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DOSSIER “ALITALIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


T ARTICOLI DEL  25-4-2008        #TOP



Report "Alitalia 2"

 

Prestito ad Alitalia i dubbi dell'Europa ( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia non si poteva far assorbire dai francesi. L'Unione europea deve aiutare le cose giuste e non fare difficoltà". Sullo stesso tenore Walter Veltroni: "Non c'è nulla di illegale nel prestito". Ma c'è un altro Sos dal cda Alitalia : "Per assicurare una prospettiva duratura di continuità operativa",

Libia-Italiascontrosu Gaza ( da "Secolo XIX, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La Commissione europea chiede chiarimenti sul prestito ponte concesso dal governo ad Alitalia dopo che Air France-Klm ha ritirato la sua offerta. Protestano Ryanair, British Airways e Scandinavian Airline. Il presidente del Consiglio in pectore, Silvio Berlusconi, dice di non essere preoccupato: "L'Unione europea deve aiutare le cose giuste e non fare difficoltà".

Seduta positiva bene fiat, giù eni ( da "Secolo XIX, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Vivaci gli scambi, per 6,4 miliardi di euro di controvalore, tra i migliori risultati dell'anno. Bene Fiat e Unicredit, debole Alitalia con Eni, dopo i dati trimestrali. Positiva Parmalat (+0,52% a 2,13 euro), in calo L'Espresso (-1,61% a 2,19 euro). 25/04/2008.

Prestito Alitaliainterviene la Ue ( da "Secolo XIX, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia non si poteva fare assorbire dai francesi. L'Unione europea deve aiutare le cose giuste e non fare difficoltà". Com'era prevedibile, il prestito ottenuto dall'Alitalia per garantire la continuità dei voli finirà al centro di un contenzioso con la Commissione Ue, alla quale cominciano ad arrivare i primi ricorsi.

Alitalia, lite berlusconi-ue ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il Cavaliere attacca Bruxelles: è la cosa giusta, non createci difficoltà Alitalia, lite Berlusconi-Ue L'Fmi al nuovo governo: non fermate il risanamento ROMA - Scontro tra Berlusconi e la Ue su Alitalia. C'è infatti poco tempo per convincere la Commissione europea che tutte le carte sono in regola per l'emissione del prestito ponte per Alitalia.

"rai, bilancio in pareggio ma serve una riforma" - aldo fontanarosa ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: bilancio in pareggio ma serve una riforma" ALDO FONTANAROSA ROMA - Se Alitalia soffre, la Rai invece recupera. Claudio Petruccioli annuncia un bilancio in "sostanziale pareggio" per il 2007. "Avremo una perdita di 3 o 4 milioni al massimo", calcola il presidente della tv di Stato, ben lontani dai 45-50 che si temevano.

L'offerta del cavaliere a montezemolo - roberto mania ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Tanto più che ha deciso di giocarsi la faccia sulla cordata tricolore per salvare l'Alitalia dal baratro del fallimento. Su Montezemolo, Berlusconi non si è consultato con i suoi. Almeno non pare. Ma - si sa - da quelle parti conta solo lui. L'idea, peraltro, nel partito di Via dell'Umiltà non piace affatto, nemmeno tra i forzisti che dovrebbero entrare nel Berlusconi ter.

Sulle cordate il lungo silenzio delle banche ( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Sulle cordate il lungo silenzio delle banche angelo de mattia La cordata Alitalia, questa sconosciuta, si potrebbe dire parafrasando il titolo di un libro di un Nobel. Ci sarebbe bisogno di chiodi da infiggere nella roccia, a cui legare la corda: fuor di metafora, le alleanze o aggregazioni internazionali e il finanziamento bancario.

Niente rinnovo del contratto, a terra 400 hostess I sindacati pronti ai sacrifici, ma chiedono un nuovo piano per avviare il confronto ( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A TERRA Sono gli "stagionali" i primi colpiti dalla crisi Alitalia. Gli assistenti di volo che vivono di contratti a tempo determinato, che hanno un'età media bassa (di circa 36 anni), otto anni circa di lavoro alle spalle, una decina di contratti a tempo determinato firmati. A partire dal primo aprile in 400 sono rimasti a terra.

Alitalia, l'altolà della Ue Dubbi sul prestito: è un aiuto di Stato? Ricorso della Ryanair ( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Alitalia, l'altolà della Ue Dubbi sul prestito: è un aiuto di Stato? Ricorso della Ryanair All'Unione Europea non piace il prestito da 300milioni che il governo ha concesso ad Alitalia per non farla affondare definitivamente. Dalla Commissione ieri a Palazzo Chigi è arrivata una lettera molto dura.

Fmi al nuovo governo: avanti col risanamento Per il Fondo monetario servono azioni rapide per salvaguardare i risultati raggiunti nel 2007 ( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma suggerisce "rapide azioni", dice sempre Ahmed, e sottolinea l'importanza delle liberalizzazioni. Invitabile, un commento su Alitalia: la soluzione della crisi dovrà basarsi sulle "regole di mercato", evitando il ricorso ad aiuti di Stato, e deve rispettare le regole della concorrenza dell'Unione europea.

Alitalia, tutti contro il prestito ponte La Ue solleva dubbi, le compagnie ricorrono. Berlusconi attacca Bruxelles. Il cda: ricapitalizzazione subito ( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Alitalia, tutti contro il prestito ponte La Ue solleva dubbi, le compagnie ricorrono. Berlusconi attacca Bruxelles. Il cda: ricapitalizzazione subito di Roberto Rossi / Roma AIUTO DI STATO Tutti contro Alitalia. O, meglio, tutti contro il prestito ponte da 300 milioni concesso dal governo per salvare la compagnia di bandiera.

Rutelli contro il caro-casa: 100 euro al mese per i mutui Il candidato Pd a Roma: è la prima cosa che farò Veltroni: la città ha bisogno di un sindaco con la schiena dritta ( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dall'Alitalia: "Se va in crisi Fiumicino per Roma è come se andasse in crisi la Fiat". All'alleanza che si profila a destra: "tra la Lega, che si è messa di traverso, e Alemanno, che con la sua posizione sempre più di destra missina ci fa tornare al passato", scandisce Rutelli, appellandosi all'"orgoglio dei romani".

Risale Unicredit ( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Telecom Italia invariata a 1,325 euro. Eni ha recuperato nel finale chiudendo meglio del comparto di riferimento a livello internazionale: -0,33%. Tra gli altri energetici, Enel +0,46%. Alitalia ha perso il 3,25% (0,58 euro). Boom di Pininfarina che ha piazzato un +38,58%.

Roma deve ritrovare il suo orgoglio Francesco Rutelli al Tg1: Se va in crisi Fiumicino, per Roma è come se andasse in crisi la Fiat per Torino . Oggi i concerti di chiusura della ( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: a proposito della vicenda Alitalia, sottolinea che "se va in crisi Fiumicino per Roma è come se andasse in crisi la Fiat per Torino". Secondo Rutelli, purtroppo con "l'alleanza tra la Lega che si è messa di traverso e Alemanno, che ha una posizione di destra missina, estrema, con Storace e Rauti, quello che abbiamo visto nel passato sta riaffiorando.

Fiumicino, meno code con il nuovo Terminal T5 per i voli in Usa e Israele Presentata la nuova struttura che consentirà di ridurre il carico di passeggeri dal Terminal internazional ( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "A prescindere dal destino di Alitalia, con la compagnia di bandiera o altre, la gente viaggia - ha detto Giudice - dunque era indispensabile alleggerire il Terminal C visti i numeri sulla crescita dell'aeroporto e il sovraffollamento, soprattutto nelle prime ore del mattino, del TC".

Folle abolire il ministero E la legge sui diritti tv favorisce la competizione ( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e hanno già fatto saltare la trattativa per l'Alitalia, offeso ministre spagnole e minacciato giornaliste russe. Ora ci mancava anche l'abolizione del ministero dello Sport...". Il ministro per le Attività sportive, Giovanna Melandri, sorride amara. Berlusconi vuole eliminare il ministero perché, a suo dire, "la politica deve stare lontana dagli stadi".

Presidente della Camera, Veltroni accusa Fini Il leader Pd: un candidato con quel ruolo non può insultare, è il peggio della politica ( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il leader del Pd ha risposto attaccando il futuro premier su Alitalia ("doveva italianizzarla, la vogliono vendere all'Aeroflot") qualificando l'atteggiamento di Berlusconi come "irresponsabile". Ha anche risposto all'accusa di "furbone", per essersi accaparrato i meriti della firma della Costituzione europea.

Bilancio Sea: utili per 34,5 milioni ( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: considerando i traumi che la vicenda Alitalia può comportare per Sea. Siamo fiduciosi sulle capacità dell'azienda di farvi fronte, ma siamo consapevoli che ci sarà un 2008 che peserà sul bilancio". Un bilancio, ha precisato "già stato costruito in modo prudenziale". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.

Sea, 20 milioni di dividendi nelle casse del comune ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: considerando i traumi che la vicenda Alitalia può comportare per Sea". Ma la capogruppo del Pd a Palazzo Marino Marilena Adamo parte all'attacco: "Il Comune non può trattare Sea come la sua slot machine come è avvenuto per il maxidividendo da 200 milioni incassato da Albertini nel 2006, e poi piangere con il governo per Malpensa: è un comportamento irresponsabile.

"turismo in crisi il belpaese piace di meno" - marina cavallieri ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia". Intanto, regione per regione, si cerca di mantenere la rotta. Il più visitato dagli stranieri negli ultimi due anni è stato il Veneto con in media 56.726.000 presenze, seguono le montagne del Trentino Alto Adige, con 40.652.000, al terzo posto la pacifica Toscana, quarta la Romagna con le sue città del divertimento.

Brevi, schede e richiami 3 ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 300 mln prestito ponte Altri 300 milioni potranno arrivare ad Alitalia, attingendo all'interno del "fondo rotativo" previsto dalla legge 46 per ricerca e innovazione.

Ue: sospendete il prestito alitalia berlusconi: non ci create difficoltà - alberto d'argenio ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Ue: sospendete il prestito Alitalia Berlusconi: non ci create difficoltà British Airways, Sas e Ryanair annunciano i ricorsi Lettera della Commissione al governo, che però andrà avanti lo stesso ALBERTO D'ARGENIO BRUXELLES - Un nuovo nuvolone incombe sul futuro di Alitalia.

La compagnia lascerà a terra 37 aerei entro la fine dell'anno - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: assetto che Alitalia doveva assumere fondendosi in Air France, specie sugli aerei messi a terra: "è un elemento quantomeno strano che il numero possa coincidere nell'ipotesi di un'alternativa di Alitalia stand alone". Sindacati e azienda però hanno un comune impegno: "Rassicurare i passeggeri sulla certezza che non ci saranno problemi per i voli della prossima estate,

Ma l'europa dà tempo al cavaliere ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: smania dalla voglia di pronunciarsi su Alitalia. Anzi, lascerebbe volentieri la patata bollente al successore. Ma al contempo il francese non vuole dare l'impressione di favorire Alitalia, nel mirino delle compagnie concorrenti già sul piede di guerra. Ecco perché ieri il commissario ha inviato una durissima lettera a Roma minacciando condanne e ingiungendo di congelare il prestito.

ROMA Bruxelles ha dei dubbi sul prestito da 300 milioni concesso ad Alitalia. E ha chiesto chiarime ( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in vista di una futura integrazione con la cordata italiana per ridare slancio ad Alitalia. I tedeschi, secondo quanto risulta al Messaggero, si candidano come partner industriale. Intanto da Washington il Fondo monetario internazionale ricorda al nuovo governo italiano che dovrà intraprendere ulteriori azioni per consolidare i buoni risultati del 2007 in tema di conti pubblici.

Alitalia, è scontro con la Ue ( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Bruxelles chiede chiarimenti sul prestito. La replica di Berlusconi: l'Europa non crei difficoltà Alitalia, è scontro con la Ue Fmi, monito al nuovo governo: proseguire risanamento e riforme.

Alitalia, il prestito ponte? All'Ue sembra un "aiuto di Stato" Il Cav. irritato (ma anche Veltroni) ( da "Liberazione" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma Ryan Air farà ricorso Alitalia, il prestito ponte? All'Ue sembra un "aiuto di Stato" Il Cav. irritato (ma anche Veltroni) Carlo Magi L'Unione europea ha dei "dubbi" sul prestito ponte di 300 milioni di euro che il governo Prodi ha stanziato per non far fallire Alitalia.

Sea, scontro sul bilancio Il Comune si tiene gli utili per i progetti della città ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Che però "si concede" una speranza: "Mi auguro che la decisione sia stata presa dopo aver ponderato con la massima attenzione il momento di grave crisi del nostro sistema aeroportuale ". Gli scali Sistema degli aeroporti milanesi in crisi dopo i tagli di Alitalia A. Sen.

Dal nostro inviato GIULIA LEONI TORINO - Con 15 miliardi ed oltre di fattu ( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Fiat non scenderà in campo per Alitalia. Quanto alla riforma della contrattazione per recuperare competitività, primo punto dell'agenda di Emma Marcegaglia, neopresidente di Confindustria, secondo Marchionne definito dall'Economist "un capo coraggioso e onesto", la prova che le regole saranno cambiate si avrà solo "quando un costruttore straniero di auto verrà a produrre in Italia"

Alitalia, tensione Berlusconi-Ue ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: non crei difficoltà Alitalia, tensione Berlusconi-Ue E il Fondo monetario incalza il nuovo governo: risanamento e riforme BRUXELLES - "Dubbi" della Commissione europea sul prestito-ponte di 300 milioni concesso dal governo Prodi all'Alitalia. Pronta la replica del premier in pectore Silvio Berlusconi: "Adesso la fanno difficile,

Questa non è una recensione. Perchè questo - il libro-inchiesta sul sindacato ( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Veto player "Pubblica amministrazione e Alitalia. Mercato del lavoro e ferrovie. Lotta anti-fannulloni e Fincantieri... Sono appena pochi esempi delle proposte cassate, solo nel 2007, dai Signor No del sindacato. Il riflesso condizionato è scattato perfino quando la Fiat ha concesso un anticipo di 30 euro agli operai".

Sviluppo Italia e le mosse di Gianni Letta ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Con il rischio che alla fine, invece del tanto disprezzato pezzo di pane, per prendersi l'Alitalia ai francesi gli basti una mollica. Sergio Rizzo 49,9% la quota detenuta dal ministero del Tesoro in Alitalia L'amministratore delegato di Sviluppo Italia, Domenico Arcuri.

Tedeschi soft e l'opzione della Lufthansa ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: altro giorno ha avuto fra le mani il dossier Alitalia: "Messo così, il prestito- ponte qui a Bruxelles è difficile, molto difficile che passi". Traduzione dal linguaggio diplomatico: "Non passerà ". Tutta la discussione ai tavoli della Commissione europea, prima che partisse la lettera per Roma, si è imperniata sul significato della parola “

Alitalia, stop Ue. Berlusconi: basta difficoltà ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 5 categoria: REDAZIONALE Alitalia, stop Ue. Berlusconi: basta difficoltà Prestito, no di Barrot. BA e RyanAir contrari. Tasso al 5,1%. Il board: risorse subito DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES – Se non è un altolà, poco ci manca: la Commissione Europea ha "dubbi" sul prestito di 300 milioni promesso da Roma all'Alitalia,

Il consiglio: un nuovo manager ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: azienda e le nove sigle rappresentate in Alitalia. Si prepara un nuovo cambio di vertice dunque, lo stesso attuale presidente Aristide Police avrebbe detto di ritenere essenziale che la compagnia abbia un nuovo amministratore delegato in tempi brevi. Intanto ieri il cda di Alitalia "ha preso positivamente atto" del decreto legge sul prestito-ponte da 300 milioni che "

La crisi Alitalia ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 25 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE La crisi Alitalia A Fiumicino Inaugurato il Terminal 5 è costato oltre 12 milioni di euro e occupa una superficie di 14mila metri quadrati il nuovo Terminal 5 dell'aeroporto di Fiumicino destinato ad accogliere i voli delle compagnie aeree in partenza per gli Stati Uniti e Israele.

Fisco, contratti, produttività Emma e Silvio, prove di feeling ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Si è parlato ovviamente di Alitalia e della cordata in via di formazione con la disponibilità mostrata da Marco Tronchetti Provera e Salvatore Ligresti. Emma Marcegaglia ha ribadito la sua tesi: l'importante è che qualsiasi soluzione prevalga rispetti le regole di mercato.

Rutelli dai partigiani, Alemanno ricorda D'Acquisto ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e del suo rapporto strategico con Roma: "Per questo ci vorrà un sindaco con la schiena dritta, che parli al governo non con la testa piegata e con la paura che il capo ruggisca, ma che collabori lealmente". E al Cavaliere, mostrando riflessi prontissimi, Veltroni ha replicato quasi in diretta: "Berlusconi parlando a piazza Navona ha appena detto che sarei stato un furbone,

Saranno almeno un milione e 200 mila romani e turisti che da oggi al 4 maggio transiteranno per Fium ( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ha trasferito a Fiumicino numerosi voli che attestavano a Malpensa, è entrato in vigore l'orario estivo che notoriamente produce un traffico maggiore e, terzo punto, sono entrati a far parte dell'area Shengen comunitaria ben nove paesi".

Sui voli con destinazione Stati Uniti in partenza dall'aeroporto di Fiumicino la concorrenza (e ( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il fronte delle compagnie tradizionali - dall'Alitalia ad American Airlines, per fare alcuni esempi - sulla trafficatissima rotta Roma-New York viene arricchito da un competitore nuovo. Durante l'inverno c'erano due voli Eurofly-Meridiana (il venerdì e la domenica), ora diventano quattro, visto che si aggiungeranno le partenze del martedì e del sabato.

Il comizio finale di Walter Veltroni, a sostegno di Rutelli e Zingaretti, doveva svolgersi all' ( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia in pericolo. "Per salvare Alitalia ci vuole responsabilità ed esperienza di governo ma anche un sindaco con la schiena dritta che parli al governo non con la testa piegata e con la paura che il capo ruggisca ma che collabori lealmente.

Niente cambi al Banco Popolare, vola il titolo ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per l'energia, lieve correzione di Eni (-0,33%) dopo i conti trimestrali, in rialzo Enel (+0,46%), brillante A2A. Giù Alitalia (-3,25%) bene invece Ferrovie Nord Milano (+6,3%) che gestisce il collegamento ferroviario con l'aeroporto di Malpensa.

Rutelli: mano tesa al popolo dei mutui ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E parla di Alitalia, così importante per Fiumicino, per Roma: "Si è detto no ad Air France perché ci voleva una cordata italiana, poi hanno detto sì ai russi di Aeroflot e adesso vogliono togliere il visto, così ne arriveranno a milioni". Su Alemanno: "Io me li ricordo Alemanno e i suoi amici vestiti da centurioni davanti all'Ara pacis a dire che non bisognava aprirla,

Apre il T5, terminal antiterrorismo ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dopo che Alitalia ha trasferito da Malpensa a Fiumicino 14 rotte internazionali e oltre 200 nazionali. La scorsa settimana il picco è stato di 114 mila persone in transito allo scalo, lo stesso numero che in genere si registra tra luglio e agosto. Il terminal è stato pensato per agevolare i grandi flussi di passeggeri.

RAI come Alitalia? Noi non abbiamo debiti. Se fossero come nelle nostre condizioni i dipendent ( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: RAI come Alitalia? Noi non abbiamo debiti. Se fossero come nelle nostre condizioni i dipendenti della compagnia aerea farebbero subito un Oktober Fest a Fiumicino". E' in gran forma il presidente Rai Claudio Petruccioli, protagonista di un'irrituale conferenza stampa nella quale ha illustrato il bilancio dei suoi tre anni in Rai.

ROMA - Congelare gli esuberi fino all'arrivo del nuovo azionista (il governo) e del nuo ( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: convocati ieri da Alitalia, il confronto è rinviato fino ad allora. Ma nel frattempo è garantita la piena operatività della compagnia, assicurano i rappresentanti dei lavoratori. Di tutto questo ha preso atto ieri anche il consiglio di amministrazione di Alitalia che ha archiviato l'addio di Air France-Klm accogliendo con favore il prestito di emergenza da 300 milioni varato dal governo.

BRUXELLES - La Commissione europea ha molti dubbi sulla natura del prestito da 300 milioni d ( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: molti dubbi sulla natura del prestito da 300 milioni di euro concesso dal governo italiano ad Alitalia. Dubbi che hanno preso la forma di una richiesta di informazioni "dai toni piuttosto duri" che gli uffici del commissario per i Trasporti, Jacques Barrot, hanno inviato ieri pomeriggio all'Italia e a cui Palazzo Chigi ha promesso di rispondere entro i 10 giorni lavorativi indicati.

I sindacati ed Air France si risiedono al tavolo per trovare i margini di modifica al piano di Parig ( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I. I sindacati chiedono l'inclusione di Az Servizi nel perimetro Alitalia. Spinetta non ci sta: è rottura.

Il consiglio di amministrazione dell'Alitalia si riunisce in una seduta fiume, durata circa qui ( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

ROMA - Il Comune ti aiuta a comprare casa . Eccolo lo slogan con il quale il cand ( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: intervistatore gli ha chiesto cosa rischia Roma con il caso Alitalia, a quel punto Rutelli ha affondato il colpo: "Per noi Alitalia è importantissima, per questo siamo preoccupati da questa alleanza fra la Lega, Alemanno e la destra missina di Storace e Rauti. Spero che i romani si sveglino, che guardino al futuro non al passato".

ALITALIA ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: BREVI ALITALIA Il prestito ponte Nottate trascorse in aeroporto tra valige e bambini, causa sciopero piloti, controllori, assistenti di volo, ai quali interessava solo la tutela dei loro interessi corporativi. Adesso tutti noi (perché di noi si tratta) faremo ad Alitalia un prestito ponte di 300 milioni di euro che saranno restituiti a dicembre.

Dopo il vistoso successo nelle urne del 13 aprile, il primo interesse di Silvio Berluscon ( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: rapporti tra maggioranza e opposizione che riguarda il grado di convergenza possibile per affrontare le tante emergenze italiane: dall'Alitalia, alla sicurezza, ai rifiuti di Napoli, alle riforme. E' un banco di prova decisivo per capire in che direzione si muoverà la legislatura. Non va dimenticato che il dopo Prodi era cominciato all'insegna del dialogo tra i due maggiori leader.

Napolitano, no alla lievitazione dei ministeri ( da "Campanile, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è stato uno scambio di opinioni di carattere generale sui problemi più urgenti (dall'Alitalia ai rifiuti) che dovrà affrontare il futuro esecutivo. Nessuna nota ufficiale è stata diffusa al termine dell'incontro, segno del suo carattere informale. Ma qualcosa è trapelato, a partire dalla squadra ministeriale. E il primo giro d'orizzonte si è concentrato proprio su questo aspetto.

Alitalia, il "ponte" scricchiola ( da "Campanile, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Secondo il quotidiano, infatti, è improbabile che Alitalia possa attrarre qualche investitore. "Con il petrolio a 120 dollari al barile e l'abitudine di Alitalia di bruciare liquidità è improbabile che un investitore privato si avvicini comunque alla compagnia senza che il debito sia garantito dal governo".

Alitalia, scintille Ue-Berlusconi ( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: non fatela difficile e non createci problemi Alitalia, scintille Ue-Berlusconi E il Fondo monetario avverte il nuovo governo: prosegua il risanamento Scintille tra Berlusconi e l'Ue sull'Alitalia. L'Europa avanza "un certo numero di dubbi" sul prestito-ponte deciso dal governo, su spinta del Cavaliere, per salvare la compagnia di bandiera.

Fmi: il nuovo governo acceleri le riforme ( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E su Alitalia: "Meglio basarsi sulle regole del mercato" Sara Farolfi Nuovo governo, solito Fondo monetario internazionale: ancora non si conosce la composizione del nuovo esecutivo ma, puntuale, da Washington, l'Fmi ha già dettato la linea di politica econonomica: "Suggeriamo rapide azioni - ha dichiarato Masood Ahmed,

Prestito Alitalia, dubbi Ue ( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha confermato che il presidente di Alitalia ha dichiarato, nel corso del confronto, di"aver fatto presente al governo che ritiene essenziale che Alitalia abbia un nuovo amministratore delegato in tempi brevi". I sindacati, si legge nella stessa nota, ribadiscono che "Alitalia ha bisogno di decisioni rapide che contengano assetti proprietari certi,

La scure europea e il ricorso di Ryanair ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: BRUXELLES La Commissione Ue ha espresso fortissimi dubbi sul prestito-ponte di 300 milioni concesso ad Alitalia, sospettando che si tratti di un aiuto di Stato e chiedendo a Roma ulteriori informazioni entro dieci giorni. Bruxelles minaccia quindi di aprire una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia se il prestito verrà erogato prima di un suo eventuale via libera.

Alitalia, Berlusconi sfida Bruxelles ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sul prestito ponte per salvare Alitalia. ROMA L'Italia ha due settimane di tempo per convincere la Commissione europea di avere tutte le carte in regola per l'emissione del prestito ponte per Alitalia. Nel caso in cui le spiegazioni richieste non arrivassero o fossero ritenute insoddisfacenti la Commissione europea si riserva di ingiungere all'Italia la sospensione del prestito.

Benetton punta all'America latina ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il gruppo Benetton continua a spingere sul pedale dell'internazionalizzazione, conferma gli obiettivi 2008 e punta a concludere entro l'anno due joint venture in America Latina, una delle quali da annunciare in tempi strettissimi. La famiglia di Ponzano Veneto frena invece su Alitalia, e subordina un suo intervento all'esame di un progetto industriale vero e proprio.

Ultimi tentativi per salvare l'azienda tessile ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: così come è stato proposto per Alitalia, quindi superare le rigide regole dell'Unione europea, se è possibile ricorrere anche nel caso della Sardegna ad un prestito ponte". In ballo la chiusura dei tre stabilimenti sardi e il licenziamento di oltre mille lavoratori. "Una situazione che amplierebbe un disagio sociale già altissimo - è scritto nel documento -

Berlusconi attacca: la Ue deve aiutarci ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Prima Pagina Pagina 2 Alitalia. "Non potevamo farci assorbire dai francesi". Ricorso di Ryanair Berlusconi attacca: la Ue deve aiutarci Alitalia.. "Non potevamo farci assorbire dai francesi". Ricorso di Ryanair "Non ci crei difficoltà". Bruxelles ha dubbi sul prestito ponte --> "Non ci crei difficoltà".

Alitalia lungaggini burocratiche potrebbero favorire il verdetto sul prestito ( da "Riformista, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: agenda del caso Alitalia ­ conclude Paolo Costa -. E sa perché? Perché a Milano si sono resi conto che dovrebbero accendere un cero alla madonna per l'abbandono di Alitalia. Lo scalo varesino ha infatti slot in eccesso, oltre a quelli abbandonati dall'ex compagnia di bandiera ed è diventato l'hub più ambito d'Europa visto che gli altri sono strapieni"

L'unità e berlusconi ( da "Riformista, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: perché il destino di Alitalia potrà ora essere solo peggiore, ogni giorno che passa, come spieghiamo nella nostra prima pagina. Però della soluzione Air France pensavamo fosse chiaro che comportava un consistente taglio di personale. Senza del quale è inimmaginabile qualsiasi futuro nel mercato della compagnia.

Alitalia, UE su Berlusconi: no comment ( da "Voce d'Italia, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: non ci crei difficolta'" Alitalia, UE su Berlusconi: no comment Laitenberger: na"la richiesta di chiarimenti e' per verificare se vi siano aiuti di Stato incompatibili con le norme UE" Bruxelles, 25 apr. - Silvio Berlusconi ha ieri invitato la Commissione europea a 'non fare difficoltà' sulla delicata questione Alitalia.

Roma, ore 11.30 di ieri. Al sesto piano della sede Alitalia dispersa fra i campi della periferia ove ( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
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Abstract: Il presidente per caso Aristide Police mette al corrente le nove sigle di ciò che le nove sigle Alitalia sanno già: la trattativa con i francesi è saltata, la politica ha messo a disposizione 300 milioni di euro, ma quei 300 milioni rischiano di essere giudicati come aiuto di Stato. Rynair, British e la svedese Sas sono sul piede di guerra.

Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? ( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, ma sebbene importante - e su questo blog ne abbiamo parlato spesso - non può essere considerato decisivo per orientare il voto di tutti gli italiani. Più che in passato ho l'impressione che alla fine i leader dei vari schieramenti abbiano preferito puntare su slogan tutto sommato prevedibili e duellare sull'ultima polemica del giorno anziché sviluppare proposte organiche.

La grande fuga da Alitalia è cominciata. Scappano i clienti, forse non tantissimi nelle prenota ( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
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Abstract: Con Alitalia, ovviamente, sarebbe un problema di tutt'altra grandezza. "Adesso Alitalia - continua l'operatrice dell'agenzia - fa delle ottime offerte verso l'America, ma mi risulta che i suoi aerei volino mezzo vuoti... No, noi non cerchiamo di dissuadere i clienti se ci chiedono questi biglietti.

Il Fondo monetario invita Eurolandia a basarsi sulle regole di mercato ( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Con Alitalia, ovviamente, sarebbe un problema di tutt'altra grandezza. "Adesso Alitalia - continua l'operatrice dell'agenzia - fa delle ottime offerte verso l'America, ma mi risulta che i suoi aerei volino mezzo vuoti... No, noi non cerchiamo di dissuadere i clienti se ci chiedono questi biglietti.


