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DOSSIER “ALITALIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


T ARTICOLI DEL   26-4-2008       #TOP



Report "Alitalia 2"

·                     Indice delle sezioni

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·                     Articoli

Indice delle sezioni

Alitalia 2 (42)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

Il Papa negli Usa ( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 3 Emails Ultime news Alitalia, l'Ue avverte: "Valuteremo, non servono ricorsi"Delitto di Verona: confessa un romenoUccise la ragazza: libero per decorrenza terminiFormula 1, Gp Spagna Raikkonen vola in prova25 aprile, Napolitano all'Altare della Patria Berlusconi: "Serva a pacificare il Paese"Torino, da Grillo un "vaffa" a giornali e Quirinale Blog Amici Dio:

Alitalia, lite sul prestito ( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

LASICUREZZA ( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Wladimir Putin. Con il premier russo, Berlusconi dovrà parlare soprattutto di Alitalia. La disponibilità di Aeroflot ad intervenire per il salvataggio della compagnia italiana, dovrà essere trasformata in intervento diretto 26/04/2008.

In evidenza Luxottica ( da "Unita, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In prima fila le Fiat dopo la trimestrale, che premia anche Luxottica. Bene pure i bancari, settore per il quale alcuni analisti arrivano a pronosticare che il peggio è passato, Buon comportamento anche da parte dei titoli energetici mentre per Alitalia si è registrata l'ennesima giornata da dimenticare.

Una sola misura ( da "Unita, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: licenziamenti a Alitalia. Secondo il quotidiano arancione l'Unità sarebbe a favore dei tagli occupazionali se li propongono Prodi e Padoa-Schioppa, ma contraria se li fa Berlusconi. In realtà a l'Unità non piacciono mai i licenziamenti dei lavoratori. Ma non piace neppure che un uomo politico faccia promesse in campagna elettorale per prendere voti e poi se le rimangi appena eletto.

Alitalia: Lufthansa no, Sviluppo Italia forse La Ue: sul prestito procederemo anche senza ricorsi. In Borsa il titolo affonda (meno 13,6%) ( da "Unita, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Alitalia: Lufthansa no, Sviluppo Italia forse La Ue: sul prestito procederemo anche senza ricorsi. In Borsa il titolo affonda (meno 13,6%) di Roberto Rossi / Roma PRESTITO Negli ultimi tempi, tra alti e bassi, la Borsa non è stata sempre un termometro attendibile per misurare la temperatura di Alitalia.

La destra vuole una città cupa e nera Rutelli: Non un voto deve andare disperso . Nel duello in tv con Alemanno scintille su casa e sicurezza ( da "Unita, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Giù le mani dall'Alitalia e da Fiumicino, sono la nostra Fiat", scandisce: "Vent'anni fa la Lega diceva Roma ladrona e ancora non si rassegnano al fatto che è diventata una grande capitale". Poi arriva sul palco anche Nicola Zingaretti: "Roma non piega la testa e non crede a chi cavalca la paura", rilancia il candidato alla Provincia.

Alitalia, Lufthansa ribadisce il suo no ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina 215 Alitalia, Lufthansa ribadisce il suo no --> Alitalia lavora a una accelerazione del piano di sopravvivenza e si appresta a scontrarsi con i sindacati per stringere su un nuovo piano di esuberi. Il prestito ponte di 300 milioni concesso dal Governo è sotto la severa lente di Bruxelles, e comunque non può servire a raddrizzare i conti ma solo a rinviare di qualche mese l'

Alitalia crolla in borsa dopo i dubbi ue - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ieri il premier in pectore Silvio Berlusconi è tornato a parlare di Alitalia, della sua volontà "di fare del tutto per salvarla, anche se è un'operazione non facile che richiederà molti sacrifici" compreso il taglio di migliaia di posti di lavoro. "Alitalia continuerà a volare ma per una "nuova" compagnia di bandiera servirà qualche mese.

"nessun danno agli utenti dall'addio a malpensa" - claudio gerino ( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E la soppressione dei voli in partenza da Malpensa, decisa dall'Alitalia, non ha condizionato la possibilità di spostamento in Europa di milanesi e lombardi in genere, in quanto la compagnia di bandiera aveva già quote di mercato ridotte, perché i suoi voli erano più cari di quelli offerti da altre aerolinee.

Il Cavaliere tra vertici, negozi e bagni di folla ( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Perché questa volta il compito è veramente complicato: l'economia in difficoltà, Alitalia nuovamente in panne e gli avversari al varco in attesa del primo intoppo giustificano l'invocazione dell'aiuto divino. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".

Il popolo di grillo fa il pieno a genova - nadia campini ( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e poi sono furiosa anche per la vicenda Alitalia". In coda per aspettare di firmare ci sono anche Elena e Gianluca, insegnante ed educatore, che la pensano allo stesso modo: "Qualsiasi iniziativa che va contro il lobbismo ci trova d'accordo, è per questo che siamo qui". E Giovanni Seminati, pensionato, aggiunge: "E' la prima volta che firmo per un referendum,

Ponte - stefano bartezzaghi ( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: solo un prestito ponte potrà salvare i ponti aerei dell'Alitalia. I ponti di per sé servirebbero per andare da qui a là. Ma il "là" italiano si perde nell'indefinito e così più che per unire due sponde, come vorrebbe almeno teoricamente la sua "mission", il Ponte italiano appare una manovra diversiva, una vacanza mentale, un'idea astratta;

Alitalia e contribuenti ( da "Riformista, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e contribuenti La cordata siamo noi Se è vero che Lufthansa non è più interessata ad Alitalia, come ha fatto sapere per la milionesima volta ieri, smentendo indiscrezioni che affermavano il contrario e adducendo semplici ragioni di mercato, cioè il fatto che gli investitori la declasserebbero dal rating "investment grade"

Alitalia ed europa ( da "Riformista, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ed europa Perché protestano gli inglesi Mentre Silvio Berlusconi intima all'Ue di "non ostacolare le cose giuste", in sede comunitaria la legittimità del prestito-ponte ad Alitalia viene contestata anche da Ryan Air, British Airways e Scandinavian Airlines.

Alitalia, Lufthansa si chiama fuori E l'Ue insiste: prestito sotto esame ( da "Liberazione" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alternativa ad Air France promessa da Berlusconi Alitalia, Lufthansa si chiama fuori E l'Ue insiste: prestito sotto esame Roberto Farneti Sull'Alitalia Silvio Berlusconi non ha più alibi. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto legge con cui lo Stato italiano concede alla ex compagnia di bandiera un prestito "a breve termine" di 300 milioni,

ROMA Avvicendamenti di peso ai piani alti della Telecom. Dal primo maggio, Antonio Migliardi (gi ( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dal primo maggio, Antonio Migliardi (già in Fs, poi in Alitalia con Cempella e quindi a Vitrociset) sarà il nuovo responsabile delle risorse umane del gruppo, mentre Carlo Fornaro, che ha già ricoperto incarichi analoghi a Vodafone ed Rcs, è il nuovo responsabile delle relazioni esterne, sempre a livello di gruppo.

Non diamo Roma ai fascisti ( da "Manifesto, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: le opposte posizioni su Alitalia, hanno arroventato ancor di più l'aria capitolina nelle ultime ore. E polemiche ci sono state anche ieri, giorno delle celebrazioni per il 25 aprile. I due candidati sindaco sono costretti a ritrovarsi insieme, uno accanto all'altro, al cospetto del presidente della Repubblica Napolitano, davanti all'Altare della patria.

Nicola Zingaretti ieri ha continuato il giro elettorale tra i 120 Comuni dell'hinterland romano ( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Un tema nazionale ma direttamente collegato con il territorio è quello di Fiumicino-Alitalia. "Quello che è successo è sbalorditivo, abbiamo assistito a un atteggiamento a dir poco disinvolto rispetto Air France e ancora più disinvolto è stato chiedere di togliere dalle tasche degli italiani 300 milioni di euro in attesa di una fantomatica una cordata italiana.

Alitalia, occhi puntati della Ue Berlusconi: sarà impresa ardua ( da "Manifesto, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: un aiuto di Stato" Alitalia, occhi puntati della Ue Berlusconi: sarà impresa ardua No comment di Sviluppo Italia sull'ipotesi di un ingresso nella cordata. L'altolà di Lufthansa: "Nessuna trattativa in corso con il governo" Sara Farolfi "Spero che Alitalia continui a volare, sarà un'impresa ardua che richiederà sacrifici,

E Bersani non si ritira per salvare la ditta ( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Prima Pagina - data: 2008-04-26 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Settegiorni di Francesco Verderami E Bersani non si ritira per salvare la ditta E' pronto a candidarsi a capogruppo del Pd, ma a sentir parlare di cordate in suo sostegno, Pierluigi Bersani si ribella: "Le cordate lasciamole ad Alitalia". CONTINUA A PAGINA 6.

Rutelli-Alemanno, match sulla legalità ( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il botta e risposta si è spostato su Alitalia, sui poteri speciali di Roma capitale. E a mezzanotte microfoni spenti. Appuntamento alle urne. Paolo Foschi In diretta Il candidato del Pd Francesco Rutelli e lo sfidante del Pdl Gianni Alemanno ieri sera a Matrix (Ap/Pace).

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-26 num: - pag: 9 La Nota di M... ( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e col presidente francese Nicolas Sarkozy sui commissari europei: lo "scambio" fra Giustizia e Trasporti in pieno caso Alitalia, che ha fatto infuriare Romano Prodi, informato solo a cose fatte. Il premier uscente ha intravisto nell'operazione un gioco di sponda fra esponenti del centrodestra europeo, che potrebbe ripetersi in vista delle elezioni del 2009 per il Parlamento Ue.

ROMA - Sviluppo Italia è un'agenzia del governo e se il governo dovesse chiedere la dispo ( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: disponibilità ad un intervento finanziario nel capitale di Alitalia, la risposta non potrebbe che essere positiva. Sarà poi l'esecutivo a valutare tempi, entità e modalità dell'operazione". Così commentano alla società di Via Calabria l'ipotesi che il prossimo governo metta in pista proprio Sviluppo Italia nella cordata nazionale per rilevare e risanare la compagnia di bandiera.

BRUXELLES - Non vuole entrare nelle polemiche, la Commissione Europea. Vuole solo portare av ( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: avuto colloqui con il futuro governo italiano o col management di Alitalia. "La nostra valutazione su Alitalia non è cambiata" e "gli sviluppi delle ultime settimane hanno confermato il nostro giudizio", ha spiegato il direttore finanziario Stephan Gemkow. La dichiarazione ha portato il titolo Alitalia, che continua a scambiare in un'unica asta di chiusura, a segnare un calo del 13,

BRUXELLES - L'impegno per Alitalia rappresenta il primo grande test per Berlusconi : lo s ( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: BRUXELLES - L'impegno per Alitalia rappresenta "il primo grande test per Berlusconi": lo scrive il Financial Times in un editoriale intitolato "L'agonia di Alitalia", in cui si afferma che la gestione della vicenda da parte del nuovo premier definirà "il tono" della futura politica economica in Italia.

ROMA Silvio Berlusconi avverte e sottolinea che per Alitalia sono previsti tagli dolo ( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: aveva altresì chiesto una netta separazione tra Alitalia-Fly e Alitalia Servizi (la seconda a carico di Fintecna, cioè dello Stato italiano) e la sostanziale cancellazione di Malpensa. I sindacati avevano detto no. Ovvio, chiunque arriverà al posto dei transalpini, dovrà formulare una offerta diversa.

Di MAURO EVANGELISTI [FIRMA]e FABIO ROSSI ROMA - Sicurezza e decoro, servizi ai cittad ( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dopo un passaggio sulla Lega e su Alitalia, si arriva agli appelli finali, proprio appena prima dello scoccare della mezzanotte. Rutelli: "I prossimi cinque anni sarano decisivi per Roma. I nostri avversari stanno facendo passare un'immagine nera, cupa, catastrofica. Noi garantiremo pià cura, più decoro, più sicurezza.

Festa finale a Torpignattara mano tesa all'Udc di Casini ( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: caro Bossi, da Fiumicino e da Alitalia. La difenderemo perchè è il patrimonio della nostra città. Voi la volete spegnere, ma quella che è la nostra Fiat. Adesso la voglio vedere 'sta cordata promessa da Berlusconi. Dopo aver preso i voti, purtroppo anche dei romani, già annuncia sacrifici e licenziamenti.

ROMA C'era una volta un Paese che aveva un sistema autostradale tra i più efficie ( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, che gareggiava per trovare una stabile collocazione tra il quarto e quinto posto nella graduatoria dei vettori mondiali. Non stiamo raccontando un favola, quasi sempre frutto di fantasia, ma dell'Italia fine anni Sessanta. La crescita del Pil andava di pari passo con il montante entusiasmo, che nasceva dalla fiducia nel futuro.

Alitalia, la Sea convoca i soci ( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Lunedì assemblea della società di Malpensa, ipotesi sull'operatore principale del futuro Alitalia, la Sea convoca i soci Berlusconi: "Qualche mese per rinnovarla". Lufthansa: non ci sono negoziati Titolo giù del 13% in Borsa dopo la cautela di Francoforte. Il coinvolgimento di Sviluppo Italia MILANO - "Spero che Alitalia continuerà a volare.

Crescita in Italia, pessimismo Ue Stime verso il taglio ( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: timori per le stime di primavera sono accentuati dalle ombre della crisi Alitalia, i cui dossier sono in queste ore su tutti i tavoli Ue. Ma se anche questa crisi non ci fosse, resterebbero i segnali premonitori lanciati a febbraio, con le ultime previsioni intermedie: crescita del Pil italiano tagliata appunto dall'1,4% del novembre 2007 allo 0,7%, prezzi al consumo in salita del 2,

C ertamente ( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è entrato nella fase centrale. Con il prestito da rimborsare entro dicembre, o comunque, al massimo nei trenta giorni successivi alla privatizzazione, il tempo delle soluzioni stringe. Così sul tavolo è apparsa l'ipotesi di coinvolgere l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.

Prestito ponte, l'Europa avvia un'indagine ( da "Campanile, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alcun ricorso formale da parte di Ryanair contro il prestito ponte concesso dal governo italiano ad Alitalia ma "prende nota" delle intenzioni della compagnia aerea irlandese di opporsi alla decisione e ricorda di essersi già attivata sulla questione senza aspettare denunce formali. Lo dice chiaro e tondo Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai Trasporti Jacques Barrot.

E' il mercato speculativo che provoca le guerre del pane ( da "Liberazione" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia più volte nelle ultime settimane. Per quale motivo, invece di rischiare la recessione globale, non si sospendono almeno le contrattazioni più avventate - come le varie opzioni o scommesse sui prezzi futuri del grano o dell'oro nero? E perché, invece di distribuire cibo per fronteggiare la carestia globale - mandando in rovina i contadini poveri che non troveranno più acquirenti

FT: SARà IL PRIMO TEST DI POLITICA ECONOMICA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sarà il primo test di politica economica L'impegno per Alitalia rappresenta "il primo grande test per Berlusconi": lo scrive il Financial Times in un editoriale intitolato "l'agonia di Alitalia", in cui si afferma che la gestione della vicenda da parte del nuovo premier definirà "il tono" della futura politica economica in Italia.

DECRETO OPERATIVO ORA è IN GAZZETTA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di 300 milioni ad Alitalia. Una somma erogata - si legge - per consentire ad Alitalia di fare fronte a pressanti fabbisogni di liquidità, ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di assicurare, per ragioni di ordine pubblico e continuità territoriale, il servizio pubblico di trasporto aereo" che vede Alitalia come vettore che maggiormente lo assicura.

CORDATA TRICOLORE, IN CAMPO ANCHE SVILUPPO ITALIA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nella cordata "salva-Alitalia" potrebbe esserci posto anche per Sviluppo Italia, l'Agenzia per l'attrazione degli investimenti guidata da Domenico Arcuri. Per ora è solo un'ipotesi non commentata ufficialmente dalla spa che ha la sua sede in via Calabria, a Roma.

Alitalia, Lufthansa si chiama fuori ( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: non abbiamo avviato nessun colloquio col governo o col management di Alitalia". Da tempo si vocifera di contatti fra il numero uno tedesco Wolfgang Mayrhuber e il superconsulente del Cavaliere Bruno Ermolli. Ma il fatto che Alitalia abbia avuto una nuova iniezione di danaro pubblico allontana la dura ristrutturazione che i tedeschi speravano arrivasse con il commissariamento.

Il banchiere: "Nessuno ci metterebbe un soldo" ( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia di restare in piedi diventerebbe cruciale. Così si va di quesito in quesito. Esiste un istituto disposto a prestare 300 milioni all'Alitalia? "No", risponde il top manager di un'importante banca italiana che chiede l'anonimato. "Il comitato crediti non lo farebbe mai passare - spiega -, soprattutto perché c'è il rischio di un fallimento in tempi brevi che potrebbe aprire

"Non fateci fare i traghettatori di Air France" ( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dal 1989 lavora per Alitalia: "I guai di Alitalia sono inziati quando non si è voluto chiudere o ridimensionare Linate. Una compagnia aerea anche di grandi dimensioni segue in modo ottimale un solo hub. Al massimo due. Alitalia ha voluto provare a seguirne tre: Malpensa, Linate e Fiumicino.


