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26-3-2008 #TOP
Le tratte tagliate di Alitalia su Malpensa
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Alitalia se ne va
da Malpensa, cassa integrazione per 850
Alitalia,
Berlusconi: l'Italia non deve privarsene
Dal Nord un
telegramma a Napolitano
Malpensa, un
milione di passeggeri in meno
Revocato lo
sciopero Alitalia, ma i voli a Milano non decollano
Gli imprenditori lombardi sono
furibondi: «Ci sentiamo orfani», ripetono da settimane. Orfani di Malpensa e
dell'Alitalia. Tra quattro giorni, la compagnia guidata da Maurizio Prato darà il
via al grande esodo dall'hub lombardo. Con l'entrata in vigore dell'orario
estivo, i voli settimanali effettuati da Alitalia su Malpensa passeranno dagli
attuali
«Siamo preoccupati – dicono gli imprenditori – perché non verranno cancellate
da Alitalia le sole destinazioni a lungo raggio, ma anche moltissimi
collegamenti con le principali capitali europee e numerose città del
Mezzogiorno». Il nuovo piano dei voli Alitalia da Malpensa cancella dal
tabellone degli arrivi e delle partenze destinazioni notissime e
superfrequentate dagli uomini d'affari milanesi e lombardi. Qualche esempio: i
21 collegamenti settimanali effettuati da Alitalia con Londra spariranno di
colpo; stessa sorte subiranno i voli con Francoforte, Atene, Barcellona,
Berlino, Madrid, Lione, Lisbona e Zurigo. A partire dal 30 marzo sarà ancora
possibile raggiungere queste destinazioni partendo da Malpensa, ma bisognerà
rivolgersi ad altre compagnie (per Londra è operativa la British Airways, per
Francoforte la Lufthansa e così via).
Per nove destinazioni europee (tra cui Stoccolma, Zagabria, Timisoara e Minsk),
invece, non sarà possibile rivolgersi ad altri vettori perché risultano servite
esclusivamente da Alitalia. Poi c'è un nutrito gruppo di città, tra cui
Amsterdam, Bruxelles, Mosca, Parigi, San Pietroburgo, Monaco, Vienna, che
subiranno una forte riduzione del numero di voli settimanali offerti da Alitalia.
Due esempi: i voli settimanali con Parigi Charles De Gaulle passeranno da
È bene precisare che sarà comunque possibile raggiungere tutte le principali
capitali europee, con voli Alitalia e di altre compagnie, partendo
dall'aeroporto di Milano Linate. Anzi proprio a Linate il nuovo orario di
Alitalia prevede un potenziamento dei collegamenti: le frequenze settimanali
sullo scalo cittadino passano infatti da
Tra le destinazioni intercontinentali, il quadro non riserva sorprese rispetto
alle anticipazioni delle scorse settimane: dal 30 marzo saranno cancellati i
voli di Alitalia con la Cina (Shanghai); l'India (Mumbai, Delhi); con alcune
destinazioni Nord americane (Boston, Chicago) e Sud americane (Buenos Aires).
Cancellati anche i collegamenti con Osaka Kansai, mentre i voli su Tokio
passeranno da sette a tre la settimana. Per 11 destinazioni intercontinentali,
servite solo da Alitalia, i passeggeri lombardi saranno costretti a fare scalo
in altri hub – Roma, Francoforte, Parigi, Londra – per raggiungere la meta. Tra
queste destinazioni ci sono anche Boston, Buenos Aires, Chicago, Delhi, Miami,
Mumbai, Toronto. Infine la scure di Alitalia si abbatterà anche sui voli
nazionali, con una forte diminuzione delle frequenze verso tutte le città del
Centro-Sud, Roma compresa.
Un quadro desolante, reso più cupo dalla crisi occupazionale. Domenica 30 marzo
scatterà la cassa integrazione per i dipendenti della Sea: il provvedimento,
che interesserà a rotazione 900 lavoratori, si protrarrà per 24 mesi. La Sea
stima una perdita economica di 70 milioni di euro all'anno a causa della
cancellazione dei voli decisa da Alitalia. Ma anche l'indotto è destinato a
subire forti contraccolpi dal disimpegno della compagnia pubblica e dal
declassamento dell'hub. Secondo stime della Regione Lombardia i posti a rischio
sarebbero almeno 7.500. E per molti di questi lavoratori non ci sarebbe neppure
il paracadute offerto dagli ammortizzatori sociali. Pier Luigi Bersani,
ministro dello Sviluppo economico, propone la sua ricetta per rilanciare
Malpensa: «Malpensa – dice Bersani durante il suo giro elettorale a Piacenza –
è un problema molto serio, che però si può risolvere. Serve un tavolo di
transizione in cui Governo, forze sociali, enti locali discutano delle
traiettorie future dello scalo. Vogliamo insistere sull'hub? Allora – continua
Bersani – occorre riconsiderare il sistema voli di tutto il nord Italia, ma se,
come mi pare più ragionevole, si ammette che il sistema aeroportuale è
strutturato su più poli in varie regioni, allora lavoriamo assieme per dare a
Malpensa la prospettiva di grande aeroporto, con funzioni importanti come cargo
e intercontinentali. Mentre Alitalia abbassa i voli su Malpensa, li aumenta su
Linate, segno che il sistema è molto dinamico».
ROMA - «Nessun lavoratore di Alitalia sarà lasciato per
strada e sarà disegnata una soluzione appropriata per ciascuno dei 2.100
lavoratori previsti dal piano, di cui
SPINETTA: «GIOVEDì NUOVO DOCUMENTO» - Il presidente di Air
France-Klm si è detto è pronto a presentare giovedì un documento sulla base del
quale proseguire la trattativa. «In tre anni 180 piloti giovani possono passare
in Air France su base volontaria e con la possibilità di fare carriera
velocemente». Questa, stando a quanto riferiscono fonti sindacali presenti
all'incontro, è una delle prime aperture alle richieste sindacali. «Se nel 2010
la mia ricetta non funzionasse e non si raggiungesse la redditività utile a
investire, sarebbe un mio fallimento», è quanto avrebbe detto Spinetta, secondo
quanto riferiscono fonti sindacali. Il presidente del gruppo franco-olandese ha
anche detto ai sindacati di «credere nelle possibilità di crescita per Alitalia
all'interno del gruppo Air France-Klm, se così non fosse non ci scommetterei un
solo centesimo». Spinetta non cambia comunque posizione sul futuro delle
attività full cargo di Alitalia ribadendo che il progetto di acquisizione
prevede un alleggerimento delle attività cargo per poi chiuderle nel 2010. Il
tema è tra i nodi al centro del confronto con i sindacati per l'impatto sul numero
degli esuberi previsti per i piloti.
«PASSO AVANTI» - «Siamo per proseguire la trattativa e
per fare il possibile fino in fondo per cercare un'intesa». Il segretario
generale della Filt-Cgil commenta così l'incontro con Air France-Klm
sull'offerta per l'acquisizione di Alitalia. «Il giudizio finale dovrà essere
nel merito - dice -, questo incontro rappresenta un passo avanti perché è stata
smentita la logica del prendere o lasciare che i sindacati non erano disposti
ad accettare». «Accettiamo la sfida di un futuro profittevole per Alitalia»,
dice Solari riferendosi alle parole del presidente di Air France-Klm che
prevede un successo dell'operazione con un ritorno alla redditività per
Alitalia nel 2010, ma «dobbiamo gestire l'oggi e questo significa affrontare il
nodo del perimetro aziendale, creare una chance per tutti e darci un
obiettivo».
DISTANTI SUL NODO PILOTI - Il presidente di Air
France-Klm incontrando i sindacati ha fatto «timide aperture al dialogo, ma
restiamo fermi sulle valutazioni che avevamo fatto. Sul problema dei piloti
siamo ancora molto lontani». Il presidente dell'Unione Piloti, Massimo Notaro,
ha commentato così l'offerta arrivata dal numero uno del gruppo
franco-olandese, Jean-Cyril Spinetta, di trasferire 60 piloti l'anno in tre anni
ad Air France per limitare il numero degli esuberi previsto dall'offerta di
acquisizione su Alitalia.
PRATO: «DIFFICILE ALLUNGARE I TEMPI» - Il presidente di
Alitalia, Maurizio Prato, aveva aperto il confronto con i sindacati
sottolineando che «le possibilità di dilatare i tempi sono scarse». Air France
aveva fatto sapere lunedì di avere intenzione di «trattare a oltranza» per
assicurarsi l'acquisizione del gruppo italiano, ma Prato ha reso noto di aver
avuto assicurazioni dal ministero del Tesoro che la scadenza per l'accordo
resta il 31 marzo. «Non siamo disponibili a subire i diktat di Padoa-Schioppa»,
ha risposto il segretario nazionale della Fit-Cisl, Claudio Genovesi.
IL TITOLO VOLA - E la possibilità di un'offerta di Air
France che apra la strada a un accordo migliorativo ha messo le ali al titolo
della compagnia di bandiera. Alla Borsa valori di Milano, Alitalia ha chiuso
con +32,35% a 0,45 euro, dopo numerose sospensioni al rialzo e al ribasso e
aver toccato un massimo teorico dell'87,9% e un massimo di seduta a 0,5 euro
(+44%). Al termine delle contrattazioni sono passate di mano 71,5 milioni di
azioni, vale a dire il 5,1% del capitale, quasi sette volte in più rispetto la
media giornaliera delle ultime trenta sedute pari a 11,1 milioni di pezzi scambi.
TRATTATIVE E SCADENZE - Mercoledì si terrà la
riunione del cda di Alitalia per fare il punto sul confronto in corso con Air
France-Klm e con i sindacati. Intanto trapela una nuova data nella trattativa:
l’11 aprile, scadenza entra cui il governo dovrà dare l’ok agli ammortizzatori
sociali nel caso fosse raggiunta l’intesa generale con i sindacati. Secondo
quanto risulta al Sole 24 Ore infatti, «Air France può invocare la
risoluzione dell’accordo nel caso in cui l’accordo tra Alitalia e i sindacati non
sia stato sottoscritto dal governo (in particolare dal ministero del Lavoro)
entro l’11 aprile 2008», due giorni prima delle elezioni. Si tratta, secondo il
quotidiano della Confindustria, di una clausola contenuta in un accordo quadro
tra le due compagnie firmato il 15 marzo scorso. E riguardo all'ipotesi di uno
slittamento della data del 31 marzo per continuare a oltranza la trattativa tra
sindacati e Air France fonti del ministero dell'Economia fanno sapere che la
data del 31 marzo come scadenza ultima per chiudere la trattativa tra Alitalia
e Air France-Klm «l'ha decisa il Cda di Alitalia». Se il Consiglio di
amministrazione della compagnia dovesse rinviarla nell'interesse dell'azienda
«il Tesoro in qualità di azionisita del gruppo ne prenderebbe atto».
VELTRONI: COMPAGNIA FUORI DA CONTESA ELETTORALE - Tuttavia la polemica
politica sul destino di Alitalia non si placa. «Se c’è un’altra cordata
interessata ad Alitalia deve farsi avanti ora e non dopo le elezioni ed è bene
ricordare che Berlusconi prometteva una soluzione anche nel 2004», spiega il
segretario del Pd Walter Veltroni. «Nel 2004 la stessa persona che oggi
dice di avere pronta un’altra cordata, assicurava che avrebbe trovato una
soluzione. Se c’è una cordata italiana è perfetto, ma venga avanti adesso. Non
tra un mese. Tra un mese è dopo le elezioni». Secondo Umberto Bossi,
però, la vicenda Alitalia «non è così semplice, perché quando c'è da guadagnare
gli imprenditori vengono, altrimenti è molto più difficile. Non so bene qual è
il vero progetto di Berlusconi, se lui ha imprenditori o lui stesso dando
l'esempio potrebbe attirare altri imprenditori. Un conto è Malpensa, un altro è
l'Alitalia. La prima è più facile da salvare perché si trova in un'area dove la
gente usa molto il mezzo aereo e ci potrebbe essere qualche compagnia europea
interessata, mentre l'Alitalia è un problema molto più difficile e se non trova
un compratore fallisce, questo è sicuro, oppure viene un governo che la
sostiene come in passato».
25 marzo 2008(ultima modifica: 26 marzo 2008)
Alitalia,
asse Pdl-Sinistra per la cordata che non c'è
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La vendita di Alitalia ha la capacità di far camminare a braccetto Berlusconi e Bertinotti, entrambi accomunati dalla volontà di dire no all'offerta di Air France, seppur per motivi completamente diversi. La privatizzazione poi ha messo l'un contro l'altro i ministri Bianchi e Bonino: il primo tifa apertamente AirOne e sostiene che Alitalia può sopravvivere fino a fine anno;
Caos
Alitalia: scatta il soccorso rosso per Berlusconi
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: SPONSORIZZA LA CORDATA SOSTENUTA DAL PDL Caos Alitalia: scatta il soccorso rosso per Berlusconi GIANNI DEL VECCHIO Un'alleanza di fatto, tanto innaturale quanto antica nei contenuti. È quella che negli ultimi giorni hanno stretto Pdl e Sinistra arcobaleno sulla vendita di Alitalia. Entrambi non vogliono che vada nelle mani di AirFrance ed entrambi sponsorizzano una soluzione nazionale.
Alitalia,
i bluff di Berlusconi e le opportunità del Pd
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: responsabilità quinquennali del governo di centrodestra nella gestione dell'Alitalia a causa di errori strategici dovuti ad incapacità manageriali. Le norme europee, frutto di uno sciocco ultraliberismo, impongono comportamenti antisociali anche in "tempi congiunturali". Pensare quindi ad obbligare Air France ad offerte più eque, rivisitare l'ipotesi di Passera chiedendone miglioramenti,
L'ombra
di Napoli sulla campagna elettorale
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Klm per Alitalia sono state più dure del previsto, con le azioni del vettore valutate appena 0,10 euro l'una. Ma la compagnia ha dovuto accettare: i mendicanti non hanno diritto di scegliere". Lo svizzero Le Temps commenta invece il processo a poliziotti e carabinieri responsabili delle violenze al G8 di Genova nel 2001.
"Alitalia:
nessuno resterà a casa" ( da "Stampa, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: S'allarga il fronte del rinvio "Alitalia: nessuno resterà a casa" Veltroni: pensioni più alte da luglio. Berlusconi: adeguarle al caro vita Il numero uno di Air France-Klm, Spinetta, ha detto ai sindacati che la compagnia francese è "disposta ad assumere 180 giovani piloti.
Eliminando
il voto di preferenza, la legge elettorale ha sottratto ai cittadini, e posto
nelle mani ( da "Stampa, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: È sicuramente questo il caso di Alitalia, una vicenda i cui tempi sono stati indubbiamente accelerati dalla volontà di Air France di non subire - di fronte a un deterioramento della posizione finanziaria della disgraziata "compagnia di bandiera" di 1-2 milioni di euro al giorno - i tempi della politica italiana.
Cv
Alital 1068,901<TD class ( da "Stampa, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Cv Alital 10 68,901 66,887 cv B Ifis 09 99,753 99,246 cv Bco Popol 10 100,506 100,357 cv Beni Sta 11 92,180 91,153 cv BIM 15 90,000 88,620 cv Carige 13 114,876 110,569 cv Mi-A2a 09 111,690 110,086 cv SIAS 17 92,110 92,159 cv Snia 10 101,010 101,010 cv Vitt Ass 197,000 197,000 Telecom IT CV 10 109,974 109,
Dopo
Pasqua la Borsa di Milano fa un doppio balzo con l'indice Mibtel 3,58% a 23.941
punti e l ( da "Stampa, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il titolo che è volato più in alto è quello di Alitalia che ha lucrato un +32% a 0,45 euro nel riferimento (e +33,42% nell'ultimo prezzo). E si sono viste altre crescite a due cifre: Telecom Italia +10,63% a 1,34 euro e fuori dal listino principale Risanamento ha messo a segno un +19,2% a 1,69 euro mentre le voci indicano nell'ex amministratore delegato di Tiscali,
Con
la "bretella" di Boffalora ora la Malpensa è più vicina
( da "Stampa,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: proprio nel momento in cui infuriano le polemiche su Alitalia. Da domenica lo scalo sarà direttamente collegato al Piemonte attraverso la "bretella" Boffalora-Malpensa che si stacca dall'autostrada Torino-Milano, in territorio lombardo, appena oltre il Ticino. In 30-35 minuti si potrà arivare ai parcheggi di Malpensa direttamente da Novara.
Quando
l'Alitalia lesina il Piemonte vola Emirates
( da "Stampa,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il boccone Alitalia si annuncia non facile da digerire. In attesa di sapere se brinderà a Champagne è curiosa l'evoluzione del rapporto tra vino e voli aerei. La compagnia di bandiera italiana tra i molti tagli operati nel tempo ha dato una netta sforbiciata anche alla presenza del vino nei servizi offerti a bordo.
L'annuncio
di Scajola "Berlusconi a Savona"
( da "Stampa,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: prima ha affrontato alcuni temi nazionali come il caso-Alitalia: "L'operazione in questi anni è stata seguita male. Non si può e non si deve svendere uno dei patrimoni nazionali; l'Italia ha bisogno di una sua compagnia di bandiera". Poi ha affrontato la situazione politica di Sanremo e i quattro anni di governo della sinistra: "In questa città che è sempre stata azzurra,
Da
premier Berlusconi non ha fatto nulla
( da "Stampa,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Silvio e Alitalia". Secondo il quotidiano finanziario il candidato premier del Pdl è "un politico disposto a fare qualsiasi cosa per ritornare al potere. E questa non è un gran notizia per l'Alitalia o per l'Italia", tanto più che nella sua ultima permanenza a palazzo Chigi Berlusconi "non ha trovato dei salvatori del Alitalia".
Senza
prestito ponte il crac è dietro l'angolo
( da "Stampa,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: nella migliore delle ipotesi Alitalia ha in cassa poco più di 160 milioni. La regola in uso fra le compagnie aeree prevede che il livello di liquidità minimo sia il 20% del fatturato: per Alitalia dovrebbe significare 800 milioni. Quanto può resistere così Alitalia prima di vedere piovere sul suo tavolo le istanze di fallimento dei creditori?
La
linea del Piave crolla, il 31 marzo non è più la data entro cui si salva
Alitalia. E il ( da "Stampa, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Perché il tema Alitalia riporta in auge Prodi, il suo governo, le liti tra ministri, e danneggia non poco la campagna elettorale Pd. Ecco dunque Ermete Realacci, uno dei moschettieri veltroniani, sollecitare apertamente una moratoria sull'argomento: "Che la vicenda Alitalia non debba coincidere con la fase terminale della campagna elettorale,
Domanda:
Alitalia è un moribondo in debito d'ossigeno come dice Tommaso Padoa-
( da "Stampa,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: nella migliore delle ipotesi Alitalia ha in cassa poco più di 160 milioni. La regola in uso fra le compagnie aeree prevede che il livello di liquidità minimo sia il 20% del fatturato: per Alitalia dovrebbe significare 800 milioni. Quanto può resistere così Alitalia prima di vedere piovere sul suo tavolo le istanze di fallimento dei creditori?
[FIRMA]ALESSANDRO
BARBERA ROMA Non lasceremo nessuno per strada . Jean-Cyril Spinet
( da "Stampa,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: e le nove sigle di Alitalia aprono all'accordo con Air France-Klm. In sei ore di discussione il numero uno transalpino ha rovesciato i pronostici dei giorni scorsi ed a sua volta ha aperto sui nodi della trattativa: il perimetro della nuova Alitalia e della sua flotta, il futuro dei 130 piloti del Cargo in via di chiusura e dei dipendenti dei servizi di terra di Fiumicino.
Le
Borserialzanola testa ( da "Secolo XIX, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: quindi in campo per l'acquisto dell'Alitalia resta sempre e solo Air France. In vista del nuovo piano annunciato per domani, i francesi ammorbidiscono le proposte e fanno concessioni sulla questione degli esuberi: "Nessuno resterà per strada", garantisce l'amministratore delegato Jean-Cyril Spinetta.
Air
Francerilancia: nessunoresterà a casa
( da "Secolo
XIX, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: L'incontro su alitalia politica2 cronache4 dal mondo7 attualità8 liguria11 economia13 marittimo15 spettacoli18 meteo - lotto19 lettere e rubriche20 commenti21 genova23 lettere e città29 album30 agenda31 spettacoli32 cinema & teatri33 televisione34 sport35 genova sport38 affari40 26/03/2008.
Non
è una soluzionedare pochi soldi a tutti
( da "Secolo
XIX, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: proposte sulle pensioni non raggiungono lo stesso livello di quelle del centrodestra su Alitalia, ma la campagna elettorale non sta attraversando un gran bel periodo. Speriamo negli ultimi quindici giorni. massimo baldini 26/03/2008 La proposta del Pd sulle pensioni costa 2,5 miliardi e serve a poco. Anzi, destina risorse a chi già beneficia della spesa sociale squilibrata 26/03/2008.
Il
titolo Alitalia volaa +32,35% ( da "Secolo XIX, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Klm hanno spinto il titolo Alitalia a Piazza Affari. È questo, secondo gli operatori, il principale motivo per cui i titoli della compagnia aerea italiana - nel giorno del nuovo incontro romano tra i sindacati e il numero uno di Air France, Jean-Cyril Spinetta - hanno guadagnato il 32,35% a 0,4578 euro (basti pensare che soltanto il 19 marzo era scambiato a 0,
Spinetta:
<Nessuno resterà a casa> ( da "Secolo XIX, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Spinetta: "Nessuno resterà a casa" acquisizione della compagnia di bandiera Domani nuova proposta del presidente di Air France-Klm. Sindacati cauti: giudicheremo cordata italianaIntesa Sanpaolo: Enrico Salza nega che la banca stia lavorando al dossier Alitalia 26/03/2008.
La
proposta di Spinetta ai sindacati "Non vogliamo lasciare nessuno a
casa" ( da "Quotidiano.net"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Giusto vendere Alitalia a Air France-Klm?PRODI "Cordata italiana? Sì ma non c'è" Commenti Invia commento Segnala ad un amico 25/03/2008 21:31 Mario Sono da diversi anni che ALITALIA è tenuta in piedi dal governo,sia la destra che la sinistra lo hanno fatto .
Temiamo
la psicosi come per mucca pazza ( da "Giorno, Il (Nazionale)"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il che rischia di provocare danni più grandi della crisi Alitalia, dato che la mozzarella è un prodotto destinato per il 20% all'esportazione, e con 33 mila tonnellate di produzione dà lavoro a 20 mila persone". "Il calo delle vendite di mozzarella Dop ? sostiene il presidente del Consorzio che raggruppa 131 produttori del Dop, Franco Consalvo ?
Jean-Cyril
Spinetta incontra i sindacati e rilancia: nessuno - assicura - in Alitalia rest
( da "Giorno,
Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Jean-Cyril Spinetta incontra i sindacati e rilancia: nessuno ? assicura ? in Alitalia resterà a casa. Pronti ad assumere 180 piloti - -->.
BERLINO
- LA LUFTHANSA aveva fatto un pensierino sull'Alitali
( da "Giorno,
Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, poi si è tirata indietro. Che ne pensano oggi i tedeschi di quanto sta avvenendo intorno alla nostra compagnia di bandiera? Non possiamo rilasciare una dichiarazione ufficiale, ci dicono ragionevolmente. Ogni loro parola avrebbe interpretata come un tentativo di turbare i giochi, e di scendere magari ancora in campo.
Spinetta
ci ripensa: in Alitalia Domani o venerdì la nuova proposta. I sindacati: passi
avanti ( da "Giorno, Il (Nazionale)"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: PER ALITALIA il giorno fatidico è venerdì e il mercato applaude: il numero uno di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta ha promesso per il 28 o addirittura per la sera di domani una seconda proposta ai sindacati. Nell'incontro di ieri, intanto, Spinetta ha assicurato che "nessuno resterà a casa" e che anzi Air France è pronta ad assumere 180 piloti,
Spinetta
promette ai sindacati: Alla fine nessuno resterà per strada
( da "Unita,
L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del ALITALIA Spinetta promette ai sindacati: "Alla fine nessuno resterà per strada" Masocco, Matteucci e Venturelli alle pagine 2 e 3.
Spero
si facciano passi avanti, Alitalia ha bisogno di una soluzione ai suoi problemi
strutturali ( da "Unita, L'"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del Veltroni Spero si facciano passi avanti, Alitalia ha bisogno di una soluzione ai suoi problemi strutturali.
L'amico
americano. La vicenda Alitalia dimostra che Berlusconi è più un corpora
( da "Unita,
L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "La vicenda Alitalia dimostra che Berlusconi è più un corporativo contrario alla concorrenza del libero mercato che un liberale in economia. Nella sua permanenza a Palazzo Chigi non ha trovato salvatori per Alitalia e ha traccheggiato mentre il debito della compagnia schizzava in alto.
Berlusconi
corporativo per il potere ( da "Unita, L'"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: in un editoriale dal titolo: "Silvio e Alitalia". Secondo il Wsj la vicenda Alitalia dimostra infatti che l'ex premier "si è rivelato essere più un corporativo, contrario alla concorrenza del libero mercato, piuttosto che un liberale in economia disposto a fare quello di cui l'Italia ha bisogno per riavviare la sua zoppicante economia".
Un
bambino capirebbe il bluff del Cavaliere
( da "Unita,
L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Qualcuno salverà Alitalia? "Alitalia non è una bella addormentata nel bosco in attesa di un principe azzurro che la salvi, ma una vecchia zitella piena di problemi: è una società monopolista che tratta male i propri clienti e che continua a perdere soldi. Peggio di così non si può fare".
Quegli
strani voli in Borsa ( da "Unita, L'"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La tormentatissima vicenda Alitalia non avrebbe potuto incrociare un periodo peggiore per le decisioni sulla sorte della compagnia di bandiera di quello elettorale, nel quale la distorta visione delle prerogative dell'azionista pubblico è vieppiù enfatizzata. Dallo Stato-imprenditore si rischia così, in assenza di almeno un codice etico su come affrontare questa materia,
Altalena
in Borsa: la Consob frena i politici Cardia ammonisce: meno esternazioni, solo
notizie certe e chiare, a contrattazioni chiuse
( da "Unita,
L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Parliamo dei manager di Alitalia che prendono liquidazioni gigantesche. Parliamo della casta dei manager che non pagano mai". Un epitaffio da Bruno Tabacci, la Rosa per l'Italia: "Spero si trovi un accordo nell'interesse dei lavoratori ma bisogna essere chiari: Alitalia è stato uno scandalo nazionale gestito male dai vari governi,
Berlusconi
ha paura, ma vìola le regole con le sue tv
( da "Unita,
L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sono divisi su tutto a cominciare dall'Alitalia". "Pensate, hanno annunciato l'esistenza di una nuova cordata alla fine di una festa a casa di un candidato. E' proprio vero che sul tavolo da poker della campagna elettorale viene giocato di tutto. Ora basta, è ora che la politica della furbizia lasci il posto alla serietà.
Tra
le belle coppie non c'è quella di Berlusconi
( da "Unita,
L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: a Emilio Fede la trattativa fra Alitalia e Air France proprio non piace. Acido, chiama più volte "Spinettà o Spinetta che dir si voglia" l'amministratore delegato della compagnia francese. Nella sua francofobia si fa spalleggiare dal segretario della Cisl, Bonanni, che un rimedio per la crisi Alitalia ce l'ha: usare i soldi di Enel,
Ripresa
col botto ( da "Unita, L'"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: A parte Alitalia (+33,4% a 0,46 euro), gli altri due titoli protagonisti sono stati Unipol (+12,4%) grazie ai conti 2007, e Telecom Italia (+10,6%), dopo che gli azionisti di controllo di Telco hanno rafforzato la propria posizione arrivando al 24,5% del capitale.
Ieri
il titolo Alitalia ha subito forti oscillazioni ed è stato a lungo sospeso per
eccesso di rialzo. Forse la politica si dovrebbe pronunciare su vicende simili
a Borsa chiusa ( da "Unita, L'"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del Ieri il titolo Alitalia ha subito forti oscillazioni ed è stato a lungo sospeso per eccesso di rialzo. Forse la politica si dovrebbe pronunciare su vicende simili a Borsa chiusa.
Alitalia
e quegli strani voli in Borsa ( da "Unita, L'"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: edizione del Alitalia e quegli strani voli in Borsa Angelo de Mattia Segue dalla Prima L'affollarsi di quelli che con molta prudenza Cardia definisce "desideri o finalità da raggiungere" in ordine al futuro della Compagnia suscettibili di "muovere il titolo", la necessità di distinguere progetti e obiettivi da fatti concreti - sulla base di notizie certe,
Pensioni
i fatti e i costi ( da "Unita, L'"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: cordata Alitalia pronta subito dopo il voto del 14 Aprile? No, non è così. La ricetta del Pd ha un onere contenuto rispetto ai costi esplosivi della "scala mobile dei pensionati" e ha coperture finanziarie solide. La solidità viene dalla credibilità degli interventi di riduzione e riqualificazione della spesa e dalla credibilità della misure antievasione contenute nel programma.
No
comment, solo voci e speculazioni
( da "Unita,
L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Klm sta trattando con Alitalia e noi guardiamo con interesse a questi colloqui, come tutti peraltro. Tutto il resto sono voci e speculazioni sulle quali non facciamo nessun commento". Di nuovo invocata da più parti come possibile alternativa ai francesi, la compagnia di bandiera tedesca Lufthansa, commenta così, attraverso le parole di un proprio portavoce,
Corteo
alla Magliana per seguire il confronto in diretta Presidio al centro
direzionale. Dal 31 marzo cassa integrazione per 900 lavoratori della Malpensa
( da "Unita,
L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ATTESA Si sono riuniti davanti il Centro Direzionale di Alitalia in via della Magliana a Roma. Sono centinaia i lavoratori dipendenti della compagnia di bandiera che ieri, mentre ai piani alti si decideva del futuro dell'azienda, hanno fatto sentire la loro voce. L'incontro tra il numero uno di Air France-klm, Jean Cyril Spinetta, il presidente dell'Alitalia,
Bertinotti
convoca Conferenza capigruppo ( da "Unita, L'"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: CAMERA Bertinotti convoca Conferenza capigruppo La vicenda Alitalia arriva in Parlamento. Il Presidente della Camera dei deputati, Fausto Bertinotti, ha annunciato infatti di aver convocato per la giornata di oggi, alle ore 11.30, la Conferenza dei presidenti di gruppo della Camera dei deputati. La decisione di Bertinotti fa seguito alla richiesta venuta dal gruppo di Forza Italia,
Air
France promette: nessuno resterà per strada Spinetta annuncia una nuova
proposta. Venerdì riprende la trattativa coi sindacati
( da "Unita,
L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
nessun
lavoratore di Alitalia sarà lasciato per strada" e che sarà studiata una
soluzione per ciascuno delle 2100 "eccedenze" contate dal piano, di
cui
L'ombra
della vendita sulla campagna elettorale Il Pd preoccupato: se non si chiude
entro marzo, non si parlerà d'altro
( da "Unita,
L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: In due settimane è stato in grado di "ingessare la campagna elettorale" su un argomento, come la vendita di Alitalia, trasformata in un caso di identità nazionale. Da quindici giorni non si parla d'altro. Alitalia svenduta, passata di mano e poi Malpensa, la moratoria, il tavolo con le istituzioni, e per ultimo il colpo finale: la cordata di imprenditori.
Di
OLIVIA POSANI - ROMA - DA LUGLIO aumenteremo le pensioni fin
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
26-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: Giorni che per il centrosinistra sono ulteriormente complicati dalla vicenda Alitalia. La proposta, che si rivolge al ceto medio e medio basso, riguarda i pensionati di oltre 65 anni. In caso di vittoria del Pd, questa la promessa, riceveranno da luglio una quattordicesima di circa 400 euro se percepiscono un assegno previdenziale annuo compreso tra gli 8 e i 25 mila euro.
L'INTERVISTA
L'EX AD ZANICHELLI: SE HA RAGIONE PADOA-SCHIOPPA PARIGI E' UNA SCELTA OBBLIGATA
0 Due ministri, due conti: qualcosa non va
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
26-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Due ministri dello stesso Governo dicono, l'uno, che la compagnia ha due-tre settimane di liquidità, mentre il suo collega sostiene che l'Alitalia può arrivare a fine anno. Insomma, che ha ossigeno per nove mesi". Marco Zanichelli, reggiano di sessant'anni, quindici dei quali trascorsi in Alitalia sempre in posizioni di grande importanza fino a diventare (
Di
ELENA COMELLI - MILANO - PER ALITALIA il giorno fatidico è
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: PER ALITALIA il giorno fatidico è venerdì e il mercato applaude: il numero uno di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta ha promesso per il 28 o addirittura per la sera di domani una seconda proposta ai sindacati. Nell'incontro di ieri, intanto, Spinetta ha assicurato che "nessuno resterà a casa" e che anzi Air France è pronta ad assumere 180 piloti,
Pensioni,
duello tra pd e pdl ( da "Repubblica, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Credo in Alitalia". Domani la nuova proposta ROMA - Duello a distanza tra Veltroni e Berlusconi sul tema delle pensioni. Il segretario del Pd ha proposto ieri un aumento fino a 400 euro all'anno delle minime già a partire dal luglio 2008. Immediata la replica del Cavaliere, che ha avanzato l'ipotesi di adeguare le pensioni al costo della vita.
E
il cavaliere spera ancora che si muova banca intesa - claudio tito
( da "Repubblica,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ho già avuto qualche risposta positiva". Per Silvio Berlusconi sta quasi diventando un punto d'onore. Dopo lo stop intimato la scorsa settimana ad Air France, vuole dimostrare che un'offerta "domestica" competitiva per l'acquisto di Alitalia è possibile. SEGUE A PAGINA 3.
Scala
mobile elettorale - massimo riva ( da "Repubblica, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, anche il tema delle pensioni è entrato nel tritacarne di una campagna elettorale che, col passare dei giorni, si sta sempre più allontanando dal clima iniziale di confronto un poco più serio e civile del passato. E' bastato che Walter Veltroni indicasse l'esigenza di un adeguamento del potere d'acquisto dei trattamenti di quiescenza più miseri per scatenare una vera e propria
Sit-in
dei dipendenti alla sede della magliana
( da "Repubblica,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Quasi un migliaio di dipendenti dell'Alitalia si sono riuniti in un sit-in davanti alla sede della compagnia alla Magliana, in attesa dell'incontro tra l'azienda, l'Airfrance-Klm e i rappresentanti dei lavoratori. Presenti anche alcuni dipendenti dell'Atitech di Napoli con un'enorme bandiera italiana che hanno urlato lo slogan: "L'Atitech non si tocca,
A
destra c'è chi tifa per spinetta ugl: sua l'unica offerta sul tavolo
( da "Repubblica,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: altronde la situazione di Alitalia è nota da 10 anni, gli imprenditori italiani hanno avuto tutto il tempo d'intervenire, le stesse banche, persino le più interessate, non hanno mai dato sostanza finanziaria ai vari piani di acquisto". E il tricolore? "Non lascio scappare una prospettiva concreta, per quanto difficile, in nome di una possibilità che peraltro non si è mai concretizzata.
"silvio
non è un liberista, è corporativo"
( da "Repubblica,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: osserva il quotidiano - di buone notizie per Alitalia, o per l'Italia". In un editoriale intitolato "Silvio e Alitalia" il Wsj ricorda che Berlusconi da tempo si dice a favore di "una soluzione italiana". Tuttavia, continua, "l'ultima volta in cui è stato a Palazzo Chigi Berlusconi non ha trovato alcun salvatore per Alitalia.
Veltroni:
no al poker sui lavoratori il pdl chiama prodi in parlamento
( da "Repubblica,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Perché non si sono presentati quando si è fatta la gara per comprare l'Alitalia?". Nel Pdl, mentre il portavoce di Berlusconi sottolinea che quello del leader del Pdl "è solo un appello per salvare Alitalia", toni meno drastici giungono da parte di Fini. "A me - ha detto il leader di An - non interessa se Alitalia venga acquistata da Lufthansa, da Air France, o, come auspico anch'io,
Berlusconi
insiste sulla cordata italiana "ho sentito banca intesa, è disponibile"
- (segue dalla prima pagina) claudio tito
( da "Repubblica,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: si sta concentrando sul capitolo Alitalia. Nei suoi colloqui allora avrebbe parlato di Intesa-San Paolo come di un partner pronto a finanziare l'investimento senza alcun coinvolgimento nella gestione. E qualcuno ha riferito all'ex premier che in questa ottica la Banca avrebbe rinunciato ad un investimento in una società svizzera di asset management,
Air
france rilancia su alitalia il sindacato: pronti a trattare - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dovranno dare la disponibilità a trasferirsi oltralpe LUCIO CILLIS ROMA - "Non lasceremo nessuno per strada, io scommetto sul rilancio di Alitalia entro il 2010. Se ciò non dovesse avvenire sarebbe un mio fallimento. E a me non piace fallire". Parola di Jean-Cyril Spinetta che ieri ha confermato al tavolo della trattativa per l'acquisizione di Alitalia, le indiscrezioni di Repubblica.
<Che
bello, ora gli altri ci rincorrono>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Caso Alitalia: crede alla cordata alternativa, con Berlusconi? "Alitalia è sull'orlo della chiusura, per salvarla i tempi sono strettissimi. Ci sono proposte alternative ad Air France? Almeno si manifestino, poi gli si può concedere tempo per formulare l'offerta.
Un
clamoroso ritorno dopo due anni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia ha iniziato a vendere i biglietti sul Roma-Cagliari, dicendosi pronta ad accettare gli oneri di servizio. In altre parole, Alitalia assicura di volare in determinate fasce orarie, a prezzi scontati e con tutte le garanzie per i residenti in Sardegna che attualmente vengono previste da Air One e Meridiana.
Pdl,
"patto" tra Consiglio e Parlamento
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Dal problema della sicurezza alla Alitalia, per l'ex ministro "il centrosinistra lascia un paese in declino. Vinceremo le elezioni, anche se non sarà facile governare". Annunciata anche la visita di Silvio Berlusconi nell'Isola (probabilmente verso la chiusura della campagna elettorale).
Continuità,
Alitalia non molla ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ma a tenere banco è la volontà di Alitalia di riprendere a volare per Cagliari. Alitalia non molla. Forse gli aerei con il tricolore non decolleranno il 30 marzo, come previsto, ma se ci sarà uno slittamento sarà per un periodo breve, anzi brevissimo. Il tempo necessario per tentare di trovare una soluzione: questa concessione la compagnia pubblica l'ha fatta ieri a Enac,
Spinetta
apre su piloti ed esuberi ( da "Corriere della Sera"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Oggi consiglio Alitalia Veltroni: la sola soluzione per ora è quella di Parigi. Il manager di Air France: non lasceremo a piedi nessuno, non sono abituato a fallire ROMA - Air France-Klm sfonda il muro del "no" dei sindacati di Alitalia e fissa per venerdì prossimo l'avvio della trattativa sulla base di un nuovo documento,
E
AirOne rilancia con gli Usa: da Malpensa a Boston e Chicago
( da "Corriere
della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: da Malpensa a Boston e Chicago MILANO - Alla vigilia dell'offerta finale di Air France per Alitalia, attesa per domani, AirOne rompe gli indugi e rilancia, mettendo sul piatto una serie di collegamenti intercontinentali tra l'aeroporto milanese di Malpensa e gli Stati Uniti lungo alcune delle rotte che Alitalia chiuderà a partire dalla prossima settimana.
Ma
resta lo scoglio del <ribelle> Bonanni
( da "Corriere
della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: al dilagare dei francesi nella privatizzazione di Alitalia. Un argine che però sta rischiando di diventare sempre più sottile, man mano che gli altri sindacati si stanno sfilano dal fronte contrario ai francesi, trovando punti d'incontro con il tenace presidente di Air France- Klm: il corso Jean-Cyril Spinetta.
<Silvio
( da "Corriere
della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 2008-03-26 num: - pag: 3 categoria: BREVI "Silvio e Alitalia" L'editoriale del Wsj dal titolo "Silvio e Alitalia" qualifica la posizione di Berlusconi contro la vendita della compagnia ai francesi come corporativa e avversa al libero mercato. Definendo il Cavaliere un politico disposto a tutto pur di riprendere il potere.
Il
piano ( da "Corriere della Sera"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia guidata da Maurizio Prato (nella foto), Air France ha modificato la sua originaria offerta. Le modifiche principali riguardano Alitalia Cargo e Az Servizi. Merci Per la divisione merci della compagnia di bandiera, i francesi hanno previsto la messa a terra degli aerei entro il 2010, ma tutti i 134 piloti di Alitalia Cargo verrebbero riassorbiti.
Air
France, piano più morbido ( da "Corriere della Sera"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 26 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Alitalia Arriva una nuova proposta. I sindacati pronti a trattare ma restano freddi Air France, piano più morbido Spinetta: non lasceremo nessuno per strada Svolta: Air France-Klm sfonda il muro del "no" dei sindacati di Alitalia e fissa per venerdì prossimo l'avvio della trattativa.
La
cordata del silenzio ( da "Corriere della Sera"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Gli permette di accusare Prodi di voler "svendere" Alitalia. è un modo per difendersi dalla critica di immobilismo che il Pd fa a Berlusconi, riferendosi ai cinque anni in cui governava. Anche allora - fra 2001 e 2006 - Alitalia perdeva, ma il Cavaliere non si impegnò a venderla: gliel'ha ricordato il leader centrista Pier Ferdinando Casini.
Corrono
gli indici. Rimbalza Unipol ( da "Corriere della Sera"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: attenzione degli operatori si è concentrata ancora una volta su Alitalia: i rumors sulla possibilità che si materializzi una cordata italiana hanno avuto l'effetto di spingere Air France a migliorare l'offerta. Il titolo della compagnia è così volato a 0,4578 euro, il 32,35% in più rispetto alla quotazione di riferimento di giovedì scorso.
Battaglia
al centro ( da "Corriere della Sera"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E la stessa idea della cordata nazionale per Alitalia, se duramente contrastata sul piano della serietà, può rivelarsi un boomerang per chi l'ha proposta. Sono solo esempi di confronto diretto e duro e tanti altri potrebbero aggiungersi. Siamo a una svolta ed è probabilmente un Veltroni diverso, più aggressivo, quello che vedremo in azione nei prossimi giorni.
Prestito-ponte
dalle banche E Risanamento riparte
( da "Corriere
della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: realizzando la seconda migliore performance del listino di Piazza Affari dopo quella di Alitalia. Il recupero è dovuto certamente alla giornata positiva che ha caratterizzato l'intero listino e ai dati Usa che segnalano una ripresa a febbraio del mercato immobiliare, ma soprattutto alle prospettive di un aiuto da parte del sistema bancario.
Telecom
Italia, vertice al varo ( da "Corriere della Sera"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: consulente del Tesoro nella cessione di Alitalia. I nomi saranno comunicati domani a Telco in vista del consiglio che venerdì dovrà predisporre l'elenco dei 15 nomi da cui saranno scelti i 12 consiglieri di maggioranza. Nella lista dovrebbero esserci anche Gianni Mion per Sintonia, Cesar Alierta e Julio Linares per Telefonica e Gaetano Miccichè ed Elio Catania in quota Intesa Sanpaolo.
Gli
economisti della <Voce>: partiti, parlate del Sud
( da "Corriere
della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, di come ridurre le tasse, di come spendere un po' di soldi, magari aumentando le pensioni, senza tener conto che i fondi nel bilancio pubblico non ci sono perché il deficit sta tornando al 2,5% del Pil" aggiunge Boeri. "Ai candidati chiediamo di dichiarare in modo circostanziato quali provvedimenti adotteranno,
<Veltroni
disfatta per la sinistra Di Pietro? Giustizia-spettacolo>
( da "Corriere
della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Idem su Alitalia. "Dice bugie. Non si può dire bene Fiumicino, "ma anche" Malpensa". Sulle unioni civili è pesante la stoccata al leader democratico. Nella sua esperienza da sindaco di Roma, secondo Boselli, non ha mostrato una grande indipendenza dalla Chiesa e infatti "vietò l'istituzione di un registro per le coppie di fatto"
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Vendita di Alitalia: domani nuova offerta da Air France Vendita di Alitalia: aperture di Air France che presenterà domani una nuova offerta. Il numero uno del gruppo franco- olandese all'incontro con i sindacati: nessuno resterà per strada e preannuncia il possibile trasferimento in Air France di 180 piloti in tre anni.
Lombardo:
"burocrazia da riformare"
( da "Repubblica,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: è intervenuto anche sul caso Alitalia, sottolineando la necessità di proteggere Malpensa, ma anche gli scali siciliani. "Con tutto il rispetto per Air France - ha detto - se c'è una proposta italiana che possa mantenere il controllo di Alitalia, io la preferisco. Al centro degli interessi c'è certamente la salvaguardia di Malpensa ma anche quella degli scali di Catania e Palermo"
Walter,
i socialisti e la "sconfitta calcolata"
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: i socialisti e la "sconfitta calcolata" La polemica --> ROMA L'Alitalia continua a monopolizzare l'attenzione: si tratta infatti di un caso troppo importante per poter finire oscurato da altri temi, se non altro perchè riguarda il futuro di migliaia di lavoratori. A risentirne è la campagna elettorale di Walter Veltroni.
Berlusconi-Veltroni,
sfida sulle pensioni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ROMA Mentre Alitalia continua a essere il tema più battuto della campagna elettorale, Walter Veltroni prova a mettere sotto i riflettori un'altra questione calda: le pensioni. Prima di partire per la Sicilia, regione feudo del Pdl, presenta una proposta che guarda ai ceti medi e che prevede, con il meccanismo delle detrazioni,
Di
Pietro contro Prodi: <Rinviare tutto>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La cordata made in Italy per Alitalia? "Semplicemente un appello", dice il portavoce di Silvio Berlusconi e del Popolo delle libertà, Paolo Bonaiuti, riprendendo le assicurazioni fatte dal Cavaliere la settimana prima di Pasqua. La partita per la privatizzazione, simmetricamente, vede il Pd scendere con più decisione in campo a sostegno della soluzione francese.
Tagli
e cargo, l'apertura di Air France
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: chiedono un accordo quadro su tutta Alitalia --> Ma i sindacati chiedono un accordo quadro su tutta Alitalia Si riapre uno spiraglio nella trattativa. Domani una nuova proposta e venerdì un altro incontro. ROMA "Non lasceremo nessuno a terra". "È una base per il negoziato". È cominciato e finito con queste dichiarazioni distensive il secondo incontro tra il patron di Air France -
Alitalia
in rosso, un balletto politico ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Prima Pagina Pagina 2 La compagnia che brucia milioni Alitalia in rosso, un balletto politico La compagnia che brucia milioni di Gaetano Di Chiara --> di Gaetano Di Chiara Forse non è esagerato dire che la situazione di Alitalia simbolizza quella del Paese. Nel mese di gennaio 2008 Alitalia ha bruciato 85 milioni di euro.
Continuità
territoriale, le compagnie litigano
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Prima Pagina Pagina 2 Alitalia non molla: ripartono i voli da Roma. L'Enac diffida Myair Continuità territoriale, le compagnie litigano Alitalia non molla: ripartono i voli da Roma. L'Enac diffida Myair --> Alitalia non molla. Forse gli aerei con il tricolore non decolleranno il 30 marzo, come previsto, ma con un breve slittamento.
L'ultimo
shopping per l'expo - giuseppina piano
( da "Repubblica,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: potrebbe risultare un fattore decisivo anche per il rilancio di Alitalia e dello scalo di Malpensa. Per il lavoro svolto dal governo uscente, questo obiettivo è alla portata e rappresenterebbe un'autentica svolta sia per Milano sia per l'Italia". Ottimismo, appunto. Alla vigilia della maxitrasferta annunciata verso Parigi da Milano e Roma, una cinquantina di persone tra governo,
Alitalia,
Parigi rilancia: nessuno a casa ( da "Messaggero, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il titolo vola in Borsa. La Consob vigila su eventuali abusi. Lufthansa: noi in attesa, il mercato italiano c'interessa Alitalia, Parigi rilancia: nessuno a casa Air France: domani il nuovo piano. Il sindacato prudente: passi avanti.
QUESTO
vuole essere un "Diario" di augurio e di speranza per le sorti
dell& ( da "Messaggero, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: di augurio e di speranza per le sorti dell'Alitalia. Non entro nel merito perché molti colleghi di questo giornale stanno già seguendo la vertenza. La mia è solo la preoccupazione che per un concorso di colpe molte famiglie si trovino all'improvviso in serie difficoltà. Per non dire dell'ulteriore "figuretta" fatta nei confronti dei partners europei.
ROMA
Timide aperture del presidente di Air France, Jean Cyril Spinetta, che tra
domani e venerd ( da "Messaggero, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che tra domani e venerdì presenterà una nuova offerta per rilevare Alitalia. "Non lasceremo nessuno a casa", garantisce. Cauti i sindacati. A Piazza Affari il titolo vola del 32%. Lufthansa resta in attesa: "Il mercato italiano ci interessa". Intanto Maurizio Basile lascia l'incarico di amministratore delegato di Aeroporti di Roma.
Cifre
pubblichiamo la tabella francese ( da "Riformista, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Cifre pubblichiamo la tabella francese Ecco gli esuberi di Spinetta Alitalia appalta pure le viti Ci sono anche i ventisette piloti che guidano a turno uno dei cinque aerei "full cargo" che abbiamo citato sabato scorso, per mettere in luce i paradossi più macroscopici di Alitalia. Tagliandoli tutti e cinque, come annunciato da AirFrance-Klm, ben 133 piloti perdono il posto,
Controffensiva
I sondaggi raffreddano la battaglia aerea, il Pd si butta su salari e
previdenza ( da "Riformista, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Conclusione dei ragionamenti (dei veltroniani): ci sono i margini per una controffensiva, purché si parli al paese reale. Morando non usa perifrasi: "Alitalia non conta niente elettoralmente. E i cittadini hanno la bava alla bocca per le tasse che devono pagare, anche su Alitalia". 2 Alessandro De Angelis 26/03/2008.
Sprechi
i servizi affidati in esterno ( da "Riformista, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: beneficiano di appalti Alitalia è sufficiente per immaginare i risultati riscontrati durante la due diligence effettuata da Air France. Emerge, in particolare, un caso che sintetizza eloquentemente le cattive abitudini consolidate negli anni. Nel 2006 Alitalia firma un nuovo contratto con un fornitore esterno al Gruppo per la gestione dei reclami bagagli e di quelli commerciali.
Alitalia
e voto intervista napoletana ( da "Riformista, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Qui rischia di andare fuori mercato non Alitalia, ma l'Italia tutta". Dice D'Alema che nel Berlusconi versione Alitalia la cifra prevalente è il "cinismo propagandistico". Ma non solo: "C'è l'idea assistenzialista della mano pubblica, quella di chi suggerisce al governo "date un miliardo di euro ad Alitalia a spese della collettività per una soluzione ponte,
Segue
dal loft ( da "Riformista, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ha trovato anche ampi consensi sul fronte sindacale (Epifani in primis) che su Alitalia qualche tensione col loft l'ha vissuta. E ha spiazzato la sinistra-sinistra: Bertinotti si è limitato a un "chiedo al Pd perché non sia stato possibile farlo prima". Qui si inserisce l'altro capitolo della controffensiva veltroniana.
Proposta
( da "Riformista,
Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Proposta Un referendum all'Alitalia Il capitalismo è quel sistema economico nel quale chi prende una decisione sbagliata ne sopporta i costi. Chiunque sciolga il nodo Alitalia - Prodi e Tps ora, Berlusconi o Veltroni dopo le elezioni - i primi a sentirne le conseguenze saranno i dipendenti della compagnia di bandiera.
Alitalia
( da "Riformista,
Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: un risparmiatore che avesse investito 1000 euro in azioni Alitalia nel 1987 e le avesse tenute fino alla procedura di vendita avviata dal governo Prodi avrebbe perso "soltanto" 940 euro. Avrebbe dovuto perdere anche gli altri 60 perché in questi ultimi vent'anni Alitalia ha riportato un margine operativo positivo solo due volte, qualche decina di milioni di euro nell'87 e nell'
No
comment di Lufthansa sul ritorno ( da "Tempo, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: italiana evocata da Silvio Berlusconi per aggiudicarsi Alitalia, né le dichiarazioni di Emma Bonino, secondo cui il vettore tedesco è uscito dalla gara per la compagnia di bandiera italiana per paura dei sindacati. Lo ha detto ieri Stefanie Stotz, portavoce di Lufthansa. Il peso dei sindacati in Alitalia "è stato ovviamente preso in considerazione, non ne abbiamo mai fatto mistero,
Prato
e Spinetta grandi manovratori ( da "Tempo, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: grandi manovratori Ma i sindacati bocciano i diktat La scadenza per le trattative per la cessione di Alitalia ad Air France-Klm resta fissata al 31 marzo. Lo ha detto il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, secondo quanto riferiscono fonti sindacali presenti alla riunione alla Magliana. "L'azionista Tesoro - ha detto Prato - mi ha confermato che rimane la scadenza del 31 marzo.
Bonaiuti:
Cordata italiana? Dal Cav solo un appello
( da "Tempo,
Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: it Nella lotteria per salvare Alitalia arriva una parziale frenata sulla consistenza del secondo pool di imprese e banche targato made in Italy. La precisazione è arrivata ieri dal portavoce del leader del Popolo della libertà, Paolo Bonaiuti, che ha detto che sulla possibilità di una cordata di imprenditori italiani che salvi Alitalia "Berlusconi ha fatto solo un appello"
Cardia:
La politica deve parlare a Borsa chiusa
( da "Tempo,
Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Basta analizzare le azioni di Alitalia in Borsa per capire che qualcosa perlomeno di anomalo sta accandendo. Dall'inizio dell'anno Alitalia ha perso il 52% a Piazza Affari. Non c'erano acquirenti, la compagnia era sull'orlo del fallimento e all'orizzonte AirFrance-Klm era l'unica carta da giocare per non portare i libri in tribunale.
C'ERA
un tempo, non molti anni fa, in cui la seconda serata tv ruotava su un
appuntamento fisso ( da "Messaggero, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: nel giorno di Pasqua Domenica in ha allestito un dibattito sull'Alitalia, caso drammatico, in cui a rappresentare la Francia era stata chiamata, probabilmente in mancanza di altro, Corinne Clery). Ma se ci fosse la voglia ci sarebbero altri modi, magari tenendosi buono anche quel dannatissimo totem televisivo chiamato auditel.
Lavoratori
in piazza Protesta sulle note dell'Inno di Mameli
( da "Tempo,
Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Inno di Mameli I dipendenti di Alitalia fanno sentire la loro voce. Alcune centinaia di lavoratori dell'Atitech di Napoli sono giunti in corteo di fronte alla sede di Alitalia alla Magliana a pochi minuti dall'inizio dell'incontro tra il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, il presidente dell'Alitalia, Maurizio Prato e i sindacati.
ROMA
Il target è fissato. Anche se non è stato mai ufficializzato. Tutt'altro. Jean
( da "Messaggero,
Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: chiudere la partita Alitalia insieme al governo che verrà. Lo ha ribadito più volte il top manager francese precisando che l'acquisto della nostra ex compagnia di bandiera era ed è condizionato al via libera del nuovo esecutivo. Lo hanno sempre sottolineato le organizzazioni sindacali spiegando che nell'operazione non poteva e non può non entrare il nuovo inquilino di palazzo Chigi che,
ROMA
Prime anche se vaghe aperture di Jean Cyril Spinetta. Prudenza da parte dei
sindacati ( da "Messaggero, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ROMA
- Una nuova cordata per Alitalia? Poco importa se si materializzerà davvero.
Per l ( da "Messaggero, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Una nuova cordata per Alitalia? Poco importa se si materializzerà davvero. Per la Borsa ce n'è abbastanza per alimentare la speculazione, anche ieri la vera protagonista della giornata di Borsa di Alitalia. Il bilancio della seduta si chiude così con un altro +32,35% per le azioni della compagnia di bandiera (a 0,45 euro).
Dopo
l'Alitalia, le pensioni. All'indomani dell'exploit berlusconiano di u
( da "Messaggero,
Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Dal
nostro inviato PALERMO Sbarca in Sicilia col cappotto, Walter Veltroni, e gi
( da "Messaggero,
Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: volo privato da Ciampino, niente Alitalia) lo usa come una corazza per andare lancia in resta contro il Pdl e la destra. Per la prima volta da quando è in campagna elettorale, il leader del Pd abbandona il guanto di velluto e lo schema del "confronto civile tra avversari" e veste i panni del grintoso attaccante di mischia.
Una
sortita ad uso e consumo delle tv in "berlusca style"
( da "Liberazione"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Per la vicenda Alitalia, certo. Dove per l'ennesima volta il candidato premier ha provato a dimenticarsi di Prodi ma non ha potuto spingersi fino al punto di ignorare del tutto le posizioni dei ministri in carica, dei suoi colleghi di partito. Tutti capilista del piddì e tutti filo-francesi, nella vicenda che riguarda la compagnia di bandiera.
Alitalia,
la fermezza dei sindacati convince Air France a trattare
( da "Liberazione"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la scadenza è il 31 marzo Alitalia, la fermezza dei sindacati convince Air France a trattare Roberto Farneti Sarà meglio che Romano Prodi si ricreda. Se la vendita di Alitalia ad Air France non si concluderà con una Caporetto per il paese, il merito non sarà certo dell'incapacità di negoziare dimostrata dal nostro presidente del Consiglio uscente,
Ecco
come ho vinto la voglia di non votare
( da "Tempo,
Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che ha colto a volo per riproporsi nelle vesti di sostituto procuratore della Repubblica, pur abbandonate tanti anni fa: le polemiche su Alitalia. Egli ha accusato Berlusconi di insider trading per via della cordata nazionale di imprenditori sollecitata, anche con la partecipazione dei figli, per contendere ad Air France l'acquisto della malandata compagnia di bandiera italiana.
Alitalia,
rilancio francese ( da "Tempo, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: domani nuova proposta Alitalia, rilancio francese "Nessun lavoratore di Alitalia sarà lasciato per strada e sarà disegnata una soluzione appropriata per ciascuno dei 2.100 esuberi previsti dal piano". Il presidente di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, incontro con le nove sigle sindacali di Alitalia e annuncia che è pronto a rivedere le linee guida dell'
Presidente
partiamo dalla campagna elettorale. Cosa ha
( da "Tempo,
Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, appunto. Era il caso di farlo diventare un caso elettorale? Nella vicenda Alitalia c'è stato il primo elemento negativo che è il caso Malpensa: ha portato alla compagnia oneri aggiuntivi rispetto al suo naturale hub di Fiumicino. Ora è una compagnia che non sta sul mercato.
I
ragazzi a confronto con la pinotti
( da "Repubblica,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: poi si passa al caso Alitalia. Rasetto, da trentenne, spera solo in un accordo per migliorare la rete del servizio, ricorda i tanti scioperi del passato, e fa un paragone con il Carlo Felice: "Gli scioperi vanno rispettati, ma va anche valutato che si rischia di mettere in crisi un'azienda, un teatro, fino alla chiusura".
Dal
Popolo della libertà Fini attacca La realtà è che la sinistra ha alzato le
imposte ai pensionati ( da "Stampa, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, il leader del Pd: "Sembra di essere tornati ai tempi nei quali prima delle elezioni si prometteva la scarpa destra e poi, ad elezioni fatte, quella sinistra...". E in piazza Verdi a Palermo, Veltroni picchia sulla questione del match in tv col Cavaliere: "Sottrarsi al confronto televisivo in una campagna elettorale così importante non accade in nessun Paese del mondo
Air
France rilancia: nessuno resterà a casa
( da "Secolo
XIX, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: incontro su Alitalia Spinetta anticipa ai sindacati qualche punto del nuovo piano che presenterà domani e offre di assumere nel suo gruppo 180 piloti. Titolo sospeso, poi rialzo del 32% Roma. Si dissolve l'idea della "cordata italiana" invocata da Silvio Berlusconi, quindi in campo per l'acquisto dell'Alitalia resta sempre e solo Air France.
Az
service, una galassia da 800 milioni di fatturato - luca iezzi
( da "Repubblica,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per ridurre i costi di Alitalia a svolta nella trattativa tra Alitalia e Air France. Attiva da quasi tre anni (è nata nel maggio 2005) rimane un ircocervo, una piccola galassia di società con poco meno di 800 milioni di fatturato e 7500 dipendenti. I lavoratori di Az Service si occupano di tutti gli stadi della manutenzione degli aerei Alitalia con altre due società controllate (
Meno
esuberi e garanzie per tutti spinetta gioca la carta finale - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Piacciono ai sindacati il no a diktat sulle date e le aperture sullo scalo romano ETTORE LIVINI MILANO - Il nuovo piano di Air France per Alitalia arriverà sul tavolo dei sindacati solo domani sera. Le prime aperture annunciate ieri da Parigi però lasciano già intravedere un cambio di clima nei negoziati. L'obiettivo fissato dal gruppo transalpino ? "non lasciare nessuno per strada" ?
Il
voto appeso a una cordata ( da "Manifesto, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Le difficoltà di Alitalia non nascono oggi: nel 2001 quando Berlusconi andò al governo, era già evidente che la compagnia di bandiera era sull'orlo di una crisi senza ritorno. Ma Berlusconi e Tremonti non fecero nulla per Alitalia. Anzi fecero di peggio: avallarono le ipotesi leghiste di una fusione per l'incorporazione di Alitalia in Volare,
Alitalia
appesa al negoziato ( da "Manifesto, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Scripta
manent ( da "Manifesto, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: prende spunto dalla vicenda di Alitalia e intona il de profundis per il Pd: "Se Veltroni voleva dissolvere nel ricordo degli italiani l'ombra di Prodi e delle divisioni che hanno scandito i suoi venti mesi, l'operazione è fallita. La spregiudicatezza di Berlusconi è servita, più che a salvare Alitalia, a riemescolare le carte.
