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DOSSIER “ALITALIA”

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T ARTICOLI DEL   23-4-2008       #TOP


IN EVIDENZA

 

Alitalia, Berlusconi: inevitabili i tagli del personale. Tronchetti apre a cordata italiana. di Nicoletta Cottone (Il Sole 24 Ore 23-4-2008)

- Berlusconi contro i sindacati. "Air France ritirata per colpa loro". Tronchetti Provera: "La cordata italiana è possibile"Il leader del Pdl annuncia anche "dolorose riduzioni del personale" Il titolo Alitalia giù a Piazza Affari, con un calo teorico del 3,23%

- Alitalia un ponte sul pozzo Mario Deaglio (La Stampa 23-4-2008)

- Alitalia, la Lega per la liquidazione ma ora il Cavaliere prende tempo. Il capo del Pdl: bene il governo, anche se non poteva fare altro Dubbi della Ue: motivazione per giustificare i fondi senza precedenti in Europa. Di Claudio Tito E Luca Iezzi (La Repubblica 23-4-2008)

 


Alitalia, Berlusconi: inevitabili i tagli del personale. Tronchetti apre a cordata italiana. di Nicoletta Cottone (Il Sole 24 Ore 23-4-2008)

 

 

Alitalia, dal Governo prestito ponte di 300 milioni

COMMENTO / Questo è un Paese per commissari

ANALISI / Dopo gli errori le strade obbligate (di Franco Locatelli)

Bruxelles, l'Italia prende i Trasporti. Protesta di Prodi (di Adriana Cerretelli)

Ipotesi Lufthansa? Molti più esuberi

 

Una due diligence per Alitalia, inevitabili tagli di personale per ristrutturare la compagnia di bandiera. L'annuncio arriva dal premier in pectore Silvio Berlusconi dai microfoni di Nuova Spazio Radio. Per Alitalia una «due diligence che durerà 4-5 settimane - dice il Cavaliere - al termine delle quali la compagine che si metterà insieme farà un'offerta impegnativa». Escluso il commissariamento della compagnia di bandiera, il salvataggio di Alitalia, all'indomani della concessione di un prestito ponte di 300 milioni varato dal Consiglio dei ministri, «passerà attraverso dolorose riduzioni di personale» ma nello stesso tempo assicura «la debita assistenza grazie ai mezzi che lo Stato ha per chi perde il lavoro». Forte la preoccupazione per i tagli di personale, «perchè una compagnia che perde così tanto e che si trova nelle condizioni di Alitalia non può continuare a perdere e quindi tutti dovranno metterci buon senso per arrivare una ristrutturazione della compagnia che possa salvaguardare il numero maggiore possibile di dipendenti, ma che dovrá operare anche delle scelte e ci sará gente che dovrá trovarsi un altro lavoro. Non c'è nessuno, dico nessuno, che possa garantire che il numero dei dipendenti attuale rimanga lo stesso di adesso».

Il ritiro di Air France? Tutta colpa dei sindacati. Così Berlusconi respinge al mittente l'accusa di aver provocato il fallimento della trattativa con Air France. «La trattativa si è chiusa – dice il Cavaliere - perchè il Governo ha rifiutato le condizioni imperative dei francesi, tra le quali il prezzo non congruo e l'obbligo di rinunciare al trasporto di merci che avrebbe dovuto passare obbligatoriamente da Parigi». Fra le cause del fallimento della trattativa individua poi il «fermo no dei sindacati. La motivazione prima del no di Air France è stato il veto dei sindacati»

Critiche anche al Governo Prodi per la gestione della partita Alitalia. «La situazione è stata impostata male. Non si doveva partire da una situazione di asservimento con Air France». Per il Cavaliere è necessario costituire un grande gruppo internazionale con «pari dignità». Inaccettabili, quindi le condizioni poste da Air France. «Ora c'è il modo - aggiunge - per cui la compagnie di imprenditori interessati ad Alitalia si facciano avanti, chiedano di valutare i conti e presentare una proposta. Il tutto assistito da banche italiane, da società importanti, da compagnie aeree italiane e straniere che non pretendono di farla da padrone» in Italia.

 

 


Berlusconi contro i sindacati. "Air France ritirata per colpa loro". Tronchetti Provera: "La cordata italiana è possibile"Il leader del Pdl annuncia anche "dolorose riduzioni del personale" Il titolo Alitalia giù a Piazza Affari, con un calo teorico del 3,23%

 


ROMA - "Air France si è ritirata in primo luogo per i veti dei sindacati". Silvio Berlusconi, additato da molti come uno dei responsabili del "no" definitivo della compagnia franco-olandese alla trattativa per Alitalia, attacca i sindacati. Poi annuncia: "Ci saranno dolorose riduzioni di personale". Tronchetti Provera: "Con una proposta trasparente, una cordata italiana è possibile". Il titolo scivola in Borsa.

Il Cavaliere critica i sindacati. Intervenendo a un programma radiofonico, il leader del Pdl fornisce la sua versione della vicenda. "I francesi - dice - non si sono ritirati perché ci sono state interferenze politiche. Da un lato la situazione si è chiusa perché il governo non ha accettato le condizioni imperative che erano state poste da Air France, tra le quali il prezzo che non era ritenuto congruo e il fatto che si dovesse rinunciare al trasporto delle merci,". "Ma la prima motivazione per cui Air France ha detto di no - aggiunge - è il veto opposto dai sindacati, il grande, deciso, fermo no dei sindacati a ciò che Air France aveva proposto come riduzione del personale".

"Dolorosi tagli di personale" in arrivo. Il Cavaliere parla anche del futuro di Alitalia e torna sul tema della cordata italiana. "Bisogna escludere innanzitutto il commissariamento", dichiara. "Il governo ha dato i mezzi alla compagnia per sopravvivere per i prossimi mesi, che saranno impiegati da una compagine di imprenditori italiani, banche e compagnie aeree, per guardare i conti di Alitalia". "Dopo la due diligence di 3-4-5 settimane - continua - questa compagine, coordinata da Bruno Ermolli, dovrà presentare un'offerta impegnativa, che comporterà dolorosi tagli di personale". Ai lavoratori "giustamente preoccupati", Berlusconi assicura che "ci saranno meccanismi di assistenza da parte dello Stato per chi perderà il lavoro". "L'obiettivo - conclude - è portare la compagnia a chiudere i bilanci positivamente".

Cordata italiana, industriali possibilisti. Ma l'ipotesi di una cordata italiana è davvero realistica? Secondo il presidente di Pirelli e vicepresidente di Confindustria, Marco Tronchetti Provera, "di fronte a una proposta trasparente dove esista chiarezza di numeri e trasparenza" questo tipo di iniziativa imprenditoriale "è possibile". Per Giorgio Fossa, past president di Confindustria ed ex presidente della Sea, "se si espongono Bruno Ermolli e Gianni Letta c'è la possibilità che qualcosa di serio ci sia".

Il titolo cala in Borsa. La concessione del prestito da 300 milioni di euro ad Alitalia, intanto, non rassicura del tutto i mercati azionari. Questa mattina, a Piazza Affari a Milano, il titolo della compagnia aerea segnava un calo teorico del 3,23%. Le azioni sono trattate in asta unica e segneranno un prezzo solo a fine seduta. Nella giornata di ieri, considerato il forte ribasso, il titolo era stato sospeso "in attesa di comunicazioni".
(23 aprile 2008)


Alitalia un ponte sul pozzo Mario Deaglio (La Stampa 23-4-2008)

Un altro «prestito-ponte». Un ponte da 300 milioni di euro al fondo del quale non c’è più un’altra sponda dove Air France è in attesa con il suo progetto industriale duro ma economicamente credibile; c’è la nebbia che cela un probabile salto nel vuoto, nella speranza che misteriosi «cavalieri bianchi» vengano in soccorso della bella Alitalia rifiutata dai francesi. Un estremo soccorso, deliberato «per ordine pubblico» nel palese tentativo di aggirare i divieti europei, che assomiglia più che altro a un accanimento terapeutico per tenere in vita un’impresa decotta che perde ogni giorno da 1 a 2 milioni di euro. In parallelo, dal mondo bancario sono arrivati chiari segnali che indicano che sarà preso in benevola considerazione il finanziamento e l’appoggio finanziario a chi voglia davvero rilevare (con prospettive credibili, naturalmente) la compagnia di bandiera italiana.

È forse appropriato ricordare al governo in carica, e a maggior ragione a quello non ancora formato e alle banche che questo «prestito-ponte», questi finanziamenti e quest’appoggio hanno un costo. Per il governo, destinare ulteriori denari pubblici ad Alitalia significa intaccare le scarsissime risorse disponibili per altri scopi in un panorama di finanza pubblica nel quale devono ancora prevalere i tagli; per un istituto bancario assicurare il finanziamento di un’eventuale acquisizione di Alitalia non solo comporterebbe in ogni caso un elevato livello di rischio ma significa di fatto negare finanziamenti di pari entità ad altre imprese che, quasi certamente più di Alitalia e con un rischio minore, sarebbero in grado di generare profitti e nuova occupazione. Si fa davvero il bene del Paese (e quello degli azionisti nel caso delle banche) destinando in tal modo ingenti risorse finanziarie?

In tutta questa confusione, nessuno sembra porsi l’interrogativo fondamentale ossia se è proprio necessario gettare altri soldi in quel pozzo senza fondo che è Alitalia o se non sarebbe meglio permettere che Alitalia passi, più o meno dignitosamente, alla storia. Forse sarebbe preferibile la soluzione svizzera con la quale si è lasciata decorosamente scomparire Swissair, almeno tanto blasonata quanto Alitalia, per fondare sulle sue ceneri una compagnia più piccola, Swiss, che ora fa parte del gruppo Lufthansa. E nessuno sembra riflettere seriamente sulle dimensioni, la struttura dei costi e il tipo di posizionamento internazionale che dovrebbe avere una linea aerea italiana in un mondo sempre più concorrenziale nel quale non ci sono più rotte aeree riservate sull’Atlantico, mentre la più redditizia rotta aerea interna, la Milano-Roma, subirà tra circa un anno la competizione dell’alta velocità ferroviaria e quindi una quasi certa diminuzione di passeggeri. È naturalmente possibile una soluzione positiva, con una nuova linea aerea, ovviamente più snella e più attenta alle esigenze di chi viaggia per turismo o per affari (a cominciare da quella della puntualità) ma questi discorsi di profittabilità e di efficienza sembrano lontani dai tavoli in cui si decide il futuro del trasporto aereo italiano.

Il problema Alitalia sarà naturalmente uno dei primi e dei più spinosi sul tavolo del prossimo governo e del prossimo presidente del Consiglio, il quale ha più volte evocato una «cordata italiana» in grado di rilevare la compagnia esistente. Questa cordata, questo patriottico drappello che doveva salvare il fortino assediato dai cattivissimi francesi di Air France proprio non si è visto e il fortino si è trovato solo, senza assedianti e i suoi difensori, forse un po’ delusi, hanno scoperto che non li vuole proprio nessuno. Così come nessuno sembra rendersi conto che il rifiuto di Air France di per sé fa ancora diminuire, agli occhi della comunità finanziaria e aeronautica mondiale, il già bassissimo valore di Alitalia.

Se toccherà al futuro presidente del Consiglio spiegare perché la cordata non si è ancora materializzata (e, se si materializzerà, a quali condizioni) tocca sicuramente al sindacato spiegare i motivi di quell’assurda, eterna, contrattazione volta a ottenere sempre qualche concessione in più che alla fine ha fatto scappare Air France. E il sospetto è che all’interno del mondo sindacale molti si aspettassero che Alitalia potesse indefinitamente continuare a perdere con il finanziamento di tutti gli italiani. Di fatto, la convergenza tra i giudizi negativi del futuro presidente del Consiglio e il comportamento sindacale al tavolo delle trattative hanno fatto fallire l’unico tentativo industrialmente serio di tenere in vita la compagnia di bandiera italiana.

La crisi Alitalia ha portato a livelli ancora più alti la riconosciuta abilità italiana di non decidere mai: il rinvio come stile di vita e arte della politica, il passaggio da un ponte a un altro ponte scansando accuratamente i problemi e non pensando mai ai costi. Nella speranza che, un ponte dopo l’altro, ci avviciniamo al Paradiso; ma c’è anche la possibilità che finiamo all’Inferno.

mario.deaglio@unito.it


Alitalia, la Lega per la liquidazione ma ora il Cavaliere prende tempo. Il capo del Pdl: bene il governo, anche se non poteva fare altro Dubbi della Ue: motivazione per giustificare i fondi senza precedenti in Europa (La Repubblica 23-4-2008)


di CLAUDIO TITO e LUCA IEZZI
ROMA -"Solo senso di responsabilità". Lo ripetono tutti ministri subito dopo i consiglio in cui si è consumato uno strano "miracolo" targato Silvio Berlusconi. Il premier in pectore ottiene esattamente quello che chiede: 300 milioni per dare qualche mese ad Alitalia e ai suoi uomini alla ricerca della sua soluzione. La richiesta, arrivata durante il consiglio dei ministri attraverso il canale Gianni Letta-Enrico Letta, solo qualche ora prima era considerata irricevibile. "Prodi si è comportato bene. Quel decreto per noi adesso è positivo. Ma era il minimo che potessero fare", ha poi confidato ai suoi il Cavaliere. A suo giudizio, infatti, si tratta del primo passo "per fare una due diligence e quindi realizzare un piano industriale. Abbiamo 6 mesi di tempo. E le alternative per dare una nuova guida ci sono. Lo vedrete".

Il decreto portato a Palazzo Chigi dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa prevedeva soli 100 milioni di euro e rispondeva ad una logica precisa, dare alla nuova maggioranza il tempo necessario ad assumere il potere, non di più. Un modo per costringere il Cavaliere a mostrare subito l'eventuale piano alternativo ad Air France. Anche perché la "diplomazia" del Pdl aveva prospettato persino una soluzione drastica: procedere immediatamente al commissariamento della società. Berlusconi ha sperato persino di potersi così trovare tra due settimane con le mani libere e offrendo agli eventuali "compratori" una azienda alleggerita sul versante del personale. Il tutto facendo ricadere la responsabilità del commissariamento su Prodi.

Non solo. La "grana" Alitalia sta rapidamente trasformando nel primo scontro all'interno della nuova maggioranza. E già, perché la Lega l'altro ieri ha fatto pervenire a Berlusconi un messaggio piuttosto netto: "A questo punto non vale più la pena salvare la compagnia di bandiera. Su Malpensa ce la caveremo da soli, meglio lasciare che Alitalia fallisca". La parola "fallimento", però, fa drizzare i capelli al Cavaliere. Che non vuole presentarsi in Parlamento con un primo clamoroso insuccesso. Conscio che il decreto di ieri entro due mesi dovrà essere la sua maggioranza ad approvarlo. Senza il commissariamento, allora, a Via del Plebiscito hanno chiesto tempo per organizzare una cordata che per ora non si è costituita.

"Daremo una cifra limitata - spiegava invece prima della riunione il ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani - quello che è necessario a finanziare in modo tale da non portare l'ex compagnia di bandiera al di fuori delle regole europee". E quella posizione era a sua volta una mediazione tra chi come, il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro era contrario anche a questa ultima iniezione di fondi: "Non si devono prendere i soldi dalle tasche degli italiani". I due ministri tra l'altro concordano sul fatto che persa Air France, chiunque arriverà dopo metterà meno denaro e chiederà più sacrifici. "Nessun prestito-ponte" era la linea, ma finanziamento straordinario concesso attraverso un decreto o del ministero dell'Interno e della presidenza del Consiglio per sottolineare l'eccezionalità della situazione. Un ruolo nella scelta dell'abbandono della via dell'intrasigenza per quella della responsabilità l'ha avuta anche Walter Veltroni, preoccupato pure del prossimo ballottaggio tra Rutelli e Alemanno: "Mi auguro che il governo possa fare un prestito ponte per evitare la crisi, ne ho parlato anche con Prodi" ha dichiarato a Cdm in corso.

Ma dire che la richiesta di Berlusconi sia stata accolta in un clima di piena collaborazione bipartisan sarebbe assolutamente sbagliato. Chi lo ha sentito descriveva Prodi furibondo: "Hanno messo nel cestino l'unica cosa buona che avevamo", si è sfogato il presidente del consiglio uscente. E lo stesso ministro dell'Economia parla del Cavaliere senza citarlo: "La persona che probabilmente presiederà il governo, ha contribuito a far sì che la soluzione Air France tramontasse, perché convinto di poterne proporre una migliore. Con questo prestito abbiano dato una possibilità alla soluzione che autorevolissimamente è stata data come sicura". Ironia della sorte sarà proprio il ministero di uno dei più scettici, Bersani, a concedere quei 300 milioni dal fondo rotativo per la ricerca e l'innovazione nelle imprese.

Da adesso l'ostacolo si chiama Bruxelles che informalmente ha già fatto sapere che "I fondi non potranno essere sbloccati comunque prima del nostro via libera. Ci vorrà qualche settimana". Inoltre fonti Ue annunciano "uno scrutinio severo, visto che la motivazione dell'ordine pubblico per giustificare un finanziamento non ha precedenti in Europa".

Ma subito dopo, il nodo si ripresenterà in ogni caso sul tavolo del nuovo governo. Berlusconi, insieme a Bruno Ermolli, stanno provando a mettere insieme un gruppo di imprenditori per rilevare la compagnia. E nel frattempo ha riallacciato i contatti con il vertice di Banca Intesa. Nelle ultime ore, infatti, il premier in pectore ha di nuovo accennato ai buoni rapporti con l'Ad, Corrado Passera, e alla disponibilità del gruppo bancario di concedere un prestito - con i tassi di interesse di mercato - ben più ampio di quello approvato ieri dal consiglio dei ministri.
(23 aprile 2008)


Report "Alitalia 2"

Alitalia, Berlusconi 'Me ne occupo io' ( da "Voce d'Italia, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: prossimo riunone del consiglio di amministrazione con i sindacati Alitalia, Berlusconi: "Me ne occupo io" Prodi:"Troppe interferenze in campagna elettorale". Padoa-Schioppa:"La soluzione Air France e' stata fatta tramontare da Berlusconi" Roma, 23 apr. - “Ora di Alitalia me ne occupo io”. Così Silvio Berlusconi ha risposto al senatore a vita, Francesco Cossiga,

Alitalia, Berlusconi: "Me ne occupo io" ( da "Voce d'Italia, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: prossimo riunone del consiglio di amministrazione con i sindacati Alitalia, Berlusconi: "Me ne occupo io" Prodi:"Troppe interferenze in campagna elettorale". Padoa-Schioppa:"La soluzione Air France e' stata fatta tramontare da Berlusconi" Roma, 23 apr. - “Ora di Alitalia me ne occupo io”. Così Silvio Berlusconi ha risposto al senatore a vita, Francesco Cossiga,

Alitalia, un prestito da 300 milioni di euro ( da "Stampa, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e la competenza sul caso Alitalia)ad Antonio Tajani in cambio della delega alla Giustizia lasciata libera del prossimo ministro degli Esteri Franco Frattini. Da oggi la privatizzazione Alitalia ricomincia dunque da zero. Gli scenari possibili sono molti, con una certezza: il rinnovato protagonismo di Intesa Sanpaolo, finora messa nell'angolo dalla determinazione di Prodi e Padoa-

Alitalia, il governopresta 300 milioni ( da "Secolo XIX, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Euroe benzinarecord ( da "Secolo XIX, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: prestito ad Alitalia di 300 milioni da restituire entro il 31 dicembre. La somma viene erogata a tassi di mercato e dovrebbe garantire la continuità aziendale per le prossime settimane. Il premier uscente, Romano Prodi, ha spiegato che la cifra è stata alzata "su richiesta" di Silvio Berlusconi, al quale Tommaso Padoa-Schioppa addebita la responsabilità del ritiro di Air France.

Alitalia, restanosoltanto tre mesi ( da "Secolo XIX, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Un Consiglio dei ministri si riunisce d'urgenza e lancia un salvagente ad Alitalia, abbandonata al suo destino da Air France: arriva così, a tarda sera, quella soluzione bipartisan per la compagnia di bandiera in crisi chiesta da Silvio Berlusconi e auspicata da Walter Veltroni. La Lega aveva invece proposto di passare la mano a un commissario.

PDL E pD SI RIMPALLANO LE COLPEPER FIUMICINO FUTURO INCERTO ( da "Secolo XIX, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è per noi come la Fiat per Torino, e forse di più. Se la compagnia fallisce è un disastro". In corsa per il Campidoglio, Francesco Rutelli si gioca la carta Alitalia e non ha torto perché fa effetto il paragone con la Fiat: l'addio di Air France rischia di trascinare nel baratro lo scalo di Fiumicino con effetti devastanti per la Capitale.

Alitalia, destino segnatoo chiude o va agli stranieri ( da "Secolo XIX, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Negli ultimi 15 anni Alitalia si è già mangiata circa 5 miliardi di euro in ricapitalizzazioni; adesso si aggiungono altri 300 milioni, che molto probabilmente non saranno gli ultimi. Ogni famiglia italiana ha così versato in questi anni ad Alitalia circa 250 euro, comprese quelle, e sono la maggioranza, che non hanno mai utilizzato la "compagnia di bandiera"

Il tavolo vuoto del cavaliere - massimo riva ( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il tavolo vuoto del cavaliere MASSIMO RIVA Dalle tasche degli italiani, già pesantemente prosciugate dal dissesto senza fine di Alitalia, vengono ora prelevati altri 300 milioni ? dovevano essere 150, ma è stato Berlusconi a chiederne il doppio ? per quello che soltanto con cinica ipocrisia può essere chiamato un prestito-ponte. SEGUE A PAGINA 37.

Alitalia, un aiuto da 300 milioni ( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il petrolio a quota 119 Alitalia, un aiuto da 300 milioni Prodi: "Chiesti da Berlusconi. Su Air France inaccettabili interferenze" ROMA - Il governo ha varato un prestito di 300 milioni per permettere la sopravvivenza di Alitalia fino a quando si troverà una soluzione definitiva per la compagnia aerea.

Ue, l'italia perde la giustizia dopo frattini toccherà alla francia - andrea bonanni ( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: portafoglio di peso e strategicamente interessante per un governo che dovrà affrontare la crisi di Alitalia, i ritardi della Tav e che vuole rilanciare il progetto del Ponte sullo Stretto. Ma certo è una poltrona politicamente meno delicata e meno prestigiosa di quella finora ricoperto dal vicepresidente italiano e sulla quale non a caso la Francia aveva da tempo messo gli occhi.

Tremonti e la hostess: anch'io sarei disperato - carlo picozza ( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dice Andrea Aronica (Alitalia express, società per i voli regionali). "Il tempo per noi non è galantuomo: bisogna trovare una soluzione in fretta". Lo steward Sergio Baggetto è in Alitalia da 21 anni: "Sottoposti da mesi a una sauna finlandese, con acqua calda e fredda alternata, ora siamo arrivati a dosi massicce di ghiaccio".

Boccata d'ossigeno all'alitalia arriva un prestito da 300 milioni - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Boccata d'ossigeno all'Alitalia arriva un prestito da 300 milioni "Per l'ordine pubblico". Padoa-Schioppa: cifra chiesta da Berlusconi Le misure Alla Ue il caso nelle mani di Tajani, possibile commissario ai Trasporti LUCIO CILLIS ROMA - Trecento milioni per tirare avanti qualche mese e superare la crisi.

Scambio di accuse tra i partiti prodi: colpa di sindacati e pdl - aldo fontanarosa ( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Se Alitalia fallisce, migliaia di persone vanno per strada. Per noi questa azienda è come la Fiat per Torino. Forse di più". Ma prima ancora del fallimento, un'altra tappa può attendere Alitalia: il commissariamento. Il leghista Castelli ne parla come di una possibilità concreta (a La7).

La lega vuole la liquidazione ma ora il cavaliere prende tempo - luca iezzi claudio tito ( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il premier in pectore ottiene esattamente quello che chiede: 300 milioni per dare qualche mese ad Alitalia e ai suoi uomini alla ricerca della sua soluzione. La richiesta, arrivata durante il consiglio dei ministri attraverso il canale Gianni Letta-Enrico Letta, solo qualche ora prima era considerata irricevibile. "Prodi si è comportato bene.

L'alitalia finita nelle beghe elettorali - corrado augias ( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è elegante da parte di Air France imputare la rinuncia ad Alitalia all'aumento del greggio. Ma lei cosa farebbe se in una trattativa sindacale difficile ma non priva di soluzioni, andasse al governo il 'Partito di Malpensa'? E con il nuovo Presidente del Consiglio non ancora insediato che si muove pubblicamente per esplorare la disponibilità di cordate alternative?

L' amaca ( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Amaca La storia della fantomatica "cordata italiana" che avrebbe dovuto salvare Alitalia, ed è servita solo a disgustare Air France e accelerare l'agonia della nostra compagnia di bandiera, è più ridicola o più ripugnante? è il quesito che spesso, anzi quasi sempre ci tocca affrontare (e vedrete nei prossimi cinque anni?

Il tavolo vuoto del cavaliere - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di Alitalia fuori dall'acqua per il tempo necessario al passaggio di consegne fra il governo di Romano Prodi e quello di Silvio Berlusconi. Su questo punto davvero non vi possono essere dubbi dato che ieri è stato il portavoce ufficiale del Cavaliere a sollecitare il decreto, bollando come "condotta irresponsabile" un'eventuale scelta diversa da parte del governo ancora in carica.

Alitalia, trecento milioni per volare ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Tra i nomi che stanno circolando in queste ore ci sono quelli di Maurizio Basile, ex amministratore delegato di Aeroporti di Roma (e che nasce come manager Alitalia) e Mario Resca, ex presidente e ad di Mc Dondald Alitalia ed ex commissario straordinario di Cirio-Del Monte.

I sindacati: <Era doveroso> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: attende la scelta del nuovo premier sul futuro della compagnia --> ROMA Soddisfazione dei sindacati per la decisione del governo su Alitalia: "Il prestito - dice il segretario generale della Filt-Cgil Fabrizio Solari - dà respiro per una soluzione possibile". "Una misura necessaria e positiva ancorché molto tardiva", aggiunge il segretario generale della Fit-Cisl Claudio Claudiani.

Il grande sabotaggio ( da "Unita, L'" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Sulla distruzione di settori industriali l'Italia ha una capacità consolidata, ma mai si era arrivati ad un caso come quello dell'Alitalia. L'integrazione nel gruppo Air France-Klm di quanto ancora rimaneva della compagnia di bandiera era notoriamente l'unica concreta possibilità di dare un futuro ad una aerolinea italiana che portasse in giro per il mondo il segno del nostro

Adesso sono finiti gli ultimatum di Padoa-Schioppa Nuove polemiche delle confederazioni con il ministro uscente, ma il salvataggio è ancora lontano ( da "Unita, L'" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: acquisizione di Alitalia i riflettori dei sindacati sono stati puntati su Palazzo Chigi, su quel prestito-ponte necessario per assicurare la continuità aziendale essenziale per poter esplorare nuove soluzioni. Tanto Guglielmo Epifani, quanto Raffaele Bonanni lo avevano sottolineato nel corso della giornata, garantire la sopravvivenza dell'

Grave emergenza a causa della propaganda e delle cordate fantasma di Berlusconi Il titolo precipita, migliaia di posti a rischio. Il governo stanzia prestito di 300 milioni E in Eu ( da "Unita, L'" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Destra, primo successo: crolla Alitalia Grave emergenza a causa della propaganda e delle cordate fantasma di Berlusconi Il titolo precipita, migliaia di posti a rischio. Il governo stanzia prestito di 300 milioni E in Europa Italia declassata: incarico minore per far posto a Tajani.

Prestito di 300 milioni, per sopravvivere Prodi: L'ha chiesto Berlusconi, Air France è scappata per colpa di politica e sindacati ( da "Unita, L'" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Roma RISORSE Con un prestito ponte da 300 milioni di euro il "cerino" nella partita Alitalia passa nelle mani di Silvio Berlusconi. Prodi si chiama definitivamente fuori. Il consiglio dei ministri ha varato ieri sera un decreto che assicura alla compagnia risorse sufficien- ti per garantire la continuità aziendale fino alla formazione del nuovo governo.

Tra hostess e steward, a Fiumicino la preoccupazione vola Settemila dipendenti a rischio. Molti sperano che l'addio di Air France non sia definitivo, nessuno punta su Aeroflot ( da "Unita, L'" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: preoccupazione i lavoratori dello scalo di Fiumicino guardano alle vicende Alitalia. L'incertezza è enor- me, le polemiche politiche e le oscillazioni di borsa non aiutano. Ai banchi del check-in, ma anche al varco equipaggi, tutti si pongono forti interrogativi su cosa accadrà nelle prossime ore. "Non sappiamo cosa succederà ma, di fatto, è da più di un anno che va avanti così",

Air Silvio rischia di finire fuori rotta ( da "Unita, L'" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: rischia di finire fuori rotta di Marcella Ciarnelli/ Roma Ora che l'Alitalia non parla più francese il premier in pectore sarà costretto a svelare le sue carte e ad avviare sulla pista di decollo una soluzione credibile, dimostrando con i fatti e non più con le sole parole, che ha davvero individuato il modo per salvare la compagnia.

Berlusconi? È stato un irresponsabile L'affondo di Veltroni: Ha fatto naufragare la trattativa. Ora migliaia di posti di lavoro sono a rischio ( da "Unita, L'" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: si capisse che per noi a Roma Alitalia è come la Fiat per Torino. Su questa vicenda si è fatto del terrorismo, se Alitalia fallisce avremo decine di migliaia di persone disoccupate". Bersani commenta che "ogni scalino che si fa verso l'emergenza possono aumentare gli interessati, ma peggiorare le proposte" e dunque, la nuova fase "avrà problemi maggiori di quelli vissuti finora,

Ora gli imprenditori possono farsi avanti ( da "Unita, L'" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: condizioni affinché i partecipanti alla compagine di chi vuole partecipare ad Alitalia si facciano avanti e chiedano di poter verificare i conti per presentare al più presto una offerta impegnativa", ha detto Silvio Berlusconi, leader del Pdl, conversando con i giornalisti nel corso di una passeggiata al termine della cena di ieri dal presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga.

Formigoni-Bossi-Fini: fulmini e saette all'ombra del Pirellone Il governatore: Non sapevo fosse il capo di An a decidere del mio futuro... . Resta dov'è, addio sogni di gloria ( da "Unita, L'" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi è tornato ieri sera a Roma per il caso Alitalia dipanato con Gianni Letta, e insieme sono andati a cena da Francesco Cossiga. Il leader del Pdl dovrà sentire le richieste dei "nanetti" e dei meridionali come Fitto (Fi) per una caratterizzazione meno nordista del governo. E s'impegna per gli ultimi fuochi di campagna elettorale a Roma: oggi a piazza in Lucina,

Alitalia, il grande sabotaggio ( da "Unita, L'" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Alitalia, il grande sabotaggio Alfredo Recanatesi Segue dalla Prima Direttamente quando Berlusconi dichiarò irricevibili le proposte franco-olandesi annunciando nello stesso tempo fantomatiche alternative prima con la storia della cordata di imprenditori nazionali, che è gente che difficilmente rischia soldi per far crescere le sue aziende,

D'Alema con i candidati A Trionfale e Laurentino Stasera all'Auditorium Massimo e al Gran Teatro: portare tutti al voto ( da "Unita, L'" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il blocco di interessi che è dietro Alemanno e che già è evidente nella vicenda Alitalia: "Non va dimenticato che il governo Berlusconi ci tolse, cioè non finanziò, la legge su Roma capitale e questo significa meno strumenti per le infrastrutture della città". SCIVOLA a destra il candidato Pdl. Marroni: "C'è un'alleanza contro la Capiatle".

Una farsa targata Lega piomba su Fiumicino Zingaretti: io sono per Alitalia, non per Alipadania. Michele Meta: dalla destra arrivano i primi danni ( da "Unita, L'" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: io sono per Alitalia, non per Alipadania. Michele Meta: dalla destra arrivano i primi danni di Maurizio Nequio DELUSIONE, preoccupazione e rabbia aleggiano a Fiumicino dopo l'Addio di Air France al tavolo delle trattative per l'acquisto di Alitalia. Più di ventimila famiglie romane aspettano risposte sul proprio futuro.

Alitalia, si infuoca il duello elettorale - carlo picozza ( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina IX - Roma Alitalia, si infuoca il duello elettorale Rischio disoccupazione per migliaia di dipendenti: scontro tra i candidati CARLO PICOZZA La vertenza Alitalia fa irruzione nella campagna per l'elezione del sindaco della capitale e del presidente della Provincia.

Marrazzo: "no all'alipadania del pdl" - paolo boccacci ( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Rutelli dice che l'Alitalia è per Roma come la Fiat per Torino. E lì la crisi si fa sempre più dura. "Da domani sarà affisso un manifesto, a firma mia, sul caso Alitalia. Ho sentito il bisogno di farlo per i lavoratori e le lavotratrici della compagnia aerea. Ci sarà scritto "Alitalia sì, Alipadania no: giù le mani da Fiumicino".

L'ex ministro di An: Per Alitalia ci impegniamo a fare una cordata italiana una public company ( da "Unita, L'" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del L'ex ministro di An: "Per Alitalia ci impegniamo a fare una cordata italiana una public company".

Rutelli ad Alemanno: con voi comanda la Lega Faccia a faccia a Ballarò . Il candidato di An punta sulla paura. Il vicepremier: Roma merita rispetto ( da "Unita, L'" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Primo Alitalia: "La Lega vince Air France vola via", attacca Rutelli. "Ne sono felice", risponde Alemanno, riproponendo la leggenda della "cordata italiana". Scatta l'Alberto Sordi che è in Rutelli: "'Ndo sta 'sta cordata? Mi sa che è come l'espulsione dei romeni".

Tutta brava gente ( da "Unita, L'" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: a picco Alitalia, completando l'opera iniziata nel 2001 e scacciando Air France in quanto "straniera": ora la regala ad Aeroflot dell'amico Putin, che notoriamente è italiana. Il neostatista avrà al suo fianco come vicepremier Roberto Calderoli, detto Pota, autore della legge elettorale da lui stesso definita "una porcata" nonché coautore della riforma costituzionale della baita.

<Io, romena leghista, dico: eliminate le baraccopoli> ( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Diceva: "È uno scandalo svendere Alitalia ai francesi". Ha ragione. Gridava: "Mandiamo via gli extracomunitari irregolari!". Giusto. Continuava: "Le tasse del Nord non le manderemo nell'immondizia di Napoli!". Verissimo. Per forza abbiamo vinto. Ora Berlusconi si impegni a cambiare la vita quotidiana delle persone.

E ora riprende quota la cordata italiana con Air One e Intesa ( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nella prima fase di gara, soltanto dati vecchi (2006) e limitati ad Alitalia fly (che non comprende Alitalia servizi). Dalla compagnia di Toto si fa sapere, comunque, che il lavoro di aggiornamento del proprio piano, anche dopo la bocciatura dei ricorsi da parte del Tar e del Consiglio di Stato, non si è mai interrotto.

Trovati 300 milioni per tenere in vita Alitalia ( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 23 pagina 11 Trovati 300 milioni per tenere in vita Alitalia di Fabrizio Ravoni da Roma Con un prestito ponte di 300 milioni, l'Alitalia potrà garantire la continuità aziendale per oltre due mesi. Un'autonomia limitata che però dà oltre un mese di tempo al nuovo governo (una volta insediato) per individuare una soluzione definitiva per la compagnia di bandiera.

<Per evitare il peggio licenziamenti inevitabili> ( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alternativa è il fallimento di Alitalia. Il richiamo a non farsi troppe illusioni, nemmeno se si dovesse verificare il migliore degli scenari per la compagnia di bandiera, è arrivato da Gianfranco Fini. "È inevitabile - ha spiegato parlando a Porta a Porta - che, se si trova un compratore, ci sarà un ridimensionamento del personale perché l'alternativa non è di avere tre-

Reguzzoni: <Che fallisca pure... Malpensa non vuole elemosine> ( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Air France ha detto adieu ad Alitalia. E ora? "E ora vinca il mercato. Alitalia vada per la sua strada. Se deve fallire fallisca, l'importante è che non vincoliamo il mercato". Rifondazione dà la colpa al Pd, il Pd parla di "polpetta avvelenata" della Lega che penalizza Roma e Fiumicino.

Alitalia, arrivano 300 milioni ( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sì del governo al prestito. Prodi: è la cifra chiesta dal Cavaliere. Padoa-Schioppa: il no di Air France colpa del Pdl Alitalia, arrivano 300 milioni Berlusconi: ora ci sono le condizioni per la cordata. Lufthansa esamina il dossier.

ROMA La sicurezza ma anche le tasse e il decoro. È duello a Ballarò tra i due candidati i ( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Rutelli ha insistito sulla crisi dell'Alitalia e gli alleati "scomodi" come la Lega. Alemanno sul problema dei nomadi e gli immigrati. All'inizio i due si sono affrontati a colpi di fioretto, con l'accordo che i reciproci staff non avrebbro fatto da claque. Poi il patto è saltato e il confronto si è fatto più duro e incalzante.

Nell'agenda del Cavaliere i fondi da sbloccare per l'Expo ( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: impegnato nelle trattative per la formazione del Governo e in quelle per il futuro di Alitalia, ha dovuto ieri trovare anche il tempo per fare il punto della vicenda Expo insieme ai tre leader milanesi di Forza Italia, Maristella Gelmini, Luigi Casero e Maurizio Lupi, che lo hanno incontrato ad Arcore prima del vertice con Formigoni.

I sindacati ed Air France si risiedono al tavolo per trovare i margini di modifica al piano di Parig ( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I. I sindacati chiedono l'inclusione di Az Servizi nel perimetro Alitalia. Spinetta non ci sta: è rottura.

ROMA Adieu...rien ne va plus. Air France lascia definitivamente il tavolo della trattativa ( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Se Alitalia fallisce, ci saranno migliaia di persone in strada. La "Padania" rivendica di aver messo il bastone tra le ruote di Italia, Francia e Olanda, vorrei che si capisse che per noi a Roma Alitalia e come la Fiat per Torino". Secondo il candidato del centro-destra, Gianni Alemanno "la cordata italiana è invece l'unica soluzione,

Alitalia, dal governo ossigeno per 300 milioni ( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

ROMA - Forse sarà solo l'ennesimo intervento statale. E forse servirà a prend ( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E forse servirà a prendere tempo per trovare una soluzione (un socio) per Alitalia. Ma di sicuro, un'iniezione di liquidità da 300 milioni servirà ad Alitalia per ridare fiducia al mercato. Perchè dietro il fallimento della trattativa con Air France c'è un nuovo buco per i conti: un calo delle prenotazioni che supera il 40% per le tratte internazionali e intercontinentali.

Il consiglio di amministrazione dell'Alitalia si riunisce in una seduta fiume, durata circa qui ( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Il decreto che finanzia il prestito per Alitalia è a valere su fondi che sono nel bilancio del ( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

ROMA - Romano Prodi e Tommaso Padoa-Schioppa avrebbero voluto concedere un presti ( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che per oltre un mese ha seguito il dossier Alitalia quasi a tempo pieno e ha tessuto finché ha potuto il filo delle relazioni con Air France. A fine mattinata però è arrivata ad Enrico la telefonata dello zio Gianni: "Il prestito all'Alitalia non può essere inferiore a 300 milioni. Se non sarà così, il decreto non avrà il nostro consenso".

Maxiprestito per Alitalia, dubbi Ue ( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è la cifra chiesta dal leader pdl Maxiprestito per Alitalia, dubbi Ue E sul commissario europeo accordo Berlusconi-Barroso, ira di Prodi ROMA - Il Consiglio dei ministri ha dato il via a un prestito ponte di 300 milioni per consentire all'Alitalia di continuare l'attività. Dubbi dell'Ue. Sul nuovo commissario europeo, intesa tra Barroso e il Cavaliere.

Consiglio e sindacati ( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Primo Piano - data: 2008-04-23 num: - pag: 2 categoria: BREVI Consiglio e sindacati Dopo il ritiro di Air France e l'annuncio del prestito ponte da 300 milioni, il presidente di Alitalia, Aristide Police (sopra) riunisce domani il consiglio d'amministrazione. In mattinata è in programma anche un incontro con i sindacati.

La gaffe di Berlusconi chiude il caso e neanche Sarkozy potrebbe aiutarlo ( da "Manifesto, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 7 milioni di titoli Air France-Klm per prendere il controllo del 100% di Alitalia. Air France-Klm avrebbe anche acquisito le obbligazioni convertibili di Alitalia, al prezzo di mercato (0,3145 euro), per un totale di 608 milioni di euro. Air France-Klm si impegnava a rilanciare la compagnia aerea italiana, con un investimento di 1 miliardo di euro.

Trecento milioni e un anno di vita ( da "Manifesto, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Klm dalla procedura per la vendita del pacchetto azionario di controllo dell'Alitalia (il 49,9% ancora in mano al ministro del tesoro) lascia la situazione in pieno caos. Il governo uscente ha dovuto così convocare un consiglio dei ministri straordinario - ieri sera - per decidere sul "prestito d'emergenza" per tenere in vita la compagnia.

E il futuro premier richiama la Lega: la compagnia di bandiera non deve fallire ( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stessa sorte gli toccherebbe con la chiusura di Alitalia. Perciò non può accettare la linea della Lega, favorevole al commissariamento e convinta così di rilanciare Malpensa. La strategia dei dirigenti del Carroccio punterebbe infatti a liberare completamente lo scalo lombardo da "Az", in modo da garantire quegli slot ad altre compagnie di bandiera,

Pdl in difficoltà E Berlusconi tace ( da "Manifesto, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: puntello a cui appendere i 300 milioni di euro che Prodi e Padoa Schioppa hanno appena affidato ad Alitalia non c'è. C'è solo la decisione di dare alla compagnia di bandiera italiana un altro po' di ossigeno, così come Gianni ed Enrico Letta avevano concordato giorni fa, quando la trattativa con Airfrance non era ancora definitivamente saltata, ma i soldi in cassa erano comunque finiti.

L'aeroporto e i tre moschettieri ( da "Manifesto, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma Alitalia e Malpensa sono questioni diverse... Qualsiasi soluzione positiva per Alitalia va bene...". Se non è il chissenefrega, poco ci manca. "Diverso il tema di Malpensa che va inquadrato nuovamente in una politica che non attiene ad Alitalia, ma al governo italiano" che deve stabilire una propria politica di trasporto passeggeri e merci "

Aeroflot: adesso trattiamo I colloqui con gli imprenditori ( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: russo Vladimir Putin di riavviare i negoziati per Alitalia. Aspettiamo una proposta". E sempre sul piano internazionale starebbero guardando con attenzione all'Italia gli operatori del Golfo Emirates e Gulf Air, mentre Lufthansa ha ribadito che la sua attenzione per Alitalia rientra in un più generale piano di osservazione dei processi di aggregazione in corso nell'avionica mondiale.

Crisi Alitalia, arriva il maxi-prestito ponte ( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Crisi Alitalia, arriva il maxi-prestito ponte Via libera a 300 milioni. Berlusconi: ora ci sono le condizioni per la cordata. La Bonino: dubbi Ue Prodi: abbiamo aderito alla richiesta del Cavaliere. Castelli e Maroni: la priorità è Malpensa ROMA - Un prestito da 300 milioni a Alitalia per mantenerla in vita e trovarle un compratore.

P.Bonaiuti ( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-23 num: - pag: 2 categoria: BREVI P.Bonaiuti Il portavoce di Berlusconi ha chiesto a Prodi fondi "congrui": auspichiamo che il governo assicuri ad Alitalia risorse idonee per realizzare ipotesi alternative.

Un disastro perfetto con regia bipartisan ( da "Manifesto, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: hanno pilotato per 14 anni ogni passaggio del declino di Alitalia. Tra velleità di privatizzazione, disegni imprenditoriali fumosi, una successione di manager spesso a digiuno dei fondamentali del trasporto aereo. Una lunga serie di ristrutturazioni che hanno sfasciato la compagnia e chi ci lavora dentro Francesco Piccioni Due nomi segnano il tracollo della compagnia di bandiera:

Bonomi (Sea): già da agosto del 2007 facevamo i conti senza gli slot Alitalia ( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Lo scalo Bonomi (Sea): già da agosto del 2007 facevamo i conti senza gli slot Alitalia MILANO - "Alitalia non è più il nostro vettore di riferimento dal 30 agosto dell'anno scorso", ha dichiarato Giuseppe Bonomi, presidente della Sea, la società di gestione degli aeroporti milanesi. Che adesso dovrà riscrivere il piano industriale.

Il Cavaliere, Barroso e l'accordo su Tajani Prodi: <Disappunto> ( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il nuovo commissario gestirà Alitalia e alta velocità DAL NOSTRO INVIATO STRASBURGO - Diventa istituzionale lo scontro tra il premier uscente Romano Prodi e il presidente della Commissione europea, il portoghese Josè Manuel Barroso, sulla nomina del successore italiano dell'attuale responsabile Ue della Giustizia Franco Frattini,

PASTICCI eP ARADOSSI ( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: aiutare palazzo Chigi a tentare un salvataggio di Alitalia assecondato dalle istituzioni europee. Il fallimento viene scansato come un epilogo estremo e remoto. Ma in realtà, ci si prepara comunque a un ridimensionamento secco. Tutti ammettono che, se per miracolo si materializzerà un compratore, tre o quattro mila persone potrebbero essere licenziate: sempre che non si arrivi all'

I numeri della compagnia e del governo ( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La compagnia francese aveva inoltre previsto la chiusura di Alitalia Cargo entro il 2010 Il Consiglio dei ministri ha stanziato ieri sera un prestito ponte per Alitalia da 300 milioni di euro. La compagnia dovrà restituirli entro il 31 dicembre di quest'anno #.

