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DOSSIER “ALITALIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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Spinetta: «Con Air France-Klm anche Alitalia crescerà». Nuovo documento venerdì alle 12

Il presidente di Air France-Klm: «Si può trattare oltre il 31 marzo». Ai sindacati il manager transalpino ha detto: «Se non credessi nel rilancio della compagnia non rischierei un centesimo»


Il presidente e amministratore delegato di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta presenterà venerdì prossimo alle 12 un nuovo documento su cui impostare la nuova trattativa con i sindacati. Lo ha detto, secondo quanto riferiscono fonti delle organizzazioni dei lavoratori, il numero uno della compagnia franco-olandese durante l'incontro in corso a Magliana. Sempre secondo i sindacati, tra le modifiche al piano proposte da Spinetta, è prevista la reinternalizzazione di tutto l'handling a Fiumicino e di tutta la manutenzione leggera.

Sempre Spinetta avrebbe detto che Air France-Klm crede nella sua ricetta per la crescita di Alitalia, e che se così non fosse non rischierebbe un centesimo: «Se nel 2010 - ha aggiunto il manager transalpino - la mia ricetta non funzionasse e non si raggiungesse la redditività utile a investire sarebbe un mio fallimento e a me non piace fallire. Sarà la stessa Alitalia che con il ritorno alla redditività potrà avviare i suoi primi investimenti».

La possibilità di allungare i tempi della trattativa è legata solo alla eventuale condivisione del percorso sui temi principali. Lo ha detto, sempre secondo quanto riferiscono fonti sindacali, il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, nel corso dell'incontro a Magliana tra Air France Klm, sindacati e Alitalia. Il presidente Prato «ha auspicato un'ampia condivisione sui temi principali». Quanto all'eventuale allungamento della trattativa, Prato avrebbe sottolineato che «le possibilità di dilatare i tempi sono scarse, salvo individuare un percorso condiviso su temi fondamentali come Az Servizi, la divisione Cargo e gli esuberi». Lo stesso Prato, all'avvio dell'incontro avrebbe ribadito che i temi sul tavolo sono gli esuberi, Az Servizi, il Cargo, la flotta e la tempistica.

Riunite nella mattinata assemblee degli addetti di scalo e degli hangar «per informare i lavoratori sull'evolversi della trattativa, oltre che per invitarli a raggiungere la sede del Centro direzionale della compagnia, alla Magliana, per seguire da vicino l'andamento dell'incontro pomeridiano».

Il leader della Uil, Luigi Angeletti ha annunciato: «ad Air France chiederemo oggi di ridiscutere il perimetro aziendale, di ridiscutere riguardo alle rotte e di Malpensa. A questo proposito chiederemo una gradualità di abbandono dello scalo milanese. Non faremo richieste di cose che non stanno nè in cielo nè in terra e non faremo nessuna questione di italianità». Angeletti torna ad attaccare l'Esecutivo Prodi: «è necessario trovare il miglior acquirente per Alitalia, ma il governo ha fatto in modo che ci fosse la sola Air France come unica acquirente». E ora, sostiene, il governo vuole scaricare il rischio di un eventuale fallimento della trattativa sui sindacati. Il segretario generale della Uil ricorda la vicenda legata al ritiro di Lufthansa: «in quell'occasione noi abbiamo avuto dei colloqui con la compagnia tedesca che ci ha ringraziato ma poi ha detto che per altri motivi non avrebbero potuto presentare un'offerta». Angeletti non nega che esista un rischio fallimento per Alitalia «per questo -dice - vogliamo condurre una trattativa seria. Non sarebbe giusto cedere Alitalia per farla sparire».

Raffaele Bonanni, leader Cisl ritiene sia «indispensabile che al tavolo ci sia anche il governo, con una posizione chiara e trasparente. Quindi è comunque meglio aspettare il prossimo governo». «Lo stesso Spinetta ha chiarito che senza il consenso del futuro governo non si va da nessuna parte - continua il sindacalista- questi ultimi giochetti mi hanno rafforzato nella convinzione che questa fretta è sospetta. Che sotto c'è qualcosa che non è andato». E aggiunge: «ancora non abbiamo capito quali impegni ha preso il governo con Parigi, il punto di accordo tra loro. Non sappiamo su cosa gli italiani hanno ceduto». Quanto all'incontro di oggi Bonanni puntualizza: «bisogna discutere di esuberi, ammortizzatori e il ruolo di societá a partecipazione statale come Fintecna. Alitalia non è di Air France e questo deve essere chiaro». E sulla trattativa con Lufthansa afferma: i tedeschi non potevano non tenere conto del «rapporto consolidatissimo tra Prodi e Air France» e, per questo, «mandarono all'aria quella trattativa» che invece soddisfaceva i sindacati.

Dalla Cgil, Guglielmo Epifani, commentando il richiamo ai sindacati ad un maggior senso di responsabilità lanciato da Prodi ha già chiarito: «il nostro senso di responsabilità è fuori discussione anche in questa circostanza e anche a fronte delle molte incongruenze del governo». «Senza modifiche» al piano Air France - avverte Epifani - non ci sarà consenso. Il segretario generale Cgil aggiunge: «è proprio la responsabilità verso il paese che ci porta a chiedere ad Air France di modificare il piano per avere più investimenti sulla flotta, per conservare la manutenzione in Italia e per dare un'equa soluzione al problema di Malpensa».

Per il Ministro del Lavoro, Cesare Damiano «la vertenza Alitalia va tenuta fuori dalla contesa elettorale». Parlando a Udine il Ministro ha auspicato che la trattativa che si apre nel pomeriggio «possa portare dei risultati positivi. La vertenza ha il tempo contato - ha aggiunto Damiano - perchè Alitalia ha bisogno di un compratore che sia il più qualificato possibile, che porti capitali e prospettive. Nello stesso tempo la compagnia ha bisogno di vedere garantite le tutele per i propri dipendenti». Secondo il Ministro «bisogna uscire da questa tenaglia nella quale ci sono propagandisticamente nuove cordate fantasma che hanno il sapore elettorale e, sull' altro versante, semplicemente il fallimento dell'azienda».


 

Spinetta rinuncia alla scadenza del 31 marzo. Oggi l'incontro decisivo sui tagli. Sul piatto 135 milioni per gli esodi incentivati. Con una priorità: evitare il commissario. Air France: "Trattiamo a oltranza". Apertura su piloti, servizi e cargo. di Lucio Cillis Ed Ettore Livini. (La Repubblica 25-3-2008)


ROMA - Meno tagli in Az servizi, più piloti per il cargo (che potrebbe vivere oltre il 2010), più risorse per esodi anticipati e la disponibilità a concedere qualche giorno in più per le trattative, scavalcando il 31 marzo ma evitando di far tracimare la partita Alitalia - già ampiamente politicizzata - fino a ridosso delle elezioni.

Air France e i vertici della Magliana si preparano a presentare oggi ai sindacati un poker di proposte per provare a riallacciare i fili di un dialogo interrotto bruscamente la scorsa settimana. Le delegazioni delle due società hanno lavorato agli ultimi dettagli anche ieri. I francesi, a stretto contatto con i vertici Alitalia (in riunioni no stop tenute nella sede di Parigi fino a sabato) hanno limato alcuni passaggi dell'offerta. Sul tavolo Jean-Cyril Spinetta (da ieri sera a Roma) potrebbe portare come novità e segnale di attenzione alla trattativa, un ridotto numero di esuberi tra i piloti (da 500 a poco più di 400) e una clausola sul settore cargo che sposti in avanti la data di chiusura inizialmente prevista al 2010.

Sul piatto Air France metterà probabilmente anche minori tagli in Az Servizi, con il rientro nel perimetro della nuova Alitalia di "Airport", ovvero la forza lavoro a contatto diretto con i clienti (check-in e bagagli) di stanza a Roma Fiumicino. Sui 2.500 dipendenti di questo settore, resterebbero per ora fuori gli addetti degli scali più piccoli, meno di 800 lavoratori.

Tra le altre novità dell'ultimo minuto l'ammontare delle risorse che Air France prevede di utilizzare per incentivare le uscite dei dipendenti (si parla di circa 135 milioni di euro) e i tempi della trattativa che resterebbe aperta oltre la data limite del 31 marzo; si ipotizza un accordo sul filo ai primi di aprile per non esasperare i sindacati, con cda di Alitalia "aperto" fino alla firma e prestito ponte garantito a tassi di mercato per assicurare la sopravvivenza della Magliana anche dopo il 31 marzo.


Nessuno però si aspetta già oggi di trovare la strada spianata per l'accordo. Un po' perché c'è ancora una settimana per smussare posizioni che in alcuni punti paiono ancora lontane. Ma soprattutto perché la cordata fantasma preannunciata da Silvio Berlusconi "tenta" più di una sigla sindacale. Disposta a prendersi il rischio di un fallimento dell'unico negoziato sul tavolo e della possibile amministrazione controllata pur di andare a vedere le carte in mano all'ex-premier.

L'uscita del Cavaliere - al momento ancora tanto fumo e niente arrosto - ha aperto qualche incrinatura pure nel governo. Romano Prodi ha lasciato aperto ieri uno spiraglio alla cordata nazionale, ma in realtà - vista la latitanza degli imprenditori nazionali in 15 mesi d'asta (Toto escluso) - teme che l'unico effetto della campagna del leader del Pdl, al di là dei ritorni elettorali, sia quello di far scappare Air France condannando Alitalia al fallimento.

Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa-Schioppa (e lo stesso vertice della Magliana) sostengono che a giugno i soldi in cassa ad Alitalia finiranno. Il collega dei Trasporti Alessandro Bianchi (lo stesso peraltro che aveva previsto in 1,5 miliardi l'offerta minima per le azioni e i bond della compagnia) sostiene che c'è più tempo a disposizione anche per trovare alternative reali a Parigi.

Gli sherpa della presunta cordata italiana dovrebbero tornare oggi a tessere le fila della possibile offerta. Nomi però non escono. Il playmaker è Bruno Ermolli, già autore del tentativo fallito di mettere assieme imprenditori del Nord disposti a sostenere Air One e salvare la Malpensa. Il progetto però adesso sarebbe cambiato. Si punterebbe a ridimensionare il ruolo di Toto e trovare un supermanager sostenuto da un ampio ventaglio di nomi disposti a mettere finanza fresca sul piatto.

I sondaggi proseguono sempre sulle stesse realtà: Salvatore Ligresti ("non metto soldi buoni su soldi cattivi" avrebbe detto mesi fa l'ingegnere a chi gli chiedeva di comprare Volare), Marco Tronchetti Provera, Diana Bracco, Santo Versace. Francesco Micheli, indicato come uno dei potenziali sostenitori, dice di "monitorare la situazione come tutti quelli che fanno il mio mestiere ma al momento di non essere della partita". Il problema però resta sempre lo stesso. Per salvare Alitalia servono diversi miliardi. Air France ne ha messi sul tavolo quasi 3 da subito, di tasca sua, e pare difficile che un pool di imprenditori italiani riesca a presentarsi al Tesoro con un arsenale simile.

A meno che l'obiettivo non sia quello di raccogliere i cocci di Alitalia dopo un'amministrazione controllata. Allora i tagli li deciderebbe un commissario, gli esuberi li pagherebbero i dipendenti, gli ammortizzatori li metterebbe il governo. E i compratori, a quel punto, porterebbero a casa per un piatto di lenticchie una compagnia molto più magra e meno problematica.

 


 

Intervista a Cardia: «Troppe esternazioni su Alitalia». Il titolo sospeso in Borsa per eccesso di rialzo di Orazio Carabini (Il Sole 24 Ore 25-3-2008)

 

 Il presidente della Consob: « Quando un politico manifesta desideri o finalità da raggiungere può muovere il titolo». A Piazza Affari in avvio di contrattazioni prezzo teorico per Alitalia: +87,9%

Che una compagnia aerea, con un titolo quotato in Borsa, diventasse il tema centrale della campagna elettorale nessuno avrebbe potuto prevederlo. Nemmeno Lamberto Cardia se lo aspettava. Il presidente della Consob ha meditato sugli eventi degli ultimi giorni e ha concluso che è giunta l'ora di «richiamare tutti alle proprie responsabilità », come spiega in questa conversazione con il «Sole- 24 Ore».


«Sento tutto il peso e comprendo tutti i limiti di questo appello premette Cardia ma il silenzio della Consob non sarebbe stato consono al ruolo che riveste nella società italiana ». Certo, non è facile intervenire quando la bagarre su Alitalia investe la politica e i suoi maggiori protagonisti. In gioco c'è il futuro della società, " promessa"dall'attuale Governo e dal suo management alla più grande compagnia europea, Air France-Klm. "Svenduta", dicono i sindacati e l'attuale opposizione che i sondaggi danno favorita alle prossime elezioni politiche. E il cui leader Silvio Berlusconi annuncia una cordata italiana, da lui stesso promossa e a cui potrebbero addirittura partecipare i suoi familiari, intenzionata a rilevarla e a rilanciarla. Tutto questo mentre Alitalia è vicina al fallimento e la scadenza per dire sì ai francoolandesi, il 31 marzo, incombe.


La furia polemica ha rotto ogni argine. Le regole del mercato sono state travolte. Chiunque si sente in diritto di parlare, a qualsiasi ora, annunciando fatti o propositi la cui concretezza è sempre tutta da accertare. Il titolo è in balìa non tanto degli eventi quanto dei ping pong polemici. «Il mio – spiega Cardia è un appello del tutto istituzionale, privo di significati politici. L'obiettivo della Consob è di assicurare parità di informazione a tutti gli operatori. E in questi giorni si rischia di violare questo principio».


Il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro ha parlato di insider trading, ma nel caso Alitalia il problema potrebbe essere la manipolazione, come si chiama l'aggiotaggio dopo l'entrata in vigore della direttiva sul market abuse. La diffusione di informazioni non appropriate può causare anomalie nell'andamento dei prezzi senza che necessariamente chi le ha diffuse ne ricavi un lucro.
«Quando un politico manifesta desideri o finalità da raggiungere spiega Cardia può innescare movimenti del titolo e rendere squilibrato il mercato.


Invece bisogna distinguere progetti e finalità dai fatti concreti. La parità di informazioni deve esserci anche sugli intendimenti». Per il presidente della Consob anche i politici devono attenersi alla regola aurea: «Notizie certe, chiare e a Borsa chiusa». Attenzione quindi agli annunci di cordate finché il progetto non è definito. E basta con le dichiarazioni di ministri che mettono in discussione i conti di Alitalia. «Noi abbiamo il dovere prosegue Cardia di chiedere a tutti di parlare di fatti e di progetti precisi». La Consob è convinta di aver fatto il possibile per gestire nel modo migliore la vicenda Alitalia. Fin dal giugno 2004 quando la compagnia aerea fu inclusa nella "lista nera": da allora la società deve fornire al mercato ogni mese la propria situazione contabile. In quel modo la Consob impone alle società di segnalare agli investitori che la " continuità aziendale" è a rischio oppure che la società versa in una grave crisi finanziaria. In altre parole le vedove e gli orfani sono avvertiti. «Se un'impresa spiega Cardia dichiara di avere una determinata situazione di liquidità, qualcuno può dire che con quei soldi si può durare dieci mesi anziché uno, non che la situazione di liquidità è diversa da quella rappresentata al mercato».


Che Alitalia sia uno dei giocattoli preferiti dalla politica non lo si scopre certo oggi. In parte è inevitabile perché lo Stato, attraverso il ministero dell'Economia (Mef), rimane di gran lunga il suo principale azionista. E i tentativi di privatizzazione non sono mai andati a buon fine. Basta ricordare il matrimonio fallito con gli olandesi della Klm nel 2001 o la presunta cordata italiana sponsorizzata dal ministro Pietro Lunardi che faceva perno sull'imprenditore Paolo Sinigaglia, patron di Alpi Eagles. Altre cordate misteriose si sono materializzate sui giornali e rapidamente dileguate: da quella del finanziere Paolo Alazraki a quella dell'ex-presidente della Corte costituzionale Antonio Baldassarre.


Così, fra privatizzazioni fallite o fantasma e monitoraggio della società inclusa nella lista nera, il pressing della Consob è stato martellante, con richieste di informazioni al mercato rivolte alla compagnia e ad altri soggetti. Come quelli coinvolti nella procedura d'asta del 2007 che non ha prodotto risultati concreti. «In questi anni racconta Cardia ho scritto più volte ai ministri dell'Economia (Giulio Tremonti, Domenico Siniscalco e Tommaso Padoa-Schioppa, ndr), invitandoli a chiedere ai colleghi di governo di astenersi da interventi a Borsa aperta su argomenti che esulano dalle loro competenze istituzionali». È peraltro lecito chiedersi se la politica non abbia il diritto di occuparsi del futuro dell'Alitalia e, di conseguenza, del trasporto aereo in Italia. «Non c'è dubbio – risponde il presidente della Consob che la politica deve avere i suoi spazi. Si possono tracciare dei binari precisi entro i quali è comunque possibile a tutti esprimere le proprie valutazioni. Ma sono pochissime le persone titolate a farlo. Nel regno delle idee la politica dovrebbe parlare attraverso il ministro dell'Economa dopo che la posizione è stata concordata nel consiglio dei ministri. Ma questo, mi rendo conto, è il regno delle idee. Quando qualcuno parla, è dovere della Consob verificare il rispetto delle regole».

Già, ma negli ultimi anni la tendenza della politica a occuparsi attivamente di società quotate è aumentata: Autostrade, Telecom Italia, fino a esplodere con Alitalia. «La politica deve avere i suoi spazi –continua Cardia – ma conta come lo fa: la politica deve parlare a Borsa chiusa, attraverso il ministro competente, spiegando con estrema chiarezza se si tratti di un progetto o di fatti concreti». Intanto però il titolo corre sulle montagne russe, a prezzi che non sembrano tener conto delle valutazioni di chi si candida ad acquisire il controllo. Qualcuno guadagna e qualcuno perde. Non sarebbe stato meglio se la Borsa avesse sospeso l'azione Alitalia? «Non si può bloccare il mercato per mesi risponde Cardia , non sarebbe nell'interesse del mercato, l'essenziale è assicurare la parità informativa. Secondo le nostre rilevazioni Alitalia è un titolo trattato intensamente ma per lo più da day trader, da piccoli investitori che non fanno grandi volumi. Privarli della possibilità di scambiarlo significherebbe danneggiarli e non consentire loro di esercitare il diritto di liquidare un investimento».


Ma il suo avvertimento è chiaro. Agli investitori ricorda che Alitalia è un titolo ad alto rischio e ad alta volatilità, da maneggiare con cura. E ai politici, di tutti i colori, ricorda che esistono delle regole per interessarsi di società quotate. Che vanno rispettate anche quando queste società sono controllate dallo Stato.


«Il mio è un appello istituzionale, senza risvolti politici, per la parità informativa» «Quando un politico manifesta desideri o finalità da raggiungere può muovere il titolo» «Ci sono binari precisi entro i quali è possibile a tutti esprimere le proprie valutazioni»


 

Pasticci con le ali di Angelo Panebianco (Il Corriere della Sera 25-3-2008)

 

Fino a qualche giorno fa niente sembrava in grado di animare la campagna elettorale. Si parlava soprattutto delle somiglianze fra i programmi dei due principali contendenti. Poi è esplosa la questione Alitalia. A tre settimane dal voto, è diventato il tema su cui le forze politiche (a cominciare da Berlusconi, con la sua proposta di una cordata italiana da contrapporre ad Air France) sembrano puntare per mettere in difficoltà gli avversari. Niente di peggio poteva accadere poiché, come ha osservato Sergio Romano (Corriere, 23 marzo), una questione così grave richiederebbe di essere trattata con una serietà che è difficile ottenere da forze politiche impegnate a sgambettarsi in una campagna elettorale.

Si intrecciano tre questioni. La prima riguarda i giochi interni al sistema dei partiti. Si sono delineate alleanze trasversali in cui ciascuno crede di avere la propria convenienza. Se Berlusconi, a nome del «partito del Nord», cerca di mettere in difficoltà Veltroni, i piccoli, a loro volta, hanno trovato un varco per picchiare duro sui grandi. Così, la Sinistra Arcobaleno apre a Berlusconi su Alitalia contro il Partito democratico (suo diretto concorrente a sinistra), mentre Casini, concorrente al centro del Popolo della Libertà, polemizza con Berlusconi e si schiera col Partito democratico.

La seconda questione (la più esplosiva, almeno in prospettiva) riguarda la spaccatura Nord/Sud, Milano contro Roma. E’ il problema del declassamento di Malpensa e delle sue vere o presunte conseguenze per lo sviluppo del Nord. E’ difficile non notare che le divisioni politiche su Malpensa rispecchiano abbastanza fedelmente la geografia elettorale italiana.

Infine, c’è la questione sindacale. I sindacati, corresponsabili del disastro Alitalia, cercano anch’essi di sfruttare le divisioni politiche e rinviare il momento in cui pagare il conto degli errori accumulati. Sarebbe interessante capire se davvero essi credono che i giochi del passato possano essere riprodotti all’infinito, se credono che, senza la vendita a un compratore credibile, il fallimento dell’azienda possa essere evitato.

Naturalmente, i sindacati possono ancora contare su sponde politiche di un certo peso (come segnala la dissociazione del ministro Bianchi dalla posizione ufficiale del governo Prodi). E’ un pasticcio colossale nel quale, per giunta, è difficile stabilire chi guadagnerà elettoralmente e chi perderà. Prendiamo il caso dell'elettorato del Nord. Ci sono certamente cittadini sensibili alla difesa di Malpensa da parte della Lega e di Forza Italia così come ce ne sono molti affezionati all'idea della «compagnia di bandiera». Ma ce ne sono anche altri che si domandano se non sia peggio lasciare le cose come stanno, col rischio di continuare a far pesare sui contribuenti (magari anche in violazione delle regole europee) i costi di un’azienda in dissesto che si sarebbe dovuto far fallire oppure vendere già molti anni or sono.

Pessimo argomento da campagna elettorale, il caso Alitalia è una buona dimostrazione di cosa succede quando i dibattiti accademici su «statalismo e liberismo» lasciano il campo alla politica vera e alla lotta sempre prosaica (anche se ammantata di sacri principi) fra gli interessi organizzati, aziendali, territoriali o sindacali che siano.

25 marzo 2008

                                  


 

Air France: trattiamo ad oltranza Ma crescono rumore e confusione. È scontro tra ministri e nel sindacato. Laura Matteucci (L’Unità 25-3-2008)

 

Un groviglio inestricabile, almeno fino al dopo-elezioni. Passato il ponte pasquale, la partita Alitalia si è ulteriormente complicata, mentre oggi parte un altro difficile confronto con i sindacati. Alla millantata possibilità di una nuova cordata tutta italiana come piacerebbe a Berlusconi, Air France risponde con alcune aperture. La scadenza del 31 marzo per trovare l’accordo con i sindacati sul piano è slittata, adesso il gruppo franco-olandese è pronto a trattare ad oltranza. E ci sarebbero aperture anche su alcuni nodi chiave del negoziato. Ma questa è l’unica notizia distensiva. Nel governo dimissionario i ministri si contraddicono e si accusano palesemente, i sindacati fissano i loro paletti, Berlusconi continua il suo gioco della cordata in via di composizione (suo, di Formigoni e della Lega, che del contrasto al declassamento di Malpensa hanno fatto un cavallo di battaglia elettorale). Fa di nuovo capolino l’AirOne di Toto, ma avrebbe bisogno di alcune settimane per la nuova proposta.

Con ordine. Il premier uscente Romano Prodi, che con il governo aveva dato via libera all’opzione Air France, e che finora su Alitalia non era ancora intervenuto, ribadisce che «una cordata italiana per Alitalia sarebbe auspicabile, ma finora non si è presentata». Una proposta, aggiunge, per essere tale «deve essere seria, concreta, con delle risorse, delle persone, un piano industriale». Di tutto questo finora non c’è stata traccia. Di cosa e di chi stanno parlando, quindi, tutti coloro che chiedono tempi e spazi per una nuova trattativa? Prodi invita ad «evitare speculazioni politiche», e ai sindacati chiede «senso di responsabilità».

Una richiesta che i destinatari rigettano. La Cgil la definisce «ingiusta», e si dice pronta a trattare, ma senza diktat e ultimatum. Sottolinea il segretario Guglielmo Epifani: «Il nostro senso di responsabilità è fuori discussione anche in questa circostanza e anche a fronte delle molte incongruenze del governo. Comunque, le chiacchiere sono a zero e senza modifica del piano non ci sarà il nostro consenso».

Il segretario della Cisl Raffaele Bonanni va anche oltre: Prodi «sa perfettamente - dice - che Lufthansa si è ritirata perche sapeva del suo rapporto indissolubile con Air France». E anche dalla Uil piovono accuse al governo. Da Palazzo Chigi immediata la replica: Lufthansa è uscita di scena perchè i sindacati tedeschi (parte importante del Consiglio di sorveglianza della società) hanno diffidato la compagnia ad occuparsi di Alitalia, spiega una nota.

Per l’incontro di oggi tra Air France-Kml e le nove sigle sindacali coinvolte, intanto, si parla di spiragli da parte del presidente Jean Cyril Spinetta, in particolare di una moratoria di 8 anni per Az Service, al termine della quale il management valuterebbe il perimetro di attività da consolidare. Resterebbero confermati gli oltre 500 esuberi già indicati. Inoltre, una parte dei piloti in esubero nel settore cargo potrebbe venire riassorbita nel gruppo, anche se non verrebbe modificata la decisione di chiudere nel 2010 le attività del settore in drammatica perdita.
Poi c’è il fronte tutto interno al governo, con il ministro Emma Bonino che parla di «ennesima tragicommedia italiana» e attacca il collega dei Trasporti Alessandro Bianchi. Lui ha bollato come bugie le dichiarazioni di Padoa-Schioppa e dichiarato che la liquidità di Alitalia basterebbe per tutto l’anno. Lei lo trova «sconcertante»: «Basta andare sul sito di Alitalia - dice - e leggere la posizione finanziaria al 31 gennaio: era a 282 milioni di euro. A marzo rimangono poco più di 100 milioni».

Il Pdl cavalca il caso Alitalia contro il governo, chiede che Prodi riferisca in Parlamento, e coglie l’evidente contraddizione: «Chi mente tra Bianchi e Padoa Schioppa?», dice il coordinatore della lega Roberto Calderoli.

Uno spruzzo d’acqua sul fuoco: «Su Alitalia è il momento del silenzio. Non si gioca sulla pelle di migliaia di lavoratori». Incredibile ma vero, sono parole del candidato dell’Udc Pier Ferdinando Casini. Che conclude: «All’Alitalia serve una moratoria del silenzio»


 

Report "Alitalia 2"

Alitalia, asse Pdl-Sinistra per la cordata che non c'è ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La vendita di Alitalia ha la capacità di far camminare a braccetto Berlusconi e Bertinotti, entrambi accomunati dalla volontà di dire no all'offerta di Air France, seppur per motivi completamente diversi. La privatizzazione poi ha messo l'un contro l'altro i ministri Bianchi e Bonino: il primo tifa apertamente AirOne e sostiene che Alitalia può sopravvivere fino a fine anno;

Ex ministro incontrerà i dipendenti del Caseificio ( da "Stampa, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, i 64 dipendenti del Caseificio hanno passato le vacanze di Pasqua con il fiato sospeso in attesa di sapere se vi sarà una cordata credibile in grado di rilevare l'azienda. Per il momento, non c'è ancora nessun nome ufficiale per quanto riguarda un possibile acquirente, ma sempre con più insistenza si parla di un imprenditore ligure già operante nel settore della raccolta

Il simulatore di volo nelle scuole della città ( da "Stampa, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quindi è entrato in Alitalia, pilotando quasi tutti gli aeromobili della flotta dal Caravelle al Boeing 767. Recentemente, ha realizzato un sito internet per gli appassionati dell'aeronautica (www.flyitaly.it). Le scuole interessate all'iniziativa promozionale, gratuita, possono scrivere a: e.

LE PENSIONI DI WALTER ( da "Stampa, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha infatti impressa Berlusconi con la sua sortita su Alitalia, tema di sostanza e di grande impatto. Veltroni deve augurarsi che il Cavaliere non abbia in serbo altri colpi così, e soprattutto deve sperare che alla fine il duello tv si faccia, perché non c'è dubbio che nel confronto diretto la sua freschezza comunicativa prevarrebbe sugli argomenti di Berlusconi".

IL CONTRATTO DI SILVIO ( da "Stampa, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia (peraltro tutta da verificare e a forte rischio di autogol) si è organizzata su uno spartito già ampiamente noto: contratto con gli italiani, anticomunismo, sicurezza. Il tutto ripreso dal suo bagaglio più tradizionale ma recitato su toni più bassi di qualche ottava, senza i fuochi d'artificio dei tempi che furono e con l'

Alitalia, tagli più leggeri ( da "Stampa, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E sul salvataggio della compagnia è scontro tra Prodi e la Cisl Alitalia, tagli più leggeri Trattativa non-stop. Intervista alla Bonino: Lufthansa è scappata per i sindacati Air France punta a chiudere l'accordo e per questo l'ad Spinetta è pronto a trattare "ad oltranza" anche oltre il termine del 31 marzo.

"Paura dei sindacati Così sono scappati tutti gli acquirenti" ( da "Stampa, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è che l'Alitalia è come gli skilift, perché non necessariamente un'azienda pubblica deve essere in attivo, quel che conta è che guadagni l'indotto. Io gli chiesi se Alitalia e uno skilift sono proprio la stessa cosa, ma non mi rispose. Per Berlusconi si tratta di una cordata più elettorale che imprenditoriale.

"Sì, di troppi veti si può morire" ( da "Stampa, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che di Alitalia fu presidente fra il '96 e il 2003 e oggi è presidente dell'Assaereo che federa le compagnie italiane, conviene che "sì, i sindacati sono stati davvero una delle palle al piede di Alitalia". Anche se non l'unica. La sua esperienza dice che "ogni volta che in Alitalia si è provato a cambiare qualcosa,

Tagli impossibili L'unica strategia era la crescita ( da "Stampa, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che di Alitalia fu presidente fra il '96 e il 2003 e oggi è presidente dell'Assaereo che federa le compagnie italiane, conviene che "sì, i sindacati sono stati davvero una delle palle al piede di Alitalia". Anche se non l'unica. La sua esperienza dice che "ogni volta che in Alitalia si è provato a cambiare qualcosa,

Il ritorno di Spinetta "Trattativa non-stop e nuove proposte" ( da "Stampa, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e a meno di immediate operazioni di cessione, Alitalia ha ossigeno per due mesi. Per allora, in mancanza di garanzie, qualunque fornitore si guarderà bene dal concedere credito ad Alitalia. I sindacati si trovano a camminare lungo il burrone: la proposta franco-olandese potrebbe essere l'ultima prima del commissariamento.

Air France :<Nuovo piano>Prodi: <In Italia niente di serio> ( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: caso alitalia dal nostro inviato PAOLO CRECCHI Sestri Levante. Domani Tino Barbera avrebbe dovuto cedere lo Schooner a Umberto Smaila, ma venerdì pomeriggio è morto Barbera e lunedì notte è stato incendiato lo Schooner. I carabinieri ritengono che la relazione tra i due avvenimenti sia improbabile, ma intanto hanno fermato i presunti piromani:

Alitalia, la grande fuga della politicadalle responsabilità ( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sembra che il caso Alitalia sia arrivato alla stretta finale. Al di là di come la si pensi circa la soluzione che è stata scelta (forse a questi punti non c'era più niente da fare) mi domando come mai si è aspettato di arrivare fino all'ora estrema. In tutti questi anni periodicamente il problema saltava fuori ma nessun governo,

<expo 2015, milano sarà danneggiata> ( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il caso Alitalia può influire negativamente sul parere che il Bureau International des Expositions (Bie) si appresta a dare su Expo 2015. A sostenerlo è il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici, che sottolinea come "fra i lombardi e fra tutti coloro che hanno a cuore il progresso del nostro Paese" ci sia "molta trepidazione nell'

Bianchi attacca Padoa-Schioppa, il governo va in frantumi ( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ha risorse fino a dicembre" 25/03/2008 Roma. Una cordata italiana per l'Alitalia? Sarebbe "auspicabile" ma "finora non si è visto nulla". Alla vigilia della trattativa tra sindacati e Air France, Romano Prodi rompe il silenzio, che si era imposto nei giorni scorsi: invita chi frena sulla cessione ai francesi a evitare "

SDJFKJSDHDSKJHFSDKJDFSDHJFKSJ ( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)
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Abstract: 9 febbraio: il Tesoro indica il giurista Berardino Libonati alla presidenza di Alitalia. 13 febbraio: 5 le cordate in gara per la fase di presentazione delle offerte non vincolanti: AP Holding di Carlo Toto con il supporto finanziario di Intesa-Sanpaolo; il fondo salva-imprese di Carlo De Benedetti Management & Capitali;

SDJFKJSDHDSKJHFSDKJDFSDHJFKSJ ( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: delle nozze con Alitalia, altrimenti "ci fermeremo". 20 febbraio: il Tar del Lazio decide di non sospendere in via cautelare, come richiesto da Air One, la trattativa in esclusiva tra Alitalia ed Air France-Klm. 29 febbraio: Alitalia informa che al 31 gennaio l'indebitamento è salito a 1,28 miliardi di euro e le disponibilità e crediti finanziari a breve sono ridotti a 282 milioni (

SDJFKJSDHDSKJHFSDKJDFSDHJFKSJ ( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)
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Abstract: le azioni Alitalia perdono valore in borsa per le voci di offerte inferiori alle attese da parte di Air France-Klm e AirOne. 21 dicembre: il cda sceglie Air France-Klm per la trattativa in esclusiva per la cessione del 49,9% del Tesoro. 28 dicembre: il governo dà via libera alla trattativa in esclusiva con Air France-Klm.

Alitalia, prodi contro i sindacati ( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)
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Abstract: Oggi vertice decisivo Alitalia, Prodi contro i sindacati Air France rilancia: siamo pronti alla trattativa ad oltranza ROMA - Prodi interviene sul caso Alitalia e attacca i sindacati: "L'interesse di Lufthansa è venuto meno quando li ha incontrati". E ha aggiunto: "Sono aperto a una cordata italiana, ma finora nessuno si è presentato".

Air france: "trattiamo a oltranza" apertura su piloti, servizi e cargo - lucio cillis ettore livini ( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)
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Abstract: sia quello di far scappare Air France condannando Alitalia al fallimento. Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa-Schioppa (e lo stesso vertice della Magliana) sostengono che a giugno i soldi in cassa ad Alitalia finiranno. Il collega dei Trasporti Alessandro Bianchi (lo stesso peraltro che aveva previsto in 1,5 miliardi l'offerta minima per le azioni e i bond della compagnia)

Alitalia, scontro prodi-sindacati "avete già fatto fuggire lufthansa" - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)
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Abstract: visto che nel piano di sopravvivenza presentato a settembre da Alitalia i tempi erano diversi". Ma per Emma Bonino "quello che sta succedendo su Alitalia sembra l'ennesima tappa di una tragicommedia italiana. Le parole di Bianchi sono sconcertanti". Ma la reazione più dura l'hanno i sindacati, accusati di aver fatto fallire l'intesa con i tedeschi.

Damiano: "ma il premier ha ragione è l'ora di fare scelte responsabili" ( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)
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Abstract: I lavoratori Alitalia e quelli dell'indotto hanno bisogno di certezze e di tutele, non si può giocare sulla loro pelle. Air France ha da subito riconosciuto il ruolo importante dei rappresentanti dei lavoratori quando ha posto tra le condizioni imprescindibili per la conclusione dell'accordo il loro via libera al piano".

I lavoratori atitech protestano a roma ( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)
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Abstract: andare a Roma a manifestare contro il piano di acquisto Alitalia presentato da Air France. Il presidio si terrà davanti alla sede Alitalia della Magliana, in occasione dell'incontro tra i vertici di Air France e quelli della compagnia di bandiera. Intanto i Comunisti Italiani chiedono in una nota che, insieme ai lavoratori dell'Atitech, si mobilitino anche le istituzioni campane,

Air France rilancia: trattiamo ad oltranza ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-03-2008)
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Abstract: acquisizione di Alitalia, fonti vicine al dossier riferiscono infatti che, nel caso di positività del negoziato, Spinetta sarebbe disposto a trattenersi nella Capitale anche nei prossimi giorni, pur di portarlo a termine. LE MODIFICHE Il numero uno di Air France dovrebbe presentarsi oggi al tavolo con le organizzazioni sindacali,

Caos Alitalia, i sindacati contro Prodi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-03-2008)
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Abstract: sempre più convinti che la sinistra voleva svendere Alitalia ai francesi". "Sembra proprio - aggiunge il leghista Roberto Maroni - che il governo sia impegnato a far fallire Alitalia". CGIL, CISL E UIL L'invito ai sindacati a "tener presenti i veri interessi dei lavoratori di Alitalia" e a "capire che hanno bisogno di poter lavorare in futuro in una impresa capace di fare utile"

La crisi e la polvere ( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
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Abstract: edizione del La crisi e la polvere Alfredo Recanatesi Alitalia e le elezioni E allora: se votiamo per la Lega vuol dire che Malpensa rimane con tutti i voli intercontinentali di Alitalia? E se votiamo per il Pdl vuol dire che Alitalia rimarrà di proprietà italiana? O, ancora: se votiamo per la lista del ministro Bianchi vuol dire che Alitalia ha i soldi per arrivare a fine anno?

I tg dell'ex premier tifano i furbetti dell'aeroplanino ( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
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Abstract: In breve, si tratta della famosa "cordata" Alitalia che il Cavaliere ha buttato nell'arena elettorale. Ebbene, attorno a questa cordata inesistente, i tg dell'Unto del Signore narrano questa favola. Capitolo primo: i sindacati sono al fianco di Berlusconi, penna alla mano e ansiosi di siglare accordi.

Air France apre, ma è tutti contro tutti Spinetta è pronto a trattare anche oltre il 31. Nel governo scontro Bonino-Bianchi Prodi si appella al senso di responsabilità dei sindacat ( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
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Abstract: Bonanni lo attacca Air France apre degli spiragli nella trattativa per Alitalia, mentre sul piano politico lo scontro è ormai totale. Ieri Romano Prodi ha ribadito che il governo sarebbe favorevole a una cordata italiana: "Ma fino ad oggi non c'è stata alcuna proposta seria". Il presidente del Consiglio si appella al senso di responsabilità dei sindacati.

L'ultimo rush Pd: nuovi slogan per i giovani e gli indecisi ( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
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Abstract: È ovvio che non si farà finchè Berlusconi si riterrà in vantaggio. La terza incognita è quanto peserà il caso Alitalia. Al nord, temono al Pd, la cordata berlusconiana, vera o finta, qualche voto lo porterà. Però l'esperienza insegna che nelle ultime due-tre settimane può cambiare tutto.

Magdi Allam Perché non si è convertito in modo anonimo? Cara Unità, Magdi ( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
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Abstract: Lucio Misso Alitalia, il Cavaliere si muove soltanto per interessi elettoralistici Cara Unità, io la penso come Di Pietro. 1° non si può mettere nello stesso calderone Alitalia e Malpensa. Alitalia tra poche settimane chiude e Berlusconi non fa che rallentare il passaggio a un compratore, aumentando il disastro.

Berlusconi pensa al voto ( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
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Abstract: edizione del LE MONDE Berlusconi pensa al voto "L'acquisto di Alitalia da parte di Air France-Klm si complica seriamente". Così titola Le Monde un articolo che fa il punto sullo stato della trattativa per l'acquisto della compagnia italiana. Da un lato, dice il quotidiano francese, c'è il "malcontento" sindacale per i 2.

Sui conti l'ultimo scontro nel governo Bianchi: liquidità per tutto il 2008. Bonino: sconcertante. In cassa rimasti circa 100 milioni ( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, invece, no. È dai tempi di Giancarlo Cimoli che non ne esistono più. Tagliate per fare cassa sperando in una stabilità energetica. Smentita dagli eventi. E il rialzo del petrolio ad Alitalia costa caro. Secondo Jean-Cyril Spinetta, amministratore delegato di Air France, ogni aumento di dieci dollari del prezzo del greggio comporta per Alitalia,

Alla cieca nel polverone elettorale ( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: presa in pasto dalla campagna elettorale, su Alitalia è stato sollevato un tale fitto polverone dietro il quale non si sa più cosa stia accadendo. Ma è polvere, ossia parole pronunciate senza avvertire la necessità di argomentare o, meglio, avvalorare con dati di fatto quanto con tanta leggerezza si va dicendo.

E scoppia la lite tra Bonanni e Micheli ( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: si è ritirata perché i sindacati tedeschi hanno diffidato la compagnia ad occuparsi di Alitalia". Replica di Bonanni: le parole di Micheli "si commentano da sè". Quanto a Lufthansa, "non mi risulta un invito particolare del governo Prodi a partecipare all'asta per Alitalia e non mi risulta un atteggiamento contrario dei sindacati tedeschi".

Pretendiamo una trattativa vera ( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: agenda Alitalia indica il nuovo incontro tra sindacati, compratori francesi e vertici dell'azienda italiana in vendita. La speranza recondita è che ci sia davvero qualche imprenditore "con la I maiuscola" che si faccia avanti per mettere insieme una cordata che ambisca a prendere in mano una compagnia aerea "venduta a prezzo bassissimo.

Italia-Francia: una storia a colpi bassi... prima di Zidane ( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
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Abstract: prima del capitolo con la vicenda Alitalia-Air France, è fatta di acquisti e scalate, ma anche di ritirate e di grandi operazioni mancate. E a fallire sono stati però soprattutto i tentativi italiani di sbarcare sul mercato d'oltralpe, dove governo e mondo economico-finanziario sono stati spesso pronti ad erigere barriere protezionistiche anti-scalata.

Verso una transazione per l'indennità Sea? ( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che ha avanzato una richiesta di indennizzo nei confronti dell'Alitalia per 1,2 miliardi dopo la decisione di bandiera di concentrare i voli su Fiumicino tagliando le rotte su Malpensa. Su questo fronte il ministero dell'Economia dovrebbe inviare alla Sea una proposta di transazione e disinnescare la "mina Malpensa", anche se non è noto come.

Air France: andiamo avanti a oltranza Aperture di Spinetta, mentre Prodi fa appello al senso di responsabilità dei sindacati ( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che con il governo aveva dato via libera all'opzione Air France, e che finora su Alitalia non era ancora intervenuto, ribadisce che "una cordata italiana per Alitalia sarebbe auspicabile, ma finora non si è presentata". Una proposta, aggiunge, per essere tale "deve essere seria, concreta, con delle risorse, delle persone, un piano industriale".

Gialappa's: sfidiamo la par condicio - silvia fumarola roma ( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)
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Abstract: Il nuovo studio è la sala ritiro bagagli di un aeroporto per ironizzare su Malpensa e Alitalia SILVIA FUMAROLA ROMA Ripartono dalla sala d'attesa di un aeroporto, con tanto di nastro ritiro bagagli e il Mago Forest a dirigere il traffico: inevitabile parlare di Alitalia e Malpensa, dell'aria che tira. La Gialappa's torna da stasera su Italia 1 alle 22.

Spot, internet, lettere agli elettori berlusconi lancia il rush finale - francesco bei ( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)
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Abstract: Nel quartier generale del Cavaliere si dichiarano intanto "molto soddisfatti" per come sia "letteralmente decollata" la campagna sul caso Alitalia. "Su questa vicenda - osserva Bonaiuti - Veltroni non sa che pesci pigliare, il suo ultimatum di 48 ore è scaduto a Pasqua e non è successo niente. Ora è persino rispuntato fuori Prodi e i suoi ministri litigano tra loro".

ROMA Alla vigilia della ripresa della trattativa tra Alitalia e Air France, che vuole discutere ad ( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dura replica anche dal segretario della Cgil Epifani: "Noi siamo sempre stati responsabili anche davanti alle incongruenze del governo". Continua intanto la lite tra i ministri Bianchi, Padoa-Schioppa e Bonino sulle disponibilità finanziarie di Alitalia. Il Pdl chiede al governo di riferire in aula. Casini: "Non si gioca sulla pelle dei lavoratori".

LONDRA- Sballottata di qua e di là l'Alitalia è più vicina alla bancarotta, dop ( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)
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Abstract: Sballottata di qua e di là l'Alitalia è più vicina alla bancarotta, dopo che Berlusconi, ha detto che se vincerà le elezioni di aprile prossimo bloccherà l'acquisto della compagnia aerea da parte dell'Air France". Lo scrive il "Financial Times", che aggiunge: "Il governo uscente accusa Berlusconi di irresponsabilità, poichè la sua proposta,

ROMA Ha ragione il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, a dire che Alital ( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)
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Abstract: Alessandro Bianchi, a dire che Alitalia "ha liquidità sufficiente per tutto il 2008"? O si deve credere all'allarme lanciato dal ministro del Tesoro, Tommaso Padoa-Schioppa secondo il quale la compagnia ha solo "poche settimane di ossigeno", prima di imboccare la strada obbligata del commissariamento?

CI SONO margini per una trattativa seria con Air France. Non si può dire "prende ( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)
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Abstract: impatto sociale del piano di risanamento e dare tempo a Malpensa di riassegnare le rotte lasciate da Alitalia". Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, in una intervista al Messaggero lancia un appello alle parti affinché si punti su un accordo ragionevole. "Per Malpensa - sottolinea il ministro - abbiamo già finanziato la cassa integrazione per 900 lavoratori".

Alitalia farà parte di un gruppo guidato dal primo vettore mondiale e nelle intenzioni dei fran ( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)
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Abstract:

Alitalia, scontro Prodi-sindacati ( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)
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Abstract: Il premier: siano responsabili. Epifani: governo incongruente. Il Pdl: dibattito in aula. Casini: non si gioca con i lavoratori Alitalia, scontro Prodi-sindacati Air France, oggi l'incontro: trattiamo a oltranza. Possibili tagli più leggeri.

ROMA Nel giorno in cui Air France fa sapere di essere disposta a trattare per l'acquist ( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)
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Abstract: bancarotta per Alitalia, e afferma che "nelle casse della compagnia ci sono ancora soldi". E, a sua volta, viene rimbeccato dalla Bonino che definisce le sue parole "sconcertanti perchè la situazione finanziaria di Alitalia è davvero disastrosa". Clima pessimo, dunque, alla vigilia delle trattative, con Bondi del Pdl e Maroni della Lega che chiedono al governo di riferire in Parlamento.

Alitalia, scontro tra Prodi e i sindacati ( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Psicodramma scontro prodi-sindacati, spinetta riapre la trattativa ad oltranza, lite tra i ministri su air france ( da "Riformista, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Psicodramma scontro prodi-sindacati, spinetta riapre la trattativa ad oltranza, lite tra i ministri su air france Alitalia già fallita. No di Ligresti e Caltagirone.

Alleanza alitaliana ( da "Riformista, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: urgenza di vendere Alitalia, smentendo il suo collega ministro del Tesoro, Padoa Schioppa, rilanciando la favoletta, anch'essa cara a Berlusconi, che tutta questa urgenza non c'è perché Alitalia avrebbe i mezzi per durare l'intero 2008, addirittura. Ha avuto ovviamente ragione un altro ministro, la Bonino, a dirsi "sconcertata".

Napolitano ( da "Riformista, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è immensamente superiore, e ciò nonostante una parte della politica (Berlusconi in primis) sta facendo di tutto per farlo proseguire ancora qualche mese, magari costringendo i contribuenti italiani a pagare un altro prestito alla compagnia di Stato solo per dare una mano a imprenditori che vogliono papparsela ma non hanno nemmeno i soldi per pagarsi l'

Segue dalla prima i no di ligresti e caltagirone per alitalia ( da "Riformista, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Segue dalla prima i no di ligresti e caltagirone per alitalia Molti dubbi sulla tempistica dell'operazione sono stati sollevati anche da uno dei primi nomi sull'agenda di Berlusconi, quello del costruttore Salvatore Ligresti, il quale non vuole uscire allo scoperto prima che i francesi si siano fatti da parte e comunque non in un contesto di scontro aperto con il governo uscente.

