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T ARTICOLI DEL 25-4-2008 #TOP
Prestito
ad Alitalia i dubbi dell'Europa ( da "Stampa, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia non si poteva far assorbire dai francesi. L'Unione europea deve aiutare le cose giuste e non fare difficoltà". Sullo stesso tenore Walter Veltroni: "Non c'è nulla di illegale nel prestito". Ma c'è un altro Sos dal cda Alitalia : "Per assicurare una prospettiva duratura di continuità operativa",
Libia-Italiascontrosu
Gaza ( da "Secolo XIX, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La Commissione europea chiede chiarimenti sul prestito ponte concesso dal governo ad Alitalia dopo che Air France-Klm ha ritirato la sua offerta. Protestano Ryanair, British Airways e Scandinavian Airline. Il presidente del Consiglio in pectore, Silvio Berlusconi, dice di non essere preoccupato: "L'Unione europea deve aiutare le cose giuste e non fare difficoltà".
Seduta
positiva bene fiat, giù eni ( da "Secolo XIX, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Vivaci gli scambi, per 6,4 miliardi di euro di controvalore, tra i migliori risultati dell'anno. Bene Fiat e Unicredit, debole Alitalia con Eni, dopo i dati trimestrali. Positiva Parmalat (+0,52% a 2,13 euro), in calo L'Espresso (-1,61% a 2,19 euro). 25/04/2008.
Prestito
Alitaliainterviene la Ue ( da "Secolo XIX, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia non si poteva fare assorbire dai francesi. L'Unione europea deve aiutare le cose giuste e non fare difficoltà". Com'era prevedibile, il prestito ottenuto dall'Alitalia per garantire la continuità dei voli finirà al centro di un contenzioso con la Commissione Ue, alla quale cominciano ad arrivare i primi ricorsi.
Alitalia,
lite berlusconi-ue ( da "Repubblica, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il Cavaliere attacca Bruxelles: è la cosa giusta, non createci difficoltà Alitalia, lite Berlusconi-Ue L'Fmi al nuovo governo: non fermate il risanamento ROMA - Scontro tra Berlusconi e la Ue su Alitalia. C'è infatti poco tempo per convincere la Commissione europea che tutte le carte sono in regola per l'emissione del prestito ponte per Alitalia.
"rai,
bilancio in pareggio ma serve una riforma" - aldo fontanarosa
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: bilancio in pareggio ma serve una riforma" ALDO FONTANAROSA ROMA - Se Alitalia soffre, la Rai invece recupera. Claudio Petruccioli annuncia un bilancio in "sostanziale pareggio" per il 2007. "Avremo una perdita di 3 o 4 milioni al massimo", calcola il presidente della tv di Stato, ben lontani dai 45-50 che si temevano.
L'offerta
del cavaliere a montezemolo - roberto mania
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Tanto più che ha deciso di giocarsi la faccia sulla cordata tricolore per salvare l'Alitalia dal baratro del fallimento. Su Montezemolo, Berlusconi non si è consultato con i suoi. Almeno non pare. Ma - si sa - da quelle parti conta solo lui. L'idea, peraltro, nel partito di Via dell'Umiltà non piace affatto, nemmeno tra i forzisti che dovrebbero entrare nel Berlusconi ter.
Sulle
cordate il lungo silenzio delle banche
( da "Unita,
L'" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: edizione del Sulle cordate il lungo silenzio delle banche angelo de mattia La cordata Alitalia, questa sconosciuta, si potrebbe dire parafrasando il titolo di un libro di un Nobel. Ci sarebbe bisogno di chiodi da infiggere nella roccia, a cui legare la corda: fuor di metafora, le alleanze o aggregazioni internazionali e il finanziamento bancario.
Niente
rinnovo del contratto, a terra 400 hostess I sindacati pronti ai sacrifici, ma
chiedono un nuovo piano per avviare il confronto
( da "Unita,
L'" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: A TERRA Sono gli "stagionali" i primi colpiti dalla crisi Alitalia. Gli assistenti di volo che vivono di contratti a tempo determinato, che hanno un'età media bassa (di circa 36 anni), otto anni circa di lavoro alle spalle, una decina di contratti a tempo determinato firmati. A partire dal primo aprile in 400 sono rimasti a terra.
Alitalia,
l'altolà della Ue Dubbi sul prestito: è un aiuto di Stato? Ricorso della
Ryanair ( da "Unita, L'"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del Alitalia, l'altolà della Ue Dubbi sul prestito: è un aiuto di Stato? Ricorso della Ryanair All'Unione Europea non piace il prestito da 300milioni che il governo ha concesso ad Alitalia per non farla affondare definitivamente. Dalla Commissione ieri a Palazzo Chigi è arrivata una lettera molto dura.
Fmi
al nuovo governo: avanti col risanamento Per il Fondo monetario servono azioni
rapide per salvaguardare i risultati raggiunti nel 2007
( da "Unita,
L'" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ma suggerisce "rapide azioni", dice sempre Ahmed, e sottolinea l'importanza delle liberalizzazioni. Invitabile, un commento su Alitalia: la soluzione della crisi dovrà basarsi sulle "regole di mercato", evitando il ricorso ad aiuti di Stato, e deve rispettare le regole della concorrenza dell'Unione europea.
Alitalia,
tutti contro il prestito ponte La Ue solleva dubbi, le compagnie ricorrono.
Berlusconi attacca Bruxelles. Il cda: ricapitalizzazione subito
( da "Unita,
L'" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: edizione del Alitalia, tutti contro il prestito ponte La Ue solleva dubbi, le compagnie ricorrono. Berlusconi attacca Bruxelles. Il cda: ricapitalizzazione subito di Roberto Rossi / Roma AIUTO DI STATO Tutti contro Alitalia. O, meglio, tutti contro il prestito ponte da 300 milioni concesso dal governo per salvare la compagnia di bandiera.
Rutelli
contro il caro-casa: 100 euro al mese per i mutui Il candidato Pd a Roma: è la
prima cosa che farò Veltroni: la città ha bisogno di un sindaco con la schiena
dritta ( da "Unita, L'"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Dall'Alitalia: "Se va in crisi Fiumicino per Roma è come se andasse in crisi la Fiat". All'alleanza che si profila a destra: "tra la Lega, che si è messa di traverso, e Alemanno, che con la sua posizione sempre più di destra missina ci fa tornare al passato", scandisce Rutelli, appellandosi all'"orgoglio dei romani".
Risale
Unicredit ( da "Unita, L'"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Telecom Italia invariata a 1,325 euro. Eni ha recuperato nel finale chiudendo meglio del comparto di riferimento a livello internazionale: -0,33%. Tra gli altri energetici, Enel +0,46%. Alitalia ha perso il 3,25% (0,58 euro). Boom di Pininfarina che ha piazzato un +38,58%.
Roma
deve ritrovare il suo orgoglio Francesco Rutelli al Tg1: Se va in crisi
Fiumicino, per Roma è come se andasse in crisi la Fiat per Torino . Oggi i
concerti di chiusura della ( da "Unita, L'"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: a proposito della vicenda Alitalia, sottolinea che "se va in crisi Fiumicino per Roma è come se andasse in crisi la Fiat per Torino". Secondo Rutelli, purtroppo con "l'alleanza tra la Lega che si è messa di traverso e Alemanno, che ha una posizione di destra missina, estrema, con Storace e Rauti, quello che abbiamo visto nel passato sta riaffiorando.
Fiumicino,
meno code con il nuovo Terminal T5 per i voli in Usa e Israele Presentata la
nuova struttura che consentirà di ridurre il carico di passeggeri dal Terminal internazional
( da "Unita,
L'" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "A prescindere dal destino di Alitalia, con la compagnia di bandiera o altre, la gente viaggia - ha detto Giudice - dunque era indispensabile alleggerire il Terminal C visti i numeri sulla crescita dell'aeroporto e il sovraffollamento, soprattutto nelle prime ore del mattino, del TC".
Folle
abolire il ministero E la legge sui diritti tv favorisce la competizione
( da "Unita,
L'" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: e hanno già fatto saltare la trattativa per l'Alitalia, offeso ministre spagnole e minacciato giornaliste russe. Ora ci mancava anche l'abolizione del ministero dello Sport...". Il ministro per le Attività sportive, Giovanna Melandri, sorride amara. Berlusconi vuole eliminare il ministero perché, a suo dire, "la politica deve stare lontana dagli stadi".
Presidente
della Camera, Veltroni accusa Fini Il leader Pd: un candidato con quel ruolo non
può insultare, è il peggio della politica
( da "Unita,
L'" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il leader del Pd ha risposto attaccando il futuro premier su Alitalia ("doveva italianizzarla, la vogliono vendere all'Aeroflot") qualificando l'atteggiamento di Berlusconi come "irresponsabile". Ha anche risposto all'accusa di "furbone", per essersi accaparrato i meriti della firma della Costituzione europea.
Bilancio
Sea: utili per 34,5 milioni ( da "Giornale.it, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: considerando i traumi che la vicenda Alitalia può comportare per Sea. Siamo fiduciosi sulle capacità dell'azienda di farvi fronte, ma siamo consapevoli che ci sarà un 2008 che peserà sul bilancio". Un bilancio, ha precisato "già stato costruito in modo prudenziale". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Sea,
20 milioni di dividendi nelle casse del comune
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: considerando i traumi che la vicenda Alitalia può comportare per Sea". Ma la capogruppo del Pd a Palazzo Marino Marilena Adamo parte all'attacco: "Il Comune non può trattare Sea come la sua slot machine come è avvenuto per il maxidividendo da 200 milioni incassato da Albertini nel 2006, e poi piangere con il governo per Malpensa: è un comportamento irresponsabile.
"turismo
in crisi il belpaese piace di meno" - marina cavallieri
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia". Intanto, regione per regione, si cerca di mantenere la rotta. Il più visitato dagli stranieri negli ultimi due anni è stato il Veneto con in media 56.726.000 presenze, seguono le montagne del Trentino Alto Adige, con 40.652.000, al terzo posto la pacifica Toscana, quarta la Romagna con le sue città del divertimento.
Brevi,
schede e richiami 3 ( da "Repubblica, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 300 mln prestito ponte Altri 300 milioni potranno arrivare ad Alitalia, attingendo all'interno del "fondo rotativo" previsto dalla legge 46 per ricerca e innovazione.
Ue:
sospendete il prestito alitalia berlusconi: non ci create difficoltà - alberto
d'argenio ( da "Repubblica, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Ue: sospendete il prestito Alitalia Berlusconi: non ci create difficoltà British Airways, Sas e Ryanair annunciano i ricorsi Lettera della Commissione al governo, che però andrà avanti lo stesso ALBERTO D'ARGENIO BRUXELLES - Un nuovo nuvolone incombe sul futuro di Alitalia.
La
compagnia lascerà a terra 37 aerei entro la fine dell'anno - luca iezzi
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: assetto che Alitalia doveva assumere fondendosi in Air France, specie sugli aerei messi a terra: "è un elemento quantomeno strano che il numero possa coincidere nell'ipotesi di un'alternativa di Alitalia stand alone". Sindacati e azienda però hanno un comune impegno: "Rassicurare i passeggeri sulla certezza che non ci saranno problemi per i voli della prossima estate,
Ma
l'europa dà tempo al cavaliere ( da "Repubblica, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: smania dalla voglia di pronunciarsi su Alitalia. Anzi, lascerebbe volentieri la patata bollente al successore. Ma al contempo il francese non vuole dare l'impressione di favorire Alitalia, nel mirino delle compagnie concorrenti già sul piede di guerra. Ecco perché ieri il commissario ha inviato una durissima lettera a Roma minacciando condanne e ingiungendo di congelare il prestito.
ROMA
Bruxelles ha dei dubbi sul prestito da 300 milioni concesso ad Alitalia. E ha
chiesto chiarime ( da "Messaggero, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
in vista di
una futura integrazione con la cordata italiana per ridare slancio ad Alitalia.
I tedeschi, secondo quanto risulta al Messaggero, si candidano come partner
industriale. Intanto da Washington il Fondo monetario internazionale ricorda al
nuovo governo italiano che dovrà intraprendere ulteriori azioni per consolidare
i buoni risultati del
Alitalia,
è scontro con la Ue ( da "Messaggero, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Bruxelles chiede chiarimenti sul prestito. La replica di Berlusconi: l'Europa non crei difficoltà Alitalia, è scontro con la Ue Fmi, monito al nuovo governo: proseguire risanamento e riforme.
Alitalia,
il prestito ponte? All'Ue sembra un "aiuto di Stato" Il Cav. irritato
(ma anche Veltroni) ( da "Liberazione"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ma Ryan Air farà ricorso Alitalia, il prestito ponte? All'Ue sembra un "aiuto di Stato" Il Cav. irritato (ma anche Veltroni) Carlo Magi L'Unione europea ha dei "dubbi" sul prestito ponte di 300 milioni di euro che il governo Prodi ha stanziato per non far fallire Alitalia.
Sea,
scontro sul bilancio Il Comune si tiene gli utili per i progetti della città
( da "Corriere
della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Che però "si concede" una speranza: "Mi auguro che la decisione sia stata presa dopo aver ponderato con la massima attenzione il momento di grave crisi del nostro sistema aeroportuale ". Gli scali Sistema degli aeroporti milanesi in crisi dopo i tagli di Alitalia A. Sen.
Dal
nostro inviato GIULIA LEONI TORINO - Con 15 miliardi ed oltre di fattu
( da "Messaggero,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Fiat non scenderà in campo per Alitalia. Quanto alla riforma della contrattazione per recuperare competitività, primo punto dell'agenda di Emma Marcegaglia, neopresidente di Confindustria, secondo Marchionne definito dall'Economist "un capo coraggioso e onesto", la prova che le regole saranno cambiate si avrà solo "quando un costruttore straniero di auto verrà a produrre in Italia"
Alitalia,
tensione Berlusconi-Ue ( da "Corriere della Sera"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: non crei difficoltà Alitalia, tensione Berlusconi-Ue E il Fondo monetario incalza il nuovo governo: risanamento e riforme BRUXELLES - "Dubbi" della Commissione europea sul prestito-ponte di 300 milioni concesso dal governo Prodi all'Alitalia. Pronta la replica del premier in pectore Silvio Berlusconi: "Adesso la fanno difficile,
Questa
non è una recensione. Perchè questo - il libro-inchiesta sul sindacato
( da "Messaggero,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Veto player "Pubblica amministrazione e Alitalia. Mercato del lavoro e ferrovie. Lotta anti-fannulloni e Fincantieri... Sono appena pochi esempi delle proposte cassate, solo nel 2007, dai Signor No del sindacato. Il riflesso condizionato è scattato perfino quando la Fiat ha concesso un anticipo di 30 euro agli operai".
Sviluppo
Italia e le mosse di Gianni Letta
( da "Corriere
della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Con il rischio che alla fine, invece del tanto disprezzato pezzo di pane, per prendersi l'Alitalia ai francesi gli basti una mollica. Sergio Rizzo 49,9% la quota detenuta dal ministero del Tesoro in Alitalia L'amministratore delegato di Sviluppo Italia, Domenico Arcuri.
Tedeschi
soft e l'opzione della Lufthansa ( da "Corriere della Sera"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: altro giorno ha avuto fra le mani il dossier Alitalia: "Messo così, il prestito- ponte qui a Bruxelles è difficile, molto difficile che passi". Traduzione dal linguaggio diplomatico: "Non passerà ". Tutta la discussione ai tavoli della Commissione europea, prima che partisse la lettera per Roma, si è imperniata sul significato della parola “
Alitalia,
stop Ue. Berlusconi: basta difficoltà
( da "Corriere
della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 5 categoria: REDAZIONALE Alitalia, stop Ue. Berlusconi: basta difficoltà Prestito, no di Barrot. BA e RyanAir contrari. Tasso al 5,1%. Il board: risorse subito DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES – Se non è un altolà, poco ci manca: la Commissione Europea ha "dubbi" sul prestito di 300 milioni promesso da Roma all'Alitalia,
Il
consiglio: un nuovo manager ( da "Corriere della Sera"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: azienda e le nove sigle rappresentate in Alitalia. Si prepara un nuovo cambio di vertice dunque, lo stesso attuale presidente Aristide Police avrebbe detto di ritenere essenziale che la compagnia abbia un nuovo amministratore delegato in tempi brevi. Intanto ieri il cda di Alitalia "ha preso positivamente atto" del decreto legge sul prestito-ponte da 300 milioni che "
La
crisi Alitalia ( da "Corriere della Sera"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 25 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE La crisi Alitalia A Fiumicino Inaugurato il Terminal 5 è costato oltre 12 milioni di euro e occupa una superficie di 14mila metri quadrati il nuovo Terminal 5 dell'aeroporto di Fiumicino destinato ad accogliere i voli delle compagnie aeree in partenza per gli Stati Uniti e Israele.
Fisco,
contratti, produttività Emma e Silvio, prove di feeling
( da "Corriere
della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Si è parlato ovviamente di Alitalia e della cordata in via di formazione con la disponibilità mostrata da Marco Tronchetti Provera e Salvatore Ligresti. Emma Marcegaglia ha ribadito la sua tesi: l'importante è che qualsiasi soluzione prevalga rispetti le regole di mercato.
Rutelli
dai partigiani, Alemanno ricorda D'Acquisto
( da "Corriere
della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e del suo rapporto strategico con Roma: "Per questo ci vorrà un sindaco con la schiena dritta, che parli al governo non con la testa piegata e con la paura che il capo ruggisca, ma che collabori lealmente". E al Cavaliere, mostrando riflessi prontissimi, Veltroni ha replicato quasi in diretta: "Berlusconi parlando a piazza Navona ha appena detto che sarei stato un furbone,
Saranno
almeno un milione e 200 mila romani e turisti che da oggi al 4 maggio
transiteranno per Fium ( da "Messaggero, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia ha trasferito a Fiumicino numerosi voli che attestavano a Malpensa, è entrato in vigore l'orario estivo che notoriamente produce un traffico maggiore e, terzo punto, sono entrati a far parte dell'area Shengen comunitaria ben nove paesi".
Sui
voli con destinazione Stati Uniti in partenza dall'aeroporto di Fiumicino la concorrenza
(e ( da "Messaggero, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il fronte delle compagnie tradizionali - dall'Alitalia ad American Airlines, per fare alcuni esempi - sulla trafficatissima rotta Roma-New York viene arricchito da un competitore nuovo. Durante l'inverno c'erano due voli Eurofly-Meridiana (il venerdì e la domenica), ora diventano quattro, visto che si aggiungeranno le partenze del martedì e del sabato.
Il
comizio finale di Walter Veltroni, a sostegno di Rutelli e Zingaretti, doveva
svolgersi all' ( da "Messaggero, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia in pericolo. "Per salvare Alitalia ci vuole responsabilità ed esperienza di governo ma anche un sindaco con la schiena dritta che parli al governo non con la testa piegata e con la paura che il capo ruggisca ma che collabori lealmente.
Niente
cambi al Banco Popolare, vola il titolo
( da "Corriere
della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Per l'energia, lieve correzione di Eni (-0,33%) dopo i conti trimestrali, in rialzo Enel (+0,46%), brillante A2A. Giù Alitalia (-3,25%) bene invece Ferrovie Nord Milano (+6,3%) che gestisce il collegamento ferroviario con l'aeroporto di Malpensa.
Rutelli:
mano tesa al popolo dei mutui ( da "Corriere della Sera"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E parla di Alitalia, così importante per Fiumicino, per Roma: "Si è detto no ad Air France perché ci voleva una cordata italiana, poi hanno detto sì ai russi di Aeroflot e adesso vogliono togliere il visto, così ne arriveranno a milioni". Su Alemanno: "Io me li ricordo Alemanno e i suoi amici vestiti da centurioni davanti all'Ara pacis a dire che non bisognava aprirla,
Apre
il T5, terminal antiterrorismo ( da "Corriere della Sera"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dopo che Alitalia ha trasferito da Malpensa a Fiumicino 14 rotte internazionali e oltre 200 nazionali. La scorsa settimana il picco è stato di 114 mila persone in transito allo scalo, lo stesso numero che in genere si registra tra luglio e agosto. Il terminal è stato pensato per agevolare i grandi flussi di passeggeri.
RAI
come Alitalia? Noi non abbiamo debiti. Se fossero come nelle nostre condizioni
i dipendent ( da "Messaggero, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: RAI come Alitalia? Noi non abbiamo debiti. Se fossero come nelle nostre condizioni i dipendenti della compagnia aerea farebbero subito un Oktober Fest a Fiumicino". E' in gran forma il presidente Rai Claudio Petruccioli, protagonista di un'irrituale conferenza stampa nella quale ha illustrato il bilancio dei suoi tre anni in Rai.
ROMA
- Congelare gli esuberi fino all'arrivo del nuovo azionista (il governo) e del
nuo ( da "Messaggero, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: convocati ieri da Alitalia, il confronto è rinviato fino ad allora. Ma nel frattempo è garantita la piena operatività della compagnia, assicurano i rappresentanti dei lavoratori. Di tutto questo ha preso atto ieri anche il consiglio di amministrazione di Alitalia che ha archiviato l'addio di Air France-Klm accogliendo con favore il prestito di emergenza da 300 milioni varato dal governo.
BRUXELLES
- La Commissione europea ha molti dubbi sulla natura del prestito da 300
milioni d ( da "Messaggero, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: molti dubbi sulla natura del prestito da 300 milioni di euro concesso dal governo italiano ad Alitalia. Dubbi che hanno preso la forma di una richiesta di informazioni "dai toni piuttosto duri" che gli uffici del commissario per i Trasporti, Jacques Barrot, hanno inviato ieri pomeriggio all'Italia e a cui Palazzo Chigi ha promesso di rispondere entro i 10 giorni lavorativi indicati.
I
sindacati ed Air France si risiedono al tavolo per trovare i margini di modifica
al piano di Parig ( da "Messaggero, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I. I sindacati chiedono l'inclusione di Az Servizi nel perimetro Alitalia. Spinetta non ci sta: è rottura.
Il
consiglio di amministrazione dell'Alitalia si riunisce in una seduta fiume,
durata circa qui ( da "Messaggero, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ROMA
- Il Comune ti aiuta a comprare casa . Eccolo lo slogan con il quale il cand
( da "Messaggero,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: intervistatore gli ha chiesto cosa rischia Roma con il caso Alitalia, a quel punto Rutelli ha affondato il colpo: "Per noi Alitalia è importantissima, per questo siamo preoccupati da questa alleanza fra la Lega, Alemanno e la destra missina di Storace e Rauti. Spero che i romani si sveglino, che guardino al futuro non al passato".
ALITALIA
( da "Corriere
della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: BREVI ALITALIA Il prestito ponte Nottate trascorse in aeroporto tra valige e bambini, causa sciopero piloti, controllori, assistenti di volo, ai quali interessava solo la tutela dei loro interessi corporativi. Adesso tutti noi (perché di noi si tratta) faremo ad Alitalia un prestito ponte di 300 milioni di euro che saranno restituiti a dicembre.
Dopo
il vistoso successo nelle urne del 13 aprile, il primo interesse di Silvio
Berluscon ( da "Messaggero, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: rapporti tra maggioranza e opposizione che riguarda il grado di convergenza possibile per affrontare le tante emergenze italiane: dall'Alitalia, alla sicurezza, ai rifiuti di Napoli, alle riforme. E' un banco di prova decisivo per capire in che direzione si muoverà la legislatura. Non va dimenticato che il dopo Prodi era cominciato all'insegna del dialogo tra i due maggiori leader.
Napolitano,
no alla lievitazione dei ministeri
( da "Campanile,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: è stato uno scambio di opinioni di carattere generale sui problemi più urgenti (dall'Alitalia ai rifiuti) che dovrà affrontare il futuro esecutivo. Nessuna nota ufficiale è stata diffusa al termine dell'incontro, segno del suo carattere informale. Ma qualcosa è trapelato, a partire dalla squadra ministeriale. E il primo giro d'orizzonte si è concentrato proprio su questo aspetto.
Alitalia,
il "ponte" scricchiola ( da "Campanile, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Secondo il quotidiano, infatti, è improbabile che Alitalia possa attrarre qualche investitore. "Con il petrolio a 120 dollari al barile e l'abitudine di Alitalia di bruciare liquidità è improbabile che un investitore privato si avvicini comunque alla compagnia senza che il debito sia garantito dal governo".
Alitalia,
scintille Ue-Berlusconi ( da "Stampa, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: non fatela difficile e non createci problemi Alitalia, scintille Ue-Berlusconi E il Fondo monetario avverte il nuovo governo: prosegua il risanamento Scintille tra Berlusconi e l'Ue sull'Alitalia. L'Europa avanza "un certo numero di dubbi" sul prestito-ponte deciso dal governo, su spinta del Cavaliere, per salvare la compagnia di bandiera.
Fmi:
il nuovo governo acceleri le riforme
( da "Manifesto,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E su Alitalia: "Meglio basarsi sulle regole del mercato" Sara Farolfi Nuovo governo, solito Fondo monetario internazionale: ancora non si conosce la composizione del nuovo esecutivo ma, puntuale, da Washington, l'Fmi ha già dettato la linea di politica econonomica: "Suggeriamo rapide azioni - ha dichiarato Masood Ahmed,
Prestito
Alitalia, dubbi Ue ( da "Manifesto, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ha confermato che il presidente di Alitalia ha dichiarato, nel corso del confronto, di"aver fatto presente al governo che ritiene essenziale che Alitalia abbia un nuovo amministratore delegato in tempi brevi". I sindacati, si legge nella stessa nota, ribadiscono che "Alitalia ha bisogno di decisioni rapide che contengano assetti proprietari certi,
La
scure europea e il ricorso di Ryanair
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: BRUXELLES La Commissione Ue ha espresso fortissimi dubbi sul prestito-ponte di 300 milioni concesso ad Alitalia, sospettando che si tratti di un aiuto di Stato e chiedendo a Roma ulteriori informazioni entro dieci giorni. Bruxelles minaccia quindi di aprire una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia se il prestito verrà erogato prima di un suo eventuale via libera.
Alitalia,
Berlusconi sfida Bruxelles ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sul prestito ponte per salvare Alitalia. ROMA L'Italia ha due settimane di tempo per convincere la Commissione europea di avere tutte le carte in regola per l'emissione del prestito ponte per Alitalia. Nel caso in cui le spiegazioni richieste non arrivassero o fossero ritenute insoddisfacenti la Commissione europea si riserva di ingiungere all'Italia la sospensione del prestito.
Benetton
punta all'America latina ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 25-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il gruppo Benetton continua a spingere sul pedale dell'internazionalizzazione, conferma gli obiettivi 2008 e punta a concludere entro l'anno due joint venture in America Latina, una delle quali da annunciare in tempi strettissimi. La famiglia di Ponzano Veneto frena invece su Alitalia, e subordina un suo intervento all'esame di un progetto industriale vero e proprio.
Ultimi
tentativi per salvare l'azienda tessile
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
25-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: così come è stato proposto per Alitalia, quindi superare le rigide regole dell'Unione europea, se è possibile ricorrere anche nel caso della Sardegna ad un prestito ponte". In ballo la chiusura dei tre stabilimenti sardi e il licenziamento di oltre mille lavoratori. "Una situazione che amplierebbe un disagio sociale già altissimo - è scritto nel documento -
Berlusconi
attacca: la Ue deve aiutarci ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Prima Pagina Pagina 2 Alitalia. "Non potevamo farci assorbire dai francesi". Ricorso di Ryanair Berlusconi attacca: la Ue deve aiutarci Alitalia.. "Non potevamo farci assorbire dai francesi". Ricorso di Ryanair "Non ci crei difficoltà". Bruxelles ha dubbi sul prestito ponte --> "Non ci crei difficoltà".
Alitalia
lungaggini burocratiche potrebbero favorire il verdetto sul prestito
( da "Riformista,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: agenda del caso Alitalia conclude Paolo Costa -. E sa perché? Perché a Milano si sono resi conto che dovrebbero accendere un cero alla madonna per l'abbandono di Alitalia. Lo scalo varesino ha infatti slot in eccesso, oltre a quelli abbandonati dall'ex compagnia di bandiera ed è diventato l'hub più ambito d'Europa visto che gli altri sono strapieni"
L'unità
e berlusconi ( da "Riformista, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: perché il destino di Alitalia potrà ora essere solo peggiore, ogni giorno che passa, come spieghiamo nella nostra prima pagina. Però della soluzione Air France pensavamo fosse chiaro che comportava un consistente taglio di personale. Senza del quale è inimmaginabile qualsiasi futuro nel mercato della compagnia.
Alitalia,
UE su Berlusconi: no comment ( da "Voce d'Italia, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: non ci crei difficolta'" Alitalia, UE su Berlusconi: no comment Laitenberger: na"la richiesta di chiarimenti e' per verificare se vi siano aiuti di Stato incompatibili con le norme UE" Bruxelles, 25 apr. - Silvio Berlusconi ha ieri invitato la Commissione europea a 'non fare difficoltà' sulla delicata questione Alitalia.