L'Italia a terra ( da "Manifesto, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il caso Alitalia è lo specchio del governo che ci attende, il sintomo di una situazione che rischia di andare fuori controllo per calcoli sbagliati, o per leggerezza. La compagnia aerea è stata messa a terra da una coalizione di centrodestra che non conosce la cosa pubblica e che, agitando il vessillo della dignità nazionale,

L'Alitalia è a un passo dal fallimento, il petrolio ha ( da "Tempo, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa L'Alitalia è a un passo dal fallimento, il petrolio ha ... L'Alitalia è a un passo dal fallimento, il petrolio ha toccato i 119 dollari al barile, i prezzi dei generi alimentari continuano a crescere e c'è chi, Gianluigi Paragone vicedirettore di Libero, si arrovella su un paio di quesiti: sono troppe le donne al potere?

La rotta ( da "Manifesto, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E Alitalia precipita nel vuoto, tra cordate ipotetiche e un collasso reale. Che il governo cerca di rimandare con un finanziamento d'emergenza, deciso dall'ultimo consiglio dei ministri del governo Prodi per "ragioni d'ordine pubblico": 300 milioni di euro.

La decisione presa dal Governo sul prestito ponte passa ora ( da "Tempo, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia viene concesso realmente a condizioni di mercato e a quali tassi di interesse. Il Governo dovrà quindi convincere l'esecutivo europeo - spiegano le stesse fonti - che si è comportato come un normale investitore privato, che detenendo una parte delle azioni di Alitalia ha deciso di mettere sul piatto 300 milioni di euro per traghettare la compagnia aerea verso una futura

Nella campagna elettorale per il ballottaggio di domenica e lunedì prossimi, dopo la sicurezza, ( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Entrano i temi dei rifiuti e della crisi Alitalia. Secondo Francesco Rutelli, candidato sindaco del Pd, "la compagnia di bandiera per Roma è come la Fiat per Torino" e a farla fallire "sono gli amici di Alemanno. E la Lega ne rivendica già i meriti". Il candiato al Campidoglio del Pdl, invece, ieri è andato a "ripulire", ramazza alla mano, il parco della Marcigliana,

Duello tra buonismo e studiata aggressività ( da "Tempo, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è stato più rassicurante e ha fatto bene a parlare del nodo Alitalia, perché la crisi della compagnia si scaricherà sul nuovo governo nazionale ma anche su quello cittadino". Però Alemanno è sembrato più grintoso... "Sì. Ma ritengo sia stato uno sbaglio. Berlusconi ha stravinto anche perché è stato meno aggressivo che in passato durante la campagna elettorale,

Il prestito non risolve ( da "Tempo, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Un futuro più roseo per Alitalia? "Un prestito non è una strategia. E il rischio di temporali sarà scongiurato solo il giorno che il controllo di Alitalia sarà in mano a soggetti che la politica non sia in grado di condizionare" spiega a Il Tempo, il senatore Franco Debenedetti.

Berlusconi: Ora le aziende possono farsi avanti ( da "Tempo, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Adesso esistono le condizioni affinchè i partecipanti alla compagine di chi vuole partecipare ad Alitalia si facciano avanti e chiedano di poter verificare i conti per presentare al più presto una offerta impegnativa", ha detto ieri Berlusconi. "Il tutto - ha aggiunto - coadiuvato da banche e istituti a latere, e con la partecipazione di aziende del settore" e "enti importanti.

Rutelli e Alemanno ( da "Tempo, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e allora è inevitabile mettere in pista il dramma Alitalia, con Rutelli che martella Alemanno sulla "cordata italiana" che non esce allo scoperto: "è forse Putin?". L'altro si dice soddisfatto di aver evitato la "svendita ai francesi, perché la compagnia di bandiera deve restare nazionale, la cordata c'è, ma al governo ci siete ancora voi".

Ama e Alitalia. Due aziende fondamentali per Roma. Del loro presente e soprattutto del loro ( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: DESARIO Ama e Alitalia. Due aziende fondamentali per Roma. Del loro presente e soprattutto del loro futuro se ne è occupato ieri Gianni Alemanno, il candidato sindaco del Pdl. Sull'Ama e i rifiuti Alemanno ha lanciato una nuova proposta: "Bisogna creare un'authority regionale per i rifiuti, una misura imposta dal Comune e dal governo nazionale perché non si arrivi nel Lazio e a Roma,

Un'Authority per i rifiuti: così si evita l'emergenza Campania ( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Un'Authority per i rifiuti: così si evita l'emergenza Campania" Alemanno: "Potenzieremo l'Ama. L'Alitalia? La cordata italiana è l'unica soluzione".

Alitalia e rifiuti, duello a tutto campo ( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Si accende la campagna elettorale, giornata di botta e riposta fra i due candidati al Campidoglio Alitalia e rifiuti, duello a tutto campo Rutelli: "Una tragedia per Roma se fallisse". Alemanno: "Authority contro l'emergenza spazzatura".

Irresponsabilità su Alitalia: tragedia per Roma se fallisse ( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Irresponsabilità su Alitalia: tragedia per Roma se fallisse" Rutelli: "Colpa degli amici di Alemanno. Le consulenze? Storia chiusa".

Indici in calo. Bene Eni, rally di Eurotech ( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A Milano la seduta si è svolta con il "convitato di pietra", Alitalia, sospesa in attesa del consiglio dei ministri che in serata ha concesso il prestito da 300 milioni. Un assaggio dell'impatto sul titolo dell'addio di Air France si è avuto in mattinata quando è stato calcolato un ribasso teorico dell'11%.

Faccia a faccia nel segno dello scontro ( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: domani a quello del Pd Faccia a faccia nel segno dello scontro Rutelli e Alemanno duellano per un'ora su criminalità, Alitalia e Lega è cominciata con una stretta di mano fra i candidati a sindaco Francesco Rutelli, per il centrosinistra, e Gianni Alemanno, per il Pdl, prima del faccia a faccia a Ballarò. Un confronto tv, il primo, in vista del ballottaggio di domenica e lunedì.

La tua opinione ( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 00 di ieri I numeri sono in percentuale Sì R 35,5 No R 64,5 La domanda di oggi Un prestito ponte per Alitalia dopo la rinuncia di Air France. Siete d'accordo? I sondaggi on line non hanno valore statistico e non sono basati su un campione scientifico.

L'occhio della tv su Francesco e Gianni ( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Poi a dominare è stato il tema dell'Alitalia. "Oggi - ha esordito Rutelli - La Padania scrive: "La lega vince, Air France vola via". A chi la volete dare Alitalia? Ai russi? Quando eravate al governo, avete fatto non una politica industriale ma una divisione tra Malpensa e Fiumicino che ha portato la compagnia di bandiera vicina al fallimento".

L'ex ministro più aggressivo e popolare Ma dovrebbe scegliere una camicia bianca ( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia si è aggrappato all'orgoglio degli italiani, pur non sapendo rispondere con precisione alla domanda di Rutelli che chiedeva spiegazioni sulla cordata italiana. Così ha trasformato un punto debole in un punto di forza. E ha cavalcato bene anche il tema delle tasse sui romani collegandolo alla questione nazionale e all'

L'ex sindaco più autorevole e istituzionale Ma la prossima volta un completo blu scuro ( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non capisco perchè ha parlato lui dell'Alitalia accusando il centrodestra di avere fatto fallire la trattativa con Air France: per gli italiani questa operazione è impopolare perchè i francesi ci hanno sempre disprezzato. Rutelli non lo sapeva? Però l'esponente del Pd si è ripreso bene quando ha sottolineato che la cordata sbandierata da Berlusconi,

Zingaretti: <no ad Alipadania>, ( da "Riformista, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sostiene Rutelli che Alitalia per Roma è come la Fiat per Torino Zingaretti: "no ad Alipadania", il centrodestra "chiama" Acea Sostiene Rutelli che Alitalia per Roma è come la Fiat per Torino. Certo è che proprio a Roma la questione Alitalia potrebbe avere le conseguenze più pesanti.

Prodi si infuria e, a sorpresa, Gianfranco Fini ( da "Riformista, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: fanno rima con Alitalia. Un boccone amarissimo per il premier uscente Romano Prodi, l'improvviso sdoganamento da parte del presidente José Manuel Barroso al nome di Antonio Tajani quale successore di Franco Frattini a Bruxelles, grazie a un cambio di portafoglio che sembra mettere d'accordo anche i più accaniti contestatori dell'azzurro in corsa per la poltrona.

ROMA Ricavi in crescita del 7,3 per cento, con un utile netto salito a 61,2 milioni ( 92,4 per cent ( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è stato un accenno alla questione Alitalia. "Sicuramente - ha fatto notare Caltagirone - quando le cose in un'azienda non vanno in un certo modo dipende da due motivi. Il primo è il mercato, ma il mercato nel caso di Alitalia c'è: c'è un bacino di 60 milioni di utenti. Oppure all'interno della società si sono creati presupposti per cui la società non è gestita bene"

Il futuro della compagnia aerea è stato al centro del dibattito tra l'ipotesi della cordata italiana e quella dell'alleanza straniera ( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA Il futuro della compagnia aerea è stato al centro del dibattito tra l'ipotesi della cordata italiana e quella dell'alleanza straniera.

Di CLAUDIO MARINCOLA [FIRMA]e FABIO ROSSI ROMA - Gianni Alemanno mostra i titoli dei g ( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: L'ex vice premier attacca sull'Alitalia e mostra un titolo de "La Padania" in cui si esulta per il fallimento della trattativa con Air France: "Siamo a due passi dal fallimento, vuole dire migliaia di posti di lavoro in fumo, senza dire che volete darla ai russi di Aeroflot".

ALITALIA ( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-23 num: - pag: 43 categoria: BREVI ALITALIA Il prestito ponte Su Alitalia chi mi aiuta a capire? Si scrive prestito "ponte" e si legge prestito "a fondo perduto"? Ricardo Paolo Uguccioni rpu@abanet.it.

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 64 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo Piano Alitalia, via a prestito ponte Dopo il ritiro di Air France dalla trattativa per Alitalia, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che concede un prestito alla compagnia di 300 milioni da restituire entro il 31 dicembre. Ora si attende il giudizio di Bruxelles.

Per vincitori e vinti ( da "Tempo, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, "monnezza" campana, abolizione dell'Ici sulla prima casa (per le risorse sostitutive da destinare ai Comuni), bassi salari, indicizzazione delle pensioni, incentivi per il rilancio della produzione industriale, tagli fiscali, ecc. La mole dei problemi, ereditata dal governo Prodi e originata dalla grave situazione economica internazionale,

Alitalia, evitiamo il commissario ( da "Liberazione" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: acquisto di Alitalia. Non sappiamo se si tratta di una finta o se fanno veramente sul serio. Alcuni dirigenti sindacali sospettano che si tratti del solito tira e molla per conquistare più corda da parte di Air France. Sta di fatto che il titolo Alitalia perde vistosamente in borsa e che il Consiglio dei Ministri è convocato in tutta fretta.

<Il mercato italiano fa gola. Niente è finito, se si lavora bene> ( da "Liberazione" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quello che si sta vendendo non è una Alitalia decotta, ma uno spazio di mercato molto profittevole. Quindi non è vero che "il ritiro di Air France significa la fine dell'Alitalia e certifica la sconfitta dell'Italia", come sostiene la Repubblica . Se fossimo più capaci di guardare in faccia alla realtà, allora dovremmo dire che dentro la proposta di Air France c'

Alitalia, 300 milioni fino a fine anno E' l'ultimo atto del governo Prodi ( da "Liberazione" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, 300 milioni fino a fine anno E' l'ultimo atto del governo Prodi Gemma Contin L'ultimo atto del governo Prodi è la fine di Alitalia, dopo la decisione di Air France di ritirarsi e il crollo in Borsa della compagnia di bandiera, benché in serata ci sia stato l'annuncio che il Consiglio dei ministri ha varato un prestito ponte da 300 milioni,

Fiat e Ferrari, accordi su turni e notti senza Fiom ( da "Liberazione" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: accordi su turni e notti senza Fiom Fabio Sebastiani Prima la "casta sindacale", poi l'Alitalia (vedi Repubblica di ieri ), a seguire gli accordi separati alla Ferrari e a Melfi, guarda caso entrambi Fiom. Senza contare le esternazioni di Montezemolo, presidente uscente di Confindustria. In Corso d'Italia tira aria di tempesta.

Alitalia, dobbiamo evitare il commissario ( da "Liberazione" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alfonso Gianni Nel caso Alitalia non siamo affatto di fronte ad una conflittualità capricciosa e scomposta da parte dei sindacati. Le otto sigle sindacali - esclusa la Uil che, come si ricorderà, aveva abbandonato il tavolo giorni fa con motivazioni assai dubbie - si sono presentate con una piattaforma unitaria e su questa hanno condotto il confronto.

Fallimento, commissariamento, prestito ponte o nuove cordate ( da "Campanile, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: AirFrance per la vendita di Alitalia, ora l'unica soluzione è quella di un prestito ponte, magari un pò più lungo per dare modo di coprire il tempo necessario affinché chi è interessato ad Alitalia possa vedere i conti e poi eventualmente fare un'offerta". Dal centro-sinistra si leva la voce del ministro dello Sviluppo Pierluigi Bersani: "A furia di tirare la corda poi si spezza"

Alitalia, the day after ( da "Campanile, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 399 AirFrance abbandona il campo e il titolo di Alitalia viene sospeso dalle contrattazioni per eccesso di ribasso (meno 11,29% appena saputo dell'abbandono dei francesi). L'ennesimo capitolo della saga si è consumato in poche ore e dall'ipotesi di salvataggio e rilancio si passa all'ipotesi del commissariamento o peggio del fallimento.

Rutelli-Alemanno: lite su rom e Alitalia ( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: affondo di Rutelli sul tema Alitalia: "Oggi la Padania scrive: “La lega vince, Air France vola via”. A chi la volete dare Alitalia? Ai russi? Oggi Alitalia vale meno perché voi, quando eravate al governo, avete fatto non una politica industriale ma una divisione tra Malpensa e Fiumicino che ha portato la compagnia di bandiera vicina al fallimento.

Alitalia, Tav e Ponte sullo Stretto sono italiani i dossier più delicati ( da "Stampa, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Le spine per il commissario Alitalia, Tav e Ponte sullo Stretto sono italiani i dossier più delicati Un commisariato meno potente, ma pur sempre cruciale quello dei trasporti, oggi guidato fino a oggi da Jacques Barrot cui finirà presumibilmente Tajani (foto). I Trasporti erano dunque il portafoglio della Francia, prima della riorganizzazione decisa da Barroso.

Prysmian e Pirelli avanzano ( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La seduta è stata contraddistinta dalla nuova sospensione di Alitalia dalle contrattazioni (in avvio segnava un calo teorico dell'11,29% ed era stata ammessa con il ripristino dell'asta di chiusura, finché la sospensione definitiva dagli scambi ha fatto sì che non facesse prezzo perché non c'è stato scambio di contratti) dopo l'addio di Air France-Klm alla trattativa.

British airways "nessun dossier sul nostro tavolo" ( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: offerta per Alitalia: "Non c'è alcuna intenzione di avviare trattative o discussioni con il governo italiano e con la compagnia", ha detto ieri un portavoce al quotidiano online Affaritaliani.it. "Da parte nostra - prosegue la compagnia britannica alle prese con i problemi dell'aeroporto di Heathrow - non esiste un focus specifico sulla compagnia italiana"

Ultimo bivio tra mosca e commissariamento - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Ultimo bivio tra Mosca e commissariamento Ora per Alitalia solo due opzioni. Aeroflot: Putin ci ha ordinato di riaprire la trattativa Il dossier La strada della soluzione made in Italy è in salita Passo indietro di Intesa-SanPaolo La compagnia di bandiera potrebbe essere costretta a sfoltire organici e rotte ETTORE LIVINI MILANO - British Airways si defila.

Lufthansa "non faremo offerte troppi svantaggi" ( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Lufthansa resta lontana da Alitalia. "La nostra posizione non è cambiata - ha detto ieri una portavoce della compagnia tedesca - a inizio dicembre abbiamo annunciato che non avremmo fatto alcuna offerta di acquisto perchè, in base alle nostre valutazioni tra i vantaggi e gli svantaggi, abbiamo valutato che gli svantaggi superano i vantaggi".

Alitalia 2 ok di barroso a tajani ( da "Riformista, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia 2 ok di barroso a tajani E l'eurocommissario di Silvio si occuperà proprio di trasporti Prodi si infuria e, a sorpresa, Gianfranco Fini gli dà ragione Addio giustizia e sicurezza per l'Italia in Commissione europea, si riparte dai trasporti.

L'intemerata di Boeri ( da "Riformista, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, chi l'ha fatta scappare dovrà pagare un prezzo politico molto alto. Parola dell'economista Tito Boeri che a Milano, in occasione della presentazione del Festival dell'Economia "Mercato e Democrazia" che si terrà a Trento a fine maggio, non usa mezzi termini nel commentare la dipartita dei transalpini dal tavolo delle trattative per acquistare la nostra compagnia di bandiera.

Segue dalla prima alitalia ( da "Riformista, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Segue dalla prima alitalia Per fortuna che c'è il mercato (segue dalla prima pagina) È questa la partita che si gioca su Alitalia, o il fallimento del tavolo coi francesi è solo la conseguenza di un bluff elettorale preso troppo sul serio? Certo è che la soluzione nell'aria per l'immediato dopo-domani sa molto di deja-vù.

Campidoglio l'intricata vicenda della compagnia aerea irrompe in campagna elettorale ( da "Riformista, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Acea Sostiene Rutelli che Alitalia per Roma è come la Fiat per Torino. Certo è che proprio a Roma la questione Alitalia potrebbe avere le conseguenze più pesanti. Per l'occupazione, soprattutto. Ma anche per la politica. E a brevissimo termine. Quello che intercorre tra la decisione di Air France di ritirare l'offerta e il ballottaggio per il Campidoglio.

Ancora giù seat e pirelli re, sale prysmian ( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che paga pegno alla crisi Alitalia; giù anche Pirelli Re, meno 5,5% e Fiera Milano, meno 5,3%, dopo il rally della vigilia. Fuori dal listino principale, forte calo anche di Italmobiliare, meno 5,5%, mentre Italcementi ha ceduto l'1,59%. Tra le big, scivolone di Seat, meno 4,09%, e di Autogrill, meno 3,07%.

Alemanno-rutelli, sfida su rom e alitalia "roma in pericolo". "il nemico è la lega" - giovanna vitale ( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sfida su rom e Alitalia "Roma in pericolo". "Il nemico è la Lega" Faccia a faccia a Ballarò. Scintille sulla super-Ici per le case sfitte Il candidato del Pdl: condono per le multe. Il vice-premier uscente: 26 mila nuove case GIOVANNA VITALE ROMA - Settanta minuti di botta e risposta serrati, sessanta dei quali spesi su sicurezza e Alitalia.

Svolta per la città ( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia italiana A Roma serve una svolta sulla sicurezza, perché oggi è una città in pericolo Noi riteniamo che si possa costruire una cordata italiana. Non si può svendere Alitalia.

Battute e accuse, la tv diventa un ring francesco: "adesso parlo io, tesoro" - alessandra longo ( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e sull'Alitalia ("Ndo' sta 'sta cordata italiana?".) Non occorrono gli appunti, i numeri, i paragoni con la Milano della Moratti altrettanto afflitta dalla violenza urbana, le vignette della Padania sul Colosseo trafitto, raccolte dal portavoce Michele Ansaldi, dai collaboratori Michele Civita e Luca Petrucci.

Uniti sulla sicurezza ( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 'ndo sta la cordata? Il tema sicurezza va affrontato uniti. Non è un problema del sindaco ma del Paese A chi la volete dare l'Alitalia, ai russi? Ma 'ndo sta la cordata italiana di cui parla il Pdl?.

Rutelli e Alemanno: scontro su immigrati e sul dramma Alitalia ( da "Tempo, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: scontro su immigrati e sul dramma Alitalia Volavano gli avvoltoi, nel crepuscolo del Palatino. Ma qualcuno ne trasse gli auspici per sistemare un po' di conti in famiglia, e rimboccarsi le maniche per dare ordine all'assetto cittadino. 2761 anni e un giorno dopo, il destino dell'Urbe è nelle mani di Er Cipria e Lupomanno, e vedremo se i millenni sono trascorsi invano.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che ( da "Tempo, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ministri ha approvato il decreto legge che concede un prestito ad Alitalia di 300 milioni da restituire entro il 31 dicembre. Il finanziamento è stato erogato a tassi di mercato e dovrebbe garantire la continuità aziendale per le prossime settimane. Il ministro dell'Economia, Padoa Schioppa, critica Berlusconi: "Volevamo dare solo 100 milioni, vedremo se Bruxelles solleverà problemi".

Alitalia incassa 300 milioni ( da "Tempo, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa compagnia nella bufera Alitalia incassa 300 milioni Il volo di Alitalia verso Parigi è stato sospeso a causa della nebbia politica che si è alzata a ridosso delle elezioni. Così l'uscita di scena di Air France-Klm ha spinto il governo ad aprire i cordoni della borsa, mettendo sul piatto 300 milioni di euro.

ALITALIA, SALVATAGGIO DA 300 MILIONI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ora possibile la cordata Alitalia, salvataggio da 300 milioni Palazzo Chigi vara il prestito straordinario con un decreto per ragioni di ordine pubblico Nuovi record per petrolio, benzina e euro: la moneta unica supera quota 1,60 sul dollaro Il Consiglio dei ministri ha dato ieri via libera a un prestito-ponte di 300 milioni di euro (da restituire entro il 31 dicembre)

Europa, Tajani ai Trasporti L'Italia perde l'Immigrazione ( da "Stampa, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: articolo seducente in cui ci sono anche le chiavi del futuro dell'Alitalia. Così, da Tokyo dove si trovava in visita, Barroso ha sentito Berlusconi e Frattini; insieme hanno chiuso l'intesa, certi di aver fatto quadrare una volta per tutte lo strano caso del commissario mancante. Non secondo un Prodi preso da "un profondo disappunto".

Alitalia, Berlusconi 'Il no di Air France per il veto dei sindacati' ( da "Voce d'Italia, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Berlusconi: "Il no di Air France per il veto dei sindacati" Il leader del Pdl: "la gestione di Alitalia passera' attraverso dolorose riduzioni del personale" Roma, 23 apr. – Secondo le dichiarazioni del leader del Pdl e futuro premier Silvio Berlusconi rilasciate a Nuova spazio radio, la gestione di Alitalia da parte dei nuovi acquirenti &

Alitalia, Berlusconi: "Il no di Air France per il veto dei sindacati" ( da "Voce d'Italia, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Berlusconi: "Il no di Air France per il veto dei sindacati" Il leader del Pdl: "la gestione di Alitalia passera' attraverso dolorose riduzioni del personale" Roma, 23 apr. – Secondo le dichiarazioni del leader del Pdl e futuro premier Silvio Berlusconi rilasciate a Nuova spazio radio, la gestione di Alitalia da parte dei nuovi acquirenti &

[FIRMA]RAFFAELLO MASCI ROMA Come vanno le cose? La situazione qui è come quella del ( da "Stampa, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è un grande malato e questi si presentano con i pannicelli caldi. E' solo un espediente per ritardare un destino che per noi è ormai segnato: la compagnia va a rotoli, e noi con lei". Un gruppo di ragazze nell'elegante divisa Alitalia scelgono libri dentro il bookshop dello scalo B, e anche loro vivono l'uscita di scena di Air France come l'

Sicurezza, Malpensa ed Expo: la Moratti bussa a Berlusconi ( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Qualsiasi soluzione presa per Alitalia sarà positiva e non può che essere vista in modo positivo. Diverso è il tema di Malpensa che va inquadrato nuovamente in una politica che non attiene ad Alitalia, ma alla sovranità del governo italiano che deve stabilire la propria politica del trasporto sia passeggeri che merci".

Ma l'Ue vuole vederci chiaro ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E se un provvedimento di aiuti ad Alitalia non venisse notificato, qualunque compagnia aerea concorrente potrebbe fare ricorso ad un tribunale nazionale che a sua volta potrebbe chiedere l'immediato congelamento o il rimborso dell'aiuto". Per altro il dossier Alitalia potrebbe finire fra poco sul tavolo di un commissario europeo italiano: il presidente dell'

Il Pd teme di perdere anche Roma ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: da Alitalia al flop della legge Bossi-Fini. L'obiettivo è convincere al voto quell'8-10% di indecisi del centrosinistra, unico modo per conservare la roccaforte Roma e per non innescare motivi di tensione nel partito. Lo sforzo per Roma spiega la sordina ai contatti in corso per definire gli assetti del Pd e se,

Segue conversazione con il segretario cisl ( da "Riformista, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Innanzitutto qualcuno mi deve spiegare perché quando la Cisl denunciava che i conti di Alitalia stavano andando a rotoli, ed era ancora amministratore delegato Giancarlo Cimoli, nessuno mostrò tanta solerzia nell'occuparsi dell'azienda. A un certo punto, invece, al ministero del Tesoro è iniziato il conto alla rovescia: Alitalia fallisce domani, tra due ore, è già fallita.

Alitalia 1 ultimo atto di prodi: attacca i sindacati per la fuga di air france ( da "Riformista, Il" del 23-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: attuale presidente di Alitalia, Aristide Police, a ispirare il sostanzioso incremento del prestito: con soli 100 milioni di euro avrebbe chiesto comunque, vista la gravissima situazione finanziaria di Alitalia, il commissariamento. Il provvedimento eroga queste somme a condizioni di mercato e con un termine per la restituzione fissato al 31 dicembre.

Berlusconi: "Il no di Air France per il veto dei sindacati. Ci saranno dolorose riduzioni del personale" ( da "Tempo, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La gestione di Alitalia da parte dei possibili nuovi acquirenti "passerà attraverso delle dolorose riduzioni del personale, che tuttavia potrà contare sui mezzi che lo Stato ha per una debita assistenza a chi non avesse più il lavoro in Alitalia". Lo afferma Silvio Berlusconi a 'Nuova Spazio Radiò ed a 'Radio Radiò,

Alitalia, Malpensa e il radicamento sul territorio padano ( da "Opinione, L'" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008 Strettamente confidenziale Alitalia, Malpensa e il radicamento sul territorio padano di Hush Hush Dunque, e alla fine, Cirilo Spinetta "se n'è ghiuto e tutti soli c'ha lassato". Così alla corte di Re Silvio mi dicono che l'ottimo Fabrizio Cicchitto, memore di giovanil formazione politica, abbia commentato, alla maniera del Migliore,

All'altare con la triplice ( da "Opinione, L'" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: obiettivo della Lega adesso è fidelizzare il voto dei lavoratori All'altare con la triplice La prima apertura nei suoi confronti è stata sul caso Alitalia, con Angeletti che ha appoggiato la sua cordata italiana di Francesco Blasilli Le larghe intese non si faranno. Troppo divario tra Berlusconi e Veltroni. Non per questo, però, il Cavaliere sembra voglia rinunciare alla concertazione.

La novità dei sindacati ( da "Opinione, L'" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il caso Alitalia anticipa e chiarisce il fenomeno. I sindacati sanno che solo il dialogo ed il confronto con il governo di Silvio Berlusconi può portare ad una soluzione della drammatica questione. E non si tirano indietro accogliendo di buon grado le sollecitazioni in questo senso che vengono loro rivolte dai massimi dirigenti del centro destra.

Lo sprint di Alemanno ( da "Opinione, L'" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quello che sta succedendo ad Alitalia è un dramma - dice il candidato a sindaco di Roma del Pd - vorrei che si capisse che per noi a Roma Alitalia è come la Fiat per Torino". Ma Alemanno, durante un sopralluogo in una discarica abusiva nella riserva della Marcigliana in cui ha spiegato la ricetta del Pdl per fronteggiare l'elergenza rifiuti che presto colpirà anche la Capitale,

Cercasi partner disperatamente ( da "Opinione, L'" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ADDIO DI AIR FRANCE E LE PROSPETTIVE PER ALITALIA Cercasi partner disperatamente di Alessandra Mieli Adesso il problema è come togliere le castagne dal fuoco. Il Governo uscente, si chiamerà fuori e mollerà al vincitore delle elezioni il dossier Alitalia. In che condizioni? Con un cannello di ossigeno appena sufficiente a mantenere la compagnia di bandiera in coma vigile.

OGGI LA PADANIA SCRIVE: "LA LEGA VINCE, AIR FRANCE VOLA VIA". A CHI LA VOLETE DARE A ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A chi la volete dare Alitalia? Ai russi? Oggi Alitalia vale meno perchè voi, quando eravate al governo, avete fatto non una politica industriale ma una divisione tra Malpensa e Fiumicino che ha portato la compagnia di bandiera vicina al fallimento. Ma dove sta la cordata italiana?

Sindacati, su Alitalia, ribattono 'Responsabilita' di Berlusconi' ( da "Voce d'Italia, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: su Alitalia, ribattono: "Responsabilita' di Berlusconi" Cgil-Cisl rispondono alle accuse di questa mattina del Cavaliere che ritratta Roma, 23 Apr.- “Spinetta se n'è andato perchè Berlusconi era contrario, non per i sindacati”. Con queste parole il segretario della Cisl Raffaele Bonanni ha risposto alle accuse del Cavaliere che ha attribuito al &

Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e ( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Ligresti: "Io ci sto"Pennsylvania, Hillary batte Obama Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società

Racconta anche tu la partita della tua vita ( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Ligresti: "Io ci sto"Pennsylvania, Hillary batte Obama Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società

L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come ( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Ligresti: "Io ci sto"Pennsylvania, Hillary batte Obama Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società

I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse ma anche no ( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Ligresti: "Io ci sto"Pennsylvania, Hillary batte Obama Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società

Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra ( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)
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Abstract: Alitalia, Ligresti: "Io ci sto"Pennsylvania, Hillary batte Obama Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società

Pensioni, a chi gli aumenti ( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)
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Abstract: Alitalia, Ligresti: "Io ci sto"Pennsylvania, Hillary batte Obama Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società

Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia ( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Ligresti: "Io ci sto"Pennsylvania, Hillary batte Obama Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società

Dal nanetto al "piccolo Ciarra" ( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Ligresti: "Io ci sto"Pennsylvania, Hillary batte Obama Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società

STIL NOVO ( da "Stampa, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: come ci è stato confermato da ultimo dalla vicenda Alitalia. Alla fine dei conti l'alternativa non è tra protervia della maggioranza e dialogo con l'opposizione e le parti sociali, ma tra immobilismo e responsabilità politica. Quella stessa responsabilità che nelle democrazie liberali viene serenamente esercitata dalle forze che ricevono dagli elettori il mandato a governare.

Paradossi italiani. Tutti chiedono a Silvio Berlusconi di assumersi le sue responsabilità per A ( da "Stampa, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia sull'orlo del fallimento - si è sfogato il Professore - se ne occupi lui". "Hanno dato all'Air France sei mesi per studiare i libri di Alitalia - è stata la replica del Cavaliere - è giusto che chi vuole intervenire ora abbia almeno 3-4 settimane per studiarsi i bilanci dell'azienda in cui deve impegnare dei soldi:

Delta aumenterà i biglietti del 20% ( da "Stampa, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: quelle di Alitalia, anche altre compagnie aeree incontrano difficoltà, soprattutto per il caro-carburante. Ieri l'americana Delta Airlines (che sta per fondersi con la connazionale Northwest, creando l'operatore più grande del mondo) ha annunciato che per affrontare l'impennata del prezzo del cherosene dovrà rincarare i suoi biglietti di una quota compresa fra il 15 e il 20 per cento.

Sindacati, su Alitalia, ribattono: "Responsabilita' di Berlusconi" ( da "Voce d'Italia, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: su Alitalia, ribattono: "Responsabilita' di Berlusconi" Cgil-Cisl rispondono alle accuse di questa mattina del Cavaliere che ritratta Roma, 23 Apr.- “Spinetta se n'è andato perchè Berlusconi era contrario, non per i sindacati”. Con queste parole il segretario della Cisl Raffaele Bonanni ha risposto alle accuse del Cavaliere che ha attribuito al &

Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? ( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, ma sebbene importante - e su questo blog ne abbiamo parlato spesso - non può essere considerato decisivo per orientare il voto di tutti gli italiani. Più che in passato ho l'impressione che alla fine i leader dei vari schieramenti abbiano preferito puntare su slogan tutto sommato prevedibili e duellare sull'ultima polemica del giorno anziché sviluppare proposte organiche.

La Moratti: "A Silvio chiedo tre cose" ( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Qualsiasi soluzione presa per Alitalia sarà positiva e non può che essere vista in modo positivo. Diverso è il tema di Malpensa che va inquadrato nuovamente in una politica che non attiene ad Alitalia, ma alla sovranità del governo italiano che deve stabilire la propria politica del trasporto sia passeggeri che merci".

Morcellini: Duello tv tra buonismo e studiata aggressività ( da "Tempo, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è stato più rassicurante e ha fatto bene a parlare del nodo Alitalia, perché la crisi della compagnia si scaricherà sul nuovo governo nazionale ma anche su quello cittadino". Però Alemanno è sembrato più grintoso... "Sì. Ma ritengo sia stato uno sbaglio. Berlusconi ha stravinto anche perché è stato meno aggressivo che in passato durante la campagna elettorale,

ALITALIA PRODI SPARA UN PRESTITO DA 300 MLN ( da "Padania, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA PRODI SPARA UN PRESTITO DA 300 MLN Air France si ritira decretando il definitivo fallimento della scommessa di Padoa Schioppa e il Governo uscente è costretto a riprendere in mano in fretta e furia il fascicolo Alitalia. "Questo dimostra - commenta Andrea Gibelli - che il ventaglio delle alternative è molto ampio e direi che il dato politico che emerge è proprio questo.

Respinto il piano affossa-Malpensa ( da "Padania, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Così come il castello creatosi attorno al caso Alitalia si è sgretolato il giorno dopo la vittoria delle elezioni nazionali, con i francesi che battono in ritirata e che rischiano di rimanere solo con i cocci di una compagnia fallita, senza neppure ottenere il declassamento di chi potrebbe osteggiare il traffico aereo sull aeroporto parigino.

Alitalia, iniezione da 300 milioni ( da "Padania, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: si fa avanti aeroflot Alitalia, iniezione da 300 milioni Il Governo vara un prestito a tassi di mercato. Lo erogherà il Viminale ALESSANDRO MONTANARI Roma - Air France si ritira decretando il definitivo fallimento della scommessa di Padoa Schioppa e il Governo uscente è costretto a riprendere in mano in fretta e furia il fascicolo Alitalia.

<Padoa Schioppa sbugiardato. Ora è chiaro che non c era una sola alternativa> ( da "Padania, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: vale sia per il caso sicurezza che per il caso Alitalia". L addio di Air France, comunque, non è quel che si dice un fulmine a ciel sereno... "Infatti non capisco di cosa si sorprendono. Nelle scorse settimane Sivlio Berlusconi aveva parlato molto chiaro, facendo capire ai francesi che il loro piano era inaccettabile".

Bonomi: <Con la liberalizzazione dei cieli recuperiamo 435 voli su 886 in un anno> ( da "Padania, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di Alitalia, ma annuncia che Sea dovrà fare un nuovo piano industriale per colmare "il vuoto creato dalla condotta di Alitalia". "Malpensa - ha spiegato Bonomi alla Commissione Garanzia e Controllo della Provincia di Milano - è da considerare l Aeroporto dell Expo e già prima dell esposizione sarà volano per attrarre nuovi vettori a riempire lo spazio libero lasciato da Alitalia"

I colossi nazionali faranno la loro parte ( da "Padania, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma magari di puntare ad una partnership Air France-Klm-Alitalia. Quinto: chi scrive resta persuaso del fatto che grandi soggetti strategici come Eni, Enel e Finmeccanica possano, prima o poi, valutare di loro interesse una partecipazione al tentativo. Questi giganti hanno profitti che consentono un investimento importante;

Il lapsus freudiano di Rutelli: Alitalia è cosa loro. <Se fallisce tragedia per Roma> ( da "Padania, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è cosa loro. "Se fallisce tragedia per Roma" ALESSANDRO MONTANARI Per far venire alla luce i sepolcri imbiancati della politica italiana occorre un terremoto. È stato così per Tangentopoli ed oggi succede lo stesso per Alitalia: tutti sanno le magagne che giacciono sottoterra, ma nessuno si preoccupa di smuovere le zolle finché una scossa non mette le cose sottosopra.

I falli di frustrazione della sinistra italiana ( da "Padania, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che può benissimo essere scisso da quello di Alitalia, come anche una maggiore sicurezza per tutti i cittadini, che può essere garantita, secondo noi, mettendo in discussione anche alcuni totem (come le norme comunitarie), sono questioni rispetto alle quali tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, dovrebbero trovare un modus operandi condiviso.

La Rai come Alitalia ( da "Padania, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La Rai come Alitalia LISETTA ALBERTI Agrate Brianza Voglio fare la cassandra, ma secondo me fra un anno o due, ci sarà un altro tormentone perché la Rai farà la fine dell Alitalia. Gli sprechi, le incongruenze, il numero esagerato di dipendenti porteranno a questa fine.

I nostri vessilli sui municipi ( da "Padania, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La Rai come Alitalia LISETTA ALBERTI Agrate Brianza Voglio fare la cassandra, ma secondo me fra un anno o due, ci sarà un altro tormentone perché la Rai farà la fine dell Alitalia. Gli sprechi, le incongruenze, il numero esagerato di dipendenti porteranno a questa fine.

Berlusconi annuncia tagli al personale di Alitalia ( da "Voce d'Italia, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Il leader del Pdl parla di "dolorosi tagli necessari", ma rassicura "sull'assistenza dello Stato" Milano, 23 Apr. - Silvio Berlusconi, in un collegamento con Nuovo Spazio Radio e con Radio Radio, ha affrontato la questione Alitalia. Il premier in pectore annuncia che in futuro ci dovranno essere dei tagli: "Ci sarà una dolorosa riduzione del numero degli addetti di Alitalia.

Altri 300 milioni per Alitalia ( da "Stampa, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: chiesti il Cavaliere Altri 300 milioni per Alitalia Berlusconi: ora è una sfida personale. E spunta la Cassa depositi e prestiti Un consistente prestito d'emergenza darà ossigeno all'Alitalia, dopo la ritirata dell'Air France. Ieri si è riunito il Consiglio dei ministri del governo uscente, convocato da Prodi, e ha deciso di concedere 300 milioni di euro alla compagnia di bandiera.

Madonna brava ma non troppo ( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: testimoni di VallettopoliCordata Alitalia, Ligresti: "Io ci sto"Lecco, l'ombra del killer: sparita un'altra donna Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it April 2008 M T W T F S S " Mar 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio degli post April 2008 (

Le scelte utili per la sinistra Vedo con ritardo, e con meraviglia, che la Stampa ( da "Stampa, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALDO TORTORELLA Air France addio Alitalia Air France, addio Alitalia, recitava ieri il nostro quotidiano. Sogno o durante il periodo pre-elettorale un candidato premier temeva che l'allora governo, ancora in carica, portasse a termine la svendita della compagnia aerea italiana di bandiera al peggior offerente?


Articoli

Alitalia, Berlusconi 'Me ne occupo io' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 23-04-2008)

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Politica UE attende dettagli sul prestito. Giovedi' prossimo riunone del consiglio di amministrazione con i sindacati Alitalia, Berlusconi: "Me ne occupo io" Prodi:"Troppe interferenze in campagna elettorale". Padoa-Schioppa:"La soluzione Air France e' stata fatta tramontare da Berlusconi" Roma, 23 apr. - “Ora di Alitalia me ne occupo io”. Così Silvio Berlusconi ha risposto al senatore a vita, Francesco Cossiga, che, nel corso di una cena, gli ha chiesto del futuro della compagnia. Romano Prodi, sulla questione Alitalia, ha dichiarato: “Le trattative con Air France si sono interrotte a causa di eccessive interferenze in campagna elettorale e i sindacati hanno opposto difficoltà: questo è alla base della decisione di Air France di tirarsi fuori dalla partita Alitalia”. L'onorevole Berlusconi – ha aggiunto - ha chiesto di provvedere a un prestito ponte più sostanzioso di quel che avevamo prospettato per avere il tempo di strutturare eventuali soluzioni alternative”. “La soluzione Air France è stata fatta tramontare da Berlusconi” ha affermato il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, nella conferenza stampa al termine del cdm su Alitalia. “Questo prestito - ha detto il ministro - è un intervento che in circostanze diverse non si sarebbe fatto. Il governo attuale è in carica per gli affari correnti e chi presiederà il nuovo governo ha contribuito a far sì che la soluzione Air France tramontasse, convinto di proporre una soluzione migliore”. La Commissione Ue, nel frattempo, attende i dettagli sul prestito. Michele Cercone, portavoce del commissario Ue per i Trasporti, Jacques Barrot, ha spiegato “è necessario notificare qualunque eventuale intervento finanziario alla Commissione europea che deve decidere se la misura sia compatibile o meno con le regole sugli aiuti di Stato, ma ancora non abbiamo i dettagli delle misure decise dal governo italiano”. Giovedì prossimo, 24 aprile, ci sarà una riunione del consiglio d'amministrazione di Alitalia per fare il punto della situazione dopo il ritiro di Air France-Klm e della decisione del consiglio dei ministri, di un prestito ponte da 300 milioni. Sempre per giovedì, in mattinata, è in programma un incontro tra le nove sigle sindacali e i vertici dell'azienda. Valentina Pellegrino.

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Alitalia, Berlusconi: "Me ne occupo io" (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica UE attende dettagli sul prestito. Giovedi' prossimo riunone del consiglio di amministrazione con i sindacati Alitalia, Berlusconi: "Me ne occupo io" Prodi:"Troppe interferenze in campagna elettorale". Padoa-Schioppa:"La soluzione Air France e' stata fatta tramontare da Berlusconi" Roma, 23 apr. - “Ora di Alitalia me ne occupo io”. Così Silvio Berlusconi ha risposto al senatore a vita, Francesco Cossiga, che, nel corso di una cena, gli ha chiesto del futuro della compagnia. Romano Prodi, sulla questione Alitalia, ha dichiarato: “Le trattative con Air France si sono interrotte a causa di eccessive interferenze in campagna elettorale e i sindacati hanno opposto difficoltà: questo è alla base della decisione di Air France di tirarsi fuori dalla partita Alitalia”. L'onorevole Berlusconi – ha aggiunto - ha chiesto di provvedere a un prestito ponte più sostanzioso di quel che avevamo prospettato per avere il tempo di strutturare eventuali soluzioni alternative”. “La soluzione Air France è stata fatta tramontare da Berlusconi” ha affermato il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, nella conferenza stampa al termine del cdm su Alitalia. “Questo prestito - ha detto il ministro - è un intervento che in circostanze diverse non si sarebbe fatto. Il governo attuale è in carica per gli affari correnti e chi presiederà il nuovo governo ha contribuito a far sì che la soluzione Air France tramontasse, convinto di proporre una soluzione migliore”. La Commissione Ue, nel frattempo, attende i dettagli sul prestito. Michele Cercone, portavoce del commissario Ue per i Trasporti, Jacques Barrot, ha spiegato “è necessario notificare qualunque eventuale intervento finanziario alla Commissione europea che deve decidere se la misura sia compatibile o meno con le regole sugli aiuti di Stato, ma ancora non abbiamo i dettagli delle misure decise dal governo italiano”. Giovedì prossimo, 24 aprile, ci sarà una riunione del consiglio d'amministrazione di Alitalia per fare il punto della situazione dopo il ritiro di Air France-Klm e della decisione del consiglio dei ministri, di un prestito ponte da 300 milioni. Sempre per giovedì, in mattinata, è in programma un incontro tra le nove sigle sindacali e i vertici dell'azienda. Valentina Pellegrino.