Alitalia,
trattativa appesa al filo ( da "Manifesto, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Al voto Alitalia, trattativa appesa al filo Entra nel vivo il confronto tra l'acquirente e le parti sociali. "Rema contro" il ministro Padoa Schioppa, che conferma la dead line al 31 marzo, nonostante la volontà di discutere espressa da tutti gli interessati (Alitalia compresa) "Timide aperture" da parte di Air France su piloti,
Piccolo
assedio alla palazzina ( da "Manifesto, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: in fondo era anche lui seduto nei vari consigli di amministrazione dell'Alitalia negli anni della caduta), ma in ogni caso "è meglio ricordarglielo". La polizia stavolta rimane dentro il cortile, schierata all'ingresso della palazzina. Tanta, decisamente troppa. E quando arrivano altri 7-8 gipponi il commento generale è vagamente ironico "e vai con gli straordinari!
Tv,
alla fine Walter attacca Silvio ( da "Manifesto, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: momento in cui i riflettori sono tutti puntati sul caso Alitalia, che spadroneggia nei Tg del Biscione. Quello dell'ex sindaco di Roma, in realtà, non è stato un attacco frontale, anzi solo un accenno all'irrisolto conflitto del Cavaliere, facendo intendere però che la questione è aperta. L'affondo Veltroni lo ha fatto invece sul duello in tv, accusando il suo "principale avversario"
<Venerdì
un nuovo documento> ( da "Campanile, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "Venerdì un nuovo documento" ALITALIA/ Il presidente di AirFrance Spinetta delude i sindacati e rimanda tutto a fine settimana La trattativa tra Alitalia e AirFrance-Klm proseguirà a oltranza, anche oltre la data del 31 marzo, chiesta da Alitalia per ragioni di liquidità.
Alitalia
Nuova proposta di AirFrance ( da "Voce d'Italia, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: fa notare che non è stata spesa ancora nessuna parola sulla questione Alitalia Cargo mentre l'Unione Piloti sottolinea che le nuove proposte "non danno certezza della sopravvivenza di Alitalia dopo il 2010". Se come in ogni negoziato vince chi ha le coronarie più salde, forse ci sarà margine per ulteriori aggiustamenti intanto il titolo Alitalia si sta comportando bene segnando,
Alitalia:
Nuova proposta di AirFrance ( da "Voce d'Italia, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: fa notare che non è stata spesa ancora nessuna parola sulla questione Alitalia Cargo mentre l'Unione Piloti sottolinea che le nuove proposte "non danno certezza della sopravvivenza di Alitalia dopo il 2010". Se come in ogni negoziato vince chi ha le coronarie più salde, forse ci sarà margine per ulteriori aggiustamenti intanto il titolo Alitalia si sta comportando bene segnando,
D'ALEMA
(PD) ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "Dov'erano i figli di Berlusconi?" Il sarcasmo del vicepremier: " Noi abbiamo affrontato il problema Alitalia aprendo la gara. Perché i figlioli di Berlusconi non si sono presentati?".
IL
TITOLO DECOLLA A PIAZZA AFFARI SEGNA +88% E CHIUDE A +32%
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: È una banale regola matematica ed è il destino di Alitalia in questi giorni, con un valore per azione ormai di una frazione di euro contro i dodici euro degli ultimi bilanci in utile, all'inizio del decennio in corso. E così ieri si è registrato un rialzo del 32% perché le Alitalia hanno chiuso a 46 centesimi contro i 35 centesimi dell'ultima seduta prima di Pasqua.
TABACCI
(UDC) ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "Uno scandalo nazionale" L'esponente Udc attacca: " Alitalia è stato uno scandalo nazionale gestito male da governi e sindacati. Per i nostri conti è stata una sanguisuga".
CORDATA
VIRTUALE , IL GOVERNO SI RICOMPATTA
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: se Alitalia viene acquistata da Air France, Lufthansa o una cordata. A me interessa solo che Alitalia continui a volare e che l'Italia non perda il vettore di compagnia di bandiera". E se Umberto Bossi riconosce che "non è facile trovare imprenditori disponibili", Giulio Tremonti è sarcastico: "Prodi sembra al terzo mandato Iri.
Finale
di campagna col rischio ali a terra
( da "Opinione,
L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: pure malcelate nella ex maggioranza, sul futuro di Alitalia. E come direbbe l'ineffabile Dario C, inviato di punta di un grande giornale in Europa, "i problemi del Paese possono attendere". Quale Paese? Cesano Boscone o Trezzano sul Naviglio. Perché l'altro Paese, quello, in teoria, con la P maiuscola, non lo sente quasi più nessuno.
Il
fumo di Veltroni ( da "Opinione, L'"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: come insegna il caso Alitalia, l'eredità negativa del governo Prodi continua a produrre i suoi effetti perversi. Che avrebbero potuto essere bilanciati ed annullati dall'esistenza di una forte strategia politica da parte del Pd. Ma che, proprio a causa dell'assenza di questa strategia, risultano addirittura potenziati.
L'Italia
che arretra ( da "Opinione, L'"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: assieme a quella di Alitalia, può vincere il concorso quale simbolo della dabbenaggine nazionale. Assieme a Cirio e Parmalat puo raccontare la rapina ai danni del mercato. Tutti quanti sintetizzano avidità e corruzione politica, oltre che la debolezza dell'informazione economica non direttamente corriva ad interessi particolari.
Metti
Alitalia nei Tg. Tutti ( da "Opinione, L'"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: comunicando Metti Alitalia nei Tg. Tutti di Paolo Pillitteri Tutti i Tg di quest'ultima settimana, dico tutti, pubblici e privati, hanno aperto con Alitalia. Che sarà pure una importante compagnia aerea di bandiera, ma della sua crisi si discute da almeno 10 anni, diconsi dieci, vale a dire da parte di premier, ministri,
Venerdì
altro round con la nuova proposta
( da "Opinione,
L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 26 Mar 2008 Edizione 59 del 26-03-2008 LA VENDITA DI ALITALIA. SPINETTA RILANCIA Venerdì altro round con la nuova proposta di Alessandra Mieli Jean Cyril Spinetta è tornato. Dalle sue dichiarazioni sembrerebbe quasi che il |I|defensor|/I| di Alitalia sia lui, il presidente e amministratore delegato di Air France.
Intervista
a Michele Graglia / Quale futuro per il distretto aerospaziale?
( da "Opinione,
L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e quella del riconoscimento di un metadistretto aerospaziale, sono legate dai termini con cui avanziamo le nostre richieste alla politica. Per entrambe non si chiede un sostegno a realtà in crisi. Non vogliamo assistenzialismo, ma la possibilità di competere ad armi pari con altre realtà del Paese: Malpensa con gli altri aeroporti,
Quell
intesa datata 1997 Prodi-Air France
( da "Padania,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: di sbarazzarsi del problema Alitalia, scaricandolo attraverso un accordo con Air France". Ma ad un prezzo inaccettabile. "Il sacrificio di Malpensa, con la concentrazione di Alitalia a Roma". Possono convivere due hub nel Paese? "Ci sono Paesi federali con due hub che non necessariamente, vedi la Germania, si identificano con la capitale.
Il
sogno di Veltroni: <Basta parlare di Alitalia> Tremonti: <Prodi pensa
di essere ancora all Iri> ( da "Padania, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Walter Veltroni vorrebbe che di Alitalia non si parlasse fino al 13 aprile. "Sul tavolo da poker della vita politica e della campagna elettorale - dice - viene giocato tutto, anche il lavoro di migliaia di persone ma questo è inaccettabile. Se c è una cordata sull Alitalia bene, si faccia avanti subito.
Il
complotto franco-romano non fermerà il Nord
( da "Padania,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: imprenditori che riesca non tanto a salvare Alitalia, quanto a garantire un futuro al nostro hub. Certo che lo spessore politico dell Esecutivo di centrosinistra uscente, traspare anche dal fatto che tra una compagnia ormai fallita e un aeroporto che invece cresce ogni giorno che passa, qualcuno, per questioni campanilistiche, ha sempre e solo tifato per un colosso caduto in disgrazia.
Sindacati
divisi sulla trattativa ma uniti contro Palazzo Chigi
( da "Padania,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: già da tempo critico nei confronto della gestione dell affaire-Alitalia, che l altro giorno ha sbugiardato gli svenditori di palazzo Chigi, affermando una verità che era stata scritta nero su bianco dai vertici Alitalia: la compagnia italiana ha denaro sufficiente per sopravvivere fino a giugno. E ieri ha rincarato la dose: "che ci sia un urgenza è fuori di dubbio,
Prodi
vede sfumare l ultimo affare. E medita vendetta
( da "Padania,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: non ammetteva possibilità di sconfitta: il governo indice una gara per la vendita di Alitalia, indicando condizioni capestro per i potenziali acquirenti, tra cui la salvaguardia dei posti di lavoro. Tale gara va deserta, perchè, poco a poco, tutti i soggetti interessati si ritirano. A quel punto si va a trattativa privata. Con Air France.
Intanto
il nostro scalo chiude ( da "Padania, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: però il 31 marzo Alitalia dismetterà 180 voli al giorno Igor Iezzi Lo spettro della cassa integrazione per i lavoratori, il fantasma del dehubbing per lo scalo di Malpensa. Mentre a Roma si continua a trattate e il mondo politico non smette di discutere e di accapigliarsi sul futuro di Alitalia e dell aeroporto lombardo,
Lega
e Pdl: vicenda fuori controllo, i ministri riferiscano in Aula
( da "Padania,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: vuole liquidare Alitalia". "Da pessimo boiardo - osserva l ex ministro Maurizio Gasparri - Prodi è abituato a svendere le aziende di Stato procedendo in operazioni poco trasparenti. Lo stesso si voleva fare con Alitalia. Peccato che ministri del suo stesso defunto governo lo stiano sbugiardando, dando versioni opposte della stessa condizione economica della compagnia di bandiera.
Svendo
io! No tu no ( da "Padania, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: appunto quella romanocentrica guidata da Prodi e Veltroni- sul caso Alitalia. Una banda infarcita di gente che non sa più cosa dire, cosa fare, cosa negare, cosa promettere, quali balle sparare... pur di provare a salvare il deretano. Se non ci fosse da piangere, a prender le loro dichiarazioni ad una ad una ci sarebbe da ammazzarsi dalle risate.
Mauro:
<Sono in gioco tutti gli aeroporti del Nord>
( da "Padania,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia è nemico del Nord? "Sindacalmente e politicamente sì. Grazie a scelte sindacali sbagliate il Nord è condannato a pagare. Vogliamo ricordare anche l ultima mossa? L assunzione di 400 precari Alitalia in Lazio. Qui ci sono migliaia di famiglie che non sanno ancora che destino avranno perché bisogna fare il grande hub di Fiumicino e cancellare dalla faccia della terra Malpensa
C
era una corsia preferenziale per i francesi?
( da "Padania,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ai quali, forse talvolta è bene ricordarlo, appartengono sia Alitalia sia Malpensa. Dunque sarebbe il caso, come per prima ha chiesto la compagine parlamentare della Lega Nord, che il Governo provveda subito a dissolvere qualsivoglia sospetto di aver pilotato la vendita di Alitalia. E che lo faccia in Aula.
<Giovedì
nuovo piano> Spinetta tratta ma non su Malpensa
( da "Padania,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: si è impegnato a trasferire gradualmente in Air France 180 giovani piloti di Alitalia e, soprattutto, ha tolto di mezzo la spada di Damocle della scadenza del 31 marzo. Che invece, secondo quanto annunciato dal presidente di Alitalia Maurizio Prato, rimane tale e quale per il ministero del Tesoro. Durissima la risposta della Cisl.
Lega
Nord, obiettivo Pirellone ( da "Padania, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Una battuta su Alitalia: "La disponibilità da parte di Air France di modificare l'offerta significa che avevamo ragioni noi a dire che si trattava di una proposta svantaggiosa per Alitalia. Resta comunque inaccettabile il fatto che per salvare Alitalia si sacrifichi Malpensa.
Se
conosci Veltroni non lo voti ( da "Padania, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia come Alfa Romeo SERGIO CASALONE Sezione Lega Nord di Rescaldina Come mai quando l Alfa Romeo andava male ed è intervenuta la Ford per comperarla i sindacati e tutti gli organi governativi si sono opposti preferendo regalarla all odiato Agnelli della Fiat?
Non
solo i giovani oltraggiano ( da "Padania, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia come Alfa Romeo SERGIO CASALONE Sezione Lega Nord di Rescaldina Come mai quando l Alfa Romeo andava male ed è intervenuta la Ford per comperarla i sindacati e tutti gli organi governativi si sono opposti preferendo regalarla all odiato Agnelli della Fiat?
Air
France, i sindacati ora trattano E Silvio rilancia l'offerta italiana
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: incontro su Alitalia. Dal canto suo, Silvio Berlusconi ieri non ha trovato di meglio che sventolare la bandiera della cordata italiana che da qui a qualche giorno dovrebbe farsi viva anche se, specifica, ha vietato ai figli di farne parte. Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, perde la pazienza e spiega: "Non possiamo aspettare mitiche cordate.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Nel nome di una
cordata italiana, che tuttavia ancora non si vede all'orizzonte, il diavolo e
l'acqua santa si ritrovano assieme. La vendita di Alitalia ha la capacità di far camminare a braccetto Berlusconi e
Bertinotti, entrambi accomunati dalla volontà di dire no all'offerta di Air
France, seppur per motivi completamente diversi. La privatizzazione poi ha
messo l'un contro l'altro i ministri Bianchi e Bonino: il primo tifa
apertamente AirOne e sostiene che Alitalia può
sopravvivere fino a fine anno; la seconda sottolinea la crisi di
liquidità della compagnia e l'esigenza di trattare con i francesi. Trattativa
che oggi continuerà con l'incontro fra Spinetta e i sindacati.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
SINISTRA DOPO
IL NO DI BERTINOTTI AD AIR FRANCE, IL MINISTRO BIANCHI SPONSORIZZA
LA CORDATA SOSTENUTA DAL PDL Caos Alitalia: scatta
il soccorso rosso per Berlusconi GIANNI DEL VECCHIO Un'alleanza di fatto, tanto
innaturale quanto antica nei contenuti. È quella che negli ultimi giorni hanno
stretto Pdl e Sinistra arcobaleno sulla vendita di Alitalia. Entrambi
non vogliono che vada nelle mani di AirFrance ed entrambi sponsorizzano una
soluzione nazionale. Ma se Berlusconi utilizza la privatizzazione
esclusivamente per fini elettorali e propagandistici, dall'altra parte il
refrain è ancestrale: la proposta di mercato dei francesi è inaccettabile,
torniamo a una gestione pubblica della compagnia. Si tratta della classica
ricetta economica della vecchia sinistra che però, particolare di non poco
conto, è anche la causa principale del tracollo finanziario della società di
via della Magliana. Basta dare una scorsa alle dichiarazioni fatte a Pasqua e
Pasquetta dagli esponenti della Sinistra arcobaleno. Se il candidato premier
Fausto Bertinotti ha definito "irricevibile " l'offerta dei francesi,
ieri il responsabile economico di Rifondazione, Maurizio Zipponi, ha declinato
il motivo dell'opposizione. "Il Prc vigilerà contro la svendita del
patrimonio industriale statale ? ha ammonito Zipponi ?, anche perché si deve
mantenere un ruolo di indirizzo del pubblico negli asset strategici. In questo
il programma economico del Pd vecchio di trent'anni: a noi un'altra Telecom non
piace affatto ". Una posizione nella quale si rispecchiano tanti altri
"compagni" di Zipponi. Per Pino Sgobio, ex capogruppo alla camera del
Pdci, "è tempo che lo stato ritorni ad essere protagonista nei settori
strategici dell'economia, Alitalia va rilanciata con
un nuovo piano industriale". Ma chi si è pubblicamente più sbilanciato a
favore della cordata italiana, ovvero quella AirOne-Banca Intesa, è il ministro
dei trasporti Alessandro Bianchi. L'indipendente del Pdci ha chiaramente fatto
sapere di tifare per la compagnia di Carlo Toto e di voler evitare che Alitalia passi in mani transalpine. Tanto da smentire il
collega all'Economia, Padoa- Schioppa, che aveva fatto sapere come il gruppo
aereo ormai avesse poche settimane di vita. "Io sto ai dati ufficiali ? ha
dichiarato Bianchi ? e non alle dichiarazioni estemporanee. I dati ufficiali
dicono che Alitalia ha presentato qualche mese fa un
piano cosiddetto di sopravvivenza dove prevedeva che per tutto il 2008 ci
sarebbe stata liquidità sufficiente. Escludo che ci siano solo poche settimane
di sopravvivenza". Dichiarazioni che hanno fatto infuriare il Pd e
soprattutto il ministro al commercio internazionale, Emma Bonino. "È
sconcertante quello che dice il ministro dei trasporti, competente sulla
materia, perché basta andare sul sito di Alitalia e
leggere la posizione finanziaria al 31 gennaio della compagnia. A quella data
era a 282 milioni di euro. A marzo ne rimangono poco più di 100 milioni ".
Insomma uno scontro tra ministri che sottende a una visione completamente
diversa del ruolo dello stato nell'economia, del concetto di patriottismo
economico e del ruolo del mercato. Nonché una diversa valutazione della
consistenza dell'offerta AirOne. Il tutto mentre sullo sfondo continua a
campeggiare la figura di Berlusconi e della fantomatica cordata nella quale
avrebbero dovuto esserci anche i suoi figli. Anche il premier dimissionario Romano
Prodi sottolinea come quella del cavaliere non sia altro che una boutade
elettorale. "Di cose serie da parte italiana finora non ne ho viste",
ha sottolineato il Professore. Intanto oggi si terrà nel pomeriggio l'incontro
decisivo fra la compagnia francese e i sindacati per arrivare ad un accordo. Il
clima è abbastanza positivo, anche grazie alle aperture dell'ad di Air France,
Spinetta, che si è detto disponibile a trattare ad oltranza e cioè anche oltre
la data limite del 31 marzo. Cosa che fa presagire anche qualche concessione
sul piano industriale, probabilmente sugli esuberi dei piloti che fanno
servizio cargo.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
ARNALDO SCIARELLI
L'imprenditore De Benedetti al Tg1 ha affermato che tutti gli attori produttivi
hanno beneficiato dell'euro mentre i soggetti percettori di reddito fisso sono stati
devastati nell'economia familiare. Questo perché, secondo me, i prezzi al
dettaglio, grazie alle intese nascoste del governo di centrodestra con
Confcommercio e i vari Billè, non hanno subito l'obbligazione della doppia
lettura euro/lira e quindi nessun controllo. Così facendo si è prodotta una
violenza quotidiana nelle case di gran parte degli Italiani. Questa politica
nel tempo, sostenuta da filocapitalisti ottusi, blocca i consumi per mancanza
di reddito disponibile e quindi la crescita economica del paese. Crescita
economica che potrebbe essere compensata esclusivamente dalla capacità di
penetrazione in mercati non domestici, capacità che al momento non esiste.
Senza tener conto dei risvolti sociali sul territorio nazionale. Tremonti
inneggia alla socialdemocrazia, invoca Keynes, critica la globalizzazione come
Stiglitz, potrebbe suscitare addirittura l'ammirazione di Sraffa. Berlusconi
afferma che l'offerta di Air France è arrogante ed irricevibile e non posso
dargli torto. Ovviamente senza dimenticare le responsabilità
quinquennali del governo di centrodestra nella gestione dell'Alitalia a causa di errori strategici dovuti ad incapacità manageriali.
Le norme europee, frutto di uno sciocco ultraliberismo, impongono comportamenti
antisociali anche in "tempi congiunturali". Pensare quindi ad
obbligare Air France ad offerte più eque, rivisitare l'ipotesi di Passera
chiedendone miglioramenti, intravedere una cordata italiana sono
esercitazioni credibili e non dannose. Riflettere sull'intervento di Eni, Enel,
Finmeccanica e altri imprenditori privati potrebbe essere tutt'altro che
demenziale. Berlusconi spera e non bluffa con il prestito-ponte perché lo
spernacchiamento sarebbe per lui dopo insostenibile in qualità di probabile
premier incaricato. Per un paese come il nostro privarsi di una compagnia di
bandiera efficace ed efficiente, pensare allo smantellamento di Malpensa e a
esuberi eticamente insostenibili e produttori di disagio, e non soltanto di
disagio sociale, non è, questo sì, intelligente. Quindi, quando una giovane
attrice intervistata qualche giorno fa dichiara di volere un governo Veltroni-
Berlusconi, perché l'uno compensa i difetti dell'altro e viceversa, interpreta
il pensiero della maggioranza degli italiani. E conclude dicendo, con la solita
concretezza femminile: "Solo così avremo un governo stabile per
anni". Qualche candidatura che non c'è da una parte e dall'altra, pronta
ad uscire dal cilindro delle necessità istituzionali, alimenta qualche
sospetto. Ma Berlusconi dovrebbe depurare il suo universo da postfascisti e
leghisti, che sono lì, ma i voti dei quali non sarebbero più necessari. Oltre
ad avere la disponibilità di altri voti obiettivamente democratici in cerca di
collocazione operativa, vedi Rosa Bianca/Udc e Socialisti se ce la faranno. E
non è detto che il voto inutile per il senato non dia una mano al Pd evitando
premi di maggioranza regionali al centrodestra. Noi, comunque, dobbiamo
rimboccarci le maniche per difendere i risultati del 2006, nei limiti del
possibile, per combattere in Sicilia, resistere in Campania e vincere a Roma e
nel Lazio al primo turno. Il Pd è un'idea romana e Roma sarà l'interpretazione
più autentica del suo possibile divenire con un'alleanza riformista e
progressista che vuole governare intelligentemente per allontanare il pericolo
della conservazione. Pericolo che purtroppo si annida anche in una parte
politica che si dice di sinistra e pensa al '21, alla fine degli anni '40, agli
anni '50, ai primi anni '60, al dramma degli anni '70 come modello da imitare.
Dimentica dei suoi errori clamorosi degli anni '80 all'inizio degli anni '90,
errori che hanno consentito il rigurgito ufficiale e formale di una destra
fondamentalmente utilitarista che, vendendosi come nuovo e come difensore della
libertà, ha ancora di più qualunquizzato ed incasinato l'elettorato e quindi la
politica del nostro paese.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
L'ITALIA VISTA DAGLI
ALTRI L'ombra di Napoli sulla campagna elettorale "Potrebbe essere il
contrappasso ideale della società dei consumi: l'ombra dello scandalo dei
rifiuti si stende su uno dei pilastri dello stile di vita europeo". Così
il britannico Independent commenta la vicenda delle mozzarelle di bufala
campane contaminate dalla diossina. "Le associazioni di produttori stanno
facendo di tutto per prevenire la psicosi, ma è un fatto che Napoli e la sua regione
siano diventate ormai il simbolo stesso della sporcizia ", scrive il
corrispondente John Phillips. Secondo Le Monde, "alla vigilia delle
elezioni lo scandalo rifiuti sta diventando un'arma temibile nelle mani di
Silvio Berlusconi. A sinistra si vuole attribuire la responsabilità al solo
Bassolino e si ostenta ottimismo, ma dall'inizio della campagna Veltroni non ha
ancora messo piede a Napoli". L'Economist batte un altro tasto dolente
delle cronache italiane: "Le condizioni dell'offerta di Air France-Klm per Alitalia sono state più dure del previsto, con le azioni del vettore
valutate appena 0,10 euro l'una. Ma la compagnia ha dovuto accettare: i
mendicanti non hanno diritto di scegliere". Lo svizzero Le Temps commenta
invece il processo a poliziotti e carabinieri responsabili delle violenze al G8
di Genova nel 2001. "I pm hanno chiesto 76 anni di prigione per i
44 imputati, accusati di abuso d'ufficio, violenze e lesioni ? la tortura non è
prevista dal codice penale italiano. Ma in meno di un anno i reati cadranno in
prescrizione ". Il Daily Telegraph, infine, evidenzia le candidature di
Santo Versace, fratello dello stilista assassinato Gianni, dell'ex pornostar
Milly D'Abbraccio e di Emanuele Filiberto di Savoia alle prossime elezioni:
"Il ricorso a candidati "eclettici" è una tattica elettorale
comune in Italia. È stato Berlusconi ad ammettere che nel parlamento di Roma ci
sono solo 30 persone che lavorano, mentre gli altri devono solo timbrare il
cartellino e seguire la linea".
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Spinetta annuncia
una nuova proposta di Air France-Klm. Disgelo dei sindacati. S'allarga il fronte del rinvio "Alitalia: nessuno
resterà a casa" Veltroni: pensioni più alte da luglio. Berlusconi:
adeguarle al caro vita Il numero uno di Air France-Klm, Spinetta, ha detto ai
sindacati che la compagnia francese è "disposta ad assumere 180 giovani
piloti. Giovedì faremo una proposta di accordo quadro. Nessuno resterà a
casa". Disgelo dei sindacati, anche se restano cautele. Sul fronte
politico, le pensioni hanno rappresentato il tema del giorno. Veltroni ha
illustrato la proposta del Pd per aumentarle da luglio. Berlusconi ha detto che
vanno agganciate al costo della vita. DA PAGINA
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Delle forze
politiche maggiori, la scelta della maggior parte dei parlamentari; c'è quindi
una qualche soddisfazione nel constatare che la campagna elettorale sembra in
parte sottrarre alle forze politiche almeno la scelta degli argomenti della
campagna stessa. Le obbliga ad affrontare questioni scomode, che preferirebbero
evitare, o liquidare con qualche buona parola, e che emergono invece di
prepotenza, costringendo a prese di posizioni che il Pd e il PdL avrebbero
quasi certamente preferito rinviare a una data successiva al responso delle
urne. È sicuramente questo il caso di Alitalia, una vicenda i cui tempi sono stati indubbiamente accelerati
dalla volontà di Air France di non subire - di fronte a un deterioramento della
posizione finanziaria della disgraziata "compagnia di bandiera" di
1-2 milioni di euro al giorno - i tempi della politica italiana. La
decisione di Air France ha da un lato rivelato differenze sensibili tra Pd e
mondo sindacale, dall'altro indotto il PdL a scegliere la strada scivolosa di
una "cordata" di salvataggio che per ora non esiste. Qualcosa di
simile e di ugualmente scomodo potrebbe derivare da un avvenimento apparentemente
lontanissimo dalle vicende della politica italiana, ossia la visita che il
presidente francese Nicolas Sarkozy farà domani al primo ministro inglese
Gordon Brown. Durante questa visita, infatti, verrà raggiunto un accordo
preliminare tra Francia e Gran Bretagna su un argomento che in Italia rimane
largamente tabù: secondo quanto è ampiamente trapelato i leader francese e
britannico daranno il via a un accordo per progettare, costruire e vendere
congiuntamente su larga scala in tutto il mondo centrali nucleari di
"quarta generazione", il cosiddetto "nucleare pulito".
Queste centrali sono in grado - almeno secondo i loro fautori - di offrire
grandissime garanzie di sicurezza (non solo contro gli incidenti ma anche
contro l'utilizzazione del materiale fissile a scopi militari), di fornire
elettricità a costi nettamente competitivi con le fonti energetiche
tradizionali e di ridurre fortemente la quantità di scorie nucleari. La Francia
(che dal nucleare ricava l'80 per cento dell'elettricità di cui ha bisogno) e la
Gran Bretagna (che ne ricava il 20 per cento e vede avvicinarsi con
preoccupazione il giorno in cui il petrolio del Mare del Nord si esaurirà)
intendono diventare leader mondiali in questa nuova attività che ritengono
destinata a un grande futuro a livello mondiale. A questo punto sarà difficile
per i leader politici italiani evitare di impegnarsi su una questione così
sensibile. Finora essa è stata appena sfiorata dal Pd, esplicitamente nominata
ma non portata in primissimo piano dal PdL e per un motivo molto comprensibile:
si tratta di uno di quegli argomenti sui quali è più facile perdere voti che
guadagnarne perché fortemente sentiti da alcune porzioni dell'opinione pubblica
che, se risvegliate su questo punto, potrebbero rivolgere la loro attenzione a
chi è nettamente contrario (la Sinistra Arcobaleno) o nettamente favorevole
(l'Unione di Centro). L'attuale governo ha, sia pure con molta discrezione,
"riaperto i giochi" sul nucleare, ossia posto le premesse, a opera
soprattutto del ministro Bersani, perché l'Italia non sia del tutto tagliata
fuori da eventuali sviluppi industriali mondiali nel "nucleare
pulito". L'Enel parteciperà alla costruzione di una centrale nucleare in
Romania, ha acquistato una centrale nucleare in Slovacchia, e contemporaneamente
un accordo con gli Stati Uniti consente l'accesso dell'Italia al
"club" delle nuove tecnologie nucleari. Che fare di qui in avanti?
Probabilmente il Pd e il PdL potrebbero convenire su una sorta di intesa
bipartisan che abbia al primo punto una dichiarazione solenne che il nucleare
non è più tabù e che occorre quanto meno dibatterne apertamente. Ambedue
potrebbero poi concordare che l'industria italiana non può limitarsi al made in
Italy ma che deve essere favorita una sua presenza nella "grande"
tecnologia, nella quale, del resto, l'Italia vanta una lunghissima tradizione;
se quindi il progetto anglo-francese è ragionevole sul piano della sicurezza e
dell'economicità, il nuovo governo dovrebbe far di tutto perché l'Italia non ne
venga esclusa. Infine - anche se si tratta di una questione solo indirettamente
connessa con gli eventuali sviluppi nucleari a lungo termine - sia il Pd sia il
PdL dovrebbero dire come intendono rispettare gli accordi europei in materia di
inquinamento che impongono all'Italia una sensibile riduzione delle emissioni
inquinanti e quindi, presumibilmente, una nuova politica energetica che non può
realisticamente essere sostenuta solo con le energie rinnovabili (dalle quali,
d'altra parte, possono derivare danni ambientali non trascurabili). Nelle due
settimane che separano gli italiani dalla consultazione elettorale sarebbe
auspicabile che sulle questioni scomode le due forze politiche maggiori
precisassero meglio la loro posizione. L'Italia oggi sta di fatto dicendo
"no" ai termovalorizzatori e "no" alle discariche, il che
crea una situazione insostenibile (con la mozzarella di bufala messa fuorilegge
in varie parti del mondo), "no" ai rigassificatori e "no"
all'energia nucleare; e naturalmente anche "no" alla Tav. Sarebbe un
grande servizio per gli elettori, che possono scegliere i simboli ma non gli
eletti, sapere da chi vuole il loro consenso come si colloca rispetto a questi
cinque "no" e quanti e quali potrebbero diventare dei "sì".
mario.deaglio@unito.it.
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cv
Alital 10 68,901 66,887 cv B Ifis 09 99,753 99,246 cv Bco Popol 10 100,506 100,357
cv Beni Sta 11 92,180 91,153 cv BIM 15 90,000 88,620 cv Carige 13 114,876
110,569 cv Mi-A2a 09 111,690 110,086 cv SIAS 17 92,110 92,159 cv Snia 10
101,010 101,010 cv Vitt Ass 197,000 197,000 Telecom IT CV 10 109,974 109,557.
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Dopo Pasqua la Borsa
di Milano fa un doppio balzo con l'indice Mibtel +3,58% a 23.941 punti e
l'S&P/Mib +3,56% a quota 31.453 punti. Il titolo che è
volato più in alto è quello di Alitalia che ha lucrato un +32% a
0,45 euro nel riferimento (e +33,42% nell'ultimo prezzo). E si sono viste altre
crescite a due cifre: Telecom Italia +10,63% a 1,34 euro e fuori dal listino
principale Risanamento ha messo a segno un +19,2% a 1,69 euro mentre le voci
indicano nell'ex amministratore delegato di Tiscali, Tommaso Pompei,
come prossimo top manager del gruppo immobiliare. Molto bene in giornata ha
fatto la stessa Tiscali (+3,5% a 1,74 euro) e nel settore Tlc è cresciuta pure
Fastweb (+3,8% a 18,44 euro). Nel credito sono cresciuti Banco Popolare (+7,4%
a 11,03 euro), Mediobanca (+7,7% a 13,08 euro), Unicredit (+3,1% a 4,26 euro),
Intesa Sanpaolo (+3,7% a 4,5 euro), Mps (+2,9% a 2,83 euro) e Bpm (+1,4% a 7,13
euro). Nelle assicurazioni salgono Unipol (+12% a 1,85 euro), Milano (+3,9% a
4,25 euro) e Generali (+3,5% a 28,08 euro). Nell'energia buona intonazione per
Eni (+2,25% a 21,34 euro), Enel (+1,55% a 6,61 euro) e A2A (+3,3% a 2,32 euro)
e nell'industria stessa tendenza per Fiat (+3,8% a 13,66 euro) e Pirelli
(+4,96% a 0,72 euro). Seduta di lusso per Bulgari (+8,1% a 7,48 euro).
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
COLLEGAMENTI.DOMENICA
L'INAUGURAZIONE Con la "bretella" di Boffalora ora la Malpensa è più
vicina [FIRMA]GIANFRANCO QUAGLIA NOVARA Malpensa più vicina al Nordovest, proprio nel momento in cui infuriano le polemiche su Alitalia. Da domenica lo scalo sarà direttamente collegato al Piemonte
attraverso la "bretella" Boffalora-Malpensa che si stacca
dall'autostrada Torino-Milano, in territorio lombardo, appena oltre il Ticino.
In 30-35 minuti si potrà arivare ai parcheggi di Malpensa direttamente da
Novara. La nuova opera (costo 208 milioni di euro) sarà inaugurata da
Antonio Di Pietro, ministro delle infrastrutture e trasporti. Diciotto i
chilometri di tracciato, otto svincoli, 16 gallerie artificiali e altrettanti
sottopassi, due corsie per ogni senso di marcia. L'attraversamento del Parco
del Ticino ha obbligato a eseguire opere di mitigazione di impatto ambientale e
il lungo iter burocratico, avviato nel 1999 con l'accordo di programma, ha
fatto slittare i tempi. Rispetto alle previsioni (consegna entro il luglio
2006) la superstrada arriva con due anni di ritardo. Ma ora i vantaggi
compensano l'attesa: per gli automobilsiti in arrivo da Torino sulla A4, in
entrata alla barriera di Rondissone, un'ora e un quarto di tragitto o poco più,
uscendo al casello Mercallo-Mesero. La Boffalora-Malpensa anticipa la sistemazione
del collegamento stradale sul territorio piemontese, tra Oleggio (provincia di
Novara) e l'aeroporto, con l'attraversamento del Ticino. Qui, al posto del
vecchio viadotto-budello, sarà realizzato il nuovo ponte: per quest'opera sono
stati stanziati 9 milioni di euro da parte del Minsitero delle Infrastrutture,
2 milioni dalla Regione e altri 2 dalla Provincia di Novara.
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
C'è da giurare che
monsieur JeanCyril Spinetta, presidente di Air France-Klm in questi giorni
abbia ben altro a cui pensare. Il boccone Alitalia si annuncia non facile da digerire. In attesa di sapere se
brinderà a Champagne è curiosa l'evoluzione del rapporto tra vino e voli aerei.
La compagnia di bandiera italiana tra i molti tagli operati nel tempo ha dato
una netta sforbiciata anche alla presenza del vino nei servizi offerti a bordo.
Un tempo c'erano bottigliette da un bicchiere, normalmente di cantine venete o
laziali. Poi è arrivato l'embargo e il vino è sparito dalle linee
"domestiche" (dove imperano aranciata rossa, Coca Cola, the e birra
in lattina, oltre all'acqua minerale). E' rimasto nelle bottigliette sui voli
più lunghi e servito a calice solo in classe Magnifica. Per i produttori
nostrani una vetrina promozionale un po' offuscata, nonostante il "made in
Italy" enologico resti tra i grandi richiami turistici. Ma nei cieli non
c'è solo Alitalia. E ci sono vignaioli che cercano e
trovano spazi di prestigio anche su altre compagnie. E' il caso della azienda
agricola Pescaja di Cisterna d'Asti che farà volare il suo "Terre
Alfieri" sulle linee aeree degli Emirati Arabi. E' un contratto da qualche
decina di migliaia di bottiglie in due anni su tutti i voli della compagnia
"Emirates" che fa capo all'aeroporto internazionale di Dubai. Per
Beppe Guido "Pescaja" una bella soddisfazione, vedere il suo Arneis
"delle romantiche colline di Alfieri" superare le selezioni
internazionali. L'azienda (
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
IERI A SANREMO L'EX
MINISTRO HA INAUGURATO IL POINT ELETTORALE DEL PDL L'annuncio di Scajola
"Berlusconi a Savona" L'8 aprile comizio e pranzo con 1500
rappresentanti di lista [FIRMA]GIAN PIERO MORETTI SANREMO Veltroni a Sanremo la
settimana scorsa; Berlusconi a Savona l'otto aprile prossimo. La sfida fra i
candidati premier delle due più importanti coalizioni si colora di Liguria.
L'annuncio della presenza del Cavaliere a Savona è stato dato ufficialmente
ieri dall'ex ministro Claudio Scajola, a Sanremo, per inaugurare il point del
Popolo delle libertà in piazza Mameli. Berlusconi arriverà in aereo a Villanova
d'Albenga ("Non a Nizza", ha sottolineato con un sorriso Scajola,
quasi a voler ribadire il suo appoggio incondizionato allo scalo savonese), poi
nella tarda mattinata passeggiata per le strade del centro di Savona e un
comizio in piazza proprio di fronte al Palazzo comunale. "Quindi - ha
aggiunto il presidente del Copasir - un pranzo con i 1500 difensori del voto
che si sono impegnati a rappresentare il Pdl il 13 e 14 aprile in tutti i seggi
della Liguria e non i vertici del partito". Scajola, nel suo breve
intervento di fronte a centinaia di simpatizzanti, prima ha
affrontato alcuni temi nazionali come il caso-Alitalia:
"L'operazione in questi anni è stata seguita male. Non si può e non si
deve svendere uno dei patrimoni nazionali; l'Italia ha bisogno di una sua
compagnia di bandiera". Poi ha affrontato la situazione politica di
Sanremo e i quattro anni di governo della sinistra: "In questa città che è
sempre stata azzurra, l'amministrazione comunale non esiste. La città è
ferma e l'amministrazione non corrisponde alla volontà popolare. E' soltanto
pervicacemente attaccata alle poltrone. La giunta Borea è arrivata al capolinea
ammesso che sia mai partita". Poi la stoccata: "In questi quattro
anni cosa abbiamo visto? Nulla. Quattro anni fa, dopo la vittoria, Borea ha
illuso gli elettori con programmi e promesse. Ma gli unici due cantieri che
sono decollati in questi quattro anni sono quelli dell'Aurelia bis, entrambi
finanziati dal nostro governo. Purtroppo per lui Borea ha avuto la sfortuna
d'incontrare sul suo cammino il governo Prodi e il governatore Burlando e i
lavori sono stati rallentati dai loro interventi. Borea, Prodi, Burlando, una
triade davvero funesta. E non è solo sfortuna". Sulla stessa lunghezza
d'onda il presidente della Provincia, Gianni Giuliano: "Sanremo, in questa
campagna elettorale, sta ritrovando l'entusiasmo dopo un periodo in cui la
buona politica ha abbandonato la città". Certo del successo il
coordinatore provinciale del partito Maurizio Zoccarato, più volte citato da
Scajola nel suo intervento per il suo dinamismo: "La presenza continua e
costante del presidente sul territorio della Liguria, ma soprattutto nella
nostra provincia, ci assicurerà più voti di quelli che, all'inizio della sfida,
rappresentavano le nostre più rosee previsioni". "Alleanza di grande
spessore - è intervenuto il presidente provinciale di An, Paolo Strescino,
presente all'incontro - per qualcuno ancora da metabolizzare, ma certamente
vincente". Parlando della campagna elettorale nazionale, Scajola ha
aggiunto: "In Liguria sia per la Camera che per il Senato abbiamo
schierato una lista competitiva con tutti i nostri campioni; oggi anche chi nel
2006 non ci ha votato si è accorto che scegliere Veltroni significa dare il
voto a Prodi. E voglio ricordare a quanti non vogliono votare la sinistra e
hanno deciso di schierarsi con la Destra o con l'Udc che dare il voto a quei
due partiti è come votare Veltroni. E cioè Prodi". Infine ancora Savona
che, con l'arrivo di Berlusconi, diventerà il centro più importante della
campagna elettorale della Liguria. "Il venerdì prima della pausa di
riflessione - ha concluso Scajola - faremo una grande festa a Savona con tutti
i candidati della Liguria e gli uomini e le donne che ci hanno accompagnato in
questa lunga e impegnativa battaglia per riprenderci il governo
nazionale".
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Il Wall Street
Journal "Da premier Berlusconi non ha fatto nulla" La vicenda Alitalia dimostra che Silvio Berlusconi "si è rivelato
essere più corporativo e contrario alla concorrenza che liberale in
economia". È quanto sostiene l'edizione europea del Wall Street Journal,
edizione europea, in un editoriale dal titolo "Silvio
e Alitalia". Secondo il quotidiano finanziario il candidato premier
del Pdl è "un politico disposto a fare qualsiasi cosa per ritornare al
potere. E questa non è un gran notizia per l'Alitalia o per
l'Italia", tanto più che nella sua ultima permanenza a palazzo Chigi
Berlusconi "non ha trovato dei salvatori del Alitalia".
"Invece ha traccheggiato mentre il debito della compagnia schizzava in
alto arrivando a circa 1,3 miliardi di euro a gennaio", osserva il Wsj.
"Gli elettori italiani potrebbero chiedere a Berlusconi perchè non ha
venduto la quota Alitalia quando ancora valeva
qualcosa", aggiunge il quotidiano Usa. "Il leader del centrosinistra,
ex sindaco di Roma, Walter Veltroni, sostiene che Berlusconi sta adottando
comportamenti magniloquenti populisti prima delle elezioni. L'altra parte
potrebbe colpire l'ex premier più duro per non avere messo a posto l'economia
italiana, quando ne ha avuto l'occasione".
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Domanda: Alitalia è un moribondo in "debito d'ossigeno"
come dice Tommaso Padoa-Schioppa oppure il ministro dell'Economia, come ha
delicatamente sostenuto il collega Alessandro Bianchi, fa
"allarmismo"? A pagina quattro dell'ultima comunicazione alla Consob,
subito dopo la lista dei nove creditori che hanno già presentato decreto
ingiuntivo, si legge: "La società è costantemente impegnata al
mantenimento di rapporti commerciali con i propri clienti e fornitori che
garantiscano la necessaria flessibilità finanziaria a supporto della
liquidità". Lo stato di salute di Alitalia è
tutto in questo passaggio: "Costantemente impegnata al mantenimento di
rapporti commerciali". Benché fatturi quattro miliardi di euro l'anno, la
credibilità finanziaria della compagnia è ormai pari a quella di un
pizzicagnolo. I numeri non lasciano troppo spazio ai dubbi. Nel corso del 2007 Alitalia ha perso esattamente 359 milioni di euro, 983 mila
al giorno, 40.981 euro l'ora, 11,3 al secondo. Poiché la compagnia è da tempo
nella lista nera della Consob, deve aggiornare la sua situazione finanziaria
ogni mese. Quella del 31 gennaio ci dice che aveva in cassa 282 milioni di
euro. Se le condizioni fossero le stesse dell'anno scorso, forse Alitalia avrebbe di fronte a sé ancora quei "mesi"
di autonomia ipotizzati dal ministro dei Trasporti. Purtroppo, dall'autunno in
poi, la situazione non ha fatto che peggiorare. Il 30 settembre 2007, quando il
prezzo del petrolio ha cominciato a schizzare verso quota 100 dollari al
barile, la liquidità era di 442 milioni di euro. Da allora al 31 gennaio Alitalia ha bruciato 160 milioni, un milione e trecentomila
euro al giorno. Più della metà di quella cifra - 85 milioni - se ne sono andati
solo nel primo mese del 2008: più di 3,5 milioni al giorno, 59mila euro l'ora.
A quel ritmo, in ogni minuto di attività Alitalia ha
bruciato lo stipendio mensile di un suo dipendente del call center: 983 euro.
L'altro ieri Emma Bonino si è lasciata scappare che Alitalia
avrebbe in cassa poco più di cento milioni. Quale sia l'effettiva situazione
finanziaria lo sapremo entro lunedì: per allora il consiglio di amministrazione
sarà tenuto a dare lo stato dell'arte al 28 febbraio. Facciamo allora
un'ipotesi di scuola: Alitalia sta perdendo allo stesso
ritmo degli ultimi quattro mesi. Poiché dal 31 gennaio sono passati 53 giorni,
nel frattempo avrebbe perso 69 milioni. Ma il 31 marzo, come ogni anno, Alitalia deve pagare una cedola di interessi da circa 50
milioni dei "Mengozzi Bond", le obbligazioni in scadenza nel
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Palazzo, unanime,
respira di sollievo. L'ultimo "giapponese" è il solito Padoa-Schioppa,
ma a sera pure lui si arrende, dopo un colloquio con Prodi fa sapere che non si
opporrà al rinvio se a chiederlo sarà la compagnia di bandiera. Semmai lui lo
vorrebbe breve, il tempo necessario a chiudere la trattativa tra sindacati e
Air France. Ma tutto fa pensare invece che la parola "fine" arriverà
dopo il 14 aprile, data delle elezioni. Il rinvio conviene a destra, perché
solo se va al governo Berlusconi avrà gli argomenti per mettere in piedi una
cordata tricolore. E sforare i termini conviene pure a Veltroni. Perché il tema Alitalia riporta in auge Prodi, il
suo governo, le liti tra ministri, e danneggia non poco la campagna elettorale
Pd. Ecco dunque Ermete Realacci, uno dei moschettieri veltroniani, sollecitare
apertamente una moratoria sull'argomento: "Che la vicenda Alitalia non debba coincidere con la fase terminale della campagna
elettorale, mi sembrerebbe una cosa di buon senso". Di Pietro lo
sostiene da tempo, ad "aspettare tre settimane non casca il mondo".
La novità è sentir dire da Pierluigi Bersani, ministro in carica, che nuove
proposte possono arrivare entro giugno... Insomma, non c'è più quella fretta
indiavolata. L'importante adesso, secondo Veltroni, è "registrare passi
avanti nella trattativa tra i sindacati e Spinetta in attesa", si noti la
vena ironica, "di quella cordata che, al di là degli annunci fatti dopo le
cene e le feste, non si è ancora materializzata". E difatti, pure il
Cavaliere leva il piede dall'acceleratore. Si fa intervistare da "Studio
aperto", attacca Walter sulle pensioni, ma da Alitalia
si tiene al largo. Idem Bonaiuti, il Portavoce: "Non parlo, perché il
silenzio è d'obbligo". Ma come! Berlusconi ha piazzato addirittura i suoi
figli tra i potenziali acquirenti... "No, lui ha fatto solo un
appello" agli imprenditori italiani, minimizza Bonaiuti. E già un punto il
Cavaliere l'ha messo a segno: Air France pare pronta a modificare l'offerta.
Improbabile che domani sera, quando Spinetta sottoporrà ai sindacati la nuova
bozza di accordo-quadro, le riserve del Pdl vengano a cadere: resta sempre il
nodo Malpensa su cui la Lega non transige e, di conseguenza, il Cavaliere
neppure. Però, rispetto ai proclami dei giorni scorsi, si coglie una certa
prudenza verbale. Che Gianni Letta, da sempre favorevole all'affare con Air
France, sia tornato alla carica? Che Berlusconi voglia dare ascolto a Fini, al
quale Franza o Spagna fa poca differenza, purché Alitalia
"resti compagnia di bandiera"? Il vero motivo della cautela
berlusconiana è molto concreto. "Non è che una cordata di imprenditori si
tira fuori dal taschino", quasi s'arrabbia uno dei consiglieri. Bruno
Ermolli, incaricato dal Capo di raccogliere adesioni nella cosiddetta
"razza Padana", sta faticando a trovare investitori di peso. In
pratica, Berlusconi non ha niente in mano. Ligresti, ad esempio, è tra quanti
non puntano su una scommessa, vuole ben altre certezze. Berlusconi può darne
solo se torna a Palazzo Chigi, prima è impossibile. E forse anche dopo, avverte
Bossi: "Con l'aviazione non si guadagna". Il diversivo del
centrodestra consiste nell'attaccare il governo. Forza Italia e An chiedono un
dibattito parlamentare su Alitalia in cui riferisca il
premier, o quantomeno Padoa-Schioppa. L'obiettivo è ricordare all'Italia che
Prodi sta sempre a Palazzo Chigi, il rinnovamento di Veltroni è solo
maquillage. Gli argomenti contro il Professore saranno quelli anticipati da
Calderoli: il sospetto di un accordo privilegiato con Air France "è di una
gravità assoluta, la vicenda va approfondita". Giulio Tremonti conferma,
"il rapporto con Air France è stato quanto di più volutamente opaco si
potesse immaginare". Ma pure il Cavaliere si trova sotto tiro. Del
"Wall Street Journal", unico quotidiano finianziario del mondo finora
a lui non particolarmente ostile. Che lo accusa di alto tradimento per i
"vagheggiamenti" di una cordata nazionale: "Berlusconi si è
dimostrato più corporativo che liberale".
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Domanda: Alitalia è un moribondo in "debito d'ossigeno"
come dice Tommaso Padoa-Schioppa oppure il ministro dell'Economia, come ha
delicatamente sostenuto il collega Alessandro Bianchi, fa
"allarmismo"? A pagina quattro dell'ultima comunicazione alla Consob,
subito dopo la lista dei nove creditori che hanno già presentato decreto
ingiuntivo, si legge: "La società è costantemente impegnata al
mantenimento di rapporti commerciali con i propri clienti e fornitori che
garantiscano la necessaria flessibilità finanziaria a supporto della
liquidità". Lo stato di salute di Alitalia è
tutto in questo passaggio: "Costantemente impegnata al mantenimento di
rapporti commerciali". Benché fatturi quattro miliardi di euro l'anno, la
credibilità finanziaria della compagnia è ormai pari a quella di un
pizzicagnolo. I numeri non lasciano troppo spazio ai dubbi. Nel corso del 2007 Alitalia ha perso esattamente 359 milioni di euro, 983 mila
al giorno, 40.981 euro l'ora, 11,3 al secondo. Poiché la compagnia è da tempo
nella lista nera della Consob, deve aggiornare la sua situazione finanziaria
ogni mese. Quella del 31 gennaio ci dice che aveva in cassa 282 milioni di
euro. Se le condizioni fossero le stesse dell'anno scorso, forse Alitalia avrebbe di fronte a sé ancora quei "mesi"
di autonomia ipotizzati dal ministro dei Trasporti. Purtroppo, dall'autunno in
poi, la situazione non ha fatto che peggiorare. Il 30 settembre 2007, quando il
prezzo del petrolio ha cominciato a schizzare verso quota 100 dollari al
barile, la liquidità era di 442 milioni di euro. Da allora al 31 gennaio Alitalia ha bruciato 160 milioni, un milione e trecentomila
euro al giorno. Più della metà di quella cifra - 85 milioni - se ne sono andati
solo nel primo mese del 2008: più di 3,5 milioni al giorno, 59mila euro l'ora.
A quel ritmo, in ogni minuto di attività Alitalia ha
bruciato lo stipendio mensile di un suo dipendente del call center: 983 euro.
L'altro ieri Emma Bonino si è lasciata scappare che Alitalia
avrebbe in cassa poco più di cento milioni. Quale sia l'effettiva situazione
finanziaria lo sapremo entro lunedì: per allora il consiglio di amministrazione
sarà tenuto a dare lo stato dell'arte al 28 febbraio. Facciamo allora
un'ipotesi di scuola: Alitalia sta perdendo allo
stesso ritmo degli ultimi quattro mesi. Poiché dal 31 gennaio sono passati 53
giorni, nel frattempo avrebbe perso 69 milioni. Ma il 31 marzo, come ogni anno,
Alitalia deve pagare una cedola di interessi da circa
50 milioni dei "Mengozzi Bond", le obbligazioni in scadenza nel
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
[FIRMA]ALESSANDRO
BARBERA ROMA "Non lasceremo nessuno per strada". Jean-Cyril Spinetta
abbandona la tattica "prendere o lasciare" e le
nove sigle di Alitalia aprono all'accordo con Air France-Klm. In sei ore di discussione
il numero uno transalpino ha rovesciato i pronostici dei giorni scorsi ed a sua
volta ha aperto sui nodi della trattativa: il perimetro della nuova Alitalia e della sua flotta, il futuro dei 130 piloti del Cargo in via di
chiusura e dei dipendenti dei servizi di terra di Fiumicino. Tra domani
e venerdì, dopo un consiglio di amministrazione, Air France-Klm tornerà al
tavolo con una proposta "quadro" dettagliata. I sindacati parlano
tutti di "passi avanti" e sono pronti alla trattativa ad
"oltranza", anche dopo il termine del 31 marzo chiesto da Alitalia e Tesoro. Su questo ieri le due parti hanno parlato
con toni diversi: se Prato conferma il termine perentorio, fonti del Tesoro
fanno sapere la data "era stata stabilita dal consiglio di amministrazione
di Alitalia; se lo stesso consiglio ritenesse
opportuno farla slittare il Tesoro ne prenderebbe atto". In breve: la
trattativa, che sembrava su un binario morto, è ripartita. La Borsa non sembra
crederci ed il titolo Alitalia ha chiuso a +32% a 0,45
euro; come se all'orizzonte ci fosse qualcuno disposto a mettere sul piatto più
dei nove centesimi per azione offerti dai franco-olandesi. Se si dà credito
alle dichiarazioni che arrivavano ieri dal centro-destra, non c'è da attendersi
colpi di scena: quando non sembravano vere e proprie marce indietro, i leader
del Pdl e della Lega hanno mandato messaggi distensivi verso l'offerta
franco-olandese. La cordata italiana di Berlusconi? "Ci vuole discrezione,
comunque il suo era soprattutto un appello", dice il portavoce Paolo
Bonaiuti. Gianfranco Fini: "Non mi interessa chi compra Alitalia,
l'importante è che resti la compagnia di bandiera". Sulla cordata italiana
Umberto Bossi è più che scettico: "Gli imprenditori di solito si buttano
solo nelle cose in cui guadagnano, l'aviazione è un campo in cui non si
guadagna niente". Dunque disco verde per Spinetta? Il manager transalpino
sa che la strada è ancora lunga. Per il momento insiste nel vendere ai
sindacati il suo progetto: "Credo nella possibilità di crescita per Alitalia", diversamente "non ci scommetterei un
solo centesimo. Se nel 2010 la ricetta usata con successo da Air France e Klm
non avrà funzionato, sarebbe un mio fallimento. E a me non piace fallire".
Il nodo più difficile della trattativa, e che nelle prossime ore Spinetta
cercherà di sciogliere, riguarda gli oltre ottomila dipendenti dei servizi di
terra: manutenzioni, servizi aeroportuali, call center. Oltre ai 2.100 esuberi
già previsti in tutto fra attività di volo e di terra (tutti garantiti da
ammortizzatori sociali), Spinetta voleva di fatto diminuire il personale della
nuova Alitalia di altri 5.000 dipendenti. Da ieri si è
scesi a meno di quattromila: Spinetta ha preso l'impegno a verificare
l'ingresso nella nuova Alitalia di tutti i dipendenti
dei servizi aeroportuali e manutentivi di Fiumicino. Tutte le altre attività
rimarranno sotto l'ombrello pubblico di Fintecna e partecipate da Air
France-Klm-Alitalia, che garantirà un contratto di
servizio di otto anni. E Spinetta ha comunicato, addirittura, che "180
giovani piloti di Alitalia possono passare in Air
France-Klm nel giro di tre anni, su base volontaria". Tutte lr sigle sono
concordi nel dire che a queste condizioni la trattativa si può fare. L'apertura
più importante viene dalla Cgil, finora molto critica verso l'offerta
franco-olandese: "Stiamo facendo il possibile per un'intesa", dice
Fabrizio Solari della Filt. Restano più caute Anpac e Sdl. "Il negoziato
va bene, ma restano dei nodi", dice Fabrizio Tommaselli. Per i piloti
parla Fabio Berti: "Siamo cautamente ottimisti ma restiamo in attesa di
novità sul Cargo e sulla flotta".
( da "Secolo XIX, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
A Milano + 3,5% Bene
tutti i mercati europei, mentre negli Usa crolla la fiducia dei consumatori e
Wall Street ne risente negativamente 26/03/2008 Spinetta anticipa ai sindacati
qualche punto del nuovo piano che presenterà domani e offre di assumere nel suo
gruppo 180 piloti. Titolo sospeso, poi rialzo del 32% 26/03/2008 Roma. Si
dissolve l'idea della "cordata italiana" invocata da Silvio
Berlusconi, quindi in campo per l'acquisto dell'Alitalia resta sempre e solo Air France. In vista del nuovo piano
annunciato per domani, i francesi ammorbidiscono le proposte e fanno concessioni
sulla questione degli esuberi: "Nessuno resterà per strada",
garantisce l'amministratore delegato Jean-Cyril Spinetta. Air France
potrebbe assorbire 180 piloti dalla compagnia italiana. Questo però non basta
ancora ai sindacati. In Borsa picchiate e decolli: ieri il titolo è salito del
32%. G. ferrari e lombardi >> 4 26/03/2008 Roma. Walter Veltroni mette
sul piatto 2 miliardi e mezzo di euro (ricavati dalle maggiori entrate fiscali)
per proporre aumenti immediati alle pensioni minime e medie. Si tratta di una
sorta di tredicesima aggiuntiva che dovrebbe essere pagata a luglio a tutti i
pensionati con meno di 55 mila euro l'anno di reddito. Si va da 400 euro per le
pensioni più basse a circa 100 euro per quelle medio-alte. Subito ha replicato
Silvio Berlusconi: "Sarebbe un fatto di giustizia adeguare le pensioni ai
prezzi e al carovita". Un sondaggio Ipsos per il Pd, anticipato dal Secolo
XIX, prevede in Liguria la perfetta parità fra Pd e Pdl sia al Senato, sia alla
Camera. bocconetti, costante e mari >> 2 e 3 26/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
L'incontro
su alitalia politica2 cronache4 dal mondo7 attualità8 liguria11 economia13
marittimo15 spettacoli18 meteo - lotto19 lettere e rubriche20 commenti21
genova23 lettere e città29 album30 agenda31 spettacoli32 cinema & teatri33
televisione34 sport35 genova sport38 affari40 26/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Dalla prima pagina
Consapevole di questi squilibri, tipici di un paese arretrato e inadatto a
soddisfare i bisogni di un'economia post-industriale, il primo governo Prodi
istituì, più di dieci anni fa, una commissione di esperti, guidata
dall'economista Paolo Onofri, con il compito di formulare proposte per la
riforma della spesa sociale italiana. Le sue conclusioni sono ancora valide. Si
suggerisce di non ridurre la spesa di welfare, che è in linea con l'Europa, ma
di modificarne la composizione: meno pensioni a favore di un maggiore impegno
su assistenza e ammortizzatori sociali; meno trasferimenti monetari e più
servizi. Nessun governo successivo ha preso queste indicazioni sul serio. Si è
continuato anzi ad aumentare il peso relativo delle pensioni, senza fare alcuna
delle riforme di struttura di cui avremmo bisogno per avvicinarci agli standard
europei (fondo per i non autosufficienti, reddito minimo di inserimento,
ammortizzatori sociali). Il programma elettorale del Partito Democratico,
uscito un mese fa, non parla di pensioni, mentre propone alcune riforme che,
seppure timide, prefigurano il tentativo di rendere la spesa sociale più vicina
ai bisogni di una società sempre più instabile e dinamica. Si poteva pensare
che la mancanza di riferimenti alle pensioni fosse dovuta al fatto che il
governo Prodi era già intervenuto su questo fronte, rendendo più flessibili le
regole di pensionamento rispetto alla riforma Maroni e destinando ai pensionati
poveri una parte significativa dell'extragettito. Ieri peròè arrivata una
complessa integrazione al programma Pd, tutta dedicata alle pensioni. Se ne
erano dimenticati? Tenevano l'arma segreta in serbo per un momento più vicino
alla data delle elezioni? Oppure hanno deciso di aggiustare il programma per
rispondere al disagio manifestato dalle famiglie di fronte alla crescita dei
prezzi dei beni di consumo di massa? Non lo sappiamo, forse un po' tutte queste
cose assieme. Nel merito, il Pd propone di aumentare le detrazioni Irpef per i
redditi da pensione. Sulle pensioni più basse si è già intervenuti lo scorso
anno, con un bonus annuo che, per i tre milioni di persone con pensioni
inferiori ad una volta e mezzo la pensione minima, vale nel 2008 da
( da "Secolo XIX, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
A piazza affari
Speculazioni sulla possibile offerta italiana alternativa ai francesi. Scambi
pari al 5,1% del capitale 26/03/2008 Milano. Le speculazioni su una possibile
offerta italiana alternativa a quella di Air France-Klm
hanno spinto il titolo Alitalia a Piazza Affari. È questo, secondo gli operatori, il principale
motivo per cui i titoli della compagnia aerea italiana - nel giorno del nuovo
incontro romano tra i sindacati e il numero uno di Air France, Jean-Cyril
Spinetta - hanno guadagnato il 32,35% a 0,4578 euro (basti pensare che soltanto
il 19 marzo era scambiato a 0,191), dopo aver aperto le contrattazioni
in ritardo, perché non riuscivano a far prezzo per eccesso di rialzo, e dopo
diverse sospensioni che si sono succedute nel corso della giornata, sia al
rialzo sia al ribasso (0,408 il minimo fatto registrare nella giornata). Alle
nove del mattino il titolo veniva escluso dalle contrattazioni per la prima
volta, proprio nel momento in cui arrivava a toccare addirittura un massimo
teorico dell'87,92%. Il massimo di seduta è stato toccato a quota 0,5 euro, con
una performance percentuale pari al 44,55%. Estremamente sostenuti gli scambi:
sono infatti passati di mano 71,5 milioni di pezzi, pari al 5,1% del capitale,
quasi sette volte in più rispetto la media giornaliera delle ultime trenta
sedute pari a 11,1 milioni di pezzi scambiati. Alla chiusura della giornata Alitalia è risultata la migliore sul listino milanese che,
alla pari delle altre borse europee, ha vissuto una giornata di euforia. Oggi,
con il faro della Consob sempre acceso proprio perché si temono forti
speculazioni sul titolo, sarà una nuova giornata di tensione. I mercati,
infatti, sono chiamati a rispondere alle novità illustrate dal piano di
acquisto da parte del gruppo franco-olandese, ma anche alle incertezze legate
alla possibile cordata italiana di cui si sta parlando da giorni, ma che,
concretamente non esce ancora alla scoperto. R. E. 26/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Spinetta:
"Nessuno resterà a casa" acquisizione della compagnia di bandiera
Domani nuova proposta del presidente di Air France-Klm. Sindacati cauti:
giudicheremo cordata italianaIntesa Sanpaolo: Enrico Salza nega che la banca
stia lavorando al dossier Alitalia 26/03/2008.
