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DOSSIER “ALITALIA”

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Malpensa perde anche l'Europa  di Marco Morino (Il Sole 24 Ore 26-3-2008)

Le tratte tagliate di Alitalia su Malpensa

 

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Gli imprenditori lombardi sono furibondi: «Ci sentiamo orfani», ripetono da settimane. Orfani di Malpensa e dell'Alitalia. Tra quattro giorni, la compagnia guidata da Maurizio Prato darà il via al grande esodo dall'hub lombardo. Con l'entrata in vigore dell'orario estivo, i voli settimanali effettuati da Alitalia su Malpensa passeranno dagli attuali 1.238 a 352 (-886 collegamenti settimanali). I voli medi giornalieri operati da Alitalia su Malpensa scenderanno da 177 a 50: il 72% in meno.
«Siamo preoccupati – dicono gli imprenditori – perché non verranno cancellate da Alitalia le sole destinazioni a lungo raggio, ma anche moltissimi collegamenti con le principali capitali europee e numerose città del Mezzogiorno». Il nuovo piano dei voli Alitalia da Malpensa cancella dal tabellone degli arrivi e delle partenze destinazioni notissime e superfrequentate dagli uomini d'affari milanesi e lombardi. Qualche esempio: i 21 collegamenti settimanali effettuati da Alitalia con Londra spariranno di colpo; stessa sorte subiranno i voli con Francoforte, Atene, Barcellona, Berlino, Madrid, Lione, Lisbona e Zurigo. A partire dal 30 marzo sarà ancora possibile raggiungere queste destinazioni partendo da Malpensa, ma bisognerà rivolgersi ad altre compagnie (per Londra è operativa la British Airways, per Francoforte la Lufthansa e così via).
Per nove destinazioni europee (tra cui Stoccolma, Zagabria, Timisoara e Minsk), invece, non sarà possibile rivolgersi ad altri vettori perché risultano servite esclusivamente da Alitalia. Poi c'è un nutrito gruppo di città, tra cui Amsterdam, Bruxelles, Mosca, Parigi, San Pietroburgo, Monaco, Vienna, che subiranno una forte riduzione del numero di voli settimanali offerti da Alitalia. Due esempi: i voli settimanali con Parigi Charles De Gaulle passeranno da 28 a 14 (-14); quelli con Amsterdam da 21 a sette (-14).

È bene precisare che sarà comunque possibile raggiungere tutte le principali capitali europee, con voli Alitalia e di altre compagnie, partendo dall'aeroporto di Milano Linate. Anzi proprio a Linate il nuovo orario di Alitalia prevede un potenziamento dei collegamenti: le frequenze settimanali sullo scalo cittadino passano infatti da 420 a 499 (+79). In particolare, utilizzando il code sharing Volare, Alitalia recupererà su Linate le tratte verso Lamezia Terme, Brindisi, Bari, Palermo, Napoli e Cagliari, aggiungendovi le rotte europee Madrid, Barcellona, Francoforte, Amsterdam, Bruxelles e Londra per un totale di 12 voli giornalieri in più. Inoltre, il sabato verranno operate due nuove rotte su Pantelleria e Lampedusa (si veda quanto anticipato dal Sole 24 Ore del 13 marzo).
Tra le destinazioni intercontinentali, il quadro non riserva sorprese rispetto alle anticipazioni delle scorse settimane: dal 30 marzo saranno cancellati i voli di Alitalia con la Cina (Shanghai); l'India (Mumbai, Delhi); con alcune destinazioni Nord americane (Boston, Chicago) e Sud americane (Buenos Aires). Cancellati anche i collegamenti con Osaka Kansai, mentre i voli su Tokio passeranno da sette a tre la settimana. Per 11 destinazioni intercontinentali, servite solo da Alitalia, i passeggeri lombardi saranno costretti a fare scalo in altri hub – Roma, Francoforte, Parigi, Londra – per raggiungere la meta. Tra queste destinazioni ci sono anche Boston, Buenos Aires, Chicago, Delhi, Miami, Mumbai, Toronto. Infine la scure di Alitalia si abbatterà anche sui voli nazionali, con una forte diminuzione delle frequenze verso tutte le città del Centro-Sud, Roma compresa.
Un quadro desolante, reso più cupo dalla crisi occupazionale. Domenica 30 marzo scatterà la cassa integrazione per i dipendenti della Sea: il provvedimento, che interesserà a rotazione 900 lavoratori, si protrarrà per 24 mesi. La Sea stima una perdita economica di 70 milioni di euro all'anno a causa della cancellazione dei voli decisa da Alitalia. Ma anche l'indotto è destinato a subire forti contraccolpi dal disimpegno della compagnia pubblica e dal declassamento dell'hub. Secondo stime della Regione Lombardia i posti a rischio sarebbero almeno 7.500. E per molti di questi lavoratori non ci sarebbe neppure il paracadute offerto dagli ammortizzatori sociali. Pier Luigi Bersani, ministro dello Sviluppo economico, propone la sua ricetta per rilanciare Malpensa: «Malpensa – dice Bersani durante il suo giro elettorale a Piacenza – è un problema molto serio, che però si può risolvere. Serve un tavolo di transizione in cui Governo, forze sociali, enti locali discutano delle traiettorie future dello scalo. Vogliamo insistere sull'hub? Allora – continua Bersani – occorre riconsiderare il sistema voli di tutto il nord Italia, ma se, come mi pare più ragionevole, si ammette che il sistema aeroportuale è strutturato su più poli in varie regioni, allora lavoriamo assieme per dare a Malpensa la prospettiva di grande aeroporto, con funzioni importanti come cargo e intercontinentali. Mentre Alitalia abbassa i voli su Malpensa, li aumenta su Linate, segno che il sistema è molto dinamico».

 


IL PRESIDENTE DI AIR FRANCE-KLM NON MOLLA: giovedì NUOVO DOCUMENTO. Alitalia, Spinetta: «Nessuno resta a casa». Cauti i sindacati. Mercoledì nuovo cda. Vertice tra il presidente del gruppo franco-olandese e le nove sigle. La Cgil: «Passi avanti». Il titolo vola in Borsa (IL Corriere della Sera 26-3-2008)

 

ROMA - «Nessun lavoratore di Alitalia sarà lasciato per strada e sarà disegnata una soluzione appropriata per ciascuno dei 2.100 lavoratori previsti dal piano, di cui 1.600 in Alitalia e 500 in Alitalia Serviz». Lo ha detto il presidente di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, come riportato in una nota della compagnia franco-olandese all'incontro con le nove sigle sindacali di Alitalia. Spinetta ha descritto i principi generali e le linee guida dell'accordo quadro che è pronto a proporre alle organizzazioni sindacali giovedì 27 marzo dopo il consiglio di amministrazione. Il numero uno di Air France-Klm ha anche auspicato che i sindacati di Alitalia prendano parte a incontri specifici, organizzati con le diverse categorie di lavoratori. Ma le posizioni restano ancora distanti nonostante alcune «timide aperture», hanno replicato i rappresentati dei lavoratori

SPINETTA: «GIOVEDì NUOVO DOCUMENTO» - Il presidente di Air France-Klm si è detto è pronto a presentare giovedì un documento sulla base del quale proseguire la trattativa. «In tre anni 180 piloti giovani possono passare in Air France su base volontaria e con la possibilità di fare carriera velocemente». Questa, stando a quanto riferiscono fonti sindacali presenti all'incontro, è una delle prime aperture alle richieste sindacali. «Se nel 2010 la mia ricetta non funzionasse e non si raggiungesse la redditività utile a investire, sarebbe un mio fallimento», è quanto avrebbe detto Spinetta, secondo quanto riferiscono fonti sindacali. Il presidente del gruppo franco-olandese ha anche detto ai sindacati di «credere nelle possibilità di crescita per Alitalia all'interno del gruppo Air France-Klm, se così non fosse non ci scommetterei un solo centesimo». Spinetta non cambia comunque posizione sul futuro delle attività full cargo di Alitalia ribadendo che il progetto di acquisizione prevede un alleggerimento delle attività cargo per poi chiuderle nel 2010. Il tema è tra i nodi al centro del confronto con i sindacati per l'impatto sul numero degli esuberi previsti per i piloti.

«PASSO AVANTI» - «Siamo per proseguire la trattativa e per fare il possibile fino in fondo per cercare un'intesa». Il segretario generale della Filt-Cgil commenta così l'incontro con Air France-Klm sull'offerta per l'acquisizione di Alitalia. «Il giudizio finale dovrà essere nel merito - dice -, questo incontro rappresenta un passo avanti perché è stata smentita la logica del prendere o lasciare che i sindacati non erano disposti ad accettare». «Accettiamo la sfida di un futuro profittevole per Alitalia», dice Solari riferendosi alle parole del presidente di Air France-Klm che prevede un successo dell'operazione con un ritorno alla redditività per Alitalia nel 2010, ma «dobbiamo gestire l'oggi e questo significa affrontare il nodo del perimetro aziendale, creare una chance per tutti e darci un obiettivo».

DISTANTI SUL NODO PILOTI - Il presidente di Air France-Klm incontrando i sindacati ha fatto «timide aperture al dialogo, ma restiamo fermi sulle valutazioni che avevamo fatto. Sul problema dei piloti siamo ancora molto lontani». Il presidente dell'Unione Piloti, Massimo Notaro, ha commentato così l'offerta arrivata dal numero uno del gruppo franco-olandese, Jean-Cyril Spinetta, di trasferire 60 piloti l'anno in tre anni ad Air France per limitare il numero degli esuberi previsto dall'offerta di acquisizione su Alitalia.

PRATO: «DIFFICILE ALLUNGARE I TEMPI» - Il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, aveva aperto il confronto con i sindacati sottolineando che «le possibilità di dilatare i tempi sono scarse». Air France aveva fatto sapere lunedì di avere intenzione di «trattare a oltranza» per assicurarsi l'acquisizione del gruppo italiano, ma Prato ha reso noto di aver avuto assicurazioni dal ministero del Tesoro che la scadenza per l'accordo resta il 31 marzo. «Non siamo disponibili a subire i diktat di Padoa-Schioppa», ha risposto il segretario nazionale della Fit-Cisl, Claudio Genovesi.

IL TITOLO VOLA - E la possibilità di un'offerta di Air France che apra la strada a un accordo migliorativo ha messo le ali al titolo della compagnia di bandiera. Alla Borsa valori di Milano, Alitalia ha chiuso con +32,35% a 0,45 euro, dopo numerose sospensioni al rialzo e al ribasso e aver toccato un massimo teorico dell'87,9% e un massimo di seduta a 0,5 euro (+44%). Al termine delle contrattazioni sono passate di mano 71,5 milioni di azioni, vale a dire il 5,1% del capitale, quasi sette volte in più rispetto la media giornaliera delle ultime trenta sedute pari a 11,1 milioni di pezzi scambi.

TRATTATIVE E SCADENZE - Mercoledì si terrà la riunione del cda di Alitalia per fare il punto sul confronto in corso con Air France-Klm e con i sindacati. Intanto trapela una nuova data nella trattativa: l’11 aprile, scadenza entra cui il governo dovrà dare l’ok agli ammortizzatori sociali nel caso fosse raggiunta l’intesa generale con i sindacati. Secondo quanto risulta al Sole 24 Ore infatti, «Air France può invocare la risoluzione dell’accordo nel caso in cui l’accordo tra Alitalia e i sindacati non sia stato sottoscritto dal governo (in particolare dal ministero del Lavoro) entro l’11 aprile 2008», due giorni prima delle elezioni. Si tratta, secondo il quotidiano della Confindustria, di una clausola contenuta in un accordo quadro tra le due compagnie firmato il 15 marzo scorso. E riguardo all'ipotesi di uno slittamento della data del 31 marzo per continuare a oltranza la trattativa tra sindacati e Air France fonti del ministero dell'Economia fanno sapere che la data del 31 marzo come scadenza ultima per chiudere la trattativa tra Alitalia e Air France-Klm «l'ha decisa il Cda di Alitalia». Se il Consiglio di amministrazione della compagnia dovesse rinviarla nell'interesse dell'azienda «il Tesoro in qualità di azionisita del gruppo ne prenderebbe atto».

VELTRONI: COMPAGNIA FUORI DA CONTESA ELETTORALE - Tuttavia la polemica politica sul destino di Alitalia non si placa. «Se c’è un’altra cordata interessata ad Alitalia deve farsi avanti ora e non dopo le elezioni ed è bene ricordare che Berlusconi prometteva una soluzione anche nel 2004», spiega il segretario del Pd Walter Veltroni. «Nel 2004 la stessa persona che oggi dice di avere pronta un’altra cordata, assicurava che avrebbe trovato una soluzione. Se c’è una cordata italiana è perfetto, ma venga avanti adesso. Non tra un mese. Tra un mese è dopo le elezioni». Secondo Umberto Bossi, però, la vicenda Alitalia «non è così semplice, perché quando c'è da guadagnare gli imprenditori vengono, altrimenti è molto più difficile. Non so bene qual è il vero progetto di Berlusconi, se lui ha imprenditori o lui stesso dando l'esempio potrebbe attirare altri imprenditori. Un conto è Malpensa, un altro è l'Alitalia. La prima è più facile da salvare perché si trova in un'area dove la gente usa molto il mezzo aereo e ci potrebbe essere qualche compagnia europea interessata, mentre l'Alitalia è un problema molto più difficile e se non trova un compratore fallisce, questo è sicuro, oppure viene un governo che la sostiene come in passato».

25 marzo 2008(ultima modifica: 26 marzo 2008)

 


Report "Alitalia 2"

Alitalia, asse Pdl-Sinistra per la cordata che non c'è ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
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Caos Alitalia: scatta il soccorso rosso per Berlusconi ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: SPONSORIZZA LA CORDATA SOSTENUTA DAL PDL Caos Alitalia: scatta il soccorso rosso per Berlusconi GIANNI DEL VECCHIO Un'alleanza di fatto, tanto innaturale quanto antica nei contenuti. È quella che negli ultimi giorni hanno stretto Pdl e Sinistra arcobaleno sulla vendita di Alitalia. Entrambi non vogliono che vada nelle mani di AirFrance ed entrambi sponsorizzano una soluzione nazionale.

Alitalia, i bluff di Berlusconi e le opportunità del Pd ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: responsabilità quinquennali del governo di centrodestra nella gestione dell'Alitalia a causa di errori strategici dovuti ad incapacità manageriali. Le norme europee, frutto di uno sciocco ultraliberismo, impongono comportamenti antisociali anche in "tempi congiunturali". Pensare quindi ad obbligare Air France ad offerte più eque, rivisitare l'ipotesi di Passera chiedendone miglioramenti,

L'ombra di Napoli sulla campagna elettorale ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
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Abstract: Klm per Alitalia sono state più dure del previsto, con le azioni del vettore valutate appena 0,10 euro l'una. Ma la compagnia ha dovuto accettare: i mendicanti non hanno diritto di scegliere". Lo svizzero Le Temps commenta invece il processo a poliziotti e carabinieri responsabili delle violenze al G8 di Genova nel 2001.

"Alitalia: nessuno resterà a casa" ( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
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Abstract: S'allarga il fronte del rinvio "Alitalia: nessuno resterà a casa" Veltroni: pensioni più alte da luglio. Berlusconi: adeguarle al caro vita Il numero uno di Air France-Klm, Spinetta, ha detto ai sindacati che la compagnia francese è "disposta ad assumere 180 giovani piloti.

Eliminando il voto di preferenza, la legge elettorale ha sottratto ai cittadini, e posto nelle mani ( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
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Cv Alital 1068,901<TD class ( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
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Dopo Pasqua la Borsa di Milano fa un doppio balzo con l'indice Mibtel 3,58% a 23.941 punti e l ( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
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Argomenti: Alitalia

Abstract: a Emilio Fede la trattativa fra Alitalia e Air France proprio non piace. Acido, chiama più volte "Spinettà o Spinetta che dir si voglia" l'amministratore delegato della compagnia francese. Nella sua francofobia si fa spalleggiare dal segretario della Cisl, Bonanni, che un rimedio per la crisi Alitalia ce l'ha: usare i soldi di Enel,

Ripresa col botto ( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A parte Alitalia (+33,4% a 0,46 euro), gli altri due titoli protagonisti sono stati Unipol (+12,4%) grazie ai conti 2007, e Telecom Italia (+10,6%), dopo che gli azionisti di controllo di Telco hanno rafforzato la propria posizione arrivando al 24,5% del capitale.

Ieri il titolo Alitalia ha subito forti oscillazioni ed è stato a lungo sospeso per eccesso di rialzo. Forse la politica si dovrebbe pronunciare su vicende simili a Borsa chiusa ( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Ieri il titolo Alitalia ha subito forti oscillazioni ed è stato a lungo sospeso per eccesso di rialzo. Forse la politica si dovrebbe pronunciare su vicende simili a Borsa chiusa.

Alitalia e quegli strani voli in Borsa ( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Alitalia e quegli strani voli in Borsa Angelo de Mattia Segue dalla Prima L'affollarsi di quelli che con molta prudenza Cardia definisce "desideri o finalità da raggiungere" in ordine al futuro della Compagnia suscettibili di "muovere il titolo", la necessità di distinguere progetti e obiettivi da fatti concreti - sulla base di notizie certe,

Pensioni i fatti e i costi ( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
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Abstract: cordata Alitalia pronta subito dopo il voto del 14 Aprile? No, non è così. La ricetta del Pd ha un onere contenuto rispetto ai costi esplosivi della "scala mobile dei pensionati" e ha coperture finanziarie solide. La solidità viene dalla credibilità degli interventi di riduzione e riqualificazione della spesa e dalla credibilità della misure antievasione contenute nel programma.

No comment, solo voci e speculazioni ( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Klm sta trattando con Alitalia e noi guardiamo con interesse a questi colloqui, come tutti peraltro. Tutto il resto sono voci e speculazioni sulle quali non facciamo nessun commento". Di nuovo invocata da più parti come possibile alternativa ai francesi, la compagnia di bandiera tedesca Lufthansa, commenta così, attraverso le parole di un proprio portavoce,

Corteo alla Magliana per seguire il confronto in diretta Presidio al centro direzionale. Dal 31 marzo cassa integrazione per 900 lavoratori della Malpensa ( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ATTESA Si sono riuniti davanti il Centro Direzionale di Alitalia in via della Magliana a Roma. Sono centinaia i lavoratori dipendenti della compagnia di bandiera che ieri, mentre ai piani alti si decideva del futuro dell'azienda, hanno fatto sentire la loro voce. L'incontro tra il numero uno di Air France-klm, Jean Cyril Spinetta, il presidente dell'Alitalia,

Bertinotti convoca Conferenza capigruppo ( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: CAMERA Bertinotti convoca Conferenza capigruppo La vicenda Alitalia arriva in Parlamento. Il Presidente della Camera dei deputati, Fausto Bertinotti, ha annunciato infatti di aver convocato per la giornata di oggi, alle ore 11.30, la Conferenza dei presidenti di gruppo della Camera dei deputati. La decisione di Bertinotti fa seguito alla richiesta venuta dal gruppo di Forza Italia,

Air France promette: nessuno resterà per strada Spinetta annuncia una nuova proposta. Venerdì riprende la trattativa coi sindacati ( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nessun lavoratore di Alitalia sarà lasciato per strada" e che sarà studiata una soluzione per ciascuno delle 2100 "eccedenze" contate dal piano, di cui 1600 in Alitalia e 500 in Alitalia Servizi. Inoltre, in tre anni, 180 piloti giovani possono passare ad Air France-Klm su base volontaria e con la possibilità di fare carriera velocemente.

L'ombra della vendita sulla campagna elettorale Il Pd preoccupato: se non si chiude entro marzo, non si parlerà d'altro ( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In due settimane è stato in grado di "ingessare la campagna elettorale" su un argomento, come la vendita di Alitalia, trasformata in un caso di identità nazionale. Da quindici giorni non si parla d'altro. Alitalia svenduta, passata di mano e poi Malpensa, la moratoria, il tavolo con le istituzioni, e per ultimo il colpo finale: la cordata di imprenditori.

Di OLIVIA POSANI - ROMA - DA LUGLIO aumenteremo le pensioni fin ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Giorni che per il centrosinistra sono ulteriormente complicati dalla vicenda Alitalia. La proposta, che si rivolge al ceto medio e medio basso, riguarda i pensionati di oltre 65 anni. In caso di vittoria del Pd, questa la promessa, riceveranno da luglio una quattordicesima di circa 400 euro se percepiscono un assegno previdenziale annuo compreso tra gli 8 e i 25 mila euro.

L'INTERVISTA L'EX AD ZANICHELLI: SE HA RAGIONE PADOA-SCHIOPPA PARIGI E' UNA SCELTA OBBLIGATA 0 Due ministri, due conti: qualcosa non va ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Due ministri dello stesso Governo dicono, l'uno, che la compagnia ha due-tre settimane di liquidità, mentre il suo collega sostiene che l'Alitalia può arrivare a fine anno. Insomma, che ha ossigeno per nove mesi". Marco Zanichelli, reggiano di sessant'anni, quindici dei quali trascorsi in Alitalia sempre in posizioni di grande importanza fino a diventare (

Di ELENA COMELLI - MILANO - PER ALITALIA il giorno fatidico è ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: PER ALITALIA il giorno fatidico è venerdì e il mercato applaude: il numero uno di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta ha promesso per il 28 o addirittura per la sera di domani una seconda proposta ai sindacati. Nell'incontro di ieri, intanto, Spinetta ha assicurato che "nessuno resterà a casa" e che anzi Air France è pronta ad assumere 180 piloti,

Pensioni, duello tra pd e pdl ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Credo in Alitalia". Domani la nuova proposta ROMA - Duello a distanza tra Veltroni e Berlusconi sul tema delle pensioni. Il segretario del Pd ha proposto ieri un aumento fino a 400 euro all'anno delle minime già a partire dal luglio 2008. Immediata la replica del Cavaliere, che ha avanzato l'ipotesi di adeguare le pensioni al costo della vita.

E il cavaliere spera ancora che si muova banca intesa - claudio tito ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ho già avuto qualche risposta positiva". Per Silvio Berlusconi sta quasi diventando un punto d'onore. Dopo lo stop intimato la scorsa settimana ad Air France, vuole dimostrare che un'offerta "domestica" competitiva per l'acquisto di Alitalia è possibile. SEGUE A PAGINA 3.

Scala mobile elettorale - massimo riva ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, anche il tema delle pensioni è entrato nel tritacarne di una campagna elettorale che, col passare dei giorni, si sta sempre più allontanando dal clima iniziale di confronto un poco più serio e civile del passato. E' bastato che Walter Veltroni indicasse l'esigenza di un adeguamento del potere d'acquisto dei trattamenti di quiescenza più miseri per scatenare una vera e propria

Sit-in dei dipendenti alla sede della magliana ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quasi un migliaio di dipendenti dell'Alitalia si sono riuniti in un sit-in davanti alla sede della compagnia alla Magliana, in attesa dell'incontro tra l'azienda, l'Airfrance-Klm e i rappresentanti dei lavoratori. Presenti anche alcuni dipendenti dell'Atitech di Napoli con un'enorme bandiera italiana che hanno urlato lo slogan: "L'Atitech non si tocca,

A destra c'è chi tifa per spinetta ugl: sua l'unica offerta sul tavolo ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: altronde la situazione di Alitalia è nota da 10 anni, gli imprenditori italiani hanno avuto tutto il tempo d'intervenire, le stesse banche, persino le più interessate, non hanno mai dato sostanza finanziaria ai vari piani di acquisto". E il tricolore? "Non lascio scappare una prospettiva concreta, per quanto difficile, in nome di una possibilità che peraltro non si è mai concretizzata.

"silvio non è un liberista, è corporativo" ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: osserva il quotidiano - di buone notizie per Alitalia, o per l'Italia". In un editoriale intitolato "Silvio e Alitalia" il Wsj ricorda che Berlusconi da tempo si dice a favore di "una soluzione italiana". Tuttavia, continua, "l'ultima volta in cui è stato a Palazzo Chigi Berlusconi non ha trovato alcun salvatore per Alitalia.

Veltroni: no al poker sui lavoratori il pdl chiama prodi in parlamento ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Perché non si sono presentati quando si è fatta la gara per comprare l'Alitalia?". Nel Pdl, mentre il portavoce di Berlusconi sottolinea che quello del leader del Pdl "è solo un appello per salvare Alitalia", toni meno drastici giungono da parte di Fini. "A me - ha detto il leader di An - non interessa se Alitalia venga acquistata da Lufthansa, da Air France, o, come auspico anch'io,

Berlusconi insiste sulla cordata italiana "ho sentito banca intesa, è disponibile" - (segue dalla prima pagina) claudio tito ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: si sta concentrando sul capitolo Alitalia. Nei suoi colloqui allora avrebbe parlato di Intesa-San Paolo come di un partner pronto a finanziare l'investimento senza alcun coinvolgimento nella gestione. E qualcuno ha riferito all'ex premier che in questa ottica la Banca avrebbe rinunciato ad un investimento in una società svizzera di asset management,

Air france rilancia su alitalia il sindacato: pronti a trattare - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dovranno dare la disponibilità a trasferirsi oltralpe LUCIO CILLIS ROMA - "Non lasceremo nessuno per strada, io scommetto sul rilancio di Alitalia entro il 2010. Se ciò non dovesse avvenire sarebbe un mio fallimento. E a me non piace fallire". Parola di Jean-Cyril Spinetta che ieri ha confermato al tavolo della trattativa per l'acquisizione di Alitalia, le indiscrezioni di Repubblica.

<Che bello, ora gli altri ci rincorrono> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Caso Alitalia: crede alla cordata alternativa, con Berlusconi? "Alitalia è sull'orlo della chiusura, per salvarla i tempi sono strettissimi. Ci sono proposte alternative ad Air France? Almeno si manifestino, poi gli si può concedere tempo per formulare l'offerta.

Un clamoroso ritorno dopo due anni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ha iniziato a vendere i biglietti sul Roma-Cagliari, dicendosi pronta ad accettare gli oneri di servizio. In altre parole, Alitalia assicura di volare in determinate fasce orarie, a prezzi scontati e con tutte le garanzie per i residenti in Sardegna che attualmente vengono previste da Air One e Meridiana.

Pdl, "patto" tra Consiglio e Parlamento ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dal problema della sicurezza alla Alitalia, per l'ex ministro "il centrosinistra lascia un paese in declino. Vinceremo le elezioni, anche se non sarà facile governare". Annunciata anche la visita di Silvio Berlusconi nell'Isola (probabilmente verso la chiusura della campagna elettorale).

Continuità, Alitalia non molla ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma a tenere banco è la volontà di Alitalia di riprendere a volare per Cagliari. Alitalia non molla. Forse gli aerei con il tricolore non decolleranno il 30 marzo, come previsto, ma se ci sarà uno slittamento sarà per un periodo breve, anzi brevissimo. Il tempo necessario per tentare di trovare una soluzione: questa concessione la compagnia pubblica l'ha fatta ieri a Enac,

Spinetta apre su piloti ed esuberi ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Oggi consiglio Alitalia Veltroni: la sola soluzione per ora è quella di Parigi. Il manager di Air France: non lasceremo a piedi nessuno, non sono abituato a fallire ROMA - Air France-Klm sfonda il muro del "no" dei sindacati di Alitalia e fissa per venerdì prossimo l'avvio della trattativa sulla base di un nuovo documento,

E AirOne rilancia con gli Usa: da Malpensa a Boston e Chicago ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: da Malpensa a Boston e Chicago MILANO - Alla vigilia dell'offerta finale di Air France per Alitalia, attesa per domani, AirOne rompe gli indugi e rilancia, mettendo sul piatto una serie di collegamenti intercontinentali tra l'aeroporto milanese di Malpensa e gli Stati Uniti lungo alcune delle rotte che Alitalia chiuderà a partire dalla prossima settimana.

Ma resta lo scoglio del <ribelle> Bonanni ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: al dilagare dei francesi nella privatizzazione di Alitalia. Un argine che però sta rischiando di diventare sempre più sottile, man mano che gli altri sindacati si stanno sfilano dal fronte contrario ai francesi, trovando punti d'incontro con il tenace presidente di Air France- Klm: il corso Jean-Cyril Spinetta.

<Silvio ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008-03-26 num: - pag: 3 categoria: BREVI "Silvio e Alitalia" L'editoriale del Wsj dal titolo "Silvio e Alitalia" qualifica la posizione di Berlusconi contro la vendita della compagnia ai francesi come corporativa e avversa al libero mercato. Definendo il Cavaliere un politico disposto a tutto pur di riprendere il potere.

Il piano ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia guidata da Maurizio Prato (nella foto), Air France ha modificato la sua originaria offerta. Le modifiche principali riguardano Alitalia Cargo e Az Servizi. Merci Per la divisione merci della compagnia di bandiera, i francesi hanno previsto la messa a terra degli aerei entro il 2010, ma tutti i 134 piloti di Alitalia Cargo verrebbero riassorbiti.

Air France, piano più morbido ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 26 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Alitalia Arriva una nuova proposta. I sindacati pronti a trattare ma restano freddi Air France, piano più morbido Spinetta: non lasceremo nessuno per strada Svolta: Air France-Klm sfonda il muro del "no" dei sindacati di Alitalia e fissa per venerdì prossimo l'avvio della trattativa.

La cordata del silenzio ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Gli permette di accusare Prodi di voler "svendere" Alitalia. è un modo per difendersi dalla critica di immobilismo che il Pd fa a Berlusconi, riferendosi ai cinque anni in cui governava. Anche allora - fra 2001 e 2006 - Alitalia perdeva, ma il Cavaliere non si impegnò a venderla: gliel'ha ricordato il leader centrista Pier Ferdinando Casini.

Corrono gli indici. Rimbalza Unipol ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: attenzione degli operatori si è concentrata ancora una volta su Alitalia: i rumors sulla possibilità che si materializzi una cordata italiana hanno avuto l'effetto di spingere Air France a migliorare l'offerta. Il titolo della compagnia è così volato a 0,4578 euro, il 32,35% in più rispetto alla quotazione di riferimento di giovedì scorso.

Battaglia al centro ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E la stessa idea della cordata nazionale per Alitalia, se duramente contrastata sul piano della serietà, può rivelarsi un boomerang per chi l'ha proposta. Sono solo esempi di confronto diretto e duro e tanti altri potrebbero aggiungersi. Siamo a una svolta ed è probabilmente un Veltroni diverso, più aggressivo, quello che vedremo in azione nei prossimi giorni.

Prestito-ponte dalle banche E Risanamento riparte ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: realizzando la seconda migliore performance del listino di Piazza Affari dopo quella di Alitalia. Il recupero è dovuto certamente alla giornata positiva che ha caratterizzato l'intero listino e ai dati Usa che segnalano una ripresa a febbraio del mercato immobiliare, ma soprattutto alle prospettive di un aiuto da parte del sistema bancario.

Telecom Italia, vertice al varo ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: consulente del Tesoro nella cessione di Alitalia. I nomi saranno comunicati domani a Telco in vista del consiglio che venerdì dovrà predisporre l'elenco dei 15 nomi da cui saranno scelti i 12 consiglieri di maggioranza. Nella lista dovrebbero esserci anche Gianni Mion per Sintonia, Cesar Alierta e Julio Linares per Telefonica e Gaetano Miccichè ed Elio Catania in quota Intesa Sanpaolo.

Gli economisti della <Voce>: partiti, parlate del Sud ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, di come ridurre le tasse, di come spendere un po' di soldi, magari aumentando le pensioni, senza tener conto che i fondi nel bilancio pubblico non ci sono perché il deficit sta tornando al 2,5% del Pil" aggiunge Boeri. "Ai candidati chiediamo di dichiarare in modo circostanziato quali provvedimenti adotteranno,

<Veltroni disfatta per la sinistra Di Pietro? Giustizia-spettacolo> ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Idem su Alitalia. "Dice bugie. Non si può dire bene Fiumicino, "ma anche" Malpensa". Sulle unioni civili è pesante la stoccata al leader democratico. Nella sua esperienza da sindaco di Roma, secondo Boselli, non ha mostrato una grande indipendenza dalla Chiesa e infatti "vietò l'istituzione di un registro per le coppie di fatto"

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Vendita di Alitalia: domani nuova offerta da Air France Vendita di Alitalia: aperture di Air France che presenterà domani una nuova offerta. Il numero uno del gruppo franco- olandese all'incontro con i sindacati: nessuno resterà per strada e preannuncia il possibile trasferimento in Air France di 180 piloti in tre anni.

Lombardo: "burocrazia da riformare" ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è intervenuto anche sul caso Alitalia, sottolineando la necessità di proteggere Malpensa, ma anche gli scali siciliani. "Con tutto il rispetto per Air France - ha detto - se c'è una proposta italiana che possa mantenere il controllo di Alitalia, io la preferisco. Al centro degli interessi c'è certamente la salvaguardia di Malpensa ma anche quella degli scali di Catania e Palermo"

Walter, i socialisti e la "sconfitta calcolata" ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: i socialisti e la "sconfitta calcolata" La polemica --> ROMA L'Alitalia continua a monopolizzare l'attenzione: si tratta infatti di un caso troppo importante per poter finire oscurato da altri temi, se non altro perchè riguarda il futuro di migliaia di lavoratori. A risentirne è la campagna elettorale di Walter Veltroni.

Berlusconi-Veltroni, sfida sulle pensioni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ROMA Mentre Alitalia continua a essere il tema più battuto della campagna elettorale, Walter Veltroni prova a mettere sotto i riflettori un'altra questione calda: le pensioni. Prima di partire per la Sicilia, regione feudo del Pdl, presenta una proposta che guarda ai ceti medi e che prevede, con il meccanismo delle detrazioni,

Di Pietro contro Prodi: <Rinviare tutto> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La cordata made in Italy per Alitalia? "Semplicemente un appello", dice il portavoce di Silvio Berlusconi e del Popolo delle libertà, Paolo Bonaiuti, riprendendo le assicurazioni fatte dal Cavaliere la settimana prima di Pasqua. La partita per la privatizzazione, simmetricamente, vede il Pd scendere con più decisione in campo a sostegno della soluzione francese.

Tagli e cargo, l'apertura di Air France ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: chiedono un accordo quadro su tutta Alitalia --> Ma i sindacati chiedono un accordo quadro su tutta Alitalia Si riapre uno spiraglio nella trattativa. Domani una nuova proposta e venerdì un altro incontro. ROMA "Non lasceremo nessuno a terra". "È una base per il negoziato". È cominciato e finito con queste dichiarazioni distensive il secondo incontro tra il patron di Air France -

Alitalia in rosso, un balletto politico ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Prima Pagina Pagina 2 La compagnia che brucia milioni Alitalia in rosso, un balletto politico La compagnia che brucia milioni di Gaetano Di Chiara --> di Gaetano Di Chiara Forse non è esagerato dire che la situazione di Alitalia simbolizza quella del Paese. Nel mese di gennaio 2008 Alitalia ha bruciato 85 milioni di euro.

Continuità territoriale, le compagnie litigano ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Prima Pagina Pagina 2 Alitalia non molla: ripartono i voli da Roma. L'Enac diffida Myair Continuità territoriale, le compagnie litigano Alitalia non molla: ripartono i voli da Roma. L'Enac diffida Myair --> Alitalia non molla. Forse gli aerei con il tricolore non decolleranno il 30 marzo, come previsto, ma con un breve slittamento.

L'ultimo shopping per l'expo - giuseppina piano ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: potrebbe risultare un fattore decisivo anche per il rilancio di Alitalia e dello scalo di Malpensa. Per il lavoro svolto dal governo uscente, questo obiettivo è alla portata e rappresenterebbe un'autentica svolta sia per Milano sia per l'Italia". Ottimismo, appunto. Alla vigilia della maxitrasferta annunciata verso Parigi da Milano e Roma, una cinquantina di persone tra governo,

Alitalia, Parigi rilancia: nessuno a casa ( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il titolo vola in Borsa. La Consob vigila su eventuali abusi. Lufthansa: noi in attesa, il mercato italiano c'interessa Alitalia, Parigi rilancia: nessuno a casa Air France: domani il nuovo piano. Il sindacato prudente: passi avanti.

QUESTO vuole essere un "Diario" di augurio e di speranza per le sorti dell& ( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di augurio e di speranza per le sorti dell'Alitalia. Non entro nel merito perché molti colleghi di questo giornale stanno già seguendo la vertenza. La mia è solo la preoccupazione che per un concorso di colpe molte famiglie si trovino all'improvviso in serie difficoltà. Per non dire dell'ulteriore "figuretta" fatta nei confronti dei partners europei.

ROMA Timide aperture del presidente di Air France, Jean Cyril Spinetta, che tra domani e venerd ( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che tra domani e venerdì presenterà una nuova offerta per rilevare Alitalia. "Non lasceremo nessuno a casa", garantisce. Cauti i sindacati. A Piazza Affari il titolo vola del 32%. Lufthansa resta in attesa: "Il mercato italiano ci interessa". Intanto Maurizio Basile lascia l'incarico di amministratore delegato di Aeroporti di Roma.

Cifre pubblichiamo la tabella francese ( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cifre pubblichiamo la tabella francese Ecco gli esuberi di Spinetta Alitalia appalta pure le viti Ci sono anche i ventisette piloti che guidano a turno uno dei cinque aerei "full cargo" che abbiamo citato sabato scorso, per mettere in luce i paradossi più macroscopici di Alitalia. Tagliandoli tutti e cinque, come annunciato da AirFrance-Klm, ben 133 piloti perdono il posto,

Controffensiva I sondaggi raffreddano la battaglia aerea, il Pd si butta su salari e previdenza ( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Conclusione dei ragionamenti (dei veltroniani): ci sono i margini per una controffensiva, purché si parli al paese reale. Morando non usa perifrasi: "Alitalia non conta niente elettoralmente. E i cittadini hanno la bava alla bocca per le tasse che devono pagare, anche su Alitalia". 2 Alessandro De Angelis 26/03/2008.

Sprechi i servizi affidati in esterno ( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: beneficiano di appalti Alitalia è sufficiente per immaginare i risultati riscontrati durante la due diligence effettuata da Air France. Emerge, in particolare, un caso che sintetizza eloquentemente le cattive abitudini consolidate negli anni. Nel 2006 Alitalia firma un nuovo contratto con un fornitore esterno al Gruppo per la gestione dei reclami bagagli e di quelli commerciali.

Alitalia e voto intervista napoletana ( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Qui rischia di andare fuori mercato non Alitalia, ma l'Italia tutta". Dice D'Alema che nel Berlusconi versione Alitalia la cifra prevalente è il "cinismo propagandistico". Ma non solo: "C'è l'idea assistenzialista della mano pubblica, quella di chi suggerisce al governo "date un miliardo di euro ad Alitalia a spese della collettività per una soluzione ponte,

Segue dal loft ( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha trovato anche ampi consensi sul fronte sindacale (Epifani in primis) che su Alitalia qualche tensione col loft l'ha vissuta. E ha spiazzato la sinistra-sinistra: Bertinotti si è limitato a un "chiedo al Pd perché non sia stato possibile farlo prima". Qui si inserisce l'altro capitolo della controffensiva veltroniana.

Proposta ( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Proposta Un referendum all'Alitalia Il capitalismo è quel sistema economico nel quale chi prende una decisione sbagliata ne sopporta i costi. Chiunque sciolga il nodo Alitalia - Prodi e Tps ora, Berlusconi o Veltroni dopo le elezioni - i primi a sentirne le conseguenze saranno i dipendenti della compagnia di bandiera.

Alitalia ( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: un risparmiatore che avesse investito 1000 euro in azioni Alitalia nel 1987 e le avesse tenute fino alla procedura di vendita avviata dal governo Prodi avrebbe perso "soltanto" 940 euro. Avrebbe dovuto perdere anche gli altri 60 perché in questi ultimi vent'anni Alitalia ha riportato un margine operativo positivo solo due volte, qualche decina di milioni di euro nell'87 e nell'

No comment di Lufthansa sul ritorno ( da "Tempo, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: italiana evocata da Silvio Berlusconi per aggiudicarsi Alitalia, né le dichiarazioni di Emma Bonino, secondo cui il vettore tedesco è uscito dalla gara per la compagnia di bandiera italiana per paura dei sindacati. Lo ha detto ieri Stefanie Stotz, portavoce di Lufthansa. Il peso dei sindacati in Alitalia "è stato ovviamente preso in considerazione, non ne abbiamo mai fatto mistero,

Prato e Spinetta grandi manovratori ( da "Tempo, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: grandi manovratori Ma i sindacati bocciano i diktat La scadenza per le trattative per la cessione di Alitalia ad Air France-Klm resta fissata al 31 marzo. Lo ha detto il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, secondo quanto riferiscono fonti sindacali presenti alla riunione alla Magliana. "L'azionista Tesoro - ha detto Prato - mi ha confermato che rimane la scadenza del 31 marzo.

Bonaiuti: Cordata italiana? Dal Cav solo un appello ( da "Tempo, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: it Nella lotteria per salvare Alitalia arriva una parziale frenata sulla consistenza del secondo pool di imprese e banche targato made in Italy. La precisazione è arrivata ieri dal portavoce del leader del Popolo della libertà, Paolo Bonaiuti, che ha detto che sulla possibilità di una cordata di imprenditori italiani che salvi Alitalia "Berlusconi ha fatto solo un appello"

Cardia: La politica deve parlare a Borsa chiusa ( da "Tempo, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Basta analizzare le azioni di Alitalia in Borsa per capire che qualcosa perlomeno di anomalo sta accandendo. Dall'inizio dell'anno Alitalia ha perso il 52% a Piazza Affari. Non c'erano acquirenti, la compagnia era sull'orlo del fallimento e all'orizzonte AirFrance-Klm era l'unica carta da giocare per non portare i libri in tribunale.

C'ERA un tempo, non molti anni fa, in cui la seconda serata tv ruotava su un appuntamento fisso ( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nel giorno di Pasqua Domenica in ha allestito un dibattito sull'Alitalia, caso drammatico, in cui a rappresentare la Francia era stata chiamata, probabilmente in mancanza di altro, Corinne Clery). Ma se ci fosse la voglia ci sarebbero altri modi, magari tenendosi buono anche quel dannatissimo totem televisivo chiamato auditel.

Lavoratori in piazza Protesta sulle note dell'Inno di Mameli ( da "Tempo, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Inno di Mameli I dipendenti di Alitalia fanno sentire la loro voce. Alcune centinaia di lavoratori dell'Atitech di Napoli sono giunti in corteo di fronte alla sede di Alitalia alla Magliana a pochi minuti dall'inizio dell'incontro tra il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, il presidente dell'Alitalia, Maurizio Prato e i sindacati.

ROMA Il target è fissato. Anche se non è stato mai ufficializzato. Tutt'altro. Jean ( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: chiudere la partita Alitalia insieme al governo che verrà. Lo ha ribadito più volte il top manager francese precisando che l'acquisto della nostra ex compagnia di bandiera era ed è condizionato al via libera del nuovo esecutivo. Lo hanno sempre sottolineato le organizzazioni sindacali spiegando che nell'operazione non poteva e non può non entrare il nuovo inquilino di palazzo Chigi che,

ROMA Prime anche se vaghe aperture di Jean Cyril Spinetta. Prudenza da parte dei sindacati ( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 600 in Alitalia e 500 in Alitalia Servizi". Nessuna anticipazione, se non qualche accenno, ai correttivi. Ha parlato di possibili assunzioni di 180 piloti in Air France, di modifiche all'assetto di Az-Servizi, di contratti separati per la varie categorie aziendali.

ROMA - Una nuova cordata per Alitalia? Poco importa se si materializzerà davvero. Per l ( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Una nuova cordata per Alitalia? Poco importa se si materializzerà davvero. Per la Borsa ce n'è abbastanza per alimentare la speculazione, anche ieri la vera protagonista della giornata di Borsa di Alitalia. Il bilancio della seduta si chiude così con un altro +32,35% per le azioni della compagnia di bandiera (a 0,45 euro).

Dopo l'Alitalia, le pensioni. All'indomani dell'exploit berlusconiano di u ( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Dal nostro inviato PALERMO Sbarca in Sicilia col cappotto, Walter Veltroni, e gi ( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: volo privato da Ciampino, niente Alitalia) lo usa come una corazza per andare lancia in resta contro il Pdl e la destra. Per la prima volta da quando è in campagna elettorale, il leader del Pd abbandona il guanto di velluto e lo schema del "confronto civile tra avversari" e veste i panni del grintoso attaccante di mischia.

Una sortita ad uso e consumo delle tv in "berlusca style" ( da "Liberazione" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per la vicenda Alitalia, certo. Dove per l'ennesima volta il candidato premier ha provato a dimenticarsi di Prodi ma non ha potuto spingersi fino al punto di ignorare del tutto le posizioni dei ministri in carica, dei suoi colleghi di partito. Tutti capilista del piddì e tutti filo-francesi, nella vicenda che riguarda la compagnia di bandiera.

Alitalia, la fermezza dei sindacati convince Air France a trattare ( da "Liberazione" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la scadenza è il 31 marzo Alitalia, la fermezza dei sindacati convince Air France a trattare Roberto Farneti Sarà meglio che Romano Prodi si ricreda. Se la vendita di Alitalia ad Air France non si concluderà con una Caporetto per il paese, il merito non sarà certo dell'incapacità di negoziare dimostrata dal nostro presidente del Consiglio uscente,

Ecco come ho vinto la voglia di non votare ( da "Tempo, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che ha colto a volo per riproporsi nelle vesti di sostituto procuratore della Repubblica, pur abbandonate tanti anni fa: le polemiche su Alitalia. Egli ha accusato Berlusconi di insider trading per via della cordata nazionale di imprenditori sollecitata, anche con la partecipazione dei figli, per contendere ad Air France l'acquisto della malandata compagnia di bandiera italiana.

Alitalia, rilancio francese ( da "Tempo, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: domani nuova proposta Alitalia, rilancio francese "Nessun lavoratore di Alitalia sarà lasciato per strada e sarà disegnata una soluzione appropriata per ciascuno dei 2.100 esuberi previsti dal piano". Il presidente di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, incontro con le nove sigle sindacali di Alitalia e annuncia che è pronto a rivedere le linee guida dell'

Presidente partiamo dalla campagna elettorale. Cosa ha ( da "Tempo, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, appunto. Era il caso di farlo diventare un caso elettorale? Nella vicenda Alitalia c'è stato il primo elemento negativo che è il caso Malpensa: ha portato alla compagnia oneri aggiuntivi rispetto al suo naturale hub di Fiumicino. Ora è una compagnia che non sta sul mercato.

I ragazzi a confronto con la pinotti ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: poi si passa al caso Alitalia. Rasetto, da trentenne, spera solo in un accordo per migliorare la rete del servizio, ricorda i tanti scioperi del passato, e fa un paragone con il Carlo Felice: "Gli scioperi vanno rispettati, ma va anche valutato che si rischia di mettere in crisi un'azienda, un teatro, fino alla chiusura".

Dal Popolo della libertà Fini attacca La realtà è che la sinistra ha alzato le imposte ai pensionati ( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, il leader del Pd: "Sembra di essere tornati ai tempi nei quali prima delle elezioni si prometteva la scarpa destra e poi, ad elezioni fatte, quella sinistra...". E in piazza Verdi a Palermo, Veltroni picchia sulla questione del match in tv col Cavaliere: "Sottrarsi al confronto televisivo in una campagna elettorale così importante non accade in nessun Paese del mondo

Air France rilancia: nessuno resterà a casa ( da "Secolo XIX, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: incontro su Alitalia Spinetta anticipa ai sindacati qualche punto del nuovo piano che presenterà domani e offre di assumere nel suo gruppo 180 piloti. Titolo sospeso, poi rialzo del 32% Roma. Si dissolve l'idea della "cordata italiana" invocata da Silvio Berlusconi, quindi in campo per l'acquisto dell'Alitalia resta sempre e solo Air France.

Az service, una galassia da 800 milioni di fatturato - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per ridurre i costi di Alitalia a svolta nella trattativa tra Alitalia e Air France. Attiva da quasi tre anni (è nata nel maggio 2005) rimane un ircocervo, una piccola galassia di società con poco meno di 800 milioni di fatturato e 7500 dipendenti. I lavoratori di Az Service si occupano di tutti gli stadi della manutenzione degli aerei Alitalia con altre due società controllate (

Meno esuberi e garanzie per tutti spinetta gioca la carta finale - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Piacciono ai sindacati il no a diktat sulle date e le aperture sullo scalo romano ETTORE LIVINI MILANO - Il nuovo piano di Air France per Alitalia arriverà sul tavolo dei sindacati solo domani sera. Le prime aperture annunciate ieri da Parigi però lasciano già intravedere un cambio di clima nei negoziati. L'obiettivo fissato dal gruppo transalpino ? "non lasciare nessuno per strada" ?

Il voto appeso a una cordata ( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Le difficoltà di Alitalia non nascono oggi: nel 2001 quando Berlusconi andò al governo, era già evidente che la compagnia di bandiera era sull'orlo di una crisi senza ritorno. Ma Berlusconi e Tremonti non fecero nulla per Alitalia. Anzi fecero di peggio: avallarono le ipotesi leghiste di una fusione per l'incorporazione di Alitalia in Volare,

Alitalia appesa al negoziato ( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Scripta manent ( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: prende spunto dalla vicenda di Alitalia e intona il de profundis per il Pd: "Se Veltroni voleva dissolvere nel ricordo degli italiani l'ombra di Prodi e delle divisioni che hanno scandito i suoi venti mesi, l'operazione è fallita. La spregiudicatezza di Berlusconi è servita, più che a salvare Alitalia, a riemescolare le carte.

Alitalia, trattativa appesa al filo ( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Al voto Alitalia, trattativa appesa al filo Entra nel vivo il confronto tra l'acquirente e le parti sociali. "Rema contro" il ministro Padoa Schioppa, che conferma la dead line al 31 marzo, nonostante la volontà di discutere espressa da tutti gli interessati (Alitalia compresa) "Timide aperture" da parte di Air France su piloti,

Piccolo assedio alla palazzina ( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in fondo era anche lui seduto nei vari consigli di amministrazione dell'Alitalia negli anni della caduta), ma in ogni caso "è meglio ricordarglielo". La polizia stavolta rimane dentro il cortile, schierata all'ingresso della palazzina. Tanta, decisamente troppa. E quando arrivano altri 7-8 gipponi il commento generale è vagamente ironico "e vai con gli straordinari!

Tv, alla fine Walter attacca Silvio ( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: momento in cui i riflettori sono tutti puntati sul caso Alitalia, che spadroneggia nei Tg del Biscione. Quello dell'ex sindaco di Roma, in realtà, non è stato un attacco frontale, anzi solo un accenno all'irrisolto conflitto del Cavaliere, facendo intendere però che la questione è aperta. L'affondo Veltroni lo ha fatto invece sul duello in tv, accusando il suo "principale avversario"

<Venerdì un nuovo documento> ( da "Campanile, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Venerdì un nuovo documento" ALITALIA/ Il presidente di AirFrance Spinetta delude i sindacati e rimanda tutto a fine settimana La trattativa tra Alitalia e AirFrance-Klm proseguirà a oltranza, anche oltre la data del 31 marzo, chiesta da Alitalia per ragioni di liquidità.

Alitalia Nuova proposta di AirFrance ( da "Voce d'Italia, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: fa notare che non è stata spesa ancora nessuna parola sulla questione Alitalia Cargo mentre l'Unione Piloti sottolinea che le nuove proposte "non danno certezza della sopravvivenza di Alitalia dopo il 2010". Se come in ogni negoziato vince chi ha le coronarie più salde, forse ci sarà margine per ulteriori aggiustamenti intanto il titolo Alitalia si sta comportando bene segnando,

Alitalia: Nuova proposta di AirFrance ( da "Voce d'Italia, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: fa notare che non è stata spesa ancora nessuna parola sulla questione Alitalia Cargo mentre l'Unione Piloti sottolinea che le nuove proposte "non danno certezza della sopravvivenza di Alitalia dopo il 2010". Se come in ogni negoziato vince chi ha le coronarie più salde, forse ci sarà margine per ulteriori aggiustamenti intanto il titolo Alitalia si sta comportando bene segnando,

D'ALEMA (PD) ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Dov'erano i figli di Berlusconi?" Il sarcasmo del vicepremier: " Noi abbiamo affrontato il problema Alitalia aprendo la gara. Perché i figlioli di Berlusconi non si sono presentati?".

IL TITOLO DECOLLA A PIAZZA AFFARI SEGNA +88% E CHIUDE A +32% ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: È una banale regola matematica ed è il destino di Alitalia in questi giorni, con un valore per azione ormai di una frazione di euro contro i dodici euro degli ultimi bilanci in utile, all'inizio del decennio in corso. E così ieri si è registrato un rialzo del 32% perché le Alitalia hanno chiuso a 46 centesimi contro i 35 centesimi dell'ultima seduta prima di Pasqua.

TABACCI (UDC) ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Uno scandalo nazionale" L'esponente Udc attacca: " Alitalia è stato uno scandalo nazionale gestito male da governi e sindacati. Per i nostri conti è stata una sanguisuga".

CORDATA VIRTUALE , IL GOVERNO SI RICOMPATTA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: se Alitalia viene acquistata da Air France, Lufthansa o una cordata. A me interessa solo che Alitalia continui a volare e che l'Italia non perda il vettore di compagnia di bandiera". E se Umberto Bossi riconosce che "non è facile trovare imprenditori disponibili", Giulio Tremonti è sarcastico: "Prodi sembra al terzo mandato Iri.

Finale di campagna col rischio ali a terra ( da "Opinione, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: pure malcelate nella ex maggioranza, sul futuro di Alitalia. E come direbbe l'ineffabile Dario C, inviato di punta di un grande giornale in Europa, "i problemi del Paese possono attendere". Quale Paese? Cesano Boscone o Trezzano sul Naviglio. Perché l'altro Paese, quello, in teoria, con la P maiuscola, non lo sente quasi più nessuno.

Il fumo di Veltroni ( da "Opinione, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: come insegna il caso Alitalia, l'eredità negativa del governo Prodi continua a produrre i suoi effetti perversi. Che avrebbero potuto essere bilanciati ed annullati dall'esistenza di una forte strategia politica da parte del Pd. Ma che, proprio a causa dell'assenza di questa strategia, risultano addirittura potenziati.

L'Italia che arretra ( da "Opinione, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: assieme a quella di Alitalia, può vincere il concorso quale simbolo della dabbenaggine nazionale. Assieme a Cirio e Parmalat puo raccontare la rapina ai danni del mercato. Tutti quanti sintetizzano avidità e corruzione politica, oltre che la debolezza dell'informazione economica non direttamente corriva ad interessi particolari.

Metti Alitalia nei Tg. Tutti ( da "Opinione, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: comunicando Metti Alitalia nei Tg. Tutti di Paolo Pillitteri Tutti i Tg di quest'ultima settimana, dico tutti, pubblici e privati, hanno aperto con Alitalia. Che sarà pure una importante compagnia aerea di bandiera, ma della sua crisi si discute da almeno 10 anni, diconsi dieci, vale a dire da parte di premier, ministri,

Venerdì altro round con la nuova proposta ( da "Opinione, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 26 Mar 2008 Edizione 59 del 26-03-2008 LA VENDITA DI ALITALIA. SPINETTA RILANCIA Venerdì altro round con la nuova proposta di Alessandra Mieli Jean Cyril Spinetta è tornato. Dalle sue dichiarazioni sembrerebbe quasi che il |I|defensor|/I| di Alitalia sia lui, il presidente e amministratore delegato di Air France.

Intervista a Michele Graglia / Quale futuro per il distretto aerospaziale? ( da "Opinione, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e quella del riconoscimento di un metadistretto aerospaziale, sono legate dai termini con cui avanziamo le nostre richieste alla politica. Per entrambe non si chiede un sostegno a realtà in crisi. Non vogliamo assistenzialismo, ma la possibilità di competere ad armi pari con altre realtà del Paese: Malpensa con gli altri aeroporti,

Quell intesa datata 1997 Prodi-Air France ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di sbarazzarsi del problema Alitalia, scaricandolo attraverso un accordo con Air France". Ma ad un prezzo inaccettabile. "Il sacrificio di Malpensa, con la concentrazione di Alitalia a Roma". Possono convivere due hub nel Paese? "Ci sono Paesi federali con due hub che non necessariamente, vedi la Germania, si identificano con la capitale.

Il sogno di Veltroni: <Basta parlare di Alitalia> Tremonti: <Prodi pensa di essere ancora all Iri> ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Walter Veltroni vorrebbe che di Alitalia non si parlasse fino al 13 aprile. "Sul tavolo da poker della vita politica e della campagna elettorale - dice - viene giocato tutto, anche il lavoro di migliaia di persone ma questo è inaccettabile. Se c è una cordata sull Alitalia bene, si faccia avanti subito.

Il complotto franco-romano non fermerà il Nord ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: imprenditori che riesca non tanto a salvare Alitalia, quanto a garantire un futuro al nostro hub. Certo che lo spessore politico dell Esecutivo di centrosinistra uscente, traspare anche dal fatto che tra una compagnia ormai fallita e un aeroporto che invece cresce ogni giorno che passa, qualcuno, per questioni campanilistiche, ha sempre e solo tifato per un colosso caduto in disgrazia.

Sindacati divisi sulla trattativa ma uniti contro Palazzo Chigi ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: già da tempo critico nei confronto della gestione dell affaire-Alitalia, che l altro giorno ha sbugiardato gli svenditori di palazzo Chigi, affermando una verità che era stata scritta nero su bianco dai vertici Alitalia: la compagnia italiana ha denaro sufficiente per sopravvivere fino a giugno. E ieri ha rincarato la dose: "che ci sia un urgenza è fuori di dubbio,

Prodi vede sfumare l ultimo affare. E medita vendetta ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: non ammetteva possibilità di sconfitta: il governo indice una gara per la vendita di Alitalia, indicando condizioni capestro per i potenziali acquirenti, tra cui la salvaguardia dei posti di lavoro. Tale gara va deserta, perchè, poco a poco, tutti i soggetti interessati si ritirano. A quel punto si va a trattativa privata. Con Air France.

Intanto il nostro scalo chiude ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: però il 31 marzo Alitalia dismetterà 180 voli al giorno Igor Iezzi Lo spettro della cassa integrazione per i lavoratori, il fantasma del dehubbing per lo scalo di Malpensa. Mentre a Roma si continua a trattate e il mondo politico non smette di discutere e di accapigliarsi sul futuro di Alitalia e dell aeroporto lombardo,

Lega e Pdl: vicenda fuori controllo, i ministri riferiscano in Aula ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: vuole liquidare Alitalia". "Da pessimo boiardo - osserva l ex ministro Maurizio Gasparri - Prodi è abituato a svendere le aziende di Stato procedendo in operazioni poco trasparenti. Lo stesso si voleva fare con Alitalia. Peccato che ministri del suo stesso defunto governo lo stiano sbugiardando, dando versioni opposte della stessa condizione economica della compagnia di bandiera.

Svendo io! No tu no ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: appunto quella romanocentrica guidata da Prodi e Veltroni- sul caso Alitalia. Una banda infarcita di gente che non sa più cosa dire, cosa fare, cosa negare, cosa promettere, quali balle sparare... pur di provare a salvare il deretano. Se non ci fosse da piangere, a prender le loro dichiarazioni ad una ad una ci sarebbe da ammazzarsi dalle risate.

Mauro: <Sono in gioco tutti gli aeroporti del Nord> ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è nemico del Nord? "Sindacalmente e politicamente sì. Grazie a scelte sindacali sbagliate il Nord è condannato a pagare. Vogliamo ricordare anche l ultima mossa? L assunzione di 400 precari Alitalia in Lazio. Qui ci sono migliaia di famiglie che non sanno ancora che destino avranno perché bisogna fare il grande hub di Fiumicino e cancellare dalla faccia della terra Malpensa

C era una corsia preferenziale per i francesi? ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ai quali, forse talvolta è bene ricordarlo, appartengono sia Alitalia sia Malpensa. Dunque sarebbe il caso, come per prima ha chiesto la compagine parlamentare della Lega Nord, che il Governo provveda subito a dissolvere qualsivoglia sospetto di aver pilotato la vendita di Alitalia. E che lo faccia in Aula.

<Giovedì nuovo piano> Spinetta tratta ma non su Malpensa ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: si è impegnato a trasferire gradualmente in Air France 180 giovani piloti di Alitalia e, soprattutto, ha tolto di mezzo la spada di Damocle della scadenza del 31 marzo. Che invece, secondo quanto annunciato dal presidente di Alitalia Maurizio Prato, rimane tale e quale per il ministero del Tesoro. Durissima la risposta della Cisl.

Lega Nord, obiettivo Pirellone ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Una battuta su Alitalia: "La disponibilità da parte di Air France di modificare l'offerta significa che avevamo ragioni noi a dire che si trattava di una proposta svantaggiosa per Alitalia. Resta comunque inaccettabile il fatto che per salvare Alitalia si sacrifichi Malpensa.

Se conosci Veltroni non lo voti ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia come Alfa Romeo SERGIO CASALONE Sezione Lega Nord di Rescaldina Come mai quando l Alfa Romeo andava male ed è intervenuta la Ford per comperarla i sindacati e tutti gli organi governativi si sono opposti preferendo regalarla all odiato Agnelli della Fiat?

Non solo i giovani oltraggiano ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia come Alfa Romeo SERGIO CASALONE Sezione Lega Nord di Rescaldina Come mai quando l Alfa Romeo andava male ed è intervenuta la Ford per comperarla i sindacati e tutti gli organi governativi si sono opposti preferendo regalarla all odiato Agnelli della Fiat?

Air France, i sindacati ora trattano E Silvio rilancia l'offerta italiana ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: incontro su Alitalia. Dal canto suo, Silvio Berlusconi ieri non ha trovato di meglio che sventolare la bandiera della cordata italiana che da qui a qualche giorno dovrebbe farsi viva anche se, specifica, ha vietato ai figli di farne parte. Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, perde la pazienza e spiega: "Non possiamo aspettare mitiche cordate.


Articoli

Alitalia, asse Pdl-Sinistra per la cordata che non c'è (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Nel nome di una cordata italiana, che tuttavia ancora non si vede all'orizzonte, il diavolo e l'acqua santa si ritrovano assieme. La vendita di Alitalia ha la capacità di far camminare a braccetto Berlusconi e Bertinotti, entrambi accomunati dalla volontà di dire no all'offerta di Air France, seppur per motivi completamente diversi. La privatizzazione poi ha messo l'un contro l'altro i ministri Bianchi e Bonino: il primo tifa apertamente AirOne e sostiene che Alitalia può sopravvivere fino a fine anno; la seconda sottolinea la crisi di liquidità della compagnia e l'esigenza di trattare con i francesi. Trattativa che oggi continuerà con l'incontro fra Spinetta e i sindacati.