Roma,
ore 11.30 di ieri. Al sesto piano della sede Alitalia dispersa fra i campi
della periferia ove ( da "Stampa, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il presidente per caso Aristide Police mette al corrente le nove sigle di ciò che le nove sigle Alitalia sanno già: la trattativa con i francesi è saltata, la politica ha messo a disposizione 300 milioni di euro, ma quei 300 milioni rischiano di essere giudicati come aiuto di Stato. Rynair, British e la svedese Sas sono sul piede di guerra.
Ma
Beppe Grillo è il modello della nuova Italia?
( da "Giornale.it,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, ma sebbene importante - e su questo blog ne abbiamo parlato spesso - non può essere considerato decisivo per orientare il voto di tutti gli italiani. Più che in passato ho l'impressione che alla fine i leader dei vari schieramenti abbiano preferito puntare su slogan tutto sommato prevedibili e duellare sull'ultima polemica del giorno anziché sviluppare proposte organiche.
La
grande fuga da Alitalia è cominciata. Scappano i clienti, forse non tantissimi
nelle prenota ( da "Stampa, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Con Alitalia, ovviamente, sarebbe un problema di tutt'altra grandezza. "Adesso Alitalia - continua l'operatrice dell'agenzia - fa delle ottime offerte verso l'America, ma mi risulta che i suoi aerei volino mezzo vuoti... No, noi non cerchiamo di dissuadere i clienti se ci chiedono questi biglietti.
Il
Fondo monetario invita Eurolandia a basarsi sulle regole di mercato
( da "Stampa,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Con Alitalia, ovviamente, sarebbe un problema di tutt'altra grandezza. "Adesso Alitalia - continua l'operatrice dell'agenzia - fa delle ottime offerte verso l'America, ma mi risulta che i suoi aerei volino mezzo vuoti... No, noi non cerchiamo di dissuadere i clienti se ci chiedono questi biglietti.
( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
[FIRMA]MARCO
ZATTERIN CORRISPONDENTE DA BRUXELLES Se il buon giorno si vede dal mattino, la
notte europea di Alitalia si annuncia tempestosa. Dopo
un primo esame del progetto di prestito ponte da 300 milioni messo a punto dal
governo, la Commissione Ue ha dichiarato ieri di avere "un certo numero di
dubbi". Ma da Roma Berlusconi attacca Bruxelles, invitando l'Ue a
"non farla tanto difficile". Ed è scontro. I tecnici italiani che
mercoledì pomeriggio hanno illustrato il piano a Bruxelles non sono riusciti a convincere
gli uomini del responsabile Trasporti, Jacques Barrot, che si tratta di
"un'operazione di mercato" e non di aiuto di Stato. "Contenuti
lacunosi", sentenzia una fonte comunitaria. Per questo l'eurogoverno ha
già inviato una lettera con una serie di domande precise alle quali Palazzo
Chigi si è impegnato a rispondere "entro dieci giorni lavorativi". In
caso di mancata o insufficiente replica scatterà il veto al finanziamento.
Barrot ha fretta. Sa che la situazione di Alitalia
impone un'azione rapida e, allo stesso tempo, vuole evitare di essere sepolto
da un'ondata di ricorsi contro la mossa italiana, serie che del resto è stata
inaugurata a passo da bersagliera dall'immancabile Ryanair. In una nota, il
manager Jim Callaghan afferma: "L'ultimo salvataggio da 300 milioni di
euro di Alitalia è una beffa alle norme dell'Unione
Europea sugli aiuti di Stato. Sostenere una compagnia aerea nazionale
inefficiente, che sarebbe dovuta andare in bancarotta già da tempo, è
semplicemente illegale". La linea ufficiale Ue è imbevuta del disappunto
per le carenti informazioni ricevute. "Aiuto di Stato o non aiuto di
Stato, questo è il problema", ha detto ieri il portavoce della
Commissione, Johannes Laitenberger. Le carte giunte nella capitale a dodici
stelle non sciolgono i dubbi. "Ci hanno consegnato una lettera e alcuni
documenti che illustrano le misure prese - ha spiegato l'uomo stampa del
responsabile francese dei Trasporti, Michele Cercone -. Le stiamo analizzando,
tuttavia si può dire che in questo momento non abbiamo una chiara visione del
caso". Gli incartamenti, a quanto si apprende, sarebbero piuttosto
generici. Bruxelles non è per principio contro gli aiuti di stato che, in
talune circostanze, possono essere autorizzate. Il problema nasce nel momento
in cui l'iniezione di capitale favorisce una società a svantaggio di un'altra.
Nella fattispecie Alitalia, vuol dire mantenere in
vita con denaro pubblico una compagnia aerea che dovrebbe fallire, a condizioni
che i concorrenti non potrebbero permettersi. Pertanto, un prestito ponte può
essere pagato solo a condizioni di mercato, con gli stessi tassi e vincoli che
si avrebbero rivolgendosi a un qualunque istituto di credito. Tutto questo non
sarebbe stato specificato nei documenti italiani. Secondo le fonti della
Commissione, il governo non indica tempi, modi e costi dell'erogazione, cioè
quei parametri che permetterebbero di valutare sino in fondo la legittimità del
prestito. Roma ha tirato in ballo una questione di sicurezza pubblica davanti
alla quale quasi tutti da queste parti storcono il naso. "Se è un aiuto di
Stato deve essere notificato a Bruxelles: se non lo è, non c'é bisogno della
notifica", ha insistito Laitenberger. All'ora attuale i tecnici di Barrot
non sono però in grado di dirimere la questione. Va da sè che l'Italia può
intanto decidere di andare avanti lo stesso, rischiando una dolorosa procedura
di infrazione europea, visto che le possibilità di convincere Bruxelles
appaiono ridotte al lumicino. La pressione esterna è forte. British Airways
afferma di essere alla finestra per valutare il da farsi. Il Fondo monetario,
da Washington, invita a "basarsi sulle regole di mercato". A Roma,
intanto, il futuro premier Silvio Berlusconi mostra di non apprezzare i paletti
europei: "La fanno difficile, ma non sono preoccupato, quella del prestito
è l'unica cosa da fare. Alitalia non si poteva far assorbire dai francesi. L'Unione europea deve
aiutare le cose giuste e non fare difficoltà". Sullo stesso tenore Walter
Veltroni: "Non c'è nulla di illegale nel prestito". Ma c'è un altro
Sos dal cda Alitalia : "Per assicurare una prospettiva duratura di continuità
operativa", serve una ricapitalizzazione in tempi brevi. E misure
per ridurre perdite e costi, dopo un confronto con i sindacati.
( da "Secolo XIX, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Vertice onu La Libia
paragona i campi profughi palestinesi a lager nazisti e l'ambasciatore italiano
fa sospendere il consiglio di sicurezza 25/04/2008 "I giovani sono
chiamati a contrastare i nuovi autoritarismi e integralismi che rappresentano
la negazione dei principi e dei valori che ispirarono la lotta per la
liberazione" 25/04/2008 Roma. "Gli italiani mantengano viva la
memoria delle tappe che hanno condotto il nostro Paese alla liberazione e
coltivino i principi e i valori che hanno ispirato la stesura della
Costituzione". Alla cerimonia ufficiale per l'anniversario del 25 aprile,
Giorgio Napolitano, che sarà oggi in visita a Genova, ha sottolineato il senso
della Festa della liberazione . "I giovani di oggi - ha aggiunto il Capo
dello Stato - sono chiamati a contrastare i nuovi autoritarismi e integralismi
che rappresentano la negazione di quei principi e valori". parodi e altri
servizi >> 4 e 24 25/04/2008 Roma. La Commissione
europea chiede chiarimenti sul prestito ponte concesso dal governo ad Alitalia dopo che Air France-Klm ha ritirato la sua offerta. Protestano
Ryanair, British Airways e Scandinavian Airline. Il presidente del Consiglio in
pectore, Silvio Berlusconi, dice di non essere preoccupato: "L'Unione
europea deve aiutare le cose giuste e non fare difficoltà". L'Alitalia annuncia intanto la nomina a breve di un nuovo
amministratore delegato e firma con i sindacati un armistizio che garantirà i
voli per tutto il 2008. Il Fondo monetario avverte intanto il futuro governo:
azioni rapide sul fisco, per proseguire i progressi del 2007, e sulle riforme
strutturali. lombardi e altri servizi >> 2 e 3 25/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Il commento MILANO.
Chiusura positiva per Piazza Affari, in bilico sulla parità per gran parte del
pomeriggio, con il Mibtel in rialzo dello 0,31% a 25.445 punti e lo S&P/Mib
dello 0,48% a 33.589 punti. Vivaci gli scambi, per 6,4
miliardi di euro di controvalore, tra i migliori risultati dell'anno. Bene Fiat
e Unicredit, debole Alitalia con Eni, dopo i dati trimestrali. Positiva Parmalat (+0,52% a
2,13 euro), in calo L'Espresso (-1,61% a 2,19 euro). 25/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Barrot:
"Servono chiarimenti". Berlusconi: "Non fatela difficile"
Roma. Alitalia: il prestito di 300 milioni concesso
dal governo finisce nel mirino di Bruxelles. Mentre la compagnia annuncia un
nuovo amministratore delegato a breve e firma con i sindacati un armistizio che
garantirà i voli per tutto il 2008, la Commissione Ue vuole chiarimenti sui
soldi freschi che arriveranno nelle casse dell'azienda: "Abbiamo dubbi
sulla natura della misura e vogliamo capire meglio alcuni dettagli. In
particolare, vogliamo sapere se si tratta di un'operazione di mercato o di
aiuti di Stato", fa sapere il commissario Ue ai Trasporti, Jacques Barrot,
attraverso il suo portavoce. La risposta del premier in pectore Silvio
Berlusconi è arrivata in serata: "Adesso la fanno difficile. Ma io non
sono preoccupato, quella del prestito è l'unica cosa da fare. Alitalia non si poteva fare assorbire dai francesi. L'Unione europea deve
aiutare le cose giuste e non fare difficoltà". Com'era prevedibile, il
prestito ottenuto dall'Alitalia per garantire la continuità dei voli finirà al centro di un
contenzioso con la Commissione Ue, alla quale cominciano ad arrivare i primi
ricorsi. Come quello di Ryanair, che accusa: "L'ultimo salvataggio
da 300 milioni è una beffa alle norme Ue sugli aiuti di Stato. È illegale
sostenere una compagnia aerea inefficiente, che sarebbe dovuta finire in
bancarotta". Quello annunciato dalla compagnia low cost rischia di fare da
apripista a una serie di ricorsi in arrivo sul tavolo della commissione di
Bruxelles, che potrebbe bocciare la misura sanzionare l'Italia. E' vero che il
commissario italiano di prossima nomina al posto di Franco Frattini (si fa il
nome di Antonio Tajani di Fi) avrà la delega ai Trasporti ma, nota l'Udc Rocco
Buttiglione, su quella poltrona "rappresenterà l'Europa e non il governo
italiano". Intanto, a Bruxelles si attendono chiarimenti entro dieci
giorni da Roma, poi arriverà il verdetto. Ma il Wall Street Journal non ha
dubbi: "Il prestito ha tutta l'aria di un aiuto di Stato, la Commissione
Ue può e deve respingere". Nel caso di un no al prestito, il premier in
pectore Silvio Berlusconi potrà sfidare le sanzioni europee o piegarsi alla
nomina di un commissario, che è l'unico appiglio per giustificare l'esborso,
senza che ci sia un compratore certo in sala di attesa. Il passaggio attraverso
un commissario potrebbe risultare gradito anche alla cordata italiana. La
partita è complessa e ancora è tutta da giocare. Di fronte alle incognite che
condizionano il destino di Alitalia, il finanziere
Bruno Ermolli si muove con grande prudenza per conto del Cavaliere nella
ricerca degli imprenditori disponibili a comprare la compagnia con l'aiuto di
un vettore internazionale, che allo stato attuale sembra essere Aeroflot perché
tutte le altre grandi compagnie europee si sono ormai tirare indietro. Ci
sarebbe la Lufthansa, già ora alleata con Carlo Toto di Air One, ma i tedeschi
sono più interessati a sfruttare lo scalo di Malpensa che ad accollarsi Alitalia. Per ora, c'è la disponibilità del patron di
Fondiaria, Salvatore Ligresti, e c'è l'interessamento di Marco Tronchetti
Provera. Alla cordata potrebbero unirsi anche i Benetton. Anche se Luciano
Benetton frena: "Alitalia la momento non ci
interessa. È prematuro parlarne, prima occorre un piano industriale".
Anche se, a margine dell'assemblea degli azionisti, che ha approvato il
bilancio 2007, il presidente del gruppo di Ponzano ha aggiunto che " Oggi
che è stata ricapitalizzata non c'è un problema finanziario, che è risolvibile.
Prima di tutto, oggi c'è un problema di gestione". "Prima di
investire bisogna vedere il partner e il progetto industriale", ha
aggiunto.La questione è quella sollevata da Benetton: ora che c'è il prestito,
i potenziali soci della cordata aspettano di capire chi sarà il partner
internazionale e quale sarà il progetto di rilancio, considerando che lo scalo
di Malpensa punta separare il suo futuro da quello di Alitalia.
Anche se la missione industriale non è chiara, la cordata prende corpo ed è
aperta la caccia i nomi: secondo una tv romana, sarebbe pronto a partecipare
anche Claudio Lotito, presidente della Lazio. Ma intanto i sindacati, ricevuti
ieri alla Magliana, premono sui vertici di Alitalia
per avere dall'altra parte del tavolo un nuovo amministratore delegato a pieno
titolo con cui trattare i sacrifici imposti dalla crisi. Il primo passo è
l'impegno a evitare scioperi e proteste, che aggraverebbero la situazione:
"Assicuriamo la certezza di tutti collegamenti previsti per la stagione
2008", annunciano le nove sigle presenti in azienda. E sono in arrivo
anche i primi tagli: nei prossimi mesi, resteranno a terra 37 aerei, numero che
coincide con quello del piano Air France. Quanto al prestito, i sindacati non
vedono problemi in arrivo ad Bruxelles perché serve a garantire i collegamenti
nazionali e sarà ripagato a tassi di mercato. Così la pensa il leader del Pd,
Walter Veltroni, che dice: "Il prestito? Non c'è nulla di illegale.
L'Europa se ne renderà conto". Nella serata di ieri il consiglio di
amministrazione di Alitalia ha preso atto del ritiro
dell'offerta di Air France-Klm. Il Cda di Alitalia,
spiega una nota della compagnia, "ha proceduto ad esaminare la posizione
economica, finanziaria e patrimoniale della società, evidenziando che, come più
volte reso noto in passato, la ricapitalizzazione di Alitalia
da effettuarsi in tempi brevi rappresenta una condizione essenziale per
assicurare una prospettiva duratura di continuità operativa". Michele
Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 25/04/2008 ' 25/04/2008 benetton frenasulla
cordataLa compagnia al momento non ci interessa. È prematuro, prima occorre un
piano industriale Luciano benettonimprenditore 25/04/2008 l'invitoA Palazzo
Grazioli c'erano anche Gianni Letta e Fedele Confalonieri 25/04/2008.
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Dubbi europei sul
maxiprestito, il Cavaliere attacca Bruxelles: è la cosa
giusta, non createci difficoltà Alitalia, lite
Berlusconi-Ue L'Fmi al nuovo governo: non fermate il risanamento ROMA - Scontro
tra Berlusconi e la Ue su Alitalia. C'è infatti poco tempo per
convincere la Commissione europea che tutte le carte sono in regola per
l'emissione del prestito ponte per Alitalia.
Si tratta di dieci giorni lavorativi: la scadenza è dettata da Bruxelles che ha
messo nero su bianco la richiesta di chiarimenti. Dura replica di Berlusconi:
"Non createci difficoltà, questa è la cosa giusta". Intanto l'Fmi
consiglia al nuovo governo di "non fermare il risanamento" già
avviato. D'ARGENIO, IEZZI, MANIA E PETRINI ALLE PAGINE 2, 3, 26 E 27.
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il
presidente Petruccioli: l'azienda ha bisogno di un amministratore indipendente,
il Tesoro ceda il controllo "Rai, bilancio in pareggio
ma serve una riforma" ALDO FONTANAROSA ROMA - Se Alitalia soffre,
la Rai invece recupera. Claudio Petruccioli annuncia un bilancio in
"sostanziale pareggio" per il 2007. "Avremo una perdita di 3 o 4
milioni al massimo", calcola il presidente della tv di Stato, ben lontani
dai 45-50 che si temevano. Eppure, malgrado i conti tengano, Petruccioli
invoca una riforma. Basterebbe una legge di tre righe, assicura, per cambiare
la Rai. La prima novità sarebbe togliere la proprietà della televisione
pubblica dalle mani del Tesoro e del governo, anche per frenare gli appetiti
dei partiti. E sarebbe certo una svolta aumentare i poteri del direttore
generale. Oggi le sue volontà, per realizzarsi, hanno bisogno dei voti dei
consiglieri di amministrazione, ogni giorno ad ogni delibera. Serve - chiede
invece Petruccioli - un amministratore che agisca in autonomia dal consiglio,
fino a quando ne ha la fiducia. Petruccioli espone le sue tesi in un
"libretto bianco" di 24 pagine mentre vede la fine del suo mandato:
il presidente della Rai e l'attuale consiglio di amministrazione scadono il 31
maggio. Chi dopo Claudio Petruccioli alla presidenza? L'attuale legge stabilisce
che il nome venga proposto proprio dal Tesoro. La prima mossa, dunque, spetterà
a Tremonti, una volta al ministero. Ma il designato alla presidenza avrà poi
bisogno del via libera di entrambi gli schieramenti politici nell'arena della
commissione parlamentare di Vigilanza. A luglio 2005 Petruccioli - già senatore
dei Ds - ottenne l'unanimità dei voti dalla commissione di Vigilanza. Per
questo resta oggi il principale candidato a succedere a se stesso. In ogni
caso, pur essendo in corsa, Petruccioli non strizza l'occhio al futuro governo,
anzi. Il suo "libretto bianco" propone 2 riforme - sulla proprietà
Rai e i poteri del direttore generale - gradite a Gentiloni e Veltroni. Nelle
ultime 5 settimane del mandato, però, Petruccioli e l'attuale direttore Cappon
incroceranno comunque gli umori del nuovo esecutivo. Tra una o due sedute,
questo vertice aziendale dovrà decidere le sorti dell'ex capo di Rai Fiction
Saccà, uomo di Berlusconi, travolto dallo scandalo intercettazioni. La scelta
se allontanare o meno Saccà cadrà nel momento di passaggio da una fase politica
ad un'altra.
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia L'offerta
del Cavaliere a Montezemolo Berlusconi gli propone un ministero. E nasce l'asse
con Marcegaglia Colazione a palazzo Grazioli con il vecchio e il nuovo leader
di Confindustria In gioco il dicastero dello Sviluppo economico. Per ora solo
smentite ROBERTO MANIA ROMA - Silvio Berlusconi invita a colazione Emma
Marcegaglia e offre un posto di ministro a Luca di Montezemolo. Accade a
palazzo Grazioli, residenza romana del premier in pectore. A tavola,
all'inizio, sono solo in quattro: il Cavaliere, il suo braccio destro Gianni
Letta, la giovane imprenditrice mantovana che guiderà la Confindustria nel
prossimo quadriennio e il direttore generale di Viale dell'Astronomia, Maurizio
Beretta. Montezemolo arriva più tardi da Torino, dov'era per l'assemblea della
Fiat. Ma giunge in tempo. La colazione prosegue. Poi Berlusconi e Montezemolo
si appartano e parlano tra loro, da soli, fitto fitto. "Abbiamo discusso
di questioni internazionali, di Tony Blair che è in Italia come inviato del
Quartetto per il Medio Oriente...", diranno. Ma è durante quel colloquio
che il Cavaliere prova a giocare la sua carta, forse "la sorpresa"
che ha più volte annunciato, prima della sua salita al Colle con la lista dei
nuovi ministri: Montezemolo, l'immagine di un'Italia vincente e con tanti
legami internazionali, nella sua squadra di governo. Un'offerta reiterata
perché l'avrebbe voluto già con sé - è noto - la volta scorsa. Non gli chiede
una risposta immediata. Lo invita a rifletterci e a parlarne poi a tu per tu
con Gianni Letta, questa volta a cena. Difficile che Montezemolo possa
accettare. Eppure per l'uomo della Ferrari, che ormai è solo formalmente il
presidente della Confindustria per ancora meno di un mese, ci sarebbe il posto
da ministro per lo Sviluppo economico, un tempo il ministero dell'Industria.
Chi meglio di lui, diventato nel tempo così politicamente sensibile? E poi non
dovrà essere questa una legislatura di "decantazione", per dirla con
il prossimo ministro dell'Economia, Giulio Tremonti? E allora perché non
copiare l'amico Nicolas Sarkozy che si è messo in squadra il socialista Bernard
Kouchner, in un posto chiave come quello del ministro degli Esteri? Dimenticare
Vicenza, insomma, per il nostro Cavaliere. Lo scontro clamoroso del 2006, tra
imprenditori self made, quelli del lombardo-veneto, e l'establishment
confindustriale, quello del "capitalismo di relazione". Ora a Viale
dell'Astronomia c'è la "post-ideologica" Marcegaglia (secondo la
definizione di Maurizio Sacconi, senatore di Forza Italia) che ha scelto una
squadra di medi industriali, orientati all'esportazione, lombardi e veneti,
appunto, senza cognomi altisonanti. E il Cavaliere non è più un estraneo nella
finanza che conta. Tanto più che ha deciso di giocarsi la
faccia sulla cordata tricolore per salvare l'Alitalia dal
baratro del fallimento. Su Montezemolo, Berlusconi non si è consultato con i
suoi. Almeno non pare. Ma - si sa - da quelle parti conta solo lui. L'idea,
peraltro, nel partito di Via dell'Umiltà non piace affatto, nemmeno tra i
forzisti che dovrebbero entrare nel Berlusconi ter. "Questo dovrà
essere un governo tutto di politici", spiegano. "L'ipotesi di
Montezemolo, che certo non è mai stato uno dei nostri, è destituita di ogni
fondamento", insistono. "E poi: in quota Forza Italia? Così perdiamo
la maggioranza nel Consiglio dei ministri. Per noi sarebbe una
penalizzazione". Dunque qualche riflessione l'hanno fatta, perché non
appaiono del tutto impreparati. Infatti la voce gira e rigira nei palazzi della
nuova politica pidiellina. Tanto che a metà pomeriggio arrivano, sincronizzate,
le due smentite. Prima quella di Berlusconi: "Non ho offerto alcun
ministero a Montezemolo, anzi è lui che mi ha proposto di andare a lavorare in
Fiat...". Poi quella dell'industriale: "Non abbiamo parlato di un mio
incarico". Non viene smentito invece che nel colloquio sia stata messa una
pietra tombale sull'eventualità che il leghista Roberto Calderoli possa essere
uno dei vicepremier. Questione, evidentemente, non di carattere internazionale.
Ma ieri - più nei sottintesi che nella parole - di offerta ce n'è stata anche
un'altra. Questa volta alla "lady d'acciaio" della Confindustria.
Perché dietro l'ampia condivisione degli obiettivi indicati dalla Marcegaglia
nel suo programma per il biennio 2008-2010, è sembrato prendere corpo il
progetto di un patto per la crescita sulla spinta di una campagna elettorale
vinta anche - se non soprattutto - sui temi economici e sociali, questione
salariale innanzitutto. E allora, subito la detassazione degli straordinari e
dei premi aziendali o individuali, collegati alla produttività. "Noi siamo
molto favorevoli", ha risposto il prossimo presidente della Confindustria.
La quale, ieri, ha compreso che la partita principale si stava giocando più in
là, in quel vis-à-vis tra Berlusconi e Montezemolo. In quell'azzardo del
Cavaliere che, se - come sembra - non andrà in porto, farà però riprendere dal
cassetto il progetto montezemoliano di creare un nuovo think-tank. Perché la
politica, lui, il presidente uscente, ormai, non la lascia più.
( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Sulle cordate il lungo silenzio delle banche angelo
de mattia La cordata Alitalia, questa sconosciuta, si potrebbe dire parafrasando il titolo di
un libro di un Nobel. Ci sarebbe bisogno di chiodi da infiggere nella roccia, a
cui legare la corda: fuor di metafora, le alleanze o aggregazioni
internazionali e il finanziamento bancario. E tuttavia le banche
tacciono. Intesa-SanPaolo, dopo aver mostrato attenzione per una eventuale
soluzione con un'agregazione internazionale, ha precisato che per ora nulla è
sul tavolo. Di volta in volta si chiamano in ballo la Cassa depositi e
prestiti, il Fondo F.2i, la soluzione bancaria di sistema. Torna di attualità
l'intervento a suo tempo effettuato dalle banche per il recupero della Fiat con
l'ormai famoso Convertendo. Lo citano anche quelli che lo avversarono e
contestarono alla Banca d'Italia di averne aiutato il decollo, peraltro nei
limiti delle sue attribuzioni. Nel governo di allora (2003) non mancavano forze
che avrebbero voluto il fallimento della Fiat. Il Convertendo (3 miliardi)
salvò l'impresa torinese. Oggi ciò è unanimemente riconosciuto. Poi vi è stato
l'apporto fondamentale di Marchionne. Torna di attualità anche il pur (da
molti) avversato intervento in Telecom. Si vorrebbero schemi similari per Alitalia. Ma c'è un circolo vizioso. Senza una sicura
aggregazione internazionale, un piano industriale strategico e operativo e un
management all'altezza delle difficoltà, non sono immaginabili interventi di
sistema, nemmeno forse di singole banche. Poiché oggi occorre fare i conti
innanzitutto con i bilanci, non vi è Sarkozy (con Air France) o Putin (con
l'improbabile Aeroflot) ovvero ancora pressioni da esercitare via fondazioni ex
bancarie che tengano difronte alle ragioni della redditività e dell'efficienza.
Certo, collegarsi agli interessi generali del Paese significa anche rafforzare
l'azione aziendale. Questo le banche, se non altro le più avvedute e più
attente allo sviluppo, lo sanno. Ma esse amministrano risparmio altrui, che va
tutelato. Per una loro auspicabile iniziativa occorrerebbe almeno il fumus di
essere sulla via giusta, con le alleanze e con i programmi, per dare una valida
prospettiva alla compagnia. Ciò soprattutto in considerazione del finanziamento
ipotizzato, nell'ordine di 1,5-2 miliardi. Ma siamo, purtroppo, ancora lontani,
mentre il tempo si è fatto breve. L'opinione.
( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Niente rinnovo del contratto, a terra 400 hostess I sindacati pronti
ai sacrifici, ma chiedono un nuovo piano per avviare il confronto / Roma ro.ro.
A TERRA Sono gli "stagionali" i primi colpiti
dalla crisi Alitalia. Gli assistenti di volo che vivono di contratti a tempo
determinato, che hanno un'età media bassa (di circa 36 anni), otto anni circa
di lavoro alle spalle, una decina di contratti a tempo determinato firmati. A
partire dal primo aprile in 400 sono rimasti a terra. Colpa del piano
Prato, del mancato ingresso di Air France, di una trattativa protattasi più del
dovuto, della natura del contratto. A tempo determinato, appunto. Che, secondo
il sindacato Avia, Alitalia non ha rinnovato. Per
loro, come ha spiegato il presidente Antonio Divietri, "non ci sono la
cassa integrazione per quattro anni, più due di mobilità, accompagnati dal
Fondo di solidarietà e sostegno al reddito". La loro uscita non farà
scalpore. In realtà era già stabilità. Il piano Prato, quello della
sopravvivenza di Alitalia, varato nell'ottobre scorso,
prevedeva che a partire dalla stagione estiva, che per il trasporto aereo parte
dalla primavera, 24 aereomobili fossero messi a terra. Con loro anche 400
assistenti di volo. "Ma la misura non è stata discussa - ha spiegato
Divietri -. Di solito questi esuberi si concordano, cercando di favorire uscite
dolci, magari con prepensionamenti o cassa integrazioni. Ma questo non è stato
possibile". Colpa di un tira e molla sulla sorte della società durato
mesi, dell'incertezza sull'azionariato. E la situazione potrebbe peggiorare.
Nel corso della riunione di ieri tra sindacati e azienda, sarebbe emerso,
secondo i piloti dell'Anpac, che nell'arco del 2008 la compagnia metterà a
terra 37 aerei. E cioè lo stesso numero di macchine previsto dal piano di Air
France-Klm, escludendo i 5 aeromobili del settore cargo. In totale si
tratterebbe di 16 Md80, 4 Atr, 14 Embraer e 3 Boeing 767. "Questo - ha
dichiarato il Fabio Berti presidente dell'Anpac - è un elemento preoccupante
perché il piano franco-olandese era appositamente strutturato nell'ottica
dell'alleanza. Ora è - ha osservato - quanto meno strano che il numero di aerei
a terra possa coincidere con quello previsto nell'ipotesi del piano Prato stand
alone". "Siamo coscienti che nell'affrontare la fase contingente ci
sarà bisogno di fare dei sacrifici, lo sappiamo perfettamente e siamo disposti
a farli" ha detto il segretario generale della Filt-Cgil, Fabrizio Solari.
