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Il presidente di Air France-Klm: «Si può trattare
oltre il 31 marzo». Ai sindacati il manager transalpino ha detto: «Se non
credessi nel rilancio della compagnia non rischierei un centesimo»
Il presidente e amministratore delegato di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta
presenterà venerdì prossimo alle 12 un nuovo documento su cui impostare la
nuova trattativa con i sindacati. Lo ha detto, secondo quanto riferiscono fonti
delle organizzazioni dei lavoratori, il numero uno della compagnia
franco-olandese durante l'incontro in corso a Magliana. Sempre secondo i
sindacati, tra le modifiche al piano proposte da Spinetta, è prevista la
reinternalizzazione di tutto l'handling a Fiumicino e di tutta la manutenzione
leggera.
Sempre Spinetta avrebbe detto che Air France-Klm crede nella sua ricetta per la
crescita di Alitalia, e che se così non fosse non rischierebbe un centesimo:
«Se nel 2010 - ha aggiunto il manager transalpino - la mia ricetta non
funzionasse e non si raggiungesse la redditività utile a investire sarebbe un
mio fallimento e a me non piace fallire. Sarà la stessa Alitalia che con il
ritorno alla redditività potrà avviare i suoi primi investimenti».
La possibilità di allungare i tempi della trattativa è legata solo alla
eventuale condivisione del percorso sui temi principali. Lo ha detto, sempre
secondo quanto riferiscono fonti sindacali, il presidente di Alitalia, Maurizio
Prato, nel corso dell'incontro a Magliana tra Air France Klm, sindacati e
Alitalia. Il presidente Prato «ha auspicato un'ampia condivisione sui temi
principali». Quanto all'eventuale allungamento della trattativa, Prato avrebbe
sottolineato che «le possibilità di dilatare i tempi sono scarse, salvo
individuare un percorso condiviso su temi fondamentali come Az Servizi, la
divisione Cargo e gli esuberi». Lo stesso Prato, all'avvio dell'incontro
avrebbe ribadito che i temi sul tavolo sono gli esuberi, Az Servizi, il Cargo,
la flotta e la tempistica.
Riunite nella mattinata assemblee degli addetti di scalo e degli hangar «per
informare i lavoratori sull'evolversi della trattativa, oltre che per invitarli
a raggiungere la sede del Centro direzionale della compagnia, alla Magliana,
per seguire da vicino l'andamento dell'incontro pomeridiano».
Il leader della Uil, Luigi Angeletti ha annunciato:
«ad Air France chiederemo oggi di ridiscutere il perimetro aziendale, di
ridiscutere riguardo alle rotte e di Malpensa. A questo proposito chiederemo
una gradualità di abbandono dello scalo milanese. Non faremo richieste di cose
che non stanno nè in cielo nè in terra e non faremo nessuna questione di
italianità». Angeletti torna ad attaccare l'Esecutivo Prodi: «è necessario
trovare il miglior acquirente per Alitalia, ma il governo ha fatto in modo che
ci fosse la sola Air France come unica acquirente». E ora, sostiene, il governo
vuole scaricare il rischio di un eventuale fallimento della trattativa sui
sindacati. Il segretario generale della Uil ricorda la vicenda legata al ritiro
di Lufthansa: «in quell'occasione noi abbiamo avuto dei colloqui con la
compagnia tedesca che ci ha ringraziato ma poi ha detto che per altri motivi
non avrebbero potuto presentare un'offerta». Angeletti non nega che esista un
rischio fallimento per Alitalia «per questo -dice - vogliamo condurre una
trattativa seria. Non sarebbe giusto cedere Alitalia per farla sparire».
Raffaele Bonanni, leader Cisl ritiene sia
«indispensabile che al tavolo ci sia anche il governo, con una posizione chiara
e trasparente. Quindi è comunque meglio aspettare il prossimo governo». «Lo
stesso Spinetta ha chiarito che senza il consenso del futuro governo non si va
da nessuna parte - continua il sindacalista- questi ultimi giochetti mi hanno
rafforzato nella convinzione che questa fretta è sospetta. Che sotto c'è
qualcosa che non è andato». E aggiunge: «ancora non abbiamo capito quali
impegni ha preso il governo con Parigi, il punto di accordo tra loro. Non
sappiamo su cosa gli italiani hanno ceduto». Quanto all'incontro di oggi
Bonanni puntualizza: «bisogna discutere di esuberi, ammortizzatori e il ruolo
di societá a partecipazione statale come Fintecna. Alitalia non è di Air France
e questo deve essere chiaro». E sulla trattativa con Lufthansa afferma: i tedeschi
non potevano non tenere conto del «rapporto consolidatissimo tra Prodi e Air
France» e, per questo, «mandarono all'aria quella trattativa» che invece
soddisfaceva i sindacati.
Dalla Cgil, Guglielmo Epifani, commentando il
richiamo ai sindacati ad un maggior senso di responsabilità lanciato da Prodi
ha già chiarito: «il nostro senso di responsabilità è fuori discussione anche
in questa circostanza e anche a fronte delle molte incongruenze del governo».
«Senza modifiche» al piano Air France - avverte Epifani - non ci sarà consenso.
Il segretario generale Cgil aggiunge: «è proprio la responsabilità verso il
paese che ci porta a chiedere ad Air France di modificare il piano per avere
più investimenti sulla flotta, per conservare la manutenzione in Italia e per
dare un'equa soluzione al problema di Malpensa».
Per il Ministro del Lavoro, Cesare Damiano «la
vertenza Alitalia va tenuta fuori dalla contesa elettorale». Parlando a Udine
il Ministro ha auspicato che la trattativa che si apre nel pomeriggio «possa
portare dei risultati positivi. La vertenza ha il tempo contato - ha aggiunto
Damiano - perchè Alitalia ha bisogno di un compratore che sia il più
qualificato possibile, che porti capitali e prospettive. Nello stesso tempo la
compagnia ha bisogno di vedere garantite le tutele per i propri dipendenti».
Secondo il Ministro «bisogna uscire da questa tenaglia nella quale ci sono
propagandisticamente nuove cordate fantasma che hanno il sapore elettorale e,
sull' altro versante, semplicemente il fallimento dell'azienda».
ROMA - Meno tagli in Az servizi, più piloti per il cargo (che potrebbe vivere
oltre il 2010), più risorse per esodi anticipati e la disponibilità a concedere
qualche giorno in più per le trattative, scavalcando il 31 marzo ma evitando di
far tracimare la partita Alitalia - già ampiamente politicizzata - fino a
ridosso delle elezioni.
Air France e i vertici della Magliana si preparano a presentare oggi ai
sindacati un poker di proposte per provare a riallacciare i fili di un dialogo
interrotto bruscamente la scorsa settimana. Le delegazioni delle due società
hanno lavorato agli ultimi dettagli anche ieri. I francesi, a stretto contatto
con i vertici Alitalia (in riunioni no stop tenute nella sede di Parigi fino a
sabato) hanno limato alcuni passaggi dell'offerta. Sul tavolo Jean-Cyril
Spinetta (da ieri sera a Roma) potrebbe portare come novità e segnale di
attenzione alla trattativa, un ridotto numero di esuberi tra i piloti (da
Sul piatto Air France metterà probabilmente anche minori tagli in Az Servizi,
con il rientro nel perimetro della nuova Alitalia di "Airport",
ovvero la forza lavoro a contatto diretto con i clienti (check-in e bagagli) di
stanza a Roma Fiumicino. Sui 2.500 dipendenti di questo settore, resterebbero
per ora fuori gli addetti degli scali più piccoli, meno di 800 lavoratori.
Tra le altre novità dell'ultimo minuto l'ammontare delle risorse che Air France
prevede di utilizzare per incentivare le uscite dei dipendenti (si parla di
circa 135 milioni di euro) e i tempi della trattativa che resterebbe aperta
oltre la data limite del 31 marzo; si ipotizza un accordo sul filo ai primi di
aprile per non esasperare i sindacati, con cda di Alitalia "aperto"
fino alla firma e prestito ponte garantito a tassi di mercato per assicurare la
sopravvivenza della Magliana anche dopo il 31 marzo.
Nessuno però si aspetta già
oggi di trovare la strada spianata per l'accordo. Un po' perché c'è ancora una
settimana per smussare posizioni che in alcuni punti paiono ancora lontane. Ma
soprattutto perché la cordata fantasma preannunciata da Silvio Berlusconi
"tenta" più di una sigla sindacale. Disposta a prendersi il rischio
di un fallimento dell'unico negoziato sul tavolo e della possibile
amministrazione controllata pur di andare a vedere le carte in mano
all'ex-premier.
L'uscita del Cavaliere - al momento ancora tanto fumo e niente arrosto - ha
aperto qualche incrinatura pure nel governo. Romano Prodi ha lasciato aperto
ieri uno spiraglio alla cordata nazionale, ma in realtà - vista la latitanza
degli imprenditori nazionali in 15 mesi d'asta (Toto escluso) - teme che l'unico
effetto della campagna del leader del Pdl, al di là dei ritorni elettorali, sia
quello di far scappare Air France condannando Alitalia al fallimento.
Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa-Schioppa (e lo stesso vertice della
Magliana) sostengono che a giugno i soldi in cassa ad Alitalia finiranno. Il
collega dei Trasporti Alessandro Bianchi (lo stesso peraltro che aveva previsto
in 1,5 miliardi l'offerta minima per le azioni e i bond della compagnia)
sostiene che c'è più tempo a disposizione anche per trovare alternative reali a
Parigi.
Gli sherpa della presunta cordata italiana dovrebbero tornare oggi a tessere le
fila della possibile offerta. Nomi però non escono. Il playmaker è Bruno
Ermolli, già autore del tentativo fallito di mettere assieme imprenditori del
Nord disposti a sostenere Air One e salvare la Malpensa. Il progetto però
adesso sarebbe cambiato. Si punterebbe a ridimensionare il ruolo di Toto e
trovare un supermanager sostenuto da un ampio ventaglio di nomi disposti a
mettere finanza fresca sul piatto.
I sondaggi proseguono sempre sulle stesse realtà: Salvatore Ligresti ("non
metto soldi buoni su soldi cattivi" avrebbe detto mesi fa l'ingegnere a
chi gli chiedeva di comprare Volare), Marco Tronchetti Provera, Diana Bracco,
Santo Versace. Francesco Micheli, indicato come uno dei potenziali sostenitori,
dice di "monitorare la situazione come tutti quelli che fanno il mio
mestiere ma al momento di non essere della partita". Il problema però
resta sempre lo stesso. Per salvare Alitalia servono diversi miliardi. Air
France ne ha messi sul tavolo quasi 3 da subito, di tasca sua, e pare difficile
che un pool di imprenditori italiani riesca a presentarsi al Tesoro con un
arsenale simile.
A meno che l'obiettivo non sia quello di raccogliere i cocci di Alitalia dopo
un'amministrazione controllata. Allora i tagli li deciderebbe un commissario,
gli esuberi li pagherebbero i dipendenti, gli ammortizzatori li metterebbe il
governo. E i compratori, a quel punto, porterebbero a casa per un piatto di lenticchie
una compagnia molto più magra e meno problematica.
Il presidente della Consob:
« Quando un politico manifesta desideri o finalità da raggiungere può muovere
il titolo». A Piazza Affari in avvio di contrattazioni prezzo teorico per
Alitalia: +87,9%
Che una compagnia aerea, con un titolo quotato in
Borsa, diventasse il tema centrale della campagna elettorale nessuno avrebbe
potuto prevederlo. Nemmeno Lamberto Cardia se lo aspettava. Il presidente della
Consob ha meditato sugli eventi degli ultimi giorni e ha concluso che è giunta
l'ora di «richiamare tutti alle proprie responsabilità », come spiega in questa
conversazione con il «Sole- 24 Ore».
«Sento tutto il peso e comprendo tutti i limiti di questo appello premette
Cardia ma il silenzio della Consob non sarebbe stato consono al ruolo che
riveste nella società italiana ». Certo, non è facile intervenire quando la
bagarre su Alitalia investe la politica e i suoi maggiori protagonisti. In
gioco c'è il futuro della società, " promessa"dall'attuale Governo e
dal suo management alla più grande compagnia europea, Air France-Klm.
"Svenduta", dicono i sindacati e l'attuale opposizione che i sondaggi
danno favorita alle prossime elezioni politiche. E il cui leader Silvio
Berlusconi annuncia una cordata italiana, da lui stesso promossa e a cui
potrebbero addirittura partecipare i suoi familiari, intenzionata a rilevarla e
a rilanciarla. Tutto questo mentre Alitalia è vicina al fallimento e la
scadenza per dire sì ai francoolandesi, il 31 marzo, incombe.
La furia polemica ha rotto ogni argine. Le regole del mercato sono state
travolte. Chiunque si sente in diritto di parlare, a qualsiasi ora, annunciando
fatti o propositi la cui concretezza è sempre tutta da accertare. Il titolo è
in balìa non tanto degli eventi quanto dei ping pong polemici. «Il mio – spiega
Cardia è un appello del tutto istituzionale, privo di significati politici.
L'obiettivo della Consob è di assicurare parità di informazione a tutti gli
operatori. E in questi giorni si rischia di violare questo principio».
Il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro ha parlato di insider
trading, ma nel caso Alitalia il problema potrebbe essere la manipolazione,
come si chiama l'aggiotaggio dopo l'entrata in vigore della direttiva sul
market abuse. La diffusione di informazioni non appropriate può causare
anomalie nell'andamento dei prezzi senza che necessariamente chi le ha diffuse
ne ricavi un lucro.
«Quando un politico manifesta desideri o finalità da raggiungere spiega Cardia
può innescare movimenti del titolo e rendere squilibrato il mercato.
Invece bisogna distinguere progetti e finalità dai fatti concreti. La parità di
informazioni deve esserci anche sugli intendimenti». Per il presidente della
Consob anche i politici devono attenersi alla regola aurea: «Notizie certe,
chiare e a Borsa chiusa». Attenzione quindi agli annunci di cordate finché il
progetto non è definito. E basta con le dichiarazioni di ministri che mettono
in discussione i conti di Alitalia. «Noi abbiamo il dovere prosegue Cardia di
chiedere a tutti di parlare di fatti e di progetti precisi». La Consob è
convinta di aver fatto il possibile per gestire nel modo migliore la vicenda
Alitalia. Fin dal giugno 2004 quando la compagnia aerea fu inclusa nella
"lista nera": da allora la società deve fornire al mercato ogni mese
la propria situazione contabile. In quel modo la Consob impone alle società di
segnalare agli investitori che la " continuità aziendale" è a rischio
oppure che la società versa in una grave crisi finanziaria. In altre parole le
vedove e gli orfani sono avvertiti. «Se un'impresa spiega Cardia dichiara di
avere una determinata situazione di liquidità, qualcuno può dire che con quei
soldi si può durare dieci mesi anziché uno, non che la situazione di liquidità
è diversa da quella rappresentata al mercato».
Che Alitalia sia uno dei giocattoli preferiti dalla politica non lo si scopre
certo oggi. In parte è inevitabile perché lo Stato, attraverso il ministero
dell'Economia (Mef), rimane di gran lunga il suo principale azionista. E i
tentativi di privatizzazione non sono mai andati a buon fine. Basta ricordare
il matrimonio fallito con gli olandesi della Klm nel 2001 o la presunta cordata
italiana sponsorizzata dal ministro Pietro Lunardi che faceva perno
sull'imprenditore Paolo Sinigaglia, patron di Alpi Eagles. Altre cordate
misteriose si sono materializzate sui giornali e rapidamente dileguate: da
quella del finanziere Paolo Alazraki a quella dell'ex-presidente della Corte
costituzionale Antonio Baldassarre.
Così, fra privatizzazioni fallite o fantasma e monitoraggio della società
inclusa nella lista nera, il pressing della Consob è stato martellante, con
richieste di informazioni al mercato rivolte alla compagnia e ad altri
soggetti. Come quelli coinvolti nella procedura d'asta del 2007 che non ha
prodotto risultati concreti. «In questi anni racconta Cardia ho scritto più
volte ai ministri dell'Economia (Giulio Tremonti, Domenico Siniscalco e Tommaso
Padoa-Schioppa, ndr), invitandoli a chiedere ai colleghi di governo di
astenersi da interventi a Borsa aperta su argomenti che esulano dalle loro
competenze istituzionali». È peraltro lecito chiedersi se la politica non abbia
il diritto di occuparsi del futuro dell'Alitalia e, di conseguenza, del
trasporto aereo in Italia. «Non c'è dubbio – risponde il presidente della
Consob che la politica deve avere i suoi spazi. Si possono tracciare dei binari
precisi entro i quali è comunque possibile a tutti esprimere le proprie
valutazioni. Ma sono pochissime le persone titolate a farlo. Nel regno delle
idee la politica dovrebbe parlare attraverso il ministro dell'Economa dopo che
la posizione è stata concordata nel consiglio dei ministri. Ma questo, mi rendo
conto, è il regno delle idee. Quando qualcuno parla, è dovere della Consob
verificare il rispetto delle regole».
Già, ma negli ultimi anni la tendenza della
politica a occuparsi attivamente di società quotate è aumentata: Autostrade,
Telecom Italia, fino a esplodere con Alitalia. «La politica deve avere i suoi
spazi –continua Cardia – ma conta come lo fa: la politica deve parlare a Borsa
chiusa, attraverso il ministro competente, spiegando con estrema chiarezza se
si tratti di un progetto o di fatti concreti». Intanto però il titolo corre
sulle montagne russe, a prezzi che non sembrano tener conto delle valutazioni
di chi si candida ad acquisire il controllo. Qualcuno guadagna e qualcuno
perde. Non sarebbe stato meglio se la Borsa avesse sospeso l'azione Alitalia?
«Non si può bloccare il mercato per mesi risponde Cardia , non sarebbe
nell'interesse del mercato, l'essenziale è assicurare la parità informativa.
Secondo le nostre rilevazioni Alitalia è un titolo trattato intensamente ma per
lo più da day trader, da piccoli investitori che non fanno grandi volumi.
Privarli della possibilità di scambiarlo significherebbe danneggiarli e non
consentire loro di esercitare il diritto di liquidare un investimento».
Ma il suo avvertimento è chiaro. Agli investitori ricorda che Alitalia è un
titolo ad alto rischio e ad alta volatilità, da maneggiare con cura. E ai
politici, di tutti i colori, ricorda che esistono delle regole per interessarsi
di società quotate. Che vanno rispettate anche quando queste società sono
controllate dallo Stato.
«Il mio è un appello istituzionale, senza risvolti politici, per la parità
informativa» «Quando un politico manifesta desideri o finalità da raggiungere
può muovere il titolo» «Ci sono binari precisi entro i quali è possibile a
tutti esprimere le proprie valutazioni»
Fino a qualche giorno fa niente sembrava in grado
di animare la campagna elettorale. Si parlava soprattutto delle somiglianze fra
i programmi dei due principali contendenti. Poi è esplosa la questione
Alitalia. A tre settimane dal voto, è diventato il tema su cui le forze
politiche (a cominciare da Berlusconi, con la sua proposta di una cordata
italiana da contrapporre ad Air France) sembrano puntare per mettere in
difficoltà gli avversari. Niente di peggio poteva accadere poiché, come ha
osservato Sergio Romano (Corriere, 23 marzo), una questione così grave richiederebbe
di essere trattata con una serietà che è difficile ottenere da forze politiche
impegnate a sgambettarsi in una campagna elettorale.
Si intrecciano tre questioni. La prima riguarda i
giochi interni al sistema dei partiti. Si sono delineate alleanze trasversali
in cui ciascuno crede di avere la propria convenienza. Se Berlusconi, a nome
del «partito del Nord», cerca di mettere in difficoltà Veltroni, i piccoli, a
loro volta, hanno trovato un varco per picchiare duro sui grandi. Così, la
Sinistra Arcobaleno apre a Berlusconi su Alitalia contro il Partito democratico
(suo diretto concorrente a sinistra), mentre Casini, concorrente al centro del
Popolo della Libertà, polemizza con Berlusconi e si schiera col Partito
democratico.
La seconda questione (la più esplosiva, almeno in
prospettiva) riguarda la spaccatura Nord/Sud, Milano contro Roma. E’ il
problema del declassamento di Malpensa e delle sue vere o presunte conseguenze
per lo sviluppo del Nord. E’ difficile non notare che le divisioni politiche su
Malpensa rispecchiano abbastanza fedelmente la geografia elettorale italiana.
Infine, c’è la questione sindacale. I sindacati,
corresponsabili del disastro Alitalia, cercano anch’essi di sfruttare le
divisioni politiche e rinviare il momento in cui pagare il conto degli errori
accumulati. Sarebbe interessante capire se davvero essi credono che i giochi
del passato possano essere riprodotti all’infinito, se credono che, senza la
vendita a un compratore credibile, il fallimento dell’azienda possa essere evitato.
Naturalmente, i sindacati possono ancora contare su
sponde politiche di un certo peso (come segnala la dissociazione del ministro
Bianchi dalla posizione ufficiale del governo Prodi). E’ un pasticcio colossale
nel quale, per giunta, è difficile stabilire chi guadagnerà elettoralmente e
chi perderà. Prendiamo il caso dell'elettorato del Nord. Ci sono certamente
cittadini sensibili alla difesa di Malpensa da parte della Lega e di Forza
Italia così come ce ne sono molti affezionati all'idea della «compagnia di
bandiera». Ma ce ne sono anche altri che si domandano se non sia peggio
lasciare le cose come stanno, col rischio di continuare a far pesare sui
contribuenti (magari anche in violazione delle regole europee) i costi di
un’azienda in dissesto che si sarebbe dovuto far fallire oppure vendere già
molti anni or sono.
Pessimo argomento da campagna elettorale, il caso
Alitalia è una buona dimostrazione di cosa succede quando i dibattiti
accademici su «statalismo e liberismo» lasciano il campo alla politica vera e
alla lotta sempre prosaica (anche se ammantata di sacri principi) fra gli
interessi organizzati, aziendali, territoriali o sindacali che siano.
25 marzo 2008
Un groviglio
inestricabile, almeno fino al dopo-elezioni. Passato il ponte pasquale, la
partita Alitalia si è ulteriormente complicata, mentre oggi parte un altro
difficile confronto con i sindacati. Alla millantata possibilità di una nuova
cordata tutta italiana come piacerebbe a Berlusconi, Air France risponde con
alcune aperture. La scadenza del 31 marzo per trovare l’accordo con i sindacati
sul piano è slittata, adesso il gruppo franco-olandese è pronto a trattare ad
oltranza. E ci sarebbero aperture anche su alcuni nodi chiave del negoziato. Ma
questa è l’unica notizia distensiva. Nel governo dimissionario i ministri si contraddicono
e si accusano palesemente, i sindacati fissano i loro paletti, Berlusconi
continua il suo gioco della cordata in via di composizione (suo, di Formigoni e
della Lega, che del contrasto al declassamento di Malpensa hanno fatto un
cavallo di battaglia elettorale). Fa di nuovo capolino l’AirOne di Toto, ma
avrebbe bisogno di alcune settimane per la nuova proposta.
Con ordine. Il premier uscente Romano Prodi, che con il governo aveva dato via
libera all’opzione Air France, e che finora su Alitalia non era ancora
intervenuto, ribadisce che «una cordata italiana per Alitalia sarebbe
auspicabile, ma finora non si è presentata». Una proposta, aggiunge, per essere
tale «deve essere seria, concreta, con delle risorse, delle persone, un piano
industriale». Di tutto questo finora non c’è stata traccia. Di cosa e di chi
stanno parlando, quindi, tutti coloro che chiedono tempi e spazi per una nuova
trattativa? Prodi invita ad «evitare speculazioni politiche», e ai sindacati
chiede «senso di responsabilità».
Una richiesta che i destinatari rigettano. La Cgil la definisce «ingiusta», e
si dice pronta a trattare, ma senza diktat e ultimatum. Sottolinea il
segretario Guglielmo Epifani: «Il nostro senso di responsabilità è fuori
discussione anche in questa circostanza e anche a fronte delle molte
incongruenze del governo. Comunque, le chiacchiere sono a zero e senza modifica
del piano non ci sarà il nostro consenso».
Il segretario della Cisl Raffaele Bonanni va anche oltre: Prodi «sa
perfettamente - dice - che Lufthansa si è ritirata perche sapeva del suo
rapporto indissolubile con Air France». E anche dalla Uil piovono accuse al
governo. Da Palazzo Chigi immediata la replica: Lufthansa è uscita di scena
perchè i sindacati tedeschi (parte importante del Consiglio di sorveglianza
della società) hanno diffidato la compagnia ad occuparsi di Alitalia, spiega
una nota.
Per l’incontro di oggi tra Air France-Kml e le nove sigle sindacali coinvolte,
intanto, si parla di spiragli da parte del presidente Jean Cyril Spinetta, in
particolare di una moratoria di 8 anni per Az Service, al termine della quale
il management valuterebbe il perimetro di attività da consolidare. Resterebbero
confermati gli oltre 500 esuberi già indicati. Inoltre, una parte dei piloti in
esubero nel settore cargo potrebbe venire riassorbita nel gruppo, anche se non
verrebbe modificata la decisione di chiudere nel 2010 le attività del settore
in drammatica perdita.
Poi c’è il fronte tutto interno al governo, con il ministro Emma Bonino che
parla di «ennesima tragicommedia italiana» e attacca il collega dei Trasporti
Alessandro Bianchi. Lui ha bollato come bugie le dichiarazioni di
Padoa-Schioppa e dichiarato che la liquidità di Alitalia basterebbe per tutto
l’anno. Lei lo trova «sconcertante»: «Basta andare sul sito di Alitalia - dice
- e leggere la posizione finanziaria al 31 gennaio: era a 282 milioni di euro.
A marzo rimangono poco più di 100 milioni».
Il Pdl cavalca il caso Alitalia contro il governo, chiede che Prodi riferisca
in Parlamento, e coglie l’evidente contraddizione: «Chi mente tra Bianchi e
Padoa Schioppa?», dice il coordinatore della lega Roberto Calderoli.
Uno spruzzo d’acqua sul fuoco: «Su Alitalia è il momento del silenzio. Non si
gioca sulla pelle di migliaia di lavoratori». Incredibile ma vero, sono parole
del candidato dell’Udc Pier Ferdinando Casini. Che conclude: «All’Alitalia
serve una moratoria del silenzio»
Alitalia,
asse Pdl-Sinistra per la cordata che non c'è
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La vendita di
Alitalia ha la capacità di far camminare a braccetto Berlusconi e Bertinotti,
entrambi accomunati dalla volontà di dire no all'offerta di Air France, seppur
per motivi completamente diversi. La privatizzazione poi ha messo l'un contro
l'altro i ministri Bianchi e Bonino: il primo tifa apertamente AirOne e
sostiene che Alitalia può sopravvivere fino a fine anno;
Ex
ministro incontrerà i dipendenti del Caseificio
( da "Stampa,
La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia, i
64 dipendenti del Caseificio hanno passato le vacanze di Pasqua con il fiato
sospeso in attesa di sapere se vi sarà una cordata credibile in grado di
rilevare l'azienda. Per il momento, non c'è ancora nessun nome ufficiale per
quanto riguarda un possibile acquirente, ma sempre con più insistenza si parla
di un imprenditore ligure già operante nel settore della raccolta
Il
simulatore di volo nelle scuole della città
( da "Stampa,
La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Quindi è
entrato in Alitalia, pilotando quasi tutti gli aeromobili della flotta dal
Caravelle al Boeing 767. Recentemente, ha realizzato un sito internet per gli
appassionati dell'aeronautica (www.flyitaly.it). Le scuole interessate
all'iniziativa promozionale, gratuita, possono scrivere a: e.
LE
PENSIONI DI WALTER ( da "Stampa, La"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ha infatti
impressa Berlusconi con la sua sortita su Alitalia, tema di sostanza e di
grande impatto. Veltroni deve augurarsi che il Cavaliere non abbia in serbo
altri colpi così, e soprattutto deve sperare che alla fine il duello tv si
faccia, perché non c'è dubbio che nel confronto diretto la sua freschezza
comunicativa prevarrebbe sugli argomenti di Berlusconi".
IL
CONTRATTO DI SILVIO ( da "Stampa, La"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
(peraltro tutta da verificare e a forte rischio di autogol) si è organizzata su
uno spartito già ampiamente noto: contratto con gli italiani, anticomunismo,
sicurezza. Il tutto ripreso dal suo bagaglio più tradizionale ma recitato su
toni più bassi di qualche ottava, senza i fuochi d'artificio dei tempi che
furono e con l'
Alitalia,
tagli più leggeri ( da "Stampa, La"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E sul
salvataggio della compagnia è scontro tra Prodi e la Cisl Alitalia, tagli più
leggeri Trattativa non-stop. Intervista alla Bonino: Lufthansa è scappata per i
sindacati Air France punta a chiudere l'accordo e per questo l'ad Spinetta è
pronto a trattare "ad oltranza" anche oltre il termine del 31 marzo.
"Paura
dei sindacati Così sono scappati tutti gli acquirenti"
( da "Stampa,
La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
è che
l'Alitalia è come gli skilift, perché non necessariamente un'azienda pubblica
deve essere in attivo, quel che conta è che guadagni l'indotto. Io gli chiesi
se Alitalia e uno skilift sono proprio la stessa cosa, ma non mi rispose. Per
Berlusconi si tratta di una cordata più elettorale che imprenditoriale.
"Sì,
di troppi veti si può morire"
( da "Stampa,
La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
che di
Alitalia fu presidente fra il '96 e il 2003 e oggi è presidente dell'Assaereo
che federa le compagnie italiane, conviene che "sì, i sindacati sono stati
davvero una delle palle al piede di Alitalia". Anche se non l'unica. La
sua esperienza dice che "ogni volta che in Alitalia si è provato a
cambiare qualcosa,
Tagli
impossibili L'unica strategia era la crescita
( da "Stampa,
La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
che di
Alitalia fu presidente fra il '96 e il 2003 e oggi è presidente dell'Assaereo
che federa le compagnie italiane, conviene che "sì, i sindacati sono stati
davvero una delle palle al piede di Alitalia". Anche se non l'unica. La
sua esperienza dice che "ogni volta che in Alitalia si è provato a
cambiare qualcosa,
Il
ritorno di Spinetta "Trattativa non-stop e nuove proposte"
( da "Stampa,
La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
e a meno di
immediate operazioni di cessione, Alitalia ha ossigeno per due mesi. Per
allora, in mancanza di garanzie, qualunque fornitore si guarderà bene dal
concedere credito ad Alitalia. I sindacati si trovano a camminare lungo il
burrone: la proposta franco-olandese potrebbe essere l'ultima prima del
commissariamento.
Air
France :<Nuovo piano>Prodi: <In Italia niente di serio>
( da "Secolo
XIX, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
caso alitalia
dal nostro inviato PAOLO CRECCHI Sestri Levante. Domani Tino Barbera avrebbe
dovuto cedere lo Schooner a Umberto Smaila, ma venerdì pomeriggio è morto
Barbera e lunedì notte è stato incendiato lo Schooner. I carabinieri ritengono
che la relazione tra i due avvenimenti sia improbabile, ma intanto hanno
fermato i presunti piromani:
Alitalia,
la grande fuga della politicadalle responsabilità
( da "Secolo
XIX, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Sembra che il
caso Alitalia sia arrivato alla stretta finale. Al di là di come la si pensi
circa la soluzione che è stata scelta (forse a questi punti non c'era più
niente da fare) mi domando come mai si è aspettato di arrivare fino all'ora
estrema. In tutti questi anni periodicamente il problema saltava fuori ma
nessun governo,
<expo
2015, milano sarà danneggiata>
( da "Secolo
XIX, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il caso
Alitalia può influire negativamente sul parere che il Bureau International des
Expositions (Bie) si appresta a dare su Expo
Bianchi
attacca Padoa-Schioppa, il governo va in frantumi
( da "Secolo
XIX, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia ha
risorse fino a dicembre" 25/03/2008 Roma. Una cordata italiana per
l'Alitalia? Sarebbe "auspicabile" ma "finora non si è visto
nulla". Alla vigilia della trattativa tra sindacati e Air France, Romano Prodi
rompe il silenzio, che si era imposto nei giorni scorsi: invita chi frena sulla
cessione ai francesi a evitare "
SDJFKJSDHDSKJHFSDKJDFSDHJFKSJ
( da "Secolo
XIX, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
9 febbraio:
il Tesoro indica il giurista Berardino Libonati alla presidenza di Alitalia. 13
febbraio: 5 le cordate in gara per la fase di presentazione delle offerte non
vincolanti: AP Holding di Carlo Toto con il supporto finanziario di
Intesa-Sanpaolo; il fondo salva-imprese di Carlo De Benedetti Management &
Capitali;
SDJFKJSDHDSKJHFSDKJDFSDHJFKSJ
( da "Secolo
XIX, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
delle nozze
con Alitalia, altrimenti "ci fermeremo". 20 febbraio: il Tar del
Lazio decide di non sospendere in via cautelare, come richiesto da Air One, la
trattativa in esclusiva tra Alitalia ed Air France-Klm. 29 febbraio: Alitalia
informa che al 31 gennaio l'indebitamento è salito a 1,28 miliardi di euro e le
disponibilità e crediti finanziari a breve sono ridotti a 282 milioni (
SDJFKJSDHDSKJHFSDKJDFSDHJFKSJ
( da "Secolo
XIX, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
le azioni
Alitalia perdono valore in borsa per le voci di offerte inferiori alle attese
da parte di Air France-Klm e AirOne. 21 dicembre: il cda sceglie Air France-Klm
per la trattativa in esclusiva per la cessione del 49,9% del Tesoro. 28 dicembre:
il governo dà via libera alla trattativa in esclusiva con Air France-Klm.
Alitalia,
prodi contro i sindacati ( da "Repubblica, La"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Oggi vertice
decisivo Alitalia, Prodi contro i sindacati Air France rilancia: siamo pronti
alla trattativa ad oltranza ROMA - Prodi interviene sul caso Alitalia e attacca
i sindacati: "L'interesse di Lufthansa è venuto meno quando li ha
incontrati". E ha aggiunto: "Sono aperto a una cordata italiana, ma
finora nessuno si è presentato".
Air
france: "trattiamo a oltranza" apertura su piloti, servizi e cargo -
lucio cillis ettore livini ( da "Repubblica, La"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sia quello di
far scappare Air France condannando Alitalia al fallimento. Il ministro del
Tesoro Tommaso Padoa-Schioppa (e lo stesso vertice della Magliana) sostengono
che a giugno i soldi in cassa ad Alitalia finiranno. Il collega dei Trasporti
Alessandro Bianchi (lo stesso peraltro che aveva previsto in 1,5 miliardi
l'offerta minima per le azioni e i bond della compagnia)
Alitalia,
scontro prodi-sindacati "avete già fatto fuggire lufthansa" - luca
iezzi ( da "Repubblica, La"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
visto che nel
piano di sopravvivenza presentato a settembre da Alitalia i tempi erano
diversi". Ma per Emma Bonino "quello che sta succedendo su Alitalia
sembra l'ennesima tappa di una tragicommedia italiana. Le parole di Bianchi
sono sconcertanti". Ma la reazione più dura l'hanno i sindacati, accusati
di aver fatto fallire l'intesa con i tedeschi.
Damiano:
"ma il premier ha ragione è l'ora di fare scelte responsabili"
( da "Repubblica,
La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
I lavoratori
Alitalia e quelli dell'indotto hanno bisogno di certezze e di tutele, non si
può giocare sulla loro pelle. Air France ha da subito riconosciuto il ruolo
importante dei rappresentanti dei lavoratori quando ha posto tra le condizioni
imprescindibili per la conclusione dell'accordo il loro via libera al
piano".
I
lavoratori atitech protestano a roma
( da "Repubblica,
La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
andare a Roma
a manifestare contro il piano di acquisto Alitalia presentato da Air France. Il
presidio si terrà davanti alla sede Alitalia della Magliana, in occasione
dell'incontro tra i vertici di Air France e quelli della compagnia di bandiera.
Intanto i Comunisti Italiani chiedono in una nota che, insieme ai lavoratori
dell'Atitech, si mobilitino anche le istituzioni campane,
Air
France rilancia: trattiamo ad oltranza
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
acquisizione
di Alitalia, fonti vicine al dossier riferiscono infatti che, nel caso di
positività del negoziato, Spinetta sarebbe disposto a trattenersi nella
Capitale anche nei prossimi giorni, pur di portarlo a termine. LE MODIFICHE Il
numero uno di Air France dovrebbe presentarsi oggi al tavolo con le
organizzazioni sindacali,
Caos
Alitalia, i sindacati contro Prodi
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sempre più
convinti che la sinistra voleva svendere Alitalia ai francesi".
"Sembra proprio - aggiunge il leghista Roberto Maroni - che il governo sia
impegnato a far fallire Alitalia". CGIL, CISL E UIL L'invito ai sindacati
a "tener presenti i veri interessi dei lavoratori di Alitalia" e a
"capire che hanno bisogno di poter lavorare in futuro in una impresa
capace di fare utile"
La
crisi e la polvere ( da "Unita, L'"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
edizione del
La crisi e la polvere Alfredo Recanatesi Alitalia e le elezioni E allora: se
votiamo per la Lega vuol dire che Malpensa rimane con tutti i voli
intercontinentali di Alitalia? E se votiamo per il Pdl vuol dire che Alitalia
rimarrà di proprietà italiana? O, ancora: se votiamo per la lista del ministro
Bianchi vuol dire che Alitalia ha i soldi per arrivare a fine anno?
I
tg dell'ex premier tifano i furbetti dell'aeroplanino
( da "Unita,
L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
In breve, si
tratta della famosa "cordata" Alitalia che il Cavaliere ha buttato
nell'arena elettorale. Ebbene, attorno a questa cordata inesistente, i tg
dell'Unto del Signore narrano questa favola. Capitolo primo: i sindacati sono
al fianco di Berlusconi, penna alla mano e ansiosi di siglare accordi.
Air
France apre, ma è tutti contro tutti Spinetta è pronto a trattare anche oltre
il 31. Nel governo scontro Bonino-Bianchi Prodi si appella al senso di
responsabilità dei sindacat ( da "Unita, L'"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Bonanni lo
attacca Air France apre degli spiragli nella trattativa per Alitalia, mentre
sul piano politico lo scontro è ormai totale. Ieri Romano Prodi ha ribadito che
il governo sarebbe favorevole a una cordata italiana: "Ma fino ad oggi non
c'è stata alcuna proposta seria". Il presidente del Consiglio si appella
al senso di responsabilità dei sindacati.
L'ultimo
rush Pd: nuovi slogan per i giovani e gli indecisi
( da "Unita,
L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
È ovvio che
non si farà finchè Berlusconi si riterrà in vantaggio. La terza incognita è
quanto peserà il caso Alitalia. Al nord, temono al Pd, la cordata
berlusconiana, vera o finta, qualche voto lo porterà. Però l'esperienza insegna
che nelle ultime due-tre settimane può cambiare tutto.
Magdi
Allam Perché non si è convertito in modo anonimo? Cara Unità, Magdi
( da "Unita,
L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Lucio Misso
Alitalia, il Cavaliere si muove soltanto per interessi elettoralistici Cara
Unità, io la penso come Di Pietro. 1° non si può mettere nello stesso calderone
Alitalia e Malpensa. Alitalia tra poche settimane chiude e Berlusconi non fa
che rallentare il passaggio a un compratore, aumentando il disastro.
Berlusconi
pensa al voto ( da "Unita, L'"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
edizione del
LE MONDE Berlusconi pensa al voto "L'acquisto di Alitalia da parte di Air
France-Klm si complica seriamente". Così titola Le Monde un articolo che
fa il punto sullo stato della trattativa per l'acquisto della compagnia
italiana. Da un lato, dice il quotidiano francese, c'è il
"malcontento" sindacale per i 2.
Sui
conti l'ultimo scontro nel governo Bianchi: liquidità per tutto il 2008.
Bonino: sconcertante. In cassa rimasti circa 100 milioni
( da "Unita,
L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
invece, no. È dai tempi di Giancarlo Cimoli che non ne esistono più. Tagliate
per fare cassa sperando in una stabilità energetica. Smentita dagli eventi. E
il rialzo del petrolio ad Alitalia costa caro. Secondo Jean-Cyril Spinetta,
amministratore delegato di Air France, ogni aumento di dieci dollari del prezzo
del greggio comporta per Alitalia,
Alla
cieca nel polverone elettorale ( da "Unita, L'"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
presa in
pasto dalla campagna elettorale, su Alitalia è stato sollevato un tale fitto
polverone dietro il quale non si sa più cosa stia accadendo. Ma è polvere,
ossia parole pronunciate senza avvertire la necessità di argomentare o, meglio,
avvalorare con dati di fatto quanto con tanta leggerezza si va dicendo.
E
scoppia la lite tra Bonanni e Micheli
( da "Unita,
L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
si è ritirata
perché i sindacati tedeschi hanno diffidato la compagnia ad occuparsi di
Alitalia". Replica di Bonanni: le parole di Micheli "si commentano da
sè". Quanto a Lufthansa, "non mi risulta un invito particolare del
governo Prodi a partecipare all'asta per Alitalia e non mi risulta un
atteggiamento contrario dei sindacati tedeschi".
Pretendiamo
una trattativa vera ( da "Unita, L'"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
agenda
Alitalia indica il nuovo incontro tra sindacati, compratori francesi e vertici
dell'azienda italiana in vendita. La speranza recondita è che ci sia davvero
qualche imprenditore "con la I maiuscola" che si faccia avanti per
mettere insieme una cordata che ambisca a prendere in mano una compagnia aerea
"venduta a prezzo bassissimo.
Italia-Francia:
una storia a colpi bassi... prima di Zidane
( da "Unita,
L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
prima del
capitolo con la vicenda Alitalia-Air France, è fatta di acquisti e scalate, ma
anche di ritirate e di grandi operazioni mancate. E a fallire sono stati però
soprattutto i tentativi italiani di sbarcare sul mercato d'oltralpe, dove governo
e mondo economico-finanziario sono stati spesso pronti ad erigere barriere
protezionistiche anti-scalata.
Verso
una transazione per l'indennità Sea?
( da "Unita,
L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
che ha
avanzato una richiesta di indennizzo nei confronti dell'Alitalia per 1,2
miliardi dopo la decisione di bandiera di concentrare i voli su Fiumicino
tagliando le rotte su Malpensa. Su questo fronte il ministero dell'Economia
dovrebbe inviare alla Sea una proposta di transazione e disinnescare la
"mina Malpensa", anche se non è noto come.
Air
France: andiamo avanti a oltranza Aperture di Spinetta, mentre Prodi fa appello
al senso di responsabilità dei sindacati
( da "Unita,
L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
che con il
governo aveva dato via libera all'opzione Air France, e che finora su Alitalia
non era ancora intervenuto, ribadisce che "una cordata italiana per
Alitalia sarebbe auspicabile, ma finora non si è presentata". Una
proposta, aggiunge, per essere tale "deve essere seria, concreta, con
delle risorse, delle persone, un piano industriale".
Gialappa's:
sfidiamo la par condicio - silvia fumarola roma
( da "Repubblica,
La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il nuovo
studio è la sala ritiro bagagli di un aeroporto per ironizzare su Malpensa e
Alitalia SILVIA FUMAROLA ROMA Ripartono dalla sala d'attesa di un aeroporto,
con tanto di nastro ritiro bagagli e il Mago Forest a dirigere il traffico:
inevitabile parlare di Alitalia e Malpensa, dell'aria che tira. La Gialappa's
torna da stasera su Italia 1 alle 22.
Spot,
internet, lettere agli elettori berlusconi lancia il rush finale - francesco
bei ( da "Repubblica, La"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nel quartier
generale del Cavaliere si dichiarano intanto "molto soddisfatti" per
come sia "letteralmente decollata" la campagna sul caso Alitalia.
"Su questa vicenda - osserva Bonaiuti - Veltroni non sa che pesci
pigliare, il suo ultimatum di 48 ore è scaduto a Pasqua e non è successo
niente. Ora è persino rispuntato fuori Prodi e i suoi ministri litigano tra
loro".
ROMA
Alla vigilia della ripresa della trattativa tra Alitalia e Air France, che
vuole discutere ad ( da "Messaggero, Il"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Dura replica
anche dal segretario della Cgil Epifani: "Noi siamo sempre stati
responsabili anche davanti alle incongruenze del governo". Continua
intanto la lite tra i ministri Bianchi, Padoa-Schioppa e Bonino sulle
disponibilità finanziarie di Alitalia. Il Pdl chiede al governo di riferire in
aula. Casini: "Non si gioca sulla pelle dei lavoratori".
LONDRA-
Sballottata di qua e di là l'Alitalia è più vicina alla bancarotta, dop
( da "Messaggero,
Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Sballottata
di qua e di là l'Alitalia è più vicina alla bancarotta, dopo che Berlusconi, ha
detto che se vincerà le elezioni di aprile prossimo bloccherà l'acquisto della
compagnia aerea da parte dell'Air France". Lo scrive il "Financial
Times", che aggiunge: "Il governo uscente accusa Berlusconi di
irresponsabilità, poichè la sua proposta,
ROMA
Ha ragione il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, a dire che Alital
( da "Messaggero,
Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alessandro
Bianchi, a dire che Alitalia "ha liquidità sufficiente per tutto il
2008"? O si deve credere all'allarme lanciato dal ministro del Tesoro,
Tommaso Padoa-Schioppa secondo il quale la compagnia ha solo "poche
settimane di ossigeno", prima di imboccare la strada obbligata del
commissariamento?
