HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di
|
DOSSIER “ALITALIA” |
|
top ARTICOLI DEL
24-3-2008 #TOP
ROMA - Una cordata italiana
per Alitalia sarebbe «auspicabile» ma finora non si è presentata. Lo afferma a
Skytg24 il presidente del Consiglio, Romano Prodi, che sollecita i
sindacati a un senso di responsabilità verso il Paese e verso l'azienda perché
tutti devono «pensare al suo futuro». E soprattutto si devono evitare «speculazioni
politiche» pensando piuttosto a un «rilancio della compagnia». «Bisogna tenere
presenti i veri interessi dei lavoratori di Alitalia - aggiunge il premier -
che hanno bisogno di potere lavorare in futuro in un'impresa capace di
funzionare e di fare utili».
LA «FUGA» DI LUFTHANSA - Prodi ricorda che uno dei
possibili acquirenti, la tedesca Lufthansa, era interessata, ma il suo
interesse «è venuto meno quando il supervisory board, formato anche da
sindacalisti, ha incontrato i sindacati italiani. Queste cose vanno tenute
presenti quando si parla di Alitalia, se non vogliamo che diventi un discorso a
breve di speculazioni politiche ma vogliamo veramente che ci sia un rilancio.
Per Prodi, poi, il problema per Alitalia «non è avere il denaro per acquistare
la compagnia, ma disporre delle risorse manageriali necessarie per la
ristrutturazione». Secondo il premier, «chi è già nel settore, visto che è una
compagnia aerea (come Air France, ndr), ha più capacità e possibilità di
avere successo, di spendere meno e di far fare meno sacrifici ai lavoratori».
«CI HA TENUTI ALL'OSCURO» - Ma a Prodi risponde subito
Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, il più critico tra i leader
sindacali nei confrtonti dell'operato di Palazzo Chigi. Il premier, secondo Bonanni,
«farebbe bene a dire su quali basi si è accordato con Air France» e in ogni
caso «non credo che il presidente possa fare valutazioni di questo tipo
avendoci tenuto all’oscuro di tutto per lunghi mesi». A questo punto, per il
segretario della Cisl, sarebbe il caso di «prendersi tutto il tempo e aspettare
anche il prossimo governo, giacchè chiunque prenderà Alitalia dovrà fare i con
il nuovo esecutivo. Noi queste cose le diciamo in nome dei lavoratori che sono
stati tenuti all’oscuro di tutto per responsabilità del governo». (■ Ascolta l'audio) Non
solo: la fuga di Lufthansa, per Bonanni, sarebbe stata dettata non dagli
ostacoli posti dai sindacati italiani («La discussione fatta da Lufthansa con
noi fu una discussione molto soddisfacente sia per noi, sia per loro»), bensì
dal fatto che la compagnia tedesca «conosceva perfettamente di un rapporto suo
con Air France indissolubile, di una sua preferenza, a prescindere, per la
compagnia francese».
LE REAZIONI - Il botta e risposta tra Prodi e Bonanni non
passa inosservato negli ambienti della politica. Maurizio Zipponi,
responsabile economico del Prc, invita il premier a riconvocare Lufthansa per
capire quali siano state le vere ragioni del disimpegno, dopo l'interesse
mostrato in passato. Il forzista Osvaldo Napoli ritiene invece che le
parole di Bonanni «impongono al presidente Prodi e al ministro Padoa-Schioppa
di astenersi da qualsiasi ulteriore decisione sulla vendita di Alitalia».