"È chiaro - ha continuato Solari - che dovremo affrontare un piano
esuberi, e lo faremo: ma serve un piano, dobbiamo sapere a che serve, e dove
porta l'azienda. Non possiamo discutere di sacrifici inutili". Per questo
i sindacati, nell'incontro di ieri con l'azienda hanno chiesto al più presto la
nomina di un nuovo amministratore delegato. Figura, questa, che manca dal 2
aprile scorso da quando cioè l'ex presidente, Maurizio Prato, ha rassegnato le
proprie dimissioni ed è stato nominato Aristide Police presidente, rimasto però
amministratore non esecutivo. Un'esigenza, quella di procedere alla nomina di
un nuovo amministratore, che, secondo quanto hanno riferito i sindacati, è
condivisa dallo stesso Police.
( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
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Stai
consultando l'edizione del Alitalia, l'altolà
della Ue Dubbi sul prestito: è un aiuto di Stato? Ricorso della Ryanair
All'Unione Europea non piace il prestito da 300milioni che il governo ha
concesso ad Alitalia per non farla
affondare definitivamente. Dalla Commissione ieri a Palazzo Chigi è arrivata
una lettera molto dura. A Bruxelles temono che quel prestito, fatto per dare tempo al futuro
governo Berlusconi di mantenere la promessa di salvare la compagnia di bandiera
dopo l'addio di Air France, sia in realtà un aiuto di Stato. Quindi lesivo
della concorrenza e come tale vietato. Non a caso alcune compagnie aeree, prima
di tutte Ryanair, sono pronte a fare ricorso. Berlusconi chiede alla Ue di non
creare difficoltà. Ma intanto la crisi Alitalia si fa
sentire: ci sono già 400 hostess rimaste senza lavoro. R. Rossi a pagina 2.
( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
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l'edizione del Fmi al nuovo governo: avanti col risanamento Per il Fondo
monetario servono azioni rapide per salvaguardare i risultati raggiunti nel
2007 di Laura Matteucci / Milano L'INVITO Il governo prossimo venturo dovrà
mettere in cantiere "azioni rapide" per evitare un deterioramento dei
conti pubblici e "salvaguardare" i risultati raggiunti nel 2007. È
l'invito, che sottende qualche preoccupazione, pubblicamente espresso dal
direttore delle rela- zioni esterne del Fondo monetario internazionale, Masood
Ahmed. La preoccupazione ha fondamento. "Nel corso del 2007 - aggiunge Ahmed
- ci sono stati buoni progressi anche se ottenuti principalmente sul versante
delle entrate". Ma, attenzione: i primi numeri sul 2008 sono meno
positivi, e Ahmed mette l'accento anche sulla necessità di "riforme
strutturali per rilanciare l'economia". Il Fmi, peraltro, ha già rivisto
al ribasso le stime di crescita per il 2008: appena lo 0,3%. Comunque, presto
un gruppo di esperti dell'istituto sbarcherà a Roma per riprendere la missione
ex articolo 4 interrotta dopo la crisi del governo Prodi nel marzo scorso. Il
processo di risanamento è certificato da mesi, e al prossimo Ecofin, l'ultimo
di legislatura, l'Italia sarà fuori dalla procedura d'infrazione attivata nel
2005 per deficit eccessivo. L'Europa si è già congratulata, Bankitalia ha già
diffuso i suoi dati: nel 2007 il debito è sceso di oltre 42 miliardi, due punti
e mezzo di pil, arrivando al 104% del pil. Meglio, cioè, delle migliori
previsioni. Non solo. Il fabbisogno nel 2007 si è fermato al 2% del pil, circa
30 miliardi di euro, a fronte dei 54 dell'anno precedente, un risparmio di 20
miliardi nella gestione dello Stato. Il tutto grazie a entrate in crescita, ma
anche ad uscite sotto controllo. A confermarlo è il dato, sempre Bankitalia,
sull'andamento di entrate e uscite nel primo mese del 2008. Le entrate
tributarie di cassa a gennaio sono state di 31,2 miliardi, +10,3% rispetto ai
28,3 miliardi dell'anno prima. Nello stesso mese le spese correnti sono
diminuite del 16,2% rispetto a gennaio 2007 (18 miliardi rispetto ai 21,5 di un
anno fa). Inoltre, l'obiettivo è (ancora) quello della riduzione della spesa
pubblica fino all'azzeramento del rapporto deficit-pil entro il 2010, come da
impegni con la Ue. Adesso, "anche il Fmi riconosce il buon lavoro fatto
nei due anni di governo di centrosinistra, innanzitutto con i buoni dati sul
recupero dell'evasione fiscale", commenta il responsabile economico del Pd
Giorgio Tonini. "Al nuovo governo l'onere di salvaguardare i progressi
realizzati e di renderli strutturali". Pronti, via. Il futuro ministro
dell'Economia Giulio Tremonti ha incontrato ieri il presidente dell'Anci
(l'associazione dei Comuni) Leonardo Domenici, e in una nota finale conferma lo
slogan del programma elettorale: "Totale eliminazione dell'Ici dalla prima
casa, senza oneri per i Comuni". In realtà, l'abolizione dell'Ici cui sta
lavorando Tremonti non dovrebbe riguardare ville e case di lusso. Per la Lega,
che conferma l'impostazione e stima un'operazione da 1,7-2 miliardi, si può
pensare a una compensazione delle minori entrate per i Comuni con un aumento
della compartecipazione Irpef. Perchè lo slogan è bello, ma le entrate dei
Comuni sono sacre. Il Fmi non entra nei dettagli, ma
suggerisce "rapide azioni", dice sempre Ahmed, e sottolinea
l'importanza delle liberalizzazioni. Invitabile, un commento su Alitalia: la soluzione della crisi dovrà basarsi sulle "regole di
mercato", evitando il ricorso ad aiuti di Stato, e deve rispettare le
regole della concorrenza dell'Unione europea.
( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Alitalia, tutti contro il prestito
ponte La Ue solleva dubbi, le compagnie ricorrono. Berlusconi attacca
Bruxelles. Il cda: ricapitalizzazione subito di Roberto Rossi / Roma AIUTO DI
STATO Tutti contro Alitalia. O, meglio, tutti contro il prestito ponte da 300 milioni
concesso dal governo per salvare la compagnia di bandiera. Un
finanziamento che sta diventando un caso politico in Europa tra minacce di
ricorsi e richieste di chiarimenti. E che rende il futuro dell'azienda della
Magliana ancora più nebuloso. I primi dubbi sulla natura del prestito li ha
sollevati la Commissione europea. "Abbiamo dubbi sulla natura della misura
e vogliamo capire meglio alcuni dettagli. In particolare, vogliamo sapere se si
tratta di un'operazione commerciale o sono coinvolti degli aiuti di Stato"
ha detto Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai Trasporti, Jacques
Barrot. Per questo la Commissione ha inviato una lettera, datata 24 aprile, dai
"toni duri" a Palazzo Chigi. Intimando, entro dieci giorni
lavorativi, di far conoscere a Bruxelles le motivazioni che hanno portato alla
decisione del prestito ponte per Alitalia. E nel caso
in cui le spiegazioni richieste, che il governo si è impegnato a dare seguendo
"le procedure del trattato", non arrivassero o fossero ritenute
insoddisfacenti la Commissione europea si riserva di ingiungere all'Italia la
sospensione del prestito. Il che vorrebbe dire fallimento e commissariamento
per il gruppo italiano. Ma la commissione europea non è l'unico ostacolo da
superare. Contro la misura decisa dall'esecutivo ieri si sono schierate alcune
compagnie aeree concorrenti di Alitalia. Prima fra
tutte Ryanair, che ha annunciato l'intenzione di sollevare una protesta formale
a Bruxelles: "L'ultimo salvataggio da 300 milioni di euro di Alitalia è una beffa alla normativa Ue sugli aiuti di stato.
Sostenere un'aerolinea nazionale inefficiente, che sarebbe dovuta finire in
bancarotta, tempo fa è semplicemente illegale", ha tuonato il direttore
legale della compagnia low cost, Jim Callaghan. Anche l'inglese British Airways
e la svedese Sas hanno minacciato un ricorso. "Vigileremo da vicino la
situazione, per essere sicuri che le norme europee sugli aiuti di Stato vengano
scrupolosamente rispettate", ha commentato un portavoce della compagnia di
bandiera britannica. Si è mosso addirittura il Fondo monetario internazionale,
che ha invitato a trovare una soluzione rispettosa delle regole di mercato in
generale e dell'Unione europea in particolare. Le accuse e i ricorsi non hanno
intaccato l'ottimismo di Silvio Berlusconi. "Adesso la fanno difficile -
ha detto il leader del Popolo delle libertà -. Ma io non sono preoccupato,
quella del prestito è l'unica cosa da fare. Alitalia
non si poteva far assorbire dai francesi. L'Unione europea deve aiutare le cose
giuste e non fare difficoltà". Più chiaro il leader del Partito
democratico Walter Veltroni: "Non c'è nulla di illegale in questo
prestito". L'Europa deve rendersi conto che "la perdita di posti di
lavoro potrebbe avere effetti sociali molto pesanti" per l'Italia. Alla
Magliana, dove ieri si è riunito il consiglio di amministrazione, lo sperano.
Ma il prestito da solo non basta. Ad Alitalia, secondo
il cda, serve anche "una ricapitalizzazione da effettuarsi in tempi
brevi". Quanto servirebbe? A gennaio Alitalia
aveva chiesto 750 milioni di euro. Ma nell'ottica di una alleanza con Air
France. Che però non c'è più. E "allo stato non sono pervenute altre
manifestazioni di interesse da parte di altri soggetti finanziari o industriali".
( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
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l'edizione del Rutelli contro il caro-casa: "100 euro al mese per i
mutui" Il candidato Pd a Roma: è la prima cosa che farò Veltroni: la città
ha bisogno di un sindaco con la schiena dritta di Mariagrazia Gerina / Roma A
POCHE ORE DAL VOTO, Rutelli prova a variare il registro di una campagna
elettorale ormai sovrastata da giorni dal botta e risposta sulla sicurezza.
"Un problema reale, non solo a Roma, pensate alle notizie che arrivano in
queste ore da Milano... Se sarò eletto dovrò occuparmene molto
seriamente", ripete Rutelli. E però: "Si parla troppo poco delle
risposte positive per questa città", lamenta, accendendo immediatamente i
riflettori anche su un altro fronte, la casa. Nella capitale per molte famiglie
è il vero nodo della vita quotidiana. "Ci sono tante giovani coppie e
famiglie che rischiano di essere strangolate dal caro mutui", ricorda il
candidato sindaco del centrosinistra, pensando a quanti hanno un reddito sotto
ai 40mila euro e fanno fatica a stare dietro ai pagamenti, perché hanno
contratto un mutuo al 2,5% nel 2003, salito adesso al 4,6%. È a loro che
Rutelli promette di andare incontro con "una proposta forte": per
ogni mutuo stipulato a tasso variabile - spiega - il Comune verserà una cifra
tra i 1300 e i 1.400 euro l'anno, circa 100 euro al mese. Grazie a un fondo di
100 milioni istituito con i risparmi della pubblica amministrazione. "Una
misura che adotterò immediatamente se sarò eletto sindaco", promette
Rutelli, che, proprio nel giorno in cui il suo avversario al fianco di
Berlusconi ha chiamato i romani per una "festa di addio all'Ici",
rivendica la "battaglia fatta insieme al governo Prodi" grazie alla
quale "i cittadini pagheranno tra un mese 140-150 euro in meno di
Ici". E poi ricorda il piano di 20mila alloggi di edilizia popolare e a
canone agevolato che il Comune si è impegnato a realizzare per le famiglie più
in difficoltà. A cui aggiunge la proposta sui mutui rivolta al ceto medio.
"Bene, finalmente qualcuno mostra di avere chiaro come si fa ad aiutare le
famiglie", approva il presidente della Federconsumatori. Che il tema sia
cruciale è chiaro. Anche Alemanno prova a cavalcarlo, promettendo a chi vive
nelle case popolari di poter acquistare al riscatto la propria abitazione senza
pagare nulla di più. "Ma non si può fare", gli risponde il presidente
dell'azienda (regionale e non comunale, per altro) che gestisce gli alloggi
popolari: "E poi con i canoni che pagano gli inquilini ci metterebbero
1000 anni ad acquistare casa". "Spero che la campagna elettorale
svegli i romani e faccia capire loro che bisogna guardare al futuro",
rivendica poi Rutelli, mettendo sul tappeto gli altri temi più urgenti. Dall'Alitalia: "Se va in crisi Fiumicino per Roma è come se andasse in
crisi la Fiat". All'alleanza che si profila a destra: "tra la Lega,
che si è messa di traverso, e Alemanno, che con la sua posizione sempre più di
destra missina ci fa tornare al passato", scandisce Rutelli, appellandosi
all'"orgoglio dei romani". Ed è a quello che si appella anche
Veltroni. "Questa città - dice, pensando non solo ad Alitalia
- ha bisogno di un sindaco a schiena dritta, se vince la destra l'orologio
della capitale tornerà indietro di 17 anni", si accalora l'ex sindaco,
prospettando per la sua città uno scenario da 1992: "Prima di Rutelli Roma
era senza anima e progetti". E poi c'è il passato ancora più inquietante,
evocato anche alla vigilia del 25 aprile da Buontempo e Romagnoli, alleati di
fatto di Alemanno, pronti a restare a casa oggi (una festa da cancellare per la
Fiamma) e poi a offrire domenica nell'urna al candidato sindaco del Pdl i
55mila voti conquistati da La Destra. Segnali funesti, che inquietano anche
l'elettorato moderato dell'Udc. "La destra estremista e antisemita
rappresenta, oggi come ieri, un elemento di grave pericolo per la vita delle
istituzioni, che va contrastato attraverso una larga partecipazione alla vita
democratica e a tutte le scadenze elettorali", ricorda il segretario
Lorenzo Cesa. Parole che suonano come un appello. E che Storace corre malamente
a censurare: "L'Udc è venuta allo scoperto, vuole far vincere la
sinistra". Di certo contro la destra la sintonia è forte. Forse perché
"la storia non si può cancellare", come ha ricordato ieri Rutelli a
Primo Piano, difendendo l'accordo con la Sinistra e spiegando che: "Il
voto di domenica non è sul Ventennio, ma vale comunque contro il rischio di
tornare indietro". Cambiare - dice - fa parte della democrazia: "Ma
Roma non sceglierà di cambiare in peggio". Quanto a lui - assicura - di
voglia di fare il sindaco ne ha ancora tanta: "Non si vede?".
( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
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l'edizione del Risale Unicredit La Borsa di Milano ha archiviato la seduta in
rialzo nonostante un avvio negativo: Piazza Affari ha invertito la tendenza
nella seconda fase e ha confermato l'indirizzo rialzista dopo l'apertura
positiva di Wall Street. Il bilancio finale ha visto il Mibtel salire dello
0,31% a quota 25.445 punti, mentre l'S&P/Mib e l'All Stars hanno chiuso
rispettivamente a +0,48 e -0,23%. Fiat ha piazzato un progresso del 3,17% a quota
13,974 euro . Unicredit, dopo il forte ribasso della vigilia, ha piazzato un
+3,21% a 4,79 euro per azione. Tra gli altri finanziari, Intesa Sanpaolo
+0,29%, Mediobanca -0,23%, Mediolanum -0,08% e Generali ha chiuso in calo dello
0,21%. Telecom Italia invariata a 1,325 euro. Eni ha
recuperato nel finale chiudendo meglio del comparto di riferimento a livello
internazionale: -0,33%. Tra gli altri energetici, Enel +0,46%. Alitalia ha perso il 3,25% (0,58 euro). Boom di Pininfarina che ha piazzato
un +38,58%.
( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
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l'edizione del "Roma deve ritrovare il suo orgoglio" Francesco
Rutelli al Tg1: "Se va in crisi Fiumicino, per Roma è come se andasse in
crisi la Fiat per Torino". Oggi i concerti di chiusura della campagna
elettorale di Dora Marchi Qui parlano i fatti. Che raccontano, in questi
quindici anni, di una gestione che ha rilanciato Roma; una gestione che
"quando ero Sindaco anche Berlusconi non mancava mai di lodare",
spiega Walter Veltroni. E su questo anche Rutelli punta molto: "Spero che
la campagna elettorale che sta per chiudersi svegli i romani e faccia capire
loro che bisogna guardare al futuro e che non si può ritornare al passato"
afferma, ospite del Tg1. Poi, a proposito della vicenda Alitalia, sottolinea che "se va in crisi Fiumicino per Roma è come
se andasse in crisi la Fiat per Torino". Secondo Rutelli, purtroppo con
"l'alleanza tra la Lega che si è messa di traverso e Alemanno, che ha una
posizione di destra missina, estrema, con Storace e Rauti, quello che abbiamo
visto nel passato sta riaffiorando. Ci impone di risollevare l'orgoglio
di Roma". Lo stesso orgoglio sul quale, anche Nicola Zingaretti, punta per
confermare una Giunta di centro sinistra in Provincia: "Bisogna andare
tutti a votare perché è importante impedire che torni quella classe dirigente
di centrodestra che, solo fino due anni e mezzo fa, faceva gli affari con Lady
Asl". "Un bambino che nasce ora - aggiunge Zingaretti - fino a quando
avrà 30 anni dovrà pagare i debiti che la destra ci ha lasciato alla Regione
Lazio. Permettergli di ricominciare sarebbe una follia, anche perché vorrebbe
dire meno soldi per il lavoro, le infrastrutture, le politiche sociali, meno
speranze quindi per il futuro dei nostri figli". A sostenerli, ancora una
volta, Sabrina Ferilli, in prima linea durante tutta la campagna elettorale.
Che sul palco del teatro Vittoria, dove sta parlando Veltroni, lancia il suo
appello: "Sono fiera di essere romana: in questi anni abbiamo avuto due
ottimi sindaci e io non so fare filosofia, ma rispetto alle cose che ho sentito
dire da Alemanno mi sento Schopenauer...". Filosofi a parte, oggi è la
death line per il ballottaggio. E non mancano iniziative: alle
( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
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l'edizione del Fiumicino, meno code con il nuovo Terminal T5 per i voli in Usa
e Israele Presentata la nuova struttura che consentirà di ridurre il carico di
passeggeri dal Terminal internazionale di Gioia Salvatori DEBUTTO il 3 maggio,
tester il volo 071 della Delta Airlines per Atlanta. Sarà il primo a partire
dal nuovo Terminal 5 dell'aeroporto di Fiumicino, nuovo molo partenze
internazionali dedicato esclusivamente ai voli sensibili. Una scatola blu con
interni arancioni, blu, beige, di 14mila metri quadri in cui si trasferiranno,
dal Terminal C, l'American Airlines, la Continental, Delta, United e US Airways
e l'israeliana El Al a partire dal 3 maggio. Obiettivo: liberare il Terminal C,
per ora, di 1 milione di passeggeri all'anno (il T5 può accoglierne fino a 3
milioni), alleggerire il Bhs, il nastro di smistamento bagagli assurto agli
onori della cronaca la scorsa estate per il suo malfunzionamento, e migliorare
le condizioni di lavoro degli handling (lo spazio smistamento bagagli è doppio
rispetto all'attuale). Il Terminal 5, infatti, è dotato di un suo piccolo Bhs
dalla capacità di 1800 bagagli all'ora, oltre che di 50 banchi per il check-in,
a fronte dei 36 di cui godono le stesse compagnie nel Terminal C. Una
succursale del Terminal C, insomma, più accogliente rispetto agli spazi
riservati a queste compagnie nella "sede centrale". Porta d'ingresso del
T5 è un'ampia sala per il profiling (prime interviste al passeggero per
questioni di sicurezza), segue un'area accoglienza (check-in/biglietteria) e
un'area controlli/passaporto dotata, oltre che di un naso per l'esplosivo, di
una pedana elettronica per il controllo delle scarpe che rileva anche eventuali
differenze tra le due calzature. Qui ci sono anche due porte per il fast track
dedicate a viaggiatori frequenti e business class. Secondo le stime per i
viaggiatori che passano dal T5 il tempo per le operazioni di ceck-in e
controlli passa dagli attuali 90 minuti medi a 30. Finiti i controlli trasporto
al satellite ovest con navetta.. Il T5, dotato anche di un parcheggio, è
raggiungibile con navetta dal terminal C o direttamente con auto, bus o taxi.
Sorge negli ex magazzini Cargo, da anni in stato di abbandono. Su nuovo
terminal, dotato anche di propri mezzi per il trasporto dei disabili, Adr ha
investito 12 milioni di euro. Il suo funzionamento nell'area ex cargo,
tuttavia, è transitorio. Infatti nel 2011 sarà pronto il nuovo molo C dedicato
ai voli internazionali. A presentare le caratteristiche strutturali della nuova
aerostazione sono stati il direttore centrale Operazioni e Sviluppo
Infrastrutture di Adr, Franco Giudice, ed il direttore Enac dello scalo di Fiumicino,Vitaliano
Turrà. "A prescindere dal destino di Alitalia, con la compagnia di bandiera o altre, la gente viaggia - ha
detto Giudice - dunque era indispensabile alleggerire il Terminal C visti i
numeri sulla crescita dell'aeroporto e il sovraffollamento, soprattutto nelle
prime ore del mattino, del TC". Per via del fuso, infatti i voli
per gli States sono concentrati tra le 7 e le 13. Rispetto al traffico, poi, i
passeggeri veicolati su Fiumicino dalle compagnie americane che andranno al T 5
sono cresciuti, nell'ultimo anno, del 17,9 % rispetto al 2006. Altra novità lo
spostamento, dal I maggio, degli arrivi Schengen dal Terminal B al terminal A.
Tutto per meglio fronteggiare l'aumento dei passeggeri attesi, già per oggi e
domani, in 120mila al giorno.
( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
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l'edizione del GIOVANNA MELANDRI Il ministro teme lo smantellamento "Folle
abolire il ministero E la legge sui diritti tv favorisce la competizione"
"Non sono ancora al governo, e hanno già fatto saltare
la trattativa per l'Alitalia, offeso ministre spagnole e minacciato giornaliste russe. Ora ci
mancava anche l'abolizione del ministero dello Sport...". Il ministro per
le Attività sportive, Giovanna Melandri, sorride amara. Berlusconi vuole
eliminare il ministero perché, a suo dire, "la politica deve stare lontana
dagli stadi". Che ne pensa? "Penso che sia una considerazione
priva di senso. Esiste anche il ministero della Giustizia, ma non per questo ai
magistrati viene tolta autonomia. La verità è un'altra, ossia che il ministero
dello Sport è fondamentale per diffondere e aiutare economicamente lo sport,
soprattutto di base. Come abbiamo fatto noi in due anni di governo, senza
intaccare quella autonomia dello sport che riteniamo sacra". Quali risultati
avete raggiunto? "Innanzitutto, abbiamo creato un Fondo nazionale per lo
sport, poi abbiamo concesso alle famiglie la possibilità di detrarre dalle
tasse gran parte delle spese per la pratica sportiva dei figli. Infine, abbiamo
creato la legge sui diritti tv". Che non piace a Berlusconi... "Non
mi stupisce. Quel che è certo, è che noi abbiamo varato un provvedimento per
favorire una più equa distribuzione dei diritti, sul modello delle leggi già
esistenti in gran parte d'Europa. Ciò favorisce la competizione, con ottimi
effetti anche sul livello tecnico delle squadre. Lo dimostrano le squadre
britanniche, che dominano in Champions League. Non solo: parte dei diritti
andranno ai vivai e al calcio giovanile. Anche in questo caso, abbiamo
valorizzato lo sport di base". Lei pensa che alla destra non interessi?
"Ne sono certa. Nei precedenti cinque anni di governo hanno tolto 450
milioni al Credito sportivo, con conseguenze pesantissime per tutto lo sport .
A loro interessa solo il calcio delle grandi, come hanno dimostrato varando lo
spalmadebiti, non a caso utilizzato anche dal Milan di Berlusconi". Se
abolissero il ministero dello sport e la legge sui diritti tv, cosa accadrebbe?
"L'abolizione del ministero sarebbe un colpo durissimo per tutto lo sport italiano,
e ci renderebbe l'unico paese europeo senza un dicastero apposito. Quanto alla
legge, ricordo che il Libro bianco della Ue invita gli stati membri a favorire
la competizione tra i club, diminuendo la differenza di ricavi". l.d.c.
( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
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l'edizione del Presidente della Camera, Veltroni accusa Fini Il leader Pd: un
candidato con quel ruolo non può insultare, è il peggio della politica di Bruno
Miserendino / Roma NESSUNO si aspettava carezze, tantomeno Veltroni. Ma ormai è
chiaro che il ballottaggio di domenica a Roma sta diventando una battaglia un
po' feroce che pe- sa non solo sulle sorti e le dinamiche interne del Pd ma
anche sui futuri rapporti tra maggioranza e opposizione. Scambi di accuse
pesanti, attacchi un po' sopra le righe, stanno avvelenando il clima e il Pd
non vuole incassare senza reagire. Che dialogo avere con questa Destra?
Indicativa, ieri, una frase di Veltroni sul leader di An, candidato presidente
della Camera: "Mi hanno colpito le cose dette da chi si candida a
ricoprire il ruolo che fu di persone come Pertini e Nilde Iotti".
"Fini - attacca Veltroni - ha detto che Rutelli è una salma e che bisogna
fargli una pernacchia, questo è quando la politica mostra il peggio di sè, il
suo volto meno positivo e raccomandabile". Poichè, appunto, il volto
"meno positivo e raccomandabile" sarà il presidente della Camera,
bisognerà capire che atteggiamento prendere. E le parole di Veltroni indicano
che il dialogo non solo non parte, ma potrebbe anche non partire mai. Perchè
fare aperture di credito a chi nemmeno si sforza di usare il bon ton nei
confronti degli avversari? "Non solo - ragionano al Pd - Berlusconi si
rifiuta di dare la presidenza di una Camera all'opposizione (come avrebbe fatto
il Pd se avesse vinto), non solo non viene candidata una persona con una storia
sia pur vagamente super partes, come ha chiesto Casini, ma ora si dovrebbe far
finta di nulla di fronte a un leader che insulta gli avversari". Il succo
è che il Pd prepara un'accoglienza a Fini diversa da come avrebbe potuto
essere. D'altra parte i buoni rapporti di un tempo tra il leader di An e
Veltroni sono svaniti in campagna elettorale quando Fini gli ha dato del
pensionato, perchè il leader del pd percepisce l'indennità che spetta a chi è
stato parlamentare europeo. Ieri Berlusconi ha detto che aveva già rispedito
Veltroni in Africa e che si preparava a rimandare Rutelli sul motorino. Il leader del Pd ha risposto attaccando il futuro premier su Alitalia ("doveva italianizzarla, la vogliono vendere
all'Aeroflot") qualificando l'atteggiamento di Berlusconi come
"irresponsabile". Ha anche risposto all'accusa di
"furbone", per essersi accaparrato i meriti della firma della
Costituzione europea. "Chiami Letta e si faccia spiegare come sono
andate le cose". E quanto alla battuta del Cavaliere sull'Africa si sa
cosa si pensa al loft: "È una terra in cui Berlusconi non saprebbe cosa
fare, senza veline e maggiordomi". La partita è dura e anche il futuro delle
dinamiche interne al Pd dipende dal successo o meno di Rutelli al ballottaggio
di domenica. Peraltro, proprio nelle ultime ore, si è ufficializzata la corsa
alla carica di presidente del gruppo della Camera. Per quell'incarico ci sono
già due "disponibili". L'altro giorno si è detto pronto Bersani, ieri
è stata la volta di Soro, presidente uscente dei deputati democratici. Veltroni
non ha fatto per ora una scelta netta anche se, per equilibri interni e su
consiglio di Franceschini e degli ex popolari preferirebbe mantenere lo status
quo, ossia confermare Antonello Soro a capogruppo della Camera e Finocchiaro
alla presidenza del gruppo del Senato. Nel caso alla fine risulti si scelga
Bersani, al Senato andrebbe Luigi Zanda, che però, a quanto si dice, non
sarebbe del tutto gradito proprio ai popolari. Sia Soro che Bersani si stanno
muovendo in vista della scelta contattando un bel po' di deputati. Ma gli
eletti non hanno voglia di essere coivolti in una contesa tra anime del Pd e
tutti vorrebbero evitare conte. Tra l'altro ieri un uomo come Franco Marini ha
detto che lui a fare il presidente del Pd non ci pensa: "Io sono vecchio,
quindi voglio fare poche cose". Marini vede "un futuro radioso"
per il Pd, e molti pensano che la sua rinuncia non è definitiva. Ma anche
questo capitolo sembra legato a quello delle presidenze, partita importante
anche perchè, nell'attuale geografia politica, il ruolo del capogruppo assume
anche dal punto di vista della comunicazione politica un ruolo decisivo.
( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)
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N. 99 del 2008-04-25
pagina 3 Bilancio Sea: utili per 34,5 milioni di Redazione "Sui 34,5
milioni di euro di utili 2007 di Sea, il Comune incasserà dividendi in misura
non inferiore ai 25 milioni". Lo annuncia l'assessore Edoardo Croci che
parteciperà come delegato del sindaco Letizia Moratti all'assemblea degli
azionisti di Sea convocata per lunedì. La decisione del Comune, principale
azionista della società di gestione aeroportuale con l'84,56 per cento, di
incassare la parte di utili, ha spiegato Croci, "è stata presa in una
logica di prudenza, considerando i traumi che la vicenda Alitalia può comportare per Sea. Siamo fiduciosi sulle capacità
dell'azienda di farvi fronte, ma siamo consapevoli che ci sarà un 2008 che
peserà sul bilancio". Un bilancio, ha precisato "già stato costruito
in modo prudenziale". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IV - Milano
Il Pd: "Un errore" Sea, 20 milioni di dividendi nelle casse del
Comune è l'azionista di maggioranza e, all'assemblea convocata per lunedì
prossimo per approvare il bilancio, il Comune chiederà di incassare 25 milioni
di dividendi dei 34,5 di utile di Sea. Gli altri 9,5, come spiega l'assessore
alla Mobilità Edoardo Croci "saranno lasciati alla società in una logica
di prudenza, considerando i traumi che la vicenda Alitalia può comportare per Sea". Ma la capogruppo del Pd a Palazzo
Marino Marilena Adamo parte all'attacco: "Il Comune non può trattare Sea
come la sua slot machine come è avvenuto per il maxidividendo da 200 milioni
incassato da Albertini nel 2006, e poi piangere con il governo per Malpensa: è
un comportamento irresponsabile. Anni di sacrifici e i milioni stanziati
dal governo per gli ammortizzatori sociali chiedono che quantomeno il Comune
lasci in Sea tutti quei 34,5 milioni". La replica è affidata al
vicesindaco Riccardo De Corato: "Basta con la polemica banale sui
dividendi: è una proposta responsabile che viene dalla stessa Sea e noi li
investiamo in opere pubbliche".
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
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Cronaca
"Turismo in crisi il Belpaese piace di meno" Rapporto Tci: anche la
Cina ci ha superato Immagine incrinata dall'emergenza immondizia in Campania
MARINA CAVALLIERI ROMA - Sceso nella classifica delle mete internazionali,
accerchiato dai paesi emergenti, colpito da catastrofi ambientali e mediatiche,
il paese del Grand Tour oggi rischia di essere considerato non antico ma
vecchio, non più giardino d'Europa ma discarica. L'ultimo rapporto sul turismo
descrive un'Italia in crisi d'immagine che cerca di attrezzarsi per l'ennesima
sfida, incerta di fronte ad una concorrenza spietata. Un paese che però non si
arrende, deciso a combattere e dove gli stranieri continuano ad arrivare: non
tramonta il mito di Venezia, continua l'attrazione per la movida romagnola, per
i paesaggi maestosi del Trentino e quelli rassicuranti della Toscana. Parlano
chiaro le rilevazioni elaborate nel rapporto 2008 di The European
House-Ambrosetti sul "Sistema turismo Italia" realizzato con il
contributo del Touring Club, un fascio di analisi che parte da una semplice
domanda: perché un turista dovrebbe scegliere di venire qui? L'Italia ha
infatti registrato negli ultimi anni una sensibile flessione nel tasso di
crescita dei visitatori, nel 2008 è scivolata al quinto posto tra le mete
mondiali, arrivando alle spalle della Cina, nel periodo 1995/2006 il tasso
medio annuo di crescita degli arrivi in Italia è stato solo dell'1,1 per cento,
la quota sul totale mondiale si è ridotta passando dal 6,8 al 4,9 per cento.
Tendenze in un mondo in cui il viaggio diventa abitudine, spostarsi più che un
passatempo uno stile di vita: nel 2006 i flussi turistici internazionali hanno
raggiunto gli 850 milioni di persone, un esercito di viaggiatori che per
attraversare il pianeta ha speso 580 miliardi di euro e si prevede che nel 2020
i flussi mondiali supereranno gli 1,6 miliardi. In questo scenario fluido, in
un mercato aggressivo, l'Italia cerca di mantenere il suo storico primato, ma
lo fa in modo disomogeneo, con stanchezza, senza una precisa strategia.
"Le cause della crisi sono tante ma soprattutto la mancanza di un
effetto-sistema, non è uno slogan, vuol dire che manca una regia unitaria,
ognuno va per la sua strada", spiega Valerio De Molli, amministratore
delegato di European House-Ambrosetti. "Non c'è un'imprenditorialità
significativa, non c'è un progetto forte, non siamo riusciti neanche a fare un
sito, un portale del Paese, in due anni, di chi sono le responsabilità? Non si
sa. Su tutto questo arriva poi il diluvio dei rifiuti, delle mozzarelle, dell'Alitalia". Intanto, regione per regione, si cerca di mantenere la
rotta. Il più visitato dagli stranieri negli ultimi due anni è stato il Veneto
con in media 56.726.000 presenze, seguono le montagne del Trentino Alto Adige,
con 40.652.000, al terzo posto la pacifica Toscana, quarta la Romagna con le
sue città del divertimento. "Occorre dare una direzione unitaria a
tutto questo, un progetto che poi possa articolarsi in modo diverso a seconda
dei luoghi". Il turismo però rimane saldo nell'immaginario degli italiani,
un pezzo glorioso dell'identità nazionale: quasi un italiano su due infatti
dice che non gli dispiacerebbe lavorare nel turismo anche se quasi uno su
quattro afferma che i turisti sono accolti male.
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
300
mln prestito ponte Altri 300 milioni potranno arrivare ad Alitalia, attingendo
all'interno del "fondo rotativo" previsto dalla legge 46 per ricerca
e innovazione.
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
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Economia
Ue: sospendete il prestito Alitalia Berlusconi:
non ci create difficoltà British Airways, Sas e Ryanair annunciano i ricorsi
Lettera della Commissione al governo, che però andrà avanti lo stesso ALBERTO
D'ARGENIO BRUXELLES - Un nuovo nuvolone incombe sul futuro di Alitalia. Ieri la Commissione europea ha
inviato una lettera al governo italiano con la quale ha espresso seri
"dubbi" sulla legalità del prestito ponte da 300 milioni accordato
alla compagnia di bandiera. Bruxelles ha anche ingiunto a Roma di congelare i
soldi fino a quando l'esame Ue non sarà chiuso e ha fatto capire che la misura
potrebbe essere bocciata perché contraria alle regole sugli aiuti di Stato.
Eventualità letale per Alitalia, assetata di liquidità
per sopravvivere fino a quando non si farà avanti la cordata in grado di
rilevarla. Tanto che il premier in pectore, Silvio Berlusconi, è subito
intervenuto ieri per replicare: "Adesso la fanno difficile, ma io non sono
preoccupato - ha detto - è l'unica cosa da fare, l'Unione europea deve aiutare
le cose giuste e non fare difficoltà". Bruxelles ha "una serie di
dubbi sulla natura delle misure e pertanto abbiamo chiesto all'Italia dei chiarimenti",
ha annunciato Michele Cercone, portavoce del commissario europeo ai Trasporti
Jacques Barrot. Una dura presa di posizione frutto di una notte di riflessione
dopo che l'altro ieri i tecnici italiani avevano spiegato ai colleghi Ue la
misura varata dal governo. "Aiuti di stato o non aiuti di stato? Questo è
il problema", ha riassunto il portavoce di Bruxelles. Un dubbio amletico
non da poco, visto che se i 300 milioni non fossero configurabili come
"investimento privato", bensì come sostegno pubblico, sarebbero
destinati ad una sonora bocciatura in grado di spingere Alitalia
verso la bancarotta. Nel dettaglio la missiva spedita dai servizi di Barrot
invita il governo ad "informare la Commissione delle misure adottate"
entro 10 giorni lavorativi, sottolinea l'obbligo "di procedere alla
notifica" dell'aiuto e invita "le autorità italiane a sospendere la
concessione del prestito". Insomma, Roma dovrà spiegare nel dettaglio il
prestito ponte e non versare i soldi alla Magliana. In caso contrario - è la
minaccia - la Commissione potrebbe aprire una procedura d'infrazione per aiuti
di Stato illegali e addirittura "adottare un'ingiunzione di sospensione o
di recupero" dei 300 milioni. E se Roma dovesse decidere di tirare dritto,
Bruxelles potrebbe "adire la Corte di giustizia Ue". In una nota
Palazzo Chigi ha comunque assicurato che il governo "fornirà le
informazioni richieste" entro il termine e, "a garanzia della
certezza giuridica dell'intervento, espleterà le procedure previste dal
Trattato". C'è da star certi che l'analisi della Commissione sarà
rigorosa, anche perché il via libera al prestito dovrebbe reggere lo scontato
ricorso di fronte alla Corte dei concorrenti di Alitalia.
Lo ha fatto capire chiaramente Ryanair, che ieri ha chiesto a Barrot di
"fermare un ulteriore aiuto pubblico illegale ad Alitalia".
Mettono pressione sulla Ue anche British Airways e Sas: "Seguiremo la
situazione per assicurarci che le norme europee sugli aiuti di Stato siano
rispettate".
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Ieri il
consiglio di amministrazione. Police ai sindacati: entro breve termine il nuovo
amministratore delegato La compagnia lascerà a terra 37 aerei entro la fine
dell'anno Non rinnovato il contratto a 400 assistenti di volo a tempo
determinato Un solo messaggio: stringere la cinghia. Incontro con i sindacati
LUCA IEZZI ROMA - Stringere la cinghia, in attesa di una prospettiva. è stato
questo il senso del cda di Alitalia tenutosi ieri in
serata e che ha fatto il punto sugli eventi della settimana: l'abbandono di Air
France-Klm, il prestito su cui incombe il giudizio Ue, e le richieste dei
sindacati. Per il futuro il cda ribadisce: prendiamo atto "che allo stato
non sono pervenute altre manifestazioni di interesse da parte di altri soggetti
finanziari o industriali". Così il presidente Aristide Police aspetta dal
governo i 300 milioni del prestito, un a.d. che lo affianchi e maggiore
chiarezza su come dovrà procedere la privatizzazione. "La
ricapitalizzazione di Alitalia da effettuarsi in tempi
brevi rappresenta una condizione essenziale per assicurare una prospettiva duratura
di continuità operativa" dice la società, e nel frattempo la parola chiave
è "azioni di efficientamento", prendere decisioni urgenti e dolorose
per ridurre i costi: "Il management ha il mandato di predisporre una
revisione del budget per il 2008". In realtà l'incontro con sindacati ieri
è stato interlocutorio. Police ha chiarito che, svanita la prospettiva Air
France, si procederà con l'applicazione del piano di sopravvivenza messo a
punto dall'ex ad Maurizio Prato. Quello che ha deciso lo spostamento dei voli
intercontinentali da Malpensa a Fiumicino e che prevede l'individuazione di
esuberi. Nell'immediato significa da 37 aerei a terra, e subito dopo il non
rinnovo del contratto per 400 assistenti di volo a tempo determinato. Il
presidente dell'associazione dei piloti Anpac, Flavio Berti, contesta
l'eccessiva somiglianza del piano di sopravvivenza con l'assetto
che Alitalia doveva assumere fondendosi in Air France, specie sugli aerei
messi a terra: "è un elemento quantomeno strano che il numero possa
coincidere nell'ipotesi di un'alternativa di Alitalia stand
alone". Sindacati e azienda però hanno un comune impegno:
"Rassicurare i passeggeri sulla certezza che non ci saranno problemi per i
voli della prossima estate, e a migliorare qualità dell'offerta e
livello dei servizi" recita il comunicato unitario delle nove sigle
sindacali. Messaggio che nasce dall'allarme per il calo di prenotazioni.
Ulteriori discussioni sul personale i rappresentanti dei lavoratori l'hanno
rimandata a quando sarà designato un nuovo amministratore delegato con pieno
mandato dell'azionista pubblico e una strategia chiara. Cioè dopo
l'insediamento del governo. "è chiaro che dovremo affrontare un piano
esuberi. Siamo coscienti del fatto che servono sacrifici, e disponibili, ma solo
di fronte ad un nuovo piano di sviluppo" ha dichiarato Fabrizio Solari,
segratario Filt Cgil. Secondo il segretario nazionale della Sdl, Andrea Cavola:
"Non si può parlare di esuberi come di un fatto scontato se non si
considerano, per esempio, anche le possibilità di risparmio legate a consulenze
e spese non necessarie". Stimate dallo stesso Cavola in 150-200 milioni di
euro. "Si assiste al paradosso di una azienda che parla di esuberi mentre
decide una esternalizzazione di attività - insiste Cavola - giustificandola con
la mancanza di personale come in Atitech, nel settore commerciale e
dell'amministrazione".
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Ma l'Europa
dà tempo al Cavaliere Altri venti giorni per l'offerta della cordata italiana
BRUXELLES - "Per costruire un ponte ci vogliono due sponde da collegare,
una sola non porta da nessuna parte". è questa la metafora che circola
nelle stanze dei bottoni di Bruxelles per descrivere la posizione dell'Unione
europea sul caso Alitalia. Che tradotto significa: il
prestito ponte non passerà mai l'esame Ue a meno che in tempi brevi non salti
fuori la famosa cordata disposta a comprare la compagnia di bandiera. Peccato
che per metterla in piedi ci voglia tempo, proprio quello che Silvio Berlusconi
ha chiesto al presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso. Le speranze
italiane di trovare clemenza a Bruxelles si sono spente l'altro ieri.
Dodicesimo piano del quartier generale della Commissione Ue, tardo pomeriggio.
Gli emissari del nostro governo si sono presentati alla task force incaricata
di seguire il dossier Alitalia per conto del commissario
europeo ai Trasporti, Jacques Barrot. I nostri hanno illustrato il
provvedimento da 300 milioni per permettere alla compagnia di bandiera di
sopravvivere definendolo "un prestito a condizioni di mercato" vitale
per mantenere la continuità territoriale del Belpaese e per consentire la
privatizzazione del vettore. Argomenti troppo fragili, gli esperti Ue hanno
congedato la delegazione con la peggiore delle risposte: "Questo non è un
prestito che un investitore privato concederebbe, si tratta di un puro aiuto di
Stato e come tale verrà giudicato". Come dire: sarà bocciato, visto che Alitalia - lo impongono le rigidissime norme Ue - ha già
incassato soldi pubblici nel 2001 e ora se la deve cavare con le sue forze. Ma
è stato proprio questo "niet" a indicare la strada per cercare il
miracoloso via libera europeo: "Con l'offerta di Air France - è stato il
ragionamento dei funzionari Ue a corredo della bocciatura - sarebbe stato tutto
diverso, pooiché i soldi sarebbero serviti a preservare il valore dell'azienda
in vendita di fronte alla prospettiva del fallimento". Insomma, lo Stato
si sarebbe comportato come qualsiasi investitore privato che spende per salvare
il salvabile. Sfumatura colta al volo dal premier in pectore, Silvio
Berlusconi. Da Palazzo Grazioli, residenza romana del Cavaliere, è infatti
partita una telefonata diretta agli uffici di Barroso. Con una semplice
richiesta: dateci più tempo possibile per trovare una cordata che ci permetta
di presentarvi il prestito sotto luce diversa. Una via percorribile, ma con
enormi difficoltà. A Bruxelles nessuno nasconde che Barrot - in procinto di
lasciare la sua poltrona ad un italiano (quasi sicuramente Antonio Tajani) -
certo non smania dalla voglia di pronunciarsi su Alitalia. Anzi, lascerebbe volentieri la patata bollente al successore.
Ma al contempo il francese non vuole dare l'impressione di favorire Alitalia, nel mirino delle compagnie concorrenti già sul piede di guerra.
Ecco perché ieri il commissario ha inviato una durissima lettera a Roma
minacciando condanne e ingiungendo di congelare il prestito. Ma ha anche
concesso 10 giorni lavorativi per rispondere ai dubbi sulla sua legalità, che
sommati ai ponti del 25 aprile e del primo maggio dilatano i tempi fino alla
metà del prossimo mese. Dunque il miracolo si può fare seppure, come commentano
da Roma "gli spazi sono strettissimi". E anche in quest'ottica si
spiega la scelta di Salvatore Ligresti di uscire allo scoperto sulla cordata.
Ma per consentire a Tajani di dare il via libera al prestito senza esporsi a
condanne di fronte ai sicuri ricorsi delle compagnie straniere non basteranno
semplici dichiarazioni di un gruppo di imprenditori italiani. A Bruxelles
vogliono una cordata che nel giro di poche settimane sia pronta "ad
un'offerta vincolante con clausole contrattuali e tempi di realizzazione
precisi", spiegano dalla Commissione. E il fatto che sarà proprio un
italiano a proporre il verdetto finale al collegio dei commissari Ue non sarà
certo un vantaggio. (a.d.a.).
( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Nti a Roma entro 10 giorni.
Per Ryanair e altre compagnie si tratta di aiuti di Stato. Berlusconi però
replica: la Ue ci aiuti e non crei problemi. Intanto Lufthansa stringe i tempi in vista di una futura integrazione con la cordata italiana per
ridare slancio ad Alitalia. I tedeschi, secondo quanto risulta al Messaggero, si candidano
come partner industriale. Intanto da Washington il Fondo monetario
internazionale ricorda al nuovo governo italiano che dovrà intraprendere
ulteriori azioni per consolidare i buoni risultati del
( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Bruxelles
chiede chiarimenti sul prestito. La replica di Berlusconi: l'Europa non crei
difficoltà Alitalia, è scontro con
la Ue Fmi, monito al nuovo governo: proseguire risanamento e riforme.
( da "Liberazione" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
I sindacati:
"Pronti a fare la nostra parte". Ma Ryan Air farà
ricorso Alitalia, il prestito ponte? All'Ue sembra un "aiuto di Stato"
Il Cav. irritato (ma anche Veltroni) Carlo Magi L'Unione europea ha dei
"dubbi" sul prestito ponte di 300 milioni di euro che il governo
Prodi ha stanziato per non far fallire Alitalia. Così
come si aspettavano i maggiori economisti, questi soldi potrebbero essere visti
come un aiuto di Stato e quindi "vogliamo capire chiaramente se questa è
un'operazione commerciale o se ci sono degli elementi di aiuti di Stato
coinvolti: un prestito dato a tassi di interesse commerciali può ancora
costituire aiuto di Stato se un prestatore commerciale considererebbe il
beneficiario non abbastanza sicuro da non potergli concedergli il
prestito" ha spiegato Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai Trasporti,
Jacques Barrot. Un richiesta di spiegazioni che giunge tanto meno inaspettata
quando ci sono altre compagnie europee, come la Ryan Air che sollevano lo
stesso dubbio: "Sostenere un'aerolinea nazionale inefficiente, che sarebbe
dovuta finire in bancarotta, tempo fa è semplicemente illegale", ha
tuonato il direttore legale della compagnia low cost, Jim Callaghan,
annunciando che la sua compagnia farà ricorso alla Ue. Da parte sua il governo
ha assicurato che "entro dieci giorni" tutte le informazioni
richieste da Bruxelles arriveranno a destinazione. Chi non è stato certamente
contento della missiva europea, e non ha fatto niente per nasconderlo, è il
futuro premier Silvio Berlusconi: "Adesso la fanno difficile. L'Unione
europea deve aiutare le cose giuste e non creare difficoltà. - ha detto - Io
non sono preoccupato il prestito ponte era l'unica cosa da fare, anche perché Alitalia non si poteva far assorbire dai francesi. Noi
dobbiamo avere la nostra compagnia di bandiera". Con toni meno furiosi, anche
il leader del Pd Walter Veltroni ha lanciato un messaggio simile ai
"guardiani" europei: "Non c'e nulla di illegale in questo
prestito". La crisi della compagnia aerea continua comunque a essere al
centro del dibattito politico con uno schieramento, il Pdl, che con Alemanno a
Berlusconi continua a battere il taso dell'"italianità" di Alitalia e l'altro, il Pd, che con Veltroni e Rutelli
criticano le "sconsiderate" uscite degli avversari e rimarcano sulla
necessità di "salvaguardare i posti di lavoro" a Fiumicino come nel
resto d'Italia. Intanto però continuano i rumors sulla annunciata, ma ancora
fantomatica, cordata che dovrebbe farsi carico di Alitalia
a sostegno di un'altra compagnia straniera (l'Aeroflot di Putin?). Dopo
l'interessamento di Ligresti, ieri si è tirato fuori il Monte dei Paschi di
Siena: "A noi non ha detto niente nessuno". C'è poi il versante
sindacale. Accusati dal centro-destra (ma anche da frange del Pd) di aver fatto
fuggire Air France, ieri i sindacati sono tornati allo scoperto chiedendo
chiaramente ad Alitalia di "nominare al più
presto il nuovo ad". Tutte e nove le sigle sindacali coinvolte nella
trattativa hanno poi assicurato la loro disponibilità a "fare
sacrifici". "Siamo coscienti che nell'affrontare la fase contingente
ci sarà bisogno di fare altri sacrifici e siamo disposti a farli" ha detto
il segretario della Filt Cgil, Fabrizio Solari. Con lui ieri in un incontro con
i giornalisti della stampa estera c'erano anche i leader di Sdl e di Anpac,
Andrea Cavola e Fabio Berti. "Le responsabilità della situazione in cui si
trova Alitalia sono di tutte le parti, ma crediamo che
quelle del sindacato siano le minori", ha attaccato Cavola, sottolineando
che "il problema vero di Alitalia non è il costo
del lavoro, o almeno non il principale". Dal 2001 ad oggi, ha ricordato
Berti, "su Malpensa sono stati persi 200 milioni di euro l'anno e il cargo
non ha mai perso meno di 30 euro l'anno", anche oggi ci sono delle voci di
costo nel bilancio dell'azienda quantomeno "poco chiare". 25/04/2008.
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-25 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE La polemica Palazzo Marino incasserà 22 milioni dalla
società Sea, scontro sul bilancio Il Comune si tiene gli utili per i progetti
della città Pd: un errore, ci sono dipendenti in cassa integrazione La Uil:
operazione discutibile ma rientra nella normalità di un rapporto economico Il
"tesoretto" Sea accende lo scontro. Lunedì prossimo, all'assemblea
dei soci, il Comune di Milano - nella persona dell'assessore ai Trasporti
Edoardo Croci - chiederà di incassare gli utili di bilancio della società
aeroportuale. Trentacinque milioni di euro, nello specifico. Venticinque dei
quali da distribuire ai soci sotto forma di dividendi. Per il Comune,
proprietario dell'84% della società, un introito netto di quasi ventidue
milioni di euro. "Questa distribuzione è stata proposta dal management
aziendale ", spiegano in coro il vicesindaco Riccardo De Corato e
l'assessore ai Trasporti Edoardo Croci. Una decisione però, quella di
"incamerare" gli utili in un momento delicato per il sistema
aeroportuale milanese, che non convince affatto l'opposizione di
centrosinistra. "Una scelta irresponsabile nei confronti dei dipendenti
della società" attacca la capogruppo del Pd, Marilena Adamo. Mentre Roma
finanzia, Milano fa l'esosa, è la lettura che suggerisce l'opposizione: "I
milioni stanziati dal governo, cioè da tutti i cittadini italiani, per gli
ammortizzatori sociali - accusa Adamo - chiedono quantomeno che il Comune lasci
in Sea quei soldi". Non si scandalizza invece il segretario lombardo della
Uil Walter Galbusera: "Un'operazione discutibile ma che rientra nella
normalità di un rapporto economico ormai consolidato tra la Sea e il suo
azionista di maggioranza, il Comune ". Polemica stantia e strumentale,
ribatte a muso duro il vicesindaco. "Anche perché - dice De Corato -
ricordo alla sinistra che noi con i soldi delle nostre aziende comunali, uniche
in Italia ad essere in attivo, abbiamo finanziato opere fondamentali per la città,
non organizzato festicciole a Palazzo Marino". Il riferimento è alla
distribuzione del maxi-dividendo del 2006 dell'allora giunta Albertini, che
fruttò alle casse comunali ben 161 milioni di euro. "Con quei soldi
abbiamo finanziato la linea quattro del metrò", ricorda ora De Corato.
"E' giusto che le società comunali quando producono degli utili finanzino
la spesa del Comune ", aggiunge il capogruppo di Forza Italia, Giulio
Gallera. Che però "si concede" una speranza:
"Mi auguro che la decisione sia stata presa dopo aver ponderato con la
massima attenzione il momento di grave crisi del nostro sistema aeroportuale
". Gli scali Sistema degli aeroporti milanesi in crisi dopo i tagli di Alitalia A. Sen.
( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Dal nostro inviato
GIULIA LEONI TORINO - Con 15 miliardi ed oltre di fatturato Fiat chiude il
miglior primo trimestre della sua storia. Confermandosi un trita-record, grazie
a tutte le attività: Cnh con ricavi di 3 miliardi(+10%)e Iveco con un giro
d'affari di 2,9 miliardi (+18%). Una macchina da guerra che guarda già al 2009 -
"sarà sfidante" - secondo l'a.d. Sergio Marchionne che promette
"un accordo nel secondo trimestre del 2008". Presto potrebbe andare
in porto anche l'acquisto, dal governo serbo con cui Fiat ha in corso contatti,
di Zastava. L'unico costruttore locale di auto nel mirino anche di Volkswagen.
Una fabbrica "strategica" per Torino, in cui Fiat investirebbe fino a
300 milioni per produrre il segmento A. E destinata "col tempo e la cura
necessaria a diventare la seconda Tichy", l'impianto polacco tra i primi
siti produttivi di Fiat. Intanto, nonostante gli incidenti di percorso - il
mercato europeo dell'auto "bruttino", per dirla alla Marchionne e
quello italiano "orribile", la chiusura per due mesi di Pomigliano
(costata 40 milioni in termini di assorbimento di costi fissi) e lo stop di
alcuni giorni alla produzione di auto con motori 1.3 Multijet - il Lingotto ha
consegnato ieri al mercato numeri trimestrali con rialzi a due cifre. Ricavi a
+10%, risultati della gestione ordinaria in rialzo del 28,7% a 766 milioni(193
milioni per l'Auto) e un utile netto a 427 milioni (+13,6%). Sopra le attese,
festeggiati in Borsa con un +3,96% a 14,08 euro (scambiato il 14,3% del
capitale). "E' il 13° trimestre consecutivo che chiudiamo con risultati
migliori del corrispondente periodo dell'anno precedente", ha commentato
il presidente, Luca Cordero di Montezemolo dopo il consiglio che ha varato la
trimestrale. Il primo, dall'arrivo di Marchionne, in cui si è parlato della
"necessità di aumentare la capacità produttiva". Quella in Brasile
può far fronte alla domanda del 2008 - 2,4 milioni di auto - ma poi andrà
aumentata. "Non sappiamo dove, forse potrebbe rientrare nel progetto di
ritorno di Alfa Romeo in Nordamerica". Intanto, già dal secondo trimestre,
salirà a 190 mila unità la capacità produttiva della 500 (195 mila ordini dal
lancio a ieri). Il modello più glamour d'Europa, per l'Economist che oggi si
occupa del miracolo Fiat, della svolta industriale e finanziaria del Lingotto e
della performance del titolo migliore di quella dei rivali. E definisce la
rinascita del Lingotto un caso che "verrà studiato nelle business
school". A inizio giugno sarà presentata la nuova Delta. E nel 2009 le
nuove Panda, Punto, Ypsilon, la 147 e la 500 Cabrio. Per ora, ha ribadito Marchionne
in conference call con gli analisti "niente scorporo dell'auto, che deve
essere capace di autofinanziarsi", da considerarsi solo quando "i
mercati rinsaviranno". Per il manager "le turbolenze dovrebbero
cessare entro il secondo trimestre". Allora Torino, che a fine marzo aveva
un debito netto di 1,1 miliardi e una liquidità di 4,8 miliardi, potrebbe
alzare i target del 2008, riconfermati ieri. E "facilmente
raggiungibili" per Marchionne che ha definito "incoraggianti" i
segnali arrivati dal mercato dell'auto italiano ad aprile. Impegnata a far bene
il proprio mestiere Fiat non scenderà in campo per Alitalia. Quanto alla riforma della contrattazione per recuperare
competitività, primo punto dell'agenda di Emma Marcegaglia, neopresidente di
Confindustria, secondo Marchionne definito dall'Economist "un capo
coraggioso e onesto", la prova che le regole saranno cambiate si avrà solo
"quando un costruttore straniero di auto verrà a produrre in Italia".
Per ora Fiat deve fare i conti con le tensioni a Pomigliano: "Possiamo
costruire le Alfa da un'altra parte se mancherà un accordo, ma spero non
accada", ha auspicato Marchionne.