CI
SONO margini per una trattativa seria con Air France. Non si può dire
"prende ( da "Messaggero, Il"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
impatto
sociale del piano di risanamento e dare tempo a Malpensa di riassegnare le
rotte lasciate da Alitalia". Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, in
una intervista al Messaggero lancia un appello alle parti affinché si punti su
un accordo ragionevole. "Per Malpensa - sottolinea il ministro - abbiamo
già finanziato la cassa integrazione per 900 lavoratori".
Alitalia
farà parte di un gruppo guidato dal primo vettore mondiale e nelle intenzioni
dei fran ( da "Messaggero, Il"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
scontro Prodi-sindacati ( da "Messaggero, Il"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il premier:
siano responsabili. Epifani: governo incongruente. Il Pdl: dibattito in aula.
Casini: non si gioca con i lavoratori Alitalia, scontro Prodi-sindacati Air
France, oggi l'incontro: trattiamo a oltranza. Possibili tagli più leggeri.
ROMA
Nel giorno in cui Air France fa sapere di essere disposta a trattare per l'acquist
( da "Messaggero,
Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
bancarotta
per Alitalia, e afferma che "nelle casse della compagnia ci sono ancora
soldi". E, a sua volta, viene rimbeccato dalla Bonino che definisce le sue
parole "sconcertanti perchè la situazione finanziaria di Alitalia è
davvero disastrosa". Clima pessimo, dunque, alla vigilia delle trattative,
con Bondi del Pdl e Maroni della Lega che chiedono al governo di riferire in
Parlamento.
Alitalia,
scontro tra Prodi e i sindacati ( da "Messaggero, Il"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Psicodramma
scontro prodi-sindacati, spinetta riapre la trattativa ad oltranza, lite tra i
ministri su air france ( da "Riformista, Il"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Psicodramma
scontro prodi-sindacati, spinetta riapre la trattativa ad oltranza, lite tra i
ministri su air france Alitalia già fallita. No di Ligresti e Caltagirone.
Alleanza
alitaliana ( da "Riformista, Il"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
urgenza di
vendere Alitalia, smentendo il suo collega ministro del Tesoro, Padoa Schioppa,
rilanciando la favoletta, anch'essa cara a Berlusconi, che tutta questa urgenza
non c'è perché Alitalia avrebbe i mezzi per durare l'intero 2008, addirittura.
Ha avuto ovviamente ragione un altro ministro, la Bonino, a dirsi
"sconcertata".
Napolitano
( da "Riformista,
Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia è
immensamente superiore, e ciò nonostante una parte della politica (Berlusconi
in primis) sta facendo di tutto per farlo proseguire ancora qualche mese,
magari costringendo i contribuenti italiani a pagare un altro prestito alla
compagnia di Stato solo per dare una mano a imprenditori che vogliono
papparsela ma non hanno nemmeno i soldi per pagarsi l'
Segue
dalla prima i no di ligresti e caltagirone per alitalia
( da "Riformista,
Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Segue dalla
prima i no di ligresti e caltagirone per alitalia Molti dubbi sulla tempistica
dell'operazione sono stati sollevati anche da uno dei primi nomi sull'agenda di
Berlusconi, quello del costruttore Salvatore Ligresti, il quale non vuole
uscire allo scoperto prima che i francesi si siano fatti da parte e comunque
non in un contesto di scontro aperto con il governo uscente.
Conversazione
su malpensa e <secessione dolce>
( da "Riformista,
Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
In Europa
crescono quelli che non seguono il metodo Alitalia e che si liberalizzano. In
Italia Malpensa non solo è stata legata ai destini di Alitalia ma è stata
sovradimensionata. Bergamo, Brescia, Verona, Venezia, Trieste hanno un
aeroporto. Mi chiedo: perché da Verona per andare a Francoforte devo prendere
un volo a Malpensa e fare tre ore di macchina prima?
Segue
alitalia ( da "Riformista, Il"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
per
giustificare il peggioramento dell'offerta per Alitalia rispetto a dicembre,
c'è proprio l'apprezzamento del petrolio. "La situazione di Alitalia - ha
detto durante la conferenza stampa a Roma - in tre mesi è ulteriormente
aggravata. Il petrolio è oltre i 100 dollari. E ogni dieci dollari di aumento,
Alitalia perde quaranta milioni di euro.
PASTICCI
( da "Corriere
della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Poi è esplosa
la questione Alitalia. A tre settimane dal voto, è diventato il tema su cui le
forze politiche (a cominciare da Berlusconi, con la sua proposta di una cordata
italiana da contrapporre ad Air France) sembrano puntare per mettere in
difficoltà gli avversari.
Air
France su Alitalia: trattiamo a oltranza
( da "Corriere
della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
REDAZIONALE
Il caso Apertura della compagnia ai sindacati Air France su Alitalia: trattiamo
a oltranza ROMA - Vendita di Alitalia ad Air France- Klm: si riparte con una
apertura. La compagnia francese sarebbe disponibile a fare concessioni
sull'acquisto e a offrire più tempo alla trattativa con i sindacati. Sarà
direttamente il presidente di Air France, Jean-Cyril Spinetta,
Le
nuove proposte ( da "Corriere della Sera"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sezione:
Primo Piano - data: 2008-03-25 num: - pag: 5 categoria: BREVI Le nuove proposte
Cargo a terra nel 2010 Ma con meno tagli 1 La nuova proposta di Air France
mantiene la data del 2010 per il termine dell'attività di Alitalia Cargo.
Rispetto al vecchio piano, però, è previsto il riassorbimento di parte dei 134
piloti.
E
con Bonanni rispunta il <partito Lufthansa>
( da "Corriere
della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
sentenziò: "L'alleanza fra Alitalia e Air France è irrinunciabile. Il
nemico da battere è Lufthansa " (agenzia Ansa, 3 ottobre 2003). Iscritti
d'ufficio al partito tedesco anche quelli che avrebbero voluto tenere fino
all'ultimo aperto il "canale" dell'Air One (compagnia che ha un
accordo con Lufthansa) di Carlo Toto (
E
per Sea la Grande Malpensa è già finita
( da "Corriere
della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
da domenica
la crisi Alitalia fa scattare il "dehubbing" MILANO - Gli unici che
non aspettano con trepidazione di sapere cosa succederà a fine mese sono loro.
Comunque vada a finire la vicenda pre-elettorale di Alitalia, gli uomini di
Sea, la società controllata dal Comune di Milano che gestisce Malpensa e
Linate, sanno che l'ultima settimana della "
Alitalia
La vendita ( da "Corriere della Sera"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
pag: 5
categoria: REDAZIONALE Alitalia La vendita Ministri e conti della compagnia
Alessandro Bianchi: "Che ci sia un'urgenza è fuori di dubbio, ma che ci
siano scadenze perentorie mi sembra un po azzardato" Emma Bonino:
"Sconcertanti le parole del ministro dei Trasporti, per cui il cash flow
basterebbe per tutto l'anno".
Casini:
la cordata di Silvio? No a soluzioni <all'italiana>
( da "Corriere
della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
agitarsi
della politica intorno ad Alitalia a poche settimane dal voto. Solo campagna
elettorale? "Tutti quelli che parlano adesso sembrano essere stati sulla
luna finora. E invece eravamo tutti in campo". Anche voi avete governato.
"Me lo ricordo benissimo Silvio Berlusconi, quando da presidente del
Consiglio diceva: per fortuna che ci sono così risolverò il problema di
Alitalia.
I
sindacati contro l'offerta ( da "Corriere della Sera"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-25 num: - pag: 5
categoria: BREVI I sindacati contro l'offerta Secondo l"Handelsblatt"
del 6 dicembre 2007 furono proprio i sindacati tedeschi ad opporsi a un'offerta
sull'Alitalia.
<Gli
esuberi? Non cederemo su Az Servizi>
( da "Corriere
della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nella
situazione in cui versa Alitalia, difficilmente ci si potrà scostare dalle
linee di piano indicate da Prato e da Air France". Anche nel caso Alitalia
resti da sola, la sua sopravvivenza, sostiene infine il rappresentante dei
piloti, "dovrà mantenere fermi questi punti: il miglioramento del network,
lo spostamento dell'hub a Roma,
Alitalia
L'intervista ( da "Corriere della Sera"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-25 num: - pag: 6
categoria: BREVI Alitalia L'intervista \\ Contropartite Imprenditori con
concessioni pubbliche sensibili al richiamo del leader pdl? Forse pensano a
contropartite sulle tariffe.
Air
France apre e rivede le condizioni
( da "Corriere
della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
acquisto di
Alitalia e ad offrire più tempo alla trattativa con i sindacati. Secondo
indiscrezioni, il gruppo franco- olandese potrebbe valutare il rinnovo del
contratto tra Alitalia e AZ Servizi, che gestisce le attività a terra e che
dovrebbe restare pubblica, per 8 anni al termine dei quali potrebbe
riconsiderarne l'acquisizione,
Moratoria
per le moratorie ( da "Corriere della Sera"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
oggi tocca ad
Alitalia e Malpensa. C'è chi l'ha richiesta sulle "multe pazze", a
Firenze è stata invocata sulla questione della tramvia nel centro storico, in
America sui pignoramenti delle case in seguito alla crisi dei mutui. Anche la
Lega ha voluto la sua moratoria, contro la costruzione di mega moschee in
Italia,
Pasticci
con le ali ( da "Corriere della Sera"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Pessimo
argomento da campagna elettorale, il caso Alitalia è una buona dimostrazione di
cosa succede quando i dibattiti accademici su "statalismo e
liberismo" lasciano il campo alla politica vera e alla lotta sempre
prosaica (anche se ammantata di sacri principi) fra gli interessi organizzati,
aziendali, territoriali o sindacali che siano.
Rutelli:
<Ora sfioro il 50 per cento Se vincerò, sicurezza al primo punto>
( da "Corriere
della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Si parla,
ovviamente, anche di Alitalia: "Vedo pochi difensori di Fiumicino. Tutti
discutono del destino di Alitalia e di Malpensa, giustamente perché si vogliono
evitare effetti troppo gravi, ma la crisi della compagnia potrebbe avere gravi
conseguenze anche su Fiumicino.
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia: i
francesi aprono alla trattativa è arrivata da fonti vicine al presidente di Air
France-Klm la disponibilità del gruppo a proseguire la trattativa anche oltre
il 31 marzo, data non superabile. Prodi: una cordata italiana sarebbe
"auspicabile", ma finora "non si è visto nulla".
Oggi
( da "Corriere
della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
it Audio
Alitalia, parla Bonanni Intervista al leader della Cisl: "Decida il
prossimo governo". Multimedia Fiaccola e proteste Contestazioni
anti-cinesi alla cerimonia in Grecia che dà il via al viaggio della torcia
olimpica. Vota Rave party, sì o no?
Campagna
finale ( da "Tempo, Il"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia.
Questo per quanto riguarda gli avversari. Ma sarà pure una strategia volta a
demolire La Destra e l'Udc-Rosa Bianca, insistendo sul voto utile e con una
campagna informativa capillare per rendere riconoscibile il simbolo del Pdl.
Alcuni sondaggi di Forza Italia dicono che sono numerosi gli elettori che
potrebbero far confusione.
Rutelli:
non si dimentichi l'impatto sullo scalo di Fiumicino
( da "Tempo,
Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia i
ministri del governo Prodi litigano tra di loro, Prodi si scontra con i
sindacati e Veltroni non sa propria cosa proporre. Gli italiani sono sempre più
convinti che la sinistra voleva svendere l'Alitalia ai francesi".
"Sembra proprio - ha attaccato Roberto Maroni (Lega) - che il Governo sia
impegnato a far fallire l'
Laura
della Pasqua l.dellapasqua@iltempo.it La decisione
( da "Tempo,
Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
A parlare è
Marco Zanichelli, che di Alitalia è stato amministratore delegato solo per
quattro mesi da febbraio a maggio 2004, ma ha lavorato nella compagnia dall'89.
Insomma uno che Alitalia la conosce bene. Come ad, presentò un suo piano di
risanamento della compagnia. Un piano che però non fu accettato.
Governo
contro sindacati: Nessun pre-accordo con AF
( da "Tempo,
Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dopo lo
scambio di vedute con i sindacati italiani hanno diffidato la compagnia ad
occuparsi di Alitalia". Ma il caso Alitalia ha acceso anche l'ennesimo
scontro tra ministri, tra il responsabile del Tesoro, Tommaso Padoa Schioppa,
che aveva prospettato per la compagnia di bandiera l'ipotesi di fallimento e
quello dei Trasporti, Alessandro Bianchi.
Irresponsabili
le dichiarazioni del Tesoro ( da "Tempo, Il"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
rilasciate
dal ministro Tommaso Padoa Schioppa sulla quasi esaurita liquidità di cassa di
Alitalia, sono "al limite della irresponsabilità e lasciano oltremodo
basiti". è la posizione dell'Unione Piloti, che ricorda come la
comunicazione ufficiale dell'Azienda emessa il 29 Febbraio 2008, indicava in
282 mln la disponibilità e crediti finanziari a breve del Gruppo al 31 Gennaio
2008.
Destino
Alitalia. Troppo tardi o troppo presto
( da "Tempo,
Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stampa Il
punto di ALESSANDRA SERVIDORI Destino Alitalia. Troppo tardi o troppo presto Il
dramma Alitalia con i suoi connotati di tragedia nazionale ha infuocato il
gelido clima pasquale. Le esternazioni dei vari componenti del Governo Prodi,
"tutt'altro che in sonno" hanno assunto connotati di ridicola farsa:
dalla denuncia di bancarotta del ministro del tesoro Padoa Schioppa,
Le
sorprese che non vuoi le trovi sempre tutte
( da "Tempo,
Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
1 Saranno
tagliate le ali all'Alitalia? La compagnia di bandiera finirà nelle mani dei
francesi che, da nazionalisti indomiti, la acquisteranno per asservirla alla
loro (Air France), o i suoi libri saranno depositati presso il tribunale
fallimentare? A Pasqua la sorpresa: Silvio Berlusconi ha annunciato una cordata
nazional-bancaria-familiare,
Air
France non ha fretta di chiudere la trattativa con
( da "Tempo,
Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Air France
non ha fretta di chiudere la trattativa con Alitalia mentre in casa nostra
crescono le polemiche per il modo con cui è stata condotta sinora. Il nodo
resta l'eventuale seconda cordata italiana. Oggi riprenderà il confronto tra
Air France e i sindacati che mantengono alto il livello della polemica con il
governo.
Vogliamo
astenerci dallo stucchevole dibattito intorno ai
( da "Tempo,
Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Vogliamo
astenerci dallo stucchevole dibattito intorno ai destini di Alitalia, nel quale
tutti si improvvisano esperti di gestione di compagnie aeree ed aeroporti senza
avere, nella più parte dei casi, nemmeno le capacità per gestire una rivendita
di granite in mezzo al deserto. Decidiamo allora di riferire un semplice
episodio, accaduto ieri intorno alle ore 11.
La
scelta difficile su Alitalia ( da "Voce d'Italia, La"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia La
scelta difficile su Alitalia E le imminenti elezioni generali non favoriscono
la chiarezza... Roma, 25 mar. - Il tema economico del momento sembra essere il
destino della compagnia di bandiera italiana. The question is: Alitalia deve
fallire, passare nelle mani di AirFrance-KLM, ovvero essere acquistata da una
cordata - per la verità non meglio identificata -
Anticipazioni
( da "Manifesto,
Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Al voto
PAGINA 3 Duello in tv? Il Pdl si sottrae Il Pd: "Temono il confronto"
Alitalia PAGINA 5 Prodi attacca i sindacati Air France, oggi si tratta Pakistan
PAGINA 8 Torna libero il giudice che ha sfidato Musharraf.
Anche
Romano indica i sindacati rigidi ( da "Manifesto, Il"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
alla vigilia
dell'incontro in qualche misura decisivo tra Air France, Alitalia e le nove
sigle rappresentative nella compagnia di bandiera), ma soprattutto senza
neppure la prospettiva di poter ottenere - da questo attacco - un vantaggio.
Giusto un mettere anche il proprio sassolino nella cesta di pietre da scagliare
contro i "reprobi".
Alitalia,
da oggi trattativa vera ( da "Manifesto, Il"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
inizio della
tornata decisiva di incontri tra Air France, Alitalia e sindacati presenti in
azienda, non c è traccia di una sola ipotesi credibile di soluzione
"pacifica". Governo uscente e opposizione sono ovviamente ai ferri
corti per motivi elettorali, con curiose sovrapposizioni (ora tutti vogliono
"salvare Malpensa");
Alitalia,
Prodi attacca i sindacati: <Hanno fatto scappare Lufthansa>
( da "Liberazione"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
da parte del
cda di Alitalia. Dopo avere dimostrato capacità negoziale pari a zero, il
presidente del consiglio cosa fa? Invece di sostenere lo sforzo dei sindacati,
gli intima la resa: "I sindacati abbiano senso di responsabilità verso il
Paese e verso l'Alitalia, sono loro che hanno fatto scappare Lufthansa",
dichiara Prodi in Tv.
Air
France : <Nuovo piano> Prodi: <In Italia niente di serio>
( da "Secolo
XIX, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Air France :
"Nuovo piano" Prodi: "In Italia niente di serio" Caso
Alitalia ROMA. Air France annuncia un nuovo piano per Alitalia e la volontà di
trattare a oltranza. Prodi sulla cordata italiana: "Finora non s'è visto
nulla di serio". G.FERRARI e LOMBARDI >> 5 25/03/2008.
Laura
della Pasqua l.dellapasqua@iltempo.it La decisione
( da "Tempo,
Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ex Ad di
Alitalia: "Per rilanciare la compagnia non ci vogliono vincoli
sindacali" "La decisione se vendere ai francesi o affidarsi a una
cordata italiana è legata ai tempi. Bisogna capire se l'Alitalia ha come vita
massima tre mesi o di più. Nel primo caso la scelta di Air France è l'unica
possibile.
Alitalia,
tutti contro tutti ( da "Tempo, Il"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stampa la
compagnia nella bufera Alitalia, tutti contro tutti Parigi non ha nessuna
fretta di chiudere il dossier Alitalia e si appresta, già da oggi, quando
incontrerà per la seconda volta i sindacati presso la sede della compagnia di
via della Magliana, a condurre un negoziato a oltranza.
Berlusconi
si concentra sulle regioni a rischio
( da "Tempo,
Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia.
Questo per quanto riguarda gli avversari. Ma sarà pure una strategia volta a
demolire La Destra e l'Udc-Rosa Bianca, insistendo sul voto utile e con una
campagna informativa capillare per rendere riconoscibile il simbolo del Pdl.
Alcuni sondaggi di Forza Italia dicono che sono numerosi gli elettori che
potrebbero far confusione.
Rutelli:
la mia sfida, grandi opere e cura della città
( da "Tempo,
Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
può e se
davvero vuole acquistare Alitalia. Le chiacchiere stanno a zero, se davvero
esiste una cordata italiana disposta a rilevare Alitalia è il momento che si
faccia avanti, perché sono rimaste poche ore a disposizione per salvare la
compagnia. Su Alitalia bisogna fare chiarezza: tutte le ipotesi avanzate in
questi ultimi giorni il governo Prodi le aveva già valutate mesi fa.
Alitalia,
Chiti nessuna congiura contro Lufthansa
( da "Voce
d'Italia, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia
Alitalia, Chiti: nessuna congiura contro Lufthansa Firenze, 25 mar. - "Si
tratta di fare un piacere all'Italia e ad Alitalia, e quindi di valutare le
offerte piu serie e convenienti e scegliere su quella base. Ad oggi ce n'e una
sola e non perche ci siano state delle congiure: c'e stata un'offerta
sola".
Veltroni
'Pensioni piu' alte da luglio' ( da "Voce d'Italia, La"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
In merito
alla questione Alitalia, Veltroni ha ribadito: "se c'è una cordata
italiana perfetto, però venga avanti adesso e non tra un mese, dopo le
elezioni. Per ora c'è solo Air France e nella trattativa di oggi mi auguro
possa essere fatto passo in avanti".
Veltroni:
"Pensioni piu' alte da luglio"
( da "Voce
d'Italia, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
In merito
alla questione Alitalia, Veltroni ha ribadito: "se c'è una cordata
italiana perfetto, però venga avanti adesso e non tra un mese, dopo le
elezioni. Per ora c'è solo Air France e nella trattativa di oggi mi auguro
possa essere fatto passo in avanti".
AIR
FRANCE: TRATTIAMO A OLTRANZA ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
trattiamo a
oltranza Alitalia, i francesi rilanciano. Il premier: sì alla cordata italiana,
ma nessuno s'è presentato Prodi critica i sindacati: siano responsabili. Cgil,
Cisl e Uil: ci ha tenuto all'oscuro per mesi Mentre Air France prepara un nuovo
piano ed è pronta a trattare a oltranza (slitta il termine del 31 marzo),
Storie
di ordinaria follia ( da "Tempo, Il"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ordinaria
follia Vogliamo astenerci dallo stucchevole dibattito intorno ai destini di
Alitalia, nel quale tutti si improvvisano esperti di gestione di compagnie
aeree ed aeroporti senza avere, nella più parte dei casi, nemmeno le capacità
per gestire una rivendita di granite in mezzo al deserto. Decidiamo allora di
riferire un semplice episodio, accaduto ieri intorno alle ore 11.
Il
classico pasticcio italiano ( da "Opinione, L'"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Per la
precisazione, ha impiantato la sua politica sul rivendicazionismo, essendo
priva di una strategia industriale che faccia fronte al venir meno delle
commesse di Alitalia. Anche l'Alitalia con il passare del tempo assume
l'aspetto di "Quer pasticciaccio brutto de Via della Magliana", così
come fu il caso Sme.
Intervista
a Giampiero Cantoni / Finirà con un pareggio e Spinetta se ne andrà
( da "Opinione,
L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sulla trattativa
tra Air France e il governo italiano per Alitalia. E crede che alla fine ci
sarà un pareggio perchè i pasticci dell'esecutivo in carica hanno già provocato
un danno a Malpensa e perché Air France dovrà essere in ogni caso indennizzata
con qualche contentino per farsi da parte se davvero dovesse spuntare la mitica
cordata italiana caldeggiata da Silvio Berlusconi.
Veltroni
precipita con Alitalia ( da "Opinione, L'"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ormai la
cordata italiana "si farà" "Sarà pronta in tre o quattro
settimane" Veltroni precipita con Alitalia di Francesco Blasilli Questa è
la storia di un "quasi disastro" aereo, perché una sorta di lieto
fine ci sarà. Un avvertimento, però, per chi ha a cuore le sorti del Pd: il
disastro elettorale, al contrario di quello aereo, sarà totale.
Se
gli elettori sono per il fallimento
( da "Opinione,
L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
pensa che
Alitalia debba essere liquidata, per far subentrare chi ha la forza di far
funzionare le cose di Galùp Questa settimana abbiamo finalmente avuto il primo
tema vero di scontro della campagna elettorale fra il partito di Berlusconi e
quello di Veltroni: la vendita dell'Alitalia al maggior gruppo aereo del mondo,
La
vendetta di Prodi ( da "Opinione, L'"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
esplosione
del caso Alitalia non solo ha riportato al centro della scena politica Prodi ed
il suo governo ma ha completamente vanificato l'azione di recupero del Nord
compiuta con tanta fatica nelle ultime settimane. Per salvare almeno in parte
il lavoro svolto Veltroni dovrebbe armarsi di coraggio e rompere clamorosamente
con il Presidente del Consiglio ed il Ministro dell'
Spinetta,
risanatore pro domo sua ( da "Avanti!"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
e lasciamo
perdere quell'altro capitoletto squallido delle cosiddette
"privatizzazioni"): l'Alitalia merita qualcosa di più. Non è una
querelle da giocare sul terreno dei veti incrociati e neppure rivendicando
chissà quale verginità politica. Il dado è tratto e la mano francese che crede
di averlo tirato sta giocando sporco. Vengo al punto.
Berlusconi
in vetta, vola con Alitalia ( da "Opinione, L'"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
2008
Berlusconi in vetta, vola con Alitalia di Lucilla Bicocchi Ore decisive per
Alitalia. La vicenda continua a restare al centro del dibattito politico,
mentre dal leader del PdL arriva una nuova proposta che gli vale la vetta della
classifica del parlato Tv. In 10 minuti e 31 secondi il Cavaliere lancia la sua
proposta.
Aitalia:
oggi incontro tra sindacati e Air France
( da "Voce
d'Italia, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Dichiarazioni
che fanno ovvio riferimento ai Sindacati che sembrano da sempre sfavorevoli
alla trattativa instaurata dal Governo con i cugini francesi. Nel pomeriggio
sapremo l'esito dell'incontro, intanto il titolo Alitalia non riesce ad aprire
a Piazza Affari per eccesso di rialzo, con un teorico 87,92% poi ridimensionato
a 38,7%. Marco Grisafi.
Aitalia
oggi incontro tra sindacati e Air France
( da "Voce
d'Italia, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Dichiarazioni
che fanno ovvio riferimento ai Sindacati che sembrano da sempre sfavorevoli
alla trattativa instaurata dal Governo con i cugini francesi. Nel pomeriggio
sapremo l'esito dell'incontro, intanto il titolo Alitalia non riesce ad aprire
a Piazza Affari per eccesso di rialzo, con un teorico 87,92% poi ridimensionato
a 38,7%. Marco Grisafi.
AIR
FRANCE RINVIA L'ULTIMATUM ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
decidere le
sorti di Alitalia. In attesa di novità dalla Germania, dove Lufthansa resta
alla finestra pronta a rientrare nella partita. Dopo la rottura della settimana
scorsa, però, dal quartier generale di Air France arrivano segnali di apertura.
Jean-Cyril Spinetta, presidente della compagnia francese incaricato di
convincere le nove sigle dei lavoratori della bontà del suo progetto,
SBALLOTTATA
DI QUA E DI Là, ALITALIA è PIù VICINA ALLA BANCAROTTA DOPO CHE BERLUSCONI
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia è
più vicina alla bancarotta dopo che Berlusconi ha detto che, se vincerà le
elezioni, bloccherà l'acquisto della compagnia da parte di Air France. Lo
scrive il Financial Times analizzando la situazione della compagnia di
bandiera. Un altro quotidiano britannico, il Times di Londra, ironizza sulla
proposta del Cavaliere:
AirFrance
pronta a trattare a oltranza E il titolo vola in borsa, poi viene sospeso
( da "Quotidiano.net"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
infine,
"esiste un rischio fallimento per Alitalia. Per questo vogliamo condurre
una trattativa seria. Non sarebbe giusto cedere Alitalia per farla
sparire". Per il segretario della Cisl Raffaele Bonanni "è
indispensabile che al tavolo ci sia anche il governo, con una posizione chiara
e trasparente.
Pdl
in testa anche al Senato Ma sarà decisiva l'affluenza Ghisleri, sondaggista di
Berlusconi, nel 2006 azzeccò tutto
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Si riferisce
al caso Alitalia? Quanti voti sposta la scelta del Cavaliere di difenderne
l'italialanità? "Lo rileveremo domani e i risultati saranno noti entro
venerdì, ultima data utile per la pubblicazione dei sondaggi. E chiaro, però,
che la difesa di un patrimonio del Paese sia vista con simpatia.
Alitalia,
l'ira di Prodi Francesi più morbidi: Trattiamo a oltranza Il premier ai
sindacati: Hanno fatto fuggire Lufthansa
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
l'ira di Prodi Francesi più morbidi: "Trattiamo a oltranza" Il
premier ai sindacati: "Hanno fatto fuggire Lufthansa" di NUCCIO
NATOLI ? ROMA ? UNO SPIRAGLIO per Alitalia. "Pronti a trattare anche a
oltranza", fa sapere da Parigi l'amministratore di Air France Jean Cyril
Spinetta.
GRANDI
MANOVRE IL MANAGER BRUNO ERMOLLI STA LAVORANDO PER METTERE INSIEME I CAPITALI.
TOTO PRONTO A ENTRARE 0 Cordata italiana in stand-by aspettando il sì all'Expo
2015 ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Klm e vista
la disastrosa situazione finanziaria in cui versano le casse di Alitalia. Il 31
marzo, ovvero lunedì prossimo, è la data che al momento mette tutti d'accordo.
Entro lunedì potrebbero essere messe le carte in tavola. Parigi ha chiesto al
Governo la disponibilità a dare un prestito-ponte ad Alitalia per consentire
l'acquisizione.
"Un
t" anche per il Wsj. Ma basterà?
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ma cosa
c'entra l'Alitalia? C'entra, perché per il quotidiano le vicende di questi
giorni rivelano che Berlusconi "è un politico disposto a fare di tutto pur
di riprendersi il potere. E questa non è certo una buona notizia, né per
l'Alitalia né per l'Italia". Conosciamo già l'obiezione.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Nel nome di una
cordata italiana, che tuttavia ancora non si vede all'orizzonte, il diavolo e
l'acqua santa si ritrovano assieme. La vendita di Alitalia ha la capacità di far camminare a braccetto Berlusconi e
Bertinotti, entrambi accomunati dalla volontà di dire no all'offerta di Air
France, seppur per motivi completamente diversi. La privatizzazione poi ha
messo l'un contro l'altro i ministri Bianchi e Bonino: il primo tifa apertamente
AirOne e sostiene che Alitalia può sopravvivere fino a fine anno; la seconda sottolinea
la crisi di liquidità della compagnia e l'esigenza di trattare con i francesi.
Trattativa che oggi continuerà con l'incontro fra Spinetta e i sindacati. A
PAGINA 3.
( da "Stampa, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
TERZO Ex ministro
incontrerà i dipendenti del Caseificio Un incontro con l'ex ministro Pietro
Lunardi sulla vicenda del Caseificio Merlo. L'appuntamento è per l'8 aprile
alle
( da "Stampa, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
ARMA AERONAUTICA Il
simulatore di volo nelle scuole della città Ha riscosso successo nella recente
rassegna TecnoAcqui, lo stand della sezione dell'Associazione Arma Aeronautica
in collaborazione con la società Massa Informatica in cui era possibile
cimentarsi con l'ultima edizione di Flight Simulator, il fortunato programma di
simulazione del volo di Microsoft. "Visto il successo e l'interesse -
commenta il presidente dell'Associazione, il comandante Ernesto Giolito -
pensiamo di riproporre l'iniziativa nelle scuole medie e superiori della città
per avvicinare i giovani al mondo del volo". La lezione di volo virtuale
sarà preceduta da una teorica sull'aerodinamica e sulla meccanica del volo.
"E' importante fare comprendere a chi si avvicina al mondo dell'aviazione
i concetti basilari dell'aerodinamica" prosegue Giolito. Il comandante ha all'attivo
circa 20 mila ore di volo su aerei veri. Nell'aeronautica militare ha volato su
MB 326 e G91. Quindi è entrato in Alitalia,
pilotando quasi tutti gli aeromobili della flotta dal Caravelle al Boeing 767.
Recentemente, ha realizzato un sito internet per gli appassionati
dell'aeronautica (www.flyitaly.it). Le scuole interessate all'iniziativa
promozionale, gratuita, possono scrivere a: e.giolito@flyitaly.it.
( da "Stampa, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Federico Geremicca
LE PENSIONI DI WALTER Probabilmente l'immagine che rende meglio l'idea dello
stato della competition elettorale tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi a
tre settimane dal voto è quella di una partita di calcio. Meglio: del secondo
tempo di un match che ricomincia con una squadra che torna in campo dopo aver
dato molto, se non tutto, nella prima frazione, e l'altra che - avendo potuto
giocare di rimessa - appare più fresca e in grado di controllare la partita.
Dopo un avvio sprint, infatti, il passo di Veltroni sembra essersi fatto più
pesante: e se è vero che ha recuperato parte dello svantaggio iniziale, la
sensazione è che nel momento in cui dovrebbe mettere a segno la rete decisiva
si ritrovi d'improvviso col fiato grosso e a corto di energie. Dopo la rimonta
iniziale, da una settimana i sondaggi segnano una fase di stagnazione; e messo
alle spalle l'avvio spettacolare e coraggioso fatto di rottura delle vecchie
alleanze e candidature a effetto, ora la campagna si combatte in un tran tran
un po' noioso (in un gioco a centrocampo, insomma) che avvantaggia soprattutto
chi deve difendersi. L'interrogativo dunque è: può - e come - Veltroni
ripartire all'attacco per completare la rimonta? Lo staff perennemente al
lavoro nel loft del Circo Massimo esclude cambi di rotta e colpi a sorpresa:
"Veltroni - spiegano - continuerà lungo la linea tracciata: niente
polemiche e toni alti, replica all'avversario solo se costretto e da adesso in
poi insistenza ancor maggiore sugli obiettivi programmatici del suo possibile
governo. E' il profilo di una campagna elettorale normale, finalmente da Paese
europeo: ed è un po' avvilente che la si consideri invece noiosa, solo perché
usciamo da quindici anni di competizioni condotte a colpi di insulti e di paure
del comunismo". Il fatto, però, che cambi di toni e di rotta non ce ne
saranno non vuol dire che Veltroni non abbia ancora in cantiere iniziative
capaci di far discutere. Il leader del Pd, infatti, si prepara a mettere in
campo alcune proposte tematiche di sicuro impatto: la prima, già oggi,
riguarderà le pensioni medio-basse, ferme da anni ed erose dall'inflazione. Ci
hanno lavorato per settimane Morando, Tonini e Treu, approdando ad una proposta
che punta ad agganciare questa fascia di pensioni al continuo aumento del costo
della vita. Sul piano dei "colpi d'immagine", invece, resta da calare
la carta della squadra di governo, che Veltroni vorrebbe riservare per gli
ultimi giorni di campagna elettorale. Il leader del Pd non annuncerà i nomi di
tutti e 12 i membri del suo possibile esecutivo ma solo quelli che al loft
definiscono i "ministri della società civile", cioè personalità non
parlamentari ma provenienti dal mondo dell'economia e delle professioni: si
tratterà di nomi illustri, portatori di competenze che dovrebbero garantire
circa l'efficacia dell'eventuale azione di governo. Basterà a ridare slancio
alla rincorsa del Pd? "Dipende naturalmente dal tipo di proposte che
avanzerà e dalla qualità di quella parte della squadra di governo che vorrà annunciare
- spiega Claudio Velardi, ex consigliere di D'Alema e fondatore, oltre che di
Reti, di New Politics, società di marketing politico e comunicazione
istituzionale -. E dipende, soprattutto, dalle mosse che farà il suo
avversario. La svolta alla campagna elettorale l'ha infatti
impressa Berlusconi con la sua sortita su Alitalia, tema di
sostanza e di grande impatto. Veltroni deve augurarsi che il Cavaliere non
abbia in serbo altri colpi così, e soprattutto deve sperare che alla fine il
duello tv si faccia, perché non c'è dubbio che nel confronto diretto la sua
freschezza comunicativa prevarrebbe sugli argomenti di Berlusconi".
Non dissimile è l'analisi di Antonio Polito, direttore de "Il
Riformista", che alla vicenda Alitalia
attribuisce - però - un valore ancor maggiore: "Berlusconi se ne sta
avvantaggiando - dice - perché con la sua sortita è riuscito a riportare al
centro della scena il governo Prodi, che Veltroni - al contrario - ha tentato
in ogni modo di far dimenticare e tener lontano dalla contesa. In Tv c'è di
nuovo Prodi che deve spiegare e difendersi, sono ricominciate le liti tra
ministri... Insomma di fronte agli italiani è ricomparso il teatrino che tanti
danni aveva fatto al centrosinistra. Credo che per uscire dalle secche -
conclude Polito - Veltroni dovrebbe puntare con forza su un tema altrettanto
concreto, tirando fuori soluzioni praticabili e accompagnate da dati e cifre.
Immagino ci proverà. E immagino lo farà sul tema del precariato, che lui stesso
ha definito la priorità delle priorità". Insomma, è necessaria una scossa.
Ma è a una scossa assai meno leaderistica che pensa, dal suo osservatorio
bolognese, Sergio Cofferati. "A Veltroni non si può chiedere di più. Sta
facendo una campagna elettorale ottima e impegnativa perché, dico per dire, se
annuncia che toccherà tutte le province italiane, poi deve farlo. L'importante
- però - è che prima e dopo l'arrivo del leader, in quelle province poi la
campagna elettorale cominci davvero, con le iniziative locali, i porta a porta,
i contatti personali... Questa legge elettorale non stimola certo l'attivismo
dei candidati, non essendoci le preferenze ed essendo tutti più o meno sicuri o
dell'elezione o del fatto che non saranno eletti: ma per completare la rimonta
è indispensabile la mobilitazione di tutto il popolo delle primarie".
Veltroni ci ha pensato, e domenica prossima saranno allestiti 12 mila gazebo
nei quali verranno distribuiti kit con materiale di propaganda pensato per
convincere gli elettori ancora indecisi. A quel punto, alla fine della campagna
elettorale mancheranno appena una decina di giorni. Un'inezia o un'eternità,
secondo i punti vista.
( da "Stampa, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Andrea Romano IL
CONTRATTO DI SILVIO C'è poco da fare, Silvio Berlusconi è ancora avanti.
Saranno cinque, sette o nove i punti di vantaggio sul Pd ma quel che conta è
che a meno di tre settimane dal voto il suo distacco si è fatto stabile e
robusto. In attesa di conoscere il colpo di scena con cui Walter Veltroni
tenterà di ribaltare la situazione, viene da domandarsi quale sia il segreto di
questo settantenne che sembra essersi acconciato ad una campagna elettorale di
piccolo cabotaggio senza essere mai stato neanche insidiato dall'inseguitore.
Difficile che la sua arma in più sia nascosta nella coalizione, che nel
frattempo si è fatta più circoscritta e radicale e nella quale non si notano
personalità in grado di aggiungere dosi rilevanti di carisma o prestigio.
Altrettanto prevedibile è stata fino ad oggi la qualità della sua proposta
politica, che a parte l'alzata d'ingegno dell'Alitalia (peraltro
tutta da verificare e a forte rischio di autogol) si è organizzata su uno
spartito già ampiamente noto: contratto con gli italiani, anticomunismo,
sicurezza. Il tutto ripreso dal suo bagaglio più tradizionale ma recitato su
toni più bassi di qualche ottava, senza i fuochi d'artificio dei tempi che
furono e con l'aggiunta di una pacatezza - questa sì sconosciuta - verso
un futuro economico che il berlusconismo prima maniera ci avrebbe descritto
come sfavillante contro ogni evidenza. Persino il look e il linguaggio del
corpo si sono fatti più flemmatici, al limite dell'indolenza, con abbondanza di
tristi camicie scure e la curiosa prevalenza del comizio da predellino sul
gigantismo da palco al quale ci eravamo abituati. Nonostante questo e molto
altro di già visto e sentito, Berlusconi appare lanciato verso la sua terza
vittoria elettorale. Perché alla fine dei conti anche questo voto coinciderà
con un referendum popolare sulla sua persona, sul profilo di colui che nel
quindicennio della transizione italiana ha rappresentato l'unico motore
immobile della nostra politica. In assenza di autentiche alternative alla sua
leadership, in mancanza di competitori sufficientemente forti o coraggiosi da
sfidarne il carisma di cui gode presso i moderati italiani, l'elettorato sembra
pronto a riprendersi quanto era stato accantonato dal voto del 2006 pur di
lasciarsi alle spalle i due anni dell'Unione. Due anni che continuano a pesare,
con la loro eredità tutt'altro che dimenticata di confusione politica e
personale, nonostante gli sforzi che in queste settimane Walter Veltroni ha
dedicato a farci immaginare che dall'oggi al domani una nuova e luminosa alba
fosse iniziata per l'Italia e per il centrosinistra. Perché forse il vero
segreto dell'ostinato successo di Berlusconi è proprio qui. Nel fatto che -
nonostante i ridondanti annunci di novità - quelli che si fronteggiano sono i
medesimi schieramenti che abbiamo conosciuto in tutti questi anni. Lo stesso
Veltroni si è limitato a tonificare le proprie truppe, a superare il torpore
dell'ultimo prodismo, dando qualche rinfrescata qua e là senza mutare la
sostanza di una proposta e di un costume politico di cui l'Italia ha visto la
concreta applicazione negli anni più recenti. E già oggi, nell'attesa di un
miracoloso sfondamento da realizzare in meno di venti giorni, i suoi strateghi e
luogotenenti sembrano concentrati sulla soglia di sconfitta minimamente
accettabile per farlo rimanere al comando di quanto resterà del Partito
democratico. Una volta smaltito l'effetto-novità dei primi giorni, sono due le
vecchie ricette che tornano ad affrontarsi in quella che le cronache
ricorderanno come l'ennesima e inconcludente campagna elettorale della
lunghissima transizione italiana. Una campagna che si appresta a concludersi
con la vittoria di colui che più di altri ha rappresentato la continuità
politica e culturale del quindicennio, anche nella sua ultima e più prevedibile
versione. www.lastampa.it/romano.
( da "Stampa, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
L'ad di Air France
Spinetta ammorbidisce il piano. E sul salvataggio della
compagnia è scontro tra Prodi e la Cisl Alitalia, tagli
più leggeri Trattativa non-stop. Intervista alla Bonino: Lufthansa è scappata
per i sindacati Air France punta a chiudere l'accordo e per questo l'ad
Spinetta è pronto a trattare "ad oltranza" anche oltre il termine del
31 marzo. Inoltre, la compagnia è pronta a riassorbire nel suo gruppo
una parte dei piloti in esubero dal settore cargo. Sul salvataggio di Alitalia è polemica fra il premier, Romano Prodi, e la Cisl.
In un'intervista a "La Stampa" Emma Bonino sostiene che Lufthansa ha
deciso di lasciare per timore dei sindacati. ALLE PAG. 2 E 3.
( da "Stampa, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Intervista Emma
Bonino TANTE CONDIZIONI RISTRUTTURAZIONE "Paura dei sindacati Così sono scappati
tutti gli acquirenti" ANTONELLA RAMPINO "All'inizio della gara troppe
garanzie per l'occupazione" "Qualunque cordata dovrà innanzitutto
ridurre il personale" ROMA Quanti ne ho visti, di partner e acquirenti
potenziali che atterravano nella trattativa e decollavano spaventati dopo
poco... China Airways e Singapore Airlines, Emirates, praticamente non c'era
viaggio di Stato in cui non si cercasse di piazzare Alitalia,
dopo che gli americani di Texas Pacific, i miglior ristrutturatori di compagnie
aeree al mondo, si son tirati via per paura dei sindacati italiani, e dopo che
gli advisor hanno verificato come inconsistente la proposta di Air One...
Bonanni dice che è stato il governo a far scappare Lufthansa? Quello tedesco
era il piano più serio, il preferito forse da Padoa-Schioppa: hanno avuto anche
loro paura dei sindacati. Io ho un'esperienza diretta, ne parlai con l'emiro,
nonché primo ministro, del Qatar. E che mi rispose, pure lui? Se con i
sindacati ve la vedete voi prima, bene, altrimenti...". E' un fiume in
piena Emma Bonino sulla vexata quaestio di Alitalia. E
per forza: il dossier ce l'aveva già sul tavolo ai tempi della Commissione
europea. Per questo dice che "il problema non è solo l'asse statalista da
Bertinotti a Berlusconi: l'assistenzialismo in Italia esiste fin dai tempi
della Dc, un male endemico contro cui noi radicali ci siamo battuti. Temo che
questo revival dirigista in salsa nazionalista sortisca come effetto il ritiro
dell'unica offerta seria, quella di Air France, e il fallimento di Alitalia con quasi 20 mila disoccupati". Anche il
governo Prodi però l'ha tirata in lungo. .. "Abbiamo scontato un tasso di
complicazione da discussione collegiale di cui avrei fatto volentieri a meno.
Ma non c'è mai stato tatticismo e men che meno sulle spalle dei lavoratori.
Nella prima fase, sotto la spinta sindacale, sono state poste condizioni
occupazionali che nessuna compagnia avrebbe potuto accettare. Ma dopo, Prodi e
Padoa-Schioppa hanno fatto di tutto per sollecitare le imprese italiane a un impegno
serio. Nessuno si è fatto avanti, solo Air France con l'unico piano possibile.
Ridurre il personale e ristrutturare pesantemente è del resto quel che
toccherebbe comunque a qualsiasi cordata". Non è quel che sostengono
Berlusconi e l'anti-mercatista Tremonti... "Tutto quel che disse Tremonti,
qualche settimana fa, è che l'Alitalia è come
gli skilift, perché non necessariamente un'azienda pubblica deve essere in
attivo, quel che conta è che guadagni l'indotto. Io gli chiesi se Alitalia e uno skilift sono proprio la stessa cosa, ma non mi rispose.
Per Berlusconi si tratta di una cordata più elettorale che imprenditoriale.
Palazzo Chigi lo ha sempre tenuto informato, e fino a una settimana fa, mentre
sulle nomine non c'è stato nessun via libera, su Alitalia
il messaggio che veniva da Berlusconi era univoco: avanti velocemente con Air
France perché non vogliamo ereditare la patata bollente. Probabilmente
nell'ultima settimana ha valutato di avere tra le mani una buona carta
elettorale. Ma perché alla cordata non ci ha pensato nei cinque anni del suo
governo e nei due di trattative per la vendita di Alitalia?".