Conversazione su malpensa e <secessione dolce> ( da "Riformista, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In Europa crescono quelli che non seguono il metodo Alitalia e che si liberalizzano. In Italia Malpensa non solo è stata legata ai destini di Alitalia ma è stata sovradimensionata. Bergamo, Brescia, Verona, Venezia, Trieste hanno un aeroporto. Mi chiedo: perché da Verona per andare a Francoforte devo prendere un volo a Malpensa e fare tre ore di macchina prima?

Segue alitalia ( da "Riformista, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per giustificare il peggioramento dell'offerta per Alitalia rispetto a dicembre, c'è proprio l'apprezzamento del petrolio. "La situazione di Alitalia - ha detto durante la conferenza stampa a Roma - in tre mesi è ulteriormente aggravata. Il petrolio è oltre i 100 dollari. E ogni dieci dollari di aumento, Alitalia perde quaranta milioni di euro.

PASTICCI ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Poi è esplosa la questione Alitalia. A tre settimane dal voto, è diventato il tema su cui le forze politiche (a cominciare da Berlusconi, con la sua proposta di una cordata italiana da contrapporre ad Air France) sembrano puntare per mettere in difficoltà gli avversari.

Air France su Alitalia: trattiamo a oltranza ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Il caso Apertura della compagnia ai sindacati Air France su Alitalia: trattiamo a oltranza ROMA - Vendita di Alitalia ad Air France- Klm: si riparte con una apertura. La compagnia francese sarebbe disponibile a fare concessioni sull'acquisto e a offrire più tempo alla trattativa con i sindacati. Sarà direttamente il presidente di Air France, Jean-Cyril Spinetta,

Le nuove proposte ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sezione: Primo Piano - data: 2008-03-25 num: - pag: 5 categoria: BREVI Le nuove proposte Cargo a terra nel 2010 Ma con meno tagli 1 La nuova proposta di Air France mantiene la data del 2010 per il termine dell'attività di Alitalia Cargo. Rispetto al vecchio piano, però, è previsto il riassorbimento di parte dei 134 piloti.

E con Bonanni rispunta il <partito Lufthansa> ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia sentenziò: "L'alleanza fra Alitalia e Air France è irrinunciabile. Il nemico da battere è Lufthansa " (agenzia Ansa, 3 ottobre 2003). Iscritti d'ufficio al partito tedesco anche quelli che avrebbero voluto tenere fino all'ultimo aperto il "canale" dell'Air One (compagnia che ha un accordo con Lufthansa) di Carlo Toto (

E per Sea la Grande Malpensa è già finita ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: da domenica la crisi Alitalia fa scattare il "dehubbing" MILANO - Gli unici che non aspettano con trepidazione di sapere cosa succederà a fine mese sono loro. Comunque vada a finire la vicenda pre-elettorale di Alitalia, gli uomini di Sea, la società controllata dal Comune di Milano che gestisce Malpensa e Linate, sanno che l'ultima settimana della "

Alitalia La vendita ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: pag: 5 categoria: REDAZIONALE Alitalia La vendita Ministri e conti della compagnia Alessandro Bianchi: "Che ci sia un'urgenza è fuori di dubbio, ma che ci siano scadenze perentorie mi sembra un po azzardato" Emma Bonino: "Sconcertanti le parole del ministro dei Trasporti, per cui il cash flow basterebbe per tutto l'anno".

Casini: la cordata di Silvio? No a soluzioni <all'italiana> ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: agitarsi della politica intorno ad Alitalia a poche settimane dal voto. Solo campagna elettorale? "Tutti quelli che parlano adesso sembrano essere stati sulla luna finora. E invece eravamo tutti in campo". Anche voi avete governato. "Me lo ricordo benissimo Silvio Berlusconi, quando da presidente del Consiglio diceva: per fortuna che ci sono così risolverò il problema di Alitalia.

I sindacati contro l'offerta ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-25 num: - pag: 5 categoria: BREVI I sindacati contro l'offerta Secondo l"Handelsblatt" del 6 dicembre 2007 furono proprio i sindacati tedeschi ad opporsi a un'offerta sull'Alitalia.

<Gli esuberi? Non cederemo su Az Servizi> ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nella situazione in cui versa Alitalia, difficilmente ci si potrà scostare dalle linee di piano indicate da Prato e da Air France". Anche nel caso Alitalia resti da sola, la sua sopravvivenza, sostiene infine il rappresentante dei piloti, "dovrà mantenere fermi questi punti: il miglioramento del network, lo spostamento dell'hub a Roma,

Alitalia L'intervista ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-25 num: - pag: 6 categoria: BREVI Alitalia L'intervista \\ Contropartite Imprenditori con concessioni pubbliche sensibili al richiamo del leader pdl? Forse pensano a contropartite sulle tariffe.

Air France apre e rivede le condizioni ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: acquisto di Alitalia e ad offrire più tempo alla trattativa con i sindacati. Secondo indiscrezioni, il gruppo franco- olandese potrebbe valutare il rinnovo del contratto tra Alitalia e AZ Servizi, che gestisce le attività a terra e che dovrebbe restare pubblica, per 8 anni al termine dei quali potrebbe riconsiderarne l'acquisizione,

Moratoria per le moratorie ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: oggi tocca ad Alitalia e Malpensa. C'è chi l'ha richiesta sulle "multe pazze", a Firenze è stata invocata sulla questione della tramvia nel centro storico, in America sui pignoramenti delle case in seguito alla crisi dei mutui. Anche la Lega ha voluto la sua moratoria, contro la costruzione di mega moschee in Italia,

Pasticci con le ali ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pessimo argomento da campagna elettorale, il caso Alitalia è una buona dimostrazione di cosa succede quando i dibattiti accademici su "statalismo e liberismo" lasciano il campo alla politica vera e alla lotta sempre prosaica (anche se ammantata di sacri principi) fra gli interessi organizzati, aziendali, territoriali o sindacali che siano.

Rutelli: <Ora sfioro il 50 per cento Se vincerò, sicurezza al primo punto> ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Si parla, ovviamente, anche di Alitalia: "Vedo pochi difensori di Fiumicino. Tutti discutono del destino di Alitalia e di Malpensa, giustamente perché si vogliono evitare effetti troppo gravi, ma la crisi della compagnia potrebbe avere gravi conseguenze anche su Fiumicino.

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: i francesi aprono alla trattativa è arrivata da fonti vicine al presidente di Air France-Klm la disponibilità del gruppo a proseguire la trattativa anche oltre il 31 marzo, data non superabile. Prodi: una cordata italiana sarebbe "auspicabile", ma finora "non si è visto nulla".

Oggi ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: it Audio Alitalia, parla Bonanni Intervista al leader della Cisl: "Decida il prossimo governo". Multimedia Fiaccola e proteste Contestazioni anti-cinesi alla cerimonia in Grecia che dà il via al viaggio della torcia olimpica. Vota Rave party, sì o no?

Campagna finale ( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Questo per quanto riguarda gli avversari. Ma sarà pure una strategia volta a demolire La Destra e l'Udc-Rosa Bianca, insistendo sul voto utile e con una campagna informativa capillare per rendere riconoscibile il simbolo del Pdl. Alcuni sondaggi di Forza Italia dicono che sono numerosi gli elettori che potrebbero far confusione.

Rutelli: non si dimentichi l'impatto sullo scalo di Fiumicino ( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia i ministri del governo Prodi litigano tra di loro, Prodi si scontra con i sindacati e Veltroni non sa propria cosa proporre. Gli italiani sono sempre più convinti che la sinistra voleva svendere l'Alitalia ai francesi". "Sembra proprio - ha attaccato Roberto Maroni (Lega) - che il Governo sia impegnato a far fallire l'

Laura della Pasqua l.dellapasqua@iltempo.it La decisione ( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A parlare è Marco Zanichelli, che di Alitalia è stato amministratore delegato solo per quattro mesi da febbraio a maggio 2004, ma ha lavorato nella compagnia dall'89. Insomma uno che Alitalia la conosce bene. Come ad, presentò un suo piano di risanamento della compagnia. Un piano che però non fu accettato.

Governo contro sindacati: Nessun pre-accordo con AF ( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dopo lo scambio di vedute con i sindacati italiani hanno diffidato la compagnia ad occuparsi di Alitalia". Ma il caso Alitalia ha acceso anche l'ennesimo scontro tra ministri, tra il responsabile del Tesoro, Tommaso Padoa Schioppa, che aveva prospettato per la compagnia di bandiera l'ipotesi di fallimento e quello dei Trasporti, Alessandro Bianchi.

Irresponsabili le dichiarazioni del Tesoro ( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: rilasciate dal ministro Tommaso Padoa Schioppa sulla quasi esaurita liquidità di cassa di Alitalia, sono "al limite della irresponsabilità e lasciano oltremodo basiti". è la posizione dell'Unione Piloti, che ricorda come la comunicazione ufficiale dell'Azienda emessa il 29 Febbraio 2008, indicava in 282 mln la disponibilità e crediti finanziari a breve del Gruppo al 31 Gennaio 2008.

Destino Alitalia. Troppo tardi o troppo presto ( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa Il punto di ALESSANDRA SERVIDORI Destino Alitalia. Troppo tardi o troppo presto Il dramma Alitalia con i suoi connotati di tragedia nazionale ha infuocato il gelido clima pasquale. Le esternazioni dei vari componenti del Governo Prodi, "tutt'altro che in sonno" hanno assunto connotati di ridicola farsa: dalla denuncia di bancarotta del ministro del tesoro Padoa Schioppa,

Le sorprese che non vuoi le trovi sempre tutte ( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 1 Saranno tagliate le ali all'Alitalia? La compagnia di bandiera finirà nelle mani dei francesi che, da nazionalisti indomiti, la acquisteranno per asservirla alla loro (Air France), o i suoi libri saranno depositati presso il tribunale fallimentare? A Pasqua la sorpresa: Silvio Berlusconi ha annunciato una cordata nazional-bancaria-familiare,

Air France non ha fretta di chiudere la trattativa con ( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Air France non ha fretta di chiudere la trattativa con Alitalia mentre in casa nostra crescono le polemiche per il modo con cui è stata condotta sinora. Il nodo resta l'eventuale seconda cordata italiana. Oggi riprenderà il confronto tra Air France e i sindacati che mantengono alto il livello della polemica con il governo.

Vogliamo astenerci dallo stucchevole dibattito intorno ai ( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Vogliamo astenerci dallo stucchevole dibattito intorno ai destini di Alitalia, nel quale tutti si improvvisano esperti di gestione di compagnie aeree ed aeroporti senza avere, nella più parte dei casi, nemmeno le capacità per gestire una rivendita di granite in mezzo al deserto. Decidiamo allora di riferire un semplice episodio, accaduto ieri intorno alle ore 11.

La scelta difficile su Alitalia ( da "Voce d'Italia, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia La scelta difficile su Alitalia E le imminenti elezioni generali non favoriscono la chiarezza... Roma, 25 mar. - Il tema economico del momento sembra essere il destino della compagnia di bandiera italiana. The question is: Alitalia deve fallire, passare nelle mani di AirFrance-KLM, ovvero essere acquistata da una cordata - per la verità non meglio identificata -

Anticipazioni ( da "Manifesto, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Al voto PAGINA 3 Duello in tv? Il Pdl si sottrae Il Pd: "Temono il confronto" Alitalia PAGINA 5 Prodi attacca i sindacati Air France, oggi si tratta Pakistan PAGINA 8 Torna libero il giudice che ha sfidato Musharraf.

Anche Romano indica i sindacati rigidi ( da "Manifesto, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alla vigilia dell'incontro in qualche misura decisivo tra Air France, Alitalia e le nove sigle rappresentative nella compagnia di bandiera), ma soprattutto senza neppure la prospettiva di poter ottenere - da questo attacco - un vantaggio. Giusto un mettere anche il proprio sassolino nella cesta di pietre da scagliare contro i "reprobi".

Alitalia, da oggi trattativa vera ( da "Manifesto, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: inizio della tornata decisiva di incontri tra Air France, Alitalia e sindacati presenti in azienda, non c è traccia di una sola ipotesi credibile di soluzione "pacifica". Governo uscente e opposizione sono ovviamente ai ferri corti per motivi elettorali, con curiose sovrapposizioni (ora tutti vogliono "salvare Malpensa");

Alitalia, Prodi attacca i sindacati: <Hanno fatto scappare Lufthansa> ( da "Liberazione" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: da parte del cda di Alitalia. Dopo avere dimostrato capacità negoziale pari a zero, il presidente del consiglio cosa fa? Invece di sostenere lo sforzo dei sindacati, gli intima la resa: "I sindacati abbiano senso di responsabilità verso il Paese e verso l'Alitalia, sono loro che hanno fatto scappare Lufthansa", dichiara Prodi in Tv.

Air France : <Nuovo piano> Prodi: <In Italia niente di serio> ( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Air France : "Nuovo piano" Prodi: "In Italia niente di serio" Caso Alitalia ROMA. Air France annuncia un nuovo piano per Alitalia e la volontà di trattare a oltranza. Prodi sulla cordata italiana: "Finora non s'è visto nulla di serio". G.FERRARI e LOMBARDI >> 5 25/03/2008.

Laura della Pasqua l.dellapasqua@iltempo.it La decisione ( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ex Ad di Alitalia: "Per rilanciare la compagnia non ci vogliono vincoli sindacali" "La decisione se vendere ai francesi o affidarsi a una cordata italiana è legata ai tempi. Bisogna capire se l'Alitalia ha come vita massima tre mesi o di più. Nel primo caso la scelta di Air France è l'unica possibile.

Alitalia, tutti contro tutti ( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa la compagnia nella bufera Alitalia, tutti contro tutti Parigi non ha nessuna fretta di chiudere il dossier Alitalia e si appresta, già da oggi, quando incontrerà per la seconda volta i sindacati presso la sede della compagnia di via della Magliana, a condurre un negoziato a oltranza.

Berlusconi si concentra sulle regioni a rischio ( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Questo per quanto riguarda gli avversari. Ma sarà pure una strategia volta a demolire La Destra e l'Udc-Rosa Bianca, insistendo sul voto utile e con una campagna informativa capillare per rendere riconoscibile il simbolo del Pdl. Alcuni sondaggi di Forza Italia dicono che sono numerosi gli elettori che potrebbero far confusione.

Rutelli: la mia sfida, grandi opere e cura della città ( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: può e se davvero vuole acquistare Alitalia. Le chiacchiere stanno a zero, se davvero esiste una cordata italiana disposta a rilevare Alitalia è il momento che si faccia avanti, perché sono rimaste poche ore a disposizione per salvare la compagnia. Su Alitalia bisogna fare chiarezza: tutte le ipotesi avanzate in questi ultimi giorni il governo Prodi le aveva già valutate mesi fa.

Alitalia, Chiti nessuna congiura contro Lufthansa ( da "Voce d'Italia, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia, Chiti: nessuna congiura contro Lufthansa Firenze, 25 mar. - "Si tratta di fare un piacere all'Italia e ad Alitalia, e quindi di valutare le offerte piu serie e convenienti e scegliere su quella base. Ad oggi ce n'e una sola e non perche ci siano state delle congiure: c'e stata un'offerta sola".

Veltroni 'Pensioni piu' alte da luglio' ( da "Voce d'Italia, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In merito alla questione Alitalia, Veltroni ha ribadito: "se c'è una cordata italiana perfetto, però venga avanti adesso e non tra un mese, dopo le elezioni. Per ora c'è solo Air France e nella trattativa di oggi mi auguro possa essere fatto passo in avanti".

Veltroni: "Pensioni piu' alte da luglio" ( da "Voce d'Italia, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In merito alla questione Alitalia, Veltroni ha ribadito: "se c'è una cordata italiana perfetto, però venga avanti adesso e non tra un mese, dopo le elezioni. Per ora c'è solo Air France e nella trattativa di oggi mi auguro possa essere fatto passo in avanti".

AIR FRANCE: TRATTIAMO A OLTRANZA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: trattiamo a oltranza Alitalia, i francesi rilanciano. Il premier: sì alla cordata italiana, ma nessuno s'è presentato Prodi critica i sindacati: siano responsabili. Cgil, Cisl e Uil: ci ha tenuto all'oscuro per mesi Mentre Air France prepara un nuovo piano ed è pronta a trattare a oltranza (slitta il termine del 31 marzo),

Storie di ordinaria follia ( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ordinaria follia Vogliamo astenerci dallo stucchevole dibattito intorno ai destini di Alitalia, nel quale tutti si improvvisano esperti di gestione di compagnie aeree ed aeroporti senza avere, nella più parte dei casi, nemmeno le capacità per gestire una rivendita di granite in mezzo al deserto. Decidiamo allora di riferire un semplice episodio, accaduto ieri intorno alle ore 11.

Il classico pasticcio italiano ( da "Opinione, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per la precisazione, ha impiantato la sua politica sul rivendicazionismo, essendo priva di una strategia industriale che faccia fronte al venir meno delle commesse di Alitalia. Anche l'Alitalia con il passare del tempo assume l'aspetto di "Quer pasticciaccio brutto de Via della Magliana", così come fu il caso Sme.

Intervista a Giampiero Cantoni / Finirà con un pareggio e Spinetta se ne andrà ( da "Opinione, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sulla trattativa tra Air France e il governo italiano per Alitalia. E crede che alla fine ci sarà un pareggio perchè i pasticci dell'esecutivo in carica hanno già provocato un danno a Malpensa e perché Air France dovrà essere in ogni caso indennizzata con qualche contentino per farsi da parte se davvero dovesse spuntare la mitica cordata italiana caldeggiata da Silvio Berlusconi.

Veltroni precipita con Alitalia ( da "Opinione, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ormai la cordata italiana "si farà" "Sarà pronta in tre o quattro settimane" Veltroni precipita con Alitalia di Francesco Blasilli Questa è la storia di un "quasi disastro" aereo, perché una sorta di lieto fine ci sarà. Un avvertimento, però, per chi ha a cuore le sorti del Pd: il disastro elettorale, al contrario di quello aereo, sarà totale.

Se gli elettori sono per il fallimento ( da "Opinione, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: pensa che Alitalia debba essere liquidata, per far subentrare chi ha la forza di far funzionare le cose di Galùp Questa settimana abbiamo finalmente avuto il primo tema vero di scontro della campagna elettorale fra il partito di Berlusconi e quello di Veltroni: la vendita dell'Alitalia al maggior gruppo aereo del mondo,

La vendetta di Prodi ( da "Opinione, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: esplosione del caso Alitalia non solo ha riportato al centro della scena politica Prodi ed il suo governo ma ha completamente vanificato l'azione di recupero del Nord compiuta con tanta fatica nelle ultime settimane. Per salvare almeno in parte il lavoro svolto Veltroni dovrebbe armarsi di coraggio e rompere clamorosamente con il Presidente del Consiglio ed il Ministro dell'

Spinetta, risanatore pro domo sua ( da "Avanti!" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e lasciamo perdere quell'altro capitoletto squallido delle cosiddette "privatizzazioni"): l'Alitalia merita qualcosa di più. Non è una querelle da giocare sul terreno dei veti incrociati e neppure rivendicando chissà quale verginità politica. Il dado è tratto e la mano francese che crede di averlo tirato sta giocando sporco. Vengo al punto.

Berlusconi in vetta, vola con Alitalia ( da "Opinione, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008 Berlusconi in vetta, vola con Alitalia di Lucilla Bicocchi Ore decisive per Alitalia. La vicenda continua a restare al centro del dibattito politico, mentre dal leader del PdL arriva una nuova proposta che gli vale la vetta della classifica del parlato Tv. In 10 minuti e 31 secondi il Cavaliere lancia la sua proposta.

Aitalia: oggi incontro tra sindacati e Air France ( da "Voce d'Italia, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dichiarazioni che fanno ovvio riferimento ai Sindacati che sembrano da sempre sfavorevoli alla trattativa instaurata dal Governo con i cugini francesi. Nel pomeriggio sapremo l'esito dell'incontro, intanto il titolo Alitalia non riesce ad aprire a Piazza Affari per eccesso di rialzo, con un teorico 87,92% poi ridimensionato a 38,7%. Marco Grisafi.

Aitalia oggi incontro tra sindacati e Air France ( da "Voce d'Italia, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dichiarazioni che fanno ovvio riferimento ai Sindacati che sembrano da sempre sfavorevoli alla trattativa instaurata dal Governo con i cugini francesi. Nel pomeriggio sapremo l'esito dell'incontro, intanto il titolo Alitalia non riesce ad aprire a Piazza Affari per eccesso di rialzo, con un teorico 87,92% poi ridimensionato a 38,7%. Marco Grisafi.

AIR FRANCE RINVIA L'ULTIMATUM ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: decidere le sorti di Alitalia. In attesa di novità dalla Germania, dove Lufthansa resta alla finestra pronta a rientrare nella partita. Dopo la rottura della settimana scorsa, però, dal quartier generale di Air France arrivano segnali di apertura. Jean-Cyril Spinetta, presidente della compagnia francese incaricato di convincere le nove sigle dei lavoratori della bontà del suo progetto,

SBALLOTTATA DI QUA E DI Là, ALITALIA è PIù VICINA ALLA BANCAROTTA DOPO CHE BERLUSCONI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è più vicina alla bancarotta dopo che Berlusconi ha detto che, se vincerà le elezioni, bloccherà l'acquisto della compagnia da parte di Air France. Lo scrive il Financial Times analizzando la situazione della compagnia di bandiera. Un altro quotidiano britannico, il Times di Londra, ironizza sulla proposta del Cavaliere:

AirFrance pronta a trattare a oltranza E il titolo vola in borsa, poi viene sospeso ( da "Quotidiano.net" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: infine, "esiste un rischio fallimento per Alitalia. Per questo vogliamo condurre una trattativa seria. Non sarebbe giusto cedere Alitalia per farla sparire". Per il segretario della Cisl Raffaele Bonanni "è indispensabile che al tavolo ci sia anche il governo, con una posizione chiara e trasparente.

Pdl in testa anche al Senato Ma sarà decisiva l'affluenza Ghisleri, sondaggista di Berlusconi, nel 2006 azzeccò tutto ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Si riferisce al caso Alitalia? Quanti voti sposta la scelta del Cavaliere di difenderne l'italialanità? "Lo rileveremo domani e i risultati saranno noti entro venerdì, ultima data utile per la pubblicazione dei sondaggi. E chiaro, però, che la difesa di un patrimonio del Paese sia vista con simpatia.

Alitalia, l'ira di Prodi Francesi più morbidi: Trattiamo a oltranza Il premier ai sindacati: Hanno fatto fuggire Lufthansa ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, l'ira di Prodi Francesi più morbidi: "Trattiamo a oltranza" Il premier ai sindacati: "Hanno fatto fuggire Lufthansa" di NUCCIO NATOLI ? ROMA ? UNO SPIRAGLIO per Alitalia. "Pronti a trattare anche a oltranza", fa sapere da Parigi l'amministratore di Air France Jean Cyril Spinetta.

GRANDI MANOVRE IL MANAGER BRUNO ERMOLLI STA LAVORANDO PER METTERE INSIEME I CAPITALI. TOTO PRONTO A ENTRARE 0 Cordata italiana in stand-by aspettando il sì all'Expo 2015 ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Klm e vista la disastrosa situazione finanziaria in cui versano le casse di Alitalia. Il 31 marzo, ovvero lunedì prossimo, è la data che al momento mette tutti d'accordo. Entro lunedì potrebbero essere messe le carte in tavola. Parigi ha chiesto al Governo la disponibilità a dare un prestito-ponte ad Alitalia per consentire l'acquisizione.

"Un t" anche per il Wsj. Ma basterà? ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 25-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma cosa c'entra l'Alitalia? C'entra, perché per il quotidiano le vicende di questi giorni rivelano che Berlusconi "è un politico disposto a fare di tutto pur di riprendersi il potere. E questa non è certo una buona notizia, né per l'Alitalia né per l'Italia". Conosciamo già l'obiezione.


Articoli

Alitalia, asse Pdl-Sinistra per la cordata che non c'è (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Nel nome di una cordata italiana, che tuttavia ancora non si vede all'orizzonte, il diavolo e l'acqua santa si ritrovano assieme. La vendita di Alitalia ha la capacità di far camminare a braccetto Berlusconi e Bertinotti, entrambi accomunati dalla volontà di dire no all'offerta di Air France, seppur per motivi completamente diversi. La privatizzazione poi ha messo l'un contro l'altro i ministri Bianchi e Bonino: il primo tifa apertamente AirOne e sostiene che Alitalia può sopravvivere fino a fine anno; la seconda sottolinea la crisi di liquidità della compagnia e l'esigenza di trattare con i francesi. Trattativa che oggi continuerà con l'incontro fra Spinetta e i sindacati. A PAGINA 3.

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Ex ministro incontrerà i dipendenti del Caseificio (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

TERZO Ex ministro incontrerà i dipendenti del Caseificio Un incontro con l'ex ministro Pietro Lunardi sulla vicenda del Caseificio Merlo. L'appuntamento è per l'8 aprile alle 17 a Terzo nella sala Benzi. Come i dipendenti dell'Alitalia, i 64 dipendenti del Caseificio hanno passato le vacanze di Pasqua con il fiato sospeso in attesa di sapere se vi sarà una cordata credibile in grado di rilevare l'azienda. Per il momento, non c'è ancora nessun nome ufficiale per quanto riguarda un possibile acquirente, ma sempre con più insistenza si parla di un imprenditore ligure già operante nel settore della raccolta latte. "Non ci sono novità circa l'evoluzione della vicenda relativa al Caseificio Merlo che sta tenendo tutti in apprensione - commenta il sindaco Vittorio Grillo -. Rimane il fatto che vi sono in gioco numerosi posti di lavoro in un contesto occupazionale dell'Acquese già critico". Il 3 aprile si terrà lo sciopero di 8 ore dell'intero Gruppo Granarolo, di cui fa parte il Caseificio Merlo. Sempre il prossimo mese vi sarà un ulteriore incontro tra i vertici dell'azienda e i sindacati: l'obiettivo di questi ultimi è di scongiurare la chiusura definitiva del Caseificio e la messa in mobilità dei lavoratori.

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Il simulatore di volo nelle scuole della città (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

ARMA AERONAUTICA Il simulatore di volo nelle scuole della città Ha riscosso successo nella recente rassegna TecnoAcqui, lo stand della sezione dell'Associazione Arma Aeronautica in collaborazione con la società Massa Informatica in cui era possibile cimentarsi con l'ultima edizione di Flight Simulator, il fortunato programma di simulazione del volo di Microsoft. "Visto il successo e l'interesse - commenta il presidente dell'Associazione, il comandante Ernesto Giolito - pensiamo di riproporre l'iniziativa nelle scuole medie e superiori della città per avvicinare i giovani al mondo del volo". La lezione di volo virtuale sarà preceduta da una teorica sull'aerodinamica e sulla meccanica del volo. "E' importante fare comprendere a chi si avvicina al mondo dell'aviazione i concetti basilari dell'aerodinamica" prosegue Giolito. Il comandante ha all'attivo circa 20 mila ore di volo su aerei veri. Nell'aeronautica militare ha volato su MB 326 e G91. Quindi è entrato in Alitalia, pilotando quasi tutti gli aeromobili della flotta dal Caravelle al Boeing 767. Recentemente, ha realizzato un sito internet per gli appassionati dell'aeronautica (www.flyitaly.it). Le scuole interessate all'iniziativa promozionale, gratuita, possono scrivere a: e.giolito@flyitaly.it.

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LE PENSIONI DI WALTER (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Federico Geremicca LE PENSIONI DI WALTER Probabilmente l'immagine che rende meglio l'idea dello stato della competition elettorale tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi a tre settimane dal voto è quella di una partita di calcio. Meglio: del secondo tempo di un match che ricomincia con una squadra che torna in campo dopo aver dato molto, se non tutto, nella prima frazione, e l'altra che - avendo potuto giocare di rimessa - appare più fresca e in grado di controllare la partita. Dopo un avvio sprint, infatti, il passo di Veltroni sembra essersi fatto più pesante: e se è vero che ha recuperato parte dello svantaggio iniziale, la sensazione è che nel momento in cui dovrebbe mettere a segno la rete decisiva si ritrovi d'improvviso col fiato grosso e a corto di energie. Dopo la rimonta iniziale, da una settimana i sondaggi segnano una fase di stagnazione; e messo alle spalle l'avvio spettacolare e coraggioso fatto di rottura delle vecchie alleanze e candidature a effetto, ora la campagna si combatte in un tran tran un po' noioso (in un gioco a centrocampo, insomma) che avvantaggia soprattutto chi deve difendersi. L'interrogativo dunque è: può - e come - Veltroni ripartire all'attacco per completare la rimonta? Lo staff perennemente al lavoro nel loft del Circo Massimo esclude cambi di rotta e colpi a sorpresa: "Veltroni - spiegano - continuerà lungo la linea tracciata: niente polemiche e toni alti, replica all'avversario solo se costretto e da adesso in poi insistenza ancor maggiore sugli obiettivi programmatici del suo possibile governo. E' il profilo di una campagna elettorale normale, finalmente da Paese europeo: ed è un po' avvilente che la si consideri invece noiosa, solo perché usciamo da quindici anni di competizioni condotte a colpi di insulti e di paure del comunismo". Il fatto, però, che cambi di toni e di rotta non ce ne saranno non vuol dire che Veltroni non abbia ancora in cantiere iniziative capaci di far discutere. Il leader del Pd, infatti, si prepara a mettere in campo alcune proposte tematiche di sicuro impatto: la prima, già oggi, riguarderà le pensioni medio-basse, ferme da anni ed erose dall'inflazione. Ci hanno lavorato per settimane Morando, Tonini e Treu, approdando ad una proposta che punta ad agganciare questa fascia di pensioni al continuo aumento del costo della vita. Sul piano dei "colpi d'immagine", invece, resta da calare la carta della squadra di governo, che Veltroni vorrebbe riservare per gli ultimi giorni di campagna elettorale. Il leader del Pd non annuncerà i nomi di tutti e 12 i membri del suo possibile esecutivo ma solo quelli che al loft definiscono i "ministri della società civile", cioè personalità non parlamentari ma provenienti dal mondo dell'economia e delle professioni: si tratterà di nomi illustri, portatori di competenze che dovrebbero garantire circa l'efficacia dell'eventuale azione di governo. Basterà a ridare slancio alla rincorsa del Pd? "Dipende naturalmente dal tipo di proposte che avanzerà e dalla qualità di quella parte della squadra di governo che vorrà annunciare - spiega Claudio Velardi, ex consigliere di D'Alema e fondatore, oltre che di Reti, di New Politics, società di marketing politico e comunicazione istituzionale -. E dipende, soprattutto, dalle mosse che farà il suo avversario. La svolta alla campagna elettorale l'ha infatti impressa Berlusconi con la sua sortita su Alitalia, tema di sostanza e di grande impatto. Veltroni deve augurarsi che il Cavaliere non abbia in serbo altri colpi così, e soprattutto deve sperare che alla fine il duello tv si faccia, perché non c'è dubbio che nel confronto diretto la sua freschezza comunicativa prevarrebbe sugli argomenti di Berlusconi". Non dissimile è l'analisi di Antonio Polito, direttore de "Il Riformista", che alla vicenda Alitalia attribuisce - però - un valore ancor maggiore: "Berlusconi se ne sta avvantaggiando - dice - perché con la sua sortita è riuscito a riportare al centro della scena il governo Prodi, che Veltroni - al contrario - ha tentato in ogni modo di far dimenticare e tener lontano dalla contesa. In Tv c'è di nuovo Prodi che deve spiegare e difendersi, sono ricominciate le liti tra ministri... Insomma di fronte agli italiani è ricomparso il teatrino che tanti danni aveva fatto al centrosinistra. Credo che per uscire dalle secche - conclude Polito - Veltroni dovrebbe puntare con forza su un tema altrettanto concreto, tirando fuori soluzioni praticabili e accompagnate da dati e cifre. Immagino ci proverà. E immagino lo farà sul tema del precariato, che lui stesso ha definito la priorità delle priorità". Insomma, è necessaria una scossa. Ma è a una scossa assai meno leaderistica che pensa, dal suo osservatorio bolognese, Sergio Cofferati. "A Veltroni non si può chiedere di più. Sta facendo una campagna elettorale ottima e impegnativa perché, dico per dire, se annuncia che toccherà tutte le province italiane, poi deve farlo. L'importante - però - è che prima e dopo l'arrivo del leader, in quelle province poi la campagna elettorale cominci davvero, con le iniziative locali, i porta a porta, i contatti personali... Questa legge elettorale non stimola certo l'attivismo dei candidati, non essendoci le preferenze ed essendo tutti più o meno sicuri o dell'elezione o del fatto che non saranno eletti: ma per completare la rimonta è indispensabile la mobilitazione di tutto il popolo delle primarie". Veltroni ci ha pensato, e domenica prossima saranno allestiti 12 mila gazebo nei quali verranno distribuiti kit con materiale di propaganda pensato per convincere gli elettori ancora indecisi. A quel punto, alla fine della campagna elettorale mancheranno appena una decina di giorni. Un'inezia o un'eternità, secondo i punti vista.

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IL CONTRATTO DI SILVIO (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Andrea Romano IL CONTRATTO DI SILVIO C'è poco da fare, Silvio Berlusconi è ancora avanti. Saranno cinque, sette o nove i punti di vantaggio sul Pd ma quel che conta è che a meno di tre settimane dal voto il suo distacco si è fatto stabile e robusto. In attesa di conoscere il colpo di scena con cui Walter Veltroni tenterà di ribaltare la situazione, viene da domandarsi quale sia il segreto di questo settantenne che sembra essersi acconciato ad una campagna elettorale di piccolo cabotaggio senza essere mai stato neanche insidiato dall'inseguitore. Difficile che la sua arma in più sia nascosta nella coalizione, che nel frattempo si è fatta più circoscritta e radicale e nella quale non si notano personalità in grado di aggiungere dosi rilevanti di carisma o prestigio. Altrettanto prevedibile è stata fino ad oggi la qualità della sua proposta politica, che a parte l'alzata d'ingegno dell'Alitalia (peraltro tutta da verificare e a forte rischio di autogol) si è organizzata su uno spartito già ampiamente noto: contratto con gli italiani, anticomunismo, sicurezza. Il tutto ripreso dal suo bagaglio più tradizionale ma recitato su toni più bassi di qualche ottava, senza i fuochi d'artificio dei tempi che furono e con l'aggiunta di una pacatezza - questa sì sconosciuta - verso un futuro economico che il berlusconismo prima maniera ci avrebbe descritto come sfavillante contro ogni evidenza. Persino il look e il linguaggio del corpo si sono fatti più flemmatici, al limite dell'indolenza, con abbondanza di tristi camicie scure e la curiosa prevalenza del comizio da predellino sul gigantismo da palco al quale ci eravamo abituati. Nonostante questo e molto altro di già visto e sentito, Berlusconi appare lanciato verso la sua terza vittoria elettorale. Perché alla fine dei conti anche questo voto coinciderà con un referendum popolare sulla sua persona, sul profilo di colui che nel quindicennio della transizione italiana ha rappresentato l'unico motore immobile della nostra politica. In assenza di autentiche alternative alla sua leadership, in mancanza di competitori sufficientemente forti o coraggiosi da sfidarne il carisma di cui gode presso i moderati italiani, l'elettorato sembra pronto a riprendersi quanto era stato accantonato dal voto del 2006 pur di lasciarsi alle spalle i due anni dell'Unione. Due anni che continuano a pesare, con la loro eredità tutt'altro che dimenticata di confusione politica e personale, nonostante gli sforzi che in queste settimane Walter Veltroni ha dedicato a farci immaginare che dall'oggi al domani una nuova e luminosa alba fosse iniziata per l'Italia e per il centrosinistra. Perché forse il vero segreto dell'ostinato successo di Berlusconi è proprio qui. Nel fatto che - nonostante i ridondanti annunci di novità - quelli che si fronteggiano sono i medesimi schieramenti che abbiamo conosciuto in tutti questi anni. Lo stesso Veltroni si è limitato a tonificare le proprie truppe, a superare il torpore dell'ultimo prodismo, dando qualche rinfrescata qua e là senza mutare la sostanza di una proposta e di un costume politico di cui l'Italia ha visto la concreta applicazione negli anni più recenti. E già oggi, nell'attesa di un miracoloso sfondamento da realizzare in meno di venti giorni, i suoi strateghi e luogotenenti sembrano concentrati sulla soglia di sconfitta minimamente accettabile per farlo rimanere al comando di quanto resterà del Partito democratico. Una volta smaltito l'effetto-novità dei primi giorni, sono due le vecchie ricette che tornano ad affrontarsi in quella che le cronache ricorderanno come l'ennesima e inconcludente campagna elettorale della lunghissima transizione italiana. Una campagna che si appresta a concludersi con la vittoria di colui che più di altri ha rappresentato la continuità politica e culturale del quindicennio, anche nella sua ultima e più prevedibile versione. www.lastampa.it/romano.

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Alitalia, tagli più leggeri (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

L'ad di Air France Spinetta ammorbidisce il piano. E sul salvataggio della compagnia è scontro tra Prodi e la Cisl Alitalia, tagli più leggeri Trattativa non-stop. Intervista alla Bonino: Lufthansa è scappata per i sindacati Air France punta a chiudere l'accordo e per questo l'ad Spinetta è pronto a trattare "ad oltranza" anche oltre il termine del 31 marzo. Inoltre, la compagnia è pronta a riassorbire nel suo gruppo una parte dei piloti in esubero dal settore cargo. Sul salvataggio di Alitalia è polemica fra il premier, Romano Prodi, e la Cisl. In un'intervista a "La Stampa" Emma Bonino sostiene che Lufthansa ha deciso di lasciare per timore dei sindacati. ALLE PAG. 2 E 3.

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"Paura dei sindacati Così sono scappati tutti gli acquirenti" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Intervista Emma Bonino TANTE CONDIZIONI RISTRUTTURAZIONE "Paura dei sindacati Così sono scappati tutti gli acquirenti" ANTONELLA RAMPINO "All'inizio della gara troppe garanzie per l'occupazione" "Qualunque cordata dovrà innanzitutto ridurre il personale" ROMA Quanti ne ho visti, di partner e acquirenti potenziali che atterravano nella trattativa e decollavano spaventati dopo poco... China Airways e Singapore Airlines, Emirates, praticamente non c'era viaggio di Stato in cui non si cercasse di piazzare Alitalia, dopo che gli americani di Texas Pacific, i miglior ristrutturatori di compagnie aeree al mondo, si son tirati via per paura dei sindacati italiani, e dopo che gli advisor hanno verificato come inconsistente la proposta di Air One... Bonanni dice che è stato il governo a far scappare Lufthansa? Quello tedesco era il piano più serio, il preferito forse da Padoa-Schioppa: hanno avuto anche loro paura dei sindacati. Io ho un'esperienza diretta, ne parlai con l'emiro, nonché primo ministro, del Qatar. E che mi rispose, pure lui? Se con i sindacati ve la vedete voi prima, bene, altrimenti...". E' un fiume in piena Emma Bonino sulla vexata quaestio di Alitalia. E per forza: il dossier ce l'aveva già sul tavolo ai tempi della Commissione europea. Per questo dice che "il problema non è solo l'asse statalista da Bertinotti a Berlusconi: l'assistenzialismo in Italia esiste fin dai tempi della Dc, un male endemico contro cui noi radicali ci siamo battuti. Temo che questo revival dirigista in salsa nazionalista sortisca come effetto il ritiro dell'unica offerta seria, quella di Air France, e il fallimento di Alitalia con quasi 20 mila disoccupati". Anche il governo Prodi però l'ha tirata in lungo. .. "Abbiamo scontato un tasso di complicazione da discussione collegiale di cui avrei fatto volentieri a meno. Ma non c'è mai stato tatticismo e men che meno sulle spalle dei lavoratori. Nella prima fase, sotto la spinta sindacale, sono state poste condizioni occupazionali che nessuna compagnia avrebbe potuto accettare. Ma dopo, Prodi e Padoa-Schioppa hanno fatto di tutto per sollecitare le imprese italiane a un impegno serio. Nessuno si è fatto avanti, solo Air France con l'unico piano possibile. Ridurre il personale e ristrutturare pesantemente è del resto quel che toccherebbe comunque a qualsiasi cordata". Non è quel che sostengono Berlusconi e l'anti-mercatista Tremonti... "Tutto quel che disse Tremonti, qualche settimana fa, è che l'Alitalia è come gli skilift, perché non necessariamente un'azienda pubblica deve essere in attivo, quel che conta è che guadagni l'indotto. Io gli chiesi se Alitalia e uno skilift sono proprio la stessa cosa, ma non mi rispose. Per Berlusconi si tratta di una cordata più elettorale che imprenditoriale. Palazzo Chigi lo ha sempre tenuto informato, e fino a una settimana fa, mentre sulle nomine non c'è stato nessun via libera, su Alitalia il messaggio che veniva da Berlusconi era univoco: avanti velocemente con Air France perché non vogliamo ereditare la patata bollente. Probabilmente nell'ultima settimana ha valutato di avere tra le mani una buona carta elettorale. Ma perché alla cordata non ci ha pensato nei cinque anni del suo governo e nei due di trattative per la vendita di Alitalia?". E' vero che in cassa fino al 31 marzo ci sono solo 100 milioni? Formigoni e il ministro Bianchi contestano il dato. "Il calcolo parte dal piano Prato di fine gennaio. I dati sono anche sul sito Internet di Alitalia. Nel frattempo, il prezzo del carburante è aumentato, e Alitalia rischia di perdere l'open sky, la liberalizzazione dei voli con gli Usa. Al 31 marzo bisogna portare i libri in tribunale a meno di un prestito ponte che Bruxelles autorizzerà solo a fronte di una vendita certa. E Formigoni sa benissimo che solo il 38% dei passeggeri del Nord utilizza Malpensa, da Torino, per esempio, si va a Francoforte e di lì si prende il volo per il mondo. Per questo Malpensa è in passivo. Berlusconi farebbe bene a chiedersi quanti voti gli può portare la difesa leghista di Malpensa". Eugenio Scalfari stima in 14 miliardi la cifra necessaria per rilevare e rilanciare Alitalia. Concorda? "Se non si ha il background di una grande compagnia come Air France-Klm, e si tiene conto degli investimenti necessari in 5 anni per portare Alitalia in attivo, la stima è verosimile. Quale cordata italiana ha la solidità finanziaria per imbarcarsi in un'operazione di questa portata?".

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"Sì, di troppi veti si può morire" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Gli ex top manager Colloqui "Sì, di troppi veti si può morire" LUIGI GRASSIA Domenico Cempella, Fausto Cereti, Giovanni Bisignani: a tre ex top manager Alitalia i moniti di Prodi e l'accusa della Bonino ai sindacati in quanto palla al piede della compagnia di bandiera evocano tre differenti memorie storiche e altrettante reazioni diverse. Quella meno polemica è di Cempella, amministratore delegato fra il 1996 e il 2001; al telefono non vorrebbe parlare, ma una frase se la lascia scappare: "L'atteggiamento dei sindacati è direttamente collegato al tipo di manager che hanno di fronte. Con me non sono mai stati una palla al piede...". Invece Cereti, che di Alitalia fu presidente fra il '96 e il 2003 e oggi è presidente dell'Assaereo che federa le compagnie italiane, conviene che "sì, i sindacati sono stati davvero una delle palle al piede di Alitalia". Anche se non l'unica. La sua esperienza dice che "ogni volta che in Alitalia si è provato a cambiare qualcosa, a far capire che non si poteva andare avanti alla solita maniera come se niente fosse, partiva subito la telefonata a Palazzo Chigi e lì, purtroppo, i sindacati trovavano immediata attenzione", dai governi di entrambi gli schieramenti politici. E una volta ci si è spinti, accusa Cereti, a nominare "un presidente di Alitalia che difendeva Malpensa e un amministratore delegato che tifava per Fiumicino". Il risultato è che "Alitalia in tutti questi anni non ha mai avuto la possibilità di innovare". A suo giudizio c'è un denominatore comune negli errori ripetuti nel tempo: "Non si mai accettata l'idea di competere. Si è sempre coltivata l'illusione di poter conservare o ripristinare, prima o poi, il monopolio. È la stessa cosa che sogna adesso chi dice: facciamo la fusione con Air One, facciamo una grande azienda italiana e buttiamo fuori tutti gli altri". E se si fa notare a Cereti che all'estero la maggior parte delle compagnie di bandiera sono rimaste semi-monopoliste nei rispettivi mercati, l'ex top manager ribatte che "le altre compagnie hanno intrapreso dure ristrutturazioni. Hanno cambiato il loro atteggiamento verso il pubblico. E hanno assorbito gli operatori che non si sono confrontati col mercato e sono falliti, come era giusto ". Esempi negativi: "La belga Sabena, che mentre era in corso l'ultimo sciopero dei suoi piloti è fallita. E la Swissair, per la quale il governo di Berna ha organizzato un'operazione simile a quella che tenta oggi Berlusconi, mettendo assieme le industrie svizzere, il Crédit Suisse, la Zurich, la Nestlè. Ma pur avendo la nuova Swiss riassunto solo la metà dei piloti dopo il fallimento, nel giro di due anni è affondata di nuovo ed è stata assorbita dalla Lufthansa". Del resto a Bruxelles vedono in questo un fenomeno positivo, dicono che in Europa devono rimanere solo tre compagnie, e ormai è chiaro che i poli saranno Lufthansa, Air France e British Airways. L'estrema illusione dei sindacati, dice Cereti, è che si possa tirare avanti col commissariamento, come si è fatto, in tutt'altro settore, con Parmalat. "Ma la Parmalat commissariata era in grado di sopravvivere giorno dopo giorno come industria. Invece Alitalia perde due milioni di euro ogni 24 ore. Se arrivasse un commissario potrebbe fare solo due cose: liquidare o vendere a pezzi. E in entrambi i casi i posti di lavoro sarebbero perduti". Cereti chiude con un'osservazione maliziosa: "Questi giovanotti, sempre gli stessi, che fanno i sindacalisti del trasporto aereo da 40 anni non vogliono cedere perché temono che con tutto il resto spariscano anche i loro sindacati". Giovanni Bisignani, a.d. di Alitalia dall'89 al '94, ha sempre sostenuto (ancora in occasione del meeting a Vancouver della Iata, di cui è direttore) che "di fonte ai veti sindacali l'unica strategia valida per Alitalia sarebbe stata quella che ho attuato io: crescere, e poi non trasferire ai lavoratori tutti i benefici ottenuti, ma solo una parte contrattata con loro. Invece, con i tagli non si andava da nessuna parte". Ma dopo Bisignani si è puntato solo sui tagli. Senza risultati.