BIANCHI: FALLIMENTO? IPOTESI AZZARDATA - Intanto anche nel
governo le posizioni non sembrano collimare. Secondo il ministro dei Trasporti, Alessandro
Bianchi, intervistato da Sky Tg24, bisogna inoltre «tenere
aperte tutte e due le offerte» per l’Alitalia, quella di Air France-Klm ma
anche quella di AirOne «per scegliere e avere il risultato migliore». Per il
ministro «i tempi non sono così stretti» e «l’ipotesi di un fallimento della
compagnia di bandiera se non si decide entro il 31 marzo, è azzardata»,
riferendosi a quanto detto nelle ultime ore dal ministro dell'Economia, Tommaso
Padoa-Schioppa, che aveva parlato per la compagnia di «un'autonomia di poche
settimane prima del fallimento». Quanto alle diverse posizioni nel
governo aggiunge: «C’è una diversità di opinioni che c’è sempre stata, non
tanto perché io sono a favore di AirOne ma perché credo che si debbano tenere
aperte tutte e due le offerte».
BONINO: AD OGGI
NESSUNA ALTERNATIVA - Eppure i tempi stringono e così un altro ministro del governo
Prodi, Emma Bonino, sottolinea in un intervento a Radio Radicale che su
Alitalia «il bluff deve finire: o questa cordata italiana c'è, o non c'è. E se
c'è deve proporre una offerta che sia migliore di quella di Air France».
«Ovviamente il governo è molto ben disposto a prenderla in considerazione - ha
aggiunto la Bonino -, visto che in questi mesi si è mosso per stimolare
acquirenti di vario tipo, non solo italiani. Per varie ragioni, però ad oggi,
con il costo del combustibile che sappiamo, in una situazione in cui chiunque
la compri dovrà farsi carico degli esuberi, la situazione è quella che
sappiamo. E quella di cui si parla mi sembra più una cordata elettorale che una
cordata imprenditoriale. Berlusconi gestisce in modo a mio avviso spregiudicato
la situazione». «Quel che è preoccupante - conclude Bonino - è che se il futuro
possibile primo ministro dichiara che non firmerà mai un accordo con Air France
la cosa che potrebbe capitare è che Air France si ritiri. E a quel punto non
resta che il fallimento. E tutti sanno che questa sarebbe una soluzione
certamente peggiore per tutti, compresi i lavoratori».
24 marzo 2008
ROMA
Alitalia resta al centro del dibattito politico anche nei giorni di Pasqua e
Pasquetta, con le forze politiche a confronto in vista dell’incontro cruciale
di domani tra i vertici di Air France ed i sindacati. Il premier Prodi ha
confermato di essere «sempre aperto all’ipotesi di una cordata italiana, che è
auspicabile».
«Il problema - ha chiarito Prodi - è che una proposta deve essere concreta con
delle risorse e delle persone, un piano industriale, cose serie, e finora non
si è visto nulla se non quella che abbiamo preso in considerazione». Poi
l'appello ai sindacati: «Occorre un grande senso di
responsabilità da parte loro. Bisogna pensare al futuro dell’azienda con molta
coscienza». E
soprattutto - secondo Prodi - si devono evitare «speculazioni politiche»
pensando piuttosto a un «rilancio della compagni».
Ma i sindacati restano sul piede di guerra. Il premier Romano Prodi «farebbe
bene a dire su quali basi si è accordato con Air France», afferma il segretario
generale della Cisl, Raffaele Bonanni, replicando all’invito rivolto dal
presidente del Consiglio ai sindacati a mostrare sulla vicenda di Alitalia un
grande senso di responsabilità. Bonanni ha sottolineato che Prodi «avrebbe
fatto bene a dirlo molto prima», specificando «quali sono le condizioni limite.
Non credo che il presidente possa fare valutazioni di questo tipo - ha aggiunto
- avendoci tenuto all’oscuro di tutto per lunghi mesi», così come ha tenuto
all’oscuro «il paese intero».
Secondo il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi «bisogna tenere aperte
tutte e due le offerte» per l’Alitalia, quella di Air France-Klm ma anche
quella di Air One «per scegliere e avere il risultato migliore». Bianchi,
intervistato da SkyTg24 spiega che a suo avviso «i tempi non sono così stretti»
e che «l’ipotesi di un fallimento della compagnia di bandiera se non si decide
entro il 31 marzo è azzardata». Quanto alle diverse posizioni nel governo
aggiunge: «C’è una diversità di opinioni che c’è sempre stata, non tanto perchè
io sono a favore di Air One ma perchè credo che si debbano tenere aperte tutte
e due le offerte».
