caso Alitalia, pensioni e salari. Ospiti Giorgio Tonini (Pd), Fabrizio
Cicchitto (Pdl) e il vicedirettore del Giornale , Nicola Porro. La 7 20.30
ALBAKIARA Il racconto di una generazione nella docufiction con Davide Rossi.
All Music 21.00 ANNOZERO Case popolari pronte ma mai assegnate, occupazioni
abusive. "Io voto casa" è il titolo della puntata. Michele
Santoro ospita Fausto Bertinotti, leader della Sinistra l'Arcobaleno, Daniela
Santanchè (la Destra) e Fiorella Kostoris, docente di Economia alla Sapienza di
Roma. RaiDue 21.05 MAURIZIO COSTANZO SHOW Si esibirà il pianista iraniano Ramin
Bahrami. Tra gli ospiti il monaco tibetano Geshe Gedun Tharchin. Canale 5 23.45
MARKETTE In studio Tullio Solenghi, Vittoria Puccini, Steve Buscemi e Camila
Morais. La7 23.35 SFIDE In tribunale e nei box è stata battaglia tra Ferrari e
McLaren. Interviste a Raikkonen, Massa, Todt. RaiTre 0.05.
( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Parte con un flop la
campagna di Michela Un centinaio a Piacenza per la Brambilla. "Colaninno?
L'avrei strozzato" RODOLFO SALA DAL NOSTRO INVIATO PIACENZA - Parte con un
flop la campagna elettorale di Michela Vittoria Brambilla. La leader dei
Circoli della libertà, candidata da Berlusconi in Emilia Romagna, sceglie
Piacenza per il suo primo comizio da aspirante parlamentare. Ma in piazza San
Francesco ad ascoltarla sono un po' pochini: sei file di sedie, in tutto una
sessantina di posti a sedere. Con quelli in piedi saranno un centinaio. Eppure
lei è sicura: "Manderemo all'opposizione il Pd, non solo a Roma, ma anche
nella vostra regione". Michela la rossa si palesa con due ore di ritardo
nella sede del suo comitato elettorale, e qualcuno non gradisce. "Noi
piacentini siamo gente abituata alla puntualità", mastica amaro il
parlamentare uscente di An, ricandidato al numero 5 della lista Pdl, Tommaso
Foti. Mvb invece ha il terzo posto, subito dopo Berlusconi e Fini.
Paracadutata? "Mia madre è romagnola, e poi sono stata io a chiedere di
candidarmi in una circoscrizione difficile". Poca gente in piazza, ma la Brambilla
si consola scaldando i cuori dei fan che alle cinque della sera l'aspettano al
suo Info point. Signore con la chioma rossa (un omaggio?), telefonini che
scattano foto ricordo con la candidata, taglio del nastro e brindisi. E quando
le chiedono come sia andato l'altra sera a Ballarò il suo duello con Matteo
Colaninno, le scappa una battuta un po' trucida: "Avrei voluto alzarmi e
strozzarlo, ma avevo davanti a me la faccia di Berlusconi che mi diceva di
stare tranquilla; pazienza, però la prossima volta lo faccio". Comizio
alle 18, c'è molto repertorio. "Il 14 aprile quelli del Pd li avremo già
mandati tutti nel Po, ma senza salvagente: chi sa nuotare bene, gli altri si
arrangino". Poi l'"ipocrisia" della sinistra che "nega di
avere aumentato le tasse", l'Alitalia "non regalata ma
svenduta ai francesi", e meno male che Silvio "sta mettendo insieme
una cordata di imprenditori pronti a salvare Malpensa", i poliziotti
considerati da Veltroni e soci "il braccio armato della borghesia", la
sicurezza che "non è mai stata nell'agenda di questo governo", gli
immigrati a cui "gli altri vogliono dare il voto per cancellare le nostre
tradizioni e i nostri valori", i crocifissi tolti dalle aule
"perché così vogliono non i bambini musulmani ma le maestrine della
Cgil". Quindi si prende una soddisfazione, la Michela Vittoria. Lo dice
davanti ai taccuini, poi lo ripete durante il comizio: "Fin dal principio
ho creduto nel grande progetto del Popolo della libertà, seguendo il sogno di
Berlusconi; adesso ci siamo, grazie a quelli che come me ci hanno
creduto". O forse si sono solo accodati, perché è chiaro che il solco l'ha
tracciato lei. Tanto per stare in tema, le chiedono con chi uscirebbe a cena;
Colaninno o il suo nemico interno Dell'Utri? Nessuno dei due, la risposta è una
smorfia.
( da "Nazione, La (Nazionale)" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
La politica Su Porta
a Porta lite Silvio-Walter DUELLANO Berlusconi e Veltroni sui passaggi da
Vespa; viene così annullata l'apparizione di stasera dell'ex premier che
accusa: "Prepotenza della sinistra". Ancora polemiche su pensioni e
sondaggi. E per Alitalia il Cavaliere assicura:
"Cordata entro domenica, senza i miei figli". - -->.
( da "Nazione, La (Nazionale)" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
AIR FRANCE Poca
credibilità SPINETTA, numero uno di Air France, ha promesso
che a breve presenterà una nuova proposta ai sindacati e nessuno in Alitalia resterà per strada. Viene da chiedersi cosa sia successo, in
così poco tempo, e quali possano essere le cause che lo abbiano spinto a
inaugurare, tutto d'un tratto, questa proposta. Quello che è chiaro è che così
Air France ha perso qualunque margine di credibilità. O prima aveva
calcolato male i vari elementi, e allora i dirigenti francesi sono degli
incompetenti, o la proposta di ora è solo demagogica, per prendere tempo. B. F.
- -->.
( da "Campanile, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
In attesa che
AirFrance-Klm presenti ai sindacati il nuovo piano per l'acquisizione della
compagnia, la politica se la contende per la campagna elettorale La
compravendita di Alitalia si è trasformata nel centro
della campagna elettorale. Da destra e da sinistra tutti avanzano proposte e
progetti, ricordandosi solo ora (ma dov'erano prima) di occuparsi della
compagnia di bandiera. Il capo dell'opposizione, Silvio Berlusconi, nel
rallegrarsi di aver ottenuto con il suo intervento un passo indietro da parte
di AirFrance, crede ancora che la cordata italiana possa materializzarsi. Il
presidente del Consiglio e il fido ministro dell'Economia Tommaso Padoa
Schioppa, ma anche il leader del Pd, Walter Veltroni, sono ancora convinti,
invece, che l'unica offerta valida sia quella presentata da AirFrance (che
domani illustrerà ai sindacati il nuovo piano rivisto e corretto). I sindacati,
dal canto loro, ostili da sempre al nemico-francese, attendono che i
transalpini modifichino il piano "cruento" dei quasi 7mila esuberi e
del "dehubbing" di Malpensa, inaccettabile. Intanto slitta al
prossimo mercoledì l'audizione di Padoa Schioppa alla Camera di fronte alle
Commissioni Bilancio, Trasporti e Attività Produttive. E se in queste ore i
francesi stanno limando il piano per non vedersi sfuggire l'affare-Alitalia, i sindacati affilano le armi. Il segretario della
Cisl, Raffaele Bonanni, non nasconde la sua amarezza per come è stata gestita
la trattativa. Se la prende prima di tutto con il governo "che ci ha
lasciati soli e non ci ha detto a che condizioni ha venduto", e poi perché
ha permesso che i sindacati trattassero direttamente con il compratore e questa
"è una condizione molto singolare perché non stiamo trattando con il nuovo
proprietario". Sempre il leader cislino ? che confessa di preferire
Lufthansa ad AirFrance ? non ha dubbi: "Un risultato pieno lo otterremo
solo se si salva lo scalo di Malpensa" e se Spinetta al prossimo incontro
porterà un piano modificato, "per noi sarà già un risultato". Domani
è un "passaggio importante" per la trattativa anche per Guglielmo
Epifani, capo della Cgil, che insieme ai colleghi verificherà se effettivamente
ci sono aperture da parte dei francesi. E sulla cordata italiana aggiunge:
"C'è un equivoco che nasce dal fatto che ? e questa è la mia impressione ?