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Tagli impossibili L'unica strategia era la crescita (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

GIOVANNI BISIGNANI DOMENICO CEMPELLA "Tagli impossibili L'unica strategia era la crescita" "Tutto dipende da chi è al timone. Con me niente palle al piede" Domenico Cempella, Fausto Cereti, Giovanni Bisignani: a tre ex top manager Alitalia i moniti di Prodi e l'accusa della Bonino ai sindacati in quanto palla al piede della compagnia di bandiera evocano tre differenti memorie storiche e altrettante reazioni diverse. Quella meno polemica è di Cempella, amministratore delegato fra il 1996 e il 2001; al telefono non vorrebbe parlare, ma una frase se la lascia scappare: "L'atteggiamento dei sindacati è direttamente collegato al tipo di manager che hanno di fronte. Con me non sono mai stati una palla al piede...". Invece Cereti, che di Alitalia fu presidente fra il '96 e il 2003 e oggi è presidente dell'Assaereo che federa le compagnie italiane, conviene che "sì, i sindacati sono stati davvero una delle palle al piede di Alitalia". Anche se non l'unica. La sua esperienza dice che "ogni volta che in Alitalia si è provato a cambiare qualcosa, a far capire che non si poteva andare avanti alla solita maniera come se niente fosse, partiva subito la telefonata a Palazzo Chigi e lì, purtroppo, i sindacati trovavano immediata attenzione", dai governi di entrambi gli schieramenti politici. E una volta ci si è spinti, accusa Cereti, a nominare "un presidente di Alitalia che difendeva Malpensa e un amministratore delegato che tifava per Fiumicino". Il risultato è che "Alitalia in tutti questi anni non ha mai avuto la possibilità di innovare". A suo giudizio c'è un denominatore comune negli errori ripetuti nel tempo: "Non si mai accettata l'idea di competere. Si è sempre coltivata l'illusione di poter conservare o ripristinare, prima o poi, il monopolio. È la stessa cosa che sogna adesso chi dice: facciamo la fusione con Air One, facciamo una grande azienda italiana e buttiamo fuori tutti gli altri". E se si fa notare a Cereti che all'estero la maggior parte delle compagnie di bandiera sono rimaste semi-monopoliste nei rispettivi mercati, l'ex top manager ribatte che "le altre compagnie hanno intrapreso dure ristrutturazioni. Hanno cambiato il loro atteggiamento verso il pubblico. E hanno assorbito gli operatori che non si sono confrontati col mercato e sono falliti, come era giusto ". Esempi negativi: "La belga Sabena, che mentre era in corso l'ultimo sciopero dei suoi piloti è fallita. E la Swissair, per la quale il governo di Berna ha organizzato un'operazione simile a quella che tenta oggi Berlusconi, mettendo assieme le industrie svizzere, il Crédit Suisse, la Zurich, la Nestlè. Ma pur avendo la nuova Swiss riassunto solo la metà dei piloti dopo il fallimento, nel giro di due anni è affondata di nuovo ed è stata assorbita dalla Lufthansa". Del resto a Bruxelles vedono in questo un fenomeno positivo, dicono che in Europa devono rimanere solo tre compagnie, e ormai è chiaro che i poli saranno Lufthansa, Air France e British Airways. L'estrema illusione dei sindacati, dice Cereti, è che si possa tirare avanti col commissariamento, come si è fatto, in tutt'altro settore, con Parmalat. "Ma la Parmalat commissariata era in grado di sopravvivere giorno dopo giorno come industria. Invece Alitalia perde due milioni di euro ogni 24 ore. Se arrivasse un commissario potrebbe fare solo due cose: liquidare o vendere a pezzi. E in entrambi i casi i posti di lavoro sarebbero perduti". Cereti chiude con un'osservazione maliziosa: "Questi giovanotti, sempre gli stessi, che fanno i sindacalisti del trasporto aereo da 40 anni non vogliono cedere perché temono che con tutto il resto spariscano anche i loro sindacati". Giovanni Bisignani, a.d. di Alitalia dall'89 al '94, ha sempre sostenuto (ancora in occasione del meeting a Vancouver della Iata, di cui è direttore) che "di fonte ai veti sindacali l'unica strategia valida per Alitalia sarebbe stata quella che ho attuato io: crescere, e poi non trasferire ai lavoratori tutti i benefici ottenuti, ma solo una parte contrattata con loro. Invece, con i tagli non si andava da nessuna parte". Ma dopo Bisignani si è puntato solo sui tagli. Senza risultati.

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Il ritorno di Spinetta "Trattativa non-stop e nuove proposte" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Prodi alle sigle dei lavoratori: "Siate responsabili Texas Pacific cercava soci italiani, non li ha trovati" [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Otto anni di contratto garantito per le attività di terra che rimarrebbero fuori della nuova Alitalia, posto garantito per i 150 piloti del settore Cargo in via di dismissione, piano di rilancio per Atitech, la controllata napoletana addetta alla manutenzione degli aerei più vecchi della flotta: non sarà il punto di arrivo della trattativa ed è improbabile che ai sindacati basterà, ma le indiscrezioni che ieri filtravano dal quartier generale di Air France-Klm sulle modifiche al piano Alitalia confermano che, nonostante i proclami del Cavaliere, Jean-Cyril Spinetta non vuole abbandonare il campo. Alle 21,15 di ieri il manager francese - stavolta solo e con un volo Air France - è sbarcato a Roma. Alle 14 di oggi, dopo un incontro con Maurizio Prato, ritenterà l'accordo con le nove sigle della compagnia. Ha con sé un documento di trenta pagine: "Siamo disposti a trattare ad oltranza", dicevano ieri da Parigi. La mezzanotte del 31 marzo non sarà un termine perentorio: se fosse necessario qualche giorno in più, "ce lo prenderemo". Spinetta sa che dopo il 13 aprile potrebbe trovare sulla sua strada Berlusconi, la Lega e il fantasma di Malpensa; ma se nel frattempo chiudesse con i sindacati otterrebbe il via libera del Partito Democratico e avrebbe sottratto un argomento al centro-destra. Benché ormai tema l'attivismo di Berlusconi, Spinetta si fa forte del fatto che la sbandierata cordata tricolore ancora non c'è. Ieri Romano Prodi lo ha detto esplicitamente: "Il governo è aperto a eventuali nuove proposte ma finora non ci sono state alternative serie e concrete ad Air France-Klm". Complice la pausa festiva, Berlusconi non ha più esternato. A tenere vivo un dibattito che imbarazza la Consob ci ha pensato domenica Alessandro Bianchi. L'ormai ex ministro dei Trasporti ha smentito il collega Padoa-Schioppa sulle condizioni finanziarie della compagnia: "Un allarme ingiustificato". Eppure l'ultima comunicazione alla Consob del 31 gennaio parla di 282 milioni di liquidità: nella migliore delle ipotesi, e a meno di immediate operazioni di cessione, Alitalia ha ossigeno per due mesi. Per allora, in mancanza di garanzie, qualunque fornitore si guarderà bene dal concedere credito ad Alitalia. I sindacati si trovano a camminare lungo il burrone: la proposta franco-olandese potrebbe essere l'ultima prima del commissariamento. Prodi quasi li intima: "Devono capire che hanno un ruolo di grande responsabilità nei confronti dei loro lavoratori e del Paese". Al premier non piace per nulla l'asse fra le sigle e Berlusconi a favore di un prestito-ponte per tentare nuove strade. L'offerta di Lufthansa? "Il comitato di sorveglianza composto per lo più da sindacalisti ha rinunciato a fare l'offerta dopo aver incontrato i colleghi italiani". La cordata italiana? "Gli americani di Texas Pacific e Mediobanca hanno cercato soci italiani. Si sono ritirati perché non li hanno trovati". In queste ultime ore le sigle sembrano andare in ordine sparso: più trattativiste la Cgil e la Uil ("Il nostro senso di responsabilità è fuori discussione anche in questa circostanza", diceva ieri Guglielmo Epifani), ancora sulle barricate il leader della Cisl Raffaele Bonanni: "Prodi non dice che Lufthansa si è ritirata perché sapevano del suo rapporto indissolubile con Air France-Klm". Risponderà Prodi attraverso il fido sottosegretario Enrico Micheli: "Ho conosciuto e trattato personalmente con i grandi segretari della Cisl, ma mai mi era capitato di leggere una dichiarazione tanto singolare come quella dell'attuale, ineffabile segretario Bonanni". In molti ora attendono di capire come andrà a finire il confronto fra Air France-Klm e i sindacati: in primis la Air One di Carlo Toto, Intesa Sanpaolo e Texas Pacific, che il dossier non lo hanno mai del tutto chiuso. Venerdì ci sono stati contatti fra il responsabile investment banking della banca milanese Gaetano Micciché e il numero uno italiano di Tpg Davide Croff. Se Prodi o il nuovo governo fossero costretti al commissariamento, per imporre il risanamento non ci sarebbe più bisogno di alcun consenso sindacale. Anche Spinetta è tentato di prendere tempo, ma sa che in quel caso la cordata tricolore o la variante a stelle e strisce avrebbero la meglio.

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Air France :<Nuovo piano>Prodi: <In Italia niente di serio> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Air France :"Nuovo piano"Prodi: "In Italia niente di serio" caso alitalia dal nostro inviato PAOLO CRECCHI Sestri Levante. Domani Tino Barbera avrebbe dovuto cedere lo Schooner a Umberto Smaila, ma venerdì pomeriggio è morto Barbera e lunedì notte è stato incendiato lo Schooner. I carabinieri ritengono che la relazione tra i due avvenimenti sia improbabile, ma intanto hanno fermato i presunti piromani: Carmelo Mineo, 23 anni, e Luca Ministi, 34. Gestiscono due locali a Sestri Levante. La Procura ha chiesto che l'autopsia di Barbera, prevista per oggi, sia particolarmente accurata. Davvero il patron dello Schooner è stato ucciso da un'onda anomala, come per ora dice l'inchiesta? segue >> 3 25/03/2008.

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Alitalia, la grande fuga della politicadalle responsabilità (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Sembra che il caso Alitalia sia arrivato alla stretta finale. Al di là di come la si pensi circa la soluzione che è stata scelta (forse a questi punti non c'era più niente da fare) mi domando come mai si è aspettato di arrivare fino all'ora estrema. In tutti questi anni periodicamente il problema saltava fuori ma nessun governo, nessun politico ha mai voluto affrontarlo con la dovuta responsabilità che richiedeva. Ecco la parola chiave: responsabilità, quella responsabilità che nel nostro Paese nessuno, a nessun livello, si vuole prendere. Chi non fa non sbaglia. Anche se la vicenda di Alitalia, come tante altre vicende, finisse nel peggiore dei modi, non potrebbero mai essere individuati dei responsabili, non si potrebbero imputare colpe a nessuno e nessuno pagherebbe per quello che non ha fatto. Anche se il non fare in molti casi è peggio del fare male. Ma siamo sicuri che questo modo di comportarsi non ricada mai sulle spalle di qualcuno? O è sempre il popolino che in un modo o nell'altro ne paga le conseguenze? - Un cucchiaino per uno e la leviamo di lì! Giovanni Barsanti E-MAIL 25/03/2008 tax corner i quesiti su imposte e tasse avvocato SARA ARMELLA Scrivere a: Il Secolo XIX piazza Piccapietra 21 rubrica: Tax Corner - 16121 Genova fax. 010 5956060; e-mail: taxcorner@ilsecoloxix.it 25/03/2008.

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<expo 2015, milano sarà danneggiata> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

"expo 2015, milano sarà danneggiata" assoedilizia Roma. Il caso Alitalia può influire negativamente sul parere che il Bureau International des Expositions (Bie) si appresta a dare su Expo 2015. A sostenerlo è il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici, che sottolinea come "fra i lombardi e fra tutti coloro che hanno a cuore il progresso del nostro Paese" ci sia "molta trepidazione nell'attesa dell'esito della votazione del Bie per l'assegnazione dell'Expo 2015". Gli imprenditori edili temono che la complicata vicenda che ha come protagonista la compagnia di bandiera e, di conseguenza, la ristrutturazione delle attività di Malpensa, giochi a sfavore del capoluogo lombardo. "Qualcuno -sostiene Colombo Clerici - teme che ci possa essere una interferenza negativa della vicenda Malpensa". "Per parte nostra, da cittadini lombardi - aggiunge - già dall'inizio del caso, abbiamo avuto modo di affermare responsabilmente (ed ora più che mai la ribadiamo) la disponibilità a sostenere, attraverso una tassa di scopo regionale, una cordata per una compagnia aerea itaaliana che si ponga l'obiettivo di operare su Malpensa come hub". "La tassa di scopo - spiega ancora il presidente di Assoedilizia - si giustifica in quanto si tratta di finanziare, non una semplice azienda commerciale, ma una impresa che deve gestire una attivitàdi interesse collettivo, cioè un pubblico servizio collegato a concessioni pubbliche". A mali estremi, estremi rimedi, dunque. - conclude il leader delle imprese edili - Non possiamo pensare, infatti, che le nostre regioni settentrionali rimangano sguarnite di un aeroporto-fulcro, anche alla luce della efficienza e della funzionalità che occorrerà dimostrare per ospitare adeguatamente l'Expo 2015". 25/03/2008.

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Bianchi attacca Padoa-Schioppa, il governo va in frantumi (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Ministri divisi su tutto Prodi: "Cordata italiana? Mai vista". E il ministro dei Trasporti attacca il collega dell'Economia: "Alitalia ha risorse fino a dicembre" 25/03/2008 Roma. Una cordata italiana per l'Alitalia? Sarebbe "auspicabile" ma "finora non si è visto nulla". Alla vigilia della trattativa tra sindacati e Air France, Romano Prodi rompe il silenzio, che si era imposto nei giorni scorsi: invita chi frena sulla cessione ai francesi a evitare "speculazioni politiche" e chiede ai sindacati di mostrare "senso di responsabilità". Ma ormai la campagna elettorale è il vero ostacolo sulla strada di una soluzione a breve e condiziona il destino della compagnia di bandiera. Nel governo è rissa sui tempi mentre la sinistra radicale cavalca la cordata italiana evocata da Silvio Berlusconi, su cui Prodi si mostra scettico ma non ostile: "Siamo aperti a una cordata italiana a patto che ci sia. Finora però non ho visto cose serie". Non basta tirare fuori i soldi per portarsi a casa l'azienda: ci vuole "una proposta concreta con le risorse e le persone, un piano industriale" per rilanciare la compagnia. A chi lo accusa di aver favorito Air France, Prodi chiarisce perché gli altri potenziali compratori si sono ritirati: gli americani del fondo d'investimento Tpg non hanno trovato partner in Italia e Lufthansa si fatta da parte dopo un incontro con i sindacati. Ma non c'è più solo Berlusconi e il Pdl a mettersi di traverso per sabotare la trattativa con i francesi: anche la sinistra radicale rema contro con il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, che si scontra con il collega dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, mettendo in discussione i tempi stretti concordati con Air France (il tavolo sindacale dovrebbe chiudersi entro il 31 marzo). Come non bastasse, la Cisl è sul piede di guerra e attacca Prodi per le sue accuse ai sindacati: "Lufthansa? Rapporto molto soddisfacente. Voleva salvare Malpensa. Ma si ritirò di fronte al rapporto indissolubile tra Prodi e Air France", dice Raffaele Bonanni, il leader della Cisl. Un'accusa pesante, che rischia di complicare una vicenda che, se già era un rebus, ora si tinge sempre più di giallo: la cordata italiana che forse c'è ma non si vede; Lufthansa, alleata commerciale del capofila della presunta cordata (Air One di CarloToto), che forse manovra nell'ombra per tornare in gioco e trova una sponda nella Cisl; un ministro del governo Prodi, Bianchi, che solo ora contesta i tempi stretti e sostiene che Alitalia avrebbe in cassa abbastanza soldi per arrivare fino a dicembre. La partita si complica perchè si rafforza il fronte di chi vuole arrivare fino al voto del 14 aprile senza una firma sotto il contratto con Air France. Ma il ministro Emma Bonino critica la sortita del collega Bianchi: "Lo trovo sconcertante. Basta andare sul sito di Alitalia e e verificare la posizione finanziaria al 31 gennaio. A quella data, c'erano 282 milioni. E a marzo rimangono poco più di 100 milioni", spiega la Bonino. Bianchi non si cura delle critiche e insiste: "La scadenza del 31 marzo non è perentoria. La cordata italiana? Mi sembra una trovata elettorale. Ma è opportuno rimanere aperti a tutte le offerte per ottenere un risultato migliore", è la tesi del ministro. Anche il leader della Sinistra Arcobaleno Fausto Bertinotti si fa tentare dalla soluzione sponsorizzata da Berlusconi: "Il progetto va discusso". Il Pdl intanto cavalca il caso Alitalia e sfrutta le divisioni del defunto centrosinistra. Il coordinatore di Fi, Sandro Bondi, chiede che il governo riferisca in Parlamento e il suo vice, Fabrizio Cicchitto, invita a "evitare un nuovo caso Sme". Anche la Lega Nord, che lavora contro il piano Air France e si oppone al all'abbandono di Malpensa, non risparmia bordate a Prodi: "Chi ha ragione tra Bianchi e Padoa-Schioppa?", si chiede Roberto Calderoli. E poi c'è Bonanni che butta altra benzina sul fuoco, quando attribuisce l'abbandono di Lufthansa a un presunto rapporto privilegiato tra Prodi e Air France. Accuse che si trasformano in nuove munizioni per il Pdl e la Lega. "La situazione è drammatica. C'è una rissa tra i ministri. E anche la Cisl accusa Prodi di interesse privato. Sembra che il governo sia impegnato a far fallire l'Alitalia", incalza Roberto Maroni. Restano le riflessioni amare di Prodi: sulla cordata italiana, che finora non si è vista, e sul ruolo dei sindacati, che avrebbero messo in fuga Lufthansa. Messa così, Air France appare come l'ultima spiaggia per Alitalia ma, nonostante l'acqua alla gola, l'approdo di fortuna non è affatto scontato. michele lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 25/03/2008.

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SDJFKJSDHDSKJHFSDKJDFSDHJFKSJ (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

17 gennaio: il cda decade dopo le dimissioni di Jean-Cyril Spinetta, che seguono di qualche giorno quelle di Gabriele Checchia. L'amministratore delegato Giancarlo Cimoli resta per l'ordinaria amministrazione. 9 febbraio: il Tesoro indica il giurista Berardino Libonati alla presidenza di Alitalia. 13 febbraio: 5 le cordate in gara per la fase di presentazione delle offerte non vincolanti: AP Holding di Carlo Toto con il supporto finanziario di Intesa-Sanpaolo; il fondo salva-imprese di Carlo De Benedetti Management & Capitali; MatlinPatterson Global Advisers; Texas Pacific Group Europe; Unicredit Banca Mobiliare. 25/03/2008.

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SDJFKJSDHDSKJHFSDKJDFSDHJFKSJ (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

9 gennaio: missione in Italia del numero uno di Af-Klm, Jean-Cyril Spinetta. 30 gennaio: il cda di Alitalia approva il budget 2008 e conferma la necessità di una ricapitalizzazione da 750 milioni a metà 2008 per contenere l'insostenibile trend di perdite. 31 gennaio: AirOne fa ricorso al Tar del Lazio contro l'esclusiva a Air France-Klm nella trattativa con Alitalia. 5 febbraio: la Sea chiede un risarcimento danni ad Alitalia di 1,250 miliardi di euro per la vicenda Malpensa. 14 febbraio: Air France-Klm fa sapere che andrà avanti solo se il futuro governo italiano sarà a favore delle nozze con Alitalia, altrimenti "ci fermeremo". 20 febbraio: il Tar del Lazio decide di non sospendere in via cautelare, come richiesto da Air One, la trattativa in esclusiva tra Alitalia ed Air France-Klm. 29 febbraio: Alitalia informa che al 31 gennaio l'indebitamento è salito a 1,28 miliardi di euro e le disponibilità e crediti finanziari a breve sono ridotti a 282 milioni (-23,2% in un mese). 3 marzo: il Consiglio di Stato accoglie il ricorso di Air One contro l'acquisizione, da parte di Alitalia, del gruppo Volare e ordina di rinnovare la gara. 6 marzo: il presidente Maurizio Prato incontra i sindacati e assicura che il piano di Air France-Klm prevede "soluzioni non traumatiche" e che l'offerta sarà vincolata all'accordo con i sindacati. 10 marzo: il cda di Air France-Klm autorizza la presentazione per il 14 marzo di una offerta soggetta a condizioni sospensive tra cui l'accordo con i sindacati e garantisce che Alitalia resterà una compagnia di bandiera. 11 marzo: il Consiglio di Stato respinge la richiesta di sospensiva con la quale AirOne aveva chiesto di fermare la trattativa tra Alitalia e Air France-Klm. 14 marzo: al termine delle otto settimane di trattativa in esclusiva, Air France-Klm presenta l'offerta vincolante. 15 marzo: il cda di Alitalia esamina la proposta di acquisizione da parte del gruppo franco-olandese e dà il via libera all'unanimità. 25/03/2008.

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SDJFKJSDHDSKJHFSDKJDFSDHJFKSJ (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

16 aprile: le cordate si riducono a tre: Tpg, Aeroflot e AP Holding presentano al Tesoro le proprie offerte preliminari non vincolanti. 17 luglio: AirOne annuncia di abbandonare la gara, che di fatto fallisce. 31 luglio: il presidente Berardino Libonati si dimette dalla compagnia. Al suo posto arriva Maurizio Prato. 30 agosto: il cda vara un "piano di sopravvivenza e di transizione", che prevede tra l'altro esuberi, sospensioni di voli in passivo, ridimensionamento dello scalo di Malpensa. 25 settembre: Prato avvia la ricerca di acquirenti "a tutto campo". 8 ottobre: il cda delibera di verificare l'interesse di Aeroflot, Air France-Klm, Ap Holding, cordata Baldassarre, Lufthansa, Tpg. 19 novembre: Aeroflot rinuncia. 30 novembre: l'indebitamento a fine ottobre sale a 1,182 miliardi. 14 dicembre: le azioni Alitalia perdono valore in borsa per le voci di offerte inferiori alle attese da parte di Air France-Klm e AirOne. 21 dicembre: il cda sceglie Air France-Klm per la trattativa in esclusiva per la cessione del 49,9% del Tesoro. 28 dicembre: il governo dà via libera alla trattativa in esclusiva con Air France-Klm. Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa indica otto settimane di negoziato per la presentazione dell'offerta vincolante. 25/03/2008.

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Alitalia, prodi contro i sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Il premier: "Avete già fatto fuggire Lufthansa. Sono aperto a una cordata italiana, ma finora non esiste". Oggi vertice decisivo Alitalia, Prodi contro i sindacati Air France rilancia: siamo pronti alla trattativa ad oltranza ROMA - Prodi interviene sul caso Alitalia e attacca i sindacati: "L'interesse di Lufthansa è venuto meno quando li ha incontrati". E ha aggiunto: "Sono aperto a una cordata italiana, ma finora nessuno si è presentato". Intanto, in attesa del vertice decisivo di oggi, Air France rilancia: "Pronti alla trattativa ad oltranza". CILLIS, IEZZI E LIVINI ALLE PAGINE 6 E 7.

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Air france: "trattiamo a oltranza" apertura su piloti, servizi e cargo - lucio cillis ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Spinetta rinuncia alla scadenza del 31 marzo. Oggi al via l'incontro decisivo sui tagli Air France: "Trattiamo a oltranza" apertura su piloti, servizi e cargo Sul piatto 135 milioni per gli esodi incentivati. La priorità: evitare il commissario LUCIO CILLIS ETTORE LIVINI ROMA - Meno tagli in Az servizi, più piloti per il cargo (che potrebbe vivere oltre il 2010), più risorse per esodi anticipati e la disponibilità a concedere qualche giorno in più per le trattative, scavalcando il 31 marzo ma evitando di far tracimare la partita Alitalia - già ampiamente politicizzata - fino a ridosso delle elezioni. Air France e i vertici della Magliana si preparano a presentare oggi ai sindacati un poker di proposte per provare a riallacciare i fili di un dialogo interrotto bruscamente la scorsa settimana. Le delegazioni delle due società hanno lavorato agli ultimi dettagli anche ieri. I francesi, a stretto contatto con i vertici Alitalia (in riunioni no stop tenute nella sede di Parigi fino a sabato) hanno limato alcuni passaggi dell'offerta. Sul tavolo Jean-Cyril Spinetta (da ieri sera a Roma) potrebbe portare come novità e segnale di attenzione alla trattativa, un ridotto numero di esuberi tra i piloti (da 500 a poco più di 400) e una clausola sul settore cargo che sposti in avanti la data di chiusura inizialmente prevista al 2010. Sul piatto Air France metterà probabilmente anche minori tagli in Az Servizi, con il rientro nel perimetro della nuova Alitalia di "Airport", ovvero la forza lavoro a contatto diretto con i clienti (check-in e bagagli) di stanza a Roma Fiumicino. Sui 2.500 dipendenti di questo settore, resterebbero per ora fuori gli addetti degli scali più piccoli, meno di 800 lavoratori. Tra le altre novità dell'ultimo minuto l'ammontare delle risorse che Air France prevede di utilizzare per incentivare le uscite dei dipendenti (si parla di circa 135 milioni di euro) e i tempi della trattativa che resterebbe aperta oltre la data limite del 31 marzo; si ipotizza un accordo sul filo ai primi di aprile per non esasperare i sindacati, con cda di Alitalia "aperto" fino alla firma e prestito ponte garantito a tassi di mercato per assicurare la sopravvivenza della Magliana anche dopo il 31 marzo. Nessuno però si aspetta già oggi di trovare la strada spianata per l'accordo. Un po' perché c'è ancora una settimana per smussare posizioni che in alcuni punti paiono ancora lontane. Ma soprattutto perché la cordata fantasma preannunciata da Silvio Berlusconi "tenta" più di una sigla sindacale. Disposta a prendersi il rischio di un fallimento dell'unico negoziato sul tavolo e della possibile amministrazione controllata pur di andare a vedere le carte in mano all'ex-premier. L'uscita del Cavaliere - al momento ancora tanto fumo e niente arrosto - ha aperto qualche incrinatura pure nel governo. Romano Prodi ha lasciato aperto ieri uno spiraglio alla cordata nazionale, ma in realtà - vista la latitanza degli imprenditori nazionali in 15 mesi d'asta (Toto escluso) - teme che l'unico effetto della campagna del leader del Pdl, al di là dei ritorni elettorali, sia quello di far scappare Air France condannando Alitalia al fallimento. Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa-Schioppa (e lo stesso vertice della Magliana) sostengono che a giugno i soldi in cassa ad Alitalia finiranno. Il collega dei Trasporti Alessandro Bianchi (lo stesso peraltro che aveva previsto in 1,5 miliardi l'offerta minima per le azioni e i bond della compagnia) sostiene che c'è più tempo a disposizione anche per trovare alternative reali a Parigi. Gli sherpa della presunta cordata italiana dovrebbero tornare oggi a tessere le fila della possibile offerta. Nomi però non escono. Il playmaker è Bruno Ermolli, già autore del tentativo fallito di mettere assieme imprenditori del Nord disposti a sostenere Air One e salvare la Malpensa. Il progetto però adesso sarebbe cambiato. Si punterebbe a ridimensionare il ruolo di Toto e trovare un supermanager sostenuto da un ampio ventaglio di nomi disposti a mettere finanza fresca sul piatto. I sondaggi proseguono sempre sulle stesse realtà: Salvatore Ligresti ("non metto soldi buoni su soldi cattivi" avrebbe detto mesi fa l'ingegnere a chi gli chiedeva di comprare Volare), Marco Tronchetti Provera, Diana Bracco, Santo Versace. Francesco Micheli, indicato come uno dei potenziali sostenitori, dice di "monitorare la situazione come tutti quelli che fanno il mio mestiere ma al momento di non essere della partita". Il problema però resta sempre lo stesso. Per salvare Alitalia servono diversi miliardi. Air France ne ha messi sul tavolo quasi 3 da subito, di tasca sua, e pare difficile che un pool di imprenditori italiani riesca a presentarsi al Tesoro con un arsenale simile. A meno che l'obiettivo non sia quello di raccogliere i cocci di Alitalia dopo un'amministrazione controllata. Allora i tagli li deciderebbe un commissario, gli esuberi li pagherebbero i dipendenti, gli ammortizzatori li metterebbe il governo. E i compratori, a quel punto, porterebbero a casa per un piatto di lenticchie una compagnia molto più magra e meno problematica.

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Alitalia, scontro prodi-sindacati "avete già fatto fuggire lufthansa" - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia, scontro Prodi-sindacati "Avete già fatto fuggire Lufthansa" Cgil, Cisl e Uil: chiacchiere, i prescelti erano i francesi Il Pdl: il capo del governo venga in Aula. La Bonino: Bianchi, parole sconcertanti LUCA IEZZI ROMA - Romano Prodi contrattacca su Alitalia e risponde alle polemiche sulla gestione della privatizzazione: a Silvio Berlusconi che evoca una cordata alternativa ricorda: "Siamo sempre stati aperti all'ipotesi di una cordata italiana, il problema è che finora non si sono viste cose serie". Invece, ai sindacati che parlano di svendita ad Air France rinfaccia che "Il board dei supervisor di Lufthansa, composto per lo più da sindacalisti ed ex sindacalisti, ha incontrato i sindacati italiani e hanno rinunciato a fare l'offerta". Il premier, in un'intervista a Sky Tg 24 ricorda anche il passaggio decisivo dell'incontro tra le sigle dei lavoratori e la compagnia transalpina e ai primi chiede "grande senso di responsabilità: mettono in rilievo i problemi che porta loro l'offerta Air France, ma i problemi che può portare un'offerta alternativa di chi non è nel settore non sono certamente inferiori dal punto di vista dell'occupazione. Io penso quindi che sia bene pensare al futuro dell'azienda con molta coscienza". "Non vogliamo che quello su Alitalia diventi un discorso a breve, di speculazione politica. Vogliamo che ci sia veramente un rilancio della compagnia" ha sottolineato Prodi, ribadendo comunque che al governo non è pervenuta nessuna offerta alternativa seria oltre a quella di Air France-Klm, men che meno tricolore: "Quando Tpg si è presentato insieme a Mediobanca - ha ricordato - un fondo che ha la maggiore esperienza di ristrutturazione di linee aeree del mondo, i loro dirigenti avevano messo come condizione che ci fossero degli uomini d'affari italiani che partecipassero. Texas Pacific Group si è ritirato perché non ha trovato nessuno". Le parole di Prodi scatenano la reazione dell'opposizione che va all'attacco con il portavoce di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti, che chiede che il premier riferisca in Parlamento: "Gli italiani sono sempre più convinti che la sinistra voglia svendere Alitalia ai francesi. Ne parli in Aula". E scoppia anche un nuovo scontro nel governo: per il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi "c'è urgenza di chiudere certo ma non ci sono scadenze così perentorie - il 31 marzo - visto che nel piano di sopravvivenza presentato a settembre da Alitalia i tempi erano diversi". Ma per Emma Bonino "quello che sta succedendo su Alitalia sembra l'ennesima tappa di una tragicommedia italiana. Le parole di Bianchi sono sconcertanti". Ma la reazione più dura l'hanno i sindacati, accusati di aver fatto fallire l'intesa con i tedeschi. "Con Lufthansa ci siamo incontrati tre volte con reciproca soddisfazione - rivela il segretario Cisl Raffaele Bonanni, in risposta a Prodi - per loro Malpensa era un'opportunità perché i tedeschi hanno un modello a più hub, quindi chiedevano meno sacrifici. La discussione era andata molto avanti tanto che i vertici del vettore avevano accettato di far entrare rappresentanti dei lavoratori nel futuro consiglio di sorveglianza di Alitalia, come accade nelle società tedesche. C'erano dei punti da chiarire - aggiunge - ma si sono ritirati per via dei forti legami azionari tra Air France e Alitalia e dell'orientamento chiaro del governo a favore dei francesi". A Bonanni risponde il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Micheli: "Ho conosciuto con i grandi segretari della Cisl, Carniti, Marini, D'Antoni, Pezzotta. Ma mai mi era capitato di leggere una dichiarazione tanto singolare come quella dell'attuale, ineffabile segretario". Ma il segretario Cisl attacca: "Il governo è totalmente assente dal tavolo. Dobbiamo parlare con Air France degli ammortizzatori sociali o dei lavoratori che rimarranno a Fintecna?". "Il nostro senso di responsabilità è fuori discussione anche in questa circostanza e anche a fronte delle molte incongruenze del governo - dice il leader della Cgil, Guglielmo Epifani - è proprio la responsabilità verso il Paese che ci porta a chiedere ad Air France di modificare il piano. Le chiacchiere sono a zero e senza modifica del piano non ci sarà il nostro consenso". Anche Luigi Angeletti, numero uno della Uil, replica al premier: "Quel che conta è che se Air France apporta modifiche alla sua proposta faremo l'accordo, se non modifica nulla vale a dire che non vuole l'accordo".

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Damiano: "ma il premier ha ragione è l'ora di fare scelte responsabili" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il ministro del Lavoro: i lavoratori stiano tranquilli, onoreremo gli impegni su esuberi e ammortizzatori sociali Damiano: "Ma il premier ha ragione è l'ora di fare scelte responsabili" Le cordate alternative hanno un sapore elettorale, basta giochi mentre si rischia il fallimento Anche Spinetta però non può sottrarsi a una vera trattativa: deve negoziare anche sui punti più dolenti ROMA - "I sindacati sono chiamati a una grande responsabilità. I lavoratori Alitalia e quelli dell'indotto hanno bisogno di certezze e di tutele, non si può giocare sulla loro pelle. Air France ha da subito riconosciuto il ruolo importante dei rappresentanti dei lavoratori quando ha posto tra le condizioni imprescindibili per la conclusione dell'accordo il loro via libera al piano". Il ministro del Lavoro Cesare Damiano concorda con l'appello del premier Prodi al senso di responsabilità dei rappresentanti sindacali e alla richiesta di "pensare al futuro della società con grande coscienza". Damiano non si nasconde che è il momento in cui si decide il destino della compagnia di bandiera, per questo chiede altrettanta responsabilità a tutte le parti: "La trattativa deve essere vera - insiste - il confronto si fa anche sui punti più dolenti. Il piano industriale deve avere una prospettiva imprenditoriale che dia certezza e prospettive all'azienda. A quel punto si potrà parlare di esuberi e il governo è già pronto a fare la sua parte". Quasi prefigurando quindi le aperture ai ritocchi nel piano che i manager francesi potrebbero concedere sin dall'incontro di oggi. Parallelamente alla trattativa sul piano industriale di Air France invece si parla soprattutto di offerte possibili o di quelle passate. "è una situazione paradossale e con troppi risvolti propagandistici, certe dichiarazioni influiscono sull'altalena del titolo in Borsa, ma quel che è più grave è che tutte le proposte alternative evocate hanno un sapore elettorale, mentre la compagnia corre il rischio reale di fallire. A questo mi riferisco quando chiedo di non giocare sulla pelle dei lavoratori". I sindacati accusano il governo di essere stati lasciati "soli" di fronte alla proposta Air France che per di più non sarebbe trattabile. Inoltre mancano le certezze sull'impegno per gli ammortizzatori sociali e il sostegno pubblico per i lavoratori in esubero. Un giudizio troppo duro? "Io sono un negoziatore, quindi sulla trattativa con Air France non posso che confermare quanto detto: deve essere un confronto vero. Quanto al sostegno del governo, siamo pronti a fare la nostra parte con tutti gli strumenti a disposizione. La settimana scorsa abbiamo già dimostrato che onoriamo gli impegni chiudendo l'accordo per gli esuberi dei lavoratori della Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi. Lo abbiamo fatto nonostante la causa intentata da quella società ad Alitalia per l'abbandono di Malpensa". Per chiedere gli ammortizzatori sociali il presidente di Air France Jean-Cyril Spinetta ha ricordato che la legge italiana impone l'accordo della maggioranza dei sindacati. Come vi regolerete se il fronte delle sigle si dovesse presentare diviso? "Ci sono dei requisiti di legge che vanno rispettati, ma il momento dell'azienda è talmente delicato che non posso che auspicare un accordo unanime di tutti i rappresentanti dei lavoratori. è il momento delle decisioni, non dei distinguo". (l.i.).

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I lavoratori atitech protestano a roma (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VI - Napoli Industria I lavoratori Atitech protestano a Roma Circa 700 lavoratori dell'Atitech partiranno oggi da Capodichino con dieci pullman per andare a Roma a manifestare contro il piano di acquisto Alitalia presentato da Air France. Il presidio si terrà davanti alla sede Alitalia della Magliana, in occasione dell'incontro tra i vertici di Air France e quelli della compagnia di bandiera. Intanto i Comunisti Italiani chiedono in una nota che, insieme ai lavoratori dell'Atitech, si mobilitino anche le istituzioni campane, Regione e Comune. "L'Atitech è una società che ha grandi possibilità - afferma Francesco Maranta, segretario regionale del Pdci - chiediamo al ministro Bianchi uno scatto d'orgoglio, mentre l'assessore Cascetta non può occuparsi solo di trasporto su ferro".

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Air France rilancia: trattiamo ad oltranza (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 spinetta Air France rilancia: trattiamo ad oltranza Spinetta --> ROMA Air France punta dritto all'accordo e per questo, Jean Cyril Spinetta è pronto a trattare "a oltranza", anche oltre il termine del 31 marzo. Alla vigilia della ripresa del confronto con i sindacati sull'offerta franco-olandese per l'acquisizione di Alitalia, fonti vicine al dossier riferiscono infatti che, nel caso di positività del negoziato, Spinetta sarebbe disposto a trattenersi nella Capitale anche nei prossimi giorni, pur di portarlo a termine. LE MODIFICHE Il numero uno di Air France dovrebbe presentarsi oggi al tavolo con le organizzazioni sindacali, con in mano un documento di 30 pagine contenente una serie di aperture sui nodi-chiave del confronto. Una moratoria di otto anni su Az Servizi, un parziale riassorbimento in Air France dei piloti in esubero dal cargo, un ampliamento del perimetro delle acquisizioni: sarebbero questi, sempre secondo fonti vicine al dossier, i punti migliorativi dell'offerta di Air France nella versione riformulata, che recepirebbe in tal modo alcune delle osservazioni critiche mosse dalle organizzazioni sindacali nel primo faccia a faccia del 18 marzo scorso, chiusosi con dure critiche sindacali ai termini dell'offerta francese. In un clima politico surriscaldatosi anche sullo scontro elettorale, Air France sarebbe mossa da una precisa volontà di accordo con i sindacati, condizioni imprescindibile - aveva detto lo stesso numero Uno di Af-Klm - al successo dell'iniziativa. Spinetta insomma intenderebbe giocare tutte le carte possibili per incassare il sì sindacale e, per questo, verrebbero allentate le maglie di un'offerta definita dalla maggioranza delle nove sigle, come un prendere o lasciare. Così, la rimodulazione del piano sul cargo non modifica la decisione di Spinetta di chiudere nel 2010 le attività del settore in drammatica perdita, tuttavia una parte dei piloti in esubero dal settore (attualmente ne sono impegnati 134 per 5 aerei) potrebbe essere riassorbita nel gruppo Air France-Klm. Si ridurrebbe, quindi, il numero dei piloti in eccedenza rispetto alla proposta originaria (che fissava in 500 gli esuberi totali per la categoria), puntando a incassare probabilmente l'assenso delle rappresentative sindacali dei piloti che avevano chiesto aperture proprio su questo punto. Aperture anche sul capitolo Az Servizi, con una moratoria di 8 anni al termine della quale il management valuterà il perimetro di attività da consolidare. È un altro dei nodi sensibili della trattativa. La proposta di Spinetta riguarderebbe il rinnovo del contratto di Alitalia con Az Service per otto anni, un lasso di tempo più ampio per decidere di quali servizi continuare ad usufruire e quali invece dismettere. Uno spiraglio in più quindi per il personale di terra, anche se allo stato resterebbero comunque confermati gli oltre 500 esuberi (650 secondo i sindacati) già quantificati in Az Service. Secondo altre fonti sindacali, novità potrebbero esserci anche per la definizione del perimetro di acquisizioni: in tale quadro, Az Airport potrebbe essere così rilevata in una quota maggiore rispetto alla formulazione originaria della proposta. TEMPI STRETTI Infine i tempi: il termine del 31 marzo, da più parti indicato come ultimativo, potrebbe essere superato. Il numero Uno di Air France (che oggi dovrebbe incontrarsi con il presidente di Alitalia Maurizio Prato a metà mattina, prima del round con i sindacati), sarebbe disponibile a proseguire il confronto con le parti sociali "a oltranza", se le condizioni lo richiedessero.

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Caos Alitalia, i sindacati contro Prodi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 Caos Alitalia, i sindacati contro Prodi Bonanni: "Il Prof boicottò Lufthansa". Ed è rissa tra ministri --> Bonanni: "Il Prof boicottò Lufthansa". Ed è rissa tra ministri È ancora rissa su Alitalia: i sindacati attaccano Prodi mentre litigano i ministri Bianchi e Bonino. Oggi riprende la trattativa con Air France. ROMA "Occorre un grande senso di responsabilità da parte dei sindacati". È bastata questa frase del presidente del Consiglio Romano Prodi, alla vigilia dell'incontro tra Air France e organizzazioni di categoria, per mandare su tutte le furie Cgil, Cisl e Uil, che compatte hanno respinto ogni tentativo di minare la serietà e la correttezza delle loro intenzione su Alitalia. Quanto all'ipotesi di una cordata italiana, il premier la definisce "auspicabile: il problema è che una proposta di questo tipo deve essere seria, concreta, e finora non si è visto nulla". C'è spazio anche per una bacchettata contro le "speculazioni politiche", che provoca la protesta del Pdl: "Gli italiani - tuona Paolo Bonaiuti - sono sempre più convinti che la sinistra voleva svendere Alitalia ai francesi". "Sembra proprio - aggiunge il leghista Roberto Maroni - che il governo sia impegnato a far fallire Alitalia". CGIL, CISL E UIL L'invito ai sindacati a "tener presenti i veri interessi dei lavoratori di Alitalia" e a "capire che hanno bisogno di poter lavorare in futuro in una impresa capace di fare utile" scatena la reazione piccata dei segretari generali delle tre sigle. "Il nostro senso di responsabilità è fuori discussione anche a fronte delle molte incongruenze del governo", ha ribattuto il leader della Cgil, Guglielmo Epifani: "È proprio la responsabilità verso il paese che ci porta a chiedere ad Air France di modificare il piano per avere più investimenti sulla flotta, per conservare la manutenzione in Italia e dare un'equa soluzione al problema di Malpensa". Ancora più diretto il leader della Cisl Raffaele Bonanni che, bocciando apertamente l'operato dell'esecutivo, non ha esitato a chiedere di attendere la nascita del nuovo governo per risolvere la vertenza Alitalia. Al premier che sostanzialmente accusa i sindacati di aver fatto fuggire Lufthansa dalla gara, Bonanni risponde che la compagnia tedesca "si è ritirata perché conosceva perfettamente un rapporto di Prodi con Air France indissolubile, una sua preferenza, a prescindere, per la compagnia francese". Luigi Angeletti, numero uno della Uil, si limita a una battuta: "Si chiudono le porte quando i buoi sono fuggiti". E poi: "Se Air France apporta modifiche alla sua proposta faremo l'accordo, se non modifica nulla vale a dire che non vuole l'accordo". La controreplica del governo, affidata al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Micheli, è rivolta soprattutto a Bonanni: "Ho conosciuto e trattato personalmente con i grandi segretari della Cisl, Carniti, Marini, D'Antoni, Pezzotta. Ma mai mi era capitato di leggere una dichiarazione tanto singolare come quella dell'attuale, ineffabile segretario". Le affermazioni di Micheli, ribatte il leader della Cisl, "si commentano da sole". IL GOVERNO Intanto però la questione continua a provocare contrasti nell'esecutivo. Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa nei giorni scorsi ammoniva che se si arriva al 31 marzo senza l'accordo Alitalia rischia il fallimento. Anche per il vicepremier Francesco Rutelli "c'è ancora pochissimo tempo per presentare proposte alternative". Sul fronte opposto Alessandro Bianchi. Il ministro dei Trasporti non crede a una cordata italiana, ma definisce "azzardato" lo scenario prospettato dal Tesoro per cui chiede al governo di garantire "un tempo congruo" ai sindacati per decidere. Domenica Bianchi aveva sostenuto che Alitalia ha le risorse finanziarie sufficienti per arrivare a fine anno. "Sono frasi sconcertanti - replica Emma Bonino - perché basta andare sul sito di Alitalia per capire che a marzo rimangono poco più di 100 milioni".

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La crisi e la polvere (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del La crisi e la polvere Alfredo Recanatesi Alitalia e le elezioni E allora: se votiamo per la Lega vuol dire che Malpensa rimane con tutti i voli intercontinentali di Alitalia? E se votiamo per il Pdl vuol dire che Alitalia rimarrà di proprietà italiana? O, ancora: se votiamo per la lista del ministro Bianchi vuol dire che Alitalia ha i soldi per arrivare a fine anno? Oppure: se votiamo Pd vuol dire che regaliamo la nostra compagnia di bandiera ai colonizzatori francesi? Si potrebbe continuare con le posizioni di Casini o con le tante sfumature che pure si possono cogliere all'interno delle coalizioni e degli stessi partiti. segue a pagina 6.

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I tg dell'ex premier tifano i furbetti dell'aeroplanino (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del I tg dell'ex premier tifano i furbetti dell'aeroplanino Si possono costruire notizie su fatti che non esistono. È una novità che piace molto ai telegiornali berlusconiani. In breve, si tratta della famosa "cordata" Alitalia che il Cavaliere ha buttato nell'arena elettorale. Ebbene, attorno a questa cordata inesistente, i tg dell'Unto del Signore narrano questa favola. Capitolo primo: i sindacati sono al fianco di Berlusconi, penna alla mano e ansiosi di siglare accordi. Capitolo secondo: la cordata risanerà Alitalia senza spostare nemmeno un addetto ai nastri dei bagagli. Capitolo terzo: la trattativa con Air France l'ha voluta l'odiato Prodi, forse per qualche suo oscuro interesse. Questa la favola. Della realtà non si parla perché scomoda: dopo il fallimento dell'intesa con Lufthansa, bisognerebbe ringraziare un qualche dio dell'aria che Air France e Klm ancora siano lì a trattare; la cordata di Berlusconi è un fantasma, nessuno sa chi caccerà i soldi, nessuno ha la minima idea se c'è uno straccio di piano industriale di rilancio e di difesa dell'occupazione. Al momento, siamo seri, i tg di Berlusconi stanno già facendo il tifo per i furbetti dell'aeroplanino solo perché lo chiede l'Altissimo. Paolo Ojetti.

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Air France apre, ma è tutti contro tutti Spinetta è pronto a trattare anche oltre il 31. Nel governo scontro Bonino-Bianchi Prodi si appella al senso di responsabilità dei sindacat (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Air France apre, ma è tutti contro tutti Spinetta è pronto a trattare anche oltre il 31. Nel governo scontro Bonino-Bianchi Prodi si appella al senso di responsabilità dei sindacati, Bonanni lo attacca Air France apre degli spiragli nella trattativa per Alitalia, mentre sul piano politico lo scontro è ormai totale. Ieri Romano Prodi ha ribadito che il governo sarebbe favorevole a una cordata italiana: "Ma fino ad oggi non c'è stata alcuna proposta seria". Il presidente del Consiglio si appella al senso di responsabilità dei sindacati. La Cgil replica: richiesta ingiusta, siamo pronti a trattare ma senza diktat. Bonanni, Cisl, attacca duramente il premier per i suoi rapporti con Air France. Intanto nel governo il ministro Emma Bonino replica al collega Bianchi dopo gli attacchi mossi dal ministro dei Trasporti a Padoa Schioppa: "Sconcertante". Le uniche notizie positive sembrano venire dalla Francia: Spinetta è dispostro a trattare a oltranza con i sindacati, anche dopo - quindi - il limite del 31 marzo. R. Rossi, G. Rossi, Matteucci alle pagine 6 e 7.