( da "Quotidiano.net" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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Annunci legali IL NODO ALITALIA La proposta di Spinetta ai sindacati "Non
vogliamo lasciare nessuno a casa" Ripresa la trattativa tra Spinetta e i
sindacati: entro venerdì la nuova proposta di Air France. Sul tavolo una
riduzione degli esuberi dei piloti. Damiano: "Un accordo serve"
Commenta Roma, 25 marzo 2008 - Arriva un nuovo piano per Alitalia:
il numero uno di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta presenterà una seconda
proposta ai sindacati venerdì prossimo, mentre lunedì 31 marzo scadono i
termini per il negoziato. Nonostante Spinetta abbia assicurato che
"nessuno resterà a casa" e che anzi Air France è pronta ad assumere
180 piloti, ai rappresentanti dei lavoratori tali aperture non sono sembrate al
momento sufficienti. E i margini per una trattativa sono ormai risicatissimi:
Air France-Klm è disponibile a proseguire il negoziato oltre il 31 marzo, ha
garantito Spinetta, ma per il Tesoro - che è azionista di maggioranza
dell'aviolinea - non si potrà andare oltre quella data. Con la presentazione
della nuova proposta - un accordo quadro - il gruppo franco-olandese punta così
a registrare l'accordo dei sindacati e poi ad aprire con loro tavoli ad hoc sui
singoli aspetti del piano. Sulle montagne russe, il titolo in Borsa: soggetto
ad oscillazioni fortissime, ha alternato fasi di contrattazione e fasi di
sospensione. Prima dell'apertura, si era registrato un rialzo teorico fino all'
+87%. Poi, tornato agli scambi, il titolo è salito del 38% ed è stato
nuovamente sospeso in seguito per eccesso di ribasso. A fine mattinata, ha
segnato un progresso del 24,31% e alle 15,30, ha registrato il +28,51%, per poi
arrivare in chiusura ad un rialzo del 32,35% a quota 0,4578 euro per azione:
sono passati di mano più di 71,5 milioni di pezzi, pari al 5,3% del capitale.
Sulla vicenda Alitalia, è intervenuto il presidente
della Consob Lamberto Cardia che ha lanciato un appello ai politici: troppe
esternazioni, bisogna attenersi alla regola aurea "notizie certe, chiare e
a Borsa chiusa". Tornando all'incontro di oggi, secondo quanto riferiscono
alcuni partecipanti, Spinetta avrebbe affermato al tavolo che se nel 2010 la
sua ricetta non funzionasse e non si raggiungesse la redditività utile a
investire, sarebbe un suo fallimento e, avrebbe precisato, "a me non piace
fallire". Non solo, ma il top manager avrebbe affermato la sua
disponibilità ad assumere, previo consenso sindacale, 180 piloti Alitalia. Da parte loro, i sindacati hanno chiesto dettagli
in merito alle modifiche annunciate in termini di esuberi, perimetro aziendale
e settore cargo. Al termine del giro di tavolo, Spinetta ha quindi annunciato
per venerdì prossimo, alle 12, la presentazione di un nuovo documento. La
partita insomma è tutt'altro che finita e tra due giorni ci sarà un nuovo
'round'. Giusto vendere Alitalia a Air
France-Klm?PRODI "Cordata italiana? Sì ma non c'è" Commenti Invia
commento Segnala ad un amico 25/03/2008 21:31 Mario Sono da diversi anni che
ALITALIA è tenuta in piedi dal governo,sia la destra che la sinistra lo hanno
fatto .Adesso che sembra sia stata trovata la soluzione (unica restata
AIR FRANCE..valida?),viene allo scoperto altra soluzione promossa da
Berlusconi. Ma come mai solo adesso che con la carica che ha era a conoscenza
poteva e doveva fare sua iniziativa molto prima,partecipando per di più anche
lui alla cordata. Troppo lampante è l'intento di procurarsi voti,ma il grave
sarebbe che poi dopo le elezioni AIR FRANCE si ritirasse e la cordata da lui
proposta si sciogliesse al sole,risultato ALITALIA in fallimentoe,il nostro
paese senza una compagnia di bandfiera che hanno tutti gli stati....poveri noi.
Con le chiacchiere non si produce nulla....attenti Italiani ci vedremo dopo il
14/04 e tireremo le somme.La mia speranza è che l'ALITALIA continui a
volare!!AUGURI!! 25/03/2008 09:22 Raffa553 La compagnia deve rimanere
ITALIANA!!!!!! Ma i politici, con tutti i soldi incassati, rubati a noi
italiani perchè non salvano la compagnia? sono solo capaci a riempire le loro
tasche? Sono presenti 2 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 Nome: Email:
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--> Le immagini del maxi incidente vicino a Seewalchen, in AustriaIl
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davanti', il trailerEmanuele Filiberto di Savoia: le domande dei giovaniEnrico
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terrorizzata da un fanIl caso Donadoni e la grande sfida di Capello alla
FranciaLa generosità si chiama 'Brangelina'All'asta Carla Bruni nudaGeorge
Michael - 'Careless Whisper'George Michael - 'Faith'Matrimonio di Pamela
Anderson annullato per 'frode' i Giochi della politica del 25/03/2008 di
Roberto Baldini W Garibaldi del 25/03/2008 di Francesco Ghidetti Tibet e
dintorni del 25/03/2008 di Davide Costa La Russia scopre il vino italiano del
25/03/2008 di Bruna Bianchi Amici, Magdi Cristiano Allam ha i vostri messaggi
del 25/03/2008 di Massimo Pandolfi Chi salirà più in alto in carriera tra
Seppi, Bolelli e Fognini?Mozzarella alla diossina, tu ti fidi?Gay Pride a
Bologna il 28 giugno, sei d'accordo?I rave party sono da vietare?Troppo clamore
sulla conversione di Magdi Allam?Vota il gol più bello della 30 giornataBeppe
Grillo invita al 'non voto utile' il 13 aprile. Sei d'accordo?Qual è il miglior
giocatore della Lucchese?Abolire l'ergastolo, sei d'accordo?Giusto eliminare le
Province?Qual è il politico più sexy?Che voto dai al decoro urbano?Qual è la
meta dei lucchesi per Pasqua?Chi vorresti come ct della Nazionale?E' giusto che
i genitori 'spiino' nel cellulare dei figli? LA FOTO DEL GIORNO Sexy fashion
Dalla musica alla passerella: un momento della sfilata della linea di lingerie
Pussycat Dolls, alla settimana della moda di Los Angeles GUARDA LE IMMAGINI
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( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
I PRODUTTORI:
VENDITE A PICCO "Temiamo la psicosi come per mucca pazza" ? ROMA ? LA
GRANDE PAURA dei produttori è che si ripeta la psicosi della mucca pazza.
"Gli ultimi dati relativi alle vendite ? accusa la Confederazione italiana
agricoltori, la Cia ? preoccupano fortemente e non solo per il no alle
importazioni della Corea, che rappresenta una parte marginale del fatturato
complessivo. La crisi sta toccando tutte le realtà produttive, non solo la
Campania quindi, ma anche Lazio e Puglia. E gli allarmi ingiustificati
rischiano di provocare una psicosi simile a quella della mucca pazza".
"SERVE SUBITO una seria azione diplomatica ? osserva da parte sua la
Coldiretti ? per superare eventuali blocchi alle nostre esportazioni che
rischiano di provocare un ingiustificato effetto valanga sulle vendite, stimato
in cali dal 25 al 60% a seconda delle zone. Il che rischia
di provocare danni più grandi della crisi Alitalia, dato che
la mozzarella è un prodotto destinato per il 20% all'esportazione, e con 33
mila tonnellate di produzione dà lavoro a 20 mila persone". "Il calo
delle vendite di mozzarella Dop ? sostiene il presidente del Consorzio che
raggruppa 131 produttori del Dop, Franco Consalvo ? è stato del 30-35%.
Il dato medio è riferito al bimestre gennaio-febbraio 2007, è il più recente
che abbiamo. Ma in questi ultimi giorni alcuni caseifici dichiarano flessioni
del 20% e altri addirittura del 60%. Quanto alle zone in cui si vende meno, nel
bimestre scorso erano proprio i consumatori della Campania i più allarmati, ora
sono quelli del Nord Italia". IL CONSORZIO ha intenzione di lanciare una
campagna di informazione capillare sia all'estero che in Italia per chiarire ai
consumatori che la diossina è stata rilevata in latte di bufala con frazioni
percentuali oscillanti tra i 6,2 e i 6,8 picogrammi per grammo di grasso,
contro i 6 consentiti per legge: "Ma questo latte ? precisano i produttori
del marchio Dop ? è di allevatori che non conferivano al consorzio, se non in
rari casi che si possono contare sulle dita di una mano". a. farr. -
-->.
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Jean-Cyril Spinetta
incontra i sindacati e rilancia: nessuno ? assicura ? in Alitalia
resterà a casa. Pronti ad assumere 180 piloti - -->.
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
? BERLINO ? LA
LUFTHANSA aveva fatto un pensierino sull'Alitalia, poi si è
tirata indietro. Che ne pensano oggi i tedeschi di quanto sta avvenendo intorno
alla nostra compagnia di bandiera? Non possiamo rilasciare una dichiarazione
ufficiale, ci dicono ragionevolmente. Ogni loro parola avrebbe interpretata
come un tentativo di turbare i giochi, e di scendere magari ancora in campo.
Si sono tirati indietro per paura dei nostri sindacati? Non lo possiamo dire,
peró, aggiungono, qui da noi siamo abituati a un altro stile nei colloqui
aziendali. In altre parole, è giusto pensare al futuro dei dipendenti, ma alla
Lufthansa hanno avuto l'impressione che entrassero in gioco interessi politici,
o interessi di gruppi che non temevano conto del bene dell'azienda. Anche noi
ci siamo trovati in difficoltá, ricordano, ma abbiamo potuto operare di comune
accordo discutendo le varie possibilitá, senza preclusioni di principio. Oggi,
dicono, uno steward appena assunto guadagna non piú di 1.400 euro al mese, e
non ha benefits di sorta. Qual è il livello salariale di un suo pari grado all'Alitalia? Nel 2002, nei mesi successivi all'11 settembre,
alla Lufthansa mancavano ameno 30mila passeggeri al giorno, i voli interni
erano occupati appena al 60 per cento. Il futuro era nero. Oggi si è tornati in
attivo, e la compagnia tedesca ha potuto anche rilevare la fallita Swissair e
risanarla. Qual è stata la ricetta? E' stata compiuta una scelta precisa, e
poteva anche finire male. Si è stabilito che non si poteva competere con le
compagnie low cost, e si è deciso di battere un'altra strada: abbiamo puntato
sulla classe businesses e sulla prima classe, offrendo un servizio migliore e
competitivo, seppure a un prezzo piú alto, e siamo stati premiati. Ma sulle
linee interne offriamo prezzi bassi. Quali sarebbero i consigli per l'Alitalia? Secondo i tedeschi, la nostra è ancora una buona
compagnia di medio livello, dopo un opportuno risanamento interno. Ma ci si
dovrebbe concentrare sulle linee interne, e sulle tratte europee e
mediterranee, offrendo un servizio affidabile e di buon livello. Non importa
essere perfetti, ammettono, anche noi siamo a volte in ritardo, o perdiamo i
bagagli, ma subito dopo cerchiamo di correre ai ripari. Der Kunde über alles, è
il loto motto, il cliente prima di tutto. - -->.
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ELENA COMELLI ?
MILANO ? PER ALITALIA il giorno fatidico è venerdì e il
mercato applaude: il numero uno di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta ha
promesso per il 28 o addirittura per la sera di domani una seconda proposta ai
sindacati. Nell'incontro di ieri, intanto, Spinetta ha assicurato che
"nessuno resterà a casa" e che anzi Air France è pronta ad assumere
180 piloti, ma ai rappresentanti dei lavoratori queste aperture non sono
sembrate al momento sufficienti. E i margini per una trattativa sono ormai
risicatissimi: Air France-Klm è disponibile a proseguire il negoziato oltre il
31 marzo, ha garantito Spinetta, ma dal Tesoro ? che è azionista di maggioranza
? giungono solo caute aperture, a indicazione che comunque i tempi restano
stretti. Fonti interne precisano che la data del 31 marzo "è stata
stabilita dal cda di Alitalia nell'esercizio delle sue
responsabilità" e che, ove lo stesso cda ritenesse opportuno e
nell'interesse dell'azienda modificare questa data, "il Tesoro, come
qualunque altro azionista, ne prenderebbe atto". "Se si dice che ci
vuole l'accordo con i sindacati e che sono disponibili a una trattativa ad
oltranza, la trattativa Alitalia si fa fin quando
dura", ha commentato il vice ministro dello Sviluppo economico, Sergio
D'Antoni. "La trattativa ? ha aggiunto ? durerà fino a che le parti
interessate troveranno una soluzione, quindi mi pare che non ci sia una data X
o un'ora Y per cui chissà cosa succede". Con la presentazione della nuova
proposta ? un accordo quadro ? il gruppo franco-olandese punta in sostanza a
registrare l'accordo dei sindacati e poi ad aprire con loro tavoli ad hoc sui
singoli aspetti del piano. E il mercato ci crede: ieri il titolo in Borsa è
andato a passo di carica nonostante le oscillazioni fortissime. Dopo una
sospensione per eccesso di ribasso, le Alitalia sono
decollate a fine mattinata, segnando un progresso del 24,31% per poi arrivare
in chiusura ad un rialzo del 32,35% a quota 0,4578 euro. Sono passati di mano
più di 71,5 milioni di pezzi, pari al 5,3% del capitale. Sull'incontro di ieri
tra Air France e sindacati, del resto, si è detto molto e a ruota libera. Sul
nodo del cargo, ad esempio, Air France-Klm sembra decisa a non cambiare
posizione. Nel corso del confronto, Spinetta avrebbe ribadito che il progetto
di acquisizione prevede un alleggerimento delle attività cargo per poi
chiuderle nel 2010. Il tema è al centro del confronto con i sindacati per
l'impatto sul numero degli esuberi previsti per i piloti. D'altra parte
Spinetta avrebbe affermato al tavolo che se nel 2010 la sua ricetta non
funzionasse e non si raggiungesse la redditività utile a investire, sarebbe un
suo fallimento e avrebbe precisato "a me non piace fallire". Non
solo, ma il top manager avrebbe dato la sua disponibilità ad assumere, previo
consenso sindacale, 180 piloti Alitalia. DA PARTE
LORO, i sindacati hanno chiesto dettagli in merito alle modifiche annunciate in
termini di esuberi, perimetro aziendale e settore cargo. "Siamo per
proseguire la trattativa e per fare il possibile fino in fondo per cercare
un'intesa", ha commentato il segretario generale della Filt-Cgil Fabrizio
Solari. "Il giudizio finale dovrà essere nel merito ? dice ? e questo
incontro rappresenta un passo avanti perché è stata smentita la logica del
prendere o lasciare che i sindacati non erano disposti ad accettare". La
proposta di accordo quadro che Air France-Klm si prepara a presentare ai
sindacati sarà "un'utile base" per portare avanti il confronto, anche
se la Filt-Cgil "sconsiglia di seguire la strada di tavoli separati sui
diversi temi del confronto perché sarebbe preferibile raggiungere prima
un'intesa generale". La partita insomma è tutt'altro che finita e tra due
giorni ci sarà un nuovo round. - -->.
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del ALITALIA Spinetta promette ai sindacati: "Alla
fine nessuno resterà per strada" Masocco, Matteucci e Venturelli alle
pagine 2 e 3.
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Veltroni Spero si facciano passi avanti, Alitalia ha bisogno di
una soluzione ai suoi problemi strutturali.
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del L'amico americano. "La vicenda Alitalia dimostra che Berlusconi è più un corporativo contrario alla
concorrenza del libero mercato che un liberale in economia. Nella sua
permanenza a Palazzo Chigi non ha trovato salvatori per Alitalia e ha traccheggiato mentre il debito della compagnia schizzava in
alto. È un politico disposto a fare qualsiasi cosa per ritornare al
potere. E questa non è una gran notizia per l'Alitalia
o per l'Italia" Wall Street Journal, 25 marzo.
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione
del Berlusconi corporativo per il potere Più corporativo che liberale. È
l'accusa che il Wall Street Journal, edizione europea, rivolge a Berlusconi, in un editoriale dal titolo: "Silvio e Alitalia". Secondo il Wsj la vicenda Alitalia dimostra
infatti che l'ex premier "si è rivelato essere più un corporativo,
contrario alla concorrenza del libero mercato, piuttosto che un liberale in
economia disposto a fare quello di cui l'Italia ha bisogno per riavviare la sua
zoppicante economia". Aggiunge il quotidiano che il candidato del
Pdl è "un politico disposto a qualsiasi cosa per ritornare al
potere". "E questa non è un gran notizia per l'Alitalia
o per l'Italia", osserva il Wsj, segnalando che nella sua permanenza a
palazzo Chigi Berlusconi "non ha trovato salvatori per Alitalia".
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione
del GIACOMO VACIAGO "In un paese normale la destra liberale avrebbe
chiesto da tempo il fallimento. Invece in Italia si pensa alla colletta"
"Un bambino capirebbe il bluff del Cavaliere" di Luigina Venturelli /
Milano Esiste una cordata d'imprenditori italiani ricchi, bravi e volenterosi?
Perfetto! Allora oltre ad Alitalia diamogli anche i
rifiuti di Napoli che ci leviamo un altro problema". Parlando della
compagnia aerea di bandiera, il tono ironico è di ordinanza: l'economista
Giacomo Vaciago non lo abbandona mai e, così facendo, si risparmia la continua
premessa del "se fossimo un paese normale". Evidentemente l'Italia
non lo è, altrimenti non si spiegherebbe il paradosso di "una società
andata in rosso per diciotto anni e per diciotto volte ricapitalizzata a spese
del contribuente". Professor Vaciago, come finirà la vicenda? Qualcuno salverà Alitalia? "Alitalia non è una bella addormentata nel bosco in attesa di un principe azzurro
che la salvi, ma una vecchia zitella piena di problemi: è una società
monopolista che tratta male i propri clienti e che continua a perdere soldi.
Peggio di così non si può fare". Si spieghi. "Si tratta di una
società quotata in Borsa, il cui pacchetto di controllo era stato affidato al
Tesoro affinchè la compagnia perseguisse meglio l'interesse pubblico. Ma da
tempo Alitalia si pone in contrasto con gli interessi
sia degli azionisti sia dei cittadini: sulla tratta Milano-Roma la compagnia di
bandiera gode da sempre di un monopolio virtuale, ma agli italiani fornisce un
servizio caro ed inefficiente, 400 euro per raggiungere la capitale quando
altre compagnie ne vogliono 40 per andare e tornare da Londra".
L'italianità non è un valore da tutelare? "Interesse degli italiani è
poter volare in tutto il mondo nel miglior modo possibile al minor costo
possibile. Non è necessario che lo facciano su aerei tricolori, così come
guidano in gran parte automobili straniere senza peccare nei confronti degli
interessi nazionali. Silvio Berlusconi mi pare vada in giro su una vettura
Audi". Pare che sugli aerei la pensi in modo diverso. "In un paese
normale, la destra liberale avrebbe chiesto da tempo il fallimento di Alitalia, con un bel commissario per smembrare la compagnia
in tanti pezzi e vendere all'asta gli slot lasciati liberi e gli altri beni al
miglior offerente. In un paese civile sarebbero nate dieci compagnie diverse -
magari con bei nomi di donna come le barche, Elisabetta o Elena - per volare da
Milano a Roma a 20 euro. Peraltro, questa è un'ipotesi ancora in gioco nel caso
dovesse fallire l'acquisizione da parte di Air France". Ben venga, dunque,
Air France? "È successo per le banche, l'energia, le telecomunicazioni.
Perchè una fusione tra compagnie europee non dovrebbe avvenire anche per gli
aerei? Lufthansa e British Airways hanno declinato, oggi una fusione con Air
France sarebbe il massimo: i francesi non sono stranieri, hanno in tasca la
nostra stessa moneta". Ma diverse abitudini di comando. "Cambierebbe
la sede legale della compagnia, ma alla fine comanda chi ha le azioni e nessuno
ci vieta di comprarne in gran quantità. Berlusconi poteva essere originale,
proporre ai suoi figli di comprare ampie quote di Air France fino ad assumerne
il controllo, magari di fare un'opa sull'Eliseo e riprenderci pure Carla Bruni.
Ma proporre la solita colletta per buttare soldi in Alitalia...I
cittadini italiani, almeno quelli che pagano regolarmente le tasse, hanno già
buttato per anni i loro risparmi". Non crede alla cordata d'imprenditori
tricolori? "Chi l'ha detto che gli imprenditori italiani sono bravi a fare
tutto? Spinetta ha le spalle larghe, ma altri acquirenti dovrebbero tagliare il
doppio dei costi e del personale, avendo a che fare con dieci sigle sindacali
che si comportano come corporazioni a difesa degli sprechi. Siamo seri: fare
volare aerei è faticoso e non si guadagna neppure molto, meglio fare scarpe o
Ferrari, è meno complicato e garantisce più utili. Anche un bambino capirebbe
che è un bluff".
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Quegli strani voli in Borsa Angelo De Mattia Le esternazioni
possono diventare pietre quando riguardano la borsa e il risparmio. La tormentatissima vicenda Alitalia non
avrebbe potuto incrociare un periodo peggiore per le decisioni sulla sorte
della compagnia di bandiera di quello elettorale, nel quale la distorta visione
delle prerogative dell'azionista pubblico è vieppiù enfatizzata. Dallo
Stato-imprenditore si rischia così, in assenza di almeno un codice etico su
come affrontare questa materia, di passare al politico che organizza
iniziative economiche per competere con altre iniziative concorrenti. Il Sole
24 Ore di ieri riporta una conversazione con il presidente della Consob,
Lamberto Cardia, a proposito di Alitalia. Sarebbe
stato preferibile, anche per una maggiore formalità istituzionale, un comunicato
erga omnes più che una intervista. E tuttavia l'intervento è stato quantomai
opportuno. segue a pagina 26.
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Altalena in Borsa: la Consob frena i politici Cardia ammonisce:
meno esternazioni, solo notizie certe e chiare, a contrattazioni chiuse di
Laura Matteucci / Milano GIOSTRAAlitalia sull'otto
volante in Borsa. Nel giorno dell'incontro tra i sindacati e il numero uno di
Air France-Klm, Jean Ciryl Spinetta, e dell'annuncio di una nuova proposta con
alcune aperture, il titolo prima naufraga e poi prende il volo. A piazza Affari
le azioni della compagnia hanno chiuso in rialzo del 32,35% a quota 0,45 euro,
dopo numerose sospensioni al rialzo e al ribasso, e dopo aver toccato un
massimo teorico dell'87,9% e un massimo di seduta a 0,5 euro (+44%). Al termine
delle contrattazioni sono passate di mano 71,5 milioni di azioni, vale a dire
il 5,1% del capitale, quasi sette volte in più rispetto la media giornaliera
delle ultime trenta sedute pari a 11,1 milioni di pezzi scambiati. Fuochi
d'artificio, insomma. Tanto da indurre il presidente della Consob Lamberto
Cardia a lanciare un appello ai politici: troppe esternazioni, bisogna
attenersi alla regola aurea "notizie certe, chiare e a Borsa chiusa".
Mentre sul caso Alitalia sono stati convocati per oggi
i capigruppo della Camera. Nella riunione dovrebbero essere all'ordine del
giorno la convocazione delle Commissioni parlamentari per affrontare la
questione. Della mitica cordata italiana millantata da Berlusconi giusto a
ridosso delle elezioni, nulla è dato sapere. A parte il fatto che Intesa
Sanpaolo, la banca che avrebbe affiancato l'AirOne di Toto, non si sta
occupando del dossier Alitalia, come ha dichiarato
recisamente il presidente del consiglio di gestione Enrico Salza. "Dov'è
la cordata? - chiede il segretario del Pd Walter Veltroni - L'annuncio di una
cordata fatta non si sa dove alla fine di una festa di compleanno è una cosa
che non si può immaginare. Si manifesti per evitare che Alitalia
vada a gambe all'aria. È insopportabile sentir dire il giovedì che la cordata è
pronta e poi il sabato che sarà pronta tra un mese, cioè dopo le
elezioni". Veltroni auspica "disponibilità a trattare" da parte
dei sindacati, "duttilità" da parte di Air France. E, dopo le
contraddizioni interministeriali sui conti della compagnia e sulla sua
autonomia finanziaria, Veltroni chiede una "posizione unitaria" da
parte del governo. Sempre a proposito dell'italica cordata: "Il problema Alitalia noi l'abbiamo affrontato - dice Massimo D'Alema -
Dov'erano i figlioli di Berlusconi? Perchè non si sono presentati quando si è
fatta la gara?". Mentre Pierluigi Bersani, ministro dello Sviluppo, torna
sul nodo Malpensa, che avrebbe bisogno di "un tavolo di transizione",
e punta dunque ad un piano di "redistribuzione dei voli nel nord
Italia" per dare una prospettiva "credibile a Malpensa, con point
intercontinentali, rilanciando lo scalo con lo sviluppo delle infrastrutture".
E sulla sulla vendita della compagnia secondo Fausto Bertinotti della Sinistra
arcobaleno "si può prendere del tempo, non è una questione di giorni,
togliamoci dal ricatto". Anche perchè la proposta di Air France "così
com'è è irricevibile". Tanto che "l'intervento dello Stato per
affrontare la crisi sarebbe auspicabile", e comunque l'assetto
proprietario "viene dopo purchè ci sia la difesa dell'occupazione e si
salvaguardi il ruolo strategico della compagnia". Poi Bertinotti attacca i
manager italiani: "Non è possibile che nessuno paghi mai, le
responsabilità sono di qualcuno. Parliamo dei manager di Alitalia che prendono liquidazioni gigantesche. Parliamo della casta dei
manager che non pagano mai". Un epitaffio da Bruno Tabacci, la Rosa per
l'Italia: "Spero si trovi un accordo nell'interesse dei lavoratori ma
bisogna essere chiari: Alitalia è stato uno scandalo nazionale gestito male dai vari governi,
di destra e di sinistra, e dai vari sindacati". Quindi? "Prima si
volta questa pagina meglio è: Alitalia per i nostri
conti è stata come una sanguisuga". Del resto, "fa ridere questo
richiamo alla bandiera: l'ultima volta che ci si è appellati all'italianità è
stato due anni fa con i furbetti del quartierino e le loro scalate
bancarie...".
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del "Berlusconi ha paura, ma vìola le regole con le sue tv"
di Bruno Miserendino inviato a Palermo Non lo nomina mai Berlusconi e lo chiama
come fa sempre: "il principale leader dello schieramento a noi
avverso". Però stavolta l'attacco c'è. "Il mio avversario - dice
Veltroni - non vuole fare con me un confronto televisivo, e me ne dispiace, è
qualcosa che non succede in nessun altro paese e non deve succedere nemmeno nel
nostro, tanto più che si usano le proprie tv in modo da violare costantemente
le regole del gioco". Il leader del Pd sbarca in Sicilia e si capisce che
la partita è entrata nell'ultimo miglio. Veltroni deve attaccare. Cerca di
scuotere. Non è un caso che il leader del Pd accompagna l'attacco sulle
televisioni di Berlusconi a parole durissime contro la mafia e chi ha governato
la Sicilia in questi lunghi anni di torpore e di clientelismo. E i due
elementi, mafia e responsabilità politiche, ci tiene a tenerli legati. "La
Destra - dice Veltroni davanti a migliaia di palermitani nella centralissima
piazza Verdi - ha fatto del male a questa terra". E la mafia "è la
principale nemica della Sicilia, perché le impedisce di competere, sta seduta
come un colosso di bronzo sopra la vitalità di questo paese". "Non è
solo orrenda per i mascalzoni che hanno ucciso e sciolto nell'acido i bambini,
i mafiosi sono criminali, assassini, e vigliacchi". Aggiunta: "Per
intenderci noi siamo per l'applicazione severa del 41 bis e perché si faccia in
fretta nell'utilizzo pubblico dei beni confiscati alla mafia". Applausi,
naturalmente. Che sembrano liberatori. Perché non è scontato, in Sicilia, che i
leader diano dei vigliacchi e degli assassini ai mafiosi. La parola d'ordine
del Pd qui è obbligata: rompere la cappa di torpore, "la melassa",
che sembra avvolgere la Sicilia, come se l'isola fosse rassegnata a una classe
dirigente di serie B, che ha portato a una disoccupazione più alta della media
del Mezzogiorno, a un aumento della povertà, a una diffusione imprenditoriale
più bassa della media del Sud. Qui l'obbliga è stare dalla parte degli
imprenditori che rifiutano il pizzo e rischiano. Ma la politica non può essere
assolta. "Se la Sicilia va indietro, qualcuno, che magari mangiava i
cannoli, ne dovrà rispondere". Veltroni è accompagnato in ogni tappa da
Anna Finocchiaro, che corre per la guida della regione, e che attacca a sua
volta. Gli spunti non mancano. Il leader del Pd sbarca il giorno in cui si
viene a sapere che la Regione ha deciso una regalia elettoralistica a tutti i
suoi 18mila dipendenti. Eccola la Sicilia che vuole Lombardo, dice Anna
Finocchiaro, "lui fa interviste in doppio petto a giornali economici,
parla di modernizzazione, di valori, di merito come leva per lo sviluppo, di
qualità, e di formazione, ma qui la sua raccomandazione vale molto di più di un
dottorato di ricerca.". Come dice una ragazza dal palco di piazza Verdi:
"Qui un giovane deve avere coraggio per restare". "Non basta -
dice Anna Finocchiaro - scrivere sugli autobus che la mafia fa schifo, bisogna
fare in modo che la legalità torni a convenire a quest'isola". Veltroni
vede nella Sicilia l'emblema di un paese che potrebbe molto ma che è impedito,
bloccato, fermo e che invece ha bisogno di speranza: "Ho la sensazione che
nella pelle del paese si inizi a voler voltare pagina", azzarda il leader
del Pd. Veltroni ricorda due cose. Primo, le nostre proposte, a cominciare da
quella sulle pensioni che ha presentato proprio prima di partire per la
Sicilia, sono tutte coperte dal punto dei vista dei costi. "Perché noi di
balle ne abbiamo sentito tante...". Secondo, bisognerebbe almeno confrontare
le proposte. Ed è qui l'attacco a Berlusconi. Strana sensazione, fa capire
Veltroni, questo è un paese in cui sembra ineluttabile che un candidato premier
possa rifiutare un confronto televisivo, perché ha paura di perdere e nel
frattempo può usare il suo impero mediatico per alterare le regole della
campagna elettorale. Veltroni scherza un po': "questa di Palermo è la
settantunesima provincia che visito, ad Agrigento sarà la settanduesima.
Pensate, è l'eta del leader dello schieramento a noi avverso". Come dire:
l'Italia stanca e ripetitiva, che presenta gli stessi programmi, gli stessi
vicepremier, gli stessi ministri di 14 anni fa è da quella parte.
"Oltrettutto, sono divisi su tutto a cominciare dall'Alitalia". "Pensate, hanno annunciato l'esistenza di una nuova
cordata alla fine di una festa a casa di un candidato. E' proprio vero che sul
tavolo da poker della campagna elettorale viene giocato di tutto. Ora basta, è
ora che la politica della furbizia lasci il posto alla serietà.
"Noi - ripete - al contrario di loro vogliamo vincere per cambiare, per
aprire un ciclo riformista". In Sicilia, aggiunge, Berlusconi fa cabaret:
"Dice che lui non è alleato di Cuffaro. Dice che lui è alleato di
Lombardo, poi è Lombardo ad essere alleato di Cuffaro". Non è una cosa seria,
rincara Anna Finocchiaro, e sarebbe bene che i siciliani usassero l'unica vera
arma che hanno: il voto.
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Tra le belle coppie non c'è quella di Berlusconi Visto che il
Cavaliere ha i suoi interessi in conflitto, a Emilio Fede
la trattativa fra Alitalia e Air France proprio non piace. Acido, chiama più volte
"Spinettà o Spinetta che dir si voglia" l'amministratore delegato
della compagnia francese. Nella sua francofobia si fa spalleggiare dal
segretario della Cisl, Bonanni, che un rimedio per la crisi Alitalia ce l'ha: usare i soldi di Enel, Eni, Finmeccanica. Dopo
questo rigurgito statalista, Fede si commuove per i dipendenti a rischio.
Appena evocata la "liberticida" par condicio, il Tg4 la viola di
nuovo. Si parla di pensioni? Dieci secondi a Veltroni, ancor meno a Casini, un
minutone a Berlusconi, che ricorda il suo glorioso passato e anticipa un
magnifico futuro. Fede guida poi un finalino non male con il direttore di
"Chi", Alfonso Signorini. Si parla di belle coppie, resistenti,
impermeabili, esemplari: quella dello stesso Fede (e Signorini nota:
"Fede, non porti la fede?") e quella di Veltroni (anche lui
"senza fede"). Per una volta e per forza di cose, Berlusconi è
ignorato. Del Tg5 non possiamo che dire bene: equilibrato, a parte un Tremonti
minaccioso e senza repliche. Paolo Ojetti.
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione
del Ripresa col botto Piazza Affari ha aperto la settimana post pasquale con il
botto. Il Mibtel ha chiuso la seduta con un guadagno del 3,58%, l'S&P Mib
in rialzo del 3,56% e l'All Star in crescita del 2,28%. A
parte Alitalia (+33,4% a 0,46 euro), gli altri due titoli protagonisti sono
stati Unipol (+12,4%) grazie ai conti 2007, e Telecom Italia (+10,6%), dopo che
gli azionisti di controllo di Telco hanno rafforzato la propria posizione
arrivando al 24,5% del capitale. Per quanto riguarda i finanziari,
Generali +3,5%, Mediolanum +5,48%, Intesa Sanpaolo 3,73%, Unicredit +3,17%,
Mediobanca +7,71%. Fiat ha guadagnato il 3,84%, a 13,66 euro per azione. È
proseguito il buon momento per Pirelli alla vigilia del cda sui conti 2007
(+4,96% a 0,7218 euro). Tra gli energetici, Enel +1,55%, Eni +2,25%, Saipem
+2,08%, Snam Rete Gas +1,72%. In vista anche i titoli del lusso con Bulgari e
Luxottica rispettivamente a +8,11 e + 5,6%. Gli scambi complessivi della seduta
sono ammontati a 4,95 miliardi di euro circa.
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Ieri il titolo Alitalia ha subito
forti oscillazioni ed è stato a lungo sospeso per eccesso di rialzo. Forse la
politica si dovrebbe pronunciare su vicende simili a Borsa chiusa.
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Alitalia e quegli strani voli in
Borsa Angelo de Mattia Segue dalla Prima L'affollarsi di quelli che con molta
prudenza Cardia definisce "desideri o finalità da raggiungere" in
ordine al futuro della Compagnia suscettibili di "muovere il titolo",
la necessità di distinguere progetti e obiettivi da fatti concreti - sulla base
di notizie certe, chiare - nonchè di assicurare al mercato e agli
operatori la parità informativa legittimano pienamente il richiamo di tutti
alle proprie responsabilità. Di ciò Cardia dice di avvertire il peso e i
limiti, tanto da sentire il bisogno - per la verità eccessivo - di affermare
che si tratta di un appello istituzionale, privo di significati politici (ma
tale dovrebbe essere ogni intervento di una Authority). Sottostante alle poche frasi
virgolettate, vi è comunque una problematica assai complessa che riguarda i
rapporti tra politica e mercato, tra significato della presenza pubblica in
economia e diritti di tutti gli azionisti (pubblici e privati) di una società,
tra libertà di pensiero e di critica nonchè autonomia della politica, da un
lato, e dichiarazioni e valutazioni, dall'altro, che, per l'autorevolezza dei
soggetti da cui provengono, possono, in assenza di un self-restraint,
determinare andamenti anomali, artificiosi nel mercato borsistico. Vi sono
valori: il risparmio, il lavoro in tutte le sue manifestazioni, la dignità
della persona, la libertà di iniziativa economica, la concorrenza, che hanno
una primaria tutela costituzionale e non sono certamente postergabili o
supergestibili in chiave elettoralistica. All'organo di controllo si chiede un
rigore rafforzato, non solo la moral suasion, nell'intervenire, quando ha di
fronte l'azione della politica che sia sucettibile, al di là delle specifiche
volontà, di provocare effetti negativi sul mercato, danneggiando innanzitutto
risparmiatori e lavoratori. Il sentiero, tuttavia, è assai stretto. Non si può,
certo, censurare il libero esplicarsi della critica e della proposta, del
confronto e della battaglia intellettuale nella politica. Ma poichè i fini di
quest'ultima non sono quelli della gestione (o supergestione), more privatorum,
dei singoli fatti economici o dell'ingerenza nei singoli affari ovvero ancora,
a maggior ragione, dell'organizzazione di cordate, scalate, controfferte, etc.,
è ben difficile che il richiamo all'osservanza degli ambiti della politica (o,
per converso, dell'economia) possa ritenersi che collida con i principi
costituzionali. La trasparenza, la correttezza negoziale, la libera
competizione sul mercato (regolato) non possono essere alterate da interventi
dell'"operatore", occulto o visibile, che agisce in nome della
politica. Questa deve impartire gli indirizzi, fissare le regole, indicare i
percorsi e poi, a consuntivo, valutare e trarne le conseguenze. Dunque, deve
essere proprio dell'arbitro del mercato (la Consob) non solo l'appello ma anche
il fischio di contestazione quando i comportamenti rilevati lo richiedano,
quando un particolare andamento del titolo di una società possa derivare da
comportamenti non corretti. Ieri, in specie, il titolo Alitalia
ha subito forti oscillazioni ed è stato a lungo sospeso per eccesso di rialzo.
In un punto, però, le considerazioni del Presidente Cardia sono troppo sfumate
e avrebbero bisogno di una integrazione. Egli sottolinea che la
"politica" si dovrebbe pronunciare su vicende come l'Alitalia a borsa chiusa, attraverso il ministro competente e
spiegando bene se si tratti di progetti o di fatti concreti. Bene. Ma in questo
solo si esaurisce la "politica", cioè nell'attività del Governo? E il
resto? Chi non sta al Governo? Rientra nella generica categoria di coloro che
hanno "desideri o perseguono finalità"? Perchè questa limitazione
degli obblighi a carico della cosidetta politica, identificata soltanto nel
Governo? Dovrebbe essere chiaro che un discorso come quello di Cardia non può
non riguardare tutti, maggioranza e opposizione, soprattutto in considerazione
della vicenda in esame. Perchè non sia esclusivamente una "campana sine
pistillo", come dicevano i giuristi medievali, cioè senza battente.
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione
del Pensioni i fatti e i costi Stefano Fassina Segue dalla Prima Da un lato,
scelte chiare di priorità e proposte credibili e realizzabili sul piano del
bilancio pubblico; dall'altro, mille promesse, sempre le stesse, sempre appese
a coperture finanziare impossibili, da abbandonare o scaricare sulle spalle
delle generazioni più giovani, come avvenuto dal 2001 al 2006. Le proposte
alternative sono tante, basta avere la pazienza di leggere il programma del Pd
e le slides del PdL, sì, le slides, le diapositive che si proiettano durante le
presentazioni, poiché non risulta che, ad oggi, il PdL abbia presentato un
programma vero e proprio. Ad esempio, guardando ai temi economici e sociali,
scopriamo che la "dote fiscale" per i figli è, in termini redistributivi
e di incentivazione al lavoro femminile, radicalmente alternativa al quoziente
familiare. Scopriamo anche che la detassazione della retribuzione di secondo
livello è, in termini di impatto sulla produttività, decisamente più efficace
dell'intervento sugli straordinari. L'ultimo esempio di radicale differenza tra
i programmi di Pd e Pdl riguarda la difesa del potere d'acquisto delle
pensioni. Alcuni esponenti di punta del PdL sostengono, in compagnia di
autorevoli personalità di Sinistra e L'Arcobaleno, la piena indicizzazione
delle pensioni alla dinamica delle retribuzioni. In sostanza, ripropongono la
via irresponsabile della "scala mobile" per i pensionati. Perché tale
via è irresponsabile? Perché il ripristino della scala mobile, anche se limitata
ai soli pensionati, avrebbe effetti insostenibili sui conti pubblici, farebbe
salire l'inflazione e ridurrebbe la crescita, ossia, proprio come avveniva
negli anni '80, genererebbe un circolo vizioso le cui vittime sarebbero gli
stessi pensionati, oltre ai lavoratori dipendenti. Veltroni ieri ha, invece,
illustrato una ricetta articolata in tre misure-chiave: una per l'emergenza;
una per la fase di passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo; una
per il sistema contributivo pienamente in vigore. La ricetta di Veltroni poggia
su quanto realizzato dal Governo Prodi, prima nel 2006, con la revisione
dell'Irpef e, poi, nel Luglio del 2007, con la "quattordicesima
mensilità". Gli interventi del Governo Prodi hanno dato, giustamente, priorità
all'aumento delle pensioni più basse. Le proposte del Pd, oltre a continuare il
sostegno ai pensionati in condizioni economiche più difficili, guardano anche
ad una fascia di oltre 5 milioni di pensionati di "classe media", i
quali con pensioni intorno ai 1.200-1.500 euro al mese difficilmente possono
essere considerati privilegiati. La risposta emergenziale riguarda i pensionati
di oltre 65 anni e determina, a partire dal 1 Luglio 2008, un incremento medio
di quasi 400 euro l'anno per le pensioni fino a 25.000 euro l'anno e tra i 250
ed i 100 euro l'anno per le pensioni di importo compreso tra 25.000 e 55.000
euro l'anno. L'aumento è ottenuto attraverso l'innalzamento delle detrazioni
fiscali previste per i redditi da pensione. In particolare, le detrazioni aumentano
in funzione dell'età anagrafica, in modo tale da incrementare maggiormente, per
ogni dato livello di pensione, le pensioni più vecchie, ossia le pensioni più
distanti dalla data del pensionamento e quindi più erose dalla perdita di
potere d'acquisto. L'intervento provoca una riduzione di gettito di circa 2,5
miliardi di euro l'anno. La risposta per la fase di passaggio al pieno
dispiegamento del metodo contributivo interviene, invece, sul paniere di
riferimento per misurare l'aumento dei prezzi. Oggi, i pensionati hanno lo
stesso paniere dei lavoratori, nonostante i consumi dei due segmenti di
popolazione siano molto diversi. La proposta del Pd lega l'adeguamento annuale
delle pensioni all'andamento dei prezzi di beni e servizi contenuti in uno
specifico paniere dei pensionati. Il costo della proposta è di circa 1,5
miliardi di euro all'anno per ogni punto percentuale di scarto tra
"inflazione dei lavoratori" e "inflazione dei pensionati".
Infine, la risposta per le pensioni calcolate con il metodo contributivo
introdotto nel 1995 propone lo scambio tra minori importi iniziali ed aumenti
legati, oltre che all'inflazione, anche alla crescita dei redditi da lavoro.
L'intervento è neutrale per gli equilibri di finanza pubblica, poiché la minore
spesa della fase iniziale viene compensata da maggiori uscite man mano che gli
importi di pensione aumentano. Come si finanzia tutto ciò? L'ennesima promessa
impossibile? La solita propaganda elettorale, tipo cordata Alitalia pronta subito dopo il voto del 14 Aprile? No, non è così. La
ricetta del Pd ha un onere contenuto rispetto ai costi esplosivi della
"scala mobile dei pensionati" e ha coperture finanziarie solide. La
solidità viene dalla credibilità degli interventi di riduzione e
riqualificazione della spesa e dalla credibilità della misure antievasione
contenute nel programma. Quando il Pd scrive che ridurrà la spesa
primaria corrente di mezzo punto di Pil il primo anno e un punto all'anno nei
due anni successivi è credibile perché al Governo, nonostante partner troppo
sensibili ai richiami corporativi, è riuscito a controllare e ridurre la spesa
per acquisti di beni e servizi. Quando il Pd scrive che l'andamento delle
entrate tributarie supererà la crescita del Pil è credibile perché negli ultimi
due anni, nonostante un'opposizione interna allo schieramento di
centrosinistra, ha varato misure antievasione ed antielusione in grado di far
arrivare nelle casse dello Stato oltre 20 miliardi di euro prima occultati.
Altrettanta credibilità non può essere vantata dalla destra, la quale dal 2001
al
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del LUFTHANSA "No comment, solo voci e speculazioni"
"La nostra posizione è immutata. AirFrance-Klm sta
trattando con Alitalia e noi guardiamo con interesse a questi colloqui, come tutti
peraltro. Tutto il resto sono voci e speculazioni sulle quali non facciamo
nessun commento". Di nuovo invocata da più parti come possibile alternativa
ai francesi, la compagnia di bandiera tedesca Lufthansa, commenta così,
attraverso le parole di un proprio portavoce, le vicende dell'Alitalia. Restano validi, indicano fonti vicine alla
compagnia tedesca, i motivi che l'estate scorsa convinsero il vettore tedesco a
lasciare perdere la partita in Italia, primo fra tutti il timore di perdere
l'"investment grade" del rating e la complessità della situazione di Alitalia, dovuta alla difficile situazione finanziaria e al
peso dei sindacati nelle trattative. In quanto al possibile veto imposto allora
dai sindacati tedeschi, per Francoforte non si tratterebbe invece di cosa
verosimile.
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Corteo alla Magliana per seguire il confronto in diretta
Presidio al centro direzionale. Dal 31 marzo cassa integrazione per 900
lavoratori della Malpensa / Milano L'ATTESA Si sono riuniti
davanti il Centro Direzionale di Alitalia in via
della Magliana a Roma. Sono centinaia i lavoratori dipendenti della compagnia
di bandiera che ieri, mentre ai piani alti si decideva del futuro dell'azienda,
hanno fatto sentire la loro voce. L'incontro tra il numero uno di Air
France-klm, Jean Cyril Spinetta, il presidente dell'Alitalia,
Maurizio Prato e i sindacati è iniziato nel pomeriggio. Ma già dalla mattina a
Fiumicino si susseguivano le assemblee, scaglionate per turni, per informare i
lavoratori sulla trattativa. Poi tutti verso via della Magliana. Così sotto il
quartier generale della compagnia si sono ritrovati lavoratori di terra,
dipendenti del call center e del centro elaborazione dati, coinvolti nel piano
di dismissione così come gli operai dell'Atitech di Napoli - quelli della
manutenzione pesante - arrivati dinanzi il palazzone Alitalia
sotto un'enorme tricolore e dietro lo slogan "l'Atitech non si tocca, la
difenderemo con la lotta". Poi le bandiere delle varie sigle, tra cui
spiccavano per numero quelle del Sdl, di Filt-Cgil e Cub. E l'inno di Mameli,
urlalto come simbolo dell'obiettivo della protesta: difendere l'italianità
dell'aviolinea di fronte ad una offerta del gruppo franco-olandese giudicata
troppo penalizzante. Ma se Napoli e Roma gridano il dissenso, a Varese i
lavoratori hanno guardato con distacco e un pizzico di rassegnazione alla
giornata di ieri. È una calma apparente, "siamo chiaramente
preoccupati", dice Franco Brioschi, responsabile regionale del trasporto
aereo di Cgil, "ma non si è organizzata nessuna assemblea o sit-in".
Per molti dipendenti dello scalo varesino le decisioni importanti sono già
state prese quando il cda di Alitalia ha stabilito la
fine di Malpensa come hub della compagnia e la cancellazione dal tabellone
estivo dello scalo di 180 voli. Si chiude così il sipario sul grande hub del
Nord. Un'immagine che per molti dipendenti della Sea, la società che gestisce
l'aeroporto insieme a quello milanese di Linate, si tradurrà in parole come
mobilità, cassa integrazione, esuberi. In base agli accordi firmati nella notte
tra il 7 e l'8 marzo scorsi tra i sindacati e la Sea, già a partire dal 31 di
marzo scatterà la cassa integrazione di 24 mesi per 350 dipendenti Sea e per
550 di Sea Handling. Novecento lavoratori che, al termine dei due anni,
rientreranno in azienda. L'intesa tra Sea e sindacati - stando a quanto venne
comunicato dopo la firma dell'accordo - dovrebbe consentire alla società
controllata dal comune di Milano di alleggerire la situazione del gruppo che
prevede una contrazione economica di 70 milioni di euro all'anno, come
conseguenza della cancellazione dei voli decisa da Alitalia.
Ora l'attesa è per venerdì, quando secondo voci vicine ad Air France-Klm,
Spinetta invierà ai sindacati una "proposta di accordo quadro dove saranno
evidenziate tutte le misure volte a conseguire l'obiettivo di non lasciare
nessuno per strada nel quadro della ristrutturazione".
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del ALLA CAMERA Bertinotti convoca Conferenza
capigruppo La vicenda Alitalia arriva in Parlamento. Il Presidente della Camera dei deputati,
Fausto Bertinotti, ha annunciato infatti di aver convocato per la giornata di oggi,
alle ore 11.30, la Conferenza dei presidenti di gruppo della Camera dei
deputati. La decisione di Bertinotti fa seguito alla richiesta venuta dal
gruppo di Forza Italia, alla quale si è poi associato anche il gruppo di
Alleanza nazionale, e a una consultazione informale degli altri gruppi
parlamentari, affinchè il Governo riferisca in Parlamento sulla vicenda Alitalia. "All'ordine del giorno della riunione - ha
spiegato il presidente della Camera, Bertinotti - c'è l'ipotesi di convocazione
delle commissioni in cui il governo venga a confrontarsi con le rappresentanze
parlamentari sulla questione di Alitalia".
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del Air France promette: nessuno resterà per strada Spinetta annuncia
una nuova proposta. Venerdì riprende la trattativa coi sindacati / Roma SI
TRATTA Jean-Cyril Spinetta tende la mano ai sindacati, si impegna a non
lasciare lavoratori per strada e a presentare, domani sera, un nuovo piano sul
quale aprire il negoziato già nel pomeriggio di venerdì. Nessun problema,
inoltre, a trattare anche oltre il 31 marzo, data finora fissata come
ultimativa. "Ma questo dipende da Prato", ha detto il presidente di
AirFrance-Klm ai sindacati nel corso dell'incontro che si è svolto ieri
pomeriggio durato ben sei ore. "La data è stata fissata
dall'azionista" è stata la replica di Maurizio Prato: l'azionista, cioè il
Tesoro, quindi il ministro Tommaso Padoa-Schioppa "mi ha confermato - ha
detto il presidente di Alitalia - che rimane la
scadenza del 31 marzo per il raggiungimento di un accordo", "sta ai
sindacati decidere se ci sono le condizioni per proseguire". Era stato
tuttavia lo stesso Prato, aprendo il tavolo a prospettare una sia pur scarsa
dilatazione dei tempi ma solo nel caso di "un percorso condiviso sui temi
fondamentali sul tavolo e cioè esuberi, Az Servizi e il cargo". E in
serata, fonti del Tesoro facevano sapere che la decisione sui tempi spetta
all'azienda e che in via XX Settembre si limiterebbero a prenderne atto. La
riposta a caldo delle organizzazioni dei lavoratori non è stata certo calorosa,
né sulla tempistica, né sulle aperture di AirFrance giudicate troppo timide. In
ogni caso "ci sono stati passi in avanti", riconosce per la Filt-Cgil
il segretario generale Fabrizio Solari, "siamo usciti dalla logica del
prendere o lasciare". La Filt-Cgil è quindi disponibile ad andare avanti
nella trattativa per tentare l'intesa, ovviamente il giudizio finale
"dipenderà dal merito". "Accettiamo -ha aggiunto Solari- la
sfida del futuro profittevole ma dobbiamo gestire l'oggi". E oggi, (anzi,
ieri) i nodi ancora aperti restavano il perimetro aziendale, cioè che cosa va
resta dentro e cosa fuori da Alitalia, il settore
Cargo di cui Spinetta ha confermato la chiusura al 2010, e le riconversioni di Alitalia Servizi. Quanto ai tempi, Solari suggerisce
"relax", si dice infatti convinto che le dichiarazioni di questi
giorni siano "inquinate dalla politica". Ma su questo non è d'accordo
la Fit-Cisl, "Non siamo disponibili a subire i diktat di Padoa-Schioppa,
anche perché su di lui gravano le maggiori responsabilità", ha tuonato il
segretario nazionale Claudio Genovesi. Ma anche la Fit-Cisl alla fine ha
parlato di "un incontro sicuramente utile per ricostruire le basi del
negoziato". Ma non c'è solo il fattore-tempo, che da solo è comunque in
grado di vanificare ogni attesa. La linea di AirFrance non convince su alcuni
punti. Sugli esuberi, una nota afferma che "nessun
lavoratore di Alitalia sarà lasciato per strada" e che sarà studiata una soluzione
per ciascuno delle 2100 "eccedenze" contate dal piano, di cui
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del L'ombra della vendita sulla campagna elettorale Il Pd
preoccupato: se non si chiude entro marzo, non si parlerà d'altro "Lui
queste cose le sa fare". Il "lui" in questione, citato da una
fonte governativa, è l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Che cosa
sia riuscito a fare è sotto gli occhi di tutti. In due
settimane è stato in grado di "ingessare la campagna elettorale" su
un argomento, come la vendita di Alitalia,
trasformata in un caso di identità nazionale. Da quindici giorni non si parla
d'altro. Alitalia svenduta, passata di mano e poi Malpensa, la moratoria, il
tavolo con le istituzioni, e per ultimo il colpo finale: la cordata di
imprenditori. Da tempo le pagine dei giornali sono piene di aerei che
decollano o che atterranno e di Berlusconi che promette pontifica e minaccia.
Per evitare che tutto questo si trascini fino al 13 aprile serve al più presto
un accordo con i sindacati. Un'accelerazione della trattativa, sempre secondo
le fonti governative, potrebbe ribaltare il tavolo e costringere Berlusconi a
venire allo scoperto. "Il gioco gli si potrebbe rivoltare contro". A
quel punto l'ex premier "sarebbe costretto a far vedere a tutti se è
capace di mantenere la promessa" e strappare la compagnia dalle mani degli
odiati francesi, con o senza i suoi figli, pena lo sbugiardamento pubblico. Per
questo la data del 31 marzo per chiudere i giochi con Air France non è
solamente collegata alla stato finanziario della compagnia. Il 31 marzo è anche
una scadenza "politica". Portare la trattativa oltre il prossimo
lunedì significa ridurre la campagna elettorale a un solo argomento. Cosa che
il Partito democratico e il suo leader Walter vogliono evitare. Il problema è
che la partita sembra però tutt'altro che chiusa. Non sarà semplice arrivare al
31 con un accordo in mano. Governare Alitalia
sindacalmente non è mai stato semplice. Il gruppo ha sempre subito pesanti
condizionamenti da una selva di sigle minori ma con un peso specifico notevole.
Eppure ieri aperture ci sono state. La Cgil, per esempio, ha lasciato spiragli
e lanciato segnali. Una delle poche, però. Ma in questa partita hanno avuto un
ruolo non indifferente anche le forze a sinistra del governo. "Certo
avremmo potuto accelerare se ci fosse stata una coesione fra i vari elementi
del governo" spiega la fonte. Cosa che non c'è stata. Il ministro dei
Trasporti Bianchi con Air One, il suo collega Franco Giordano, spalleggiato dal
presidente della Camera Fausto Bertinotti, per un nuovo intervento pubblico.
"Hanno favorito un clima da ultima spiaggia". E in queste condizioni
un salvatore della patria fa sempre la sua figura. Anche se di carta. Roberto
Rossi.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
26-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Di OLIVIA POSANI ?
ROMA ? DA LUGLIO aumenteremo le pensioni fino a 400 euro, promette Veltroni.
Adegueremo le pensioni al costo della vita, assicura Berlusconi. La previdenza,
irrompe nella campagna elettorale. Con qualche ritardo, visto che al momento
della presentazione ufficiale dei programmi i due candidati premier l'avevano
tenuta sotto traccia. Ma il tema è sentito almeno, se non di più,
dell'emergenza salari. E dunque il Cavaliere ribadisce l'impegno a un graduale
e progressivo aumento delle pensioni più basse. Il segretario del Pd rilancia
giocandosi una carta importante a meno di 20 giorni dal voto. Giorni che per il centrosinistra sono ulteriormente complicati
dalla vicenda Alitalia. La proposta, che si rivolge al ceto medio e medio basso,
riguarda i pensionati di oltre 65 anni. In caso di vittoria del Pd, questa la
promessa, riceveranno da luglio una quattordicesima di circa 400 euro se
percepiscono un assegno previdenziale annuo compreso tra gli 8 e i 25 mila
euro. Per chi è più fortunato e arriva a 55 mila euro l'anno l'aumento
sarà invece tra i 100 e i 250 euro. Il tutto grazie a un incremento delle
detrazioni fiscali per un costo complessivo calcolato in 2,5 miliardi di euro
l'anno. Per chi invece non supera gli 8 mila euro annui (645 al mese) non
cambia nulla: a questi 3 milioni di pensionati ha già pensato il governo Prodi
istituendo per la prima volta la quattordicesima. LE detrazioni non saranno
uguali per tutti, ma saranno più alte per le pensioni più vecchie, quelle che
hanno maggiormente perso potere d'acquisto. Dal '93 la rivalutazione
dell'assegno previdenziale è infatti completamente sganciata dalla dinamica
degli stipendi. L'unico piccolo aggiornamento annuale è affidato all'indice
Istat dei prezzi per le famiglie di operai e impiegati, praticamente nulla. Il
Pd vuole accompagnare la quattordicesima con un meccanismo teso, appunto, a
cambiare le indicizzazioni in base al nuovo indice che l'Istat sta elaborando
per mirarlo meglio sui consumi dei pensionati. Più avanti, in base a un accordo
con i sindacati, dovrebbe essere introdotta una vera novità: legare l'andamento
della spesa pensionistica all'andamento dei redditi da lavoro, in modo da
rendere i pensionati participi degli aumenti di produttività che avvengono in
Italia. "SIAMO decisi a proporre un intervento immediato perchè serve una
grande operazione di giustizia sociale", assicura Veltroni. "Vogliamo
che i pensionati partecipino ai frutti della crescita economica", spiega
Morando. "Il nostro è un progetto organico, al contrario di quello del
Pdl", dice Treu. E Tonini: "La nostra è un'operazione da ceto
medio". IL PACCHETTO previdenza piace ai sindacati (che però vogliono
capire meglio come si trovano le coperture economiche), irrita la Sinistra (che
rinfaccia al Pd di scoprire solo ora che le pensioni sono troppo basse) e
provoca l'ironia del Pdl (che parla di promesse elettorali). Berlusconi
comunque dà subito seguito al duello. Un paio d'ore dopo rivendica: "Noi
siamo stati gli unici ad aumentare le pensioni minime davvero. Continueremo a
farlo perchè il problema numero uno è che le pensioni non sono state adeguate
al costo della vita. Noi lo faremo, a partire dalle basse, ed è per questo che
i pensionati voteranno per noi". Concetti su cui insiste Gianfranco Fini:
"Quando abbiamo governato noi furono poco meno di due milioni i pensionati
che videro aumentare le pensioni minime di 516 euro. Prodi, invece, ai
pensionati ha aumentato le tasse". Controreplica di Rosy Bindi: "Berlusconi
ha voluto dare l'impressione di avere anche lui una proposta. In realtà insegue
il Pd". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
26-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
L'INTERVISTA L'EX AD
ZANICHELLI: SE HA RAGIONE PADOA-SCHIOPPA PARIGI E' UNA SCELTA OBBLIGATA
"Due ministri, due conti: qualcosa non va" di MARCO TAVASANI ? ROMA ?
"C'È QUALCOSA che non mi torna, o comunque di non molto chiaro in questa
tormentata vivcenda dell'Alitalia. Due ministri dello stesso Governo dicono, l'uno, che la
compagnia ha due-tre settimane di liquidità, mentre il suo collega sostiene che
l'Alitalia può arrivare a fine anno. Insomma, che ha ossigeno per nove
mesi". Marco Zanichelli, reggiano di sessant'anni, quindici dei quali
trascorsi in Alitalia sempre in posizioni di grande importanza fino a diventare (nel
2004) amministratore delegato e direttore generale anche se per appena 70
giorni non nasconde la propria perplessità dopo le ripetute dichiarazioni di
Tommaso Padoa-Schioppa che contraddicono quelle del ministro dei Trasporti
Alessandro Bianchi. Sembra un mistero inspiegabile. "Sì. Se avesse ragione
Bianchi la trattativa cambierebbe aspetto, anche perché in questo lasso di
tempo ci sarebbero le condizioni per costituire quella cordata lombarda di cui
si parla da qualche settimana". Quindi potenzialmente ci sarebbero le
condizioni per rilevare l'Alitalia e avviare un
processo di rilancio senza abbandonare Malpensa? "Ripeto: se questa
cordata esiste, avrebbe certamente il tempo di materializzarsi. Se, invece
avesse ragione il ministro dell'Economia, non vedo alternative a una soluzione
con Air France. Anche perché, ma questo lo può sapere solo l'azienda, dietro
c'è solo lo spettro del fallimento. Certo che di tempo ne è rimasto ben
poco". E il problema delle sigle sindacali? "Beh, anche ai miei tempi
? Zanichelli è stato ad dal 28 febbraio 2004 al 6 maggio dello stesso anno,
succedendo a Mengozzi e cedendo in seguito il timone della compagnia a Cimoli ?
i sindacati avevano un peso non irrilevante. Vuol sapere se Spinetta le
riconoscerà? Sì. Anche perché se Air France acquista Alitalia,
sa benissimo che la nostra Costituzione garantisce la libertà sindacale. Se non
è riuscita in tanti anni l'Alitalia a contenere o a
ridurre il loro numero, non vedo come possa farlo un compratore. Ecco, mi
sembra opportuno ricordare che i sindacati dei piloti hanno una forza
considerevole: sostanzialmente fanno da traino a quelli di terra". Com'era
la situazione quando lei era ad? "Deteriorata, ma con interventi di ricapitalizzazione
si sarebbe potuto uscire dal pantano. Io ci credevo, ne ero convinto. Ma sono
mancate le risorse e in 70 giorni non ho avuto neanche il tempo di attuare
interventi risolutivi. Peccato, perché l'Alitalia ha
avuto in pochi anni interventi sul capitale di circa un miliardo oltre al
prestito-ponte". Malpensa è stato un affare per Alitalia?