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Caos Alitalia: scatta il soccorso rosso per Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

SINISTRA   DOPO IL NO DI BERTINOTTI AD AIR FRANCE, IL MINISTRO BIANCHI SPONSORIZZA LA CORDATA SOSTENUTA DAL PDL Caos Alitalia: scatta il soccorso rosso per Berlusconi GIANNI DEL VECCHIO Un'alleanza di fatto, tanto innaturale quanto antica nei contenuti. È quella che negli ultimi giorni hanno stretto Pdl e Sinistra arcobaleno sulla vendita di Alitalia. Entrambi non vogliono che vada nelle mani di AirFrance ed entrambi sponsorizzano una soluzione nazionale. Ma se Berlusconi utilizza la privatizzazione esclusivamente per fini elettorali e propagandistici, dall'altra parte il refrain è ancestrale: la proposta di mercato dei francesi è inaccettabile, torniamo a una gestione pubblica della compagnia. Si tratta della classica ricetta economica della vecchia sinistra che però, particolare di non poco conto, è anche la causa principale del tracollo finanziario della società di via della Magliana. Basta dare una scorsa alle dichiarazioni fatte a Pasqua e Pasquetta dagli esponenti della Sinistra arcobaleno. Se il candidato premier Fausto Bertinotti ha definito "irricevibile " l'offerta dei francesi, ieri il responsabile economico di Rifondazione, Maurizio Zipponi, ha declinato il motivo dell'opposizione. "Il Prc vigilerà contro la svendita del patrimonio industriale statale ? ha ammonito Zipponi ?, anche perché si deve mantenere un ruolo di indirizzo del pubblico negli asset strategici. In questo il programma economico del Pd vecchio di trent'anni: a noi un'altra Telecom non piace affatto ". Una posizione nella quale si rispecchiano tanti altri "compagni" di Zipponi. Per Pino Sgobio, ex capogruppo alla camera del Pdci, "è tempo che lo stato ritorni ad essere protagonista nei settori strategici dell'economia, Alitalia va rilanciata con un nuovo piano industriale". Ma chi si è pubblicamente più sbilanciato a favore della cordata italiana, ovvero quella AirOne-Banca Intesa, è il ministro dei trasporti Alessandro Bianchi. L'indipendente del Pdci ha chiaramente fatto sapere di tifare per la compagnia di Carlo Toto e di voler evitare che Alitalia passi in mani transalpine. Tanto da smentire il collega all'Economia, Padoa- Schioppa, che aveva fatto sapere come il gruppo aereo ormai avesse poche settimane di vita. "Io sto ai dati ufficiali ? ha dichiarato Bianchi ? e non alle dichiarazioni estemporanee. I dati ufficiali dicono che Alitalia ha presentato qualche mese fa un piano cosiddetto di sopravvivenza dove prevedeva che per tutto il 2008 ci sarebbe stata liquidità sufficiente. Escludo che ci siano solo poche settimane di sopravvivenza". Dichiarazioni che hanno fatto infuriare il Pd e soprattutto il ministro al commercio internazionale, Emma Bonino. "È sconcertante quello che dice il ministro dei trasporti, competente sulla materia, perché basta andare sul sito di Alitalia e leggere la posizione finanziaria al 31 gennaio della compagnia. A quella data era a 282 milioni di euro. A marzo ne rimangono poco più di 100 milioni ". Insomma uno scontro tra ministri che sottende a una visione completamente diversa del ruolo dello stato nell'economia, del concetto di patriottismo economico e del ruolo del mercato. Nonché una diversa valutazione della consistenza dell'offerta AirOne. Il tutto mentre sullo sfondo continua a campeggiare la figura di Berlusconi e della fantomatica cordata nella quale avrebbero dovuto esserci anche i suoi figli. Anche il premier dimissionario Romano Prodi sottolinea come quella del cavaliere non sia altro che una boutade elettorale. "Di cose serie da parte italiana finora non ne ho viste", ha sottolineato il Professore. Intanto oggi si terrà nel pomeriggio l'incontro decisivo fra la compagnia francese e i sindacati per arrivare ad un accordo. Il clima è abbastanza positivo, anche grazie alle aperture dell'ad di Air France, Spinetta, che si è detto disponibile a trattare ad oltranza e cioè anche oltre la data limite del 31 marzo. Cosa che fa presagire anche qualche concessione sul piano industriale, probabilmente sugli esuberi dei piloti che fanno servizio cargo.

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Alitalia, i bluff di Berlusconi e le opportunità del Pd (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

ARNALDO SCIARELLI L'imprenditore De Benedetti al Tg1 ha affermato che tutti gli attori produttivi hanno beneficiato dell'euro mentre i soggetti percettori di reddito fisso sono stati devastati nell'economia familiare. Questo perché, secondo me, i prezzi al dettaglio, grazie alle intese nascoste del governo di centrodestra con Confcommercio e i vari Billè, non hanno subito l'obbligazione della doppia lettura euro/lira e quindi nessun controllo. Così facendo si è prodotta una violenza quotidiana nelle case di gran parte degli Italiani. Questa politica nel tempo, sostenuta da filocapitalisti ottusi, blocca i consumi per mancanza di reddito disponibile e quindi la crescita economica del paese. Crescita economica che potrebbe essere compensata esclusivamente dalla capacità di penetrazione in mercati non domestici, capacità che al momento non esiste. Senza tener conto dei risvolti sociali sul territorio nazionale. Tremonti inneggia alla socialdemocrazia, invoca Keynes, critica la globalizzazione come Stiglitz, potrebbe suscitare addirittura l'ammirazione di Sraffa. Berlusconi afferma che l'offerta di Air France è arrogante ed irricevibile e non posso dargli torto. Ovviamente senza dimenticare le responsabilità quinquennali del governo di centrodestra nella gestione dell'Alitalia a causa di errori strategici dovuti ad incapacità manageriali. Le norme europee, frutto di uno sciocco ultraliberismo, impongono comportamenti antisociali anche in "tempi congiunturali". Pensare quindi ad obbligare Air France ad offerte più eque, rivisitare l'ipotesi di Passera chiedendone miglioramenti, intravedere una cordata italiana sono esercitazioni credibili e non dannose. Riflettere sull'intervento di Eni, Enel, Finmeccanica e altri imprenditori privati potrebbe essere tutt'altro che demenziale. Berlusconi spera e non bluffa con il prestito-ponte perché lo spernacchiamento sarebbe per lui dopo insostenibile in qualità di probabile premier incaricato. Per un paese come il nostro privarsi di una compagnia di bandiera efficace ed efficiente, pensare allo smantellamento di Malpensa e a esuberi eticamente insostenibili e produttori di disagio, e non soltanto di disagio sociale, non è, questo sì, intelligente. Quindi, quando una giovane attrice intervistata qualche giorno fa dichiara di volere un governo Veltroni- Berlusconi, perché l'uno compensa i difetti dell'altro e viceversa, interpreta il pensiero della maggioranza degli italiani. E conclude dicendo, con la solita concretezza femminile: "Solo così avremo un governo stabile per anni". Qualche candidatura che non c'è da una parte e dall'altra, pronta ad uscire dal cilindro delle necessità istituzionali, alimenta qualche sospetto. Ma Berlusconi dovrebbe depurare il suo universo da postfascisti e leghisti, che sono lì, ma i voti dei quali non sarebbero più necessari. Oltre ad avere la disponibilità di altri voti obiettivamente democratici in cerca di collocazione operativa, vedi Rosa Bianca/Udc e Socialisti se ce la faranno. E non è detto che il voto inutile per il senato non dia una mano al Pd evitando premi di maggioranza regionali al centrodestra. Noi, comunque, dobbiamo rimboccarci le maniche per difendere i risultati del 2006, nei limiti del possibile, per combattere in Sicilia, resistere in Campania e vincere a Roma e nel Lazio al primo turno. Il Pd è un'idea romana e Roma sarà l'interpretazione più autentica del suo possibile divenire con un'alleanza riformista e progressista che vuole governare intelligentemente per allontanare il pericolo della conservazione. Pericolo che purtroppo si annida anche in una parte politica che si dice di sinistra e pensa al '21, alla fine degli anni '40, agli anni '50, ai primi anni '60, al dramma degli anni '70 come modello da imitare. Dimentica dei suoi errori clamorosi degli anni '80 all'inizio degli anni '90, errori che hanno consentito il rigurgito ufficiale e formale di una destra fondamentalmente utilitarista che, vendendosi come nuovo e come difensore della libertà, ha ancora di più qualunquizzato ed incasinato l'elettorato e quindi la politica del nostro paese.

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L'ombra di Napoli sulla campagna elettorale (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

L'ITALIA VISTA DAGLI ALTRI L'ombra di Napoli sulla campagna elettorale "Potrebbe essere il contrappasso ideale della società dei consumi: l'ombra dello scandalo dei rifiuti si stende su uno dei pilastri dello stile di vita europeo". Così il britannico Independent commenta la vicenda delle mozzarelle di bufala campane contaminate dalla diossina. "Le associazioni di produttori stanno facendo di tutto per prevenire la psicosi, ma è un fatto che Napoli e la sua regione siano diventate ormai il simbolo stesso della sporcizia ", scrive il corrispondente John Phillips. Secondo Le Monde, "alla vigilia delle elezioni lo scandalo rifiuti sta diventando un'arma temibile nelle mani di Silvio Berlusconi. A sinistra si vuole attribuire la responsabilità al solo Bassolino e si ostenta ottimismo, ma dall'inizio della campagna Veltroni non ha ancora messo piede a Napoli". L'Economist batte un altro tasto dolente delle cronache italiane: "Le condizioni dell'offerta di Air France-Klm per Alitalia sono state più dure del previsto, con le azioni del vettore valutate appena 0,10 euro l'una. Ma la compagnia ha dovuto accettare: i mendicanti non hanno diritto di scegliere". Lo svizzero Le Temps commenta invece il processo a poliziotti e carabinieri responsabili delle violenze al G8 di Genova nel 2001. "I pm hanno chiesto 76 anni di prigione per i 44 imputati, accusati di abuso d'ufficio, violenze e lesioni ? la tortura non è prevista dal codice penale italiano. Ma in meno di un anno i reati cadranno in prescrizione ". Il Daily Telegraph, infine, evidenzia le candidature di Santo Versace, fratello dello stilista assassinato Gianni, dell'ex pornostar Milly D'Abbraccio e di Emanuele Filiberto di Savoia alle prossime elezioni: "Il ricorso a candidati "eclettici" è una tattica elettorale comune in Italia. È stato Berlusconi ad ammettere che nel parlamento di Roma ci sono solo 30 persone che lavorano, mentre gli altri devono solo timbrare il cartellino e seguire la linea".

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"Alitalia: nessuno resterà a casa" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Spinetta annuncia una nuova proposta di Air France-Klm. Disgelo dei sindacati. S'allarga il fronte del rinvio "Alitalia: nessuno resterà a casa" Veltroni: pensioni più alte da luglio. Berlusconi: adeguarle al caro vita Il numero uno di Air France-Klm, Spinetta, ha detto ai sindacati che la compagnia francese è "disposta ad assumere 180 giovani piloti. Giovedì faremo una proposta di accordo quadro. Nessuno resterà a casa". Disgelo dei sindacati, anche se restano cautele. Sul fronte politico, le pensioni hanno rappresentato il tema del giorno. Veltroni ha illustrato la proposta del Pd per aumentarle da luglio. Berlusconi ha detto che vanno agganciate al costo della vita. DA PAGINA 2 A PAGINA 4.

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Eliminando il voto di preferenza, la legge elettorale ha sottratto ai cittadini, e posto nelle mani (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Delle forze politiche maggiori, la scelta della maggior parte dei parlamentari; c'è quindi una qualche soddisfazione nel constatare che la campagna elettorale sembra in parte sottrarre alle forze politiche almeno la scelta degli argomenti della campagna stessa. Le obbliga ad affrontare questioni scomode, che preferirebbero evitare, o liquidare con qualche buona parola, e che emergono invece di prepotenza, costringendo a prese di posizioni che il Pd e il PdL avrebbero quasi certamente preferito rinviare a una data successiva al responso delle urne. È sicuramente questo il caso di Alitalia, una vicenda i cui tempi sono stati indubbiamente accelerati dalla volontà di Air France di non subire - di fronte a un deterioramento della posizione finanziaria della disgraziata "compagnia di bandiera" di 1-2 milioni di euro al giorno - i tempi della politica italiana. La decisione di Air France ha da un lato rivelato differenze sensibili tra Pd e mondo sindacale, dall'altro indotto il PdL a scegliere la strada scivolosa di una "cordata" di salvataggio che per ora non esiste. Qualcosa di simile e di ugualmente scomodo potrebbe derivare da un avvenimento apparentemente lontanissimo dalle vicende della politica italiana, ossia la visita che il presidente francese Nicolas Sarkozy farà domani al primo ministro inglese Gordon Brown. Durante questa visita, infatti, verrà raggiunto un accordo preliminare tra Francia e Gran Bretagna su un argomento che in Italia rimane largamente tabù: secondo quanto è ampiamente trapelato i leader francese e britannico daranno il via a un accordo per progettare, costruire e vendere congiuntamente su larga scala in tutto il mondo centrali nucleari di "quarta generazione", il cosiddetto "nucleare pulito". Queste centrali sono in grado - almeno secondo i loro fautori - di offrire grandissime garanzie di sicurezza (non solo contro gli incidenti ma anche contro l'utilizzazione del materiale fissile a scopi militari), di fornire elettricità a costi nettamente competitivi con le fonti energetiche tradizionali e di ridurre fortemente la quantità di scorie nucleari. La Francia (che dal nucleare ricava l'80 per cento dell'elettricità di cui ha bisogno) e la Gran Bretagna (che ne ricava il 20 per cento e vede avvicinarsi con preoccupazione il giorno in cui il petrolio del Mare del Nord si esaurirà) intendono diventare leader mondiali in questa nuova attività che ritengono destinata a un grande futuro a livello mondiale. A questo punto sarà difficile per i leader politici italiani evitare di impegnarsi su una questione così sensibile. Finora essa è stata appena sfiorata dal Pd, esplicitamente nominata ma non portata in primissimo piano dal PdL e per un motivo molto comprensibile: si tratta di uno di quegli argomenti sui quali è più facile perdere voti che guadagnarne perché fortemente sentiti da alcune porzioni dell'opinione pubblica che, se risvegliate su questo punto, potrebbero rivolgere la loro attenzione a chi è nettamente contrario (la Sinistra Arcobaleno) o nettamente favorevole (l'Unione di Centro). L'attuale governo ha, sia pure con molta discrezione, "riaperto i giochi" sul nucleare, ossia posto le premesse, a opera soprattutto del ministro Bersani, perché l'Italia non sia del tutto tagliata fuori da eventuali sviluppi industriali mondiali nel "nucleare pulito". L'Enel parteciperà alla costruzione di una centrale nucleare in Romania, ha acquistato una centrale nucleare in Slovacchia, e contemporaneamente un accordo con gli Stati Uniti consente l'accesso dell'Italia al "club" delle nuove tecnologie nucleari. Che fare di qui in avanti? Probabilmente il Pd e il PdL potrebbero convenire su una sorta di intesa bipartisan che abbia al primo punto una dichiarazione solenne che il nucleare non è più tabù e che occorre quanto meno dibatterne apertamente. Ambedue potrebbero poi concordare che l'industria italiana non può limitarsi al made in Italy ma che deve essere favorita una sua presenza nella "grande" tecnologia, nella quale, del resto, l'Italia vanta una lunghissima tradizione; se quindi il progetto anglo-francese è ragionevole sul piano della sicurezza e dell'economicità, il nuovo governo dovrebbe far di tutto perché l'Italia non ne venga esclusa. Infine - anche se si tratta di una questione solo indirettamente connessa con gli eventuali sviluppi nucleari a lungo termine - sia il Pd sia il PdL dovrebbero dire come intendono rispettare gli accordi europei in materia di inquinamento che impongono all'Italia una sensibile riduzione delle emissioni inquinanti e quindi, presumibilmente, una nuova politica energetica che non può realisticamente essere sostenuta solo con le energie rinnovabili (dalle quali, d'altra parte, possono derivare danni ambientali non trascurabili). Nelle due settimane che separano gli italiani dalla consultazione elettorale sarebbe auspicabile che sulle questioni scomode le due forze politiche maggiori precisassero meglio la loro posizione. L'Italia oggi sta di fatto dicendo "no" ai termovalorizzatori e "no" alle discariche, il che crea una situazione insostenibile (con la mozzarella di bufala messa fuorilegge in varie parti del mondo), "no" ai rigassificatori e "no" all'energia nucleare; e naturalmente anche "no" alla Tav. Sarebbe un grande servizio per gli elettori, che possono scegliere i simboli ma non gli eletti, sapere da chi vuole il loro consenso come si colloca rispetto a questi cinque "no" e quanti e quali potrebbero diventare dei "sì". mario.deaglio@unito.it.

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Cv Alital 1068,901<TD class (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

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Cv Alital 10 68,901 66,887 cv B Ifis 09 99,753 99,246 cv Bco Popol 10 100,506 100,357 cv Beni Sta 11 92,180 91,153 cv BIM 15 90,000 88,620 cv Carige 13 114,876 110,569 cv Mi-A2a 09 111,690 110,086 cv SIAS 17 92,110 92,159 cv Snia 10 101,010 101,010 cv Vitt Ass 197,000 197,000 Telecom IT CV 10 109,974 109,557.

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Dopo Pasqua la Borsa di Milano fa un doppio balzo con l'indice Mibtel 3,58% a 23.941 punti e l (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Dopo Pasqua la Borsa di Milano fa un doppio balzo con l'indice Mibtel +3,58% a 23.941 punti e l'S&P/Mib +3,56% a quota 31.453 punti. Il titolo che è volato più in alto è quello di Alitalia che ha lucrato un +32% a 0,45 euro nel riferimento (e +33,42% nell'ultimo prezzo). E si sono viste altre crescite a due cifre: Telecom Italia +10,63% a 1,34 euro e fuori dal listino principale Risanamento ha messo a segno un +19,2% a 1,69 euro mentre le voci indicano nell'ex amministratore delegato di Tiscali, Tommaso Pompei, come prossimo top manager del gruppo immobiliare. Molto bene in giornata ha fatto la stessa Tiscali (+3,5% a 1,74 euro) e nel settore Tlc è cresciuta pure Fastweb (+3,8% a 18,44 euro). Nel credito sono cresciuti Banco Popolare (+7,4% a 11,03 euro), Mediobanca (+7,7% a 13,08 euro), Unicredit (+3,1% a 4,26 euro), Intesa Sanpaolo (+3,7% a 4,5 euro), Mps (+2,9% a 2,83 euro) e Bpm (+1,4% a 7,13 euro). Nelle assicurazioni salgono Unipol (+12% a 1,85 euro), Milano (+3,9% a 4,25 euro) e Generali (+3,5% a 28,08 euro). Nell'energia buona intonazione per Eni (+2,25% a 21,34 euro), Enel (+1,55% a 6,61 euro) e A2A (+3,3% a 2,32 euro) e nell'industria stessa tendenza per Fiat (+3,8% a 13,66 euro) e Pirelli (+4,96% a 0,72 euro). Seduta di lusso per Bulgari (+8,1% a 7,48 euro).

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Con la "bretella" di Boffalora ora la Malpensa è più vicina (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

COLLEGAMENTI.DOMENICA L'INAUGURAZIONE Con la "bretella" di Boffalora ora la Malpensa è più vicina [FIRMA]GIANFRANCO QUAGLIA NOVARA Malpensa più vicina al Nordovest, proprio nel momento in cui infuriano le polemiche su Alitalia. Da domenica lo scalo sarà direttamente collegato al Piemonte attraverso la "bretella" Boffalora-Malpensa che si stacca dall'autostrada Torino-Milano, in territorio lombardo, appena oltre il Ticino. In 30-35 minuti si potrà arivare ai parcheggi di Malpensa direttamente da Novara. La nuova opera (costo 208 milioni di euro) sarà inaugurata da Antonio Di Pietro, ministro delle infrastrutture e trasporti. Diciotto i chilometri di tracciato, otto svincoli, 16 gallerie artificiali e altrettanti sottopassi, due corsie per ogni senso di marcia. L'attraversamento del Parco del Ticino ha obbligato a eseguire opere di mitigazione di impatto ambientale e il lungo iter burocratico, avviato nel 1999 con l'accordo di programma, ha fatto slittare i tempi. Rispetto alle previsioni (consegna entro il luglio 2006) la superstrada arriva con due anni di ritardo. Ma ora i vantaggi compensano l'attesa: per gli automobilsiti in arrivo da Torino sulla A4, in entrata alla barriera di Rondissone, un'ora e un quarto di tragitto o poco più, uscendo al casello Mercallo-Mesero. La Boffalora-Malpensa anticipa la sistemazione del collegamento stradale sul territorio piemontese, tra Oleggio (provincia di Novara) e l'aeroporto, con l'attraversamento del Ticino. Qui, al posto del vecchio viadotto-budello, sarà realizzato il nuovo ponte: per quest'opera sono stati stanziati 9 milioni di euro da parte del Minsitero delle Infrastrutture, 2 milioni dalla Regione e altri 2 dalla Provincia di Novara.

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Quando l'Alitalia lesina il Piemonte vola Emirates (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

C'è da giurare che monsieur JeanCyril Spinetta, presidente di Air France-Klm in questi giorni abbia ben altro a cui pensare. Il boccone Alitalia si annuncia non facile da digerire. In attesa di sapere se brinderà a Champagne è curiosa l'evoluzione del rapporto tra vino e voli aerei. La compagnia di bandiera italiana tra i molti tagli operati nel tempo ha dato una netta sforbiciata anche alla presenza del vino nei servizi offerti a bordo. Un tempo c'erano bottigliette da un bicchiere, normalmente di cantine venete o laziali. Poi è arrivato l'embargo e il vino è sparito dalle linee "domestiche" (dove imperano aranciata rossa, Coca Cola, the e birra in lattina, oltre all'acqua minerale). E' rimasto nelle bottigliette sui voli più lunghi e servito a calice solo in classe Magnifica. Per i produttori nostrani una vetrina promozionale un po' offuscata, nonostante il "made in Italy" enologico resti tra i grandi richiami turistici. Ma nei cieli non c'è solo Alitalia. E ci sono vignaioli che cercano e trovano spazi di prestigio anche su altre compagnie. E' il caso della azienda agricola Pescaja di Cisterna d'Asti che farà volare il suo "Terre Alfieri" sulle linee aeree degli Emirati Arabi. E' un contratto da qualche decina di migliaia di bottiglie in due anni su tutti i voli della compagnia "Emirates" che fa capo all'aeroporto internazionale di Dubai. Per Beppe Guido "Pescaja" una bella soddisfazione, vedere il suo Arneis "delle romantiche colline di Alfieri" superare le selezioni internazionali. L'azienda (18 ettari di vigne tra Canale, San Damiano e Nizza) e una modernissima cantina a Cisterna produce circa 150 mila bottiglie l'anno, tra bianchi e barbera. Il patron, laurea in Economia alla Cattolica, passato da manager del gruppo Auchan-Rinascente, si definisce "orgogliosamente contadino". Agli assaggiatori degli emiri è piaciuto il profumo del suo bianco. Dovrà tradurre in arabo (oltre che in inglese) anche la sua poesia, che dalla controetichetta racconta perché quel vino merita di volare più in alto.

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L'annuncio di Scajola "Berlusconi a Savona" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

IERI A SANREMO L'EX MINISTRO HA INAUGURATO IL POINT ELETTORALE DEL PDL L'annuncio di Scajola "Berlusconi a Savona" L'8 aprile comizio e pranzo con 1500 rappresentanti di lista [FIRMA]GIAN PIERO MORETTI SANREMO Veltroni a Sanremo la settimana scorsa; Berlusconi a Savona l'otto aprile prossimo. La sfida fra i candidati premier delle due più importanti coalizioni si colora di Liguria. L'annuncio della presenza del Cavaliere a Savona è stato dato ufficialmente ieri dall'ex ministro Claudio Scajola, a Sanremo, per inaugurare il point del Popolo delle libertà in piazza Mameli. Berlusconi arriverà in aereo a Villanova d'Albenga ("Non a Nizza", ha sottolineato con un sorriso Scajola, quasi a voler ribadire il suo appoggio incondizionato allo scalo savonese), poi nella tarda mattinata passeggiata per le strade del centro di Savona e un comizio in piazza proprio di fronte al Palazzo comunale. "Quindi - ha aggiunto il presidente del Copasir - un pranzo con i 1500 difensori del voto che si sono impegnati a rappresentare il Pdl il 13 e 14 aprile in tutti i seggi della Liguria e non i vertici del partito". Scajola, nel suo breve intervento di fronte a centinaia di simpatizzanti, prima ha affrontato alcuni temi nazionali come il caso-Alitalia: "L'operazione in questi anni è stata seguita male. Non si può e non si deve svendere uno dei patrimoni nazionali; l'Italia ha bisogno di una sua compagnia di bandiera". Poi ha affrontato la situazione politica di Sanremo e i quattro anni di governo della sinistra: "In questa città che è sempre stata azzurra, l'amministrazione comunale non esiste. La città è ferma e l'amministrazione non corrisponde alla volontà popolare. E' soltanto pervicacemente attaccata alle poltrone. La giunta Borea è arrivata al capolinea ammesso che sia mai partita". Poi la stoccata: "In questi quattro anni cosa abbiamo visto? Nulla. Quattro anni fa, dopo la vittoria, Borea ha illuso gli elettori con programmi e promesse. Ma gli unici due cantieri che sono decollati in questi quattro anni sono quelli dell'Aurelia bis, entrambi finanziati dal nostro governo. Purtroppo per lui Borea ha avuto la sfortuna d'incontrare sul suo cammino il governo Prodi e il governatore Burlando e i lavori sono stati rallentati dai loro interventi. Borea, Prodi, Burlando, una triade davvero funesta. E non è solo sfortuna". Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente della Provincia, Gianni Giuliano: "Sanremo, in questa campagna elettorale, sta ritrovando l'entusiasmo dopo un periodo in cui la buona politica ha abbandonato la città". Certo del successo il coordinatore provinciale del partito Maurizio Zoccarato, più volte citato da Scajola nel suo intervento per il suo dinamismo: "La presenza continua e costante del presidente sul territorio della Liguria, ma soprattutto nella nostra provincia, ci assicurerà più voti di quelli che, all'inizio della sfida, rappresentavano le nostre più rosee previsioni". "Alleanza di grande spessore - è intervenuto il presidente provinciale di An, Paolo Strescino, presente all'incontro - per qualcuno ancora da metabolizzare, ma certamente vincente". Parlando della campagna elettorale nazionale, Scajola ha aggiunto: "In Liguria sia per la Camera che per il Senato abbiamo schierato una lista competitiva con tutti i nostri campioni; oggi anche chi nel 2006 non ci ha votato si è accorto che scegliere Veltroni significa dare il voto a Prodi. E voglio ricordare a quanti non vogliono votare la sinistra e hanno deciso di schierarsi con la Destra o con l'Udc che dare il voto a quei due partiti è come votare Veltroni. E cioè Prodi". Infine ancora Savona che, con l'arrivo di Berlusconi, diventerà il centro più importante della campagna elettorale della Liguria. "Il venerdì prima della pausa di riflessione - ha concluso Scajola - faremo una grande festa a Savona con tutti i candidati della Liguria e gli uomini e le donne che ci hanno accompagnato in questa lunga e impegnativa battaglia per riprenderci il governo nazionale".

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Da premier Berlusconi non ha fatto nulla (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Wall Street Journal "Da premier Berlusconi non ha fatto nulla" La vicenda Alitalia dimostra che Silvio Berlusconi "si è rivelato essere più corporativo e contrario alla concorrenza che liberale in economia". È quanto sostiene l'edizione europea del Wall Street Journal, edizione europea, in un editoriale dal titolo "Silvio e Alitalia". Secondo il quotidiano finanziario il candidato premier del Pdl è "un politico disposto a fare qualsiasi cosa per ritornare al potere. E questa non è un gran notizia per l'Alitalia o per l'Italia", tanto più che nella sua ultima permanenza a palazzo Chigi Berlusconi "non ha trovato dei salvatori del Alitalia". "Invece ha traccheggiato mentre il debito della compagnia schizzava in alto arrivando a circa 1,3 miliardi di euro a gennaio", osserva il Wsj. "Gli elettori italiani potrebbero chiedere a Berlusconi perchè non ha venduto la quota Alitalia quando ancora valeva qualcosa", aggiunge il quotidiano Usa. "Il leader del centrosinistra, ex sindaco di Roma, Walter Veltroni, sostiene che Berlusconi sta adottando comportamenti magniloquenti populisti prima delle elezioni. L'altra parte potrebbe colpire l'ex premier più duro per non avere messo a posto l'economia italiana, quando ne ha avuto l'occasione".

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Senza prestito ponte il crac è dietro l'angolo (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Domanda: Alitalia è un moribondo in "debito d'ossigeno" come dice Tommaso Padoa-Schioppa oppure il ministro dell'Economia, come ha delicatamente sostenuto il collega Alessandro Bianchi, fa "allarmismo"? A pagina quattro dell'ultima comunicazione alla Consob, subito dopo la lista dei nove creditori che hanno già presentato decreto ingiuntivo, si legge: "La società è costantemente impegnata al mantenimento di rapporti commerciali con i propri clienti e fornitori che garantiscano la necessaria flessibilità finanziaria a supporto della liquidità". Lo stato di salute di Alitalia è tutto in questo passaggio: "Costantemente impegnata al mantenimento di rapporti commerciali". Benché fatturi quattro miliardi di euro l'anno, la credibilità finanziaria della compagnia è ormai pari a quella di un pizzicagnolo. I numeri non lasciano troppo spazio ai dubbi. Nel corso del 2007 Alitalia ha perso esattamente 359 milioni di euro, 983 mila al giorno, 40.981 euro l'ora, 11,3 al secondo. Poiché la compagnia è da tempo nella lista nera della Consob, deve aggiornare la sua situazione finanziaria ogni mese. Quella del 31 gennaio ci dice che aveva in cassa 282 milioni di euro. Se le condizioni fossero le stesse dell'anno scorso, forse Alitalia avrebbe di fronte a sé ancora quei "mesi" di autonomia ipotizzati dal ministro dei Trasporti. Purtroppo, dall'autunno in poi, la situazione non ha fatto che peggiorare. Il 30 settembre 2007, quando il prezzo del petrolio ha cominciato a schizzare verso quota 100 dollari al barile, la liquidità era di 442 milioni di euro. Da allora al 31 gennaio Alitalia ha bruciato 160 milioni, un milione e trecentomila euro al giorno. Più della metà di quella cifra - 85 milioni - se ne sono andati solo nel primo mese del 2008: più di 3,5 milioni al giorno, 59mila euro l'ora. A quel ritmo, in ogni minuto di attività Alitalia ha bruciato lo stipendio mensile di un suo dipendente del call center: 983 euro. L'altro ieri Emma Bonino si è lasciata scappare che Alitalia avrebbe in cassa poco più di cento milioni. Quale sia l'effettiva situazione finanziaria lo sapremo entro lunedì: per allora il consiglio di amministrazione sarà tenuto a dare lo stato dell'arte al 28 febbraio. Facciamo allora un'ipotesi di scuola: Alitalia sta perdendo allo stesso ritmo degli ultimi quattro mesi. Poiché dal 31 gennaio sono passati 53 giorni, nel frattempo avrebbe perso 69 milioni. Ma il 31 marzo, come ogni anno, Alitalia deve pagare una cedola di interessi da circa 50 milioni dei "Mengozzi Bond", le obbligazioni in scadenza nel 2010. In breve: nella migliore delle ipotesi Alitalia ha in cassa poco più di 160 milioni. La regola in uso fra le compagnie aeree prevede che il livello di liquidità minimo sia il 20% del fatturato: per Alitalia dovrebbe significare 800 milioni. Quanto può resistere così Alitalia prima di vedere piovere sul suo tavolo le istanze di fallimento dei creditori? Senza il prestito-ponte ipotizzato dal Tesoro, vale la stima di Padoa-Schioppa: "Poche settimane". Per resistere ancora sulle sue gambe, Alitalia dovrebbe vendere tutto ciò che gli è rimasto: alcuni terreni a Fiumicino (120-150 milioni) per i quali è in trattativa con Aeroporti di Roma, gli aerei più vecchi che si appresta a mettere a terra (una trentina), il 2% di Air France-Klm. Ma ormai non c'è più nemmeno il tempo materiale di attendere gli eventuali pagamenti. Per Maurizio Prato resta una speranza di salvezza: a partire dal primo aprile scattano il nuovo orario estivo e il taglio di 180 voli su Malpensa. In 24 ore l'emorragia di perdite sarà tamponata: dei 359 milioni bruciati l'anno scorso, metà sono serviti a far atterrare gli aerei fra Milano e Varese. \.

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La linea del Piave crolla, il 31 marzo non è più la data entro cui si salva Alitalia. E il (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Palazzo, unanime, respira di sollievo. L'ultimo "giapponese" è il solito Padoa-Schioppa, ma a sera pure lui si arrende, dopo un colloquio con Prodi fa sapere che non si opporrà al rinvio se a chiederlo sarà la compagnia di bandiera. Semmai lui lo vorrebbe breve, il tempo necessario a chiudere la trattativa tra sindacati e Air France. Ma tutto fa pensare invece che la parola "fine" arriverà dopo il 14 aprile, data delle elezioni. Il rinvio conviene a destra, perché solo se va al governo Berlusconi avrà gli argomenti per mettere in piedi una cordata tricolore. E sforare i termini conviene pure a Veltroni. Perché il tema Alitalia riporta in auge Prodi, il suo governo, le liti tra ministri, e danneggia non poco la campagna elettorale Pd. Ecco dunque Ermete Realacci, uno dei moschettieri veltroniani, sollecitare apertamente una moratoria sull'argomento: "Che la vicenda Alitalia non debba coincidere con la fase terminale della campagna elettorale, mi sembrerebbe una cosa di buon senso". Di Pietro lo sostiene da tempo, ad "aspettare tre settimane non casca il mondo". La novità è sentir dire da Pierluigi Bersani, ministro in carica, che nuove proposte possono arrivare entro giugno... Insomma, non c'è più quella fretta indiavolata. L'importante adesso, secondo Veltroni, è "registrare passi avanti nella trattativa tra i sindacati e Spinetta in attesa", si noti la vena ironica, "di quella cordata che, al di là degli annunci fatti dopo le cene e le feste, non si è ancora materializzata". E difatti, pure il Cavaliere leva il piede dall'acceleratore. Si fa intervistare da "Studio aperto", attacca Walter sulle pensioni, ma da Alitalia si tiene al largo. Idem Bonaiuti, il Portavoce: "Non parlo, perché il silenzio è d'obbligo". Ma come! Berlusconi ha piazzato addirittura i suoi figli tra i potenziali acquirenti... "No, lui ha fatto solo un appello" agli imprenditori italiani, minimizza Bonaiuti. E già un punto il Cavaliere l'ha messo a segno: Air France pare pronta a modificare l'offerta. Improbabile che domani sera, quando Spinetta sottoporrà ai sindacati la nuova bozza di accordo-quadro, le riserve del Pdl vengano a cadere: resta sempre il nodo Malpensa su cui la Lega non transige e, di conseguenza, il Cavaliere neppure. Però, rispetto ai proclami dei giorni scorsi, si coglie una certa prudenza verbale. Che Gianni Letta, da sempre favorevole all'affare con Air France, sia tornato alla carica? Che Berlusconi voglia dare ascolto a Fini, al quale Franza o Spagna fa poca differenza, purché Alitalia "resti compagnia di bandiera"? Il vero motivo della cautela berlusconiana è molto concreto. "Non è che una cordata di imprenditori si tira fuori dal taschino", quasi s'arrabbia uno dei consiglieri. Bruno Ermolli, incaricato dal Capo di raccogliere adesioni nella cosiddetta "razza Padana", sta faticando a trovare investitori di peso. In pratica, Berlusconi non ha niente in mano. Ligresti, ad esempio, è tra quanti non puntano su una scommessa, vuole ben altre certezze. Berlusconi può darne solo se torna a Palazzo Chigi, prima è impossibile. E forse anche dopo, avverte Bossi: "Con l'aviazione non si guadagna". Il diversivo del centrodestra consiste nell'attaccare il governo. Forza Italia e An chiedono un dibattito parlamentare su Alitalia in cui riferisca il premier, o quantomeno Padoa-Schioppa. L'obiettivo è ricordare all'Italia che Prodi sta sempre a Palazzo Chigi, il rinnovamento di Veltroni è solo maquillage. Gli argomenti contro il Professore saranno quelli anticipati da Calderoli: il sospetto di un accordo privilegiato con Air France "è di una gravità assoluta, la vicenda va approfondita". Giulio Tremonti conferma, "il rapporto con Air France è stato quanto di più volutamente opaco si potesse immaginare". Ma pure il Cavaliere si trova sotto tiro. Del "Wall Street Journal", unico quotidiano finianziario del mondo finora a lui non particolarmente ostile. Che lo accusa di alto tradimento per i "vagheggiamenti" di una cordata nazionale: "Berlusconi si è dimostrato più corporativo che liberale".

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Domanda: Alitalia è un moribondo in debito d'ossigeno come dice Tommaso Padoa- (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Domanda: Alitalia è un moribondo in "debito d'ossigeno" come dice Tommaso Padoa-Schioppa oppure il ministro dell'Economia, come ha delicatamente sostenuto il collega Alessandro Bianchi, fa "allarmismo"? A pagina quattro dell'ultima comunicazione alla Consob, subito dopo la lista dei nove creditori che hanno già presentato decreto ingiuntivo, si legge: "La società è costantemente impegnata al mantenimento di rapporti commerciali con i propri clienti e fornitori che garantiscano la necessaria flessibilità finanziaria a supporto della liquidità". Lo stato di salute di Alitalia è tutto in questo passaggio: "Costantemente impegnata al mantenimento di rapporti commerciali". Benché fatturi quattro miliardi di euro l'anno, la credibilità finanziaria della compagnia è ormai pari a quella di un pizzicagnolo. I numeri non lasciano troppo spazio ai dubbi. Nel corso del 2007 Alitalia ha perso esattamente 359 milioni di euro, 983 mila al giorno, 40.981 euro l'ora, 11,3 al secondo. Poiché la compagnia è da tempo nella lista nera della Consob, deve aggiornare la sua situazione finanziaria ogni mese. Quella del 31 gennaio ci dice che aveva in cassa 282 milioni di euro. Se le condizioni fossero le stesse dell'anno scorso, forse Alitalia avrebbe di fronte a sé ancora quei "mesi" di autonomia ipotizzati dal ministro dei Trasporti. Purtroppo, dall'autunno in poi, la situazione non ha fatto che peggiorare. Il 30 settembre 2007, quando il prezzo del petrolio ha cominciato a schizzare verso quota 100 dollari al barile, la liquidità era di 442 milioni di euro. Da allora al 31 gennaio Alitalia ha bruciato 160 milioni, un milione e trecentomila euro al giorno. Più della metà di quella cifra - 85 milioni - se ne sono andati solo nel primo mese del 2008: più di 3,5 milioni al giorno, 59mila euro l'ora. A quel ritmo, in ogni minuto di attività Alitalia ha bruciato lo stipendio mensile di un suo dipendente del call center: 983 euro. L'altro ieri Emma Bonino si è lasciata scappare che Alitalia avrebbe in cassa poco più di cento milioni. Quale sia l'effettiva situazione finanziaria lo sapremo entro lunedì: per allora il consiglio di amministrazione sarà tenuto a dare lo stato dell'arte al 28 febbraio. Facciamo allora un'ipotesi di scuola: Alitalia sta perdendo allo stesso ritmo degli ultimi quattro mesi. Poiché dal 31 gennaio sono passati 53 giorni, nel frattempo avrebbe perso 69 milioni. Ma il 31 marzo, come ogni anno, Alitalia deve pagare una cedola di interessi da circa 50 milioni dei "Mengozzi Bond", le obbligazioni in scadenza nel 2010. In breve: nella migliore delle ipotesi Alitalia ha in cassa poco più di 160 milioni. La regola in uso fra le compagnie aeree prevede che il livello di liquidità minimo sia il 20% del fatturato: per Alitalia dovrebbe significare 800 milioni. Quanto può resistere così Alitalia prima di vedere piovere sul suo tavolo le istanze di fallimento dei creditori? Senza il prestito-ponte ipotizzato dal Tesoro, vale la stima di Padoa-Schioppa: "Poche settimane". Per resistere ancora sulle sue gambe, Alitalia dovrebbe vendere tutto ciò che gli è rimasto: alcuni terreni a Fiumicino (120-150 milioni) per i quali è in trattativa con Aeroporti di Roma, gli aerei più vecchi che si appresta a mettere a terra (una trentina), il 2% di Air France-Klm. Ma ormai non c'è più nemmeno il tempo materiale di attendere gli eventuali pagamenti. Per Maurizio Prato resta una speranza di salvezza: a partire dal primo aprile scattano il nuovo orario estivo e il taglio di 180 voli su Malpensa. In 24 ore l'emorragia di perdite sarà tamponata: dei 359 milioni bruciati l'anno scorso, metà sono serviti a far atterrare gli aerei fra Milano e Varese. \.

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[FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Non lasceremo nessuno per strada . Jean-Cyril Spinet (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

[FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA "Non lasceremo nessuno per strada". Jean-Cyril Spinetta abbandona la tattica "prendere o lasciare" e le nove sigle di Alitalia aprono all'accordo con Air France-Klm. In sei ore di discussione il numero uno transalpino ha rovesciato i pronostici dei giorni scorsi ed a sua volta ha aperto sui nodi della trattativa: il perimetro della nuova Alitalia e della sua flotta, il futuro dei 130 piloti del Cargo in via di chiusura e dei dipendenti dei servizi di terra di Fiumicino. Tra domani e venerdì, dopo un consiglio di amministrazione, Air France-Klm tornerà al tavolo con una proposta "quadro" dettagliata. I sindacati parlano tutti di "passi avanti" e sono pronti alla trattativa ad "oltranza", anche dopo il termine del 31 marzo chiesto da Alitalia e Tesoro. Su questo ieri le due parti hanno parlato con toni diversi: se Prato conferma il termine perentorio, fonti del Tesoro fanno sapere la data "era stata stabilita dal consiglio di amministrazione di Alitalia; se lo stesso consiglio ritenesse opportuno farla slittare il Tesoro ne prenderebbe atto". In breve: la trattativa, che sembrava su un binario morto, è ripartita. La Borsa non sembra crederci ed il titolo Alitalia ha chiuso a +32% a 0,45 euro; come se all'orizzonte ci fosse qualcuno disposto a mettere sul piatto più dei nove centesimi per azione offerti dai franco-olandesi. Se si dà credito alle dichiarazioni che arrivavano ieri dal centro-destra, non c'è da attendersi colpi di scena: quando non sembravano vere e proprie marce indietro, i leader del Pdl e della Lega hanno mandato messaggi distensivi verso l'offerta franco-olandese. La cordata italiana di Berlusconi? "Ci vuole discrezione, comunque il suo era soprattutto un appello", dice il portavoce Paolo Bonaiuti. Gianfranco Fini: "Non mi interessa chi compra Alitalia, l'importante è che resti la compagnia di bandiera". Sulla cordata italiana Umberto Bossi è più che scettico: "Gli imprenditori di solito si buttano solo nelle cose in cui guadagnano, l'aviazione è un campo in cui non si guadagna niente". Dunque disco verde per Spinetta? Il manager transalpino sa che la strada è ancora lunga. Per il momento insiste nel vendere ai sindacati il suo progetto: "Credo nella possibilità di crescita per Alitalia", diversamente "non ci scommetterei un solo centesimo. Se nel 2010 la ricetta usata con successo da Air France e Klm non avrà funzionato, sarebbe un mio fallimento. E a me non piace fallire". Il nodo più difficile della trattativa, e che nelle prossime ore Spinetta cercherà di sciogliere, riguarda gli oltre ottomila dipendenti dei servizi di terra: manutenzioni, servizi aeroportuali, call center. Oltre ai 2.100 esuberi già previsti in tutto fra attività di volo e di terra (tutti garantiti da ammortizzatori sociali), Spinetta voleva di fatto diminuire il personale della nuova Alitalia di altri 5.000 dipendenti. Da ieri si è scesi a meno di quattromila: Spinetta ha preso l'impegno a verificare l'ingresso nella nuova Alitalia di tutti i dipendenti dei servizi aeroportuali e manutentivi di Fiumicino. Tutte le altre attività rimarranno sotto l'ombrello pubblico di Fintecna e partecipate da Air France-Klm-Alitalia, che garantirà un contratto di servizio di otto anni. E Spinetta ha comunicato, addirittura, che "180 giovani piloti di Alitalia possono passare in Air France-Klm nel giro di tre anni, su base volontaria". Tutte lr sigle sono concordi nel dire che a queste condizioni la trattativa si può fare. L'apertura più importante viene dalla Cgil, finora molto critica verso l'offerta franco-olandese: "Stiamo facendo il possibile per un'intesa", dice Fabrizio Solari della Filt. Restano più caute Anpac e Sdl. "Il negoziato va bene, ma restano dei nodi", dice Fabrizio Tommaselli. Per i piloti parla Fabio Berti: "Siamo cautamente ottimisti ma restiamo in attesa di novità sul Cargo e sulla flotta".

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Le Borserialzanola testa (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-03-2008)

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A Milano + 3,5% Bene tutti i mercati europei, mentre negli Usa crolla la fiducia dei consumatori e Wall Street ne risente negativamente 26/03/2008 Spinetta anticipa ai sindacati qualche punto del nuovo piano che presenterà domani e offre di assumere nel suo gruppo 180 piloti. Titolo sospeso, poi rialzo del 32% 26/03/2008 Roma. Si dissolve l'idea della "cordata italiana" invocata da Silvio Berlusconi, quindi in campo per l'acquisto dell'Alitalia resta sempre e solo Air France. In vista del nuovo piano annunciato per domani, i francesi ammorbidiscono le proposte e fanno concessioni sulla questione degli esuberi: "Nessuno resterà per strada", garantisce l'amministratore delegato Jean-Cyril Spinetta. Air France potrebbe assorbire 180 piloti dalla compagnia italiana. Questo però non basta ancora ai sindacati. In Borsa picchiate e decolli: ieri il titolo è salito del 32%. G. ferrari e lombardi >> 4 26/03/2008 Roma. Walter Veltroni mette sul piatto 2 miliardi e mezzo di euro (ricavati dalle maggiori entrate fiscali) per proporre aumenti immediati alle pensioni minime e medie. Si tratta di una sorta di tredicesima aggiuntiva che dovrebbe essere pagata a luglio a tutti i pensionati con meno di 55 mila euro l'anno di reddito. Si va da 400 euro per le pensioni più basse a circa 100 euro per quelle medio-alte. Subito ha replicato Silvio Berlusconi: "Sarebbe un fatto di giustizia adeguare le pensioni ai prezzi e al carovita". Un sondaggio Ipsos per il Pd, anticipato dal Secolo XIX, prevede in Liguria la perfetta parità fra Pd e Pdl sia al Senato, sia alla Camera. bocconetti, costante e mari >> 2 e 3 26/03/2008.

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Air Francerilancia: nessunoresterà a casa (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-03-2008)

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L'incontro su alitalia politica2 cronache4 dal mondo7 attualità8 liguria11 economia13 marittimo15 spettacoli18 meteo - lotto19 lettere e rubriche20 commenti21 genova23 lettere e città29 album30 agenda31 spettacoli32 cinema & teatri33 televisione34 sport35 genova sport38 affari40 26/03/2008.

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Non è una soluzionedare pochi soldi a tutti (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Dalla prima pagina Consapevole di questi squilibri, tipici di un paese arretrato e inadatto a soddisfare i bisogni di un'economia post-industriale, il primo governo Prodi istituì, più di dieci anni fa, una commissione di esperti, guidata dall'economista Paolo Onofri, con il compito di formulare proposte per la riforma della spesa sociale italiana. Le sue conclusioni sono ancora valide. Si suggerisce di non ridurre la spesa di welfare, che è in linea con l'Europa, ma di modificarne la composizione: meno pensioni a favore di un maggiore impegno su assistenza e ammortizzatori sociali; meno trasferimenti monetari e più servizi. Nessun governo successivo ha preso queste indicazioni sul serio. Si è continuato anzi ad aumentare il peso relativo delle pensioni, senza fare alcuna delle riforme di struttura di cui avremmo bisogno per avvicinarci agli standard europei (fondo per i non autosufficienti, reddito minimo di inserimento, ammortizzatori sociali). Il programma elettorale del Partito Democratico, uscito un mese fa, non parla di pensioni, mentre propone alcune riforme che, seppure timide, prefigurano il tentativo di rendere la spesa sociale più vicina ai bisogni di una società sempre più instabile e dinamica. Si poteva pensare che la mancanza di riferimenti alle pensioni fosse dovuta al fatto che il governo Prodi era già intervenuto su questo fronte, rendendo più flessibili le regole di pensionamento rispetto alla riforma Maroni e destinando ai pensionati poveri una parte significativa dell'extragettito. Ieri peròè arrivata una complessa integrazione al programma Pd, tutta dedicata alle pensioni. Se ne erano dimenticati? Tenevano l'arma segreta in serbo per un momento più vicino alla data delle elezioni? Oppure hanno deciso di aggiustare il programma per rispondere al disagio manifestato dalle famiglie di fronte alla crescita dei prezzi dei beni di consumo di massa? Non lo sappiamo, forse un po' tutte queste cose assieme. Nel merito, il Pd propone di aumentare le detrazioni Irpef per i redditi da pensione. Sulle pensioni più basse si è già intervenuti lo scorso anno, con un bonus annuo che, per i tre milioni di persone con pensioni inferiori ad una volta e mezzo la pensione minima, vale nel 2008 da 336 a 504 euro a seconda dell'età e del numero di anni di contributi. È un trasferimento monetario, e non una detrazione fiscale, proprio per raggiungere gli incapienti, cioè chi ha reddito così basso da non pagare Irpef. Ora il programma del Pd punta sulle pensioni medie, che sono soggette all'imposta sul reddito, quindi propone di aumentare le detrazioni: per chi ha almeno 65 anni e reddito fino a 25.000 euro, l'Irpef dovrebbe diminuire di circa 400 euro all'anno, mentre per i redditi compresi tra 25.000 e 55.000 lo sgravio dovrebbe decrescere da 250 fino a 100 euro. Ma questa è solo parte della ricetta. Gli altri due ingredienti sono un indice dei prezzi specifico per i pensionati, con il quale rivalutare ogni anno la pensione, e una modifica del metodo di calcolo del coefficiente di trasformazione da applicare, per i futuri pensionati, al montante dei contributi versati per ottenere la pensione annua. L'obiettivo è evitare che si formino pensioni di annata, cioè pensioni che nel tempo crescono solo per il livello dei prezzi e quindi sono ferme in termini reali, determinando così un progressivo impoverimento dei pensionati rispetto alle famiglie dei lavoratori, i cui redditi crescono in media più dei prezzi. Però, pensare di modificare i coefficienti di trasformazione prima ancora che siano applicati rischia di fare confusione. Il vero modo per evitare le pensioni di annata è ritirarsi in età avanzata. Se si va in pensione a 55 anni, c'è poco da fare. La proposta di introdurre un indice del costo della vita specifico per i pensionati merita attenzione. Se l'indice generale è tenuto basso dal calo dei prezzi dei computer e dei telefonini, allora la "vera" inflazione che colpisce i pensionati è più alta, se essi acquistano questi beni meno del resto della popolazione. La parte di queste proposte che meno convince è proprio l'aumento delle detrazioni per la generalità dei pensionati, per molti motivi. Anzitutto il costo, 2,5 miliardi all'anno. Non si tratta, è vero, di un aumento di spesa pensionistica, bensì di una riduzione fiscale, ma l'effetto è lo stesso: si destinano risorse a chi già beneficia in modo squilibrato della spesa sociale, risorse che invece non si trovano mai per potenziare le altre aree del welfare state. Si dice che la copertura finanziaria verrà dalla promessa riduzione della spesa corrente primaria, altro punto del programma, ma non si precisa come e dove essa verrà tagliata: una oculata gestione sarà sufficiente? Infine, e soprattutto, le condizioni del bilancio pubblico consentono davvero di aumentare (di poco) il reddito delle classi medie dei pensionati? Perché dare qualcosa anche a chi ha un reddito di 20 o 30mila euro e quasi sempre non ha carichi familiari? E perché darglielo anche se è andato in pensione da molti anni, casomai con pochi contributi, sfruttando la normativa molto generosa in vigore fino a pochi anni fa? Certo queste proposte sulle pensioni non raggiungono lo stesso livello di quelle del centrodestra su Alitalia, ma la campagna elettorale non sta attraversando un gran bel periodo. Speriamo negli ultimi quindici giorni. massimo baldini 26/03/2008 La proposta del Pd sulle pensioni costa 2,5 miliardi e serve a poco. Anzi, destina risorse a chi già beneficia della spesa sociale squilibrata 26/03/2008.

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Il titolo Alitalia volaa +32,35% (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

A piazza affari Speculazioni sulla possibile offerta italiana alternativa ai francesi. Scambi pari al 5,1% del capitale 26/03/2008 Milano. Le speculazioni su una possibile offerta italiana alternativa a quella di Air France-Klm hanno spinto il titolo Alitalia a Piazza Affari. È questo, secondo gli operatori, il principale motivo per cui i titoli della compagnia aerea italiana - nel giorno del nuovo incontro romano tra i sindacati e il numero uno di Air France, Jean-Cyril Spinetta - hanno guadagnato il 32,35% a 0,4578 euro (basti pensare che soltanto il 19 marzo era scambiato a 0,191), dopo aver aperto le contrattazioni in ritardo, perché non riuscivano a far prezzo per eccesso di rialzo, e dopo diverse sospensioni che si sono succedute nel corso della giornata, sia al rialzo sia al ribasso (0,408 il minimo fatto registrare nella giornata). Alle nove del mattino il titolo veniva escluso dalle contrattazioni per la prima volta, proprio nel momento in cui arrivava a toccare addirittura un massimo teorico dell'87,92%. Il massimo di seduta è stato toccato a quota 0,5 euro, con una performance percentuale pari al 44,55%. Estremamente sostenuti gli scambi: sono infatti passati di mano 71,5 milioni di pezzi, pari al 5,1% del capitale, quasi sette volte in più rispetto la media giornaliera delle ultime trenta sedute pari a 11,1 milioni di pezzi scambiati. Alla chiusura della giornata Alitalia è risultata la migliore sul listino milanese che, alla pari delle altre borse europee, ha vissuto una giornata di euforia. Oggi, con il faro della Consob sempre acceso proprio perché si temono forti speculazioni sul titolo, sarà una nuova giornata di tensione. I mercati, infatti, sono chiamati a rispondere alle novità illustrate dal piano di acquisto da parte del gruppo franco-olandese, ma anche alle incertezze legate alla possibile cordata italiana di cui si sta parlando da giorni, ma che, concretamente non esce ancora alla scoperto. R. E. 26/03/2008.

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Spinetta: <Nessuno resterà a casa> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Spinetta: "Nessuno resterà a casa" acquisizione della compagnia di bandiera Domani nuova proposta del presidente di Air France-Klm. Sindacati cauti: giudicheremo cordata italianaIntesa Sanpaolo: Enrico Salza nega che la banca stia lavorando al dossier Alitalia 26/03/2008.

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La proposta di Spinetta ai sindacati "Non vogliamo lasciare nessuno a casa" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

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Sul tavolo una riduzione degli esuberi dei piloti. Damiano: "Un accordo serve" Commenta Roma, 25 marzo 2008 - Arriva un nuovo piano per Alitalia: il numero uno di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta presenterà una seconda proposta ai sindacati venerdì prossimo, mentre lunedì 31 marzo scadono i termini per il negoziato. Nonostante Spinetta abbia assicurato che "nessuno resterà a casa" e che anzi Air France è pronta ad assumere 180 piloti, ai rappresentanti dei lavoratori tali aperture non sono sembrate al momento sufficienti. E i margini per una trattativa sono ormai risicatissimi: Air France-Klm è disponibile a proseguire il negoziato oltre il 31 marzo, ha garantito Spinetta, ma per il Tesoro - che è azionista di maggioranza dell'aviolinea - non si potrà andare oltre quella data. Con la presentazione della nuova proposta - un accordo quadro - il gruppo franco-olandese punta così a registrare l'accordo dei sindacati e poi ad aprire con loro tavoli ad hoc sui singoli aspetti del piano. Sulle montagne russe, il titolo in Borsa: soggetto ad oscillazioni fortissime, ha alternato fasi di contrattazione e fasi di sospensione. Prima dell'apertura, si era registrato un rialzo teorico fino all' +87%. Poi, tornato agli scambi, il titolo è salito del 38% ed è stato nuovamente sospeso in seguito per eccesso di ribasso. A fine mattinata, ha segnato un progresso del 24,31% e alle 15,30, ha registrato il +28,51%, per poi arrivare in chiusura ad un rialzo del 32,35% a quota 0,4578 euro per azione: sono passati di mano più di 71,5 milioni di pezzi, pari al 5,3% del capitale. Sulla vicenda Alitalia, è intervenuto il presidente della Consob Lamberto Cardia che ha lanciato un appello ai politici: troppe esternazioni, bisogna attenersi alla regola aurea "notizie certe, chiare e a Borsa chiusa". Tornando all'incontro di oggi, secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti, Spinetta avrebbe affermato al tavolo che se nel 2010 la sua ricetta non funzionasse e non si raggiungesse la redditività utile a investire, sarebbe un suo fallimento e, avrebbe precisato, "a me non piace fallire". Non solo, ma il top manager avrebbe affermato la sua disponibilità ad assumere, previo consenso sindacale, 180 piloti Alitalia. Da parte loro, i sindacati hanno chiesto dettagli in merito alle modifiche annunciate in termini di esuberi, perimetro aziendale e settore cargo. Al termine del giro di tavolo, Spinetta ha quindi annunciato per venerdì prossimo, alle 12, la presentazione di un nuovo documento. La partita insomma è tutt'altro che finita e tra due giorni ci sarà un nuovo 'round'. Giusto vendere Alitalia a Air France-Klm?PRODI "Cordata italiana? Sì ma non c'è" Commenti Invia commento Segnala ad un amico 25/03/2008 21:31 Mario Sono da diversi anni che ALITALIA è tenuta in piedi dal governo,sia la destra che la sinistra lo hanno fatto .Adesso che sembra sia stata trovata la soluzione (unica restata AIR FRANCE..valida?),viene allo scoperto altra soluzione promossa da Berlusconi. Ma come mai solo adesso che con la carica che ha era a conoscenza poteva e doveva fare sua iniziativa molto prima,partecipando per di più anche lui alla cordata. Troppo lampante è l'intento di procurarsi voti,ma il grave sarebbe che poi dopo le elezioni AIR FRANCE si ritirasse e la cordata da lui proposta si sciogliesse al sole,risultato ALITALIA in fallimentoe,il nostro paese senza una compagnia di bandfiera che hanno tutti gli stati....poveri noi. Con le chiacchiere non si produce nulla....attenti Italiani ci vedremo dopo il 14/04 e tireremo le somme.La mia speranza è che l'ALITALIA continui a volare!!AUGURI!! 25/03/2008 09:22 Raffa553 La compagnia deve rimanere ITALIANA!!!!!! Ma i politici, con tutti i soldi incassati, rubati a noi italiani perchè non salvano la compagnia? sono solo capaci a riempire le loro tasche? Sono presenti 2 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Cronaca - Locale Una leggera folata di vento spazza via il telo di PaladinoCronaca - Locale In regalo le foto storiche dell'archivio di "Alcide"Esteri Inghilterra, spopola il gioco della Lolita Moda e chirurgia plastica per essere sexySport - Calcio Giovinco e Rossi esaltano l'Italia I 'piccoletti' stendono l'AzerbaigianMotori Tata e Ford vicine all'accordo per la vendita di Land Rover e JaguarSpettacolo E' partita la prevendita per il tour degli Stray CatsCultura - Locale Il pianista Cedar Walton apre la stagione al "Venezze"Sport - Formula1 Kimi: "I ragazzi alla Ferrari sanno cosa devono fare"Cronaca - Locale Morta dopo la plastica al seno Il pm blocca l'esame diagnosticoPolitica - Locale L'insostenibile valzer delle poltrone Consiglieri da un partito all'altroCronaca Abusi sessuali, il pm verso la richiesta di rinvio a giudizio per Don GelminiCronaca - Locale Autovelox lungo le strade provinciali Diecimila sanzioni in due mesiCronaca - Locale Morto al rave party, il pm indaga per omicidio preterintenzionale Majoli Dietro lo specchio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Baustelle in concerto"La guerra dei Roses" al Teatro Lauro RossiStagione di qualità al Teatro ComunaleLa Belle Epoque. 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Sei d'accordo?Qual è il miglior giocatore della Lucchese?Abolire l'ergastolo, sei d'accordo?Giusto eliminare le Province?Qual è il politico più sexy?Che voto dai al decoro urbano?Qual è la meta dei lucchesi per Pasqua?Chi vorresti come ct della Nazionale?E' giusto che i genitori 'spiino' nel cellulare dei figli? LA FOTO DEL GIORNO Sexy fashion Dalla musica alla passerella: un momento della sfilata della linea di lingerie Pussycat Dolls, alla settimana della moda di Los Angeles GUARDA LE IMMAGINI RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec e-->.

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Temiamo la psicosi come per mucca pazza (sezione: Alitalia 2)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

I PRODUTTORI: VENDITE A PICCO "Temiamo la psicosi come per mucca pazza" ? ROMA ? LA GRANDE PAURA dei produttori è che si ripeta la psicosi della mucca pazza. "Gli ultimi dati relativi alle vendite ? accusa la Confederazione italiana agricoltori, la Cia ? preoccupano fortemente e non solo per il no alle importazioni della Corea, che rappresenta una parte marginale del fatturato complessivo. La crisi sta toccando tutte le realtà produttive, non solo la Campania quindi, ma anche Lazio e Puglia. E gli allarmi ingiustificati rischiano di provocare una psicosi simile a quella della mucca pazza". "SERVE SUBITO una seria azione diplomatica ? osserva da parte sua la Coldiretti ? per superare eventuali blocchi alle nostre esportazioni che rischiano di provocare un ingiustificato effetto valanga sulle vendite, stimato in cali dal 25 al 60% a seconda delle zone. Il che rischia di provocare danni più grandi della crisi Alitalia, dato che la mozzarella è un prodotto destinato per il 20% all'esportazione, e con 33 mila tonnellate di produzione dà lavoro a 20 mila persone". "Il calo delle vendite di mozzarella Dop ? sostiene il presidente del Consorzio che raggruppa 131 produttori del Dop, Franco Consalvo ? è stato del 30-35%. Il dato medio è riferito al bimestre gennaio-febbraio 2007, è il più recente che abbiamo. Ma in questi ultimi giorni alcuni caseifici dichiarano flessioni del 20% e altri addirittura del 60%. Quanto alle zone in cui si vende meno, nel bimestre scorso erano proprio i consumatori della Campania i più allarmati, ora sono quelli del Nord Italia". IL CONSORZIO ha intenzione di lanciare una campagna di informazione capillare sia all'estero che in Italia per chiarire ai consumatori che la diossina è stata rilevata in latte di bufala con frazioni percentuali oscillanti tra i 6,2 e i 6,8 picogrammi per grammo di grasso, contro i 6 consentiti per legge: "Ma questo latte ? precisano i produttori del marchio Dop ? è di allevatori che non conferivano al consorzio, se non in rari casi che si possono contare sulle dita di una mano". a. farr. - -->.