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L'ultimo rush Pd: nuovi slogan per i giovani e gli indecisi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del L'ultimo rush Pd: nuovi slogan per i giovani e gli indecisi di Bruno Miserendino / Roma I due pullman del tour, traghetto permettendo, sbarcano questa mattina a Palermo. Le previsioni metereologiche indicano ancora vento e mare mosso, in linea con quelle politiche. Nel senso che da oggi la partita elettorale entra nella fase decisiva e di solito turbolenta, e Veltroni deve risalire il vento. La Sicilia non è data tra le regioni in bilico, perchè il centrodestra, nonostante le diverse alleanze tra partita regionale e competizione politica, dovrebbe vincere la sfida. Però è una terra su cui Veltroni punta molto per riaffermare l'identità del Pd. Girerà per tre giorni le nove province dell'isola insieme ad Anna Finocchiaro e punterà sui temi che dovrebbero marcare la differenza nella gara con la destra: lotta alla precarietà, aiuto alle pensioni e ai salari, proposte contro il caro-vita, burocrazia più snella, ma anche riscatto del Sud, e quindi lotta a tutte le mafie, insieme a chi si oppone a racket e cosche, liste pulite, costi della politica. Non a caso, prima di sbarcare a Trapani per un pranzo con una famiglia tipo della zona (pescatori), e un incontro con operatori della cantieristica e della pesca, Veltroni presenterà a Roma il progetto del Pd per alzare le pensioni medio-basse. Sulla precarietà e in generale le tematiche giovanili il leader democratico batte e ribatte in tutta Italia, convinto che alla fine il tema farà breccia nell'elettorato giovane, una fascia decisiva e anche molto incerta a giudicare dai sondaggi. Non è un caso che Veltroni abbia spinto per candidare proprio in Sicilia una precaria di un grande call center di Palermo (che sarà oggi sul palco del capoluogo siciliano nel terzo appuntamento della giornata). E non a caso Veltroni tornerà ad incontrare a Caltanissetta anche le associazioni antiracket e gli imprenditori che si sono ribellati al pizzo. Ci sarà anche un duello a distanza con Berlusconi, visto che entrambi saranno a Taormina, ma in giorni diversi, al forum annuale di Confagricoltura. Quanto ai costi della politica, la Sicilia, con la sua Assemblea regionale, ma non solo, è un emblema triste: forse il tema può interessare, sperano al Pd. Il fatto che la partita siciliana sia difficile, non impedirà a Veltroni, assicurano, di giocarla in attacco. Anna Finocchiaro, candidata alla presidenza della regione, sta facendo una campagna elettorale classica, zeppa di incontri con categorie e di manifestazioni, al contrario del suo antagonista Lombardo che si limita a qualche intervista televisiva senza farsi vedere in giro. Nei sondaggi la Finocchiaro è in salita. Può darsi che nell'isola dove il figlio di Totò Riina gira libero acquistando cannoli, e dove dei mafiosi escono perchè un magistrato non ha scritto in tempo la motivazione di una sentenza, il verdetto elettorale sia già scritto. Però Veltroni è convinto di una cosa: alla fine dovrà risultare chiaro chi è la novità e chi vuole per la Sicilia un film già visto, "molto vecchio e anche molto brutto". Del resto, anche sul piano generale, il rush finale si gioca su due piani paralleli: il primo riguarda la conquista degli indecisi, soprattutto giovani, pensionati e fasce deboli, il secondo riguarda l'identità politica dei due partiti maggiori. Veltroni insisterà su precari, pensioni e salari, ma ricordando che i progetti del Pd, compreso l'abbassamento delle tasse, prevedono adeguate coperture, mentre dall'altra parte, conti alla mano, ce ne sono di meno. Di questo parlerà anche alla conferenza operaia di Brescia, il 29 marzo. Soprattutto Veltroni insisterà sulla novità del progetto del Pd: insistenza inversamente proporzionale a quella degli avversari, che vogliono inchiodarlo all'eredità del governo Prodi. "Noi - ribadisce a ogni occasione - abbiamo un progetto riformista, loro sono la riproposizione peggiorata del film di 14 anni fa". Da allora, dice Veltroni, "si sono spostati molto più a destra", visto che non sono più alleati con i moderati dell'Udc. Le liste del Pdl, dalla Mussolini a Ciarrapico, confermano. Anche un sondaggio dell'Swg dimostra che la maggioranza degli elettori di Berlusconi, Fini e Bossi preferisce un accordo con la Santachè, piuttosto che con Casini. Punti interrogativi. Il primo è quanto pesa lo sbilanciamento dell'informazione televisiva a favore del Pdl. "Conta moltissimo", dicono al Pd, "e cosa ancor più grave lo sbilanciamento è considerato un dato di natura immutabile". "Risponderemo con le nostre armi: mobilitazione del popolo delle primarie col D-Day del 30 marzo, nuovi slogan (quello della "quarta settimana" e il caro vita) per raggiungere indecisi e fasce deboli". I big si mobiliteranno nelle regioni in bilico dove Veltroni non potrà tornare. Si spera anche che qualcuno, leggi radicali e Di Pietro, si impegni di più e polemizzi di meno. Il secondo elemento è se ci sarà mai un duello televisivo tra i due maggiori candidati. È ovvio che non si farà finchè Berlusconi si riterrà in vantaggio. La terza incognita è quanto peserà il caso Alitalia. Al nord, temono al Pd, la cordata berlusconiana, vera o finta, qualche voto lo porterà. Però l'esperienza insegna che nelle ultime due-tre settimane può cambiare tutto.

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Magdi Allam Perché non si è convertito in modo anonimo? Cara Unità, Magdi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Magdi Allam Perché non si è convertito in modo anonimo? Cara Unità, Magdi Allam è stato battezzato da Benedetto XVI durante la Veglia pasquale, ed ovviamente la notizia non poteva non fare il giro del mondo. Al Corriere della Sera, Allam ha scritto: "La mia conversione al cattolicesimo è il punto di approdo di una graduale meditazione. Ho raggiunto la consapevolezza che la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento e storicamente conflittuale". Bellissima cosa. Forse però l'umiltà cristiana avrebbe dovuto suggerire a Magdi Allam di cercare una piccola sconosciuta chiesa con uno sconosciuto sacerdote per farsi battezzare. Il rito, celebrato davanti al mondo intero, e davanti al mondo islamico, forse rende "conflittuale" la fede cui ha aderito. E perché convertirsi proprio al cattolicesimo, e non ad altra confessione cristiana, meno osservata dai media? Veronica Tussi Berlusconi e Fini Gli elettori fermino quei due Caro Unità, in questa settimana c'è stata la polemica "sgradevole" tra l'ex presidente di An (confluito nel Pdl di Berlusconi) e il Segretario del Partito Democratico. Fini ha ricordato che Veltroni prende la pensione da parlamentare europeo (dopo che il candidato premier del Pd aveva chiesto di ridurre gli stipendi dei parlamentari). Peccato che Veltroni ha "rammentato" a Fini che quei soldi l'esponente del Pd li usi per beneficenza. Poi lo stesso Fini è stato "protagonista" di un'altra curiosità. In un'intervista ha detto che se il Pdl dovesse perdere le elezioni si dimetterebbe (poi non ha ricordato da cosa, da parlamentare oppure da presidente di An che non esiste più? non è dato sapere)! Poi Berlusconi è stato protagonista di un'attivismo sull'Alitalia (voglia di trovare una soluzione o solo una trovata elettorale)? Senza fare demagogia, mi sembra che i due più importanti dirigenti del Popolo delle Libertà, non siano in grado di governare il paese e mi auguro che la gente se ne renda conto, e votino di conseguenza. Stefano Gresonti, Genova Il voto è un diritto Non votare offende la memoria di chi lottò per la libertà Cara Unità, a sentir molti non vale la pena di andare a votare; vorrei ricordare che è il voto è un diritto conquistato faticosamente e che va difeso in un solo modo: andando a votare. Il non voto,se da un lato offende la memoria di chi ha speso la vita per la sua conquista, dall'altro lato può indurre qualcuno a pensare che , se la gente non intende esercitare un tale diritto, tanto vale abolirlo e governare magari con i soli sondaggi. Lucio Misso Alitalia, il Cavaliere si muove soltanto per interessi elettoralistici Cara Unità, io la penso come Di Pietro. 1° non si può mettere nello stesso calderone Alitalia e Malpensa. Alitalia tra poche settimane chiude e Berlusconi non fa che rallentare il passaggio a un compratore, aumentando il disastro. E che lo faccia per biechi motivi elettorali e dopo che se n'è lavate le mani per cinque anni è criminale e mostra come se ne sbatta del paese e dei lavoratori Alitalia. Chiedere aiuti di Stato per Alitalia è contro le norme Ue che lo vietano clamorosamente. È pure lo stesso motivo che Berlusconi ha addotto per cinque anni per non far niente e ora con questa balla imbroglia i ciuchi che gli credono. Insomma siamo di fronte a un bluff di basso livello per rastrellare voti, il che dice una volta di più che Berlusconi non sia per niente sicuro di vincere e le tenti di tutte. Anche questo è un bluff. Che proponga poi di comprarla attraverso i figli spalanca un immane conflitto di interessi, quel conflitto che abbiamo chiesto inutilmente di regolare come in ogni paese civile. Che poi per questi atti ci sia anche chi vota Pdl fa cadere proprio le braccia e attesta una volta di più che gran parte degli elettori è priva di coscienza civile. Lettera firmata La cordata la facciamo noi Organizzata qui in officina costa 33 euro a testa... Cara Unità sono un piccolissimo imprenditore e oggi, seguendo da un anno e più la saga Alitalia (prima non c'era problema?) e soprattutto avendo sentito le soluzioni e le richieste agli imprenditori, volevo chiedervi quanto tempo ho per presentare la cordata che sto organizzando fra i ragazzi in officina, fornitori, clienti,amici, parenti e tutti quelli che conosco. La quota che ho pattuito sono 33.33333 euri a persona con ricevuta e con il prestito ponte ce la potremmo fare, la battezzeremo aercoopitaly... Rudi Ferrara Gesù nello spot dei socialisti Lasciamo la fede fuori dalle elezioni Cara Unità, è a dir poco offensivo per la sensibilità dei credenti inserire Gesù in uno spot televisivo del partito Socialista. Inoltre, questa pubblicità contraddice pesantemente le dichiarazioni sulla laicità dello stato, inteso come netta divisione della sfera religiosa da quella politica, che fino ad ora Boselli e tutti i Socialisti si facevano carico di divulgare in ogni occasione. È veramente desolante che una forza politica some i Socialisti, a cui i sondaggi danno lo 0.8 per cento, tentino di invertire questa tendenza elettorale negativa, mediante una operazione blasfema che si pone in piena contraddizione con la loro ideologia e con la loro storia. I Cattolici Democratici fanno appello all'intelligenza politica di tutti i Socialisti che operarano a livello territoriale, affinché facciano pressione sui loro vertici, perchè venga scongiurata la tentazione integralista , tesa ad una inaccettabbile commistione tra la politica e la fede. Pietro Aceto, Bologna Falsi ciechi Paghino severamente i medici conniventi Cara Unità, mi auguro proprio che dopo la scoperta di "non vedenti" che usufruivano di pensione d'invalidita, i medici che hanno favorito la truffa siano: sospesi per almeno cinque anni dalle loro funzioni, senza stipendio; condannati a risarcire il danno e come pena accessoria aiutare dei cechi (quelli veri), per un minimo di due anni per cinque ore al giorno, in tutte le loro necessità. Franco Fronzoli - Rapallo.

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Berlusconi pensa al voto (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del LE MONDE Berlusconi pensa al voto "L'acquisto di Alitalia da parte di Air France-Klm si complica seriamente". Così titola Le Monde un articolo che fa il punto sullo stato della trattativa per l'acquisto della compagnia italiana. Da un lato, dice il quotidiano francese, c'è il "malcontento" sindacale per i 2.100 esuberi, dall'altro lo scenario politico con "l'ipoteca" della scadenza elettorale. "È difficile per Berlusconi, in piena campagna elettorale, accettare il piano d'acquisto di Air France-Klm, soprattutto perchè prevede il disimpegno sull'aeroporto di Malpensa a vantaggio di Fiumicino. Come fare - si chiede Le Monde - ad abbandonare i suoi alleati, la Lega Nord e, soprattutto, il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, un pezzo grosso del suo partito Forza Italia, che richiedono una moratoria di tre anni per la soppressione delle linee non remunerative? Per non perdere il Nord, miniera di voti, il Cavaliere fa il gesto di resistere". "Più strana - osserva ancora il quotidiano francese - la posizione di Confindustria, anche lei favorevole alla moratoria per Malpensa: detto in altro modo, sarebbe come dire ad Alitalia, impresa privata quotata di Borsa, di continuare ad operare voli in perdita, e cioè perdendo volontariamente denaro, il tempo necessario affinchè le autorità politiche e gestionali dell'aeroporto milanese non trovino soluzioni alternative".

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Sui conti l'ultimo scontro nel governo Bianchi: liquidità per tutto il 2008. Bonino: sconcertante. In cassa rimasti circa 100 milioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Sui conti l'ultimo scontro nel governo Bianchi: liquidità per tutto il 2008. Bonino: sconcertante. In cassa rimasti circa 100 milioni di Roberto Rossi/ Roma CONTI È sulla salute di Alitalia che si è consumato l'ultimo scontro politico all'interno del governo Prodi. Da una parte il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, dall'altra quello per il Commercio estero Emma Bonino, il vice premier e candidato sindaco di Roma Francesco Rutelli, e il ministero del Tesoro. In mezzo il gruppo aereo, i suoi conti, la sua sopravvivenza, la sua sorte. Conoscere il vero stato di salute di Alitalia non è una questione di lana caprina. Dietro c'è una diversa visione delle sorti del gruppo aereo. Che oggi è in trattativa con Air France. Il ministero del Tesoro, titolare del 49,9% del gruppo, vorrebbe chiudere subito la partita. Tanto che il termine ultimo per le trattative tra sindacati e Air France è stato fissato dal consiglio di amministrazione di Alitalia il prossimo 31 marzo. Se entro quella data, o pochi giorni dopo, non si chiude l'unica strada percorribile è il fallimento. Bianchi non vuole, invece, un matrimonio con Parigi. Nonostante il gruppo di Carlo Toto abbia proposto un'acquisizione tutta a debito e senza specificare partner industriali, il ministro è stato sempre un grande sponsor di AirOne. Secondo Bianchi, per Alitalia si potrebbe pensare a una soluzione come quella adottata per la Fiat (un prestito convertibile da parte di un pool di banche). Ma AirOne dovrebbe presentare un'offerta vincolante. Per farlo, però, serve tempo. Che per Bianchi c'è. "I dati ufficiali - ha detto ieri in un'intervista - dicono che Alitalia ha presentato qualche mese fa un piano cosiddetto di sopravvivenza dove prevedeva che per tutto il 2008 ci sarebbe stata liquidità sufficiente". Le parole di Bianchi, di opposto tenore a quelle del Tesoro che ha sempre paventato il rischio del fallimento, non sono andate giù al vicepremier Rutelli ("c'è pochissimo tempo"), e hanno scatenato subito la reazione della Bonino che ha definito l'intervento del ministro "sconcertante", invitando lo stesso Bianchi ad andare a verificare la posizione finanziaria del gruppo al 31 gennaio per definire con certezza il suo stato di salute. E il quadro clinico è disastroso. Nel mese di gennaio il debito del gruppo è aumentato di 81 milioni (il 6,8% in più rispetto a dicembre) salendo a quota 1,28 miliardi. La liquidità, invece, tra disponibilità e crediti a breve, ha perso 85 milioni (-23%) ed scesa a 282 milioni di euro. Questa erosione non riguarda solo gennaio. Da settembre a oggi, mese dopo mese, il gruppo ha intaccato oltre 120 milioni. Se questo trend prosegue, è ipotizzabile una crisi finanziaria a breve. A marzo in cassa sarebbero rimasti solo 100 milioni. Con i quali si devono pagare fornitori e dipendenti. E poi? E poi c'è l'amministrazione controllata, il fallimento. Eppure, come ricordato da Bianchi, il 26 settembre scorso il presidente del gruppo Maurizio Prato disse che Alitalia poteva resistere un altro anno (cioè fino a settembre 2008). Davanti al Parlamento, per l'illustrazione del piano industriale della compagnia, definito di "sopravvivenza", Prato sembrò rassicurare la platea ricordando che bisognava affrettarsi nel processo di privatizzazione ma non in questo modo. Ma da settembre a gennaio ci sono quattro mesi. Cos'è successo nel frattempo? La spiegazione principale va ricercata nel rincaro inaspettato del prezzo del petrolio. Lo scorso 26 settembre un barile di greggio valeva 80,29 dollari. Quattro mesi più tardi il suo prezzo è salito a 101 dollari con punte di 105. Qualsiasi compagnia aerea si tutela contro rialzi imprevisti con delle forme assicurative. Alitalia, invece, no. È dai tempi di Giancarlo Cimoli che non ne esistono più. Tagliate per fare cassa sperando in una stabilità energetica. Smentita dagli eventi. E il rialzo del petrolio ad Alitalia costa caro. Secondo Jean-Cyril Spinetta, amministratore delegato di Air France, ogni aumento di dieci dollari del prezzo del greggio comporta per Alitalia, che ha anche una flotta piuttosto vecchia, un aggravio di spesa di circa 40 milioni. L'annotazione di Bianchi, dunque, è fuori tempo massimo. Tra l'altro Alitalia è una società quotata i cui conti sono sottoposti al controllo della Consob. C'è il rischio che le parole del ministro dei Trasporti generino ancora più confusione. E alimentare false speranze. Non solo tra i diecimila dipendenti, ma anche tra i risparmiatori. Alitalia deve restituire 714 milioni di prestito obbligazionario nel luglio 2010.

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Alla cieca nel polverone elettorale (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del BILANCI Troppi slogan, nessun confronto sui costi reali Alla cieca nel polverone elettorale Alfredo Recanatesi Segue dalla Prima L'opinione Fatto sta che, presa in pasto dalla campagna elettorale, su Alitalia è stato sollevato un tale fitto polverone dietro il quale non si sa più cosa stia accadendo. Ma è polvere, ossia parole pronunciate senza avvertire la necessità di argomentare o, meglio, avvalorare con dati di fatto quanto con tanta leggerezza si va dicendo. Berlusconi sappiamo com'è fatto: nel bene e nel male si fa prendere dall'entusiasmo fino ad un inconsapevole aggiotaggio annunciando che c'è una cordata italiana pronta a rilevare Alitalia provocando un immediato salto della sua quotazione in borsa (con la Consob che, evidentemente, aveva già cominciato le sue vacanze pasquali). Ma, che membri del governo, senza portare un solo dato contabile, smentiscano il ministro dell'Economia sulla realtà della situazione economica e finanziaria di una Alitalia che lo stesso ministro dell'Economia controlla è cosa già più sorprendente. Com'è sorprendente che la Moratti, Formigoni e l'intero fronte del Nord persistano nel reclamare la moratoria sui voli da Malpensa senza darsi carico di precisare come rimediare ai costi che ciò comporterebbe per una già esangue Alitalia. Dentro questo irritante polverone ci si urta e ci si scontra senza capire neppure perché o su che cosa, come è accaduto ieri tra governo e sindacati per una frase di Prodi. Nella forma quelle parole potevano anche essere più leggere, ma nella sostanza, avendo richiamato i sindacati a tener conto del reale stato di Alitalia e della oggettiva difficoltà di trattare una cessione quando c'è un solo interessato alla acquisizione, è difficile considerarle fuori luogo anche da chi si da carico di tutelare, per quanto possibile, il futuro dei dipendenti. Malgrado questo polverone, infatti, la realtà fattuale rimane quella che era: i conti sono quelli che ha l'azionista di controllo, cioè il ministro dell'Economia; l'unica offerta avanzata formalmente e supportata da un piano industriale credibile è quella di Air France - Klm; se questa decade, malgrado qualche elasticità per la trattativa dichiarata ieri da parte francese, ad Alitalia non rimarrebbe che portare i libri in tribunale. La realtà fattuale rimane quella che era anche dopo l'annuncio e le assicurazioni di Berlusconi, perché non c'è un imprenditore che è uno, una banca che è una, un partner che è uno che finora abbia confermato una pur vaga disponibilità a partecipare alla ventilata cordata italiana. Per altro, non c'è esempio di una compagnia di bandiera che, arrivata sull'orlo del fallimento, sia stata "salvata" senza un passaggio di proprietà transnazionale e senza un iniziale drastico taglio delle rotte, della flotta e degli organici. Neppure la spagnola Iberia che fu, si, privatizzata con un nucleo forte di azionisti spagnoli e non più di un 10% di British Airways, ma solo a motivo di una norma europea ora destinata a decadere con la liberalizzazione dei cieli, aprendo così la strada all'esercizio della opzione che non a caso gli inglesi avevano chiesto ed ottenuto per salire al 50 ed oltre per cento. Ciò nondimeno, il ruolo, e persino la percezione, di Iberia come compagnia di bandiera spagnola non è in discussione né in Spagna, né altrove. Auspicare che la soluzione del problema Alitalia venga tenuta fuori della campagna elettorale sarebbe, a questo punto, ingenuo. Altrettanto ingenuo sarebbe auspicare che almeno non si creino illusioni che tutto, a Roma come a Malpensa, possa proseguire come prima. Non rimane che auspicare che per le loro scelte gli elettori sappiano distinguere le informazioni oggettive e documentate dalle pur intriganti melodie dei tanti pifferai in competizione tra loro.

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E scoppia la lite tra Bonanni e Micheli (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del E scoppia la lite tra Bonanni e Micheli Battibecco a distanza tra il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Enrico Micheli, e il leader della Cisl, Raffaele Bonanni. "Ma mai mi era capitato di leggere una dichiarazione tanto singolare come quella dell'ineffabile segretario, Bonanni", dice Micheli a proposito delle affermazioni del sindacalista su un presunto accordo anticipato tra Prodi e Air France e del conseguente ritiro di Lufthansa. "Ebbene - aggiunge - è noto a tutti che Lufthansa, nonostante i ripetuti inviti di Prodi a farsi avanti, si è ritirata perché i sindacati tedeschi hanno diffidato la compagnia ad occuparsi di Alitalia". Replica di Bonanni: le parole di Micheli "si commentano da sè". Quanto a Lufthansa, "non mi risulta un invito particolare del governo Prodi a partecipare all'asta per Alitalia e non mi risulta un atteggiamento contrario dei sindacati tedeschi".

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Pretendiamo una trattativa vera (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del MAURO ROSSIIl segretario nazionale della Filt Cgil: "Così com'è, il piano di Parigi non offre prospettive" "Pretendiamo una trattativa vera" di Giampiero Rossi/ Milano Martedì, giorno in cui l'agenda Alitalia indica il nuovo incontro tra sindacati, compratori francesi e vertici dell'azienda italiana in vendita. La speranza recondita è che ci sia davvero qualche imprenditore "con la I maiuscola" che si faccia avanti per mettere insieme una cordata che ambisca a prendere in mano una compagnia aerea "venduta a prezzo bassissimo. Ma se c'è questo imprenditore "questo è il momento di farsi avanti". Questa è la Pasqua 2008 secondo Mauro Rossi, segretario nazionale della Filt, il sindacato di categoria dei trasporti della Cgil. Lui, che è responsabile del settore aereo, da mesi, molti mesi, vive quotidianamente giornate piene di Alitalia e ha seguito passo per passo tutta la telenovela che rischi di sfociare in tragedia in questa primavera di saldi aerei. Rossi, dopo la presentazione del piano industriale da parte di Air France, che voi avete respinto, che margini reali ci sono in questa trattativa? "A sentire quello che dice l'amministratore delegato di Air France, Jean Cyril Spinetta, i margini sono pressoché inesistenti. Lui dice che quello è il piano, prendere o lasciare. Si dice di aperture. Vedremo. Dopo il primo incontro, gli abbiamo consegnato un documento che è diventato assolutamente unitario e che ora è anche nelle mani dell'amministratore delegato Maurizio Prato". E che cosa dice quel documento? "Dice che o ci sarà un profondo cambiamento nell'assetto del piano industriale oppure il confronto con i sindacati diventa del tutto inutile". Cioè, se Air France non lo modifica voi non trattate nemmeno? "Noi per ora aspettiamo eventuali novità, perché se non diventa una trattativa vera non vedo sbocchi, non possiamo sederci al tavolo e fingere di credere alle favolette che dicono che dal 2020 Alitalia tornerà a essere competitiva con i voli a lungo raggio. È una presa in giro". Ma dal momento che Spinetta ha detto chiaramente che vuole l'accordo con i sindacati altrimenti non compra, che succede se il piano non cambia e voi restate sulla vostra posizione? "Non lo so, ma al massimo succede che se ne va un acquirente con il suo piano industriale negativo e inaccettabile, un piano - mi lasci esagerare un po' per rendere l'idea - con effetti molto simili a quelli del commissariamento". Addirittura? "Ma sì, dai, guardate bene e vedrete che non c'è alcuna prospettiva, non è così che si ottiene un accordo con i sindacati, né in Italia né in Francia. Se assecondassimo Spinetta diventeremmo attori non protagonisti di una brutta pagina scritta, comunque, dal ministro dell'economia italiano". Ma cher altro avrebbe potuto fare il governo? "Poteva vedere le carte di AirOne e BancaIntesa chiedendo che formulassero un'offerta vincolante. Così avrebbe potuto verificare se i soldi c'erano o meno prima di mettersi in un angolo e consegnarsi del tutto ad Air France". Ma non sembra esserci alternativa. Voi credete alle voci su possibili nuovi acquirenti italiani? "A parte le uscite di Berlusconi - e non voglio commentare la sua strumentalizzazione a fini elettorali - io credo che l'offerta di Air France per Alitalia sia talmente bassa che solo ci fosse un imprenditore con la I maiuscola in Italia potrebbe cogliere l'occasione per rilevare un'azienda che, a quel prezzo, non può che essere remunerativa del capitale. Invece Air France, almeno a giudicare da quello che ci ha presentato, punta a eliminare un potenziale concorrente e ad acquisire una bella quota di mercato italiano garantito. Ma se davvero c'è qualcuno, questo è il momento per uscire allo scoperto".

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Italia-Francia: una storia a colpi bassi... prima di Zidane (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del VICINI&AFFARIDalle fallite "campagne d'oltralpe" di Agnelli e De Benedetti allo shopping transalpino nel nostro paese, tra moda e grande distribuzione Italia-Francia: una storia a colpi bassi... prima di Zidane Materazzi e Zidane potrebbero diventare l'immagine di copertina del libro delle testate e dei colpi bassi che italiani e francesi si sono scambiati negli ultimi anni, in campo economico molto più che sui campi sportivi. Lo scontro più duro, finito con una sconfitta italiana, riguarda l'Enel e il suo tentativo di aggiudicarsi Suez, puntando alla belga Electrabel. L'assalto fu bloccato direttamente dal governo francese: l'allora primo ministro Dominique De Villepin per bloccare il gruppo italiano optò per la mega fusione tra Gaz de France e Suez, tagliando così la strada a Enel, che però nel 2007 si è consolata con l'accordo con Edf per una partecipazione nel progetto Epr, reattore nucleare di nuova generazione, e la presenza sul mercato retail francese. Con un insuccesso si è anche concluso il tentato accordo tra Sanpaolo e la franco-belga Dexia e, tornando indietro nel tempo, rimangono storiche le pionieristiche "campagne francesi" di De Benedetti e di Agnelli. In occasione dell'offerta lanciata nel 1988 da Carlo De Benedetti sulla Sgb, i francesi di mossero in difesa della società cardine del sistema capitalistico belga, in una campagna che divenne, nel corso dello scontro, un affare di Stato sia in Belgio che a Parigi. Soltanto dopo un accordo con i contendenti, raccolti intorno a Indosuez e Nestlè, si concluse invece - all'inizio degli anni Novanta - la battaglia ingaggiata dagli Agnelli sulla Perrier per il controllo del gruppo Exor. Ma nel corso degli anni, gli eredi della casa torinese e la cassaforte Ifil hanno inoltre dato l'addio a Club Med, Danone, Accor, Chateau Margaux. Eridania-Beghin Say, comparto agro-alimentare della Montedison in Francia non esiste più. E nel frattempo anche De Benedetti è uscito dal capitale di Valeo, numero uno francese dei componenti auto. Insomma, la storia degli intrecci Italia-Francia, prima del capitolo con la vicenda Alitalia-Air France, è fatta di acquisti e scalate, ma anche di ritirate e di grandi operazioni mancate. E a fallire sono stati però soprattutto i tentativi italiani di sbarcare sul mercato d'oltralpe, dove governo e mondo economico-finanziario sono stati spesso pronti ad erigere barriere protezionistiche anti-scalata. I francesi hanno invece avuto in Italia un successo diffuso quasi in tutti i campi dell'economia, dalla grande distribuzione alle banche, dalla moda all'energia. - La grande distribuzione è il settore in cui i francesi operano in Italia praticamente come in casa propria. Il marchio Auchan controlla la Sma e tutto il settore food che apparteneva alla Rinascente. Carrefour ha acquistato la Gs e Conforama la catena di mobili e arredamento Emmezeta. Con un accordo con la Rinascente la catena per la casa Leroy Merlin ha integrato negli anni '90 i punti vendita BricoCenter. Per quanto riguarda invece Banche e assicurazioni, la francese Bnp-Paribas ha acquisito nel 2006 la Bnl, mentre Credit Agricole, dopo aver concordato l'uscita da Banca Intesa al momento della fusione con San Paolo Imi, ha ottenuto Friuladria e Cariparma. Il magnate finanziario Vincent Bollorè e la compagnia di assicurazioni Groupama controllano ciascuno poco meno del 5% di Mediobanca. Il francese Antoine Bernheim è presidente del primo gruppo assicurativo italiano, le Generali. Anche nel campo della moda i francesi hanno colonizzato ampiamente il made in Italy. i due colossi del lusso Lvmh e Ppr, infatti, controllano rispettivamente i marchi Fendi e Pucci da un lato e Gucci e Bottega Veneta dall'altro. Per quanto riguarda il settore alimentare, il gruppo Lactalis controlla i marchi italiani Locatelli, Invernizzi e Galbani, mentre le acque Ferrarelle, Boario e Natia sono tornate nelle mani italiane, quelle della famiglia Pontecorvo-Ricciardi, dopo essere finite sotto il controllo della Danone. In campo strettamente industriale c'è da ricordare che i celebri treni "Pendolino" sono diventati francesi con la vendita di Fiat Ferroviaria ad Alstom, la BTicino (materiale elettrico) è ora di Legrand e Mastra Engeneering è stata acquistata da Pininfarina. Sono italo-francesi la Stmicroelectronics e il costruttore di aerei da trasporto regionale Atr (Alenia/Eads), mentre Alenia si è alleata con Alcatel nello spazio creando AcatelAlenia Space e Telespazio. Avio e Alenia spazio sono anche tra gli azionisti di Arianespace, la società che commercializza i voli del vettore europeo Ariane. Per quanto riguarda l'editoria e la sanità c'è più Italia in Francia che non il contrario: Rcs ha comprato Flammarion, mentre nel capitale del gruppo Le Monde son presenti La Stampa e Class, mentre Antonio Ligresti è diventato il principale azionista di Generale de Santè, leader europeo dei servizi ospedalieri privati.

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Verso una transazione per l'indennità Sea? (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Verso una transazione per l'indennità Sea? Oggi alle 14 le nove sigle sindacali dei dipendenti dell'aviolinea incontreranno il presidente del gruppo Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, per il secondo round di incontri. Per trovare un'intesa le parti avranno a disposizione una settimana, fino al 31 marzo, anche se le ultime notizie hanno lasciato intendere qualche apertura di Air France, sia per quanto riguarda i tempi sia per quanto concerne i contenuti. Ma l'accordo con i sindacati non è l'unica delle condizioni poste dall'acquirente: il gruppo guidato da Spinetta chiede anche la soluzione preventiva del contenzioso legale con la Sea, la società di gestione degli aeroporti milanesi, che ha avanzato una richiesta di indennizzo nei confronti dell'Alitalia per 1,2 miliardi dopo la decisione di bandiera di concentrare i voli su Fiumicino tagliando le rotte su Malpensa. Su questo fronte il ministero dell'Economia dovrebbe inviare alla Sea una proposta di transazione e disinnescare la "mina Malpensa", anche se non è noto come. Sul fronte della trattativa sindacale è molto probabile che oggi arrivino novità da parte imprenditoriale: la scadenza del negoziato richiesta da Prato dovrebbe trasformarsi da tassativa a indicativa e la stessa proposta industriale del gruppo franco potrebbe registrare delle "correzioni" sul rientro del settore "cargo" e il recupero, all'interno dell'offerta Air France-Klm, dell'Atitech, la società di Napoli che, con 650 dipendenti, si occupa della manutenzione "pesante" degli MD80. Agenda.

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Air France: andiamo avanti a oltranza Aperture di Spinetta, mentre Prodi fa appello al senso di responsabilità dei sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Air France: andiamo avanti a oltranza Aperture di Spinetta, mentre Prodi fa appello al senso di responsabilità dei sindacati di Laura Matteucci/ Milano LA BAGARRE Un groviglio inestricabile, almeno fino al dopo-elezioni. Passato il ponte pasquale, la partita Alitalia si è ulteriormente complicata, mentre oggi parte un altro difficile confronto con i sindacati. Alla millantata possibilità di una nuova cordata tutta italia- na come piacerebbe a Berlusconi, Air France risponde con alcune aperture. La scadenza del 31 marzo per trovare l'accordo con i sindacati sul piano è slittata, adesso il gruppo franco-olandese è pronto a trattare ad oltranza. E ci sarebbero aperture anche su alcuni nodi chiave del negoziato. Ma questa è l'unica notizia distensiva. Nel governo dimissionario i ministri si contraddicono e si accusano palesemente, i sindacati fissano i loro paletti, Berlusconi continua il suo gioco della cordata in via di composizione (suo, di Formigoni e della Lega, che del contrasto al declassamento di Malpensa hanno fatto un cavallo di battaglia elettorale). Fa di nuovo capolino l'AirOne di Toto, ma avrebbe bisogno di alcune settimane per la nuova proposta. Con ordine. Il premier uscente Romano Prodi, che con il governo aveva dato via libera all'opzione Air France, e che finora su Alitalia non era ancora intervenuto, ribadisce che "una cordata italiana per Alitalia sarebbe auspicabile, ma finora non si è presentata". Una proposta, aggiunge, per essere tale "deve essere seria, concreta, con delle risorse, delle persone, un piano industriale". Di tutto questo finora non c'è stata traccia. Di cosa e di chi stanno parlando, quindi, tutti coloro che chiedono tempi e spazi per una nuova trattativa? Prodi invita ad "evitare speculazioni politiche", e ai sindacati chiede "senso di responsabilità". Una richiesta che i destinatari rigettano. La Cgil la definisce "ingiusta", e si dice pronta a trattare, ma senza diktat e ultimatum. Sottolinea il segretario Guglielmo Epifani: "Il nostro senso di responsabilità è fuori discussione anche in questa circostanza e anche a fronte delle molte incongruenze del governo. Comunque, le chiacchiere sono a zero e senza modifica del piano non ci sarà il nostro consenso". Il segretario della Cisl Raffaele Bonanni va anche oltre: Prodi "sa perfettamente - dice - che Lufthansa si è ritirata perche sapeva del suo rapporto indissolubile con Air France". E anche dalla Uil piovono accuse al governo. Da Palazzo Chigi immediata la replica: Lufthansa è uscita di scena perchè i sindacati tedeschi (parte importante del Consiglio di sorveglianza della società) hanno diffidato la compagnia ad occuparsi di Alitalia, spiega una nota. Per l'incontro di oggi tra Air France-Kml e le nove sigle sindacali coinvolte, intanto, si parla di spiragli da parte del presidente Jean Cyril Spinetta, in particolare di una moratoria di 8 anni per Az Service, al termine della quale il management valuterebbe il perimetro di attività da consolidare. Resterebbero confermati gli oltre 500 esuberi già indicati. Inoltre, una parte dei piloti in esubero nel settore cargo potrebbe venire riassorbita nel gruppo, anche se non verrebbe modificata la decisione di chiudere nel 2010 le attività del settore in drammatica perdita. Poi c'è il fronte tutto interno al governo, con il ministro Emma Bonino che parla di "ennesima tragicommedia italiana" e attacca il collega dei Trasporti Alessandro Bianchi. Lui ha bollato come bugie le dichiarazioni di Padoa-Schioppa e dichiarato che la liquidità di Alitalia basterebbe per tutto l'anno. Lei lo trova "sconcertante": "Basta andare sul sito di Alitalia - dice - e leggere la posizione finanziaria al 31 gennaio: era a 282 milioni di euro. A marzo rimangono poco più di 100 milioni". Il Pdl cavalca il caso Alitalia contro il governo, chiede che Prodi riferisca in Parlamento, e coglie l'evidente contraddizione: "Chi mente tra Bianchi e Padoa Schioppa?", dice il coordinatore della lega Roberto Calderoli. Uno spruzzo d'acqua sul fuoco: "Su Alitalia è il momento del silenzio. Non si gioca sulla pelle di migliaia di lavoratori". Incredibile ma vero, sono parole del candidato dell'Udc Pier Ferdinando Casini. Che conclude: "All'Alitalia serve una moratoria del silenzio".

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Gialappa's: sfidiamo la par condicio - silvia fumarola roma (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Spettacoli Gialappa's: sfidiamo la par condicio "Satira sulla musica, ma anche sulla politica" Il nuovo studio è la sala ritiro bagagli di un aeroporto per ironizzare su Malpensa e Alitalia SILVIA FUMAROLA ROMA Ripartono dalla sala d'attesa di un aeroporto, con tanto di nastro ritiro bagagli e il Mago Forest a dirigere il traffico: inevitabile parlare di Alitalia e Malpensa, dell'aria che tira. La Gialappa's torna da stasera su Italia 1 alle 22.10 armata delle migliori intenzioni, ma in piena par condicio. "Ci siamo buttati sulla musica" spiega Giorgio Gherarducci "ma siamo pronti ad aggirarla: come si fa a non raccontare quello che succede in Italia?". Unici protagonisti della tv che non appaiono, i "Gialappi" Santin, Taranto e Gherarducci fanno felicemente trio dell'85, l'ironia come cifra stilistica, ma quest'anno hanno fatto sparire le Letteronze. "Di donne in tv ce ne sono tante, quasi tutte in costume, noi ne abbiamo quattro e sanno fare qualcosa: sono bravissime musiciste". Musica e comicità: si parte con Tricarico (ricambia la visita al Mago Forest con cui aveva fatto coppia a Sanremo), i bermuda Circus, band modenese; Fabrizio Casalino svelerà i segreti della vita di Mario Biondi ma sarà anche l'adolescente Mirko pigro a caccia di successo; i napoletano Gigi e Ross faranno a fettine Tiziano Ferro e gli Zero Assoluto. Paola Minaccioni e Federica Cifola saranno due rapper romane, ma anche due signore che vivono alle terme ("un po' di satira sulla moda del benessere ci vuole"), stremate dai massaggi. Mentre le vere Paola e Chiara appariranno in Sensualità a corte, irresistibile fiction ambientata in un '700 demenziale, girata da Marcello Cesena, protagonista nei panni del baronetto gay Jean Claude. "Anche quest'anno" racconta il regista-attore "ho prodotto e girato tutto a casa mia a Genova e poi montato le singole puntate a Roma per poi consegnare le cassette alla Gialappa's". Tutto fatto in casa anche per Ceccon e Balbontin, speleologi che si sono perduti chissà dove, in cerca di una via d'uscita. Immancabile la parodia del Grande fratello; Marcello Macchia crea trailer di film che non esistono; Emilio Gatto, ispirato dal Settimo sigillo, continua la sua partita a scacchi con la morte. Ma oggi è più difficile far ridere senza politica? "I politici offrono sicuramente spunti, certo non faremo i personaggi ma ci stiamo guardando intorno per capire cosa fanno gli altri" dice Gherarducci "A Parla con me si parla di attualità. Rischia di tornare al governo Berlusconi, quando c'è lui gli argomenti non mancano. Oddio, anche il governo Prodi faceva un po' ridere, ma con Berlusconi è tutta un'altra cosa". Mai stati vittime della censura? "Quando hanno provato a censurarci la cosa si è notata, gliel'abbiamo fatta sudare. Ma in verità abbiamo massima libertà d'azione, di Berlusconi puoi parlare più di chiunque altro. A Mai dire iene ci avevano chiesto di non fare battute su Mastella, richiesta respinta: le abbiamo fatte lo stesso".

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Spot, internet, lettere agli elettori berlusconi lancia il rush finale - francesco bei (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Spot, internet, lettere agli elettori Berlusconi lancia il rush finale Impegno concentrato nelle regioni in bilico al Senato Fini chiede al Cavaliere di chiudere a Roma per tirare la volata ad Alemanno FRANCESCO BEI ROMA - Silvio Berlusconi ha trascorso la Pasqua con la figlia Marina in Costa Azzurra e ieri tornato in Sardegna per carburare in vista del rush finale della campagna elettorale. "Ragazzi, noi siamo avanti - è il mantra che ripete ai suoi per l'ultima fase prima del voto - sono loro che devono inventarsi qualcosa". E tuttavia il Senato è ancora considerato una "mala bestia", i premi regionali sono incerti, e sarà proprio nelle regioni a rischio che si concentrerà il volume di fuoco del Cavaliere nelle ultime tre settimane: Lazio, Calabria, Marche, Abruzzo, Liguria. Per pianificare le ultime iniziative questa mattina a via del Plebiscito si riunirà un tavolo Forza Italia-An (ci sono fra gli altri Bonaiuti, Cicchitto, Lupi, Ronchi, La Russa, Gasparri, Bocchino) ma il grosso è già deciso. "Da una parte serve una presenza sul territorio nelle regioni in bilico - spiega Sestino Giacomoni, dello staff del Cavaliere - e, dall'altra, ci concentreremo nel dialogo con le categorie produttive". Così il 26 Berlusconi sarà a Viterbo, mentre il giorno dopo a Roma incontrerà la Confartigianato. Proprio sul palco di Viterbo salirà Andrea Vantina, l'autore dell'inno del Pdl, che d'ora in poi canterà la sua canzone (accompagnato da un coro) a chiusura di ogni comizio del Capo. Alle donne sarà dedicata la giornata di venerdì, con una manifestazione all'Eur, mentre sabato il leader del Pdl volerà a Taormina per un convegno della Confagricoltura. Da lì farà tappa in Calabria per toccare Reggio, Catanzaro e Cosenza, accompagnato da Santo Versace. Il 2 aprile invece ci sarà lo scalo ad Ancona, "perché le Marche - osserva Paolo Bonaiuti - sono una di quelle regioni che potremmo strappare al centrosinistra". Il 4 aprile è in agenda invece la manifestazione sui rifiuti a Napoli, mentre la chiusura della campagna, se il Cavaliere darà retta a Fini, sarà a Roma per tirare la volata ad Alemanno. Anche se il leader del Pdl pensa piuttosto a Palermo, in collegamento video con tutte le piazze italiane. Intanto gli esperti di Berlusconi hanno montato uno spot di ventidue secondi che andrà a tambur battente sulle Tv locali. "Altri ne arriveranno", promette il fido Roberto Gasparotti. L'altro strumento di propaganda - oltre ai 200 camper e ai 100 Tir che gireranno per l'Italia - sono le lettere agli elettori delle regioni in bilico, la missiva inviata a cinque milioni di italiani all'estero e, soprattutto, Internet. "Quello che stiamo facendo - illustra Antonio Palmieri - è un supergazebo on line, per distribuire materiale e video. Nell'ultima fase vogliamo fare un'accanita campagna in rete, popolando con i nostri contenuti Youtube". Il sito di Berlusconi serve anche per mobilitare: per i cosiddetti "difensori del voto" sono arrivare oltre 13 mila adesioni, un buon risultato anche se lontano dal target dei 120 mila a cui punta Berlusconi. Nel quartier generale del Cavaliere si dichiarano intanto "molto soddisfatti" per come sia "letteralmente decollata" la campagna sul caso Alitalia. "Su questa vicenda - osserva Bonaiuti - Veltroni non sa che pesci pigliare, il suo ultimatum di 48 ore è scaduto a Pasqua e non è successo niente. Ora è persino rispuntato fuori Prodi e i suoi ministri litigano tra loro".

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ROMA Alla vigilia della ripresa della trattativa tra Alitalia e Air France, che vuole discutere ad (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oltranza, va in onda uno scontro tra Prodi e i sindacati. Il premier prima sottolinea che "non c'è traccia della cordata italiana ipotizzata da Berlusconi", poi invita le organizzazioni sindacali "ad avere senso di responsabilità". Ma il leader Cisl Bonanni lo attacca e lo accusa "di aver privilegiato Air France". Dura replica anche dal segretario della Cgil Epifani: "Noi siamo sempre stati responsabili anche davanti alle incongruenze del governo". Continua intanto la lite tra i ministri Bianchi, Padoa-Schioppa e Bonino sulle disponibilità finanziarie di Alitalia. Il Pdl chiede al governo di riferire in aula. Casini: "Non si gioca sulla pelle dei lavoratori".

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LONDRA- Sballottata di qua e di là l'Alitalia è più vicina alla bancarotta, dop (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

LONDRA- "Sballottata di qua e di là l'Alitalia è più vicina alla bancarotta, dopo che Berlusconi, ha detto che se vincerà le elezioni di aprile prossimo bloccherà l'acquisto della compagnia aerea da parte dell'Air France". Lo scrive il "Financial Times", che aggiunge: "Il governo uscente accusa Berlusconi di irresponsabilità, poichè la sua proposta, una cordata di investitori italiani, è pura fantascienza". E il Times di Londra, scrive: "Un ricco e potente "cavaliere bianco" è apparso all'orizzonte per salvare la compagnia. Chi altri se non Berlusconi, già due volte premier e, secondo i sondaggi, probabile vincitore delle prossime elezioni?".

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ROMA Ha ragione il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, a dire che Alital (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di BARBARA CORRAO ROMA Ha ragione il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, a dire che Alitalia "ha liquidità sufficiente per tutto il 2008"? O si deve credere all'allarme lanciato dal ministro del Tesoro, Tommaso Padoa-Schioppa secondo il quale la compagnia ha solo "poche settimane di ossigeno", prima di imboccare la strada obbligata del commissariamento? Basta spulciare i documenti ufficiali resi disponibili dall'aerolinea nazionale per rendersi conto di quanto la situazione sia drammatica. I debiti, per citare solo uno dei numeri-chiave della gestione, al 31 gennaio avevano praticamente raggiunto il capitale: 1 miliardo 265 milioni i primi, 1 miliardo 297 milioni il secondo. Sempre secondo l'ultima relazione sulla posizione finanziaria netta, datata 29 febbraio, la liquidità era scesa a fine gennaio a 282 milioni, esattamente 85 milioni in meno che a fine dicembre. Mantenendo lo stesso ritmo, qualcuno ha calcolato che Alitalia brucerebbe 31 euro al secondo, corrispondenti a 2,7 milioni al giorno, equivalenti appunto a 85 milioni al mese. Certo, gennaio potrebbe avere risentito di fattori stagionali e non è detto che la compagnia abbia mantenuto un trend così negativo anche nei mesi successivi. Ma una nuova erosione della disponibilità di cassa è data assolutamente per certa. Sarà l'aggiornamento a febbraio, chiesto dalla Consob, a chiarire ogni dubbio. Si prevede che arriverà sul tavolo di Lamberto Cardia al massimo entro lunedì prossimo. "Che ci sia un'urgenza è fuori di dubbio", ammette lo stesso Bianchi che respinge però le "scadenze perentorie" e richiama la semestrale 2007 nella quale il management (Prato si era insediato da poco) scrive che, nonostante le difficoltà e la necessità di interventi sul capitale nel periodo 2008-2010, "la liquidità si mantiene a livelli adeguati nella prima parte di Piano ma....si attesta nel 2010 ad un livello non ritenuto congruente con le esigenze dell'attività". Come dire: nel 2008 ci si può fare, dopo no. Se questa era la prima impressione del vertice a settembre, già la quarta trimestrale pubblicata a febbraio, e disponibile su Internet, era molto più allarmata: "Il mantenimento della liquidità su livelli di sostenibilità operativa vi è scritto si prospetta sempre più correlato con l'operazione di ricapitalizzazione prevista a budget a metà 2008". Il che tradotto, significa: senza iniezioni di liquidità, come quella da 1 miliardo proposta da Air France, la compagnia muore. Lo conferma il peggioramento della posizione finanziaria netta; un doppio warning comunicato a gennaio e poi a fine febbraio. La data del decesso può variare, ma di poco.

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CI SONO margini per una trattativa seria con Air France. Non si può dire "prende (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di DIODATO PIRONE "CI SONO margini per una trattativa seria con Air France. Non si può dire "prendere o lasciare" ma puntare a ridurre l'impatto sociale del piano di risanamento e dare tempo a Malpensa di riassegnare le rotte lasciate da Alitalia". Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, in una intervista al Messaggero lancia un appello alle parti affinché si punti su un accordo ragionevole. "Per Malpensa - sottolinea il ministro - abbiamo già finanziato la cassa integrazione per 900 lavoratori". E la cordata italiana? "Bene. A patto che venga fuori subito e faccia una proposta confrontabile con quella di Air France".

