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T ARTICOLI DEL 27 e 28 aprile 2008
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Articoli
Alitalia 2 (33)
Lo specchio d'italia è sempre più rotto - (segue dalla
prima pagina) ( da "Repubblica, La"
del 27-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ha buttato nella fornace Alitalia 300 milioni presi dalle casse pubbliche per guadagnare tre o quattro mesi di tempo. In attesa di chi e di che cosa? Alitalia non può esser rimessa in piedi da sola. Non è una questione di soldi ma di imprenditorialità e di dimensioni.
Orio
al serio, via all'ampliamento obiettivo 8 milioni di passeggeri
( da "Repubblica,
La" del 27-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
è in crisi
dopo il ridimensionamento causato dai tagli dei voli Alitalia, l'aeroporto di
Orio al Serio continua a crescere e ha bisogno di allargarsi. E lo fa con nuovi
lavori di ampliamento, per cui la Sacbo, la società che gestisce lo scalo
bergamasco, spenderà 15 milioni e che termineranno nel
Ancora
una bacchettata dall'fmi "in italia troppe tasse e poco mercato" -
roberto petrini ( da "Repubblica, La"
del 27-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e sul suo rilancio e aiutano a tracciare un bilancio sulla reazione che i cinque paesi che si affacciano sul Mediterraneo hanno avuto all'assalto dei prodotti manufatturieri dell'Esstremo Oriente. Con la Grecia, invece, l'Italia raccoglie punteggi non lusinghieri nei fattori che determinano l'attrattività di un paese per gli investimenti esteri:
Rutelli,
la capitale democratica ci crede Voto decisivo oggi e domani per il destino
della città. Una corsa iniziata tre mesi fa
( da "Unita,
L'" del 27-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: vicende nazionali sono entrate in modo dirompente nella campagna romana: dall'avanzata della Lega alla crisi dell'Alitalia allo strapotere di Berlusconi. "La capitale non ha bisogno di uno scendiletto ma di un sindaco dalla schiena dritta", ringhia Veltroni. "Non un voto deve andare disperso", ripete il candidato sindaco, attorniato dai big, prima impegnati nella campagna nazionale.
Alemanno
ha lanciato il prossimo direttore della Festa del Cinema di Roma: sarà il
regista Pasq ( da "Unita, L'"
del 27-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Malpensa sul caso Alitalia: il ridimensionamento della kermesse romana a vantaggio della più nordica Mostra di Venezia. Qualche giorno fa, a tarda sera, lo sceneggiatore Vincenzo Cerami e l'attore Luca Barbareschi dibattevano di cultura in tv. Ospiti di "Punto di vista", la rubrica del Tg2 dove Berlusconi ha suggerito alla graziosa precaria di sposare il figlio (
Generali,
tra Bernheim e Algebris scontro in assemblea La governance al centro delle
polemiche. Per il collegio sindacale la lista del fondo si ferma al 3,6%
( da "Unita,
L'" del 27-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Su Alitalia, Bernheim sostiene che il gruppo non sia mai stato contattato. La raccolta premi è stata di 12 miliardi nel ramo Vita e di 7 miliardi nel ramo Danni, con una crescita del 5% rispetto allo scorso anno senza tener conto di Intesa Vita.
Le
condizioni per chi è in volo sono diventate difficilissime
( da "Unita,
L'" del 27-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Le condizioni per chi è in volo sono diventate difficilissime" / Roma Da poco più di quindici anni in Alitalia, è uno dei tanti ragazzi entrati in azienda (il nome è un altro) più per la semplice ricerca di un lavoro che per pura passione: "Quando sono arrivato io, le vecchie favole sulla possibilità di scoprire gli angoli del mondo, attraverso i voli, erano già finite da tempo".
Torino
sta alla Fiat, come Roma all'aeroporto di Fiumicino , un'equazione sempl
( da "Unita,
L'" del 27-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: anno hanno visto comunque aumentare il traffico di Alitalia (+0.7%), nonostante siano state ridotte le frequenze (-0.7%). "Anche se un calcolo economico vero e proprio è quasi impossibile farlo, è certo che la crisi Alitalia provocherebbe un effetto domino incontrollabile" continua Guerci. In un periodo, poi, nel quale Roma sta realizzando il suo primo polo congressuale dell'
Intercettare
il mercato di Nord Africa e Oriente
( da "Unita,
L'" del 27-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E a sentire nominare Alitalia esplode... Come? "La posizione di Fiumicino è strategica, potremmo intercettare tutto il mercato del Nord Africa e del Medio Oriente, eppure non lo facciamo". Cosa intende? "Vede, quando siamo nati, come reparto dedicato alla costruzione di motori, eravamo in espansione.
Alitalia
può ritornare una risorsa per Roma
( da "Unita,
L'" del 27-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per individuare il punto di partenza della parabola discendente di Alitalia, la data è "il 1996: allora il Governo diede circa 2mila mld di lire per la ricapitalizzazione", solo che l'Unione Europea interpretò quei soldi come "aiuti di Stato" e impedì all'Alitalia alcune operazione come l'acquisto di vettori.
Perché,
professore, non si dimette da Tursi? <Ora provo, poi vedremo>
( da "Giornale.it,
Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: anche quello di pagare invece di essere pagati, la vicenda Alitalia. Oggi apprendiamo che nel frattempo, Prodi ha ufficializzato ben 123 nomine nella Pubblica Amministrazione, 34 di esse solo alla Farnesina, tra cui 8 ambasciatori. Tutto ciò, evidentemente, per non essere tacciato di prendere lo stipendio a sbafo.
Walter
teme la resa dei conti: non mi spedirete in Africa
( da "Giornale.it,
Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dalemiano": "Ma quali cordate, lasciamole ad Alitalia", dice. Ma Veltroni non ci sta. I suoi sono chiari: "Bersani sa che quello di D'Alema è un abbraccio mortale, perchè la nuova base parlamentare non ne vuol più sapere di correnti. Ma non basta smarcarsi: la sua candidatura è letta come una mossa contro il segretario.
Alitalia,
martedì incontro ( da "Stampa, La"
del 27-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, martedì incontro fra sindacati e cordate La trattativa prova a decollare tra voci e mezze smentite [FIRMA]LUIGI GRASSIA Appuntamento a dopodomani presso uno studio legale, per parlare di Alitalia con le nuove cordate che si candiderebbero a rilevarla: secondo la voce che circolava ieri, ai sindacati sarebbe arrivata questa offerta da parte di rappresentanti del futuro governo,
<Il
momento giusto per cambiare l'Italia>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
27-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il prestito-ponte ad Alitalia salverà la compagnia? Può avere senso a patto che si segua e prevalga una soluzione di mercato. Serve un reale piano industriale di rilancio. Confindustria si è tinta di rosa. Anche la leadership dei giovani è in mano a una donna, Federica Guidi.
Alitalia,
la cordata <sonda> i sindacati
( da "Giornale.it,
Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 27 pagina 20 Alitalia, la cordata "sonda" i sindacati di Laura Verlicchi Martedì è previsto un vertice segreto in uno studio legale di Roma per un primo confronto informale E da Trieste Bernheim torna ad auspicare l'alleanza italo-francese: "Riprendete le trattative con Air France" da Milano Alitalia, i lavori per la cordata italiana continuano a ritmo serrato:
<Alitalia?
Affare impossibilefinché comanda il sindacato>
( da "Secolo
XIX, Il" del 28-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia? Affare impossibilefinché comanda il sindacato" PARLA il magnate indiano mallya E Niki Lauda avverte la cordata italiana: "Stanno buttando via i soldi" ' 28/04/2008 un businesscon molti rischiSe proprio devo spendere dei quattrini, oggi preferisco farlo nel mercato delle automobili Vijay Mallyaproprietario Kingfisher Airlines 28/
De-generazioni
i tifosi della maggica mica pensano all'italianità
( da "Riformista,
Il" del 28-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: italianità Magari su Alitalia ci fosse il buon senso dei romanisti Vogliono solo che la squadra sia forte, perciò invocano Soros George Soros ha fatto tornare indietro le lancette dell'orologio. A Roma sembra di essere tornati agli anni della Dolce Vita, quando una città intera si metteva in scena per corrispondere alle attese romantiche della moglie di Henry Luce.
ROMA
Bruxelles avverte ancora l'Italia: il prestito di 300 milioni di euro stanziato
dal gover ( da "Messaggero, Il"
del 28-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: No per Alitalia potrebbe essere bocciato se non risulterà congruo alle regole. L'ha ribadito il commissario ai Trasporti Jacques Barrot, in visita a Telespazio per il lancio del secondo satellite del sistema Galileo: "Le autorità italiane non considerano l'intervento per Alitalia un aiuto di Stato, ma abbiamo dubbi.
La
Ue: sanzioni se lo Stato aiuta Alitalia
( da "Messaggero,
Il" del 28-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Monito del commissario Barrot, verifica del prestito da 300 milioni La Ue: sanzioni se lo Stato aiuta Alitalia.
Forum
IDEE E PROPOSTE DEI NOSTRI REDATTORI AL NUOVO GOVERNO
( da "Riformista,
Il" del 28-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: altre due cosette da appuntare sulla lista delle cose da risolvere), l'affaire Alitalia poi ha rincarato la dose di risate internazionali. Forse sarebbe giusto cercare di emancipare la nostra immagine da "Pizza-Spaghetti-Mafia" a qualcosa di più dignitoso. Magari basterebbe limitarci a Pizza e Spaghetti, tanto per cominciare.
ASSOLUZIONE
DI CARUSO ( da "Corriere della Sera"
del 28-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Milano PRESTITO PER ALITALIA Alcune domande Leggo che è possibile che la Comunità Europea o la Corte di Giustizia considerino la fattispecie dell'indebito aiuto di Stato nel prestito ponte concesso all'Alitalia. Vorrei chiedere: se di conseguenza venisse comminata una pesante sanzione, potremmo avere la speranza che almeno questa non siano i cittadini a pagarla,
Alitalia,
Barrot: Sanzioni se ci sono aiuti di Stato
( da "Messaggero,
Il" del 28-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, Barrot: "Sanzioni se ci sono aiuti di Stato" Il commissario europeo ribadisce: dubbi della Commissione sul prestito da 300 milioni.
Alla
fine del 2006 il governo Prodi decide di mettere in vendita il pacchetto di
azioni con cui cont ( da "Messaggero, Il"
del 28-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Rolla l'Alitalia. Il Tesoro invita tutti i potenziali acquirenti a presentare le manifestazioni di interesse.
ROMA
- Bruxelles non abbassa la soglia d'attenzione, e non pensa a deroghe. Il
prestito ( da "Messaggero, Il"
del 28-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Barrot non fa giri di parole sul caso Alitalia: "Ci sono norme europee chiare cui dobbiamo attenerci, o saremmo esposti al controllo della Corte di Giustizia. Sappiamo che le autorità italiane non considerano l'intervento per Alitalia come aiuto di Stato, ma su questo - ha rimarcato - abbiamo dubbi".
ROMA
- Rifiuti, sicurezza e Alitalia, sono i tre chiodi fissi di Silvio Berlusconi.
Ai pr ( da "Messaggero, Il"
del 28-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia viene seguito passo-passo dai suoi più stretti collaboratori. Bruno Ermolli in testa. Obiettivo del Cavaliere, arrivare al consiglio europeo di metà giugno, già con un piano di salvataggio della Compagnia aerea. Un piano che prevederebbe, stando alle indiscrezioni delle ultime ore, l'allargamento della compagine azionaria ad un buon gruppo di nuovi soci italiani che potrebbero
Il
magnate indiano e Lauda: <Con Alitalia soldi sprecati>
( da "Secolo
XIX, Il" del 28-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il magnate indiano e Lauda: "Con Alitalia soldi sprecati" L'intervista "Con le leggi e il sindacato italiani, meglio lasciar perdere", dice Vijay Mallya. Niki Lauda: "La cordata italiana butta via i soldi" CICCARONE >> 7 28/04/2008.
I
cinque punti della luna di miele ( da "Opinione, L'"
del 28-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: non essere la concretizzazione della cordata che dovrebbe assicurare il salvataggio di Alitalia. L'impegno assunto in campagna elettorale sulla spinosa faccenda è stato troppo preciso e ripetuto per poter essere rinviato od eluso in qualche modo. D'altro canto le condizioni per rispettare la promessa ci sono tutte. Gli imprenditori italiani incominciano a rispondere all'appello.
RANKING,
ALEMANNO PRECEDE RUTELLI ( da "Opinione, L'"
del 28-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: imprenditori nostrani interessato ad acquistare Alitalia, dopo l'uscita di scena dalla trattativa di Air France. Medaglia d'argento per Silvio Berlusconi, protagonista di un pesante attacco nei confronti dei sindacati. "Il fallimento della trattativa Alitalia-Air France - dichiara il leader del Pdl ai microfoni dei notiziari nazionali - deve essere attribuito alle parti sociali,
Petruccioli
non molla la poltrona Rai ( da "Opinione, L'"
del 28-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "La Rai non è come l'Alitalia - ha azzardato -. Vi assicuro che i dipendenti della compagnia di bandiera farebbero l'Oktoberfest a Fiumicino. Per fortuna i nostri conti stanno molto meglio. E poi siamo talmente sotto i riflettori che non sarebbe possibile un tale disastro.
L'Europa
vede crepe nel prestito ponte ( da "Opinione, L'"
del 28-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: anche alcune compagnie aeree concorrenti di Alitalia. Prima fra tutte Ryanair, che ha annunciato una protesta formale a Bruxelles: "L'ultimo salvataggio da 300 milioni di euro di Alitalia è una beffa. Sostenere un'aerolinea nazionale inefficiente, che sarebbe dovuta finire in bancarotta, tempo fa è semplicemente illegale", ha tuonato il direttore legale della compagnia low cost,
Alitalia,
scure Ue sul prestito ponte ( da "Giornale.it, Il"
del 28-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 28 pagina 19 Alitalia, scure Ue sul prestito ponte di Redazione da Milano Sul prestito ponte di 300 milioni stanziato dal governo per mantenere in vita Alitalia pende la spada di Damocle di Bruxelles. Lo conferma il commissario europeo ai Trasporti Jacques Barrot: "Sappiamo che le autorità italiane non considerano l'intervento a favore dell'
ECONOMIA
FINANZA ( da "Stampa, La"
del 28-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Barrot minaccia sanzioni per il prestito ad Alitalia ECONOMIA FINANZA "Chi infrange le regole viene sanzionato". Lo ha detto ieri il commissario europeo ai Trasporti Jacques Barrot riferendosi al prestito ponte di 300 milioni ad Alitalia. Se si tratta di aiuti di Stato, "saremo obbligati a far rispettare il diritto europeo".