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Jean-Cyril Spinetta incontra i sindacati e rilancia: nessuno - assicura - in Alitalia rest (sezione: Alitalia 2)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Jean-Cyril Spinetta incontra i sindacati e rilancia: nessuno ? assicura ? in Alitalia resterà a casa. Pronti ad assumere 180 piloti - -->.

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BERLINO - LA LUFTHANSA aveva fatto un pensierino sull'Alitali (sezione: Alitalia 2)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

? BERLINO ? LA LUFTHANSA aveva fatto un pensierino sull'Alitalia, poi si è tirata indietro. Che ne pensano oggi i tedeschi di quanto sta avvenendo intorno alla nostra compagnia di bandiera? Non possiamo rilasciare una dichiarazione ufficiale, ci dicono ragionevolmente. Ogni loro parola avrebbe interpretata come un tentativo di turbare i giochi, e di scendere magari ancora in campo. Si sono tirati indietro per paura dei nostri sindacati? Non lo possiamo dire, peró, aggiungono, qui da noi siamo abituati a un altro stile nei colloqui aziendali. In altre parole, è giusto pensare al futuro dei dipendenti, ma alla Lufthansa hanno avuto l'impressione che entrassero in gioco interessi politici, o interessi di gruppi che non temevano conto del bene dell'azienda. Anche noi ci siamo trovati in difficoltá, ricordano, ma abbiamo potuto operare di comune accordo discutendo le varie possibilitá, senza preclusioni di principio. Oggi, dicono, uno steward appena assunto guadagna non piú di 1.400 euro al mese, e non ha benefits di sorta. Qual è il livello salariale di un suo pari grado all'Alitalia? Nel 2002, nei mesi successivi all'11 settembre, alla Lufthansa mancavano ameno 30mila passeggeri al giorno, i voli interni erano occupati appena al 60 per cento. Il futuro era nero. Oggi si è tornati in attivo, e la compagnia tedesca ha potuto anche rilevare la fallita Swissair e risanarla. Qual è stata la ricetta? E' stata compiuta una scelta precisa, e poteva anche finire male. Si è stabilito che non si poteva competere con le compagnie low cost, e si è deciso di battere un'altra strada: abbiamo puntato sulla classe businesses e sulla prima classe, offrendo un servizio migliore e competitivo, seppure a un prezzo piú alto, e siamo stati premiati. Ma sulle linee interne offriamo prezzi bassi. Quali sarebbero i consigli per l'Alitalia? Secondo i tedeschi, la nostra è ancora una buona compagnia di medio livello, dopo un opportuno risanamento interno. Ma ci si dovrebbe concentrare sulle linee interne, e sulle tratte europee e mediterranee, offrendo un servizio affidabile e di buon livello. Non importa essere perfetti, ammettono, anche noi siamo a volte in ritardo, o perdiamo i bagagli, ma subito dopo cerchiamo di correre ai ripari. Der Kunde über alles, è il loto motto, il cliente prima di tutto. - -->.

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Spinetta ci ripensa: in Alitalia Domani o venerdì la nuova proposta. I sindacati: passi avanti (sezione: Alitalia 2)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ELENA COMELLI ? MILANO ? PER ALITALIA il giorno fatidico è venerdì e il mercato applaude: il numero uno di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta ha promesso per il 28 o addirittura per la sera di domani una seconda proposta ai sindacati. Nell'incontro di ieri, intanto, Spinetta ha assicurato che "nessuno resterà a casa" e che anzi Air France è pronta ad assumere 180 piloti, ma ai rappresentanti dei lavoratori queste aperture non sono sembrate al momento sufficienti. E i margini per una trattativa sono ormai risicatissimi: Air France-Klm è disponibile a proseguire il negoziato oltre il 31 marzo, ha garantito Spinetta, ma dal Tesoro ? che è azionista di maggioranza ? giungono solo caute aperture, a indicazione che comunque i tempi restano stretti. Fonti interne precisano che la data del 31 marzo "è stata stabilita dal cda di Alitalia nell'esercizio delle sue responsabilità" e che, ove lo stesso cda ritenesse opportuno e nell'interesse dell'azienda modificare questa data, "il Tesoro, come qualunque altro azionista, ne prenderebbe atto". "Se si dice che ci vuole l'accordo con i sindacati e che sono disponibili a una trattativa ad oltranza, la trattativa Alitalia si fa fin quando dura", ha commentato il vice ministro dello Sviluppo economico, Sergio D'Antoni. "La trattativa ? ha aggiunto ? durerà fino a che le parti interessate troveranno una soluzione, quindi mi pare che non ci sia una data X o un'ora Y per cui chissà cosa succede". Con la presentazione della nuova proposta ? un accordo quadro ? il gruppo franco-olandese punta in sostanza a registrare l'accordo dei sindacati e poi ad aprire con loro tavoli ad hoc sui singoli aspetti del piano. E il mercato ci crede: ieri il titolo in Borsa è andato a passo di carica nonostante le oscillazioni fortissime. Dopo una sospensione per eccesso di ribasso, le Alitalia sono decollate a fine mattinata, segnando un progresso del 24,31% per poi arrivare in chiusura ad un rialzo del 32,35% a quota 0,4578 euro. Sono passati di mano più di 71,5 milioni di pezzi, pari al 5,3% del capitale. Sull'incontro di ieri tra Air France e sindacati, del resto, si è detto molto e a ruota libera. Sul nodo del cargo, ad esempio, Air France-Klm sembra decisa a non cambiare posizione. Nel corso del confronto, Spinetta avrebbe ribadito che il progetto di acquisizione prevede un alleggerimento delle attività cargo per poi chiuderle nel 2010. Il tema è al centro del confronto con i sindacati per l'impatto sul numero degli esuberi previsti per i piloti. D'altra parte Spinetta avrebbe affermato al tavolo che se nel 2010 la sua ricetta non funzionasse e non si raggiungesse la redditività utile a investire, sarebbe un suo fallimento e avrebbe precisato "a me non piace fallire". Non solo, ma il top manager avrebbe dato la sua disponibilità ad assumere, previo consenso sindacale, 180 piloti Alitalia. DA PARTE LORO, i sindacati hanno chiesto dettagli in merito alle modifiche annunciate in termini di esuberi, perimetro aziendale e settore cargo. "Siamo per proseguire la trattativa e per fare il possibile fino in fondo per cercare un'intesa", ha commentato il segretario generale della Filt-Cgil Fabrizio Solari. "Il giudizio finale dovrà essere nel merito ? dice ? e questo incontro rappresenta un passo avanti perché è stata smentita la logica del prendere o lasciare che i sindacati non erano disposti ad accettare". La proposta di accordo quadro che Air France-Klm si prepara a presentare ai sindacati sarà "un'utile base" per portare avanti il confronto, anche se la Filt-Cgil "sconsiglia di seguire la strada di tavoli separati sui diversi temi del confronto perché sarebbe preferibile raggiungere prima un'intesa generale". La partita insomma è tutt'altro che finita e tra due giorni ci sarà un nuovo round. - -->.

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Spinetta promette ai sindacati: Alla fine nessuno resterà per strada (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del ALITALIA Spinetta promette ai sindacati: "Alla fine nessuno resterà per strada" Masocco, Matteucci e Venturelli alle pagine 2 e 3.

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Spero si facciano passi avanti, Alitalia ha bisogno di una soluzione ai suoi problemi strutturali (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Veltroni Spero si facciano passi avanti, Alitalia ha bisogno di una soluzione ai suoi problemi strutturali.

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L'amico americano. La vicenda Alitalia dimostra che Berlusconi è più un corpora (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del L'amico americano. "La vicenda Alitalia dimostra che Berlusconi è più un corporativo contrario alla concorrenza del libero mercato che un liberale in economia. Nella sua permanenza a Palazzo Chigi non ha trovato salvatori per Alitalia e ha traccheggiato mentre il debito della compagnia schizzava in alto. È un politico disposto a fare qualsiasi cosa per ritornare al potere. E questa non è una gran notizia per l'Alitalia o per l'Italia" Wall Street Journal, 25 marzo.

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Berlusconi corporativo per il potere (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Berlusconi corporativo per il potere Più corporativo che liberale. È l'accusa che il Wall Street Journal, edizione europea, rivolge a Berlusconi, in un editoriale dal titolo: "Silvio e Alitalia". Secondo il Wsj la vicenda Alitalia dimostra infatti che l'ex premier "si è rivelato essere più un corporativo, contrario alla concorrenza del libero mercato, piuttosto che un liberale in economia disposto a fare quello di cui l'Italia ha bisogno per riavviare la sua zoppicante economia". Aggiunge il quotidiano che il candidato del Pdl è "un politico disposto a qualsiasi cosa per ritornare al potere". "E questa non è un gran notizia per l'Alitalia o per l'Italia", osserva il Wsj, segnalando che nella sua permanenza a palazzo Chigi Berlusconi "non ha trovato salvatori per Alitalia".

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Un bambino capirebbe il bluff del Cavaliere (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del GIACOMO VACIAGO "In un paese normale la destra liberale avrebbe chiesto da tempo il fallimento. Invece in Italia si pensa alla colletta" "Un bambino capirebbe il bluff del Cavaliere" di Luigina Venturelli / Milano Esiste una cordata d'imprenditori italiani ricchi, bravi e volenterosi? Perfetto! Allora oltre ad Alitalia diamogli anche i rifiuti di Napoli che ci leviamo un altro problema". Parlando della compagnia aerea di bandiera, il tono ironico è di ordinanza: l'economista Giacomo Vaciago non lo abbandona mai e, così facendo, si risparmia la continua premessa del "se fossimo un paese normale". Evidentemente l'Italia non lo è, altrimenti non si spiegherebbe il paradosso di "una società andata in rosso per diciotto anni e per diciotto volte ricapitalizzata a spese del contribuente". Professor Vaciago, come finirà la vicenda? Qualcuno salverà Alitalia? "Alitalia non è una bella addormentata nel bosco in attesa di un principe azzurro che la salvi, ma una vecchia zitella piena di problemi: è una società monopolista che tratta male i propri clienti e che continua a perdere soldi. Peggio di così non si può fare". Si spieghi. "Si tratta di una società quotata in Borsa, il cui pacchetto di controllo era stato affidato al Tesoro affinchè la compagnia perseguisse meglio l'interesse pubblico. Ma da tempo Alitalia si pone in contrasto con gli interessi sia degli azionisti sia dei cittadini: sulla tratta Milano-Roma la compagnia di bandiera gode da sempre di un monopolio virtuale, ma agli italiani fornisce un servizio caro ed inefficiente, 400 euro per raggiungere la capitale quando altre compagnie ne vogliono 40 per andare e tornare da Londra". L'italianità non è un valore da tutelare? "Interesse degli italiani è poter volare in tutto il mondo nel miglior modo possibile al minor costo possibile. Non è necessario che lo facciano su aerei tricolori, così come guidano in gran parte automobili straniere senza peccare nei confronti degli interessi nazionali. Silvio Berlusconi mi pare vada in giro su una vettura Audi". Pare che sugli aerei la pensi in modo diverso. "In un paese normale, la destra liberale avrebbe chiesto da tempo il fallimento di Alitalia, con un bel commissario per smembrare la compagnia in tanti pezzi e vendere all'asta gli slot lasciati liberi e gli altri beni al miglior offerente. In un paese civile sarebbero nate dieci compagnie diverse - magari con bei nomi di donna come le barche, Elisabetta o Elena - per volare da Milano a Roma a 20 euro. Peraltro, questa è un'ipotesi ancora in gioco nel caso dovesse fallire l'acquisizione da parte di Air France". Ben venga, dunque, Air France? "È successo per le banche, l'energia, le telecomunicazioni. Perchè una fusione tra compagnie europee non dovrebbe avvenire anche per gli aerei? Lufthansa e British Airways hanno declinato, oggi una fusione con Air France sarebbe il massimo: i francesi non sono stranieri, hanno in tasca la nostra stessa moneta". Ma diverse abitudini di comando. "Cambierebbe la sede legale della compagnia, ma alla fine comanda chi ha le azioni e nessuno ci vieta di comprarne in gran quantità. Berlusconi poteva essere originale, proporre ai suoi figli di comprare ampie quote di Air France fino ad assumerne il controllo, magari di fare un'opa sull'Eliseo e riprenderci pure Carla Bruni. Ma proporre la solita colletta per buttare soldi in Alitalia...I cittadini italiani, almeno quelli che pagano regolarmente le tasse, hanno già buttato per anni i loro risparmi". Non crede alla cordata d'imprenditori tricolori? "Chi l'ha detto che gli imprenditori italiani sono bravi a fare tutto? Spinetta ha le spalle larghe, ma altri acquirenti dovrebbero tagliare il doppio dei costi e del personale, avendo a che fare con dieci sigle sindacali che si comportano come corporazioni a difesa degli sprechi. Siamo seri: fare volare aerei è faticoso e non si guadagna neppure molto, meglio fare scarpe o Ferrari, è meno complicato e garantisce più utili. Anche un bambino capirebbe che è un bluff".

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Quegli strani voli in Borsa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Quegli strani voli in Borsa Angelo De Mattia Le esternazioni possono diventare pietre quando riguardano la borsa e il risparmio. La tormentatissima vicenda Alitalia non avrebbe potuto incrociare un periodo peggiore per le decisioni sulla sorte della compagnia di bandiera di quello elettorale, nel quale la distorta visione delle prerogative dell'azionista pubblico è vieppiù enfatizzata. Dallo Stato-imprenditore si rischia così, in assenza di almeno un codice etico su come affrontare questa materia, di passare al politico che organizza iniziative economiche per competere con altre iniziative concorrenti. Il Sole 24 Ore di ieri riporta una conversazione con il presidente della Consob, Lamberto Cardia, a proposito di Alitalia. Sarebbe stato preferibile, anche per una maggiore formalità istituzionale, un comunicato erga omnes più che una intervista. E tuttavia l'intervento è stato quantomai opportuno. segue a pagina 26.

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Altalena in Borsa: la Consob frena i politici Cardia ammonisce: meno esternazioni, solo notizie certe e chiare, a contrattazioni chiuse (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Altalena in Borsa: la Consob frena i politici Cardia ammonisce: meno esternazioni, solo notizie certe e chiare, a contrattazioni chiuse di Laura Matteucci / Milano GIOSTRAAlitalia sull'otto volante in Borsa. Nel giorno dell'incontro tra i sindacati e il numero uno di Air France-Klm, Jean Ciryl Spinetta, e dell'annuncio di una nuova proposta con alcune aperture, il titolo prima naufraga e poi prende il volo. A piazza Affari le azioni della compagnia hanno chiuso in rialzo del 32,35% a quota 0,45 euro, dopo numerose sospensioni al rialzo e al ribasso, e dopo aver toccato un massimo teorico dell'87,9% e un massimo di seduta a 0,5 euro (+44%). Al termine delle contrattazioni sono passate di mano 71,5 milioni di azioni, vale a dire il 5,1% del capitale, quasi sette volte in più rispetto la media giornaliera delle ultime trenta sedute pari a 11,1 milioni di pezzi scambiati. Fuochi d'artificio, insomma. Tanto da indurre il presidente della Consob Lamberto Cardia a lanciare un appello ai politici: troppe esternazioni, bisogna attenersi alla regola aurea "notizie certe, chiare e a Borsa chiusa". Mentre sul caso Alitalia sono stati convocati per oggi i capigruppo della Camera. Nella riunione dovrebbero essere all'ordine del giorno la convocazione delle Commissioni parlamentari per affrontare la questione. Della mitica cordata italiana millantata da Berlusconi giusto a ridosso delle elezioni, nulla è dato sapere. A parte il fatto che Intesa Sanpaolo, la banca che avrebbe affiancato l'AirOne di Toto, non si sta occupando del dossier Alitalia, come ha dichiarato recisamente il presidente del consiglio di gestione Enrico Salza. "Dov'è la cordata? - chiede il segretario del Pd Walter Veltroni - L'annuncio di una cordata fatta non si sa dove alla fine di una festa di compleanno è una cosa che non si può immaginare. Si manifesti per evitare che Alitalia vada a gambe all'aria. È insopportabile sentir dire il giovedì che la cordata è pronta e poi il sabato che sarà pronta tra un mese, cioè dopo le elezioni". Veltroni auspica "disponibilità a trattare" da parte dei sindacati, "duttilità" da parte di Air France. E, dopo le contraddizioni interministeriali sui conti della compagnia e sulla sua autonomia finanziaria, Veltroni chiede una "posizione unitaria" da parte del governo. Sempre a proposito dell'italica cordata: "Il problema Alitalia noi l'abbiamo affrontato - dice Massimo D'Alema - Dov'erano i figlioli di Berlusconi? Perchè non si sono presentati quando si è fatta la gara?". Mentre Pierluigi Bersani, ministro dello Sviluppo, torna sul nodo Malpensa, che avrebbe bisogno di "un tavolo di transizione", e punta dunque ad un piano di "redistribuzione dei voli nel nord Italia" per dare una prospettiva "credibile a Malpensa, con point intercontinentali, rilanciando lo scalo con lo sviluppo delle infrastrutture". E sulla sulla vendita della compagnia secondo Fausto Bertinotti della Sinistra arcobaleno "si può prendere del tempo, non è una questione di giorni, togliamoci dal ricatto". Anche perchè la proposta di Air France "così com'è è irricevibile". Tanto che "l'intervento dello Stato per affrontare la crisi sarebbe auspicabile", e comunque l'assetto proprietario "viene dopo purchè ci sia la difesa dell'occupazione e si salvaguardi il ruolo strategico della compagnia". Poi Bertinotti attacca i manager italiani: "Non è possibile che nessuno paghi mai, le responsabilità sono di qualcuno. Parliamo dei manager di Alitalia che prendono liquidazioni gigantesche. Parliamo della casta dei manager che non pagano mai". Un epitaffio da Bruno Tabacci, la Rosa per l'Italia: "Spero si trovi un accordo nell'interesse dei lavoratori ma bisogna essere chiari: Alitalia è stato uno scandalo nazionale gestito male dai vari governi, di destra e di sinistra, e dai vari sindacati". Quindi? "Prima si volta questa pagina meglio è: Alitalia per i nostri conti è stata come una sanguisuga". Del resto, "fa ridere questo richiamo alla bandiera: l'ultima volta che ci si è appellati all'italianità è stato due anni fa con i furbetti del quartierino e le loro scalate bancarie...".

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Berlusconi ha paura, ma vìola le regole con le sue tv (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del "Berlusconi ha paura, ma vìola le regole con le sue tv" di Bruno Miserendino inviato a Palermo Non lo nomina mai Berlusconi e lo chiama come fa sempre: "il principale leader dello schieramento a noi avverso". Però stavolta l'attacco c'è. "Il mio avversario - dice Veltroni - non vuole fare con me un confronto televisivo, e me ne dispiace, è qualcosa che non succede in nessun altro paese e non deve succedere nemmeno nel nostro, tanto più che si usano le proprie tv in modo da violare costantemente le regole del gioco". Il leader del Pd sbarca in Sicilia e si capisce che la partita è entrata nell'ultimo miglio. Veltroni deve attaccare. Cerca di scuotere. Non è un caso che il leader del Pd accompagna l'attacco sulle televisioni di Berlusconi a parole durissime contro la mafia e chi ha governato la Sicilia in questi lunghi anni di torpore e di clientelismo. E i due elementi, mafia e responsabilità politiche, ci tiene a tenerli legati. "La Destra - dice Veltroni davanti a migliaia di palermitani nella centralissima piazza Verdi - ha fatto del male a questa terra". E la mafia "è la principale nemica della Sicilia, perché le impedisce di competere, sta seduta come un colosso di bronzo sopra la vitalità di questo paese". "Non è solo orrenda per i mascalzoni che hanno ucciso e sciolto nell'acido i bambini, i mafiosi sono criminali, assassini, e vigliacchi". Aggiunta: "Per intenderci noi siamo per l'applicazione severa del 41 bis e perché si faccia in fretta nell'utilizzo pubblico dei beni confiscati alla mafia". Applausi, naturalmente. Che sembrano liberatori. Perché non è scontato, in Sicilia, che i leader diano dei vigliacchi e degli assassini ai mafiosi. La parola d'ordine del Pd qui è obbligata: rompere la cappa di torpore, "la melassa", che sembra avvolgere la Sicilia, come se l'isola fosse rassegnata a una classe dirigente di serie B, che ha portato a una disoccupazione più alta della media del Mezzogiorno, a un aumento della povertà, a una diffusione imprenditoriale più bassa della media del Sud. Qui l'obbliga è stare dalla parte degli imprenditori che rifiutano il pizzo e rischiano. Ma la politica non può essere assolta. "Se la Sicilia va indietro, qualcuno, che magari mangiava i cannoli, ne dovrà rispondere". Veltroni è accompagnato in ogni tappa da Anna Finocchiaro, che corre per la guida della regione, e che attacca a sua volta. Gli spunti non mancano. Il leader del Pd sbarca il giorno in cui si viene a sapere che la Regione ha deciso una regalia elettoralistica a tutti i suoi 18mila dipendenti. Eccola la Sicilia che vuole Lombardo, dice Anna Finocchiaro, "lui fa interviste in doppio petto a giornali economici, parla di modernizzazione, di valori, di merito come leva per lo sviluppo, di qualità, e di formazione, ma qui la sua raccomandazione vale molto di più di un dottorato di ricerca.". Come dice una ragazza dal palco di piazza Verdi: "Qui un giovane deve avere coraggio per restare". "Non basta - dice Anna Finocchiaro - scrivere sugli autobus che la mafia fa schifo, bisogna fare in modo che la legalità torni a convenire a quest'isola". Veltroni vede nella Sicilia l'emblema di un paese che potrebbe molto ma che è impedito, bloccato, fermo e che invece ha bisogno di speranza: "Ho la sensazione che nella pelle del paese si inizi a voler voltare pagina", azzarda il leader del Pd. Veltroni ricorda due cose. Primo, le nostre proposte, a cominciare da quella sulle pensioni che ha presentato proprio prima di partire per la Sicilia, sono tutte coperte dal punto dei vista dei costi. "Perché noi di balle ne abbiamo sentito tante...". Secondo, bisognerebbe almeno confrontare le proposte. Ed è qui l'attacco a Berlusconi. Strana sensazione, fa capire Veltroni, questo è un paese in cui sembra ineluttabile che un candidato premier possa rifiutare un confronto televisivo, perché ha paura di perdere e nel frattempo può usare il suo impero mediatico per alterare le regole della campagna elettorale. Veltroni scherza un po': "questa di Palermo è la settantunesima provincia che visito, ad Agrigento sarà la settanduesima. Pensate, è l'eta del leader dello schieramento a noi avverso". Come dire: l'Italia stanca e ripetitiva, che presenta gli stessi programmi, gli stessi vicepremier, gli stessi ministri di 14 anni fa è da quella parte. "Oltrettutto, sono divisi su tutto a cominciare dall'Alitalia". "Pensate, hanno annunciato l'esistenza di una nuova cordata alla fine di una festa a casa di un candidato. E' proprio vero che sul tavolo da poker della campagna elettorale viene giocato di tutto. Ora basta, è ora che la politica della furbizia lasci il posto alla serietà. "Noi - ripete - al contrario di loro vogliamo vincere per cambiare, per aprire un ciclo riformista". In Sicilia, aggiunge, Berlusconi fa cabaret: "Dice che lui non è alleato di Cuffaro. Dice che lui è alleato di Lombardo, poi è Lombardo ad essere alleato di Cuffaro". Non è una cosa seria, rincara Anna Finocchiaro, e sarebbe bene che i siciliani usassero l'unica vera arma che hanno: il voto.

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Tra le belle coppie non c'è quella di Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Tra le belle coppie non c'è quella di Berlusconi Visto che il Cavaliere ha i suoi interessi in conflitto, a Emilio Fede la trattativa fra Alitalia e Air France proprio non piace. Acido, chiama più volte "Spinettà o Spinetta che dir si voglia" l'amministratore delegato della compagnia francese. Nella sua francofobia si fa spalleggiare dal segretario della Cisl, Bonanni, che un rimedio per la crisi Alitalia ce l'ha: usare i soldi di Enel, Eni, Finmeccanica. Dopo questo rigurgito statalista, Fede si commuove per i dipendenti a rischio. Appena evocata la "liberticida" par condicio, il Tg4 la viola di nuovo. Si parla di pensioni? Dieci secondi a Veltroni, ancor meno a Casini, un minutone a Berlusconi, che ricorda il suo glorioso passato e anticipa un magnifico futuro. Fede guida poi un finalino non male con il direttore di "Chi", Alfonso Signorini. Si parla di belle coppie, resistenti, impermeabili, esemplari: quella dello stesso Fede (e Signorini nota: "Fede, non porti la fede?") e quella di Veltroni (anche lui "senza fede"). Per una volta e per forza di cose, Berlusconi è ignorato. Del Tg5 non possiamo che dire bene: equilibrato, a parte un Tremonti minaccioso e senza repliche. Paolo Ojetti.

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Ripresa col botto (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Ripresa col botto Piazza Affari ha aperto la settimana post pasquale con il botto. Il Mibtel ha chiuso la seduta con un guadagno del 3,58%, l'S&P Mib in rialzo del 3,56% e l'All Star in crescita del 2,28%. A parte Alitalia (+33,4% a 0,46 euro), gli altri due titoli protagonisti sono stati Unipol (+12,4%) grazie ai conti 2007, e Telecom Italia (+10,6%), dopo che gli azionisti di controllo di Telco hanno rafforzato la propria posizione arrivando al 24,5% del capitale. Per quanto riguarda i finanziari, Generali +3,5%, Mediolanum +5,48%, Intesa Sanpaolo 3,73%, Unicredit +3,17%, Mediobanca +7,71%. Fiat ha guadagnato il 3,84%, a 13,66 euro per azione. È proseguito il buon momento per Pirelli alla vigilia del cda sui conti 2007 (+4,96% a 0,7218 euro). Tra gli energetici, Enel +1,55%, Eni +2,25%, Saipem +2,08%, Snam Rete Gas +1,72%. In vista anche i titoli del lusso con Bulgari e Luxottica rispettivamente a +8,11 e + 5,6%. Gli scambi complessivi della seduta sono ammontati a 4,95 miliardi di euro circa.

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Ieri il titolo Alitalia ha subito forti oscillazioni ed è stato a lungo sospeso per eccesso di rialzo. Forse la politica si dovrebbe pronunciare su vicende simili a Borsa chiusa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Ieri il titolo Alitalia ha subito forti oscillazioni ed è stato a lungo sospeso per eccesso di rialzo. Forse la politica si dovrebbe pronunciare su vicende simili a Borsa chiusa.

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Alitalia e quegli strani voli in Borsa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia e quegli strani voli in Borsa Angelo de Mattia Segue dalla Prima L'affollarsi di quelli che con molta prudenza Cardia definisce "desideri o finalità da raggiungere" in ordine al futuro della Compagnia suscettibili di "muovere il titolo", la necessità di distinguere progetti e obiettivi da fatti concreti - sulla base di notizie certe, chiare - nonchè di assicurare al mercato e agli operatori la parità informativa legittimano pienamente il richiamo di tutti alle proprie responsabilità. Di ciò Cardia dice di avvertire il peso e i limiti, tanto da sentire il bisogno - per la verità eccessivo - di affermare che si tratta di un appello istituzionale, privo di significati politici (ma tale dovrebbe essere ogni intervento di una Authority). Sottostante alle poche frasi virgolettate, vi è comunque una problematica assai complessa che riguarda i rapporti tra politica e mercato, tra significato della presenza pubblica in economia e diritti di tutti gli azionisti (pubblici e privati) di una società, tra libertà di pensiero e di critica nonchè autonomia della politica, da un lato, e dichiarazioni e valutazioni, dall'altro, che, per l'autorevolezza dei soggetti da cui provengono, possono, in assenza di un self-restraint, determinare andamenti anomali, artificiosi nel mercato borsistico. Vi sono valori: il risparmio, il lavoro in tutte le sue manifestazioni, la dignità della persona, la libertà di iniziativa economica, la concorrenza, che hanno una primaria tutela costituzionale e non sono certamente postergabili o supergestibili in chiave elettoralistica. All'organo di controllo si chiede un rigore rafforzato, non solo la moral suasion, nell'intervenire, quando ha di fronte l'azione della politica che sia sucettibile, al di là delle specifiche volontà, di provocare effetti negativi sul mercato, danneggiando innanzitutto risparmiatori e lavoratori. Il sentiero, tuttavia, è assai stretto. Non si può, certo, censurare il libero esplicarsi della critica e della proposta, del confronto e della battaglia intellettuale nella politica. Ma poichè i fini di quest'ultima non sono quelli della gestione (o supergestione), more privatorum, dei singoli fatti economici o dell'ingerenza nei singoli affari ovvero ancora, a maggior ragione, dell'organizzazione di cordate, scalate, controfferte, etc., è ben difficile che il richiamo all'osservanza degli ambiti della politica (o, per converso, dell'economia) possa ritenersi che collida con i principi costituzionali. La trasparenza, la correttezza negoziale, la libera competizione sul mercato (regolato) non possono essere alterate da interventi dell'"operatore", occulto o visibile, che agisce in nome della politica. Questa deve impartire gli indirizzi, fissare le regole, indicare i percorsi e poi, a consuntivo, valutare e trarne le conseguenze. Dunque, deve essere proprio dell'arbitro del mercato (la Consob) non solo l'appello ma anche il fischio di contestazione quando i comportamenti rilevati lo richiedano, quando un particolare andamento del titolo di una società possa derivare da comportamenti non corretti. Ieri, in specie, il titolo Alitalia ha subito forti oscillazioni ed è stato a lungo sospeso per eccesso di rialzo. In un punto, però, le considerazioni del Presidente Cardia sono troppo sfumate e avrebbero bisogno di una integrazione. Egli sottolinea che la "politica" si dovrebbe pronunciare su vicende come l'Alitalia a borsa chiusa, attraverso il ministro competente e spiegando bene se si tratti di progetti o di fatti concreti. Bene. Ma in questo solo si esaurisce la "politica", cioè nell'attività del Governo? E il resto? Chi non sta al Governo? Rientra nella generica categoria di coloro che hanno "desideri o perseguono finalità"? Perchè questa limitazione degli obblighi a carico della cosidetta politica, identificata soltanto nel Governo? Dovrebbe essere chiaro che un discorso come quello di Cardia non può non riguardare tutti, maggioranza e opposizione, soprattutto in considerazione della vicenda in esame. Perchè non sia esclusivamente una "campana sine pistillo", come dicevano i giuristi medievali, cioè senza battente.

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Pensioni i fatti e i costi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Pensioni i fatti e i costi Stefano Fassina Segue dalla Prima Da un lato, scelte chiare di priorità e proposte credibili e realizzabili sul piano del bilancio pubblico; dall'altro, mille promesse, sempre le stesse, sempre appese a coperture finanziare impossibili, da abbandonare o scaricare sulle spalle delle generazioni più giovani, come avvenuto dal 2001 al 2006. Le proposte alternative sono tante, basta avere la pazienza di leggere il programma del Pd e le slides del PdL, sì, le slides, le diapositive che si proiettano durante le presentazioni, poiché non risulta che, ad oggi, il PdL abbia presentato un programma vero e proprio. Ad esempio, guardando ai temi economici e sociali, scopriamo che la "dote fiscale" per i figli è, in termini redistributivi e di incentivazione al lavoro femminile, radicalmente alternativa al quoziente familiare. Scopriamo anche che la detassazione della retribuzione di secondo livello è, in termini di impatto sulla produttività, decisamente più efficace dell'intervento sugli straordinari. L'ultimo esempio di radicale differenza tra i programmi di Pd e Pdl riguarda la difesa del potere d'acquisto delle pensioni. Alcuni esponenti di punta del PdL sostengono, in compagnia di autorevoli personalità di Sinistra e L'Arcobaleno, la piena indicizzazione delle pensioni alla dinamica delle retribuzioni. In sostanza, ripropongono la via irresponsabile della "scala mobile" per i pensionati. Perché tale via è irresponsabile? Perché il ripristino della scala mobile, anche se limitata ai soli pensionati, avrebbe effetti insostenibili sui conti pubblici, farebbe salire l'inflazione e ridurrebbe la crescita, ossia, proprio come avveniva negli anni '80, genererebbe un circolo vizioso le cui vittime sarebbero gli stessi pensionati, oltre ai lavoratori dipendenti. Veltroni ieri ha, invece, illustrato una ricetta articolata in tre misure-chiave: una per l'emergenza; una per la fase di passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo; una per il sistema contributivo pienamente in vigore. La ricetta di Veltroni poggia su quanto realizzato dal Governo Prodi, prima nel 2006, con la revisione dell'Irpef e, poi, nel Luglio del 2007, con la "quattordicesima mensilità". Gli interventi del Governo Prodi hanno dato, giustamente, priorità all'aumento delle pensioni più basse. Le proposte del Pd, oltre a continuare il sostegno ai pensionati in condizioni economiche più difficili, guardano anche ad una fascia di oltre 5 milioni di pensionati di "classe media", i quali con pensioni intorno ai 1.200-1.500 euro al mese difficilmente possono essere considerati privilegiati. La risposta emergenziale riguarda i pensionati di oltre 65 anni e determina, a partire dal 1 Luglio 2008, un incremento medio di quasi 400 euro l'anno per le pensioni fino a 25.000 euro l'anno e tra i 250 ed i 100 euro l'anno per le pensioni di importo compreso tra 25.000 e 55.000 euro l'anno. L'aumento è ottenuto attraverso l'innalzamento delle detrazioni fiscali previste per i redditi da pensione. In particolare, le detrazioni aumentano in funzione dell'età anagrafica, in modo tale da incrementare maggiormente, per ogni dato livello di pensione, le pensioni più vecchie, ossia le pensioni più distanti dalla data del pensionamento e quindi più erose dalla perdita di potere d'acquisto. L'intervento provoca una riduzione di gettito di circa 2,5 miliardi di euro l'anno. La risposta per la fase di passaggio al pieno dispiegamento del metodo contributivo interviene, invece, sul paniere di riferimento per misurare l'aumento dei prezzi. Oggi, i pensionati hanno lo stesso paniere dei lavoratori, nonostante i consumi dei due segmenti di popolazione siano molto diversi. La proposta del Pd lega l'adeguamento annuale delle pensioni all'andamento dei prezzi di beni e servizi contenuti in uno specifico paniere dei pensionati. Il costo della proposta è di circa 1,5 miliardi di euro all'anno per ogni punto percentuale di scarto tra "inflazione dei lavoratori" e "inflazione dei pensionati". Infine, la risposta per le pensioni calcolate con il metodo contributivo introdotto nel 1995 propone lo scambio tra minori importi iniziali ed aumenti legati, oltre che all'inflazione, anche alla crescita dei redditi da lavoro. L'intervento è neutrale per gli equilibri di finanza pubblica, poiché la minore spesa della fase iniziale viene compensata da maggiori uscite man mano che gli importi di pensione aumentano. Come si finanzia tutto ciò? L'ennesima promessa impossibile? La solita propaganda elettorale, tipo cordata Alitalia pronta subito dopo il voto del 14 Aprile? No, non è così. La ricetta del Pd ha un onere contenuto rispetto ai costi esplosivi della "scala mobile dei pensionati" e ha coperture finanziarie solide. La solidità viene dalla credibilità degli interventi di riduzione e riqualificazione della spesa e dalla credibilità della misure antievasione contenute nel programma. Quando il Pd scrive che ridurrà la spesa primaria corrente di mezzo punto di Pil il primo anno e un punto all'anno nei due anni successivi è credibile perché al Governo, nonostante partner troppo sensibili ai richiami corporativi, è riuscito a controllare e ridurre la spesa per acquisti di beni e servizi. Quando il Pd scrive che l'andamento delle entrate tributarie supererà la crescita del Pil è credibile perché negli ultimi due anni, nonostante un'opposizione interna allo schieramento di centrosinistra, ha varato misure antievasione ed antielusione in grado di far arrivare nelle casse dello Stato oltre 20 miliardi di euro prima occultati. Altrettanta credibilità non può essere vantata dalla destra, la quale dal 2001 al 2005 ha lasciato la spesa corrente salire di oltre 2,5 punti percentuali di Pil e ha, con oltre 20 condoni fiscali, allargato le aree di evasione. Insomma, ci sono i fatti dietro le promesse del Pd.

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No comment, solo voci e speculazioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del LUFTHANSA "No comment, solo voci e speculazioni" "La nostra posizione è immutata. AirFrance-Klm sta trattando con Alitalia e noi guardiamo con interesse a questi colloqui, come tutti peraltro. Tutto il resto sono voci e speculazioni sulle quali non facciamo nessun commento". Di nuovo invocata da più parti come possibile alternativa ai francesi, la compagnia di bandiera tedesca Lufthansa, commenta così, attraverso le parole di un proprio portavoce, le vicende dell'Alitalia. Restano validi, indicano fonti vicine alla compagnia tedesca, i motivi che l'estate scorsa convinsero il vettore tedesco a lasciare perdere la partita in Italia, primo fra tutti il timore di perdere l'"investment grade" del rating e la complessità della situazione di Alitalia, dovuta alla difficile situazione finanziaria e al peso dei sindacati nelle trattative. In quanto al possibile veto imposto allora dai sindacati tedeschi, per Francoforte non si tratterebbe invece di cosa verosimile.

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Corteo alla Magliana per seguire il confronto in diretta Presidio al centro direzionale. Dal 31 marzo cassa integrazione per 900 lavoratori della Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Corteo alla Magliana per seguire il confronto in diretta Presidio al centro direzionale. Dal 31 marzo cassa integrazione per 900 lavoratori della Malpensa / Milano L'ATTESA Si sono riuniti davanti il Centro Direzionale di Alitalia in via della Magliana a Roma. Sono centinaia i lavoratori dipendenti della compagnia di bandiera che ieri, mentre ai piani alti si decideva del futuro dell'azienda, hanno fatto sentire la loro voce. L'incontro tra il numero uno di Air France-klm, Jean Cyril Spinetta, il presidente dell'Alitalia, Maurizio Prato e i sindacati è iniziato nel pomeriggio. Ma già dalla mattina a Fiumicino si susseguivano le assemblee, scaglionate per turni, per informare i lavoratori sulla trattativa. Poi tutti verso via della Magliana. Così sotto il quartier generale della compagnia si sono ritrovati lavoratori di terra, dipendenti del call center e del centro elaborazione dati, coinvolti nel piano di dismissione così come gli operai dell'Atitech di Napoli - quelli della manutenzione pesante - arrivati dinanzi il palazzone Alitalia sotto un'enorme tricolore e dietro lo slogan "l'Atitech non si tocca, la difenderemo con la lotta". Poi le bandiere delle varie sigle, tra cui spiccavano per numero quelle del Sdl, di Filt-Cgil e Cub. E l'inno di Mameli, urlalto come simbolo dell'obiettivo della protesta: difendere l'italianità dell'aviolinea di fronte ad una offerta del gruppo franco-olandese giudicata troppo penalizzante. Ma se Napoli e Roma gridano il dissenso, a Varese i lavoratori hanno guardato con distacco e un pizzico di rassegnazione alla giornata di ieri. È una calma apparente, "siamo chiaramente preoccupati", dice Franco Brioschi, responsabile regionale del trasporto aereo di Cgil, "ma non si è organizzata nessuna assemblea o sit-in". Per molti dipendenti dello scalo varesino le decisioni importanti sono già state prese quando il cda di Alitalia ha stabilito la fine di Malpensa come hub della compagnia e la cancellazione dal tabellone estivo dello scalo di 180 voli. Si chiude così il sipario sul grande hub del Nord. Un'immagine che per molti dipendenti della Sea, la società che gestisce l'aeroporto insieme a quello milanese di Linate, si tradurrà in parole come mobilità, cassa integrazione, esuberi. In base agli accordi firmati nella notte tra il 7 e l'8 marzo scorsi tra i sindacati e la Sea, già a partire dal 31 di marzo scatterà la cassa integrazione di 24 mesi per 350 dipendenti Sea e per 550 di Sea Handling. Novecento lavoratori che, al termine dei due anni, rientreranno in azienda. L'intesa tra Sea e sindacati - stando a quanto venne comunicato dopo la firma dell'accordo - dovrebbe consentire alla società controllata dal comune di Milano di alleggerire la situazione del gruppo che prevede una contrazione economica di 70 milioni di euro all'anno, come conseguenza della cancellazione dei voli decisa da Alitalia. Ora l'attesa è per venerdì, quando secondo voci vicine ad Air France-Klm, Spinetta invierà ai sindacati una "proposta di accordo quadro dove saranno evidenziate tutte le misure volte a conseguire l'obiettivo di non lasciare nessuno per strada nel quadro della ristrutturazione".

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Bertinotti convoca Conferenza capigruppo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del ALLA CAMERA Bertinotti convoca Conferenza capigruppo La vicenda Alitalia arriva in Parlamento. Il Presidente della Camera dei deputati, Fausto Bertinotti, ha annunciato infatti di aver convocato per la giornata di oggi, alle ore 11.30, la Conferenza dei presidenti di gruppo della Camera dei deputati. La decisione di Bertinotti fa seguito alla richiesta venuta dal gruppo di Forza Italia, alla quale si è poi associato anche il gruppo di Alleanza nazionale, e a una consultazione informale degli altri gruppi parlamentari, affinchè il Governo riferisca in Parlamento sulla vicenda Alitalia. "All'ordine del giorno della riunione - ha spiegato il presidente della Camera, Bertinotti - c'è l'ipotesi di convocazione delle commissioni in cui il governo venga a confrontarsi con le rappresentanze parlamentari sulla questione di Alitalia".

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Air France promette: nessuno resterà per strada Spinetta annuncia una nuova proposta. Venerdì riprende la trattativa coi sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Air France promette: nessuno resterà per strada Spinetta annuncia una nuova proposta. Venerdì riprende la trattativa coi sindacati / Roma SI TRATTA Jean-Cyril Spinetta tende la mano ai sindacati, si impegna a non lasciare lavoratori per strada e a presentare, domani sera, un nuovo piano sul quale aprire il negoziato già nel pomeriggio di venerdì. Nessun problema, inoltre, a trattare anche oltre il 31 marzo, data finora fissata come ultimativa. "Ma questo dipende da Prato", ha detto il presidente di AirFrance-Klm ai sindacati nel corso dell'incontro che si è svolto ieri pomeriggio durato ben sei ore. "La data è stata fissata dall'azionista" è stata la replica di Maurizio Prato: l'azionista, cioè il Tesoro, quindi il ministro Tommaso Padoa-Schioppa "mi ha confermato - ha detto il presidente di Alitalia - che rimane la scadenza del 31 marzo per il raggiungimento di un accordo", "sta ai sindacati decidere se ci sono le condizioni per proseguire". Era stato tuttavia lo stesso Prato, aprendo il tavolo a prospettare una sia pur scarsa dilatazione dei tempi ma solo nel caso di "un percorso condiviso sui temi fondamentali sul tavolo e cioè esuberi, Az Servizi e il cargo". E in serata, fonti del Tesoro facevano sapere che la decisione sui tempi spetta all'azienda e che in via XX Settembre si limiterebbero a prenderne atto. La riposta a caldo delle organizzazioni dei lavoratori non è stata certo calorosa, né sulla tempistica, né sulle aperture di AirFrance giudicate troppo timide. In ogni caso "ci sono stati passi in avanti", riconosce per la Filt-Cgil il segretario generale Fabrizio Solari, "siamo usciti dalla logica del prendere o lasciare". La Filt-Cgil è quindi disponibile ad andare avanti nella trattativa per tentare l'intesa, ovviamente il giudizio finale "dipenderà dal merito". "Accettiamo -ha aggiunto Solari- la sfida del futuro profittevole ma dobbiamo gestire l'oggi". E oggi, (anzi, ieri) i nodi ancora aperti restavano il perimetro aziendale, cioè che cosa va resta dentro e cosa fuori da Alitalia, il settore Cargo di cui Spinetta ha confermato la chiusura al 2010, e le riconversioni di Alitalia Servizi. Quanto ai tempi, Solari suggerisce "relax", si dice infatti convinto che le dichiarazioni di questi giorni siano "inquinate dalla politica". Ma su questo non è d'accordo la Fit-Cisl, "Non siamo disponibili a subire i diktat di Padoa-Schioppa, anche perché su di lui gravano le maggiori responsabilità", ha tuonato il segretario nazionale Claudio Genovesi. Ma anche la Fit-Cisl alla fine ha parlato di "un incontro sicuramente utile per ricostruire le basi del negoziato". Ma non c'è solo il fattore-tempo, che da solo è comunque in grado di vanificare ogni attesa. La linea di AirFrance non convince su alcuni punti. Sugli esuberi, una nota afferma che "nessun lavoratore di Alitalia sarà lasciato per strada" e che sarà studiata una soluzione per ciascuno delle 2100 "eccedenze" contate dal piano, di cui 1600 in Alitalia e 500 in Alitalia Servizi. Inoltre, in tre anni, 180 piloti giovani possono passare ad Air France-Klm su base volontaria e con la possibilità di fare carriera velocemente. Sarebbe poi emersa la disponibilità a reinternalizzare tutto l'handling di Fiumicino in aggiunta alla manutenzione leggera già prevista nel perimetro aziendale. Segnali di apertura che scontano però la freddezza delle associazioni dei piloti. "Siamo molto lontani - ha commentato il presidente dell'Up, Massimo Notaro - perché se 60 piloti (all'anno) giovani, che parlano francese, devono fare la selezione per entrare nel nuovo gruppo, ripartendo da zero, allora possono farlo anche da soli". "Il cargo si ferma, gli aerei vengono messi a terra e si riduce il lungo raggio", per Notaro restano le valutazioni negative dei giorni scorsi. Ma anche l'Up, è pronta a trattare. Grande cautela, insomma, ma anche la volontà di non lasciare nulla di intentato. Da parte sua, Jean-Cyril Spinetta ha invece fatto professione di ottimismo: "Credo nella crescita di Alitalia - ha detto ai sindacati - se così non fosse non rischierei un centesimo. Se nel 2010 la mia ricetta non funzionasse e non si raggiungesse la redditività utile a investire sarebbe un mio fallimento e a me non piace fallire". fe.m.

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L'ombra della vendita sulla campagna elettorale Il Pd preoccupato: se non si chiude entro marzo, non si parlerà d'altro (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del L'ombra della vendita sulla campagna elettorale Il Pd preoccupato: se non si chiude entro marzo, non si parlerà d'altro "Lui queste cose le sa fare". Il "lui" in questione, citato da una fonte governativa, è l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Che cosa sia riuscito a fare è sotto gli occhi di tutti. In due settimane è stato in grado di "ingessare la campagna elettorale" su un argomento, come la vendita di Alitalia, trasformata in un caso di identità nazionale. Da quindici giorni non si parla d'altro. Alitalia svenduta, passata di mano e poi Malpensa, la moratoria, il tavolo con le istituzioni, e per ultimo il colpo finale: la cordata di imprenditori. Da tempo le pagine dei giornali sono piene di aerei che decollano o che atterranno e di Berlusconi che promette pontifica e minaccia. Per evitare che tutto questo si trascini fino al 13 aprile serve al più presto un accordo con i sindacati. Un'accelerazione della trattativa, sempre secondo le fonti governative, potrebbe ribaltare il tavolo e costringere Berlusconi a venire allo scoperto. "Il gioco gli si potrebbe rivoltare contro". A quel punto l'ex premier "sarebbe costretto a far vedere a tutti se è capace di mantenere la promessa" e strappare la compagnia dalle mani degli odiati francesi, con o senza i suoi figli, pena lo sbugiardamento pubblico. Per questo la data del 31 marzo per chiudere i giochi con Air France non è solamente collegata alla stato finanziario della compagnia. Il 31 marzo è anche una scadenza "politica". Portare la trattativa oltre il prossimo lunedì significa ridurre la campagna elettorale a un solo argomento. Cosa che il Partito democratico e il suo leader Walter vogliono evitare. Il problema è che la partita sembra però tutt'altro che chiusa. Non sarà semplice arrivare al 31 con un accordo in mano. Governare Alitalia sindacalmente non è mai stato semplice. Il gruppo ha sempre subito pesanti condizionamenti da una selva di sigle minori ma con un peso specifico notevole. Eppure ieri aperture ci sono state. La Cgil, per esempio, ha lasciato spiragli e lanciato segnali. Una delle poche, però. Ma in questa partita hanno avuto un ruolo non indifferente anche le forze a sinistra del governo. "Certo avremmo potuto accelerare se ci fosse stata una coesione fra i vari elementi del governo" spiega la fonte. Cosa che non c'è stata. Il ministro dei Trasporti Bianchi con Air One, il suo collega Franco Giordano, spalleggiato dal presidente della Camera Fausto Bertinotti, per un nuovo intervento pubblico. "Hanno favorito un clima da ultima spiaggia". E in queste condizioni un salvatore della patria fa sempre la sua figura. Anche se di carta. Roberto Rossi.

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Di OLIVIA POSANI - ROMA - DA LUGLIO aumenteremo le pensioni fin (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))

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Di OLIVIA POSANI ? ROMA ? DA LUGLIO aumenteremo le pensioni fino a 400 euro, promette Veltroni. Adegueremo le pensioni al costo della vita, assicura Berlusconi. La previdenza, irrompe nella campagna elettorale. Con qualche ritardo, visto che al momento della presentazione ufficiale dei programmi i due candidati premier l'avevano tenuta sotto traccia. Ma il tema è sentito almeno, se non di più, dell'emergenza salari. E dunque il Cavaliere ribadisce l'impegno a un graduale e progressivo aumento delle pensioni più basse. Il segretario del Pd rilancia giocandosi una carta importante a meno di 20 giorni dal voto. Giorni che per il centrosinistra sono ulteriormente complicati dalla vicenda Alitalia. La proposta, che si rivolge al ceto medio e medio basso, riguarda i pensionati di oltre 65 anni. In caso di vittoria del Pd, questa la promessa, riceveranno da luglio una quattordicesima di circa 400 euro se percepiscono un assegno previdenziale annuo compreso tra gli 8 e i 25 mila euro. Per chi è più fortunato e arriva a 55 mila euro l'anno l'aumento sarà invece tra i 100 e i 250 euro. Il tutto grazie a un incremento delle detrazioni fiscali per un costo complessivo calcolato in 2,5 miliardi di euro l'anno. Per chi invece non supera gli 8 mila euro annui (645 al mese) non cambia nulla: a questi 3 milioni di pensionati ha già pensato il governo Prodi istituendo per la prima volta la quattordicesima. LE detrazioni non saranno uguali per tutti, ma saranno più alte per le pensioni più vecchie, quelle che hanno maggiormente perso potere d'acquisto. Dal '93 la rivalutazione dell'assegno previdenziale è infatti completamente sganciata dalla dinamica degli stipendi. L'unico piccolo aggiornamento annuale è affidato all'indice Istat dei prezzi per le famiglie di operai e impiegati, praticamente nulla. Il Pd vuole accompagnare la quattordicesima con un meccanismo teso, appunto, a cambiare le indicizzazioni in base al nuovo indice che l'Istat sta elaborando per mirarlo meglio sui consumi dei pensionati. Più avanti, in base a un accordo con i sindacati, dovrebbe essere introdotta una vera novità: legare l'andamento della spesa pensionistica all'andamento dei redditi da lavoro, in modo da rendere i pensionati participi degli aumenti di produttività che avvengono in Italia. "SIAMO decisi a proporre un intervento immediato perchè serve una grande operazione di giustizia sociale", assicura Veltroni. "Vogliamo che i pensionati partecipino ai frutti della crescita economica", spiega Morando. "Il nostro è un progetto organico, al contrario di quello del Pdl", dice Treu. E Tonini: "La nostra è un'operazione da ceto medio". IL PACCHETTO previdenza piace ai sindacati (che però vogliono capire meglio come si trovano le coperture economiche), irrita la Sinistra (che rinfaccia al Pd di scoprire solo ora che le pensioni sono troppo basse) e provoca l'ironia del Pdl (che parla di promesse elettorali). Berlusconi comunque dà subito seguito al duello. Un paio d'ore dopo rivendica: "Noi siamo stati gli unici ad aumentare le pensioni minime davvero. Continueremo a farlo perchè il problema numero uno è che le pensioni non sono state adeguate al costo della vita. Noi lo faremo, a partire dalle basse, ed è per questo che i pensionati voteranno per noi". Concetti su cui insiste Gianfranco Fini: "Quando abbiamo governato noi furono poco meno di due milioni i pensionati che videro aumentare le pensioni minime di 516 euro. Prodi, invece, ai pensionati ha aumentato le tasse". Controreplica di Rosy Bindi: "Berlusconi ha voluto dare l'impressione di avere anche lui una proposta. In realtà insegue il Pd". - -->.

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L'INTERVISTA L'EX AD ZANICHELLI: SE HA RAGIONE PADOA-SCHIOPPA PARIGI E' UNA SCELTA OBBLIGATA 0 Due ministri, due conti: qualcosa non va (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
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L'INTERVISTA L'EX AD ZANICHELLI: SE HA RAGIONE PADOA-SCHIOPPA PARIGI E' UNA SCELTA OBBLIGATA "Due ministri, due conti: qualcosa non va" di MARCO TAVASANI ? ROMA ? "C'È QUALCOSA che non mi torna, o comunque di non molto chiaro in questa tormentata vivcenda dell'Alitalia. Due ministri dello stesso Governo dicono, l'uno, che la compagnia ha due-tre settimane di liquidità, mentre il suo collega sostiene che l'Alitalia può arrivare a fine anno. Insomma, che ha ossigeno per nove mesi". Marco Zanichelli, reggiano di sessant'anni, quindici dei quali trascorsi in Alitalia sempre in posizioni di grande importanza fino a diventare (nel 2004) amministratore delegato e direttore generale anche se per appena 70 giorni non nasconde la propria perplessità dopo le ripetute dichiarazioni di Tommaso Padoa-Schioppa che contraddicono quelle del ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi. Sembra un mistero inspiegabile. "Sì. Se avesse ragione Bianchi la trattativa cambierebbe aspetto, anche perché in questo lasso di tempo ci sarebbero le condizioni per costituire quella cordata lombarda di cui si parla da qualche settimana". Quindi potenzialmente ci sarebbero le condizioni per rilevare l'Alitalia e avviare un processo di rilancio senza abbandonare Malpensa? "Ripeto: se questa cordata esiste, avrebbe certamente il tempo di materializzarsi. Se, invece avesse ragione il ministro dell'Economia, non vedo alternative a una soluzione con Air France. Anche perché, ma questo lo può sapere solo l'azienda, dietro c'è solo lo spettro del fallimento. Certo che di tempo ne è rimasto ben poco". E il problema delle sigle sindacali? "Beh, anche ai miei tempi ? Zanichelli è stato ad dal 28 febbraio 2004 al 6 maggio dello stesso anno, succedendo a Mengozzi e cedendo in seguito il timone della compagnia a Cimoli ? i sindacati avevano un peso non irrilevante. Vuol sapere se Spinetta le riconoscerà? Sì. Anche perché se Air France acquista Alitalia, sa benissimo che la nostra Costituzione garantisce la libertà sindacale. Se non è riuscita in tanti anni l'Alitalia a contenere o a ridurre il loro numero, non vedo come possa farlo un compratore. Ecco, mi sembra opportuno ricordare che i sindacati dei piloti hanno una forza considerevole: sostanzialmente fanno da traino a quelli di terra". Com'era la situazione quando lei era ad? "Deteriorata, ma con interventi di ricapitalizzazione si sarebbe potuto uscire dal pantano. Io ci credevo, ne ero convinto. Ma sono mancate le risorse e in 70 giorni non ho avuto neanche il tempo di attuare interventi risolutivi. Peccato, perché l'Alitalia ha avuto in pochi anni interventi sul capitale di circa un miliardo oltre al prestito-ponte". Malpensa è stato un affare per Alitalia? "Col senno di poi direi di no. Ma è innegabile che raccoglie un notevole bacino di traffico, anche se c'è, forse, un Linate di troppo. Non solo, anche un numero esagerato di scali regionali padani che drenano traffico". E la scelta Air France? "Al punto in cui si è arrivati mi sembra la scelta giusta". - -->.

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Di ELENA COMELLI - MILANO - PER ALITALIA il giorno fatidico è (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)

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Di ELENA COMELLI ? MILANO ? PER ALITALIA il giorno fatidico è venerdì e il mercato applaude: il numero uno di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta ha promesso per il 28 o addirittura per la sera di domani una seconda proposta ai sindacati. Nell'incontro di ieri, intanto, Spinetta ha assicurato che "nessuno resterà a casa" e che anzi Air France è pronta ad assumere 180 piloti, ma ai rappresentanti dei lavoratori queste aperture non sono sembrate al momento sufficienti. E i margini per una trattativa sono ormai risicatissimi: Air France-Klm è disponibile a proseguire il negoziato oltre il 31 marzo, ha garantito Spinetta, ma dal Tesoro ? che è azionista di maggioranza ? giungono solo caute aperture, a indicazione che comunque i tempi restano stretti. Fonti interne precisano che la data del 31 marzo "è stata stabilita dal cda di Alitalia nell'esercizio delle sue responsabilità" e che, ove lo stesso cda ritenesse opportuno e nell'interesse dell'azienda modificare questa data, "il Tesoro, come qualunque altro azionista, ne prenderebbe atto". "Se si dice che ci vuole l'accordo con i sindacati e che sono disponibili a una trattativa ad oltranza, la trattativa Alitalia si fa fin quando dura", ha commentato il vice ministro dello Sviluppo economico, Sergio D'Antoni. "La trattativa ? ha aggiunto ? durerà fino a che le parti interessate troveranno una soluzione, quindi mi pare che non ci sia una data X o un'ora Y per cui chissà cosa succede". Con la presentazione della nuova proposta ? un accordo quadro ? il gruppo franco-olandese punta in sostanza a registrare l'accordo dei sindacati e poi ad aprire con loro tavoli ad hoc sui singoli aspetti del piano. E il mercato ci crede: ieri il titolo in Borsa è andato a passo di carica nonostante le oscillazioni fortissime. Dopo una sospensione per eccesso di ribasso, le Alitalia sono decollate a fine mattinata, segnando un progresso del 24,31% per poi arrivare in chiusura ad un rialzo del 32,35% a quota 0,4578 euro. Sono passati di mano più di 71,5 milioni di pezzi, pari al 5,3% del capitale. Sull'incontro di ieri tra Air France e sindacati, del resto, si è detto molto e a ruota libera. Sul nodo del cargo, ad esempio, Air France-Klm sembra decisa a non cambiare posizione. Nel corso del confronto, Spinetta avrebbe ribadito che il progetto di acquisizione prevede un alleggerimento delle attività cargo per poi chiuderle nel 2010. Il tema è al centro del confronto con i sindacati per l'impatto sul numero degli esuberi previsti per i piloti. D'altra parte Spinetta avrebbe affermato al tavolo che se nel 2010 la sua ricetta non funzionasse e non si raggiungesse la redditività utile a investire, sarebbe un suo fallimento e avrebbe precisato "a me non piace fallire". Non solo, ma il top manager avrebbe dato la sua disponibilità ad assumere, previo consenso sindacale, 180 piloti Alitalia. DA PARTE LORO, i sindacati hanno chiesto dettagli in merito alle modifiche annunciate in termini di esuberi, perimetro aziendale e settore cargo. "Siamo per proseguire la trattativa e per fare il possibile fino in fondo per cercare un'intesa", ha commentato il segretario generale della Filt-Cgil Fabrizio Solari. "Il giudizio finale dovrà essere nel merito ? dice ? e questo incontro rappresenta un passo avanti perché è stata smentita la logica del prendere o lasciare che i sindacati non erano disposti ad accettare". La proposta di accordo quadro che Air France-Klm si prepara a presentare ai sindacati sarà "un'utile base" per portare avanti il confronto, anche se la Filt-Cgil "sconsiglia di seguire la strada di tavoli separati sui diversi temi del confronto perché sarebbe preferibile raggiungere prima un'intesa generale". La partita insomma è tutt'altro che finita e tra due giorni ci sarà un nuovo round. - -->.

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Pensioni, duello tra pd e pdl (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

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Veltroni: aumentare subito le minime. Berlusconi: adeguiamole al carovita. Venerdì un altro incontro Air France-sindacati Pensioni, duello tra Pd e Pdl Spinetta rilancia: "Credo in Alitalia". Domani la nuova proposta ROMA - Duello a distanza tra Veltroni e Berlusconi sul tema delle pensioni. Il segretario del Pd ha proposto ieri un aumento fino a 400 euro all'anno delle minime già a partire dal luglio 2008. Immediata la replica del Cavaliere, che ha avanzato l'ipotesi di adeguare le pensioni al costo della vita. Sul fronte dell'Alitalia, si attende il nuovo piano di Air France, che sarà presentato domani. "Credo nella crescita della Compagnia", ha detto ieri il presidente di Air France Jean-Cyril Spinetta. Venerdì intanto i francesi torneranno a incontrare i sindacati. SERVIZI DA PAGINA 2 A PAGINA 7.

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E il cavaliere spera ancora che si muova banca intesa - claudio tito (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

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Il retroscena E il Cavaliere spera ancora che si muova Banca Intesa CLAUDIO TITO "La cordata italiana non è un obiettivo impossibile. Ho già avuto qualche risposta positiva". Per Silvio Berlusconi sta quasi diventando un punto d'onore. Dopo lo stop intimato la scorsa settimana ad Air France, vuole dimostrare che un'offerta "domestica" competitiva per l'acquisto di Alitalia è possibile. SEGUE A PAGINA 3.

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Scala mobile elettorale - massimo riva (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

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SCALA MOBILE ELETTORALE MASSIMO RIVA E così, dopo l'Alitalia, anche il tema delle pensioni è entrato nel tritacarne di una campagna elettorale che, col passare dei giorni, si sta sempre più allontanando dal clima iniziale di confronto un poco più serio e civile del passato. E' bastato che Walter Veltroni indicasse l'esigenza di un adeguamento del potere d'acquisto dei trattamenti di quiescenza più miseri per scatenare una vera e propria canea di polemiche sovente condite da insulti. Senza che nessuno si sia preso almeno la briga di replicare nel merito alle proposte illustrate dal leader del Pd. SEGUE A PAGINA 37.

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Sit-in dei dipendenti alla sede della magliana (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Sit-in dei dipendenti alla sede della Magliana ROMA - Quasi un migliaio di dipendenti dell'Alitalia si sono riuniti in un sit-in davanti alla sede della compagnia alla Magliana, in attesa dell'incontro tra l'azienda, l'Airfrance-Klm e i rappresentanti dei lavoratori. Presenti anche alcuni dipendenti dell'Atitech di Napoli con un'enorme bandiera italiana che hanno urlato lo slogan: "L'Atitech non si tocca, la difenderemo con la lotta".