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Alitalia, un prestito da 300 milioni di euro (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

[FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Trecento milioni di euro. Questo il prestito-ponte varato ieri dal governo uscente per Alitalia che le permetterà di sopravvivere almeno fino all'estate. Una somma che in teoria dovrà essere restituita a tassi di mercato entro fine anno, di fatto un finanziamento che potrebbe essere censurato da Bruxelles e dai concorrenti: in mancanza di garanzie bancarie, la compagnia non è in condizione di offrirne altre. La somma è stata prelevata dai fondi della legge 46/92 per la ricerca e l'innovazione e motivata con "esigenze di ordine pubblico". "Adesso esistono le condizioni affinchè chi vuole partecipare ad Alitalia si faccia avanti e chieda di poter verificare i conti per presentare al più presto un'offerta impegnativa", ha detto Silvio Berlusconi ai giornalisti dopo una cena dal presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga. "Il tutto - ha aggiunto il leader del Pdl - coadiuvato da banche e istituti a latere, e sicuramente con la partecipazione di aziende del settore ed enti importanti". Prodi sembrava orientato a mettere a disposizione non più di 150 milioni. Una telefonata con Gianni Letta - e la velata minaccia di Berlusconi di non convertire il decreto - avrebbero convinto il premier a raddoppiare la cifra. Prodi conferma e attacca: "La fine della trattativa con Air France-Klm è tutta colpa delle interferenze della politica e dei sindacati. Abbiamo alzato l'entità del prestito su esplicita richiesta del Cavaliere". A Palazzo Chigi c'è comunque chi fa notare che la somma era quella necessaria a evitare la revoca della licenza Enac e già scritta nel provvedimento che giaceva da settimane sul tavolo di Tommaso Padoa-Schioppa. La differenza sostanziale è che il prestito avrebbe dovuto essere attivato solo per concludere la fusione con Air France-Klm. Padoa-Schioppa, incalzato dai cronisti per aver derogato al proclama "o vendita o fallimento", motiva il sì con la "bontà della proposta alternativa" ipotizzata dal Cavaliere ma i cui dettagli sono tutt'altro che chiari. Poi, sui rischi di censura Ue, si limita ad un "vedremo". Comunque "si tratta di un intervento che in circostanze diverse non si sarebbe fatto". A Bruxelles per ora prevale il realismo: "Attendiamo la notifica". Il governo entrante sembra aver preparato bene il terreno: un avvicendamento permetterà al commissario ai Trasporti Jacques Barrot di cedere la poltrona (e la competenza sul caso Alitalia)ad Antonio Tajani in cambio della delega alla Giustizia lasciata libera del prossimo ministro degli Esteri Franco Frattini. Da oggi la privatizzazione Alitalia ricomincia dunque da zero. Gli scenari possibili sono molti, con una certezza: il rinnovato protagonismo di Intesa Sanpaolo, finora messa nell'angolo dalla determinazione di Prodi e Padoa-Schioppa a chiudere con Parigi. L'amministratore delegato Corrado Passera ha ancora in mente una grande compagnia che comprenda Alitalia, Air One e - nella variante berlusconiana - il contributo di qualche imprenditore italiano: dai Benetton a Marcellino Gavio, da Salvatore Ligresti al re dell'acciaio Riva. Una volta risanata, la grande Alitalia potrebbe ritentare le nozze (questa volta alla pari) con un grande vettore internazionale. I due indiziati sono sempre gli stessi: Lufthansa (contattata da Ermolli ma finora fredda) od Air France-Klm che potrebbe riprendere in mano il dossier. I banchieri milanesi non scommettono sul ritorno di Aeroflot mentre della partita potrebbe essere il fondo Texas Pacific, da tempo in contatto con Intesa per rielaborare il piano dell'anno scorso, quando rinunciò alla gara del governo Prodi. I sindacati, increduli per l'ennesimo aiuto statale, esultano: "Il prestito dà respiro per una soluzione possibile", fanno sapere Cgil e Cisl. Gianfranco Fini spegne gli entusiasmi: "La ristrutturazione ci dovrà essere. E se non si troverà un compratore, si dovrà commissariare". Il Cavaliere pare sia già alla caccia di un risanatore da mettere alla guida di Alitalia: si parla dell'ex Adr Maurizio Basile, dell'ex Cirio Mario Resca o del commissario Parmalat Enrico Bondi.

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Alitalia, il governopresta 300 milioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Ossigeno fino al 31 dicembre Prodi: più soldi del previsto, l'ha chiesto Berlusconi in primo piano2 politica4 l'inchiesta5 dal mondo6 cronache8 attualità11 liguria12 economia13 marittimo15 cultura e spettacoli17 lettere e rubriche20 commenti21 genova23 lettere e città29 album31 cinema & teatri34 televisione35 la scuola36 sport37 genova sport41 meteo - lotto43 affari44 23/04/2008.

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Euroe benzinarecord (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

La moneta unica europea sfonda quota 1,60 dollari. Petrolio alle stelle (116 biglietti verdi al barile) e "verde" a 1,413 euro al litro 23/04/2008 roma. Il governo ha approvato il decreto legge che concede un prestito ad Alitalia di 300 milioni da restituire entro il 31 dicembre. La somma viene erogata a tassi di mercato e dovrebbe garantire la continuità aziendale per le prossime settimane. Il premier uscente, Romano Prodi, ha spiegato che la cifra è stata alzata "su richiesta" di Silvio Berlusconi, al quale Tommaso Padoa-Schioppa addebita la responsabilità del ritiro di Air France. Ora la russa Aeroflot fa sapere di "attendere una proposta italiana", mentre Intesa SanPaolo chiarisce di non avere alcun dossier aperto. Il titolo della compagnia è stato sospeso dalle contrattazioni di Borsa. lombardi e un commento di massimo baldini >> 3 e 21 23/04/2008 Burlando chiede garanzie all'industriale dell'acciaio che ha denunciato 27 operai per i blocchi stradali. I sindacati: "All'Ilva in pericolo mille posti di lavoro" 23/04/2008 Genova. Di fatto è un ultimatum: se l'industriale dell'acciaio Emilio Riva non rispetterà l'accordo di programma sull'impianto di Cornigliano, la Regione Liguria è pronta "a riconsiderare l'assegnazione delle aree in riva al mare e delle banchine". Denunciando 27 operai (tutti esponenti della rappresentanza sindacale) e le segreterie genovesi di Fiom, Fim, Uilm e Failms, con la richiesta di 100 mila euro di danni, Riva ha portato al calor bianco la tensione intorno all'Ilva. E i sindacati accusano: "Sono in pericolo mille posti di lavoro". costante e crecchi >> 2 23/04/2008.

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Alitalia, restanosoltanto tre mesi (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Prestito del governo. Berlusconi: "Ora si può fare la cordata" Roma. Un prestito di 300 milioni di euro, da rimborsare entro la fine dell'anno. Un Consiglio dei ministri si riunisce d'urgenza e lancia un salvagente ad Alitalia, abbandonata al suo destino da Air France: arriva così, a tarda sera, quella soluzione bipartisan per la compagnia di bandiera in crisi chiesta da Silvio Berlusconi e auspicata da Walter Veltroni. La Lega aveva invece proposto di passare la mano a un commissario. Silvio Berlusconi in tarda serata commenta: "Nessun dubbio che ora ci sono le condizioni per poter mettere in piedi una cordata. Sono assolutamente sereno". I 300 milioni sono a carico del ministero dello Sviluppo e rappresentano un intervento tampone (su cui dovrà pronunciarsi Bruxelles) per dare circa tre mesi di ossigeno e consentire al prossimo governo di trovare uno sbocco alternativo ai francesi. Il governo aveva pensato a soli 100 milioni ma, come chiarisce Romano Prodi, Berlusconi ha chiesto di più. E cosìè stato: "Un atto di responsabilità da parte nostra. L'addio di Air France? Troppe interferenze politiche e troppe difficoltà con i sindacati", spiega il premier uscente. "Berlusconi ha fatto tramontare la soluzione di Air France perchéè convinto di averne una migliore", conferma il ministro Tommaso Tommaso Padoa-Schioppa. Ora c'è il prestito. Ma è solo una boccata di ossigeno. C'è ancora molta nebbia sulla rotta di Alitalia perché, dopo la fuga dei francesi, gli scenari sono molti, confusi, spesso intrecciati tra loro. Non una ma forse addirittura due sono le cordate italiane, concorrenti tra loro. Aeroflot, sollecitata da Vladimir Putin, è in attesa di "una proposta ufficiale da parte italiana". Lufthansa, alla finestra, intanto fa sapere: "Valutiamo che gli svantaggi superano i vantaggi". British Airwais si tiene a debita distanza di sicurezza: "Non intendiamo avviare nessuna trattativa". Corrado Passera, patron di Intesa Sanpaolo, conferma il suo interesse ma tira il freno: "Davanti a progetti industriali solidi e a eventuali partner internazionali non ci tiriamo indietro ma ad oggi non c'è nulla sul tavolo. E c'è anche chi ipotizza un colpo di scena: il ritorno in pista di Air France dopo l'incontro tra Berlusconi e Nicolas Sarkozy, uno dei primi impegni del premier in pectore. Ma per ora, come osserva Passera, "non c'è nulla sul tavolo": la situazione è quindi aperta a tutti gli sviluppi. L'unica certezza è che restano stretti i tempi per dare all'azienda della Magliana un assetto, industriale e finanziario, in grado di garantirle un futuro da compagnia aerea nazionale, come da settimane va proclamando il Cavaliere. In attesa di incontrare domani i vertici di Alitalia, i sindacati ora si mostrano molto preoccupati di fronte all'incertezza causata dall'abbandono da parte dei francesi, messi in fuga anche dal loro mancato ok al piano di Jean-Cyril Spinetta oltre che dalle incognite politiche del dopo voto. "A furia di tirare la corda, la corda si è spezzata", spiega il ministro Pierluigi Bersani, riferendosi sia ai no sindacali al piano Air France sia ai veti di Berlusconi. "Il tempo ci dirà se la mossa di Air France è definitiva o solo tattica. Ma intanto un punto fermo è assicurare la continuità aziendale", afferma il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani. "Speriamo che si facciano avanti gli imprenditori italiani", afferma Raffaele Bonanni, leader della Cisl. E' così: il pezzo di corda, alla quale è attaccata Alitalia, si rivelerà presto corto e insicuro se la compagnia continuerà a rimanere sull'orlo del baratro, sostenuta da un prestito contestato da Bruxelles: senza un progetto concreto in grado di rimetterla in sesto da qui all'estate, la prospettiva è l'arrivo di un commissario, preceduto dai libri in Tribunale se sarà imboccata la strada della legge Marzano. La liquidazione sarebbe invece messa in atto direttamente dal Tribunale se si farà ricorso alla legge Prodi-bis. Con tutto ciò che ne consegue: i creditori che premono alle porte, gli aerei a terra e la vendita a pezzi di asset aziendali. Sarebbe l'addio alla compagnia di bandiera così com'è ora. In ogni caso la decisione sarà presa dal nuovo governo. Anzi, la vicenda Alitalia rischia di essere la prima grana seria (Pier Ferdinando Casini la definì una "polpetta avvelenata") dopo il ritorno del Cavaliere a palazzo Chigi. Ed è per questo che Berlusconi punta ancora sulla soluzione da lui sponsorizzata da tempo: la cordata italiana per la quale si sta dando da fare il fido Bruno Ermolli. Anzi, di cordate ce ne sarebbero due. Una, quella che fa capo ad Ermolli, vedrebbe in campo alcuni big dell'imprenditoria, come Leonardo Del Vecchio, il patron di Luxottica, e i gruppi industriali lombardi, Todini e Marcegaglia. L'altra cordata, appoggiata da Banca Intesa, vedrebbe come capofila Air One di Carlo Toto e uno dei partecipanti sarebbe Carlo De Benedetti tramite il suo Fondo slava imprese M&C. Entrambi gli schieramenti hanno però bisogno di appoggiarsi a un grande vettore internazionale. Da una parte (Intesa e Toto), si guarda a Lufthansa, che è già in società con Air One. Dall'altra parte (Ermolli), si punterebbe invece su Airflot, che è disponibile farsi coinvolgere ma non può andare oltre il 49 per cento. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 23/04/2008 ' 23/04/2008 il candidato sindaco del pdPer Roma Alitalia vale quanto la Fiat a Torino. Se fallisse sarebbe un disastro francesco rutellicandidato sindaco di Roma 23/04/2008 ' 23/04/2008 il candidatosindaco PdlSoddisfatti che Air France si sia ritirata. La cordata italiana è l'unica scelta Gianni alemannocandidato sindaco di Roma 23/04/2008.

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PDL E pD SI RIMPALLANO LE COLPEPER FIUMICINO FUTURO INCERTO (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

I RISVOLTI NEL MONDO POLITICO Roma. "E' una tragedia per Roma. Alitalia è per noi come la Fiat per Torino, e forse di più. Se la compagnia fallisce è un disastro". In corsa per il Campidoglio, Francesco Rutelli si gioca la carta Alitalia e non ha torto perché fa effetto il paragone con la Fiat: l'addio di Air France rischia di trascinare nel baratro lo scalo di Fiumicino con effetti devastanti per la Capitale. Il suo avversario del Pd, Gianni Alemanno, tenta di parare il colpo e ribatte: "Siamo soddisfatti che Air France si sia ritirata. L'unica soluzione è una cordata italiana". Com'era inevitabile, l'abbandono di Air France cade in picchiata su questo scampolo di campagna elettorale in vista dei ballottaggi e infiamma lo scontro politico, nonostante il governo di Romano Prodi ormai agli sgoccioli gestisca la crisi Alitalia tenendosi in strettissimo contatto con Gianni Letta, il fedele braccio destro di Silvio Berlusconi. Anche il prestito ponte deciso ieri sera va letto in questo contesto bipartisan. Se le scelte sono condivise, la polemica è rovente ora che il futuro di Alitalia diventa ancora più incerto senza i capitali freschi che i francesi erano pronti a sborsare entro l'estate. I veti politici e i no dei sindacati hanno pesato sul dietrofront di Jean-Cyril Spinetta che non intende impantanarsi in una vicenda su cui pesano troppe incognite, soprattutto dopo gli aut aut del Cavaliere in campagna elettorale. "Un comportamento irresponsabile quello di Berlusconi, che per fini di propaganda ha messo in fuga l'unico compratore", attacca il Pd. "La corda si è spezzata e la cordata non si vede", ironizza il ministro dello Sviluppo, Pierluigi Bersani. "La frittata è fatta. E Berlusconi ora deve trovare una soluzione evitando il fallimento di Alitalia", tuona Antonio Di Pietro. All'ex pm non va giù la concessione di un prestito ponte: "Non si può passare di nuovo per le tasche degli italiani. Il prestito è immorale e illegittimo". La versione del Pdl è, invece, un'altra e coinvolge palazzo Chigi: "La colpa è del governo che ha fallito e ha portato avanti un negoziato esclusivo con i francesi, ostacolando cordate alternative", dice Maurizio Lupi, il responsabile per le Infrastrutture di Fi. Ma anche il Pdl punta una soluzione industriale, possibilmente affidata a una cordata e a un vettore internazionale, che consenta di evitare il ricorso a un commissario in base alla legge Marzano. Uno sbocco che sarebbe un fallimento palese per il Cavaliere, oltre che per la compagnia. "Il commissario? E' l'ultima spiaggia", sostiene l'ex commissario europeo Franco Frattini. Ma la Lega non la pensa così: esulta di fronte alla fuga di Air France e propone di abbandonare al suo destino l'azienda in crisi, puntando tutto su Malpensa. "Sono soddisfatto. Air France vuole uccidere Malpensa e questo per noi è inaccettabile. Non credo che interverranno altre compagnie. Per l'Alitalia l'unica via è il commissariamento", spiega Roberto Castelli. " La cordata italiana? Non so chi c'è, anzi non so neanche se c'è", aggiunge Roberto Maroni. M. Lo. 23/04/2008.

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Alitalia, destino segnatoo chiude o va agli stranieri (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Massimo baldini Il prossimo presidente del Consiglio comincia a mantenere fede alle promesse fatte durante la campagna elettorale. All'inizio dello scorso marzo, infatti, Silvio Berlusconi dichiarò, testualmente, che un Paese deve saper sopportare le perdite di certe aziende. Prefigurava così molto chiaramente quanto si sta materializzando in questi giorni: la fine della trattativa tra il governo ed Air France per il controllo di Alitalia e la concessione di un "prestito ponte" alla compagnia, in attesa di trovare una soluzione alternativa. Formalmente si tratta di un prestito, ma si tratterà con grandissima probabilità di una elargizione a fondo perduto (cioè un regalo), pare di circa 300 milioni di euro. Ben difficilmente infatti il futuro acquirente, chiunque sarà, sarebbe disposto a caricarsi sulle spalle anche questo ulteriore debito. Il prestito ponte sarebbe però una operazione vietata dalle regole dell'Unione europea contro gli aiuti di Stato. Per superare questo ostacolo, si sta scegliendo una strada da azzeccagarbugli. Il finanziamento sarebbe infatti erogato non dal ministero dell'Economia, operazione che finirebbe per essere stoppata da Bruxelles, ma dal ministero dell'Interno, con la scusa dei motivi di ordine pubblico: se si fermasse Alitalia non sarebbero più garantiti servizi di trasporto essenziali per il Paese (anche in vista delle vacanze estive). Da un punto di vista sostanziale è chiaro che non cambia nulla e che si tratta sempre di un aiuto di Stato, perché nessuna banca farebbe un prestito del genere ad un cliente così malmesso. La situazione, è evidente, ha largamente superato il confine del ridicolo. Negli ultimi 15 anni Alitalia si è già mangiata circa 5 miliardi di euro in ricapitalizzazioni; adesso si aggiungono altri 300 milioni, che molto probabilmente non saranno gli ultimi. Ogni famiglia italiana ha così versato in questi anni ad Alitalia circa 250 euro, comprese quelle, e sono la maggioranza, che non hanno mai utilizzato la "compagnia di bandiera". Il finanziamento dovrebbe permettere ad Alitalia di tirare avanti ancora pochi mesi, sperando che si trovi qualcuno disposto a salvarla. L'alternativa è il fallimento, che dovrebbe portare alla rinascita di una compagnia molto più piccola, sempre però con il bisogno di alleati con le spalle robuste. Il problema di Alitalia non è infatti di tipo finanziario, ma industriale: non siamo di fronte ad una improvvisa crisi di liquidità come in questi mesi sta capitando a tante grandi banche internazionali, ma ad una strutturale incapacità di stare sul mercato con le proprie gambe. Chiunque voglia acquisire Alitalia, quindi, dovrà investire un sacco di soldi per rimettere in sesto l'azienda, ad esempio comprando nuovi aerei e aprendo nuove rotte. Il destino dell'azienda è quindi segnato: o chiuderà i battenti, oppure finirà tra le braccia di una grande compagnia estera. Ma come siamo arrivati a questa triste situazione? Le responsabilità storiche sono di tutte le parti politiche e sindacali, che per troppo tempo hanno sopportato uno stile di gestione inaccettabile. Negli ultimi due mesi, però, un ruolo decisivo è stato giocato dal centrodestra e dai sindacati. Berlusconi e la Lega hanno usato in modo sfacciato il caso Alitalia a fini elettorali, sbandierando la difesa degli interessi nazionali e il salvataggio di Malpensa. Dopo le tristi vicende delle scalate bancarie del 2005, che si conclusero con le dimissioni del governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio per i suoi contatti troppo ravvicinati con alcuni banchieri italiani, chiamati in difesa di Bnl e Antonveneta, pensavamo che nessuno avrebbe più avuto il coraggio di usare l'argomento dell'interesse nazionale. L'importante non è il colore della bandiera dell'aereo che gli italiani usano, ma la qualità del servizio e il prezzo del biglietto. Tutto il resto è una scusa per raggiungere altri obiettivi, in questo caso tanti voti. Gli altri grandi responsabili del caos attuale sono i sindacati, che hanno chiaramente giocato a far fallire la trattativa con i francesi sperando nell'arrivo di Berlusconi per ottenere qualcosa di più. Del resto è difficile passare d'un colpo dalla logica della continua richiesta di interventi di salvataggio a quella della responsabilità e della ricerca di un serio piano di ristrutturazione. Quello che sconcerta di piùè la superficialità con cui si sta giocando la partita, senza vere alternative ad Air France sul tappeto. Lo dimostra il fatto che il "prestito ponte" deciso ieri vale il doppio della cifra di cui si parlava fino al giorno prima, segno che il futuro governo vuole più tempo per cercare una soluzione, che oggi non si vede proprio. Aeroflot è molto più piccola e inefficiente di Air France, e Lufthansa aveva proposto un piano ancora più severo di quello francese. L'idea della cordata italiana autonoma non è praticabile: sarebbe comunque destinata a diventare, nella migliore delle ipotesi, solo una semplice socia di minoranza di un grande player straniero. Gli investimenti di cui Alitalia ha oggi bisogno sono troppo ingenti e complessi per soci di tipo solo finanziario. Gli imprenditori italiani che dovessero decidere di partecipare alla cordata lo farebbero soprattutto per poter poi ottenere in cambio qualche favore dal governo. Il futuro ministro dell'economia Tremonti ci ha già ampiamente avvertiti che, vista la crisi del capitalismo globale, c'è bisogno di più Stato e meno mercato. Forse dovremo abituarci a vedere molte altre operazioni come quella in corso su Alitalia. 23/04/2008.

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Il tavolo vuoto del cavaliere - massimo riva (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Il tavolo vuoto del cavaliere MASSIMO RIVA Dalle tasche degli italiani, già pesantemente prosciugate dal dissesto senza fine di Alitalia, vengono ora prelevati altri 300 milioni ? dovevano essere 150, ma è stato Berlusconi a chiederne il doppio ? per quello che soltanto con cinica ipocrisia può essere chiamato un prestito-ponte. SEGUE A PAGINA 37.

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Alitalia, un aiuto da 300 milioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

La decisione del governo dopo l'abbandono della compagnia francese. L'euro arriva a 1,60 sul dollaro. Il petrolio a quota 119 Alitalia, un aiuto da 300 milioni Prodi: "Chiesti da Berlusconi. Su Air France inaccettabili interferenze" ROMA - Il governo ha varato un prestito di 300 milioni per permettere la sopravvivenza di Alitalia fino a quando si troverà una soluzione definitiva per la compagnia aerea. "è un atto di grande responsabilità" ha dichiarato il premier Prodi, che ha aggiunto: "Berlusconi mi ha chiesto un prestito più sostanzioso di quello previsto per avere più tempo. Ma sulla trattativa con Air France ci sono state interferenze inaccettabili". Intanto, l'euro tocca quota 1,60 sul dollaro e il petrolio sfonda il tetto dei 119 dollari al barile. CILLIS, FONTANAROSA, IEZZI LIVINI E PICOZZA ALLE PAGINE 2, 3, 4 E 26.

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Ue, l'italia perde la giustizia dopo frattini toccherà alla francia - andrea bonanni (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Ue, l'Italia perde la Giustizia dopo Frattini toccherà alla Francia Barroso: a Roma la commissione Trasporti. Prodi protesta Parigi da tempo aveva messo gli occhi sul portafoglio per cui era in corsa Tajani ANDREA BONANNI DAL NOSTRO INVIATO BRUXELLES - L'Italia perde il portafoglio europeo della Giustizia e dell'immigrazione, che passa al francese Jacques Barrot. E' questo il primo risultato dell'avvicendamento di governo, con il ritorno a Palazzo Chigi di Silvio Berlusconi e della Lega. In cambio, il commissario italiano che prenderà il posto di Franco Frattini, chiamato al ministero degli Esteri, avrà la competenza sui Trasporti. Si tratta di un portafoglio di peso e strategicamente interessante per un governo che dovrà affrontare la crisi di Alitalia, i ritardi della Tav e che vuole rilanciare il progetto del Ponte sullo Stretto. Ma certo è una poltrona politicamente meno delicata e meno prestigiosa di quella finora ricoperto dal vicepresidente italiano e sulla quale non a caso la Francia aveva da tempo messo gli occhi. Dopo aver constatato che Berlusconi si rifiutava di accettare a Bruxelles una nomina bipartisan, come suggerito dal governo uscente, il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, si deve essere chiesto se fosse possibile proporre come responsabile della giustizia europea il fiduciario di un governo il cui leader definisce "eroe" un mafioso condannato all'ergastolo, chiede esami psichiatrici per i magistrati inquirenti, e dove la Lega, che vuole rivedere le norme sulla libera circolazione delle persone, avrà un ruolo determinante. Barroso sa che il sostituto di Frattini dovrà sottoporsi alle audizioni del Parlamento europeo. Non dimentica la figuraccia già fatta per colpa di Berlusconi al momento della bocciatura di Rocco Buttiglione. Ed evidentemente non ha voglia di prendere altri rischi. La designazione di un italiano come responsabile dei Trasporti dovrebbe risultare politicamente meno controversa. Mentre la nomina di Jacques Barrot, che già deteneva ad interim le competenze di Frattini dopo che questi si era congelato dall'incarico per partecipare alla campagna elettorale, consente secondo la Commissione di "assicurare pienamente la coerenza e l'efficienza nel settore sensibile e complesso della Giustizia, libertà e sicurezza". Una implicita ammissione che il commissario eventualmente designato da Berlusconi non avrebbe dato le stesse garanzie. Il cambio della guardia tra il portafoglio francese e quello italiano permette inoltre a Barroso di soddisfare le ambizioni di Parigi. Già ai tempi della formazione della Commissione, l'Eliseo aveva brontolato ritenendo che quello dei Trasporti non fosse un incarico di prestigio adeguato al rango della Francia. Ora poi che Sarkozy si prepara ad assumere a luglio la guida semestrale dell'Ue e che vuol fare della Giustizia uno dei cavalli di battaglia della presidenza francese, avere un riferimento diretto in Commissione può rivelarsi particolarmente utile. E Barroso, che aspira ad essere riconfermato nell'incarico a fine anno, ha colto al volo l'occasione che gli consente in un colpo solo di far contento Sarkozy e di togliere Berlusconi dall'imbarazzo di una possibile nuova bocciatura parlamentare. Romano Prodi ha duramente protestato per lo scambio di portafogli, reso noto ieri mattina dopo una telefonata di Barroso a Berlusconi, ricordando che "le decisioni in materia vanno sempre prese in consultazione con il governo in carica nel paese membro considerato". In teoria, ha perfettamente ragione. Lo stesso Gianfranco Fini lo ha riconosciuto. Non c'è dubbio che Barroso, pur avvalendosi delle prerogative che gli sono attribuite dai Trattati, gli abbia fatto uno sgarbo. In pratica però l'avvicendamento in Commissione dovrebbe avvenire dopo le dimissioni di Frattini. E queste arriveranno solo al momento dell'insediamento del nuovo governo, proprio per consentire a Berlusconi di mandare a Bruxelles un uomo di sua completa e assoluta fiducia evitando una nomina bipartisan. Al momento il candidato commissario che quasi certamente sarà indicato da Palazzo Chigi è Antonio Tajani, capo della delegazione di Forza Italia al Parlamento europeo. Su una sua nomina al delicato portafoglio della Giustizia gli eurodeputati liberali, verdi e dell'estrema sinistra avevano espresso forti perplessità. Il ridimensionamento all'incarico di responsabile dei Trasporti manda al Parlamento un segnale che le sue inquietudini sono state prese in considerazione e spiana la strada ad una audizione meno ostile. Questa dovrebbe essere facilitata anche dal fatto che tra il gruppo socialista e quello dei popolari, di cui Tajani è un esponente, si sta stringendo un accordo per la spartizione delle cariche nella prossima legislatura. A presiedere il Parlamento per la prima metà del mandato dovrebbe essere eletto il tedesco Martin Schultz, ora presidente del gruppo socialista. Sì, proprio lui: quello a cui Berlusconi diede del kapò nazista.

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Tremonti e la hostess: anch'io sarei disperato - carlo picozza (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il ministro dell'Economia in pectore risponde al personale di bordo del volo Linate-Roma. Clima plumbeo a Fiumicino Tremonti e la hostess: anch'io sarei disperato CARLO PICOZZA ROMA - "Al posto vostro, sarei disperato anch'io: le condizioni di Alitalia sono davvero critiche". Imbarcato a Linate sul volo delle 14 per Roma-Fiumicino, il ministro dell'Economia in pectore, Giulio Tremonti, a diecimila metri di quota si intrattiene con una hostess a parlare del "futuro incerto" della compagnia italiana. Sotto scorrono prima Genova poi Pisa e, sulla destra, lontane, le isole toscane, il Giglio, l'Elba. Il giorno dopo il ritiro da parte di Air France-Klm, dell'offerta di acquisto di Alitalia, l'assistente di volo, vince la ritrosia: "Mi raccomando, onorevole, ci pensi lei", esorta. "Per ora, non posso fare nulla", replica Tremonti, "non sono ancora ministro. Se ne parlerà dopo l'insediamento del governo". "Siamo disperati", incalza la hostess, "si adoperi per le migliaia di famiglie con un destino appeso alle sorti dell'Alitalia". "Fate bene a preoccuparvi, la situazione è molto complicata, sarei disperato anch'io. Vedremo...". Accompagnato da due collaboratori, Tremonti si era imbarcato per ultimo. Completo grigio, camicia bianca, senza cravatta, aveva raggiunto la prima fila di destra. Sulla pista di Linate, prima del decollo, l'avvio della conversazione. Poi, in quota, altre battute. Intanto, nello scalo di Fiumicino gli altri lavoratori sono attraversati dalle stesse paure. Si respira un'aria pesante davanti al Centro equipaggi e tra quanti escono dalla mensa aziendale. "Pensavamo che con il Piano di Air France, noi della "Pianificazione voli" ci saremmo salvati", commenta Alessandro Antonini. "Ora anche il nostro è un settore senza tutele, un'oasi finta, con il rischio del fallimento e le promesse elettorali al vento. Dopo la scomparsa di un interlocutore affidabile, restano solo le sortite propagandistiche sulla cordata italiana". "è dal '94", aggiunge Massimo Celletti (Officina motori), "che Alitalia è dentro profondi processi di ristrutturazione con espulsione di personale, esternalizzazioni, ricorso alla cassa integrazione, riduzioni di salario. Dopo 14 anni di sacrifici e preoccupazioni, davanti a noi c'è solo l'ombra del commissariamento. Ma non continueremo a subire inerti, ci batteremo come hanno fatto dieci anni fa i nostri colleghi di Air France". "Con le risorse disponibili abbiamo solo un mese di vita", dice Andrea Aronica (Alitalia express, società per i voli regionali). "Il tempo per noi non è galantuomo: bisogna trovare una soluzione in fretta". Lo steward Sergio Baggetto è in Alitalia da 21 anni: "Sottoposti da mesi a una sauna finlandese, con acqua calda e fredda alternata, ora siamo arrivati a dosi massicce di ghiaccio".

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Boccata d'ossigeno all'alitalia arriva un prestito da 300 milioni - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Boccata d'ossigeno all'Alitalia arriva un prestito da 300 milioni "Per l'ordine pubblico". Padoa-Schioppa: cifra chiesta da Berlusconi Le misure Alla Ue il caso nelle mani di Tajani, possibile commissario ai Trasporti LUCIO CILLIS ROMA - Trecento milioni per tirare avanti qualche mese e superare la crisi. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al prestito che rallenterà il crollo di Alitalia, dopo l'addio di Air France-Klm caduto come un fulmine sulla testa di 18mila dipendenti fino a pochi giorni fa quasi certi di poter indossare la divisa del vettore transalpino. La somma, da rimborsare entro fine anno, secondo quanto affermato da un Romano Prodi scuro in volto al termine del plenum dei ministri, "corrisponde a quanto richiesto da Silvio Berlusconi". Una cifra più alta dei 150-200 milioni preventivati e messi a disposizione attingendo al "Fondo rotativo per la ricerca e l'innovazione" gestito dal ministero dello Sviluppo economico istituito dalla legge 46 del 1992. Il prestito sarà attuato tramite un decreto legge "recante misure urgenti per assicurare il pubblico servizio di trasporto aereo". Un provvedimento, che nel comunicato di Palazzo Chigi "è volto a garantire, per il tempo strettamente necessario, un servizio pubblico essenziale al fine di evitare l'interruzione della continuità territoriale e problemi di ordine pubblico". Una boccata d'ossigeno nel mare delle perdite della compagnia che solo nei primi tre mesi dell'anno ha bruciato circa 3 milioni di euro al giorno. L'iniezione di denaro fresco servirà per superare l'emergenza ed il commissariamento, prima di procedere sulla strada dei nuovi possibili acquirenti più volte evocati dal Cavaliere: la cordata italiana, Air One, Aeroflot senza escludere un possibile rientro in gioco di Air France al termine di una prevedibile quanto pesante riorganizzazione di Alitalia. E il cerino ora passa nelle mani del governo che sarà guidato da Silvio Berlusconi. Il ministro uscente dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, ha più volte sottolineato "la fiducia nell'impegno di chi governerà". "Dubito che possa essere presa una posizione così solenne e ripetuta - ha detto riferendosi a Berlusconi - senza avere la certezza di poter tradurla nei fatti. Se così è, il valore dell'azienda, dei posti lavoro, degli aerei sono meglio salvaguardati che non in una procedura straordinaria: finché c'è questa prospettiva non si deve entrare in questo tipo di iter distruttivo". Il prestito ha ridato qualche speranza ai sindacati, ancora sotto choc dopo la ritirata di Air France-Klm. Un nuovo incontro tra i lavoratori e la compagnia è previsto per domani, subito dopo un cda che dovrà fare il punto sull'abbandono dei francesi e l'arrivo delle nuove risorsa. Qualche spiraglio in più viene anche da Bruxelles, dove il dossier della compagnia viene seguito con estrema attenzione: il caso Alitalia, infatti, fra pochi giorni potrebbe finire sul tavolo di un commissario europeo italiano. Il presidente dell'esecutivo europeo, Josè Manuel Barroso, ha infatti deciso che nel momento in cui Frattini si dimetterà dalla Commissione per entrare nel governo Berlusconi, il suo incarico su giustizia, libertà e sicurezza sarà affidato a Barrot. Allo stesso tempo il nuovo commissario indicato dal governo italiano al posto di Frattini (forse Antonio Tajani) andrà ad occupare la poltrona strategica di commissario ai Trasporti.

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Scambio di accuse tra i partiti prodi: colpa di sindacati e pdl - aldo fontanarosa (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Rutelli: l'addio di Air France una tragedia per Roma Scambio di accuse tra i partiti Prodi: colpa di sindacati e Pdl ALDO FONTANAROSA ROMA - Ora che Air France si chiama fuori, Prodi spiega così il finale della storia: "Ci sono state interferenze in campagna elettorale. Eccessive. E poi i sindacati: le molte difficoltà frapposte all'accordo sono alla base della decisione francese". Adesso il governo uscente porta a 300 milioni il salvagente economico per la compagnia. Accontenta così Silvio Berlusconi che chiede tempo per trovare vie alternative. Interferenze, le chiama Prodi. Invece Veltroni parla di azioni irresponsabili. "Prima l'annuncio di cordate inesistenti, poi l'ostilità verso Air France solo perché straniera, poi l'annuncio di un accordo con Aeroflot, come se questa non fosse straniera". Conclude Veltroni: "Spero che Lufthansa riprenda il discorso con Alitalia per una partnership. Bisogna garantire i posti di lavoro, Fiumicino e anche Malpensa". Azioni irresponsabili, dice Veltroni. Per Francesco Rutelli è puro "terrorismo. Ne hanno fatto parecchio in questa storia ed ora Roma rischia una vera tragedia. Se Alitalia fallisce, migliaia di persone vanno per strada. Per noi questa azienda è come la Fiat per Torino. Forse di più". Ma prima ancora del fallimento, un'altra tappa può attendere Alitalia: il commissariamento. Il leghista Castelli ne parla come di una possibilità concreta (a La7). Il ministro uscente Bersani chiede di evitarla: "Crea condizioni comunque serie. Prima di arrivarci, conviene cercare tutte le possibili alternative". "Il commissariamento di Alitalia è l'ultima spiaggia", precisa allora Franco Frattini, possibile nuovo ministero degli Esteri, "le aperture di gruppi bancari come Intesa e l'interesse manifestato da Aeroflot dimostrano che Alitalia ha un futuro, alla sola condizione che non se ne mortifichi l'italianità". Ma questa fase, aggiunge Gianfranco Fini, "andrà gestita con nuovi vertici aziendali. Una volta trovato un compratore, sarà inevitabile ridimensionare il personale", precisa "perché l'alternativa sarebbe avere 18 mila persone in mezzo alla strada nel caso, disastroso, di un fallimento".

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La lega vuole la liquidazione ma ora il cavaliere prende tempo - luca iezzi claudio tito (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La Lega vuole la liquidazione ma ora il Cavaliere prende tempo Il capo del Pdl: bene il governo, anche se non poteva fare altro Anche Walter Veltroni ha giocato un ruolo per far abbandonare la via della intrasigenza per quella della responsabilità I dubbi della Ue: la motivazione per giustificare i fondi non ha precedenti in Europa, comunque serve il nostro via libera LUCA IEZZI CLAUDIO TITO ROMA -"Solo senso di responsabilità". Lo ripetono tutti ministri subito dopo i consiglio in cui si è consumato uno strano "miracolo" targato Silvio Berlusconi. Il premier in pectore ottiene esattamente quello che chiede: 300 milioni per dare qualche mese ad Alitalia e ai suoi uomini alla ricerca della sua soluzione. La richiesta, arrivata durante il consiglio dei ministri attraverso il canale Gianni Letta-Enrico Letta, solo qualche ora prima era considerata irricevibile. "Prodi si è comportato bene. Quel decreto per noi adesso è positivo. Ma era il minimo che potessero fare", ha poi confidato ai suoi il Cavaliere. A suo giudizio, infatti, si tratta del primo passo "per fare una due diligence e quindi realizzare un piano industriale. Abbiamo 6 mesi di tempo. E le alternative per dare una nuova guida ci sono. Lo vedrete". Il decreto portato a Palazzo Chigi dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa prevedeva soli 100 milioni di euro e rispondeva ad una logica precisa, dare alla nuova maggioranza il tempo necessario ad assumere il potere, non di più. Un modo per costringere il Cavaliere a mostrare subito l'eventuale piano alternativo ad Air France. Anche perché la "diplomazia" del Pdl aveva prospettato persino una soluzione drastica: procedere immediatamente al commissariamento della società. Berlusconi ha sperato persino di potersi così trovare tra due settimane con le mani libere e offrendo agli eventuali "compratori" una azienda alleggerita sul versante del personale. Il tutto facendo ricadere la responsabilità del commissariamento su Prodi. Non solo. La "grana" Alitalia sta rapidamente trasformando nel primo scontro all'interno della nuova maggioranza. E già, perché la Lega l'altro ieri ha fatto pervenire a Berlusconi un messaggio piuttosto netto: "A questo punto non vale più la pena salvare la compagnia di bandiera. Su Malpensa ce la caveremo da soli, meglio lasciare che Alitalia fallisca". La parola "fallimento", però, fa drizzare i capelli al Cavaliere. Che non vuole presentarsi in Parlamento con un primo clamoroso insuccesso. Conscio che il decreto di ieri entro due mesi dovrà essere la sua maggioranza ad approvarlo. Senza il commissariamento, allora, a Via del Plebiscito hanno chiesto tempo per organizzare una cordata che per ora non si è costituita. "Daremo una cifra limitata - spiegava invece prima della riunione il ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani - quello che è necessario a finanziare in modo tale da non portare l'ex compagnia di bandiera al di fuori delle regole europee". E quella posizione era a sua volta una mediazione tra chi come, il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro era contrario anche a questa ultima iniezione di fondi: "Non si devono prendere i soldi dalle tasche degli italiani". I due ministri tra l'altro concordano sul fatto che persa Air France, chiunque arriverà dopo metterà meno denaro e chiederà più sacrifici. "Nessun prestito-ponte" era la linea, ma finanziamento straordinario concesso attraverso un decreto o del ministero dell'Interno e della presidenza del Consiglio per sottolineare l'eccezionalità della situazione. Un ruolo nella scelta dell'abbandono della via dell'intrasigenza per quella della responsabilità l'ha avuta anche Walter Veltroni, preoccupato pure del prossimo ballottaggio tra Rutelli e Alemanno: "Mi auguro che il governo possa fare un prestito ponte per evitare la crisi, ne ho parlato anche con Prodi" ha dichiarato a Cdm in corso. Ma dire che la richiesta di Berlusconi sia stata accolta in un clima di piena collaborazione bipartisan sarebbe assolutamente sbagliato. Chi lo ha sentito descriveva Prodi furibondo: "Hanno messo nel cestino l'unica cosa buona che avevamo", si è sfogato il presidente del consiglio uscente. E lo stesso ministro dell'Economia parla del Cavaliere senza citarlo: "La persona che probabilmente presiederà il governo, ha contribuito a far sì che la soluzione Air France tramontasse, perché convinto di poterne proporre una migliore. Con questo prestito abbiano dato una possibilità alla soluzione che autorevolissimamente è stata data come sicura". Ironia della sorte sarà proprio il ministero di uno dei più scettici, Bersani, a concedere quei 300 milioni dal fondo rotativo per la ricerca e l'innovazione nelle imprese. Da adesso l'ostacolo si chiama Bruxelles che informalmente ha già fatto sapere che "I fondi non potranno essere sbloccati comunque prima del nostro via libera. Ci vorrà qualche settimana". Inoltre fonti Ue annunciano "uno scrutinio severo, visto che la motivazione dell'ordine pubblico per giustificare un finanziamento non ha precedenti in Europa". Ma subito dopo, il nodo si ripresenterà in ogni caso sul tavolo del nuovo governo. Berlusconi, insieme a Bruno Ermolli, stanno provando a mettere insieme un gruppo di imprenditori per rilevare la compagnia. E nel frattempo ha riallacciato i contatti con il vertice di Banca Intesa. Nelle ultime ore, infatti, il premier in pectore ha di nuovo accennato ai buoni rapporti con l'Ad, Corrado Passera, e alla disponibilità del gruppo bancario di concedere un prestito - con i tassi di interesse di mercato - ben più ampio di quello approvato ieri dal consiglio dei ministri.

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L'alitalia finita nelle beghe elettorali - corrado augias (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

C aro Augias, è elegante da parte di Air France imputare la rinuncia ad Alitalia all'aumento del greggio. Ma lei cosa farebbe se in una trattativa sindacale difficile ma non priva di soluzioni, andasse al governo il 'Partito di Malpensa'? E con il nuovo Presidente del Consiglio non ancora insediato che si muove pubblicamente per esplorare la disponibilità di cordate alternative? Erano già molti in Francia a dire che riportare in attivo l'Alitalia sarebbe stato difficile. Ma se oltre ai sindacati c'è tutto il nuovo governo che rema contro, la scelta era inevitabile. Lawrence Mc Cormick l.mccormick@kpr-key.it E gregio Augias, la trattativa con Air France si sarebbe potuta concludere se Berlusconi non si fosse messo di traverso per motivi elettorali promettendo una cordata italiana. Adesso il cavaliere che ha giocato gli interessi nazionali per i suoi interessi elettorali faccia uscire i capitani coraggiosi, se davvero ci sono. Per i sindacati, poi, questo è il coronamento di una politica corporativa e assistenzialista. Ezio Pelino fab.pelino@tiscalinet.it P er stupide ragioni sentimentali la vicenda Alitalia mi addolora come se fosse una faccenda di famiglia. A quelli della mia generazione è capitato di diventare adulti insieme alla compagnia di bandiera, anzi di più, di ritrovare in quegli aerei, nel personale impeccabile, nella bravura dei piloti, un po' di quell'orgoglio nazionale che dopo le rovine del fascismo e della guerra era andato a farsi benedire. Comunque si concluda la storia, quella cosa è finita, non ci sarà più. Leggo le dichiarazioni dei sindacalisti, coautori del disastro, frasi altere dove s'invocano 'soluzioni diverse', mai però una parola per spiegare il loro comportamento irresponsabile. Forse pensavano di trattare con un vecchio ministro democristiano delle Partecipazioni Statali. Non s'erano resi conto di come stavano le cose. A meno che certe resistenze inspiegabili non fossero altrimenti motivate. Leggo le nebbie di sbarramento sollevate da gran parte della stampa, imponenti nuvole di fumo per nascondere le responsabilità, ma chiamiamola pure incoscienza, dell'uomo che ha agitato salvezze illusorie: la cordata fantasma, i figli come salvatori, l'amico Putin. Che ha barattato la rovina della compagnia per una più stretta alleanza con la Lega e la sua difesa di Malpensa. Ci siamo giocati la compagnia di bandiera in una sfida all'antica italiana: Fiumicino contro Malpensa, come si faceva ai tempi di Pisa contro Firenze, Guelfi contro Ghibellini. L'unico che esce a schiena dritta da questa costosissima farsa è Tommaso Padoa-Schioppa. Il solo che abbia detto dove stavamo andando a parare. Non l'ha ascoltato nessuno.

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L' amaca (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti L' Amaca La storia della fantomatica "cordata italiana" che avrebbe dovuto salvare Alitalia, ed è servita solo a disgustare Air France e accelerare l'agonia della nostra compagnia di bandiera, è più ridicola o più ripugnante? è il quesito che spesso, anzi quasi sempre ci tocca affrontare (e vedrete nei prossimi cinque anni?.), essendo lo spirito nazionale così pervaso di commedia da occultare pericolosamente la tragedia. Quell'annuncio elettorale di Berlusconi, tutto Patria e Famiglia, con figli e amici che sventolando il tricolore e banconote di grosso taglio sarebbero accorsi a salvare "l'italianità" di Alitalia, era per metà turbativa di mercato (inaudita da parte di un candidato premier), per metà puro Totò e Peppino. Una millanteria da vicolo, con i panni stesi e le donne che si affacciano a strillare "bravo, signo', dicintecello vuie, ai franciosi, che non teniamo bisogno di loro!". Pellicola in bianco e nero, ovvio. è che, evidentemente, anche Milano, con tutta la sua burbanza da capitale degli affari e metropoli europea, è napoletana quanto basta per inventarsi battute come questa qui. Che già a sentirla dire, appena pronunciata, odorava di arte di arrangiarsi, e di vecchio cinema divertente. Ma gli elettori di Berlusconi, al cinema, ci vanno mai?.