E' vero che in cassa fino al 31 marzo ci sono solo 100 milioni? Formigoni e il
ministro Bianchi contestano il dato. "Il calcolo parte dal piano Prato di
fine gennaio. I dati sono anche sul sito Internet di Alitalia.
Nel frattempo, il prezzo del carburante è aumentato, e Alitalia
rischia di perdere l'open sky, la liberalizzazione dei voli con gli Usa. Al 31
marzo bisogna portare i libri in tribunale a meno di un prestito ponte che
Bruxelles autorizzerà solo a fronte di una vendita certa. E Formigoni sa
benissimo che solo il 38% dei passeggeri del Nord utilizza Malpensa, da Torino,
per esempio, si va a Francoforte e di lì si prende il volo per il mondo. Per
questo Malpensa è in passivo. Berlusconi farebbe bene a chiedersi quanti voti
gli può portare la difesa leghista di Malpensa". Eugenio Scalfari stima in
14 miliardi la cifra necessaria per rilevare e rilanciare Alitalia.
Concorda? "Se non si ha il background di una grande compagnia come Air
France-Klm, e si tiene conto degli investimenti necessari in 5 anni per portare
Alitalia in attivo, la stima è verosimile. Quale
cordata italiana ha la solidità finanziaria per imbarcarsi in un'operazione di
questa portata?".
( da "Stampa, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Gli ex top manager
Colloqui "Sì, di troppi veti si può morire" LUIGI GRASSIA Domenico
Cempella, Fausto Cereti, Giovanni Bisignani: a tre ex top manager Alitalia i moniti di Prodi e l'accusa della Bonino ai
sindacati in quanto palla al piede della compagnia di bandiera evocano tre
differenti memorie storiche e altrettante reazioni diverse. Quella meno
polemica è di Cempella, amministratore delegato fra il 1996 e il 2001; al
telefono non vorrebbe parlare, ma una frase se la lascia scappare:
"L'atteggiamento dei sindacati è direttamente collegato al tipo di manager
che hanno di fronte. Con me non sono mai stati una palla al piede...".
Invece Cereti, che di Alitalia fu
presidente fra il '96 e il 2003 e oggi è presidente dell'Assaereo che federa le
compagnie italiane, conviene che "sì, i sindacati sono stati davvero una
delle palle al piede di Alitalia". Anche se non l'unica. La sua esperienza dice che
"ogni volta che in Alitalia si è provato a cambiare qualcosa, a far capire che non si
poteva andare avanti alla solita maniera come se niente fosse, partiva subito
la telefonata a Palazzo Chigi e lì, purtroppo, i sindacati trovavano immediata
attenzione", dai governi di entrambi gli schieramenti politici. E una
volta ci si è spinti, accusa Cereti, a nominare "un presidente di Alitalia che difendeva Malpensa e un amministratore delegato
che tifava per Fiumicino". Il risultato è che "Alitalia
in tutti questi anni non ha mai avuto la possibilità di innovare". A suo
giudizio c'è un denominatore comune negli errori ripetuti nel tempo: "Non
si mai accettata l'idea di competere. Si è sempre coltivata l'illusione di
poter conservare o ripristinare, prima o poi, il monopolio. È la stessa cosa
che sogna adesso chi dice: facciamo la fusione con Air One, facciamo una grande
azienda italiana e buttiamo fuori tutti gli altri". E se si fa notare a
Cereti che all'estero la maggior parte delle compagnie di bandiera sono rimaste
semi-monopoliste nei rispettivi mercati, l'ex top manager ribatte che "le
altre compagnie hanno intrapreso dure ristrutturazioni. Hanno cambiato il loro
atteggiamento verso il pubblico. E hanno assorbito gli operatori che non si
sono confrontati col mercato e sono falliti, come era giusto ". Esempi
negativi: "La belga Sabena, che mentre era in corso l'ultimo sciopero dei
suoi piloti è fallita. E la Swissair, per la quale il governo di Berna ha
organizzato un'operazione simile a quella che tenta oggi Berlusconi, mettendo
assieme le industrie svizzere, il Crédit Suisse, la Zurich, la Nestlè. Ma pur
avendo la nuova Swiss riassunto solo la metà dei piloti dopo il fallimento, nel
giro di due anni è affondata di nuovo ed è stata assorbita dalla
Lufthansa". Del resto a Bruxelles vedono in questo un fenomeno positivo,
dicono che in Europa devono rimanere solo tre compagnie, e ormai è chiaro che i
poli saranno Lufthansa, Air France e British Airways. L'estrema illusione dei
sindacati, dice Cereti, è che si possa tirare avanti col commissariamento, come
si è fatto, in tutt'altro settore, con Parmalat. "Ma la Parmalat
commissariata era in grado di sopravvivere giorno dopo giorno come industria.
Invece Alitalia perde due milioni di euro ogni 24 ore.
Se arrivasse un commissario potrebbe fare solo due cose: liquidare o vendere a
pezzi. E in entrambi i casi i posti di lavoro sarebbero perduti". Cereti
chiude con un'osservazione maliziosa: "Questi giovanotti, sempre gli
stessi, che fanno i sindacalisti del trasporto aereo da 40 anni non vogliono
cedere perché temono che con tutto il resto spariscano anche i loro
sindacati". Giovanni Bisignani, a.d. di Alitalia
dall'89 al '
( da "Stampa, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
GIOVANNI BISIGNANI
DOMENICO CEMPELLA "Tagli impossibili L'unica strategia era la
crescita" "Tutto dipende da chi è al timone. Con me niente palle al
piede" Domenico Cempella, Fausto Cereti, Giovanni Bisignani: a tre ex top
manager Alitalia i moniti di Prodi e l'accusa della
Bonino ai sindacati in quanto palla al piede della compagnia di bandiera
evocano tre differenti memorie storiche e altrettante reazioni diverse. Quella
meno polemica è di Cempella, amministratore delegato fra il 1996 e il 2001; al
telefono non vorrebbe parlare, ma una frase se la lascia scappare:
"L'atteggiamento dei sindacati è direttamente collegato al tipo di manager
che hanno di fronte. Con me non sono mai stati una palla al piede...".
Invece Cereti, che di Alitalia fu
presidente fra il '96 e il 2003 e oggi è presidente dell'Assaereo che federa le
compagnie italiane, conviene che "sì, i sindacati sono stati davvero una
delle palle al piede di Alitalia". Anche se non l'unica. La sua esperienza dice che
"ogni volta che in Alitalia si è provato a cambiare qualcosa, a far capire che non si
poteva andare avanti alla solita maniera come se niente fosse, partiva subito
la telefonata a Palazzo Chigi e lì, purtroppo, i sindacati trovavano immediata
attenzione", dai governi di entrambi gli schieramenti politici. E una
volta ci si è spinti, accusa Cereti, a nominare "un presidente di Alitalia che difendeva Malpensa e un amministratore delegato
che tifava per Fiumicino". Il risultato è che "Alitalia
in tutti questi anni non ha mai avuto la possibilità di innovare". A suo
giudizio c'è un denominatore comune negli errori ripetuti nel tempo: "Non
si mai accettata l'idea di competere. Si è sempre coltivata l'illusione di
poter conservare o ripristinare, prima o poi, il monopolio. È la stessa cosa
che sogna adesso chi dice: facciamo la fusione con Air One, facciamo una grande
azienda italiana e buttiamo fuori tutti gli altri". E se si fa notare a
Cereti che all'estero la maggior parte delle compagnie di bandiera sono rimaste
semi-monopoliste nei rispettivi mercati, l'ex top manager ribatte che "le
altre compagnie hanno intrapreso dure ristrutturazioni. Hanno cambiato il loro
atteggiamento verso il pubblico. E hanno assorbito gli operatori che non si
sono confrontati col mercato e sono falliti, come era giusto ". Esempi
negativi: "La belga Sabena, che mentre era in corso l'ultimo sciopero dei
suoi piloti è fallita. E la Swissair, per la quale il governo di Berna ha
organizzato un'operazione simile a quella che tenta oggi Berlusconi, mettendo assieme
le industrie svizzere, il Crédit Suisse, la Zurich, la Nestlè. Ma pur avendo la
nuova Swiss riassunto solo la metà dei piloti dopo il fallimento, nel giro di
due anni è affondata di nuovo ed è stata assorbita dalla Lufthansa". Del
resto a Bruxelles vedono in questo un fenomeno positivo, dicono che in Europa
devono rimanere solo tre compagnie, e ormai è chiaro che i poli saranno
Lufthansa, Air France e British Airways. L'estrema illusione dei sindacati,
dice Cereti, è che si possa tirare avanti col commissariamento, come si è
fatto, in tutt'altro settore, con Parmalat. "Ma la Parmalat commissariata
era in grado di sopravvivere giorno dopo giorno come industria. Invece Alitalia perde due milioni di euro ogni 24 ore. Se arrivasse
un commissario potrebbe fare solo due cose: liquidare o vendere a pezzi. E in
entrambi i casi i posti di lavoro sarebbero perduti". Cereti chiude con
un'osservazione maliziosa: "Questi giovanotti, sempre gli stessi, che
fanno i sindacalisti del trasporto aereo da 40 anni non vogliono cedere perché
temono che con tutto il resto spariscano anche i loro sindacati". Giovanni
Bisignani, a.d. di Alitalia dall'89 al '
( da "Stampa, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Prodi alle sigle dei
lavoratori: "Siate responsabili Texas Pacific cercava soci italiani, non
li ha trovati" [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Otto anni di contratto
garantito per le attività di terra che rimarrebbero fuori della nuova Alitalia, posto garantito per i 150 piloti del settore Cargo
in via di dismissione, piano di rilancio per Atitech, la controllata napoletana
addetta alla manutenzione degli aerei più vecchi della flotta: non sarà il
punto di arrivo della trattativa ed è improbabile che ai sindacati basterà, ma
le indiscrezioni che ieri filtravano dal quartier generale di Air France-Klm
sulle modifiche al piano Alitalia confermano che,
nonostante i proclami del Cavaliere, Jean-Cyril Spinetta non vuole abbandonare
il campo. Alle 21,15 di ieri il manager francese - stavolta solo e con un volo
Air France - è sbarcato a Roma. Alle 14 di oggi, dopo un incontro con Maurizio
Prato, ritenterà l'accordo con le nove sigle della compagnia. Ha con sé un
documento di trenta pagine: "Siamo disposti a trattare ad oltranza",
dicevano ieri da Parigi. La mezzanotte del 31 marzo non sarà un termine
perentorio: se fosse necessario qualche giorno in più, "ce lo
prenderemo". Spinetta sa che dopo il 13 aprile potrebbe trovare sulla sua
strada Berlusconi, la Lega e il fantasma di Malpensa; ma se nel frattempo
chiudesse con i sindacati otterrebbe il via libera del Partito Democratico e
avrebbe sottratto un argomento al centro-destra. Benché ormai tema l'attivismo
di Berlusconi, Spinetta si fa forte del fatto che la sbandierata cordata
tricolore ancora non c'è. Ieri Romano Prodi lo ha detto esplicitamente:
"Il governo è aperto a eventuali nuove proposte ma finora non ci sono
state alternative serie e concrete ad Air France-Klm". Complice la pausa
festiva, Berlusconi non ha più esternato. A tenere vivo un dibattito che
imbarazza la Consob ci ha pensato domenica Alessandro Bianchi. L'ormai ex
ministro dei Trasporti ha smentito il collega Padoa-Schioppa sulle condizioni
finanziarie della compagnia: "Un allarme ingiustificato". Eppure
l'ultima comunicazione alla Consob del 31 gennaio parla di 282 milioni di
liquidità: nella migliore delle ipotesi, e a meno di
immediate operazioni di cessione, Alitalia ha
ossigeno per due mesi. Per allora, in mancanza di garanzie, qualunque fornitore
si guarderà bene dal concedere credito ad Alitalia. I
sindacati si trovano a camminare lungo il burrone: la proposta franco-olandese
potrebbe essere l'ultima prima del commissariamento. Prodi quasi li
intima: "Devono capire che hanno un ruolo di grande responsabilità nei
confronti dei loro lavoratori e del Paese". Al premier non piace per nulla
l'asse fra le sigle e Berlusconi a favore di un prestito-ponte per tentare
nuove strade. L'offerta di Lufthansa? "Il comitato di sorveglianza composto
per lo più da sindacalisti ha rinunciato a fare l'offerta dopo aver incontrato
i colleghi italiani". La cordata italiana? "Gli americani di Texas
Pacific e Mediobanca hanno cercato soci italiani. Si sono ritirati perché non
li hanno trovati". In queste ultime ore le sigle sembrano andare in ordine
sparso: più trattativiste la Cgil e la Uil ("Il nostro senso di
responsabilità è fuori discussione anche in questa circostanza", diceva
ieri Guglielmo Epifani), ancora sulle barricate il leader della Cisl Raffaele
Bonanni: "Prodi non dice che Lufthansa si è ritirata perché sapevano del
suo rapporto indissolubile con Air France-Klm". Risponderà Prodi
attraverso il fido sottosegretario Enrico Micheli: "Ho conosciuto e
trattato personalmente con i grandi segretari della Cisl, ma mai mi era
capitato di leggere una dichiarazione tanto singolare come quella dell'attuale,
ineffabile segretario Bonanni". In molti ora attendono di capire come
andrà a finire il confronto fra Air France-Klm e i sindacati: in primis la Air
One di Carlo Toto, Intesa Sanpaolo e Texas Pacific, che il dossier non lo hanno
mai del tutto chiuso. Venerdì ci sono stati contatti fra il responsabile
investment banking della banca milanese Gaetano Micciché e il numero uno
italiano di Tpg Davide Croff. Se Prodi o il nuovo governo fossero costretti al
commissariamento, per imporre il risanamento non ci sarebbe più bisogno di
alcun consenso sindacale. Anche Spinetta è tentato di prendere tempo, ma sa che
in quel caso la cordata tricolore o la variante a stelle e strisce avrebbero la
meglio.
( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Air France
:"Nuovo piano"Prodi: "In Italia niente di serio" caso alitalia dal nostro inviato PAOLO CRECCHI Sestri Levante.
Domani Tino Barbera avrebbe dovuto cedere lo Schooner a Umberto Smaila, ma
venerdì pomeriggio è morto Barbera e lunedì notte è stato incendiato lo
Schooner. I carabinieri ritengono che la relazione tra i due avvenimenti sia
improbabile, ma intanto hanno fermato i presunti piromani: Carmelo
Mineo, 23 anni, e Luca Ministi, 34. Gestiscono due locali a Sestri Levante. La
Procura ha chiesto che l'autopsia di Barbera, prevista per oggi, sia
particolarmente accurata. Davvero il patron dello Schooner è stato ucciso da
un'onda anomala, come per ora dice l'inchiesta? segue >> 3 25/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Sembra
che il caso Alitalia sia arrivato
alla stretta finale. Al di là di come la si pensi circa la soluzione che è
stata scelta (forse a questi punti non c'era più niente da fare) mi domando
come mai si è aspettato di arrivare fino all'ora estrema. In tutti questi anni
periodicamente il problema saltava fuori ma nessun governo, nessun politico ha mai voluto
affrontarlo con la dovuta responsabilità che richiedeva. Ecco la parola chiave:
responsabilità, quella responsabilità che nel nostro Paese nessuno, a nessun
livello, si vuole prendere. Chi non fa non sbaglia. Anche se la vicenda di Alitalia, come tante altre vicende, finisse nel peggiore dei
modi, non potrebbero mai essere individuati dei responsabili, non si potrebbero
imputare colpe a nessuno e nessuno pagherebbe per quello che non ha fatto.
Anche se il non fare in molti casi è peggio del fare male. Ma siamo sicuri che
questo modo di comportarsi non ricada mai sulle spalle di qualcuno? O è sempre
il popolino che in un modo o nell'altro ne paga le conseguenze? - Un cucchiaino
per uno e la leviamo di lì! Giovanni Barsanti E-MAIL 25/03/2008 tax corner i quesiti
su imposte e tasse avvocato SARA ARMELLA Scrivere a: Il Secolo XIX piazza
Piccapietra 21 rubrica: Tax Corner - 16121 Genova fax. 010 5956060; e-mail:
taxcorner@ilsecoloxix.it 25/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
"expo 2015,
milano sarà danneggiata" assoedilizia Roma. Il caso Alitalia può influire negativamente sul parere che il Bureau
International des Expositions (Bie) si appresta a dare su Expo
( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Ministri divisi su
tutto Prodi: "Cordata italiana? Mai vista". E il ministro dei
Trasporti attacca il collega dell'Economia: "Alitalia ha
risorse fino a dicembre" 25/03/2008 Roma. Una cordata italiana per l'Alitalia? Sarebbe "auspicabile" ma "finora non si è visto
nulla". Alla vigilia della trattativa tra sindacati e Air France, Romano
Prodi rompe il silenzio, che si era imposto nei giorni scorsi: invita chi frena
sulla cessione ai francesi a evitare "speculazioni politiche"
e chiede ai sindacati di mostrare "senso di responsabilità". Ma ormai
la campagna elettorale è il vero ostacolo sulla strada di una soluzione a breve
e condiziona il destino della compagnia di bandiera. Nel governo è rissa sui
tempi mentre la sinistra radicale cavalca la cordata italiana evocata da Silvio
Berlusconi, su cui Prodi si mostra scettico ma non ostile: "Siamo aperti a
una cordata italiana a patto che ci sia. Finora però non ho visto cose
serie". Non basta tirare fuori i soldi per portarsi a casa l'azienda: ci
vuole "una proposta concreta con le risorse e le persone, un piano
industriale" per rilanciare la compagnia. A chi lo accusa di aver favorito
Air France, Prodi chiarisce perché gli altri potenziali compratori si sono
ritirati: gli americani del fondo d'investimento Tpg non hanno trovato partner
in Italia e Lufthansa si fatta da parte dopo un incontro con i sindacati. Ma
non c'è più solo Berlusconi e il Pdl a mettersi di traverso per sabotare la
trattativa con i francesi: anche la sinistra radicale rema contro con il
ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, che si scontra con il collega
dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, mettendo in discussione i tempi stretti
concordati con Air France (il tavolo sindacale dovrebbe chiudersi entro il 31
marzo). Come non bastasse, la Cisl è sul piede di guerra e attacca Prodi per le
sue accuse ai sindacati: "Lufthansa? Rapporto molto soddisfacente. Voleva
salvare Malpensa. Ma si ritirò di fronte al rapporto indissolubile tra Prodi e
Air France", dice Raffaele Bonanni, il leader della Cisl. Un'accusa
pesante, che rischia di complicare una vicenda che, se già era un rebus, ora si
tinge sempre più di giallo: la cordata italiana che forse c'è ma non si vede;
Lufthansa, alleata commerciale del capofila della presunta cordata (Air One di
CarloToto), che forse manovra nell'ombra per tornare in gioco e trova una
sponda nella Cisl; un ministro del governo Prodi, Bianchi, che solo ora
contesta i tempi stretti e sostiene che Alitalia
avrebbe in cassa abbastanza soldi per arrivare fino a dicembre. La partita si
complica perchè si rafforza il fronte di chi vuole arrivare fino al voto del 14
aprile senza una firma sotto il contratto con Air France. Ma il ministro Emma
Bonino critica la sortita del collega Bianchi: "Lo trovo sconcertante.
Basta andare sul sito di Alitalia e e verificare la
posizione finanziaria al 31 gennaio. A quella data, c'erano 282 milioni. E a
marzo rimangono poco più di 100 milioni", spiega la Bonino. Bianchi non si
cura delle critiche e insiste: "La scadenza del 31 marzo non è perentoria.
La cordata italiana? Mi sembra una trovata elettorale. Ma è opportuno rimanere
aperti a tutte le offerte per ottenere un risultato migliore", è la tesi
del ministro. Anche il leader della Sinistra Arcobaleno Fausto Bertinotti si fa
tentare dalla soluzione sponsorizzata da Berlusconi: "Il progetto va
discusso". Il Pdl intanto cavalca il caso Alitalia
e sfrutta le divisioni del defunto centrosinistra. Il coordinatore di Fi,
Sandro Bondi, chiede che il governo riferisca in Parlamento e il suo vice,
Fabrizio Cicchitto, invita a "evitare un nuovo caso Sme". Anche la
Lega Nord, che lavora contro il piano Air France e si oppone al all'abbandono
di Malpensa, non risparmia bordate a Prodi: "Chi ha ragione tra Bianchi e
Padoa-Schioppa?", si chiede Roberto Calderoli. E poi c'è Bonanni che butta
altra benzina sul fuoco, quando attribuisce l'abbandono di Lufthansa a un
presunto rapporto privilegiato tra Prodi e Air France. Accuse che si
trasformano in nuove munizioni per il Pdl e la Lega. "La situazione è
drammatica. C'è una rissa tra i ministri. E anche la Cisl accusa Prodi di
interesse privato. Sembra che il governo sia impegnato a far fallire l'Alitalia", incalza Roberto Maroni. Restano le
riflessioni amare di Prodi: sulla cordata italiana, che finora non si è vista,
e sul ruolo dei sindacati, che avrebbero messo in fuga Lufthansa. Messa così,
Air France appare come l'ultima spiaggia per Alitalia
ma, nonostante l'acqua alla gola, l'approdo di fortuna non è affatto scontato.
michele lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 25/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
17 gennaio: il cda
decade dopo le dimissioni di Jean-Cyril Spinetta, che seguono di qualche giorno
quelle di Gabriele Checchia. L'amministratore delegato Giancarlo Cimoli resta
per l'ordinaria amministrazione. 9 febbraio: il Tesoro
indica il giurista Berardino Libonati alla presidenza di Alitalia. 13 febbraio: 5 le cordate in gara per la fase di presentazione
delle offerte non vincolanti: AP Holding di Carlo Toto con il supporto
finanziario di Intesa-Sanpaolo; il fondo salva-imprese di Carlo De Benedetti Management
& Capitali; MatlinPatterson Global Advisers; Texas Pacific Group
Europe; Unicredit Banca Mobiliare. 25/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
9 gennaio: missione
in Italia del numero uno di Af-Klm, Jean-Cyril Spinetta. 30 gennaio: il cda di Alitalia approva il budget 2008 e conferma la necessità di
una ricapitalizzazione da 750 milioni a metà 2008 per contenere l'insostenibile
trend di perdite. 31 gennaio: AirOne fa ricorso al Tar del Lazio contro
l'esclusiva a Air France-Klm nella trattativa con Alitalia.
5 febbraio: la Sea chiede un risarcimento danni ad Alitalia
di 1,250 miliardi di euro per la vicenda Malpensa. 14 febbraio: Air France-Klm
fa sapere che andrà avanti solo se il futuro governo italiano sarà a favore delle nozze con Alitalia, altrimenti "ci
fermeremo". 20 febbraio: il Tar del Lazio decide di non sospendere in via
cautelare, come richiesto da Air One, la trattativa in esclusiva tra Alitalia ed Air France-Klm. 29 febbraio: Alitalia informa
che al 31 gennaio l'indebitamento è salito a 1,28 miliardi di euro e le
disponibilità e crediti finanziari a breve sono ridotti a 282 milioni (-23,2%
in un mese). 3 marzo: il Consiglio di Stato accoglie il ricorso di Air One
contro l'acquisizione, da parte di Alitalia, del
gruppo Volare e ordina di rinnovare la gara. 6 marzo: il presidente Maurizio
Prato incontra i sindacati e assicura che il piano di Air France-Klm prevede
"soluzioni non traumatiche" e che l'offerta sarà vincolata
all'accordo con i sindacati. 10 marzo: il cda di Air France-Klm autorizza la
presentazione per il 14 marzo di una offerta soggetta a condizioni sospensive
tra cui l'accordo con i sindacati e garantisce che Alitalia
resterà una compagnia di bandiera. 11 marzo: il Consiglio di Stato respinge la
richiesta di sospensiva con la quale AirOne aveva chiesto di fermare la
trattativa tra Alitalia e Air France-Klm. 14 marzo: al
termine delle otto settimane di trattativa in esclusiva, Air France-Klm
presenta l'offerta vincolante. 15 marzo: il cda di Alitalia
esamina la proposta di acquisizione da parte del gruppo franco-olandese e dà il
via libera all'unanimità. 25/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
16 aprile: le
cordate si riducono a tre: Tpg, Aeroflot e AP Holding presentano al Tesoro le
proprie offerte preliminari non vincolanti. 17 luglio: AirOne annuncia di
abbandonare la gara, che di fatto fallisce. 31 luglio: il presidente Berardino
Libonati si dimette dalla compagnia. Al suo posto arriva Maurizio Prato. 30
agosto: il cda vara un "piano di sopravvivenza e di transizione", che
prevede tra l'altro esuberi, sospensioni di voli in passivo, ridimensionamento
dello scalo di Malpensa. 25 settembre: Prato avvia la ricerca di acquirenti
"a tutto campo". 8 ottobre: il cda delibera di verificare l'interesse
di Aeroflot, Air France-Klm, Ap Holding, cordata Baldassarre, Lufthansa, Tpg.
19 novembre: Aeroflot rinuncia. 30 novembre: l'indebitamento a fine ottobre
sale a 1,182 miliardi. 14 dicembre: le azioni Alitalia perdono valore in borsa per le voci di offerte inferiori alle
attese da parte di Air France-Klm e AirOne. 21 dicembre: il cda sceglie Air
France-Klm per la trattativa in esclusiva per la cessione del 49,9% del Tesoro.
28 dicembre: il governo dà via libera alla trattativa in esclusiva con Air
France-Klm. Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa indica otto
settimane di negoziato per la presentazione dell'offerta vincolante.
25/03/2008.
( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Il premier:
"Avete già fatto fuggire Lufthansa. Sono aperto a una cordata italiana, ma
finora non esiste". Oggi vertice decisivo Alitalia, Prodi contro i sindacati Air France rilancia: siamo pronti alla
trattativa ad oltranza ROMA - Prodi interviene sul caso Alitalia e attacca i sindacati: "L'interesse di Lufthansa è venuto
meno quando li ha incontrati". E ha aggiunto: "Sono aperto a una
cordata italiana, ma finora nessuno si è presentato". Intanto, in
attesa del vertice decisivo di oggi, Air France rilancia: "Pronti alla
trattativa ad oltranza". CILLIS, IEZZI E LIVINI ALLE PAGINE 6 E 7.
( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Spinetta
rinuncia alla scadenza del 31 marzo. Oggi al via l'incontro decisivo sui tagli
Air France: "Trattiamo a oltranza" apertura su piloti, servizi e
cargo Sul piatto 135 milioni per gli esodi incentivati. La priorità: evitare il
commissario LUCIO CILLIS ETTORE LIVINI ROMA - Meno tagli in Az servizi, più
piloti per il cargo (che potrebbe vivere oltre il 2010), più risorse per esodi
anticipati e la disponibilità a concedere qualche giorno in più per le
trattative, scavalcando il 31 marzo ma evitando di far tracimare la partita Alitalia - già ampiamente politicizzata - fino a ridosso
delle elezioni. Air France e i vertici della Magliana si preparano a presentare
oggi ai sindacati un poker di proposte per provare a riallacciare i fili di un
dialogo interrotto bruscamente la scorsa settimana. Le delegazioni delle due
società hanno lavorato agli ultimi dettagli anche ieri. I francesi, a stretto
contatto con i vertici Alitalia (in riunioni no stop
tenute nella sede di Parigi fino a sabato) hanno limato alcuni passaggi
dell'offerta. Sul tavolo Jean-Cyril Spinetta (da ieri sera a Roma) potrebbe
portare come novità e segnale di attenzione alla trattativa, un ridotto numero
di esuberi tra i piloti (da
( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Alitalia, scontro Prodi-sindacati "Avete già fatto
fuggire Lufthansa" Cgil, Cisl e Uil: chiacchiere, i prescelti erano i
francesi Il Pdl: il capo del governo venga in Aula. La Bonino: Bianchi, parole
sconcertanti LUCA IEZZI ROMA - Romano Prodi contrattacca su Alitalia
e risponde alle polemiche sulla gestione della privatizzazione: a Silvio
Berlusconi che evoca una cordata alternativa ricorda: "Siamo sempre stati
aperti all'ipotesi di una cordata italiana, il problema è che finora non si
sono viste cose serie". Invece, ai sindacati che parlano di svendita ad
Air France rinfaccia che "Il board dei supervisor di Lufthansa, composto
per lo più da sindacalisti ed ex sindacalisti, ha incontrato i sindacati
italiani e hanno rinunciato a fare l'offerta". Il premier, in
un'intervista a Sky Tg 24 ricorda anche il passaggio decisivo dell'incontro tra
le sigle dei lavoratori e la compagnia transalpina e ai primi chiede
"grande senso di responsabilità: mettono in rilievo i problemi che porta
loro l'offerta Air France, ma i problemi che può portare un'offerta alternativa
di chi non è nel settore non sono certamente inferiori dal punto di vista
dell'occupazione. Io penso quindi che sia bene pensare al futuro dell'azienda
con molta coscienza". "Non vogliamo che quello su Alitalia
diventi un discorso a breve, di speculazione politica. Vogliamo che ci sia
veramente un rilancio della compagnia" ha sottolineato Prodi, ribadendo
comunque che al governo non è pervenuta nessuna offerta alternativa seria oltre
a quella di Air France-Klm, men che meno tricolore: "Quando Tpg si è
presentato insieme a Mediobanca - ha ricordato - un fondo che ha la maggiore
esperienza di ristrutturazione di linee aeree del mondo, i loro dirigenti
avevano messo come condizione che ci fossero degli uomini d'affari italiani che
partecipassero. Texas Pacific Group si è ritirato perché non ha trovato
nessuno". Le parole di Prodi scatenano la reazione dell'opposizione che va
all'attacco con il portavoce di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti, che chiede
che il premier riferisca in Parlamento: "Gli italiani sono sempre più
convinti che la sinistra voglia svendere Alitalia ai
francesi. Ne parli in Aula". E scoppia anche un nuovo scontro nel governo:
per il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi "c'è urgenza di chiudere
certo ma non ci sono scadenze così perentorie - il 31 marzo - visto che nel piano di sopravvivenza presentato a settembre da Alitalia i tempi erano diversi". Ma per Emma Bonino "quello che
sta succedendo su Alitalia sembra l'ennesima tappa di una tragicommedia italiana. Le parole
di Bianchi sono sconcertanti". Ma la reazione più dura l'hanno i
sindacati, accusati di aver fatto fallire l'intesa con i tedeschi.
"Con Lufthansa ci siamo incontrati tre volte con reciproca soddisfazione -
rivela il segretario Cisl Raffaele Bonanni, in risposta a Prodi - per loro
Malpensa era un'opportunità perché i tedeschi hanno un modello a più hub,
quindi chiedevano meno sacrifici. La discussione era andata molto avanti tanto
che i vertici del vettore avevano accettato di far entrare rappresentanti dei
lavoratori nel futuro consiglio di sorveglianza di Alitalia,
come accade nelle società tedesche. C'erano dei punti da chiarire - aggiunge -
ma si sono ritirati per via dei forti legami azionari tra Air France e Alitalia e dell'orientamento chiaro del governo a favore dei
francesi". A Bonanni risponde il sottosegretario alla presidenza del
Consiglio, Enrico Micheli: "Ho conosciuto con i grandi segretari della
Cisl, Carniti, Marini, D'Antoni, Pezzotta. Ma mai mi era capitato di leggere
una dichiarazione tanto singolare come quella dell'attuale, ineffabile
segretario". Ma il segretario Cisl attacca: "Il governo è totalmente
assente dal tavolo. Dobbiamo parlare con Air France degli ammortizzatori
sociali o dei lavoratori che rimarranno a Fintecna?". "Il nostro
senso di responsabilità è fuori discussione anche in questa circostanza e anche
a fronte delle molte incongruenze del governo - dice il leader della Cgil,
Guglielmo Epifani - è proprio la responsabilità verso il Paese che ci porta a
chiedere ad Air France di modificare il piano. Le chiacchiere sono a zero e
senza modifica del piano non ci sarà il nostro consenso". Anche Luigi
Angeletti, numero uno della Uil, replica al premier: "Quel che conta è che
se Air France apporta modifiche alla sua proposta faremo l'accordo, se non
modifica nulla vale a dire che non vuole l'accordo".
( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il ministro
del Lavoro: i lavoratori stiano tranquilli, onoreremo gli impegni su esuberi e
ammortizzatori sociali Damiano: "Ma il premier ha ragione è l'ora di fare
scelte responsabili" Le cordate alternative hanno un sapore elettorale,
basta giochi mentre si rischia il fallimento Anche Spinetta però non può
sottrarsi a una vera trattativa: deve negoziare anche sui punti più dolenti
ROMA - "I sindacati sono chiamati a una grande responsabilità. I lavoratori Alitalia e quelli dell'indotto hanno
bisogno di certezze e di tutele, non si può giocare sulla loro pelle. Air
France ha da subito riconosciuto il ruolo importante dei rappresentanti dei
lavoratori quando ha posto tra le condizioni imprescindibili per la conclusione
dell'accordo il loro via libera al piano". Il ministro del Lavoro
Cesare Damiano concorda con l'appello del premier Prodi al senso di responsabilità
dei rappresentanti sindacali e alla richiesta di "pensare al futuro della
società con grande coscienza". Damiano non si nasconde che è il momento in
cui si decide il destino della compagnia di bandiera, per questo chiede
altrettanta responsabilità a tutte le parti: "La trattativa deve essere
vera - insiste - il confronto si fa anche sui punti più dolenti. Il piano
industriale deve avere una prospettiva imprenditoriale che dia certezza e
prospettive all'azienda. A quel punto si potrà parlare di esuberi e il governo
è già pronto a fare la sua parte". Quasi prefigurando quindi le aperture
ai ritocchi nel piano che i manager francesi potrebbero concedere sin
dall'incontro di oggi. Parallelamente alla trattativa sul piano industriale di
Air France invece si parla soprattutto di offerte possibili o di quelle
passate. "è una situazione paradossale e con troppi risvolti
propagandistici, certe dichiarazioni influiscono sull'altalena del titolo in
Borsa, ma quel che è più grave è che tutte le proposte alternative evocate
hanno un sapore elettorale, mentre la compagnia corre il rischio reale di
fallire. A questo mi riferisco quando chiedo di non giocare sulla pelle dei
lavoratori". I sindacati accusano il governo di essere stati lasciati
"soli" di fronte alla proposta Air France che per di più non sarebbe
trattabile. Inoltre mancano le certezze sull'impegno per gli ammortizzatori
sociali e il sostegno pubblico per i lavoratori in esubero. Un giudizio troppo
duro? "Io sono un negoziatore, quindi sulla trattativa con Air France non
posso che confermare quanto detto: deve essere un confronto vero. Quanto al
sostegno del governo, siamo pronti a fare la nostra parte con tutti gli
strumenti a disposizione. La settimana scorsa abbiamo già dimostrato che
onoriamo gli impegni chiudendo l'accordo per gli esuberi dei lavoratori della
Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi. Lo abbiamo fatto
nonostante la causa intentata da quella società ad Alitalia
per l'abbandono di Malpensa". Per chiedere gli ammortizzatori sociali il
presidente di Air France Jean-Cyril Spinetta ha ricordato che la legge italiana
impone l'accordo della maggioranza dei sindacati. Come vi regolerete se il
fronte delle sigle si dovesse presentare diviso? "Ci sono dei requisiti di
legge che vanno rispettati, ma il momento dell'azienda è talmente delicato che
non posso che auspicare un accordo unanime di tutti i rappresentanti dei
lavoratori. è il momento delle decisioni, non dei distinguo". (l.i.).
( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VI - Napoli
Industria I lavoratori Atitech protestano a Roma Circa 700 lavoratori
dell'Atitech partiranno oggi da Capodichino con dieci pullman per andare a Roma a manifestare contro il piano di acquisto Alitalia presentato da Air France. Il presidio si terrà davanti alla sede
Alitalia della Magliana, in occasione dell'incontro tra i vertici di Air
France e quelli della compagnia di bandiera. Intanto i Comunisti Italiani
chiedono in una nota che, insieme ai lavoratori dell'Atitech, si mobilitino
anche le istituzioni campane, Regione e Comune. "L'Atitech è una
società che ha grandi possibilità - afferma Francesco Maranta, segretario
regionale del Pdci - chiediamo al ministro Bianchi uno scatto d'orgoglio,
mentre l'assessore Cascetta non può occuparsi solo di trasporto su ferro".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
102 spinetta Air France rilancia: trattiamo ad oltranza Spinetta --> ROMA
Air France punta dritto all'accordo e per questo, Jean Cyril Spinetta è pronto
a trattare "a oltranza", anche oltre il termine del 31 marzo. Alla
vigilia della ripresa del confronto con i sindacati sull'offerta
franco-olandese per l'acquisizione di Alitalia, fonti vicine al dossier riferiscono infatti che, nel caso di
positività del negoziato, Spinetta sarebbe disposto a trattenersi nella
Capitale anche nei prossimi giorni, pur di portarlo a termine. LE MODIFICHE Il
numero uno di Air France dovrebbe presentarsi oggi al tavolo con le
organizzazioni sindacali, con in mano un documento di 30 pagine
contenente una serie di aperture sui nodi-chiave del confronto. Una moratoria
di otto anni su Az Servizi, un parziale riassorbimento in Air France dei piloti
in esubero dal cargo, un ampliamento del perimetro delle acquisizioni:
sarebbero questi, sempre secondo fonti vicine al dossier, i punti migliorativi
dell'offerta di Air France nella versione riformulata, che recepirebbe in tal
modo alcune delle osservazioni critiche mosse dalle organizzazioni sindacali
nel primo faccia a faccia del 18 marzo scorso, chiusosi con dure critiche
sindacali ai termini dell'offerta francese. In un clima politico
surriscaldatosi anche sullo scontro elettorale, Air France sarebbe mossa da una
precisa volontà di accordo con i sindacati, condizioni imprescindibile - aveva
detto lo stesso numero Uno di Af-Klm - al successo dell'iniziativa. Spinetta
insomma intenderebbe giocare tutte le carte possibili per incassare il sì
sindacale e, per questo, verrebbero allentate le maglie di un'offerta definita
dalla maggioranza delle nove sigle, come un prendere o lasciare. Così, la
rimodulazione del piano sul cargo non modifica la decisione di Spinetta di
chiudere nel 2010 le attività del settore in drammatica perdita, tuttavia una
parte dei piloti in esubero dal settore (attualmente ne sono impegnati 134 per
5 aerei) potrebbe essere riassorbita nel gruppo Air France-Klm. Si ridurrebbe,
quindi, il numero dei piloti in eccedenza rispetto alla proposta originaria
(che fissava in 500 gli esuberi totali per la categoria), puntando a incassare
probabilmente l'assenso delle rappresentative sindacali dei piloti che avevano
chiesto aperture proprio su questo punto. Aperture anche sul capitolo Az
Servizi, con una moratoria di 8 anni al termine della quale il management
valuterà il perimetro di attività da consolidare. È un altro dei nodi sensibili
della trattativa. La proposta di Spinetta riguarderebbe il rinnovo del
contratto di Alitalia con Az Service per otto anni, un
lasso di tempo più ampio per decidere di quali servizi continuare ad usufruire
e quali invece dismettere. Uno spiraglio in più quindi per il personale di
terra, anche se allo stato resterebbero comunque confermati gli oltre 500
esuberi (650 secondo i sindacati) già quantificati in Az Service. Secondo altre
fonti sindacali, novità potrebbero esserci anche per la definizione del
perimetro di acquisizioni: in tale quadro, Az Airport potrebbe essere così
rilevata in una quota maggiore rispetto alla formulazione originaria della
proposta. TEMPI STRETTI Infine i tempi: il termine del 31 marzo, da più parti
indicato come ultimativo, potrebbe essere superato. Il numero Uno di Air France
(che oggi dovrebbe incontrarsi con il presidente di Alitalia
Maurizio Prato a metà mattina, prima del round con i sindacati), sarebbe
disponibile a proseguire il confronto con le parti sociali "a
oltranza", se le condizioni lo richiedessero.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
102 Caos Alitalia, i sindacati contro Prodi Bonanni:
"Il Prof boicottò Lufthansa". Ed è rissa tra ministri --> Bonanni:
"Il Prof boicottò Lufthansa". Ed è rissa tra ministri È ancora rissa
su Alitalia: i sindacati attaccano Prodi mentre
litigano i ministri Bianchi e Bonino. Oggi riprende la trattativa con Air
France. ROMA "Occorre un grande senso di responsabilità da parte dei
sindacati". È bastata questa frase del presidente del Consiglio Romano
Prodi, alla vigilia dell'incontro tra Air France e organizzazioni di categoria,
per mandare su tutte le furie Cgil, Cisl e Uil, che compatte hanno respinto
ogni tentativo di minare la serietà e la correttezza delle loro intenzione su Alitalia. Quanto all'ipotesi di una cordata italiana, il
premier la definisce "auspicabile: il problema è che una proposta di
questo tipo deve essere seria, concreta, e finora non si è visto nulla".
C'è spazio anche per una bacchettata contro le "speculazioni
politiche", che provoca la protesta del Pdl: "Gli italiani - tuona
Paolo Bonaiuti - sono sempre più convinti che la sinistra
voleva svendere Alitalia ai francesi". "Sembra proprio - aggiunge il leghista
Roberto Maroni - che il governo sia impegnato a far fallire Alitalia". CGIL, CISL E UIL L'invito ai sindacati a "tener
presenti i veri interessi dei lavoratori di Alitalia" e a
"capire che hanno bisogno di poter lavorare in futuro in una impresa
capace di fare utile" scatena la reazione piccata dei segretari
generali delle tre sigle. "Il nostro senso di responsabilità è fuori
discussione anche a fronte delle molte incongruenze del governo", ha
ribattuto il leader della Cgil, Guglielmo Epifani: "È proprio la
responsabilità verso il paese che ci porta a chiedere ad Air France di
modificare il piano per avere più investimenti sulla flotta, per conservare la
manutenzione in Italia e dare un'equa soluzione al problema di Malpensa".
Ancora più diretto il leader della Cisl Raffaele Bonanni che, bocciando
apertamente l'operato dell'esecutivo, non ha esitato a chiedere di attendere la
nascita del nuovo governo per risolvere la vertenza Alitalia.
Al premier che sostanzialmente accusa i sindacati di aver fatto fuggire
Lufthansa dalla gara, Bonanni risponde che la compagnia tedesca "si è
ritirata perché conosceva perfettamente un rapporto di Prodi con Air France
indissolubile, una sua preferenza, a prescindere, per la compagnia
francese". Luigi Angeletti, numero uno della Uil, si limita a una battuta:
"Si chiudono le porte quando i buoi sono fuggiti". E poi: "Se
Air France apporta modifiche alla sua proposta faremo l'accordo, se non
modifica nulla vale a dire che non vuole l'accordo". La controreplica del
governo, affidata al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico
Micheli, è rivolta soprattutto a Bonanni: "Ho conosciuto e trattato
personalmente con i grandi segretari della Cisl, Carniti, Marini, D'Antoni, Pezzotta.
Ma mai mi era capitato di leggere una dichiarazione tanto singolare come quella
dell'attuale, ineffabile segretario". Le affermazioni di Micheli, ribatte
il leader della Cisl, "si commentano da sole". IL GOVERNO Intanto
però la questione continua a provocare contrasti nell'esecutivo. Il ministro
dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa nei giorni scorsi ammoniva che se si
arriva al 31 marzo senza l'accordo Alitalia rischia il
fallimento. Anche per il vicepremier Francesco Rutelli "c'è ancora
pochissimo tempo per presentare proposte alternative". Sul fronte opposto
Alessandro Bianchi. Il ministro dei Trasporti non crede a una cordata italiana,
ma definisce "azzardato" lo scenario prospettato dal Tesoro per cui
chiede al governo di garantire "un tempo congruo" ai sindacati per
decidere. Domenica Bianchi aveva sostenuto che Alitalia
ha le risorse finanziarie sufficienti per arrivare a fine anno. "Sono
frasi sconcertanti - replica Emma Bonino - perché basta andare sul sito di Alitalia per capire che a marzo rimangono poco più di 100
milioni".
( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del La crisi e la polvere Alfredo Recanatesi Alitalia e le elezioni E allora: se votiamo per la Lega vuol dire che
Malpensa rimane con tutti i voli intercontinentali di Alitalia? E se
votiamo per il Pdl vuol dire che Alitalia rimarrà
di proprietà italiana? O, ancora: se votiamo per la lista del ministro Bianchi
vuol dire che Alitalia ha i soldi per arrivare a fine anno? Oppure: se votiamo
Pd vuol dire che regaliamo la nostra compagnia di bandiera ai colonizzatori
francesi? Si potrebbe continuare con le posizioni di Casini o con le tante
sfumature che pure si possono cogliere all'interno delle coalizioni e degli
stessi partiti. segue a pagina 6.
( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del I tg dell'ex premier tifano i furbetti dell'aeroplanino Si
possono costruire notizie su fatti che non esistono. È una novità che piace
molto ai telegiornali berlusconiani. In breve, si tratta
della famosa "cordata" Alitalia che il
Cavaliere ha buttato nell'arena elettorale. Ebbene, attorno a questa cordata
inesistente, i tg dell'Unto del Signore narrano questa favola. Capitolo primo:
i sindacati sono al fianco di Berlusconi, penna alla mano e ansiosi di siglare
accordi. Capitolo secondo: la cordata risanerà Alitalia
senza spostare nemmeno un addetto ai nastri dei bagagli. Capitolo terzo: la
trattativa con Air France l'ha voluta l'odiato Prodi, forse per qualche suo
oscuro interesse. Questa la favola. Della realtà non si parla perché scomoda:
dopo il fallimento dell'intesa con Lufthansa, bisognerebbe ringraziare un
qualche dio dell'aria che Air France e Klm ancora siano lì a trattare; la
cordata di Berlusconi è un fantasma, nessuno sa chi caccerà i soldi, nessuno ha
la minima idea se c'è uno straccio di piano industriale di rilancio e di difesa
dell'occupazione. Al momento, siamo seri, i tg di Berlusconi stanno già facendo
il tifo per i furbetti dell'aeroplanino solo perché lo chiede l'Altissimo.
Paolo Ojetti.
( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
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l'edizione del Air France apre, ma è tutti contro tutti Spinetta è pronto a
trattare anche oltre il 31. Nel governo scontro Bonino-Bianchi Prodi si appella
al senso di responsabilità dei sindacati, Bonanni lo attacca
Air France apre degli spiragli nella trattativa per Alitalia, mentre
sul piano politico lo scontro è ormai totale. Ieri Romano Prodi ha ribadito che
il governo sarebbe favorevole a una cordata italiana: "Ma fino ad oggi non
c'è stata alcuna proposta seria". Il presidente del Consiglio si appella
al senso di responsabilità dei sindacati. La Cgil replica: richiesta
ingiusta, siamo pronti a trattare ma senza diktat. Bonanni, Cisl, attacca
duramente il premier per i suoi rapporti con Air France. Intanto nel governo il
ministro Emma Bonino replica al collega Bianchi dopo gli attacchi mossi dal
ministro dei Trasporti a Padoa Schioppa: "Sconcertante". Le uniche
notizie positive sembrano venire dalla Francia: Spinetta è dispostro a trattare
a oltranza con i sindacati, anche dopo - quindi - il limite del 31 marzo. R.
Rossi, G. Rossi, Matteucci alle pagine 6 e 7.
( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del L'ultimo rush Pd: nuovi slogan per i giovani e gli indecisi di
Bruno Miserendino / Roma I due pullman del tour, traghetto permettendo,
sbarcano questa mattina a Palermo. Le previsioni metereologiche indicano ancora
vento e mare mosso, in linea con quelle politiche. Nel senso che da oggi la
partita elettorale entra nella fase decisiva e di solito turbolenta, e Veltroni
deve risalire il vento. La Sicilia non è data tra le regioni in bilico, perchè
il centrodestra, nonostante le diverse alleanze tra partita regionale e
competizione politica, dovrebbe vincere la sfida. Però è una terra su cui
Veltroni punta molto per riaffermare l'identità del Pd. Girerà per tre giorni
le nove province dell'isola insieme ad Anna Finocchiaro e punterà sui temi che
dovrebbero marcare la differenza nella gara con la destra: lotta alla
precarietà, aiuto alle pensioni e ai salari, proposte contro il caro-vita,
burocrazia più snella, ma anche riscatto del Sud, e quindi lotta a tutte le
mafie, insieme a chi si oppone a racket e cosche, liste pulite, costi della
politica. Non a caso, prima di sbarcare a Trapani per un pranzo con una
famiglia tipo della zona (pescatori), e un incontro con operatori della
cantieristica e della pesca, Veltroni presenterà a Roma il progetto del Pd per
alzare le pensioni medio-basse. Sulla precarietà e in generale le tematiche
giovanili il leader democratico batte e ribatte in tutta Italia, convinto che
alla fine il tema farà breccia nell'elettorato giovane, una fascia decisiva e
anche molto incerta a giudicare dai sondaggi. Non è un caso che Veltroni abbia
spinto per candidare proprio in Sicilia una precaria di un grande call center
di Palermo (che sarà oggi sul palco del capoluogo siciliano nel terzo
appuntamento della giornata). E non a caso Veltroni tornerà ad incontrare a
Caltanissetta anche le associazioni antiracket e gli imprenditori che si sono
ribellati al pizzo. Ci sarà anche un duello a distanza con Berlusconi, visto
che entrambi saranno a Taormina, ma in giorni diversi, al forum annuale di
Confagricoltura. Quanto ai costi della politica, la Sicilia, con la sua
Assemblea regionale, ma non solo, è un emblema triste: forse il tema può
interessare, sperano al Pd. Il fatto che la partita siciliana sia difficile,
non impedirà a Veltroni, assicurano, di giocarla in attacco. Anna Finocchiaro,
candidata alla presidenza della regione, sta facendo una campagna elettorale
classica, zeppa di incontri con categorie e di manifestazioni, al contrario del
suo antagonista Lombardo che si limita a qualche intervista televisiva senza
farsi vedere in giro. Nei sondaggi la Finocchiaro è in salita. Può darsi che
nell'isola dove il figlio di Totò Riina gira libero acquistando cannoli, e dove
dei mafiosi escono perchè un magistrato non ha scritto in tempo la motivazione
di una sentenza, il verdetto elettorale sia già scritto. Però Veltroni è
convinto di una cosa: alla fine dovrà risultare chiaro chi è la novità e chi
vuole per la Sicilia un film già visto, "molto vecchio e anche molto
brutto". Del resto, anche sul piano generale, il rush finale si gioca su
due piani paralleli: il primo riguarda la conquista degli indecisi, soprattutto
giovani, pensionati e fasce deboli, il secondo riguarda l'identità politica dei
due partiti maggiori. Veltroni insisterà su precari, pensioni e salari, ma
ricordando che i progetti del Pd, compreso l'abbassamento delle tasse,
prevedono adeguate coperture, mentre dall'altra parte, conti alla mano, ce ne
sono di meno. Di questo parlerà anche alla conferenza operaia di Brescia, il 29
marzo. Soprattutto Veltroni insisterà sulla novità del progetto del Pd:
insistenza inversamente proporzionale a quella degli avversari, che vogliono
inchiodarlo all'eredità del governo Prodi. "Noi - ribadisce a ogni
occasione - abbiamo un progetto riformista, loro sono la riproposizione
peggiorata del film di 14 anni fa". Da allora, dice Veltroni, "si
sono spostati molto più a destra", visto che non sono più alleati con i
moderati dell'Udc. Le liste del Pdl, dalla Mussolini a Ciarrapico, confermano.
Anche un sondaggio dell'Swg dimostra che la maggioranza degli elettori di
Berlusconi, Fini e Bossi preferisce un accordo con la Santachè, piuttosto che
con Casini. Punti interrogativi. Il primo è quanto pesa lo sbilanciamento
dell'informazione televisiva a favore del Pdl. "Conta moltissimo",
dicono al Pd, "e cosa ancor più grave lo sbilanciamento è considerato un
dato di natura immutabile". "Risponderemo con le nostre armi:
mobilitazione del popolo delle primarie col D-Day del 30 marzo, nuovi slogan
(quello della "quarta settimana" e il caro vita) per raggiungere
indecisi e fasce deboli". I big si mobiliteranno nelle regioni in bilico
dove Veltroni non potrà tornare. Si spera anche che qualcuno, leggi radicali e
Di Pietro, si impegni di più e polemizzi di meno. Il secondo elemento è se ci
sarà mai un duello televisivo tra i due maggiori candidati. È ovvio che non si farà finchè Berlusconi si riterrà in
vantaggio. La terza incognita è quanto peserà il caso Alitalia. Al nord,
temono al Pd, la cordata berlusconiana, vera o finta, qualche voto lo porterà.
Però l'esperienza insegna che nelle ultime due-tre settimane può cambiare
tutto.
( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del Magdi Allam Perché non si è convertito in modo anonimo? Cara
Unità, Magdi Allam è stato battezzato da Benedetto XVI durante la Veglia
pasquale, ed ovviamente la notizia non poteva non fare il giro del mondo. Al
Corriere della Sera, Allam ha scritto: "La mia conversione al
cattolicesimo è il punto di approdo di una graduale meditazione. Ho raggiunto
la consapevolezza che la radice del male è insita in un islam che è
fisiologicamente violento e storicamente conflittuale". Bellissima cosa.
Forse però l'umiltà cristiana avrebbe dovuto suggerire a Magdi Allam di cercare
una piccola sconosciuta chiesa con uno sconosciuto sacerdote per farsi
battezzare. Il rito, celebrato davanti al mondo intero, e davanti al mondo
islamico, forse rende "conflittuale" la fede cui ha aderito. E perché
convertirsi proprio al cattolicesimo, e non ad altra confessione cristiana,
meno osservata dai media? Veronica Tussi Berlusconi e Fini Gli elettori fermino
quei due Caro Unità, in questa settimana c'è stata la polemica
"sgradevole" tra l'ex presidente di An (confluito nel Pdl di Berlusconi)
e il Segretario del Partito Democratico. Fini ha ricordato che Veltroni prende
la pensione da parlamentare europeo (dopo che il candidato premier del Pd aveva
chiesto di ridurre gli stipendi dei parlamentari). Peccato che Veltroni ha
"rammentato" a Fini che quei soldi l'esponente del Pd li usi per
beneficenza. Poi lo stesso Fini è stato "protagonista" di un'altra
curiosità. In un'intervista ha detto che se il Pdl dovesse perdere le elezioni
si dimetterebbe (poi non ha ricordato da cosa, da parlamentare oppure da
presidente di An che non esiste più? non è dato sapere)! Poi Berlusconi è stato
protagonista di un'attivismo sull'Alitalia (voglia di
trovare una soluzione o solo una trovata elettorale)? Senza fare demagogia, mi
sembra che i due più importanti dirigenti del Popolo delle Libertà, non siano
in grado di governare il paese e mi auguro che la gente se ne renda conto, e
votino di conseguenza. Stefano Gresonti, Genova Il voto è un diritto Non votare
offende la memoria di chi lottò per la libertà Cara Unità, a sentir molti non
vale la pena di andare a votare; vorrei ricordare che è il voto è un diritto
conquistato faticosamente e che va difeso in un solo modo: andando a votare. Il
non voto,se da un lato offende la memoria di chi ha speso la vita per la sua
conquista, dall'altro lato può indurre qualcuno a pensare che , se la gente non
intende esercitare un tale diritto, tanto vale abolirlo e governare magari con
i soli sondaggi. Lucio Misso Alitalia, il
Cavaliere si muove soltanto per interessi elettoralistici Cara Unità, io la
penso come Di Pietro. 1° non si può mettere nello stesso calderone Alitalia e Malpensa. Alitalia tra poche settimane chiude
e Berlusconi non fa che rallentare il passaggio a un compratore, aumentando il
disastro. E che lo faccia per biechi motivi elettorali e dopo che se n'è
lavate le mani per cinque anni è criminale e mostra come se ne sbatta del paese
e dei lavoratori Alitalia. Chiedere aiuti di Stato per
Alitalia è contro le norme Ue che lo vietano
clamorosamente. È pure lo stesso motivo che Berlusconi ha addotto per cinque
anni per non far niente e ora con questa balla imbroglia i ciuchi che gli
credono. Insomma siamo di fronte a un bluff di basso livello per rastrellare
voti, il che dice una volta di più che Berlusconi non sia per niente sicuro di
vincere e le tenti di tutte. Anche questo è un bluff. Che proponga poi di
comprarla attraverso i figli spalanca un immane conflitto di interessi, quel
conflitto che abbiamo chiesto inutilmente di regolare come in ogni paese civile.
Che poi per questi atti ci sia anche chi vota Pdl fa cadere proprio le braccia
e attesta una volta di più che gran parte degli elettori è priva di coscienza
civile. Lettera firmata La cordata la facciamo noi Organizzata qui in officina
costa 33 euro a testa... Cara Unità sono un piccolissimo imprenditore e oggi,
seguendo da un anno e più la saga Alitalia (prima non
c'era problema?) e soprattutto avendo sentito le soluzioni e le richieste agli
imprenditori, volevo chiedervi quanto tempo ho per presentare la cordata che
sto organizzando fra i ragazzi in officina, fornitori, clienti,amici, parenti e
tutti quelli che conosco. La quota che ho pattuito sono 33.33333 euri a persona
con ricevuta e con il prestito ponte ce la potremmo fare, la battezzeremo aercoopitaly...
Rudi Ferrara Gesù nello spot dei socialisti Lasciamo la fede fuori dalle
elezioni Cara Unità, è a dir poco offensivo per la sensibilità dei credenti
inserire Gesù in uno spot televisivo del partito Socialista. Inoltre, questa
pubblicità contraddice pesantemente le dichiarazioni sulla laicità dello stato,
inteso come netta divisione della sfera religiosa da quella politica, che fino
ad ora Boselli e tutti i Socialisti si facevano carico di divulgare in ogni
occasione. È veramente desolante che una forza politica some i Socialisti, a
cui i sondaggi danno lo 0.8 per cento, tentino di invertire questa tendenza
elettorale negativa, mediante una operazione blasfema che si pone in piena
contraddizione con la loro ideologia e con la loro storia. I Cattolici
Democratici fanno appello all'intelligenza politica di tutti i Socialisti che
operarano a livello territoriale, affinché facciano pressione sui loro vertici,
perchè venga scongiurata la tentazione integralista , tesa ad una
inaccettabbile commistione tra la politica e la fede. Pietro Aceto, Bologna
Falsi ciechi Paghino severamente i medici conniventi Cara Unità, mi auguro
proprio che dopo la scoperta di "non vedenti" che usufruivano di
pensione d'invalidita, i medici che hanno favorito la truffa siano: sospesi per
almeno cinque anni dalle loro funzioni, senza stipendio; condannati a risarcire
il danno e come pena accessoria aiutare dei cechi (quelli veri), per un minimo
di due anni per cinque ore al giorno, in tutte le loro necessità. Franco
Fronzoli - Rapallo.
( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del LE MONDE Berlusconi pensa al voto "L'acquisto
di Alitalia da parte di Air France-Klm si complica seriamente". Così
titola Le Monde un articolo che fa il punto sullo stato della trattativa per
l'acquisto della compagnia italiana. Da un lato, dice il quotidiano francese,
c'è il "malcontento" sindacale per i 2.100 esuberi, dall'altro
lo scenario politico con "l'ipoteca" della scadenza elettorale.
"È difficile per Berlusconi, in piena campagna elettorale, accettare il
piano d'acquisto di Air France-Klm, soprattutto perchè prevede il disimpegno
sull'aeroporto di Malpensa a vantaggio di Fiumicino. Come fare - si chiede Le
Monde - ad abbandonare i suoi alleati, la Lega Nord e, soprattutto, il
presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, un pezzo grosso del suo
partito Forza Italia, che richiedono una moratoria di tre anni per la
soppressione delle linee non remunerative? Per non perdere il Nord, miniera di
voti, il Cavaliere fa il gesto di resistere". "Più strana - osserva
ancora il quotidiano francese - la posizione di Confindustria, anche lei
favorevole alla moratoria per Malpensa: detto in altro modo, sarebbe come dire
ad Alitalia, impresa privata quotata di Borsa, di
continuare ad operare voli in perdita, e cioè perdendo volontariamente denaro,
il tempo necessario affinchè le autorità politiche e gestionali dell'aeroporto
milanese non trovino soluzioni alternative".
( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del Sui conti l'ultimo scontro nel governo Bianchi: liquidità per
tutto il 2008. Bonino: sconcertante. In cassa rimasti circa 100 milioni di
Roberto Rossi/ Roma CONTI È sulla salute di Alitalia
che si è consumato l'ultimo scontro politico all'interno del governo Prodi. Da
una parte il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, dall'altra quello per
il Commercio estero Emma Bonino, il vice premier e candidato sindaco di Roma
Francesco Rutelli, e il ministero del Tesoro. In mezzo il gruppo aereo, i suoi
conti, la sua sopravvivenza, la sua sorte. Conoscere il vero stato di salute di
Alitalia non è una questione di lana caprina. Dietro
c'è una diversa visione delle sorti del gruppo aereo. Che oggi è in trattativa
con Air France. Il ministero del Tesoro, titolare del 49,9% del gruppo,
vorrebbe chiudere subito la partita. Tanto che il termine ultimo per le
trattative tra sindacati e Air France è stato fissato dal consiglio di
amministrazione di Alitalia il prossimo 31 marzo. Se
entro quella data, o pochi giorni dopo, non si chiude l'unica strada
percorribile è il fallimento. Bianchi non vuole, invece, un matrimonio con
Parigi. Nonostante il gruppo di Carlo Toto abbia proposto un'acquisizione tutta
a debito e senza specificare partner industriali, il ministro è stato sempre un
grande sponsor di AirOne. Secondo Bianchi, per Alitalia
si potrebbe pensare a una soluzione come quella adottata per la Fiat (un
prestito convertibile da parte di un pool di banche). Ma AirOne dovrebbe
presentare un'offerta vincolante. Per farlo, però, serve tempo. Che per Bianchi
c'è. "I dati ufficiali - ha detto ieri in un'intervista - dicono che Alitalia ha presentato qualche mese fa un piano cosiddetto
di sopravvivenza dove prevedeva che per tutto il 2008 ci sarebbe stata
liquidità sufficiente". Le parole di Bianchi, di opposto tenore a quelle
del Tesoro che ha sempre paventato il rischio del fallimento, non sono andate
giù al vicepremier Rutelli ("c'è pochissimo tempo"), e hanno
scatenato subito la reazione della Bonino che ha definito l'intervento del
ministro "sconcertante", invitando lo stesso Bianchi ad andare a
verificare la posizione finanziaria del gruppo al 31 gennaio per definire con
certezza il suo stato di salute. E il quadro clinico è disastroso. Nel mese di
gennaio il debito del gruppo è aumentato di 81 milioni (il 6,8% in più rispetto
a dicembre) salendo a quota 1,28 miliardi. La liquidità, invece, tra
disponibilità e crediti a breve, ha perso 85 milioni (-23%) ed scesa a 282
milioni di euro. Questa erosione non riguarda solo gennaio. Da settembre a
oggi, mese dopo mese, il gruppo ha intaccato oltre 120 milioni. Se questo trend
prosegue, è ipotizzabile una crisi finanziaria a breve. A marzo in cassa
sarebbero rimasti solo 100 milioni. Con i quali si devono pagare fornitori e
dipendenti. E poi? E poi c'è l'amministrazione controllata, il fallimento.
Eppure, come ricordato da Bianchi, il 26 settembre scorso il presidente del
gruppo Maurizio Prato disse che Alitalia poteva
resistere un altro anno (cioè fino a settembre 2008). Davanti al Parlamento,
per l'illustrazione del piano industriale della compagnia, definito di
"sopravvivenza", Prato sembrò rassicurare la platea ricordando che
bisognava affrettarsi nel processo di privatizzazione ma non in questo modo. Ma
da settembre a gennaio ci sono quattro mesi. Cos'è successo nel frattempo? La
spiegazione principale va ricercata nel rincaro inaspettato del prezzo del
petrolio. Lo scorso 26 settembre un barile di greggio valeva 80,29 dollari.
Quattro mesi più tardi il suo prezzo è salito a 101 dollari con punte di 105.
Qualsiasi compagnia aerea si tutela contro rialzi imprevisti con delle forme
assicurative. Alitalia, invece, no. È dai tempi di Giancarlo Cimoli che non ne esistono
più. Tagliate per fare cassa sperando in una stabilità energetica. Smentita
dagli eventi. E il rialzo del petrolio ad Alitalia costa
caro. Secondo Jean-Cyril Spinetta, amministratore delegato di Air France, ogni
aumento di dieci dollari del prezzo del greggio comporta per Alitalia, che ha anche una flotta piuttosto vecchia, un aggravio
di spesa di circa 40 milioni. L'annotazione di Bianchi, dunque, è fuori tempo
massimo. Tra l'altro Alitalia è una società quotata i
cui conti sono sottoposti al controllo della Consob. C'è il rischio che le
parole del ministro dei Trasporti generino ancora più confusione. E alimentare
false speranze. Non solo tra i diecimila dipendenti, ma anche tra i
risparmiatori. Alitalia deve restituire 714 milioni di
prestito obbligazionario nel luglio 2010.
( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del BILANCI Troppi slogan, nessun confronto sui costi reali Alla
cieca nel polverone elettorale Alfredo Recanatesi Segue dalla Prima L'opinione
Fatto sta che, presa in pasto dalla campagna elettorale, su
Alitalia è stato sollevato un tale fitto polverone dietro il quale non si
sa più cosa stia accadendo. Ma è polvere, ossia parole pronunciate senza
avvertire la necessità di argomentare o, meglio, avvalorare con dati di fatto
quanto con tanta leggerezza si va dicendo. Berlusconi sappiamo com'è
fatto: nel bene e nel male si fa prendere dall'entusiasmo fino ad un
inconsapevole aggiotaggio annunciando che c'è una cordata italiana pronta a
rilevare Alitalia provocando un immediato salto della
sua quotazione in borsa (con la Consob che, evidentemente, aveva già cominciato
le sue vacanze pasquali). Ma, che membri del governo, senza portare un solo
dato contabile, smentiscano il ministro dell'Economia sulla realtà della
situazione economica e finanziaria di una Alitalia che
lo stesso ministro dell'Economia controlla è cosa già più sorprendente. Com'è
sorprendente che la Moratti, Formigoni e l'intero fronte del Nord persistano
nel reclamare la moratoria sui voli da Malpensa senza darsi carico di precisare
come rimediare ai costi che ciò comporterebbe per una già esangue Alitalia. Dentro questo irritante polverone ci si urta e ci
si scontra senza capire neppure perché o su che cosa, come è accaduto ieri tra
governo e sindacati per una frase di Prodi. Nella forma quelle parole potevano
anche essere più leggere, ma nella sostanza, avendo richiamato i sindacati a
tener conto del reale stato di Alitalia e della
oggettiva difficoltà di trattare una cessione quando c'è un solo interessato
alla acquisizione, è difficile considerarle fuori luogo anche da chi si da
carico di tutelare, per quanto possibile, il futuro dei dipendenti. Malgrado
questo polverone, infatti, la realtà fattuale rimane quella che era: i conti
sono quelli che ha l'azionista di controllo, cioè il ministro dell'Economia;
l'unica offerta avanzata formalmente e supportata da un piano industriale
credibile è quella di Air France - Klm; se questa decade, malgrado qualche
elasticità per la trattativa dichiarata ieri da parte francese, ad Alitalia non rimarrebbe che portare i libri in tribunale. La
realtà fattuale rimane quella che era anche dopo l'annuncio e le assicurazioni
di Berlusconi, perché non c'è un imprenditore che è uno, una banca che è una,
un partner che è uno che finora abbia confermato una pur vaga disponibilità a
partecipare alla ventilata cordata italiana. Per altro, non c'è esempio di una
compagnia di bandiera che, arrivata sull'orlo del fallimento, sia stata
"salvata" senza un passaggio di proprietà transnazionale e senza un
iniziale drastico taglio delle rotte, della flotta e degli organici. Neppure la
spagnola Iberia che fu, si, privatizzata con un nucleo forte di azionisti
spagnoli e non più di un 10% di British Airways, ma solo a motivo di una norma
europea ora destinata a decadere con la liberalizzazione dei cieli, aprendo
così la strada all'esercizio della opzione che non a caso gli inglesi avevano
chiesto ed ottenuto per salire al 50 ed oltre per cento. Ciò nondimeno, il
ruolo, e persino la percezione, di Iberia come compagnia di bandiera spagnola
non è in discussione né in Spagna, né altrove. Auspicare che la soluzione del
problema Alitalia venga tenuta fuori della campagna
elettorale sarebbe, a questo punto, ingenuo. Altrettanto ingenuo sarebbe
auspicare che almeno non si creino illusioni che tutto, a Roma come a Malpensa,
possa proseguire come prima. Non rimane che auspicare che per le loro scelte
gli elettori sappiano distinguere le informazioni oggettive e documentate dalle
pur intriganti melodie dei tanti pifferai in competizione tra loro.
( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del E scoppia la lite tra Bonanni e Micheli Battibecco a distanza
tra il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Enrico Micheli, e il
leader della Cisl, Raffaele Bonanni. "Ma mai mi era capitato di leggere
una dichiarazione tanto singolare come quella dell'ineffabile segretario,
Bonanni", dice Micheli a proposito delle affermazioni del sindacalista su
un presunto accordo anticipato tra Prodi e Air France e del conseguente ritiro
di Lufthansa. "Ebbene - aggiunge - è noto a tutti che Lufthansa,
nonostante i ripetuti inviti di Prodi a farsi avanti, si è
ritirata perché i sindacati tedeschi hanno diffidato la compagnia ad occuparsi
di Alitalia". Replica di Bonanni: le parole di Micheli "si
commentano da sè". Quanto a Lufthansa, "non mi risulta un invito
particolare del governo Prodi a partecipare all'asta per Alitalia e non mi risulta un atteggiamento contrario dei sindacati
tedeschi".
( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del MAURO ROSSIIl segretario nazionale della Filt Cgil: "Così
com'è, il piano di Parigi non offre prospettive" "Pretendiamo una
trattativa vera" di Giampiero Rossi/ Milano Martedì, giorno in cui l'agenda Alitalia indica il nuovo incontro tra sindacati, compratori francesi e
vertici dell'azienda italiana in vendita. La speranza recondita è che ci sia
davvero qualche imprenditore "con la I maiuscola" che si faccia
avanti per mettere insieme una cordata che ambisca a prendere in mano una
compagnia aerea "venduta a prezzo bassissimo. Ma se c'è questo
imprenditore "questo è il momento di farsi avanti". Questa è la
Pasqua 2008 secondo Mauro Rossi, segretario nazionale della Filt, il sindacato
di categoria dei trasporti della Cgil. Lui, che è responsabile del settore
aereo, da mesi, molti mesi, vive quotidianamente giornate piene di Alitalia e ha seguito passo per passo tutta la telenovela
che rischi di sfociare in tragedia in questa primavera di saldi aerei. Rossi,
dopo la presentazione del piano industriale da parte di Air France, che voi
avete respinto, che margini reali ci sono in questa trattativa? "A sentire
quello che dice l'amministratore delegato di Air France, Jean Cyril Spinetta, i
margini sono pressoché inesistenti. Lui dice che quello è il piano, prendere o
lasciare. Si dice di aperture. Vedremo. Dopo il primo incontro, gli abbiamo
consegnato un documento che è diventato assolutamente unitario e che ora è
anche nelle mani dell'amministratore delegato Maurizio Prato". E che cosa
dice quel documento? "Dice che o ci sarà un profondo cambiamento
nell'assetto del piano industriale oppure il confronto con i sindacati diventa
del tutto inutile". Cioè, se Air France non lo modifica voi non trattate
nemmeno? "Noi per ora aspettiamo eventuali novità, perché se non diventa
una trattativa vera non vedo sbocchi, non possiamo sederci al tavolo e fingere
di credere alle favolette che dicono che dal 2020 Alitalia
tornerà a essere competitiva con i voli a lungo raggio. È una presa in
giro". Ma dal momento che Spinetta ha detto chiaramente che vuole
l'accordo con i sindacati altrimenti non compra, che succede se il piano non
cambia e voi restate sulla vostra posizione? "Non lo so, ma al massimo
succede che se ne va un acquirente con il suo piano industriale negativo e
inaccettabile, un piano - mi lasci esagerare un po' per rendere l'idea - con effetti
molto simili a quelli del commissariamento". Addirittura? "Ma sì,
dai, guardate bene e vedrete che non c'è alcuna prospettiva, non è così che si
ottiene un accordo con i sindacati, né in Italia né in Francia. Se
assecondassimo Spinetta diventeremmo attori non protagonisti di una brutta
pagina scritta, comunque, dal ministro dell'economia italiano". Ma cher
altro avrebbe potuto fare il governo? "Poteva vedere le carte di AirOne e
BancaIntesa chiedendo che formulassero un'offerta vincolante. Così avrebbe
potuto verificare se i soldi c'erano o meno prima di mettersi in un angolo e
consegnarsi del tutto ad Air France". Ma non sembra esserci alternativa.
Voi credete alle voci su possibili nuovi acquirenti italiani? "A parte le
uscite di Berlusconi - e non voglio commentare la sua strumentalizzazione a
fini elettorali - io credo che l'offerta di Air France per Alitalia
sia talmente bassa che solo ci fosse un imprenditore con la I maiuscola in
Italia potrebbe cogliere l'occasione per rilevare un'azienda che, a quel prezzo,
non può che essere remunerativa del capitale. Invece Air France, almeno a
giudicare da quello che ci ha presentato, punta a eliminare un potenziale
concorrente e ad acquisire una bella quota di mercato italiano garantito. Ma se
davvero c'è qualcuno, questo è il momento per uscire allo scoperto".
( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del VICINI&AFFARIDalle fallite "campagne d'oltralpe"
di Agnelli e De Benedetti allo shopping transalpino nel nostro paese, tra moda
e grande distribuzione Italia-Francia: una storia a colpi bassi... prima di
Zidane Materazzi e Zidane potrebbero diventare l'immagine di copertina del
libro delle testate e dei colpi bassi che italiani e francesi si sono scambiati
negli ultimi anni, in campo economico molto più che sui campi sportivi. Lo
scontro più duro, finito con una sconfitta italiana, riguarda l'Enel e il suo
tentativo di aggiudicarsi Suez, puntando alla belga Electrabel. L'assalto fu
bloccato direttamente dal governo francese: l'allora primo ministro Dominique
De Villepin per bloccare il gruppo italiano optò per la mega fusione tra Gaz de
France e Suez, tagliando così la strada a Enel, che però nel 2007 si è
consolata con l'accordo con Edf per una partecipazione nel progetto Epr,
reattore nucleare di nuova generazione, e la presenza sul mercato retail
francese. Con un insuccesso si è anche concluso il tentato accordo tra Sanpaolo
e la franco-belga Dexia e, tornando indietro nel tempo, rimangono storiche le
pionieristiche "campagne francesi" di De Benedetti e di Agnelli. In
occasione dell'offerta lanciata nel 1988 da Carlo De Benedetti sulla Sgb, i
francesi di mossero in difesa della società cardine del sistema capitalistico
belga, in una campagna che divenne, nel corso dello scontro, un affare di Stato
sia in Belgio che a Parigi. Soltanto dopo un accordo con i contendenti, raccolti
intorno a Indosuez e Nestlè, si concluse invece - all'inizio degli anni Novanta
- la battaglia ingaggiata dagli Agnelli sulla Perrier per il controllo del
gruppo Exor. Ma nel corso degli anni, gli eredi della casa torinese e la
cassaforte Ifil hanno inoltre dato l'addio a Club Med, Danone, Accor, Chateau
Margaux. Eridania-Beghin Say, comparto agro-alimentare della Montedison in
Francia non esiste più. E nel frattempo anche De Benedetti è uscito dal
capitale di Valeo, numero uno francese dei componenti auto. Insomma, la storia
degli intrecci Italia-Francia, prima del capitolo con la
vicenda Alitalia-Air France, è fatta di acquisti e scalate, ma anche di ritirate
e di grandi operazioni mancate. E a fallire sono stati però soprattutto i
tentativi italiani di sbarcare sul mercato d'oltralpe, dove governo e mondo
economico-finanziario sono stati spesso pronti ad erigere barriere
protezionistiche anti-scalata. I francesi hanno invece avuto in Italia
un successo diffuso quasi in tutti i campi dell'economia, dalla grande
distribuzione alle banche, dalla moda all'energia. - La grande distribuzione è
il settore in cui i francesi operano in Italia praticamente come in casa
propria. Il marchio Auchan controlla la Sma e tutto il settore food che
apparteneva alla Rinascente. Carrefour ha acquistato la Gs e Conforama la
catena di mobili e arredamento Emmezeta. Con un accordo con la Rinascente la
catena per la casa Leroy Merlin ha integrato negli anni '90 i punti vendita
BricoCenter. Per quanto riguarda invece Banche e assicurazioni, la francese
Bnp-Paribas ha acquisito nel 2006 la Bnl, mentre Credit Agricole, dopo aver
concordato l'uscita da Banca Intesa al momento della fusione con San Paolo Imi,
ha ottenuto Friuladria e Cariparma. Il magnate finanziario Vincent Bollorè e la
compagnia di assicurazioni Groupama controllano ciascuno poco meno del 5% di
Mediobanca. Il francese Antoine Bernheim è presidente del primo gruppo
assicurativo italiano, le Generali. Anche nel campo della moda i francesi hanno
colonizzato ampiamente il made in Italy. i due colossi del lusso Lvmh e Ppr,
infatti, controllano rispettivamente i marchi Fendi e Pucci da un lato e Gucci
e Bottega Veneta dall'altro. Per quanto riguarda il settore alimentare, il
gruppo Lactalis controlla i marchi italiani Locatelli, Invernizzi e Galbani,
mentre le acque Ferrarelle, Boario e Natia sono tornate nelle mani italiane,
quelle della famiglia Pontecorvo-Ricciardi, dopo essere finite sotto il
controllo della Danone. In campo strettamente industriale c'è da ricordare che i
celebri treni "Pendolino" sono diventati francesi con la vendita di
Fiat Ferroviaria ad Alstom, la BTicino (materiale elettrico) è ora di Legrand e
Mastra Engeneering è stata acquistata da Pininfarina. Sono italo-francesi la
Stmicroelectronics e il costruttore di aerei da trasporto regionale Atr
(Alenia/Eads), mentre Alenia si è alleata con Alcatel nello spazio creando
AcatelAlenia Space e Telespazio. Avio e Alenia spazio sono anche tra gli
azionisti di Arianespace, la società che commercializza i voli del vettore
europeo Ariane. Per quanto riguarda l'editoria e la sanità c'è più Italia in
Francia che non il contrario: Rcs ha comprato Flammarion, mentre nel capitale
del gruppo Le Monde son presenti La Stampa e Class, mentre Antonio Ligresti è
diventato il principale azionista di Generale de Santè, leader europeo dei
servizi ospedalieri privati.
( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
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l'edizione del Verso una transazione per l'indennità Sea? Oggi alle 14 le nove
sigle sindacali dei dipendenti dell'aviolinea incontreranno il presidente del
gruppo Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, per il secondo round di incontri.
Per trovare un'intesa le parti avranno a disposizione una settimana, fino al 31
marzo, anche se le ultime notizie hanno lasciato intendere qualche apertura di
Air France, sia per quanto riguarda i tempi sia per quanto concerne i
contenuti. Ma l'accordo con i sindacati non è l'unica delle condizioni poste
dall'acquirente: il gruppo guidato da Spinetta chiede anche la soluzione
preventiva del contenzioso legale con la Sea, la società di gestione degli
aeroporti milanesi, che ha avanzato una richiesta di
indennizzo nei confronti dell'Alitalia per 1,2 miliardi dopo la
decisione di bandiera di concentrare i voli su Fiumicino tagliando le rotte su
Malpensa. Su questo fronte il ministero dell'Economia dovrebbe inviare alla Sea
una proposta di transazione e disinnescare la "mina Malpensa", anche
se non è noto come. Sul fronte della trattativa sindacale è molto
probabile che oggi arrivino novità da parte imprenditoriale: la scadenza del
negoziato richiesta da Prato dovrebbe trasformarsi da tassativa a indicativa e
la stessa proposta industriale del gruppo franco potrebbe registrare delle
"correzioni" sul rientro del settore "cargo" e il recupero,
all'interno dell'offerta Air France-Klm, dell'Atitech, la società di Napoli
che, con 650 dipendenti, si occupa della manutenzione "pesante" degli
MD80. Agenda.
( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del Air France: andiamo avanti a oltranza Aperture di Spinetta,
mentre Prodi fa appello al senso di responsabilità dei sindacati di Laura
Matteucci/ Milano LA BAGARRE Un groviglio inestricabile, almeno fino al
dopo-elezioni. Passato il ponte pasquale, la partita Alitalia
si è ulteriormente complicata, mentre oggi parte un altro difficile confronto
con i sindacati. Alla millantata possibilità di una nuova cordata tutta italia-
na come piacerebbe a Berlusconi, Air France risponde con alcune aperture. La
scadenza del 31 marzo per trovare l'accordo con i sindacati sul piano è
slittata, adesso il gruppo franco-olandese è pronto a trattare ad oltranza. E
ci sarebbero aperture anche su alcuni nodi chiave del negoziato. Ma questa è
l'unica notizia distensiva. Nel governo dimissionario i ministri si
contraddicono e si accusano palesemente, i sindacati fissano i loro paletti, Berlusconi
continua il suo gioco della cordata in via di composizione (suo, di Formigoni e
della Lega, che del contrasto al declassamento di Malpensa hanno fatto un
cavallo di battaglia elettorale). Fa di nuovo capolino l'AirOne di Toto, ma
avrebbe bisogno di alcune settimane per la nuova proposta. Con ordine. Il
premier uscente Romano Prodi, che con il governo aveva dato
via libera all'opzione Air France, e che finora su Alitalia non era
ancora intervenuto, ribadisce che "una cordata italiana per Alitalia sarebbe auspicabile, ma finora non si è presentata". Una
proposta, aggiunge, per essere tale "deve essere seria, concreta, con
delle risorse, delle persone, un piano industriale". Di tutto
questo finora non c'è stata traccia. Di cosa e di chi stanno parlando, quindi,
tutti coloro che chiedono tempi e spazi per una nuova trattativa? Prodi invita
ad "evitare speculazioni politiche", e ai sindacati chiede
"senso di responsabilità". Una richiesta che i destinatari rigettano.
La Cgil la definisce "ingiusta", e si dice pronta a trattare, ma
senza diktat e ultimatum. Sottolinea il segretario Guglielmo Epifani: "Il
nostro senso di responsabilità è fuori discussione anche in questa circostanza
e anche a fronte delle molte incongruenze del governo. Comunque, le chiacchiere
sono a zero e senza modifica del piano non ci sarà il nostro consenso". Il
segretario della Cisl Raffaele Bonanni va anche oltre: Prodi "sa
perfettamente - dice - che Lufthansa si è ritirata perche sapeva del suo
rapporto indissolubile con Air France". E anche dalla Uil piovono accuse
al governo. Da Palazzo Chigi immediata la replica: Lufthansa è uscita di scena
perchè i sindacati tedeschi (parte importante del Consiglio di sorveglianza
della società) hanno diffidato la compagnia ad occuparsi di Alitalia,
spiega una nota. Per l'incontro di oggi tra Air France-Kml e le nove sigle
sindacali coinvolte, intanto, si parla di spiragli da parte del presidente Jean
Cyril Spinetta, in particolare di una moratoria di 8 anni per Az Service, al
termine della quale il management valuterebbe il perimetro di attività da
consolidare. Resterebbero confermati gli oltre 500 esuberi già indicati.
Inoltre, una parte dei piloti in esubero nel settore cargo potrebbe venire
riassorbita nel gruppo, anche se non verrebbe modificata la decisione di
chiudere nel 2010 le attività del settore in drammatica perdita. Poi c'è il
fronte tutto interno al governo, con il ministro Emma Bonino che parla di
"ennesima tragicommedia italiana" e attacca il collega dei Trasporti
Alessandro Bianchi. Lui ha bollato come bugie le dichiarazioni di
Padoa-Schioppa e dichiarato che la liquidità di Alitalia
basterebbe per tutto l'anno. Lei lo trova "sconcertante": "Basta
andare sul sito di Alitalia - dice - e leggere la
posizione finanziaria al 31 gennaio: era a 282 milioni di euro. A marzo
rimangono poco più di 100 milioni". Il Pdl cavalca il caso Alitalia contro il governo, chiede che Prodi riferisca in
Parlamento, e coglie l'evidente contraddizione: "Chi mente tra Bianchi e
Padoa Schioppa?", dice il coordinatore della lega Roberto Calderoli. Uno
spruzzo d'acqua sul fuoco: "Su Alitalia è il
momento del silenzio. Non si gioca sulla pelle di migliaia di lavoratori".
Incredibile ma vero, sono parole del candidato dell'Udc Pier Ferdinando Casini.
Che conclude: "All'Alitalia serve una moratoria
del silenzio".
( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Spettacoli
Gialappa's: sfidiamo la par condicio "Satira sulla musica, ma anche sulla
politica" Il nuovo studio è la sala ritiro bagagli di
un aeroporto per ironizzare su Malpensa e Alitalia SILVIA
FUMAROLA ROMA Ripartono dalla sala d'attesa di un aeroporto, con tanto di
nastro ritiro bagagli e il Mago Forest a dirigere il traffico: inevitabile
parlare di Alitalia e Malpensa, dell'aria che tira. La Gialappa's torna da stasera
su Italia 1 alle 22.10 armata delle migliori intenzioni, ma in piena par
condicio. "Ci siamo buttati sulla musica" spiega Giorgio Gherarducci
"ma siamo pronti ad aggirarla: come si fa a non raccontare quello che
succede in Italia?". Unici protagonisti della tv che non appaiono, i
"Gialappi" Santin, Taranto e Gherarducci fanno felicemente trio dell'
( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Spot, internet,
lettere agli elettori Berlusconi lancia il rush finale Impegno concentrato
nelle regioni in bilico al Senato Fini chiede al Cavaliere di chiudere a Roma
per tirare la volata ad Alemanno FRANCESCO BEI ROMA - Silvio Berlusconi ha
trascorso la Pasqua con la figlia Marina in Costa Azzurra e ieri tornato in
Sardegna per carburare in vista del rush finale della campagna elettorale.
"Ragazzi, noi siamo avanti - è il mantra che ripete ai suoi per l'ultima
fase prima del voto - sono loro che devono inventarsi qualcosa". E
tuttavia il Senato è ancora considerato una "mala bestia", i premi
regionali sono incerti, e sarà proprio nelle regioni a rischio che si
concentrerà il volume di fuoco del Cavaliere nelle ultime tre settimane: Lazio,
Calabria, Marche, Abruzzo, Liguria. Per pianificare le ultime iniziative questa
mattina a via del Plebiscito si riunirà un tavolo Forza Italia-An (ci sono fra
gli altri Bonaiuti, Cicchitto, Lupi, Ronchi, La Russa, Gasparri, Bocchino) ma
il grosso è già deciso. "Da una parte serve una presenza sul territorio
nelle regioni in bilico - spiega Sestino Giacomoni, dello staff del Cavaliere -
e, dall'altra, ci concentreremo nel dialogo con le categorie produttive".
Così il 26 Berlusconi sarà a Viterbo, mentre il giorno dopo a Roma incontrerà
la Confartigianato. Proprio sul palco di Viterbo salirà Andrea Vantina,
l'autore dell'inno del Pdl, che d'ora in poi canterà la sua canzone
(accompagnato da un coro) a chiusura di ogni comizio del Capo. Alle donne sarà
dedicata la giornata di venerdì, con una manifestazione all'Eur, mentre sabato
il leader del Pdl volerà a Taormina per un convegno della Confagricoltura. Da
lì farà tappa in Calabria per toccare Reggio, Catanzaro e Cosenza, accompagnato
da Santo Versace. Il 2 aprile invece ci sarà lo scalo ad Ancona, "perché
le Marche - osserva Paolo Bonaiuti - sono una di quelle regioni che potremmo
strappare al centrosinistra". Il 4 aprile è in agenda invece la
manifestazione sui rifiuti a Napoli, mentre la chiusura della campagna, se il
Cavaliere darà retta a Fini, sarà a Roma per tirare la volata ad Alemanno.
Anche se il leader del Pdl pensa piuttosto a Palermo, in collegamento video con
tutte le piazze italiane. Intanto gli esperti di Berlusconi hanno montato uno
spot di ventidue secondi che andrà a tambur battente sulle Tv locali.
"Altri ne arriveranno", promette il fido Roberto Gasparotti. L'altro
strumento di propaganda - oltre ai 200 camper e ai 100 Tir che gireranno per
l'Italia - sono le lettere agli elettori delle regioni in bilico, la missiva
inviata a cinque milioni di italiani all'estero e, soprattutto, Internet.
"Quello che stiamo facendo - illustra Antonio Palmieri - è un supergazebo
on line, per distribuire materiale e video. Nell'ultima fase vogliamo fare
un'accanita campagna in rete, popolando con i nostri contenuti Youtube".
Il sito di Berlusconi serve anche per mobilitare: per i cosiddetti
"difensori del voto" sono arrivare oltre 13 mila adesioni, un buon
risultato anche se lontano dal target dei 120 mila a cui punta Berlusconi. Nel quartier generale del Cavaliere si dichiarano intanto
"molto soddisfatti" per come sia "letteralmente decollata"
la campagna sul caso Alitalia. "Su questa vicenda - osserva Bonaiuti - Veltroni non sa
che pesci pigliare, il suo ultimatum di 48 ore è scaduto a Pasqua e non è
successo niente. Ora è persino rispuntato fuori Prodi e i suoi ministri
litigano tra loro".
( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oltranza, va in onda
uno scontro tra Prodi e i sindacati. Il premier prima sottolinea che "non
c'è traccia della cordata italiana ipotizzata da Berlusconi", poi invita
le organizzazioni sindacali "ad avere senso di responsabilità". Ma il
leader Cisl Bonanni lo attacca e lo accusa "di aver privilegiato Air
France". Dura replica anche dal segretario della Cgil
Epifani: "Noi siamo sempre stati responsabili anche davanti alle
incongruenze del governo". Continua intanto la lite tra i ministri
Bianchi, Padoa-Schioppa e Bonino sulle disponibilità finanziarie di Alitalia. Il Pdl chiede al governo di riferire in aula. Casini: "Non
si gioca sulla pelle dei lavoratori".
( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
LONDRA- "Sballottata di qua e di là l'Alitalia è più
vicina alla bancarotta, dopo che Berlusconi, ha detto che se vincerà le
elezioni di aprile prossimo bloccherà l'acquisto della compagnia aerea da parte
dell'Air France". Lo scrive il "Financial Times", che aggiunge:
"Il governo uscente accusa Berlusconi di irresponsabilità, poichè la sua
proposta, una cordata di investitori italiani, è pura
fantascienza". E il Times di Londra, scrive: "Un ricco e potente
"cavaliere bianco" è apparso all'orizzonte per salvare la compagnia.
Chi altri se non Berlusconi, già due volte premier e, secondo i sondaggi,
probabile vincitore delle prossime elezioni?".
( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di BARBARA CORRAO
ROMA Ha ragione il ministro dei Trasporti, Alessandro
Bianchi, a dire che Alitalia "ha liquidità sufficiente per tutto il 2008"? O si
deve credere all'allarme lanciato dal ministro del Tesoro, Tommaso
Padoa-Schioppa secondo il quale la compagnia ha solo "poche settimane di
ossigeno", prima di imboccare la strada obbligata del commissariamento?
Basta spulciare i documenti ufficiali resi disponibili dall'aerolinea nazionale
per rendersi conto di quanto la situazione sia drammatica. I debiti, per citare
solo uno dei numeri-chiave della gestione, al 31 gennaio avevano praticamente
raggiunto il capitale: 1 miliardo 265 milioni i primi, 1 miliardo 297 milioni
il secondo. Sempre secondo l'ultima relazione sulla posizione finanziaria
netta, datata 29 febbraio, la liquidità era scesa a fine gennaio a 282 milioni,
esattamente 85 milioni in meno che a fine dicembre. Mantenendo lo stesso ritmo,
qualcuno ha calcolato che Alitalia brucerebbe 31 euro
al secondo, corrispondenti a 2,7 milioni al giorno, equivalenti appunto a 85
milioni al mese. Certo, gennaio potrebbe avere risentito di fattori stagionali
e non è detto che la compagnia abbia mantenuto un trend così negativo anche nei
mesi successivi. Ma una nuova erosione della disponibilità di cassa è data
assolutamente per certa. Sarà l'aggiornamento a febbraio, chiesto dalla Consob,
a chiarire ogni dubbio. Si prevede che arriverà sul tavolo di Lamberto Cardia
al massimo entro lunedì prossimo. "Che ci sia un'urgenza è fuori di
dubbio", ammette lo stesso Bianchi che respinge però le "scadenze
perentorie" e richiama la semestrale 2007 nella quale il management (Prato
si era insediato da poco) scrive che, nonostante le difficoltà e la necessità
di interventi sul capitale nel periodo 2008-2010, "la liquidità si
mantiene a livelli adeguati nella prima parte di Piano ma....si attesta nel
2010 ad un livello non ritenuto congruente con le esigenze dell'attività".
Come dire: nel 2008 ci si può fare, dopo no. Se questa era la prima impressione
del vertice a settembre, già la quarta trimestrale pubblicata a febbraio, e
disponibile su Internet, era molto più allarmata: "Il mantenimento della
liquidità su livelli di sostenibilità operativa vi è scritto si prospetta
sempre più correlato con l'operazione di ricapitalizzazione prevista a budget a
metà 2008". Il che tradotto, significa: senza iniezioni di liquidità, come
quella da 1 miliardo proposta da Air France, la compagnia muore. Lo conferma il
peggioramento della posizione finanziaria netta; un doppio warning comunicato a
gennaio e poi a fine febbraio. La data del decesso può variare, ma di poco.
( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di DIODATO PIRONE
"CI SONO margini per una trattativa seria con Air France. Non si può dire
"prendere o lasciare" ma puntare a ridurre l'impatto
sociale del piano di risanamento e dare tempo a Malpensa di riassegnare le
rotte lasciate da Alitalia". Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, in una intervista
al Messaggero lancia un appello alle parti affinché si punti su un accordo
ragionevole. "Per Malpensa - sottolinea il ministro - abbiamo già
finanziato la cassa integrazione per 900 lavoratori". E la cordata
italiana? "Bene. A patto che venga fuori subito e faccia una proposta
confrontabile con quella di Air France".
( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cesi avrà la
leadership in Italia. Fiumicino verrà rafforzato e sarà l'hub di riferimento.
Nuovi aerei per la flotta in arrivo dal 2011.
( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Il
premier: siano responsabili. Epifani: governo incongruente. Il Pdl: dibattito
in aula. Casini: non si gioca con i lavoratori Alitalia, scontro
Prodi-sindacati Air France, oggi l'incontro: trattiamo a oltranza. Possibili
tagli più leggeri.
( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di CLAUDIA TERRACINA
ROMA Nel giorno in cui Air France fa sapere di essere disposta a trattare per
l'acquisto di Alitalia a oltranza, anche oltre il 31
marzo, il premier Romano Prodi avanza forti dubbi sull'esistenza della cordata
italiana, ipotizzata da Berlusconi, e ingaggia un braccio di ferro con i
sindacati. "Hanno fatto scappare Lufthansa, ora siano responsabili",
ammonisce. Dura la replica del leader della Cgil, Guglielmo Epifani: "Il
nostro senso di responsabilità è fuori discussione, anche davanti alle molte
incongruenze del governo", ribatte. In effetti, nelle ultime ore si sono
moltiplicate le liti tra i ministri. Il responsabile dei Trasporti, Bianchi, si
scaglia contro Padoa-Schioppa, che aveva lanciato l'allarme bancarotta per Alitalia, e afferma che "nelle
casse della compagnia ci sono ancora soldi". E, a sua volta, viene
rimbeccato dalla Bonino che definisce le sue parole "sconcertanti perchè
la situazione finanziaria di Alitalia è davvero disastrosa".
Clima pessimo, dunque, alla vigilia delle trattative, con Bondi del Pdl e
Maroni della Lega che chiedono al governo di riferire in Parlamento.
"Roba da telefilm, deciderà il nuovo governo", replica Di Pietro,
mentre il vicepremier Rutelli ricorda che "c'è pochissimo tempo per altre
offerte e non si può fare melina perchè si rischiano danni gravissimi.
L'ipotesi Berlusconi? Ci poteva pensare prima". Il vice segretario del Pd,
Dario Franceschini, avverte che "il destino di Alitalia
non può essere materia da campagna elettorale" e il leader dell'Udc, Pier
Ferdinando Casini, chiede "silenzio e rispetto per i lavoratori" e
ricorda che "Berlusconi non potrà governare cedendo sempre alla
Lega". Il premier Prodi argomenta: "Una soluzione italiana per Alitalia sarebbe auspicabile, ma finora non si è presentato
nessuno". Ad oggi, infatti, non c'è traccia del pool tra banche e
imprenditori, annunciato dal Cavaliere per salvare la compagnia di bandiera. Lo
stesso presidente di Forza Italia ha poi ammesso che per mettere insieme la
cordata, ci vorrà almeno un mese. Arrivando, quindi, dopo le elezioni del 13
aprile. E, appunto il Professore, intervistato da Sky Tg24, fa capire che le
avances di Berlusconi hanno il sapore di uno spot elettorale. "Una
proposta per essere presa davvero in esame deve essere seria, concreta, con
delle risorse e un piano industriale", precisa, spiegando che "il
problema non è avere il denaro per acquistare la compagnia, ma disporre delle
risorse manageriale per la ristrutturazione. E chi è già nel settore, come una
compagnia aerea ha più possibilità di avere successo- fa notare- di spendere
meno e di far fare meno sacrifici ai lavoratori". Ma il Professore mette
in mora anche i sindacati ricordando la trattativa evaporata con Lufthansa:
"Ricordo bene quando era interessata all'Alitalia,
ma il "supervisor board", formato da ex sindacalisti, incontrò i
sindacati italiani e rinunciarono all'offerta", accusa. Parole che
scatenano la reazione del leader della Cisl, Raffaele Bonanni, il quale invita
"ad aspettare il nuovo governo per ogni decisione" e consiglia a
Prodi "di non menare il can per l'aia perchè sa perfettamente che
Lufthansa si è ritirata perchè sapeva di un rapporto suo con Air France
indissolubile, una sua preferenza per la compagnia francese".
Dichiarazione che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico
Micheli, definisce "assolutamente singolare, visto che tutti sanno perchè
Lufthansa si è ritirata".
( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
"Siano
responsabili". Epifani: governo incongruente. Il premier: sì alla cordata
italiana, ma non c'è nulla.
( da "Riformista, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Psicodramma
scontro prodi-sindacati, spinetta riapre la trattativa ad oltranza, lite tra i
ministri su air france Alitalia già fallita.
No di Ligresti e Caltagirone.
( da "Riformista, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alleanza alitaliana
Il castrista Bianchi a braccetto col Caimano Dai fumi dell'Alitalia,
sollevati dall'audace mossa del Cavaliere, è emerso ieri Alessandro Bianchi con
la sua chioma bianca. Dimenticato e mai rimpianto ministro dei trasporti del
governo Berlusconi, il tecnico di area cubana è tornato per un giorno tra noi a
ricordarci che incubo sia stato il governo dell'Unione e perché il Partito
Democratico se n'è dovuto liberare. Così facendo, ha dato anche la consueta
mano a Berlusconi, il cui vantaggio politico in queste vicenda può anche solo
limitarsi a riesumare il governo uscente e mostrarne le divisioni e le
spaccature. Cosa che il ministro Bianchi ha puntualmente fatto, negando l'urgenza di vendere Alitalia,
smentendo il suo collega ministro del Tesoro, Padoa Schioppa, rilanciando la
favoletta, anch'essa cara a Berlusconi, che tutta questa urgenza non c'è perché
Alitalia avrebbe i mezzi per durare l'intero 2008, addirittura. Ha avuto
ovviamente ragione un altro ministro, la Bonino, a dirsi
"sconcertata". Pensiamo che lo stesso sconcerto prenderà gli
elettori. Che la corsa dell'Alitalia sia finita, che
la compagnia sia già tecnicamente fallita, e che quindi perdere altro tempo
vuol dire solo rimetterci un milione al giorno per venderla peggio dopo
quest'ennesimo rinvio (politica che è già costata quindici miliardi di euro in
quindici anni ai contribuenti italiani) lo stiamo dimostrando da qualche giorno
su questo giornale e continueremo a farlo senza sosta. Tutti quelli che si
indignano per i costi della politica dovrebbero mettere nel conto il costo del
rinvio sull'Alitalia, che è molto più oneroso dei
pranzi scontati alla mensa di Montecitorio. Ma quello che ci preme qui
sottolineare è un'altra cosa. Su questa storia si è creata una alleanza
politica estremamente trasversale e fortemente innaturale. Il castrista Bianchi
sta dalla parte del Caimano Berlusconi, così come i sindacati che pure la loro
parte di responsabilità nella distruzione di Alitalia
ce l'hanno. Sinistra e destra si toccano e si sommano, ancora una volta unite
dallo sperpero del denaro pubblico. Che questo sia un grave danno per il paese
e per Alitalia, non c'è dubbio. Ma forse potrebbe
arrecare qualche danno elettorale anche agli innaturali alleati di questa
campagna. Tutti dicono che al Nord la battaglia di Berlusconi per l'italianità
porterà voti. E se gliene facesse perdere qualcuno il fatto di trovarsi a
braccetto con comunisti e sindacalisti, vere e proprie bestie nere dell'elettorato
di centrodestra del Nord? 25/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Napolitano Caro
Feltri, hai sbagliato palazzo Il giornalismo irriverente ci piace e, seppur a
modo nostro, proviamo a praticarlo anche noi. Non contesteremo dunque a Libero
e a Vittorio Feltri ciò che molta stampa di sinistra gli contesta, e cioè che
la sua campagna sui costi della politica si limita ai piani bassi dello
sperpero, e si concentra su anacronistici ma marginali privilegi della
cosiddetta casta, dalla sauna al ristorante al biglietto aereo. Nell'editoriale
che precede questo segnaliamo d'altro canto che il costo della politica
rappresentato dal rinvio sull'Alitalia è immensamente superiore, e ciò nonostante una parte della
politica (Berlusconi in primis) sta facendo di tutto per farlo proseguire
ancora qualche mese, magari costringendo i contribuenti italiani a pagare un
altro prestito alla compagnia di Stato solo per dare una mano a imprenditori
che vogliono papparsela ma non hanno nemmeno i soldi per pagarsi l'affare
di tasca loro. La denunce di Libero , per quanto ci riguarda, sono comunque giuste
ed efficaci. Anche se si tratta di sprechi minori, sono pur sempre veri. Se non
lo fossero, non si capirebbe del resto perché ieri l'Unità abbia dedicato un
intero dossier al tema della riduzione dei costi della politica, con tanto di
intervento di Walter Veltroni. Certo, tagliare il numero dei deputati sarebbe
di gran lunga più efficace che tagliare i buoni pasto ai mille deputati
attuali. Ma anche tagliare i buoni pasto non sarebbe un cattivo inizio. Ci
permettiamo solo di segnalare a Vittorio Feltri che nella sua campagna ha ieri
preso una cantonata. Discutere dell'integrità personale di Giorgio Napolitano,
di cui Libero ha ieri rievocato un rimborso spese per un viaggio aereo quando
era europarlamentare a Bruxelles, è un vicolo cieco. Nessuno dei parlamentari
attuali può a nostro parere vantare un maggior senso dello Stato e della
moralità pubblica dell'anziano Napolitano, il quale del resto li condivide con
una generazione che considerava la politica come una missione e non come un
affare, al contrario di oggi. Caro Feltri, lascia dunque stare Napolitano. A
Napoli si direbbe: hai sbagliato palazzo. 25/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Segue
dalla prima i no di ligresti e caltagirone per alitalia Molti dubbi sulla
tempistica dell'operazione sono stati sollevati anche da uno dei primi nomi
sull'agenda di Berlusconi, quello del costruttore Salvatore Ligresti, il quale
non vuole uscire allo scoperto prima che i francesi si siano fatti da parte e
comunque non in un contesto di scontro aperto con il governo uscente. Dubbi, quelli di Ligresti e di
altri industriali lombardi, confermati da Raffaele Cattaneo, assessore alle
Infrastrutture nella giunta del Pirellone, braccio destro di Formigoni e in
contatto con Ermolli: "Ligresti e Caltagirone? Nomi ne voglio fare - dice
Cattaneo al Riformista - ma penso che prima del 14 aprile non si muoverà niente
e in questo scenario la cordata italiana non si farà avanti. Tra i nostri
imprenditori c'è paura e sfiducia per come il governo ha impostato la
trattativa con Air France, consentendo ai francesi di dettare condizioni,
mentre il fallimentare piano di salvataggio del management peggiorava i conti
dell'azienda". Secondo Cattaneo, però, il "rinvio" della cordata
non dovrebbe avere come conseguenza la consegna dei libri in tribunale:
"Primo, perché casomai si dovrà procedere al commissariamento in base alla
Prodi-bis, secondo perché la liquidità, a meno che emergano ulteriori disastri
della gestione Prato, dovrebbe essere sufficiente ad andare avanti. Non ci
avevano detto che l'addio a Malpensa avrebbe comportato risparmi?". Un
milione di utile al giorno. Partita chiusa per la cordata prima del 14 aprile?
Dalle parti di palazzo Grazioli si giura di no: "La cordata si farà. Il
problema non è mettere insieme i soldi che servono, ma chiudere tutto il
pacchetto necessario per uscire allo scoperto", spiegano ambienti vicini
al Cavaliere. Si conferma che ai willing già arruolati manca la necessaria
allure (tra i sicuri della cordata si parla di "imprenditori del settore
logistico e trasporto merci"), si aspettano però ancora risposte
importanti (non è dato sapere come abbiano reagito alla sollecitazione la
presidente di Assolombarda Diana Bracco, i Moratti e soprattutto l'ex patron
Telecom Marco Tronchetti Provera). Eppoi, insiste Berlusconi, l'affare c'è. Con
i suoi interlocutori Ermolli enfatizza le cifre dello studio della banca
Seabury, già advisor di Air One, secondo cui una corretta gestione industriale
di Alitalia può consentire all'azienda di tornare in
utile nel giro di un anno, producendo un cash flow di un milione al giorno. A
questo punto, non è azzardato dire che il piano berlusconiano è in due tappe:
prima del voto, puntare l'indice sugli "errori del governo" e
capitalizzare nell'urna gli effetti della campagna, quindi, dopo le elezioni,
muovere da palazzo Chigi la campagna per dare seguito concreto agli
abboccamenti di questi giorni. Prodi contro Fausto e i sindacati. Le notizie
delle difficoltà di Berlusconi sono arrivate anche alle orecchie di Prodi, che
ieri ha ribadito la disponibilità a trattare con imprenditori italiani, e anzi
ha definito "auspicabile" la cordata nazionale. Una prova che il
Professore è convinto di potere inchiodare Berlusconi al "bluff
elettorale". Ma in queste ore non è il Cavaliere l'oggetto principale dell'irritazione
del Prof, bensì i leader di Cgil e Cisl (Bonanni ha accusato il premier di aver
tenuto aperto un canale privilegiato per l'offerta di Air France) e soprattutto
il Fausto Bertinotti pro-cordata tricolore. "Quando Prodi cercò di tenere Telecom
in Italia, Bertinotti lo costrinse a riferire alla Camera, mentre su di noi
pioveva l'accusa di chiudere le porte allo straniero...", si recrimina
nell'entourage del Prof. Meno tranquillo di Prodi è Walter Veltroni. Quello del
Cavaliere sarà anche un bluff, ma al nord rischia di saldare su una linea
anti-Pd Confindustria, sindacati e un bel pezzo di opinione pubblica. Stefano
Cappellini 25/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Conversazione su
malpensa e "secessione dolce" Penati attacca il partito della
moratoria "C'è un Nord che si ripiega nella difesa dei propri
interessi" Alitalia è un malato grave anzi,
gravissimo che ha a disposizione una sola ambulanza per salvarsi, ovvero Air
France. E la difesa a oltranza di Malpensa, che pure deve salvarsi, si sta
trasformando, progressivamente, nel simbolo di un Nord in cui prevalgono spinte
corporative e antipolitiche. Il presidente della Provincia di Milano Filippo
Penati, in una conversazione col Riformista , alla vigilia dell'incontro di
oggi tra i sindacati e i vertici di Air France non usa perifrasi: "In
molti stanno giocando col fuoco. Sia i ministri che chiedono la moratoria sia
sindacati devono capire che il commissariamento va evitato". E, sui
paladini dell'italianità della compagnia di bandiera, afferma:
"L'italianità non ha senso. Certo, se qualcuno mette i quattrini per
saldare i debiti, rilanciare la compagnia, cambiare la flotta, tenere in piedi
Fiumicino e Malpensa, non solo dovrebbe manifestarsi in tempi rapidi, ma
andrebbe santificato in vita? Quello di Berlusconi? Mi pare un bluff".
Penati attacca soprattutto "il partito della moratoria", che sta
trovando consensi trasversali, dal governatore della Lombardia Formigoni al
segretario della Cgil Epifani. A quanti considerano Malpensa il simbolo degli
interessi del Nord dice: "Malpensa va salvata, ma non con logiche
protezionistiche e assistenziali. Chi chiede una moratoria in sostanza dice: se
Air France si prende Alitalia non deve trasferire i
voli a Fiumicino per tre anni. Un'operazione che costerebbe 200 milioni l'anno
allo Stato. È uno schema sbagliato. Un periodo di transizione serve per
garantire i lavoratori, attraverso gli ammortizzatori sociali, ma la direzione
verso cui andare è la liberalizzazione dei voli non il protezionismo. Aggiungo:
la concorrenza fa bene a Malpensa e ai cittadini". E sui sindacati aggiunge:
"C'è una grande responsabilità dei sindacati in questa vicenda. I
lavoratori hanno dei diritti, eccome. Ma questo non vuol dire che si debbano
mantenere con aiuti di Stato aziende inoperose. La difesa dei lavoratori non
passa attraverso il mantenimento di costi improduttivi di un'azienda che per
cinque aerei paga 133 piloti". E il governo? "Si è comportato bene
come azionista ma c'è stato un deficit di visione dell'interesse generale,
anche a causa del partito del rinvio". Per Penati la difesa a tutti i
costi di Malpensa è la cartina di tornasole di un malessere più profondo:
"C'è un Nord incapace di fare sistema che non crede più nella politica e
si ripiega nella difesa dei propri interessi territoriali. Questo è il punto:
il centrosinistra l'ha visto come ostile, confondendolo con sacche di evasione
fiscale. E Berlusconi, dopo aver promesso la rivoluzione liberale, asseconda le
sue spinte difensive con parole d'ordine protezioniste". La ricetta per
dialogare col Nord, a giudizio di Penati, non è né l'una né l'altra:
"Insisto con gli aeroporti perché la vicenda è emblematica. In Europa crescono quelli che non seguono il metodo Alitalia e che si liberalizzano. In Italia Malpensa non solo è stata
legata ai destini di Alitalia ma è stata sovradimensionata. Bergamo, Brescia, Verona, Venezia,
Trieste hanno un aeroporto. Mi chiedo: perché da Verona per andare a
Francoforte devo prendere un volo a Malpensa e fare tre ore di macchina prima?
Quindi, al di là della prosopopea delle parole sulla questione settentrionale,
la verità è che nessuno vuole rinunciare all'aereo sotto casa. Ecco perché è
necessario fare sistema". Anche se, per Penati, una questione
settentrionale c'è. E c'è pure il rischio che si manifesti sotto forma di
"secessione dolce", come sostiene il direttore del Sole Ferruccio de
Bortoli. Penati indica i tre fattori di distanza del Nord dal resto del paese.
Il primo: "Sull'immigrazione e sulla sicurezza, il centrosinistra in questi
anni ha contrapposto una visione ideologica a paure reali dei cittadini. Mentre
il centrodestra quelle paure le ha alimentate e cavalcate". Il secondo è
la protesta fiscale: "È una questione antica che parte con Roma ladrona
fino all'estraneità rispetto alle politiche del governo Prodi. Al fondo c'è
un'idea ostile dello Stato e della politica". Il terzo è la
globalizzazione: "Molti imprenditori hanno vinto la loro sfida anche con
una selezione al proprio interno. Ci sono tutta una serie di piccole e medie imprese
che con creatività, impegno, sacrificio hanno conquistato i mercati senza aiuto
della politica". Risultato? "A partire da questi tre temi una parte
di paese pensa di poter fare a meno della politica. E il centrodestra, su Alitalia e non solo, non promette sviluppo ma
rassicurazioni, non liberalizzazioni ma protezionismo à la Tremonti".
Dietro le ricette dell'ex ministro dell'Economia Penati vede un disegno ben
preciso: "Tremonti vuole parlare alla pancia di un mondo impaurito che si
rende conto dei cambiamenti con l'ingresso di Cina e India nei mercati ma si
comporta in maniera contraddittoria: da un lato vuole vivere di esportazioni
dall'altro non le vuole nel suo giardino e chiede protezioni". Ma per
Penati, non c'è solo il Nord del Nimby: "C'è anche un altro Nord operoso
che non vuole le moratorie, ma vuole le liberalizzazioni. A questo il Pd deve
parlare". 25/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Segue alitalia E,
stando all'ultima semestrale, che riporta una spesa attestata già a 464 milioni
di euro a metà del 2007, facile prevedere che alla fine dell'anno scorso, con
l'impennata di novembre-dicembre del greggio fino a quota 100 dollari al barile
a fine anno, il costo raggiunga quota un miliardo. Anche perché l' hedging
introdotto a fine 2005 per coprire parzialmente l'aumento del greggio era
tarato su un prezzo attorno ai 60 dollari al barile per il triennio 2006-2008.
Tra i quaranta e i cinquanta dollari sotto il livello attuale. Del resto, tra i
motivi citati la scorsa settimana dall'amministratore delegato di Air France,
Jean Cyril Spinetta, per giustificare il peggioramento
dell'offerta per Alitalia rispetto a dicembre, c'è proprio l'apprezzamento del petrolio.
"La situazione di Alitalia - ha detto durante la conferenza stampa a Roma - in tre mesi è
ulteriormente aggravata. Il petrolio è oltre i 100 dollari. E ogni dieci
dollari di aumento, Alitalia perde quaranta milioni di euro. Non avendo coperture,
paga il petrolio a prezzo di mercato". La notizia è confermata da fonti
vicine al dossier, che raccontano che soltanto negli ultimi tre mesi Alitalia ha sborsato già duecento milioni di euro, per fare
volare ai suoi aerei. Tonia Mastrobuoni 25/03/2008.
( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-25 num: - pag: 1 autore: di
ANGELO PANEBIANCO categoria: REDAZIONALE PASTICCI CON LE ALI F ino a qualche
giorno fa niente sembrava in grado di animare la campagna elettorale. Si parlava
soprattutto delle somiglianze fra i programmi dei due principali contendenti. Poi è esplosa la questione Alitalia. A tre
settimane dal voto, è diventato il tema su cui le forze politiche (a cominciare
da Berlusconi, con la sua proposta di una cordata italiana da contrapporre ad
Air France) sembrano puntare per mettere in difficoltà gli avversari.
Niente di peggio poteva accadere poiché, come ha osservato Sergio Romano (
Corriere, 23 marzo), una questione così grave richiederebbe di essere trattata
con una serietà che è difficile ottenere da forze politiche impegnate a
sgambettarsi in una campagna elettorale. Si intrecciano tre questioni. La prima
riguarda i giochi interni al sistema dei partiti. Si sono delineate alleanze
trasversali in cui ciascuno crede di avere la propria convenienza. Se
Berlusconi, a nome del "partito del Nord", cerca di mettere in
difficoltà Veltroni, i piccoli, a loro volta, hanno trovato un varco per
picchiare duro sui grandi. Così, la Sinistra Arcobaleno apre a Berlusconi su Alitalia contro il Partito democratico (suo diretto
concorrente a sinistra), mentre Casini, concorrente al centro del Popolo della
Libertà, polemizza con Berlusconi e si schiera col Partito democratico. La
seconda questione (la più esplosiva, almeno in prospettiva) riguarda la
spaccatura Nord/Sud, Milano contro Roma. E' il problema del declassamento di
Malpensa e delle sue vere o presunte conseguenze per lo sviluppo del Nord. E'
difficile non notare che le divisioni politiche su Malpensa rispecchiano
abbastanza fedelmente la geografia elettorale italiana. Infine, c'è la
questione sindacale. I sindacati, corresponsabili del disastro Alitalia, cercano anch'essi di sfruttare le divisioni
politiche e rinviare il momento in cui pagare il conto degli errori accumulati.
Sarebbe interessante capire se davvero essi credono che i giochi del passato
possano essere riprodotti all'infinito, se credono che, senza la vendita a un
compratore credibile, il fallimento dell'azienda possa essere evitato. CONTINUA
A PAGINA 36.
( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-25 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Il caso Apertura della compagnia ai sindacati
Air France su Alitalia: trattiamo a oltranza ROMA - Vendita di Alitalia ad Air France- Klm: si riparte con una apertura. La compagnia
francese sarebbe disponibile a fare concessioni sull'acquisto e a offrire più
tempo alla trattativa con i sindacati. Sarà direttamente il presidente di Air
France, Jean-Cyril Spinetta, oggi a Roma, a offrire ai sindacati un
nuovo margine alla discussione oltre la scadenza di fine marzo. Pier Ferdinando
Casini contesta la cordata rilanciata da Berlusconi e dice no a soluzioni
"all'italiana ". Prodi: la cordata italiana? Auspicabile, ma non c'è.
ALLE PAGINE 5 E 6 Marro, S. Rizzo, Sensini Tamburello, Tondelli.
( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-25 num:
- pag: 5 categoria: BREVI Le nuove proposte Cargo a terra nel 2010 Ma con meno
tagli 1 La nuova proposta di Air France mantiene la data del 2010 per il
termine dell'attività di Alitalia Cargo. Rispetto al vecchio piano, però, è previsto il
riassorbimento di parte dei 134 piloti.
( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-25 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Schieramenti E con Bonanni rispunta il "partito
Lufthansa" ROMA - Tema: perché Lufthansa non ha partecipato alla corsa per
l'Alitalia? Ha ragione il segretario della Cisl
Raffaele Bonanni, secondo cui i tedeschi sono evaporati dopo aver scoperto
l'esistenza di "un rapporto indissolubile " fra Romano Prodi e Air
France? O ha ragione piuttosto il presidente del Consiglio, che dà la responsabilità
dell'evaporazione proprio ai sindacati? Ecco la ricostruzione di questa vicenda
fatta del quotidiano tedesco "Handelsblatt" il 6 dicembre 2007:
l'amministratore delegato di Lufthansa Wolfgang Mayrhuber avrebbe voluto
presentare un'offerta, ma alla riunione del consiglio di sorveglianza il
presidente, Juergen Weber, e soprattutto i rappresentanti dei lavoratori si
sarebbero dichiarati contrari. Se la ricostruzione è fedele, l'operazione
sarebbe stata bloccata dai sindacati tedeschi. Spaventati all'idea di potersi
trovare in una situazione sindacalmente ingovernabile? Chissà. Ma questa è
anche la versione che una Angela Merkel piuttosto contrariata avrebbe dato al
suo amico Prodi in occasione di un vertice europeo. Sarebbe soltanto lavoro per
gli storici. Se non ci fossero di mezzo migliaia di posti di lavoro e la
sopravvivenza stessa della compagnia italiana. E soprattutto se il ventilatore
delle elezioni non fosse già al massimo dei giri. Così, tempo qualche minuto e
inevitabilmente, accanto al Partito della Cordata italiana capeggiato da Silvio
Berlusconi, è nato anche il Partito di Lufthansa. Iscritti d'ufficio, oltre a
sindacalisti come Bonanni e Fabrizio Solari (il capo della Filt Cgil aveva già
proposto nel
( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-25 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Fronti del Nord La società che controlla gli aeroporti milanesi
paga anche la crescita degli altri scali subalpini E per Sea la Grande Malpensa
è già finita Via 180 voli, 900 esuberi: da domenica la
crisi Alitalia fa scattare il "dehubbing" MILANO - Gli unici che non
aspettano con trepidazione di sapere cosa succederà a fine mese sono loro.
Comunque vada a finire la vicenda pre-elettorale di Alitalia, gli
uomini di Sea, la società controllata dal Comune di Milano che gestisce
Malpensa e Linate, sanno che l'ultima settimana della "Grande
Malpensa" è iniziata. Da domenica, indipendentemente dal destino della
loro richiesta risarcitoria da 1,2 miliardi nei confronti di Alitalia,
il "dehubbing" dello scalo varesino sarà cosa fatta. I 180 voli
depennati dal piano di transizione di Maurizio Prato non entreranno nei
tabelloni estivi di Malpensa, mentre i primi 900 esuberi saranno in cassa
integrazione. Se ne riparlerà semmai pensando all'autunno, cercando di dare
nuove ali alla necessità di disgiungere i destini di Alitalia
da quelli di Malpensa. Per come funziona la macchina di Malpensa, e quindi
della Sea oggi presieduta dall'ex presidente di Alitalia
di area leghista Giuseppe Bonomi, l'attuale modello di business non può fare a
meno della compagnia di bandiera. Nel bilancio Sea del 2006 si registra un'erosione
delle quote di mercato occupate alla compagnia di bandiera su Malpensa, senza
tuttavia scendere sotto il 51% di traffico movimentato. Intanto, lo scalo
varesino ha progressivamente perso quote di mercato a vantaggio degli aeroporti
che sono andati a rafforzarsi per tutto l'arco subalpino che oggi si vorrebbe
compatto a difesa di Malpensa. Oltre 32 milioni di passeggeri nel 2007 hanno
volato dal Nord, senza bisogno di passare per Malpensa né, spesso, per Alitalia. L'esempio più vicino ed eclatante, Orio al Serio,
di cui la Sea detiene il 49,9%, è cresciuto del 9,5% nel 2007, del 20,7% nel
2006, addirittura di oltre il 30,6% nel 2005, del 17,3 nel 2004 senza subire i
destini di Alitalia. Sacbo, la società che lo
controlla, contava a fine 2006 359 addetti, uno ogni 14.484 passeggeri. Dati in
linea con quelli degli Aeroporti di Roma, 2.275 addetti per 35,5 milioni,
mentre Sea, controllata dal Comune di Milano con l'84,6% e partecipata dalla
Provincia al 14,6%, distribuiva i suoi oltre 5.700 dipendenti su 31 milioni di
passeggeri, includendo ovviamente anche Linate. Risultato: un dipendente Sea
ogni 5.415 passeggeri. Sui costi di produzione, in verità, pesa la lunga e
intricata vicenda di Sea Handling, la società di servizi di Sea che nel 2006
contava 3.351 dipendenti. Resa società autonoma nel giugno del 2002 su spinta
delle norme comunitarie, Sea handling prometteva di concorrere sul mercato
internazionale dei servizi e di aprirsi per un 30% al capitale dei privati.
Difficile trovare investitori per una società che dal 2002 al
( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-25 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Alitalia La vendita Ministri e conti della
compagnia Alessandro Bianchi: "Che ci sia un'urgenza è fuori di dubbio, ma
che ci siano scadenze perentorie mi sembra un po' azzardato" Emma Bonino:
"Sconcertanti le parole del ministro dei Trasporti, per cui il cash flow
basterebbe per tutto l'anno".
( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-25 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Casini: la cordata di Silvio? No a soluzioni
"all'italiana" "Berlusconi-Bertinotti, strana alleanza tra
liberisti e statalisti" ROMA - Non piace per nulla al leader dell'Udc,
Pier Ferdinando Casini, tutto questo agitarsi della
politica intorno ad Alitalia a poche settimane dal voto. Solo campagna elettorale?
"Tutti quelli che parlano adesso sembrano essere stati sulla luna finora.
E invece eravamo tutti in campo". Anche voi avete governato. "Me lo
ricordo benissimo Silvio Berlusconi, quando da presidente del Consiglio diceva:
per fortuna che ci sono così risolverò il problema di Alitalia. E
invece si sono persi 5 anni più i 2 nei quali ha governato Romano Prodi".
E adesso siamo al capolinea. "è difficile essere ottimisti. Vedo solo
ombre". Eppure c'è chi scommette sull'intervento di una cordata di
imprenditori italiani. "Mi chiedo perché se finora questi imprenditori non
ne hanno voluto sapere nulla di Alitalia, adesso si
mostrano interessati". Rispondono all'appello di Berlusconi. "A
ridosso delle elezioni? Strano. Che si materializzino oggi cordate
"politiche" non mi piace, perché è l'ennesima dimostrazione che non
riusciamo a essere un Paese normale". Che cosa non la convince?
"Voglio capire - se e quando i nomi verranno fuori - se non ci si trovi
davanti a una partita di giro". In che senso? "Faccio un esempio: se
imprenditori che finora non sono entrati in campo, improvvisamente diventano
sensibili al richiamo di Berlusconi e magari sono anche titolari di concessioni
pubbliche, allora voglio capire se sono disponibili a intervenire in Alitalia per avere poi qualche contropartita sulle tariffe.
Se fosse così, sarebbe una soluzione all'italiana della peggior specie". A
quali imprenditori pensa? "Non faccio nomi, ma dico che la piega che sta
prendendo questa vicenda non mi piace, anche perché mi pongo un'altra domanda:
che garanzie abbiamo che questa cordata resti in campo anche dopo le elezioni?
". Lei quindi percorrerebbe fino in fondo la strada della trattativa in
esclusiva con Air France? Secondo il Pdl si tratta di una svendita di Alitalia ai francesi. "La trattativa con Air France è
stata condotta male, anzi malissimo. La loro proposta di acquisto va
profondamente cambiata, però non possiamo stupirci della posizione di Air
France-Klm: il presidente Spinetta difende gli interessi dei suoi
azionisti". Anche ai sindacati non piace il piano di Air France. "I
sindacati, come i partiti, hanno le loro responsabilità. Ma quello che mi fa
più specie è vedere questa strana alleanza tra Berlusconi, Bertinotti e i
sindacati, tutti a invocare la cordata italiana e a chiedere più tempo. Ma non
si può essere statalisti o liberisti a giorni alterni". Se fosse lei a
decidere le sorti di Alitalia, che farebbe?
"Innanzitutto avrei impostato le cose diversamente. Ma ora metterei dei
paletti in modo da ottenere un cambiamento della proposta di Air France e poi
lascerei andare le cose avanti". Ancora per qualche settimana, come dicono
Prodi e il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa- Schioppa, o anche più a
lungo, come vorrebbero gli altri, tanto, dice il ministro dei Trasporti
Alessandro Bianchi, Alitalia può sopravvivere fino a
ottobre? "Qui deve essere chiaro a tutti che la compagnia rischia di
portare i libri in tribunale. Se poi abbia ragione Padoa- Schioppa o Bianchi
non lo so: vedo solo una gran confusione nel governo. Certo che se il ministro
dell'Economia non sapesse neppure fino a quando Alitalia
ha liquidità, saremmo nei guai". Mentre Berlusconi propone soluzioni,
Veltroni nicchia. "Veltroni è sulla difensiva. Non sa che pesci prendere.
è stretto da una parte da Bertinotti e dai sindacati e dall'altra da Prodi.
Berlusconi invece ha preso il "pesce" della Lega". Che lavora
per Malpensa. "Malpensa è una risorsa del Paese. Ma i suoi destini vanno
separati da Alitalia, evitando nuove soluzioni
assistenziali ". Come finirà? "Non lo so, ma se prima del 14 aprile
si materializzassero eventuali cordate, temo che dopo evaporerebbero " Lo
dice anche Veltroni. "Sì, ma io l'ho detto prima". \\ Meglio Air
France Trattativa gestita male e proposta da cambiare Ma la strada è quella
Enrico Marro.
( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-25 num: - pag: 5 categoria:
BREVI I sindacati contro l'offerta Secondo l'"Handelsblatt" del 6
dicembre 2007 furono proprio i sindacati tedeschi ad opporsi a un'offerta sull'Alitalia.
( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-25 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE I "paletti" sindacali "Gli esuberi? Non cederemo su
Az Servizi" ROMA - La prima condizione per sedersi al tavolo delle
trattative con Air France? "I francesi devono evitare ogni ultimatum tipo
prendere o lasciare. Perché se fosse così noi lasceremo subito". Nicoletta
Rocchi, segretario confederale della Cgil, è convinta che ora, dopo l'apertura
della compagnia francese, il confronto potrebbe iniziare "su basi serie
". La Cgil, dice, "lo farà senz'altro". A patto che oltre a non
fare la voce grossa i responsabili dell'Air France-Klm, dal presidente
Jean-Cyril Spinetta in giù, rispettino tre condizioni. Che sono, sottolineano i
sindacati, irrinunciabili e rispecchiano esigenze di metodo oltre che di
merito. Innanzitutto la trattativa deve partire "mettendo sul tavolo del
confronto l'Alitalia nella sua integrità". Il
perimetro deve essere cioè completo senza escludere Az Servizi o altro. Non si
può parlare solo di Az Fly, ponendo subito steccati. "Ciò non vuol dire
che non saremo poi pronti a discutere la riorganizzazione industriale ".
Il secondo punto riguarda gli investimenti. La Cgil, sottolinea ancora Rocchi,
non ha mai agitato la bandiera dell'italianità ma deve essere chiaro che il
Paese deve poter contare su un sistema aereo in grado di rispondere e
soddisfare le esigenze di trasporto e movimento di tutti i cittadini. Insomma,
l'Alitalia non deve rimanere solo un logo sull'aereo,
ma deve essere potenziata in modo da partecipare a pieno titolo all'alleanza
con Air France e Klm. Infine Malpensa per cui occorre un approccio graduale per
valutare il possibile sviluppo delle attività aeroportuali e dell'indotto. E
gli esuberi? Secondo la sindacalista fare numeri in anticipo è poco
significativo, oltre che inutile per le trattative. Gli esuberi, ripete Rocchi,
si possono discutere solo dopo aver chiarito il perimetro della nuova Alitalia. "Che senso avrebbe indicare per esempio 2
mila esuberi quando poi rischiano di restare fuori, senza sapere nulla sul loro
destino, 5 mila dipendenti di Az Servizi?" si chiede Rocchi confessandosi
scettica sull'ipotesi di moratoria fatta filtrare dai francesi. Per i piloti dell'Anpac
le condizioni per trattare con Air France sono essenzialmente due. Innanzitutto
l'attività del cargo non deve cessare al 2010. "Non possiamo accettare che
un importante asset industriale come il cargo venga cancellato", afferma
il presidente dell'Anpac, Fabio Berti, che non ha dubbi nel mettere come
seconda condizione la riduzione degli esuberi. Riguardo alla possibilità di
un'offerta alternativa a quella francese da parte di una cordata italiana, per
Berti "è un problema che non ci siamo posti. Nella
situazione in cui versa Alitalia, difficilmente ci si potrà scostare dalle linee di piano
indicate da Prato e da Air France". Anche nel caso Alitalia resti da sola, la sua sopravvivenza, sostiene infine il
rappresentante dei piloti, "dovrà mantenere fermi questi punti: il
miglioramento del network, lo spostamento dell'hub a Roma, la
cancellazione delle linee in perdita ". Le offerte Berti (Anpac): con
eventuali nuove offerte difficile scostarsi dalle linee dei transalpini
Stefania Tamburello su www.corriere.it l'intervista al leader della Cisl
Raffaele Bonanni sul futuro di Alitalia.
( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-25 num: - pag: 6
categoria: BREVI Alitalia L'intervista
\\ Contropartite Imprenditori con concessioni pubbliche sensibili al richiamo
del leader pdl? Forse pensano a contropartite sulle tariffe.
( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-25 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Air France apre e rivede le condizioni Prodi: la cordata? Si faccia
avanti. E' duello con i sindacati. Botta e risposta Bianchi-Bonino Jean-Cyril
Spinetta è arrivato a Roma ieri in serata. L'ipotesi di riassorbire parte dei
piloti della "Cargo" ROMA - Air France-Klm sarebbe disponibile a fare
concessioni sull'acquisto di Alitalia e ad
offrire più tempo alla trattativa con i sindacati. Secondo indiscrezioni, il
gruppo franco- olandese potrebbe valutare il rinnovo del contratto tra Alitalia e AZ Servizi, che gestisce le attività a terra e che dovrebbe
restare pubblica, per 8 anni al termine dei quali potrebbe riconsiderarne
l'acquisizione, ma anche a riassorbire nel gruppo parte dei piloti di Alitalia Cargo, che sarebbe smantellata nel 2010. Sarà
direttamente il presidente di Air France-Klm, Jean-Ciryl Spinetta, oggi a Roma,
ad offrire ai sindacati i nuovi margini della trattativa, destinata a slittare
oltre la scadenza iniziale di fine marzo. Cgil, Cisl e Uil pretendono modifiche
consistenti alla proposta consegnata da Air France-Klm dieci giorni fa e
contestano Romano Prodi, che ancora ieri li ha invitati ad avere "grande
senso di responsabilità verso i lavoratori di Alitalia
e il Paese". "Il governo è sempre stato aperto a una cordata italiana
per l'Alitalia: sarebbe auspicabile - ha detto Prodi
riferendosi indirettamente ai piani di Silvio Berlusconi - ma il problema è che
non c'è". Una proposta "deve essere seria, concreta, con delle
risorse e un piano industriale, ma finora non si è visto nulla. Il fondo Usa
Tpg, specializzato nel salvataggio di compagnie aeree, cercava con Mediobanca
partner italiani, ma non li ha trovati" ha aggiunto Prodi, punzecchiando i
sindacati. "Il board dei supervisor di Lufthansa, composto per lo più da
sindacalisti, ha incontrato i sindacati italiani e poi ha rinunciato a fare
l'offerta" ha raccontato Prodi, chiedendo a Cgil, Cisl e Uil di affrontare
la trattativa con Air France-Klm, "pensando all'azienda con molta
coscienza". Durissima la replica di Raffaele Bonanni, segretario della
Cisl: "Prodi farebbe bene a non menare il can per l'aia, perché sa
benissimo che Lufthansa si è ritirata sapendo perfettamente del suo rapporto
indissolubile, seppur inconfessato, con Air France". C'è polemica anche
nel governo. Alessandro Bianchi, ministro dei Trasporti, contesta il pessimismo
del ministro dell'Economia, Tommaso Padoa- Schioppa, sugli scarsi margini di
sopravvivenza di Alitalia. "Che ci sia urgenza è
fuor di dubbio, ma mi pare azzardato parlare di fallimento se non si decide
entro il 31 marzo" ha detto Bianchi, sicuro che Alitalia
abbia la possibilità di arrivare a fine anno. Dichiarazioni
"sconcertanti" secondo il ministro del Commercio Estero, Emma Bonino,
mentre Francesco Rutelli invita "a non mandare a picco l'accordo con Air
France- Klm per qualcosa che ancora non c'è". Mario Sensini.
( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cultura - data: 2008-03-25 num: - pag: 39 categoria:
REDAZIONALE CALENDARIO di CRISTINA TAGLIETTI Moratoria per le moratorie Va di
moda la parola moratoria. Dopo la pena di morte, dopo l'aborto, oggi tocca ad Alitalia e Malpensa. C'è chi l'ha
richiesta sulle "multe pazze", a Firenze è stata invocata sulla
questione della tramvia nel centro storico, in America sui pignoramenti delle
case in seguito alla crisi dei mutui. Anche la Lega ha voluto la sua moratoria,
contro la costruzione di mega moschee in Italia, mentre in Rete c'è chi
la chiede sulla svolta "ratzingeriana" del cantante Giovanni Lindo
Ferretti. Passata la Pasqua è finita anche la moratoria sull'agnello, almeno
fino all'anno prossimo. Sono i corsi e ricorsi della lingua, come quando, nel
1987, con le alluvioni in Valtellina, gli italiani scoprirono il verbo
tracimare e lo sostituirono a straripare. Ora, il termine moratoria (dal latino
moratorius, cioè che fa indugiare), nato in ambito giuridico, ha completamente
soppiantato sinonimi come sospensione, dilazione, differimento. Viene voglia di
chiedere una moratoria sull'uso della parola moratoria.
( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-03-25 num: - pag: 36 autore: di
ANGELO PANEBIANCO categoria: REDAZIONALE CORDATE Pasticci con le ali SEGUE
DALLA PRIMA Naturalmente, i sindacati possono ancora contare su sponde
politiche di un certo peso (come segnala la dissociazione del ministro Bianchi
dalla posizione ufficiale del governo Prodi). E' un pasticcio colossale nel
quale, per giunta, è difficile stabilire chi guadagnerà elettoralmente e chi
perderà. Prendiamo il caso dell'elettorato del Nord. Ci sono certamente
cittadini sensibili alla difesa di Malpensa da parte della Lega e di Forza
Italia così come ce ne sono molti affezionati all'idea della "compagnia di
bandiera". Ma ce ne sono anche altri che si domandano se non sia peggio
lasciare le cose come stanno, col rischio di continuare a far pesare sui
contribuenti (magari anche in violazione delle regole europee) i costi di
un'azienda in dissesto che si sarebbe dovuto far fallire oppure vendere già
molti anni or sono. Pessimo argomento da campagna
elettorale, il caso Alitalia è una buona dimostrazione di cosa succede quando i dibattiti
accademici su "statalismo e liberismo" lasciano il campo alla
politica vera e alla lotta sempre prosaica (anche se ammantata di sacri
principi) fra gli interessi organizzati, aziendali, territoriali o sindacali
che siano.
( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-25 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Centrosinistra "Collaborazione fra le forze dell'ordine e con
la magistratura". Ieri visita all'Ara Pacis Rutelli: "Ora sfioro il
50 per cento Se vincerò, sicurezza al primo punto" Abusivismo e nomadi:
"Roma non può essere una zona franca" "Io verso il cinquanta per
cento": Rutelli sceglie l'Ara Pacis - "ricordate le polemiche?
", dice sarcastico Silvio Di Francia - e lì all'Ara Pacis Rutelli rende
noto l'ultimo sondaggio, e non per caso snocciola le cifre sorridendo. "Io
al 49,4, ma ciò che più conta è che secondo i romani vincerò col 53 per cento,
mentre il candidato rivale sarà trenta punti sotto". Campione
rappresentativo (duemila persone), gli indecisi sono al 23, Rutelli prende il
49,4 e l'effetto winner, ovvero le risposte alla domanda "secondo te chi
vince? ", dà Rutelli in vantaggio di 30 punti sul secondo, precisamente
( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-25 num: - pag: 56 categoria:
BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Giochi: fiaccola contestata Ucciso un
poliziotto in Cina A Olimpia durante la cerimonia per l'accensione della fiaccola
i rappresentanti di Reporters sans Frontières hanno contestato la cerimonia
mentre parlava Liu Qi, presidente del comitato organizzatore di Pechino 2008.
Un poliziotto cinese è morto e diversi altri sono rimasti feriti in disordini
scoppiati in Cina in una provincia abitata da tibetani. Alitalia: i
francesi aprono alla trattativa è arrivata da fonti vicine al presidente di Air
France-Klm la disponibilità del gruppo a proseguire la trattativa anche oltre
il 31 marzo, data non superabile. Prodi: una cordata italiana sarebbe
"auspicabile", ma finora "non si è visto nulla".
Magdi Allam: Islam diviso Il mondo islamico è diviso sulla conversione di Magdi
Allam tra chi parla di "libera scelta da rispettare" e i siti web che
parlano di "apostasia". Focus Turismo sessuale: italiani sempre più
numerosi è sempre più spesso italiano il "turista sessuale con
minori": sono oltre 80.000 i viaggiatori che ogni anno vanno a caccia di
sesso proibito all'estero con bambini e adolescenti e in molti Paesi sono ai
primi posti. Politico Polemiche sul confronto Tv Il faccia a faccia in tv tra
Berlusconi e Veltroni fa discutere. Realacci (portavoce Pd): Berlusconi finge
disponibilità ma non lo vuole. Bonaiuti (Pdl): il Pd vuole la par condicio ma
anche il confronto, chiarisca. Esteri Morti in Iraq 4.000 soldati Usa Sono
4.000 i soldati americani morti in Iraq e il presidente Usa. George W. Bush si
è detto addolorato e si impegnerà per garantire il successo Usa nel conflitto
che va avanti da 5 anni. Cronache Muore al rave party a 19 anni Un giovane di
19 anni di Castellanza (Varese) è morto l'altra notte a Segrate (Milano),
durante un rave party a causa di una overdose. Polemiche sul divieto di tenere
i raduni Economia Balzo di Wall Street Wall Street inizia la settimana
all'insegna del rally, con gli investitori che brindano all'accordo con cui JP
Morgan acquisterà la banca Bear Stearns per 10 dollari ad azione. Cultura
Jonathan Coe: l'Inghilterra in stato confusionale Jonathan Coe: "Non penso
che sia possibile scrivere un romanzo state of the nation ora, perché
l'Inghilterra è in un grande stato di confusione e instabilità su quello che è
e quello che vorrebbe essere come nazione". Spettacoli I 70 anni della
Cardinale Claudia Cardinale il 15 aprile compie 70 anni ed è piena di progetti:
dal remake per la tv francese de I soliti sospetti al documentario sui 50 anni
della sua carriera, Io, Claudia: storia di un'italiana, girato da Squitieri.
Sport La Pellegrini: oro e record Federica Pellegrini ha conquistato la
medaglia d'oro dei 400 stile libero agli europei di Eindhoven battendo il
primato del mondo. Il britannico Thomas Daley, con la vittoria dei tuffi dalla
piattaforma di
( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-25 num: - pag: 56 categoria:
BREVI Oggi su www.corriere.it Audio Alitalia, parla Bonanni Intervista al leader della Cisl: "Decida il
prossimo governo". Multimedia Fiaccola e proteste Contestazioni
anti-cinesi alla cerimonia in Grecia che dà il via al viaggio della torcia
olimpica. Vota Rave party, sì o no? Dopo il caso di Segrate, si torna a
discutere: è giusto vietarli? Verso il voto Gli italiani all'estero Il ritratto
di due candidati, uno del Pd e l'altro del Pdl, che si contendono i seggi oltre
confine. Quiz Sette giorni di attualità Avete seguito le notizie dell'ultima
settimana? Mettetevi alla prova. Calcio La lotta scudetto Inter o Roma, a chi
andrà il titolo? Dite la vostra sul campionato.
( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa In bilico Da
questa settimana fino al voto il Cav sarà nelle aree dove il gap con il Pd è
minimo: Liguria, Abruzzo, Marche, Lazio, Sardegna e Campania Campagna finale
Laura Della Pasqua l.dellapasqua@iltempo.it Finora, diciamocelo chiaramente,
questa campagna elettorale è stata piuttosto piatta. Toni morbidi, schermaglie
misurate, colpi di fioretto più che sciabolate. Niente a che vedere con quello
a cui Berlusconi ci ha abituato nelle scorse tornate elettorali. Ma dentro il
Pdl, tra Forza Italia e An lasciano intendere che i fuochi d'artificio
arriveranno a ridosso del voto, negli ultimi quindici giorni. Anche perchè se
la vittoria, stando ai sondaggi, pare scontata non così la percentuale di
scarto. Il timore di un quasi pareggio al Senato c'è eccome. Come pure che a
rosicchiare voti sia non tanto il Pd quanto gli ex alleati dall'Udc-Rosa Bianca
a La Destra di Storace. Una erosione che si sta manifestando in alcune regioni
particolari dove pochi voti potrebbero far scattare al Senato il premio di
maggioranza. Ed è su queste che si concentrerà l'azione del Cavaliere nelle
prossime tre settimane. Il tour elettorale si snoderà attraverso la Liguria,
l'Abruzzo, le Marche, il Lazio, la Sardegna e la Campania a cui venerdì 11
aprile si aggiungerà una puntata in Calabria. Questa settimana Berlusconi sarà
a Viterbo, Taormina, Catanzaro e poi all'inizio della prossima settimana in
Piemonte. E saranno appuntamenti di fuoco, preannunciano dentro Forza Italia.
Basta con i toni soft, la strategia sarà quella dei colpi bassi, dell'attacco
frontale sfruttando qualsiasi appiglio a cominciare dal tema caldo dell'Alitalia. Questo per quanto riguarda gli avversari. Ma sarà pure una
strategia volta a demolire La Destra e l'Udc-Rosa Bianca, insistendo sul voto
utile e con una campagna informativa capillare per rendere riconoscibile il
simbolo del Pdl. Alcuni sondaggi di Forza Italia dicono che sono numerosi gli
elettori che potrebbero far confusione. Terza punta della strategia sarà
di convincere gli indecisi, che sono ancora una vasta platea. L'Udc dà per
certa la sconfitta di Berlusconi nel Lazio. Casini punta al 7%. Poi c'è Storace
che ricorda come nel 2006 quando era capolista di An, la Cdl prese il premio di
maggioranza per soli 15.000 voti in più dell'Unione. E secondo il leader della
Destra questo margine il Pdl non lo avrebbe più. Eppure sia An che FI
sostengono di avere dati alla mano per cui si avranno senza problemi nel Lazio
15 seggi in più al Senato. In Campania invece il pericolo per Berlusconi viene
dall'Udc- Rosa Bianca che ha messo un capolista di rango come Ciriaco De Mita
in grado di sottrarre voti centristi al Pdl. In Lombardia la vittoria per
Berlusconi è sicura ma c'è uno scenario di incertezza per il numero dei
senatori. Qualora la Sinistra Arcobaleno o l'Udc riuscissero a raggiungere la
soglia dell'8%, il Cavaliere dovrebbe rinunciare a quattro senatori. E sul
Lazio si concentrerà Alleanza Nazionale. Fini ha già deto che dedicherà tutta
l'ultima settimana prima del voto a comizi e incontri in giro per il Lazio.
Prima sarà nelle Marche, in Sicilia (a Palermo e Catania), in Liguria (a Genova).
Secondo la simulazione Cise, in Liguria, Abruzzo e Sardegna, il distacco tra
Pdl e Pd è di soli 2 punti percentuali. In Calabria il distacco a favore del Pd
è di solo 0,6 punti.
( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Le reazioni
Rutelli: non si dimentichi l'impatto sullo scalo di Fiumicino La crisi di Alitalia rischia di provocare gravi conseguenze non solo su
Malpensa ma anche su Fiumicino che però è rimasto fuori dal dibattito politico
intorno al destino della compagnia di bandiera. è la denuncia del candidato
sindaco di Roma, Francesco Rutelli che, a margine di una visita all'Ara Pacis
ha osservato: "Vedo pochi difensori di Fiumicino. Tutti discutono del
destino di Alitalia e di Malpensa, giustamente perché
si vogliono evitare effetti troppo gravi, ma la crisi della compagnia potrebbe
avere gravi conseguenze anche su Fiumicino". Il vicepremier ha invitato
dunque a "fare attenzione" perché "questo ping pong rischia di
ritorcersi gravemente anche su Fiumicino, sull'indotto, sulla manutenzione, sui
servizi e naturalmente anche sul turismo. è un quadro di enorme delicatezza a
cui bisogna fare attenzione". E sul tema Alitalia
è tornato ieri anche il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro:
"Le cordate esistono nel momento in cui si traducono in realtà, con un
piano finanziario concreto, con un management adeguato, con un piano
industriale che preveda una soluzione". Per il Pdl ha parlato portavoce di
SilvIo Berlusconi. Bonaiuti: "Dopo l'intervento di Berlusconi sull'Alitalia i ministri del governo Prodi litigano tra di loro, Prodi si
scontra con i sindacati e Veltroni non sa propria cosa proporre. Gli italiani
sono sempre più convinti che la sinistra voleva svendere l'Alitalia ai francesi". "Sembra proprio - ha attaccato Roberto
Maroni (Lega) - che il Governo sia impegnato a far fallire l'Alitalia e questo preoccupa molto per le conseguenze che può
avere su Malpensa".
( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Laura della
Pasqua l.dellapasqua@iltempo.it "La decisione ... Laura della Pasqua
l.dellapasqua@iltempo.it "La decisione se vendere ai francesi o affidarsi
a una cordata italiana è legata ai tempi. Bisogna capire se l'Alitalia ha come vita massima tre mesi o di più. Nel primo
caso la scelta di Air France è l'unica possibile. Nel secondo caso si può
ragionare. Al momento però, anche chi dice no ai francesi, deve prendere atto
che sono stati gli unici a fare un'offerta e a presentare un piano". A parlare è Marco Zanichelli, che di Alitalia è stato
amministratore delegato solo per quattro mesi da febbraio a maggio 2004, ma ha
lavorato nella compagnia dall'89. Insomma uno che Alitalia la
conosce bene. Come ad, presentò un suo piano di risanamento della compagnia. Un
piano che però non fu accettato. "è stato un periodo traumatico che
si sta ripresentando oggi". Ma di chi è la responsabilità se l'Alitalia è arrivata a questo punto? "è una crisi che
viene da lontano. Dalla liberalizzazione del trasporto aereo in poi, alcuni
momenti positivi ci sono stati come il periodo Cempella e Mengozzi. Ma si
tratta di situazioni episodiche. I due tentativi di risanamento strutturale
furono fatti con Cempella con l'accordo con Klm andato male per il discorso
Malpensa e poi con Mengozzi con lo scambio azionario con Air France. Con Klm si
era arrivati quasi a un passo dall'accordo industriale. Poi però è naufragato
per la scarsa fiducia, la diffidenza che Klm mostrò verso la capacità di
Malpensa tant'è che in seguito ci fu un arbitrato che Alitalia
vinse". E cosa accadde invece con Air France? "Lo scambio azionario
con Air France doveva essere propedeutico a una più sostanziale collaborazione
invece non si andò oltre". Ci sarebbe voluta una cura più drastica di
quelle effettuate dai diversi vertici? "Forse sì". Che responsabilità
ha il sindacato? "Il sindacato ha fatto un ruolo di difesa
dell'occupazione. Il problema dell'Alitalia non sono
tanto gli esuberi, ma di come gestire le risorse, di qualità, di produttività.
Trattandosi di un'azienda di servizi, il disservizio determina una
ripercussione sull'immagine del Paese. Gli esuberi ci sono sempre stati. Ma un
efficentamento delle risorse avrebbe potuto contribuire a ridurre le eccedenze.
In una azienda di servizi il sindacato ha per forza un ruolo forte". Non
sarà forse perchè il sindacato teme di perdere questo ruolo forte che si sta
opponendo alla vendita a Air France? "Non penso che il sindacato stia
facendo questo discorso. è evidente comunque che chiunque prenda Alitalia non vorrà avere vincoli sindacali per il piano di
risanamento e di rilancio. E questo vale anche qualora si faccia avanti una
cordata di imprenditori italiani. Non penso che questi potrebbero essere più morbidi.
Nessuno fa beneficienza. Certo gli esuberi annunciati sono faticosi da digerire
come pure la messa a terra degli aeroplani. Ma immagino che il sindacato sia
consapevole delle conseguenze di un commissariamento della compagnia. Sarebbe
peggiore della cessione ai francesi". Francesi o italiani che differenza
fa? "Il problema principale è capire quanto tempo ha l'Alitalia
di sopravvivenza. Se sono solo tre mesi la strada francese è obbligata; se sono
di più si possono valutare altre opzioni, purchè però ci siano. Al momento non
ci sono. Io penso che se qualche industriale avesse la garanzia di poter agire
senza vincoli, si farebbe avanti".
( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Tensione Il
sottosegretario alla presidenza del consiglio Micheli: "Bonanni ha detto
cose che si smentiscono da sole" Governo contro sindacati: "Nessun
pre-accordo con AF" Alla vigilia dell'incontro di oggi con i sindacati il
governo attacca duramente i sindacati. E in particolare il leader della Cisl
Raffaele Bonanni. L'affondo è arrivato da Enrico Micheli, sottosegretario alla
presidenza del Consiglio: "Ho conosciuto e trattato personalmente con i
grandi segretari della Cisl, Carniti, Marini, D'Antoni, Pezzotta. Ma mai mi era
capitato di leggere una dichiarazione tanto singolare come quella dell'attuale,
ineffabile segretario, Bonanni che, oggi, ha affermato quanto segue: che Prodi
si sarebbe accordato anticipatamente con Air France tenendo tutti all'oscuro
della cosa". "Bell'esempio di accordo - ha proseguito - sarebbe
quello che ha portato all'attuale situazione di empasse nella trattativa con la
compagnia di bandiera francese. Mi pare evidente che la dichiarazione di
Bonanni si smentisca da sè senza necessità di altre testimonianze al
riguardo". "Sempre Bonanni - ha concluso Enrico Micheli - dichiara
che Lufthansa si sarebbe ritirata perché sapeva di una "preferenza a
prescindere" del Presidente del Consiglio per Air France. Ebbene, è noto a
tutti, addetti ai lavori e giornalisti impegnati a seguire la vicenda, che
Lufthansa, nonostante i ripetuti inviti di Prodi a farsi avanti, si è ritirata
perché i sindacati tedeschi (parte importantissima del Consiglio di
sorveglianza della società) dopo lo scambio di vedute con i
sindacati italiani hanno diffidato la compagnia ad occuparsi di Alitalia". Ma il caso Alitalia ha acceso
anche l'ennesimo scontro tra ministri, tra il responsabile del Tesoro, Tommaso
Padoa Schioppa, che aveva prospettato per la compagnia di bandiera l'ipotesi di
fallimento e quello dei Trasporti, Alessandro Bianchi. Quest'ultimo,
infatti, ha escluso che Alitalia avrebbe ossigeno solo
per qualche settimana ("un allarme non giustificato") e ha
sottolineato che "è assolutamente indispensabile che Malpensa ritrovi una
sua vitalità e un suo ruolo importante, a prescindere dal destino di Alitalia". Durissimo il commento di un altro ministro
del governo Prodi, Emma Bonino: "Trovo innanzitutto sconcertante la
dichiarazione del ministro dei Trasporti Bianchi, che avrebbe detto che il cash
flow di Alitalia basterebbe per tutto l'anno. è
sconcertante che lo dica il ministro dei Trasporti, competente sulla materia,
perché basta andare sul sito di Alitalia e leggere la
posizione finanziaria al 31 gennaio della compagnia. A quella data era a 282
milioni di Euro. A marzo rimangono poco più di 100 milioni". Ma non è solo
Emma Bonino a denunciare l'ennesimo scontro all'interno del governo. Il
leghista Roberto Calderoli ha chiesto che su questa vicenda entrambi i ministri
vengano a riferire in Parlamento. "In un Paese che non sia una Repubblica
delle Banane - ha attaccato - non esiste al mondo che due ministri del medesimo
governo diano versioni completamente opposte sulla liquidità della compagnia di
bandiera. Vengano entrambi a riferire, con conti alla mano, al Parlamento, e lo
facciano subito perché è evidente che uno dei due mente: a questo punto
vogliano sapere come stanno le cose realmente".
( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Unione piloti
"Irresponsabili le dichiarazioni del Tesoro" Le "gravi
dichiarazioni" rilasciate dal ministro Tommaso Padoa
Schioppa sulla quasi esaurita liquidità di cassa di Alitalia, sono
"al limite della irresponsabilità e lasciano oltremodo basiti". è la
posizione dell'Unione Piloti, che ricorda come la comunicazione ufficiale
dell'Azienda emessa il 29 Febbraio 2008, indicava in 282 mln la disponibilità e
crediti finanziari a breve del Gruppo al 31 Gennaio 2008. Alla luce di
quanto ufficialmente evidenziato, prosegue Up, "ci chiediamo come sia
possibile affermare che ad oggi Alitalia ha poche
settimane di vita, indicando la data del 31 Marzo 2008 come la data oltre la
quale, in mancanza di un accordo con Air France si dovrebbero portare i libri
contabili in tribunale".
( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
Il punto di ALESSANDRA SERVIDORI Destino Alitalia. Troppo tardi
o troppo presto Il dramma Alitalia con i suoi
connotati di tragedia nazionale ha infuocato il gelido clima pasquale. Le
esternazioni dei vari componenti del Governo Prodi, "tutt'altro che in
sonno" hanno assunto connotati di ridicola farsa: dalla denuncia di
bancarotta del ministro del tesoro Padoa Schioppa, alla smentita del ministro dei
trasporti Bianchi, alle indignazioni del Ministro delle politiche comunitarie
Bonino, al ministro dello sviluppo economico Bersani, passando dal
giustizialista accanito Di Pietro, fino ad arrivare a una curiosa alleanza del
presidente della Camera Bertinotti che approva la scesa in campo di una
salvifica cordata imprenditoriale berlusconiana. Il miracolo che si è
verificato il lunedì dell'Angelo sta poi in un Romano Prodi, uscito
dall'esilio, ridiventato un protagonista della politica nazionale con un
"j'accuse specifico": "A me gli imprenditori hanno sempre detto
di no quando ho chiesto di intervenire come salvataggio su Alitalia".
E certo a Prodi non hanno fatto piacere le parole di Carlo De Benedetti (foto):
"La trattativa per la vendita della compagnia è stata condotta dal Governo
nel modo peggiore possibile, con il rischio di un commissariamento che si
doveva fare già un anno fa". Parole dense di rancore e dettate anche da
una disponibilità dell'ingegner De Benedetti dimostrata già dal dicembre 2006
nell'investire nell'operazione soltanto avendo le mani libere. Una rinuncia poi
determinata dai paletti posti dal governo sulla salvaguardia dell'interesse
nazionale,dei posti di lavoro e soprattutto dai veti e contro/veti dei
sindacati. La questione va affrontata chiarendo la partNership di imprenditori
che vogliono aggiungersi a questa iniziativa di orgoglio nazionale. Bisogna
guardare bene dentro i conti di Alitalia e Air France
ha avuto tre mesi per studiare le carte. Se importanti gruppi italiani con
l'interesse anche di player internazionali faranno in tempo a prendere Alitalia viva serviranno tempi credibili: è in corso una
drammatizzazione estremistica della situazione che legittima il sospetto che i
tifosi di Air France vendano Alitalia a condizioni che
non merita, insieme con il ricco mercato del Nord e dunque Malpensa. Il ricatto
del commissariamento è diventato un giochetto al massacro, fa paura ai
dipendenti, Air France un po' meno anche se la sua offerta pare avara e
ingorda. Non sarà comunque possibile risanare una azienda che deve buona parte
delle sue condizioni fallimentari a un sindacalismo becero e corporativo
rappresentato da nove sigle sindacali che trattano il negoziato con un sistema
di basso livello e orientato al massimo compromesso. Chiunque gestirà Alitalia deve sapere che la compagnia di bandiera non potrà
contare su aiuti di Stato vietati dalla Comunità Europea: per fortuna, anche
nostra, c'è Bruxelles che detta le regole delle liberalizzazioni dei
collegamenti e la politica dei cieli.
( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Il Tempo
delle parole Le sorprese che non vuoi le trovi sempre tutte Le parole della
politica. Questa settimana Il Tempo ha scelto quelle relative alla campagna
elettorale "pasquale". UOVO DI PASQUA-1 Saranno
tagliate le ali all'Alitalia? La compagnia di bandiera finirà nelle mani dei francesi che, da
nazionalisti indomiti, la acquisteranno per asservirla alla loro (Air France),
o i suoi libri saranno depositati presso il tribunale fallimentare? A Pasqua la
sorpresa: Silvio Berlusconi ha annunciato una cordata
nazional-bancaria-familiare, pronta a salvarla. Se ci riesce prenderà il
volo... elettorale. E Walter Veltroni resterà in aeroporto. UOVO DI PASQUA-2 Il
giornalista Magdi Allam, noto per le sue posizioni anti-integraliste-islamiche,
alla fine si è convertito al cristianesimo. E ha scelto, per il suo battesimo,
un'occasione pubblica e suggestiva: la veglia pasquale con papa Benedetto XVI.
è un fatto molto importante per la cristianità, abituata non senza proprie
colpe, a troppi percorsi inversi: dal cristianesimo all'Islam. UOVO DI PASQUA-3
Ancora una volta è la par condicio a dominare le scene. Anzi, a impedirle. Il
duello Berlusconi-Veltroni non si farà mai, la legge voluta dalla sinistra,
parla chiaro. E ha avuto ragione Paolo Bonaiuti nel definire il ministro Paolo
Gentiloni, sostenitore del faccia a faccia tra i due, un fariseo. Gli
antiberlusconiani hanno preteso regole ben precise per ingessare l'odiato
conflitto di interessi di Arcore e quando pensano che al contrario, possa
essere loro utile, ritengono doveroso bypassare allegramente le regole. E
quindi? Ben venga il duello, cioé i duelli: 15 confronti in tv da Santoro,
Floris, Vespa. Tanti sono, infatti, i candidati-premier, tra macro e micro
leader. UOVO DI PASQUA-4 è la Lega Sud (Movimento per le Autonomie), alleata
del Pdl, e la guida un post-dc dal nome nordico-bossiano: Raffaele Lombardo. E
tra le sorprese pasquali, oltre a essere amico di "Totò Cuffaro dei
cannoli", se l'è presa con Garibaldi, Ulisse e Verga, rei di aver
distrutto il Meridione borbonico, di averla fatta ricordare come la terra dei
Polifemi scemi, che si fanno fregare dai greci omerici "Nessuno", e
come la terra dei rassegnati e perdenti sul nascere. Bene, allora perché
Lombardo non sposa coerentemente la proposta del regista Michele Placido:
candidati del Nord in ogni collegio del Sud, visto che i meridionali (eletti ed
elettori) non si sono affrancati né dalle mafie, né dall'assistenzialismo né
dalla spazzatura? UOVO DI PASQUA-5 è la sorpresa che gli italiani, secondo il
sondaggio settimanale di Renato Mannheimer, vorrebbero trovare nell'uovo. Il
prossimo governo dovrà affrontare e risolvere le questioni legate al lavoro (il
20%), l'aumento dei salari (16%), il controllo dei prezzi (10%), la riduzione
delle tasse (9%), la sicurezza (l'8%). Altro che la riforma del sistema
elettorale. Bisognerebbe fare la riforma dei cervelli dei politici.
( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Air France
non ha fretta di chiudere la trattativa con ... Air France
non ha fretta di chiudere la trattativa con Alitalia mentre in
casa nostra crescono le polemiche per il modo con cui è stata condotta sinora.
Il nodo resta l'eventuale seconda cordata italiana. Oggi riprenderà il
confronto tra Air France e i sindacati che mantengono alto il livello della
polemica con il governo. Ma all'interno dello stesso esecutivo ci sono
contrasti. Intanto l'ex amministratore della compagnia, Zanichelli, avverte:
per rilanciare Alitalia non ci vogliono vincoli
sindacali. Caleri alle pag. 2 e 3.
( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Vogliamo
astenerci dallo stucchevole dibattito intorno ai ... Vogliamo
astenerci dallo stucchevole dibattito intorno ai destini di Alitalia, nel quale tutti si improvvisano esperti di gestione di
compagnie aeree ed aeroporti senza avere, nella più parte dei casi, nemmeno le
capacità per gestire una rivendita di granite in mezzo al deserto. Decidiamo
allora di riferire un semplice episodio, accaduto ieri intorno alle ore 11.00
all'aeroporto di Milano Linate. Chi scrive cerca di acquistare un biglietto di
sola andata per Roma Fiumicino, volo Alitalia delle
13.30. Un impiegato della biglietteria, quasi scusandosi, propone la tariffa di
306 euro. Il passeggero, sbalordito, prova con il servizio telefonico, ma
l'operatore dello 06-2222 ribadisce la medesima offerta. A quel punto il
desolato passeggero si rivolge alla concorrenza, trovando posto sul volo AirOne
delle 14.15 per la cifra, ben più ragionevole, di 102 euro. Sarà un caso
sfortunato, di quelli irripetibili, strani, improbabili. Sarà la forza del
destino o l'imperizia degli operatori. Sarà quel che sarà. Ma vorremmo tanto
sapere cosa ne pensa il dott. Maurizio Prato, capo supremo di Alitalia. Forse la situazione attuale è proprio figlia di
disastri come questo, disastri nel rapporto con i clienti che sono spesso quei
medesimi cittadini italiani che hanno visto uscire dalle loro tasche fiumi di
denaro usati per tamponare i deficit della compagnia. Ma che mai sono serviti
per volare a prezzi bassi o seduti su aerei nuovi. Che vergogna. Sì, vergogna.
( da "Voce d'Italia, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
La scelta difficile su Alitalia E le imminenti
elezioni generali non favoriscono la chiarezza... Roma, 25 mar. - Il tema
economico del momento sembra essere il destino della compagnia di bandiera
italiana. The question is: Alitalia deve fallire,
passare nelle mani di AirFrance-KLM, ovvero essere acquistata da una cordata -
per la verità non meglio identificata - di buoni&bravi imprenditori italici, guidata da
AirOne e Intesa-San Paolo? Già qualche mese fa sostenemmo la tesi che "il
Mercato vince sempre" (1); per cui, la "teoria dei campioni
nazionali" rispolverata dal centro-destra sembra essere un'anticaglia,
sebbene faccia pendant col neo-colbertismo tremontiano. La cordata di
benefattori italiani perché avrebbe atteso sì tanto tempo per farsi viva? In
mancanza di valide spiegazioni, le accuse di Veltroni sembrerebbero avere un
fondamento. In più, come varie volte abbiamo scritto proprio su queste colonne,
un partito che si richiami nel nome e nei comizi ai valori liberali non può
pensare di distillare gocce di statalismo su uno snodo cruciale dell'economia
italiana. E se il piano di AirFrance-KLM non piace soltanto perché risulta
fortemente indigesto al principale alleato (la Lega Nord) si abbia il coraggio
di dirlo apertamente. Ma la questione, allora, scantona nella filosofia: un
paese intriso di assistenzialismo stantio, produce partiti liberisti ad
intermittenza, così che il free market va bene per le P.M.I. del Nord-Est - sì
da sgravarle di un fardello fiscale ormai insostenibile, e tale da bloccare la
crescita del paese - ma non va più bene per le ex imprese pubbliche sull'orlo
del baratro: Alitalia, Trenitalia... Purtroppo temiamo
che non vi siano più i margini - tecnici e temporali - per una cordata di
"salvatori nazionali". Pertanto la scelta si riduce al binomio
svendita ad AirFrance-KLM vs. fallimento. Ed i sindacalisti dovrebbero
sforzarsi di comprendere come mettere i bastoni tra le ruote di Spinetta,
rifiutando i 2.100 lavoratori in esubero da lui individuati, potrebbe voler
dire trovarsene molti di più (cioè tutto il personale della compagnia) qualora
i francesi facessero retromarche. In un panorama mondiale in cui la
globalizzazione impera - tanto da spinger Colombatto a parlare della
sopraggiunta mancanza di significato di una pur storica disciplina quale
l'Economia Internazionale - la risposta non può e non deve risiedere in un
becero protezionismo. Certo, evitando di fare i saldi per gli stranieri,
possibilmente... Cosimo Magazzino (1) "Alitalia
deve fallire", di Cosimo Magazzino, ne "la Voce d'Italia", a.
II, 19/12/2007.
( da "Manifesto, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Al
voto PAGINA 3 Duello in tv? Il Pdl si sottrae Il Pd: "Temono il
confronto" Alitalia PAGINA 5 Prodi
attacca i sindacati Air France, oggi si tratta Pakistan PAGINA 8 Torna libero
il giudice che ha sfidato Musharraf.
( da "Manifesto, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
L'ora delle colpe
Anche Romano indica "i sindacati rigidi" Tommaso De Berlanga Anche
Romano Prodi ha ceduto alla moda del momento, la critica al sindacato. Lo ha
fatto nel momento sbagliato (alla vigilia dell'incontro in
qualche misura decisivo tra Air France, Alitalia e le nove
sigle rappresentative nella compagnia di bandiera), ma soprattutto senza
neppure la prospettiva di poter ottenere - da questo attacco - un vantaggio.
Giusto un mettere anche il proprio sassolino nella cesta di pietre da scagliare
contro i "reprobi". Non che i sindacati - specialmente quelli
"di mestiere" come l'Anpac o le categorie dei confederali - non
abbiano qualcosa da farsi perdonare nell'evoluzione negativa della compagnia di
bandiera. Ci sono stati anni recenti in cui alcuni segretari di categoria
siedevano all'interno del cda; e non sono stati anni memorabili. Anzi. Errori
di strategia industriale e di impostazione sindacale (difficile per chiunque
tenere un piede in due scarpe; basta guardare all'esperienza tedesca e ai suoi ricorrenti
scandali); un pervicace chiudere gli occhi sullo scadimento delle condizioni di
lavoro e salariali, sempre giustificate con lo stato dei conti dell'azienda;
una rinuncia a coprire il ruolo che ha indirettamente "promosso" la
crescita della conflittualità e dei sindacati di base, così come di quelli
"professionali". La compagnia nel frattempo si rattrappiva sul piano
industriale precludendosi così ogni possibilità di ripresa (clamorosa la scelta
suicida del "concentrarsi sul mercato interno" nel momento in cui una
deregulation più selvaggia che altrove lasciava campo libero alle low cost
sovvenzionate da cordate di sponsor - anche istituzionali - locali).
Un'esperienza che dovrebbe far riflettere in primo luogo il sindacato
confederale. Anche se non ne vediamo i sintomi. Ma quando Prodi addebita a
queste organizzazioni la "fuga" di Lufthansa - dopo un articolato
giro di incontri - evoca un luogo comune tanto fasullo quanto molto
accreditato. Ossia che gli investitori stranieri evitino il nostro paese perché
"spaventati" da sindacati troppo "rigidi" nella difesa di
salari, privilegi, diritti dei lavoratori. Magari fosse vero! Non avremmo, come
abbiamo, i salari più bassi d'Europa - anche nel trasporto aereo (almeno se ci
si limita alle compagnie di bandiera; sulle feluche low cost valgono regole da
terzo mondo) - e un ventaglio di contratti atipici tanto ampio da mettere in
imbarazzo le stesse aziende. Prodi sa meglio di chiunque altro, da ex
liquidatore dell'Iri, che la crisi dell'Alitalia è
stata fatta marcire in primo luogo da un management sempre inadeguato, scelto
soprattutto per fedeltà politica (anche a destra; basterebbe la nomina del
leghista Bonomi nel 2003). Come valutare altrimenti, solo per fare un esempio,
la chiusura del volo per Pechino proprio nei giorni in cui lo stesso Prodi
guidava una delegazione di quasi 3.000 imprenditori in Cina "per
sviluppare la presenza italiana" laggiù? Che non se ne voglia più parlare
è comprensibile. Ma perché - a fine corsa - accodarsi al coro dei farisei?.
( da "Manifesto, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alle 14, nella sede
della Magliana, si incontrano Spinetta, Maurizio Prato e nove sindacati. Atteso
qualche cambiamento (minimo) nella proposta francese. Prodi attacca le
"cordate che non si vedono" e i sindacati che "fanno scappare
gli investitori" Francesco Piccioni Uno spettacolo inguardabile. A poche
ore dall'inizio della tornata decisiva di incontri tra Air France, Alitalia e sindacati presenti in azienda, non c' è traccia
di una sola ipotesi credibile di soluzione "pacifica". Governo
uscente e opposizione sono ovviamente ai ferri corti per motivi elettorali, con
curiose sovrapposizioni (ora tutti vogliono "salvare Malpensa"); il
governo è frantumato al suo interno (tanto è dimissionario); il premier ancora
in carica accusa i sindacati di aver fatto "fuggire" a suo tempo
Lufthansa e chiede loro "senso di responsabilità" (tradotto: non fate
tanto i difficili per un po' di licenziamenti...); questi ultimi rispondono per
le rime, ma non sembrano presentarsi stamattina con intenzioni identiche. Lo
stesso "salvatore della patria volante", Jean-Cyril Spinetta,
presidente di Air France-Klm, non sembra certo di poter ottenere ciò che vuole;
anche perché la sua posizione di forza (è l'unico ammesso a trattare la vendita
della compagnia, ormai alla canna del gas quanto a liquidità) è incrinata dalla
necessità di avere l'accordo sia dei sindacati che del prossimo governo. Sembra
un'impietosa istantanea della "mucillagine" individuata dal prof. De
Rita. Il più probabile futuro premier, ahinoi Silvio Berlusconi, da un lato
preannuncia che non apporrà mai la sua firma istituzionale sotto il contratto
di vendita ai francesi, mentre lo farebbe a una cordata "italiana"
che avesse nella squadra i suoi figli (apponendo perciò la firma su entrambi i
lati del contratto). Tanto il conflitto di interesse non è più un tema di
scontro politico, sentenziò Walter Veltroni. Il primo piano, nella giornata, se
lo è guadagnato Romano Prodi. Il quale ha cercato di essere
"centrista" più che poteva, finendo per scontentare tutti; soprattutto
a sinistra. Da un lato ha minimizzato il ruolo delle "cordate"
italiane, sempre nominate ma mai apparse: "una proposta deve essere seria,
concreta, con delle risorse, delle persone e un piano industriale (qualcuno del
settore, insomma; ndr); finora non si è visto nulla". Ha fatto l'esempio
del fondo Tpg, quello "con maggiore eseprienza di ristrutturazione di
linee aeree" presentatosi "insieme a Mediobanca"; ma fuggito via
perché, avendo esplicitamente richiesto la partecipazione di almeno alcuni
uomini d'affari italiani, non riuscirono a trovarne. Dall'altro lato se l'è
presa con i sindacati, nel modo già detto. Provocando una reazione rabbiosa in
Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, infuriato perché "da 18
mesi ci tengono all'oscuro" sul procedere della vendita di Alitalia; e che perciò rovescia il senso del "caso
Lufthansa", ricordando che questa "si è ritirata" per
"l'indissolubile rapporto tra Prodi e Air France". Altri sindacalisti
che hanno partecipato agli incontri con i tedeschi nell'arco di sei mesi,
ricordano che le cose si svolsero in un altro modo. E riconoscono la
"correttezza" mostrata dai tedeschi, che decisero alla fine di non
potersi permettere un investimento di quella portata, presi com'erano da altri
impegni internazionali. Sembrerebbe perciò che oggi alle 14, nella sede
centrale della Magliana, i sindacati abbiano deciso di presentarsi con un
"no" secco alle proposte francesi. Ma non è affatto così. "I
problemi devono essere affrontati subito - ha spiegato Luigi Angeletti, segretario
generale della Uil - non vedo perché aspettare un nuovo governo per fare la
trattativa" (Bonanni aveva speso parole a favore di un rinvio ad aprile).
Fabrizio Solari, segretario dell Filt Cgil chiede che Air France
"modifichi il suo atteggiamento; siamo disposti a trattare, ma non
accetteremo offerte 'prendere o lasciare'". Il margine, fanno sapere
ancora dalla Francia, è comunque ristrettissimo. E' probabile che Spinetta si
presenti al tavolo con qualche modifica di lieve entità, il minimo necessario -
per un non italiano - per andare avanti. Voci danno per probabile un
ripensamento sulla divisione Cargo, il che permetterebbe ai piloti dell'Anpac
di tornare ad "apprezzare" il piano. Ma se cede su un punto, poi
Spinetta non potrà non fare altrettanto su altri ancora. Ogni sindacato - a
seconda della fascia di lavoratori rappresentati - ha perciò dei propri margini
di elasticità. Tutti però si rendono ben conto che in campo c'è al momento un
solo compratore con un credibile - e dolorosissimo - piano industriale.
Prendere altro tempo, superando le colonne d'Ercole delle elezioni, significa
aiutare - di fatto - chi punta al fallimento della compagnia. La scelta, in
assenza di uno Stato troppo poco credibile per esercitare l'opzione
"intervento pubblico" in contrasto con Bruxelles, è ormai ridotta
all'affidarsi alle mani di un "chirurgo" esperto oppure attendere
l'arrivo delle termiti (le "cordate italiane" berlusconiane), pronte
ad afferrare ognuna il pezzetto che più le serve. Complimenti a molti registi
di questo sfascio.
( da "Liberazione" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Air France pronta a
"trattare a oltranza". Bonino contesta Bianchi ma è lei che sbaglia:
tempo ce n'è Alitalia, Prodi attacca i sindacati:
"Hanno fatto scappare Lufthansa" Roberto Farneti Il capo del governo
italiano che attacca i sindacati del proprio paese, prendendo le parti di una
azienda straniera, mentre i suoi ministri litigano sul tempo che manca prima
della messa in liquidazione, dimostrando - nel caso di Emma Bonino - di non
sapere neanche fare i conti. Non c'è che dire: la commedia della vendita di Alitalia assume, ogni giorno che passa, contorni sempre più
grotteschi. Peccato che la posta in gioco sia altissima: il destino di un
settore strategico, come il trasporto aereo, e il posto di lavoro di migliaia
di persone. Di sicuro il presidente del Consiglio Romano Prodi avrà le sue
buone ragioni per ritenere che quella di Air France-Klm sia l'unica proposta
seria sul tappeto. E che l'annuncio di Silvio Berlusconi, sulla prossima scesa
in campo di una cordata italiana a cui potrebbero partecipare i suoi figli, sia
solo propaganda elettorale. "Sarebbe auspicabile - precisa Prodi dagli
schermi di Skytg24 - ma fino a oggi nessuno si è presentato". E tuttavia
il capo di un governo non può sorvolare sul fatto che quello francese è un
piano che prevede 8mila esuberi, la chiusura del Cargo, lo svuotamento di
Malpensa, la messa a terra di 40 e passa aerei, il taglio delle rotte
intercontinentali. In sostanza, la riduzione dell'Alitalia
a vettore nazionale, portatore d'acqua al mulino di Parigi. Un piano,
oltretutto, fin qui presentato con la formula del "prendere o
lasciare". Un ricatto inaccettabile per i sindacati, che oggi torneranno a
incontrarsi con il numero uno di Air France, Jean Cyril Spinetta. Ieri Spinetta
si è detto pronto a proseguire la trattativa "a oltranza", anche
oltre il 31 marzo, data che era stata individuata come "termine
ultimo" da parte del cda di Alitalia. Dopo
avere dimostrato capacità negoziale pari a zero, il presidente del consiglio
cosa fa? Invece di sostenere lo sforzo dei sindacati, gli intima la resa:
"I sindacati abbiano senso di responsabilità verso il Paese e verso l'Alitalia, sono loro che hanno fatto scappare Lufthansa", dichiara
Prodi in Tv. La replica arriva a stretto giro di posta ed è altrettanto
dura. "Quello che dice Prodi è falso - ribatte Fabrizio Tomaselli,
coordinatore nazionale di Sdl - dopo averci incontrato, Lufthansa ci ha
comunicato di essersi ritirata perchè il suo board aveva rivalutato
l'acquisizione di Alitalia, giudicandola non opportuna
dal punto di vista industriale". Altro che gli ostacoli posti dai
sindacati italiani: la fuga dei tedeschi, accusa il segretario della Cisl
Raffaele Bonanni, rivolgendosi direttamente a Prodi, fu determinata dal fatto
che la compagnia tedesca "conosceva perfettamente di un rapporto suo con
Air France indissolubile, di una sua preferenza, a prescindere, per la
compagnia francese". Non basta: anche l'affermazione fatta dal ministro
dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa, secondo cui l'Alitalia
avrebbe "un'autonomia di poche settimane prima del fallimento", non
corrisponderebbe al vero. "I tempi non sono così stretti - chiarisce il
ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi - l'ipotesi di un fallimento della
compagnia di bandiera se non si decide entro il 31 marzo è azzardata".
Nella polemica interviene un altro ministro del governo Prodi, Emma Bonino. Per
lei le parole di Bianchi sarebbero addirittura "sconcertanti" perchè
"basta andare sul sito di Alitalia e leggere la
posizione finanziaria al 31 gennaio della compagnia. A quella data era a 282
milioni di Euro. A marzo rimangono poco più di 100 milioni". Com'è noto,
l'Alitalia perde un milione di euro al giorno: come è
possibile che ne abbia persi
( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Air France :
"Nuovo piano" Prodi: "In Italia niente di serio" Caso Alitalia ROMA. Air France annuncia un nuovo piano per Alitalia e la volontà di trattare a oltranza. Prodi sulla
cordata italiana: "Finora non s'è visto nulla di serio". G.FERRARI e
LOMBARDI >> 5 25/03/2008.
( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa l'intervista
Zanichelli, ex Ad di Alitalia:
"Per rilanciare la compagnia non ci vogliono vincoli sindacali"
"La decisione se vendere ai francesi o affidarsi a una cordata italiana è
legata ai tempi. Bisogna capire se l'Alitalia ha come
vita massima tre mesi o di più. Nel primo caso la scelta di Air France è
l'unica possibile. Nel secondo caso si può ragionare. Al momento però,
anche chi dice no ai francesi, deve prendere atto che sono stati gli unici a
fare un'offerta e a presentare un piano". A parlare è Marco Zanichelli,
che di Alitalia è stato amministratore delegato solo
per quattro mesi da febbraio a maggio 2004, ma ha lavorato nella compagnia
dall'89. Insomma uno che Alitalia la conosce bene.
Come ad, presentò un suo piano di risanamento della compagnia. Un piano che
però non fu accettato. "è stato un periodo traumatico che si sta
ripresentando oggi". Ma di chi è la responsabilità se l'Alitalia
è arrivata a questo punto? "è una crisi che viene da lontano. Dalla
liberalizzazione del trasporto aereo in poi, alcuni momenti positivi ci sono stati
come il periodo Cempella e Mengozzi. Ma si tratta di situazioni episodiche. I
due tentativi di risanamento strutturale furono fatti con Cempella con
l'accordo con Klm andato male per il discorso Malpensa e poi con Mengozzi con
lo scambio azionario con Air France. Con Klm si era arrivati quasi a un passo
dall'accordo industriale. Poi però è naufragato per la scarsa fiducia, la
diffidenza che Klm mostrò verso la capacità di Malpensa tant'è che in seguito
ci fu un arbitrato che Alitalia vinse". E cosa accadde
invece con Air France? "Lo scambio azionario con Air France doveva essere
propedeutico a una più sostanziale collaborazione invece non si andò
oltre". Ci sarebbe voluta una cura più drastica di quelle effettuate dai
diversi vertici? "Forse sì". Che responsabilità ha il sindacato?
"Il sindacato ha fatto un ruolo di difesa dell'occupazione. Il problema
dell'Alitalia non sono tanto gli esuberi, ma di come
gestire le risorse, di qualità, di produttività. Trattandosi di un'azienda di
servizi, il disservizio determina una ripercussione sull'immagine del Paese.
Gli esuberi ci sono sempre stati. Ma un efficentamento delle risorse avrebbe
potuto contribuire a ridurre le eccedenze. In una azienda di servizi il
sindacato ha per forza un ruolo forte". Non sarà forse perchè il sindacato
teme di perdere questo ruolo forte che si sta opponendo alla vendita a Air
France? "Non penso che il sindacato stia facendo questo discorso. è
evidente comunque che chiunque prenda Alitalia non
vorrà avere vincoli sindacali per il piano di risanamento e di rilancio. E
questo vale anche qualora si faccia avanti una cordata di imprenditori
italiani. Non penso che questi potrebbero essere più morbidi. Nessuno fa
beneficienza. Certo gli esuberi annunciati sono faticosi da digerire come pure
la messa a terra degli aeroplani. Ma immagino che il sindacato sia consapevole
delle conseguenze di un commissariamento della compagnia. Sarebbe peggiore
della cessione ai francesi". Francesi o italiani che differenza fa?
"Il problema principale è capire quanto tempo ha l'Alitalia
di sopravvivenza. Se sono solo tre mesi la strada francese è obbligata; se sono
di più si possono valutare altre opzioni, purchè però ci siano. Al momento non
ci sono. Io penso che se qualche industriale avesse la garanzia di poter agire
senza vincoli, si farebbe avanti".
( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
la compagnia nella bufera Alitalia, tutti contro
tutti Parigi non ha nessuna fretta di chiudere il dossier Alitalia e si appresta,
già da oggi, quando incontrerà per la seconda volta i sindacati presso la sede
della compagnia di via della Magliana, a condurre un negoziato a oltranza. Anche oltre il termine del 31
marzo, fissato inizialmente come una sorta di data spartiacque tra il
"prendere" o il "lasciare". Il presidente di Air France-Klm
ha lasciato trapelare ieri le sue intenzioni attraverso i canali ufficiosi. E
la prima mossa della nuova strategia prevede già da oggi la consegna ai
rappresentanti dei lavoratori di un documento di circa 30 pagine con quelle che
vengono definite aperture su alcuni nodi chiave del negoziato. Il primo dei
quali è l'ipotesi che una parte dei piloti in esubero dal settore cargo
potrebbe essere riassorbita nel gruppo Air France-Klm. Il piano del presidente
di Air France non modificherebbe tuttavia lo stop all'attività cargo nel 2010,
ma limiterebbe l'impatto occupazionale sui 134 piloti attualmente impegnati nel
settore, prevedendone il riassorbimento di almeno una parte in Air France. Non
solo. Per assecondare le istanze sindacali, che chiedono il minor impatto
occupazionale possibile, Spinetta presenterebbe una moratoria di 8 anni per Az
Service. La proposta francese riguarderebbe il rinnovo del contratto di Alitalia con Az Service per otto anni, al termine dei quali
il management potrebbe decidere di quali servizi continuare ad usufruire e
quali invece dismettere. Resterebbero comunque confermati gli oltre 500 esuberi
in Az Service già indicati dal numero Uno della compagnia franco-olandese.
Secondo altre fonti sindacali, novità potrebbero riguardare anche il perimetro
di acquisizioni e, in tale quadro, Az Airport potrebbe essere rilevata in una
quota maggiore rispetto alla formulazione originaria della proposta. Cordata
tricolore. Intanto anche la seconda cordata, quella anticipata da Silvio
Berlusconi ma ancora senza nome, comincia a muovere i primi passi. Negli
ambienti finanziari comincia a girare il nome di Vito Gamberale che con il suo
fondo per le infastrutture F2i, ha in cassa oltre 2 miliardi di euro per
giocare un ruolo da protagonista in un'eventuale offerta. Le indiscrezioni
parlano del ruolo di F2i come di una sorta di stanza di compensazione (al pari
della Telco per il controllo della Telecom Italia) in cui far confluire i nuovi
soggetti proprietari della compagnia. Non è esclusa dunque una nuova compagine
societaria in cui al 20% del capitale in mano all'organismo di Gamberale, si
contrapporrebbe il 40% in mano al Tesoro e un altro 20% di Air France che
resterebbe dunque cointeressata nella gestione della compagnia. Ma anche Toto,
il patron di AirOne potrebbe giocare un ruolo nel nuovo schema. A lui verrebbe
infatti assegnato il 20% del vettore grazie al conferimento delle 93 opzioni di
acquisto di aerei Airbus e Boeing che AirOne ha in portafoglio e che
consentirebbero alla nuova Alitalia di rinnovare la
flotta nel medio raggio. La cordata, sempre secondo i rumors, dovrebbe
palesarsi già alla fine del mese. E presentare il suo piano nei primi giorni di
aprile.
( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa campagna
finale Berlusconi si concentra sulle regioni a rischio Finora, diciamocelo
chiaramente, questa campagna elettorale è stata piuttosto piatta. Toni morbidi,
schermaglie misurate, colpi di fioretto più che sciabolate. Niente a che vedere
con quello a cui Berlusconi ci ha abituato nelle scorse tornate elettorali. Ma
dentro il Pdl, tra Forza Italia e An lasciano intendere che i fuochi
d'artificio arriveranno a ridosso del voto, negli ultimi quindici giorni. Anche
perchè se la vittoria, stando ai sondaggi, pare scontata non così la
percentuale di scarto. Il timore di un quasi pareggio al Senato c'è eccome.
Come pure che a rosicchiare voti sia non tanto il Pd quanto gli ex alleati
dall'Udc-Rosa Bianca a La Destra di Storace. Una erosione che si sta
manifestando in alcune regioni particolari dove pochi voti potrebbero far
scattare al Senato il premio di maggioranza. Ed è su queste che si concentrerà
l'azione del Cavaliere nelle prossime tre settimane. Il tour elettorale si
snoderà attraverso la Liguria, l'Abruzzo, le Marche, il Lazio, la Sardegna e la
Campania a cui venerdì 11 aprile si aggiungerà una puntata in Calabria. Questa
settimana Berlusconi sarà a Viterbo, Taormina, Catanzaro e poi all'inizio della
prossima settimana in Piemonte. E saranno appuntamenti di fuoco, preannunciano
dentro Forza Italia. Basta con i toni soft, la strategia sarà quella dei colpi
bassi, dell'attacco frontale sfruttando qualsiasi appiglio a cominciare dal
tema caldo dell'Alitalia. Questo per quanto riguarda gli avversari. Ma sarà pure una
strategia volta a demolire La Destra e l'Udc-Rosa Bianca, insistendo sul voto
utile e con una campagna informativa capillare per rendere riconoscibile il
simbolo del Pdl. Alcuni sondaggi di Forza Italia dicono che sono numerosi gli
elettori che potrebbero far confusione. Terza punta della strategia sarà
di convincere gli indecisi, che sono ancora una vasta platea. L'Udc dà per
certa la sconfitta di Berlusconi nel Lazio. Casini punta al 7%. Poi c'è Storace
che ricorda come nel 2006 quando era capolista di An, la Cdl prese il premio di
maggioranza per soli 15.000 voti in più dell'Unione. E secondo il leader della
Destra questo margine il Pdl non lo avrebbe più. Eppure sia An che FI
sostengono di avere dati alla mano per cui si avranno senza problemi nel Lazio
15 seggi in più al Senato. In Campania invece il pericolo per Berlusconi viene
dall'Udc- Rosa Bianca che ha messo un capolista di rango come Ciriaco De Mita
in grado di sottrarre voti centristi al Pdl. In Lombardia la vittoria per
Berlusconi è sicura ma c'è uno scenario di incertezza per il numero dei
senatori. Qualora la Sinistra Arcobaleno o l'Udc riuscissero a raggiungere la
soglia dell'8%, il Cavaliere dovrebbe rinunciare a quattro senatori. E sul
Lazio si concentrerà Alleanza Nazionale. Fini ha già deto che dedicherà tutta
l'ultima settimana prima del voto a comizi e incontri in giro per il Lazio.
Prima sarà nelle Marche, in Sicilia (a Palermo e Catania), in Liguria (a
Genova). Secondo la simulazione Cise, in Liguria, Abruzzo e Sardegna, il
distacco tra Pdl e Pd è di soli 2 punti percentuali. In Calabria il distacco a
favore del Pd è di solo 0,6 punti.
( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa i forum de il
tempo Rutelli: la mia sfida, grandi opere e cura della città Il terzo forum
organizzato da Il Tempo con Francesco Rutelli, candidato a sindaco di Roma del
centrosinistra. Un'occasione per parlare del presente e del futuro della città
e riflettere sulla politica locale e nazionale. La situazione di Alitalia si fa sempre più complicata. Qual è la sua
posizione in merito alle dichiarazioni di mercoledì di Berlusconi, che rilancia
la candidatura di AirOne e ipotizza un impegno da parte dei propri figli?
Berlusconi deve dire se è in grado di impegnarsi, se può e
se davvero vuole acquistare Alitalia. Le chiacchiere stanno a
zero, se davvero esiste una cordata italiana disposta a rilevare Alitalia è il momento che si faccia avanti, perché sono rimaste poche ore
a disposizione per salvare la compagnia. Su Alitalia bisogna
fare chiarezza: tutte le ipotesi avanzate in questi ultimi giorni il governo
Prodi le aveva già valutate mesi fa. Siamo stati i primi a ipotizzare
l'ingresso di una compagnia asiatica e abbiamo cercato partner in Asia. Sei
mesi fa, inoltre, abbiamo anche lavorato a una cordata italiana: ho bussato
personalmente alla porta di tutti gli imprenditori italiani più importanti per
chiedere un impegno in Alitalia. Purtroppo nessuno si
è detto disponibile a sostenere l'operazione. Ho sondato la disponibilità anche
di grandi partner internazionali, come Lufthansa. Per quanto riguarda AirOne,
infine, sono sempre stato contrario a scartare a priori l'ipotesi, ma bisogna
tener conto degli advisor, che hanno giudicato migliore l'offerta di Air
France. AirOne si sarebbe dovuta presentare insieme a un grande partner
internazionale. Come compagnia di bandiera Alitalia
non può permettersi di non entrare in un grande network internazionale. Ora, se
davvero esiste una cordata italiana, che si faccia avanti in questa settimana,
altrimenti Alitalia rischia seriamente di fallire,
anche perché i creditori potrebbero decidere di non aspettare oltre e gli aerei
rischiano davvero di restare a terra e di venir posti sotto sequestro. Per
quanto riguarda Malpensa, invece, lo scalo aeroportuale lombardo è andato male
perché è mancata l'accessibilità. Malpensa ha messo in crisi Alitalia
perché è difficile arrivarci e perché ha subìto la concorrenza degli aeroporti
lombardi, da Bergamo a Linate, controllati dagli stessi enti locali milanesi.
Fiumicino può arrivare a 50 milioni di passeggeri l'anno: quella zona di Roma è
in costante crescita, alcune infrastrutture e impianti già esistono e altri
sono già in progetto. A proposito di governo Prodi: come giudica l'esperienza
dell'esecutivo? è stato fatto tutto il possibile per tenere unita la
maggioranza in Parlamento? Personalmente, credo di aver lavorato bene. Certo,
l'esperienza del governo Prodi non è priva di pecche. Ma questa esperienza ci
ha insegnato qualcosa. Serve più rispetto tra gli schieramenti, bisogna
dialogare su legge elettorale, riforme costituzionali e politica estera. Poi,
servono coalizioni più omogenee, non è possibile che una parte politica ottenga
alle elezioni più della metà dei voti e venga messa in crisi da tre senatori. è
stato un errore non cambiare la legge elettorale: cosa accadrà nella prossima
legislatura in Senato? Lei ha avuto una lunga esperienza da sindaco, quindi
un'altra altrettanto importante da leader nazionale. Se dovesse venire eletto
nuovamente sindaco di Roma, una volta finito il mandato tornerà a occuparsi
della politica nazionale? Se farò il sindaco dovrò lavorare molto. Onestamente
non penso a cosa farò tra cinque anni. In questo momento mi immagino
interamente sommerso nelle grane della Capitale. Certo, le esperienze fatte mi
hanno insegnato molto, anche a livello internazionale. Non ho alcun rimpianto:
ho creato un partito, la Margherita, facendo convivere individualità molto
diverse e tenendo insieme un soggetto politico molto variegato; ho contribuito
alla costruzione del Pd. Sta conducendo una doppia campagna elettorale: quella
da sindaco e quella nazionale. Come si sente? Onestamente, mi sto occupando per
intero della corsa al Campidoglio. Una battaglia che sto combattendo con
convinzione. Fino a pochi mesi fa neppure immaginavo di poter correre per fare
il sindaco di Roma, ma lo sto facendo volentieri, con passione e senza
risparmio. Se verrò eletto sarò il rappresentante di tutti i romani. Ci
vogliono tante energie per fare il sindaco. Ho 53 anni: qualora fossi eletto
sarei il secondo sindaco più giovane di una grande metropoli. Le grandi città
sono assorbenti e comportano fatica fisica. Ci vuole pienezza di energia: ne ho
tanta e non ho intenzione di risparmiarmi. Nel 1993 il suo primo provvedimento
da sindaco fu la riqualificazione di via Nazionale. Se venisse eletto
ricomincerebbe da lì: il cantiere partirà il 26 marzo e prevede di levare i
sampietrini. Cosa ne pensa? Via Nazionale è una strada che porto nel cuore
perché termina con la fontana delle Najadi realizzata dal mio bisnonno, Mario
Rutelli. è una via importante di Roma che necessita di un intervento radicale,
che verrà compiuto nella maggior parte in estate per evitare disagi ai
cittadini. Per quanto riguarda i sampietrini, fatemi ricordare che quello con i
pini è un matrimonio incestuoso, perché le radici di quelle piante rendono
particolarmente sconnessa la strada. Inoltre, non esistono più le maestranze
che si occupano della manutenzione. Sono dell'opinione che da un lato i
sampietrini vadano lasciati nelle zone pedonali, che vanno aumentate, mentre dall'altro
lato sia necessario salvare la schiena di motociclisti e automobilisti. Senza
parlare di tutti coloro che si muovono con gli autobus: anche in via dei Fori
Imperiali, a causa dei sampietrini, viaggiare col bus può essere
particolarmente scomodo. Omicidio Reggiani a parte, ogni giorno si verificano
decine di episodi di microcriminalità legata ai campi nomadi. Gli sgomberi sono
sembrati finora inefficaci. Evidentemente serve cambiare strategia. Senza
contare il fatto che le baraccopoli deturpano il paesaggio, creano degrado e
comportano emergenze sanitarie. è indubbio che bisogna migliorare la situazione
in profondità, pur muovendoci all'interno dei paletti imposti dall'Unione
Europea: promesse di espulsione di massa, ad esempio, sono prive di ogni credibilità.
Serve un'azione incessante, anche perché in città esistono tante zone a
rischio. Il problema va visto su tre livelli: i campi nomadi, gli stranieri che
hanno un lavoro regolare ma non hanno alloggio e il problema dell'immigrazione
clandestina. Per quanto riguarda le baraccopoli la situazione esiste in tutte
le città d'Europa. I campi vanno sostituiti gradualmente con modalità
d'integrazione sociale per chi rispetta le leggi e per difendere la dignità dei
bambini. Le attività illegali non possono essere tollerate. Nei campi occorre
più controllo soprattutto per arginare le attività illecite. Il sindaco ha
pochi poteri sull'ordine pubblico ma può promuovere l'integrazione e la
collaborazione tra forze dell'ordine e vigili urbani. Serve una gestione
quotidiana, severa, incessante. Per quanto riguarda invece gli stranieri che
lavorano onestamente ma che non hanno un reddito che gli consente di avere una
casa, ritengo che essi vadano aiutati con l'accesso a dignitosi, semplici
alloggi popolari. I clandestini, infine, vanno rimpatriati: nel 2008 ne
torneranno a casa almeno 500 tra quelli pericolosi che vengono dai Paesi
dell'Ue, secondo le stime delle forze dell'ordine. Il decreto legislativo è
chiaro: possono essere rimpatriati anche se comunitari. E se tornano possono
essere puniti con la reclusione fino a dieci anni. è indubbio, tuttavia, che a
Roma c'è una forte percezione d'insicurezza tra i cittadini. Sì. La mia
famiglia non gira certo con la scorta, ma vive nella città e utilizza i mezzi
pubblici. Mio figlio, ad esempio, è stato rapinato del cellulare da un coetaneo
armato di coltello. La percezione d'insicurezza è un sentimento fondato, anche
se le statistiche dicono che Roma è molto più sicura di Londra o Parigi. Ma io
non mi accontento: il problema esiste e le statistiche non devono costituire un
alibi. Bisogna creare pattuglie miste tra forze dell'ordine e vigili urbani e
ridisegnare la mappa di commissariati e compagnie dei carabinieri per
presidiare anche i nuovi quartieri, pattuglie miste di vigili e guardia di
finanza contro l'abusivismo commerciale. è una sacrosanta richiesta dei
commercianti. Di notte a Roma circolano pochissime volanti. Per garantire la
sicurezza, decoro urbano e collaborazione con le forze dell'ordine devono
andare di pari passo. Il Comune, ad esempio, chiederà alla magistratura di
applicare le sanzioni alternative contro il vandalismo: chi fa danni dovrà
riparare, fare volontariato, aiutare gli uomini dell'Ama. E sul decoro urbano?
L'organizzazione del Comune deve essere messa a sistema utilizzando il metodo
che ha già funzionato nel corso del Giubileo del 2000. Intendo creare la
"Sala sistema Roma", dove aggiornare in tempo reale la mappa dei
problemi della città e catalogare tutti i disservizi in modo da poter garantire
un intervento tempestivo anche per quanto riguarda la manutenzione. Una sala
operativa dove tutti potranno dare il proprio contributo: dai vigili del fuoco
ai vigili urbani, all'Ama. Inoltre, bisogna utilizzare bene le telecamere
presenti sul territorio, coordinando meglio tutte le informazioni e
raccongliendo le segnalazioni dei cittadini. Per quanto riguarda il turismo, è
d'accordo sull'introduzione della tassa di soggiorno? Sono assolutamente
contrario. Creerebbe aggravio amministrativo e disparità tra le città. Roma non
è Venezia, che viene soffocata dal turismo mordi e fuggi. Sono invece
favorevole alla creazione di itinerari turistico-archeologici anche in
periferia: penso a Veio, Gabii e Ostia Antica. Ho chiesto agli albergatori
collaborazione per la cura e la manutenzione del territorio e sarebbe
importante regolare una volta per tutte i pullman turistici, destinando parte
dei proventi della sosta a pagamento nei parcheggi di scambio al decoro urbano.
è indubbio, tuttavia, che per sostenere il turismo bisogna rendere accessibile
la città con infrastrutture importanti. Certamente. Le linee metro B1, C e D
sono opere straordinarie. Sono in campo investimenti da 9 miliardi di euro.
Costituiscono un fatto storico perché collegheranno quartieri densamente popolosi.
Quando diventai sindaco per la prima volta, insieme al ministro delle
Infrastrutture di centrodestra, Publio Fiori, aprimmo e potenziammo la linea Fs
Roma-Monterotondo e i prezzi delle case in quell'area schizzarono in alto visto
che il servizio incentivò nuove residenze. Si potrebbe fare la stessa cosa oggi
con la Roma-Guidonia e la Roma-Formia, iniziando a decongestionare Tiburtina,
Pontina e Cristoforo Colombo. Le linee già ci sono, occorrerà potenziare il
servizio e creare dei parcheggi di scambio sul Gra sugli assi della
penetrazione ferroviaria. Parcheggi che verrebbero finanziati dai privati: non
sarebbero lande desolate, ma attorno ad essi si potrebbero progettare e
costruire zone residenziali. Viterbo ospiterà il terzo aeroporto del Lazio. Anche
lì le infrastrutture verranno potenziate? Bisogna completare la strada
Orte-Viterbo-Civitavecchia e prolungare la linea Fs Bracciano-Roma fino al
capoluogo della Tuscia. Non me ne vogliano Latina e Frosinone, ma la soluzione
Viterbo è risultata tecnicamente la migliore. Come risolvere l'emergenza casa
nella Capitale? I prezzi degli appartamenti in vendita e in affitto sono
diventati inaccessibili ai redditi medio-bassi. Il mio progetto è costruire in
tre anni 26 mila abitazioni: diecimila per gli alloggi popolari, diecimila in
affitto agevolato e seimila per gli studenti fuorisede. è chiaro che il Comune
deve snellire le procedure, l'ufficio condono è fermo, così come le opere a
scomputo. Serve una radicale accelerazione anche perché un po' di soldi ci sono,
grazie alla Finanziaria approvata dal governo Prodi che ha stanziato 500
milioni di euro. In ogni caso tengo a precisare che non tollererò occupazioni
abusive: ho firmato un accordo con la Sinistra Arcobaleno per garantire il
rispetto della legalità e chi è in graduatoria. Altri progetti? Roma ha 55 mila
ettari di terreno agricolo. Vorrei valorizzarli anche creando dei "farmers
market", dei punti vendita nei quartieri dove gli agricoltori possano
periodicamente vendere i prodotti freschi di stagione direttamente al pubblico.
Come giudica la vicenda taxi? Oggi sono tutti scontenti, clienti e tassisti: ci
sono più macchine con tariffe più alte. In ogni caso il blocco di Roma è stata
una pagina infelice. Certo, il servizio va reso più flessibile, ad esempio
creando abbonamenti o tariffe agevolate per chi va a fare visite mediche o ha
esigenze particolari. Al contempo è necessario combattere l'abusivismo dei
finti Ncc. Uno dei capitoli fondamentali nei prossimi anni sarà l'infomobilità:
proprio oggi avanzerà proposte innovative in una conferenza sulle tecnologie
per il traffico. L'altro giorno c'è stata una manifestazione dei dipendenti
comunali che non ci stanno a fare la figura dei fannulloni... Il nostro
obiettivo con chi lavora per il Campidoglio sarà quello di rimotivare il
personale, farlo sentire parte di un grande cambiamento amministrativo. Faccio
una parentesi: nessuno toccherà il 21 aprile che non sarà un giorno di festa
qualunque, ma il giorno dell'orgoglio di Roma. A quanti parlano in modo demagogico
di assenteismo, rispondo che i dipendenti capitolini saranno i primi alleati
dei romani per far funzionare meglio la macchina amministrativa.
( da "Voce d'Italia, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Alitalia, Chiti: nessuna congiura contro Lufthansa Firenze,
25 mar. - "Si tratta di fare un piacere all'Italia e ad Alitalia,
e quindi di valutare le offerte piu' serie e convenienti e scegliere su quella
base. Ad oggi ce n'e' una sola e non perche' ci siano state delle congiure:
c'e' stata un'offerta sola". Lo ha dichiarato il ministro dei Rapporti con
il Parlamento Vannino Chiti, per rispondere ai giornalisti che gli chiedevano
se fosse vero che la Lufthansa si e' ritirata dalla cordata per Alitalia a causa di presunti rapporti privilegiati tra
l'esecutivo italiano e Air France. "Ad oggi non ci sono state altre
cordate - ha precisato Chiti-. Ce ne saranno altre, italiane o no, benissimo:
arrivino e saranno valutate. Se sono migliori saranno scelte, nessuno vuole
fare un piacere ad Air France o a qualcun'altro".
( da "Voce d'Italia, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Veltroni:
"Pensioni piu' alte da luglio" "Almeno 400 euro in piu' all'anno
per le pensioni fino a 2 mila euro al mese" Roma, 25 mar. - Il Pd si dice
pronto a chiedere "un intervento immediato" per le pensioni, lo annuncia
Walter Veltroni in una conferenza stampa: "L'intervento riguarda i
pensionati di oltre 65 anni e determina, a partire dal 1 luglio 2008, un
incremento medio di quasi 400 euro l'anno per le pensioni fino a 25 mila euro
l'anno - fino a circa 2 mila euro al mese - e un incremento fra i 250 e i 100
euro l'anno per le pensioni di importo compreso tra 25 mila e 55 mila euro
l'anno". L'incremento, assicura il Pd sarebbe possibile mediante un'azione
sulla leva fiscale. La direzione presa dal Pd e' quella di lavorare ad un
aumento delle detrazioni fiscali e ad ipotesi che modifichi "le regole con
cui il montante contributivo viene trasformato in vitalizio, al fine di
migliorare l'indicizzazione delle pensioni". Cioe' si tratta di
"legare l'indicizzazione 'reale' delle pensioni calcolate con il metodo
contributivo all'andamento di un indice di sostenibilità dato dal rapporto tra
spesa pensionistica e monte dei redditi da lavoro. Il fine è quello di
permettere ai pensionati di partecipare ai frutti della crescita economica del
Paese". Il cambio dovrebbe essere fatto perche' ad oggi l'indicizzazione
legata all'indice generale dei prezzi al consumo dell'Istat e' risultata
inefficace al fine di tutelare il potere d'acquisto delle pensioni. In merito alla questione Alitalia, Veltroni
ha ribadito: "se c'è una cordata italiana perfetto, però venga avanti
adesso e non tra un mese, dopo le elezioni. Per ora c'è solo Air France e nella
trattativa di oggi mi auguro possa essere fatto passo in avanti".
( da "Voce d'Italia, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Veltroni:
"Pensioni piu' alte da luglio" "Almeno 400 euro in piu' all'anno
per le pensioni fino a 2 mila euro al mese" Roma, 25 mar. - Il Pd si dice
pronto a chiedere "un intervento immediato" per le pensioni, lo
annuncia Walter Veltroni in una conferenza stampa: "L'intervento riguarda
i pensionati di oltre 65 anni e determina, a partire dal 1 luglio 2008, un
incremento medio di quasi 400 euro l'anno per le pensioni fino a 25 mila euro
l'anno - fino a circa 2 mila euro al mese - e un incremento fra i 250 e i 100
euro l'anno per le pensioni di importo compreso tra 25 mila e 55 mila euro
l'anno". L'incremento, assicura il Pd sarebbe possibile mediante un'azione
sulla leva fiscale. La direzione presa dal Pd e' quella di lavorare ad un
aumento delle detrazioni fiscali e ad ipotesi che modifichi "le regole con
cui il montante contributivo viene trasformato in vitalizio, al fine di
migliorare l'indicizzazione delle pensioni". Cioe' si tratta di
"legare l'indicizzazione 'reale' delle pensioni calcolate con il metodo
contributivo all'andamento di un indice di sostenibilità dato dal rapporto tra
spesa pensionistica e monte dei redditi da lavoro. Il fine è quello di
permettere ai pensionati di partecipare ai frutti della crescita economica del
Paese". Il cambio dovrebbe essere fatto perche' ad oggi l'indicizzazione
legata all'indice generale dei prezzi al consumo dell'Istat e' risultata
inefficace al fine di tutelare il potere d'acquisto delle pensioni. In merito alla questione Alitalia, Veltroni
ha ribadito: "se c'è una cordata italiana perfetto, però venga avanti
adesso e non tra un mese, dopo le elezioni. Per ora c'è solo Air France e nella
trattativa di oggi mi auguro possa essere fatto passo in avanti".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Slitta la scadenza
del 31 marzo, oggi vertice decisivo. Nel governo è scontro tra ministri, la
Bonino attacca Bianchi Air France: trattiamo a oltranza Alitalia, i francesi rilanciano. Il premier: sì alla cordata italiana, ma
nessuno s'è presentato Prodi critica i sindacati: siano responsabili. Cgil,
Cisl e Uil: ci ha tenuto all'oscuro per mesi Mentre Air France prepara un nuovo
piano ed è pronta a trattare a oltranza (slitta il termine del 31 marzo),
su Alitalia è scontro Prodi-sindacati. Il premier è
intervenuto sulla vicenda della compagnia di bandiera dopo il via libera
all'offerta di Air France-Klm e alle polemiche che si sono scatenate. "Uno
dei possibili acquirenti, la tedesca Lufthansa, era interessata, ma dopo l'incontro
con i sindacati italiani, è scappata", ha detto Prodi. Immediata la
replica, con Bonanni, segretario generale della Cisl, che ha invitato il
premier a dire "su quali basi si è accordato con Air France" e in
ogni caso "non credo che il presidente possa fare valutazioni di questo
tipo avendoci tenuto all'oscuro di tutto per lunghi mesi". Per Cgil e Uil
i francesi devono cambiare proposta. E mentre si è accesa una polemica tra i
ministri Bonino e Bianchi, Prodi ha parlato anche della possibile cordata
italiana, sottolineando che però fino ad ora non ce n'è traccia. FANUZZI E
FRANZESE ALLE PAGINE 2 E 3.
( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa l'editoriale
Storie di ordinaria follia Vogliamo astenerci dallo
stucchevole dibattito intorno ai destini di Alitalia, nel
quale tutti si improvvisano esperti di gestione di compagnie aeree ed aeroporti
senza avere, nella più parte dei casi, nemmeno le capacità per gestire una
rivendita di granite in mezzo al deserto. Decidiamo allora di riferire un
semplice episodio, accaduto ieri intorno alle ore 11.00 all'aeroporto di
Milano Linate. Chi scrive cerca di acquistare un biglietto di sola andata per
Roma Fiumicino, volo Alitalia delle 13.30. Un
impiegato della biglietteria, quasi scusandosi, propone la tariffa di 306 euro.
Il passeggero, sbalordito, prova con il servizio telefonico, ma l'operatore
dello 06-2222 ribadisce la medesima offerta. A quel punto il desolato
passeggero si rivolge alla concorrenza, trovando posto sul volo AirOne delle
14.15 per la cifra, ben più ragionevole, di 102 euro. Sarà un caso sfortunato,
di quelli irripetibili, strani, improbabili. Sarà la forza del destino o
l'imperizia degli operatori. Sarà quel che sarà. Ma vorremmo tanto sapere cosa
ne pensa il dott. Maurizio Prato, capo supremo di Alitalia.
Forse la situazione attuale è proprio figlia di disastri come questo, disastri
nel rapporto con i clienti che sono spesso quei medesimi cittadini italiani che
hanno visto uscire dalle loro tasche fiumi di denaro usati per tamponare i
deficit della compagnia. Ma che mai sono serviti per volare a prezzi bassi o
seduti su aerei nuovi. Che vergogna. Sì, vergogna.
( da "Opinione, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 25 Mar
2008 Edizione 58 del 22-03-2008 Tante le similitudini con il caso Sme Il
classico pasticcio italiano di Biagio Marzo Silvio Berlusconi ha issato la
bandiera dell'italianità e ha dichiarato guerra ad Air France la cui offerta su
Alitalia penalizzerebbe il sistema Italia. Ha vestito
i panni dell'arcitaliano in politica e fa l'autarchico in economia. Versione
aggiornata del liberalismo in salsa tremontiana. Il bello di questo braccio di
ferro è che il Ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, che fino a ieri
doveva tener conto di una politica dirigista per la presenza nel governo di
statalisti in salsa comunista e cattolica, ora che la maggioranza si è
sfarinata alla bell'e buona, è ritornato a indossare i panni di liberista tutto
d'un pezzo, anche perché siamo alla vigilia del rinnovo della cariche nella
Bei, dove lui aspira di fare il numero uno. Il paradosso è che Berlusconi non
governa ancora, visto che siamo in campagna elettorale, ma si muove come se
fosse già a Palazzo Chigi. La proposta berlusconiana consiste nell'invito fatto
agli imprenditori italiani di avvolgersi attorno al tricolore per difendere la
compagnia nazionale dai colonizzatori d'Oltralpe e nel trovare circa 10 miliardi
di euro per strapparla al gruppo Air France?Klm. Finora non è che Berlusconi
abbia avuto grande successo: molti rumors, ma nessun imprenditore ha fatto un
passo avanti per accogliere il suo invito. E' vero che si parla di Salvatore
Ligresti, ma sarà vero? Pure Tarak Ben Ammar è stato tirato in ballo, ma lui in
questo momento è più preso dai propri problemi di salute che da quelli dell'Alitalia. Nemmeno Corrado Passera, ad di Intesa San Paolo,
alleato di Air One di Carlo Toto, gli ha dato molto retta. Non è arrivato alcun
dossier, ha confessato. Siamo alla fantapolitica e alla fantafinanza oppure
Berlusconi ha preparato con cura la mossa vincente per fare scacco matto? E'
vero che siamo in piena campagna elettorale, ma non si gioca sulla pelle dei
lavoratori e sul sistema Italia di cui la compagnia nazionale ha rappresentato
un'azienda di grande prestigio nel mondo. Al problema Alitalia
è legato anche il caso Malpensa. L'uno e l'altro, naturalmente, non di facile
soluzione. Entrambi in crisi per colpa della classe politica e di quella
sindacale. Dicendo questo, mettiamo in mora destra e sinistra che per la loro
politica sciagurata hanno inguaiato seriamente l'aerolinea e l'hub lombardo. I
governi di centrosinistra hanno tirato la corda a favore dell'altro hub, quello
di Fiumicino, ma il centrodestra non ha fatto meglio dando licenza di costruire
al Nord un aeroporto ogni
( da "Opinione, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 25 Mar
2008 Edizione 58 del 22-03-2008 Intervista a Giampiero Cantoni / Finirà con un
pareggio e Spinetta se ne andrà di Dimitri Buffa Giampiero Cantoni, senatore
azzurro, storico presidente dell Bnl ai tempi della prima repubblica, dice la
sua sulla trattativa tra Air France e il governo italiano
per Alitalia. E crede che alla fine ci sarà un pareggio perchè i pasticci
dell'esecutivo in carica hanno già provocato un danno a Malpensa e perché Air
France dovrà essere in ogni caso indennizzata con qualche contentino per farsi
da parte se davvero dovesse spuntare la mitica cordata italiana caldeggiata da
Silvio Berlusconi. Lei pensa che sia più realistico il quadro dell'Alitalia così come dipinto da monsieur Spinetta oppure pensa
che sia fattibile l'ipotesi di una cordata italiana così come prospettata da
Silvio Berlusconi? Io ho due sentimenti: il primo è che il quadro fatto da
Spinetta sia più che realistico di un'azienda che ha subito un'invasione della
politica con assunzioni scriteriate e clientelari nel corso degli anni e che
quindi abbia accentuato questo aspetto a scapito della forza imprenditoriale
trovandosi oggi con un enorme surplus di lavoratori e con una voragine di
debiti. Quindi la crisi di Alitalia viene da lontano
ed è dovuta a una gestione che non ha minimamente tenuto conto delle regole del
mercato e perciò Spinetta ha ragione a dire che la compagnia è agli sgoccioli e
che Air France può acquistarla perché entrerebbe a far parte di un grande
gruppo internazionale. E il secondo sentimento? Spinetta non può far finta di
non sapere che Malpensa doveva essere l'hub trainante del centro nord anche se
poi le mancanze di strutture e la diversificazione e moltiplicazione di
aereoporti localistici che ogni provincia media ha voluto a tutti i costi ha
finito per danneggiare il progetto e poi boicottarlo fino a trovarci oggi nella
incresciosa situazione in cui il nord che stacca il 70 per cento dei biglietti
aerei d'affari, o business, si trova ad avere un areoporto declassato a
"point to point"... questo fatto porta a delle legittime rimostranze
su tutta l'operazione di Air France e Berlusconi che ha ben analizzato
l'offerta di Spinetta sa quel che dice. E lei come la giudica questa offerta?
Offensiva, troppo bassa tenuto conto che Alitalia
possiede sì tanti debiti e perde un milione di euro al giorno, per l'eccessivo
carico del lavoro dipendente e la pessima gestione, ma ha anche enormi cespiti
patrimoniali, terreni e possedimenti e una discreta capitalizzazione che
meritano ben altro apprezzamento. Quindi? E' un problema che dobbiamo risolvere
tenendo presente che il nostro paese ha una grande vocazione turistica e la
Francia in quel campo è il nostro maggiore competitor. Le condizioni Air France
che prevedono oltre due mila esuberi che si caricherà lo stato più altri 4 mila
e cinquecento lavoratori che continueranno a lavorare per una società posseduta
al 51% da Fintecna cioè sempre dallo stato, che poi dovrà spalmarli sono di
comodo per il compratore... a quel punto conviene fare una bella amministrazione
controllata secondo la legge Marzano Prodi. E risanare con uno sforzo pubblico,
come già fatto da Swiss Air e Iberia nei rispettivi paesi, e rimettere Alitalia poi in condizione di ripartire. Insomma se lo stato
deve mettere mano al portafoglio tanto vale che lavori per sé e non per altri,
con tutto il rispetto per monsieur Spinetta. Spinetta però garantisce che con
la sua ricetta entro due anni Alitalia tornerà
competitiva e con la propria peculiarità italiana intatta esattamente come è
avvenuto quattro anni fa con la Klm olandese. Spinetta ha ragione al 50 per
cento, è un còrso di nascita e di cultura, uno specialista delle negoziazioni,
però io ritengo che, per una nazione che vuole essere la sesta o la settima
potenza industriale al mondo, cedere a queste condizioni la compagnia aerea di
bandiera sia troppo pericoloso per il sistema paese. E l'aumento di capitale di
un miliardo per coprire i debiti pregressi, unitamente al successivo aumento di
capitale di una cifra equivalente, può essere fatto da capacità nostre interne
all'industria privata italiana. Grazie tante ma possiamo farcela da soli. Tutto
chiaro dunque? C'è da dire che noi italiani operiamo sempre all'ultimo momento.
E Malpensa? L'hub è stato frenato dalla mancanza di infrastrutture al punto
tale che solo il 31 marzo sarà inauguarata la bretella per l'aumento di
percorribilità, la critica che si fa è la difficoltà a raggiungere
l'aereoporto, però entro un anno la metropolitana che parte d Cadorna diminuirà
del 30% i tempi per raggiungerlo, quindi con tre anni di moratoria tutto sarà
adeguato. Però in questi giorni se lei va a Malpensa vede una cattedrale nel
deserto, io ho preso l'aereo giorni fa e ai controlli c'erano sei persone,
prima ce ne stavano 400. E' stato fatto un pasticcio da Alitalia.
Allora la causa fatta da Sea non va ritirata? No perché è stato creato un danno
a tutta la Lombardia che da sola rappresenta un terzo del Pil italiano. E poi
deve servire da deterrente per chi vuole fare il furbo." Se lei dovesse
fare una scommessa come pensa che finirà questa trattativa con Air France? Sarà
un pareggio, dovremo concedere qualcosa ad Air France perché si ritiri e il
Nord sarà comunque penalizzato. Finale all'italiana, insomma.
( da "Opinione, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 25 Mar
2008 Edizione 58 del 22-03-2008 Silvio Berlusconi: Ormai la
cordata italiana "si farà" "Sarà pronta in tre o quattro
settimane" Veltroni precipita con Alitalia di
Francesco Blasilli Questa è la storia di un "quasi disastro" aereo,
perché una sorta di lieto fine ci sarà. Un avvertimento, però, per chi ha a
cuore le sorti del Pd: il disastro elettorale, al contrario di quello aereo,
sarà totale. Questa è la storia del volo "PD74Walter" in
partenza da Spello in direzione palazzo Chigi, un volo che mai arriverà a
destinazione. Un volo sul quale non tutti sono voluti salire, amici e compagni
del pilota stesso, visto che sospettavano quanto fosse inesperto proprio l'uomo
con le mani sulle cloche. E pensare, ironia della sorte, che il capitano Walter
Veltroni non aveva alcuna intenzione di prendere quel volo: lui aveva deciso di
andare in pullman ed infatti era partito. Solo che l'anziano nonnetto Romano,
ha deciso di lasciare al nipotino Walter un bell'aereo (anzi, proprio una
compagnia aerea); ma siccome il nipotino è sempre stato un po' dispettoso e
poco rispettoso dei più anziani, Romano ha deciso di restituirgli pan per
focaccia. "Caro Walter ? gli ha detto con la sua classica cadenza degna
del miglior sonnifero ? prendi Alitalia e vai a
Parigi". "Ma Romano ? questa la risposta ? io devo andare a palazzo
Chigi". "Tranquillo, poi un passaggio te lo da il mio amico Spinetta.
Che ti regalerà anche la maglia autografata di Zidane, anche perché da bimbo
tifavi Juve, se non sbaglio". Solo che l'aereo non era poi così
funzionante, visto che Romano si era divertito a manomettere un po' i comandi.
E nemmeno il personale di bordo si è dimostrato così esperto, a cominciare dal
pilota Walter. Il quale si è trovato subito in difficoltà con i comandi, non
sapendo se premere il tasto verde, quello blu ma anche quello giallo. Infatti
dal segretario del Pd non si è ancora capito quale sia la sua intenzione su Alitalia, visto che fino a poco tempo fa ? da sindaco di
Roma ? difendeva a spada tratta lo scalo di Fiumicino, mentre adesso ha teso la
mano anche a Malpensa dichiarando che "l'Italia può avere due hub".
Un po' come promettere "milione di posti di lavoro", vista la
situazione delle trasporto aereo nella nostra penisola. E quando Veltroni,
senza peraltro dimostrare di aver ben chiaro il concetto di hub, ha detto che
in Italia ci sono le potenzialità imprenditoriali per farne due (di hub), non
ha fatto altro che confermare la solidità dell'ipotesi lanciata dal dirottatore
per eccellenza, Silvio Berlusconi che ? senza mezzi termini ? ha detto che la
cordata italiana si fa perché "ormai sono impegnato io". Porta in
faccia ad Air France, perché la risposta gliela "darà il prossimo
presidente del Consiglio e sarà un secco e un pieno no: non perché è contro la
Francia ma perché contro le condizioni ricevute". E al grido di "o si
fa Alitalia o si muore", garantisce che Banca Intesa
non si è tirata indietro e così l'aereo in rotta verso Parigi, ha d'improvviso
cambiato rotta. E al povero capitano Veltroni, non rimane altro che attendere,
allineandosi alla posizioni difensive di nonno Romano ("Se c'è una cordata
italiana si faccia avanti entro 48 ore"), perché l'Italia, al momento, è
piena di dirottatori. E mentre Formigoni conferma "che esiste una cordata
italiana, che è pronta e che si appaleserà entro breve", il Cavaliere
scandisce i tempi: "ci vorranno tre o quattro settimane. C'è la
possibilità che importanti imprenditori italiani si facciano avanti ? spiega -
assistiti da importanti banche; occorre il tempo per accordarsi e conoscere i
dati del gruppo. Alla fine di queste tre o quattro settimane la cordata
presenterà una proposta definitiva che penso e spero possa risolvere la
situazione". Oltre al Berlusca, però, sono tanti altri i dirottatori
dell'aereo di Veltroni: ci sono anche quelli vicini al pilota. C'è il suo nuovo
secondo, Matteo Colaninno, che ogni volta che apre bocca fa perdere voti al Pd,
in particolar modo in quel Nord dove doveva servire per rimontare: "mi
auguro che emergano offerte solide simili a quelle di Air France, altrimenti
rischiamo di perdere l'offerta e, quindi, di mettere Alitalia
di fronte al fallimento". Peccato che l'offerta di Air France sia solida
solo per chi la fa, non certo per chi la riceve. Anche gli steward, però,
quelli dell'Italia dei Valori, sembrano essere dalla parte del dirottatore
Berlusconi, perché secondo il capogruppo dipietrista al Senato, Nello Formisano
"le decisioni circa la sorte futura di Alitalia,
devono essere adottate da un governo in carica e non da un esecutivo che ha
soltanto titolo per le questioni ordinarie". E al partito dei pirati
dell'aria si iscrive di diritto anche il ministro dei Trasporti Alessandro
Bianchi che "auspica venga chiesto anche ad Ap Holding, di fare la sua
offerta vincolante, in modo da poter avere un termine di confronto e quindi
spuntare alla fine il risultato migliore". Roba dell'altro mondo, un comunista
che la pensa come il Cavaliere e spinge per Air One: forse sarà l'altura (o la
campagna elettorale). Ma che ormai Veltroni sia un uomo solo al comando lo
dimostra il fatto che anche i sindacati hanno ormai mollato il segretario del
Pd: "Ci aspettiamo contenuti nuovi che vadano a modificare l'offerta Air
France Klm ? sottolinea il segretario nazionale della Filt Cgil, Mauro Rossi -
altrimenti l'appuntamento di martedì è inutile". Intanto Berlusconi gode,
perché ha spostato la campagna elettorale sul terreno sfavorevole per Veltroni,
sulle sabbie mobili preparate appositamente da Prodi. Ed è chiaro che, dopo gli
ultimi avvenimenti, la campagna del nord est del segretario del Pd è diventata
una vera e propria Caporetto. Con tutte queste turbolenze, dunque, è scontato
che il volo "PD74Walter" non arriverà mai a destinazione.