se c'è il fallimento essa si può materializzare ma è esattamente il rischio che
il sindacato non vuole correre. Naturalmente a meno che non sia
costretto". Giudica un primo passo avanti l'apertura al dialogo di Air
France, Renata Polverina, segretario generale dell'Ugl, che ? afferma -
"rinunciando alla logica dell'aut aut, è un primo risultato che abbiamo
ottenuto. Ma è evidente che il lavoro da fare è ancora tanto e l'esito non può
dirsi scontato". Polverina aggiunge, inoltre che "non c'è mai stata
contrarietà a soluzioni italiane che però hanno stentato a materializzarsi e
senza un reale sostegno finanziario". E se destra e sinistra si contendono
Alitalia tirandola per la coda il presidente di
Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, esprime "amarezza"
proprio perché la compagnia è diventata un argomento da campagna elettorale. La
Sinistra Arcobaleno insiste ancora sull'ipotesi di un rilancio pubblico. "Gli
spottoni pubblicitari di Berlusconi e il prender tempo di Veltroni fanno male
ai lavoratori e all'immagine del nostro Paese", dice senza mezzi termini
Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera dei deputati ed esponente della
Sinistra-Arcobaleno. "Dell'intera vicenda Alitalia a farne le spese non possono essere sempre i lavoratori. Un
serio piano industriale di rilancio non può partire dalla voce esuberi. Dal '92
in poi, ossia da quando Alitalia è stata privatizzata, le responsabilità dei management che si
sono succeduti ai vertici dell'azienda sono abbastanza palesi. Far
cadere sulle spalle dei lavoratori e delle maestranze errori di manager, tra
l'altro ben pagati, sarebbe un inaccettabile e doppio smacco (27-03-2008).
( da "Campanile, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Giuseppe Petrocelli
Programmi, Sud cancellato Gli economisti lanciano l'allarme: "Pd e Pdl
hanno dimenticato il Mezzogiorno" Callido e Boeri: "I candidati
dicano cosa faranno per il Meridione una volta eletti. La lotta alla
criminalità organizzata è una priorità, ma la campagna elettorale sta
trascurando del tutto questo tema" Il Sud dà segnali di risveglio. Di
orgoglio recuperato e di dignità riconquistata. Ma la classe politica non se ne
accorge. I partiti in campagna elettorale? "Parlano solo di quello di cui
non dovrebbero", lamenta il professor Tito Boeri, docente alla Bocconi e
animatore del sito internet LaVoce.info, ad esempio
"dell'Alitalia, di come ridurre le tasse, di come spendere un po' di soldi,
magari aumentando le pensioni, senza tener conto che i fondi nel bilancio
pubblico non ci sono perché il deficit sta tornando al 2,5%". Insomma,
"parlano" un po' di tutto fuorché di ciò che davvero sta cambiando
nel nostro Paese. E il Mezzogiorno, grande assente in questa
competizione elettorale, sta davvero cambiando. Su questo tema, sottolinea
Boeri (che, attraverso LaVoce.info, ha lanciato un appello ai candidati premier
alla prossime elezioni per confrontarsi concretamente sul tema della lotta alla
criminalità organizzata), "la campagna elettorale è del tutto
assente", la politica "sta trascurando completamente" gli sforzi
della società civile meridionale. Perciò, "c'è un rischio grave, che
stiamo correndo", rincara la dose Boeri, "perché il silenzio della
politica oggi si scontra con una ribellione civile che sta prendendo piede nel
Mezzogiorno e che rischia di rimanere isolata". Ma non sono solo i
professori bocconiani a lanciare il grido d'allarme sul "silenzio della
politica" sui problemi di una terra dove la lotta contro la criminalità
organizzata è lotta di tipo economico, politico, sociale e soprattutto morale.
"Nei programmi elettorali", attacca l'imprenditore Filippo Callipo,
ex presidente della Confindustria calabrese, "non esiste la Calabria come
caso nazionale, eppure qui ci sono tutte le condizioni che rendono l'equilibrio
sociale esplosivo". Insomma "la società economica e sociale sta
prendendo posizione", dice Michele Polo, un altro docente bocconiano che
ha sottoscritto l'appello de LaVoce.info, "la Confindustria siciliana ha
cominciato ad espellere chi non denuncia il pizzo, gli esercenti di Palermo
testimoniano per identificare gli estorsori, a Bari decine di migliaia di
persone sfilano in piazza, e la politica nazionale è assolutamente
latitante". Così, con tutta probabilità, il convegno organizzato per oggi,
insieme dai sindacati e dalla Confindustria, dal titolo "Il Sud
nell'agenda politica del Paese", non sarà solo l'occasione per far sapere
le proposte delle parti sociali ma soprattutto il momento per lanciare il
"j'accuse" della società civile all'indirizzo della politica. In
realtà, non tutta la politica è sorda alle esigenze del Sud. Clemente Mastella
ne ha fatto uno degli assi portanti della "rifondazione" del suo
partito, i Popolari-Udeur. L'ex Guardasigilli ha più volte affermato che
"per un Mezzogiorno dimenticato da tutti e destinato al declino economico,
ci vuole l'impegno di gente del Meridione che conosce la complessità delle
questioni da risolvere". E i fatti sembrano dargli ragione. Lo scandalo
suscitato dal blocco delle importazioni della bufala campana dopo l'emergenza
rifiuti da parte di Corea e Giappone, sostiene Mastella, "è come la
casta", ovvero "una delle tante ingiustizie contro la Campania e
contro il Sud". Perciò, ribadisce ancora il leader centrista, "voglio
dedicarmi proprio alla difesa della mia Campania e del Sud": "Vedo
che ci sono tanti Soloni pronti a parlare". E "non solo di
mozzarella". Chiaro il riferimento in particolare al Partito democratico e
al Popolo della libertà e ai suoi leader Veltroni e Berlusconi. Ma qui il
problema è, come ricordano imprenditori e lavoratori, Confindustria e
sindacati, professori universitari e cittadini comuni, passare dalle sterili
parole ai fatti concreti. (27-03-2008).
( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia Chiacchiere e dubbi in attesa del
"piano" fr. pi. Per Alitalia, quella di
ieri è stata la giornata delle chiacchiere politiche; la concretezza tornerà
stasera, con la presentazione del "documento dettagliato" promesso da
Spinetta. Monopolizzate da un Berlusconi ben oltre i limiti dell'aggiottaggio -
con la Consob sempre silenziosa - che promette di ora in ora soluzioni sempre diverse ma
tutte centrate sulla sua presunta capacità demiurgica. Un pensiero di quasi
solidarietà va ai figli, ieri sera sollevati per decisione paterna dalla
necessità di stare dentro "la cordata" di cui si giura che verranno
fatti i nomi tra pochi giorni. "Per discrezione", addirittura. Sul
fronte della trattativa reale - quella tra i sindacati e Air France-Klm - ogni
organizzazione ha precisato le proprie posizioni. Il leader della Cisl,
Raffaele Bonanni, ha ascritto alla determinazione dei confederali il fatto che
i francesi abbiano deciso di modificare il piano industriale proposto,
riducendo in qualche misura i tagli occupazionali previsti. Ha mostrato anche
una inutile preferenza per la "soluzione Lufthansa", che si è tirata
fuori dai giochi già da mesi (e insiste per restarne fuori); giustificata con
una altrettanto presunta capacità tedesca di "salvare Malpensa" (cui
vengono invece addebitati i due terzi delle perdite della compagnia). Più
realista il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che però chiede "tre
o quattro settimane" come tempo "congruo" per sciogliere tutti i
nodi della trattativa. Quanto alle "cordate", ha manifestato che
potrebbero manifestarsi, "ma solo dopo il fallimento della
compagnia". Sarebbbe perciò il giorno della locusta, non quello del
"salvataggio". Il Sindacato dei lavoratori (Sdl) punta seriamente
sulla possibilità di ottenere meno tagli, il rientro di tutte le divisioni nel
perimetro aziendale e il mantenimento delle linee intercontinentali ad alta
redditività. Improvvisa svolta negativa, invece, dal sindacato dei piloti
(Anpac) che giudica eccessivi gli "esuberi" relativi alla figura
professionale di riferimento (540 in meno).
( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Ferrero L'"anti
Calearo" tra piazza e fabbrica E. Mil. Padova Al mercato di piazza Erbe, è
pronto a dialogare con tutti (compresi i leghisti e la sguaiata
"contestazione" di Clara, fan di Veltroni). Poi firma il
"patto" con l'Arcigay insieme ad Alessandro Zan, per sposare nel
nuovo parlamento la linea Zapatero sul riconoscimento totale dei diritti: dal
matrimonio fino all'adozione. Infine si presenta davanti ai cancelli della Dab
di Mestrino con gli operai. Con i volantini da distribuire, come faceva da
giovane tuta blu ai cancelli della Fiat. Paolo Ferrero, ministro del Prc e
capolista della Sinistra Arcobaleno in Veneto 1, fa davvero campagna elettorale
con uno spirito immutato. Domani mattina torna a volantinare davanti alle
fabbriche dell'Alta padovana, dove il lavoro miete vittime e le tute blu hanno
spesso la faccia dei migranti. Ma Ferrero non esita a sfidare il sindaco
leghista delle ordinanze anti-immigrati Massimo Bitonci: in piazza Pierobon, il
salotto buono di Cittadella (da un quarto di secolo feudo del Carroccio), terrà
un comizio proprio in bocca al leòn. In serata, incontro-dibattito con Luciano
Gallo, segretario regionale della Fiom, dedicato ai risultati eloquenti del
questionario distribuito fra i lavoratori metalmeccanici. Già che c'è Ferrero
annuncia il secondo decreto legge del governo sui flussi: "E' noto che
avevo avanzato in consiglio dei ministri una semplice proposta: permesso di
soggiorno a tutti coloro che hanno un lavoro. E' la stessa soluzione di
buonsenso adottata da Sarkozy. Purtroppo, sono rimasto in minoranza. Ora almeno
diamo una risposta ad altri 170 mila lavoratori migranti sugli 800 mila per cui
i datori di lavoro hanno presentato domanda alla fine del 2007". E sul caso Alitalia ribadisce: "Era inaccettabile il piano francese che
smantella la compagnia e riduce il personale. Bene che sia partita la
trattativa con il sindacato. Se c'è una vera cordata italiana, al di là delle
operazioni elettorali di Berlusconi, ancora meglio. Si potrà scegliere
la migliore fra due opzioni, alla luce del sole". Ferrero difende a spada
tratta l'assessore Daniela Ruffini nel faccia a faccia con gli anziani al
mercato: "Proprio qui a Padova in via Anelli nel giro di un anno è stata
completato lo svuotamento di un ghetto. Includendo le famiglie regolari, cui è
stata garantita una casa dignitosa, separandole da chi viveva di spaccio e delinquenza".
A chi lo contesta, il ministro cita i suoi nonni sbarcati negli Stati Uniti:
"Immigrati anche loro, ma nel giro di pochi anni con il diritto al voto.
Perché oggi non deve valere anche da noi? Non posso transigere sui diritti di
chi lavora e contribuisce a pagare l'Inps. Altrimenti diventa apartheid".
Alla fine, glissa esclusivamente sulle tante tensioni politiche dentro la
Sinistra Arcobaleno del Veneto. Le stesse sperimentate da Anna Donati (Verdi)
alla presentazione delle liste o da Francesco Caruso, bersaglio di una torta in
faccia. Ferrero ridimensiona l'episodio: "Non vedo il problema. Siamo
tutti insieme ma non è una gabbia. Siamo un'opportunità per chi non vuole
votare paròn Massimo Calearo, che non è certo uomo di sinistra. Agli elettori del
Pd offriamo un'alternativa più che utile". Dopo di lui, oggi a Padova
arriva Oliviero Diliberto, che poi sarà a Treviso a sostenere Nicola Atalmi, il
consigliere regionale del Pdci candidato a sindaco nella città dello
"sceriffo" Gentilini.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Italiana
Pagina 109 Berlusconi: pronta l'offerta per Alitalia
Il leader Pdl conferma la cordata italiana. "Ma senza i miei figli"
--> Il leader Pdl conferma la cordata italiana. "Ma senza i miei
figli" Su Alitalia continua il braccio di ferro
tra Berlusconi e il governo Prodi. Il Cavaliere rilancia la cordata italiana:
offerta a giorni. ROMA Una questione di giorni e la cordata italiana per
salvare Alitalia dalla "colonizzazione" dei
francesi si materializzerà. Silvio Berlusconi torna alla carica e si mette di
traverso ancora una volta sulla strada di Air France. I nomi non li può fare
per questioni di riservatezza, dice, ma chi ha fiducia sarà premiato, perché
nelle prossime ore, assicura, salteranno fuori gli imprenditori italiani pronti
a mettere sul tavolo "un'offerta impegnativa". Qualcosa però è
cambiato: Pier Silvio e Marina Berlusconi non saranno della partita.
"Nemmeno per sogno", replica secco il Cavaliere ai cronisti che
insistono. All'ex premier non è piaciuta la reazione, anzi la
"strumentalizzazione" della sinistra. Lui voleva solo dare una mano,
da imprenditore; ma dal momento che c'è chi ha tirato in ballo addirittura il
conflitto di interessi - si difende Berlusconi - ora è disposto a "vietare
ai suoi figli di partecipare in qualunque modo". Il governo e Romano Prodi
intanto restano attestati sulle stesse posizioni di qualche giorno fa. Ben
venga una soluzione tricolore, purchè si concretizzi a breve. Per il momento
infatti, continuerebbe a ragionare il presidente del Consiglio uscente, di una
proposta made in Italy non vi è traccia. Intanto quindi non resta che guardare
a Air France, l'unica protagonista in campo; e da parte del Professore vi
sarebbe un apprezzamento per l'apertura di un dialogo a tutto campo con i
francesi e per gli approfondimenti di questi giorni. Il nuovo annuncio di
Silvio Berlusconi ha comunque l'effetto di ridare fiato al partito dei "No
svendita", soprattutto quindi alla Lega. Mentre il leader di Alleanza
nazionale Gianfranco Fini entra nel merito della proposta francese, giudicando
positivamente le aperture di Spinetta, Roberto Maroni è convinto che ora non
resti che mettersi l'anima in pace e "aspettare la nuova cordata
italiana". Anche perché una volta superato il giro di boa delle elezioni,
con il Popolo della libertà al governo - va dritto per la propria strada
Berlusconi - Alitalia "avrà tutto ciò che serve
per normalizzare la situazione". E lo stop alla privatizzazione in salsa
d'oltralpe oltre che dal Carroccio arriva anche dalla Sinistra Arcobaleno. Per
il presidente della Camera Fausto Bertinotti serve "prudenza" perché
si è ancora molto "lontani da una situazione positiva". I modi scelti
dal Cavaliere continuano a non convincere invece l'ex alleato Pier Ferdinando
Casini, che non perde occasione per lanciare frecciate all'indirizzo dell'ex
presidente del Consiglio: "Si vede - afferma - che la cordata partecipa
alla campagna elettorale, visto che i nomi li fornirà il candidato premier del
Pdl. Ditemi - aggiunge Casini - se il nostro è un Paese normale, ci siamo
abituati a cose che nei Paesi seri non dovrebbero nemmeno essere pensate".
Alla vigilia dunque di una due giorni chiave per la trattativa Air
France-sindacati, nel mondo della politica almeno apparentemente è cambiato
poco. L'unica novità concreta è la notizia che il governo mercoledì prossimo
andrà a riferire sulla vicenda Alitalia davanti le
commissioni parlamentari. Lo farà il ministro dell'Economia Tommaso
Padoa-Schioppa in persona e per allora il quadro dovrebbe essere più chiaro.
Intanto ieri è di nuovo scattato l'allarme tra i dipendenti Alitalia
per un'indiscrezione su un aumento degli esuberi previsti dal piano di Air
France. Immediata la smentita: "Le indiscrezioni sull'aumento degli
esuberi non trovano riscontro". Sarà, ma sono in pochi a crederci.
( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Sicilia al
voto Orlando" Lombardo:il Cuffaro senza cannoli" Intervista esclusiva
con il portavoce Nazionale di IDV Trapani, 27 Mar.- La campagna elettorale
entra nel vivo anche in Sicilia e le fila iniziano a serrarsi. Sul tema della
legalità tanto cara agli schieramenti politici in questa campagna elettorale,
sentiamo in merito il portavoce nazionale di Italia dei Valori Leoluca Orlando.