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Il tavolo vuoto del cavaliere - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti IL TAVOLO VUOTO DEL CAVALIERE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Ponte verso che cosa, infatti? Di certo non verso la soluzione dei guai della disastrata compagnia. L'unica strada realmente aperta al riguardo, quella di Air France, è stata chiusa da Parigi con un comunicato che gronda irritazione e disprezzo per il teatrino politico-sindacale italiano. Per il resto all'orizzonte non vi è niente altro di concreto: nell'aria c'è sempre il fantasma di un'iniziativa patriottica, ma la sua sostanza è solo quella delle parole di chi evoca cordate imprenditorial-bancarie al momento del tutto latitanti. Tanto che lo stesso Corrado Passera ? amministratore delegato di Intesa-Sanpaolo, la banca indicata dai sedicenti salvatori come il pilastro finanziario dell'operazione nazionale ? ha liquidato ogni fantasticheria in proposito con parole eloquenti e lapidarie: "Oggi sul tavolo non c'è niente". E allora, ponte verso che cosa? La risposta è amara: ragioni politiche assai prima che finanziarie sono all'origine di questo prestito. La cui finalità principale, infatti, è quella di tenere la testa di Alitalia fuori dall'acqua per il tempo necessario al passaggio di consegne fra il governo di Romano Prodi e quello di Silvio Berlusconi. Su questo punto davvero non vi possono essere dubbi dato che ieri è stato il portavoce ufficiale del Cavaliere a sollecitare il decreto, bollando come "condotta irresponsabile" un'eventuale scelta diversa da parte del governo ancora in carica. Al quale non è rimasto altro che fare quello che gli veniva richiesto. In altre parole: se per la forma il decreto reca la firma del premier uscente, il suo vero proponente e responsabile si chiama Silvio Berlusconi. Altro, dunque, che la promessa di non mettere le mani nelle tasche degli italiani: al Cavaliere è riuscito in proposito un vero capolavoro acrobatico, quello di smentire se stesso perfino in anticipo sul suo ingresso a Palazzo Chigi. Come, in fondo, era scritto che avvenisse visto che proprio Berlusconi in prima persona ha fatto il possibile e l'impossibile, nel corso della recente campagna elettorale, per chiudere l'unica strada aperta, quella della trattativa con Air France. Dapprima si è avvolto nel tricolore demonizzando l'accordo con Parigi come una colonizzazione dell'Italia che il suo futuro governo non avrebbe mai potuto accettare. Poi si è spinto, con qualche eccesso di tracotanza, a rievocare la sua prima e non proprio limpida battaglia contro Prodi ai tempi dell'operazione Sme. Infine, sotto la spinta pressante del trio Bossi-Formigoni-Moratti, si è prodigato nel difendere gli interessi di quella Malpensa che è stata l'ultima esiziale sanguisuga del bilancio Alitalia. Non pago di aver così turbato pesantemente i corsi di Borsa del titolo e la trattativa in atto coi francesi, il Cavaliere ha lanciato nell'aria l'amo di una cordata italiana, al quale le corporazioni sindacali del settore si sono aggrappati con la disperata spregiudicatezza di chi è disposto a tutto pur di evitare la resa dei conti con la lunga catena di errori commessi in anni e anni di follie. Ora, una volta ottenuto l'ampio successo elettorale che si sa, Berlusconi non ha fatto altro che rincarare la dose della sua offensiva contro Air France. Da un lato, ha proclamato che l'accordo coi francesi si poteva fare ma soltanto a condizioni di pari dignità: belle parole da comizio, ma che suonano del tutto comiche nel caso specifico di negoziato fra un'azienda ormai provinciale e moribonda e un'altra che macina profitti sui mercati di tutto il mondo. Dall'altro lato, ha scelto la sontuosa cornice della sua villa in Sardegna per un ennesimo colpo di teatro: la richiesta al suo grande amico, Vladimir Putin, di tenergli bordone nel prospettare l'entrata in scena niente meno che della russa Aeroflot come alternativa all'accordo coi francesi. Così disinvoltamente trascurando anche il piccolo particolare che l'ingresso di un'azienda di uno Stato extra-comunitario comporterebbe per Alitalia la tragedia finale della perdita dei diritti di volo non solo nelle rotte interne all'Unione, ma anche in quelle intercontinentali. In queste condizioni il ritiro dei francesi dalla partita era il minimo che ci si potesse attendere da chi è abituato a stare sul mercato in base alle regole più elementari del medesimo. Su questo punto critico Silvio Berlusconi ha giocato le sue carte ed ha avuto una volta di più successo, mettendo in campo una determinazione spudorata e a tratti feroce. Tanto spudorata e feroce da infilare le mani nelle tasche degli italiani a pochi giorni dalla chiusura di una campagna elettorale nella quale si era sbattezzato a proclamare che non l'avrebbe mai fatto. Se il buon governo si vede dal mattino.

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Alitalia, trecento milioni per volare (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 103 Alitalia, trecento milioni per volare Il governo vara il superprestito. Prodi: "L'ha chiesto Berlusconi" --> Il governo vara il superprestito. Prodi: "L'ha chiesto Berlusconi" ROMA Su richiesta di Berlusconi, Romano Prodi dà l'ok al prestito ponte per garantire un po' di ossigeno alla compagnia di bandiera e far gestire la fase di transizione al nuovo governo. Il premier uscente non perde però occasione per attaccare il Cavaliere a testa bassa per il fallimento della trattativa con Air France. Secondo Prodi il no di AF è tutta colpa "dell'interferenza eccessivà della politica, oltre che delle "difficoltà frapposte" dai sindacati. Non solo. La somma che è lievitata da 200 a 300 milioni è la conseguenza di una esplicita richiesta del Cavaliere, dice chiaro e tondo il presidente del Consiglio. La scelta del governo questa volta, ammette il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, non è improntata al rigore di sempre e in un altro momento, aggiunge il titolare di via XX Settembre, avremmo fatto diversamente. Se oggi i ministri hanno accettato si sborsare una cifra così alta è solo per una sorta di atto di fiducia nelle promesse del futuro Esecutivo Berlusconi. "È la bontà della proposta migliorativa - dice gelido Padoa-Schioppa - che giustifica l'atto del decreto e il suo importo". L'importo è dunque stato il nodo intorno al quale ha girato gran parte della giornata. Anche se prima di arrivare alla decisione di procedere con il prestito ponte, si è anche affrontata l'ipotesi del commissariamento. Soluzione auspicata in particolare dalla Lega, ma che avrebbe comportato notevoli problemi sul fronte dell'occupazione. C'è stata una girandola di colloqui in giornata, anche se nessuno, sembra, direttamente con Silvio Berlusconi. Una telefonata Enrico Letta-Giulio Tremonti e poi quelle con l'ambasciatore di sempre, Gianni Letta: con lui ha parlato il nipote Enrico, ma anche il premier Romano Prodi e il ministro degli Esteri Massimo D'Alema. La linea del Pdl è stata chiara: se prestito deve essere, la soglia minima è di 300 milioni. Altrimenti, pronti a addossare all'esecutivo uscente la responsabilità di voler affondare Alitalia. Trecento milioni potrebbero far arrivare la compagnia a cavallo dell'estate e la sensazione in ambienti di governo è che in realtà aver chiesto una cifra più alta vuol dire che il progetto per salvare davvero la compagnia aerea è ancora in alto mare. A complicare poi i rapporti fra i due schieramenti, ieri è stata anche la scelta del presidente della Commissione Ue Barroso di assegnare all'Italia il commissario alle Infrastrutture e non più quello alla Giustizia. Il sospetto che ha aleggiato all'interno dell'esecutivo uscente è quello di un patto con il Pdl: niente stop da Bruxelles al prestito, in cambio di quello che viene considerato un declassamento del ruolo del Paese in Europa. Fatto sta che nonostante il decreto sia entrato in Consiglio dei ministri con un finanziamento più basso, fra i 150 e i 200 milioni di euro, alla fine Prodi e il suo governo hanno accettato le condizioni degli avversari. Il che vorrà pur dire qualcosa, e comunque autorizza a pensare che Berlusconi abbia mostrato le carte della soluzione a Prodi. E devono essere carte buone, diversamente non si capirebbe il motivo di un prestito ponte ben più alto di quello previsto. Non senza però aver prima chiarito che avrebbero detto senza infingimenti da dove arrivava la richiesta di stanziare una cifra di una simile portata. E così il premier dimissionario, dopo un'ora di riunione, scende in sala stampa e annuncia: "Silvio Berlusconi mi ha chiesto un prestito più sostanzioso di quello che avevamo previsto per avere più tempo per risolvere la vicenda Alitalia. Il nostro è stato un atto di responsabilita". Ora il vettore ha quindi un po' di tempo in più. Questo non vuol dire che siano finite le sorprese. Il nuovo governo si troverà comunque a gestire una delicata situazione di transizione ed è molto probabile che il Cavaliere, in attesa di disegnare l'assetto definitivo della compagnia, pensi anche a nuovi vertici che accompagnino l'azienda in questa fase. Tra i nomi che stanno circolando in queste ore ci sono quelli di Maurizio Basile, ex amministratore delegato di Aeroporti di Roma (e che nasce come manager Alitalia) e Mario Resca, ex presidente e ad di Mc Dondald Alitalia ed ex commissario straordinario di Cirio-Del Monte.

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I sindacati: <Era doveroso> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 103 Ora si attende la scelta del nuovo premier sul futuro della compagnia I sindacati: "Era doveroso" Ora si attende la scelta del nuovo premier sul futuro della compagnia --> ROMA Soddisfazione dei sindacati per la decisione del governo su Alitalia: "Il prestito - dice il segretario generale della Filt-Cgil Fabrizio Solari - dà respiro per una soluzione possibile". "Una misura necessaria e positiva ancorché molto tardiva", aggiunge il segretario generale della Fit-Cisl Claudio Claudiani. E il leader nazionale della Cisl, Raffaele Bonanni, oltre a definire il prestito ponte "una buona notizia che si commenta da sola", chiede che ora ci sia finalmente più "trasparenza sia nei confronti dei lavoratori ma anche dei futuri compratori". "È importante - aggiunge - che ci sia stata collaborazione tra chi lascia il governo e chi lo prende". E in realtà lo sguardo dei rappresentanti dei lavoratori è già rivolto a quello che farà il premier Berlusconi. "Il nuovo governo - commenta l'Anpac - dovrà avere la leadership assoluta della futura operazione". Secondo il segretario nazionale della Uiltrasporti Marco Veneziani "ora è il momento che il presidente Berlusconi individui il progetto e il partner ideale per la nostra compagnia aerea". È chiaro comunque - osserva il segretario nazionale Ugl Trasporti, Roberto Panella - che "non si cancella l'impegno di tutti, in primis del sindacato, per il superamento della crisi di Alitalia. Il prestito ponte è un atto importante perché dà le disponibilità necessarie per scongiurare un commissariamento. Ma ora - prosegue - c'è la necessità di stabilire una regia per affrontare in maniera immediata la riorganizzazione della compagnia". Per il segretario dell'Unione piloti Roberto Spinazzola "è una notizia positiva che ci aspettavamo a seguito di tutte le dichiarazioni fatte dal candidato premier. Il ministro Padoa-Schioppa ha dichiarato che l'entità è dovuta ad una precisa richiesta di Berlusconi e non può che farci piacere". "Adesso - gli fa eco il coordinatore del Sindacato dei lavoratori Fabrizio Tomaselli - visto che tutti gli alibi sui tempi sono venuti meno, aspettiamo subito un impegno da parte del nuovo governo nei termini che aveva indicato rispetto all'individuazione di una cordata o un gruppo che permetta il rilancio". E il vice presidente dell'Anpav, Claudio Bonito, si augura che "non ci siano strumentalizzazioni o boicottaggi relativi alla necessità di riaprire a un accordo internazionale con primarie compagnie di riferimento europeo".

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Il grande sabotaggio (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Il grande sabotaggio Alfredo Recanatesi Alitalia Sulla distruzione di settori industriali l'Italia ha una capacità consolidata, ma mai si era arrivati ad un caso come quello dell'Alitalia. L'integrazione nel gruppo Air France-Klm di quanto ancora rimaneva della compagnia di bandiera era notoriamente l'unica concreta possibilità di dare un futuro ad una aerolinea italiana che portasse in giro per il mondo il segno del nostro Paese. Poteva piacere o non piacere - per carità, tutte le opinioni quando formate in buona fede sono rispettabili - ma era l'unica, nessun altro in questi ultimi mesi ed anni avendo mostrato interesse a rilevare una azienda per la quale era notorio che si stesse cercando una nuova proprietà. Per mere convenienze elettorali, questa possibilità è stata direttamente ed indirettamente boicottata.segue a pagina 26.

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Adesso sono finiti gli ultimatum di Padoa-Schioppa Nuove polemiche delle confederazioni con il ministro uscente, ma il salvataggio è ancora lontano (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-04-2008)

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Stai consultando l'edizione del "Adesso sono finiti gli ultimatum di Padoa-Schioppa" Nuove polemiche delle confederazioni con il ministro uscente, ma il salvataggio è ancora lontano di Felicia Masocco/ Roma CORREITÀ Il giorno dopo la rinuncia di Air-France all'acquisizione di Alitalia i riflettori dei sindacati sono stati puntati su Palazzo Chigi, su quel prestito-ponte necessario per assicurare la continuità aziendale essenziale per poter esplorare nuove soluzioni. Tanto Guglielmo Epifani, quanto Raffaele Bonanni lo avevano sottolineato nel corso della giornata, garantire la sopravvivenza dell'azienda era la prima cosa da fare. Domani i sindacati incontreranno i manager di Alitalia, una riunione interlocutoria, che servirà semplicemente a prendere atto di quanto (tanto) accaduto nelle ultime ore. E' infatti chiaro che la parola torna alla politica, al nuovo governo. La notizia della concessione del prestito è arrivata in serata, accolta positivamente dai sindacati. "Il prestito segna il fallimento della politica degli ultimatum che aveva caratterizzato la gestione del dossier da parte del ministro del Tesoro uscente", è il commento del segretario generale della Filt Cgil, Fabrizio Solari, secondo cui "siamo comunque ben lontani dalla soluzione del problema". "Quindi - prosegue - nessun trionfalismo, semplicemente valutiamo che i 300 milioni saranno un buon investimento se riusciranno a preservare l'azienda e a permettere la sottoscrizione di un accordo che garantisca un futuro solido e dignitoso". Contestualmente all'annuncio dell'erogazione del prestito, Romano Prodi ha però puntato il dito proprio contro i sindacati, "le numerose difficoltà da loro opposte", li rendono responsabili insieme alle "ingerenze della politica" (di Berlusconi) del fallimento della trattativa con i franco-olandesi. Le parole del premier uscente sintetizzano il pensiero di molti, nel centrodestra e nel centrosinistra, un folto partito trasversale che accusa le sigle presenti in Alitalia di aver contribuito al precipitare degli eventi. "Sostenerlo è un azzardo - ribatte Solari -. A venti giorni dalla sospensione di quel negoziato, è arduo ricondurre a quei motivi la decisioni prese da AirFrance. Perché non hanno rinunciato due, tre giorni dopo e lo hanno fatto invece l'altra sera?". Per Solari il sindacato "ha il dovere di trattare sempre e comunque al massimo delle possibilità. Abbiamo tentato, purtroppo eravamo sotto ricatto", dice. E invita a cercare le responsabilità nella campagna elettorale prima, e nel voto poi. Avuta la "buona notizia", Bonanni ora invoca "più trasparenza sia nei confronti dei lavoratori ma anche dei futuri compratori". "Sono convinto - ha continuato il leader della Cisl - che con la pazienza troveremo una soluzione", è però necessario che tutti "tirino insieme da una parte sola". Avia, Anpac, Ugl, Sdl, plaudono alla decisione del governo di accordare una boccata di ossigeno. Ma di questo si tratta, di una manciata di settimane in più. Che i più ottimisti sperano venga spesa per mettere su una cordata-ponte italiana che si apra poi a un'alleanza internazionale. Ipotesi. Che non fugano le preoccupazioni dei lavoratori. Ieri sono tornati a farsi sentire gli steward che dopo la rottura con AirFrance cominciarono lo sciopero della fame. "Ora ognuno si prenda la propria responsabilità", accusa Gianluca Morale, capofila della protesta. Voci isolate, al momento, sovrastate dalla garanzia che almeno per un per un po' l'azienda continuerà a vivere e che il commissariamento sia stato scongiurato.

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Grave emergenza a causa della propaganda e delle cordate fantasma di Berlusconi Il titolo precipita, migliaia di posti a rischio. Il governo stanzia prestito di 300 milioni E in Eu (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-04-2008)

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Stai consultando l'edizione del Destra, primo successo: crolla Alitalia Grave emergenza a causa della propaganda e delle cordate fantasma di Berlusconi Il titolo precipita, migliaia di posti a rischio. Il governo stanzia prestito di 300 milioni E in Europa Italia declassata: incarico minore per far posto a Tajani. Prodi protesta La toppa, per adesso, l'ha messa il governo Prodi. 300 milioni in prestito che Alitalia dovrà restituire entro dicembre a tassi di mercato. Una boccata d'ossigeno per impedire agli aerei della compagnia di bandiera di restare a terra. Anche se il governo voleva dare un po' di meno (sui 100 milioni), ma poi dietro richiesta diretta di Berlusconi, come ha spiegato lo stesso Prodi, l'aiuto si è ampliato per dare il tempo al futuro premier di trovare una soluzione. Infatti fino a oggi le promesse pre-elettorali di Berlusconi si sono dimostrate poca cosa. Anzi hanno avuto come effetto l'addio di Air France-Klm e il crollo in borsa del titolo Alitalia. Ora migliaia di posti di lavoro sono a rischio. "A furia di tirare la corda, poi la corda si spezza" fa notare amaro il ministro allo sviluppo economico Pier Luigi Bersani. E intanto in Europa l'Italia viene declassata. Al posto del commissario Ue Frattini andrà il collega del Pdl Tajani ma con compiti meno importanti. E Prodi s'arrabbia con Barroso: "Profondo disappunto". alle pagine 2, 3 e 4.

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Prestito di 300 milioni, per sopravvivere Prodi: L'ha chiesto Berlusconi, Air France è scappata per colpa di politica e sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Prestito di 300 milioni, per sopravvivere Prodi: "L'ha chiesto Berlusconi, Air France è scappata per colpa di politica e sindacati" di Bianca Di Giovanni/ Roma RISORSE Con un prestito ponte da 300 milioni di euro il "cerino" nella partita Alitalia passa nelle mani di Silvio Berlusconi. Prodi si chiama definitivamente fuori. Il consiglio dei ministri ha varato ieri sera un decreto che assicura alla compagnia risorse sufficien- ti per garantire la continuità aziendale fino alla formazione del nuovo governo. A quel punto sarà possibile verificare altre ipotesi di aggregazione dopo l'addio di Air France. "Silvio Berlusconi mi ha chiesto un prestito più sostanzioso di quello che avevamo previsto per avere più tempo per risolvere la vicenda Alitalia. Il nostro è stato un atto di responsabilità - ha dichiarato il premier uscente dopo il consiglio - Il no di Air France è stato causato da eccessive interferenze politiche e da difficoltà sindacali". La decisione di arrivare a 300 milioni (si era partita da 100-200) è scaturita dopo una telefonata tra Prodi e Gianni Letta. Il messaggio della destra è stato ultimativo: senza quel rialzo i parlamentari non avrebbero convertito il decreto. Il prestito è erogato a tassi di mercato, come chiedono le rigide regole di Bruxelles, e dovrebbe essere rimborsato entro il 31 dicembre 2008. Il tasso è quello a brevissimo, "maggiorato nella misura prevista dalle regole comunitarie", si legge in una nota di Palazzo Chigi. Le risorse provengono dai fondi di bilancio del ministero dello Sviluppo economico. "Questo prestito - spiega il ministro uscente dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa - è un intervento che in circostanze diverse non si sarebbe fatto. Il governo attuale è in carica per gli affari correnti e chi presiederà il nuovo governo ha contribuito a far sì che la soluzione Air France tramontasse, convinto di proporre una soluzione migliore". Ma l'ultimo atto del governo Prodi si ferma di fronte a uno scenario ancora carico di ombre. Dopo il ritiro di Jean-Cyril Spinetta il re è nudo. In un secondo tutti gli slogan sulla cordata tricolore si frantumano. Letizia Moratti si giustifica: non volevamo far fallire la trattativa. Giuseppe Bonomi della Sea non commenta. Roberto Maroni confessa di non sapere chi ci sia nella cordata, Bruno Ermolli non parla, Gianfranco Fini cita una sfilza di possibilità (Lufthansa, Aeroflot, padani) e alla fine non esclude il commissariamento. "Si fa il prestito ponte - dicono fonti di Palazzo Chigi - dall'altra parte del ponte c'è il popolo delle libertà". Come dire: ora si calino le carte sul tavolo. Padoa-Schioppa, con un pizzico di ironia, dichiara di avere "fiducia nell'impegno di chi governerà", per questo l'esecutivo ha allargato i cordoni della borsa prestando soldi a una società in perdita, che avrà molte difficoltà a restituirli. "Dubito - continua il ministro in uscita - che possa essere stata presa una posizione così solenne e ripetuta senza avere la certezza di poter tradurla nei fatti. Sono state fatte dichiarazioni pubbliche che erano ancora più impegnative di quelle private". Il governo uscente rivendica la decisione responsabile di aver evitato il commissariamento. Se davvero il centrodestra ha un'alternativa, farà altrettanto. Ma proprio dalla Lega si è levata più di una voce in favore di una procedura controllata. Se non si riesce a costruire un'alternativa valida nel giro di un paio di mesi, il commissariamento resta sul tavolo. Tanto che ieri un tam-tam avanzava perfino il nome di Maurizio Basile (ex Fs, Anas e Ente tabacchi) come possibile commissario. Il risiko dei cieli a questo punto ha l'epicentro in Aeroflot. Dal quartier generale di Mosca, ieri, hanno fatto sapere di essere in attesa di una proposta italiana da valutare. Il portavoce della compagnia ha parlato di possibili decisioni nell'assemblea di giugno o forse anche prima. Per ora non c'è ancora nulla. In Italia Corrado Passera (Intesa) ha ripetuto più o meno la stessa cosa: "Oggi non c'è nulla sul tavolo, è prematuro poter dire qualsiasi cosa". Si sa che Intesa è pronta a scendere in campo, ma solo all'interno di un'operazione internazionale. C'è chi spera in Lufthansa, che però da sempre ripete il solito ritornello: stiamo a guardare, gli ostacoli per noi restano immutati. A Intesa comunque non basta la cordata con la sola AirOne di Carlo Toto, considerata troppo fragile per un'operazione di questo genere. Sicuramente Toto a questo punto torna in pole position, ma a quali condizioni è tutto da verificare.

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Tra hostess e steward, a Fiumicino la preoccupazione vola Settemila dipendenti a rischio. Molti sperano che l'addio di Air France non sia definitivo, nessuno punta su Aeroflot (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Tra hostess e steward, a Fiumicino la preoccupazione vola Settemila dipendenti a rischio. Molti sperano che l'addio di Air France non sia definitivo, nessuno punta su Aeroflot / Roma L'ULTIMA SPERANZA è il prestito ponte. Con delusione e preoccupazione i lavoratori dello scalo di Fiumicino guardano alle vicende Alitalia. L'incertezza è enor- me, le polemiche politiche e le oscillazioni di borsa non aiutano. Ai banchi del check-in, ma anche al varco equipaggi, tutti si pongono forti interrogativi su cosa accadrà nelle prossime ore. "Non sappiamo cosa succederà ma, di fatto, è da più di un anno che va avanti così", sintetizza una hostess appena sbarcata da un volo internazionale. "La preoccupazione è enorme, inutile nasconderlo", dice un pilota in servizio da 15 anni in Alitalia, mentre, in una pausa di lavoro fuma una sigaretta. Ed è subito capannello. "A questo punto, mi auguro che si riesca ad evitare il commissariamento della compagnia e che si arrivi ad un prestito ponte che dia modo e tempo ad altri acquirenti di vedere i conti dell'azienda e quindi a farsi avanti con un'offerta". "Ma guarda che il prestito ponte può essere concesso - interviene uno steward da 27 anni in Alitalia - Ho letto che la Comunità europea non può negare il prestito se viene concesso a tassi di mercato. Il commissariamento può essere scongiurato". È vistosa la delusione per l'uscita di scena di Air France, che "dava ampie garanzie per la professionalità dimostrata in tutti questi anni", ma c'è anche chi non crede in un addio definitivo. "Potrebbe essere una mossa dei francesi - si ostina sperare un pilota - Da bravi giocatori di poker potrebbero rientrare in gioco successivamente dopo aver visto le altre mosse". Intanto c'è chi chiede al nuovo governo di "mantenere fede agli impegni presi durante la campagna elettorale". "Credo che l'Alitalia, insieme ai rifiuti di Napoli, sia tra le priorità del nuovo esecutivo guidato da Silvio Berlusconi", commenta una hostess di terra. "Se non lo farà, ci rimetterà la faccia e io non credo che questo accadrà. Dopo il ritiro dell'Air France, mi auguro che intanto venga concesso il prestito ponte, poi si vedrà. L'importante è che non sia una svendita, ma una vendita". "Con la concessione del prestito ponte, non si fermerebbero le prenotazioni dei voli - aggiunge un capo cabina - La gente continuerebbe a volare con noi ed è ciò che vogliamo". Non tutti criticano i sindacati, anzi: c'è chi sostiene che "dopotutto, il sindacato per una volta ha fatto gli interessi dei lavoratori, quando si è visto presentare un'offerta in cui erano previsti molti tagli. Qui c'è tantissima gente che se perde il posto di lavoro finisce sul lastrico: ci sono mutui, affitti da pagare e famiglie da mantenere. Insomma, c'è in ballo la sopravvivenza di tantissime persone". L'unica cosa che i settemila lavoratori Alitalia e le decine di migliaia dell'indotto si augurano è che "in questo clima di forte preoccupazione, il governo ridia serenità alla categoria e faccia davvero di tutto affinché la compagnia di bandiera resti davvero tale". Già, ma quale governo? "Il ritiro della proposta Air France su Alitalia è la prima polpetta avvelenata dal governo della Lega - dice il presidente del Lazio Marrazzo - Oggi da Fiumicino - arriva forte una richiesta di aiuto: non lasceremo soli i lavoratori delle nostre comunità messi a rischio da politici incoscienti e da sparate elettoralistiche nate solo per far contenta la Lega".

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Air Silvio rischia di finire fuori rotta (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del GLI STOP AND GO "Air Silvio" rischia di finire fuori rotta di Marcella Ciarnelli/ Roma Ora che l'Alitalia non parla più francese il premier in pectore sarà costretto a svelare le sue carte e ad avviare sulla pista di decollo una soluzione credibile, dimostrando con i fatti e non più con le sole parole, che ha davvero individuato il modo per salvare la compagnia. Il governo uscente ha fatto la sua parte dimostrando grande senso di responsabilità. Toccherà a Silvio Berlusconi riempire di sostanza le uscite di questi mesi e dimostrare che non si è trattato di sola propaganda elettorale. Non si prospetta una rotta tranquilla per il Cavaliere anche se il decreto appena approvato gli consente di tirare un sospiro di sollievo e fare uscire allo scoperto, se c'è, la cordata finora invisibile che lui ha sempre contrapposto a quella concreta dei francesi. Dovrà vedersela il futuro premier inannzitutto con le prevedibili turbolenze della Lega che, fosse stato per i maggiori esponenti di quel partito, l'Alitalia l'avrebbero anche fatta fallire. E' la prima prova di forza tra il partito di maggioranza del nuovo governo e il partito che ha avuto il maggior successo e che potrebbe tramutarsi in dissenso esplicito al momento di conversione del decreto. Ma questo lo si vedrà in seguito. Al momento Silvio Berlusconi si ritrova scritto d'imperio nell'agenda del suo governo al primo posto, assieme alla sicurezza ed alla spazzatura di Napoli, quale destino cercare di confezionare per la compagnia di bandiera che rischia di restare a terra dopo il dietrofront, anche prevedibile, dei francesi stufi degli attacchi e dei tira e molla. Il Cavaliere ora si dovrà dedicare all'impegno non facile di mettere insieme quella cordata con la cui sola ipotesi è riuscito a fermare l'avanzata dell'Air France. "La compagine molto allargata di imprenditori che si farà avanti non appena questa sciagurata trattativa finirà" ha d'ora in poi tutti gli spazi di manovra. L'immaginifica "Air Silvio", come ironicamente la definì il "Wall Street Journal" se c'è, deve invadere la pista. Ha sempre trovato da ridire in questi mesi Silvio Berlusconi davanti alla possibilità che una soluzione venisse trovata prima delle elezioni. E, quindi, gli venisse sottratto uno degli argomenti di propaganda che lui, da imprenditore prestato alla politica, ci teneva a dimostrare di essere in grado di gestire in chiave nazionale. Adesso è chiamato lui alla prova. La "trattativa opaca" è finita per la sua "contrarietà" più volte espressa. Anche se lo stop and go ha caratterizzato l'atteggiamento del Cavaliere davanti ad un confronto a cui non poteva partecipare direttamente. Era il 20 marzo quando annunciò l'esistenza di una cordata italiana per salvare la compagnia "a cui credo che anche i miei figli non direbbero di no". La regia dell'operazione sarebbe rimasta "ad Air One in sinergia con Alitalia. E poi tanti imprenditori e banche, naturalmente tra queste Banca Intesa e poi l'imprenditore Ligresti e anche il mondo arabo ma per quote di minoranza". Fioccano altri nomi ancora. Fioccano le smentite. Tre giorni e scompaiono anche i figli. "Non ho mai detto che fossero interessati". C'è poi l'appello all'orgoglio nazionale. Il 3 aprile "basta una fiche" da parte di ogni imprenditore e l'Alitalia sarà salva. La trattativa sarà stata anche "gestita male" ma il Cavaliere non ha le idee chiare. L'Air France non va bene ma c'è sempre la possibilità di "parlarne con Sarkozy". E poi c'è l'amico Putin che si è impegnato in prima persona. Con la decisione dell'Air France ora non è più il tempo delle ipotesi. E Berlusconi dovrà dimostrare che la soluzione italiana è lì. Pronta "entro un mese". Vedremo.

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Berlusconi? È stato un irresponsabile L'affondo di Veltroni: Ha fatto naufragare la trattativa. Ora migliaia di posti di lavoro sono a rischio (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del "Berlusconi? È stato un irresponsabile" L'affondo di Veltroni: "Ha fatto naufragare la trattativa. Ora migliaia di posti di lavoro sono a rischio" di Maria Zegarelli / Roma CONFERME Tre quarti d'ora a colloquio con il premier Romano Prodi, ieri pomeriggio. C'è grande irritazione a Palazzo Chigi per l'epilogo di questa vicenda in cui Silvio Berlusconi ha avuto - secondo l'attuale maggioranza diventata opposizione dopo il voto del 13 e 14 aprile - un suo ruolo. L'epilogo della vicenda Alitalia-Air France, con il ritiro l'altro ieri dell'offerta da parte della compagnia franco-olandese getta sul futuro della compagnia di bandiere nuvoloni neri. Secondo il ministro per lo Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani, d'ora in poi le trattative saranno sempre più difficili. Una vicenda che pesa su Roma come un macigno. Walter Veltroni pensa ai lavoratori Alitalia e stigmatizza le dichiarazioni di Berlusconi in campagna elettorale che dava già bella e pronta la cordata italiana, proprio mentre l'ipotesi Air France era ancora in piedi. Quando arriva al centro commerciale Le Torri, a Roma per un incontro con i cittadini in questi ultimi giorni di campagna elettorale per Francesco Rutelli sindaco, il segretario del Pd spiega: "La trattativa con Air France si è chiusa e ora ci sono a rischio migliaia di posti di lavoro. Alitalia rischia, ne ho parlato anche con Prodi prima di venire qui". "Comportamenti irresponsabili" quelli del Cavaliere, sulle "le cordate che non esistono" e sull'"annunciato accordo con Aeroflot. Air France è straniera, come se Aeroflot non lo fosse". Veltroni si augura che "una grande compagnia come Lufthansa sia interessata a riprendere il discorso con Alitalia in un rapporto di partnership che salvaguardi i posti di lavoro, Fiumicino e Malpensa". Al Loft il giudizio è stato molto duro sugli atteggiamenti del leader Pdl. "Come avevamo previsto - si legge nel comunicato del Pd - dichiarazioni avventate e comportamenti non responsabili hanno fatto naufragare la trattativa con Air France, mettendo a repentaglio il destino di Alitalia e di decine di migliaia di lavoratori". Una situazione "drammatica, che pesa anche sull'immagine dell'Italia che subisce un colpo consistente. Il governo attuale e quello che verrà devono cercare di operare per garantire la continuazione dell'attività Alitalia per aprire nuove e reali trattative". E di dramma parla anche il candidato sindaco, Rutelli, che commentando "La Padania" che ieri rivendicava di aver messo il bastone tra le ruote tra Italia, Francia e Olanda, dice "vorrei che si capisse che per noi a Roma Alitalia è come la Fiat per Torino. Su questa vicenda si è fatto del terrorismo, se Alitalia fallisce avremo decine di migliaia di persone disoccupate". Bersani commenta che "ogni scalino che si fa verso l'emergenza possono aumentare gli interessati, ma peggiorare le proposte" e dunque, la nuova fase "avrà problemi maggiori di quelli vissuti finora, soprattutto per i lavoratori". Intanto, secondo il ministro, sarebbe meglio evitare il commissariamento che se non è "un fallimento" crea sicuramente "condizioni più problematiche". La palla passa al nuovo esecutivo. Prodi annuncia di aver aumentato l'importo previsto per il prestito ponte, così come chiesto da Berlusconi. Probabilmente sono arrivate quelle indicazioni "inequivoche" che aveva chiesto nel pomeriggio lo stesso Bersani al nuovo governo. E se il Pdl vuole addossare anche questa responsabilità a Prodi, per non aver cercato alternative, Bersani replica: "Air France era l'unica rimasta dopo una lunga trattativa. Non è vero che il governo aveva scelto Air France, ma il gruppo franco-olandese era l'ultimo candidato rimasto disponibile". E se ora è diventato tutto più difficile, ragiona il ministro uscente, forse un po' dipende anche dal fatto "che non abbiamo avuto risposte alla nostra richiesta di non turbare una fase delicata". "I fatti sono evidenti - secondo Michele Meta, capogruppo della commissione Trasporti della Camera - : la Lega, con ossessiva determinazione, impone la scelta di Malpensa rispetto al salvataggio di Alitalia provocando la rottura con Air France e gettando nell'incertezza migliaia di lavoratori". Critico con il prestito ponte, Meta, mentre per Franco Marini "serve un'assunzione di responsabilità da parte di tutti, del governo, dell'azienda e dei sindacati", e in questa fase "un prestito ponte dello Stato che dia un po' di respiro per arrivare alla soluzione" può essere giusto.

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Ora gli imprenditori possono farsi avanti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del BERLUSCONI INSISTE "Ora gli imprenditori possono farsi avanti" ROMA "Adesso esistono le condizioni affinché i partecipanti alla compagine di chi vuole partecipare ad Alitalia si facciano avanti e chiedano di poter verificare i conti per presentare al più presto una offerta impegnativa", ha detto Silvio Berlusconi, leader del Pdl, conversando con i giornalisti nel corso di una passeggiata al termine della cena di ieri dal presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga. "Il tutto - ha aggiunto - coadiuvato da banche e istituti a latere, e sicuramente con la partecipazione di aziende del settore" e "enti importanti". Il premier in pectore non ha "nessun dubbio" sul fatto che ora si darà vita ad una "compagine azionaria" alla quale parteciperanno "molti imprenditori. Ci sono anche gli ammortizzatori di Stato e quindi non ritengo di avere problemi per quanto riguarda l'Alitalia". "È interesse di tutti - aggiunge poi - avere e mantenere una compagnia di bandiera e adesso verranno avanti quegli imprenditori che sono disposti ad una compagine azionaria, una compagine aperta alla partecipazione di azionisti imprenditori".

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Formigoni-Bossi-Fini: fulmini e saette all'ombra del Pirellone Il governatore: Non sapevo fosse il capo di An a decidere del mio futuro... . Resta dov'è, addio sogni di gloria (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Formigoni-Bossi-Fini: fulmini e saette all'ombra del Pirellone Il governatore: "Non sapevo fosse il capo di An a decidere del mio futuro...". Resta dov'è, addio sogni di gloria di Natalia Lombardo/ Roma GIÙ AL NORD Formigoni dovrebbe restare al Pirellone fino al 2010: lo annuncia Fini in tv e l'aveva già detto Bossi. Ma il Governatore della Lombardia s'infuria: "Non sapevo che fosse l'onorevole Fini a dover decidere del futuro mio e della Lombardia". Aveva risposto così anche al leader della Lega che ne aveva annunciato al permanenza al Pirellone: "Il mio futuro politico dipende da me e da Berlusconi, non da Bossi". "Credo che Formigoni resti alla Regione Lombardia", aveva detto Fini registrando Porta a Porta; "ma no, mi ha frainteso, dopo lo chiamo", recupera il leader di An. Ma dal colloquio di tre quarti d'ora a Arcore con Silvio Berlusconi ieri pomeriggio, Formigoni ne esce "perplesso" e commenta con un formale "tutto bene". Da giorni reclama la presidenza del Senato - blindata per Schifani - gli Esteri - preclusi per i suoi viaggi da Saddam prima della guerra - o gli Interni. Com'è avvenuto il giorno prima con il veneto Galan, il leader del Pdl ha chiesto a Fomigoni di restare dov'è fino alla scandenza del mandato nel 2010. Perché andare ora alle elezioni anticipate in Veneto e in Lombardia significherebbe consegnarle alla Lega, rafforzandone il potere rispetto al Pdl. Come ricompensa il cavaliere avrebbe promesso al Governatore una carica ai vertici del Pdl (vicepresidente o coordinatore) e un posto da ministro delle Attività Produttive fra due anni, allo scadere del terzo mandato al Pirellone. Sarebbe il forzista Scajola a cedere il posto, con il corposo pacchetto Expo 2015. E la ciellina Compagnia delle Opere avrebbe comunque una forte presenza a Roma con Maurizio Lupi alla Salute. Ma Formigoni vende cara la pelle (per la seconda volta dovrebbe dimettersi da senatore): "Per quanto riguarda me e Berlusconi, abbiamo aggiornato il nostro colloquio a domani sera". Berlusconi è tornato ieri sera a Roma per il caso Alitalia dipanato con Gianni Letta, e insieme sono andati a cena da Francesco Cossiga. Il leader del Pdl dovrà sentire le richieste dei "nanetti" e dei meridionali come Fitto (Fi) per una caratterizzazione meno nordista del governo. E s'impegna per gli ultimi fuochi di campagna elettorale a Roma: oggi a piazza in Lucina, domani con Fini a piazza Navona per Alemanno. Gianfranco Fini "blinda" per sé lo scranno più alto di Montecitorio. Il leader di An annuncia: "Se sarò eletto presidente della Camera lascerò la presidenza del partito, nominando un reggente "primus inter pares"" fino al congresso che, in autunno o all'inizio del 2009, "farà l'ultimo passo verso il Pdl". Nella competition tra i "colonnelli" di An, dovrebbe avere la meglio Ignazio La Russa (che è stato coordinatore) mantenendo anche la Difesa; Matteoli potrebbe essere "capo-delegazione" di governo, e Alemanno in caso di perdita a Roma ha pronto il Welfare. Si era fatto il nome di Giorgia Meloni come reggente, ma lei si schermisce: "In questi giorni mi hanno candidato a tutto, anche alla Difesa come la ministra spagnola incinta...". Lo schema di governo è fermo. Dal cappello delle sorprese di Berlusconi spunta Gianni De Gennaro come ministro per il Mezzogiorno, un segnale bipartisan alla Sarkozy. La Giustizia oscilla in FI tra l'avvocata Gelmini e Sandro Bondi. Le uniche certezze le declama Bossi: "Io alle Riforme, e Maroni all'Interno perché ci vuole uno con le palle" per buttare fuori i clandestini. Calderoli alle Riforme è improponibile (si dimise per la maglietta anti Islam) ma checché ne dica Bossi anche come vicepremier è indigesto a Letta; Zaia all'Agricoltura e Castelli in parcheggio per due anni da viceministro alle Infrastrutture, in attesa del Pirellone. Ma Bonaiuti avverte: "Decide Berlusconi".

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Alitalia, il grande sabotaggio (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia, il grande sabotaggio Alfredo Recanatesi Segue dalla Prima Direttamente quando Berlusconi dichiarò irricevibili le proposte franco-olandesi annunciando nello stesso tempo fantomatiche alternative prima con la storia della cordata di imprenditori nazionali, che è gente che difficilmente rischia soldi per far crescere le sue aziende, figurarsi se ne mette in una azienda disastrata come Alitalia; poi con le banche, nessuna delle quali a tutto ieri ha mai ammesso di avere un qualche pur vago progetto in merito; e infine, dopo il soggiorno di Putin a Villa Certosa, con Aeroflot, che costituisce una ipotesi inconsistente se non altro sotto il profilo industriale dal momento che la compagnia russa ha una rete nella quale - lo dice chi di queste cose ne capisce - Alitalia non è in alcun modo integrabile con profitto. Tra le cause dirette che hanno fatto saltare l'integrazione nel gruppo franco-olandese c'è anche la questione di Malpensa sulla quale Pdl e Lega hanno condotto una rilevante parte della campagna elettorale. Dimentichi, l'uno e l'altra, che l'originario progetto di fare di quell'aeroporto un hub è stato compromesso non solo dall'assenza di ogni logica di programmazione territoriale che ha consentito lo sviluppo nel nord di tanti aeroporti regionali sui quali si disperde la domanda di traffico, ma anche, fin dall'inizio, dalla difesa per evidenti motivi di consenso politico-elettorale del ruolo di Linate (la resistenza politica a ridurre il ruolo di Linate per favorire il lancio e il consolidamento di Malpensa fu il motivo, alla fine degli anni 90, della rinuncia olandese ad integrare Klm nella Alitalia per formare un gruppo che, allora, sarebbe stato dominato dalla compagnia italiana). E tacendo, l'una e l'altra, che alla difesa di Malpensa non sono estranei i lauti indennizzi che, per l'incomodo del rumore, molti comuni del varesotto - quelli che tanto ce l'hanno con Roma ladrona - percepiscono ed intendono continuare a percepire fino ad aver chiesto, in passato, una riduzione della intensità e della rumorosità del traffico, ma moderata, in modo da non scendere sotto le soglie fissate per gli indennizzi. A porre la parola fine nella trattativa con Air France-Klm hanno concorso anche cause indirette. Tra queste, quelle relative alle fantasmatiche alternative più convenienti ad una intesa con il gruppo franco-olandese. Avendovi prestato fede, seppure contro la logica e contro i loro stessi interessi, le organizzazioni sindacali sono state indotte ad irrigidirsi fino ad indurre il presidente di Air France da alzarsi dal tavolo e tornarsene a Parigi. Inoltre, lasciando nella più assoluta incertezza il futuro della compagnia, con le minacce della Iata e quelle dell'Enac di revocare la autorizzazioni di volo a causa della erosione delle garanzie finanziarie sulla possibilità di rispettare le condizioni operative, la quota di mercato di Alitalia continua, giorno dopo giorno, a precipitare ampliando le perdite che, giorno dopo giorno, la sua operatività già costa. Tutto questo è motivo della grande soddisfazione che gli esponenti del centro-destra vanno manifestando in queste ore. Cosa abbiano in mente è davvero difficile capire perché, a questo punto, delle due l'una: o viene nominato un commissario che di fatto apre il fallimento e la fine della storia, oppure si trova il modo, comunque in conflitto con la Commissione di Bruxelles, di finanziare ancora una volta le perdite a carico del bilancio statale. Molte altre volte - lo sappiamo tutti - è stato fatto; Alitalia è già costata una montagna di miliardi a tutti noi cittadini italiani, ma sempre nella prospettiva di qualche piano di risanamento e di rilancio. Poi magari questi piani si andavano ad incagliare sulla opposizione dei sindacati che trovava facile sponda nel ventre molle della politica. Comunque, almeno nella forma, ci si provava. Questa volta, invece, il nuovo finanziamento, eufemisticamente chiamato prestito, verrebbe erogato, anzi verrà erogato, al buio, senza alcuna prospettiva di un qualche futuro, perché dopo quello franco-olandese di autobus verso un accettabile futuro sarà davvero difficile che ne possano passare.

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D'Alema con i candidati A Trionfale e Laurentino Stasera all'Auditorium Massimo e al Gran Teatro: portare tutti al voto (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del D'Alema con i candidati A Trionfale e Laurentino Stasera all'Auditorium Massimo e al Gran Teatro: portare tutti al voto / Roma Primo appuntamento attorno alle 11 a via Andrea Doria, dove è dislocato il mercato Trionfale. È una giornata di Massimo D'Alema dedicata ai ballottaggi di Roma e Provincia con Francesco Rutelli e Nicola Zingaretti. Dunque, fra la gente a Trionfale e Prati, con il candidato sindaco e la presidente del XVII municipio Antonella De Giusti, poi pranzo al centro anziani di via Sabotino. Nel pomeriggio, invece, insieme a Zingaretti e a Umberto Marroni, eletto per il Pd in consiglio comunale, al Laurentino, alla Coop di via Sapori. Secondo uno schema, spiega Marroni, che ci deve vedere impegnati su due piani: "gli incontri con i cittadini nei quartieri e nelle strade, e particolarmente nelle periferie popolari dove il Pd deve essere radicato nel territorio, punto di riferimento di cittadini e associazioni". E quello "della mobilitazione di tutti i comitati, per portare a votare tutti coloro che hanno votato al primo turno". Al fine di attivare tutte le forze sono previsti i due appuntamenti del tardo pomeriggio, all'auditorium Massimo, alle 18, con D'Alema ci saranno Zingaretti e Marroni. Più tardi, al Gran Teatro, il pubblico sarà quello del Pd che viene dalla Margherita. Il primo turno si è concluso con un vantaggio di 80-90mila voti, mantenere questa differenza è importante per vincere su una destra che, dopo il 13 e 14 aprile, è però fortemente mobilitata e, aggiunge Marroni, dovrebbe preoccupare anche l'elettorato cattolico e di centro democratico: "Storace, dopo aver litigato per mesi, ora è soft, il che indica che l'apparentamento c'è. Lo scivolamento a destra è poi evidente dalla strumentalizzazione dei problemi sulla sicurezza perché se l'esigenza di sicurezza è giusta le strumentalizzazioni contro gli immigrati portano all'intolleranza". Altro motivo di preoccupazione, secondo Marroni: "Il blocco di interessi che è dietro Alemanno e che già è evidente nella vicenda Alitalia: "Non va dimenticato che il governo Berlusconi ci tolse, cioè non finanziò, la legge su Roma capitale e questo significa meno strumenti per le infrastrutture della città". SCIVOLA a destra il candidato Pdl. Marroni: "C'è un'alleanza contro la Capiatle".