Articoli

Il Papa negli Usa (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi, al termine della messa celebrata sul piazzale antistante il nuovo santuario di San Giovanni Rotondo, inizia l'esposizione del corpo di Padre Pio. Un appuntamento molto atteso (già 750mila persone si sono prenotate per poter sfilare nella cripta del convento di Santa Matia delle Grazie), e da più di qualcuno (ad esempio Claudio Magris sul Corriere della Sera) criticato. Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista al cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle cause dei santi, che spiega il significato della venerazione delle reliquie dei santi. Come sapete, con l'amico e collega di Famiglia Cristiana Saverio Gaeta abbiamo scritto un libro ("Padre Pio. L'ultimo sospetto", Piemme) per analizzare e confutare i sospetti lanciati da Sergio Luzzatto con il suo volume sul frate pubblicato lo scorso ottobre. Ebbene, da quando è uscito il nostro volume Luzzatto non ha mai accettato un confronto o un dibattito, che fosse televisivo o meno, tanto che nei giorni scorsi gli abbiamo pubblicamente rinnovato l'invito in questo senso. Luzzatto non solo non vuole confrontarsi con noi, ma mette pure veti: ieri sera, a Matrix, in diretta su Canale Cinque, doveva essere presente Gaeta. All'ultimo momento gli è stato detto che non sarebbe più potuto intervenire. Perché? E' presto detto: perché c'era Luzzatto, il quale pone come condizione previa per partecipare a qualsiasi dibattito su Padre Pio l'assenza di Gaeta e mia. C'è da capirlo: dopo che sono stati smascherati errori grossolani, sviste, letture parziali e pregiudizi contenuti nel suo lavoro, lo "storico del XXI secolo" come si definisce, ha paura di un confronto pubblico. Meglio pontificare a senso unico, senza contraddittorio. Domani è il 25 aprile, giorno di festa per la liberazione. Voglio segnalare che proprio domani, fino al 27 aprile, inizierà a Lonato (Brescia) il 1 raduno nazionale dei Giovani della Comunità Missionaria di Villaregia - di diritto pontificio dal 2002, fondata nel 1981 da padre Luigi Prandin e Maria Luigia Corona - che conta 550 membri consacrati e 15.000 aggregati. Per tre giorni i giovani vivranno un 25 aprile "alternativo" riflettendo su evangelizzazione e missione, grazie alle testimonianze di missionari provenienti dagli angoli più poveri del mondo. Scritto in Varie Commenti ( 102 ) " (9 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Apr 08 La nostra sfida più urgente Tornato dal viaggio negli Stati Uniti volevo sottoporre alla vostra attenzione una frase contenuta nell'omelia tenuta da Benedetto XVI nella cattedrale di St. Patrick, sabato mattina. A mio avviso sintetizza il messaggio che il Papa ha voluto lasciare agli americani e che ha testimoniato nel suo contatto con le folle dei fedeli. "Forse abbiamo perso di vista che in una società in cui la Chiesa sembra essere legalista e 'istituzionale', la nostra sfida più urgente è di comunicare la gioia che nasce dalla fede e l'esperienza dell'amore di Dio" Scritto in Varie Commenti ( 40 ) " (11 votes, average: 3.09 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Apr 08 "Io, povero successore di Pietro" Stamattina (in Italia era già pomeriggio) ho partecipato alla messa di Benedetto XVI nella cattedrale di St. Patrick, sulla Quinta Strada, a Manhattan. Al termine della celebrazione, il cardinale Bertone ha fatto gli auguri al Papa per il terzo anniversario dell'elezione, che ricorre oggi. Il Papa, commosso, ha risposto improvvisando: "Posso solo rendervi grazie per il vostro amore per la Chiesa, per l'amore a Nostro Signore, e per l'amore che date anche al povero successore di Pietro. Io farò tutto il possibile per essere un vero successore del grande san Pietro che era anche un uomo con i suoi difetti e alcuni peccati, ma alla fine rimase la roccia della Chiesa e così anch'io, con tutta la mia povertà spirituale possa essere con la grazia di Dio in questi tempi il successore di Pietro". Parole che fanno tornare alla mente un appunto nei diari di Paolo VI, che parlava della propria "inadeguatezza" al compito ricevuto, o l'espressione di Papa Luciani che davanti ai cardinali, chiedendo preghiere per la sua missione, aveva definito se stesso un "poverocristo vicario di Cristo". Scritto in Varie Commenti ( 114 ) " (16 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Apr 08 Piccole esperienze americane Vi scrivo queste righe da New York. Ho appena finito di scrivere i miei pezzi sulla visita del Papa all'Onu e sulle commoventi testimonianze delle vittime degli abusi che ieri hanno incontrato Benedetto XVI. Articoli che leggerete sul Giornale di domani. Volevo raccontarvi ciò che è accaduto ieri. Avevo preparato un articolo tutto incentrato sull'appello del Papa ai leader religiosi e sulla messa allo stadio. Padre Lombardi, a nostra specifica richiesta, ci aveva detto che l'incontro con le vittime degli abusi non era avvenuto. Certo, lui intendeva dire che non era avvenuto fino a quel momento. In ogni caso, dopo aver spedito i pezzi (in Italia erano quasi le 11 di sera) sono uscito a comprare dei francobolli per un collega - Gabriele Villa, inviato e titolare del blog del Giornale sul golf - e poco dopo l'amico Luigi Accattoli mi ha telefonato per dirmi che era appena arrivata la notizia dell'incontro. Sono rientrato in pochi minuti e ho riscritto il pezzo, incentrandolo sulla notizia del giorno, come richiesto dai miei capi. Così, il Giornale è uscito in due versioni: la prima edizione (che raggiunge le città più piccole), aveva il primo articolo, la seconda (che va in stampa all'una di notte e si trova a Milano, Roma e nei centri più grandi), aveva il secondo articolo con il titolo sulle vittime degli abusi. Sono convinto che il discorso ai leader religiosi fosse importante, perché esplicitava per la prima volta così chiaramente la "via" ratzingeriana per il dialogo con le religioni. Così salutandovi dalla Grande Mela, nel primo commento a questo post allegherò la prima stesura dell'articolo - che non era leggibile nella versione online, ovviamente più aggiornata. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (12 votes, average: 4.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Apr 08 Il Papa e i valori Usa, non solo luci Sto finendo di assistere alla messa che Benedetto XVI sta celebrando al Nationals Park Stadium. Nell'omelia, il Papa ha parlato di "segni evidenti di un crollo preoccupante negli stessi fondamenti della società: segni di alienazione, rabbia e contrapposizione in molti nostri contemporanei; crescente violenza, indebolimento del senso morale, involgarimento nelle relazioni sociali e accresciuta dimenticanza di Dio". Anche nella Chiesa c'è "la presenza di divisione e polarizzazione al suo interno" e si fa pure la "sconcertante scoperta che tanti battezzati sono inclini ad abbracciare atteggiamenti contrari alla verità del Vangelo". Benedetto XVI parlando degli americani come "popolo della speranza", delle libertà e delle nuove opportunità, ha detto anche che questa attesa non è stata "l'esperienza di tutti gli abitanti di questo Paese; basti pensare alle ingiustizie sofferte dalle native popolazioni americane e quanti dall'Africa furono portati qui forzatamente come schiavi". Scritto in Varie Commenti ( 147 ) " (24 votes, average: 4.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Apr 08 Religione e laicità negli Usa, quello che ho chiesto al Papa Vi scrivo da Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo blog so che conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò che ha detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la domanda che gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri. Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le forme di esercizio religioso. Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto, morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200 anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi. L'immigrazione e l'ideale del wasp (white, anglo-saxon, protestant). Quindi la situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato". Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (11 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a mezzogiorno Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a domenica sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa Bianca, parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II, incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili rallentamenti. Scritto in Varie Commenti ( 93 ) " (11 votes, average: 3.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08 Nomine di primavera, due nuovi vescovi in Curia Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che molti pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e il segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il 1 maggio, insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (36 votes, average: 2.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08 Direttore Böhler, non ci sto! Gentile direttore Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo nel blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti: coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero "cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere. Non so davvero che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza artistica, ma certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver acceso i riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle sue parole mi sembra di capire che lo stesso stimato porporato abbia agito sull'onda delle polemiche e che, se nessuno si fosse mosso, forse avrebbe lasciato correre. Ma a che punto siamo arrivati in nome dell'arte e della libertà di espressione? Un Museo diocesano che per far parlare di sé deve esporre queste "opere" meglio farebbe a chiudere. Lei, dottor Böhler, può sempre trovar lavoro come press-agent di Hrdlicka, al quale - vista l'aria che tira in Austria - non mancheranno certo ricche commesse ecclesiastiche. Scritto in Varie Commenti ( 163 ) " (20 votes, average: 4.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Apr 08 L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci scrive Ho appena ricevuto un messaggio da parte del portavoce dell'arcidiocesi di Vienna: Dist.mo sig. Andrea Tornielli, "Il Giornale" Vienna, 9 aprile 2008 Egregio sig. Tornielli, in riferimento al Suo articolo "L'Ultima cena diventa un' orgia gay" nell'edizione del 8 aprile vorrei inviare una dichiarazione di Sua Eminenza il card. Schönborn pubblicata oggi. Distinti saluti, Erich Leitenberger Capoufficio stampa "Il museo diocesano di Vienna ha dedicato - sotto la responsabilita' del suo direttore Bernhard Böhler - una mostra all'artista austriaco Alfred Hrdlicka in occasione del ottantesimo compleanno dell'artista. Hrdlicka e' uno dei piu' importanti artisti austriaci viventi. Come pochi altri si e' dedicato alla tematica dell'uomo sofferente e maltrattato invitando alla "compassione" con la "Passione". Quella compassione la esprime in modo commovente nella sua opera. Le opere piu' conosciute in questo contesto sono "La danza macabra di Plötzensee" ed il grande memoriale dell'Olocausto sulla piazza dell'Albertina a Vienna. Per questo avevo dato il mio consenso ad una esposizione nel museo diocesano senza pero' conoscere dettagliatamente le opere da esporre. Hrdlicka si e' occupato durante tutta la sua vita molto intensamente di tematiche bibliche, soprattutto della passione di Cristo. Hrdlicka dice di se stesso di essere comunista ed ateo. Ciononostante nutre un interesse rovente per la Bibbia e - sono le sue stesse parole - un grande desiderio della fede. L'esposizione non vuol dire che il museo diocesano si identifichi con tutte le opere di Hrdlicka. In talune opere non bada alla soglia del rispetto assoluto del sacro. Ci sono delle opere di Hrdlicka che dal punto di vista del credente devono essere respinte. Va da se che mai avrei acconsentito all'esposizione di opere di natura blasfema o pornografica. Mi dispiace molto che una immagine di questo carattere - a mia insaputa - era esposta nel museo. L'opera che ha ferito delle persone nella loro fede e' stata tolta su mia disposizione il 20 marzo. Ciononostante ritengo un fatto positivo che artisti che non credono oppure che cercano ancora la risposta della fede si occupino di tematiche bibliche". Cristoph Card. Schönborn Cari amici, ho molta stima del cardinale arcivescovo di Vienna. E' positivo che sia intervenuto per far togliere l'opera blasfema. Devo però dire francamente che mi sarei aspettato qualcosa di più nella sua risposta: vorrei ricordare, senza nulla togliere all' "arte" di Hrdlicka (scusate le virgolette, ma io sono artisticamente molto ignorante e al solo pensiero di quel quadro mi vien da vomitare) che stiamo parlando di una rappresentazione dell'Ultima cena, durante la quale Gesù istituì l'eucaristia, il sacrificio che si rinnova ad ogni celebrazione: raffigurarla come un'orgia gay - per di più motivando questo fatto con l'assenza delle donne sulla scena! - lo trovo ributtante. L' "artista" si proclama ateo. Nessuno gli vieta di dipingere ciò che vuole e come vuole. Ma esporre quell'opera - come alcune altre presenti nella mostra - in un museo diocesano lo trovo un atto irresponsabile. E trovo pazzesco, scusate la franchezza, che i responsabili del museo diocesano non abbiano compreso l'assoluta sconvenienza di esporre scene così blasfeme in un luogo legato all'arcidiocesi. Nessuno nega che sia giusto confrontarsi con l'arte di chi non crede, nessuno afferma che solo un buon cattolico è anche un buon artista (ci mancherebbe!). Nessuno si scandalizza per un nudo (Michelangelo riempì il suo affresco nella Sistina si nudi, proprio sopra l'altare dove solitamente celebrava il Papa, successivamente "imbracati", cioè coperti con veli e brache). Ma qui si parla di ben altro, si parla di un'orgia omosessuale con protagonisti gli apostoli! Il sottoscritto, come tutti voi che siete intervenuti nel dibattito, non avrebbe neanche appeso quel quadro. Sicuramente né io né voi diventeremo mai responsabili di un museo diocesano. a.t. Scritto in Varie Commenti ( 161 ) " (31 votes, average: 3.52 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (171) Ultime discussioni Carlo: Messaggio del 25 aprile 2008 "Cari figli, anche oggi vi invito tutti a crescere nell'amore di Dio come un... Alberindo Grimani: Basta col Concilio!, in Il Settimanale del 4 gennaio 1975.: -"E' stato Padre Pio di... Patrizia C.: @Marina La casa dove vivo apparteneva a una signora che ha passato gli ultimi anni della sua vita in... cosimo de matteis: Caro calò, scusami se ti ho indirettamente offeso. Naturalmente "roba da matti" è... calò: Ogni mese accolgo e medito il messaggio della Vergine Santa di Medjugorje. Detto questo, aggiungo che non è... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? 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Alitalia, lite sul prestito (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

L'esame di bruxelles va avanti L'Ue snobba Berlusconi: non commentiamo quel che si dice nei dibattiti nazionali il financial times"Fosse lasciata in balìa del mercato la compagnia sarebbe sulla strada della bancarotta" 26/04/2008.

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LASICUREZZA (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Wladimir Putin. Con il premier russo, Berlusconi dovrà parlare soprattutto di Alitalia. La disponibilità di Aeroflot ad intervenire per il salvataggio della compagnia italiana, dovrà essere trasformata in intervento diretto 26/04/2008.

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In evidenza Luxottica (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del In evidenza Luxottica Chiusura di seduta in rialzo per la Borsa valori, che recupera altre posizioni sfruttando la buona vena dei bancari, della Fiat e dei tecnologici. Alla fine della giornata l'indicatore principale, il Mibtel, ha registrato un progresso dell'1,12%, a 25.729 punti, mentre l'S&P/Mib è salito dell'1,26%, fino a quota 34.013; ed ancora, l'All Stars ha guadagnato lo 0,71%. Scambi in calo per la festività, pur se attestati su un valore di 3,8 miliardi di euro complessivi. In particolare, Piazza Affari ha iniziato la giornata in rialzo, aumentando via via il progresso. Hanno influito le buone trimestrali di alcune big del listino, sia italiane che estere. In prima fila le Fiat dopo la trimestrale, che premia anche Luxottica. Bene pure i bancari, settore per il quale alcuni analisti arrivano a pronosticare che il peggio è passato, Buon comportamento anche da parte dei titoli energetici mentre per Alitalia si è registrata l'ennesima giornata da dimenticare.

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Una sola misura (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Una sola misura Il Riformista di ieri ha accusato l'Unità di usare due pesi e due misure perché l'altro giorno abbiamo titolato su Berlusconi che, finite le promesse elettorali, annunciava licenziamenti a Alitalia. Secondo il quotidiano arancione l'Unità sarebbe a favore dei tagli occupazionali se li propongono Prodi e Padoa-Schioppa, ma contraria se li fa Berlusconi. In realtà a l'Unità non piacciono mai i licenziamenti dei lavoratori. Ma non piace neppure che un uomo politico faccia promesse in campagna elettorale per prendere voti e poi se le rimangi appena eletto. E Berlusconi prima dell'apertura delle urne aveva promesso ricette miracolose anche per Alitalia. Ma poi a urne chiuse e schede spogliate ha annunciato "inevitabili tagli dolorosi" per i dipendenti della compagnia aerea.A noi piace la democrazia semplice, quella in cui le promesse fatte in campagna elettorale sono impegni da onorare nel rispetto dei cittadini che ti hanno votato. E anche di quelli che non l'hanno fatto. E ci piace un'informazione libera che non abbia nessun riguardo nei confronti dei potenti. E che voli un po' più in alto. Il Riformista e Berlusconi.

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Alitalia: Lufthansa no, Sviluppo Italia forse La Ue: sul prestito procederemo anche senza ricorsi. In Borsa il titolo affonda (meno 13,6%) (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia: Lufthansa no, Sviluppo Italia forse La Ue: sul prestito procederemo anche senza ricorsi. In Borsa il titolo affonda (meno 13,6%) di Roberto Rossi / Roma PRESTITO Negli ultimi tempi, tra alti e bassi, la Borsa non è stata sempre un termometro attendibile per misurare la temperatura di Alitalia. Eppure ieri, penalizzando il titolo del 13%, una netta indicazione l'ha data: gli investitori hanno scommesso che il prestito ponte da 300 milioni non passerà il vaglio della Ue. Per la maggior parte degli economisti i segnali che arrivano da Bruxelles non sono incoraggianti. E neanche l'appello rivolto ieri alla Commissione dal futuro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a "non creare problemi" non sembra aver lasciato il segno. "Non è abitudine di questa commissione di commentare non importa quale dichiarazione originata nel contesto del dibattito politico nazionale", ha detto il portavoce Johannes Laitenberger. A proposito poi delle notizie circa una telefonata intercorsa tra Berlusconi e il presidente dell'Esecutivo europeo Barroso, il portavoce ha detto "di non poter confermare, ma neppure smentire: non ho informazioni a questo stadio", ha spiegato Laitenberger, ricordando che Barroso in questo momento è in missione in Cina. La Commissione europea, poi, ha detto di non aver ancora ricevuto alcun ricorso formale da parte di Ryanair contro il prestito, ieri pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, ma "prende nota" delle intenzioni della compagnia aerea irlandese di opporsi alla decisione e ricorda di essersi già attivata sulla questione senza aspettare denunce formali. "Al momento non abbiamo ricevuto formalmente il ricorso" di Ryanair, ha affermato Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai Trasporti Jacques Barrot, "abbiamo letto gli articoli" sulla stampa e "prendiamo nota delle intenzioni" della compagnia irlandese. In ogni caso, ha aggiunto il portavoce, "stiamo analizzando la questione senza aspettare ricorsi e la Commissione ha agito immediatamente per accertarsi della natura della misura" con cui è stato concesso il prestito di 300 milioni ad Alitalia. Per ovviare a un possibile "no" di Bruxelles, secondo ricostruzioni giornalistiche non confermate, il futuro governo di centrodestra starebbe pensando di mettere in campo Sviluppo Italia. La società partecipata al 100% dal Tesoro, la cui messine in realtà è quella di attrarre investimenti in Italia, dovrebbe partecipare all'aumento di capitale del gruppo italiano. In questo modo la Commissione europea non potrebbe dire intervenire perché formalmente non si potrebbe configurare come aiuto di Stato. Anche nel caso di un coinvolgimento di Sviluppo Italia resta irrisolto il nodo di fondo: chi si comprerà Alitalia? Ieri la tedesca Lufthansa, ancora chiamata in causa dalla girandola di indiscrezioni, è tornata a smentire con fermezza ogni interesse. Non c'è stato alcun contatto con il governo italiano né con il management, ha detto il direttore finanziario Stephan Gemkow. Anzi, per il manager tedesco è "addirittura rafforzata" la convinzione dei tedeschi sul fatto che acquistare Alitalia comporterebbe più svantaggi che vantaggi. Con l'interesse di Aeroflot, tutto virtuale, resta la cordata italiana promossa da Berlusconi supportata dalle banche e con AirOne come partner, almeno nella prima fase. Poi si vedrà. tanto, come ha spiegato Berlusconi, per trovare una soluzione definitiva servirà "qualche mese", con "sacrifici".