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Alitalia farà parte di un gruppo guidato dal primo vettore mondiale e nelle intenzioni dei fran (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cesi avrà la leadership in Italia. Fiumicino verrà rafforzato e sarà l'hub di riferimento. Nuovi aerei per la flotta in arrivo dal 2011.

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Alitalia, scontro Prodi-sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Il premier: siano responsabili. Epifani: governo incongruente. Il Pdl: dibattito in aula. Casini: non si gioca con i lavoratori Alitalia, scontro Prodi-sindacati Air France, oggi l'incontro: trattiamo a oltranza. Possibili tagli più leggeri.

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ROMA Nel giorno in cui Air France fa sapere di essere disposta a trattare per l'acquist (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di CLAUDIA TERRACINA ROMA Nel giorno in cui Air France fa sapere di essere disposta a trattare per l'acquisto di Alitalia a oltranza, anche oltre il 31 marzo, il premier Romano Prodi avanza forti dubbi sull'esistenza della cordata italiana, ipotizzata da Berlusconi, e ingaggia un braccio di ferro con i sindacati. "Hanno fatto scappare Lufthansa, ora siano responsabili", ammonisce. Dura la replica del leader della Cgil, Guglielmo Epifani: "Il nostro senso di responsabilità è fuori discussione, anche davanti alle molte incongruenze del governo", ribatte. In effetti, nelle ultime ore si sono moltiplicate le liti tra i ministri. Il responsabile dei Trasporti, Bianchi, si scaglia contro Padoa-Schioppa, che aveva lanciato l'allarme bancarotta per Alitalia, e afferma che "nelle casse della compagnia ci sono ancora soldi". E, a sua volta, viene rimbeccato dalla Bonino che definisce le sue parole "sconcertanti perchè la situazione finanziaria di Alitalia è davvero disastrosa". Clima pessimo, dunque, alla vigilia delle trattative, con Bondi del Pdl e Maroni della Lega che chiedono al governo di riferire in Parlamento. "Roba da telefilm, deciderà il nuovo governo", replica Di Pietro, mentre il vicepremier Rutelli ricorda che "c'è pochissimo tempo per altre offerte e non si può fare melina perchè si rischiano danni gravissimi. L'ipotesi Berlusconi? Ci poteva pensare prima". Il vice segretario del Pd, Dario Franceschini, avverte che "il destino di Alitalia non può essere materia da campagna elettorale" e il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, chiede "silenzio e rispetto per i lavoratori" e ricorda che "Berlusconi non potrà governare cedendo sempre alla Lega". Il premier Prodi argomenta: "Una soluzione italiana per Alitalia sarebbe auspicabile, ma finora non si è presentato nessuno". Ad oggi, infatti, non c'è traccia del pool tra banche e imprenditori, annunciato dal Cavaliere per salvare la compagnia di bandiera. Lo stesso presidente di Forza Italia ha poi ammesso che per mettere insieme la cordata, ci vorrà almeno un mese. Arrivando, quindi, dopo le elezioni del 13 aprile. E, appunto il Professore, intervistato da Sky Tg24, fa capire che le avances di Berlusconi hanno il sapore di uno spot elettorale. "Una proposta per essere presa davvero in esame deve essere seria, concreta, con delle risorse e un piano industriale", precisa, spiegando che "il problema non è avere il denaro per acquistare la compagnia, ma disporre delle risorse manageriale per la ristrutturazione. E chi è già nel settore, come una compagnia aerea ha più possibilità di avere successo- fa notare- di spendere meno e di far fare meno sacrifici ai lavoratori". Ma il Professore mette in mora anche i sindacati ricordando la trattativa evaporata con Lufthansa: "Ricordo bene quando era interessata all'Alitalia, ma il "supervisor board", formato da ex sindacalisti, incontrò i sindacati italiani e rinunciarono all'offerta", accusa. Parole che scatenano la reazione del leader della Cisl, Raffaele Bonanni, il quale invita "ad aspettare il nuovo governo per ogni decisione" e consiglia a Prodi "di non menare il can per l'aia perchè sa perfettamente che Lufthansa si è ritirata perchè sapeva di un rapporto suo con Air France indissolubile, una sua preferenza per la compagnia francese". Dichiarazione che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Micheli, definisce "assolutamente singolare, visto che tutti sanno perchè Lufthansa si è ritirata".

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Alitalia, scontro tra Prodi e i sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

"Siano responsabili". Epifani: governo incongruente. Il premier: sì alla cordata italiana, ma non c'è nulla.

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Psicodramma scontro prodi-sindacati, spinetta riapre la trattativa ad oltranza, lite tra i ministri su air france (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Psicodramma scontro prodi-sindacati, spinetta riapre la trattativa ad oltranza, lite tra i ministri su air france Alitalia già fallita. No di Ligresti e Caltagirone.

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Alleanza alitaliana (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Alleanza alitaliana Il castrista Bianchi a braccetto col Caimano Dai fumi dell'Alitalia, sollevati dall'audace mossa del Cavaliere, è emerso ieri Alessandro Bianchi con la sua chioma bianca. Dimenticato e mai rimpianto ministro dei trasporti del governo Berlusconi, il tecnico di area cubana è tornato per un giorno tra noi a ricordarci che incubo sia stato il governo dell'Unione e perché il Partito Democratico se n'è dovuto liberare. Così facendo, ha dato anche la consueta mano a Berlusconi, il cui vantaggio politico in queste vicenda può anche solo limitarsi a riesumare il governo uscente e mostrarne le divisioni e le spaccature. Cosa che il ministro Bianchi ha puntualmente fatto, negando l'urgenza di vendere Alitalia, smentendo il suo collega ministro del Tesoro, Padoa Schioppa, rilanciando la favoletta, anch'essa cara a Berlusconi, che tutta questa urgenza non c'è perché Alitalia avrebbe i mezzi per durare l'intero 2008, addirittura. Ha avuto ovviamente ragione un altro ministro, la Bonino, a dirsi "sconcertata". Pensiamo che lo stesso sconcerto prenderà gli elettori. Che la corsa dell'Alitalia sia finita, che la compagnia sia già tecnicamente fallita, e che quindi perdere altro tempo vuol dire solo rimetterci un milione al giorno per venderla peggio dopo quest'ennesimo rinvio (politica che è già costata quindici miliardi di euro in quindici anni ai contribuenti italiani) lo stiamo dimostrando da qualche giorno su questo giornale e continueremo a farlo senza sosta. Tutti quelli che si indignano per i costi della politica dovrebbero mettere nel conto il costo del rinvio sull'Alitalia, che è molto più oneroso dei pranzi scontati alla mensa di Montecitorio. Ma quello che ci preme qui sottolineare è un'altra cosa. Su questa storia si è creata una alleanza politica estremamente trasversale e fortemente innaturale. Il castrista Bianchi sta dalla parte del Caimano Berlusconi, così come i sindacati che pure la loro parte di responsabilità nella distruzione di Alitalia ce l'hanno. Sinistra e destra si toccano e si sommano, ancora una volta unite dallo sperpero del denaro pubblico. Che questo sia un grave danno per il paese e per Alitalia, non c'è dubbio. Ma forse potrebbe arrecare qualche danno elettorale anche agli innaturali alleati di questa campagna. Tutti dicono che al Nord la battaglia di Berlusconi per l'italianità porterà voti. E se gliene facesse perdere qualcuno il fatto di trovarsi a braccetto con comunisti e sindacalisti, vere e proprie bestie nere dell'elettorato di centrodestra del Nord? 25/03/2008.

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Napolitano (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Napolitano Caro Feltri, hai sbagliato palazzo Il giornalismo irriverente ci piace e, seppur a modo nostro, proviamo a praticarlo anche noi. Non contesteremo dunque a Libero e a Vittorio Feltri ciò che molta stampa di sinistra gli contesta, e cioè che la sua campagna sui costi della politica si limita ai piani bassi dello sperpero, e si concentra su anacronistici ma marginali privilegi della cosiddetta casta, dalla sauna al ristorante al biglietto aereo. Nell'editoriale che precede questo segnaliamo d'altro canto che il costo della politica rappresentato dal rinvio sull'Alitalia è immensamente superiore, e ciò nonostante una parte della politica (Berlusconi in primis) sta facendo di tutto per farlo proseguire ancora qualche mese, magari costringendo i contribuenti italiani a pagare un altro prestito alla compagnia di Stato solo per dare una mano a imprenditori che vogliono papparsela ma non hanno nemmeno i soldi per pagarsi l'affare di tasca loro. La denunce di Libero , per quanto ci riguarda, sono comunque giuste ed efficaci. Anche se si tratta di sprechi minori, sono pur sempre veri. Se non lo fossero, non si capirebbe del resto perché ieri l'Unità abbia dedicato un intero dossier al tema della riduzione dei costi della politica, con tanto di intervento di Walter Veltroni. Certo, tagliare il numero dei deputati sarebbe di gran lunga più efficace che tagliare i buoni pasto ai mille deputati attuali. Ma anche tagliare i buoni pasto non sarebbe un cattivo inizio. Ci permettiamo solo di segnalare a Vittorio Feltri che nella sua campagna ha ieri preso una cantonata. Discutere dell'integrità personale di Giorgio Napolitano, di cui Libero ha ieri rievocato un rimborso spese per un viaggio aereo quando era europarlamentare a Bruxelles, è un vicolo cieco. Nessuno dei parlamentari attuali può a nostro parere vantare un maggior senso dello Stato e della moralità pubblica dell'anziano Napolitano, il quale del resto li condivide con una generazione che considerava la politica come una missione e non come un affare, al contrario di oggi. Caro Feltri, lascia dunque stare Napolitano. A Napoli si direbbe: hai sbagliato palazzo. 25/03/2008.

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Segue dalla prima i no di ligresti e caltagirone per alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Segue dalla prima i no di ligresti e caltagirone per alitalia Molti dubbi sulla tempistica dell'operazione sono stati sollevati anche da uno dei primi nomi sull'agenda di Berlusconi, quello del costruttore Salvatore Ligresti, il quale non vuole uscire allo scoperto prima che i francesi si siano fatti da parte e comunque non in un contesto di scontro aperto con il governo uscente. Dubbi, quelli di Ligresti e di altri industriali lombardi, confermati da Raffaele Cattaneo, assessore alle Infrastrutture nella giunta del Pirellone, braccio destro di Formigoni e in contatto con Ermolli: "Ligresti e Caltagirone? Nomi ne voglio fare - dice Cattaneo al Riformista - ma penso che prima del 14 aprile non si muoverà niente e in questo scenario la cordata italiana non si farà avanti. Tra i nostri imprenditori c'è paura e sfiducia per come il governo ha impostato la trattativa con Air France, consentendo ai francesi di dettare condizioni, mentre il fallimentare piano di salvataggio del management peggiorava i conti dell'azienda". Secondo Cattaneo, però, il "rinvio" della cordata non dovrebbe avere come conseguenza la consegna dei libri in tribunale: "Primo, perché casomai si dovrà procedere al commissariamento in base alla Prodi-bis, secondo perché la liquidità, a meno che emergano ulteriori disastri della gestione Prato, dovrebbe essere sufficiente ad andare avanti. Non ci avevano detto che l'addio a Malpensa avrebbe comportato risparmi?". Un milione di utile al giorno. Partita chiusa per la cordata prima del 14 aprile? Dalle parti di palazzo Grazioli si giura di no: "La cordata si farà. Il problema non è mettere insieme i soldi che servono, ma chiudere tutto il pacchetto necessario per uscire allo scoperto", spiegano ambienti vicini al Cavaliere. Si conferma che ai willing già arruolati manca la necessaria allure (tra i sicuri della cordata si parla di "imprenditori del settore logistico e trasporto merci"), si aspettano però ancora risposte importanti (non è dato sapere come abbiano reagito alla sollecitazione la presidente di Assolombarda Diana Bracco, i Moratti e soprattutto l'ex patron Telecom Marco Tronchetti Provera). Eppoi, insiste Berlusconi, l'affare c'è. Con i suoi interlocutori Ermolli enfatizza le cifre dello studio della banca Seabury, già advisor di Air One, secondo cui una corretta gestione industriale di Alitalia può consentire all'azienda di tornare in utile nel giro di un anno, producendo un cash flow di un milione al giorno. A questo punto, non è azzardato dire che il piano berlusconiano è in due tappe: prima del voto, puntare l'indice sugli "errori del governo" e capitalizzare nell'urna gli effetti della campagna, quindi, dopo le elezioni, muovere da palazzo Chigi la campagna per dare seguito concreto agli abboccamenti di questi giorni. Prodi contro Fausto e i sindacati. Le notizie delle difficoltà di Berlusconi sono arrivate anche alle orecchie di Prodi, che ieri ha ribadito la disponibilità a trattare con imprenditori italiani, e anzi ha definito "auspicabile" la cordata nazionale. Una prova che il Professore è convinto di potere inchiodare Berlusconi al "bluff elettorale". Ma in queste ore non è il Cavaliere l'oggetto principale dell'irritazione del Prof, bensì i leader di Cgil e Cisl (Bonanni ha accusato il premier di aver tenuto aperto un canale privilegiato per l'offerta di Air France) e soprattutto il Fausto Bertinotti pro-cordata tricolore. "Quando Prodi cercò di tenere Telecom in Italia, Bertinotti lo costrinse a riferire alla Camera, mentre su di noi pioveva l'accusa di chiudere le porte allo straniero...", si recrimina nell'entourage del Prof. Meno tranquillo di Prodi è Walter Veltroni. Quello del Cavaliere sarà anche un bluff, ma al nord rischia di saldare su una linea anti-Pd Confindustria, sindacati e un bel pezzo di opinione pubblica. Stefano Cappellini 25/03/2008.

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Conversazione su malpensa e <secessione dolce> (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Conversazione su malpensa e "secessione dolce" Penati attacca il partito della moratoria "C'è un Nord che si ripiega nella difesa dei propri interessi" Alitalia è un malato grave anzi, gravissimo che ha a disposizione una sola ambulanza per salvarsi, ovvero Air France. E la difesa a oltranza di Malpensa, che pure deve salvarsi, si sta trasformando, progressivamente, nel simbolo di un Nord in cui prevalgono spinte corporative e antipolitiche. Il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati, in una conversazione col Riformista , alla vigilia dell'incontro di oggi tra i sindacati e i vertici di Air France non usa perifrasi: "In molti stanno giocando col fuoco. Sia i ministri che chiedono la moratoria sia sindacati devono capire che il commissariamento va evitato". E, sui paladini dell'italianità della compagnia di bandiera, afferma: "L'italianità non ha senso. Certo, se qualcuno mette i quattrini per saldare i debiti, rilanciare la compagnia, cambiare la flotta, tenere in piedi Fiumicino e Malpensa, non solo dovrebbe manifestarsi in tempi rapidi, ma andrebbe santificato in vita? Quello di Berlusconi? Mi pare un bluff". Penati attacca soprattutto "il partito della moratoria", che sta trovando consensi trasversali, dal governatore della Lombardia Formigoni al segretario della Cgil Epifani. A quanti considerano Malpensa il simbolo degli interessi del Nord dice: "Malpensa va salvata, ma non con logiche protezionistiche e assistenziali. Chi chiede una moratoria in sostanza dice: se Air France si prende Alitalia non deve trasferire i voli a Fiumicino per tre anni. Un'operazione che costerebbe 200 milioni l'anno allo Stato. È uno schema sbagliato. Un periodo di transizione serve per garantire i lavoratori, attraverso gli ammortizzatori sociali, ma la direzione verso cui andare è la liberalizzazione dei voli non il protezionismo. Aggiungo: la concorrenza fa bene a Malpensa e ai cittadini". E sui sindacati aggiunge: "C'è una grande responsabilità dei sindacati in questa vicenda. I lavoratori hanno dei diritti, eccome. Ma questo non vuol dire che si debbano mantenere con aiuti di Stato aziende inoperose. La difesa dei lavoratori non passa attraverso il mantenimento di costi improduttivi di un'azienda che per cinque aerei paga 133 piloti". E il governo? "Si è comportato bene come azionista ma c'è stato un deficit di visione dell'interesse generale, anche a causa del partito del rinvio". Per Penati la difesa a tutti i costi di Malpensa è la cartina di tornasole di un malessere più profondo: "C'è un Nord incapace di fare sistema che non crede più nella politica e si ripiega nella difesa dei propri interessi territoriali. Questo è il punto: il centrosinistra l'ha visto come ostile, confondendolo con sacche di evasione fiscale. E Berlusconi, dopo aver promesso la rivoluzione liberale, asseconda le sue spinte difensive con parole d'ordine protezioniste". La ricetta per dialogare col Nord, a giudizio di Penati, non è né l'una né l'altra: "Insisto con gli aeroporti perché la vicenda è emblematica. In Europa crescono quelli che non seguono il metodo Alitalia e che si liberalizzano. In Italia Malpensa non solo è stata legata ai destini di Alitalia ma è stata sovradimensionata. Bergamo, Brescia, Verona, Venezia, Trieste hanno un aeroporto. Mi chiedo: perché da Verona per andare a Francoforte devo prendere un volo a Malpensa e fare tre ore di macchina prima? Quindi, al di là della prosopopea delle parole sulla questione settentrionale, la verità è che nessuno vuole rinunciare all'aereo sotto casa. Ecco perché è necessario fare sistema". Anche se, per Penati, una questione settentrionale c'è. E c'è pure il rischio che si manifesti sotto forma di "secessione dolce", come sostiene il direttore del Sole Ferruccio de Bortoli. Penati indica i tre fattori di distanza del Nord dal resto del paese. Il primo: "Sull'immigrazione e sulla sicurezza, il centrosinistra in questi anni ha contrapposto una visione ideologica a paure reali dei cittadini. Mentre il centrodestra quelle paure le ha alimentate e cavalcate". Il secondo è la protesta fiscale: "È una questione antica che parte con Roma ladrona fino all'estraneità rispetto alle politiche del governo Prodi. Al fondo c'è un'idea ostile dello Stato e della politica". Il terzo è la globalizzazione: "Molti imprenditori hanno vinto la loro sfida anche con una selezione al proprio interno. Ci sono tutta una serie di piccole e medie imprese che con creatività, impegno, sacrificio hanno conquistato i mercati senza aiuto della politica". Risultato? "A partire da questi tre temi una parte di paese pensa di poter fare a meno della politica. E il centrodestra, su Alitalia e non solo, non promette sviluppo ma rassicurazioni, non liberalizzazioni ma protezionismo à la Tremonti". Dietro le ricette dell'ex ministro dell'Economia Penati vede un disegno ben preciso: "Tremonti vuole parlare alla pancia di un mondo impaurito che si rende conto dei cambiamenti con l'ingresso di Cina e India nei mercati ma si comporta in maniera contraddittoria: da un lato vuole vivere di esportazioni dall'altro non le vuole nel suo giardino e chiede protezioni". Ma per Penati, non c'è solo il Nord del Nimby: "C'è anche un altro Nord operoso che non vuole le moratorie, ma vuole le liberalizzazioni. A questo il Pd deve parlare". 25/03/2008.

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Segue alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Segue alitalia E, stando all'ultima semestrale, che riporta una spesa attestata già a 464 milioni di euro a metà del 2007, facile prevedere che alla fine dell'anno scorso, con l'impennata di novembre-dicembre del greggio fino a quota 100 dollari al barile a fine anno, il costo raggiunga quota un miliardo. Anche perché l' hedging introdotto a fine 2005 per coprire parzialmente l'aumento del greggio era tarato su un prezzo attorno ai 60 dollari al barile per il triennio 2006-2008. Tra i quaranta e i cinquanta dollari sotto il livello attuale. Del resto, tra i motivi citati la scorsa settimana dall'amministratore delegato di Air France, Jean Cyril Spinetta, per giustificare il peggioramento dell'offerta per Alitalia rispetto a dicembre, c'è proprio l'apprezzamento del petrolio. "La situazione di Alitalia - ha detto durante la conferenza stampa a Roma - in tre mesi è ulteriormente aggravata. Il petrolio è oltre i 100 dollari. E ogni dieci dollari di aumento, Alitalia perde quaranta milioni di euro. Non avendo coperture, paga il petrolio a prezzo di mercato". La notizia è confermata da fonti vicine al dossier, che raccontano che soltanto negli ultimi tre mesi Alitalia ha sborsato già duecento milioni di euro, per fare volare ai suoi aerei. Tonia Mastrobuoni 25/03/2008.

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PASTICCI (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-25 num: - pag: 1 autore: di ANGELO PANEBIANCO categoria: REDAZIONALE PASTICCI CON LE ALI F ino a qualche giorno fa niente sembrava in grado di animare la campagna elettorale. Si parlava soprattutto delle somiglianze fra i programmi dei due principali contendenti. Poi è esplosa la questione Alitalia. A tre settimane dal voto, è diventato il tema su cui le forze politiche (a cominciare da Berlusconi, con la sua proposta di una cordata italiana da contrapporre ad Air France) sembrano puntare per mettere in difficoltà gli avversari. Niente di peggio poteva accadere poiché, come ha osservato Sergio Romano ( Corriere, 23 marzo), una questione così grave richiederebbe di essere trattata con una serietà che è difficile ottenere da forze politiche impegnate a sgambettarsi in una campagna elettorale. Si intrecciano tre questioni. La prima riguarda i giochi interni al sistema dei partiti. Si sono delineate alleanze trasversali in cui ciascuno crede di avere la propria convenienza. Se Berlusconi, a nome del "partito del Nord", cerca di mettere in difficoltà Veltroni, i piccoli, a loro volta, hanno trovato un varco per picchiare duro sui grandi. Così, la Sinistra Arcobaleno apre a Berlusconi su Alitalia contro il Partito democratico (suo diretto concorrente a sinistra), mentre Casini, concorrente al centro del Popolo della Libertà, polemizza con Berlusconi e si schiera col Partito democratico. La seconda questione (la più esplosiva, almeno in prospettiva) riguarda la spaccatura Nord/Sud, Milano contro Roma. E' il problema del declassamento di Malpensa e delle sue vere o presunte conseguenze per lo sviluppo del Nord. E' difficile non notare che le divisioni politiche su Malpensa rispecchiano abbastanza fedelmente la geografia elettorale italiana. Infine, c'è la questione sindacale. I sindacati, corresponsabili del disastro Alitalia, cercano anch'essi di sfruttare le divisioni politiche e rinviare il momento in cui pagare il conto degli errori accumulati. Sarebbe interessante capire se davvero essi credono che i giochi del passato possano essere riprodotti all'infinito, se credono che, senza la vendita a un compratore credibile, il fallimento dell'azienda possa essere evitato. CONTINUA A PAGINA 36.

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Air France su Alitalia: trattiamo a oltranza (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-25 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il caso Apertura della compagnia ai sindacati Air France su Alitalia: trattiamo a oltranza ROMA - Vendita di Alitalia ad Air France- Klm: si riparte con una apertura. La compagnia francese sarebbe disponibile a fare concessioni sull'acquisto e a offrire più tempo alla trattativa con i sindacati. Sarà direttamente il presidente di Air France, Jean-Cyril Spinetta, oggi a Roma, a offrire ai sindacati un nuovo margine alla discussione oltre la scadenza di fine marzo. Pier Ferdinando Casini contesta la cordata rilanciata da Berlusconi e dice no a soluzioni "all'italiana ". Prodi: la cordata italiana? Auspicabile, ma non c'è. ALLE PAGINE 5 E 6 Marro, S. Rizzo, Sensini Tamburello, Tondelli.

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Le nuove proposte (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-25 num: - pag: 5 categoria: BREVI Le nuove proposte Cargo a terra nel 2010 Ma con meno tagli 1 La nuova proposta di Air France mantiene la data del 2010 per il termine dell'attività di Alitalia Cargo. Rispetto al vecchio piano, però, è previsto il riassorbimento di parte dei 134 piloti.

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E con Bonanni rispunta il <partito Lufthansa> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-25 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Schieramenti E con Bonanni rispunta il "partito Lufthansa" ROMA - Tema: perché Lufthansa non ha partecipato alla corsa per l'Alitalia? Ha ragione il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, secondo cui i tedeschi sono evaporati dopo aver scoperto l'esistenza di "un rapporto indissolubile " fra Romano Prodi e Air France? O ha ragione piuttosto il presidente del Consiglio, che dà la responsabilità dell'evaporazione proprio ai sindacati? Ecco la ricostruzione di questa vicenda fatta del quotidiano tedesco "Handelsblatt" il 6 dicembre 2007: l'amministratore delegato di Lufthansa Wolfgang Mayrhuber avrebbe voluto presentare un'offerta, ma alla riunione del consiglio di sorveglianza il presidente, Juergen Weber, e soprattutto i rappresentanti dei lavoratori si sarebbero dichiarati contrari. Se la ricostruzione è fedele, l'operazione sarebbe stata bloccata dai sindacati tedeschi. Spaventati all'idea di potersi trovare in una situazione sindacalmente ingovernabile? Chissà. Ma questa è anche la versione che una Angela Merkel piuttosto contrariata avrebbe dato al suo amico Prodi in occasione di un vertice europeo. Sarebbe soltanto lavoro per gli storici. Se non ci fossero di mezzo migliaia di posti di lavoro e la sopravvivenza stessa della compagnia italiana. E soprattutto se il ventilatore delle elezioni non fosse già al massimo dei giri. Così, tempo qualche minuto e inevitabilmente, accanto al Partito della Cordata italiana capeggiato da Silvio Berlusconi, è nato anche il Partito di Lufthansa. Iscritti d'ufficio, oltre a sindacalisti come Bonanni e Fabrizio Solari (il capo della Filt Cgil aveva già proposto nel 2003 l'alternativa tedesca), anche i paladini dell'aeroporto di Malpensa. Per esempio il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni il quale fino all'ultimo, a dicembre, aveva sperato in una proposta germanica. Ma pure il leghista, ex ministro, Roberto Calderoli. Che tuttavia, prima di sbilanciarsi così apertamente a favore dei tedeschi, avrebbe forse fatto bene a rileggersi ciò che disse il massimo esponente "aeronautico" del suo partito, quel Giuseppe Bonomi, oggi presidente della Sea, che quando era presidente dell'Alitalia sentenziò: "L'alleanza fra Alitalia e Air France è irrinunciabile. Il nemico da battere è Lufthansa " (agenzia Ansa, 3 ottobre 2003). Iscritti d'ufficio al partito tedesco anche quelli che avrebbero voluto tenere fino all'ultimo aperto il "canale" dell'Air One (compagnia che ha un accordo con Lufthansa) di Carlo Toto (imprenditore conterraneo di Bonanni e finanziatore dei partiti, tanto di centrodestra quanto di centrosinistra), come il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi. Il responsabile economico di Rifondazione comunista, Maurizio Zipponi, ha invece esplicitamente aderito di sua volontà, chiedendo addirittura di riaprire la gara a Lufthansa. Bonanni, infine, non lo ammetterà mai, ma con la sua uscita su Lufthansa ha inevitabilmente alzato un altro pallonetto agli uomini di Silvio Berlusconi. Come testimoniano le affermazioni di Fabrizio Cicchitto: "Si sta ripetendo il caso Sme. Prodi vuole assolutamente svendere Alitalia a Air France e Tommaso Padoa-Schioppa, per parte sua, tende a fare terra bruciata per evitare che sorgano alternative". E il partito di Air France? In seria difficoltà di consensi fino alle 19 di Pasquetta, dopo che la compagnia francese ha "accettato " di non considerare più ultimativo il termine del 31 marzo, ha ripreso fiato. Ma fino a un certo punto. Persino il potente sindacato Anpac, dopo che i francesi hanno annunciato di voler cedere il settore cargo, 200 milioni di fatturato e 60 di perdite con appena 5 aerei ma ben 135 piloti (!), ora è algido. Resiste Prodi. Resiste il ministro dell'Economia, che con il premier ha spinto perché l'offerta, peraltro l'unica pervenuta, venisse accettata dal Consiglio dei ministri, e che in precedenza le aveva invano provate tutte per convincere qualche imprenditore del Nord a gettarsi nella mischia. Resiste il capo dell'Alitalia Maurizio Prato. Resiste il ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, per il quale, pragmaticamente, l'ipotesi Air France è allo stato attuale la sola che possa evitare il fallimento dell'Alitalia. Resiste (anche se non senza qualche significativa titubanza) Luigi Angeletti della Uil, il sindacato più favorevole alla soluzione francese. Resiste il ministro radicale Emma Bonino. E resiste il socialista Enrico Boselli, che giudica "scandaloso che si continui a fare campagna elettorale sulla pelle dei lavoratori ". Purtroppo non è la prima volta che succede. Ma questa potrebbe essere l'ultima. Sergio Rizzo.

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E per Sea la Grande Malpensa è già finita (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-25 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Fronti del Nord La società che controlla gli aeroporti milanesi paga anche la crescita degli altri scali subalpini E per Sea la Grande Malpensa è già finita Via 180 voli, 900 esuberi: da domenica la crisi Alitalia fa scattare il "dehubbing" MILANO - Gli unici che non aspettano con trepidazione di sapere cosa succederà a fine mese sono loro. Comunque vada a finire la vicenda pre-elettorale di Alitalia, gli uomini di Sea, la società controllata dal Comune di Milano che gestisce Malpensa e Linate, sanno che l'ultima settimana della "Grande Malpensa" è iniziata. Da domenica, indipendentemente dal destino della loro richiesta risarcitoria da 1,2 miliardi nei confronti di Alitalia, il "dehubbing" dello scalo varesino sarà cosa fatta. I 180 voli depennati dal piano di transizione di Maurizio Prato non entreranno nei tabelloni estivi di Malpensa, mentre i primi 900 esuberi saranno in cassa integrazione. Se ne riparlerà semmai pensando all'autunno, cercando di dare nuove ali alla necessità di disgiungere i destini di Alitalia da quelli di Malpensa. Per come funziona la macchina di Malpensa, e quindi della Sea oggi presieduta dall'ex presidente di Alitalia di area leghista Giuseppe Bonomi, l'attuale modello di business non può fare a meno della compagnia di bandiera. Nel bilancio Sea del 2006 si registra un'erosione delle quote di mercato occupate alla compagnia di bandiera su Malpensa, senza tuttavia scendere sotto il 51% di traffico movimentato. Intanto, lo scalo varesino ha progressivamente perso quote di mercato a vantaggio degli aeroporti che sono andati a rafforzarsi per tutto l'arco subalpino che oggi si vorrebbe compatto a difesa di Malpensa. Oltre 32 milioni di passeggeri nel 2007 hanno volato dal Nord, senza bisogno di passare per Malpensa né, spesso, per Alitalia. L'esempio più vicino ed eclatante, Orio al Serio, di cui la Sea detiene il 49,9%, è cresciuto del 9,5% nel 2007, del 20,7% nel 2006, addirittura di oltre il 30,6% nel 2005, del 17,3 nel 2004 senza subire i destini di Alitalia. Sacbo, la società che lo controlla, contava a fine 2006 359 addetti, uno ogni 14.484 passeggeri. Dati in linea con quelli degli Aeroporti di Roma, 2.275 addetti per 35,5 milioni, mentre Sea, controllata dal Comune di Milano con l'84,6% e partecipata dalla Provincia al 14,6%, distribuiva i suoi oltre 5.700 dipendenti su 31 milioni di passeggeri, includendo ovviamente anche Linate. Risultato: un dipendente Sea ogni 5.415 passeggeri. Sui costi di produzione, in verità, pesa la lunga e intricata vicenda di Sea Handling, la società di servizi di Sea che nel 2006 contava 3.351 dipendenti. Resa società autonoma nel giugno del 2002 su spinta delle norme comunitarie, Sea handling prometteva di concorrere sul mercato internazionale dei servizi e di aprirsi per un 30% al capitale dei privati. Difficile trovare investitori per una società che dal 2002 al 2006 ha perso 225 milioni, sempre prontamente ricapitalizzati dalla Sea, e che ha avuto come cliente principale Alitalia e come alternativa "forte", a partire dal 2003, una partnership di sette anni con Volare del valore di 96 milioni. Poco più di un anno dopo il governo Berlusconi ampliò la legge Marzano proprio per salvare la compagnia del low cost varesino, e i livelli occupazionali su cui spesso si sono trovati in sintonia i vertici leghisti, il governo regionale formigoniano e i sindacati. Nel 2005, infine, fallì il tentativo di Gabriele Albertini di trovare un acquirente per il 32% di Sea, alla cifra di 600 milioni. Jacopo Tondelli.

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Alitalia La vendita (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-25 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Alitalia La vendita Ministri e conti della compagnia Alessandro Bianchi: "Che ci sia un'urgenza è fuori di dubbio, ma che ci siano scadenze perentorie mi sembra un po' azzardato" Emma Bonino: "Sconcertanti le parole del ministro dei Trasporti, per cui il cash flow basterebbe per tutto l'anno".

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Casini: la cordata di Silvio? No a soluzioni <all'italiana> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-25 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Casini: la cordata di Silvio? No a soluzioni "all'italiana" "Berlusconi-Bertinotti, strana alleanza tra liberisti e statalisti" ROMA - Non piace per nulla al leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, tutto questo agitarsi della politica intorno ad Alitalia a poche settimane dal voto. Solo campagna elettorale? "Tutti quelli che parlano adesso sembrano essere stati sulla luna finora. E invece eravamo tutti in campo". Anche voi avete governato. "Me lo ricordo benissimo Silvio Berlusconi, quando da presidente del Consiglio diceva: per fortuna che ci sono così risolverò il problema di Alitalia. E invece si sono persi 5 anni più i 2 nei quali ha governato Romano Prodi". E adesso siamo al capolinea. "è difficile essere ottimisti. Vedo solo ombre". Eppure c'è chi scommette sull'intervento di una cordata di imprenditori italiani. "Mi chiedo perché se finora questi imprenditori non ne hanno voluto sapere nulla di Alitalia, adesso si mostrano interessati". Rispondono all'appello di Berlusconi. "A ridosso delle elezioni? Strano. Che si materializzino oggi cordate "politiche" non mi piace, perché è l'ennesima dimostrazione che non riusciamo a essere un Paese normale". Che cosa non la convince? "Voglio capire - se e quando i nomi verranno fuori - se non ci si trovi davanti a una partita di giro". In che senso? "Faccio un esempio: se imprenditori che finora non sono entrati in campo, improvvisamente diventano sensibili al richiamo di Berlusconi e magari sono anche titolari di concessioni pubbliche, allora voglio capire se sono disponibili a intervenire in Alitalia per avere poi qualche contropartita sulle tariffe. Se fosse così, sarebbe una soluzione all'italiana della peggior specie". A quali imprenditori pensa? "Non faccio nomi, ma dico che la piega che sta prendendo questa vicenda non mi piace, anche perché mi pongo un'altra domanda: che garanzie abbiamo che questa cordata resti in campo anche dopo le elezioni? ". Lei quindi percorrerebbe fino in fondo la strada della trattativa in esclusiva con Air France? Secondo il Pdl si tratta di una svendita di Alitalia ai francesi. "La trattativa con Air France è stata condotta male, anzi malissimo. La loro proposta di acquisto va profondamente cambiata, però non possiamo stupirci della posizione di Air France-Klm: il presidente Spinetta difende gli interessi dei suoi azionisti". Anche ai sindacati non piace il piano di Air France. "I sindacati, come i partiti, hanno le loro responsabilità. Ma quello che mi fa più specie è vedere questa strana alleanza tra Berlusconi, Bertinotti e i sindacati, tutti a invocare la cordata italiana e a chiedere più tempo. Ma non si può essere statalisti o liberisti a giorni alterni". Se fosse lei a decidere le sorti di Alitalia, che farebbe? "Innanzitutto avrei impostato le cose diversamente. Ma ora metterei dei paletti in modo da ottenere un cambiamento della proposta di Air France e poi lascerei andare le cose avanti". Ancora per qualche settimana, come dicono Prodi e il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa- Schioppa, o anche più a lungo, come vorrebbero gli altri, tanto, dice il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, Alitalia può sopravvivere fino a ottobre? "Qui deve essere chiaro a tutti che la compagnia rischia di portare i libri in tribunale. Se poi abbia ragione Padoa- Schioppa o Bianchi non lo so: vedo solo una gran confusione nel governo. Certo che se il ministro dell'Economia non sapesse neppure fino a quando Alitalia ha liquidità, saremmo nei guai". Mentre Berlusconi propone soluzioni, Veltroni nicchia. "Veltroni è sulla difensiva. Non sa che pesci prendere. è stretto da una parte da Bertinotti e dai sindacati e dall'altra da Prodi. Berlusconi invece ha preso il "pesce" della Lega". Che lavora per Malpensa. "Malpensa è una risorsa del Paese. Ma i suoi destini vanno separati da Alitalia, evitando nuove soluzioni assistenziali ". Come finirà? "Non lo so, ma se prima del 14 aprile si materializzassero eventuali cordate, temo che dopo evaporerebbero " Lo dice anche Veltroni. "Sì, ma io l'ho detto prima". \\ Meglio Air France Trattativa gestita male e proposta da cambiare Ma la strada è quella Enrico Marro.

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I sindacati contro l'offerta (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-25 num: - pag: 5 categoria: BREVI I sindacati contro l'offerta Secondo l'"Handelsblatt" del 6 dicembre 2007 furono proprio i sindacati tedeschi ad opporsi a un'offerta sull'Alitalia.

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<Gli esuberi? Non cederemo su Az Servizi> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-25 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE I "paletti" sindacali "Gli esuberi? Non cederemo su Az Servizi" ROMA - La prima condizione per sedersi al tavolo delle trattative con Air France? "I francesi devono evitare ogni ultimatum tipo prendere o lasciare. Perché se fosse così noi lasceremo subito". Nicoletta Rocchi, segretario confederale della Cgil, è convinta che ora, dopo l'apertura della compagnia francese, il confronto potrebbe iniziare "su basi serie ". La Cgil, dice, "lo farà senz'altro". A patto che oltre a non fare la voce grossa i responsabili dell'Air France-Klm, dal presidente Jean-Cyril Spinetta in giù, rispettino tre condizioni. Che sono, sottolineano i sindacati, irrinunciabili e rispecchiano esigenze di metodo oltre che di merito. Innanzitutto la trattativa deve partire "mettendo sul tavolo del confronto l'Alitalia nella sua integrità". Il perimetro deve essere cioè completo senza escludere Az Servizi o altro. Non si può parlare solo di Az Fly, ponendo subito steccati. "Ciò non vuol dire che non saremo poi pronti a discutere la riorganizzazione industriale ". Il secondo punto riguarda gli investimenti. La Cgil, sottolinea ancora Rocchi, non ha mai agitato la bandiera dell'italianità ma deve essere chiaro che il Paese deve poter contare su un sistema aereo in grado di rispondere e soddisfare le esigenze di trasporto e movimento di tutti i cittadini. Insomma, l'Alitalia non deve rimanere solo un logo sull'aereo, ma deve essere potenziata in modo da partecipare a pieno titolo all'alleanza con Air France e Klm. Infine Malpensa per cui occorre un approccio graduale per valutare il possibile sviluppo delle attività aeroportuali e dell'indotto. E gli esuberi? Secondo la sindacalista fare numeri in anticipo è poco significativo, oltre che inutile per le trattative. Gli esuberi, ripete Rocchi, si possono discutere solo dopo aver chiarito il perimetro della nuova Alitalia. "Che senso avrebbe indicare per esempio 2 mila esuberi quando poi rischiano di restare fuori, senza sapere nulla sul loro destino, 5 mila dipendenti di Az Servizi?" si chiede Rocchi confessandosi scettica sull'ipotesi di moratoria fatta filtrare dai francesi. Per i piloti dell'Anpac le condizioni per trattare con Air France sono essenzialmente due. Innanzitutto l'attività del cargo non deve cessare al 2010. "Non possiamo accettare che un importante asset industriale come il cargo venga cancellato", afferma il presidente dell'Anpac, Fabio Berti, che non ha dubbi nel mettere come seconda condizione la riduzione degli esuberi. Riguardo alla possibilità di un'offerta alternativa a quella francese da parte di una cordata italiana, per Berti "è un problema che non ci siamo posti. Nella situazione in cui versa Alitalia, difficilmente ci si potrà scostare dalle linee di piano indicate da Prato e da Air France". Anche nel caso Alitalia resti da sola, la sua sopravvivenza, sostiene infine il rappresentante dei piloti, "dovrà mantenere fermi questi punti: il miglioramento del network, lo spostamento dell'hub a Roma, la cancellazione delle linee in perdita ". Le offerte Berti (Anpac): con eventuali nuove offerte difficile scostarsi dalle linee dei transalpini Stefania Tamburello su www.corriere.it l'intervista al leader della Cisl Raffaele Bonanni sul futuro di Alitalia.

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Alitalia L'intervista (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-25 num: - pag: 6 categoria: BREVI Alitalia L'intervista \\ Contropartite Imprenditori con concessioni pubbliche sensibili al richiamo del leader pdl? Forse pensano a contropartite sulle tariffe.

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Air France apre e rivede le condizioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-25 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Air France apre e rivede le condizioni Prodi: la cordata? Si faccia avanti. E' duello con i sindacati. Botta e risposta Bianchi-Bonino Jean-Cyril Spinetta è arrivato a Roma ieri in serata. L'ipotesi di riassorbire parte dei piloti della "Cargo" ROMA - Air France-Klm sarebbe disponibile a fare concessioni sull'acquisto di Alitalia e ad offrire più tempo alla trattativa con i sindacati. Secondo indiscrezioni, il gruppo franco- olandese potrebbe valutare il rinnovo del contratto tra Alitalia e AZ Servizi, che gestisce le attività a terra e che dovrebbe restare pubblica, per 8 anni al termine dei quali potrebbe riconsiderarne l'acquisizione, ma anche a riassorbire nel gruppo parte dei piloti di Alitalia Cargo, che sarebbe smantellata nel 2010. Sarà direttamente il presidente di Air France-Klm, Jean-Ciryl Spinetta, oggi a Roma, ad offrire ai sindacati i nuovi margini della trattativa, destinata a slittare oltre la scadenza iniziale di fine marzo. Cgil, Cisl e Uil pretendono modifiche consistenti alla proposta consegnata da Air France-Klm dieci giorni fa e contestano Romano Prodi, che ancora ieri li ha invitati ad avere "grande senso di responsabilità verso i lavoratori di Alitalia e il Paese". "Il governo è sempre stato aperto a una cordata italiana per l'Alitalia: sarebbe auspicabile - ha detto Prodi riferendosi indirettamente ai piani di Silvio Berlusconi - ma il problema è che non c'è". Una proposta "deve essere seria, concreta, con delle risorse e un piano industriale, ma finora non si è visto nulla. Il fondo Usa Tpg, specializzato nel salvataggio di compagnie aeree, cercava con Mediobanca partner italiani, ma non li ha trovati" ha aggiunto Prodi, punzecchiando i sindacati. "Il board dei supervisor di Lufthansa, composto per lo più da sindacalisti, ha incontrato i sindacati italiani e poi ha rinunciato a fare l'offerta" ha raccontato Prodi, chiedendo a Cgil, Cisl e Uil di affrontare la trattativa con Air France-Klm, "pensando all'azienda con molta coscienza". Durissima la replica di Raffaele Bonanni, segretario della Cisl: "Prodi farebbe bene a non menare il can per l'aia, perché sa benissimo che Lufthansa si è ritirata sapendo perfettamente del suo rapporto indissolubile, seppur inconfessato, con Air France". C'è polemica anche nel governo. Alessandro Bianchi, ministro dei Trasporti, contesta il pessimismo del ministro dell'Economia, Tommaso Padoa- Schioppa, sugli scarsi margini di sopravvivenza di Alitalia. "Che ci sia urgenza è fuor di dubbio, ma mi pare azzardato parlare di fallimento se non si decide entro il 31 marzo" ha detto Bianchi, sicuro che Alitalia abbia la possibilità di arrivare a fine anno. Dichiarazioni "sconcertanti" secondo il ministro del Commercio Estero, Emma Bonino, mentre Francesco Rutelli invita "a non mandare a picco l'accordo con Air France- Klm per qualcosa che ancora non c'è". Mario Sensini.

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Moratoria per le moratorie (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cultura - data: 2008-03-25 num: - pag: 39 categoria: REDAZIONALE CALENDARIO di CRISTINA TAGLIETTI Moratoria per le moratorie Va di moda la parola moratoria. Dopo la pena di morte, dopo l'aborto, oggi tocca ad Alitalia e Malpensa. C'è chi l'ha richiesta sulle "multe pazze", a Firenze è stata invocata sulla questione della tramvia nel centro storico, in America sui pignoramenti delle case in seguito alla crisi dei mutui. Anche la Lega ha voluto la sua moratoria, contro la costruzione di mega moschee in Italia, mentre in Rete c'è chi la chiede sulla svolta "ratzingeriana" del cantante Giovanni Lindo Ferretti. Passata la Pasqua è finita anche la moratoria sull'agnello, almeno fino all'anno prossimo. Sono i corsi e ricorsi della lingua, come quando, nel 1987, con le alluvioni in Valtellina, gli italiani scoprirono il verbo tracimare e lo sostituirono a straripare. Ora, il termine moratoria (dal latino moratorius, cioè che fa indugiare), nato in ambito giuridico, ha completamente soppiantato sinonimi come sospensione, dilazione, differimento. Viene voglia di chiedere una moratoria sull'uso della parola moratoria.

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Pasticci con le ali (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-03-25 num: - pag: 36 autore: di ANGELO PANEBIANCO categoria: REDAZIONALE CORDATE Pasticci con le ali SEGUE DALLA PRIMA Naturalmente, i sindacati possono ancora contare su sponde politiche di un certo peso (come segnala la dissociazione del ministro Bianchi dalla posizione ufficiale del governo Prodi). E' un pasticcio colossale nel quale, per giunta, è difficile stabilire chi guadagnerà elettoralmente e chi perderà. Prendiamo il caso dell'elettorato del Nord. Ci sono certamente cittadini sensibili alla difesa di Malpensa da parte della Lega e di Forza Italia così come ce ne sono molti affezionati all'idea della "compagnia di bandiera". Ma ce ne sono anche altri che si domandano se non sia peggio lasciare le cose come stanno, col rischio di continuare a far pesare sui contribuenti (magari anche in violazione delle regole europee) i costi di un'azienda in dissesto che si sarebbe dovuto far fallire oppure vendere già molti anni or sono. Pessimo argomento da campagna elettorale, il caso Alitalia è una buona dimostrazione di cosa succede quando i dibattiti accademici su "statalismo e liberismo" lasciano il campo alla politica vera e alla lotta sempre prosaica (anche se ammantata di sacri principi) fra gli interessi organizzati, aziendali, territoriali o sindacali che siano.