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Una farsa targata Lega piomba su Fiumicino Zingaretti: io sono per Alitalia, non per Alipadania. Michele Meta: dalla destra arrivano i primi danni (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Una farsa targata Lega piomba su Fiumicino Zingaretti: io sono per Alitalia, non per Alipadania. Michele Meta: dalla destra arrivano i primi danni di Maurizio Nequio DELUSIONE, preoccupazione e rabbia aleggiano a Fiumicino dopo l'Addio di Air France al tavolo delle trattative per l'acquisto di Alitalia. Più di ventimila famiglie romane aspettano risposte sul proprio futuro. Francesco Rutelli ha chiaramente esposto la sua posizione ieri mattina, durante la trasmissione di Giorgio Elsner su Radio Sei. "È un vero dramma. Oggi la Padania rivendica di aver messo il bastone tra le ruote tra Italia, Francia e Olanda, che hanno ritirato la loro offerta. Ma vorrei che si capisse che per noi a Roma Alitalia è come la Fiat per Torino". Ed ha poi aggiunto: "Su questa vicenda si è fatto del terrorismo, se Alitalia fallisce avremo decine di migliaia di persone disoccupate". E mentre il candidato sindaco del PdL, Alemanno, fa riferimento ad una non precisata cordata italiana, i lavoratori di Fiumicino chiedono di non giocare sulle loro vite. Zingaretti nel corso di un'intervista a Rete Oro afferma: "Bisogna fare attenzione per evitare che la situazione diventi drammatica, io credo in Alitalia e non in AliPadania. La situazione è molto delicata, credo che forse con Air France si poteva e si doveva fare un tentativo in più per portare avanti la trattativa". Ed ha proseguito: "Forse anche i francesi sono rimasti spaventati dal fatto che la vendita della compagnia sia stata tirata in ballo nelle dispute della campagna elettorale". Sono in tal senso significative le parole espresse da Giorgo Morale, lo steward che nei primi giorni di aprile portò avanti uno sciopero della fame contro le posizioni dei sindacati: "Ora che hanno fatto volare via Air France, ognuno si prenda la propria responsabilità". Giorgio Pasetto del Partito Democratico chiede al centrodestra di non strumentalizzare la vicenda per fini politici: "Per ora la fantomatica cordata italiana esiste solo nel paese delle meraviglie di Alemanno, ma non nella realtà. Ad oggi non si è mai presentata ed è stata smentita da tutti gli imprenditori strumentalmente coinvolti da Berlusconi". Michele Meta, parlamentare del PD e capogruppo della Commissione Trasporti della Camera, ha dichiarato: "La destra non si è ancora insediata al governo e causa già incresciosi danni per l'intero paese". Ha poi risposto a Francesco Giro, coordinatore di Forza Italia a Roma, che aveva proposto all' Acea di farsi promotrice di una sottoscrizione a favore della ricapitalizzazione di Alitalia. "Per le fantomatiche cordate italiane -afferma Meta- se non ci trovassimo di fronte ad una vera e propria tragedia, saremmo alla farsa. Perchè si sta scendendo ai livelli della colletta pubblica e privata proprio come fa l'onorevole Giro chiamando in causa l'Acea".

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Alitalia, si infuoca il duello elettorale - carlo picozza (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IX - Roma Alitalia, si infuoca il duello elettorale Rischio disoccupazione per migliaia di dipendenti: scontro tra i candidati CARLO PICOZZA La vertenza Alitalia fa irruzione nella campagna per l'elezione del sindaco della capitale e del presidente della Provincia. Il giorno dopo il ritiro dell'offerta di acquisto da parte della compagnia Air France-Klm, tra lo smarrimento dei lavoratori sempre più sfiduciati, il futuro di Alitalia diventa tema elettorale. Per il candidato sindaco del centrosinistra, Francesco Rutelli, "si sta consumando un dramma". "L'Alitalia", commenta, "è per Roma quello che la Fiat è per Torino". "Il giornale della Lega, la Padania", continua, "rivendica di aver messo il bastone nelle ruote del negoziato tra l'Italia e la compagnia franco olandese. Sulla vicenda si è fatto del terrorismo per far saltare l'accordo con l'Air France: se Alitalia fallisce avremo migliaia di persone disoccupate". Per il suo avversario, il candidato del Pdl, Gianni Alemanno, "la cordata italiana è l'unica soluzione possibile se si vuole, come noi vogliamo, mantenere in vita la compagnia di bandiera". Dello stesso avviso il senatore Mario Cutrufo, indicato come possibile vicesindaco dal Pdl: "Alitalia può essere salvata da una cordata italiana, ma i lavoratori e i sindacati dovranno collaborare in una fase così delicata". "Attenzione", ammonisce il candidato presidente alla Provincia per il centrosinistra, Nicola Zingaretti, "la situazione può diventare drammatica: io credo in Alitalia, non in AliPadania. Con Air France si poteva e si doveva fare un tentativo in più per portare avanti il negoziato". "Forse", ipotizza, "anche i francesi sono stati spaventati dalla chiamata in causa della vendita della compagnia nelle dispute della campagna elettorale". "La crisi dell'Alitalia", per il leader del Pd, Walter Veltroni, "è nata dopo l'annuncio di cordate che non esistono". "C'è stata ostilità per Air France perché straniera", continua. "Poi si ipotizza un accordo con la compagnia Aeroflot, come se straniera non fosse. Spero che Lufthansa possa essere interessata a una partnership con Alitalia, che salvaguardi il lavoro, Fiumicino e Malpensa". "La destra", sostiene Michele Meta (Pd), già assessore regionale ai Trasporti, "non si è ancora insediata al Governo e già causa danni al Paese". "L'esultanza del giornale della Lega di fronte al ritiro dell'offerta di Air France per Alitalia", aggiunge il consigliere regionale Alessio D'Amato (Pd), "rivela una visione miope sul futuro della compagnia italiana e di migliaia di posti di lavoro. Roma e il Lazio rischiano di pagare un prezzo altissimo al diktat della Lega".

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Marrazzo: "no all'alipadania del pdl" - paolo boccacci (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IX - Roma Parla il presidente della Regione. "Per la sicurezza, sta partendo il restyling di centocinquanta stazioni" Marrazzo: "No all'Alipadania del Pdl" "Per una città sicura siamo passati da 4,5 milioni del 2004 a 22 nel 2008" PAOLO BOCCACCI "Andrò nei municipi dei ballottaggi e testimonierò con la mia giunta e tutta la coalizione che quando la destra governa è un fallimento". Presidente Marrazzo, Rutelli dice che l'Alitalia è per Roma come la Fiat per Torino. E lì la crisi si fa sempre più dura. "Da domani sarà affisso un manifesto, a firma mia, sul caso Alitalia. Ho sentito il bisogno di farlo per i lavoratori e le lavotratrici della compagnia aerea. Ci sarà scritto "Alitalia sì, Alipadania no: giù le mani da Fiumicino". Noi abbiamo sempre detto che il mercato aiuta Fiumicino: se giudica il mercato Fiumicino è un aeroporto da 50 milioni di passeggeri e se l'Alitalia potrà fare da qui rotte intercontinentali, tornerà una grande compagnia. Su questo Alemanno deve essere chiaro". In che senso? "Deve dire alla città se i suoi alleati di governo, la Lega di Bossi e Maroni, gli permetteranno mai di stare dalla parte di Fiumicino e dei lavoratori. Lui è alleato di chi vuole colpire Fiumicino, mentre noi non abbiamo mai parlato contro Malpensa". Rifiuti: Alemanno dice che il Lazio diventerà come la Campania e Roma come Napoli. "Alemanno deve sapere che quel Centrodestra che ha fallito tra il 2000 e il 2005 alla Regione, ha lasciato il Lazio con solo tre linee di smaltimento del cdr e con uno dei più bassi indici di raccolta differenziata. Noi la riconsegneremo con gli impianti necessari, otto linee di termovalorizzazione e la raccolta differenziata, grazie ai provvedimenti che abbiamo preso anche nei giorni scorsi, potrà arrivare entro il 2010 a superare il 35%". Sicurezza, un'altra sfida. Il centrodestra ci punta tutte le carte. "Risponderò con i fatti: le risorse per la sicurezza nella nostra legislatura sono quintuplicate: dai 4 milioni e mezzo spesi nel 2004 ai 22 milioni nel 2008". Che avete fatto? "Sta partendo l'operazione restyling di 150 stazioni e un'altra che riguarda le periferie di Roma con illuminazione e telecamere per cui abbiamo stanziato 10 milioni di euro. Ai cittadini bisogna assicurare una sicurezza in casa e fuori casa". Braccialetto anti-violenza. Rutelli lo propone. Alemanno dice che umilia le donne. "Le risposte vanno concertate con i cittadini. Nella proposta di Rutelli c'è l'attenzione alle donne, mentre mi sembra che nella risposta di Alemanno emerga la cultura della destra" Il candidato del Pdl vuole abbattere e ricostruire il Umberto I. "Si vede che Alemanno si è occupato poco dei problemi della sanità, ma di come se ne sono occupati i suoi colleghi dal 2000 al 2005 lo sappiamo: ci hanno lasciato dieci miliardi di debiti. Per quanto riguarda l'Umberto I, che il nuovo governo decida sul progetto di ristrutturazione dell'ospedale e l'università dia il via alla nuova azienda ospedaliera universitaria con la Regione". Insomma, nessuna soluzione radicale per il Policlinico? "Nessuna soluzione improvvisata e di facciata. I romani hanno conosciuto bene un governo della destra alla Regione e sanno come ha lavorato per cinque anni. Roma ha bisogno di continuità nel segno della buona politica che dal 1993 ha governato la capitale d'Italia".

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L'ex ministro di An: Per Alitalia ci impegniamo a fare una cordata italiana una public company (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del L'ex ministro di An: "Per Alitalia ci impegniamo a fare una cordata italiana una public company".

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Rutelli ad Alemanno: con voi comanda la Lega Faccia a faccia a Ballarò . Il candidato di An punta sulla paura. Il vicepremier: Roma merita rispetto (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Rutelli ad Alemanno: con voi comanda la Lega Faccia a faccia a "Ballarò". Il candidato di An punta sulla paura. Il vicepremier: Roma merita rispetto di Mariagrazia Gerina / Roma LA SFIDA "Il bello della destra e il bello della sinistra", li presenta il comico Maurizio Crozza, che introduce a modo suo al pubblico di Ballarò la sfida del Campidoglio e gli attesissimi ospiti di Giovanni Floris. Francesco Rutelli e Gianni Alemanno, a meno di una set- timana dal verdetto delle urne: "Se avessero vent'anni in meno sarebbero due splendidi tronisti", li fredda dopo la lusinga il volto comico più amato di Walter Veltroni, che si scusa per il ritardo degli ospiti: "Si stanno giocando a scopa i voti dell'Udc". E poi riassume così la faccenda Roma: "Taxi e rom. Tra i candidati possibili convergenze?" Poche, a giudicare dal confronto che è andato in onda ieri, a tarda sera. "Ho affilato le armi", assicura al suo ingresso negli studi televisivi Alemanno, che ha l'aggressività di chi sta all'opposizione. Slogan: "Tu rappresenti il continuismo, io il cambiamento". "Siamo pronti e sereni", ostenta invece sicurezza al suo arrivo Rutelli, che non perde l'aplomb istituzionale anche quando usa l'accento romano alla Sordi. E scandisce: "Orgoglio e strategia". Eppure: "Se perdesse Roma si giocherebbe dentro al Pd la resa dei conti", maligna il direttore di Panorama, Maurizio Belpietro, ospite in studio insieme al direttore di Repubblica Ezio Mauro, che invece di Alemanno dice: "Uno sfidante che per la prima volta se la gioca". Abito scuro rigato, cravatta arancio per Rutelli, 45,77% al primo turno. Blazer per Alemanno, 40,74%. Rutelli comincia cedendo la parola al suo avversario, che sventola come fosse l'Unità la prima pagina del Messaggero e l'aggressione de La Storta: "Roma ferita e stuprata - recita -. Una brutta pagina". Rutelli parte da Milano dove racconta: "Sono andato da italiano per sostenere la candidatura di quella città all'Expo 2015, dai principali alleati di Alemanno - ovvero dalla Lega - vorrei lo stesso rispetto per la nostra capitale, che lo dicono tutti è migliorata tanto e continua a crescere senza sottovalutare problemi grandi che ci sono, come la sicurezza". Ed è lì che inevitabilmente si concentra lo scontro. Alemanno parla di "sottovalutazioni". Rutelli difende Veltroni: "È stato lui a sollevare per primo l'argomento, ma l'ha fatto con spirito bipartisan, perché di fronte al crimine tutto si deve fare tranne dividersi". E attacca il governo Berlusconi, incassando "un'ammissione di sottovalutazione" persino dall'avversario. Infine, terza mossa, tira fuori anche lui articoli di giornale: "Spaccio record", "studentessa violentata", "ucciso nella baracca". E rivela: "Parlano di Milano e non di Roma". Alemanno non ci sta: sa che è solo su quello che può fare leva per buttare giù "il modello Roma". E insiste, promettendo espulsioni: "Devono tornare a casa loro". Rutelli non si sottrae, mostra persino il braccialetto della discordia (un "burqa", secondo Alemanno - "tecnologia, perché non servirsene?", replica Rutelli). E poi avverte: "Pensi al modello Sarkozy che agli immigrati ha dato anche dei soldini per andare via, salvo che poi non se ne sono andati". E lo stesso vale per il modello Bossi-Fini: "A proposito perché non chiedi al tuo alleato se la pianta?", chiede ad Alemanno agitando una pagina della Padania con il disegno del Colosseo in fiamme. Poi magari - chiede il candidato sindaco del centrosinistra - "parliamo anche di altro, del futuro di questa città". Primo Alitalia: "La Lega vince Air France vola via", attacca Rutelli. "Ne sono felice", risponde Alemanno, riproponendo la leggenda della "cordata italiana". Scatta l'Alberto Sordi che è in Rutelli: "'Ndo sta 'sta cordata? Mi sa che è come l'espulsione dei romeni". E ancora le tasse, la casa, l'Ici, i progetti della Roma di domani, la nuova metropolitana, il centro Congressi. "Voi avete votato no a tutto, dall'Auditorium alla metro", attacca Rutelli: "Ma si può guidare la città dicendo solo che fa tutto schifo?". Alle spalle, i fantasmi. Quello di Bossi e quello di Storace: "Ha governato la Regione, lasciando in eredità assessori arrestati e rinviati a giudizio, che voi avete candidato in parlamento", attacca Rutelli. "E allora quelli che occupano le case?", replica Alemanno. Sorridono o si mordono le labbra gli allenatori, a seconda dei casi. A riscaldare il candidato sindaco del centrosinistra, ci ha pensato direttamente il coordinatore del Pd Goffredo Bettini, assente in studio, ma presente come nel '93 dietro le quinte anche in queste ore in cui l'ex sindaco in motorino si gioca in un colpo quindici anni di centrosinistra. E a giudicare da ieri sera, ha ancora il match point tra le mani.

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Tutta brava gente (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Tutta brava gente Marco Travaglio Se tutto va bene, quello che si profila è un governo coi fiocchi. Aveva ragione chi, prima delle elezioni ma soprattutto dopo, invitava il Pd al "dialogo" perché "Berlusconi è cambiato": ora è uno "statista" che "vuole passare alla Storia" e bisogna dare una mano. Infatti ha testè mandato definitivamente a picco Alitalia, completando l'opera iniziata nel 2001 e scacciando Air France in quanto "straniera": ora la regala ad Aeroflot dell'amico Putin, che notoriamente è italiana. Il neostatista avrà al suo fianco come vicepremier Roberto Calderoli, detto Pota, autore della legge elettorale da lui stesso definita "una porcata" nonché coautore della riforma costituzionale della baita. Ieri ha dichiarato al Corriere che farà da "ponte tra Pdl e Pd" (semprechè il Pd regali "tre anni di tregua al governo": e perché non 5?). Insomma sarà l'uomo del dialogo. Anche con i musulmani, si presume: la maglietta anti-Maometto è sempre pronta sotto la camicia verde. Non bastasse lui, a dialogare con l'Islam provvederà pure il ministro della Salute, il forzociellino Maurizio Lupi, padrino di battesimo di Magdi "Wandissima" Allam la notte di Pasqua. Dopo giorni di discussioni, pare sciolto il nodo del Viminale, dovrebbe andare a Maroni. La scelta è presto spiegata: il Cainano ha chiesto in giro se ci fosse qualcuno condannato per aver picchiato almeno un poliziotto. Gli han risposto: c'è qui Maroni, che nel 2006, durante la perquisizione nella sede della Lega, azzannò il polpaccio di un agente. Perfetto: ministro dell'Interno. Stesso criterio per il rag. Altero Matteoli di An: è stato rinviato a giudizio per aver depistato le indagini su un giro di abusi edilizi all'isola d'Elba, ha varato due condoni edilizi nel '94 e nel 2004, ha dichiarato che "i bracconieri sono simpaticissimi" e di essere solito andare a pesca di frodo. Dunque sarà ministro dell'Ambiente, per la terza volta. Ancora incerto il ministero della Giustizia: Previti e Dell'Utri non hanno sciolto la riserva. Gianfranco Miccichè, dato per sicuro ministro due mesi fa per convincerlo a rinunciare alla Sicilia, sarà solo vice. Come la volta scorsa. Tornerà all'Economia, dove nel 2003 entrava e usciva l'amico Alessandro Martello per il servizio pronto-coca a domicilio. Bossi, che prima del voto - almeno a sentire il Cainano - era molto "malato" e non ce l'avrebbe mai fatta a fare il ministro, s'è ristabilito e lo farà, col fuciletto a tappo. Se ci va proprio di lusso, avranno un ministero anche Michela Vittoria Brambilla e Gianfranco Rotondi, leader della Dc per l'Autonomia (autonomia da cosa non s'è mai capito: forse dagli elettori). Per MVB pare nascerà ad hoc il dicastero alle Triglie Salmonate. Rotondi, data la conformazione a kiwi del suo cranio, l'avremmo visto bene all'Agricoltura: invece andrà alla Funzione, anzi Finzione, pubblica. Lo spensierato Frattini, elegantissimo ficus della politica italiana, andrà alla Farnesina; ma non se ne accorgerà, tanto il ministro degli Esteri continuerà a farlo il Cainano a Villa Certosa, con Bagaglino al seguito. Per l'angolo del buonumore, la Cultura se la stanno giocando in un ballottaggio all'ultimo esangue Bondi e Bonaiuti (ma potrebbero accontentarli entrambi: James alla poesia e Paolino alla prosa). E, per la serie "Il ritorno dei morti viventi", Lucio Stanca all'Innovazione tecnologica: è, questo Stanca, presenza inquietante e ectoplasmatica, nel senso che nessuno può dire di averlo mai visto con i propri occhi o sentito parlare, qualcuno insinua non sia mai esistito se non nella fertile fantasia del Cainano. Alla Camera baderà Gianfranco Fini, che negli ultimi tempi s'è molto allenato anche a rassettare la cucina e a pulire le scale. Al Senato, ultimo fiore all'occhiello, troneggerà Renato Schifani. A questo proposito, riservandoci di tornare più approfonditamente sul personaggio, segnaliamo al capo dello Stato chi è l'uomo che lo sostituirà quando sarà in viaggio all'estero: negli anni 80, Schifani era socio del futuro boss di Villabate Nino Mandalà (8 anni in primo grado per associazione mafiosa) e dell'imprenditore Benny D'Agostino (condannato per concorso esterno) della società di brokeraggio Siculabrockers. Da Mandalà alla seconda carica dello Stato. Siamo in buone mani. Uliwood party.

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<Io, romena leghista, dico: eliminate le baraccopoli> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 97 del 2008-04-23 pagina 6 "Io, romena leghista, dico: eliminate le baraccopoli" di Giacomo Susca da Milano Va bene il voto di protesta delle periferie operaie. Vada anche per i nuovi schiavi dei call center. Ma Bossi e compagni ammettano: e chi se l'aspettava di trovare nelle urne perfino le "crocette" degli immigrati? Romeni, per giunta. Roba da salire a piedi sul Monviso e cospargersi di acquasanta alla fonte del Po. Eppure qualcosa di "strano" è successo il 13 e 14 aprile scorsi. Dietro quell'8,2 per cento di preferenze su base nazionale, il 12,3 a Milano città, il 27,8 in Lombardia, ci sono persone in carne e ossa. E storie. Sentite qua. La signora Natalia, una cinquantina d'anni, vive e lavora - sodo - proprio a Milano, capitale della Padania. Arrivata dalla Romania che più Romania non si può (le campagne a 350 chilometri a nord di Bucarest), da dieci anni ha preso la residenza, una casa in affitto nel cuore di via Ripamonti assieme al marito. Fanno "i salti mortali" per arrivare a fine mese, barcamenandosi tra pulizie negli uffici e assistenza domiciliare ad anziani soli. Allora, bella l'Italia? "Tanto. Ma ci sono venuta per scappare dalla miseria lasciata dalla dittatura comunista. Ero stata qui da voi qualche estate, oppure a Belluno. Poi abbiamo deciso di fare le valigie una volta per tutte". È stato difficile trovare di che vivere? "Se vuoi rispettare la legge sì. Molto più semplice fare come tanti miei connazionali: niente permesso di soggiorno, tanto nessuno se ne accorge. E pensare che io, ogni sei mesi, alla scadenza dei documenti, facevo il percorso al contrario per tornare a casa mia. Al confine gli agenti alla dogana mi dicevano: "Ma è scema? Non vede che restano tutti in Italia da clandestini?"". Vuol dire che siamo un Paese accogliente. "Perfino troppo. Anzi, credo siate degli ingenui. Negli ultimi anni gli immigrati sono diventati la maggioranza". Beh, ora non esageriamo. "Non in senso numerico, perché ormai comandano loro. Basta chiedere, e voi gli date le case popolari. Lasciamo perdere i campi nomadi...". Troppi anche quelli? "Quelli non dovrebbero proprio esistere. Bisogna raderli al suolo tutti, come gli edifici occupati. È da lì che partono per svaligiare gli appartamenti, rubare i portafogli e chiedere l'elemosina sfruttando i bambini. Invece il Comune di Milano paga roulotte e bollette. Pure i preti li difendono, ma di ospitarli nei loro palazzi non se ne parla. La morale? Quasi quasi, invece di spendere lo stipendio in affitto, me ne vado in via Triboniano: come milanese sto già pagando". C'è l'ha con i rom? "Dico soltanto che quando commettono reati terribili come l'omicidio della povera Giovanna Reggiani o gli stupri, io mi vergogno di essere romena. E piango per le famiglie delle vittime. Per i colpevoli, però, altro che attenuanti o sconti di pena. Invece in Italia si spendono i soldi pubblici in avvocati, assistenti sociali e giudici bravi a scarcerare. Perché non sbattere dentro i delinquenti e buttare la chiave? In Romania, non qui. Intanto, sotto casa mia, la sera è meglio non andare in giro. Chi fa qualcosa per la sicurezza?". La mette in politica? "Voto Bossi. L'ho visto su Telelombardia. Diceva: "È uno scandalo svendere Alitalia ai francesi". Ha ragione. Gridava: "Mandiamo via gli extracomunitari irregolari!". Giusto. Continuava: "Le tasse del Nord non le manderemo nell'immondizia di Napoli!". Verissimo. Per forza abbiamo vinto. Ora Berlusconi si impegni a cambiare la vita quotidiana delle persone. Bella l'idea dei mille euro in bonus bebè. Ma solo ai genitori italiani. Chiaro no?". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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E ora riprende quota la cordata italiana con Air One e Intesa (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)

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N. 97 del 2008-04-23 pagina 10 E ora riprende quota la cordata italiana con Air One e Intesa di Paolo Stefanato da Milano Il prestito concesso ieri all'Alitalia per aiutarla a trovare una soluzione industriale di risanamento e di rilancio è uno strumento provvisorio, di emergenza. Le condizioni sono tali che i 300 milioni svaniranno in fretta se non sarà trovato in breve un solido approdo: tra gennaio e febbraio, ultimi dati ufficiali comunicati alla Consob, la compagnia ha bruciato cassa per 102 milioni. Se l'emorragia non dovesse essere frenata, i 300 milioni basterebbero per tre mesi; ma con un pizzico di ottimismo in più, considerata anche l'alta stagionalità estiva, si può pensare a un orizzonte temporale che arriva fino all'autunno. È nell'arco di questo periodo che Alitalia dovrà trovare un acquirente credibile, che la guidi al risanamento, dopo aver aperto ai potenziali candidati la propria "data room" per rendere possibile un'offerta. In prospettiva, le soluzioni restano più d'una: il mutato scenario politico rafforza le possibilità di una "cordata italiana". Ieri sera il premier in pectore si è detto più che fiducioso. Chiusa la partita con Air France, ha spiegato Berlusconi, "gli imprenditori potranno venire avanti": "Adesso esistono le condizioni affinché chi vuole partecipare ad Alitalia si faccia avanti e chieda di verificare i conti in modo da poter presentare nel più breve tempo possibile una offerta impegnativa, il tutto coadiuvato da banche e istituzioni a latere e sicuramente con la partecipazione di aziende del settore. E poi si vedrà come può essere individuato un piano industriale che riporti al pareggio e all'utile". Restano sul tavolo, in via ipotetica, altre vie: un rientro, ad altre condizioni, di Air France, un'offerta di Lufthansa, l'outsider Aeroflot, in un ruolo da definire. Sullo sfondo, non è scongiurato il ricorso all'amministrazione controllata o a un commissariamento ex legge Marzano, nel caso svanissero reali prospettive di vendita. Cordata italiana. Bruno Ermolli, consulente di Berlusconi, insieme a Gianni Letta, ci stanno lavorando da settimane, e il prestito trova la sua forte motivazione proprio in una soluzione pilotata verso l'"italianità" della compagnia, un valore molto sentito dalla gente al di là di qualunque discorso tecnico. Una cordata italiana avrebbe come perno industriale Air One, la compagnia di Carlo Toto che dalla fine del 2006 sta lavorando senza incrinature per questo obiettivo, e attorno ad essa si potrebbe coagulare un pool di altri soggetti; e come perno finanziario una o più banche (a cominciare da Intesa Sanpaolo, che ha sempre sostenuto Air One), che garantirebbero gli ingenti flussi di denaro di cui l'Alitalia ha estrema necessità. Air One chiede di poter effettuare una due diligence completa e su dati aggiornati per formulare - tempo un paio di settimane - un'offerta. Lamenta di aver potuto verificare, nella prima fase di gara, soltanto dati vecchi (2006) e limitati ad Alitalia fly (che non comprende Alitalia servizi). Dalla compagnia di Toto si fa sapere, comunque, che il lavoro di aggiornamento del proprio piano, anche dopo la bocciatura dei ricorsi da parte del Tar e del Consiglio di Stato, non si è mai interrotto. Su una soluzione di questo tipo, che oggi appare avvantaggiata, restano numerose perplessità. Impegnativo per Air One (un terzo di Alitalia per dimensioni) fondersi con una compagnia in così profonda crisi e poter ottenere risultati tali da ripagare i capitali a prestito; i network delle due compagnie sono in parte sovrapposti (con problemi di Antitrust sul Milano-Roma), e sbilanciati sul breve-medio raggio, quello che soffre di più; Air One non apporterebbe valore aggiunto al lungo raggio (quello che fa la vera differenza tra le compagnie di linea tradizionali), sul quale sarà operativa da giugno con due aerei soltanto. All'acquirente di Alitalia sarà chiesto di salvaguardare il ruolo di Malpensa, che dovrebbe essere "difesa" da un parallelo ridimensionamento di Linate. Alitalia ha una partnership commerciale con Air France e appartiene all'alleanza SkyTeam, Air One ha un rapporto commerciale con Lufthansa. Par di capire che, essendo i due rapporti incompatibili, sarebbe abbandonato quest'ultimo. Air France e Lufthansa. Gli esperti sono propensi a ritenere che Parigi non sia più interessata, convinta ormai che al suo passo indietro non seguirà un'offerta dei tedeschi. Il trasporto aereo, fra recessione e prezzi record del carburante, si avvia ad affrontare anni difficili; che sia per Air France sia per Lufthansa saranno resi più delicati dall'arrivo in flotta degli Airbus 380, giganti dei cieli, che per essere metabolizzati (e riempiti) hanno bisogno di condizioni di mercato favorevoli. In questo contesto, Alitalia potrebbe rivelarsi una spinosa zavorra. Aeroflot. Non è pensabile che la compagnia russa possa comprare tout court Alitalia, perché extracomunitaria. Ma potrebbe essere socio di minoranza in una cordata italiana. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Trovati 300 milioni per tenere in vita Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 97 del 2008-04-23 pagina 11 Trovati 300 milioni per tenere in vita Alitalia di Fabrizio Ravoni da Roma Con un prestito ponte di 300 milioni, l'Alitalia potrà garantire la continuità aziendale per oltre due mesi. Un'autonomia limitata che però dà oltre un mese di tempo al nuovo governo (una volta insediato) per individuare una soluzione definitiva per la compagnia di bandiera. Queste le conseguenze del decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri di ieri. Un provvedimento varato dal governo con spirito bipartisan e che dovrà essere convertito dal nuovo Parlamento e per il quale il contatto fra governo e Popolo della Libertà è stato continuo; ma carico di sospetti da una parte e dall'altra. Confronto che si è sviluppato sull'ammontare del prestito. È lo stesso Prodi a spiegare che "l'onorevole Berlusconi ha chiesto di provvedere ad un prestito ponte più sostanzioso di quel che avevamo prospettato". Gli emissari del Pdl chiedevano che l'ammontare fosse di 300 milioni (così da dare al nuovo governo più tempo a disposizione). Padoa-Schioppa e Prodi lo limitavano a 100-150 milioni. E la cifra sarebbe stata alzata durante il Consiglio dei ministri; anche per il pressing sul governo esercitato direttamente ed indirettamente. Nel pomeriggio sia Bonaiuti sia Fini avevano usato il termine "congruo" per l'ammontare del prestito (e 300 milioni erano "congrui"). A condizionare, poi, il clima del confronto è intervenuto il ballottaggio di domenica per il Campidoglio. L'opposizione (da Veltroni fino ad arrivare a Vietti) ritiene Berlusconi responsabile se l'Air France ha deciso di abbandonare la trattativa con Alitalia. "Se fallisse sarebbe una tragedia per Roma", commenta Francesco Rutelli. "Per noi è come la Fiat per Torino". Nel pomeriggio Veltroni si fa vedere a Palazzo Chigi. "Mi auguro che il governo eviti una crisi drammatica che è il prodotto di comportamenti irresponsabili". Ed in serata auspica "una possibilità di trattativa con la Lufhtansa". Con il retromessaggio da affidare agli elettori romani: il governo di centrosinistra risolve temporaneamente i problemi dell'Alitalia, ricordatevelo domenica. Un sostegno non certo disinteressato quello del leader del Pd nei confronti del suo predecessore sulla poltrona di primo cittadino della Capitale. Se Rutelli non conquistasse il Campidoglio sarebbero in parecchi gli esponenti del Partito democratico a chiederne conto al segretario. A questa "drammatizzazione" a fini elettorali sembra immune Palazzo Chigi, tanto da accettare le richieste di Berlusconi sull'ammontare del prestito. Sul negoziato con l'Air France - osserva Prodi - hanno pesato negativamente sia le "interferenze politiche, sia le difficoltà opposte dai sindacati". Per Padoa-Schioppa le interferenze politiche hanno un nome e un cognome: Silvio Berlusconi. Da un punto di vista tecnico, il decreto prevede un finanziamento a tassi di mercato, rimborsabile entro il 31 dicembre di quest'anno. Per evitare di apparire un "aiuto di Stato" Pierluigi Bersani aveva previsto che ad emanarlo potesse essere il Viminale. In realtà, si tratta di un decreto della presidenza del Consiglio, d'intesa con Economia, Trasporti ed Interni. Il motivo del coinvolgimento del Viminale è per argomentare che il decreto legge viene fatto per garantire la "continuità territoriale" e per motivi di ordine pubblico. Formula che sarebbe stata individuata dai contatti bipartisan fra governo e Pdl. Grazie a queste motivazioni l'Unione europea non dovrebbe opporre critiche al decreto e farlo rientrare nella fattispecie di aiuti di Stato. Ed a far capire che da Bruxelles non dovrebbero arrivare problemi, interviene il presidente della Commissione. Il portavoce del portoghese Manuel Barroso precisa che il sostituto di Franco Frattini assumerà il dicastero europeo dei Trasporti. Come a dire: sarà un italiano a dover gestire la vicenda Alitalia. E per la posizione di Barroso, Romano Prodi esprime il proprio "disappunto". Una nota di Palazzo Chigi precisa che il presidente del Consiglio "ha scoperto dalle agenzie di stampa l'intenzione di affidare al nuovo commissario europeo italiano il portafoglio dei Trasporti, in caso di dimissioni di Frattini, attualmente alla Giustizia". La nota anticipa anche una formale protesta diplomatica. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Per evitare il peggio licenziamenti inevitabili> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 97 del 2008-04-23 pagina 11 "Per evitare il peggio licenziamenti inevitabili" di Redazione da Roma Inevitabili i licenziamenti. Anche perché l'alternativa è il fallimento di Alitalia. Il richiamo a non farsi troppe illusioni, nemmeno se si dovesse verificare il migliore degli scenari per la compagnia di bandiera, è arrivato da Gianfranco Fini. "È inevitabile - ha spiegato parlando a Porta a Porta - che, se si trova un compratore, ci sarà un ridimensionamento del personale perché l'alternativa non è di avere tre-quattromila esuberi, ma 18mila persone in mezzo alla strada". Il fallimento sarebbe "un disastro", ma sarà inevitabile se non ci saranno compratori. Per il momento è comunque importante il prestito ponte, che poi toccherà alla nuova maggioranza ratificare. "La palla passa nel nostro campo", ha riconosciuto Fini. A evocare gli esuberi ieri è stato anche il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. Il sindacato, ha assicurato, "è disposto ad accettarli", ma tutto dipende "dallo schema di lavoro che ci si dà: se ci saranno cioè sia Malpensa che Fiumicino e se si riprenderanno alcune rotte profittevoli". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Reguzzoni: <Che fallisca pure... Malpensa non vuole elemosine> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 97 del 2008-04-23 pagina 11 Reguzzoni: "Che fallisca pure... Malpensa non vuole elemosine" di Felice Manti da Milano "Se Alitalia deve fallire, fallisca. Il destino di Malpensa non dipende da quello della compagnia aerea. Qui a Varese non vogliamo elemosine". Marco Reguzzoni da ieri non è più il presidente dell'amministrazione provinciale di Varese. Leghista doc, 37 anni, è stato eletto deputato il 14 aprile. Air France ha detto adieu ad Alitalia. E ora? "E ora vinca il mercato. Alitalia vada per la sua strada. Se deve fallire fallisca, l'importante è che non vincoliamo il mercato". Rifondazione dà la colpa al Pd, il Pd parla di "polpetta avvelenata" della Lega che penalizza Roma e Fiumicino... "La sinistra commette il solito errore: mettere il becco in una questione meramente economica. Una compagnia aerea è un'azienda e deve stare sul mercato. Quello che non dobbiamo fare è dire che cosa deve fare Alitalia. Quanto a Roma, diciamo subito una cosa. I conti della compagnia aerea sono stati penalizzati da chi ha deciso di fare assunzioni solo su Fiumicino. E che queste assunzioni, fatte nel passato, siano di tipo clientelare è assodato". E Malpensa? "Se vince il mercato Malpensa vivrà. Non vogliamo che Malpensa venga assistita, né vincolare il destino dell'aeroporto a quello di Alitalia". Il presidente lombardo Formigoni dice che Air France voleva comprare Malpensa per distruggerlo... "È vero. L'obiettivo era vincolare i voli sul Charles de Gaulle di Parigi o su Fiumicino, tagliando fuori Malpensa. Quella imposta dai francesi era una misura inaccettabile". Le ipotesi sul piatto della bilancia sono due: prestito ponte o legge Marzano. Lei per quale "tifa"? "Ribadisco. Se si deve salvare per l'ennesima volta una compagnia decotta penalizzando Linate o altri scali, meglio farla fallire, senza spendere altri soldi. Quanto al commissariamento bisogna vedere che fine fanno gli aerei". Perché? "Alitalia non ha più aerei di proprietà. Sono tutti a noleggio. Vai a spiegare a una società di leasing, con sede magari alle Cayman, che i tuoi crediti sono congelati. Si ricorda il caso di Volare?". La compagnia sull'orlo del fallimento, poi commissariata... "Con la legge Marzano. Ma il giorno dopo la nomina del commissario straordinario, le società proprietarie degli aerei li avevano "parcheggiati" in aeroporti stranieri. Sostenendo, giustamente, di non avere più la certezza che la compagnia avrebbe pagato il leasing". Qual è il rischio? "Allora Volare restò ferma un mese. E non successe niente. Ma se Alitalia stesse ferma anche un giorno, si fermerebbe il Paese". Quanto ha inciso il caso Alitalia sulla vittoria di Pdl e Lega al Nord? "Tanto. È stato un caso di scuola, nel quale la sinistra ha mostrato la sua vera maschera. Quella statalista, interventista nell'economia. Un atteggiamento antieconomico di cui il Paese non ne può più". Si parla insistentemente di una cordata italiana del Nord... "È un'ipotesi molto plausibile. Personalmente so che una cordata in embrione esiste. So che ci sono degli imprenditori del Nord disponibili a investire sulla compagnia aerea, anche se è evidente che serve un forte partner industriale straniero alle spalle". Sarebbe una buona soluzione o... "Mi auguro solo che la cordata non voglia porre vincoli sulle tratte, come ha fatto Air France, o sugli slot di Malpensa. O che decida di penalizzare qualche altro aeroporto, fosse anche Fiumicino. Chi vuole compri e rispetti le regole di mercato". felice.manti@ilgiornale.it © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia, arrivano 300 milioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Sì del governo al prestito. Prodi: è la cifra chiesta dal Cavaliere. Padoa-Schioppa: il no di Air France colpa del Pdl Alitalia, arrivano 300 milioni Berlusconi: ora ci sono le condizioni per la cordata. Lufthansa esamina il dossier.

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ROMA La sicurezza ma anche le tasse e il decoro. È duello a Ballarò tra i due candidati i (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N corsa per il Campidoglio, Francesco Rutelli e Gianni Alemanno. Ognuno ha puntato sui punti più forti della propria campagna elettorale. Rutelli ha insistito sulla crisi dell'Alitalia e gli alleati "scomodi" come la Lega. Alemanno sul problema dei nomadi e gli immigrati. All'inizio i due si sono affrontati a colpi di fioretto, con l'accordo che i reciproci staff non avrebbro fatto da claque. Poi il patto è saltato e il confronto si è fatto più duro e incalzante. Rutelli: rigore e misure antiviolenza. Alemanno: cacciare gli stranieri denunciati.

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Nell'agenda del Cavaliere i fondi da sbloccare per l'Expo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-23 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il nuovo governo Nell'agenda del Cavaliere i fondi da sbloccare per l'Expo Berlusconi si occupa di Expo. Il premier, impegnato nelle trattative per la formazione del Governo e in quelle per il futuro di Alitalia, ha dovuto ieri trovare anche il tempo per fare il punto della vicenda Expo insieme ai tre leader milanesi di Forza Italia, Maristella Gelmini, Luigi Casero e Maurizio Lupi, che lo hanno incontrato ad Arcore prima del vertice con Formigoni. Il Cavaliere ha confermato che oggi a Roma pranzerà con il sindaco Letizia Moratti e con Gianni Letta per valutare quale strada scegliere per preparare l'Expo del 2015: il nuovo Governo dovrà predisporre in tempi molto brevi la legge che conferirà poteri speciali al sindaco e valutare se davvero ci sono, come parrebbe, problemi nel reperire i fondi preventivati nel piano con cui la candidatura di Milano è stata promossa dal Bureau International des Expositions. In questo caso, vanno ovviamente individuate le modalità per trovare i soldi. Ancora da definire la forma giuridica che verrà scelta per la società che dovrà gestire l'evento e l'unica cosa arrivata fino ad Arcore è che nell'intera operazione dovrà avere un ruolo di primissimo piano Paolo Glisenti, braccio destro del sindaco Moratti, segretario del Comitato che aveva organizzato la candidatura. Durante l'incontro di Arcore, Berlusconi ha confermato al terzetto l'intenzione di premiare il loro impegno e il lavoro fatto in questi anni a Milano e in Lombardia: per la Gelmini pare ormai certo un posto da ministro, mentre Lupi e Casero dovrebbero diventare sottosegretari, rispettivamente, di Infrastrutture ed Economia. Il leader del Pdl avrebbe però chiesto ai tre amministratori di continuare anche ad occuparsi del territorio, tenendo i rapporti fra Roma e Milano come è stato fatto negli anni scorsi. Una preoccupazione che sarebbe venuta anche al sindaco Moratti, abituata a discutere le questioni politiche ed amministrative più delicate proprio con questi tre referenti, oltre che con Ignazio La Russa di An (altro candidato al posto da ministro e, di conseguenza, al trasferimento fisso a Roma). Anche di questo, si potrebbe discutere al pranzo romano di oggi. Elisabetta Soglio.

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I sindacati ed Air France si risiedono al tavolo per trovare i margini di modifica al piano di Parig (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

I. I sindacati chiedono l'inclusione di Az Servizi nel perimetro Alitalia. Spinetta non ci sta: è rottura.

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ROMA Adieu...rien ne va plus. Air France lascia definitivamente il tavolo della trattativa (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)

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Di LUCIANO COSTANTINI ROMA Adieu...rien ne va plus. Air France lascia definitivamente il tavolo della trattativa e la partita Alitalia. La nostra compagnia ora è chiamata a far fronte da sola ad un futuro alquanto incerto. Serve ossigeno per restare in quota e il Consiglio dei ministri ieri sera ha deciso di varare un decreto per l'erogazione di un finanziamento che assicuri la cosiddetta "continuità aziendale": 300 milioni che dovrebbero permettere di evitare il commissariamento e guadagnare tempo in attesa che arrivi un nuovo aspirante compratore. Una somma che va a migliorare una situazione di cassa che allo scorso 2 aprile era di 239 milioni. Il finanziamento avverrà a tassi di mercato ed è previsto che venga rimborsato entro il 31 dicembre di quest'anno. I soldi verranno attinti dai fondi in bilancio dello Sviluppo economico per motivi di ordine pubblico e di continuità territoriale. Un escamotage per aggirare il possibile veto dell'Unione europea che certamente avrebbe bloccato un intervento del Tesoro come aiuto di Stato. Prodi, in conferenza stampa, ha spiegato la genesi della rottura con Air France: "Le eccessive interferenze verificatesi durante la campagna elettorale da ben definite parti politiche e le numerose difficoltà frapposte dai sindacati". E poi una precisazione: "Berlusconi mi ha chiesto un prestito più sostanzioso di quello che avevamo previsto per risolvere la vicenda Alitalia. Il nostro è stato un atto di responsabilità". Inizialmente, infatti, il prestito doveva essere limitato a 100 milioni. Secondo Padoa-Schioppa: "La persona che presiederà il governo ha contribuito a far sì che la soluzione Air France tramontasse, perchè convinto di poterne proporre una migliore. Cosa ci spinge a ritenere che il prestito verrà rimborsato? La fiducia nell'impegno di chi governerà. Il giudizio della Ue? Vedremo, si tratta di un intervento che in circostanze diverse probabilmente non si sarebbe fatto". In serata Berlusconi ha cenato con Cossiga e, al termine, conversando con i giornalisti ha affermato: "Ora di Alitalia mi occuperò io e comunque esistono le condizioni affinchè i partecipanti alla compagine di chi vuole partecipare alla compagnia si facciano avanti e chiedano di verificare i conti per presentare al più presto un'offerta impegnativa. Certo i francesi avevano presentato proposte che avrebbero significato la svendita della nostra aviolinea". I sindacati sono cauti: soddisfatti per l'arrivo di denaro fresco, ma preoccupati perchè, dopo il fallimento della trattativa con Air France, non c'è al momento alcun soggetto interessato all'acquisto della compagnia. Domani Cda di Alitalia e poi le organizzazioni sindacali incontreranno i vertici aziendali anche se il faccia a faccia non potrà andare oltre l'elaborazione di possibili misure di tipo congiunturale. Cioè come affrontare l'attività delle prossime settimane. Su Alitalia la partita è evidentemente anche politica. Il presidente uscente del Senato, Franco Marini, sollecita Berlusconi "a prendersi le sue responsabilità. Spero che se le assuma in termini positivi". Parla di "dramma" il candidato sindaco a Roma per il centro-sinistra, Francesco Rutelli: "Se Alitalia fallisce, ci saranno migliaia di persone in strada. La "Padania" rivendica di aver messo il bastone tra le ruote di Italia, Francia e Olanda, vorrei che si capisse che per noi a Roma Alitalia e come la Fiat per Torino". Secondo il candidato del centro-destra, Gianni Alemanno "la cordata italiana è invece l'unica soluzione, noi vogliamo mantenere la compagnia di bandiera". Sulla linea di Rutelli, il governatore del Lazio, Piero Marrazzo: "Il ritiro della proposta di Air France è la prima polpetta avvelenata dal governo della Lega. Noi ragioniamo con la logica del mercato, non abbiamo mai detto nulla contro la Lombardia e Malpensa. Ma il ridimensionamento di Fiumicino sembra il primo passo di un ridimensionamento di Roma e del Lazio". Per Altero Matteoli di An "è stato il governo a sbagliare ritenendo che solo Air France potesse acquisire Alitalia e questo l'ha messa nelle condizioni di presentare un'offerta assolutamente inaccettabile". Soddisfazione per l'uscita di scena dei francesi è stata espressa dal leghista, Roberto Castelli, che tuttavia non crede all'intervento di altre compagnie "se non per questioni prettamente politiche, se si lascia fare al mercato la via è quella del commissariamento". Il titolo, ieri sospeso in Borsa (dell'11% la perdita teorica) oggi sarà riammesso a piazza Affari.