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A destra c'è chi tifa per spinetta ugl: sua l'unica offerta sul tavolo (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

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Economia Parla la leader del sindacato vicino al Pdl, Renata Polverini A destra c'è chi tifa per Spinetta Ugl: sua l'unica offerta sul tavolo ROMA - Per parlare di soddisfazione è presto, ma di certo Renata Polverini, segretaria dell'Ugl non è sorpresa: "Le prime aperture di Spinetta fanno ben sperare, la strada per raggiungere un accordo è ancora lunga e non scontata. Ma hanno ridotto gli esuberi e affrontato una serie di problemi: intravediamo una disponibilità che solo un settimana fa non c'era". Sorprende molto di più che sia il sindacato di destra tra i primi e tra i più convinti nel salutare con ottimismo l'apertura di Air France. Dal Pdl parlano di svendita e chiedono a gran voce di lasciar tempo alla cordata italiana, non preferirebbe questa soluzione? "Con coerenza abbiamo sempre detto che l'unica offerta concreta è quella francese, per cui va verificata fino in fondo. D'altronde la situazione di Alitalia è nota da 10 anni, gli imprenditori italiani hanno avuto tutto il tempo d'intervenire, le stesse banche, persino le più interessate, non hanno mai dato sostanza finanziaria ai vari piani di acquisto". E il tricolore? "Non lascio scappare una prospettiva concreta, per quanto difficile, in nome di una possibilità che peraltro non si è mai concretizzata. è facile parlare di cordate, molto più difficile costruirle, però le uscite di Berlusconi sono stata lo stesso decisive in senso positivo". In che modo? "Ha dimostrato che c'è un paese preoccupato, diviso sul destino della compagnia di bandiera. I lavoratori e i cittadini non sono disposti ad accettare soluzioni negative. Sono sicura che Spinetta è ha riflettuto e ha capito che doveva rinunciare a quell'atteggiamento di chiusura della settimana scorsa". Se veramente doveste trovare un nuovo compromesso con Air France pensa che il prossimo governo dovrebbe accettarlo, anche se vincesse il Pdl che si è detto contrario? "Dovrebbe tenerne conto. I sindacati non vincolano i governi, ma ai lavoratori e ai loro rappresentanti in questa vicenda si è chiesto da giocare da protagonisti. Nel caso dovessimo trovare una soluzione per salvare la compagnia e salvaguardare i livelli occupazionali il governo, di qualsiasi colore, non potrebbe ignorarlo". (l.i).

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"silvio non è un liberista, è corporativo" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

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Economia Il Wall Street Journal "Silvio non è un liberista, è corporativo" ROMA - La vicenda della vendita di Alitalia dimostra che Silvio Berlusconi "si è rivelato più un corporativo avverso alla libera concorrenza di mercato che un liberale economico che intende fare quello di cui l'Italia ha bisogno per rilanciare l'economia barcollante". E' quanto scrive il Wall Street Journal che giudica il comportamento del candidato premier del Pdl come quello di "un uomo che farebbe di tutto per tornare al potere. Difficilmente si tratta - osserva il quotidiano - di buone notizie per Alitalia, o per l'Italia". In un editoriale intitolato "Silvio e Alitalia" il Wsj ricorda che Berlusconi da tempo si dice a favore di "una soluzione italiana". Tuttavia, continua, "l'ultima volta in cui è stato a Palazzo Chigi Berlusconi non ha trovato alcun salvatore per Alitalia. Invece ha esitato mentre il debito della compagnia cresceva fino a raggiungere 1,3 miliardi di euro lo scorso gennaio. Gli elettori italiani - continua il quotidiano - potrebbero chiedergli perchè non ha venduto la quota di Alitalia quando valeva qualcosa. Il prezzo delle azioni della compagnia è sceso del 70% negli ultimi due anni".

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Veltroni: no al poker sui lavoratori il pdl chiama prodi in parlamento (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

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Economia Il leader del Pd: inaccettabile speculare in campagna elettorale sul futuro di migliaia di persone Veltroni: no al poker sui lavoratori Il Pdl chiama Prodi in Parlamento "Dov'erano i figlioli di Berlusconi? Perché non si sono presentati quando si è fatta la gara" ROMA - Il caso Alitalia rimbalza anche in Parlamento, nonostante le Camere sciolte. I capigruppo delle forze della maggioranza e dell'opposizione sono stati convocati per oggi a Montecitorio dal presidente Fausto Bertinotti: dovranno decidere se mettere all'ordine del giorno delle Commissioni competenti l'audizione del premier uscente, Romano Prodi. Una richiesta avanzata in un primo momento da Fi e alla quale si è aggiunta An. All'appuntamento il Pdl e il Pd arrivano contrapposti. Ieri il leader del Partito Democratico, Walter Veltroni, ha ribadito la propria opinione, già espressa nei giorni scorsi: "Se c'è una cordata italiana perfetto - ha detto - , però venga avanti adesso e non tra un mese, dopo le elezioni. Per ora c'è solo Air France e nella trattativa con i sindacati mi auguro possa essere fatto un passo in avanti". Veltroni ha nuovamente criticato il tentativo da parte del Pdl di fare dell'Alitalia un terreno del "tritacarne" della campagna elettorale: "Sul tavolo da poker della vita politica e della campagna elettorale viene giocato tutto, anche il lavoro di migliaia di persone, ma questo è inaccettabile". Tesi ribadite anche dal sottosegretario alla Presidenza, Enrico Letta: "Bisogna puntare sull'industria, perchè il nostro Paese ha la sua forza nei suoi imprenditori e nei suoi lavoratori e dopo la Germania è la seconda potenza industriale d'Europa ma non c'è bisogno di cordate in zona Cesarini per salvare Alitalia". Sul tema è intervenuto anche il ministro degli Esteri D'Alema con una battuta indirizzata al Cavaliere: "Noi il problema lo abbiamo affrontato, abbiamo detto che questa società rischia di fallire, apriamo una gara, la privatizziamo, chiamiamo gli imprenditori. Dov'erano i figlioli di Berlusconi? Perché non si sono presentati quando si è fatta la gara per comprare l'Alitalia?". Nel Pdl, mentre il portavoce di Berlusconi sottolinea che quello del leader del Pdl "è solo un appello per salvare Alitalia", toni meno drastici giungono da parte di Fini. "A me - ha detto il leader di An - non interessa se Alitalia venga acquistata da Lufthansa, da Air France, o, come auspico anch'io, da una cordata italiana. Quello che mi interessa è che Alitalia continui a volare, che l'Italia non perda il vettore di compagnia di bandiera". Baldassarri (An) ha aggiunto che il rilancio dell'idea di una cordata italiana da parte di Berlusconi "ha costretto Air France e Spinetta a decidere di trattare ad oltranza". Il compito di polemizzare direttamente con Prodi è stato affidato a Tremonti: "Prodi - ha detto l'ex ministro del Tesoro del centrodestra - crede di stare svendendo l'Iri. Sta facendo accordi come se fosse al terzo mandato dell'organismo di riconversione industriale e non come presidente del Consiglio. Sta facendo traffici e confusione".

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Berlusconi insiste sulla cordata italiana "ho sentito banca intesa, è disponibile" - (segue dalla prima pagina) claudio tito (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

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Economia L'iniziativa Berlusconi insiste sulla cordata italiana "Ho sentito Banca Intesa, è disponibile" E nel piano del Cavaliere spunta anche il fondo di Gamberale Se una persona come me decide di dare vita ad un'iniziativa imprenditoriale, alla fine ci riesce La cordata made in Italy per la compagnia di bandiera non è un obiettivo impossibile Ho già avuto qualche risposta positiva (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) CLAUDIO TITO Le giornate di Pasqua trascorse tra la villa in Francia della figlia Marina e la sua residenza di Porto Rotondo sono state impegnate proprio per verificare la praticabilità di un "fronte" che permetta alla compagnia di bandiera di restare "italiana". E proprio in questi giorni l'ex premier avrebbe incassato qualche via libera. In particolare dai vertici di Banca Intesa. "Mi hanno assicurato - ha rivelato il Cavaliere al giro più ristretto dei suoi fedelissimi - di poter partecipare all'operazione". Da tempo, del resto, il leader di Forza Italia sostiene nelle riunioni con il suo staff di aver instaurato un rapporto più che cordiale con l'amministratore delegato dell'istituto, Corrado Passera. Che peraltro già in passato si era speso a sostegno di un'operazione sull'azienda gestita da Maurizio Prato. Niente di ufficiale, nulla che formalmente abbia ancora impegnato il secondo gruppo bancario del nostro paese. Al momento, infatti, lo ha ripetuto il presidente del consiglio di gestione, Enrico Salza, Intesa-San Paolo non si sta occupando di questo dossier. Eppure, Berlusconi è sicuro di poter fare affidamento su quel versante. I contatti non sono mancati in questi giorni. Anzi, li considera il primo mattone per edificare un blocco in grado di compiere una mossa entro breve tempo. Un'operazione che, secondo Palazzo Grazioli, dovrebbe comunque realizzarsi intorno ad un partner industriale rappresentato da Carlo Toto, il presidente di Air One. Sta di fatto, che il Cavaliere vuole stringere i tempi e lanciare qualche segnale concreto prima delle elezioni del 13 aprile. Se non altro per non salire sul banco degli accusati nei giorni precedenti il voto e dare la possibilità al Pd di passare al contrattacco rimproverandolo di aver agitato una "cordata fantasma" solo a scopo propagandistico. "Se uno come me decide di dar vita ad una iniziativa imprenditoriale - va ripetendo da giorni - alla fine ci riesce". L'attività del Cavaliere, quindi, si sta concentrando sul capitolo Alitalia. Nei suoi colloqui allora avrebbe parlato di Intesa-San Paolo come di un partner pronto a finanziare l'investimento senza alcun coinvolgimento nella gestione. E qualcuno ha riferito all'ex premier che in questa ottica la Banca avrebbe rinunciato ad un investimento in una società svizzera di asset management, la Julius Baer, per non perdere liquidità in caso di necessità. "Noi - spiega il forzista Paolo Romani, ex presidente della commissione Trasporti della Camera - non possiamo rinunciare ad una società che controlla il 45 per cento del traffico interno e darla ai francesi. Ci capita troppo spesso di usare a sproposito l'Europa. Non mi pare che i francesi e i tedeschi si siano fatti impressionare dall'Europa quando dovevano intervenire nelle loro aziende". Non è un caso che Berlusconi abbia parlato di prestito-ponte per la compagnia italiana nella sicurezza di essere lui a rappresentare da maggio in poi le istanze del nostro paese davanti alla Commissione europea e agli organismi comunitari che valuteranno la legittimità di qualsiasi manovra che coinvolgerà Alitalia. Il suo cruccio, però, è quello di dar vita ad un blocco capace di elaborare un piano competitivo senza nascondere che la ricerca di investitori "non è affatto facile". Gli occhi, dunque, non sono puntati solo su Toto, ma anche su altri "alleati" da ricercare tra gli imprenditori italiani in grado di partecipare ad uno sforzo del genere. L'obiettivo è puntato su imprenditori privati (l'intervento pubblico è stato scartato per i limiti imposti dall'Unione europea), ma spesso tra i consiglieri dell'ex premier viene citato l'esempio del fondo F2i, guidato da Vito Gamberale, che pur essendo un soggetto del tutto "privato" ha tra i suoi soci più importanti (il 10 % dell'azionariato) un rappresentante di fatto "pubblico" come la Cassa depositi e prestiti. Riflessioni che per ora non si sono trasformate in fatti, ma che fanno capire quanto il Cavaliere sia deciso a non rinunciare tanto facilmente al suo progetto. Anche se, puntualizza Paolo Bonaiuti, il portavoce di Berlusconi, "ci vuole tempo. Chiunque sia intenzionato ad avanzare un'offerta, deve prima effettuare una "due diligence" per capire la reale situazione di Alitalia". Insomma, Berlusconi sembra chiedere tempo. La disponibilità del numero uno di Air France, Jean Cyril Spinetta, a proseguire le trattative dopo il 31 marzo costituiscono un aiuto indiretto. "Un primo risultato - osserva così Giulio Tremonti - noi l'abbiamo ottenuto: Air France non dice più prendere o lasciare. Adesso tratta". Considerazioni, però, che al momento a Palazzo Chigi vengono ancora considerate piuttosto fumose. "Di questa cordata - dicono anche dopo l'incontro tra Romano Prodi e Tommaso Padoa-Schioppa - di questa cordata italiana non si ha traccia". Pure il premier uscente, però, non sembra intenzionato a piazzare una "tagliola" nei tempi della trattativa. Quella di fine mese non è per il governo uscente un limite invalicabile che adesso lascia all'azienda il compito di trattare con Air France. E in teoria - "pura teoria" - non esclude la possibilità di esaminare altre piattaforme "se mai verranno presentate".

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Air france rilancia su alitalia il sindacato: pronti a trattare - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

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Economia Air France rilancia su Alitalia Il sindacato: pronti a trattare Parigi: non lasceremo nessuno per strada. Titolo su del 38% Frenano i piloti: dovranno dare la disponibilità a trasferirsi oltralpe LUCIO CILLIS ROMA - "Non lasceremo nessuno per strada, io scommetto sul rilancio di Alitalia entro il 2010. Se ciò non dovesse avvenire sarebbe un mio fallimento. E a me non piace fallire". Parola di Jean-Cyril Spinetta che ieri ha confermato al tavolo della trattativa per l'acquisizione di Alitalia, le indiscrezioni di Repubblica. Il numero uno di Air France spiazza i sindacati e apre una porta ad una soluzione condivisa e senza spallate. Già al primo round di ieri Spinetta ha infatti tirato fuori dalla sua borsa di pelle, 30 cartelle con numeri, grafici, sviluppo delle attività di Alitalia previste da qui al 2010, deciso a superare tutti i barrage posti sulla strada dell'accordo. Via i limiti alla trattativa ad oltranza (si parla del 2 aprile come data di chiusura) e il "prendere o lasciare" la proposta, frasi che avevano fatto infuriare i sindacati. Sono diverse le novità che escono dal cappello e che mandano in ebollizione il titolo a Piazza Affari (chiusura a 0,45 euro, salto in alto del 32%). Gran parte della manutenzione leggera e dei lavoratori di Az Airport potrebbero rientrare nel perimetro della nuova compagnia aerea per rinforzare l'hub di Fiumicino, così come i piloti considerati in esubero (inizialmente 500) torneranno ad essere quelli del "primo" piano Spinetta ovvero 320. I 180 comandanti fuori dall'elenco dei tagli, per mantenere il posto di lavoro saranno però costretti a superare delle prove di accesso per pilotare in Air France, dovranno traslocare a Parigi, imparare il francese e rimettersi in coda nella corsa per la carriera di comandante, azzerando di fatto l'anzianità aziendale conquistata faticosamente in Alitalia. Per questi motivi le sigle professionali che rappresentano i piloti, dall'Anpac (col leader Fabio Berti che si dice "pessimista"), fino all'Up, guardano ancora con un certo distacco alle proposte francesi. Aprono quanto meno alla trattativa ad oltranza i due sindacati fino ad oggi più ostili al vettore transalpino: "è un passo avanti", commentano, Fabrizio Solari (Cgil) e Claudio Claudiani (Cisl) anche se le per ora nessuno se la sente di abbracciare i primi abbozzi di proposta. Anpav, Avia, Uil trasporti (con Giuseppe Caronia) e Ugl (con Roberto Panella) sono invece convinte che la strada imboccata sia quella giusta mentre l'Sdl parla di "un primo passo, restano diversi nodi da sciogliere" non ultimo quello dei 42 aerei che resteranno a terra. Ai dubbi dei sindacalisti Spinetta ha risposto così: "Non solo non lasceremo nessun dipendente per strada - ha spiegato il manager francese alle nove sigle sindacali presenti all'incontro - ma sarà disegnata una soluzione appropriata per ciascuno dei 2.100 lavoratori previsti dal piano". Secondo indiscrezioni gli altri rientreranno sotto la nuova Alitalia e i meno fortunati avranno come garanzia il paracadute di Fintecna che garantirà loro il posto di lavoro prima di una necessaria riconversione professionale. Sempre durante la riunione, il presidente di Air France-Klm ha passato in rassegna quelli che ha definito "i principi generali e le linee guida dell'accordo quadro" che sarà pronto giovedì sera, dopo il via libera del cda francese. Sulla base di questa possibile intesa Spinetta ha auspicato che "le organizzazioni sindacali partecipino secondo la tempistica più appropriata alla negoziazione con incontri specifici che saranno organizzati con le diverse categorie di lavoratori". In sostanza è la conferma della disponibilità a procedere oltre il limite del 31 marzo fissato da Alitalia per la conclusione della trattativa. Un paletto che lo stesso Tesoro considera superabile con l'accordo delle parti e del cda di Alitalia convocato per oggi.

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<Che bello, ora gli altri ci rincorrono> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2008)

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Cronaca Regionale Pagina 108 "Che bello, ora gli altri ci rincorrono" Fassino: il Pd sta dettando l'agenda politica a tutti gli avversari --> Fassino: il Pd sta dettando l'agenda politica a tutti gli avversari Inizia da Nuoro e si conclude in serata ad Alghero il tour elettorale nell'Isola dell'ex leader Ds Fassino. Fassino, ricorda quella notte del 10 aprile 2006? "Altroché". Quando disse in diretta tv: l'Unione ha vinto le elezioni. "Lo feci quando mancavano trenta seggi e avevamo più di 25mila voti di vantaggio: ormai la vittoria era matematica". Immaginava già che si sarebbe ritrovato così presto in una campagna elettorale? "In quel momento mi auguravo di governare per cinque anni. E se non è accaduto non è per difetti del governo Prodi, ma perché è esploso un sistema politico". Allora Piero Fassino era il segretario dei Ds, e sollevava il braccio di un Prodi vincitore, ma di un soffio. Condottiero di una coalizione filatelica, con partiti-francobollo dotati di poteri di veto su Ds e Margherita. Sembra una vita fa, non due anni. Oggi, se vincesse il Pd, il segretario (Veltroni) dovrebbe alzare il braccio del candidato premier (Veltroni) e poi per fare un vertice tra i leader di maggioranza gli basterebbe uno specchio. Come passa il tempo, ma Fassino non prova alcuna nostalgia, anzi. "Il Pd è la vera novità di questa campagna elettorale", dice l'ex numero uno Ds alla vigilia del suo sbarco in Sardegna (alle 10 incontrerà a Nuoro l'Anci e gli amministratori locali, alle 12.30 pranzerà coi lavoratori di Ottana nella sala mensa: poi toccherà Bolotana e parlerà alle 17 in piazza Corrias a Oristano e alle 19.30 al cinema Verdi a Sassari, per concludere il tour alle 21 ad Alghero). "C'è un grande consenso alle manifestazioni di Veltroni", prosegue, "mentre Berlusconi e Fini agiscono sempre di rincalzo". Perché avete scelto per primi di correre da soli? "Non solo, il Pdl ci rincorre sui temi quotidiani: fisco, giovani, ora le pensioni. L'agenda politica è dettata da noi". Dica la verità, non eravate abituati. "È vero che negli ultimi anni Berlusconi sembrava la novità e il centrosinistra la continuità col passato. Oggi invece è la destra che appare statica, priva di proposte concrete per i problemi del Paese". Anche Berlusconi, però, ha semplificato l'alleanza. "Cosa che conferma che il Pd sta cambiando la politica italiana. Senza la nostra scelta non si sarebbero uniti Berlusconi e Fini, ma neanche i partiti della sinistra. Forse stiamo dando tutti già per scontata la rivoluzione innescata da noi: nell'attuale Parlamento ci sono 39 partiti, nel prossimo ce ne saranno cinque". Questo di per sé non garantisce la governabilità. "Ma ora gli elettori sanno anche, meglio della volta scorsa, chi governerà e con quale programma. Senza vertici di maggioranza con dodici partiti e una babele di linguaggi". Quali sono le cose che non avete potuto fare per via della coalizione troppo ampia, e che ora vorreste attuare? "La modernizzazione della pubblica amministrazione ma anche delle infrastrutture, con investimenti su porti, politiche energetiche, trasporti, rifiuti. Scelte frenate, nel recente passato, da paure ideologiche". E le liberalizzazioni? "Fanno parte della nostra politica di apertura della società ai giovani, di sostegno allo sviluppo e alla crescita per dare più certezze a chi vive del proprio lavoro". Non c'è una scelta del governo che modificherebbe? "Quando si governa non si può cambiare un Paese in un giorno, le esigenze sono tante. Ma strategicamente sono stati centrati molti risultati positivi. In venti mesi il deficit è calato dal 4,5 per cento all'1,5, si è ridotto il debito pubblico". Solo risanamento. "No, anche scelte come l'assegno agli incapienti, i cinque punti in meno di cuneo fiscale (quindi di tasse) per le imprese, la defiscalizzazione degli investimenti sulla ricerca, il credito d'imposta per chi assume donne e giovani. E la lotta all'evasione ci consente ora di proporre un calo delle tasse". In quale misura? "Diminuiremo di tre punti il prelievo Irpef in tre anni, oltre ad alleggerire il peso del fisco sulle buste paga e a semplificare gli adempimenti delle imprese per l'Irap". Questo se vincete. Se viene fuori un pareggio, che si fa? "Noi chiediamo i voti per governare l'Italia con un'ampia maggioranza. Per ora non prendiamo in considerazione nessun altro scenario". Enrico Letta per il dopo voto auspica un dialogo con l'Udc-Rosa bianca più che con l'Arcobaleno. Condivide? "Ribadito che puntiamo a una maggioranza autosufficiente, siamo interessati a un confronto sia con gli uni che con gli altri: ma a partire dalle convergenze col nostro programma". Caso Alitalia: crede alla cordata alternativa, con Berlusconi? "Alitalia è sull'orlo della chiusura, per salvarla i tempi sono strettissimi. Ci sono proposte alternative ad Air France? Almeno si manifestino, poi gli si può concedere tempo per formulare l'offerta. Ma non si faccia credere che ci sono altre possibilità giocando sulla pelle dei lavoratori e sul destino della compagnia". Cosa pensa della polemica sul confronto tv tra Veltroni e Berlusconi? "In qualsiasi Paese democratico è del tutto naturale un confronto tra i principali leader. La verità è che Berlusconi stavolta sa che con Veltroni diventa molto rischioso per lui, perché Walter ha argomenti migliori". Anche per lei la Sardegna è tra le regioni decisive per il risultato del Senato? "Sa, si vince città per città... È vero che stiamo concentrando le presenze dove il risultato pare più in bilico. In Sardegna sono sicuro che abbiamo molte chance di vincere". Le liste sarde del Pd sono state però accusate di scarso rinnovamento. È vero che lei ha insistito per candidare Giulio Calvisi? "Beh, ho chiesto ovunque di favorire l'apertura delle liste alle nuove generazioni, e Calvisi è un quarantenne che nella sua esperienza da segretario regionale dei Ds ha vinto tutte le elezioni che c'erano da vincere. Onore al merito". Nell'Isola però c'è chi pensa che, se vince il Pd, il presidente Soru possa dimettersi e tornare alle urne. "Non vedo proprio perché dimettersi, anche se è una cosa che dovrebbe chiedere a lui e non a me. Io penso che sia un ottimo presidente della Regione e spero che continui a farlo a lungo". GIUSEPPE MELONI.

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Un clamoroso ritorno dopo due anni (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2008)

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Economia Pagina 212 la vicenda Un clamoroso ritorno dopo due anni La vicenda --> Alitalia manca da circa due anni dai cieli sardi. Esclusa dalla gara, ma forte di un'indicazione della Commissione europea, che ha chiesto al governo italiano di modificare le norme sulla continuità territoriale, garantendo l'accesso alle compagnie che ne facciano richiesta in ogni momento, Alitalia ha iniziato a vendere i biglietti sul Roma-Cagliari, dicendosi pronta ad accettare gli oneri di servizio. In altre parole, Alitalia assicura di volare in determinate fasce orarie, a prezzi scontati e con tutte le garanzie per i residenti in Sardegna che attualmente vengono previste da Air One e Meridiana. Il problema però è un altro: la modifica della normativa italiana, nonostante le richieste della Commissione europea, non c'è ancora stata. Le novità regolamentari entreranno in vigore soltanto da ottobre, con il nuovo regime di continuità territoriale. Fino a quel momento, vigono le vecchie regole. E sulla base di quelle Air One e Meridiana hanno firmato una convenzione con l'Enac, che quindi ha il compito di farla rispettare. LA MINACCIA Ecco perché prima Meridiana e ieri anche Air One minacciano l'Enac di non voler adempiere più il decreto sulla continuità territoriale se le norme in vigore non saranno fatte valere anche per Alitalia. A quel punto ogni vettore applicherà le tariffe più convenienti per il proprio business, volerà solo quando il tasso di riempimento degli aerei lo consiglia e le fasce orarie non saranno più rispettate. Inutile, sostengono le compagnie, parlare del nuovo regime di continuità che partirà ad ottobre, se non si fanno rispettare le regole attuali. E la continuità territoriale, dunque, potrebbe arrivare al capolinea prima del tempo.

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Pdl, "patto" tra Consiglio e Parlamento (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2008)

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Cronaca Regionale Pagina 108 Dai rappresentanti regionali i suggerimenti per i candidati alle Politiche. Ad aprile Berlusconi nell'Isola. Il rientro di Nuvoli e Pittalis Pdl, "patto" tra Consiglio e Parlamento Dai rappresentanti regionali i suggerimenti per i candidati alle Politiche. Ad aprile Berlusconi nell'Isola. Il rientro di Nuvoli e Pittalis --> Un "promemoria" secondo i consiglieri regionali di centrodestra. "Una risposta elegante e apprezzabile a chi ha voluto escludere i consiglieri regionali dalle liste per il Parlamento" per l'ex ministro Beppe Pisanu. Da qualsiasi prospettiva la si guardi, quella sorta di decalogo che ieri, ad Oristano, i capigruppo di Forza Italia Giorgio La Spisa, di An Ignazio Artizzu, del nuovo Psi Raffaele Farigu e di Fortza Paris Silvestro Ladu hanno presentato vuole essere la marcia in più per la Sardegna. "Un insieme di spunti come base per avviare un lavoro comune tra consiglieri regionali e parlamentari in prospettiva di una stagione politica nuova", ha esordito La Spisa. E subito a illustrare i tanti nodi irrisolti dalla questione sarda "ancora aperta" allo sviluppo economico e all'impresa. Si è insistito sulla necessità di rivedere lo Statuto dell'autonomia sarda e l'accordo sulle entrate fiscali tra Stato e Regione voluto dal governatore Renato Soru. IL PIANO DI GOVERNO Il Pdl chiede più libertà per le imprese e maggiore impegno per l'agricoltura. Si va avanti con i trasporti, le infrastrutture, la continuità territoriale. Poi il capitolo ambiente. "Fermiamo l'aggressione ai sardi: il Ppr non ha effetti negativi solo sulle coste, ma anche nelle zone interne", ha rimarcato Artizzu. Ancora scuola, istruzione, formazione professionale e sanità. "Si deve ridiscutere l'accordo Stato-Regione che penalizza i sardi imponendo costi enormi a fronte di entrate non certe". Aspetti sottolineati anche da Silvestro Ladu e Raffaele Farigu che hanno ribadito che "non devono esserci distinzioni tra parlamentari e consiglieri regionali in questa battaglia comune". Da Farigu l'appello ai socialisti del garofano "ogni voto sottratto al Pdl è un regalo a Soru e al centrosinistra". ARRIVA BERLUSCONI In quest'ottica anche Beppe Pisanu, che non ha risparmiato critiche a Veltroni, "vorrebbe chiudere tra parentesi gli ultimi 15 anni di vita politica". Dal problema della sicurezza alla Alitalia, per l'ex ministro "il centrosinistra lascia un paese in declino. Vinceremo le elezioni, anche se non sarà facile governare". Annunciata anche la visita di Silvio Berlusconi nell'Isola (probabilmente verso la chiusura della campagna elettorale). PRESENTI TUTTI I BIG Sala affollata e clima agguerrito per strappare i governi nazionale e regionale al centrosinistra. Erano presenti tra gli altri l'ex governatore Mauro Pili, l'ex sottosegretario Salvatore Cicu, il parlamentare Giovanni Marras, il presidente della Provincia Pasquale Onida, Settimo Nizzi, i consiglieri regionali e il leader dell'Uds Mario Floris che ha confermato l'impegno accanto al Pdl. I coordinatori regionali di An Mariano Delogu e di Fi Piergiorgio Massidda hanno ribadito che la collaborazione c'è sempre stata. "Oggi non si dice nulla di nuovo. Forse talvolta non c'è stata una perfetta osmosi di idee e iniziative tra i consiglieri regionali, da qui dobbiamo ripartire. Proseguirò questa battaglia, pure come coordinatore di Fi anche se a qualcuno non sta bene". Un po' di pepe alla mattinata anche da parte di Maddalena Calia che ha chiesto chiarezza a chi "fino a poco tempo fa amoreggiava con Soru" e ha risollevato il problema di genere. "Non è possibile che nessuna donna sarda del centrodestra sieda in Parlamento". Breve intervento di Luca Barbareschi, chiamato in causa da Mario Diana: "Noi consiglieri sardi conosciamo meglio di Barbareschi o di Saltamartini i problemi della nostra terra". NUVOLI E PITTALIS Intanto il Pdl registra due nuovi acquisti, in realtà nel caso di Pietro Pittalis si tratta di un ritorno nelle fila di Forza Italia. Oggi l'ex assessore insieme a Giampaolo Nuvoli, direttore generale al Ministero della Giustizia, ufficializzerà il passaggio al Popolo della libertà. VALERIA PINNA.

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Continuità, Alitalia non molla (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2008)

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Economia Pagina 212 Trasporto aereo. Vertice a Roma: la società vuole riprendere a volare su Cagliari nonostante il divieto Continuità, Alitalia non molla Trasporto aereo.. Vertice a Roma: la società vuole riprendere a volare su Cagliari nonostante il divieto Air One e Meridiana: pronti a bloccare gli sconti --> Air One e Meridiana: pronti a bloccare gli sconti Incontro a Roma per definire la nuova continuità territoriale. Ma a tenere banco è la volontà di Alitalia di riprendere a volare per Cagliari. Alitalia non molla. Forse gli aerei con il tricolore non decolleranno il 30 marzo, come previsto, ma se ci sarà uno slittamento sarà per un periodo breve, anzi brevissimo. Il tempo necessario per tentare di trovare una soluzione: questa concessione la compagnia pubblica l'ha fatta ieri a Enac, ministero dei Trasporti, Regione, Meridiana e Air One, riuniti a Roma per discutere di continuità territoriale vecchia e nuova. Resta quindi il muro contro muro. Da una parte le compagnie, Meridiana e Air One, la Regione che insiste a parlare di legge in vigore fino a ottobre, e dall'altra Alitalia che si prepara a decollare e l'Enac che attende un segnale dal ministero dei Trasporti, visto che la rotta tra Roma e Cagliari (la seconda per redditività dopo quella tra Roma e Milano) è stata inserita nel piano estivo e potrebbe essere un punto di forza nella trattativa per la vendita ad Air France della società italiana. Ieri, l'Ente nazionale per l'aviazione civile ha inviato una lettera di inibizione a Myair, la compagnia low cost che ha deciso di avviare due nuovi collegamenti da Bologna per Cagliari e Olbia nonostante i due collegamenti siano stati affidati in regime di continuità territoriale a Meridiana. Tuttavia, se l'Enac non dovesse riuscire a fermare Alitalia, sarà difficile bloccare Myair. Questo è chiaro. IL VERTICE Convocata per discutere del nuovo regime di continuità, la Conferenza di servizi di ieri ha finito per concentrarsi su un unico argomento: l'avvio dei voli Alitalia sulla rotta tra Roma e Cagliari a partire dal 30 marzo. La compagnia pubblica, infatti, ha annunciato di voler accettare gli obblighi della continuità territoriale e ha iniziato a vendere i biglietti. E Meridiana e Air One?. I due vettori a cui sono state assegnate le rotte in continuità territoriale per Roma e Milano non vogliono intrusi, almeno fino a ottobre. "Se il 30 marzo Alitalia atterra a Cagliari ci sentiremo liberi di garantire le tariffe e i voli che riterremo giusto dover fare a quel punto", fanno sapere dal quartiere generale di Air One. Stessa posizione di Meridiana, che dopo l'incontro di ieri non ha modificato il suo pensiero. Dalla fine di marzo, tariffe e orari liberi. E magari anche aerei dirottati su altre rotte. NUOVA CONTINUITÀ Da parte sua la Regione insiste sul fatto che Alitalia potrà rientrare in gioco soltanto in autunno. "L'Alitalia non può volare e non volerà, ci sono aspetti sui quali stiamo lavorando e anche questa vicenda si gestirà cercando di ridurre al minimo i disagi", ha affermato ieri l'assessore regionale dei Trasporti Sandro Broccia. Peraltro, la Regione insiste sul fatto che anche il vertice di ieri era stato convocato per discutere del regime di continuità territoriale aerea che partirà dal prossimo ottobre. Anche se le compagnie dicono: se non viene rispettata l'attuale convenzione, con l'ingresso di Alitalia nonostante il divieto, parlare di un futuro regime di continuità è assolutamente inutile. A quel punto le tariffe scontate per i sardi sarebbero superate nei fatti dalla curiosa circostanza per cui l'unica compagnia pubblica italiana non rispetta una norma dello Stato. GIUSEPPE DEIANA.

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Spinetta apre su piloti ed esuberi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-26 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Spinetta apre su piloti ed esuberi I sindacati: sì alla trattativa ma si parte in salita. Oggi consiglio Alitalia Veltroni: la sola soluzione per ora è quella di Parigi. Il manager di Air France: non lasceremo a piedi nessuno, non sono abituato a fallire ROMA - Air France-Klm sfonda il muro del "no" dei sindacati di Alitalia e fissa per venerdì prossimo l'avvio della trattativa sulla base di un nuovo documento, che riporterà le correzioni apportate al piano e che potrebbe rivelarsi decisivo per l'accordo. La svolta, avvenuta nell'incontro di ieri a Roma, durato sei ore, tra il presidente francese Jean-Cyril Spinetta e le nove sigle, ha costretto il Tesoro a rivedere il fatidico termine del 31 marzo, indicato per la fine della trattativa: la proroga dovrebbe essere oggetto del consiglio d'amministrazione di Alitalia convocato per oggi. Ieri il titolo in Borsa ha chiuso con un rialzo del 32%. La sia pur cauta apertura del negoziato ha sorpreso soprattutto il fronte favorevole alla cordata italiana lanciata da Silvio Berlusconi, che fa un passo indietro. Il portavoce del Cavaliere, Paolo Bonaiuti ieri ha definito "semplicemente un appello " quello del Cavaliere. Mentre Mario Baldassarri (An) e Roberto Castelli (Lega) hanno intestato al Pdl il cambiamento di rotta dei francesi: "Berlusconi - ha detto Baldassarri - ha costretto Air France e Spinetta a decidere di trattare ad oltranza ". Ma è stato il leader della Lega a esprimere il ripensamento più cospicuo circa la cordata italiana: "Bisogna stare attenti - ha detto in un comizio - perché gli imprenditori di solito si buttano solo nelle cose in cui ci guadagnano e l'aviazione è un campo in cui non si guadagna niente". E ancora: "Un conto è Malpensa, un altro è Alitalia". L'Alitalia o trova un compratore o fallisce. Bisogna vedere qual è il vero progetto di Berlusconi, se lui ha davvero degli imprenditori. In mattinata il leader del Pd, Walter Veltroni, forse annusando la possibile svolta, aveva rotto gli indugi esprimendo una preferenza per i francesi: "Alitalia - aveva detto - ha bisogno di una soluzione al suo problema strutturale: allo stato delle cose questa soluzione si chiama Air France". Spinetta ieri si è presentato alla Magliana con due importanti modifiche al piano originario: l'ingresso di 180 giovani piloti italiani in tre anni in Air France, dopo un corso di formazione che prevede l'apprendimento del francese, a compensazione della chiusura del cargo entro il 2010. E la reinternalizzazione nel perimetro Alitalia della manutenzione leggera e di tutto l'handling di Fiumicino, per un totale di 5 mila lavoratori. L'obiettivo di Air France, ha detto il manager, è quello di "non lasciare nessuno per strada nel quadro della ristrutturazione". Perciò nel nuovo documento che sarà "solido, molto preciso e dettagliato" potrebbero essere indicati gli strumenti degli ammortizzatori sociali. Intanto però gli 800 lavoratori dell'Atitech di Napoli, che ieri hanno inscenato l'ennesima protesta ai cancelli della compagnia, restano tagliati fuori dall'accordo e promettono di farsi sentire. "Se nel 2010 la mia ricetta non funzionasse e non si raggiungesse la redditività utile a investire sarebbe un mio fallimento e a me non piace fallire" ha detto ieri Spinetta. Venerdì il manager ripartirà con l'obiettivo di intese separate per ogni settore: in Alitalia Fly con piloti, assistenti di volo e lavoratori di terra; mentre per Alitalia Servizi si cercheranno intese su handling e manutenzione. Sono stati i piloti dell'Anpac i primi a aprire, esprimendo un "cauto ottimismo". Certo, resta il neo del cargo e del dimensionamento della flotta e la preoccupazione che i piloti vengano messi in cassintegrazione anziché in "rotazione". La Filt-Cgil per la prima volta si è fatta tentare accettando "la sfida del futuro profittevole" e puntando a ulteriori modifiche del piano, in particolare su Atitech, in cambio di una riorganizzazione del lavoro e della produttività. Più cauta è rimasta la Fit-Cisl che partiva da posizioni più intransigenti: Claudio Claudiani ha definito l'incontro "sicuramente utile per ricostruire le basi di un negoziato". Antonella Baccaro.

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E AirOne rilancia con gli Usa: da Malpensa a Boston e Chicago (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-26 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Il piano di Toto E AirOne rilancia con gli Usa: da Malpensa a Boston e Chicago MILANO - Alla vigilia dell'offerta finale di Air France per Alitalia, attesa per domani, AirOne rompe gli indugi e rilancia, mettendo sul piatto una serie di collegamenti intercontinentali tra l'aeroporto milanese di Malpensa e gli Stati Uniti lungo alcune delle rotte che Alitalia chiuderà a partire dalla prossima settimana. Per l'annuncio sarebbe questione di ore ma, secondo quanto risulta il piano sarebbe definito in ogni dettaglio: da giugno AirOne collegherà quotidianamente Milano a Boston e Chicago, rotte su cui Alitalia ha finora perso soldi nonostante un coefficiente di riempimento degli aerei attorno all'85%. Ad affiancare AirOne nell'avventura transatlantica sarà United Airlines, uno dei principali vettori statunitensi, che con la società di Carlo Toto ha stabilito con partnership commerciale (nota in gergo come code sharing). Per il momento, non pare essere coinvolto il partner storico di AirOne, la tedesca Lufthansa, che tuttavia assieme ad United Airlines fa parte dell'alleanza Star Alliance. Insomma, a Lufthansa basterebbe davvero poco per salire a bordo dei voli diretti Malpensa/Usa. Toto non ha mai fatto mistero di puntare al rilancio di Malpensa in caso fosse riuscito a mettere le mani su Alitalia e ora che la battaglia sembra perduta, ha deciso di andare avanti comunque. Anzi, per accelerare i tempi, ha noleggiato due Airbus 330 dalla società di leasing californiana Ilfc. I due aerei, costruiti nel 2000, sarebbero già pronti.

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Ma resta lo scoglio del <ribelle> Bonanni (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-26 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Le confederazioni Il confronto con Epifani Ma resta lo scoglio del "ribelle" Bonanni L'asse con il Pdl e il ruolo della Cisl ROMA - "Spero che ci sia davvero un cambiamento nel piano di Air France-Klm. Ma finora, dopo tanto rumore, per le scale non è sceso nessuno...". Nel colorito linguaggio che lo contraddistingue, anche ieri il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, ha posto un argine, il suo personale, al dilagare dei francesi nella privatizzazione di Alitalia. Un argine che però sta rischiando di diventare sempre più sottile, man mano che gli altri sindacati si stanno sfilano dal fronte contrario ai francesi, trovando punti d'incontro con il tenace presidente di Air France- Klm: il corso Jean-Cyril Spinetta. Ieri per Bonanni è stata la giornata più dura. Benché l'incontro alla Magliana non fosse iniziato sotto i migliori auspici, ora dopo ora (ne sono passate sei) le notizie provenienti dalla stanza dov'erano chiusi i più di 50 protagonisti della trattativa, fornivano il quadro di una realtà in rapido cambiamento. Difficile per il segretario della Cisl far finta di niente. Il suo tentativo di portare gli altri sindacati sulle proprie posizioni, a partire dalla Cgil di Guglielmo Epifani, rimasta spiazzata dall'iniziativa di Silvio Berlusconi contro Air France-Klm, ieri si è fatto parecchio più complicato. Eppure Bonanni era stato lesto a prendere al volo il suggerimento del Cavaliere sulla cordata italiana, riportando al centro della scena di Alitalia, l'amico abruzzese, Carlo Toto, patròn di AirOne. C'è chi dice però che l'obiettivo del leader dei cislini non fosse solo quello di rompere il patto, definito scellerato, tra il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, sempre aspramente criticato, e i transalpini. Secondo ricostruzioni più maliziose, Bonanni sarebbe stato tentato dall'idea di rilanciare allo stesso Berlusconi la possibilità che, sotto un futuro e eventuale governo di centrodestra, la Cisl potesse tornare a rivestire quel ruolo centrale giocato durante il precedente governo del Cavaliere. Un ruolo da ago della bilancia, che trovò il suo punto di massima espressione, nel 2002, con la sottoscrizione, da parte della Cisl di quel Patto per l'Italia mai firmato invece dalla Cgil di Sergio Cofferati: un atto che sancì una forte rottura del fronte dei sindacati confederali. Tutto questo quando in via Po sedeva ancora il predecessore di Raffaele Bonanni, ora entrato in politica sotto le insegne della "Rosa bianca": Savino Pezzotta, già leader della piazza del "Family Day". L'occasione di Alitalia deve essere apparsa a Bonanni imperdibile. La difficoltà dei sindacati, a partire dalla Cgil, pur bendisposta teoricamente nei confronti delle soluzioni offerte dal governo uscente, di accettare il piano di Spinetta, lo avevano finora favorito. La Cisl, dopo la presentazione del piano da parte di Air France, aveva avuto buon gioco a rivendicare la originaria contrarietà ai francesi e la necessità di recuperare l'unica valida alternativa: la cordata italiana imperniata sull'accoppiata AirOne-Intesa Sanpaolo. Bonanni si era spinto così in avanti da rimpiangere anche l'occasione perduta con la tedesca Lufthansa, rinviando al governo Prodi e alla testardaggine di Padoa-Schioppa, la responsabilità di aver fatto scappare il pretendente. Una mossa studiata, visto che era stata proprio la Cgil la prima convinta sostenitrice della variabile tedesca, considerata più compatibile con la difficile ristrutturazione prevista per Alitalia. Ieri, però, già di fronte alla precisazione con la quale il portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti, definiva "un semplice appello" quello mosso dal Cavaliere agli imprenditori italiani, Bonanni ha cominciato a annusare l'aria di ritirata del Pdl. Una sensazione che è andata via via crescendo in serata di fronte alle esternazioni di Umberto Bossi, dubbiose circa la consistenza di una cordata alternativa a Air France. Certo, si vedrà solo nelle prossime ore se l'ipotesi di un accordo italo-francese sarà davvero in grado di decollare mettendo fine a una vicenda assai travagliata. Bonanni per ora resta alla finestra, tifando per un insuccesso, sottolineando le difficoltà. Ma senza strafare. Domani in fondo è un altro giorno. A. Bac.

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<Silvio (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-26 num: - pag: 3 categoria: BREVI "Silvio e Alitalia" L'editoriale del Wsj dal titolo "Silvio e Alitalia" qualifica la posizione di Berlusconi contro la vendita della compagnia ai francesi come corporativa e avversa al libero mercato. Definendo il Cavaliere un politico disposto a tutto pur di riprendere il potere.

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Il piano (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-26 num: - pag: 2 categoria: BREVI Il piano Resistenze Per superare le resistenze dei sindacati dell'Alitalia guidata da Maurizio Prato (nella foto), Air France ha modificato la sua originaria offerta. Le modifiche principali riguardano Alitalia Cargo e Az Servizi. Merci Per la divisione merci della compagnia di bandiera, i francesi hanno previsto la messa a terra degli aerei entro il 2010, ma tutti i 134 piloti di Alitalia Cargo verrebbero riassorbiti. I servizi Per Az Service è prevista una moratoria di otto anni, dopo la quale valutare le attività da consolidare, quali servizi continuare. Resterebbero confermati gli oltre 500 esuberi in Az Service già indicati dai francesi. I 5000 dipendenti di Fiumicino rientrerebbero invece in Az Fly.

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Air France, piano più morbido (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-26 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Alitalia Arriva una nuova proposta. I sindacati pronti a trattare ma restano freddi Air France, piano più morbido Spinetta: non lasceremo nessuno per strada Svolta: Air France-Klm sfonda il muro del "no" dei sindacati di Alitalia e fissa per venerdì prossimo l'avvio della trattativa. ALLE PAGINE 2 E 3.

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La cordata del silenzio (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-26 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Il commento La cordata del silenzio SEGUE DALLA PRIMA Ma l'esito dell'offensiva adesso non è così scontato. Il fatto che ieri il segretario del Pd abbia mostrato di "scegliere" Air France lascia capire che un accordo, seppure difficile, alla fine potrebbe spuntare. E il silenzio improvviso di Silvio Berlusconi, teorico di una fantomatica "cordata italiana ", si abbina all'esaltazione che il centrodestra fa delle proprie pressioni, decisive per riaprire la trattativa. Sulla vendita dell'Alitalia, Silvio Berlusconi e la Sinistra Arcobaleno, Fausto Bertinotti in testa, hanno interessi comuni. Non economici, naturalmente: ad avvicinarli sono obiettivi puramente elettorali. Per motivi diversi, il candidato a Palazzo Chigi del centrodestra e l'ex presidente della Camera spargono scetticismo sulla soluzione Air France. Additano le responsabilità di Romano Prodi. Ed evocano quotidianamente il premier dimissionario. Farlo, significa insieme "oscurare " il segretario del Pd, e costringerlo sulla difensiva. Veltroni si sgola contro "l'uso elettorale " della vicenda Alitalia. Tutto inutile: quella trattativa in bilico è una manna per un Pdl deciso a risucchiarlo nell'orbita prodiana; a cancellare la discontinuità che l'ex sindaco di Roma ha cercato di sottolineare fin dall'inizio; e a mettergli contro il nord. Quanto a Bertinotti ed al suo partito, ricordare che "nei Paesi europei i governi aiutano le compagnie di bandiera", serve a schiacciare il Pd su un profilo liberista; a presentarsi come unica sinistra senza aggettivi; ed a creare una tenaglia con la Cgil contro Prodi e, di rimbalzo, Veltroni. Ieri Bertinotti ha definito "stupidaggini " le accuse di un asse con Berlusconi. E in effetti, se qualcuno pensasse che si tratti di una regìa concordata, andrebbe fuori strada. La convergenza è oggettiva. Per questo, si avverte una sintonia fra il vicepresidente di FI, Giulio Tremonti che vede nell'atteggiamento verso Alitalia "un Prodi al terzo mandato all'Iri", e gli attacchi del Prc. Ma non è una sintonia esclusiva. Basta registrare la posizione del ministro Antonio Di Pietro, che pure è alleato del Pd, o dei sindacati. Si tratta di uno schieramento nel quale i calcoli elettorali si incrociano e si mescolano con una virata anche in termini di cultura economica. è quella che fa scrivere al "Wall Street Journal": Berlusconi è "un corporativo avverso alla libera concorrenza di mercato". Il contrario, secondo il quotidiano newyorchese del magnate australiano Rupert Murdoch, di "un liberale economico che intende fare quello di cui l'Italia ha bisogno per rilanciare l'economia barcollante ". Ma sul versante italiano, a condizionare la scelta sono le urne ed il rischio di licenziamenti. Esiste la prospettiva concreta di un fallimento, che però "a Berlusconi non interessa", accusa il vicepremier, Massimo D'Alema. Ma il centrodestra è aiutato dalla riapertura della trattativa fra AF-Klm e sindacato. Gli permette di accusare Prodi di voler "svendere" Alitalia. è un modo per difendersi dalla critica di immobilismo che il Pd fa a Berlusconi, riferendosi ai cinque anni in cui governava. Anche allora - fra 2001 e 2006 - Alitalia perdeva, ma il Cavaliere non si impegnò a venderla: gliel'ha ricordato il leader centrista Pier Ferdinando Casini. La replica, affidata a Gianfranco Fini, è che "il centrodestra non mise sul mercato Alitalia, perché il mercato era fermo dopo gli attentati dell'11 settembre 2001: l'avremmo svenduta". Il fronte berlusconiano chiama a testimone delle proprie ragioni, di nuovo, il sindacato. "Il governo Prodi", dice Fini, "ha condotto le trattative in modo tale da far dire persino a Cgil, Cisl e Uil (e sottolineo Cgil): 'vergognatevi'... ". Di nuovo, Prodi viene messo in primo piano. E pensare che qualcuno si illudeva che Veltroni sarebbe riuscito a farlo scomparire, e perfino dimenticare all'elettorato. Massimo Franco.

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Corrono gli indici. Rimbalza Unipol (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-03-26 num: - pag: 32 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Giacomo Ferrari Corrono gli indici. Rimbalza Unipol Seat Pagine Gialle Unico titolo dell'S&P-Mib in controtendenza (-2,55%) L'Europa delle Borse riparte e, nonostante la correzione di Wall Street in prossimità di fine seduta, chiude in forte progresso. A Piazza Affari l'S&P-Mib cresce del 3,56% e il Mibtel del 3,58%. Sostenuti anche gli scambi, per un controvalore di 4,9 miliardi di euro. L'attenzione degli operatori si è concentrata ancora una volta su Alitalia: i rumors sulla possibilità che si materializzi una cordata italiana hanno avuto l'effetto di spingere Air France a migliorare l'offerta. Il titolo della compagnia è così volato a 0,4578 euro, il 32,35% in più rispetto alla quotazione di riferimento di giovedì scorso. A due cifre anche l'incremento percentuale messo a segno da altri due titoli. Si tratta di Unipol (+12,06%), che ha beneficiato degli ottimi risultati di bilancio, e di Telecom Italia (+10,63%), dopo che l'azionista di controllo Telco ha incrementato la propria quota, portandola al 24,5% del capitale. Quanto ai bancari, il balzo più consistente (+7,71%) lo ha fatto Mediobanca, seguita dal Banco Popolare (+7,42%) e da Mediolanum (+5,48%). Se si esclude Seat Pagine Gialle, che ha proseguito la caduta iniziata la scorsa settimana cedendo un ulteriore 2,5%, tutti i titoli dell' S&P-Mib hanno registrato progressi. Tra i più significativi, quello di Bulgari (+8,11%), sulla scia del balzo di Tiffany a Wall Street; poi quello di Tenaris (+8,39%) e dell'Espresso (+6,11%). Rialzi sostenuti anche per Fondiaria-Sai (+5,29%), Impregilo (+4,92%), Italcementi (+4,49%), Luxottica (+5,60%), Pirelli (+4,96%) e StMicroelectronics (+5,45%), mentre fra i tecnologici dell' All Stars, spicca Buongiorno (+10,25%), grazie agli ottimi risultati di bilancio.

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Battaglia al centro (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-03-26 num: - pag: 36 autore: di MICHELE SALVATI categoria: REDAZIONALE CAMPAGNA ELETTORALE Battaglia al centro SEGUE DALLA PRIMA La testimonianza della propria identità di forza antagonistica, la polemica contro i vicini più moderati, è a costo zero solo quando si è convinti che vincerebbe Berlusconi in ogni caso e non ci sarebbe "voto utile" che potrebbe rovesciare la situazione. Se il vantaggio del Pdl cominciasse a ridursi i voti utili potrebbero fare la differenza tra Berlusconi e Veltroni e non pochi, nella sinistra tradizionale, potrebbero riconsiderare le loro scelte. E' dunque al centro, contro il Pdl, che Veltroni condurrà l'offensiva principale ed è probabile che lo scontro sarà più duro e diretto di quanto sia stato sinora. Il Pd deve ancora giocare la sua carta migliore, la sua maggior coerenza rispetto a una coalizione che vede insieme An e Lega: basta ripescare da internet il programma della Lega (le tre macroregioni, il 90% delle risorse fiscali destinate alle regioni d'origine…) per provocare serie preoccupazioni nel Mezzogiorno. E la stessa idea della cordata nazionale per Alitalia, se duramente contrastata sul piano della serietà, può rivelarsi un boomerang per chi l'ha proposta. Sono solo esempi di confronto diretto e duro e tanti altri potrebbero aggiungersi. Siamo a una svolta ed è probabilmente un Veltroni diverso, più aggressivo, quello che vedremo in azione nei prossimi giorni. Sarà un bello scontro.

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Prestito-ponte dalle banche E Risanamento riparte (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-03-26 num: - pag: 32 categoria: REDAZIONALE Il caso a Milano Prestito-ponte dalle banche E Risanamento riparte (g.fer.) - Si è interrotta la serie nera di Risanamento. Il titolo della società immobiliare controllata da Luigi Zunino (che venerdì prossimo comunicherà i risultati di bilancio) è rimbalzato del 19,21%, realizzando la seconda migliore performance del listino di Piazza Affari dopo quella di Alitalia. Il recupero è dovuto certamente alla giornata positiva che ha caratterizzato l'intero listino e ai dati Usa che segnalano una ripresa a febbraio del mercato immobiliare, ma soprattutto alle prospettive di un aiuto da parte del sistema bancario. La stessa società ha ammesso che sono in corso contatti volti a "incrementare le risorse finanziarie disponibili ". Secondo indiscrezioni, sarebbero in arrivo due prestiti-ponte per 100-150 milioni di euro. Una iniezione di liquidità che permetterebbe al gruppo immobiliare di far fronte all'emergenza, in attesa di dismettere parte del portafoglio. E di portare avanti i progetti di edilizia residenziale a Santa Giulia a Milano e nella ex area industriale Falck a Sesto San Giovanni. Luigi Zunino presidente e amministratore delegato di Risanamento.

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Telecom Italia, vertice al varo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-03-26 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Super rimbalzo Il titolo guadagna il 10% e torna sopra 1,3 euro. Domani incontro in Consob Telecom Italia, vertice al varo Verso la conferma di Cao (Eni), arrivano Berger e Fitoussi MILANO - Torna il sereno su Telecom Italia, protagonista ieri, in positivo, della seduta di Piazza Affari. Il titolo del gruppo telefonico ha interrotto la lunga spirale di ribassi che l'aveva portato a un soffio dagli 1,1 euro, e con un balzo del 10,6% ha riconquistato quota 1,3 euro chiudendo a 1,34. Una buona notizia per i soci Telecom, in particolare per Telco che rischiava di dover mettere mano al portafoglio per reintegrare le garanzie su alcuni finanziamenti se il titolo fosse stato per 25 sedute sotto gli 1,3 euro. A trainare il rialzo è stato certamente il clima positivo delle Borse sul comparto telefonico, che su Telecom è stato amplificato dalle "ricoperture". In questi giorni di quotazioni in calo, infatti, in molti hanno venduto allo scoperto e ieri, non appena il titolo ha iniziato a salire, si sono affrettati a ricomprare. In Borsa è stata scambiato il 2% del capitale. Anche la notizia dell'imminente cessione di Alice France avrebbe aiutato il recupero. Di certo la ripresa delle quotazioni ha contribuito a rasserenare gli animi degli azionisti all'inizio di una settimana piuttosto intensa. Venerdì scade il termine per la presentazione delle candidature al consiglio di Telecom, da sottoporre all'assemblea del 14 aprile. Domani invece, salvo slittamenti, è previsto il vertice in Consob tra il presidente di Telco, Aldo Minucci, e Lamberto Cardia. In vista del rinnovo del board ieri a Milano si è riunito il consiglio di gestione di Mediobanca per decidere i due nomi da sottoporre oggi al comitato nomine. Piazzetta Cuccia avrebbe riconfermato il presidente del consiglio di gestione, Renato Pagliaro, indicando per la seconda poltrona a disposizione in Telecom Tarak ben Ammar, per il quale serve il benestare della Banca d'Italia viste le disposizioni che impediscono ai membri del consiglio di sorveglianza di assumere cariche in società controllate o partecipate strategiche. In questo caso non dovrebbero esserci problemi. Sarebbero stati definiti anche i tre posti riservati alle Generali. Oltre a Minucci, già presente nel board Telecom, il Leone di Trieste avrebbe indicato due "indipendenti": l'economista Jean Paul Fitoussi, oggi in consiglio in quota "minoranze ", e Roland Berger, consigliere Fiat e consulente del Tesoro nella cessione di Alitalia. I nomi saranno comunicati domani a Telco in vista del consiglio che venerdì dovrà predisporre l'elenco dei 15 nomi da cui saranno scelti i 12 consiglieri di maggioranza. Nella lista dovrebbero esserci anche Gianni Mion per Sintonia, Cesar Alierta e Julio Linares per Telefonica e Gaetano Miccichè ed Elio Catania in quota Intesa Sanpaolo. E poi il presidente Gabriele Galateri di Genola e l'amministratore delegato Bernabè, il cui mandato scade con l'assemblea di bilancio. Per venerdì è attesa anche la lista di Assogestioni, che nei giorni scorsi ha avviato i sondaggi sia in associazione sia fuori per definire le candidature. I fondi comuni indicheranno tre nomi e uno di questi, salvo sorprese, è quello di Stefano Cao, direttore generale dell'Eni nominato nel board Telecom l'anno scorso insieme a Luigi Zingales. L'amministratore delegato di Telecom Franco Bernabè Federico De Rosa.

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Gli economisti della <Voce>: partiti, parlate del Sud (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-26 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE L'appello E l'imprenditore Callipo denuncia: nei programmi elettorali non esiste il caso Calabria Gli economisti della "Voce": partiti, parlate del Sud ROMA - Pippo Callipo, ex presidente della Confindustria calabrese, più che deluso è arrabbiato. "Nei programmi elettorali non esiste la Calabria come caso nazionale, eppure qui ci sono tutte le condizioni che rendono l'equilibrio sociale esplosivo" dice l'imprenditore. Anche la Confindustria siciliana attende una presa di posizione della politica sulla criminalità organizzata. E così i sindacati e la Confindustria nazionale. "Il Sud nell'agenda politica del paese" è il titolo del convegno che organizzano insieme il 27 marzo a Roma, ma le proposte sono quelle delle imprese e dei sindacati. "Su questi temi la campagna elettorale è del tutto assente, la politica li sta trascurando completamente " denuncia Tito Boeri, professore alla Bocconi e animatore del sito internet LaVoce.info, che ha lanciato un appello ai candidati premier alle prossime elezioni per confrontarsi concretamente sul tema della lotta alla criminalità organizzata. "C'è un rischio grave, che stiamo correndo. Perché il silenzio della politica oggi si scontra con una ribellione civile che sta prendendo piede nel Mezzogiorno, e che rischia di rimanere isolata" spiega Boeri. "La società economica e civile sta prendendo posizione. La Confindustria siciliana ha cominciato ad espellere chi non denuncia il pizzo, gli esercenti di Palermo testimoniano per identificare gli estorsori, a Bari decine di migliaia di persone sfilano in piazza, e la politica nazionale è assolutamente latitante " aggiunge Michele Polo, un altro dei professori della Bocconi che ha sottoscritto l'appello de LaVoce.info. "La campagna elettorale che stiamo vivendo è del tutto surreale" incalza Boeri. "Parlano solo di quello di cui non dovrebbero. Dell'Alitalia, di come ridurre le tasse, di come spendere un po' di soldi, magari aumentando le pensioni, senza tener conto che i fondi nel bilancio pubblico non ci sono perché il deficit sta tornando al 2,5% del Pil" aggiunge Boeri. "Ai candidati chiediamo di dichiarare in modo circostanziato quali provvedimenti adotteranno, qualora vengano eletti, per combattere, con misure d'ordine pubblico, la criminalità organizzata, per sostenere i moti coraggiosi di rivolta alla mafia che provengono dalla società civile e per ridurre l'area di consenso intorno alle organizzazioni criminali " spiega Boeri. "Anche sottoponendo loro questioni specifiche. Come si può evitare che i necessari investimenti nelle infrastrutture diventino l'ennesima torta da spartire tra le varie mafie? Come si può risolvere la gestione dei rifiuti e dei servizi pubblici locali? Cosa intendono fare i politici - dice Michele Polo - per promuovere l'istruzione e la possibilità per i giovani di avviare nuove iniziative economiche?". Allarme Tito Boeri, professore alla Bocconi e, a destra, Filippo Callipo Mario Sensini.