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Rutelli: <Ora sfioro il 50 per cento Se vincerò, sicurezza al primo punto> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-25 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Centrosinistra "Collaborazione fra le forze dell'ordine e con la magistratura". Ieri visita all'Ara Pacis Rutelli: "Ora sfioro il 50 per cento Se vincerò, sicurezza al primo punto" Abusivismo e nomadi: "Roma non può essere una zona franca" "Io verso il cinquanta per cento": Rutelli sceglie l'Ara Pacis - "ricordate le polemiche? ", dice sarcastico Silvio Di Francia - e lì all'Ara Pacis Rutelli rende noto l'ultimo sondaggio, e non per caso snocciola le cifre sorridendo. "Io al 49,4, ma ciò che più conta è che secondo i romani vincerò col 53 per cento, mentre il candidato rivale sarà trenta punti sotto". Campione rappresentativo (duemila persone), gli indecisi sono al 23, Rutelli prende il 49,4 e l'effetto winner, ovvero le risposte alla domanda "secondo te chi vince? ", dà Rutelli in vantaggio di 30 punti sul secondo, precisamente 53 a 21. In pratica, la percezione degli elettori segnala una netta vittoria del centrosinistra: "Si è creata tra i romani l'idea che sia piuttosto probabile che vinca il candidato di centrosinistra. Tuttavia teniamo alta la guardia, non ci montiamo la testa". Lo dice e va a Teleroma56, per le tre ore e mezza di filo diretto coi cittadini che ormai sono un appuntamento fisso della campagna elettorale. Guardia alta, dice dunque Rutelli, espressione che usa non solo per i sondaggi: "Parlo della criminalità, del crimine predatorio. Su tutta la città, l'opera di prevenzione e repressione dev'essere quotidiana, costante ". Quando parla della sicurezza, Rutelli non sorride. "Bisogna tenere la guardia sempre alta e sempre più alta sulla microcriminalità. Se farò il sindaco, affronteremo la delinquenza di strada con impegno quotidiano, con un'azione incessante di prevenzione e intervento". Francesco Rutelli fa i complimenti al colonnello Casarsa per l'azione che ha portato a termine contro alcuni borseggi in centro da parte di nomadi. "Roma - dice il candidato del centrosinistra non può essere zona franca rispetto al crimine predatorio. Anzi, l'azione contro questo tipo di crimine deve essere molto rafforzata anche con la collaborazione della magistratura: perché sia chiaro che dobbiamo colpire chi agisce sulla strada, ma anche i mandanti". Per Rutelli gli uomini in divisa devono lavorare assieme: "Ci vogliono pattuglie miste formate da guardia di finanza contro l'abusivismo commerciale e da carabinieri, polizia e vigili urbani per il controllo del territorio". Si parla, ovviamente, anche di Alitalia: "Vedo pochi difensori di Fiumicino. Tutti discutono del destino di Alitalia e di Malpensa, giustamente perché si vogliono evitare effetti troppo gravi, ma la crisi della compagnia potrebbe avere gravi conseguenze anche su Fiumicino. Ecco, anche qui ci sono migliaia di posti di lavoro in ballo". Esce dall'Ara Pacis e annuncia "la risistemazione di piazza Augusto Imperatore. Non solo, abbiamo già parlato delle terrazze sul Tevere, bene: la prima nascerà qui di fronte". Più in generale, dice Francesco Rutelli, "l'offerta turistica di Roma deve essere rafforzata e diversificata per continuare ad essere un elemento di traino per l'intero Paese". è tardi, i cittadini romani lo aspettano Partito democratico Francesco Rutelli, secondo i sondaggi al 49% Alessandro Capponi.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-25 num: - pag: 56 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Giochi: fiaccola contestata Ucciso un poliziotto in Cina A Olimpia durante la cerimonia per l'accensione della fiaccola i rappresentanti di Reporters sans Frontières hanno contestato la cerimonia mentre parlava Liu Qi, presidente del comitato organizzatore di Pechino 2008. Un poliziotto cinese è morto e diversi altri sono rimasti feriti in disordini scoppiati in Cina in una provincia abitata da tibetani. Alitalia: i francesi aprono alla trattativa è arrivata da fonti vicine al presidente di Air France-Klm la disponibilità del gruppo a proseguire la trattativa anche oltre il 31 marzo, data non superabile. Prodi: una cordata italiana sarebbe "auspicabile", ma finora "non si è visto nulla". Magdi Allam: Islam diviso Il mondo islamico è diviso sulla conversione di Magdi Allam tra chi parla di "libera scelta da rispettare" e i siti web che parlano di "apostasia". Focus Turismo sessuale: italiani sempre più numerosi è sempre più spesso italiano il "turista sessuale con minori": sono oltre 80.000 i viaggiatori che ogni anno vanno a caccia di sesso proibito all'estero con bambini e adolescenti e in molti Paesi sono ai primi posti. Politico Polemiche sul confronto Tv Il faccia a faccia in tv tra Berlusconi e Veltroni fa discutere. Realacci (portavoce Pd): Berlusconi finge disponibilità ma non lo vuole. Bonaiuti (Pdl): il Pd vuole la par condicio ma anche il confronto, chiarisca. Esteri Morti in Iraq 4.000 soldati Usa Sono 4.000 i soldati americani morti in Iraq e il presidente Usa. George W. Bush si è detto addolorato e si impegnerà per garantire il successo Usa nel conflitto che va avanti da 5 anni. Cronache Muore al rave party a 19 anni Un giovane di 19 anni di Castellanza (Varese) è morto l'altra notte a Segrate (Milano), durante un rave party a causa di una overdose. Polemiche sul divieto di tenere i raduni Economia Balzo di Wall Street Wall Street inizia la settimana all'insegna del rally, con gli investitori che brindano all'accordo con cui JP Morgan acquisterà la banca Bear Stearns per 10 dollari ad azione. Cultura Jonathan Coe: l'Inghilterra in stato confusionale Jonathan Coe: "Non penso che sia possibile scrivere un romanzo state of the nation ora, perché l'Inghilterra è in un grande stato di confusione e instabilità su quello che è e quello che vorrebbe essere come nazione". Spettacoli I 70 anni della Cardinale Claudia Cardinale il 15 aprile compie 70 anni ed è piena di progetti: dal remake per la tv francese de I soliti sospetti al documentario sui 50 anni della sua carriera, Io, Claudia: storia di un'italiana, girato da Squitieri. Sport La Pellegrini: oro e record Federica Pellegrini ha conquistato la medaglia d'oro dei 400 stile libero agli europei di Eindhoven battendo il primato del mondo. Il britannico Thomas Daley, con la vittoria dei tuffi dalla piattaforma di 10 metri, a 13 anni e 10 mesi è il più giovane campione di sempre della specialità. * Con "Style Magazine" e 3,00; con "Corriere Enigmistica" e 2,30; con "Foto:box" e 7,90; con "Storie della Bibbia" e 8,90; con "La grande dinastia dei Paperi" e 8,90; con "Geronimo Stilton English!" e 9,90; con "L'Europeo" e 8,90; con "Dizionario enciclopedico della Cucina italiana" e 13,90; con "Il grande cinema di Alberto Sordi" e 10,99; con "Gli itinerari di Dove" e 8,99; con "Il Diritto" e 15,90; con "Storia della civiltà europea" e 13,90. In Sicilia, Lazio (no Roma), Umbria, Marche, Puglia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e nelle province di PD e PR con La Gazzetta dello Sport e 1,00.

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Oggi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-25 num: - pag: 56 categoria: BREVI Oggi su www.corriere.it Audio Alitalia, parla Bonanni Intervista al leader della Cisl: "Decida il prossimo governo". Multimedia Fiaccola e proteste Contestazioni anti-cinesi alla cerimonia in Grecia che dà il via al viaggio della torcia olimpica. Vota Rave party, sì o no? Dopo il caso di Segrate, si torna a discutere: è giusto vietarli? Verso il voto Gli italiani all'estero Il ritratto di due candidati, uno del Pd e l'altro del Pdl, che si contendono i seggi oltre confine. Quiz Sette giorni di attualità Avete seguito le notizie dell'ultima settimana? Mettetevi alla prova. Calcio La lotta scudetto Inter o Roma, a chi andrà il titolo? Dite la vostra sul campionato.

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Campagna finale (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)

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Stampa In bilico Da questa settimana fino al voto il Cav sarà nelle aree dove il gap con il Pd è minimo: Liguria, Abruzzo, Marche, Lazio, Sardegna e Campania Campagna finale Laura Della Pasqua l.dellapasqua@iltempo.it Finora, diciamocelo chiaramente, questa campagna elettorale è stata piuttosto piatta. Toni morbidi, schermaglie misurate, colpi di fioretto più che sciabolate. Niente a che vedere con quello a cui Berlusconi ci ha abituato nelle scorse tornate elettorali. Ma dentro il Pdl, tra Forza Italia e An lasciano intendere che i fuochi d'artificio arriveranno a ridosso del voto, negli ultimi quindici giorni. Anche perchè se la vittoria, stando ai sondaggi, pare scontata non così la percentuale di scarto. Il timore di un quasi pareggio al Senato c'è eccome. Come pure che a rosicchiare voti sia non tanto il Pd quanto gli ex alleati dall'Udc-Rosa Bianca a La Destra di Storace. Una erosione che si sta manifestando in alcune regioni particolari dove pochi voti potrebbero far scattare al Senato il premio di maggioranza. Ed è su queste che si concentrerà l'azione del Cavaliere nelle prossime tre settimane. Il tour elettorale si snoderà attraverso la Liguria, l'Abruzzo, le Marche, il Lazio, la Sardegna e la Campania a cui venerdì 11 aprile si aggiungerà una puntata in Calabria. Questa settimana Berlusconi sarà a Viterbo, Taormina, Catanzaro e poi all'inizio della prossima settimana in Piemonte. E saranno appuntamenti di fuoco, preannunciano dentro Forza Italia. Basta con i toni soft, la strategia sarà quella dei colpi bassi, dell'attacco frontale sfruttando qualsiasi appiglio a cominciare dal tema caldo dell'Alitalia. Questo per quanto riguarda gli avversari. Ma sarà pure una strategia volta a demolire La Destra e l'Udc-Rosa Bianca, insistendo sul voto utile e con una campagna informativa capillare per rendere riconoscibile il simbolo del Pdl. Alcuni sondaggi di Forza Italia dicono che sono numerosi gli elettori che potrebbero far confusione. Terza punta della strategia sarà di convincere gli indecisi, che sono ancora una vasta platea. L'Udc dà per certa la sconfitta di Berlusconi nel Lazio. Casini punta al 7%. Poi c'è Storace che ricorda come nel 2006 quando era capolista di An, la Cdl prese il premio di maggioranza per soli 15.000 voti in più dell'Unione. E secondo il leader della Destra questo margine il Pdl non lo avrebbe più. Eppure sia An che FI sostengono di avere dati alla mano per cui si avranno senza problemi nel Lazio 15 seggi in più al Senato. In Campania invece il pericolo per Berlusconi viene dall'Udc- Rosa Bianca che ha messo un capolista di rango come Ciriaco De Mita in grado di sottrarre voti centristi al Pdl. In Lombardia la vittoria per Berlusconi è sicura ma c'è uno scenario di incertezza per il numero dei senatori. Qualora la Sinistra Arcobaleno o l'Udc riuscissero a raggiungere la soglia dell'8%, il Cavaliere dovrebbe rinunciare a quattro senatori. E sul Lazio si concentrerà Alleanza Nazionale. Fini ha già deto che dedicherà tutta l'ultima settimana prima del voto a comizi e incontri in giro per il Lazio. Prima sarà nelle Marche, in Sicilia (a Palermo e Catania), in Liguria (a Genova). Secondo la simulazione Cise, in Liguria, Abruzzo e Sardegna, il distacco tra Pdl e Pd è di soli 2 punti percentuali. In Calabria il distacco a favore del Pd è di solo 0,6 punti.

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Rutelli: non si dimentichi l'impatto sullo scalo di Fiumicino (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Le reazioni Rutelli: non si dimentichi l'impatto sullo scalo di Fiumicino La crisi di Alitalia rischia di provocare gravi conseguenze non solo su Malpensa ma anche su Fiumicino che però è rimasto fuori dal dibattito politico intorno al destino della compagnia di bandiera. è la denuncia del candidato sindaco di Roma, Francesco Rutelli che, a margine di una visita all'Ara Pacis ha osservato: "Vedo pochi difensori di Fiumicino. Tutti discutono del destino di Alitalia e di Malpensa, giustamente perché si vogliono evitare effetti troppo gravi, ma la crisi della compagnia potrebbe avere gravi conseguenze anche su Fiumicino". Il vicepremier ha invitato dunque a "fare attenzione" perché "questo ping pong rischia di ritorcersi gravemente anche su Fiumicino, sull'indotto, sulla manutenzione, sui servizi e naturalmente anche sul turismo. è un quadro di enorme delicatezza a cui bisogna fare attenzione". E sul tema Alitalia è tornato ieri anche il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro: "Le cordate esistono nel momento in cui si traducono in realtà, con un piano finanziario concreto, con un management adeguato, con un piano industriale che preveda una soluzione". Per il Pdl ha parlato portavoce di SilvIo Berlusconi. Bonaiuti: "Dopo l'intervento di Berlusconi sull'Alitalia i ministri del governo Prodi litigano tra di loro, Prodi si scontra con i sindacati e Veltroni non sa propria cosa proporre. Gli italiani sono sempre più convinti che la sinistra voleva svendere l'Alitalia ai francesi". "Sembra proprio - ha attaccato Roberto Maroni (Lega) - che il Governo sia impegnato a far fallire l'Alitalia e questo preoccupa molto per le conseguenze che può avere su Malpensa".

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Laura della Pasqua l.dellapasqua@iltempo.it La decisione (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Laura della Pasqua l.dellapasqua@iltempo.it "La decisione ... Laura della Pasqua l.dellapasqua@iltempo.it "La decisione se vendere ai francesi o affidarsi a una cordata italiana è legata ai tempi. Bisogna capire se l'Alitalia ha come vita massima tre mesi o di più. Nel primo caso la scelta di Air France è l'unica possibile. Nel secondo caso si può ragionare. Al momento però, anche chi dice no ai francesi, deve prendere atto che sono stati gli unici a fare un'offerta e a presentare un piano". A parlare è Marco Zanichelli, che di Alitalia è stato amministratore delegato solo per quattro mesi da febbraio a maggio 2004, ma ha lavorato nella compagnia dall'89. Insomma uno che Alitalia la conosce bene. Come ad, presentò un suo piano di risanamento della compagnia. Un piano che però non fu accettato. "è stato un periodo traumatico che si sta ripresentando oggi". Ma di chi è la responsabilità se l'Alitalia è arrivata a questo punto? "è una crisi che viene da lontano. Dalla liberalizzazione del trasporto aereo in poi, alcuni momenti positivi ci sono stati come il periodo Cempella e Mengozzi. Ma si tratta di situazioni episodiche. I due tentativi di risanamento strutturale furono fatti con Cempella con l'accordo con Klm andato male per il discorso Malpensa e poi con Mengozzi con lo scambio azionario con Air France. Con Klm si era arrivati quasi a un passo dall'accordo industriale. Poi però è naufragato per la scarsa fiducia, la diffidenza che Klm mostrò verso la capacità di Malpensa tant'è che in seguito ci fu un arbitrato che Alitalia vinse". E cosa accadde invece con Air France? "Lo scambio azionario con Air France doveva essere propedeutico a una più sostanziale collaborazione invece non si andò oltre". Ci sarebbe voluta una cura più drastica di quelle effettuate dai diversi vertici? "Forse sì". Che responsabilità ha il sindacato? "Il sindacato ha fatto un ruolo di difesa dell'occupazione. Il problema dell'Alitalia non sono tanto gli esuberi, ma di come gestire le risorse, di qualità, di produttività. Trattandosi di un'azienda di servizi, il disservizio determina una ripercussione sull'immagine del Paese. Gli esuberi ci sono sempre stati. Ma un efficentamento delle risorse avrebbe potuto contribuire a ridurre le eccedenze. In una azienda di servizi il sindacato ha per forza un ruolo forte". Non sarà forse perchè il sindacato teme di perdere questo ruolo forte che si sta opponendo alla vendita a Air France? "Non penso che il sindacato stia facendo questo discorso. è evidente comunque che chiunque prenda Alitalia non vorrà avere vincoli sindacali per il piano di risanamento e di rilancio. E questo vale anche qualora si faccia avanti una cordata di imprenditori italiani. Non penso che questi potrebbero essere più morbidi. Nessuno fa beneficienza. Certo gli esuberi annunciati sono faticosi da digerire come pure la messa a terra degli aeroplani. Ma immagino che il sindacato sia consapevole delle conseguenze di un commissariamento della compagnia. Sarebbe peggiore della cessione ai francesi". Francesi o italiani che differenza fa? "Il problema principale è capire quanto tempo ha l'Alitalia di sopravvivenza. Se sono solo tre mesi la strada francese è obbligata; se sono di più si possono valutare altre opzioni, purchè però ci siano. Al momento non ci sono. Io penso che se qualche industriale avesse la garanzia di poter agire senza vincoli, si farebbe avanti".

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Governo contro sindacati: Nessun pre-accordo con AF (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Tensione Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Micheli: "Bonanni ha detto cose che si smentiscono da sole" Governo contro sindacati: "Nessun pre-accordo con AF" Alla vigilia dell'incontro di oggi con i sindacati il governo attacca duramente i sindacati. E in particolare il leader della Cisl Raffaele Bonanni. L'affondo è arrivato da Enrico Micheli, sottosegretario alla presidenza del Consiglio: "Ho conosciuto e trattato personalmente con i grandi segretari della Cisl, Carniti, Marini, D'Antoni, Pezzotta. Ma mai mi era capitato di leggere una dichiarazione tanto singolare come quella dell'attuale, ineffabile segretario, Bonanni che, oggi, ha affermato quanto segue: che Prodi si sarebbe accordato anticipatamente con Air France tenendo tutti all'oscuro della cosa". "Bell'esempio di accordo - ha proseguito - sarebbe quello che ha portato all'attuale situazione di empasse nella trattativa con la compagnia di bandiera francese. Mi pare evidente che la dichiarazione di Bonanni si smentisca da sè senza necessità di altre testimonianze al riguardo". "Sempre Bonanni - ha concluso Enrico Micheli - dichiara che Lufthansa si sarebbe ritirata perché sapeva di una "preferenza a prescindere" del Presidente del Consiglio per Air France. Ebbene, è noto a tutti, addetti ai lavori e giornalisti impegnati a seguire la vicenda, che Lufthansa, nonostante i ripetuti inviti di Prodi a farsi avanti, si è ritirata perché i sindacati tedeschi (parte importantissima del Consiglio di sorveglianza della società) dopo lo scambio di vedute con i sindacati italiani hanno diffidato la compagnia ad occuparsi di Alitalia". Ma il caso Alitalia ha acceso anche l'ennesimo scontro tra ministri, tra il responsabile del Tesoro, Tommaso Padoa Schioppa, che aveva prospettato per la compagnia di bandiera l'ipotesi di fallimento e quello dei Trasporti, Alessandro Bianchi. Quest'ultimo, infatti, ha escluso che Alitalia avrebbe ossigeno solo per qualche settimana ("un allarme non giustificato") e ha sottolineato che "è assolutamente indispensabile che Malpensa ritrovi una sua vitalità e un suo ruolo importante, a prescindere dal destino di Alitalia". Durissimo il commento di un altro ministro del governo Prodi, Emma Bonino: "Trovo innanzitutto sconcertante la dichiarazione del ministro dei Trasporti Bianchi, che avrebbe detto che il cash flow di Alitalia basterebbe per tutto l'anno. è sconcertante che lo dica il ministro dei Trasporti, competente sulla materia, perché basta andare sul sito di Alitalia e leggere la posizione finanziaria al 31 gennaio della compagnia. A quella data era a 282 milioni di Euro. A marzo rimangono poco più di 100 milioni". Ma non è solo Emma Bonino a denunciare l'ennesimo scontro all'interno del governo. Il leghista Roberto Calderoli ha chiesto che su questa vicenda entrambi i ministri vengano a riferire in Parlamento. "In un Paese che non sia una Repubblica delle Banane - ha attaccato - non esiste al mondo che due ministri del medesimo governo diano versioni completamente opposte sulla liquidità della compagnia di bandiera. Vengano entrambi a riferire, con conti alla mano, al Parlamento, e lo facciano subito perché è evidente che uno dei due mente: a questo punto vogliano sapere come stanno le cose realmente".

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Irresponsabili le dichiarazioni del Tesoro (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Unione piloti "Irresponsabili le dichiarazioni del Tesoro" Le "gravi dichiarazioni" rilasciate dal ministro Tommaso Padoa Schioppa sulla quasi esaurita liquidità di cassa di Alitalia, sono "al limite della irresponsabilità e lasciano oltremodo basiti". è la posizione dell'Unione Piloti, che ricorda come la comunicazione ufficiale dell'Azienda emessa il 29 Febbraio 2008, indicava in 282 mln la disponibilità e crediti finanziari a breve del Gruppo al 31 Gennaio 2008. Alla luce di quanto ufficialmente evidenziato, prosegue Up, "ci chiediamo come sia possibile affermare che ad oggi Alitalia ha poche settimane di vita, indicando la data del 31 Marzo 2008 come la data oltre la quale, in mancanza di un accordo con Air France si dovrebbero portare i libri contabili in tribunale".

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Destino Alitalia. Troppo tardi o troppo presto (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Il punto di ALESSANDRA SERVIDORI Destino Alitalia. Troppo tardi o troppo presto Il dramma Alitalia con i suoi connotati di tragedia nazionale ha infuocato il gelido clima pasquale. Le esternazioni dei vari componenti del Governo Prodi, "tutt'altro che in sonno" hanno assunto connotati di ridicola farsa: dalla denuncia di bancarotta del ministro del tesoro Padoa Schioppa, alla smentita del ministro dei trasporti Bianchi, alle indignazioni del Ministro delle politiche comunitarie Bonino, al ministro dello sviluppo economico Bersani, passando dal giustizialista accanito Di Pietro, fino ad arrivare a una curiosa alleanza del presidente della Camera Bertinotti che approva la scesa in campo di una salvifica cordata imprenditoriale berlusconiana. Il miracolo che si è verificato il lunedì dell'Angelo sta poi in un Romano Prodi, uscito dall'esilio, ridiventato un protagonista della politica nazionale con un "j'accuse specifico": "A me gli imprenditori hanno sempre detto di no quando ho chiesto di intervenire come salvataggio su Alitalia". E certo a Prodi non hanno fatto piacere le parole di Carlo De Benedetti (foto): "La trattativa per la vendita della compagnia è stata condotta dal Governo nel modo peggiore possibile, con il rischio di un commissariamento che si doveva fare già un anno fa". Parole dense di rancore e dettate anche da una disponibilità dell'ingegner De Benedetti dimostrata già dal dicembre 2006 nell'investire nell'operazione soltanto avendo le mani libere. Una rinuncia poi determinata dai paletti posti dal governo sulla salvaguardia dell'interesse nazionale,dei posti di lavoro e soprattutto dai veti e contro/veti dei sindacati. La questione va affrontata chiarendo la partNership di imprenditori che vogliono aggiungersi a questa iniziativa di orgoglio nazionale. Bisogna guardare bene dentro i conti di Alitalia e Air France ha avuto tre mesi per studiare le carte. Se importanti gruppi italiani con l'interesse anche di player internazionali faranno in tempo a prendere Alitalia viva serviranno tempi credibili: è in corso una drammatizzazione estremistica della situazione che legittima il sospetto che i tifosi di Air France vendano Alitalia a condizioni che non merita, insieme con il ricco mercato del Nord e dunque Malpensa. Il ricatto del commissariamento è diventato un giochetto al massacro, fa paura ai dipendenti, Air France un po' meno anche se la sua offerta pare avara e ingorda. Non sarà comunque possibile risanare una azienda che deve buona parte delle sue condizioni fallimentari a un sindacalismo becero e corporativo rappresentato da nove sigle sindacali che trattano il negoziato con un sistema di basso livello e orientato al massimo compromesso. Chiunque gestirà Alitalia deve sapere che la compagnia di bandiera non potrà contare su aiuti di Stato vietati dalla Comunità Europea: per fortuna, anche nostra, c'è Bruxelles che detta le regole delle liberalizzazioni dei collegamenti e la politica dei cieli.

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Le sorprese che non vuoi le trovi sempre tutte (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Il Tempo delle parole Le sorprese che non vuoi le trovi sempre tutte Le parole della politica. Questa settimana Il Tempo ha scelto quelle relative alla campagna elettorale "pasquale". UOVO DI PASQUA-1 Saranno tagliate le ali all'Alitalia? La compagnia di bandiera finirà nelle mani dei francesi che, da nazionalisti indomiti, la acquisteranno per asservirla alla loro (Air France), o i suoi libri saranno depositati presso il tribunale fallimentare? A Pasqua la sorpresa: Silvio Berlusconi ha annunciato una cordata nazional-bancaria-familiare, pronta a salvarla. Se ci riesce prenderà il volo... elettorale. E Walter Veltroni resterà in aeroporto. UOVO DI PASQUA-2 Il giornalista Magdi Allam, noto per le sue posizioni anti-integraliste-islamiche, alla fine si è convertito al cristianesimo. E ha scelto, per il suo battesimo, un'occasione pubblica e suggestiva: la veglia pasquale con papa Benedetto XVI. è un fatto molto importante per la cristianità, abituata non senza proprie colpe, a troppi percorsi inversi: dal cristianesimo all'Islam. UOVO DI PASQUA-3 Ancora una volta è la par condicio a dominare le scene. Anzi, a impedirle. Il duello Berlusconi-Veltroni non si farà mai, la legge voluta dalla sinistra, parla chiaro. E ha avuto ragione Paolo Bonaiuti nel definire il ministro Paolo Gentiloni, sostenitore del faccia a faccia tra i due, un fariseo. Gli antiberlusconiani hanno preteso regole ben precise per ingessare l'odiato conflitto di interessi di Arcore e quando pensano che al contrario, possa essere loro utile, ritengono doveroso bypassare allegramente le regole. E quindi? Ben venga il duello, cioé i duelli: 15 confronti in tv da Santoro, Floris, Vespa. Tanti sono, infatti, i candidati-premier, tra macro e micro leader. UOVO DI PASQUA-4 è la Lega Sud (Movimento per le Autonomie), alleata del Pdl, e la guida un post-dc dal nome nordico-bossiano: Raffaele Lombardo. E tra le sorprese pasquali, oltre a essere amico di "Totò Cuffaro dei cannoli", se l'è presa con Garibaldi, Ulisse e Verga, rei di aver distrutto il Meridione borbonico, di averla fatta ricordare come la terra dei Polifemi scemi, che si fanno fregare dai greci omerici "Nessuno", e come la terra dei rassegnati e perdenti sul nascere. Bene, allora perché Lombardo non sposa coerentemente la proposta del regista Michele Placido: candidati del Nord in ogni collegio del Sud, visto che i meridionali (eletti ed elettori) non si sono affrancati né dalle mafie, né dall'assistenzialismo né dalla spazzatura? UOVO DI PASQUA-5 è la sorpresa che gli italiani, secondo il sondaggio settimanale di Renato Mannheimer, vorrebbero trovare nell'uovo. Il prossimo governo dovrà affrontare e risolvere le questioni legate al lavoro (il 20%), l'aumento dei salari (16%), il controllo dei prezzi (10%), la riduzione delle tasse (9%), la sicurezza (l'8%). Altro che la riforma del sistema elettorale. Bisognerebbe fare la riforma dei cervelli dei politici.

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Air France non ha fretta di chiudere la trattativa con (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Air France non ha fretta di chiudere la trattativa con ... Air France non ha fretta di chiudere la trattativa con Alitalia mentre in casa nostra crescono le polemiche per il modo con cui è stata condotta sinora. Il nodo resta l'eventuale seconda cordata italiana. Oggi riprenderà il confronto tra Air France e i sindacati che mantengono alto il livello della polemica con il governo. Ma all'interno dello stesso esecutivo ci sono contrasti. Intanto l'ex amministratore della compagnia, Zanichelli, avverte: per rilanciare Alitalia non ci vogliono vincoli sindacali. Caleri alle pag. 2 e 3.

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Vogliamo astenerci dallo stucchevole dibattito intorno ai (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Vogliamo astenerci dallo stucchevole dibattito intorno ai ... Vogliamo astenerci dallo stucchevole dibattito intorno ai destini di Alitalia, nel quale tutti si improvvisano esperti di gestione di compagnie aeree ed aeroporti senza avere, nella più parte dei casi, nemmeno le capacità per gestire una rivendita di granite in mezzo al deserto. Decidiamo allora di riferire un semplice episodio, accaduto ieri intorno alle ore 11.00 all'aeroporto di Milano Linate. Chi scrive cerca di acquistare un biglietto di sola andata per Roma Fiumicino, volo Alitalia delle 13.30. Un impiegato della biglietteria, quasi scusandosi, propone la tariffa di 306 euro. Il passeggero, sbalordito, prova con il servizio telefonico, ma l'operatore dello 06-2222 ribadisce la medesima offerta. A quel punto il desolato passeggero si rivolge alla concorrenza, trovando posto sul volo AirOne delle 14.15 per la cifra, ben più ragionevole, di 102 euro. Sarà un caso sfortunato, di quelli irripetibili, strani, improbabili. Sarà la forza del destino o l'imperizia degli operatori. Sarà quel che sarà. Ma vorremmo tanto sapere cosa ne pensa il dott. Maurizio Prato, capo supremo di Alitalia. Forse la situazione attuale è proprio figlia di disastri come questo, disastri nel rapporto con i clienti che sono spesso quei medesimi cittadini italiani che hanno visto uscire dalle loro tasche fiumi di denaro usati per tamponare i deficit della compagnia. Ma che mai sono serviti per volare a prezzi bassi o seduti su aerei nuovi. Che vergogna. Sì, vergogna.

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La scelta difficile su Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La scelta difficile su Alitalia E le imminenti elezioni generali non favoriscono la chiarezza... Roma, 25 mar. - Il tema economico del momento sembra essere il destino della compagnia di bandiera italiana. The question is: Alitalia deve fallire, passare nelle mani di AirFrance-KLM, ovvero essere acquistata da una cordata - per la verità non meglio identificata - di buoni&bravi imprenditori italici, guidata da AirOne e Intesa-San Paolo? Già qualche mese fa sostenemmo la tesi che "il Mercato vince sempre" (1); per cui, la "teoria dei campioni nazionali" rispolverata dal centro-destra sembra essere un'anticaglia, sebbene faccia pendant col neo-colbertismo tremontiano. La cordata di benefattori italiani perché avrebbe atteso sì tanto tempo per farsi viva? In mancanza di valide spiegazioni, le accuse di Veltroni sembrerebbero avere un fondamento. In più, come varie volte abbiamo scritto proprio su queste colonne, un partito che si richiami nel nome e nei comizi ai valori liberali non può pensare di distillare gocce di statalismo su uno snodo cruciale dell'economia italiana. E se il piano di AirFrance-KLM non piace soltanto perché risulta fortemente indigesto al principale alleato (la Lega Nord) si abbia il coraggio di dirlo apertamente. Ma la questione, allora, scantona nella filosofia: un paese intriso di assistenzialismo stantio, produce partiti liberisti ad intermittenza, così che il free market va bene per le P.M.I. del Nord-Est - sì da sgravarle di un fardello fiscale ormai insostenibile, e tale da bloccare la crescita del paese - ma non va più bene per le ex imprese pubbliche sull'orlo del baratro: Alitalia, Trenitalia... Purtroppo temiamo che non vi siano più i margini - tecnici e temporali - per una cordata di "salvatori nazionali". Pertanto la scelta si riduce al binomio svendita ad AirFrance-KLM vs. fallimento. Ed i sindacalisti dovrebbero sforzarsi di comprendere come mettere i bastoni tra le ruote di Spinetta, rifiutando i 2.100 lavoratori in esubero da lui individuati, potrebbe voler dire trovarsene molti di più (cioè tutto il personale della compagnia) qualora i francesi facessero retromarche. In un panorama mondiale in cui la globalizzazione impera - tanto da spinger Colombatto a parlare della sopraggiunta mancanza di significato di una pur storica disciplina quale l'Economia Internazionale - la risposta non può e non deve risiedere in un becero protezionismo. Certo, evitando di fare i saldi per gli stranieri, possibilmente... Cosimo Magazzino (1) "Alitalia deve fallire", di Cosimo Magazzino, ne "la Voce d'Italia", a. II, 19/12/2007.

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Anticipazioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Al voto PAGINA 3 Duello in tv? Il Pdl si sottrae Il Pd: "Temono il confronto" Alitalia PAGINA 5 Prodi attacca i sindacati Air France, oggi si tratta Pakistan PAGINA 8 Torna libero il giudice che ha sfidato Musharraf.

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Anche Romano indica i sindacati rigidi (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

L'ora delle colpe Anche Romano indica "i sindacati rigidi" Tommaso De Berlanga Anche Romano Prodi ha ceduto alla moda del momento, la critica al sindacato. Lo ha fatto nel momento sbagliato (alla vigilia dell'incontro in qualche misura decisivo tra Air France, Alitalia e le nove sigle rappresentative nella compagnia di bandiera), ma soprattutto senza neppure la prospettiva di poter ottenere - da questo attacco - un vantaggio. Giusto un mettere anche il proprio sassolino nella cesta di pietre da scagliare contro i "reprobi". Non che i sindacati - specialmente quelli "di mestiere" come l'Anpac o le categorie dei confederali - non abbiano qualcosa da farsi perdonare nell'evoluzione negativa della compagnia di bandiera. Ci sono stati anni recenti in cui alcuni segretari di categoria siedevano all'interno del cda; e non sono stati anni memorabili. Anzi. Errori di strategia industriale e di impostazione sindacale (difficile per chiunque tenere un piede in due scarpe; basta guardare all'esperienza tedesca e ai suoi ricorrenti scandali); un pervicace chiudere gli occhi sullo scadimento delle condizioni di lavoro e salariali, sempre giustificate con lo stato dei conti dell'azienda; una rinuncia a coprire il ruolo che ha indirettamente "promosso" la crescita della conflittualità e dei sindacati di base, così come di quelli "professionali". La compagnia nel frattempo si rattrappiva sul piano industriale precludendosi così ogni possibilità di ripresa (clamorosa la scelta suicida del "concentrarsi sul mercato interno" nel momento in cui una deregulation più selvaggia che altrove lasciava campo libero alle low cost sovvenzionate da cordate di sponsor - anche istituzionali - locali). Un'esperienza che dovrebbe far riflettere in primo luogo il sindacato confederale. Anche se non ne vediamo i sintomi. Ma quando Prodi addebita a queste organizzazioni la "fuga" di Lufthansa - dopo un articolato giro di incontri - evoca un luogo comune tanto fasullo quanto molto accreditato. Ossia che gli investitori stranieri evitino il nostro paese perché "spaventati" da sindacati troppo "rigidi" nella difesa di salari, privilegi, diritti dei lavoratori. Magari fosse vero! Non avremmo, come abbiamo, i salari più bassi d'Europa - anche nel trasporto aereo (almeno se ci si limita alle compagnie di bandiera; sulle feluche low cost valgono regole da terzo mondo) - e un ventaglio di contratti atipici tanto ampio da mettere in imbarazzo le stesse aziende. Prodi sa meglio di chiunque altro, da ex liquidatore dell'Iri, che la crisi dell'Alitalia è stata fatta marcire in primo luogo da un management sempre inadeguato, scelto soprattutto per fedeltà politica (anche a destra; basterebbe la nomina del leghista Bonomi nel 2003). Come valutare altrimenti, solo per fare un esempio, la chiusura del volo per Pechino proprio nei giorni in cui lo stesso Prodi guidava una delegazione di quasi 3.000 imprenditori in Cina "per sviluppare la presenza italiana" laggiù? Che non se ne voglia più parlare è comprensibile. Ma perché - a fine corsa - accodarsi al coro dei farisei?.

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Alitalia, da oggi trattativa vera (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Alle 14, nella sede della Magliana, si incontrano Spinetta, Maurizio Prato e nove sindacati. Atteso qualche cambiamento (minimo) nella proposta francese. Prodi attacca le "cordate che non si vedono" e i sindacati che "fanno scappare gli investitori" Francesco Piccioni Uno spettacolo inguardabile. A poche ore dall'inizio della tornata decisiva di incontri tra Air France, Alitalia e sindacati presenti in azienda, non c' è traccia di una sola ipotesi credibile di soluzione "pacifica". Governo uscente e opposizione sono ovviamente ai ferri corti per motivi elettorali, con curiose sovrapposizioni (ora tutti vogliono "salvare Malpensa"); il governo è frantumato al suo interno (tanto è dimissionario); il premier ancora in carica accusa i sindacati di aver fatto "fuggire" a suo tempo Lufthansa e chiede loro "senso di responsabilità" (tradotto: non fate tanto i difficili per un po' di licenziamenti...); questi ultimi rispondono per le rime, ma non sembrano presentarsi stamattina con intenzioni identiche. Lo stesso "salvatore della patria volante", Jean-Cyril Spinetta, presidente di Air France-Klm, non sembra certo di poter ottenere ciò che vuole; anche perché la sua posizione di forza (è l'unico ammesso a trattare la vendita della compagnia, ormai alla canna del gas quanto a liquidità) è incrinata dalla necessità di avere l'accordo sia dei sindacati che del prossimo governo. Sembra un'impietosa istantanea della "mucillagine" individuata dal prof. De Rita. Il più probabile futuro premier, ahinoi Silvio Berlusconi, da un lato preannuncia che non apporrà mai la sua firma istituzionale sotto il contratto di vendita ai francesi, mentre lo farebbe a una cordata "italiana" che avesse nella squadra i suoi figli (apponendo perciò la firma su entrambi i lati del contratto). Tanto il conflitto di interesse non è più un tema di scontro politico, sentenziò Walter Veltroni. Il primo piano, nella giornata, se lo è guadagnato Romano Prodi. Il quale ha cercato di essere "centrista" più che poteva, finendo per scontentare tutti; soprattutto a sinistra. Da un lato ha minimizzato il ruolo delle "cordate" italiane, sempre nominate ma mai apparse: "una proposta deve essere seria, concreta, con delle risorse, delle persone e un piano industriale (qualcuno del settore, insomma; ndr); finora non si è visto nulla". Ha fatto l'esempio del fondo Tpg, quello "con maggiore eseprienza di ristrutturazione di linee aeree" presentatosi "insieme a Mediobanca"; ma fuggito via perché, avendo esplicitamente richiesto la partecipazione di almeno alcuni uomini d'affari italiani, non riuscirono a trovarne. Dall'altro lato se l'è presa con i sindacati, nel modo già detto. Provocando una reazione rabbiosa in Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, infuriato perché "da 18 mesi ci tengono all'oscuro" sul procedere della vendita di Alitalia; e che perciò rovescia il senso del "caso Lufthansa", ricordando che questa "si è ritirata" per "l'indissolubile rapporto tra Prodi e Air France". Altri sindacalisti che hanno partecipato agli incontri con i tedeschi nell'arco di sei mesi, ricordano che le cose si svolsero in un altro modo. E riconoscono la "correttezza" mostrata dai tedeschi, che decisero alla fine di non potersi permettere un investimento di quella portata, presi com'erano da altri impegni internazionali. Sembrerebbe perciò che oggi alle 14, nella sede centrale della Magliana, i sindacati abbiano deciso di presentarsi con un "no" secco alle proposte francesi. Ma non è affatto così. "I problemi devono essere affrontati subito - ha spiegato Luigi Angeletti, segretario generale della Uil - non vedo perché aspettare un nuovo governo per fare la trattativa" (Bonanni aveva speso parole a favore di un rinvio ad aprile). Fabrizio Solari, segretario dell Filt Cgil chiede che Air France "modifichi il suo atteggiamento; siamo disposti a trattare, ma non accetteremo offerte 'prendere o lasciare'". Il margine, fanno sapere ancora dalla Francia, è comunque ristrettissimo. E' probabile che Spinetta si presenti al tavolo con qualche modifica di lieve entità, il minimo necessario - per un non italiano - per andare avanti. Voci danno per probabile un ripensamento sulla divisione Cargo, il che permetterebbe ai piloti dell'Anpac di tornare ad "apprezzare" il piano. Ma se cede su un punto, poi Spinetta non potrà non fare altrettanto su altri ancora. Ogni sindacato - a seconda della fascia di lavoratori rappresentati - ha perciò dei propri margini di elasticità. Tutti però si rendono ben conto che in campo c'è al momento un solo compratore con un credibile - e dolorosissimo - piano industriale. Prendere altro tempo, superando le colonne d'Ercole delle elezioni, significa aiutare - di fatto - chi punta al fallimento della compagnia. La scelta, in assenza di uno Stato troppo poco credibile per esercitare l'opzione "intervento pubblico" in contrasto con Bruxelles, è ormai ridotta all'affidarsi alle mani di un "chirurgo" esperto oppure attendere l'arrivo delle termiti (le "cordate italiane" berlusconiane), pronte ad afferrare ognuna il pezzetto che più le serve. Complimenti a molti registi di questo sfascio.

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Alitalia, Prodi attacca i sindacati: <Hanno fatto scappare Lufthansa> (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Air France pronta a "trattare a oltranza". Bonino contesta Bianchi ma è lei che sbaglia: tempo ce n'è Alitalia, Prodi attacca i sindacati: "Hanno fatto scappare Lufthansa" Roberto Farneti Il capo del governo italiano che attacca i sindacati del proprio paese, prendendo le parti di una azienda straniera, mentre i suoi ministri litigano sul tempo che manca prima della messa in liquidazione, dimostrando - nel caso di Emma Bonino - di non sapere neanche fare i conti. Non c'è che dire: la commedia della vendita di Alitalia assume, ogni giorno che passa, contorni sempre più grotteschi. Peccato che la posta in gioco sia altissima: il destino di un settore strategico, come il trasporto aereo, e il posto di lavoro di migliaia di persone. Di sicuro il presidente del Consiglio Romano Prodi avrà le sue buone ragioni per ritenere che quella di Air France-Klm sia l'unica proposta seria sul tappeto. E che l'annuncio di Silvio Berlusconi, sulla prossima scesa in campo di una cordata italiana a cui potrebbero partecipare i suoi figli, sia solo propaganda elettorale. "Sarebbe auspicabile - precisa Prodi dagli schermi di Skytg24 - ma fino a oggi nessuno si è presentato". E tuttavia il capo di un governo non può sorvolare sul fatto che quello francese è un piano che prevede 8mila esuberi, la chiusura del Cargo, lo svuotamento di Malpensa, la messa a terra di 40 e passa aerei, il taglio delle rotte intercontinentali. In sostanza, la riduzione dell'Alitalia a vettore nazionale, portatore d'acqua al mulino di Parigi. Un piano, oltretutto, fin qui presentato con la formula del "prendere o lasciare". Un ricatto inaccettabile per i sindacati, che oggi torneranno a incontrarsi con il numero uno di Air France, Jean Cyril Spinetta. Ieri Spinetta si è detto pronto a proseguire la trattativa "a oltranza", anche oltre il 31 marzo, data che era stata individuata come "termine ultimo" da parte del cda di Alitalia. Dopo avere dimostrato capacità negoziale pari a zero, il presidente del consiglio cosa fa? Invece di sostenere lo sforzo dei sindacati, gli intima la resa: "I sindacati abbiano senso di responsabilità verso il Paese e verso l'Alitalia, sono loro che hanno fatto scappare Lufthansa", dichiara Prodi in Tv. La replica arriva a stretto giro di posta ed è altrettanto dura. "Quello che dice Prodi è falso - ribatte Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale di Sdl - dopo averci incontrato, Lufthansa ci ha comunicato di essersi ritirata perchè il suo board aveva rivalutato l'acquisizione di Alitalia, giudicandola non opportuna dal punto di vista industriale". Altro che gli ostacoli posti dai sindacati italiani: la fuga dei tedeschi, accusa il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, rivolgendosi direttamente a Prodi, fu determinata dal fatto che la compagnia tedesca "conosceva perfettamente di un rapporto suo con Air France indissolubile, di una sua preferenza, a prescindere, per la compagnia francese". Non basta: anche l'affermazione fatta dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa, secondo cui l'Alitalia avrebbe "un'autonomia di poche settimane prima del fallimento", non corrisponderebbe al vero. "I tempi non sono così stretti - chiarisce il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi - l'ipotesi di un fallimento della compagnia di bandiera se non si decide entro il 31 marzo è azzardata". Nella polemica interviene un altro ministro del governo Prodi, Emma Bonino. Per lei le parole di Bianchi sarebbero addirittura "sconcertanti" perchè "basta andare sul sito di Alitalia e leggere la posizione finanziaria al 31 gennaio della compagnia. A quella data era a 282 milioni di Euro. A marzo rimangono poco più di 100 milioni". Com'è noto, l'Alitalia perde un milione di euro al giorno: come è possibile che ne abbia persi 182 in soli due mesi? Bonino non sa fare i conti? Inoltre "tutti sanno - spiega ancora Tomaselli di Sdl - che nel trasporto aereo il periodo meno buono è proprio quello fino a marzo. Da aprile si ricomincia a guadagnare. Quindi se ci sono i soldi per arrivare a giugno, ci sono anche per arrivare a settembre. In più con i tagli su Malpensa, operativi a partire dal primo aprile, le perdite si ridurranno ancora". A questo punto è il sindacalista che rivolge "un appello di responsabilità al governo, perché ci dia il tempo necessario per fare una vera trattativa". Diversa la posizione della Cisl: "La decisione su Alitalia la prenda il prossimo governo", rilancia Bonanni. 25/03/2008.

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Air France : <Nuovo piano> Prodi: <In Italia niente di serio> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Air France : "Nuovo piano" Prodi: "In Italia niente di serio" Caso Alitalia ROMA. Air France annuncia un nuovo piano per Alitalia e la volontà di trattare a oltranza. Prodi sulla cordata italiana: "Finora non s'è visto nulla di serio". G.FERRARI e LOMBARDI >> 5 25/03/2008.

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Laura della Pasqua l.dellapasqua@iltempo.it La decisione (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa l'intervista Zanichelli, ex Ad di Alitalia: "Per rilanciare la compagnia non ci vogliono vincoli sindacali" "La decisione se vendere ai francesi o affidarsi a una cordata italiana è legata ai tempi. Bisogna capire se l'Alitalia ha come vita massima tre mesi o di più. Nel primo caso la scelta di Air France è l'unica possibile. Nel secondo caso si può ragionare. Al momento però, anche chi dice no ai francesi, deve prendere atto che sono stati gli unici a fare un'offerta e a presentare un piano". A parlare è Marco Zanichelli, che di Alitalia è stato amministratore delegato solo per quattro mesi da febbraio a maggio 2004, ma ha lavorato nella compagnia dall'89. Insomma uno che Alitalia la conosce bene. Come ad, presentò un suo piano di risanamento della compagnia. Un piano che però non fu accettato. "è stato un periodo traumatico che si sta ripresentando oggi". Ma di chi è la responsabilità se l'Alitalia è arrivata a questo punto? "è una crisi che viene da lontano. Dalla liberalizzazione del trasporto aereo in poi, alcuni momenti positivi ci sono stati come il periodo Cempella e Mengozzi. Ma si tratta di situazioni episodiche. I due tentativi di risanamento strutturale furono fatti con Cempella con l'accordo con Klm andato male per il discorso Malpensa e poi con Mengozzi con lo scambio azionario con Air France. Con Klm si era arrivati quasi a un passo dall'accordo industriale. Poi però è naufragato per la scarsa fiducia, la diffidenza che Klm mostrò verso la capacità di Malpensa tant'è che in seguito ci fu un arbitrato che Alitalia vinse". E cosa accadde invece con Air France? "Lo scambio azionario con Air France doveva essere propedeutico a una più sostanziale collaborazione invece non si andò oltre". Ci sarebbe voluta una cura più drastica di quelle effettuate dai diversi vertici? "Forse sì". Che responsabilità ha il sindacato? "Il sindacato ha fatto un ruolo di difesa dell'occupazione. Il problema dell'Alitalia non sono tanto gli esuberi, ma di come gestire le risorse, di qualità, di produttività. Trattandosi di un'azienda di servizi, il disservizio determina una ripercussione sull'immagine del Paese. Gli esuberi ci sono sempre stati. Ma un efficentamento delle risorse avrebbe potuto contribuire a ridurre le eccedenze. In una azienda di servizi il sindacato ha per forza un ruolo forte". Non sarà forse perchè il sindacato teme di perdere questo ruolo forte che si sta opponendo alla vendita a Air France? "Non penso che il sindacato stia facendo questo discorso. è evidente comunque che chiunque prenda Alitalia non vorrà avere vincoli sindacali per il piano di risanamento e di rilancio. E questo vale anche qualora si faccia avanti una cordata di imprenditori italiani. Non penso che questi potrebbero essere più morbidi. Nessuno fa beneficienza. Certo gli esuberi annunciati sono faticosi da digerire come pure la messa a terra degli aeroplani. Ma immagino che il sindacato sia consapevole delle conseguenze di un commissariamento della compagnia. Sarebbe peggiore della cessione ai francesi". Francesi o italiani che differenza fa? "Il problema principale è capire quanto tempo ha l'Alitalia di sopravvivenza. Se sono solo tre mesi la strada francese è obbligata; se sono di più si possono valutare altre opzioni, purchè però ci siano. Al momento non ci sono. Io penso che se qualche industriale avesse la garanzia di poter agire senza vincoli, si farebbe avanti".