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Alitalia, dal governo ossigeno per 300 milioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Prodi e Padoa-Schioppa: "Intervento responsabile. Sindacati e Berlusconi hanno affondato Air France".

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ROMA - Forse sarà solo l'ennesimo intervento statale. E forse servirà a prend (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROBERTA AMORUSO ROMA - Forse sarà solo l'ennesimo intervento statale. E forse servirà a prendere tempo per trovare una soluzione (un socio) per Alitalia. Ma di sicuro, un'iniezione di liquidità da 300 milioni servirà ad Alitalia per ridare fiducia al mercato. Perchè dietro il fallimento della trattativa con Air France c'è un nuovo buco per i conti: un calo delle prenotazioni che supera il 40% per le tratte internazionali e intercontinentali. Colpa dell'incertezza, dello spettro del commissariamento avanzato a più riprese nelle ultime settimane. Effetto del timore, soprattutto dei tour operator, di trovarsi in mano interi pacchetti per dei voli che potevano non esserci più ,di qui all'estate. Ora lo scenario è cambiato, almeno per un po'. Il prestito di emergenza da 300 milioni servirà a garantire la continuità aziendale di Alitalia (domani sul tavolo del cda) e a calare il sipario sulla prospettiva della Legge Marzano. Fino a quando? Il 2 aprile scorso c'erano in cassa 239 milioni. Così, mettendo in conto tra i 20 e i 30 milioni di cassa bruciata questo mese, la compagnia può contare su oltre 500 milioni, più di quanto bruciato nell'intero 2007 (400 milioni) quando non c'era ancora di piano di sopravvivenza firmato da Maurizio Prato. E' abbastanza, secondo fonti industriali, per traghettare Alitalia fino alla stagione autunnale. Forse anche a fine anno. Ma molto dipenderà da come saranno gestiti i prossimi mesi, se arriveranno in pieno i benefici del piano Prato. Su questo punto, però, c'è più di un'incognita. La prima è legata al prezzo del petrolio, su cui non sono previste coperture. Ai valori di ieri, secondo fonti vicine al dossier Alitalia, il greggio si avvicina pericolosamente al doppio del prezzo previsto nel piano. Il che avrebbe già fatto scattare un buco sul budget 2008: si parla di appesantimento dei costi compreso tra i 400 e i 500 milioni. Senza contare le prospettive future, che rischiano di mettere in difficoltà colossi dalle spalle larghe come Air France e Lufthansa. Figuriamoci Alitalia. Ecco perchè per la compagnia italiana è cruciale non perdere il passo sui ricavi della stagione estiva, che generalmente assicurano un saldo di cassa positiva. In questo senso sarà importante anche mettere Alitalia nelle condizioni di piena operatività. Ad oggi a guidare la compagnia c'è Aristide Police, esperto di diritto amministrativo, senza deleghe operative. Di qui la necessità di scegliere un manager operativo già nelle prossime settimane. Un manager che faccia passi vitali, come firmare l'accordo azienda-sindacati per fare scattare la cassa integrazione sugli esuberi del piano. Perchè alcuni aerei sono già a terra. Ma i piloti sono ancora nel bilancio Alitalia.

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Il consiglio di amministrazione dell'Alitalia si riunisce in una seduta fiume, durata circa qui (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Ndici ore. Infine, alle prime ore del mattino del 16 marzo, si decide di accettare l'offerta di Air France-Klm.

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Il decreto che finanzia il prestito per Alitalia è a valere su fondi che sono nel bilancio del (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Ministero dello sviluppo economico. Il prestito da 300 milioni di euro, a tassi di mercato, è stato concesso per motivi di ordine pubblico e per la continuità aziendale. Il rimborso è previsto entro il 31 dicembre. In questo modo il governo uscente dà a quello entrante più tempo per trovare una soluzione per la compagnia di bandiera, in crisi di liquidità da parecchi mesi.

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ROMA - Romano Prodi e Tommaso Padoa-Schioppa avrebbero voluto concedere un presti (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di CLAUDIO SARDO ROMA - Romano Prodi e Tommaso Padoa-Schioppa avrebbero voluto concedere un prestito meno consistente. 150-200 milioni di euro al massimo. Questo era stato deciso ieri mattina al vertice di Palazzo Chigi con il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi e il sottosegretario Enrico Letta, che per oltre un mese ha seguito il dossier Alitalia quasi a tempo pieno e ha tessuto finché ha potuto il filo delle relazioni con Air France. A fine mattinata però è arrivata ad Enrico la telefonata dello zio Gianni: "Il prestito all'Alitalia non può essere inferiore a 300 milioni. Se non sarà così, il decreto non avrà il nostro consenso". Gianni Letta ha parlato a nome di Silvio Berlusconi. E l'intesa bipartisan era condizione essenziale del decreto-legge, che dovrà essere convertito dal prossimo Parlamento a maggioranza Pdl-Lega. Non sono state ore facile quelle che hanno preceduto il consiglio dei ministri serale. L'intesa bipartisan conteneva in realtà un complicato gioco del cerino. Enrico Letta ha provato a spiegare allo zio Gianni che, se avesse voluto, la futura maggioranza avrebbe potuto modificare il decreto in Parlamento. Da 150-200 milioni - la cifra, peraltro, di cui si era parlato nell'incontro tra i due Letta la scorsa settimana - a 300 o anche più. Tutto sotto la responsabilità del futuro governo. Ma agli occhi di Gianni Letta, e di Berlusconi, l'offerta di Prodi nascondeva una trappola. La trappola di un conflitto tra Pdl e Lega. Il partito di Bossi infatti non ha alcuna passione per il prestito-ponte. Roberto Castelli, ieri, l'ha detto pubblicamente: "Meglio il commissariamento di Alitalia". Anche Maroni nei giorni scorsi non ne aveva fatto mistero, né con gli uomini di Berlusconi, né con Enrico Letta. Alla Lega interessa il destino di Malpensa. È sempre stata contraria al sostegno pubblico di Alitalia. Ed è convinta che Malpensa, senza Alitalia, possa ritrovare più facilmente le ragioni di uno sviluppo. Enrico Letta ha portato il messaggio a Prodi, già infuriato per la trattativa diretta di Berlusconi con il presidente della Commissione Barroso sul trasferimento della delega al commissario italiano. L'istinto spingeva il premier ad una prova di forza: "Si assuma il Cavaliere la responsabilità di spendere altri soldi pubblici, dopo essere stato corresponsabile del fallimento della trattativa con Air France". Ma Berlusconi aveva la contromossa pronta. Il suo no al decreto avrebbe aperto immediatamente la porta al commissariamento. In fondo, il commissario restava il piano B di Berlusconi: o un prestito tale da consentire l'ossigeno all'Alitalia fino alla fine dell'estate (e tentare così di costruire la sua cordata) oppure l'immediata attivazione delle procedure della legge Marzano (che, allegerendo l'azienda di molti costi, avrebbe forse acceso l'interesse di nuovi partner). Ma, arrivati a questo punto, il commissariamento di Alitalia sarebbe stata una sorta di suicidio per il governo uscente. Sarebbe stato il governo Prodi a spegnere il cerino, assumendosi plasticamente una responsabilità che invece assegna pricipalmente ad altri. In consiglio dei ministri la discussione non è stata pacifica. Antonio Di Pietro aveva espresso già in anticipo la propria contrarietà ad aumentare l'entità del prestito. Nella riunione sono stati soprattutto Emma Bonino e Pierluigi Bersani a battersi per mantenere entro i 200 milioni lo stanziamento. Poi, però, Massimo D'Alema ha chiuso la discussione: "La responsabilità dei 300 milioni è comunque di Berlusconi. Abbiamo lavorato per mesi per evitare il crac. Ora tocca a lui governare e non avrebbe senso una scelta diversa da parte nostra". In realtà il gioco del cerino non è finito. La decisione di ieri rappresenta però il passaggio finale delle consegne. Berlusconi avrà un estate per materializzare le ipotesi di cui ha parlato in campagna elettorale. Ma tra le insidie non ultima è la posizione della Lega: qualunque conflitto tra il destino di Alitalia e quello di Malpensa potrebbe generare un conflitto anche nel futuro governo.

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Maxiprestito per Alitalia, dubbi Ue (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-23 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il governo stanzia 300 milioni per la compagnia di bandiera. Il premier uscente: è la cifra chiesta dal leader pdl Maxiprestito per Alitalia, dubbi Ue E sul commissario europeo accordo Berlusconi-Barroso, ira di Prodi ROMA - Il Consiglio dei ministri ha dato il via a un prestito ponte di 300 milioni per consentire all'Alitalia di continuare l'attività. Dubbi dell'Ue. Sul nuovo commissario europeo, intesa tra Barroso e il Cavaliere. Ira di Prodi. ALLE PAGINE 2e3 Baccaro, Caizzi, Tondelli.

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Consiglio e sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-23 num: - pag: 2 categoria: BREVI Consiglio e sindacati Dopo il ritiro di Air France e l'annuncio del prestito ponte da 300 milioni, il presidente di Alitalia, Aristide Police (sopra) riunisce domani il consiglio d'amministrazione. In mattinata è in programma anche un incontro con i sindacati.

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La gaffe di Berlusconi chiude il caso e neanche Sarkozy potrebbe aiutarlo (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Lo stato francese è proprietario solo del 18% di Air France. L'ingerenza della politica e la crisi internazionale hanno determinato il ritiro dell'offerta di Parigi di acquisizione della nostra compagnia di bandiera a.m.m. Parigi Appena vinte le elezioni, Berlusconi aveva fatto una prima gaffe: vantando la sua amicizia con Sarkozy, aveva millantato la possibilità di un intervento del presidente francese per sbloccare la situazione nelle faticose trattative tra Air France-Klm e Alitalia. Nei fatti, è successo il contrario. Lunedì sera, alle 21,30, un comunicato della direzione di Air France ha messo fine all'ipotesi di intesa con la compagnia di bandiera italiana. L'offerta del 14 marzo scorso è stata ritirata. "Gli accordi non sono più validi - dice Air France- dal momento che non sono state soddisifatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta". E Sarkozy puo' fare ben poco, anche nell'ipotesi tutta da verificare in cui volesse dare una mano a Berlusconi: Air France, sembra aver dimenticato la nuova maggioranza politica in Italia, è privatizzata e lo stato francese è ormai un azionista tra altri, con il 18% del gruppo. Per Alitalia si apre una fase al buio. Air France starà a guardare. Anche da Bruxelles arrivano degli ostacoli: secondo la Commissione, il prestito-ponte è illegale, perché la compagnia italiana aveva già sfruttato un analogo beneficio nel 2001. Per ricorrervi di nuovo, stando alle norme comunitarie, dovrebbe attendere addirittura il 2011. Air France-Klm aveva proposto un'Opa (offerta pubblica di scambio) ad Alitalia, sulla base di un'azione del gruppo franco-olandese per 160 azioni della compagnia di bandiera italiana, ancora controllata dallo stato che è proprietario del 49,9%. Sarebbero sati messi sul tavolo 8,7 milioni di titoli Air France-Klm per prendere il controllo del 100% di Alitalia. Air France-Klm avrebbe anche acquisito le obbligazioni convertibili di Alitalia, al prezzo di mercato (0,3145 euro), per un totale di 608 milioni di euro. Air France-Klm si impegnava a rilanciare la compagnia aerea italiana, con un investimento di 1 miliardo di euro. Ma dopo 5 incontri, questo progetto è sato respinto dai sindacati, anche se il consiglio di amminisrazone lo aveva approvato il 16 marzo. I problemi maggori erano rappresentati dalle attività deficitarie di Altalia: il trasporto merci e i servizi a terra. Ma i sindacati, soprattutto, non erano d'accordo sui tagli, 1600 esuberi, secondo il presidente di Air France, Jean-Cyril Spinetta, ex consigliere d'amministrazione di Alitalia, su 11mila dipendenti. La trattativa, a detta dei francesi, avrebbe potuto continuare, se non fosse stata turbata dalla propaganda elettorale e dalle promesse campate in aria dei vincitori. Spinetta ha un'imagine in Francia di "padrone sociale", cioè attento alle relazioni con i sindacati. La fusione con Alitalia era ben vista dai sindacati francesi. Ma le trattative sono durate tropo a lungo, ci sono state troppe inteferenze politiche e, per di più, la situazione economica internazionale è sfavorevole. "Il contesto è compromesso - commentano ad Air France - dal quadro internazionale, dall'aumento del prezzo del petrolio, dai termini dell'offerta e, infine, dal logoramento ambientale".

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Trecento milioni e un anno di vita (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Dopo la rinuncia di Air France il governo si precipita a decretare un prestito di 300 milioni, da restituire entro Capodanno. "Ce l'ha chiesto Berlusconi", spiegano Prodi e Padoa Schioppa. Respirano i sindacati. Ora, per questa classe politica ondivaga, c'è "solo" il problema di trovare un compratore vero Francesco Piccioni "E ora se la compra Walt Disney!". Crudele, ma vero. Il ritiro di Air France-Klm dalla procedura per la vendita del pacchetto azionario di controllo dell'Alitalia (il 49,9% ancora in mano al ministro del tesoro) lascia la situazione in pieno caos. Il governo uscente ha dovuto così convocare un consiglio dei ministri straordinario - ieri sera - per decidere sul "prestito d'emergenza" per tenere in vita la compagnia. L'entità della cifra era stata inizialmente ipotizzata in 100-150 milioni, addirittura sotto richiesta del ministro dell'interno "per motivi di ordine pubblico", per bypassare più facilmente eventuali contestazioni da parte dell'Unione europea. Poi sono stati stanziati 300 milioni, nella disponibilità del ministero dello sviluppo economico. Sia Prodi che Tommaso Padoa Schioppa, nella conferenza stampa conclusiva, hanno voluto sottolineare che questo aumento "è stato esplicitamente richiesto da Silvio Berlusconi", in modo avere più tempo per risolvere la crisi dell'Alitalia. Il prestito dovrà essere rimborsato entro il 31 dicembre di quest'anno e in molti si sono chiesti come farà l'azienda a farvi fronte, visto che perdite sono ancora alte (anche se il taglio delle rotte su Malpensa e la messa a terra di 37 aerei dovrebbe aver ridotto l'emorragia). Lapidaria e un po' velenosa la risposta del ministro dell'economia: "c'è fiducia in chi governerà; dubito che possa essere stata presa una posizione così solenne e ripetuta senza avere la certezza di poterla tradurre nei fatti". In ogni caso, "il valore dell'azienda, dei posti di lavoro, degli aerei sono meglio salvaguardati che non entrando in una procedura straordinaria (il commissariamento, ndr), più distruttiva". Punture di spillo a parte, la decisione è stata apprezzata caldamente da tutti i sindacati. Che da giorni premevano per una soluzione di questo genere e anche di questa entità. Trecento milioni - oltre ai 148 del rimborso fiscale - potrebbero bastare anche per un anno, sempre che l'attività commerciale prosegua senza cadute verticali (il prestito, per esempio, dovrebbe dar fiducia a chi sta in questo momento progettando di prenotare per un viaggio estivo). Ora c'è solo il "piccolo" problema di trovare un compratore. La responsabilità di aver "fatto tramontare l'ipotesi Air France-Klm" è stata attribuita a Silvio Berlusconi, che "evidentemente ritiene di avere un'ipotesi migliore". Ora comunque si attende il parere dell'Unione europea (per Alitalia le regole prevedono l'impossibilità di nuovi "aiuti di stato"); la Commissione ha chiesto immediata notifica del decreto, in modo da analizzare se ricorrano o no queste condizioni. La giornata era iniziata in modo frenetico, con il titolo sospeso in borsa per eccesso di ribasso; sarà riammesso oggi, ma con il sistema dell'asta di chiusura (si determina il prezzo finale dopo aver raccolto gli ordini). I francesi avevano comunicato la loro decisione con una nota pubblicata su internet; la nostra compagnia di bandiera ufficialmente non ne sapeva nulla. Per mantenere un minimo di rispetto diplomatico, hanno giustificato la scelta con valutazioni di ordine industriale: "con il petrolio a 118 dollari, il 22% in più rispetto a solo due mesi fa, e con Alitalia senza coperture sul greggio (uno dei tanti errori del management, dal 2001 ad oggi, ndr), non c'erano più le condizioni economiche" per chiudere l'affare. Ma è chiaro che hanno influito anche fattori extraeconomici, anche se "sarebbe imbarazzante ammettere che esistano altre ragioni". Quali siano queste "altre" è ovvio: la politica italiana (Alitalia è ancora un compagnia controllata dallo Stato) è assolutamente inaffidabile. A prescindere dallo schieramento. Il governo uscente aveva apparecchiato per Air France un tavolo con sopra - già bella e tagliata - la testa del sindacato. Era stato sufficiente condurre la procedura di vendita senza mai convocarlo e tantomeno consultarlo, certi che "al dunque" avrebbe preferito dire sì a qualsiasi proposta piuttosto che rischiare il commissariamento. La punta di lancia di questo atteggiamento è stato per mesi il più deleterio dei ministri ancora in carica, Tommaso Padoa Schioppa. Dietro di lui i liberisti "col manuale in mano", presenti in forze nel Pd e a palazzo Chigi, fiancheggiati "sapientemente" dagli editorialisti di punta dei quotidiani più venduti (Repubblica, Corsera, Sole24Ore). I quali, ora, infieriscono soprattutto sul sindacato, "reo" di aver controproposto qualche idea (magari non vincente) al "piano" lacrime-e-sangue di Jean-Cyril Spinetta, amministratore delegato francese. La trappola non si è chiusa nel giorno stabilito (il 31 marzo), né nei giorni immediatamente successivi. Poi le elezioni politiche hanno certificato che anche la seconda conditio sine qua non posta dai francesi - l'assenso della nuova maggioranza di governo - era irraggiungibile. La terza, ovvero la disponibilità della Sea a ritirare la causa contro Alitalia per aver ridotto del 50% i voli su Malpensa, dipendeva in parte dalle elezioni, in parte dalle capacità di scambio di una classe dirigente paralizzata dai veti reciproci. Hanno atteso qualche giorno prima di tirare le somme. Poi, quando hanno visto Berlusconi spingere avanti Vladimir Putin per riproporre la presto tramontata ipotesi Aeroflot, cincischiare con mezze allusioni sul rientro in gioco di Lufthansa, tirare per i capelli IntesaSanPaolo perché dichiarasse che "siamo ancora interessati", hanno tirato via la zeppa. E il castelletto di belle figure a poco prezzo, con qualche dichiarazione alle agenzie di stampa, è crollato.

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E il futuro premier richiama la Lega: la compagnia di bandiera non deve fallire (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-23 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Retroscena E il futuro premier richiama la Lega: la compagnia di bandiera non deve fallire SEGUE DALLA PRIMA Ecco cosa teme Berlusconi, ecco perché sulle sorti della compagnia di bandiera ha scelto un profilo diverso da quello tenuto nei giorni di campagna elettorale. Come sull'emergenza rifiuti, è consapevole che "dopo un mese quei sacchetti di immondizia non raccolti saranno colpa mia". Stessa sorte gli toccherebbe con la chiusura di Alitalia. Perciò non può accettare la linea della Lega, favorevole al commissariamento e convinta così di rilanciare Malpensa. La strategia dei dirigenti del Carroccio punterebbe infatti a liberare completamente lo scalo lombardo da "Az", in modo da garantire quegli slot ad altre compagnie di bandiera, in vista di Expo 2015. Il "caso Malpensa" brucia, non c'è dubbio. Confalonieri una settimana fa ha confidato a un amico che "lo schiaffo per noi lombardi è insopportabile. E non si tratta solo di orgoglio", ha proseguito il presidente di Mediaset: "Giorni fa, per andare a Pechino sono dovuto passare dalla Germania... Così si perde tempo. E il tempo è danaro". Sarà, ma per quanto gli possa stare a cuore il destino di Malpensa, il Cavaliere non intende firmare il commissariamento di Alitalia. è pronto a cedere posti nell'esecutivo con la Lega, offrendo a Castelli il ruolo di vice ministro per le Infrastrutture e la delega per l'Expo. è disposto persino a mettersi in contrasto con l'area ciellina che milita dentro Forza Italia, e che puntava a quel ruolo governativo per la gestione dell'evento internazionale. Ma su Alitalia non ci sente. Ormai il dossier è suo. Prodi ieri gliel'ha lasciato sulla scrivania di palazzo Chigi, non prima di averlo additato - insieme ai sindacati - come responsabile del fallimento della trattativa con Air France. Di più, il Professore ha rilevato con malizia che la cordata prospettata da Berlusconi al momento non c'è, e ha ipotizzato un triste finale: "Temo si vada verso il commissariamento ". Berlusconi confida di smentirlo, sebbene Ermolli - l'uomo a cui ha affidato la missione - abbia fatto presente come già l'avvio dell'operazione evidenzi tratti "molto complessi" per la difficoltà di acquisire notizie sui conti di Alitalia. Sembrerà paradossale, ma uno degli esperti chiamati da Ermolli a collaborare per la costituzione della cordata, raccontava ieri che "le informazioni più puntuali le abbiamo ottenute da Parigi". Se fosse vero, vorrebbe dire che Air France avrebbe offerto un supporto tecnico maggiore dei dirigenti di "Az". Tutto è possibile in questa partita dove nessuno ha svelato le proprie carte. Raccontano, per esempio, che Berlusconi nel suo colloquio in Sardegna con Putin avrebbe sollecitato la presa di posizione di Aeroflot per garantirsi un po' di tempo in più e consentire al governo in carica di varare il prestito ponte per Alitalia. Di più. La compagnia russa - secondo fonti molto autorevoli - farebbe al momento solo da schermo a un gruppo di investitori moscoviti, pronti a entrare nella "compagine" a momento debito. Nel frattempo Ermolli tenta di mettere insieme il puzzle, e si è dato una scadenza: la prima settimana di maggio, in coincidenza con l'avvento di Berlusconi a palazzo Chigi. Ma il tempo scarseggia, scandito dai soldi del prestito ponte. è vero che il Cavaliere ha ottenuto 300 milioni, invece dei 100 ipotizzati in un primo momento, ma è altrettanto vero che Ermolli è stato chiamato all'opera solo di recente. Fino all'altra settimana, infatti, non c'era nulla di concreto. Lo fece capire Gianni Letta a un interlocutore: "Diciamo che per ora Berlusconi sta affrontando la questione sotto l'aspetto politico". Un modo elegante per spiegare che era concentrato sulla campagna elettorale. Ora che le urne si sono chiuse, il Cavaliere non vorrebbe chiudere "Az". A rischio c'è più della sua luna di miele con il Paese. Il leader Pdl "Già immagino cosa potrebbe accadere quel giorno: aeroporti paralizzati, gente inferocita, i lavoratori a Palazzo Chigi" Francesco Verderami.

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Pdl in difficoltà E Berlusconi tace (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corde e cordate Pdl in difficoltà E Berlusconi tace "Stallo pericoloso" Piero Fassino (Pd): "La crisi porterà esuberi e le prossime offerte saranno peggiori di quella francese". Fini (Pdl): "Tagli necessari" Roma Si chiama "prestito ponte" ma il puntello a cui appendere i 300 milioni di euro che Prodi e Padoa Schioppa hanno appena affidato ad Alitalia non c'è. C'è solo la decisione di dare alla compagnia di bandiera italiana un altro po' di ossigeno, così come Gianni ed Enrico Letta avevano concordato giorni fa, quando la trattativa con Airfrance non era ancora definitivamente saltata, ma i soldi in cassa erano comunque finiti. Passato questo momento, alla nuova maggioranza toccherà trovare rapidamente una soluzione, oppure decidere di affidare tutta la faccenda ad un commissario che abbia le carte in regola per risanare i conti del gruppo e provare a ripartire con nuove trattative. Per ora, però, gli unici ad aver espresso una posizione chiara sono i dirigenti della Lega Nord, felici della sconfitta dei francesi e apparentemente convinti che questo possa cambiare il destino già segnato dell'aeroporto di Malpensa. "Sono soddisfatto che Air France si ritiri. Non credo che altre compagnie interverranno, se non per questioni prettamente politiche, ma se si lascia fare al mercato credo che la via sia il commissariamento e attendere che Alitalia torni sul mercato, ha spiegato a nome dei padani Roberto Castelli, durante la trasmissione Omnibus de La7: "La volontà di Air France è uccidere Malpensa perché infastidisce l'aeroporto Charles de Gaulle. E per noi padani è inaccettabile togliere lo scalo internazionale del Nord". E' la linea che la Lega ha sempre sostenuto, al punto di indurre il leghista presidente della Sea Giuseppe Bonomi a far causa ad Alitalia quando ridusse i voli su Malpensa e di convincersi (qualche anno fa) che la compagnia potesse essere acquistata dalla padana Volare, fallita in breve tempo. Il vero problema riguarda il Pdl, che sulla presunta cordata italiana lanciata da Silvio Berlusconi ha costruito un pezzo della campagna elettorale e che, ora, deve tirar fuori rapidamente il coniglio dal cappello. Difficile a farsi, se ieri gli unici che proponevano qualche nome erano Francesco Giro, il futuribile vice sindaco di Roma che ha invitato la compagnia elettrica Acea a partecipare alla ricapitalizzazione di Alitalia e il neoeletto deputato del Pdl nel collegio europeo, Aldo Di Biagio che si è unito "all'onorevole Mirko Tremaglia" nell'appello " agli italiani residenti all'estero affinché scendano in campo per dare il loro contributo all'iniziativa promossa dal presidente Berlusconi per la salvaguardia dell'Alitalia". Più preoccupato sembra il quasi presidente della camera Gianfranco Fini che mette le mani avanti: "E' inevitabile che, se si trova un compratore, ci sarà un ridimensionamento del personale perché l'alternativa non è dei avere tre-quattromila esuberi, ma 18 mila persone in mezzo alla strada. Il fallimento sarebbe in ogni caso un disastro", anche se a suo dire l'acquirente si troverà "perché Alitalia non è una palla al piede ma un business". Il problema, però, spiega Pier Luigi Bersani (Pd) è che "ogni scalino che si fa verso l'emergenza possono aumentare gli interessati, ma peggiorare le proposte. La nuova fase avrà problemi maggiori di quelli vissuti finora, soprattutto per i lavoratori". Analisi che combacia con quel che dice Piero Fassino: "Il rischio adesso è davvero grande. Tutte le altre possibili soluzioni rischiano di essere peggiori della proposta Air France. Il fallimento chiude l'azienda, il commissariamento transitorio impone, per vincoli di legge, tagli e riduzioni fino al 50 per cento dell'operatività e del personale". L'unico che dovrebbe a questo punto raccontar qualcosa dei coraggiosi italiani che lo seguiranno nella salvifica cordata è Silvio Berlusconi. Che, invece, al momento tace.

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L'aeroporto e i tre moschettieri (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Malpensa L'aeroporto e i tre moschettieri Sindaca & co. Moratti, Maroni e Formigoni attenti allo scalo, ma su Alitalia è un "chissenefrega" Guglielmo Ragozzino Finalmente si è fatta chiarezza. Sono almeno tre gli esponenti di punta della maggioranza berlusconiana che si mostrano pochissimo sconvolti e anzi affrontano con flemmatica impassibilità il disastro (come appare dall'altra parte della barricata) per la rottura del contratto di matrimonio di Air Spinetta con Alitalia. Quello che sta a cuore ai politici locali di destra è con tutta evidenza il futuro di Malpensa: non altro. Se badate a Roberto Maroni, portavoce del popolo leghista, "Malpensa comunque se la caverà, qualunque sia la sorte di Alitalia". E la spiega così: "Malpensa ha un grande futuro perché si trova al centro di una zona di grande traffico, e perché si sviluppi basta completare le infrastrutture e lasciarla senza limiti e ostacoli: aprendo quelle rotte che Alitalia non usa ma tiene bloccate". E conclude di "non sapere" se esista una cordata italiana per l'acquisto di Alitalia; ma il suo "non sono informato" vuol dire chissenefrega, detto da un futuro ministro, attento alle forme. Anche Letizia Moratti, attualmente sindaco di Milano, esprime un concetto simile: "l'auspicio non era e non è il fallimento della trattativa", ma Alitalia e Malpensa sono questioni diverse... Qualsiasi soluzione positiva per Alitalia va bene...". Se non è il chissenefrega, poco ci manca. "Diverso il tema di Malpensa che va inquadrato nuovamente in una politica che non attiene ad Alitalia, ma al governo italiano" che deve stabilire una propria politica di trasporto passeggeri e merci "lasciando che Malpensa possa continuare il suo sviluppo". Il meno diplomatico dei tre è il presidente della Giunta regionale lombarda Roberto Formigoni: "Spiace doversi citare, ma ho sempre detto che l'obiettivo di Air France era quello di distruggere Malpensa". poi si corregge un po': "Non proprio distruggere, ma (causare) un forte ridimensionamento e ora, ovviamente, scaricano l'Alitalia". E non perde l'occasione di dare addosso a Tps (Tommaso Padoa Schioppa) che sarebbe responsabile di un errore completo di strategia; "un risultato disastroso: da una parte Malpensa fortemente penalizzata, dall'altra Alitalia sull'orlo della scomparsa. E' qualcosa di davvero molto malinconico. Il nuovo governo ha davanti a sé un compito molto impegnativo". Formigoni, forse, diceva di sé. Ed era sulla strada di Arcore: il Capo avrebbe lodato il buon lavoro fatto su Malpensa?.

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Aeroflot: adesso trattiamo I colloqui con gli imprenditori (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-23 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Le opzioni Aeroflot: adesso trattiamo I colloqui con gli imprenditori MILANO - Adesso che l'ossigeno del prestito- ponte è arrivato, e in attesa che l'Europa si pronunci sul provvedimento deciso ieri in Consiglio dei ministri, si apre quello spazio temporale che da tutti era invocato come condizione indispensabile perché si potesse costruire un'alternativa ai francesi. Ieri, a margine di un convegno a Roma, Enrico Letta, avrebbe incontrato alcuni imprenditori che hanno mostrato nei mesi scorsi un interesse. Tra questi Nicola Radici, l'imprenditore di Bergamo che si era già espresso apertamente a favore di un investimento nel settore cargo. Per il resto, i nomi sul tavolo restano i soliti, e in questi giorni il tandem bipartisan Letta-Ermolli procederà a una serie di incontri. Tra i primi nomi della lista, quelli che l'entourage finanziario di Silvio Berlusconi considera tra i più sicuri, c'è quello di Ligresti la cui disponibilità era vincolata all'Expo. L'eventuale cordata italiana, dato l'ingente investimento economico richiesto, non può prescindere dall'apporto di partenza fornito da un istituto bancario. La posizione di Intesa Sanpaolo è stata riassunta ieri da Corrado Passera: "Per ora non c'è nulla di concreto, ma la nostra banca, di fronte a progetti industriali solidi e di respiro internazionale, non si è mai tirata indietro ". Quell'orizzonte internazionale che sembra dischiuso da Aeroflot che ieri, per bocca del vicedirettore generale della compagnia Lev Koshlyakov, ha detto: "C'è un ordine da parte del presidente russo Vladimir Putin di riavviare i negoziati per Alitalia. Aspettiamo una proposta". E sempre sul piano internazionale starebbero guardando con attenzione all'Italia gli operatori del Golfo Emirates e Gulf Air, mentre Lufthansa ha ribadito che la sua attenzione per Alitalia rientra in un più generale piano di osservazione dei processi di aggregazione in corso nell'avionica mondiale. Quanto all'Air One di Carlo Toto, pur lontana dalla cima della lista di Ermolli, continua a lavorare al dossier, attendendo che una soluzione "di sistema" ritagli a suo vantaggio gli spazi che potrebbero liberarsi. Tre fasi Mosca: aspettiamo una proposta. Radici, interesse sul cargo. Gli italiani dopo banche e partner JacopoTondelli.

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Crisi Alitalia, arriva il maxi-prestito ponte (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-23 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Crisi Alitalia, arriva il maxi-prestito ponte Via libera a 300 milioni. Berlusconi: ora ci sono le condizioni per la cordata. La Bonino: dubbi Ue Prodi: abbiamo aderito alla richiesta del Cavaliere. Castelli e Maroni: la priorità è Malpensa ROMA - Un prestito da 300 milioni a Alitalia per mantenerla in vita e trovarle un compratore. Magari per l'estate. è quanto ha ottenuto ieri il premier "in pectore " Silvio Berlusconi dal governo Prodi che ha approvato un apposito decreto da notificare ora all'Ue. Tramontata per ora l'ipotesi del commissariamento, si cercherebbe già un nuovo manager di successo, alla Guido Rossi o alla Enrico Bondi, che gestisca l'operazione con pieni poteri. "Silvio Berlusconi - ha spiegato Romano Prodi - mi ha chiesto un prestito più sostanzioso di quello che avevamo previsto per avere più tempo per risolvere la vicenda Alitalia. Il nostro è stato un atto di responsabilità ". Sarebbe stato Gianni Letta, consigliere del Cavaliere, a fare la richiesta, avvisando che se l'importo fosse stato inferiore il governo Berlusconi non avrebbe convertito il decreto. In Consiglio dei ministri era stata portata la cifra di 150-200 milioni ma il vicepremier Massimo D'Alema avrebbe insistito per accordare l'aumento, a patto che si rendesse pubblica l'insistenza del Cavaliere. Tra i ministri, Emma Bonino avrebbe avanzato dubbi sulla possibilità di passare l'esame dell'Ue. Ma di nuovo D'Alema avrebbe osservato che il passaggio a un commissario italiano delle deleghe sui Trasporti dell'Ue avrebbe favorito Berlusconi. Il prestito "con caratteristiche di mercato, a brevissimo termine", a valere sui fondi della legge 46/92, dovrà essere rimborsato, "maggiorato di un tasso d'interesse" nella misura prevista dall'Ue, entro il 31 dicembre 2008. Un termine che consente di trasferire l'onere del rimborso all'eventuale compratore. Il finanziamento, concesso "al fine di evitare l'interruzione della continuità territoriale e problemi di ordine pubblico ", consentirà di "mantenere la continuità operativa della compagnia per il tempo strettamente necessario all'assunzione dei pieni poteri da parte del nuovo governo". Per Prodi l'ipotesi francese è tramontata per "le eccessive interferenze" della campagna elettorale e per "le numerose difficoltà frapposte dai sindacati ". Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, ha aggiunto forse con ironia che è stata "la fiducia nell'impegno di chi governerà" e la "bontà della proposta alternativa" di Berlusconi a convincere il governo. Il quale a tarda sera ha annunciato: "Adesso esistono le condizioni affinché chi vuole partecipare alla compagine si faccia avanti e chieda di poter verificare i conti per presentare al più presto un'offerta impegnativa". E poi il cavaliere ha aggiunto: "il tutto coadiuvato da banche e istituti a latere e sicuramente con la partecipazione di aziende del settore e enti importanti". Non sarebbero mancate alcune valutazioni politiche, come il timore che decisioni, come il commissariamento, si abbattessero sul ballottaggio per il sindaco di Roma. Per questo Walter Veltroni avrebbe incontrato nel pomeriggio Prodi. Sull'altro fronte va registrata la preferenza per il commissariamento espressa dal leghista Roberto Castelli. Un'idea che avrebbe sfiorato anche il futuro ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Questi, insieme con Gianni Letta, non avrebbe ancora abbandonato l'ipotesi francese, mentre Bruno Ermolli lavorerebbe alla cordata italiana, magari allargata a società pubbliche, come Eni e Finmeccanica. Soddisfatti per il prestito tutti i sindacati: per la Cisl di Raffaele Bonanni ora bisogna puntare su Lufthansa. "L'azienda si guardi attorno e si doti di una guida definita " auspica Fabrizio Solari (Filt-Cgil). Il riferimento è al presidente Aristide Police che ha convocato per domani il cda (ma anche i sindacati) e che potrebbe lasciare l'incarico con l'ingresso del nuovo governo. Antonella Baccaro.

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P.Bonaiuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-23 num: - pag: 2 categoria: BREVI P.Bonaiuti Il portavoce di Berlusconi ha chiesto a Prodi fondi "congrui": auspichiamo che il governo assicuri ad Alitalia risorse idonee per realizzare ipotesi alternative.

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Un disastro perfetto con regia bipartisan (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Romano Prodi e Silvio Berlusconi hanno pilotato per 14 anni ogni passaggio del declino di Alitalia. Tra velleità di privatizzazione, disegni imprenditoriali fumosi, una successione di manager spesso a digiuno dei fondamentali del trasporto aereo. Una lunga serie di ristrutturazioni che hanno sfasciato la compagnia e chi ci lavora dentro Francesco Piccioni Due nomi segnano il tracollo della compagnia di bandiera: Romano Prodi e Silvio Berlusconi. Poi c'è la lunga lista dei comprimari, che comprende la lunga lista di presidenti e amministratori delegati profumatamente pagati per smontare pezzo pezzo un gioiello dell'economia mista. Sia chiaro: i due personaggi che si sono alternati nel ruolo di primo ministro hanno agito con finalità e strategie differenti. Ma nel gioco delle reciproche correzioni hanno finito per confezionare quello che potrebbe diventare il primo fallimento di un'azienda di stato nella storia di questo paese. Tanto per farsi un'idea, è dal 1998 che si dà per certa la "privatizzazione". L'unico a.d. capace di presentare un piano industriale degno di questo nome resta ancora oggi Domenico Cempella, architetto dell'alleanza con Klm, che giustificava la trasformazione di Malpensa in hub internazionale. Alla fine degli anni novanta, però, il progetto finì in pezzi grazie a quelli che oggi si dichiarano i primi difensori dell'aeroporto varesino: i "milanesi". Intesi come cittadini e come amministratori. I primi continuarono infatti a preferire Linate, assai più facile da raggiungere (è praticamente "dentro" la città, un po' come Ciampino a Roma). I secondi tardarono a costruire le necessarie infrastrutture di collegamento, tanto che ancora oggi Malpensa è di una scomodità mostruosa per chi deve raggiungere Milano. Sia come sia, gli olandesi - che volevano anche garanzie certe sui tempi della privatizzazione - preferirono pagare 500 milioni (di lire) di penale pur di "liberarsi" di quei pasticcioni degli italiani (padani compresi, of course). Portarono i libri in tribunale di lì a pochi mesi, venendo poi inglobati da Air France. Cempella prese atto del fallimento del suo progetto, nel bel mezzo della più spaventosa crisi del trasporto aereo - successiva all'11 settembre 2001 - dimettendosi. Di lì in poi la frana divenne inarrestabile. Il centrodestra fa il suo miglior capolavoro nominando l'ex sindaco di Gallarate a presidente della compagnia e Francesco Mengozzi come amministratore delegato. I due sembrano perseguire disegni strategici divergenti. Il primo viene sospettato dai sindacati di voler portare l'azienda vicino al fallimento per favorirne l'acquisto da parte di Volare Web (una compagnia low cost con base proprio a Gallarate e capitali in odor di Lega). Il secondo sposa ben presto la pista francese e raggiunge un accordo con Jean-Cyril Spinetta: ingresso nell'alleanza Sky Team, scambio azionario con i francesi e un posto nel cda per lo stesso Spinetta. Il "piano industriale" che ne viene fuori sembra disegnato apposta - sarà una costante, fino all'ultimo di Maurizio Prato, un anno fa - per venire incontro alle esigenze di espansione di Air France. Il taglio delle rotte è deciso. La scelta è quella di "concentrarsi sulla difesa del mercato interno" per poi riprendere peso sulle rotte internazionali. Peccato che il mercato interno sia in quel momento preda delle low cost (grazie all'assenza di regolamentazione uguale per tutti i vettori, come invece avviene ancora oggi in Francia) e che le tratte intercontinentali siano le uniche a garantire redditività, proprio perché sottratte alla concorrenza sleale. Mengozzi arriva al punto di affidare ad Air France l'esclusiva dei voli verso Parigi da sei città "ricche" come Torino, Bologna, Verona, Venezia, Genova, Trieste e a chiudere le tratte per Los Angeles, Hong Kong, Pechino, Rio de Janeiro, ecc. Inutile dire che a ogni "piano" corrisponde una marea di "esuberi", l'aumento delle ore lavorate, il blocco sostanziale delle retribuzioni. A Mengozzi succede nel 2004 Marco Zanichelli, considerato in quota An, e prosegue perciò il conflitto con Bonomi. La paralisi - che non implica la rinuncia ad altri tagli del personale - porta alla decisione di dimissionare entrambi e arruolare Giancarlo Cimoli, ex prodiano che si era fatto una fama di "tagliatore di teste" nelle Ferrovie dello stato (senza peraltro migliorarne le prestazioni economiche e industriali). Nel 2005, oltretutto, Alitalia deve caricarsi del peso di Volare Web, disgraziatamente fallita prima di poter "conquistare" la compagnia di bandiera; oltre a dover mantenere un numero abnorme di voli su Malpensa (non più giustificati, da anni, dopo la rottura con Klm). Si scopre poi che soltanto i "costi impropri" derivanti dall'attività sullo scalo varesino valgono i due terzi del "buco" nei bilanci di Alitalia. Il ritorno di Prodi a palazzo Chigi coincide con la follia finale. Le privatizzazioni sono una parola d'ordine indiscutibile Per Tommaso Padoa Schioppa e Pierluigi Bersani. Si indice perciò una gara d'asta cui vengono inizialmente ammesse cinque "cordate": Ap Holding (AirOne), Texas Pacific Group, Matlin Paterson, Cdb Management e Aeroflot (insieme a Unicredit). Stranamente manca in candidato principale, Air France, il cui amministratore è stato fino a un attimo prima nel cda e conosce quindi l'azienda come le proprie tasche. I concorrenti si sfilano uno alla volta, per un motivo (la "mancata italianità") o per l'altro (la mancanza di soldi). A quel punto Padoa Schioppa incarica il cda (nel frattempo sostituito ancora una volta, con alla testa Prato) di trovarsi un compratore. Non si era mai visto un azionista così disinteressato a un proprio asset. Ma del resto non si era mai neppure visto un imprenditore - né pubblico né privato - fare spot pubblicitari gratuiti per un concorrente. Padoa Schioppa fa anche questo, dichiarando che "io volo con Easy Jet e mi trovo benissimo". Un modo eccellente di "promuovere" ciò che si sta vendendo... In ogni caso Alitalia ritrova il suo vecchio amore: Air France (che nel frattempo ha riassorbito anche Klm). L'azienda approva il budget 2008 in cui si parla della necessità di una ricapitalizzazione da 750 milioni, taglio dei voli su Malpensa, aerei da mettere a terra (è un "piano di sopravvivenza", non certo di "rilancio"). Il prezzo offerto dai francesi è davvero minimo: 138,5 milioni. "Meno di un solo bireattore", commenta il giornale Les Echos. Ma va bene lo stesso, visti i debiti e la necessità di investire. In pratica è un regalo. Unici ostacoli: il sì del sindacato e quello di Berlusconi, complice l'imprevista crisi del governo Prodi. Siamo ai giorni nostri. All'epilogo di un disastro ferocemente "bipartisan" in ogni istante della sua storia.

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Bonomi (Sea): già da agosto del 2007 facevamo i conti senza gli slot Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-23 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Lo scalo Bonomi (Sea): già da agosto del 2007 facevamo i conti senza gli slot Alitalia MILANO - "Alitalia non è più il nostro vettore di riferimento dal 30 agosto dell'anno scorso", ha dichiarato Giuseppe Bonomi, presidente della Sea, la società di gestione degli aeroporti milanesi. Che adesso dovrà riscrivere il piano industriale. Nel corso dell'audizione alla Commissione garanzia e controllo della Provincia di Milano ha detto: "Nel 2007, quando redigemmo il piano strategico con termine 2013 sapevamo che Alitalia nel futuro sarebbe stata una compagnia "stand alone"". Giuseppe Bonomi.