Siciliano Doc, profesore universitario di diritto pubblico, cassazionista, è
stato consulente Ocse di Parigi e dal 1978 al 1980, consigliere giuridico del
Presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella ucciso dalla Mafia nel
1980. Un passato nella allora Dc, diviene sindaco di Palermo per la prima volta
dal 1985 al 1990 il periodo della "Primavera di Palermo". Nel 1991
causa contrasti interni fonda "La Rete" mettendo al centro della
scena politica la "questione morale"; da allora un crescendo politico
nazionale quanto internazionale che lo portano a sedere anche al parlamento
Europeo e in Parlamento Italiano nel 2006 . Molti i temi discussi, sulla
presenza ad esempio di una probabile "Cordata" per
rilevare Alitalia avanzata da Berlusconi ,Orlando è stato chiaro: "stiamo
assistendo ad una vera e propria operazione di inside-trading da parte sua, il
quale annuncia, che c'è una cordata e la cordata non c'è, e annuncia che di
questa cordata potranno far parte i suoi figli, lui che si candida a fare il
Presidente del Consiglio, cioè colui il quale dovrebbe autorizzare i
figli a fare l'operazione, con una turbativa di mercato e la violazione delle
regole elementari di un paese civilizzato". Sulla questione morale
rilancia "lanciamo da Trapani una sorta di referendum sui Valori: c'è il
Italia ed in Sicilia un grande bisogno di recuperare i valori che sono rispetto
della persona umana, della legalità che può diventare lavoro e no alla
precarietà, del no dei condannati in Parlamento, del no al conflitto di
interessi". E' per questo-continua-"noi ci presentiamo in autonomia
(in accordo con il Pd-ndr-) con il nostro simbolo, la nostra squadra e i nostri
valori, convinti come siamo che una realtà come la nostra se non ci fosse
andrebbe inventata". Riguardo alle critiche mosse dal Pdl riguardo
l'accordo con il Pd e le accuse di "giustizialismo": La risposta non
si fà attendere" dipende da chi lo dice lo si può prendere come un
complimento, io credo che occorre recuperare una dimensione del rispetto della
legalità dei magistrati e della loro indipendenza, e occorra accanto alla
legalità affermare alcuni principi etici: il conflitto di interessi non è un
reato ma danneggia il sistema economico come le tangenti che sono invece un
reato, la presenza di condannati in Parlamento non è proibita dalla legge, ma
guasta il clima etico di un paese arrivando ad avere la conseguenza che ci
troviamo ad avere una persona come Cuffaro che non potrebbe candidarsi alla
assemblea Regionale Siciliana perchè la legge glielo impedisce e che si candida
al Senato, che rischia di diventare la discarica di coloro che vengono
rifiutati dalle regioni.Come farà il Senato di domani a pretendere
autorevolezza, a pretendere il rispetto della legge, quando al Senato possono
essere presenti persone condannate per aver favorito mafiosi?" Sulla
stuazione siciliana del dopo Cuffaro e del suo probabile successore il suo pensiero
appare chiaro:" Cuffaro è stato travolto da frequentazioni con mafiosi e
da un vassoio di cannoli, Lombardo è Cuffaro senza cannoli e lo stesso identico
sistema clientelare ". Riguardo alle voci che vorrebbero la Sicilia fare
un passo indietro nella candidatura di Lombardo risponde nettamente"
stiamo sicuramente facendo un passo indietro, perchè si stà confermando quello
che è una logica clientelare dove tutto è favore e non diritto e lo si stà
confermando con un rifacimento della facciata, nel senso che liberandosi dai
cannoli e dalle estemporaneità di Cuffaro che non a caso dai sondaggi appare in
caduta libera rispetto a Lombardo, un numero sempre crescente di persone lascia
Cuffaro per unirsi a Lombardo che è il nuovo Cuffaro". Sul tema della
carenza della legalità sollevato dalla Finocchiaro Orlando afferma che "in
un paese civile il rispetto delle regole è condizione per fare affari, la
Confindustri Sicilia ha assunto una chiara posizione etica, espellere chi fa
affari con la mafia, se la politica recepisse questo messaggio avremmo
moltissimi politici cacciati dai partiti, questo purtroppo non c'è e ci
dimostra che la politica è indietro rispetto a confindustria in Sicilia",
ma perchè è difficile fare o parlare di legalità in Sicilia abbiamo chiesto:
"perchè ancora non si è capito che è conveniente, confindustria ha assunto
tale posizione per convenienza, perche gli operatori commerciali sanno che se
hanno rapporti con la mafia sanno di avere il padrone in casa, come fà una
impresa siciliana con questi costi che il sistema malavitoso impone a superare
la concorrenza di imprese estere in un regime di libero mercato?Noi siamo
convinti che L'Italia e la Sicilia abbiano bisogno di una forza politica
giustizialista, giustizialista ,manette facili manette facili,noi lo siamo, non
è questo il tema, rivendichiamo invece con forza alcuni principi etici ,senza i
quali L'Italia e la Sicilia rischiando di cadere in un grande conflitto di
interessi che si chiama Berlusconi".Parole dure che scateneranno una
ondata di critiche in seno alla opposizione. Alessandro De Bartolomeo
politica@voceditalia.it.
( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Cavaliere: "i miei figli non entreranno in Alitalia"
Berlusconi: Alitalia, presto
cordata italiana Tra i candidati anche Eni, Ligresti, Benetton e Mediobanca
Roma, 27 mar. - Berlusconi ha fatto i famosi nomi di gruppi interessati
all'acquisizione dell'Alitalia. Lo ha fatto
in un'intervista rilasciata a "La Stampa" di Torino; tra questi, anche l'Eni, che non
ha confermato la notizia. "Una cordata italiana esiste, eccome; i nomi
sono tanti, dalle banche a quelli che in questi giorni mi han confidato il loro
interessamento. C'è quello di Ligresti e quello di Benetton; anche l'Eni si è
fatta avanti: potrebbe partecipare direttamente all'operazione. Eppoi
naturalmente c'è Mediobanca" ha affermato il Cavaliere al quotidiano torinese,
proseguendo: "E' una questione delicata, che riguarda un interesse
nazionale: se si fosse pensato ad un'unione franco-italiana, come nel caso di
Air France e Klm, ci sarei anche stato. Ma così è solo un'acquisizione vera e
propria" ha terminato il candidato premier del Pdl. Andrea Morelli.
( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Cavaliere: "i miei figli non entreranno in Alitalia"
Berlusconi: Alitalia, presto
cordata italiana Tra i candidati anche Eni, Ligresti, Benetton e Mediobanca
Roma, 27 mar. - Berlusconi ha fatto i famosi nomi di gruppi interessati
all'acquisizione dell'Alitalia. Lo ha fatto
in un'intervista rilasciata a "La Stampa" di Torino; tra questi, anche l'Eni, che non
ha confermato la notizia. "Una cordata italiana esiste, eccome; i nomi
sono tanti, dalle banche a quelli che in questi giorni mi han confidato il loro
interessamento. C'è quello di Ligresti e quello di Benetton; anche l'Eni si è
fatta avanti: potrebbe partecipare direttamente all'operazione. Eppoi
naturalmente c'è Mediobanca" ha affermato il Cavaliere al quotidiano
torinese, proseguendo: "E' una questione delicata, che riguarda un
interesse nazionale: se si fosse pensato ad un'unione franco-italiana, come nel
caso di Air France e Klm, ci sarei anche stato. Ma così è solo un'acquisizione
vera e propria" ha terminato il candidato premier del Pdl. Andrea Morelli.
( da "Secolo XIX, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi il nuovo piano
Air France "I miei figli in cordata? Lo vieterei". Sindacati freddi
Roma. Silvio Berlusconi torna alla carica sull'Alitalia: "La cordata italiana? Non è campata in aria, fra qualche
giorno saranno noti a tutti i nomi degli imprenditori che faranno certamente
un'offerta impegnativa". L'ex premier esclude che i suoi figli siano
coinvolti: "Hanno tirato in ballo il conflitto di interesse. A
questo punto, vieterei ai miei figli di partecipare in qualunque modo per la
strumentalizzazione che ha fatto la sinistra". Oggi Air France presenterà
ai sindacati un nuovo piano per Alitalia, ma a turbare
la vigilia sono arrivate voci allarmistiche sull'aumento del numero degli
esuberi. Sul personale è guerra di cifre e i sindacati restano cauti. CRESCI,
G. Ferrari e Lombardi >> 3 27/03/2008.
( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa L'intervista
Alain Elkann ai politici: Solo la cultura ci salverà Mentre
i candidati premier s'affannano a discutere dei padri adottivi di Alitalia e di sondaggi, gli italiani si mettono in fila davanti ai musei.