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La destra vuole una città cupa e nera Rutelli: Non un voto deve andare disperso . Nel duello in tv con Alemanno scintille su casa e sicurezza (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del "La destra vuole una città cupa e nera" Rutelli: "Non un voto deve andare disperso". Nel duello in tv con Alemanno scintille su casa e sicurezza di Mariagrazia Gerina / Roma "FALLO NERO", gli gridano dal pubblico di Tor Pignattara, per incoraggiarlo in vista dell'ultimo duello tv con Alemanno. "Mah, veramente, nero è già...", risponde senza finire la frase Rutelli, che ha scelto la periferia Sud-Est di Roma per chiudere la campa- gna elettorale, dove l'aveva cominciata, in uno dei tanti "quartieri popolari" della città. "Vi guardo e vedo la grande forza popolare del nostro centrosinistra, che tra poche ore si misurerà con il voto dei romani", si ferma a contemplare la scena Francesco Rutelli. Per poi arrivare, al termine di una giornata tesissima animata dai "sospetti" sulla storia della studentessa aggredita, ad affrontare lo scontro tv con l'avversario sul filo della mezzanotte. Ed è scontro vero tra due idee di città. "Quella del mio avversario è cupa, nera, autodistruttiva, a un certo punto è sembrato si candidasse sindaco del Bronx, lo sforzo che farò per unire i miei concittadini è invece in positivo, rimboccandomi le maniche per realizzare curare di più il decoro e la manutenzione", attacca Rutelli, che illustra il "futuro di Roma" con tanto di foto piazza del Popolo liberata dalle auto, le nuove metropolitana, le aree verdi previste dal piano regolatore. "Io invece ho incontrato molta gente arrabbiata, che chiede sicurezza e di essere padrona a casa propria", replica Alemanno: "Siamo di fronte a un fallimento storico del centrosinistra che nel '93 prometteva cambiamenti radicali", dice attaccando a colpi di campi rom "un gruppo di potere che da 15 anni è sempre lo stesso". Adesso, il cambiamento vuole essere lui. E attacca il candidato del Pd mostrando la foto di un eletto di Sinistra Arcobaleno che rivendica il "diritto ad occupare". Mentre Rutelli agita un volantino di Casa Pound, la roccaforte delle occupazioni di destra. Lo scontro più duro è sulla giustizia: "Gli unici condannati per corruzione sono stati assessori del Pdl", attacca Rutelli, rivolgendosi ai grillini perché scelgano tra chi non ha "ricevuto un addebito" e chi invece si è lasciato alle spalle lo scandalo di Lady Asl. Sfuma così l'ultima giornata di campagna elettorale, cominciata ai piedi del Campidoglio, davanti all'Altare della Patria. Francesco Rutelli dietro al Capo dello Stato. Più indietro, alla destra di Napolitano, Gianni Alemanno. Tra i due nemmeno un cenno di saluto. I gesti sono importanti, le parole anche. E la parola "anti-fascismo" Alemanno sta bene attento a non pronunciarla. Dal luogo in cui il carabiniere Salvo D'Acquisto fu trucidato dai nazisti, spiega che "il 25 aprile è la festa della liberazione dai totalitarismi di destra e di sinistra". E così l'ex ragazzo del Fronte che porta ancora la celtica sotto la camicia chiara aggira l'ostacolo di una giornata che la destra estrema che voterà per lui vuole cancellare. Lui invece dice che non deve essere "una festa di parte". Lo dice anche Rutelli, con altri accenti, posando un mazzo di fiori sotto la targa di don Pappagallo, il prete che tutti ricordano con il volto di Aldo Fabrizi in "Roma città aperta". Venticinque aprile "festa di tutti" - scandisce poi al corteo dei partigiani - "ma a patto che si sappia da che parte era la ragione". Perché: "Se avessero prevalso altri non ci sarebbe stata democrazia". "Adesso si presentano come il nuovo ma sono il vecchio Msi degli Alemanno, degli Storace, dei Rauti", incalza poi qualche ora più tardi davanti alla folla di Tor Pignattara. E in un crescendo attacca uno a uno i volti della destra. Quella che in 15 anni di opposizione in Campidoglio ha saputo solo dire no. E quella che ha governato il Lazio e "si è lasciata dietro lo scandalo sanitario". L'altra faccia di Bossi a cui Rutelli dice: "Giù le mani dall'Alitalia e da Fiumicino, sono la nostra Fiat", scandisce: "Vent'anni fa la Lega diceva Roma ladrona e ancora non si rassegnano al fatto che è diventata una grande capitale". Poi arriva sul palco anche Nicola Zingaretti: "Roma non piega la testa e non crede a chi cavalca la paura", rilancia il candidato alla Provincia. "Insieme dobbiamo dare vita a una nuova stagione, continuando il lavoro fatto da Veltroni e migliorando sicurezza e decoro", è il mandato che Rutelli si assegna, in attesa del responso delle urne. "Non un voto deve andare disperso", ripete rivolto a chi lo ha già votato. E anche "alle forze come l'Udc che non si sono schierate", ma hanno fatto capire: "Con quella destra non si può stare".

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Alitalia, Lufthansa ribadisce il suo no (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 215 Alitalia, Lufthansa ribadisce il suo no --> Alitalia lavora a una accelerazione del piano di sopravvivenza e si appresta a scontrarsi con i sindacati per stringere su un nuovo piano di esuberi. Il prestito ponte di 300 milioni concesso dal Governo è sotto la severa lente di Bruxelles, e comunque non può servire a raddrizzare i conti ma solo a rinviare di qualche mese l'epilogo del commissariamento. Il consiglio di amministrazione della compagnia è stato ancora una volta molto chiaro: non ci sono altre soluzioni, per dare un futuro ad Alitalia servono nuovi azionisti pronti non solo a rilevare la compagnia ma anche a una pesante ricapitalizzazione. E al momento, dopo la resa di Air France, sul tavolo dei vertici della compagnia "non sono pervenute altre manifestazioni di interesse". La tedesca Lufthansa torna a smentire con fermezza ogni interesse. E con l'interesse di Aeroflot limitato alla disponibilità a parlare con i manager di Alitalia, l'attenzione è concentrata sulla messa a punto della cordata italiana promossa da Silvio Berlusconi, con un eventuale supporto delle banche, di società pubbliche, di un partner industriale. Air One è al centro delle diverse ipotesi.

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Alitalia crolla in borsa dopo i dubbi ue - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia crolla in Borsa dopo i dubbi Ue No comment di Bruxelles su Berlusconi. Lufthansa: nessuna trattativa con noi Il leader Pdl: entro qualche mese avremo la nuova compagnia di bandiera Il giudizio dell'Europa sul prestito arriverà anche senza i ricorsi Non escluso un intervento di Sviluppo Italia, contattata dalla maggioranza LUCIO CILLIS ROMA - Il faro della Ue su Alitalia e la puntuale smentita di Lufthansa su un suo possibile ingresso nella cordata per salvare la compagnia, fanno crollare del 13,6% il titolo della Magliana. Il futuro del vettore resta quindi strettamente legato alle mosse che il prossimo esecutivo metterà in campo nelle prossime settimane, visto che anche il cda della compagnia ha sottolineato l'urgenza di procedere ad una ricapitalizzazione in tempi brevi. Ieri il premier in pectore Silvio Berlusconi è tornato a parlare di Alitalia, della sua volontà "di fare del tutto per salvarla, anche se è un'operazione non facile che richiederà molti sacrifici" compreso il taglio di migliaia di posti di lavoro. "Alitalia continuerà a volare ma per una "nuova" compagnia di bandiera servirà qualche mese. L'importante è che rimanga italiana" ha ribadito il Cavaliere. L'Unione Europea, preferisce non commentare le parole di Berlusconi dirette contro Bruxelles e parla di "questioni interne". Nel frattempo però la Commissione ha già aperto un dossier sul prestito da 300 milioni di euro che da ieri, con la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale, è nella disponibilità della compagnia di bandiera. La somma dovrà essere restituita, secondo quanto previsto nel decreto legge, "nel minore termine tra il trentesimo giorno successivo a quello della cessione dell'intera quota del capitale sociale, il 49,9 per cento di titolarità del ministero dell'Economia e il 31 dicembre 2008". Dalla Gran Bretagna British Airways è partita all'attacco ed ha fatto sapere di voler "vigilare affinché vengano rispettate le normative comunitarie sugli aiuti di Stato. Seguiremo da vicino la situazione - ha detto un portavoce della compagnia - per assicurarci che si rispettino scrupolosamente le linee indicate dalla Ue". Tra l'altro Bruxelles non ha ancora ricevuto la notifica di un altro ricorso - quello annunciato da Ryanair contro il prestito da 300 milioni di euro - ma il portavoce del commissario ai Trasporti Jaques Barrot ha ribadito che "il dossier Alitalia è già aperto" e che quindi non servono altri atti ufficiali per procedere o chiedere ulteriori chiarimenti al nostro Paese. Secca invece la replica di Lufthansa alle indiscrezioni che la vorrebbero all'interno della cordata italiana con una presenza di minoranza. "Non abbiamo aperto alcuna fase di negoziati per entrare in Alitalia e non sono in corso contatti né con il governo italiano né con il management" ha spiegato Stephan Gemkow, direttore finanziario della compagnia aera tedesca. Lufthansa conferma così la valutazione già fatta in dicembre su Alitalia che "gli sviluppi di questi giorni hanno addirittura rafforzato", secondo la quale per i tedeschi prevalgono gli svantaggi di una possibile operazione di questo tipo. Su un'altra indiscrezione, che vorrebbe Sviluppo Italia al centro dei movimenti per l'acquisizione, arriva il no comment dei vertici della stessa società del Tesoro, che non confermano, quindi, l'ipotesi di un ingresso nel piano di salvataggio dell'Alitalia, e che prevederebbe una sua partecipazione all'aumento di capitale. L'amministratore delegato di Sviluppo Italia, Domenico Arcuri, preferisce non dare alcuna indicazione: "Non è il caso di rilasciare dichiarazioni". Ma all'interno della nuova maggioranza di governo l'ipotesi piace e comincia a prendere corpo, anche per la relativa semplicità dell'operazione che non rischierebbe di allarmare l'Unione Europea. Critica infine la posizione del leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro sul prestito: "Nessuno deve prendere dei provvedimenti che siano illegittimi. La forzatura, che ancora una volta è stata voluta da Silvio Berlusconi, sarà punita dall'Unione Europea. Quei 300 milioni - ha aggiunto - rappresentano aiuto di Stato a tutti gli effetti".

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"nessun danno agli utenti dall'addio a malpensa" - claudio gerino (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia L'Osservatorio Volagratis: è stata giusta la scelta di puntare su Linate "Nessun danno agli utenti dall'addio a Malpensa" Voli troppo cari, la compagnia di bandiera aveva già quote di mercato ridotte CLAUDIO GERINO ROMA - Il principale concorrente di Malpensa non è, come verrebbe spontaneo pensare, Roma-Fiumicino, ma Linate. E la soppressione dei voli in partenza da Malpensa, decisa dall'Alitalia, non ha condizionato la possibilità di spostamento in Europa di milanesi e lombardi in genere, in quanto la compagnia di bandiera aveva già quote di mercato ridotte, perché i suoi voli erano più cari di quelli offerti da altre aerolinee. A sorpresa, Alitalia invece mantiene la sua capacità di restare competitiva nelle partenze da Linate, che i milanesi continuano a preferire anche a costo di pagare un prezzo medio più alto pur di partire dall'aeroporto più vicino al centro città. La scelta della compagnia di bandiera di concentrare i propri sforzi sui collegamenti europei e nazionali in partenza da Linate risulta quindi "rispondente alle esigenze degli utenti". I dati provengono dall'Osservatorio Volagratis, sito Internet di ricerca dei voli dove è possibile trovare, confrontare e prenotare i collegamenti aerei di 100 compagnie low cost presenti in Europa e nel mondo e di tutte le compagnie tradizionali. L'Osservatorio ha analizzato le 350 mila ricerche di posti aerei effettuate sul suo sito e i 3000 biglietti acquistati ogni giorno sul portale. A questo scopo sono state prese in considerazione quattro destinazioni tra le più frequentate per vacanza o per lavoro e verso le quali Alitalia ha ridotto drasticamente il numero di collegamenti in partenza da Malpensa: Barcellona, Londra, Parigi e Vienna. Ne risulta che i tagli operati dalla compagnia di bandiera ai voli in questo scalo verso le principali rotte europee non hanno in realtà recato alcun disturbo ai viaggiatori lombardi. E questo, nonostante Malpensa sia l'aeroporto più utilizzato dagli utenti del portale Internet. Prendendo solo i dati relativi all'offerta dei voli per Londra, ad esempio, si vede che l'utenza milanese e lombarda preferisce fortemente Linate anche a parità di prezzo o, addirittura, a prezzi leggermente superiori rispetto a Malpensa. Ryanair copre una quota predominante del mercato (49 % degli utenti). Ma Alitalia, che ha tagliato 21 voli settimanali da Malpensa (era la compagnia più cara, 125 euro solo andata) continua a risultare più competitiva, a Linate, nella scelta fatta dagli utenti, posizionandosi prima di AirOne e conquistando il 20 % dei clienti, pur facendo pagare il biglietto per Londra 137 Euro. Analoghi ragionamenti l'Osservatorio Volagratis fa su Vienna, Parigi e Barcellona, dove la concorrenza delle compagnie "low cost" è fortissima sia su Linate che su Malpensa. I dati forniti dall'Osservatorio confermano anche che tra le rotte europee Vienna è l'unica ad aver registrato una significativa riduzione dei prezzi, mentre per le altre destinazioni, essendo ormai disponibile un'ampia offerta di voli da diversi aeroporti, i prezzi restano stabili o in leggero aumento.

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Il Cavaliere tra vertici, negozi e bagni di folla (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 100 del 2008-04-26 pagina 6 Il Cavaliere tra vertici, negozi e bagni di folla di Gian Maria De Francesco In mattinata incontra a palazzo Grazioli lo stato maggiore di Forza Italia Poi scherza con gli elettori: "Speriamo di fare bene, sennò mi fate fuori" da Roma Un 25 aprile di lavoro per il futuro premier Silvio Berlusconi che ha trascorso la mattinata e buona parte del pomeriggio di ieri nella sua residenza romana di Palazzo Grazioli per mettere a punto la squadra di governo e i ranghi parlamentari assieme allo stato maggiore di Forza Italia. A partire dalle 9.30 di ieri mattina sono accorsi a Via del Plebiscito tutti i big del partito da Fabrizio Cicchitto a Claudio Scajola e Franco Frattini, da Elio Vito a Renato Schifani e Denis Verdini. Cooptato anche il coordinatore azzurro Sandro Bondi che ha dovuto rinunciare al comizio finale a Massa dove il neosenatore è candidato alla presidenza della Provincia. "Questo ci riempie d'orgoglio perché significa che il governo non si fa senza Bondi", ha detto sul palco massese il consigliere regionale Pdl, Alessandro Antichi. E d'altronde la riunione, programmata già ad inizio settimana, rivestiva un'importanza fondamentale visto che il prossimo esecutivo dovrà essere costituito da sole 60 persone e la scelta dei sottosegretari che seguiranno in Parlamento i vari provvedimenti dovrà essere ben congegnata. Ma di questo si continuerà a parlare sia oggi nell'incontro tra il Cavaliere e il segretario della Lega, Umberto Bossi, sia lunedì prossimo in un incontro con i gruppi parlamentari. L'estrema attenzione con la quale dovrà essere effettuata la selezione spiega le oltre cinque ore di durata del vertice, svoltosi in un clima sereno inframmezzato di tanto in tanto dalle ormai proverbiali battute berlusconiane. "Con Berlusconi si lavora sempre parecchio, ci aveva chiesto lui di tenerci liberi per il 25 aprile", spiega un partecipante al vertice nel quale ci si è misurati con la norma "anti-casta" inserita nella Finanziaria 2008 per far dispetto a Prodi. Poco dopo mezzogiorno è giunto a Palazzo Grazioli il neosenatore ed editore Giuseppe Ciarrapico. La visita, durata mezz'ora, ha scatenato le solite polemiche "partigiane" non solo dell'estrema sinistra ma anche di Walter Veltroni. Questa, però, è un'altra storia. E il nuovo profilo politico di Silvio Berlusconi sembra ancor meno orientato alla partecipazione al "teatrino" della politica e ancor più concentrato sui problemi attuali del Paese. Testimonianza ne è il colloquio telefonico di giovedì sera tra il premier in pectore e il capo del governo romeno, Calin Tariceanu. Il governo di Bucarest ha reso noto che i due leader hanno concordato sul fatto che i recenti reati commessi da romeni in Italia non devono "ledere i cittadini della Romania e le relazioni bilaterali". Previsto un incontro per rinsaldare la partnership tra i due Paesi non appena Berlusconi si sarà insediato a Palazzo Chigi. Alle 16 circa i partecipanti hanno lasciato Palazzo Grazioli. I manifestanti di ritorno dai cortei del 25 aprile (bandiere con falce e martello incluse) non hanno risparmiato qualche battuta a Sandro Bondi. "Ecco il futuro ministro della distruzione", "Tanto tornerai con noi...", hanno detto scherzando sul possibile incarico ministeriale e sul passato nelle file del Pci. Infine, è il turno di Berlusconi che esce in strada per salutare i suoi fan che già da un po' di tempo avevano formato un capannello attorno a Palazzo Grazioli. Il tempo di dedicare qualche battuta ai cronisti sul fatto che il governo è "non ancora" definito e poi via in auto per il consueto shopping nel centro storico di Roma. La musica non è cambiata neanche nei pressi della boutique dinanzi alla quale si ferma. Se l'è cavata con "vediamo, vediamo" alla domanda sul numero dei vicepremier. E poi ne ha approfittato per esternare sul nuovo corso confindustriale. "È il tempo delle donne ovunque, anche i giovani di Confindustria hanno infatti eletto un presidente donna", ha dichiarato riferendosi alla recente elezione di Emma Marcegaglia e di Federica Guidi. Ma sono bastati pochi minuti perché si creasse una folla anche attorno al negozio scelto da Berlusconi. E ancora strette di mano e saluti, pure a una finestra dove simpatizzanti hanno esposto una bandiera del Popolo della libertà. Infine, risalendo in auto, ha ripetuto due volte il gesto divenuto famoso dopo la "svolta di Piazza San Babila". Il Cavaliere è salito sul predellino della sua auto e ha ringraziato i suoi sostenitori. "Speriamo di fare bene, se no mi fate fuori", ha detto alla folla plaudente. "Che Dio me la mandi buona", ha concluso. Perché questa volta il compito è veramente complicato: l'economia in difficoltà, Alitalia nuovamente in panne e gli avversari al varco in attesa del primo intoppo giustificano l'invocazione dell'aiuto divino. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)