( da "Repubblica, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti Lo specchio
d'italia è sempre più rotto La secessione del Nord è un altro segnale di indebolimento
del paese. E la conseguenza più vistosa è l'affondamento di Alitalia
La nazione è più sconnessa che mai, vive soltanto nella mente d'una minoranza e
la speranza di recuperarne l'unità è diventato un pallido miraggio (SEGUE DALLA
PRIMA PAGINA) A Roma convivono almeno cinque diverse metropoli: quella dei
ruderi e delle rovine dell'impero di Cesare e di Adriano, quella rinascimentale
e papalina, quella barocca, quella dei quartieri piemontesi del nuovo regno,
quella moderna da Piacentini all'"Ara Pacis" di Meier. Queste città
si sono aggiunte e intrecciate l'una con l'altra. Certo hanno creato problemi:
di traffico, di adattabilità, di struttura urbanistica, ma hanno creato e
mantenuto un esempio irripetibile di storia, di estetica, di multipresenza che
non ha eguali nel mondo, dai Fori Imperiali all'Auditorium, lungo venti secoli
di continua evoluzione. Ad Alemanno non piace? Vorrebbe metterci le mani? In
nome del cemento palazzinaro? * * * Oggi e domani si concluderà questa
lunghissima gara elettorale con gli ultimi ballottaggi. Sei milioni di elettori
ancora alle urne, ma il senso e il risultato politico ci sono già stati due
settimane fa: Berlusconi ha vinto, la Lega soprattutto tiene in mano la partita
e ha posto il suo sigillo sui prossimi cinque anni. Molti hanno scritto e detto
che dalle urne del 14 aprile è uscito un elemento apprezzabile di maggiore
semplificazione parlamentare e di più solida stabilità. Lo specchio rotto è
stato almeno in parte ricomposto e ne emerge una visione del paese che può
piacere ad alcuni e dispiacere ad altri ma è comunque percepibile e meno
magmatica di prima. L'ho detto anch'io ma sono bastati quindici giorni per
smentire quest'unica e timida speranza: lo specchio in cui il paese dovrebbe
riflettersi è più frammentato e sconnesso di prima, la riduzione da trenta a
quattro o cinque partiti è una chimera, la nazione italiana è più sconnessa che
mai, vive soltanto nella mente d'una minoranza e la speranza di recuperarne
l'unità è diventata un pallido e lontano miraggio. Lo si vede da molti segnali:
la secessione del Nord ne è il dato più appariscente, l'affondamento dell'Alitalia ne è la conseguenza più vistosa, la regressione
missina del centrodestra ne rappresenta l'inevitabile contraccolpo cui fa da
controcanto il sussulto identitario dell'estrema sinistra. Le rauche invettive
di Beppe Grillo completano il quadro d'una società che sembra avere smarrito
ogni bussola, ogni orientamento, ogni immagine di sé, ogni memoria del suo
passato ed ogni progettualità del suo futuro. Si va avanti alla giornata senza
timone e senza stelle. * * * Berlusconi ? non il governo Prodi che non c'è più
? ha buttato nella fornace Alitalia 300
milioni presi dalle casse pubbliche per guadagnare tre o quattro mesi di tempo.
In attesa di chi e di che cosa? Alitalia non può
esser rimessa in piedi da sola. Non è una questione di soldi ma di
imprenditorialità e di dimensioni. Non esiste neppure una remota
probabilità di una compagnia aerea italiana che abbia da sola un ruolo
internazionale. Aeroflot è una compagnia regionale e statale ancor più piccola
del rottame Alitalia. Lufthansa pone condizioni ancora
più severe di quelle di Air France. Gli italiani chiamati da Berlusconi a
contribuire alla cordata patriottica si riducono a Ligresti e forse a
Tronchetti Provera. Se tra tutti e due metteranno insieme 150 milioni sarà un
miracolo. Le banche tireranno fuori un finanziamento solo se ci sarà un piano
industriale. Bruxelles non accetterà mai un aiuto di Stato per rianimare un
moribondo, l'ha già concesso una volta e non è servito a niente. Londra,
Berlino, Parigi son lì a vigilare perché una violazione delle regole europee in
un settore strategico come l'aeronautica non avvenga. Tutta questa incredibile
storia è la degna inaugurazione del Berlusconi-ter. Bossi se ne frega, il Nord
secessionista vola benissimo con i suoi aeroporti padani. Da lui Berlusconi non
avrà nessun aiuto per Alitalia ladrona. * * * Ho letto
con interesse l'intervista alla "Stampa" di Veronica Lario in
Berlusconi. Abbiamo scoperto che la signora è leghista nell'animo anche se il
14 aprile ha votato, come era logico, per il marito. Abbiamo anche appreso che
il figlio Luigi se ne infischia della politica, si occupa di finanza e gli
basta. La politica è solo imbroglio. Valeva la pena, signora Berlusconi, di
mandarlo alla scuola steineriana? Che la politica fosse solo imbroglio poteva
tranquillamente impararlo in famiglia, gli esempi domestici erano ampiamente
sufficienti. Almeno, così ci sembra ed è lei stessa che più d'una volta ce l'ha
fatto capire. * * * La signora Marcegaglia, nuovo presidente di Confindustra,
si è già guadagnata diversi Oscar: è donna, è tosta, anzi virile, ha le idee
chiare in tema di rapporti con i sindacati con il governo e soprattutto con i
suoi associati. Non mi ha affatto scandalizzato la sua colazione a Palazzo
Grazioli con il futuro presidente del Consiglio insieme a Luca Montezemolo
officiato per un ministero. Perché no? Non c'è niente di male che un
industriale diventi ministro, in Usa accade spesso ed anche in Europa.
L'ipotesi non piacerebbe affatto ai colonnelli di Forza Italia e di An. A Bossi
invece, anche su questo terreno, non gliene importa niente: lui i suoi ministri
li avrà e nessuno glieli può levare. C'è una sola cosa che non mi è piaciuta della
Marcegaglia: ha dichiarato che la Confindustria non si occuperà più di legge
elettorale né di altre questioni istituzionali, ma soltanto della sua missione
di sindacato degli industriali. Mi sbaglierò, ma è una dichiarazione grave per
chi, come me, ha sperato che prima o poi gli imprenditori italiani diventassero
una borghesia. Diventare borghesia significa avere un'idea di Paese entro la
quale collocare i propri legittimi interessi di azienda e di categoria. Bossi
ha una sua idea di Paese nord e di tutto il resto si disinteressa. Ma gli
industriali italiani non sono solo al Nord. La Confindustria di Montezemolo
sembrò avere una sua idea di Paese e si interessò di legge elettorale e di
altre questioni istituzionali. La signora Marcegaglia cambia rotta? Vuol dire
che non ha un'idea di Paese o quanto meno non ce l'ha come presidente di
Confindustria. Non crede che sia una questione riguardante la rappresentanza
degli industriali. Il suo dirimpettaio Bonanni, segretario della Cisl, la pensa
allo stesso modo. Quelli della Fiom anche. Epifani sembra di no, lui un'idea di
Paese ce l'ha come tutti i suoi predecessori da Di Vittorio a Trentin a Lama e
a Cofferati. Ma anche la Cgil sta diventando una minoranza, la sua gente nel
Nord le preferisce Maroni e Calderoli. Ecco perché dico che lo specchio è più
rotto di prima.
( da "Repubblica, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IX - Milano
L'aeroporto Orio al Serio, via all'ampliamento obiettivo 8 milioni di
passeggeri Un nuovo spazio partenze, aree commerciali, luoghi più ampi per i
controlli. Se Malpensa è in crisi dopo il ridimensionamento
causato dai tagli dei voli Alitalia, l'aeroporto di Orio al
Serio continua a crescere e ha bisogno di allargarsi. E lo fa con nuovi lavori
di ampliamento, per cui la Sacbo, la società che gestisce lo scalo bergamasco,
spenderà 15 milioni e che termineranno nel
( da "Repubblica, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Tutti i
ritardi del Paese nel rapporto del Fondo monetario internazionale sulla
competitività Ancora una bacchettata dall'Fmi "In Italia troppe tasse e
poco mercato" "L'Italia ha una delle più rigide normative di tutela
dei lavoratori" "Francia e Italia sono fra i paesi che presentano il
maggior peso fiscale" ROBERTO PETRINI ROMA - Li chiamano i
"Sea-Five", i cinque paesi mediterranei, e i tecnici del Fondo
monetario internazionale hanno cominciato a dedicare studi particolari a questo
sottoinsieme di partner dell'Unione Europea di cui fanno parte Francia, Italia,
Spagna, Grecia e Portogallo. E anche in questa "fascia del sole" il
Belpaese non brilla: tasse alte che scoraggiano gli investimenti esteri, scarsa
flessibilità del lavoro, specializzazione produttiva tradizionalmente ancorata
al settore manufatturiero. Ma quello che maggiormente allarma è che anche nel
settore del turismo, che dovrebbe vederci, secondo una convinzione diffusa,
eternamente ai primi posti, battiamo vistosamente la fiacca. Negli ultimi tre
anni la quota di turisti internazionali che approda in Italia è scesa dal 5 al
4 per cento (in questo declino ci fa compagnia la Francia), mentre Grecia,
Portogallo e Spagna (è al 6 per cento) sono in crescita. Il Fondo monetario che
cita i dati del World Economic Forum ci pone in fondo alla classifica del
Mediterraneo per spesa e presenze ed elenca una lunga lista di nostre mancanze:
restrizioni all'ingresso di capitali stranieri nel settore del turismo, scarse
strutture ferroviarie e portuali, bassa qualificazione professionale degli
addetti. Più in generale conferme giungono sulla bassa crescita della
produttività dell'Italia negli ultimi dieci anni, dal 1996 al 2006: in media
annuale è cresciuta dello 0,1 per cento mentre il Pil pro-capite ha avuto un
incremento medio dell'1 per cento a parità di potere d'acquisto. Sorprende e
preoccupa che la Grecia abbia totalizzato negli ultimi dieci anni una crescita
della produttività (+ 2,2 per cento in media) e del Pil pro capite del 3,7 per
cento in media all'anno. Del resto l'Fmi nota che la Grecia ha drasticamente
modificato negli Anni Novanta la struttura delle proprie esportazioni passando
dal tessile-abbigliamento a trasporti (soprattutto marittimi) e turismo con un
aumento del 68 per cento della quota dei servizi esportati. Una serie di dati
che sembrano fatti su misura per fare da sfondo al dibattito sulla vendita
dell'Alitalia e sul suo rilancio e aiutano a tracciare un bilancio sulla
reazione che i cinque paesi che si affacciano sul Mediterraneo hanno avuto
all'assalto dei prodotti manufatturieri dell'Esstremo Oriente. Con la Grecia,
invece, l'Italia raccoglie punteggi non lusinghieri nei fattori che determinano
l'attrattività di un paese per gli investimenti esteri: molte
restrizioni, normative del mercato del lavoro e dei prodotti e, non da ultimo,
la distanza geografica dei paesi che intendono investire nel Belpaese.
"Italia e Grecia ? spiega il Fondo - sono piazzate rispettivamente
all'82mo e al 109mo posto nella classifica dei 175 paesi analizzati dalla Banca
Mondiale per la facilità di fare business". Il resto dei punti di debolezza
è noto: l'Italia ha una delle più rigide normative di tutela dei lavoratori,
insieme a Francia, Grecia, Portogallo e Spagna. Con la Francia, sempre secondo
l'Fmi, condividiamo, il record di essere tra i paesi con il maggior peso
fiscale, del Mediterraneo, ma anche dell'Europa.
( da "Unita, L'" del 27-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Rutelli, la capitale democratica ci crede Voto decisivo oggi e
domani per il destino della città. Una corsa iniziata tre mesi fa di
Mariagrazia Gerina / Roma TUTTO COMINCIA in Campidoglio, nello studio con vista
sul Foro da cui si sono affacciati in questi anni ospiti illustri, richiamati
dalla "renaissance" romana. È il 31 gennaio, Veltroni è ancora
sindaco, ma a Palazzo Chigi si è già aperta la crisi. Rutelli va a trovar- lo.
I due stanno chiusi un'ora nella stanza da dove hanno governato sette anni
ciascuno la capitale. All'uscita non dicono nulla, ma è chiaro ormai che si
prepara il passaggio del testimone. L'abbraccio Due mesi dopo le strade del
leader del Pd e del candidato sindaco di centrosinistra si ricongiungono tra la
folla di piazza del Popolo, alla vigilia della doppia prova elettorale. Quella
piazza, fatta restaurare da Rutelli, è piena di ricordi. È lì che tutto è
ricominciato nel 2001, con la vittoria di Veltroni all'indomani della sconfitta
politica. Il leader del Pd e il vicepremier di nuovo in corsa per il
Campidoglio si stringono in un abbraccio. Alle spalle, i chilometri macinati in
giro per l'Italia o nelle periferie romane che pure hanno il loro problemi
"da non sottovalutare", ripete Rutelli. Sul palco li attende Nicola
Zingaretti, anche lui al termine di un tour in cui ha percorso in lungo e in
largo la provincia romana, territorio non facile dove è accaduto spesso che si
assottigliasse il vantaggio conquistato in città. I risultati elettorali
diranno che ha fatto un buon lavoro. Anche se non è bastato per vincere la
Provincia al primo turno. I vaffa e le rose "Guardate che è dura",
ripete Rutelli fin dal primo giorno di campagna elettorale. E da subito va a
cogliere in giro per la capitale le spine oltre che le rose. "Anche un
vaffa può servire", recita la filosofia di una campagna romana cominciata
quasi sotto-tono. Apparizioni a sorpresa sui mezzi pubblici e nei quartieri
periferici. E dito puntato su "problemi", "disagi",
"criticità". "Abbiamo dato vita a una stagione straordinaria di
cambiamenti, adesso dobbiamo portare avanti questo enorme lavoro, prendendoci
più cura anche del quotidiano", spiega Rutelli, che si presenta come
"il sindaco del giubileo", un evento che ricorda cantieri, restauri,
lavori. "Nel '93 abbiamo trovato vuoti i cassetti del Campidoglio, oggi ci
sono tanti progetti da portare avanti", dice pensando alle nuove linee
metropolitane e ai musei in costruzione. E però è sulle carenze che Rutelli ha
battuto incessantemente, promettendo più decoro, manutenzione, pulizia. E,
ovviamente, più sicurezza: tema dominante non solo degli ultimi giorni. Infine,
la casa: "Una questione sottovalutata in questo paese". Per
aggredirla, un piano da 20mila alloggi, messo in cantiere dall'amministrazione
Veltroni. E, ultima promessa prima del voto, un sostegno contro il caro mutuo
finanziato con i risparmi della pubblica amministrazione. Il filo rosso
"Come sta messo il monumento per le vittime della Storta? E il Forte
Bravetta?", si informa Rutelli: "Bisogna portarci i ragazzi e far
veder loro le immagini di Roma città aperta". Via Tasso 145, Rutelli è
ancora ministro e non ancora candidato sindaco. Ma i vecchi amici lo chiamano
già così nelle stanze del museo della Liberazione, un palazzo come tanti ma
trasformato in prigione e luogo di tortura dai nazisti. "Ti ricordi il 25
aprile del '94? Berlusconi aveva appena vinto le elezioni e tu invitasti tutta
la Roma anti-fascista qui davanti a via Tasso?", lo accoglie Elvira
Palladini, memoria vivente del Museo. La Resistenza è un filo rosso dal primo
all'ultimo giorno, di nuovo 25 aprile in piazza, mentre Berlusconi a Palazzo
Grazioli riceve il nostalgico Ciarrapico. Rutelli indossa il fazzoletto che
ricorda le vittime delle Fosse Ardeatine. Un ricordo personale, spiega lui. È
la stessa cosa che dice il suo avversario della celtica che porta al collo.
Insieme. È a Borgata Finocchio, estrema periferia Sud-Est, che Pd e Sinistra
Arcobaleno si danno la mano "per il bene della città". Chilometro 18
della via Casilina, fino a pochi anni casa dell'ecomostro della Banda della
Magliana. Confiscato e abbattuto per costruire la Collina della Pace dedicata a
Peppino Impastato. È proprio lì sotto il palco da cui il candidato sindaco del
Pd rilancia le ragioni della periferia accanto a Patrizia Sentinelli,
sottosegretaria agli Esteri con delega sull'Africa nel governo Prodi,
richiamata a Roma per la campagna amministrativa più importante. In gioco il
colle romano dove il centrosinistra non si è mai diviso. E una visione della
capitale come città aperta, tollerante, solidale. "Damose da fa", è
lo slogan con cui Rutelli ha aperto ufficialmente la sua sfida il 18 febbraio.