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Il Cavaliere, Barroso e l'accordo su Tajani Prodi: <Disappunto> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-23 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Bruxelles Fini: giusta la protesta del Professore Il Cavaliere, Barroso e l'accordo su Tajani Prodi: "Disappunto" L'Italia avrà i Trasporti, a Parigi la Giustizia Il presidente del Consiglio in carica contesta il candidato. Il nuovo commissario gestirà Alitalia e alta velocità DAL NOSTRO INVIATO STRASBURGO - Diventa istituzionale lo scontro tra il premier uscente Romano Prodi e il presidente della Commissione europea, il portoghese Josè Manuel Barroso, sulla nomina del successore italiano dell'attuale responsabile Ue della Giustizia Franco Frattini, in procinto di dimettersi per diventare ministro nel governo entrante di Silvio Berlusconi. Una triangolazione informale tra Bruxelles, Roma e Parigi ha cercato di superare il problema politico dell'avvicendamento con lo spostamento ai Trasporti del candidato italiano, che Berlusconi preferirebbe fosse l'eurodeputato di Forza Italia Antonio Tajani. Barroso, dopo essersi consultato con il premier entrante e con il governo francese, ha fatto suo e annunciato l'orientamento a invertire i responsabili di Giustizia e Trasporti. Ma si è attirato una protesta ufficiale di Prodi, a cui formalmente spetta la designazione del successore di Frattini, in aspettativa fino lunedì prossimo e già sostituito a interim proprio dal collega dei Trasporti, il francese Jacques Barrot, che segue il dossier Alitalia. Prodi ha respinto fin dall'inizio la candidatura di Tajani non inserendolo tra i nomi inviati a Berlusconi per concordare un rappresentante dell'Italia a Bruxelles su base bipartisan. Il futuro premier sembra invece intenzionato a imporre quello che è considerato il suo proconsole in Europa. A Strasburgo socialisti, liberaldemocratici, verdi e comunisti, che nell'Europarlamento possono costituire una maggioranza, hanno bocciato Tajani alla Giustizia proprio perché lo considerano troppo berlusconiano per assumere su tematiche come l'immigrazione e i diritti umani il ruolo di commissario, istituzionalmente indipendente dai governi. Il rischio è di ripetere il caso di Rocco Buttiglione, candidato dal governo Berlusconi alla Giustizia nel 2004 e respinto clamorosamente dall'Europarlamento fino a imporre al governo di Roma la sostituzione con Frattini. La soluzione è stata trovata informalmente nell'ambito del Ppe, a cui aderiscono Berlusconi, Barroso e Sarkozy. Il presidente francese, che in luglio assume la presidenza di turno dell'Ue, intende impostare il suo semestre affrontando molti problemi dell'immigrazione. Considera politicamente utile veder passare Barrot dai Trasporti alla Giustizia. Barroso può far accettare più facilmente dall'Europarlamento un Tajani impegnato sul trasporto aereo e le grandi infrastrutture di collegamento. Segnali in questo senso sono subito arrivati da Strasburgo. Berlusconi gradisce il controllo italiano a Bruxelles su dossier come Alitalia, l'alta velocità Tav, Malpensa o il Ponte di Messina. Solo Prodi si è è messo di traverso, irritato davanti a una manovra che Barroso avrebbe dovuto condurre consultando principalmente il premier italiano in carica. Così ieri sera l'ambasciatore della delegazione diplomatica dell'Italia presso l'Ue, Rocco Cangelosi, ha inoltrato la protesta a Barroso. A sorpresa Gianfranco Fini di An ha dato ragione a Prodi. A questo punto Prodi può decidere la nomina a Bruxelles se Frattini si dimette il 29 aprile. Ma Frattini ha fatto capire che potrebbe rinunciare al seggio parlamentare per restare in carica fino all'insediamento del governo Berlusconi e impedire la designazione di un commissario diverso da Tajani. Barroso potrebbe però trovarsi in imbarazzo nel mantenerlo al suo posto perché potrebbe essere accusato di favorire il suo compagno di partito Berlusconi. Berlusconi e Barroso nel 2004 Ivo Caizzi.

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PASTICCI eP ARADOSSI (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-23 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Scelte politiche PASTICCI eP ARADOSSI SEGUE DALLA PRIMA La decisione è stata presa senza informare il governo italiano: una procedura che ha irritato Prodi, il quale forse ha indovinato un gioco di sponda col centrodestra italiano. In teoria, infatti, l'incarico a un esponente vicino al Cavaliere potrebbe aiutare palazzo Chigi a tentare un salvataggio di Alitalia assecondato dalle istituzioni europee. Il fallimento viene scansato come un epilogo estremo e remoto. Ma in realtà, ci si prepara comunque a un ridimensionamento secco. Tutti ammettono che, se per miracolo si materializzerà un compratore, tre o quattro mila persone potrebbero essere licenziate: sempre che non si arrivi all'amministrazione controllata o peggio. è probabile che fino al ballottaggio di domenica e lunedì per il Campidoglio, la schermaglia non farà passi avanti. C'è solo da sperare che dopo, il ritorno alla realtà non sia troppo traumatico. Massimo Franco.

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I numeri della compagnia e del governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-23 num: - pag: 3 categoria: BREVI I numeri della compagnia e del governo Alitalia ha chiuso il bilancio 2007 con una perdita pari a 364 milioni di euro. La disponibilità di cassa è stata stimata in 170 milioni di euro Il piano presentato da Air France prevedeva 2.100 esuberi tra assistenti di volo e piloti. La compagnia francese aveva inoltre previsto la chiusura di Alitalia Cargo entro il 2010 Il Consiglio dei ministri ha stanziato ieri sera un prestito ponte per Alitalia da 300 milioni di euro. La compagnia dovrà restituirli entro il 31 dicembre di quest'anno #.

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L'Italia a terra (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Francesco Paternò Berlusconi Ter promette "sorprese" e punta al dialogo per affrontare la crisi economica, non come il primo o secondo Berlusconi. Sarà peggio. Il caso Alitalia è lo specchio del governo che ci attende, il sintomo di una situazione che rischia di andare fuori controllo per calcoli sbagliati, o per leggerezza. La compagnia aerea è stata messa a terra da una coalizione di centrodestra che non conosce la cosa pubblica e che, agitando il vessillo della dignità nazionale, nasconde il fatto di non avere ancora senso dello stato. La Lega è infatti contenta, "salva" Malpensa e il suo patto con gli elettori, mentre i consiglieri economici del Cavaliere credono che dalle ceneri rinasca sempre qualcosa. Come la compagnia belga Sabena, morta con 12.000 dipendenti e rinata con 2.000. Certamente non è sola colpa di Berlusconi se Air France è fuggita. Per ogni giorno che passa del bizzarro calendario italiano, ai francesi i conti non tornano più. Ma se anche tornassero, perché aspettare il veto rimasticato dal prossimo capo di governo italiano? Certamente in questo disastro dell'aria lungo tre lustri il centrosinistra e i sindacati hanno la loro parte di colpa. La prima rea di pessima gestione di un'azienda di stato, la seconda rea di pessima cogestione, roba da corporazione. Perfino le assonanze sono sinistre. Oggi è Air France a ritirare la sua offerta d'acquisto; otto anni fa, il 28 aprile del 2000 e con un governo di centrosinistra, è la Klm a rinunciare alla fusione con Alitalia dopo diciassette mesi di trattative. Gli olandesi pagano una penale di 500 milioni di lire accelerando il fallimento della loro compagnia per finire nelle braccia di Air France, pur di tirarsi fuori dall'insopportabile caos Italia. Oggi è più grave, perché Berlusconi ha usato Air France in campagna elettorale senza prevedere che i francesi avrebbero potuto dire adieu, a urne chiuse. Così ora gli manca la spalla d'intrattenimento mentre qualcuno impasta la famosa cordata italiana, chissà se condita con i russi di Aeroflot o con i tedeschi di Lufhtansa. E più realisticamente, gli manca la spalla per tentare un salvataggio dell'ultima ora, somigliante nel disegno all'operazione convertendo con cui le banche hanno tenuto in piedi la Fiat nel 2004. Visti da Parigi, e probabilmente dai molti altri luoghi dove il Cavaliere continua a essere considerato un'anomalia, con Berlusconi è il sistema paese a rischiare di non avere un piano di volo, non solo l'Alitalia. Chi resterebbe stupito se sfidasse con una mossa disperata l'Unione europea inventando aiuti di stato per la compagnia? Ha già fatto di peggio, quando ha annunciato che, una volta tornato nella stanza dei bottoni, avebbe ritirato il contingente italiano di pace in Libano. Poi una correzione da brividi, sostenendo "solo" il cambio delle regole d'ingaggio. In America, perfino un McCain presidente potrebbe diffidare di un simile alleato.

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L'Alitalia è a un passo dal fallimento, il petrolio ha (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa L'Alitalia è a un passo dal fallimento, il petrolio ha ... L'Alitalia è a un passo dal fallimento, il petrolio ha toccato i 119 dollari al barile, i prezzi dei generi alimentari continuano a crescere e c'è chi, Gianluigi Paragone vicedirettore di Libero, si arrovella su un paio di quesiti: sono troppe le donne al potere? é una moda o perchè sono brave? Roba da perderci il sonno. Quelle quattro ministre al governo Berlusconi, un presidente donna alla guida della Confindustria, un'altra probabile poltrona rosa ai vertici dei giovani industriali, diventano un caso politico. Spiace vedere su un quotidiano che si fregia di essere il laboratorio intellettuale del centrodestra, un'intera prima pagina dedicata a sciogliere il nodo se quella di certe donne di potere è vera gloria o no. Paragone "sente puzza di bruciato" sulla scelta del premier spagnolo Zapatero di far pendere la bilancia ministeriale a favore delle donne. Non lo sfiora il dubbio che invece quelle ministre siano le persone giuste al posto giusto. Ciò che sorprende è che in un momento di snodo della storia politica italiana, con le emergenze evidenti che il governo Berlusconi dovrà affrontare, si continui a discutere sulla quota di donne che può essere "accettabile". Ci si è forse chiesti se, di contro, i ministri uomini che andranno a comporre la squadra del Cavaliere saranno all'altezza del loro compito? Nell'articolo di Libero, con un pizzico di acidità, si suggerisce alle donne di non fare la lagna. "Non è vero che le donne in politica o in carriera sono come i panda". Ed ecco una sfilza di esempi. Ma nulla è detto del fatto che, a parte alcune eccezioni, la normalità è quella di donne che continuano a essere retribuite meno dei colleghi uomini, che trovano come prima barriera all'ingresso delle aziende l'aspirazione a essere anche madri. Paragone insinua che la ministra della Difesa spagnola incinta, sia stata scelta perchè la gravidanza è diventata un fatto mediatico. Il teorema che "donna è meglio a prescindere" non piace prima di tutto alle donne. Il sospetto è che invece si stiano cominciando a piantare paletti per impedire la crescita e l'affermazione di nuove energie vitali per il Paese a difesa di certi vecchi schemi. Il nuovo fa paura. Alla fine nell'articolo viene riproposto come spartiacque per la conquista di una "modernità e serietà" di pensiero l'abbattimento dell'"anomalia" della previdenza rosa. Come dire, che discutiamo a fare quando continua a esserci il "privilegio" che consente alle donne di andare in pensione prima? Ma forse si dimentica che le signore sono chiamate a svolgere contemporaneamente all'attività lavorativa anche quella di supplenza di servizi sociali all'infanzia e agli anziani che mancano nel nostro Paese. Insomma, Libero, ma vi fanno così paura un paio di donne a Palazzo Chigi? L.D.P.

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La rotta (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Air France se n'è andata. E Alitalia precipita nel vuoto, tra cordate ipotetiche e un collasso reale. Che il governo cerca di rimandare con un finanziamento d'emergenza, deciso dall'ultimo consiglio dei ministri del governo Prodi per "ragioni d'ordine pubblico": 300 milioni di euro. In attesa del salvatore promesso da Berlusconi, che tace guardando il disastro cui ha dato un decisivo apporto. Intanto il titolo della compagnia crolla in borsa PAGINE 2, 3.

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La decisione presa dal Governo sul prestito ponte passa ora (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa La decisione presa dal Governo sul prestito ponte passa ora ... La decisione presa dal Governo sul prestito ponte passa ora nelle mani di Bruxelles. La Commissione Ue prende atto dell'approvazione da parte del Consiglio dei ministri del decreto col quale si concede alla compagnia aerea un prestito da 300 milioni, ma per ora non intende commentare un provvedimento che non conosce nei particolari. Invita però il governo italiano a "notificare subito, il più presto possibile", la misura varata ieri al Cdm: naturalmente prima che venga erogato l'aiuto. Un primo verdetto della Commissione Ue, se il decreto verrà inviato a Bruxelles nelle prossime ore, potrebbe arrivare già oggi. Si tratterà di vedere nel dettaglio - spiegano fonti della Commissione - se il prestito ad Alitalia viene concesso realmente a condizioni di mercato e a quali tassi di interesse. Il Governo dovrà quindi convincere l'esecutivo europeo - spiegano le stesse fonti - che si è comportato come un normale investitore privato, che detenendo una parte delle azioni di Alitalia ha deciso di mettere sul piatto 300 milioni di euro per traghettare la compagnia aerea verso una futura vendita. Un prestito che non venisse incontro a questi requisiti sarebbe inevitabilmente considerato un aiuto di Stato illegale. E a poco servirebbero - sempre secondo quanto spiegano fonti della Commissione Ue - le motivazioni di ordine pubblico con le quali il governo italiano giustifica il prestito d'emergenza. "Alitalia - ha ricordato in mattinata Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai trasporti, Jacques Barrot (nella foto) - ha già ricevuto aiuti di Stato in base al principio "one time-last time" nel 2001. Dunque - ha sottolineato - non può più chiedere aiuti fino al 2011".

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Nella campagna elettorale per il ballottaggio di domenica e lunedì prossimi, dopo la sicurezza, (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Entrano i temi dei rifiuti e della crisi Alitalia. Secondo Francesco Rutelli, candidato sindaco del Pd, "la compagnia di bandiera per Roma è come la Fiat per Torino" e a farla fallire "sono gli amici di Alemanno. E la Lega ne rivendica già i meriti". Il candiato al Campidoglio del Pdl, invece, ieri è andato a "ripulire", ramazza alla mano, il parco della Marcigliana, "diventato - dice - l'ennesima discarica a cielo aperto di Roma". Per Alemanno è fondamentale interrompere "il sistema dei veti del centrosinistra che rischia di regalarci l'emergenza rifiuti come in Campania". Brugnara, Desario, Manfroni e Marincola all'interno.

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Duello tra buonismo e studiata aggressività (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa "Duello tra buonismo e studiata aggressività" Maurizio Gallo m.gallo@iltempo.it Rutelli ha cercato di essere più rassicurante ed equilibrato. Alemanno ha scelto temi di politica nazionale e non ha rappresentato per i telespettatori una "sorpresa", come doveva. è il "verdetto" del professor Mario Morcellini, direttore del Dipartimento di Sociologia e Comunicazione della Sapienza. La sua impressione generale del teleconfronto? "Alemanno è stato un po' troppo old style. Sembrava raschiare gli argomenti sul fondo del suo barile. Ha dato una sensazione di affaticamento. E, soprattutto, essendo un inseguitore, doveva sorprendere e non ha sorpreso. Doveva tirar fuori un argomento innovativo e non l'ha fatto". E l'avversario? "Neanche Rutelli è stato convincente, però televisivamente ha avuto più forza. Ha mostrato calma, equilibrio. è stato più rassicurante e ha fatto bene a parlare del nodo Alitalia, perché la crisi della compagnia si scaricherà sul nuovo governo nazionale ma anche su quello cittadino". Però Alemanno è sembrato più grintoso... "Sì. Ma ritengo sia stato uno sbaglio. Berlusconi ha stravinto anche perché è stato meno aggressivo che in passato durante la campagna elettorale, è sembrato un po' veltronizzato. E io dubito che una campagna aggressiva conquisti l'elettorato indeciso nella Capitale. Alemanno avrebbe dovuto, invece, titillare il centro moderato". Il candidato del Pld ha presentato il quadro di una metropoli degradata, brutta e in preda al crimine. è un dipinto che paga in termini di consensi? "No, perché fa presa solo sull'elettorato già schierato. Dipingerla così è un errore. Chi ci vive e ci lavora sa che non è vero. Sa che Roma è una delle città più belle del mondo. Ed essere così apocalittici non aiuta i romani a percepire la propria identità in modo forte nel momento in cui percepiscono Milano come Capitale del Paese perché ha vinto Berlusconi. Ha puntato troppo sull'effetto-alone del Cavaliere, che suo malgrado è considerato come un leader del Nord. Doveva dire che la città ce la può fare, non descriverla come se fosse in ginocchio". Alemanno ha puntato molto sulla paura. Ha fatto male? "è un richiamo che funziona, ma solo perché da un paio d'anni i media hanno fatto della cronaca nera il loro tema principale e ricorrente, anche se i dati ci dicono che il crimine è in calo. Ha fatto bene. Però è una scelta ad alto reddito solo dal punto di vista elettorale. Perché poi i problemi, se sarà eletto, poi dovrà risolverli". Alemanno ha accusato Rutelli di "buonismo" e lo ha associato alla sinistra radicale. Funzionerà? "Sì, perché nell'immaginario collettivo la sinistra Arcobaleno è la vera sconfitta delle elezioni. Ma così può aver anche concentrato i voti di quella parte politica su Rutelli". In conclusione, qual è il suo voto finale? "Sei più a Rutelli. E sei meno ad Alemanno".

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Il prestito non risolve (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa "Il prestito non risolve La politica deve lasciare" Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it è arrivato il prestito e il commissariamento, almeno per ora, è scongiurato. Un futuro più roseo per Alitalia? "Un prestito non è una strategia. E il rischio di temporali sarà scongiurato solo il giorno che il controllo di Alitalia sarà in mano a soggetti che la politica non sia in grado di condizionare" spiega a Il Tempo, il senatore Franco Debenedetti. Forse ora però si salva? "Alitalia da 15 anni ha sostanzialmente perso sempre. Il conto è salito ormai a 15 miliardi. Si sono cambiati manager, fatti aumenti di capitale, contratti sindacali, fatte e disfatte alleanze. Ci sono state linee aeree che sono fallite, nessuna che sia fallita per 15 anni di fila. Perché? La spiegazione è una sola: è il padrone che non va. Va cambiato con una soggetto che non possa essere condizionato dalla politica, nazionale e locale". Non c'è soluzione allora? "Bisogna prima di tutto riconoscere la realtà. Qui non si tratta, come per una Parmalat, di fare pulizia di bilanci. Non si tratta di risolvere un problema finanziario come in Fiat all'epoca del prestito convertendo. Qui si tratta di inventarsi un modello di azienda, una strategia. E trovare qualcuno che la comperi". Ma il prestito ponte, anche abbastanza cospicuo, aiuterà? "Il prestito compra tempo. Bisogna vedere come verrà impiegato". Vede un futuro nero insomma. "Certo che quando sento dire che è un bene che Air France abbia rinunciato, mi sembra che serva solo a fare aumentare le richieste, e quindi a rendere il problema ancora più difficile. In passato avevamo in mano soluzioni che oggi ci sogneremmo, e che sono state buttate via: personalmente penso che sarà così anche questa volta. Bisognerà definire un modello di business, trovare soggetto che sappia e voglia metterla in atto: e che sia accettabile politicamente. Un compratore non si tira fuori come il coniglio dal cilindro. Se il compratore non è europeo, non gode dei diritti per il traffico Usa. La cordata italiana non c'è, e per un'azienda quotata diventa arduo spiegare ai suoi azionisti, fondi esteri compresi, perché sarebbe un buon affare mettere soldi in un'operazione come Alitalia. La sua valutazione sulla gestione da parte del Governo del dossier? "Air France era una soluzione praticabile. è stata fatta fallire durante la campagna elettorale. Ora il nuovo esecutivo deve trovare un'alternativa che faccia salvo tutto quanto era stato giudicato inaccettabile nella proposta Air France, i due hub, l'italianità, le riduzioni di personale. Vedremo. Ancora un volta, il problema non sarà di strategia aziendale, ma di decisione politica.

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Berlusconi: Ora le aziende possono farsi avanti (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Via libera alla cordata Berlusconi: "Ora le aziende possono farsi avanti" "Adesso esistono le condizioni affinchè i partecipanti alla compagine di chi vuole partecipare ad Alitalia si facciano avanti e chiedano di poter verificare i conti per presentare al più presto una offerta impegnativa", ha detto ieri Berlusconi. "Il tutto - ha aggiunto - coadiuvato da banche e istituti a latere, e con la partecipazione di aziende del settore" e "enti importanti. Poi si vedrà come può essere individuato un piano industriale che riporti Alitalia al pareggio e all'utile".

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Rutelli e Alemanno (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Faccia a faccia Primo round a "Ballarò" tra i due candidati sindaci di Roma E il tema che domina la scena è ancora quello della sicurezza della Capitale Rutelli e Alemanno Stefano Mannucci s.mannucci@iltempo.it Volavano gli avvoltoi, nel crepuscolo del Palatino. Ma qualcuno ne trasse gli auspici per sistemare un po' di conti in famiglia, e rimboccarsi le maniche per dare ordine all'assetto cittadino. 2761 anni e un giorno dopo, il destino dell'Urbe è nelle mani di Er Cipria e Lupomanno, e vedremo se i millenni sono trascorsi invano. L'ex vicepremier del governo appena sfrattato e il candidato che contro Veltroni II non andò oltre il 37 per cento ce l'hanno messa tutta per convincere i romani: quelli che, guida tv alla mano, non si sono fatti incantare da una controprogrammazione che proponeva Insinna e la Ventura, Jack Nicholson e Kim Rossi Stuart, Ale & Franz o la Champions League. E sarà stata la suggestione, ma a notte non volava una mosca per le strade della Capitale: che diamine, Gianni e Francesco si sfidavano de visu a "Ballarò", le moltitudini ascoltavano intente. O forse, tragicamente, se ne infischiavano. Eccoli lì i due possibili sindaci, da tempo emendati da peccati di gioventù come uno spinello "libertario" o una tumultuosa contestazione a Bush padre. Sono statisti rodati, poco conta se dieci anni fa uno era saltato convinto sul malfermo Asinello prodiano e l'altro debba giustificare ogni due per tre la sua croce celtica. La questione Roma è seria, e a sei giorni dal ballottaggio non è più dato di metterla su piani surreali, regalare braccialetti che non siano tempestati di diamanti o banchettare sul ginocchio fracassato di Totti. Comunque vada, sarà una città spaccata in due, come ai tempi di Rutelli-Fini '93: e per riunirla servirà comunità di intenti tra maggioranza e opposizione, mica confini ideologici da tracciare con l'aratro. I due sembravano averlo capito, e davanti a Floris l'atmosfera pareva solenne, almeno all'inizio. Il pubblico taceva diligentemente, come i soldati di Costantino e Massenzio prima di sbudellarsi a Ponte Milvio. Ma appena incrociate le armi, scoppiano applausi spontanei dalle claque, e ciascuno dei due contendenti sfrutta le gaffe dell'altro. Alemanno scivola su dispositivi di allarme definiti "colonnine SS", Rutelli mostra una specie di telecomando salvadonne e cade sul doppio senso: "Qualcuno mi ha detto: se lo metta lui". Scappa pure un "dai tesoro" da sinistra verso destra, e l'effetto è comico-pecoreccio. Eppure i temi sono gravi. Inevitabilmente, domina la questione sicurezza, come accade da giorni a questa parte. Il vicepremier ancora in carica la prende alla larga, cita Milano e la scomodità della Lega alleata di Berlusconi per "pretendere rispetto per Roma", e mostra giornali del Nord per sottolineare che il degrado e il problema della criminalità non sono questioni limitate alla Capitale, ma un problema nazionale. L'ex ministro dell'Agricoltura sostiene che è venuto il momento di "cambiare profondamente il governo cittadino, perché il gruppo di potere al Campidoglio da 15 anni non dà garanzie davanti a questo degrado". E ripropone l'immagine di Veltroni che "cade dalla seggiola dopo l'omicidio Reggiani e corre a Palazzo Chigi per un decreto legge che poi Prodi non convertirà". Rutelli mette il dito sulla piaga della legge Bossi-Fini e la sanatoria sugli immigrati voluta ai tempi dell'esecutivo di centrodestra, Alemanno rivendica la validità di quella norma e imputa agli avversari il "buonismo che è al centro del fallimento storico della sinistra", e si ripropone, una volta insediato come nuovo sindaco, di "allontanare da Roma quei ventimila denunciati all'anno di nazionalità non italiana". Definisce il braccialetto per le donne una "burqa elettronico", e respinge le ronde per "la sicurezza fai-da-te" pensate da Maroni. Si capisce che i due, per approdare a Roma, devono volare in alto: e allora è inevitabile mettere in pista il dramma Alitalia, con Rutelli che martella Alemanno sulla "cordata italiana" che non esce allo scoperto: "è forse Putin?". L'altro si dice soddisfatto di aver evitato la "svendita ai francesi, perché la compagnia di bandiera deve restare nazionale, la cordata c'è, ma al governo ci siete ancora voi". Sull'agenda prettamente capitolina si torna nel secondo tempo del match, quando Rutelli snocciola le cifre delle decine di migliaia di alloggi ad affitti agevolati che intende materializzare nei prossimi cinque anni, e il rivale ribatte: "Voi le case le occupate". Si evoca la questione delle strisce blu, o della Linea C da completare (Rutelli), o della "bruttura della nuova Ara Pacis, la tua scelta da imperatore romano", ringhia Alemanno, e le ferrovie "mai completate e che non diventeranno realtà". Duello pari, ieri. Più o meno come alle urne.

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Ama e Alitalia. Due aziende fondamentali per Roma. Del loro presente e soprattutto del loro (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di DAVIDE DESARIO Ama e Alitalia. Due aziende fondamentali per Roma. Del loro presente e soprattutto del loro futuro se ne è occupato ieri Gianni Alemanno, il candidato sindaco del Pdl. Sull'Ama e i rifiuti Alemanno ha lanciato una nuova proposta: "Bisogna creare un'authority regionale per i rifiuti, una misura imposta dal Comune e dal governo nazionale perché non si arrivi nel Lazio e a Roma, ad un'emergenza come quella in Campania". Su Alitalia, invece, ha risposto alle accuse del suo avversario, Francesco Rutelli e di altri esponenti del Pd: "Ritengo che la cordata italiana sia l'unica soluzione - ha detto - Vogliamo mantenere la compagnia di bandiera". Alemanno ieri ha iniziato la giornata indossando una tuta bianca e poi ha simbolicamente "ripulito" una delle discariche a cielo aperto che sorgono abusivamente nel parco naturale della Marcigliana, tra la Bufalotta e la Salaria. "Questo non è un caso isolato - ha detto di fronte al cumulo di rifiuti - sono numerose le discariche a cielo aperto in aree protette di Roma. È un esempio di quello che potrà accadere quando sarà esaurita la discarica di Malagrotta". Il candidato del Pdl ha quindi elencato alcune linee del programma per i rifiuti: oltre alla creazione di un'authority regionale, ha proposto l'incremento "della raccolta differenziata che a Roma - ha detto - è al 16%, una percentuale esigua se confrontata con Torino dove supera il 39% e con Milano, dove si attesta al 30%". Alemanno ha anche parlato della necessità di "utilizzare lo strumento porta a porta" per incentivare la raccolta differenziata e dell'esigenza di promuovere una "campagna di informazione nelle scuole per ridurre al minimo i rifiuti - ha detto - e per cambiare la cultura ambientalista". "Bisogna realizzare tutti gli impianti previsti nel piano regionale - ha aggiunto il candidato sindaco - verificando che questi corrispondano alle esigenze". Alemanno ha poi attaccato il centrosinistra: "Il sistema dei veti - ha spiegato - continua a bloccare le decisioni. La paralisi amministrativa del centrosinistra rischia di regalarci l'emergenza rifiuti anche a Roma e nel Lazio". Secondo Cristiano Bonelli, candidato alla presidenza del IV municipio, la situazione del parco naturale della Marcigliana è peggiorata negli ultimi anni: "Ho censito oltre 50 discariche abusive a cielo aperto nel territorio municipale - ha detto - e ho segnalato il problema alla Guardia Parco e alle forze dell'ordine senza ottenere la rimozione". Il neo eletto deputato Vincenzo Piso, ex consigliere capitolino ha invece puntato il dito contro l'Ama: "I bilanci ci dicono che la sua situazione è critica". Nel corso del tour sono state evidenziate le condizioni di degrado degli argini dell'Aniene nella zona di confine tra il II e IV municipio e la presenza di diverse baraccopoli. Subito dopo Alemanno, accompagnato dal presidente Gianfranco Fini, è intervenuto all'incontro con i dipendenti di Ama a Tor de Schiavi. "È paradossale - ha detto il candidato del Pdl - che proprio coloro che in questi anni hanno fatto di tutto per distruggere l'azienda pubblica Ama oggi diffondano il terrore su privatizzazioni inesistenti. Al contrario, il Pdl ribadisce la necessità di potenziale l'Ama e di consentirle di chiudere il ciclo dei rifiuti anche attraverso la realizzazione di nuovi termovalorizzatori". "Il nostro impegno - ha concluso Alemanno - è rilanciare l'Ama, migliorare le condizioni di lavoro del personale e mandare a casa una dirigenza che in questi anni ha fallito tutti gli obiettivi, a cominciare da quello della raccolta differenziata". (ha collaborato Giovanni Manfroni).

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Un'Authority per i rifiuti: così si evita l'emergenza Campania (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

"Un'Authority per i rifiuti: così si evita l'emergenza Campania" Alemanno: "Potenzieremo l'Ama. L'Alitalia? La cordata italiana è l'unica soluzione".

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Alitalia e rifiuti, duello a tutto campo (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Si accende la campagna elettorale, giornata di botta e riposta fra i due candidati al Campidoglio Alitalia e rifiuti, duello a tutto campo Rutelli: "Una tragedia per Roma se fallisse". Alemanno: "Authority contro l'emergenza spazzatura".

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Irresponsabilità su Alitalia: tragedia per Roma se fallisse (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)

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"Irresponsabilità su Alitalia: tragedia per Roma se fallisse" Rutelli: "Colpa degli amici di Alemanno. Le consulenze? Storia chiusa".

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Indici in calo. Bene Eni, rally di Eurotech (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-04-23 num: - pag: 37 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Paola Pica Indici in calo. Bene Eni, rally di Eurotech Snia è della società chimica la miglior performance di ieri: +6,67% Poteva andare peggio. Un ribasso tutto sommato contenuto allo 0,60% (indice Mibtel, -0,51% lo S&P Mib) ha accompagnato ieri in Piazza Affari l'ennesimo duplice record dell'euro e del petrolio. Per non parlare della preoccupazione alimentata dall'aumento di capitale record di Royal Bank of Scotland. A Milano la seduta si è svolta con il "convitato di pietra", Alitalia, sospesa in attesa del consiglio dei ministri che in serata ha concesso il prestito da 300 milioni. Un assaggio dell'impatto sul titolo dell'addio di Air France si è avuto in mattinata quando è stato calcolato un ribasso teorico dell'11%. Oggi Alitalia viene riammessa, solo in asta di chiusura. Tra i titoli guida, quasi tutti in rosso, si sono distinte Prysmian (+2,97%), Pirelli & C (+1,78%), seguita da Cam-Fin (+1,47%) e Snam Rete Gas (+1,66%). Ancora in rialzo Eni (+0,62%), spinta oltre che dal prezzo del petrolio anche dall'ipotesi di un'imminente collaborazione con Gazprom in Libia. Giù Fiat (-1,96%) e Telecom (-1,19%). Deboli Italcementi (-1,59%) e Italmobiliare (-5,57%) ancora sulla scorta dell'attacco del fondo Hermes. Pesante Sogefi (-10,7%) per la quale è previsto un "esercizio impegnativo". Male gli editoriali, con Mondadori e Rcs in calo del 4,8%, L'Espresso del 4,9%. Rally di Eurotech (+3,76%) sulle voci di un interesse di Finmeccanica (+0,14%). La speculazione non ha abbandonato la As Roma, nonostante il faro acceso dalla Consob. Le azioni del team giallorosso hanno perso il 2,4% tra scambi per l'8% del capitale. Da inizio anno la capitalizzazione è più che raddoppiata sopra i 150 milioni.

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Faccia a faccia nel segno dello scontro (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-04-23 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Oggi continua la sfida televisiva (a distanza) sul Tg3: tocca al candidato Pdl, domani a quello del Pd Faccia a faccia nel segno dello scontro Rutelli e Alemanno duellano per un'ora su criminalità, Alitalia e Lega è cominciata con una stretta di mano fra i candidati a sindaco Francesco Rutelli, per il centrosinistra, e Gianni Alemanno, per il Pdl, prima del faccia a faccia a Ballarò. Un confronto tv, il primo, in vista del ballottaggio di domenica e lunedì. Sono bastate alcune domande per far alzare il tono ai contendenti. La sicurezza, la vicenda Alitalia, la Lega, le tasse, l'emergenza casa i principali temi trattati. Alemanno è partito dall'aggressione e dalla violenza subita dalla studentessa del Lesotho giovedì scorso sostenendo che a Roma "ci vuole il cambiamento, queste cose non devono più accadere". Rutelli ha replicato: "Il primo ad aver sollevato questo tema è stato l'allora sindaco Veltroni. Non è un problema del sindaco, ma del Paese. Dobbiamo essere uniti". Oggi la sfida televisiva continua (a distanza) sul Tg3: tocca a Alemanno, domani a Rutelli. A PAGINA 3 Ernesto Menicucci.

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La tua opinione (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-04-23 num: - pag: 42 categoria: BREVI La tua opinione su corriere.it Braccialetto anti stupro con allarme. Può funzionare? SUL WEB Risposte alle 19.00 di ieri I numeri sono in percentuale Sì R 35,5 No R 64,5 La domanda di oggi Un prestito ponte per Alitalia dopo la rinuncia di Air France. Siete d'accordo? I sondaggi on line non hanno valore statistico e non sono basati su un campione scientifico.

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L'occhio della tv su Francesco e Gianni (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-23 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE L'occhio della tv su Francesco e Gianni Stretta di mano ma poi salta il fair play. "Avete detto solo no", "Siete un gruppo di potere" Era cominciata con una stretta di mano fra i due candidati a sindaco di Roma, Francesco Rutelli per il centrosinistra e Gianni Alemanno per il Pdl, fuori dalla sala trucco dello studio 2 di via Teulada, prima di partecipare al faccia a faccia nel corso della trasmissione Ballarò. Un confronto tv, il primo, in vista del ballottaggio di domenica e lunedì. Ma sono bastate le prime domande per far alzare il tono ai due contendenti. La sicurezza, la vicenda Alitalia, la Lega nord, le tasse, l'emergenza casa, i principali temi trattati. Alemanno è partito dall'aggressione e dalla violenza subita dalla studentessa del Lesotho avvenuta giovedì scorso sostenendo che a Roma "ci vuole il cambiamento" perchè "queste cose non devono più accadere. A Roma c'è bisogno di una svolta" perchè "da 15 anni c'è lo stesso gruppo di potere" alla guida della città, riferendosi agli anni di governo del centrosinistra. Ma Rutelli ha replicato: "Il primo ad aver sollevato questo tema è stato l'allora sindaco Veltroni. Non è un problema del sindaco, ma del Paese. Dobbiamo essere uniti". "Quando accade un fatto grave di cronaca a Milano - ha ricordato Rutelli - nessuno si sogna di attaccare il sindaco". Poi a dominare è stato il tema dell'Alitalia. "Oggi - ha esordito Rutelli - La Padania scrive: "La lega vince, Air France vola via". A chi la volete dare Alitalia? Ai russi? Quando eravate al governo, avete fatto non una politica industriale ma una divisione tra Malpensa e Fiumicino che ha portato la compagnia di bandiera vicina al fallimento". "Noi riteniamo che si può costruire una cordata italiana " ha replicato Alemanno che, incalzato da Rutelli, ha aggiunto alzando il tono della voce: "Non si può svendere Alitalia ". I momenti di maggiore tensione si sono avuti proprio sul ruolo della Lega Nord, alleata del Pdl e sui progetti urbanistici mostrati da Rutelli che ha accusato il centrodestra: "Avete detto sempre e solo no". Botta e risposta anche sulla casa. "Ho preso l'impegno, di costruire 26mila appartamenti. Mai potrà avere un diritto in più chi occupa una casa" ha detto Rutelli. "Sulla casa a Roma c'è un ritardo storico" ha replicato Alemanno aggiungendo che proporrà la costruzione di "25mila nuovi alloggi". è finita, senza sorrisi, ma con una nuova stretta di mano. Secondo Alemanno "Rutelli è uscito perdente perché la gente valuta in base alla realtà dei fatti". Rutelli, uscendo, ai giornalisti ha detto solo: "Sono molto contento, i commenti fateli voi". Ernesto Menicucci.

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L'ex ministro più aggressivo e popolare Ma dovrebbe scegliere una camicia bianca (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-23 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Centrodestra L'ex ministro più aggressivo e popolare Ma dovrebbe scegliere una camicia bianca Pregi: Alemanno ha sottolineato bene i problemi della sicurezza e dell'immigrazione clandestina e sull'Alitalia si è aggrappato all'orgoglio degli italiani, pur non sapendo rispondere con precisione alla domanda di Rutelli che chiedeva spiegazioni sulla cordata italiana. Così ha trasformato un punto debole in un punto di forza. E ha cavalcato bene anche il tema delle tasse sui romani collegandolo alla questione nazionale e all'impopolarità dell'ultimo governo Prodi. Difetti: il linguaggio di Alemanno è stato meno colto e più sgrammaticato dell'avversario e questo potrebbe sembrare un punto debole, ma in questo modo lui si è anche avvicinato alla gente. Ha fatto un autogol sui numeri positivi dell'economia romana rispetto a quella nazionale: invece di dire che da sindaco avrebbe proseguito lo sviluppo finanziario della capitale, ha detto che quei risultati erano merito dei romani, non dell'amministrazione. Consigli: per il prossimo dibattito in tv è meglio sul completo grigio una camicia bianca, come fanno sempre i presidenti Usa.

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L'ex sindaco più autorevole e istituzionale Ma la prossima volta un completo blu scuro (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-23 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Centrosinistra L'ex sindaco più autorevole e istituzionale Ma la prossima volta un completo blu scuro Pregi: Rutelli ha tenuto un atteggiamento più istituzionale, sereno, sorridente, specie nella prima parte della trasmissione. è stato più autorevole nell'articolare i suoi interventi: è emerso come uno che dà fiducia, anche perchè ha dimostrato di conosce meglio la città. E la gente sa bene che lui, come componente del governo Prodi, sta vivendo un periodo di difficoltà. Inoltre ha fatto bene a parlare della Lega: in quel passaggio è stato molto efficace e ha messo a disagio l'avversario. Difetti: Non capisco perchè ha parlato lui dell'Alitalia accusando il centrodestra di avere fatto fallire la trattativa con Air France: per gli italiani questa operazione è impopolare perchè i francesi ci hanno sempre disprezzato. Rutelli non lo sapeva? Però l'esponente del Pd si è ripreso bene quando ha sottolineato che la cordata sbandierata da Berlusconi, fino ad ora, è solo una promessa. E su questo Alemanno non è riuscito a ribattere con efficacia. Consigli: per il prossimo dibattito in tv meglio un bel completo blu scuro e una camicia bianca, rispetto al vestito marrone che si spegne con le luci dello studio.

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Zingaretti: <no ad Alipadania>, (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Sostiene Rutelli che Alitalia per Roma è come la Fiat per Torino Zingaretti: "no ad Alipadania", il centrodestra "chiama" Acea Sostiene Rutelli che Alitalia per Roma è come la Fiat per Torino. Certo è che proprio a Roma la questione Alitalia potrebbe avere le conseguenze più pesanti. Per l'occupazione, soprattutto. Ma anche per la politica. E a brevissimo termine. Quello che intercorre tra la decisione di Air France di ritirare l'offerta e il ballottaggio per il Campidoglio. Alemanno è finito in una posizione oggettivamente difficile: stretto tra il suo centrodestra a trazione settentrionale e un centrosinistra che prova a ripartire alla carica e spinge sulla sudditanza del Pdl verso la Lega. In mezzo, i lavoratori. Già, perché comunque vada, se arrivasse il commissario la prima conseguenza sarebbe probabilmente una perdita secca di posti di lavoro proprio su Roma. Migliaia, si dice. Una città nella città, considerando anche l'indotto. Sconcerto, paura e delusione. Ma anche rabbia. Così, tra i lavoratori Alitalia con base a Roma, è stata accolta la decisione di Air France. Questo era il clima ancora fino a ieri sera. Ma non solo. Più d'uno confessa qualche paura a bassa voce: "Speriamo che in questa situazione non si infili qualche testa calda". Una brutta giornata, insomma, in cui diventa evidente una frattura tra lavoratori, sindacati e politica ma anche una crepa che inizia a tagliare dall'interno, e trasversalmente, gli stessi sindacati. Chi non sembra avere particolari timori è Gianluca Morale, assistente di volo, da 23 anni in azienda e protagonista di recente di uno sciopero della fame per sostenere la trattativa con Air France. È arrabbiato, Morale. "Non deluso - precisa - Arrabbiato". E ne ha per tutti. Per Berlusconi che "mi sembra stia giocando sulla pelle dei lavoratori"; per il governo Prodi che di questa vicenda "per un anno se ne è lavato le mani". E per il sindacato, appunto. "I sindacati dovranno render conto ai lavoratori", attacca, e parla di rischio immediato per 17.500 posti di lavoro. E spiega che Alitalia è la più grande azienda del Lazio e che "soltanto nel XIII Municipio (le ex circoscrizioni della Capitale, ndr ) vivono almeno 10mila persone legate all'azienda. Si rischia di mandare in tilt un Municipio grande come una media città italiana". Dispiaciuto e preoccupato è invece Giorgio Mereu, della Fit-Cisl comparto volo. "Questa mattina sono passato a Fiumicino e ho avuto una sensazione di desolazione e sconforto", racconta, facendo riferimento al varco equipaggi dove i sindacati hanno montato i propri banchetti. "Abbiamo perso l'occasione più importante per la possibilità di sopravvivenza - dice ancora - Occorreva andare avanti". Se Mereu è sconfortato - tanto da chiedersi: "E ora che fine facciamo?" - c'è chi racconta - preferendo però rimanere dietro le quinte - di cellulari scarichi per le numerose e interminabili telefonate e del tam tam dei lavoratori che chiedono le dimissioni dei sindacalisti, almeno di quelli che "hanno interpretato la trattativa come fosse un rinnovo contrattuale invece di capire che era in ballo la sopravvivenza". Preoccupato è anche Riccardo Perrella, del comitato di presidenza dell'Anpav. E la preoccupazione dipende, spiega, anche dalla deriva che questa vicenda sta prendendo: "Per l'ennesima volta travalica i confini aziendali e si mescola con una campagna elettorale". Tra l'altro, ricordando come i posti di lavoro a rischio siano ripartiti tra Roma e Milano, ritiene impensabile ridurre tutto a una lotta tra lavoratori e parla anche della sensazione che questa vicenda "per gli italiani non è percepita come una delle priorità pur nella sua drammaticità. Sembra molto più importante stabilire chi sarà il prossimo sindaco di Roma". Insomma, il succo è: speriamo che il termine della tornata elettorale porti quella serenità necessaria per affrontare i problemi sul tappeto e individuare le responsabilità di ciascuna delle parti in causa. Nel frattempo, la politica va per la sua strada. "Io credo in Alitalia e non in AliPadania", dice Nicola Zingaretti, in corsa per la Provincia di Roma per il centrosinistra. "Polpetta avvelenata della Lega", tuona il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. Dal Pdl, invece, si chiede che Acea promuova una sottoscrizione per la ricapitalizzazione di Alitalia. E, in attesa del confronto diretto a Ballarò , Rutelli parla del rischio occupazione e Alemanno insiste sulla cordata italiana. Insomma, dopo la cronaca nera, nella campagna elettorale irrompe Alitalia. E rende questo ballottaggio sempre più una corsa ad ostacoli non sempre comprensibile per i lavoratori.