"Col senno di poi direi di no. Ma è innegabile che raccoglie un notevole
bacino di traffico, anche se c'è, forse, un Linate di troppo. Non solo, anche
un numero esagerato di scali regionali padani che drenano traffico". E la
scelta Air France? "Al punto in cui si è arrivati mi sembra la scelta
giusta". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ELENA COMELLI ?
MILANO ? PER ALITALIA il giorno fatidico è venerdì e il mercato
applaude: il numero uno di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta ha promesso per
il 28 o addirittura per la sera di domani una seconda proposta ai sindacati.
Nell'incontro di ieri, intanto, Spinetta ha assicurato che "nessuno
resterà a casa" e che anzi Air France è pronta ad assumere 180 piloti,
ma ai rappresentanti dei lavoratori queste aperture non sono sembrate al
momento sufficienti. E i margini per una trattativa sono ormai risicatissimi:
Air France-Klm è disponibile a proseguire il negoziato oltre il 31 marzo, ha
garantito Spinetta, ma dal Tesoro ? che è azionista di maggioranza ? giungono
solo caute aperture, a indicazione che comunque i tempi restano stretti. Fonti
interne precisano che la data del 31 marzo "è stata stabilita dal cda di Alitalia nell'esercizio delle sue responsabilità" e
che, ove lo stesso cda ritenesse opportuno e nell'interesse dell'azienda
modificare questa data, "il Tesoro, come qualunque altro azionista, ne
prenderebbe atto". "Se si dice che ci vuole l'accordo con i sindacati
e che sono disponibili a una trattativa ad oltranza, la trattativa Alitalia si fa fin quando dura", ha commentato il vice
ministro dello Sviluppo economico, Sergio D'Antoni. "La trattativa ? ha
aggiunto ? durerà fino a che le parti interessate troveranno una soluzione,
quindi mi pare che non ci sia una data X o un'ora Y per cui chissà cosa
succede". Con la presentazione della nuova proposta ? un accordo quadro ?
il gruppo franco-olandese punta in sostanza a registrare l'accordo dei
sindacati e poi ad aprire con loro tavoli ad hoc sui singoli aspetti del piano.
E il mercato ci crede: ieri il titolo in Borsa è andato a passo di carica
nonostante le oscillazioni fortissime. Dopo una sospensione per eccesso di
ribasso, le Alitalia sono decollate a fine mattinata,
segnando un progresso del 24,31% per poi arrivare in chiusura ad un rialzo del
32,35% a quota 0,4578 euro. Sono passati di mano più di 71,5 milioni di pezzi,
pari al 5,3% del capitale. Sull'incontro di ieri tra Air France e sindacati,
del resto, si è detto molto e a ruota libera. Sul nodo del cargo, ad esempio,
Air France-Klm sembra decisa a non cambiare posizione. Nel corso del confronto,
Spinetta avrebbe ribadito che il progetto di acquisizione prevede un
alleggerimento delle attività cargo per poi chiuderle nel 2010. Il tema è al
centro del confronto con i sindacati per l'impatto sul numero degli esuberi
previsti per i piloti. D'altra parte Spinetta avrebbe affermato al tavolo che
se nel 2010 la sua ricetta non funzionasse e non si raggiungesse la redditività
utile a investire, sarebbe un suo fallimento e avrebbe precisato "a me non
piace fallire". Non solo, ma il top manager avrebbe dato la sua
disponibilità ad assumere, previo consenso sindacale, 180 piloti Alitalia. DA PARTE LORO, i sindacati hanno chiesto dettagli
in merito alle modifiche annunciate in termini di esuberi, perimetro aziendale
e settore cargo. "Siamo per proseguire la trattativa e per fare il
possibile fino in fondo per cercare un'intesa", ha commentato il
segretario generale della Filt-Cgil Fabrizio Solari. "Il giudizio finale
dovrà essere nel merito ? dice ? e questo incontro rappresenta un passo avanti
perché è stata smentita la logica del prendere o lasciare che i sindacati non
erano disposti ad accettare". La proposta di accordo quadro che Air
France-Klm si prepara a presentare ai sindacati sarà "un'utile base"
per portare avanti il confronto, anche se la Filt-Cgil "sconsiglia di
seguire la strada di tavoli separati sui diversi temi del confronto perché
sarebbe preferibile raggiungere prima un'intesa generale". La partita
insomma è tutt'altro che finita e tra due giorni ci sarà un nuovo round. -
-->.
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Veltroni: aumentare
subito le minime. Berlusconi: adeguiamole al carovita. Venerdì un altro
incontro Air France-sindacati Pensioni, duello tra Pd e Pdl Spinetta rilancia:
"Credo in Alitalia".
Domani la nuova proposta ROMA - Duello a distanza tra Veltroni e Berlusconi sul
tema delle pensioni. Il segretario del Pd ha proposto ieri un aumento fino a
400 euro all'anno delle minime già a partire dal luglio 2008. Immediata la
replica del Cavaliere, che ha avanzato l'ipotesi di adeguare le pensioni al
costo della vita. Sul fronte dell'Alitalia, si
attende il nuovo piano di Air France, che sarà presentato domani. "Credo
nella crescita della Compagnia", ha detto ieri il presidente di Air France
Jean-Cyril Spinetta. Venerdì intanto i francesi torneranno a incontrare i
sindacati. SERVIZI DA PAGINA
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Il retroscena E il
Cavaliere spera ancora che si muova Banca Intesa CLAUDIO TITO "La cordata
italiana non è un obiettivo impossibile. Ho già avuto qualche
risposta positiva". Per Silvio Berlusconi sta quasi diventando un punto
d'onore. Dopo lo stop intimato la scorsa settimana ad Air France, vuole
dimostrare che un'offerta "domestica" competitiva per l'acquisto di Alitalia è possibile. SEGUE A PAGINA 3.
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
SCALA MOBILE
ELETTORALE MASSIMO RIVA E così, dopo l'Alitalia, anche il
tema delle pensioni è entrato nel tritacarne di una campagna elettorale che,
col passare dei giorni, si sta sempre più allontanando dal clima iniziale di
confronto un poco più serio e civile del passato. E' bastato che Walter
Veltroni indicasse l'esigenza di un adeguamento del potere d'acquisto dei
trattamenti di quiescenza più miseri per scatenare una vera e propria
canea di polemiche sovente condite da insulti. Senza che nessuno si sia preso
almeno la briga di replicare nel merito alle proposte illustrate dal leader del
Pd. SEGUE A PAGINA 37.
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Sit-in dei
dipendenti alla sede della Magliana ROMA - Quasi un
migliaio di dipendenti dell'Alitalia si sono riuniti in un
sit-in davanti alla sede della compagnia alla Magliana, in attesa dell'incontro
tra l'azienda, l'Airfrance-Klm e i rappresentanti dei lavoratori. Presenti
anche alcuni dipendenti dell'Atitech di Napoli con un'enorme bandiera italiana
che hanno urlato lo slogan: "L'Atitech non si tocca, la difenderemo
con la lotta".
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Parla la
leader del sindacato vicino al Pdl, Renata Polverini A destra c'è chi tifa per
Spinetta Ugl: sua l'unica offerta sul tavolo ROMA - Per parlare di
soddisfazione è presto, ma di certo Renata Polverini, segretaria dell'Ugl non è
sorpresa: "Le prime aperture di Spinetta fanno ben sperare, la strada per
raggiungere un accordo è ancora lunga e non scontata. Ma hanno ridotto gli
esuberi e affrontato una serie di problemi: intravediamo una disponibilità che
solo un settimana fa non c'era". Sorprende molto di più che sia il
sindacato di destra tra i primi e tra i più convinti nel salutare con ottimismo
l'apertura di Air France. Dal Pdl parlano di svendita e chiedono a gran voce di
lasciar tempo alla cordata italiana, non preferirebbe questa soluzione?
"Con coerenza abbiamo sempre detto che l'unica offerta concreta è quella francese,
per cui va verificata fino in fondo. D'altronde la
situazione di Alitalia è nota da 10 anni, gli imprenditori italiani hanno avuto tutto
il tempo d'intervenire, le stesse banche, persino le più interessate, non hanno
mai dato sostanza finanziaria ai vari piani di acquisto". E il tricolore?
"Non lascio scappare una prospettiva concreta, per quanto difficile, in
nome di una possibilità che peraltro non si è mai concretizzata. è
facile parlare di cordate, molto più difficile costruirle, però le uscite di
Berlusconi sono stata lo stesso decisive in senso positivo". In che modo?
"Ha dimostrato che c'è un paese preoccupato, diviso sul destino della
compagnia di bandiera. I lavoratori e i cittadini non sono disposti ad
accettare soluzioni negative. Sono sicura che Spinetta è ha riflettuto e ha
capito che doveva rinunciare a quell'atteggiamento di chiusura della settimana
scorsa". Se veramente doveste trovare un nuovo compromesso con Air France
pensa che il prossimo governo dovrebbe accettarlo, anche se vincesse il Pdl che
si è detto contrario? "Dovrebbe tenerne conto. I sindacati non vincolano i
governi, ma ai lavoratori e ai loro rappresentanti in questa vicenda si è
chiesto da giocare da protagonisti. Nel caso dovessimo trovare una soluzione
per salvare la compagnia e salvaguardare i livelli occupazionali il governo, di
qualsiasi colore, non potrebbe ignorarlo". (l.i).
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il Wall
Street Journal "Silvio non è un liberista, è corporativo" ROMA - La
vicenda della vendita di Alitalia dimostra che Silvio
Berlusconi "si è rivelato più un corporativo avverso alla libera
concorrenza di mercato che un liberale economico che intende fare quello di cui
l'Italia ha bisogno per rilanciare l'economia barcollante". E' quanto
scrive il Wall Street Journal che giudica il comportamento del candidato
premier del Pdl come quello di "un uomo che farebbe di tutto per tornare
al potere. Difficilmente si tratta - osserva il quotidiano
- di buone notizie per Alitalia, o per l'Italia". In un editoriale intitolato "Silvio
e Alitalia" il Wsj ricorda che Berlusconi da tempo si dice a favore di
"una soluzione italiana". Tuttavia, continua, "l'ultima volta in
cui è stato a Palazzo Chigi Berlusconi non ha trovato alcun salvatore per Alitalia. Invece ha esitato mentre il debito della compagnia
cresceva fino a raggiungere 1,3 miliardi di euro lo scorso gennaio. Gli
elettori italiani - continua il quotidiano - potrebbero chiedergli perchè non
ha venduto la quota di Alitalia quando valeva
qualcosa. Il prezzo delle azioni della compagnia è sceso del 70% negli ultimi
due anni".
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il leader
del Pd: inaccettabile speculare in campagna elettorale sul futuro di migliaia
di persone Veltroni: no al poker sui lavoratori Il Pdl chiama Prodi in
Parlamento "Dov'erano i figlioli di Berlusconi? Perché non si sono
presentati quando si è fatta la gara" ROMA - Il caso Alitalia
rimbalza anche in Parlamento, nonostante le Camere sciolte. I capigruppo delle
forze della maggioranza e dell'opposizione sono stati convocati per oggi a
Montecitorio dal presidente Fausto Bertinotti: dovranno decidere se mettere
all'ordine del giorno delle Commissioni competenti l'audizione del premier
uscente, Romano Prodi. Una richiesta avanzata in un primo momento da Fi e alla
quale si è aggiunta An. All'appuntamento il Pdl e il Pd arrivano contrapposti.
Ieri il leader del Partito Democratico, Walter Veltroni, ha ribadito la propria
opinione, già espressa nei giorni scorsi: "Se c'è una cordata italiana
perfetto - ha detto - , però venga avanti adesso e non tra un mese, dopo le
elezioni. Per ora c'è solo Air France e nella trattativa con i sindacati mi auguro
possa essere fatto un passo in avanti". Veltroni ha nuovamente criticato
il tentativo da parte del Pdl di fare dell'Alitalia un
terreno del "tritacarne" della campagna elettorale: "Sul tavolo
da poker della vita politica e della campagna elettorale viene giocato tutto,
anche il lavoro di migliaia di persone, ma questo è inaccettabile". Tesi
ribadite anche dal sottosegretario alla Presidenza, Enrico Letta: "Bisogna
puntare sull'industria, perchè il nostro Paese ha la sua forza nei suoi imprenditori
e nei suoi lavoratori e dopo la Germania è la seconda potenza industriale
d'Europa ma non c'è bisogno di cordate in zona Cesarini per salvare Alitalia". Sul tema è intervenuto anche il ministro
degli Esteri D'Alema con una battuta indirizzata al Cavaliere: "Noi il
problema lo abbiamo affrontato, abbiamo detto che questa società rischia di
fallire, apriamo una gara, la privatizziamo, chiamiamo gli imprenditori.
Dov'erano i figlioli di Berlusconi? Perché non si sono
presentati quando si è fatta la gara per comprare l'Alitalia?".
Nel Pdl, mentre il portavoce di Berlusconi sottolinea che quello del leader del
Pdl "è solo un appello per salvare Alitalia",
toni meno drastici giungono da parte di Fini. "A me - ha detto il leader
di An - non interessa se Alitalia venga acquistata da Lufthansa, da Air France, o, come auspico
anch'io, da una cordata italiana. Quello che mi interessa è che Alitalia continui a volare, che l'Italia non perda il
vettore di compagnia di bandiera". Baldassarri (An) ha aggiunto che il
rilancio dell'idea di una cordata italiana da parte di Berlusconi "ha
costretto Air France e Spinetta a decidere di trattare ad oltranza". Il
compito di polemizzare direttamente con Prodi è stato affidato a Tremonti:
"Prodi - ha detto l'ex ministro del Tesoro del centrodestra - crede di
stare svendendo l'Iri. Sta facendo accordi come se fosse al terzo mandato
dell'organismo di riconversione industriale e non come presidente del
Consiglio. Sta facendo traffici e confusione".
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
L'iniziativa Berlusconi insiste sulla cordata italiana "Ho sentito Banca
Intesa, è disponibile" E nel piano del Cavaliere spunta anche il fondo di
Gamberale Se una persona come me decide di dare vita ad un'iniziativa
imprenditoriale, alla fine ci riesce La cordata made in Italy per la compagnia
di bandiera non è un obiettivo impossibile Ho già avuto qualche risposta
positiva (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) CLAUDIO TITO Le giornate di Pasqua
trascorse tra la villa in Francia della figlia Marina e la sua residenza di
Porto Rotondo sono state impegnate proprio per verificare la praticabilità di
un "fronte" che permetta alla compagnia di bandiera di restare
"italiana". E proprio in questi giorni l'ex premier avrebbe incassato
qualche via libera. In particolare dai vertici di Banca Intesa. "Mi hanno
assicurato - ha rivelato il Cavaliere al giro più ristretto dei suoi
fedelissimi - di poter partecipare all'operazione". Da tempo, del resto,
il leader di Forza Italia sostiene nelle riunioni con il suo staff di aver
instaurato un rapporto più che cordiale con l'amministratore delegato
dell'istituto, Corrado Passera. Che peraltro già in passato si era speso a
sostegno di un'operazione sull'azienda gestita da Maurizio Prato. Niente di
ufficiale, nulla che formalmente abbia ancora impegnato il secondo gruppo
bancario del nostro paese. Al momento, infatti, lo ha ripetuto il presidente
del consiglio di gestione, Enrico Salza, Intesa-San Paolo non si sta occupando
di questo dossier. Eppure, Berlusconi è sicuro di poter fare affidamento su quel
versante. I contatti non sono mancati in questi giorni. Anzi, li considera il
primo mattone per edificare un blocco in grado di compiere una mossa entro
breve tempo. Un'operazione che, secondo Palazzo Grazioli, dovrebbe comunque
realizzarsi intorno ad un partner industriale rappresentato da Carlo Toto, il
presidente di Air One. Sta di fatto, che il Cavaliere vuole stringere i tempi e
lanciare qualche segnale concreto prima delle elezioni del 13 aprile. Se non
altro per non salire sul banco degli accusati nei giorni precedenti il voto e
dare la possibilità al Pd di passare al contrattacco rimproverandolo di aver
agitato una "cordata fantasma" solo a scopo propagandistico. "Se
uno come me decide di dar vita ad una iniziativa imprenditoriale - va ripetendo
da giorni - alla fine ci riesce". L'attività del Cavaliere, quindi, si sta concentrando sul capitolo Alitalia. Nei suoi
colloqui allora avrebbe parlato di Intesa-San Paolo come di un partner pronto a
finanziare l'investimento senza alcun coinvolgimento nella gestione. E qualcuno
ha riferito all'ex premier che in questa ottica la Banca avrebbe rinunciato ad
un investimento in una società svizzera di asset management, la Julius
Baer, per non perdere liquidità in caso di necessità. "Noi - spiega il
forzista Paolo Romani, ex presidente della commissione Trasporti della Camera -
non possiamo rinunciare ad una società che controlla il 45 per cento del
traffico interno e darla ai francesi. Ci capita troppo spesso di usare a
sproposito l'Europa. Non mi pare che i francesi e i tedeschi si siano fatti
impressionare dall'Europa quando dovevano intervenire nelle loro aziende".
Non è un caso che Berlusconi abbia parlato di prestito-ponte per la compagnia
italiana nella sicurezza di essere lui a rappresentare da maggio in poi le
istanze del nostro paese davanti alla Commissione europea e agli organismi
comunitari che valuteranno la legittimità di qualsiasi manovra che coinvolgerà Alitalia. Il suo cruccio, però, è quello di dar vita ad un
blocco capace di elaborare un piano competitivo senza nascondere che la ricerca
di investitori "non è affatto facile". Gli occhi, dunque, non sono
puntati solo su Toto, ma anche su altri "alleati" da ricercare tra
gli imprenditori italiani in grado di partecipare ad uno sforzo del genere.
L'obiettivo è puntato su imprenditori privati (l'intervento pubblico è stato
scartato per i limiti imposti dall'Unione europea), ma spesso tra i consiglieri
dell'ex premier viene citato l'esempio del fondo F2i, guidato da Vito
Gamberale, che pur essendo un soggetto del tutto "privato" ha tra i
suoi soci più importanti (il 10 % dell'azionariato) un rappresentante di fatto
"pubblico" come la Cassa depositi e prestiti. Riflessioni che per ora
non si sono trasformate in fatti, ma che fanno capire quanto il Cavaliere sia
deciso a non rinunciare tanto facilmente al suo progetto. Anche se, puntualizza
Paolo Bonaiuti, il portavoce di Berlusconi, "ci vuole tempo. Chiunque sia
intenzionato ad avanzare un'offerta, deve prima effettuare una "due
diligence" per capire la reale situazione di Alitalia".
Insomma, Berlusconi sembra chiedere tempo. La disponibilità del numero uno di
Air France, Jean Cyril Spinetta, a proseguire le trattative dopo il 31 marzo
costituiscono un aiuto indiretto. "Un primo risultato - osserva così Giulio
Tremonti - noi l'abbiamo ottenuto: Air France non dice più prendere o lasciare.
Adesso tratta". Considerazioni, però, che al momento a Palazzo Chigi
vengono ancora considerate piuttosto fumose. "Di questa cordata - dicono
anche dopo l'incontro tra Romano Prodi e Tommaso Padoa-Schioppa - di questa
cordata italiana non si ha traccia". Pure il premier uscente, però, non
sembra intenzionato a piazzare una "tagliola" nei tempi della
trattativa. Quella di fine mese non è per il governo uscente un limite invalicabile
che adesso lascia all'azienda il compito di trattare con Air France. E in
teoria - "pura teoria" - non esclude la possibilità di esaminare
altre piattaforme "se mai verranno presentate".
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Air France
rilancia su Alitalia Il sindacato: pronti a trattare
Parigi: non lasceremo nessuno per strada. Titolo su del 38% Frenano i piloti: dovranno dare la disponibilità a trasferirsi oltralpe LUCIO
CILLIS ROMA - "Non lasceremo nessuno per strada, io scommetto sul rilancio
di Alitalia entro il 2010. Se ciò non dovesse avvenire sarebbe un mio
fallimento. E a me non piace fallire". Parola di Jean-Cyril Spinetta che
ieri ha confermato al tavolo della trattativa per l'acquisizione di Alitalia, le indiscrezioni di Repubblica. Il numero uno di Air
France spiazza i sindacati e apre una porta ad una soluzione condivisa e senza
spallate. Già al primo round di ieri Spinetta ha infatti tirato fuori dalla sua
borsa di pelle, 30 cartelle con numeri, grafici, sviluppo delle attività di Alitalia previste da qui al 2010, deciso a superare tutti i
barrage posti sulla strada dell'accordo. Via i limiti alla trattativa ad
oltranza (si parla del 2 aprile come data di chiusura) e il "prendere o
lasciare" la proposta, frasi che avevano fatto infuriare i sindacati. Sono
diverse le novità che escono dal cappello e che mandano in ebollizione il
titolo a Piazza Affari (chiusura a 0,45 euro, salto in alto del 32%). Gran
parte della manutenzione leggera e dei lavoratori di Az Airport potrebbero
rientrare nel perimetro della nuova compagnia aerea per rinforzare l'hub di
Fiumicino, così come i piloti considerati in esubero (inizialmente 500)
torneranno ad essere quelli del "primo" piano Spinetta ovvero 320. I
180 comandanti fuori dall'elenco dei tagli, per mantenere il posto di lavoro
saranno però costretti a superare delle prove di accesso per pilotare in Air
France, dovranno traslocare a Parigi, imparare il francese e rimettersi in coda
nella corsa per la carriera di comandante, azzerando di fatto l'anzianità
aziendale conquistata faticosamente in Alitalia. Per
questi motivi le sigle professionali che rappresentano i piloti, dall'Anpac
(col leader Fabio Berti che si dice "pessimista"), fino all'Up,
guardano ancora con un certo distacco alle proposte francesi. Aprono quanto
meno alla trattativa ad oltranza i due sindacati fino ad oggi più ostili al
vettore transalpino: "è un passo avanti", commentano, Fabrizio Solari
(Cgil) e Claudio Claudiani (Cisl) anche se le per ora nessuno se la sente di
abbracciare i primi abbozzi di proposta. Anpav, Avia, Uil trasporti (con
Giuseppe Caronia) e Ugl (con Roberto Panella) sono invece convinte che la
strada imboccata sia quella giusta mentre l'Sdl parla di "un primo passo,
restano diversi nodi da sciogliere" non ultimo quello dei 42 aerei che
resteranno a terra. Ai dubbi dei sindacalisti Spinetta ha risposto così:
"Non solo non lasceremo nessun dipendente per strada - ha spiegato il
manager francese alle nove sigle sindacali presenti all'incontro - ma sarà
disegnata una soluzione appropriata per ciascuno dei 2.100 lavoratori previsti
dal piano". Secondo indiscrezioni gli altri rientreranno sotto la nuova Alitalia e i meno fortunati avranno come garanzia il
paracadute di Fintecna che garantirà loro il posto di lavoro prima di una
necessaria riconversione professionale. Sempre durante la riunione, il
presidente di Air France-Klm ha passato in rassegna quelli che ha definito
"i principi generali e le linee guida dell'accordo quadro" che sarà
pronto giovedì sera, dopo il via libera del cda francese. Sulla base di questa
possibile intesa Spinetta ha auspicato che "le organizzazioni sindacali
partecipino secondo la tempistica più appropriata alla negoziazione con
incontri specifici che saranno organizzati con le diverse categorie di
lavoratori". In sostanza è la conferma della disponibilità a procedere
oltre il limite del 31 marzo fissato da Alitalia per
la conclusione della trattativa. Un paletto che lo stesso Tesoro considera
superabile con l'accordo delle parti e del cda di Alitalia
convocato per oggi.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca Regionale
Pagina 108 "Che bello, ora gli altri ci rincorrono" Fassino: il Pd
sta dettando l'agenda politica a tutti gli avversari --> Fassino: il Pd sta
dettando l'agenda politica a tutti gli avversari Inizia da Nuoro e si conclude
in serata ad Alghero il tour elettorale nell'Isola dell'ex leader Ds Fassino.
Fassino, ricorda quella notte del 10 aprile 2006? "Altroché". Quando
disse in diretta tv: l'Unione ha vinto le elezioni. "Lo feci quando
mancavano trenta seggi e avevamo più di 25mila voti di vantaggio: ormai la
vittoria era matematica". Immaginava già che si sarebbe ritrovato così
presto in una campagna elettorale? "In quel momento mi auguravo di
governare per cinque anni. E se non è accaduto non è per difetti del governo
Prodi, ma perché è esploso un sistema politico". Allora Piero Fassino era
il segretario dei Ds, e sollevava il braccio di un Prodi vincitore, ma di un
soffio. Condottiero di una coalizione filatelica, con partiti-francobollo
dotati di poteri di veto su Ds e Margherita. Sembra una vita fa, non due anni.
Oggi, se vincesse il Pd, il segretario (Veltroni) dovrebbe alzare il braccio
del candidato premier (Veltroni) e poi per fare un vertice tra i leader di
maggioranza gli basterebbe uno specchio. Come passa il tempo, ma Fassino non
prova alcuna nostalgia, anzi. "Il Pd è la vera novità di questa campagna
elettorale", dice l'ex numero uno Ds alla vigilia del suo sbarco in
Sardegna (alle 10 incontrerà a Nuoro l'Anci e gli amministratori locali, alle
12.30 pranzerà coi lavoratori di Ottana nella sala mensa: poi toccherà Bolotana
e parlerà alle
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 212
la vicenda Un clamoroso ritorno dopo due anni La vicenda --> Alitalia manca da circa due anni dai cieli sardi. Esclusa
dalla gara, ma forte di un'indicazione della Commissione europea, che ha chiesto
al governo italiano di modificare le norme sulla continuità territoriale,
garantendo l'accesso alle compagnie che ne facciano richiesta in ogni momento, Alitalia ha iniziato a vendere i biglietti sul Roma-Cagliari, dicendosi
pronta ad accettare gli oneri di servizio. In altre parole, Alitalia assicura di volare in determinate fasce orarie, a prezzi
scontati e con tutte le garanzie per i residenti in Sardegna che attualmente
vengono previste da Air One e Meridiana. Il problema però è un altro: la
modifica della normativa italiana, nonostante le richieste della Commissione
europea, non c'è ancora stata. Le novità regolamentari entreranno in vigore
soltanto da ottobre, con il nuovo regime di continuità territoriale. Fino a
quel momento, vigono le vecchie regole. E sulla base di quelle Air One e
Meridiana hanno firmato una convenzione con l'Enac, che quindi ha il compito di
farla rispettare. LA MINACCIA Ecco perché prima Meridiana e ieri anche Air One
minacciano l'Enac di non voler adempiere più il decreto sulla continuità
territoriale se le norme in vigore non saranno fatte valere anche per Alitalia. A quel punto ogni vettore applicherà le tariffe
più convenienti per il proprio business, volerà solo quando il tasso di
riempimento degli aerei lo consiglia e le fasce orarie non saranno più
rispettate. Inutile, sostengono le compagnie, parlare del nuovo regime di
continuità che partirà ad ottobre, se non si fanno rispettare le regole
attuali. E la continuità territoriale, dunque, potrebbe arrivare al capolinea
prima del tempo.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca Regionale
Pagina 108 Dai rappresentanti regionali i suggerimenti per i candidati alle
Politiche. Ad aprile Berlusconi nell'Isola. Il rientro di Nuvoli e Pittalis
Pdl, "patto" tra Consiglio e Parlamento Dai rappresentanti regionali
i suggerimenti per i candidati alle Politiche. Ad aprile Berlusconi nell'Isola.
Il rientro di Nuvoli e Pittalis --> Un "promemoria" secondo i
consiglieri regionali di centrodestra. "Una risposta elegante e
apprezzabile a chi ha voluto escludere i consiglieri regionali dalle liste per
il Parlamento" per l'ex ministro Beppe Pisanu. Da qualsiasi prospettiva la
si guardi, quella sorta di decalogo che ieri, ad Oristano, i capigruppo di
Forza Italia Giorgio La Spisa, di An Ignazio Artizzu, del nuovo Psi Raffaele
Farigu e di Fortza Paris Silvestro Ladu hanno presentato vuole essere la marcia
in più per la Sardegna. "Un insieme di spunti come base per avviare un
lavoro comune tra consiglieri regionali e parlamentari in prospettiva di una
stagione politica nuova", ha esordito La Spisa. E subito a illustrare i
tanti nodi irrisolti dalla questione sarda "ancora aperta" allo
sviluppo economico e all'impresa. Si è insistito sulla necessità di rivedere lo
Statuto dell'autonomia sarda e l'accordo sulle entrate fiscali tra Stato e
Regione voluto dal governatore Renato Soru. IL PIANO DI GOVERNO Il Pdl chiede
più libertà per le imprese e maggiore impegno per l'agricoltura. Si va avanti
con i trasporti, le infrastrutture, la continuità territoriale. Poi il capitolo
ambiente. "Fermiamo l'aggressione ai sardi: il Ppr non ha effetti negativi
solo sulle coste, ma anche nelle zone interne", ha rimarcato Artizzu.
Ancora scuola, istruzione, formazione professionale e sanità. "Si deve
ridiscutere l'accordo Stato-Regione che penalizza i sardi imponendo costi
enormi a fronte di entrate non certe". Aspetti sottolineati anche da
Silvestro Ladu e Raffaele Farigu che hanno ribadito che "non devono
esserci distinzioni tra parlamentari e consiglieri regionali in questa
battaglia comune". Da Farigu l'appello ai socialisti del garofano
"ogni voto sottratto al Pdl è un regalo a Soru e al centrosinistra".
ARRIVA BERLUSCONI In quest'ottica anche Beppe Pisanu, che non ha risparmiato
critiche a Veltroni, "vorrebbe chiudere tra parentesi gli ultimi 15 anni
di vita politica". Dal problema della sicurezza alla Alitalia, per l'ex ministro "il centrosinistra lascia un paese in
declino. Vinceremo le elezioni, anche se non sarà facile governare".
Annunciata anche la visita di Silvio Berlusconi nell'Isola (probabilmente verso
la chiusura della campagna elettorale). PRESENTI TUTTI I BIG Sala
affollata e clima agguerrito per strappare i governi nazionale e regionale al
centrosinistra. Erano presenti tra gli altri l'ex governatore Mauro Pili, l'ex
sottosegretario Salvatore Cicu, il parlamentare Giovanni Marras, il presidente
della Provincia Pasquale Onida, Settimo Nizzi, i consiglieri regionali e il
leader dell'Uds Mario Floris che ha confermato l'impegno accanto al Pdl. I
coordinatori regionali di An Mariano Delogu e di Fi Piergiorgio Massidda hanno
ribadito che la collaborazione c'è sempre stata. "Oggi non si dice nulla
di nuovo. Forse talvolta non c'è stata una perfetta osmosi di idee e iniziative
tra i consiglieri regionali, da qui dobbiamo ripartire. Proseguirò questa
battaglia, pure come coordinatore di Fi anche se a qualcuno non sta bene".
Un po' di pepe alla mattinata anche da parte di Maddalena Calia che ha chiesto
chiarezza a chi "fino a poco tempo fa amoreggiava con Soru" e ha
risollevato il problema di genere. "Non è possibile che nessuna donna
sarda del centrodestra sieda in Parlamento". Breve intervento di Luca
Barbareschi, chiamato in causa da Mario Diana: "Noi consiglieri sardi
conosciamo meglio di Barbareschi o di Saltamartini i problemi della nostra
terra". NUVOLI E PITTALIS Intanto il Pdl registra due nuovi acquisti, in
realtà nel caso di Pietro Pittalis si tratta di un ritorno nelle fila di Forza
Italia. Oggi l'ex assessore insieme a Giampaolo Nuvoli, direttore generale al
Ministero della Giustizia, ufficializzerà il passaggio al Popolo della libertà.
VALERIA PINNA.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 212 Trasporto
aereo. Vertice a Roma: la società vuole riprendere a volare su Cagliari
nonostante il divieto Continuità, Alitalia non molla
Trasporto aereo.. Vertice a Roma: la società vuole riprendere a volare su
Cagliari nonostante il divieto Air One e Meridiana: pronti a bloccare gli
sconti --> Air One e Meridiana: pronti a bloccare gli sconti Incontro a Roma
per definire la nuova continuità territoriale. Ma a tenere
banco è la volontà di Alitalia di riprendere a volare per Cagliari. Alitalia non
molla. Forse gli aerei con il tricolore non decolleranno il 30 marzo, come
previsto, ma se ci sarà uno slittamento sarà per un periodo breve, anzi
brevissimo. Il tempo necessario per tentare di trovare una soluzione: questa
concessione la compagnia pubblica l'ha fatta ieri a Enac, ministero dei
Trasporti, Regione, Meridiana e Air One, riuniti a Roma per discutere di
continuità territoriale vecchia e nuova. Resta quindi il muro contro muro. Da
una parte le compagnie, Meridiana e Air One, la Regione che insiste a parlare
di legge in vigore fino a ottobre, e dall'altra Alitalia
che si prepara a decollare e l'Enac che attende un segnale dal ministero dei
Trasporti, visto che la rotta tra Roma e Cagliari (la seconda per redditività
dopo quella tra Roma e Milano) è stata inserita nel piano estivo e potrebbe
essere un punto di forza nella trattativa per la vendita ad Air France della
società italiana. Ieri, l'Ente nazionale per l'aviazione civile ha inviato una
lettera di inibizione a Myair, la compagnia low cost che ha deciso di avviare
due nuovi collegamenti da Bologna per Cagliari e Olbia nonostante i due
collegamenti siano stati affidati in regime di continuità territoriale a
Meridiana. Tuttavia, se l'Enac non dovesse riuscire a fermare Alitalia, sarà difficile bloccare Myair. Questo è chiaro. IL
VERTICE Convocata per discutere del nuovo regime di continuità, la Conferenza
di servizi di ieri ha finito per concentrarsi su un unico argomento: l'avvio
dei voli Alitalia sulla rotta tra Roma e Cagliari a
partire dal 30 marzo. La compagnia pubblica, infatti, ha annunciato di voler
accettare gli obblighi della continuità territoriale e ha iniziato a vendere i
biglietti. E Meridiana e Air One?. I due vettori a cui sono state assegnate le
rotte in continuità territoriale per Roma e Milano non vogliono intrusi, almeno
fino a ottobre. "Se il 30 marzo Alitalia atterra
a Cagliari ci sentiremo liberi di garantire le tariffe e i voli che riterremo
giusto dover fare a quel punto", fanno sapere dal quartiere generale di
Air One. Stessa posizione di Meridiana, che dopo l'incontro di ieri non ha
modificato il suo pensiero. Dalla fine di marzo, tariffe e orari liberi. E
magari anche aerei dirottati su altre rotte. NUOVA CONTINUITÀ Da parte sua la
Regione insiste sul fatto che Alitalia potrà rientrare
in gioco soltanto in autunno. "L'Alitalia non può
volare e non volerà, ci sono aspetti sui quali stiamo lavorando e anche questa
vicenda si gestirà cercando di ridurre al minimo i disagi", ha affermato
ieri l'assessore regionale dei Trasporti Sandro Broccia. Peraltro, la Regione
insiste sul fatto che anche il vertice di ieri era stato convocato per
discutere del regime di continuità territoriale aerea che partirà dal prossimo
ottobre. Anche se le compagnie dicono: se non viene rispettata l'attuale convenzione,
con l'ingresso di Alitalia nonostante il divieto,
parlare di un futuro regime di continuità è assolutamente inutile. A quel punto
le tariffe scontate per i sardi sarebbero superate nei fatti dalla curiosa
circostanza per cui l'unica compagnia pubblica italiana non rispetta una norma
dello Stato. GIUSEPPE DEIANA.
( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-26 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Spinetta apre su piloti ed esuberi I sindacati: sì alla trattativa
ma si parte in salita. Oggi consiglio Alitalia Veltroni: la sola soluzione per ora è quella di Parigi. Il
manager di Air France: non lasceremo a piedi nessuno, non sono abituato a
fallire ROMA - Air France-Klm sfonda il muro del "no" dei sindacati
di Alitalia e fissa per venerdì prossimo l'avvio della trattativa sulla base
di un nuovo documento, che riporterà le correzioni apportate al piano e
che potrebbe rivelarsi decisivo per l'accordo. La svolta, avvenuta
nell'incontro di ieri a Roma, durato sei ore, tra il presidente francese
Jean-Cyril Spinetta e le nove sigle, ha costretto il Tesoro a rivedere il
fatidico termine del 31 marzo, indicato per la fine della trattativa: la
proroga dovrebbe essere oggetto del consiglio d'amministrazione di Alitalia convocato per oggi. Ieri il titolo in Borsa ha
chiuso con un rialzo del 32%. La sia pur cauta apertura del negoziato ha
sorpreso soprattutto il fronte favorevole alla cordata italiana lanciata da
Silvio Berlusconi, che fa un passo indietro. Il portavoce del Cavaliere, Paolo
Bonaiuti ieri ha definito "semplicemente un appello " quello del
Cavaliere. Mentre Mario Baldassarri (An) e Roberto Castelli (Lega) hanno
intestato al Pdl il cambiamento di rotta dei francesi: "Berlusconi - ha
detto Baldassarri - ha costretto Air France e Spinetta a decidere di trattare
ad oltranza ". Ma è stato il leader della Lega a esprimere il ripensamento
più cospicuo circa la cordata italiana: "Bisogna stare attenti - ha detto
in un comizio - perché gli imprenditori di solito si buttano solo nelle cose in
cui ci guadagnano e l'aviazione è un campo in cui non si guadagna niente".
E ancora: "Un conto è Malpensa, un altro è Alitalia".
L'Alitalia o trova un compratore o fallisce. Bisogna
vedere qual è il vero progetto di Berlusconi, se lui ha davvero degli
imprenditori. In mattinata il leader del Pd, Walter Veltroni, forse annusando
la possibile svolta, aveva rotto gli indugi esprimendo una preferenza per i
francesi: "Alitalia - aveva detto - ha bisogno di
una soluzione al suo problema strutturale: allo stato delle cose questa
soluzione si chiama Air France". Spinetta ieri si è presentato alla
Magliana con due importanti modifiche al piano originario: l'ingresso di 180
giovani piloti italiani in tre anni in Air France, dopo un corso di formazione
che prevede l'apprendimento del francese, a compensazione della chiusura del
cargo entro il 2010. E la reinternalizzazione nel perimetro Alitalia
della manutenzione leggera e di tutto l'handling di Fiumicino, per un totale di
5 mila lavoratori. L'obiettivo di Air France, ha detto il manager, è quello di
"non lasciare nessuno per strada nel quadro della ristrutturazione".
Perciò nel nuovo documento che sarà "solido, molto preciso e
dettagliato" potrebbero essere indicati gli strumenti degli ammortizzatori
sociali. Intanto però gli 800 lavoratori dell'Atitech di Napoli, che ieri hanno
inscenato l'ennesima protesta ai cancelli della compagnia, restano tagliati
fuori dall'accordo e promettono di farsi sentire. "Se nel 2010 la mia
ricetta non funzionasse e non si raggiungesse la redditività utile a investire
sarebbe un mio fallimento e a me non piace fallire" ha detto ieri
Spinetta. Venerdì il manager ripartirà con l'obiettivo di intese separate per
ogni settore: in Alitalia Fly con piloti, assistenti
di volo e lavoratori di terra; mentre per Alitalia
Servizi si cercheranno intese su handling e manutenzione. Sono stati i piloti
dell'Anpac i primi a aprire, esprimendo un "cauto ottimismo". Certo,
resta il neo del cargo e del dimensionamento della flotta e la preoccupazione
che i piloti vengano messi in cassintegrazione anziché in "rotazione".
La Filt-Cgil per la prima volta si è fatta tentare accettando "la sfida
del futuro profittevole" e puntando a ulteriori modifiche del piano, in
particolare su Atitech, in cambio di una riorganizzazione del lavoro e della
produttività. Più cauta è rimasta la Fit-Cisl che partiva da posizioni più
intransigenti: Claudio Claudiani ha definito l'incontro "sicuramente utile
per ricostruire le basi di un negoziato". Antonella Baccaro.
( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-26 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE
Il piano di Toto E AirOne rilancia con gli Usa: da Malpensa
a Boston e Chicago MILANO - Alla vigilia dell'offerta finale di Air France per Alitalia, attesa per domani, AirOne rompe gli indugi e rilancia, mettendo
sul piatto una serie di collegamenti intercontinentali tra l'aeroporto milanese
di Malpensa e gli Stati Uniti lungo alcune delle rotte che Alitalia chiuderà a partire dalla prossima settimana. Per
l'annuncio sarebbe questione di ore ma, secondo quanto risulta il piano sarebbe
definito in ogni dettaglio: da giugno AirOne collegherà quotidianamente Milano
a Boston e Chicago, rotte su cui Alitalia ha finora
perso soldi nonostante un coefficiente di riempimento degli aerei attorno
all'85%. Ad affiancare AirOne nell'avventura transatlantica sarà United
Airlines, uno dei principali vettori statunitensi, che con la società di Carlo
Toto ha stabilito con partnership commerciale (nota in gergo come code
sharing). Per il momento, non pare essere coinvolto il partner storico di
AirOne, la tedesca Lufthansa, che tuttavia assieme ad United Airlines fa parte
dell'alleanza Star Alliance. Insomma, a Lufthansa basterebbe davvero poco per
salire a bordo dei voli diretti Malpensa/Usa. Toto non ha mai fatto mistero di
puntare al rilancio di Malpensa in caso fosse riuscito a mettere le mani su Alitalia e ora che la battaglia sembra perduta, ha deciso di
andare avanti comunque. Anzi, per accelerare i tempi, ha noleggiato due Airbus
330 dalla società di leasing californiana Ilfc. I due aerei, costruiti nel
2000, sarebbero già pronti.
( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
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NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-26 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Le confederazioni Il confronto con Epifani Ma resta lo scoglio del
"ribelle" Bonanni L'asse con il Pdl e il ruolo della Cisl ROMA -
"Spero che ci sia davvero un cambiamento nel piano di Air France-Klm. Ma
finora, dopo tanto rumore, per le scale non è sceso nessuno...". Nel
colorito linguaggio che lo contraddistingue, anche ieri il leader della Cisl,
Raffaele Bonanni, ha posto un argine, il suo personale, al
dilagare dei francesi nella privatizzazione di Alitalia. Un
argine che però sta rischiando di diventare sempre più sottile, man mano che
gli altri sindacati si stanno sfilano dal fronte contrario ai francesi,
trovando punti d'incontro con il tenace presidente di Air France- Klm: il corso
Jean-Cyril Spinetta. Ieri per Bonanni è stata la giornata più dura.
Benché l'incontro alla Magliana non fosse iniziato sotto i migliori auspici,
ora dopo ora (ne sono passate sei) le notizie provenienti dalla stanza
dov'erano chiusi i più di 50 protagonisti della trattativa, fornivano il quadro
di una realtà in rapido cambiamento. Difficile per il segretario della Cisl far
finta di niente. Il suo tentativo di portare gli altri sindacati sulle proprie
posizioni, a partire dalla Cgil di Guglielmo Epifani, rimasta spiazzata
dall'iniziativa di Silvio Berlusconi contro Air France-Klm, ieri si è fatto
parecchio più complicato. Eppure Bonanni era stato lesto a prendere al volo il
suggerimento del Cavaliere sulla cordata italiana, riportando al centro della
scena di Alitalia, l'amico abruzzese, Carlo Toto,
patròn di AirOne. C'è chi dice però che l'obiettivo del leader dei cislini non
fosse solo quello di rompere il patto, definito scellerato, tra il ministro
dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, sempre aspramente criticato, e i
transalpini. Secondo ricostruzioni più maliziose, Bonanni sarebbe stato tentato
dall'idea di rilanciare allo stesso Berlusconi la possibilità che, sotto un
futuro e eventuale governo di centrodestra, la Cisl potesse tornare a rivestire
quel ruolo centrale giocato durante il precedente governo del Cavaliere. Un
ruolo da ago della bilancia, che trovò il suo punto di massima espressione, nel
2002, con la sottoscrizione, da parte della Cisl di quel Patto per l'Italia mai
firmato invece dalla Cgil di Sergio Cofferati: un atto che sancì una forte
rottura del fronte dei sindacati confederali. Tutto questo quando in via Po
sedeva ancora il predecessore di Raffaele Bonanni, ora entrato in politica
sotto le insegne della "Rosa bianca": Savino Pezzotta, già leader
della piazza del "Family Day". L'occasione di Alitalia
deve essere apparsa a Bonanni imperdibile. La difficoltà dei sindacati, a
partire dalla Cgil, pur bendisposta teoricamente nei confronti delle soluzioni
offerte dal governo uscente, di accettare il piano di Spinetta, lo avevano
finora favorito. La Cisl, dopo la presentazione del piano da parte di Air
France, aveva avuto buon gioco a rivendicare la originaria contrarietà ai
francesi e la necessità di recuperare l'unica valida alternativa: la cordata
italiana imperniata sull'accoppiata AirOne-Intesa Sanpaolo. Bonanni si era
spinto così in avanti da rimpiangere anche l'occasione perduta con la tedesca
Lufthansa, rinviando al governo Prodi e alla testardaggine di Padoa-Schioppa,
la responsabilità di aver fatto scappare il pretendente. Una mossa studiata,
visto che era stata proprio la Cgil la prima convinta sostenitrice della
variabile tedesca, considerata più compatibile con la difficile
ristrutturazione prevista per Alitalia. Ieri, però,
già di fronte alla precisazione con la quale il portavoce di Berlusconi, Paolo
Bonaiuti, definiva "un semplice appello" quello mosso dal Cavaliere
agli imprenditori italiani, Bonanni ha cominciato a annusare l'aria di ritirata
del Pdl. Una sensazione che è andata via via crescendo in serata di fronte alle
esternazioni di Umberto Bossi, dubbiose circa la consistenza di una cordata
alternativa a Air France. Certo, si vedrà solo nelle prossime ore se l'ipotesi
di un accordo italo-francese sarà davvero in grado di decollare mettendo fine a
una vicenda assai travagliata. Bonanni per ora resta alla finestra, tifando per
un insuccesso, sottolineando le difficoltà. Ma senza strafare. Domani in fondo
è un altro giorno. A. Bac.
( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-26 num:
- pag: 3 categoria: BREVI "Silvio e Alitalia"
L'editoriale del Wsj dal titolo "Silvio e Alitalia"
qualifica la posizione di Berlusconi contro la vendita della compagnia ai
francesi come corporativa e avversa al libero mercato. Definendo il Cavaliere
un politico disposto a tutto pur di riprendere il potere.
( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
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NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-26 num: - pag: 2 categoria:
BREVI Il piano Resistenze Per superare le resistenze dei sindacati dell'Alitalia guidata da Maurizio Prato (nella foto), Air France ha modificato
la sua originaria offerta. Le modifiche principali riguardano Alitalia Cargo e Az Servizi. Merci Per la divisione merci della compagnia
di bandiera, i francesi hanno previsto la messa a terra degli aerei entro il
2010, ma tutti i 134 piloti di Alitalia Cargo verrebbero
riassorbiti. I servizi Per Az Service è prevista una moratoria di otto
anni, dopo la quale valutare le attività da consolidare, quali servizi
continuare. Resterebbero confermati gli oltre 500 esuberi in Az Service già
indicati dai francesi. I 5000 dipendenti di Fiumicino rientrerebbero invece in
Az Fly.
( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-26 num:
- pag: 1 categoria: REDAZIONALE Alitalia Arriva
una nuova proposta. I sindacati pronti a trattare ma restano freddi Air France,
piano più morbido Spinetta: non lasceremo nessuno per strada Svolta: Air
France-Klm sfonda il muro del "no" dei sindacati di Alitalia e fissa per venerdì prossimo l'avvio della trattativa.
ALLE PAGINE 2 E 3.
( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-26 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Il commento La cordata del silenzio SEGUE DALLA PRIMA Ma l'esito
dell'offensiva adesso non è così scontato. Il fatto che ieri il segretario del
Pd abbia mostrato di "scegliere" Air France lascia capire che un
accordo, seppure difficile, alla fine potrebbe spuntare. E il silenzio
improvviso di Silvio Berlusconi, teorico di una fantomatica "cordata
italiana ", si abbina all'esaltazione che il centrodestra fa delle proprie
pressioni, decisive per riaprire la trattativa. Sulla vendita dell'Alitalia, Silvio Berlusconi e la Sinistra Arcobaleno, Fausto
Bertinotti in testa, hanno interessi comuni. Non economici, naturalmente: ad
avvicinarli sono obiettivi puramente elettorali. Per motivi diversi, il
candidato a Palazzo Chigi del centrodestra e l'ex presidente della Camera
spargono scetticismo sulla soluzione Air France. Additano le responsabilità di
Romano Prodi. Ed evocano quotidianamente il premier dimissionario. Farlo,
significa insieme "oscurare " il segretario del Pd, e costringerlo
sulla difensiva. Veltroni si sgola contro "l'uso elettorale " della
vicenda Alitalia. Tutto inutile: quella trattativa in
bilico è una manna per un Pdl deciso a risucchiarlo nell'orbita prodiana; a
cancellare la discontinuità che l'ex sindaco di Roma ha cercato di sottolineare
fin dall'inizio; e a mettergli contro il nord. Quanto a Bertinotti ed al suo
partito, ricordare che "nei Paesi europei i governi aiutano le compagnie
di bandiera", serve a schiacciare il Pd su un profilo liberista; a
presentarsi come unica sinistra senza aggettivi; ed a creare una tenaglia con
la Cgil contro Prodi e, di rimbalzo, Veltroni. Ieri Bertinotti ha definito
"stupidaggini " le accuse di un asse con Berlusconi. E in effetti, se
qualcuno pensasse che si tratti di una regìa concordata, andrebbe fuori strada.
La convergenza è oggettiva. Per questo, si avverte una sintonia fra il vicepresidente
di FI, Giulio Tremonti che vede nell'atteggiamento verso Alitalia
"un Prodi al terzo mandato all'Iri", e gli attacchi del Prc. Ma non è
una sintonia esclusiva. Basta registrare la posizione del ministro Antonio Di
Pietro, che pure è alleato del Pd, o dei sindacati. Si tratta di uno
schieramento nel quale i calcoli elettorali si incrociano e si mescolano con
una virata anche in termini di cultura economica. è quella che fa scrivere al
"Wall Street Journal": Berlusconi è "un corporativo avverso alla
libera concorrenza di mercato". Il contrario, secondo il quotidiano
newyorchese del magnate australiano Rupert Murdoch, di "un liberale
economico che intende fare quello di cui l'Italia ha bisogno per rilanciare
l'economia barcollante ". Ma sul versante italiano, a condizionare la
scelta sono le urne ed il rischio di licenziamenti. Esiste la prospettiva
concreta di un fallimento, che però "a Berlusconi non interessa",
accusa il vicepremier, Massimo D'Alema. Ma il centrodestra è aiutato dalla
riapertura della trattativa fra AF-Klm e sindacato. Gli
permette di accusare Prodi di voler "svendere" Alitalia. è un modo per difendersi dalla critica di immobilismo che il Pd
fa a Berlusconi, riferendosi ai cinque anni in cui governava. Anche allora -
fra 2001 e 2006 - Alitalia perdeva, ma il Cavaliere non si impegnò a venderla: gliel'ha
ricordato il leader centrista Pier Ferdinando Casini. La replica,
affidata a Gianfranco Fini, è che "il centrodestra non mise sul mercato Alitalia, perché il mercato era fermo dopo gli attentati
dell'11 settembre 2001: l'avremmo svenduta". Il fronte berlusconiano
chiama a testimone delle proprie ragioni, di nuovo, il sindacato. "Il
governo Prodi", dice Fini, "ha condotto le trattative in modo tale da
far dire persino a Cgil, Cisl e Uil (e sottolineo Cgil): 'vergognatevi'...
". Di nuovo, Prodi viene messo in primo piano. E pensare che qualcuno si
illudeva che Veltroni sarebbe riuscito a farlo scomparire, e perfino
dimenticare all'elettorato. Massimo Franco.
( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-03-26 num: - pag:
32 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Giacomo Ferrari Corrono gli
indici. Rimbalza Unipol Seat Pagine Gialle Unico titolo dell'S&P-Mib in
controtendenza (-2,55%) L'Europa delle Borse riparte e, nonostante la
correzione di Wall Street in prossimità di fine seduta, chiude in forte
progresso. A Piazza Affari l'S&P-Mib cresce del 3,56% e il Mibtel del
3,58%. Sostenuti anche gli scambi, per un controvalore di 4,9 miliardi di euro.
L'attenzione degli operatori si è concentrata ancora una
volta su Alitalia: i rumors sulla possibilità che si materializzi una cordata
italiana hanno avuto l'effetto di spingere Air France a migliorare l'offerta.
Il titolo della compagnia è così volato a 0,4578 euro, il 32,35% in più
rispetto alla quotazione di riferimento di giovedì scorso. A due cifre
anche l'incremento percentuale messo a segno da altri due titoli. Si tratta di
Unipol (+12,06%), che ha beneficiato degli ottimi risultati di bilancio, e di
Telecom Italia (+10,63%), dopo che l'azionista di controllo Telco ha
incrementato la propria quota, portandola al 24,5% del capitale. Quanto ai
bancari, il balzo più consistente (+7,71%) lo ha fatto Mediobanca, seguita dal
Banco Popolare (+7,42%) e da Mediolanum (+5,48%). Se si esclude Seat Pagine
Gialle, che ha proseguito la caduta iniziata la scorsa settimana cedendo un
ulteriore 2,5%, tutti i titoli dell' S&P-Mib hanno registrato progressi.
Tra i più significativi, quello di Bulgari (+8,11%), sulla scia del balzo di
Tiffany a Wall Street; poi quello di Tenaris (+8,39%) e dell'Espresso (+6,11%).
Rialzi sostenuti anche per Fondiaria-Sai (+5,29%), Impregilo (+4,92%),
Italcementi (+4,49%), Luxottica (+5,60%), Pirelli (+4,96%) e StMicroelectronics
(+5,45%), mentre fra i tecnologici dell' All Stars, spicca Buongiorno (+10,25%),
grazie agli ottimi risultati di bilancio.
( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-03-26 num: - pag: 36 autore: di
MICHELE SALVATI categoria: REDAZIONALE CAMPAGNA ELETTORALE Battaglia al centro
SEGUE DALLA PRIMA La testimonianza della propria identità di forza
antagonistica, la polemica contro i vicini più moderati, è a costo zero solo
quando si è convinti che vincerebbe Berlusconi in ogni caso e non ci sarebbe
"voto utile" che potrebbe rovesciare la situazione. Se il vantaggio
del Pdl cominciasse a ridursi i voti utili potrebbero fare la differenza tra Berlusconi
e Veltroni e non pochi, nella sinistra tradizionale, potrebbero riconsiderare
le loro scelte. E' dunque al centro, contro il Pdl, che Veltroni condurrà
l'offensiva principale ed è probabile che lo scontro sarà più duro e diretto di
quanto sia stato sinora. Il Pd deve ancora giocare la sua carta migliore, la
sua maggior coerenza rispetto a una coalizione che vede insieme An e Lega:
basta ripescare da internet il programma della Lega (le tre macroregioni, il
90% delle risorse fiscali destinate alle regioni d'origine…) per provocare
serie preoccupazioni nel Mezzogiorno. E la stessa idea
della cordata nazionale per Alitalia, se duramente contrastata
sul piano della serietà, può rivelarsi un boomerang per chi l'ha proposta. Sono
solo esempi di confronto diretto e duro e tanti altri potrebbero aggiungersi.
Siamo a una svolta ed è probabilmente un Veltroni diverso, più aggressivo,
quello che vedremo in azione nei prossimi giorni. Sarà un bello scontro.
( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-03-26 num: -
pag: 32 categoria: REDAZIONALE Il caso a Milano Prestito-ponte dalle banche E
Risanamento riparte (g.fer.) - Si è interrotta la serie nera di Risanamento. Il
titolo della società immobiliare controllata da Luigi Zunino (che venerdì
prossimo comunicherà i risultati di bilancio) è rimbalzato del 19,21%, realizzando la seconda migliore performance del listino di Piazza
Affari dopo quella di Alitalia. Il recupero è dovuto certamente alla giornata positiva che ha
caratterizzato l'intero listino e ai dati Usa che segnalano una ripresa a
febbraio del mercato immobiliare, ma soprattutto alle prospettive di un aiuto
da parte del sistema bancario. La stessa società ha ammesso che sono in
corso contatti volti a "incrementare le risorse finanziarie disponibili
". Secondo indiscrezioni, sarebbero in arrivo due prestiti-ponte per
100-150 milioni di euro. Una iniezione di liquidità che permetterebbe al gruppo
immobiliare di far fronte all'emergenza, in attesa di dismettere parte del
portafoglio. E di portare avanti i progetti di edilizia residenziale a Santa
Giulia a Milano e nella ex area industriale Falck a Sesto San Giovanni. Luigi
Zunino presidente e amministratore delegato di Risanamento.
( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-03-26 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE Super rimbalzo Il titolo guadagna il 10% e torna sopra 1,3 euro.
Domani incontro in Consob Telecom Italia, vertice al varo Verso la conferma di
Cao (Eni), arrivano Berger e Fitoussi MILANO - Torna il sereno su Telecom
Italia, protagonista ieri, in positivo, della seduta di Piazza Affari. Il
titolo del gruppo telefonico ha interrotto la lunga spirale di ribassi che
l'aveva portato a un soffio dagli 1,1 euro, e con un balzo del 10,6% ha
riconquistato quota 1,3 euro chiudendo a 1,34. Una buona notizia per i soci
Telecom, in particolare per Telco che rischiava di dover mettere mano al
portafoglio per reintegrare le garanzie su alcuni finanziamenti se il titolo
fosse stato per 25 sedute sotto gli 1,3 euro. A trainare il rialzo è stato
certamente il clima positivo delle Borse sul comparto telefonico, che su
Telecom è stato amplificato dalle "ricoperture". In questi giorni di
quotazioni in calo, infatti, in molti hanno venduto allo scoperto e ieri, non
appena il titolo ha iniziato a salire, si sono affrettati a ricomprare. In
Borsa è stata scambiato il 2% del capitale. Anche la notizia dell'imminente
cessione di Alice France avrebbe aiutato il recupero. Di certo la ripresa delle
quotazioni ha contribuito a rasserenare gli animi degli azionisti all'inizio di
una settimana piuttosto intensa. Venerdì scade il termine per la presentazione
delle candidature al consiglio di Telecom, da sottoporre all'assemblea del 14
aprile. Domani invece, salvo slittamenti, è previsto il vertice in Consob tra
il presidente di Telco, Aldo Minucci, e Lamberto Cardia. In vista del rinnovo
del board ieri a Milano si è riunito il consiglio di gestione di Mediobanca per
decidere i due nomi da sottoporre oggi al comitato nomine. Piazzetta Cuccia
avrebbe riconfermato il presidente del consiglio di gestione, Renato Pagliaro,
indicando per la seconda poltrona a disposizione in Telecom Tarak ben Ammar,
per il quale serve il benestare della Banca d'Italia viste le disposizioni che
impediscono ai membri del consiglio di sorveglianza di assumere cariche in
società controllate o partecipate strategiche. In questo caso non dovrebbero
esserci problemi. Sarebbero stati definiti anche i tre posti riservati alle
Generali. Oltre a Minucci, già presente nel board Telecom, il Leone di Trieste
avrebbe indicato due "indipendenti": l'economista Jean Paul Fitoussi,
oggi in consiglio in quota "minoranze ", e Roland Berger, consigliere
Fiat e consulente del Tesoro nella cessione di Alitalia. I nomi saranno comunicati domani a Telco in vista del consiglio
che venerdì dovrà predisporre l'elenco dei 15 nomi da cui saranno scelti i 12
consiglieri di maggioranza. Nella lista dovrebbero esserci anche Gianni Mion
per Sintonia, Cesar Alierta e Julio Linares per Telefonica e Gaetano Miccichè
ed Elio Catania in quota Intesa Sanpaolo. E poi il presidente Gabriele
Galateri di Genola e l'amministratore delegato Bernabè, il cui mandato scade
con l'assemblea di bilancio. Per venerdì è attesa anche la lista di
Assogestioni, che nei giorni scorsi ha avviato i sondaggi sia in associazione
sia fuori per definire le candidature. I fondi comuni indicheranno tre nomi e
uno di questi, salvo sorprese, è quello di Stefano Cao, direttore generale
dell'Eni nominato nel board Telecom l'anno scorso insieme a Luigi Zingales.
L'amministratore delegato di Telecom Franco Bernabè Federico De Rosa.
( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
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NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-26 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE L'appello E l'imprenditore Callipo denuncia: nei programmi
elettorali non esiste il caso Calabria Gli economisti della "Voce":
partiti, parlate del Sud ROMA - Pippo Callipo, ex presidente della
Confindustria calabrese, più che deluso è arrabbiato. "Nei programmi
elettorali non esiste la Calabria come caso nazionale, eppure qui ci sono tutte
le condizioni che rendono l'equilibrio sociale esplosivo" dice l'imprenditore.
Anche la Confindustria siciliana attende una presa di posizione della politica
sulla criminalità organizzata. E così i sindacati e la Confindustria nazionale.
"Il Sud nell'agenda politica del paese" è il titolo del convegno che
organizzano insieme il 27 marzo a Roma, ma le proposte sono quelle delle
imprese e dei sindacati. "Su questi temi la campagna elettorale è del
tutto assente, la politica li sta trascurando completamente " denuncia
Tito Boeri, professore alla Bocconi e animatore del sito internet LaVoce.info,
che ha lanciato un appello ai candidati premier alle prossime elezioni per
confrontarsi concretamente sul tema della lotta alla criminalità organizzata.