Ma sulle finanze che restano nelle casse di Alitalia è scontro tra ministri.
«Quello che sta succedendo su Alitalia mi sembra una l’ennesima tappa di una
tragicommedia italiana», dice Emma Bonino. «Trovo sconcertante - ha
sottolineato la Bonino - la dichiarazione di ieri del Ministro dei Trasporti
Bianchi, che avrebbe detto che il cash flow di Alitalia basterebbe per tutto
l’anno. È sconcertante che lo dica il ministro dei trasporti, competente sulla
materia, perchè basta andare sul sito di Alitalia e leggere la posizione
finanziaria al 31 gennaio della compagnia. A quella data era a 282 milioni di
Euro. A marzo rimangono poco più di 100 milioni».
Il Pdl intanto incalza Prodi e il centrosinistra. Per Fini «la questione non è
"oddio la comprano i francesi" ma che Prodi la sta svendendo».
Cicchitto accusa Veltroni di «corresponsabilita» con il governo che, secondo il
leghista Calderoli, «con le sue minacce e i suoi ricatti, sulle sue svendite,
sta comportandosi esattamente come la Banda Bassotti» disneyana. Ma «l’orgoglio
e le capacità dell’imprenditoria padana e non, capeggiata da Berlusconi,
impediranno "rapina" e libri in tribunale». Perchè, dice Gasparri,
«Alitalia deve durare», per «evitare un altro "omicidio economico"».
E a credere nella cordata italiana per il salvataggio della compagnia di
bandiera ventilata dal Cavaliere è il governatore della Lombardia Roberto
Formigoni.
Da sinistra, Pino Sgobio (Pdci) dice basta al «vergognoso gioco delle parti da
parte di Pd e Pdl, mentre il ministro Bersani attribuisce a Berlusconi »la
responsabilità del disastro di Alitalia e il verde Bonelli invita il governo ad
«ascoltare i sindacati». Fuori dal coro, invece, il candidato premier della
Sinistra Arcobaleno. Fausto Bertinotti consiglia di «discutere» il progetto di
Silvio Berlusconi per una cordata italiana che salvi Alitalia, invitando di
conseguenza Prodi a prendere tempo, «facendosi protagonista invece di porre
ultimatum».
·
Articoli
Alitalia 2 (6)
Sindacati
furiosi: basta giochi ( da "Manifesto, Il"
del 24-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
Sindacati furiosi: basta giochi Martedì l'incontro sugli esuberi previsti da
Spinetta tra Cgil, Cisl, Uil e i vertici di Air France. Le confederazioni
temono la deriva commissariamento e criticano il governo. Intanto Di Pietro
attacca Berlusconi, accusandolo di "insider trading"PAGINA 3.
Alitalia-Air
France, martedì ultimo slot ( da "Manifesto, Il"
del 24-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
segnale di
far sviluppare Alitalia, e acquisto dell'intero pacchetto Alitalia Fly e
Alitalia Service". Luigi Angeletti, segretario Uil, mette altri paletti:
"Noi andiamo serenamente al negoziato di martedì ponendo condizioni
ragionevoli, non chiediamo balzelli ad Air France, questo sia chiaro",
dice Angeletti.
La
sorpresa del cavaliere: Sta bluffando
( da "Manifesto,
Il" del 24-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Berlusconi
sta facendo insider trading facendo credere che c'è qualcuno che vuole comprare
Alitalia. Certe operazioni prima si fanno e poi si dicono e annunciarle per
creare distorsioni del mercato è un reato". In effetti la Consob ha
annunciato da un paio di giorni di aver messo sotto osservazione lo scambio di
azioni Alitalia in borsa.