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Prestito ad Alitalia i dubbi dell'Europa (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 25-04-2008)

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[FIRMA]MARCO ZATTERIN CORRISPONDENTE DA BRUXELLES Se il buon giorno si vede dal mattino, la notte europea di Alitalia si annuncia tempestosa. Dopo un primo esame del progetto di prestito ponte da 300 milioni messo a punto dal governo, la Commissione Ue ha dichiarato ieri di avere "un certo numero di dubbi". Ma da Roma Berlusconi attacca Bruxelles, invitando l'Ue a "non farla tanto difficile". Ed è scontro. I tecnici italiani che mercoledì pomeriggio hanno illustrato il piano a Bruxelles non sono riusciti a convincere gli uomini del responsabile Trasporti, Jacques Barrot, che si tratta di "un'operazione di mercato" e non di aiuto di Stato. "Contenuti lacunosi", sentenzia una fonte comunitaria. Per questo l'eurogoverno ha già inviato una lettera con una serie di domande precise alle quali Palazzo Chigi si è impegnato a rispondere "entro dieci giorni lavorativi". In caso di mancata o insufficiente replica scatterà il veto al finanziamento. Barrot ha fretta. Sa che la situazione di Alitalia impone un'azione rapida e, allo stesso tempo, vuole evitare di essere sepolto da un'ondata di ricorsi contro la mossa italiana, serie che del resto è stata inaugurata a passo da bersagliera dall'immancabile Ryanair. In una nota, il manager Jim Callaghan afferma: "L'ultimo salvataggio da 300 milioni di euro di Alitalia è una beffa alle norme dell'Unione Europea sugli aiuti di Stato. Sostenere una compagnia aerea nazionale inefficiente, che sarebbe dovuta andare in bancarotta già da tempo, è semplicemente illegale". La linea ufficiale Ue è imbevuta del disappunto per le carenti informazioni ricevute. "Aiuto di Stato o non aiuto di Stato, questo è il problema", ha detto ieri il portavoce della Commissione, Johannes Laitenberger. Le carte giunte nella capitale a dodici stelle non sciolgono i dubbi. "Ci hanno consegnato una lettera e alcuni documenti che illustrano le misure prese - ha spiegato l'uomo stampa del responsabile francese dei Trasporti, Michele Cercone -. Le stiamo analizzando, tuttavia si può dire che in questo momento non abbiamo una chiara visione del caso". Gli incartamenti, a quanto si apprende, sarebbero piuttosto generici. Bruxelles non è per principio contro gli aiuti di stato che, in talune circostanze, possono essere autorizzate. Il problema nasce nel momento in cui l'iniezione di capitale favorisce una società a svantaggio di un'altra. Nella fattispecie Alitalia, vuol dire mantenere in vita con denaro pubblico una compagnia aerea che dovrebbe fallire, a condizioni che i concorrenti non potrebbero permettersi. Pertanto, un prestito ponte può essere pagato solo a condizioni di mercato, con gli stessi tassi e vincoli che si avrebbero rivolgendosi a un qualunque istituto di credito. Tutto questo non sarebbe stato specificato nei documenti italiani. Secondo le fonti della Commissione, il governo non indica tempi, modi e costi dell'erogazione, cioè quei parametri che permetterebbero di valutare sino in fondo la legittimità del prestito. Roma ha tirato in ballo una questione di sicurezza pubblica davanti alla quale quasi tutti da queste parti storcono il naso. "Se è un aiuto di Stato deve essere notificato a Bruxelles: se non lo è, non c'é bisogno della notifica", ha insistito Laitenberger. All'ora attuale i tecnici di Barrot non sono però in grado di dirimere la questione. Va da sè che l'Italia può intanto decidere di andare avanti lo stesso, rischiando una dolorosa procedura di infrazione europea, visto che le possibilità di convincere Bruxelles appaiono ridotte al lumicino. La pressione esterna è forte. British Airways afferma di essere alla finestra per valutare il da farsi. Il Fondo monetario, da Washington, invita a "basarsi sulle regole di mercato". A Roma, intanto, il futuro premier Silvio Berlusconi mostra di non apprezzare i paletti europei: "La fanno difficile, ma non sono preoccupato, quella del prestito è l'unica cosa da fare. Alitalia non si poteva far assorbire dai francesi. L'Unione europea deve aiutare le cose giuste e non fare difficoltà". Sullo stesso tenore Walter Veltroni: "Non c'è nulla di illegale nel prestito". Ma c'è un altro Sos dal cda Alitalia : "Per assicurare una prospettiva duratura di continuità operativa", serve una ricapitalizzazione in tempi brevi. E misure per ridurre perdite e costi, dopo un confronto con i sindacati.

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Libia-Italiascontrosu Gaza (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-04-2008)

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Vertice onu La Libia paragona i campi profughi palestinesi a lager nazisti e l'ambasciatore italiano fa sospendere il consiglio di sicurezza 25/04/2008 "I giovani sono chiamati a contrastare i nuovi autoritarismi e integralismi che rappresentano la negazione dei principi e dei valori che ispirarono la lotta per la liberazione" 25/04/2008 Roma. "Gli italiani mantengano viva la memoria delle tappe che hanno condotto il nostro Paese alla liberazione e coltivino i principi e i valori che hanno ispirato la stesura della Costituzione". Alla cerimonia ufficiale per l'anniversario del 25 aprile, Giorgio Napolitano, che sarà oggi in visita a Genova, ha sottolineato il senso della Festa della liberazione . "I giovani di oggi - ha aggiunto il Capo dello Stato - sono chiamati a contrastare i nuovi autoritarismi e integralismi che rappresentano la negazione di quei principi e valori". parodi e altri servizi >> 4 e 24 25/04/2008 Roma. La Commissione europea chiede chiarimenti sul prestito ponte concesso dal governo ad Alitalia dopo che Air France-Klm ha ritirato la sua offerta. Protestano Ryanair, British Airways e Scandinavian Airline. Il presidente del Consiglio in pectore, Silvio Berlusconi, dice di non essere preoccupato: "L'Unione europea deve aiutare le cose giuste e non fare difficoltà". L'Alitalia annuncia intanto la nomina a breve di un nuovo amministratore delegato e firma con i sindacati un armistizio che garantirà i voli per tutto il 2008. Il Fondo monetario avverte intanto il futuro governo: azioni rapide sul fisco, per proseguire i progressi del 2007, e sulle riforme strutturali. lombardi e altri servizi >> 2 e 3 25/04/2008.

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Seduta positiva bene fiat, giù eni (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Il commento MILANO. Chiusura positiva per Piazza Affari, in bilico sulla parità per gran parte del pomeriggio, con il Mibtel in rialzo dello 0,31% a 25.445 punti e lo S&P/Mib dello 0,48% a 33.589 punti. Vivaci gli scambi, per 6,4 miliardi di euro di controvalore, tra i migliori risultati dell'anno. Bene Fiat e Unicredit, debole Alitalia con Eni, dopo i dati trimestrali. Positiva Parmalat (+0,52% a 2,13 euro), in calo L'Espresso (-1,61% a 2,19 euro). 25/04/2008.

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Prestito Alitaliainterviene la Ue (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-04-2008)

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Barrot: "Servono chiarimenti". Berlusconi: "Non fatela difficile" Roma. Alitalia: il prestito di 300 milioni concesso dal governo finisce nel mirino di Bruxelles. Mentre la compagnia annuncia un nuovo amministratore delegato a breve e firma con i sindacati un armistizio che garantirà i voli per tutto il 2008, la Commissione Ue vuole chiarimenti sui soldi freschi che arriveranno nelle casse dell'azienda: "Abbiamo dubbi sulla natura della misura e vogliamo capire meglio alcuni dettagli. In particolare, vogliamo sapere se si tratta di un'operazione di mercato o di aiuti di Stato", fa sapere il commissario Ue ai Trasporti, Jacques Barrot, attraverso il suo portavoce. La risposta del premier in pectore Silvio Berlusconi è arrivata in serata: "Adesso la fanno difficile. Ma io non sono preoccupato, quella del prestito è l'unica cosa da fare. Alitalia non si poteva fare assorbire dai francesi. L'Unione europea deve aiutare le cose giuste e non fare difficoltà". Com'era prevedibile, il prestito ottenuto dall'Alitalia per garantire la continuità dei voli finirà al centro di un contenzioso con la Commissione Ue, alla quale cominciano ad arrivare i primi ricorsi. Come quello di Ryanair, che accusa: "L'ultimo salvataggio da 300 milioni è una beffa alle norme Ue sugli aiuti di Stato. È illegale sostenere una compagnia aerea inefficiente, che sarebbe dovuta finire in bancarotta". Quello annunciato dalla compagnia low cost rischia di fare da apripista a una serie di ricorsi in arrivo sul tavolo della commissione di Bruxelles, che potrebbe bocciare la misura sanzionare l'Italia. E' vero che il commissario italiano di prossima nomina al posto di Franco Frattini (si fa il nome di Antonio Tajani di Fi) avrà la delega ai Trasporti ma, nota l'Udc Rocco Buttiglione, su quella poltrona "rappresenterà l'Europa e non il governo italiano". Intanto, a Bruxelles si attendono chiarimenti entro dieci giorni da Roma, poi arriverà il verdetto. Ma il Wall Street Journal non ha dubbi: "Il prestito ha tutta l'aria di un aiuto di Stato, la Commissione Ue può e deve respingere". Nel caso di un no al prestito, il premier in pectore Silvio Berlusconi potrà sfidare le sanzioni europee o piegarsi alla nomina di un commissario, che è l'unico appiglio per giustificare l'esborso, senza che ci sia un compratore certo in sala di attesa. Il passaggio attraverso un commissario potrebbe risultare gradito anche alla cordata italiana. La partita è complessa e ancora è tutta da giocare. Di fronte alle incognite che condizionano il destino di Alitalia, il finanziere Bruno Ermolli si muove con grande prudenza per conto del Cavaliere nella ricerca degli imprenditori disponibili a comprare la compagnia con l'aiuto di un vettore internazionale, che allo stato attuale sembra essere Aeroflot perché tutte le altre grandi compagnie europee si sono ormai tirare indietro. Ci sarebbe la Lufthansa, già ora alleata con Carlo Toto di Air One, ma i tedeschi sono più interessati a sfruttare lo scalo di Malpensa che ad accollarsi Alitalia. Per ora, c'è la disponibilità del patron di Fondiaria, Salvatore Ligresti, e c'è l'interessamento di Marco Tronchetti Provera. Alla cordata potrebbero unirsi anche i Benetton. Anche se Luciano Benetton frena: "Alitalia la momento non ci interessa. È prematuro parlarne, prima occorre un piano industriale". Anche se, a margine dell'assemblea degli azionisti, che ha approvato il bilancio 2007, il presidente del gruppo di Ponzano ha aggiunto che " Oggi che è stata ricapitalizzata non c'è un problema finanziario, che è risolvibile. Prima di tutto, oggi c'è un problema di gestione". "Prima di investire bisogna vedere il partner e il progetto industriale", ha aggiunto.La questione è quella sollevata da Benetton: ora che c'è il prestito, i potenziali soci della cordata aspettano di capire chi sarà il partner internazionale e quale sarà il progetto di rilancio, considerando che lo scalo di Malpensa punta separare il suo futuro da quello di Alitalia. Anche se la missione industriale non è chiara, la cordata prende corpo ed è aperta la caccia i nomi: secondo una tv romana, sarebbe pronto a partecipare anche Claudio Lotito, presidente della Lazio. Ma intanto i sindacati, ricevuti ieri alla Magliana, premono sui vertici di Alitalia per avere dall'altra parte del tavolo un nuovo amministratore delegato a pieno titolo con cui trattare i sacrifici imposti dalla crisi. Il primo passo è l'impegno a evitare scioperi e proteste, che aggraverebbero la situazione: "Assicuriamo la certezza di tutti collegamenti previsti per la stagione 2008", annunciano le nove sigle presenti in azienda. E sono in arrivo anche i primi tagli: nei prossimi mesi, resteranno a terra 37 aerei, numero che coincide con quello del piano Air France. Quanto al prestito, i sindacati non vedono problemi in arrivo ad Bruxelles perché serve a garantire i collegamenti nazionali e sarà ripagato a tassi di mercato. Così la pensa il leader del Pd, Walter Veltroni, che dice: "Il prestito? Non c'è nulla di illegale. L'Europa se ne renderà conto". Nella serata di ieri il consiglio di amministrazione di Alitalia ha preso atto del ritiro dell'offerta di Air France-Klm. Il Cda di Alitalia, spiega una nota della compagnia, "ha proceduto ad esaminare la posizione economica, finanziaria e patrimoniale della società, evidenziando che, come più volte reso noto in passato, la ricapitalizzazione di Alitalia da effettuarsi in tempi brevi rappresenta una condizione essenziale per assicurare una prospettiva duratura di continuità operativa". Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 25/04/2008 ' 25/04/2008 benetton frenasulla cordataLa compagnia al momento non ci interessa. È prematuro, prima occorre un piano industriale Luciano benettonimprenditore 25/04/2008 l'invitoA Palazzo Grazioli c'erano anche Gianni Letta e Fedele Confalonieri 25/04/2008.

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Alitalia, lite berlusconi-ue (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

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Dubbi europei sul maxiprestito, il Cavaliere attacca Bruxelles: è la cosa giusta, non createci difficoltà Alitalia, lite Berlusconi-Ue L'Fmi al nuovo governo: non fermate il risanamento ROMA - Scontro tra Berlusconi e la Ue su Alitalia. C'è infatti poco tempo per convincere la Commissione europea che tutte le carte sono in regola per l'emissione del prestito ponte per Alitalia. Si tratta di dieci giorni lavorativi: la scadenza è dettata da Bruxelles che ha messo nero su bianco la richiesta di chiarimenti. Dura replica di Berlusconi: "Non createci difficoltà, questa è la cosa giusta". Intanto l'Fmi consiglia al nuovo governo di "non fermare il risanamento" già avviato. D'ARGENIO, IEZZI, MANIA E PETRINI ALLE PAGINE 2, 3, 26 E 27.

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"rai, bilancio in pareggio ma serve una riforma" - aldo fontanarosa (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il presidente Petruccioli: l'azienda ha bisogno di un amministratore indipendente, il Tesoro ceda il controllo "Rai, bilancio in pareggio ma serve una riforma" ALDO FONTANAROSA ROMA - Se Alitalia soffre, la Rai invece recupera. Claudio Petruccioli annuncia un bilancio in "sostanziale pareggio" per il 2007. "Avremo una perdita di 3 o 4 milioni al massimo", calcola il presidente della tv di Stato, ben lontani dai 45-50 che si temevano. Eppure, malgrado i conti tengano, Petruccioli invoca una riforma. Basterebbe una legge di tre righe, assicura, per cambiare la Rai. La prima novità sarebbe togliere la proprietà della televisione pubblica dalle mani del Tesoro e del governo, anche per frenare gli appetiti dei partiti. E sarebbe certo una svolta aumentare i poteri del direttore generale. Oggi le sue volontà, per realizzarsi, hanno bisogno dei voti dei consiglieri di amministrazione, ogni giorno ad ogni delibera. Serve - chiede invece Petruccioli - un amministratore che agisca in autonomia dal consiglio, fino a quando ne ha la fiducia. Petruccioli espone le sue tesi in un "libretto bianco" di 24 pagine mentre vede la fine del suo mandato: il presidente della Rai e l'attuale consiglio di amministrazione scadono il 31 maggio. Chi dopo Claudio Petruccioli alla presidenza? L'attuale legge stabilisce che il nome venga proposto proprio dal Tesoro. La prima mossa, dunque, spetterà a Tremonti, una volta al ministero. Ma il designato alla presidenza avrà poi bisogno del via libera di entrambi gli schieramenti politici nell'arena della commissione parlamentare di Vigilanza. A luglio 2005 Petruccioli - già senatore dei Ds - ottenne l'unanimità dei voti dalla commissione di Vigilanza. Per questo resta oggi il principale candidato a succedere a se stesso. In ogni caso, pur essendo in corsa, Petruccioli non strizza l'occhio al futuro governo, anzi. Il suo "libretto bianco" propone 2 riforme - sulla proprietà Rai e i poteri del direttore generale - gradite a Gentiloni e Veltroni. Nelle ultime 5 settimane del mandato, però, Petruccioli e l'attuale direttore Cappon incroceranno comunque gli umori del nuovo esecutivo. Tra una o due sedute, questo vertice aziendale dovrà decidere le sorti dell'ex capo di Rai Fiction Saccà, uomo di Berlusconi, travolto dallo scandalo intercettazioni. La scelta se allontanare o meno Saccà cadrà nel momento di passaggio da una fase politica ad un'altra.

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L'offerta del cavaliere a montezemolo - roberto mania (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

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Economia L'offerta del Cavaliere a Montezemolo Berlusconi gli propone un ministero. E nasce l'asse con Marcegaglia Colazione a palazzo Grazioli con il vecchio e il nuovo leader di Confindustria In gioco il dicastero dello Sviluppo economico. Per ora solo smentite ROBERTO MANIA ROMA - Silvio Berlusconi invita a colazione Emma Marcegaglia e offre un posto di ministro a Luca di Montezemolo. Accade a palazzo Grazioli, residenza romana del premier in pectore. A tavola, all'inizio, sono solo in quattro: il Cavaliere, il suo braccio destro Gianni Letta, la giovane imprenditrice mantovana che guiderà la Confindustria nel prossimo quadriennio e il direttore generale di Viale dell'Astronomia, Maurizio Beretta. Montezemolo arriva più tardi da Torino, dov'era per l'assemblea della Fiat. Ma giunge in tempo. La colazione prosegue. Poi Berlusconi e Montezemolo si appartano e parlano tra loro, da soli, fitto fitto. "Abbiamo discusso di questioni internazionali, di Tony Blair che è in Italia come inviato del Quartetto per il Medio Oriente...", diranno. Ma è durante quel colloquio che il Cavaliere prova a giocare la sua carta, forse "la sorpresa" che ha più volte annunciato, prima della sua salita al Colle con la lista dei nuovi ministri: Montezemolo, l'immagine di un'Italia vincente e con tanti legami internazionali, nella sua squadra di governo. Un'offerta reiterata perché l'avrebbe voluto già con sé - è noto - la volta scorsa. Non gli chiede una risposta immediata. Lo invita a rifletterci e a parlarne poi a tu per tu con Gianni Letta, questa volta a cena. Difficile che Montezemolo possa accettare. Eppure per l'uomo della Ferrari, che ormai è solo formalmente il presidente della Confindustria per ancora meno di un mese, ci sarebbe il posto da ministro per lo Sviluppo economico, un tempo il ministero dell'Industria. Chi meglio di lui, diventato nel tempo così politicamente sensibile? E poi non dovrà essere questa una legislatura di "decantazione", per dirla con il prossimo ministro dell'Economia, Giulio Tremonti? E allora perché non copiare l'amico Nicolas Sarkozy che si è messo in squadra il socialista Bernard Kouchner, in un posto chiave come quello del ministro degli Esteri? Dimenticare Vicenza, insomma, per il nostro Cavaliere. Lo scontro clamoroso del 2006, tra imprenditori self made, quelli del lombardo-veneto, e l'establishment confindustriale, quello del "capitalismo di relazione". Ora a Viale dell'Astronomia c'è la "post-ideologica" Marcegaglia (secondo la definizione di Maurizio Sacconi, senatore di Forza Italia) che ha scelto una squadra di medi industriali, orientati all'esportazione, lombardi e veneti, appunto, senza cognomi altisonanti. E il Cavaliere non è più un estraneo nella finanza che conta. Tanto più che ha deciso di giocarsi la faccia sulla cordata tricolore per salvare l'Alitalia dal baratro del fallimento. Su Montezemolo, Berlusconi non si è consultato con i suoi. Almeno non pare. Ma - si sa - da quelle parti conta solo lui. L'idea, peraltro, nel partito di Via dell'Umiltà non piace affatto, nemmeno tra i forzisti che dovrebbero entrare nel Berlusconi ter. "Questo dovrà essere un governo tutto di politici", spiegano. "L'ipotesi di Montezemolo, che certo non è mai stato uno dei nostri, è destituita di ogni fondamento", insistono. "E poi: in quota Forza Italia? Così perdiamo la maggioranza nel Consiglio dei ministri. Per noi sarebbe una penalizzazione". Dunque qualche riflessione l'hanno fatta, perché non appaiono del tutto impreparati. Infatti la voce gira e rigira nei palazzi della nuova politica pidiellina. Tanto che a metà pomeriggio arrivano, sincronizzate, le due smentite. Prima quella di Berlusconi: "Non ho offerto alcun ministero a Montezemolo, anzi è lui che mi ha proposto di andare a lavorare in Fiat...". Poi quella dell'industriale: "Non abbiamo parlato di un mio incarico". Non viene smentito invece che nel colloquio sia stata messa una pietra tombale sull'eventualità che il leghista Roberto Calderoli possa essere uno dei vicepremier. Questione, evidentemente, non di carattere internazionale. Ma ieri - più nei sottintesi che nella parole - di offerta ce n'è stata anche un'altra. Questa volta alla "lady d'acciaio" della Confindustria. Perché dietro l'ampia condivisione degli obiettivi indicati dalla Marcegaglia nel suo programma per il biennio 2008-2010, è sembrato prendere corpo il progetto di un patto per la crescita sulla spinta di una campagna elettorale vinta anche - se non soprattutto - sui temi economici e sociali, questione salariale innanzitutto. E allora, subito la detassazione degli straordinari e dei premi aziendali o individuali, collegati alla produttività. "Noi siamo molto favorevoli", ha risposto il prossimo presidente della Confindustria. La quale, ieri, ha compreso che la partita principale si stava giocando più in là, in quel vis-à-vis tra Berlusconi e Montezemolo. In quell'azzardo del Cavaliere che, se - come sembra - non andrà in porto, farà però riprendere dal cassetto il progetto montezemoliano di creare un nuovo think-tank. Perché la politica, lui, il presidente uscente, ormai, non la lascia più.

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Sulle cordate il lungo silenzio delle banche (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Sulle cordate il lungo silenzio delle banche angelo de mattia La cordata Alitalia, questa sconosciuta, si potrebbe dire parafrasando il titolo di un libro di un Nobel. Ci sarebbe bisogno di chiodi da infiggere nella roccia, a cui legare la corda: fuor di metafora, le alleanze o aggregazioni internazionali e il finanziamento bancario. E tuttavia le banche tacciono. Intesa-SanPaolo, dopo aver mostrato attenzione per una eventuale soluzione con un'agregazione internazionale, ha precisato che per ora nulla è sul tavolo. Di volta in volta si chiamano in ballo la Cassa depositi e prestiti, il Fondo F.2i, la soluzione bancaria di sistema. Torna di attualità l'intervento a suo tempo effettuato dalle banche per il recupero della Fiat con l'ormai famoso Convertendo. Lo citano anche quelli che lo avversarono e contestarono alla Banca d'Italia di averne aiutato il decollo, peraltro nei limiti delle sue attribuzioni. Nel governo di allora (2003) non mancavano forze che avrebbero voluto il fallimento della Fiat. Il Convertendo (3 miliardi) salvò l'impresa torinese. Oggi ciò è unanimemente riconosciuto. Poi vi è stato l'apporto fondamentale di Marchionne. Torna di attualità anche il pur (da molti) avversato intervento in Telecom. Si vorrebbero schemi similari per Alitalia. Ma c'è un circolo vizioso. Senza una sicura aggregazione internazionale, un piano industriale strategico e operativo e un management all'altezza delle difficoltà, non sono immaginabili interventi di sistema, nemmeno forse di singole banche. Poiché oggi occorre fare i conti innanzitutto con i bilanci, non vi è Sarkozy (con Air France) o Putin (con l'improbabile Aeroflot) ovvero ancora pressioni da esercitare via fondazioni ex bancarie che tengano difronte alle ragioni della redditività e dell'efficienza. Certo, collegarsi agli interessi generali del Paese significa anche rafforzare l'azione aziendale. Questo le banche, se non altro le più avvedute e più attente allo sviluppo, lo sanno. Ma esse amministrano risparmio altrui, che va tutelato. Per una loro auspicabile iniziativa occorrerebbe almeno il fumus di essere sulla via giusta, con le alleanze e con i programmi, per dare una valida prospettiva alla compagnia. Ciò soprattutto in considerazione del finanziamento ipotizzato, nell'ordine di 1,5-2 miliardi. Ma siamo, purtroppo, ancora lontani, mentre il tempo si è fatto breve. L'opinione.

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Niente rinnovo del contratto, a terra 400 hostess I sindacati pronti ai sacrifici, ma chiedono un nuovo piano per avviare il confronto (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 25-04-2008)

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Stai consultando l'edizione del Niente rinnovo del contratto, a terra 400 hostess I sindacati pronti ai sacrifici, ma chiedono un nuovo piano per avviare il confronto / Roma ro.ro. A TERRA Sono gli "stagionali" i primi colpiti dalla crisi Alitalia. Gli assistenti di volo che vivono di contratti a tempo determinato, che hanno un'età media bassa (di circa 36 anni), otto anni circa di lavoro alle spalle, una decina di contratti a tempo determinato firmati. A partire dal primo aprile in 400 sono rimasti a terra. Colpa del piano Prato, del mancato ingresso di Air France, di una trattativa protattasi più del dovuto, della natura del contratto. A tempo determinato, appunto. Che, secondo il sindacato Avia, Alitalia non ha rinnovato. Per loro, come ha spiegato il presidente Antonio Divietri, "non ci sono la cassa integrazione per quattro anni, più due di mobilità, accompagnati dal Fondo di solidarietà e sostegno al reddito". La loro uscita non farà scalpore. In realtà era già stabilità. Il piano Prato, quello della sopravvivenza di Alitalia, varato nell'ottobre scorso, prevedeva che a partire dalla stagione estiva, che per il trasporto aereo parte dalla primavera, 24 aereomobili fossero messi a terra. Con loro anche 400 assistenti di volo. "Ma la misura non è stata discussa - ha spiegato Divietri -. Di solito questi esuberi si concordano, cercando di favorire uscite dolci, magari con prepensionamenti o cassa integrazioni. Ma questo non è stato possibile". Colpa di un tira e molla sulla sorte della società durato mesi, dell'incertezza sull'azionariato. E la situazione potrebbe peggiorare. Nel corso della riunione di ieri tra sindacati e azienda, sarebbe emerso, secondo i piloti dell'Anpac, che nell'arco del 2008 la compagnia metterà a terra 37 aerei. E cioè lo stesso numero di macchine previsto dal piano di Air France-Klm, escludendo i 5 aeromobili del settore cargo. In totale si tratterebbe di 16 Md80, 4 Atr, 14 Embraer e 3 Boeing 767. "Questo - ha dichiarato il Fabio Berti presidente dell'Anpac - è un elemento preoccupante perché il piano franco-olandese era appositamente strutturato nell'ottica dell'alleanza. Ora è - ha osservato - quanto meno strano che il numero di aerei a terra possa coincidere con quello previsto nell'ipotesi del piano Prato stand alone". "Siamo coscienti che nell'affrontare la fase contingente ci sarà bisogno di fare dei sacrifici, lo sappiamo perfettamente e siamo disposti a farli" ha detto il segretario generale della Filt-Cgil, Fabrizio Solari. "È chiaro - ha continuato Solari - che dovremo affrontare un piano esuberi, e lo faremo: ma serve un piano, dobbiamo sapere a che serve, e dove porta l'azienda. Non possiamo discutere di sacrifici inutili". Per questo i sindacati, nell'incontro di ieri con l'azienda hanno chiesto al più presto la nomina di un nuovo amministratore delegato. Figura, questa, che manca dal 2 aprile scorso da quando cioè l'ex presidente, Maurizio Prato, ha rassegnato le proprie dimissioni ed è stato nominato Aristide Police presidente, rimasto però amministratore non esecutivo. Un'esigenza, quella di procedere alla nomina di un nuovo amministratore, che, secondo quanto hanno riferito i sindacati, è condivisa dallo stesso Police.

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Alitalia, l'altolà della Ue Dubbi sul prestito: è un aiuto di Stato? Ricorso della Ryanair (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 25-04-2008)

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Stai consultando l'edizione del Alitalia, l'altolà della Ue Dubbi sul prestito: è un aiuto di Stato? Ricorso della Ryanair All'Unione Europea non piace il prestito da 300milioni che il governo ha concesso ad Alitalia per non farla affondare definitivamente. Dalla Commissione ieri a Palazzo Chigi è arrivata una lettera molto dura. A Bruxelles temono che quel prestito, fatto per dare tempo al futuro governo Berlusconi di mantenere la promessa di salvare la compagnia di bandiera dopo l'addio di Air France, sia in realtà un aiuto di Stato. Quindi lesivo della concorrenza e come tale vietato. Non a caso alcune compagnie aeree, prima di tutte Ryanair, sono pronte a fare ricorso. Berlusconi chiede alla Ue di non creare difficoltà. Ma intanto la crisi Alitalia si fa sentire: ci sono già 400 hostess rimaste senza lavoro. R. Rossi a pagina 2.

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Fmi al nuovo governo: avanti col risanamento Per il Fondo monetario servono azioni rapide per salvaguardare i risultati raggiunti nel 2007 (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 25-04-2008)

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Stai consultando l'edizione del Fmi al nuovo governo: avanti col risanamento Per il Fondo monetario servono azioni rapide per salvaguardare i risultati raggiunti nel 2007 di Laura Matteucci / Milano L'INVITO Il governo prossimo venturo dovrà mettere in cantiere "azioni rapide" per evitare un deterioramento dei conti pubblici e "salvaguardare" i risultati raggiunti nel 2007. È l'invito, che sottende qualche preoccupazione, pubblicamente espresso dal direttore delle rela- zioni esterne del Fondo monetario internazionale, Masood Ahmed. La preoccupazione ha fondamento. "Nel corso del 2007 - aggiunge Ahmed - ci sono stati buoni progressi anche se ottenuti principalmente sul versante delle entrate". Ma, attenzione: i primi numeri sul 2008 sono meno positivi, e Ahmed mette l'accento anche sulla necessità di "riforme strutturali per rilanciare l'economia". Il Fmi, peraltro, ha già rivisto al ribasso le stime di crescita per il 2008: appena lo 0,3%. Comunque, presto un gruppo di esperti dell'istituto sbarcherà a Roma per riprendere la missione ex articolo 4 interrotta dopo la crisi del governo Prodi nel marzo scorso. Il processo di risanamento è certificato da mesi, e al prossimo Ecofin, l'ultimo di legislatura, l'Italia sarà fuori dalla procedura d'infrazione attivata nel 2005 per deficit eccessivo. L'Europa si è già congratulata, Bankitalia ha già diffuso i suoi dati: nel 2007 il debito è sceso di oltre 42 miliardi, due punti e mezzo di pil, arrivando al 104% del pil. Meglio, cioè, delle migliori previsioni. Non solo. Il fabbisogno nel 2007 si è fermato al 2% del pil, circa 30 miliardi di euro, a fronte dei 54 dell'anno precedente, un risparmio di 20 miliardi nella gestione dello Stato. Il tutto grazie a entrate in crescita, ma anche ad uscite sotto controllo. A confermarlo è il dato, sempre Bankitalia, sull'andamento di entrate e uscite nel primo mese del 2008. Le entrate tributarie di cassa a gennaio sono state di 31,2 miliardi, +10,3% rispetto ai 28,3 miliardi dell'anno prima. Nello stesso mese le spese correnti sono diminuite del 16,2% rispetto a gennaio 2007 (18 miliardi rispetto ai 21,5 di un anno fa). Inoltre, l'obiettivo è (ancora) quello della riduzione della spesa pubblica fino all'azzeramento del rapporto deficit-pil entro il 2010, come da impegni con la Ue. Adesso, "anche il Fmi riconosce il buon lavoro fatto nei due anni di governo di centrosinistra, innanzitutto con i buoni dati sul recupero dell'evasione fiscale", commenta il responsabile economico del Pd Giorgio Tonini. "Al nuovo governo l'onere di salvaguardare i progressi realizzati e di renderli strutturali". Pronti, via. Il futuro ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha incontrato ieri il presidente dell'Anci (l'associazione dei Comuni) Leonardo Domenici, e in una nota finale conferma lo slogan del programma elettorale: "Totale eliminazione dell'Ici dalla prima casa, senza oneri per i Comuni". In realtà, l'abolizione dell'Ici cui sta lavorando Tremonti non dovrebbe riguardare ville e case di lusso. Per la Lega, che conferma l'impostazione e stima un'operazione da 1,7-2 miliardi, si può pensare a una compensazione delle minori entrate per i Comuni con un aumento della compartecipazione Irpef. Perchè lo slogan è bello, ma le entrate dei Comuni sono sacre. Il Fmi non entra nei dettagli, ma suggerisce "rapide azioni", dice sempre Ahmed, e sottolinea l'importanza delle liberalizzazioni. Invitabile, un commento su Alitalia: la soluzione della crisi dovrà basarsi sulle "regole di mercato", evitando il ricorso ad aiuti di Stato, e deve rispettare le regole della concorrenza dell'Unione europea.

