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T ARTICOLI DEL 26-4-2008 #TOP
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Articoli
Alitalia 2 (42)
Il Papa negli Usa
( da "Giornale.it,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 3 Emails Ultime news Alitalia, l'Ue avverte: "Valuteremo, non servono ricorsi"Delitto di Verona: confessa un romenoUccise la ragazza: libero per decorrenza terminiFormula 1, Gp Spagna Raikkonen vola in prova25 aprile, Napolitano all'Altare della Patria Berlusconi: "Serva a pacificare il Paese"Torino, da Grillo un "vaffa" a giornali e Quirinale Blog Amici Dio:
Alitalia,
lite sul prestito ( da "Secolo XIX, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
LASICUREZZA
( da "Secolo
XIX, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Wladimir Putin. Con il premier russo, Berlusconi dovrà parlare soprattutto di Alitalia. La disponibilità di Aeroflot ad intervenire per il salvataggio della compagnia italiana, dovrà essere trasformata in intervento diretto 26/04/2008.
In
evidenza Luxottica ( da "Unita, L'"
del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: In prima fila le Fiat dopo la trimestrale, che premia anche Luxottica. Bene pure i bancari, settore per il quale alcuni analisti arrivano a pronosticare che il peggio è passato, Buon comportamento anche da parte dei titoli energetici mentre per Alitalia si è registrata l'ennesima giornata da dimenticare.
Una
sola misura ( da "Unita, L'"
del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: licenziamenti a Alitalia. Secondo il quotidiano arancione l'Unità sarebbe a favore dei tagli occupazionali se li propongono Prodi e Padoa-Schioppa, ma contraria se li fa Berlusconi. In realtà a l'Unità non piacciono mai i licenziamenti dei lavoratori. Ma non piace neppure che un uomo politico faccia promesse in campagna elettorale per prendere voti e poi se le rimangi appena eletto.
Alitalia:
Lufthansa no, Sviluppo Italia forse La Ue: sul prestito procederemo anche senza
ricorsi. In Borsa il titolo affonda (meno 13,6%)
( da "Unita,
L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del Alitalia: Lufthansa no, Sviluppo Italia forse La Ue: sul prestito procederemo anche senza ricorsi. In Borsa il titolo affonda (meno 13,6%) di Roberto Rossi / Roma PRESTITO Negli ultimi tempi, tra alti e bassi, la Borsa non è stata sempre un termometro attendibile per misurare la temperatura di Alitalia.
La
destra vuole una città cupa e nera Rutelli: Non un voto deve andare disperso .
Nel duello in tv con Alemanno scintille su casa e sicurezza
( da "Unita,
L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Giù le mani dall'Alitalia e da Fiumicino, sono la nostra Fiat", scandisce: "Vent'anni fa la Lega diceva Roma ladrona e ancora non si rassegnano al fatto che è diventata una grande capitale". Poi arriva sul palco anche Nicola Zingaretti: "Roma non piega la testa e non crede a chi cavalca la paura", rilancia il candidato alla Provincia.
Alitalia,
Lufthansa ribadisce il suo no ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pagina 215 Alitalia, Lufthansa ribadisce il suo no --> Alitalia lavora a una accelerazione del piano di sopravvivenza e si appresta a scontrarsi con i sindacati per stringere su un nuovo piano di esuberi. Il prestito ponte di 300 milioni concesso dal Governo è sotto la severa lente di Bruxelles, e comunque non può servire a raddrizzare i conti ma solo a rinviare di qualche mese l'
Alitalia
crolla in borsa dopo i dubbi ue - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ieri il premier in pectore Silvio Berlusconi è tornato a parlare di Alitalia, della sua volontà "di fare del tutto per salvarla, anche se è un'operazione non facile che richiederà molti sacrifici" compreso il taglio di migliaia di posti di lavoro. "Alitalia continuerà a volare ma per una "nuova" compagnia di bandiera servirà qualche mese.
"nessun
danno agli utenti dall'addio a malpensa" - claudio gerino
( da "Repubblica,
La" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E la soppressione dei voli in partenza da Malpensa, decisa dall'Alitalia, non ha condizionato la possibilità di spostamento in Europa di milanesi e lombardi in genere, in quanto la compagnia di bandiera aveva già quote di mercato ridotte, perché i suoi voli erano più cari di quelli offerti da altre aerolinee.
Il
Cavaliere tra vertici, negozi e bagni di folla
( da "Giornale.it,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Perché questa volta il compito è veramente complicato: l'economia in difficoltà, Alitalia nuovamente in panne e gli avversari al varco in attesa del primo intoppo giustificano l'invocazione dell'aiuto divino. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Veltroni,
Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua
( da "Giornale.it,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".
Il
popolo di grillo fa il pieno a genova - nadia campini
( da "Repubblica,
La" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: e poi sono furiosa anche per la vicenda Alitalia". In coda per aspettare di firmare ci sono anche Elena e Gianluca, insegnante ed educatore, che la pensano allo stesso modo: "Qualsiasi iniziativa che va contro il lobbismo ci trova d'accordo, è per questo che siamo qui". E Giovanni Seminati, pensionato, aggiunge: "E' la prima volta che firmo per un referendum,
Ponte
- stefano bartezzaghi ( da "Repubblica, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: solo un prestito ponte potrà salvare i ponti aerei dell'Alitalia. I ponti di per sé servirebbero per andare da qui a là. Ma il "là" italiano si perde nell'indefinito e così più che per unire due sponde, come vorrebbe almeno teoricamente la sua "mission", il Ponte italiano appare una manovra diversiva, una vacanza mentale, un'idea astratta;
Alitalia
e contribuenti ( da "Riformista, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e contribuenti La cordata siamo noi Se è vero che Lufthansa non è più interessata ad Alitalia, come ha fatto sapere per la milionesima volta ieri, smentendo indiscrezioni che affermavano il contrario e adducendo semplici ragioni di mercato, cioè il fatto che gli investitori la declasserebbero dal rating "investment grade"
Alitalia
ed europa ( da "Riformista, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia ed europa Perché protestano gli inglesi Mentre Silvio Berlusconi intima all'Ue di "non ostacolare le cose giuste", in sede comunitaria la legittimità del prestito-ponte ad Alitalia viene contestata anche da Ryan Air, British Airways e Scandinavian Airlines.
Alitalia,
Lufthansa si chiama fuori E l'Ue insiste: prestito sotto esame
( da "Liberazione"
del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: alternativa ad Air France promessa da Berlusconi Alitalia, Lufthansa si chiama fuori E l'Ue insiste: prestito sotto esame Roberto Farneti Sull'Alitalia Silvio Berlusconi non ha più alibi. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto legge con cui lo Stato italiano concede alla ex compagnia di bandiera un prestito "a breve termine" di 300 milioni,
ROMA
Avvicendamenti di peso ai piani alti della Telecom. Dal primo maggio, Antonio
Migliardi (gi ( da "Messaggero, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Dal primo maggio, Antonio Migliardi (già in Fs, poi in Alitalia con Cempella e quindi a Vitrociset) sarà il nuovo responsabile delle risorse umane del gruppo, mentre Carlo Fornaro, che ha già ricoperto incarichi analoghi a Vodafone ed Rcs, è il nuovo responsabile delle relazioni esterne, sempre a livello di gruppo.
Non
diamo Roma ai fascisti ( da "Manifesto, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: le opposte posizioni su Alitalia, hanno arroventato ancor di più l'aria capitolina nelle ultime ore. E polemiche ci sono state anche ieri, giorno delle celebrazioni per il 25 aprile. I due candidati sindaco sono costretti a ritrovarsi insieme, uno accanto all'altro, al cospetto del presidente della Repubblica Napolitano, davanti all'Altare della patria.
Nicola
Zingaretti ieri ha continuato il giro elettorale tra i 120 Comuni
dell'hinterland romano ( da "Messaggero, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Un tema nazionale ma direttamente collegato con il territorio è quello di Fiumicino-Alitalia. "Quello che è successo è sbalorditivo, abbiamo assistito a un atteggiamento a dir poco disinvolto rispetto Air France e ancora più disinvolto è stato chiedere di togliere dalle tasche degli italiani 300 milioni di euro in attesa di una fantomatica una cordata italiana.
Alitalia,
occhi puntati della Ue Berlusconi: sarà impresa ardua
( da "Manifesto,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: un aiuto di Stato" Alitalia, occhi puntati della Ue Berlusconi: sarà impresa ardua No comment di Sviluppo Italia sull'ipotesi di un ingresso nella cordata. L'altolà di Lufthansa: "Nessuna trattativa in corso con il governo" Sara Farolfi "Spero che Alitalia continui a volare, sarà un'impresa ardua che richiederà sacrifici,
E
Bersani non si ritira per salvare la ditta
( da "Corriere
della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Prima Pagina - data: 2008-04-26 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Settegiorni di Francesco Verderami E Bersani non si ritira per salvare la ditta E' pronto a candidarsi a capogruppo del Pd, ma a sentir parlare di cordate in suo sostegno, Pierluigi Bersani si ribella: "Le cordate lasciamole ad Alitalia". CONTINUA A PAGINA 6.
Rutelli-Alemanno,
match sulla legalità ( da "Corriere della Sera"
del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il botta e risposta si è spostato su Alitalia, sui poteri speciali di Roma capitale. E a mezzanotte microfoni spenti. Appuntamento alle urne. Paolo Foschi In diretta Il candidato del Pd Francesco Rutelli e lo sfidante del Pdl Gianni Alemanno ieri sera a Matrix (Ap/Pace).
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-26 num: - pag: 9
La Nota di M... ( da "Corriere della Sera"
del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: e col presidente francese Nicolas Sarkozy sui commissari europei: lo "scambio" fra Giustizia e Trasporti in pieno caso Alitalia, che ha fatto infuriare Romano Prodi, informato solo a cose fatte. Il premier uscente ha intravisto nell'operazione un gioco di sponda fra esponenti del centrodestra europeo, che potrebbe ripetersi in vista delle elezioni del 2009 per il Parlamento Ue.
ROMA
- Sviluppo Italia è un'agenzia del governo e se il governo dovesse chiedere la
dispo ( da "Messaggero, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: disponibilità ad un intervento finanziario nel capitale di Alitalia, la risposta non potrebbe che essere positiva. Sarà poi l'esecutivo a valutare tempi, entità e modalità dell'operazione". Così commentano alla società di Via Calabria l'ipotesi che il prossimo governo metta in pista proprio Sviluppo Italia nella cordata nazionale per rilevare e risanare la compagnia di bandiera.
BRUXELLES
- Non vuole entrare nelle polemiche, la Commissione Europea. Vuole solo portare
av ( da "Messaggero, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: avuto colloqui con il futuro governo italiano o col management di Alitalia. "La nostra valutazione su Alitalia non è cambiata" e "gli sviluppi delle ultime settimane hanno confermato il nostro giudizio", ha spiegato il direttore finanziario Stephan Gemkow. La dichiarazione ha portato il titolo Alitalia, che continua a scambiare in un'unica asta di chiusura, a segnare un calo del 13,
BRUXELLES
- L'impegno per Alitalia rappresenta il primo grande test per Berlusconi : lo s
( da "Messaggero,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: BRUXELLES - L'impegno per Alitalia rappresenta "il primo grande test per Berlusconi": lo scrive il Financial Times in un editoriale intitolato "L'agonia di Alitalia", in cui si afferma che la gestione della vicenda da parte del nuovo premier definirà "il tono" della futura politica economica in Italia.
ROMA
Silvio Berlusconi avverte e sottolinea che per Alitalia sono previsti tagli
dolo ( da "Messaggero, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: aveva altresì chiesto una netta separazione tra Alitalia-Fly e Alitalia Servizi (la seconda a carico di Fintecna, cioè dello Stato italiano) e la sostanziale cancellazione di Malpensa. I sindacati avevano detto no. Ovvio, chiunque arriverà al posto dei transalpini, dovrà formulare una offerta diversa.
Di
MAURO EVANGELISTI [FIRMA]e FABIO ROSSI ROMA - Sicurezza e decoro, servizi ai
cittad ( da "Messaggero, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Dopo un passaggio sulla Lega e su Alitalia, si arriva agli appelli finali, proprio appena prima dello scoccare della mezzanotte. Rutelli: "I prossimi cinque anni sarano decisivi per Roma. I nostri avversari stanno facendo passare un'immagine nera, cupa, catastrofica. Noi garantiremo pià cura, più decoro, più sicurezza.
Festa
finale a Torpignattara mano tesa all'Udc di Casini
( da "Corriere
della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: caro Bossi, da Fiumicino e da Alitalia. La difenderemo perchè è il patrimonio della nostra città. Voi la volete spegnere, ma quella che è la nostra Fiat. Adesso la voglio vedere 'sta cordata promessa da Berlusconi. Dopo aver preso i voti, purtroppo anche dei romani, già annuncia sacrifici e licenziamenti.
ROMA
C'era una volta un Paese che aveva un sistema autostradale tra i più efficie
( da "Messaggero,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, che gareggiava per trovare una stabile collocazione tra il quarto e quinto posto nella graduatoria dei vettori mondiali. Non stiamo raccontando un favola, quasi sempre frutto di fantasia, ma dell'Italia fine anni Sessanta. La crescita del Pil andava di pari passo con il montante entusiasmo, che nasceva dalla fiducia nel futuro.
Alitalia,
la Sea convoca i soci ( da "Corriere della Sera"
del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Lunedì assemblea della società di Malpensa, ipotesi sull'operatore principale del futuro Alitalia, la Sea convoca i soci Berlusconi: "Qualche mese per rinnovarla". Lufthansa: non ci sono negoziati Titolo giù del 13% in Borsa dopo la cautela di Francoforte. Il coinvolgimento di Sviluppo Italia MILANO - "Spero che Alitalia continuerà a volare.
Crescita
in Italia, pessimismo Ue Stime verso il taglio
( da "Corriere
della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: timori per le stime di primavera sono accentuati dalle ombre della crisi Alitalia, i cui dossier sono in queste ore su tutti i tavoli Ue. Ma se anche questa crisi non ci fosse, resterebbero i segnali premonitori lanciati a febbraio, con le ultime previsioni intermedie: crescita del Pil italiano tagliata appunto dall'1,4% del novembre 2007 allo 0,7%, prezzi al consumo in salita del 2,
C
ertamente ( da "Corriere della Sera"
del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia è entrato nella fase centrale. Con il prestito da rimborsare entro dicembre, o comunque, al massimo nei trenta giorni successivi alla privatizzazione, il tempo delle soluzioni stringe. Così sul tavolo è apparsa l'ipotesi di coinvolgere l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.
Prestito
ponte, l'Europa avvia un'indagine
( da "Campanile,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: alcun ricorso formale da parte di Ryanair contro il prestito ponte concesso dal governo italiano ad Alitalia ma "prende nota" delle intenzioni della compagnia aerea irlandese di opporsi alla decisione e ricorda di essersi già attivata sulla questione senza aspettare denunce formali. Lo dice chiaro e tondo Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai Trasporti Jacques Barrot.
E'
il mercato speculativo che provoca le guerre del pane
( da "Liberazione"
del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia più volte nelle ultime settimane. Per quale motivo, invece di rischiare la recessione globale, non si sospendono almeno le contrattazioni più avventate - come le varie opzioni o scommesse sui prezzi futuri del grano o dell'oro nero? E perché, invece di distribuire cibo per fronteggiare la carestia globale - mandando in rovina i contadini poveri che non troveranno più acquirenti
FT:
SARà IL PRIMO TEST DI POLITICA ECONOMICA
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sarà il primo test di politica economica L'impegno per Alitalia rappresenta "il primo grande test per Berlusconi": lo scrive il Financial Times in un editoriale intitolato "l'agonia di Alitalia", in cui si afferma che la gestione della vicenda da parte del nuovo premier definirà "il tono" della futura politica economica in Italia.
DECRETO
OPERATIVO ORA è IN GAZZETTA ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: di 300 milioni ad Alitalia. Una somma erogata - si legge - per consentire ad Alitalia di fare fronte a pressanti fabbisogni di liquidità, ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di assicurare, per ragioni di ordine pubblico e continuità territoriale, il servizio pubblico di trasporto aereo" che vede Alitalia come vettore che maggiormente lo assicura.
CORDATA
TRICOLORE, IN CAMPO ANCHE SVILUPPO ITALIA
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Nella cordata "salva-Alitalia" potrebbe esserci posto anche per Sviluppo Italia, l'Agenzia per l'attrazione degli investimenti guidata da Domenico Arcuri. Per ora è solo un'ipotesi non commentata ufficialmente dalla spa che ha la sua sede in via Calabria, a Roma.
Alitalia,
Lufthansa si chiama fuori ( da "Stampa, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: non abbiamo avviato nessun colloquio col governo o col management di Alitalia". Da tempo si vocifera di contatti fra il numero uno tedesco Wolfgang Mayrhuber e il superconsulente del Cavaliere Bruno Ermolli. Ma il fatto che Alitalia abbia avuto una nuova iniezione di danaro pubblico allontana la dura ristrutturazione che i tedeschi speravano arrivasse con il commissariamento.