La
sorpresa del cavaliere: <Sta bluffando>
( da "Manifesto,
Il" del 24-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Berlusconi
sta facendo insider trading facendo credere che c'è qualcuno che vuole comprare
Alitalia. Certe operazioni prima si fanno e poi si dicono e annunciarle per
creare distorsioni del mercato è un reato". In effetti la Consob ha
annunciato da un paio di giorni di aver messo sotto osservazione lo scambio di
azioni Alitalia in borsa.
Prodi:
"Aperti a una cordata italiana"
( da "Quotidiano.net"
del 24-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Giusto
vendere Alitalia a Air France-Klm? Commenti Invia commento Segnala ad un amico
24/03/2008 16:49 Roberto Non credo che degli "imprenditori", non del
settore aereo, buttino soldi in un calderone come Alitalia.soprattutto non credo
che ci siano imprenditori con capitali propri da impiegare a rischio,se le
banche mettono soldi,
( da "Manifesto, Il" del 24-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia Sindacati furiosi: basta giochi
Martedì l'incontro sugli esuberi previsti da Spinetta tra Cgil, Cisl, Uil e i
vertici di Air France. Le confederazioni temono la deriva commissariamento e
criticano il governo. Intanto Di Pietro attacca Berlusconi, accusandolo di
"insider trading"PAGINA 3.
( da "Manifesto, Il" del 24-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Al voto Angeletti
(Uil): il presidente di Air France si presenti al tavolo con condizioni meno
gravose per il sindacato. Se così non sarà, "vuol dire che non vuole fare
l'accordo. E se la trattativa fallisce è colpa di Air France" Alitalia-Air France, martedì ultimo slot Tra 48 ore torna a
Roma per incontrare i sindacati Spinetta, numero uno del colosso
franco-olandese. Cgil, Cisl e Uil: "Pronti a trattare" ma no
all'ipotesi del commissariamento evocato dal ministro Bersani, "sarebbe
colpa del governo" Francesco Paternò Roma Martedì il presidente del gruppo
Air France-Klm Jean Cyril Spinetta sarà di nuovo a Roma per incontrare i
sindacati per quello che si preannuncia il finale di partita su Alitalia. Se le parti troveranno un'intesa a oggi difficile,
la presunta alternativa cordata italiana di Silvio Berlusconi tornerebbe nel
nulla. Se ci saranno rottura e una fuga di Air France, il rischio per la
compagnia di bandiera e per i suoi lavoratori è che la parola passi a un
commissariamento. Nel mezzo, anzi sotto il cielo di Air France, si agita
comunque una cordata italiana preelettorale che non sarà la sorpresa di Pasqua
ma che pare abbia fatto saltare le ferie a qualche studio legale e a qualche
finanziere del giro berlusconiano strettamente milanese. Spinetta torna a Roma
con il monito di Le Monde in valigia, per il quale "l'acquisto si complica
seriamente con l'ipoteca della politica" italiana. Non è escluso che il
presidente del colosso dell'aria possa presentarsi con qualche novità. I tempi
sono più dalla sua parte che da quella dei lavoratori o di eventuali compratori
alternativi: l'Alitalia ha bisogno di denaro fresco
nelle casse per continuare a volare, pena un atterraggio forzato. I sindacati
italiani hanno aperto ieri un fuoco di sbarramento per prepararsi all'incontro,
rifiutando l'ipotesi di commissariamento se la trattativa con Air France