Alain Elkann che Paese è questo? "Il Paese della bellezza. Nel quale è
bastato lanciare l'idea di mettere la cultura al centro del buon governo per
essere sommersi dall'entusiasmo". Un'utopia immaginare un Paese che
riconosce le sue risorse e finalmente le valorizza per il buon nome dell'Italia
e per il bene dell'economia. "Mi ferisce che le uniche immagini in giro
per il mondo siano della spazzatura di Napoli e che le nostre mozzarelle siano
bloccate alle frontiere. Mi pesa se in campagna elettorale non si parla di
cultura". Eppure è così. Tranne rari accenni alla scuola... "Domanda
e offerta di cultura esistono massicce. Bisogna mettere fine agli interventi
settoriali, facendo finalmente sistema". Parole. Ma in pratica che cosa si
fa? "Si fa quel che è già successo. Tre giorni fa eravamo 101 e volevamo
fermarci a quel numero per sfruttare il titolo evocativo e la sua
"carica". Oggi siamo quasi centoventi. Mi hanno chiamato Alda Merini,
Lucio Dalla e tanti altri. Pippo Baudo ha già dato la sua ricetta per una tv
migliore (pubblica e commerciale) che offra cultura spalmando il sapere
attraverso un abile intrattenimento. Aurelio De Laurentiis e Folco Quilici sono
fra i nostri sostenitori. Presto saranno molti di più". Che cos'è la
cultura? "Dai restauratori alla tecnologia, dall'architettura al turismo,
tutto gira intorno alla cultura. La Torre di Pisa non è di destra né di
sinistra. è italiana, ma appartiene al mondo. L'errore, finora, è stato quello
di non aver guardato alle risorse come a un sistema in grado di restituire
aria, prestigio e mezzi a un paese nel quale ogni cinque-dieci chilometri c'è
qualcosa per cui vale la pena di fermarsi". Il viaggio in Italia riparte
da Elkann. Si sta candidando a fare il ministro? "No. La nostra proposta per
la cultura è stata consegnata a Veltroni e a Berlusconi e a tutti i candidati
premier". I fondi destinati alla cultura sono pochi, saranno sempre meno.
"Intanto ci sono i fondi europei, che sono tanti e vanno finalmente
gestiti. Poi ci sono i cittadini. La defiscalizzazione per il danaro investito
nella cultura è un tema che affronteremo con il prossimo governo". Ci
hanno già provato. "I politici non riescono a pensare a lungo termine. La
crisi che attraversiamo impone oggi una inversione di tendenza: quel che si taglia
oggi, porta risorse domani. Perché il turista che va a visitare il Colosseo
compra da mangiare, prenota un posto letto e spende i soldi che ha destinato al
suo viaggio". Crede davvero che un governo possa impegnarsi in
un'operazione vasta e coordinata? "Ormai non si torna indietro. Le
adesioni sono la forza del nostro manifesto. Vuole che chieda a un ministro
d'essere ricevuto e che lui dica no? Le nostre sono proposte concrete. Scritte
da persone che sanno quel che dicono e quel che vogliono per esperienza e studi
diretti. Nulla di settoriale. Finalmente. Gli italiani amano la cultura e la
cultura non è elitaria, anzi. è egualitaria. Unisce l'Italia. Se anche i
politici non volessero, vedrà, finiranno per ascoltarci". Vada per
l'ascolto. Ma sarà difficile cambiare il sistema com'è. Dallo spoils system
alla sistemazione degli amici degli amici, il Palazzo non ha una grande idea
culturale del Paese. "Le competenze vengono prima di ogni spinta politica,
le persone si promuovono per ciò che sanno. I giovani vanno favoriti. Non si
interrompe il lavoro di un bravo operatore soltanto perché cambia il governo.
Anche questo diremo. Stando ben attenti alle risposte".
( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Michelin
metafora di Air france In cucina come in aereo è comunque grandeur Come sarebbe
l'Italia dopo l'eventuale acquisto della compagnia di bandiera da parte di Air
France? Per saperlo con qualche anno di anticipo [...] [...] basta andare a
leggere la guida rossa più famosa della cucina mondiale, la Michelin. Meglio
guardarne sette, quelle dei paesi più importanti della collezione 2008, appena
completata con il Giappone. Ebbene, se la cucina italiana è la più amata nel
mondo, tra le più salubri e gustose, quando si tratta di successo e denaro, ai
nostri principali concorrenti arriva in aiuto la guida rossa. E così possiamo
scoprire che in un paio di arrondissement di Parigi ci sono più ristoranti tre
stelle che in tutta Italia. Non solo. Visto che nonostante la vicinanza e una
buona parte di storia condivisa, per molti francesi siamo sempre e solo
"les italiens" da schiacciare, almeno nella cucina e nella gastronomia,
tra le righe ci hanno già schiacciato. La questione delle stelle Michelin e in
particolare delle "tre stelle", quelle che vengono attribuite ai
tavoli top, soprattutto in questo periodo non va sottovalutata. Dietro il
successo di un ristorante, c'è una cucina (nazionale) e dietro una cucina c'è
tutto un sistema agroalimentare che può avere più o meno successo nel mondo.
Per questo, avere più o meno tre stelle significa far decollare o deprimere
l'economia agroalimentare a livello internazionale. E i francesi, attraverso la
loro guida non solo si attribuiscono più stelle in assoluto in patria (26
ristoranti tre stelle, 68 due stelle e 435 una stella) ma anche nel resto del
mondo premiano con la tripla soprattutto le tavole francesi rispetto a quelle
davvero valide (anche se molti francesi sono realmente validi). Così gli Stati
Uniti possono vantare ben otto ristoranti da tre stelle, peccato che più della
metà è di cucina francese. Più eclatante ancora il risultato della Germania
dove quasi tutti i nove ristoranti con la tripla sono francesi. E l'Italia?
All'ennesima presentazione i curatori hanno fatto notare che per numero di
stelle (279), è al secondo posto nel mondo. Nel mercato che conta di più però,
le tavole da tre stelle, sono appena cinque, meno di Spagna (6), Giappone (8),
Stati Uniti e Germania. Eppure se con i francesi ci può essere gara sulla buona
cucina, con queste altre nazioni no. Sicuramente la mancanza di tavole francesi
ci penalizza in classifica ma quando si lasciano fuori dall'olimpo chef come
Fulvio Pierangelini e Gianfranco Vissani, qualcosa di strano c'è. Ora, se una
semplice guida ci tratta così e cambia gli equilibri mondiali a favore del
paese di origine di chi la edita, cosa succederà quando sarà un grande vettore
aereo a poter decidere le sorti del turismo italiano? Nessuna
preclusione ai francesi visto che in attesa di nuove cordate sono gli unici che
ancora vogliono rischiare sull'Alitalia. Però, prima di lasciargli
carta bianca forse sarà meglio tener conto dell'esperienza Michelin e prendere
delle buone contromisure.
( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Smentita la cordat Alitalia citata dal
Cavaliere Alitalia, Berlusconi:
solo 'indiscrezioni' La compagnia di bandiera non e' nell'agenda di Eni e
Mediobanca Roma, 27 mar.- Marcia indietro di Silvio Berlusconi, che ha smentito
le dichiarazioni che, secondo il quotidiano La Stampa, avrebbe rilasciato in
merito alla cordata italiana candidata all'acquisto della compagnia di
bandiera. “Indiscrezioni o supposizioni giornalistiche”: così il Cavaliere ha
definito i nomi apparsi sui giornali a proposito di Alitalia.
Anche i diretti interessati non tardano a smentire le notizie diffuse dai
quotidiani: “Alitalia oggi non è nell'agenda di Eni”,
afferma l'Amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni, in occasione dell'XI
Ief (International Energy Forum). Tra i possibili interessati alla cordata Alitalia, anche Mediobanca si affretta a smentire. Lo fa
attraverso il suo portavoce Cuccia. Il gruppo Ligresti e Benetton, indicati tra
gli altri candidati, non hanno ancora rilasciato commenti. No comment anche da
parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano che, in visita allo
stabilimento Fincantieri di Monfalcone (Go), dichiara il suo intenzionale
silenzio: su Alitalia “non intendo dire nemmeno mezza
parola”. Annalisa Tregattini.
( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Leader Udc:
"Berlusconi e' come Putin; Veltroni e' peggio" Elezioni: Casini
invita Berlusconi e Veltroni alla serieta' "Il voto dato a Udc non
servira' a inciuci o a difendere interessi particolari" Roma, 27 mar. –
Prosegue l'altalena di 'botta e risposta' dei principali leader protagonisti
della campagna elettorale. Questa volta a parlare è Pier Ferdinando Casini,
segretario e candidato premier dell'Udc. In occasione di un incontro a palazzo
Rospigliosi con la Coldiretti il leader di centro-destra rilascia dichiarazioni
accusatorie nei confronti dei suoi avversari politici, sia
in merito alla questione Alitalia, sia sulla questione degli spazi televisivi in campagna
elettorale. “Sono dell'idea che la politica sia una cosa seria. Quando
strumentalizza migliaia di posti di lavoro perde serietà e io invito Veltroni e
Berlusconi ad essere più seri in questa campagna elettorale.” Questo il
commento di Casini alla vicenda Alitalia. Aggiunge
inoltre, a carattere generale, che “il centro, vera novità, sarà determinante
al Senato. Gli italiani possono stare sereni che il voto dato a Udc non servirà
a inciuci o a difendere interessi particolari”. Per quanto riguarda le
apparizioni televisive dei suoi diretti avversari politici, Casini sottolinea
la violazione della par condicio in campagna elettorale: “Berlusconi è tanto
amico di Putin e ha il modello di Putin da seguire. Veltroni è ancora peggio,
visto che credeva nella par condicio quando la agitava contro Berlusconi e oggi
invece vorrebbe spartirsi gli spazi in tv con lui. Vuol dire –sottolinea
Casini- che non ha convinzioni, ma solo convenienze”. Annalisa Tregattini.
( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Leader Udc:
"Berlusconi e' come Putin; Veltroni e' peggio" Elezioni: Casini
invita Berlusconi e Veltroni alla serieta' "Il voto dato a Udc non
servira' a inciuci o a difendere interessi particolari" Roma, 27 mar. –
Prosegue l'altalena di 'botta e risposta' dei principali leader protagonisti
della campagna elettorale. Questa volta a parlare è Pier Ferdinando Casini,
segretario e candidato premier dell'Udc. In occasione di un incontro a palazzo
Rospigliosi con la Coldiretti il leader di centro-destra rilascia dichiarazioni
accusatorie nei confronti dei suoi avversari politici, sia
in merito alla questione Alitalia, sia sulla questione degli spazi televisivi in campagna
elettorale. “Sono dell'idea che la politica sia una cosa seria. Quando
strumentalizza migliaia di posti di lavoro perde serietà e io invito Veltroni e
Berlusconi ad essere più seri in questa campagna elettorale.” Questo il
commento di Casini alla vicenda Alitalia. Aggiunge
inoltre, a carattere generale, che “il centro, vera novità, sarà determinante
al Senato. Gli italiani possono stare sereni che il voto dato a Udc non servirà
a inciuci o a difendere interessi particolari”. Per quanto riguarda le
apparizioni televisive dei suoi diretti avversari politici, Casini sottolinea
la violazione della par condicio in campagna elettorale: “Berlusconi è tanto
amico di Putin e ha il modello di Putin da seguire. Veltroni è ancora peggio,
visto che credeva nella par condicio quando la agitava contro Berlusconi e oggi
invece vorrebbe spartirsi gli spazi in tv con lui. Vuol dire –sottolinea
Casini- che non ha convinzioni, ma solo convenienze”. Annalisa Tregattini.
( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Smentita la cordat Alitalia citata dal
Cavaliere Alitalia, Berlusconi:
solo 'indiscrezioni' La compagnia di bandiera non e' nell'agenda di Eni e
Mediobanca Roma, 27 mar.- Marcia indietro di Silvio Berlusconi, che ha smentito
le dichiarazioni che, secondo il quotidiano La Stampa, avrebbe rilasciato in
merito alla cordata italiana candidata all'acquisto della compagnia di
bandiera. “Indiscrezioni o supposizioni giornalistiche”: così il Cavaliere ha
definito i nomi apparsi sui giornali a proposito di Alitalia.
Anche i diretti interessati non tardano a smentire le notizie diffuse dai
quotidiani: “Alitalia oggi non è nell'agenda di Eni”,
afferma l'Amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni, in occasione dell'XI
Ief (International Energy Forum). Tra i possibili interessati alla cordata Alitalia, anche Mediobanca si affretta a smentire. Lo fa
attraverso il suo portavoce Cuccia. Il gruppo Ligresti e Benetton, indicati tra
gli altri candidati, non hanno ancora rilasciato commenti. No comment anche da
parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano che, in visita allo
stabilimento Fincantieri di Monfalcone (Go), dichiara il suo intenzionale
silenzio: su Alitalia “non intendo dire nemmeno mezza
parola”. Annalisa Tregattini.
( da "Opinione, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Gio, 27 Mar
2008 Edizione 60 del 27-03-2008 Strettamente confidenziale Il Cav tra Alitalia e futuro governo di Hush Hush Purchè restiate ZITTI ZITTI,
registrando che il Cavaliere rilancia su Alitalia e
annuncia a giorni l'uscita allo scoperto della cordata di imprenditori, dove
invece non ci saranno i suoi figli, vi diamo oggi un primo elenco dei ministri
del Berlusconi Ter che si insediarà dopo le elezioni del 13 e 14 aprile con una
certa tranquillità se al Senato avrà una maggioranza di una decina di
seggi, quantità non considerevole ma in grado di assicurare una navigazione
tutto sommato tranquilla sino alle elezioni europee del maggio 2009. Premier,
appunto, Silvio Berlusconi, con vice Gianni Alemanno di An e Rosi Mauro per la
Lega, sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, ministro dell'Economia, con
Tesoro e tutto quanto fa eco, Giulio Tremonti; al Viminale l'ex Commissario
Europeo Frattini, alla Difesa Ignazio La Russa, al Lavoro Maroni della Lega,
alle Riforme Calderoli della Lega, alla Farnesina il banchiere Corrado Passera,
alle Regioni il lombardo governatore Roberto Formigoni, alle infrastrutture
Scaiola, allo sviluppo tecnologico torna Stanca, Lucio Stanca, alla Scuola
Stefania Prestigiacomo, alle Tlc Andrea Ronchi, il portavoce di Fini, allo
Sport e ai giovani Giorgia Meloni di Alleanza Nazionale, e ai Rapporti europei
Cristiana Moscardini ancora di Alleanza Nazionale. Dice: ma Berlusconi ha detto
che ne farà massimo 12 di ministri, come recita la legge Bassanini. Sì, ma
quello sarà il risultato finale: adesso siamo ancora almeno ai quarti e quindi
c'è tempo, anche il tempo di mettere Tremonti agli esteri e Passera
all'economia. Per le Camere è tutto a posto: alla presidenza di Montecitorio
Gianfranco Fini, a quella di Palazzo Madama Franco Marini. E Bossi? Per lui
abbiamo già pronosticato la presidenza della Lombardia e per ora non vediamo
motivo di cambiare scenario,c ome scenario sicuro è la presidenza della Sicilia
per Raffaele Lombardo, che a Pasqua sul Corriere ci ha spiegato che è sempre
colpa di Garibaldi. E ti pareva, di chi volete sia la colpa di mali e dei guai
dell'isola? Loro saprebbero fare tutto in grazia di Dio con Sicilia nazione: ed
invece, per colpa di Garibaldi, continuano a soffrire da tre secoli. Hanno
ragione e, mi racconado resti tutto STRETTAMENTE CONFIDENZIALE, ma noi ci
associamo a Lombardo: è proprio colpa di Garibaldi, infatti lui sarebbe felice
con la Sicilia nazione, noi saremmo invece al settimo cielo facendo per una
volta il Sud. Si, il sud della Svizzera.