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A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (63 votes, average: 1.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (118 votes, average: 1.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 34 ) " (45 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 28 ) " (49 votes, average: 1.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (89 votes, average: 1.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (216 votes, average: 1.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (24 votes, average: 2.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (21 votes, average: 2.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (25 votes, average: 2.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 46 ) " (24 votes, average: 2.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (30) Ultime discussioni xpas: Caro Pietro b., se a Pontida ci sono molti ignoranti (dal verbo "ignorare") Pontida è la Sua... maristaurru: Se potessi io sistemerei tutta la burocrazia , specialmente quella fannullona e troopo spesso corrotta... Valentina: Un'ultima cosa da fare per Roma. Rimettere a posto le strade. Io spero veramente che vinca la... Valentina: Prima di tutto la sicurezza, nel senso che gli innumerevoli immigrati che irregolari, senza un lavoro... Giorgio: Le priorità di Roma sono: 1) sicurezza (chiusura dei campi zingari e baraccopoli varie, con relativa... 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Il popolo di grillo fa il pieno a genova - nadia campini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VII - Genova Il popolo di Grillo fa il pieno a Genova Le divisioni non spengono il V-day, 2mila firme raccolte in piazza della Vittoria E c'è chi si mette in coda anche per firmare contro l'inceneritore NADIA CAMPINI IN piazza della Vittoria, davanti all'Arco di trionfo, sette file di persone in coda si allungano davanti ai banchetti sotto il sole. Sono le quattro e mezza del pomeriggio, dai televisori montati all'aperto Beppe Grillo presenta il secondo V-day e i genovesi corrono a mettere la loro firma sotto i tre referendum lanciati dal comico genovese all'insegna dello slogan "per una informazione libera", referendum che chiedono la cancellazione dell'Ordine dei giornalisti, l'abolizione della legge sul finanziamento all'editoria e l'eliminazione della legge Gasparri sulla televisione. Intanto gli organizzatori telefonano freneticamente. "Stiamo qui fino alle 23, ma fra un'ora al massimo terminiamo i moduli per le firme - spiega Claudio Parodi, referente del meet up "Il Grillo di Genova" - sono 1500 firme per ognuno dei tre referendum, un'adesione di questo tipo non ce la aspettavamo proprio e così adesso stiamo terminando i moduli, ma pare che non ce ne siano più, ci hanno detto di prendere i nomi, poi vedremo". Il popolo di Beppe Grillo è anche questo, tutto nasce dal basso, magari l'organizzazione zoppica un po', ma è la base che si rimbocca le maniche, decide e fa tutto e i risultati arrivano. "Scrivetelo chiaro - si raccomanda Alvise Manicardi, tecnico informatico, uno che è andato anche a fare la posta a Veltroni quando è venuto a Genova per ricordargli che aveva promesso di non lasciare la poltrona di sindaco di Roma per candidarsi - il meet up è un forum dove ognuno dice la sua e ognuno porta la sua esperienza, per assurdo nemmeno lo stesso Beppe Grillo può intromettersi". L'autofinanziamento si fa con la vendita delle magliette del V-day e le iniziative vengono portate a conoscenza del pubblico, soprattutto grazie al passaparola e alla buona volontà. E pazienza poi se a Genova i seguaci di Grillo si sono spaccati in due tronconi: in piazzale Kennedy ci sono quelli del meet up 1, il primo nato, dove c'è anche il banchetto del comitato di Scarpino che raccoglie le firme contro l'inceneritore, in piazza della Vittoria ci sono quelli del meet up 2, che si sono staccati dal primo nucleo, dopo che sono comparsi tra gli organizzatori del meet up persone che si portano dietro marchi di partito, anche se si tratta del movimento di Di Pietro, Italia dei Valori. "E' proprio su questo che abbiamo preso strade diverse - dice ancora Parodi - noi siamo per le liste civiche, loro no, restare nello stesso meet up era impossibile. Peraltro fino all'ultimo abbiamo provato a dire: ci sono iniziative comuni sulle quali possiamo lavorare insieme, temi che ci uniscono, ma almeno per questo V2-day non è stato possibile, ed è un peccato". Ieri mattina così in piazza della Vittoria ha parlato Christian Abbondanza, della Casadellalegalità e per tutto il giorno si sono verificate code al banchetto allestito per la raccolta delle firme, già alle otto e mezza c'era gente, ma la folla è arrivata soprattutto nel pomeriggio. In fila persone di tutti i tipi, con un tratto comune, la distanza dal mondo politico. "Sono assolutamente d'accordo con Grillo - dice Rita Pomi, neo-pensionata - magari il referendum non sarà la soluzione migliore, ma è l'unica alternativa che abbiamo". "Io sono venuta quando ho scoperto che la multa inflitta dalla comunità europea per l'occupazione delle frequenze da parte di Rete 4 alla fine ha pagata il ministero delle telecomunicazioni e quindi noi - si accalora Nadine Maria Mons, artista di origine francese che da anni vive in Italia - e poi sono furiosa anche per la vicenda Alitalia". In coda per aspettare di firmare ci sono anche Elena e Gianluca, insegnante ed educatore, che la pensano allo stesso modo: "Qualsiasi iniziativa che va contro il lobbismo ci trova d'accordo, è per questo che siamo qui". E Giovanni Seminati, pensionato, aggiunge: "E' la prima volta che firmo per un referendum, non l'ho mai fatto, ma mi fido di Beppe Grillo". In piazzale Kennedy intanto ci sono almeno un centinaio di persone raccolte davanti allo schermo gigante che rimanda le immagini della piazza di Torino. Grillo parla dei morti sul lavoro e tutti seguono in silenzio. "Ha ragione lui - commenta Francesca, studentessa - tutti parlano di sicurezza, ma alla fine quelli che ci vanno di mezzo sono sempre i lavoratori e gli imprenditori se la cavano senza danni". E tanti si mettono in coda anche davanti al banchetto del comitato per Scarpino. "Dall'inizio dell'anno abbiamo già raccolto 5500 firme contro l'inceneritore - racconta Felice Airoldi, referente del comitato - il pericolo per Scarpino è sempre dietro l'angolo, e il primo maggio saremo all'Acquasola per difendere il parco".

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Ponte - stefano bartezzaghi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Cultura PONTE lapsus STEFANO BARTEZZAGHI "Mentre la gente era via per il ponte": così Elio e le Storie Tese nel loro recente "Parco Sempione" raccontano in una riga la vicenda del parco milanese abbattuto malgrado una petizione popolare, per far crescere al suo posto il nuovo grattacielo della Regione Lombardia. Tutte le volte che c'è un ponte, e quasi tutti gli anni a fine aprile ce ne sono due, è la stessa storia: la gente va via, si distrae. Questo accade anche con i ponti architettonici, da Venezia a Scilla e Cariddi, e con quelli metaforici di certi governi e di certi prestiti. Sotto il ponte passa tanta acqua, passa Orazio Coclite, passano le chiavi di lucchetti amorosi serrati più sopra. I ponti vengono rotti o bruciati, e si fanno d'oro al nemico che fugge; solo un prestito ponte potrà salvare i ponti aerei dell'Alitalia. I ponti di per sé servirebbero per andare da qui a là. Ma il "là" italiano si perde nell'indefinito e così più che per unire due sponde, come vorrebbe almeno teoricamente la sua "mission", il Ponte italiano appare una manovra diversiva, una vacanza mentale, un'idea astratta; una soluzione - come dicono pontieri e pontefici - "campata": per aria.

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Alitalia e contribuenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia e contribuenti La cordata siamo noi Se è vero che Lufthansa non è più interessata ad Alitalia, come ha fatto sapere per la milionesima volta ieri, smentendo indiscrezioni che affermavano il contrario e adducendo semplici ragioni di mercato, cioè il fatto che gli investitori la declasserebbero dal rating "investment grade". Se è vero che AirFrance-Klm si è ritirata definitivamente dalla corsa per la compagnia di bandiera adducendo anch'essa semplici ragioni di mercato, e cioè che dal congelamento della trattativa con i sindacati ad oggi il prezzo del greggio è aumentato di quindici euro allargando ulteriormente la voragine dei conti di Alitalia e spostando troppo in avanti i tempi dell'eventuale risanamento. Se è vero che Marco Tronchetti Provera è disposto a mettere cinque dicasi cinque milioni di euro per la cordata italiana quando ce ne vorrebbero duecento volte tanti per cominciare a ragionare su una concreta possibilità di salvataggio della compagnia di bandiera. Se è vero che i solidali del presidente Pirelli non hanno finora manifestato molta più generosità di lui. Se è vero che Berlusconi ha chiesto trecento milioni di euro per il prestito ponte invece che cento proprio per avere più tempo per mettere insieme un "nocciolone" di imprenditori un po' meno timidi di Tronchetti e compagni. Se è vero che il Cav ha chiamato il presidente della Commissione europea Barroso per supplicarlo di concederci un po' di tempo prima della mannaia della bocciatura del prestito-ponte per lo stesso motivo, cioè perché la cordata italiana per ora è solo fuffa. Se è vero che il governo entrante sta valutando agghiaccianti ipotesi di intervento sull'Alitalia, come racconta qualche giornale, attraverso un aumento di capitale finanziato da Sviluppo Italia o dalla Cassa depositi e prestiti, entrambi controllate dallo Stato. Se è vero tutto questo, per favore, piantiamola di chiamarla "privatizzazione". Il "nocciolone" di Berlusconi finiranno per essere i soliti contribuenti. E dopo aver già sborsato nei giorni scorsi cinque euro a testa per il prestito ponte, cinquantasette milioni di italiani saranno nuovamente chiamati a pagare di persona un prezzo altissimo per salvare "l'italianità" di Alitalia. 26/04/2008.

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Alitalia ed europa (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia ed europa Perché protestano gli inglesi Mentre Silvio Berlusconi intima all'Ue di "non ostacolare le cose giuste", in sede comunitaria la legittimità del prestito-ponte ad Alitalia viene contestata anche da Ryan Air, British Airways e Scandinavian Airlines. Si dirà: sono concorrenti, è normale che tifino per il fallimento del vettore italiano. Questo modo di leggere l'economia - come un risiko di Stati-contro-Stati, alla maniera dei colbertisti che tifavano per l'aumento delle esportazioni e la diminuzione delle importazioni, punti ipoteticamente segnati in una gara fra nazioni - porta poco lontano. Diamo una lettura maliziosa dell'opposizione di BA e RA al prestito-ponte. Se le due compagnie anglosassoni mirano davvero a colmare il vuoto che lascerà Alitalia, suggeriamo di aprire lo champagne. I consumatori italiani viaggeranno senz'altro meglio con la più efficiente compagnia di fascia alta, oppure (come già fanno in grosso numero) col più aggressivo dei low cost. È più probabile che BA e RA stiano semplicemente pretendendo quello che tutti i giocatori chiedono, in una partita: un arbitro equidistante. Va infatti notato che, con inglesi e irlandesi che rintuzzano Bruxelles, cade uno dei teoremi dell' "Alitalia italiana". Esponenti del Pdl, in campagna elettorale, esprimevano perplessità su Air France perché "coi francesi, siamo competitivi sul turismo". Commento che già allora lasciava perplessi: il piano di Spinetta non era di dirottare sulla torre Eiffel turisti partiti per vedere il Colosseo. Ma che ora si rivela in tutta la sua plateale insensatezza. I nostri "concorrenti diretti" nel comparto monumenti e spiagge (francesi e spagnoli) scelgono la consegna del silenzio. Parla invece chi difende il mercato. Come ieri ha fatto anche il Financial Times . Per il quotidiano della City, Alitalia dovrebbe essere in bancarotta, ma dispone di asset valorizzabili. Il mercato del trasporto aereo, però, è quello che è: sempre più allergico a piccole compagnie regionali, a meno che non siano low cost. Su Alitalia, scrive l'Ft , ormai è in gioco la reputazione di Berlusconi. Riuscirà stavolta a mettere alla sbarra i "vested interests", o ne sarà di nuovo vittima? Intanto prende a circolare l'ipotesi di un ritorno di Air France sì, ma ad Alitalia ricapitalizzata in parte dal para-pubblico, in parte dal para-privato. Cioè: punto e a capo, ma dopo aver speso un po' di soldi nostri. 26/04/2008.

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Alitalia, Lufthansa si chiama fuori E l'Ue insiste: prestito sotto esame (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Resta nella nebbia l'alternativa ad Air France promessa da Berlusconi Alitalia, Lufthansa si chiama fuori E l'Ue insiste: prestito sotto esame Roberto Farneti Sull'Alitalia Silvio Berlusconi non ha più alibi. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto legge con cui lo Stato italiano concede alla ex compagnia di bandiera un prestito "a breve termine" di 300 milioni, il capo del prossimo governo di destra ha ora tutto il tempo che gli serve per mettere in campo una soluzione alternativa con cui portare a termine la privatizzazione dell'azienda, dopo il ritiro di Air France dalla trattativa. Ammesso che questa soluzione esista. "Salvare Alitalia sarà un'impresa ardua che richiederà sacrifici: sarebbe ipocrita non dirlo. Ma ci riusciremo", assicura il Cavaliere in una intervista a Il Messaggero . Sta di fatto che per ora all'orizzonte di concreto non c'è nulla. Ieri Stephan Gemkow, direttore finanziario della compagnia aera tedesca Lufthansa, ha smentito vi siano contatti in corso con il governo italiano o con il management di Alitalia per l'apertura di un negoziato. Non solo: Gemkow ha anche ribadito che per Lufthansa resta valida la valutazione già fatta in dicembre su Alitalia, secondo cui una operazione del genere presenta più svantaggi che vantaggi. Le trattative con Aeroflot non sono iniziate e non si sa se avranno mai inizio. Quanto alla ormai famigerata cordata italiana sbandierata in campagna elettorale - al di là della disponibilità recentemente manifestata da qualche imprenditore di un certo peso, come Salvatore Ligresti - siamo ancora sul piano degli auspici. Che il nuovo acquirente non sia a portata di mano, lo si capisce proprio dalle parole di Berlusconi: "Quando la compagnia di bandiera arriverà ad essere nuova? Penso nei tempi necessari, cioè qualche mese. L'importante - ribadisce il futuro premier - è che rimanga italiana". C'è però il rischio che la situazione possa precipitare. Il prestito ponte da 300 milioni, passaggio necessario per scongiurare la messa a terra degli aerei prima che si concluda la vendita, potrebbe infatti essere rimesso in discussione dall'Unione Europea, che ha già espresso dubbi sulla regolarità del finanziamento, mentre compagnie concorrenti come British Airways e Ryanair minacciano ricorsi. "Al momento non abbiamo ricevuto nulla", fa sapere il portavoce del commissario ai Trasporti Jacques Barrot. In ogni caso, precisa, "stiamo analizzando la questione senza aspettare ricorsi". Difficile comunque che una procedura del genere si possa avviare e concludere nel giro di pochi giorni, probabilmente ci vorrà qualche settimana. E non è nemmeno scontato che da Bruxelles arrivi un verdetto negativo, dal momento che il prestito ponte sembra essere stato concesso alle condizioni di mercato, come prevede la normativa. La situazione però resta ingarbugliata. Lo conferma la reazione negativa dei mercati, con il titolo che ieri in Borsa ha perso il 13,6%. 26/04/2008.