Il
banchiere: "Nessuno ci metterebbe un soldo"
( da "Stampa,
La" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia di restare in piedi diventerebbe cruciale. Così si va di quesito in quesito. Esiste un istituto disposto a prestare 300 milioni all'Alitalia? "No", risponde il top manager di un'importante banca italiana che chiede l'anonimato. "Il comitato crediti non lo farebbe mai passare - spiega -, soprattutto perché c'è il rischio di un fallimento in tempi brevi che potrebbe aprire
"Non
fateci fare i traghettatori di Air France"
( da "Stampa,
La" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Dal 1989 lavora per Alitalia: "I guai di Alitalia sono inziati quando non si è voluto chiudere o ridimensionare Linate. Una compagnia aerea anche di grandi dimensioni segue in modo ottimale un solo hub. Al massimo due. Alitalia ha voluto provare a seguirne tre: Malpensa, Linate e Fiumicino.
( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi, al termine
della messa celebrata sul piazzale antistante il nuovo santuario di San Giovanni
Rotondo, inizia l'esposizione del corpo di Padre Pio. Un appuntamento molto
atteso (già 750mila persone si sono prenotate per poter sfilare nella cripta
del convento di Santa Matia delle Grazie), e da più di qualcuno (ad esempio
Claudio Magris sul Corriere della Sera) criticato. Sul Giornale di oggi
pubblico un'intervista al cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della
Congregazione delle cause dei santi, che spiega il significato della
venerazione delle reliquie dei santi. Come sapete, con l'amico e collega di
Famiglia Cristiana Saverio Gaeta abbiamo scritto un libro ("Padre Pio.
L'ultimo sospetto", Piemme) per analizzare e confutare i sospetti lanciati
da Sergio Luzzatto con il suo volume sul frate pubblicato lo scorso ottobre.
Ebbene, da quando è uscito il nostro volume Luzzatto non ha mai accettato un
confronto o un dibattito, che fosse televisivo o meno, tanto che nei giorni
scorsi gli abbiamo pubblicamente rinnovato l'invito in questo senso. Luzzatto
non solo non vuole confrontarsi con noi, ma mette pure veti: ieri sera, a
Matrix, in diretta su Canale Cinque, doveva essere presente Gaeta. All'ultimo
momento gli è stato detto che non sarebbe più potuto intervenire. Perché? E'
presto detto: perché c'era Luzzatto, il quale pone come condizione previa per
partecipare a qualsiasi dibattito su Padre Pio l'assenza di Gaeta e mia. C'è da
capirlo: dopo che sono stati smascherati errori grossolani, sviste, letture
parziali e pregiudizi contenuti nel suo lavoro, lo "storico del XXI
secolo" come si definisce, ha paura di un confronto pubblico. Meglio
pontificare a senso unico, senza contraddittorio. Domani è il 25 aprile, giorno
di festa per la liberazione. Voglio segnalare che proprio domani, fino al 27
aprile, inizierà a Lonato (Brescia) il 1 raduno nazionale dei Giovani della
Comunità Missionaria di Villaregia - di diritto pontificio dal 2002, fondata
nel 1981 da padre Luigi Prandin e Maria Luigia Corona - che conta 550 membri
consacrati e 15.000 aggregati. Per tre giorni i giovani vivranno un 25 aprile
"alternativo" riflettendo su evangelizzazione e missione, grazie alle
testimonianze di missionari provenienti dagli angoli più poveri del mondo.
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Invia questo articolo a un amico 23Apr 08 La nostra sfida più urgente Tornato
dal viaggio negli Stati Uniti volevo sottoporre alla vostra attenzione una
frase contenuta nell'omelia tenuta da Benedetto XVI nella cattedrale di St.
Patrick, sabato mattina. A mio avviso sintetizza il messaggio che il Papa ha
voluto lasciare agli americani e che ha testimoniato nel suo contatto con le
folle dei fedeli. "Forse abbiamo perso di vista che in una società in cui
la Chiesa sembra essere legalista e 'istituzionale', la nostra sfida più
urgente è di comunicare la gioia che nasce dalla fede e l'esperienza dell'amore
di Dio" Scritto in Varie Commenti ( 40 ) " (11 votes, average: 3.09
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Apr 08 "Io, povero
successore di Pietro" Stamattina (in Italia era già pomeriggio) ho
partecipato alla messa di Benedetto XVI nella cattedrale di St. Patrick, sulla
Quinta Strada, a Manhattan. Al termine della celebrazione, il cardinale Bertone
ha fatto gli auguri al Papa per il terzo anniversario dell'elezione, che
ricorre oggi. Il Papa, commosso, ha risposto improvvisando: "Posso solo
rendervi grazie per il vostro amore per la Chiesa, per l'amore a Nostro
Signore, e per l'amore che date anche al povero successore di Pietro. Io farò
tutto il possibile per essere un vero successore del grande san Pietro che era
anche un uomo con i suoi difetti e alcuni peccati, ma alla fine rimase la
roccia della Chiesa e così anch'io, con tutta la mia povertà spirituale possa
essere con la grazia di Dio in questi tempi il successore di Pietro".
Parole che fanno tornare alla mente un appunto nei diari di Paolo VI, che
parlava della propria "inadeguatezza" al compito ricevuto, o
l'espressione di Papa Luciani che davanti ai cardinali, chiedendo preghiere per
la sua missione, aveva definito se stesso un "poverocristo vicario di
Cristo". Scritto in Varie Commenti ( 114 ) " (16 votes, average: 3.63
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Apr 08 Piccole esperienze
americane Vi scrivo queste righe da New York. Ho appena finito di scrivere i
miei pezzi sulla visita del Papa all'Onu e sulle commoventi testimonianze delle
vittime degli abusi che ieri hanno incontrato Benedetto XVI. Articoli che
leggerete sul Giornale di domani. Volevo raccontarvi ciò che è accaduto ieri.
Avevo preparato un articolo tutto incentrato sull'appello del Papa ai leader
religiosi e sulla messa allo stadio. Padre Lombardi, a nostra specifica
richiesta, ci aveva detto che l'incontro con le vittime degli abusi non era
avvenuto. Certo, lui intendeva dire che non era avvenuto fino a quel momento.
In ogni caso, dopo aver spedito i pezzi (in Italia erano quasi le 11 di sera)
sono uscito a comprare dei francobolli per un collega - Gabriele Villa, inviato
e titolare del blog del Giornale sul golf - e poco dopo l'amico Luigi Accattoli
mi ha telefonato per dirmi che era appena arrivata la notizia dell'incontro.
Sono rientrato in pochi minuti e ho riscritto il pezzo, incentrandolo sulla
notizia del giorno, come richiesto dai miei capi. Così, il Giornale è uscito in
due versioni: la prima edizione (che raggiunge le città più piccole), aveva il
primo articolo, la seconda (che va in stampa all'una di notte e si trova a
Milano, Roma e nei centri più grandi), aveva il secondo articolo con il titolo
sulle vittime degli abusi. Sono convinto che il discorso ai leader religiosi
fosse importante, perché esplicitava per la prima volta così chiaramente la
"via" ratzingeriana per il dialogo con le religioni. Così salutandovi
dalla Grande Mela, nel primo commento a questo post allegherò la prima stesura
dell'articolo - che non era leggibile nella versione online, ovviamente più
aggiornata. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (12 votes, average: 4.25
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Apr 08 Il Papa e i valori Usa,
non solo luci Sto finendo di assistere alla messa che Benedetto XVI sta
celebrando al Nationals Park Stadium. Nell'omelia, il Papa ha parlato di
"segni evidenti di un crollo preoccupante negli stessi fondamenti della
società: segni di alienazione, rabbia e contrapposizione in molti nostri
contemporanei; crescente violenza, indebolimento del senso morale,
involgarimento nelle relazioni sociali e accresciuta dimenticanza di Dio".
Anche nella Chiesa c'è "la presenza di divisione e polarizzazione al suo
interno" e si fa pure la "sconcertante scoperta che tanti battezzati
sono inclini ad abbracciare atteggiamenti contrari alla verità del
Vangelo". Benedetto XVI parlando degli americani come "popolo della
speranza", delle libertà e delle nuove opportunità, ha detto anche che
questa attesa non è stata "l'esperienza di tutti gli abitanti di questo
Paese; basti pensare alle ingiustizie sofferte dalle native popolazioni
americane e quanti dall'Africa furono portati qui forzatamente come schiavi".
Scritto in Varie Commenti ( 147 ) " (24 votes, average: 4.67 out of 5)
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Commenti Invia questo articolo a un amico 15Apr 08 Religione e laicità negli
Usa, quello che ho chiesto al Papa Vi scrivo da Washington, dove sono appena
arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato a fianco del maestro e amico
Luigi Accattoli, il cui seguitissimo blog so che conoscete bene. Sul Giornale
di domani troverete l'articolo con ciò che ha detto il Papa incontrando i
giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la domanda che gli ho fatto io e la sua
risposta: Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice degli Usa presso la Santa
Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo pubblico della religione negli
Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista gli Usa siano un modello per
l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il rischio di usare la religione e
il nome di Dio per giustificare una politica o una guerra? "Certamente non
possiamo in Europa semplicemente copiare gli Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma
dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri. Quanto trovo io affascinante negli
Usa è che hanno cominciato con un concetto positivo di laicità. Perché questo
nuovo popolo era composto da comunità e persone che erano fuggite dalle
religioni di Stato e volevano avere uno Stato laico, secolare che apre le
possibilità per tutte le confessioni, per tutte le forme di esercizio
religioso. Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una
Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua
autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo
insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà
religiosa, per dare autenticità alla religione. E sappiamo che A. de
Tocqueville, studiando l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal
consenso di fatto, morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un
modello fondamentale e positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo
sono passati più di 200 anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa
l'attacco di una nuova secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e
quindi nuovi problemi. L'immigrazione e l'ideale del wasp (white, anglo-saxon,
protestant). Quindi la situazione si è complicata, differenziata nelle cose
della storia. Ma il modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere
osservato". Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (11 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa
Domani a mezzogiorno Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà
fino a domenica sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla
Casa Bianca, parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo
II, incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo
di presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo
pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili rallentamenti. Scritto
in Varie Commenti ( 93 ) " (11 votes, average: 3.91 out of 5) Loading ...
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questo articolo a un amico 11Apr 08 Nomine di primavera, due nuovi vescovi in
Curia Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il
cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici
della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale
segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto
di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di
giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato
all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio
consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che
molti pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che invece ora si ritrova
con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e il segretario). I due
nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il 1 maggio, insieme al
nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (36
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08
Direttore Böhler, non ci sto! Gentile direttore Böhler, responsabile del Museo
diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo nel blog della Reuters che lei
ha fatto dichiarazioni che considero deliranti: coloro che si sono opposti
all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred Hrdlicka che ha trasformato
l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero "cristiani fondamentalisti",
quelli che si sono permessi di criticare la sua scelta, persone non sono in
grado di apprezzare il messaggio dell'artista e non ne conoscono la grandezza.
Lei, invece di chiedere scusa, si difende attaccando chi ha "osato"
criticare una scelta sconcertante e offensiva e adesso viene a dirci che
"Hrdlicka ha il diritto di provocare" e il Museo di offrirgli la
possibilità di esporre le sue opere. Non so davvero che dire. Ho già fatto
ripetutamente professione di ignoranza artistica, ma certo di fronte a queste
sue parole sono felica della mia ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato
come fondamentalista solo per aver acceso i riflettori su un caso che trovo
scandaloso. Se il Cardinale arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace davvero
per lui. Tra l'altro, dalle sue parole mi sembra di capire che lo stesso
stimato porporato abbia agito sull'onda delle polemiche e che, se nessuno si
fosse mosso, forse avrebbe lasciato correre. Ma a che punto siamo arrivati in
nome dell'arte e della libertà di espressione? Un Museo diocesano che per far
parlare di sé deve esporre queste "opere" meglio farebbe a chiudere.
Lei, dottor Böhler, può sempre trovar lavoro come press-agent di Hrdlicka, al
quale - vista l'aria che tira in Austria - non mancheranno certo ricche
commesse ecclesiastiche. Scritto in Varie Commenti ( 163 ) " (20 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Apr
( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
L'esame di bruxelles
va avanti L'Ue snobba Berlusconi: non commentiamo quel che si dice nei
dibattiti nazionali il financial times"Fosse lasciata in balìa del mercato
la compagnia sarebbe sulla strada della bancarotta" 26/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Wladimir
Putin. Con il premier russo, Berlusconi dovrà parlare soprattutto di Alitalia. La
disponibilità di Aeroflot ad intervenire per il salvataggio della compagnia italiana,
dovrà essere trasformata in intervento diretto 26/04/2008.
( da "Unita, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione
del In evidenza Luxottica Chiusura di seduta in rialzo per la Borsa valori, che
recupera altre posizioni sfruttando la buona vena dei bancari, della Fiat e dei
tecnologici. Alla fine della giornata l'indicatore principale, il Mibtel, ha
registrato un progresso dell'1,12%, a 25.729 punti, mentre l'S&P/Mib è
salito dell'1,26%, fino a quota 34.013; ed ancora, l'All Stars ha guadagnato lo
0,71%. Scambi in calo per la festività, pur se attestati su un valore di 3,8
miliardi di euro complessivi. In particolare, Piazza Affari ha iniziato la
giornata in rialzo, aumentando via via il progresso. Hanno influito le buone
trimestrali di alcune big del listino, sia italiane che estere. In prima fila le Fiat dopo la trimestrale, che premia anche
Luxottica. Bene pure i bancari, settore per il quale alcuni analisti arrivano a
pronosticare che il peggio è passato, Buon comportamento anche da parte dei
titoli energetici mentre per Alitalia si è registrata l'ennesima giornata da dimenticare.
( da "Unita, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Una sola misura Il Riformista di ieri ha accusato l'Unità di usare
due pesi e due misure perché l'altro giorno abbiamo titolato su Berlusconi che,
finite le promesse elettorali, annunciava licenziamenti a Alitalia. Secondo il quotidiano
arancione l'Unità sarebbe a favore dei tagli occupazionali se li propongono
Prodi e Padoa-Schioppa, ma contraria se li fa Berlusconi. In realtà a l'Unità
non piacciono mai i licenziamenti dei lavoratori. Ma non piace neppure che un
uomo politico faccia promesse in campagna elettorale per prendere voti e poi se
le rimangi appena eletto. E Berlusconi prima dell'apertura delle urne
aveva promesso ricette miracolose anche per Alitalia.
Ma poi a urne chiuse e schede spogliate ha annunciato "inevitabili tagli
dolorosi" per i dipendenti della compagnia aerea.A noi piace la democrazia
semplice, quella in cui le promesse fatte in campagna elettorale sono impegni
da onorare nel rispetto dei cittadini che ti hanno votato. E anche di quelli
che non l'hanno fatto. E ci piace un'informazione libera che non abbia nessun
riguardo nei confronti dei potenti. E che voli un po' più in alto. Il
Riformista e Berlusconi.
( da "Unita, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Alitalia: Lufthansa no,
Sviluppo Italia forse La Ue: sul prestito procederemo anche senza ricorsi. In
Borsa il titolo affonda (meno 13,6%) di Roberto Rossi / Roma PRESTITO Negli
ultimi tempi, tra alti e bassi, la Borsa non è stata sempre un termometro
attendibile per misurare la temperatura di Alitalia. Eppure ieri, penalizzando il
titolo del 13%, una netta indicazione l'ha data: gli investitori hanno
scommesso che il prestito ponte da 300 milioni non passerà il vaglio della Ue.
Per la maggior parte degli economisti i segnali che arrivano da Bruxelles non
sono incoraggianti. E neanche l'appello rivolto ieri alla Commissione dal futuro
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a "non creare problemi"
non sembra aver lasciato il segno. "Non è abitudine di questa commissione
di commentare non importa quale dichiarazione originata nel contesto del
dibattito politico nazionale", ha detto il portavoce Johannes
Laitenberger. A proposito poi delle notizie circa una telefonata intercorsa tra
Berlusconi e il presidente dell'Esecutivo europeo Barroso, il portavoce ha
detto "di non poter confermare, ma neppure smentire: non ho informazioni a
questo stadio", ha spiegato Laitenberger, ricordando che Barroso in questo
momento è in missione in Cina. La Commissione europea, poi, ha detto di non
aver ancora ricevuto alcun ricorso formale da parte di Ryanair contro il
prestito, ieri pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, ma "prende nota"
delle intenzioni della compagnia aerea irlandese di opporsi alla decisione e
ricorda di essersi già attivata sulla questione senza aspettare denunce
formali. "Al momento non abbiamo ricevuto formalmente il ricorso" di
Ryanair, ha affermato Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai
Trasporti Jacques Barrot, "abbiamo letto gli articoli" sulla stampa e
"prendiamo nota delle intenzioni" della compagnia irlandese. In ogni
caso, ha aggiunto il portavoce, "stiamo analizzando la questione senza
aspettare ricorsi e la Commissione ha agito immediatamente per accertarsi della
natura della misura" con cui è stato concesso il prestito di 300 milioni
ad Alitalia. Per ovviare a un possibile "no"
di Bruxelles, secondo ricostruzioni giornalistiche non confermate, il futuro
governo di centrodestra starebbe pensando di mettere in campo Sviluppo Italia.
La società partecipata al 100% dal Tesoro, la cui messine in realtà è quella di
attrarre investimenti in Italia, dovrebbe partecipare all'aumento di capitale
del gruppo italiano. In questo modo la Commissione europea non potrebbe dire
intervenire perché formalmente non si potrebbe configurare come aiuto di Stato.