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<Veltroni disfatta per la sinistra Di Pietro? Giustizia-spettacolo> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-26 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Il candidato premier dei socialisti "Veltroni disfatta per la sinistra Di Pietro? Giustizia-spettacolo" MILANO - Veltroni e Berlusconi? Per lui pari sono. Con due differenze: una leggera ("la elle del Pdl che nel Pd non c'è"). L'altra di peso: il Cavaliere andrà a Palazzo Chigi ("la sua vittoria è segnata") mentre Veltroni consegnerà alla sinistra la "più dura sconfitta della sua storia". Altro che campagna elettorale alla camomilla. Enrico Boselli, una vita all'insegna della pacatezza, ora picchia e picchia duro. Questione di sopravvivenza. Il leader socialista sa bene di nuotare controcorrente per via dell'"egemonia mediatica di Pd e Pdl" (così l'ha chiamata) ma non ci sta a farsi seppellire dai due macropartiti. Nel corso della videochat di Corriere.it, rilancia la sua battaglia arrivando ad affidarsi anche a Cristo, inteso come lo spot elettorale del Ps, ("Gesù fu il primo socialista" è lo slogan), che si è tirato addosso anatemi di ogni tipo. "Nel nostro messaggio non c'è nulla di blasfemo" taglia corto Boselli. Il bersaglio dei suoi strali è però Veltroni. Annuncia pensioni più alte da luglio? Per Boselli "parla a vanvera di spendere soldi", senza ricordarsi che il debito pubblico "è una palla al piede". Idem su Alitalia. "Dice bugie. Non si può dire bene Fiumicino, "ma anche" Malpensa". Sulle unioni civili è pesante la stoccata al leader democratico. Nella sua esperienza da sindaco di Roma, secondo Boselli, non ha mostrato una grande indipendenza dalla Chiesa e infatti "vietò l'istituzione di un registro per le coppie di fatto". "Solo Rutelli - rincara - è peggio e perciò candidiamo al Campidoglio Franco Grillini". Il programma del Ps è incentrato su tre punti: scuola, diritti e laicità, lavoro flessibile. "Siamo socialisti come Zapatero" rivendica Boselli. Che non ha ancora digerito l'esclusione da un progetto in cui è entrato Di Pietro. "Sì, ho chiesto a Walter perché non ci ha voluti nel Pd: mi ha risposto perché no". Su Di Pietro è netto: "è il simbolo della giustizia spettacolo, non può fare il Guardasigilli". Luca Gelmini.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-26 num: - pag: 56 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Vendita di Alitalia: domani nuova offerta da Air France Vendita di Alitalia: aperture di Air France che presenterà domani una nuova offerta. Il numero uno del gruppo franco- olandese all'incontro con i sindacati: nessuno resterà per strada e preannuncia il possibile trasferimento in Air France di 180 piloti in tre anni. L'Unione Piloti: tratteremo fino alla fine. Jaguar agli indiani di Tata Gli indiani di Tata Motors, partner della Fiat, hanno chiuso l'accordo per acquistare dalla Ford due tra le più note e prestigiose case automobilistiche del Regno Unito: Jaguar e Land Rover. Olimpiadi: Sarkozy non esclude il boicottaggio Nicolas Sarkozy non esclude la possibilità di boicottare le Olimpiadi di Pechino per protestare contro la repressione in Tibet: "Tutte le opzioni rimangono aperte". Il Vaticano sul caso Allam: non è un atto ostile all'Islam Da Hamas critiche al giornalista Magdi Allam e al comportamento del Vaticano per "l'alto profilo intenzionale" dedicato al suo battesimo. L'Osservatore Romano: non è stato un atto "ostile" verso l'Islam. Focus Boom delle fattorie sociali Sono in continuo aumento in Italia le fattorie sociali, luoghi di produzione ma anche di cura per disabili e malati psichici. Politica Scontro sulle pensioni Le pensioni animano il dibattito elettorale. Walter Veltroni presenta una proposta di "bonus" immediato. Berlusconi: "Siamo stati gli unici ad aver aumentato le minime davvero". Fini: Prodi ha aumentato le imposte ai pensionati. Cronache Mozzarelle, stretta da Tokyo Allarme diossina, da Tokyo più controlli sulle mozzarelle. Migliaia di chili del latticino fermi alla dogana giapponese per verifiche. Oggi riunione al ministero. Don Gelmini: chiesto il rinvio a giudizio Il rinvio a giudizio nei confronti di don Pierino Gelmini per presunti abusi sessuali nei confronti di alcuni ex ospiti della Comunità Incontro è stato chiesto dalla Procura della Repubblica di Terni. Nessun avviso del provvedimento è finora giunto ai difensori. Economia Volano le Borse europee Le Borse europee, ripartite ieri dopo la pausa pasquale, hanno cavalcato l'onda positiva con un avvio forte dei listini: Piazza Affari ha chiuso con il Mibtel in progresso del 3,58%. Cultura Sartori: il mercato non salva la Terra Nel nuovo libro di Giovanni Sartori un forte allarme per lo "sviluppo insostenibile ", la crisi energetica e la penuria idrica: il benessere porta automaticamente con sé la democrazia? Spettacoli Naomi Watts diva del brivido Naomi Watts, l'enigmatica Diane di Mulholland Drive, sarebbe piaciuta a Alfred Hitchcock. L'attrice, grande fan del regista, ha accettato un rischioso remake di Gli uccelli nel ruolo che fu di Tippi Hedren. Sport Nazionale in campo Spagna-Italia come dessert finale (alle 22), ma oggi c'è un ricco piatto internazionale: a Parigi la Francia, avversaria degli azzurri agli Europei, ospita l'Inghilterra. Con grandi ritorni: Trezeguet nella Francia e Beckham nell'Inghilterra di Capello. * Con "Style Magazine" e 3,00; con "Corriere Enigmistica" e 2,30; con "Foto:box" e 7,90; con "Storie della Bibbia" e 8,90; con "La grande dinastia dei Paperi" e 8,90; con "Geronimo Stilton English!" e 9,90; con "L'Europeo" e 8,90; con "Dizionario enciclopedico della Cucina italiana" e 13,90; con "Il grande cinema di Alberto Sordi" e 10,99; con "Gli itinerari di Dove" e 8,99; con "Il Diritto" e 15,90; con "Storia della civiltà europea" e 13,90. In Sicilia, Lazio (no Roma), Umbria, Marche, Puglia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e nelle province di PD e PR con La Gazzetta dello Sport e 1,00.

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Lombardo: "burocrazia da riformare" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

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Pagina II - Palermo Il candidato del centrodestra a Palazzo d'Orleans: "Sarà una delle priorità post elettorali" Lombardo: "Burocrazia da riformare" Il capo dell'Mpa rilancia sul Ponte "Ma servono anche strade e nuovi porti" Sì al Ponte sullo stretto ma anche più "innovazione" per rendere potenti, sicure e veloci le altre infrastrutture. Potenziare porti, aeroporti e autostrade in Sicilia è assieme alla riforma della burocrazia una delle priorità nel programma del candidato alla presidenza della Regione per il centrodestra Raffaele Lombardo, che ieri intervenendo sul caso Alitalia ha sostenuto l'importanza di una proposta italiana per salvaguardare Malpensa, ma anche gli scali siciliani. Impegnato in un tour nell'Isola, il leader dell'Mpa si è recato ieri a Enna per un incontro con l'amministrazione comunale. Lombardo ha confermato il suo sì al Ponte sullo stretto di Messina ma ha annunciato di voler puntare anche alle altre infrastrutture. "Alla Sicilia serve innovazione. Penso all'alta velocità, ai grandi porti che possano accogliere le grandi navi del Mediterraneo e al completamento di tutta una serie di gradi arterie stradali", ha detto Lombardo, che dopo il confronto con il sindaco di Enna Rino Agnello si è intrattenuto con i rappresentanti di Confindustria e poi con il vescovo di piazza Armerina Michele Pennisi. Lombardo è intervenuto anche sul caso Alitalia, sottolineando la necessità di proteggere Malpensa, ma anche gli scali siciliani. "Con tutto il rispetto per Air France - ha detto - se c'è una proposta italiana che possa mantenere il controllo di Alitalia, io la preferisco. Al centro degli interessi c'è certamente la salvaguardia di Malpensa ma anche quella degli scali di Catania e Palermo". Altro pallino del leader autonomista, una legge per semplificare i controlli della burocrazia. "Sarà l'altra priorità del dopo elezioni - ha detto parlando da futuro presidente - Noi come Regione a statuto speciale ne abbiamo il potere. Abbiamo bisogno di una burocrazia che aiuti". Contro l'Mpa scende in campo l'Unione monarchica italiana. Al segretario nazionale dell'Umi Sergio Boschiero non è piaciuta l'affermazione di Lombardo che, annunciando in un'intervista il suo interesse per una revisione storica dell'unità nazionale, ha enumerato i problemi sorti in Sicilia da Giuseppe Garibaldi in poi. Da qui il veto di Boschiero: "Nessun voto monarchico o comunque patriottico deve andare a Raffaele Lombardo o al suo movimento per le autonomie". Domani Lombardo incontra a Catania i vertici di Coldiretti siciliana, che gli presenteranno un documento. Tra i punti proposti, l'attivazione dell'osservatorio regionale dei prezzi, la valorizzazione dell'ambiente rurale e della multifunzionalità delle aziende agricole e un maggiore controllo contro la criminalità. "Si tratta di un progetto che mira a rafforzare le imprese agricole nella loro capacità di produrre dal punto di vista qualitativo e quantitativo - afferma il presidente regionale della Coldiretti, Alfredo Mulè -Bisogna impegnarsi nella difesa dell'identità e della sicurezza del prodotto siciliano, ma bisogna soprattutto fare in modo che l'agricoltura rientri tra le priorità dell'attività di governo". "Far crescere le vere imprese agricole, conquistare il mercato, favorire lo sviluppo e gli investimenti: sono questi i nostri obiettivi - conclude Mulè - Siamo in una fase molto delicata e vogliamo che dai candidati giungano delle certezze su come far progredire il settore". a. r.

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Walter, i socialisti e la "sconfitta calcolata" (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Italiana Pagina 104 la polemica Walter, i socialisti e la "sconfitta calcolata" La polemica --> ROMA L'Alitalia continua a monopolizzare l'attenzione: si tratta infatti di un caso troppo importante per poter finire oscurato da altri temi, se non altro perchè riguarda il futuro di migliaia di lavoratori. A risentirne è la campagna elettorale di Walter Veltroni. Il Partito democratico, fin qui, è apparso diviso al proprio interno: basti pensare agli inviti di Antonio Di Pietro a soprassedere alla vendita perchè non può essere un governo dimissionario a gestirla, condivisi per esempio da Ermete Realacci; o anche alle esitazioni del sindaco di Roma che non può non appoggiare i negoziati incardinati da Romano Prodi ma allo stesso tempo invita un'eventuale cordata italiana a fare presto e a presentarsi subito al tavolo della trattativa e non dopo le elezioni. Il vero rischio per il Pd è di apparire isolato dalle parti sociali e in particolare dai sindacati, che sono stati durissimi nei confronti della politica governativa, ostaggio di quelli che l'opposizione definisce interessi "opachi". Fausto Bertinotti è stato abile a identificare il blocco ostile alla "svendita" di Alitalia ad Air France in uno schieramento trasversale che va dai sindacati alla Sinistra arcobaleno, da Silvio Berlusconi agli imprenditori del Nord, una sorta di "santa alleanza" a difesa degli interessi italiani che, per la sua eterogeneità, non può essere sospettata di coltivare obiettivi strumentali. Il problema, che approderà in Parlamento, è complicato dalle regole di mercato e dall'attenzione dei media che vedono nell'operazione Alitalia un laboratorio di future operazioni sul grande quadrante del traffico aereo occidentale. Le Monde, per esempio, parla di una "svendita", il Wall Street Journal invece di una semplice trattativa di mercato condizionata dall'impostazione corporativa più che liberale della quale sarebbe alfiere Berlusconi. Si capisce che tradurre tutto ciò in spiegazioni efficaci e credibili per l'opinione pubblica in piena campagna elettorale è assai difficile e ciò spiega perchè Veltroni chieda di lasciare fuori il negoziato dal "tritacarne" delle elezioni. Ma è difficile che ciò possa avvenire prima che si capisca se la cordata auspicata dal Cavaliere esiste davvero ed ha la possibilità concreta di contendere ad Air France la nostra compagnia di bandiera. Intanto, infuria la polemica dei piccoli contro Pd e Pdl. Enrico Boselli accusa Veltroni di portare la sinistra italiana a una sconfitta calcolata pur di conseguire il dominio sul Pd e di voler scientificamente cancellare i socialisti. Pier Ferdinando Casini tuona contro la par condicio "tradita" dal Pd pur di riuscire a organizzare un grande duello televisivo a due Veltroni-Berlusconi; il leader Udc non è meno duro con il Cavaliere e fa sapere che non lo appoggerà dopo le elezioni qualunque sia il risultato. Per spostare l'attenzione su temi che premono maggiormente ai cittadini, Veltroni ha lanciato il pacchetto pensioni, assicurando che in caso di vittoria ci sarà un intervento immediato sulla previdenza in luglio. Il progetto del Pd vale un punto di Pil e prevede aumenti per redditi fino a 55.000 euro l'anno. Una "operazione da ceto medio", la definisce Giorgio Tonini. Anche Berlusconi ritiene determinante questa battaglia e infatti promette pure lui l'adeguamento delle pensioni al costo della vita, ma ricorda come il centrodestra sia stato l'unico in passato ad aumentare le pensioni minime. Il Pdl accusa in particolare il Pd di avere sottostimato il costo dell' operazione (Renato Brunetta): secondo Giulio Tremonti le promesse veltroniane si tradurranno solo in nuove tasse. PIERFRANCESCO FRERÈ.

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Berlusconi-Veltroni, sfida sulle pensioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2008)

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Politica Italiana Pagina 104 Berlusconi-Veltroni, sfida sulle pensioni Pd e Pdl annunciano aumenti subito dopo il voto di aprile --> Pd e Pdl annunciano aumenti subito dopo il voto di aprile Fra Pd e Pdl scoppia la guerra delle pensioni. Veltroni promette aumenti fino a 400 euro, Berlusconi dice che vanno agganciate al caro-vita. ROMA Mentre Alitalia continua a essere il tema più battuto della campagna elettorale, Walter Veltroni prova a mettere sotto i riflettori un'altra questione calda: le pensioni. Prima di partire per la Sicilia, regione feudo del Pdl, presenta una proposta che guarda ai ceti medi e che prevede, con il meccanismo delle detrazioni, un 'bonus' immediato (dal luglio prossimo) fino a circa 400 euro l'anno (poco più di un euro al giorno) per i pensionati che percepiscono fino a 25mila euro annui di assegno (e fino a 250 per chi è nella fascia 25mila-55mila). In più il Pd propone un adeguamento delle pensioni all'indice (che l'Istat sta elaborando) del costo della vita delle famiglie dei pensionati (e non più al semplice paniere dei prezzi) e, più avanti, e in base a un accordo con i sindacati, anche il collegamento al monte dei redditi da lavoro (e a suoi eventuali aumenti legati alla crescita del Paese). Un pacchetto di proposte che piace alla Cgil. "È una proposta positiva - approva Guglielmo Epifani - ed è bene che la campagna elettorale si occupi dei problemi concreti delle persone". E sul quale la replica del leader del Pdl Silvio Berlusconi (che per Rosy Bindi è "costretto a inseguire" il Pd) arriva a stretto giro d'orologio, in appena in un paio ore. Il Cavaliere rivendica gli interventi del suo governo sulle minime, così come il fatto che ora i pensionati di Fatuzzo stanno con il Popolo della Libertà. "Come governo - puntualizza Berlusconi - siamo stati gli unici ad aumentare le minime davvero. Continueremo a farlo perchè il problema numero uno è che le pensioni non sono state adeguate al costo della vita". Quindi, bisogna farlo "a partire dalle basse". Il Pdl lo farà ed è per questo che "i pensionati voteranno per noi". Una promessa confermata anche dal leader di An Gianfranco Fini: "Se vincerà il Pdl le pensioni saranno adeguate all'inflazione". Un'ipotesi, quest'ultima, che guarda alle fasce deboli forse più di quanto non faccia quella dei democratici che, proprio per voce del senatore Giorgio Tonini, spiegano che "è un'operazione da ceto medio". Insomma, come spiega anche Tiziano Treu (Pd), "va oltre le minime", o meglio, estende ai redditi fino a 25mila euro annui la cosiddetta quattordicesima già prevista dal governo Prodi per le minime. Forse anche per questo il pacchetto previdenza del Pd incassa critiche da sinistra. E nella Sinistra Arcobaleno la proposta viene giudicata come minimo tardiva. "Tutto ciò che è promesso è buono - commenta il candidato premier della Sinistra l'Arcobaleno, Fausto Bertinotti - e quindi anche la proposta del Pd, anche se per noi si deve cominciare dalle pensioni più basse. Abbiamo individuato una soglia minima di 800 euro e un sistema di indicizzazioni più efficace per garantire la tutela del potere d'acquisto. I miglioramenti non sono mai da rifiutare mi chiedo però perchè non sono stati fatti fino a ora". C'è poi chi attacca: si favoriscono le pensioni "vecchie", piuttosto che quelle dei precari e delle donne, e chi recrimina sul fatto che non si sia insistito a sufficienza sull'aumento di salari e pensioni subito con il tesoretto. È la critica, ad esempio di Betty Leone, sindacalista a capo dello Spi-Cgil, in lista con la Sinistra Arcobaleno in quota Sinistra Democratica. "Perchè Veltroni invece di avventurarsi in strane proposte - attacca - non ha insistito di più per redistribuire il tesoretto in salari e pensioni già in questa legislatura?".

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Di Pietro contro Prodi: <Rinviare tutto> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2008)

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Politica Italiana Pagina 105 È scontro all'interno del governo. Bertinotti favorevole a un intervento dello Stato. Bonaiuti: "Sulla cordata un appello agli imprenditori" Di Pietro contro Prodi: "Rinviare tutto" È scontro all'interno del governo. Bertinotti favorevole a un intervento dello Stato. Bonaiuti: "Sulla cordata un appello agli imprenditori" --> La cordata made in Italy per Alitalia? "Semplicemente un appello", dice il portavoce di Silvio Berlusconi e del Popolo delle libertà, Paolo Bonaiuti, riprendendo le assicurazioni fatte dal Cavaliere la settimana prima di Pasqua. La partita per la privatizzazione, simmetricamente, vede il Pd scendere con più decisione in campo a sostegno della soluzione francese. Certo, se spuntassero imprenditori italiani, le porte - sottolineano tutti - sarebbero sempre aperte. E, intanto, nel governo resta alta la tensione. Il ministro Antonio Di Pietro non demorde e insiste: meglio che sia il prossimo esecutivo, nel pieno delle funzioni, a guidare un'operazione così delicata. L'appello del presidente della Consob Lamberto Cardia cade dunque nel vuoto: i politici hanno continuato a parlare e lo hanno fatto a Borsa aperta. Non sarà solo per questo, ma il titolo della compagnia di bandiera anche ieri ha viaggiato sulle montagne russe, con salite e discese mozzafiato. I TEMPI Chi però oggi tace c'è ed è il premier Romano Prodi. A Palazzo Chigi va in scena il riserbo, ma si continua a lavorare: c'è stato infatti un nuovo incontro tra il Professore e il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa. Ed entrambi su un punto delicato come quello del calendario e delle scadenze concorderebbero: il 31 marzo non è una data scolpita nella pietra, una piccola dose si flessibilità c'è. Se per chiudere una accordo serve qualche ora, una manciata di giorni, non saranno alzate barricate. Ma una cosa è certa, Alitalia, le sue casse - è la convinzione di via XX Settembre - non hanno a disposizione mesi. LE POLEMICHE Walter Veltroni intanto spara alzo zero sul Pdl e anche su Silvio Berlusconi. Resiste e non lo cita per nome e cognome neanche questa volta ma ironizza sulle promesse fatte dal Cavaliere: "Nel 2004 disse la stessa cosa, che avrebbe sistemato tutto lui". Insomma, per il segretario del Pd il rischio sempre più evidente è che tutto sia solo strumentale alla campagna elettorale. No quindi alle fibrillazioni da pre voto, ma no anche alle divisioni del governo. "Non mi piacciono le valutazioni diverse tenute dai vari ministri. Dovrebbero avere - insiste - una posizione unitaria". I MINISTRI Chiamati in causa Alessandro Bianchi, Antonio Di Pietro e Emma Bonino. Tre ministri del governo Prodi e tre idee diverse. La leader radicale rivendica di essere sulla stessa linea del premier e se la prende con i due colleghi. Il primo, titolare dei Trasporti e tecnico del Pdci, dice che i soldi ci sono? Poteva parlare prima. L'ex Pm e ministro delle Infrastrutture afferma che è meglio rimandare tutto? "L'ho visto cambiare idea... ma io che posso farci", replica sarcastica. Voci dissonanti, alle quali si aggiungono quelle del presidente della Camera Fausto Bertinotti che, confessa, non sarebbe contrario a un intervento dello Stato. La proposta d'Oltralpe resta "inaccettabile" per la Sinistra Arcobaleno. AIR FRANCE Per ora, è la replica dello stato maggiore del Partito democratico, è inutile fare questi ragionamenti: sul tavolo c'è solo una proposta, quella del vettore franco-olandese. E con questo occorre fare i conti. Sì perché il rischio "è il fallimento", avverte il vicepremier Massimo D'Alema. "Di offerte serie e concrete - ribadisce il ministro Pierluigi Bersani - c'è solo quella di Air France". Se c'è solo Parigi, è la replica del leader di An Gianfranco Fini, è perchè così si è voluto. Fatto sta che il leader di An alla fine dice di avere un unico interesse: che Alitalia continui a volare e resti la compagnia di bandiera. Chi compra compra, dice, questa è l'unica cosa che conta.

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Tagli e cargo, l'apertura di Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2008)

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Politica Italiana Pagina 105 Tagli e cargo, l'apertura di Air France Ma i sindacati chiedono un accordo quadro su tutta Alitalia --> Ma i sindacati chiedono un accordo quadro su tutta Alitalia Si riapre uno spiraglio nella trattativa. Domani una nuova proposta e venerdì un altro incontro. ROMA "Non lasceremo nessuno a terra". "È una base per il negoziato". È cominciato e finito con queste dichiarazioni distensive il secondo incontro tra il patron di Air France -Klm Jean Cyril Spinetta e i sindacati di Alitalia. Tra giovedì e venerdì arriverà una nuova proposta sulla quale partirà la trattativa vera e propria. Segnali di apertura da Air France-Klm sulle condizioni per comprare Alitalia che permettono al sindacato di far ripartire il negoziato, ammorbidito rispetto al "prendere o lasciare" della settimana scorsa. Una posizione accolta positivamente dai rappresentanti dei lavoratori, i quali propongono una trattativa a oltranza. E sulla scadenza del 31 marzo per raggiungere un accordo, fonti del Tesoro fanno sapere che la data era stata stabilita dal cda di Alitalia e che uno slittamento è possibile. Intanto, il gruppo franco-olandese annuncia per domani un accordo quadro sulla trattativa e in Borsa il titolo vola, chiudendo con un +32% a 0,45 euro. ESUBERI Il secondo faccia a faccia durato sei ore, apre qualche spiraglio nella negoziazione, e il colosso d'oltralpe ha annunciato che domani sera, dopo la riunione del proprio consiglio di amministrazione, presenterà un nuovo documento che sarà la base per una trattativa sui singoli temi. E che dovrà contenere tutte le misure volte a conseguire l'obiettivo di "non lasciare nessuno per strada nel quadro della necessaria ristrutturazione". Quindi, con il piano sociale per i 2.100 esuberi individuati da Air France-Klm. Ma le nove sigle sindacali hanno chiesto che contenga, per iscritto, anche aperture su flotta e perimetro aziendale. Due nodi ancora da sciogliere. CARGO Air France-Klm non sembra avere cambiato posizione sulle attività cargo di Alitalia che secondo il progetto di acquisizione prevede la chiusura nel 2010 con la messa a terra dei 5 Md11. Ma su questo punto, l'apertura del colosso d'oltralpe riguarderebbe la possibilità per 180 piloti giovani di passare nel gruppo franco-olandese (60 piloti l'anno nel triennio 2008-2010), riducendo così il numero degli esuberi. Una proposta che per l'Anpac, se non vedrà "ulteriori aperture rischia di compromettere l'esito della trattativa". E anche per l'Unione piloti lo scenario per la categoria "continua a essere oscuro e di difficile gestione" anche per il taglio negli aeroplani di lungo raggio in quanto "il disegno della nuova Alitalia nel 2008-2010 è incentrato sul medio raggio con una flotta non adeguata e una concorrenza feroce delle low-cost". TERRA Quanto alle attività di terra comprese in Alitalia Servizi, il numero uno del gruppo franco-olandese, Jean Cyril Spinetta ha parlato della possibilità di comprendere nel nuovo gruppo Air France-Klm-Alitalia tutte le attività svolte a Roma-Fiumicino, la manutenzione leggera e l'handling, allargando così il numero di lavoratori e servizi che passerebbero direttamente nel nuovo gruppo. La nuova proposta di Air France-Klm dovrebbe aprire la strada a trattative mirate per raggiungere con i sindacati accordi categoria per categoria. In particolare, Spinetta ha spiegato che per Alitalia Fly chiede accordi distinti con piloti, assistenti di volo e personale di terra. Una strada che la Filt-Cgil "sconsiglia perché sarebbe preferibile raggiungere prima un'intesa generale". Intanto, ieri una folta delegazione di lavoratori ha manifestato davanti alla sede della Magliana, riunendosi in assemblea fino a tarda notte. Spinetta ha ribadito di credere "nelle possibilità di crescita per Alitalia" perché diversamente "non ci scommetterei un solo centesimo", spiegando che altrimenti "sarebbe un mio fallimento, e a me non piace fallire". Una sfida che il segretario della Filt Cgil Fabrizio Solari accetta rilevando tuttavia che "dobbiamo affrontare il nodo del perimetro aziendale e creare una chance per tutti".

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Alitalia in rosso, un balletto politico (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2008)

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Prima Pagina Pagina 2 La compagnia che brucia milioni Alitalia in rosso, un balletto politico La compagnia che brucia milioni di Gaetano Di Chiara --> di Gaetano Di Chiara Forse non è esagerato dire che la situazione di Alitalia simbolizza quella del Paese. Nel mese di gennaio 2008 Alitalia ha bruciato 85 milioni di euro. Con questo ritmo, la sua liquidità, che al 31 gennaio era di 282 milioni di euro, si esaurirà entro giugno. Se prima di quella data non saranno disponibili nuovi fondi Alitalia dovrebbe dichiarare fallimento. Questo, se fosse stata un'impresa privata, sarebbe dovuto succedere almeno 5 anni fa, da quando Alitalia ha denunciato perdite per 1 milione di euro al giorno. Ma Alitalia è un'azienda di Stato: si calcola che dal 1997 abbia ricevuto contributi statali per circa 7 miliardi di euro. Quali le cause di questa situazione? Per capirlo bisogna risalire alla storia. Qui ci limiteremo a citare alcune date cruciali. Siamo al 1994, premier Berlusconi. La Banca Europea approva un prestito di 400 miliardi di lire alla Sea (azionista: comune di Milano) per la costruzione a Malpensa di un hub europeo. Due anni dopo il governo Prodi approva il piano dell'ad Cempella che vuole fare di Alitalia una compagnia globale e propone un aumento di capitale di 3mila miliardi di lire. Ma l'Ue sottopone la compagnia a tutela, bloccandone lo sviluppo. Cempella oppone ricorso e lo vince nel 2000. Ma intanto Air France, con il disco verde dell'Ue, ha fatto la stessa operazione, con un vantaggio di 4 anni. Nel 1998 il grande slam: Cempella firma un accordo con Klm per sfruttare Malpensa, privatizzare Alitalia e farne la più grande compagnia aerea europea. Ma il 14 dicembre del 1999 il governo D'Alema blocca l'apertura di Malpensa un giorno prima la data stabilita. Motivo ufficiale: negativa la relazione del Ministero dell'Ambiente. Plaude l'Ue e i concorrenti di Alitalia. Così Klm rompe l'accordo adducendo il mancato sviluppo di Malpensa e di Alitalia, che è costretta a operare da sola e in perdita su Linate, Malpensa e Fiumicino. Arriva l'11 settembre 2001 ed è crisi del trasporto aereo. Alitalia taglia i voli intercontinentali e potenzia quelli europei, rinunciando al suo status globale e subendo la concorrenza delle low cost. Ed eccoci così al 2003, governo Berlusconi. Ormai Alitalia perde 1 milione di euro al giorno. Novembre, via libera del governo alla privatizzazione. Dicembre, sciopero di tutte le sigle sindacali. Il governo fa marcia indietro. A chi dunque dobbiamo la situazione di Alitalia? Ai governi, che prima hanno minato lo sviluppo di Malpensa e poi non hanno avuto il coraggio di separare le sorti di Malpensa da Alitalia e privatizzare la compagnia. Ai sindacati che, con istinto suicida, hanno combattuto la privatizzazione. Al management Alitalia post-Cempella, colpevole di scelte sbagliate (incluso l'abbandono delle rotte per la Sardegna). All'Unione Europea, che ha sistematicamente penalizzato Malpensa e Alitalia. Ora, Air France, con cui Alitalia avrebbe dovuto competere per la palma di maggiore compagnia aerea europea, se la compra.

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Continuità territoriale, le compagnie litigano (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Prima Pagina Pagina 2 Alitalia non molla: ripartono i voli da Roma. L'Enac diffida Myair Continuità territoriale, le compagnie litigano Alitalia non molla: ripartono i voli da Roma. L'Enac diffida Myair --> Alitalia non molla. Forse gli aerei con il tricolore non decolleranno il 30 marzo, come previsto, ma con un breve slittamento. È la concessione che la compagnia ha fatto ieri a Enac, ministero dei Trasporti, Regione, Meridiana e Air One, riuniti a Roma per discutere di continuità territoriale vecchia e nuova. Resta quindi il muro contro muro. Ieri, l'Ente nazionale per l'aviazione civile ha inviato una lettera di inibizione a Myair, la compagnia che ha deciso di avviare due nuovi collegamenti da Bologna per Cagliari e Olbia DEIANA A PAGINA 12.

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L'ultimo shopping per l'expo - giuseppina piano (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

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Pagina IX - Milano L'ultimo shopping per l'Expo Altri 12 Paesi entrano tra i votanti, Milano favorita su Smirne A Parigi ieri Sgarbi cicerone al Louvre e Paolo Conte in concerto Venerdì cena di Cracco, domenica gran galà finale GIUSEPPINA PIANO Gli ultimi saldi di stagione dovrebbero dare un sostanziale pareggio. La caccia ai voti per vincere l'Expo del 2015, che vede Milano in corsa contro la turca Smirne, si è arricchita infatti ieri di un nuovo capitolo: ben 12 Paesi, a soli sei giorni dalla votazione, si aggiungono alla già ricchissima lista dei votanti. E in un colpo salgono da 140 a 152 gli Stati del Bie (il Bureau des Expositions che assegna l'Expo) che lunedì prossimo, a Parigi, decideranno a maggioranza a chi dare la vittoria. Tra questi ultimi arrivati le due candidate hanno fatto shopping di voti, ma il bottino dovrebbe solo aver confermato il vantaggio di una ventina di preferenze per l'Italia. Nell'ipotesi migliore per Letizia Moratti la nuova infornata di adesioni sarebbe finita sette a cinque. Nella peggiore, sei a sei. Pareggio appunto. Libia, Eritrea, Burundi, Rwanda, Armenia, Burkina Faso, per Milano. Azerbaijan, Sudan, Georgia, Bosnia, Macedonia per Smirne. In dubbio la Sierra Leone. Niente Albania invece: il premier Sali Berisha in persona aveva promesso al presidente lombardo Formigoni, in visita a Tirana un mese fa, l'ingresso al Bie e il voto all'Italia. Ma l'Albania alla fine non si è vista. Piuttosto potrebbero esserci oggi ulteriori due adesioni africane, ma anche qui una per parte. Ingressi che agli aderenti non costano praticamente niente, ma che valgono oro in una votazione dove ogni Paese conta un voto. Da qui il corteggiamento riservatissimo messo in pista dalle due avversarie per sponsorizzare l'ingresso al Bie di altri loro supporter. Una campagna acquisti mai dichiarata, visto che il gentlement agreement del Bie vorrebbe che si evitasse la proliferazione delle adesioni dell'ultimo minuto pilotate dalle città concorrenti all'Expo. è andata diversamente. E l'esito della guerra segreta irrobustirebbe ancora l'ottimismo con cui si guarda a una vittoria italiana. Ci crede Letizia Moratti. Ci crede il governo, con il presidente del Consiglio Romano Prodi che ieri ha confermato che sarà a Parigi alla cerimonia di votazione. E con il sottosegretario agli Esteri Bobo Craxi che dice: "L'Expo potrebbe risultare un fattore decisivo anche per il rilancio di Alitalia e dello scalo di Malpensa. Per il lavoro svolto dal governo uscente, questo obiettivo è alla portata e rappresenterebbe un'autentica svolta sia per Milano sia per l'Italia". Ottimismo, appunto. Alla vigilia della maxitrasferta annunciata verso Parigi da Milano e Roma, una cinquantina di persone tra governo, enti locali, Camera di commercio e Fiera. E mentre il sindaco Moratti e la Farnesina continuano a presidiare la platea dei votanti che, con una votazione a scrutinio segreto e con Smirne che insiste su una campagna altrettanto aggressiva, può sempre e comunque riservare bruttissime sorprese. Da qui gli incontri bilaterali che Moratti prosegue a Parigi fino all'ultimo. Da qui gli "eventi" parigini per presentare la candidatura milanese: ieri serata al Louvre, con Vittorio Sgarbi a fare da Cicerone dell'arte italiana tra le sale del museo, e poi una cena di gala nella Piramide e un concerto (apprezzatissimo, con il doppio degli ospiti previsti) di Paolo Conte. Venerdì cucina e design in mostra, e cena di gala con lo chef Carlo Cracco al Grand Arche della Defense. Domenica, serata di chiusura della campagna milanese all'Opéra con concerto della cantante Elisa, abiti di Valentino e le Ferrari testimonial del Made in Italy.

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Alitalia, Parigi rilancia: nessuno a casa (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Il titolo vola in Borsa. La Consob vigila su eventuali abusi. Lufthansa: noi in attesa, il mercato italiano c'interessa Alitalia, Parigi rilancia: nessuno a casa Air France: domani il nuovo piano. Il sindacato prudente: passi avanti.

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QUESTO vuole essere un "Diario" di augurio e di speranza per le sorti dell& (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di MAURIZIO COSTANZO QUESTO vuole essere un "Diario" di augurio e di speranza per le sorti dell'Alitalia. Non entro nel merito perché molti colleghi di questo giornale stanno già seguendo la vertenza. La mia è solo la preoccupazione che per un concorso di colpe molte famiglie si trovino all'improvviso in serie difficoltà. Per non dire dell'ulteriore "figuretta" fatta nei confronti dei partners europei. È una storia brutta: una vicenda sempre rimandata e mai risolta. E poi la totale assenza di scelte politiche che ancor di più hanno nuociuto all'insieme.

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ROMA Timide aperture del presidente di Air France, Jean Cyril Spinetta, che tra domani e venerd (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

ROMA Timide aperture del presidente di Air France, Jean Cyril Spinetta, che tra domani e venerdì presenterà una nuova offerta per rilevare Alitalia. "Non lasceremo nessuno a casa", garantisce. Cauti i sindacati. A Piazza Affari il titolo vola del 32%. Lufthansa resta in attesa: "Il mercato italiano ci interessa". Intanto Maurizio Basile lascia l'incarico di amministratore delegato di Aeroporti di Roma.

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Cifre pubblichiamo la tabella francese (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cifre pubblichiamo la tabella francese Ecco gli esuberi di Spinetta Alitalia appalta pure le viti Ci sono anche i ventisette piloti che guidano a turno uno dei cinque aerei "full cargo" che abbiamo citato sabato scorso, per mettere in luce i paradossi più macroscopici di Alitalia. Tagliandoli tutti e cinque, come annunciato da AirFrance-Klm, ben 133 piloti perdono il posto, come si legge qui sopra alla voce "piloti cargo". Quella che riportiamo è la tabella che l'ad francese, Jean Cyril Spinetta, si è portato dietro all'incontro di ieri con i sindacati. I numeri rispecchiano un iter progressivo di esuberi da oggi al 2010 che ridurrà i dipendenti di Alitalia (escluso Servizi) di 1.600 unità, dagli attuali 9.876 a 8.276. Sommando i 133 piloti che verrebbero tagliati progressivamente cancellando i cinque aerei cargo ai 232 colleghi in uscita perché matureranno o hanno maturato l'età di pensionamento, e agli altri 135 esuberi tra i piloti degli aerei passeggeri, si arriva a 500 esuberi tondi tondi. Inoltre, aggiungendo i piloti ai 455 dipendenti di terra e ai 602 lavoratori del "personale di cabina" cioè hostess e steward e i 258 in outsourcing , il numero totale degli esuberi che l'ad di AirFrance-Klm ha sinora in programma, raggiunge quota 1.600 (cioè 911 uscite per pensionamento o outsourcing e 904 esuberi, cui vanno sottratte però le 215 assunzioni). 3 Tonia Mastrobuoni 26/03/2008.

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Controffensiva I sondaggi raffreddano la battaglia aerea, il Pd si butta su salari e previdenza (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Controffensiva I sondaggi raffreddano la battaglia aerea, il Pd si butta su salari e previdenza L'aereo non porta voti, Veltroni va sulle pensioni La guerra delle promesse: per uscire dall'angolo di Malpensa, 400 euro di aumento a sei milioni di anziani Veltroni ci prova, ad uscire dall'angolo di Malpensa in cui l'ha chiuso Berlusconi. Prima con la proposta-choc, presentata ieri, di un aumento delle pensioni, per età e per reddito, degli over 65 a partire da luglio di quest'anno grazie alla leva fiscale. Poi ripartendo dagli operai, che saranno i protagonisti indiscussi di un happening che si svolgerà sabato a Brescia. Anzi di una vera e propria "conferenza operaia" - il termine, volutamente d'antan , non è stato scelto a caso - con un obiettivo: dare voce al Cipputi di oggi. Al loft negano che l'uno-due veltroniano sia studiato a tavolino: "Erano tutti appuntamenti messi in calendario da tempo", dicono. Eppure i fattori in campo non avrebbero potuto trovare, per Veltroni, una combinazione migliore per reagire alla difficoltà in cui il segretario del Pd si è trovato, suo malgrado, con l'affaire Alitalia. Che, dicono al loft, ha riportato l'orologio ai tempi del governo Prodi, come mostra la litigiosità dei ministri nei giorni scorsi. Ma che, in termini di voti, non sembra aver spostato pezzi di elettorato né dalle parti di Fiumicino né a Malpensa. I sondaggi (causa vacanze pasquali) arriveranno domani ma per Roberto Weber dell'Swg il Pd, al Nord, potrebbe addirittura volgere a suo favore la partita giocando su un'immagine più innovativa rispetto a quel partito del rinvio che mette insieme Berlusconi e Bertinotti. E anche per Mannheimer dell'Ispo Alitalia è una di quelle questioni seguite da un elettorato ben informato e che ha già una sua opinione. Gli spostamenti veri, invece, si verificherebbero verso la fine della campagna elettorale su temi che toccano direttamente i cittadini. Come, appunto, le pensioni e i salari. Conclusione dei ragionamenti (dei veltroniani): ci sono i margini per una controffensiva, purché si parli al paese reale. Morando non usa perifrasi: "Alitalia non conta niente elettoralmente. E i cittadini hanno la bava alla bocca per le tasse che devono pagare, anche su Alitalia". 2 Alessandro De Angelis 26/03/2008.

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Sprechi i servizi affidati in esterno (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Sprechi i servizi affidati in esterno Serve un appalto per avvitare le viti I dipendenti Alitalia non lo sanno fare La complicata pulizia delle foderine dei sedili La gestione del contenzioso e dei reclami commerciali. I pasti a bordo, per i passeggeri e gli equipaggi. Ma anche la pulizia delle foderine dei sedili e lo spostamento della paratia mobile che separa la classe business da quella economica. È lunga la lista dei servizi che l'Alitalia appalta a fornitori esterni. Ed è nella giungla dei contratti che regolano questi rapporti che si annidano spesso le inefficienze più clamorose di una gestione che ha portato la compagnia sull'orlo del fallimento. In alcuni casi si acquistano prestazioni inutili, in altri si scelgono costi triplicati rispetto a quelli di mercato, in altri ancora si fraziona lo stesso appalto per garantire provvigioni a più fornitori. Il risultato è lo spreco di risorse pubbliche, l'utilizzo irrazionale del personale dipendente e il proliferare di rapporti clientelari. Il quadro che emerge da una rapida indagine condotta dal Riformista nell'intricata rete delle società che beneficiano di appalti Alitalia è sufficiente per immaginare i risultati riscontrati durante la due diligence effettuata da Air France. Emerge, in particolare, un caso che sintetizza eloquentemente le cattive abitudini consolidate negli anni. Nel 2006 Alitalia firma un nuovo contratto con un fornitore esterno al Gruppo per la gestione dei reclami bagagli e di quelli commerciali. Il contratto precedente, che si sceglie di non rinnovare, è con la Team Trackers, un operatore di livello europeo che, ironia della sorte, è proprio del gruppo Air France. Il nuovo contratto è con Stb, un piccolo studio legale con sede a Roma. Il risultato è che i costi per il singolo reclamo triplicano rispetto al precedente accordo, tanto che il budget per il 2008 per il solo estero viene portato da meno di 1 milione a oltre 2,5 milioni. Ma il vero e proprio paradosso sta nel fatto che Stb è anche lo studio legale di Alitalia per i contenziosi. Così, evidentemente, non c'è alcun interesse a chiudere un reclamo senza contenzioso. Conseguenza immediata: lo studio legale passa all'incasso due volte e si registra un aumento mai verificato prima delle cause avanzate dai passeggeri. Il caso è noto a tutti all'interno del management, tanto che viene portato anche all'attenzione del cda. Ma il contratto è talmente "blindato" che tutto resta fermo. E a risentirne sono ovviamente le casse della compagnia. Così come avviene per le altre numerose sacche di inefficienza che si annidano ovunque, anche nei servizi più elementari. I pasti a bordo, quelli per i passeggeri e quelli per gli equipaggi, sono forniti da una società esterna, come avviene per tutte le altre compagnie aeree. Nel caso di Alitalia, però, c'è un intreccio di società che gestiscono ognuna una porzione dell'appalto: la confezione, il packaging e il trasporto a bordo. E allora, per garantire a tutti un margine di guadagno sufficiente, un pasto da mensa arriva a costare all'azienda anche 40-50 euro. Altro esempio eclatante è quello che riguarda la pulizia delle foderine poggiatesta. Il cabinista, dipendente di Az Servizi, è tenuto a smontare la foderina che viene poi consegnata alla società esterna incaricata. Seguono trasporto, lavaggio e nuovo trasporto, fino al ritorno nelle mani dell'addetto che le rimonta. In moltissime compagnie europee è bastato scegliere materiali plastici che sono gli stessi assistenti di volo a pulire con un colpo di spugna. Un'altra società esterna ha in appalto lo spostamento della paratia che separa la classe business da quella economica. Un'operazione che si ripete spesso, per adeguare le caratteristiche dell'aereo alla tipologia del viaggio e della clientela. Ci sono due viti da svitare e riavvitare ma nessun dipendente Alitalia ha evidentemente la professionalità necessaria per portare a termine l'operazione. Così, anche in questo caso, c'è un appaltatore lautamente retribuito. Non solo. Con alcuni di questi fornitori privilegiati non vengono rispettati i pagamenti e si finisce in tribunale. Nell'ultimo documento contabile disponibile Alitalia evidenzia che i decreti ingiuntivi notificati, già opposti e tuttora pendenti, riguardano anche un fornitore di filmati da trasmettere a bordo degli aeromobili, per 1,2 milioni; un fornitore di servizi informatici, per 812 mila euro; un fornitore di prestazioni manutentive, per 492 mila euro e tre fornitori, per un totale di 76 mila euro. Il quadro, nel complesso, è quello di un'azienda che se fosse privata sarebbe già fallita. Oggi invece, nonostante tutto, c'è ancora Air France che offre una chance. 26/03/2008.

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Alitalia e voto intervista napoletana (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia e voto intervista napoletana D'Alema: "Non capisco i sindacati Bertinotti invece sta bene con Silvio" (segue dalla prima pagina) Quanto al sindacato, dice D'Alema, "capisco le ragioni del negoziato, meno quelle che rischiano di sabotare la trattativa". Ma il vero punto, secondo il vicepremier, è il collegamento tra la natura dell'offensiva berlusconiana su Alitalia e il rischio che il sistema paese correrebbe in caso vittoria del Pdl: "Berlusconi non ha più idee, non ha spinta propulsiva, non ha classe dirigente, e per di più si presenta con questa impronta leghista. La sua vittoria sarebbe solo un accasciarsi sul potere, un disastro che dal punto di vista internazionale provocherebbe l'accelerazione del processo di marginalità del paese. Qui rischia di andare fuori mercato non Alitalia, ma l'Italia tutta". Dice D'Alema che nel Berlusconi versione Alitalia la cifra prevalente è il "cinismo propagandistico". Ma non solo: "C'è l'idea assistenzialista della mano pubblica, quella di chi suggerisce al governo "date un miliardo di euro ad Alitalia a spese della collettività per una soluzione ponte, poi ci penso io e la mia famiglia". Una frase di questo tipo non la si potrebbe dire in America Latina. Negli anni Cinquanta, forse. Nel mondo occidentale invece fa impressione, perché è un groviglio di cosa pubblica, affari privati, strumentalizzazioni elettorali". E gli imprenditori della cordata italiana alternativa ad Air France? "Non ci sono questi imprenditori. Parliamoci chiaro, per Berlusconi la vicenda Alitalia è come la questione dei rifiuti: un problema che lui non ha mai affrontato. Questo povero governo durato venti mesi e tanto vituperato, sul quale si sono scaricati tutti i mali, ha avuto il solo torto di affrontare la questione laddove Berlusconi, nei suoi cinque anni di governo, l'aveva solo rinviata. Abbiamo seguito procedure di assoluta trasparenza. La gara di vendita è andata deserta. Quando gli imprenditori italiani hanno capito che c'erano da mettere molti soldi ma senza grandi prospettive si sono fatti indietro. Ma questo era anche ragionevole, perché per gestire una compagnia come Alitalia ci vuole rilevante know-how. L'unica compagnia italiana che poteva competere era Air One. Intendiamoci, le aspirazioni di Toto sono legittime, tuttavia data la dimensione dell'azienda avrebbe bisogno di maggiori supporti finanziari e industriali. Non a caso si erano fatte avanti solo grandi compagnie straniere e in queste ore le uniche vere alternative di cui si parla portano a Lufthansa. E infatti noi avevamo cercato Lufthansa. Abbiamo cercato i cinesi. Siamo andati in Qatar. Abbiamo cercato per un anno. Berlusconi in cinque anni non ha fatto nulla, solo litigare con An per spartirsi l'azienda". L'ostilità del Cavaliere ai francesi coincide però con le tesi di una parte del sindacato e della sinistra radicale. "Il sindacato non lo capisco. O meglio, capisco che voglia negoziare dal punto di vista dei lavoratori le migliori condizioni, ma non vorrei che per difendere le ragioni di una minoranza dei lavoratori si finisse per compromettere il destino dell'azienda, sabotare l'operazione e buttare all'aria Alitalia". Poi comincia il capitolo Bertinotti: "Bertinotti è interessante culturalmente. È sempre stato estraneo alla vena di cultura liberale che ha percorso la storia del comunismo italiano. Negli anni Trenta il primo a scrivere che l'Irizzazione dell'economia italiana dopo la grande crisi rischiava di tramutarsi in una socializzazione delle perdite e in una privatizzazione dei profitti è stato Gramsci. Il fatto che la garanzia statale sui debiti portasse a una situazione in cui la rendita finanziaria non correva l'"alea del mercato" è citazione da Gramsci, il quale ne traeva la conclusione che è contro questa logica che i ceti "produttori" dovessero allearsi. La vena liberale ha segnato la storia del comunismo italiano. Bertinotti, venendo dal massimalismo socialista e statalista, ne è sempre stato estraneo. Naturalmente, Berlusconi è un'altra cosa, è l'idea dell'uso privato della cosa pubblica. Diciamo che ogni tanto si verificano delle convergenze tattiche". Si accusa però il Pd di non farsi carico dell'ipoteca sui destini del paese che la vendita di Alitalia ai francesi comporta. Sostiene D'Alema: "Non è vero che la creazione di grandi imprese europee ci porta sempre a situazioni subalterne. In diversi campi noi ci siamo assicurati la leadership. Sul fronte finanziario, per esempio, con Unicredit. Nel campo energetico, con Enel ed Eni. Un'idea autarchica della compagnia di bandiera contrasta con la tendenza naturale alla creazione di grandi imprese continentali. Dopodiché, se la nostra compagnia aerea è al fallimento è difficile pretendere che la leadership nel settore aereo sia nostra". Obiezione: due anni fa, in pieno risiko bancario, il tema dell'italianità andava forte tra i fautori dell'operazione Unipol-Bnl. "Continuo a ritenere valido il progetto industriale delle cooperative su Bnl, ma non per l'italianità, bensì perché la nascita di una grande banca legata alla piccola impresa poteva essere una risorsa importante per il paese. Ma a chi polemizza su Alitalia, dell'Italia non importa niente. In questa operazione c'è un marchio leghista, un pezzo di nord che fa un'operazione simbolica ma ingiustificata. Il principale affossatore di Malpensa è Formigoni, è il "partito del nord". Non hanno costruito le infrastrutture nonostante gli avessimo dato i soldi negli anni Novanta. Hanno favorito la proliferazione di aeroporti nel nord. Non è certo Roma ladrona che vuole uccidere Malpensa". Altra accusa: nello stesso Pd c'è chi dice che la sinistra riformista è ferma alle vecchie ricette liberiste degli anni Novanta, che il Tremonti no global sia più sensibile ai guasti provocati dal mercatismo. "A me fa piacere - risponde l'ex premier - che ci sia a destra chi denuncia le contraddizioni della globalizzazione, dopo che la destra, internazionalmente, ha la responsabilità di aver esaltato il mercato e proclamato la morte della politica. Ma la soluzione a questi problemi sta nella regolazione, nel multilateralismo, non nella deregulation nazionale o nel protezionismo. La Cina si apre al sistema mondiale? Benissimo, accetti regole di protezione del lavoro, del lavoro minorile, e alla fine cresceranno anche i salari. Se insomma Tremonti sviluppa il suo pensiero nel senso di una visione liberale moderna, che considera il mercato una istituzione che ha bisogno di regole e di autorità, gli do il benvenuto nel socialismo liberale. Se invece ripiega sull'autarchia leghista, sul nord che si protegge coi soldi dello Stato, questo comporterebbe una dolorosa regressione del paese". Respinto il neostatalismo mezzo tremontiano mezzo berlusconiano, D'Alema propone però di rivalutare il ruolo dello Stato centrale. E fa pure autocritica sul passato recente della sinistra: "Diceva un vecchio slogan (leninista, ndr ): "Meglio meno ma meglio". Ecco, mi sembra perfetto per definire il giusto equilibrio della funzione pubblica, insieme a quello che rivendica senza contraddizione "più mercato e più Stato". In Italia c'è una ipertrofia della presenza statale, e invece c'è bisogno di qualità. Ma la mancanza del senso di Stato è il nostro grande problema, anche perché una certa visione liberale da noi si coniuga storicamente con un antistatalismo che è una palla al piede della società. E qui faccio una riflessione autocritica. Per troppi anni siamo stati subalterni all'idea che bisognava scardinare lo Stato centrale, subalterni al federalismo, alla retorica dell'autogoverno alimentata anche dalla stagione dei sindaci, alla filosofia del glocalismo? Non funziona. Posso dire sulla base della mia esperienza che nel mercato globale i sistemi paese funzionano in quanto tali. Bisogna continuare sulla strada delle liberalizzazioni e privatizzazioni, ma pure ridare forza allo Stato, perché nel mondo puoi tutelare gli interessi nazionali con la forza del tuo governo centrale, e non con la Regione. Avere a Shangai una sfilata di ambasciate regionali è solo uno spreco di denaro e una fiera delle vanità. Serve invece un forte e autorevole Stato centrale, cioè quella struttura che era già nata debole e che da vent'anni lavoriamo a indebolire". Il seguito del ragionamento di D'Alema prende i toni del puro appello elettorale: "Siamo in una crisi internazionale molto delicata, che come tutte le crisi finanziarie ha bisogno di politica. Ecco, votare Berlusconi in un periodo di vacche grasse, in cui si possono distribuire mance e favori, posso anche capirlo. Ma in una fase così, il rischio che il paese paghi un prezzo altissimo è enorme. Abbiamo qualche giorno per evitarlo". 26/03/2008.

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Segue dal loft (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Segue dal loft di Alessandro De Angelis E per rispondere ai cittadini con la bava alla bocca (o almeno a una loro parte), ieri Veltroni ha illustrato la proposta, su cui hanno lavorato il guru del programma Morando, l'ex ministro Treu, e l'economista Stefano Fassina, di "un intervento immediato" sul fronte delle pensioni. Che riguarda i pensionati di oltre 65 anni e determinerebbe, a partire da luglio, un incremento medio di quasi 400 euro l'anno per le pensioni fino a 25 mila euro l'anno e un incremento fra i 100 e i 250 euro per le pensioni comprese tra 25 mila e 55 mila euro. I numeri spiegano da soli la portata dell'affondo veltroniano: i pensionati fino a 25 mila euro sono circa sei milioni, più di un milione e mezzo quelli tra i 25 e i 40 mila. A questa platea di oltre sette milioni di pensionati (e di elettori) il Pd vuole proporsi come la novità più affidabile. Dice Fassina: "Vogliamo ridare potere d'acquisto a chi ne ha perso di più perché è stato in pensione più a lungo. Non è una trovata estemporanea, o un coniglio dal cilindro: noi stiamo facendo una campagna elettorale sui programmi". E proprio dalle pensioni riparte lo schema più caro al segretario del Pd: la doppia novità sia rispetto a Prodi che a Berlusconi. Afferma Morando: "Con la nostra proposta parliamo a quei pensionati che non sono stati toccati dal Protocollo e non saranno tutelati da Berlusconi". La mossa veltroniana - e non è un dettaglio - ha trovato anche ampi consensi sul fronte sindacale (Epifani in primis) che su Alitalia qualche tensione col loft l'ha vissuta. E ha spiazzato la sinistra-sinistra: Bertinotti si è limitato a un "chiedo al Pd perché non sia stato possibile farlo prima". Qui si inserisce l'altro capitolo della controffensiva veltroniana. Alla conferenza operaia del Pd, a Brescia, Veltroni parlerà a un altro rilevante pezzo di paese con la bava alla bocca. Al loft si stanno mettendo a punto una serie trovate ad effetto, come un video stile I care sulla condizione operaia: "Non si sa se ce la faremo. Qui è una lotta contro il tempo" dice Alessia Mosca, responsabile lavoro del Pd. Di sicuro ci saranno i tre leader sindacali. E Veltroni lancerà, nel cuore nel Nord, un messaggio opposto a quello di Tremonti. Spiega Alessia Mosca: "Le nostre proposte su formazione e innovazione sono l'opposto rispetto al protezionismo di un centrodestra che gioca sulla paura". Ma anche rispetto alla Sinistra arcobaleno. Che sabato farà una sua "conferenza operaia" a Milano e teme il confronto mediatico col Pd. Sarà un caso anche questo, come dicono al loft. Oppure è partita la controffensiva veltroniana. 26/03/2008.

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Proposta (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Proposta Un referendum all'Alitalia Il capitalismo è quel sistema economico nel quale chi prende una decisione sbagliata ne sopporta i costi. Chiunque sciolga il nodo Alitalia - Prodi e Tps ora, Berlusconi o Veltroni dopo le elezioni - i primi a sentirne le conseguenze saranno i dipendenti della compagnia di bandiera. Perché non fare votare loro, pro o contro il piano industriale di Air France? La proposta viene dal professor Ugo Arrigo, economista dell'università di Milano-Bicocca e blogger pro-liberalizzazioni. Ci sembra molto di buon senso. Su Alitalia meglio un referendum vero che quello fittizio e fracassone in cui Berlusconi vuole trasformare le prossime elezioni. Meglio un voto che abbia per oggetto un piano industriale che c'è e pertanto si può leggere e valutare (a differenza delle promesse peroniste) e che porti alle urne chi ha un interesse legittimo e una competenza di prima mano. Se la politica spergiura di voler tutelare i dipendenti Alitalia, perché non dar loro voce, considerandoli gli azionisti del proprio futuro? 26/03/2008.

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Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia Lo dice anche il Wsj Berlusconi poco riformista Veramente l'avevamo già scritto noi del Riformista . Ma che lo dica anche il Wall Street Journal , ovviamente, ha la sua importanza, visto che si tratta della Bibbia del liberalismo conservatore, e Berlusconi ci tiene tanto a passare per un liberale conservatore. Dunque, scrive il Wall Street Journal che "le meditazioni" (musings nell'originale) di Berlusconi sull'Alitalia "potrebbero presto diventare scelte di governo ufficiali e mandare a monte l'unica cosa che ancora si frappone tra la compagnia di bandiera e la bancarotta". Ma il Wsj va oltre, anzi va indietro nel tempo, e ricorda a Berlusconi quello che ben pochi sulla stampa italiana hanno il coraggio di ricordargli: "Nell'ultima parte del suo governo tra il 2001 e il 2006 Berlusconi non trovò alcun salvatore per Alitalia. Al contrario, si mostrò irresoluto mentre il debito della compagnia cresceva, raggiungendo qualcosa come 1,3 miliardi di euro a gennaio scorso. Gli elettori italiani potrebbero chiedere a Berlusconi perché non ha venduto le azioni Alitalia mentre ancora valevano qualcosa. Negli ultimi due anni il valore della compagnia sul mercato azionario si è ridotto del 70%". Ci permettiamo di aggiungere, di nostro, il seguente dato: un risparmiatore che avesse investito 1000 euro in azioni Alitalia nel 1987 e le avesse tenute fino alla procedura di vendita avviata dal governo Prodi avrebbe perso "soltanto" 940 euro. Avrebbe dovuto perdere anche gli altri 60 perché in questi ultimi vent'anni Alitalia ha riportato un margine operativo positivo solo due volte, qualche decina di milioni di euro nell'87 e nell'88, poi solo buchi. In vent'anni nessuno ha mai avuto il coraggio di staccare la spina. Anzi, l'accanimento terapeutico si è tradotto in una sfilza di ricapitalizzazioni (oltre 4 miliardi di euro) varate a più riprese dallo Stato azionista a carico di 50 milioni di italiani, compreso il nostro risparmiatore. Che così ha salvato gli ultimi 60 euro in cambio di altri 80 a copertura delle ricapitalizzazioni. Un affarone. Cui ora Berlusconi vorrebbe aggiungere un prestito ponte di un altro miliardo di lire, pagato dai contribuenti, per consentire a un fantomatico gruppo di imprenditori amici di papparsi a pezzi l'Alitalia, pur non avendo i soldi per comprarla e rilanciarla. Se questo è un liberale... Il Wall Street Journal deriva da questa posizione sull'Alitalia pessimi auspicii per il futuro governo di Berlusconi anche in altri campi. I "musings" di cui sopra, infatti, "sono anche un segnale della sua mancanza di impegno per realizzare le riforme economiche". La stessa che funestò i cinque anni del suo governo. Allora - ricorda il Wsj , "aveva promesso riduzioni fiscali, riforme del mercato del lavoro e liberalizzazioni, mancando gran parte degli obiettivi: il pil è cresciuto complessivamente del 3.6% nei cinque anni del suo governo; peggio dell'8,6% della Francia e persino del 4,5% della Germania nello stesso periodo, e ben al di sotto del 17,7% del pil spagnolo o del 13,4% di quello britannico". Madamina, il catalogo è questo. Ed è questa la ragione per cui siamo estremamente preoccupati di quello che potrebbe fare un governo di centrodestra, francamente molto di più di quanto lo siamo stati in altre elezioni, quando Berlusconi appariva ad alcuni troppo rivoluzionario, ma almeno si riprometteva di rivoltare il paese come un calzino. Siamo preoccupati perché siamo riformisti, e quello che abbiamo davanti assomiglia sempre di più a un centrodestra che ha abbandonato l'ambizione e la voglia delle riforme. Che poi riesca a farle il centrosinistra, questo è tutto da vedere, e ce ne occuperemo in altre occasioni. 26/03/2008.

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No comment di Lufthansa sul ritorno (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Compagnia No comment di Lufthansa sul ritorno La compagnia tedesca Lufthansa "non commenta" né l'ipotesi di una sua presenza nell'eventuale cordata italiana evocata da Silvio Berlusconi per aggiudicarsi Alitalia, né le dichiarazioni di Emma Bonino, secondo cui il vettore tedesco è uscito dalla gara per la compagnia di bandiera italiana per paura dei sindacati. Lo ha detto ieri Stefanie Stotz, portavoce di Lufthansa. Il peso dei sindacati in Alitalia "è stato ovviamente preso in considerazione, non ne abbiamo mai fatto mistero, ma non vogliamo commentare se sia stato decisivo o meno", ha spiegato la Stotz. La decisione di non presentare un'offerta, ha ricordato Stotz citando quanto annunciato dalla compagnia tedesca a inizio dicembre, è stata presa dopo aver esaminato vari pro e contro. Alla fine, ha aggiunto la portavoce, a prevalere sono stati i rischi eccessivi e il timore di perdere il rating di investment grade in caso di acquisizione di Alitalia, con pesanti conseguenze economiche per la società.

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Prato e Spinetta grandi manovratori (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Prato e Spinetta grandi manovratori Ma i sindacati bocciano i diktat La scadenza per le trattative per la cessione di Alitalia ad Air France-Klm resta fissata al 31 marzo. Lo ha detto il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, secondo quanto riferiscono fonti sindacali presenti alla riunione alla Magliana. "L'azionista Tesoro - ha detto Prato - mi ha confermato che rimane la scadenza del 31 marzo. Sta ai sindacati decidere se ci sono le condizioni per proseguire". Insomma, le parole di Prato lasciano aperto uno spiraglio: se i sindacati accettano le nuove condizioni dei francesi, l'operazione andrà avanti. Ma il sindacato non intende subire diktat dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa. A commentare così l'annuncio di Prato è il segretario nazionale della Fit-Cisl Claudio Genovesi. "Non siamo disponibili a subire diktat da Padoa-Schioppa - ha detto Genovesi- perchè su di lui gravano le maggiori responsabilità, da un anno e mezzo a questa parte, per il fallimento del bando di privatizzazione di Alitalia".

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Bonaiuti: Cordata italiana? Dal Cav solo un appello (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Bonaiuti: "Cordata italiana? Dal Cav solo un appello" Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Nella lotteria per salvare Alitalia arriva una parziale frenata sulla consistenza del secondo pool di imprese e banche targato made in Italy. La precisazione è arrivata ieri dal portavoce del leader del Popolo della libertà, Paolo Bonaiuti, che ha detto che sulla possibilità di una cordata di imprenditori italiani che salvi Alitalia "Berlusconi ha fatto solo un appello", dicendo che se si fosse messa in piedi "avrebbero potuto partecipare anche i suoi figli". Bonaiuti ha tuttavia aggiunto: "Su questo non parlo perché il riserbo è d'obbligo", lasciando dunque il ancora il punto interrogativo sull'ipotesi di una discesa di campo di una cordata alternativa a quella di Air France. Il sintomo che ormai la questione Alitalia sia diventato il vero nervo scoperto della campagna elettorale è dato dalla provocazione lanciata dallo stesso Bonaiuti che ha provocatoriamente chiesto al ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, in un dibattito televisivo "se la proposta di Air France è così buona, come mai Le Monde (il quotidiano francese ndr) l'ha definita una svendita, come mai vi trovate tutti contro tutti?". Risposta scarna. Il mirino del Pdl è comunque puntato sul governo Prodi colpevole di aver condotto la trattativa senza troppa volontà di difendere le prerogative italiane. Ma a ritenere il premier uscente responsabile non è solo il Pdl. Gennaro Migliore, presidente dei deputati del Prc, ha sostenuto che "Alitalia è una grande azienda strategica, da un anno non si sono fatti avanti nè investitori italiani nè è stata portata avanti una trattativa all'altezza di un paese che difende il proprio interesse nazionale, questo anche con grave responsabilità del governo Prodi". E l'asse tra la sinistra radicale e Berlusconi su Alitalia, già denunciato e smentito nei giorni scorsi quando il presidente del Senato, Fausto Bertinotti ha aperto alla cordata tricolore, si è nuovamente saldato ieri con l'intervento di Giulio Tremonti: "Prodi sembra al terzo mandato dell'Iri" ha commentato sarcastico l'ex ministro dell'Economia. "Crede di stare svendendo l'Iri - ha sottolineato Tremonti - sta facendo accordi come fosse al terzo mandato dell'organismo di riconversione industriale e non come presidente del Consiglio. Sta facendo traffici e confusione. Il rapporto con Air France è stato quanto di più volutamente opaco si potesse organizzare". Tremonti ha poi ricordato che nel 2005 il governo Berlusconi "ha fatto l'ultimo grande aumento di capitale sul mercato. Parte dei soldi erano dei privati che credevano nel piano industriale, altro denaro era stato messo di conseguenza dal Tesoro. A due anni di distanza - conclude l'ex ministro - il piano lo hanno cestinato, il capitale mangiato e siamo qua con un rapporto opaco con Air France". L'immancabile invito all'equilibrio è arrivato da Veltroni, leader Pd, "sul tavolo da poker della vita politica e della campagna elettorale viene giocato tutto, anche il lavoro di migliaia di persone ma questo è inaccettabile".