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Alitalia, tutti contro il prestito ponte La Ue solleva dubbi, le compagnie ricorrono. Berlusconi attacca Bruxelles. Il cda: ricapitalizzazione subito (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 25-04-2008)

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Stai consultando l'edizione del Alitalia, tutti contro il prestito ponte La Ue solleva dubbi, le compagnie ricorrono. Berlusconi attacca Bruxelles. Il cda: ricapitalizzazione subito di Roberto Rossi / Roma AIUTO DI STATO Tutti contro Alitalia. O, meglio, tutti contro il prestito ponte da 300 milioni concesso dal governo per salvare la compagnia di bandiera. Un finanziamento che sta diventando un caso politico in Europa tra minacce di ricorsi e richieste di chiarimenti. E che rende il futuro dell'azienda della Magliana ancora più nebuloso. I primi dubbi sulla natura del prestito li ha sollevati la Commissione europea. "Abbiamo dubbi sulla natura della misura e vogliamo capire meglio alcuni dettagli. In particolare, vogliamo sapere se si tratta di un'operazione commerciale o sono coinvolti degli aiuti di Stato" ha detto Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai Trasporti, Jacques Barrot. Per questo la Commissione ha inviato una lettera, datata 24 aprile, dai "toni duri" a Palazzo Chigi. Intimando, entro dieci giorni lavorativi, di far conoscere a Bruxelles le motivazioni che hanno portato alla decisione del prestito ponte per Alitalia. E nel caso in cui le spiegazioni richieste, che il governo si è impegnato a dare seguendo "le procedure del trattato", non arrivassero o fossero ritenute insoddisfacenti la Commissione europea si riserva di ingiungere all'Italia la sospensione del prestito. Il che vorrebbe dire fallimento e commissariamento per il gruppo italiano. Ma la commissione europea non è l'unico ostacolo da superare. Contro la misura decisa dall'esecutivo ieri si sono schierate alcune compagnie aeree concorrenti di Alitalia. Prima fra tutte Ryanair, che ha annunciato l'intenzione di sollevare una protesta formale a Bruxelles: "L'ultimo salvataggio da 300 milioni di euro di Alitalia è una beffa alla normativa Ue sugli aiuti di stato. Sostenere un'aerolinea nazionale inefficiente, che sarebbe dovuta finire in bancarotta, tempo fa è semplicemente illegale", ha tuonato il direttore legale della compagnia low cost, Jim Callaghan. Anche l'inglese British Airways e la svedese Sas hanno minacciato un ricorso. "Vigileremo da vicino la situazione, per essere sicuri che le norme europee sugli aiuti di Stato vengano scrupolosamente rispettate", ha commentato un portavoce della compagnia di bandiera britannica. Si è mosso addirittura il Fondo monetario internazionale, che ha invitato a trovare una soluzione rispettosa delle regole di mercato in generale e dell'Unione europea in particolare. Le accuse e i ricorsi non hanno intaccato l'ottimismo di Silvio Berlusconi. "Adesso la fanno difficile - ha detto il leader del Popolo delle libertà -. Ma io non sono preoccupato, quella del prestito è l'unica cosa da fare. Alitalia non si poteva far assorbire dai francesi. L'Unione europea deve aiutare le cose giuste e non fare difficoltà". Più chiaro il leader del Partito democratico Walter Veltroni: "Non c'è nulla di illegale in questo prestito". L'Europa deve rendersi conto che "la perdita di posti di lavoro potrebbe avere effetti sociali molto pesanti" per l'Italia. Alla Magliana, dove ieri si è riunito il consiglio di amministrazione, lo sperano. Ma il prestito da solo non basta. Ad Alitalia, secondo il cda, serve anche "una ricapitalizzazione da effettuarsi in tempi brevi". Quanto servirebbe? A gennaio Alitalia aveva chiesto 750 milioni di euro. Ma nell'ottica di una alleanza con Air France. Che però non c'è più. E "allo stato non sono pervenute altre manifestazioni di interesse da parte di altri soggetti finanziari o industriali".

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Rutelli contro il caro-casa: 100 euro al mese per i mutui Il candidato Pd a Roma: è la prima cosa che farò Veltroni: la città ha bisogno di un sindaco con la schiena dritta (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 25-04-2008)

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Stai consultando l'edizione del Rutelli contro il caro-casa: "100 euro al mese per i mutui" Il candidato Pd a Roma: è la prima cosa che farò Veltroni: la città ha bisogno di un sindaco con la schiena dritta di Mariagrazia Gerina / Roma A POCHE ORE DAL VOTO, Rutelli prova a variare il registro di una campagna elettorale ormai sovrastata da giorni dal botta e risposta sulla sicurezza. "Un problema reale, non solo a Roma, pensate alle notizie che arrivano in queste ore da Milano... Se sarò eletto dovrò occuparmene molto seriamente", ripete Rutelli. E però: "Si parla troppo poco delle risposte positive per questa città", lamenta, accendendo immediatamente i riflettori anche su un altro fronte, la casa. Nella capitale per molte famiglie è il vero nodo della vita quotidiana. "Ci sono tante giovani coppie e famiglie che rischiano di essere strangolate dal caro mutui", ricorda il candidato sindaco del centrosinistra, pensando a quanti hanno un reddito sotto ai 40mila euro e fanno fatica a stare dietro ai pagamenti, perché hanno contratto un mutuo al 2,5% nel 2003, salito adesso al 4,6%. È a loro che Rutelli promette di andare incontro con "una proposta forte": per ogni mutuo stipulato a tasso variabile - spiega - il Comune verserà una cifra tra i 1300 e i 1.400 euro l'anno, circa 100 euro al mese. Grazie a un fondo di 100 milioni istituito con i risparmi della pubblica amministrazione. "Una misura che adotterò immediatamente se sarò eletto sindaco", promette Rutelli, che, proprio nel giorno in cui il suo avversario al fianco di Berlusconi ha chiamato i romani per una "festa di addio all'Ici", rivendica la "battaglia fatta insieme al governo Prodi" grazie alla quale "i cittadini pagheranno tra un mese 140-150 euro in meno di Ici". E poi ricorda il piano di 20mila alloggi di edilizia popolare e a canone agevolato che il Comune si è impegnato a realizzare per le famiglie più in difficoltà. A cui aggiunge la proposta sui mutui rivolta al ceto medio. "Bene, finalmente qualcuno mostra di avere chiaro come si fa ad aiutare le famiglie", approva il presidente della Federconsumatori. Che il tema sia cruciale è chiaro. Anche Alemanno prova a cavalcarlo, promettendo a chi vive nelle case popolari di poter acquistare al riscatto la propria abitazione senza pagare nulla di più. "Ma non si può fare", gli risponde il presidente dell'azienda (regionale e non comunale, per altro) che gestisce gli alloggi popolari: "E poi con i canoni che pagano gli inquilini ci metterebbero 1000 anni ad acquistare casa". "Spero che la campagna elettorale svegli i romani e faccia capire loro che bisogna guardare al futuro", rivendica poi Rutelli, mettendo sul tappeto gli altri temi più urgenti. Dall'Alitalia: "Se va in crisi Fiumicino per Roma è come se andasse in crisi la Fiat". All'alleanza che si profila a destra: "tra la Lega, che si è messa di traverso, e Alemanno, che con la sua posizione sempre più di destra missina ci fa tornare al passato", scandisce Rutelli, appellandosi all'"orgoglio dei romani". Ed è a quello che si appella anche Veltroni. "Questa città - dice, pensando non solo ad Alitalia - ha bisogno di un sindaco a schiena dritta, se vince la destra l'orologio della capitale tornerà indietro di 17 anni", si accalora l'ex sindaco, prospettando per la sua città uno scenario da 1992: "Prima di Rutelli Roma era senza anima e progetti". E poi c'è il passato ancora più inquietante, evocato anche alla vigilia del 25 aprile da Buontempo e Romagnoli, alleati di fatto di Alemanno, pronti a restare a casa oggi (una festa da cancellare per la Fiamma) e poi a offrire domenica nell'urna al candidato sindaco del Pdl i 55mila voti conquistati da La Destra. Segnali funesti, che inquietano anche l'elettorato moderato dell'Udc. "La destra estremista e antisemita rappresenta, oggi come ieri, un elemento di grave pericolo per la vita delle istituzioni, che va contrastato attraverso una larga partecipazione alla vita democratica e a tutte le scadenze elettorali", ricorda il segretario Lorenzo Cesa. Parole che suonano come un appello. E che Storace corre malamente a censurare: "L'Udc è venuta allo scoperto, vuole far vincere la sinistra". Di certo contro la destra la sintonia è forte. Forse perché "la storia non si può cancellare", come ha ricordato ieri Rutelli a Primo Piano, difendendo l'accordo con la Sinistra e spiegando che: "Il voto di domenica non è sul Ventennio, ma vale comunque contro il rischio di tornare indietro". Cambiare - dice - fa parte della democrazia: "Ma Roma non sceglierà di cambiare in peggio". Quanto a lui - assicura - di voglia di fare il sindaco ne ha ancora tanta: "Non si vede?".

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Risale Unicredit (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 25-04-2008)

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Stai consultando l'edizione del Risale Unicredit La Borsa di Milano ha archiviato la seduta in rialzo nonostante un avvio negativo: Piazza Affari ha invertito la tendenza nella seconda fase e ha confermato l'indirizzo rialzista dopo l'apertura positiva di Wall Street. Il bilancio finale ha visto il Mibtel salire dello 0,31% a quota 25.445 punti, mentre l'S&P/Mib e l'All Stars hanno chiuso rispettivamente a +0,48 e -0,23%. Fiat ha piazzato un progresso del 3,17% a quota 13,974 euro . Unicredit, dopo il forte ribasso della vigilia, ha piazzato un +3,21% a 4,79 euro per azione. Tra gli altri finanziari, Intesa Sanpaolo +0,29%, Mediobanca -0,23%, Mediolanum -0,08% e Generali ha chiuso in calo dello 0,21%. Telecom Italia invariata a 1,325 euro. Eni ha recuperato nel finale chiudendo meglio del comparto di riferimento a livello internazionale: -0,33%. Tra gli altri energetici, Enel +0,46%. Alitalia ha perso il 3,25% (0,58 euro). Boom di Pininfarina che ha piazzato un +38,58%.

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Roma deve ritrovare il suo orgoglio Francesco Rutelli al Tg1: Se va in crisi Fiumicino, per Roma è come se andasse in crisi la Fiat per Torino . Oggi i concerti di chiusura della (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del "Roma deve ritrovare il suo orgoglio" Francesco Rutelli al Tg1: "Se va in crisi Fiumicino, per Roma è come se andasse in crisi la Fiat per Torino". Oggi i concerti di chiusura della campagna elettorale di Dora Marchi Qui parlano i fatti. Che raccontano, in questi quindici anni, di una gestione che ha rilanciato Roma; una gestione che "quando ero Sindaco anche Berlusconi non mancava mai di lodare", spiega Walter Veltroni. E su questo anche Rutelli punta molto: "Spero che la campagna elettorale che sta per chiudersi svegli i romani e faccia capire loro che bisogna guardare al futuro e che non si può ritornare al passato" afferma, ospite del Tg1. Poi, a proposito della vicenda Alitalia, sottolinea che "se va in crisi Fiumicino per Roma è come se andasse in crisi la Fiat per Torino". Secondo Rutelli, purtroppo con "l'alleanza tra la Lega che si è messa di traverso e Alemanno, che ha una posizione di destra missina, estrema, con Storace e Rauti, quello che abbiamo visto nel passato sta riaffiorando. Ci impone di risollevare l'orgoglio di Roma". Lo stesso orgoglio sul quale, anche Nicola Zingaretti, punta per confermare una Giunta di centro sinistra in Provincia: "Bisogna andare tutti a votare perché è importante impedire che torni quella classe dirigente di centrodestra che, solo fino due anni e mezzo fa, faceva gli affari con Lady Asl". "Un bambino che nasce ora - aggiunge Zingaretti - fino a quando avrà 30 anni dovrà pagare i debiti che la destra ci ha lasciato alla Regione Lazio. Permettergli di ricominciare sarebbe una follia, anche perché vorrebbe dire meno soldi per il lavoro, le infrastrutture, le politiche sociali, meno speranze quindi per il futuro dei nostri figli". A sostenerli, ancora una volta, Sabrina Ferilli, in prima linea durante tutta la campagna elettorale. Che sul palco del teatro Vittoria, dove sta parlando Veltroni, lancia il suo appello: "Sono fiera di essere romana: in questi anni abbiamo avuto due ottimi sindaci e io non so fare filosofia, ma rispetto alle cose che ho sentito dire da Alemanno mi sento Schopenauer...". Filosofi a parte, oggi è la death line per il ballottaggio. E non mancano iniziative: alle 17, in L.go Petazzoni, Luca Barbarossa, Marina Rei e Simone Cristicchi saliranno sul palco con i loro successi; mentre a Piazza Don Bosco, alle 20.30, sarà la volta dei Nomadi. APPUNTAMENTO con Simone Cristicchi, Luca Barbarossa e Marina Rei a Torpignattara alle 17 e con i Nomadi a piazza Don Bosco a Cinecittà alle 20.30.

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Fiumicino, meno code con il nuovo Terminal T5 per i voli in Usa e Israele Presentata la nuova struttura che consentirà di ridurre il carico di passeggeri dal Terminal internazional (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 25-04-2008)

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Stai consultando l'edizione del Fiumicino, meno code con il nuovo Terminal T5 per i voli in Usa e Israele Presentata la nuova struttura che consentirà di ridurre il carico di passeggeri dal Terminal internazionale di Gioia Salvatori DEBUTTO il 3 maggio, tester il volo 071 della Delta Airlines per Atlanta. Sarà il primo a partire dal nuovo Terminal 5 dell'aeroporto di Fiumicino, nuovo molo partenze internazionali dedicato esclusivamente ai voli sensibili. Una scatola blu con interni arancioni, blu, beige, di 14mila metri quadri in cui si trasferiranno, dal Terminal C, l'American Airlines, la Continental, Delta, United e US Airways e l'israeliana El Al a partire dal 3 maggio. Obiettivo: liberare il Terminal C, per ora, di 1 milione di passeggeri all'anno (il T5 può accoglierne fino a 3 milioni), alleggerire il Bhs, il nastro di smistamento bagagli assurto agli onori della cronaca la scorsa estate per il suo malfunzionamento, e migliorare le condizioni di lavoro degli handling (lo spazio smistamento bagagli è doppio rispetto all'attuale). Il Terminal 5, infatti, è dotato di un suo piccolo Bhs dalla capacità di 1800 bagagli all'ora, oltre che di 50 banchi per il check-in, a fronte dei 36 di cui godono le stesse compagnie nel Terminal C. Una succursale del Terminal C, insomma, più accogliente rispetto agli spazi riservati a queste compagnie nella "sede centrale". Porta d'ingresso del T5 è un'ampia sala per il profiling (prime interviste al passeggero per questioni di sicurezza), segue un'area accoglienza (check-in/biglietteria) e un'area controlli/passaporto dotata, oltre che di un naso per l'esplosivo, di una pedana elettronica per il controllo delle scarpe che rileva anche eventuali differenze tra le due calzature. Qui ci sono anche due porte per il fast track dedicate a viaggiatori frequenti e business class. Secondo le stime per i viaggiatori che passano dal T5 il tempo per le operazioni di ceck-in e controlli passa dagli attuali 90 minuti medi a 30. Finiti i controlli trasporto al satellite ovest con navetta.. Il T5, dotato anche di un parcheggio, è raggiungibile con navetta dal terminal C o direttamente con auto, bus o taxi. Sorge negli ex magazzini Cargo, da anni in stato di abbandono. Su nuovo terminal, dotato anche di propri mezzi per il trasporto dei disabili, Adr ha investito 12 milioni di euro. Il suo funzionamento nell'area ex cargo, tuttavia, è transitorio. Infatti nel 2011 sarà pronto il nuovo molo C dedicato ai voli internazionali. A presentare le caratteristiche strutturali della nuova aerostazione sono stati il direttore centrale Operazioni e Sviluppo Infrastrutture di Adr, Franco Giudice, ed il direttore Enac dello scalo di Fiumicino,Vitaliano Turrà. "A prescindere dal destino di Alitalia, con la compagnia di bandiera o altre, la gente viaggia - ha detto Giudice - dunque era indispensabile alleggerire il Terminal C visti i numeri sulla crescita dell'aeroporto e il sovraffollamento, soprattutto nelle prime ore del mattino, del TC". Per via del fuso, infatti i voli per gli States sono concentrati tra le 7 e le 13. Rispetto al traffico, poi, i passeggeri veicolati su Fiumicino dalle compagnie americane che andranno al T 5 sono cresciuti, nell'ultimo anno, del 17,9 % rispetto al 2006. Altra novità lo spostamento, dal I maggio, degli arrivi Schengen dal Terminal B al terminal A. Tutto per meglio fronteggiare l'aumento dei passeggeri attesi, già per oggi e domani, in 120mila al giorno.

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Folle abolire il ministero E la legge sui diritti tv favorisce la competizione (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 25-04-2008)

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Stai consultando l'edizione del GIOVANNA MELANDRI Il ministro teme lo smantellamento "Folle abolire il ministero E la legge sui diritti tv favorisce la competizione" "Non sono ancora al governo, e hanno già fatto saltare la trattativa per l'Alitalia, offeso ministre spagnole e minacciato giornaliste russe. Ora ci mancava anche l'abolizione del ministero dello Sport...". Il ministro per le Attività sportive, Giovanna Melandri, sorride amara. Berlusconi vuole eliminare il ministero perché, a suo dire, "la politica deve stare lontana dagli stadi". Che ne pensa? "Penso che sia una considerazione priva di senso. Esiste anche il ministero della Giustizia, ma non per questo ai magistrati viene tolta autonomia. La verità è un'altra, ossia che il ministero dello Sport è fondamentale per diffondere e aiutare economicamente lo sport, soprattutto di base. Come abbiamo fatto noi in due anni di governo, senza intaccare quella autonomia dello sport che riteniamo sacra". Quali risultati avete raggiunto? "Innanzitutto, abbiamo creato un Fondo nazionale per lo sport, poi abbiamo concesso alle famiglie la possibilità di detrarre dalle tasse gran parte delle spese per la pratica sportiva dei figli. Infine, abbiamo creato la legge sui diritti tv". Che non piace a Berlusconi... "Non mi stupisce. Quel che è certo, è che noi abbiamo varato un provvedimento per favorire una più equa distribuzione dei diritti, sul modello delle leggi già esistenti in gran parte d'Europa. Ciò favorisce la competizione, con ottimi effetti anche sul livello tecnico delle squadre. Lo dimostrano le squadre britanniche, che dominano in Champions League. Non solo: parte dei diritti andranno ai vivai e al calcio giovanile. Anche in questo caso, abbiamo valorizzato lo sport di base". Lei pensa che alla destra non interessi? "Ne sono certa. Nei precedenti cinque anni di governo hanno tolto 450 milioni al Credito sportivo, con conseguenze pesantissime per tutto lo sport . A loro interessa solo il calcio delle grandi, come hanno dimostrato varando lo spalmadebiti, non a caso utilizzato anche dal Milan di Berlusconi". Se abolissero il ministero dello sport e la legge sui diritti tv, cosa accadrebbe? "L'abolizione del ministero sarebbe un colpo durissimo per tutto lo sport italiano, e ci renderebbe l'unico paese europeo senza un dicastero apposito. Quanto alla legge, ricordo che il Libro bianco della Ue invita gli stati membri a favorire la competizione tra i club, diminuendo la differenza di ricavi". l.d.c.

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Presidente della Camera, Veltroni accusa Fini Il leader Pd: un candidato con quel ruolo non può insultare, è il peggio della politica (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 25-04-2008)

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Stai consultando l'edizione del Presidente della Camera, Veltroni accusa Fini Il leader Pd: un candidato con quel ruolo non può insultare, è il peggio della politica di Bruno Miserendino / Roma NESSUNO si aspettava carezze, tantomeno Veltroni. Ma ormai è chiaro che il ballottaggio di domenica a Roma sta diventando una battaglia un po' feroce che pe- sa non solo sulle sorti e le dinamiche interne del Pd ma anche sui futuri rapporti tra maggioranza e opposizione. Scambi di accuse pesanti, attacchi un po' sopra le righe, stanno avvelenando il clima e il Pd non vuole incassare senza reagire. Che dialogo avere con questa Destra? Indicativa, ieri, una frase di Veltroni sul leader di An, candidato presidente della Camera: "Mi hanno colpito le cose dette da chi si candida a ricoprire il ruolo che fu di persone come Pertini e Nilde Iotti". "Fini - attacca Veltroni - ha detto che Rutelli è una salma e che bisogna fargli una pernacchia, questo è quando la politica mostra il peggio di sè, il suo volto meno positivo e raccomandabile". Poichè, appunto, il volto "meno positivo e raccomandabile" sarà il presidente della Camera, bisognerà capire che atteggiamento prendere. E le parole di Veltroni indicano che il dialogo non solo non parte, ma potrebbe anche non partire mai. Perchè fare aperture di credito a chi nemmeno si sforza di usare il bon ton nei confronti degli avversari? "Non solo - ragionano al Pd - Berlusconi si rifiuta di dare la presidenza di una Camera all'opposizione (come avrebbe fatto il Pd se avesse vinto), non solo non viene candidata una persona con una storia sia pur vagamente super partes, come ha chiesto Casini, ma ora si dovrebbe far finta di nulla di fronte a un leader che insulta gli avversari". Il succo è che il Pd prepara un'accoglienza a Fini diversa da come avrebbe potuto essere. D'altra parte i buoni rapporti di un tempo tra il leader di An e Veltroni sono svaniti in campagna elettorale quando Fini gli ha dato del pensionato, perchè il leader del pd percepisce l'indennità che spetta a chi è stato parlamentare europeo. Ieri Berlusconi ha detto che aveva già rispedito Veltroni in Africa e che si preparava a rimandare Rutelli sul motorino. Il leader del Pd ha risposto attaccando il futuro premier su Alitalia ("doveva italianizzarla, la vogliono vendere all'Aeroflot") qualificando l'atteggiamento di Berlusconi come "irresponsabile". Ha anche risposto all'accusa di "furbone", per essersi accaparrato i meriti della firma della Costituzione europea. "Chiami Letta e si faccia spiegare come sono andate le cose". E quanto alla battuta del Cavaliere sull'Africa si sa cosa si pensa al loft: "È una terra in cui Berlusconi non saprebbe cosa fare, senza veline e maggiordomi". La partita è dura e anche il futuro delle dinamiche interne al Pd dipende dal successo o meno di Rutelli al ballottaggio di domenica. Peraltro, proprio nelle ultime ore, si è ufficializzata la corsa alla carica di presidente del gruppo della Camera. Per quell'incarico ci sono già due "disponibili". L'altro giorno si è detto pronto Bersani, ieri è stata la volta di Soro, presidente uscente dei deputati democratici. Veltroni non ha fatto per ora una scelta netta anche se, per equilibri interni e su consiglio di Franceschini e degli ex popolari preferirebbe mantenere lo status quo, ossia confermare Antonello Soro a capogruppo della Camera e Finocchiaro alla presidenza del gruppo del Senato. Nel caso alla fine risulti si scelga Bersani, al Senato andrebbe Luigi Zanda, che però, a quanto si dice, non sarebbe del tutto gradito proprio ai popolari. Sia Soro che Bersani si stanno muovendo in vista della scelta contattando un bel po' di deputati. Ma gli eletti non hanno voglia di essere coivolti in una contesa tra anime del Pd e tutti vorrebbero evitare conte. Tra l'altro ieri un uomo come Franco Marini ha detto che lui a fare il presidente del Pd non ci pensa: "Io sono vecchio, quindi voglio fare poche cose". Marini vede "un futuro radioso" per il Pd, e molti pensano che la sua rinuncia non è definitiva. Ma anche questo capitolo sembra legato a quello delle presidenze, partita importante anche perchè, nell'attuale geografia politica, il ruolo del capogruppo assume anche dal punto di vista della comunicazione politica un ruolo decisivo.

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Bilancio Sea: utili per 34,5 milioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)

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N. 99 del 2008-04-25 pagina 3 Bilancio Sea: utili per 34,5 milioni di Redazione "Sui 34,5 milioni di euro di utili 2007 di Sea, il Comune incasserà dividendi in misura non inferiore ai 25 milioni". Lo annuncia l'assessore Edoardo Croci che parteciperà come delegato del sindaco Letizia Moratti all'assemblea degli azionisti di Sea convocata per lunedì. La decisione del Comune, principale azionista della società di gestione aeroportuale con l'84,56 per cento, di incassare la parte di utili, ha spiegato Croci, "è stata presa in una logica di prudenza, considerando i traumi che la vicenda Alitalia può comportare per Sea. Siamo fiduciosi sulle capacità dell'azienda di farvi fronte, ma siamo consapevoli che ci sarà un 2008 che peserà sul bilancio". Un bilancio, ha precisato "già stato costruito in modo prudenziale". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Sea, 20 milioni di dividendi nelle casse del comune (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

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Pagina IV - Milano Il Pd: "Un errore" Sea, 20 milioni di dividendi nelle casse del Comune è l'azionista di maggioranza e, all'assemblea convocata per lunedì prossimo per approvare il bilancio, il Comune chiederà di incassare 25 milioni di dividendi dei 34,5 di utile di Sea. Gli altri 9,5, come spiega l'assessore alla Mobilità Edoardo Croci "saranno lasciati alla società in una logica di prudenza, considerando i traumi che la vicenda Alitalia può comportare per Sea". Ma la capogruppo del Pd a Palazzo Marino Marilena Adamo parte all'attacco: "Il Comune non può trattare Sea come la sua slot machine come è avvenuto per il maxidividendo da 200 milioni incassato da Albertini nel 2006, e poi piangere con il governo per Malpensa: è un comportamento irresponsabile. Anni di sacrifici e i milioni stanziati dal governo per gli ammortizzatori sociali chiedono che quantomeno il Comune lasci in Sea tutti quei 34,5 milioni". La replica è affidata al vicesindaco Riccardo De Corato: "Basta con la polemica banale sui dividendi: è una proposta responsabile che viene dalla stessa Sea e noi li investiamo in opere pubbliche".

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"turismo in crisi il belpaese piace di meno" - marina cavallieri (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Cronaca "Turismo in crisi il Belpaese piace di meno" Rapporto Tci: anche la Cina ci ha superato Immagine incrinata dall'emergenza immondizia in Campania MARINA CAVALLIERI ROMA - Sceso nella classifica delle mete internazionali, accerchiato dai paesi emergenti, colpito da catastrofi ambientali e mediatiche, il paese del Grand Tour oggi rischia di essere considerato non antico ma vecchio, non più giardino d'Europa ma discarica. L'ultimo rapporto sul turismo descrive un'Italia in crisi d'immagine che cerca di attrezzarsi per l'ennesima sfida, incerta di fronte ad una concorrenza spietata. Un paese che però non si arrende, deciso a combattere e dove gli stranieri continuano ad arrivare: non tramonta il mito di Venezia, continua l'attrazione per la movida romagnola, per i paesaggi maestosi del Trentino e quelli rassicuranti della Toscana. Parlano chiaro le rilevazioni elaborate nel rapporto 2008 di The European House-Ambrosetti sul "Sistema turismo Italia" realizzato con il contributo del Touring Club, un fascio di analisi che parte da una semplice domanda: perché un turista dovrebbe scegliere di venire qui? L'Italia ha infatti registrato negli ultimi anni una sensibile flessione nel tasso di crescita dei visitatori, nel 2008 è scivolata al quinto posto tra le mete mondiali, arrivando alle spalle della Cina, nel periodo 1995/2006 il tasso medio annuo di crescita degli arrivi in Italia è stato solo dell'1,1 per cento, la quota sul totale mondiale si è ridotta passando dal 6,8 al 4,9 per cento. Tendenze in un mondo in cui il viaggio diventa abitudine, spostarsi più che un passatempo uno stile di vita: nel 2006 i flussi turistici internazionali hanno raggiunto gli 850 milioni di persone, un esercito di viaggiatori che per attraversare il pianeta ha speso 580 miliardi di euro e si prevede che nel 2020 i flussi mondiali supereranno gli 1,6 miliardi. In questo scenario fluido, in un mercato aggressivo, l'Italia cerca di mantenere il suo storico primato, ma lo fa in modo disomogeneo, con stanchezza, senza una precisa strategia. "Le cause della crisi sono tante ma soprattutto la mancanza di un effetto-sistema, non è uno slogan, vuol dire che manca una regia unitaria, ognuno va per la sua strada", spiega Valerio De Molli, amministratore delegato di European House-Ambrosetti. "Non c'è un'imprenditorialità significativa, non c'è un progetto forte, non siamo riusciti neanche a fare un sito, un portale del Paese, in due anni, di chi sono le responsabilità? Non si sa. Su tutto questo arriva poi il diluvio dei rifiuti, delle mozzarelle, dell'Alitalia". Intanto, regione per regione, si cerca di mantenere la rotta. Il più visitato dagli stranieri negli ultimi due anni è stato il Veneto con in media 56.726.000 presenze, seguono le montagne del Trentino Alto Adige, con 40.652.000, al terzo posto la pacifica Toscana, quarta la Romagna con le sue città del divertimento. "Occorre dare una direzione unitaria a tutto questo, un progetto che poi possa articolarsi in modo diverso a seconda dei luoghi". Il turismo però rimane saldo nell'immaginario degli italiani, un pezzo glorioso dell'identità nazionale: quasi un italiano su due infatti dice che non gli dispiacerebbe lavorare nel turismo anche se quasi uno su quattro afferma che i turisti sono accolti male.

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Brevi, schede e richiami 3 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

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300 mln prestito ponte Altri 300 milioni potranno arrivare ad Alitalia, attingendo all'interno del "fondo rotativo" previsto dalla legge 46 per ricerca e innovazione.