precipitasse, come paventato ieri esplicicitamente dal ministro delle attività
produttive Pierluigi Bersani. L'obiettivo primario è ridurre il taglio del
personale - nella prima bozza, Spinetta ha indicato 2.100 persone - il resto si
vedrà. La Cisl di Raffaele Bonanni ha continuato a sparare sul governo Prodi,
accusato di tutte le colpe. Per Mauro Rossi, segretario di Fil Cgil, un
commissiamento sarebbe da attribuire esclussamente al ministro dell'economia
Padoa Schioppa. E aggiunge che due sono le condizioni perché la trattativa con
Air France possa andare avanti: "Un aumento significativo del numero degli
aerei di lungo raggio, segnale di far sviluppare Alitalia, e acquisto dell'intero pacchetto Alitalia Fly e Alitalia Service". Luigi Angeletti, segretario Uil, mette altri
paletti: "Noi andiamo serenamente al negoziato di martedì ponendo
condizioni ragionevoli, non chiediamo balzelli ad Air France, questo sia
chiaro", dice Angeletti. "Occorre ridurre la quota di esuberi,
definire meglio il perimetro aziendale e poi rivedere le tratte: non si può
pensare di spostare tutto il traffico aereo a Parigi, dobbiamo poter partire da
Roma e Milano senza scali intermedi". L'impressione è che la partita tra
Spinetta e sindacati potrebbe riaprirsi dopo l'ultimo muro, almeno finché le
sparate di Berlusconi non si limitino a segnali di fumo. Il commissariamento di
Alitalia, evocato da Bersani, "dagli esiti non
valutabili", spaventa tutti e molto, perché è evidente che il quel caso il
numero dei tagli all'occupazione potrebbe cambiare, quasi certanente con cifre
ben peggiori di quelle portati da Spinetta. Sulla trattativa
"complicata", Le Monde ha accusato ieri Berlusconi e anche la Coonfindustria.
"È difficile per Berlusconi, in piena campagna elettorale, accettare il
piano d'acquisto di Air France-Klm - si legge sul quotidiano francese -
soprattutto perché prevede il disimpegno sull'aeroporto di Malpensa a vantaggio
di Fiumicino. Come fare - si chiede ancora Le Monde - ad abbandonare i suoi
alleati, la Lega Nord e, soprattutto, il presidente della regione Lombardia,
Roberto Formigoni, un pezzo grosso del suo partito Forza Italia, che richiedono
una moratoria di tre anni per la soppressione delle linee non remunerative? Per
non perdere il Nord, miniera di voti, il Cavaliere fa il gesto di
resistere". "Più strana - insiste il quotidiano - la posizione di
Confindustria, anche lei favorevole alla moratoria per Malpensa: detto in altro
modo, sarebbe come dire ad Alitalia, impresa privata
quotata di Borsa, di continuare ad operare voli in perdita, e cioè perdendo
volontariamente denaro, il tempo necessario affinchè le autorità politiche e
gestionali dell'aeroporto milanese non trovino soluzioni alternative".
( da "Manifesto, Il" del 24-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Casini più duro di
Veltroni: "La cordata sparirà dopo le elezioni". Di Pietro: "E'
insider trading" La sorpresa del cavaliere: "Sta bluffando" Roma
Il più duro è l'ex alleato Pierferdinando Casini. "Se Berlusconi o i suoi
figli vogliono mettere fuori i soldi per Alitalia sono
i benvenuti", dice a proposito della promessa del cavaliere di una cordata
di imprenditori pronti a contendere la compagnia aerea nazionale ad AirFrance.