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ROMA Avvicendamenti di peso ai piani alti della Telecom. Dal primo maggio, Antonio Migliardi (gi (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

ROMA Avvicendamenti di peso ai piani alti della Telecom. Dal primo maggio, Antonio Migliardi (già in Fs, poi in Alitalia con Cempella e quindi a Vitrociset) sarà il nuovo responsabile delle risorse umane del gruppo, mentre Carlo Fornaro, che ha già ricoperto incarichi analoghi a Vodafone ed Rcs, è il nuovo responsabile delle relazioni esterne, sempre a livello di gruppo. Nella funzione External Relations, appena varata, confluiranno le funzioni Communication ed Advertising, Image & Brand Enrichment che mantengono le attuali articolazioni organizzative. Lasciano l'azienda Gustavo Bracco e Andrea Imperiali. Massimiliano Paolucci, già responsabile Communication, viene invece nominato segretario generale del neocostituito Steering Committee di Gruppo Coordinamento Acquisti di Contenuti Editoriali, che avrà il compito di coordinare ed armonizzare l'acquisto dei contenuti editoriali per tutte le piattaforme del Gruppo Telecom Italia. Lo Steering Committee è presieduto dal vice presidente esecutivo di Telecom Italia Media Giovanni Stella.

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Non diamo Roma ai fascisti (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

"Non diamo Roma ai fascisti" Stefano Milani Roma Aria sempre più tesa tra Rutelli e Alemanno a due giorni dal voto. I sospetti sulla vicenda della Storta, le accuse reciproche sulla sicurezza, le opposte posizioni su Alitalia, hanno arroventato ancor di più l'aria capitolina nelle ultime ore. E polemiche ci sono state anche ieri, giorno delle celebrazioni per il 25 aprile. I due candidati sindaco sono costretti a ritrovarsi insieme, uno accanto all'altro, al cospetto del presidente della Repubblica Napolitano, davanti all'Altare della patria. Si ignorano. Né un saluto, né una stretta di mano, come imporrebbe il cerimoniale, o almeno la semplice educazione. Poi, finita l'ultima nota dell'inno nazionale, il rompete le righe e ognuno per la propria strada a commemorare la "propria" Liberazione. Rutelli va in via Urbana a deporre un cuscino di fiori sotto la lapide di Pietro Pappagallo, il sacerdote giustiziato il 24 marzo 1944 alle Fosse Ardeatine per aver fornito aiuto a ebrei, partigiani e persone ricercate dal regime durante l'occupazione tedesca. Gianni Alemanno ha voluto fare qualche chilometro di strada in più. E' uscito da Roma per raggiungere Palidoro, a commemorare il vicebrigadiere dei carabinieri Salvo D'Acquisto ucciso dai nazisti. Nell'occasione il candidato del Pdl ha rivendicato il 25 aprile come "festa di tutto il popolo italiano che si è liberato da tutti i totalitarismi. Deve essere la festa non di una parte ma di tutta la nazione". Ma di questo se ne riparlerà tra un anno ora non c'è tempo, il voto è vicino e bisogna sparare le ultime cartucce. Due giorni fa il comizio finale di Alemanno, ieri quello di Rutelli con una festa di piazza in periferia, a Tor Pignattara. "Andiamo a vincere queste elezioni e a governare la capitale d'Italia in modo nuovo e forte", ha detto ai duemila presenti. Sul palco insieme a lui anche il candidato del centrosinistra alla presidenza della Provincia Nicola Zingaretti, il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e Patrizia Sentinelli, della Sinistra Arcobaleno. Un Rutelli "commosso" e combattivo. E con uno spiccato spirito antifascista (sarà il giorno?). "I nostri avversari si presentano come il nuovo. Ma cosa c'è di nuovo? Sono il vecchio del vecchio del vecchio Msi, di Storace, di Alemanno e di Rauti. Non possiamo consegnare Roma a chi si richiama alla cultura neofascista". Applausi. Poi le ultime promesse: dalla casa, e quindi l'emergenza abitativa, alle scuole, agli anziani alla sicurezza che, per lui, "è un tema del centrosinistra e non della destra". E un finale in crescendo, cercando di far leva sull'emozione della gente: "Roma ha un cuore grande così, non è la Roma rancorosa, cupa e negativa che dipingono ma è la Roma che si apre al mondo, rispetta le regole: è la Capitale d'Italia degna, forte, libera e orgogliosa". Da oggi cala il silenzio e la parola passa ai romani. Speriamo bene.

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Nicola Zingaretti ieri ha continuato il giro elettorale tra i 120 Comuni dell'hinterland romano (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di MARCO GIOVANNELLI Nicola Zingaretti ieri ha continuato il giro elettorale tra i 120 Comuni dell'hinterland romano. Il candidato del Centrosinistra ha riproposto lo slogan degli ultimi giorni: tutti al voto. Zingaretti, teme l'astensionismo? "Ho tanta fiducia negli elettori, la posta in gioco è alta: abbiamo la possibilità di difendere Roma e continuare a crescere come è successo in questi anni. Tutti a votare anche per difendere la città dall'asse Bossi-Berlusconi. Il tema dell'orgoglio di Roma non è un'invenzione ma la constatazione che è cresciuta l'economia. Con i scendiletto di Bossi è evidente che verrebbe umiliata la Capitale d'Italia. L'appello sull'orgoglio è fondato sulla ragione ma è anche un appello alla ragionevolezza: non devono tornare nelle stanze del potere coloro che sono tre anni fa facevano nei palazzi della Regione gli affari con Lady Asl. Con noi gli elettori hanno capito che non c'è in gioco il destino di una persona ma quello di un'intera comunità. Torniamo al voto per continuare un progetto che unisce e che crea sviluppo". Da dove riprenderebbe il progetto Gasbarra? "Abbiamo ereditato la programmazione: un piano sulla mobilità per risolvere i problemi dei pendolari e che ci permetterà di sviluppare la cura del ferro ma anche la pianificazione urbanistica. Possiamo aprire i cantieri per le infrastrutture perché grazie alla giunta Marrazzo i soldi ci sono e vanno spesi per migliorare la qualità della vita dei cittadini e non per le tangenti". Un tema nazionale ma direttamente collegato con il territorio è quello di Fiumicino-Alitalia. "Quello che è successo è sbalorditivo, abbiamo assistito a un atteggiamento a dir poco disinvolto rispetto Air France e ancora più disinvolto è stato chiedere di togliere dalle tasche degli italiani 300 milioni di euro in attesa di una fantomatica una cordata italiana. Il futuro di una grande azienda come Alitalia non può non tenere in considerazione i lavoratori e il loro avvenire. La forza dell'aeroporto di Fiumicino l'ha decisa il mercato e noi volgiamo difendere questa prerogativa".

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Alitalia, occhi puntati della Ue Berlusconi: sarà impresa ardua (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Antonio Di Pietro all'attacco sul prestito ponte: "E' un aiuto di Stato" Alitalia, occhi puntati della Ue Berlusconi: sarà impresa ardua No comment di Sviluppo Italia sull'ipotesi di un ingresso nella cordata. L'altolà di Lufthansa: "Nessuna trattativa in corso con il governo" Sara Farolfi "Spero che Alitalia continui a volare, sarà un'impresa ardua che richiederà sacrifici, sarebbe ipocrita non dirlo", ha detto ieri Berlusconi. L'ottimismo della campagna elettorale è ormai definitivamente tramontato, Alitalia naviga a vista e anche il prestito ponte di 300 milioni di euro, necessario come ossigeno all'asfittica compagnia di bandiera, è sotto l'inflessibile osservatorio di Bruxelles. La cordata italiana sembra ancora ben lungi dal palesarsi - Berlusconi ha parlato di "qualche mese" - tanto più che nel caso di Alitalia i capitali dovrebbero essere accompagnati da un disegno industriale e dunque da un partner internazionale. Si è vociferato di una partecipazione di Sviluppo Italia, agenzia statale creata nel 2000 con l'obiettivo di attrarre investimenti nel mezzogiorno. L'amministratore delegato Domenico Arcuri ha incontrato nei giorni scorsi Gianni Letta, ieri però ha preferito trincerarsi dietro un no comment. La compagnia tedesca Lufthansa - che secondo le indiscrezioni potrebbe essere l'asso nella manica della cordata italiana - d'altro canto ha ribadito che "non c'è nessun negoziato in corso né con il governo né con il management". Il direttore finanziario della compagnia, Stephan Gemkow, ha piuttosto confermato la valutazione già fatta in dicembre su Alitalia, che "gli sviluppi di questi giorni hanno addirittura rafforzato", che vede prevalere gli svantaggi di una tale operazione, soprattutto per quanto riguarda il possibile declassamento nel rating. E' altresì vero che se anche Lufthansa fosse interessata e stesse lavorando sul dossier Alitalia, certo non lo renderebbe noto ora. Intanto, dopo i dubbi di Bruxelles, a sparare sul prestito ponte, voluto da Berlusconi e deciso dal governo Prodi, è stato ieri Antonio Di Pietro. "Io sono testimone che in consiglio dei ministri Berlusconi ha fatto arrivare un ultimatum 'Voglio 300 milioni di euro per avere il tempo di trovare una cordata'", sbotta Di Pietro, "nessuno si deve permettere di prendere provvedimenti illegittimi e io ritengo che la forzatura di Berlusconi sarà punita dall'Unione europea perchè è un aiuto di Stato a tutti gli effetti". Senza bisogno di Di Pietro - come anche del ricorso annunciato ieri dalla low cost Ryan Air, che la commissione europea ha detto di non avere ancora ricevuto - i tecnocrati di Bruxelles hanno già chiesto chiarimenti a Roma. La questione si pone in questi termini: esiste un investitore privato che oggi sarebbe disposto a prestare 300 milioni di euro a Alitalia? Questa è la logica dell'unione europea in materia di aiuti di stato: il mercato abbia il suo corso (a meno che non si tratti di banche...). In base alle regole comunitarie Alitalia non può più ricevere aiuti di Stato, e dunque l'Ue potrebbe decidere per il congelamento o la restituzione del prestito.

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E Bersani non si ritira per salvare la ditta (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-26 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Settegiorni di Francesco Verderami E Bersani non si ritira per salvare la ditta E' pronto a candidarsi a capogruppo del Pd, ma a sentir parlare di cordate in suo sostegno, Pierluigi Bersani si ribella: "Le cordate lasciamole ad Alitalia". CONTINUA A PAGINA 6.

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Rutelli-Alemanno, match sulla legalità (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-26 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Rutelli-Alemanno, match sulla legalità Il candidato del Pd: voi avete fatto entrare i romeni. Il rivale del Pdl: si caccia chi viola le regole Scambio di accuse sul consigliere pro occupazioni "Tarzan" e sui rapporti tra il Pdl e Storace ROMA - "Tu, caro Alemanno, dipingi la nostra città cupa, nera, come se fosse il Bronx". "No, Rutelli, io sento che cosa mi chiede la gente. E i romani chiedono di vivere tranquilli nella propria città. Senza paura di uscire di casa". Il faccia a faccia in tv a Matrix, ultimo atto della campagna elettorale per il Campidoglio è partito dal solito tema: la sicurezza, il degrado. Davanti a Enrico Mentana i due candidati, rispetto alla sfida di Ballarò di martedì, sono arrivati più battaglieri. Quasi incattiviti. Armati di fogli e ritagli di giornale per rinfacciarsi promesse non mantenute. Fair play? No, grazie. Alemanno ha denunciato una campagna diffamatoria nei suoi confronti, Rutelli ha rinfacciato al rivale di voler fare la vittima e ha rivendicato i successi di 15 anni di giunte di centrosinistra: "Posti di lavoro, nuove linee del metrò, nuova Fiera di Roma". Alemanno ha invece bocciato come "fallimento storico le giunte Rutelli e Veltroni. L'unico effetto positivo del buonismo è che c'è meno contrapposizione ideologica a Roma, più dialogo fra le parti. L'aspetto negativo di questo buonismo è che nel Mediterraneo si è sparsa la voce che a Roma chiunque arriva può fare quello che gli pare". Poi si è entrati nelle alleanze politiche. "Voi siete legati a Tarzan (Andrea Alzetta, teorico delle occupazioni) e con la sinistra radicale che non vi fa governare, tanto che Veltroni non li ha voluti nel Pd", ha attaccato Alemanno. "E voi avete Storace, Rauti e anche gli occupanti di estrema destra", ha replicato Rutelli, ricordando "gli episodi di corruzione nella sanità in Regione che hanno riguardato assessori di An, di Forza Italia". "Nella giunta Marrazzo c'è un certo Dalia, condannato per tangenti negli anni Ottanta", ha ribattuto Alemanno. Ed è seguito un vivace scambio di accuse. Rutelli: "Voi avete fatto entrare troppi immigrati". Alemanno: "Non è colpa nostra, vogliamo cacciare chi infrange la legge". Rutelli ha rilanciato la proposta di aiuti economici alle famiglie in difficoltà per aver contratto mutui a tasso variabile: "Le risorse saranno reperite attraverso risparmi di spesa". "Promessa insostenibile, meglio che se ne occupi il governo ", ha commentato Alemanno. Il botta e risposta si è spostato su Alitalia, sui poteri speciali di Roma capitale. E a mezzanotte microfoni spenti. Appuntamento alle urne. Paolo Foschi In diretta Il candidato del Pd Francesco Rutelli e lo sfidante del Pdl Gianni Alemanno ieri sera a Matrix (Ap/Pace).

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-26 num: - pag: 9 La Nota di M... (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-26 num: - pag: 9 La Nota di Massimo Franco L'asse franco-italiano sul nome di Blair preoccupa la Germania I l governo di Silvio Berlusconi non è ancora nato. Eppure, il presidente del Consiglio in pectore ha già compiuto due gesti che forniscono qualche indizio sulla sua politica estera. Il primo è stato la triangolazione con il capo della Commissione Ue, José Manuel Barroso, e col presidente francese Nicolas Sarkozy sui commissari europei: lo "scambio" fra Giustizia e Trasporti in pieno caso Alitalia, che ha fatto infuriare Romano Prodi, informato solo a cose fatte. Il premier uscente ha intravisto nell'operazione un gioco di sponda fra esponenti del centrodestra europeo, che potrebbe ripetersi in vista delle elezioni del 2009 per il Parlamento Ue. Il secondo segnale è arrivato con l'investitura che Berlusconi ha dato l'altro ieri in privato all'ex primo ministro laburista Tony Blair, in visita a Roma, come nuovo presidente del Consiglio europeo: carica che sarà assegnata dopo l'approvazione del Trattato di Lisbona, prevista a fine anno. Si tratta di mosse che sembrano indicare un asse franco- italiano destinato a pesare sulle scelte dell'Unione nei prossimi mesi; e che, soprattutto se dovesse prevalere la candidatura di Blair, potrebbe rendere più tesi i rapporti fra il governo di Roma e la Germania del cancelliere democristiano Angela Merkel. Da mesi la diplomazia tedesca cerca di studiare i contraccolpi del ritorno al potere del centrodestra in Italia nella prospettiva degli equilibri continentali. L'annuncio berlusconiano di compiere la sua prima visita ufficiale in Israele è stato visto come la conferma di una politica estera coerente con quella perseguita in passato dalla Cdl; e registrata a Berlino con una buona dose di perplessità. E adesso, come ulteriore motivo di potenziale contrasto ci sono le prossime cariche a Bruxelles e Strasburgo. è noto che la Merkel vorrebbe come presidente del Consiglio Ue, formato dai capi di stato e di governo, il lussemburghese Jean-Claude Juncker: un europeista convinto e ortodosso, amico di Helmut Kohl, l'uomo dell'unificazione, che lo chiamava "junior", come se fosse un suo "delfino ". Nei confronti di Blair, al contrario, la Germania nutre una diffidenza alimentata dalla spaccatura del vecchio Continente sulla guerra in Iraq, quando la Gran Bretagna e la Spagna di José Maria Aznar si schierarono con George Bush; e dall'euroscetticismo che viene attribuito storicamente alle classi dirigenti britanniche. In fondo, continua a pesare il "rapporto speciale" fra Londra e le amministrazioni statunitensi: sebbene oggi meno che nel 2003, se non altro perché anche la Germania ha recuperato un buon rapporto con Washington. Ma l'idea di un Blair alla guida del Consiglio europeo suona a dir poco singolare, a Berlino. Rimane la preoccupazione di una leadership sbilanciata in chiave filo-americana. E la ricomparsa di Berlusconi e la sua sintonia con Sarkozy, considerati entrambi alleati fidati degli Usa, alimenta questi timori. è uno sfondo che porta a presentare Blair come il candidato di una parte, ma non di tutto il Ppe; e di alcuni partiti del socialismo europeo. Ma non della Germania: un dettaglio che ad oggi prefigura un braccio di ferro nel quale Berlusconi e Sarkozy potrebbero ritrovarsi su un fronte opposto alla Merkel ed ai Paesi che, per motivi economici e politici, di fatto condividono le sue preoccupazioni; e non vogliono mettere in discussione l' influenza tedesca in Europa. Alla base della candidatura di Blair da parte di Berlusconi e del presidente francese, si indovina anche l'esigenza di una leadership con un forte impatto esterno: un interlocutore europeo che possa essere riconosciuto immediatamente come tale. Per questo, in passato era stata fatta anche l'ipotesi di unificare in una stessa persona il ruolo di capo dell'esecutivo comunitario, e di leader intergovernativo. Ma la proposta non si è mai concretizzata; e la ripresa dei protagonismi delle singole nazioni non la fa apparire verosimile, almeno a breve scadenza. Così, l'idea rilanciata da Berlusconi di un Blair presidente del Consiglio europeo e, di fatto, "volto" dell'Ue sul piano internazionale, rimane soltanto come una delle possibilità, tuttora da verificare. Dipenderà dal modo in cui verranno assegnati gli altri incarichi di vertice; e dalla capacità di convincere un'Europa nella quale il ruolo-guida della Germania rimane decisivo. Potrebbe non rivelarsi un vantaggio il fatto che la questione incroci il rapporto con gli Usa, che cercano una sponda certa mentre si preparano a chiedere agli alleati un maggiore sforzo anche militare in Afghanistan. \\ Berlusconi candida l'ex premier inglese a presidente del Consiglio Ue.