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Ue: sospendete il prestito alitalia berlusconi: non ci create difficoltà - alberto d'argenio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

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Economia Ue: sospendete il prestito Alitalia Berlusconi: non ci create difficoltà British Airways, Sas e Ryanair annunciano i ricorsi Lettera della Commissione al governo, che però andrà avanti lo stesso ALBERTO D'ARGENIO BRUXELLES - Un nuovo nuvolone incombe sul futuro di Alitalia. Ieri la Commissione europea ha inviato una lettera al governo italiano con la quale ha espresso seri "dubbi" sulla legalità del prestito ponte da 300 milioni accordato alla compagnia di bandiera. Bruxelles ha anche ingiunto a Roma di congelare i soldi fino a quando l'esame Ue non sarà chiuso e ha fatto capire che la misura potrebbe essere bocciata perché contraria alle regole sugli aiuti di Stato. Eventualità letale per Alitalia, assetata di liquidità per sopravvivere fino a quando non si farà avanti la cordata in grado di rilevarla. Tanto che il premier in pectore, Silvio Berlusconi, è subito intervenuto ieri per replicare: "Adesso la fanno difficile, ma io non sono preoccupato - ha detto - è l'unica cosa da fare, l'Unione europea deve aiutare le cose giuste e non fare difficoltà". Bruxelles ha "una serie di dubbi sulla natura delle misure e pertanto abbiamo chiesto all'Italia dei chiarimenti", ha annunciato Michele Cercone, portavoce del commissario europeo ai Trasporti Jacques Barrot. Una dura presa di posizione frutto di una notte di riflessione dopo che l'altro ieri i tecnici italiani avevano spiegato ai colleghi Ue la misura varata dal governo. "Aiuti di stato o non aiuti di stato? Questo è il problema", ha riassunto il portavoce di Bruxelles. Un dubbio amletico non da poco, visto che se i 300 milioni non fossero configurabili come "investimento privato", bensì come sostegno pubblico, sarebbero destinati ad una sonora bocciatura in grado di spingere Alitalia verso la bancarotta. Nel dettaglio la missiva spedita dai servizi di Barrot invita il governo ad "informare la Commissione delle misure adottate" entro 10 giorni lavorativi, sottolinea l'obbligo "di procedere alla notifica" dell'aiuto e invita "le autorità italiane a sospendere la concessione del prestito". Insomma, Roma dovrà spiegare nel dettaglio il prestito ponte e non versare i soldi alla Magliana. In caso contrario - è la minaccia - la Commissione potrebbe aprire una procedura d'infrazione per aiuti di Stato illegali e addirittura "adottare un'ingiunzione di sospensione o di recupero" dei 300 milioni. E se Roma dovesse decidere di tirare dritto, Bruxelles potrebbe "adire la Corte di giustizia Ue". In una nota Palazzo Chigi ha comunque assicurato che il governo "fornirà le informazioni richieste" entro il termine e, "a garanzia della certezza giuridica dell'intervento, espleterà le procedure previste dal Trattato". C'è da star certi che l'analisi della Commissione sarà rigorosa, anche perché il via libera al prestito dovrebbe reggere lo scontato ricorso di fronte alla Corte dei concorrenti di Alitalia. Lo ha fatto capire chiaramente Ryanair, che ieri ha chiesto a Barrot di "fermare un ulteriore aiuto pubblico illegale ad Alitalia". Mettono pressione sulla Ue anche British Airways e Sas: "Seguiremo la situazione per assicurarci che le norme europee sugli aiuti di Stato siano rispettate".

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La compagnia lascerà a terra 37 aerei entro la fine dell'anno - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Ieri il consiglio di amministrazione. Police ai sindacati: entro breve termine il nuovo amministratore delegato La compagnia lascerà a terra 37 aerei entro la fine dell'anno Non rinnovato il contratto a 400 assistenti di volo a tempo determinato Un solo messaggio: stringere la cinghia. Incontro con i sindacati LUCA IEZZI ROMA - Stringere la cinghia, in attesa di una prospettiva. è stato questo il senso del cda di Alitalia tenutosi ieri in serata e che ha fatto il punto sugli eventi della settimana: l'abbandono di Air France-Klm, il prestito su cui incombe il giudizio Ue, e le richieste dei sindacati. Per il futuro il cda ribadisce: prendiamo atto "che allo stato non sono pervenute altre manifestazioni di interesse da parte di altri soggetti finanziari o industriali". Così il presidente Aristide Police aspetta dal governo i 300 milioni del prestito, un a.d. che lo affianchi e maggiore chiarezza su come dovrà procedere la privatizzazione. "La ricapitalizzazione di Alitalia da effettuarsi in tempi brevi rappresenta una condizione essenziale per assicurare una prospettiva duratura di continuità operativa" dice la società, e nel frattempo la parola chiave è "azioni di efficientamento", prendere decisioni urgenti e dolorose per ridurre i costi: "Il management ha il mandato di predisporre una revisione del budget per il 2008". In realtà l'incontro con sindacati ieri è stato interlocutorio. Police ha chiarito che, svanita la prospettiva Air France, si procederà con l'applicazione del piano di sopravvivenza messo a punto dall'ex ad Maurizio Prato. Quello che ha deciso lo spostamento dei voli intercontinentali da Malpensa a Fiumicino e che prevede l'individuazione di esuberi. Nell'immediato significa da 37 aerei a terra, e subito dopo il non rinnovo del contratto per 400 assistenti di volo a tempo determinato. Il presidente dell'associazione dei piloti Anpac, Flavio Berti, contesta l'eccessiva somiglianza del piano di sopravvivenza con l'assetto che Alitalia doveva assumere fondendosi in Air France, specie sugli aerei messi a terra: "è un elemento quantomeno strano che il numero possa coincidere nell'ipotesi di un'alternativa di Alitalia stand alone". Sindacati e azienda però hanno un comune impegno: "Rassicurare i passeggeri sulla certezza che non ci saranno problemi per i voli della prossima estate, e a migliorare qualità dell'offerta e livello dei servizi" recita il comunicato unitario delle nove sigle sindacali. Messaggio che nasce dall'allarme per il calo di prenotazioni. Ulteriori discussioni sul personale i rappresentanti dei lavoratori l'hanno rimandata a quando sarà designato un nuovo amministratore delegato con pieno mandato dell'azionista pubblico e una strategia chiara. Cioè dopo l'insediamento del governo. "è chiaro che dovremo affrontare un piano esuberi. Siamo coscienti del fatto che servono sacrifici, e disponibili, ma solo di fronte ad un nuovo piano di sviluppo" ha dichiarato Fabrizio Solari, segratario Filt Cgil. Secondo il segretario nazionale della Sdl, Andrea Cavola: "Non si può parlare di esuberi come di un fatto scontato se non si considerano, per esempio, anche le possibilità di risparmio legate a consulenze e spese non necessarie". Stimate dallo stesso Cavola in 150-200 milioni di euro. "Si assiste al paradosso di una azienda che parla di esuberi mentre decide una esternalizzazione di attività - insiste Cavola - giustificandola con la mancanza di personale come in Atitech, nel settore commerciale e dell'amministrazione".

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Ma l'europa dà tempo al cavaliere (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Ma l'Europa dà tempo al Cavaliere Altri venti giorni per l'offerta della cordata italiana BRUXELLES - "Per costruire un ponte ci vogliono due sponde da collegare, una sola non porta da nessuna parte". è questa la metafora che circola nelle stanze dei bottoni di Bruxelles per descrivere la posizione dell'Unione europea sul caso Alitalia. Che tradotto significa: il prestito ponte non passerà mai l'esame Ue a meno che in tempi brevi non salti fuori la famosa cordata disposta a comprare la compagnia di bandiera. Peccato che per metterla in piedi ci voglia tempo, proprio quello che Silvio Berlusconi ha chiesto al presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso. Le speranze italiane di trovare clemenza a Bruxelles si sono spente l'altro ieri. Dodicesimo piano del quartier generale della Commissione Ue, tardo pomeriggio. Gli emissari del nostro governo si sono presentati alla task force incaricata di seguire il dossier Alitalia per conto del commissario europeo ai Trasporti, Jacques Barrot. I nostri hanno illustrato il provvedimento da 300 milioni per permettere alla compagnia di bandiera di sopravvivere definendolo "un prestito a condizioni di mercato" vitale per mantenere la continuità territoriale del Belpaese e per consentire la privatizzazione del vettore. Argomenti troppo fragili, gli esperti Ue hanno congedato la delegazione con la peggiore delle risposte: "Questo non è un prestito che un investitore privato concederebbe, si tratta di un puro aiuto di Stato e come tale verrà giudicato". Come dire: sarà bocciato, visto che Alitalia - lo impongono le rigidissime norme Ue - ha già incassato soldi pubblici nel 2001 e ora se la deve cavare con le sue forze. Ma è stato proprio questo "niet" a indicare la strada per cercare il miracoloso via libera europeo: "Con l'offerta di Air France - è stato il ragionamento dei funzionari Ue a corredo della bocciatura - sarebbe stato tutto diverso, pooiché i soldi sarebbero serviti a preservare il valore dell'azienda in vendita di fronte alla prospettiva del fallimento". Insomma, lo Stato si sarebbe comportato come qualsiasi investitore privato che spende per salvare il salvabile. Sfumatura colta al volo dal premier in pectore, Silvio Berlusconi. Da Palazzo Grazioli, residenza romana del Cavaliere, è infatti partita una telefonata diretta agli uffici di Barroso. Con una semplice richiesta: dateci più tempo possibile per trovare una cordata che ci permetta di presentarvi il prestito sotto luce diversa. Una via percorribile, ma con enormi difficoltà. A Bruxelles nessuno nasconde che Barrot - in procinto di lasciare la sua poltrona ad un italiano (quasi sicuramente Antonio Tajani) - certo non smania dalla voglia di pronunciarsi su Alitalia. Anzi, lascerebbe volentieri la patata bollente al successore. Ma al contempo il francese non vuole dare l'impressione di favorire Alitalia, nel mirino delle compagnie concorrenti già sul piede di guerra. Ecco perché ieri il commissario ha inviato una durissima lettera a Roma minacciando condanne e ingiungendo di congelare il prestito. Ma ha anche concesso 10 giorni lavorativi per rispondere ai dubbi sulla sua legalità, che sommati ai ponti del 25 aprile e del primo maggio dilatano i tempi fino alla metà del prossimo mese. Dunque il miracolo si può fare seppure, come commentano da Roma "gli spazi sono strettissimi". E anche in quest'ottica si spiega la scelta di Salvatore Ligresti di uscire allo scoperto sulla cordata. Ma per consentire a Tajani di dare il via libera al prestito senza esporsi a condanne di fronte ai sicuri ricorsi delle compagnie straniere non basteranno semplici dichiarazioni di un gruppo di imprenditori italiani. A Bruxelles vogliono una cordata che nel giro di poche settimane sia pronta "ad un'offerta vincolante con clausole contrattuali e tempi di realizzazione precisi", spiegano dalla Commissione. E il fatto che sarà proprio un italiano a proporre il verdetto finale al collegio dei commissari Ue non sarà certo un vantaggio. (a.d.a.).

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ROMA Bruxelles ha dei dubbi sul prestito da 300 milioni concesso ad Alitalia. E ha chiesto chiarime (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Nti a Roma entro 10 giorni. Per Ryanair e altre compagnie si tratta di aiuti di Stato. Berlusconi però replica: la Ue ci aiuti e non crei problemi. Intanto Lufthansa stringe i tempi in vista di una futura integrazione con la cordata italiana per ridare slancio ad Alitalia. I tedeschi, secondo quanto risulta al Messaggero, si candidano come partner industriale. Intanto da Washington il Fondo monetario internazionale ricorda al nuovo governo italiano che dovrà intraprendere ulteriori azioni per consolidare i buoni risultati del 2007 in tema di conti pubblici.

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Alitalia, è scontro con la Ue (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Bruxelles chiede chiarimenti sul prestito. La replica di Berlusconi: l'Europa non crei difficoltà Alitalia, è scontro con la Ue Fmi, monito al nuovo governo: proseguire risanamento e riforme.

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Alitalia, il prestito ponte? All'Ue sembra un "aiuto di Stato" Il Cav. irritato (ma anche Veltroni) (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 25-04-2008)

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I sindacati: "Pronti a fare la nostra parte". Ma Ryan Air farà ricorso Alitalia, il prestito ponte? All'Ue sembra un "aiuto di Stato" Il Cav. irritato (ma anche Veltroni) Carlo Magi L'Unione europea ha dei "dubbi" sul prestito ponte di 300 milioni di euro che il governo Prodi ha stanziato per non far fallire Alitalia. Così come si aspettavano i maggiori economisti, questi soldi potrebbero essere visti come un aiuto di Stato e quindi "vogliamo capire chiaramente se questa è un'operazione commerciale o se ci sono degli elementi di aiuti di Stato coinvolti: un prestito dato a tassi di interesse commerciali può ancora costituire aiuto di Stato se un prestatore commerciale considererebbe il beneficiario non abbastanza sicuro da non potergli concedergli il prestito" ha spiegato Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai Trasporti, Jacques Barrot. Un richiesta di spiegazioni che giunge tanto meno inaspettata quando ci sono altre compagnie europee, come la Ryan Air che sollevano lo stesso dubbio: "Sostenere un'aerolinea nazionale inefficiente, che sarebbe dovuta finire in bancarotta, tempo fa è semplicemente illegale", ha tuonato il direttore legale della compagnia low cost, Jim Callaghan, annunciando che la sua compagnia farà ricorso alla Ue. Da parte sua il governo ha assicurato che "entro dieci giorni" tutte le informazioni richieste da Bruxelles arriveranno a destinazione. Chi non è stato certamente contento della missiva europea, e non ha fatto niente per nasconderlo, è il futuro premier Silvio Berlusconi: "Adesso la fanno difficile. L'Unione europea deve aiutare le cose giuste e non creare difficoltà. - ha detto - Io non sono preoccupato il prestito ponte era l'unica cosa da fare, anche perché Alitalia non si poteva far assorbire dai francesi. Noi dobbiamo avere la nostra compagnia di bandiera". Con toni meno furiosi, anche il leader del Pd Walter Veltroni ha lanciato un messaggio simile ai "guardiani" europei: "Non c'e nulla di illegale in questo prestito". La crisi della compagnia aerea continua comunque a essere al centro del dibattito politico con uno schieramento, il Pdl, che con Alemanno a Berlusconi continua a battere il taso dell'"italianità" di Alitalia e l'altro, il Pd, che con Veltroni e Rutelli criticano le "sconsiderate" uscite degli avversari e rimarcano sulla necessità di "salvaguardare i posti di lavoro" a Fiumicino come nel resto d'Italia. Intanto però continuano i rumors sulla annunciata, ma ancora fantomatica, cordata che dovrebbe farsi carico di Alitalia a sostegno di un'altra compagnia straniera (l'Aeroflot di Putin?). Dopo l'interessamento di Ligresti, ieri si è tirato fuori il Monte dei Paschi di Siena: "A noi non ha detto niente nessuno". C'è poi il versante sindacale. Accusati dal centro-destra (ma anche da frange del Pd) di aver fatto fuggire Air France, ieri i sindacati sono tornati allo scoperto chiedendo chiaramente ad Alitalia di "nominare al più presto il nuovo ad". Tutte e nove le sigle sindacali coinvolte nella trattativa hanno poi assicurato la loro disponibilità a "fare sacrifici". "Siamo coscienti che nell'affrontare la fase contingente ci sarà bisogno di fare altri sacrifici e siamo disposti a farli" ha detto il segretario della Filt Cgil, Fabrizio Solari. Con lui ieri in un incontro con i giornalisti della stampa estera c'erano anche i leader di Sdl e di Anpac, Andrea Cavola e Fabio Berti. "Le responsabilità della situazione in cui si trova Alitalia sono di tutte le parti, ma crediamo che quelle del sindacato siano le minori", ha attaccato Cavola, sottolineando che "il problema vero di Alitalia non è il costo del lavoro, o almeno non il principale". Dal 2001 ad oggi, ha ricordato Berti, "su Malpensa sono stati persi 200 milioni di euro l'anno e il cargo non ha mai perso meno di 30 euro l'anno", anche oggi ci sono delle voci di costo nel bilancio dell'azienda quantomeno "poco chiare". 25/04/2008.

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Sea, scontro sul bilancio Il Comune si tiene gli utili per i progetti della città (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-25 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE La polemica Palazzo Marino incasserà 22 milioni dalla società Sea, scontro sul bilancio Il Comune si tiene gli utili per i progetti della città Pd: un errore, ci sono dipendenti in cassa integrazione La Uil: operazione discutibile ma rientra nella normalità di un rapporto economico Il "tesoretto" Sea accende lo scontro. Lunedì prossimo, all'assemblea dei soci, il Comune di Milano - nella persona dell'assessore ai Trasporti Edoardo Croci - chiederà di incassare gli utili di bilancio della società aeroportuale. Trentacinque milioni di euro, nello specifico. Venticinque dei quali da distribuire ai soci sotto forma di dividendi. Per il Comune, proprietario dell'84% della società, un introito netto di quasi ventidue milioni di euro. "Questa distribuzione è stata proposta dal management aziendale ", spiegano in coro il vicesindaco Riccardo De Corato e l'assessore ai Trasporti Edoardo Croci. Una decisione però, quella di "incamerare" gli utili in un momento delicato per il sistema aeroportuale milanese, che non convince affatto l'opposizione di centrosinistra. "Una scelta irresponsabile nei confronti dei dipendenti della società" attacca la capogruppo del Pd, Marilena Adamo. Mentre Roma finanzia, Milano fa l'esosa, è la lettura che suggerisce l'opposizione: "I milioni stanziati dal governo, cioè da tutti i cittadini italiani, per gli ammortizzatori sociali - accusa Adamo - chiedono quantomeno che il Comune lasci in Sea quei soldi". Non si scandalizza invece il segretario lombardo della Uil Walter Galbusera: "Un'operazione discutibile ma che rientra nella normalità di un rapporto economico ormai consolidato tra la Sea e il suo azionista di maggioranza, il Comune ". Polemica stantia e strumentale, ribatte a muso duro il vicesindaco. "Anche perché - dice De Corato - ricordo alla sinistra che noi con i soldi delle nostre aziende comunali, uniche in Italia ad essere in attivo, abbiamo finanziato opere fondamentali per la città, non organizzato festicciole a Palazzo Marino". Il riferimento è alla distribuzione del maxi-dividendo del 2006 dell'allora giunta Albertini, che fruttò alle casse comunali ben 161 milioni di euro. "Con quei soldi abbiamo finanziato la linea quattro del metrò", ricorda ora De Corato. "E' giusto che le società comunali quando producono degli utili finanzino la spesa del Comune ", aggiunge il capogruppo di Forza Italia, Giulio Gallera. Che però "si concede" una speranza: "Mi auguro che la decisione sia stata presa dopo aver ponderato con la massima attenzione il momento di grave crisi del nostro sistema aeroportuale ". Gli scali Sistema degli aeroporti milanesi in crisi dopo i tagli di Alitalia A. Sen.

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Dal nostro inviato GIULIA LEONI TORINO - Con 15 miliardi ed oltre di fattu (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Dal nostro inviato GIULIA LEONI TORINO - Con 15 miliardi ed oltre di fatturato Fiat chiude il miglior primo trimestre della sua storia. Confermandosi un trita-record, grazie a tutte le attività: Cnh con ricavi di 3 miliardi(+10%)e Iveco con un giro d'affari di 2,9 miliardi (+18%). Una macchina da guerra che guarda già al 2009 - "sarà sfidante" - secondo l'a.d. Sergio Marchionne che promette "un accordo nel secondo trimestre del 2008". Presto potrebbe andare in porto anche l'acquisto, dal governo serbo con cui Fiat ha in corso contatti, di Zastava. L'unico costruttore locale di auto nel mirino anche di Volkswagen. Una fabbrica "strategica" per Torino, in cui Fiat investirebbe fino a 300 milioni per produrre il segmento A. E destinata "col tempo e la cura necessaria a diventare la seconda Tichy", l'impianto polacco tra i primi siti produttivi di Fiat. Intanto, nonostante gli incidenti di percorso - il mercato europeo dell'auto "bruttino", per dirla alla Marchionne e quello italiano "orribile", la chiusura per due mesi di Pomigliano (costata 40 milioni in termini di assorbimento di costi fissi) e lo stop di alcuni giorni alla produzione di auto con motori 1.3 Multijet - il Lingotto ha consegnato ieri al mercato numeri trimestrali con rialzi a due cifre. Ricavi a +10%, risultati della gestione ordinaria in rialzo del 28,7% a 766 milioni(193 milioni per l'Auto) e un utile netto a 427 milioni (+13,6%). Sopra le attese, festeggiati in Borsa con un +3,96% a 14,08 euro (scambiato il 14,3% del capitale). "E' il 13° trimestre consecutivo che chiudiamo con risultati migliori del corrispondente periodo dell'anno precedente", ha commentato il presidente, Luca Cordero di Montezemolo dopo il consiglio che ha varato la trimestrale. Il primo, dall'arrivo di Marchionne, in cui si è parlato della "necessità di aumentare la capacità produttiva". Quella in Brasile può far fronte alla domanda del 2008 - 2,4 milioni di auto - ma poi andrà aumentata. "Non sappiamo dove, forse potrebbe rientrare nel progetto di ritorno di Alfa Romeo in Nordamerica". Intanto, già dal secondo trimestre, salirà a 190 mila unità la capacità produttiva della 500 (195 mila ordini dal lancio a ieri). Il modello più glamour d'Europa, per l'Economist che oggi si occupa del miracolo Fiat, della svolta industriale e finanziaria del Lingotto e della performance del titolo migliore di quella dei rivali. E definisce la rinascita del Lingotto un caso che "verrà studiato nelle business school". A inizio giugno sarà presentata la nuova Delta. E nel 2009 le nuove Panda, Punto, Ypsilon, la 147 e la 500 Cabrio. Per ora, ha ribadito Marchionne in conference call con gli analisti "niente scorporo dell'auto, che deve essere capace di autofinanziarsi", da considerarsi solo quando "i mercati rinsaviranno". Per il manager "le turbolenze dovrebbero cessare entro il secondo trimestre". Allora Torino, che a fine marzo aveva un debito netto di 1,1 miliardi e una liquidità di 4,8 miliardi, potrebbe alzare i target del 2008, riconfermati ieri. E "facilmente raggiungibili" per Marchionne che ha definito "incoraggianti" i segnali arrivati dal mercato dell'auto italiano ad aprile. Impegnata a far bene il proprio mestiere Fiat non scenderà in campo per Alitalia. Quanto alla riforma della contrattazione per recuperare competitività, primo punto dell'agenda di Emma Marcegaglia, neopresidente di Confindustria, secondo Marchionne definito dall'Economist "un capo coraggioso e onesto", la prova che le regole saranno cambiate si avrà solo "quando un costruttore straniero di auto verrà a produrre in Italia". Per ora Fiat deve fare i conti con le tensioni a Pomigliano: "Possiamo costruire le Alfa da un'altra parte se mancherà un accordo, ma spero non accada", ha auspicato Marchionne.

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Alitalia, tensione Berlusconi-Ue (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-25 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE La Commissione: chiarire sul prestito-ponte. Replica del Cavaliere: Bruxelles ci aiuti, non crei difficoltà Alitalia, tensione Berlusconi-Ue E il Fondo monetario incalza il nuovo governo: risanamento e riforme BRUXELLES - "Dubbi" della Commissione europea sul prestito-ponte di 300 milioni concesso dal governo Prodi all'Alitalia. Pronta la replica del premier in pectore Silvio Berlusconi: "Adesso la fanno difficile, ma io non sono preoccupato, l'Ue deve aiutare le cose giuste e non fare difficoltà". Il Fmi incalza il futuro governo: "Misure adeguate" per risanamento e riforme. ALLE PAGINE 5 e 6 Bagnoli, Fubini, Offeddu.

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Questa non è una recensione. Perchè questo - il libro-inchiesta sul sindacato (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di MARIO AJELLO Questa non è una recensione. Perchè questo - il libro-inchiesta sul sindacato L'altra casta (Bompiani) di Stefano Livadiotti, giornalista dell'"Espresso" - è un volume che non ha bisogno di commenti. Basta ascoltare come parla. Basta affidarsi, soprattutto, alla forza dei numeri che l'autore snocciola in maniera impressionante, pagina dopo pagina. E poi conviene tornare all'inizio del primo capitolo, dove c'è la morale. Affidata - paradossalmente - alle parole non di un falco della Confindustria o di un padroncino del Nord-Est ma di Fausto Bertinotti. Eccola la morale del sub-comandante Fausto: "C'è una dolorosa omologazione del sindacato al sistema dei partiti. Una voglia nient'affatto repressa dei sindacalisti di farsi ceto politico, di farsi Stato". Ed eccoli, i numeri, le immagini choc, le tante verità disseminate nell'"Altra casta". Allegre finanze "La sola Cgil ha un giro d'affari valutato in un miliardo di euro. I delegati delle tre centrali sindacali sono 700 mila, sei volte più dei carabinieri. I loro permessi equivalgono a un milione di giornate lavorative al mese. E costano, al sistema-Paese, un miliardo e 854 milioni di euro l'anno". Grilli parlanti - "Intervengono in media quattro volte al giorno i tre leader sindacali. E parlano di qualsiasi cosa. Ma solo un italiano su venti si sente rappresentato da loro. E meno di uno su dieci dichiara di fidarsi". In pensione Cgil, Cisl e Uil - tutte insieme - hanno 11 milioni, 731 mila e 269 tesserati. Di questi, il 49,16 per cento sono pensionati. Nei sindacati francese e tedesco, c'è solo il 20 per cento di pensionati. Stato padrone Il 70 per cento degli iscritti alla Cgil è a libro paga dello Stato. Il mercato l'ha visto solo in cartolina". Veto player "Pubblica amministrazione e Alitalia. Mercato del lavoro e ferrovie. Lotta anti-fannulloni e Fincantieri... Sono appena pochi esempi delle proposte cassate, solo nel 2007, dai Signor No del sindacato. Il riflesso condizionato è scattato perfino quando la Fiat ha concesso un anticipo di 30 euro agli operai". Record Tra il primo gennaio 2005 e il 30 giugno 2006, 2 mila e 621 scioperi. Ovvero, circa 4,8 scioperi al giorno. Record 2 In Italia, 80 per cento dei contratti sono contratti nazionali. In Francia, solo il 50 per cento delle buste paga è concordato a livello centrale. - Viva Biagi "Si tace sul fatto che, dopo le leggi di Treu e di Biagi, in dieci anni l'occupazione è cresciuta di quasi il 13 per cento". Tesoretto segreto "Le tre confederazioni sono l'ottava azienda privata italiana. Hanno 20.000 dipendenti diretti. E un fatturato da multinazionale, alimentato da un sistema occulto di finanziamenti statali. Ecco perchè si sono sempre rifiutati di rendere pubblici i loro bilanci". Mance Solo l'Inps, nel 2006, ha girato 110 milioni alla Cgil, 70 alla Cisl, 18 alla Uil". Abolizione dell'ICI "Le confederazioni sono tra i maggiori proprietari di case in Italia. Ma sono esenti dall'Ici". Alberto Asor Rosa (intellettuale super di sinistra): "Il sindacalista che parla di lavori usuranti mi deprime e mi fa sorridere. Che cosa fa un sindacalista? E' un mestiere fondato sugli appuntamenti". Due punti e virgola "Si chiama Aran. E' un'agenzia che rappresenta lo Stato. E dovrebbe essere la controparte di Cgil, Cisl e Uil nelle trattative per il pubblico impiego. Solo che, al suo vertice, siedono cinque uomini tutti molto vicini ai sindacati. Così, alla fine, gli accordi sembrano scritti da Totò e Peppino". Anti-merito "Il pubblico dipendente ha diritto ha diritto allo stipendio così, a prescindere. E poi, in barba alle direttive del governo, in molti ministeri incassa anche un premio se solo fa capolino in ufficio. Ecco uno dei tanti trucchi studiati dai sindacati in favore dei travet". Assenteismo "Quello dei dipendenti dei ministeri, protetti dai sindacati, costa al Paese fra i 10 e i 14 miliardi di euro all'anno". Impunita' "Il massimo si registra nella scuola, dove a decidere sono i sindacati. L'abuso sessuale su un minore vale un giorno di sospensione". Alitalia Nel primo semestre del 2005, i sindacati hanno proclamato scioperi per 496 ore: quasi 3 per ogni 24. Inps "Il tasso di sindacalizzazione supera l'80 per cento. Quello di assenteismo è intorno al 30. Sceriffi "Del cielo. Sono quelli dell'Enav. Pensioni con lo sconto. Promozioni garantite. Orari ridotti. Aumenti di stipendio per tutti. All'Enav, per 3 mila e 320 dipendenti ci sono 13 sigle sindacali. La più piccola ha cinque iscritti, che sono capaci di far cancellare 320 voli al giorno". No love "12 milioni di iscritti ai sindacati. Ma il 78 per cento degli italiani non li ama". Un italiano "Romano Prodi, a proposito delle trattative su Alitalia, ha detto: mi hanno scritto quelli dell'Aeroflot, sostenendo che i sindacati italiani sono peggio di quelli dell'ex Unione Sovietica".

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Sviluppo Italia e le mosse di Gianni Letta (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-25 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Retroscena Il nodo del socio industriale e l'operazione Air France-bis con un nocciolo italiano Sviluppo Italia e le mosse di Gianni Letta L'alt di Caltagirone. L'ipotesi di aumento di capitale pubblico-privato ROMA - Se quella parola, "Alitalia", non è davvero stata pronunciata durante il loro incontro, lo sanno soltanto Gianni Letta e l'amministratore delegato di Sviluppo Italia Domenico Arcuri. L'argomento non è nemmeno stato sfiorato, dice la versione ufficiale. E questo va precisato: non perché esista una versione diversa, che infatti non c'è (se è per questo non esiste neanche quella ufficiale ufficiale), ma perché quando il vicepremier in pectore ("un monumento alla differenza che c'è fra il fare e il parlare", lo definì un giorno Pier Luigi Bersani) ha varcato martedì all'ora di pranzo il portone di via Calabra, a Roma, dov'è la sede di Sviluppo Italia, i dietrologi si sono messi subito al lavoro. Anche perché nel centrodestra qualcuno all'idea di un intervento della società pubblica in un'operazione salvataggio made in Italy dell'Alitalia ci sta davvero pensando. Nulla di più concreto che una semplice ipotesi, ma tutti gli interlocutori a cui si chiede come lo Stato potrebbe eventualmente intervenire, se volesse, indicano Arcuri. Perché Sviluppo Italia è una società per azioni che risponde al codice civile: per partecipare a un aumento di capitale, cosa che ha già fatto centinaia di volte, è necessaria una semplice delibera del consiglio di amministrazione e per giunta la tesi dell'aiuto di Stato sarebbe per Bruxelles più difficile da sostenere. Ci vogliono sempre i soldi, naturalmente. Ma il veicolo, teoricamente, c'è. Sempre che nel frattempo non prenda corso la fantomatica cordata annunciata e smentita già svariate volte, e che non potrebbe comunque essere costituita dall'unico soggetto che finora abbia chiaramente dato la propria disponibilità: Salvatore Ligresti. Ieri Francesco Gaetano Caltagirone è stato apparentemente categorico nel chiamarsi fuori. "Non ne so niente, non chiedetemi cose che non conosco, non è il mio settore", ha detto. Ma i giornalisti non gli hanno chiesto che cosa risponderebbe se Silvio Berlusconi facesse appello al suo senso di responsabilità. Considerando, soprattutto, che in una cordata di privati per salvare l'Alitalia non potrebbe non esserci un imprenditore romano: e chi, in questo scenario, meglio di Caltagirone? Fantasie, ipotesi, congetture. Ma fino a un certo punto. Risulta, per esempio, che gli uomini a cui il Cavaliere ha affidato il compito di esaminare la pratica abbiano preso in considerazione anche la proposta che Paolo Cirino Pomicino ha fatto un giorno al ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa: ricapitalizzare l'Alitalia con un intervento pubblico-privato congiunto prima di fare l'accordo con Air France Klm. Consapevoli del fatto che nessuna cordata di imprenditori italiani potrebbe salvare il vettore nazionale senza l'intervento di una grande compagnia estera. Perché in queste condizioni, come hanno appurato anche gli esperti che hanno lavorato per il Tesoro, l'Alitalia non è in grado di riprendersi autonomamente. Nemmeno se avesse una valanga di soldi: per avere dai costruttori quella trentina di aerei a lungo raggio che le servirebbero per alimentare un hub competitivo e rinnovare una flotta a corto raggio decisamente attempata (l'età media dei 75 Md80 è di 17 anni, contro i circa 10 della media europea per apparecchi analoghi) ci vorrebbero anni. Ecco perciò che la sagoma di Air France continua a rimanere sullo sfondo di uno scenario improbabile nel quale si alternano di volta in volta imprenditori amici del futuro premier, compagnie russe, società pubbliche. Ed è sempre la sagoma più ingombrante, nonostante il no dei sindacati, la diffidenza del governo, e il suo gran rifiuto. Con il rischio che alla fine, invece del tanto disprezzato pezzo di pane, per prendersi l'Alitalia ai francesi gli basti una mollica. Sergio Rizzo 49,9% la quota detenuta dal ministero del Tesoro in Alitalia L'amministratore delegato di Sviluppo Italia, Domenico Arcuri.