Anche nel caso di un coinvolgimento di Sviluppo Italia resta irrisolto il nodo di
fondo: chi si comprerà Alitalia? Ieri la tedesca
Lufthansa, ancora chiamata in causa dalla girandola di indiscrezioni, è tornata
a smentire con fermezza ogni interesse. Non c'è stato alcun contatto con il
governo italiano né con il management, ha detto il direttore finanziario
Stephan Gemkow. Anzi, per il manager tedesco è "addirittura
rafforzata" la convinzione dei tedeschi sul fatto che acquistare Alitalia comporterebbe più svantaggi che vantaggi. Con
l'interesse di Aeroflot, tutto virtuale, resta la cordata italiana promossa da
Berlusconi supportata dalle banche e con AirOne come partner, almeno nella
prima fase. Poi si vedrà. tanto, come ha spiegato Berlusconi, per trovare una
soluzione definitiva servirà "qualche mese", con "sacrifici".
( da "Unita, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del "La destra vuole una città cupa e nera" Rutelli:
"Non un voto deve andare disperso". Nel duello in tv con Alemanno
scintille su casa e sicurezza di Mariagrazia Gerina / Roma "FALLO
NERO", gli gridano dal pubblico di Tor Pignattara, per incoraggiarlo in
vista dell'ultimo duello tv con Alemanno. "Mah, veramente, nero è
già...", risponde senza finire la frase Rutelli, che ha scelto la
periferia Sud-Est di Roma per chiudere la campa- gna elettorale, dove l'aveva
cominciata, in uno dei tanti "quartieri popolari" della città.
"Vi guardo e vedo la grande forza popolare del nostro centrosinistra, che
tra poche ore si misurerà con il voto dei romani", si ferma a contemplare
la scena Francesco Rutelli. Per poi arrivare, al termine di una giornata
tesissima animata dai "sospetti" sulla storia della studentessa
aggredita, ad affrontare lo scontro tv con l'avversario sul filo della
mezzanotte. Ed è scontro vero tra due idee di città. "Quella del mio avversario
è cupa, nera, autodistruttiva, a un certo punto è sembrato si candidasse
sindaco del Bronx, lo sforzo che farò per unire i miei concittadini è invece in
positivo, rimboccandomi le maniche per realizzare curare di più il decoro e la
manutenzione", attacca Rutelli, che illustra il "futuro di Roma"
con tanto di foto piazza del Popolo liberata dalle auto, le nuove
metropolitana, le aree verdi previste dal piano regolatore. "Io invece ho
incontrato molta gente arrabbiata, che chiede sicurezza e di essere padrona a
casa propria", replica Alemanno: "Siamo di fronte a un fallimento
storico del centrosinistra che nel '93 prometteva cambiamenti radicali",
dice attaccando a colpi di campi rom "un gruppo di potere che da 15 anni è
sempre lo stesso". Adesso, il cambiamento vuole essere lui. E attacca il
candidato del Pd mostrando la foto di un eletto di Sinistra Arcobaleno che
rivendica il "diritto ad occupare". Mentre Rutelli agita un volantino
di Casa Pound, la roccaforte delle occupazioni di destra. Lo scontro più duro è
sulla giustizia: "Gli unici condannati per corruzione sono stati assessori
del Pdl", attacca Rutelli, rivolgendosi ai grillini perché scelgano tra
chi non ha "ricevuto un addebito" e chi invece si è lasciato alle
spalle lo scandalo di Lady Asl. Sfuma così l'ultima giornata di campagna
elettorale, cominciata ai piedi del Campidoglio, davanti all'Altare della
Patria. Francesco Rutelli dietro al Capo dello Stato. Più indietro, alla destra
di Napolitano, Gianni Alemanno. Tra i due nemmeno un cenno di saluto. I gesti sono
importanti, le parole anche. E la parola "anti-fascismo" Alemanno sta
bene attento a non pronunciarla. Dal luogo in cui il carabiniere Salvo
D'Acquisto fu trucidato dai nazisti, spiega che "il 25 aprile è la festa
della liberazione dai totalitarismi di destra e di sinistra". E così l'ex
ragazzo del Fronte che porta ancora la celtica sotto la camicia chiara aggira
l'ostacolo di una giornata che la destra estrema che voterà per lui vuole
cancellare. Lui invece dice che non deve essere "una festa di parte".
Lo dice anche Rutelli, con altri accenti, posando un mazzo di fiori sotto la
targa di don Pappagallo, il prete che tutti ricordano con il volto di Aldo
Fabrizi in "Roma città aperta". Venticinque aprile "festa di
tutti" - scandisce poi al corteo dei partigiani - "ma a patto che si
sappia da che parte era la ragione". Perché: "Se avessero prevalso
altri non ci sarebbe stata democrazia". "Adesso si presentano come il
nuovo ma sono il vecchio Msi degli Alemanno, degli Storace, dei Rauti",
incalza poi qualche ora più tardi davanti alla folla di Tor Pignattara. E in un
crescendo attacca uno a uno i volti della destra. Quella che in 15 anni di
opposizione in Campidoglio ha saputo solo dire no. E quella che ha governato il
Lazio e "si è lasciata dietro lo scandalo sanitario". L'altra faccia
di Bossi a cui Rutelli dice: "Giù le mani dall'Alitalia e da Fiumicino, sono la nostra
Fiat", scandisce: "Vent'anni fa la Lega diceva Roma ladrona e ancora
non si rassegnano al fatto che è diventata una grande capitale". Poi arriva
sul palco anche Nicola Zingaretti: "Roma non piega la testa e non crede a
chi cavalca la paura", rilancia il candidato alla Provincia.
"Insieme dobbiamo dare vita a una nuova stagione, continuando il lavoro
fatto da Veltroni e migliorando sicurezza e decoro", è il mandato che
Rutelli si assegna, in attesa del responso delle urne. "Non un voto deve
andare disperso", ripete rivolto a chi lo ha già votato. E anche
"alle forze come l'Udc che non si sono schierate", ma hanno fatto
capire: "Con quella destra non si può stare".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 215 Alitalia, Lufthansa ribadisce il suo no --> Alitalia lavora a una accelerazione del piano di
sopravvivenza e si appresta a scontrarsi con i sindacati per stringere su un
nuovo piano di esuberi. Il prestito ponte di 300 milioni concesso dal Governo è
sotto la severa lente di Bruxelles, e comunque non può servire a raddrizzare i
conti ma solo a rinviare di qualche mese l'epilogo del commissariamento. Il
consiglio di amministrazione della compagnia è stato ancora una volta molto
chiaro: non ci sono altre soluzioni, per dare un futuro ad Alitalia
servono nuovi azionisti pronti non solo a rilevare la compagnia ma anche a una
pesante ricapitalizzazione. E al momento, dopo la resa di Air France, sul
tavolo dei vertici della compagnia "non sono pervenute altre manifestazioni
di interesse". La tedesca Lufthansa torna a smentire con fermezza ogni
interesse. E con l'interesse di Aeroflot limitato alla disponibilità a parlare
con i manager di Alitalia, l'attenzione è concentrata
sulla messa a punto della cordata italiana promossa da Silvio Berlusconi, con
un eventuale supporto delle banche, di società pubbliche, di un partner
industriale. Air One è al centro delle diverse ipotesi.
( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Alitalia crolla in Borsa dopo i dubbi Ue No comment di
Bruxelles su Berlusconi. Lufthansa: nessuna trattativa con noi Il leader Pdl: entro
qualche mese avremo la nuova compagnia di bandiera Il giudizio dell'Europa sul
prestito arriverà anche senza i ricorsi Non escluso un intervento di Sviluppo
Italia, contattata dalla maggioranza LUCIO CILLIS ROMA - Il faro della Ue su Alitalia e la puntuale smentita di Lufthansa su un suo
possibile ingresso nella cordata per salvare la compagnia, fanno crollare del
13,6% il titolo della Magliana. Il futuro del vettore resta quindi strettamente
legato alle mosse che il prossimo esecutivo metterà in campo nelle prossime
settimane, visto che anche il cda della compagnia ha sottolineato l'urgenza di
procedere ad una ricapitalizzazione in tempi brevi. Ieri il
premier in pectore Silvio Berlusconi è tornato a parlare di Alitalia, della sua volontà "di
fare del tutto per salvarla, anche se è un'operazione non facile che richiederà
molti sacrifici" compreso il taglio di migliaia di posti di lavoro. "Alitalia continuerà a volare ma per una
"nuova" compagnia di bandiera servirà qualche mese.
L'importante è che rimanga italiana" ha ribadito il Cavaliere. L'Unione
Europea, preferisce non commentare le parole di Berlusconi dirette contro
Bruxelles e parla di "questioni interne". Nel frattempo però la
Commissione ha già aperto un dossier sul prestito da 300 milioni di euro che da
ieri, con la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale, è nella disponibilità
della compagnia di bandiera. La somma dovrà essere restituita, secondo quanto
previsto nel decreto legge, "nel minore termine tra il trentesimo giorno
successivo a quello della cessione dell'intera quota del capitale sociale, il
49,9 per cento di titolarità del ministero dell'Economia e il 31 dicembre
2008". Dalla Gran Bretagna British Airways è partita all'attacco ed ha
fatto sapere di voler "vigilare affinché vengano rispettate le normative
comunitarie sugli aiuti di Stato. Seguiremo da vicino la situazione - ha detto
un portavoce della compagnia - per assicurarci che si rispettino
scrupolosamente le linee indicate dalla Ue". Tra l'altro Bruxelles non ha
ancora ricevuto la notifica di un altro ricorso - quello annunciato da Ryanair
contro il prestito da 300 milioni di euro - ma il portavoce del commissario ai
Trasporti Jaques Barrot ha ribadito che "il dossier Alitalia
è già aperto" e che quindi non servono altri atti ufficiali per procedere
o chiedere ulteriori chiarimenti al nostro Paese. Secca invece la replica di
Lufthansa alle indiscrezioni che la vorrebbero all'interno della cordata
italiana con una presenza di minoranza. "Non abbiamo aperto alcuna fase di
negoziati per entrare in Alitalia e non sono in corso
contatti né con il governo italiano né con il management" ha spiegato
Stephan Gemkow, direttore finanziario della compagnia aera tedesca. Lufthansa
conferma così la valutazione già fatta in dicembre su Alitalia
che "gli sviluppi di questi giorni hanno addirittura rafforzato",
secondo la quale per i tedeschi prevalgono gli svantaggi di una possibile
operazione di questo tipo. Su un'altra indiscrezione, che vorrebbe Sviluppo
Italia al centro dei movimenti per l'acquisizione, arriva il no comment dei
vertici della stessa società del Tesoro, che non confermano, quindi, l'ipotesi
di un ingresso nel piano di salvataggio dell'Alitalia,
e che prevederebbe una sua partecipazione all'aumento di capitale.
L'amministratore delegato di Sviluppo Italia, Domenico Arcuri, preferisce non
dare alcuna indicazione: "Non è il caso di rilasciare dichiarazioni".
Ma all'interno della nuova maggioranza di governo l'ipotesi piace e comincia a
prendere corpo, anche per la relativa semplicità dell'operazione che non
rischierebbe di allarmare l'Unione Europea. Critica infine la posizione del
leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro sul prestito: "Nessuno
deve prendere dei provvedimenti che siano illegittimi. La forzatura, che ancora
una volta è stata voluta da Silvio Berlusconi, sarà punita dall'Unione Europea.
Quei 300 milioni - ha aggiunto - rappresentano aiuto di Stato a tutti gli
effetti".
( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
L'Osservatorio Volagratis: è stata giusta la scelta di puntare su Linate
"Nessun danno agli utenti dall'addio a Malpensa" Voli troppo cari, la
compagnia di bandiera aveva già quote di mercato ridotte CLAUDIO GERINO ROMA -
Il principale concorrente di Malpensa non è, come verrebbe spontaneo pensare,
Roma-Fiumicino, ma Linate. E la soppressione dei voli in partenza
da Malpensa, decisa dall'Alitalia, non ha condizionato la possibilità di spostamento in Europa di
milanesi e lombardi in genere, in quanto la compagnia di bandiera aveva già
quote di mercato ridotte, perché i suoi voli erano più cari di quelli offerti
da altre aerolinee. A sorpresa, Alitalia invece
mantiene la sua capacità di restare competitiva nelle partenze da Linate, che i
milanesi continuano a preferire anche a costo di pagare un prezzo medio più
alto pur di partire dall'aeroporto più vicino al centro città. La scelta della
compagnia di bandiera di concentrare i propri sforzi sui collegamenti europei e
nazionali in partenza da Linate risulta quindi "rispondente alle esigenze
degli utenti". I dati provengono dall'Osservatorio Volagratis, sito Internet
di ricerca dei voli dove è possibile trovare, confrontare e prenotare i
collegamenti aerei di 100 compagnie low cost presenti in Europa e nel mondo e
di tutte le compagnie tradizionali. L'Osservatorio ha analizzato le 350 mila
ricerche di posti aerei effettuate sul suo sito e i 3000 biglietti acquistati
ogni giorno sul portale. A questo scopo sono state prese in considerazione
quattro destinazioni tra le più frequentate per vacanza o per lavoro e verso le
quali Alitalia ha ridotto drasticamente il numero di
collegamenti in partenza da Malpensa: Barcellona, Londra, Parigi e Vienna. Ne
risulta che i tagli operati dalla compagnia di bandiera ai voli in questo scalo
verso le principali rotte europee non hanno in realtà recato alcun disturbo ai
viaggiatori lombardi. E questo, nonostante Malpensa sia l'aeroporto più
utilizzato dagli utenti del portale Internet. Prendendo solo i dati relativi
all'offerta dei voli per Londra, ad esempio, si vede che l'utenza milanese e
lombarda preferisce fortemente Linate anche a parità di prezzo o, addirittura,
a prezzi leggermente superiori rispetto a Malpensa. Ryanair copre una quota
predominante del mercato (49 % degli utenti). Ma Alitalia,
che ha tagliato 21 voli settimanali da Malpensa (era la compagnia più cara, 125
euro solo andata) continua a risultare più competitiva, a Linate, nella scelta
fatta dagli utenti, posizionandosi prima di AirOne e conquistando il 20 % dei
clienti, pur facendo pagare il biglietto per Londra 137 Euro. Analoghi
ragionamenti l'Osservatorio Volagratis fa su Vienna, Parigi e Barcellona, dove
la concorrenza delle compagnie "low cost" è fortissima sia su Linate
che su Malpensa. I dati forniti dall'Osservatorio confermano anche che tra le
rotte europee Vienna è l'unica ad aver registrato una significativa riduzione
dei prezzi, mentre per le altre destinazioni, essendo ormai disponibile
un'ampia offerta di voli da diversi aeroporti, i prezzi restano stabili o in
leggero aumento.
( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 100 del
2008-04-26 pagina 6 Il Cavaliere tra vertici, negozi e bagni di folla di Gian
Maria De Francesco In mattinata incontra a palazzo Grazioli lo stato maggiore
di Forza Italia Poi scherza con gli elettori: "Speriamo di fare bene,
sennò mi fate fuori" da Roma Un 25 aprile di lavoro per il futuro premier
Silvio Berlusconi che ha trascorso la mattinata e buona parte del pomeriggio di
ieri nella sua residenza romana di Palazzo Grazioli per mettere a punto la
squadra di governo e i ranghi parlamentari assieme allo stato maggiore di Forza
Italia. A partire dalle 9.30 di ieri mattina sono accorsi a Via del Plebiscito
tutti i big del partito da Fabrizio Cicchitto a Claudio Scajola e Franco
Frattini, da Elio Vito a Renato Schifani e Denis Verdini. Cooptato anche il
coordinatore azzurro Sandro Bondi che ha dovuto rinunciare al comizio finale a
Massa dove il neosenatore è candidato alla presidenza della Provincia.