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-25 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE La Commissione: chiarire sul prestito-ponte. Replica del Cavaliere:
Bruxelles ci aiuti, non crei difficoltà Alitalia, tensione Berlusconi-Ue E il Fondo monetario incalza il nuovo
governo: risanamento e riforme BRUXELLES - "Dubbi" della Commissione
europea sul prestito-ponte di 300 milioni concesso dal governo Prodi all'Alitalia. Pronta la replica del premier in pectore Silvio Berlusconi:
"Adesso la fanno difficile, ma io non sono preoccupato, l'Ue deve
aiutare le cose giuste e non fare difficoltà". Il Fmi incalza il futuro
governo: "Misure adeguate" per risanamento e riforme. ALLE PAGINE 5 e
6 Bagnoli, Fubini, Offeddu.
( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di MARIO AJELLO
Questa non è una recensione. Perchè questo - il libro-inchiesta sul sindacato
L'altra casta (Bompiani) di Stefano Livadiotti, giornalista
dell'"Espresso" - è un volume che non ha bisogno di commenti. Basta
ascoltare come parla. Basta affidarsi, soprattutto, alla forza dei numeri che
l'autore snocciola in maniera impressionante, pagina dopo pagina. E poi
conviene tornare all'inizio del primo capitolo, dove c'è la morale. Affidata -
paradossalmente - alle parole non di un falco della Confindustria o di un
padroncino del Nord-Est ma di Fausto Bertinotti. Eccola la morale del
sub-comandante Fausto: "C'è una dolorosa omologazione del sindacato al
sistema dei partiti. Una voglia nient'affatto repressa dei sindacalisti di
farsi ceto politico, di farsi Stato". Ed eccoli, i numeri, le immagini
choc, le tante verità disseminate nell'"Altra casta". Allegre finanze
"La sola Cgil ha un giro d'affari valutato in un miliardo di euro. I
delegati delle tre centrali sindacali sono 700 mila, sei volte più dei
carabinieri. I loro permessi equivalgono a un milione di giornate lavorative al
mese. E costano, al sistema-Paese, un miliardo e 854 milioni di euro
l'anno". Grilli parlanti - "Intervengono in media quattro volte al
giorno i tre leader sindacali. E parlano di qualsiasi cosa. Ma solo un italiano
su venti si sente rappresentato da loro. E meno di uno su dieci dichiara di
fidarsi". In pensione Cgil, Cisl e Uil - tutte insieme - hanno 11 milioni,
731 mila e 269 tesserati. Di questi, il 49,16 per cento sono pensionati. Nei
sindacati francese e tedesco, c'è solo il 20 per cento di pensionati. Stato
padrone Il 70 per cento degli iscritti alla Cgil è a libro paga dello Stato. Il
mercato l'ha visto solo in cartolina". Veto player
"Pubblica amministrazione e Alitalia. Mercato
del lavoro e ferrovie. Lotta anti-fannulloni e Fincantieri... Sono appena pochi
esempi delle proposte cassate, solo nel 2007, dai Signor No del sindacato. Il
riflesso condizionato è scattato perfino quando la Fiat ha concesso un anticipo
di 30 euro agli operai". Record Tra il primo gennaio 2005 e il 30
giugno 2006, 2 mila e 621 scioperi. Ovvero, circa 4,8 scioperi al giorno.
Record
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-25 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Retroscena Il nodo del socio industriale e l'operazione Air
France-bis con un nocciolo italiano Sviluppo Italia e le mosse di Gianni Letta
L'alt di Caltagirone. L'ipotesi di aumento di capitale pubblico-privato ROMA -
Se quella parola, "Alitalia", non è davvero
stata pronunciata durante il loro incontro, lo sanno soltanto Gianni Letta e
l'amministratore delegato di Sviluppo Italia Domenico Arcuri. L'argomento non è
nemmeno stato sfiorato, dice la versione ufficiale. E questo va precisato: non
perché esista una versione diversa, che infatti non c'è (se è per questo non
esiste neanche quella ufficiale ufficiale), ma perché quando il vicepremier in
pectore ("un monumento alla differenza che c'è fra il fare e il
parlare", lo definì un giorno Pier Luigi Bersani) ha varcato martedì
all'ora di pranzo il portone di via Calabra, a Roma, dov'è la sede di Sviluppo
Italia, i dietrologi si sono messi subito al lavoro. Anche perché nel
centrodestra qualcuno all'idea di un intervento della società pubblica in
un'operazione salvataggio made in Italy dell'Alitalia
ci sta davvero pensando. Nulla di più concreto che una semplice ipotesi, ma
tutti gli interlocutori a cui si chiede come lo Stato potrebbe eventualmente
intervenire, se volesse, indicano Arcuri. Perché Sviluppo Italia è una società
per azioni che risponde al codice civile: per partecipare a un aumento di
capitale, cosa che ha già fatto centinaia di volte, è necessaria una semplice
delibera del consiglio di amministrazione e per giunta la tesi dell'aiuto di
Stato sarebbe per Bruxelles più difficile da sostenere. Ci vogliono sempre i
soldi, naturalmente. Ma il veicolo, teoricamente, c'è. Sempre che nel frattempo
non prenda corso la fantomatica cordata annunciata e smentita già svariate
volte, e che non potrebbe comunque essere costituita dall'unico soggetto che
finora abbia chiaramente dato la propria disponibilità: Salvatore Ligresti.
Ieri Francesco Gaetano Caltagirone è stato apparentemente categorico nel
chiamarsi fuori. "Non ne so niente, non chiedetemi cose che non conosco,
non è il mio settore", ha detto. Ma i giornalisti non gli hanno chiesto
che cosa risponderebbe se Silvio Berlusconi facesse appello al suo senso di
responsabilità. Considerando, soprattutto, che in una cordata di privati per
salvare l'Alitalia non potrebbe non esserci un
imprenditore romano: e chi, in questo scenario, meglio di Caltagirone?
Fantasie, ipotesi, congetture. Ma fino a un certo punto. Risulta, per esempio,
che gli uomini a cui il Cavaliere ha affidato il compito di esaminare la
pratica abbiano preso in considerazione anche la proposta che Paolo Cirino
Pomicino ha fatto un giorno al ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa:
ricapitalizzare l'Alitalia con un intervento
pubblico-privato congiunto prima di fare l'accordo con Air France Klm.
Consapevoli del fatto che nessuna cordata di imprenditori italiani potrebbe
salvare il vettore nazionale senza l'intervento di una grande compagnia estera.
Perché in queste condizioni, come hanno appurato anche gli esperti che hanno
lavorato per il Tesoro, l'Alitalia non è in grado di
riprendersi autonomamente. Nemmeno se avesse una valanga di soldi: per avere
dai costruttori quella trentina di aerei a lungo raggio che le servirebbero per
alimentare un hub competitivo e rinnovare una flotta a corto raggio decisamente
attempata (l'età media dei 75 Md80 è di 17 anni, contro i circa 10 della media
europea per apparecchi analoghi) ci vorrebbero anni. Ecco perciò che la sagoma
di Air France continua a rimanere sullo sfondo di uno scenario improbabile nel
quale si alternano di volta in volta imprenditori amici del futuro premier,
compagnie russe, società pubbliche. Ed è sempre la sagoma più ingombrante,
nonostante il no dei sindacati, la diffidenza del governo, e il suo gran
rifiuto. Con il rischio che alla fine, invece del tanto
disprezzato pezzo di pane, per prendersi l'Alitalia ai
francesi gli basti una mollica. Sergio Rizzo 49,9% la quota detenuta dal
ministero del Tesoro in Alitalia L'amministratore delegato di Sviluppo Italia, Domenico Arcuri.
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-25 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Retroscena Tedeschi soft e l'opzione della Lufthansa DAL NOSTRO
CORRISPONDENTE BRUXELLES - Per dirla con la battuta sorridente di Johannes
Laitenberger, portavoce della Commissione europea: "Aiuto di Stato o non
aiuto di Stato? Questo è il dilemma! Un dubbio è un dubbio...". Per dirla
invece con la battuta a muso duro di un funzionario che l'altro
giorno ha avuto fra le mani il dossier Alitalia:
"Messo così, il prestito- ponte qui a Bruxelles è difficile, molto
difficile che passi". Traduzione dal linguaggio diplomatico: "Non
passerà ". Tutta la discussione ai tavoli della Commissione europea, prima
che partisse la lettera per Roma, si è imperniata sul significato della parola
“prestito”: per essere veramente tale, deve rispondere alle normali
regole di mercato. Cioè agganciarsi a certi tassi di interesse: fra il 9 e il
15 per cento, secondo le norme Ue, e l'Italia assicura che questa condizione è
stata rispettata. Ma quale banca presterebbe oggi tranquillamente del denaro a
un'azienda che perde - calcoli prudenziali - un milione di Euro al giorno?
Perché, come ha spiegato più tardi il portavoce Michele Cercone, anche "un
prestito dato secondo tassi commerciali può comunque essere considerato aiuto
di Stato, se si considera che un privato non avrebbe considerato il ricevente
sufficientemente sicuro da meritare un prestito". Fra 10 giorni arriverà a
Bruxelles la risposta di Roma. Ma intanto, nella Commissione europea, una linea
si starebbe già ben delineando, ed è quella che vede l'inedita alleanza
quadripartita di inglesi-irl andesi-francesi-olandesi, in funzione di
sbarramento anti- prestito. E cioè: i commissari Charlie McCreevy (irlandese,
mercato interno), Peter Mandelson (inglese, commercio), Jacques Barrot
(francese, trasporti) e Neelie Kroes (olandese, concorrenza), come già in altre
occasioni si ritroverebbero insieme nella trincea anti-protezionistica. E
un'interpretazione più maliziosa vedrebbe dietro queste posizioni anche i
naturali interessi di alcune compagnie dei rispettivi Paesi: Air France,
l'olandese Klm e la British Airways. Ma è, appunto, un'interpretazione
maliziosa e niente più. Anche perché, in queste ore, quasi metà della
Commissione è in viaggio a Pechino, e la vera, tosta discussione è rinviata a
quando giungerà qui la lettera di spiegazioni da Roma. Nell'attesa, c'è anche
chi attende ai bordi del ring, e sono i tedeschi. Un alto funzionario di
Berlino, Matthias von Randow, ieri ha detto che sì, Alitalia
ha un futuro, "ma in una grande alleanza come Air France-Klm o Lufthansa-
Swiss, non come compagnia isolata e sovvenzionata dallo Stato". L. Off. I
dubbi Manuel Barroso, Neelie Kroes e Charlie McCreevy.
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-25 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Alitalia, stop Ue.
Berlusconi: basta difficoltà Prestito, no di Barrot. BA e RyanAir contrari.
Tasso al 5,1%. Il board: risorse subito DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES –
Se non è un altolà, poco ci manca: la Commissione Europea ha "dubbi"
sul prestito di 300 milioni promesso da Roma all'Alitalia, e
chiede per iscritto dei "chiarimenti" in merito al governo italiano,
entro 10 giorni lavorativi. La lettera è partita ieri sera, il governo italiano
in carica ha già assicurato che risponderà nei termini fissati. Ma intanto, a
Bruxelles ha già risposto il governo futuro, attraverso il suo futuro premier
Silvio Berlusconi: "Adesso la fanno difficile. Ma io non sono preoccupato,
quella del prestito è l'unica cosa da fare. Alitalia
non si poteva far assorbire dai francesi... Non sono preoccupato da questi
problemi. L'Unione Europea deve aiutare le cose giuste e non fare
difficoltà". Le "difficoltà" della Ue sono così spiegate da
Michele Cercone, portavoce del commissario ai trasporti Jacques Barrot: "I
nostri dubbi riguardano la natura del prestito, vogliamo capire chiaramente se
si tratta di una misura commerciale o di un aiuto di Stato". Perché se
fosse un aiuto di Stato - un tentativo di rianimazione pagato con i soldi dei
contribuenti, e in barba alle regole del mercato - "la Commissione Europea
non potrebbe accettarlo". Vale la regola "one time, last time ",
"una volta, l'ultima volta ", e per Alitalia
un "last time " è già scoccato nel 2001: la rianimazione costò allora
allo Stato 2.750 miliardi di vecchie lire, fino al 2011 non si può più
ritentare. Il problema è che Roma, la sua risposta ai dubbi di Bruxelles, l'ha
già data implicitamente, o pensava di averla data: infatti l'altro ieri ha solo
"illustrato" il prestito alla Commissione, ma non ha scelto la via
della notifica formale proprio perché la notifica è necessaria quando si
deliberano aiuti di Stato; e non era questo il caso, almeno secondo il governo
italiano. Come ha spiegato sempre Michele Cercone, lo stesso governo ritiene
che "il prestito sia accordato a condizioni di mercato". Ma, ancora
una volta, "noi abbiamo dei dubbi ". E li hanno, ancora più forti, i
rivali dell'Alitalia nei cieli d'Europa. La Ryanair ha
preannunciato un ricorso formale alla Commissione europea. "Il prestito è
una beffa alla normativa Ue sugli aiuti di Stato - ha detto il suo direttore
legale Jim Callaghan -. Sostenere una compagnia aerea nazionale inefficiente,
che sarebbe dovuta finire in bancarotta tempo fa è semplicemente
illegale". La Scandinavian Airlines ha chiesto informazioni a Bruxelles,
mentre dalla British Airways annunciano: "Vigileremo da vicino, per essere
sicuri che le norme europee sugli aiuti di Stato vengano scrupolosamente
rispettate". Per il Wall Street Journal "il prestito ha tutta l'aria
di un aiuto di Stato illegale" che la Ue "può e deve respingere
". Infine il Fondo monetario internazionale chiede una soluzione che
rispetti le norme del libero mercato in generale, e quelle della Ue in
particolare. Luigi Offeddu Il governatore del Lazio "No Alipadania"
"Alitalia Sì, Alipadania No Fiumicino non si
tocca". I manifesti firmati dal governatore del Lazio, Piero Marrazzo,
sono apparsi ieri sui muri di Roma.
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-25 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Il cambio Il consiglio: un nuovo manager ROMA - I sindacati di Alitalia chiedono un management con pieni poteri e si
rifiutano di aprire un confronto sugli effetti dell'applicazione del piano
Prato che prevede, a breve, la messa a terra di una trentina di aerei. E'
quanto emerso dall'incontro di ieri tra l'azienda e le nove
sigle rappresentate in Alitalia. Si prepara un nuovo cambio di vertice dunque, lo stesso attuale
presidente Aristide Police avrebbe detto di ritenere essenziale che la
compagnia abbia un nuovo amministratore delegato in tempi brevi. Intanto ieri
il cda di Alitalia "ha preso positivamente atto" del decreto legge sul
prestito-ponte da 300 milioni che "pone le premesse per rendere
possibile il risanamento". Dalla lettura del decreto si evince che il
tasso d'interesse sarebbe pari al 5,19% almeno fino al 30 giugno, dal primo
luglio dovendo invece sottostare alla revisione del metodo di fissazione dei
tassi dell'Ue. La somma andrà rimborsata nel minore termine tra il 30Ë? giorno
successivo alla cessione del 49,9% in mano al Tesoro e il 31 dicembre 2008. Il
cda ha infine ribadito che la ricapitalizzazione di Alitalia
è "da effettuarsi in tempi brevi", come "condizione
essenziale" per la continuità operativa. A. Bac.
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
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NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-25 num: -
pag: 5 categoria: REDAZIONALE La crisi Alitalia A
Fiumicino Inaugurato il Terminal 5 è costato oltre 12 milioni di euro e occupa
una superficie di 14mila metri quadrati il nuovo Terminal 5 dell'aeroporto di
Fiumicino destinato ad accogliere i voli delle compagnie aeree in partenza per
gli Stati Uniti e Israele. Il nuovo Terminal nato per gestire i voli
sensibili sarà operativo dal 3 maggio. Il traffico atteso è di circa un milione
di passeggeri l'anno.
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
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NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-25 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Incontri Faccia a faccia tra Berlusconi e Montezemolo Fisco,
contratti, produttività Emma e Silvio, prove di feeling ROMA - I vertici di
Confindustria incontrano il futuro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e
gli illustrano la loro ricetta per far crescere il Paese: detassazione della
parte variabile del salario e nuovo modello contrattuale, privatizzazione delle
imprese pubbliche locali, riforma della giustizia, favorire gli investimenti in
ricerca e innovazione, tagli alla spesa pubblica. Il colloquio, svoltosi a
colazione nella residenza privata del Cavaliere in via del Plebiscito, è durato
più di due ore. Oltre ai presidenti "in pectore ", cioè Berlusconi ed
Emma Marcegaglia, erano presenti Luca di Montezemolo, il direttore generale di
Confindustria Maurizio Beretta e i due più ascoltati assistenti del Cavaliere
nelle persone di Gianni Letta e Fedele Confalonieri. Montezemolo è arrivato in
ritardo - veniva da Torino e prima è passato a salutare i giovani imprenditori
impegnati nella elezione del loro presidente - ma alla fine ha recuperato
ritagliandosi un colloquio riservato a quattr'occhi con Berlusconi. Una
circostanza che ha rimesso in circuito il nome di Montezemolo nel
toto-ministri, ma che in serata è stata smentita dagli interessati. "Non
ho proposto nessun ministero a Montezemolo - ha detto Berlusconi scegliendo la
via dell'ironia per cercare di troncare le indiscrezioni -, è lui invece che mi
ha offerto di andare a lavorare in Fiat". Il presidente del gruppo
torinese e della Ferrari ha confermato che l'argomento non è stato nemmeno
affrontato, "non ne abbiamo parlato, niente di tutto questo". Le note
fatte trapelare sull'incontro descrivono un "clima disteso, di grande
sintonia e cordialità". Il linguaggio del resto è lo stesso: anche se in
passato non sono mancate forti divergenze, si tratta pur sempre di quattro
imprenditori e dei loro più stretti consiglieri. Messo definitivamente in
archivio lo strappo di Vicenza con lo show del Cavaliere che prese di mira gli
imprenditori accusati di strizzare l'occhio alla sinistra, ora si guarda
avanti. E infatti Berlusconi si è detto favorevole a mettere tra i primi atti
del governo la detassazione degli straordinari e dei premi di produttività, un
provvedimento del resto già previsto dal programma del Partito della Libertà.
Naturalmente occorrerà "quantificare" la detassazione e questo sarà
oggetto di confronto tra le parti sociali e i tecnici dell'Economia. Concordia
anche sul fronte di nuove relazioni industriali da riscrivere in "un clima
di dialogo" con il sindacato. Emma Marcegaglia ha sintetizzato a
Berlusconi i passaggi "politici " salienti della sua relazione
approvata il giorno prima dalla giunta di Confindustria: la sinistra radicale è
fuori dal Parlamento e con essa è uscita l'interdizione eretta a sistema, ecco
perché "non ci sono più alibi" per affrontare le riforme strutturali
di cui il Paese da anni ha bisogno. Il presidente designato di Confindustria ha
messo sul piatto anche altre richieste che da molto tempo sono cavalli di
battaglia del sistema imprenditoriale. La prima è la revisione del disegno di
legge sulla sicurezza del lavoro approvato in zona Cesarini dall'esecutivo di
Romano Prodi sull'onda emotiva delle terribili vittime della Thyssen. Gli
imprenditori ritengono che le nuove norme quasi tutte basate su un sistema
sanzionatorio più rigido non serva a molto. Mentre invece occorrerebbe puntare
sulla prevenzione utilizzando in formazione e comunicazione il miliardo e 500
milioni di euro l'anno di attivo Inail. Berlusconi ha preso nota, così come ha
convenuto di fare il possibile per riprendere il processo di privatizzazione
delle imprese pubbliche locali. Un capitolo questo molto spinoso. La Confindustria
tentò di "sponsorizzare " un provvedimento ad hoc nei primi anni del
secondo gov erno Berlusconi (2001-2002) ma la Lega si mise di traverso. Nel
governo Prodi trovò nel ministro Linda Lanzillotta e nel movimento riformista
una sponda giusta ma la lobby trasversale dei sindaci e degli amministratori
locali ha fatto naufragare anche questo secondo tentativo. Si
è parlato ovviamente di Alitalia e della cordata in via di formazione con la disponibilità
mostrata da Marco Tronchetti Provera e Salvatore Ligresti. Emma Marcegaglia ha
ribadito la sua tesi: l'importante è che qualsiasi soluzione prevalga rispetti
le regole di mercato. Ma il problema forse più urgente di tutti, e
affrontato marginalmente dagli schieramenti politici nei loro programmi elettorali,
è la riforma della giustizia. Ieri Marcegaglia e Montezemolo ne hanno solamente
accennato ricordando che gli investimenti stranieri non arrivano in Italia
perché non c'è sufficiente certezza di diritto. Roberto Bagnoli Gli scenari Per
la futura presidente degli industriali "non ci sono più alibi" per
non fare le riforme strutturali Emma Marcegaglia.
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-04-25 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE Sfidanti divisi a Roma Il segretario pd all'avversario: io furbone?
Si rilegga la dedica che mi scrisse sul trattato Ue. Visita in moschea del
candidato di An Rutelli dai partigiani, Alemanno ricorda D'Acquisto Il leader
pdl: Veltroni rispedito in Africa, l'altro riavrà il motorino. Blair incontra
l'ex sindaco: Francesco good luck ROMA - A mezzanotte si chiude la campagna
elettorale, mancano 48 ore al ballottaggio per scegliere il sindaco di Roma, ma
questo è un giorno speciale, è l'anniversario della Liberazione e nell'agenda
dei due candidati, perciò, la Resistenza diventa il primo tema. Francesco
Rutelli salirà questa mattina alle 13 sul colle del Campidoglio. Non un rito
propiziatorio, ma la partecipazione convinta al corteo dei partigiani dell'Anpi
e delle altre associazioni combattentistiche, che partirà come ogni anno da
Porta San Paolo. Sarà l'occasione per fare tutti insieme (partigiani, sindacati
e studenti) gli auguri a Giuliano Vassalli, il grande giurista e politico
italiano, prigioniero dei nazisti in via Tasso, che proprio oggi compirà 93
anni. Anche Gianni Alemanno, il candidato del Pdl, ricorderà le vittime della
barbarie nazifascista. Lo farà a Palidoro, cittadina sul litorale nord della
Capitale, dove alle 10 verrà reso omaggio al brigadiere dei carabinieri Salvo
D'Acquisto, immolatosi nel '43 davanti al plotone d'esecuzione per salvare
dalla rappresaglia 23 innocenti. Così, forse, almeno per poche ore, si
placheranno i toni e le polemiche. Ieri, per esempio, sul palco di piazza
Navona, il futuro premier, Silvio Berlusconi, davanti a una folla osannante, ha
chiuso insieme a Gianfranco Fini la campagna del centrodestra per Alemanno. E
l'ha fatto lanciando l'ultimo sberleffo: "Veltroni l'abbiamo già rispedito
in Africa e speriamo che ci si trovi bene. Ora a Rutelli invece dell'auto blu
restituiamogli il motorino, che gli piace tanto... ". Pioveva forte, fino
al momento in cui il Cavaliere è salito sul palco. Poi, il temporale d'incanto
ha smesso, servendo sul piatto d'argento al Cavaliere mille battute. "Non
sono ancora a Palazzo Chigi, così almeno non potrete dire piove governo ladro...
". E poi, rivolto ad Alemanno: "Caro Gianni, mandiamo subito la gente
a casa sennò si ammalano e domenica non vanno a votare. Stringiamo i tempi,
Roma rialzati...". Volti noti dello spettacolo sopra e sotto il palco:
Pino Insegno, Jerry Calà, Enrico Montesano. E magliette con la scritta
"Chi parte perde" regalate ai militanti, per ricordare l'insidia del
primo ponte di primavera. Anche Francesco Rutelli, comunque, ieri ha giocato
bene i suoi assi. In mattinata, mentre Alemanno era in visita alla Grande
Moschea di Monte Antenne, accolto dal segretario generale Abdallah Redouane, il
candidato sindaco del centrosinistra ha incontrato l'ex premier inglese Tony
Blair, che gli ha augurato " Good luck! ". Poi, in serata, è sceso in
campo Walter Veltroni, il segretario del Pd e sindaco uscente a Roma, che ha
concluso la sua campagna a sostegno di Rutelli al teatro Vittoria, nel cuore
del rione popolare di Testaccio, accompagnato sul palco dall'attrice Sabrina
Ferilli: "Se vincesse la destra, per Roma sarebbe tornare indietro di 16
anni, anni micidiali in cui gruppi di potere erano padroni della città",
ha detto Veltroni. Che ha parlato anche di Alitalia e del suo
rapporto strategico con Roma: "Per questo ci vorrà un sindaco con la
schiena dritta, che parli al governo non con la testa piegata e con la paura
che il capo ruggisca, ma che collabori lealmente". E al Cavaliere,
mostrando riflessi prontissimi, Veltroni ha replicato quasi in diretta:
"Berlusconi parlando a piazza Navona ha appena detto che sarei stato un furbone,
in riferimento ai meriti che mi sarei preso da sindaco, in occasione della
firma della Costituzione europea. Voglio ricordargli la dedica aulica che mi
fece da presidente del Consiglio su un testo di quella Costituzione. Se la
dovrebbe ricordare, telefoni a Gianni Letta per sapere come sono andate le
cose...". Gli ultimi squilli. Stasera, a Matrix, l'ultimo faccia a faccia
tra i due candidati sindaco. Da mezzanotte, silenzio. Fabrizio Caccia.
( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Icino per
approfittare del "superponte". Previsioni si sovraffollamento in
questi giorni al "Leonardo da Vinci". "Già venerdì scorso
segnala Vitaliano Turrà, direttore dello scalo per conto dell'Enac si è toccata
al soglia di 114 mila passeggeri in transito. Significa che ormai
quest'aeroporto lavora a ritmi da picco estivo". Da oggi sino al 4 maggio,
in virtù della sovrapposizione di tre diversi ponti festivi, a cavallo tra
domenica 27 ed il primo maggio, la società di gestione "AdR, Aeroporti di
Roma", prevede un traffico medio oscillante tra 110 e 120 mila persone al
giorno. "Questo forte movimento spiega Turrà si è determinato a partire
dal 30 marzo per conseguenza di tre eventi coincidenti. Alitalia ha
trasferito a Fiumicino numerosi voli che attestavano a Malpensa, è entrato in
vigore l'orario estivo che notoriamente produce un traffico maggiore e, terzo
punto, sono entrati a far parte dell'area Shengen comunitaria ben nove
paesi". Le preoccupazioni della dirigenza sul rischio di
congestionamento sono ben presenti. Il vecchio impianto di trattamento dei
bagagli automatico, il Bhs, durante l'inverno è stato sottoposto a manutenzione
straordinaria ed ora è sotto costante monitoraggio. Una squadra di tecnici è in
servizio costantemente per intervenire su eventuali guasti. Inoltre AdR ha
istituito una task force di cento operai pronti a lavorare i bagagli a mano in
caso di blocco del Bhs. Gli ispettori Enac, ente nazionale dell'aviazione
civile, tengono sotto pressione le quattro società di handling che si occupano
dell'assistenza in rampa. Le aziende sono state sollecitate ad assumere
operatori, anche stagionali, purchè i servizi siano commisurati al loro
mercato. Per i contravventori minacciate pesanti multe. G.Man.
( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
L'offerta) diviene
sempre più vasta. L'altro giorno la compagnia aerea Eurofly (entrata di recente
nell'orbita di Meridiana) ha presentato a New York il raddoppio delle frequenze
settimanali dei voli diretti al'aeroporto Jfk. In pratica, il
fronte delle compagnie tradizionali - dall'Alitalia ad
American Airlines, per fare alcuni esempi - sulla trafficatissima rotta
Roma-New York viene arricchito da un competitore nuovo. Durante l'inverno
c'erano due voli Eurofly-Meridiana (il venerdì e la domenica), ora diventano
quattro, visto che si aggiungeranno le partenze del martedì e del sabato.
"Nel 2007 abbiamo avuto dei dati positivi - spiegano ad Eurofly -, visto
che abbiamo raggiunto quota 63 mila passeggeri. E siamo molto soddisfatti anche
per la percentuale di americani che hanno deciso di visitare Roma volando con
noi, rappresentavano il 58-60 per cento del totale". Per l'aeroporto di
Fiumicino, il raddoppio delle frequenze di una compagnia come Eurofly dei voli
per New York, fa il paio con l'aumento di traffico rappresentato dal ritorno di
Alitalia a Roma, con nuovi collegamenti diretti per
gli Stati Uniti, come quello di Los Angeles, ad esempio. Fra l'altro, a
riempire gli aerei che partono da Roma con destinazione Stati Uniti
contribuisce anche un altro fattore: la forza dell'euro, che invoglia molti
romani a scegliere New York per la vacanza, visto che il dollaro debole rende
piuttosto allettante lo shopping. Proprio l'altro giorno, Nyc & Company,
una sorta di grande ufficio turistico di New York voluto dal sindaco Bloomberg,
ha organizzato un incontro con i giornalisti italiani in cui ha presentato alcuni
dati che dimostrano come stiano aumentando in questi mesi gli arrivi dal nosto
paese. Nella solo New York gli italiani in vacanza nel 2007 sono stati 430
mila, contro i 310 mila dell'anno prima. E anche nel 2008 la tendenza è simile,
con un incremento del 20 per cento. M.Ev.
( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Aperto a Testaccio.
Ma, causa pioggia, ieri nel tardo pomeriggio è stata scelta una soluzione
alternativa, al coperto: il Teatro Vittoria. E la mancanza di Rutelli e Zingaretti
impegnati nelle ultime decisive ore di campagna elettorale è stata bilanciata
dalla presenza di Sabrina Ferilli ("nel cambio con Zingaretti ci abbiamo
guadagnato", ha scherzato Veltroni). Ma il discorso finale di ieri ha
proposto un leader del Partito democratico all'attacco, su molti temi. La
sicurezza. "Mi chiedo a che titolo nel centro destra parlino di sicurezza.
Il New York Times ha scritto che Roma è la città più sicura dell'occidente e
loro hanno detto che è un giornale di sinistra". Poi nel mirino è finito
Alemanno: "Dire espelleremo 20 mila immigrati è una balla enorme. I dati
dicono che Roma è sicura più di altre città, che ha meno reati rispetto a
Milano che è la metà di Roma, meno di Berlino e Londra. La sicurezza è un
problema generale che andrebbe affrontato da persone serie ma non è
obbligatorio essere persone serie". Le responsabilità. Veltroni ha
richiamato il secondo governo Berlusconi alle sue responsabilità per le
regolarizzazioni degli stranieri. Ma ha fatto in parte autocritica: "La
sicurezza ha avuto una incrinatura nel 2006 per effetto dell'indulto: è stato
un errore fatto dal centrosinistra, dal partito di Berlusconi, dal candidato
sindaco del Pdl a Roma che allora ha dichiarato di astenersi e di essere
disposto a votare se la disciplina del suo partito l'avesse reso
possibile". No alla destra. "Se vincesse la destra Roma tornerebbe
indietro di sedici anni. Erano anni micidiali in cui gruppi di potere erano
padroni della città. Hanno portato il cartello dei no in città e se Roma avesse
ascoltato loro sarebbe rimasta al '92, con i loro veti contro l'Auditorium, il
piano regolatore, il centro congressi, la Festa del Cinema. Che non è red
carpet, ma è economia e ricchezza oltre che prestigio per la città".
"Vorrebbero eliminare la Notte Bianca, che è un appuntamento per tutti,
per chiudervi in casa a guarda il Grande fratello".Anche nei tassisti che
bloccavano la città c'era la politica dei no. E abbiamo già visto la destra al
governo: alla Regione Lazio i cittadini hanno detto basta perché hanno lasciato
danni e buchi". Alitalia in pericolo. "Per salvare Alitalia ci vuole
responsabilità ed esperienza di governo ma anche un sindaco con la schiena
dritta che parli al governo non con la testa piegata e con la paura che il capo
ruggisca ma che collabori lealmente. Ci sarà un governo di destra con
una forte presenza della Lega come già si vede nel comportamento irresponsabile
per Alitalia". M.Ev.
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-04-25 num: -
pag: 30 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa Niente cambi al Banco
Popolare, vola il titolo di Paola Pica Ducati Via libera all'Opa di Performance
Motorcycles che partirà il 5 maggio Spunta il rialzo in Piazza Affari in una
seduta sostenuta dai rialzi di Fiat e Unicredit e memorabile per Pininfarina
con il mercato che ha salutato con una volata del 38% il piano industriale e
l'alleanza con Tata. Dopo aver oscillato intorno alla parità per buona parte
del pomeriggio, l'indice Mibtel ha chiuso in rialzo dello 0,31%, lo S&P Mib
ha guadagnato lo 0,48%. Scambi ancora in aumento a 6,4 miliardi di
controvalore, anche grazie alla febbrile attività su Fiat (+3,17%). Tra i temi
industriali, Piaggio (+1,16%) ha interrotto la recente serie di ribassi, Brembo
ha subito un brusco stop (-3,77%) anche sulle ipotesi di una partecipazione del
gruppo di Alberto Bombassei all'aumento di capitale per il rilancio di
Pininfarina. Sul fronte finanziario, in netto recupero Unicredit (+3,21%) dopo
il calo della vigilia e all'allarme svalutazioni. Intesa Sanpaolo ha guadagnato
lo 0,29%, Mediobanca ha ceduto lo 0,23%, in calo anche Bpm (-0,65%), mentre il
Banco Popolare ha accompagnato con un progresso dell'1,79% la smentita sul
possibile ricambio al vertice, dopo le indiscrezioni su un possibile incarico a
Sandro Salvati. La banca di Lodi, insieme a Generali (-0,21%) e Pirelli Re
(+0,51%) starebbe valutando il progetto di un fondo immobiliare. Per l'energia, lieve correzione di Eni (-0,33%) dopo i conti
trimestrali, in rialzo Enel (+0,46%), brillante A2A. Giù Alitalia (-3,25%) bene invece Ferrovie Nord Milano (+6,3%) che gestisce
il collegamento ferroviario con l'aeroporto di Malpensa.
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-25 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Pd Con Walter Veltroni a Testaccio Rutelli: mano tesa al popolo dei
mutui "Soldi a chi è penalizzato da tassi variabili" "Potremmo
chiamare così questa iniziativa: il Comune ti paga la rata". Per spiegare
ciò che avverrà, "se sarò eletto sindaco", in un tempo brevissimo,
cioè "subito": il Campidoglio ha calcolato gli sconti che riuscirà a
ottenere acquistando il materiale per tutti gli uffici (dalle gomme da
cancellare ai computer) in un'unica soluzione e non con ordini diversi in
negozi diversi; la cifra ottenuta, tra i 75 e i 100 milioni, andrà ai romani;
meglio: andrà nelle tasche di quelle famiglie "che si sono ritrovate con
la sorpresa della rata del mutuo variabile a lunga durata che negli ultimi anni
è quasi raddoppiata" e che, adesso, con un reddito inferiore ai 40 mila
euro, faticano parecchio ad arrivare alla fine del mese. Non solo: dei
1.300-1.400 euro ogni anno che il Campidoglio girerà ad ogni nucleo familiare
(più di 100 euro al mese), andranno anche a chi (giovani coppie, single) la
casa sta per comprarla. In tutto, tra proprietari e futuri acquirenti,
sessantamila nuclei familiari. Rutelli ne è proprio orgoglioso: aspetta
l'inizio della conferenza canticchiando la colonna sonora di Indiana Jones. E
quando comuncia a parlare, dice subito che "per affrontare il drammatico
problema del caro mutui, questa è una svolta". Si tratta di mera
propaganda, di spot elettorali? Impossibile dirlo adesso: di certo, Rutelli sa
che i romani in difficoltà economiche non dimenticheranno facilmente una simile
promessa; di più: Rutelli ha detto chiaramente che il provvedimento sarà attuato
"da subito". Esempi ce ne sono, "visto che in Emilia Romagna è
già realtà". Non saranno pochi i romani a beneficiarne: "Si tratta di
quarantacinquemila nuclei che hanno contratto mutui di lunga durata e che non
superano i 40 mila euro di reddito. In questa fascia di reddito rientra il 75
per cento dei romani". Conclusione dedicata all'avversario: "Questo è
amare Roma, entrare nella vita dei cittadini e contribuire a risolvere i
problemi. La destra è distruttiva". I Liberali appoggiano il centrosinistra,
c'è anche tempo per una foto: Rutelli sorride ampio. Nel pomeriggio, Walter
Veltroni mentre Rutelli è al Tg1 e il candidato alla Provincia, Nicola
Zingaretti, ribadisce la necessità di votare contro la destra Veltroni, l'ex
sindaco, parla al teatro Vittoria. "Non è solo la Lega che odia Roma, ce
ne sono molti...". E parla di Alitalia, così importante per Fiumicino, per Roma: "Si è detto no ad
Air France perché ci voleva una cordata italiana, poi hanno detto sì ai russi
di Aeroflot e adesso vogliono togliere il visto, così ne arriveranno a
milioni". Su Alemanno: "Io me li ricordo Alemanno e i suoi amici
vestiti da centurioni davanti all'Ara pacis a dire che non bisognava aprirla,
salvo poi chiederla per fare un convegno. Io me li ricordo contro la notte
bianca, contro la festa del cinema che rappresenta lavoro per albergatori e
ristoratori. Non vogliono la notte bianca perché è una festa gratuita, per
tutti. Con loro la città sarebbe rimasta al '92, noi abbiamo costruito una
città libera. Ci vuole un sindaco con la schiena dritta, non uno che ha paura
del ruggito del capo. Francesco Rutelli è nato qui, ama Roma, ha la forza per
difenderla". Con Blair Francesco Rutelli in compagnia dell'ex premier
inglese Con l'Imam Gianni Alemanno stringe la mano a Eldin Mohamed Ismail
Alessandro Capponi.
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-25 num: - pag: 4 categoria:
REDAZIONALE Fiumicino Uno speciale scanner consentirà di controllare le scarpe
(tacchi compresi) senza toglierle Apre il T5, terminal antiterrorismo Dal 3
maggio sarà destinato ai passeggeri diretti negli Usa e in Israele è stato
costruito in sei mesi al posto del vecchio deposito merci Il costo è stato di
dodici milioni di euro C'è persino lo scanner per il controllo delle scarpe.
Senza che il passeggero debba toglierle, vengono passate ai "raggi x"
le calzature, cercando differenze tra l'una e l'altra, come tacchi rialzati e
suole con doppifondi che possono celare l'esplosivo. Succede al terminal T5
dell'aeroporto di Fiumicino, "molo" che dal 3 maggio sarà riservato
ai passeggeri diretti negli Stati Uniti e in Israele. Una struttura costruita a
tempo di record, in soli 6 mesi, e costata 12 milioni di euro. Svetta al posto
del deposito merci, inutilizzato da un anno dopo l'inaugurazione della nuova
area cargo. Più sicurezza, meno code. A questo servirà il "T5" che ha
uno spazio triplicato rispetto all'area accettazione sinora ospitata al
terminal C. Secondo le previsioni, dovrebbe accogliere circa 10 mila passeggeri
al giorno, per un totale di un milione di viaggiatori in transito sino al
dicembre 2008. Cifre record che al Da Vinci stanno diventando la normalità, dopo che Alitalia ha trasferito da Malpensa a Fiumicino 14 rotte internazionali e
oltre 200 nazionali. La scorsa settimana il picco è stato di 114 mila persone
in transito allo scalo, lo stesso numero che in genere si registra tra luglio e
agosto. Il terminal è stato pensato per agevolare i grandi flussi di
passeggeri. A cominciare dall'area davanti all'aerostazione che consente
la sosta contemporanea di sette pullman per crocieristi (tantissimi sono i
turisti americani che partono in crociera dal vicino porto di Civitavecchia)
senza congestionare la circolazione dinanzi all'aerostazione. Secondo il
direttore dell'aeroporto Vitaliano Turrà, "gli impianti per la sicurezza
sono tutti di ultima generazione e faciliteranno ancor di più la ricerca di
eventuali materiali non ammessi a bordo dell'aereo. Inoltre c'è un maggiore
spazio per la polizia sulla linea di controllo passaporti, così da consentire
una maggior capacità di sorveglianza a vista da parte degli agenti". La
prima sala che si incontra, sovrastata da una passerella sopraelevata riservata
alle postazioni blindate della "squadra laser" - i tiratori scelti
della Polaria – è dicata al "profiling" del passeggero: cioè la
tracciatura anti-terrorsmo dell'"identikit" del viaggiatore in
partenza attraverso un'intervista. Otto le postazioni di check in, e un nastro
di smistamento bagagli riservato soltanto alle compagnie americane e alla El
Al. Traffico Secondo le previsioni da qui passeranno circa 10 mila passeggeri
al giorno Al setaccio Controlli rigorosissimi al nuovo terminal T5 A. Full.
( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
"RAI come Alitalia? Noi non abbiamo debiti. Se fossero come nelle nostre condizioni
i dipendenti della compagnia aerea farebbero subito un Oktober Fest a
Fiumicino". E' in gran forma il presidente Rai Claudio Petruccioli,
protagonista di un'irrituale conferenza stampa nella quale ha illustrato il
bilancio dei suoi tre anni in Rai. Un addio che ha avuto il sapore
dell'arrivederci al prossimo consiglio e forse anche per questo è stato
organizzato. A confermare la sensazione l'immediato elogio ("un presidente
equilibrato") di Maurizio Gasparri. Il deputato di An vuole nominare
subito un nuovo Cda, con la sua legge. Petruccioli chiede che la politica
allenti la stretta sulla tv pubblica pena "il declino della Rai". E
ricorda che "a una Fondazione pensa anche l'attuale maggioranza",
Insomma, i presupposti per per non cambiare il presidente di viale Mazzini ci
sono davvero tutti.
( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ROBERTA AMORUSO
ROMA - Congelare gli esuberi fino all'arrivo del nuovo azionista (il governo) e
del nuovo management. Per i sindacati, convocati ieri da Alitalia, il confronto è rinviato fino ad allora. Ma nel frattempo è
garantita la piena operatività della compagnia, assicurano i rappresentanti dei
lavoratori. Di tutto questo ha preso atto ieri anche il consiglio di
amministrazione di Alitalia che ha archiviato l'addio di Air France-Klm accogliendo con
favore il prestito di emergenza da 300 milioni varato dal governo. Ma la
situazione della compagnia rimane critica. Per "un'operatività
duratura" rimane indispensabile una ricapitalizzazione "in tempi
brevi". Ma nel frattempo servono misure ancora più drastiche. Ecco perchè
il cda ha "dato mandato al management di predisporre una revisione del
budget per il 2008 e di dare tempestiva attuazione alle azioni di
efficientamento già programmate". Del resto, l'impennata del prezzo del
petrolio ha creato un buco sostanzioso nel budget 2008, come anticipato dal
Messaggero. Al punto da costringere la compagnia a una revisione. Si tratta
quindi di stringere ancora la cinghia e di anticipare alcuni tagli secchi già
previsti nel piano Prato. Mosse da "approfondire con i sindacati", ha
chiarito il cda. Ma intanto gli stessi sindacati dicono che il piano Prato va
tutto rivisto. Perchè il ridimensionamento dell'attività di Alitalia
accompagnato dal trasferimento dei voli da Malpensa a Fiumicino era espressione
di un'azionista che sta passando la mano e di un management "che cambierà
a brevissimo", come confermato dal presidente di Alitalia,
Aristide Police. I piloti temono che siano lasciati nuovi aerei a terra, oltre
ai 26 già congelati. E l'Anpac rispedisce al mittente la previsione di un
taglio per 37 macchine nel 2008, un numero che coincide con quello del piano
Air France ( escluso il cargo). Ma per affrontare l'emergenza petrolio le sigle
sindacali suggeriscono anche "l'immediato blocco di tutte le consulenze e
delle esternalizzazioni di attività, che corrispondono a costi compresi fra i
150 e i 200 milioni di euro". Misure necessarie per per la compagnia,
insieme all'arrivo di un nuovo manager. I sindacati, che dovrebbero fare un
nuovo punto della situazione con Alitalia tra una
settimana-dieci giorni, chiedono un atto "di discontinuità". Solo
allora si riparlerà di esuberi. E allora i sindacati si dicono pronti ad
accettare dei sacrifici. "Ma solo di fronte a un punto di arrivo che non
sia peggiore della situazione di partenza", dice il segretario generale
della Filt-Cgil, Fabrizio Solari . Nel frattempo, è necessario dare fiducia al
mercato. E i sindacati garantiscono "l'impegno a rassicurare i
passeggeri" sulla certezza che non ci saranno problemi per i voli della
prossima estate, e a "migliorare qualità dell'offerta e livello dei
servizi".
( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di CRISTINA MARCONI
BRUXELLES - La Commissione europea ha molti dubbi sulla
natura del prestito da 300 milioni di euro concesso dal governo italiano ad Alitalia. Dubbi che hanno preso la forma di una richiesta di informazioni
"dai toni piuttosto duri" che gli uffici del commissario per i Trasporti,
Jacques Barrot, hanno inviato ieri pomeriggio all'Italia e a cui Palazzo Chigi
ha promesso di rispondere entro i 10 giorni lavorativi indicati. Quindi
entro metà maggio. Se le informazioni richieste non arrivassero o fossero
ritenute insoddisfacenti, Bruxelles minaccia di ingiungere all'Italia la
sospensione del prestito, che l'Italia non considera un aiuto di Stato ma che
in molti, tra cui Ryanair, la Sas e British Airways, vedono come tale. La
compagnia low cost irlandese ha già presentato un ricorso alla Commissione
europea, mentre i britannici hanno dichiarato che vigileranno sul rispetto
delle regole di mercato. E anche il Fondo monetario internazionale ha fatto
sapere che sarebbe meglio non ricorrere ad aiuti di Stato per salvare la
compagnia. L'atmosfera a Bruxelles si sta facendo quindi via via più
incandescente e ora il destino del prestito è appeso al filo delle spiegazioni
che l'Italia invierà. Se non fossero soddisfacenti, la Commissione avrebbe
davanti a sé due strade: un prestito non erogato verrebbe sospeso, mentre se i
300 milioni fossero già nelle casse di Alitalia, l'Ue
sarebbe costretta ad aprire una procedura di infrazione, chiedendo il rimborso
immediato della somma. "Abbiamo dei dubbi sulla natura delle misure e
vogliamo avere una comprensione migliore dei suoi dettagli", ha spiegato
il portavoce del commissario Barrot, Michele Cercone, spiegando: "Vogliamo
capire se è una operazione commerciale o se sono aiuti di Stato". Nei
giorni passati i funzionari della rappresentanza permanente dell'Italia a
Bruxelles hanno illustrato alla Commissione i dettagli del prestito, senza però
notificarlo ufficialmente, poiché questo passo è obbligatorio solo per gli
aiuti di Stato. Per il portavoce "i dettagli che abbiamo ora lasciano
spazio ai nostri servizi per chiedere altre informazioni". In particolare,
al di là del fatto che il prestito sia stato concesso o meno a tassi di
mercato, la domanda che la Commissione si fa è: una banca avrebbe concesso ad Alitalia una misura del genere? "Un prestito dato
secondo tassi commerciali può comunque essere considerato aiuto di Stato - ha
spiegato il portavoce - se si considera che un privato non avrebbe considerato
il ricevente sufficientemente sicuro da meritare un prestito". Se la
misura fosse notificata alla Commissione e eventualmente approvata, i ricorsi
ai tribunali nazionali - e i conseguenti obblighi di rimborso o il blocco dei
fondi - sarebbero più difficili, poiché i ricorrenti dovrebbero impugnare la
decisione di Bruxelles alla Corte di Giustizia europea, con una procedura ben
più lunga. "Esistono anche gli aiuti di Stato legali, se sono fatti con
alcuni criteri", ha osservato Cercone. In merito alle perplessità espresse
da Bruxelles, il futuro premier Silvio Berlusconi ha replicato con decisione: "Adesso
la fanno difficile, ma io non sono preoccupato: è l'unica cosa da fare. Alitalia non si poteva far assorbire dai francesi, dobbiamo
avere la nostra compagnia di bandiera. Non preoccupatevi di questi problemi,
l'Unione europea deve aiutare le cose giuste e non fare difficoltà".
Parole sulle quali il portavoce della Commissione, Johannes Laitenberger, si è
limitato a dire: "Non ho nessun commento da fare".
( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
I.
I sindacati chiedono l'inclusione di Az Servizi nel perimetro Alitalia. Spinetta non ci
sta: è rottura.
( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Ndici ore. Infine,
alle prime ore del mattino del 16 marzo, si decide di accettare l'offerta di
Air France-Klm.
( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di MAURO EVANGELISTI
ROMA - "Il Comune ti aiuta a comprare casa". Eccolo lo slogan con il quale
il candidato a sindaco di Roma del centro sinistra ieri ha presentato la sua
proposta. Siamo nella fase finale della campagna elettorale e Francesco Rutelli
ha detto di volere intervenire a favore delle famiglie romane. Molte sono in
difficoltà a causa dell'onerosità dei mutui a tasso variabile. La sintesi:
daremo 1.300-1.400 euro all'anno per contrastare la stangata delle rate. Un
provvedimento analogo riguarderà chi deve comprare casa. Il limite per questi
provvedimenti, secondo la proposta del candidato a sindaco del centro sinistra,
sarà il reddito: 40 mila euro annui. Come troverà i soldi per creare questo
fondo che oscillerà fra i 75 e i 100 milioni di euro? Grazie ai risparmi
assicurati dalla creazione di una centrale unica d'acquisto per il Comune di
Roma. La volata finale del candidato Rutelli è stata caratterizzata al mattino
dall'incontro con l'ex primo ministro britannico, Tony Blair ("mi ha detto
good luck"). Ma anche dalle parole forti sul tema della sicurezza, nel
corso di un'intervista al Tgr Lazio: "Sui rom sono pronto a collaborare
con il nuovo governo per trovare una soluzione alla questione dei campi. Su
questo problema il centro destra, che in passato ha governato la Regione Lazio,
avrebbe dovuto fare un piano a livello regionale che non ha mai fatto". Ha
insistito molto anche sull'orgoglio romano: "Sarò il sindaco del
quotidiano, conosco ogni quartiere di Roma, le sue strade... Non mi sentirete
mai parlare male di Roma, so cosa non va e lo voglio combattere. E' una cosa che
voglio dire chiaramente a chi sputa su questa città. Sono immamorato di Roma,
qui sono nato. La mia famiglia le ha dato tanto nel corso delle generazioni.
Non c'è ombra in chi ha servito, come me, questa città". In serata
Francesco Rutelli è tornato all'attacco, con parole molto dure, nel corso
dell'intervista al Tg1: "La sicurezza è un problema serio, ma purtroppo il
vostro telegiornale oggi si dovrà occupare di fatti gravissimi avvenuti a
Milano e Verona, è un problema che riguarda tutto il paese a cui bisogna dare
una risposta. Se sarò eletto, il sindaco dovrà occuparsi severamente di questo
problema perché non è tollerabile che ci siano episodi contro donne e persone
anziane. La sicurezza è un problema reale. Ma noi abbiamo voluto anche
ragionare in positivo, prendere iniziative serie anche a favore delle famiglie
e del futuro di Roma". L'intervistatore gli ha chiesto
cosa rischia Roma con il caso Alitalia, a quel punto Rutelli ha
affondato il colpo: "Per noi Alitalia è
importantissima, per questo siamo preoccupati da questa alleanza fra la Lega,
Alemanno e la destra missina di Storace e Rauti. Spero che i romani si
sveglino, che guardino al futuro non al passato". Ma è evidente che
il nucleo forte della "comunicazione" di ieri di Francesco Rutelli
era quello dedicato alle proposte sulla casa, i mutui, il sostegno alle
famiglie (ma anche ai single) che si trovano da una parte con le spalle al muro
perché è aumentata la rata a causa dell'andamento dei tassi, dall'altra non
possono comprare l'appartamento per gli alti costi. Di qui l'idea lanciata
ieri, che ha come causa scatenante l'aumento del tasso Euribor (origine
dell'incremento delle rate dei mutui a tasso variabile) fra il 2003 e il 2007:
dal 2,50 al 4,60 per cento. "Se sarò eletto, per ogni mutuo stipulato a tasso
variabile, il Comune di Roma verserà una cifra di 1.300 - 1.400 euro all'anno,
per contrastare l'aumento degli interessi verificatosi negli ultimi anni e che
hanno colpito questo tipo di mutui. Si tratta di oltre 100 euro al mese
destinati ad abbattere il caro mutui". La cifra riportata ieri da Rutelli
prende come modello di riferimento un mutuo trentennale per un capitale di 140
mila euro. Sempre secondo l'analisi di Francesco Rutelli, ad avere giovamento
da questa iniziativa "sarà l'80 per cento delle famiglie e delle persone
che hanno contrattato un mutuo prima casa a tasso variabile negli anni del
boom. Si tratta di una platea di circa 45 mila nuclei abitativi (possono essere
composti anche da un single) che non superano un reddito di 40 mila euro pro
capite annuale. In questa fascia di reddito rientra il 75% dei cittadini
romani". E per chi invece vive ancora in una casa in affitto e un
appartamento non lo può comprare? Il provvedimento - che Rutelli s'impegna ad
attuare se diventerà sindaco - prevede anche agevolazioni per chi compra:
"La stessa cifra (1.300 - 1.400 euro all'anno) - c'è scritto nella bozza
di intervento - sarà destinata a chi vuole comprarsi casa e deve accendere un
nuovo mutuo. Si stima che tale contributo interesserà circa ventimila famiglie,
coppie o persone sole". Bene, ma dove si trovano questi soldi, che non
sono pochi visto che lo stesso staff di Rutelli ha calcolato che sarà
necessario trovare fino a 100 milioni di euro? Le casse del Comune potranno
permetterselo? La soluzione, almeno secondo il progetto presentato ieri, è
quella della Centrale unica degli acquisti, che è già stata attuata, con
risultati significativi sul fronte dei risparmi, anche in altre istituzioni
come la Regione Emilia-Romagna. Ha ricordato Rutelli: "In Emilia-Romagna è
stato registrato un risparmio anche del 20 per cento sulle spese. E' evidente:
se ogni settore di una grande amministrazione compra per proprio conto, con
centri di spesa sperati, i risparmi sono limitati. Se c'è un'unica centrale che
strappa i prezzi migliori e razionalizza le spesse, le cose cambiano. Questa
operazione sui mutui toccherà progressivamente tutte le famiglie che
accenderanno dei mutui, salvo ovviamente che non abbiano un reddito molto alto,
perché comunque devono esserci delle priorità". Conclusione: "Ne
parleremo anche con le parti interessate, è un'altra parte del programma
rivolta al bene della nostra città da contrapporre alla campagna distruttiva
portata avanti da una destra che è sempre più di segno missino".
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-25 num: - pag: 39
categoria: BREVI ALITALIA Il prestito ponte Nottate
trascorse in aeroporto tra valige e bambini, causa sciopero piloti,
controllori, assistenti di volo, ai quali interessava solo la tutela dei loro
interessi corporativi. Adesso tutti noi (perché di noi si tratta) faremo ad Alitalia un prestito ponte di 300 milioni di euro che saranno restituiti
a dicembre. Ma per piacere, almeno non prendeteci in giro! Giovanni
Goglio agi.goglio@tiscali.it.
( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
I è di cominciare
col passo giusto l'azione di governo, offrendo agli italiani l'immagine di un
premier e di una alleanza capaci di sfruttare al massimo la luna di miele con i
cittadini. Per questo il Cavaliere vuole tagliare corto sulla lista dei
ministri, sciogliendo da subito il nodo Formigoni e quello degli equilibri
ministeriali con la Lega. Anche Bossi e Fini capiscono che in questo momento
chi indossa i panni del guastafeste si attira solo critiche e disappunto
nell'opinione pubblica, e ciò consente al presidente del Consiglio in pectore
un margine di manovra piuttosto ampio. Nè soverchi problemi possono arrivare
dal Pd, dove Walter Veltroni è alle prese con le voci dissonanti e i propositi
di condizionamento che arrivano da chi non ha condiviso del tutto la sua
strategia elettorale: da questo punto di vista, il modo in cui verrà risolto il
nodo dei capigruppo sarà la spia dei rapporti di forza interni al partito.
Piuttosto, una volta diradata la cortina fumogena di accuse e controaccuse che
il ballottaggio per il sindaco di Roma comporta, tornerà a porsi con forza il
tema dei rapporti tra maggioranza e opposizione che
riguarda il grado di convergenza possibile per affrontare le tante emergenze
italiane: dall'Alitalia, alla sicurezza, ai rifiuti di Napoli, alle riforme. E' un banco
di prova decisivo per capire in che direzione si muoverà la legislatura. Non va
dimenticato che il dopo Prodi era cominciato all'insegna del dialogo tra i due
maggiori leader. E' ragionevole ritenere che quel tipo di rapporto potrà
riprendere: a ben vedere, sia Berlusconi che Veltroni avrebbero da guadagnare
nell'eliminare definitivamente le tossine della delegittimazione reciproca. E a
quel punto sarà interessante capire che ruolo intende giocare l'Udc di Casini,
unico partito cerniera in campo.
( da "Campanile, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Mda Napolitano, no
alla lievitazione dei ministeri Colloquio al Colle per Berlusconi. Monito del
Quirinale: "Rispettare i limiti della riforma". Incontro
interlocutorio tra il premier in pectore e il presidente della Repubblica.