"Però - aggiunge Casini che corre in solitaria per palazzo Chigi alla
guida dei centristi - li mettano fuori rapidamente senza dare adito a una
grande speculazione come quella che è in corso in questi momenti". Perché
sull'attivismo del cavaliere l'ex presidente della camera ha lo stesso giudizio
che circola nel Pd: è campagna elettorale. Anzi, è convinto che "tutti gli
italiani capiscono che quella di Berlusconi è solo una captatio benevolentiae
per prendere qualche voto in più e che il giorno dopo le elezioni non ci sarà
nessuna cordata". Casini esprime con le parole forti necessarie a dargli
un po' di quella visibilità che in questa campagna elettorale gli manca la
stessa convinzione del ministro dell'Economia. Intervistato dal Financial
Times, Tommaso Padoa Schioppa chiarisce che il timing, la scadenza della
vicenda Alitalia non lo stabiliscono i politici
"ma è dettato dalle condizioni della compagnia che ha ossigeno per poche
settimane". Non le tre o quattro che ha chiesto Berlusconi e che, secondo
il responsabile economico del partito democratico Giorgio Tonini sono un trucco
per rinviare la materializzazione di "improbabili cordate guarda caso solo
il giorno dopo le elezioni". Secondo Padoa Schioppa, grande sponsor di
AirFrance, c'è insomma una "drammatica e sorprendente perdita del senso
della realtà. La gente - spiega il ministro - continua a sognare che ci sia
ancora tempo, che ci siano ancora compratori alternativi e soluzioni
alternative". Così non è, ma il candidato premier del partito democratico
Walter Veltroni non può non preoccuparsi dell'impatto negativo che l'arrivo dei
francesi avrà sull'occupazione: si tratta in fondo di una scelta fatta dal
governo di centrosinistra. Non per nulla Prodi tace e il consigliere di
Veltroni Tonini se la prende con "i cinque anni senza strategia del
governo Berlusconi". Quanto al governo dell'Unione, Tonini riconosce
l'impegno "ha avuto il merito di affrontare la vicenda in modo corretto e
trasparente", evitando di esprimersi sul risultato. Veltroni secondo
costume si limita agli auspici: "Alitalia è il
classico caso che andrebbe gestito con grande senso di responsabilità, direi
con spirito bipartisan". Quello spirito che notoriamente manca al ministro
delle infrastrutture uscente, Antonio Di Pietro, l'unico alleato di Veltroni
alle prossime elezioni: "Berlusconi sta facendo
insider trading facendo credere che c'è qualcuno che vuole comprare Alitalia. Certe operazioni prima si fanno e poi si dicono e annunciarle
per creare distorsioni del mercato è un reato". In effetti la Consob ha
annunciato da un paio di giorni di aver messo sotto osservazione lo scambio di
azioni Alitalia in borsa. Nei due giorni precedenti alle uscite di
Berlusconi, il titolo era crollato come effetto della presentazione del piano
di AirFrance, avvicinandosi martedì ai dieci centesimi per azione che è la
somma proposta dai francesi. Poi l'annuncio di Berlusconi di una fantomatica
cordata e da mercoledì il titolo è stato addirittura sospeso per eccesso di
rialzo, adesso vale circa 35 centesimi anche se in settimana ha perso nel
complesso quasi il 40%. Di fronte a tutto questo Berlusconi non ha fretta di
mostrare le sue carte. "AirFrance ha avuto cinque mesi - dice il suo
portavoce Boniauti - non si capisce perché la cordata di cui parla Berlusconi
dovrebbe materializzarsi proprio il giorno di pasqua".
( da "Manifesto, Il" del 24-03-2008)
Argomenti: Alitalia
La sorpresa del
cavaliere: "Sta bluffando" Casini più duro di Veltroni: "La
cordata sparirà dopo le elezioni". Di Pietro: "E' insider
trading" Roma Il più duro è l'ex alleato Pierferdinando Casini. "Se
Berlusconi o i suoi figli vogliono mettere fuori i soldi per Alitalia
sono i benvenuti", dice a proposito della promessa del cavaliere di una
cordata di imprenditori pronti a contendere la compagnia aerea nazionale ad
AirFrance. "Però - aggiunge Casini che corre in solitaria per palazzo
Chigi alla guida dei centristi - li mettano fuori rapidamente senza dare adito
a una grande speculazione come quella che è in corso in questi momenti".
Perché sull'attivismo del cavaliere l'ex presidente della camera ha lo stesso
giudizio che circola nel Pd: è campagna elettorale. Anzi, è convinto che
"tutti gli italiani capiscono che quella di Berlusconi è solo una captatio
benevolentiae per prendere qualche voto in più e che il giorno dopo le elezioni
non ci sarà nessuna cordata". Casini esprime con le parole forti
necessarie a dargli un po' di quella visibilità che in questa campagna
elettorale gli manca la stessa convinzione del ministro dell'Economia.