"Questo ci riempie d'orgoglio perché significa che il governo non si fa
senza Bondi", ha detto sul palco massese il consigliere regionale Pdl,
Alessandro Antichi. E d'altronde la riunione, programmata già ad inizio
settimana, rivestiva un'importanza fondamentale visto che il prossimo esecutivo
dovrà essere costituito da sole 60 persone e la scelta dei sottosegretari che
seguiranno in Parlamento i vari provvedimenti dovrà essere ben congegnata. Ma
di questo si continuerà a parlare sia oggi nell'incontro tra il Cavaliere e il
segretario della Lega, Umberto Bossi, sia lunedì prossimo in un incontro con i
gruppi parlamentari. L'estrema attenzione con la quale dovrà essere effettuata
la selezione spiega le oltre cinque ore di durata del vertice, svoltosi in un
clima sereno inframmezzato di tanto in tanto dalle ormai proverbiali battute
berlusconiane. "Con Berlusconi si lavora sempre parecchio, ci aveva
chiesto lui di tenerci liberi per il 25 aprile", spiega un partecipante al
vertice nel quale ci si è misurati con la norma "anti-casta" inserita
nella Finanziaria 2008 per far dispetto a Prodi. Poco dopo mezzogiorno è giunto
a Palazzo Grazioli il neosenatore ed editore Giuseppe Ciarrapico. La visita,
durata mezz'ora, ha scatenato le solite polemiche "partigiane" non
solo dell'estrema sinistra ma anche di Walter Veltroni. Questa, però, è
un'altra storia. E il nuovo profilo politico di Silvio Berlusconi sembra ancor
meno orientato alla partecipazione al "teatrino" della politica e
ancor più concentrato sui problemi attuali del Paese. Testimonianza ne è il
colloquio telefonico di giovedì sera tra il premier in pectore e il capo del
governo romeno, Calin Tariceanu. Il governo di Bucarest ha reso noto che i due
leader hanno concordato sul fatto che i recenti reati commessi da romeni in
Italia non devono "ledere i cittadini della Romania e le relazioni
bilaterali". Previsto un incontro per rinsaldare la partnership tra i due
Paesi non appena Berlusconi si sarà insediato a Palazzo Chigi. Alle 16 circa i
partecipanti hanno lasciato Palazzo Grazioli. I manifestanti di ritorno dai
cortei del 25 aprile (bandiere con falce e martello incluse) non hanno
risparmiato qualche battuta a Sandro Bondi. "Ecco il futuro ministro della
distruzione", "Tanto tornerai con noi...", hanno detto
scherzando sul possibile incarico ministeriale e sul passato nelle file del
Pci. Infine, è il turno di Berlusconi che esce in strada per salutare i suoi
fan che già da un po' di tempo avevano formato un capannello attorno a Palazzo
Grazioli. Il tempo di dedicare qualche battuta ai cronisti sul fatto che il
governo è "non ancora" definito e poi via in auto per il consueto
shopping nel centro storico di Roma. La musica non è cambiata neanche nei
pressi della boutique dinanzi alla quale si ferma. Se l'è cavata con
"vediamo, vediamo" alla domanda sul numero dei vicepremier. E poi ne
ha approfittato per esternare sul nuovo corso confindustriale. "È il tempo
delle donne ovunque, anche i giovani di Confindustria hanno infatti eletto un presidente
donna", ha dichiarato riferendosi alla recente elezione di Emma
Marcegaglia e di Federica Guidi. Ma sono bastati pochi minuti perché si creasse
una folla anche attorno al negozio scelto da Berlusconi. E ancora strette di
mano e saluti, pure a una finestra dove simpatizzanti hanno esposto una
bandiera del Popolo della libertà. Infine, risalendo in auto, ha ripetuto due
volte il gesto divenuto famoso dopo la "svolta di Piazza San Babila".
Il Cavaliere è salito sul predellino della sua auto e ha ringraziato i suoi
sostenitori. "Speriamo di fare bene, se no mi fate fuori", ha detto
alla folla plaudente. "Che Dio me la mandi buona", ha concluso. Perché questa volta il compito è veramente complicato: l'economia
in difficoltà, Alitalia
nuovamente in panne e gli avversari al varco in attesa del primo intoppo
giustificano l'invocazione dell'aiuto divino. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA
- Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
A Roma lo scontro
per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della
campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con
Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la
sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali
sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto
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questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita
Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro
quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della
vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di
stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più
popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra
vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non
scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come
sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)".
Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita
della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di
Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita.
Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per
l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per
Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale".
Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa.
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Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il
"padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza
a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter
Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici,
democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una
riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo
capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro
editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora,
vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner
tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e
sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni
"padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire
e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad
esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura
sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.
Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno
della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha
sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al
"Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della
sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si
poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo
poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una
polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per
convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini
all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già
detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il
"Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e
Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un
leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare,
a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando
"padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI
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Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la
Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio
Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a
proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i
(sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria
era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e
della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi
della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin
dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito
riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e
somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che
trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto
dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il
crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti,
Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così.
Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del
cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro
che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa
sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo
neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro
elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e
tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al
Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente
sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è
il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di
antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare
trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma
poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere
eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme
alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale
rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha
capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra"
esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo
archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro
Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso
"lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche
formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di
riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio)
con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è
una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e
senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica?
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Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e
il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua
Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata
celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano
città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano
rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il
vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate
che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo
sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche
alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che
verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno,
più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non
da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi
e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale.
E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto:
"Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei
milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano
sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che
intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione
grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace,
cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre
Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco,
Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla
qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla
riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze.
Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e
criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre
priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in
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post a un amico 01Apr
( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Genova
Il popolo di Grillo fa il pieno a Genova Le divisioni non spengono il V-day,
2mila firme raccolte in piazza della Vittoria E c'è chi si mette in coda anche
per firmare contro l'inceneritore NADIA CAMPINI IN piazza della Vittoria,
davanti all'Arco di trionfo, sette file di persone in coda si allungano davanti
ai banchetti sotto il sole. Sono le quattro e mezza del pomeriggio, dai
televisori montati all'aperto Beppe Grillo presenta il secondo V-day e i
genovesi corrono a mettere la loro firma sotto i tre referendum lanciati dal
comico genovese all'insegna dello slogan "per una informazione
libera", referendum che chiedono la cancellazione dell'Ordine dei
giornalisti, l'abolizione della legge sul finanziamento all'editoria e
l'eliminazione della legge Gasparri sulla televisione. Intanto gli
organizzatori telefonano freneticamente. "Stiamo qui fino alle 23, ma fra
un'ora al massimo terminiamo i moduli per le firme - spiega Claudio Parodi,
referente del meet up "Il Grillo di Genova" - sono 1500 firme per
ognuno dei tre referendum, un'adesione di questo tipo non ce la aspettavamo proprio
e così adesso stiamo terminando i moduli, ma pare che non ce ne siano più, ci
hanno detto di prendere i nomi, poi vedremo". Il popolo di Beppe Grillo è
anche questo, tutto nasce dal basso, magari l'organizzazione zoppica un po', ma
è la base che si rimbocca le maniche, decide e fa tutto e i risultati arrivano.
"Scrivetelo chiaro - si raccomanda Alvise Manicardi, tecnico informatico,
uno che è andato anche a fare la posta a Veltroni quando è venuto a Genova per
ricordargli che aveva promesso di non lasciare la poltrona di sindaco di Roma
per candidarsi - il meet up è un forum dove ognuno dice la sua e ognuno porta
la sua esperienza, per assurdo nemmeno lo stesso Beppe Grillo può
intromettersi". L'autofinanziamento si fa con la vendita delle magliette
del V-day e le iniziative vengono portate a conoscenza del pubblico,
soprattutto grazie al passaparola e alla buona volontà. E pazienza poi se a
Genova i seguaci di Grillo si sono spaccati in due tronconi: in piazzale
Kennedy ci sono quelli del meet up 1, il primo nato, dove c'è anche il
banchetto del comitato di Scarpino che raccoglie le firme contro
l'inceneritore, in piazza della Vittoria ci sono quelli del meet up 2, che si
sono staccati dal primo nucleo, dopo che sono comparsi tra gli organizzatori
del meet up persone che si portano dietro marchi di partito, anche se si tratta
del movimento di Di Pietro, Italia dei Valori. "E' proprio su questo che
abbiamo preso strade diverse - dice ancora Parodi - noi siamo per le liste
civiche, loro no, restare nello stesso meet up era impossibile. Peraltro fino
all'ultimo abbiamo provato a dire: ci sono iniziative comuni sulle quali
possiamo lavorare insieme, temi che ci uniscono, ma almeno per questo V2-day
non è stato possibile, ed è un peccato". Ieri mattina così in piazza della
Vittoria ha parlato Christian Abbondanza, della Casadellalegalità e per tutto
il giorno si sono verificate code al banchetto allestito per la raccolta delle
firme, già alle otto e mezza c'era gente, ma la folla è arrivata soprattutto
nel pomeriggio. In fila persone di tutti i tipi, con un tratto comune, la
distanza dal mondo politico. "Sono assolutamente d'accordo con Grillo -
dice Rita Pomi, neo-pensionata - magari il referendum non sarà la soluzione
migliore, ma è l'unica alternativa che abbiamo". "Io sono venuta
quando ho scoperto che la multa inflitta dalla comunità europea per
l'occupazione delle frequenze da parte di Rete 4 alla fine ha pagata il
ministero delle telecomunicazioni e quindi noi - si accalora Nadine Maria Mons,
artista di origine francese che da anni vive in Italia - e
poi sono furiosa anche per la vicenda Alitalia". In coda per aspettare di firmare ci sono anche Elena e
Gianluca, insegnante ed educatore, che la pensano allo stesso modo:
"Qualsiasi iniziativa che va contro il lobbismo ci trova d'accordo, è per
questo che siamo qui". E Giovanni Seminati, pensionato, aggiunge: "E'
la prima volta che firmo per un referendum, non l'ho mai fatto, ma mi
fido di Beppe Grillo". In piazzale Kennedy intanto ci sono almeno un
centinaio di persone raccolte davanti allo schermo gigante che rimanda le
immagini della piazza di Torino. Grillo parla dei morti sul lavoro e tutti
seguono in silenzio. "Ha ragione lui - commenta Francesca, studentessa -
tutti parlano di sicurezza, ma alla fine quelli che ci vanno di mezzo sono
sempre i lavoratori e gli imprenditori se la cavano senza danni". E tanti
si mettono in coda anche davanti al banchetto del comitato per Scarpino.
"Dall'inizio dell'anno abbiamo già raccolto 5500 firme contro
l'inceneritore - racconta Felice Airoldi, referente del comitato - il pericolo
per Scarpino è sempre dietro l'angolo, e il primo maggio saremo all'Acquasola
per difendere il parco".
( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Cultura PONTE lapsus
STEFANO BARTEZZAGHI "Mentre la gente era via per il ponte": così Elio
e le Storie Tese nel loro recente "Parco Sempione" raccontano in una riga
la vicenda del parco milanese abbattuto malgrado una petizione popolare, per
far crescere al suo posto il nuovo grattacielo della Regione Lombardia. Tutte
le volte che c'è un ponte, e quasi tutti gli anni a fine aprile ce ne sono due,
è la stessa storia: la gente va via, si distrae. Questo accade anche con i
ponti architettonici, da Venezia a Scilla e Cariddi, e con quelli metaforici di
certi governi e di certi prestiti. Sotto il ponte passa tanta acqua, passa
Orazio Coclite, passano le chiavi di lucchetti amorosi serrati più sopra. I
ponti vengono rotti o bruciati, e si fanno d'oro al nemico che fugge; solo un prestito ponte potrà salvare i ponti aerei dell'Alitalia. I ponti di per sé servirebbero
per andare da qui a là. Ma il "là" italiano si perde nell'indefinito
e così più che per unire due sponde, come vorrebbe almeno teoricamente la sua
"mission", il Ponte italiano appare una manovra diversiva, una
vacanza mentale, un'idea astratta; una soluzione - come dicono pontieri
e pontefici - "campata": per aria.
( da "Riformista, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia e contribuenti
La cordata siamo noi Se è vero che Lufthansa non è più interessata ad Alitalia, come ha fatto
sapere per la milionesima volta ieri, smentendo indiscrezioni che affermavano
il contrario e adducendo semplici ragioni di mercato, cioè il fatto che gli
investitori la declasserebbero dal rating "investment grade". Se è vero che AirFrance-Klm si è
ritirata definitivamente dalla corsa per la compagnia di bandiera adducendo
anch'essa semplici ragioni di mercato, e cioè che dal congelamento della
trattativa con i sindacati ad oggi il prezzo del greggio è aumentato di
quindici euro allargando ulteriormente la voragine dei conti di Alitalia e spostando troppo in avanti i tempi dell'eventuale
risanamento. Se è vero che Marco Tronchetti Provera è disposto a mettere cinque
dicasi cinque milioni di euro per la cordata italiana quando ce ne vorrebbero
duecento volte tanti per cominciare a ragionare su una concreta possibilità di
salvataggio della compagnia di bandiera. Se è vero che i solidali del
presidente Pirelli non hanno finora manifestato molta più generosità di lui. Se
è vero che Berlusconi ha chiesto trecento milioni di euro per il prestito ponte
invece che cento proprio per avere più tempo per mettere insieme un
"nocciolone" di imprenditori un po' meno timidi di Tronchetti e
compagni. Se è vero che il Cav ha chiamato il presidente della Commissione
europea Barroso per supplicarlo di concederci un po' di tempo prima della
mannaia della bocciatura del prestito-ponte per lo stesso motivo, cioè perché
la cordata italiana per ora è solo fuffa. Se è vero che il governo entrante sta
valutando agghiaccianti ipotesi di intervento sull'Alitalia,
come racconta qualche giornale, attraverso un aumento di capitale finanziato da
Sviluppo Italia o dalla Cassa depositi e prestiti, entrambi controllate dallo
Stato. Se è vero tutto questo, per favore, piantiamola di chiamarla
"privatizzazione". Il "nocciolone" di Berlusconi finiranno
per essere i soliti contribuenti. E dopo aver già sborsato nei giorni scorsi
cinque euro a testa per il prestito ponte, cinquantasette milioni di italiani saranno
nuovamente chiamati a pagare di persona un prezzo altissimo per salvare
"l'italianità" di Alitalia. 26/04/2008.
( da "Riformista, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia ed europa
Perché protestano gli inglesi Mentre Silvio Berlusconi intima all'Ue di
"non ostacolare le cose giuste", in sede comunitaria la legittimità
del prestito-ponte ad Alitalia viene contestata anche da Ryan
Air, British Airways e Scandinavian Airlines. Si dirà: sono concorrenti, è
normale che tifino per il fallimento del vettore italiano. Questo modo di
leggere l'economia - come un risiko di Stati-contro-Stati, alla maniera dei
colbertisti che tifavano per l'aumento delle esportazioni e la diminuzione
delle importazioni, punti ipoteticamente segnati in una gara fra nazioni -
porta poco lontano. Diamo una lettura maliziosa dell'opposizione di BA e RA al
prestito-ponte. Se le due compagnie anglosassoni mirano davvero a colmare il
vuoto che lascerà Alitalia, suggeriamo di aprire lo
champagne. I consumatori italiani viaggeranno senz'altro meglio con la più
efficiente compagnia di fascia alta, oppure (come già fanno in grosso numero)
col più aggressivo dei low cost. È più probabile che BA e RA stiano
semplicemente pretendendo quello che tutti i giocatori chiedono, in una
partita: un arbitro equidistante. Va infatti notato che, con inglesi e
irlandesi che rintuzzano Bruxelles, cade uno dei teoremi dell' "Alitalia italiana". Esponenti del Pdl, in campagna
elettorale, esprimevano perplessità su Air France perché "coi francesi,
siamo competitivi sul turismo". Commento che già allora lasciava
perplessi: il piano di Spinetta non era di dirottare sulla torre Eiffel turisti
partiti per vedere il Colosseo. Ma che ora si rivela in tutta la sua plateale
insensatezza. I nostri "concorrenti diretti" nel comparto monumenti e
spiagge (francesi e spagnoli) scelgono la consegna del silenzio. Parla invece
chi difende il mercato. Come ieri ha fatto anche il Financial Times . Per il
quotidiano della City, Alitalia dovrebbe essere in
bancarotta, ma dispone di asset valorizzabili. Il mercato del trasporto aereo,
però, è quello che è: sempre più allergico a piccole compagnie regionali, a meno
che non siano low cost. Su Alitalia, scrive l'Ft ,
ormai è in gioco la reputazione di Berlusconi. Riuscirà stavolta a mettere alla
sbarra i "vested interests", o ne sarà di nuovo vittima? Intanto
prende a circolare l'ipotesi di un ritorno di Air France sì, ma ad Alitalia ricapitalizzata in parte dal para-pubblico, in
parte dal para-privato. Cioè: punto e a capo, ma dopo aver speso un po' di
soldi nostri. 26/04/2008.
( da "Liberazione" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Resta nella nebbia
l'alternativa ad Air France promessa da Berlusconi Alitalia, Lufthansa si chiama fuori E
l'Ue insiste: prestito sotto esame Roberto Farneti Sull'Alitalia Silvio Berlusconi non ha più
alibi. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto legge con cui
lo Stato italiano concede alla ex compagnia di bandiera un prestito "a
breve termine" di 300 milioni, il capo del prossimo governo di
destra ha ora tutto il tempo che gli serve per mettere in campo una soluzione
alternativa con cui portare a termine la privatizzazione dell'azienda, dopo il
ritiro di Air France dalla trattativa. Ammesso che questa soluzione esista.
"Salvare Alitalia sarà un'impresa ardua che
richiederà sacrifici: sarebbe ipocrita non dirlo. Ma ci riusciremo",
assicura il Cavaliere in una intervista a Il Messaggero . Sta di fatto che per ora
all'orizzonte di concreto non c'è nulla. Ieri Stephan Gemkow, direttore
finanziario della compagnia aera tedesca Lufthansa, ha smentito vi siano
contatti in corso con il governo italiano o con il management di Alitalia per l'apertura di un negoziato. Non solo: Gemkow ha
anche ribadito che per Lufthansa resta valida la valutazione già fatta in
dicembre su Alitalia, secondo cui una operazione del
genere presenta più svantaggi che vantaggi. Le trattative con Aeroflot non sono
iniziate e non si sa se avranno mai inizio. Quanto alla ormai famigerata
cordata italiana sbandierata in campagna elettorale - al di là della
disponibilità recentemente manifestata da qualche imprenditore di un certo
peso, come Salvatore Ligresti - siamo ancora sul piano degli auspici. Che il
nuovo acquirente non sia a portata di mano, lo si capisce proprio dalle parole
di Berlusconi: "Quando la compagnia di bandiera arriverà ad essere nuova?