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ROMA - Sviluppo Italia è un'agenzia del governo e se il governo dovesse chiedere la dispo (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)

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ROMA - "Sviluppo Italia è un'agenzia del governo e se il governo dovesse chiedere la disponibilità ad un intervento finanziario nel capitale di Alitalia, la risposta non potrebbe che essere positiva. Sarà poi l'esecutivo a valutare tempi, entità e modalità dell'operazione". Così commentano alla società di Via Calabria l'ipotesi che il prossimo governo metta in pista proprio Sviluppo Italia nella cordata nazionale per rilevare e risanare la compagnia di bandiera. Secondo fonti vicine al dossier la valutazione è già in corso tra gli esponenti del Pdl più vicini a Berlusconi, anche se di questo ufficialmente non si è parlato nell'incontro di martedì scorso tra Gianni Letta e l'amministratore delegato di Sviluppo Italia Domenico Arcuri. L'Agenzia dispone di capitali e liquidità non trascurabili, e un suo ingresso si inquadrerebbe nella sua "mission" di sostegno allo sviluppo di imprese italiane.

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BRUXELLES - Non vuole entrare nelle polemiche, la Commissione Europea. Vuole solo portare av (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)

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Di CRISTINA MARCONI BRUXELLES - Non vuole entrare nelle polemiche, la Commissione Europea. Vuole solo portare avanti la sua analisi, fare chiarezza su una misura che suscita molti dubbi per la sua compatibilità con le norme sugli aiuti di Stato. Anche se per ora non è materialmente giunto alcun ricorso da parte delle compagnie aeree rivali, il prestito da 300 milioni che lo Stato italiano ha concesso ad Alitalia sta passando al vaglio degli uffici del commissario per i Trasporti Jacques Barrot, che per questo ha chiesto all'Italia altre informazioni oltre a quelle che sono state fornite nel corso di un incontro tecnico mercoledì pomeriggio. E nella sua lettera, dai toni "piuttosto duri", chiede al governo di notificare la misura, di sospendere il prestito fino a quando non sarà stata conclusa l'analisi e mette in guardia contro il rischio che, nel caso i soldi fossero versati, si apra una procedura d'infrazione per chiederne il rimborso, arrivando fin davanti alla Corte di Giustizia europea. "In questo caso stiamo mostrando chiaramente la nostra intenzione di agire anche senza aver ricevuto dei ricorsi", ha osservato Michele Cercone, il portavoce di Barrot, nell'annunciare che per ora alle parole della compagnia low cost irlandese Ryanair, la quale chiede di "smettere di ignorare questo scandalo degli aiuti illegali", non sono seguiti, almeno per ora, i fatti. Anche la svedese Sas e la britannica British Airways hanno manifestato la loro ferma intenzione di vigilare attentamente sull'applicazione delle norme europee sulla concorrenza. Dal canto suo il premier in pectore Silvio Berlusconi ieri si è limitato a ribadire che: "Occorrerà qualche mese per vedere la nuova Alitalia ma che l'importante è che resti italiana". Di aiuti di Stato "a tutti gli effetti" invece ha parlato Antonio Di Pietro, ministro uscente delle Infrastrutture, secondo cui Berlusconi avrebbe chiesto i 300 milioni per "avere il tempo per costruire una cordata". Per il leader dell'Italia dei Valori "la forzatura che ancora una volta ha voluto Berlusconi sarà sanzionata dall'Unione Europea". In una telefonata al presidente della Commissione europea José Manuel Barroso che il suo portavoce non ha "né confermato né smentito", parlando di "scambi normali", Berlusconi avrebbe effettivamente chiesto più tempo per mettere a punto una soluzione. E l'attacco del futuro premier alla Commissione europea, che a suo avviso deve "fare le cose giuste e non fare difficoltà" su Alitalia, ha suscitato una reazione fredda da parte del portavoce di Barroso, Johannes Laitenberger. "La posizione della Commissione è chiara e per il resto, di solito, non commentiamo qualsiasi tipo di dichiarazione che si faccia nel dibattito politico interno", si è limitato a dichiarare. Nel frattempo la compagnia aerea tedesca Lufthansa ha smentito di aver avuto colloqui con il futuro governo italiano o col management di Alitalia. "La nostra valutazione su Alitalia non è cambiata" e "gli sviluppi delle ultime settimane hanno confermato il nostro giudizio", ha spiegato il direttore finanziario Stephan Gemkow. La dichiarazione ha portato il titolo Alitalia, che continua a scambiare in un'unica asta di chiusura, a segnare un calo del 13,6%.

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BRUXELLES - L'impegno per Alitalia rappresenta il primo grande test per Berlusconi : lo s (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)

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BRUXELLES - L'impegno per Alitalia rappresenta "il primo grande test per Berlusconi": lo scrive il Financial Times in un editoriale intitolato "L'agonia di Alitalia", in cui si afferma che la gestione della vicenda da parte del nuovo premier definirà "il tono" della futura politica economica in Italia. Secondo il Ft, il salvataggio del vettore nazionale "è una grande scommessa politica. Le possibilità di un salvataggio di successo sono minime; il prezzo del fallimento alto". "Promettere di salvare la compagnia aerea va bene se si ha un piano realizzabile e un piano finanziario che lo sostenga. Ma il sospetto crescente - scrive Ft - è che Berlusconi non abbia nè l'uno nè altro". Il quotidiano definisce poi "ipocrita" l'accusa fatta ai sindacati di avere bloccato con il loro veto i colloqui ed "ironico" il fatto di avere ricevuto dal governo di centro sinistra il prestito di 300 milioni di euro.

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ROMA Silvio Berlusconi avverte e sottolinea che per Alitalia sono previsti tagli dolo (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)

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Di LUCIANO COSTANTINI ROMA Silvio Berlusconi avverte e sottolinea che per Alitalia sono previsti "tagli dolorosi". E dov' è la notizia? C'è qualcuno, che non sia disinformato o in malafede, che potrebbe immaginare il contrario rispetto a una compagnia che deve la sua sopravvivenza alle continue flebo finanziarie? Lo sanno bene, anzi meglio degli altri, i vertici delle organizzazioni sindacali che dovranno trattare la delicatissima partita degli esuberi: con la cordata italiana o con Lufthansa o con Aeroflot o con la stessa Air France. Una partita che non può essere cancellata dal calendario. Inevitabile. "E noi siamo pronti" rispondono praticamente in coro. "Però i sacrifici devono servire a qualche cosa". Jean Cyril Spinetta, top manager del vettore transalpino, aveva quantificato in 2.100 gli esuberi aziendali, aveva altresì chiesto una netta separazione tra Alitalia-Fly e Alitalia Servizi (la seconda a carico di Fintecna, cioè dello Stato italiano) e la sostanziale cancellazione di Malpensa. I sindacati avevano detto no. Ovvio, chiunque arriverà al posto dei transalpini, dovrà formulare una offerta diversa. "Ma non tanto sugli esuberi - dicono alla Cisl - perchè il sindacato ha dimostrato in questi anni di saper fare sacrifici, quanto sul futuro di Alitalia. Vogliamo che non sia smantellata, svenduta. Vogliamo che non venga trasformata in una compagnia low cost. Vogliamo soprattutto un piano industriale che contenga misure per un rilancio e non solo per un ridimensionamento". Era stata la Filt/Cgil di Fabrizio Solari, proprio all'inizio del braccio di ferro con Spinetta, a ricordare che le colpe originali del sindacato, rispetto ai guai di Alitalia, erano state almeno parzialmente riscattate dall'atteggiamento assolutamente moderato e costruttivo tenuto negli ultimi anni nei quali le organizzazioni dei lavoratori hanno gestito almeno 4.000 esuberi e congelato i rinnovi contrattuali. Come dire: noi, il nostro dovere lo abbiamo fatto. "E siamo pronti a fare nuovi sacrifici - confermano in Cgil - ma di fronte ad un progetto serio che sia elaborato ed avviato da un management altrettanto serio". Sono assolutamente consapevoli, i sindacati, che l'Alitalia è all'ultima curva della lunga e tortuosa strada: o taglia il traguardo o perde la corsa. Definitivamente. Gli esuberi, in fondo, non sono il problema dei problemi: prepensionamenti, esodi incentivati, eventuale cassa integrazione, potrebbero ammortizzare il negativo impatto della riduzione di personale. Fondamentale è, invece, che venga messo in piedi un piano di risanamento e sviluppo, magari anche attraverso tagli ad alcuni residui privilegi interni, che garantisca un futuro alla compagnia. Una variabile non indipendente è quella del tempo perchè Alitalia non potrà volare oltre l'orizzonte dell'inizio di estate.

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Di MAURO EVANGELISTI [FIRMA]e FABIO ROSSI ROMA - Sicurezza e decoro, servizi ai cittad (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)

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Di MAURO EVANGELISTI [FIRMA]e FABIO ROSSI ROMA - Sicurezza e decoro, servizi ai cittadini e futuro della Capitale. Una sfida tesa ma corretta, con toni pacati al termine di una giornata carica di polemiche, ha chiuso ieri sera a Matrix la campagna elettorale di Francesco Rutelli e Gianni Alemanno per il Campidoglio. Spalti pieni, con gli staff dei due candidati al completo. Ma senza applausi, per gli accordi presi dai due candidati, e con Enrico Mentana impegnato a rivolgere le domande. Inizio-lampo, con pochi convenevoli, per sfruttare ogni minuto che mancava alla mezzanotte, quando è scattato il silenzio elettorale. Stretta di mano, poi si comincia: "Abbiamo due idee diverse della nostra città. L'idea del mio avversario su Roma è cupa, nera e autodistruttiva, tutta negativa - parte Rutelli - Lo sforzo che farò è quello di dare fiducia. Molta gente che ho incontrato mi dice di non riconoscersi nella visione cupa della città e la reputa aperta e accogliente". Ma Alemanno respinge la tesi del suo avversario: "Quando lanciamo accuse non le lanciamo a Roma, ma a chi ha amministrato Roma. Noi vogliamo difendere e liberare Roma, non la vogliamo degradata - dice l'ex ministro - In campagna elettorale ho visto gente arrabbiata. Gente che chiede sicurezza, di essere padrona in casa propria". Il primo scontro è sul lavoro svolto negli ultimi anni dalle giunte di centrosinistra. Rutelli mostra fotografie dei cantieri della metropolitana, della nuova Fiera di Roma e di aree recuperate, progetti di opere future. E dice all'avversario: "Anche se vuoi dipingere Roma come il Bronx non ci riuscirai". Alemanno risponde con vecchie pagine di giornali, degli anni '90, "che annunciano opere pubbliche ancora non realizzate: Rutelli nel 1993 aveva promesso un cambiamento profondo della città, di correggere gli squilibri degli anni precedenti. Siamo di fronte al fallimento storico di 15 anni di giunte di centrosinistra". Botta e risposta anche sui toni. Alemanno parla di uno "scadimento dell'ultima parte della campagna elettorale" con "tutti gli attacchi alla mia persona e i manifesti per la città". Rutelli gli risponde: "Non è il caso che tu faccia la vittima", ricordando "tutti gli sms che circolano contro di me". Poi la sfida tra manifesti: il candidato del Pdl mostra il neo consigliere Andrea Alzetta "Tarzan", della Sinistra arcobaleno, che inneggia all'occupazione delle case: "Questo sarà un consigliere comunale - attacca Alemanno - Come è possibile che Rutelli garantisca legalità e correttezza amministrativa?". Il vice premier uscente replica con una locandina di "Casa Pound", gruppo di destra che fa attività in sedi occupate. "Ho a che fare con una opposizione che ha detto no a tutto - attacca Rutelli - Contro Auditorium, parcheggi. Fosse stato per loro, a Roma non si sarebbe fatto niente". Il candidato di centrosinistra attacca anche sulle vicende giudiziarie degli assessori della passata giunta regionale di centrodestra guidata da Francesco Storace: "La scelta si deve fare tra chi non ha mai ricevuto un addebito e chi è stato protagonista di scandali. Gli unici condannati per corruzione sono stati assessori di An e Pdl per la vicenda gravissima della sanità", dice il vice premier. In cima all'agenda, resta il tema della sicurezza: "Il buonismo ha prodotto un fatto grave, ha generato un'idea e non solo a Roma ma in tutto il Mediterraneo, che a Roma si può fare qualsiasi cosa - incalza Alemanno - Questo ha fatto arrivare flussi di immigrati convinti di non avere vincoli e creare un grande caos che sta confondendo ogni livello". Ma gli italiani, ribatte Rutelli al rivale, "vedono la televisione, vedono cosa accade a Milano: perché non hai chiesto le dimissioni di amministratori di Milano o Verona dopo i gravi fatti accaduti lì?". Poi si passa a un altro tema importante nell'agenda di questa campagna elettorale. Rutelli ricorda la sua proposta per aiutare le famiglie in difficoltà perché si sono alzate le rate dei mutui a tasso variabile. "Prima di tutto abbiamo studiato a lungo come trovare i soldi, lo faremo con una centrale unica per gli acquisti del Comune, che garantirà un risparmio del 20 per cento. Questo libererà risorse per garantire 1.300-1.400 euro a chi paga un mutuo a tasso variabile o anche a chi vuole comprarsi casa". Alemanno replica: "Non ci saranno mai i soldi per fare quello che dice Rutelli. Deve esserci un intervento governativo, serve un fondo di garanzia per rinegoziare questi mutui". Ancora: "Vogliamo trasformare l'affitto di chi vive in un alloggio popolare in una rata che consenta di acquistare l'appartamento". Dopo un passaggio sulla Lega e su Alitalia, si arriva agli appelli finali, proprio appena prima dello scoccare della mezzanotte. Rutelli: "I prossimi cinque anni sarano decisivi per Roma. I nostri avversari stanno facendo passare un'immagine nera, cupa, catastrofica. Noi garantiremo pià cura, più decoro, più sicurezza. Grandi progetti che faranno di Roma la capitale di tutti gli italiani. Loro non rappresentano un passo verso il nuovo, è la vecchia destra missina. Con loro non avremmo quel salto verso il futuro che mi impegno a realizzare". Alemanno: "Si può aprire una nuova primavera per Roma. Questo può avvenire solo con un reale cambiamento di una vita quotidiana minata dall'insicurezza. Voglio essere un sindaco in mezzo alla gente, in prima linea. Se supereremo questa emergenza faremo in modo che Roma spiccherà il volo. Sarà una vera capitale europea, dobbiamo levare la cappa di piombo".

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Festa finale a Torpignattara mano tesa all'Udc di Casini (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-26 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE L'evento Chiusura in periferia per il candidato Pd Festa finale a Torpignattara mano tesa all'Udc di Casini Salta giù dal palco, alla fine, mica passa per le scale: Rutelli a Torpignattara sembra non risentire della campagna elettorale, ricorda le cose fatte per Roma, "anche questa piazza" - in uno dei quartieri un tempo degradati, ai confini con il Mandrione, un tempo periferia pasoliniana ed oggi riqualificato grazie anche al Parco dell'Alessandrino che lo stesso Rutelli ha inaugurato - e, soprattutto, difende Roma: "A Bossi dico: giù le mani da Fiumicino, giù le mani da Roma. E i suoi alleati chi sono? Sono il vecchio del vecchio del vecchio Msi, gli Storace, gli Alemanno e i Rauti...". tende la mano ai moderati: "Ho apprezzato le dichiarazioni di Casini che ha detto che il suo partito non può stare con chi è vicino ai neofascisti...". Rutelli ricorda "la destra che appena arrivata al potere, alla Regione, ha avuto assessori indagati, noi in tutti questi anni di governo neanche un episodio di corruzione ". Duemila persone ad ascoltare Rutelli e il candidato alla Provincia, Nicola Zingaretti. Rutelli parla per primo, e spesso ricorda di conoscere "ogni angolo ogni quartiere ogni storia, io...". Attacca il Pdl e i suoi alleati: "Giù le mani, caro Bossi, da Fiumicino e da Alitalia. La difenderemo perchè è il patrimonio della nostra città. Voi la volete spegnere, ma quella che è la nostra Fiat. Adesso la voglio vedere 'sta cordata promessa da Berlusconi. Dopo aver preso i voti, purtroppo anche dei romani, già annuncia sacrifici e licenziamenti... ". Dice di voler "difendere Roma, perché Roma non è la città dipinta da questa destra, non è cupa e rancorosa, è la città che si apre al mondo, che guarda al futuro, e la Capitale d'Italia, orgogliosa, degna, forte, libera e democratica. Andiamo a vincere le elezioni e a governare in modo nuovo e forte la capitale d'Italia". Governare in modo nuovo: più volte ripete che ciò che è stato già fatto "deve essere migliorato"; casa, lavoro, spazio per i giovani sono argomenti sui quali puntare: "Avremo un nuovo Giubileo, trasformeremo la città e creremo nuove opportunità di lavoro, con le metropolitane vinceremo la battaglia del traffico, garantiremo la nascita di ventiseimila alloggi e pagaremo parte dei mutui a tasso variabile. Noi siamo la Roma che cresce e miglioro. Il mio avversario? Le sue uniche proposte sono state il secondo Raccordo, da far pagare ai romani col pedaggio, senza considerare che violerebbe nove parchi, e oltre a questa idea ne ha avuta un'altra, un casinò da costruire a Ostia.... Roma è del cento per cento di romani: da sindaco, li rappresenterò tutti". Sulla sicurezza, dice Zingaretti: "Non abbiamo fomentato la paura perché criminale è quel politico che cavalca i problemi senza trovare soluzioni. Roma non piega la testa e non si fa piegare, è una città che non vuole lezioni da nessuno e che, mi dispiace per Bossi, è cresciuta in questi anni più del Nord. "Fino a lunedì alle 15 non perdiamo nemmeno un'occasione perché ne vale la pena. Impediamo che torni nelle stanze del potere chi fino a qualche anno fa faceva affari con Lady Asl...". Alessandro Capponi Sul palco Rutelli saluta gli elettori dal palco di Torpignattara.