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Alitalia, tutti contro tutti (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa la compagnia nella bufera Alitalia, tutti contro tutti Parigi non ha nessuna fretta di chiudere il dossier Alitalia e si appresta, già da oggi, quando incontrerà per la seconda volta i sindacati presso la sede della compagnia di via della Magliana, a condurre un negoziato a oltranza. Anche oltre il termine del 31 marzo, fissato inizialmente come una sorta di data spartiacque tra il "prendere" o il "lasciare". Il presidente di Air France-Klm ha lasciato trapelare ieri le sue intenzioni attraverso i canali ufficiosi. E la prima mossa della nuova strategia prevede già da oggi la consegna ai rappresentanti dei lavoratori di un documento di circa 30 pagine con quelle che vengono definite aperture su alcuni nodi chiave del negoziato. Il primo dei quali è l'ipotesi che una parte dei piloti in esubero dal settore cargo potrebbe essere riassorbita nel gruppo Air France-Klm. Il piano del presidente di Air France non modificherebbe tuttavia lo stop all'attività cargo nel 2010, ma limiterebbe l'impatto occupazionale sui 134 piloti attualmente impegnati nel settore, prevedendone il riassorbimento di almeno una parte in Air France. Non solo. Per assecondare le istanze sindacali, che chiedono il minor impatto occupazionale possibile, Spinetta presenterebbe una moratoria di 8 anni per Az Service. La proposta francese riguarderebbe il rinnovo del contratto di Alitalia con Az Service per otto anni, al termine dei quali il management potrebbe decidere di quali servizi continuare ad usufruire e quali invece dismettere. Resterebbero comunque confermati gli oltre 500 esuberi in Az Service già indicati dal numero Uno della compagnia franco-olandese. Secondo altre fonti sindacali, novità potrebbero riguardare anche il perimetro di acquisizioni e, in tale quadro, Az Airport potrebbe essere rilevata in una quota maggiore rispetto alla formulazione originaria della proposta. Cordata tricolore. Intanto anche la seconda cordata, quella anticipata da Silvio Berlusconi ma ancora senza nome, comincia a muovere i primi passi. Negli ambienti finanziari comincia a girare il nome di Vito Gamberale che con il suo fondo per le infastrutture F2i, ha in cassa oltre 2 miliardi di euro per giocare un ruolo da protagonista in un'eventuale offerta. Le indiscrezioni parlano del ruolo di F2i come di una sorta di stanza di compensazione (al pari della Telco per il controllo della Telecom Italia) in cui far confluire i nuovi soggetti proprietari della compagnia. Non è esclusa dunque una nuova compagine societaria in cui al 20% del capitale in mano all'organismo di Gamberale, si contrapporrebbe il 40% in mano al Tesoro e un altro 20% di Air France che resterebbe dunque cointeressata nella gestione della compagnia. Ma anche Toto, il patron di AirOne potrebbe giocare un ruolo nel nuovo schema. A lui verrebbe infatti assegnato il 20% del vettore grazie al conferimento delle 93 opzioni di acquisto di aerei Airbus e Boeing che AirOne ha in portafoglio e che consentirebbero alla nuova Alitalia di rinnovare la flotta nel medio raggio. La cordata, sempre secondo i rumors, dovrebbe palesarsi già alla fine del mese. E presentare il suo piano nei primi giorni di aprile.

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Berlusconi si concentra sulle regioni a rischio (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa campagna finale Berlusconi si concentra sulle regioni a rischio Finora, diciamocelo chiaramente, questa campagna elettorale è stata piuttosto piatta. Toni morbidi, schermaglie misurate, colpi di fioretto più che sciabolate. Niente a che vedere con quello a cui Berlusconi ci ha abituato nelle scorse tornate elettorali. Ma dentro il Pdl, tra Forza Italia e An lasciano intendere che i fuochi d'artificio arriveranno a ridosso del voto, negli ultimi quindici giorni. Anche perchè se la vittoria, stando ai sondaggi, pare scontata non così la percentuale di scarto. Il timore di un quasi pareggio al Senato c'è eccome. Come pure che a rosicchiare voti sia non tanto il Pd quanto gli ex alleati dall'Udc-Rosa Bianca a La Destra di Storace. Una erosione che si sta manifestando in alcune regioni particolari dove pochi voti potrebbero far scattare al Senato il premio di maggioranza. Ed è su queste che si concentrerà l'azione del Cavaliere nelle prossime tre settimane. Il tour elettorale si snoderà attraverso la Liguria, l'Abruzzo, le Marche, il Lazio, la Sardegna e la Campania a cui venerdì 11 aprile si aggiungerà una puntata in Calabria. Questa settimana Berlusconi sarà a Viterbo, Taormina, Catanzaro e poi all'inizio della prossima settimana in Piemonte. E saranno appuntamenti di fuoco, preannunciano dentro Forza Italia. Basta con i toni soft, la strategia sarà quella dei colpi bassi, dell'attacco frontale sfruttando qualsiasi appiglio a cominciare dal tema caldo dell'Alitalia. Questo per quanto riguarda gli avversari. Ma sarà pure una strategia volta a demolire La Destra e l'Udc-Rosa Bianca, insistendo sul voto utile e con una campagna informativa capillare per rendere riconoscibile il simbolo del Pdl. Alcuni sondaggi di Forza Italia dicono che sono numerosi gli elettori che potrebbero far confusione. Terza punta della strategia sarà di convincere gli indecisi, che sono ancora una vasta platea. L'Udc dà per certa la sconfitta di Berlusconi nel Lazio. Casini punta al 7%. Poi c'è Storace che ricorda come nel 2006 quando era capolista di An, la Cdl prese il premio di maggioranza per soli 15.000 voti in più dell'Unione. E secondo il leader della Destra questo margine il Pdl non lo avrebbe più. Eppure sia An che FI sostengono di avere dati alla mano per cui si avranno senza problemi nel Lazio 15 seggi in più al Senato. In Campania invece il pericolo per Berlusconi viene dall'Udc- Rosa Bianca che ha messo un capolista di rango come Ciriaco De Mita in grado di sottrarre voti centristi al Pdl. In Lombardia la vittoria per Berlusconi è sicura ma c'è uno scenario di incertezza per il numero dei senatori. Qualora la Sinistra Arcobaleno o l'Udc riuscissero a raggiungere la soglia dell'8%, il Cavaliere dovrebbe rinunciare a quattro senatori. E sul Lazio si concentrerà Alleanza Nazionale. Fini ha già deto che dedicherà tutta l'ultima settimana prima del voto a comizi e incontri in giro per il Lazio. Prima sarà nelle Marche, in Sicilia (a Palermo e Catania), in Liguria (a Genova). Secondo la simulazione Cise, in Liguria, Abruzzo e Sardegna, il distacco tra Pdl e Pd è di soli 2 punti percentuali. In Calabria il distacco a favore del Pd è di solo 0,6 punti.

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Rutelli: la mia sfida, grandi opere e cura della città (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa i forum de il tempo Rutelli: la mia sfida, grandi opere e cura della città Il terzo forum organizzato da Il Tempo con Francesco Rutelli, candidato a sindaco di Roma del centrosinistra. Un'occasione per parlare del presente e del futuro della città e riflettere sulla politica locale e nazionale. La situazione di Alitalia si fa sempre più complicata. Qual è la sua posizione in merito alle dichiarazioni di mercoledì di Berlusconi, che rilancia la candidatura di AirOne e ipotizza un impegno da parte dei propri figli? Berlusconi deve dire se è in grado di impegnarsi, se può e se davvero vuole acquistare Alitalia. Le chiacchiere stanno a zero, se davvero esiste una cordata italiana disposta a rilevare Alitalia è il momento che si faccia avanti, perché sono rimaste poche ore a disposizione per salvare la compagnia. Su Alitalia bisogna fare chiarezza: tutte le ipotesi avanzate in questi ultimi giorni il governo Prodi le aveva già valutate mesi fa. Siamo stati i primi a ipotizzare l'ingresso di una compagnia asiatica e abbiamo cercato partner in Asia. Sei mesi fa, inoltre, abbiamo anche lavorato a una cordata italiana: ho bussato personalmente alla porta di tutti gli imprenditori italiani più importanti per chiedere un impegno in Alitalia. Purtroppo nessuno si è detto disponibile a sostenere l'operazione. Ho sondato la disponibilità anche di grandi partner internazionali, come Lufthansa. Per quanto riguarda AirOne, infine, sono sempre stato contrario a scartare a priori l'ipotesi, ma bisogna tener conto degli advisor, che hanno giudicato migliore l'offerta di Air France. AirOne si sarebbe dovuta presentare insieme a un grande partner internazionale. Come compagnia di bandiera Alitalia non può permettersi di non entrare in un grande network internazionale. Ora, se davvero esiste una cordata italiana, che si faccia avanti in questa settimana, altrimenti Alitalia rischia seriamente di fallire, anche perché i creditori potrebbero decidere di non aspettare oltre e gli aerei rischiano davvero di restare a terra e di venir posti sotto sequestro. Per quanto riguarda Malpensa, invece, lo scalo aeroportuale lombardo è andato male perché è mancata l'accessibilità. Malpensa ha messo in crisi Alitalia perché è difficile arrivarci e perché ha subìto la concorrenza degli aeroporti lombardi, da Bergamo a Linate, controllati dagli stessi enti locali milanesi. Fiumicino può arrivare a 50 milioni di passeggeri l'anno: quella zona di Roma è in costante crescita, alcune infrastrutture e impianti già esistono e altri sono già in progetto. A proposito di governo Prodi: come giudica l'esperienza dell'esecutivo? è stato fatto tutto il possibile per tenere unita la maggioranza in Parlamento? Personalmente, credo di aver lavorato bene. Certo, l'esperienza del governo Prodi non è priva di pecche. Ma questa esperienza ci ha insegnato qualcosa. Serve più rispetto tra gli schieramenti, bisogna dialogare su legge elettorale, riforme costituzionali e politica estera. Poi, servono coalizioni più omogenee, non è possibile che una parte politica ottenga alle elezioni più della metà dei voti e venga messa in crisi da tre senatori. è stato un errore non cambiare la legge elettorale: cosa accadrà nella prossima legislatura in Senato? Lei ha avuto una lunga esperienza da sindaco, quindi un'altra altrettanto importante da leader nazionale. Se dovesse venire eletto nuovamente sindaco di Roma, una volta finito il mandato tornerà a occuparsi della politica nazionale? Se farò il sindaco dovrò lavorare molto. Onestamente non penso a cosa farò tra cinque anni. In questo momento mi immagino interamente sommerso nelle grane della Capitale. Certo, le esperienze fatte mi hanno insegnato molto, anche a livello internazionale. Non ho alcun rimpianto: ho creato un partito, la Margherita, facendo convivere individualità molto diverse e tenendo insieme un soggetto politico molto variegato; ho contribuito alla costruzione del Pd. Sta conducendo una doppia campagna elettorale: quella da sindaco e quella nazionale. Come si sente? Onestamente, mi sto occupando per intero della corsa al Campidoglio. Una battaglia che sto combattendo con convinzione. Fino a pochi mesi fa neppure immaginavo di poter correre per fare il sindaco di Roma, ma lo sto facendo volentieri, con passione e senza risparmio. Se verrò eletto sarò il rappresentante di tutti i romani. Ci vogliono tante energie per fare il sindaco. Ho 53 anni: qualora fossi eletto sarei il secondo sindaco più giovane di una grande metropoli. Le grandi città sono assorbenti e comportano fatica fisica. Ci vuole pienezza di energia: ne ho tanta e non ho intenzione di risparmiarmi. Nel 1993 il suo primo provvedimento da sindaco fu la riqualificazione di via Nazionale. Se venisse eletto ricomincerebbe da lì: il cantiere partirà il 26 marzo e prevede di levare i sampietrini. Cosa ne pensa? Via Nazionale è una strada che porto nel cuore perché termina con la fontana delle Najadi realizzata dal mio bisnonno, Mario Rutelli. è una via importante di Roma che necessita di un intervento radicale, che verrà compiuto nella maggior parte in estate per evitare disagi ai cittadini. Per quanto riguarda i sampietrini, fatemi ricordare che quello con i pini è un matrimonio incestuoso, perché le radici di quelle piante rendono particolarmente sconnessa la strada. Inoltre, non esistono più le maestranze che si occupano della manutenzione. Sono dell'opinione che da un lato i sampietrini vadano lasciati nelle zone pedonali, che vanno aumentate, mentre dall'altro lato sia necessario salvare la schiena di motociclisti e automobilisti. Senza parlare di tutti coloro che si muovono con gli autobus: anche in via dei Fori Imperiali, a causa dei sampietrini, viaggiare col bus può essere particolarmente scomodo. Omicidio Reggiani a parte, ogni giorno si verificano decine di episodi di microcriminalità legata ai campi nomadi. Gli sgomberi sono sembrati finora inefficaci. Evidentemente serve cambiare strategia. Senza contare il fatto che le baraccopoli deturpano il paesaggio, creano degrado e comportano emergenze sanitarie. è indubbio che bisogna migliorare la situazione in profondità, pur muovendoci all'interno dei paletti imposti dall'Unione Europea: promesse di espulsione di massa, ad esempio, sono prive di ogni credibilità. Serve un'azione incessante, anche perché in città esistono tante zone a rischio. Il problema va visto su tre livelli: i campi nomadi, gli stranieri che hanno un lavoro regolare ma non hanno alloggio e il problema dell'immigrazione clandestina. Per quanto riguarda le baraccopoli la situazione esiste in tutte le città d'Europa. I campi vanno sostituiti gradualmente con modalità d'integrazione sociale per chi rispetta le leggi e per difendere la dignità dei bambini. Le attività illegali non possono essere tollerate. Nei campi occorre più controllo soprattutto per arginare le attività illecite. Il sindaco ha pochi poteri sull'ordine pubblico ma può promuovere l'integrazione e la collaborazione tra forze dell'ordine e vigili urbani. Serve una gestione quotidiana, severa, incessante. Per quanto riguarda invece gli stranieri che lavorano onestamente ma che non hanno un reddito che gli consente di avere una casa, ritengo che essi vadano aiutati con l'accesso a dignitosi, semplici alloggi popolari. I clandestini, infine, vanno rimpatriati: nel 2008 ne torneranno a casa almeno 500 tra quelli pericolosi che vengono dai Paesi dell'Ue, secondo le stime delle forze dell'ordine. Il decreto legislativo è chiaro: possono essere rimpatriati anche se comunitari. E se tornano possono essere puniti con la reclusione fino a dieci anni. è indubbio, tuttavia, che a Roma c'è una forte percezione d'insicurezza tra i cittadini. Sì. La mia famiglia non gira certo con la scorta, ma vive nella città e utilizza i mezzi pubblici. Mio figlio, ad esempio, è stato rapinato del cellulare da un coetaneo armato di coltello. La percezione d'insicurezza è un sentimento fondato, anche se le statistiche dicono che Roma è molto più sicura di Londra o Parigi. Ma io non mi accontento: il problema esiste e le statistiche non devono costituire un alibi. Bisogna creare pattuglie miste tra forze dell'ordine e vigili urbani e ridisegnare la mappa di commissariati e compagnie dei carabinieri per presidiare anche i nuovi quartieri, pattuglie miste di vigili e guardia di finanza contro l'abusivismo commerciale. è una sacrosanta richiesta dei commercianti. Di notte a Roma circolano pochissime volanti. Per garantire la sicurezza, decoro urbano e collaborazione con le forze dell'ordine devono andare di pari passo. Il Comune, ad esempio, chiederà alla magistratura di applicare le sanzioni alternative contro il vandalismo: chi fa danni dovrà riparare, fare volontariato, aiutare gli uomini dell'Ama. E sul decoro urbano? L'organizzazione del Comune deve essere messa a sistema utilizzando il metodo che ha già funzionato nel corso del Giubileo del 2000. Intendo creare la "Sala sistema Roma", dove aggiornare in tempo reale la mappa dei problemi della città e catalogare tutti i disservizi in modo da poter garantire un intervento tempestivo anche per quanto riguarda la manutenzione. Una sala operativa dove tutti potranno dare il proprio contributo: dai vigili del fuoco ai vigili urbani, all'Ama. Inoltre, bisogna utilizzare bene le telecamere presenti sul territorio, coordinando meglio tutte le informazioni e raccongliendo le segnalazioni dei cittadini. Per quanto riguarda il turismo, è d'accordo sull'introduzione della tassa di soggiorno? Sono assolutamente contrario. Creerebbe aggravio amministrativo e disparità tra le città. Roma non è Venezia, che viene soffocata dal turismo mordi e fuggi. Sono invece favorevole alla creazione di itinerari turistico-archeologici anche in periferia: penso a Veio, Gabii e Ostia Antica. Ho chiesto agli albergatori collaborazione per la cura e la manutenzione del territorio e sarebbe importante regolare una volta per tutte i pullman turistici, destinando parte dei proventi della sosta a pagamento nei parcheggi di scambio al decoro urbano. è indubbio, tuttavia, che per sostenere il turismo bisogna rendere accessibile la città con infrastrutture importanti. Certamente. Le linee metro B1, C e D sono opere straordinarie. Sono in campo investimenti da 9 miliardi di euro. Costituiscono un fatto storico perché collegheranno quartieri densamente popolosi. Quando diventai sindaco per la prima volta, insieme al ministro delle Infrastrutture di centrodestra, Publio Fiori, aprimmo e potenziammo la linea Fs Roma-Monterotondo e i prezzi delle case in quell'area schizzarono in alto visto che il servizio incentivò nuove residenze. Si potrebbe fare la stessa cosa oggi con la Roma-Guidonia e la Roma-Formia, iniziando a decongestionare Tiburtina, Pontina e Cristoforo Colombo. Le linee già ci sono, occorrerà potenziare il servizio e creare dei parcheggi di scambio sul Gra sugli assi della penetrazione ferroviaria. Parcheggi che verrebbero finanziati dai privati: non sarebbero lande desolate, ma attorno ad essi si potrebbero progettare e costruire zone residenziali. Viterbo ospiterà il terzo aeroporto del Lazio. Anche lì le infrastrutture verranno potenziate? Bisogna completare la strada Orte-Viterbo-Civitavecchia e prolungare la linea Fs Bracciano-Roma fino al capoluogo della Tuscia. Non me ne vogliano Latina e Frosinone, ma la soluzione Viterbo è risultata tecnicamente la migliore. Come risolvere l'emergenza casa nella Capitale? I prezzi degli appartamenti in vendita e in affitto sono diventati inaccessibili ai redditi medio-bassi. Il mio progetto è costruire in tre anni 26 mila abitazioni: diecimila per gli alloggi popolari, diecimila in affitto agevolato e seimila per gli studenti fuorisede. è chiaro che il Comune deve snellire le procedure, l'ufficio condono è fermo, così come le opere a scomputo. Serve una radicale accelerazione anche perché un po' di soldi ci sono, grazie alla Finanziaria approvata dal governo Prodi che ha stanziato 500 milioni di euro. In ogni caso tengo a precisare che non tollererò occupazioni abusive: ho firmato un accordo con la Sinistra Arcobaleno per garantire il rispetto della legalità e chi è in graduatoria. Altri progetti? Roma ha 55 mila ettari di terreno agricolo. Vorrei valorizzarli anche creando dei "farmers market", dei punti vendita nei quartieri dove gli agricoltori possano periodicamente vendere i prodotti freschi di stagione direttamente al pubblico. Come giudica la vicenda taxi? Oggi sono tutti scontenti, clienti e tassisti: ci sono più macchine con tariffe più alte. In ogni caso il blocco di Roma è stata una pagina infelice. Certo, il servizio va reso più flessibile, ad esempio creando abbonamenti o tariffe agevolate per chi va a fare visite mediche o ha esigenze particolari. Al contempo è necessario combattere l'abusivismo dei finti Ncc. Uno dei capitoli fondamentali nei prossimi anni sarà l'infomobilità: proprio oggi avanzerà proposte innovative in una conferenza sulle tecnologie per il traffico. L'altro giorno c'è stata una manifestazione dei dipendenti comunali che non ci stanno a fare la figura dei fannulloni... Il nostro obiettivo con chi lavora per il Campidoglio sarà quello di rimotivare il personale, farlo sentire parte di un grande cambiamento amministrativo. Faccio una parentesi: nessuno toccherà il 21 aprile che non sarà un giorno di festa qualunque, ma il giorno dell'orgoglio di Roma. A quanti parlano in modo demagogico di assenteismo, rispondo che i dipendenti capitolini saranno i primi alleati dei romani per far funzionare meglio la macchina amministrativa.

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Alitalia, Chiti nessuna congiura contro Lufthansa (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia, Chiti: nessuna congiura contro Lufthansa Firenze, 25 mar. - "Si tratta di fare un piacere all'Italia e ad Alitalia, e quindi di valutare le offerte piu' serie e convenienti e scegliere su quella base. Ad oggi ce n'e' una sola e non perche' ci siano state delle congiure: c'e' stata un'offerta sola". Lo ha dichiarato il ministro dei Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti, per rispondere ai giornalisti che gli chiedevano se fosse vero che la Lufthansa si e' ritirata dalla cordata per Alitalia a causa di presunti rapporti privilegiati tra l'esecutivo italiano e Air France. "Ad oggi non ci sono state altre cordate - ha precisato Chiti-. Ce ne saranno altre, italiane o no, benissimo: arrivino e saranno valutate. Se sono migliori saranno scelte, nessuno vuole fare un piacere ad Air France o a qualcun'altro".

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Veltroni 'Pensioni piu' alte da luglio' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Veltroni: "Pensioni piu' alte da luglio" "Almeno 400 euro in piu' all'anno per le pensioni fino a 2 mila euro al mese" Roma, 25 mar. - Il Pd si dice pronto a chiedere "un intervento immediato" per le pensioni, lo annuncia Walter Veltroni in una conferenza stampa: "L'intervento riguarda i pensionati di oltre 65 anni e determina, a partire dal 1 luglio 2008, un incremento medio di quasi 400 euro l'anno per le pensioni fino a 25 mila euro l'anno - fino a circa 2 mila euro al mese - e un incremento fra i 250 e i 100 euro l'anno per le pensioni di importo compreso tra 25 mila e 55 mila euro l'anno". L'incremento, assicura il Pd sarebbe possibile mediante un'azione sulla leva fiscale. La direzione presa dal Pd e' quella di lavorare ad un aumento delle detrazioni fiscali e ad ipotesi che modifichi "le regole con cui il montante contributivo viene trasformato in vitalizio, al fine di migliorare l'indicizzazione delle pensioni". Cioe' si tratta di "legare l'indicizzazione 'reale' delle pensioni calcolate con il metodo contributivo all'andamento di un indice di sostenibilità dato dal rapporto tra spesa pensionistica e monte dei redditi da lavoro. Il fine è quello di permettere ai pensionati di partecipare ai frutti della crescita economica del Paese". Il cambio dovrebbe essere fatto perche' ad oggi l'indicizzazione legata all'indice generale dei prezzi al consumo dell'Istat e' risultata inefficace al fine di tutelare il potere d'acquisto delle pensioni. In merito alla questione Alitalia, Veltroni ha ribadito: "se c'è una cordata italiana perfetto, però venga avanti adesso e non tra un mese, dopo le elezioni. Per ora c'è solo Air France e nella trattativa di oggi mi auguro possa essere fatto passo in avanti".

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Veltroni: "Pensioni piu' alte da luglio" (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Veltroni: "Pensioni piu' alte da luglio" "Almeno 400 euro in piu' all'anno per le pensioni fino a 2 mila euro al mese" Roma, 25 mar. - Il Pd si dice pronto a chiedere "un intervento immediato" per le pensioni, lo annuncia Walter Veltroni in una conferenza stampa: "L'intervento riguarda i pensionati di oltre 65 anni e determina, a partire dal 1 luglio 2008, un incremento medio di quasi 400 euro l'anno per le pensioni fino a 25 mila euro l'anno - fino a circa 2 mila euro al mese - e un incremento fra i 250 e i 100 euro l'anno per le pensioni di importo compreso tra 25 mila e 55 mila euro l'anno". L'incremento, assicura il Pd sarebbe possibile mediante un'azione sulla leva fiscale. La direzione presa dal Pd e' quella di lavorare ad un aumento delle detrazioni fiscali e ad ipotesi che modifichi "le regole con cui il montante contributivo viene trasformato in vitalizio, al fine di migliorare l'indicizzazione delle pensioni". Cioe' si tratta di "legare l'indicizzazione 'reale' delle pensioni calcolate con il metodo contributivo all'andamento di un indice di sostenibilità dato dal rapporto tra spesa pensionistica e monte dei redditi da lavoro. Il fine è quello di permettere ai pensionati di partecipare ai frutti della crescita economica del Paese". Il cambio dovrebbe essere fatto perche' ad oggi l'indicizzazione legata all'indice generale dei prezzi al consumo dell'Istat e' risultata inefficace al fine di tutelare il potere d'acquisto delle pensioni. In merito alla questione Alitalia, Veltroni ha ribadito: "se c'è una cordata italiana perfetto, però venga avanti adesso e non tra un mese, dopo le elezioni. Per ora c'è solo Air France e nella trattativa di oggi mi auguro possa essere fatto passo in avanti".

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AIR FRANCE: TRATTIAMO A OLTRANZA (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Slitta la scadenza del 31 marzo, oggi vertice decisivo. Nel governo è scontro tra ministri, la Bonino attacca Bianchi Air France: trattiamo a oltranza Alitalia, i francesi rilanciano. Il premier: sì alla cordata italiana, ma nessuno s'è presentato Prodi critica i sindacati: siano responsabili. Cgil, Cisl e Uil: ci ha tenuto all'oscuro per mesi Mentre Air France prepara un nuovo piano ed è pronta a trattare a oltranza (slitta il termine del 31 marzo), su Alitalia è scontro Prodi-sindacati. Il premier è intervenuto sulla vicenda della compagnia di bandiera dopo il via libera all'offerta di Air France-Klm e alle polemiche che si sono scatenate. "Uno dei possibili acquirenti, la tedesca Lufthansa, era interessata, ma dopo l'incontro con i sindacati italiani, è scappata", ha detto Prodi. Immediata la replica, con Bonanni, segretario generale della Cisl, che ha invitato il premier a dire "su quali basi si è accordato con Air France" e in ogni caso "non credo che il presidente possa fare valutazioni di questo tipo avendoci tenuto all'oscuro di tutto per lunghi mesi". Per Cgil e Uil i francesi devono cambiare proposta. E mentre si è accesa una polemica tra i ministri Bonino e Bianchi, Prodi ha parlato anche della possibile cordata italiana, sottolineando che però fino ad ora non ce n'è traccia. FANUZZI E FRANZESE ALLE PAGINE 2 E 3.

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Storie di ordinaria follia (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa l'editoriale Storie di ordinaria follia Vogliamo astenerci dallo stucchevole dibattito intorno ai destini di Alitalia, nel quale tutti si improvvisano esperti di gestione di compagnie aeree ed aeroporti senza avere, nella più parte dei casi, nemmeno le capacità per gestire una rivendita di granite in mezzo al deserto. Decidiamo allora di riferire un semplice episodio, accaduto ieri intorno alle ore 11.00 all'aeroporto di Milano Linate. Chi scrive cerca di acquistare un biglietto di sola andata per Roma Fiumicino, volo Alitalia delle 13.30. Un impiegato della biglietteria, quasi scusandosi, propone la tariffa di 306 euro. Il passeggero, sbalordito, prova con il servizio telefonico, ma l'operatore dello 06-2222 ribadisce la medesima offerta. A quel punto il desolato passeggero si rivolge alla concorrenza, trovando posto sul volo AirOne delle 14.15 per la cifra, ben più ragionevole, di 102 euro. Sarà un caso sfortunato, di quelli irripetibili, strani, improbabili. Sarà la forza del destino o l'imperizia degli operatori. Sarà quel che sarà. Ma vorremmo tanto sapere cosa ne pensa il dott. Maurizio Prato, capo supremo di Alitalia. Forse la situazione attuale è proprio figlia di disastri come questo, disastri nel rapporto con i clienti che sono spesso quei medesimi cittadini italiani che hanno visto uscire dalle loro tasche fiumi di denaro usati per tamponare i deficit della compagnia. Ma che mai sono serviti per volare a prezzi bassi o seduti su aerei nuovi. Che vergogna. Sì, vergogna.

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Il classico pasticcio italiano (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mar, 25 Mar 2008 Edizione 58 del 22-03-2008 Tante le similitudini con il caso Sme Il classico pasticcio italiano di Biagio Marzo Silvio Berlusconi ha issato la bandiera dell'italianità e ha dichiarato guerra ad Air France la cui offerta su Alitalia penalizzerebbe il sistema Italia. Ha vestito i panni dell'arcitaliano in politica e fa l'autarchico in economia. Versione aggiornata del liberalismo in salsa tremontiana. Il bello di questo braccio di ferro è che il Ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, che fino a ieri doveva tener conto di una politica dirigista per la presenza nel governo di statalisti in salsa comunista e cattolica, ora che la maggioranza si è sfarinata alla bell'e buona, è ritornato a indossare i panni di liberista tutto d'un pezzo, anche perché siamo alla vigilia del rinnovo della cariche nella Bei, dove lui aspira di fare il numero uno. Il paradosso è che Berlusconi non governa ancora, visto che siamo in campagna elettorale, ma si muove come se fosse già a Palazzo Chigi. La proposta berlusconiana consiste nell'invito fatto agli imprenditori italiani di avvolgersi attorno al tricolore per difendere la compagnia nazionale dai colonizzatori d'Oltralpe e nel trovare circa 10 miliardi di euro per strapparla al gruppo Air France?Klm. Finora non è che Berlusconi abbia avuto grande successo: molti rumors, ma nessun imprenditore ha fatto un passo avanti per accogliere il suo invito. E' vero che si parla di Salvatore Ligresti, ma sarà vero? Pure Tarak Ben Ammar è stato tirato in ballo, ma lui in questo momento è più preso dai propri problemi di salute che da quelli dell'Alitalia. Nemmeno Corrado Passera, ad di Intesa San Paolo, alleato di Air One di Carlo Toto, gli ha dato molto retta. Non è arrivato alcun dossier, ha confessato. Siamo alla fantapolitica e alla fantafinanza oppure Berlusconi ha preparato con cura la mossa vincente per fare scacco matto? E' vero che siamo in piena campagna elettorale, ma non si gioca sulla pelle dei lavoratori e sul sistema Italia di cui la compagnia nazionale ha rappresentato un'azienda di grande prestigio nel mondo. Al problema Alitalia è legato anche il caso Malpensa. L'uno e l'altro, naturalmente, non di facile soluzione. Entrambi in crisi per colpa della classe politica e di quella sindacale. Dicendo questo, mettiamo in mora destra e sinistra che per la loro politica sciagurata hanno inguaiato seriamente l'aerolinea e l'hub lombardo. I governi di centrosinistra hanno tirato la corda a favore dell'altro hub, quello di Fiumicino, ma il centrodestra non ha fatto meglio dando licenza di costruire al Nord un aeroporto ogni 50 Km. Per non parlare della politica del Comune di Milano a favore di Linate rispetto a Malpensa. Paradosso dei paradossi, la Sea ha chiesto per danni subiti la bellezza di 1,25 miliardi di euro all'Alitalia. Insomma, si è messa di traverso all'operazione di privatizzazione del vettore nazionale, non avendo alcuna idea per il futuro. Per la precisazione, ha impiantato la sua politica sul rivendicazionismo, essendo priva di una strategia industriale che faccia fronte al venir meno delle commesse di Alitalia. Anche l'Alitalia con il passare del tempo assume l'aspetto di "Quer pasticciaccio brutto de Via della Magliana", così come fu il caso Sme.

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Intervista a Giampiero Cantoni / Finirà con un pareggio e Spinetta se ne andrà (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mar, 25 Mar 2008 Edizione 58 del 22-03-2008 Intervista a Giampiero Cantoni / Finirà con un pareggio e Spinetta se ne andrà di Dimitri Buffa Giampiero Cantoni, senatore azzurro, storico presidente dell Bnl ai tempi della prima repubblica, dice la sua sulla trattativa tra Air France e il governo italiano per Alitalia. E crede che alla fine ci sarà un pareggio perchè i pasticci dell'esecutivo in carica hanno già provocato un danno a Malpensa e perché Air France dovrà essere in ogni caso indennizzata con qualche contentino per farsi da parte se davvero dovesse spuntare la mitica cordata italiana caldeggiata da Silvio Berlusconi. Lei pensa che sia più realistico il quadro dell'Alitalia così come dipinto da monsieur Spinetta oppure pensa che sia fattibile l'ipotesi di una cordata italiana così come prospettata da Silvio Berlusconi? Io ho due sentimenti: il primo è che il quadro fatto da Spinetta sia più che realistico di un'azienda che ha subito un'invasione della politica con assunzioni scriteriate e clientelari nel corso degli anni e che quindi abbia accentuato questo aspetto a scapito della forza imprenditoriale trovandosi oggi con un enorme surplus di lavoratori e con una voragine di debiti. Quindi la crisi di Alitalia viene da lontano ed è dovuta a una gestione che non ha minimamente tenuto conto delle regole del mercato e perciò Spinetta ha ragione a dire che la compagnia è agli sgoccioli e che Air France può acquistarla perché entrerebbe a far parte di un grande gruppo internazionale. E il secondo sentimento? Spinetta non può far finta di non sapere che Malpensa doveva essere l'hub trainante del centro nord anche se poi le mancanze di strutture e la diversificazione e moltiplicazione di aereoporti localistici che ogni provincia media ha voluto a tutti i costi ha finito per danneggiare il progetto e poi boicottarlo fino a trovarci oggi nella incresciosa situazione in cui il nord che stacca il 70 per cento dei biglietti aerei d'affari, o business, si trova ad avere un areoporto declassato a "point to point"... questo fatto porta a delle legittime rimostranze su tutta l'operazione di Air France e Berlusconi che ha ben analizzato l'offerta di Spinetta sa quel che dice. E lei come la giudica questa offerta? Offensiva, troppo bassa tenuto conto che Alitalia possiede sì tanti debiti e perde un milione di euro al giorno, per l'eccessivo carico del lavoro dipendente e la pessima gestione, ma ha anche enormi cespiti patrimoniali, terreni e possedimenti e una discreta capitalizzazione che meritano ben altro apprezzamento. Quindi? E' un problema che dobbiamo risolvere tenendo presente che il nostro paese ha una grande vocazione turistica e la Francia in quel campo è il nostro maggiore competitor. Le condizioni Air France che prevedono oltre due mila esuberi che si caricherà lo stato più altri 4 mila e cinquecento lavoratori che continueranno a lavorare per una società posseduta al 51% da Fintecna cioè sempre dallo stato, che poi dovrà spalmarli sono di comodo per il compratore... a quel punto conviene fare una bella amministrazione controllata secondo la legge Marzano Prodi. E risanare con uno sforzo pubblico, come già fatto da Swiss Air e Iberia nei rispettivi paesi, e rimettere Alitalia poi in condizione di ripartire. Insomma se lo stato deve mettere mano al portafoglio tanto vale che lavori per sé e non per altri, con tutto il rispetto per monsieur Spinetta. Spinetta però garantisce che con la sua ricetta entro due anni Alitalia tornerà competitiva e con la propria peculiarità italiana intatta esattamente come è avvenuto quattro anni fa con la Klm olandese. Spinetta ha ragione al 50 per cento, è un còrso di nascita e di cultura, uno specialista delle negoziazioni, però io ritengo che, per una nazione che vuole essere la sesta o la settima potenza industriale al mondo, cedere a queste condizioni la compagnia aerea di bandiera sia troppo pericoloso per il sistema paese. E l'aumento di capitale di un miliardo per coprire i debiti pregressi, unitamente al successivo aumento di capitale di una cifra equivalente, può essere fatto da capacità nostre interne all'industria privata italiana. Grazie tante ma possiamo farcela da soli. Tutto chiaro dunque? C'è da dire che noi italiani operiamo sempre all'ultimo momento. E Malpensa? L'hub è stato frenato dalla mancanza di infrastrutture al punto tale che solo il 31 marzo sarà inauguarata la bretella per l'aumento di percorribilità, la critica che si fa è la difficoltà a raggiungere l'aereoporto, però entro un anno la metropolitana che parte d Cadorna diminuirà del 30% i tempi per raggiungerlo, quindi con tre anni di moratoria tutto sarà adeguato. Però in questi giorni se lei va a Malpensa vede una cattedrale nel deserto, io ho preso l'aereo giorni fa e ai controlli c'erano sei persone, prima ce ne stavano 400. E' stato fatto un pasticcio da Alitalia. Allora la causa fatta da Sea non va ritirata? No perché è stato creato un danno a tutta la Lombardia che da sola rappresenta un terzo del Pil italiano. E poi deve servire da deterrente per chi vuole fare il furbo." Se lei dovesse fare una scommessa come pensa che finirà questa trattativa con Air France? Sarà un pareggio, dovremo concedere qualcosa ad Air France perché si ritiri e il Nord sarà comunque penalizzato. Finale all'italiana, insomma.

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Veltroni precipita con Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mar, 25 Mar 2008 Edizione 58 del 22-03-2008 Silvio Berlusconi: Ormai la cordata italiana "si farà" "Sarà pronta in tre o quattro settimane" Veltroni precipita con Alitalia di Francesco Blasilli Questa è la storia di un "quasi disastro" aereo, perché una sorta di lieto fine ci sarà. Un avvertimento, però, per chi ha a cuore le sorti del Pd: il disastro elettorale, al contrario di quello aereo, sarà totale. Questa è la storia del volo "PD74Walter" in partenza da Spello in direzione palazzo Chigi, un volo che mai arriverà a destinazione. Un volo sul quale non tutti sono voluti salire, amici e compagni del pilota stesso, visto che sospettavano quanto fosse inesperto proprio l'uomo con le mani sulle cloche. E pensare, ironia della sorte, che il capitano Walter Veltroni non aveva alcuna intenzione di prendere quel volo: lui aveva deciso di andare in pullman ed infatti era partito. Solo che l'anziano nonnetto Romano, ha deciso di lasciare al nipotino Walter un bell'aereo (anzi, proprio una compagnia aerea); ma siccome il nipotino è sempre stato un po' dispettoso e poco rispettoso dei più anziani, Romano ha deciso di restituirgli pan per focaccia. "Caro Walter ? gli ha detto con la sua classica cadenza degna del miglior sonnifero ? prendi Alitalia e vai a Parigi". "Ma Romano ? questa la risposta ? io devo andare a palazzo Chigi". "Tranquillo, poi un passaggio te lo da il mio amico Spinetta. Che ti regalerà anche la maglia autografata di Zidane, anche perché da bimbo tifavi Juve, se non sbaglio". Solo che l'aereo non era poi così funzionante, visto che Romano si era divertito a manomettere un po' i comandi. E nemmeno il personale di bordo si è dimostrato così esperto, a cominciare dal pilota Walter. Il quale si è trovato subito in difficoltà con i comandi, non sapendo se premere il tasto verde, quello blu ma anche quello giallo. Infatti dal segretario del Pd non si è ancora capito quale sia la sua intenzione su Alitalia, visto che fino a poco tempo fa ? da sindaco di Roma ? difendeva a spada tratta lo scalo di Fiumicino, mentre adesso ha teso la mano anche a Malpensa dichiarando che "l'Italia può avere due hub". Un po' come promettere "milione di posti di lavoro", vista la situazione delle trasporto aereo nella nostra penisola. E quando Veltroni, senza peraltro dimostrare di aver ben chiaro il concetto di hub, ha detto che in Italia ci sono le potenzialità imprenditoriali per farne due (di hub), non ha fatto altro che confermare la solidità dell'ipotesi lanciata dal dirottatore per eccellenza, Silvio Berlusconi che ? senza mezzi termini ? ha detto che la cordata italiana si fa perché "ormai sono impegnato io". Porta in faccia ad Air France, perché la risposta gliela "darà il prossimo presidente del Consiglio e sarà un secco e un pieno no: non perché è contro la Francia ma perché contro le condizioni ricevute". E al grido di "o si fa Alitalia o si muore", garantisce che Banca Intesa non si è tirata indietro e così l'aereo in rotta verso Parigi, ha d'improvviso cambiato rotta. E al povero capitano Veltroni, non rimane altro che attendere, allineandosi alla posizioni difensive di nonno Romano ("Se c'è una cordata italiana si faccia avanti entro 48 ore"), perché l'Italia, al momento, è piena di dirottatori. E mentre Formigoni conferma "che esiste una cordata italiana, che è pronta e che si appaleserà entro breve", il Cavaliere scandisce i tempi: "ci vorranno tre o quattro settimane. C'è la possibilità che importanti imprenditori italiani si facciano avanti ? spiega - assistiti da importanti banche; occorre il tempo per accordarsi e conoscere i dati del gruppo. Alla fine di queste tre o quattro settimane la cordata presenterà una proposta definitiva che penso e spero possa risolvere la situazione". Oltre al Berlusca, però, sono tanti altri i dirottatori dell'aereo di Veltroni: ci sono anche quelli vicini al pilota. C'è il suo nuovo secondo, Matteo Colaninno, che ogni volta che apre bocca fa perdere voti al Pd, in particolar modo in quel Nord dove doveva servire per rimontare: "mi auguro che emergano offerte solide simili a quelle di Air France, altrimenti rischiamo di perdere l'offerta e, quindi, di mettere Alitalia di fronte al fallimento". Peccato che l'offerta di Air France sia solida solo per chi la fa, non certo per chi la riceve. Anche gli steward, però, quelli dell'Italia dei Valori, sembrano essere dalla parte del dirottatore Berlusconi, perché secondo il capogruppo dipietrista al Senato, Nello Formisano "le decisioni circa la sorte futura di Alitalia, devono essere adottate da un governo in carica e non da un esecutivo che ha soltanto titolo per le questioni ordinarie". E al partito dei pirati dell'aria si iscrive di diritto anche il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi che "auspica venga chiesto anche ad Ap Holding, di fare la sua offerta vincolante, in modo da poter avere un termine di confronto e quindi spuntare alla fine il risultato migliore". Roba dell'altro mondo, un comunista che la pensa come il Cavaliere e spinge per Air One: forse sarà l'altura (o la campagna elettorale). Ma che ormai Veltroni sia un uomo solo al comando lo dimostra il fatto che anche i sindacati hanno ormai mollato il segretario del Pd: "Ci aspettiamo contenuti nuovi che vadano a modificare l'offerta Air France Klm ? sottolinea il segretario nazionale della Filt Cgil, Mauro Rossi - altrimenti l'appuntamento di martedì è inutile". Intanto Berlusconi gode, perché ha spostato la campagna elettorale sul terreno sfavorevole per Veltroni, sulle sabbie mobili preparate appositamente da Prodi. Ed è chiaro che, dopo gli ultimi avvenimenti, la campagna del nord est del segretario del Pd è diventata una vera e propria Caporetto. Con tutte queste turbolenze, dunque, è scontato che il volo "PD74Walter" non arriverà mai a destinazione. Fortunatamente, però, non sarà un disastro. Si salveranno tutti, nonostante il terrificante impatto previsto per il prossimo 14 aprile. I superstiti, con il capitano Walter in testa, troveranno confortevole rifugio su un'isola deserta. Tranquilli, però, è lo stesso arcipelago di Lost: siamo giunti alla quinta serie e nessuno ancora li ha trovati.

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Se gli elettori sono per il fallimento (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mar, 25 Mar 2008 Edizione 58 del 22-03-2008 Sondaggi&Dintorni Se gli elettori sono per il fallimento... La maggioranza dei cittadini, di destra o sinistra, pensa che Alitalia debba essere liquidata, per far subentrare chi ha la forza di far funzionare le cose di Galùp Questa settimana abbiamo finalmente avuto il primo tema vero di scontro della campagna elettorale fra il partito di Berlusconi e quello di Veltroni: la vendita dell'Alitalia al maggior gruppo aereo del mondo, il colosso franco-olandese Air France-Klm. Abbiamo perciò chiesto ad un campione selezionato di elettori, rappresentativo dell'universo che si recherà a votare i prossimi 13 e 14 aprile, quale fosse la loro opinione: sì alla vendita, posizione del Partito Democratico di Prodi; sì alla vendita ma ad una eventuale cordata italiana, posizione del PDL di Berlusconi; nì e speriamo in bene dopo il risultato elettorale, la posizione del Partito Democratico del solo Veltroni. Prima di dare conto dei risultati della nostra ricerca occorre, tuttavia, tenere presente un fatto: il livello di antipatia (ho già avuto modo di scrivere in argomento dopo una jam session con gli amici carissimi e Maestri Venerabili di Omaha, Nebraska) di un personaggio politico o di una posizione politica riferita ad un partito, come il livello di simpatia, è entrato dal primo gennaio fra i nuovi epifenomeni della demoscopia politica. E quindi non si può più prescindere da siffatta antinomia, pena la perdita di ogni capacità di indagine della OP, ossia Opinione Pubblica. In effetti noi sondaggisti e rilevatori siamo un po' indagatori dell'occulto, e non ce ne vogliano i tifosi di Dylan Dog: dell'occulto perché andiamo, in profondità, a cercare di capire cosa c'è sotto: ovvero guardiamo sotto. Sull'Alitalia abbiamo così scoperto che per l'antipatia che anni e anni di vessazioni verso i passeggeri consumatori non c'è distinzione fra chi voterà a destra e chi a sinistra: la maggioranza del campione è per il fallimento della cosiddetta compagnia di bandiera e la sostituzione con un ventaglio di altre compagnie aeree, italiane od estere non importa, che siano in grado di offrire un servizio low cost e high costumer satisfaction alla clientela. In effetti il prezzo di un biglietto Milano-Roma-Milano con Alitalia ha dell'incredibile: si arriva a sfiorare i 600 euro, cifra con la quale tutti i partecipanti al nostro sondaggio hanno acquistato biglietti aerei per le più diverse destinazioni intercontinentali. Insomma, a essere bravi nella ricerca dei biglietti, con qualche centinaio di euro in più si fa il giro dell'America e si torna in patria. Visto che gli italiani pendono per il fallimento, ovvero la cancellazione dell'Alitalia, suggeriremmo ai due principali competitor di queste elezioni di lasciar perdere questa vicenda e di tornare a concentrarsi sulle solite cose da fare, senza voli pindarici che rischiano di far fare rovinose cadute.

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La vendetta di Prodi (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mar, 25 Mar 2008 Edizione 58 del 22-03-2008 Veltroni nei guai La vendetta di Prodi di Arturo Diaconale Walter Veltroni ha fatto la fine del pifferi di montagna che andarono per suonare e vennero suonati. Il segretario del Pd ha impostato tutta la sua campagna elettorale sul tentativo di cancellare dalla testa degli italiani il ricordo nefasto del governo Prodi e sulla speranza di recuperare il voto delle regioni settentrionali. E, in un colpo solo, l'esplosione del caso Alitalia non solo ha riportato al centro della scena politica Prodi ed il suo governo ma ha completamente vanificato l'azione di recupero del Nord compiuta con tanta fatica nelle ultime settimane. Per salvare almeno in parte il lavoro svolto Veltroni dovrebbe armarsi di coraggio e rompere clamorosamente con il Presidente del Consiglio ed il Ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa invitandoli a compiere ogni sforzo per evitare di trasformare l"operazione Alitalia" in una " svendita-regalo" ad Air France. Ma il segretario del Pd non ha un tale coraggio. Ed anche se lo avesse non potrebbe utilizzarlo visto che un atto del genere assumerebbe il significato di una rottura clamorosa nei confronti del governo in carica. E, quindi, di una parte consistente dello stesso Partito Democratico. Veltroni, quindi, è costretto a subire passivamente il rientro in campo del Presidente del Consiglio. E, quel che è peggio, non può fare a meno di compiere una difesa d'ufficio del comportamento di Palazzo Chigi sposando la tesi di Prodi e di Padoa Schioppa secondo cui vendere Alitalia alle condizioni-capestro di Air France è l'unica strada percorribile. Naturalmente il segretario del Pd sa bene che attestarsi su questa linea significa spingere il Presidente di Air France Spinetta a raddoppiare i diktat e a pretendere condizioni sempre più jugulatorie per Alitalia e per lo stato italiano. E, soprattutto, sa ancora meglio che favorire la svendita-lampo decisa da Prodi non serve solo ad alienare definitivamente le simpatie dei ceti produttivi del Nord, ma rischia di aprire un solco incolmabile tra il Partito Democratico ed una larga parte del proprio tradizionale elettorato. In particolare quello inquadrato nelle tre grandi confederazioni sindacali. Molti osservatori, a questo proposito, tacciono o, peggio, avallano la tesi che nel caso Alitalia si stia riproducendo il solito braccio di ferro tra Prodi da un lato e Berlusconi dall'altro. Ma la partita non è così semplice. Perché in questa vicenda giocano un ruolo importante anche Cgil, Cisl e Uil. Ed Epifani, Bonanni ed Angeletti non stanno dalla parte della svendita senza condizioni ma si trovano a condividere le stesse perplessità del Cavaliere ed a sperare che evitando di chiudere l'operazione nei tempi immediati chiesti dai francesi sia possibile o spuntare condizioni migliori da Air France o trovare una soluzione diversa più coincidente con gli interessi del "sistema-paese". Per non strappare al suo interno il Pd, in sostanza, Veltroni rischia di rompere con i sindacati. In un caso o nell'altro, comunque, si trova costretto a prendere atto che la speranza di recupero è svanita e che la corsa verso una sconfitta amara è praticamente ineluttabile. Tutto questo grazie a Romano Prodi. Che come prezzo per la sua decisione di abbandonare le vita politica non esita a pretendere la pelle del Partito Democratico ed il futuro del suo attuale segretario. Una vendetta decisamente salata!.