Penso nei tempi necessari, cioè qualche mese. L'importante - ribadisce il
futuro premier - è che rimanga italiana". C'è però il rischio che la
situazione possa precipitare. Il prestito ponte da 300 milioni, passaggio
necessario per scongiurare la messa a terra degli aerei prima che si concluda
la vendita, potrebbe infatti essere rimesso in discussione dall'Unione Europea,
che ha già espresso dubbi sulla regolarità del finanziamento, mentre compagnie
concorrenti come British Airways e Ryanair minacciano ricorsi. "Al momento
non abbiamo ricevuto nulla", fa sapere il portavoce del commissario ai
Trasporti Jacques Barrot. In ogni caso, precisa, "stiamo analizzando la
questione senza aspettare ricorsi". Difficile comunque che una procedura
del genere si possa avviare e concludere nel giro di pochi giorni,
probabilmente ci vorrà qualche settimana. E non è nemmeno scontato che da
Bruxelles arrivi un verdetto negativo, dal momento che il prestito ponte sembra
essere stato concesso alle condizioni di mercato, come prevede la normativa. La
situazione però resta ingarbugliata. Lo conferma la reazione negativa dei
mercati, con il titolo che ieri in Borsa ha perso il 13,6%. 26/04/2008.
( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
ROMA Avvicendamenti
di peso ai piani alti della Telecom. Dal primo maggio,
Antonio Migliardi (già in Fs, poi in Alitalia con Cempella e quindi a Vitrociset) sarà il nuovo responsabile delle
risorse umane del gruppo, mentre Carlo Fornaro, che ha già ricoperto incarichi
analoghi a Vodafone ed Rcs, è il nuovo responsabile delle relazioni esterne,
sempre a livello di gruppo. Nella funzione External Relations, appena
varata, confluiranno le funzioni Communication ed Advertising, Image &
Brand Enrichment che mantengono le attuali articolazioni organizzative.
Lasciano l'azienda Gustavo Bracco e Andrea Imperiali. Massimiliano Paolucci,
già responsabile Communication, viene invece nominato segretario generale del
neocostituito Steering Committee di Gruppo Coordinamento Acquisti di Contenuti
Editoriali, che avrà il compito di coordinare ed armonizzare l'acquisto dei
contenuti editoriali per tutte le piattaforme del Gruppo Telecom Italia. Lo
Steering Committee è presieduto dal vice presidente esecutivo di Telecom Italia
Media Giovanni Stella.
( da "Manifesto, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
"Non diamo Roma
ai fascisti" Stefano Milani Roma Aria sempre più tesa tra Rutelli e
Alemanno a due giorni dal voto. I sospetti sulla vicenda della Storta, le
accuse reciproche sulla sicurezza, le opposte posizioni su Alitalia, hanno arroventato ancor di più
l'aria capitolina nelle ultime ore. E polemiche ci sono state anche ieri,
giorno delle celebrazioni per il 25 aprile. I due candidati sindaco sono
costretti a ritrovarsi insieme, uno accanto all'altro, al cospetto del presidente
della Repubblica Napolitano, davanti all'Altare della patria. Si
ignorano. Né un saluto, né una stretta di mano, come imporrebbe il cerimoniale,
o almeno la semplice educazione. Poi, finita l'ultima nota dell'inno nazionale,
il rompete le righe e ognuno per la propria strada a commemorare la
"propria" Liberazione. Rutelli va in via Urbana a deporre un cuscino
di fiori sotto la lapide di Pietro Pappagallo, il sacerdote giustiziato il 24
marzo 1944 alle Fosse Ardeatine per aver fornito aiuto a ebrei, partigiani e
persone ricercate dal regime durante l'occupazione tedesca. Gianni Alemanno ha
voluto fare qualche chilometro di strada in più. E' uscito da Roma per
raggiungere Palidoro, a commemorare il vicebrigadiere dei carabinieri Salvo
D'Acquisto ucciso dai nazisti. Nell'occasione il candidato del Pdl ha
rivendicato il 25 aprile come "festa di tutto il popolo italiano che si è
liberato da tutti i totalitarismi. Deve essere la festa non di una parte ma di
tutta la nazione". Ma di questo se ne riparlerà tra un anno ora non c'è
tempo, il voto è vicino e bisogna sparare le ultime cartucce. Due giorni fa il
comizio finale di Alemanno, ieri quello di Rutelli con una festa di piazza in
periferia, a Tor Pignattara. "Andiamo a vincere queste elezioni e a governare
la capitale d'Italia in modo nuovo e forte", ha detto ai duemila presenti.
Sul palco insieme a lui anche il candidato del centrosinistra alla presidenza
della Provincia Nicola Zingaretti, il presidente della Regione Lazio Piero
Marrazzo e Patrizia Sentinelli, della Sinistra Arcobaleno. Un Rutelli
"commosso" e combattivo. E con uno spiccato spirito antifascista
(sarà il giorno?). "I nostri avversari si presentano come il nuovo. Ma
cosa c'è di nuovo? Sono il vecchio del vecchio del vecchio Msi, di Storace, di Alemanno
e di Rauti. Non possiamo consegnare Roma a chi si richiama alla cultura
neofascista". Applausi. Poi le ultime promesse: dalla casa, e quindi
l'emergenza abitativa, alle scuole, agli anziani alla sicurezza che, per lui,
"è un tema del centrosinistra e non della destra". E un finale in
crescendo, cercando di far leva sull'emozione della gente: "Roma ha un
cuore grande così, non è la Roma rancorosa, cupa e negativa che dipingono ma è
la Roma che si apre al mondo, rispetta le regole: è la Capitale d'Italia degna,
forte, libera e orgogliosa". Da oggi cala il silenzio e la parola passa ai
romani. Speriamo bene.
( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di MARCO GIOVANNELLI
Nicola Zingaretti ieri ha continuato il giro elettorale tra i 120 Comuni
dell'hinterland romano. Il candidato del Centrosinistra ha riproposto lo slogan
degli ultimi giorni: tutti al voto. Zingaretti, teme l'astensionismo? "Ho
tanta fiducia negli elettori, la posta in gioco è alta: abbiamo la possibilità
di difendere Roma e continuare a crescere come è successo in questi anni. Tutti
a votare anche per difendere la città dall'asse Bossi-Berlusconi. Il tema
dell'orgoglio di Roma non è un'invenzione ma la constatazione che è cresciuta
l'economia. Con i scendiletto di Bossi è evidente che verrebbe umiliata la
Capitale d'Italia. L'appello sull'orgoglio è fondato sulla ragione ma è anche
un appello alla ragionevolezza: non devono tornare nelle stanze del potere
coloro che sono tre anni fa facevano nei palazzi della Regione gli affari con
Lady Asl. Con noi gli elettori hanno capito che non c'è in gioco il destino di
una persona ma quello di un'intera comunità. Torniamo al voto per continuare un
progetto che unisce e che crea sviluppo". Da dove riprenderebbe il
progetto Gasbarra? "Abbiamo ereditato la programmazione: un piano sulla mobilità
per risolvere i problemi dei pendolari e che ci permetterà di sviluppare la
cura del ferro ma anche la pianificazione urbanistica. Possiamo aprire i
cantieri per le infrastrutture perché grazie alla giunta Marrazzo i soldi ci
sono e vanno spesi per migliorare la qualità della vita dei cittadini e non per
le tangenti". Un tema nazionale ma direttamente
collegato con il territorio è quello di Fiumicino-Alitalia. "Quello che è successo è sbalorditivo, abbiamo assistito a
un atteggiamento a dir poco disinvolto rispetto Air France e ancora più
disinvolto è stato chiedere di togliere dalle tasche degli italiani 300 milioni
di euro in attesa di una fantomatica una cordata italiana. Il futuro di
una grande azienda come Alitalia non può non tenere in
considerazione i lavoratori e il loro avvenire. La forza dell'aeroporto di
Fiumicino l'ha decisa il mercato e noi volgiamo difendere questa
prerogativa".
( da "Manifesto, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Antonio Di Pietro
all'attacco sul prestito ponte: "E' un aiuto di
Stato" Alitalia, occhi
puntati della Ue Berlusconi: sarà impresa ardua No comment di Sviluppo Italia
sull'ipotesi di un ingresso nella cordata. L'altolà di Lufthansa: "Nessuna
trattativa in corso con il governo" Sara Farolfi "Spero che Alitalia continui a volare, sarà
un'impresa ardua che richiederà sacrifici, sarebbe ipocrita non
dirlo", ha detto ieri Berlusconi. L'ottimismo della campagna elettorale è
ormai definitivamente tramontato, Alitalia naviga a
vista e anche il prestito ponte di 300 milioni di euro, necessario come ossigeno
all'asfittica compagnia di bandiera, è sotto l'inflessibile osservatorio di
Bruxelles. La cordata italiana sembra ancora ben lungi dal palesarsi -
Berlusconi ha parlato di "qualche mese" - tanto più che nel caso di Alitalia i capitali dovrebbero essere accompagnati da un
disegno industriale e dunque da un partner internazionale. Si è vociferato di
una partecipazione di Sviluppo Italia, agenzia statale creata nel 2000 con
l'obiettivo di attrarre investimenti nel mezzogiorno. L'amministratore delegato
Domenico Arcuri ha incontrato nei giorni scorsi Gianni Letta, ieri però ha
preferito trincerarsi dietro un no comment. La compagnia tedesca Lufthansa -
che secondo le indiscrezioni potrebbe essere l'asso nella manica della cordata
italiana - d'altro canto ha ribadito che "non c'è nessun negoziato in
corso né con il governo né con il management". Il direttore finanziario
della compagnia, Stephan Gemkow, ha piuttosto confermato la valutazione già
fatta in dicembre su Alitalia, che "gli sviluppi
di questi giorni hanno addirittura rafforzato", che vede prevalere gli
svantaggi di una tale operazione, soprattutto per quanto riguarda il possibile
declassamento nel rating. E' altresì vero che se anche Lufthansa fosse
interessata e stesse lavorando sul dossier Alitalia,
certo non lo renderebbe noto ora. Intanto, dopo i dubbi di Bruxelles, a sparare
sul prestito ponte, voluto da Berlusconi e deciso dal governo Prodi, è stato
ieri Antonio Di Pietro. "Io sono testimone che in consiglio dei ministri
Berlusconi ha fatto arrivare un ultimatum 'Voglio 300 milioni di euro per avere
il tempo di trovare una cordata'", sbotta Di Pietro, "nessuno si deve
permettere di prendere provvedimenti illegittimi e io ritengo che la forzatura
di Berlusconi sarà punita dall'Unione europea perchè è un aiuto di Stato a
tutti gli effetti". Senza bisogno di Di Pietro - come anche del ricorso
annunciato ieri dalla low cost Ryan Air, che la commissione europea ha detto di
non avere ancora ricevuto - i tecnocrati di Bruxelles hanno già chiesto chiarimenti
a Roma. La questione si pone in questi termini: esiste un investitore privato
che oggi sarebbe disposto a prestare 300 milioni di euro a Alitalia?
Questa è la logica dell'unione europea in materia di aiuti di stato: il mercato
abbia il suo corso (a meno che non si tratti di banche...). In base alle regole
comunitarie Alitalia non può più ricevere aiuti di
Stato, e dunque l'Ue potrebbe decidere per il congelamento o la restituzione
del prestito.
( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-26 num:
- pag: 1 categoria: REDAZIONALE Settegiorni di Francesco Verderami E Bersani
non si ritira per salvare la ditta E' pronto a candidarsi a capogruppo del Pd,
ma a sentir parlare di cordate in suo sostegno, Pierluigi Bersani si ribella:
"Le cordate lasciamole ad Alitalia". CONTINUA A PAGINA 6.
( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)
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Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-26 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Rutelli-Alemanno, match sulla legalità Il candidato del Pd: voi
avete fatto entrare i romeni. Il rivale del Pdl: si caccia chi viola le regole
Scambio di accuse sul consigliere pro occupazioni "Tarzan" e sui
rapporti tra il Pdl e Storace ROMA - "Tu, caro Alemanno, dipingi la nostra
città cupa, nera, come se fosse il Bronx". "No, Rutelli, io sento che
cosa mi chiede la gente. E i romani chiedono di vivere tranquilli nella propria
città. Senza paura di uscire di casa". Il faccia a faccia in tv a Matrix,
ultimo atto della campagna elettorale per il Campidoglio è partito dal solito
tema: la sicurezza, il degrado. Davanti a Enrico Mentana i due candidati,
rispetto alla sfida di Ballarò di martedì, sono arrivati più battaglieri. Quasi
incattiviti. Armati di fogli e ritagli di giornale per rinfacciarsi promesse
non mantenute. Fair play? No, grazie. Alemanno ha denunciato una campagna
diffamatoria nei suoi confronti, Rutelli ha rinfacciato al rivale di voler fare
la vittima e ha rivendicato i successi di 15 anni di giunte di centrosinistra:
"Posti di lavoro, nuove linee del metrò, nuova Fiera di Roma".
Alemanno ha invece bocciato come "fallimento storico le giunte Rutelli e
Veltroni. L'unico effetto positivo del buonismo è che c'è meno contrapposizione
ideologica a Roma, più dialogo fra le parti. L'aspetto negativo di questo
buonismo è che nel Mediterraneo si è sparsa la voce che a Roma chiunque arriva
può fare quello che gli pare". Poi si è entrati nelle alleanze politiche.
"Voi siete legati a Tarzan (Andrea Alzetta, teorico delle occupazioni) e
con la sinistra radicale che non vi fa governare, tanto che Veltroni non li ha
voluti nel Pd", ha attaccato Alemanno. "E voi avete Storace, Rauti e
anche gli occupanti di estrema destra", ha replicato Rutelli, ricordando
"gli episodi di corruzione nella sanità in Regione che hanno riguardato
assessori di An, di Forza Italia". "Nella giunta Marrazzo c'è un
certo Dalia, condannato per tangenti negli anni Ottanta", ha ribattuto
Alemanno. Ed è seguito un vivace scambio di accuse. Rutelli: "Voi avete
fatto entrare troppi immigrati". Alemanno: "Non è colpa nostra,
vogliamo cacciare chi infrange la legge". Rutelli ha rilanciato la
proposta di aiuti economici alle famiglie in difficoltà per aver contratto
mutui a tasso variabile: "Le risorse saranno reperite attraverso risparmi
di spesa". "Promessa insostenibile, meglio che se ne occupi il
governo ", ha commentato Alemanno. Il botta e risposta
si è spostato su Alitalia,
sui poteri speciali di Roma capitale. E a mezzanotte microfoni spenti.
Appuntamento alle urne. Paolo Foschi In diretta Il candidato del Pd Francesco
Rutelli e lo sfidante del Pdl Gianni Alemanno ieri sera a Matrix (Ap/Pace).
( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-26 num: - pag: 9 La Nota di
Massimo Franco L'asse franco-italiano sul nome di Blair preoccupa la Germania I
l governo di Silvio Berlusconi non è ancora nato. Eppure, il presidente del Consiglio
in pectore ha già compiuto due gesti che forniscono qualche indizio sulla sua
politica estera. Il primo è stato la triangolazione con il capo della
Commissione Ue, José Manuel Barroso, e col presidente
francese Nicolas Sarkozy sui commissari europei: lo "scambio" fra
Giustizia e Trasporti in pieno caso Alitalia, che ha fatto infuriare Romano Prodi, informato solo a cose
fatte. Il premier uscente ha intravisto nell'operazione un gioco di sponda fra
esponenti del centrodestra europeo, che potrebbe ripetersi in vista delle
elezioni del 2009 per il Parlamento Ue. Il secondo segnale è arrivato
con l'investitura che Berlusconi ha dato l'altro ieri in privato all'ex primo
ministro laburista Tony Blair, in visita a Roma, come nuovo presidente del
Consiglio europeo: carica che sarà assegnata dopo l'approvazione del Trattato
di Lisbona, prevista a fine anno. Si tratta di mosse che sembrano indicare un
asse franco- italiano destinato a pesare sulle scelte dell'Unione nei prossimi
mesi; e che, soprattutto se dovesse prevalere la candidatura di Blair, potrebbe
rendere più tesi i rapporti fra il governo di Roma e la Germania del
cancelliere democristiano Angela Merkel. Da mesi la diplomazia tedesca cerca di
studiare i contraccolpi del ritorno al potere del centrodestra in Italia nella
prospettiva degli equilibri continentali. L'annuncio berlusconiano di compiere
la sua prima visita ufficiale in Israele è stato visto come la conferma di una
politica estera coerente con quella perseguita in passato dalla Cdl; e registrata
a Berlino con una buona dose di perplessità. E adesso, come ulteriore motivo di
potenziale contrasto ci sono le prossime cariche a Bruxelles e Strasburgo. è
noto che la Merkel vorrebbe come presidente del Consiglio Ue, formato dai capi
di stato e di governo, il lussemburghese Jean-Claude Juncker: un europeista
convinto e ortodosso, amico di Helmut Kohl, l'uomo dell'unificazione, che lo
chiamava "junior", come se fosse un suo "delfino ". Nei
confronti di Blair, al contrario, la Germania nutre una diffidenza alimentata
dalla spaccatura del vecchio Continente sulla guerra in Iraq, quando la Gran
Bretagna e la Spagna di José Maria Aznar si schierarono con George Bush; e
dall'euroscetticismo che viene attribuito storicamente alle classi dirigenti
britanniche. In fondo, continua a pesare il "rapporto speciale" fra
Londra e le amministrazioni statunitensi: sebbene oggi meno che nel 2003, se
non altro perché anche la Germania ha recuperato un buon rapporto con
Washington. Ma l'idea di un Blair alla guida del Consiglio europeo suona a dir
poco singolare, a Berlino. Rimane la preoccupazione di una leadership
sbilanciata in chiave filo-americana. E la ricomparsa di Berlusconi e la sua
sintonia con Sarkozy, considerati entrambi alleati fidati degli Usa, alimenta
questi timori. è uno sfondo che porta a presentare Blair come il candidato di
una parte, ma non di tutto il Ppe; e di alcuni partiti del socialismo europeo.