( da "Opinione, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Gio, 27 Mar
2008 Edizione 60 del 27-03-2008 Nienti esuberi a via Nazionale dove pascolano i
parenti dei potenti Consob, Bankitalia, Uic la trimurti inutile La Lira non è
più in voga dall'anno 2001 e per circa sette anni all'Ufficio Italiano Cambi
centinaia di persone si sono girate i pollici di Ruggiero Capone
|C|L'|/C|Italia è un paese davvero strano. Qui chi fa politica politicante
tenta di spiegare alla gente di strada (quella che suda e viaggia sul trasporto
pubblico) che le ferrovie sono inutili e piene di esuberi,
che l'Alitalia non serve più agli italiani e che traghetti ed autostrade sono
un optional. Tutti enti inutili quelli del trasporto o serve buttare giù la
merce per venderla meglio agli amici di amici? Sarebbe oltremodo facile
rispondere in maniera qualunquistica a questa vecchia domanda. In Italia
è costume far passare per utile ciò che è inutile e viceversa. Così dal primo
gennaio 2008 le funzioni dell'Ufficio italiano dei cambi (Uic) sono confluite
nella Banca d'Italia. Un piccolo particolare, la Lira non è più in voga dal
2001 e per circa sette anni in Uic centinaia di persone si sono girate i
pollici. Una specie di comoda attesa mentre correva uno stipendio equiparabile
alla dirigenza della Presidenza della Repubblica (17 mensilità più i benefit di
rango). Quelli dell'Ufficio italiano cambi si sono trasferiti da via Quattro
fontane a via Nazionale? Niente di tutto questo. La Banca d'Italia ha assorbito
la sede dell'Uic, elevando tutti al rango di funzionari e dirigenti dell'istituto
che dovrebbe vigilare sul credito. Forse in maniera un po' burlona, visto che
in Calabria, Puglia, Basilicata e Campania persino gli occultisti (i maghi)
risultano soci fondatori di banche popolari. Siamo un paese fantasioso, certe
storie fanno ridere e mettono di buon umore. Banca d'Italia, Uic ed authority
varie dovrebbero controllare mercato e borsa, purtroppo sono avvinghiate nella
stessa logica politica. Non è certo un mistero che i presidenti delle authority
abbiano studiato nelle stesse scuole ed università degli imprenditori che
controllano, dei dirigenti di Bankitalia e di Uic. Frequentano gli stessi
circoli. Assumono i rispettivi figli. In sostanza, non si pongono a vicenda
alcun serio ostacolo. Infatti le autorità non hanno abbassato le tariffe, le
hanno lasciate immutate nel tempo: in pochissimi settori la politica ha
strombazzato benefici ai quattro venti, ed è avvenuto perché sul consumatore è
ricaduta un tantinello di buona vecchia competizione. Ma torniamo alla trimurti
dell'inutile (Bankitalia-Uic-Consob). La Banca d'Italia, con 8400 dipendenti,
appare nettamente sovradimensionata rispetto alle altre due autorità. Ed
immaginarsi che dal primo gennaio, dopo aver incorporato l'Uic, ha superato i
10mila dipendenti. Ma l'ufficio pubbliche relazioni nega ogni nuova su
assunzioni e riorganizzazione degli uffici. C'è chi come Tabacci (ora vertice
del partito la Rosa Bianca) propone che i dipendenti dalla Banca d'Italia
scivolino nelle altre autorità (con revisione al ribasso degli stipendi). Ma la
casta della dirigenza bancaria non ci sta. Tabacci propone di dirottare qualche
migliaio d'esuberi (ben remunerati) verso l'Amef, la nuova Consob. Attualmente
quest'ultima ha 400 dipendenti, con contratti da capogiro. Nata nel 1974 con
funzioni di vigilanza, la Commissione nazionale per le società e la Borsa
(Consob) è l'Autorità pubblica di controllo e regolamentazione dei mercati
finanziari. Al suo vertice c'è un organo collegiale, composto da un presidente
e quattro commissari: tutti professori universitari legati a governi e vertici
confindustriali. La Consob non viaggia da sola, opera in parallelo con la Banca
d'Italia: la prima dovrebbe garantire trasparenza e correttezza dei
comportamenti, la seconda stabilità patrimoniale e contenimento del rischio di
sistema. Entrambe sono sotto la supervisione del ministero del Tesoro.
Sarebbero tenute a comunicare tra loro le irregolarità ed i provvedimenti presi
durante l'attività di tutela dei risparmiatori. Ma nessuna di queste autorità è
riuscita ad evitare che la gente di strada venisse arrotata dalla Parmalat e
dai bond argentini (solo per citare esempi storici). Anzi la Consob si sveglia
sono per boicottare le imprese non legate al salotto buono prodiano e
confindustriale. Della serie evitiamo che i piccoli crescano e, soprattutto,
che il piccolo risparmiatore viva tranquillo. Ma degli esuberi in Consob e
Bankitalia nessuno parla, anche perché la gente che conta (che sta gestendo
l'affare Alitalia) ha parenti sia in via Nazionale che
in via Quattro fontane.
( da "Opinione, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Gio, 27 Mar
2008 Edizione 60 del 27-03-2008 LA VENDITA DI ALITALIA A AIR FRANCE KLM La
mossa di Berlusconi ha bloccato il piano di Prodi e Padoa Schioppa di Biagio
Marzo Il Cavaliere bianco, ossia il Cavalier Silvio Berlusconi ha annunciato il
suo arrivo in via della Magliana con una cordata di imprenditori italiani, ma,
per ora, bisogna rivolgersi alla trasmissione "Chi l'ha visto".
Scherzi a parte, non è detto che non arrivi, conoscendo quanto sia cocciuto e
quanto ci tenga a vincere le elezioni, ma fino a questo momento non si vede un
fil di fumo all'orizzonte, per restare al melodramma pucciniano. E l'Alitalia è una vicenda che sfiora il dramma per come è stata
gestita e come sta per essere gestita a fini elettorali. Il Cavalier Berlusconi
è consapevole che si sta giocando la faccia e i voti in questa vicenda il cui
risultato potrebbe influire, in qualche misura, sull'esito del 14 e 15 aprile.
Sulla stampa estera Berlusconi non fa una bella figura; il Wall Street Journal,
che, in questi anni, non l'ha trattato per nulla male, anzi, l'ha più volte
difeso, l'ha dipinto come un "corporativo, contrario alla concorrenza del
libero mercato, piuttosto che un liberale in economia disposto a fare quello di
cui l'Italia ha bisogno". Nel frattempo, dagli ambienti berlusconiani è
partito il tam tam per far diminuire il diapason dei rumor attorno alla cordata
che non c'è. E se ci sarà ben venga, sarà un successo senza eguali. In queste
ore, si sono smorzati gli entusiasmi tricolori e sono raffreddati
i bollenti spiriti sciovinisti nei confronti della Francia usurpatrice della
Corsica un tempo e di Alitalia oggi: "Berlusconi ha lanciato semplicemente un appello
sottolineando che ad adiuvandum si sarebbero potuti presentare anche i suoi
figli". Al che, Walter Veltroni non passa giorno che non lo incalzi:
"Se c'è una cordata sull'Alitalia bene, si faccia avanti
subito". Una cosa è certa, aver tirato il ballo la cordata degli
imprenditori ha costretto a ritoccare il piano sotto l'aspetto occupazionale.
Nondimeno i sindacati hanno influito a smuovere le acque attorno all'Alitalia. Se fosse stato per Romano Prodi, Tommaso Padoa
Schioppa e Pierluigi Bersani, il piano di privatizzazione di Air France sarebbe
passato senza alcuna modifica, penalizzando l'aviolinea nazionale in particolare
e il Sistema Italia in generale. E, guarda caso, il negoziato tra le parti in
causa potrebbe slittare oltre il 31 marzo pv. Una data che per il Ministero
dell'Economia, invece, era tassativa. Del resto se la privatizzazione di Alitalia ha preso una brutta piega questa ha dei padri:
Romano Prodi e Tommaso Padoa Schioppa. La prima gara ha visto i diversi
concorrenti ritirarsi per colpa dei paletti piantati da Prodi e Tps per fare un
favore agli statalisti del governo, che hanno reso difficile la dismissione. La
seconda gara è sotto gli occhi di tutti e, comunque, tutti sono contro tutti. A
destra e a sinistra, non si salva nessuno. Le contraddizioni sono tante e tali
che non fanno ben sperare. Umberto Bossi vorrebbe il salvataggio di Malpensa e
non quello di Alitalia. Berlusconi si batte,
viceversa, per salvare l'hub lombardo e il vettore italiano. A sinistra, sono
sparati come il Pd per la cessione tout court ai francesi, mentre Fausto
Bertinotti spinge verso la cordata italiana, rischiando di essere accusato di
intelligenza con il nemico. In questo caso, con Berlusconi in persona. Ironia
della sorte, il caso Alitalia è scoppiato proprio in
piena campagna elettorale e, quindi, tutti si sentono in diritto di dire la
loro, per portare a casa una manciata di voti. Cosicché, Jean Cyril Spinetta ha
dovuto indorare la pillola Alitalia, ma le
organizzazioni sindacali, Cgil, Cisl e Uil, e le nove sigle sindacali di
categoria, non l'hanno ingoiata, naturalmente. Aspettano in assetto di guerra,
venerdì prossimo quando Spinetta presenterà la proposta quadro di
ristrutturazione della compagnia italiana. Una proposta che parte da una
premessa, nessuno sarà lasciato per strada. Sarà. Vero è che ha fatto una
proposta rispetto al passato meno da diktat: prendere o lasciare; per di più,
sul piano occupazionale ha messo sul tavolo della trattativa i 180 piloti Alitalia (i meno anziani) da salvare e occuparli, in tre
anni(2008 -2010), 60 l'anno, direttamente, in Air France-Klm, così diminuendo
il numero complessivo degli esuberi. L'obiettivo è di aprire un negoziato con
accordi separati con piloti, assistenti di volo e personale di terra Az Fly.