Fortunatamente, però, non sarà un disastro. Si salveranno tutti, nonostante il
terrificante impatto previsto per il prossimo 14 aprile. I superstiti, con il
capitano Walter in testa, troveranno confortevole rifugio su un'isola deserta.
Tranquilli, però, è lo stesso arcipelago di Lost: siamo giunti alla quinta
serie e nessuno ancora li ha trovati.
( da "Opinione, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 25 Mar
2008 Edizione 58 del 22-03-2008 Sondaggi&Dintorni Se gli elettori sono per
il fallimento... La maggioranza dei cittadini, di destra o sinistra, pensa che Alitalia debba essere liquidata, per far subentrare chi ha la forza di
far funzionare le cose di Galùp Questa settimana abbiamo finalmente avuto il
primo tema vero di scontro della campagna elettorale fra il partito di
Berlusconi e quello di Veltroni: la vendita dell'Alitalia al
maggior gruppo aereo del mondo, il colosso franco-olandese Air
France-Klm. Abbiamo perciò chiesto ad un campione selezionato di elettori,
rappresentativo dell'universo che si recherà a votare i prossimi 13 e 14
aprile, quale fosse la loro opinione: sì alla vendita, posizione del Partito
Democratico di Prodi; sì alla vendita ma ad una eventuale cordata italiana,
posizione del PDL di Berlusconi; nì e speriamo in bene dopo il risultato
elettorale, la posizione del Partito Democratico del solo Veltroni. Prima di
dare conto dei risultati della nostra ricerca occorre, tuttavia, tenere
presente un fatto: il livello di antipatia (ho già avuto modo di scrivere in
argomento dopo una jam session con gli amici carissimi e Maestri Venerabili di
Omaha, Nebraska) di un personaggio politico o di una posizione politica
riferita ad un partito, come il livello di simpatia, è entrato dal primo
gennaio fra i nuovi epifenomeni della demoscopia politica. E quindi non si può
più prescindere da siffatta antinomia, pena la perdita di ogni capacità di
indagine della OP, ossia Opinione Pubblica. In effetti noi sondaggisti e
rilevatori siamo un po' indagatori dell'occulto, e non ce ne vogliano i tifosi
di Dylan Dog: dell'occulto perché andiamo, in profondità, a cercare di capire
cosa c'è sotto: ovvero guardiamo sotto. Sull'Alitalia
abbiamo così scoperto che per l'antipatia che anni e anni di vessazioni verso i
passeggeri consumatori non c'è distinzione fra chi voterà a destra e chi a
sinistra: la maggioranza del campione è per il fallimento della cosiddetta
compagnia di bandiera e la sostituzione con un ventaglio di altre compagnie
aeree, italiane od estere non importa, che siano in grado di offrire un
servizio low cost e high costumer satisfaction alla clientela. In effetti il
prezzo di un biglietto Milano-Roma-Milano con Alitalia
ha dell'incredibile: si arriva a sfiorare i 600 euro, cifra con la quale tutti
i partecipanti al nostro sondaggio hanno acquistato biglietti aerei per le più
diverse destinazioni intercontinentali. Insomma, a essere bravi nella ricerca
dei biglietti, con qualche centinaio di euro in più si fa il giro dell'America
e si torna in patria. Visto che gli italiani pendono per il fallimento, ovvero
la cancellazione dell'Alitalia, suggeriremmo ai due
principali competitor di queste elezioni di lasciar perdere questa vicenda e di
tornare a concentrarsi sulle solite cose da fare, senza voli pindarici che
rischiano di far fare rovinose cadute.
( da "Opinione, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 25 Mar
2008 Edizione 58 del 22-03-2008 Veltroni nei guai La vendetta di Prodi di
Arturo Diaconale Walter Veltroni ha fatto la fine del pifferi di montagna che
andarono per suonare e vennero suonati. Il segretario del Pd ha impostato tutta
la sua campagna elettorale sul tentativo di cancellare dalla testa degli
italiani il ricordo nefasto del governo Prodi e sulla speranza di recuperare il
voto delle regioni settentrionali. E, in un colpo solo, l'esplosione
del caso Alitalia non solo ha riportato al centro della scena politica Prodi ed il
suo governo ma ha completamente vanificato l'azione di recupero del Nord
compiuta con tanta fatica nelle ultime settimane. Per salvare almeno in parte
il lavoro svolto Veltroni dovrebbe armarsi di coraggio e rompere clamorosamente
con il Presidente del Consiglio ed il Ministro dell'Economia Tommaso
Padoa Schioppa invitandoli a compiere ogni sforzo per evitare di trasformare
l"operazione Alitalia" in una "
svendita-regalo" ad Air France. Ma il segretario del Pd non ha un tale
coraggio. Ed anche se lo avesse non potrebbe utilizzarlo visto che un atto del
genere assumerebbe il significato di una rottura clamorosa nei confronti del
governo in carica. E, quindi, di una parte consistente dello stesso Partito
Democratico. Veltroni, quindi, è costretto a subire passivamente il rientro in
campo del Presidente del Consiglio. E, quel che è peggio, non può fare a meno
di compiere una difesa d'ufficio del comportamento di Palazzo Chigi sposando la
tesi di Prodi e di Padoa Schioppa secondo cui vendere Alitalia
alle condizioni-capestro di Air France è l'unica strada percorribile.
Naturalmente il segretario del Pd sa bene che attestarsi su questa linea
significa spingere il Presidente di Air France Spinetta a raddoppiare i diktat
e a pretendere condizioni sempre più jugulatorie per Alitalia
e per lo stato italiano. E, soprattutto, sa ancora meglio che favorire la
svendita-lampo decisa da Prodi non serve solo ad alienare definitivamente le
simpatie dei ceti produttivi del Nord, ma rischia di aprire un solco
incolmabile tra il Partito Democratico ed una larga parte del proprio
tradizionale elettorato. In particolare quello inquadrato nelle tre grandi
confederazioni sindacali. Molti osservatori, a questo proposito, tacciono o,
peggio, avallano la tesi che nel caso Alitalia si stia
riproducendo il solito braccio di ferro tra Prodi da un lato e Berlusconi
dall'altro. Ma la partita non è così semplice. Perché in questa vicenda giocano
un ruolo importante anche Cgil, Cisl e Uil. Ed Epifani, Bonanni ed Angeletti
non stanno dalla parte della svendita senza condizioni ma si trovano a
condividere le stesse perplessità del Cavaliere ed a sperare che evitando di
chiudere l'operazione nei tempi immediati chiesti dai francesi sia possibile o
spuntare condizioni migliori da Air France o trovare una soluzione diversa più
coincidente con gli interessi del "sistema-paese". Per non strappare
al suo interno il Pd, in sostanza, Veltroni rischia di rompere con i sindacati.
In un caso o nell'altro, comunque, si trova costretto a prendere atto che la
speranza di recupero è svanita e che la corsa verso una sconfitta amara è
praticamente ineluttabile. Tutto questo grazie a Romano Prodi. Che come prezzo
per la sua decisione di abbandonare le vita politica non esita a pretendere la
pelle del Partito Democratico ed il futuro del suo attuale segretario. Una
vendetta decisamente salata!.
( da "Avanti!" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Concedere spazio
alla retorica della "italianità" equivale a creare corridoi
preferenziali a quell'altra retorichetta da strapazzo che viene solitamente
indicata col termine usurato e non meglio contestualizzato (il contesto,
signori, questo fa la differenza) di "liberismo" (e lasciamo perdere quell'altro capitoletto squallido delle
cosiddette "privatizzazioni"): l'Alitalia merita
qualcosa di più. Non è una querelle da giocare sul terreno dei veti incrociati
e neppure rivendicando chissà quale verginità politica. Il dado è tratto e la
mano francese che crede di averlo tirato sta giocando sporco. Vengo al punto.
Il ministro Bianchi ha osato affermare a RaiNews24, ospite di Corradino Mineo,
in quello spazio chiamato "Caffè" (erano passate da poco le 7 del
mattino, a quell'ora si può anche spararle grosse e spifferare sentenze
criminogene, si sa?), testualmente: nessuno ci vieta di riaprire la partita
rilanciando il competitor precedente alla scelta di AirFrance da parte del
governo, vale a dire AirOne. Mi spiego? Allora come si fa a negare l'evidenza
sancita prima da Tremonti e ribadita da Berlusconi: trattasi di dilettanti allo
sbaraglio. "Teste d'uovo", a cominciare da Padoa Schioppa, le quali
finora, pur di portare avanti la trattativa e mostrare segnali di ripresa sul
versante dell'asset strategico del trasporto aereo in crisi decennale, hanno
prima indetto un'asta che definire "opaca", come ha fatto Berlusconi,
è un esercizio di eleganza, senza valutare naturalmente le possibili soluzioni
interne (AirOne è stato uno specchietto per le allodole), poi, dopo cinque
mesi, si sono trovati i luogotenenti di Napoleone in casa, con un piano al
ribasso, quasi insolente e soprattutto in cui non ci sarà mai più spazio per un
rientro italiano (niente più cargo, nessuna partecipazione alla nuova fusione:
cioè, colonizzazione pura e semplice). Allora, qui l'italianità non c'entra
niente, c'entra invece, e parecchio, un altro dato che in Italia è stato
trattato da pochissimi, fra questi Geronimo, alias Paolo Cirino Pomicino. Ne ha
parlato, con competenza autenticamente provata sul campo, Lorenzo Necci.
Dopodichè anche questo importante personaggio della sfera pubblica, che aveva
in testa una visione d'insieme degli assetti strategici imprescindibili per un
Paese moderno come il nostro, è morto in circostanze a dir poco misteriose e
pochi altri hanno messo mano alle gigantesche questioni in gioco. Alitalia è l'ultimo avamposto del pubblico che, seppur
massacrato, resta ancora oggetto di formidabili appetiti e Spinetta, delorsiano
di buona scuola Ena, ha seriamente valutato l'occasione in funzione alla
debolezza della nostra politica. Questo è il contesto nel quale si sta giocando
questa importante partita. Ad esempio: se Prodi sta valutando seriamente il
prestito-ponte, tenendo presente che il piano di sopravvivenza di Alitalia ha liquidità per tutto il 2008 (dunque, non si
fallisce dopo Pasqua, spettro che i liberisti ideologici agitano per far
vincere il mercato, così che si giunge ancora al paradosso del tal marito che,
per far dispetto alla moglie, si evirò), entra in campo la variabile consueta:
si tratta di aiuti di Stato? Se sono aiuti di Stato, l'Europa si riscoprirà
liberista di colpo, perché non si tratta degli agricoltori francesi, che
beccano soldi a palate. Allora, perché il governo non ha fatto prima questa
valutazione insieme alla Ue? Non avevamo forse un premier già presidente della
Commissione europea? Ancora: agitare lo spettro dell'affaire Malpensa e della
Sea oggi, anzi ora, significa aver prima sottovalutato le richieste del Nord, a
cominciare da Formigoni. È politicamente accettabile un simile comportamento?
Si trattava di un hub inutile, troppo dispendioso, di marca politica? Bene, e
perché dobbiamo oggi ridiscutere tutto questo senza aver prima concertato un
bel tavolo con i soggetti politici ed economici del Nord coinvolti? Un governo
che ha straparlato di concertazione che non ha mai, dico mai, concertato su
questo punto, mi sembra un governo ostaggio di presunzioni ideologiche. Nel
2005 Alitalia è stata ricapitalizzata dal governo
Berlusconi, dopo è subentrato il governo Prodi e le teste d'uovo alla Padoa
Schioppa, che oggi parlano di commissariamento, come se loro non avessero
responsabilità politiche e si trattasse di una mera questione tecnica. Cos'ha
fatto il governo Prodi? Niente. Zero assoluto. Ha subito prima il ricatto dei
sindacati, poi se l'è presa con Malpensa, quindi ha polemizzato con Formigoni e
la ragionevolissima proposta di due o anche tre anni di moratoria per Malpensa,
infine ha calato le braghe di fronte a Spinetta che appare oggi nelle vesti del
risanatore pro domo sua, cioè del colonizzatore con i soldi degli altri, cioè i
nostri soldi. Questa operazione non è semplicemente un'operazione di mercato è
la continuazione logica dello smantellamento sistematico di tutto ciò che è
pubblico in Italia, senza produrre ricapitalizzazioni accompagnate da decenti
piani industriali, dunque dichiarando al resto d'Europa che l'Italia è terra di
conquista. Dopo arrivano gli intelligentoni del free market e fanno come i
marxisti con il crollo del capitalismo, per questi ultimi erano le
contraddizioni del sistema capitalistico a produrre il tonfo finale, per i
primi sono le contraddizioni del sistema politico a far svaccare tutto. Questa
è l'Italia dei nuovi padroni delle ferriere e del cosiddetto nuovo pensiero
economico. Così Necci descriveva il problema di fondo del sistema-Paese:
"Il problema centrale è che il sistema Italia è sempre meno competitivo
nelle sue infrastrutture e i suoi servizi sono sempre più lontani dall'Europa.
Vogliamo davvero essere protagonisti dell'Europa oppure dobbiamo solo fare i
sarti e i cuochi degli europei? L'importante è decidere e dirlo, poi bisogna
agire di conseguenza. Io ho il massimo rispetto per la moda e la cucina, ma non
mi illudo che senza ricerca, innovazione, infrastruttura il sistema Italia
possa avere un futuro" ("L'Italia svenduta", intervista di
Lorenzo Necci a cura di Gianluigi Da Rold, Bietti, Milano, 2002). Evidentemente
a qualcuno, in combutta con le centrali bancarie e finanziarie di riferimento
(vedi Goldman Sachs), piace mangiare piatti italiani anche a Londra, dopo aver
svenduto i gioielli di famiglia ai nuovi padroni. Che, come si fa con i servi
sciocchi, alla fine del pranzo pagherà il conto. Non in dollari. Ma in euro. Il
taxi per arrivare alla più vicina linea AirFrance è incluso nella trasferta.
Uno strisciante colpo di Stato?.
( da "Opinione, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 25 Mar
2008 Edizione 58 del 22-03-2008 Berlusconi in vetta, vola
con Alitalia di Lucilla Bicocchi Ore decisive per Alitalia. La
vicenda continua a restare al centro del dibattito politico, mentre dal leader
del PdL arriva una nuova proposta che gli vale la vetta della classifica del
parlato Tv. In 10 minuti e 31 secondi il Cavaliere lancia la sua proposta.
"Rinunciare alla compagnia di bandiera sarebbe un grave errore" -
dice nel corso dell'assemblea di Confcooperative - "serve una cordata di
imprenditori italiani che abbiano un briciolo di orgoglio e di capacità di
vedere il futuro. Il Governo deve prestarsi a un prestito ponte". Ma il
trend dei giorni scorsi non cambia. I due leader di PdL e Pd si alternano sulla
cima della top ten. Giovedì è il turno di Veltroni sedersi al secondo posto del
podio con 8 minuti e 41 secondi. Tanti i temi su cui discutere nel corso della tappa
ad Asti, ma anche un'occasione per riprendere le parole del capo dello Stato
sui compiti della politica; abbattere il clima di qualunquismo che sta segnando
il rapporto tra cittadini e istituzioni. Parla del programma Veltroni,
ribadendo che la lotta al precariato, spina nel fianco del Paese, resta in cima
alle priorità del Pd. Medaglia di bronzo per la voce istituzionale del
presidente Napolitano. Dal Cile, dov'è in visita ufficiale, il capo dello Stato
Usa toni severi sui rischi dell'antipolitica, incoraggiando a capire quali
siano le ragioni del disincanto dilagante della gente. Se l'ospite di turno al
TgLa7, Roberto Fiore di Forza Nuova, conquista la quarta posizione commentando
il panorama politico del Paese, nelle scalette dei Tg s'impone ancora la questione
Alitalia. All'orizzonte c'è l'incubo esuberi con il il
futuro dei lavoratori a rischio, mentre l'accordo con Air France scatena le ire
dei sindacati. Un pilota su 4 dovrebbe andare a casa. Secondo il presidente
dell'Unione piloti, favorevole all'ipotesi di una cordata italiana, il problema
di Alitalia va inquadrato in un'altra prospettiva che
riguarda una nazione che vive soprattutto di turismo. La crisi dell'economia e
dei salari trova spazio anche al Tg4 delle 19. Emilio Fede chiama Carlo
Rossella a dire la sua sulla situazione italiana. Il presidente di Medusa
guadagna la sesta postazione dicendo che gli stipendi in Italia sono bloccati
da tempo e che la classe borghese dovrebbe cominciare a tirare la cinghia. Ma
sono sempre le sorti della compagnia di bandiera a scatenare reazioni a catena.
Ci sono anche Casini e Fini nella top ten del 20 marzo. Se il leader centrista
ritiene la proposta di Berlusconi una trovata pubblicitaria, Fini ricorda che
l'offerta di Air France è stata bocciata anche dai sindacati. Dal dibattito
politico al Vaticano. Spazio nel ranking anche a Benedetto XVI che durante la
messa in san Pietro invita i sacerdoti a stare in guardia davanti al male.
( da "Voce d'Italia, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia "Spero
si giunga ad un accordo finale" dichiara Veltroni Aitalia: oggi incontro
tra sindacati e Air France Angeletti:"non chiederemo cose assurde"
Roma, 25 mar- Si terrà oggi l' incontro tra sindacati italiani e rappresentanti
di Air France a Roma, tra cui anche il Presidente della compagnia francese Jean
Cyril Spinetta, che ha subito fatto sapere di essere pronto a trattare ad
oltranza per giungere ad un accordo definitivo, anche oltre il 31 marzo. E come
prevedibile, giungono immediatamente i primi commenti ma sopratutto le prime
raccomandazioni dal mondo politico per l'attesissimo incontro. L'uscente
ministro del Lavoro Cesare Damiano nell'intervista al quotidiano La Repubblica
ha infatti richiesto formalmente ai rappresentanti dei sindacati nazionali,
CGIL CISL e UIL, di essere disponibili e responsabili nella trattativa. Non
mancano nemmeno le raccomandazioni del leader candidato del Partito Democratico
Walter Veltroni, che raccomanda al Governo di trovare una posizione unitaria, e
che vengano valutate con obiettività le varie proposte. "E' necessario
porre la vicenda al di fuori delle fibrillazioni elettorali" rimprovera Veltroni
durante la conferenza stampa di oggi, nella quale afferma che si deve
necessariamente prendere in considerazione ciò che è meglio per la compagnia,
nella quale confluiscono sia interessi nazionali di mercato e macroeconomici,
ma anche quelli individuali di tantissime persone che lavorano e devono essere
necessariamente tutelate dallo Stato. Il Segretario generale della Uil, Luigi
Angeletti, dichiara di essere perfettamente consapevole della delicatissima
trattativa e per questo, durante l'intervista di questa mattina su Canale 5,
assicura che non verranno richieste cose assurde. "Chiederemo cose molto
semplici: perimetro aziendale, rotte e Malpensa" dichiara Angeletti,
affermando che è ovviamente necessario accordarsi insieme su questi punti più
delicati sia per venire incontro alle esigenze dello scalo milanese che di
tutti i dipendenti dell'azienda. Lo scontro tra Governo uscente e Sindacati
tuttavia non si placa. Le ultime dichiarazioni del Premier Romano Prodi infatti
propspettano un clima tuttaltro che disteso: "Avete già fatto fuggire
Lufthansa". Dichiarazioni che fanno ovvio riferimento
ai Sindacati che sembrano da sempre sfavorevoli alla trattativa instaurata dal
Governo con i cugini francesi. Nel pomeriggio sapremo l'esito dell'incontro,
intanto il titolo Alitalia non riesce ad aprire a Piazza Affari per eccesso di rialzo, con
un teorico 87,92% poi ridimensionato a 38,7%. Marco Grisafi.
( da "Voce d'Italia, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia "Spero
si giunga ad un accordo finale" dichiara Veltroni Aitalia: oggi incontro
tra sindacati e Air France Angeletti:"non chiederemo cose assurde"
Roma, 25 mar- Si terrà oggi l' incontro tra sindacati italiani e rappresentanti
di Air France a Roma, tra cui anche il Presidente della compagnia francese Jean
Cyril Spinetta, che ha subito fatto sapere di essere pronto a trattare ad
oltranza per giungere ad un accordo definitivo, anche oltre il 31 marzo. E come
prevedibile, giungono immediatamente i primi commenti ma sopratutto le prime
raccomandazioni dal mondo politico per l'attesissimo incontro. L'uscente
ministro del Lavoro Cesare Damiano nell'intervista al quotidiano La Repubblica
ha infatti richiesto formalmente ai rappresentanti dei sindacati nazionali,
CGIL CISL e UIL, di essere disponibili e responsabili nella trattativa. Non
mancano nemmeno le raccomandazioni del leader candidato del Partito Democratico
Walter Veltroni, che raccomanda al Governo di trovare una posizione unitaria, e
che vengano valutate con obiettività le varie proposte. "E' necessario
porre la vicenda al di fuori delle fibrillazioni elettorali" rimprovera
Veltroni durante la conferenza stampa di oggi, nella quale afferma che si deve
necessariamente prendere in considerazione ciò che è meglio per la compagnia,
nella quale confluiscono sia interessi nazionali di mercato e macroeconomici,
ma anche quelli individuali di tantissime persone che lavorano e devono essere
necessariamente tutelate dallo Stato. Il Segretario generale della Uil, Luigi
Angeletti, dichiara di essere perfettamente consapevole della delicatissima
trattativa e per questo, durante l'intervista di questa mattina su Canale 5,
assicura che non verranno richieste cose assurde. "Chiederemo cose molto
semplici: perimetro aziendale, rotte e Malpensa" dichiara Angeletti,
affermando che è ovviamente necessario accordarsi insieme su questi punti più
delicati sia per venire incontro alle esigenze dello scalo milanese che di
tutti i dipendenti dell'azienda. Lo scontro tra Governo uscente e Sindacati
tuttavia non si placa. Le ultime dichiarazioni del Premier Romano Prodi infatti
propspettano un clima tuttaltro che disteso: "Avete già fatto fuggire
Lufthansa". Dichiarazioni che fanno ovvio riferimento
ai Sindacati che sembrano da sempre sfavorevoli alla trattativa instaurata dal
Governo con i cugini francesi. Nel pomeriggio sapremo l'esito dell'incontro,
intanto il titolo Alitalia non riesce ad aprire a Piazza Affari per eccesso di rialzo, con
un teorico 87,92% poi ridimensionato a 38,7%. Marco Grisafi.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Air France rinvia
l'ultimatum ALESSIO FANUZZI Riflettori puntati su Parigi e su Colonia. E su
Roma. Perché, archiviate le festività pasquali, oggi siederanno allo stesso
tavolo Air France e i sindacati per l'ultima puntata del muro contro muro che
dovrà decidere le sorti di Alitalia. In
attesa di novità dalla Germania, dove Lufthansa resta alla finestra pronta a
rientrare nella partita. Dopo la rottura della settimana scorsa, però, dal
quartier generale di Air France arrivano segnali di apertura. Jean-Cyril
Spinetta, presidente della compagnia francese incaricato di convincere le nove
sigle dei lavoratori della bontà del suo progetto, è sbarcato ieri sera
a Roma pronto a trattare. Abbandonati i toni perentori che lo avevano portato a
parlare di "margini praticamente inesistenti", il manager corso
smusserà molti angoli nel tentativo di strappare il sì tanto auspicato. In
primis, quello relativo alla dead line del 31 marzo. "Air France punta
all'accordo e tratterà a oltranza anche oltre la fine del mese", fanno
sapere da Parigi anticipando che questo pomeriggio Spinetta presenterà ai
sindacati un documento di trenta pagine con novità sostanziali su alcuni nodi
chiave. Come gli esuberi dei piloti del settore cargo: una parte - spiegano
dall'aeroporto di Roissy - potrebbe essere riassorbita in Air France riducendo,
così, le fuoriuscite. Moratoria in arrivo anche per Az service: come annunciato
nella conferenza stampa all'hotel Bernini Bristol, Spinetta proporrà ai
sindacati il rinnovo del contratto con Az service per otto anni (quattro più
quattro) procrastinandone la dismissione. Non solo Parigi, comunque. Nel giorno
decisivo per il futuro di Alitalia, infatti, i
riflettori sono puntati anche su Lufthansa, la compagnia tedesca che già sei
mesi fa aveva manifestato il suo interesse per il vettore della Magliana. I
rumors su un possibile ritorno di fiamma della società guidata da Wolfgang
Mayrhuber, infatti, si rincorrono. E rimbalzano dall'Italia alla Germania con
sempre più insistenza tanto da costringere una portavoce Lufthansa a frenare
voci e indiscrezioni: "La nostra posizione è chiara - spiega - e l'abbiamo
espressa a settembre. Da allora la situazione non è cambiata". Come dire,
il dossier Alitalia fa ancora bella mostra sul tavolo
ma è troppo presto per parlare di una nuova offerta. "L'Italia resta un
mercato interessante e stiamo seguendo tutti gli sviluppi della trattativa -
chiosa la portavoce - ma la situazione non è cambiata e i rumors su un'eventuale
proposta Lufthansa sono solo speculazioni". Nessuna offerta all'orizzonte,
dunque. Almeno per ora. Almeno fino a quando Spinetta non alzerà bandiera
bianca annunciando il ritiro di Air France. Solo allora la compagnia di Colonia
potrebbe tornare a manifestare concretamente il suo interesse, magari vincendo
le resistenze dei sindacati tedeschi che - secondo il sottosegretario alla
presidenza del Consiglio Enrico Micheli - dopo un colloquio con i sindacati
italiani convinsero il management a desistere. Già sei mesi fa, del resto, i
vertici di Lufthansa avevano incontrato l'ad Alitalia
Maurizio Prato per illustrare i punti cardini dell'offerta tedesca. Concentrata
sul potenziamento di Malpensa come hub per i voli intercontinentali e
sull'apertura di Fiumicino al flusso turistico con una rete di destinazioni
verso Africa del Sud, Medio Oriente e Nord Europa. Ancora, il piano elaborato
da Mayrhuber prevedeva anche la riduzione della flotta Alitalia
di cinquanta aerei con eliminazione di dieci Atr 72, di cinque Boeing 767 e
degli Md80 più vecchi. Soprattutto, ed è questo il capitolo che piaceva di più
al fronte del Nord, la compagnia tedesca prometteva un potenziamento dei
collegamenti tra gli scali padani (Torino, Bologna, Venezia) e gli altri hub
del gruppo (Francoforte, Monaco e Zurigo) così da creare un quadrilatero del
Nord capace di reggere il confronto con Air France. Facile, a questo punto,
intuire come oggi, con Spinetta che minaccia di ridimensionare l'impegno Alitalia su Malpensa, Lega e imprenditori del Nord sperino
in un rilancio di Lufthansa. "Abbiamo mezzi adeguati per possibili
acquisizioni", ha ripetuto pochi gorni fa Mayrhuber. Ma difficilmente
Colonia scenderà in pista prima del ritiro di Parigi.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Sballottata di qua e
di là, Alitalia è più vicina alla bancarotta dopo che Berlusconi ha detto che,
se vincerà le elezioni, bloccherà l'acquisto della compagnia da parte di Air
France. Lo scrive il Financial Times analizzando la situazione della compagnia
di bandiera. Un altro quotidiano britannico, il Times di Londra, ironizza sulla
proposta del Cavaliere: "Un ricco e potente cavaliere bianco è
apparso all'orizzonte per salvare la compagnia: chi altri se non Berlusconi,
già due volte premier e, secondo i sondaggi, probabile vincitore delle prossime
elezioni?". Dell'affare Alitalia si occupano
anche il New York Times (che pubblica un articolo ripreso dall'agenzia Reuters)
e il Guardian, che scrive che, mentre da un lato "Berlusconi ha detto di
non avercela con la Francia", dall'altro "in un appello di sapore
nazionalistico afferma che gli imprenditori italiani non possono essere
colonizzati".
( da "Quotidiano.net" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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Annunci legali IL NODO ALITALIA AirFrance pronta a trattare a oltranza E il
titolo vola in borsa, poi viene sospeso Oggi riprende la trattativa tra
Spinetta e i sindacati: i francesi pronti ad andare avanti fino ai primi di
aprile. Sul tavolo una riduzione degli esuberi dei piloti. Damiano: "Un
accordo serve" Commenta Roma, 25 marzo 2008 - Possibile riduzione degli
esuberi tra i piloti del cargo e novità per Atitech. Queste alcune delle
modifiche che i franco-olandesi metteranno sul tavolo della trattativa che
riprende oggi alle 14 tra il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta
e le nove sigle sindacali. Una trattativa che i francesi riprendono con la
volontà di portare a casa l'accordo ed è per questo che sono pronti ad andare
avanti senza sosta fino al 31 marzo (data limite indicata nei giorni scorsi).
Al massimo entro i primi di aprile, ci tengono a sottolineare fonti vicine alla
compagnia francese, per definire gli ultimi dettagli della trattativa. Dalle pagine
de Il Sole 24 ore, il presidente della Consob Lamberto Cardia invita a maggiore
senso di "responsabilità". L'obiettivo della Consob è di
"assicurare parità di informazione a tutti gli operatori. E in questi
giorni si rischia di violare questo principio". IL NODO ESUBERI Per quanto
riguarda il cargo, da giorni si parla della ipotesi di una riduzione del numero
degli esuberi dei piloti come punto di contatto tra le parti. L'offerta
vincolante dei franco-olandesi prevedeva la messa a terra della divisione merci
entro il
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
"Pdl in testa
anche al Senato Ma sarà decisiva l'affluenza" Ghisleri, sondaggista di
Berlusconi, nel 2006 azzeccò tutto di ANTONELLA COPPARI ? ROMA ? C'È UN FILO
rosso che unisce i sondaggi diffusi dai vari istituti di ricerca: l'ampio
vantaggio del Pdl. Se alla Camera non c'è discussione, anche al Senato
"per ora è escluso il pareggio di seggi". Di certo,
l'antiberlusconismo preconcetto alla Di Pietro, non paga. Ma la partita non è
chiusa, ci sono gli indecisi ? non fra un partito e l'altro bensì
sull'opportunità di andare a votare ? che sono "un 25-30%" e
potrebbero ribaltare il risultato. Comincia il countdown elettorale e
Alessandra Ghisleri, direttore di Euromedia Research, forse più nota al grande
pubblico come la sondaggista di Berlusconi, colei che nel 2006 andò più vicino
di tutti al risultato finale, fa il punto della situazione. Secondo Swg il
Cavaliere ha cinque punti di vantaggio su Veltroni. Per Crespi il vantaggio è
di 7,5 punti, mentre la Demoskopea parla di 9 punti: a chi bisogna credere?
"Ci possono essere anomalie, c'è chi dà un seggio alla destra e chi no, ma
mettendo i vari sondaggi in fila l'uno accanto all'altro, ci si accorge che ?
siano 5 o fra i 7 e i 9 come risultava dalla nostra ultima rilevazione ? c'è
sempre un notevole numero percentuale di elettori in più a favore del Pdl
rispetto al Pd". I numeri sono un'opinione per i sondaggisti?
"Capisco che le oscillazioni colpiscano ma sul risultato finale incide
pure il numero di chi andrà a votare. E c'è un 25-30% di persone che ancora non
ha deciso se recarsi alle urne: non si tratta di gente che non sa per chi
votare, ma di gente che non sa se ha ancora un senso andare a votare. E sono
soprattutto donne". Quanto possono influire? "Gli indecisi potrebbero
cambiare le sorti delle elezioni: nel 2006 il raggiungimento della soglia
dell'82% di votanti avrebbe portato la Cdl in testa. In questo momento, la
soglia è intorno al 79-81: si tratta, per la maggior parte, di persone
orientate verso il centrodestra, il centro del Pdl. A ruota, segue il Pd. Detto
questo, bisogna tener presente che saranno importanti le dichiarazioni che si
faranno nei prossimi giorni: quelle di Di Pietro, per dire, spingono gli
elettori ad essere più conservatori". Cioè? Favoriscono Berlusconi?
"Quando si attacca qualcuno, bisogna essere in grado di non farlo apparire
come una vittima, altrimenti raccoglie il favore della gente. E' un fattore che
influisce al pari della territorialità, della difesa di un patrimonio
italiano...". Si riferisce al caso Alitalia?
Quanti voti sposta la scelta del Cavaliere di difenderne l'italialanità?
"Lo rileveremo domani e i risultati saranno noti entro venerdì, ultima
data utile per la pubblicazione dei sondaggi. E' chiaro, però, che la difesa di
un patrimonio del Paese sia vista con simpatia. In quest'ottica, diventerà
importante il caso della mozzarella campana, messa al bando dalla Corea del
Sud. La difesa dei prodotti o la difesa del territorio si lega sempre al voto".
In Campania il caso rifiuti penalizzerà il centrosinistra? "Non c'è un
divario enorme ma il centrodestra supera il centrosinistra". Quali sono le
regioni in bilico? "Liguria, Calabria, Marche e Sardegna sono regioni in
cui è difficile collocare il vincitore del premio di maggioranza al Senato
perchè in ballo, oltre al Pdl e al Pd, ci sono altri partiti". Ha dunque
un senso l'appello al voto utile? "Sicuramente ha un senso per Pdl e Pd.
Fossi in Storace o Casini, però, mi arrabbierei". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
25-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia, l'ira di Prodi Francesi più
morbidi: "Trattiamo a oltranza" Il premier ai sindacati: "Hanno
fatto fuggire Lufthansa" di NUCCIO NATOLI ? ROMA ? UNO SPIRAGLIO per Alitalia. "Pronti
a trattare anche a oltranza", fa sapere da Parigi l'amministratore di Air
France Jean Cyril Spinetta. "Finora ci era stato detto solo 'prendere o
lasciare'. Anche noi vogliamo trattare", l'immediata replica dei
sindacati. Di fatto, cade il termine del 31 marzo che il Governo Prodi e
Padoa-Schioppa avevano indicato come lo spartiacque tra vendita ad Air
France-Klm e fallimento di Alitalia. E' un piccolo
segnale positivo. Oggi pomeriggio Spinetta incontrerà i sindacati e potrebbe
aprirsi una trattativa vera. Che qualche cosa si stesse muovendo lo aveva fatto
intuire il presidente Romano Prodi con un'intervista in Tv. Il tutto anche se
Di Pietro ha detto chiaro e tondo che Prodi non ha nascosto di preferire la
soluzione francese con una provocazione verso Berlusconi: "La cordata
italiana va bene. Se c'è, si faccia avanti. Ma finora non si è visto nulla di
serio". Poi si è rivolto ai sindacati "Serve un grande senso di
responsabilità del sindacato. Bisogna pensare al futuro Alitalia
con molta coscienza". Quindi ha sottolineato che per risolvere tutti i
problemi di Alitalia non è sufficiente che si presenti
un compratore qualsiasi, perché "non è solo un problema di soldi, ma ci
voglio anche grandi capacità manageriali e conoscenza del settore".
Difficile non vederci l'identikit di Spinetta. Infine, Prodi, ha indirettamente
accusato il sindacato di avere fatto fallire in passato un'altra opportunità:
"Quando si fece avanti Lufthansa vi fu un incontro con i sindacati
italiani. Dopo l'incontro i tedeschi hanno rinunciato a presentare una loro
offerta". A questo punto l'unico aspetto davvero certo è che in mancanza
di accordo con i sindacati, Spinetta e Air France-Klm getteranno la spugna.
Secondo alcune indiscrezioni è probabile che Air France si presenti al faccia a
faccia con i sindacati facendo capire di essere disponibile a qualche
correzione del piano industriale, soprattutto sul taglio drastico del settore
cargo da Malpensa, sia su quello nel settore della manutenzione svolto dalla
società Atitech di Napoli e su Az per cui la moratoria potrebbe essere di 8
anni. Questo determinerebbe una riduzione degli esuberi di personale finora
fissati da Spinetta in 2.100. La posizione di partenza dei sindacati è che non
devono esserci esuberi. I sindacati dopo le proteste per la scelta del governo
a favore di Air France aspettano a piè fermo l'incontro. Il segretario della
Cisl, Bonanni, dopo aver polemizzato ricordando che "Lufthansa non avrebbe
abbandonato Malpensa" è stato conciliante: "Prodi ora ci aiuti a fare
capire a Spinetta che il loro piano è modificabile". Anche Uil e Cgil
puntano sulla "disponibilità di Air France a cambiare il piano".
L'EVOLUZIONE della situazione sembra dare al ragione al ministro dei trasporti,
Bianchi, che ha contrastato la tesi Padoa-Schioppa che non c'è alternativa tra
vendita immediata e fallimento di Alitalia: "Non
è vero che il governo vuole svendere la compagnia di bandiera, ma i sindacati
devono avere un tempo congruo per trattare". Le divisioni all'interno del
Governo alimentano le accuse del centrodestro che anche ieri non sono mancate.
Cicchitto (Pdl) ha definito "infame operazione" il comportamento del
Governo su Alitalia e ha chiesto che
"Padoa-Schioppa e Bianchi vengano in Parlamento a spiegare la
situazione". Ancora più drastica la Lega con Maroni: "Il governo è
solo impegnato a fare fallire l'Alitalia". Oggi
la parola passa a Spinetta e ai sindacati. - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
25-03-2008)
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GRANDI MANOVRE IL
MANAGER BRUNO ERMOLLI STA LAVORANDO PER METTERE INSIEME I CAPITALI. TOTO PRONTO
A ENTRARE Cordata italiana in stand-by aspettando il sì all'Expo 2015 ? MILANO
? UNA CORDATA di imprenditori italiani per salvare Alitalia
dal fallimento e, soprattutto, sottrarre la compagnia di bandiera al piano di
acquisto presentato da Air France-Klm. È a questa prospettiva, che ha i tempi
contati, che si aggrappa il cosiddetto 'fronte del Nord', che punta a salvare
lo scalo di Malpensa come hub. A dare un'accelerata a questo sforzo richiesto
all'imprenditoria italiana sono state le dichiarazioni del candidato premier
del Pdl, Silvio Berlusconi. Ma ufficialmente impegni al momento non ci sono.
Anche perché i tempi sono stretti, viste le scadenze poste da Air France-Klm e vista la disastrosa situazione finanziaria in cui versano
le casse di Alitalia. Il 31 marzo, ovvero lunedì prossimo, è la data che al momento
mette tutti d'accordo. Entro lunedì potrebbero essere messe le carte in tavola.
Parigi ha chiesto al Governo la disponibilità a dare un prestito-ponte ad Alitalia per consentire l'acquisizione. Ed è con quella garanzia,
olter all'apertura di una nuova due diligence sui conti del vettore tricolore,
che la cordata di imprenditori italiani auspicata dal Cavaliere potrebbe
entrare in gioco. Anche perché ? altro fattore importante ? il 31 marzo si
saprà se Milano avrà ottenuto l'Expo 2015, il vero grande business legato al
rilancio dell'aeroporto intercontinentale di Malpensa. Bruno Ermolli (a
sinistra nella foto Prisma) senior advisor dell'investment banking Jp Morgan
per l'Italia e presidente di Promos
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 25-03-2008)
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GIOVANNI COCCONI Il
Partito democratico non si freghi troppo le mani. Le pagelle internazionali non
hanno mai fatto vincere le elezioni. Però questa volta la bocciatura arriva da
uno dei giornali più autorevoli del mondo, liberista- conservatore, bibbia
dell'establishment finanziario e non ostile verso i miliardari. Con
l'aggravante che il suo editore è un vecchio amico di Silvio Berlusconi, quel
Rupert Murdoch che sarebbe bello sapere se condivide quello che il suo Wall
Street Journal ha scritto ieri. Pagina 12 dell'edizione europea. Titolo:
"Silvio and A l i t a l i a " . Svolgimento: "In economia Silvio
Berlusconi come premier ha deluso. A giudicare dalle promesse fatte in vista
delle elezioni del mese prossimo la sua terza volta non sarà un incanto".
Segue l'elenco delle promesse fatte da Mr Berlusconi nel 2001 (tagli alle
tasse, liberalizzazioni) e lasciate lettera morta. "Durante i suoi cinque
anni di governo il Pil è cresciuto in tutto del 3,6 per cento, peggio dell'8,6
francese, o del 4,5 tedesco nello stesso periodo, e molto meno del 17,7
spagnolo o del 13,5 inglese". Ma cosa c'entra l'Alitalia? C'entra, perché per il quotidiano le vicende di questi giorni
rivelano che Berlusconi "è un politico disposto a fare di tutto pur di
riprendersi il potere. E questa non è certo una buona notizia, né per l'Alitalia né per l'Italia". Conosciamo già l'obiezione. Anche
l'Economist nel 2001 scrisse che Berlusconi era "unfit " (inadeguato)
a guidare l'Italia e sappiamo com'è finita. Il settimanale britannico ha
ripetuto la bocciatura nel 2003 ma Berlusconi è ancora lì, a bordo campo,
pronto a rientrare in partita. Anzi, probabilmente certe opinioni, proprio
perché "autorevoli", rafforzano il leader del Pdl nella convinzione
di rappresentare davvero un personaggio di rottura, un vero outsider
anti-establishment, un autentico leader popolare e populista. Eppure la
stroncatura del Wsj ci dice qualcosa di più e non solo perché arriva da un
giornale certamente non ostile verso il Cavaliere e le sue ricchezze. A non
convincere il quotidiano di Wall Street è la gestione imprenditoriale della
vicenda Alitalia da parte dell'"
imprenditore" Berlusconi. "L'ultima volta che era stato a palazzo
Chigi, fra il 2001 e il 2006, salvatori dell'Alitalia
Berlusconi non ne aveva trovati, limitandosi a temporeggiare mentre il debito
della compagnia volava, raggiungendo ? lo scorso gennaio ? quota 1,3 miliardi
di euro. Al signor Berlusconi gli elettori italiani potrebbero chiedere perché non
abbia venduto la loro quota dell'Alitalia quando
ancora valeva qualcosa, visto che negli ultimi due anni il valore delle azioni
è crollato circa del 70 per cento". Non solo. Anche per i sindacati oggi
"sarebbe molto più difficile adottare una posizione tanto rigida se non
fosse per la copertura politica offerta loro dal signor Berlusconi".
Opportunamente il Wsj ricorda le responsabiltà dei sindacati, che oggi
"minacciano di far saltare l'accordo" ma che "sono gli stessi
che avevano contribuito alle disgrazie dell'Alitalia,
coi loro numerosi scioperi, e la loro costante opposizione a una
ristrutturazione aziendale. Farebbero bene a ricordarsi il destino dell'ex
compagnia di bandiera belga, la Sabena, i cui lavoratori rifiutarono una
concessione dopo l'altra fino a che l'azienda non fallì". Conclusione. Il
leader del Pdl si è dimostrato "un politico molto più legato alle
corporazioni che un sostenitore del libero mercato disposto a fare ciò di cui
il paese ha bisogno per rivitalizzare la sua economia in declino". Mr.
Berlusconi e il mercato sono due vasi non comunicanti e il mondo degli affari
se n'è accorto. Non sappiamo se Mr. Tremonti si fregherà le mani e leggerà le
parole del Wsj come un indiretto imprimatur alla sua linea neoprotezionista.
Forse nel piccolo recinto di casa nostra non interessano a nessuno. Certamente
non faranno guadagnare voti ai suoi avversari. Ma ai tavoli che tanto
interessano al ministro dell'economia in pectore per riformare l'economia
mondiale certe opinioni come quelle del Wsj contano. Eccome se contano.