Ma non della Germania: un dettaglio che ad oggi prefigura un braccio di ferro
nel quale Berlusconi e Sarkozy potrebbero ritrovarsi su un fronte opposto alla
Merkel ed ai Paesi che, per motivi economici e politici, di fatto condividono
le sue preoccupazioni; e non vogliono mettere in discussione l' influenza
tedesca in Europa. Alla base della candidatura di Blair da parte di Berlusconi
e del presidente francese, si indovina anche l'esigenza di una leadership con
un forte impatto esterno: un interlocutore europeo che possa essere
riconosciuto immediatamente come tale. Per questo, in passato era stata fatta
anche l'ipotesi di unificare in una stessa persona il ruolo di capo
dell'esecutivo comunitario, e di leader intergovernativo. Ma la proposta non si
è mai concretizzata; e la ripresa dei protagonismi delle singole nazioni non la
fa apparire verosimile, almeno a breve scadenza. Così, l'idea rilanciata da
Berlusconi di un Blair presidente del Consiglio europeo e, di fatto,
"volto" dell'Ue sul piano internazionale, rimane soltanto come una
delle possibilità, tuttora da verificare. Dipenderà dal modo in cui verranno assegnati
gli altri incarichi di vertice; e dalla capacità di convincere un'Europa nella
quale il ruolo-guida della Germania rimane decisivo. Potrebbe non rivelarsi un
vantaggio il fatto che la questione incroci il rapporto con gli Usa, che
cercano una sponda certa mentre si preparano a chiedere agli alleati un
maggiore sforzo anche militare in Afghanistan. \\ Berlusconi candida l'ex
premier inglese a presidente del Consiglio Ue.
( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
ROMA -
"Sviluppo Italia è un'agenzia del governo e se il governo dovesse chiedere
la disponibilità ad un intervento finanziario nel capitale
di Alitalia, la risposta
non potrebbe che essere positiva. Sarà poi l'esecutivo a valutare tempi, entità
e modalità dell'operazione". Così commentano alla società di Via Calabria
l'ipotesi che il prossimo governo metta in pista proprio Sviluppo Italia nella
cordata nazionale per rilevare e risanare la compagnia di bandiera.
Secondo fonti vicine al dossier la valutazione è già in corso tra gli esponenti
del Pdl più vicini a Berlusconi, anche se di questo ufficialmente non si è
parlato nell'incontro di martedì scorso tra Gianni Letta e l'amministratore
delegato di Sviluppo Italia Domenico Arcuri. L'Agenzia dispone di capitali e
liquidità non trascurabili, e un suo ingresso si inquadrerebbe nella sua "mission"
di sostegno allo sviluppo di imprese italiane.
( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di CRISTINA MARCONI
BRUXELLES - Non vuole entrare nelle polemiche, la Commissione Europea. Vuole
solo portare avanti la sua analisi, fare chiarezza su una misura che suscita
molti dubbi per la sua compatibilità con le norme sugli aiuti di Stato. Anche
se per ora non è materialmente giunto alcun ricorso da parte delle compagnie
aeree rivali, il prestito da 300 milioni che lo Stato italiano ha concesso ad Alitalia sta passando al vaglio degli uffici del commissario
per i Trasporti Jacques Barrot, che per questo ha chiesto all'Italia altre
informazioni oltre a quelle che sono state fornite nel corso di un incontro
tecnico mercoledì pomeriggio. E nella sua lettera, dai toni "piuttosto
duri", chiede al governo di notificare la misura, di sospendere il
prestito fino a quando non sarà stata conclusa l'analisi e mette in guardia
contro il rischio che, nel caso i soldi fossero versati, si apra una procedura
d'infrazione per chiederne il rimborso, arrivando fin davanti alla Corte di
Giustizia europea. "In questo caso stiamo mostrando chiaramente la nostra
intenzione di agire anche senza aver ricevuto dei ricorsi", ha osservato
Michele Cercone, il portavoce di Barrot, nell'annunciare che per ora alle
parole della compagnia low cost irlandese Ryanair, la quale chiede di
"smettere di ignorare questo scandalo degli aiuti illegali", non sono
seguiti, almeno per ora, i fatti. Anche la svedese Sas e la britannica British
Airways hanno manifestato la loro ferma intenzione di vigilare attentamente
sull'applicazione delle norme europee sulla concorrenza. Dal canto suo il
premier in pectore Silvio Berlusconi ieri si è limitato a ribadire che:
"Occorrerà qualche mese per vedere la nuova Alitalia
ma che l'importante è che resti italiana". Di aiuti di Stato "a tutti
gli effetti" invece ha parlato Antonio Di Pietro, ministro uscente delle
Infrastrutture, secondo cui Berlusconi avrebbe chiesto i 300 milioni per
"avere il tempo per costruire una cordata". Per il leader dell'Italia
dei Valori "la forzatura che ancora una volta ha voluto Berlusconi sarà
sanzionata dall'Unione Europea". In una telefonata al presidente della
Commissione europea José Manuel Barroso che il suo portavoce non ha "né
confermato né smentito", parlando di "scambi normali", Berlusconi
avrebbe effettivamente chiesto più tempo per mettere a punto una soluzione. E
l'attacco del futuro premier alla Commissione europea, che a suo avviso deve
"fare le cose giuste e non fare difficoltà" su Alitalia,
ha suscitato una reazione fredda da parte del portavoce di Barroso, Johannes
Laitenberger. "La posizione della Commissione è chiara e per il resto, di
solito, non commentiamo qualsiasi tipo di dichiarazione che si faccia nel
dibattito politico interno", si è limitato a dichiarare. Nel frattempo la
compagnia aerea tedesca Lufthansa ha smentito di aver avuto
colloqui con il futuro governo italiano o col management di Alitalia. "La nostra valutazione su
Alitalia non è
cambiata" e "gli sviluppi delle ultime settimane hanno confermato il
nostro giudizio", ha spiegato il direttore finanziario Stephan Gemkow. La
dichiarazione ha portato il titolo Alitalia, che continua a scambiare in un'unica asta di chiusura, a
segnare un calo del 13,6%.
( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
BRUXELLES
- L'impegno per Alitalia rappresenta "il primo grande
test per Berlusconi": lo scrive il Financial Times in un editoriale
intitolato "L'agonia di Alitalia", in cui
si afferma che la gestione della vicenda da parte del nuovo premier definirà
"il tono" della futura politica economica in Italia. Secondo il Ft, il salvataggio del
vettore nazionale "è una grande scommessa politica. Le possibilità di un
salvataggio di successo sono minime; il prezzo del fallimento alto".
"Promettere di salvare la compagnia aerea va bene se si ha un piano realizzabile
e un piano finanziario che lo sostenga. Ma il sospetto crescente - scrive Ft -
è che Berlusconi non abbia nè l'uno nè altro". Il quotidiano definisce poi
"ipocrita" l'accusa fatta ai sindacati di avere bloccato con il loro
veto i colloqui ed "ironico" il fatto di avere ricevuto dal governo
di centro sinistra il prestito di 300 milioni di euro.
( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCIANO
COSTANTINI ROMA Silvio Berlusconi avverte e sottolinea che per Alitalia sono previsti "tagli dolorosi". E dov' è
la notizia? C'è qualcuno, che non sia disinformato o in malafede, che potrebbe
immaginare il contrario rispetto a una compagnia che deve la sua sopravvivenza
alle continue flebo finanziarie? Lo sanno bene, anzi meglio degli altri, i
vertici delle organizzazioni sindacali che dovranno trattare la delicatissima
partita degli esuberi: con la cordata italiana o con Lufthansa o con Aeroflot o
con la stessa Air France. Una partita che non può essere cancellata dal
calendario. Inevitabile. "E noi siamo pronti" rispondono praticamente
in coro. "Però i sacrifici devono servire a qualche cosa". Jean Cyril
Spinetta, top manager del vettore transalpino, aveva quantificato in 2.100 gli
esuberi aziendali, aveva altresì chiesto una netta
separazione tra Alitalia-Fly
e Alitalia Servizi (la seconda
a carico di Fintecna, cioè dello Stato italiano) e la sostanziale cancellazione
di Malpensa. I sindacati avevano detto no. Ovvio, chiunque arriverà al posto
dei transalpini, dovrà formulare una offerta diversa. "Ma non tanto
sugli esuberi - dicono alla Cisl - perchè il sindacato ha dimostrato in questi
anni di saper fare sacrifici, quanto sul futuro di Alitalia.
Vogliamo che non sia smantellata, svenduta. Vogliamo che non venga trasformata
in una compagnia low cost. Vogliamo soprattutto un piano industriale che
contenga misure per un rilancio e non solo per un ridimensionamento". Era
stata la Filt/Cgil di Fabrizio Solari, proprio all'inizio del braccio di ferro
con Spinetta, a ricordare che le colpe originali del sindacato, rispetto ai
guai di Alitalia, erano state almeno parzialmente
riscattate dall'atteggiamento assolutamente moderato e costruttivo tenuto negli
ultimi anni nei quali le organizzazioni dei lavoratori hanno gestito almeno
4.000 esuberi e congelato i rinnovi contrattuali. Come dire: noi, il nostro
dovere lo abbiamo fatto. "E siamo pronti a fare nuovi sacrifici -
confermano in Cgil - ma di fronte ad un progetto serio che sia elaborato ed
avviato da un management altrettanto serio". Sono assolutamente
consapevoli, i sindacati, che l'Alitalia è all'ultima
curva della lunga e tortuosa strada: o taglia il traguardo o perde la corsa.
Definitivamente. Gli esuberi, in fondo, non sono il problema dei problemi:
prepensionamenti, esodi incentivati, eventuale cassa integrazione, potrebbero
ammortizzare il negativo impatto della riduzione di personale. Fondamentale è,
invece, che venga messo in piedi un piano di risanamento e sviluppo, magari
anche attraverso tagli ad alcuni residui privilegi interni, che garantisca un
futuro alla compagnia. Una variabile non indipendente è quella del tempo perchè
Alitalia non potrà volare oltre l'orizzonte
dell'inizio di estate.
( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di MAURO EVANGELISTI
[FIRMA]e FABIO ROSSI ROMA - Sicurezza e decoro, servizi ai cittadini e futuro
della Capitale. Una sfida tesa ma corretta, con toni pacati al termine di una
giornata carica di polemiche, ha chiuso ieri sera a Matrix la campagna
elettorale di Francesco Rutelli e Gianni Alemanno per il Campidoglio. Spalti
pieni, con gli staff dei due candidati al completo. Ma senza applausi, per gli
accordi presi dai due candidati, e con Enrico Mentana impegnato a rivolgere le
domande. Inizio-lampo, con pochi convenevoli, per sfruttare ogni minuto che
mancava alla mezzanotte, quando è scattato il silenzio elettorale. Stretta di
mano, poi si comincia: "Abbiamo due idee diverse della nostra città.
L'idea del mio avversario su Roma è cupa, nera e autodistruttiva, tutta
negativa - parte Rutelli - Lo sforzo che farò è quello di dare fiducia. Molta
gente che ho incontrato mi dice di non riconoscersi nella visione cupa della
città e la reputa aperta e accogliente". Ma Alemanno respinge la tesi del
suo avversario: "Quando lanciamo accuse non le lanciamo a Roma, ma a chi
ha amministrato Roma. Noi vogliamo difendere e liberare Roma, non la vogliamo
degradata - dice l'ex ministro - In campagna elettorale ho visto gente
arrabbiata. Gente che chiede sicurezza, di essere padrona in casa
propria". Il primo scontro è sul lavoro svolto negli ultimi anni dalle
giunte di centrosinistra. Rutelli mostra fotografie dei cantieri della metropolitana,
della nuova Fiera di Roma e di aree recuperate, progetti di opere future. E
dice all'avversario: "Anche se vuoi dipingere Roma come il Bronx non ci
riuscirai". Alemanno risponde con vecchie pagine di giornali, degli anni
'90, "che annunciano opere pubbliche ancora non realizzate: Rutelli nel
1993 aveva promesso un cambiamento profondo della città, di correggere gli
squilibri degli anni precedenti. Siamo di fronte al fallimento storico di 15
anni di giunte di centrosinistra". Botta e risposta anche sui toni.
Alemanno parla di uno "scadimento dell'ultima parte della campagna
elettorale" con "tutti gli attacchi alla mia persona e i manifesti
per la città". Rutelli gli risponde: "Non è il caso che tu faccia la
vittima", ricordando "tutti gli sms che circolano contro di me".
Poi la sfida tra manifesti: il candidato del Pdl mostra il neo consigliere
Andrea Alzetta "Tarzan", della Sinistra arcobaleno, che inneggia
all'occupazione delle case: "Questo sarà un consigliere comunale - attacca
Alemanno - Come è possibile che Rutelli garantisca legalità e correttezza
amministrativa?". Il vice premier uscente replica con una locandina di
"Casa Pound", gruppo di destra che fa attività in sedi occupate.
"Ho a che fare con una opposizione che ha detto no a tutto - attacca
Rutelli - Contro Auditorium, parcheggi. Fosse stato per loro, a Roma non si
sarebbe fatto niente". Il candidato di centrosinistra attacca anche sulle
vicende giudiziarie degli assessori della passata giunta regionale di
centrodestra guidata da Francesco Storace: "La scelta si deve fare tra chi
non ha mai ricevuto un addebito e chi è stato protagonista di scandali. Gli
unici condannati per corruzione sono stati assessori di An e Pdl per la vicenda
gravissima della sanità", dice il vice premier. In cima all'agenda, resta
il tema della sicurezza: "Il buonismo ha prodotto un fatto grave, ha
generato un'idea e non solo a Roma ma in tutto il Mediterraneo, che a Roma si
può fare qualsiasi cosa - incalza Alemanno - Questo ha fatto arrivare flussi di
immigrati convinti di non avere vincoli e creare un grande caos che sta
confondendo ogni livello". Ma gli italiani, ribatte Rutelli al rivale,
"vedono la televisione, vedono cosa accade a Milano: perché non hai
chiesto le dimissioni di amministratori di Milano o Verona dopo i gravi fatti
accaduti lì?". Poi si passa a un altro tema importante nell'agenda di
questa campagna elettorale. Rutelli ricorda la sua proposta per aiutare le
famiglie in difficoltà perché si sono alzate le rate dei mutui a tasso variabile.
"Prima di tutto abbiamo studiato a lungo come trovare i soldi, lo faremo
con una centrale unica per gli acquisti del Comune, che garantirà un risparmio
del 20 per cento. Questo libererà risorse per garantire 1.300-1.400 euro a chi
paga un mutuo a tasso variabile o anche a chi vuole comprarsi casa".
Alemanno replica: "Non ci saranno mai i soldi per fare quello che dice
Rutelli. Deve esserci un intervento governativo, serve un fondo di garanzia per
rinegoziare questi mutui". Ancora: "Vogliamo trasformare l'affitto di
chi vive in un alloggio popolare in una rata che consenta di acquistare
l'appartamento". Dopo un passaggio sulla Lega e su Alitalia, si arriva agli appelli finali,
proprio appena prima dello scoccare della mezzanotte. Rutelli: "I prossimi
cinque anni sarano decisivi per Roma. I nostri avversari stanno facendo passare
un'immagine nera, cupa, catastrofica. Noi garantiremo pià cura, più decoro, più
sicurezza. Grandi progetti che faranno di Roma la capitale di tutti gli
italiani. Loro non rappresentano un passo verso il nuovo, è la vecchia destra
missina. Con loro non avremmo quel salto verso il futuro che mi impegno a
realizzare". Alemanno: "Si può aprire una nuova primavera per Roma.
Questo può avvenire solo con un reale cambiamento di una vita quotidiana minata
dall'insicurezza. Voglio essere un sindaco in mezzo alla gente, in prima linea.
Se supereremo questa emergenza faremo in modo che Roma spiccherà il volo. Sarà
una vera capitale europea, dobbiamo levare la cappa di piombo".
( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-26 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE L'evento Chiusura in periferia per il candidato Pd Festa finale a
Torpignattara mano tesa all'Udc di Casini Salta giù dal palco, alla fine, mica
passa per le scale: Rutelli a Torpignattara sembra non risentire della campagna
elettorale, ricorda le cose fatte per Roma, "anche questa piazza" -
in uno dei quartieri un tempo degradati, ai confini con il Mandrione, un tempo
periferia pasoliniana ed oggi riqualificato grazie anche al Parco
dell'Alessandrino che lo stesso Rutelli ha inaugurato - e, soprattutto, difende
Roma: "A Bossi dico: giù le mani da Fiumicino, giù le mani da Roma. E i
suoi alleati chi sono? Sono il vecchio del vecchio del vecchio Msi, gli
Storace, gli Alemanno e i Rauti...". tende la mano ai moderati: "Ho
apprezzato le dichiarazioni di Casini che ha detto che il suo partito non può
stare con chi è vicino ai neofascisti...". Rutelli ricorda "la destra
che appena arrivata al potere, alla Regione, ha avuto assessori indagati, noi
in tutti questi anni di governo neanche un episodio di corruzione ".