"C'è un rischio grave, che stiamo correndo. Perché il silenzio della
politica oggi si scontra con una ribellione civile che sta prendendo piede nel
Mezzogiorno, e che rischia di rimanere isolata" spiega Boeri. "La
società economica e civile sta prendendo posizione. La Confindustria siciliana
ha cominciato ad espellere chi non denuncia il pizzo, gli esercenti di Palermo
testimoniano per identificare gli estorsori, a Bari decine di migliaia di
persone sfilano in piazza, e la politica nazionale è assolutamente latitante
" aggiunge Michele Polo, un altro dei professori della Bocconi che ha
sottoscritto l'appello de LaVoce.info. "La campagna elettorale che stiamo
vivendo è del tutto surreale" incalza Boeri. "Parlano solo di quello
di cui non dovrebbero. Dell'Alitalia, di come ridurre le tasse, di come spendere un po' di soldi,
magari aumentando le pensioni, senza tener conto che i fondi nel bilancio
pubblico non ci sono perché il deficit sta tornando al 2,5% del Pil"
aggiunge Boeri. "Ai candidati chiediamo di dichiarare in modo
circostanziato quali provvedimenti adotteranno, qualora vengano eletti,
per combattere, con misure d'ordine pubblico, la criminalità organizzata, per
sostenere i moti coraggiosi di rivolta alla mafia che provengono dalla società
civile e per ridurre l'area di consenso intorno alle organizzazioni criminali
" spiega Boeri. "Anche sottoponendo loro questioni specifiche. Come
si può evitare che i necessari investimenti nelle infrastrutture diventino
l'ennesima torta da spartire tra le varie mafie? Come si può risolvere la
gestione dei rifiuti e dei servizi pubblici locali? Cosa intendono fare i
politici - dice Michele Polo - per promuovere l'istruzione e la possibilità per
i giovani di avviare nuove iniziative economiche?". Allarme Tito Boeri,
professore alla Bocconi e, a destra, Filippo Callipo Mario Sensini.
( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-26 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE Il candidato premier dei socialisti "Veltroni disfatta per la
sinistra Di Pietro? Giustizia-spettacolo" MILANO - Veltroni e Berlusconi?
Per lui pari sono. Con due differenze: una leggera ("la elle del Pdl che
nel Pd non c'è"). L'altra di peso: il Cavaliere andrà a Palazzo Chigi
("la sua vittoria è segnata") mentre Veltroni consegnerà alla
sinistra la "più dura sconfitta della sua storia". Altro che campagna
elettorale alla camomilla. Enrico Boselli, una vita all'insegna della
pacatezza, ora picchia e picchia duro. Questione di sopravvivenza. Il leader
socialista sa bene di nuotare controcorrente per via dell'"egemonia
mediatica di Pd e Pdl" (così l'ha chiamata) ma non ci sta a farsi
seppellire dai due macropartiti. Nel corso della videochat di Corriere.it,
rilancia la sua battaglia arrivando ad affidarsi anche a Cristo, inteso come lo
spot elettorale del Ps, ("Gesù fu il primo socialista" è lo slogan),
che si è tirato addosso anatemi di ogni tipo. "Nel nostro messaggio non
c'è nulla di blasfemo" taglia corto Boselli. Il bersaglio dei suoi strali
è però Veltroni. Annuncia pensioni più alte da luglio? Per Boselli "parla
a vanvera di spendere soldi", senza ricordarsi che il debito pubblico
"è una palla al piede". Idem su Alitalia. "Dice bugie. Non si può dire bene Fiumicino, "ma
anche" Malpensa". Sulle unioni civili è pesante la stoccata al leader
democratico. Nella sua esperienza da sindaco di Roma, secondo Boselli, non ha
mostrato una grande indipendenza dalla Chiesa e infatti "vietò
l'istituzione di un registro per le coppie di fatto". "Solo
Rutelli - rincara - è peggio e perciò candidiamo al Campidoglio Franco
Grillini". Il programma del Ps è incentrato su tre punti: scuola, diritti
e laicità, lavoro flessibile. "Siamo socialisti come Zapatero"
rivendica Boselli. Che non ha ancora digerito l'esclusione da un progetto in
cui è entrato Di Pietro. "Sì, ho chiesto a Walter perché non ci ha voluti
nel Pd: mi ha risposto perché no". Su Di Pietro è netto: "è il
simbolo della giustizia spettacolo, non può fare il Guardasigilli". Luca
Gelmini.
( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-26 num: - pag: 56 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Vendita di Alitalia: domani nuova offerta da Air France Vendita di Alitalia: aperture di Air France che presenterà domani una nuova offerta.
Il numero uno del gruppo franco- olandese all'incontro con i sindacati: nessuno
resterà per strada e preannuncia il possibile trasferimento in Air France di
180 piloti in tre anni. L'Unione Piloti: tratteremo fino alla fine.
Jaguar agli indiani di Tata Gli indiani di Tata Motors, partner della Fiat,
hanno chiuso l'accordo per acquistare dalla Ford due tra le più note e
prestigiose case automobilistiche del Regno Unito: Jaguar e Land Rover.
Olimpiadi: Sarkozy non esclude il boicottaggio Nicolas Sarkozy non esclude la
possibilità di boicottare le Olimpiadi di Pechino per protestare contro la
repressione in Tibet: "Tutte le opzioni rimangono aperte". Il
Vaticano sul caso Allam: non è un atto ostile all'Islam Da Hamas critiche al
giornalista Magdi Allam e al comportamento del Vaticano per "l'alto
profilo intenzionale" dedicato al suo battesimo. L'Osservatore Romano: non
è stato un atto "ostile" verso l'Islam. Focus Boom delle fattorie
sociali Sono in continuo aumento in Italia le fattorie sociali, luoghi di
produzione ma anche di cura per disabili e malati psichici. Politica Scontro
sulle pensioni Le pensioni animano il dibattito elettorale. Walter Veltroni
presenta una proposta di "bonus" immediato. Berlusconi: "Siamo
stati gli unici ad aver aumentato le minime davvero". Fini: Prodi ha
aumentato le imposte ai pensionati. Cronache Mozzarelle, stretta da Tokyo
Allarme diossina, da Tokyo più controlli sulle mozzarelle. Migliaia di chili
del latticino fermi alla dogana giapponese per verifiche. Oggi riunione al
ministero. Don Gelmini: chiesto il rinvio a giudizio Il rinvio a giudizio nei
confronti di don Pierino Gelmini per presunti abusi sessuali nei confronti di
alcuni ex ospiti della Comunità Incontro è stato chiesto dalla Procura della
Repubblica di Terni. Nessun avviso del provvedimento è finora giunto ai
difensori. Economia Volano le Borse europee Le Borse europee, ripartite ieri
dopo la pausa pasquale, hanno cavalcato l'onda positiva con un avvio forte dei
listini: Piazza Affari ha chiuso con il Mibtel in progresso del 3,58%. Cultura
Sartori: il mercato non salva la Terra Nel nuovo libro di Giovanni Sartori un
forte allarme per lo "sviluppo insostenibile ", la crisi energetica e
la penuria idrica: il benessere porta automaticamente con sé la democrazia?
Spettacoli Naomi Watts diva del brivido Naomi Watts, l'enigmatica Diane di
Mulholland Drive, sarebbe piaciuta a Alfred Hitchcock. L'attrice, grande fan
del regista, ha accettato un rischioso remake di Gli uccelli nel ruolo che fu
di Tippi Hedren. Sport Nazionale in campo Spagna-Italia come dessert finale
(alle 22), ma oggi c'è un ricco piatto internazionale: a Parigi la Francia,
avversaria degli azzurri agli Europei, ospita l'Inghilterra. Con grandi
ritorni: Trezeguet nella Francia e Beckham nell'Inghilterra di Capello. * Con
"Style Magazine" e 3,00; con "Corriere Enigmistica" e 2,30;
con "Foto:box" e 7,90; con "Storie della Bibbia" e 8,90;
con "La grande dinastia dei Paperi" e 8,90; con "Geronimo
Stilton English!" e 9,90; con "L'Europeo" e 8,90; con
"Dizionario enciclopedico della Cucina italiana" e 13,90; con
"Il grande cinema di Alberto Sordi" e 10,99; con "Gli itinerari
di Dove" e 8,99; con "Il Diritto" e 15,90; con "Storia
della civiltà europea" e 13,90. In Sicilia, Lazio (no Roma), Umbria, Marche,
Puglia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e nelle province
di PD e PR con La Gazzetta dello Sport e 1,00.
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Palermo
Il candidato del centrodestra a Palazzo d'Orleans: "Sarà una delle
priorità post elettorali" Lombardo: "Burocrazia da riformare" Il
capo dell'Mpa rilancia sul Ponte "Ma servono anche strade e nuovi
porti" Sì al Ponte sullo stretto ma anche più "innovazione" per
rendere potenti, sicure e veloci le altre infrastrutture. Potenziare porti,
aeroporti e autostrade in Sicilia è assieme alla riforma della burocrazia una
delle priorità nel programma del candidato alla presidenza della Regione per il
centrodestra Raffaele Lombardo, che ieri intervenendo sul caso Alitalia ha sostenuto l'importanza di una proposta italiana per
salvaguardare Malpensa, ma anche gli scali siciliani. Impegnato in un tour
nell'Isola, il leader dell'Mpa si è recato ieri a Enna per un incontro con
l'amministrazione comunale. Lombardo ha confermato il suo sì al Ponte sullo
stretto di Messina ma ha annunciato di voler puntare anche alle altre
infrastrutture. "Alla Sicilia serve innovazione. Penso all'alta velocità,
ai grandi porti che possano accogliere le grandi navi del Mediterraneo e al
completamento di tutta una serie di gradi arterie stradali", ha detto
Lombardo, che dopo il confronto con il sindaco di Enna Rino Agnello si è
intrattenuto con i rappresentanti di Confindustria e poi con il vescovo di
piazza Armerina Michele Pennisi. Lombardo è intervenuto
anche sul caso Alitalia, sottolineando la necessità di proteggere Malpensa, ma anche gli
scali siciliani. "Con tutto il rispetto per Air France - ha detto - se c'è
una proposta italiana che possa mantenere il controllo di Alitalia, io la preferisco. Al centro degli interessi c'è certamente la
salvaguardia di Malpensa ma anche quella degli scali di Catania e Palermo".
Altro pallino del leader autonomista, una legge per semplificare i controlli
della burocrazia. "Sarà l'altra priorità del dopo elezioni - ha detto
parlando da futuro presidente - Noi come Regione a statuto speciale ne abbiamo
il potere. Abbiamo bisogno di una burocrazia che aiuti". Contro l'Mpa
scende in campo l'Unione monarchica italiana. Al segretario nazionale dell'Umi
Sergio Boschiero non è piaciuta l'affermazione di Lombardo che, annunciando in
un'intervista il suo interesse per una revisione storica dell'unità nazionale,
ha enumerato i problemi sorti in Sicilia da Giuseppe Garibaldi in poi. Da qui
il veto di Boschiero: "Nessun voto monarchico o comunque patriottico deve
andare a Raffaele Lombardo o al suo movimento per le autonomie". Domani
Lombardo incontra a Catania i vertici di Coldiretti siciliana, che gli
presenteranno un documento. Tra i punti proposti, l'attivazione
dell'osservatorio regionale dei prezzi, la valorizzazione dell'ambiente rurale
e della multifunzionalità delle aziende agricole e un maggiore controllo contro
la criminalità. "Si tratta di un progetto che mira a rafforzare le imprese
agricole nella loro capacità di produrre dal punto di vista qualitativo e quantitativo
- afferma il presidente regionale della Coldiretti, Alfredo Mulè -Bisogna
impegnarsi nella difesa dell'identità e della sicurezza del prodotto siciliano,
ma bisogna soprattutto fare in modo che l'agricoltura rientri tra le priorità
dell'attività di governo". "Far crescere le vere imprese agricole,
conquistare il mercato, favorire lo sviluppo e gli investimenti: sono questi i
nostri obiettivi - conclude Mulè - Siamo in una fase molto delicata e vogliamo
che dai candidati giungano delle certezze su come far progredire il
settore". a. r.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Italiana
Pagina 104 la polemica Walter, i socialisti e la "sconfitta
calcolata" La polemica --> ROMA L'Alitalia
continua a monopolizzare l'attenzione: si tratta infatti di un caso troppo
importante per poter finire oscurato da altri temi, se non altro perchè
riguarda il futuro di migliaia di lavoratori. A risentirne è la campagna
elettorale di Walter Veltroni. Il Partito democratico, fin qui, è apparso
diviso al proprio interno: basti pensare agli inviti di Antonio Di Pietro a
soprassedere alla vendita perchè non può essere un governo dimissionario a
gestirla, condivisi per esempio da Ermete Realacci; o anche alle esitazioni del
sindaco di Roma che non può non appoggiare i negoziati incardinati da Romano
Prodi ma allo stesso tempo invita un'eventuale cordata italiana a fare presto e
a presentarsi subito al tavolo della trattativa e non dopo le elezioni. Il vero
rischio per il Pd è di apparire isolato dalle parti sociali e in particolare
dai sindacati, che sono stati durissimi nei confronti della politica governativa,
ostaggio di quelli che l'opposizione definisce interessi "opachi".
Fausto Bertinotti è stato abile a identificare il blocco ostile alla
"svendita" di Alitalia ad Air France in uno
schieramento trasversale che va dai sindacati alla Sinistra arcobaleno, da
Silvio Berlusconi agli imprenditori del Nord, una sorta di "santa
alleanza" a difesa degli interessi italiani che, per la sua eterogeneità,
non può essere sospettata di coltivare obiettivi strumentali. Il problema, che
approderà in Parlamento, è complicato dalle regole di mercato e dall'attenzione
dei media che vedono nell'operazione Alitalia un
laboratorio di future operazioni sul grande quadrante del traffico aereo
occidentale. Le Monde, per esempio, parla di una "svendita", il Wall
Street Journal invece di una semplice trattativa di mercato condizionata
dall'impostazione corporativa più che liberale della quale sarebbe alfiere
Berlusconi. Si capisce che tradurre tutto ciò in spiegazioni efficaci e
credibili per l'opinione pubblica in piena campagna elettorale è assai
difficile e ciò spiega perchè Veltroni chieda di lasciare fuori il negoziato
dal "tritacarne" delle elezioni. Ma è difficile che ciò possa
avvenire prima che si capisca se la cordata auspicata dal Cavaliere esiste
davvero ed ha la possibilità concreta di contendere ad Air France la nostra
compagnia di bandiera. Intanto, infuria la polemica dei piccoli contro Pd e
Pdl. Enrico Boselli accusa Veltroni di portare la sinistra italiana a una
sconfitta calcolata pur di conseguire il dominio sul Pd e di voler
scientificamente cancellare i socialisti. Pier Ferdinando Casini tuona contro
la par condicio "tradita" dal Pd pur di riuscire a organizzare un
grande duello televisivo a due Veltroni-Berlusconi; il leader Udc non è meno
duro con il Cavaliere e fa sapere che non lo appoggerà dopo le elezioni
qualunque sia il risultato. Per spostare l'attenzione su temi che premono
maggiormente ai cittadini, Veltroni ha lanciato il pacchetto pensioni,
assicurando che in caso di vittoria ci sarà un intervento immediato sulla
previdenza in luglio. Il progetto del Pd vale un punto di Pil e prevede aumenti
per redditi fino a 55.000 euro l'anno. Una "operazione da ceto
medio", la definisce Giorgio Tonini. Anche Berlusconi ritiene determinante
questa battaglia e infatti promette pure lui l'adeguamento delle pensioni al
costo della vita, ma ricorda come il centrodestra sia stato l'unico in passato
ad aumentare le pensioni minime. Il Pdl accusa in particolare il Pd di avere
sottostimato il costo dell' operazione (Renato Brunetta): secondo Giulio
Tremonti le promesse veltroniane si tradurranno solo in nuove tasse.
PIERFRANCESCO FRERÈ.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Italiana
Pagina 104 Berlusconi-Veltroni, sfida sulle pensioni Pd e Pdl annunciano
aumenti subito dopo il voto di aprile --> Pd e Pdl annunciano aumenti subito
dopo il voto di aprile Fra Pd e Pdl scoppia la guerra delle pensioni. Veltroni
promette aumenti fino a 400 euro, Berlusconi dice che vanno agganciate al
caro-vita. ROMA Mentre Alitalia continua
a essere il tema più battuto della campagna elettorale, Walter Veltroni prova a
mettere sotto i riflettori un'altra questione calda: le pensioni. Prima di
partire per la Sicilia, regione feudo del Pdl, presenta una proposta che guarda
ai ceti medi e che prevede, con il meccanismo delle detrazioni, un
'bonus' immediato (dal luglio prossimo) fino a circa 400 euro l'anno (poco più
di un euro al giorno) per i pensionati che percepiscono fino a 25mila euro
annui di assegno (e fino a 250 per chi è nella fascia 25mila-55mila). In più il
Pd propone un adeguamento delle pensioni all'indice (che l'Istat sta
elaborando) del costo della vita delle famiglie dei pensionati (e non più al
semplice paniere dei prezzi) e, più avanti, e in base a un accordo con i
sindacati, anche il collegamento al monte dei redditi da lavoro (e a suoi
eventuali aumenti legati alla crescita del Paese). Un pacchetto di proposte che
piace alla Cgil. "È una proposta positiva - approva Guglielmo Epifani - ed
è bene che la campagna elettorale si occupi dei problemi concreti delle
persone". E sul quale la replica del leader del Pdl Silvio Berlusconi (che
per Rosy Bindi è "costretto a inseguire" il Pd) arriva a stretto giro
d'orologio, in appena in un paio ore. Il Cavaliere rivendica gli interventi del
suo governo sulle minime, così come il fatto che ora i pensionati di Fatuzzo
stanno con il Popolo della Libertà. "Come governo - puntualizza Berlusconi
- siamo stati gli unici ad aumentare le minime davvero. Continueremo a farlo
perchè il problema numero uno è che le pensioni non sono state adeguate al
costo della vita". Quindi, bisogna farlo "a partire dalle
basse". Il Pdl lo farà ed è per questo che "i pensionati voteranno
per noi". Una promessa confermata anche dal leader di An Gianfranco Fini:
"Se vincerà il Pdl le pensioni saranno adeguate all'inflazione".
Un'ipotesi, quest'ultima, che guarda alle fasce deboli forse più di quanto non
faccia quella dei democratici che, proprio per voce del senatore Giorgio
Tonini, spiegano che "è un'operazione da ceto medio". Insomma, come
spiega anche Tiziano Treu (Pd), "va oltre le minime", o meglio,
estende ai redditi fino a 25mila euro annui la cosiddetta quattordicesima già
prevista dal governo Prodi per le minime. Forse anche per questo il pacchetto
previdenza del Pd incassa critiche da sinistra. E nella Sinistra Arcobaleno la
proposta viene giudicata come minimo tardiva. "Tutto ciò che è promesso è
buono - commenta il candidato premier della Sinistra l'Arcobaleno, Fausto
Bertinotti - e quindi anche la proposta del Pd, anche se per noi si deve
cominciare dalle pensioni più basse. Abbiamo individuato una soglia minima di
800 euro e un sistema di indicizzazioni più efficace per garantire la tutela
del potere d'acquisto. I miglioramenti non sono mai da rifiutare mi chiedo però
perchè non sono stati fatti fino a ora". C'è poi chi attacca: si favoriscono
le pensioni "vecchie", piuttosto che quelle dei precari e delle
donne, e chi recrimina sul fatto che non si sia insistito a sufficienza
sull'aumento di salari e pensioni subito con il tesoretto. È la critica, ad
esempio di Betty Leone, sindacalista a capo dello Spi-Cgil, in lista con la
Sinistra Arcobaleno in quota Sinistra Democratica. "Perchè Veltroni invece
di avventurarsi in strane proposte - attacca - non ha insistito di più per
redistribuire il tesoretto in salari e pensioni già in questa legislatura?".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Italiana
Pagina 105 È scontro all'interno del governo. Bertinotti favorevole a un
intervento dello Stato. Bonaiuti: "Sulla cordata un appello agli
imprenditori" Di Pietro contro Prodi: "Rinviare tutto" È scontro
all'interno del governo. Bertinotti favorevole a un intervento dello Stato.
Bonaiuti: "Sulla cordata un appello agli imprenditori" --> La cordata made in Italy per Alitalia?
"Semplicemente un appello", dice il portavoce di Silvio Berlusconi e
del Popolo delle libertà, Paolo Bonaiuti, riprendendo le assicurazioni fatte
dal Cavaliere la settimana prima di Pasqua. La partita per la privatizzazione,
simmetricamente, vede il Pd scendere con più decisione in campo a sostegno
della soluzione francese. Certo, se spuntassero imprenditori italiani,
le porte - sottolineano tutti - sarebbero sempre aperte. E, intanto, nel
governo resta alta la tensione. Il ministro Antonio Di Pietro non demorde e
insiste: meglio che sia il prossimo esecutivo, nel pieno delle funzioni, a
guidare un'operazione così delicata. L'appello del presidente della Consob
Lamberto Cardia cade dunque nel vuoto: i politici hanno continuato a parlare e
lo hanno fatto a Borsa aperta. Non sarà solo per questo, ma il titolo della
compagnia di bandiera anche ieri ha viaggiato sulle montagne russe, con salite
e discese mozzafiato. I TEMPI Chi però oggi tace c'è ed è il premier Romano
Prodi. A Palazzo Chigi va in scena il riserbo, ma si continua a lavorare: c'è
stato infatti un nuovo incontro tra il Professore e il ministro dell'Economia
Tommaso Padoa-Schioppa. Ed entrambi su un punto delicato come quello del
calendario e delle scadenze concorderebbero: il 31 marzo non è una data
scolpita nella pietra, una piccola dose si flessibilità c'è. Se per chiudere
una accordo serve qualche ora, una manciata di giorni, non saranno alzate barricate.
Ma una cosa è certa, Alitalia, le sue casse - è la
convinzione di via XX Settembre - non hanno a disposizione mesi. LE POLEMICHE
Walter Veltroni intanto spara alzo zero sul Pdl e anche su Silvio Berlusconi.
Resiste e non lo cita per nome e cognome neanche questa volta ma ironizza sulle
promesse fatte dal Cavaliere: "Nel 2004 disse la stessa cosa, che avrebbe
sistemato tutto lui". Insomma, per il segretario del Pd il rischio sempre
più evidente è che tutto sia solo strumentale alla campagna elettorale. No
quindi alle fibrillazioni da pre voto, ma no anche alle divisioni del governo.
"Non mi piacciono le valutazioni diverse tenute dai vari ministri.
Dovrebbero avere - insiste - una posizione unitaria". I MINISTRI Chiamati
in causa Alessandro Bianchi, Antonio Di Pietro e Emma Bonino. Tre ministri del
governo Prodi e tre idee diverse. La leader radicale rivendica di essere sulla
stessa linea del premier e se la prende con i due colleghi. Il primo, titolare
dei Trasporti e tecnico del Pdci, dice che i soldi ci sono? Poteva parlare
prima. L'ex Pm e ministro delle Infrastrutture afferma che è meglio rimandare
tutto? "L'ho visto cambiare idea... ma io che posso farci", replica
sarcastica. Voci dissonanti, alle quali si aggiungono quelle del presidente
della Camera Fausto Bertinotti che, confessa, non sarebbe contrario a un
intervento dello Stato. La proposta d'Oltralpe resta "inaccettabile"
per la Sinistra Arcobaleno. AIR FRANCE Per ora, è la replica dello stato
maggiore del Partito democratico, è inutile fare questi ragionamenti: sul
tavolo c'è solo una proposta, quella del vettore franco-olandese. E con questo
occorre fare i conti. Sì perché il rischio "è il fallimento", avverte
il vicepremier Massimo D'Alema. "Di offerte serie e concrete - ribadisce
il ministro Pierluigi Bersani - c'è solo quella di Air France". Se c'è
solo Parigi, è la replica del leader di An Gianfranco Fini, è perchè così si è
voluto. Fatto sta che il leader di An alla fine dice di avere un unico
interesse: che Alitalia continui a volare e resti la
compagnia di bandiera. Chi compra compra, dice, questa è l'unica cosa che
conta.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Italiana
Pagina 105 Tagli e cargo, l'apertura di Air France Ma i sindacati chiedono un
accordo quadro su tutta Alitalia --> Ma i sindacati
chiedono un accordo quadro su tutta Alitalia Si riapre
uno spiraglio nella trattativa. Domani una nuova proposta e venerdì un altro
incontro. ROMA "Non lasceremo nessuno a terra". "È una base per
il negoziato". È cominciato e finito con queste dichiarazioni distensive
il secondo incontro tra il patron di Air France -Klm Jean Cyril Spinetta e i
sindacati di Alitalia. Tra giovedì e venerdì arriverà
una nuova proposta sulla quale partirà la trattativa vera e propria. Segnali di
apertura da Air France-Klm sulle condizioni per comprare Alitalia
che permettono al sindacato di far ripartire il negoziato, ammorbidito rispetto
al "prendere o lasciare" della settimana scorsa. Una posizione
accolta positivamente dai rappresentanti dei lavoratori, i quali propongono una
trattativa a oltranza. E sulla scadenza del 31 marzo per raggiungere un
accordo, fonti del Tesoro fanno sapere che la data era stata stabilita dal cda
di Alitalia e che uno slittamento è possibile.
Intanto, il gruppo franco-olandese annuncia per domani un accordo quadro sulla
trattativa e in Borsa il titolo vola, chiudendo con un +32% a 0,45 euro.
ESUBERI Il secondo faccia a faccia durato sei ore, apre qualche spiraglio nella
negoziazione, e il colosso d'oltralpe ha annunciato che domani sera, dopo la
riunione del proprio consiglio di amministrazione, presenterà un nuovo
documento che sarà la base per una trattativa sui singoli temi. E che dovrà
contenere tutte le misure volte a conseguire l'obiettivo di "non lasciare
nessuno per strada nel quadro della necessaria ristrutturazione". Quindi, con
il piano sociale per i 2.100 esuberi individuati da Air France-Klm. Ma le nove
sigle sindacali hanno chiesto che contenga, per iscritto, anche aperture su
flotta e perimetro aziendale. Due nodi ancora da sciogliere. CARGO Air
France-Klm non sembra avere cambiato posizione sulle attività cargo di Alitalia che secondo il progetto di acquisizione prevede la
chiusura nel 2010 con la messa a terra dei 5 Md11. Ma su questo punto,
l'apertura del colosso d'oltralpe riguarderebbe la possibilità per 180 piloti
giovani di passare nel gruppo franco-olandese (60 piloti l'anno nel triennio
2008-2010), riducendo così il numero degli esuberi. Una proposta che per
l'Anpac, se non vedrà "ulteriori aperture rischia di compromettere l'esito
della trattativa". E anche per l'Unione piloti lo scenario per la
categoria "continua a essere oscuro e di difficile gestione" anche
per il taglio negli aeroplani di lungo raggio in quanto "il disegno della
nuova Alitalia nel 2008-2010 è incentrato sul medio
raggio con una flotta non adeguata e una concorrenza feroce delle
low-cost". TERRA Quanto alle attività di terra comprese in Alitalia Servizi, il numero uno del gruppo franco-olandese,
Jean Cyril Spinetta ha parlato della possibilità di comprendere nel nuovo
gruppo Air France-Klm-Alitalia tutte le attività
svolte a Roma-Fiumicino, la manutenzione leggera e l'handling, allargando così
il numero di lavoratori e servizi che passerebbero direttamente nel nuovo
gruppo. La nuova proposta di Air France-Klm dovrebbe aprire la strada a
trattative mirate per raggiungere con i sindacati accordi categoria per
categoria. In particolare, Spinetta ha spiegato che per Alitalia
Fly chiede accordi distinti con piloti, assistenti di volo e personale di
terra. Una strada che la Filt-Cgil "sconsiglia perché sarebbe preferibile
raggiungere prima un'intesa generale". Intanto, ieri una folta delegazione
di lavoratori ha manifestato davanti alla sede della Magliana, riunendosi in
assemblea fino a tarda notte. Spinetta ha ribadito di credere "nelle
possibilità di crescita per Alitalia" perché
diversamente "non ci scommetterei un solo centesimo", spiegando che
altrimenti "sarebbe un mio fallimento, e a me non piace fallire". Una
sfida che il segretario della Filt Cgil Fabrizio Solari accetta rilevando
tuttavia che "dobbiamo affrontare il nodo del perimetro aziendale e creare
una chance per tutti".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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2 La compagnia che brucia milioni Alitalia in rosso,
un balletto politico La compagnia che brucia milioni di Gaetano Di Chiara
--> di Gaetano Di Chiara Forse non è esagerato dire che la situazione di Alitalia simbolizza quella del Paese. Nel mese di gennaio
2008 Alitalia ha bruciato 85 milioni di euro. Con
questo ritmo, la sua liquidità, che al 31 gennaio era di 282 milioni di euro,
si esaurirà entro giugno. Se prima di quella data non saranno disponibili nuovi
fondi Alitalia dovrebbe dichiarare fallimento. Questo,
se fosse stata un'impresa privata, sarebbe dovuto succedere almeno 5 anni fa,
da quando Alitalia ha denunciato perdite per 1 milione
di euro al giorno. Ma Alitalia è un'azienda di Stato:
si calcola che dal 1997 abbia ricevuto contributi statali per circa 7 miliardi
di euro. Quali le cause di questa situazione? Per capirlo bisogna risalire alla
storia. Qui ci limiteremo a citare alcune date cruciali. Siamo al 1994, premier
Berlusconi. La Banca Europea approva un prestito di 400 miliardi di lire alla
Sea (azionista: comune di Milano) per la costruzione a Malpensa di un hub
europeo. Due anni dopo il governo Prodi approva il piano dell'ad Cempella che
vuole fare di Alitalia una compagnia globale e propone
un aumento di capitale di 3mila miliardi di lire. Ma l'Ue sottopone la
compagnia a tutela, bloccandone lo sviluppo. Cempella oppone ricorso e lo vince
nel 2000. Ma intanto Air France, con il disco verde dell'Ue, ha fatto la stessa
operazione, con un vantaggio di 4 anni. Nel 1998 il grande slam: Cempella firma
un accordo con Klm per sfruttare Malpensa, privatizzare Alitalia
e farne la più grande compagnia aerea europea. Ma il 14 dicembre del 1999 il
governo D'Alema blocca l'apertura di Malpensa un giorno prima la data
stabilita. Motivo ufficiale: negativa la relazione del Ministero dell'Ambiente.
Plaude l'Ue e i concorrenti di Alitalia. Così Klm
rompe l'accordo adducendo il mancato sviluppo di Malpensa e di Alitalia, che è costretta a operare da sola e in perdita su
Linate, Malpensa e Fiumicino. Arriva l'11 settembre 2001 ed è crisi del
trasporto aereo. Alitalia taglia i voli
intercontinentali e potenzia quelli europei, rinunciando al suo status globale
e subendo la concorrenza delle low cost. Ed eccoci così al 2003, governo
Berlusconi. Ormai Alitalia perde 1 milione di euro al
giorno. Novembre, via libera del governo alla privatizzazione. Dicembre,
sciopero di tutte le sigle sindacali. Il governo fa marcia indietro. A chi
dunque dobbiamo la situazione di Alitalia? Ai governi,
che prima hanno minato lo sviluppo di Malpensa e poi non hanno avuto il
coraggio di separare le sorti di Malpensa da Alitalia
e privatizzare la compagnia. Ai sindacati che, con istinto suicida, hanno
combattuto la privatizzazione. Al management Alitalia
post-Cempella, colpevole di scelte sbagliate (incluso l'abbandono delle rotte
per la Sardegna). All'Unione Europea, che ha sistematicamente penalizzato
Malpensa e Alitalia. Ora, Air France, con cui Alitalia avrebbe dovuto competere per la palma di maggiore
compagnia aerea europea, se la compra.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
26-03-2008)
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2 Alitalia non molla: ripartono i voli da Roma. L'Enac
diffida Myair Continuità territoriale, le compagnie litigano Alitalia
non molla: ripartono i voli da Roma. L'Enac diffida Myair --> Alitalia non molla. Forse gli aerei con il tricolore non
decolleranno il 30 marzo, come previsto, ma con un breve slittamento. È la
concessione che la compagnia ha fatto ieri a Enac, ministero dei Trasporti,
Regione, Meridiana e Air One, riuniti a Roma per discutere di continuità territoriale
vecchia e nuova. Resta quindi il muro contro muro. Ieri, l'Ente nazionale per
l'aviazione civile ha inviato una lettera di inibizione a Myair, la compagnia
che ha deciso di avviare due nuovi collegamenti da Bologna per Cagliari e Olbia
DEIANA A PAGINA 12.
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
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Pagina IX - Milano
L'ultimo shopping per l'Expo Altri 12 Paesi entrano tra i votanti, Milano
favorita su Smirne A Parigi ieri Sgarbi cicerone al Louvre e Paolo Conte in
concerto Venerdì cena di Cracco, domenica gran galà finale GIUSEPPINA PIANO Gli
ultimi saldi di stagione dovrebbero dare un sostanziale pareggio. La caccia ai
voti per vincere l'Expo del 2015, che vede Milano in corsa contro la turca
Smirne, si è arricchita infatti ieri di un nuovo capitolo: ben 12 Paesi, a soli
sei giorni dalla votazione, si aggiungono alla già ricchissima lista dei votanti.
E in un colpo salgono da
( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Il
titolo vola in Borsa. La Consob vigila su eventuali abusi. Lufthansa: noi in
attesa, il mercato italiano c'interessa Alitalia, Parigi
rilancia: nessuno a casa Air France: domani il nuovo piano. Il sindacato
prudente: passi avanti.
( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di MAURIZIO COSTANZO
QUESTO vuole essere un "Diario" di augurio e di
speranza per le sorti dell'Alitalia. Non entro nel merito
perché molti colleghi di questo giornale stanno già seguendo la vertenza. La
mia è solo la preoccupazione che per un concorso di colpe molte famiglie si
trovino all'improvviso in serie difficoltà. Per non dire dell'ulteriore
"figuretta" fatta nei confronti dei partners europei. È una
storia brutta: una vicenda sempre rimandata e mai risolta. E poi la totale
assenza di scelte politiche che ancor di più hanno nuociuto all'insieme.
( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
ROMA Timide aperture
del presidente di Air France, Jean Cyril Spinetta, che tra
domani e venerdì presenterà una nuova offerta per rilevare Alitalia. "Non lasceremo nessuno a casa", garantisce. Cauti i
sindacati. A Piazza Affari il titolo vola del 32%. Lufthansa resta in attesa:
"Il mercato italiano ci interessa". Intanto Maurizio Basile lascia
l'incarico di amministratore delegato di Aeroporti di Roma.
( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cifre
pubblichiamo la tabella francese Ecco gli esuberi di Spinetta Alitalia appalta pure
le viti Ci sono anche i ventisette piloti che guidano a turno uno dei cinque
aerei "full cargo" che abbiamo citato sabato scorso, per mettere in
luce i paradossi più macroscopici di Alitalia. Tagliandoli
tutti e cinque, come annunciato da AirFrance-Klm, ben 133 piloti perdono il
posto, come si
legge qui sopra alla voce "piloti cargo". Quella che riportiamo è la
tabella che l'ad francese, Jean Cyril Spinetta, si è portato dietro
all'incontro di ieri con i sindacati. I numeri rispecchiano un iter progressivo
di esuberi da oggi al 2010 che ridurrà i dipendenti di Alitalia
(escluso Servizi) di 1.600 unità, dagli attuali
( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Controffensiva I
sondaggi raffreddano la battaglia aerea, il Pd si butta su salari e previdenza
L'aereo non porta voti, Veltroni va sulle pensioni La guerra delle promesse:
per uscire dall'angolo di Malpensa, 400 euro di aumento a sei milioni di
anziani Veltroni ci prova, ad uscire dall'angolo di Malpensa in cui l'ha chiuso
Berlusconi. Prima con la proposta-choc, presentata ieri, di un aumento delle
pensioni, per età e per reddito, degli over
( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Sprechi i servizi
affidati in esterno Serve un appalto per avvitare le viti I dipendenti Alitalia non lo sanno fare La complicata pulizia delle foderine
dei sedili La gestione del contenzioso e dei reclami commerciali. I pasti a
bordo, per i passeggeri e gli equipaggi. Ma anche la pulizia delle foderine dei
sedili e lo spostamento della paratia mobile che separa la classe business da
quella economica. È lunga la lista dei servizi che l'Alitalia
appalta a fornitori esterni. Ed è nella giungla dei contratti che regolano
questi rapporti che si annidano spesso le inefficienze più clamorose di una
gestione che ha portato la compagnia sull'orlo del fallimento. In alcuni casi
si acquistano prestazioni inutili, in altri si scelgono costi triplicati
rispetto a quelli di mercato, in altri ancora si fraziona lo stesso appalto per
garantire provvigioni a più fornitori. Il risultato è lo spreco di risorse pubbliche,
l'utilizzo irrazionale del personale dipendente e il proliferare di rapporti
clientelari. Il quadro che emerge da una rapida indagine condotta dal
Riformista nell'intricata rete delle società che beneficiano
di appalti Alitalia è sufficiente per immaginare i risultati riscontrati durante la
due diligence effettuata da Air France. Emerge, in particolare, un caso che
sintetizza eloquentemente le cattive abitudini consolidate negli anni. Nel 2006
Alitalia firma un nuovo contratto con un fornitore esterno al Gruppo per
la gestione dei reclami bagagli e di quelli commerciali. Il contratto
precedente, che si sceglie di non rinnovare, è con la Team Trackers, un
operatore di livello europeo che, ironia della sorte, è proprio del gruppo Air
France. Il nuovo contratto è con Stb, un piccolo studio legale con sede a Roma.
Il risultato è che i costi per il singolo reclamo triplicano rispetto al
precedente accordo, tanto che il budget per il 2008 per il solo estero viene
portato da meno di 1 milione a oltre 2,5 milioni. Ma il vero e proprio
paradosso sta nel fatto che Stb è anche lo studio legale di Alitalia
per i contenziosi. Così, evidentemente, non c'è alcun interesse a chiudere un
reclamo senza contenzioso. Conseguenza immediata: lo studio legale passa
all'incasso due volte e si registra un aumento mai verificato prima delle cause
avanzate dai passeggeri. Il caso è noto a tutti all'interno del management,
tanto che viene portato anche all'attenzione del cda. Ma il contratto è
talmente "blindato" che tutto resta fermo. E a risentirne sono
ovviamente le casse della compagnia. Così come avviene per le altre numerose
sacche di inefficienza che si annidano ovunque, anche nei servizi più
elementari. I pasti a bordo, quelli per i passeggeri e quelli per gli
equipaggi, sono forniti da una società esterna, come avviene per tutte le altre
compagnie aeree. Nel caso di Alitalia, però, c'è un
intreccio di società che gestiscono ognuna una porzione dell'appalto: la
confezione, il packaging e il trasporto a bordo. E allora, per garantire a
tutti un margine di guadagno sufficiente, un pasto da mensa arriva a costare
all'azienda anche 40-50 euro. Altro esempio eclatante è quello che riguarda la
pulizia delle foderine poggiatesta. Il cabinista, dipendente di Az Servizi, è
tenuto a smontare la foderina che viene poi consegnata alla società esterna
incaricata. Seguono trasporto, lavaggio e nuovo trasporto, fino al ritorno
nelle mani dell'addetto che le rimonta. In moltissime compagnie europee è
bastato scegliere materiali plastici che sono gli stessi assistenti di volo a
pulire con un colpo di spugna. Un'altra società esterna ha in appalto lo
spostamento della paratia che separa la classe business da quella economica.
Un'operazione che si ripete spesso, per adeguare le caratteristiche dell'aereo
alla tipologia del viaggio e della clientela. Ci sono due viti da svitare e
riavvitare ma nessun dipendente Alitalia ha
evidentemente la professionalità necessaria per portare a termine l'operazione.
Così, anche in questo caso, c'è un appaltatore lautamente retribuito. Non solo.
Con alcuni di questi fornitori privilegiati non vengono rispettati i pagamenti
e si finisce in tribunale. Nell'ultimo documento contabile disponibile Alitalia evidenzia che i decreti ingiuntivi notificati, già
opposti e tuttora pendenti, riguardano anche un fornitore di filmati da
trasmettere a bordo degli aeromobili, per 1,2 milioni; un fornitore di servizi
informatici, per 812 mila euro; un fornitore di prestazioni manutentive, per
492 mila euro e tre fornitori, per un totale di 76 mila euro. Il quadro, nel
complesso, è quello di un'azienda che se fosse privata sarebbe già fallita.
Oggi invece, nonostante tutto, c'è ancora Air France che offre una chance.
26/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia e voto intervista napoletana
D'Alema: "Non capisco i sindacati Bertinotti invece sta bene con
Silvio" (segue dalla prima pagina) Quanto al sindacato, dice D'Alema,
"capisco le ragioni del negoziato, meno quelle che rischiano di sabotare
la trattativa". Ma il vero punto, secondo il vicepremier, è il
collegamento tra la natura dell'offensiva berlusconiana su Alitalia
e il rischio che il sistema paese correrebbe in caso vittoria del Pdl:
"Berlusconi non ha più idee, non ha spinta propulsiva, non ha classe
dirigente, e per di più si presenta con questa impronta leghista. La sua
vittoria sarebbe solo un accasciarsi sul potere, un disastro che dal punto di
vista internazionale provocherebbe l'accelerazione del processo di marginalità
del paese. Qui rischia di andare fuori mercato non Alitalia, ma l'Italia tutta". Dice D'Alema che nel Berlusconi
versione Alitalia la cifra prevalente è il "cinismo propagandistico". Ma
non solo: "C'è l'idea assistenzialista della mano pubblica, quella di chi
suggerisce al governo "date un miliardo di euro ad Alitalia a spese della collettività per una soluzione ponte, poi
ci penso io e la mia famiglia". Una frase di questo tipo non la si
potrebbe dire in America Latina. Negli anni Cinquanta, forse. Nel mondo
occidentale invece fa impressione, perché è un groviglio di cosa pubblica,
affari privati, strumentalizzazioni elettorali". E gli imprenditori della
cordata italiana alternativa ad Air France? "Non ci sono questi
imprenditori. Parliamoci chiaro, per Berlusconi la vicenda Alitalia
è come la questione dei rifiuti: un problema che lui non ha mai affrontato.
Questo povero governo durato venti mesi e tanto vituperato, sul quale si sono
scaricati tutti i mali, ha avuto il solo torto di affrontare la questione
laddove Berlusconi, nei suoi cinque anni di governo, l'aveva solo rinviata.
Abbiamo seguito procedure di assoluta trasparenza. La gara di vendita è andata
deserta. Quando gli imprenditori italiani hanno capito che c'erano da mettere
molti soldi ma senza grandi prospettive si sono fatti indietro. Ma questo era
anche ragionevole, perché per gestire una compagnia come Alitalia
ci vuole rilevante know-how. L'unica compagnia italiana che poteva competere
era Air One. Intendiamoci, le aspirazioni di Toto sono legittime, tuttavia data
la dimensione dell'azienda avrebbe bisogno di maggiori supporti finanziari e
industriali. Non a caso si erano fatte avanti solo grandi compagnie straniere e
in queste ore le uniche vere alternative di cui si parla portano a Lufthansa. E
infatti noi avevamo cercato Lufthansa. Abbiamo cercato i cinesi. Siamo andati
in Qatar. Abbiamo cercato per un anno. Berlusconi in cinque anni non ha fatto
nulla, solo litigare con An per spartirsi l'azienda". L'ostilità del
Cavaliere ai francesi coincide però con le tesi di una parte del sindacato e
della sinistra radicale. "Il sindacato non lo capisco. O meglio, capisco
che voglia negoziare dal punto di vista dei lavoratori le migliori condizioni,
ma non vorrei che per difendere le ragioni di una minoranza dei lavoratori si
finisse per compromettere il destino dell'azienda, sabotare l'operazione e
buttare all'aria Alitalia". Poi comincia il
capitolo Bertinotti: "Bertinotti è interessante culturalmente. È sempre
stato estraneo alla vena di cultura liberale che ha percorso la storia del
comunismo italiano. Negli anni Trenta il primo a scrivere che l'Irizzazione
dell'economia italiana dopo la grande crisi rischiava di tramutarsi in una
socializzazione delle perdite e in una privatizzazione dei profitti è stato
Gramsci. Il fatto che la garanzia statale sui debiti portasse a una situazione
in cui la rendita finanziaria non correva l'"alea del mercato" è
citazione da Gramsci, il quale ne traeva la conclusione che è contro questa
logica che i ceti "produttori" dovessero allearsi. La vena liberale
ha segnato la storia del comunismo italiano. Bertinotti, venendo dal massimalismo
socialista e statalista, ne è sempre stato estraneo. Naturalmente, Berlusconi è
un'altra cosa, è l'idea dell'uso privato della cosa pubblica. Diciamo che ogni
tanto si verificano delle convergenze tattiche". Si accusa però il Pd di
non farsi carico dell'ipoteca sui destini del paese che la vendita di Alitalia ai francesi comporta. Sostiene D'Alema: "Non è
vero che la creazione di grandi imprese europee ci porta sempre a situazioni
subalterne. In diversi campi noi ci siamo assicurati la leadership. Sul fronte
finanziario, per esempio, con Unicredit. Nel campo energetico, con Enel ed Eni.
Un'idea autarchica della compagnia di bandiera contrasta con la tendenza
naturale alla creazione di grandi imprese continentali. Dopodiché, se la nostra
compagnia aerea è al fallimento è difficile pretendere che la leadership nel
settore aereo sia nostra". Obiezione: due anni fa, in pieno risiko
bancario, il tema dell'italianità andava forte tra i fautori dell'operazione
Unipol-Bnl. "Continuo a ritenere valido il progetto industriale delle cooperative
su Bnl, ma non per l'italianità, bensì perché la nascita di una grande banca
legata alla piccola impresa poteva essere una risorsa importante per il paese.
Ma a chi polemizza su Alitalia, dell'Italia non
importa niente. In questa operazione c'è un marchio leghista, un pezzo di nord
che fa un'operazione simbolica ma ingiustificata. Il principale affossatore di
Malpensa è Formigoni, è il "partito del nord". Non hanno costruito le
infrastrutture nonostante gli avessimo dato i soldi negli anni Novanta. Hanno
favorito la proliferazione di aeroporti nel nord. Non è certo Roma ladrona che
vuole uccidere Malpensa". Altra accusa: nello stesso Pd c'è chi dice che
la sinistra riformista è ferma alle vecchie ricette liberiste degli anni
Novanta, che il Tremonti no global sia più sensibile ai guasti provocati dal
mercatismo. "A me fa piacere - risponde l'ex premier - che ci sia a destra
chi denuncia le contraddizioni della globalizzazione, dopo che la destra,
internazionalmente, ha la responsabilità di aver esaltato il mercato e
proclamato la morte della politica. Ma la soluzione a questi problemi sta nella
regolazione, nel multilateralismo, non nella deregulation nazionale o nel
protezionismo. La Cina si apre al sistema mondiale? Benissimo, accetti regole
di protezione del lavoro, del lavoro minorile, e alla fine cresceranno anche i
salari. Se insomma Tremonti sviluppa il suo pensiero nel senso di una visione
liberale moderna, che considera il mercato una istituzione che ha bisogno di
regole e di autorità, gli do il benvenuto nel socialismo liberale. Se invece
ripiega sull'autarchia leghista, sul nord che si protegge coi soldi dello
Stato, questo comporterebbe una dolorosa regressione del paese". Respinto
il neostatalismo mezzo tremontiano mezzo berlusconiano, D'Alema propone però di
rivalutare il ruolo dello Stato centrale. E fa pure autocritica sul passato
recente della sinistra: "Diceva un vecchio slogan (leninista, ndr ):
"Meglio meno ma meglio". Ecco, mi sembra perfetto per definire il
giusto equilibrio della funzione pubblica, insieme a quello che rivendica senza
contraddizione "più mercato e più Stato". In Italia c'è una
ipertrofia della presenza statale, e invece c'è bisogno di qualità. Ma la
mancanza del senso di Stato è il nostro grande problema, anche perché una certa
visione liberale da noi si coniuga storicamente con un antistatalismo che è una
palla al piede della società. E qui faccio una riflessione autocritica. Per
troppi anni siamo stati subalterni all'idea che bisognava scardinare lo Stato
centrale, subalterni al federalismo, alla retorica dell'autogoverno alimentata
anche dalla stagione dei sindaci, alla filosofia del glocalismo? Non funziona.
Posso dire sulla base della mia esperienza che nel mercato globale i sistemi
paese funzionano in quanto tali. Bisogna continuare sulla strada delle
liberalizzazioni e privatizzazioni, ma pure ridare forza allo Stato, perché nel
mondo puoi tutelare gli interessi nazionali con la forza del tuo governo
centrale, e non con la Regione. Avere a Shangai una sfilata di ambasciate
regionali è solo uno spreco di denaro e una fiera delle vanità. Serve invece un
forte e autorevole Stato centrale, cioè quella struttura che era già nata
debole e che da vent'anni lavoriamo a indebolire". Il seguito del
ragionamento di D'Alema prende i toni del puro appello elettorale: "Siamo
in una crisi internazionale molto delicata, che come tutte le crisi finanziarie
ha bisogno di politica. Ecco, votare Berlusconi in un periodo di vacche grasse,
in cui si possono distribuire mance e favori, posso anche capirlo. Ma in una
fase così, il rischio che il paese paghi un prezzo altissimo è enorme. Abbiamo
qualche giorno per evitarlo". 26/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Segue dal loft di
Alessandro De Angelis E per rispondere ai cittadini con la bava alla bocca (o
almeno a una loro parte), ieri Veltroni ha illustrato la proposta, su cui hanno
lavorato il guru del programma Morando, l'ex ministro Treu, e l'economista
Stefano Fassina, di "un intervento immediato" sul fronte delle
pensioni. Che riguarda i pensionati di oltre 65 anni e determinerebbe, a
partire da luglio, un incremento medio di quasi 400 euro l'anno per le pensioni
fino a 25 mila euro l'anno e un incremento fra i 100 e i 250 euro per le
pensioni comprese tra 25 mila e 55 mila euro. I numeri spiegano da soli la
portata dell'affondo veltroniano: i pensionati fino a 25 mila euro sono circa sei
milioni, più di un milione e mezzo quelli tra i 25 e i 40 mila. A questa platea
di oltre sette milioni di pensionati (e di elettori) il Pd vuole proporsi come
la novità più affidabile. Dice Fassina: "Vogliamo ridare potere d'acquisto
a chi ne ha perso di più perché è stato in pensione più a lungo. Non è una
trovata estemporanea, o un coniglio dal cilindro: noi stiamo facendo una
campagna elettorale sui programmi". E proprio dalle pensioni riparte lo
schema più caro al segretario del Pd: la doppia novità sia rispetto a Prodi che
a Berlusconi. Afferma Morando: "Con la nostra proposta parliamo a quei
pensionati che non sono stati toccati dal Protocollo e non saranno tutelati da
Berlusconi". La mossa veltroniana - e non è un dettaglio - ha trovato anche ampi consensi sul fronte sindacale (Epifani in
primis) che su Alitalia qualche tensione col loft l'ha vissuta. E ha spiazzato la
sinistra-sinistra: Bertinotti si è limitato a un "chiedo al Pd perché non
sia stato possibile farlo prima". Qui si inserisce l'altro capitolo della
controffensiva veltroniana. Alla conferenza operaia del Pd, a Brescia,
Veltroni parlerà a un altro rilevante pezzo di paese con la bava alla bocca. Al
loft si stanno mettendo a punto una serie trovate ad effetto, come un video
stile I care sulla condizione operaia: "Non si sa se ce la faremo. Qui è
una lotta contro il tempo" dice Alessia Mosca, responsabile lavoro del Pd.
Di sicuro ci saranno i tre leader sindacali. E Veltroni lancerà, nel cuore nel
Nord, un messaggio opposto a quello di Tremonti. Spiega Alessia Mosca: "Le
nostre proposte su formazione e innovazione sono l'opposto rispetto al
protezionismo di un centrodestra che gioca sulla paura". Ma anche rispetto
alla Sinistra arcobaleno. Che sabato farà una sua "conferenza operaia"
a Milano e teme il confronto mediatico col Pd. Sarà un caso anche questo, come
dicono al loft. Oppure è partita la controffensiva veltroniana. 26/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Proposta
Un referendum all'Alitalia Il capitalismo
è quel sistema economico nel quale chi prende una decisione sbagliata ne
sopporta i costi. Chiunque sciolga il nodo Alitalia - Prodi e Tps
ora, Berlusconi o Veltroni dopo le elezioni - i primi a sentirne le conseguenze
saranno i dipendenti della compagnia di bandiera. Perché non fare votare loro, pro o
contro il piano industriale di Air France? La proposta viene dal professor Ugo
Arrigo, economista dell'università di Milano-Bicocca e blogger
pro-liberalizzazioni. Ci sembra molto di buon senso. Su Alitalia
meglio un referendum vero che quello fittizio e fracassone in cui Berlusconi
vuole trasformare le prossime elezioni. Meglio un voto che abbia per oggetto un
piano industriale che c'è e pertanto si può leggere e valutare (a differenza
delle promesse peroniste) e che porti alle urne chi ha un interesse legittimo e
una competenza di prima mano. Se la politica spergiura di voler tutelare i
dipendenti Alitalia, perché non dar loro voce,
considerandoli gli azionisti del proprio futuro? 26/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia Lo dice anche il Wsj Berlusconi
poco riformista Veramente l'avevamo già scritto noi del Riformista . Ma che lo
dica anche il Wall Street Journal , ovviamente, ha la sua importanza, visto che
si tratta della Bibbia del liberalismo conservatore, e Berlusconi ci tiene
tanto a passare per un liberale conservatore. Dunque, scrive il Wall Street
Journal che "le meditazioni" (musings nell'originale) di Berlusconi
sull'Alitalia "potrebbero presto diventare scelte
di governo ufficiali e mandare a monte l'unica cosa che ancora si frappone tra
la compagnia di bandiera e la bancarotta". Ma il Wsj va oltre, anzi va
indietro nel tempo, e ricorda a Berlusconi quello che ben pochi sulla stampa
italiana hanno il coraggio di ricordargli: "Nell'ultima parte del suo governo
tra il 2001 e il 2006 Berlusconi non trovò alcun salvatore per Alitalia. Al contrario, si mostrò irresoluto mentre il
debito della compagnia cresceva, raggiungendo qualcosa come 1,3 miliardi di
euro a gennaio scorso. Gli elettori italiani potrebbero chiedere a Berlusconi
perché non ha venduto le azioni Alitalia mentre ancora
valevano qualcosa. Negli ultimi due anni il valore della compagnia sul mercato
azionario si è ridotto del 70%". Ci permettiamo di aggiungere, di nostro,
il seguente dato: un risparmiatore che avesse investito
1000 euro in azioni Alitalia nel 1987 e le avesse tenute fino alla procedura di vendita
avviata dal governo Prodi avrebbe perso "soltanto" 940 euro. Avrebbe
dovuto perdere anche gli altri 60 perché in questi ultimi vent'anni Alitalia ha riportato un margine operativo positivo solo due volte,
qualche decina di milioni di euro nell'87 e nell'88, poi solo buchi. In
vent'anni nessuno ha mai avuto il coraggio di staccare la spina. Anzi,
l'accanimento terapeutico si è tradotto in una sfilza di ricapitalizzazioni
(oltre 4 miliardi di euro) varate a più riprese dallo Stato azionista a carico
di 50 milioni di italiani, compreso il nostro risparmiatore. Che così ha
salvato gli ultimi 60 euro in cambio di altri
( da "Tempo, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Compagnia No
comment di Lufthansa sul ritorno La compagnia tedesca Lufthansa "non
commenta" né l'ipotesi di una sua presenza nell'eventuale cordata italiana evocata da Silvio Berlusconi per aggiudicarsi Alitalia, né le dichiarazioni di Emma Bonino, secondo cui il vettore
tedesco è uscito dalla gara per la compagnia di bandiera italiana per paura dei
sindacati. Lo ha detto ieri Stefanie Stotz, portavoce di Lufthansa. Il peso dei
sindacati in Alitalia "è stato ovviamente preso in considerazione, non ne abbiamo
mai fatto mistero, ma non vogliamo commentare se sia stato decisivo o
meno", ha spiegato la Stotz. La decisione di non presentare un'offerta, ha
ricordato Stotz citando quanto annunciato dalla compagnia tedesca a inizio
dicembre, è stata presa dopo aver esaminato vari pro e contro. Alla fine, ha
aggiunto la portavoce, a prevalere sono stati i rischi eccessivi e il timore di
perdere il rating di investment grade in caso di acquisizione di Alitalia, con pesanti conseguenze economiche per la società.
( da "Tempo, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Prato e
Spinetta grandi manovratori Ma i sindacati bocciano i
diktat La scadenza per le trattative per la cessione di Alitalia ad Air France-Klm resta fissata al 31 marzo. Lo ha detto il
presidente di Alitalia, Maurizio Prato, secondo quanto riferiscono fonti sindacali
presenti alla riunione alla Magliana. "L'azionista Tesoro - ha detto Prato
- mi ha confermato che rimane la scadenza del 31 marzo. Sta ai sindacati
decidere se ci sono le condizioni per proseguire". Insomma, le parole di
Prato lasciano aperto uno spiraglio: se i sindacati accettano le nuove
condizioni dei francesi, l'operazione andrà avanti. Ma il sindacato non intende
subire diktat dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa. A commentare così
l'annuncio di Prato è il segretario nazionale della Fit-Cisl Claudio Genovesi.
"Non siamo disponibili a subire diktat da Padoa-Schioppa - ha detto
Genovesi- perchè su di lui gravano le maggiori responsabilità, da un anno e
mezzo a questa parte, per il fallimento del bando di privatizzazione di Alitalia".
( da "Tempo, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Bonaiuti:
"Cordata italiana? Dal Cav solo un appello" Filippo Caleri
f.caleri@iltempo.it Nella lotteria per salvare Alitalia arriva una parziale frenata sulla consistenza del secondo pool
di imprese e banche targato made in Italy. La precisazione è arrivata ieri dal
portavoce del leader del Popolo della libertà, Paolo Bonaiuti, che ha detto che
sulla possibilità di una cordata di imprenditori italiani che salvi Alitalia "Berlusconi ha fatto solo un appello", dicendo
che se si fosse messa in piedi "avrebbero potuto partecipare anche i suoi
figli". Bonaiuti ha tuttavia aggiunto: "Su questo non parlo perché il
riserbo è d'obbligo", lasciando dunque il ancora il punto interrogativo
sull'ipotesi di una discesa di campo di una cordata alternativa a quella di Air
France. Il sintomo che ormai la questione Alitalia sia
diventato il vero nervo scoperto della campagna elettorale è dato dalla
provocazione lanciata dallo stesso Bonaiuti che ha provocatoriamente chiesto al
ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, in un dibattito televisivo
"se la proposta di Air France è così buona, come mai Le Monde (il
quotidiano francese ndr) l'ha definita una svendita, come mai vi trovate tutti
contro tutti?". Risposta scarna. Il mirino del Pdl è comunque puntato sul
governo Prodi colpevole di aver condotto la trattativa senza troppa volontà di
difendere le prerogative italiane. Ma a ritenere il premier uscente
responsabile non è solo il Pdl. Gennaro Migliore, presidente dei deputati del
Prc, ha sostenuto che "Alitalia è una grande
azienda strategica, da un anno non si sono fatti avanti nè investitori italiani
nè è stata portata avanti una trattativa all'altezza di un paese che difende il
proprio interesse nazionale, questo anche con grave responsabilità del governo
Prodi". E l'asse tra la sinistra radicale e Berlusconi su Alitalia, già denunciato e smentito nei giorni scorsi quando
il presidente del Senato, Fausto Bertinotti ha aperto alla cordata tricolore,
si è nuovamente saldato ieri con l'intervento di Giulio Tremonti: "Prodi
sembra al terzo mandato dell'Iri" ha commentato sarcastico l'ex ministro
dell'Economia. "Crede di stare svendendo l'Iri - ha sottolineato Tremonti
- sta facendo accordi come fosse al terzo mandato dell'organismo di
riconversione industriale e non come presidente del Consiglio. Sta facendo
traffici e confusione. Il rapporto con Air France è stato quanto di più
volutamente opaco si potesse organizzare". Tremonti ha poi ricordato che
nel 2005 il governo Berlusconi "ha fatto l'ultimo grande aumento di capitale
sul mercato. Parte dei soldi erano dei privati che credevano nel piano
industriale, altro denaro era stato messo di conseguenza dal Tesoro. A due anni
di distanza - conclude l'ex ministro - il piano lo hanno cestinato, il capitale
mangiato e siamo qua con un rapporto opaco con Air France". L'immancabile
invito all'equilibrio è arrivato da Veltroni, leader Pd, "sul tavolo da
poker della vita politica e della campagna elettorale viene giocato tutto,
anche il lavoro di migliaia di persone ma questo è inaccettabile".
( da "Tempo, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Appello La
Consob chiede trasparenza per evitare speculazioni sui titoli della compagnia
di bandiera Cardia: "La politica deve parlare a Borsa chiusa"
Alessandro Usai a.usai@iltempo.it Il caso Alitalia
infiamma la campagna elettorale e accende l'interesse sulle quotazione in
Borsa. Non a caso il presidente della Consob, Lamberto Cardia, ha sentito il
dovere di "richiamare tutti alle proprie responsabilità", perchè
"quando un politico manifesta desideri o finalità da raggiungere può
innescare movimenti del titolo e rendere squilibrato il mercato". Insomma,
"la politica deve parlare a Borsa chiusa, attraverso il ministro
competente, spiegando con estrema chiarezza se si tratti di un progetto o di
fatti concreti". Cardia sottolinea che "l'obiettivo della Consob è
assicurare parità di informazione a tutti gli operatori. E in questi giorni si
rischia di violare questo principio". Basta analizzare
le azioni di Alitalia in Borsa per capire che qualcosa perlomeno di anomalo sta
accandendo. Dall'inizio dell'anno Alitalia ha perso
il 52% a Piazza Affari. Non c'erano acquirenti, la compagnia era sull'orlo del
fallimento e all'orizzonte AirFrance-Klm era l'unica carta da giocare per non
portare i libri in tribunale. Poi qualcosa è cambiato. Berlusconi ha
rilanciato la possibilità di una cordata italiana e anche in Borsa le azioni si
sono rivitalizzate. Giovedì scorso alle 17,02, dunque a mercati aperti, Corrado
Passera, ad di IntesaSanpaolo, definiva "inimmaginabile un'offerta su Alitalia". In Borsa le azioni, dopo aver spiccato il
volo, hanno rallentato. Se c'è la cordata è bene comprare azioni Alitalia, altrimenti meglio vendere. La pausa per le
festività pasquali è stata provvidenziale: Borsa chiusa e parole politiche in
libertà. Ieri però i mercati hanno riaperto e Di Pietro ha definito
"limitata la proposta di Air France" mentre Franceschini ha esortato
"il governo Prodi ad andare avanti nelle trattative". Alitalia (+ 28% a 0,45 euro) ringrazia. Ma forse sarebbe il
caso di sospenderla in Borsa fino alle elezioni.
( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Il Costanzo show: luogo
di incontri, di chiacchiere, di conoscenza soprattutto dei personaggi e dei
protagonisti del nostro mondo dello spettacolo. La tv da allora è cambiata,
sicuramente non in meglio. Il talk è diventato il genere più battuto e
inflazionato, gli ospiti vengono tirati per la giacchetta da una parte e
dall'altra in una sorta di circo che non ha soste da mattina a notte fonda, al
punto che ci sono veri e propri professionisti del salotto tv, dei caratteristi
che non fanno altro che andare da uno studio all'altro per dire la loro su
tutto e su tutti. L'importante è dare fiato alle parole, senza alcun rispetto
per le competenze (nel giorno di Pasqua Domenica in ha
allestito un dibattito sull'Alitalia, caso drammatico, in cui a
rappresentare la Francia era stata chiamata, probabilmente in mancanza di
altro, Corinne Clery). Ma se ci fosse la voglia ci sarebbero altri modi, magari
tenendosi buono anche quel dannatissimo totem televisivo chiamato auditel.
E a dimostrarlo, stavolta, è proprio il Costanzo show che, l'altra sera, ha
messo in piedi una puntata vecchia maniera (e di successo), ospitando un paio
di glorie del passato che ancora hanno voglia di raccontare, punzecchiarsi e,
persino, gigioneggiare, come Marisa Merlini e Arnoldo Foà che, nonostante i 92
anni e il bastone ha ancora voglia di ballare e di ridere.
( da "Tempo, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Alla Magliana
Lavoratori in piazza Protesta sulle note dell'Inno di
Mameli I dipendenti di Alitalia fanno sentire la loro voce. Alcune centinaia di lavoratori
dell'Atitech di Napoli sono giunti in corteo di fronte alla sede di Alitalia alla Magliana a pochi minuti dall'inizio dell'incontro tra il
numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, il presidente dell'Alitalia, Maurizio Prato e i sindacati. Accompagnati da slogan,
bandiere e tamburi, i dipendenti della società hanno protestato contro il piano
di cessione dell'azienda. Nel piazzale antistante il quartier generale di Alitalia si è svolto anche un sit-in dei lavoratori del call
center e del centro elaborazioni dati anche essi coinvolti nel piano di
dismissione. Al grido di "Atitech non si tocca, la difenderemo con la
lotta" i dipendenti della società che ha sede a Napoli sono entrati
all'interno del cortile del quartier generale di Alitalia
e hanno presidiato l'ingresso. Numerose le bandiere delle varie sigle, tra cui
quelle del Sdl, di Filt-Cgil e Cub. Il corteo è arrivato alla Magliana sulle
note dell'Inno di Mameli, per sottolineare la richiesta di mantenere
l'italianità della compagnia. Le forze dell'ordine hanno controllato che la
protesta non degenerasse e in effetti non si sono registrati scontri. Al
termine dell'incontro il presidente di Air France-Klm ha rassicurato i
sindacati sottolineando come il nuovo piano francese "non lascerà nessun
lavoratore per strada".
( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cyril Spinetta e i
sindacati vorrebbero scavallare le elezioni per affrontare, e, possibilmente, chiudere la partita Alitalia insieme
al governo che verrà. Lo ha ribadito più volte il top manager francese
precisando che l'acquisto della nostra ex compagnia di bandiera era ed è
condizionato al via libera del nuovo esecutivo. Lo hanno sempre sottolineato le
organizzazioni sindacali spiegando che nell'operazione non poteva e non può non
entrare il nuovo inquilino di palazzo Chigi che, tra l'altro, dovrebbe
"garantire" la copertura dei possibili ammortizzatori sociali. Il
rinvio della presentazione del piano industriale sembra proprio rafforzare tale
ipotesi. Stando almeno alla dinamica delle scadenze: venerdì Spinetta
presenterà il suo piano riveduto e corretto; sicuramente e legittimamente i
sindacati chiederanno tempo per trattare; la discussione verosimilmente non
potrà essere brevissima e comunque priva di ostacoli. Nonostante Maurizio Prato
continui a ripetere che per il Tesoro la scadenza resta quella del 31 marzo,
tutto, invece, fa pensare che si arriverà a ridosso della consultazione
elettorale e, dunque, a un possibile cambiamento dello scenario politico. Il
nuovo governo sarebbe costretto a scendere in campo ed in campo, quasi
certamente, scenderebbero anche i segretari generali delle varie
confederazioni. Tempi lunghi? Probabilmente non brevissimi, ma non eterni,
soprattutto perchè le casse di Alitalia contengono più
sospiri che soldi. Le "aperture" di Spinetta. Il top manager parigino
dopo aver ostentato la massima rigidità ("Il mio piano non si tocca")
ha accettato di trattare a oltranza. Almeno su tre punti. Il primo: il cargo.
Potrebbe allungare i tempi di sopravvivenza di attività riducendo nel frattempo
il numero degli esuberi di piloti, anzi assumendo in Air France 60 nuovi
comandanti ogni anno per i prossimi tre anni. Resta l'interrogativo: ma il
cargo resterà? Quasi certamente no. Secondo punto: Il destino di Atitech. E' il
comparto napoletano - quasi 700 addetti - che si occupa della manutenzione
pesante. In particolare degli Md-80, aerei che saranno progressivamente messi a
terra. Spinetta si impegnerebbe a mantenere l'attuale organico, ma ovviamente
potrebbe farlo soltanto diversificando l'attività o trasferendo i dipendenti in
qualche altro settore di terra. Ieri sera, fuori della sede Alitalia,
si è svolta un'assemblea tra sindacalisti e lavoratori del polo napoletano.
Terzo punto: Az-Servizi. Con il piano iniziale Spinetta fissava 500 esuberi
insieme all'impegno ad assumere personale su Fiumicino e a
"reinternalizzare" 3.300 dei 7.400 lavoratori in organico. Gli altri
sarebbero finiti in Fintecna. Ieri il numero uno di Air France ha fatto
intendere che c'è la possibilità di comprendere nel perimetro Alitalia-klm-Air France tutte le attività di Az-Servizi
svolte a Fiumicino. Un perimetro limitato che i sindacati vorrebbero poter
verificare. Infine, e questa è una novità, Air France vorrebbe aprire confronti
mirati con le varie categorie di lavoratori. L'obiettivo sarebbe quello di
poter concludere accordi distinti con piloti, assistenti di volo e personale di
terra. E, per quanto riguarda Az-Servizi, intese separate con i dipendenti dei
settori handling e manutenzione. Non è chiaro se si tratti di contratti di
categoria che potrebbero far immaginare uno spezzettamento della società e che
troverebbe l'opposizione netta delle organizzazioni di categoria le quali
rivendicano la necessità di mantenere l'intero personale della compagnia sotto
l'ombrello Alitalia. Cos.
( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCIANO
COSTANTINI ROMA Prime anche se vaghe aperture di Jean Cyril Spinetta. Prudenza
da parte dei sindacati. Oggi un Cda di Alitalia (per
fare il punto della situazione). L'impegno del top manager di Air France a
presentare un nuovo piano industriale venerdì prossimo. O forse già domani
sera, dopo il Cda di Air France. Quello che doveva essere il nuovo "giorno
della verità" si consuma così, mentre sotto il quartier generale della
Magliana manifestano per tutto il pomeriggio centinaia di dipendenti che vivono
in prima persona il dramma della compagnia. E mentre il titolo in Borsa va
sulle montagne russe chiudendo con un più 32%, dopo aver toccato quota 87%
teorico in mattinata. Spinetta, in sostanza, ha rinviato di un paio di giorni
la presentazione dell'offerta di acquisto magari sperando che nel frattempo tra
le cupe nubi che ristagnano sopra il cielo di Alitalia
si apra qualche squarcio di sereno. L'impegno è stato formalizzato da una nota
stampa della stessa aviolinea francese che ha annunciato la proposta di
"un accordo quadro con le organizzazioni sindacali entrò venerdì e
l'apertura di specifici confronti con le differenti categorie dei
lavoratori". Ieri pomeriggio alla riapertura del tavolo negoziale Spinetta
ha ripetuto la "propria determinazione a implementare un piano che
condurrà Alitalia al risanamento e al rilancio
("Se così non fosse non ci scommetterei un solo centesimo"), ha
garantito che "gli aspetti sociali saranno risolti in maniera tale che
nessun lavoratore sarà lasciato per strada e che sarà disegnata una soluzione
appropriata per ciascuno dei 2.100 lavoratori previsti dal piano, di cui
( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ROBERTA AMORUSO
ROMA - Una nuova cordata per Alitalia? Poco
importa se si materializzerà davvero. Per la Borsa ce n'è abbastanza per
alimentare la speculazione, anche ieri la vera protagonista della giornata di
Borsa di Alitalia. Il bilancio della seduta si chiude così con un altro +32,35%
per le azioni della compagnia di bandiera (a 0,45 euro). Ma i fotogrammi
scattati dai grafici di Borsa raccontano molto di più delle montagne russe
cavalcate ieri da Alitalia. Il primo tentativo del
titolo a entrare in negoziazione fallisce da subito di fronte a un rialzo teorico
dell'87%. Ma dopo le prime due ore senza fare prezzo, con ordini di acquisto
fin troppo distanti dai valori di riferimento, la compagnia segna finalmente il
suo primo prezzo, a quota 0,48 euro (+38%). Non basta. I congelamenti per
eccesso di rialzo non impediscono alle azioni Alitalia
di toccare un massimo a 0,5 euro (+44%). Poi arrivano le vendite. E poi di
nuovo una valanga di acquisti, che fa andare il titolo di nuovo in tilt. A fine
giornata sono passate di mano 71,5 milioni di azioni, vale a dire il 5,1% del
capitale, quasi sette volte in più rispetto la media giornaliera delle ultime
trenta sedute pari a 11,1 milioni di pezzi scambiati. Da giovedì scorso, quando
Berlusconi ha lanciato l'ipotesi della nuova cordata di imprenditori, è stato
scambiato quasi il 14% del capitale, un vero boom per il titolo preferito di
piccoli operatori capaci di muovere piccoli quantitativi di azioni. Era questa
la conclusione di un'indagine della Consob illustrata nemmeno un anno fa. Negli
ultimi mesi la situazione sembra non essere cambiata: i volumi sono rimasti
sottili e non è comparso alcun nuovo socio nel capitale di Alitalia.
Una conferma per la Consob e per il mercato: l'azionista più attivo di Alitalia rimane la speculazione. Quando poi Air France-Klm
ha offerto oltre l'80% in meno del valore di Borsa, la debacle era inevitabile,
prevedibile per gli operatori di Borsa. Ciò che il mercato non aveva messo in
conto era una ridda di dichiarazioni politiche capaci di riaprire la partita Alitalia. Così, sono bastate tre sedute e le azioni Alitalia hanno recuperato il 64% del loro valore. Non si sa
dove potranno arrivare oggi, all'indomani del secondo incontro tra Air France e
i sindacati, archiviato con l'apertura di Parigi. Oggi si vedrà. Ma, intanto,
Lamberto Cardia, il presidente della Consob che ieri ha invitato la politica a
limitare "le esternazioni", continua a tenere aperto il dossier Alitalia. Per ora quello della Consob è solo un
"richiamo", un appello alla politica, in primis al leader del Pdl
Silvio Berlusconi, a muoversi negli stretti paletti delle regole di mercato,
quelli oltre i quali c'è "l'abuso di informazioni privilegiate", per
dirla con l'articolo 180 e seguenti del Testo Unico della Finanza. Ma non si
fermerà qui. Il monitoraggio del titolo fa ormai parte dell'attività quotidiana
della Commissione. E vigilare sulle dichiarazioni che possono compromettere
"la parità informativa" sul mercato rimarrà tra le priorità degli
uffici di Cardia. Che valuteranno fino in fondo, nei prossimi giorni "il
rispetto delle regole su Alitalia", al pari di
tutte le società quotate.
( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Na cordata italiana
pronta, a suo dire, a scendere in campo per affiancarsi e contrastare Air
France per l'acquisizione della compagnia di bandiera italiana, ora arriva
l'affondo veltroniano sulle pensioni con la proposta di aumenti subito, fino a
400 euro per chi ha un reddito inferiore ai 25 mila euro l'anno. Insomma a tre
settimane circa dal voto, la campagna elettorale entra nel vivo dei problemi
prendendo di petto due nodi strategici: la capacità industriale del sistema-Paese
e il peso del carovita, soprattutto per le fasce più deboli. E' un bene, e va
salutato con favore anche il fatto che le promesse e gli impegni non siano di
stampo miracolistico ma cerchino di stare dentro le compatibilità di una
difficile situazione congiunturale. Tuttavia tutto questo non basta ad
allontanare il sospetto che i partiti, e segnatamente i due maggiori, siano
alla ricerca - a tratti parossistica - del colpo ad effetto, capace di
solleticare l'immaginario collettivo dell'elettorato, in particolare in quel
settore fondamentale che sono gli incerti, pari ad un terzo circa degli aventi
diritto al voto. E' normale che le forze politiche puntino alla mobilitazione
dell'elettorato nelle fasi finali che precedono l'apertura delle urne. E infatti
mentre Veltroni sciorinava le sue cifre, pronta è arrivata la replica del
Cavaliere in favore dell'adeguamento delle pensioni al costo della vita. Il
punto vero, ovviamente, è quello della credibilità. Per questo è significativo
non tanto il fatto che Fini reclami che le pensioni il governo di centro-destra
le abbia aumentate "per davvero", quanto il confronto che nasce su
dove trovare i soldi. Così mentre Rosi Bindi denuncia che Berlusconi "non
sa di cosa parla" perché non indica come sostenere finanziariamente la sua
idea, Emma Bonino sostiene una cosa simile ma per il verso opposto: bene
Veltroni a patto che ci sia la copertura, perchè non si può aumentare il debito
pubblico. Fiducia con tante ombre bipartisan, dunque: proprio quelle che i
cittadini vorrebbero veder fugate.
( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
NINO BERTOLONI MELI
dal nostro inviato PALERMO Sbarca in Sicilia col cappotto, Walter Veltroni, e
già a Trapanì (volo privato da Ciampino, niente Alitalia) lo usa come una corazza per andare lancia in resta contro il
Pdl e la destra. Per la prima volta da quando è in campagna elettorale, il
leader del Pd abbandona il guanto di velluto e lo schema del "confronto
civile tra avversari" e veste i panni del grintoso attaccante di mischia.
"Basta con il cuffarismo", è una delle frasi più gettonate e
applaudite. Ai cantieri navali trapanesi, in una città che fa finta di non
accorgersi del pullman, dopo una ragazza che apre il comizio dandogli del lei
("caro Walter, faccia qualcosa per non far più emigrare tanti
giovani"), il leader del Pd lancia il primo affondo contro la destra:
"Questa classe dirigente affarista e sperperatrice dovrà rendere conto del
suo operato disastroso. Dobbiamo liberarci di questa cappa di piombo che
incombe sulla Sicilia". Ma è a Palermo, in una piazza Verdi con cinquemila
persone davanti al teatro Massimo, che Veltroni porta l'affondo più acuminato.
"La destra ha fatto male alla Sicilia", urla tra gli applausi. E
sciorina un carniere di malefatte, con dati e numeri, da brivido. La Sicilia,
informa Veltroni, "è agli ultimi posti in tutte le classifiche
sociali", sicché se l'occupazione in Italia è al 58,7 per cento,
nell'isola è al 44,6; la disoccupazione a sua volta è al 13 mentre nel
"Continente" è al 6,1; le donne disoccupate sono il 17,3 mentre in
Italia sono il 7,9; le imprese in Sicilia ammontano a 270 mila su un totale di
4 milioni 371 mila (nel Mezzogiorno un milione 221 mila); pil per abitante, 16
mila euro nell'isola contro 25 mila nel Paese. Conclusione: "Chi ha
governato tutti questi anni, chi mangia cannoli deve rendere conto di tutto
questo sfascio". Sul palco, unica ad avere accesso, c'è Anna Finocchiaro
l'anti-Lombardo, che Veltroni indica alla pubblica ammirazione. Anna la
catanese riesce ad accendere l'animo dei corregionali e batte e ribatte sul
tasto delle "classi dirigenti siciliane vera calamità da estirpare, e con
l'arma del voto potete farlo". Giù dal palco confuso con tanti altri
notabili, ex e aspiranti (si vedono Lumia, D'Antoni, Carra, Colajanni), c'è
Beppe Fioroni da Viterbo ora proconsole in Sicilia dove è capolista. Dice il
ministro uscente dell'Istruzione: "Qui puntiamo al 38 per cento. Troppo?
No, sinistra alternativa e Di Pietro nell'isola non passano la soglia e molti
loro voti verranno a noi. E poi non ci sono i radicali". Fioroni ha
organizzato una cena elettorale ad Agrigento di ex Margheriti e centristi,
Cardinale e Cusumano tra gli altri, ma Veltroni non c'è andato. L'attacco del
leader Pd alla destra continua. Dal palco palermitano su Cosa nostra piomba
l'anatema: "I mafiosi sono vigliacchi, mascalzoni, bande di assassini che
arrivano a sciogliere bambini nell'acido, la mafia è la vera rovina di questa
terra". E torna a martellare sul Pdl e su Lombardo, spiegando in sostanza
che se un siciliano vota Mpa si ritrova Bossi in casa e degli stranieri al
governo se quelli vincessero, visto che "l'ultima furbizia" del
Cavaliere è stata di allearsi con la Lega al Nord e con l'Mpa al Sud, "ma
chi vota Pdl si ritrova a votare i sostenitori di "forza Etna", ve li
ricordate, quelli che tifavano per l'eruzione del vulcano". E Berlusconi?
"Continua a rifiutare il confronto in tv, ma non rinuncia ad attaccarci
sulle sue televisioni, tutto questo non è normale".
( da "Liberazione" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pensioni, la
campagna del piddì assomiglia tanto a quella della destra Una sortita ad uso e
consumo delle tv in "berlusca style" Stefano Bocconetti Piazzale Flaminio,
Roma. E' già quasi centro - il piazzale in realtà è solo un'enorma fermata di
bus e metropolitana - separato da piazza del Popolo da un'antica porta. E'
vicinissimo al centro ma ancora non lo è. Nè negozi, nè insegne, solo pizzerie
take-away. A piazzale Flaminio ci si passa, non ci si ferma. Lo shopping è là,
appena dopo il semaforo pedonale, ma nessuno qui sembra avere nulla a che fare
con quelle insegne. Facce stanche, tutto di corsa. Lavoro, o bambini, o scuola.
Alle due e mezza del pomeriggio nella stazione del metrò già distribuiscono
un'edizione serale della free-press. Quei giornali gratuiti che ti accompagnano
negli spostamenti urbani. Ieri, uno di questi giornali titolava:
"Veltroni, aumenterò subito le pensioni". Un signore, nè malandato,
nè benestante, probabilmente non ancora in pensione ma non lontanissimo, prende
il giornale dalla bacheca. E dice, commentando il titolo: "Ci vorrebbe una
campagna elettorale ogni sei mesi". Per lui non cambierà nulla, lo sa, si
intuisce dal tono di voce che lo sa. E probabilmente per lui non è cambiato
nulla neanche in questo anno e mezzo di governo Prodi. Per lui tutto resterà
com'è però è bello crederci, far finta di crederci. Perché in appena tre
settimane - da quando è partita l'ultima campagna elettorale - ha già
"incassato" tutto quel che gli potrebbe servire: l'eliminazione
dell'Ici dalla prima casa, la fine della precarietà per il figlio - o per il
nipote, chissà? - l'aumento delle pensioni. L'Ici, le pensioni e magari pure i
mille euro al mese per chi fa lavori saltuari. Tutti nella stessa categoria. La
prima l'ha proposta Berlusconi, la terza Veltroni. La seconda - con sfumature
diverse - sia l'uno che l'altro. E poi bonus casa, bonus per i libri di testo.
Tutti nella stessa categoria. Perché la sortita di Veltroni - l'ultima, questa
sulle pensioni - racconta di uno stile, di uno stile politico molto, molto più
di tanti discorsi, di tante analisi. Rivela - come del resto fa esplicitamente
uno dei tanti quotidiani compiacenti col piddì - che lo staff dei democratici
si è accorto che dopo i fuochi d'arttificio d'inizio campagna, la risalita di
Veltroni mostra il passo. Per la vicenda Alitalia, certo. Dove per l'ennesima volta il candidato premier ha
provato a dimenticarsi di Prodi ma non ha potuto spingersi fino al punto di
ignorare del tutto le posizioni dei ministri in carica, dei suoi colleghi di
partito. Tutti capilista del piddì e tutti filo-francesi, nella vicenda che
riguarda la compagnia di bandiera. C'è la querelle Alitalia,
allora, ma non solo. Probabilmente c'è di più: s'è affievolita l'idea secondo
cui Veltroni sarebbe riuscito laddove non c'era riuscito nessun altro. Superare
Berlusconi sul suo stesso terreno. Con l'immagine di chi incarna il bisogno di
un paese pacificato, con l'immagine di chi "pensa positivo"
nonostante tutto. Con l'immagine di chi sostituisce la dicotomia
destra-sinistra con quella, assai più vendibile, del "vecchio-nuovo".
Con l'immagine. In un crescendo di slogan e foto che sarebbe dovuto culminare
nel confronto tv. La sede per il confronto decisivo. Ma è bastato che la sua
controparte - un po' rivale, un po' accondiscendente -, è bastato insomma che
Berlusconi si sottraesse al confronto tv per mandare in aria tutto il castello
costruito dallo staff del loft. Bisognava correre ai ripari, allora. Ma anche
qui non si è riusciti a pensare a qualcosa di diverso. Ci si è fatti aiutare,
insomma, di nuovo dal berlusconismo. Dal berlusconismo prima maniera. Quello di
fine campagna elettorale del 2006, quando nell'unico faccia a faccia televisivo
con Prodi tirò fuori dal cappello la proposta di abolizione dell'Ici. Proposta
non nuovissima, che addirittura - ovviamente in modo più selettivo: riferita
solo alla prima casa e con tante compensazioni ai Comuni - aveva addirittura
fatto parte del bagaglio programmatico della sinistra. Ma quella volta,
Berlusconi la vendette come una chicca. Tutti lo ricordano: sostenuto, ben
sostenuto da Bruno Vespa, il leader della destra si fermò. Fece una pausa e
aggiunse: "Sì, avete capito bene: abolizione dell'Ici". Nel suo
programma non c'era nulla che lo anticipasse, non c'era nulla che spiegasse
come lo avrebbe realizzato. Ma non contava. Così come oggi, per Veltroni, non
conta quel che è accaduto fino a ieri. No conta che il suo piddì abbia fatto la
voce grossa contro ogni tentativo di redistribuzione. Contro ogni misura a
sostegno dei redditi e delle pensioni. Non conta che il suo partito - forse è
arrivato il momento di dirlo - ha scelto la via della crisi quando si è trovata
di fronte la resistenza della sinistra ad approvare l'accordo sul welfare e
pensioni. Quell'intesa - quella brutta intesa - che ha sostituito lo
"scalone" di Marroni con gli "scalini". Meno traumatici ma
sempre peggiorativi rispetto alle attese dei pensionati. Dei tanti che avevano
votato l'Unione. Tutto questo non conta. Vale la frase, l'indicazione. Vale la
boutade. Che anche se corredata da schede e numeri resta una boutade.
Improbabile, anche se c'è il plauso della Cgil. Improbabile come si intuisce
leggendo proprio il commento del segretario della Cgil. Che dice sì all'idea di
Veltroni ma poi è costretto ad aggiungere che la strada dovrebbe essere quella,
per far crescere non solo le pensioni ma anche i redditi da lavoro. La strada
dovrebbe essere quella e non la "detassazione degli straordinari",
come hanno proposto fino ad ora Veltroni, Calearo, Berlusconi, Montezemolo,
Casini. Comunque sia, Epifani è rimasto uno dei pochi ancora con la voglia di
interloquire sul programma del piddì. Sul programma dei due partiti che stanno
provando ad occupare tutta la scena. E' rimasto uno dei pochi a credere che si
possa cambiare il segno di quelle due campagne elettorali. Gli altri, come quel
signore del metrò, sa bene che in questi anni, in questi mesi s'è affermata una
cultura neocorporativa. Che accuma i due partiti. Dove il programma - se c'è -
è solo la somma delle richieste "tirate fuori" per soddisfare, per
strizzare l'occhio ai propri elettori. Il "blocco sociale di
riferimento", che è lo stesso per tutti e due i partiti, peserà. Ma solo
dopo il voto. Oggi si mette insieme quel che serve, si mettono insieme le
aspirazioni di chiunque voti. E' il trionfo del berlusconismo. Del
berlusconismo prima maniera, quello del 95 e poi del 2001. Oggi il leader della
destra sembra addirittura non averne più bisogno. E' forte, è in sintonia con
quella miriade di micro-egosimi che nessuno è stato in grado di contrastare.
Vincerà, lo sa, e può permettersi di non giocare più. Il suo programma l'hanno
scritto in quarto d'ora, nessuno - nè lui, nè Fini nè le seconde fila - lo cita
mai. Può permettersi il lusso di fare gaffe - quella con la precaria:
"Sposa mio figlio" -, può permettersi il lusso di inventarsi cordate
- che vedono sempre protagonisti i suoi figli -, può permettersi il lusso di
giocare allo statista e al suo contrario. Può parlare di "tempi diffiili
che ci aspettano", sulla scia delle recessione americana ma può
paralizzare un'intrigata tratttativa fra colossi. Magari solo per far tornare
sulla scena il buon, vecchio Prodi. Che messo alle strette sul caso Alitalia non trova nulla di meglio che prendersela coi
sindacati. Svelando perché l'Unione era già finita tanto prima che Mastella
compisse le sue scelte. Fa tutto questo Berlusconi ma non asseconda ogni
richiesta. Semplicemente perché non ha bisogno di farlo. Non ha più bisogno di
farlo. Chi invece è approdato a quell'idea della politica ora è Veltroni. Chi
lo conosce dice che quella è stata sempre stata la sua filosofia. Ma un conto è
proporla agli amministrati di un Comune, un conto ad un intero paese. E non è
finita. Perché a giorni scatterà il divieto di diffondere i dati sui sondaggi.
Anche ieri due "colonnelli" - Bondi per Berlusconi, Fioroni per
Veltroni - hanno fatto finta di scontrarsi sulle pensioni, accusandosi reciprocamente
di aver copiato le idee degli altri. Ma poi hanno discusso solo sulle
previsioni di voto. "Vinco io", "no, vinco io". Fra poco,
come prevede la legge, i sondaggi spariranno dalla scena. E resteranno solo le
loro boutade. Quella di chi ha massacrato i pensionati con lo
"scalone", quelle di chi si è opposto all'eliminazione di quello
"scalone". Facendo finta che prima non ci sia stato nulla. Un po'
come fece Schroeder all'ultima campagna elettorale in Germania. Sapendo di
perdere, il leader socialdemocratico impostò una campagna come se fosse stato
all'opposizione. Lui che aveva smantellato lo Stato sociale, si propose come
difensore del welfare. Qualcosa racimolò ma tanto tutto era già scritto:
socialdemocratici e destra avrebbero governato insieme. Lui qualcosa racimolò.
Anche se c'è da dire che Schroeder non assomiglia per nulla a Berlusconi. Ma
neanche a Veltroni. 26/03/2008.
( da "Liberazione" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Ieri aperture
"troppo timide". Spinetta: "Giovedì nuova proposta". Il
Tesoro: la scadenza è il 31 marzo Alitalia, la
fermezza dei sindacati convince Air France a trattare Roberto Farneti Sarà
meglio che Romano Prodi si ricreda. Se la vendita di Alitalia ad Air
France non si concluderà con una Caporetto per il paese, il merito non sarà
certo dell'incapacità di negoziare dimostrata dal nostro presidente del
Consiglio uscente, bensì della coerenza dei sindacati. E' grazie alla
fermezza di questi ultimi, manifestata anche nella giornata di ieri, nel
rifiutare il ricatto del "prendere o lasciare" rispetto a un piano
che prevede l'espulsione di 8mila lavoratori, che il colosso franco-olandese
sembra adesso essersi convinto ad aprire una trattativa vera, con proposte
nuove, meno traumatiche, da discutere con tempi necessariamente più lunghi
rispetto alla scadenza del 31 marzo fissata in precedenza dal cda dell'Alitalia. Scadenza che, invece, il ministro dell'Economia,
Tommaso Padoa Schioppa, fa sapere di voler mantenere, dimostrandosi "più
realista del re" e facendo infuriare i sindacati. "Padoa Schioppa
deve smetterla con i ricatti nei confronti dei lavoratori. Se la trattativa
dovesse fallire a causa di questo atteggiamento incomprensibile, il Tesoro se
ne assumerà tutte le responsabilità davanti al paese", avverte Paolo Maras
di Sdl. Ieri alcune centinaia di lavoratori dell'Alitalia
hanno dato vita a un presidio davanti alla sede della compagnia alla Magliana,
in concomitanza con la riapertura del negoziato. Per ora alle nove sigle
sindacali del settore non resta che verificare la reale consistenza delle
aperture, per ora solo annunciate, dal numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril
Spinetta. Il nuovo documento sarà presentato già giovedì sera, dopo la riunione
del consiglio di amministrazione del gruppo franco-olandese, come base per
aprire una trattativa sui singoli temi al centro del confronto. A cominciare
dalla possibilità di comprendere nel perimetro dell'offerta tutte le attività
di Az Servizi svolte a Roma-Fiumicino, allargando così il numero di lavoratori
e di servizi che passerebbero direttamente nel nuovo gruppo Air France-Klm-Alitalia. Poco prima, parlando del numero degli esuberi dei
piloti, Spinetta aveva offerto la possibilità di un trasferimento alle dirette
dipendenze di Air France per 60 piloti l'anno nel triennio 2008-2010. Una
soluzione per alleggerire l'impatto sul numero degli esuberi dello stop alle attività
cargo previsto dal 2010. Un passo in avanti ancora "troppo timido", a
giudizio dei sindacati. La nuova proposta di Air France dovrebbe invece aprire
la strada a trattative mirate per raggiungere con i sindacati accordi categoria
per categoria. Nel caso di Az Fly, significa accordi distinti con piloti,
assistenti di volo e personale di terra. Per le attività deconsolidate sotto Az
Servizi, solo in parte comprese nel perimetro dell'offerta di Air France-Klm,
Spinetta prevede accordi separati per i settori dell'handling aeroportuale e
della manutenzione. "Non lasceremo nessuno per strada", promette il
numero uno di Air France. Si vedrà. Le posizioni, al momento, restano distanti.
In ogni caso c'è uno spiraglio che si apre. Piccolo, ma comunque più concreto
della nuova cordata italiana annunciata da Silvio Berlusconi, ferma nel libro
dei sogni della campagna elettorale. "Per Alitalia
dopo tante trattative nell'ombra c'è ora lo spazio per una trattativa vera, che
entri finalmente nel merito delle questioni, fatti cadere gli astrusi termini
del 31 marzo", commenta il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo
Ferrero, che sfida Berlusconi a "uscire dalla dinamica elettorale",
rendendo pubblica la sua proposta. "Se davvero esiste una cordata di
aziende italiane interessate è questo il momento per il confronto e per
misurare le diverse proposte", osserva Ferrero. Da "Porta a
Porta", il candidato premier della Sinistra Arcobaleno, Fausto Bertinotti,
fissa i due aspetti dai quali non si può derogare: occupazione e politica di
bandiera. Per questo, aggiunge, è "inaccettabile" il progetto
dell'Air France. Intanto Alitalia riprende a volare a
Piazza Affari. I titoli della compagnia ieri hanno guadagnato il 32,35% a
0,4578 euro, dopo aver aperto le contrattazioni in ritardo, perchè non
riuscivano a fare prezzo per eccesso di rialzo. Una speculazione tutta giocata
sulla scommessa della presentazione di una offerta italiana alternativa a
quella di Air France. 26/03/2008.
( da "Tempo, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Parenti
serpenti Ecco come ho vinto la voglia di non votare In vista del 13 aprile,
oltre che da Veltroni, come vi ho confessato un'altra volta, sono stato per un
po' tentato dal rifiuto di votare. L'astensione potrebbe servire - mi sono
detto - a contestare la pratica odiosa di un Parlamento eletto solo a parole,
in realtà nominato dalle segreterie dei partiti con il sistema delle liste
bloccate, senza preferenze. Ma come lo sconcertante apparentamento elettorale
con Di Pietro mi ha fatto passare l'idea di incoraggiare Veltroni sulla pur
apprezzabile strada della rottura con la sinistra massimalista, così gli
appelli di Beppe Grillo a non votare mi hanno fatto passare la voglia di
tenermi lontano dalle urne. Il grillismo fa purtroppo rima, consapevole e
compiaciuta, con il giustizialismo. Non a caso il comico genovese risparmia un
solo uomo nei furibondi attacchi ai politici. è Di Pietro, della cui
ammirazione è ricambiato, come ha potuto rilevare il pubblico vedendo il volto
estasiato e divertito del ministro in un salotto televisivo, di cui era ospite,
mentre venivano riproposte certe esibizioni di Grillo registrate in piazza. Se
l'astensionismo può portare acqua a questo tipo di mulino, è meglio votare,
magari alla maniera raccomandata dal migliore Montanelli, cioè turandosi il
naso. A proposito di Di Pietro, è significativa l'ultima occasione che ha colto a volo per riproporsi nelle vesti di sostituto
procuratore della Repubblica, pur abbandonate tanti anni fa: le polemiche su Alitalia. Egli ha accusato Berlusconi di insider trading per via della
cordata nazionale di imprenditori sollecitata, anche con la partecipazione dei
figli, per contendere ad Air France l'acquisto della malandata compagnia di
bandiera italiana. Il responsabile economico del partito di Veltroni ha
dovuto affrettarsi a esprimere il proprio dissenso da Di Pietro dicendo che la
sua accusa non gli sembra "un'ipotesi realistica, per come conosco io il
reato", ha precisato il senatore Morando. Non vorrei che a questo punto il
ministro, già contrariato per le resistenze emerse tra gli alleati all'ipotesi
di una sua nomina a guardasigilli nel caso pur assai improbabile di una
vittoria elettorale, contestasse il reato di complicità con Berlusconi al
povero Morando, al pari dei sindacalisti e degli uomini politici di sinistra,
come Bertinotti, che hanno mostrato interesse per la posizione assunta dal
cavaliere. Mi chiedo come Veltroni possa ancora sperare in una sconfitta quanto
meno consolante dopo essersi apparentato elettoralmente con Di Pietro. Che
confonde argomenti politici e giudiziari, riuscendo peraltro ad ammanettare
nella foga oratoria la lingua italiana, qualche volta anche simpaticamente.
Rischiano con lui pure i Vangeli, visto che è riuscito ad attribuire a Gesù non
12 ma 13 apostoli.
( da "Tempo, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Air
France-Klm rassicura i sindacati: domani nuova proposta Alitalia, rilancio francese "Nessun lavoratore di Alitalia sarà lasciato per strada e sarà disegnata una soluzione appropriata
per ciascuno dei 2.100 esuberi previsti dal piano". Il presidente di Air
France-Klm, Jean Cyril Spinetta, incontro con le nove sigle sindacali di Alitalia e annuncia che è pronto a rivedere le linee guida dell'accordo
quadro. Domani la nuova proposta francese da sottoporre ai sindacati. E in
Borsa il titolo Alitalia guadagna oltre il 28%.
Caleri, Lombardo e Usai alle pag. 4 e 5.
( da "Tempo, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Presidente
partiamo dalla campagna elettorale. Cosa ha ... Presidente partiamo dalla
campagna elettorale. Cosa ha prodotto fino ad oggi? Io dico che il voto nel Lazio,
e in altre regioni come il Molise e l'Abruzzo, faranno la differenza. Noi
facciamo appello al voto utile che è quello dato con coscienza, dato per valori
e per un'Italia condivisa. Abbiamo detto per anni che il bipolarismo realizzava
delle grandi armate capaci di vincere le elezioni e non in grado di governare
il giorno dopo. Oggi c'è lo stesso problema. Mettere assieme radicali e
cattolici, l'operaio della Thyssen e il presidente della Federmeccanica, o
mettere assieme la Mussolini e Fini, Ciarrapico e Giovanardi, non credo sia un
modo che consentirà di dar vita a un programma di governo omogeneo. Noi abbiamo
fatto una scelta diversa: riteniamo che il voto utile sia quello che crea una
differenza. Le previsioni sono a favore del Pdl per quanto concerne la Camera.
Al Senato il risultato è più incerto e chi vincerà le elezioni potrebbe aver
bisogno di un sostegno "esterno". Vi alleerete con qualcuno? Le
alleanze si fanno prima del voto. Berlusconi davanti alla nostra proposta di
metterci insieme, non riconoscendo all'Udc il ruolo ottenuto dalla Lega, ha
dato una risposta che implicitamente diceva: "Siamo autosufficienti".
Sarebbe mancare di rispetto a lui, e ai nostri elettori, dire che alleanze
impossibili prima del voto sono possibili dopo. In questo senso siamo
alternativi politicamente al Pdl e ideologicamente al Pd, perché non riteniamo
compatibile la tradizione democratico-cristiana con l'appartenenza alle forze
del socialismo europeo. è chiaro che sconti non possiamo farne a nessuno,
altrimenti si accetta un trasformismo post-elettorale. E non so se tutti quelli
che oggi sono candidati nel Pdl possono sostenere la stessa fedeltà alle
alleanze prese in passato. Ma un accordo con Berlusconi è possibile? La
risposta a un'alleanza con Berlusconi, in termini di voto di fiducia, è
semplice: no. Naturalmente, per i programmi che Berlusconi porterà in
Parlamento, penso alle liberalizzazioni, noi non avremo nessuna difficoltà a
votare. Insomma, non saremo un'opposizione sfascista, ma moderata. Se
Berlusconi, per esempio, riproponesse la legge obiettivo che toglie i diritti
di veto agli enti locali rispetto a infrastrutture di utilità nazionale di cui
c'è bisogno, non avremo difficoltà a votare. Saremo un'opposizione pragmatica,
i nostri valori faranno la differenza. Lavoreremo per difendere la legge sulla
fecondazione assistita, un'idea di famiglia che non sia quella spagnola. La
telefonata tra lei e Gianni Letta. Cosa vi siete detti? Non ho niente da
aggiungere a quello che Gianfranco Fini ha ricordato nel forum de Il Tempo.
Dico solo che io a casa mia non tratterei così neanche una donna di servizio, e
per fortuna che con me non l'hanno mai fatto. Perché la prima volta che è
successo è stata l'ultima. Insomma, ci voleva un po' più di stile da parte del
Cavaliere? No, perché alla fine il problema era la sostanza. Infatti, debbo
dire la verità, le affermazioni che Berlusconi ha fatto successivamente, quelle
in cui ha spiegato che io non gli ho consentito mai di governare, sono state
positive perché hanno dimostrato come da parte sua ci sia stata una totale
insofferenza. Diciamo che per quel minimo di vigliaccheria che l'uomo politico
ha in certe circostanze, forse avevo bisogno proprio di una spinta forte. C'è
stata e mi ha fatto capire che la condizione per rimanere in una coalizione di
centrodestra era la mia umiliazione politica. Poiché nessun incarico
ministeriale mi può far accettare l'idea di essere umiliato politicamente, ho
trovato la forza per fare quello che sto facendo oggi. E devo dire che ciò mi
ha suscitato crescente passione. Un dato: a fronte degli abbandoni di pezzi di
classe dirigente dell'Udc che vengono cooptati dal Pdl (la carne è debole e li
capisco...), crescono i sondaggi per noi, quindi qualcosa non torna. Dove
prenderete più consensi? In Forza Italia? Dagli ex elettori democristiani? La
maggior parte del bacino di utenza è rappresentato dagli elettori di Forza
Italia che non se la sentono di avallare la trasformazione di un centrodestra
in una destra populista. Poi c'è un bacino di elettori cattolici di
centrosinistra che hanno visto che c'era più spazio nel Pd per i radicali che
per i loro valori. Molti, invece, sono anche i delusi del governo Prodi. Stiamo
guadagnando un elettorato a 360 gradi. C'è un progetto di creazione di un
grande centro alternativo? Sono convinto che senza un centro moderato in Italia
non si governa. Si possono vincere le elezioni, ma non si governa il Paese.
Alla lunga prevalgono le pulsioni radicali da una parte e leghiste dall'altra.
La scelta di Berlusconi mette la Lega in una condizione di dare le carte. E non
credo che questo piaccia tanto. Segnali dall'altra sponda del Tevere? Nessun
segnale. Abbiamo tanti cattolici che condividono la nostra battaglia politica,
ma quando sento Berlusconi che dice che il Vaticano lo aiuta non credo che
siano molto contenti nel sentirsi considerati un organismo collaterale a una
formazione politica. Noi non vogliamo strumentalizzare nessuno. Contrariamente
ai due partiti maggiori crediamo che le questioni etiche debbano entrare in campagna
elettorale perché riguardano la vita e la morte delle persone. Noi sulla
fecondazione assistita votiamo, sul divorzio votiamo, sull'aborto votiamo, su
tutte queste questioni si è votato in passato, si vota oggi e si voterà domani.
Temi come questi dovrebbero restare fuori dagli schieramenti? No. Sono problemi
che riguardano il futuro degli uomini e delle donne di questo Paese. In
Parlamento bisogna votare su questi temi. Ci sono partiti che non possono
esprimersi perché hanno idee troppo diverse al loro interno e altri partiti che
possono farlo: noi siamo tra questi. Vi sentite più rappresentativi di altri
rispetto ai valori cattolici? Sì, qui non si tratta di esibizionismo religioso,
ma di difendere l'identità cristiana del Paese, cosa che noi facciamo più di
altri. Riteniamo che la difesa dell'identità cristiana dell'Italia sia una
questione civile e politica. Perché siamo in un mondo globalizzato, dove
arrivano tanti extracomunitari. Vogliamo accoglierli come fratelli e dare loro
un'opportunità, ma dobbiamo essere chiari su chi siamo noi, da dove veniamo,
dove vogliamo andare, quale tradizione, regole e storia abbiamo da difendere.
Per cui l'identità cristiana, che oggi è profondamente connessa con l'identità
dell'Occidente, è il presupposto per dialogare efficacemente con gli altri.
Altrimenti ci sarà un cedimento culturale alle ragioni altrui. I voti di
Mastella che fine fanno? Bisognerebbe chiederlo ai votanti. Io debbo dire la
verità, penso che molti voteranno per noi, molti per il Pd e alcuni per il Pdl.
Per noi può essere un bacino interessante, ma in questo momento io ho rispetto
per Mastella, per la situazione che sta vivendo, anche familiare. L'ho difeso
in Parlamento sostenendo che è una persona per bene e lo faccio anche oggi.
Però la mia storia e la sua sono diverse. Difetti e pregi di Berlusconi. Il
pregio: è una persona simpatica e accattivante. Di difetti ne ha tanti come me.
Quello che non sopporta? Lo sanno tutti. Ogni tanto è un po' bugiardo. Ma devo
dire che non c'è una questione personale nei confronti di Berlusconi. Io verso
di lui ho sentimenti di simpatia e di affetto. C'è una diversa visione
politica, ma da tempo. Lei dice di essersi staccato dal centrodestra di
Berlusconi. Ma in molte amministrazioni locali governate ancora insieme. La sua
è una convinzione che vale solo per il governo nazionale? Che la Lega sia
presente in alcune aree del Paese è un fatto e loro non ne hanno colpe. Noi non
intendiamo affatto smantellare le alleanze dove ci sono i nostri uomini, se le
alleanze funzionano bene. Intendiamo farle in base a una scelta molto
pragmatica. Così faremo a Roma e da altre parti. Quando un elettore di Roma
vede che ci sono due candidati come Baccini e Ciocchetti espressione della
stessa area politica fino a qualche mese fa, viene da chiedersi: tutti questi
meccanismi di litigio non sono un po' superati? Sono totalmente d'accordo. A
livello nazionale abbiamo superato queste difficoltà, purtroppo non sono state
superate a livello romano e questo è un handicap. Ma cosa è successo veramente
con la Rosa Bianca? Siete una federazione? Cosa siete? è importante che ci sia
una lista unica ed è importante che ci sia una unione stretta e in sintonia con
personalità nuove. Ne cito due: Pezzotta e De Mita. Alcuni contestano Ciriaco
perché anziano, ma è espressione di una storia cattolica democratica che non ha
avuto spazio e che è entrata in rotta di collisione col Pd. Faremo una
costituente di centro e daremo vita a un partito che parta dal basso. In
Sicilia è stato deciso di dare un bonus a tutti i dipendenti prelevandolo da un
fondo previsto per incentivare la produttività dell'amministrazione. Perché
prima e non dopo il voto? Non sono informato di questo bonus ma non ho
difficoltà a dire che se le cose stanno così è stata un'occasione persa più che
indovinata. Oggi dobbiamo valorizzare il merito, ma a volte ci improvvisiamo
statalisti e liberisti a giorni alterni. Bertinotti e Berlusconi parlano molto
di Alitalia e sono in grande sintonia per la cordata
italiana: anche questo è eloquente. Credo che oggi l'Italia non abbia bisogno
di protezionismi e di dazi doganali, l'Italia ha bisogno di più concorrenza,
più liberalizzazioni e più mercato. Questo è il mio punto di riferimento. Alitalia, appunto. Era il caso di farlo diventare un caso elettorale?
Nella vicenda Alitalia c'è stato il primo elemento negativo che è il caso Malpensa: ha
portato alla compagnia oneri aggiuntivi rispetto al suo naturale hub di
Fiumicino. Ora è una compagnia che non sta sul mercato. Mi meraviglio
che da Roma ci sia poca reazione quando i dati sono così imbarazzanti. Né
Berlusconi né Veltroni hanno il coraggio di spiegare che è stata una scelta
sbagliata. Oggi Malpensa deve trovare una sua identità. La cordata italiana?
Ben venga, ma se non si è evidenziata il dubbio che in campagna elettorale
tutto venga strumentalizzato viene. Ma i problemi di Alitalia
non nascono oggi. Certo, c'è stata una politica del rinvio che in Italia
coincide con la politica dei "no". è quella che ha interrotto la modernizzazione
del Paese. Oggi non c'è futuro, c'è una crisi di responsabilità, di doveri, di
merito, di autorità. Lei sta facendo una battaglia per riportare il nucleare in
Italia. Crede sia una soluzione possibile? Ormai siamo a un punto di svolta.
Chiunque vincerà dovrà fare queste cose. A proposito di fare. Se vincesse lei,
quali cose bisognerebbe fare subito? Le deduzioni familiari, perché io
piuttosto che abbassare le aliquote Irpef e tutti i redditi farei una politica
di riduzioni pesante per le famiglie. Seconda cosa l'energia. Terza: la
liberalizzazione dei servizi pubblici locali, perché sono convinto che se
aumentano le tariffe di gas, acqua e luce è perché c'è un monopolio dei servizi
pubblici locali. La gestione deve essere messa in concorrenza. E il quoziente
familiare? No, perché significherebbe rivoluzionare il sistema fiscale italiano
e ci vorrebbero venti anni per farlo. In termini teorici sono d'accordo, ma
abbiamo scelto una via tempestiva e realistica. Varchiamo un attimo i confini.
Quattromila morti americani nella guerra in Iraq. Tornando al 2003 rimanderebbe
lì i soldati italiani? Nel 2003 sì perché è stata una missione militare di
pace. Con la stessa franchezza non rimanderei i militari oggi. Tra i tre
candidati alle presidenziali americane chi sceglie? Non Obama. Perché non credo
agli spot al potere. Si spieghi meglio è un candidato meno preparato degli
altri per affrontare questioni complesse come quelle della società americana.
Ha fatto una grandissima campagna mediatica, ma non può governare il pianeta.
Sosterrebbe il boicottaggio delle Olimpiadi? Boicottaggio dei politici sì. Meno
vetrina e olimpiadi con gli atleti senza le rappresentanze politiche e
istituzionali. E la posizione italiana nei confronti della Cina? Ritenere che
si possa fare una politica di boicottaggio della Cina è irrealistico. Ma le
Olimpiadi si sapeva da tempo dove le organizzavano, non è che ce ne siamo
accorti oggi. Darebbe il via libera a un incontro televisivo tra Veltroni e
Berlusconi? Il comportamento del Pd è la più grande vergogna di questa campagna
elettorale. Rinnegando le sue battaglie ideali sulla par condicio oggi propone
la spartizione a due della par condicio. è il segno dell'autentico infortunio
di Veltroni, perché dimentica tutte le mitologie che ha proclamato in questi
anni solo perché ha la convenienza di uno scontro a due.
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Genova
Evento I ragazzi a confronto con la Pinotti I ragazzi del Pd, e non solo loro,
si incontrano a Palazzo Ducale, su iniziativa dell'associazione politica
"Emily", per discutere e fare proposte per l'ultima parte di campagna
elettorale. Il confronto è con Roberta Pinotti, capolista al Senato e con Anna
Castellano e Victor Rasetto. Michele sta facendo il dottorato in Economia, è
preoccupato perché, secondo le intenzioni di voto pubblicate da Repubblica, i
giovani come lui sono più propensi a votare Pdl. Rasetto spiega: "Nel
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Dal Popolo della
libertà Fini attacca "La realtà è che la sinistra ha alzato le imposte ai
pensionati" E' grande, è lunga piazza Verdi, i palermitani l'hanno
riempita per metà e ora che Walter Veltroni sta parlando di mafia i cinquemila
ascoltano con un silenzio speciale, un misto di timore e curiosità. E' come se
il leader del Pd volesse scuotere la platea raccolta all'ombra del teatro
Massimo: "Ora voglio dire qualcosa che resta: i mafiosi sono criminali,
assassini e vigliacchi, perché per sciogliere nell'acido i bambini bisogna
essere dei vigliacchi. Sì, degli assassini vigliacchi!". La gente applaude
ad una frase forte che è il punto di arrivo di un ragionamento crudo sui due
mali di cui soffre la Sicilia: la destra e la mafia. Urla Veltroni: "La
destra ha fatto male alla Sicilia" e poco dopo: "La mafia è la
principale nemica della Sicilia". Non c'è una connessione logica e
diretta, del tipo la destra rappresenta la mafia, ma il messaggio sembra
proprio quello. Ed è tanto più significativo questo passaggio così hard sulla
destra siciliana perché, proprio da qui, per la prima volta Veltroni ha
iniziato a cambiare toni e linguaggio nei confronti di Silvio Berlusconi. Dai
cantieri navali di Trapani (davanti a 400 persone) Veltroni ha paragonato
Berlusconi ad Achille Lauro. Alludendo alla vicenda dell'Alitalia, il
leader del Pd: "Sembra di essere tornati ai tempi nei quali prima delle
elezioni si prometteva la scarpa destra e poi, ad elezioni fatte, quella
sinistra...". E in piazza Verdi a Palermo, Veltroni picchia sulla
questione del match in tv col Cavaliere: "Sottrarsi al confronto
televisivo in una campagna elettorale così importante non accade in nessun
Paese del mondo e tantomeno non dovrebbe accadere nel nostro, dove si
usano le proprie televisioni per violare le regole del gioco". E
sull'articolo 41 bis, così "malvisto" dai boss mafiosi ma che per
motivi di garantismo di volta in volta ha trovato critici sia nel centro-destra
che all'estrema sinistra, Veltroni non usa chiaroscuri: "Noi siamo per
l'applicazione severa". E ancora: "La mafia decida per chi votare, ma
non voti per noi". E la candidata governatore Anna Finocchiaro è sulla
stessa sintonia: "La sanità pubblica siciliana è diventata la grande
lavanderia del denaro sporco della mafia!". Bordate non casuali. La prova
sta nel fatto che per la prima volta Veltroni ha omesso quello che era diventato
un refrain nei suoi precedenti settanta comizi: "Da me non sentirete mai
una frase di odio". Un passaggio, questo, che nei precedenti discorsi era
stato puntualmente accompagnato da battimani convintissimi e che probabilmente
tornerà anche nelle prossime, decisive esibizioni televisive. Ma un certo
incrudimento dei toni sembra indirettamente suggerito dai sondaggi che
continuano ad arrivare al Loft: quelli pubblici e quelli privati concordano nel
segnalare oramai da due settimane un vantaggio quasi immutabile dal Pdl di
Berlusconi. Quel che colpisce (e preoccupa) lo staff di Veltroni non è solo il
sostanziale stallo del Pd (seppure dopo una rimonta inizialmente spettacolare),
ma la "staticità" del monte-voti di Berlusconi. In altre parole, il
Pdl non solo tiene, ma soprattutto non ne cede al Pd. E quelli che passano da
una parte all'altra sono voti pesanti, voti che varrebbero doppio. Come fa
osservare il coordinatore della campagna veltroniana, Ermete Realacci, "la
nostra missione più che rubare elettori consolidati dall'altra parte, è
recuperare gli elettori incerti e per farlo, non criminalizzeremo Berlusconi
perché, tra l'altro gli consentiremmo di fare il richiamo della foresta".
E infatti Veltroni non ha attaccato frontalmente Berlusconi, che continua a definire
"il principale esponente dello schieramento avversario". Ma sta
prendendo le misure e sembra di capire che gli attacchi sono destinati ad
aumentare nel caso in cui la rimonta diventasse un'utopia. Perché a quel punto
l'imperativo del Pd diventerebbe uno solo: fare il pieno dei voti della propria
area.
( da "Secolo XIX, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
L'incontro su Alitalia Spinetta anticipa ai
sindacati qualche punto del nuovo piano che presenterà domani e offre di
assumere nel suo gruppo 180 piloti. Titolo sospeso, poi rialzo del 32% Roma. Si
dissolve l'idea della "cordata italiana" invocata da Silvio Berlusconi,
quindi in campo per l'acquisto dell'Alitalia resta
sempre e solo Air France. In vista del nuovo piano annunciato per
domani, i francesi ammorbidiscono le proposte e fanno concessioni sulla
questione degli esuberi: "Nessuno resterà per strada", garantisce
l'amministratore delegato Jean-Cyril Spinetta. Air France potrebbe assorbire
180 piloti dalla compagnia italiana. Questo però non basta ancora ai sindacati.
In Borsa picchiate e decolli: ieri il titolo è salito del 32%. G. Ferrari e
Lombardi >> 4 26/03/2008.
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Nata per ridurre
i costi di Alitalia, ha fallito il suo compito ma
adesso è la chiave di volta per mandare in porto la trattativa con i francesi
Az Service, una galassia da 800 milioni di fatturato LUCA IEZZI ROMA - Az
service, da esperimento fallito per ridurre i costi di Alitalia a svolta nella trattativa tra Alitalia e Air
France. Attiva da quasi tre anni (è nata nel maggio 2005) rimane un ircocervo,
una piccola galassia di società con poco meno di 800 milioni di fatturato e
7500 dipendenti. I lavoratori di Az Service si occupano di tutti gli stadi
della manutenzione degli aerei Alitalia con altre due società
controllate (Atitech, Ams) specializzate nei lavori in cabina e sui
motori. Alitalia Airport accoglie i passeggeri banchi
di accettazione dei vari aeroporti e gestisce l'handling dei bagagli. Infine, i
call center, prendono le prenotazioni e rintuzzano le lamentele. Agli occhi di
noi utenti sono indistinguibili dai veri lavoratori di Alitalia,
in tanti casi lavorano fianco a fianco con loro, ma formalmente lo sono solo a
"metà" . Il 49% della società è di Alitalia,
mentre la gestione è di Fintecna che al suo 49,4% aggiunge un 1,6% di usufrutto
legale ricevuto dalla Magliana. Il bilancio 2006 si è chiuso praticamente in
pareggio, per quello 2007 bisognerà aspettare quello della "non
capogruppo" Alitalia. Ma Az Service ha un cliente
principale, spesso unico, per cui basta guardare il bilancio 2007 del
presidente Maurizio Prato per capire che l'esternalizzazione di servizi a
terra, manutenzione e informatica e call center non ha prodotto sensibili
riduzioni di costi. Alitalia ha speso per i servizi
l'-1,4% in meno rispetto all'anno prima, ma i risparmi veri non sono arrivati
dalla riduzione del leasing sugli aerei. La manutenzione rimane una spesa alta,
ma più per l'eccessivo numero di modelli e l'età della flotta che non per il
costo del personale. Airport addirittura ha compensato il minor lavoro per Alitalia, da cui deriva ancora il 75% del fatturato,
aumentando le commesse dalle altre compagnie. L'ad di Az Service, Roberto
Renon, non ha certo operato con l'accetta: circa mille lavoratori in meno in
due anni soprattutto grazie alla cassa integrazione e al turn over naturale,
mentre i casi più spinosi, come il futuro della Atitech di Napoli seguiva il
ritmo, lento, delle vertenze in cui si parla molto di politica e poco
d'impresa. Air France ha prima pensato di seguire la strada di Cimoli che l'ha
inventata: lasciare quei lavoratori allo Stato, poi ha capito Az service non
conteneva solo rami secchi. Così le attività di terra, specie a Fiumicino, e
gran parte della manutenzione sono diventate la carta ideale per un rilancio
che potrebbe conquistare i sindacati.
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Meno
esuberi e garanzie per tutti Spinetta gioca la carta finale Ecco il nuovo piano
di Air France su piloti, hostess e personale di terra Il dossier Ma restano i
nodi Atitech e di parte di Az Servizi, superabili con un aiuto del governo Piacciono ai sindacati il no a diktat sulle date e le aperture
sullo scalo romano ETTORE LIVINI MILANO - Il nuovo piano di Air France per Alitalia arriverà sul tavolo dei sindacati solo domani sera. Le prime
aperture annunciate ieri da Parigi però lasciano già intravedere un cambio di
clima nei negoziati. L'obiettivo fissato dal gruppo transalpino ? "non
lasciare nessuno per strada" ? dovrebbe aiutare a scongelare i
rapporti con i lavoratori. Ma cosa è cambiato nella proposta di Air France? E
quali sono i nodi ancora da sciogliere? Ecco l'elenco dei passi avanti già
fatti e di quelli da fare. Il primo passo avanti è quello sulla scadenze. Il
termine del 31 marzo per le trattative era stato considerato dai sindacati un
diktat. Spinetta ha ribadito ieri che la data è stata fissata da Alitalia e che Air France è disponibile ad andare oltre la
scadenza. Un'apertura importante. E anche la rigidità del Tesoro, intenzionato
a non tracimare troppo oltre fine mese per i problemi della Magliana e per non
turbare le elezioni, rientra in un gioco delle parti. Alla fine "di fronte
a un percorso condiviso", come ha detto Maurizio Prato, il 31 marzo non
sarà più un limite invalicabile. Air France ha preannunciato poi che presenterà
proposte diverse per ogni categoria di dipendenti (piloti, assistenti di volo,
handling e manutenzione). Ognuna di queste professionalità ha esigenze
differenti. Impossibile affrontarle plebiscitariamente. Gli sherpa metteranno a
punto singoli micro-accordi su tavoli separati. Poi si arriverà a un'intesa
congiunta. Un classico delle contrattazioni sindacali nella loro accelerazione
finale. Az Servizi è ancora il nodo più difficile da sciogliere. Il vecchio
piano Air France prevedeva di assorbire 11.712 dipendenti di Az Fly ? per cui
erano previsti 1.600 esuberi ? e 3.200 persone circa dei servizi a terra
(handling, manutenzione, informatica, amministrazione e call center). Gli altri
dipendenti (oltre 5mila) dovrebbero finire sotto il cappello Fintecna. La nuova
proposta amplia il numero dei lavoratori che rientreranno nella parte Fly.
Parigi si farà carico anche della manutenzione e dell'handling di Fiumicino,
diverse centinaia di persone in più. Resta il nodo di Atitech ? i 650
dipendenti di Napoli che revisionano i vetusti Md80 ? e di Ams la joint nel
controllo motori con Lufthansa. Probabile che su questo fronte possa dare
qualche garanzia in più il governo. Spinetta ha ribadito invece che l'attività
cargo di Alitalia chiuderà nel 2010. Ma nello stesso
tempo ha teso un ramoscello d'ulivo ai piloti, per cui erano previsto in tutto
500 esuberi. Circa 180 saranno riassorbiti nell'arco di tre anni da Air France.
L'Anpac ha detto ieri di essere cautamente ottimista. Probabilmente chiederà la
possibilità di rivalutare al 2010 la sopravvivenza del cargo e garanzie sulle
assunzioni in Francia. Ma non paiono scogli insormontabili. Ad aiutare le
aperture di Air France dovrebbe esserci poi una definizione più puntuale degli
ammortizzatori garantiti dal milleproroghe che dovrebbero limitare i danni
sociali del riassetto. Ci sono mobilità e cassa integrazione, ci sono sette
anni di stipendio garantiti. Parigi da parte sua assicurerà 8 anni di contratto
anche alle realtà del gruppo che rimarranno sotto il controllo di Fintecna.
( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Galapagos Giorgio
Chinaglia, mitico bomber della Lazio, anni fa affermò che era pronto a lanciare
un'Opa sulla sua ex squadra. In parecchi sentirono odore di bruciato.