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Cardia: La politica deve parlare a Borsa chiusa (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Appello La Consob chiede trasparenza per evitare speculazioni sui titoli della compagnia di bandiera Cardia: "La politica deve parlare a Borsa chiusa" Alessandro Usai a.usai@iltempo.it Il caso Alitalia infiamma la campagna elettorale e accende l'interesse sulle quotazione in Borsa. Non a caso il presidente della Consob, Lamberto Cardia, ha sentito il dovere di "richiamare tutti alle proprie responsabilità", perchè "quando un politico manifesta desideri o finalità da raggiungere può innescare movimenti del titolo e rendere squilibrato il mercato". Insomma, "la politica deve parlare a Borsa chiusa, attraverso il ministro competente, spiegando con estrema chiarezza se si tratti di un progetto o di fatti concreti". Cardia sottolinea che "l'obiettivo della Consob è assicurare parità di informazione a tutti gli operatori. E in questi giorni si rischia di violare questo principio". Basta analizzare le azioni di Alitalia in Borsa per capire che qualcosa perlomeno di anomalo sta accandendo. Dall'inizio dell'anno Alitalia ha perso il 52% a Piazza Affari. Non c'erano acquirenti, la compagnia era sull'orlo del fallimento e all'orizzonte AirFrance-Klm era l'unica carta da giocare per non portare i libri in tribunale. Poi qualcosa è cambiato. Berlusconi ha rilanciato la possibilità di una cordata italiana e anche in Borsa le azioni si sono rivitalizzate. Giovedì scorso alle 17,02, dunque a mercati aperti, Corrado Passera, ad di IntesaSanpaolo, definiva "inimmaginabile un'offerta su Alitalia". In Borsa le azioni, dopo aver spiccato il volo, hanno rallentato. Se c'è la cordata è bene comprare azioni Alitalia, altrimenti meglio vendere. La pausa per le festività pasquali è stata provvidenziale: Borsa chiusa e parole politiche in libertà. Ieri però i mercati hanno riaperto e Di Pietro ha definito "limitata la proposta di Air France" mentre Franceschini ha esortato "il governo Prodi ad andare avanti nelle trattative". Alitalia (+ 28% a 0,45 euro) ringrazia. Ma forse sarebbe il caso di sospenderla in Borsa fino alle elezioni.

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C'ERA un tempo, non molti anni fa, in cui la seconda serata tv ruotava su un appuntamento fisso (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Costanzo show: luogo di incontri, di chiacchiere, di conoscenza soprattutto dei personaggi e dei protagonisti del nostro mondo dello spettacolo. La tv da allora è cambiata, sicuramente non in meglio. Il talk è diventato il genere più battuto e inflazionato, gli ospiti vengono tirati per la giacchetta da una parte e dall'altra in una sorta di circo che non ha soste da mattina a notte fonda, al punto che ci sono veri e propri professionisti del salotto tv, dei caratteristi che non fanno altro che andare da uno studio all'altro per dire la loro su tutto e su tutti. L'importante è dare fiato alle parole, senza alcun rispetto per le competenze (nel giorno di Pasqua Domenica in ha allestito un dibattito sull'Alitalia, caso drammatico, in cui a rappresentare la Francia era stata chiamata, probabilmente in mancanza di altro, Corinne Clery). Ma se ci fosse la voglia ci sarebbero altri modi, magari tenendosi buono anche quel dannatissimo totem televisivo chiamato auditel. E a dimostrarlo, stavolta, è proprio il Costanzo show che, l'altra sera, ha messo in piedi una puntata vecchia maniera (e di successo), ospitando un paio di glorie del passato che ancora hanno voglia di raccontare, punzecchiarsi e, persino, gigioneggiare, come Marisa Merlini e Arnoldo Foà che, nonostante i 92 anni e il bastone ha ancora voglia di ballare e di ridere.

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Lavoratori in piazza Protesta sulle note dell'Inno di Mameli (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Alla Magliana Lavoratori in piazza Protesta sulle note dell'Inno di Mameli I dipendenti di Alitalia fanno sentire la loro voce. Alcune centinaia di lavoratori dell'Atitech di Napoli sono giunti in corteo di fronte alla sede di Alitalia alla Magliana a pochi minuti dall'inizio dell'incontro tra il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, il presidente dell'Alitalia, Maurizio Prato e i sindacati. Accompagnati da slogan, bandiere e tamburi, i dipendenti della società hanno protestato contro il piano di cessione dell'azienda. Nel piazzale antistante il quartier generale di Alitalia si è svolto anche un sit-in dei lavoratori del call center e del centro elaborazioni dati anche essi coinvolti nel piano di dismissione. Al grido di "Atitech non si tocca, la difenderemo con la lotta" i dipendenti della società che ha sede a Napoli sono entrati all'interno del cortile del quartier generale di Alitalia e hanno presidiato l'ingresso. Numerose le bandiere delle varie sigle, tra cui quelle del Sdl, di Filt-Cgil e Cub. Il corteo è arrivato alla Magliana sulle note dell'Inno di Mameli, per sottolineare la richiesta di mantenere l'italianità della compagnia. Le forze dell'ordine hanno controllato che la protesta non degenerasse e in effetti non si sono registrati scontri. Al termine dell'incontro il presidente di Air France-Klm ha rassicurato i sindacati sottolineando come il nuovo piano francese "non lascerà nessun lavoratore per strada".

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ROMA Il target è fissato. Anche se non è stato mai ufficializzato. Tutt'altro. Jean (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cyril Spinetta e i sindacati vorrebbero scavallare le elezioni per affrontare, e, possibilmente, chiudere la partita Alitalia insieme al governo che verrà. Lo ha ribadito più volte il top manager francese precisando che l'acquisto della nostra ex compagnia di bandiera era ed è condizionato al via libera del nuovo esecutivo. Lo hanno sempre sottolineato le organizzazioni sindacali spiegando che nell'operazione non poteva e non può non entrare il nuovo inquilino di palazzo Chigi che, tra l'altro, dovrebbe "garantire" la copertura dei possibili ammortizzatori sociali. Il rinvio della presentazione del piano industriale sembra proprio rafforzare tale ipotesi. Stando almeno alla dinamica delle scadenze: venerdì Spinetta presenterà il suo piano riveduto e corretto; sicuramente e legittimamente i sindacati chiederanno tempo per trattare; la discussione verosimilmente non potrà essere brevissima e comunque priva di ostacoli. Nonostante Maurizio Prato continui a ripetere che per il Tesoro la scadenza resta quella del 31 marzo, tutto, invece, fa pensare che si arriverà a ridosso della consultazione elettorale e, dunque, a un possibile cambiamento dello scenario politico. Il nuovo governo sarebbe costretto a scendere in campo ed in campo, quasi certamente, scenderebbero anche i segretari generali delle varie confederazioni. Tempi lunghi? Probabilmente non brevissimi, ma non eterni, soprattutto perchè le casse di Alitalia contengono più sospiri che soldi. Le "aperture" di Spinetta. Il top manager parigino dopo aver ostentato la massima rigidità ("Il mio piano non si tocca") ha accettato di trattare a oltranza. Almeno su tre punti. Il primo: il cargo. Potrebbe allungare i tempi di sopravvivenza di attività riducendo nel frattempo il numero degli esuberi di piloti, anzi assumendo in Air France 60 nuovi comandanti ogni anno per i prossimi tre anni. Resta l'interrogativo: ma il cargo resterà? Quasi certamente no. Secondo punto: Il destino di Atitech. E' il comparto napoletano - quasi 700 addetti - che si occupa della manutenzione pesante. In particolare degli Md-80, aerei che saranno progressivamente messi a terra. Spinetta si impegnerebbe a mantenere l'attuale organico, ma ovviamente potrebbe farlo soltanto diversificando l'attività o trasferendo i dipendenti in qualche altro settore di terra. Ieri sera, fuori della sede Alitalia, si è svolta un'assemblea tra sindacalisti e lavoratori del polo napoletano. Terzo punto: Az-Servizi. Con il piano iniziale Spinetta fissava 500 esuberi insieme all'impegno ad assumere personale su Fiumicino e a "reinternalizzare" 3.300 dei 7.400 lavoratori in organico. Gli altri sarebbero finiti in Fintecna. Ieri il numero uno di Air France ha fatto intendere che c'è la possibilità di comprendere nel perimetro Alitalia-klm-Air France tutte le attività di Az-Servizi svolte a Fiumicino. Un perimetro limitato che i sindacati vorrebbero poter verificare. Infine, e questa è una novità, Air France vorrebbe aprire confronti mirati con le varie categorie di lavoratori. L'obiettivo sarebbe quello di poter concludere accordi distinti con piloti, assistenti di volo e personale di terra. E, per quanto riguarda Az-Servizi, intese separate con i dipendenti dei settori handling e manutenzione. Non è chiaro se si tratti di contratti di categoria che potrebbero far immaginare uno spezzettamento della società e che troverebbe l'opposizione netta delle organizzazioni di categoria le quali rivendicano la necessità di mantenere l'intero personale della compagnia sotto l'ombrello Alitalia. Cos.

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ROMA Prime anche se vaghe aperture di Jean Cyril Spinetta. Prudenza da parte dei sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di LUCIANO COSTANTINI ROMA Prime anche se vaghe aperture di Jean Cyril Spinetta. Prudenza da parte dei sindacati. Oggi un Cda di Alitalia (per fare il punto della situazione). L'impegno del top manager di Air France a presentare un nuovo piano industriale venerdì prossimo. O forse già domani sera, dopo il Cda di Air France. Quello che doveva essere il nuovo "giorno della verità" si consuma così, mentre sotto il quartier generale della Magliana manifestano per tutto il pomeriggio centinaia di dipendenti che vivono in prima persona il dramma della compagnia. E mentre il titolo in Borsa va sulle montagne russe chiudendo con un più 32%, dopo aver toccato quota 87% teorico in mattinata. Spinetta, in sostanza, ha rinviato di un paio di giorni la presentazione dell'offerta di acquisto magari sperando che nel frattempo tra le cupe nubi che ristagnano sopra il cielo di Alitalia si apra qualche squarcio di sereno. L'impegno è stato formalizzato da una nota stampa della stessa aviolinea francese che ha annunciato la proposta di "un accordo quadro con le organizzazioni sindacali entrò venerdì e l'apertura di specifici confronti con le differenti categorie dei lavoratori". Ieri pomeriggio alla riapertura del tavolo negoziale Spinetta ha ripetuto la "propria determinazione a implementare un piano che condurrà Alitalia al risanamento e al rilancio ("Se così non fosse non ci scommetterei un solo centesimo"), ha garantito che "gli aspetti sociali saranno risolti in maniera tale che nessun lavoratore sarà lasciato per strada e che sarà disegnata una soluzione appropriata per ciascuno dei 2.100 lavoratori previsti dal piano, di cui 1.600 in Alitalia e 500 in Alitalia Servizi". Nessuna anticipazione, se non qualche accenno, ai correttivi. Ha parlato di possibili assunzioni di 180 piloti in Air France, di modifiche all'assetto di Az-Servizi, di contratti separati per la varie categorie aziendali. Nessun riferimento ai tempi della trattativa e, quindi, dovrebbe restare confermata la volontà di andare ad oltranza. Evidentemente però solo da venerdì prossimo. Mentre Maurizio Prato ha avvertito che il Tesoro resta ancorato alla scadenza del 31 marzo. Anche se fonti dal dicastero di via XX Settembre dicono che "si prenderebbe atto di uno slittamento del 31". Il vice ministro allo Sviluppo, l'ex leader della Cisl, Sergio D'Antoni, ha osservato che l'ultimo giorno del corrente mese "non può essere la data ultima". E i sindacati? Vedono una strada in salita, però aspettano il prossimo incontro di venerdì per formulare il loro giudizio. Il leader della Filt/Cgil, Fabrizio Solari, si è detto disponibile a trattare: "Il nostro giudizio sarà sul merito". "Un incontro utile - secondo Claudio Claudiani della Fit/Cisl - per costruire le basi di un negoziato". Sulla stessa linea il segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini: "Se c'è uno spiraglio, bisogna giocare fino in fondo la partita". "Oggi comincia la vera trattativa - secondo Giuseppe Caronia dell'Uiltrasporti - perchè ci sono state delle aperture e l'impegno a fornirci documenti che ci permetteranno di andare ad una valutazione più approfondita". Freddo il numero uno della Cisl Bonanni: "Tanto rumore per le scale di Alitalia, ma nessuno è sceso". Infine l'Unione Piloti. Per il presidente, Massimo Notaro "ci sono state timide aperture, ma sul problema della nostra categoria siamo ancora molto lontani".

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ROMA - Una nuova cordata per Alitalia? Poco importa se si materializzerà davvero. Per l (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROBERTA AMORUSO ROMA - Una nuova cordata per Alitalia? Poco importa se si materializzerà davvero. Per la Borsa ce n'è abbastanza per alimentare la speculazione, anche ieri la vera protagonista della giornata di Borsa di Alitalia. Il bilancio della seduta si chiude così con un altro +32,35% per le azioni della compagnia di bandiera (a 0,45 euro). Ma i fotogrammi scattati dai grafici di Borsa raccontano molto di più delle montagne russe cavalcate ieri da Alitalia. Il primo tentativo del titolo a entrare in negoziazione fallisce da subito di fronte a un rialzo teorico dell'87%. Ma dopo le prime due ore senza fare prezzo, con ordini di acquisto fin troppo distanti dai valori di riferimento, la compagnia segna finalmente il suo primo prezzo, a quota 0,48 euro (+38%). Non basta. I congelamenti per eccesso di rialzo non impediscono alle azioni Alitalia di toccare un massimo a 0,5 euro (+44%). Poi arrivano le vendite. E poi di nuovo una valanga di acquisti, che fa andare il titolo di nuovo in tilt. A fine giornata sono passate di mano 71,5 milioni di azioni, vale a dire il 5,1% del capitale, quasi sette volte in più rispetto la media giornaliera delle ultime trenta sedute pari a 11,1 milioni di pezzi scambiati. Da giovedì scorso, quando Berlusconi ha lanciato l'ipotesi della nuova cordata di imprenditori, è stato scambiato quasi il 14% del capitale, un vero boom per il titolo preferito di piccoli operatori capaci di muovere piccoli quantitativi di azioni. Era questa la conclusione di un'indagine della Consob illustrata nemmeno un anno fa. Negli ultimi mesi la situazione sembra non essere cambiata: i volumi sono rimasti sottili e non è comparso alcun nuovo socio nel capitale di Alitalia. Una conferma per la Consob e per il mercato: l'azionista più attivo di Alitalia rimane la speculazione. Quando poi Air France-Klm ha offerto oltre l'80% in meno del valore di Borsa, la debacle era inevitabile, prevedibile per gli operatori di Borsa. Ciò che il mercato non aveva messo in conto era una ridda di dichiarazioni politiche capaci di riaprire la partita Alitalia. Così, sono bastate tre sedute e le azioni Alitalia hanno recuperato il 64% del loro valore. Non si sa dove potranno arrivare oggi, all'indomani del secondo incontro tra Air France e i sindacati, archiviato con l'apertura di Parigi. Oggi si vedrà. Ma, intanto, Lamberto Cardia, il presidente della Consob che ieri ha invitato la politica a limitare "le esternazioni", continua a tenere aperto il dossier Alitalia. Per ora quello della Consob è solo un "richiamo", un appello alla politica, in primis al leader del Pdl Silvio Berlusconi, a muoversi negli stretti paletti delle regole di mercato, quelli oltre i quali c'è "l'abuso di informazioni privilegiate", per dirla con l'articolo 180 e seguenti del Testo Unico della Finanza. Ma non si fermerà qui. Il monitoraggio del titolo fa ormai parte dell'attività quotidiana della Commissione. E vigilare sulle dichiarazioni che possono compromettere "la parità informativa" sul mercato rimarrà tra le priorità degli uffici di Cardia. Che valuteranno fino in fondo, nei prossimi giorni "il rispetto delle regole su Alitalia", al pari di tutte le società quotate.

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Dopo l'Alitalia, le pensioni. All'indomani dell'exploit berlusconiano di u (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Na cordata italiana pronta, a suo dire, a scendere in campo per affiancarsi e contrastare Air France per l'acquisizione della compagnia di bandiera italiana, ora arriva l'affondo veltroniano sulle pensioni con la proposta di aumenti subito, fino a 400 euro per chi ha un reddito inferiore ai 25 mila euro l'anno. Insomma a tre settimane circa dal voto, la campagna elettorale entra nel vivo dei problemi prendendo di petto due nodi strategici: la capacità industriale del sistema-Paese e il peso del carovita, soprattutto per le fasce più deboli. E' un bene, e va salutato con favore anche il fatto che le promesse e gli impegni non siano di stampo miracolistico ma cerchino di stare dentro le compatibilità di una difficile situazione congiunturale. Tuttavia tutto questo non basta ad allontanare il sospetto che i partiti, e segnatamente i due maggiori, siano alla ricerca - a tratti parossistica - del colpo ad effetto, capace di solleticare l'immaginario collettivo dell'elettorato, in particolare in quel settore fondamentale che sono gli incerti, pari ad un terzo circa degli aventi diritto al voto. E' normale che le forze politiche puntino alla mobilitazione dell'elettorato nelle fasi finali che precedono l'apertura delle urne. E infatti mentre Veltroni sciorinava le sue cifre, pronta è arrivata la replica del Cavaliere in favore dell'adeguamento delle pensioni al costo della vita. Il punto vero, ovviamente, è quello della credibilità. Per questo è significativo non tanto il fatto che Fini reclami che le pensioni il governo di centro-destra le abbia aumentate "per davvero", quanto il confronto che nasce su dove trovare i soldi. Così mentre Rosi Bindi denuncia che Berlusconi "non sa di cosa parla" perché non indica come sostenere finanziariamente la sua idea, Emma Bonino sostiene una cosa simile ma per il verso opposto: bene Veltroni a patto che ci sia la copertura, perchè non si può aumentare il debito pubblico. Fiducia con tante ombre bipartisan, dunque: proprio quelle che i cittadini vorrebbero veder fugate.

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Dal nostro inviato PALERMO Sbarca in Sicilia col cappotto, Walter Veltroni, e gi (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

NINO BERTOLONI MELI dal nostro inviato PALERMO Sbarca in Sicilia col cappotto, Walter Veltroni, e già a Trapanì (volo privato da Ciampino, niente Alitalia) lo usa come una corazza per andare lancia in resta contro il Pdl e la destra. Per la prima volta da quando è in campagna elettorale, il leader del Pd abbandona il guanto di velluto e lo schema del "confronto civile tra avversari" e veste i panni del grintoso attaccante di mischia. "Basta con il cuffarismo", è una delle frasi più gettonate e applaudite. Ai cantieri navali trapanesi, in una città che fa finta di non accorgersi del pullman, dopo una ragazza che apre il comizio dandogli del lei ("caro Walter, faccia qualcosa per non far più emigrare tanti giovani"), il leader del Pd lancia il primo affondo contro la destra: "Questa classe dirigente affarista e sperperatrice dovrà rendere conto del suo operato disastroso. Dobbiamo liberarci di questa cappa di piombo che incombe sulla Sicilia". Ma è a Palermo, in una piazza Verdi con cinquemila persone davanti al teatro Massimo, che Veltroni porta l'affondo più acuminato. "La destra ha fatto male alla Sicilia", urla tra gli applausi. E sciorina un carniere di malefatte, con dati e numeri, da brivido. La Sicilia, informa Veltroni, "è agli ultimi posti in tutte le classifiche sociali", sicché se l'occupazione in Italia è al 58,7 per cento, nell'isola è al 44,6; la disoccupazione a sua volta è al 13 mentre nel "Continente" è al 6,1; le donne disoccupate sono il 17,3 mentre in Italia sono il 7,9; le imprese in Sicilia ammontano a 270 mila su un totale di 4 milioni 371 mila (nel Mezzogiorno un milione 221 mila); pil per abitante, 16 mila euro nell'isola contro 25 mila nel Paese. Conclusione: "Chi ha governato tutti questi anni, chi mangia cannoli deve rendere conto di tutto questo sfascio". Sul palco, unica ad avere accesso, c'è Anna Finocchiaro l'anti-Lombardo, che Veltroni indica alla pubblica ammirazione. Anna la catanese riesce ad accendere l'animo dei corregionali e batte e ribatte sul tasto delle "classi dirigenti siciliane vera calamità da estirpare, e con l'arma del voto potete farlo". Giù dal palco confuso con tanti altri notabili, ex e aspiranti (si vedono Lumia, D'Antoni, Carra, Colajanni), c'è Beppe Fioroni da Viterbo ora proconsole in Sicilia dove è capolista. Dice il ministro uscente dell'Istruzione: "Qui puntiamo al 38 per cento. Troppo? No, sinistra alternativa e Di Pietro nell'isola non passano la soglia e molti loro voti verranno a noi. E poi non ci sono i radicali". Fioroni ha organizzato una cena elettorale ad Agrigento di ex Margheriti e centristi, Cardinale e Cusumano tra gli altri, ma Veltroni non c'è andato. L'attacco del leader Pd alla destra continua. Dal palco palermitano su Cosa nostra piomba l'anatema: "I mafiosi sono vigliacchi, mascalzoni, bande di assassini che arrivano a sciogliere bambini nell'acido, la mafia è la vera rovina di questa terra". E torna a martellare sul Pdl e su Lombardo, spiegando in sostanza che se un siciliano vota Mpa si ritrova Bossi in casa e degli stranieri al governo se quelli vincessero, visto che "l'ultima furbizia" del Cavaliere è stata di allearsi con la Lega al Nord e con l'Mpa al Sud, "ma chi vota Pdl si ritrova a votare i sostenitori di "forza Etna", ve li ricordate, quelli che tifavano per l'eruzione del vulcano". E Berlusconi? "Continua a rifiutare il confronto in tv, ma non rinuncia ad attaccarci sulle sue televisioni, tutto questo non è normale".

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Una sortita ad uso e consumo delle tv in "berlusca style" (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pensioni, la campagna del piddì assomiglia tanto a quella della destra Una sortita ad uso e consumo delle tv in "berlusca style" Stefano Bocconetti Piazzale Flaminio, Roma. E' già quasi centro - il piazzale in realtà è solo un'enorma fermata di bus e metropolitana - separato da piazza del Popolo da un'antica porta. E' vicinissimo al centro ma ancora non lo è. Nè negozi, nè insegne, solo pizzerie take-away. A piazzale Flaminio ci si passa, non ci si ferma. Lo shopping è là, appena dopo il semaforo pedonale, ma nessuno qui sembra avere nulla a che fare con quelle insegne. Facce stanche, tutto di corsa. Lavoro, o bambini, o scuola. Alle due e mezza del pomeriggio nella stazione del metrò già distribuiscono un'edizione serale della free-press. Quei giornali gratuiti che ti accompagnano negli spostamenti urbani. Ieri, uno di questi giornali titolava: "Veltroni, aumenterò subito le pensioni". Un signore, nè malandato, nè benestante, probabilmente non ancora in pensione ma non lontanissimo, prende il giornale dalla bacheca. E dice, commentando il titolo: "Ci vorrebbe una campagna elettorale ogni sei mesi". Per lui non cambierà nulla, lo sa, si intuisce dal tono di voce che lo sa. E probabilmente per lui non è cambiato nulla neanche in questo anno e mezzo di governo Prodi. Per lui tutto resterà com'è però è bello crederci, far finta di crederci. Perché in appena tre settimane - da quando è partita l'ultima campagna elettorale - ha già "incassato" tutto quel che gli potrebbe servire: l'eliminazione dell'Ici dalla prima casa, la fine della precarietà per il figlio - o per il nipote, chissà? - l'aumento delle pensioni. L'Ici, le pensioni e magari pure i mille euro al mese per chi fa lavori saltuari. Tutti nella stessa categoria. La prima l'ha proposta Berlusconi, la terza Veltroni. La seconda - con sfumature diverse - sia l'uno che l'altro. E poi bonus casa, bonus per i libri di testo. Tutti nella stessa categoria. Perché la sortita di Veltroni - l'ultima, questa sulle pensioni - racconta di uno stile, di uno stile politico molto, molto più di tanti discorsi, di tante analisi. Rivela - come del resto fa esplicitamente uno dei tanti quotidiani compiacenti col piddì - che lo staff dei democratici si è accorto che dopo i fuochi d'arttificio d'inizio campagna, la risalita di Veltroni mostra il passo. Per la vicenda Alitalia, certo. Dove per l'ennesima volta il candidato premier ha provato a dimenticarsi di Prodi ma non ha potuto spingersi fino al punto di ignorare del tutto le posizioni dei ministri in carica, dei suoi colleghi di partito. Tutti capilista del piddì e tutti filo-francesi, nella vicenda che riguarda la compagnia di bandiera. C'è la querelle Alitalia, allora, ma non solo. Probabilmente c'è di più: s'è affievolita l'idea secondo cui Veltroni sarebbe riuscito laddove non c'era riuscito nessun altro. Superare Berlusconi sul suo stesso terreno. Con l'immagine di chi incarna il bisogno di un paese pacificato, con l'immagine di chi "pensa positivo" nonostante tutto. Con l'immagine di chi sostituisce la dicotomia destra-sinistra con quella, assai più vendibile, del "vecchio-nuovo". Con l'immagine. In un crescendo di slogan e foto che sarebbe dovuto culminare nel confronto tv. La sede per il confronto decisivo. Ma è bastato che la sua controparte - un po' rivale, un po' accondiscendente -, è bastato insomma che Berlusconi si sottraesse al confronto tv per mandare in aria tutto il castello costruito dallo staff del loft. Bisognava correre ai ripari, allora. Ma anche qui non si è riusciti a pensare a qualcosa di diverso. Ci si è fatti aiutare, insomma, di nuovo dal berlusconismo. Dal berlusconismo prima maniera. Quello di fine campagna elettorale del 2006, quando nell'unico faccia a faccia televisivo con Prodi tirò fuori dal cappello la proposta di abolizione dell'Ici. Proposta non nuovissima, che addirittura - ovviamente in modo più selettivo: riferita solo alla prima casa e con tante compensazioni ai Comuni - aveva addirittura fatto parte del bagaglio programmatico della sinistra. Ma quella volta, Berlusconi la vendette come una chicca. Tutti lo ricordano: sostenuto, ben sostenuto da Bruno Vespa, il leader della destra si fermò. Fece una pausa e aggiunse: "Sì, avete capito bene: abolizione dell'Ici". Nel suo programma non c'era nulla che lo anticipasse, non c'era nulla che spiegasse come lo avrebbe realizzato. Ma non contava. Così come oggi, per Veltroni, non conta quel che è accaduto fino a ieri. No conta che il suo piddì abbia fatto la voce grossa contro ogni tentativo di redistribuzione. Contro ogni misura a sostegno dei redditi e delle pensioni. Non conta che il suo partito - forse è arrivato il momento di dirlo - ha scelto la via della crisi quando si è trovata di fronte la resistenza della sinistra ad approvare l'accordo sul welfare e pensioni. Quell'intesa - quella brutta intesa - che ha sostituito lo "scalone" di Marroni con gli "scalini". Meno traumatici ma sempre peggiorativi rispetto alle attese dei pensionati. Dei tanti che avevano votato l'Unione. Tutto questo non conta. Vale la frase, l'indicazione. Vale la boutade. Che anche se corredata da schede e numeri resta una boutade. Improbabile, anche se c'è il plauso della Cgil. Improbabile come si intuisce leggendo proprio il commento del segretario della Cgil. Che dice sì all'idea di Veltroni ma poi è costretto ad aggiungere che la strada dovrebbe essere quella, per far crescere non solo le pensioni ma anche i redditi da lavoro. La strada dovrebbe essere quella e non la "detassazione degli straordinari", come hanno proposto fino ad ora Veltroni, Calearo, Berlusconi, Montezemolo, Casini. Comunque sia, Epifani è rimasto uno dei pochi ancora con la voglia di interloquire sul programma del piddì. Sul programma dei due partiti che stanno provando ad occupare tutta la scena. E' rimasto uno dei pochi a credere che si possa cambiare il segno di quelle due campagne elettorali. Gli altri, come quel signore del metrò, sa bene che in questi anni, in questi mesi s'è affermata una cultura neocorporativa. Che accuma i due partiti. Dove il programma - se c'è - è solo la somma delle richieste "tirate fuori" per soddisfare, per strizzare l'occhio ai propri elettori. Il "blocco sociale di riferimento", che è lo stesso per tutti e due i partiti, peserà. Ma solo dopo il voto. Oggi si mette insieme quel che serve, si mettono insieme le aspirazioni di chiunque voti. E' il trionfo del berlusconismo. Del berlusconismo prima maniera, quello del 95 e poi del 2001. Oggi il leader della destra sembra addirittura non averne più bisogno. E' forte, è in sintonia con quella miriade di micro-egosimi che nessuno è stato in grado di contrastare. Vincerà, lo sa, e può permettersi di non giocare più. Il suo programma l'hanno scritto in quarto d'ora, nessuno - nè lui, nè Fini nè le seconde fila - lo cita mai. Può permettersi il lusso di fare gaffe - quella con la precaria: "Sposa mio figlio" -, può permettersi il lusso di inventarsi cordate - che vedono sempre protagonisti i suoi figli -, può permettersi il lusso di giocare allo statista e al suo contrario. Può parlare di "tempi diffiili che ci aspettano", sulla scia delle recessione americana ma può paralizzare un'intrigata tratttativa fra colossi. Magari solo per far tornare sulla scena il buon, vecchio Prodi. Che messo alle strette sul caso Alitalia non trova nulla di meglio che prendersela coi sindacati. Svelando perché l'Unione era già finita tanto prima che Mastella compisse le sue scelte. Fa tutto questo Berlusconi ma non asseconda ogni richiesta. Semplicemente perché non ha bisogno di farlo. Non ha più bisogno di farlo. Chi invece è approdato a quell'idea della politica ora è Veltroni. Chi lo conosce dice che quella è stata sempre stata la sua filosofia. Ma un conto è proporla agli amministrati di un Comune, un conto ad un intero paese. E non è finita. Perché a giorni scatterà il divieto di diffondere i dati sui sondaggi. Anche ieri due "colonnelli" - Bondi per Berlusconi, Fioroni per Veltroni - hanno fatto finta di scontrarsi sulle pensioni, accusandosi reciprocamente di aver copiato le idee degli altri. Ma poi hanno discusso solo sulle previsioni di voto. "Vinco io", "no, vinco io". Fra poco, come prevede la legge, i sondaggi spariranno dalla scena. E resteranno solo le loro boutade. Quella di chi ha massacrato i pensionati con lo "scalone", quelle di chi si è opposto all'eliminazione di quello "scalone". Facendo finta che prima non ci sia stato nulla. Un po' come fece Schroeder all'ultima campagna elettorale in Germania. Sapendo di perdere, il leader socialdemocratico impostò una campagna come se fosse stato all'opposizione. Lui che aveva smantellato lo Stato sociale, si propose come difensore del welfare. Qualcosa racimolò ma tanto tutto era già scritto: socialdemocratici e destra avrebbero governato insieme. Lui qualcosa racimolò. Anche se c'è da dire che Schroeder non assomiglia per nulla a Berlusconi. Ma neanche a Veltroni. 26/03/2008.

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Alitalia, la fermezza dei sindacati convince Air France a trattare (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Ieri aperture "troppo timide". Spinetta: "Giovedì nuova proposta". Il Tesoro: la scadenza è il 31 marzo Alitalia, la fermezza dei sindacati convince Air France a trattare Roberto Farneti Sarà meglio che Romano Prodi si ricreda. Se la vendita di Alitalia ad Air France non si concluderà con una Caporetto per il paese, il merito non sarà certo dell'incapacità di negoziare dimostrata dal nostro presidente del Consiglio uscente, bensì della coerenza dei sindacati. E' grazie alla fermezza di questi ultimi, manifestata anche nella giornata di ieri, nel rifiutare il ricatto del "prendere o lasciare" rispetto a un piano che prevede l'espulsione di 8mila lavoratori, che il colosso franco-olandese sembra adesso essersi convinto ad aprire una trattativa vera, con proposte nuove, meno traumatiche, da discutere con tempi necessariamente più lunghi rispetto alla scadenza del 31 marzo fissata in precedenza dal cda dell'Alitalia. Scadenza che, invece, il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, fa sapere di voler mantenere, dimostrandosi "più realista del re" e facendo infuriare i sindacati. "Padoa Schioppa deve smetterla con i ricatti nei confronti dei lavoratori. Se la trattativa dovesse fallire a causa di questo atteggiamento incomprensibile, il Tesoro se ne assumerà tutte le responsabilità davanti al paese", avverte Paolo Maras di Sdl. Ieri alcune centinaia di lavoratori dell'Alitalia hanno dato vita a un presidio davanti alla sede della compagnia alla Magliana, in concomitanza con la riapertura del negoziato. Per ora alle nove sigle sindacali del settore non resta che verificare la reale consistenza delle aperture, per ora solo annunciate, dal numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta. Il nuovo documento sarà presentato già giovedì sera, dopo la riunione del consiglio di amministrazione del gruppo franco-olandese, come base per aprire una trattativa sui singoli temi al centro del confronto. A cominciare dalla possibilità di comprendere nel perimetro dell'offerta tutte le attività di Az Servizi svolte a Roma-Fiumicino, allargando così il numero di lavoratori e di servizi che passerebbero direttamente nel nuovo gruppo Air France-Klm-Alitalia. Poco prima, parlando del numero degli esuberi dei piloti, Spinetta aveva offerto la possibilità di un trasferimento alle dirette dipendenze di Air France per 60 piloti l'anno nel triennio 2008-2010. Una soluzione per alleggerire l'impatto sul numero degli esuberi dello stop alle attività cargo previsto dal 2010. Un passo in avanti ancora "troppo timido", a giudizio dei sindacati. La nuova proposta di Air France dovrebbe invece aprire la strada a trattative mirate per raggiungere con i sindacati accordi categoria per categoria. Nel caso di Az Fly, significa accordi distinti con piloti, assistenti di volo e personale di terra. Per le attività deconsolidate sotto Az Servizi, solo in parte comprese nel perimetro dell'offerta di Air France-Klm, Spinetta prevede accordi separati per i settori dell'handling aeroportuale e della manutenzione. "Non lasceremo nessuno per strada", promette il numero uno di Air France. Si vedrà. Le posizioni, al momento, restano distanti. In ogni caso c'è uno spiraglio che si apre. Piccolo, ma comunque più concreto della nuova cordata italiana annunciata da Silvio Berlusconi, ferma nel libro dei sogni della campagna elettorale. "Per Alitalia dopo tante trattative nell'ombra c'è ora lo spazio per una trattativa vera, che entri finalmente nel merito delle questioni, fatti cadere gli astrusi termini del 31 marzo", commenta il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, che sfida Berlusconi a "uscire dalla dinamica elettorale", rendendo pubblica la sua proposta. "Se davvero esiste una cordata di aziende italiane interessate è questo il momento per il confronto e per misurare le diverse proposte", osserva Ferrero. Da "Porta a Porta", il candidato premier della Sinistra Arcobaleno, Fausto Bertinotti, fissa i due aspetti dai quali non si può derogare: occupazione e politica di bandiera. Per questo, aggiunge, è "inaccettabile" il progetto dell'Air France. Intanto Alitalia riprende a volare a Piazza Affari. I titoli della compagnia ieri hanno guadagnato il 32,35% a 0,4578 euro, dopo aver aperto le contrattazioni in ritardo, perchè non riuscivano a fare prezzo per eccesso di rialzo. Una speculazione tutta giocata sulla scommessa della presentazione di una offerta italiana alternativa a quella di Air France. 26/03/2008.

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Ecco come ho vinto la voglia di non votare (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Parenti serpenti Ecco come ho vinto la voglia di non votare In vista del 13 aprile, oltre che da Veltroni, come vi ho confessato un'altra volta, sono stato per un po' tentato dal rifiuto di votare. L'astensione potrebbe servire - mi sono detto - a contestare la pratica odiosa di un Parlamento eletto solo a parole, in realtà nominato dalle segreterie dei partiti con il sistema delle liste bloccate, senza preferenze. Ma come lo sconcertante apparentamento elettorale con Di Pietro mi ha fatto passare l'idea di incoraggiare Veltroni sulla pur apprezzabile strada della rottura con la sinistra massimalista, così gli appelli di Beppe Grillo a non votare mi hanno fatto passare la voglia di tenermi lontano dalle urne. Il grillismo fa purtroppo rima, consapevole e compiaciuta, con il giustizialismo. Non a caso il comico genovese risparmia un solo uomo nei furibondi attacchi ai politici. è Di Pietro, della cui ammirazione è ricambiato, come ha potuto rilevare il pubblico vedendo il volto estasiato e divertito del ministro in un salotto televisivo, di cui era ospite, mentre venivano riproposte certe esibizioni di Grillo registrate in piazza. Se l'astensionismo può portare acqua a questo tipo di mulino, è meglio votare, magari alla maniera raccomandata dal migliore Montanelli, cioè turandosi il naso. A proposito di Di Pietro, è significativa l'ultima occasione che ha colto a volo per riproporsi nelle vesti di sostituto procuratore della Repubblica, pur abbandonate tanti anni fa: le polemiche su Alitalia. Egli ha accusato Berlusconi di insider trading per via della cordata nazionale di imprenditori sollecitata, anche con la partecipazione dei figli, per contendere ad Air France l'acquisto della malandata compagnia di bandiera italiana. Il responsabile economico del partito di Veltroni ha dovuto affrettarsi a esprimere il proprio dissenso da Di Pietro dicendo che la sua accusa non gli sembra "un'ipotesi realistica, per come conosco io il reato", ha precisato il senatore Morando. Non vorrei che a questo punto il ministro, già contrariato per le resistenze emerse tra gli alleati all'ipotesi di una sua nomina a guardasigilli nel caso pur assai improbabile di una vittoria elettorale, contestasse il reato di complicità con Berlusconi al povero Morando, al pari dei sindacalisti e degli uomini politici di sinistra, come Bertinotti, che hanno mostrato interesse per la posizione assunta dal cavaliere. Mi chiedo come Veltroni possa ancora sperare in una sconfitta quanto meno consolante dopo essersi apparentato elettoralmente con Di Pietro. Che confonde argomenti politici e giudiziari, riuscendo peraltro ad ammanettare nella foga oratoria la lingua italiana, qualche volta anche simpaticamente. Rischiano con lui pure i Vangeli, visto che è riuscito ad attribuire a Gesù non 12 ma 13 apostoli.

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Alitalia, rilancio francese (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Air France-Klm rassicura i sindacati: domani nuova proposta Alitalia, rilancio francese "Nessun lavoratore di Alitalia sarà lasciato per strada e sarà disegnata una soluzione appropriata per ciascuno dei 2.100 esuberi previsti dal piano". Il presidente di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, incontro con le nove sigle sindacali di Alitalia e annuncia che è pronto a rivedere le linee guida dell'accordo quadro. Domani la nuova proposta francese da sottoporre ai sindacati. E in Borsa il titolo Alitalia guadagna oltre il 28%. Caleri, Lombardo e Usai alle pag. 4 e 5.

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Presidente partiamo dalla campagna elettorale. Cosa ha (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Presidente partiamo dalla campagna elettorale. Cosa ha ... Presidente partiamo dalla campagna elettorale. Cosa ha prodotto fino ad oggi? Io dico che il voto nel Lazio, e in altre regioni come il Molise e l'Abruzzo, faranno la differenza. Noi facciamo appello al voto utile che è quello dato con coscienza, dato per valori e per un'Italia condivisa. Abbiamo detto per anni che il bipolarismo realizzava delle grandi armate capaci di vincere le elezioni e non in grado di governare il giorno dopo. Oggi c'è lo stesso problema. Mettere assieme radicali e cattolici, l'operaio della Thyssen e il presidente della Federmeccanica, o mettere assieme la Mussolini e Fini, Ciarrapico e Giovanardi, non credo sia un modo che consentirà di dar vita a un programma di governo omogeneo. Noi abbiamo fatto una scelta diversa: riteniamo che il voto utile sia quello che crea una differenza. Le previsioni sono a favore del Pdl per quanto concerne la Camera. Al Senato il risultato è più incerto e chi vincerà le elezioni potrebbe aver bisogno di un sostegno "esterno". Vi alleerete con qualcuno? Le alleanze si fanno prima del voto. Berlusconi davanti alla nostra proposta di metterci insieme, non riconoscendo all'Udc il ruolo ottenuto dalla Lega, ha dato una risposta che implicitamente diceva: "Siamo autosufficienti". Sarebbe mancare di rispetto a lui, e ai nostri elettori, dire che alleanze impossibili prima del voto sono possibili dopo. In questo senso siamo alternativi politicamente al Pdl e ideologicamente al Pd, perché non riteniamo compatibile la tradizione democratico-cristiana con l'appartenenza alle forze del socialismo europeo. è chiaro che sconti non possiamo farne a nessuno, altrimenti si accetta un trasformismo post-elettorale. E non so se tutti quelli che oggi sono candidati nel Pdl possono sostenere la stessa fedeltà alle alleanze prese in passato. Ma un accordo con Berlusconi è possibile? La risposta a un'alleanza con Berlusconi, in termini di voto di fiducia, è semplice: no. Naturalmente, per i programmi che Berlusconi porterà in Parlamento, penso alle liberalizzazioni, noi non avremo nessuna difficoltà a votare. Insomma, non saremo un'opposizione sfascista, ma moderata. Se Berlusconi, per esempio, riproponesse la legge obiettivo che toglie i diritti di veto agli enti locali rispetto a infrastrutture di utilità nazionale di cui c'è bisogno, non avremo difficoltà a votare. Saremo un'opposizione pragmatica, i nostri valori faranno la differenza. Lavoreremo per difendere la legge sulla fecondazione assistita, un'idea di famiglia che non sia quella spagnola. La telefonata tra lei e Gianni Letta. Cosa vi siete detti? Non ho niente da aggiungere a quello che Gianfranco Fini ha ricordato nel forum de Il Tempo. Dico solo che io a casa mia non tratterei così neanche una donna di servizio, e per fortuna che con me non l'hanno mai fatto. Perché la prima volta che è successo è stata l'ultima. Insomma, ci voleva un po' più di stile da parte del Cavaliere? No, perché alla fine il problema era la sostanza. Infatti, debbo dire la verità, le affermazioni che Berlusconi ha fatto successivamente, quelle in cui ha spiegato che io non gli ho consentito mai di governare, sono state positive perché hanno dimostrato come da parte sua ci sia stata una totale insofferenza. Diciamo che per quel minimo di vigliaccheria che l'uomo politico ha in certe circostanze, forse avevo bisogno proprio di una spinta forte. C'è stata e mi ha fatto capire che la condizione per rimanere in una coalizione di centrodestra era la mia umiliazione politica. Poiché nessun incarico ministeriale mi può far accettare l'idea di essere umiliato politicamente, ho trovato la forza per fare quello che sto facendo oggi. E devo dire che ciò mi ha suscitato crescente passione. Un dato: a fronte degli abbandoni di pezzi di classe dirigente dell'Udc che vengono cooptati dal Pdl (la carne è debole e li capisco...), crescono i sondaggi per noi, quindi qualcosa non torna. Dove prenderete più consensi? In Forza Italia? Dagli ex elettori democristiani? La maggior parte del bacino di utenza è rappresentato dagli elettori di Forza Italia che non se la sentono di avallare la trasformazione di un centrodestra in una destra populista. Poi c'è un bacino di elettori cattolici di centrosinistra che hanno visto che c'era più spazio nel Pd per i radicali che per i loro valori. Molti, invece, sono anche i delusi del governo Prodi. Stiamo guadagnando un elettorato a 360 gradi. C'è un progetto di creazione di un grande centro alternativo? Sono convinto che senza un centro moderato in Italia non si governa. Si possono vincere le elezioni, ma non si governa il Paese. Alla lunga prevalgono le pulsioni radicali da una parte e leghiste dall'altra. La scelta di Berlusconi mette la Lega in una condizione di dare le carte. E non credo che questo piaccia tanto. Segnali dall'altra sponda del Tevere? Nessun segnale. Abbiamo tanti cattolici che condividono la nostra battaglia politica, ma quando sento Berlusconi che dice che il Vaticano lo aiuta non credo che siano molto contenti nel sentirsi considerati un organismo collaterale a una formazione politica. Noi non vogliamo strumentalizzare nessuno. Contrariamente ai due partiti maggiori crediamo che le questioni etiche debbano entrare in campagna elettorale perché riguardano la vita e la morte delle persone. Noi sulla fecondazione assistita votiamo, sul divorzio votiamo, sull'aborto votiamo, su tutte queste questioni si è votato in passato, si vota oggi e si voterà domani. Temi come questi dovrebbero restare fuori dagli schieramenti? No. Sono problemi che riguardano il futuro degli uomini e delle donne di questo Paese. In Parlamento bisogna votare su questi temi. Ci sono partiti che non possono esprimersi perché hanno idee troppo diverse al loro interno e altri partiti che possono farlo: noi siamo tra questi. Vi sentite più rappresentativi di altri rispetto ai valori cattolici? Sì, qui non si tratta di esibizionismo religioso, ma di difendere l'identità cristiana del Paese, cosa che noi facciamo più di altri. Riteniamo che la difesa dell'identità cristiana dell'Italia sia una questione civile e politica. Perché siamo in un mondo globalizzato, dove arrivano tanti extracomunitari. Vogliamo accoglierli come fratelli e dare loro un'opportunità, ma dobbiamo essere chiari su chi siamo noi, da dove veniamo, dove vogliamo andare, quale tradizione, regole e storia abbiamo da difendere. Per cui l'identità cristiana, che oggi è profondamente connessa con l'identità dell'Occidente, è il presupposto per dialogare efficacemente con gli altri. Altrimenti ci sarà un cedimento culturale alle ragioni altrui. I voti di Mastella che fine fanno? Bisognerebbe chiederlo ai votanti. Io debbo dire la verità, penso che molti voteranno per noi, molti per il Pd e alcuni per il Pdl. Per noi può essere un bacino interessante, ma in questo momento io ho rispetto per Mastella, per la situazione che sta vivendo, anche familiare. L'ho difeso in Parlamento sostenendo che è una persona per bene e lo faccio anche oggi. Però la mia storia e la sua sono diverse. Difetti e pregi di Berlusconi. Il pregio: è una persona simpatica e accattivante. Di difetti ne ha tanti come me. Quello che non sopporta? Lo sanno tutti. Ogni tanto è un po' bugiardo. Ma devo dire che non c'è una questione personale nei confronti di Berlusconi. Io verso di lui ho sentimenti di simpatia e di affetto. C'è una diversa visione politica, ma da tempo. Lei dice di essersi staccato dal centrodestra di Berlusconi. Ma in molte amministrazioni locali governate ancora insieme. La sua è una convinzione che vale solo per il governo nazionale? Che la Lega sia presente in alcune aree del Paese è un fatto e loro non ne hanno colpe. Noi non intendiamo affatto smantellare le alleanze dove ci sono i nostri uomini, se le alleanze funzionano bene. Intendiamo farle in base a una scelta molto pragmatica. Così faremo a Roma e da altre parti. Quando un elettore di Roma vede che ci sono due candidati come Baccini e Ciocchetti espressione della stessa area politica fino a qualche mese fa, viene da chiedersi: tutti questi meccanismi di litigio non sono un po' superati? Sono totalmente d'accordo. A livello nazionale abbiamo superato queste difficoltà, purtroppo non sono state superate a livello romano e questo è un handicap. Ma cosa è successo veramente con la Rosa Bianca? Siete una federazione? Cosa siete? è importante che ci sia una lista unica ed è importante che ci sia una unione stretta e in sintonia con personalità nuove. Ne cito due: Pezzotta e De Mita. Alcuni contestano Ciriaco perché anziano, ma è espressione di una storia cattolica democratica che non ha avuto spazio e che è entrata in rotta di collisione col Pd. Faremo una costituente di centro e daremo vita a un partito che parta dal basso. In Sicilia è stato deciso di dare un bonus a tutti i dipendenti prelevandolo da un fondo previsto per incentivare la produttività dell'amministrazione. Perché prima e non dopo il voto? Non sono informato di questo bonus ma non ho difficoltà a dire che se le cose stanno così è stata un'occasione persa più che indovinata. Oggi dobbiamo valorizzare il merito, ma a volte ci improvvisiamo statalisti e liberisti a giorni alterni. Bertinotti e Berlusconi parlano molto di Alitalia e sono in grande sintonia per la cordata italiana: anche questo è eloquente. Credo che oggi l'Italia non abbia bisogno di protezionismi e di dazi doganali, l'Italia ha bisogno di più concorrenza, più liberalizzazioni e più mercato. Questo è il mio punto di riferimento. Alitalia, appunto. Era il caso di farlo diventare un caso elettorale? Nella vicenda Alitalia c'è stato il primo elemento negativo che è il caso Malpensa: ha portato alla compagnia oneri aggiuntivi rispetto al suo naturale hub di Fiumicino. Ora è una compagnia che non sta sul mercato. Mi meraviglio che da Roma ci sia poca reazione quando i dati sono così imbarazzanti. Né Berlusconi né Veltroni hanno il coraggio di spiegare che è stata una scelta sbagliata. Oggi Malpensa deve trovare una sua identità. La cordata italiana? Ben venga, ma se non si è evidenziata il dubbio che in campagna elettorale tutto venga strumentalizzato viene. Ma i problemi di Alitalia non nascono oggi. Certo, c'è stata una politica del rinvio che in Italia coincide con la politica dei "no". è quella che ha interrotto la modernizzazione del Paese. Oggi non c'è futuro, c'è una crisi di responsabilità, di doveri, di merito, di autorità. Lei sta facendo una battaglia per riportare il nucleare in Italia. Crede sia una soluzione possibile? Ormai siamo a un punto di svolta. Chiunque vincerà dovrà fare queste cose. A proposito di fare. Se vincesse lei, quali cose bisognerebbe fare subito? Le deduzioni familiari, perché io piuttosto che abbassare le aliquote Irpef e tutti i redditi farei una politica di riduzioni pesante per le famiglie. Seconda cosa l'energia. Terza: la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, perché sono convinto che se aumentano le tariffe di gas, acqua e luce è perché c'è un monopolio dei servizi pubblici locali. La gestione deve essere messa in concorrenza. E il quoziente familiare? No, perché significherebbe rivoluzionare il sistema fiscale italiano e ci vorrebbero venti anni per farlo. In termini teorici sono d'accordo, ma abbiamo scelto una via tempestiva e realistica. Varchiamo un attimo i confini. Quattromila morti americani nella guerra in Iraq. Tornando al 2003 rimanderebbe lì i soldati italiani? Nel 2003 sì perché è stata una missione militare di pace. Con la stessa franchezza non rimanderei i militari oggi. Tra i tre candidati alle presidenziali americane chi sceglie? Non Obama. Perché non credo agli spot al potere. Si spieghi meglio è un candidato meno preparato degli altri per affrontare questioni complesse come quelle della società americana. Ha fatto una grandissima campagna mediatica, ma non può governare il pianeta. Sosterrebbe il boicottaggio delle Olimpiadi? Boicottaggio dei politici sì. Meno vetrina e olimpiadi con gli atleti senza le rappresentanze politiche e istituzionali. E la posizione italiana nei confronti della Cina? Ritenere che si possa fare una politica di boicottaggio della Cina è irrealistico. Ma le Olimpiadi si sapeva da tempo dove le organizzavano, non è che ce ne siamo accorti oggi. Darebbe il via libera a un incontro televisivo tra Veltroni e Berlusconi? Il comportamento del Pd è la più grande vergogna di questa campagna elettorale. Rinnegando le sue battaglie ideali sulla par condicio oggi propone la spartizione a due della par condicio. è il segno dell'autentico infortunio di Veltroni, perché dimentica tutte le mitologie che ha proclamato in questi anni solo perché ha la convenienza di uno scontro a due.

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I ragazzi a confronto con la pinotti (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Genova Evento I ragazzi a confronto con la Pinotti I ragazzi del Pd, e non solo loro, si incontrano a Palazzo Ducale, su iniziativa dell'associazione politica "Emily", per discutere e fare proposte per l'ultima parte di campagna elettorale. Il confronto è con Roberta Pinotti, capolista al Senato e con Anna Castellano e Victor Rasetto. Michele sta facendo il dottorato in Economia, è preoccupato perché, secondo le intenzioni di voto pubblicate da Repubblica, i giovani come lui sono più propensi a votare Pdl. Rasetto spiega: "Nel 2006 l'Ulivo attrasse di più il voto dei giovani, rispetto alla Cdl. Oggi non sembra così, e per questo il Pd insiste sul salario minimo d'ingresso nel mondo del lavoro". Un'altra donna insiste: "Sui giovani il programma del Pd non è poi così chiaro", poi si passa al caso Alitalia. Rasetto, da trentenne, spera solo in un accordo per migliorare la rete del servizio, ricorda i tanti scioperi del passato, e fa un paragone con il Carlo Felice: "Gli scioperi vanno rispettati, ma va anche valutato che si rischia di mettere in crisi un'azienda, un teatro, fino alla chiusura".

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Dal Popolo della libertà Fini attacca La realtà è che la sinistra ha alzato le imposte ai pensionati (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Dal Popolo della libertà Fini attacca "La realtà è che la sinistra ha alzato le imposte ai pensionati" E' grande, è lunga piazza Verdi, i palermitani l'hanno riempita per metà e ora che Walter Veltroni sta parlando di mafia i cinquemila ascoltano con un silenzio speciale, un misto di timore e curiosità. E' come se il leader del Pd volesse scuotere la platea raccolta all'ombra del teatro Massimo: "Ora voglio dire qualcosa che resta: i mafiosi sono criminali, assassini e vigliacchi, perché per sciogliere nell'acido i bambini bisogna essere dei vigliacchi. Sì, degli assassini vigliacchi!". La gente applaude ad una frase forte che è il punto di arrivo di un ragionamento crudo sui due mali di cui soffre la Sicilia: la destra e la mafia. Urla Veltroni: "La destra ha fatto male alla Sicilia" e poco dopo: "La mafia è la principale nemica della Sicilia". Non c'è una connessione logica e diretta, del tipo la destra rappresenta la mafia, ma il messaggio sembra proprio quello. Ed è tanto più significativo questo passaggio così hard sulla destra siciliana perché, proprio da qui, per la prima volta Veltroni ha iniziato a cambiare toni e linguaggio nei confronti di Silvio Berlusconi. Dai cantieri navali di Trapani (davanti a 400 persone) Veltroni ha paragonato Berlusconi ad Achille Lauro. Alludendo alla vicenda dell'Alitalia, il leader del Pd: "Sembra di essere tornati ai tempi nei quali prima delle elezioni si prometteva la scarpa destra e poi, ad elezioni fatte, quella sinistra...". E in piazza Verdi a Palermo, Veltroni picchia sulla questione del match in tv col Cavaliere: "Sottrarsi al confronto televisivo in una campagna elettorale così importante non accade in nessun Paese del mondo e tantomeno non dovrebbe accadere nel nostro, dove si usano le proprie televisioni per violare le regole del gioco". E sull'articolo 41 bis, così "malvisto" dai boss mafiosi ma che per motivi di garantismo di volta in volta ha trovato critici sia nel centro-destra che all'estrema sinistra, Veltroni non usa chiaroscuri: "Noi siamo per l'applicazione severa". E ancora: "La mafia decida per chi votare, ma non voti per noi". E la candidata governatore Anna Finocchiaro è sulla stessa sintonia: "La sanità pubblica siciliana è diventata la grande lavanderia del denaro sporco della mafia!". Bordate non casuali. La prova sta nel fatto che per la prima volta Veltroni ha omesso quello che era diventato un refrain nei suoi precedenti settanta comizi: "Da me non sentirete mai una frase di odio". Un passaggio, questo, che nei precedenti discorsi era stato puntualmente accompagnato da battimani convintissimi e che probabilmente tornerà anche nelle prossime, decisive esibizioni televisive. Ma un certo incrudimento dei toni sembra indirettamente suggerito dai sondaggi che continuano ad arrivare al Loft: quelli pubblici e quelli privati concordano nel segnalare oramai da due settimane un vantaggio quasi immutabile dal Pdl di Berlusconi. Quel che colpisce (e preoccupa) lo staff di Veltroni non è solo il sostanziale stallo del Pd (seppure dopo una rimonta inizialmente spettacolare), ma la "staticità" del monte-voti di Berlusconi. In altre parole, il Pdl non solo tiene, ma soprattutto non ne cede al Pd. E quelli che passano da una parte all'altra sono voti pesanti, voti che varrebbero doppio. Come fa osservare il coordinatore della campagna veltroniana, Ermete Realacci, "la nostra missione più che rubare elettori consolidati dall'altra parte, è recuperare gli elettori incerti e per farlo, non criminalizzeremo Berlusconi perché, tra l'altro gli consentiremmo di fare il richiamo della foresta". E infatti Veltroni non ha attaccato frontalmente Berlusconi, che continua a definire "il principale esponente dello schieramento avversario". Ma sta prendendo le misure e sembra di capire che gli attacchi sono destinati ad aumentare nel caso in cui la rimonta diventasse un'utopia. Perché a quel punto l'imperativo del Pd diventerebbe uno solo: fare il pieno dei voti della propria area.

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Air France rilancia: nessuno resterà a casa (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

L'incontro su Alitalia Spinetta anticipa ai sindacati qualche punto del nuovo piano che presenterà domani e offre di assumere nel suo gruppo 180 piloti. Titolo sospeso, poi rialzo del 32% Roma. Si dissolve l'idea della "cordata italiana" invocata da Silvio Berlusconi, quindi in campo per l'acquisto dell'Alitalia resta sempre e solo Air France. In vista del nuovo piano annunciato per domani, i francesi ammorbidiscono le proposte e fanno concessioni sulla questione degli esuberi: "Nessuno resterà per strada", garantisce l'amministratore delegato Jean-Cyril Spinetta. Air France potrebbe assorbire 180 piloti dalla compagnia italiana. Questo però non basta ancora ai sindacati. In Borsa picchiate e decolli: ieri il titolo è salito del 32%. G. Ferrari e Lombardi >> 4 26/03/2008.

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Az service, una galassia da 800 milioni di fatturato - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Nata per ridurre i costi di Alitalia, ha fallito il suo compito ma adesso è la chiave di volta per mandare in porto la trattativa con i francesi Az Service, una galassia da 800 milioni di fatturato LUCA IEZZI ROMA - Az service, da esperimento fallito per ridurre i costi di Alitalia a svolta nella trattativa tra Alitalia e Air France. Attiva da quasi tre anni (è nata nel maggio 2005) rimane un ircocervo, una piccola galassia di società con poco meno di 800 milioni di fatturato e 7500 dipendenti. I lavoratori di Az Service si occupano di tutti gli stadi della manutenzione degli aerei Alitalia con altre due società controllate (Atitech, Ams) specializzate nei lavori in cabina e sui motori. Alitalia Airport accoglie i passeggeri banchi di accettazione dei vari aeroporti e gestisce l'handling dei bagagli. Infine, i call center, prendono le prenotazioni e rintuzzano le lamentele. Agli occhi di noi utenti sono indistinguibili dai veri lavoratori di Alitalia, in tanti casi lavorano fianco a fianco con loro, ma formalmente lo sono solo a "metà" . Il 49% della società è di Alitalia, mentre la gestione è di Fintecna che al suo 49,4% aggiunge un 1,6% di usufrutto legale ricevuto dalla Magliana. Il bilancio 2006 si è chiuso praticamente in pareggio, per quello 2007 bisognerà aspettare quello della "non capogruppo" Alitalia. Ma Az Service ha un cliente principale, spesso unico, per cui basta guardare il bilancio 2007 del presidente Maurizio Prato per capire che l'esternalizzazione di servizi a terra, manutenzione e informatica e call center non ha prodotto sensibili riduzioni di costi. Alitalia ha speso per i servizi l'-1,4% in meno rispetto all'anno prima, ma i risparmi veri non sono arrivati dalla riduzione del leasing sugli aerei. La manutenzione rimane una spesa alta, ma più per l'eccessivo numero di modelli e l'età della flotta che non per il costo del personale. Airport addirittura ha compensato il minor lavoro per Alitalia, da cui deriva ancora il 75% del fatturato, aumentando le commesse dalle altre compagnie. L'ad di Az Service, Roberto Renon, non ha certo operato con l'accetta: circa mille lavoratori in meno in due anni soprattutto grazie alla cassa integrazione e al turn over naturale, mentre i casi più spinosi, come il futuro della Atitech di Napoli seguiva il ritmo, lento, delle vertenze in cui si parla molto di politica e poco d'impresa. Air France ha prima pensato di seguire la strada di Cimoli che l'ha inventata: lasciare quei lavoratori allo Stato, poi ha capito Az service non conteneva solo rami secchi. Così le attività di terra, specie a Fiumicino, e gran parte della manutenzione sono diventate la carta ideale per un rilancio che potrebbe conquistare i sindacati.