Nuova grana sul prossimo governo: certi Tremonti all'Economia e Frattini agli
Esteri. Il Cavaliere ammette: "Siamo un po' stretti, non so se ce la
farò" L'incontro non poteva che essere interlocutorio: sessanta minuti tra
il presidente del Consiglio in pectore Silvio Berlusconi (accompagnato da
Gianni Letta) e il presidente Giorgio Napoletano per conoscersi e prendere le
misure. In discussione non è l'incarico al Cavaliere, ma la struttura del
prossimo esecutivo. E in particolare i limiti imposti dalla recente riforma che
indica solo 12 ministeri con portafoglio. E il presidente della Repubblica ha
chiesto di rispettare nei limiti del possibile la norma approvata il dicembre
scorso, di qui il monito: "Attenzione alla proliferazione dei
ministeri". Il colloquio è stato organizzato dalle "diplomazie"
del Quirinale e di Palazzo Grazioli per cominciare a studiarsi, e il clima, a
detta di fonti vicine a Napolitano è stato "disteso e cordiale". Di
fatto, quello dello scorso mercoledì, è stato uno scambio
di opinioni di carattere generale sui problemi più urgenti (dall'Alitalia ai rifiuti) che dovrà affrontare il futuro esecutivo. Nessuna
nota ufficiale è stata diffusa al termine dell'incontro, segno del suo
carattere informale. Ma qualcosa è trapelato, a partire dalla squadra
ministeriale. E il primo giro d'orizzonte si è concentrato proprio su questo
aspetto. "Io - è stato il ragionamento fatto dal premier in pectore
- devo tenere conto dell'equilibrio che si sta formando nel nuovo partito. E
anche dell'equilibrio rispetto agli alleati". Ha fatto capire che le
richieste dei partner sono pressanti. Sul resto, poi, il quadro prospettato dal
Cavaliere ha mostrato una situazione magmatica. Ad esempio, sono stati solo
quattro i nomi dei potenziali ministri accennati al capo dello Stato: Giulio
Tremonti, Roberto Maroni, Franco Frattini e Ignazio La Russa. E non tutti e
quattro sono stati inseriti in una casella ben definita. Se, infatti, Tremonti
e Frattini sono sicuri di occuparsi dell'Economia e degli Esteri, per gli altri
due c'è ancora un margine di incertezza. Tutta colpa del vero e proprio rebus
che accompagna il ministero della Giustizia e il resto del team. Sul
Guardasigilli, infatti, rischia di incepparsi il mosaico berlusconiano. Con
Maroni agli Interni, infatti, spetta ad uno forzista quella competenza. Il
leader Pdl ha contattato Elio Vito ma sull'attuale capogruppo alla Camera sono
emerse le perplessità di molti dei "colonnelli" di Forza Italia e
anche dei membri del Csm che fanno riferimento al centrodestra. "Io
comunque - ha chiarito ai suoi interlocutori Berlusconi - a Via Arenula voglio
un politico, non un tecnico. Uno che sappia trattare con i magistrati".
Tant'è che la sua seconda scelta - e forse la preferita - cade su Roberto
Castelli: "Lo ha già fatto per cinque anni e lo ha fatto bene". Solo
che una soluzione di questo tipo implicherebbe la riscrittura di quasi tutta la
compagine. A cominciare, appunto, da Maroni che dovrebbe scambiare con Claudio
Scajola il Viminale per le Attività produttive. Senza contare che Gianfranco
Fini, invece, insiste nel caldeggiare una terza opzione: Giulia Bongiorno.
Anche dentro An, però, non manca qualche problema. Gianfranco Fini ha
prospettato a La Russa l'idea di trasferirsi al partito. Ma il colonnello di
Via della Scrofa non ci sta. Vuole andare al governo e ha chiesto proprio al
Cavaliere di confermare la sua nomina alla Difesa: "Già due volte mi hanno
fatto fuori per lo stesso motivo. Ora basta". Il puzzle dell'esecutivo,
dunque, è ben lontano dall'essere completato. Tant'è che Berlusconi ammette di
avere qualche difficoltà: "Non so se ce la farò a tenermi entro quel
limite (quello imposto dalla recente riforma che indica solo 12 ministeri con
portafoglio, ndr)". Dunque, non resta che procedere a piccole dosi: lo
conferma la serie di altri incontri che attendono Berlusconi e Napolitano.
(25-04-2008).
( da "Campanile, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Dubbi dall'Ue sul
prestito del governo alla compagnia. Ryanair annuncia il ricorso. La low cost
irlandese: "E' aiuto di Stato". British Airways preoccupata:
"Seguiamo la vicenda da vicino". E intanto il Fmi lancia l'allarme
conti: "Azioni rapide per salvaguardare la via del risanamento" Il
governo uscente ha varato il prestito ponte di 300 milioni di euro ad Alitalia, ma l'Unione europea ha già avanzato i suoi dubbi e
le principali compagnie europee protestano additando il prestito come un
"aiuto di Stato". Il portavoce del Commissario Ue ai Trasporti
Michele Cercone annuncia che l'Unione nutre dei dubbi circa la natura del
prestito e quindi sta cercando di capire se si tratta di un'operazione
commerciale "o se sono coinvolti aiuti di Stato". Mercoledì sera una
delegazione Ue ha avuto un incontro con le autorità italiane ? riferisce il
portavoce -, le quali hanno presentato le misure prese in favore di Alitalia, consegnando una lettera e alcuni documenti che
illustrano la misura presa e sostenendo che la misura non è un aiuto di Stato perchè
il prestito "è stato dato a condizioni commerciali". Al momento, l'Ue
sta analizzando i documenti in dettaglio e nei prossimi due giorni manderà una
lettera alle autorità italiane informandole di una serie di dubbi e richiedendo
ulteriori chiarimenti. "Quello che vogliamo capire chiaramente - fa sapere
Cercone - è se questa è un'operazione commerciale o se ci sono degli elementi
di aiuti di Stato coinvolti", ribadendo che "un prestito dato a tassi
di interesse commerciali può ancora costituire aiuto di Stato se un prestatore
commerciale considererebbe il beneficiario non abbastanza sicuro da non
potergli concedergli il prestito" e "questo è anche un aspetto che
dovremo prendere in considerazione". Quanto alla scelta dell'Italia di non
notificare la misura, il portavoce di Barrot spiega che "spetta alle
autorità italiane definire chiaramente la natura della misura" e loro
"hanno spiegato che non ritengono che il prestito sia un aiuto di Stato ma
un'operazione commerciale e per questo non l'hanno notificata secondo le regole
sugli aiuti di Stato ma l'hanno presentata alla Commissione". A fare i
conti in tasca a governo e Alitalia, poi, ci si
mettono anche le altre compagnie aeree e certa stampa, che non vede di buon
occhio l'intervento economico dell'esecutivo. Ryanair, compagnia low cost
irlandese ha deciso di ricorrere presso la Commissione europea contro il
prestito, convinta che l'ultima mossa dell'esecutivo "sia una beffa alla
normativa Ue sugli aiuti di Stato". Sostenere un'aerolinea nazionale
inefficiente, che sarebbe dovuta finire in bancarotta tempo fa "è
semplicemente illegale". Alitalia ha già ricevuto
più di 5 miliardi di euro in aiuti di stato illegali, ma la Commissione
Europea, "come sempre nel caso di compagnie di bandiera, chiude un occhio e
fa finta di niente". Sulla stessa linea, British airways, che annuncia di
seguire da vicino la vicenda, per assicurarsi che le norme Ue sugli aiuti di
Stato "siano regolarmente rispettati". Bloccare il prestito è anche
la richiesta del Wall street Journal per il quale quei 300 milioni di euro
hanno tutta l'aria di essere un aiuto di Stato "illegale" che la
Commissione Ue può "e deve respingere". Secondo
il quotidiano, infatti, è improbabile che Alitalia possa
attrarre qualche investitore. "Con il petrolio a 120 dollari al barile e
l'abitudine di Alitalia di bruciare liquidità è improbabile che un investitore privato
si avvicini comunque alla compagnia senza che il debito sia garantito dal
governo". In attesa, poi, che prenda forma la cordata italiana, e
che il presidente dell'aviolinea Aristide Police nomini di concerto con il
ministero del Tesoro un nuovo ad, i sindacati hanno incontrato l'azienda
facendo il punto della situazione. Il presidente di Anpac, Fabio Berti annuncia
che nell'arco del 2008 si metteranno a terra 37 aeromobili. Il numero
"coincide esattamente - ha spiegato Berti - con il numero di aerei che si
dovevano fermare nel piano Air France, escluso il cargo". Gli aerei che
dovrebbero restare a terra nel corso dell'anno sarebbero, secondo quanto si
apprende, 16 MB80, quattro Atr, 14 Embraer 145 e tre 767". (25-04-2008).
( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Dubbi di Bruxelles
sul prestito ponte e ricorso della Ryanair. Il Cavaliere: non
fatela difficile e non createci problemi Alitalia,
scintille Ue-Berlusconi E il Fondo monetario avverte il nuovo governo: prosegua
il risanamento Scintille tra Berlusconi e l'Ue sull'Alitalia. L'Europa
avanza "un certo numero di dubbi" sul prestito-ponte deciso dal
governo, su spinta del Cavaliere, per salvare la compagnia di bandiera.
Il commissario ai Trasporti, il francese Jacques Barrot, vuol chiarire se quei
300 milioni di euro possono essere considerati un aiuto di Stato. Un
atteggiamento che non piace al Cavaliere, che commenta: "Adesso la fanno
difficile. L'Unione Europea deve aiutare le cose giuste e non creare difficoltà".
E la compagnia low cost Ryanair ha annunciato un ricorso. Intanto anche da
Washington arriva un monito per il nuovo governo: è il Fondo monetario
internazionale, che chiede all'Italia di "proseguire nei progressi sul
fronte fiscale per ridurre il deficit", in modo da salvaguardare i buoni
risultati del 2007. E l'Fmi aggiunge: per Alitalia si
usino regole di mercato. DA PAG.
( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Crisi globale, il
Fondo monetario internazionale sollecita l'Italia: "Liberalizzazioni e
misure fiscali". E su Alitalia:
"Meglio basarsi sulle regole del mercato" Sara Farolfi Nuovo governo,
solito Fondo monetario internazionale: ancora non si conosce la composizione
del nuovo esecutivo ma, puntuale, da Washington, l'Fmi ha già dettato la linea
di politica econonomica: "Suggeriamo rapide azioni - ha dichiarato Masood
Ahmed, direttore delle relazioni esterne dell'organizzazione - per la
salvaguardia dei buoni progressi nel 2007 sul fronte fiscale, che hanno portato
a una riduzione del deficit di bilancio". Ma che significa? Che il
Berlusconi quater deve pigiare ancora di più il piede sull'acceleratore della
pressione fiscale? Assolutamente no: "le azioni rapide" si
riferiscono alle "riforme di strutura". In primo luogo "le
liberalizzazioni per fare massa critica in grado di assicurare slancio alla
crescita". Il Fondo (che aveva dovuto interrompere la tradizionale
missione per completare il Rapporto annuale sullo stato dell'economia per il
sopraggiungere della crisi di governo) è parecchio preoccupato per l'andamento
congiunturale dell'Italia. "Dopo gli ottimi progressi registrati nel 2007,
la posizione di bilancio si sta di nuovo indebolendo - ha spiegato Ahmed - e
quindi ulteriori iniziative sono una priorità". Insomma, per l'Fmi, serve
un'azione decisa sul fronte del risanamento dei conti pubblici. Ma - è ovvio -
le privatizzazioni da sole possono poco. E così il Fondo rilancia sul fronte
delle riforme di struttura. Il che significa un ridimensionamento
dell'intervento pubblico, soprattutto sul fronte del welfare: pensioni e sanità
per prime. Ahemed ha anche commentato la vicenda Alitalia
sostenendo che il Fondo "ritiene che questo tipo di vicende dovrebbero
trovare una soluzione basata sul mercato e sulle regole europee per i beni e i
servizi". Una frase ermetica che esclude gli aiuti di stato (largamente
utilizzati negli Usa) che il Direttore delle relazioni esterne avrebbe fato
bene a pronunciare quando era in corso la trattativa di mercato per la cessione
di Alitalia a Air France. E mentre ieri il Centro
studi della Confindustria ha anticipato che nel primo trimestre il Pil italiano
segnerà un forte rallentamento con un crescita (0,1%) prossima allo zero, ma
non negativa, Giulio Tremonti - ex e futuro ministro dell'economia - in un
incontro con i rappresentanti dall'Anci (l'Associazione dei comuni italiani)
oltre a rassicurare che i comuni italiani non avranno alcun vuoto di gettito
(l'Ici, infatti è destinato ai comuni) avrebbe fatto sapere che l'abolizione
dell'Ici sulla prima casa non sarà totale: sarebbero infatti escluse le ville e
le case di lusso. Massimo Garavaglia della Lega ha confermato questa
impostazione e stimato che complessivamente sarà un'operazione da 1,7-2
miliardi: le minori entrate per i comuni potrebbe essere compensate con un
aumento della compartecipazione Irpef. Che però lascerebbe un buco nei conti
dello stato che a sua volta dovrà essere compensato tagliando da qualche altra
parte.
( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
"Toni duri"
da Bruxelles sui 300 milioni di euro dati alla compagnia. Berlusconi replica:
"L'Europa ci aiuti, anziché creare difficoltà". A dover rispondere
"entro 10 giorni" sulla legittimità è il governo Prodi Bruxelles Il
prestito-ponte di 300 milioni di euro all'Alitalia
chiesto da Silvio Berlusconi e deciso dal governo Prodi solleva una nuova
turbolenza. La Commissione europea ha inviato alle autorità italiane la lettera
"dai toni duri", fanno sapere a Bruxelles, con la richiesta di
ulteriori chiarimenti sulla misura con cui si garantisce ad Alitalia
il prestito. Una richiesta non gradita dal premier in pectore, che ieri sera,
durante il comizio di chiusura della campagna elettorale a Roma a sostegno di
Alemanno, ha lanciato un duro attacco alla Commissione: "Adesso la fanno
difficile. Ma io non sono preoccupato, quella del prestito è l'unica cosa da
fare . Alitalia non si poteva far assorbire dai
francesi" - ha detto Berlusconi, che poi ha aggiunto: "Non sono
preoccupato da questi problemi. L'Unione europea deve aiutare le cose giuste e
non fare difficoltà". Nella lettera la Commissione Ue chiede una serie di
dettagli sul prestito, dai più elementari e quelli più specificatamente
economici, allo scopo di capire di che misura si tratta". L'Ue sembra in sostanza
convinta che si tratti di un aiuto di stato e dà all'Italia dati dieci giorni
lavorativi per chiarire. Prodi ha fatto sapere che risponderà alla Ue nel tempo
stabilito, ma la situazione non è facile. Tanto più che Ryanair, compagnia low
cost irlandese, ha fatto ricorso. "L'ultimo salvataggio finanziario di Alitalia da 300 milioni vanifica le regole dell'Unione
europea in tema di aiuti di Stato", ha tuonato Jim Callaghan, responsabile
degli affari legali di Ryanair, il quale ha tenuto a sottolineare il concetto
che "sostenere una compagnia aerea nazionale inefficiente, che sarebbe
fallita molto tempo fa, è semplicemente illegale". Secondo Ryanair, la
Commissione tende a privilegiare le compagnie di bandiera infrangendo le regole
europee sulla concorrenza e nel contempo discrimina Ryanair. Ieri mattina si
sono incontrati i vertici delle nove sigle sindacali con i vertici della
compagnia. Al termine dell'incontro, i sindacati hanno fatto sapere che "è
indispensabile" un rapido completamento del cda e un conseguente riassetto
del management". Anche il presidente dell'Anpac, Fabio Berti, ha confermato che il presidente di Alitalia ha
dichiarato, nel corso del confronto, di"aver fatto presente al governo che
ritiene essenziale che Alitalia abbia un nuovo amministratore delegato in tempi brevi". I
sindacati, si legge nella stessa nota, ribadiscono che "Alitalia ha bisogno di decisioni rapide che contengano assetti
proprietari certi, proposte industriali di ampio respiro, un nuovo patto
con e per il paese e una solidità finanziaria". In particolare, i
sindacati hanno chiesto " interventi su alcune voci di spesa, come
l'immediato blocco di tutte le consulenze e di tutte le esternalizzazioni delle
attività", per un risparmio di circa 150 milioni di euro all'anno.Non è
stata fissata una nuova data per un altro incontro, in attesa che si insedi il
nuovo governo e vengano nominati i vertici dell'Alitalia.
Dall'incontro di ieri si è appreso comunque che "nell'arco del 2008 si
metteranno a terra 37 aeromobili", stando a quando dichiarato dal
presidente di Anpac, Fabio Berti. Il numero "coincide esattamente - ha
spiegato Berti - con il numero di aerei che si dovevano fermare nel piano Air
France, escluso il cargo". Gli aerei che dovrebbero restare a terra nel
corso dell'anno sarebbero secondo quanto si apprende, 16 MB80, quattro Atr, 14
Embraer 145 e tre 767.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
102 Il governo italiano rischia l'avvio di una procedura d'infrazione e una
supermulta per aver violato la norma che vieta gli aiuti di Stato La scure
europea e il ricorso di Ryanair Il governo italiano rischia l'avvio di una
procedura d'infrazione e una supermulta per aver violato la norma che vieta gli
aiuti di Stato --> BRUXELLES La Commissione Ue ha
espresso fortissimi dubbi sul prestito-ponte di 300 milioni concesso ad Alitalia, sospettando che si tratti di un aiuto di Stato e chiedendo a
Roma ulteriori informazioni entro dieci giorni. Bruxelles minaccia quindi di
aprire una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia se il prestito
verrà erogato prima di un suo eventuale via libera. Procedura che
comporterà l'obbligo del rimborso del prestito, pena il deferimento alla Corte
Ue di giustizia. Che si tratti di aiuti di Stato lo pensano anche diverse
compagnie aeree europee, che minacciano ricorsi alle autorità comunitarie. I
dubbi della Commissione Europea sono contenuti in una lettera di una pagina che
i servizi del commissario Ue ai trasporti, il francese Jacques Barrot, hanno
inviato ieri pomeriggio a Palazzo Chigi dopo aver esaminato la prima
documentazione sul decreto salva-Alitalia presentata ieri
a Bruxelles. Documentazione ritenuta insufficiente per valutare se il
prestito-ponte non si configuri come un aiuto di Stato illegale che viola le
regole comunitarie sulla libera concorrenza. Di qui i "toni piuttosto
duri" - come stati definiti in ambienti dello stesso esecutivo europeo -
della missiva inviata al governo italiano. Missiva in cui si avanzano tutta una
serie di osservazioni accompagnate dalla richiesta di ulteriori informazioni di
carattere tecnico-giuridico ed economico. Informazioni che Bruxelles ritiene
necessarie per avere un quadro completo del provvedimento e decidere sulla sua
regolarità. Palazzo Chigi ha confermato di aver ricevuto la lettera e ha a
nnunciato che "fornirà, entro i 10 giorni lavorativi indicati nella
lettera, le informazioni richieste e, a garanzia della certezza giuridica
dell'intervento, espleterà le procedure previste dal Trattato". In pratica
il governo deve convincere la Commissione Ue che venendo in soccorso di Alitalia si è comportato come un qualunque investitore
privato, concedendo il prestito a reali condizioni di mercato. E se Roma
insiste con le ragioni di ordine pubblico che hanno motivato la concessione del
prestito, a Bruxelles queste ragioni vengono ritenute ininfluenti per decidere
se si tratti o meno di un aiuto di Stato. Se i chiarimenti di Roma - attesi
entro dieci giorni lavorativi, quindi entro il 19 maggio - non dovessero
arrivare o convincere Bruxelles, la Commissione Ue - come spiegato nella
lettera - avrebbe davanti a sé due strade: se il prestito non è stato ancora
erogato, partirebbe un'ingiunzione per la sua sospensione; ma se i 300 milioni
saranno già finiti nelle casse di Alitalia, allora
l'Ue sarebbe costretta ad aprire una procedura di infrazione nei confronti
dell'Italia, chiedendo il rimborso immediato della somma, pena il deferimento
alla Corte Ue di giustizia. Intanto alcune delle compagnie aeree concorrenti di
Alitalia sono sul piede di guerra e fanno pressing
sulla Commissione Ue. Ryanair ha annunciato di aver già presentato un reclamo a
Bruxelles, ritenendo illegale il prestito-ponte deciso dal governo italiano. E
anche l'inglese British Airways e la svedese Sas minacciano di presentare
ricorsi. Gli esperti comunitari, comunque, frenano, spiegando che bisogna prima
attendere il verdetto dell'esecutivo europeo sul prestito. Anche se già in
questa fase sono possibili ricorsi presso i tribunali nazionali. Una bocciatura
al decreto salva-Alitalia arriva infine
dall'autorevole Wall Street Journal, che consiglia al commissario Barrot di
"puntare i piedi" e di bocciare quello che definisce un aiuto
illegale.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
102 Alitalia, Berlusconi sfida Bruxelles Tensione sul
prestito: "L'Ue deve aiutarci, non creare difficoltà" --> Tensione
sul prestito: "L'Ue deve aiutarci, non creare difficoltà" L'Unione
europea chiede chiarimenti all'Italia sul prestito ponte
per salvare Alitalia. ROMA L'Italia ha due settimane di tempo per convincere la
Commissione europea di avere tutte le carte in regola per l'emissione del
prestito ponte per Alitalia. Nel caso in cui le spiegazioni richieste non arrivassero o
fossero ritenute insoddisfacenti la Commissione europea si riserva di
ingiungere all'Italia la sospensione del prestito. Il timing è dettato
da Bruxelles, che non nasconde i dubbi sull'operazione e mette nero su bianco
la richiesta di chiarimenti al governo italiano. Dieci giorni lavorativi: è
questa la scadenza fissata, una tempistica che potrebbe voler dire che sarà il
governo Berlusconi, appena insediato, a dover inviare il dossier alla Ue. E il
Cavaliere mostra di non apprezzare i paletti europei: "Adesso la fanno
difficile. Ma io non sono preoccupato, quella del prestito è l'unica cosa da
fare. Alitalia non si poteva far assorbire dai
francesi". Poi la stoccata: "Non sono preoccupato da questi problemi.
L'Unione europea deve aiutare le cose giuste e non fare difficoltà". Oggi
in sella c'è però ancora Romano Prodi, che non commenta direttamente ma che,
con una nota della presidenza del Consiglio, dà notizia di aver ricevuto la
missiva e assicura "che fornirà, entro i 10 giorni lavorativi indicati
nella lettera, le informazioni richieste e, a garanzia della certezza giuridica
dell'intervento, espleterà le procedure previste dal Trattato".
Ufficialmente, certo, il governo non può disconoscere un provvedimento varato
appena due giorni fa. Anche se, non è un caso che Prodi e Padoa-Schioppa
abbiano voluto evidenziare come l'ammontare (triplicato rispetto alle attese)
del prestito sia stato voluto dal futuro premier Silvio Berlusconi. La scelta
di dare il finanziamento, quindi, deve essere interpretata come "un atto
di responsabilità", ha ribadito all'unisono il governo uscente. Nulla di
più. Di fronte ai dubbi che arrivano dall'Europa, appesantiti dalla notizia del
ricorso di Ryanair, poi, non c'è motivo di scomporsi più di tanto. Anche perchè
ormai, è il ragionamento nel governo uscente, il problema è del nuovo
esecutivo. Che infatti si affretta a difendere la scelta fatta. "Il
decreto sul prestito-ponte è un buon decreto - assicura l'esponente del Pdl
Maurizio Lupi - e i suoi contenuti non lasciano dubbi. Mi auguro che l'Europa
non sia ancora una volta matrigna e di ostacolo ma svolga il ruolo di controllo
comprendendo il senso delle scelte che stiamo facendo". In realtà, a
difendere il finanziamento d'emergenza c'è anche l'attuale maggioranza uscente
che interpreta questa mossa come il male minore, quella che ha permesso di
evitare il commissariamento. Certo, il futuro resta però nero, secondo Massimo
D'Alema: "Il problema di Alitalia non è mettere
insieme un gruppo di amici. Alitalia deve avere un piano
industriale credibile", altrimenti "il suo destino è segnato".
Ancora più duro il leader dell'Idv Antonio Di Pietro che punta il dito contro
Salvatore Ligresti: "Se dà ora la sua disponibilità e non prima è perché
sa che Berlusconi potrà rendere il favore all'amico...". Meno tranchant il
segretario del Pd Walter Veltroni, che non solo difende il prestito ("Non
è illegale") ma immagina anche una soluzione mix: "Penso si debba
cercare una combinazione tra gli imprenditori italiani e una grande compagnia
europea, che non può essere certo Aeroflot. Ci sono altre compagnie e anche con
Air France - conclude - si potrebbe riprendere la discussione".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
25-04-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 215
Benetton punta all'America latina --> Il gruppo Benetton
continua a spingere sul pedale dell'internazionalizzazione, conferma gli
obiettivi 2008 e punta a concludere entro l'anno due joint venture in America
Latina, una delle quali da annunciare in tempi strettissimi. La famiglia di
Ponzano Veneto frena invece su Alitalia, e subordina un suo
intervento all'esame di un progetto industriale vero e proprio.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
25-04-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Provincia di Nuoro
Pagina 5022 Ottana Legler. Nuovo appello Ultimi tentativi per salvare l'azienda
tessile Ottana Legler.. Nuovo appello --> Cinque giorni per decidere il
futuro di oltre 800 lavoratori. È iniziata la corsa contro il tempo per salvare
la Legler dal commissariamento. Per evitare il peggio sono mobilitati i
sindacati, ma anche la Commissione delle emergenze Industriali della Provincia
che chiede l'intervento immediato del nuovo Governo, quindi il coinvolgimento
di tutte le forze politiche e sociali regionali e nazionali, per l'elaborazione
di una proposta che porti al salvataggio del gruppo tessile. Mancano, però,
solo cinque giorni alla scadenza fissata dall'Unione europea e se non ci sarà
una proroga sarà decretato il fallimento e quindi si procederà al
commissariamento dell'azienda tessile. L'Unione europea chiederà a quel punto
la restituzione di quei 13 milioni di euro che un anno fa erano stati concessi
alla Legler per saldare i debiti con i fornitori e pagare gli operai. Un aiuto
di Stato che l'Unione europea vuole recuperare. Una situazione che potrebbe,
invece, essere superata solo se prima del 30 aprile venisse presentata una proposta
assieme a un progetto industriale valido e credibile, per il rilancio dei tre
stabilimenti sardi, assieme a quello di Ponte San Pietro in Lombardia. La
commissione della Provincia per le Emergenze industriali propone altre
soluzioni, attraverso una iniziativa immediata. "Riteniamo che l'emergenza
Legler - è scritto in un documento inviato al presidente della Provincia
Roberto Deriu e a quello della Regione Renato Soru, oltre che agli assessori
all'Industria dei due enti - debba essere immediatamente portata all'attenzione
del nuovo Governo centrale per verificare, così come è
stato proposto per Alitalia, quindi superare le rigide regole dell'Unione europea, se è
possibile ricorrere anche nel caso della Sardegna ad un prestito ponte".
In ballo la chiusura dei tre stabilimenti sardi e il licenziamento di oltre
mille lavoratori. "Una situazione che amplierebbe un disagio sociale già
altissimo - è scritto nel documento - che potrebbe sfociare in pesanti
fenomeni di ordine pubblico di difficile gestione".Da qui la proposta di
un incontro con tutte le forze politiche e sociali, per elaborare un progetto
di salvataggio. "In questo momento sono improponibili trascuratezze e
ritardi - dice l'assessore provinciale Mario Moro - Regione e imprenditori
propongano una via d'uscita". Tomaso Canu della Cisl dice: "I nuovi
rappresentanti sardi nel Governo devono portare a Roma il malessere della
nostra Isola e della Legler, subito". Aggiunge Jose Mattana della Cgil:
"Speriamo che si faccia in cinque giorni quello che non è stato fatto in
cinque anni". La parola all'Unione europea. FRANCESCO OGGIANU.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Prima Pagina Pagina
2 Alitalia. "Non potevamo farci assorbire dai
francesi". Ricorso di Ryanair Berlusconi attacca: la Ue deve aiutarci Alitalia.. "Non potevamo farci assorbire dai
francesi". Ricorso di Ryanair "Non ci crei difficoltà".
Bruxelles ha dubbi sul prestito ponte --> "Non ci crei
difficoltà". Bruxelles ha dubbi sul prestito ponte L'Italia ha due
settimane di tempo per convincere la Commissione europea di avere tutte le
carte in regola per l'emissione del prestito ponte per Alitalia.
Nel caso in cui le spiegazioni richieste non arrivassero o fossero ritenute
insoddisfacenti la Commissione europea si riserva di ingiungere all'Italia la
sospensione del prestito. Il timing è dettato da Bruxelles, che non nasconde i
dubbi sull'operazione e mette nero su bianco la richiesta di chiarimenti al
governo italiano. Dieci giorni lavorativi è la scadenza. LA PROTESTA Berlusconi
mostra di non apprezzare i paletti europei: "Adesso la fanno difficile. Alitalia non si poteva far assorbire dai francesi. L'Unione
europea deve aiutare le cose giuste e non fare difficoltà". Ricorso di
Ryanair. A PAGINA 2.