Duemila persone ad ascoltare Rutelli e il candidato alla Provincia, Nicola
Zingaretti. Rutelli parla per primo, e spesso ricorda di conoscere "ogni
angolo ogni quartiere ogni storia, io...". Attacca il Pdl e i suoi
alleati: "Giù le mani, caro Bossi, da Fiumicino e da Alitalia. La difenderemo perchè è il
patrimonio della nostra città. Voi la volete spegnere, ma quella che è la
nostra Fiat. Adesso la voglio vedere 'sta cordata promessa da Berlusconi. Dopo
aver preso i voti, purtroppo anche dei romani, già annuncia sacrifici e
licenziamenti... ". Dice di voler "difendere Roma, perché Roma
non è la città dipinta da questa destra, non è cupa e rancorosa, è la città che
si apre al mondo, che guarda al futuro, e la Capitale d'Italia, orgogliosa,
degna, forte, libera e democratica. Andiamo a vincere le elezioni e a governare
in modo nuovo e forte la capitale d'Italia". Governare in modo nuovo: più
volte ripete che ciò che è stato già fatto "deve essere migliorato";
casa, lavoro, spazio per i giovani sono argomenti sui quali puntare:
"Avremo un nuovo Giubileo, trasformeremo la città e creremo nuove
opportunità di lavoro, con le metropolitane vinceremo la battaglia del
traffico, garantiremo la nascita di ventiseimila alloggi e pagaremo parte dei
mutui a tasso variabile. Noi siamo la Roma che cresce e miglioro. Il mio
avversario? Le sue uniche proposte sono state il secondo Raccordo, da far
pagare ai romani col pedaggio, senza considerare che violerebbe nove parchi, e
oltre a questa idea ne ha avuta un'altra, un casinò da costruire a Ostia....
Roma è del cento per cento di romani: da sindaco, li rappresenterò tutti".
Sulla sicurezza, dice Zingaretti: "Non abbiamo fomentato la paura perché
criminale è quel politico che cavalca i problemi senza trovare soluzioni. Roma
non piega la testa e non si fa piegare, è una città che non vuole lezioni da
nessuno e che, mi dispiace per Bossi, è cresciuta in questi anni più del Nord.
"Fino a lunedì alle 15 non perdiamo nemmeno un'occasione perché ne vale la
pena. Impediamo che torni nelle stanze del potere chi fino a qualche anno fa
faceva affari con Lady Asl...". Alessandro Capponi Sul palco Rutelli
saluta gli elettori dal palco di Torpignattara.
( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCIANO COSTANTINI
ROMA C'era una volta un Paese che aveva un sistema autostradale tra i più
efficienti ed estesi del Continente, una rete ferroviaria che, prima in Europa,
cominciava a prendere velocità con la "Direttissima" Roma-Firenze,
una marina mercantile che costituiva una delle punte di eccellenza del made in
Italy. C'era - e ricordarlo in questi momenti accentua la tristezza e anche la
rabbia - una compagnia di bandiera, l'Alitalia, che gareggiava per trovare una stabile collocazione tra il
quarto e quinto posto nella graduatoria dei vettori mondiali. Non stiamo
raccontando un favola, quasi sempre frutto di fantasia, ma dell'Italia fine
anni Sessanta. La crescita del Pil andava di pari passo con il montante
entusiasmo, che nasceva dalla fiducia nel futuro. Quel patrimonio, il
Paese, lo è andato perdendo progressivamente. E neppure questa è una favola. Ma
amara constatazione che viene dai numeri. La rete ferroviaria è rimasta, per
estensione, quella che Mussolini aveva decantato perchè percorsa da treni sempre
puntuali: sedicimila chilometri erano e sedicimila sono rimasti anche se è
aumentato - ci mancherebbe altro - il tasso di elettrificazione. Le nostre
autostrade nei primi anni Settanta rappresentavano, rispetto alla media
europea, il 155%. Dopo dieci anni eravamo scesi a poco più del
( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-26 num: - pag: 35 categoria: REDAZIONALE Lunedì assemblea della società di Malpensa, ipotesi sull'operatore
principale del futuro Alitalia, la Sea convoca i soci Berlusconi: "Qualche mese per
rinnovarla". Lufthansa: non ci sono negoziati Titolo giù del 13% in Borsa
dopo la cautela di Francoforte. Il coinvolgimento di Sviluppo Italia MILANO -
"Spero che Alitalia
continuerà a volare. Quando arriverà ad essere nuova? Penso nei tempi
necessari, cioè qualche mese. L'importante è che rimanga italiana, spero che
continuerà a volare". Così, ieri, Silvio Berlusconi ha commentato un 25
aprile interlocutorio, che ha registrato due certezze: l'ennesima smentita da
parte di Lufthansa e il nuovo tonfo in borsa (-13,62%) di Alitalia,
avvinte in un rapporto di causa-effetto. A queste si aggiunge un "no
comment" circostanziato uscito dalle stanze di Sviluppo Italia, che ha
ufficialmente declinato l'invito a dichiarare sull'ipotesi di un proprio
intervento, lasciando però intendere che, di fronte ad una volontà politica
chiara da parte dell'azionista di riferimento, il Governo, l'Agenzia non
potrebbe che agire di conseguenza. Sul fronte politico, il ministro uscente
Antonio Di Pietro ha stigmatizzato come illegittimo il prestito-ponte varato
dal governo Prodi in accordo con Silvio Berlusconi, mentre per la Cordata
italiana cui lavora Bruno Ermolli è arrivato l'auspicio del leader dei
commercianti milanesi, Carlo Sangalli, che ieri ha sottolineato i segnali
giunti "da Ligresti e da Tronchetti Provera". Quel che è certo, al
momento, è che nello schema-Ermolli non c'è posto per Lufthansa. "La
nostra posizione su Alitalia non è cambiata e non ci
sono trattative in corso" ha spiegato Stephan Gemkow, direttore
finanziario di Lufthansa, commentando le indiscrezioni che vedevano discussioni
avanzate con lo stesso Ermolli. "Il nostro punto di vista su Alitalia" ha aggiunto "è stato confermato dagli
sviluppi delle recenti settimane". Fonti tecniche, peraltro, sottolineano
gli elementi di difficoltà di un'eventuale integrazione della Magliana nella
compagnia tedesca, a meno che il quadro non muti bruscamente, magari in seguito
alla riapertura del dossier-commissariamento. Da un lato persiste il diverso
sistema di alleanze internazionali che vede Alitalia
ed Air France in Sky Team, con Lufthansa in Star Alliance; dall'altro, la
compagnia tedesca, fin dai tempi della trattativa per acquistare la Magliana,
non ha mai nascosto di puntare al semi- monopolio sul mercato intercontinentale
del nord Italia, in cui Lufthansa è il primo operatore territoriale già da
prima del piano-Prato che ha sancito il declassamento di Malpensa e la drastica
riduzione del ruolo di Alitalia nella brughiera. E
proprio sul fronte Malpensa e sulla sua piena operatività futura, scenari nuovi
potrebbero schiudersi lunedì all'assemblea degli azionisti della Sea,
controllata dal Comune di Milano e partecipata dalla Provincia. "Il
dehubbing operato da Alitalia per noi è cosa fatta dal
settembre del 2007" ripete ormai tutti i giorni il presidente di Sea
Giuseppe Bonomi. Al netto degli auspici della Regione Lombardia, che spinge per
un ritorno di Alitalia a fare da hub carrier, la
sensazione è che i destini, arrivati a questo punto, siano separati davvero.
Politica volendo, ovviamente. Jacopo Tondelli jtondelli@corriere.it Bruno
Ermolli e (sotto) Wolfgang Mayrhuber.
( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-26 num: - pag: 35 categoria: REDAZIONALE
Le previsioni per il 2008 Crescita in Italia, pessimismo Ue Stime verso il
taglio DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES – Secondo certi esperti, per
l'Italia sarà già una consolazione se il termometro si fermerà e non andrà
sotto quota 0,7, là dov'era inchiodato a febbraio. Cioè crescita del prodotto
interno lordo, su base annua, dello 0,7 per cento: ben al di sotto della media
dei paesi Euro (1,8%) ma non proprio nella voragine. Secondo altri, tanto
pessimismo è invece eccessivo. Ma chiunque abbia ragione, per tutti
l'appuntamento di lunedì è fonte di preoccupazione. Lunedì, infatti, la
Commissione Europea proverà la febbre ai 27 paesi dell'Unione, diffondendo le
previsioni economiche di primavera sulla crescita, l'inflazione, il debito
pubblico, e gli altri fattori da cui dipende il benessere o il malessere di una
nazione. Come sempre, bocche cucite e massimo riserbo fino al momento della
comunicazione ufficiale: ma l'umore generale è assai grigio, e la sensazione è
che gran parte delle stime potrebbero essere riviste al ribasso. Quello che i
tecnici della Ue chiamano l'”ambiente economico globale” è diventato “non
propizio” anche in Europa, come già negli Stati Uniti. Arriva l'onda lunga
delle tempeste finanziarie, del rallentamento degli Usa, delle impennate nei
prezzi di carburanti e alimentari. Vi sono zone opache dove – come spiegano gli
stessi tecnici- le aspettative sui livelli di produttività si sono rivelate
troppo ottimistiche, e dove soprattutto “alcuni paesi dell'area Euro continuano
a perdere competitività”. Fra questi paesi, non è un mistero, c'è anche
l'Italia. Nel suo caso, i timori per le stime di primavera
sono accentuati dalle ombre della crisi Alitalia, i cui dossier sono in queste ore su tutti i tavoli Ue. Ma se
anche questa crisi non ci fosse, resterebbero i segnali premonitori lanciati a
febbraio, con le ultime previsioni intermedie: crescita del Pil italiano
tagliata appunto dall'1,4% del novembre 2007 allo 0,7%, prezzi al consumo in
salita del 2,7%. E più ancora di questi segnali, l'altro lanciato dal
Fondo monetario internazionale, che ha limato la crescita italiana allo 0,3%.
Le stime della Commissione Europea sono in genere più ottimistiche di quelle
del Fmi (Fondo monetario internazionale) Ma l'Italia, finora, resta sempre in
fondo alla fila. Dietro questi nuvoloni, si profilano anche delle cifre più
confortanti: il risanamento dei conti nel 2007, con il disavanzo pubblico
calato verso il 2% del Pil, ha fruttato all'Italia i complimenti della
Commissione, e fra pochi giorni quegli stessi complimenti si concretizzeranno
nella chiusura della procedura di infrazione per il deficit eccessivo, che
scatta quando un paese accumula un deficit superiore al 3% del suo Pil.
L'Italia – come il Portogallo- ha sbagliato, ha pagato, e ora ritorna in
carreggiata. Ma come ha ricordato più volte la Ue, resta un paese “a medio
rischio” per la sostenibilità delle sue finanze pubbliche. E le previsioni di
primavera diranno se quel rischio è già una realtà, un fatto compiuto. Luigi
Offeddu.
( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-26 num: - pag: 37 categoria:
REDAZIONALE Sotto la lente Se Sviluppo Italia diventa la Gepi C ertamente il
salvataggio dell'Alitalia è
entrato nella fase centrale. Con il prestito da rimborsare entro dicembre, o
comunque, al massimo nei trenta giorni successivi alla privatizzazione, il
tempo delle soluzioni stringe. Così sul tavolo è apparsa l'ipotesi di
coinvolgere l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo
sviluppo d'impresa S.p.A., già Sviluppo Italia. Potrebbe essere questo
il veicolo in caso di intervento misto. Anche se a guardare le missione (come
si dice in questi casi) indicata sul sito della società guidata da Domenico
Arcuri si legge che Sviluppo Italia è impegnata per accrescere la competitività
del Paese, in particolare del Mezzogiorno: "Le sue principali linee
d'azione sono: 1. favorire l'attrazione di investimenti esteri qualificati 2.
sviluppare l'innovazione e la competitività industriale e imprenditoriale 3.
promuovere le potenzialità attrattive dei territori". Tre compiti ai quali
si aggiungerebbe l'investimento in vettori aerei. Richiamando alla memoria un
antico strumento utilizzato in passato per i salvataggi e ora, per fortuna,
scomparso: la Gepi. (n.sa.).
( da "Campanile, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Cercone: "Abbiamo
preso nota, la commissione si è attivata senza aspettare denunce formali".
Anche la British sul piede di guerra: "Vigileremo sul rispetto delle
regole". Il Cavaliere attacca: "La Commissione non crei
problemi". No comment di Bruxelles La Commissione europea non ha ancora
ricevuto alcun ricorso formale da parte di Ryanair contro
il prestito ponte concesso dal governo italiano ad Alitalia ma "prende nota" delle intenzioni della compagnia
aerea irlandese di opporsi alla decisione e ricorda di essersi già attivata
sulla questione senza aspettare denunce formali. Lo dice chiaro e tondo Michele
Cercone, portavoce del commissario Ue ai Trasporti Jacques Barrot.
"Al momento non abbiamo ricevuto formalmente il ricorso" di Ryanair,
ha confermato. "Abbiamo letto gli articoli" sulla stampa e
"prendiamo nota delle intezioni" della compagnia irlandese. In ogni
caso, ha aggiunto il portavoce, "stiamo analizzando la questione senza
aspettare ricorsi e la Commissione ha agito immediatamente per accertarsi della
natura della misura" con cui è stato concesso il prestito di 300 milioni
ad Alitalia. Anche perché, oltre a Ryanair, anche
British Airways è sul piede di guerra e vigilerà che si rispettino le leggi
comunitarie sugli aiuti di Stato. "Seguiremo da vicino la situazione - ha
fatto sapere la compagnia britannica - per assicurarci che si rispettino
scrupolosamente le linee indicate dalla Ue sugli aiuti di Stato". No
comment invece dalla Commissione europea sulle dichiarazioni di Silvio
Berlusconi secondo il quale l'Unione europea "deve aiutare a fare le cose
giuste e non fare difficoltà". Il portavoce dell'esecutivo comunitario
Johannes Laitenberger ha replicato che "non è abitudine della Commissione
comentare qualsiasi dichiarazione del dibattito politico interno agli Stati
membri". Da parte nostra, si è limitato a dire il portavoce, "non ci
sono nuove informazioni da dare". Quanto alle voci di una telefonata tra
Berlusconi e il presidente della Commissione Josè Manuel Barroso, Laitenberger
ha detto di "non poter confermare né smentire" perchè il capo
dell'esecutivo comunitario è al momento in viaggio in Cina. Il Cavaliere,
intanto, torna in pista. "Mi sono impegnato di persona a salvare la nostra
compagnia di bandiera. Sarà un'impresa ardua, che richiederà sacrifici: sarebbe
ipocrita non dirlo. Ma ci riusciremo", assicura il premier in pectore in
un'intervista al Messaggero. Secondo Berlusconi "non c'è alcuna ragione
perchè il trasporto aereo in Italia non debba essere redditizio come negli
altri paesi, né perché l'Italia non possa avere due grandi aeroporti, Fiumicino
e Malpensa". Chi, in questi anni, "ha messo Roma contro Milano e
viceversa ha fatto solo il male delle due città e dell'Italia", aggiunge
Berlusconi: "Spero che continuerà a volare. Quando arriverà ad essere
nuova? Penso nei tempi necessari, cioè in qualche mese. L'importante è che
rimanga italiana". Ma dal Pd, è il leader dell'opposizione Walter Veltroni
a partire al contrattacco: "Il fatto di far saltare l'intesa con Air
France è stato del tutto irresponsabile e mette fortemente a repentaglio
migliaia di posti di lavoro, il ruolo di Fiumicino e di Malpensa", fa
sapere sempre al Messaggero. "Non so cosa sia questa cordata ? aggiunge
l'ex sindaco di Roma ?. Ho sentito parlare di difesa della nazionalità, ma si
pensa di vendere ad Aeroflot, che è la compagnia di Stato russa". Veltroni
non risparmia un'altra stoccata a Berlusconi, dopo il recente incontro del
Cavaliere con Putin: "Mi ha colpito l'annuncio dell'abolizione del visto
per i cittadini russi. A proposito di contrasto dell'immigrazione...".
(26-04-2008).
( da "Liberazione" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Sabina Morandi Allo
stesso modo i capitali si sono riversati sui prodotti energetici: prima di
essere venduto ogni barile di petrolio viene scambiato migliaia di volte fra
traders che non hanno nulla che fare con il mondo dell'industria petrolifera o
energetica, aumentando in modo esponenziale di prezzo a ogni passaggio. I
traders ci guadagnano e gli automobilisti - e i camionisti, i produttori, i
consumatori eccetera - piangono. Normalmente, quando il mercato si fa troppo
"nervoso", la borsa ha un metodo infallibile per arginare i danni:
per preservare il mercato azionario dalle avventure speculative i titoli di
determinate compagnie possono venire sospesi per eccesso di rialzo o di ribasso
- come è avvenuto con l'Alitalia
più volte nelle ultime settimane. Per quale motivo, invece di rischiare la
recessione globale, non si sospendono almeno le contrattazioni più avventate -
come le varie opzioni o scommesse sui prezzi futuri del grano o dell'oro nero?