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ROMA C'era una volta un Paese che aveva un sistema autostradale tra i più efficie (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)

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Di LUCIANO COSTANTINI ROMA C'era una volta un Paese che aveva un sistema autostradale tra i più efficienti ed estesi del Continente, una rete ferroviaria che, prima in Europa, cominciava a prendere velocità con la "Direttissima" Roma-Firenze, una marina mercantile che costituiva una delle punte di eccellenza del made in Italy. C'era - e ricordarlo in questi momenti accentua la tristezza e anche la rabbia - una compagnia di bandiera, l'Alitalia, che gareggiava per trovare una stabile collocazione tra il quarto e quinto posto nella graduatoria dei vettori mondiali. Non stiamo raccontando un favola, quasi sempre frutto di fantasia, ma dell'Italia fine anni Sessanta. La crescita del Pil andava di pari passo con il montante entusiasmo, che nasceva dalla fiducia nel futuro. Quel patrimonio, il Paese, lo è andato perdendo progressivamente. E neppure questa è una favola. Ma amara constatazione che viene dai numeri. La rete ferroviaria è rimasta, per estensione, quella che Mussolini aveva decantato perchè percorsa da treni sempre puntuali: sedicimila chilometri erano e sedicimila sono rimasti anche se è aumentato - ci mancherebbe altro - il tasso di elettrificazione. Le nostre autostrade nei primi anni Settanta rappresentavano, rispetto alla media europea, il 155%. Dopo dieci anni eravamo scesi a poco più del 70. L'emblema dei ritardi, dell'inefficienza, della cattiva politica, dello sperpero di denaro pubblico è la Salerno-Reggio Calabria. Si è fermata poco più a Sud di Napoli: quella attualmente esistente è un cantiere perennemente aperto e costoso. Dicono però che arriverà alla punta dello Stivale. Sperare, in fondo, non costa nulla. I porti mandano qualche segnale di risveglio, ma Napoli e Genova non possono certo aspirare ad entrare in concorrenza con Rotterdam. Dicevamo i numeri: viaggia su strada il 63 per cento delle merci e l'88 dei passeggeri; si muove in treno il 18 per cento delle merci e il 6 dei passeggeri. Un Paese gommato. Qualcuno dice...di gomma perchè sembra non riesca a quantificare i costi e i rischi di questa anomalia. L'aumento inarrestabile del prezzo del petrolio è devastante anche per economie sane e affidare le arterie vitali di un lungo corpo - l'Aurelia, l'Autosole, e la Tirrenica - a tre linee asfaltate sempre più simili a camionabili è una sfida continua contro l'infarto. Ma riportare l'Italia ad un soddisfacente stato di salute (quella che sinteticamente viene indicata come competitività) si può. Servono risorse e buona volontà. Più la seconda che le prime e non è un paradosso. La sindrome Nimby (mai nel mio cortile) e la strategia dei veti pseudo-ambientalisti ha pesato e pesa più della mancanza di soldi. La nostra permanenza o meno nel consesso europeo dipende dal coraggio e dalla rapidità delle decisioni. E dipende, ovviamente, anche dai denari che si metteranno a disposizione di ferrovie, autostrade, porti e aeroporti. L'ultimo stanziamento deciso dal ministero delle Infrastrutture parla di circa 29 miliardi per il biennio 2006-2008 (8,9 dei quali destinati alla Legge Obiettivo). Il contratto di programma Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) 2007-2011 ha avuto assegnati 107 milioni capaci - si dice - di attivare un volume di quasi 5 miliardi. Altri 15 milioni sono stati assegnati alle Fs per migliorare il sistema di sicurezza; 8,1 miliardi per la linea ad Alta Velocità Torino-Milano-Napoli. Ci sarebbero poi 3,6 miliardi per le ferrovie del Mezzogiorno. Oltre 100 milioni per i porti e altrettanti per gli interporti. Infine ci sono 12 miliardi per l'ammodernamento e potenziamento di circa 600 chilometri di autostrade. Il tempo non è una variabile indipendente in un mondo globale dove non è sufficiente arrivare, ma è vitale arrivare per primi. O tra i primi.

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Alitalia, la Sea convoca i soci (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-26 num: - pag: 35 categoria: REDAZIONALE Lunedì assemblea della società di Malpensa, ipotesi sull'operatore principale del futuro Alitalia, la Sea convoca i soci Berlusconi: "Qualche mese per rinnovarla". Lufthansa: non ci sono negoziati Titolo giù del 13% in Borsa dopo la cautela di Francoforte. Il coinvolgimento di Sviluppo Italia MILANO - "Spero che Alitalia continuerà a volare. Quando arriverà ad essere nuova? Penso nei tempi necessari, cioè qualche mese. L'importante è che rimanga italiana, spero che continuerà a volare". Così, ieri, Silvio Berlusconi ha commentato un 25 aprile interlocutorio, che ha registrato due certezze: l'ennesima smentita da parte di Lufthansa e il nuovo tonfo in borsa (-13,62%) di Alitalia, avvinte in un rapporto di causa-effetto. A queste si aggiunge un "no comment" circostanziato uscito dalle stanze di Sviluppo Italia, che ha ufficialmente declinato l'invito a dichiarare sull'ipotesi di un proprio intervento, lasciando però intendere che, di fronte ad una volontà politica chiara da parte dell'azionista di riferimento, il Governo, l'Agenzia non potrebbe che agire di conseguenza. Sul fronte politico, il ministro uscente Antonio Di Pietro ha stigmatizzato come illegittimo il prestito-ponte varato dal governo Prodi in accordo con Silvio Berlusconi, mentre per la Cordata italiana cui lavora Bruno Ermolli è arrivato l'auspicio del leader dei commercianti milanesi, Carlo Sangalli, che ieri ha sottolineato i segnali giunti "da Ligresti e da Tronchetti Provera". Quel che è certo, al momento, è che nello schema-Ermolli non c'è posto per Lufthansa. "La nostra posizione su Alitalia non è cambiata e non ci sono trattative in corso" ha spiegato Stephan Gemkow, direttore finanziario di Lufthansa, commentando le indiscrezioni che vedevano discussioni avanzate con lo stesso Ermolli. "Il nostro punto di vista su Alitalia" ha aggiunto "è stato confermato dagli sviluppi delle recenti settimane". Fonti tecniche, peraltro, sottolineano gli elementi di difficoltà di un'eventuale integrazione della Magliana nella compagnia tedesca, a meno che il quadro non muti bruscamente, magari in seguito alla riapertura del dossier-commissariamento. Da un lato persiste il diverso sistema di alleanze internazionali che vede Alitalia ed Air France in Sky Team, con Lufthansa in Star Alliance; dall'altro, la compagnia tedesca, fin dai tempi della trattativa per acquistare la Magliana, non ha mai nascosto di puntare al semi- monopolio sul mercato intercontinentale del nord Italia, in cui Lufthansa è il primo operatore territoriale già da prima del piano-Prato che ha sancito il declassamento di Malpensa e la drastica riduzione del ruolo di Alitalia nella brughiera. E proprio sul fronte Malpensa e sulla sua piena operatività futura, scenari nuovi potrebbero schiudersi lunedì all'assemblea degli azionisti della Sea, controllata dal Comune di Milano e partecipata dalla Provincia. "Il dehubbing operato da Alitalia per noi è cosa fatta dal settembre del 2007" ripete ormai tutti i giorni il presidente di Sea Giuseppe Bonomi. Al netto degli auspici della Regione Lombardia, che spinge per un ritorno di Alitalia a fare da hub carrier, la sensazione è che i destini, arrivati a questo punto, siano separati davvero. Politica volendo, ovviamente. Jacopo Tondelli jtondelli@corriere.it Bruno Ermolli e (sotto) Wolfgang Mayrhuber.

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Crescita in Italia, pessimismo Ue Stime verso il taglio (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-26 num: - pag: 35 categoria: REDAZIONALE Le previsioni per il 2008 Crescita in Italia, pessimismo Ue Stime verso il taglio DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES – Secondo certi esperti, per l'Italia sarà già una consolazione se il termometro si fermerà e non andrà sotto quota 0,7, là dov'era inchiodato a febbraio. Cioè crescita del prodotto interno lordo, su base annua, dello 0,7 per cento: ben al di sotto della media dei paesi Euro (1,8%) ma non proprio nella voragine. Secondo altri, tanto pessimismo è invece eccessivo. Ma chiunque abbia ragione, per tutti l'appuntamento di lunedì è fonte di preoccupazione. Lunedì, infatti, la Commissione Europea proverà la febbre ai 27 paesi dell'Unione, diffondendo le previsioni economiche di primavera sulla crescita, l'inflazione, il debito pubblico, e gli altri fattori da cui dipende il benessere o il malessere di una nazione. Come sempre, bocche cucite e massimo riserbo fino al momento della comunicazione ufficiale: ma l'umore generale è assai grigio, e la sensazione è che gran parte delle stime potrebbero essere riviste al ribasso. Quello che i tecnici della Ue chiamano l'”ambiente economico globale” è diventato “non propizio” anche in Europa, come già negli Stati Uniti. Arriva l'onda lunga delle tempeste finanziarie, del rallentamento degli Usa, delle impennate nei prezzi di carburanti e alimentari. Vi sono zone opache dove – come spiegano gli stessi tecnici- le aspettative sui livelli di produttività si sono rivelate troppo ottimistiche, e dove soprattutto “alcuni paesi dell'area Euro continuano a perdere competitività”. Fra questi paesi, non è un mistero, c'è anche l'Italia. Nel suo caso, i timori per le stime di primavera sono accentuati dalle ombre della crisi Alitalia, i cui dossier sono in queste ore su tutti i tavoli Ue. Ma se anche questa crisi non ci fosse, resterebbero i segnali premonitori lanciati a febbraio, con le ultime previsioni intermedie: crescita del Pil italiano tagliata appunto dall'1,4% del novembre 2007 allo 0,7%, prezzi al consumo in salita del 2,7%. E più ancora di questi segnali, l'altro lanciato dal Fondo monetario internazionale, che ha limato la crescita italiana allo 0,3%. Le stime della Commissione Europea sono in genere più ottimistiche di quelle del Fmi (Fondo monetario internazionale) Ma l'Italia, finora, resta sempre in fondo alla fila. Dietro questi nuvoloni, si profilano anche delle cifre più confortanti: il risanamento dei conti nel 2007, con il disavanzo pubblico calato verso il 2% del Pil, ha fruttato all'Italia i complimenti della Commissione, e fra pochi giorni quegli stessi complimenti si concretizzeranno nella chiusura della procedura di infrazione per il deficit eccessivo, che scatta quando un paese accumula un deficit superiore al 3% del suo Pil. L'Italia – come il Portogallo- ha sbagliato, ha pagato, e ora ritorna in carreggiata. Ma come ha ricordato più volte la Ue, resta un paese “a medio rischio” per la sostenibilità delle sue finanze pubbliche. E le previsioni di primavera diranno se quel rischio è già una realtà, un fatto compiuto. Luigi Offeddu.

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C ertamente (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-26 num: - pag: 37 categoria: REDAZIONALE Sotto la lente Se Sviluppo Italia diventa la Gepi C ertamente il salvataggio dell'Alitalia è entrato nella fase centrale. Con il prestito da rimborsare entro dicembre, o comunque, al massimo nei trenta giorni successivi alla privatizzazione, il tempo delle soluzioni stringe. Così sul tavolo è apparsa l'ipotesi di coinvolgere l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.A., già Sviluppo Italia. Potrebbe essere questo il veicolo in caso di intervento misto. Anche se a guardare le missione (come si dice in questi casi) indicata sul sito della società guidata da Domenico Arcuri si legge che Sviluppo Italia è impegnata per accrescere la competitività del Paese, in particolare del Mezzogiorno: "Le sue principali linee d'azione sono: 1. favorire l'attrazione di investimenti esteri qualificati 2. sviluppare l'innovazione e la competitività industriale e imprenditoriale 3. promuovere le potenzialità attrattive dei territori". Tre compiti ai quali si aggiungerebbe l'investimento in vettori aerei. Richiamando alla memoria un antico strumento utilizzato in passato per i salvataggi e ora, per fortuna, scomparso: la Gepi. (n.sa.).

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Prestito ponte, l'Europa avvia un'indagine (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Cercone: "Abbiamo preso nota, la commissione si è attivata senza aspettare denunce formali". Anche la British sul piede di guerra: "Vigileremo sul rispetto delle regole". Il Cavaliere attacca: "La Commissione non crei problemi". No comment di Bruxelles La Commissione europea non ha ancora ricevuto alcun ricorso formale da parte di Ryanair contro il prestito ponte concesso dal governo italiano ad Alitalia ma "prende nota" delle intenzioni della compagnia aerea irlandese di opporsi alla decisione e ricorda di essersi già attivata sulla questione senza aspettare denunce formali. Lo dice chiaro e tondo Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai Trasporti Jacques Barrot. "Al momento non abbiamo ricevuto formalmente il ricorso" di Ryanair, ha confermato. "Abbiamo letto gli articoli" sulla stampa e "prendiamo nota delle intezioni" della compagnia irlandese. In ogni caso, ha aggiunto il portavoce, "stiamo analizzando la questione senza aspettare ricorsi e la Commissione ha agito immediatamente per accertarsi della natura della misura" con cui è stato concesso il prestito di 300 milioni ad Alitalia. Anche perché, oltre a Ryanair, anche British Airways è sul piede di guerra e vigilerà che si rispettino le leggi comunitarie sugli aiuti di Stato. "Seguiremo da vicino la situazione - ha fatto sapere la compagnia britannica - per assicurarci che si rispettino scrupolosamente le linee indicate dalla Ue sugli aiuti di Stato". No comment invece dalla Commissione europea sulle dichiarazioni di Silvio Berlusconi secondo il quale l'Unione europea "deve aiutare a fare le cose giuste e non fare difficoltà". Il portavoce dell'esecutivo comunitario Johannes Laitenberger ha replicato che "non è abitudine della Commissione comentare qualsiasi dichiarazione del dibattito politico interno agli Stati membri". Da parte nostra, si è limitato a dire il portavoce, "non ci sono nuove informazioni da dare". Quanto alle voci di una telefonata tra Berlusconi e il presidente della Commissione Josè Manuel Barroso, Laitenberger ha detto di "non poter confermare né smentire" perchè il capo dell'esecutivo comunitario è al momento in viaggio in Cina. Il Cavaliere, intanto, torna in pista. "Mi sono impegnato di persona a salvare la nostra compagnia di bandiera. Sarà un'impresa ardua, che richiederà sacrifici: sarebbe ipocrita non dirlo. Ma ci riusciremo", assicura il premier in pectore in un'intervista al Messaggero. Secondo Berlusconi "non c'è alcuna ragione perchè il trasporto aereo in Italia non debba essere redditizio come negli altri paesi, né perché l'Italia non possa avere due grandi aeroporti, Fiumicino e Malpensa". Chi, in questi anni, "ha messo Roma contro Milano e viceversa ha fatto solo il male delle due città e dell'Italia", aggiunge Berlusconi: "Spero che continuerà a volare. Quando arriverà ad essere nuova? Penso nei tempi necessari, cioè in qualche mese. L'importante è che rimanga italiana". Ma dal Pd, è il leader dell'opposizione Walter Veltroni a partire al contrattacco: "Il fatto di far saltare l'intesa con Air France è stato del tutto irresponsabile e mette fortemente a repentaglio migliaia di posti di lavoro, il ruolo di Fiumicino e di Malpensa", fa sapere sempre al Messaggero. "Non so cosa sia questa cordata ? aggiunge l'ex sindaco di Roma ?. Ho sentito parlare di difesa della nazionalità, ma si pensa di vendere ad Aeroflot, che è la compagnia di Stato russa". Veltroni non risparmia un'altra stoccata a Berlusconi, dopo il recente incontro del Cavaliere con Putin: "Mi ha colpito l'annuncio dell'abolizione del visto per i cittadini russi. A proposito di contrasto dell'immigrazione...". (26-04-2008).

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E' il mercato speculativo che provoca le guerre del pane (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 26-04-2008)

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Sabina Morandi Allo stesso modo i capitali si sono riversati sui prodotti energetici: prima di essere venduto ogni barile di petrolio viene scambiato migliaia di volte fra traders che non hanno nulla che fare con il mondo dell'industria petrolifera o energetica, aumentando in modo esponenziale di prezzo a ogni passaggio. I traders ci guadagnano e gli automobilisti - e i camionisti, i produttori, i consumatori eccetera - piangono. Normalmente, quando il mercato si fa troppo "nervoso", la borsa ha un metodo infallibile per arginare i danni: per preservare il mercato azionario dalle avventure speculative i titoli di determinate compagnie possono venire sospesi per eccesso di rialzo o di ribasso - come è avvenuto con l'Alitalia più volte nelle ultime settimane. Per quale motivo, invece di rischiare la recessione globale, non si sospendono almeno le contrattazioni più avventate - come le varie opzioni o scommesse sui prezzi futuri del grano o dell'oro nero? E perché, invece di distribuire cibo per fronteggiare la carestia globale - mandando in rovina i contadini poveri che non troveranno più acquirenti per i loro prodotti - non si sospendono le contrattazioni su questi vitali prodotti? Non stiamo parlando ovviamente di togliere dal mercato le derrate alimentari ma di impedire lo scambio di titoli che con la produzione effettiva non hanno nulla a che fare. Impossibile? Utopico? Niente affatto. Stupisce se mai che alle nostre latitudini nessuno ne abbia ancora parlato. Un segnale in questa direzione viene dalla borsa di Addis Abeba: nel primo mercato azionario dell'Etiopia, inaugurato questa settimana, i futures sulle derrate alimentari sono tassativamente proibiti. Certo, è una borsa piccola, povera e per di più statale - la Ecx di Addis Abeba è infatti a capitale pubblico - ma, proprio per questo, può dire ad alta voce quello che altri fanno in sordina. L'India ad esempio, che di mercati azionari ne ha ben tre - e considerando la crescita economica del popoloso paese sono realtà finanziarie di tutto rispetto - ha sospeso gli scambi di futures alimentari per ben due volte nel gennaio del 2007. Iniziative che sono destinate ad avere ben poco impatto sui prezzi finché rimangono isolate - cioè finché le speculazioni possono continuare a far salire le tariffe andando a puntare le loro fiche altrove - ma difficilmente si potrà arginare la crisi globale senza mettere mano alle follie della finanza. PS: A parte i rischi d'incidente e l'irrisolto problema delle scorie, ci vogliono almeno vent'anni per lanciare un programma nucleare su larga scala, e vent'anni è la durata prevista delle riserve di uranio secondo il Pentagono. Con un serio programma di investimenti per rammodernare reti elettriche vecchie di cinquant'anni (in Italia perdono un 30 per cento d'elettricità) e un piccolo sostegno allo sviluppo delle rinnovabili, avremmo risultati sostanziosi da domani, e senza riempire il mondo di scorie radioattive. 26/04/2008.