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Tedeschi soft e l'opzione della Lufthansa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-25 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Retroscena Tedeschi soft e l'opzione della Lufthansa DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES - Per dirla con la battuta sorridente di Johannes Laitenberger, portavoce della Commissione europea: "Aiuto di Stato o non aiuto di Stato? Questo è il dilemma! Un dubbio è un dubbio...". Per dirla invece con la battuta a muso duro di un funzionario che l'altro giorno ha avuto fra le mani il dossier Alitalia: "Messo così, il prestito- ponte qui a Bruxelles è difficile, molto difficile che passi". Traduzione dal linguaggio diplomatico: "Non passerà ". Tutta la discussione ai tavoli della Commissione europea, prima che partisse la lettera per Roma, si è imperniata sul significato della parola “prestito”: per essere veramente tale, deve rispondere alle normali regole di mercato. Cioè agganciarsi a certi tassi di interesse: fra il 9 e il 15 per cento, secondo le norme Ue, e l'Italia assicura che questa condizione è stata rispettata. Ma quale banca presterebbe oggi tranquillamente del denaro a un'azienda che perde - calcoli prudenziali - un milione di Euro al giorno? Perché, come ha spiegato più tardi il portavoce Michele Cercone, anche "un prestito dato secondo tassi commerciali può comunque essere considerato aiuto di Stato, se si considera che un privato non avrebbe considerato il ricevente sufficientemente sicuro da meritare un prestito". Fra 10 giorni arriverà a Bruxelles la risposta di Roma. Ma intanto, nella Commissione europea, una linea si starebbe già ben delineando, ed è quella che vede l'inedita alleanza quadripartita di inglesi-irl andesi-francesi-olandesi, in funzione di sbarramento anti- prestito. E cioè: i commissari Charlie McCreevy (irlandese, mercato interno), Peter Mandelson (inglese, commercio), Jacques Barrot (francese, trasporti) e Neelie Kroes (olandese, concorrenza), come già in altre occasioni si ritroverebbero insieme nella trincea anti-protezionistica. E un'interpretazione più maliziosa vedrebbe dietro queste posizioni anche i naturali interessi di alcune compagnie dei rispettivi Paesi: Air France, l'olandese Klm e la British Airways. Ma è, appunto, un'interpretazione maliziosa e niente più. Anche perché, in queste ore, quasi metà della Commissione è in viaggio a Pechino, e la vera, tosta discussione è rinviata a quando giungerà qui la lettera di spiegazioni da Roma. Nell'attesa, c'è anche chi attende ai bordi del ring, e sono i tedeschi. Un alto funzionario di Berlino, Matthias von Randow, ieri ha detto che sì, Alitalia ha un futuro, "ma in una grande alleanza come Air France-Klm o Lufthansa- Swiss, non come compagnia isolata e sovvenzionata dallo Stato". L. Off. I dubbi Manuel Barroso, Neelie Kroes e Charlie McCreevy.

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Alitalia, stop Ue. Berlusconi: basta difficoltà (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-25 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Alitalia, stop Ue. Berlusconi: basta difficoltà Prestito, no di Barrot. BA e RyanAir contrari. Tasso al 5,1%. Il board: risorse subito DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES – Se non è un altolà, poco ci manca: la Commissione Europea ha "dubbi" sul prestito di 300 milioni promesso da Roma all'Alitalia, e chiede per iscritto dei "chiarimenti" in merito al governo italiano, entro 10 giorni lavorativi. La lettera è partita ieri sera, il governo italiano in carica ha già assicurato che risponderà nei termini fissati. Ma intanto, a Bruxelles ha già risposto il governo futuro, attraverso il suo futuro premier Silvio Berlusconi: "Adesso la fanno difficile. Ma io non sono preoccupato, quella del prestito è l'unica cosa da fare. Alitalia non si poteva far assorbire dai francesi... Non sono preoccupato da questi problemi. L'Unione Europea deve aiutare le cose giuste e non fare difficoltà". Le "difficoltà" della Ue sono così spiegate da Michele Cercone, portavoce del commissario ai trasporti Jacques Barrot: "I nostri dubbi riguardano la natura del prestito, vogliamo capire chiaramente se si tratta di una misura commerciale o di un aiuto di Stato". Perché se fosse un aiuto di Stato - un tentativo di rianimazione pagato con i soldi dei contribuenti, e in barba alle regole del mercato - "la Commissione Europea non potrebbe accettarlo". Vale la regola "one time, last time ", "una volta, l'ultima volta ", e per Alitalia un "last time " è già scoccato nel 2001: la rianimazione costò allora allo Stato 2.750 miliardi di vecchie lire, fino al 2011 non si può più ritentare. Il problema è che Roma, la sua risposta ai dubbi di Bruxelles, l'ha già data implicitamente, o pensava di averla data: infatti l'altro ieri ha solo "illustrato" il prestito alla Commissione, ma non ha scelto la via della notifica formale proprio perché la notifica è necessaria quando si deliberano aiuti di Stato; e non era questo il caso, almeno secondo il governo italiano. Come ha spiegato sempre Michele Cercone, lo stesso governo ritiene che "il prestito sia accordato a condizioni di mercato". Ma, ancora una volta, "noi abbiamo dei dubbi ". E li hanno, ancora più forti, i rivali dell'Alitalia nei cieli d'Europa. La Ryanair ha preannunciato un ricorso formale alla Commissione europea. "Il prestito è una beffa alla normativa Ue sugli aiuti di Stato - ha detto il suo direttore legale Jim Callaghan -. Sostenere una compagnia aerea nazionale inefficiente, che sarebbe dovuta finire in bancarotta tempo fa è semplicemente illegale". La Scandinavian Airlines ha chiesto informazioni a Bruxelles, mentre dalla British Airways annunciano: "Vigileremo da vicino, per essere sicuri che le norme europee sugli aiuti di Stato vengano scrupolosamente rispettate". Per il Wall Street Journal "il prestito ha tutta l'aria di un aiuto di Stato illegale" che la Ue "può e deve respingere ". Infine il Fondo monetario internazionale chiede una soluzione che rispetti le norme del libero mercato in generale, e quelle della Ue in particolare. Luigi Offeddu Il governatore del Lazio "No Alipadania" "Alitalia Sì, Alipadania No Fiumicino non si tocca". I manifesti firmati dal governatore del Lazio, Piero Marrazzo, sono apparsi ieri sui muri di Roma.

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Il consiglio: un nuovo manager (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-25 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il cambio Il consiglio: un nuovo manager ROMA - I sindacati di Alitalia chiedono un management con pieni poteri e si rifiutano di aprire un confronto sugli effetti dell'applicazione del piano Prato che prevede, a breve, la messa a terra di una trentina di aerei. E' quanto emerso dall'incontro di ieri tra l'azienda e le nove sigle rappresentate in Alitalia. Si prepara un nuovo cambio di vertice dunque, lo stesso attuale presidente Aristide Police avrebbe detto di ritenere essenziale che la compagnia abbia un nuovo amministratore delegato in tempi brevi. Intanto ieri il cda di Alitalia "ha preso positivamente atto" del decreto legge sul prestito-ponte da 300 milioni che "pone le premesse per rendere possibile il risanamento". Dalla lettura del decreto si evince che il tasso d'interesse sarebbe pari al 5,19% almeno fino al 30 giugno, dal primo luglio dovendo invece sottostare alla revisione del metodo di fissazione dei tassi dell'Ue. La somma andrà rimborsata nel minore termine tra il 30Ë? giorno successivo alla cessione del 49,9% in mano al Tesoro e il 31 dicembre 2008. Il cda ha infine ribadito che la ricapitalizzazione di Alitalia è "da effettuarsi in tempi brevi", come "condizione essenziale" per la continuità operativa. A. Bac.

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La crisi Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-25 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE La crisi Alitalia A Fiumicino Inaugurato il Terminal 5 è costato oltre 12 milioni di euro e occupa una superficie di 14mila metri quadrati il nuovo Terminal 5 dell'aeroporto di Fiumicino destinato ad accogliere i voli delle compagnie aeree in partenza per gli Stati Uniti e Israele. Il nuovo Terminal nato per gestire i voli sensibili sarà operativo dal 3 maggio. Il traffico atteso è di circa un milione di passeggeri l'anno.

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Fisco, contratti, produttività Emma e Silvio, prove di feeling (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-25 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Incontri Faccia a faccia tra Berlusconi e Montezemolo Fisco, contratti, produttività Emma e Silvio, prove di feeling ROMA - I vertici di Confindustria incontrano il futuro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e gli illustrano la loro ricetta per far crescere il Paese: detassazione della parte variabile del salario e nuovo modello contrattuale, privatizzazione delle imprese pubbliche locali, riforma della giustizia, favorire gli investimenti in ricerca e innovazione, tagli alla spesa pubblica. Il colloquio, svoltosi a colazione nella residenza privata del Cavaliere in via del Plebiscito, è durato più di due ore. Oltre ai presidenti "in pectore ", cioè Berlusconi ed Emma Marcegaglia, erano presenti Luca di Montezemolo, il direttore generale di Confindustria Maurizio Beretta e i due più ascoltati assistenti del Cavaliere nelle persone di Gianni Letta e Fedele Confalonieri. Montezemolo è arrivato in ritardo - veniva da Torino e prima è passato a salutare i giovani imprenditori impegnati nella elezione del loro presidente - ma alla fine ha recuperato ritagliandosi un colloquio riservato a quattr'occhi con Berlusconi. Una circostanza che ha rimesso in circuito il nome di Montezemolo nel toto-ministri, ma che in serata è stata smentita dagli interessati. "Non ho proposto nessun ministero a Montezemolo - ha detto Berlusconi scegliendo la via dell'ironia per cercare di troncare le indiscrezioni -, è lui invece che mi ha offerto di andare a lavorare in Fiat". Il presidente del gruppo torinese e della Ferrari ha confermato che l'argomento non è stato nemmeno affrontato, "non ne abbiamo parlato, niente di tutto questo". Le note fatte trapelare sull'incontro descrivono un "clima disteso, di grande sintonia e cordialità". Il linguaggio del resto è lo stesso: anche se in passato non sono mancate forti divergenze, si tratta pur sempre di quattro imprenditori e dei loro più stretti consiglieri. Messo definitivamente in archivio lo strappo di Vicenza con lo show del Cavaliere che prese di mira gli imprenditori accusati di strizzare l'occhio alla sinistra, ora si guarda avanti. E infatti Berlusconi si è detto favorevole a mettere tra i primi atti del governo la detassazione degli straordinari e dei premi di produttività, un provvedimento del resto già previsto dal programma del Partito della Libertà. Naturalmente occorrerà "quantificare" la detassazione e questo sarà oggetto di confronto tra le parti sociali e i tecnici dell'Economia. Concordia anche sul fronte di nuove relazioni industriali da riscrivere in "un clima di dialogo" con il sindacato. Emma Marcegaglia ha sintetizzato a Berlusconi i passaggi "politici " salienti della sua relazione approvata il giorno prima dalla giunta di Confindustria: la sinistra radicale è fuori dal Parlamento e con essa è uscita l'interdizione eretta a sistema, ecco perché "non ci sono più alibi" per affrontare le riforme strutturali di cui il Paese da anni ha bisogno. Il presidente designato di Confindustria ha messo sul piatto anche altre richieste che da molto tempo sono cavalli di battaglia del sistema imprenditoriale. La prima è la revisione del disegno di legge sulla sicurezza del lavoro approvato in zona Cesarini dall'esecutivo di Romano Prodi sull'onda emotiva delle terribili vittime della Thyssen. Gli imprenditori ritengono che le nuove norme quasi tutte basate su un sistema sanzionatorio più rigido non serva a molto. Mentre invece occorrerebbe puntare sulla prevenzione utilizzando in formazione e comunicazione il miliardo e 500 milioni di euro l'anno di attivo Inail. Berlusconi ha preso nota, così come ha convenuto di fare il possibile per riprendere il processo di privatizzazione delle imprese pubbliche locali. Un capitolo questo molto spinoso. La Confindustria tentò di "sponsorizzare " un provvedimento ad hoc nei primi anni del secondo gov erno Berlusconi (2001-2002) ma la Lega si mise di traverso. Nel governo Prodi trovò nel ministro Linda Lanzillotta e nel movimento riformista una sponda giusta ma la lobby trasversale dei sindaci e degli amministratori locali ha fatto naufragare anche questo secondo tentativo. Si è parlato ovviamente di Alitalia e della cordata in via di formazione con la disponibilità mostrata da Marco Tronchetti Provera e Salvatore Ligresti. Emma Marcegaglia ha ribadito la sua tesi: l'importante è che qualsiasi soluzione prevalga rispetti le regole di mercato. Ma il problema forse più urgente di tutti, e affrontato marginalmente dagli schieramenti politici nei loro programmi elettorali, è la riforma della giustizia. Ieri Marcegaglia e Montezemolo ne hanno solamente accennato ricordando che gli investimenti stranieri non arrivano in Italia perché non c'è sufficiente certezza di diritto. Roberto Bagnoli Gli scenari Per la futura presidente degli industriali "non ci sono più alibi" per non fare le riforme strutturali Emma Marcegaglia.

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Rutelli dai partigiani, Alemanno ricorda D'Acquisto (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-04-25 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Sfidanti divisi a Roma Il segretario pd all'avversario: io furbone? Si rilegga la dedica che mi scrisse sul trattato Ue. Visita in moschea del candidato di An Rutelli dai partigiani, Alemanno ricorda D'Acquisto Il leader pdl: Veltroni rispedito in Africa, l'altro riavrà il motorino. Blair incontra l'ex sindaco: Francesco good luck ROMA - A mezzanotte si chiude la campagna elettorale, mancano 48 ore al ballottaggio per scegliere il sindaco di Roma, ma questo è un giorno speciale, è l'anniversario della Liberazione e nell'agenda dei due candidati, perciò, la Resistenza diventa il primo tema. Francesco Rutelli salirà questa mattina alle 13 sul colle del Campidoglio. Non un rito propiziatorio, ma la partecipazione convinta al corteo dei partigiani dell'Anpi e delle altre associazioni combattentistiche, che partirà come ogni anno da Porta San Paolo. Sarà l'occasione per fare tutti insieme (partigiani, sindacati e studenti) gli auguri a Giuliano Vassalli, il grande giurista e politico italiano, prigioniero dei nazisti in via Tasso, che proprio oggi compirà 93 anni. Anche Gianni Alemanno, il candidato del Pdl, ricorderà le vittime della barbarie nazifascista. Lo farà a Palidoro, cittadina sul litorale nord della Capitale, dove alle 10 verrà reso omaggio al brigadiere dei carabinieri Salvo D'Acquisto, immolatosi nel '43 davanti al plotone d'esecuzione per salvare dalla rappresaglia 23 innocenti. Così, forse, almeno per poche ore, si placheranno i toni e le polemiche. Ieri, per esempio, sul palco di piazza Navona, il futuro premier, Silvio Berlusconi, davanti a una folla osannante, ha chiuso insieme a Gianfranco Fini la campagna del centrodestra per Alemanno. E l'ha fatto lanciando l'ultimo sberleffo: "Veltroni l'abbiamo già rispedito in Africa e speriamo che ci si trovi bene. Ora a Rutelli invece dell'auto blu restituiamogli il motorino, che gli piace tanto... ". Pioveva forte, fino al momento in cui il Cavaliere è salito sul palco. Poi, il temporale d'incanto ha smesso, servendo sul piatto d'argento al Cavaliere mille battute. "Non sono ancora a Palazzo Chigi, così almeno non potrete dire piove governo ladro... ". E poi, rivolto ad Alemanno: "Caro Gianni, mandiamo subito la gente a casa sennò si ammalano e domenica non vanno a votare. Stringiamo i tempi, Roma rialzati...". Volti noti dello spettacolo sopra e sotto il palco: Pino Insegno, Jerry Calà, Enrico Montesano. E magliette con la scritta "Chi parte perde" regalate ai militanti, per ricordare l'insidia del primo ponte di primavera. Anche Francesco Rutelli, comunque, ieri ha giocato bene i suoi assi. In mattinata, mentre Alemanno era in visita alla Grande Moschea di Monte Antenne, accolto dal segretario generale Abdallah Redouane, il candidato sindaco del centrosinistra ha incontrato l'ex premier inglese Tony Blair, che gli ha augurato " Good luck! ". Poi, in serata, è sceso in campo Walter Veltroni, il segretario del Pd e sindaco uscente a Roma, che ha concluso la sua campagna a sostegno di Rutelli al teatro Vittoria, nel cuore del rione popolare di Testaccio, accompagnato sul palco dall'attrice Sabrina Ferilli: "Se vincesse la destra, per Roma sarebbe tornare indietro di 16 anni, anni micidiali in cui gruppi di potere erano padroni della città", ha detto Veltroni. Che ha parlato anche di Alitalia e del suo rapporto strategico con Roma: "Per questo ci vorrà un sindaco con la schiena dritta, che parli al governo non con la testa piegata e con la paura che il capo ruggisca, ma che collabori lealmente". E al Cavaliere, mostrando riflessi prontissimi, Veltroni ha replicato quasi in diretta: "Berlusconi parlando a piazza Navona ha appena detto che sarei stato un furbone, in riferimento ai meriti che mi sarei preso da sindaco, in occasione della firma della Costituzione europea. Voglio ricordargli la dedica aulica che mi fece da presidente del Consiglio su un testo di quella Costituzione. Se la dovrebbe ricordare, telefoni a Gianni Letta per sapere come sono andate le cose...". Gli ultimi squilli. Stasera, a Matrix, l'ultimo faccia a faccia tra i due candidati sindaco. Da mezzanotte, silenzio. Fabrizio Caccia.

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Saranno almeno un milione e 200 mila romani e turisti che da oggi al 4 maggio transiteranno per Fium (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Icino per approfittare del "superponte". Previsioni si sovraffollamento in questi giorni al "Leonardo da Vinci". "Già venerdì scorso segnala Vitaliano Turrà, direttore dello scalo per conto dell'Enac si è toccata al soglia di 114 mila passeggeri in transito. Significa che ormai quest'aeroporto lavora a ritmi da picco estivo". Da oggi sino al 4 maggio, in virtù della sovrapposizione di tre diversi ponti festivi, a cavallo tra domenica 27 ed il primo maggio, la società di gestione "AdR, Aeroporti di Roma", prevede un traffico medio oscillante tra 110 e 120 mila persone al giorno. "Questo forte movimento spiega Turrà si è determinato a partire dal 30 marzo per conseguenza di tre eventi coincidenti. Alitalia ha trasferito a Fiumicino numerosi voli che attestavano a Malpensa, è entrato in vigore l'orario estivo che notoriamente produce un traffico maggiore e, terzo punto, sono entrati a far parte dell'area Shengen comunitaria ben nove paesi". Le preoccupazioni della dirigenza sul rischio di congestionamento sono ben presenti. Il vecchio impianto di trattamento dei bagagli automatico, il Bhs, durante l'inverno è stato sottoposto a manutenzione straordinaria ed ora è sotto costante monitoraggio. Una squadra di tecnici è in servizio costantemente per intervenire su eventuali guasti. Inoltre AdR ha istituito una task force di cento operai pronti a lavorare i bagagli a mano in caso di blocco del Bhs. Gli ispettori Enac, ente nazionale dell'aviazione civile, tengono sotto pressione le quattro società di handling che si occupano dell'assistenza in rampa. Le aziende sono state sollecitate ad assumere operatori, anche stagionali, purchè i servizi siano commisurati al loro mercato. Per i contravventori minacciate pesanti multe. G.Man.

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Sui voli con destinazione Stati Uniti in partenza dall'aeroporto di Fiumicino la concorrenza (e (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

L'offerta) diviene sempre più vasta. L'altro giorno la compagnia aerea Eurofly (entrata di recente nell'orbita di Meridiana) ha presentato a New York il raddoppio delle frequenze settimanali dei voli diretti al'aeroporto Jfk. In pratica, il fronte delle compagnie tradizionali - dall'Alitalia ad American Airlines, per fare alcuni esempi - sulla trafficatissima rotta Roma-New York viene arricchito da un competitore nuovo. Durante l'inverno c'erano due voli Eurofly-Meridiana (il venerdì e la domenica), ora diventano quattro, visto che si aggiungeranno le partenze del martedì e del sabato. "Nel 2007 abbiamo avuto dei dati positivi - spiegano ad Eurofly -, visto che abbiamo raggiunto quota 63 mila passeggeri. E siamo molto soddisfatti anche per la percentuale di americani che hanno deciso di visitare Roma volando con noi, rappresentavano il 58-60 per cento del totale". Per l'aeroporto di Fiumicino, il raddoppio delle frequenze di una compagnia come Eurofly dei voli per New York, fa il paio con l'aumento di traffico rappresentato dal ritorno di Alitalia a Roma, con nuovi collegamenti diretti per gli Stati Uniti, come quello di Los Angeles, ad esempio. Fra l'altro, a riempire gli aerei che partono da Roma con destinazione Stati Uniti contribuisce anche un altro fattore: la forza dell'euro, che invoglia molti romani a scegliere New York per la vacanza, visto che il dollaro debole rende piuttosto allettante lo shopping. Proprio l'altro giorno, Nyc & Company, una sorta di grande ufficio turistico di New York voluto dal sindaco Bloomberg, ha organizzato un incontro con i giornalisti italiani in cui ha presentato alcuni dati che dimostrano come stiano aumentando in questi mesi gli arrivi dal nosto paese. Nella solo New York gli italiani in vacanza nel 2007 sono stati 430 mila, contro i 310 mila dell'anno prima. E anche nel 2008 la tendenza è simile, con un incremento del 20 per cento. M.Ev.

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Il comizio finale di Walter Veltroni, a sostegno di Rutelli e Zingaretti, doveva svolgersi all' (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Aperto a Testaccio. Ma, causa pioggia, ieri nel tardo pomeriggio è stata scelta una soluzione alternativa, al coperto: il Teatro Vittoria. E la mancanza di Rutelli e Zingaretti impegnati nelle ultime decisive ore di campagna elettorale è stata bilanciata dalla presenza di Sabrina Ferilli ("nel cambio con Zingaretti ci abbiamo guadagnato", ha scherzato Veltroni). Ma il discorso finale di ieri ha proposto un leader del Partito democratico all'attacco, su molti temi. La sicurezza. "Mi chiedo a che titolo nel centro destra parlino di sicurezza. Il New York Times ha scritto che Roma è la città più sicura dell'occidente e loro hanno detto che è un giornale di sinistra". Poi nel mirino è finito Alemanno: "Dire espelleremo 20 mila immigrati è una balla enorme. I dati dicono che Roma è sicura più di altre città, che ha meno reati rispetto a Milano che è la metà di Roma, meno di Berlino e Londra. La sicurezza è un problema generale che andrebbe affrontato da persone serie ma non è obbligatorio essere persone serie". Le responsabilità. Veltroni ha richiamato il secondo governo Berlusconi alle sue responsabilità per le regolarizzazioni degli stranieri. Ma ha fatto in parte autocritica: "La sicurezza ha avuto una incrinatura nel 2006 per effetto dell'indulto: è stato un errore fatto dal centrosinistra, dal partito di Berlusconi, dal candidato sindaco del Pdl a Roma che allora ha dichiarato di astenersi e di essere disposto a votare se la disciplina del suo partito l'avesse reso possibile". No alla destra. "Se vincesse la destra Roma tornerebbe indietro di sedici anni. Erano anni micidiali in cui gruppi di potere erano padroni della città. Hanno portato il cartello dei no in città e se Roma avesse ascoltato loro sarebbe rimasta al '92, con i loro veti contro l'Auditorium, il piano regolatore, il centro congressi, la Festa del Cinema. Che non è red carpet, ma è economia e ricchezza oltre che prestigio per la città". "Vorrebbero eliminare la Notte Bianca, che è un appuntamento per tutti, per chiudervi in casa a guarda il Grande fratello".Anche nei tassisti che bloccavano la città c'era la politica dei no. E abbiamo già visto la destra al governo: alla Regione Lazio i cittadini hanno detto basta perché hanno lasciato danni e buchi". Alitalia in pericolo. "Per salvare Alitalia ci vuole responsabilità ed esperienza di governo ma anche un sindaco con la schiena dritta che parli al governo non con la testa piegata e con la paura che il capo ruggisca ma che collabori lealmente. Ci sarà un governo di destra con una forte presenza della Lega come già si vede nel comportamento irresponsabile per Alitalia". M.Ev.

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Niente cambi al Banco Popolare, vola il titolo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-04-25 num: - pag: 30 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa Niente cambi al Banco Popolare, vola il titolo di Paola Pica Ducati Via libera all'Opa di Performance Motorcycles che partirà il 5 maggio Spunta il rialzo in Piazza Affari in una seduta sostenuta dai rialzi di Fiat e Unicredit e memorabile per Pininfarina con il mercato che ha salutato con una volata del 38% il piano industriale e l'alleanza con Tata. Dopo aver oscillato intorno alla parità per buona parte del pomeriggio, l'indice Mibtel ha chiuso in rialzo dello 0,31%, lo S&P Mib ha guadagnato lo 0,48%. Scambi ancora in aumento a 6,4 miliardi di controvalore, anche grazie alla febbrile attività su Fiat (+3,17%). Tra i temi industriali, Piaggio (+1,16%) ha interrotto la recente serie di ribassi, Brembo ha subito un brusco stop (-3,77%) anche sulle ipotesi di una partecipazione del gruppo di Alberto Bombassei all'aumento di capitale per il rilancio di Pininfarina. Sul fronte finanziario, in netto recupero Unicredit (+3,21%) dopo il calo della vigilia e all'allarme svalutazioni. Intesa Sanpaolo ha guadagnato lo 0,29%, Mediobanca ha ceduto lo 0,23%, in calo anche Bpm (-0,65%), mentre il Banco Popolare ha accompagnato con un progresso dell'1,79% la smentita sul possibile ricambio al vertice, dopo le indiscrezioni su un possibile incarico a Sandro Salvati. La banca di Lodi, insieme a Generali (-0,21%) e Pirelli Re (+0,51%) starebbe valutando il progetto di un fondo immobiliare. Per l'energia, lieve correzione di Eni (-0,33%) dopo i conti trimestrali, in rialzo Enel (+0,46%), brillante A2A. Giù Alitalia (-3,25%) bene invece Ferrovie Nord Milano (+6,3%) che gestisce il collegamento ferroviario con l'aeroporto di Malpensa.

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Rutelli: mano tesa al popolo dei mutui (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-25 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Pd Con Walter Veltroni a Testaccio Rutelli: mano tesa al popolo dei mutui "Soldi a chi è penalizzato da tassi variabili" "Potremmo chiamare così questa iniziativa: il Comune ti paga la rata". Per spiegare ciò che avverrà, "se sarò eletto sindaco", in un tempo brevissimo, cioè "subito": il Campidoglio ha calcolato gli sconti che riuscirà a ottenere acquistando il materiale per tutti gli uffici (dalle gomme da cancellare ai computer) in un'unica soluzione e non con ordini diversi in negozi diversi; la cifra ottenuta, tra i 75 e i 100 milioni, andrà ai romani; meglio: andrà nelle tasche di quelle famiglie "che si sono ritrovate con la sorpresa della rata del mutuo variabile a lunga durata che negli ultimi anni è quasi raddoppiata" e che, adesso, con un reddito inferiore ai 40 mila euro, faticano parecchio ad arrivare alla fine del mese. Non solo: dei 1.300-1.400 euro ogni anno che il Campidoglio girerà ad ogni nucleo familiare (più di 100 euro al mese), andranno anche a chi (giovani coppie, single) la casa sta per comprarla. In tutto, tra proprietari e futuri acquirenti, sessantamila nuclei familiari. Rutelli ne è proprio orgoglioso: aspetta l'inizio della conferenza canticchiando la colonna sonora di Indiana Jones. E quando comuncia a parlare, dice subito che "per affrontare il drammatico problema del caro mutui, questa è una svolta". Si tratta di mera propaganda, di spot elettorali? Impossibile dirlo adesso: di certo, Rutelli sa che i romani in difficoltà economiche non dimenticheranno facilmente una simile promessa; di più: Rutelli ha detto chiaramente che il provvedimento sarà attuato "da subito". Esempi ce ne sono, "visto che in Emilia Romagna è già realtà". Non saranno pochi i romani a beneficiarne: "Si tratta di quarantacinquemila nuclei che hanno contratto mutui di lunga durata e che non superano i 40 mila euro di reddito. In questa fascia di reddito rientra il 75 per cento dei romani". Conclusione dedicata all'avversario: "Questo è amare Roma, entrare nella vita dei cittadini e contribuire a risolvere i problemi. La destra è distruttiva". I Liberali appoggiano il centrosinistra, c'è anche tempo per una foto: Rutelli sorride ampio. Nel pomeriggio, Walter Veltroni mentre Rutelli è al Tg1 e il candidato alla Provincia, Nicola Zingaretti, ribadisce la necessità di votare contro la destra Veltroni, l'ex sindaco, parla al teatro Vittoria. "Non è solo la Lega che odia Roma, ce ne sono molti...". E parla di Alitalia, così importante per Fiumicino, per Roma: "Si è detto no ad Air France perché ci voleva una cordata italiana, poi hanno detto sì ai russi di Aeroflot e adesso vogliono togliere il visto, così ne arriveranno a milioni". Su Alemanno: "Io me li ricordo Alemanno e i suoi amici vestiti da centurioni davanti all'Ara pacis a dire che non bisognava aprirla, salvo poi chiederla per fare un convegno. Io me li ricordo contro la notte bianca, contro la festa del cinema che rappresenta lavoro per albergatori e ristoratori. Non vogliono la notte bianca perché è una festa gratuita, per tutti. Con loro la città sarebbe rimasta al '92, noi abbiamo costruito una città libera. Ci vuole un sindaco con la schiena dritta, non uno che ha paura del ruggito del capo. Francesco Rutelli è nato qui, ama Roma, ha la forza per difenderla". Con Blair Francesco Rutelli in compagnia dell'ex premier inglese Con l'Imam Gianni Alemanno stringe la mano a Eldin Mohamed Ismail Alessandro Capponi.