Preso a prestito da papa Wojtyla. Anche se come sindaco il modello è il
laicissimo Ernesto Nathan. Ma la mobilitazione non è mai stata così alta come
nelle due ultime settimane in cui le vicende nazionali sono
entrate in modo dirompente nella campagna romana: dall'avanzata della Lega alla
crisi dell'Alitalia allo strapotere di Berlusconi. "La capitale non ha bisogno
di uno scendiletto ma di un sindaco dalla schiena dritta", ringhia
Veltroni. "Non un voto deve andare disperso", ripete il candidato
sindaco, attorniato dai big, prima impegnati nella campagna nazionale.
"Riportiamo tutti a votare - recita il suo ultimo appello - e diciamolo
chiaro anche a chi non ci hanno votato al primo turno: non lasciamo Roma nella
mani di questa destra nera e cupa".
( da "Unita, L'" del 27-04-2008)
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l'edizione del Alemanno ha lanciato il prossimo direttore della Festa del
Cinema di Roma: sarà il regista Pasquale Squitieri. Grande artista, coniugato
con la splendida Claudia Cardinale, già senatore mancato nel 1996, recentemente
in prima fila a Piazza Farnese ad applaudire Giuliano Ferrara pro-life. Peccato
che il suo pensiero sull'evento da presiedere sia il seguente: "Il cinema
italiano è morto, finito, non esiste più. Non capisco la Festa del cinema a
Roma. Impossibile, incomprensibile, festeggiare un morto" (Adnkronos del
19 aprile). Legittima riflessione, per carità, ma insistere nel destinarlo
all'incarico sarebbe come spedire un cacciatore al ministero dell'Ambiente.
Sarà per questo che il nome di Squitieri è piombato in un silenzio tombale.
Francesco Storace si è dissociato: "Non si rimuova Bettini. Non tagliamo
le teste, non facciamo tabula rasa". E lo stesso Alemanno ha tentato la
retromarcia: "Nessuno spoil system, premieremo solo il merito". Anche
per non alimentare un tormentone parallelo al dualismo Fiumicino-Malpensa sul caso Alitalia: il
ridimensionamento della kermesse romana a vantaggio della più nordica Mostra di
Venezia. Qualche giorno fa, a tarda sera, lo sceneggiatore Vincenzo Cerami e
l'attore Luca Barbareschi dibattevano di cultura in tv. Ospiti di "Punto
di vista", la rubrica del Tg2 dove Berlusconi ha suggerito alla graziosa
precaria di sposare il figlio (indovinate quale) di un milionario.
Barbareschi offre la sua ricetta per risollevare le sorti del teatro: "A
Roma c'è stata un'eccessiva offerta di spettacoli gratuiti. Questo ha
danneggiato le sale teatrali. Tutti hanno i soldi per andare a teatro. Il
pubblico deve pagare, gli spettacoli devono essere a pagamento". Legittima
opinione, per carità. Basta tenere conto che potrebbe diventare realtà, visto
che Barbareschi è stato eletto deputato con An e si è autocandidato a fare
prima il ministro ai Beni Culturali, poi il sottosegretario, poi almeno il
capogruppo in Commissione Cultura della Camera. Ed è uno dei consiglieri di
Alemanno, uno degli uomini che con Squitieri, in caso di vittoria del
centrodestra al ballottaggio, plasmerebbe la vita culturale capitolina. Del
resto entrambi sono tradizionalmente vicini ad An. Tutti e due sono stati
testimonial della no stop "Roma cambia, la cultura incontra Alemanno"
promossa dall'aennino Fabio Rampelli. Del resto, il regista napoletano ha
chiarito: "Accetto l'incarico offertomi da Alemanno in nome di qualcosa di
veramente nuovo e forte che vuole fare nella nostra città". Due
dichiarazioni, da Squitieri e da Barbareschi, legate da un filo: Roma. Quale
volto avrebbe la Festa del Cinema sganciata dalla "ditta"
Veltroni-Bettini-Rutelli? Proseguirebbero le Notti Bianche? O la gratuità
verrebbe considerata una minaccia, anziché un traino, agli introiti del
settore? Anche questi interrogativi sono legittimi. Non è questione di red
carpet, di passerelle rosse, di polvere di stelle come Harrison Ford a
colazione all'Hotel de Russie o George Clooney a cena alla Città del Gusto (per
quanto, anche l'occhio vuole la sua parte...). La Festa del Cinema è
un'industria ormai rodata. La prossima edizione si terrà dal 2 all'11 ottobre e
sarà la quarta di un ciclo in crescita: 600mila i visitatori nel 2007 (rispetto
ai 480mila del 2006), 120mila i biglietti emessi di cui 30mila ingressi liberi,
670 le proiezioni complessive, 170 gli sponsor, 2631 i giornalisti accreditati.
Un sistema che richiede impegno per essere tenuto in piedi. Il futuro non
impensierisce invece Marcello Veneziani, intellettuale critico del
centrodestra, che in entrambe le sortite vede delle boutade: "Quello di
Squitieri è un paradosso. La morte del cinema italiano è cosa che, nei colloqui
tra persone di spettacolo, si discute spesso. Mentre Barbareschi in linea di
principio ha ragione. Con la gratuità si svalorizza il teatro". Veneziani
tuttavia ha lo sguardo più complessivo: "C'è l'aspetto di promozione
sociale, di chi non può avvicinarsi al teatro pagando di tasca propria. Bisogna
trovare la quadratura del cerchio tra dato sociale e valorizzazione
dell'offerta". Lo scrittore auspica la discontinuità per sciogliere
"l'incombente cappa ideologica che fa da sottofondo a certo cinema
impegnato". Ma non si augura in nessun caso il ridimensionamento né minore
attenzione per gli eventi romani. Suggerimenti al tandem Squitieri-Barbareschi?
Veneziani invita a volgere in positivo le provocazioni: "Rifondino il
cinema italiano e diano valore al teatro rendendolo sempre prezioso, mai
banale". Noi, nel nostro piccolo, non vorremmo che a Roma finisse come
nello spot: "No George, No Party".
( da "Unita, L'" del 27-04-2008)
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l'edizione del Generali, tra Bernheim e Algebris scontro in assemblea La
governance al centro delle polemiche. Per il collegio sindacale la lista del
fondo si ferma al 3,6% di Laura Matteucci / Milano SCONTROAlla fine il
preannunciato terremoto in casa Generali è rientrato, e il presidente Antoine
Bernheim può tirare un sospiro di sollievo. Il presidente del collegio
sindacale delle Generali sarà Eugenio Colucci, candidato di Assogestioni e appoggiato
anche da Bankitalia, mentre non passa la lista (e la linea) del fondo Algebris,
che da mesi ha mosso battaglia a Bernheim, e che ieri ha anche votato contro il
bilancio 2007 (comunque approvato). Alla fine Algebris non riesce a conquistare
un posto nel collegio sindacale delle Generali (Benetton si è astenuto). Ma lo
scontro è stato duro, lungo (circa nove ore di assemblea, un vero inedito) e,
soprattutto, diretto. "I nostri rilievi alla governance sono in linea con
le considerazioni della Banca d'Italia". "Non siamo qui per lezioni
di management". È una parte del botta e risposta tra il numero uno di
Algebris, Davide Serra, e il presidente di Generali, all'assemblea del Leone,
ieri a Trieste. Serra, appoggiato da più di 220 investitori, è convinto che se
Generali fosse gestita meglio arriverebbe a un utile superiore ai 4,5 miliardi.
Bernheim respinge l'attacco: "Le Generali sono molto ben gestite. Che cosa
volete di più?". "Certo - continua - possiamo fare progressi, ma non
possiamo accettare questo tipo di critiche, che spesso vengono dirette a chi
lavora bene. E oltretutto non sono state seguite dai mercati, visto che il
titolo ha perso meno di quello dei competitori". Il patron della Tod's
Diego Della Valle cerca di sedare gli animi, appellandosi "ai ragazzi di
Algebris": "Facciamo qualcosa di costruttivo per il paese". Dopo
nove ore tra polemiche e persino la sospensione dell'assemblea (altro inedito
per il Leone triestino) prima del voto, alla fine l'annuncio della nomina di
Colucci. La lista numero uno, presentata dal cda, ha ottenuto il 53,69% del
capitale presente, pari al 23,49%. La lista di Algebris ha ottenuto il 3,6% del
capitale sociale e l'8,31% del capitale presente. La lista di Assogestioni ha
ottenuto il 29,32% del capitale presente e il 12,28% di quello sociale. Un
risultato previsto, soprattutto dopo che la Banca d'Italia aveva preannunciato
di appoggiare la lista dell'associazione che riunisce le società di gestione
risparmi. Ma Algebris, che pure alla fine si dichiara "contenta" della
nomina, minaccia ricorsi legali: il fondo di Davide Serra aveva sollevato
perplessità sui requisiti di uno dei candidati della lista di Assogestioni e
inviterà gli azionisti di minoranza a chiedere i danni alla compagnia. Quanto
alle linee strategiche, "non sappiamo se le due compagnie assicurative in
Royal Bank of Scotland sono in vendita, ma saremmo interessati", dice
Bernheim. "Se dovessi fare acquisizioni importanti in contanti - continua
- o con azioni sarebbe necessario un aumento di capitale, ma non siamo sicuri
che sia il caso di farlo in questo momento". Su Alitalia, Bernheim sostiene che il gruppo non sia mai stato contattato.
La raccolta premi è stata di 12 miliardi nel ramo Vita e di 7 miliardi nel ramo
Danni, con una crescita del 5% rispetto allo scorso anno senza tener conto di
Intesa Vita.
( da "Unita, L'" del 27-04-2008)
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l'edizione del PINO GIGLIOLI Parla uno steward "Le
condizioni per chi è in volo sono diventate difficilissime" / Roma Da poco
più di quindici anni in Alitalia, è uno dei tanti ragazzi entrati in azienda (il nome è un altro)
più per la semplice ricerca di un lavoro che per pura passione: "Quando
sono arrivato io, le vecchie favole sulla possibilità di scoprire gli angoli
del mondo, attraverso i voli, erano già finite da tempo". Perché?
"Dai primi anni 90 le ore di lavoro sono aumentate a dismisura: dalle 55
al mese dei miei primi periodi, siamo giunti alle 85 di questi ultimi
tempi". Beh, rispetto alle 36 ore settimanali di un operaio... "Il
suo è l'errore che fanno tutti quelli che prendono in considerazione solo le
ore di volo: oltre al viaggio c'è anche l'imbarco, lo sbarco e l'attesa della
pulizia del mezzo. Sta di fatto che le ore vanno moltiplicate per 2,5 come da
accordi con l'azienda". E questo come si è ripercosso sulla vostra salute?
"Nei primi anni 90 girava un documento che attestava la vita media di chi
lavorava su un aereo intorno ai 70-75 anni. Adesso faccia lei i
calcoli...". Anche lei ha delle patologie? "Sono otto anni che
combatto con lo schiacciamento di due vertebre". E lo stipendio? "Ora
non sto volando, quindi si è dimezzato: intorno ai 1.300 al mese. Ma le
assicuro che non ho nessuna intenzione di tornare a bordo, non era più
vita". Di tutta questa faccenda, cosa la colpisce di più? "Tanti
aspetti, in particolare la consapevolezza di avere dei colleghi in volo e a
terra straordinari. Abbiamo un hangar per la riverniciatura tra i primi
d'Europa e piloti provenienti dall'areonautica che non sa quante volte ho
ringraziato per essere stati in grado di uscire da situazioni di volo
impossibili. Mi domando come possa fallire un'azienda così". al.fer.
( da "Unita, L'" del 27-04-2008)
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l'edizione del "Torino sta alla Fiat, come Roma all'aeroporto di
Fiumicino", un'equazione semplice, lanciata nei giorni scorsi dal leader
del Partito Democratico, Walter Veltroni, che racchiude in se un elemento
preoccupante: se cade l'Alitalia l'intera Capitale ne
risentirà. In maniera drammatica. E non solo per l'occupazione
"diretta", ma anche per l'indotto "che tocca più di 30mila
persone. Secondo uno studio fatto anni fa dall'Università di Bologna per ogni lavoratore
diretto, ne corrispondono due indiretti" spiega Mario Guerci, della Filt
Cgil romana. Quindi catering legati ai vettori, addetti alle pulizie, supporti
alle manutenzioni, attività di pista, attività di supporto. E ancora fornitori,
fornitori dei fornitori, lavoratori interinali ("Ad esempio, vicino
Latina, c'è una fabbrica che da anni realizza le poltrone dei nostri
aerei" spiega Guerci). Per non parlare di tutti quei servizi legati
direttamente al traffico aereo come i vari rent (dalle automobili al noleggio
con conducente fino ai taxi), i parcheggi, la ristorazione, le strutture
alberghiere fino alla stessa Fiumicino città. Servizi che quest'anno hanno visto comunque aumentare il traffico di Alitalia (+0.7%), nonostante siano state ridotte le frequenze (-0.7%).
"Anche se un calcolo economico vero e proprio è quasi impossibile farlo, è
certo che la crisi Alitalia provocherebbe un effetto domino incontrollabile" continua
Guerci. In un periodo, poi, nel quale Roma sta realizzando il suo primo polo congressuale
dell'età moderna, in grado di competere con gli altri delle grandi città
europee: la "Nuvola" di Fuksas che interagirà con la Nuova Fiera di
Roma. Basta pensare che solo a Barcellona esistono già tre strutture in grado
di ospitare, ognuna, congressi di 3mila persone: vuol dire circa 9mila
non-turisti in un solo giorno. Tanto che nel solo 2005, con l'apertura del
Centro Congressi "CCIS", intorno "spuntarono" catene
alberghiere con più di 3mila posti letto. Con il beneficio di aeroporto e
compagnia aerea. al.fer.
( da "Unita, L'" del 27-04-2008)
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l'edizione del MASSIMO CELLETTI Parla un tecnico della revisione motori
"Intercettare il mercato di Nord Africa e Oriente" / Roma "Sa
qual è il paradosso?"; "no, dica"; "Che ancora adesso, a
mezzo servizio, facciamo paura". Massimo Celletti, 42 anni, sposato con
figlio e un mutuo quindicinale a carico, lavora alla revisione motori. E a sentire nominare Alitalia
esplode... Come? "La posizione di Fiumicino è strategica, potremmo
intercettare tutto il mercato del Nord Africa e del Medio Oriente, eppure non
lo facciamo". Cosa intende? "Vede, quando siamo nati, come reparto
dedicato alla costruzione di motori, eravamo in espansione. Poi, le
congiunture politiche, hanno bloccato i piani fino a quando, nel 2003, il 40%
dell'azienda e passata nelle mani di Lufthansa". E i tedeschi...
"Niente, anche loro non hanno potuto fare nulla. Pensi che secondo il
programma, entro quest'anno, dovevamo arrivare a produrre 180 motori l'anno:
siamo fermi a 60". Beh, allora non mette tanta paura ai concorrenti...