Intervistato dal Financial Times, Tommaso Padoa Schioppa chiarisce che il
timing, la scadenza della vicenda Alitalia non lo
stabiliscono i politici "ma è dettato dalle condizioni della compagnia che
ha ossigeno per poche settimane". Non le tre o quattro che ha chiesto
Berlusconi e che, secondo il responsabile economico del partito democratico
Giorgio Tonini sono un trucco per rinviare la materializzazione di
"improbabili cordate guarda caso solo il giorno dopo le elezioni".
Secondo Padoa Schioppa, grande sponsor di AirFrance, c'è insomma una
"drammatica e sorprendente perdita del senso della realtà. La gente -
spiega il ministro - continua a sognare che ci sia ancora tempo, che ci siano
ancora compratori alternativi e soluzioni alternative". Così non è, ma il
candidato premier del partito democratico Walter Veltroni non può non
preoccuparsi dell'impatto negativo che l'arrivo dei francesi avrà
sull'occupazione: si tratta in fondo di una scelta fatta dal governo di centrosinistra.
Non per nulla Prodi tace e il consigliere di Veltroni Tonini se la prende con
"i cinque anni senza strategia del governo Berlusconi". Quanto al
governo dell'Unione, Tonini riconosce l'impegno "ha avuto il merito di
affrontare la vicenda in modo corretto e trasparente", evitando di
esprimersi sul risultato. Veltroni secondo costume si limita agli auspici:
"Alitalia è il classico caso che andrebbe gestito
con grande senso di responsabilità, direi con spirito bipartisan". Quello
spirito che notoriamente manca al ministro delle infrastrutture uscente,
Antonio Di Pietro, l'unico alleato di Veltroni alle prossime elezioni: "Berlusconi sta facendo insider trading facendo credere che c'è
qualcuno che vuole comprare Alitalia. Certe operazioni prima si
fanno e poi si dicono e annunciarle per creare distorsioni del mercato è un
reato". In effetti la Consob ha annunciato da un paio di giorni di aver
messo sotto osservazione lo scambio di azioni Alitalia in borsa.
Nei due giorni precedenti alle uscite di Berlusconi, il titolo era crollato
come effetto della presentazione del piano di AirFrance, avvicinandosi martedì
ai dieci centesimi per azione che è la somma proposta dai francesi. Poi
l'annuncio di Berlusconi di una fantomatica cordata e da mercoledì il titolo è
stato addirittura sospeso per eccesso di rialzo, adesso vale circa 35 centesimi
anche se in settimana ha perso nel complesso quasi il 40%. Di fronte a tutto
questo Berlusconi non ha fretta di mostrare le sue carte. "AirFrance ha
avuto cinque mesi - dice il suo portavoce Boniauti - non si capisce perché la
cordata di cui parla Berlusconi dovrebbe materializzarsi proprio il giorno di
pasqua".
( da "Quotidiano.net" del 24-03-2008)
CRISI ALITALIA
Prodi: "Aperti a una cordata italiana" Il presidente del Consiglio,
intervistato da SkyTg24, sollecita i sindacati a un senso di responsabilità
verso l'azienda perchè tutti devono "pensare al suo futuro" Commenta
Roma, 24 marzo 2008 - Una cordata italiana sarebbe auspicabile, ma finora
"non si è visto nulla". Il presidente del Consiglio, Romano Prodi,
intervistato da Skytg24 rompe il silenzio su Alitalia
e quando gli si chiede cosa pensi di una eventuale cordata italiana risponde:
"Noi siamo sempre stati aperti a questo. Il problema è che ci sia".