Intervenne la Consob e per Giorgione finì male, sommerso da una serie di accuse
pesanti: aggiotaggio e turbativa dei mercati. Oggi la storia si ripete, con Alitalia, ma la Consob, ufficialmente, resta alla finestra,
anche se il presidente dell'Autorità, Lamberto Cardia, lancia dalle pagine del
Sole 24-ore un ultimatum: "La politica rispetti le regole del
mercato". Cardia sarebbe stato molto più chiaro se avesse affermato:
"Berlusconi, rispetti le regole del mercato". Per Berlusconi il
mercato è l'ultimo dei problemi. Non a caso ieri il Wall Street Journal ha
scritto che "più che liberal, Berlusconi è un corporativo". Vi sembra
normale l'affermazione del cavaliere che avvisa: sarà il prossimo governo, cioè
io sicuro vincitore delle elezioni, a decidere sull'Alitalia.
Poi ha aggiunto: nel futuro non ci sarà Air France, ma una cordata di
imprenditori italiani tra i quali sarà presente mio figlio. Chi altro avrebbe
potuto fare una affermazione simile, senza ritrovarsi con i carabinieri dietro
l'uscio? Ieri in borsa le azioni di Alitalia sono
volate: in chiusura i titoli segnavano un guadagno di oltre il 33% e c'è chi ha
guadagnato palate di soldi facendo trading sulle voci di un intervento diretto
di Berlusconi nella vicenda. Non è il leader dell'attuale opposizione a pompare
i mercati con un aggiotaggio senza precedenti? Che differenza c'è tra le
dichiarazioni di Chinaglia e le sue? Le difficoltà di Alitalia non nascono oggi: nel 2001 quando Berlusconi andò al governo,
era già evidente che la compagnia di bandiera era sull'orlo di una crisi senza
ritorno. Ma Berlusconi e Tremonti non fecero nulla per Alitalia. Anzi fecero di peggio: avallarono le ipotesi leghiste di una
fusione per l'incorporazione di Alitalia in
Volare, una piccola compagnia aerea del Nord. Ma Volare è fallita prima
che il progetto si realizzasse. Oggi il cavaliere non trova di meglio che fare
di Alitalia un tema di campagna elettorale, attaccando
Prodi e Padoa Schioppa per nascondere le sue responsabilità. Anzi, la sua
irresponsabilità, come ha sottolineato sempre ieri il Wall Street Journal
facendo osservare che se Alitalia fosse stata
privatizzata alcuni anni fa lo stato avrebbe incassato più soldi e gli esuberi
sarebbero stati minori. Alitalia ha offerto a
Berlusconi lo spunto per tornare sulle prime pagine dei giornali, tagliando
l'erba sotto i piedi a Veltroni. In Italia nessuno è felice di cedere Alitalia ai francesi, ma l'ipotesi dell'italianità della
compagnia (avanzata da Air One con l'appoggio di Banca Intesa) purtroppo non
aveva gambe per camminare. A questo punto l'unica soluzione che rimane è quella
- dolorosa per i dipendenti - di una trattativa con Air France. I sindacati la
stanno facendo. Berlusconi invece "gioca" sulla pelle delle
lavoratori, puntando unicamente a una manciata di voti in più che il Nord
potrebbe dargli, per essere stato lasciato a terra.
( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Spinetta rilancia: pronta
nuova proposta. Entra nel vivo il confronto tra l'Air France e le parti
sociali. Il ministro Padoa Schioppa "frena": chiudere entro il 31
marzo. Per i sindacati "insufficienti" e "timide" le
aperture su piloti, handling e Cargo PAGINA 2.
( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Scripta manent I
signori degli anelli Luca Fazio Dopo la conversione pasquale in mondo visione
del buon Allam - che Avvenire saluta con un titolo che fa tremar dal ridere,
"Per Magdi una gioia discreta che sa tremare" - la calendarizzazione
della campagna elettorale dovrebbe subire una brusca accelerazione verso
l'elettrizzante rush finale. Chi ci crede ancora, o non legge i giornali oppure
legge solo l'Unità, l'unico quotidiano che punta ancora tutto sul fatto che
"Berlusconi fugge dal duello-tv con Veltroni", mentre quasi tutti gli
altri, più o meno esplicitamente, lasciano intendere che - tv o non tv - ormai
i giochi sono fatti. Stefano Folli, su Il Sole 24 Ore, prende
spunto dalla vicenda di Alitalia e intona il de profundis per il Pd: "Se Veltroni voleva
dissolvere nel ricordo degli italiani l'ombra di Prodi e delle divisioni che
hanno scandito i suoi venti mesi, l'operazione è fallita. La spregiudicatezza
di Berlusconi è servita, più che a salvare Alitalia, a
riemescolare le carte. Facendo apparire il leader del Pd come il più in
difficoltà nel delineare una posizione originale sul caso, stretto com'è tra
Prodi e i sindacati" (ancora meno incoraggiante il sondaggio
sull'orientamento dei giovani pubblicato dal giornale degli industriali: 36%
per il Pdl, 25% per il Pd). La Stampa quasi getta la spugna e malinconicamente
saluta Berlusconi vincitore. "In assenza di autentiche alternative alla
sua leadership - scrive Andrea Romano - in mancanza di competitori
sufficientemente forti o coraggiosi da sfidarne il carisma di cui gode presso i
moderati italiani, l'elettorato sembra pronto a riprendersi quanto era stato
accantonato dal voto del 2006 pur di lasciarsi alle spalle i due anni
dell'Unione". E i poteri Super Walter? "Si è limitato a tonificare le
proprie truppe...". Di retroscena per "completare la rimonta" si
occupa invece Federico Geremicca, ma si capisce che lui non ci scommetterebbe
un euro: "Le pensioni ultimo treno per Walter". Anche la Repubblica
cerca faticosamente di rilanciare con la polemica "Veltroni, il Cavaliere
e la democrazia della tv", e come sempre tocca a Curzio Maltese ribadire
che "Berlusconi fugge il faccia a faccia con l'avversario per un calcolo
egoistico motivato. Il suo punto debole è l'essere vecchio". Già sentita.
Meno consueto è leggere sul giornale di Ezio Mauro che "il confronto
diretto, personale, diventa ancora più cruciale quando i programmi si
assomigliano, come succede nelle moderne democrazie" (sulla somiglianza
dei due competitor, ci saranno 5 anni di tempo per riflettere, probabilmente
dopo il 13 aprile). Butta male anche sul fronte "curiosità", pare infatti
che su "You Tube l'inno di Silvio ha 28 versioni". In preda a una
vera e propria crisi mistico-religiosa per via della folgorante conversione di
Magdi Allam, il Corriere della Sera confeziona una pagina imperdibile piena
zeppa di fede, e di fedi. Chi ce l'ha al dito, e chi no. Walter, per esempio,
che insieme alla moglie ha rilasciato un'intervista parallela su Chi, non porta
l'anello "dalla sera delle nozze". Fa il furbo come sempre, è sposato
ma anche? Macché: "Da ragazzo sono rimasto traumatizzato, quando un mio amico
ha perso un dito della mano perché la sua fede era rimasta impigliata in un
cancello...". Fondamentale specchietto: Napolitano, Rutelli, Casini (con
l'anello nuziale), D'Alema, Berlusconi, Bertinotti (senza anello nuziale). Cose
più serie? Un altro sondaggio, e butta male ancora una volta: su 1.560
cittadini intervistati, il 42% andrebbe a cena con Berlusconi (paga lui?), il
33% con Veltroni, che però è il compagno (di viaggio!) ideale. E per finire,
facciamoci del male con Liberazione che chiede al professor Alessandro Dal Lago
un editoriale da infilare obbligatoriamente sotto il titolo "Sinistra,
sono deluso ma ti voto". Il punto è che sotto il titolo incoraggiante, Dal
Lago elenca alcuni motivi - "la lista è più lunga" - per cui "non
voterei nemmeno la Sinistra arcobaleno, perché sono un elettore (di
Rifondazione) profondamente deluso". Meglio astenersi (dal leggerlo).
( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Al
voto Alitalia, trattativa appesa al filo Entra
nel vivo il confronto tra l'acquirente e le parti sociali. "Rema
contro" il ministro Padoa Schioppa, che conferma la dead line al 31 marzo,
nonostante la volontà di discutere espressa da tutti gli interessati (Alitalia compresa)
"Timide aperture" da parte di Air France su piloti, handling e Cargo. Ancora
insufficienti, per i sindacati. Un "nuovo documento" annunciato per
venerdì Francesco Piccioni Si fa sul serio. La trattativa tra i sindacati e Air
France-Klm è entrata nel merito delle questioni sul tappeto: piano industriale,
perimetro aziendale, esuberi, garanzie. Non è detto che si arrivi in fondo, ma
"il procedimento è incardinato". Nella durezza di un confronto
difficile, teso, ma "vero", sono improvvisamente scomparse come
ragnatele di Harry Potter le frasi senza senso sulle "cordate
italiche" (o addirittura "del nord") che nessuno è riuscito a
vedere, nonostante se ne parli da lungo tempo. Sparite anche le lusinghe
pro-Lufthansa (che confermava la posizione già presa mesi fa: non ce lo
possiamo permettere). Aria gelida, insomma, ma pulita. Almeno per quanto può
esserlo una trattativa dove le carte "si spizzicano", più che metterle
sul tavolo. Il primo impatto non è stato dei migliori. Il presidente di air
France, Jean-Cyril Spinetta, ha iniziato facendo una "lunga
carrellata" che inanellava scenari futuri, ma senza squadernare alcun dato
su cui confrontarsi. Unica conferma: la disponibilità a trattare anche oltre il
31 marzo (fino all'11 aprile); data però confermata dall'"azionista di
maggioranza", ossia dal ministro dell'economia, Tommaso Padoa Schioppa.
Situazione che rischia di diventare imbarazzante per il governo uscente, perché
se l'acquirente e le parti sociali stanno trattando con la volontà di trovare
l'accordo, sarebbe una bella responsabilità quella di chiudere i giochi. C'è
voluta comunque qualche domanda "puntuta" dei sindacati per far
discendere il confronto dal cielo delle strategie alla terra degli obiettivi e
dei mezzi per raggiungerli. Domande sulla flotta, per esempio. Se dal primo
aprile restano a terra 37 aerei, ne conseguono quasi matematicamente un tot di
tagli all'occupazione; e prospettive di "rilancio" più che altro
retoriche. Se i numeri sono minori, il ragionamento cambia (e il rilancio può
diventare credibile, ancorché spartano). E ancora: in questo momento ben cinque
collegamenti tra Parigi e altrettante province italiane "ricche"
(Torino, Genova, Bologna, Venezia, Trieste) vengono garantiti dalla sola Air
France, in base a un accordo firmato da Mengozzi al tempo dello scambio
azionario tra le due compagnie. Riportare tali "galline dalle uova
d'oro" all'interno del perimetro Alitalia
costituirebbe una prova certa delle buone intenzioni franco-olandesi. Altre
mosse fatte da Spinetta avevano come target i piloti (180 assunzioni nei
prossimi tre anni, da inserire direttamente nel ramo "nobile", ovvero
Air France); e tempi più lunghi per la dismissione della divisione Cargo (135
piloti, ma solo cinque aerei). Ma non li ha molto impressionati ("se 60
piloti l'anno - annotava Massimo Notaro, segretario dell'Up - devono fare la
selezione per entrare nel nuovo gruppo, ripartendo da zero, allora possono
farlo anche da soli"). Qualche rassicurazione anche sull'handling di
Fiumicino (ora in Az Servizi, la parte più a rischio), da re-internalizzare
nella compagnia vera e propria. La mossa più importante arrivava però a metà
pomeriggio, quando Spinetta annunciava per venerdì un "nuovo
documento". I sindacati hanno esplicitamente dichiarato che non avrebbero
preso in esame un testo dedicato agli "esuberi", ma solo un
"accordo quadro" all'interno del quale considerare tutti i problemi
aperti. E' il caso per esempio delle dimensioni da dare alla flotta e la sorte
di tutte le attività di terra. Con i tempi stretti, la sospettosità è alta.
L'appuntamento per venerdì è tutto da confermare (tra i sindacati c'era chi
voleva rimandare tutto direttamente a lunedì, ultimo giorno utile; quasi un
preannuncio di fallimento). Lo spiraglio è piccolo, ma consistente.
Soprattutto, è l'unico che abbia i connotati della concretezza. Sarebbe davvero
difficile spiegare a 18 mila dipendenti che il confronto - e probabilmente il
loro lavoro - si deve interrompere perché qualcuno spegne la luce impuntandosi
sul rispetto dell'orario.
( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
I lavoratori Piccolo
assedio alla "palazzina" fr. pi. "Oggi niente
manganellate!". E' la prima buona notizia della manifestazione organizzata
dai dipendenti sotto la palazzina della direzione, quassù, sul piazzale del
Centro direzionale, alla Magliana. In una giornata finalmente di sole,
nonostante il vento freddo che incita a muoversi e a darci dentro con i
fischietti e gli slogan, dietro gli altoparlanti che sparano musica - come si
sarebbe detto un tempo - "militante" (E' Zezi, Nuova compagnia). Ci
sono le bandiere di tutti i sindacati, dai confederali a quelli di base, che si
mescolano continuamente (non è proprio il momento per giocare "in
proprio"). Persino quelle dell'Ugl, l'ex Cisnal di fede missina e
fascista, sorrette da qualche faccia lievemente inquieta quando rimbomba
"Bella ciao". Manifestazione e happening, con i napoletani
dell'Atitech a fare da trascinatori. Per farsi sentire soprattutto da
Jean-Cyril Spinetta, l'aspirante padrone. Il quale forse già conosceva "il
calore" di questi lavoratori (in fondo era anche lui
seduto nei vari consigli di amministrazione dell'Alitalia negli
anni della caduta), ma in ogni caso "è meglio ricordarglielo". La
polizia stavolta rimane dentro il cortile, schierata all'ingresso della
palazzina. Tanta, decisamente troppa. E quando arrivano altri 7-8 gipponi il
commento generale è vagamente ironico "e vai con gli straordinari!
tanto li paghiamo noi, insieme alla benzina". L'anima dei napoletani è
D'Apuzzo, che tra una raccomandazione e l'altra ai suoi comagni trova modo di
spiegare le ragioni di chi lavora all'Atitech di Napoli, il reparto della
manutenzione "pesante" di cui Air France non sa ancora cosa fare.
"Loro hanno una politica per cui tutte le riparazioni vanno a finire nel
Maghreb, dove pagano meno. Ma stiamo parlando di mettere aerei in condizione di
volare, non di incollare occhiali o scarpe". E dire che per l'Atitech si
era scomodata la Ue, oltre alla regione Campania - con due diversi
"accordi di programma" - finanziando un sito industriale limitrofo
all'aeroporto di Capodichino, con ben cinque hangar (quattro per revisioni e
manutenzione, uno per la verniciatura), proprio "per non restare sotto le
società di gestione aeroportuale, che quando scade la concessione potrebbero
riprendersi gli hangar". All'Atitech lavorano attualmente in quasi 1.000:
800 con regolare contratto a tempo indeterminato, 55 interinali e
( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
"Il nostro
avversario usa le sue televisioni per violare le regole". Il fair play è
finito, dal leader Pd arriva l'affondo al Cavaliere. "Se la dà a gambe. Un
leader che si sottrae al confronto? Non succede in nessun altro paese" Fra
Palermo e Agrigento, prima giornata del tour in Sicilia, l'avviso ai mafiosi:
"Vigliacchi, seduti come colossi di bronzo sopra le energie di questa
terra" Cinzia Della Valle Palermo Sul duello in tv il prologo l'avevano
recitato Paolo Bonaiuti e Paolo Gentiloni durante la registrazione della
puntata di SkyTg24 pomeriggio, aprendo al possibile faccia a faccia. Ma qualche
ora dopo Walter Veltroni, rompendo un silenzio più che sospetto, è uscito allo
scoperto, andando oltre e toccando uno dei nervi più scoperti di Berlusconi: il
conflitto d'interessi. Il leader del Pd, davanti alle 10mila persone che lo
hanno ascoltato a Palermo per la prima giornata del suo tour in Sicilia, ha
aperto uno squarcio nella pax col Cavaliere, dicendo a chiare lettere che
"non dovrebbe succedere che nel nostro paese si utilizzano le proprie tv
per violare costantemente le regole del gioco". Insomma, Veltroni cala
l'asso del conflitto d'interessi, in un momento in cui i
riflettori sono tutti puntati sul caso Alitalia, che
spadroneggia nei Tg del Biscione. Quello dell'ex sindaco di Roma, in realtà,
non è stato un attacco frontale, anzi solo un accenno all'irrisolto conflitto
del Cavaliere, facendo intendere però che la questione è aperta. L'affondo
Veltroni lo ha fatto invece sul duello in tv, accusando il suo "principale
avversario", di "non volere fare il confronto". "Me
ne dispiace - ha chiosato - ma penso che sottrarsi in una campagna elettorale
così importante è qualcosa che non succede in nessun altro paese". E poi
in serata, a Agrigento, ha incalzato: "Ritengo molto strano e un segno di
debolezza che non si voglia fare il confronto. Uno può dire 'non lo voglio
fare', ma non si può dire 'sono pronto, lui deve avere paura' e poi darsela a
gambe". A Palermo, davanti a elettori e militanti che sventolavano i
manifesti con lo slogan "Si può fare", Veltroni ha difeso le proposte
del Pd "sui salari, sulla precarietà e sulle pensioni", definendole
"serie e concrete, con una copertura finanziaria perché di balle in questo
paese se ne sono sentite tantissime in questi anni". Ed è tornato a
criticare Berlusconi per la battuta rivolta alla giovane precaria romana.
"Io credo - ha detto - di essere dotato di senso dell'umorismo ma quella
non era una battuta casuale, indicava una concezione della vita per me inaccettabile".
Buona parte del suo discorso, Veltroni lo ha dedicato alle condizioni
socio-economiche della Sicilia, con "il 30 per cento dei cittadini sotto
la soglia di povertà, un Pil che non cresce, un tasso di disoccupazione bel al
di sopra della media nazionale". Come responsabili delle disastrose
condizione siciliane, ha indicato la classe politica che ha governato e la
mafia, "una piovra alla quale lo Stato è riuscito a staccare alcuni
tentacoli, grazie alla magistratura, alle forse dell'ordine e al ministro Amato".
Nel banco degli imputati Veltroni mette l'ex governatore Totò Cuffaro,
dimessosi dopo la condanna in primo grado a cinque anni per avere favorito
singoli mafiosi e ora capolista dell'Udc al Senato in Sicilia. "Qualcuno
che ha governato questa terra e mangiava cannoli deve rispondere di questa
situazione" ha tuonato il leader del Pd, secondo cui "la destra ha
fatto male alla Sicilia e ora è giunto il momento di cambiare pagina e si può
provare con Anna Finocchiaro e Rita Borsellino". Contro la mafia Veltroni
ha usato parole dure, "è orrenda e i mafiosi sono mascalzoni, criminali,
assassini e vigliacchi", ricordando l'omicidio del piccolo Giuseppe Di
Matteo, il bambino sciolto nell'acido per punire il padre pentito. "La
mafia - ha sostenuto Veltroni - è seduta come un colosso di bronzo sopra la
vitalità e le energie di questa terra. Sono coraggiosi gli imprenditori che
hanno denunciato il pizzo e noi siamo solidali con loro". E ha definito il
Pd "figlio del movimento contro la mafia" e tra gli applausi della
piazza ha citato ad uno ad uno "gli uomini e le donne che hanno difeso lo
Stato: i poliziotti, i carabinieri, i finanzieri morti in servizio, Libero
Grassi, Pio La Torre, Piersanti Mattarella, Rocco Chinnici, Giovanni Falcone,
Paolo Borsellino, Carlo Alberto Dalla Chiesa, i morti di Portella della
Ginestra". Altrettanto netto il messaggio ai mafiosi: "Noi siamo per
l'applicazione severa del 41 bis e non vogliamo nessuna attenuazione di uno
strumento che si è rivelato importante e siamo dalla parte dei magistrati che
chiedono che si intensifichi l'opportunità dei collaboratori di
giustizia". Altro strumento per combattere la mafia è la confisca dei
beni, "la cosa che fa più impazzire i mafiosi, ma io chiedo che una volta
che si confiscano si faccia in fretta a utilizzare questi patrimoni magari con
l'attivazione di una agenzia".
( da "Campanile, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
"Venerdì
un nuovo documento" ALITALIA/ Il presidente di AirFrance Spinetta delude i
sindacati e rimanda tutto a fine settimana La trattativa tra Alitalia e
AirFrance-Klm proseguirà a oltranza, anche oltre la data del 31 marzo, chiesta
da Alitalia per ragioni di liquidità. L'avvertimento arriva dal
presidente del gruppo transalpino, Jean Cyril Spinetta, all'incontro con le
nove sigle sindacali e mentre il titolo veniva sospeso per eccesso di rialzo
(più 84%) e poi riammesso, annuncia che venerdì prossimo Airfrance presenterà
un nuovo documento. Nel quale, secondo le indiscrezioni trapelate mentre
l'incontro si stava svolgendo, Spinetta sarebbe pronto a considerare il
perimetro aziendale della proposta franco-olandese reintroducendo tutto il
settore di "handling" di Fiumicino e confermando di voler includere
tutta la manutenzione leggera che viene realizzata nello scalo romano.
Trattativa che proseguirà, sempre che, la fantomatica cordata italiana,
paventata la scorsa settimana a più riprese da Silvio Berlusconi, si faccia
avanti con un piano migliore di quello dei cugini francesi. Ieri, tornando
all'incontro, le parti sociali hanno chiesto una drastica modifica del piano
presentato dai francesi, a partire dagli esuberi, fino ad arrivare al
"dehubbing" di Malpensa. Richieste, però, disattese, almeno per ora.
Spinetta, infatti, si è limitato a ribadire la validità del piano, senza
toccare l'argomento "caldo" di cargo, esuberi e futuro delle attività
legate ai servizi, forse rimandando il tutto a venerdì, giorno in cui verrà
presentato il nuovo piano. Tutto in stand buy per adesso e i sindacati, che si
aspettavano le dovute modifiche, sono rimasti delusi. Anche se, in attesa di
parlare con i nuovi dati alla mano, il presidente francese ha fatto di tutto
per spiegare che le sue intenzioni sono "buone intenzioni". "Se
nel 2010 la mia ricetta non funzionasse e non si raggiungesse la redditività
utile a investire, sarebbe un mio fallimento e a me non piace fallire".
Secondo Spinetta, sarà la stessa Alitalia che
dall'aprile del 2010 tornerà alla redditività e potrà così avviare i suoi primi
investimenti. "Credo nella crescita dell'Alitalia
- ha detto il top manager secondo fonti presenti al tavolo - se così non fosse
non rischierei un centesimo". Intanto il mondo politico si divide tra i
fautori della proposta di Sir France e coloro i quali preferirebbero una
cordata italiana, magari, come parte della sinistra radicale, con una
partecipazione statale. Il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani
spiega che al momento "l'unica offerta seria e concreta per Alitalia è quella di AirFrance". Secondo Bersani
"non c'è alternativa alla vendita della compagnia, a chi poi si venda
questo si discute, ma sarebbe una cosa buona che in questo rush finale la
politica si tenesse fuori, visto che ha fatto già tanti danni". Antonio Di
Pietro, ministro delle Infrastrutture, preferisce aspettare due o tre
settimane, giusto il tempo per fare le elezioni e il nuovo governo. Di Pietro
ribadisce le sue perplessità sulla cordata italiana che potrebbe presentare
un'offerta alternativa a quella di Air France e sottolinea che "si tratta,
da parte di chi l'ha proposta, di una trovata elettoralistica". La
sinistra arcobaleno, invece, attacca Prodi. Gennaro Migliore, capogruppo alla Camera
del Prc è convinto che l'Alitalia è una grande azienda
strategica e "da un anno non si sono fatti avanti nè investitori italiani
nè è stata portata avanti una trattativa all'altezza di un paese che difende il
proprio interesse nazionale, questo anche con grave responsabilità del governo
Prodi". Intanto, in base agli accordi firmati nella notte tra il 7 e l'8
marzo scorsi tra i sindacati e la Sea, già a partire da questa settimana scatta
la cassa integrazione di 24 mesi per 350 dipendenti Sea e per 550 di Sea
Handling. Al termine dei due anni, i 900 lavoratori rientreranno in azienda.
L'intesa tra Sea e sindacati consentirà alla società controllata dal comune di
Milano di alleggerire la situazione del gruppo che prevede una contrazione
economica di 70 milioni di euro all'anno a causa della cancellazione dei voli
decisa da Alitalia. (26-03-2008).
( da "Voce d'Italia, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia trattative
in corso Alitalia: Nuova proposta di AirFrance I
sindacati: "E' ancora poco" Milano, 26 mar. - Come in ogni negoziato,
il margine di trattativa si materializza quando salgono le pulsazioni. Così
Jean Cyril Spinetta si prepara a ritoccare il capitolo esuberi del piano per
l'acquisto di Alitalia. In quest'ottica, venerdì, il
gruppo AirFrance-Klm presenterà una proposta nella quale "saranno
evidenziate tutte le misure volte a conseguire l'obiettivo di non lasciare
nessuno per strada". La volontà è quella procedere con accordi separati,
sia con il personale viaggiante, che con il personale di terra e potrebbe,
secondo le prime indiscrezioni, prevedere anche il trasferimento di sessanta
piloti Alitalia sotto le insegne francesi. Si
addolcisce poi la posizione su Az Servizi: Spinetta ha proposto ai sindacati
"di considerare insieme se non sarebbe più logico, per quanto riguarda
l'hub di Fiumicino, la re-internalizzazione di tutte le attività di handling".
Il che significherebbe il salvataggio del posto di lavoro almeno per una parte
del personale tecnico e di manutenzione di Az Servizi. Certo è un progresso
rispetto all'intransigente posizione portata avanti fino a pochi giorni fa dal
fronte francese, ma ancora troppo poco secondo la maggior parte delle sigle
sindacali. Anpac, il sindacato dei piloti, fa notare che
non è stata spesa ancora nessuna parola sulla questione Alitalia Cargo mentre l'Unione Piloti sottolinea che le nuove proposte
"non danno certezza della sopravvivenza di Alitalia dopo il
2010". Se come in ogni negoziato vince chi ha le coronarie più salde,
forse ci sarà margine per ulteriori aggiustamenti intanto il titolo Alitalia si sta comportando bene segnando, per il terzo giorno di fila,
un segno positivo. Luca Ceccarelli.
( da "Voce d'Italia, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia trattative in
corso Alitalia: Nuova proposta di AirFrance I
sindacati: "E' ancora poco" Milano, 26 mar. - Come in ogni negoziato,
il margine di trattativa si materializza quando salgono le pulsazioni. Così
Jean Cyril Spinetta si prepara a ritoccare il capitolo esuberi del piano per
l'acquisto di Alitalia. In quest'ottica, venerdì, il
gruppo AirFrance-Klm presenterà una proposta nella quale "saranno
evidenziate tutte le misure volte a conseguire l'obiettivo di non lasciare
nessuno per strada". La volontà è quella procedere con accordi separati,
sia con il personale viaggiante, che con il personale di terra e potrebbe,
secondo le prime indiscrezioni, prevedere anche il trasferimento di sessanta
piloti Alitalia sotto le insegne francesi. Si
addolcisce poi la posizione su Az Servizi: Spinetta ha proposto ai sindacati
"di considerare insieme se non sarebbe più logico, per quanto riguarda
l'hub di Fiumicino, la re-internalizzazione di tutte le attività di
handling". Il che significherebbe il salvataggio del posto di lavoro almeno
per una parte del personale tecnico e di manutenzione di Az Servizi. Certo è un
progresso rispetto all'intransigente posizione portata avanti fino a pochi
giorni fa dal fronte francese, ma ancora troppo poco secondo la maggior parte
delle sigle sindacali. Anpac, il sindacato dei piloti, fa
notare che non è stata spesa ancora nessuna parola sulla questione Alitalia Cargo mentre l'Unione Piloti sottolinea che le nuove proposte
"non danno certezza della sopravvivenza di Alitalia dopo il
2010". Se come in ogni negoziato vince chi ha le coronarie più salde,
forse ci sarà margine per ulteriori aggiustamenti intanto il titolo Alitalia si sta comportando bene segnando, per il terzo giorno di
fila, un segno positivo. Luca Ceccarelli.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
"Dov'erano
i figli di Berlusconi?" Il sarcasmo del vicepremier: " Noi abbiamo
affrontato il problema Alitalia aprendo la
gara. Perché i figlioli di Berlusconi non si sono presentati?".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
IN BORSA Il titolo
decolla a Piazza Affari segna +88% e chiude a +32% Più il valore di un titolo
azionario è vicino allo zero, più minimi cambiamenti di prezzo portano vistose
variazioni percentuali. È una banale regola matematica ed è
il destino di Alitalia in questi giorni, con un valore per azione ormai di una frazione
di euro contro i dodici euro degli ultimi bilanci in utile, all'inizio del
decennio in corso. E così ieri si è registrato un rialzo del 32% perché le Alitalia hanno chiuso a 46 centesimi contro i 35 centesimi dell'ultima
seduta prima di Pasqua. Soltanto speculazione, secondo gli esperti,
legate alle voci su un'offerta italiana alternativa a quella di Air France-Klm.
Per la precisione, i titoli della compagnia aerea italiana hanno guadagnato il
32,35% a 0,4578 euro, dopo aver aperto le contrattazioni in ritardo perché non
riuscivano a fare prezzo per eccesso di rialzo (più 88% virtuale), e dopo
diverse sospensioni, sempre al rialzo. Il massimo di seduta è stato toccato a
0,50 euro (+44,55%). Estremamente sostenuti gli scambi: sono passati di mano
71,5 milioni di pezzi, pari al 5,1% del capitale, quando la media degli ultimi
trenta giorni è stata di 12,4 milioni. Resta il fatto che un rialzo di undici centesimi
di euro fino al 2001 equivaleva a una variazione dell'uno per cento in più o in
meno, ovvero a una normalissima oscillazione di Borsa. In questi giorni
equivale a bruciare o recuperare un terzo del valore che Piazza Affari dà a
quella che era una grande azienda italiana.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
"Uno
scandalo nazionale" L'esponente Udc attacca: " Alitalia è stato uno
scandalo nazionale gestito male da governi e sindacati. Per i nostri conti è
stata una sanguisuga".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
"Cordata
virtuale", il governo si ricompatta ALESSIO FANUZZI Air France apre ai
sindacati e nel governo torna il sereno. O quasi. Il clima da tutti contro
tutti che aveva caratterizzato le festività pasquali resta un ricordo,
accantonato dopo la tregua armata chiesta a gran voce da Veltroni. Così, nel
giorno in cui Spinetta tende una mano alle associazioni dei lavoratori e il
ministro dell'Economia Padoa-Schioppa vede il premier Prodi a Palazzo Chigi, i
ministri sotterrano l'ascia di guerra. Tutti tranne Paolo Ferrero, titolare del
dicastero per la Solidarietà sociale e candidato della Sinistra Arcobaleno:
"Dopo tante trattative nell'ombra - spiega - c'è ora spazio per una
trattativa vera, che entri finalmente nel merito delle questioni".
Individua i punti chiave, Ferrero. E, a nome dei lavoratori, apre anche alla
cordata Berlusconi: "Se davvero esiste è questo il momento per
confrontarsi e per misurare le diverse proposte". Voce contro - ma non
troppo - anche il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro che, in linea
con le dichiarazioni di Realacci, responsabile comunicazione del Pd, preme
perché la decisione sia lasciata al prossimo governo: "Del resto - osserva
- non parliamo di anni ma di tre settimane". Alla cordata guidata dal
Cavaliere, però, il segretario di Idv non dà troppo credito: "Ma cordata
di che? Voglio vedere quali imprenditori sono disposti a farsi avanti. Se c'è
gente che fa pantaloni, come fa a far volare gli aerei?" Sarcastico il
commento di Emma Bonino, responsabile delle Politiche comunitarie:
"Rispetto agli ultimi giorni Di Pietro ha cambiato idea, non so cosa
farci". Accantonate le polemiche interne, sulla cordata annunciata da
Berlusconi si dice scettico anche il vicepremier Massimo D'Alema che, da
Napoli, carica a testa bassa: "Il problema Alitalia
noi l'abbiamo affrontato, abbiamo detto che la società rischia di fallire,
abbiamo aperto una gara e abbiamo chiamato gli imprenditori. Dov'erano i
figlioli di Berlusconi? Perché non si sono presentati e non hanno messo i
soldi?" Domande simili a quelle del candidato premier del Pd Walter
Veltroni, che attacca il Cavaliere seppure senza mai pronunciarne il nome:
"L'annuncio di una cordata fatta non si sa dove alla fine di una festa di
compleanno è una cosa che non si può immaginare. Questi imprenditori ci sono?
Si manifestino per evitare che Alitalia vada a gambe
all'aria. È insopportabile sentir dire il giovedì che la cordata è pronta e poi
il sabato che sarà pronta tra un mese, dopo le elezioni". D'accordo Pier
Ferdinando Casini, candidato premier dell'Udc, secondo cui la cordata italiana
è solo "una trovata pubblicitaria elettorale". "Dov'era fino a
ieri? Penso proprio che si scioglierà come neve al sole il giorno dopo il
voto". Parole dure, rilanciate anche dal dirigente Udc Bruno Tabacci che
definisce Alitalia "uno scandalo nazionale
gestito male dai vari governi, di destra e di sinistra, e dai vari
sindacati". Fausto Bertinotti, leader della Sinistra Arcobaleno, invece,
boccia la proposta di Air France. "È inaccettabile - spiega - perché
amputa le grandi linee di traffico e minaccia tagli insostenibili". Il
piano di Spinetta non piace neanche al Pdl. E se il portavoce di Berlusconi,
Paolo Bonaiuti, ricorda che il Cavaliere non ha annunciato cordate ma solo
"lanciato un appello sottolineando che, eventualmente, si sarebbero potuti
presentare anche i suoi figli", il numero due del Popolo della libertà,
Gianfranco Fini, va oltre: "A me non interessa - spiega - se Alitalia viene acquistata da Air France, Lufthansa o una cordata. A me
interessa solo che Alitalia continui a volare e che l'Italia non perda il vettore di
compagnia di bandiera". E se Umberto Bossi riconosce che "non è facile
trovare imprenditori disponibili", Giulio Tremonti è sarcastico:
"Prodi sembra al terzo mandato Iri. Fa traffici e confusione, il
rapporto con Air France è stato quanto di più volutamente opaco si potesse
organizzare".
( da "Opinione, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 26 Mar
2008 Edizione 59 del 26-03-2008 Punti di vista Finale di campagna col rischio
ali a terra di Fabrizio Binacchi Due settimane ancora e finirà anche la
campagna elettorale 2008. Sembrava tutto scontato a fine febbraio, all'insegna
del Pdl vince, Pd sa già che starà fermo un giro ecc., poi marzo è cominciato
con l'incubo/speranza (dipende dai punti di vista) pareggio al Senato, a fine
marzo si litiga sul duello tv sì duello tv no, e sullo sfondo le polemiche al
vetriolo, pure malcelate nella ex maggioranza, sul futuro
di Alitalia. E come direbbe l'ineffabile Dario C, inviato di punta di un
grande giornale in Europa, "i problemi del Paese possono attendere".
Quale Paese? Cesano Boscone o Trezzano sul Naviglio. Perché l'altro Paese,
quello, in teoria, con la P maiuscola, non lo sente quasi più nessuno. A
metà marzo la cosiddetta campagna elettorale si trascinava stancamente tra una
tappa del pullman di Veltroni e una incursione stradale di Berlusconi qua e là,
di quelle improvvisate che gli piacciono tanto; qualcuno azzardava già qualche
lista di ministri o idee di leggi da fare nei primi centro giorni. Poi al
Cavaliere è venuta, più o meno cercata, l'idea geniale, di quelle che cambiano
per forza di cose il corso degli eventi: l'Alitalia
italiana. Un prima e un dopo. Come il nuovo Mar Rosso. La stanca campagna
elettorale metteva le ali. Tutti a dire e a contraddire, a speculare e a
rivangare. Lavori in corso, tuttora. Tornava a parlare persino Prodi che da
capo di governo per l'ordinaria amministrazione si teneva ben lontano dalle
speculazioni elettorali. La mossa di Berlusconi ha tirato dentro tutti,
italiani di qua e italiani di là, lombardi, laziali, filo Malpense e filo
Fiumicini, francesi, olandesi, tedeschi e sindacati e ministri che tornano a
litigare (ultimo duello Bonino Bianchi da manuale) come ai bei tempi del
governo Prodi pienamente vigente, prima che Mastella Dini e Fisichella
decretassero il giù-il-sipario, in quella sera dei lunghi coltelli di Palazzo
Madama. La campagna si trascinava tra accuse di copiarsi e piccoli scoop sulle
pensioni politiche di Veltroni che dice di donare in beneficenza. Poca cosa,
neanche titoli d'apertura sui giornali che se ne intendono. La passione è
esplosa su Alitalia e come al solito Berlusconi l'ha
giocata di lancio e di rimessa, tirando in ballo i suoi argomenti più propri:
la coerenza, l'italianità, la sfida imprenditoriale, il coinvolgimento della
famiglia, se ce ne fosse bisogno. Quasi tutti gli altri hanno abboccato. Così
per un po' niente più campagna elettorale di promesse buoniste e luoghi comuni,
quegli interventi così generici e insulsi che ti fanno venire il volta stomaco,
perché sembra la retorica del volta gabbana senza dolce. Quelle riflessioni
così compìte al podio: "Noi vogliamo un riequilibrio dei conti per il bene
di tutti gli italiani". E che direbbe mai il contrario? "Noi vogliamo
una società pulita dove i nostri giovani abbiano un futuro sicuro e non di
precarietà". Davanti a cose simili farebbe più notizia uno che ti viene a
dire:"Adesso faccio il possibile per far tornare le mezze stagioni".
Credibilità preistorica. Con l'ingresso del caso Alitalia,
tutto è volato, e volano anche i nuovi calcoli sulle regioni a rischio, dove si
intrecciano problemi locali e campagne elettorali per le comunali, specie a
Roma. Pdl e Pd devono stare attenti in parecchie regioni perché il meccanismo
del premio senatorial-regionale potrà dare parecchie sorprese, a vantaggio di
Sinistra e Udc e nel Lazio anche della Destra. Così dopo le settimane della
campagna con le ali, si rischierà il finale di campagna con le ali a terra.
Ovvero, dopo un mese di bel dibattito sulla ex compagnia di bandiera occorrerà
pensare all'altra compagnia di giro, quell'Italia che rischia davvero di
rimanere senza ali e di non trovare più uno straccio di aeroporto aperto da cui
decollare. www.virgola1.splinder.com.
( da "Opinione, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 26 Mar 2008
Edizione 59 del 26-03-2008 Rimonta mancata Il fumo di Veltroni di Arturo
Diaconale Nessuno è in grado di fare previsioni precise sul risultato del voto
del 13 aprile. A venti giorni dalla consultazione elettorale i sondaggi
indicano che il distacco iniziale tra Pdl e Pd è rimasto praticamente immutato
e che l'incertezza continua a regnare sovrana sull'esito delle votazione per il
Senato in alcune regioni determinanti. Per cui, considerata archiviata la
vittoria alla Camera del partito di Silvio Berlusconi, rimane aperta la partita
di Palazzo Madama dove il Pd, non va dimenticato, parte con un margine di
vantaggio rappresentato da quattro voti dei senatori a vita. In questa
incertezza, che tiene in piedi accanto all'ipotesi del governo del Pdl anche quella
delle larghe intese tra i due maggiori partiti, le uniche sicurezze
incontrovertibili riguardano Walter Veltroni. La prima è che il suo tentativo
di rimonta è praticamente fallito. La seconda è che a questo fallimento ha
contribuito non solo il peso insopportabile dell'eredità negativa lasciata dal
governo Prodi ma anche la strategia politica perseguita dal segretario del Pd.
Sul mancato recupero è inutile spendere troppe parole. Il lungo viaggio nel
Nord non ha dato i risultati sperati. Ed anche l'idea di passare dal
settentrione alla Sicilia lanciando come nuovo messaggio della campagna
elettorale la promessa di un aumento delle pensioni, non sembra destinata ad
avere un particolare successo. Ormai anche i meno smaliziati sanno che la
possibilità di migliorare e, soprattutto, garantire le pensioni, passa
attraverso l'allungamento dell'età lavorativa. E chi ha realizzato una
controriforma tesa a realizzare il risultato opposto non ha di certo le carte
in regola per lanciare promesse difficilmente rispettabili. Nessuno esclude,
naturalmente, che la demagogia elettoralistica sulle pensioni possa ridare un
minimo di smalto all'azione veltroniana. Ma è da escludere che nel loft del
segretario Pd ci sia qualcuno effettivamente convinto che il miraggio di 33 euro
di aumento mensile per i pensionati più poveri possa riattivare la spinta
propulsiva dell'ex sindaco di Roma. Oltre tutto, come
insegna il caso Alitalia, l'eredità negativa del governo Prodi continua a produrre i suoi
effetti perversi. Che avrebbero potuto essere bilanciati ed annullati
dall'esistenza di una forte strategia politica da parte del Pd. Ma che, proprio
a causa dell'assenza di questa strategia, risultano addirittura potenziati.
La scelta di fare del Partito Democratico un partito di sola immagine privo di
una sua identità precisa è, in definitiva, la causa maggiore del mancato
recupero di Veltroni. Il Pd ha tagliato i ponti con la tradizione del movimento
operaio, con la storia del socialismo italiano e con quella dei cattolici
democratici. Non è più classista ma non è nemmeno interclassista. Non è più
statalista ma non è più neppure credibilmente liberale e liberista. Candida
imprenditori e litiga con i sindacati. Si dice europeista ma non non ha
collegamenti del Pse. Si dichiara democratico come Obama ma della politica
americana riesce ad imitare solo l'apparenza. Insomma, il Pd è un partito senza
identità. E, come tale, senza alcun progetto da offrire al paese. A differenza
del Pdl, che a dispetto degli sforzi dei suoi dirigenti, rappresenta comunque
la cultura liberal-democratica della maggioranza degli italiani. Si dirà che
quello di Berlusconi rimane un "partito di plastica". Ma l'elettorato
è molto più saggio di quanto non sembri. E dovendo scegliere tra la plastica ed
il fumo punta sul poco ma concreto piuttosto che sul tanto ma inesistente.
( da "Opinione, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 26 Mar
2008 Edizione 59 del 26-03-2008 Marchi in caduta L'Italia che arretra di Davide
Giacalone Non è un affare per aziendalisti, è un affare di Stato. Anzi, un
malaffare che dimostra lo stato di decadenza politica ed economica. L'insegna
di Telecom Italia, assieme a quella di Alitalia, può vincere il concorso quale simbolo della dabbenaggine
nazionale. Assieme a Cirio e Parmalat puo raccontare la rapina ai danni del
mercato. Tutti quanti sintetizzano avidità e corruzione politica, oltre che la
debolezza dell'informazione economica non direttamente corriva ad interessi
particolari. La commissione europea certifica quel che già abbiamo
documentato: l'Italia ha un mercato interno delle telecomunicazioni che è
restato largamente indietro. Il record europeo per la perdita di tempo quando
si cambia gestore è il segno di quanto le autorità di garanzia non garantiscono
nulla. Il ritardo nella diffusione della banda larga costituisce uno svantaggio
competitivo per l'intero Paese, e testimonia che i propagandati investimenti
erano balle per analisti e giornalisti di bocca buona. Il fatto che tali linee
siano particolarmente in ritardo fuori dalle aree urbane evidenzia
l'inesistenza del ruolo governativo, senza confini di schieramento. Le tariffe
che restano alte fotografano una concorrenza ancora impedita da convenienze
oligopoliste. E sono cose che abbiamo scritto tante volte. La commissaria alle
tlc, Viviane Reding, ha aggiunto: "il sistema bloccato fa bene a chi lo
blocca". Ma quando mai! Noi siamo la dimostrazione che si cerca d'avere
botte piena e moglie ubriaca, e si finisce cornuti e mazziati. Il mercato è
stato umiliato per proteggere Telecom. Prima perché si doveva venderla (al
peggio), poi perché Colaninno era amico di D'Alema, poi perché non fosse
inutile il lavoro degli spioni, poi perché si doveva salvare Tronchetti Provera
e tutelare le banche. E' stata talmente protetta che sta morendo. Precipita in
borsa come Alitalia, ed in ambedue i casi si deve
scegliere se abbandonarle, ammainando la bandiera sadomasochista dell'italianità,
oppure accanirsi nella protezione dell'indifendibile, mettendolo in conto agli
italiani. Sono, questi, affari di Stato perché dimostrano il fallimento di
un'intera classe dirigente. Che resta inamovibile perché il Paese è bloccato,
illuso che il restar fermi significhi conservarsi. Invece solo asfissia le
forze della ripresa.
( da "Opinione, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 26 Mar
2008 Edizione 59 del 26-03-2008 (S)comunicando Metti Alitalia nei Tg. Tutti di Paolo Pillitteri Tutti i Tg di quest'ultima
settimana, dico tutti, pubblici e privati, hanno aperto con Alitalia. Che sarà pure una importante compagnia aerea di bandiera, ma
della sua crisi si discute da almeno 10 anni, diconsi dieci, vale a dire da
parte di premier, ministri, capipartito, parlamentari e manager dei due
Poli. E allora, dove sta il trucco? Perchè questa pressione mediatica alitaliana,
simile a un martello pneumatico che parla e straparla in piene elezioni, e
mette in secondo piano altri temi, altre priorità, nazionali e internazionali?
Per due o tre motivi generali: di tempo, di luogo, di comunicazione. Il tempo è
quello scaduto: per Prodi. Infatti, se avesse chiuso con Air France prima o
appena avviata la campagna elettorale, nulla quaestio, nel senso che
l'operazione sarebbe andata via liscia, a parte i sindacati. Ma, sbagliando i
tempi, è finito in una temperie di scontro, di lotta senza quartiere, fuori
contesto per dire. Il luogo è il Nord, perchè è al Nord che si gioca la partita
doppia di Alitalia e Malpensa, soprattutto in campagna
elettorale. E Prodi non ha mai capito il Nord, anzi, l'ha sempre trattato come
una grande evasore. Il Cavaliere, invece, sa cos'è il Nord. Soprattutto, sa che
tempo e luogo sono fattori decisivi. Sa, anche, che in tempo di elezioni tutto
è permesso, specialmente se l'avversario, Prodi in primis, non conosce
l'abbecedario della comunicazione. Questo è il terzo fattore, che non
funzionerebbe senza gli altri due. Nel senso che la forza del messaggio
politico collegato non deriva soltanto dal medium, ma dal suo contenuto, più il
medium più il tempo e il luogo. Fa una certa impressione leggere su "la
Repubblica" che "il leader che domina la scena da 14 anni deve al
mezzo televisivo tutto il suo successo. Certo, Berlusconi è il grande
secolarizzatore dell'Italia con le "sue" Tv. E' altrettanto certo che
senza l'annientamento giudiziario della Prima Repubblica - per cui il giornale
fondato da Scalfari ha tifato, influenzando la stessa magistratura - il
Cavaliere si sarebbe fermato ad Arcore e non a Palazzo Chigi. Ma non meno certo
è che da quasi 15 anni continua ad imporre la sua agenda "politica",
vincendo e perdendo e poi vincendo, perchè sa usare le Tv. Difatti, il tema
"Alitalia" è divenuto il il suo cavallo di
battaglia, il terreno di scontro da lui preferito e quindi imposto agli altri,
funzionale all'alleanza con la Lega (che pure sbagliò ed omise su Alitalia e Malpensa insieme al Cav), di quasi impossibile
competizione con Veltroni, impicciato sia da Prodi che dal "suo
"Fiumicino". Dare poi tutti i meriti/colpe alla "orgia del
potere televisivo" di Berlusconi significa non ammettere, et pour cause,
che poco meno di due anni di prodismo, quelli sì, sono riusciti a farlo
ritornare a Palazzo Chigi. Non è la Tv, bellezza.
( da "Opinione, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 26 Mar 2008 Edizione 59 del 26-03-2008 LA VENDITA DI ALITALIA.
SPINETTA RILANCIA Venerdì altro round con la nuova proposta di Alessandra Mieli
Jean Cyril Spinetta è tornato. Dalle sue dichiarazioni sembrerebbe quasi che il
|I|defensor|/I| di Alitalia sia lui, il presidente e amministratore delegato di Air France.
Il dubbio che forse si possa davvero materializzare una cordata concorrente ha
spinto Spinetta a indossare i panni del temporeggiatore che non lancia più
ultimatum, ma offre nuove aperture che illustrerà il prossimo venerdì. Di più:
Spinetta si è detto convinto di riuscire a riportare alla redditività la
compagnia di bandiera italiana entro il 2010 altrimenti " sarebbe un mio
fallimento, e a me non piace fallire". I sindacati non paiono essere
rimasti impressionati ma l'ipotesi a cui lavorano da Parigi potrebbe aprire
qualche breccia nel fronte dei lavoratori. Nella proposta di accordo quadro
"saranno evidenziate tutte le misure volte a conseguire l'obiettivo di non
lasciare nessuno per strada". In particolare verrà aperto un confronto
specifico per raggiungere accordi separati con piloti, assistenti di volo e
personale di terra di Az Fly. Mentre per Az Servizi il confronto sarà con i
lavoratori dell'handling aeroportuale e con quelli della manutenzione. Fonti di
Air France confermano che, sul fronte degli esuberi per i piloti, la proposta
prevederà l'offerta di trasferire ad Air France 60 piloti l'anno nel triennio
2008-2010, riducendo così il numero complessivo degli esuberi. Quanto alle
attività di Az Servizi, solo parzialmente comprese nel perimetro dell'offerta
di acquisizione di Air France-Klm, Spinetta ha fatto ai sindacati la proposta
"di considerare insieme se non sarebbe più logico, per quanto riguarda
l'hub di Roma Fiumicino, la reinternalizzazione di tutte le attività di
handling". Oltralpe però i giornali economici si dicono certi che Spinetta
"non snaturerà un piano che costituisce ai suoi occhi il solo modo di
rimettere Alitalia sui binari". Anche la stampa
anglosassone fa dell'ironia. Secondo il Wall Street Journal la vicenda dimostra
che Silvio Berlusconi "si è rivelato più un corporativo avverso alla
libera concorrenza di mercato che un liberale economico che intende fare quello
di cui l'Italia ha bisogno per rilanciare l'economia barcollante". In un
editoriale il Wsj ricorda che Berlusconi da tempo si dice a favore di "una
soluzione italiana". Tuttavia, continua, "l'ultima volta in cui è
stato a Palazzo Chigi Berlusconi non ha trovato alcun salvatore per Alitalia. Invece ha esitato mentre il debito della compagnia
cresceva fino a raggiungere 1,3 miliardi di euro lo scorso gennaio. Gli
elettori italiani - continua il quotidiano - potrebbero chiedergli perché non
ha venduto la quota di Alitalia quando valeva
qualcosa. Il prezzo delle azioni della compagnia è sceso del 70% negli ultimi
due anni". Il titolo in Borsa ha chiuso in rialzo del 32,35% a quota 0,45
euro, dopo numerose sospensioni al rialzo e al ribasso e aver toccato un
massimo teorico dell'87,9%. Al termine delle contrattazioni sono passate di
mano 71,5 milioni di azioni, vale a dire il 5,1% del capitale.
( da "Opinione, L'" del 26-03-2008)
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Oggi è Mer, 26 Mar
2008 Edizione 59 del 26-03-2008 Intervista a Michele Graglia / Quale futuro per
il distretto aerospaziale? di Roberto Sonzogni L'esistenza di un vero e proprio
distretto dell'industria aerospaziale che dal territorio varesino si estende a
tutta la Lombardia sta nei numeri: la provincia di Varese è la culla di una
filiera di 100 imprese che, con oltre 8mila addetti, produce da sola il 30%
dell'export nazionale del settore. Una realtà sulla quale l'Unione degli
Industriali della Provincia di Varese ha voluto puntare i riflettori,
organizzando un convegno dal titolo "Distretto aerospaziale lombardo:
un'opportunità da cogliere". Quasi uno slogan che riassume il messaggio
lanciato da Michele Graglia, presidente dell'UNIVA, al quale abbiamo chiesto di
illustrarci le potenzialità dell'iniziativa. Cosa serve all'industria
aerospaziale del Varesotto per diventare protagonista europea del settore? In
realtà l'industria aeronautica della nostra provincia protagonista a livello
europeo lo è già. Anzi possiamo tranquillamente dire che l'eccellenza varesina
è percepita da tempo a livello mondiale. Quello che però serve al comparto è un
riconoscimento di sistema da parte delle istituzioni. Se venisse ufficializzata
l'esistenza, che è già nei fatti, di un metadistretto, questo potrebbe dare
anche alle piccole e medie imprese della filiera produttiva la stessa
visibilità che è tipica, oggi, delle grandi e ben più famose aziende presenti
in provincia come Alenia Aermacchi ed Agusta Westland. Una filiera che, in una
ricerca presentata pochi giorni fa dal nostro Ufficio Studi, è emersa in tutta
la sua forza. In quali aeree della provincia è maggiormente concentrato il
tessuto produttivo di questo comparto? In quelle dove sorsero all'inizio del
secolo i primi stabilimenti: parliamo del gallaratese, dell'area intorno a
Malpensa, del basso Verbano, della zona tra Tradate e Varese. Esiste un nesso
tra Malpensa e lo sviluppo del polo aerospaziale? Il nesso è prima di tutto
storico-simbolico. Proprio a Malpensa, intorno al 1910, i fratelli Caproni
testarono i primi modelli di aeroplani varesini. In pratica nasceva allora,
appena sette anni dopo il primo volo del fratelli Wright, l'industria
aeronautica varesina che si legherà subito a nomi di società quali l'Anonima
Nieuport-Macchi, (oggi Aermacchi), la Caproni e poi la Siai Marchetti e
l'Agusta. Ma, non solo. Le due vicende, quella di Malpensa-Alitalia e quella
del riconoscimento di un metadistretto aerospaziale, sono legate dai termini
con cui avanziamo le nostre richieste alla politica. Per entrambe non si chiede
un sostegno a realtà in crisi. Non vogliamo assistenzialismo, ma la possibilità
di competere ad armi pari con altre realtà del Paese: Malpensa con gli altri
aeroporti, l'industria aeronautica varesina con quella delle province
che, supportate dalle regioni di appartenenza, in particolare Piemonte,
Campania, Puglia, Veneto e Lazio, si stanno muovendo in maniera compatta allo
scopo di dar vita a un distretto nazionale. Qual è lo stato di salute
dell'industria nella provincia di Varese? Come altre realtà produttive italiane
ed europee stiamo vivendo un momento di forti pressioni causate dal
rafforzamento dell'euro e dal costante rincaro del petrolio. A differenza di
altre aree industrializzate, però, c'è il fatto che le nostre imprese sono poco
specializzate nei prodotti di largo consumo, più soggetti a repentine
fluttuazioni dei mercati. L'industria varesina produce soprattutto beni
intermedi o strumentali che permettono di spostare nel tempo eventuali effetti
freno. Penso alle macchine utensili, nelle quali la nostra provincia eccelle
anche solo per quantitativi d'export. In questo caso riposizionarsi su altri
mercati, come quelli dei paesi in via di sviluppo, è possibile. Anche perché se
l'Italia e l'Europa frenano, altre economie, invece, accelerano. E per
continuare a farlo hanno anche bisogno dei nostri prodotti. Prodotti che
servono ad altri per produrre.
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Prima lo stipendio
minimo garantito per i precari, poi la diminuzione delle tasse, le promesse
sulla sicurezza, l accelerazione per le infrastrutture, ieri l aumento delle
pensioni. stefania piazzo Come andrà a finire? Malpensa vivrà ma, soprattutto,
l avrà vinta Romano Prodi o il Nord? Air France farà fagotto? Quel che è certo,
per Giancarlo Galli, scrittore ed editorialista economico, c è un nuovo
orizzonte. Un grumo concreto di consapevolezza, la costituzione di una catena
di dna imprenditoriale che fa branco per il Nord. Una classe dirigente,
economica, che si intreccia con la politica che verrà a Palazzo Chigi. Per
farla breve, il Nord salverà il Nord con l aiuto di Dio, dei suoi politici,
delle sue banche e dei suoi imprenditori. Galli, la gente davanti ai fatti di Alitalia è confusa, non comprende questo tira e molla.
"Certo, quel che sembra delinearsi è uno stallo delle trattative con Air
France per arrivare, invece, ad un discorso più pluralista...". Una
cordata di casa nostra? "Può proprio succedere". Come spiega la
sintonia tra Prodi e i francesi? "Non dimentichiamoci che già nel 1997
iniziarono i primi contatti fra l allora Governo Prodi e Spinetta, uomo del
socialista Jospin. Fin dall inizio l operazione ha avuto come protagonista da
sempre Prodi che ha ritenuto, sostenuto da Tommaso Padoa Schioppa, di sbarazzarsi del problema Alitalia,
scaricandolo attraverso un accordo con Air France". Ma ad un prezzo
inaccettabile. "Il sacrificio di Malpensa, con la concentrazione di Alitalia a Roma". Possono convivere due hub nel Paese? "Ci sono
Paesi federali con due hub che non necessariamente, vedi la Germania, si
identificano con la capitale. Lo stesso vale per gli Usa: sono a Los
Angeles e New York ma non a Washington. In Italia viceversa a Roma c è un hub
obbligato. Non dimentichiamolo: c è il Vaticano, il più potente mezzo di
attrazione turistica". E allora niente hub in Padania? " Per averne
un altro forte al Nord bisognava da subito puntare sulla dimensione federalista
e cioè avere un Nord federale, una Padania compatta che, da Torino a Trieste,
dicesse Non passiamo da Roma ma da Milano ". Poi Alitalia
è sempre stata romana... "Forte delle sue origini, ha sempre tirato a fare
il suo gioco, privilegiando l assetto romanocentrico. Un po come la Rai. Milano
non ha mai avuto quel che le spettava". Colpa dello Stato centrale?
"Altra riprova: Prodi non ha mai avuto una pulsione verso il Nord, c è
sempre stata una trascuratezza colpevole nella nostra classe dirigente verso la
questione settentrionale". Tornando a Malpensa, cosa a suo avviso ha rotto
i piani del Governo? "Nell estate scorsa quando Prodi pensava di restare
fino al 2011 o, nella peggiore delle ipotesi, sino alle europee del 2009,
credeva di risolvere il nodo Alitalia. La situazione
economica mondiale era ancora buona e si pensava di chiudere con Air France,
spazzando via tutti i concorrenti, eliminati peraltro in modo piuttosto
discutibile". Il vento era in poppa? "L ostacolo più grande, quello
del personale, con un Governo Prodi e le sinistre dentro e i sindacati che non
avrebbero fatto troppo rumore, si pensava sarebbe stato gestito senza
dolori". Poi però l Esecutivo ha perso aderenza. "Strada facendo ha
iniziato a barcollare; poi è arrivato Sarkozi che, con Spinetta, è tutto meno
che asola e bottone. Il presidente è uno che non scherza nell alzare la
bandiera nazionale. E le condizioni di Air France sono mutate in peggio. Poi la
crisi globale ha toccato anche Air France, scesa in Borsa perdendo circa il
30%". Ed è caduto Prodi. "E da quel 24 gennaio i francesi sono stati
spinti da Prodi e TPS a chiudere subito. Qualcuno sussurra anche per non far
piacere a Veltroni. In questo modo si alienavano il Nord: una pesante sconfitta
di Veltroni poteva rimettere in discussione il Pd". Tutte le strade non
portavano più a Roma. Ma con franchezza, Galli, lei come uscirebbe dallo
stallo? "La cosa migliore? Lasciar fallire Alitalia,
come è accaduto con Swiss Air, e far entrare una nuova cordata. La prima cosa
da fare, poi, è quella di avere nuove condizioni del lavoro, ricercando un
grande partner ". Può essere Air One? "Punto interrogativo...".
Può essere Lufthansa? "Yes. Potrebbe lasciare l hub a Milano, così quello
di Roma resterebbe, diciamo così, secondario. L hub commerciale per natura e
vocazione abita al Nord, quello turistico è a Roma. Gli aerei per le Americhe e
l Estremo Oriente devono partire da Malpensa e non da Roma". Servono però
i danè. "Trovo interessante che si sia formata su questa idea che il Nord
va difeso di fronte ad un operazione di invadenza, un coagulo di classe
dirigente che mette insieme le Emma Marcegaglia e i Corrado Passera, entrato
peraltro in rotta di collisione con Gianni Bazoli, e che pone Banca Intesa su
questa nuova linea. Si è creato un asse reale sulla linea Milano-Torino".
Attorno al fatto politico si innesta la difesa imprenditoriale? "Bisogna
leggerla anche così: è un atto di ribellione presecessionistico, è una
secessione dolce verso il volere di Roma. Come dire: Noi difendiamo Malpensa al
di là di Alitalia, siamo noi che non prendiamo in considerazione
i problemi di Roma bensì quelli del Nord ". E Berlusconi? "Ha
ribaltato tutto dicendo: Voi non siete graditi . E come si fa adesso a firmare
un accordo quando il futuro capo del Governo ti fa sapere che tu non sei
gradito?!". Come finirà, Galli? "Il gioco è aperto. Grazie alla Lega
e anche a Formigoni che hanno tenuto alta la bandiera di Malpensa, scartando la
rassegnazione". Adesso arrivano le banche? " Non dimentichiamo la
famosa battuta di Gianni Agnelli: il sistema economico è per natura governativo.
Poi si sta riscoprendo, ce lo insegna Giulio Tremonti, il protezionismo a
difesa dei danni della globalizzazione. Qualche anno fa era un grave peccato.
Oggi invece si parla di dazi...". Non cedere Alitalia
è una prova di forza antiglobalizzazione? "Il Governo che verrà vuole
dimostrare di saper gestire da subito l operazione e punta i piedi. Trova
terreno favorevole: Air France non ha più tanta voglia, rischiando di trovarsi
col cerino in mano con un accordo firmato con un Governo che cade male, con un
ministro che non ci sarà più e col sindacato che dovrebbe firmare all estero
2.000 licenziamenti". Galli, e il ricorso Sea di Bonomi? "Geniale:
1.250 euro di penale! Ma ora si tratta di concretizzare. Il Nord deve farsi
strada". [Data pubblicazione: 26/03/2008].