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Meno esuberi e garanzie per tutti spinetta gioca la carta finale - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Meno esuberi e garanzie per tutti Spinetta gioca la carta finale Ecco il nuovo piano di Air France su piloti, hostess e personale di terra Il dossier Ma restano i nodi Atitech e di parte di Az Servizi, superabili con un aiuto del governo Piacciono ai sindacati il no a diktat sulle date e le aperture sullo scalo romano ETTORE LIVINI MILANO - Il nuovo piano di Air France per Alitalia arriverà sul tavolo dei sindacati solo domani sera. Le prime aperture annunciate ieri da Parigi però lasciano già intravedere un cambio di clima nei negoziati. L'obiettivo fissato dal gruppo transalpino ? "non lasciare nessuno per strada" ? dovrebbe aiutare a scongelare i rapporti con i lavoratori. Ma cosa è cambiato nella proposta di Air France? E quali sono i nodi ancora da sciogliere? Ecco l'elenco dei passi avanti già fatti e di quelli da fare. Il primo passo avanti è quello sulla scadenze. Il termine del 31 marzo per le trattative era stato considerato dai sindacati un diktat. Spinetta ha ribadito ieri che la data è stata fissata da Alitalia e che Air France è disponibile ad andare oltre la scadenza. Un'apertura importante. E anche la rigidità del Tesoro, intenzionato a non tracimare troppo oltre fine mese per i problemi della Magliana e per non turbare le elezioni, rientra in un gioco delle parti. Alla fine "di fronte a un percorso condiviso", come ha detto Maurizio Prato, il 31 marzo non sarà più un limite invalicabile. Air France ha preannunciato poi che presenterà proposte diverse per ogni categoria di dipendenti (piloti, assistenti di volo, handling e manutenzione). Ognuna di queste professionalità ha esigenze differenti. Impossibile affrontarle plebiscitariamente. Gli sherpa metteranno a punto singoli micro-accordi su tavoli separati. Poi si arriverà a un'intesa congiunta. Un classico delle contrattazioni sindacali nella loro accelerazione finale. Az Servizi è ancora il nodo più difficile da sciogliere. Il vecchio piano Air France prevedeva di assorbire 11.712 dipendenti di Az Fly ? per cui erano previsti 1.600 esuberi ? e 3.200 persone circa dei servizi a terra (handling, manutenzione, informatica, amministrazione e call center). Gli altri dipendenti (oltre 5mila) dovrebbero finire sotto il cappello Fintecna. La nuova proposta amplia il numero dei lavoratori che rientreranno nella parte Fly. Parigi si farà carico anche della manutenzione e dell'handling di Fiumicino, diverse centinaia di persone in più. Resta il nodo di Atitech ? i 650 dipendenti di Napoli che revisionano i vetusti Md80 ? e di Ams la joint nel controllo motori con Lufthansa. Probabile che su questo fronte possa dare qualche garanzia in più il governo. Spinetta ha ribadito invece che l'attività cargo di Alitalia chiuderà nel 2010. Ma nello stesso tempo ha teso un ramoscello d'ulivo ai piloti, per cui erano previsto in tutto 500 esuberi. Circa 180 saranno riassorbiti nell'arco di tre anni da Air France. L'Anpac ha detto ieri di essere cautamente ottimista. Probabilmente chiederà la possibilità di rivalutare al 2010 la sopravvivenza del cargo e garanzie sulle assunzioni in Francia. Ma non paiono scogli insormontabili. Ad aiutare le aperture di Air France dovrebbe esserci poi una definizione più puntuale degli ammortizzatori garantiti dal milleproroghe che dovrebbero limitare i danni sociali del riassetto. Ci sono mobilità e cassa integrazione, ci sono sette anni di stipendio garantiti. Parigi da parte sua assicurerà 8 anni di contratto anche alle realtà del gruppo che rimarranno sotto il controllo di Fintecna.

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Il voto appeso a una cordata (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Galapagos Giorgio Chinaglia, mitico bomber della Lazio, anni fa affermò che era pronto a lanciare un'Opa sulla sua ex squadra. In parecchi sentirono odore di bruciato. Intervenne la Consob e per Giorgione finì male, sommerso da una serie di accuse pesanti: aggiotaggio e turbativa dei mercati. Oggi la storia si ripete, con Alitalia, ma la Consob, ufficialmente, resta alla finestra, anche se il presidente dell'Autorità, Lamberto Cardia, lancia dalle pagine del Sole 24-ore un ultimatum: "La politica rispetti le regole del mercato". Cardia sarebbe stato molto più chiaro se avesse affermato: "Berlusconi, rispetti le regole del mercato". Per Berlusconi il mercato è l'ultimo dei problemi. Non a caso ieri il Wall Street Journal ha scritto che "più che liberal, Berlusconi è un corporativo". Vi sembra normale l'affermazione del cavaliere che avvisa: sarà il prossimo governo, cioè io sicuro vincitore delle elezioni, a decidere sull'Alitalia. Poi ha aggiunto: nel futuro non ci sarà Air France, ma una cordata di imprenditori italiani tra i quali sarà presente mio figlio. Chi altro avrebbe potuto fare una affermazione simile, senza ritrovarsi con i carabinieri dietro l'uscio? Ieri in borsa le azioni di Alitalia sono volate: in chiusura i titoli segnavano un guadagno di oltre il 33% e c'è chi ha guadagnato palate di soldi facendo trading sulle voci di un intervento diretto di Berlusconi nella vicenda. Non è il leader dell'attuale opposizione a pompare i mercati con un aggiotaggio senza precedenti? Che differenza c'è tra le dichiarazioni di Chinaglia e le sue? Le difficoltà di Alitalia non nascono oggi: nel 2001 quando Berlusconi andò al governo, era già evidente che la compagnia di bandiera era sull'orlo di una crisi senza ritorno. Ma Berlusconi e Tremonti non fecero nulla per Alitalia. Anzi fecero di peggio: avallarono le ipotesi leghiste di una fusione per l'incorporazione di Alitalia in Volare, una piccola compagnia aerea del Nord. Ma Volare è fallita prima che il progetto si realizzasse. Oggi il cavaliere non trova di meglio che fare di Alitalia un tema di campagna elettorale, attaccando Prodi e Padoa Schioppa per nascondere le sue responsabilità. Anzi, la sua irresponsabilità, come ha sottolineato sempre ieri il Wall Street Journal facendo osservare che se Alitalia fosse stata privatizzata alcuni anni fa lo stato avrebbe incassato più soldi e gli esuberi sarebbero stati minori. Alitalia ha offerto a Berlusconi lo spunto per tornare sulle prime pagine dei giornali, tagliando l'erba sotto i piedi a Veltroni. In Italia nessuno è felice di cedere Alitalia ai francesi, ma l'ipotesi dell'italianità della compagnia (avanzata da Air One con l'appoggio di Banca Intesa) purtroppo non aveva gambe per camminare. A questo punto l'unica soluzione che rimane è quella - dolorosa per i dipendenti - di una trattativa con Air France. I sindacati la stanno facendo. Berlusconi invece "gioca" sulla pelle delle lavoratori, puntando unicamente a una manciata di voti in più che il Nord potrebbe dargli, per essere stato lasciato a terra.

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Alitalia appesa al negoziato (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Spinetta rilancia: pronta nuova proposta. Entra nel vivo il confronto tra l'Air France e le parti sociali. Il ministro Padoa Schioppa "frena": chiudere entro il 31 marzo. Per i sindacati "insufficienti" e "timide" le aperture su piloti, handling e Cargo PAGINA 2.

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Scripta manent (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Scripta manent I signori degli anelli Luca Fazio Dopo la conversione pasquale in mondo visione del buon Allam - che Avvenire saluta con un titolo che fa tremar dal ridere, "Per Magdi una gioia discreta che sa tremare" - la calendarizzazione della campagna elettorale dovrebbe subire una brusca accelerazione verso l'elettrizzante rush finale. Chi ci crede ancora, o non legge i giornali oppure legge solo l'Unità, l'unico quotidiano che punta ancora tutto sul fatto che "Berlusconi fugge dal duello-tv con Veltroni", mentre quasi tutti gli altri, più o meno esplicitamente, lasciano intendere che - tv o non tv - ormai i giochi sono fatti. Stefano Folli, su Il Sole 24 Ore, prende spunto dalla vicenda di Alitalia e intona il de profundis per il Pd: "Se Veltroni voleva dissolvere nel ricordo degli italiani l'ombra di Prodi e delle divisioni che hanno scandito i suoi venti mesi, l'operazione è fallita. La spregiudicatezza di Berlusconi è servita, più che a salvare Alitalia, a riemescolare le carte. Facendo apparire il leader del Pd come il più in difficoltà nel delineare una posizione originale sul caso, stretto com'è tra Prodi e i sindacati" (ancora meno incoraggiante il sondaggio sull'orientamento dei giovani pubblicato dal giornale degli industriali: 36% per il Pdl, 25% per il Pd). La Stampa quasi getta la spugna e malinconicamente saluta Berlusconi vincitore. "In assenza di autentiche alternative alla sua leadership - scrive Andrea Romano - in mancanza di competitori sufficientemente forti o coraggiosi da sfidarne il carisma di cui gode presso i moderati italiani, l'elettorato sembra pronto a riprendersi quanto era stato accantonato dal voto del 2006 pur di lasciarsi alle spalle i due anni dell'Unione". E i poteri Super Walter? "Si è limitato a tonificare le proprie truppe...". Di retroscena per "completare la rimonta" si occupa invece Federico Geremicca, ma si capisce che lui non ci scommetterebbe un euro: "Le pensioni ultimo treno per Walter". Anche la Repubblica cerca faticosamente di rilanciare con la polemica "Veltroni, il Cavaliere e la democrazia della tv", e come sempre tocca a Curzio Maltese ribadire che "Berlusconi fugge il faccia a faccia con l'avversario per un calcolo egoistico motivato. Il suo punto debole è l'essere vecchio". Già sentita. Meno consueto è leggere sul giornale di Ezio Mauro che "il confronto diretto, personale, diventa ancora più cruciale quando i programmi si assomigliano, come succede nelle moderne democrazie" (sulla somiglianza dei due competitor, ci saranno 5 anni di tempo per riflettere, probabilmente dopo il 13 aprile). Butta male anche sul fronte "curiosità", pare infatti che su "You Tube l'inno di Silvio ha 28 versioni". In preda a una vera e propria crisi mistico-religiosa per via della folgorante conversione di Magdi Allam, il Corriere della Sera confeziona una pagina imperdibile piena zeppa di fede, e di fedi. Chi ce l'ha al dito, e chi no. Walter, per esempio, che insieme alla moglie ha rilasciato un'intervista parallela su Chi, non porta l'anello "dalla sera delle nozze". Fa il furbo come sempre, è sposato ma anche? Macché: "Da ragazzo sono rimasto traumatizzato, quando un mio amico ha perso un dito della mano perché la sua fede era rimasta impigliata in un cancello...". Fondamentale specchietto: Napolitano, Rutelli, Casini (con l'anello nuziale), D'Alema, Berlusconi, Bertinotti (senza anello nuziale). Cose più serie? Un altro sondaggio, e butta male ancora una volta: su 1.560 cittadini intervistati, il 42% andrebbe a cena con Berlusconi (paga lui?), il 33% con Veltroni, che però è il compagno (di viaggio!) ideale. E per finire, facciamoci del male con Liberazione che chiede al professor Alessandro Dal Lago un editoriale da infilare obbligatoriamente sotto il titolo "Sinistra, sono deluso ma ti voto". Il punto è che sotto il titolo incoraggiante, Dal Lago elenca alcuni motivi - "la lista è più lunga" - per cui "non voterei nemmeno la Sinistra arcobaleno, perché sono un elettore (di Rifondazione) profondamente deluso". Meglio astenersi (dal leggerlo).

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Alitalia, trattativa appesa al filo (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Al voto Alitalia, trattativa appesa al filo Entra nel vivo il confronto tra l'acquirente e le parti sociali. "Rema contro" il ministro Padoa Schioppa, che conferma la dead line al 31 marzo, nonostante la volontà di discutere espressa da tutti gli interessati (Alitalia compresa) "Timide aperture" da parte di Air France su piloti, handling e Cargo. Ancora insufficienti, per i sindacati. Un "nuovo documento" annunciato per venerdì Francesco Piccioni Si fa sul serio. La trattativa tra i sindacati e Air France-Klm è entrata nel merito delle questioni sul tappeto: piano industriale, perimetro aziendale, esuberi, garanzie. Non è detto che si arrivi in fondo, ma "il procedimento è incardinato". Nella durezza di un confronto difficile, teso, ma "vero", sono improvvisamente scomparse come ragnatele di Harry Potter le frasi senza senso sulle "cordate italiche" (o addirittura "del nord") che nessuno è riuscito a vedere, nonostante se ne parli da lungo tempo. Sparite anche le lusinghe pro-Lufthansa (che confermava la posizione già presa mesi fa: non ce lo possiamo permettere). Aria gelida, insomma, ma pulita. Almeno per quanto può esserlo una trattativa dove le carte "si spizzicano", più che metterle sul tavolo. Il primo impatto non è stato dei migliori. Il presidente di air France, Jean-Cyril Spinetta, ha iniziato facendo una "lunga carrellata" che inanellava scenari futuri, ma senza squadernare alcun dato su cui confrontarsi. Unica conferma: la disponibilità a trattare anche oltre il 31 marzo (fino all'11 aprile); data però confermata dall'"azionista di maggioranza", ossia dal ministro dell'economia, Tommaso Padoa Schioppa. Situazione che rischia di diventare imbarazzante per il governo uscente, perché se l'acquirente e le parti sociali stanno trattando con la volontà di trovare l'accordo, sarebbe una bella responsabilità quella di chiudere i giochi. C'è voluta comunque qualche domanda "puntuta" dei sindacati per far discendere il confronto dal cielo delle strategie alla terra degli obiettivi e dei mezzi per raggiungerli. Domande sulla flotta, per esempio. Se dal primo aprile restano a terra 37 aerei, ne conseguono quasi matematicamente un tot di tagli all'occupazione; e prospettive di "rilancio" più che altro retoriche. Se i numeri sono minori, il ragionamento cambia (e il rilancio può diventare credibile, ancorché spartano). E ancora: in questo momento ben cinque collegamenti tra Parigi e altrettante province italiane "ricche" (Torino, Genova, Bologna, Venezia, Trieste) vengono garantiti dalla sola Air France, in base a un accordo firmato da Mengozzi al tempo dello scambio azionario tra le due compagnie. Riportare tali "galline dalle uova d'oro" all'interno del perimetro Alitalia costituirebbe una prova certa delle buone intenzioni franco-olandesi. Altre mosse fatte da Spinetta avevano come target i piloti (180 assunzioni nei prossimi tre anni, da inserire direttamente nel ramo "nobile", ovvero Air France); e tempi più lunghi per la dismissione della divisione Cargo (135 piloti, ma solo cinque aerei). Ma non li ha molto impressionati ("se 60 piloti l'anno - annotava Massimo Notaro, segretario dell'Up - devono fare la selezione per entrare nel nuovo gruppo, ripartendo da zero, allora possono farlo anche da soli"). Qualche rassicurazione anche sull'handling di Fiumicino (ora in Az Servizi, la parte più a rischio), da re-internalizzare nella compagnia vera e propria. La mossa più importante arrivava però a metà pomeriggio, quando Spinetta annunciava per venerdì un "nuovo documento". I sindacati hanno esplicitamente dichiarato che non avrebbero preso in esame un testo dedicato agli "esuberi", ma solo un "accordo quadro" all'interno del quale considerare tutti i problemi aperti. E' il caso per esempio delle dimensioni da dare alla flotta e la sorte di tutte le attività di terra. Con i tempi stretti, la sospettosità è alta. L'appuntamento per venerdì è tutto da confermare (tra i sindacati c'era chi voleva rimandare tutto direttamente a lunedì, ultimo giorno utile; quasi un preannuncio di fallimento). Lo spiraglio è piccolo, ma consistente. Soprattutto, è l'unico che abbia i connotati della concretezza. Sarebbe davvero difficile spiegare a 18 mila dipendenti che il confronto - e probabilmente il loro lavoro - si deve interrompere perché qualcuno spegne la luce impuntandosi sul rispetto dell'orario.

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Piccolo assedio alla palazzina (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

I lavoratori Piccolo assedio alla "palazzina" fr. pi. "Oggi niente manganellate!". E' la prima buona notizia della manifestazione organizzata dai dipendenti sotto la palazzina della direzione, quassù, sul piazzale del Centro direzionale, alla Magliana. In una giornata finalmente di sole, nonostante il vento freddo che incita a muoversi e a darci dentro con i fischietti e gli slogan, dietro gli altoparlanti che sparano musica - come si sarebbe detto un tempo - "militante" (E' Zezi, Nuova compagnia). Ci sono le bandiere di tutti i sindacati, dai confederali a quelli di base, che si mescolano continuamente (non è proprio il momento per giocare "in proprio"). Persino quelle dell'Ugl, l'ex Cisnal di fede missina e fascista, sorrette da qualche faccia lievemente inquieta quando rimbomba "Bella ciao". Manifestazione e happening, con i napoletani dell'Atitech a fare da trascinatori. Per farsi sentire soprattutto da Jean-Cyril Spinetta, l'aspirante padrone. Il quale forse già conosceva "il calore" di questi lavoratori (in fondo era anche lui seduto nei vari consigli di amministrazione dell'Alitalia negli anni della caduta), ma in ogni caso "è meglio ricordarglielo". La polizia stavolta rimane dentro il cortile, schierata all'ingresso della palazzina. Tanta, decisamente troppa. E quando arrivano altri 7-8 gipponi il commento generale è vagamente ironico "e vai con gli straordinari! tanto li paghiamo noi, insieme alla benzina". L'anima dei napoletani è D'Apuzzo, che tra una raccomandazione e l'altra ai suoi comagni trova modo di spiegare le ragioni di chi lavora all'Atitech di Napoli, il reparto della manutenzione "pesante" di cui Air France non sa ancora cosa fare. "Loro hanno una politica per cui tutte le riparazioni vanno a finire nel Maghreb, dove pagano meno. Ma stiamo parlando di mettere aerei in condizione di volare, non di incollare occhiali o scarpe". E dire che per l'Atitech si era scomodata la Ue, oltre alla regione Campania - con due diversi "accordi di programma" - finanziando un sito industriale limitrofo all'aeroporto di Capodichino, con ben cinque hangar (quattro per revisioni e manutenzione, uno per la verniciatura), proprio "per non restare sotto le società di gestione aeroportuale, che quando scade la concessione potrebbero riprendersi gli hangar". All'Atitech lavorano attualmente in quasi 1.000: 800 con regolare contratto a tempo indeterminato, 55 interinali e 17 a tempo determinato, oltre ad alcune pattuglie di "esternalizzati dentro" l'aeroporto (magazzino, pulizie, ecc). L'Alitalia porta in riparazione da loro soltanto gli MD80, aerei in via di ritiro; mentre tutto il resto della flotta va a fare le riparazioni "hard" altrove (neppure loro sanno dove). Una scelta incomprensibile, visto che "abbiamo la capability anche per gli A320, i 737, gli Atr, secondo un accordo fatto diversi anni fa, che doveva riguardare tutta la flotta del medio raggio". Ma "lavoriamo anche conto terzi: abbiamo curato gli aerei cinesi, africani, ecc". La loro richiesta è semplice: "riportare "dentro" il perimetro di Alitalia, quindi all'Atitech, tutte le riparazioni per l'intera flotta di medio raggio". E non si tratta di questione di costi troppo alti ("su questo si può sempère ragionare", aggiunge D'Apuzzo). Non sembrerebbe complicato. E neppure costoso. Certamente più sicuro (per chi vola, per la società che potrebbe pagar caro un eventuale incidente per carenze di manutenzione). Ma che uno dei "gioielli" per cui era famosa l'Alitalia sia giunto a questo punto è la dimostrazione di quanto abbiano pesato, nel precipitare della compagnia, le scelte sbagliate di un management lottizzato.

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Tv, alla fine Walter attacca Silvio (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

"Il nostro avversario usa le sue televisioni per violare le regole". Il fair play è finito, dal leader Pd arriva l'affondo al Cavaliere. "Se la dà a gambe. Un leader che si sottrae al confronto? Non succede in nessun altro paese" Fra Palermo e Agrigento, prima giornata del tour in Sicilia, l'avviso ai mafiosi: "Vigliacchi, seduti come colossi di bronzo sopra le energie di questa terra" Cinzia Della Valle Palermo Sul duello in tv il prologo l'avevano recitato Paolo Bonaiuti e Paolo Gentiloni durante la registrazione della puntata di SkyTg24 pomeriggio, aprendo al possibile faccia a faccia. Ma qualche ora dopo Walter Veltroni, rompendo un silenzio più che sospetto, è uscito allo scoperto, andando oltre e toccando uno dei nervi più scoperti di Berlusconi: il conflitto d'interessi. Il leader del Pd, davanti alle 10mila persone che lo hanno ascoltato a Palermo per la prima giornata del suo tour in Sicilia, ha aperto uno squarcio nella pax col Cavaliere, dicendo a chiare lettere che "non dovrebbe succedere che nel nostro paese si utilizzano le proprie tv per violare costantemente le regole del gioco". Insomma, Veltroni cala l'asso del conflitto d'interessi, in un momento in cui i riflettori sono tutti puntati sul caso Alitalia, che spadroneggia nei Tg del Biscione. Quello dell'ex sindaco di Roma, in realtà, non è stato un attacco frontale, anzi solo un accenno all'irrisolto conflitto del Cavaliere, facendo intendere però che la questione è aperta. L'affondo Veltroni lo ha fatto invece sul duello in tv, accusando il suo "principale avversario", di "non volere fare il confronto". "Me ne dispiace - ha chiosato - ma penso che sottrarsi in una campagna elettorale così importante è qualcosa che non succede in nessun altro paese". E poi in serata, a Agrigento, ha incalzato: "Ritengo molto strano e un segno di debolezza che non si voglia fare il confronto. Uno può dire 'non lo voglio fare', ma non si può dire 'sono pronto, lui deve avere paura' e poi darsela a gambe". A Palermo, davanti a elettori e militanti che sventolavano i manifesti con lo slogan "Si può fare", Veltroni ha difeso le proposte del Pd "sui salari, sulla precarietà e sulle pensioni", definendole "serie e concrete, con una copertura finanziaria perché di balle in questo paese se ne sono sentite tantissime in questi anni". Ed è tornato a criticare Berlusconi per la battuta rivolta alla giovane precaria romana. "Io credo - ha detto - di essere dotato di senso dell'umorismo ma quella non era una battuta casuale, indicava una concezione della vita per me inaccettabile". Buona parte del suo discorso, Veltroni lo ha dedicato alle condizioni socio-economiche della Sicilia, con "il 30 per cento dei cittadini sotto la soglia di povertà, un Pil che non cresce, un tasso di disoccupazione bel al di sopra della media nazionale". Come responsabili delle disastrose condizione siciliane, ha indicato la classe politica che ha governato e la mafia, "una piovra alla quale lo Stato è riuscito a staccare alcuni tentacoli, grazie alla magistratura, alle forse dell'ordine e al ministro Amato". Nel banco degli imputati Veltroni mette l'ex governatore Totò Cuffaro, dimessosi dopo la condanna in primo grado a cinque anni per avere favorito singoli mafiosi e ora capolista dell'Udc al Senato in Sicilia. "Qualcuno che ha governato questa terra e mangiava cannoli deve rispondere di questa situazione" ha tuonato il leader del Pd, secondo cui "la destra ha fatto male alla Sicilia e ora è giunto il momento di cambiare pagina e si può provare con Anna Finocchiaro e Rita Borsellino". Contro la mafia Veltroni ha usato parole dure, "è orrenda e i mafiosi sono mascalzoni, criminali, assassini e vigliacchi", ricordando l'omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, il bambino sciolto nell'acido per punire il padre pentito. "La mafia - ha sostenuto Veltroni - è seduta come un colosso di bronzo sopra la vitalità e le energie di questa terra. Sono coraggiosi gli imprenditori che hanno denunciato il pizzo e noi siamo solidali con loro". E ha definito il Pd "figlio del movimento contro la mafia" e tra gli applausi della piazza ha citato ad uno ad uno "gli uomini e le donne che hanno difeso lo Stato: i poliziotti, i carabinieri, i finanzieri morti in servizio, Libero Grassi, Pio La Torre, Piersanti Mattarella, Rocco Chinnici, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Carlo Alberto Dalla Chiesa, i morti di Portella della Ginestra". Altrettanto netto il messaggio ai mafiosi: "Noi siamo per l'applicazione severa del 41 bis e non vogliamo nessuna attenuazione di uno strumento che si è rivelato importante e siamo dalla parte dei magistrati che chiedono che si intensifichi l'opportunità dei collaboratori di giustizia". Altro strumento per combattere la mafia è la confisca dei beni, "la cosa che fa più impazzire i mafiosi, ma io chiedo che una volta che si confiscano si faccia in fretta a utilizzare questi patrimoni magari con l'attivazione di una agenzia".

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<Venerdì un nuovo documento> (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

"Venerdì un nuovo documento" ALITALIA/ Il presidente di AirFrance Spinetta delude i sindacati e rimanda tutto a fine settimana La trattativa tra Alitalia e AirFrance-Klm proseguirà a oltranza, anche oltre la data del 31 marzo, chiesta da Alitalia per ragioni di liquidità. L'avvertimento arriva dal presidente del gruppo transalpino, Jean Cyril Spinetta, all'incontro con le nove sigle sindacali e mentre il titolo veniva sospeso per eccesso di rialzo (più 84%) e poi riammesso, annuncia che venerdì prossimo Airfrance presenterà un nuovo documento. Nel quale, secondo le indiscrezioni trapelate mentre l'incontro si stava svolgendo, Spinetta sarebbe pronto a considerare il perimetro aziendale della proposta franco-olandese reintroducendo tutto il settore di "handling" di Fiumicino e confermando di voler includere tutta la manutenzione leggera che viene realizzata nello scalo romano. Trattativa che proseguirà, sempre che, la fantomatica cordata italiana, paventata la scorsa settimana a più riprese da Silvio Berlusconi, si faccia avanti con un piano migliore di quello dei cugini francesi. Ieri, tornando all'incontro, le parti sociali hanno chiesto una drastica modifica del piano presentato dai francesi, a partire dagli esuberi, fino ad arrivare al "dehubbing" di Malpensa. Richieste, però, disattese, almeno per ora. Spinetta, infatti, si è limitato a ribadire la validità del piano, senza toccare l'argomento "caldo" di cargo, esuberi e futuro delle attività legate ai servizi, forse rimandando il tutto a venerdì, giorno in cui verrà presentato il nuovo piano. Tutto in stand buy per adesso e i sindacati, che si aspettavano le dovute modifiche, sono rimasti delusi. Anche se, in attesa di parlare con i nuovi dati alla mano, il presidente francese ha fatto di tutto per spiegare che le sue intenzioni sono "buone intenzioni". "Se nel 2010 la mia ricetta non funzionasse e non si raggiungesse la redditività utile a investire, sarebbe un mio fallimento e a me non piace fallire". Secondo Spinetta, sarà la stessa Alitalia che dall'aprile del 2010 tornerà alla redditività e potrà così avviare i suoi primi investimenti. "Credo nella crescita dell'Alitalia - ha detto il top manager secondo fonti presenti al tavolo - se così non fosse non rischierei un centesimo". Intanto il mondo politico si divide tra i fautori della proposta di Sir France e coloro i quali preferirebbero una cordata italiana, magari, come parte della sinistra radicale, con una partecipazione statale. Il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani spiega che al momento "l'unica offerta seria e concreta per Alitalia è quella di AirFrance". Secondo Bersani "non c'è alternativa alla vendita della compagnia, a chi poi si venda questo si discute, ma sarebbe una cosa buona che in questo rush finale la politica si tenesse fuori, visto che ha fatto già tanti danni". Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastrutture, preferisce aspettare due o tre settimane, giusto il tempo per fare le elezioni e il nuovo governo. Di Pietro ribadisce le sue perplessità sulla cordata italiana che potrebbe presentare un'offerta alternativa a quella di Air France e sottolinea che "si tratta, da parte di chi l'ha proposta, di una trovata elettoralistica". La sinistra arcobaleno, invece, attacca Prodi. Gennaro Migliore, capogruppo alla Camera del Prc è convinto che l'Alitalia è una grande azienda strategica e "da un anno non si sono fatti avanti nè investitori italiani nè è stata portata avanti una trattativa all'altezza di un paese che difende il proprio interesse nazionale, questo anche con grave responsabilità del governo Prodi". Intanto, in base agli accordi firmati nella notte tra il 7 e l'8 marzo scorsi tra i sindacati e la Sea, già a partire da questa settimana scatta la cassa integrazione di 24 mesi per 350 dipendenti Sea e per 550 di Sea Handling. Al termine dei due anni, i 900 lavoratori rientreranno in azienda. L'intesa tra Sea e sindacati consentirà alla società controllata dal comune di Milano di alleggerire la situazione del gruppo che prevede una contrazione economica di 70 milioni di euro all'anno a causa della cancellazione dei voli decisa da Alitalia. (26-03-2008).

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Alitalia Nuova proposta di AirFrance (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia trattative in corso Alitalia: Nuova proposta di AirFrance I sindacati: "E' ancora poco" Milano, 26 mar. - Come in ogni negoziato, il margine di trattativa si materializza quando salgono le pulsazioni. Così Jean Cyril Spinetta si prepara a ritoccare il capitolo esuberi del piano per l'acquisto di Alitalia. In quest'ottica, venerdì, il gruppo AirFrance-Klm presenterà una proposta nella quale "saranno evidenziate tutte le misure volte a conseguire l'obiettivo di non lasciare nessuno per strada". La volontà è quella procedere con accordi separati, sia con il personale viaggiante, che con il personale di terra e potrebbe, secondo le prime indiscrezioni, prevedere anche il trasferimento di sessanta piloti Alitalia sotto le insegne francesi. Si addolcisce poi la posizione su Az Servizi: Spinetta ha proposto ai sindacati "di considerare insieme se non sarebbe più logico, per quanto riguarda l'hub di Fiumicino, la re-internalizzazione di tutte le attività di handling". Il che significherebbe il salvataggio del posto di lavoro almeno per una parte del personale tecnico e di manutenzione di Az Servizi. Certo è un progresso rispetto all'intransigente posizione portata avanti fino a pochi giorni fa dal fronte francese, ma ancora troppo poco secondo la maggior parte delle sigle sindacali. Anpac, il sindacato dei piloti, fa notare che non è stata spesa ancora nessuna parola sulla questione Alitalia Cargo mentre l'Unione Piloti sottolinea che le nuove proposte "non danno certezza della sopravvivenza di Alitalia dopo il 2010". Se come in ogni negoziato vince chi ha le coronarie più salde, forse ci sarà margine per ulteriori aggiustamenti intanto il titolo Alitalia si sta comportando bene segnando, per il terzo giorno di fila, un segno positivo. Luca Ceccarelli.

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Alitalia: Nuova proposta di AirFrance (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia trattative in corso Alitalia: Nuova proposta di AirFrance I sindacati: "E' ancora poco" Milano, 26 mar. - Come in ogni negoziato, il margine di trattativa si materializza quando salgono le pulsazioni. Così Jean Cyril Spinetta si prepara a ritoccare il capitolo esuberi del piano per l'acquisto di Alitalia. In quest'ottica, venerdì, il gruppo AirFrance-Klm presenterà una proposta nella quale "saranno evidenziate tutte le misure volte a conseguire l'obiettivo di non lasciare nessuno per strada". La volontà è quella procedere con accordi separati, sia con il personale viaggiante, che con il personale di terra e potrebbe, secondo le prime indiscrezioni, prevedere anche il trasferimento di sessanta piloti Alitalia sotto le insegne francesi. Si addolcisce poi la posizione su Az Servizi: Spinetta ha proposto ai sindacati "di considerare insieme se non sarebbe più logico, per quanto riguarda l'hub di Fiumicino, la re-internalizzazione di tutte le attività di handling". Il che significherebbe il salvataggio del posto di lavoro almeno per una parte del personale tecnico e di manutenzione di Az Servizi. Certo è un progresso rispetto all'intransigente posizione portata avanti fino a pochi giorni fa dal fronte francese, ma ancora troppo poco secondo la maggior parte delle sigle sindacali. Anpac, il sindacato dei piloti, fa notare che non è stata spesa ancora nessuna parola sulla questione Alitalia Cargo mentre l'Unione Piloti sottolinea che le nuove proposte "non danno certezza della sopravvivenza di Alitalia dopo il 2010". Se come in ogni negoziato vince chi ha le coronarie più salde, forse ci sarà margine per ulteriori aggiustamenti intanto il titolo Alitalia si sta comportando bene segnando, per il terzo giorno di fila, un segno positivo. Luca Ceccarelli.

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D'ALEMA (PD) (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

"Dov'erano i figli di Berlusconi?" Il sarcasmo del vicepremier: " Noi abbiamo affrontato il problema Alitalia aprendo la gara. Perché i figlioli di Berlusconi non si sono presentati?".

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IL TITOLO DECOLLA A PIAZZA AFFARI SEGNA +88% E CHIUDE A +32% (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

IN BORSA Il titolo decolla a Piazza Affari segna +88% e chiude a +32% Più il valore di un titolo azionario è vicino allo zero, più minimi cambiamenti di prezzo portano vistose variazioni percentuali. È una banale regola matematica ed è il destino di Alitalia in questi giorni, con un valore per azione ormai di una frazione di euro contro i dodici euro degli ultimi bilanci in utile, all'inizio del decennio in corso. E così ieri si è registrato un rialzo del 32% perché le Alitalia hanno chiuso a 46 centesimi contro i 35 centesimi dell'ultima seduta prima di Pasqua. Soltanto speculazione, secondo gli esperti, legate alle voci su un'offerta italiana alternativa a quella di Air France-Klm. Per la precisione, i titoli della compagnia aerea italiana hanno guadagnato il 32,35% a 0,4578 euro, dopo aver aperto le contrattazioni in ritardo perché non riuscivano a fare prezzo per eccesso di rialzo (più 88% virtuale), e dopo diverse sospensioni, sempre al rialzo. Il massimo di seduta è stato toccato a 0,50 euro (+44,55%). Estremamente sostenuti gli scambi: sono passati di mano 71,5 milioni di pezzi, pari al 5,1% del capitale, quando la media degli ultimi trenta giorni è stata di 12,4 milioni. Resta il fatto che un rialzo di undici centesimi di euro fino al 2001 equivaleva a una variazione dell'uno per cento in più o in meno, ovvero a una normalissima oscillazione di Borsa. In questi giorni equivale a bruciare o recuperare un terzo del valore che Piazza Affari dà a quella che era una grande azienda italiana.

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TABACCI (UDC) (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

"Uno scandalo nazionale" L'esponente Udc attacca: " Alitalia è stato uno scandalo nazionale gestito male da governi e sindacati. Per i nostri conti è stata una sanguisuga".

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CORDATA VIRTUALE , IL GOVERNO SI RICOMPATTA (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

"Cordata virtuale", il governo si ricompatta ALESSIO FANUZZI Air France apre ai sindacati e nel governo torna il sereno. O quasi. Il clima da tutti contro tutti che aveva caratterizzato le festività pasquali resta un ricordo, accantonato dopo la tregua armata chiesta a gran voce da Veltroni. Così, nel giorno in cui Spinetta tende una mano alle associazioni dei lavoratori e il ministro dell'Economia Padoa-Schioppa vede il premier Prodi a Palazzo Chigi, i ministri sotterrano l'ascia di guerra. Tutti tranne Paolo Ferrero, titolare del dicastero per la Solidarietà sociale e candidato della Sinistra Arcobaleno: "Dopo tante trattative nell'ombra - spiega - c'è ora spazio per una trattativa vera, che entri finalmente nel merito delle questioni". Individua i punti chiave, Ferrero. E, a nome dei lavoratori, apre anche alla cordata Berlusconi: "Se davvero esiste è questo il momento per confrontarsi e per misurare le diverse proposte". Voce contro - ma non troppo - anche il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro che, in linea con le dichiarazioni di Realacci, responsabile comunicazione del Pd, preme perché la decisione sia lasciata al prossimo governo: "Del resto - osserva - non parliamo di anni ma di tre settimane". Alla cordata guidata dal Cavaliere, però, il segretario di Idv non dà troppo credito: "Ma cordata di che? Voglio vedere quali imprenditori sono disposti a farsi avanti. Se c'è gente che fa pantaloni, come fa a far volare gli aerei?" Sarcastico il commento di Emma Bonino, responsabile delle Politiche comunitarie: "Rispetto agli ultimi giorni Di Pietro ha cambiato idea, non so cosa farci". Accantonate le polemiche interne, sulla cordata annunciata da Berlusconi si dice scettico anche il vicepremier Massimo D'Alema che, da Napoli, carica a testa bassa: "Il problema Alitalia noi l'abbiamo affrontato, abbiamo detto che la società rischia di fallire, abbiamo aperto una gara e abbiamo chiamato gli imprenditori. Dov'erano i figlioli di Berlusconi? Perché non si sono presentati e non hanno messo i soldi?" Domande simili a quelle del candidato premier del Pd Walter Veltroni, che attacca il Cavaliere seppure senza mai pronunciarne il nome: "L'annuncio di una cordata fatta non si sa dove alla fine di una festa di compleanno è una cosa che non si può immaginare. Questi imprenditori ci sono? Si manifestino per evitare che Alitalia vada a gambe all'aria. È insopportabile sentir dire il giovedì che la cordata è pronta e poi il sabato che sarà pronta tra un mese, dopo le elezioni". D'accordo Pier Ferdinando Casini, candidato premier dell'Udc, secondo cui la cordata italiana è solo "una trovata pubblicitaria elettorale". "Dov'era fino a ieri? Penso proprio che si scioglierà come neve al sole il giorno dopo il voto". Parole dure, rilanciate anche dal dirigente Udc Bruno Tabacci che definisce Alitalia "uno scandalo nazionale gestito male dai vari governi, di destra e di sinistra, e dai vari sindacati". Fausto Bertinotti, leader della Sinistra Arcobaleno, invece, boccia la proposta di Air France. "È inaccettabile - spiega - perché amputa le grandi linee di traffico e minaccia tagli insostenibili". Il piano di Spinetta non piace neanche al Pdl. E se il portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti, ricorda che il Cavaliere non ha annunciato cordate ma solo "lanciato un appello sottolineando che, eventualmente, si sarebbero potuti presentare anche i suoi figli", il numero due del Popolo della libertà, Gianfranco Fini, va oltre: "A me non interessa - spiega - se Alitalia viene acquistata da Air France, Lufthansa o una cordata. A me interessa solo che Alitalia continui a volare e che l'Italia non perda il vettore di compagnia di bandiera". E se Umberto Bossi riconosce che "non è facile trovare imprenditori disponibili", Giulio Tremonti è sarcastico: "Prodi sembra al terzo mandato Iri. Fa traffici e confusione, il rapporto con Air France è stato quanto di più volutamente opaco si potesse organizzare".

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Finale di campagna col rischio ali a terra (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 26-03-2008)

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Oggi è Mer, 26 Mar 2008 Edizione 59 del 26-03-2008 Punti di vista Finale di campagna col rischio ali a terra di Fabrizio Binacchi Due settimane ancora e finirà anche la campagna elettorale 2008. Sembrava tutto scontato a fine febbraio, all'insegna del Pdl vince, Pd sa già che starà fermo un giro ecc., poi marzo è cominciato con l'incubo/speranza (dipende dai punti di vista) pareggio al Senato, a fine marzo si litiga sul duello tv sì duello tv no, e sullo sfondo le polemiche al vetriolo, pure malcelate nella ex maggioranza, sul futuro di Alitalia. E come direbbe l'ineffabile Dario C, inviato di punta di un grande giornale in Europa, "i problemi del Paese possono attendere". Quale Paese? Cesano Boscone o Trezzano sul Naviglio. Perché l'altro Paese, quello, in teoria, con la P maiuscola, non lo sente quasi più nessuno. A metà marzo la cosiddetta campagna elettorale si trascinava stancamente tra una tappa del pullman di Veltroni e una incursione stradale di Berlusconi qua e là, di quelle improvvisate che gli piacciono tanto; qualcuno azzardava già qualche lista di ministri o idee di leggi da fare nei primi centro giorni. Poi al Cavaliere è venuta, più o meno cercata, l'idea geniale, di quelle che cambiano per forza di cose il corso degli eventi: l'Alitalia italiana. Un prima e un dopo. Come il nuovo Mar Rosso. La stanca campagna elettorale metteva le ali. Tutti a dire e a contraddire, a speculare e a rivangare. Lavori in corso, tuttora. Tornava a parlare persino Prodi che da capo di governo per l'ordinaria amministrazione si teneva ben lontano dalle speculazioni elettorali. La mossa di Berlusconi ha tirato dentro tutti, italiani di qua e italiani di là, lombardi, laziali, filo Malpense e filo Fiumicini, francesi, olandesi, tedeschi e sindacati e ministri che tornano a litigare (ultimo duello Bonino Bianchi da manuale) come ai bei tempi del governo Prodi pienamente vigente, prima che Mastella Dini e Fisichella decretassero il giù-il-sipario, in quella sera dei lunghi coltelli di Palazzo Madama. La campagna si trascinava tra accuse di copiarsi e piccoli scoop sulle pensioni politiche di Veltroni che dice di donare in beneficenza. Poca cosa, neanche titoli d'apertura sui giornali che se ne intendono. La passione è esplosa su Alitalia e come al solito Berlusconi l'ha giocata di lancio e di rimessa, tirando in ballo i suoi argomenti più propri: la coerenza, l'italianità, la sfida imprenditoriale, il coinvolgimento della famiglia, se ce ne fosse bisogno. Quasi tutti gli altri hanno abboccato. Così per un po' niente più campagna elettorale di promesse buoniste e luoghi comuni, quegli interventi così generici e insulsi che ti fanno venire il volta stomaco, perché sembra la retorica del volta gabbana senza dolce. Quelle riflessioni così compìte al podio: "Noi vogliamo un riequilibrio dei conti per il bene di tutti gli italiani". E che direbbe mai il contrario? "Noi vogliamo una società pulita dove i nostri giovani abbiano un futuro sicuro e non di precarietà". Davanti a cose simili farebbe più notizia uno che ti viene a dire:"Adesso faccio il possibile per far tornare le mezze stagioni". Credibilità preistorica. Con l'ingresso del caso Alitalia, tutto è volato, e volano anche i nuovi calcoli sulle regioni a rischio, dove si intrecciano problemi locali e campagne elettorali per le comunali, specie a Roma. Pdl e Pd devono stare attenti in parecchie regioni perché il meccanismo del premio senatorial-regionale potrà dare parecchie sorprese, a vantaggio di Sinistra e Udc e nel Lazio anche della Destra. Così dopo le settimane della campagna con le ali, si rischierà il finale di campagna con le ali a terra. Ovvero, dopo un mese di bel dibattito sulla ex compagnia di bandiera occorrerà pensare all'altra compagnia di giro, quell'Italia che rischia davvero di rimanere senza ali e di non trovare più uno straccio di aeroporto aperto da cui decollare. www.virgola1.splinder.com.

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Il fumo di Veltroni (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 26-03-2008)

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Oggi è Mer, 26 Mar 2008 Edizione 59 del 26-03-2008 Rimonta mancata Il fumo di Veltroni di Arturo Diaconale Nessuno è in grado di fare previsioni precise sul risultato del voto del 13 aprile. A venti giorni dalla consultazione elettorale i sondaggi indicano che il distacco iniziale tra Pdl e Pd è rimasto praticamente immutato e che l'incertezza continua a regnare sovrana sull'esito delle votazione per il Senato in alcune regioni determinanti. Per cui, considerata archiviata la vittoria alla Camera del partito di Silvio Berlusconi, rimane aperta la partita di Palazzo Madama dove il Pd, non va dimenticato, parte con un margine di vantaggio rappresentato da quattro voti dei senatori a vita. In questa incertezza, che tiene in piedi accanto all'ipotesi del governo del Pdl anche quella delle larghe intese tra i due maggiori partiti, le uniche sicurezze incontrovertibili riguardano Walter Veltroni. La prima è che il suo tentativo di rimonta è praticamente fallito. La seconda è che a questo fallimento ha contribuito non solo il peso insopportabile dell'eredità negativa lasciata dal governo Prodi ma anche la strategia politica perseguita dal segretario del Pd. Sul mancato recupero è inutile spendere troppe parole. Il lungo viaggio nel Nord non ha dato i risultati sperati. Ed anche l'idea di passare dal settentrione alla Sicilia lanciando come nuovo messaggio della campagna elettorale la promessa di un aumento delle pensioni, non sembra destinata ad avere un particolare successo. Ormai anche i meno smaliziati sanno che la possibilità di migliorare e, soprattutto, garantire le pensioni, passa attraverso l'allungamento dell'età lavorativa. E chi ha realizzato una controriforma tesa a realizzare il risultato opposto non ha di certo le carte in regola per lanciare promesse difficilmente rispettabili. Nessuno esclude, naturalmente, che la demagogia elettoralistica sulle pensioni possa ridare un minimo di smalto all'azione veltroniana. Ma è da escludere che nel loft del segretario Pd ci sia qualcuno effettivamente convinto che il miraggio di 33 euro di aumento mensile per i pensionati più poveri possa riattivare la spinta propulsiva dell'ex sindaco di Roma. Oltre tutto, come insegna il caso Alitalia, l'eredità negativa del governo Prodi continua a produrre i suoi effetti perversi. Che avrebbero potuto essere bilanciati ed annullati dall'esistenza di una forte strategia politica da parte del Pd. Ma che, proprio a causa dell'assenza di questa strategia, risultano addirittura potenziati. La scelta di fare del Partito Democratico un partito di sola immagine privo di una sua identità precisa è, in definitiva, la causa maggiore del mancato recupero di Veltroni. Il Pd ha tagliato i ponti con la tradizione del movimento operaio, con la storia del socialismo italiano e con quella dei cattolici democratici. Non è più classista ma non è nemmeno interclassista. Non è più statalista ma non è più neppure credibilmente liberale e liberista. Candida imprenditori e litiga con i sindacati. Si dice europeista ma non non ha collegamenti del Pse. Si dichiara democratico come Obama ma della politica americana riesce ad imitare solo l'apparenza. Insomma, il Pd è un partito senza identità. E, come tale, senza alcun progetto da offrire al paese. A differenza del Pdl, che a dispetto degli sforzi dei suoi dirigenti, rappresenta comunque la cultura liberal-democratica della maggioranza degli italiani. Si dirà che quello di Berlusconi rimane un "partito di plastica". Ma l'elettorato è molto più saggio di quanto non sembri. E dovendo scegliere tra la plastica ed il fumo punta sul poco ma concreto piuttosto che sul tanto ma inesistente.

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L'Italia che arretra (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 26-03-2008)

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Oggi è Mer, 26 Mar 2008 Edizione 59 del 26-03-2008 Marchi in caduta L'Italia che arretra di Davide Giacalone Non è un affare per aziendalisti, è un affare di Stato. Anzi, un malaffare che dimostra lo stato di decadenza politica ed economica. L'insegna di Telecom Italia, assieme a quella di Alitalia, può vincere il concorso quale simbolo della dabbenaggine nazionale. Assieme a Cirio e Parmalat puo raccontare la rapina ai danni del mercato. Tutti quanti sintetizzano avidità e corruzione politica, oltre che la debolezza dell'informazione economica non direttamente corriva ad interessi particolari. La commissione europea certifica quel che già abbiamo documentato: l'Italia ha un mercato interno delle telecomunicazioni che è restato largamente indietro. Il record europeo per la perdita di tempo quando si cambia gestore è il segno di quanto le autorità di garanzia non garantiscono nulla. Il ritardo nella diffusione della banda larga costituisce uno svantaggio competitivo per l'intero Paese, e testimonia che i propagandati investimenti erano balle per analisti e giornalisti di bocca buona. Il fatto che tali linee siano particolarmente in ritardo fuori dalle aree urbane evidenzia l'inesistenza del ruolo governativo, senza confini di schieramento. Le tariffe che restano alte fotografano una concorrenza ancora impedita da convenienze oligopoliste. E sono cose che abbiamo scritto tante volte. La commissaria alle tlc, Viviane Reding, ha aggiunto: "il sistema bloccato fa bene a chi lo blocca". Ma quando mai! Noi siamo la dimostrazione che si cerca d'avere botte piena e moglie ubriaca, e si finisce cornuti e mazziati. Il mercato è stato umiliato per proteggere Telecom. Prima perché si doveva venderla (al peggio), poi perché Colaninno era amico di D'Alema, poi perché non fosse inutile il lavoro degli spioni, poi perché si doveva salvare Tronchetti Provera e tutelare le banche. E' stata talmente protetta che sta morendo. Precipita in borsa come Alitalia, ed in ambedue i casi si deve scegliere se abbandonarle, ammainando la bandiera sadomasochista dell'italianità, oppure accanirsi nella protezione dell'indifendibile, mettendolo in conto agli italiani. Sono, questi, affari di Stato perché dimostrano il fallimento di un'intera classe dirigente. Che resta inamovibile perché il Paese è bloccato, illuso che il restar fermi significhi conservarsi. Invece solo asfissia le forze della ripresa.

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Metti Alitalia nei Tg. Tutti (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 26-03-2008)

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Oggi è Mer, 26 Mar 2008 Edizione 59 del 26-03-2008 (S)comunicando Metti Alitalia nei Tg. Tutti di Paolo Pillitteri Tutti i Tg di quest'ultima settimana, dico tutti, pubblici e privati, hanno aperto con Alitalia. Che sarà pure una importante compagnia aerea di bandiera, ma della sua crisi si discute da almeno 10 anni, diconsi dieci, vale a dire da parte di premier, ministri, capipartito, parlamentari e manager dei due Poli. E allora, dove sta il trucco? Perchè questa pressione mediatica alitaliana, simile a un martello pneumatico che parla e straparla in piene elezioni, e mette in secondo piano altri temi, altre priorità, nazionali e internazionali? Per due o tre motivi generali: di tempo, di luogo, di comunicazione. Il tempo è quello scaduto: per Prodi. Infatti, se avesse chiuso con Air France prima o appena avviata la campagna elettorale, nulla quaestio, nel senso che l'operazione sarebbe andata via liscia, a parte i sindacati. Ma, sbagliando i tempi, è finito in una temperie di scontro, di lotta senza quartiere, fuori contesto per dire. Il luogo è il Nord, perchè è al Nord che si gioca la partita doppia di Alitalia e Malpensa, soprattutto in campagna elettorale. E Prodi non ha mai capito il Nord, anzi, l'ha sempre trattato come una grande evasore. Il Cavaliere, invece, sa cos'è il Nord. Soprattutto, sa che tempo e luogo sono fattori decisivi. Sa, anche, che in tempo di elezioni tutto è permesso, specialmente se l'avversario, Prodi in primis, non conosce l'abbecedario della comunicazione. Questo è il terzo fattore, che non funzionerebbe senza gli altri due. Nel senso che la forza del messaggio politico collegato non deriva soltanto dal medium, ma dal suo contenuto, più il medium più il tempo e il luogo. Fa una certa impressione leggere su "la Repubblica" che "il leader che domina la scena da 14 anni deve al mezzo televisivo tutto il suo successo. Certo, Berlusconi è il grande secolarizzatore dell'Italia con le "sue" Tv. E' altrettanto certo che senza l'annientamento giudiziario della Prima Repubblica - per cui il giornale fondato da Scalfari ha tifato, influenzando la stessa magistratura - il Cavaliere si sarebbe fermato ad Arcore e non a Palazzo Chigi. Ma non meno certo è che da quasi 15 anni continua ad imporre la sua agenda "politica", vincendo e perdendo e poi vincendo, perchè sa usare le Tv. Difatti, il tema "Alitalia" è divenuto il il suo cavallo di battaglia, il terreno di scontro da lui preferito e quindi imposto agli altri, funzionale all'alleanza con la Lega (che pure sbagliò ed omise su Alitalia e Malpensa insieme al Cav), di quasi impossibile competizione con Veltroni, impicciato sia da Prodi che dal "suo "Fiumicino". Dare poi tutti i meriti/colpe alla "orgia del potere televisivo" di Berlusconi significa non ammettere, et pour cause, che poco meno di due anni di prodismo, quelli sì, sono riusciti a farlo ritornare a Palazzo Chigi. Non è la Tv, bellezza.

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Venerdì altro round con la nuova proposta (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 26-03-2008)

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Oggi è Mer, 26 Mar 2008 Edizione 59 del 26-03-2008 LA VENDITA DI ALITALIA. SPINETTA RILANCIA Venerdì altro round con la nuova proposta di Alessandra Mieli Jean Cyril Spinetta è tornato. Dalle sue dichiarazioni sembrerebbe quasi che il |I|defensor|/I| di Alitalia sia lui, il presidente e amministratore delegato di Air France. Il dubbio che forse si possa davvero materializzare una cordata concorrente ha spinto Spinetta a indossare i panni del temporeggiatore che non lancia più ultimatum, ma offre nuove aperture che illustrerà il prossimo venerdì. Di più: Spinetta si è detto convinto di riuscire a riportare alla redditività la compagnia di bandiera italiana entro il 2010 altrimenti " sarebbe un mio fallimento, e a me non piace fallire". I sindacati non paiono essere rimasti impressionati ma l'ipotesi a cui lavorano da Parigi potrebbe aprire qualche breccia nel fronte dei lavoratori. Nella proposta di accordo quadro "saranno evidenziate tutte le misure volte a conseguire l'obiettivo di non lasciare nessuno per strada". In particolare verrà aperto un confronto specifico per raggiungere accordi separati con piloti, assistenti di volo e personale di terra di Az Fly. Mentre per Az Servizi il confronto sarà con i lavoratori dell'handling aeroportuale e con quelli della manutenzione. Fonti di Air France confermano che, sul fronte degli esuberi per i piloti, la proposta prevederà l'offerta di trasferire ad Air France 60 piloti l'anno nel triennio 2008-2010, riducendo così il numero complessivo degli esuberi. Quanto alle attività di Az Servizi, solo parzialmente comprese nel perimetro dell'offerta di acquisizione di Air France-Klm, Spinetta ha fatto ai sindacati la proposta "di considerare insieme se non sarebbe più logico, per quanto riguarda l'hub di Roma Fiumicino, la reinternalizzazione di tutte le attività di handling". Oltralpe però i giornali economici si dicono certi che Spinetta "non snaturerà un piano che costituisce ai suoi occhi il solo modo di rimettere Alitalia sui binari". Anche la stampa anglosassone fa dell'ironia. Secondo il Wall Street Journal la vicenda dimostra che Silvio Berlusconi "si è rivelato più un corporativo avverso alla libera concorrenza di mercato che un liberale economico che intende fare quello di cui l'Italia ha bisogno per rilanciare l'economia barcollante". In un editoriale il Wsj ricorda che Berlusconi da tempo si dice a favore di "una soluzione italiana". Tuttavia, continua, "l'ultima volta in cui è stato a Palazzo Chigi Berlusconi non ha trovato alcun salvatore per Alitalia. Invece ha esitato mentre il debito della compagnia cresceva fino a raggiungere 1,3 miliardi di euro lo scorso gennaio. Gli elettori italiani - continua il quotidiano - potrebbero chiedergli perché non ha venduto la quota di Alitalia quando valeva qualcosa. Il prezzo delle azioni della compagnia è sceso del 70% negli ultimi due anni". Il titolo in Borsa ha chiuso in rialzo del 32,35% a quota 0,45 euro, dopo numerose sospensioni al rialzo e al ribasso e aver toccato un massimo teorico dell'87,9%. Al termine delle contrattazioni sono passate di mano 71,5 milioni di azioni, vale a dire il 5,1% del capitale.

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Intervista a Michele Graglia / Quale futuro per il distretto aerospaziale? (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 26-03-2008)

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Oggi è Mer, 26 Mar 2008 Edizione 59 del 26-03-2008 Intervista a Michele Graglia / Quale futuro per il distretto aerospaziale? di Roberto Sonzogni L'esistenza di un vero e proprio distretto dell'industria aerospaziale che dal territorio varesino si estende a tutta la Lombardia sta nei numeri: la provincia di Varese è la culla di una filiera di 100 imprese che, con oltre 8mila addetti, produce da sola il 30% dell'export nazionale del settore. Una realtà sulla quale l'Unione degli Industriali della Provincia di Varese ha voluto puntare i riflettori, organizzando un convegno dal titolo "Distretto aerospaziale lombardo: un'opportunità da cogliere". Quasi uno slogan che riassume il messaggio lanciato da Michele Graglia, presidente dell'UNIVA, al quale abbiamo chiesto di illustrarci le potenzialità dell'iniziativa. Cosa serve all'industria aerospaziale del Varesotto per diventare protagonista europea del settore? In realtà l'industria aeronautica della nostra provincia protagonista a livello europeo lo è già. Anzi possiamo tranquillamente dire che l'eccellenza varesina è percepita da tempo a livello mondiale. Quello che però serve al comparto è un riconoscimento di sistema da parte delle istituzioni. Se venisse ufficializzata l'esistenza, che è già nei fatti, di un metadistretto, questo potrebbe dare anche alle piccole e medie imprese della filiera produttiva la stessa visibilità che è tipica, oggi, delle grandi e ben più famose aziende presenti in provincia come Alenia Aermacchi ed Agusta Westland. Una filiera che, in una ricerca presentata pochi giorni fa dal nostro Ufficio Studi, è emersa in tutta la sua forza. In quali aeree della provincia è maggiormente concentrato il tessuto produttivo di questo comparto? In quelle dove sorsero all'inizio del secolo i primi stabilimenti: parliamo del gallaratese, dell'area intorno a Malpensa, del basso Verbano, della zona tra Tradate e Varese. Esiste un nesso tra Malpensa e lo sviluppo del polo aerospaziale? Il nesso è prima di tutto storico-simbolico. Proprio a Malpensa, intorno al 1910, i fratelli Caproni testarono i primi modelli di aeroplani varesini. In pratica nasceva allora, appena sette anni dopo il primo volo del fratelli Wright, l'industria aeronautica varesina che si legherà subito a nomi di società quali l'Anonima Nieuport-Macchi, (oggi Aermacchi), la Caproni e poi la Siai Marchetti e l'Agusta. Ma, non solo. Le due vicende, quella di Malpensa-Alitalia e quella del riconoscimento di un metadistretto aerospaziale, sono legate dai termini con cui avanziamo le nostre richieste alla politica. Per entrambe non si chiede un sostegno a realtà in crisi. Non vogliamo assistenzialismo, ma la possibilità di competere ad armi pari con altre realtà del Paese: Malpensa con gli altri aeroporti, l'industria aeronautica varesina con quella delle province che, supportate dalle regioni di appartenenza, in particolare Piemonte, Campania, Puglia, Veneto e Lazio, si stanno muovendo in maniera compatta allo scopo di dar vita a un distretto nazionale. Qual è lo stato di salute dell'industria nella provincia di Varese? Come altre realtà produttive italiane ed europee stiamo vivendo un momento di forti pressioni causate dal rafforzamento dell'euro e dal costante rincaro del petrolio. A differenza di altre aree industrializzate, però, c'è il fatto che le nostre imprese sono poco specializzate nei prodotti di largo consumo, più soggetti a repentine fluttuazioni dei mercati. L'industria varesina produce soprattutto beni intermedi o strumentali che permettono di spostare nel tempo eventuali effetti freno. Penso alle macchine utensili, nelle quali la nostra provincia eccelle anche solo per quantitativi d'export. In questo caso riposizionarsi su altri mercati, come quelli dei paesi in via di sviluppo, è possibile. Anche perché se l'Italia e l'Europa frenano, altre economie, invece, accelerano. E per continuare a farlo hanno anche bisogno dei nostri prodotti. Prodotti che servono ad altri per produrre.

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Quell intesa datata 1997 Prodi-Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

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Prima lo stipendio minimo garantito per i precari, poi la diminuzione delle tasse, le promesse sulla sicurezza, l accelerazione per le infrastrutture, ieri l aumento delle pensioni. stefania piazzo Come andrà a finire? Malpensa vivrà ma, soprattutto, l avrà vinta Romano Prodi o il Nord? Air France farà fagotto? Quel che è certo, per Giancarlo Galli, scrittore ed editorialista economico, c è un nuovo orizzonte. Un grumo concreto di consapevolezza, la costituzione di una catena di dna imprenditoriale che fa branco per il Nord. Una classe dirigente, economica, che si intreccia con la politica che verrà a Palazzo Chigi. Per farla breve, il Nord salverà il Nord con l aiuto di Dio, dei suoi politici, delle sue banche e dei suoi imprenditori. Galli, la gente davanti ai fatti di Alitalia è confusa, non comprende questo tira e molla. "Certo, quel che sembra delinearsi è uno stallo delle trattative con Air France per arrivare, invece, ad un discorso più pluralista...". Una cordata di casa nostra? "Può proprio succedere". Come spiega la sintonia tra Prodi e i francesi? "Non dimentichiamoci che già nel 1997 iniziarono i primi contatti fra l allora Governo Prodi e Spinetta, uomo del socialista Jospin. Fin dall inizio l operazione ha avuto come protagonista da sempre Prodi che ha ritenuto, sostenuto da Tommaso Padoa Schioppa, di sbarazzarsi del problema Alitalia, scaricandolo attraverso un accordo con Air France". Ma ad un prezzo inaccettabile. "Il sacrificio di Malpensa, con la concentrazione di Alitalia a Roma". Possono convivere due hub nel Paese? "Ci sono Paesi federali con due hub che non necessariamente, vedi la Germania, si identificano con la capitale. Lo stesso vale per gli Usa: sono a Los Angeles e New York ma non a Washington. In Italia viceversa a Roma c è un hub obbligato. Non dimentichiamolo: c è il Vaticano, il più potente mezzo di attrazione turistica". E allora niente hub in Padania? " Per averne un altro forte al Nord bisognava da subito puntare sulla dimensione federalista e cioè avere un Nord federale, una Padania compatta che, da Torino a Trieste, dicesse Non passiamo da Roma ma da Milano ". Poi Alitalia è sempre stata romana... "Forte delle sue origini, ha sempre tirato a fare il suo gioco, privilegiando l assetto romanocentrico. Un po come la Rai. Milano non ha mai avuto quel che le spettava". Colpa dello Stato centrale? "Altra riprova: Prodi non ha mai avuto una pulsione verso il Nord, c è sempre stata una trascuratezza colpevole nella nostra classe dirigente verso la questione settentrionale". Tornando a Malpensa, cosa a suo avviso ha rotto i piani del Governo? "Nell estate scorsa quando Prodi pensava di restare fino al 2011 o, nella peggiore delle ipotesi, sino alle europee del 2009, credeva di risolvere il nodo Alitalia. La situazione economica mondiale era ancora buona e si pensava di chiudere con Air France, spazzando via tutti i concorrenti, eliminati peraltro in modo piuttosto discutibile". Il vento era in poppa? "L ostacolo più grande, quello del personale, con un Governo Prodi e le sinistre dentro e i sindacati che non avrebbero fatto troppo rumore, si pensava sarebbe stato gestito senza dolori". Poi però l Esecutivo ha perso aderenza. "Strada facendo ha iniziato a barcollare; poi è arrivato Sarkozi che, con Spinetta, è tutto meno che asola e bottone. Il presidente è uno che non scherza nell alzare la bandiera nazionale. E le condizioni di Air France sono mutate in peggio. Poi la crisi globale ha toccato anche Air France, scesa in Borsa perdendo circa il 30%". Ed è caduto Prodi. "E da quel 24 gennaio i francesi sono stati spinti da Prodi e TPS a chiudere subito. Qualcuno sussurra anche per non far piacere a Veltroni. In questo modo si alienavano il Nord: una pesante sconfitta di Veltroni poteva rimettere in discussione il Pd". Tutte le strade non portavano più a Roma. Ma con franchezza, Galli, lei come uscirebbe dallo stallo? "La cosa migliore? Lasciar fallire Alitalia, come è accaduto con Swiss Air, e far entrare una nuova cordata. La prima cosa da fare, poi, è quella di avere nuove condizioni del lavoro, ricercando un grande partner ". Può essere Air One? "Punto interrogativo...". Può essere Lufthansa? "Yes. Potrebbe lasciare l hub a Milano, così quello di Roma resterebbe, diciamo così, secondario. L hub commerciale per natura e vocazione abita al Nord, quello turistico è a Roma. Gli aerei per le Americhe e l Estremo Oriente devono partire da Malpensa e non da Roma". Servono però i danè. "Trovo interessante che si sia formata su questa idea che il Nord va difeso di fronte ad un operazione di invadenza, un coagulo di classe dirigente che mette insieme le Emma Marcegaglia e i Corrado Passera, entrato peraltro in rotta di collisione con Gianni Bazoli, e che pone Banca Intesa su questa nuova linea. Si è creato un asse reale sulla linea Milano-Torino". Attorno al fatto politico si innesta la difesa imprenditoriale? "Bisogna leggerla anche così: è un atto di ribellione presecessionistico, è una secessione dolce verso il volere di Roma. Come dire: Noi difendiamo Malpensa al di là di Alitalia, siamo noi che non prendiamo in considerazione i problemi di Roma bensì quelli del Nord ". E Berlusconi? "Ha ribaltato tutto dicendo: Voi non siete graditi . E come si fa adesso a firmare un accordo quando il futuro capo del Governo ti fa sapere che tu non sei gradito?!". Come finirà, Galli? "Il gioco è aperto. Grazie alla Lega e anche a Formigoni che hanno tenuto alta la bandiera di Malpensa, scartando la rassegnazione". Adesso arrivano le banche? " Non dimentichiamo la famosa battuta di Gianni Agnelli: il sistema economico è per natura governativo. Poi si sta riscoprendo, ce lo insegna Giulio Tremonti, il protezionismo a difesa dei danni della globalizzazione. Qualche anno fa era un grave peccato. Oggi invece si parla di dazi...". Non cedere Alitalia è una prova di forza antiglobalizzazione? "Il Governo che verrà vuole dimostrare di saper gestire da subito l operazione e punta i piedi. Trova terreno favorevole: Air France non ha più tanta voglia, rischiando di trovarsi col cerino in mano con un accordo firmato con un Governo che cade male, con un ministro che non ci sarà più e col sindacato che dovrebbe firmare all estero 2.000 licenziamenti". Galli, e il ricorso Sea di Bonomi? "Geniale: 1.250 euro di penale! Ma ora si tratta di concretizzare. Il Nord deve farsi strada". [Data pubblicazione: 26/03/2008].