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Apre il T5, terminal antiterrorismo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-25 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Fiumicino Uno speciale scanner consentirà di controllare le scarpe (tacchi compresi) senza toglierle Apre il T5, terminal antiterrorismo Dal 3 maggio sarà destinato ai passeggeri diretti negli Usa e in Israele è stato costruito in sei mesi al posto del vecchio deposito merci Il costo è stato di dodici milioni di euro C'è persino lo scanner per il controllo delle scarpe. Senza che il passeggero debba toglierle, vengono passate ai "raggi x" le calzature, cercando differenze tra l'una e l'altra, come tacchi rialzati e suole con doppifondi che possono celare l'esplosivo. Succede al terminal T5 dell'aeroporto di Fiumicino, "molo" che dal 3 maggio sarà riservato ai passeggeri diretti negli Stati Uniti e in Israele. Una struttura costruita a tempo di record, in soli 6 mesi, e costata 12 milioni di euro. Svetta al posto del deposito merci, inutilizzato da un anno dopo l'inaugurazione della nuova area cargo. Più sicurezza, meno code. A questo servirà il "T5" che ha uno spazio triplicato rispetto all'area accettazione sinora ospitata al terminal C. Secondo le previsioni, dovrebbe accogliere circa 10 mila passeggeri al giorno, per un totale di un milione di viaggiatori in transito sino al dicembre 2008. Cifre record che al Da Vinci stanno diventando la normalità, dopo che Alitalia ha trasferito da Malpensa a Fiumicino 14 rotte internazionali e oltre 200 nazionali. La scorsa settimana il picco è stato di 114 mila persone in transito allo scalo, lo stesso numero che in genere si registra tra luglio e agosto. Il terminal è stato pensato per agevolare i grandi flussi di passeggeri. A cominciare dall'area davanti all'aerostazione che consente la sosta contemporanea di sette pullman per crocieristi (tantissimi sono i turisti americani che partono in crociera dal vicino porto di Civitavecchia) senza congestionare la circolazione dinanzi all'aerostazione. Secondo il direttore dell'aeroporto Vitaliano Turrà, "gli impianti per la sicurezza sono tutti di ultima generazione e faciliteranno ancor di più la ricerca di eventuali materiali non ammessi a bordo dell'aereo. Inoltre c'è un maggiore spazio per la polizia sulla linea di controllo passaporti, così da consentire una maggior capacità di sorveglianza a vista da parte degli agenti". La prima sala che si incontra, sovrastata da una passerella sopraelevata riservata alle postazioni blindate della "squadra laser" - i tiratori scelti della Polaria – è dicata al "profiling" del passeggero: cioè la tracciatura anti-terrorsmo dell'"identikit" del viaggiatore in partenza attraverso un'intervista. Otto le postazioni di check in, e un nastro di smistamento bagagli riservato soltanto alle compagnie americane e alla El Al. Traffico Secondo le previsioni da qui passeranno circa 10 mila passeggeri al giorno Al setaccio Controlli rigorosissimi al nuovo terminal T5 A. Full.

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RAI come Alitalia? Noi non abbiamo debiti. Se fossero come nelle nostre condizioni i dipendent (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

"RAI come Alitalia? Noi non abbiamo debiti. Se fossero come nelle nostre condizioni i dipendenti della compagnia aerea farebbero subito un Oktober Fest a Fiumicino". E' in gran forma il presidente Rai Claudio Petruccioli, protagonista di un'irrituale conferenza stampa nella quale ha illustrato il bilancio dei suoi tre anni in Rai. Un addio che ha avuto il sapore dell'arrivederci al prossimo consiglio e forse anche per questo è stato organizzato. A confermare la sensazione l'immediato elogio ("un presidente equilibrato") di Maurizio Gasparri. Il deputato di An vuole nominare subito un nuovo Cda, con la sua legge. Petruccioli chiede che la politica allenti la stretta sulla tv pubblica pena "il declino della Rai". E ricorda che "a una Fondazione pensa anche l'attuale maggioranza", Insomma, i presupposti per per non cambiare il presidente di viale Mazzini ci sono davvero tutti.

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ROMA - Congelare gli esuberi fino all'arrivo del nuovo azionista (il governo) e del nuo (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROBERTA AMORUSO ROMA - Congelare gli esuberi fino all'arrivo del nuovo azionista (il governo) e del nuovo management. Per i sindacati, convocati ieri da Alitalia, il confronto è rinviato fino ad allora. Ma nel frattempo è garantita la piena operatività della compagnia, assicurano i rappresentanti dei lavoratori. Di tutto questo ha preso atto ieri anche il consiglio di amministrazione di Alitalia che ha archiviato l'addio di Air France-Klm accogliendo con favore il prestito di emergenza da 300 milioni varato dal governo. Ma la situazione della compagnia rimane critica. Per "un'operatività duratura" rimane indispensabile una ricapitalizzazione "in tempi brevi". Ma nel frattempo servono misure ancora più drastiche. Ecco perchè il cda ha "dato mandato al management di predisporre una revisione del budget per il 2008 e di dare tempestiva attuazione alle azioni di efficientamento già programmate". Del resto, l'impennata del prezzo del petrolio ha creato un buco sostanzioso nel budget 2008, come anticipato dal Messaggero. Al punto da costringere la compagnia a una revisione. Si tratta quindi di stringere ancora la cinghia e di anticipare alcuni tagli secchi già previsti nel piano Prato. Mosse da "approfondire con i sindacati", ha chiarito il cda. Ma intanto gli stessi sindacati dicono che il piano Prato va tutto rivisto. Perchè il ridimensionamento dell'attività di Alitalia accompagnato dal trasferimento dei voli da Malpensa a Fiumicino era espressione di un'azionista che sta passando la mano e di un management "che cambierà a brevissimo", come confermato dal presidente di Alitalia, Aristide Police. I piloti temono che siano lasciati nuovi aerei a terra, oltre ai 26 già congelati. E l'Anpac rispedisce al mittente la previsione di un taglio per 37 macchine nel 2008, un numero che coincide con quello del piano Air France ( escluso il cargo). Ma per affrontare l'emergenza petrolio le sigle sindacali suggeriscono anche "l'immediato blocco di tutte le consulenze e delle esternalizzazioni di attività, che corrispondono a costi compresi fra i 150 e i 200 milioni di euro". Misure necessarie per per la compagnia, insieme all'arrivo di un nuovo manager. I sindacati, che dovrebbero fare un nuovo punto della situazione con Alitalia tra una settimana-dieci giorni, chiedono un atto "di discontinuità". Solo allora si riparlerà di esuberi. E allora i sindacati si dicono pronti ad accettare dei sacrifici. "Ma solo di fronte a un punto di arrivo che non sia peggiore della situazione di partenza", dice il segretario generale della Filt-Cgil, Fabrizio Solari . Nel frattempo, è necessario dare fiducia al mercato. E i sindacati garantiscono "l'impegno a rassicurare i passeggeri" sulla certezza che non ci saranno problemi per i voli della prossima estate, e a "migliorare qualità dell'offerta e livello dei servizi".

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BRUXELLES - La Commissione europea ha molti dubbi sulla natura del prestito da 300 milioni d (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di CRISTINA MARCONI BRUXELLES - La Commissione europea ha molti dubbi sulla natura del prestito da 300 milioni di euro concesso dal governo italiano ad Alitalia. Dubbi che hanno preso la forma di una richiesta di informazioni "dai toni piuttosto duri" che gli uffici del commissario per i Trasporti, Jacques Barrot, hanno inviato ieri pomeriggio all'Italia e a cui Palazzo Chigi ha promesso di rispondere entro i 10 giorni lavorativi indicati. Quindi entro metà maggio. Se le informazioni richieste non arrivassero o fossero ritenute insoddisfacenti, Bruxelles minaccia di ingiungere all'Italia la sospensione del prestito, che l'Italia non considera un aiuto di Stato ma che in molti, tra cui Ryanair, la Sas e British Airways, vedono come tale. La compagnia low cost irlandese ha già presentato un ricorso alla Commissione europea, mentre i britannici hanno dichiarato che vigileranno sul rispetto delle regole di mercato. E anche il Fondo monetario internazionale ha fatto sapere che sarebbe meglio non ricorrere ad aiuti di Stato per salvare la compagnia. L'atmosfera a Bruxelles si sta facendo quindi via via più incandescente e ora il destino del prestito è appeso al filo delle spiegazioni che l'Italia invierà. Se non fossero soddisfacenti, la Commissione avrebbe davanti a sé due strade: un prestito non erogato verrebbe sospeso, mentre se i 300 milioni fossero già nelle casse di Alitalia, l'Ue sarebbe costretta ad aprire una procedura di infrazione, chiedendo il rimborso immediato della somma. "Abbiamo dei dubbi sulla natura delle misure e vogliamo avere una comprensione migliore dei suoi dettagli", ha spiegato il portavoce del commissario Barrot, Michele Cercone, spiegando: "Vogliamo capire se è una operazione commerciale o se sono aiuti di Stato". Nei giorni passati i funzionari della rappresentanza permanente dell'Italia a Bruxelles hanno illustrato alla Commissione i dettagli del prestito, senza però notificarlo ufficialmente, poiché questo passo è obbligatorio solo per gli aiuti di Stato. Per il portavoce "i dettagli che abbiamo ora lasciano spazio ai nostri servizi per chiedere altre informazioni". In particolare, al di là del fatto che il prestito sia stato concesso o meno a tassi di mercato, la domanda che la Commissione si fa è: una banca avrebbe concesso ad Alitalia una misura del genere? "Un prestito dato secondo tassi commerciali può comunque essere considerato aiuto di Stato - ha spiegato il portavoce - se si considera che un privato non avrebbe considerato il ricevente sufficientemente sicuro da meritare un prestito". Se la misura fosse notificata alla Commissione e eventualmente approvata, i ricorsi ai tribunali nazionali - e i conseguenti obblighi di rimborso o il blocco dei fondi - sarebbero più difficili, poiché i ricorrenti dovrebbero impugnare la decisione di Bruxelles alla Corte di Giustizia europea, con una procedura ben più lunga. "Esistono anche gli aiuti di Stato legali, se sono fatti con alcuni criteri", ha osservato Cercone. In merito alle perplessità espresse da Bruxelles, il futuro premier Silvio Berlusconi ha replicato con decisione: "Adesso la fanno difficile, ma io non sono preoccupato: è l'unica cosa da fare. Alitalia non si poteva far assorbire dai francesi, dobbiamo avere la nostra compagnia di bandiera. Non preoccupatevi di questi problemi, l'Unione europea deve aiutare le cose giuste e non fare difficoltà". Parole sulle quali il portavoce della Commissione, Johannes Laitenberger, si è limitato a dire: "Non ho nessun commento da fare".

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I sindacati ed Air France si risiedono al tavolo per trovare i margini di modifica al piano di Parig (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

I. I sindacati chiedono l'inclusione di Az Servizi nel perimetro Alitalia. Spinetta non ci sta: è rottura.

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Il consiglio di amministrazione dell'Alitalia si riunisce in una seduta fiume, durata circa qui (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Ndici ore. Infine, alle prime ore del mattino del 16 marzo, si decide di accettare l'offerta di Air France-Klm.

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ROMA - Il Comune ti aiuta a comprare casa . Eccolo lo slogan con il quale il cand (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di MAURO EVANGELISTI ROMA - "Il Comune ti aiuta a comprare casa". Eccolo lo slogan con il quale il candidato a sindaco di Roma del centro sinistra ieri ha presentato la sua proposta. Siamo nella fase finale della campagna elettorale e Francesco Rutelli ha detto di volere intervenire a favore delle famiglie romane. Molte sono in difficoltà a causa dell'onerosità dei mutui a tasso variabile. La sintesi: daremo 1.300-1.400 euro all'anno per contrastare la stangata delle rate. Un provvedimento analogo riguarderà chi deve comprare casa. Il limite per questi provvedimenti, secondo la proposta del candidato a sindaco del centro sinistra, sarà il reddito: 40 mila euro annui. Come troverà i soldi per creare questo fondo che oscillerà fra i 75 e i 100 milioni di euro? Grazie ai risparmi assicurati dalla creazione di una centrale unica d'acquisto per il Comune di Roma. La volata finale del candidato Rutelli è stata caratterizzata al mattino dall'incontro con l'ex primo ministro britannico, Tony Blair ("mi ha detto good luck"). Ma anche dalle parole forti sul tema della sicurezza, nel corso di un'intervista al Tgr Lazio: "Sui rom sono pronto a collaborare con il nuovo governo per trovare una soluzione alla questione dei campi. Su questo problema il centro destra, che in passato ha governato la Regione Lazio, avrebbe dovuto fare un piano a livello regionale che non ha mai fatto". Ha insistito molto anche sull'orgoglio romano: "Sarò il sindaco del quotidiano, conosco ogni quartiere di Roma, le sue strade... Non mi sentirete mai parlare male di Roma, so cosa non va e lo voglio combattere. E' una cosa che voglio dire chiaramente a chi sputa su questa città. Sono immamorato di Roma, qui sono nato. La mia famiglia le ha dato tanto nel corso delle generazioni. Non c'è ombra in chi ha servito, come me, questa città". In serata Francesco Rutelli è tornato all'attacco, con parole molto dure, nel corso dell'intervista al Tg1: "La sicurezza è un problema serio, ma purtroppo il vostro telegiornale oggi si dovrà occupare di fatti gravissimi avvenuti a Milano e Verona, è un problema che riguarda tutto il paese a cui bisogna dare una risposta. Se sarò eletto, il sindaco dovrà occuparsi severamente di questo problema perché non è tollerabile che ci siano episodi contro donne e persone anziane. La sicurezza è un problema reale. Ma noi abbiamo voluto anche ragionare in positivo, prendere iniziative serie anche a favore delle famiglie e del futuro di Roma". L'intervistatore gli ha chiesto cosa rischia Roma con il caso Alitalia, a quel punto Rutelli ha affondato il colpo: "Per noi Alitalia è importantissima, per questo siamo preoccupati da questa alleanza fra la Lega, Alemanno e la destra missina di Storace e Rauti. Spero che i romani si sveglino, che guardino al futuro non al passato". Ma è evidente che il nucleo forte della "comunicazione" di ieri di Francesco Rutelli era quello dedicato alle proposte sulla casa, i mutui, il sostegno alle famiglie (ma anche ai single) che si trovano da una parte con le spalle al muro perché è aumentata la rata a causa dell'andamento dei tassi, dall'altra non possono comprare l'appartamento per gli alti costi. Di qui l'idea lanciata ieri, che ha come causa scatenante l'aumento del tasso Euribor (origine dell'incremento delle rate dei mutui a tasso variabile) fra il 2003 e il 2007: dal 2,50 al 4,60 per cento. "Se sarò eletto, per ogni mutuo stipulato a tasso variabile, il Comune di Roma verserà una cifra di 1.300 - 1.400 euro all'anno, per contrastare l'aumento degli interessi verificatosi negli ultimi anni e che hanno colpito questo tipo di mutui. Si tratta di oltre 100 euro al mese destinati ad abbattere il caro mutui". La cifra riportata ieri da Rutelli prende come modello di riferimento un mutuo trentennale per un capitale di 140 mila euro. Sempre secondo l'analisi di Francesco Rutelli, ad avere giovamento da questa iniziativa "sarà l'80 per cento delle famiglie e delle persone che hanno contrattato un mutuo prima casa a tasso variabile negli anni del boom. Si tratta di una platea di circa 45 mila nuclei abitativi (possono essere composti anche da un single) che non superano un reddito di 40 mila euro pro capite annuale. In questa fascia di reddito rientra il 75% dei cittadini romani". E per chi invece vive ancora in una casa in affitto e un appartamento non lo può comprare? Il provvedimento - che Rutelli s'impegna ad attuare se diventerà sindaco - prevede anche agevolazioni per chi compra: "La stessa cifra (1.300 - 1.400 euro all'anno) - c'è scritto nella bozza di intervento - sarà destinata a chi vuole comprarsi casa e deve accendere un nuovo mutuo. Si stima che tale contributo interesserà circa ventimila famiglie, coppie o persone sole". Bene, ma dove si trovano questi soldi, che non sono pochi visto che lo stesso staff di Rutelli ha calcolato che sarà necessario trovare fino a 100 milioni di euro? Le casse del Comune potranno permetterselo? La soluzione, almeno secondo il progetto presentato ieri, è quella della Centrale unica degli acquisti, che è già stata attuata, con risultati significativi sul fronte dei risparmi, anche in altre istituzioni come la Regione Emilia-Romagna. Ha ricordato Rutelli: "In Emilia-Romagna è stato registrato un risparmio anche del 20 per cento sulle spese. E' evidente: se ogni settore di una grande amministrazione compra per proprio conto, con centri di spesa sperati, i risparmi sono limitati. Se c'è un'unica centrale che strappa i prezzi migliori e razionalizza le spesse, le cose cambiano. Questa operazione sui mutui toccherà progressivamente tutte le famiglie che accenderanno dei mutui, salvo ovviamente che non abbiano un reddito molto alto, perché comunque devono esserci delle priorità". Conclusione: "Ne parleremo anche con le parti interessate, è un'altra parte del programma rivolta al bene della nostra città da contrapporre alla campagna distruttiva portata avanti da una destra che è sempre più di segno missino".

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ALITALIA (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-25 num: - pag: 39 categoria: BREVI ALITALIA Il prestito ponte Nottate trascorse in aeroporto tra valige e bambini, causa sciopero piloti, controllori, assistenti di volo, ai quali interessava solo la tutela dei loro interessi corporativi. Adesso tutti noi (perché di noi si tratta) faremo ad Alitalia un prestito ponte di 300 milioni di euro che saranno restituiti a dicembre. Ma per piacere, almeno non prendeteci in giro! Giovanni Goglio agi.goglio@tiscali.it.

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Dopo il vistoso successo nelle urne del 13 aprile, il primo interesse di Silvio Berluscon (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

I è di cominciare col passo giusto l'azione di governo, offrendo agli italiani l'immagine di un premier e di una alleanza capaci di sfruttare al massimo la luna di miele con i cittadini. Per questo il Cavaliere vuole tagliare corto sulla lista dei ministri, sciogliendo da subito il nodo Formigoni e quello degli equilibri ministeriali con la Lega. Anche Bossi e Fini capiscono che in questo momento chi indossa i panni del guastafeste si attira solo critiche e disappunto nell'opinione pubblica, e ciò consente al presidente del Consiglio in pectore un margine di manovra piuttosto ampio. Nè soverchi problemi possono arrivare dal Pd, dove Walter Veltroni è alle prese con le voci dissonanti e i propositi di condizionamento che arrivano da chi non ha condiviso del tutto la sua strategia elettorale: da questo punto di vista, il modo in cui verrà risolto il nodo dei capigruppo sarà la spia dei rapporti di forza interni al partito. Piuttosto, una volta diradata la cortina fumogena di accuse e controaccuse che il ballottaggio per il sindaco di Roma comporta, tornerà a porsi con forza il tema dei rapporti tra maggioranza e opposizione che riguarda il grado di convergenza possibile per affrontare le tante emergenze italiane: dall'Alitalia, alla sicurezza, ai rifiuti di Napoli, alle riforme. E' un banco di prova decisivo per capire in che direzione si muoverà la legislatura. Non va dimenticato che il dopo Prodi era cominciato all'insegna del dialogo tra i due maggiori leader. E' ragionevole ritenere che quel tipo di rapporto potrà riprendere: a ben vedere, sia Berlusconi che Veltroni avrebbero da guadagnare nell'eliminare definitivamente le tossine della delegittimazione reciproca. E a quel punto sarà interessante capire che ruolo intende giocare l'Udc di Casini, unico partito cerniera in campo.

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Napolitano, no alla lievitazione dei ministeri (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Mda Napolitano, no alla lievitazione dei ministeri Colloquio al Colle per Berlusconi. Monito del Quirinale: "Rispettare i limiti della riforma". Incontro interlocutorio tra il premier in pectore e il presidente della Repubblica. Nuova grana sul prossimo governo: certi Tremonti all'Economia e Frattini agli Esteri. Il Cavaliere ammette: "Siamo un po' stretti, non so se ce la farò" L'incontro non poteva che essere interlocutorio: sessanta minuti tra il presidente del Consiglio in pectore Silvio Berlusconi (accompagnato da Gianni Letta) e il presidente Giorgio Napoletano per conoscersi e prendere le misure. In discussione non è l'incarico al Cavaliere, ma la struttura del prossimo esecutivo. E in particolare i limiti imposti dalla recente riforma che indica solo 12 ministeri con portafoglio. E il presidente della Repubblica ha chiesto di rispettare nei limiti del possibile la norma approvata il dicembre scorso, di qui il monito: "Attenzione alla proliferazione dei ministeri". Il colloquio è stato organizzato dalle "diplomazie" del Quirinale e di Palazzo Grazioli per cominciare a studiarsi, e il clima, a detta di fonti vicine a Napolitano è stato "disteso e cordiale". Di fatto, quello dello scorso mercoledì, è stato uno scambio di opinioni di carattere generale sui problemi più urgenti (dall'Alitalia ai rifiuti) che dovrà affrontare il futuro esecutivo. Nessuna nota ufficiale è stata diffusa al termine dell'incontro, segno del suo carattere informale. Ma qualcosa è trapelato, a partire dalla squadra ministeriale. E il primo giro d'orizzonte si è concentrato proprio su questo aspetto. "Io - è stato il ragionamento fatto dal premier in pectore - devo tenere conto dell'equilibrio che si sta formando nel nuovo partito. E anche dell'equilibrio rispetto agli alleati". Ha fatto capire che le richieste dei partner sono pressanti. Sul resto, poi, il quadro prospettato dal Cavaliere ha mostrato una situazione magmatica. Ad esempio, sono stati solo quattro i nomi dei potenziali ministri accennati al capo dello Stato: Giulio Tremonti, Roberto Maroni, Franco Frattini e Ignazio La Russa. E non tutti e quattro sono stati inseriti in una casella ben definita. Se, infatti, Tremonti e Frattini sono sicuri di occuparsi dell'Economia e degli Esteri, per gli altri due c'è ancora un margine di incertezza. Tutta colpa del vero e proprio rebus che accompagna il ministero della Giustizia e il resto del team. Sul Guardasigilli, infatti, rischia di incepparsi il mosaico berlusconiano. Con Maroni agli Interni, infatti, spetta ad uno forzista quella competenza. Il leader Pdl ha contattato Elio Vito ma sull'attuale capogruppo alla Camera sono emerse le perplessità di molti dei "colonnelli" di Forza Italia e anche dei membri del Csm che fanno riferimento al centrodestra. "Io comunque - ha chiarito ai suoi interlocutori Berlusconi - a Via Arenula voglio un politico, non un tecnico. Uno che sappia trattare con i magistrati". Tant'è che la sua seconda scelta - e forse la preferita - cade su Roberto Castelli: "Lo ha già fatto per cinque anni e lo ha fatto bene". Solo che una soluzione di questo tipo implicherebbe la riscrittura di quasi tutta la compagine. A cominciare, appunto, da Maroni che dovrebbe scambiare con Claudio Scajola il Viminale per le Attività produttive. Senza contare che Gianfranco Fini, invece, insiste nel caldeggiare una terza opzione: Giulia Bongiorno. Anche dentro An, però, non manca qualche problema. Gianfranco Fini ha prospettato a La Russa l'idea di trasferirsi al partito. Ma il colonnello di Via della Scrofa non ci sta. Vuole andare al governo e ha chiesto proprio al Cavaliere di confermare la sua nomina alla Difesa: "Già due volte mi hanno fatto fuori per lo stesso motivo. Ora basta". Il puzzle dell'esecutivo, dunque, è ben lontano dall'essere completato. Tant'è che Berlusconi ammette di avere qualche difficoltà: "Non so se ce la farò a tenermi entro quel limite (quello imposto dalla recente riforma che indica solo 12 ministeri con portafoglio, ndr)". Dunque, non resta che procedere a piccole dosi: lo conferma la serie di altri incontri che attendono Berlusconi e Napolitano. (25-04-2008).

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Alitalia, il "ponte" scricchiola (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Dubbi dall'Ue sul prestito del governo alla compagnia. Ryanair annuncia il ricorso. La low cost irlandese: "E' aiuto di Stato". British Airways preoccupata: "Seguiamo la vicenda da vicino". E intanto il Fmi lancia l'allarme conti: "Azioni rapide per salvaguardare la via del risanamento" Il governo uscente ha varato il prestito ponte di 300 milioni di euro ad Alitalia, ma l'Unione europea ha già avanzato i suoi dubbi e le principali compagnie europee protestano additando il prestito come un "aiuto di Stato". Il portavoce del Commissario Ue ai Trasporti Michele Cercone annuncia che l'Unione nutre dei dubbi circa la natura del prestito e quindi sta cercando di capire se si tratta di un'operazione commerciale "o se sono coinvolti aiuti di Stato". Mercoledì sera una delegazione Ue ha avuto un incontro con le autorità italiane ? riferisce il portavoce -, le quali hanno presentato le misure prese in favore di Alitalia, consegnando una lettera e alcuni documenti che illustrano la misura presa e sostenendo che la misura non è un aiuto di Stato perchè il prestito "è stato dato a condizioni commerciali". Al momento, l'Ue sta analizzando i documenti in dettaglio e nei prossimi due giorni manderà una lettera alle autorità italiane informandole di una serie di dubbi e richiedendo ulteriori chiarimenti. "Quello che vogliamo capire chiaramente - fa sapere Cercone - è se questa è un'operazione commerciale o se ci sono degli elementi di aiuti di Stato coinvolti", ribadendo che "un prestito dato a tassi di interesse commerciali può ancora costituire aiuto di Stato se un prestatore commerciale considererebbe il beneficiario non abbastanza sicuro da non potergli concedergli il prestito" e "questo è anche un aspetto che dovremo prendere in considerazione". Quanto alla scelta dell'Italia di non notificare la misura, il portavoce di Barrot spiega che "spetta alle autorità italiane definire chiaramente la natura della misura" e loro "hanno spiegato che non ritengono che il prestito sia un aiuto di Stato ma un'operazione commerciale e per questo non l'hanno notificata secondo le regole sugli aiuti di Stato ma l'hanno presentata alla Commissione". A fare i conti in tasca a governo e Alitalia, poi, ci si mettono anche le altre compagnie aeree e certa stampa, che non vede di buon occhio l'intervento economico dell'esecutivo. Ryanair, compagnia low cost irlandese ha deciso di ricorrere presso la Commissione europea contro il prestito, convinta che l'ultima mossa dell'esecutivo "sia una beffa alla normativa Ue sugli aiuti di Stato". Sostenere un'aerolinea nazionale inefficiente, che sarebbe dovuta finire in bancarotta tempo fa "è semplicemente illegale". Alitalia ha già ricevuto più di 5 miliardi di euro in aiuti di stato illegali, ma la Commissione Europea, "come sempre nel caso di compagnie di bandiera, chiude un occhio e fa finta di niente". Sulla stessa linea, British airways, che annuncia di seguire da vicino la vicenda, per assicurarsi che le norme Ue sugli aiuti di Stato "siano regolarmente rispettati". Bloccare il prestito è anche la richiesta del Wall street Journal per il quale quei 300 milioni di euro hanno tutta l'aria di essere un aiuto di Stato "illegale" che la Commissione Ue può "e deve respingere". Secondo il quotidiano, infatti, è improbabile che Alitalia possa attrarre qualche investitore. "Con il petrolio a 120 dollari al barile e l'abitudine di Alitalia di bruciare liquidità è improbabile che un investitore privato si avvicini comunque alla compagnia senza che il debito sia garantito dal governo". In attesa, poi, che prenda forma la cordata italiana, e che il presidente dell'aviolinea Aristide Police nomini di concerto con il ministero del Tesoro un nuovo ad, i sindacati hanno incontrato l'azienda facendo il punto della situazione. Il presidente di Anpac, Fabio Berti annuncia che nell'arco del 2008 si metteranno a terra 37 aeromobili. Il numero "coincide esattamente - ha spiegato Berti - con il numero di aerei che si dovevano fermare nel piano Air France, escluso il cargo". Gli aerei che dovrebbero restare a terra nel corso dell'anno sarebbero, secondo quanto si apprende, 16 MB80, quattro Atr, 14 Embraer 145 e tre 767". (25-04-2008).

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Alitalia, scintille Ue-Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Dubbi di Bruxelles sul prestito ponte e ricorso della Ryanair. Il Cavaliere: non fatela difficile e non createci problemi Alitalia, scintille Ue-Berlusconi E il Fondo monetario avverte il nuovo governo: prosegua il risanamento Scintille tra Berlusconi e l'Ue sull'Alitalia. L'Europa avanza "un certo numero di dubbi" sul prestito-ponte deciso dal governo, su spinta del Cavaliere, per salvare la compagnia di bandiera. Il commissario ai Trasporti, il francese Jacques Barrot, vuol chiarire se quei 300 milioni di euro possono essere considerati un aiuto di Stato. Un atteggiamento che non piace al Cavaliere, che commenta: "Adesso la fanno difficile. L'Unione Europea deve aiutare le cose giuste e non creare difficoltà". E la compagnia low cost Ryanair ha annunciato un ricorso. Intanto anche da Washington arriva un monito per il nuovo governo: è il Fondo monetario internazionale, che chiede all'Italia di "proseguire nei progressi sul fronte fiscale per ridurre il deficit", in modo da salvaguardare i buoni risultati del 2007. E l'Fmi aggiunge: per Alitalia si usino regole di mercato. DA PAG. 2 A PAG. 5.

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Fmi: il nuovo governo acceleri le riforme (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Crisi globale, il Fondo monetario internazionale sollecita l'Italia: "Liberalizzazioni e misure fiscali". E su Alitalia: "Meglio basarsi sulle regole del mercato" Sara Farolfi Nuovo governo, solito Fondo monetario internazionale: ancora non si conosce la composizione del nuovo esecutivo ma, puntuale, da Washington, l'Fmi ha già dettato la linea di politica econonomica: "Suggeriamo rapide azioni - ha dichiarato Masood Ahmed, direttore delle relazioni esterne dell'organizzazione - per la salvaguardia dei buoni progressi nel 2007 sul fronte fiscale, che hanno portato a una riduzione del deficit di bilancio". Ma che significa? Che il Berlusconi quater deve pigiare ancora di più il piede sull'acceleratore della pressione fiscale? Assolutamente no: "le azioni rapide" si riferiscono alle "riforme di strutura". In primo luogo "le liberalizzazioni per fare massa critica in grado di assicurare slancio alla crescita". Il Fondo (che aveva dovuto interrompere la tradizionale missione per completare il Rapporto annuale sullo stato dell'economia per il sopraggiungere della crisi di governo) è parecchio preoccupato per l'andamento congiunturale dell'Italia. "Dopo gli ottimi progressi registrati nel 2007, la posizione di bilancio si sta di nuovo indebolendo - ha spiegato Ahmed - e quindi ulteriori iniziative sono una priorità". Insomma, per l'Fmi, serve un'azione decisa sul fronte del risanamento dei conti pubblici. Ma - è ovvio - le privatizzazioni da sole possono poco. E così il Fondo rilancia sul fronte delle riforme di struttura. Il che significa un ridimensionamento dell'intervento pubblico, soprattutto sul fronte del welfare: pensioni e sanità per prime. Ahemed ha anche commentato la vicenda Alitalia sostenendo che il Fondo "ritiene che questo tipo di vicende dovrebbero trovare una soluzione basata sul mercato e sulle regole europee per i beni e i servizi". Una frase ermetica che esclude gli aiuti di stato (largamente utilizzati negli Usa) che il Direttore delle relazioni esterne avrebbe fato bene a pronunciare quando era in corso la trattativa di mercato per la cessione di Alitalia a Air France. E mentre ieri il Centro studi della Confindustria ha anticipato che nel primo trimestre il Pil italiano segnerà un forte rallentamento con un crescita (0,1%) prossima allo zero, ma non negativa, Giulio Tremonti - ex e futuro ministro dell'economia - in un incontro con i rappresentanti dall'Anci (l'Associazione dei comuni italiani) oltre a rassicurare che i comuni italiani non avranno alcun vuoto di gettito (l'Ici, infatti è destinato ai comuni) avrebbe fatto sapere che l'abolizione dell'Ici sulla prima casa non sarà totale: sarebbero infatti escluse le ville e le case di lusso. Massimo Garavaglia della Lega ha confermato questa impostazione e stimato che complessivamente sarà un'operazione da 1,7-2 miliardi: le minori entrate per i comuni potrebbe essere compensate con un aumento della compartecipazione Irpef. Che però lascerebbe un buco nei conti dello stato che a sua volta dovrà essere compensato tagliando da qualche altra parte.