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Il sogno di
Veltroni: "Basta parlare di Alitalia"
Tremonti: "Prodi pensa di essere ancora all Iri" Roma - Le richieste
della Lega Nord, subito sottoscritte dal Pdl, stanno smuovendo qualcosa. Il
Presidente della Camera dei deputati, Fausto Bertinotti, ha infatti convocato
per questa mattina la Conferenza dei presidenti di gruppo. Nella riunione si
valuterà la richiesta di un audizione in Parlamento del Governo sul caso Alitalia. Per il resto i temi sul banco restano due: la
nuova proposta di Spinetta e la cordata italiana. Per Mario Baldassarri è stata
proprio l appello agli imprenditori italiani lanciato da Silvio Berlusconi
"a costringere Air France a decidere di trattare ad oltranza".
"Il Governo - sottolinea invece Gianfranco Fini - ha condotto una
trattativa di cui anche la Cgil, la Cisl e la Uil hanno detto di vergognarsi.
Hanno detto: vi siete preoccupati di avere un interlocutore solo e non di
averlo in base ad un piano industriale ". Giulio Tremonti ricorre al
sarcasmo: "Prodi sta facendo accordi come fosse al terzo mandato dell Iri
e non come presidente del Consiglio. Sta facendo traffici e confusione. Il
rapporto con Air France è stato quanto di più volutamente opaco si potesse
organizzare". Nel campo del centrosinistra, però, le opinioni continuano
ad essere variegate. Walter Veltroni vorrebbe che di Alitalia non si parlasse fino al 13 aprile. "Sul tavolo da poker
della vita politica e della campagna elettorale - dice - viene giocato tutto,
anche il lavoro di migliaia di persone ma questo è inaccettabile. Se c è una
cordata sull Alitalia bene, si faccia avanti subito. Altrimenti bisogna trovare
un accordo per consentire di avere minor prezzo sociale per salvare la
compagnia e rilanciarla". Il ministro delle Infrastrutture Antonio Di
Pietro, spalleggiato da un altro esponente non secondario del Pd come Ermete
Realazzi, ammette che "la responsabilità politica di una decisione del
genere sarebbe meglio che la prendesse il nuovo governo, nella pienezza dei propri
poteri" mentre il ministro del Lavoro Cesare Damiano si augura che la
trattativa con Air France vada in porto. Sulla stessa linea sono anche Emma
Bonino e Paolo Gentiloni. "Dobbiamo stare attenti ed evitare - osserva il
ministro delle Comunicazioni - che battute di propaganda elettorale non
facciano venir meno l unica offerta seria sul tappeto". D accordo Rosy
Bindi: "Ad oggi - dice il ministro della Famiglia - l unica proposta
percorribile sul tappeto è quella di Air France. Quindi o Alitalia
fallisce o entra a far parte di un grande gruppo internazionale. Un altra
strada, in questo momento, non c è. Se ci sarà e sarà seria e competitiva la
prenderemo in considerazione. Se invece, come sembra, e ancora una volta,
soprattutto da parte di Berlusconi è un pretesto per rinviare la soluzione del
problema credo che non solo debba essere restituita al mittente ma inoltre
bisognerebbe anche denunciare la stranezza di un comportamento che rischia
davvero di compromettere Alitalia ed il trasporto
aereo nazionale". "Dopo tante trattative nell ombra - commenta infine
Paolo Ferrero - c è ora lo spazio per una trattativa vera che entri finalmente
nel merito delle questioni, fatti cadere gli astrusi termini del 31 marzo. Se
davvero esiste una cordata di aziende italiane interessate è questo il momento
per il confronto e per misurare le diverse proposte. Berlusconi deve perciò
uscire dalla dinamica elettorale e, se davvero esiste questa proposta. deve
essere resa pubblica, nell interesse del Paese dei lavoratori". A.Mon. [Data
pubblicazione: 26/03/2008].
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
DAVIDE BONI Lo spostamento
dei termini per concludere il negoziato tra i francesi e la compagnia italiana
non contribuisce a risolvere la questione. Il dato certo è che attorno a questa
vendita, che passerà alla storia come una trattativa economica disastrosa, da
depennare da qualsiasi manuale di strategia aziendale, si è ormai scatenato una
caos generale. L unica cosa certa è che il governo Prodi non è stato in grado
di condurre questa importante partita, lasciando che il progetto francese
prendesse forma in tutti questi mesi, accorgendosi solo ora del danno economico
ed occupazionale che in realtà nascondeva. Se prima ci accusavano di fare del
terrorismo politico , ora le nostre preoccupazioni trovano conferma nei dati
resi pubblici circa gli esuberi e il numero di voli cancellati su Malpensa. D
altra parte il processo di de-hubbing ha avuto inizio: pertanto ben venga in
questa fase qualsiasi cordata di imprenditori che riesca
non tanto a salvare Alitalia, quanto a garantire un futuro al nostro hub. Certo che lo
spessore politico dell Esecutivo di centrosinistra uscente, traspare anche dal
fatto che tra una compagnia ormai fallita e un aeroporto che invece cresce ogni
giorno che passa, qualcuno, per questioni campanilistiche, ha sempre e solo
tifato per un colosso caduto in disgrazia. Ci scusino i politici che
lottano per Fiumicino, ma noi abbiamo scelto di difendere un infrastruttura
simbolo della nostra operosità, vittima di un piano sbagliato che, nonostante
il complotto franco-romano , riuscirà a mantenere i propri livelli di
efficienza e gli standard qualitativi che gli altri aeroporti internazionali ci
invidiano. [Data pubblicazione: 26/03/2008].
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Angeletti vuole
stringere i tempi, Bonanni preferisce Lufthansa Sindacati divisi sulla
trattativa ma uniti contro Palazzo Chigi Richiamati all ordine, nel giorno di Pasquetta
arriva il signorsì. La triplice sindacale nei giorni scorsi aveva osato
criticare (flebilmente, molto flebilmente) il governo di centrosinistra contro
il quale, nonostante gli evidenti danni arrecati al paese che sono sotto gli
occhi di tutti, in due anni non si è mai sognata di proclamare uno sciopero
generale. Niente: al governo amico ne hanno perdonate di tutti i colori.
Sembrava invece che sulla vergognosa svendita di Alitalia
ad Air France, un briciolo di orgoglio fosse rimasto a Cgil, Cisl e Uil. Che
infatti nei giorni scorso avevano manifestato la necessità di essere
"convocati immediatamente" a Palazzo Chigi, avanzando pure l ipotesi
che giunti a questo punto, a poche settimane dal voto, sarebbe stato più logico
che la situazione venisse congelata, per dare modo ad un nuovo governo, nel
pieno dei suoi poteri, di portare avanti una trattativa difficile e complessa.
E invece ecco arrivare la sorpresa. "I problemi devono essere affrontati
subito, non vedo perchè aspettare un nuovo governo per fare una trattativa su Alitalia". la sorpresa di pasquetta arriva dal
segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, alla vigilia del nuovo incontro
tra i sindacati e il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta.
Angeletti quindi respinge l ipotesi di rinviare il problema della
privatizzazione del vettore italiano a dopo le elezioni e replica alle parole
di Romano Prodi che aveva invitato i sindacati al senso di responsabilità:
"Noi siamo molto responsabili, lo siamo sempre stati. Ovviamente questo non
significa essere l agnello sacrificale di una trattativa gestita con i piedi
senza coinvolgerci". E respinge le accuse del premier riguardo Lufthansa:
"Non scarichi su di noi le sue responsabilità". Eppure, nonostante l
apparente contrasto con l inquilino sfrattato da Palazzo Chigi, Angeletti
auspica che oggi il numero uno della compagnia franco-olandese "sia
disponibile a fare sul serio una trattativa, quindi a modificare seriamente le
sue proposte". Poi emergono le contraddizioni quando il leader della Uil
affronta l argomento della possibile cordata italiana: "Quando ci saranno
proposte le analizzeremo. Più interlocutori ci sono e più siamo contenti perchè
migliori saranno le condizioni". Certo, ma per avere più interlocutori è
fondamentale che la trattativa con Air France non si chiuda entro la fine del
mese, come invece hanno imposto i francesi. incassato un mezzo sorriso da
Angeletti, Prodi e soci, ieri hanno però preso una bordata tra i denti da
Raffaele Bonanni, segretario della Cisl. "Il presidente del Consiglio
farebbe bene - ha detto Bonanni - a non menare il can per l aia perchè sa
perfettamente che Lufthansa si è ritirata perchè sapevano perfettamente del suo
rapporto indissolubile con Air France". E ancora: "la discussione
fatta da Lufthansa con noi fu molto soddisfacente, sia per noi che per
loro". A ciò si aggiunge il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, già da tempo critico nei confronto della gestione dell affaire-Alitalia, che l altro giorno ha sbugiardato gli svenditori di palazzo Chigi,
affermando una verità che era stata scritta nero su bianco dai vertici Alitalia: la compagnia italiana ha denaro sufficiente per sopravvivere
fino a giugno. E ieri ha rincarato la dose: "che ci sia un urgenza è fuori
di dubbio, ma che ci siano scadenze così perentorie mi sembra un po
azzardato. Nel piano di sopravvivenza presentato lo scorso settembre dall'Alitalia i tempi erano diversi". Quindi l allarmismo
delle ultime ore fatto montare ad arte da Padoa Schioppa, Prodi, Bersani e chi
più ne ha più ne metta, è del tutto fuoi luogo. Si giustifica solo con la
necessità di voler chiudere la partita prima che scendano in campo altri
giocatori. Quale sia il tornaconto politico è ancora ignoto, ma è evidente che
la fretta degli ultimi giorni è quantomeno sospetta. Perfino L Unione Piloti
ieri si chiedeva quali interessi avesse il ministro dell Economia
"agitando lo spettro dell imminente fallimento proprio in piena trattativa
e parlando tranquillamente di quasi esaurita disponibilità di cassa". Ma.
Ma. [Data pubblicazione: 25/03/2008].
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Matteo mauri Aveva
tenuto un profilo bassissimo, senza mai intervenire nella campagna elettorale.
Per non disturbare. O meglio: per non peggiorare l immagine di Valter Veltroni,
che si è presentato al via con un pullman tirato a lucido, spacciandosi come il
nuovo che avanza (tanto che la baby-pensione, maturata in anni di duro lavoro
parlamentare, da quel buon uomo che è, l ha sempre data in beneficenza). Eppure
Romano Prodi, quando è venuto a galla l affaire Air France, non ce l ha più
fatta: è sbottato, ha cominciato a dichiarare, a difendere con i denti e con le
unghie il colpaccio che stava per portare a casa, insieme col suo amico Tommaso
Padoa Schioppa. Ha cominciato a mandare segnali, serrare le fila, stringere i
tempi: guai a farsi sfuggire l occasione. Del resto la strategia, finemente
messa a punto almeno un anno fa, non ammetteva possibilità
di sconfitta: il governo indice una gara per la vendita di Alitalia, indicando condizioni capestro per i potenziali acquirenti, tra
cui la salvaguardia dei posti di lavoro. Tale gara va deserta, perchè, poco a
poco, tutti i soggetti interessati si ritirano. A quel punto si va a trattativa
privata. Con Air France. La quale detta le condizioni: acquisto per un
pugno di dollari, morte di Malpensa, licenziamenti a valanga. E Prodi ci sta:
per forza l aveva pensata lui così fin dall inizio. Solo che alle condizioni
vantaggiosissime concesse ad Air France anche altri soggetti avrebbero potuto
partecipare con successo. E quindi scoppia la guerra. Alla quale Romano non si
sottrae. Prima ridicolizza la possibile cordata italiana proposta da
Berlusconi. Poi s irrigidisce quando capisce che il Cavaliere fa sul serio, per
altro trovando insperati alleati nella sinistra Arcobaleno, a cominciare da
Fausto Bertinotti. Infine fa il possibilista con una mezza apertura, tanto per
evitare che la sua francesità sia smaccata e indifendibile. Il tentativo di
slalom di ieri più o meno suona così: auspico una cordata italiana ma, per il
momento, non ne vede nessuna traccia. E i sindacati siano responsabili. "Una
proposta tutta italiana deve essere concreta, con risorse, persone, un piano
industriale". E sui tedeschi: "quando Lufthansa era interessata, dopo
l incontro con i sindacalisti hanno rinunciato a fare l'offerta". Attacca
quei sindacati che si mettono contro e non sopporta che l ultimo colpaccio non
vada a segno. Subodorando anche questa sconfitta, Romano ha deciso di
vendicarsi: quando Veltroni arriverà nella sua Bologna, sarà lì, dietro di lui,
a ricordare a tutto il Paese che Veltroni e Prodi sono la stessa cosa".
[Data pubblicazione: 25/03/2008].
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
La trattativa va
avanti, però il 31 marzo Alitalia
dismetterà 180 voli al giorno Igor Iezzi Lo spettro della cassa integrazione
per i lavoratori, il fantasma del dehubbing per lo scalo di Malpensa. Mentre a
Roma si continua a trattate e il mondo politico non smette di discutere e di
accapigliarsi sul futuro di Alitalia e dell aeroporto lombardo,
il destino, per molti è dietro l angolo. Il primo aprile, come già deciso e
annunciato dalla compagnia di bandiera, scatterà l orario estivo (oppure come è
stato chiamato omaggiando l esterofilia veltroniana, il summer 2008 ). Questo
vuol dire che l azienda di via della Magliana entro il 31 marzo dovrà
rivoluzionare il suo piano voli. I lavoratori di Malpensa, quindi, guardano sì
con apprensione alle trattative ma sanno che comunque vada, cordata italiana o
no, disponibilità di Air France o meno, per loro tra cinque giorni qualcosa
succederà: Alitalia taglierà sull hub lombardo ben 180
voli, mentre ne rimarranno solo 170. E dalle 86 destinazioni dello scorso anno
si passerà a 51. Per Malpensa questo significa un netto taglio nelle
destinazioni internazionali che passano a 14. Sono stati gli stessi dirigenti
di Alitalia, in una conferenza stampa tenutasi il 5
febbraio, ad anticipare la decisione, mentre comunicavano la scelta di
Fiumicino come hub di riferimento (proprio sullo scalo romano sono stati
dirottati una parte dei voli tagliati a Milano): "La nuova missione
industriale di Alitalia si realizza: scegliendo come
hub di riferimento Roma Fiumicino, centrale rispetto al mercato Italiano e bacino
naturale di traffico, per sfruttare al massimo le caratteristiche di Roma quale
grande mercato di destinazione e punto di interconnessione naturale per il
traffico italiano e le direttrici Nord Sud. I motivi alla base della scelta di
Fiumicino come hub di riferimento sono principalmente i seguenti: nell attuale
contesto è impossibile gestire in modo efficiente un sistema a doppio hub per
il continuo accumularsi di perdite di esercizio, per la maggior parte - diceva,
contro ogni evidenza, Alitalia - concentrate sullo
scalo di Malpensa". Tutto questo per i lavoratori varesini e milanesi
significa mobilità, esuberi e cassa integrazione. In base agli accordi firmati
nella notte tra il 7 e l 8 marzo scorsi tra i sindacati e la Sea, già a partire
da questa settimana scatta la cassa integrazione di 24 mesi per 350 dipendenti
Sea e per 550 di Sea Handling. Al termine dei due anni, i 900 lavoratori
rientreranno in azienda. L intesa tra Sea e sindacati - fu spiegato
immediatamente dopo la firma dell accordo - consentirà alla società controllata
dal comune di Milano di alleggerire la situazione del gruppo che prevede una
contrazione economica di 70 milioni di euro all anno a causa della
cancellazione dei voli decisa da Alitalia. Sempre che
addirittura la situazione non peggiori con Air France. [Data pubblicazione:
26/03/2008].
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
ALESSANDRO MONTANARI
Roma - C è il ministro Bianchi che contesta il ministro Padoa Schioppa, il
ministro Bonino che contesta il ministro Bianchi, Antonio Di Pietro che fa il
ministro "di lotta e di governo" e un premier che, seppure con
ostentato disgusto, apre alla cordata italiana organizzata da Berlusconi. Il
balletto dell Esecutivo sulla vendita della compagnia di bandiera ad Air France
rischia di fare molto male ad Alitalia e Malpensa,
"ma anche" ai sogni di gloria di Walter Veltroni. Davanti a uno
scenario tanto imbarazzante, però, la Lega chiede di fermare le bocce sul
tavolo e pretende spiegazioni. "C è una rissa continua tra ministri -
spiega Roberto Maroni -e in piu questa novità di Bonanni che accusa Prodi di agire
per interessi personali, per favorire Air France. La situazione è fuori
controllo e per questo chiediamo che il premier venga in Aula a dirci come
stanno davvero le cose". "In un Paese che non sia una Repubblica
delle Banane - rincara la dose Roberto Calderoli -non è ammissibile che due
ministri del medesimo governo diano versioni completamente opposte sulla
liquidità della compagnia di bandiera. In attesa che nella prossima legislatura
una commissione d inchiesta sveli le responsabilità e i motivi che avrebbero
portato alla svendita di un bene pubblico e alla chiusura dell aereoporto
internazionale di riferimento del Nord, i ministri Bianchi e Padoa Schioppa
devono venire in Parlamento con i conti alla mano. E lo facciano subito perché
è evidente che uno dei due mente". Roberto Cota, invece, punta l
attenzione sull inaffidabilità del Pd. "Nel Partito Democratico - attacca
l esponente del Carroccio - non è cambiato nulla, sono tutti contro tutti e,
nonostante i giochi di prestigio di Veltroni, si stanno comportando esattamente
come hanno sempre fatto nell Unione. L unica consolazione è che, comunque, dal
prossimo 13 aprile continueranno a litigare nei banchi dell opposizione".
Sottoscrive la richiesta leghista di un audizione alle Camere il Pdl, che con gli
azzurri Bondi e Cicchitto sottolinea la necessità di chiarire diversi passaggi
della vendita. Margherita Boniver, invece, spande sarcasmo su Tommaso Padoa
Schioppa consegnandogli "l Oscar delle gaffe istituzionali: dopo aver
licenziato Petroni, silurato Speciale, il ministro dell Economia ci stupisce
per la fretta con la quale vuole liquidare Alitalia". "Da pessimo boiardo - osserva l ex ministro Maurizio
Gasparri - Prodi è abituato a svendere le aziende di Stato procedendo in
operazioni poco trasparenti. Lo stesso si voleva fare con Alitalia. Peccato che ministri del suo stesso defunto governo lo stiano
sbugiardando, dando versioni opposte della stessa condizione economica della
compagnia di bandiera. L ultimatum di Air France non deve essere una
resa. L interesse comune è salvaguardare l italianità dell azienda. Va quindi
dato il tempo necessario ad una offerta tutta italiana che salvi Alitalia e tuteli gli Hub di Malpensa e Fiumicino".
"In gioco - conclude il leader della Dc per le Autonomie Gianfranco Rotondi
- ci sono la nostra compagnia di bandiera, migliaia di posti di lavoro e il
futuro di Malpensa: la cordata italiana sarebbe un toccasana". [Data
pubblicazione: 25/03/2008].
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Carovita, sorpresa
amara nell uovo: sulle tavole rincari fino al 40 per cento Mentre Prodi ci
lascia in eredità una superbolletta statale da 13 miliardi Svendo io! No tu
no... Pasqua è arrivata, ma la Quaresima dei cittadini non è finita. Lo
testimoniano le cifre offerte dalle associazioni dei consumatori, che anche per
queste festività, registrano rincari a go go su tutte le principali voci di
spesa per imbandire la tavola. L Unione consumatori ha stimato che rispetto al
2001, pasta fresca, vino e spumante sono aumentati del 30/40 per cento. Cifre
analoghe per l agnello, che costa il 33,33 per cento in più. Non va meglio per
i dolci tipici del periodo. Per un uovo di cioccolato, si deve sborsare quasi
il 40 per cento in più rispetto a sette anni fa. Lo stesso vale per le colombe,
che lievitano non solo per l amido, ma anche per il prezzo: + 33 per cento.
Insomma, per un pranzo di otto persone, si spenderanno circa 162 euro, contro i
134,54 del 2004 e i 115,3 del 2001, cioè quasi 50 euro in più. leonardo boriani
"Sono pazzi questi Romani". Faccio mie le parole del ce- lebre
Asterix per commentare gli ultimi, schizofrenici e deliranti, giorni di una
banda -appunto quella romanocentrica guidata da Prodi e
Veltroni- sul caso Alitalia. Una banda infarcita di gente che non sa più cosa dire, cosa
fare, cosa negare, cosa promettere, quali balle sparare... pur di provare a
salvare il deretano. Se non ci fosse da piangere, a prender le loro
dichiarazioni ad una ad una ci sarebbe da ammazzarsi dalle risate. Il
problema è che questa accozzaglia (cattolici adulti, compagni, ex compagni,
finti convertiti, riformisti, riformisti per interesse con tutto il codazzo di
adulatori in tv e sui giornali) sta ammazzando veramente il paese. Anche se, lo
ricorderete, in campagna elettorale due anni or sono provarono a ficcarci in
testa che "la serietà sta tornando al governo". Prendete Prodi, l
altra faccia di Veltroni. La domenica di Pasqua fa sapere attraverso gli
organi-amici che gli imprenditori italiani gli hanno sempre detto di no su Alitalia, ma già a Pasquetta cambia idea e apre - ...è
auspicabile... - ad una cordata italiana. Segno inequivocabile che il vento è cambiato
e quindi delle due l una: o non gli è mai fregato nulla di chiedere alcunchè
(cosa verosimile, leggetevi l intervista di Stefania Piazzo al politologo
Giancarlo Galli) o qui c è puzza, quella che nasce dalla paura che Berlusconi
riesca in ciò che ha annunciato. Che rappresenterebbe una debacle per lui e
compagni. Prendete Veltroni, l altra faccia di Prodi. A parte le barzellette
sul paese risanato , puntualmente sputtanate e smentite da mezzo mondo oltre
che da tutti gli organismi italiani e internazionali, il Walter che è in
politica e vive di politica da quando era bambino pretende che in 48 ore
vengano alla luce cordata, nomi, soldi... insomma che in duegiornidue il
problema Alitalia venga risolto dopo che per
ventiquattro mesi è stato trascinato verso la sua inevitabile fine: o Air
France o la morte. Un comico vero, Uolter, come è nelle sue corde di
uomo-spettacolo. "Viva Malpensa - grida - ma io sono Fiumicino",
"Viva il Nord - strepita - ma io sono il Sud". Gira su un pullman
esibendosi come il nuovo che avanza (o arranca?) ma non si capisce con quale
magia potrebbe salvare il paese dopo che decine e decine di ministri,
viceministri, sottosegretari non hanno combinato nulla fino ad oggi, mentre da
domani, imbarcati sul suo pullman (sono gli stessi del governo Prodi, non
dimentichiamolo), con la bacchetta magica sarebbero in grado di risollevarci. E
Padoa Schioppa? E Bersani? E il ministro Bianchi? Per il primo, a Pasqua, Alitalia non aveva più una lira, per Bianchi (subito ripreso
dalla Bonino) alla sera di Pasqua i soldi ci sono (come sostengono Calderoli e
la Lega), per l ineffabile re delle lenzuolate non ci sono svendite e senza Air
France i libri vanno in tribunale . Un guazzabuglio senza precedenti, come si
può ben capire. Anzi, l unica cosa che si comprende fin troppo bene è che la
banda Romana ha ben inzuppato il biscotto nella cioccolata Alitalia,
quasi riuscendo nell intento che era ed è quello di regalarla ai francesi; cosa
che sarebbe riuscita se non ci fosse stata la Lega con le sue forti e violente
prese di posizione, tali da sparigliare radicalmente le carte in tavola.
Vediamo che accadrà oggi a Roma, nell incontro con i sindacati (tra i quali
manca, per inciso, quel Sin.Pa che rappresenta la voce del Nord): chi calerà le
brache? Le quotazioni di Prodi e della sua banda sono in calo... Chiudo, sempre
in tema di schizofrenia, con una chicca per voi, cari lettori. Riguarda
Bertinotti, che fino a pochi giorni fa era la terza carica dello Stato, in
quota Unione. Testuale dal Corsera, rispondendo ad una domanda - non è riuscito
nel suo intento? su Veltroni e Alitalia : "... ha
dovuto prendere le stesse anime divergenti che caratterizzavano la coalizione e
le ha messe insieme sotto un altro nome, Pd, ma sono la stessa cosa di prima. E
così non riescono ad andare avanti come non riusciva ad andare avanti l
Unione". Disarmante. Che aggiungere? Complimenti vivissimi per averci
preso per i fondelli per due anni... Il problema è che questi vorrebbero
ritornare a prenderci per i fondelli. LEONARDO BORIANI In gergo si chiama
sparigliare e significa (Zingarelli) creare confusione, introdurre un elemento
nuovo che tende a modificare una situazione . Un verbo che viene usato nel
gioco, in particolar modo a scopa e scopone. Ebbene, il giocatore (ma qui non
si può parlare che di rubamazzetto) Veltroni ha cercato ieri di sparigliare il
gioco (politico) sparandone una... ...delle sue: aumenterò le pensioni (sino a
400 euro) da luglio. Da pollo qual è si è dimenticato naturalmente di indicare
la cosa principale, cioè l anno in cui il suo ennesimo miracolo (solo
annunciato, fate bene attenzione) avverrebbe. Perché qui si tratta veramente di
moltiplicare pani e pesci (per la serie bamboli qui non c è più un euro dopo il
passaggio degli Attila Prodi ViscoPadoaSchioppa ) e nemmeno un fenomeno come
Walter l africano, l attore e regista, l ottavo re di Roma, er sindaco (e chi
più ne ha più ne metta...) potrebbe riuscirci. Al di là delle battute, non
fosse altro che per i tempi: ma come si può pensare che in due mesi (maggio e
giugno) si possano adeguare milioni di pensioni? Una bufala, quindi, o il
penoso tentativo di sparigliare il gioco. Di cambiar discorso, soprattutto,
dopo la sua personale Caporetto nel caso Alitalia/Malpensa.
Un discorso che Veltroni deve per forza e necessità evitare. E non è un caso,
cari lettori, che sulla vicenda abbia fatto calare un profondo e assordante
silenzio dopo la sparata iniziale alla iniziativa di Berlusconi... Lo
ricorderete, fu un altra delle sue: ... in 48 ore ci vogliono nomi, soldi e
alleanze della cordata salvaAlitalia . Pazzesco. Dopo,
il silenzio. Per la vergogna, vi chiederete? Nemmeno per sogno, per il timore
che la querelle assumesse una piega nociva per la sua coalizione, composta -
sottolineamolo ancora una volta - da ex componenti la banda Prodi che tanti
danni ha prodotto nel Belpaese. Se viene a galla l ennesimo mar cio - si deve
essere detto Walter - perdiamo faccia e altro, e chiudiamo venti giorni prima
del dovuto baracca e burattini. Di qui la sua uscita totale dal palcoscenico Alitalia/Malpensa sul quale, per sua sfortuna, sono però
rientrati Prodi e compagni tra Pasqua e Pasquetta con una tale serie di
dichiarazioni, tutto e il suo contrario, da vergognarsi per l eternità.
Soprattutto, sta venendo a galla il fatto che i tedeschi sono stati cacciati in
malo modo (nessuno del Governo ha ancora risposto alla provocazione sindacale)
perché la trattativa, anzi il patto tra Prodi e i francesi datava da anni
(nessuno del Governo sente ovviamente la necessità di parlarne, come chiede a
gran voce la Lega). Insomma, per Veltroni, si profila una disfatta di
proporzioni colossali e che fa, il genio? Spariglia rilanciando la bufala delle
pensioni. Un gran brutto segno, da acqua alla gola. ma Prodi che è pur sempre
il presidente del Pd, ed è l altra faccia di Veltroni, gli sta preparando il
colpo finale: vuol salire con lui sul palco a Bologna il giorno del comizio
conclusivo e rammentare al Paese come lo ha risanato, la serietà che vi ha
portato e tutto il bene che ha fatto. Lassù, povero Walter, ci sarà ben poco da
sparigliare... [Data pubblicazione: 25/03/2008].
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Il Sin.Pa: con
Malpensa il Professore vuol distruggere il cuore del sistema padano Mauro:
"Sono in gioco tutti gli aeroporti del Nord" Gira e rigira le
agenzie, le agita tra le mani e poi, Pasquetta o non Pasquetta, Rosi Mauro non
ce la fa proprio a tacere. Per il segretario generale del Sindacato Padano per
il futuro di Malpensa quello di ieri è stato un altro giorno da settimana
santa. Segretario, oggi c è il vertice tra la Triplice e Air France. Nella
mischia si butta il Governo. "Prodi direi soprattutto. Fa un appello alla
responsabilità dei sindacati. Dice che era favorevole ad una cordata italiana.
E che sono stati i sindacati a fare scappare Lufthansa. Le sorprese di Pasqua
continuano. Da quale parte sta, questo signor Pilato?". Intanto, però,
Malpensa è strattonata come uno straccio da chi non ha a cuore il Nord. È
questa l evidenza? "È l evidenza, scusi, macroscopica, è la vergogna di un
sistema che ragiona assecondando la propria pancia, gli interessi della
politica che non mette al centro del proprio agire il bene della Padania. E io
aggiungo , agire per tutti gli aeroporti del Nord. Perché Malpensa, sia chiaro
a tutti, è il cuore di un sistema". Chi guarda solo nella direzione di Alitalia è nemico del Nord? "Sindacalmente e politicamente sì.
Grazie a scelte sindacali sbagliate il Nord è condannato a pagare. Vogliamo
ricordare anche l ultima mossa? L assunzione di 400 precari Alitalia in Lazio. Qui ci sono migliaia di famiglie che non sanno ancora
che destino avranno perché bisogna fare il grande hub di Fiumicino e cancellare
dalla faccia della terra Malpensa come polo commerciale, economico e di
sano business verso l Europa e il mondo". La Triplice tace. "La
Triplice si faccia un esame di coscienza". Mauro, la Cisl rilancia
tuttavia su Lufthansa. È positivo? "Col senno di poi si riempiono le
fossei. Bisognava fare le scelte giuste al momento giusto. E fare una politica
dei trasporti che tenesse in stretto collegamento il sistema aeroportuale del
Nord. Prodi invece lo ha smontato, pezzo per pezzo, e altri hanno iniziato a
pensare un po troppo per sè, dicendo che anche senza Malpensa il Nord potrebbe
sopravvivere". Il Sin.Pa come si pone rispetto ad una cordata per Alitalia? "Si può trattare solo con chi rispetta e comprende
l importanza del Nord, dei suoi lavoratori e del suo futuro". Ste.Pi.
[Data pubblicazione: 25/03/2008].
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
LE ACCUSE DEL LEADER
CISL C era una corsia preferenziale per i francesi? Nelle ore probabilmente più
delicate nella storia di Alitalia e Malpensa, l unica
cosa che prende quota è la polemica, alimentata da accuse abbastanza vaghe da
provocare smentite e suscitare curiosità, sul legame tra Romano Prodi e Air
France. A scagliare il sasso nello stagno è stato Raffaele Bonanni, unico
leader sindacale fin da subito ostile alla trattativa privata con il gruppo
franco-olandese e allo smantellamento programmato dell hub milanese.
"Lufthansa - ha detto il segretario della Cisl replicando alle
affermazioni del premier secondo cui furono i sindacati a causare la
retromarcia dei tedeschi - si è ritirata perché sapeva perfettamente di un
rapporto suo con Air France indissolubile, di una sua preferenza, a
prescindere, per la compagnia francese". Parole allusive che causano la
dura replica del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Micheli,
il quale fa sapere: "Ho conosciuto e trattato personalmente con i grandi
segretari della Cisl, Carniti, Marini, D Antoni e Pezzotta, ma mai mi era
capitato di leggere una dichiarazione tanto singolare come quella dell attuale,
ineffabile segretario, Bonanni". L ineffabile Bonanni non gradisce e
controreplica immediatamente, parlando con sufficienza di affermazioni che
"si commentano da sé". Si commenteranno pure da sole per i diretti
interessati, i quali su questa faccenda sembrano comunicare in codice, ma non
si commentano affatto da sole per gli italiani, ai quali,
forse talvolta è bene ricordarlo, appartengono sia Alitalia sia
Malpensa. Dunque sarebbe il caso, come per prima ha chiesto la compagine
parlamentare della Lega Nord, che il Governo provveda subito a dissolvere
qualsivoglia sospetto di aver pilotato la vendita di Alitalia. E che lo
faccia in Aula. D altra parte è quel che accettò di fare, seppure
obtorto collo per il caso Telecom, perciò non si capisce perché non dovrebbe
fare altrettanto per Alitalia. "Le dichiarazioni
dei leader dei sindacati secondo cui ci sarebbe stato fin dall inizio della
trattativa un accordo privilegiato con la Francia su Altalia - ribadisce
Roberto Calderoli - fanno calare un inquietante velo di sospetto, un sospetto
di una gravità assoluta. E a questo punto la vicenda deve essere approfondita e
va fatta chiarezza sul serio". Certo per Prodi non si trattava del primo
contatto con Air France. "Già nel 1997 - raccontava ieri su queste colonne
l economista Giancarlo Galli - iniziarono i primi contatti fra l allora Governo
Prodi e Spinetta, uomo del socialista Jospin". Fin qui, ovviamente, nulla
di male. Si dà il caso, però, che il leader del secondo più importante
sindacato italiano abbia parlato di "un rapporto personale indissolubile"
di Prodi con Air France e di "una preferenza a prescindere" a favore
dei francesi. Ora, siccome Prodi non sta vendendo un bene di sua proprietà come
il Castello di Bebbio ma la nostra compagnia di bandiera, e siccome nell affare
il compratore pone come condizioni l azzoppamento della nostra Malpensa,
sarebbe il caso che il presidente del Consiglio, per quanto decaduto, dica a
tutti gli italiani, con la solennità che comporta un discorso alle Camere, se e
perché Bonanni si è sbagliato. Un silenzio o l ennesima schermaglia in codice
tra i diretti interessati, viceversa, non farebbe che aumentare le ombre. [Data
pubblicazione: 26/03/2008].
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
"Giovedì nuovo
piano" Spinetta tratta ma non su Malpensa ALESSANDRO MONTANARI Roma -
Toglie di mezzo la scadenza del 31 marzo (poi confermata dal Tesoro), fa timide
aperture sugli esuberi e strane proposte sul futuro dei piloti Alitalia, ma sul destino di Malpensa non cede di un
millimetro. Per dirla con parole leghiste, Jean Ciryl Spinetta si mostra
disponibile a trattare su Roma e anche su Napoli, ma non su Milano. Giovedì
prossimo l amministratore delegato di Air France-Klm si presenterà al tavolo
sindacale con una nuova proposta, definita "solida, molto precisa e
dettagliata", orientata "a non lasciare per strada nessuno nel quadro
della ristrutturazione". Per il manager transalpino quel documento servirà
da base per aprire negoziati su ogni singolo aspetto della trattativa. Il
cambio di rotta non è clamoroso, ma la linea non è più il prendere o lasciare
di qualche giorno fa. È evidente che l acquirente francese senta, almeno un po
, il fiato sul collo della cordata italiana adunata da Silvio Berlusconi.
Sfortunatamente, però, le concessioni offerte non rispondono in nulla all
unica, semplice, istanza politica rappresentata da quella stessa cordata, ossia
salvaguardare infrastrutture e servizi essenziali per l economia del Nord. E
non si capisce bene, d altra parte, a quale interesse nazionale (italiano o
francese?) possa corrispondere la promessa di arruolare nelle file di Air
France "180 giovani piloti di Alitalia"...
Nel doppio incontro con le nove sigle sindacali Spinetta ha usato parole
vibranti per far passare il messaggio che l obiettivo primario di Air France è
quello di rianimare la spompata compagnia di bandiera: "Se nel 2010 la mia
ricetta non funzionasse e non si raggiungesse la redditività utile a investire
- ha detto - sarebbe un mio fallimento. E a me non piace fallire". Dopo la
corale bocciatura ricevuta dai sindacati e dalle forze politiche italiani,
però, doveva rimettere mano allo sconcertante piano industriale presentato la
scorsa settimana e così il numero uno del gruppo franco-olandese ha promesso un
recupero dell handling e della manodopera leggera di Fiumicino, si è impegnato a trasferire gradualmente in Air France 180
giovani piloti di Alitalia e, soprattutto, ha tolto di mezzo la spada di Damocle della
scadenza del 31 marzo. Che invece, secondo quanto annunciato dal presidente di Alitalia Maurizio Prato, rimane tale e quale per il ministero del Tesoro.
Durissima la risposta della Cisl. Il segretario nazionale della
Fit-Cisl, Claudio Genovesi, fa immediatamente sapere di non essere disponibile
"a subire diktat da Padoa-Schioppa perchè su di lui gravano le maggiori
responsabilità, da un anno e mezzo a questa parte, per il fallimento del bando
di privatizzazione di Alitalia". E per quanto
riguarda Air France, le distanze, per il sindacato guidato da Raffaele Bonanni,
restano tali e quali. "Abbiamo riscontrato un apertura timida ma ancora
insufficiente per riconsiderare il nostro giudizio sull insieme della proposta
- spiega Genovesi -. Non c è una sostanziale modifica del perimetro industriale
e non c è nessun elemento nuovo sugli investimenti in flotta e sul futuro del
cargo". Si accontenta del "passo avanti rispetto al prendere o
lasciare" invece la Filt-Cgil. Meno ottimisti i piloti. "Resta tutta
la nostra preoccupazione - conferma il presidente di Up Massimo Notaro -. Il
cargo si ferma, gli aerei vengono messi a terra, si riduce il lungo raggio e
per Alitalia non c è nessuna garanzia di sopravvivenza
dopo il 2010. Anche se c è stata qualche apertura al dialogo, per ora siamo
fermi alle valutazioni negative dei giorni scorsi. Noi vogliamo trattare,
comunque, fino alla fine senza la scadenza ultimativa del 31 marzo, che
riguarda soltanto Prodi e Padoa-Schioppa". Sulla data di scadenza della
trattativa, in giornata, si era aperto un giallo. Il Sole24ore, infatti, aveva
indicato il termine dei giochi nell 11 aprile, cioé la data entro la quale il
governo dovrà dare il via libera agli ammortizzatori sociali nel caso di un
intesa con i sindacati. Il quotidiano di Confindustria rivelava che "Air
France può invocare la risoluzione dell accordo nel caso in cui l accordo tra Alitalia e i sindacati non sia stato sottoscritto dal
governo entro l 11 aprile 2008". La clausola sarebbe contenuta in un
documento sottoscritto il 15 marzo scorso, giorno del consiglio di
amministrazione fiume di Alitalia in cui venne dato il
via libera alle condizioni di Air France-Klm. Poi, però, Padoa Schioppa ha
tagliato la testa al toro ribadendo che non si andrà oltre il 31 marzo. E
questa volta almeno è chiaro che a porre tale condizione non sono i francesi.
[Data pubblicazione: 26/03/2008].
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Il presidente dei
senatori del Carroccio disponibile alla candidatura NOSTRO INVIATO Matteo MAURI
Un giro al mercato di Calolziocorte, un impegno nel primo pomeriggio a Lecco,
un'ora a Radio Kristal ed un convegno con un panel elevatissimo organizzato
dall'Unione Costruttori: Roberto Castelli sceglie di giocare in casa nel primo
giorno di campagna elettorale post vacanze pasquali, quello che inaugura un
tour senza possibilità di tirare il fiato per le prossime tre settimane. Prima
del convegno, Castelli rivela che il vero obiettivo politico della Lega Nord è
la guida della Regione Lombardia e la presidenza del Pirellone, a suo parere è
"molto più importante che un ministero". Spiega Castelli: "Con
la trasformazione dello Stato in senso federalista, che è ormai ineludibile,
conta molto di più il presidente della Regione Lombardia (che per pil, forza
economica e popolazione è maggiore di molti stati europei) di un ministro della
Repubblica". Per questo motivo la Lega "chiede con forza l'incarico
di governatore. Riteniamo di essere all'altezza e di poterlo gestire senza
problemi. Anzi: oggi è giusto che sia la Lega ad esprimere il governatore della
Lombardia", in caso di vittoria del centrodestra e di conseguente
abbandono di Roberto Formigoni che andrebbe ad assumere un ruolo rilevante a
Roma. Castelli precisa che non si è ancora discusso del dopo-Formigoni, ma
comunque non nasconde la propria disponibilità: "È ovvio, voglio vedere,
tra chi fa politica, se esiste qualcuno non disponibile ad un incarico del
genere". Una battuta su Alitalia: "La
disponibilità da parte di Air France di modificare l'offerta significa che
avevamo ragioni noi a dire che si trattava di una proposta svantaggiosa per Alitalia. Resta comunque inaccettabile il fatto che per salvare Alitalia si sacrifichi Malpensa. E il cuore del problema è tutto
qui". Poi il presidente dei senatori leghisti si rituffa nella campagna
elettorale. "Sto vivendo l'atmosfera del '96: anche allora si avvertiva
un'aria molto favorevole", cosa che riscontra ogni giorno in questa
campagna elettorale, "anche ieri, al mercato di Calolziocorte", da
anni roccaforte leghista, dove si voterà anche per eleggere il sindaco. Poi si
entra nel vivo del convegno, dal titolo emblematico: "Tasse, diamoci un
taglio". La relazione introduttiva di due tecnici, serve ad animare il
dibattito di assoluto rilievo,al quale partecipano tre parlamentari leghisti
(oltre a Castelli, ci sono Massimo Garavaglia e Lorenzo Bodega, per dieci anni
sindaco di Lecco) , gli onorevoli diessini Lucia Codurelli e Nicola Rossi, noto
economista, il professor Gianfranco Pasquino, il margheritino Antonio Rusconi
(ultimo segretario provinciale della Dc, carica di cui ancora oggi va fiero),
Giancarlo Pagliarini (impegnato nella mission impossible di far passare le sue
idee federaliste nel partito della Destra di Francesco Storace) e Giulio
Boscagli, relatore della nuova legge sullo statuto della Regione Lombardia e
candidato per il Pdl alla Camera. Castelli ricorda come nel 2007 ogni mese
"il Governo Prodi si è trovato 800 milioni di euro in più al mese da
spendere, dicendo che tale somma proveniva dalla lotta all'evasione
fiscale". Anche dalle relazioni introduttive, "è del tutto evidente
che non si è fatto altro che far pagare tasse in più a chi già le pagava".
A sostegno delle proprie affermazioni, Castelli cita un dato dell'Agenzia
dell'Entrate: "L'Irap evasa stimata in Lombardia è circa il 13% del
gettito, in Calabria invece è pari al 93%". Cosa bisogna fare allora per
ridurre la pressione fiscale? Castelli propone due azioni. "Introdurre
rapidissimamente ed oggi lo si può fare, perché c'è già una legge della Regione
Lombardia che lo consente il Federalismo e il Federalismo fiscale. Secondo:
diminuire le tasse, passando attraverso la riduzione della spesa
pubblica". E qui apre una parentesi interessante. "Il fatto che in
ogni Finanziaria una sorta di copertura proveniente dalle stime del recupero
dell'evasione fiscale è anticostituzionale e a mio parere il presidente della
Repubblica non dovrebbe firmare una legge che contenga passaggi del
genere". Certi invece sono i vantaggi economici ricavati dalla riduzione
della spesa pubblica. "Credo si debba agire sulla diminuzione dei
dipendenti pubblici. È possibile. Io sono stato l unico ministro che ha
lasciato il ministero con duemila dipendenti in meno rispetto a quanti ne aveva
trovati all'inizio". Come Castelli abbia compiuto tale miracolo è
semplice: applicando con rigidità assoluta il blocco del turn over. "E la
giustizia non è che va peggio con duemila dipendenti di meno", chiosa.
Certo bisogna avere grande determinazione: superare le lotte sindacali, gli
attacchi politici, le critiche della stampa e dei dipendenti. Ma si può fare.
Come si possono fare i conti di quante tasse ha messo il Governo Prodi. Se ne
incarica Massimo Garavaglia, che ricorda la prima Finanziaria di Romano:
"Trentacinque miliardi, più a cascata la Finanziaria degli enti locali,
altri dieci, più ulteriori dieci provenienti dal decreto Bersani.
Dall'insediamento del Governo Prodi ad oggi, dati ufficiali, le entrate
aumentano di cento miliardi, una quantità spaventosa, che si è trasformata quasi
tutta in spesa in più. Al di là della qualità della spesa non c'è una categoria
che sia contenta possiamo davvero dire che il tema del convegno è appropriato:
diamo un taglio alle tasse". [Data pubblicazione: 26/03/2008].
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
LEOPOLDO CHIAPPINI
GUERRIERI Roseto degli Abruzzi (Te) Egregio Direttore, ho fatto molta fatica,
da elettore orientato al PdL, a resistere alla tentazione Veltroni: " per
le pensioni aumenti immediati". Mi sono detto, cosa m'interessa essere di
qua o di là, per una volta penso alla mia saccoccia di pensionato quasi
settantenne, ho l'età e tutti i requisiti per l'aumento. Questo signore è nuovo
alla politica, avrà sicuramente fatto bene per sé prima, perché non dovrei
credergli? Mi hanno poi spiegato che trattasi dell'ex sindaco di Roma (e
conosco Roma e come è messa), che ha per 80% gli stessi collaboratori di Prodi
(e conosco come ha operato Prodi, nel passato e nel presente), che è in
politica dagli anni '80, cominciando da consigliere comunale di Roma nel Pci (
e conoscevo il Pci), che l'unico lavoro fatto nella vita è l'attività politica
ed allora mi sono preoccupato. In fondo sulle pensioni il primo a pensarci fu
Berlusconi, penso, volendo, sia più facile per lui farci un aumento, sa come
fare oltre che dire! E poi... a quindici giorni dalle elezioni Veltroni scopre
queste tentazioni? Più che essere tentato, a pensarci, sono incaz... perche
vengo preso per il c... , "chiedo scusa" per i puntini! Grazie per
l'attenzione e buon lavoro Non solo i giovani oltraggiano... LISETTA ALBERTI
Agrate Brianza Ho letto su la Padania del 23.3 u.s. un episodio di inciviltà commesso
da un cittadino milanese di 71 anni. Questo gentiluomo è stato sorpreso dai
carabinieri mentre con un coltello strappava i manifesti della Lega Nord. Il
fatto mi ha molto colpito, perché è un indice di non tolleranza delle idee
altrui. E poi passi se la cosa l avesse fatta un ragazzo di 14-15 anni, ma da
una persona diciamo anziana che dovrebbe avere un po di sale in zucca, la cosa
non mi va giù. Critichiamo spesso i nostri ragazzi perché imbrattano i
monumenti, fanno scritte sui muri, e poi ci ritroviamo con questi anziani che
girano con i coltelli a strappare i manifesti leghisti. Per questo fatto, io se
permettete suggerirei una cosa: siccome la Lega Nord (spende soldi e ne ha
pochi), per comprare i manifesti suggerirei agli avvocati della Lega di
costituirsi parte civile nei confronti di questo signore e di fargli pagare i
manifesti che ha rotto, è anche un esempio per i futuri vandali. Spero che i
dirigenti della Lega mi ascoltino! Espletamento del servizio militare LIA
COLLODI BOTTI Una domanda nel quiz di Gerry Scotti ha riproposto il dilemma di
Mussolini e il suo servizio militare. Spinta dalla curiosità che dovrebbero
avere molti elettori mi chiedo quanti tra i candidati premier hanno fatto
regolarmente il militare e quanti invece hanno ottenuto l'esonero grazie a
medici particolarmente compiacenti o, peggio ancora, grazie alle amicizie
politiche nelle sezioni giovanili dei vari partiti. Pericolosa abolizione delle
strisce BRUNO DE GIUSTI Albissola Marina (Sv) Leggo sempre piú spesso dell'intenzione
di abolire le zebre sugli attraversamenti, obbligando il conducente a dare la
precedenza al pedone in ogni caso. La ritengo una soluzione pericolosa perché
diventerebbe ancora piú difficile individuare chi attraversa. Per risolvere il
problema, come al solito basterebbe guardarsi intorno: in Spagna, dove i
conducenti sono indisciplinati come e piú di noi, hanno disseminato dissuasori
di velocità vicino alle zebre; in Norvegia, dove se non rispetti la legge sono
innanzi tutto affari tuoi, dossi invisibili, non segnalati e tarati per fare
danni al di sopra di una certa velocità s'incontrano a bizzeffe in ogni strada
urbana. In molte nostre cittadine, gli attraversamenti sono stati elevati al
livello del marciapiede, ottenendo due risultati importanti: rallentare il
traffico e permettere a disabili e mamme di attraversare senza fatica. Le
soluzioni, come si vede, ci sono, anche perché chi non nutre alcun rispetto
verso gli esseri umani, è di solito tanto meschino dal detestare l'idea che il
proprio mezzo possa subire un danno. Alitalia come Alfa Romeo SERGIO
CASALONE Sezione Lega Nord di Rescaldina Come mai quando l Alfa Romeo andava
male ed è intervenuta la Ford per comperarla i sindacati e tutti gli organi
governativi si sono opposti preferendo regalarla all odiato Agnelli della Fiat?
Oggi con l Alitalia non è la medesima cosa? Perché si
insiste tanto per venderla ad Air France quando c è un odiato Berlusconi e
altri che si sono messi in lista per comperarla? (O magari farsela regalare
come hanno fatto con l Alfa Romeo, la Cirio, la Parmalat ecc?). Dal mio
quotidiano vorrei un esauriente risposta; in diretta o indirettamente... La
Liguria conta molto / 1 DIMITRI QUATTRONE Carissimo Direttore, leggendo su la
Padania di sabato 22 marzo che il territorio reclama il Federalismo quale unica
via per uscire dal tunnel di Roma, sono rimasto sconcertato da due notizie
veramente scioccanti: la prima che, mentre si cita Piemonte, Lombardia e Veneto
quali gole che avrebbero urlato contro " il tunnel di Roma", si
restringe in tal maniera il territorio del Nord alle sole tre Regioni citate,
dimenticando la quarta: la Liguria. E questa implosione non mi gratifica
affatto quale leghista ligure della prima ora. La seconda che si citi come
indistruttibile "linea padana", la linea Maginot. Storicamente
provato: dopo poche settimane di guerra, questa non era più un problema per le
armate tedesche che la scavalcarono senza problemi. Semmai, se il
"politicamente corretto" lo avesse mai permesso, avrei dovuto leggere
sul mio foglio,...."l'indistruttibile linea Sigfrido padana". Tanto
credo di dovervi per una più corretta informazione. Emilia e Romagna contano
molto / 2 CHRISTIAN MORSELLI Con grande dispiacere noto da tempo come Emilia e
Romagna non siano mai citate nei comizi del segretario Bossi, il quale parla
solo di Lombardo-Veneto ed ogni tanto di Piemonte. Stessa cosa per l'onorevole
Gobbo, che recentemente ha parlato di patto tra Lombardia, Triveneto e
Piemonte, evidentemente dimenticandosi di essere Europarlamentare anche grazie
agli oltre 100mila voti avuti da Emilia e Romagna. Mi chiedo quindi se la mia
regione (4 milioni di abitanti) faccia ancora parte del progetto politico
Padania: giusto per sapere cosa votare alle prossime elezioni. Prendo atto
degli interventi dei due lettori che, giustamente, ribadiscono la forza
prorompente dei loro territori nelle tenzoni elettorali passate, e, si spera,
future. Ma non si può dimenticare che la Lega inizia il suo cammino dalla
Lombardia e dal Veneto e trae anche le sue origini da quell Uopa che nasce in
terra piemontese. E la storia non si può cancellare. E indubbio però che la
Padania presenta nuove realtà come l Emilia e la Romagna e la Liguria e che
oggi la sua forza va oltre le nazioni che vengono quasi sempre citate.
Riconosco la validità di queste nazioni, ne terrò conto quando ne parlerò sul
giornale. Pubblicità Fiat, pollice verso LAPI Gentilissimi dirigenti della
Fiat, dopo anni di bellissima pubblicità dove si evidenzia bene il vostro
prodotto, con straordinaria musica e alto contenuto emotivo, devo rammentare la
brutta pubblicità della Panda per colpa della cattiva recita di Chiambretti. Il
messaggio non c azzecca con il vostro prodotto, anzi; Chiambretti approfitta
per fare una classifica delle affettività umane scartando i single e gli
omosessuali. Ma vendete macchine o è una nuova classifica di sociologia del
periodo fascista? Infatti, mi dispiace che una azienda cosi bella come la Fiat,
faccia dei messaggi pubblicitari tendenziosi al razzismo per i single e per gli
omosessuali Fazzoletto verde per il militante Bettini CRISTIANO GIRELLI E
GUERRINA È mancato un militante, Vero Leghista il 23 marzo 08 il giorno di
Pasqua, Giuseppe Bettini, di anni 60 di Ghedi (Brescia). Vogliamo ricordarlo
con il fazzoletto verde al collo e la bandiera Sole delle Alpi che sventola
nelle sue mani. [Data pubblicazione: 26/03/2008].
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Se conosci Veltroni
non lo voti LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRIERI Roseto degli Abruzzi (Te) Egregio
Direttore, ho fatto molta fatica, da elettore orientato al PdL, a resistere
alla tentazione Veltroni: " per le pensioni aumenti immediati". Mi
sono detto, cosa m'interessa essere di qua o di là, per una volta penso alla
mia saccoccia di pensionato quasi settantenne, ho l'età e tutti i requisiti per
l'aumento. Questo signore è nuovo alla politica, avrà sicuramente fatto bene
per sé prima, perché non dovrei credergli? Mi hanno poi spiegato che trattasi
dell'ex sindaco di Roma (e conosco Roma e come è messa), che ha per 80% gli
stessi collaboratori di Prodi (e conosco come ha operato Prodi, nel passato e
nel presente), che è in politica dagli anni '80, cominciando da consigliere
comunale di Roma nel Pci ( e conoscevo il Pci), che l'unico lavoro fatto nella
vita è l'attività politica ed allora mi sono preoccupato. In fondo sulle
pensioni il primo a pensarci fu Berlusconi, penso, volendo, sia più facile per
lui farci un aumento, sa come fare oltre che dire! E poi... a quindici giorni
dalle elezioni Veltroni scopre queste tentazioni? Più che essere tentato, a
pensarci, sono incaz... perche vengo preso per il c... , "chiedo
scusa" per i puntini! Grazie per l'attenzione e buon lavoro Non solo i
giovani oltraggiano... LISETTA ALBERTI Agrate Brianza Ho letto su la Padania
del 23.3 u.s. un episodio di inciviltà commesso da un cittadino milanese di 71
anni. Questo gentiluomo è stato sorpreso dai carabinieri mentre con un coltello
strappava i manifesti della Lega Nord. Il fatto mi ha molto colpito, perché è
un indice di non tolleranza delle idee altrui. E poi passi se la cosa l avesse
fatta un ragazzo di 14-15 anni, ma da una persona diciamo anziana che dovrebbe
avere un po di sale in zucca, la cosa non mi va giù. Critichiamo spesso i
nostri ragazzi perché imbrattano i monumenti, fanno scritte sui muri, e poi ci
ritroviamo con questi anziani che girano con i coltelli a strappare i manifesti
leghisti. Per questo fatto, io se permettete suggerirei una cosa: siccome la
Lega Nord (spende soldi e ne ha pochi), per comprare i manifesti suggerirei
agli avvocati della Lega di costituirsi parte civile nei confronti di questo
signore e di fargli pagare i manifesti che ha rotto, è anche un esempio per i
futuri vandali. Spero che i dirigenti della Lega mi ascoltino! Espletamento del
servizio militare LIA COLLODI BOTTI Una domanda nel quiz di Gerry Scotti ha
riproposto il dilemma di Mussolini e il suo servizio militare. Spinta dalla
curiosità che dovrebbero avere molti elettori mi chiedo quanti tra i candidati
premier hanno fatto regolarmente il militare e quanti invece hanno ottenuto
l'esonero grazie a medici particolarmente compiacenti o, peggio ancora, grazie
alle amicizie politiche nelle sezioni giovanili dei vari partiti. Pericolosa
abolizione delle strisce BRUNO DE GIUSTI Albissola Marina (Sv) Leggo sempre piú
spesso dell'intenzione di abolire le zebre sugli attraversamenti, obbligando il
conducente a dare la precedenza al pedone in ogni caso. La ritengo una
soluzione pericolosa perché diventerebbe ancora piú difficile individuare chi
attraversa. Per risolvere il problema, come al solito basterebbe guardarsi
intorno: in Spagna, dove i conducenti sono indisciplinati come e piú di noi,
hanno disseminato dissuasori di velocità vicino alle zebre; in Norvegia, dove
se non rispetti la legge sono innanzi tutto affari tuoi, dossi invisibili, non
segnalati e tarati per fare danni al di sopra di una certa velocità
s'incontrano a bizzeffe in ogni strada urbana. In molte nostre cittadine, gli
attraversamenti sono stati elevati al livello del marciapiede, ottenendo due
risultati importanti: rallentare il traffico e permettere a disabili e mamme di
attraversare senza fatica. Le soluzioni, come si vede, ci sono, anche perché
chi non nutre alcun rispetto verso gli esseri umani, è di solito tanto meschino
dal detestare l'idea che il proprio mezzo possa subire un danno. Alitalia come Alfa Romeo SERGIO CASALONE Sezione Lega Nord di Rescaldina
Come mai quando l Alfa Romeo andava male ed è intervenuta la Ford per
comperarla i sindacati e tutti gli organi governativi si sono opposti
preferendo regalarla all odiato Agnelli della Fiat? Oggi con l Alitalia non è la medesima cosa? Perché si insiste tanto per
venderla ad Air France quando c è un odiato Berlusconi e altri che si sono
messi in lista per comperarla? (O magari farsela regalare come hanno fatto con
l Alfa Romeo, la Cirio, la Parmalat ecc?). Dal mio quotidiano vorrei un
esauriente risposta; in diretta o indirettamente... La Liguria conta molto / 1
DIMITRI QUATTRONE Carissimo Direttore, leggendo su la Padania di sabato 22
marzo che il territorio reclama il Federalismo quale unica via per uscire dal
tunnel di Roma, sono rimasto sconcertato da due notizie veramente scioccanti:
la prima che, mentre si cita Piemonte, Lombardia e Veneto quali gole che
avrebbero urlato contro " il tunnel di Roma", si restringe in tal
maniera il territorio del Nord alle sole tre Regioni citate, dimenticando la
quarta: la Liguria. E questa implosione non mi gratifica affatto quale leghista
ligure della prima ora. La seconda che si citi come indistruttibile "linea
padana", la linea Maginot. Storicamente provato: dopo poche settimane di
guerra, questa non era più un problema per le armate tedesche che la
scavalcarono senza problemi. Semmai, se il "politicamente corretto"
lo avesse mai permesso, avrei dovuto leggere sul mio
foglio,...."l'indistruttibile linea Sigfrido padana". Tanto credo di
dovervi per una più corretta informazione. Emilia e Romagna contano molto / 2
CHRISTIAN MORSELLI Con grande dispiacere noto da tempo come Emilia e Romagna
non siano mai citate nei comizi del segretario Bossi, il quale parla solo di
Lombardo-Veneto ed ogni tanto di Piemonte. Stessa cosa per l'onorevole Gobbo,
che recentemente ha parlato di patto tra Lombardia, Triveneto e Piemonte,
evidentemente dimenticandosi di essere Europarlamentare anche grazie agli oltre
100mila voti avuti da Emilia e Romagna. Mi chiedo quindi se la mia regione (4
milioni di abitanti) faccia ancora parte del progetto politico Padania: giusto
per sapere cosa votare alle prossime elezioni. Prendo atto degli interventi dei
due lettori che, giustamente, ribadiscono la forza prorompente dei loro
territori nelle tenzoni elettorali passate, e, si spera, future. Ma non si può
dimenticare che la Lega inizia il suo cammino dalla Lombardia e dal Veneto e
trae anche le sue origini da quell Uopa che nasce in terra piemontese. E la
storia non si può cancellare. E indubbio però che la Padania presenta nuove
realtà come l Emilia e la Romagna e la Liguria e che oggi la sua forza va oltre
le nazioni che vengono quasi sempre citate. Riconosco la validità di queste
nazioni, ne terrò conto quando ne parlerò sul giornale. Pubblicità Fiat, pollice
verso LAPI Gentilissimi dirigenti della Fiat, dopo anni di bellissima
pubblicità dove si evidenzia bene il vostro prodotto, con straordinaria musica
e alto contenuto emotivo, devo rammentare la brutta pubblicità della Panda per
colpa della cattiva recita di Chiambretti. Il messaggio non c azzecca con il
vostro prodotto, anzi; Chiambretti approfitta per fare una classifica delle
affettività umane scartando i single e gli omosessuali. Ma vendete macchine o è
una nuova classifica di sociologia del periodo fascista? Infatti, mi dispiace
che una azienda cosi bella come la Fiat, faccia dei messaggi pubblicitari
tendenziosi al razzismo per i single e per gli omosessuali Fazzoletto verde per
il militante Bettini CRISTIANO GIRELLI E GUERRINA È mancato un militante, Vero
Leghista il 23 marzo 08 il giorno di Pasqua, Giuseppe Bettini, di anni 60 di
Ghedi (Brescia). Vogliamo ricordarlo con il fazzoletto verde al collo e la
bandiera Sole delle Alpi che sventola nelle sue mani. [Data pubblicazione:
26/03/2008].
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Vogliono vedere il piano
di Spinetta, conservano le loro preoccupazioni, ma non c'è dubbio che il vento
è cambiato. I sindacati italiani, dopo l'apertura del vertice di Air France,
sono più disponibili a mettersi intorno a un tavolo per capire se è possibile
trovare un punto d'incontro su Alitalia. Dal
canto suo, Silvio Berlusconi ieri non ha trovato di meglio che sventolare la
bandiera della cordata italiana che da qui a qualche giorno dovrebbe farsi viva
anche se, specifica, ha vietato ai figli di farne parte. Il leader della Cgil,
Guglielmo Epifani, perde la pazienza e spiega: "Non possiamo aspettare
mitiche cordate. Dobbiamo andare al confronto ". A PAGINA 4.