"Ribadisco, è vero che Air France di motori ne produce
( da "Unita, L'" del 27-04-2008)
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l'edizione del "Alitalia può ritornare una
risorsa per Roma" LO SPETTRO del fallimento che peserebbe in modo
eclatante su tutta l'economia di Roma e i margini strettissimi in cui si è svolta
la trattativa con Air France. La Cgil: non spetta a noi fare piani industriali,
ma il rilancio ci può essere a cominciare da Az Service e dalle grandi
potenzialità di manutenzione e riparazione M onsieur Malaussene pare sia salito
su un volo Alitalia, con i panni della Cgil. "È
un continuo, tutti indicano i sindacati come responsabili della crisi, come se
fossimo degli irresponsabili, quando noi abbiamo firmato accordi come quello
del 2004, con 2mila esuberi, che c'hanno messo contro parte dei nostri
iscritti", afferma Walter Schiavella, Segretario Generale della Cgil Roma
e Lazio. Eppure il ruolo del protagonista dei libri di Pennac,
l'impersonificazione contemporanea del capro espiatorio, quasi tutti l'hanno
assegnato alle confederazioni: sono loro che non hanno voluto trattare, solo
loro che non hanno una visione complessiva dei fatti, sono loro che non
capiscono le leggi del mercato, e via così. Anche se, calendario alla mano, Air
France se n'è andata dopo la vittoria di Berlusconi alle elezioni; mentre
aumentano le nubi sui circa 16mila dipendenti di Alitalia,
quasi tutti legati a Roma. "Non abbiamo voluto trattare? E come potevamo,
quando abbiamo ricevuto il piano di Air France solo il 18 marzo dopo mesi in
cui sollecitavamo qualche lume sulla vicenda!" rivela Mario Guerci,
segretario della Filt Cgil romana, considerato un po' la memoria storica della
compagnia di bandiera italiana. Lui snocciola dati, vicende, amministratori
delegati, nomi di lavoratori, numero di lavoratori, ruoli, mansioni, come fosse
un juke-box ragionato: basta indicare un mese di un anno "X", con
argomento desiderato, ed ecco la risposta. Senza esitazione. Così, per individuare il punto di partenza della parabola discendente
di Alitalia, la data è "il 1996: allora il Governo diede circa 2mila
mld di lire per la ricapitalizzazione", solo che l'Unione Europea
interpretò quei soldi come "aiuti di Stato" e impedì all'Alitalia alcune operazione come l'acquisto di vettori. Una mossa,
quella della Ue, probabilmente "stimolata" delle grandi compagnie
europee per evitare la concorrenza di un gruppo in crescita (sì, in
crescita...), al quale rispose il Governo italiano con il ricorso all'Alta
Corte Europea. Un ricorso vinto, ma nel 2000, con la china a scendere oramai
imboccata e un assetto europeo mutato: "Con il susseguirsi di
Amministratori Delegati (Uno come Zanichelli lo sarà per circa 2 mesi, ndr) che
hanno solo pensato agli esuberi, e mai a un reale piano di rilancio - afferma
Guerci -. Manager come Cimoli che sono andati via da un'azienda disastrata con
una liquidazione clamorosa", in molti dicono vicina ai 5mln di ero. Mentre
"noi, oltre a cercare di mediare le continue richieste aziendali, abbiamo
sempre sollecitato i manager a guardare più avanti per ridare all'Italia la sua
compagnia - dice Schiavella -. Siamo noi che da tempo parliamo di alleanze
straniere per non trovarci soli e schiacciati. Ma..." conclude Schiavella.
Ma una trattativa si è svolta, e a ridosso delle elezioni, con un clima
alterato dalle varie posizione politiche che hanno moltiplicato l'accento sulla
vicenda. Sta di fatto che "Alitalia è diventata
oggetto di campagna elettorale, con un Governo che ha fatto cadere le scadenze
tassative "sotto voto", quando poi tassative non lo sono più state. E
pensare che il 31 dicembre ci hanno detto: "o si firma o fallisce",
mentre ora c'è il prestito ponte. Non poteva esserci allora?". Fermo
restando che i francesi non sono "scappati per noi, se ne sono andati dopo
che Berlusconi ha vinto le elezioni" conclude Schiavella. Con l'Alitalia che è sempre più un paradosso: se vola perde soldi;
se non vola perde soldi. E con gli hangar dedicati alla manutenzione che
restano vuoti, nonostante "le continue richieste dall'Italia e dall'estero
- spiega Guerci -. Solo che nessuno le accetta. Ancora adesso, le nostre
maestranze, sono le più forti e ricercate del mondo, i nostri capannoni hanno
delle tecnologie all'avanguardia, completamente ferme". Con dati che danno
il mercato mondiale della MRO (manutenzione, riparazione e revisione) come il
vero elemento strategico delle compagnie con una crescita annua pari al 3,8% da
qui al 2016. Ma, in Italia, a nessuno pare interessare... di Alessandro
Ferrucci.
( da "Giornale.it, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 101 del
2008-04-27 pagina 2 Perché, professore, non si dimette da Tursi? "Ora
provo, poi vedremo" di Redazione Gli ingegneri ignorano il leader
Berlusconi Caro Massimiliano, il numero 334/08 della rivista L'ingegnere
Italiano, del Consiglio Nazionale Ingegneri riportava uno Speciale elezioni,
con "11 domande ai leader sul futuro del paese". In copertina
campeggiavano le foto dei leader intervistati. Il testo specifica che l'ordine
di apparizioni, sia per le foto sia per le interviste, seguiva l'ordine
alfabetico: Pd, Pdl, Sc, Udc. Già qui si potrebbe citare la scusatio non petita
accusatio manifesta, in quanto l'ordine alfabetico non è l'unico ordine
possibile, pertanto suona tanto di giustificazione pelosa. L'apertura con il
Pd, essendo il Pd il maggior partito del governo in carica, non era infatti
bisognosa di giustificazioni. Quello che sarebbe comico, se non fosse tragico,
è che tra i leaders manca quello che ha vinto! E sì, perché i fotografati ed
intervistati sono Veltroni, Fini, Bertinotti e Casini. Trascuriamo il fatto che
la figura del "candidato premier", che ha spopolato in questa campagna
elettorale, è un figura inesistente dal punto di vista giuridico. Resta
comunque che il leader del Pdl non è Fini, ma Berlusconi, tra l'altro
l'indicazione di Berlusconi leader è stata uno dei punti di maggiore frizione
con l'Udc, che poi è corsa da sola. Evidentemente a qualcuno in seno all'Ordine
degli Ingegneri la discesa in campo di Berlusconi deve essere sfuggita.
Qualcuno per cui il risveglio del 22 aprile deve essere stato particolarmente
amaro. Cari saluti Giulio Gennaro Il "suicidio" annunciato di Portovenere
Caro Massimiliano, hai fatto di nuovo centro e il fatto che dal 15 aprile
valanghe di cittadini con ogni mezzo (lettere, fax, e-mail, telefonate) abbiano
riconosciuto te e i tuoi collaboratori quali co-artefici della splendida
vittoria del Popolo della libertà in Liguria, la dice tutta. Hai ragione, uniti
si vince, ma non solo, si vince quando ci si riappropria del territorio, quando
si scende per strada in mezzo alla gente e, cito ad esempio una frase di
Raffaella Della Bianca, pioniere di Fi: "Meglio al mercato, che sui
giornali". È così! Poi però succede che le stesse regole non valgono in
periferia, dove riusciamo a perdere anche in periodi di vacche grasse. Perché?
Semplice, perché ripetiamo sempre gli stessi errori, perché non ci sono regole
e contano quelli che dicono sempre di sì, quelli che fanno più telefonate,
quelli che chiedono di più. I dirigenti guardano ai numeri e cancellano le voci
fuori dal coro, quelli che loro pensano siano le minoranze. Ma non basta fare
il pieno di coordinatori comunali, piazzare in ogni posto i propri fedelissimi
e avere il partito in mano, perché gli elettori sono fuori dalle stanze dei
partiti. Nel caso di Portovenere poi, si è voluto perdere o per arroganza e
pervicacia, mettendo da parte soprattutto i simpatizzanti del Pdl,
considerandoli elettori certi: un suicidio annunciato che i dirigenti non hanno
voluto ascoltare, rimandando la discussione al 15 aprile. Ora speriamo di
poterne discutere, prima che passino altri cinque anni. Un saluto. Riconosciamo
i meriti dei Circoli della Libertà Non possiamo che essere contenti del
risultato uscito dalle urne alle scorse elezioni politiche e noi dei Circoli
della Libertà, espressione della società civile e precursori del Popolo della
Libertà, accampiamo un piccolo merito e un rilancio della partita. Proseguendo
sulle riflessioni del dopo-voto non c'è dubbio che l'elettorato sammargheritese
di centro destra ha dato lo stesso segnale di protesta e di malcontento sul
governo della cosa pubblica anche locale. Ora far finta di niente e rilanciarsi
attraverso un'operazione di lifting sull'operato di questa amministrazione
facendolo apparire un progetto credibile e realizzato mi sembra davvero
eccessivo e non corrispondente a quello che la gente comune ha percepito.
Proseguire in questo strabismo non è solo un problema di carattere estetico, ma
soprattutto funzionale. Il fatto che il Sindaco possa riproporre la sua
candidatura fa parte del gioco ma che alcuni esponenti provenienti dal centro
destra continuino ad appoggiare un governo il cui leader viene collocato
nell'area di centro sinistra vuol dire portare tutto il popolo del centro
destra nella spirale della miopia politica e della futura cecità. Questo ci
sembra inaccettabile! Cordiali saluti. Patrizia Lupino Presidente Circolo della
Libertà di Santa-Portofino Dopo i bracciali antistupro le cinture di castità?
Dopo la batosta delle Elezioni Politiche del 13 e 14 Aprile u.s. la sinistra
non si è ancora convinta che gli Italiani sono stufi, anzi arcistufi di vederli
ed ascoltarli. Ancora oggi essi si ostinano a riproporsi come candidati. Non
hanno ancora finito di raccontare i loro programmi da sempre velati di buonismo
e falso sociale. Oggi quel falso sociale è offerto ai Romani. Il vero sociale è
invece offerto ai Romeni ed ai Rom. Pertanto per non togliere ai Romeni ed ai
Rom i loro sacrosanti diritti di libertà il Candidato Sindaco di Roma Signor
Francesco Rutelli vorrebbe fornire le signore Romane di un braccialetto
elettronico con il quale esse dovrebbero segnalare tentativi di violenza nei
loro confronti ad una centrale operativa così che si possa intervenire in loro
aiuto. Se la violenza non venisse sventata, dico io, la colpa sarebbe del
disastroso stato delle strade romane e dal caotico traffico automobilistico
capitolino. Mi chiedo per quale ragione tanto calore nel sostenere questa
proposta. Siamo, forse, alla nascita di una braccialetto-poli? Qualche signora
Romana potrebbe preferire che il congegno elettronico di allarme venisse
inserito in una collanina magari firmata dallo stilista di turno. In questo
caso ritengo che Rutelli non avrebbe problemi ad iniziare un confronto con
Prc-Pci-Pcdl-Verdi-Tarzan -Jane e Cita visto la grande disponibilità da sempre
dichiarata per il dialogo infinito al quale ci hanno abituato. Caro Rutelli
voglio esprimere un mio modesto, disinteressato, parere. La vera sicurezza
contro violenze e stupri alle Signore Romane si potrà ottenere solo nel caso
esse siano fornite di cinture di castità comunali. Quelle cinture dovrebbero
essere fornite di lucchetti, le chiavi custodite dal Signor Sindaco e
rilasciate solo in caso di legittima richiesta e appr Previa richiesta scritta
e marca da bollo... si intende! L'altro candidato Sindaco al Comune di Roma il
Signor Alemanno, chiede invece l'allontanamento degli illegali, e mi pare più
credibile essendo quella la richiesta della stragrande maggioranza dei
pensanti. Vito Cafueri Savona L'esanime governo Prodi e le scelte da ultima ora
Caro dottor Lussana, il governo in-via-di-estinzione di Romano Prodi, dopo la
"trombata" in Senato, aveva titolo soltanto per sbrigare gli
"affari correnti" fino all'insediamento del nuovo Premier. Ha
cominciato col riconoscere, seduta stante, la secessione del Kosovo, ha
continuato a voler concludere, ad ogni costo, anche quello
di pagare invece di essere pagati, la vicenda Alitalia. Oggi
apprendiamo che nel frattempo, Prodi ha ufficializzato ben 123 nomine nella
Pubblica Amministrazione, 34 di esse solo alla Farnesina, tra cui 8
ambasciatori. Tutto ciò, evidentemente, per non essere tacciato di prendere lo
stipendio a sbafo. Se avessero messo lo stesso impegno a cominciare
dall'Aprile 2006, forse si starebbe un po' meglio.... Cordialmente. Luigi
Fassone Camogli Invito a cena con rima per chi va alla Camera Caro dottor Lussana,
questa è una fantasia su alcuni deputati alla Camera. Un racconto surreale ma
non troppo. Mi faccio largo tra i Bossi e intravedo le Mura aldilà della Costa.
Spunta Dal Lago una Brunetta(?): sarà La Russa?. Dicono sia una donna di
Ventura, Stanca ma Speciale: forse siamo anche Parenti ma non Brutti. Tutto
intorno non si sente volare una Mosca. Lei si avvicina, ha con se una
Pecorella, rasenta la Fontana, avanza e noto i suoi lineamenti Fini, constato
che è una bella Rossa!! Già mi sento un Corsaro, gli offrirò un Martini,
l'inviterò a pranzo, piatto unico con due Pollastrini contorno di Ciccioli con
qualche Fava. Adornerò il tavolo con dei Garofani, saremo rilassati e Sereni.
All'aperto seguiremo il volo di una Colomba osservando un Merlo che Beccalossi.