( da "Riformista, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia lungaggini burocratiche potrebbero
favorire il verdetto sul prestito L'Europa già dubita. Berlusconi non gradisce
Un primo ostacolo starebbe per essere rimosso. Stando a quanto dichiarato da
fonti sindacali al termine dell'incontro con il management di Alitalia, la ex compagnia di bandiera avrà a breve un nuovo
amministratore delegato. "La nomina di un amministratore delegato -
avrebbe detto il presidente Police - sarà presa in esame a brevissimo di
concerto con il futuro ministro del Tesoro". Una scelta condivisa sia
dalle nove sigle sindacali che dall'Anpac, convinti che un riassetto
dell'organigramma dell'azienda appaia ormai ineludibile per affrontare una
stagione di grandi sfide. A partire dal prestito ponte varato dal governo e su
cui l'Unione europea ha già espresso forti perplessità rispetto alla sua
natura: progetto di ristrutturazione o aiuto di Stato? "Ancor prima che
cominci l'analisi delle misure è già chiaro che nei prossimi giorni i nostri
servizi invieranno una lettera all'Italia esprimendo dei dubbi sulla natura
delle misure", ha spiegato il portavoce del commissario per i Trasporti,
Jacques Barrot prima che, nel pomeriggio, il suo portavoce confermasse
l'avvenuto invio della missiva, definita "dai toni piuttosto duri".
Inoltre la Commissione europea nel valutare questo analizzerà anche l'eventuale
esistenza di altri soggetti disposti a prestare soldi alla compagnia aerea agli
stessi tassi: "Anche un prezzo del prestito definito commerciale può
trattarsi di un aiuto di Stato se l'azienda è a rischio di non rimborso".
La Commissione insomma ha ribadito di non avere "una visione chiara di
quanto sta succedendo" e prima di esprimersi attende la risposta
dell'Italia che, stando a quanto dichiarato da Palazzo Chigi, sarà inviata
entro dieci giorni lavorativi. Insomma, Bruxelles non pare particolarmente
predisposta alla comprensione auspicata l'altro giorno da Massimo D'Alema,
anche se ieri Walter Veltroni, interpellato sulla vicenda, ha dichiarato che
"l'Europa deve rendersi conto che in questo momento in un paese come
l'Italia la perdita di posti di lavoro potrebbe avere effetti sociali molto
pesanti. Non c'è nulla di illegale in questo prestito". Dubbi a cui
Berlusconi ha risposto in maniera seccata ieri sera, a margine della
manifestazione romana per Alemanno: "Adesso la fanno difficile. L'Unione
europea deve aiutare le cose giuste e non creare difficoltà. Non sono preoccupato
- ha aggiunto il futuro premier - il prestito ponte era l'unica cosa da
fare", anche perché "Alitalia non si poteva
far assorbire dai francesi. Noi dobbiamo avere la nostra compagnia di
bandiera". Comunque, quella con Bruxelles è una partita aperta come
conferma Paolo Costa, ex sindaco di Venezia e ora presidente della commissione
Trasporti del Parlamento europeo, secondo il quale "i temi europei
realmente sul tappeto sono tre. Primo, la questione della notifica italiana che
non sarebbe pervenuta è assolutamente un non problema: essendoci già un
ricorso, quello di Ryanair, è ovvio che le autorità europee devono intervenire.
Secondo, a metterci il naso non sarà solo la Commissione Trasporti ma anche il
Parlamento e il Consiglio. Tutto dipende dal tipo di occhiali che vorranno
indossare: quelli buoni per leggere il decreto per ciò che è oppure no. Devo
dire che se si fosse trattato di 100 milioni di prestito per due mesi allora
l'ipotesi di aiuto di Stato sarebbe stata palese ma 300 con scadenza 31
dicembre cambiano un po' la prospettiva e parlano la lingua di un piano di
ristrutturazione e non di intervento meramente emergenziale. Terzo punto, la
tempistica. Non si potrà cominciare l'analisi della questione prima che sia
giunto il ricorso di Ryanair. Vogliamo dire che arriverà oggi o domani? Bene,
prima di almeno metà settimana prossima non si potrà dire nulla: e forse i
tempi si dilateranno ulteriormente". C'è inoltre, ricorda Costa, "la
questione maggiore", ovvero chi sarà il Commissario ai Trasporti chiamato
a valutare se si tratta di un aiuto di Stato: "sarà l'attuale, Jacques
Barrot oppure quello che gli subentrerà a livello di deleghe in materia che
potrebbe essere proprio l'italiano e berlusconiano Antonio Tajani? Non è
questione di poco conto e proprio questa variabile potrebbe essere fondamentale
nell'epilogo di questa vicenda. Franco Frattini si dimette oppure no il 29
aprile? Ancora non lo sappiamo quindi tutto è un po' alla cieca: certo, se
fosse Barrot penso che potrebbe decidere per il no e poi, in futuro, magari
appellarsi alla categoria dell'errore. Ma così è difficile valutare,
davvero". Quindi strategie di corridoio, maneggi diplomatici, ritardi o
anticipi strategici. La Francia, per ovvi motivi e la Gran Bretagna, uscita
indenne dalla nazionalizzazione di Northern Rock e irritata per la linea
filo-Putin del Cavaliere potrebbero infatti fare pressione affinché il prestito
ponte non venga accordato. Non è casuale che ieri British Airways abbia infatti
sentito il bisogno di rendere noto che seguirà "da vicino la situazione
per assicurarci che le norme Ue sugli aiuti di Stato siano rigidamente
rispettate". E Malpensa? "Come si sarà accorto è sparita dall'agenda del caso Alitalia conclude Paolo Costa -. E
sa perché? Perché a Milano si sono resi conto che dovrebbero accendere un cero
alla madonna per l'abbandono di Alitalia. Lo scalo
varesino ha infatti slot in eccesso, oltre a quelli abbandonati dall'ex
compagnia di bandiera ed è diventato l'hub più ambito d'Europa visto che gli
altri sono strapieni". Varese parlerà tedesco, la Magliana
francese. Con buona pace della cordata italiana. 25/04/2008.
( da "Riformista, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
L'unità e berlusconi
Due tagli, due misure Come è noto, il Riformista si è battuto con
determinazione perché l'Italia non perdesse l'occasione Air France per salvare
la sua compagnia di bandiera. La polemica di Berlusconi ci è apparsa prima
elettorale, poi autarchica, infine pericolosa, perché il
destino di Alitalia potrà ora essere solo peggiore, ogni giorno che passa, come
spieghiamo nella nostra prima pagina. Però della soluzione Air France pensavamo
fosse chiaro che comportava un consistente taglio di personale. Senza del quale
è inimmaginabile qualsiasi futuro nel mercato della compagnia. E
francamente credevamo che anche chi, come noi, sosteneva quella soluzione, ne
fosse consapevole. Invece ieri abbiamo visto il titolo dell'Unità che recitava
così: "Alitalia, Berlusconi ora dice
licenziamenti. Finite le promesse elettorali, il futuro premier annuncia:
inevitabili tagli dolorosi". Francamente, a noi le dichiarazioni di
Berlusconi erano parse come un segno di responsabilità: finita la campagna
elettorale, il futuro premier avverte il paese che i tagli dolorosi sono
necessari, e non solo all'Alitalia. E chi, come
l'Unità , quei tagli li difendeva quando li proponevano Padoa Schioppa e
Spinetta, dovrebbe spiegarne la necessità ai suoi lettori anche ora che li
annuncia Berlusconi in nome e per conto di non si sa ancora quale futura
cordata. Due pesi e due misure non va bene. Non si può essere per i tagli di
Prodi e contro i tagli di Berlusconi. L'Italia ha bisogno di alcune cose che Prodi
avrebbe dovuto fare e Berlusconi dovrà fare. Il problema è che proseguendo con
le faziosità contrapposte, rischia di non farle nemmeno Berlusconi dopo che non
le ha fatte Prodi. É questo il guaio del nostro paese. 25/04/2008.
( da "Voce d'Italia, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Berlusconi
alla Commissione Europea: "non ci crei
difficolta'" Alitalia, UE su Berlusconi: no comment Laitenberger: na"la richiesta
di chiarimenti e' per verificare se vi siano aiuti di Stato incompatibili con
le norme UE" Bruxelles, 25 apr. - Silvio Berlusconi ha ieri invitato la
Commissione europea a 'non fare difficoltà' sulla delicata questione Alitalia. Oggi pronta la risposta del portavoce della Ue Johannes
Laitenberger: "Non commentiamo dichiarazioni che rientrano nel dibattito
politico interno. L'azione della Commissione è chiara". Laitenberger ha
spiegato quindi che la richiesta di chiarimenti inviata dall'esecutivo Ue serve
per verificare la presenza o meno, nel prestito ponte, di aiuti di Stato
incompatibili con le norme Ue. La vicenda del prestito, accordato dal governo a
sostegno di Alitalia, è commentata anche da Michele
Cercone, portavoce del commissario Ue ai Trasporti: "Stiamo analizzando il
caso, anche senza eventuali ricorsi presentati dalle compagnie
concorrenti". Sul fronte interno, intanto, Di Pietro afferma che:
"nessuno deve potersi permettere di prendere dei provvedimenti che sono
illegittimi e io ritengo che la forzatura che ancora una volta ha voluto
Berlusconi sarà punita dall'Unione Europea perché - la sua richiesta - é un
aiuto di Stato" e in quanto tale è illegittima. A.F.
( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
St della capitale va
in scena la resa dei conti. Il presidente per caso Aristide
Police mette al corrente le nove sigle di ciò che le nove sigle Alitalia sanno già: la trattativa con i francesi è saltata, la politica
ha messo a disposizione 300 milioni di euro, ma quei 300 milioni rischiano di
essere giudicati come aiuto di Stato. Rynair, British e la svedese Sas sono sul
piede di guerra. Il nuovo governo rischia un braccio di ferro con
Bruxelles, il no al finanziamento e il commissariamento coatto. I sindacati non
gli credono. Contano sul coriaceo spirito antieuropeista del centro-destra e
respirano la boccata di ossigeno. Prende la parola il numero due Giancarlo
Schisano, fratello di quel Roberto che nel 1995 uscì sconfitto da un duro
scontro con i piloti dell'Anpac dopo aver messo alla guida di velivoli Alitalia gli equipaggi-canguro della australiana Ansett.
"Con l'entrata in vigore del piano Prato e i tagli su Malpensa, l'attività
operativa è ridotta di 37 aeromobili". Schisano mette al corrente i
sindacati che il numero di aerei già a terra è quello contemplato nel piano Air
France-Klm. Lo stesso piano che i sindacati hanno rigettato indignati. Il
comandante Fabio Berti, leader indiscusso dei piloti, quasi sobbalza dalla
sedia. "Non dovevano essere 27? E ora che farete, fermerete anche il Cargo
come voleva Parigi?" Schisano abbozza, tenta di aggiustare il tiro. Berti
incalza, secondo quanto riferiranno alcuni colleghi sindacalisti perché
determinato ad avere la testa di Schisano in occasione dell'arrivo del nuovo
supermanager in quota Berlusconi (si dice Mario Resca o l'ex McKinsey Gianemilo
Osculati). "Abbiamo scoperto dai francesi che il settore era in perdita
per settanta milioni su un fatturato di duecento. Tu non ne sapevi
nulla?", attacca Berti. Schisano abbozza di nuovo sotto lo sguardo
smarrito di Police. L'attacco contro il direttore generale dell'azienda è
concentrico. Agli occhi dei piloti Schisano è colui che rappresenta Maurizio
Prato, l'uomo che aveva osato sfidare il loro strapotere e che durante la trattativa
con Parigi gli aveva prospettato 500 esuberi. Prende la parola Danilo Parma,
numero due dell'Unione Piloti, nata nel 1987 da una costola dell'Anpac e da
sempre loro spina nel fianco. Parma lamenta il passaggio di piloti da velivolo
a velivolo senza preventiva consultazione. "Di questi tempi è uno
spreco". Fra uno spostamento e l'altro, quattro piloti sono andati a
rimpinguare la truppa dei 135 che si dividono l'ardua impresa di far volare i
cinque MD11 Cargo: ora sono
( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
L'Ordine dei
giornalisti è inutile? Probabilmente sì. Gli aiuti di Stato ai giornali di
partito sono scandalosi? Senza dubbio. Criticare il mondo del giornalismo è
lecito e secondo me anche salutare. Ma trovo che l'era del libero insulto stia
volgendo al termine. Mi spiego: Beppe Grillo è stato l'unico a denunciare certe
situazione politiche, mediatiche, economiche e questo è stato un bene per la
democrazia italiana. C'era bisogno di una valvola di sfogo, di qualcuno che
rompesse il conformismo e le convenienze. Ma non si può continuare in eterno a
infangare tutti. Il comico genovese denuncia il malcostume nazionale, ma con i
suoi ne incoraggia un altro; quello per cui il cittadino si sente legittimato
ad affrontare problemi e ingiustizie con l'insulto, lo sproloquio, il
qualunquismo più immediato, da bar. E' questo il modello di civiltà promosso da
Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che
l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali.
L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al
Jazeera come "televisioni libere". Sulla Bbc sono d'accordo, ma la
Cnn non è affatto garibaldina nei confronti della Casa Bianca e al Jazeera è
posseduta dal Qatar che pone limiti molto severi all'informazione. Ancora:
critica Napolitano (definito "un Morfeo che dorme, dorme, dorme")
perché ha indetto elezioni prima del referendum: e che doveva fare? La legge
parla chiaro e se non c'è maggioranza in Parlamento si va al voto col sistema
vigente. E poi davvero tutti i giornalisti sono servi, a parte Travaglio? Ma
siamo seri, per cortesia: che esista un problema di acquiescenza da parte di
molti colleghi verso i politici è chiaro, ma offendere tutti
indiscriminatamente è puro populismo. Noi giornalisti non possiamo sbagliare,
ma quante scemenze ha detto Grillo in questi anni spacciandole sempre per
verità assolute? La più grossa risale a qualche anno fa quando denunciava la
manipolazione dell'informatica e rompeva i computer in sala. Chi lo contestava
passava per fascista e qualunquista; oggi però Grillo è il profeta della Rete.
E, come sempre, non accetta contestazioni. Allora: aboliamo pure l'Ordine,
eliminiamo i finanziamenti, ma facciamola finita con lo sguaiato e alla lunga
distruttivo moralismo di Grillo. Per rinascere davvero questo Paese ha bisogno
di modelli costruttivi, di leader credibili che sappiano elevare il discorso
pubblico, anziché ridurlo a una raffica di Vaffa. Davvero Grillo è l'eroe della
nuova Italia? Vi riconoscete in lui? Scritto in Italia, giornalismo Commenti (
2 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Apr 08
Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? I due stupri a Milano e a Roma hanno
rilanciato la questione dell'immigrazione e della sicurezza. Tra tanti commenti
degli ultimi giorni più o meno pertinenti, ne ritengo due. Uno di Cesare Salvi,
che questa mattina a Radio Anch'io quando ha dichiarato che: "effettivamente
gli elettori hanno avuto l'impressione che la sinistra arcobaleno non pensasse
alla sicurezza". Mi permetto di correggere Salvi: non avevano
l'impressione, ne avevano la certezza e per questo soprattutto l'hanno punita
alle elezioni. Il secondo aspetto riguarda la richiesta di Roberto Maroni,
probabile nuovo ministro degli Interni, di rinegoziare la direttiva europea
sulla libera circolazione dei cittadini. L'idea ha suscitato reazioni
contrariate e un certo sarcasmo, ma in interviste alla Rai e al quotidiano La
Stampa il nostro commissario europeo Franco Frattini l'ha ritenuta plausibile,
"perché ormai quella direttiva è superata dall'applicazione integrale
degli accordi di Shengen". Il governo Prodi peraltro non ha mai applicato
la norma che consente l'espulsione per chiunque non possa dimostrare di avere i
mezzi di sussistenza per vivere in modo dignitoso. Secondo Frattini (che
probabilmente diventerà il prossimo ministro degli Esteri italiano) "una
verifica si può fare per vedere se non sia il caso di rafforzare alcuni
principi sugli aspetti della sicurezza. C'è un consenso abbastanza ampio tra i
governi europei che la libera circolazione dei cittadini, sacrosanta, non può
trasformarsi in libera circolazione dei criminali". E il governo rumeno?
"Deve farsi carico dei propri compatrioti e riprenderseli se non
rispettano le leggi". Da qui alcune domande: aveva dunque ragione Maroni?
Una correzione in sede comunitaria è doverosa considerato che proprio l'Unione
europea sottovalutò gli effetti dell'allargamento (che secondo me era
prematuro) a Paesi troppo arretrati come la Romania e la Bulgaria. Insomma, se
oggi l'immigrazione dei rumeni è un problema in molti Stati, come l'Italia e la
Spagna, la responsabilità all'origine è di Bruxelles. Ma, mi chiedo: basta una
norma Ue per rimediare a una situazione che la maggior parte dei cittadini
considera fuori controllo? E se la risposta è no, quali misure considerare?
Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 30 ) " (2 voti, il voto medio
è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Apr 08 La
sinistra difende le élites anziché il popolo? Sul Giornale è uscita una mia
intervista con Ferruccio Capelli, il direttore della Casa della cultura di
Milano. Capelli, ex dirigente del Pci e dei diessini, è autore di un libro
molto interessante Sinistra light - populismo mediatico e silenzio delle idee
(Guerini editore), nel quale analizza l'attuale momento politico e sociale. Capelli
non ama Berlusconi e ovviamente nemmeno il centrodestra, ma con grande onestà
intellettuale riserva critiche pungenti alla sinistra nel suo insieme, sia al
Pd sia aquella radicale. Nell'intervista ad esempio sostiene che la sinistra
italiana "si è adeguata ai tempi privilegiando la seduzione e il marketing
politico rispetto al messaggio politico e ai programmi. Dal crollo del Muro di
Berlino ha progressivamente sradicato il proprio passato, le proprie tradizioni
culturali, ma questo ha generato smarrimento negli elettori." Esiste
"un problema d'identità" con un progressivo scollamento dal Paese
reale e dalle esigenze delle classi meno abbienti. Secondo Capelli "la
sinistra è diventata élitaria, si identifica con la grande finanza industriale
ed è ossessionata dalla rappresentazione mediatica. Così oggi solo la destra
pensa al popolo". La frase è molto forte ed è significativo che venga
pronunciata da un intellettuale progressista. Ha ragione Capelli? La sinistra
perde perché difende l'oligarchia economica anziché la gente comune ? Scritto
in democrazia, Italia Commenti ( 25 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Apr 08 Oops, il "porcellum"
funziona. Ce lo teniamo? E ora come la mettiamo con il sistema elettorale? Per
mesi tutti hanno ripetuto che era inadeguato e fonte di instabilità; invece,
come osserva in un articolo un brillante collega ticinese, Ovidio Biffi, il
metodo Calderoli "ha funzionato al suo secondo impiego: non solo ha
causato gli sbarramenti tanto attesi, ma ha agito come una vera e propria
purga! Di colpo, l'Italia si è liberata dei legacci con cui veniva ricattata
ogni volta che in gioco c'era la sopravvivenza delle maggioranze". Ho
l'impressione che fossero i partiti a impedire il corretto funzionamento del
porcellum e c'è da chiedersi se la maggior parte dei politologi non abbia
sbagliato analisi, confondendo causa ed effetto. Non appena Veltroni e a ruota
Berlusconi hanno deciso di sottrarsi al ricatto dei piccoli, è accaduto il
miracolo. A questo mi chiedo: le riforme elettorali sono ancora necessarie? C'è
chi dice che basti qualche ritocco ovvero il ripristino del voto di preferenza
e il divieto delle candidature multiple. Troppo bello per essere vero? Scritto
in democrazia, Italia Commenti ( 32 ) " (7 voti, il voto medio è: 4 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
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( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Zioni a breve termine,
ma fra chi sta programmando i voli delle vacanze estive la frana è percepibile.
La mappa delle defezioni non è omogenea: nel Nord Italia ci sono agenzie che
segnalano addirittura punte del 70% di clienti che fanno domande ansiose
sull'opportunità di orientarsi verso altre compagnie, mentre a Roma e nel Sud
c'è meno preoccupazione. Dalla Iata (che federa i grandi vettori aerei
mondiali) dicono che se Alitalia fosse commissariata
verrebbe immediatamente impedito ai vettori che operano con accordi commerciali
o in "code sharing" di emettere altri biglietti della compagnia
italiana; c'è un accordo globale in tal senso, che si chiama Bank Settlement
Plan, ma al di là di questo nulla si potrebbe fare. Il rischio resterebbe sulle
spalle del cliente. A Milano nella sede Turisanda-Hotelplan di piazza
Risorgimento la responsabile Nadia Pezzotta segnala un 70% di potenziali
clienti Alitalia preoccupati in vista delle vacanze
estive ("prima di prenotare per luglio o agosto aspettano di avere qualche
garanzia in più") ma anche per i viaggi business, dove "è
particolarmente importante arrivare puntuali, senza rischiare cancellazioni o
ritardi". E lei come reagisce a queste obiezioni? "Io non mi sento di
rispondere che tutto è sicuro - risponde la Pezzotta - ma nemmeno mi diverto a
seminare allarmismo. Dall'Alitalia ci dicono di avere
fiducia. In realtà, non possono sapere niente neanche loro". Sempre in
àmbito nordista, all'"Enciclopedia del Viaggio" di piazza San Tomaso
a Verona un addetto al bancone di nome Giordano segnala "un 50% di clienti
che si preoccupano", mentre a Torino il titolare Gian Luigi Cerlini
dell'agenzia "Viaggi Chiara" di corso Re Umberto la prende con un
certa tranquillità, ma solo perché "dall'aeroporto di Caselle i voli Alitalia sono pochi" e quindi non c'è pathos. La
situazione si fa di nuovo incandescente in Toscana. A Firenze, in via Dosio,
una signorina de "L'Arte di Viaggiare" spiega che la preoccupazione
viene dalle agenzie stesse: "Quando è fallita la brasiliana Varig abbiamo
dovuto lavorare per un mese e mezzo per risistemare i nostri clienti presso
altre compagnie aeree. Eppure la Varig occupava solo una piccola nicchia di
mercato". Con Alitalia,
ovviamente, sarebbe un problema di tutt'altra grandezza. "Adesso Alitalia - continua l'operatrice dell'agenzia - fa delle ottime offerte
verso l'America, ma mi risulta che i suoi aerei volino mezzo vuoti... No, noi
non cerchiamo di dissuadere i clienti se ci chiedono questi biglietti.
Ma siamo sinceri, e li informiamo dei rischi ipotetici. In fondo, le agenzie
incassano appena l'1% del prezzo dei biglietti, ed è stata proprio Alitalia a cominciare a tagliare la nostra quota. Chi ce lo
fa fare a esporci al rischio?". Che cos'è, una specie di ben-vi-sta?
"No, solo sopravvivenza". A Roma, invece, la fiducia in Alitalia non è scossa. Fausto Montalesi, socio dell'agenzia
"Pictures Travel" di via San Nicola, dice che "non c'è nessuna
preoccupazione particolare". Da Rainbow Blu di via Lanza Nicoletta, 28
anni, che gestisce l'agenzia con la sorella cita appena due clienti che hanno
espresso dubbi su Alitalia e dice: "Che bisogna
fare, strapparsi i capelli? Non sempre va tutto bene. Ma i problemi si
risolvono sempre, con Alitalia e con le altre
compagnie". A Napoli sono ancora più tranquilli, fino al fatalismo. Maura
(di Aladino Viaggi in via Cilea) se ne lamenta persino un po': "Siamo più
preoccupati noi che i clienti. La gente dà quasi per scontato che bisogna
volare con Alitalia, e in sostanza non sceglie".
Curiosamente, la preoccupazione per Alitalia risorge
più a Sud, in Sicilia: Antonino Conti, vicepresidente di Kalesa Viaggi a
Palermo (corso Calatafimi), dice che "un buon 50% dei viaggiatori fa
domande sulla tenuta di Alitalia. I clienti hanno
imparato a distinguere le compagnie". Dai consumatori arriva una certezza:
"Se si fa un contratto con un tour operator per un viaggio tutto compreso
e l'aereo salta, il tour operator deve trovare un volo sostitutivo - dicono
dall'Adusbef -. Ma se ci si organizza il viaggio da sé, in agenzia o via
Internet, e poi Alitalia risulta inadempiente, l'unico
interlocutore è Alitalia". Turista fai da te? Ahi
ahi ahi.
( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Il Fondo monetario
invita Eurolandia a "basarsi sulle regole di mercato" La grande fuga
da Alitalia è cominciata. Scappano i clienti, forse
non tantissimi nelle prenotazioni a breve termine, ma fra chi sta programmando
i voli delle vacanze estive la frana è percepibile. La mappa delle defezioni
non è omogenea: nel Nord Italia ci sono agenzie che segnalano addirittura punte
del 70% di clienti che fanno domande ansiose sull'opportunità di orientarsi
verso altre compagnie, mentre a Roma e nel Sud c'è meno preoccupazione. Dalla
Iata (che federa i grandi vettori aerei mondiali) dicono che se Alitalia fosse commissariata verrebbe immediatamente
impedito ai vettori che operano con accordi commerciali o in "code
sharing" di emettere altri biglietti della compagnia italiana; c'è un
accordo globale in tal senso, che si chiama Bank Settlement Plan, ma al di là
di questo nulla si potrebbe fare. Il rischio resterebbe sulle spalle del
cliente. A Milano nella sede Turisanda-Hotelplan di piazza Risorgimento la
responsabile Nadia Pezzotta segnala un 70% di potenziali clienti Alitalia preoccupati in vista delle vacanze estive
("prima di prenotare per luglio o agosto aspettano di avere qualche
garanzia in più") ma anche per i viaggi business, dove "è
particolarmente importante arrivare puntuali, senza rischiare cancellazioni o
ritardi". E lei come reagisce a queste obiezioni? "Io non mi sento di
rispondere che tutto è sicuro - risponde la Pezzotta - ma nemmeno mi diverto a
seminare allarmismo. Dall'Alitalia ci dicono di avere
fiducia. In realtà, non possono sapere niente neanche loro". Sempre in
àmbito nordista, all'"Enciclopedia del Viaggio" di piazza San Tomaso
a Verona un addetto al bancone di nome Giordano segnala "un 50% di clienti
che si preoccupano", mentre a Torino il titolare Gian Luigi Cerlini
dell'agenzia "Viaggi Chiara" di corso Re Umberto la prende con un
certa tranquillità, ma solo perché "dall'aeroporto di Caselle i voli Alitalia sono pochi" e quindi non c'è pathos. La
situazione si fa di nuovo incandescente in Toscana. A Firenze, in via Dosio,
una signorina de "L'Arte di Viaggiare" spiega che la preoccupazione
viene dalle agenzie stesse: "Quando è fallita la brasiliana Varig abbiamo dovuto
lavorare per un mese e mezzo per risistemare i nostri clienti presso altre
compagnie aeree. Eppure la Varig occupava solo una piccola nicchia di
mercato". Con Alitalia,
ovviamente, sarebbe un problema di tutt'altra grandezza. "Adesso Alitalia - continua l'operatrice dell'agenzia - fa delle ottime offerte
verso l'America, ma mi risulta che i suoi aerei volino mezzo vuoti... No, noi
non cerchiamo di dissuadere i clienti se ci chiedono questi biglietti.
Ma siamo sinceri, e li informiamo dei rischi ipotetici. In fondo, le agenzie
incassano appena l'1% del prezzo dei biglietti, ed è stata proprio Alitalia a cominciare a tagliare la nostra quota. Chi ce lo
fa fare a esporci al rischio?". Che cos'è, una specie di ben-vi-sta?
"No, solo sopravvivenza". A Roma, invece, la fiducia in Alitalia non è scossa. Fausto Montalesi, socio dell'agenzia
"Pictures Travel" di via San Nicola, dice che "non c'è nessuna
preoccupazione particolare". Da Rainbow Blu di via Lanza Nicoletta, 28
anni, che gestisce l'agenzia con la sorella cita appena due clienti che hanno
espresso dubbi su Alitalia e dice: "Che bisogna
fare, strapparsi i capelli? Non sempre va tutto bene. Ma i problemi si
risolvono sempre, con Alitalia e con le altre
compagnie". A Napoli sono ancora più tranquilli, fino al fatalismo. Maura
(di Aladino Viaggi in via Cilea) se ne lamenta persino un po': "Siamo più
preoccupati noi che i clienti. La gente dà quasi per scontato che bisogna
volare con Alitalia, e in sostanza non sceglie".
Curiosamente, la preoccupazione per Alitalia risorge
più a Sud, in Sicilia: Antonino Conti, vicepresidente di Kalesa Viaggi a
Palermo (corso Calatafimi), dice che "un buon 50% dei viaggiatori fa
domande sulla tenuta di Alitalia. I clienti hanno
imparato a distinguere le compagnie". Dai consumatori arriva una certezza:
"Se si fa un contratto con un tour operator per un viaggio tutto compreso
e l'aereo salta, il tour operator deve trovare un volo sostitutivo - dicono
dall'Adusbef -. Ma se ci si organizza il viaggio da sé, in agenzia o via
Internet, e poi Alitalia risulta inadempiente, l'unico
interlocutore è Alitalia". Turista fai da te? Ahi
ahi ahi.