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Spinetta, risanatore pro domo sua (sezione: Alitalia 2)

( da "Avanti!" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Concedere spazio alla retorica della "italianità" equivale a creare corridoi preferenziali a quell'altra retorichetta da strapazzo che viene solitamente indicata col termine usurato e non meglio contestualizzato (il contesto, signori, questo fa la differenza) di "liberismo" (e lasciamo perdere quell'altro capitoletto squallido delle cosiddette "privatizzazioni"): l'Alitalia merita qualcosa di più. Non è una querelle da giocare sul terreno dei veti incrociati e neppure rivendicando chissà quale verginità politica. Il dado è tratto e la mano francese che crede di averlo tirato sta giocando sporco. Vengo al punto. Il ministro Bianchi ha osato affermare a RaiNews24, ospite di Corradino Mineo, in quello spazio chiamato "Caffè" (erano passate da poco le 7 del mattino, a quell'ora si può anche spararle grosse e spifferare sentenze criminogene, si sa?), testualmente: nessuno ci vieta di riaprire la partita rilanciando il competitor precedente alla scelta di AirFrance da parte del governo, vale a dire AirOne. Mi spiego? Allora come si fa a negare l'evidenza sancita prima da Tremonti e ribadita da Berlusconi: trattasi di dilettanti allo sbaraglio. "Teste d'uovo", a cominciare da Padoa Schioppa, le quali finora, pur di portare avanti la trattativa e mostrare segnali di ripresa sul versante dell'asset strategico del trasporto aereo in crisi decennale, hanno prima indetto un'asta che definire "opaca", come ha fatto Berlusconi, è un esercizio di eleganza, senza valutare naturalmente le possibili soluzioni interne (AirOne è stato uno specchietto per le allodole), poi, dopo cinque mesi, si sono trovati i luogotenenti di Napoleone in casa, con un piano al ribasso, quasi insolente e soprattutto in cui non ci sarà mai più spazio per un rientro italiano (niente più cargo, nessuna partecipazione alla nuova fusione: cioè, colonizzazione pura e semplice). Allora, qui l'italianità non c'entra niente, c'entra invece, e parecchio, un altro dato che in Italia è stato trattato da pochissimi, fra questi Geronimo, alias Paolo Cirino Pomicino. Ne ha parlato, con competenza autenticamente provata sul campo, Lorenzo Necci. Dopodichè anche questo importante personaggio della sfera pubblica, che aveva in testa una visione d'insieme degli assetti strategici imprescindibili per un Paese moderno come il nostro, è morto in circostanze a dir poco misteriose e pochi altri hanno messo mano alle gigantesche questioni in gioco. Alitalia è l'ultimo avamposto del pubblico che, seppur massacrato, resta ancora oggetto di formidabili appetiti e Spinetta, delorsiano di buona scuola Ena, ha seriamente valutato l'occasione in funzione alla debolezza della nostra politica. Questo è il contesto nel quale si sta giocando questa importante partita. Ad esempio: se Prodi sta valutando seriamente il prestito-ponte, tenendo presente che il piano di sopravvivenza di Alitalia ha liquidità per tutto il 2008 (dunque, non si fallisce dopo Pasqua, spettro che i liberisti ideologici agitano per far vincere il mercato, così che si giunge ancora al paradosso del tal marito che, per far dispetto alla moglie, si evirò), entra in campo la variabile consueta: si tratta di aiuti di Stato? Se sono aiuti di Stato, l'Europa si riscoprirà liberista di colpo, perché non si tratta degli agricoltori francesi, che beccano soldi a palate. Allora, perché il governo non ha fatto prima questa valutazione insieme alla Ue? Non avevamo forse un premier già presidente della Commissione europea? Ancora: agitare lo spettro dell'affaire Malpensa e della Sea oggi, anzi ora, significa aver prima sottovalutato le richieste del Nord, a cominciare da Formigoni. È politicamente accettabile un simile comportamento? Si trattava di un hub inutile, troppo dispendioso, di marca politica? Bene, e perché dobbiamo oggi ridiscutere tutto questo senza aver prima concertato un bel tavolo con i soggetti politici ed economici del Nord coinvolti? Un governo che ha straparlato di concertazione che non ha mai, dico mai, concertato su questo punto, mi sembra un governo ostaggio di presunzioni ideologiche. Nel 2005 Alitalia è stata ricapitalizzata dal governo Berlusconi, dopo è subentrato il governo Prodi e le teste d'uovo alla Padoa Schioppa, che oggi parlano di commissariamento, come se loro non avessero responsabilità politiche e si trattasse di una mera questione tecnica. Cos'ha fatto il governo Prodi? Niente. Zero assoluto. Ha subito prima il ricatto dei sindacati, poi se l'è presa con Malpensa, quindi ha polemizzato con Formigoni e la ragionevolissima proposta di due o anche tre anni di moratoria per Malpensa, infine ha calato le braghe di fronte a Spinetta che appare oggi nelle vesti del risanatore pro domo sua, cioè del colonizzatore con i soldi degli altri, cioè i nostri soldi. Questa operazione non è semplicemente un'operazione di mercato è la continuazione logica dello smantellamento sistematico di tutto ciò che è pubblico in Italia, senza produrre ricapitalizzazioni accompagnate da decenti piani industriali, dunque dichiarando al resto d'Europa che l'Italia è terra di conquista. Dopo arrivano gli intelligentoni del free market e fanno come i marxisti con il crollo del capitalismo, per questi ultimi erano le contraddizioni del sistema capitalistico a produrre il tonfo finale, per i primi sono le contraddizioni del sistema politico a far svaccare tutto. Questa è l'Italia dei nuovi padroni delle ferriere e del cosiddetto nuovo pensiero economico. Così Necci descriveva il problema di fondo del sistema-Paese: "Il problema centrale è che il sistema Italia è sempre meno competitivo nelle sue infrastrutture e i suoi servizi sono sempre più lontani dall'Europa. Vogliamo davvero essere protagonisti dell'Europa oppure dobbiamo solo fare i sarti e i cuochi degli europei? L'importante è decidere e dirlo, poi bisogna agire di conseguenza. Io ho il massimo rispetto per la moda e la cucina, ma non mi illudo che senza ricerca, innovazione, infrastruttura il sistema Italia possa avere un futuro" ("L'Italia svenduta", intervista di Lorenzo Necci a cura di Gianluigi Da Rold, Bietti, Milano, 2002). Evidentemente a qualcuno, in combutta con le centrali bancarie e finanziarie di riferimento (vedi Goldman Sachs), piace mangiare piatti italiani anche a Londra, dopo aver svenduto i gioielli di famiglia ai nuovi padroni. Che, come si fa con i servi sciocchi, alla fine del pranzo pagherà il conto. Non in dollari. Ma in euro. Il taxi per arrivare alla più vicina linea AirFrance è incluso nella trasferta. Uno strisciante colpo di Stato?.

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Berlusconi in vetta, vola con Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mar, 25 Mar 2008 Edizione 58 del 22-03-2008 Berlusconi in vetta, vola con Alitalia di Lucilla Bicocchi Ore decisive per Alitalia. La vicenda continua a restare al centro del dibattito politico, mentre dal leader del PdL arriva una nuova proposta che gli vale la vetta della classifica del parlato Tv. In 10 minuti e 31 secondi il Cavaliere lancia la sua proposta. "Rinunciare alla compagnia di bandiera sarebbe un grave errore" - dice nel corso dell'assemblea di Confcooperative - "serve una cordata di imprenditori italiani che abbiano un briciolo di orgoglio e di capacità di vedere il futuro. Il Governo deve prestarsi a un prestito ponte". Ma il trend dei giorni scorsi non cambia. I due leader di PdL e Pd si alternano sulla cima della top ten. Giovedì è il turno di Veltroni sedersi al secondo posto del podio con 8 minuti e 41 secondi. Tanti i temi su cui discutere nel corso della tappa ad Asti, ma anche un'occasione per riprendere le parole del capo dello Stato sui compiti della politica; abbattere il clima di qualunquismo che sta segnando il rapporto tra cittadini e istituzioni. Parla del programma Veltroni, ribadendo che la lotta al precariato, spina nel fianco del Paese, resta in cima alle priorità del Pd. Medaglia di bronzo per la voce istituzionale del presidente Napolitano. Dal Cile, dov'è in visita ufficiale, il capo dello Stato Usa toni severi sui rischi dell'antipolitica, incoraggiando a capire quali siano le ragioni del disincanto dilagante della gente. Se l'ospite di turno al TgLa7, Roberto Fiore di Forza Nuova, conquista la quarta posizione commentando il panorama politico del Paese, nelle scalette dei Tg s'impone ancora la questione Alitalia. All'orizzonte c'è l'incubo esuberi con il il futuro dei lavoratori a rischio, mentre l'accordo con Air France scatena le ire dei sindacati. Un pilota su 4 dovrebbe andare a casa. Secondo il presidente dell'Unione piloti, favorevole all'ipotesi di una cordata italiana, il problema di Alitalia va inquadrato in un'altra prospettiva che riguarda una nazione che vive soprattutto di turismo. La crisi dell'economia e dei salari trova spazio anche al Tg4 delle 19. Emilio Fede chiama Carlo Rossella a dire la sua sulla situazione italiana. Il presidente di Medusa guadagna la sesta postazione dicendo che gli stipendi in Italia sono bloccati da tempo e che la classe borghese dovrebbe cominciare a tirare la cinghia. Ma sono sempre le sorti della compagnia di bandiera a scatenare reazioni a catena. Ci sono anche Casini e Fini nella top ten del 20 marzo. Se il leader centrista ritiene la proposta di Berlusconi una trovata pubblicitaria, Fini ricorda che l'offerta di Air France è stata bocciata anche dai sindacati. Dal dibattito politico al Vaticano. Spazio nel ranking anche a Benedetto XVI che durante la messa in san Pietro invita i sacerdoti a stare in guardia davanti al male.

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Aitalia: oggi incontro tra sindacati e Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia "Spero si giunga ad un accordo finale" dichiara Veltroni Aitalia: oggi incontro tra sindacati e Air France Angeletti:"non chiederemo cose assurde" Roma, 25 mar- Si terrà oggi l' incontro tra sindacati italiani e rappresentanti di Air France a Roma, tra cui anche il Presidente della compagnia francese Jean Cyril Spinetta, che ha subito fatto sapere di essere pronto a trattare ad oltranza per giungere ad un accordo definitivo, anche oltre il 31 marzo. E come prevedibile, giungono immediatamente i primi commenti ma sopratutto le prime raccomandazioni dal mondo politico per l'attesissimo incontro. L'uscente ministro del Lavoro Cesare Damiano nell'intervista al quotidiano La Repubblica ha infatti richiesto formalmente ai rappresentanti dei sindacati nazionali, CGIL CISL e UIL, di essere disponibili e responsabili nella trattativa. Non mancano nemmeno le raccomandazioni del leader candidato del Partito Democratico Walter Veltroni, che raccomanda al Governo di trovare una posizione unitaria, e che vengano valutate con obiettività le varie proposte. "E' necessario porre la vicenda al di fuori delle fibrillazioni elettorali" rimprovera Veltroni durante la conferenza stampa di oggi, nella quale afferma che si deve necessariamente prendere in considerazione ciò che è meglio per la compagnia, nella quale confluiscono sia interessi nazionali di mercato e macroeconomici, ma anche quelli individuali di tantissime persone che lavorano e devono essere necessariamente tutelate dallo Stato. Il Segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, dichiara di essere perfettamente consapevole della delicatissima trattativa e per questo, durante l'intervista di questa mattina su Canale 5, assicura che non verranno richieste cose assurde. "Chiederemo cose molto semplici: perimetro aziendale, rotte e Malpensa" dichiara Angeletti, affermando che è ovviamente necessario accordarsi insieme su questi punti più delicati sia per venire incontro alle esigenze dello scalo milanese che di tutti i dipendenti dell'azienda. Lo scontro tra Governo uscente e Sindacati tuttavia non si placa. Le ultime dichiarazioni del Premier Romano Prodi infatti propspettano un clima tuttaltro che disteso: "Avete già fatto fuggire Lufthansa". Dichiarazioni che fanno ovvio riferimento ai Sindacati che sembrano da sempre sfavorevoli alla trattativa instaurata dal Governo con i cugini francesi. Nel pomeriggio sapremo l'esito dell'incontro, intanto il titolo Alitalia non riesce ad aprire a Piazza Affari per eccesso di rialzo, con un teorico 87,92% poi ridimensionato a 38,7%. Marco Grisafi.

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Aitalia oggi incontro tra sindacati e Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia "Spero si giunga ad un accordo finale" dichiara Veltroni Aitalia: oggi incontro tra sindacati e Air France Angeletti:"non chiederemo cose assurde" Roma, 25 mar- Si terrà oggi l' incontro tra sindacati italiani e rappresentanti di Air France a Roma, tra cui anche il Presidente della compagnia francese Jean Cyril Spinetta, che ha subito fatto sapere di essere pronto a trattare ad oltranza per giungere ad un accordo definitivo, anche oltre il 31 marzo. E come prevedibile, giungono immediatamente i primi commenti ma sopratutto le prime raccomandazioni dal mondo politico per l'attesissimo incontro. L'uscente ministro del Lavoro Cesare Damiano nell'intervista al quotidiano La Repubblica ha infatti richiesto formalmente ai rappresentanti dei sindacati nazionali, CGIL CISL e UIL, di essere disponibili e responsabili nella trattativa. Non mancano nemmeno le raccomandazioni del leader candidato del Partito Democratico Walter Veltroni, che raccomanda al Governo di trovare una posizione unitaria, e che vengano valutate con obiettività le varie proposte. "E' necessario porre la vicenda al di fuori delle fibrillazioni elettorali" rimprovera Veltroni durante la conferenza stampa di oggi, nella quale afferma che si deve necessariamente prendere in considerazione ciò che è meglio per la compagnia, nella quale confluiscono sia interessi nazionali di mercato e macroeconomici, ma anche quelli individuali di tantissime persone che lavorano e devono essere necessariamente tutelate dallo Stato. Il Segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, dichiara di essere perfettamente consapevole della delicatissima trattativa e per questo, durante l'intervista di questa mattina su Canale 5, assicura che non verranno richieste cose assurde. "Chiederemo cose molto semplici: perimetro aziendale, rotte e Malpensa" dichiara Angeletti, affermando che è ovviamente necessario accordarsi insieme su questi punti più delicati sia per venire incontro alle esigenze dello scalo milanese che di tutti i dipendenti dell'azienda. Lo scontro tra Governo uscente e Sindacati tuttavia non si placa. Le ultime dichiarazioni del Premier Romano Prodi infatti propspettano un clima tuttaltro che disteso: "Avete già fatto fuggire Lufthansa". Dichiarazioni che fanno ovvio riferimento ai Sindacati che sembrano da sempre sfavorevoli alla trattativa instaurata dal Governo con i cugini francesi. Nel pomeriggio sapremo l'esito dell'incontro, intanto il titolo Alitalia non riesce ad aprire a Piazza Affari per eccesso di rialzo, con un teorico 87,92% poi ridimensionato a 38,7%. Marco Grisafi.

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AIR FRANCE RINVIA L'ULTIMATUM (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Air France rinvia l'ultimatum ALESSIO FANUZZI Riflettori puntati su Parigi e su Colonia. E su Roma. Perché, archiviate le festività pasquali, oggi siederanno allo stesso tavolo Air France e i sindacati per l'ultima puntata del muro contro muro che dovrà decidere le sorti di Alitalia. In attesa di novità dalla Germania, dove Lufthansa resta alla finestra pronta a rientrare nella partita. Dopo la rottura della settimana scorsa, però, dal quartier generale di Air France arrivano segnali di apertura. Jean-Cyril Spinetta, presidente della compagnia francese incaricato di convincere le nove sigle dei lavoratori della bontà del suo progetto, è sbarcato ieri sera a Roma pronto a trattare. Abbandonati i toni perentori che lo avevano portato a parlare di "margini praticamente inesistenti", il manager corso smusserà molti angoli nel tentativo di strappare il sì tanto auspicato. In primis, quello relativo alla dead line del 31 marzo. "Air France punta all'accordo e tratterà a oltranza anche oltre la fine del mese", fanno sapere da Parigi anticipando che questo pomeriggio Spinetta presenterà ai sindacati un documento di trenta pagine con novità sostanziali su alcuni nodi chiave. Come gli esuberi dei piloti del settore cargo: una parte - spiegano dall'aeroporto di Roissy - potrebbe essere riassorbita in Air France riducendo, così, le fuoriuscite. Moratoria in arrivo anche per Az service: come annunciato nella conferenza stampa all'hotel Bernini Bristol, Spinetta proporrà ai sindacati il rinnovo del contratto con Az service per otto anni (quattro più quattro) procrastinandone la dismissione. Non solo Parigi, comunque. Nel giorno decisivo per il futuro di Alitalia, infatti, i riflettori sono puntati anche su Lufthansa, la compagnia tedesca che già sei mesi fa aveva manifestato il suo interesse per il vettore della Magliana. I rumors su un possibile ritorno di fiamma della società guidata da Wolfgang Mayrhuber, infatti, si rincorrono. E rimbalzano dall'Italia alla Germania con sempre più insistenza tanto da costringere una portavoce Lufthansa a frenare voci e indiscrezioni: "La nostra posizione è chiara - spiega - e l'abbiamo espressa a settembre. Da allora la situazione non è cambiata". Come dire, il dossier Alitalia fa ancora bella mostra sul tavolo ma è troppo presto per parlare di una nuova offerta. "L'Italia resta un mercato interessante e stiamo seguendo tutti gli sviluppi della trattativa - chiosa la portavoce - ma la situazione non è cambiata e i rumors su un'eventuale proposta Lufthansa sono solo speculazioni". Nessuna offerta all'orizzonte, dunque. Almeno per ora. Almeno fino a quando Spinetta non alzerà bandiera bianca annunciando il ritiro di Air France. Solo allora la compagnia di Colonia potrebbe tornare a manifestare concretamente il suo interesse, magari vincendo le resistenze dei sindacati tedeschi che - secondo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Micheli - dopo un colloquio con i sindacati italiani convinsero il management a desistere. Già sei mesi fa, del resto, i vertici di Lufthansa avevano incontrato l'ad Alitalia Maurizio Prato per illustrare i punti cardini dell'offerta tedesca. Concentrata sul potenziamento di Malpensa come hub per i voli intercontinentali e sull'apertura di Fiumicino al flusso turistico con una rete di destinazioni verso Africa del Sud, Medio Oriente e Nord Europa. Ancora, il piano elaborato da Mayrhuber prevedeva anche la riduzione della flotta Alitalia di cinquanta aerei con eliminazione di dieci Atr 72, di cinque Boeing 767 e degli Md80 più vecchi. Soprattutto, ed è questo il capitolo che piaceva di più al fronte del Nord, la compagnia tedesca prometteva un potenziamento dei collegamenti tra gli scali padani (Torino, Bologna, Venezia) e gli altri hub del gruppo (Francoforte, Monaco e Zurigo) così da creare un quadrilatero del Nord capace di reggere il confronto con Air France. Facile, a questo punto, intuire come oggi, con Spinetta che minaccia di ridimensionare l'impegno Alitalia su Malpensa, Lega e imprenditori del Nord sperino in un rilancio di Lufthansa. "Abbiamo mezzi adeguati per possibili acquisizioni", ha ripetuto pochi gorni fa Mayrhuber. Ma difficilmente Colonia scenderà in pista prima del ritiro di Parigi.

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SBALLOTTATA DI QUA E DI Là, ALITALIA è PIù VICINA ALLA BANCAROTTA DOPO CHE BERLUSCONI (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Sballottata di qua e di là, Alitalia è più vicina alla bancarotta dopo che Berlusconi ha detto che, se vincerà le elezioni, bloccherà l'acquisto della compagnia da parte di Air France. Lo scrive il Financial Times analizzando la situazione della compagnia di bandiera. Un altro quotidiano britannico, il Times di Londra, ironizza sulla proposta del Cavaliere: "Un ricco e potente cavaliere bianco è apparso all'orizzonte per salvare la compagnia: chi altri se non Berlusconi, già due volte premier e, secondo i sondaggi, probabile vincitore delle prossime elezioni?". Dell'affare Alitalia si occupano anche il New York Times (che pubblica un articolo ripreso dall'agenzia Reuters) e il Guardian, che scrive che, mentre da un lato "Berlusconi ha detto di non avercela con la Francia", dall'altro "in un appello di sapore nazionalistico afferma che gli imprenditori italiani non possono essere colonizzati".

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AirFrance pronta a trattare a oltranza E il titolo vola in borsa, poi viene sospeso (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

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Sul tavolo una riduzione degli esuberi dei piloti. Damiano: "Un accordo serve" Commenta Roma, 25 marzo 2008 - Possibile riduzione degli esuberi tra i piloti del cargo e novità per Atitech. Queste alcune delle modifiche che i franco-olandesi metteranno sul tavolo della trattativa che riprende oggi alle 14 tra il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta e le nove sigle sindacali. Una trattativa che i francesi riprendono con la volontà di portare a casa l'accordo ed è per questo che sono pronti ad andare avanti senza sosta fino al 31 marzo (data limite indicata nei giorni scorsi). Al massimo entro i primi di aprile, ci tengono a sottolineare fonti vicine alla compagnia francese, per definire gli ultimi dettagli della trattativa. Dalle pagine de Il Sole 24 ore, il presidente della Consob Lamberto Cardia invita a maggiore senso di "responsabilità". L'obiettivo della Consob è di "assicurare parità di informazione a tutti gli operatori. E in questi giorni si rischia di violare questo principio". IL NODO ESUBERI Per quanto riguarda il cargo, da giorni si parla della ipotesi di una riduzione del numero degli esuberi dei piloti come punto di contatto tra le parti. L'offerta vincolante dei franco-olandesi prevedeva la messa a terra della divisione merci entro il 2010. In totale cinque MD11 e circa 135 piloti. Ancora nessuna quantificazione ma non è escluso che il numero complessivo dei tagli venga ridotto. Un accordo sul cargo farebbe cadere l'opposizione dell'Anpac, il potente sindacato dei piloti. Altro punto su cui la trattativa potrebbe sbloccarsi è l'Atitech di Napoli. L'azienda cura le manutenzioni degli Md80 e degli A321. Circa 600 lavoratori che potrebbero rientrare nel perimetro della società che confluirà in Air France-Klm. In alternativa al consolidamento nel perimetro, la possibilità di vincolare la società a contratti complessivi di otto anni (quattro più quattro) in qualche modo sicuri. L'offerta iniziale prevedeva che dei circa 8.500 lavoratori di Az servizi 3.200 (1.000 di Az Airport e i 2.300 della manutenzione Dto di Roma) passeranno con Az Fly in Air France-Klm. Sulla questione che riguarda Atitech è forte la pressione dei sindacati confederali, Cgil in particolare e dell'Sdl. LE RICHIESTE DEI SINDACATI Ad Air France "chiederemo di modificare il piano per avere migliori prospettive". Lo ha dichiarato il segretario generale della Uil Luigi Angeletti nel corso del programma "Panorama del Giorno" in onda su Canale5, a proposito dell'incontro previsto per oggi tra i sindacati e i vertici della Compagnia franco-olandese. "Ad Air France - ha proseguito Angeletti - chiederemo oggi di ridiscutere il perimetro aziendale, di ridiscutere riguardo alle rotte e di Malpensa. A questo proposito chiederemo una gradualità di abbandono dello scalo milanese. Non faremo richieste di cose che non stanno nè in cielo nè in terra e non faremo nessuna questione di italianità". Secondo il leader della Uil "è necessario trovare il miglior acquirente per Alitalia, ma il governo ha fatto in modo che ci fosse la sola Air France come unica acquirente". Ora, sostiene Angeletti, il governo vuole scaricare il rischio di un eventuale fallimento della trattativa sui sindacati: "Anche le ultime affermazioni dicono questo in modo chiaro - sottolinea Angeletti - vogliono trovare nel sindacato il responsabile di tutto". A questo proposito Angeletti ricorda la vicenda legata al ritiro di Lufthansa: in quell'occasione noi abbiamo avuto dei colloqui con la compagnia tedesca che ci ha ringraziato ma poi ha detto che per altri motivi non avrebbero potuto presentare un'offerta. Secondo Angeletti, infine, "esiste un rischio fallimento per Alitalia. Per questo vogliamo condurre una trattativa seria. Non sarebbe giusto cedere Alitalia per farla sparire". Per il segretario della Cisl Raffaele Bonanni "è indispensabile che al tavolo ci sia anche il governo, con una posizione chiara e trasparente. Quindi è comunque meglio aspettare il prossimo governo", dice in un'intervista a 'Il Giornale'. "Lo stesso Spinetta ha chiarito che senza il consenso del futuro governo non si va da nessuna parte - continua il sindacalista- questi ultimi giochetti mi hanno rafforzato nella convinzione che questa fretta è sospetta. Che sotto c'è qualcosa che non è andato". E aggiunge: "Ancora non abbiamo capito quali impegni ha preso il governo con Parigi. Il punto di accordo tra loro. Non sappiamo su cosa gli italiani hanno ceduto" IL TITOLO VOLA IN BORSA Il titolo Alitalia non apre per eccesso di rialzo nel giorno dell'incontro tra i sindacati e l'ad di Air France Jean Cyril Spinetta. Le azioni segnano un rialzo teorico dell'87,9%. Possibile riduzione degli esuberi tra i piloti del cargo e novità per Atitech: queste alcune delle modifiche che i franco-olandesi metteranno sul tavolo della trattativa. Riesce brevemente ad aprire il titolo Alitalia e alle 11.30 ha segnato un balzo del 44% circa a quota 0,5 euro. Le azioni sono state succesivamente risospese per eccesso di rialzo. VELTRONI: BERLUSCONI ANCHE NEL 2004... Se c'è un'altra cordata interessata ad Alitalia deve farsi avanti ora e non dopo le elezioni ed è bene ricordare che Silvio Berlusconi prometteva una soluzione anche nel 2004. Il segretario del Pd Walter Veltroni lo dice rispondendo ai giornalisti durante una conferenza stampa: "Nel 2004 la stessa persona che oggi dice di avere pronta un'altra cordata, assicurava che avrebbe trovato una soluzione...". Aggiunge Veltroni: "Se c'è una cordata italiana è perfetto, ma venga avanti adesso. Non tra un mese. Tra un mese è dopo le elezioni". Aggiunge il segretario del Pd: "Su questa vicenda si sta cominciando ad esagerare, lo dico 'erga omnes'. è in gioco il destino della compagnia aerea nazionale, che riguarda migliaia di persone. Dobbiamo mettere fuori questa vicenda dalla febbrile utilizzazione che se ne fa in campagna elettorale. Alitalia ha bisogno di una soluzione al suo problema strutturale: allo stato delle cose questa soluzione si chiama Air France. Nei mesi scorsi si è presentata solo un'altra cordata, non è una cosa di oggi, quella guidata da Air One". CASINI: NO A CORDATE ELETTORALI Sette anni persi (5 dal governo Berlusconi, 2 da Prodi) e ora, sul destino di Alitalia, "è difficile essere ottimisti", più facile, secondo il leader dell'Udc Pierferdinando Casini, vedere "solo ombre". Tra queste, spiega Casini in un'intervista al Corriere della Sera, c'è anche la fantomatica cordata di imprenditori italiani che dovrebbe rilevare la compagnia aerea e di fronte alla quale a Casini viene da chiedersi "perchè se finora questi imprenditori non ne hanno voluto sapere nulla di Alitalia, adesso si mostrano interessati. Rispondono all'appello di Berlusconi... A ridosso delle elezioni? Strano. Che si materializzino oggi cordate 'politichè non mi piace, perchè è l'ennesima dimostrazione che non riusciamo a essere un Paese normale". Intanto al leader dell'Udc piacerebbe sapere da chi è formato questo gruppo di imprenditori, per sapere "se e quando i nomi verranno fuori, se non ci si trovi davanti a una partita di giro". Casini abbozza un sospetto: gli imprenditori finora rimasti nell'ombra "improvvisamente diventano sensibili al richiamo di Berlusconi magari sono anche titolari di concessioni pubbliche, allora voglio capire se sono disponibili a intervenire in Alitalia per avere poi qualche contropartita sulle tariffe. Se fosse così, sarebbe una soluzione all'italiana della peggior specie". IL MINISTRO DAMIANO Su Alitalia ''abbiamo bisogno di un accordo tra le parti'' ma per ottenerlo ''non si può dire 'prendere o lasciare', bisogna concedere un margine al negoziato''. Così il ministro del lavoro Cesare Damiano in un'intervista al 'Messaggero', secondo il quale a un accordo si può arrivare attraverso ''una visione del piano di risanamento con impatto sociale ridotto al minimo, consentendo a Malpensa di sostituire le rotte lasciate libere da Alitalia in tempi ragionevoli''. Quanto alla cordata italiana, Damiano fa sapere che "se davvero c'è, allora si faccia avanti rapidamente in modo da confrontare dettagliatamente la sua proposta con quella di Air France. Chi è interessato ad Alitalia lo dica subito, non perdere tempo è un interesse vitale per tutti''. Giusto vendere Alitalia a Air France-Klm?PRODI "Cordata italiana? Sì ma non c'è" Commenti Invia commento Segnala ad un amico 25/03/2008 09:22 Raffa553 La compagnia deve rimanere ITALIANA!!!!!! Ma i politici, con tutti i soldi incassati, rubati a noi italiani perchè non salvano la compagnia? sono solo capaci a riempire le loro tasche? Sono presenti 1 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Cronaca - Locale Autovelox lungo le strade provinciali Diecimila sanzioni in due mesiCronaca - Locale Morto al rave party, il pm indaga per omicidio preterintenzionaleSport - Calcio Ricchiuti sveglia il Rimini: "Proviamoci ancora"Sport - Tennis Da "choker" a "tiebreaker". 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O no? del 25/03/2008 di Massimo Pandolfi Fatti privati e dibattiti troppo pubblici del 24/03/2008 di Franca Ferri Gay Pride a Bologna il 28 giugno, sei d'accordo?I rave party sono da vietare?Troppo clamore sulla conversione di Magdi Allam?Vota il gol più bello della 30 giornataBeppe Grillo invita al 'non voto utile' il 13 aprile. Sei d'accordo?Qual è il miglior giocatore della Lucchese?Abolire l'ergastolo, sei d'accordo?Giusto eliminare le Province?Qual è il politico più sexy?Che voto dai al decoro urbano?Qual è la meta dei lucchesi per Pasqua?Chi vorresti come ct della Nazionale?E' giusto che i genitori 'spiino' nel cellulare dei figli?Vota il gol più bella della 29 giornataI politici italiani sono dei fannulloni? LA FOTO DEL GIORNO Sexy fashion Dalla musica alla passerella: un momento della sfilata della linea di lingerie Pussycat Dolls, alla settimana della moda di Los Angeles GUARDA LE IMMAGINI RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec stiche-->.

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Pdl in testa anche al Senato Ma sarà decisiva l'affluenza Ghisleri, sondaggista di Berlusconi, nel 2006 azzeccò tutto (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

"Pdl in testa anche al Senato Ma sarà decisiva l'affluenza" Ghisleri, sondaggista di Berlusconi, nel 2006 azzeccò tutto di ANTONELLA COPPARI ? ROMA ? C'È UN FILO rosso che unisce i sondaggi diffusi dai vari istituti di ricerca: l'ampio vantaggio del Pdl. Se alla Camera non c'è discussione, anche al Senato "per ora è escluso il pareggio di seggi". Di certo, l'antiberlusconismo preconcetto alla Di Pietro, non paga. Ma la partita non è chiusa, ci sono gli indecisi ? non fra un partito e l'altro bensì sull'opportunità di andare a votare ? che sono "un 25-30%" e potrebbero ribaltare il risultato. Comincia il countdown elettorale e Alessandra Ghisleri, direttore di Euromedia Research, forse più nota al grande pubblico come la sondaggista di Berlusconi, colei che nel 2006 andò più vicino di tutti al risultato finale, fa il punto della situazione. Secondo Swg il Cavaliere ha cinque punti di vantaggio su Veltroni. Per Crespi il vantaggio è di 7,5 punti, mentre la Demoskopea parla di 9 punti: a chi bisogna credere? "Ci possono essere anomalie, c'è chi dà un seggio alla destra e chi no, ma mettendo i vari sondaggi in fila l'uno accanto all'altro, ci si accorge che ? siano 5 o fra i 7 e i 9 come risultava dalla nostra ultima rilevazione ? c'è sempre un notevole numero percentuale di elettori in più a favore del Pdl rispetto al Pd". I numeri sono un'opinione per i sondaggisti? "Capisco che le oscillazioni colpiscano ma sul risultato finale incide pure il numero di chi andrà a votare. E c'è un 25-30% di persone che ancora non ha deciso se recarsi alle urne: non si tratta di gente che non sa per chi votare, ma di gente che non sa se ha ancora un senso andare a votare. E sono soprattutto donne". Quanto possono influire? "Gli indecisi potrebbero cambiare le sorti delle elezioni: nel 2006 il raggiungimento della soglia dell'82% di votanti avrebbe portato la Cdl in testa. In questo momento, la soglia è intorno al 79-81: si tratta, per la maggior parte, di persone orientate verso il centrodestra, il centro del Pdl. A ruota, segue il Pd. Detto questo, bisogna tener presente che saranno importanti le dichiarazioni che si faranno nei prossimi giorni: quelle di Di Pietro, per dire, spingono gli elettori ad essere più conservatori". Cioè? Favoriscono Berlusconi? "Quando si attacca qualcuno, bisogna essere in grado di non farlo apparire come una vittima, altrimenti raccoglie il favore della gente. E' un fattore che influisce al pari della territorialità, della difesa di un patrimonio italiano...". Si riferisce al caso Alitalia? Quanti voti sposta la scelta del Cavaliere di difenderne l'italialanità? "Lo rileveremo domani e i risultati saranno noti entro venerdì, ultima data utile per la pubblicazione dei sondaggi. E' chiaro, però, che la difesa di un patrimonio del Paese sia vista con simpatia. In quest'ottica, diventerà importante il caso della mozzarella campana, messa al bando dalla Corea del Sud. La difesa dei prodotti o la difesa del territorio si lega sempre al voto". In Campania il caso rifiuti penalizzerà il centrosinistra? "Non c'è un divario enorme ma il centrodestra supera il centrosinistra". Quali sono le regioni in bilico? "Liguria, Calabria, Marche e Sardegna sono regioni in cui è difficile collocare il vincitore del premio di maggioranza al Senato perchè in ballo, oltre al Pdl e al Pd, ci sono altri partiti". Ha dunque un senso l'appello al voto utile? "Sicuramente ha un senso per Pdl e Pd. Fossi in Storace o Casini, però, mi arrabbierei". - -->.

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Alitalia, l'ira di Prodi Francesi più morbidi: Trattiamo a oltranza Il premier ai sindacati: Hanno fatto fuggire Lufthansa (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 25-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia, l'ira di Prodi Francesi più morbidi: "Trattiamo a oltranza" Il premier ai sindacati: "Hanno fatto fuggire Lufthansa" di NUCCIO NATOLI ? ROMA ? UNO SPIRAGLIO per Alitalia. "Pronti a trattare anche a oltranza", fa sapere da Parigi l'amministratore di Air France Jean Cyril Spinetta. "Finora ci era stato detto solo 'prendere o lasciare'. Anche noi vogliamo trattare", l'immediata replica dei sindacati. Di fatto, cade il termine del 31 marzo che il Governo Prodi e Padoa-Schioppa avevano indicato come lo spartiacque tra vendita ad Air France-Klm e fallimento di Alitalia. E' un piccolo segnale positivo. Oggi pomeriggio Spinetta incontrerà i sindacati e potrebbe aprirsi una trattativa vera. Che qualche cosa si stesse muovendo lo aveva fatto intuire il presidente Romano Prodi con un'intervista in Tv. Il tutto anche se Di Pietro ha detto chiaro e tondo che Prodi non ha nascosto di preferire la soluzione francese con una provocazione verso Berlusconi: "La cordata italiana va bene. Se c'è, si faccia avanti. Ma finora non si è visto nulla di serio". Poi si è rivolto ai sindacati "Serve un grande senso di responsabilità del sindacato. Bisogna pensare al futuro Alitalia con molta coscienza". Quindi ha sottolineato che per risolvere tutti i problemi di Alitalia non è sufficiente che si presenti un compratore qualsiasi, perché "non è solo un problema di soldi, ma ci voglio anche grandi capacità manageriali e conoscenza del settore". Difficile non vederci l'identikit di Spinetta. Infine, Prodi, ha indirettamente accusato il sindacato di avere fatto fallire in passato un'altra opportunità: "Quando si fece avanti Lufthansa vi fu un incontro con i sindacati italiani. Dopo l'incontro i tedeschi hanno rinunciato a presentare una loro offerta". A questo punto l'unico aspetto davvero certo è che in mancanza di accordo con i sindacati, Spinetta e Air France-Klm getteranno la spugna. Secondo alcune indiscrezioni è probabile che Air France si presenti al faccia a faccia con i sindacati facendo capire di essere disponibile a qualche correzione del piano industriale, soprattutto sul taglio drastico del settore cargo da Malpensa, sia su quello nel settore della manutenzione svolto dalla società Atitech di Napoli e su Az per cui la moratoria potrebbe essere di 8 anni. Questo determinerebbe una riduzione degli esuberi di personale finora fissati da Spinetta in 2.100. La posizione di partenza dei sindacati è che non devono esserci esuberi. I sindacati dopo le proteste per la scelta del governo a favore di Air France aspettano a piè fermo l'incontro. Il segretario della Cisl, Bonanni, dopo aver polemizzato ricordando che "Lufthansa non avrebbe abbandonato Malpensa" è stato conciliante: "Prodi ora ci aiuti a fare capire a Spinetta che il loro piano è modificabile". Anche Uil e Cgil puntano sulla "disponibilità di Air France a cambiare il piano". L'EVOLUZIONE della situazione sembra dare al ragione al ministro dei trasporti, Bianchi, che ha contrastato la tesi Padoa-Schioppa che non c'è alternativa tra vendita immediata e fallimento di Alitalia: "Non è vero che il governo vuole svendere la compagnia di bandiera, ma i sindacati devono avere un tempo congruo per trattare". Le divisioni all'interno del Governo alimentano le accuse del centrodestro che anche ieri non sono mancate. Cicchitto (Pdl) ha definito "infame operazione" il comportamento del Governo su Alitalia e ha chiesto che "Padoa-Schioppa e Bianchi vengano in Parlamento a spiegare la situazione". Ancora più drastica la Lega con Maroni: "Il governo è solo impegnato a fare fallire l'Alitalia". Oggi la parola passa a Spinetta e ai sindacati. - -->.

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GRANDI MANOVRE IL MANAGER BRUNO ERMOLLI STA LAVORANDO PER METTERE INSIEME I CAPITALI. TOTO PRONTO A ENTRARE 0 Cordata italiana in stand-by aspettando il sì all'Expo 2015 (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 25-03-2008)

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GRANDI MANOVRE IL MANAGER BRUNO ERMOLLI STA LAVORANDO PER METTERE INSIEME I CAPITALI. TOTO PRONTO A ENTRARE Cordata italiana in stand-by aspettando il sì all'Expo 2015 ? MILANO ? UNA CORDATA di imprenditori italiani per salvare Alitalia dal fallimento e, soprattutto, sottrarre la compagnia di bandiera al piano di acquisto presentato da Air France-Klm. È a questa prospettiva, che ha i tempi contati, che si aggrappa il cosiddetto 'fronte del Nord', che punta a salvare lo scalo di Malpensa come hub. A dare un'accelerata a questo sforzo richiesto all'imprenditoria italiana sono state le dichiarazioni del candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi. Ma ufficialmente impegni al momento non ci sono. Anche perché i tempi sono stretti, viste le scadenze poste da Air France-Klm e vista la disastrosa situazione finanziaria in cui versano le casse di Alitalia. Il 31 marzo, ovvero lunedì prossimo, è la data che al momento mette tutti d'accordo. Entro lunedì potrebbero essere messe le carte in tavola. Parigi ha chiesto al Governo la disponibilità a dare un prestito-ponte ad Alitalia per consentire l'acquisizione. Ed è con quella garanzia, olter all'apertura di una nuova due diligence sui conti del vettore tricolore, che la cordata di imprenditori italiani auspicata dal Cavaliere potrebbe entrare in gioco. Anche perché ? altro fattore importante ? il 31 marzo si saprà se Milano avrà ottenuto l'Expo 2015, il vero grande business legato al rilancio dell'aeroporto intercontinentale di Malpensa. Bruno Ermolli (a sinistra nella foto Prisma) senior advisor dell'investment banking Jp Morgan per l'Italia e presidente di Promos 2001, l'azienda speciale della Camera di Commercio di Milano, sta lavorando per mettere insieme i capitali necessari. Occorrono diversi nomi, perché in Italia oggi in pochi realisticamente potrebbero acquistare Alitalia da soli. Ermolli potrebbe contare, secondo le indiscrezioni, su Diana Bracco (al centro nella foto Prisma), Bernardo Caprotti, i Versace, Nicola Radici, Tronchetti Provera, i berlusconiani in Mediobanca Ligresti e Doris, i Moratti, Bombassei. Una per ora ipotetica cordata che avrebbe la benedizione di Berlusconi. E nella quale potrebbe entrare anche Carlo Toto (a destra nella foto LaPresse), il presidente di AirOne che, sostenuto da Banca Intesa, ha sempre detto di essere rimasto in corsa per l'acquisto di Alitalia nonostante l'esclusione dalla trattativa (in favore della sola Air France-Klm) e nonostante la bocciatura di due suoi ricorsi al Tar del Lazio e al Consiglio di Stato. UN QUADRO sostenuto anche da un'indiscrezione giunta ieri dal quotidiano francese La Tribune, secondo la quale AirOne sarebbe pronta a fare una nuova offerta su Alitalia per contrastare Air France-Klm ma "ha bisogno di almeno tre settimane per studiare i conti della compagnia aerea italiana in difficoltà". Toto, secondo Parigi, avrebbe il sostegno diretto del Cavaliere. a. f. - -->.

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"Un t" anche per il Wsj. Ma basterà? (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 25-03-2008)

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GIOVANNI COCCONI Il Partito democratico non si freghi troppo le mani. Le pagelle internazionali non hanno mai fatto vincere le elezioni. Però questa volta la bocciatura arriva da uno dei giornali più autorevoli del mondo, liberista- conservatore, bibbia dell'establishment finanziario e non ostile verso i miliardari. Con l'aggravante che il suo editore è un vecchio amico di Silvio Berlusconi, quel Rupert Murdoch che sarebbe bello sapere se condivide quello che il suo Wall Street Journal ha scritto ieri. Pagina 12 dell'edizione europea. Titolo: "Silvio and A l i t a l i a " . Svolgimento: "In economia Silvio Berlusconi come premier ha deluso. A giudicare dalle promesse fatte in vista delle elezioni del mese prossimo la sua terza volta non sarà un incanto". Segue l'elenco delle promesse fatte da Mr Berlusconi nel 2001 (tagli alle tasse, liberalizzazioni) e lasciate lettera morta. "Durante i suoi cinque anni di governo il Pil è cresciuto in tutto del 3,6 per cento, peggio dell'8,6 francese, o del 4,5 tedesco nello stesso periodo, e molto meno del 17,7 spagnolo o del 13,5 inglese". Ma cosa c'entra l'Alitalia? C'entra, perché per il quotidiano le vicende di questi giorni rivelano che Berlusconi "è un politico disposto a fare di tutto pur di riprendersi il potere. E questa non è certo una buona notizia, né per l'Alitalia né per l'Italia". Conosciamo già l'obiezione. Anche l'Economist nel 2001 scrisse che Berlusconi era "unfit " (inadeguato) a guidare l'Italia e sappiamo com'è finita. Il settimanale britannico ha ripetuto la bocciatura nel 2003 ma Berlusconi è ancora lì, a bordo campo, pronto a rientrare in partita. Anzi, probabilmente certe opinioni, proprio perché "autorevoli", rafforzano il leader del Pdl nella convinzione di rappresentare davvero un personaggio di rottura, un vero outsider anti-establishment, un autentico leader popolare e populista. Eppure la stroncatura del Wsj ci dice qualcosa di più e non solo perché arriva da un giornale certamente non ostile verso il Cavaliere e le sue ricchezze. A non convincere il quotidiano di Wall Street è la gestione imprenditoriale della vicenda Alitalia da parte dell'" imprenditore" Berlusconi. "L'ultima volta che era stato a palazzo Chigi, fra il 2001 e il 2006, salvatori dell'Alitalia Berlusconi non ne aveva trovati, limitandosi a temporeggiare mentre il debito della compagnia volava, raggiungendo ? lo scorso gennaio ? quota 1,3 miliardi di euro. Al signor Berlusconi gli elettori italiani potrebbero chiedere perché non abbia venduto la loro quota dell'Alitalia quando ancora valeva qualcosa, visto che negli ultimi due anni il valore delle azioni è crollato circa del 70 per cento". Non solo. Anche per i sindacati oggi "sarebbe molto più difficile adottare una posizione tanto rigida se non fosse per la copertura politica offerta loro dal signor Berlusconi". Opportunamente il Wsj ricorda le responsabiltà dei sindacati, che oggi "minacciano di far saltare l'accordo" ma che "sono gli stessi che avevano contribuito alle disgrazie dell'Alitalia, coi loro numerosi scioperi, e la loro costante opposizione a una ristrutturazione aziendale. Farebbero bene a ricordarsi il destino dell'ex compagnia di bandiera belga, la Sabena, i cui lavoratori rifiutarono una concessione dopo l'altra fino a che l'azienda non fallì". Conclusione. Il leader del Pdl si è dimostrato "un politico molto più legato alle corporazioni che un sostenitore del libero mercato disposto a fare ciò di cui il paese ha bisogno per rivitalizzare la sua economia in declino". Mr. Berlusconi e il mercato sono due vasi non comunicanti e il mondo degli affari se n'è accorto. Non sappiamo se Mr. Tremonti si fregherà le mani e leggerà le parole del Wsj come un indiretto imprimatur alla sua linea neoprotezionista. Forse nel piccolo recinto di casa nostra non interessano a nessuno. Certamente non faranno guadagnare voti ai suoi avversari. Ma ai tavoli che tanto interessano al ministro dell'economia in pectore per riformare l'economia mondiale certe opinioni come quelle del Wsj contano. Eccome se contano.

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