Quest'ultima attività dovrebbe rientrare in parte nell'offerta franco-olandese.
Sull'hub di Fiumicino, Spinetta ha fatto una proposta di reinternalizzazione di
tutte le attività di handling. A ben vedere, il suo sforzo è stato notevole in
questi ultimi giorni, ma lontano da soddisfare le istanze politiche e sindacali
attorno all'Alitalia e all'hub di Malpensa. Se non ci
fossero state le pressioni sindacali e la mossa, piaccia o no, di Berlusconi,
la privatizzazione sarebbe stata un regalo ai francesi. Non è nuovo Prodi in
performance di questo genere. Un'azienda di grande prestigio come l'Alitalia, benché in declino e in una crisi profonda, il
Governo dovrebbe pensarci due volte prima (s)venderla.
( da "Opinione, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Gio, 27 Mar
2008 Edizione 60 del 27-03-2008 Info Tv Nel periodo pasquale ha prevalso il
Papa di Lucilla Bicocchi Nonostante la pioggia, migliaia di fedeli affollano
piazza San Pietro per partecipare alla benedizione Urbi et Orbi di Benedetto
XVI in occasione della Pasqua. Durante l'omelia il Pontefice torna a invocare
la pace per il Tibet, mentre provoca curiosità e interesse la scelta di
battezzare il giornalista italo-egiziano Magdi Allam. Nessuna sorpresa nel
ranking pasquale. E' il Papa, con quasi 8 minuti di tempo di parola raccolti da
tutte le edizioni dei Tg, a conquistare la vetta della top ten. In una
classifica povera di personalità politiche, dove tra i leader di partito
compaiono solo Berlusconi, Casini e Calderoni, si fa sentire il saluto in 63
lingue del Papa e un nuovo disperato appello, quello per il ritorno della pace
in tutte le zone più dolorose del pianeta. Medaglia d'argento va invece al
leader del PdL. Per Berlusconi microfoni accesi ai Tg di Canale 5, Studio
Aperto, e Rete 4. Mentre continua il botta a risposta a distanza con
l'avversario Veltroni sui grande temi della campagna elettorale, come lavoro e
immigrazione, il Cavaliere punta sulla legge Biagi e su una serie di incentivi
per le aziende che assumono. Ma è soprattutto la vicenda Alitalia che continua a scatenare reazioni politiche a catena. Nei due
giorni delle festività pasquali domina ancora l'annuncio del Cavaliere, che ai
microfoni dei Tg conferma l'ipotesi avanzata recentemente, quella di una
cordata di imprenditori italiani disposti ad acquistare la compagnia aerea.
Se il meteorologo del Tg4, conquista il terzo posto annunciando una Pasqua
bagnata, è Casini a guadagnare la quarta posizione con un nuovo monito a
Berlusconi: "Non si gioca sulle spalle dei lavoratori". Nel ranking
di inizio primavera anche due sindacalisti. Intervenuto al Tg4 di domenica
sera, Bonanni commenta con ansia la vicenda Alitalia.
"Il governo non ha voluto discutere col sindacato cosa stesse
accadendo" dice Bonanni, che si domanda il motivo di voler svendere la
compagnia di bandiera al maggior concorrente turistico europeo come la Francia,
a condizioni che si sono rivelate molto svantaggiose. Tempo di parola nel Tg4
serale anche per Angeletti della Cisl, intervenuto sabato sera per lanciare un
appello ad Air France: "Bisogna dare garanzia ai lavoratori", dice in
oltre 3 minuti d'intervista. Nelle ultime posizioni spazio al giurista ed ex
presidente del Csm ospite in studio al TgLa7 in veste di scrittore. Giovanni
Galloni, commentando la situazione politico-economica italiana, presenta al
pubblico di La7 il suo libro, "30 anni con Moro". "E' finito il
periodo dei saldi, è ora che altre compagnie partecipino per rilanciare Alitalia e mantenere l'aeroporto di Malpensa" dice
Calderoli dal nono gradino della top ten, mentre a calare il sipario sul
ranking di Pasqua ci pensa Laura Ferretti. Verrà alla luce il figlio della
15enne incinta di 7 mesi che era fuggita da casa, in contrasto con i genitori,
perché non voleva abortire. La ragazza aveva chiesto aiuto all'avvocato per
poter portare a termine la gravidanza.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Da domani previsioni
secretate per legge. Le ultime danno una spinta a Veltroni
Berlusconi ridicolizzato su Alitalia, paura dai sondaggi Muore
la cordata mai nata, un altro bluff scoperto. Ora può solo perdere Il Cavaliere
svela il bluff: non c'è nessuna cordata italiana ma solo "contatti
informali con diversi imprenditori ". E in ogni caso, sostiene il leader
del Pdl, "bisogna aspettare che la trattativa con Air France si
esaurisca" prima di poter considerare un'alternativa. È un Berlusconi
che fa marcia indietro rispetto all'ostentata sicurezza degli ultimi giorni,
quello che ieri si è visto costretto a precisare le indiscrezioni rivelate
dalla Stampa sui possibili partecipanti alla cordata. Pezzi grossi come
Mediobanca, Eni e Benetton, una volta visti tirati in ballo non hanno aspettato
molto prima di smentire ogni interesse per l'affare. Andandosi così ad
aggiungersi al niet di Banca Intesa. Insomma, una bella botta per il Cavaliere
e per il suo partito, che rischia di riverberarsi sul voto del 13 aprile. Gli
ultimi sondaggi disponibili infatti fanno registrare un Partito democratico in
rimonta mentre il Pdl fa segnare una battuta d'arresto se non una lieve
flessione. Per non parlare del caos senato: a palazzo Madama diventa sempre più
probabile uno scenario in cui il centrodestra non riesce a raggiungere la
maggioranza. ALLE PAGINE 2 E 3.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 27-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Potrebbe lasciare
con quello che Ferrara chiama l'happy end. Ma anche senza alcun happy end,
bensì in un gran casino di parlamento ingovernabile e maggioranza inesistente.
Comunque vada, anche l'esito imbarazzante della sortita su Alitalia conferma che Silvio Berlusconi è alla fine della sua parabola
come politico. È seduto su una montagna di voti che si è ricostituita tre anni
fa (era allora che andava fatta l'operazione Veltroni, e lui che allora non se
la sentì forse adesso se n'è reso conto) e che il Pd non riesce a erodere.
Ma sono voti rassegnati, di ripiego, negativi, privi di passione com'è privo di
passione e di voglia di governare l'uomo che li raccoglierà per l'ultima volta:
il debole colpo di coda di una vicenda chiusa. Lo sa l'establishment, che si
tiene alla larga da boutade tipo Alitalia, lo sanno
osservatori e investitori stranieri, gli italiani che non lo sanno lo capiranno
comunque presto, dopo il 14 aprile. Il Pd tenterà il colpaccio subito, per
togliere l'happy end a Berlusconi ed evitare questa umiliazione all'Italia. Se
il colpaccio non dovesse riuscire (sarà comunque di poco), si tratterà di
decidere se lasciar sprofondare la destra nei guai da essa stessa provocati, oppure
offrire la mano per rimettere insieme i cocci di istituzioni impazzite. Dicono
dal loft che questo non è tema di adesso. Che ora bisogna solo battersi per
vincere. Hanno ragione, la rimonta non è impossibile. Poi però sfuggono qua e
là (Bettini, Franceschini, Finocchiaro...) frasi smozzicate sul dopo che
lasciano intravedere opinioni diverse sull'alternativa di cui sopra. Non sarà
una scelta facile, se mai si porrà. Basti dire che uno dei passaparola via
email sul famoso tema ieri ripreso da Europa (aiutare Sa e Udc a fare il quorum
al senato nelle regioni dove questo danneggerebbe Berlusconi?) si intitola:
"Vade retro Satana". Così è fatta la nostra gente.