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Prestito Alitalia, dubbi Ue (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

"Toni duri" da Bruxelles sui 300 milioni di euro dati alla compagnia. Berlusconi replica: "L'Europa ci aiuti, anziché creare difficoltà". A dover rispondere "entro 10 giorni" sulla legittimità è il governo Prodi Bruxelles Il prestito-ponte di 300 milioni di euro all'Alitalia chiesto da Silvio Berlusconi e deciso dal governo Prodi solleva una nuova turbolenza. La Commissione europea ha inviato alle autorità italiane la lettera "dai toni duri", fanno sapere a Bruxelles, con la richiesta di ulteriori chiarimenti sulla misura con cui si garantisce ad Alitalia il prestito. Una richiesta non gradita dal premier in pectore, che ieri sera, durante il comizio di chiusura della campagna elettorale a Roma a sostegno di Alemanno, ha lanciato un duro attacco alla Commissione: "Adesso la fanno difficile. Ma io non sono preoccupato, quella del prestito è l'unica cosa da fare . Alitalia non si poteva far assorbire dai francesi" - ha detto Berlusconi, che poi ha aggiunto: "Non sono preoccupato da questi problemi. L'Unione europea deve aiutare le cose giuste e non fare difficoltà". Nella lettera la Commissione Ue chiede una serie di dettagli sul prestito, dai più elementari e quelli più specificatamente economici, allo scopo di capire di che misura si tratta". L'Ue sembra in sostanza convinta che si tratti di un aiuto di stato e dà all'Italia dati dieci giorni lavorativi per chiarire. Prodi ha fatto sapere che risponderà alla Ue nel tempo stabilito, ma la situazione non è facile. Tanto più che Ryanair, compagnia low cost irlandese, ha fatto ricorso. "L'ultimo salvataggio finanziario di Alitalia da 300 milioni vanifica le regole dell'Unione europea in tema di aiuti di Stato", ha tuonato Jim Callaghan, responsabile degli affari legali di Ryanair, il quale ha tenuto a sottolineare il concetto che "sostenere una compagnia aerea nazionale inefficiente, che sarebbe fallita molto tempo fa, è semplicemente illegale". Secondo Ryanair, la Commissione tende a privilegiare le compagnie di bandiera infrangendo le regole europee sulla concorrenza e nel contempo discrimina Ryanair. Ieri mattina si sono incontrati i vertici delle nove sigle sindacali con i vertici della compagnia. Al termine dell'incontro, i sindacati hanno fatto sapere che "è indispensabile" un rapido completamento del cda e un conseguente riassetto del management". Anche il presidente dell'Anpac, Fabio Berti, ha confermato che il presidente di Alitalia ha dichiarato, nel corso del confronto, di"aver fatto presente al governo che ritiene essenziale che Alitalia abbia un nuovo amministratore delegato in tempi brevi". I sindacati, si legge nella stessa nota, ribadiscono che "Alitalia ha bisogno di decisioni rapide che contengano assetti proprietari certi, proposte industriali di ampio respiro, un nuovo patto con e per il paese e una solidità finanziaria". In particolare, i sindacati hanno chiesto " interventi su alcune voci di spesa, come l'immediato blocco di tutte le consulenze e di tutte le esternalizzazioni delle attività", per un risparmio di circa 150 milioni di euro all'anno.Non è stata fissata una nuova data per un altro incontro, in attesa che si insedi il nuovo governo e vengano nominati i vertici dell'Alitalia. Dall'incontro di ieri si è appreso comunque che "nell'arco del 2008 si metteranno a terra 37 aeromobili", stando a quando dichiarato dal presidente di Anpac, Fabio Berti. Il numero "coincide esattamente - ha spiegato Berti - con il numero di aerei che si dovevano fermare nel piano Air France, escluso il cargo". Gli aerei che dovrebbero restare a terra nel corso dell'anno sarebbero secondo quanto si apprende, 16 MB80, quattro Atr, 14 Embraer 145 e tre 767.

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La scure europea e il ricorso di Ryanair (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 Il governo italiano rischia l'avvio di una procedura d'infrazione e una supermulta per aver violato la norma che vieta gli aiuti di Stato La scure europea e il ricorso di Ryanair Il governo italiano rischia l'avvio di una procedura d'infrazione e una supermulta per aver violato la norma che vieta gli aiuti di Stato --> BRUXELLES La Commissione Ue ha espresso fortissimi dubbi sul prestito-ponte di 300 milioni concesso ad Alitalia, sospettando che si tratti di un aiuto di Stato e chiedendo a Roma ulteriori informazioni entro dieci giorni. Bruxelles minaccia quindi di aprire una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia se il prestito verrà erogato prima di un suo eventuale via libera. Procedura che comporterà l'obbligo del rimborso del prestito, pena il deferimento alla Corte Ue di giustizia. Che si tratti di aiuti di Stato lo pensano anche diverse compagnie aeree europee, che minacciano ricorsi alle autorità comunitarie. I dubbi della Commissione Europea sono contenuti in una lettera di una pagina che i servizi del commissario Ue ai trasporti, il francese Jacques Barrot, hanno inviato ieri pomeriggio a Palazzo Chigi dopo aver esaminato la prima documentazione sul decreto salva-Alitalia presentata ieri a Bruxelles. Documentazione ritenuta insufficiente per valutare se il prestito-ponte non si configuri come un aiuto di Stato illegale che viola le regole comunitarie sulla libera concorrenza. Di qui i "toni piuttosto duri" - come stati definiti in ambienti dello stesso esecutivo europeo - della missiva inviata al governo italiano. Missiva in cui si avanzano tutta una serie di osservazioni accompagnate dalla richiesta di ulteriori informazioni di carattere tecnico-giuridico ed economico. Informazioni che Bruxelles ritiene necessarie per avere un quadro completo del provvedimento e decidere sulla sua regolarità. Palazzo Chigi ha confermato di aver ricevuto la lettera e ha a nnunciato che "fornirà, entro i 10 giorni lavorativi indicati nella lettera, le informazioni richieste e, a garanzia della certezza giuridica dell'intervento, espleterà le procedure previste dal Trattato". In pratica il governo deve convincere la Commissione Ue che venendo in soccorso di Alitalia si è comportato come un qualunque investitore privato, concedendo il prestito a reali condizioni di mercato. E se Roma insiste con le ragioni di ordine pubblico che hanno motivato la concessione del prestito, a Bruxelles queste ragioni vengono ritenute ininfluenti per decidere se si tratti o meno di un aiuto di Stato. Se i chiarimenti di Roma - attesi entro dieci giorni lavorativi, quindi entro il 19 maggio - non dovessero arrivare o convincere Bruxelles, la Commissione Ue - come spiegato nella lettera - avrebbe davanti a sé due strade: se il prestito non è stato ancora erogato, partirebbe un'ingiunzione per la sua sospensione; ma se i 300 milioni saranno già finiti nelle casse di Alitalia, allora l'Ue sarebbe costretta ad aprire una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia, chiedendo il rimborso immediato della somma, pena il deferimento alla Corte Ue di giustizia. Intanto alcune delle compagnie aeree concorrenti di Alitalia sono sul piede di guerra e fanno pressing sulla Commissione Ue. Ryanair ha annunciato di aver già presentato un reclamo a Bruxelles, ritenendo illegale il prestito-ponte deciso dal governo italiano. E anche l'inglese British Airways e la svedese Sas minacciano di presentare ricorsi. Gli esperti comunitari, comunque, frenano, spiegando che bisogna prima attendere il verdetto dell'esecutivo europeo sul prestito. Anche se già in questa fase sono possibili ricorsi presso i tribunali nazionali. Una bocciatura al decreto salva-Alitalia arriva infine dall'autorevole Wall Street Journal, che consiglia al commissario Barrot di "puntare i piedi" e di bocciare quello che definisce un aiuto illegale.

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Alitalia, Berlusconi sfida Bruxelles (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 Alitalia, Berlusconi sfida Bruxelles Tensione sul prestito: "L'Ue deve aiutarci, non creare difficoltà" --> Tensione sul prestito: "L'Ue deve aiutarci, non creare difficoltà" L'Unione europea chiede chiarimenti all'Italia sul prestito ponte per salvare Alitalia. ROMA L'Italia ha due settimane di tempo per convincere la Commissione europea di avere tutte le carte in regola per l'emissione del prestito ponte per Alitalia. Nel caso in cui le spiegazioni richieste non arrivassero o fossero ritenute insoddisfacenti la Commissione europea si riserva di ingiungere all'Italia la sospensione del prestito. Il timing è dettato da Bruxelles, che non nasconde i dubbi sull'operazione e mette nero su bianco la richiesta di chiarimenti al governo italiano. Dieci giorni lavorativi: è questa la scadenza fissata, una tempistica che potrebbe voler dire che sarà il governo Berlusconi, appena insediato, a dover inviare il dossier alla Ue. E il Cavaliere mostra di non apprezzare i paletti europei: "Adesso la fanno difficile. Ma io non sono preoccupato, quella del prestito è l'unica cosa da fare. Alitalia non si poteva far assorbire dai francesi". Poi la stoccata: "Non sono preoccupato da questi problemi. L'Unione europea deve aiutare le cose giuste e non fare difficoltà". Oggi in sella c'è però ancora Romano Prodi, che non commenta direttamente ma che, con una nota della presidenza del Consiglio, dà notizia di aver ricevuto la missiva e assicura "che fornirà, entro i 10 giorni lavorativi indicati nella lettera, le informazioni richieste e, a garanzia della certezza giuridica dell'intervento, espleterà le procedure previste dal Trattato". Ufficialmente, certo, il governo non può disconoscere un provvedimento varato appena due giorni fa. Anche se, non è un caso che Prodi e Padoa-Schioppa abbiano voluto evidenziare come l'ammontare (triplicato rispetto alle attese) del prestito sia stato voluto dal futuro premier Silvio Berlusconi. La scelta di dare il finanziamento, quindi, deve essere interpretata come "un atto di responsabilità", ha ribadito all'unisono il governo uscente. Nulla di più. Di fronte ai dubbi che arrivano dall'Europa, appesantiti dalla notizia del ricorso di Ryanair, poi, non c'è motivo di scomporsi più di tanto. Anche perchè ormai, è il ragionamento nel governo uscente, il problema è del nuovo esecutivo. Che infatti si affretta a difendere la scelta fatta. "Il decreto sul prestito-ponte è un buon decreto - assicura l'esponente del Pdl Maurizio Lupi - e i suoi contenuti non lasciano dubbi. Mi auguro che l'Europa non sia ancora una volta matrigna e di ostacolo ma svolga il ruolo di controllo comprendendo il senso delle scelte che stiamo facendo". In realtà, a difendere il finanziamento d'emergenza c'è anche l'attuale maggioranza uscente che interpreta questa mossa come il male minore, quella che ha permesso di evitare il commissariamento. Certo, il futuro resta però nero, secondo Massimo D'Alema: "Il problema di Alitalia non è mettere insieme un gruppo di amici. Alitalia deve avere un piano industriale credibile", altrimenti "il suo destino è segnato". Ancora più duro il leader dell'Idv Antonio Di Pietro che punta il dito contro Salvatore Ligresti: "Se dà ora la sua disponibilità e non prima è perché sa che Berlusconi potrà rendere il favore all'amico...". Meno tranchant il segretario del Pd Walter Veltroni, che non solo difende il prestito ("Non è illegale") ma immagina anche una soluzione mix: "Penso si debba cercare una combinazione tra gli imprenditori italiani e una grande compagnia europea, che non può essere certo Aeroflot. Ci sono altre compagnie e anche con Air France - conclude - si potrebbe riprendere la discussione".

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Benetton punta all'America latina (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-04-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 215 Benetton punta all'America latina --> Il gruppo Benetton continua a spingere sul pedale dell'internazionalizzazione, conferma gli obiettivi 2008 e punta a concludere entro l'anno due joint venture in America Latina, una delle quali da annunciare in tempi strettissimi. La famiglia di Ponzano Veneto frena invece su Alitalia, e subordina un suo intervento all'esame di un progetto industriale vero e proprio.

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Ultimi tentativi per salvare l'azienda tessile (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-04-2008)
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Provincia di Nuoro Pagina 5022 Ottana Legler. Nuovo appello Ultimi tentativi per salvare l'azienda tessile Ottana Legler.. Nuovo appello --> Cinque giorni per decidere il futuro di oltre 800 lavoratori. È iniziata la corsa contro il tempo per salvare la Legler dal commissariamento. Per evitare il peggio sono mobilitati i sindacati, ma anche la Commissione delle emergenze Industriali della Provincia che chiede l'intervento immediato del nuovo Governo, quindi il coinvolgimento di tutte le forze politiche e sociali regionali e nazionali, per l'elaborazione di una proposta che porti al salvataggio del gruppo tessile. Mancano, però, solo cinque giorni alla scadenza fissata dall'Unione europea e se non ci sarà una proroga sarà decretato il fallimento e quindi si procederà al commissariamento dell'azienda tessile. L'Unione europea chiederà a quel punto la restituzione di quei 13 milioni di euro che un anno fa erano stati concessi alla Legler per saldare i debiti con i fornitori e pagare gli operai. Un aiuto di Stato che l'Unione europea vuole recuperare. Una situazione che potrebbe, invece, essere superata solo se prima del 30 aprile venisse presentata una proposta assieme a un progetto industriale valido e credibile, per il rilancio dei tre stabilimenti sardi, assieme a quello di Ponte San Pietro in Lombardia. La commissione della Provincia per le Emergenze industriali propone altre soluzioni, attraverso una iniziativa immediata. "Riteniamo che l'emergenza Legler - è scritto in un documento inviato al presidente della Provincia Roberto Deriu e a quello della Regione Renato Soru, oltre che agli assessori all'Industria dei due enti - debba essere immediatamente portata all'attenzione del nuovo Governo centrale per verificare, così come è stato proposto per Alitalia, quindi superare le rigide regole dell'Unione europea, se è possibile ricorrere anche nel caso della Sardegna ad un prestito ponte". In ballo la chiusura dei tre stabilimenti sardi e il licenziamento di oltre mille lavoratori. "Una situazione che amplierebbe un disagio sociale già altissimo - è scritto nel documento - che potrebbe sfociare in pesanti fenomeni di ordine pubblico di difficile gestione".Da qui la proposta di un incontro con tutte le forze politiche e sociali, per elaborare un progetto di salvataggio. "In questo momento sono improponibili trascuratezze e ritardi - dice l'assessore provinciale Mario Moro - Regione e imprenditori propongano una via d'uscita". Tomaso Canu della Cisl dice: "I nuovi rappresentanti sardi nel Governo devono portare a Roma il malessere della nostra Isola e della Legler, subito". Aggiunge Jose Mattana della Cgil: "Speriamo che si faccia in cinque giorni quello che non è stato fatto in cinque anni". La parola all'Unione europea. FRANCESCO OGGIANU.

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Berlusconi attacca: la Ue deve aiutarci (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-04-2008)

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Prima Pagina Pagina 2 Alitalia. "Non potevamo farci assorbire dai francesi". Ricorso di Ryanair Berlusconi attacca: la Ue deve aiutarci Alitalia.. "Non potevamo farci assorbire dai francesi". Ricorso di Ryanair "Non ci crei difficoltà". Bruxelles ha dubbi sul prestito ponte --> "Non ci crei difficoltà". Bruxelles ha dubbi sul prestito ponte L'Italia ha due settimane di tempo per convincere la Commissione europea di avere tutte le carte in regola per l'emissione del prestito ponte per Alitalia. Nel caso in cui le spiegazioni richieste non arrivassero o fossero ritenute insoddisfacenti la Commissione europea si riserva di ingiungere all'Italia la sospensione del prestito. Il timing è dettato da Bruxelles, che non nasconde i dubbi sull'operazione e mette nero su bianco la richiesta di chiarimenti al governo italiano. Dieci giorni lavorativi è la scadenza. LA PROTESTA Berlusconi mostra di non apprezzare i paletti europei: "Adesso la fanno difficile. Alitalia non si poteva far assorbire dai francesi. L'Unione europea deve aiutare le cose giuste e non fare difficoltà". Ricorso di Ryanair. A PAGINA 2.

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Alitalia lungaggini burocratiche potrebbero favorire il verdetto sul prestito (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 25-04-2008)

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Alitalia lungaggini burocratiche potrebbero favorire il verdetto sul prestito L'Europa già dubita. Berlusconi non gradisce Un primo ostacolo starebbe per essere rimosso. Stando a quanto dichiarato da fonti sindacali al termine dell'incontro con il management di Alitalia, la ex compagnia di bandiera avrà a breve un nuovo amministratore delegato. "La nomina di un amministratore delegato - avrebbe detto il presidente Police - sarà presa in esame a brevissimo di concerto con il futuro ministro del Tesoro". Una scelta condivisa sia dalle nove sigle sindacali che dall'Anpac, convinti che un riassetto dell'organigramma dell'azienda appaia ormai ineludibile per affrontare una stagione di grandi sfide. A partire dal prestito ponte varato dal governo e su cui l'Unione europea ha già espresso forti perplessità rispetto alla sua natura: progetto di ristrutturazione o aiuto di Stato? "Ancor prima che cominci l'analisi delle misure è già chiaro che nei prossimi giorni i nostri servizi invieranno una lettera all'Italia esprimendo dei dubbi sulla natura delle misure", ha spiegato il portavoce del commissario per i Trasporti, Jacques Barrot prima che, nel pomeriggio, il suo portavoce confermasse l'avvenuto invio della missiva, definita "dai toni piuttosto duri". Inoltre la Commissione europea nel valutare questo analizzerà anche l'eventuale esistenza di altri soggetti disposti a prestare soldi alla compagnia aerea agli stessi tassi: "Anche un prezzo del prestito definito commerciale può trattarsi di un aiuto di Stato se l'azienda è a rischio di non rimborso". La Commissione insomma ha ribadito di non avere "una visione chiara di quanto sta succedendo" e prima di esprimersi attende la risposta dell'Italia che, stando a quanto dichiarato da Palazzo Chigi, sarà inviata entro dieci giorni lavorativi. Insomma, Bruxelles non pare particolarmente predisposta alla comprensione auspicata l'altro giorno da Massimo D'Alema, anche se ieri Walter Veltroni, interpellato sulla vicenda, ha dichiarato che "l'Europa deve rendersi conto che in questo momento in un paese come l'Italia la perdita di posti di lavoro potrebbe avere effetti sociali molto pesanti. Non c'è nulla di illegale in questo prestito". Dubbi a cui Berlusconi ha risposto in maniera seccata ieri sera, a margine della manifestazione romana per Alemanno: "Adesso la fanno difficile. L'Unione europea deve aiutare le cose giuste e non creare difficoltà. Non sono preoccupato - ha aggiunto il futuro premier - il prestito ponte era l'unica cosa da fare", anche perché "Alitalia non si poteva far assorbire dai francesi. Noi dobbiamo avere la nostra compagnia di bandiera". Comunque, quella con Bruxelles è una partita aperta come conferma Paolo Costa, ex sindaco di Venezia e ora presidente della commissione Trasporti del Parlamento europeo, secondo il quale "i temi europei realmente sul tappeto sono tre. Primo, la questione della notifica italiana che non sarebbe pervenuta è assolutamente un non problema: essendoci già un ricorso, quello di Ryanair, è ovvio che le autorità europee devono intervenire. Secondo, a metterci il naso non sarà solo la Commissione Trasporti ma anche il Parlamento e il Consiglio. Tutto dipende dal tipo di occhiali che vorranno indossare: quelli buoni per leggere il decreto per ciò che è oppure no. Devo dire che se si fosse trattato di 100 milioni di prestito per due mesi allora l'ipotesi di aiuto di Stato sarebbe stata palese ma 300 con scadenza 31 dicembre cambiano un po' la prospettiva e parlano la lingua di un piano di ristrutturazione e non di intervento meramente emergenziale. Terzo punto, la tempistica. Non si potrà cominciare l'analisi della questione prima che sia giunto il ricorso di Ryanair. Vogliamo dire che arriverà oggi o domani? Bene, prima di almeno metà settimana prossima non si potrà dire nulla: e forse i tempi si dilateranno ulteriormente". C'è inoltre, ricorda Costa, "la questione maggiore", ovvero chi sarà il Commissario ai Trasporti chiamato a valutare se si tratta di un aiuto di Stato: "sarà l'attuale, Jacques Barrot oppure quello che gli subentrerà a livello di deleghe in materia che potrebbe essere proprio l'italiano e berlusconiano Antonio Tajani? Non è questione di poco conto e proprio questa variabile potrebbe essere fondamentale nell'epilogo di questa vicenda. Franco Frattini si dimette oppure no il 29 aprile? Ancora non lo sappiamo quindi tutto è un po' alla cieca: certo, se fosse Barrot penso che potrebbe decidere per il no e poi, in futuro, magari appellarsi alla categoria dell'errore. Ma così è difficile valutare, davvero". Quindi strategie di corridoio, maneggi diplomatici, ritardi o anticipi strategici. La Francia, per ovvi motivi e la Gran Bretagna, uscita indenne dalla nazionalizzazione di Northern Rock e irritata per la linea filo-Putin del Cavaliere potrebbero infatti fare pressione affinché il prestito ponte non venga accordato. Non è casuale che ieri British Airways abbia infatti sentito il bisogno di rendere noto che seguirà "da vicino la situazione per assicurarci che le norme Ue sugli aiuti di Stato siano rigidamente rispettate". E Malpensa? "Come si sarà accorto è sparita dall'agenda del caso Alitalia ­ conclude Paolo Costa -. E sa perché? Perché a Milano si sono resi conto che dovrebbero accendere un cero alla madonna per l'abbandono di Alitalia. Lo scalo varesino ha infatti slot in eccesso, oltre a quelli abbandonati dall'ex compagnia di bandiera ed è diventato l'hub più ambito d'Europa visto che gli altri sono strapieni". Varese parlerà tedesco, la Magliana francese. Con buona pace della cordata italiana. 25/04/2008.

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L'unità e berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 25-04-2008)

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L'unità e berlusconi Due tagli, due misure Come è noto, il Riformista si è battuto con determinazione perché l'Italia non perdesse l'occasione Air France per salvare la sua compagnia di bandiera. La polemica di Berlusconi ci è apparsa prima elettorale, poi autarchica, infine pericolosa, perché il destino di Alitalia potrà ora essere solo peggiore, ogni giorno che passa, come spieghiamo nella nostra prima pagina. Però della soluzione Air France pensavamo fosse chiaro che comportava un consistente taglio di personale. Senza del quale è inimmaginabile qualsiasi futuro nel mercato della compagnia. E francamente credevamo che anche chi, come noi, sosteneva quella soluzione, ne fosse consapevole. Invece ieri abbiamo visto il titolo dell'Unità che recitava così: "Alitalia, Berlusconi ora dice licenziamenti. Finite le promesse elettorali, il futuro premier annuncia: inevitabili tagli dolorosi". Francamente, a noi le dichiarazioni di Berlusconi erano parse come un segno di responsabilità: finita la campagna elettorale, il futuro premier avverte il paese che i tagli dolorosi sono necessari, e non solo all'Alitalia. E chi, come l'Unità , quei tagli li difendeva quando li proponevano Padoa Schioppa e Spinetta, dovrebbe spiegarne la necessità ai suoi lettori anche ora che li annuncia Berlusconi in nome e per conto di non si sa ancora quale futura cordata. Due pesi e due misure non va bene. Non si può essere per i tagli di Prodi e contro i tagli di Berlusconi. L'Italia ha bisogno di alcune cose che Prodi avrebbe dovuto fare e Berlusconi dovrà fare. Il problema è che proseguendo con le faziosità contrapposte, rischia di non farle nemmeno Berlusconi dopo che non le ha fatte Prodi. É questo il guaio del nostro paese. 25/04/2008.

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Alitalia, UE su Berlusconi: no comment (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 25-04-2008)

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Politica Berlusconi alla Commissione Europea: "non ci crei difficolta'" Alitalia, UE su Berlusconi: no comment Laitenberger: na"la richiesta di chiarimenti e' per verificare se vi siano aiuti di Stato incompatibili con le norme UE" Bruxelles, 25 apr. - Silvio Berlusconi ha ieri invitato la Commissione europea a 'non fare difficoltà' sulla delicata questione Alitalia. Oggi pronta la risposta del portavoce della Ue Johannes Laitenberger: "Non commentiamo dichiarazioni che rientrano nel dibattito politico interno. L'azione della Commissione è chiara". Laitenberger ha spiegato quindi che la richiesta di chiarimenti inviata dall'esecutivo Ue serve per verificare la presenza o meno, nel prestito ponte, di aiuti di Stato incompatibili con le norme Ue. La vicenda del prestito, accordato dal governo a sostegno di Alitalia, è commentata anche da Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai Trasporti: "Stiamo analizzando il caso, anche senza eventuali ricorsi presentati dalle compagnie concorrenti". Sul fronte interno, intanto, Di Pietro afferma che: "nessuno deve potersi permettere di prendere dei provvedimenti che sono illegittimi e io ritengo che la forzatura che ancora una volta ha voluto Berlusconi sarà punita dall'Unione Europea perché - la sua richiesta - é un aiuto di Stato" e in quanto tale è illegittima. A.F.

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Roma, ore 11.30 di ieri. Al sesto piano della sede Alitalia dispersa fra i campi della periferia ove (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 25-04-2008)

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St della capitale va in scena la resa dei conti. Il presidente per caso Aristide Police mette al corrente le nove sigle di ciò che le nove sigle Alitalia sanno già: la trattativa con i francesi è saltata, la politica ha messo a disposizione 300 milioni di euro, ma quei 300 milioni rischiano di essere giudicati come aiuto di Stato. Rynair, British e la svedese Sas sono sul piede di guerra. Il nuovo governo rischia un braccio di ferro con Bruxelles, il no al finanziamento e il commissariamento coatto. I sindacati non gli credono. Contano sul coriaceo spirito antieuropeista del centro-destra e respirano la boccata di ossigeno. Prende la parola il numero due Giancarlo Schisano, fratello di quel Roberto che nel 1995 uscì sconfitto da un duro scontro con i piloti dell'Anpac dopo aver messo alla guida di velivoli Alitalia gli equipaggi-canguro della australiana Ansett. "Con l'entrata in vigore del piano Prato e i tagli su Malpensa, l'attività operativa è ridotta di 37 aeromobili". Schisano mette al corrente i sindacati che il numero di aerei già a terra è quello contemplato nel piano Air France-Klm. Lo stesso piano che i sindacati hanno rigettato indignati. Il comandante Fabio Berti, leader indiscusso dei piloti, quasi sobbalza dalla sedia. "Non dovevano essere 27? E ora che farete, fermerete anche il Cargo come voleva Parigi?" Schisano abbozza, tenta di aggiustare il tiro. Berti incalza, secondo quanto riferiranno alcuni colleghi sindacalisti perché determinato ad avere la testa di Schisano in occasione dell'arrivo del nuovo supermanager in quota Berlusconi (si dice Mario Resca o l'ex McKinsey Gianemilo Osculati). "Abbiamo scoperto dai francesi che il settore era in perdita per settanta milioni su un fatturato di duecento. Tu non ne sapevi nulla?", attacca Berti. Schisano abbozza di nuovo sotto lo sguardo smarrito di Police. L'attacco contro il direttore generale dell'azienda è concentrico. Agli occhi dei piloti Schisano è colui che rappresenta Maurizio Prato, l'uomo che aveva osato sfidare il loro strapotere e che durante la trattativa con Parigi gli aveva prospettato 500 esuberi. Prende la parola Danilo Parma, numero due dell'Unione Piloti, nata nel 1987 da una costola dell'Anpac e da sempre loro spina nel fianco. Parma lamenta il passaggio di piloti da velivolo a velivolo senza preventiva consultazione. "Di questi tempi è uno spreco". Fra uno spostamento e l'altro, quattro piloti sono andati a rimpinguare la truppa dei 135 che si dividono l'ardua impresa di far volare i cinque MD11 Cargo: ora sono 139. L'esercito dei piloti di Cargo potrebbe aumentare in fretta: dal primo aprile con 37 aerei a terra ci sono almeno 350 piloti e 400 hostess praticamente senza lavoro. Il punto numero uno all'ordine del giorno del vertice convocato da Police avrebbe dovuto essere infatti l'"avviamento dell'esame dell'applicazione di misure sociali". Con un calo così marcato dell'attività occorre mandare rapidamente in cassa integrazione almeno 1.600 persone. E' il cruccio che l'incolpevole Police in questi giorni ha spiegato a Palazzo Chigi: i benefici del piano Prato e i tagli su Malpensa hanno ridotto di più di un terzo il bilancio delle perdite: da più di un milione a non più di settecentomila al giorno. Ma quei risparmi sono vanificati dal fatto che gli stipendi da pagare restano gli stessi. I sindacati, senza fare una piega, rispediscono la richiesta al mittente. Mauro Rossi della Cgil spiegherà che "la situazione è nuova e che il piano Prato non c'è più. Prima di prendere qualunque decisione occorre aspettare il nuovo governo e nuovi vertici". Come un soldato giapponese perso sulla pista, Rossi rimette indietro le lancette a quando i problemi di Alitalia si risolvevano come si fa in certe squadre di calcio, ovvero cacciando il mister. Police, catapultato alla guida dell'azienda senza deleghe operative, non ha la forza di replicare. Reagirà con la promessa di "verifiche" a proposito delle richieste di Andrea Cavola degli autonomi di Sdl: negli ultimi due mesi l'azienda avrebbe firmato sette contratti di consulenza esterna in altrettante aree dell'azienda. Da Atitech al call center. Motivo ufficiale: "Carenza di personale".