Dunque la cordata italiana è auspicabile, ma chi la propone parla di 3-4
settimane di tempo... "Una proposta - precisa Prodi - deve essere
concreta, con delle risorse, delle persone, un piano industriale: cose serie e
finora non si è visto nulla, se non quella che abbiamo preso in
considerazione". "Quando si è presentato il fondo americano Tpg
insieme a Mediobanca - ricorda Prodi - e Tpg è il fondo con maggiore esperienza
di ristrutturazione di linee aeree del mondo, avevano messo come condizione che
ci fossero degli uomini d'affari italiani che partecipassero e si sono ritirati
perchè non li hanno trovati. Certo che è auspicabile". Ma per Prodi
"il problema non è solo il denaro, ma il denaro e le risorse manageriali
per la ristrutturazione. è chiaro che chi è già nel settore, chi è già una
compagnia aerea ha più capacità, ha più facilità di poter avere successo, spendere
meno e far fare meno sacrificio ai lavoratori". Alla vigilia di un nuovo
incontro tra i sindacati e il presidente di Air France Spinetta, il premier
sollecita uno spirito costruttivo: "è chiaro che occorre un gran senso di
responsabilità da parte dei sindacati perchè loro mettono in rilievo i problemi
che porta a loro l'offerta Air France, ma i problemi che può portare un'offerta
alternativa di chi non è nel settore non sono certamente inferiori dal punto di
vista dell'occupazione. Io penso quindi che sia bene pensare al futuro
dell'azienda con molta coscienza". "Ricordo bene - prosegue - che
quando Lufthansa era interessata il supervisor board, formato soprattutto da ex
sindacalisti, ha incontrato i sindacati italiani e dopodichè hanno rinunciato a
fare l'offerta. Questa cose vanno tenute presente quando si parla di Alitalia". Insomma, "noi vogliamo che questo non
diventi un discorso a breve, di speculazioni politica, vogliamo che sia un
rilancio della compagnia". E ancora sui sindacati Prodi sollecita ad avere
come obiettivo "quello di tener presente i veri interessi dei lavoratori
di Alitalia e capire che questi hanno bisogno di poter
lavorare in futuro in una società capace di funzionare e di fare utili. è
chiaro che da un lato gli amministratori sono costretti a vedere il codice
civile e quindi le procedure precise, dall'altro lato ci sono gli obblighi di
Bruxelles che non permettono più di dare sussidi pubblici alle imprese. Quindi
i sindacati devono capire che hanno un obbligo di grande responsabilità nei confronti
dei loro lavoratori che devono ascoltare, e nei confronti del Paese". Giusto vendere Alitalia a Air France-Klm? Commenti
Invia commento Segnala ad un amico 24/03/2008 16:49 Roberto Non credo che degli
"imprenditori", non del settore aereo, buttino soldi in un calderone
come Alitalia.soprattutto non credo che ci siano imprenditori con capitali
propri da impiegare a rischio,se le banche mettono soldi, dei
risparmiatori e delle piccole imprese,allora comincio a crederci,ma quanto
volerà Alitalia due anni e poi.....ricomincia la
svendita.La verità è che in Italia mancano grandi imprenditori....mentre finanzieri
senza soldi, con barche stupende e amiche da gossip, ne abbiamo da esportare,ma
nessuno li vuole!Sono visti all'estero come tanti personaggi di Alberto Sordi e
ci rimettono in immagine anche i piccoli che lavorano! 24/03/2008 16:35 Ulisse
Tò, si rivede Prodi. Era sparito dalla circolazione. Ci voleva le contestazioni
della regalia dell'Alitalia ai francesi, altrimenti
chi sà quando ci saremmo sentiti ! Speriamo che quello che dice il ministro
Bianchi, sia vero, altrimento fra Prodi e Schioppa, regalano l'Alitalia ai francesi. Berlusconi, fai svelto ad intervenire,
con gli industriali italiani, altrimenti non voleremo più italiano, ma
francese, ed un esubero di 7.000 persone , fra Malpensa e Roma.