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Il sogno di Veltroni: <Basta parlare di Alitalia> Tremonti: <Prodi pensa di essere ancora all Iri> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Il sogno di Veltroni: "Basta parlare di Alitalia" Tremonti: "Prodi pensa di essere ancora all Iri" Roma - Le richieste della Lega Nord, subito sottoscritte dal Pdl, stanno smuovendo qualcosa. Il Presidente della Camera dei deputati, Fausto Bertinotti, ha infatti convocato per questa mattina la Conferenza dei presidenti di gruppo. Nella riunione si valuterà la richiesta di un audizione in Parlamento del Governo sul caso Alitalia. Per il resto i temi sul banco restano due: la nuova proposta di Spinetta e la cordata italiana. Per Mario Baldassarri è stata proprio l appello agli imprenditori italiani lanciato da Silvio Berlusconi "a costringere Air France a decidere di trattare ad oltranza". "Il Governo - sottolinea invece Gianfranco Fini - ha condotto una trattativa di cui anche la Cgil, la Cisl e la Uil hanno detto di vergognarsi. Hanno detto: vi siete preoccupati di avere un interlocutore solo e non di averlo in base ad un piano industriale ". Giulio Tremonti ricorre al sarcasmo: "Prodi sta facendo accordi come fosse al terzo mandato dell Iri e non come presidente del Consiglio. Sta facendo traffici e confusione. Il rapporto con Air France è stato quanto di più volutamente opaco si potesse organizzare". Nel campo del centrosinistra, però, le opinioni continuano ad essere variegate. Walter Veltroni vorrebbe che di Alitalia non si parlasse fino al 13 aprile. "Sul tavolo da poker della vita politica e della campagna elettorale - dice - viene giocato tutto, anche il lavoro di migliaia di persone ma questo è inaccettabile. Se c è una cordata sull Alitalia bene, si faccia avanti subito. Altrimenti bisogna trovare un accordo per consentire di avere minor prezzo sociale per salvare la compagnia e rilanciarla". Il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, spalleggiato da un altro esponente non secondario del Pd come Ermete Realazzi, ammette che "la responsabilità politica di una decisione del genere sarebbe meglio che la prendesse il nuovo governo, nella pienezza dei propri poteri" mentre il ministro del Lavoro Cesare Damiano si augura che la trattativa con Air France vada in porto. Sulla stessa linea sono anche Emma Bonino e Paolo Gentiloni. "Dobbiamo stare attenti ed evitare - osserva il ministro delle Comunicazioni - che battute di propaganda elettorale non facciano venir meno l unica offerta seria sul tappeto". D accordo Rosy Bindi: "Ad oggi - dice il ministro della Famiglia - l unica proposta percorribile sul tappeto è quella di Air France. Quindi o Alitalia fallisce o entra a far parte di un grande gruppo internazionale. Un altra strada, in questo momento, non c è. Se ci sarà e sarà seria e competitiva la prenderemo in considerazione. Se invece, come sembra, e ancora una volta, soprattutto da parte di Berlusconi è un pretesto per rinviare la soluzione del problema credo che non solo debba essere restituita al mittente ma inoltre bisognerebbe anche denunciare la stranezza di un comportamento che rischia davvero di compromettere Alitalia ed il trasporto aereo nazionale". "Dopo tante trattative nell ombra - commenta infine Paolo Ferrero - c è ora lo spazio per una trattativa vera che entri finalmente nel merito delle questioni, fatti cadere gli astrusi termini del 31 marzo. Se davvero esiste una cordata di aziende italiane interessate è questo il momento per il confronto e per misurare le diverse proposte. Berlusconi deve perciò uscire dalla dinamica elettorale e, se davvero esiste questa proposta. deve essere resa pubblica, nell interesse del Paese dei lavoratori". A.Mon. [Data pubblicazione: 26/03/2008].

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Il complotto franco-romano non fermerà il Nord (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

DAVIDE BONI Lo spostamento dei termini per concludere il negoziato tra i francesi e la compagnia italiana non contribuisce a risolvere la questione. Il dato certo è che attorno a questa vendita, che passerà alla storia come una trattativa economica disastrosa, da depennare da qualsiasi manuale di strategia aziendale, si è ormai scatenato una caos generale. L unica cosa certa è che il governo Prodi non è stato in grado di condurre questa importante partita, lasciando che il progetto francese prendesse forma in tutti questi mesi, accorgendosi solo ora del danno economico ed occupazionale che in realtà nascondeva. Se prima ci accusavano di fare del terrorismo politico , ora le nostre preoccupazioni trovano conferma nei dati resi pubblici circa gli esuberi e il numero di voli cancellati su Malpensa. D altra parte il processo di de-hubbing ha avuto inizio: pertanto ben venga in questa fase qualsiasi cordata di imprenditori che riesca non tanto a salvare Alitalia, quanto a garantire un futuro al nostro hub. Certo che lo spessore politico dell Esecutivo di centrosinistra uscente, traspare anche dal fatto che tra una compagnia ormai fallita e un aeroporto che invece cresce ogni giorno che passa, qualcuno, per questioni campanilistiche, ha sempre e solo tifato per un colosso caduto in disgrazia. Ci scusino i politici che lottano per Fiumicino, ma noi abbiamo scelto di difendere un infrastruttura simbolo della nostra operosità, vittima di un piano sbagliato che, nonostante il complotto franco-romano , riuscirà a mantenere i propri livelli di efficienza e gli standard qualitativi che gli altri aeroporti internazionali ci invidiano. [Data pubblicazione: 26/03/2008].

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Sindacati divisi sulla trattativa ma uniti contro Palazzo Chigi (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Angeletti vuole stringere i tempi, Bonanni preferisce Lufthansa Sindacati divisi sulla trattativa ma uniti contro Palazzo Chigi Richiamati all ordine, nel giorno di Pasquetta arriva il signorsì. La triplice sindacale nei giorni scorsi aveva osato criticare (flebilmente, molto flebilmente) il governo di centrosinistra contro il quale, nonostante gli evidenti danni arrecati al paese che sono sotto gli occhi di tutti, in due anni non si è mai sognata di proclamare uno sciopero generale. Niente: al governo amico ne hanno perdonate di tutti i colori. Sembrava invece che sulla vergognosa svendita di Alitalia ad Air France, un briciolo di orgoglio fosse rimasto a Cgil, Cisl e Uil. Che infatti nei giorni scorso avevano manifestato la necessità di essere "convocati immediatamente" a Palazzo Chigi, avanzando pure l ipotesi che giunti a questo punto, a poche settimane dal voto, sarebbe stato più logico che la situazione venisse congelata, per dare modo ad un nuovo governo, nel pieno dei suoi poteri, di portare avanti una trattativa difficile e complessa. E invece ecco arrivare la sorpresa. "I problemi devono essere affrontati subito, non vedo perchè aspettare un nuovo governo per fare una trattativa su Alitalia". la sorpresa di pasquetta arriva dal segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, alla vigilia del nuovo incontro tra i sindacati e il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta. Angeletti quindi respinge l ipotesi di rinviare il problema della privatizzazione del vettore italiano a dopo le elezioni e replica alle parole di Romano Prodi che aveva invitato i sindacati al senso di responsabilità: "Noi siamo molto responsabili, lo siamo sempre stati. Ovviamente questo non significa essere l agnello sacrificale di una trattativa gestita con i piedi senza coinvolgerci". E respinge le accuse del premier riguardo Lufthansa: "Non scarichi su di noi le sue responsabilità". Eppure, nonostante l apparente contrasto con l inquilino sfrattato da Palazzo Chigi, Angeletti auspica che oggi il numero uno della compagnia franco-olandese "sia disponibile a fare sul serio una trattativa, quindi a modificare seriamente le sue proposte". Poi emergono le contraddizioni quando il leader della Uil affronta l argomento della possibile cordata italiana: "Quando ci saranno proposte le analizzeremo. Più interlocutori ci sono e più siamo contenti perchè migliori saranno le condizioni". Certo, ma per avere più interlocutori è fondamentale che la trattativa con Air France non si chiuda entro la fine del mese, come invece hanno imposto i francesi. incassato un mezzo sorriso da Angeletti, Prodi e soci, ieri hanno però preso una bordata tra i denti da Raffaele Bonanni, segretario della Cisl. "Il presidente del Consiglio farebbe bene - ha detto Bonanni - a non menare il can per l aia perchè sa perfettamente che Lufthansa si è ritirata perchè sapevano perfettamente del suo rapporto indissolubile con Air France". E ancora: "la discussione fatta da Lufthansa con noi fu molto soddisfacente, sia per noi che per loro". A ciò si aggiunge il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, già da tempo critico nei confronto della gestione dell affaire-Alitalia, che l altro giorno ha sbugiardato gli svenditori di palazzo Chigi, affermando una verità che era stata scritta nero su bianco dai vertici Alitalia: la compagnia italiana ha denaro sufficiente per sopravvivere fino a giugno. E ieri ha rincarato la dose: "che ci sia un urgenza è fuori di dubbio, ma che ci siano scadenze così perentorie mi sembra un po azzardato. Nel piano di sopravvivenza presentato lo scorso settembre dall'Alitalia i tempi erano diversi". Quindi l allarmismo delle ultime ore fatto montare ad arte da Padoa Schioppa, Prodi, Bersani e chi più ne ha più ne metta, è del tutto fuoi luogo. Si giustifica solo con la necessità di voler chiudere la partita prima che scendano in campo altri giocatori. Quale sia il tornaconto politico è ancora ignoto, ma è evidente che la fretta degli ultimi giorni è quantomeno sospetta. Perfino L Unione Piloti ieri si chiedeva quali interessi avesse il ministro dell Economia "agitando lo spettro dell imminente fallimento proprio in piena trattativa e parlando tranquillamente di quasi esaurita disponibilità di cassa". Ma. Ma. [Data pubblicazione: 25/03/2008].

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Prodi vede sfumare l ultimo affare. E medita vendetta (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Matteo mauri Aveva tenuto un profilo bassissimo, senza mai intervenire nella campagna elettorale. Per non disturbare. O meglio: per non peggiorare l immagine di Valter Veltroni, che si è presentato al via con un pullman tirato a lucido, spacciandosi come il nuovo che avanza (tanto che la baby-pensione, maturata in anni di duro lavoro parlamentare, da quel buon uomo che è, l ha sempre data in beneficenza). Eppure Romano Prodi, quando è venuto a galla l affaire Air France, non ce l ha più fatta: è sbottato, ha cominciato a dichiarare, a difendere con i denti e con le unghie il colpaccio che stava per portare a casa, insieme col suo amico Tommaso Padoa Schioppa. Ha cominciato a mandare segnali, serrare le fila, stringere i tempi: guai a farsi sfuggire l occasione. Del resto la strategia, finemente messa a punto almeno un anno fa, non ammetteva possibilità di sconfitta: il governo indice una gara per la vendita di Alitalia, indicando condizioni capestro per i potenziali acquirenti, tra cui la salvaguardia dei posti di lavoro. Tale gara va deserta, perchè, poco a poco, tutti i soggetti interessati si ritirano. A quel punto si va a trattativa privata. Con Air France. La quale detta le condizioni: acquisto per un pugno di dollari, morte di Malpensa, licenziamenti a valanga. E Prodi ci sta: per forza l aveva pensata lui così fin dall inizio. Solo che alle condizioni vantaggiosissime concesse ad Air France anche altri soggetti avrebbero potuto partecipare con successo. E quindi scoppia la guerra. Alla quale Romano non si sottrae. Prima ridicolizza la possibile cordata italiana proposta da Berlusconi. Poi s irrigidisce quando capisce che il Cavaliere fa sul serio, per altro trovando insperati alleati nella sinistra Arcobaleno, a cominciare da Fausto Bertinotti. Infine fa il possibilista con una mezza apertura, tanto per evitare che la sua francesità sia smaccata e indifendibile. Il tentativo di slalom di ieri più o meno suona così: auspico una cordata italiana ma, per il momento, non ne vede nessuna traccia. E i sindacati siano responsabili. "Una proposta tutta italiana deve essere concreta, con risorse, persone, un piano industriale". E sui tedeschi: "quando Lufthansa era interessata, dopo l incontro con i sindacalisti hanno rinunciato a fare l'offerta". Attacca quei sindacati che si mettono contro e non sopporta che l ultimo colpaccio non vada a segno. Subodorando anche questa sconfitta, Romano ha deciso di vendicarsi: quando Veltroni arriverà nella sua Bologna, sarà lì, dietro di lui, a ricordare a tutto il Paese che Veltroni e Prodi sono la stessa cosa". [Data pubblicazione: 25/03/2008].

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Intanto il nostro scalo chiude (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

La trattativa va avanti, però il 31 marzo Alitalia dismetterà 180 voli al giorno Igor Iezzi Lo spettro della cassa integrazione per i lavoratori, il fantasma del dehubbing per lo scalo di Malpensa. Mentre a Roma si continua a trattate e il mondo politico non smette di discutere e di accapigliarsi sul futuro di Alitalia e dell aeroporto lombardo, il destino, per molti è dietro l angolo. Il primo aprile, come già deciso e annunciato dalla compagnia di bandiera, scatterà l orario estivo (oppure come è stato chiamato omaggiando l esterofilia veltroniana, il summer 2008 ). Questo vuol dire che l azienda di via della Magliana entro il 31 marzo dovrà rivoluzionare il suo piano voli. I lavoratori di Malpensa, quindi, guardano sì con apprensione alle trattative ma sanno che comunque vada, cordata italiana o no, disponibilità di Air France o meno, per loro tra cinque giorni qualcosa succederà: Alitalia taglierà sull hub lombardo ben 180 voli, mentre ne rimarranno solo 170. E dalle 86 destinazioni dello scorso anno si passerà a 51. Per Malpensa questo significa un netto taglio nelle destinazioni internazionali che passano a 14. Sono stati gli stessi dirigenti di Alitalia, in una conferenza stampa tenutasi il 5 febbraio, ad anticipare la decisione, mentre comunicavano la scelta di Fiumicino come hub di riferimento (proprio sullo scalo romano sono stati dirottati una parte dei voli tagliati a Milano): "La nuova missione industriale di Alitalia si realizza: scegliendo come hub di riferimento Roma Fiumicino, centrale rispetto al mercato Italiano e bacino naturale di traffico, per sfruttare al massimo le caratteristiche di Roma quale grande mercato di destinazione e punto di interconnessione naturale per il traffico italiano e le direttrici Nord Sud. I motivi alla base della scelta di Fiumicino come hub di riferimento sono principalmente i seguenti: nell attuale contesto è impossibile gestire in modo efficiente un sistema a doppio hub per il continuo accumularsi di perdite di esercizio, per la maggior parte - diceva, contro ogni evidenza, Alitalia - concentrate sullo scalo di Malpensa". Tutto questo per i lavoratori varesini e milanesi significa mobilità, esuberi e cassa integrazione. In base agli accordi firmati nella notte tra il 7 e l 8 marzo scorsi tra i sindacati e la Sea, già a partire da questa settimana scatta la cassa integrazione di 24 mesi per 350 dipendenti Sea e per 550 di Sea Handling. Al termine dei due anni, i 900 lavoratori rientreranno in azienda. L intesa tra Sea e sindacati - fu spiegato immediatamente dopo la firma dell accordo - consentirà alla società controllata dal comune di Milano di alleggerire la situazione del gruppo che prevede una contrazione economica di 70 milioni di euro all anno a causa della cancellazione dei voli decisa da Alitalia. Sempre che addirittura la situazione non peggiori con Air France. [Data pubblicazione: 26/03/2008].

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Lega e Pdl: vicenda fuori controllo, i ministri riferiscano in Aula (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

ALESSANDRO MONTANARI Roma - C è il ministro Bianchi che contesta il ministro Padoa Schioppa, il ministro Bonino che contesta il ministro Bianchi, Antonio Di Pietro che fa il ministro "di lotta e di governo" e un premier che, seppure con ostentato disgusto, apre alla cordata italiana organizzata da Berlusconi. Il balletto dell Esecutivo sulla vendita della compagnia di bandiera ad Air France rischia di fare molto male ad Alitalia e Malpensa, "ma anche" ai sogni di gloria di Walter Veltroni. Davanti a uno scenario tanto imbarazzante, però, la Lega chiede di fermare le bocce sul tavolo e pretende spiegazioni. "C è una rissa continua tra ministri - spiega Roberto Maroni -e in piu questa novità di Bonanni che accusa Prodi di agire per interessi personali, per favorire Air France. La situazione è fuori controllo e per questo chiediamo che il premier venga in Aula a dirci come stanno davvero le cose". "In un Paese che non sia una Repubblica delle Banane - rincara la dose Roberto Calderoli -non è ammissibile che due ministri del medesimo governo diano versioni completamente opposte sulla liquidità della compagnia di bandiera. In attesa che nella prossima legislatura una commissione d inchiesta sveli le responsabilità e i motivi che avrebbero portato alla svendita di un bene pubblico e alla chiusura dell aereoporto internazionale di riferimento del Nord, i ministri Bianchi e Padoa Schioppa devono venire in Parlamento con i conti alla mano. E lo facciano subito perché è evidente che uno dei due mente". Roberto Cota, invece, punta l attenzione sull inaffidabilità del Pd. "Nel Partito Democratico - attacca l esponente del Carroccio - non è cambiato nulla, sono tutti contro tutti e, nonostante i giochi di prestigio di Veltroni, si stanno comportando esattamente come hanno sempre fatto nell Unione. L unica consolazione è che, comunque, dal prossimo 13 aprile continueranno a litigare nei banchi dell opposizione". Sottoscrive la richiesta leghista di un audizione alle Camere il Pdl, che con gli azzurri Bondi e Cicchitto sottolinea la necessità di chiarire diversi passaggi della vendita. Margherita Boniver, invece, spande sarcasmo su Tommaso Padoa Schioppa consegnandogli "l Oscar delle gaffe istituzionali: dopo aver licenziato Petroni, silurato Speciale, il ministro dell Economia ci stupisce per la fretta con la quale vuole liquidare Alitalia". "Da pessimo boiardo - osserva l ex ministro Maurizio Gasparri - Prodi è abituato a svendere le aziende di Stato procedendo in operazioni poco trasparenti. Lo stesso si voleva fare con Alitalia. Peccato che ministri del suo stesso defunto governo lo stiano sbugiardando, dando versioni opposte della stessa condizione economica della compagnia di bandiera. L ultimatum di Air France non deve essere una resa. L interesse comune è salvaguardare l italianità dell azienda. Va quindi dato il tempo necessario ad una offerta tutta italiana che salvi Alitalia e tuteli gli Hub di Malpensa e Fiumicino". "In gioco - conclude il leader della Dc per le Autonomie Gianfranco Rotondi - ci sono la nostra compagnia di bandiera, migliaia di posti di lavoro e il futuro di Malpensa: la cordata italiana sarebbe un toccasana". [Data pubblicazione: 25/03/2008].

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Svendo io! No tu no (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Carovita, sorpresa amara nell uovo: sulle tavole rincari fino al 40 per cento Mentre Prodi ci lascia in eredità una superbolletta statale da 13 miliardi Svendo io! No tu no... Pasqua è arrivata, ma la Quaresima dei cittadini non è finita. Lo testimoniano le cifre offerte dalle associazioni dei consumatori, che anche per queste festività, registrano rincari a go go su tutte le principali voci di spesa per imbandire la tavola. L Unione consumatori ha stimato che rispetto al 2001, pasta fresca, vino e spumante sono aumentati del 30/40 per cento. Cifre analoghe per l agnello, che costa il 33,33 per cento in più. Non va meglio per i dolci tipici del periodo. Per un uovo di cioccolato, si deve sborsare quasi il 40 per cento in più rispetto a sette anni fa. Lo stesso vale per le colombe, che lievitano non solo per l amido, ma anche per il prezzo: + 33 per cento. Insomma, per un pranzo di otto persone, si spenderanno circa 162 euro, contro i 134,54 del 2004 e i 115,3 del 2001, cioè quasi 50 euro in più. leonardo boriani "Sono pazzi questi Romani". Faccio mie le parole del ce- lebre Asterix per commentare gli ultimi, schizofrenici e deliranti, giorni di una banda -appunto quella romanocentrica guidata da Prodi e Veltroni- sul caso Alitalia. Una banda infarcita di gente che non sa più cosa dire, cosa fare, cosa negare, cosa promettere, quali balle sparare... pur di provare a salvare il deretano. Se non ci fosse da piangere, a prender le loro dichiarazioni ad una ad una ci sarebbe da ammazzarsi dalle risate. Il problema è che questa accozzaglia (cattolici adulti, compagni, ex compagni, finti convertiti, riformisti, riformisti per interesse con tutto il codazzo di adulatori in tv e sui giornali) sta ammazzando veramente il paese. Anche se, lo ricorderete, in campagna elettorale due anni or sono provarono a ficcarci in testa che "la serietà sta tornando al governo". Prendete Prodi, l altra faccia di Veltroni. La domenica di Pasqua fa sapere attraverso gli organi-amici che gli imprenditori italiani gli hanno sempre detto di no su Alitalia, ma già a Pasquetta cambia idea e apre - ...è auspicabile... - ad una cordata italiana. Segno inequivocabile che il vento è cambiato e quindi delle due l una: o non gli è mai fregato nulla di chiedere alcunchè (cosa verosimile, leggetevi l intervista di Stefania Piazzo al politologo Giancarlo Galli) o qui c è puzza, quella che nasce dalla paura che Berlusconi riesca in ciò che ha annunciato. Che rappresenterebbe una debacle per lui e compagni. Prendete Veltroni, l altra faccia di Prodi. A parte le barzellette sul paese risanato , puntualmente sputtanate e smentite da mezzo mondo oltre che da tutti gli organismi italiani e internazionali, il Walter che è in politica e vive di politica da quando era bambino pretende che in 48 ore vengano alla luce cordata, nomi, soldi... insomma che in duegiornidue il problema Alitalia venga risolto dopo che per ventiquattro mesi è stato trascinato verso la sua inevitabile fine: o Air France o la morte. Un comico vero, Uolter, come è nelle sue corde di uomo-spettacolo. "Viva Malpensa - grida - ma io sono Fiumicino", "Viva il Nord - strepita - ma io sono il Sud". Gira su un pullman esibendosi come il nuovo che avanza (o arranca?) ma non si capisce con quale magia potrebbe salvare il paese dopo che decine e decine di ministri, viceministri, sottosegretari non hanno combinato nulla fino ad oggi, mentre da domani, imbarcati sul suo pullman (sono gli stessi del governo Prodi, non dimentichiamolo), con la bacchetta magica sarebbero in grado di risollevarci. E Padoa Schioppa? E Bersani? E il ministro Bianchi? Per il primo, a Pasqua, Alitalia non aveva più una lira, per Bianchi (subito ripreso dalla Bonino) alla sera di Pasqua i soldi ci sono (come sostengono Calderoli e la Lega), per l ineffabile re delle lenzuolate non ci sono svendite e senza Air France i libri vanno in tribunale . Un guazzabuglio senza precedenti, come si può ben capire. Anzi, l unica cosa che si comprende fin troppo bene è che la banda Romana ha ben inzuppato il biscotto nella cioccolata Alitalia, quasi riuscendo nell intento che era ed è quello di regalarla ai francesi; cosa che sarebbe riuscita se non ci fosse stata la Lega con le sue forti e violente prese di posizione, tali da sparigliare radicalmente le carte in tavola. Vediamo che accadrà oggi a Roma, nell incontro con i sindacati (tra i quali manca, per inciso, quel Sin.Pa che rappresenta la voce del Nord): chi calerà le brache? Le quotazioni di Prodi e della sua banda sono in calo... Chiudo, sempre in tema di schizofrenia, con una chicca per voi, cari lettori. Riguarda Bertinotti, che fino a pochi giorni fa era la terza carica dello Stato, in quota Unione. Testuale dal Corsera, rispondendo ad una domanda - non è riuscito nel suo intento? su Veltroni e Alitalia : "... ha dovuto prendere le stesse anime divergenti che caratterizzavano la coalizione e le ha messe insieme sotto un altro nome, Pd, ma sono la stessa cosa di prima. E così non riescono ad andare avanti come non riusciva ad andare avanti l Unione". Disarmante. Che aggiungere? Complimenti vivissimi per averci preso per i fondelli per due anni... Il problema è che questi vorrebbero ritornare a prenderci per i fondelli. LEONARDO BORIANI In gergo si chiama sparigliare e significa (Zingarelli) creare confusione, introdurre un elemento nuovo che tende a modificare una situazione . Un verbo che viene usato nel gioco, in particolar modo a scopa e scopone. Ebbene, il giocatore (ma qui non si può parlare che di rubamazzetto) Veltroni ha cercato ieri di sparigliare il gioco (politico) sparandone una... ...delle sue: aumenterò le pensioni (sino a 400 euro) da luglio. Da pollo qual è si è dimenticato naturalmente di indicare la cosa principale, cioè l anno in cui il suo ennesimo miracolo (solo annunciato, fate bene attenzione) avverrebbe. Perché qui si tratta veramente di moltiplicare pani e pesci (per la serie bamboli qui non c è più un euro dopo il passaggio degli Attila Prodi ViscoPadoaSchioppa ) e nemmeno un fenomeno come Walter l africano, l attore e regista, l ottavo re di Roma, er sindaco (e chi più ne ha più ne metta...) potrebbe riuscirci. Al di là delle battute, non fosse altro che per i tempi: ma come si può pensare che in due mesi (maggio e giugno) si possano adeguare milioni di pensioni? Una bufala, quindi, o il penoso tentativo di sparigliare il gioco. Di cambiar discorso, soprattutto, dopo la sua personale Caporetto nel caso Alitalia/Malpensa. Un discorso che Veltroni deve per forza e necessità evitare. E non è un caso, cari lettori, che sulla vicenda abbia fatto calare un profondo e assordante silenzio dopo la sparata iniziale alla iniziativa di Berlusconi... Lo ricorderete, fu un altra delle sue: ... in 48 ore ci vogliono nomi, soldi e alleanze della cordata salvaAlitalia . Pazzesco. Dopo, il silenzio. Per la vergogna, vi chiederete? Nemmeno per sogno, per il timore che la querelle assumesse una piega nociva per la sua coalizione, composta - sottolineamolo ancora una volta - da ex componenti la banda Prodi che tanti danni ha prodotto nel Belpaese. Se viene a galla l ennesimo mar cio - si deve essere detto Walter - perdiamo faccia e altro, e chiudiamo venti giorni prima del dovuto baracca e burattini. Di qui la sua uscita totale dal palcoscenico Alitalia/Malpensa sul quale, per sua sfortuna, sono però rientrati Prodi e compagni tra Pasqua e Pasquetta con una tale serie di dichiarazioni, tutto e il suo contrario, da vergognarsi per l eternità. Soprattutto, sta venendo a galla il fatto che i tedeschi sono stati cacciati in malo modo (nessuno del Governo ha ancora risposto alla provocazione sindacale) perché la trattativa, anzi il patto tra Prodi e i francesi datava da anni (nessuno del Governo sente ovviamente la necessità di parlarne, come chiede a gran voce la Lega). Insomma, per Veltroni, si profila una disfatta di proporzioni colossali e che fa, il genio? Spariglia rilanciando la bufala delle pensioni. Un gran brutto segno, da acqua alla gola. ma Prodi che è pur sempre il presidente del Pd, ed è l altra faccia di Veltroni, gli sta preparando il colpo finale: vuol salire con lui sul palco a Bologna il giorno del comizio conclusivo e rammentare al Paese come lo ha risanato, la serietà che vi ha portato e tutto il bene che ha fatto. Lassù, povero Walter, ci sarà ben poco da sparigliare... [Data pubblicazione: 25/03/2008].

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Mauro: <Sono in gioco tutti gli aeroporti del Nord> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Sin.Pa: con Malpensa il Professore vuol distruggere il cuore del sistema padano Mauro: "Sono in gioco tutti gli aeroporti del Nord" Gira e rigira le agenzie, le agita tra le mani e poi, Pasquetta o non Pasquetta, Rosi Mauro non ce la fa proprio a tacere. Per il segretario generale del Sindacato Padano per il futuro di Malpensa quello di ieri è stato un altro giorno da settimana santa. Segretario, oggi c è il vertice tra la Triplice e Air France. Nella mischia si butta il Governo. "Prodi direi soprattutto. Fa un appello alla responsabilità dei sindacati. Dice che era favorevole ad una cordata italiana. E che sono stati i sindacati a fare scappare Lufthansa. Le sorprese di Pasqua continuano. Da quale parte sta, questo signor Pilato?". Intanto, però, Malpensa è strattonata come uno straccio da chi non ha a cuore il Nord. È questa l evidenza? "È l evidenza, scusi, macroscopica, è la vergogna di un sistema che ragiona assecondando la propria pancia, gli interessi della politica che non mette al centro del proprio agire il bene della Padania. E io aggiungo , agire per tutti gli aeroporti del Nord. Perché Malpensa, sia chiaro a tutti, è il cuore di un sistema". Chi guarda solo nella direzione di Alitalia è nemico del Nord? "Sindacalmente e politicamente sì. Grazie a scelte sindacali sbagliate il Nord è condannato a pagare. Vogliamo ricordare anche l ultima mossa? L assunzione di 400 precari Alitalia in Lazio. Qui ci sono migliaia di famiglie che non sanno ancora che destino avranno perché bisogna fare il grande hub di Fiumicino e cancellare dalla faccia della terra Malpensa come polo commerciale, economico e di sano business verso l Europa e il mondo". La Triplice tace. "La Triplice si faccia un esame di coscienza". Mauro, la Cisl rilancia tuttavia su Lufthansa. È positivo? "Col senno di poi si riempiono le fossei. Bisognava fare le scelte giuste al momento giusto. E fare una politica dei trasporti che tenesse in stretto collegamento il sistema aeroportuale del Nord. Prodi invece lo ha smontato, pezzo per pezzo, e altri hanno iniziato a pensare un po troppo per sè, dicendo che anche senza Malpensa il Nord potrebbe sopravvivere". Il Sin.Pa come si pone rispetto ad una cordata per Alitalia? "Si può trattare solo con chi rispetta e comprende l importanza del Nord, dei suoi lavoratori e del suo futuro". Ste.Pi. [Data pubblicazione: 25/03/2008].

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C era una corsia preferenziale per i francesi? (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

LE ACCUSE DEL LEADER CISL C era una corsia preferenziale per i francesi? Nelle ore probabilmente più delicate nella storia di Alitalia e Malpensa, l unica cosa che prende quota è la polemica, alimentata da accuse abbastanza vaghe da provocare smentite e suscitare curiosità, sul legame tra Romano Prodi e Air France. A scagliare il sasso nello stagno è stato Raffaele Bonanni, unico leader sindacale fin da subito ostile alla trattativa privata con il gruppo franco-olandese e allo smantellamento programmato dell hub milanese. "Lufthansa - ha detto il segretario della Cisl replicando alle affermazioni del premier secondo cui furono i sindacati a causare la retromarcia dei tedeschi - si è ritirata perché sapeva perfettamente di un rapporto suo con Air France indissolubile, di una sua preferenza, a prescindere, per la compagnia francese". Parole allusive che causano la dura replica del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Micheli, il quale fa sapere: "Ho conosciuto e trattato personalmente con i grandi segretari della Cisl, Carniti, Marini, D Antoni e Pezzotta, ma mai mi era capitato di leggere una dichiarazione tanto singolare come quella dell attuale, ineffabile segretario, Bonanni". L ineffabile Bonanni non gradisce e controreplica immediatamente, parlando con sufficienza di affermazioni che "si commentano da sé". Si commenteranno pure da sole per i diretti interessati, i quali su questa faccenda sembrano comunicare in codice, ma non si commentano affatto da sole per gli italiani, ai quali, forse talvolta è bene ricordarlo, appartengono sia Alitalia sia Malpensa. Dunque sarebbe il caso, come per prima ha chiesto la compagine parlamentare della Lega Nord, che il Governo provveda subito a dissolvere qualsivoglia sospetto di aver pilotato la vendita di Alitalia. E che lo faccia in Aula. D altra parte è quel che accettò di fare, seppure obtorto collo per il caso Telecom, perciò non si capisce perché non dovrebbe fare altrettanto per Alitalia. "Le dichiarazioni dei leader dei sindacati secondo cui ci sarebbe stato fin dall inizio della trattativa un accordo privilegiato con la Francia su Altalia - ribadisce Roberto Calderoli - fanno calare un inquietante velo di sospetto, un sospetto di una gravità assoluta. E a questo punto la vicenda deve essere approfondita e va fatta chiarezza sul serio". Certo per Prodi non si trattava del primo contatto con Air France. "Già nel 1997 - raccontava ieri su queste colonne l economista Giancarlo Galli - iniziarono i primi contatti fra l allora Governo Prodi e Spinetta, uomo del socialista Jospin". Fin qui, ovviamente, nulla di male. Si dà il caso, però, che il leader del secondo più importante sindacato italiano abbia parlato di "un rapporto personale indissolubile" di Prodi con Air France e di "una preferenza a prescindere" a favore dei francesi. Ora, siccome Prodi non sta vendendo un bene di sua proprietà come il Castello di Bebbio ma la nostra compagnia di bandiera, e siccome nell affare il compratore pone come condizioni l azzoppamento della nostra Malpensa, sarebbe il caso che il presidente del Consiglio, per quanto decaduto, dica a tutti gli italiani, con la solennità che comporta un discorso alle Camere, se e perché Bonanni si è sbagliato. Un silenzio o l ennesima schermaglia in codice tra i diretti interessati, viceversa, non farebbe che aumentare le ombre. [Data pubblicazione: 26/03/2008].

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<Giovedì nuovo piano> Spinetta tratta ma non su Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

"Giovedì nuovo piano" Spinetta tratta ma non su Malpensa ALESSANDRO MONTANARI Roma - Toglie di mezzo la scadenza del 31 marzo (poi confermata dal Tesoro), fa timide aperture sugli esuberi e strane proposte sul futuro dei piloti Alitalia, ma sul destino di Malpensa non cede di un millimetro. Per dirla con parole leghiste, Jean Ciryl Spinetta si mostra disponibile a trattare su Roma e anche su Napoli, ma non su Milano. Giovedì prossimo l amministratore delegato di Air France-Klm si presenterà al tavolo sindacale con una nuova proposta, definita "solida, molto precisa e dettagliata", orientata "a non lasciare per strada nessuno nel quadro della ristrutturazione". Per il manager transalpino quel documento servirà da base per aprire negoziati su ogni singolo aspetto della trattativa. Il cambio di rotta non è clamoroso, ma la linea non è più il prendere o lasciare di qualche giorno fa. È evidente che l acquirente francese senta, almeno un po , il fiato sul collo della cordata italiana adunata da Silvio Berlusconi. Sfortunatamente, però, le concessioni offerte non rispondono in nulla all unica, semplice, istanza politica rappresentata da quella stessa cordata, ossia salvaguardare infrastrutture e servizi essenziali per l economia del Nord. E non si capisce bene, d altra parte, a quale interesse nazionale (italiano o francese?) possa corrispondere la promessa di arruolare nelle file di Air France "180 giovani piloti di Alitalia"... Nel doppio incontro con le nove sigle sindacali Spinetta ha usato parole vibranti per far passare il messaggio che l obiettivo primario di Air France è quello di rianimare la spompata compagnia di bandiera: "Se nel 2010 la mia ricetta non funzionasse e non si raggiungesse la redditività utile a investire - ha detto - sarebbe un mio fallimento. E a me non piace fallire". Dopo la corale bocciatura ricevuta dai sindacati e dalle forze politiche italiani, però, doveva rimettere mano allo sconcertante piano industriale presentato la scorsa settimana e così il numero uno del gruppo franco-olandese ha promesso un recupero dell handling e della manodopera leggera di Fiumicino, si è impegnato a trasferire gradualmente in Air France 180 giovani piloti di Alitalia e, soprattutto, ha tolto di mezzo la spada di Damocle della scadenza del 31 marzo. Che invece, secondo quanto annunciato dal presidente di Alitalia Maurizio Prato, rimane tale e quale per il ministero del Tesoro. Durissima la risposta della Cisl. Il segretario nazionale della Fit-Cisl, Claudio Genovesi, fa immediatamente sapere di non essere disponibile "a subire diktat da Padoa-Schioppa perchè su di lui gravano le maggiori responsabilità, da un anno e mezzo a questa parte, per il fallimento del bando di privatizzazione di Alitalia". E per quanto riguarda Air France, le distanze, per il sindacato guidato da Raffaele Bonanni, restano tali e quali. "Abbiamo riscontrato un apertura timida ma ancora insufficiente per riconsiderare il nostro giudizio sull insieme della proposta - spiega Genovesi -. Non c è una sostanziale modifica del perimetro industriale e non c è nessun elemento nuovo sugli investimenti in flotta e sul futuro del cargo". Si accontenta del "passo avanti rispetto al prendere o lasciare" invece la Filt-Cgil. Meno ottimisti i piloti. "Resta tutta la nostra preoccupazione - conferma il presidente di Up Massimo Notaro -. Il cargo si ferma, gli aerei vengono messi a terra, si riduce il lungo raggio e per Alitalia non c è nessuna garanzia di sopravvivenza dopo il 2010. Anche se c è stata qualche apertura al dialogo, per ora siamo fermi alle valutazioni negative dei giorni scorsi. Noi vogliamo trattare, comunque, fino alla fine senza la scadenza ultimativa del 31 marzo, che riguarda soltanto Prodi e Padoa-Schioppa". Sulla data di scadenza della trattativa, in giornata, si era aperto un giallo. Il Sole24ore, infatti, aveva indicato il termine dei giochi nell 11 aprile, cioé la data entro la quale il governo dovrà dare il via libera agli ammortizzatori sociali nel caso di un intesa con i sindacati. Il quotidiano di Confindustria rivelava che "Air France può invocare la risoluzione dell accordo nel caso in cui l accordo tra Alitalia e i sindacati non sia stato sottoscritto dal governo entro l 11 aprile 2008". La clausola sarebbe contenuta in un documento sottoscritto il 15 marzo scorso, giorno del consiglio di amministrazione fiume di Alitalia in cui venne dato il via libera alle condizioni di Air France-Klm. Poi, però, Padoa Schioppa ha tagliato la testa al toro ribadendo che non si andrà oltre il 31 marzo. E questa volta almeno è chiaro che a porre tale condizione non sono i francesi. [Data pubblicazione: 26/03/2008].

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Lega Nord, obiettivo Pirellone (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Il presidente dei senatori del Carroccio disponibile alla candidatura NOSTRO INVIATO Matteo MAURI Un giro al mercato di Calolziocorte, un impegno nel primo pomeriggio a Lecco, un'ora a Radio Kristal ed un convegno con un panel elevatissimo organizzato dall'Unione Costruttori: Roberto Castelli sceglie di giocare in casa nel primo giorno di campagna elettorale post vacanze pasquali, quello che inaugura un tour senza possibilità di tirare il fiato per le prossime tre settimane. Prima del convegno, Castelli rivela che il vero obiettivo politico della Lega Nord è la guida della Regione Lombardia e la presidenza del Pirellone, a suo parere è "molto più importante che un ministero". Spiega Castelli: "Con la trasformazione dello Stato in senso federalista, che è ormai ineludibile, conta molto di più il presidente della Regione Lombardia (che per pil, forza economica e popolazione è maggiore di molti stati europei) di un ministro della Repubblica". Per questo motivo la Lega "chiede con forza l'incarico di governatore. Riteniamo di essere all'altezza e di poterlo gestire senza problemi. Anzi: oggi è giusto che sia la Lega ad esprimere il governatore della Lombardia", in caso di vittoria del centrodestra e di conseguente abbandono di Roberto Formigoni che andrebbe ad assumere un ruolo rilevante a Roma. Castelli precisa che non si è ancora discusso del dopo-Formigoni, ma comunque non nasconde la propria disponibilità: "È ovvio, voglio vedere, tra chi fa politica, se esiste qualcuno non disponibile ad un incarico del genere". Una battuta su Alitalia: "La disponibilità da parte di Air France di modificare l'offerta significa che avevamo ragioni noi a dire che si trattava di una proposta svantaggiosa per Alitalia. Resta comunque inaccettabile il fatto che per salvare Alitalia si sacrifichi Malpensa. E il cuore del problema è tutto qui". Poi il presidente dei senatori leghisti si rituffa nella campagna elettorale. "Sto vivendo l'atmosfera del '96: anche allora si avvertiva un'aria molto favorevole", cosa che riscontra ogni giorno in questa campagna elettorale, "anche ieri, al mercato di Calolziocorte", da anni roccaforte leghista, dove si voterà anche per eleggere il sindaco. Poi si entra nel vivo del convegno, dal titolo emblematico: "Tasse, diamoci un taglio". La relazione introduttiva di due tecnici, serve ad animare il dibattito di assoluto rilievo,al quale partecipano tre parlamentari leghisti (oltre a Castelli, ci sono Massimo Garavaglia e Lorenzo Bodega, per dieci anni sindaco di Lecco) , gli onorevoli diessini Lucia Codurelli e Nicola Rossi, noto economista, il professor Gianfranco Pasquino, il margheritino Antonio Rusconi (ultimo segretario provinciale della Dc, carica di cui ancora oggi va fiero), Giancarlo Pagliarini (impegnato nella mission impossible di far passare le sue idee federaliste nel partito della Destra di Francesco Storace) e Giulio Boscagli, relatore della nuova legge sullo statuto della Regione Lombardia e candidato per il Pdl alla Camera. Castelli ricorda come nel 2007 ogni mese "il Governo Prodi si è trovato 800 milioni di euro in più al mese da spendere, dicendo che tale somma proveniva dalla lotta all'evasione fiscale". Anche dalle relazioni introduttive, "è del tutto evidente che non si è fatto altro che far pagare tasse in più a chi già le pagava". A sostegno delle proprie affermazioni, Castelli cita un dato dell'Agenzia dell'Entrate: "L'Irap evasa stimata in Lombardia è circa il 13% del gettito, in Calabria invece è pari al 93%". Cosa bisogna fare allora per ridurre la pressione fiscale? Castelli propone due azioni. "Introdurre rapidissimamente ed oggi lo si può fare, perché c'è già una legge della Regione Lombardia che lo consente il Federalismo e il Federalismo fiscale. Secondo: diminuire le tasse, passando attraverso la riduzione della spesa pubblica". E qui apre una parentesi interessante. "Il fatto che in ogni Finanziaria una sorta di copertura proveniente dalle stime del recupero dell'evasione fiscale è anticostituzionale e a mio parere il presidente della Repubblica non dovrebbe firmare una legge che contenga passaggi del genere". Certi invece sono i vantaggi economici ricavati dalla riduzione della spesa pubblica. "Credo si debba agire sulla diminuzione dei dipendenti pubblici. È possibile. Io sono stato l unico ministro che ha lasciato il ministero con duemila dipendenti in meno rispetto a quanti ne aveva trovati all'inizio". Come Castelli abbia compiuto tale miracolo è semplice: applicando con rigidità assoluta il blocco del turn over. "E la giustizia non è che va peggio con duemila dipendenti di meno", chiosa. Certo bisogna avere grande determinazione: superare le lotte sindacali, gli attacchi politici, le critiche della stampa e dei dipendenti. Ma si può fare. Come si possono fare i conti di quante tasse ha messo il Governo Prodi. Se ne incarica Massimo Garavaglia, che ricorda la prima Finanziaria di Romano: "Trentacinque miliardi, più a cascata la Finanziaria degli enti locali, altri dieci, più ulteriori dieci provenienti dal decreto Bersani. Dall'insediamento del Governo Prodi ad oggi, dati ufficiali, le entrate aumentano di cento miliardi, una quantità spaventosa, che si è trasformata quasi tutta in spesa in più. Al di là della qualità della spesa non c'è una categoria che sia contenta possiamo davvero dire che il tema del convegno è appropriato: diamo un taglio alle tasse". [Data pubblicazione: 26/03/2008].

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Se conosci Veltroni non lo voti (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRIERI Roseto degli Abruzzi (Te) Egregio Direttore, ho fatto molta fatica, da elettore orientato al PdL, a resistere alla tentazione Veltroni: " per le pensioni aumenti immediati". Mi sono detto, cosa m'interessa essere di qua o di là, per una volta penso alla mia saccoccia di pensionato quasi settantenne, ho l'età e tutti i requisiti per l'aumento. Questo signore è nuovo alla politica, avrà sicuramente fatto bene per sé prima, perché non dovrei credergli? Mi hanno poi spiegato che trattasi dell'ex sindaco di Roma (e conosco Roma e come è messa), che ha per 80% gli stessi collaboratori di Prodi (e conosco come ha operato Prodi, nel passato e nel presente), che è in politica dagli anni '80, cominciando da consigliere comunale di Roma nel Pci ( e conoscevo il Pci), che l'unico lavoro fatto nella vita è l'attività politica ed allora mi sono preoccupato. In fondo sulle pensioni il primo a pensarci fu Berlusconi, penso, volendo, sia più facile per lui farci un aumento, sa come fare oltre che dire! E poi... a quindici giorni dalle elezioni Veltroni scopre queste tentazioni? Più che essere tentato, a pensarci, sono incaz... perche vengo preso per il c... , "chiedo scusa" per i puntini! Grazie per l'attenzione e buon lavoro Non solo i giovani oltraggiano... LISETTA ALBERTI Agrate Brianza Ho letto su la Padania del 23.3 u.s. un episodio di inciviltà commesso da un cittadino milanese di 71 anni. Questo gentiluomo è stato sorpreso dai carabinieri mentre con un coltello strappava i manifesti della Lega Nord. Il fatto mi ha molto colpito, perché è un indice di non tolleranza delle idee altrui. E poi passi se la cosa l avesse fatta un ragazzo di 14-15 anni, ma da una persona diciamo anziana che dovrebbe avere un po di sale in zucca, la cosa non mi va giù. Critichiamo spesso i nostri ragazzi perché imbrattano i monumenti, fanno scritte sui muri, e poi ci ritroviamo con questi anziani che girano con i coltelli a strappare i manifesti leghisti. Per questo fatto, io se permettete suggerirei una cosa: siccome la Lega Nord (spende soldi e ne ha pochi), per comprare i manifesti suggerirei agli avvocati della Lega di costituirsi parte civile nei confronti di questo signore e di fargli pagare i manifesti che ha rotto, è anche un esempio per i futuri vandali. Spero che i dirigenti della Lega mi ascoltino! Espletamento del servizio militare LIA COLLODI BOTTI Una domanda nel quiz di Gerry Scotti ha riproposto il dilemma di Mussolini e il suo servizio militare. Spinta dalla curiosità che dovrebbero avere molti elettori mi chiedo quanti tra i candidati premier hanno fatto regolarmente il militare e quanti invece hanno ottenuto l'esonero grazie a medici particolarmente compiacenti o, peggio ancora, grazie alle amicizie politiche nelle sezioni giovanili dei vari partiti. Pericolosa abolizione delle strisce BRUNO DE GIUSTI Albissola Marina (Sv) Leggo sempre piú spesso dell'intenzione di abolire le zebre sugli attraversamenti, obbligando il conducente a dare la precedenza al pedone in ogni caso. La ritengo una soluzione pericolosa perché diventerebbe ancora piú difficile individuare chi attraversa. Per risolvere il problema, come al solito basterebbe guardarsi intorno: in Spagna, dove i conducenti sono indisciplinati come e piú di noi, hanno disseminato dissuasori di velocità vicino alle zebre; in Norvegia, dove se non rispetti la legge sono innanzi tutto affari tuoi, dossi invisibili, non segnalati e tarati per fare danni al di sopra di una certa velocità s'incontrano a bizzeffe in ogni strada urbana. In molte nostre cittadine, gli attraversamenti sono stati elevati al livello del marciapiede, ottenendo due risultati importanti: rallentare il traffico e permettere a disabili e mamme di attraversare senza fatica. Le soluzioni, come si vede, ci sono, anche perché chi non nutre alcun rispetto verso gli esseri umani, è di solito tanto meschino dal detestare l'idea che il proprio mezzo possa subire un danno. Alitalia come Alfa Romeo SERGIO CASALONE Sezione Lega Nord di Rescaldina Come mai quando l Alfa Romeo andava male ed è intervenuta la Ford per comperarla i sindacati e tutti gli organi governativi si sono opposti preferendo regalarla all odiato Agnelli della Fiat? Oggi con l Alitalia non è la medesima cosa? Perché si insiste tanto per venderla ad Air France quando c è un odiato Berlusconi e altri che si sono messi in lista per comperarla? (O magari farsela regalare come hanno fatto con l Alfa Romeo, la Cirio, la Parmalat ecc?). Dal mio quotidiano vorrei un esauriente risposta; in diretta o indirettamente... La Liguria conta molto / 1 DIMITRI QUATTRONE Carissimo Direttore, leggendo su la Padania di sabato 22 marzo che il territorio reclama il Federalismo quale unica via per uscire dal tunnel di Roma, sono rimasto sconcertato da due notizie veramente scioccanti: la prima che, mentre si cita Piemonte, Lombardia e Veneto quali gole che avrebbero urlato contro " il tunnel di Roma", si restringe in tal maniera il territorio del Nord alle sole tre Regioni citate, dimenticando la quarta: la Liguria. E questa implosione non mi gratifica affatto quale leghista ligure della prima ora. La seconda che si citi come indistruttibile "linea padana", la linea Maginot. Storicamente provato: dopo poche settimane di guerra, questa non era più un problema per le armate tedesche che la scavalcarono senza problemi. Semmai, se il "politicamente corretto" lo avesse mai permesso, avrei dovuto leggere sul mio foglio,...."l'indistruttibile linea Sigfrido padana". Tanto credo di dovervi per una più corretta informazione. Emilia e Romagna contano molto / 2 CHRISTIAN MORSELLI Con grande dispiacere noto da tempo come Emilia e Romagna non siano mai citate nei comizi del segretario Bossi, il quale parla solo di Lombardo-Veneto ed ogni tanto di Piemonte. Stessa cosa per l'onorevole Gobbo, che recentemente ha parlato di patto tra Lombardia, Triveneto e Piemonte, evidentemente dimenticandosi di essere Europarlamentare anche grazie agli oltre 100mila voti avuti da Emilia e Romagna. Mi chiedo quindi se la mia regione (4 milioni di abitanti) faccia ancora parte del progetto politico Padania: giusto per sapere cosa votare alle prossime elezioni. Prendo atto degli interventi dei due lettori che, giustamente, ribadiscono la forza prorompente dei loro territori nelle tenzoni elettorali passate, e, si spera, future. Ma non si può dimenticare che la Lega inizia il suo cammino dalla Lombardia e dal Veneto e trae anche le sue origini da quell Uopa che nasce in terra piemontese. E la storia non si può cancellare. E indubbio però che la Padania presenta nuove realtà come l Emilia e la Romagna e la Liguria e che oggi la sua forza va oltre le nazioni che vengono quasi sempre citate. Riconosco la validità di queste nazioni, ne terrò conto quando ne parlerò sul giornale. Pubblicità Fiat, pollice verso LAPI Gentilissimi dirigenti della Fiat, dopo anni di bellissima pubblicità dove si evidenzia bene il vostro prodotto, con straordinaria musica e alto contenuto emotivo, devo rammentare la brutta pubblicità della Panda per colpa della cattiva recita di Chiambretti. Il messaggio non c azzecca con il vostro prodotto, anzi; Chiambretti approfitta per fare una classifica delle affettività umane scartando i single e gli omosessuali. Ma vendete macchine o è una nuova classifica di sociologia del periodo fascista? Infatti, mi dispiace che una azienda cosi bella come la Fiat, faccia dei messaggi pubblicitari tendenziosi al razzismo per i single e per gli omosessuali Fazzoletto verde per il militante Bettini CRISTIANO GIRELLI E GUERRINA È mancato un militante, Vero Leghista il 23 marzo 08 il giorno di Pasqua, Giuseppe Bettini, di anni 60 di Ghedi (Brescia). Vogliamo ricordarlo con il fazzoletto verde al collo e la bandiera Sole delle Alpi che sventola nelle sue mani. [Data pubblicazione: 26/03/2008].

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Non solo i giovani oltraggiano (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Se conosci Veltroni non lo voti LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRIERI Roseto degli Abruzzi (Te) Egregio Direttore, ho fatto molta fatica, da elettore orientato al PdL, a resistere alla tentazione Veltroni: " per le pensioni aumenti immediati". Mi sono detto, cosa m'interessa essere di qua o di là, per una volta penso alla mia saccoccia di pensionato quasi settantenne, ho l'età e tutti i requisiti per l'aumento. Questo signore è nuovo alla politica, avrà sicuramente fatto bene per sé prima, perché non dovrei credergli? Mi hanno poi spiegato che trattasi dell'ex sindaco di Roma (e conosco Roma e come è messa), che ha per 80% gli stessi collaboratori di Prodi (e conosco come ha operato Prodi, nel passato e nel presente), che è in politica dagli anni '80, cominciando da consigliere comunale di Roma nel Pci ( e conoscevo il Pci), che l'unico lavoro fatto nella vita è l'attività politica ed allora mi sono preoccupato. In fondo sulle pensioni il primo a pensarci fu Berlusconi, penso, volendo, sia più facile per lui farci un aumento, sa come fare oltre che dire! E poi... a quindici giorni dalle elezioni Veltroni scopre queste tentazioni? Più che essere tentato, a pensarci, sono incaz... perche vengo preso per il c... , "chiedo scusa" per i puntini! Grazie per l'attenzione e buon lavoro Non solo i giovani oltraggiano... LISETTA ALBERTI Agrate Brianza Ho letto su la Padania del 23.3 u.s. un episodio di inciviltà commesso da un cittadino milanese di 71 anni. Questo gentiluomo è stato sorpreso dai carabinieri mentre con un coltello strappava i manifesti della Lega Nord. Il fatto mi ha molto colpito, perché è un indice di non tolleranza delle idee altrui. E poi passi se la cosa l avesse fatta un ragazzo di 14-15 anni, ma da una persona diciamo anziana che dovrebbe avere un po di sale in zucca, la cosa non mi va giù. Critichiamo spesso i nostri ragazzi perché imbrattano i monumenti, fanno scritte sui muri, e poi ci ritroviamo con questi anziani che girano con i coltelli a strappare i manifesti leghisti. Per questo fatto, io se permettete suggerirei una cosa: siccome la Lega Nord (spende soldi e ne ha pochi), per comprare i manifesti suggerirei agli avvocati della Lega di costituirsi parte civile nei confronti di questo signore e di fargli pagare i manifesti che ha rotto, è anche un esempio per i futuri vandali. Spero che i dirigenti della Lega mi ascoltino! Espletamento del servizio militare LIA COLLODI BOTTI Una domanda nel quiz di Gerry Scotti ha riproposto il dilemma di Mussolini e il suo servizio militare. Spinta dalla curiosità che dovrebbero avere molti elettori mi chiedo quanti tra i candidati premier hanno fatto regolarmente il militare e quanti invece hanno ottenuto l'esonero grazie a medici particolarmente compiacenti o, peggio ancora, grazie alle amicizie politiche nelle sezioni giovanili dei vari partiti. Pericolosa abolizione delle strisce BRUNO DE GIUSTI Albissola Marina (Sv) Leggo sempre piú spesso dell'intenzione di abolire le zebre sugli attraversamenti, obbligando il conducente a dare la precedenza al pedone in ogni caso. La ritengo una soluzione pericolosa perché diventerebbe ancora piú difficile individuare chi attraversa. Per risolvere il problema, come al solito basterebbe guardarsi intorno: in Spagna, dove i conducenti sono indisciplinati come e piú di noi, hanno disseminato dissuasori di velocità vicino alle zebre; in Norvegia, dove se non rispetti la legge sono innanzi tutto affari tuoi, dossi invisibili, non segnalati e tarati per fare danni al di sopra di una certa velocità s'incontrano a bizzeffe in ogni strada urbana. In molte nostre cittadine, gli attraversamenti sono stati elevati al livello del marciapiede, ottenendo due risultati importanti: rallentare il traffico e permettere a disabili e mamme di attraversare senza fatica. Le soluzioni, come si vede, ci sono, anche perché chi non nutre alcun rispetto verso gli esseri umani, è di solito tanto meschino dal detestare l'idea che il proprio mezzo possa subire un danno. Alitalia come Alfa Romeo SERGIO CASALONE Sezione Lega Nord di Rescaldina Come mai quando l Alfa Romeo andava male ed è intervenuta la Ford per comperarla i sindacati e tutti gli organi governativi si sono opposti preferendo regalarla all odiato Agnelli della Fiat? Oggi con l Alitalia non è la medesima cosa? Perché si insiste tanto per venderla ad Air France quando c è un odiato Berlusconi e altri che si sono messi in lista per comperarla? (O magari farsela regalare come hanno fatto con l Alfa Romeo, la Cirio, la Parmalat ecc?). Dal mio quotidiano vorrei un esauriente risposta; in diretta o indirettamente... La Liguria conta molto / 1 DIMITRI QUATTRONE Carissimo Direttore, leggendo su la Padania di sabato 22 marzo che il territorio reclama il Federalismo quale unica via per uscire dal tunnel di Roma, sono rimasto sconcertato da due notizie veramente scioccanti: la prima che, mentre si cita Piemonte, Lombardia e Veneto quali gole che avrebbero urlato contro " il tunnel di Roma", si restringe in tal maniera il territorio del Nord alle sole tre Regioni citate, dimenticando la quarta: la Liguria. E questa implosione non mi gratifica affatto quale leghista ligure della prima ora. La seconda che si citi come indistruttibile "linea padana", la linea Maginot. Storicamente provato: dopo poche settimane di guerra, questa non era più un problema per le armate tedesche che la scavalcarono senza problemi. Semmai, se il "politicamente corretto" lo avesse mai permesso, avrei dovuto leggere sul mio foglio,...."l'indistruttibile linea Sigfrido padana". Tanto credo di dovervi per una più corretta informazione. Emilia e Romagna contano molto / 2 CHRISTIAN MORSELLI Con grande dispiacere noto da tempo come Emilia e Romagna non siano mai citate nei comizi del segretario Bossi, il quale parla solo di Lombardo-Veneto ed ogni tanto di Piemonte. Stessa cosa per l'onorevole Gobbo, che recentemente ha parlato di patto tra Lombardia, Triveneto e Piemonte, evidentemente dimenticandosi di essere Europarlamentare anche grazie agli oltre 100mila voti avuti da Emilia e Romagna. Mi chiedo quindi se la mia regione (4 milioni di abitanti) faccia ancora parte del progetto politico Padania: giusto per sapere cosa votare alle prossime elezioni. Prendo atto degli interventi dei due lettori che, giustamente, ribadiscono la forza prorompente dei loro territori nelle tenzoni elettorali passate, e, si spera, future. Ma non si può dimenticare che la Lega inizia il suo cammino dalla Lombardia e dal Veneto e trae anche le sue origini da quell Uopa che nasce in terra piemontese. E la storia non si può cancellare. E indubbio però che la Padania presenta nuove realtà come l Emilia e la Romagna e la Liguria e che oggi la sua forza va oltre le nazioni che vengono quasi sempre citate. Riconosco la validità di queste nazioni, ne terrò conto quando ne parlerò sul giornale. Pubblicità Fiat, pollice verso LAPI Gentilissimi dirigenti della Fiat, dopo anni di bellissima pubblicità dove si evidenzia bene il vostro prodotto, con straordinaria musica e alto contenuto emotivo, devo rammentare la brutta pubblicità della Panda per colpa della cattiva recita di Chiambretti. Il messaggio non c azzecca con il vostro prodotto, anzi; Chiambretti approfitta per fare una classifica delle affettività umane scartando i single e gli omosessuali. Ma vendete macchine o è una nuova classifica di sociologia del periodo fascista? Infatti, mi dispiace che una azienda cosi bella come la Fiat, faccia dei messaggi pubblicitari tendenziosi al razzismo per i single e per gli omosessuali Fazzoletto verde per il militante Bettini CRISTIANO GIRELLI E GUERRINA È mancato un militante, Vero Leghista il 23 marzo 08 il giorno di Pasqua, Giuseppe Bettini, di anni 60 di Ghedi (Brescia). Vogliamo ricordarlo con il fazzoletto verde al collo e la bandiera Sole delle Alpi che sventola nelle sue mani. [Data pubblicazione: 26/03/2008].

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Air France, i sindacati ora trattano E Silvio rilancia l'offerta italiana (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Vogliono vedere il piano di Spinetta, conservano le loro preoccupazioni, ma non c'è dubbio che il vento è cambiato. I sindacati italiani, dopo l'apertura del vertice di Air France, sono più disponibili a mettersi intorno a un tavolo per capire se è possibile trovare un punto d'incontro su Alitalia. Dal canto suo, Silvio Berlusconi ieri non ha trovato di meglio che sventolare la bandiera della cordata italiana che da qui a qualche giorno dovrebbe farsi viva anche se, specifica, ha vietato ai figli di farne parte. Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, perde la pazienza e spiega: "Non possiamo aspettare mitiche cordate. Dobbiamo andare al confronto ". A PAGINA 4.

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