E perché, invece di distribuire cibo per fronteggiare la carestia globale -
mandando in rovina i contadini poveri che non troveranno più acquirenti
per i loro prodotti - non si sospendono le contrattazioni su questi vitali
prodotti? Non stiamo parlando ovviamente di togliere dal mercato le derrate
alimentari ma di impedire lo scambio di titoli che con la produzione effettiva
non hanno nulla a che fare. Impossibile? Utopico? Niente affatto. Stupisce se
mai che alle nostre latitudini nessuno ne abbia ancora parlato. Un segnale in
questa direzione viene dalla borsa di Addis Abeba: nel primo mercato azionario
dell'Etiopia, inaugurato questa settimana, i futures sulle derrate alimentari
sono tassativamente proibiti. Certo, è una borsa piccola, povera e per di più
statale - la Ecx di Addis Abeba è infatti a capitale pubblico - ma, proprio per
questo, può dire ad alta voce quello che altri fanno in sordina. L'India ad
esempio, che di mercati azionari ne ha ben tre - e considerando la crescita
economica del popoloso paese sono realtà finanziarie di tutto rispetto - ha
sospeso gli scambi di futures alimentari per ben due volte nel gennaio del
2007. Iniziative che sono destinate ad avere ben poco impatto sui prezzi finché
rimangono isolate - cioè finché le speculazioni possono continuare a far salire
le tariffe andando a puntare le loro fiche altrove - ma difficilmente si potrà
arginare la crisi globale senza mettere mano alle follie della finanza. PS: A
parte i rischi d'incidente e l'irrisolto problema delle scorie, ci vogliono
almeno vent'anni per lanciare un programma nucleare su larga scala, e vent'anni
è la durata prevista delle riserve di uranio secondo il Pentagono. Con un serio
programma di investimenti per rammodernare reti elettriche vecchie di
cinquant'anni (in Italia perdono un 30 per cento d'elettricità) e un piccolo
sostegno allo sviluppo delle rinnovabili, avremmo risultati sostanziosi da
domani, e senza riempire il mondo di scorie radioattive. 26/04/2008.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Ft: sarà il primo test di politica economica L'impegno per Alitalia rappresenta "il primo
grande test per Berlusconi": lo scrive il Financial Times in un editoriale
intitolato "l'agonia di Alitalia", in cui si afferma che la gestione della vicenda da parte
del nuovo premier definirà "il tono" della futura politica economica
in Italia. Secondo il Ft, il salvataggio del vettore nazionale "è
una grande scommessa politica".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
IL DOCUMENTO È stato
pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto legge per il prestito "a breve
termine" di 300 milioni ad Alitalia. Una somma erogata - si legge - per consentire ad Alitalia di fare fronte a pressanti
fabbisogni di liquidità, ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di
assicurare, per ragioni di ordine pubblico e continuità territoriale, il
servizio pubblico di trasporto aereo" che vede Alitalia come vettore che maggiormente lo assicura. Si tratta -
precisa il decreto legge - di un prestito di breve termine, a condizioni di
mercato, della durata strettamente necessaria per non comprometterne la
continuità operativa nelle more dell'insediamento del nuovo governo, ponendolo
in condizione di assumere, nella pienezza dei poteri, le iniziative ritenute
necessarie per rendere possibile il risanamento e il completamento del processo
di privatizzazione della società". Il decreto spiega che il prestito,
erogato ai sensi della legge "su interventi per i settori rilevanti
dell'economia nazionale", è rimborsato "nel minore termine tra il
trentesimo giorno successivo a quello della cessione dell'intera quota del
capitale sociale, di titolarità del ministero dell'Economia e il 31 dicembre
2008". Il tasso di interesse applicato è equivalente, fino al 30 giugno
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
IL CASO ANTONIO
TROISE Roma. Nella cordata "salva-Alitalia" potrebbe esserci posto
anche per Sviluppo Italia, l'Agenzia per l'attrazione degli investimenti
guidata da Domenico Arcuri. Per ora è solo un'ipotesi non commentata
ufficialmente dalla spa che ha la sua sede in via Calabria, a Roma. Un
palazzo nel quale, nei giorni scorsi, si è visto anche il fidatissimo
consigliere di Berlusconi, Gianni Letta. Un incontro durante il quale, però,
non si sarebbe affatto parlato di Alitalia. A quanto
risulta, però, ci sarebbero stati anche altri contatti con esponenti della
nuova maggioranza. Il piano allo studio prevederebbe, in sostanza, il varo di un
aumento di capitale riservato al quale parteciperebbe, con una quota anche
Sviluppo Italia. L'operazione non sarebbe in contrasto con la normativa
comunitaria anche se la holding è controllata interamente dal Tesoro. Infatti,
l'acquisizione avverrebbe con i mezzi propri della società e, soprattutto, la
sua presenza darebbe un ulteriore elemento di garanzie per le banche che, per
un periodo limitato, parteciperebbero all'operazione di ricapitalizzazione.
L'aumento di capitale dovrebbe essere di poco superiore al miliardo di euro. E
sarebbe sottoscritto anche dalla cordata di imprenditori italiani disposti a
correre in soccorso della compagnia di bandiera. Fra i nomi dati per certi,
quelli di Salvatore Ligresti, di Marco Tronchetti Provera e Gilberto Benetton.
Per Sviluppo Italia bisognerà attendere, invece, l'insediamento del governo
Berlusconi. È ovvio che se arrivasse una richiesta esplicita da parte del
neo-ministro dell'Economia, difficilmente l'agenzia potrebbe sottrarsi. Anche
se, fino ad ora, la società guidata da Arcuri ha operato quasi esclusivamente
sulle nuove compagnie. Più complicata, invece, la ricerca del partner
industriale internazionale da affiancare alla cordata tricolore. Tutte le piste
sembrano portare a Lufthansa. La compagnia offre sufficienti garanzie su
Malpensa ed è per questo gradita alla Lega. Mentre, nelle scorse settimane,
perfino la Cgil e la Cisl hanno tentato di mettersi in contatto con i manager
tedeschi. Ma per ora, la compagnia, frena. E smentisce le indiscrezioni su presunti
contatti con i manager della Magliana e con Palazzo Chigi: "La situazione
rispetto ad ottobre, quando decidemmo di non partecipare alla gara non è
cambiata - fanno sapere i portavoce della società - dal nostro punto di vista,
l'eventuale acquisizione di Alitalia porterebbe più
svantaggi che vantaggi". A destra Ligresti presidente onorario Fondiaria.
( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
IL TITOLO CROLLA IN
BORSA DEL 13 PER CENTO. PUBBLICATO IL DECRETO SUL PRESTITO-PONTE DA 300 MILIONI
Alitalia, Lufthansa si chiama fuori [FIRMA]ALESSANDRO
BARBERA ROMA Anche nella lunga giornata dedicata a scogliere il rebus-governo,
il Cavaliere trova un momento per dire una parola di conforto sul futuro della
disastrata compagnia di bandiera. "Alitalia?
Spero continui a volare". Detta da chi ne ha in mano le sorti, suona come
una battuta sinistra. L'auspicata cordata italiana si sta organizzando, ma il
Cavaliere sembra indicare tempi lunghi: "Quando sarà pronta la nuova
compagnia? Penso nei tempi necessari, ovvero qualche mese. L'importante è che
resti italiana". Il futuro prossimo resta irto di ostacoli: ieri è bastata
la presa di distanza di Lufthansa (indiziata numero uno come possibile partner)
per far crollare il titolo del 13%. Il prestito statale da 300 milioni arriverà
nei prossimi giorni (ieri il decreto è apparso in Gazzetta Ufficiale) e prima
di intervenire l'Unione europea è disposta ad attendere un po' per far emergere
la cordata ed evitare che appaia come uno smaccato aiuto di Stato. Ma nel
frattempo sta montando la protesta di alcuni concorrenti: Rynair, British
Airways e Sas. Se si saldasse un fronte ampio, Bruxelles sarà costretta ad
aprire la procedura di infrazione. Alla richiesta di Berlusconi di "non
creare difficoltà" la Commissione reagisce con aplomb: "Non
commentiamo le dichiarazioni", spiega il portavoce Johannes Laitenberger.
"Ma valuteremo la situazione a prescindere dai ricorsi". Antonio di
Pietro, che pure è ministro del governo che quel prestito lo ha deliberato,
attacca: "È illegittimo. Testimonio che in Consiglio Berlusconi ha fatto
avere un ultimatum: voglio 300 milioni per avere il tempo di costruire una
cordata". Insomma, nonostante l'ottimismo di lungo termine del Cavaliere,
il quadro dei giorni a venire è a tinte fosche. Se non bastasse ieri, in un
incontro con gli analisti, è arrivata la frenata di Lufthansa. "La nostra
valutazione non è cambiata", anzi "gli sviluppi delle ultime
settimane hanno confermato il giudizio", fa sapere il direttore
finanziario Stephan Gemkow. Inoltre "non abbiamo
avviato nessun colloquio col governo o col management di Alitalia". Da tempo si vocifera di
contatti fra il numero uno tedesco Wolfgang Mayrhuber e il superconsulente del
Cavaliere Bruno Ermolli. Ma il fatto che Alitalia abbia avuto una nuova iniezione di danaro pubblico allontana la
dura ristrutturazione che i tedeschi speravano arrivasse con il commissariamento.
Molti analisti del settore si chiedono: perché il consiglio di sorveglianza di
Lufthansa - ovvero l'organo che qualche mese fa disse no alla proposta messa a
punto da Mayrhuber - dovrebbe cambiare idea? Una delle ipotesi è farla entrare
come partner di minoranza, soluzione però che a Berlino non convince. La
freddezza di Lufthansa è confermata dall'annuncio dello stesso Gemkow a
rilevare la maggioranza della britannica Bmi, di cui possiede già il 30%.
Sparita dall'orizzonte Aeroflot - e fatto salvo un contatto ancora tutto da
verificare con Emirates - l'unico partner industriale ampiamente disponibile
resta AirOne: benché sia molto più piccola di Alitalia
e non goda nemmeno di ottima salute, può contare sulle opzioni per 90 nuovi
Airbus. Altro discorso sono i soci finanziari. Chi più chi meno, soprattutto
fra i titolari di concessioni pubbliche, le disponibilità non mancano: da Gavio
(strade) ai Benetton (sono soci in alcuni aeroporti) fino ai Ligresti (Fonsai
ed edilizia). Inoltre - a meno di colpi di scena - ci sarà a disposizione
l'ampio portafoglio di Intesa Sanpaolo e se necessario, dello Stato. Da
Fintecna (già azionista di un pezzo di Alitalia) alla
Cassa Depositi e Prestiti fino all'ultima ipotesi - spuntata ieri - di Sviluppo
Italia. Perché il quadro si chiarisca occorre comunque che si insedi il nuovo
governo e il ministro dell'Economia, ovvero Giulio Tremonti. Il quale dovrà
trovare anche una soluzione giuridica per evitare che l'eventuale vendita di Alitalia ad una cordata italiana venga contestata dai
concorrenti o dalla Corte dei Conti. Una delle ipotesi è di rimettere in piedi
una procedura competitiva simile a quella adottata da Tommaso Padoa-Schioppa
dopo il fallimento della gara ormai un anno fa. Se esiste una classifica, la
privatizzazione Alitalia potrebbe diventare presto la
più lunga della storia.
( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La domanda è quale
banca finanzierebbe un'azienda che rischia di fallire da un momento all'altro,
applicando un tasso di interesse che forse non darebbero facilmente né a lei,
né a me?". Davanti a un caffè insolitamente buono, un funzionario europeo
che ha avuto modo di esaminare il dossier del prestito-ponte Alitalia
si lascia andare a qualche considerazione che non promette nulla di buono. Il
decreto n. 80 del 23 aprile afferma che la compagnia avrà il denaro che serve a
tirare avanti a prezzo "equivalente a quelli di riferimento adottati dalla
Commissione Ue". Il dato non è ufficiale, ma ci sono buone possibilità che
sia fra il 9 e l'11%. L'omino di Palazzo Berlaymont è perplesso. "A prima
vista - ammette - sembra un saldo". Proprio il servizio del prestito sarà
uno degli elementi decisivi che permetteranno all'esecutivo europeo di
stabilire che non si tratta di aiuto di Stato. Una circostanza, questa, che
attualmente sembra destinata a essere negata solo dalla comparsa della cordata
di salvataggio. In tal caso, però, il costo del denaro che ha permesso ad Alitalia di restare in piedi
diventerebbe cruciale. Così si va di quesito in quesito. Esiste un istituto
disposto a prestare 300 milioni all'Alitalia? "No", risponde il top manager di un'importante banca
italiana che chiede l'anonimato. "Il comitato crediti non lo farebbe mai
passare - spiega -, soprattutto perché c'è il rischio di un fallimento in tempi
brevi che potrebbe aprire la strada a una procedimento per bancarotta
fraudolenta. L'azienda è quella che è. Paradossalmente con la Parmalat del dopo
crac è stato più facile. Lì, almeno, si continuava a produrre latte".
Chiaro. Ma se si decidesse di farlo lo stesso? "E' una questione teorica,
non c'è prezzo che possa stare in piedi", taglia corto il banchiere, per
il quale il caso Alitalia è diventato "una
questione dadaista, in cui apparenza e realtà non hanno più nulla a che fare
l'una con l'altra". Il top manager rinuncia pertanto a ogni ulteriore
analisi. Sono cose, dice, "che si commentano da sole". Ecco i numeri.
Da qui al 1° luglio Alitalia dovrà versare per il
prestito-ponte la media dei tassi interbancari (5,19%) più un differenziale. Le
attuali regole affermano che nel caso dell'Italia lo "spread" è di
200 punti base, ovvero del 2%, ma potrebbe essere anche il doppio a seconda
delle circostanze. A metà anno si cambia. Il tasso di riferimento diventa
l'interbancario Ibor - che ora si trova a circa il 4,9% - con una maggiorazione
legata alla solvibilità aziendale. Il funzionario europeo punta il dito sulla
terza pagina della decisione pubblicata sulla Gazzetta ufficiale della
Commissione Ue il 19 gennaio scorso. Se un'azienda ha un rating ottimo (da A a
"tripla A") il margine oscilla da
( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Piuttosto di fare i
"traghettatori" per Air France e lavorare per trasferire i passeggeri
verso gli aeroporti francesi così da riempire i nuovi capienti velivoli
transalpini, per risolvere il problema Alitalia va
bene qualunque altra soluzione": è il pensiero condiviso dai coniugi Paolo
Sodero ed Elena Bellini, entrambi novaresi dipendenti di Alitalia.
Paolo Sodero, 44 anni, è primo ufficiale. Originario di Perugia, dopo
un'esperienza di oltre tre lustri nell'Aeronautica Militare sui Tornado e sui
G91, nel 1998 è entrato in Alitalia e si è trasferito a
Novara. Quando sale a bordo di un AirBus 320 della compagnia di bandiera, va
dritto nella cabina di pilotaggio. Impugnata la cloche, decolla e dirige il
velivolo sulle rotte che da Malpensa o Linate portano a Tel Aviv, Il Cairo,
Mosca, Kiev, Bucarest, San Pietroburgo: "Da dieci anni faccio parte dei
piloti Alitalia che in questo periodo sono nell'occhio
del ciclone. Da dipendenti non abbiamo accesso alla contabilità aziendale ma il
balletto di cifre di questi ultimi mesi ci crea parecchi problemi. Un ministro
un giorno dice una cosa per poi essere smentito poco dopo: questo tira e molla
non crea serenità nei dipendenti, semina perplessità e danneggia il titolo in
borsa". Sodero spiega che "fino a febbraio l' "alleanza"
con Air France era promettente. Erano previsti esuberi ma sembrava che fossero
previsti grossi investimenti per sviluppi futuri, con Alitalia
in condizione di parità con Air France-Klm. I francesi hanno avuto accesso ai
conti per due mesi e poi hanno cambiato l'offerta. A quel punto ci si è resi
conto che si trattava di una liquidazione, senza negoziazione. La cosa sembrava
andare bene al consiglio di amministrazione e pure al governo, tra l'altro con
un taglio di 520 piloti. Gli unici che hanno tirato il freno sono stati i
sindacati che hanno evidenziato la situazione di svendita". Elena Bellini,
40 anni, novarese, è responsabile di cabina. Dal 1989
lavora per Alitalia:
"I guai di Alitalia
sono inziati quando non si è voluto chiudere o ridimensionare Linate. Una
compagnia aerea anche di grandi dimensioni segue in modo ottimale un solo hub.
Al massimo due. Alitalia ha
voluto provare a seguirne tre: Malpensa, Linate e Fiumicino. I risultati
li stiamo vedendo in questi giorni". Paolo Sodero: "E' da sfatare la
convinzione che il pilota Alitalia guadagna molto e
vola Poco. Rispetto ad Air France veniamo remunerati il 30 per cento in meno e
voliamo il 10 per cento in più. In merito ai criticati spostamenti con soste in
albergo del personale, si era raggiunto un livello ottimale con 1350 naviganti
su Milano. Quando tutto era rodato si è smontato il meccanismo riducendo i voli
su Malpensa con la beffa della contemporanea apertura della nuova bretella
autostradale dalla A4". "Ho visto il tricolore sulla coda dell'aereo
e mi sono risentito a casa" è questa la frase che Paolo Sodero e Elena
Bellini si sentono dire da molti passeggeri. "La speranza - concludono - è
che l'Italia riscopra di avere una compagnia aerea diversa da un baraccone
statale. La nuova Alitalia deve rinascere risanata. Se
le altre compagnie sono in attivo non si capisce perchè non debba esserlo anche
Alitalia".