Attorno non ci saranno Gatti a rompere i Maroni, con Galan/teria gli farò
omaggio di un paio di Balocchi. Termineremo la giornata osservando il calar del
sole laggiù fra Tremonti. Sergio Crocco © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 101 del
2008-04-27 pagina 0 Walter teme la resa dei conti: non mi spedirete in Africa
di Laura Cesaretti Il segretario lancia segnali preoccupati e avverte:
"Guai a tornare indietro sul rinnovamento. Il futuro non può essere il
passato" da Roma A Roma si aprono le urne, e nel Pd di Walter Veltroni
parte la chiamata alle armi. Dopo alcuni giorni di "letargia"
post-elettorale (l'accusa è di un suo fan in partibus infidelium, Giuliano
Ferrara), il leader del Pd prova a dare una scossa al partito, e ad avvertire
amici e compagni che non ci starà a fare il capro espiatorio e a subire
commissariamenti e rese dei conti. Lo fa alla vigilia di appuntamenti interni
cruciali: domani ufficio politico (caminetto dei maggiorenti) e assemblea dei
gruppi parlamentari, che dovrà discutere dei futuri capigruppo. In campo c'è la
candidatura pesante di Bersani, che cerca di smarcarsi dall'etichetta di "dalemiano": "Ma quali cordate, lasciamole ad Alitalia", dice. Ma Veltroni non ci sta. I suoi sono chiari:
"Bersani sa che quello di D'Alema è un abbraccio mortale, perchè la nuova
base parlamentare non ne vuol più sapere di correnti. Ma non basta smarcarsi:
la sua candidatura è letta come una mossa contro il segretario. E se si
vuole andare allo scontro noi siamo pronti a contarci". Veltroni esplicita
il suo tentativo di mediazione: congelamento di Finocchiaro e Soro fino alle
Europee, poi si "ridiscuterà". E conta sul fatto che il fronte
dalemiano è spaccato: Anna Finocchiaro vuole la riconferma e Fassino gioca in
proprio, da aspirante candidato. E' presto per capire come finirà, e non si può
prescindere dai risultati di Roma. Intanto Veltroni e Bettini avvertono:
"Guai a tornare indietro". Perchè "l'ultima cosa da fare è
pensare che il futuro sia un ritorno al passato", dice il leader. Il suo Pd
non è "un partito di sinistra camuffato". Ed esiste "una nuova
generazione di dirigenti che deve assumere responsabilità di primo
livello", e che non può "essere soffocata da un gruppo dirigente
indisponibile a questa operazione di rinnovamento". E l'intervista di
Veltroni all'Unità è un chiaro messaggio interno del suo partito, soprattutto
all'apparato dalemiano, alla vigilia di un ballottaggio che rischia di essere
esiziale per la sua leadership. Ma lui nega: "Sarebbe vero se fossi stato
candidato sindaco". Se sconfitta sarà, il loft è intenzionato a
"tenere botta", come annuncia Bettini. Veltroni non ci sta a farsi
mandare in Africa, come gli preconizza Berlusconi ("Ma non rispondo alle
battute da bar", dice lui) e come nel fondo del suo cuore spera qualche
big. Che il segretario ce l'abbia innanzitutto con la linea incarnata da
D'Alema trapela non solo da quell'invito rivolto agli stati maggiori Pd:
"Meno gruppi di potere, meno presunzione, meno autoreferenzialità",
ma anche dall'attacco esplicito contro il quotidiano diretto da Antonio Polito,
il Riformista: "Vende 2000 copie e fa la spiega a noi che abbiamo preso 12
milioni di voti? Pensi a vendere di più...". E proprio dalle colonne del
Riformista risponde per le rime al dalemianissimo Roberto Gualtieri, che smentiva
le illusioni "consolatorie" di Veltroni sul risultato del Pd
("fragile"), e soprattutto invitava ad un cambio di strategia di
opposizione: invece di "privilegiare il dialogo con Berlusconi per
consolidare il bipartitismo coatto", meglio costruire "un asse privilegiato
con Casini (ma anche con la Lega) per favorire una maggiore articolazione del
sistema politico e costruire un blocco alternativo al centrodestra e capace di
intaccarne la constituency". Perfetta sintesi della strategia dalemiana,
che Bettini si incarica di liquidare: sarebbe ora di "spazzare via ogni
illusione" che le risposte si costruiscano "attraverso la manovra
politica", perché si è visto come è andata a finire a stare appresso a
D'Alema: "Coalizioni infinite e sfarinate, tatticismi sapienti, furbizie
mirabolanti", e Berlusconi trionfante. Segue chiamata alle armi, appunto:
ieri era tutto un fiorire di dichiarazioni di sostegno alla linea da parte di
dirigenti della leva veltroniana: da Martella a Orlando, da Nicolais a Vitali.
Ma la battaglia vera deve ancora iniziare. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Alitalia
DIETRO L'INIZIATIVA,
IL CONSIGLIERE DI BERLUSCONI BRUNO ERMOLLI Alitalia, martedì
incontro fra sindacati e cordate La trattativa prova a decollare tra voci e
mezze smentite [FIRMA]LUIGI GRASSIA Appuntamento a dopodomani presso uno studio
legale, per parlare di Alitalia con le nuove cordate che si candiderebbero a rilevarla: secondo
la voce che circolava ieri, ai sindacati sarebbe arrivata questa offerta da
parte di rappresentanti del futuro governo, in particolare di Bruno
Ermolli su incarico di Silvio Berlusconi. Interpellate al telefono, le fonti
sindacali non confermano la notizia in questi termini, con data e luogo, però
ammettono contatti informali. Uno dei presunti invitati dovrebbe essere (si
suppone) il segretario della Fit Cisl Claudio Claudiani, che dice: "Siamo
stati sollecitati soltanto a qualche ragionamento telefonico. A noi interessa
capire quale sarà il perimetro della futura Alitalia,
quale il network delle rotte, quale la flotta. Se siamo disponibili ad
accettare sacrifici per far sopravvivere l'azienda? Il sindacato ha già gestito
tante ristrutturazioni e non teme i sacrifici in sé. Purché siano proposti
assieme a un piano credibile di rilancio". Un altro dei presunti invitati
(che non vuole essere citato) a sua volta non conferma che sia stato fissato un
incontro, ma dice che quando ci sarà un abboccamento prenderà la forma di cui
si vocifera, "perché ad esempio i contatti con Tpg erano avvenuti
così". Anche all'Anpav (assistenti di volo) fanno i misteriosi e il
vicepresidente Claudio Bonito dice di non poter "né smentire né confermare
un eventuale incontro/confronto, visti anche gli obblighi di riservatezza
dovuti ai potenziali acquirenti del pacchetto di controllo di Alitalia". Chi dà più particolari sui contatti in corso
(ma a sua volta senza confermare né smentire l'incontro di martedì) è il
comandante Roberto Spinazzola, segretario generale dell'Unione piloti:
"Parliamo con la cosiddetta cordata del Nord e con quella del Centro, che
fra l'altro adesso stanno sentendosi fra loro. Sono fili che non si sono mai
spezzati, neanche mentre Alitalia trattava con Air
France". Sì, ma in concreto di che cosa parlate? Per caso vi vengono
chieste garanzie alla maniera di Spinetta, circa la vostra disponibilità come
piloti ad accettare sacrifici e a non mettervi di traverso? "Quello che ci
viene richiesto - risponde il comandante Spinazzola - è un coinvolgimento
diretto del personale nelle sorti dell'azienda, che potrebbe avvenire in forma
azionaria o in altro modo. Del resto, l'Unione piloti aveva già presentato una
manifestazione di interesse nelle primissime fasi della gara, avvalendosi di
uno studio legale milanese e una banca romana". Spinazzola dice invece che
adesso non ci sono più contatti fra la sua organizzazione e Air France,
"che però potrà rientrare in gioco in futuro con un altro piano
industriale", e invece rivela che "con Lufthansa contatti ci sono
stati e ci sono anche adesso".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
27-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
( da "Giornale.it, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 101 del 2008-04-27 pagina 20 Alitalia, la cordata
"sonda" i sindacati di Laura Verlicchi Martedì è previsto un vertice
segreto in uno studio legale di Roma per un primo confronto informale E da
Trieste Bernheim torna ad auspicare l'alleanza italo-francese: "Riprendete
le trattative con Air France" da Milano Alitalia, i lavori
per la cordata italiana continuano a ritmo serrato: e starebbero già
maturando i primi contatti tra i potenziali acquirenti della compagnia di
bandiera e i sindacati. Per martedì prossimo, infatti, sarebbe in agenda un
incontro informale e riservato a Roma tra una ristretta delegazione di
esponenti sindacali e un noto studio legale, incaricato di "sondare il
terreno". No comment dal vicepresidente di Anpav, Claudio Bonito. Intanto,
Bruno Ermolli, superconsulente del premier in pectore Silvio Berlusconi, prosegue
nella sua ricognizione a tutto campo per chiamare a raccolta gli imprenditori
italiani disposti a scendere in campo nella privatizzazione di Alitalia. Un dossier, questo, di grande complessità sul
quale Ermolli sta lavorando da tempo e sul quale ora si attendono nuovi
sviluppi con l'insediamento del nuovo governo. E da Trieste la ripresa delle
trattative con Air France-Klm viene auspicata da una voce autorevole, quella di
Antoine Bernheim, l'uomo che, secondo il presidente Sarkozy, incarna al meglio
i rapporti tra Italia e Francia, come possibile soluzione per dar forza alla
cordata italiana: "Penso - ha dichiarato il presidente delle Assicurazioni
Generali al quotidiano triestino Il Piccolo - che un'alleanza con Air France
che consenta anche l'ingresso nel capitale e nella gestione della nuova
compagnia di importanti investitori italiani potrebbe essere una
soluzione". Una candidatura di Generali? Bernheim è molto cauto: "Non
è il nostro business", dice. Ma non esclude la possibilità di una partecipazione
del Leone di Trieste quando, dopo l'assemblea degli azionisti, gli viene
chiesto cosa farà se verrà contattato da Silvio Berlusconi o dal consulente
Bruno Ermolli che sta mettendo a punto il progetto. "Rifletteremo",
risponde Bernheim, dopo aver indicato che al momento non c'è stato alcun
contatto: "Francamente no e non abbiamo nessuna fretta di essere
contattati su questo punto". I primi nomi dei potenziali acquirenti della
cordata italiana sono usciti, comunque, allo scoperto: dopo l'interesse per il progetto
di Berlusconi espresso dal presidente onorario di FonSai Salvatore Ligresti,
dal presidente della Pirelli, Marco Tronchetti Provera e dal proprietario della
Geox, Mario Moretti Polegato, anche i Benetton non hanno escluso un possibile
coinvolgimento. Air One non ha mai nascosto di avere ancora un forte interesse
a partecipare con un ruolo di primo piano alla privatizzazione di Alitalia, ma può essere necessario trovare un partner
internazionale, più forte. Lufthansa, più volte chiamata in causa, ha ribadito
di non essere più interessata al dossier. Mentre l'attenzione di Aeroflot,
coinvolta dopo l'incontro in Sardegna tra Berlusconi e Putin, al momento si
limita alla disponibilità a studiare il progetto ad un tavolo con i manager di Alitalia. Circolano anche altri nomi, come quello di
Emirates, senza conferme. Il modello sul tavolo dovrebbe essere quello di una
soluzione pubblico-privato: imprenditori, banche, ed una quota in mano a
società pubbliche (le indiscrezioni insistono su un possibile ruolo della Cassa
Depositi e Prestiti, di Sviluppo Italia, o di Fintecna). Al governo resta
inoltre il compito di fornire a Bruxelles le spiegazioni richieste sul prestito
ponte di 300 milioni di euro: a questo proposito il rappresentante
dell'Istituto Bruno Leoni, Andrea Giuricin, sostiene che è "un aiuto di
Stato". In un "focus" dal titolo La rivoluzione Alitalia: Il fallimento dello Stato (imprenditore) Giuricin
spiega: "Un finanziamento viene considerato un aiuto di Stato anche quando
è fatto a condizioni di mercato, nel caso il debitore non sia ritenuto
sufficientemente sicuro". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri
4 - 20123 Milano.
( da "Secolo XIX, Il" del 28-04-2008)
Argomenti: Alitalia
"Alitalia? Affare impossibilefinché comanda il sindacato" PARLA il
magnate indiano mallya E Niki Lauda avverte la cordata italiana: "Stanno
buttando via i soldi" ' 28/04/2008 un businesscon molti rischiSe proprio
devo spendere dei quattrini, oggi preferisco farlo nel mercato delle automobili
Vijay Mallyaproprietario Kingfisher Airlines 28/04/2008 ' 28/04/2008 il
consigliodell'espertoGli imprenditori italiani? Non conoscono il settore,
meglio che stiano alla larga da Alitalia niki
laudafondatore Lauda Air e FlyNiki 28/04/2008.
( da "Riformista, Il" del 28-04-2008)
Argomenti: Alitalia
De-generazioni i
tifosi della maggica mica pensano all'italianità Magari su Alitalia ci fosse il buon senso dei romanisti Vogliono solo che la
squadra sia forte, perciò invocano Soros George Soros ha fatto tornare indietro
le lancette dell'orologio. A Roma sembra di essere tornati agli anni della
Dolce Vita, quando una città intera si metteva in scena per corrispondere alle
attese romantiche della moglie di Henry Luce. "Oggi dobbiamo farci
sentire fino a New York", scrive Bandito85 sul blog tutticonsoros:
"almeno spero che gli omini de soros vedano la nostra passione", gli
fa eco Albert. Per parte sua, la petizione lanciata dal supertifoso Simone De
Marinis e intitolata "Per una grande Roma", ha già raccolto decine di
migliaia di firme. Per non parlare della manifestazione pro Soros organizzata
ieri pomeriggio al Circo Massimo, o del sondaggio di Repubblica che conferma la
preferenza nettissima dei romanisti per il finanziere americano di origine
ungherese. "Fate sapere a Rosella (Sensi) che se non vende, perde pure
tutti noi!" ha scritto super-tifoso, invitando la famiglia di costruttori
romani a passare la mano. Nulla di sorprendente, si dirà. I tifosi vogliono una
sola cosa: che la loro squadra del cuore sia forte. E le risorse virtualmente
illimitate di Soros sembrano garantire proprio questo. Non appena ha cominciato
a spargersi la voce dell'interessamento del finanziere, i romanisti hanno
cominciato a sognare ad occhi aperti. Già gli sembra di vedere una campagna
acquisti faraonica, Benzema e Drogba che entrano a completare i ranghi della
Maggica, la squadra che torna ai fasti del passato: anzi, di più... A questo
punto, però, rimane un dubbio. E l'italianità? Sono settimane che il dibattito
politico batte e ribatte su questo tema. Quasi ogni giorno, spunta un'ipotesi
nuova per la cordata patriottica che dovrebbe risparmiare al Paese l'onta di
dover cedere l'Alitalia a una compagnia straniera:
sarà Ligresti, il salvatore? O sarà Tronchetti? O magari tutt'e due? Qualche
sera fa, uno dei contendenti alla poltrona di sindaco della capitale, Alemanno,
si è sgolato in televisione a furia di urlare "Al-Italia, si chiama
Al-Italia perché è I-TA-LIA-NA, capito?". Ma proprio quando il sogno
autarchico appare a portata di mano, ecco che i suoi potenziali elettori lo
sconfessano apertamente. Se i tifosi - creature passionali per definizione - se
ne infischiano della nazionalità dell'azionista di riferimento della loro
squadra del cuore, perché mai il governo dovrebbe preoccuparsi del passaporto
del proprietario dell'Alitalia? Se i romanisti
preferiscono un finanziere globale a un costruttore romano, perché mai il
ministro dell'Economia dovrebbe privilegiare un costruttore milanese a un
player mondiale del trasporto aereo? Quel che conta è che l'Italia disponga di
una compagnia aerea efficiente e moderna, che sia in grado di garantire i
collegamenti con un mondo che, per fortuna, continua ad aver voglia di
frequentare il nostro Paese nonostante l'ottusità dei suoi governanti. Gli
uomini politici dovrebbero guidare l'opinione pubblica su questi temi, non
cavalcare una demagogia no-global che rischiamo tutti di pagare a caro prezzo:
dipendenti dell'Alitalia, utenti e contribuenti. La
balla dell'italianità serve solo a coltivare interessi di bottega e a rinviare
il momento della resa dei conti. Meno male che ogni tanto ci pensano i tifosi a
ristabilire un po' di buonsenso nei dibattiti di politica industriale. Speriamo
che il ministro dell'Economia gli dia retta. 28/04/2008.
( da "Messaggero, Il" del 28-04-2008)
Argomenti: Alitalia
No
per Alitalia potrebbe essere bocciato se non
risulterà congruo alle regole. L'ha ribadito il commissario ai Trasporti
Jacques Barrot, in visita a Telespazio per il lancio del secondo satellite del
sistema Galileo: "Le autorità italiane non considerano l'intervento per Alitalia un aiuto di
Stato, ma abbiamo dubbi. Saremo obbligati a far rispettare il diritto".
( da "Messaggero, Il" del 28-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Monito
del commissario Barrot, verifica del prestito da 300 milioni La Ue: sanzioni se
lo Stato aiuta Alitalia.