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Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)

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L'Ordine dei giornalisti è inutile? Probabilmente sì. Gli aiuti di Stato ai giornali di partito sono scandalosi? Senza dubbio. Criticare il mondo del giornalismo è lecito e secondo me anche salutare. Ma trovo che l'era del libero insulto stia volgendo al termine. Mi spiego: Beppe Grillo è stato l'unico a denunciare certe situazione politiche, mediatiche, economiche e questo è stato un bene per la democrazia italiana. C'era bisogno di una valvola di sfogo, di qualcuno che rompesse il conformismo e le convenienze. Ma non si può continuare in eterno a infangare tutti. Il comico genovese denuncia il malcostume nazionale, ma con i suoi ne incoraggia un altro; quello per cui il cittadino si sente legittimato ad affrontare problemi e ingiustizie con l'insulto, lo sproloquio, il qualunquismo più immediato, da bar. E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere". Sulla Bbc sono d'accordo, ma la Cnn non è affatto garibaldina nei confronti della Casa Bianca e al Jazeera è posseduta dal Qatar che pone limiti molto severi all'informazione. Ancora: critica Napolitano (definito "un Morfeo che dorme, dorme, dorme") perché ha indetto elezioni prima del referendum: e che doveva fare? La legge parla chiaro e se non c'è maggioranza in Parlamento si va al voto col sistema vigente. E poi davvero tutti i giornalisti sono servi, a parte Travaglio? Ma siamo seri, per cortesia: che esista un problema di acquiescenza da parte di molti colleghi verso i politici è chiaro, ma offendere tutti indiscriminatamente è puro populismo. Noi giornalisti non possiamo sbagliare, ma quante scemenze ha detto Grillo in questi anni spacciandole sempre per verità assolute? La più grossa risale a qualche anno fa quando denunciava la manipolazione dell'informatica e rompeva i computer in sala. Chi lo contestava passava per fascista e qualunquista; oggi però Grillo è il profeta della Rete. E, come sempre, non accetta contestazioni. Allora: aboliamo pure l'Ordine, eliminiamo i finanziamenti, ma facciamola finita con lo sguaiato e alla lunga distruttivo moralismo di Grillo. Per rinascere davvero questo Paese ha bisogno di modelli costruttivi, di leader credibili che sappiano elevare il discorso pubblico, anziché ridurlo a una raffica di Vaffa. Davvero Grillo è l'eroe della nuova Italia? Vi riconoscete in lui? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 2 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Apr 08 Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? I due stupri a Milano e a Roma hanno rilanciato la questione dell'immigrazione e della sicurezza. Tra tanti commenti degli ultimi giorni più o meno pertinenti, ne ritengo due. Uno di Cesare Salvi, che questa mattina a Radio Anch'io quando ha dichiarato che: "effettivamente gli elettori hanno avuto l'impressione che la sinistra arcobaleno non pensasse alla sicurezza". Mi permetto di correggere Salvi: non avevano l'impressione, ne avevano la certezza e per questo soprattutto l'hanno punita alle elezioni. Il secondo aspetto riguarda la richiesta di Roberto Maroni, probabile nuovo ministro degli Interni, di rinegoziare la direttiva europea sulla libera circolazione dei cittadini. L'idea ha suscitato reazioni contrariate e un certo sarcasmo, ma in interviste alla Rai e al quotidiano La Stampa il nostro commissario europeo Franco Frattini l'ha ritenuta plausibile, "perché ormai quella direttiva è superata dall'applicazione integrale degli accordi di Shengen". Il governo Prodi peraltro non ha mai applicato la norma che consente l'espulsione per chiunque non possa dimostrare di avere i mezzi di sussistenza per vivere in modo dignitoso. Secondo Frattini (che probabilmente diventerà il prossimo ministro degli Esteri italiano) "una verifica si può fare per vedere se non sia il caso di rafforzare alcuni principi sugli aspetti della sicurezza. C'è un consenso abbastanza ampio tra i governi europei che la libera circolazione dei cittadini, sacrosanta, non può trasformarsi in libera circolazione dei criminali". E il governo rumeno? "Deve farsi carico dei propri compatrioti e riprenderseli se non rispettano le leggi". Da qui alcune domande: aveva dunque ragione Maroni? Una correzione in sede comunitaria è doverosa considerato che proprio l'Unione europea sottovalutò gli effetti dell'allargamento (che secondo me era prematuro) a Paesi troppo arretrati come la Romania e la Bulgaria. Insomma, se oggi l'immigrazione dei rumeni è un problema in molti Stati, come l'Italia e la Spagna, la responsabilità all'origine è di Bruxelles. Ma, mi chiedo: basta una norma Ue per rimediare a una situazione che la maggior parte dei cittadini considera fuori controllo? E se la risposta è no, quali misure considerare? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 30 ) " (2 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Apr 08 La sinistra difende le élites anziché il popolo? Sul Giornale è uscita una mia intervista con Ferruccio Capelli, il direttore della Casa della cultura di Milano. Capelli, ex dirigente del Pci e dei diessini, è autore di un libro molto interessante Sinistra light - populismo mediatico e silenzio delle idee (Guerini editore), nel quale analizza l'attuale momento politico e sociale. Capelli non ama Berlusconi e ovviamente nemmeno il centrodestra, ma con grande onestà intellettuale riserva critiche pungenti alla sinistra nel suo insieme, sia al Pd sia aquella radicale. Nell'intervista ad esempio sostiene che la sinistra italiana "si è adeguata ai tempi privilegiando la seduzione e il marketing politico rispetto al messaggio politico e ai programmi. Dal crollo del Muro di Berlino ha progressivamente sradicato il proprio passato, le proprie tradizioni culturali, ma questo ha generato smarrimento negli elettori." Esiste "un problema d'identità" con un progressivo scollamento dal Paese reale e dalle esigenze delle classi meno abbienti. Secondo Capelli "la sinistra è diventata élitaria, si identifica con la grande finanza industriale ed è ossessionata dalla rappresentazione mediatica. Così oggi solo la destra pensa al popolo". La frase è molto forte ed è significativo che venga pronunciata da un intellettuale progressista. Ha ragione Capelli? La sinistra perde perché difende l'oligarchia economica anziché la gente comune ? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 25 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Apr 08 Oops, il "porcellum" funziona. Ce lo teniamo? E ora come la mettiamo con il sistema elettorale? Per mesi tutti hanno ripetuto che era inadeguato e fonte di instabilità; invece, come osserva in un articolo un brillante collega ticinese, Ovidio Biffi, il metodo Calderoli "ha funzionato al suo secondo impiego: non solo ha causato gli sbarramenti tanto attesi, ma ha agito come una vera e propria purga! Di colpo, l'Italia si è liberata dei legacci con cui veniva ricattata ogni volta che in gioco c'era la sopravvivenza delle maggioranze". Ho l'impressione che fossero i partiti a impedire il corretto funzionamento del porcellum e c'è da chiedersi se la maggior parte dei politologi non abbia sbagliato analisi, confondendo causa ed effetto. Non appena Veltroni e a ruota Berlusconi hanno deciso di sottrarsi al ricatto dei piccoli, è accaduto il miracolo. A questo mi chiedo: le riforme elettorali sono ancora necessarie? C'è chi dice che basti qualche ritocco ovvero il ripristino del voto di preferenza e il divieto delle candidature multiple. Troppo bello per essere vero? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 32 ) " (7 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Apr 08 In Italia il "mal di Palazzo" è inguaribile? Riflettando ancora sul risultato delle elezioni, trovo che sia stata confermata la regola secondo cui in Italia i politici che entrano nel Palazzo perdono il contatto con la realtà. Era accaduto in parte anche con il governo Berlusconi nel 2001-2006 quando il governo tardò a prendere piena coscienza di alcuni problemi che invece erano molto sentiti dalla gente (ed esempio il caro euro), ma con il governo Prodi questo fenomeno ha assunto dimensioni impressionanti. La sconfitta della Sinistra arcobaleno infatti nasce dall'incapacità di capire il Paese. Bertinotti si è evidentemente lasciato inebriare dalla presidenza della Camera e in campagna elettorale ha descritto un'Italia che non c'era. Non ha capito l'esperazione degli abitanti delle zone popolari per l'immigrazione incontrollata e l'aumento della criminalità e anziché proporre correttivi in tv diceva che bisognava allargare ulteriormente le maglie e mostrarsi ancor più accoglienti, senza distinguere tra italiani poveri e immigrati appena arrivati nella concessione delle case popolari (ne abbiamo parlato su questo blog). Nel commentare la sconfitta ha detto di aver commesso un grave errore: quello di non essere andato di fronte ai cancelli delle grandi fabbriche, dimostrando una volta di più il senso della propria estraneità dal tessuto produttivo: le grandi fabbriche erano una realtà degli anni Sessanta-Settanta non quella di oggi. E ancora: Pecoraro Scanio è riuscito in un'impresa senza precedenti. Mentre in tutto il mondo i verdi resistono e spesso guadagnano consensi in Italia sono spariti in appena due anni. E la ragione è la stessa: anziché preoccuparsi del problemi reali della gente (inquinamento e rifiuti di Napolil, ad esempio), Pecoraro ha fatto una campagna demagogica in cui scegliendo l'alleanza con i comunisti è passato il peggior messaggio possibile: verdi uguale rossi. Piccola divagazione: in questo contesto devo dire che anche la stampa si è mostrata troppo "palazzo dipendente" e infatti si è fatta sorprendere dai risultati. Quasi nessuno dei grandi mezzi di informazione aveva intuito il trionfo della Lega, né il tracollo della sinistra radicale, né il raddoppio di Di Pietro. Quanti articoli sono stati pubblicati per spiegare in campagna elettorale il disagio del nord, soprattutto nelle province venete e lombarde? Pochi, in compenso abbiamo letto paginate sulla lista di Ferrara, che poi ha ottenuto lo 0,4%. Direi che un'autocritica è doverosa se vogliamo raccontare davvero l'Italia dobbiamo staccarci un po' dalle logiche del Palazzo e della politica romana: noi giornalisti abbiamo imparato la lezione? Tornando al dopo elezioni, ora gli occhi sono puntati sul nuovo governo e mi chiedo: vista l'ampia maggioranza, Berlusconi Fini e Bossi riusciranno a gestire il Paese senza perdere il contatto con il Paese, come peraltro avviene in molti altri Paesi? Zapatero è appena stato rieletto, la Merkel è più che mai favorita, Blair ottenne tre mandati consecutivi, Chirac e Schroeder due. Perché all'estero è possibile e in Italia no? Il mal di Palazzo è guaribile? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 29 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Apr 08 Vince il centrodestra, ma l'Italia è ancora unita? Ha vinto il centrodestra, ma in prospettiva il risultato più significativo mi sembra il travolgente successo della Lega in tutto il Nord, con punte in Veneto (dove ottiene gli stessi voti del PdL), in Lombardia (al 20%) e con risultati oltre le aspettative in tutte le regioni, inclusa l'Emilia Romagna (7%, quasi il doppio rispetto a due anni fa). Qual è il significato di questa affermazione che né giornali né radio né tv avevano pronosticato? E' solo un voto di protesta contro Prodi? Secondo me no: ho l'impressione che sia il primo segnale di una frattura dell'identità nazionale e che questo fine settimana sia cominciato un processo che, se non affrontato con saggezza e lungimiranza, potrebbe portare nel medio periodo alla divisione dell'Italia in due o tre blocchi autonomi o addirittura indipendenti. Due i fattori scatenanti. Primo, la crisi dei rifiuti di Napoli ha provocato in molti abitanti del nord il sentimento di una divisione civica ormai incolmabile. Quello spettacolo indecente li ha traumatizzati e indignati e per la prima volta non è scattata la solidarietà nazionale: nessuna delle grandi regioni del nord ha accettato di smaltire la spazzatura campana. per la prima volta un'istituzione ha sancito con un gesto formale la possibilità di una divisione. E la storia insegna che quando viene a mancare la solidarietà tra le regioni, l'unità nazionale è a rischio. Secondo, la rivolta dei comuni veneti partita da Cittadella. Anche in questo caso si è consumata una rottura istituzionale molto forte: per la prima volta un'autorità locale si è ribellata all'autorità centrale proponendo una soluzione autonoma a un problema quello dell'immigrazione e della sicurezza che è diventato centrale nel Nord. Oggi siamo in una situazione paradossale in cui l'Unione europea sottrae crescenti fette di sovranità agli Stati senza però creare un contesto istituzionale che permetta a uno Stato federale europeo di sostituirsi a quelli nazionali. Ne risulta un sistema ibrido che genera aspettative destinate a essere frustrate: la gente pretende che lo Stato risolva problemi concreti come quelli economici, sulla sicurezza e sull'immigrazione, ma i governi centrali non hanno più gli strumenti per gestirli. E siccome questa ambiguità è destinata a protrarsi nel tempo, i cittadini (in Italia, ma anche in altri Paesi come la Spagna) reagiranno rifugiandosi nelle uniche autorità che riconoscono con certezza, quelle locali. Gli effetti della globalizzazione e della crisi economica accentueranno questi meccanismi di autodifesa. Attenzione, sul lungo periodo lo sfaldamento dell'Italia non è più un'ipotesi inverosimile. Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 74 ) " (9 voti, il voto medio è: 3.78 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Apr 08 Quello stile di "Repubblica". La Repubblica ama dividere i giornalisti tra buoni e cattivi. I buoni naturalmente sono coloro che lavorano per il quotidiano fondato da Scalfari più certe firme della casta degli ex sessantottini. Tutti gli altri sono cattivi e dunque meritano disprezzo o al più indifferenza. Repubblica, quando si tratta di giornalismo, non è mai oggettiva, sale in cattedra, dà lezioni con piglio da maestrina. Io sono di scuola montanelliana e Repubblica è lontanissima dal mio mondo di riferimento, ma negli ultimi tempi ho avuto occasione di saggiare la sua arte. La prima volta in occasione dell'uscita del mio saggio Gli stregoni della notizia, che suscitò un certo interesse sulla stampa. Fu recensito trasversalmente: dal Corriere della Sera alla Padania, da Panorama al Manifesto. Anche Repubblica ne parlò, ma a modo suo. Pubblicò un inserto di quattro pagine sullo spin con diverse citazioni tratte chiaramente dal mio libro, senza però che venissi menzionato, fatta salva una minuscola segnalazione generica tra le opere librarie che trattano il tema. Eleganti, vero? L'altro ieri si sono ripetuti. Ho trascorso gli ultimi tre giorni al Festival internazionale di giornalismo di Perugia, splendida manifestazione a cui partecipano 150 grandi firme, davanti a un pubblico enorme, composto per lo più da giovani. Ho provato immenso piacere nel moderare una sessione in memoria di Montanelli, a cui hanno partecipato Mario Cervi, Ugo Tramballi e Marco Travaglio. Giovedì ho avuto il privilegio di dibattere di media e giornalismo con i due ospiti più importanti del festival, Alastair Campbell, lo spin doctor di Blair, e Carl Bernstein, il mitico cronista della Washington Post che firmò, con Bob Woodward, l'inchiesta del Watergate. Gli organizzatori avevano letto il mio saggio e hanno pensato che fossi l'interlocutore giusto per discutere con questi due colossi. Insomma, sono stati molto cortesi con me. Repubblica ieri ha dedicato all'evento un articolo di cronaca, a firma di Dario Pappalardo. Tutto bene, con una particolarità: né io nè il moderatore Angelo Mellone, editorialista del Messagero, siamo stati citati. E nello sforzo di eclissare la nostra presenza, il collega del quotidiano romano ha dovuto compiere qualche acrobazia, ad esempio scrivendo che Campbell e Bernstein si sono "scrutati con rispettoso sospetto" e che hanno deciso di "non interpretare ruoli antagonisti". Rispettoso sospetto? Non interpretare ruoli antagonisti? La sorpresa di questo incontro è che Campbell il comunicatore più brillante e spregiudicato d'Europa ovvero "il diavolo" - e Woodward il simbolo del giornalismo d'inchiesta - anziché duellare, come pareva logico, si sono trovati in piena sintonia, scambiandosi elogi e che pertanto la mia è risultata la voce fuori dal coro. Ne è risultata una discussione franca, accesa, appassionante, ben animata da Mellone che ha alimentato il confronto anziché adeguarsi al cinguettio di Campbell e Bernstein; il tutto di fronte a oltre 500 persone. Ma di questo i lettori di Repubblica sono stati tenuti all'oscuro. Pappalardo è riuscito persino a citare una mia frase virgolettandola, ma ancora una volta, senza menzionarmi. Scrive: "Guai a chi indica Bernstein come il "giornalista che ha fatto dimettere Richard Nixon"". Sono così diventato un'entità astratta, il signor Chi. E tutto questo, verosimilmente, per evitare di parlare di due giornali concorrenti, il Giornale e il Messaggero. Ma non me ne stupisco: è lo stile della casa, snob e prevaricatore. Scritto in giornalismo Commenti ( 28 ) " (10 voti, il voto medio è: 3.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Apr 08 Vi è piaciuta la campagna elettorale? La campagna elettorale è agli sgoccioli e a quanto pare il numero degli indecisi resta molto alto. Personalmente non ne sono stupito. Se dovessi indicare il tema che ha caretterizzato la campagna non saprei indicarlo. Certo c'è stato il caso Alitalia, ma sebbene importante - e su questo blog ne abbiamo parlato spesso - non può essere considerato decisivo per orientare il voto di tutti gli italiani. Più che in passato ho l'impressione che alla fine i leader dei vari schieramenti abbiano preferito puntare su slogan tutto sommato prevedibili e duellare sull'ultima polemica del giorno anziché sviluppare proposte organiche. Sebbene Berlusconi e Veltroni avessero promesso una campagna diversa, alla fine siamo costretti ancora una volta a votare contro anziché votare per. Chi preferisce Popolo delle Libertà e Lega è motivato essenzialmente dal disgusto per il governo Prodi. Chi sceglie Partito democratico e Italia dei Valori alla fine invoca lo sbarramento contro il Cavaliere. Giro a voi la domanda: vi è piaciuta la campagna elettorale? Non chiedo per chi abbiate intenzione di votare (il voto è segreto), ma sarebbe interessante capire qual è la ragione o il tema che più vi motiva ad andare alle urne. E a chi fosse ancora incerto, suggerisco di fare due test, segnalati qualche tempo fa da Alessando Gilioli sul suo blog. Sono semplici e divertenti, permettono di confrontare le vostre idee con quelle dei principali partiti. Li trovate qui e qui In ogni caso buon voto a tutti. Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 27 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Apr 08 Islam e Occidente, l'integrazione è un crimine? Sul Giornale di oggi è uscita una mia intervista all'intellettuale francese Alain Finkielkraut, in gran parte dedicata alla Cina e al Tibet, ma nel finale si parla di Islam e di integrazione. Finkielkraut ha ricordato la frase pronunciata recentemente dal premier turco Erdogan a Colonia, che ha suscitato enormi in Germania, ma che in Italia è passata quasi inosservata. Secondo Erdogan, leader del partito islamico Akp e considerato moderato da molti occidentali, "assimilare gli stranieri è un crimine contro l'umanità". Questa la risposta di Finkielkraut, che critica la tendenza a bollare come islamofobica qualunque critica un po' energica al mondo musulmano: "Io dico che non si tratta di imporre i nostri costumi, ma di esigere il rispetto delle norme sancite dalle democrazie europee: parità tra uomo e donna, no alla sottomissione, no ai matrimoni forzati. Questi sono principi non negoziabili. Non è islamofobia "sottomettere" le popolazioni musulmane al rispetto dei diritti dell'uomo e far valere le regole della civiltà europea". Ha ragione Finkielkraut, occorre obbligare gli islamici immigrati in Occidente? O bisogna rassegnarsi alle idee di Erdogan, che rivendica il diritto di vivere in un Paese senza adeguarsi alle sue regole civiche e dunque senza vera integrazione, come in fondo propone il comunitarismo? Scritto in notizie nascoste, immigrazione, islam, turchia Commenti ( 38 ) " (7 voti, il voto medio è: 4.43 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Apr 08 Ecco come si può davvero aiutare il Tibet Ieri ho avuto il privilegio di incontrare Matthieu Ricard, monaco buddista, amico e consigliere personale del Dalai Lama, che oggi e domani tiene ad Ascona un seminario sull'arte della felicità. Ne ho tratto un'intervista uscita oggi, in cui si affrontano molti temi esistenziali e spirituali e in cui inevitabilmente si esamina anche la questione Tibet. Ricard spiega come l'Occidente possa aiutare il Dalai Lama: "Deve dire chiaramente a Pechino che se non avvierà il dialogo con il Dalai Lama prima dei Giochi Olimpici, atleti e leader politici non parteciperanno alla cerimonia di apertura. Annunciare la propria assenza come semplice gesto di protesta, come ha fatto Angela Merkel, non basta; occorre che ci sia una volontà politica e sarebbe auspicabile una dichiarazione comune dei Paesi europei. Se tutti gli atleti della Ue rifiutassero di sfilare dietro le bandiere nazionali sarebbe uno smacco enorme per il governo cinese che, infatti, teme molto questa eventualità. Secondo Ricard questa è una misura ragionevole e costruttiva, mentre "il boicottaggio delle Olimpiadi sarebbe inutile". Sono d'accordo con lui e rilancio la sua proposta ai tanti italiani che in questi giorni si chiedono cosa si possa fare di concreto per aiutare i tibetani. Mi rivolgo soprattutto ai blogger invitandoli a riprendere e a diffondere la richiesta di Ricard. Il passaparola su Internet ha già fatto miracoli, perché non riprovarci? Scritto in cina Commenti ( 26 ) " (8 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (18) francia (15) germania (2) giornalismo (32) gli usa e il mondo (23) globalizzazione (3) immigrazione (20) islam (12) Italia (84) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (12) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti... per la vecchiaia - 2 Emails Quello stile di "Repubblica"... - 2 Emails Internet fa bene ai giornali - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. Ma la destra dov'è? - 1 Emails Ultime discussioni lino: io continuo a pensare che grillo sia un fenomeno pompato più dai mass media che dalle scemenze che dice: sono... bo,mario: Quello che ha creato Grillo era inevitabile. C'era un andazzo non più sostenibile. Se non era Grillo... nederpaulus: Non capisco il problema, e'facilissimo risolverlo gli stranieri comunitari non in possesso di... bo,mario: Se ne sente di ipocrisia. Il trattato di Schengen autorizza la libera circolazione della manodopera. Chi... thafella: Ah, ma MARCELLO Foa! Pensa te che fregatura. Ultime news Alitalia, l'Ue avverte: "Valuteremo, non servono ricorsi"Delitto di Verona: confessa un romenoUccise la ragazza: libero per decorrenza terminiFormula 1, Gp Spagna Raikkonen vola in prova25 aprile, Napolitano all'Altare della Patria Berlusconi: "Serva a pacificare il Paese"Torino, da Grillo un "vaffa" a giornali e Quirinale Blog amici Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su Internet & comunicazione il blog megliotardichemai Il pranista, blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog Alberto Taliani Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R. 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La grande fuga da Alitalia è cominciata. Scappano i clienti, forse non tantissimi nelle prenota (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Zioni a breve termine, ma fra chi sta programmando i voli delle vacanze estive la frana è percepibile. La mappa delle defezioni non è omogenea: nel Nord Italia ci sono agenzie che segnalano addirittura punte del 70% di clienti che fanno domande ansiose sull'opportunità di orientarsi verso altre compagnie, mentre a Roma e nel Sud c'è meno preoccupazione. Dalla Iata (che federa i grandi vettori aerei mondiali) dicono che se Alitalia fosse commissariata verrebbe immediatamente impedito ai vettori che operano con accordi commerciali o in "code sharing" di emettere altri biglietti della compagnia italiana; c'è un accordo globale in tal senso, che si chiama Bank Settlement Plan, ma al di là di questo nulla si potrebbe fare. Il rischio resterebbe sulle spalle del cliente. A Milano nella sede Turisanda-Hotelplan di piazza Risorgimento la responsabile Nadia Pezzotta segnala un 70% di potenziali clienti Alitalia preoccupati in vista delle vacanze estive ("prima di prenotare per luglio o agosto aspettano di avere qualche garanzia in più") ma anche per i viaggi business, dove "è particolarmente importante arrivare puntuali, senza rischiare cancellazioni o ritardi". E lei come reagisce a queste obiezioni? "Io non mi sento di rispondere che tutto è sicuro - risponde la Pezzotta - ma nemmeno mi diverto a seminare allarmismo. Dall'Alitalia ci dicono di avere fiducia. In realtà, non possono sapere niente neanche loro". Sempre in àmbito nordista, all'"Enciclopedia del Viaggio" di piazza San Tomaso a Verona un addetto al bancone di nome Giordano segnala "un 50% di clienti che si preoccupano", mentre a Torino il titolare Gian Luigi Cerlini dell'agenzia "Viaggi Chiara" di corso Re Umberto la prende con un certa tranquillità, ma solo perché "dall'aeroporto di Caselle i voli Alitalia sono pochi" e quindi non c'è pathos. La situazione si fa di nuovo incandescente in Toscana. A Firenze, in via Dosio, una signorina de "L'Arte di Viaggiare" spiega che la preoccupazione viene dalle agenzie stesse: "Quando è fallita la brasiliana Varig abbiamo dovuto lavorare per un mese e mezzo per risistemare i nostri clienti presso altre compagnie aeree. Eppure la Varig occupava solo una piccola nicchia di mercato". Con Alitalia, ovviamente, sarebbe un problema di tutt'altra grandezza. "Adesso Alitalia - continua l'operatrice dell'agenzia - fa delle ottime offerte verso l'America, ma mi risulta che i suoi aerei volino mezzo vuoti... No, noi non cerchiamo di dissuadere i clienti se ci chiedono questi biglietti. Ma siamo sinceri, e li informiamo dei rischi ipotetici. In fondo, le agenzie incassano appena l'1% del prezzo dei biglietti, ed è stata proprio Alitalia a cominciare a tagliare la nostra quota. Chi ce lo fa fare a esporci al rischio?". Che cos'è, una specie di ben-vi-sta? "No, solo sopravvivenza". A Roma, invece, la fiducia in Alitalia non è scossa. Fausto Montalesi, socio dell'agenzia "Pictures Travel" di via San Nicola, dice che "non c'è nessuna preoccupazione particolare". Da Rainbow Blu di via Lanza Nicoletta, 28 anni, che gestisce l'agenzia con la sorella cita appena due clienti che hanno espresso dubbi su Alitalia e dice: "Che bisogna fare, strapparsi i capelli? Non sempre va tutto bene. Ma i problemi si risolvono sempre, con Alitalia e con le altre compagnie". A Napoli sono ancora più tranquilli, fino al fatalismo. Maura (di Aladino Viaggi in via Cilea) se ne lamenta persino un po': "Siamo più preoccupati noi che i clienti. La gente dà quasi per scontato che bisogna volare con Alitalia, e in sostanza non sceglie". Curiosamente, la preoccupazione per Alitalia risorge più a Sud, in Sicilia: Antonino Conti, vicepresidente di Kalesa Viaggi a Palermo (corso Calatafimi), dice che "un buon 50% dei viaggiatori fa domande sulla tenuta di Alitalia. I clienti hanno imparato a distinguere le compagnie". Dai consumatori arriva una certezza: "Se si fa un contratto con un tour operator per un viaggio tutto compreso e l'aereo salta, il tour operator deve trovare un volo sostitutivo - dicono dall'Adusbef -. Ma se ci si organizza il viaggio da sé, in agenzia o via Internet, e poi Alitalia risulta inadempiente, l'unico interlocutore è Alitalia". Turista fai da te? Ahi ahi ahi.

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Il Fondo monetario invita Eurolandia a basarsi sulle regole di mercato (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 25-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Fondo monetario invita Eurolandia a "basarsi sulle regole di mercato" La grande fuga da Alitalia è cominciata. Scappano i clienti, forse non tantissimi nelle prenotazioni a breve termine, ma fra chi sta programmando i voli delle vacanze estive la frana è percepibile. La mappa delle defezioni non è omogenea: nel Nord Italia ci sono agenzie che segnalano addirittura punte del 70% di clienti che fanno domande ansiose sull'opportunità di orientarsi verso altre compagnie, mentre a Roma e nel Sud c'è meno preoccupazione. Dalla Iata (che federa i grandi vettori aerei mondiali) dicono che se Alitalia fosse commissariata verrebbe immediatamente impedito ai vettori che operano con accordi commerciali o in "code sharing" di emettere altri biglietti della compagnia italiana; c'è un accordo globale in tal senso, che si chiama Bank Settlement Plan, ma al di là di questo nulla si potrebbe fare. Il rischio resterebbe sulle spalle del cliente. A Milano nella sede Turisanda-Hotelplan di piazza Risorgimento la responsabile Nadia Pezzotta segnala un 70% di potenziali clienti Alitalia preoccupati in vista delle vacanze estive ("prima di prenotare per luglio o agosto aspettano di avere qualche garanzia in più") ma anche per i viaggi business, dove "è particolarmente importante arrivare puntuali, senza rischiare cancellazioni o ritardi". E lei come reagisce a queste obiezioni? "Io non mi sento di rispondere che tutto è sicuro - risponde la Pezzotta - ma nemmeno mi diverto a seminare allarmismo. Dall'Alitalia ci dicono di avere fiducia. In realtà, non possono sapere niente neanche loro". Sempre in àmbito nordista, all'"Enciclopedia del Viaggio" di piazza San Tomaso a Verona un addetto al bancone di nome Giordano segnala "un 50% di clienti che si preoccupano", mentre a Torino il titolare Gian Luigi Cerlini dell'agenzia "Viaggi Chiara" di corso Re Umberto la prende con un certa tranquillità, ma solo perché "dall'aeroporto di Caselle i voli Alitalia sono pochi" e quindi non c'è pathos. La situazione si fa di nuovo incandescente in Toscana. A Firenze, in via Dosio, una signorina de "L'Arte di Viaggiare" spiega che la preoccupazione viene dalle agenzie stesse: "Quando è fallita la brasiliana Varig abbiamo dovuto lavorare per un mese e mezzo per risistemare i nostri clienti presso altre compagnie aeree. Eppure la Varig occupava solo una piccola nicchia di mercato". Con Alitalia, ovviamente, sarebbe un problema di tutt'altra grandezza. "Adesso Alitalia - continua l'operatrice dell'agenzia - fa delle ottime offerte verso l'America, ma mi risulta che i suoi aerei volino mezzo vuoti... No, noi non cerchiamo di dissuadere i clienti se ci chiedono questi biglietti. Ma siamo sinceri, e li informiamo dei rischi ipotetici. In fondo, le agenzie incassano appena l'1% del prezzo dei biglietti, ed è stata proprio Alitalia a cominciare a tagliare la nostra quota. Chi ce lo fa fare a esporci al rischio?". Che cos'è, una specie di ben-vi-sta? "No, solo sopravvivenza". A Roma, invece, la fiducia in Alitalia non è scossa. Fausto Montalesi, socio dell'agenzia "Pictures Travel" di via San Nicola, dice che "non c'è nessuna preoccupazione particolare". Da Rainbow Blu di via Lanza Nicoletta, 28 anni, che gestisce l'agenzia con la sorella cita appena due clienti che hanno espresso dubbi su Alitalia e dice: "Che bisogna fare, strapparsi i capelli? Non sempre va tutto bene. Ma i problemi si risolvono sempre, con Alitalia e con le altre compagnie". A Napoli sono ancora più tranquilli, fino al fatalismo. Maura (di Aladino Viaggi in via Cilea) se ne lamenta persino un po': "Siamo più preoccupati noi che i clienti. La gente dà quasi per scontato che bisogna volare con Alitalia, e in sostanza non sceglie". Curiosamente, la preoccupazione per Alitalia risorge più a Sud, in Sicilia: Antonino Conti, vicepresidente di Kalesa Viaggi a Palermo (corso Calatafimi), dice che "un buon 50% dei viaggiatori fa domande sulla tenuta di Alitalia. I clienti hanno imparato a distinguere le compagnie". Dai consumatori arriva una certezza: "Se si fa un contratto con un tour operator per un viaggio tutto compreso e l'aereo salta, il tour operator deve trovare un volo sostitutivo - dicono dall'Adusbef -. Ma se ci si organizza il viaggio da sé, in agenzia o via Internet, e poi Alitalia risulta inadempiente, l'unico interlocutore è Alitalia". Turista fai da te? Ahi ahi ahi.

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