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FT: SARà IL PRIMO TEST DI POLITICA ECONOMICA (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-04-2008)

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Ft: sarà il primo test di politica economica L'impegno per Alitalia rappresenta "il primo grande test per Berlusconi": lo scrive il Financial Times in un editoriale intitolato "l'agonia di Alitalia", in cui si afferma che la gestione della vicenda da parte del nuovo premier definirà "il tono" della futura politica economica in Italia. Secondo il Ft, il salvataggio del vettore nazionale "è una grande scommessa politica".

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DECRETO OPERATIVO ORA è IN GAZZETTA (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

IL DOCUMENTO È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto legge per il prestito "a breve termine" di 300 milioni ad Alitalia. Una somma erogata - si legge - per consentire ad Alitalia di fare fronte a pressanti fabbisogni di liquidità, ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di assicurare, per ragioni di ordine pubblico e continuità territoriale, il servizio pubblico di trasporto aereo" che vede Alitalia come vettore che maggiormente lo assicura. Si tratta - precisa il decreto legge - di un prestito di breve termine, a condizioni di mercato, della durata strettamente necessaria per non comprometterne la continuità operativa nelle more dell'insediamento del nuovo governo, ponendolo in condizione di assumere, nella pienezza dei poteri, le iniziative ritenute necessarie per rendere possibile il risanamento e il completamento del processo di privatizzazione della società". Il decreto spiega che il prestito, erogato ai sensi della legge "su interventi per i settori rilevanti dell'economia nazionale", è rimborsato "nel minore termine tra il trentesimo giorno successivo a quello della cessione dell'intera quota del capitale sociale, di titolarità del ministero dell'Economia e il 31 dicembre 2008". Il tasso di interesse applicato è equivalente, fino al 30 giugno 2008, a quelli di riferimento adottati dalla Commissione europea mentre dal primo luglio 2008 al nuovo tasso rivisto dalla stessa Commissione. Nel decreto si legge, poi, che tutti gli "atti, pagamenti e garanzie posti in essere da Alitalia", entro il termine del 31 dicembre 2008 non sono soggetti ad azione revocatoria per equiparazione alle disposizioni del regio decreto 16 marzo 1942 che disciplina il fallimento, il concordato preventivo, l'amministrazione controllata e la liquidazione coatta amministrativa. Il decreto entra in vigore con la pubblicazione e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

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CORDATA TRICOLORE, IN CAMPO ANCHE SVILUPPO ITALIA (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

IL CASO ANTONIO TROISE Roma. Nella cordata "salva-Alitalia" potrebbe esserci posto anche per Sviluppo Italia, l'Agenzia per l'attrazione degli investimenti guidata da Domenico Arcuri. Per ora è solo un'ipotesi non commentata ufficialmente dalla spa che ha la sua sede in via Calabria, a Roma. Un palazzo nel quale, nei giorni scorsi, si è visto anche il fidatissimo consigliere di Berlusconi, Gianni Letta. Un incontro durante il quale, però, non si sarebbe affatto parlato di Alitalia. A quanto risulta, però, ci sarebbero stati anche altri contatti con esponenti della nuova maggioranza. Il piano allo studio prevederebbe, in sostanza, il varo di un aumento di capitale riservato al quale parteciperebbe, con una quota anche Sviluppo Italia. L'operazione non sarebbe in contrasto con la normativa comunitaria anche se la holding è controllata interamente dal Tesoro. Infatti, l'acquisizione avverrebbe con i mezzi propri della società e, soprattutto, la sua presenza darebbe un ulteriore elemento di garanzie per le banche che, per un periodo limitato, parteciperebbero all'operazione di ricapitalizzazione. L'aumento di capitale dovrebbe essere di poco superiore al miliardo di euro. E sarebbe sottoscritto anche dalla cordata di imprenditori italiani disposti a correre in soccorso della compagnia di bandiera. Fra i nomi dati per certi, quelli di Salvatore Ligresti, di Marco Tronchetti Provera e Gilberto Benetton. Per Sviluppo Italia bisognerà attendere, invece, l'insediamento del governo Berlusconi. È ovvio che se arrivasse una richiesta esplicita da parte del neo-ministro dell'Economia, difficilmente l'agenzia potrebbe sottrarsi. Anche se, fino ad ora, la società guidata da Arcuri ha operato quasi esclusivamente sulle nuove compagnie. Più complicata, invece, la ricerca del partner industriale internazionale da affiancare alla cordata tricolore. Tutte le piste sembrano portare a Lufthansa. La compagnia offre sufficienti garanzie su Malpensa ed è per questo gradita alla Lega. Mentre, nelle scorse settimane, perfino la Cgil e la Cisl hanno tentato di mettersi in contatto con i manager tedeschi. Ma per ora, la compagnia, frena. E smentisce le indiscrezioni su presunti contatti con i manager della Magliana e con Palazzo Chigi: "La situazione rispetto ad ottobre, quando decidemmo di non partecipare alla gara non è cambiata - fanno sapere i portavoce della società - dal nostro punto di vista, l'eventuale acquisizione di Alitalia porterebbe più svantaggi che vantaggi". A destra Ligresti presidente onorario Fondiaria.

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Alitalia, Lufthansa si chiama fuori (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

IL TITOLO CROLLA IN BORSA DEL 13 PER CENTO. PUBBLICATO IL DECRETO SUL PRESTITO-PONTE DA 300 MILIONI Alitalia, Lufthansa si chiama fuori [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Anche nella lunga giornata dedicata a scogliere il rebus-governo, il Cavaliere trova un momento per dire una parola di conforto sul futuro della disastrata compagnia di bandiera. "Alitalia? Spero continui a volare". Detta da chi ne ha in mano le sorti, suona come una battuta sinistra. L'auspicata cordata italiana si sta organizzando, ma il Cavaliere sembra indicare tempi lunghi: "Quando sarà pronta la nuova compagnia? Penso nei tempi necessari, ovvero qualche mese. L'importante è che resti italiana". Il futuro prossimo resta irto di ostacoli: ieri è bastata la presa di distanza di Lufthansa (indiziata numero uno come possibile partner) per far crollare il titolo del 13%. Il prestito statale da 300 milioni arriverà nei prossimi giorni (ieri il decreto è apparso in Gazzetta Ufficiale) e prima di intervenire l'Unione europea è disposta ad attendere un po' per far emergere la cordata ed evitare che appaia come uno smaccato aiuto di Stato. Ma nel frattempo sta montando la protesta di alcuni concorrenti: Rynair, British Airways e Sas. Se si saldasse un fronte ampio, Bruxelles sarà costretta ad aprire la procedura di infrazione. Alla richiesta di Berlusconi di "non creare difficoltà" la Commissione reagisce con aplomb: "Non commentiamo le dichiarazioni", spiega il portavoce Johannes Laitenberger. "Ma valuteremo la situazione a prescindere dai ricorsi". Antonio di Pietro, che pure è ministro del governo che quel prestito lo ha deliberato, attacca: "È illegittimo. Testimonio che in Consiglio Berlusconi ha fatto avere un ultimatum: voglio 300 milioni per avere il tempo di costruire una cordata". Insomma, nonostante l'ottimismo di lungo termine del Cavaliere, il quadro dei giorni a venire è a tinte fosche. Se non bastasse ieri, in un incontro con gli analisti, è arrivata la frenata di Lufthansa. "La nostra valutazione non è cambiata", anzi "gli sviluppi delle ultime settimane hanno confermato il giudizio", fa sapere il direttore finanziario Stephan Gemkow. Inoltre "non abbiamo avviato nessun colloquio col governo o col management di Alitalia". Da tempo si vocifera di contatti fra il numero uno tedesco Wolfgang Mayrhuber e il superconsulente del Cavaliere Bruno Ermolli. Ma il fatto che Alitalia abbia avuto una nuova iniezione di danaro pubblico allontana la dura ristrutturazione che i tedeschi speravano arrivasse con il commissariamento. Molti analisti del settore si chiedono: perché il consiglio di sorveglianza di Lufthansa - ovvero l'organo che qualche mese fa disse no alla proposta messa a punto da Mayrhuber - dovrebbe cambiare idea? Una delle ipotesi è farla entrare come partner di minoranza, soluzione però che a Berlino non convince. La freddezza di Lufthansa è confermata dall'annuncio dello stesso Gemkow a rilevare la maggioranza della britannica Bmi, di cui possiede già il 30%. Sparita dall'orizzonte Aeroflot - e fatto salvo un contatto ancora tutto da verificare con Emirates - l'unico partner industriale ampiamente disponibile resta AirOne: benché sia molto più piccola di Alitalia e non goda nemmeno di ottima salute, può contare sulle opzioni per 90 nuovi Airbus. Altro discorso sono i soci finanziari. Chi più chi meno, soprattutto fra i titolari di concessioni pubbliche, le disponibilità non mancano: da Gavio (strade) ai Benetton (sono soci in alcuni aeroporti) fino ai Ligresti (Fonsai ed edilizia). Inoltre - a meno di colpi di scena - ci sarà a disposizione l'ampio portafoglio di Intesa Sanpaolo e se necessario, dello Stato. Da Fintecna (già azionista di un pezzo di Alitalia) alla Cassa Depositi e Prestiti fino all'ultima ipotesi - spuntata ieri - di Sviluppo Italia. Perché il quadro si chiarisca occorre comunque che si insedi il nuovo governo e il ministro dell'Economia, ovvero Giulio Tremonti. Il quale dovrà trovare anche una soluzione giuridica per evitare che l'eventuale vendita di Alitalia ad una cordata italiana venga contestata dai concorrenti o dalla Corte dei Conti. Una delle ipotesi è di rimettere in piedi una procedura competitiva simile a quella adottata da Tommaso Padoa-Schioppa dopo il fallimento della gara ormai un anno fa. Se esiste una classifica, la privatizzazione Alitalia potrebbe diventare presto la più lunga della storia.

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Il banchiere: "Nessuno ci metterebbe un soldo" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

La domanda è quale banca finanzierebbe un'azienda che rischia di fallire da un momento all'altro, applicando un tasso di interesse che forse non darebbero facilmente né a lei, né a me?". Davanti a un caffè insolitamente buono, un funzionario europeo che ha avuto modo di esaminare il dossier del prestito-ponte Alitalia si lascia andare a qualche considerazione che non promette nulla di buono. Il decreto n. 80 del 23 aprile afferma che la compagnia avrà il denaro che serve a tirare avanti a prezzo "equivalente a quelli di riferimento adottati dalla Commissione Ue". Il dato non è ufficiale, ma ci sono buone possibilità che sia fra il 9 e l'11%. L'omino di Palazzo Berlaymont è perplesso. "A prima vista - ammette - sembra un saldo". Proprio il servizio del prestito sarà uno degli elementi decisivi che permetteranno all'esecutivo europeo di stabilire che non si tratta di aiuto di Stato. Una circostanza, questa, che attualmente sembra destinata a essere negata solo dalla comparsa della cordata di salvataggio. In tal caso, però, il costo del denaro che ha permesso ad Alitalia di restare in piedi diventerebbe cruciale. Così si va di quesito in quesito. Esiste un istituto disposto a prestare 300 milioni all'Alitalia? "No", risponde il top manager di un'importante banca italiana che chiede l'anonimato. "Il comitato crediti non lo farebbe mai passare - spiega -, soprattutto perché c'è il rischio di un fallimento in tempi brevi che potrebbe aprire la strada a una procedimento per bancarotta fraudolenta. L'azienda è quella che è. Paradossalmente con la Parmalat del dopo crac è stato più facile. Lì, almeno, si continuava a produrre latte". Chiaro. Ma se si decidesse di farlo lo stesso? "E' una questione teorica, non c'è prezzo che possa stare in piedi", taglia corto il banchiere, per il quale il caso Alitalia è diventato "una questione dadaista, in cui apparenza e realtà non hanno più nulla a che fare l'una con l'altra". Il top manager rinuncia pertanto a ogni ulteriore analisi. Sono cose, dice, "che si commentano da sole". Ecco i numeri. Da qui al 1° luglio Alitalia dovrà versare per il prestito-ponte la media dei tassi interbancari (5,19%) più un differenziale. Le attuali regole affermano che nel caso dell'Italia lo "spread" è di 200 punti base, ovvero del 2%, ma potrebbe essere anche il doppio a seconda delle circostanze. A metà anno si cambia. Il tasso di riferimento diventa l'interbancario Ibor - che ora si trova a circa il 4,9% - con una maggiorazione legata alla solvibilità aziendale. Il funzionario europeo punta il dito sulla terza pagina della decisione pubblicata sulla Gazzetta ufficiale della Commissione Ue il 19 gennaio scorso. Se un'azienda ha un rating ottimo (da A a "tripla A") il margine oscilla da 60 a 100 punti base in relazione alle garanzie offerte. Se una si trova con rating "tripla C" e inferiore, dunque in condizioni finanziarie di difficoltà, si va da 400 a 1000 punti base, fatti salvi salvataggi e ristrutturazioni. Posto che Alitalia ha parecchi asset, stima la fonte, si potrebbe giudicare come normale il livello delle garanzie. Il che equivale a 650 punti di spread, col tasso a circa l'11,5%. Bruxelles ragiona su queste cifre, aspetta notizie degli imprenditori italiani e valuta il contesto che potrebbe rendere i saggi così bassi da violare le regole delle concorrenza. In silenzio. Berlusconi chiede un aiutino? "Non commentiamo dichiarazioni originate nel dibattito politico nazionale" dice il portavoce della Commissione, che non conferma né smentisce una telefonata fra il futuro premier e il presidente Barroso.

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"Non fateci fare i traghettatori di Air France" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Piuttosto di fare i "traghettatori" per Air France e lavorare per trasferire i passeggeri verso gli aeroporti francesi così da riempire i nuovi capienti velivoli transalpini, per risolvere il problema Alitalia va bene qualunque altra soluzione": è il pensiero condiviso dai coniugi Paolo Sodero ed Elena Bellini, entrambi novaresi dipendenti di Alitalia. Paolo Sodero, 44 anni, è primo ufficiale. Originario di Perugia, dopo un'esperienza di oltre tre lustri nell'Aeronautica Militare sui Tornado e sui G91, nel 1998 è entrato in Alitalia e si è trasferito a Novara. Quando sale a bordo di un AirBus 320 della compagnia di bandiera, va dritto nella cabina di pilotaggio. Impugnata la cloche, decolla e dirige il velivolo sulle rotte che da Malpensa o Linate portano a Tel Aviv, Il Cairo, Mosca, Kiev, Bucarest, San Pietroburgo: "Da dieci anni faccio parte dei piloti Alitalia che in questo periodo sono nell'occhio del ciclone. Da dipendenti non abbiamo accesso alla contabilità aziendale ma il balletto di cifre di questi ultimi mesi ci crea parecchi problemi. Un ministro un giorno dice una cosa per poi essere smentito poco dopo: questo tira e molla non crea serenità nei dipendenti, semina perplessità e danneggia il titolo in borsa". Sodero spiega che "fino a febbraio l' "alleanza" con Air France era promettente. Erano previsti esuberi ma sembrava che fossero previsti grossi investimenti per sviluppi futuri, con Alitalia in condizione di parità con Air France-Klm. I francesi hanno avuto accesso ai conti per due mesi e poi hanno cambiato l'offerta. A quel punto ci si è resi conto che si trattava di una liquidazione, senza negoziazione. La cosa sembrava andare bene al consiglio di amministrazione e pure al governo, tra l'altro con un taglio di 520 piloti. Gli unici che hanno tirato il freno sono stati i sindacati che hanno evidenziato la situazione di svendita". Elena Bellini, 40 anni, novarese, è responsabile di cabina. Dal 1989 lavora per Alitalia: "I guai di Alitalia sono inziati quando non si è voluto chiudere o ridimensionare Linate. Una compagnia aerea anche di grandi dimensioni segue in modo ottimale un solo hub. Al massimo due. Alitalia ha voluto provare a seguirne tre: Malpensa, Linate e Fiumicino. I risultati li stiamo vedendo in questi giorni". Paolo Sodero: "E' da sfatare la convinzione che il pilota Alitalia guadagna molto e vola Poco. Rispetto ad Air France veniamo remunerati il 30 per cento in meno e voliamo il 10 per cento in più. In merito ai criticati spostamenti con soste in albergo del personale, si era raggiunto un livello ottimale con 1350 naviganti su Milano. Quando tutto era rodato si è smontato il meccanismo riducendo i voli su Malpensa con la beffa della contemporanea apertura della nuova bretella autostradale dalla A4". "Ho visto il tricolore sulla coda dell'aereo e mi sono risentito a casa" è questa la frase che Paolo Sodero e Elena Bellini si sentono dire da molti passeggeri. "La speranza - concludono - è che l'Italia riscopra di avere una compagnia aerea diversa da un baraccone statale. La nuova Alitalia deve rinascere risanata. Se le altre compagnie sono in attivo non si capisce perchè non debba esserlo anche Alitalia".

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