( da "Riformista, Il" del 28-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Forum IDEE E
PROPOSTE DEI NOSTRI REDATTORI AL NUOVO GOVERNO Un piano di edilizia per i giovani
Francesco Testi, 20 anni, Roma Non sono (ancora) un autorevole commentatore, né
ho cariche istituzionali che mi permettano di ciarlare con solennità: epperò ho
vent'anni e sono un cittadino italiano, sicché anche io posso suggerire
qualcosa al governo. Cominciamo col terrorizzare il mondo dell'Istruzione:
aboliamo il valore legale del titolo di studio. Dubito che le scuole e le
università d'Italia siano tutte allo stesso livello e mi pare impossibile
pretenderlo. Abolendo il valore del titolo metteremmo gli istituti in
concorrenza fra loro e l'avanzamento sarebbe dettato solo dal credito di cui
godono. Proseguiamo riducendo il numero degli atenei, ormai quasi 100: davvero
troppi, talvolta male amministrati e con un'attribuzione delle cattedre poco chiara.
Apriamoli alle fondazioni bancarie, che al contrario dello Stato dispongono di
fondi ed esigono - giustamente - una gestione trasparente. Non oso addentrarmi
nella riforma della giustizia, perché poi toccherei la separazione delle
carriere dei magistrati e le funzioni del Csm: due argomenti impossibili da
menzionare pena la scomunica, pare. Eppure bisognerà passare anche di là per
accorciare i tempi della giustizia civile e mi fido del prossimo ministro di
Grazia e Giustizia. Tanto per esser chiari: quella del settore giudiziario non
è l'unica riforma della Costituzione importante. Ma delle altre parlo altrove.
Inoltre è disperatamente urgente un piano di edilizia popolare per i giovani:
gli studenti universitari nelle grandi città vivono in affitto quasi sempre in
nero e i prezzi sono alle stelle. Spesso le famiglie non riescono a sostenere
lo sforzo, e dall'altro lato i proprietari di casa lucrano non dichiarando le
entrate al fisco. C'è molto da aggiungere, ma basti un'ultima richiesta al
prossimo governo: evitare show pittoreschi come le corna in pubblico o le
avances ai capi di Stato finlandesi. Che abbiamo un premier pirotecnico non è
una novità; ma un briciolo di understatement non guasta, di tanto in tanto.
Istruzione pubblica al primo posto Matteo Marchetti, 20 anni, Roma Di fronte ai
risultati elettorali non nascondo di aver sofferto come un cane; non nego di
essermi contorto e roso il fegato di fronte a Borghezio trionfante e al solito
gaio Berlusconi. Dormo peggio da quando so che la Lega Nord avrà molto potere
di condizionamento nei confronti del Governo del mio Paese. Ed ecco qui un
forum su ciò che vorremmo che la nuova coalizione facesse. Io ho le idee
chiarissime su questo: deludete i vostri elettori. On. Cav. Silvio Berlusconi,
lei è stato preceduto da un esecutivo che ha lasciato anche i suoi irriducibili
a metà del guado; che ha frustrato le aspettative di quella pur nutrita
minoranza che è in questo Paese il popolo della sinistra su tutto, dalla
legislazione sul lavoro ai diritti civili fino a quei punti di cui Lei,
onorevole Presidente, non può che essersi rallegrato (parlo ovviamente di
conflitto di interessi e riassetto televisivo). In molti avevamo visto nel 10
aprile 2006 la possibilità di un'alba nuova, ma già dopo poco tempo avevamo
tristemente compreso che più che di "Sol dell'avvenire" si parlava
"sol dall'Avvenire", e anche prima che Prodi si fermasse a Ceppaloni
- meno ostica da raggiungere, si vede, di Eboli - eravamo frustrati e
disincantati. Ora, Presidente, tocca a Lei. Lei non ha problemi di maggioranze
risicate, alleati rissosi, programmi tanto perifrastici da risultare comici.
Lei tiene questo Paese nel palmo delle Sue sapienti mani, e potrà farne, in
questi cinque anni, ciò che vorrà. Per questo io Le chiedo dal profondo del
cuore di deludere i Suoi elettori. Risanare il bilancio anche attraverso misure
impopolari - come dolorosi aumenti di pressione fiscale o altrettanto dolorosi
tagli di spesa pubblica - significherà deludere i Suoi elettori. Operare scelte
coraggiose in politica estera, evitando eccessivi appiattimenti sull'asse
atlantico, significherà deludere i Suoi elettori. Privilegiare la scuola e
l'università pubbliche, restituendo loro dignità e soprattutto finanziamenti
cospicui, significherà deludere i Suoi elettori; incentivare la ricerca
scientifica, eliminando magari lacci e lacciuoli che puzzano di Inquisizione
romana, idem. So bene che questo breve pezzo puzza di delusione per la
sconfitta, e che io faccio la figura del solito radical chic rosicone che snobba
l'avversario e crede che se il centrodestra vince ininterrottamente dal 1994
(le fugaci affermazioni del centrosinistra sono frutto di incidenti di
percorso) è anche e soprattutto perché a molti suoi connazionali manca il ben
dell'intelletto. In parte è così. Ma mi ascolti lo stesso, Presidente: deludere
i Suoi elettori sarà la Sua scorciatoia verso i libri di storia. Deludere i
suoi elettori significherà fare grandi cose per questo Paese. Meno debito
pubblico, più sicurezza Francesca Giuliani, 20 anni, Roma A Silvio. Così
avrebbe scritto il Leopardi. E se fosse qua lui, coerentemente con la sua
filosofia del pessimismo cosmico, sublimerebbe con stile la carrellata di
articoli del nostro forum - più che altro, visti i toni, del nostro cahier de
doléance. Non lo so, io vorrei cercare di essere ottimista, nonostante tutto.
La parentesi di governo del centrosinistra è stata breve e tormentata, e il
Piddì ha poco tempo di abbacchiarsi per la mancata vittoria: opporsi
(costruttivamente, è chiaro) è un lavoro a tempo pieno e richiede energia, la
stessa che serve a garantirsi un futuro vincente. Una delle cose che stavolta
potrebbe far ben sperare è, finalmente, la certezza che una maggioranza si è
creata. Che derivi da voti "contro", dall'effetto-Prodi, dalla questione
settentrionale che ci darà da pensare (come quella meridionale, che sarebbe il
caso di affrontare una volta per tutte), di fatto c'è e speriamo sia
l'occasione per concludere qualcosa di buono. Prima calda richiesta, dunque:
concludere qualcosa. Meno parole, più fatti. Ora, se volessimo proprio scrivere
una preghiera accorata, le prime voci da includere sarebbero il risanamento
dell'economia, la soluzione del debito pubblico, meno vessazioni sui ceti medi,
meno evasione fiscale e magari anche più infrastrutture (ma dire Tav in Italia
equivale all'evocazione di Lucifero), tutte amenità che richiedono non solo un
governo a maggioranza stabile ma un miracolo da parte dell'Altissimo. Comunque
anche un'imbastitura, un tentativo di rammendo verrebbe apprezzato dal nostro
Paese ormai vestito di stracci. Almeno per dimostrare un minimo di buona
volontà. Un altro capoverso da non omettere sarebbe quello della sicurezza.
Troppi stupri, troppa delinquenza, ma soprattutto troppi delinquenti a piede
libero subito dopo aver commesso reati anche estremamente gravi. La morte di
Giovanna Reggiani non ci ha insegnato nulla? Passiamo oltre, abbiamo poco
spazio. Se possibile, cerchiamo di non scatenare l'ira funesta dell'Unione
europea. La questione della "munnezza" già ci è costata una vistosa
nota sul diario (immondizia ed energia, altre due cosette
da appuntare sulla lista delle cose da risolvere), l'affaire Alitalia poi ha rincarato la dose di risate internazionali. Forse sarebbe
giusto cercare di emancipare la nostra immagine da
"Pizza-Spaghetti-Mafia" a qualcosa di più dignitoso. Magari
basterebbe limitarci a Pizza e Spaghetti, tanto per cominciare. Abbiamo
già avanzato troppe pretese, per una preghiera d'inizio legislatura. Ma è stato
lo stesso Silvio a spronarci, ci ha detto che lui ha buone conoscenze in
paradiso, addirittura si era parlato di unzione divina. Noi confidiamo in
questo, o l'unica unzione sulla quale potremo contare sarà quella estrema. In
quel caso, si dovrà scrivere un Requiem per gli italiani, anziché un Contratto.
Toglieteci quell'etichetta di dosso Giulio Serra, 22 anni, Venezia Cosa
chiederei, se ne avessi l'opportunità, al nuovo presidente del Consiglio? Di
certo, seguendo il branco dei giovani miei coetanei, potrei chiedergli di
abolire o perlomeno provare a combattere in modo incisivo il lavoro precario;
oppure potrei proporgli una scuola diversa, fatta di meritocrazia e di
professori competenti; o addirittura sarei disposto a convincerlo ad avere una
maggior attenzione e un rispetto non soltanto teorico per i veri disagi sociali
della gioventù odierna (droga, prostituzione, violenza, alcolismo). Potrei, ma
forse non cambierebbe nulla. Forse, verosimilmente, le mie parole cadrebbero
come pioggia nel deserto e verrebbero spazzate via dall'indifferenza politica
bipartisan che negli ultimi anni pare abbattersi sui problemi dei giovani come
una perenne spada di Damocle. E allora, non chiederei nulla al neo premier? Non
esattamente. Una sollecitazione gliela vorrei fare, ma non a titolo personale
e, soprattutto, non richiamando la sua attenzione sui malesseri socio-culturali
di cui ho parlato finora. Il mio vorrebbe essere un richiamo promosso da tutti
i ragazzi e rivolto all'altra faccia della medaglia del problema giovanile.
Ossia, mi piacerebbe che il neo Presidente capisse che i giovani non sono
un'associazione composta da tesserati, né tanto meno un gruppo di persone
separate dagli adulti e avulse dalla realtà di tutti i giorni. Solo così si
potrebbe iniziare un percorso di recupero per distruggere i disagi che li
avvolgono. Lo so, non è la domanda che il neo premier si aspetta, e forse
questo avvertimento nemmeno gli arriverà all'orecchio. Ma di una cosa sono
certo: fintanto che i giovani si sentiranno bollati come "diversi"
mai si potrà far nulla per aiutarli. Mi creda, Presidente. Dialogo e serietà
per far ripartire il Paese Roberto Bertoni, 18 anni, Monterotondo (Roma) In
questi casi è opportuno essere onesti: Berlusconi non l'ho mai sostenuto e
spesso l'ho anche fortemente criticato. Tuttavia, gli italiani la pensano
diversamente, gli hanno dato fiducia per la terza volta nonostante l'età e le
precedenti esperienze di governo tutt'altro che esaltanti e, dunque, bisogna
prenderne atto e cercare con lui e la sua coalizione non lo scontro ma il dialogo.
In molti, in questi giorni, riflettono su ciò di cui abbia più necessità il
Paese sul piano socio-economico, e illustri analisti hanno fornito risposte
differenti ma quasi tutte da prendere in considerazione. Io, invece, preferisco
lasciare le analisi a chi ha più esperienza e concentrarmi su due cose delle
quali l'Italia è di sicuro carente: il dialogo cui accennavo prima e la
serietà. In campagna elettorale si è parlato molto di merito, di valorizzazione
dei "capaci e meritevoli" come previsto dalla Costituzione ma si è
omesso di dire che da noi il merito è un concetto astratto che ognuno giudica a
modo suo e chi è chiamato a valutarlo, spesso, si avvale di criteri che hanno
poco a che vedere con le effettive capacità del candidato. Poiché si definisce un
liberale, chiedo a Berlusconi di portare avanti una politica degna di questo
nome e di evitare errori marchiani come: affermare che chi la pensa
diversamente fa un "uso criminoso" della televisione o è un
"turista della democrazia"; ripartire dalla buona base lasciata da
Bersani sulle liberalizzazioni; dar seguito alla promessa di far pagare tasse
più eque a tutti ma soprattutto evitare che gli esponenti più a destra del suo
partito prendano il sopravvento sulla componente moderata (rappresentata, ad esempio,
da Frattini) e su quella socialista (rappresentata da Cicchitto). Il popolo gli
ha dato una fiducia senza precedenti nella storia repubblicana. Speriamo di non
doverci pentire di questa scelta. E personalmente, al termine della
legislatura, mi auguro di potermi ricredere un po' sul suo conto. Accoglienza
'condominiale' per gli immigrati Marco Barbaliscia, 16 anni, Roma Sono un
ragazzo non ancora maggiorenne, ma non per questo mi troverei impreparato e
privo di idee nell'eventualità che l'attuale Premier volesse esaudire almeno un
paio dei miei desideri, che poi credo siano quelli di molti. I crimini
aumentano, le carceri esplodono: l'ordine pubblico esige una polizia moderna e
rapidi processi penali. Bisognerebbe battere di più su questi due punti che su
altri quali l'uso delle armi da parte delle forze di polizia anche per
prevenire i reati, o le sempre più frequenti quanto inconcludenti perquisizioni
nei confronti di persone sospette; quando la pena arriva dopo anni di attesa e
di rinvii, non ha più quel carattere di esemplarità che si vorrebbe.
L'immigrazione. I politici si passano la palla tra di loro cercando una
soluzione che renda soddisfatti un po' tutti. Il flusso migratorio non può
essere arrestato di colpo; ma se tutti i rom o i clandestini sparissero
all'improvviso - come auspica qualche neo-parlamentare - non correremmo il
rischio di perdere in un colpo colf, baby sitter e manovalanza per i nostri
cantieri? Regolarizzare e motivare socialmente la posizione di queste persone
nel nostro Paese e far rispettare la legge. Accoglienza
"condominiale" e non pericolose ghettizzazioni. Ultima questione la
precarietà, che a me già preoccupa nonostante abbia da affrontare ancora tre
anni di liceo? Quale risposta possibile alla precarietà? Affrontiamola nella
sua ingombrante complessità, sia sul versante dei diritti del lavoro sia su
quello della rivendicazione di un nuovo welfare, ovvero nuovi scenari di
trattative e di lotta contro le situazioni di ricattabilità, quindi
miglioramento delle condizioni salariali e contrattuali vigenti, e garanzie di
un reddito congruo alla prestazione lavorativa. Ha la nostra fiducia,
Presidente; ora tocca a Lei e ai suoi alleati rimboccarsi le maniche e non
deludere le nostre aspettative. Buona fortuna. La grande ricchezza del
possibile Alice Avallone, 22 anni, Asti Ci sono le aspettative euforiche, i
buoni propositi, le cose vecchie da buttare via, gli atteggiamenti da
conservare, e quelli da migliorare. E poi ci sono le speranze che non muoiono
mai. È proprio come il primo gennaio di ogni anno. Sta iniziando un nuovo
periodo e potrebbe essere l'occasione che l'Italia ha per iniziare a cambiare
volto. Al nuovo Governo (nuovo nuovo non lo è, sia chiaro, ma sicuramente
diverso dal precedente) chiedo in primo luogo di essere forte e di provare a
regalarci cinque anni di stabilità politica. Ma anche di coerenza ed etica, per
quanto sia possibile, per mandare via quel gusto amarissimo di antipolitica,
disillusione e sfiducia. Credo che tra le priorità dell'Italia - così come per
il resto dell'Europa - ci sia la ridefinizione del proprio ruolo all'interno
dell'alleanza atlantica. Il nostro Paese con la sua naturale vocazione
mediterranea ha il dovere e l'interesse di aiutare l'affermarsi di una giusta
pace in Medio Oriente. Parallelamente, ci sono i problemi da risolvere che ci
toccano più da vicino: il precariato, la sicurezza, il super-euro, le politiche
per i giovani. Ma la mia più grande aspettativa è nelle mani nell'opposizione,
che dovrà saper essere costruttiva più che mai: mi aspetto un vero cambiamento
per avere un Governo più efficiente e la garanzia di una pluralità di pensiero.
Mi aspetto che la mia speranza di un nuovo sviluppo e di una nuova espressione
democratica non rimanga solo lo slogan della passata campagna elettorale. Non è
semplice - non lo è proprio - ma c'è un disperato bisogno, soprattutto da parte
di noi ragazzi, di poter ricominciare a credere in qualcosa, di trovare un
punto di riferimento e di poterci fidare delle istituzioni. Quindi, buon
lavoro! 28/04/2008.
( da "Corriere della Sera" del 28-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-28 num: - pag: 29
categoria: BREVI ASSOLUZIONE DI CARUSO Le parole di commento Caro Romano, le
avevo sentite alla televisione ed ho aspettato di leggerle sui giornali. Mi
riferisco alle incredibili parole di Caruso a commento dell'assoluzione per i
fatti di Napoli e del G8. L'ex deputato del Parlamento italiano ha infatti
affermato che la sentenza ha stabilito il diritto alla sovversione: non alla
protesta anche pesante, si badi bene, alla "sovversione". Bè, devo
dire che mi stupisce moltissimo non leggere commenti a queste parole, né una
ferma dissociazione dello stesso giudice che lo ha assolto. Claudio Mostacci
Livorno Personalmente non mi sono ancora riavuto dalla sorpresa. Non mi era
ancora capitato di leggere il resoconto di un processo in cui l'imputato si
compiace dell'assoluzione con parole che danno ragione al suo accusatore. 25
APRILE Le ragioni dei vinti Caro Romano, perché ogni 25 Aprile viene fuori il
tormentone di "capire le ragioni dei ragazzi di Salò"? Che la
Resistenza sia stata strumentalizzata dalla sinistra può anche essere vero, ma
questo non impedisce anche ad altri di farla propria, se i suoi valori sono
anche i loro. Questo problema è iniziato circa 15 anni fa, in coincidenza con
la discesa di Berlusconi in politica e la cosiddetta svolta di An,
evidentemente non ancora terminata. Chi festeggia la liberazione dal fascismo e
nazismo non può dare anche ragione ai fascisti e ai nazisti. Troppo facile
essere dalla parte della libertà, oggi, a cose fatte (da altri), importante era
darsi da fare allora. Paolo Preci, Milano Le ricordo che uno dei primi appelli
a riflettere sulle ragioni dei vinti fu quello pronunciato dall'on. Luciano
Violante, membro dei Ds, quando assunse la presidenza della Camera dei deputati
il 10 maggio 1996. SULLA PENSIONE Contributo ex Onpi Forse qualcuno può
spiegare cosa sia il "contributo ex Onpi" di euro 0,01 che trovo ogni
mese da sempre tra le trattenute della mia pensione? Su internet trovo: "Onpi,
ente che non esiste più da 40 anni". E dove finisce tutto quanto raccolto
a tale titolo ogni mese? Marianna Napoli, Milano PRESTITO
PER ALITALIA Alcune domande Leggo che è possibile che la Comunità Europea o la
Corte di Giustizia considerino la fattispecie dell'indebito aiuto di Stato nel
prestito ponte concesso all'Alitalia. Vorrei chiedere: se di
conseguenza venisse comminata una pesante sanzione, potremmo avere la speranza
che almeno questa non siano i cittadini a pagarla, ma solo chi ha
commesso l'errore? C'è una Corte dei Conti per queste cose? E a chi andrebbe
imputato l'addebito, a Berlusconi che ha sollecitato il provvedimento o a Prodi
che l'ha eseguito? Angelo Rossi, Milano APPARATO PUBBLICO La spesa annuale
Leggo che la spesa annuale per la pubblica amministrazione ammonta a 75
miliardi di euro! Di cui più della metà solo per la pubblica istruzione.
Dovremmo avere un apparato scolastico tra i più efficienti d'Europa. Invece tra
strutture e livello di insegnamento ho paura che siamo tra gli ultimi. E tutto
ciò si riflette naturalmente sugli studenti, cioè la futura classe dirigente
del Paese. Ardengo Alebardi sfoggia@libero.it CONTATORE DEL GAS Consumo anomalo
L'Eni ha provveduto alla sostituzione del contatore del gas del mio
appartamento il giorno 15 Aprile. Il 26 del mese comunico la lettura aggiornata
del (nuovo) contatore, come suggerito dal fornitore, che mi raccomanda di farlo
dal 23 al 26 aprile. Come temevo, la segreteria automatica mi dice: "Si
evidenzia un consumo anomalo", coerentemente al fatto che la nuova lettura
è nettamente minore della precedente di due mesi addietro. La potenza del mezzo
elettronico è necessariamente limitata, si dirà. A mia volta replico: ma questo
strumento non è programmato e governato dall'uomo? E se questa fosse una minuscola
spia indicativa dello stato di efficienza delle nostre pubbliche aziende? Mario
Valente mkoi0051@yahoo.it GRAN BRETAGNA Le gabbie salariali Quando mio marito
era arrivato dalla Scozia vent'anni fa era rimasto stupito nell'apprendere che
io, insegnante in una scuola dell'hinterland milanese, percepivo lo stesso
stipendio di un qualsiasi mio collega del Sud Italia. In Gran Bretagna esistono
da sempre le gabbie salariali: insegnanti, medici, infermieri di Londra
ricevono circa il 30% in più di stipendio dei loro omologhi di Glasgow. Ilaria
Brambilla, Milano DICHIARAZIONE DEI REDDITI Strane novità Vorrei segnalare
alcune novità della dichiarazione dei redditi 2008. Le spese per l'assistenza a
soggetti non autosufficienti erano considerate oneri deducibili nella
precedente dichiarazione. Quest'anno sono invece spese detraibili ma solo per
redditi inferiori a 40.000 euro. In compenso sono detraibili le spese per
attività sportive dei ragazzi, l'acquisto di televisori digitali o per
variatori di velocità. Si consideri che la spesa per una badante supera i
13.000 euro annui: da confrontare con le pensioni minime e indennità di
accompagnamento. Per finire, con le nuove aliquote Irpef chi ha un reddito di
40.000 euro pagherà circa 500 euro in più. Andrea Sciorpes andrea.sciorpes@
fastwebnet.it DENUNCIA DELLA FAO L'incubo di nutrirsi La denuncia è della Fao,
l'organizzazione alimentare dell'Onu: 36 Paesi rischiano la guerra civile. In
Africa, Asia e America Latina nutrirsi è un incubo quotidiano. In Egitto migliaia
di persone sono finite in carcere perché vendevano la farina al mercato nero.
Nelle Filippine il governo ha minacciato di condannare all'ergastolo chi compra
riso per rivenderlo a prezzi maggiorati. I cereali, sono ormai un bene
prezioso. Quando c'è il raccolto, i terreni sono sorvegliati da guardie armate.
Fabio Sìcari, Bergamo.
( da "Messaggero, Il" del 28-04-2008)
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Alitalia, Barrot: "Sanzioni se ci sono
aiuti di Stato" Il commissario europeo ribadisce: dubbi della Commissione
sul prestito da 300 milioni.
( da "Messaggero, Il" del 28-04-2008)
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Rolla
l'Alitalia. Il Tesoro invita tutti i
potenziali acquirenti a presentare le manifestazioni di interesse.
( da "Messaggero, Il" del 28-04-2008)
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Di ANTONIO PAOLINI
ROMA - Bruxelles non abbassa la soglia d'attenzione, e non pensa a deroghe. Il
prestito ponte di 300 milioni stanziato dal governo per tenere in vita Alitalia, se non conforme alle regole, potrebbe essere
bocciato. La conferma arriva dal commissario europeo ai Trasporti Jacques
Barrot: se si tratta di aiuti di Stato, come teme la Commissione che non a caso
ha chiesto ulteriori informazioni all'Italia, "saremo obbligati far
rispettare il diritto. L'aiuto pubblico rischia di falsare la concorrenza -
avverte Barrot - e chi infrange le norme viene sanzionato". In Italia per
seguire, sabato notte, il lancio del secondo satellite del sistema Galileo nel
Centro spaziale di Telespazio al Fucino, Barrot non fa giri
di parole sul caso Alitalia: "Ci sono norme europee chiare cui dobbiamo attenerci, o
saremmo esposti al controllo della Corte di Giustizia. Sappiamo che le autorità
italiane non considerano l'intervento per Alitalia come
aiuto di Stato, ma su questo - ha rimarcato - abbiamo dubbi". Di
qui la lettera al governo italiano "per avere maggiori informazioni: il
nostro obiettivo - ribadisce il commissario ai Trasporti - è stabilire con
precisione la natura di questo intervento". Per il verdetto di Bruxelles
saranno determinanti i tassi che il ministero dell'Economia fisserà per il
rimborso del prestito: per rispettare le condizioni di mercato dovranno tener
conto delle difficoltà finanziarie di Alitalia, e
quindi del fatto che difficilmente una banca l'avrebbe concesso se non con
interessi commisurati al rischio. Resta intanto difficilissima la situazione
della compagnia, schiacciata tra necessità opposte: l'urgenza di trovare un
partner disposto ad un forte investimento, e la paralisi imposta in attesa che
prenda forma una nuova soluzione dopo la rinuncia di Air France. Il cda è stato
chiaro: un forte aumento di capitale resta "essenziale" per salvare
la compagnia; e col Tesoro bloccato dal divieto di aiuti di Stato, solo un
nuovo azionista potrà dare alla compagnia le risorse necessarie. Air France, si
ricorderà, aveva previsto un ticket da un miliardo di euro. In attesa di fatti
nuovi, ma "preso atto che allo stato non sono pervenute altre
manifestazioni di interesse", il cda preme intanto sui sindacati: in
questa fase d'impasse va applicato il piano di sopravvivenza definito la scorsa
estate, le "azioni di efficientamento programmate". Cioè esuberi e
ammortizzatori sociali dopo gli interventi di ristrutturazione già avviati (i
tagli a Malpensa e gli aerei messi a terra) per ridurre le perdite che la
compagnia continua ad accumulare ogni giorno, a casse ormai quasi vuote e un
debito che, includendo il prestito ponte, salirà verso quota 1,7 miliardi.
( da "Messaggero, Il" del 28-04-2008)
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Imi due dedicherà il
primo consiglio dei ministri operativo che si terrà a Napoli, mentre il dossier
Alitalia viene seguito passo-passo dai suoi più stretti collaboratori.
Bruno Ermolli in testa. Obiettivo del Cavaliere, arrivare al consiglio europeo
di metà giugno, già con un piano di salvataggio della Compagnia aerea. Un piano
che prevederebbe, stando alle indiscrezioni delle ultime ore, l'allargamento
della compagine azionaria ad un buon gruppo di nuovi soci italiani che
potrebbero far confluire in una nuova società il pacchetto azionario. Il
riavvio della trattativa con AirFrance-Klm, in una posizione diversa dalla
precedente, dovrebbe essere l'altro tassello della strategia tesa a dimostrare
a Bruxelles che l'aiuto di 300 milioni di euro, concessi dal governo ad Alitalia a tassi di mercato, altro non servivano che a
traghettare la società in una nuova alleanza internazionale. "Gestire
l'emergenza", è quindi il motivo che il prossimo governo darà al prestito.
Una gestione che si farà risalire non solo alla necessità di tenuta della
società, quanto ai problemi che sarebbero sorti sotto il profilo dell'ordine
pubblico e della sicurezza, in caso di fallimento. Resta comunque difficile che
il nascente governo Berlusconi riuscirà a rispettare il termine di due
settimane entro il quale la Commissione europea vuole avere i chiarimenti sul
prestito. "Bruxelles ci aiuti, invece di creare difficoltà", ha
sostenuto qualche giorno fa il leader del Pdl che non sembra temere un braccio
di ferro con Bruxelles. D'altra parte la cifra dei 300 milioni è stata fatta
dal Cavaliere al governo uscente, proprio per avere il tempo di costruire una
cordata alternativa e di scrivere un nuovo piano industriale che comunque non
potrà fare a meno di un nuovo partner. Prende invece sempre più quota la
possibilità che ci sia un nuovo cambio al vertice della Compagnia e che
Berlusconi possa decidere di sostituire l'attuale vertice in modo da gestire la
nuova cordata in prima persona anche sul versante Alitalia.
Ma.Con.
( da "Secolo XIX, Il" del 28-04-2008)
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Il magnate indiano e
Lauda: "Con Alitalia soldi sprecati"
L'intervista "Con le leggi e il sindacato italiani, meglio lasciar
perdere", dice Vijay Mallya. Niki Lauda: "La cordata italiana butta
via i soldi" CICCARONE >> 7 28/04/2008.
( da "Opinione, L'" del 28-04-2008)
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Oggi è Lun, 28 Apr
2008 Edizione 81 del 25-04-2008 Nota per il Cav. I cinque punti della luna di
miele di Arturo Diaconale Si dice che all'indomani di una campagna elettorale
vinta, il nuovo governo può contare su un periodo di "luna di miele"
con i propri elettori. Passata questa fase incominciano i problemi. Ma il loro
grado di pericolosità e gravità dipende sempre da come i vincitori delle
elezioni riescono ad utilizzare la fase del cosiddetto "innamoramento
elettorale" dei cittadini. Se i primi atti appaiono positivi ed in
sintonia con le aspettative dell'opinione pubblica, il cammino del governo
diventa in discesa. Se capita il contrario il percorso diventa tormentato e
faticoso. Gli esempi del 2001 e del 2006 sono significativi. Nel primo caso i
primi atti del governo Berlusconi di allora furono caratterizzati da una
sostanziale incertezza e dall'avvio di quella campagna per l'abolizione
dell'art. 18 che non raggiunse l'obbiettivo ed offrì il pretesto alla sinistra
politica e sindacale di recuperare le forze dopo la sconfitta e rimettersi in
pista. Nel secondo caso la moltiplicazione degli annunci della maggioranza
sulle future tasse fece svanire l'iniziale effetto positivo delle
liberalizzazioni, sia pure parziali e distorte, di Bersani. Ed il governo finì
ben presto nella spirale che lo ha condotto al tracollo elettorale del 14
aprile. Sulla base di questi antecedenti, in quale modo il prossimo governo Berlusconi
utilizzerà la propria "luna di miele" con gli italiani? Il promo ed
indispensabile passo non potrà non essere la
concretizzazione della cordata che dovrebbe assicurare il salvataggio di Alitalia. L'impegno assunto in campagna elettorale sulla spinosa faccenda
è stato troppo preciso e ripetuto per poter essere rinviato od eluso in qualche
modo. D'altro canto le condizioni per rispettare la promessa ci sono tutte. Gli
imprenditori italiani incominciano a rispondere all'appello. E, quel che
è più importante, anche altre compagnie straniere appaiono interessate a
partecipare ad una operazione che se non sarà realizzata all'insegna del solito
assistenzialismo sprecone potrà diventare un esempio di nuovo modo di
governare. Il secondo passo, forse addirittura più urgente del primo, riguarda
la missione in Libano. Che va interrotta il più presto possibile per evitare
che il contingente italiano dell'Unifil diventi il comodo bersaglio dei
terroristi in cerca di pretesti per dare nuovamente fuoco alle polveri del
Medio Oriente. O che va comunque ridefinita per dare a quei soldati la
possibilità di difendersi e di impedire che una missione di pace diventi
l'occasione per il loro sacrificio. Il terzo passo, infine, riguarda le misure
immediate per venire incontro alle esigenze della stragrande maggioranza di una
popolazione che soffre ed avverte come sempre più insopportabile la drammatica
riduzione del loro tenore di vita. Va bene l'abolizione dell'Ici, vanno bene le
misure tese a ridurre il carico fiscale sui lavoratori e sulle famiglie, va
bene anche qualche provvedimento di difesa delle aziende italiane e di
contrasto con la concorrenza sleale di quelle dei paesi emergenti asiatici. Ma
tutto questo deve essere solo l'avvio di un processo riformatore destinato ad innovare
il sistema fiscale e l'intero mondo del lavoro. La legislatura, infatti, se
vorrà essere effettivamente "costituente" non potrà riguardare solo
il sistema istituzionale (che poi è il quarto passo indispensabile per rendere
proficua la "luna di miele"), ma dovrà occuparsi del mondo del lavoro
e delle sue regole e tradizioni ormai troppo vetuste. Le condizioni per una
grande riforma del lavoro ci sono. C'è una Confindustria consapevole
dell'occasione. Ci sono i sindacati coscienti che continuare a guardare al
passato rischia di provocare la loro rottamazione. C'è un clima politico
complessivo favorevole al cambiamento. Ultimo ma importantissimo passo, infine,
è la scelta dei componenti del futuro governo. Dalle loro facce si capirà quale
sarà la sorte della legislatura. Per cui, se è vero che il criterio con cui
verranno scelti dovrà essere quello del manuale Cencelli, è altrettanto vero
che , sia pure nel quadro della lottizzazione, si possono selezionare i più
esperti, i più capaci, i migliori.
( da "Opinione, L'" del 28-04-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')
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Oggi è Lun, 28 Apr 2008
Edizione 81 del 25-04-2008 RANKING, ALEMANNO PRECEDE RUTELLI di Christian
Saragoni Domenica 27 e lunedì 28 aprile si vota a Roma per eleggere il nuovo
sindaco della Città Eterna. Il turno di ballottaggio mette di fronte Gianni
Alemanno e Francesco Rutelli, rispettivamente candidati sindaco del Pdl e del
Pd. A quattro giorni dal voto, quindi, i due politici intensificano le loro
presenze nei telegiornali per convincere e catturare gli ultimi voti dei romani
ancora indecisi. Ospite in diretta negli studi del Tg1 delle ore 20, Alemanno,
primo nel ranking del parlato Tv con quasi 5 minuti d'intervista, affronta gli
scottanti temi della sicurezza - "La sicurezza in città è la condizione
primaria sia per qualsiasi libertà civile, sia per lo sviluppo economico. Roma
è oggi una metropoli avvolta nel degrado" - e della crisi Alitalia -"Credo in una cordata italiana per la nostra
compagnia di bandiera. Fiumicino rimarrà l'hub principale dell'Italia".
Pungolato dalle domande del conduttore Attilio Romita, l'onorevole Alemanno
accusa poi Rutelli e Veltroni di aver amministrato male la capitale in questi
anni, definendoli i veri nemici di Roma. Sull'altro fronte, invece, Rutelli
lancia pesanti accuse al suo rivale del Pdl nella corsa per il Campidoglio.
Titolare della terza posizione nella graduatoria del tempo di parola, l'ex
leader della Margherita accusa prima Alemanno di aver accettato l'appoggio
esterno de La Destra di Storace, poi si dichiara molto dubbioso in merito alla
presenza di un gruppo di imprenditori nostrani interessato
ad acquistare Alitalia, dopo l'uscita di scena dalla trattativa di Air France. Medaglia
d'argento per Silvio Berlusconi, protagonista di un pesante attacco nei
confronti dei sindacati. "Il fallimento della trattativa Alitalia-Air France - dichiara il leader del Pdl ai microfoni dei
notiziari nazionali - deve essere attribuito alle parti sociali,
colpevoli di aver posto diversi veti e paletti nel corso dei negoziati di
vendita". Dal futuro presidente del Consiglio arriva, però, anche una nota
di ottimismo: "La cordata si farà e Alitalia si
salverà, ma saranno inevitabili dolorose riduzioni di personale".
Collegato con il Tg4 di Emilio Fede e quarto nella Top Ten del parlato Tv, il
giornalista Vittorio Feltri si rende protagonista di un intervento a tutto
campo, esprimendo opinioni sul voto elettorale - "L'opposizione deve
essere pronta a legittimare il successo degli avversari", e sul nodo Alitalia - "Prima di parlare di fallimento, si deve
aspettare che l'Esecutivo entri effettivamente in funzione". Al settimo
posto del ranking, infine, troviamo Emma Marcegaglia, nuovo presidente della
Confindustria. Dalle telecamere dei telegiornali, infatti, l'imprenditrice
mantovana presenta il programma e soprattutto la sua nuova squadra della potente
associazione degli industriali. Risoluta e determinata, la Marcegaglia invita i
sindacati dei lavoratori a rivedere la struttura dei contratti nazionali.
( da "Opinione, L'" del 28-04-2008)
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Oggi è Lun, 28 Apr
2008 Edizione 81 del 25-04-2008 Petruccioli non molla la poltrona Rai di
Francesco Lener Che sia uno dei più "cari" avversari di Berlusconi è cosa
nota. Da ieri si può dire che il buon vecchio Claudio Petruccioli sia il
candidato ufficiale alla presidenza della Rai anche per il prossimo biennio.
Passati pochi giorni dal voto e in attesa della prossima presentazione del
bilancio Rai 2007, il numero uno di Viale Mazzini ha sentito il bisogno di
esternare, tanto per far capire a tutti come, nonostante gli sconquassi al
settimo piano avvenuti negli ultimi 365 giorni, la dirigenza abbia fatto bene
il compitino. "La Rai non è come l'Alitalia - ha azzardato -. Vi assicuro che i dipendenti della compagnia
di bandiera farebbero l'Oktoberfest a Fiumicino. Per fortuna i nostri conti
stanno molto meglio. E poi siamo talmente sotto i riflettori che non sarebbe
possibile un tale disastro. Il Bilancio 2007 sarà approvato tra 15
giorni dal Cda e chiuderà con un sostanziale pareggio. Si prevede un passivo di
tre-quattro milioni, a fronte di previsioni che parlavano di perdite di 30-40
milioni. L'azienda non ha un euro di debito e non si tratta di un dato contingente.
Quanto ai possibili recuperi di produttività, non solo le analisi e le
previsioni ma anche l'andamento delle concrete azioni di risparmio e
razionalizzazione consentono di pensare a un margine di almeno il 10-15%".
E tanto basta per aspirare a mantenere la poltrona: "Chissà, il mio
mandato è terminato, e lo considero, guardando al passato, già un piccolo
record. Sono pronto a rispondere ad eventuali sollecitazioni, però. Se in Rai
si fa quello che penso vada fatto, allora direi di sì. A queste condizioni
direi di sì". Direbbe di sì, Petruccioli, e le condizioni (auspicate ma
non vincolanti) sono che il ministero del Tesoro abbia meno potere sull'azienda
e che l'attuale figura del direttore generale sia sostituito da un moderno
amministratore delegato. Dg o Ad, di sicuro Claudio Cappon girerà i tacchi,
magari favorendo un clamoroso ritorno del fedele Agostino Saccà, e la
maggioranza del Cda rimarrà saldamente al centrodestra. In questo contesto,
considerando la tumultuosa esperienza di Lucia Annunziata nell'ultimo
quinquennio berlusconiano, Petruccioli ha in effetti le sue chance. Persino
Maurizio Gasparri, placando per un momento la sua verve polemica, non lo
esclude: "Sarà giusto esaminare con la dovuta attenzione le considerazioni
di fine mandato di Petruccioli, al quale deve essere riconosciuto equilibrio
nel ruolo di presidente della Rai". La diatriba si riaccende, in compenso,
sui tempi. Tutto lascia presumere che per un po' il Cda attuale sarà prorogato
oltre la scadenza naturale di fine maggio, vista la prassi secondo la quale le
commissioni bicamerali si compongono non prima di due o tre mesi dall'inizio
della nuova legislatura. Gasparri, evidentemente, dissente. Martedì scorso ha
dato in pasto alle agenzie un secco comunicato, secondo cui "Il consiglio
Rai sarà rinnovato subito dopo la sua scadenza". Petruccioli, invece, ha
fatto altri ragionamenti, avallando la tesi che vuole il cambio della guardia
posticipato al ritorno dalle ferie estive: "Andremo in prorogatio con
pieni poteri. E' un nostro diritto-dovere. Non avremo dunque limiti formali,
anche se sulle cose da fare o non fare ci saranno anche valutazioni di
opportunità". Da decifrare il problema legato al consigliere Gennaro
Malgieri, eletto nelle file del Pdl, che potrebbe regalare al centrosinistra
una breve stagione di maggioranza in Cda proprio grazie al voto decisivo del
presidente. "Voglio precisare ? ha aggiunto conciliante Petruccioli - che
non resteremo in otto al settimo piano, almeno per ora. L'incompatibilità tra
parlamentari e amministratori di aziende partecipate con l'introduzione della
Gasparri non può più essere sollevata dall'interno dell'azienda. Dovrà essere
il Parlamento a farlo, con i suoi tempi. Andremo quindi in prorogatio in
nove". Una "road map" campata in aria, secondo Gasparri.
Berlusconi con i ministri vuole bruciare la tappe: evidentemente cercherà di
fare altrettanto con le commissioni.
( da "Opinione, L'" del 28-04-2008)
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Oggi è Lun, 28 Apr
2008 Edizione 81 del 25-04-2008 IL DESTINO DI ALITALIA NON è QUELLO DI UNA
COMPAGNIA INDIPENDENTE L'Europa vede crepe nel prestito ponte di Alessandra
Mieli Non c'è niente che idispettisca di più di un "crucco" che
giudica la "creatività" italiana. Il "precisetti" di turno
però è il sottosegretario tedesco ai Trasporti Matthias von Randow, che ci ha
fatto una lezioncina sui vantaggi di una privatizzazione applicata a una
compagnia aerea portando l'esempio di Lufthansa. Forte dei risultati
dell'operazione teutonica, von Randow ha spiegato che "vi sarà un processo
di consolidamento nel mercato dell'aviazione civile, non solo in Europa. La fusione
tra NorthWest e Delta negli Usa è un esempio di quello che ci aspetta".
Avere compagnie di successo è un valore aggiunto per il mercato europeo, come
nel caso di Air France-Klm o Lufthansa-Swiss. E, ha concluso l'esponente del
governo di Berlino, "sono sicuro che anche compagnie aeree italiane
potranno essere parte di una forte, vigorosa economia dell'aviazione civile.
Questo, tuttavia, forse più come una parte di questo mercato che come una
compagnia indipendente e sussidiata dallo Stato". Quindi mettiamola così:
il prestito ponte da 300 milioni di euro concesso dal Governo all'Alitalia non convince l'Unione europea e tanto meno il Fondo
Monetario Internazionale. Ma l'esecutivo rassicura: entro i dieci giorni
saranno fornite tutte le informazioni ed espletate tutte le procedure previste
dal Trattato. "Abbiamo dubbi e vogliamo capire meglio alcuni dettagli. In
particolare, vogliamo sapere se si tratta di un'operazione commerciale o sono
coinvolti degli aiuti di Stato", ha detto Michele Cercone, portavoce del
commissario Ue ai Trasporti, Jacques Barrot, "ci hanno presentato le
misure prese in favore di Alitalia, e hanno sostenuto
che non è un aiuto di Stato perché il prestito è stato dato a condizioni
commerciali". Al momento, "quello che vogliamo capire chiaramente è
se questa è un'operazione commerciale" o no. Perché "un prestito dato
a tassi di interesse commerciali può ancora costituire aiuto di Stato se un
prestatore commerciale considererebbe il beneficiario non abbastanza sicuro da
non potergli concedergli il prestito". E contro la misura decisa
dall'esecutivo italiano si schierano anche alcune compagnie
aeree concorrenti di Alitalia. Prima fra tutte Ryanair, che ha annunciato una protesta formale
a Bruxelles: "L'ultimo salvataggio da 300 milioni di euro di Alitalia è una beffa. Sostenere un'aerolinea nazionale inefficiente, che
sarebbe dovuta finire in bancarotta, tempo fa è semplicemente illegale",
ha tuonato il direttore legale della compagnia low cost, Jim Callaghan.
Più caute ma determinate British Airways e la svedese Sas: "Seguiremo da
vicino la situazione per assicurarci che le norme Ue siano rigidamente
rispettate". Non ha dubbi il Wall Street Journal: il prestito, scrive il
quotidiano, "ha tutta l'aria di un aiuto di stato illegale". E anche
l'Fmi invita a trovare una soluzione rispettosa delle regole di mercato.
Intanto, alla Magliana si è svolto l'incontro tra i vertici di Alitalia e i sindacati. Presto sarà nominato un nuovo
amministratore delegato, hanno riferito le organizzazioni dei lavoratori.
( da "Giornale.it, Il" del 28-04-2008)
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N. 17 del 2008-04-28 pagina 19 Alitalia, scure Ue sul prestito ponte
di Redazione da Milano Sul prestito ponte di 300 milioni stanziato dal governo
per mantenere in vita Alitalia pende la spada di Damocle di Bruxelles. Lo conferma il
commissario europeo ai Trasporti Jacques Barrot: "Sappiamo che le autorità
italiane non considerano l'intervento a favore dell'Alitalia
come un aiuto di Stato", ma su questo "abbiamo dubbi, e abbiamo
quindi scritto al governo italiano per avere maggiori informazioni in
proposito. Il nostro obiettivo è stabilire con precisione la natura di questo
intervento per capire se si tratta di un'operazione commerciale o se ci sono
elementi collegati ad un aiuto di Stato". In quel caso, ha dichiarato
Barrot, "saremo obbligati a far rispettare il diritto europeo" e
quindi ingiungere la sospensione del prestito. Perché "ci sono regole
chiare a livello europeo: chi infrange le regole viene sanzionato", ha
concluso il commissario. Per il giudizio di Bruxelles saranno determinanti i
tassi di interesse che il ministero dell'Economia fisserà per il rimborso del
prestito: per rispondere al requisito di rispettare le condizioni di mercato
dovranno tenere conto delle difficoltà finanziarie in cui versa Alitalia e quindi del fatto che difficilmente una banca
privata lo avrebbe concesso se non con interessi tanto alti da giustificare il
rischio. D'altra parte, anche a livello internazionale, la compressione dei
margini provocata dai rincari del petrolio e dalla concorrenza dei vettori low
cost continua a spingere il settore del trasporto aereo verso un più ampio riassetto.
Tanto che, meno di due settimane dopo il matrimonio fra Delta Air Lines e
Northwest Airlines che ha dato vita al nuovo gigante dei cieli, ora sarebbe il
turno di United Airlines. Quest'ultima, che aveva già presentato un piano per
fondersi con Us Airways, ha avviato trattative parallele con Continental
Airlines: la decisione, secondo il Wall Street Journal online, dovrebbe
arrivare ai primi di maggio. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4
- 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 28-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Barrot
minaccia sanzioni per il prestito ad Alitalia ECONOMIA
FINANZA "Chi infrange le regole viene sanzionato". Lo ha detto ieri
il commissario europeo ai Trasporti Jacques Barrot riferendosi al prestito
ponte di 300 milioni ad Alitalia. Se si tratta
di aiuti di Stato, "saremo obbligati a far rispettare il diritto
europeo".
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