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Prodi si infuria e, a sorpresa, Gianfranco Fini (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Addio giustizia e sicurezza per l'Italia in Commissione europea, si riparte dai trasporti Prodi si infuria e, a sorpresa, Gianfranco Fini gli dà ragione Addio giustizia e sicurezza per l'Italia in Commissione europea, si riparte dai trasporti. Trasporti che in Italia, al momento, fanno rima con Alitalia. Un boccone amarissimo per il premier uscente Romano Prodi, l'improvviso sdoganamento da parte del presidente José Manuel Barroso al nome di Antonio Tajani quale successore di Franco Frattini a Bruxelles, grazie a un cambio di portafoglio che sembra mettere d'accordo anche i più accaniti contestatori dell'azzurro in corsa per la poltrona. E, soprattutto, una garanzia in più per il futuro premier Silvio Berlusconi, che manda in Commissione a occuparsi di trasporti un suo uomo di fiducia. E incassa questo successo proprio il giorno in cui il consiglio dei ministri approva il prestito per la sopravvivenza della compagnia aerea di bandiera. Provvedimento che, per avere il via libera, dovrà passare per il vaglio della Commissione. A dare l'annuncio del cambio di programma, ieri sera, è stato lo stesso Barroso, finora assai tiepido sul nome di Tajani. In pratica, se Frattini si dimetterà, la sua delega andrà al vicepresidente francese Jacques Barrot (che ora lo sta sostituendo) ora responsabile del portafoglio dei Trasporti. Il semestre di presidenza francese si avvicina e sarà caratterizzato anche da un forte intervento sull'immigrazione, spiegavano ieri a Bruxelles, mentre a quanto pare Berlusconi era assai interessato al mercato interno e ai trasporti che significano investimenti sulle infrastrutture, treni veloci. E Alitalia. Così, nel giro di un'ora, lo scambio è stato concordato e l'"affare" andato in porto. L'improvvisa accelerazione sembra anche mettere la parola fine al tentativo di Prodi di gestire la nomina del nuovo commissario. Ieri, una nota di Palazzo Chigi esprimeva il "disappunto" del premier, sottolineando come "le decisioni in materia siano sempre prese in consultazione con il governo in carica nel paese membro considerato". Barroso, però, ha già rispedito al mittente i rilievi sollevati da Prodi, rispondendo che prima di prendere la decisione di assegnare all'Italia il portafoglio Trasporti, "sono stati effettuati i contratti appropriati". Un bel ceffone, visto che evidentemente quello che è ancora il vertice del governo italiano, della decisione non sapeva assolutamente nulla. Non solo. Sempre ieri, fonti vicine a Prodi parlavano di deleghe dimezzate, di incarichi non all'altezza di un paese fondatore della Ue. E della certezza che a Tajani sarà negata la vicepresidenza sin qui ricoperta da Frattini. Ipotesi però smentita a Bruxelles, dove si dà per scontato che la questione della vicepresidenza italiana non sia un problema. Persino il presidente dei socialisti europei Martin Schultz, prima dell'annuncio di Barroso, assicurava che la candidatura di Tajani sarebbe stata valutata senza alcuna pregiudiziale. E Frattini? Ieri, da Udine, guarda caso parlava di Alitalia e delle possibilità future della compagnia di bandiera, dimostrate dalle "aperture che il presidente Berlusconi ha dato a un sostegno di gruppi bancari importanti e dall'interesse di Aeroflot". Il primo successo del Pdl, dunque? Si saprà solamente lunedì, quando a meno di altre sorprese, Frattini rinuncerà alla carica di deputato. E le sorprese sono già dietro l'angolo di casa del Cavaliere. Ieri l'alleato Gianfranco Fini, sulla vicenda Frattini, ha dato ragione a Prodi: "Non so perché Barroso si sia comportato così, ma in questo caso Prodi ha ragione". E ha aggiunto che comunque "sarà il prossimo governo che tratterà le deleghe con la Commissione europea". Gli è sfuggito, forse, che la trattativa è già conclusa. 23/04/2008.

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ROMA Ricavi in crescita del 7,3 per cento, con un utile netto salito a 61,2 milioni ( 92,4 per cent (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)

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ROMA Ricavi in crescita del 7,3 per cento, con un utile netto salito a 61,2 milioni (+92,4 per cento). E una quota di mercato pari a circa il 25 per cento, che ne fa la seconda realtà editoriale in Italia. È la fotografia del Gruppo Caltagirone Editore che si ricava dal bilancio 2007, ma anche dai numeri di Audipress sulla diffusione dei quotidiani. Il bilancio è stato approvato ieri dall'assemblea degli azionisti, riunitasi sotto al presidenza di Francesco Gaetano Caltagirone. È stato deliberato un dividendo di 0,20 euro per azione, il cui pagamento è previsto il 22 maggio. I quotidiani che fanno parte del Gruppo (Il Messaggero, il Mattino, il Corriere Adriatico, il Nuovo Quotidiano di Puglia e il Gazzettino) hanno raggiunto lo scorso anno i 5,6 milioni di lettori medi al giorno. Il che si traduce nella leadership in Regioni come il Lazio, la Campania, il Veneto e le Marche, e in una forte presenza su tutta la dorsale adriatica. La quota di mercato del 25 per cento è calcolata escludendo i quotidiani economici e quelli sportivi, ed includendo la free press. Il quotidiano gratuito Leggo, con oltre due milioni di lettori al giorno, può vantare da solo il primato nazionale nel suo segmento. A fine esercizio, il risultato netto consolidato è stato di 61,2 milioni di euro, contro i 31,8 al 31 dicembre 2006. I ricavi consolidati toccano i 326,9 milioni di euro contro i 304,7 dell'anno precedente. Quanto al margine operativo lordo, si è attestato a 55,2 milioni (50,7 nel 2006, la crescita è dell'8,8 per cento). Il risultato operativo è passato dai 36 ai 39,7 milioni di euro. "Numeri eccezionali in una fase di stagnazione dell'economia", ha commentato Francesco Gaetano Caltagirone a margine dell'assemblea, aggiungendo che "molto del merito va all'amministratore delegato Albino Majore, che in un momento difficile ha lavorato per creare i presupposti della crescita". Il presidente del gruppo editoriale si è poi intrattenuto su altri temi. A proposito di Generali, di cui è consigliere, ha definito "buona" la governance della compagnia triestina, giudicando positivamente il fatto che "in Italia rimangano centri decisionali importanti". Caltagirone, che è anche vice-presidente del Monte dei Paschi di Siena, ha poi ripetuto la propria valutazione positiva sull'operazione con cui la banca senese ha acquisito Antonveneta. A suo giudizio l'istituto padovano "negli ultimi anni ha perso clienti e raccolta, è rimasto troppo tempo in stand-by". Ora però "ci sono sinergie che possono uscire". Più in generale, parlando di banche, ha spiegato che "il nostro è un sistema rimasto più sano perché le banche sono rimaste banche nel senso più tradizionale della parola". Infine c'è stato un accenno alla questione Alitalia. "Sicuramente - ha fatto notare Caltagirone - quando le cose in un'azienda non vanno in un certo modo dipende da due motivi. Il primo è il mercato, ma il mercato nel caso di Alitalia c'è: c'è un bacino di 60 milioni di utenti. Oppure all'interno della società si sono creati presupposti per cui la società non è gestita bene". "Se non cambiano i presupposti di gestione - è la conclusione - non si risolve il problema". Il che porta il presidente del gruppo editoriale ad escludere un qualsiasi interesse per la compagnia. L. Ci.

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Il futuro della compagnia aerea è stato al centro del dibattito tra l'ipotesi della cordata italiana e quella dell'alleanza straniera (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)

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ALITALIA Il futuro della compagnia aerea è stato al centro del dibattito tra l'ipotesi della cordata italiana e quella dell'alleanza straniera.

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Di CLAUDIO MARINCOLA [FIRMA]e FABIO ROSSI ROMA - Gianni Alemanno mostra i titoli dei g (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)

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Di CLAUDIO MARINCOLA [FIRMA]e FABIO ROSSI ROMA - Gianni Alemanno mostra i titoli dei giornali: "Roma ferita e stuprata". Francesco Rutelli risponde con quelli di Milano: "Aggredita nel parco e violentata". È una sfida a colpi di ritagli, fatti di cronaca. Il primo per dimostrare che "la Capitale è fuori controllo, una città in pericolo", il secondo che invece "la sicurezza è un problema di tutti, che si risolve restando uniti, senza strumentalizzazioni". Inizia così il faccia a faccia tra i duellanti per il Campidoglio. Confronto duro, a tratti aggressivo ma confronto, come si fa in tutti i paesi civili del mondo, e da noi qualche volta. Il sipario di Ballarò si alza sulle immagini dei due candidati in giro per la città, sulle note scritte da John Barry per la sigla del telefilm inglese "Attenti a quei due", che all'inizio degli anni '70 vide protagonisti Tony Curtis e Roger Moore. Il nodo centrale rimane la sicurezza, che a Roma vuol dire la moltiplicazione delle baraccopoli e delle bidonville sotto i ponti. Alemanno, che sgrana nervosamente qualcosa che somiglia molto a un Rosario: "erano mesi che mettevamo in guardia dai rischi, ma solo dopo l'uccisione di Giovanna Reggiani, Veltroni è caduto dalla seggiola e si è reso conto che gli invisibili erano diventati un'emergenza". Giovanni Floris alterna gli interventi: il suo è un compito facile, nessuno parla sulla voce dell'altro. Nel pubblico ci sono i due staff al completo, ma senza claque: due poltrone al centro, una di fronte all'altra. Nel pubblico anche Isabella Rauti, moglie di Alemanno. La parola chiave di Rutelli è "uniamoci nelle cose concrete da fare sulla sicurezza: anche a Milano ci sono problemi di sicurezza, ma nessuno dà la colpa al sindaco". Sul "braccialetto elettronico" per le donne, bocciato da Alemanno scatta l'applauso, e Rutelli subito: "al prossimo me ne vado". Altra schermaglia quando, parlando delle colonnine per il soccorso, Rutelli rimarca il lapsus di Alemanno e lo corregge: "Ho detto colonnine Sos, non SS". Sarcastico riferimento ai trascorsi del suo avversario. Che ribatte: "Battuta di cattivo gusto". L'atmosfera si scalda. I fan del candidato Pdl fremono. Riscatta l'applauso, ma Rutelli abbozza. Alemanno è più incalzante, l'ex vice premier più misurato e riflessivo. "Abbiamo presentato una serie di proposte reali, vicine alle esigenze delle persone: maggiore presidio, sconto sulle bollette ai commercianti che mantengono le luci accese di notte, un assessorato per gli anziani - dice Rutelli - Insomma, non si può parlare solo di paura e poi, come ha fatto il governo Berlusconi, sanare la posizione di 700 mila immigrati romeni". E stavolta l'applauso scatta per lui (segno che la regola è saltata). "La prima cosa da fare appena insediato è determinare l'allontanamento delle 20 mila persone non italiane che hanno violato la legge", propone Alemanno. "Allontanamento o espulsione?", chiede Rutelli. "A livello tecnico si dice allontanamento", risponde Alemanno. "No perché per settimane hai detto espulsione", ribatte l'ex vice premier. "Sì, ma mi sono auto-corretto", conclude l'ex ministro. Floris mostra un cartellone con i numeri di Roma: più crescita rispetto al Paese, più occupazione, più turismo. La parola ad Alemanno: "Questi sono i risultati di Roma e dei romani, ma Roma è sempre seconda, dietro Milano, e Napoli è quarta. Ciò significa che i dati sono quantitativi e dipendono semplicemente dalla grandezza della città, se non ben amministrata, Roma può diventare come un motore che va fuori giri ed esplode". Sui nomadi, Rutelli rivendica di aver chiuso "cento campi abusivi". L'ex vice premier attacca sull'Alitalia e mostra un titolo de "La Padania" in cui si esulta per il fallimento della trattativa con Air France: "Siamo a due passi dal fallimento, vuole dire migliaia di posti di lavoro in fumo, senza dire che volete darla ai russi di Aeroflot". E Alemanno: "Non dire sciocchezze, vogliamo che la compagnia resti italiana". Insomma, sui nomadi attacca l'ex ministro delle Politiche agricole, e Rutelli risponde su Bossi, Malpensa e crisi Alitalia. Uno scambio di colpi. Rutelli, sempre sulla compagnia di bandiera: "Ndo' sta 'sta cordata?". E Alemanno: "Facci prima andare a Palazzo Chigi, è una cosa su cui ci abbiamo messo la faccia, la cordata si farà, non si deve svendere". Ed ecco che i due, a questo punto, si parlano addosso, mostrano documenti, agitano fogli: è la bagarre. Quinto tema: tasse locali. "Grazie a noi i romani pagano cento milioni di Ici in meno" dice l'ex vice premier. Ed elenca tutta la platea delle riduzioni e delle esenzioni a favore dei cittadini. Ma Alemanno: "Dopo Siena, siamo la città più tassata d'Italia. Noi vogliamo azzerare l'Ici sulla prima casa e aumentare l'aliquota sulle case sfitte. E c'è un'altra tassa occulta: le multe, che il Comune utilizza per fare cassa". Altro scontro sulle occupazioni delle case. "Tu quelli che occupano ce l'hai nella maggioranza", dice Alemanno. "Gli occupanti stanno anche in casa tua, e anche il mio comitato è stato occupato", risponde Rutelli. E c'è anche una piccola invasione di "campo" di Floris, quando passa davanti alla telecamera e Alemanno, oscurato: "Attento, mi stai impallando". E poi, prende di mira l'urbanistica: "Nel vostro piano regolatore è scomparsa l'edilizia pubblica - punta il dito contro Rutelli - Mentre ci sono 130 mila case tenute sfitte a scopo speculativo. È il fallimento dell'urbanistica concordata, frutto della politica dei veti imposta dall'assessore Morassut e quella delle concessioni speciali gestito dall'assessore Minelli". Altro momento di tensione quando Rutelli attacca sui politici inquisiti candidati in Parlamento dal centrodestra e sugli scandali di "Lady Asl". Alemanno esce dall'angolo citando l'ex assessore della giunta Storace, Marco Verzaschi, diventato sottosegretario del governo Prodi. In teoria sarebbe un doppio autogol. Ma passa inosservato. Nel frattempo lo scenario è cambiato. Rutelli mostra cartine, tracciati, progetti: la nuova metro C che avanza, "che farà di Roma una grande città europea. Noi la stiamo facendo, voi avete detto soltanto una sequela di no". Alemanno risponde con un altro ritaglio di giornale: roba da emeroteca, pagina datata 8 febbraio '94, in cui si parlava dell'anello ferroviario da chiudere in pochi anni: "Siamo nel 2008 e non lo avete ancora concluso". E Rutelli: "Non sai di cosa parli, ci siamo fermati perché nel frattempo era arrivato il vostro condono che aveva sanato alcuni capannoni a Tor di Quinto". La puntata finisce qui, con un reciproco "ciao". "Penso che sia andata bene, sono molto contento", commenta Rutelli. "Non c'è partita: Rutelli può essere anche bravo però esce perdente perché la realtà lo schiaccia", ribatte Alemanno. Rivincita a Matrix, venerdì sera.

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ALITALIA (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-23 num: - pag: 43 categoria: BREVI ALITALIA Il prestito ponte Su Alitalia chi mi aiuta a capire? Si scrive prestito "ponte" e si legge prestito "a fondo perduto"? Ricardo Paolo Uguccioni rpu@abanet.it.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-04-23 num: - pag: 64 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo Piano Alitalia, via a prestito ponte Dopo il ritiro di Air France dalla trattativa per Alitalia, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che concede un prestito alla compagnia di 300 milioni da restituire entro il 31 dicembre. Ora si attende il giudizio di Bruxelles. Formigoni resta in Lombardia Roberto Formigoni resterà in Lombardia fino al 2010, la scadenza del suo mandato. E' il risultato di un incontro, non privo di tensioni, tra il presidente della Regione e Silvio Berlusconi. Stizza del governatore con Bossi e Fini. Il leader di An: lascio il partito per la presidenza della Camera. Focus Sud-Nord, torna l'emigrazione Ogni anno si spostano dal Sud al Centro- Nord circa 270 mila persone, dice l'istituto di ricerca Svimez. Un dato vicino a quello degli anni '60, quando a trasferirsi al Nord erano 295 mila persone l'anno. Ma 50 anni fa le rimesse degli emigranti tornavano nel Mezzogiorno, oggi circa 10 miliardi di euro "emigrano " ogni anno da Sud a Nord come sostegno delle famiglie ai nuovi emigranti. Esteri Hillary vince ma non sfonda Nelle primarie democratiche della Pennsylvania per le presidenziali Usa, Hillary Clinton, secondo i primi exit poll, avrebbe vinto con un vantaggio di oltre 4 punti. Ma una vittoria di questa misura non le consentirebbe di rovesciare la situazione: l'avversario Barack Obama resta in vantaggio per numero di delegati. Cronache Sei morti sul lavoro Un'altra giornata tragica con cinque morti sul lavoro: una caduta in un cantiere edilizio a Frosinone, due vittime folgorate a Padova, un investito da un treno a Ferrara, un operaio schiacciato da un macchinario a Monfalcone, una vittima per una caduta a Taranto. Aborti in calo tra le italiane In Italia abortiscono sempre meno donne. Secondo la relazione annuale sull'attuazione della legge 194, riferita al 2006 e 2007, le interruzioni di gravidanza sono calate del 3% sul 2006. Il calo è più forte tra le italiane (-3,7%), mentre nelle cittadine straniere l'aumento sul 2006 è stato del 4,6%. Per quanto riguarda l'obiezione di coscienza, è del 69,2% tra i ginecologi e del 50,4% tra gli anestesisti. Economia Euro e petrolio record La corsa del petrolio non si ferma. Il prezzo del greggio ha segnato un nuovo record sfondando quota 119 dollari per barile a New York. Corre anche la benzina, che raggiunge gli 1,413 euro al litro mentre il gasolio schizza ad un soffio da 1,4 euro. Record storico pure per l'euro, che ha superato per la prima volta quota 1,60 a 1,6018 contro il dollaro. Cultura Scienza e morale Incontro tra il biologo Edoardo Boncinelli e il filosofo Emanuele Severino sui rapporti tra scienza e morale. Boncinelli: "La ricerca punta ai risultati, non ai valori ". Severino: "Ma impone la sua verità ". Spettacoli Il trionfo di "Notte d'amore" La seconda puntata della miniserie di Raiuno "Per una notte d'amore", una classica fiction "rosa", con 8,37 milioni di spettatori e uno share del 30,12% ha superato la finalissima di Grande Fratello su Canale 5 (6,25 milioni e 28,8% di share). Sport Roma, Soros vuole Lippi Se il finanziere George Soros acquisterà la Roma, ha intenzione di chiamare accanto a sé Marcello Lippi, non in qualità di allenatore, ma come coordinatore di tutto il lavoro calcistico, che lascerebbe agli americani marketing, merchandising e sfruttamento dei ricavi da stadio e dintorni. * Con "Style Magazine" e 3,00; con "Corriere Enigmistica" e 2,30; con "Foto:box" e 7,90; con "Storie della Bibbia" e 8,90; con "La grande dinastia dei Paperi" e 8,90; con "Geronimo Stilton English!" e 9,90; con "L'Europeo" e 8,90; con "Ricettario della Cucina italiana" e 13,90; con "Il grande cinema di Alberto Sordi" e 10,99; con "Gli itinerari di Dove" e 8,99; con "Gianni Morandi- Grazie a tutti" e 9,99; con "Tuttofisco 2008" e 6,90; con "La Storia del Fascismo" e 2,00; solo in Lombardia con "Gli atlanti a grande scala Milano e Hinterland" e 13,90; con "Il Diritto" e 15,90. In Molise, Sicilia, Umbria, Marche, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Basilicata, Abruzzo, Calabria, Trentino Alto Adige e nelle province di SA, BA e VE con la Gazzetta dello Sport e 1,00.

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Per vincitori e vinti (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 23-04-2008)

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Stampa Lo stress della politica Per vincitori e vinti è già crisi (di nervi) Non è ancora stato metabolizzato lo choc elettorale ma è bagarre. Vediamo prima la "nuova" opposizione, quella rappresentata dal Pd di Veltroni e dall'Udc di Casini. Nella prima coalizione si sono registrate le dimissioni di Romano Prodi dalla presidenza del partito: dimissioni non condivise da Veltroni (perché lo indeboliscono) e dai prodiani doc (che rischiano di essere cancellati dalla mappa del Pd). Ovviamente si è aperta subito la corsa alla poltrona: Rosy Bindi (sarebbe una innovazione in quanto donna) o Marini (segno di continuità con la vecchia Margherita)...In ogni caso le cose non cambieranno molto all'interno del partito, sempre in tensione. La "febbre" aumenterà con la costituzione del "governo ombra", come ha ipotizzato l'ex sindaco di Roma. Già si fanno i nomi dei prossimi "ministri" e si contrattano quanti ex ds, quanti ex Margherita, quanti uomini di Di Pietro. E i radicali? Qualcuno pensa anche di coinvolgere esponenti della sinistra massimalista (diventata extraparlamentare), come Mussi, Salvi, Bonelli. E questo mentre Bertinotti sta per trasferirsi nella sua tenuta agricola dell'Umbria, Pecoraro nella sua villa in Campania e Diliberto torna a spolverare i suoi preziosi libri, anche se continua a sognare di far rinascere il partito comunista (con falce e martello come simbolo). Nella maggioranza, contenti dei risultati, anche se tutti appaiono consapevoli che i veri nodi cominciano adesso. I problemi si chiamano, nell'ordine delle priorità: Alitalia, "monnezza" campana, abolizione dell'Ici sulla prima casa (per le risorse sostitutive da destinare ai Comuni), bassi salari, indicizzazione delle pensioni, incentivi per il rilancio della produzione industriale, tagli fiscali, ecc. La mole dei problemi, ereditata dal governo Prodi e originata dalla grave situazione economica internazionale, fa accaponare la pelle. Ma Berlusconi è ottimista e sembra avere individuato ricette per ogni questione "calda". Cerchiamo di essere ottimisti anche noi, ma non ci piace il nuovo balletto di nomi e di richieste degli alleati (Bossi chiede 4 ministri, Lombardo propri uomini nel governo...). Il candidato premier non ha ancora fatto una lista dei ministri, ma siamo convinti che riuscirà superare queste prime difficoltà. Sottolineiamo intanto due cose positive: 1) Berlusconi e Veltroni sembra abbiano ritrovato, dopo le polemiche della campagna elettorale, un clima di rispetto. Il reciproco invito a confrontarsi (e collaborare) soprattutto sulle riforme istituzionali e sulle altre leggi di rilevante interesse sociale ci sembra di buon auspicio. 2) L'interesse del premier a coinvolgere nella struttura di governo, anche in forma indiretta, esponenti di altre culture politiche, come ha fatto Sarkozy. Speriamo che questi propositi vengono seguiti dai fatti e che non vi siano troppi "guastatori", all'interno e all'esterno della coalizione, per il bene del Paese.

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Alitalia, evitiamo il commissario (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Alfonso Gianni "E i francesi ci rispettano/che le balle ancor gli girano" così canta Paolo Conte. Ma si riferiva a Bartali e alla sua storica vittoria del Tour de France nel 1948. Da qui il rispetto dei francesi e la nostra euforia di allora che - si dice, ma non è vero - addolcì gli spiriti rivoluzionari dopo l'attentato a Togliatti, tanto da spegnere la ribellione sul nascere. Ora però non è più così. Il rispetto è sparito e i francesi "si incazzano" di brutto e lasciano il tavolo della trattativa per l'acquisto di Alitalia. Non sappiamo se si tratta di una finta o se fanno veramente sul serio. Alcuni dirigenti sindacali sospettano che si tratti del solito tira e molla per conquistare più corda da parte di Air France. Sta di fatto che il titolo Alitalia perde vistosamente in borsa e che il Consiglio dei Ministri è convocato in tutta fretta. La situazione si è dunque nuovamente fatta drammatica. Il trasporto aereo del nostro paese e le prospettive di occupazione e di lavoro di migliaia di persone rischiano di rimanere stritolate tra l'irresponsabilità della politica nazionale e locale e quella dei poteri economici. A questa va aggiunta per la verità quella della maggioranza della stampa quotidiana che sceglie di dare addosso al sindacato attribuendogli tutte le colpe di quanto è successo e del probabile definitivo fallimento della trattativa con il colosso franco-olandese. Un editorialista di "grido" giunge a paragonare il comportamento e il numero delle sigle sindacali a quelle che hanno affollato i tavoli locali nella vicenda dei taxi. Dimostrando così di non conoscere né l'una né l'altra vertenza. 23 23/04/2008.

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<Il mercato italiano fa gola. Niente è finito, se si lavora bene> (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

"Il mercato italiano fa gola. Niente è finito, se si lavora bene" Roberto Farneti Paolo Maras, della segreteria nazionale di Sdl Trasporto Aereo. Dopo la decisione di Air France di ritirarsi definitivamente dalla trattativa per l'acquisizione di Alitalia è già caccia al colpevole. la Repubblica , quotidiano vicino al PD, indica due nomi: Berlusconi e i sindacati. L'accusa nei vostri confronti è di non saper difendere gli interessi dei lavoratori. Prendo atto del fatto che anche la Repubblica ormai è entrata a far parte della cordata di coloro che additano il sindacato come il responsabile di tutti i mali del paese. Nel caso dell'Alitalia, basta sapere come sono andate le cose per capire che questa è una sonora sciocchezza. Ciò che è mancato in tutta la partita della privatizzazione è stato il ruolo del governo. Padoa Schioppa non ha fatto minimamente quello uno Stato deve fare quando mette in vendita un proprio asset strategico. Ora va dato all'Alitalia un prestito ponte, indispensabile per garantire la continuità aziendale, in attesa di altre offerte. Il ministro Di Pietro non ci sta. Dice che il prestito ponte, oltre che "immorale per gli italiani", è "illegittimo sul piano del diritto europeo". Non è vero, lo ha chiarito Bruxelles. I prestiti ponte sono sempre legittimi, purché concessi a tassi di mercato. Ci vuole solo il coraggio di Di Pietro per definirli immorali. Anche a destra però c'è chi fa il tifo per il commissariamento, "l'unica strada possibile", secondo il senatore leghista Roberto Castelli. C'è il timore che la Lega lavori dentro al prossimo governo per far nascere dalle ceneri dell'Alitalia una compagnia del nord riposizionata su Malpensa. A scapito di Fiumicino. Il candidato sindaco Francesco Rutelli già lancia l'allarme: se ciò accadesse, sarebbe "una tragedia per Roma". Credo che l'interesse principale di questo paese sia riuscire ad avere un trasporto aereo degno di questo nome, capace di garantire coperture adeguate del territorio e di fornire servizi di qualità. Ora quali scenari si aprono? La cordata italiana ancora non si vede. In compenso sembra tornata in pista la candidatura di Aeroflot, che considera Alitalia "un asset di grande valore". Può essere una soluzione? L'esperienza di questi mesi mi insegna che correre appresso alle varie ipotesi è uno sport inutile. Quello che serve adesso è garantire la continuità aziendale per avere il tempo di esaminare progetti concreti. Vale a dire, piani industriali corredati da una parte finanziaria e una parte manageriale. Considerazioni di tipo industriale su Aeroflot si possono comunque fare. Come la complementarietà tra i diversi mercati e tra gli aeroporti di Mosca e di Roma Fiumicino. I russi non hanno una flotta molto numerosa, però la stanno ammodernando rapidamente. Aeroflot è già dentro l'alleanza Sky team e opera su un mercato di sicuro interesse come quello dell'est europeo. Non ho però la minima consapevolezza degli interessi che Aeroflot potrebbe avere riguardo la copertura del territorio italiano o sul ruolo degli aeroporti di Roma e Milano. Si tratta di un soggetto industriale potenzialmente interessante, ma per una valutazione corretta bisognerebbe conoscere altri elementi ora non disponibili. Quello italiano è un mercato importante. E' un buon motivo per essere ottimisti? Il mercato italiano è il mercato europeo più ricco e con prospettive di sviluppo certe più alte di tutti gli altri. Non è un auspicio sindacale, è la realtà delle cose riconosciuta a livello internazionale. Quello che si sta vendendo non è una Alitalia decotta, ma uno spazio di mercato molto profittevole. Quindi non è vero che "il ritiro di Air France significa la fine dell'Alitalia e certifica la sconfitta dell'Italia", come sostiene la Repubblica . Se fossimo più capaci di guardare in faccia alla realtà, allora dovremmo dire che dentro la proposta di Air France c'era scritta in chiaro, al di là del salvataggio immediato di Alitalia, una prospettiva di ridimensionamento drastico e strutturale dalla quale non ci saremmo mai più risollevati e che avremmo pagato enormemente in termini di costi sociali e di espulsione di forza lavoro, senza peraltro nessuna garanzia di sviluppo futuro per chi sarebbe rimasto. Se si lavora bene e con intelligenza, le prospettive per continuare a vivere come compagnia ci sono. 23/04/2008.

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Alitalia, 300 milioni fino a fine anno E' l'ultimo atto del governo Prodi (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 23-04-2008)

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Aeroflot ancora lontana. Passera (Intesa): "Non abbiamo nulla in mano" Alitalia, 300 milioni fino a fine anno E' l'ultimo atto del governo Prodi Gemma Contin L'ultimo atto del governo Prodi è la fine di Alitalia, dopo la decisione di Air France di ritirarsi e il crollo in Borsa della compagnia di bandiera, benché in serata ci sia stato l'annuncio che il Consiglio dei ministri ha varato un prestito ponte da 300 milioni, anche se è del tutto evidente che non sarà questo esecutivo a gestire la crisi. Su quest'ultima apertura di credito e di solvibilità operativa (che va comunque restituita entro il 31 dicembre) ci sono state le opzioni convergenti dei due Letta: Enrico, Pd, sottosegretario alla presidenza del Consiglio uscente, regista dell'accordo con Air France, e suo zio Gianni, prossimo vicepremier Pdl, che ha invitato a praticare accordi bipartisan per salvare la compagnia aerea. Le soluzioni a lungo termine, però,va da sé che non possono essere assunte da un governo in uscita, data la gravità della crisi della società e date le incertezze che adesso si aprono sulle nuove cordate evocate dal premier in pectore Silvio Berlusconi ma con prospettive tutte da definire sia per la compagnia russa Aeroflot, sollecitata dai rapporti amicali con Vladimir Putin, sia per la presunta cordata italiana con capifila AirOne e Banca Intesa. Sta di fatto che a fronte degli ultimi e incerti fuochi del governo di centrosinistra e dello scarso appeal con quello di centrodestra, da cui Air France-Klm si è sentita boicottata, e a fronte dell'impennata del prezzo del greggio che sta volando verso i 120 dollari a barile, la compagnia franco-olandese ha comunicato la sua rinuncia definitiva con la motivazione che le condizioni industriali trattate qualche mese fa, e non accolte dai sindacati, non potevano essere mantenute. Sulle ipotesi alternative è già cominciato il balletto delle dichiarazioni e dei tira-e-molla. L'amministratore delegato di Intesa-San Paolo Corrado Passera ha avvertito che "oggi non c'è nulla sul tavolo. Ci siamo impegnati per mesi per mettere a punto un progetto molto serio di sviluppo, ma da mesi non sappiamo quale sia la reale situazione di Alitalia, e senza queste informazioni è impensabile dare delle risposte, anche se di fronte a progetti industriali solidi e con prospettive internazionali Intesa non si è mai tirata indietro". Idem da parte della compagnia aerea russa, che ieri ha fatto sapere che "Aeroflot accoglie "con comprensione" le dichiarazioni del presidente Vladimir Putin in Sardegna" ed è "in fase di ristabilimento dei contatti con la parte italiana". Ma all'agenzia Ria Novosti il vicedirettore Lev Koschliakov ha precisato che "condizione per la partecipazione di Aeroflot è il rispetto degli interessi della compagnia e dei suoi azionisti. Non è escluso che la questione non possa essere discussa, a condizione che ci sia un invito da parte italiana - ha spiegato Koschliakov -. A giugno terremo l'assemblea dei soci (51% in mano al governo russo, 49% a privati, sindacati e lavoratori, ndr) e questa potrebbe essere un'occasione". Retromarcia anche di Lufthansa ("stiamo osservando gli sviluppi in Italia") e British Airways ("non abbiamo un focus sulla compagnia italiana") e presa di distanza degli imprenditori di casa nostra come Francesco Gaetano Caltagirone (editoria, costruzioni, infrastrutture, centri commerciali, ndr) che ieri ha chiarito: "Non è il nostro settore e se non cambiano i presupposti della gestione non sono interessato a diventare azionista di Alitalia". Adesso circola il nome di Maurizio Basile (AdR, Anas, Fs, liquidazione Iritecna, ndr) quale commissario della compagnia di bandiera, ma si parla anche di fallimento, ipotizzato dallo stesso ministro dell'Economia Padoa Schioppa, che verrebbe supportato dalla legge Marzano già messa in atto per i crack Cirio e Parmalat, con un impatto devastante sui lavoratori. Un pericolo che mette in luce anche il ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero, dopo il consiglio di ieri: "In prestito ad Alitalia è positivo. Ora si tratta però di procedere sulla strada della chiarezza e di offrire garanzie sul futuro ai lavoratori dell'azienda". La questione sarà affrontata domani mattina nell'incontro con i sindacati convocato dai vertici della Magliana. Per Ugo Boghetta, "la vicenda Alitalia è uno degli emblemi del fallimento della politica economica e industriale di Prodi, Padoa Schioppa, Bersani e Bianchi. Smettiamola di parlare di "sistema paese" - conclude il responsabile trasporti del Prc - perché in questo Paese c'è solo un'accozzaglia di interessi in lotta fra loro". 23/04/2008.

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Fiat e Ferrari, accordi su turni e notti senza Fiom (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Cgil processa se stessa e il Pd Fiat e Ferrari, accordi su turni e notti senza Fiom Fabio Sebastiani Prima la "casta sindacale", poi l'Alitalia (vedi Repubblica di ieri ), a seguire gli accordi separati alla Ferrari e a Melfi, guarda caso entrambi Fiom. Senza contare le esternazioni di Montezemolo, presidente uscente di Confindustria. In Corso d'Italia tira aria di tempesta. E lo stesso Guglielmo Epifani non lo nasconde. Il richiamo all'unità sindacale fatto a Sanremo davanti alla platea dello Spi-Cgil è stato molto esplicito. Altrettanto quanto l'invito a non fare tiri mancini rivolto ai due segretari, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Ieri su Montezemolo è arrivata anche la reazione del leader della Cisl. "Nessuno lo ha eletto maestrino: dividere è facile, unire è molto più complicato". Bonanni. "Montezemolo - ha aggiunto - se la prende con i sindacati, ma perchè non se la prende con gli industriali?". Non sono pochi in Cgil quelli che si chiedono se questa pressione nei confronti del sindacato sarebbe stata possibile senza la "pazza idea" di Veltroni di mettere per forza insieme il punto di vista del capitale e quello della tutela del lavoro. Obiettivamente, c'è una Cgil più esposta. E' questo il risultato del "capolavoro" del leader del Pd. La prima a farne materialmente le spese è stata la Fiom. Il segretario della Fiom Gianni Rinaldini, intanto, non usa mezze misure nel respingere l'attacco nella vicenda Ferrari e chiede ora di far votare l'accordo ai lavoratori interessati dalle modifiche di orario; in caso contrario, dice, "la Fiom non si riterrà vincolata all'esito del voto". Per Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom e leader della Rete 28 aprile, il rischio è che in Cgil si crei un clima di paura. "Il gruppo dirigente della Cgil ha perso le elezioni e fa finta di niente. Questo crea una debolezza", dice. "E la paura può portare ad accordi irricevibili". Per Cremaschi, è questo il momento migliore per far parlare gli iscritti della Cgil, magari attraverso un congresso anticipato. La "Rete 28 aprile" avrà un vertice il 24, in preparazione del Comitato direttivo nazionale del 29 aprile. Nicola Nicolosi, leader di Lavoro Società, ovviamente, non pensa al congresso anticipato. Un congresso c'è già, ed è quello del 2006. Il punto è riprendere quel progetto e farlo valere. "Solo così si possono evitare le ossessioni dell'accordo separato", dice. "Le mediazioni si possono pare m sono in cambio di un forte beneficio. Solo così la gente capirebbe", aggiunge Nicolosi. "Se la mediazione è al ribasso il rischio è che quello che è accaduto alla politica succeda al sindacato", continua. In Cgil pensano che l'eventuale rottura con Cisl e Uil potrebbe creare innanzitutto problemi al Pd, che ha deciso di "internalizzare" i rapporti unitari. Questione che ha anche l'altra faccia: fino a quando Veltroni lascerà decidere autonomamente la Cgil? E ancora, se il Pd si sente in dovere di mettere il naso nelle questioni sindacali perché non dovrebbe farlo con altrettanta forza anche per il fronte imprenditoriale? "La Cgil non può fare il salto carpiato - conclude Nicolosi - e se ha scelto di tornare a fare il sindacato nei territori deve farlo sul serio e non affidarsi a uno slogan". Insomma, sembra di capire che il partito del "percorso politico" in Cgil perda sembra più terreno. "A nuttata" passa solo se questo sindacato riprende a fare il "mestiere". Anche la vecchia area riformista della Cgil non ne può più di schemi politici. 23/04/2008.

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Alitalia, dobbiamo evitare il commissario (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Alfonso Gianni Nel caso Alitalia non siamo affatto di fronte ad una conflittualità capricciosa e scomposta da parte dei sindacati. Le otto sigle sindacali - esclusa la Uil che, come si ricorderà, aveva abbandonato il tavolo giorni fa con motivazioni assai dubbie - si sono presentate con una piattaforma unitaria e su questa hanno condotto il confronto. Non mi pare che si possano definire eccessive le loro richieste che in sintesi possono essere ricondotte a due. L'allargamento del perimetro aziendale, in modo da ricomprendere i 4 mila lavoratori impegnati nella manutenzione pesante, nel call center, nel centro elettronico e nell'amministrazione (come del resto avviene in Francia) e il potenziamento della flotta degli aerei impegnati sui lunghi percorsi, quelli peraltro considerati i più remunerativi. In sostanza si tratta di richieste che sposano elementi di un rilancio del piano industriale e del servizio di trasporto aereo con la difesa dell'occupazione. Verrebbe da dire: un classico dell'azione sindacale. Eppure, ed è questo il più velenoso segno dei tempi, questo comportamento viene additato come un tracotante atto di irresponsabilità, quasi un tradimento degli interessi nazionali. Spariscono nei commenti le vere responsabilità dei diversi governi che si sono succeduti negli ultimi vent'anni e che hanno favorito il processo di privatizzazione, pensando che la liberalizzazione degli spazi aerei potesse sostituire una qualche politica industriale e dei trasporti. Si seppelliscono sotto i tappeti le vistose incapacità dei vari manager pubblici pagati e liquidati in sonante moneta dei contribuenti, dopo avere portato la compagnia al disastro. Si occultano i micidiali appetiti delle classi dirigenti locali, politiche ed economiche, che hanno sostituito ad una politica dei trasporti quella degli aeroporti, nella convinzione che, come nelle tre principali regioni del Nord, la moltiplicazione di questi ultimi avrebbe portato più business, più prestigio e consensi sociali ed elettorali. Sfioriscono persino le furiose querelles elettorali sulla cosiddetta italianità e Berlusconi offre Alitalia a Putin. Non come, il che sarebbe comprensibile, eventuale soluzione più vantaggiosa per la nostra compagnia data la minore sovrapposizione di ruoli e di vocazioni turistiche rispetto a quella francese, ma come pegno di amicizia. Per la politica è davvero tardi per recuperare. Ma se una possibilità c'è, se un sussulto e una resipiscenza sono ancora possibili, anche questo governo defunto, richiamato in vita per l'ordinaria amministrazione, potrebbe avere un ruolo. E' chiaro che la soluzione del commissariamento va evitata. Essa deporrebbe la questione Alitalia in mano di chi, chiunque esso fisicamente sia, non potrebbe che rispondere agli obblighi di legge che lo costringono a preoccuparsi di debitori e creditori e non certo di occupazione e piani industriali. Bisogna quindi guadagnare tempo per permettere ad una nuova cordata di formarsi e di manifestarsi (o eventualmente anche di dare modo ai francesi di ripensarci). Poiché la crisi di liquidità c'è, era indispensabile un prestito ponte e così ha deciso il governo. Lo si chiami come si vuole, si trovi l'artificio tecnico più opportuno, insomma tutto quello che serve per mettere a tacere o aggirare le quasi inevitabili obiezioni dell'Unione europea e per sostenere di fronte a questa le nostre ragioni. Alle vestali del contenimento della spesa pubblica, va ricordato che i costi economici e sociali di un mancato intervento sarebbero di gran lunga maggiori e più dolorosi. 23/04/2008.

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Fallimento, commissariamento, prestito ponte o nuove cordate (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Con la ritirata dei francesi dalla trattativa di acquisto, si profilano 4 soluzioni mentre la politica si palleggia colpe e responsbilità All'indomani della decisione di AirFrance di abbandonare il campo, la politica fa le sue valutazioni. Qualcuno se la prende con le esternazioni del presidente del Consiglio in pectore, Silvio Berlusconi, che ha fatto dell'italianità della compagnia di bandiera il cavallo di battaglia della sua campagna elettorale. Dall'altra parte, invece, si incolpa il governo Prodi, reo di aver voluto trattare con un unico interlocutore. Antonio Di Pietro leader Idv e ancora ministro delle Infrastrutture, invece, si dice contrario all'ipotesi di un prestito ponte, che metterebbe ancora le mani nelle tasche dei cittadini-contribuenti. E allora? In attesa che altre compagnie si facciano avanti o che prenda forma la cordata di imprenditori italiani, si palleggiano colpe e responsabilità. Gli esponenti della Lega come gli ex ministri della Giustizia Roberto Castelli e del Welfare Roberto Maroni, credono che AirFrance volesse solo affossare Malpensa. Castelli addirittura afferma che adesso si "avrà sicuramente un commissariamento" che potrebbe essere la "soluzione più limpida che consentirà a medio termine il rilancio della compagnia di bandiera". Maroni, è convinto che lo hub si salverà "perché attira traffico", basta solo completare le infrastrutture e aprire spazi aerei. Un altro ex ministro, Maurizio Gasparri, dice di non sapere se AirFrance esca o meno di scena, se si tratti di una tattica in una trattativa da sempre complicata ed onerosa. Tuttavia il suo augurio è che le ipotesi emerse le scorse settimane (vedi banca Intesa e Aeroflot), possano concretizzarsi, perché trattare con un solo compratore, si è rivelato fallimentare. Sempre dalle fila della Pdl, il portavoce del Cavaliere, Polo Bonaiuti, ribadisce questo concetto: "Il governo Prodi ha sbagliato a trattare solo con AirFrance per la vendita di Alitalia, ora l'unica soluzione è quella di un prestito ponte, magari un pò più lungo per dare modo di coprire il tempo necessario affinché chi è interessato ad Alitalia possa vedere i conti e poi eventualmente fare un'offerta". Dal centro-sinistra si leva la voce del ministro dello Sviluppo Pierluigi Bersani: "A furia di tirare la corda poi si spezza". Ora il governo uscente attende di avere indicazioni dalla nuova maggioranza, che così, si trova a dover risolvere il primo vero, grande problema del terzo governo Berlusconi. "Noi ? avverte ? siamo in una situazione nella quale un governo che decidesse qualsiasi cosa dovrebbe vedere confermate le sue decisioni dal prossimo". Di Pietro, invece, mette l'accento sul prestito ponte, giudicandolo una proposta "immorale e ingiusta". Al Consiglio dei ministri "mi presenterò con una mia richiesta precisa perché crede che se quella di AirFrance era davvero l'unica offerta che poteva salvaguardare la compagnia, il servizio pubblico e le maestranze, secondo me sarà difficile trovare oggi chi mette i soldi che avrebbero messo i francesi, oltre a quelli che servirebbero per rimborsare il prestito ponte". Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, lamenta la mancanza di notizie: "Come al solito, noi non sappiamo assolutamente nulla delle scelte, del perchè di queste decisioni - ha dichiarato Epifani. Il tempo ci dirà se è una mossa definitiva o una mossa tattica, se ha influito l'atteggiamento della campagna elettorale, le posizioni emerse. Fatto sta, per quello che ci riguarda, un punto deve restare fermo: la continuità aziendale". Renata Polverina, segretario generale dell'Ugl, sollecita il governo ad intervenire per tamponare l'emergenza di cassa scongiurando un commissariamento che rischia "di porsi come scelta obbligata". I lavoratori sono preoccupati. "A questo punto - conclude - se la cordata c'è, è il momento di uscire allo scoperto". (23-04-2008).

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Alitalia, the day after (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Dopo la fuga di AirFrance, il titolo crolla e viene sospeso in borsa. L'esecutivo convoca i sindacati. Sul tavolo di Palazzo Chigi un decreto del Viminale per un finanziamento d'emergenza. E' scontro aperto tra i poli: riparte il rimpallo delle responsabilità. Intanto l'euro e il petrolio continuano a volare. La moneta unica sfonda quota 1,60 sul biglietto verde, il greggio scavalca i 118 dollari al barile. E in Italia la benzina verde arriva a 1,413 al litro, gasolio a 1,399 AirFrance abbandona il campo e il titolo di Alitalia viene sospeso dalle contrattazioni per eccesso di ribasso (meno 11,29% appena saputo dell'abbandono dei francesi). L'ennesimo capitolo della saga si è consumato in poche ore e dall'ipotesi di salvataggio e rilancio si passa all'ipotesi del commissariamento o peggio del fallimento. Secondo fonti vicine alla compagnia franco-olandese, non c'è quindi alcun ripensamento in vista nè alcun dietrofront. "La decisione è stata presa in modo risoluto e ponderato" fanno notare le stesse fonti sottolineando inoltre che "il quadro economico è cambiato da quando sono iniziati i primi contatti. C'è stato insomma un logoramento". Tra i dipendenti a Fiumicino c'è delusione. Tacciono i sindacati convocati domani mentre la politica si infervora incolpandosi a vicenda. Ma ormai, l'unico spazio a disposizione è solo per le parole, o meglio, per le recriminazioni. Tanti i colpevoli in questa vicenda che si protrae da anni e proprio per questo il numero uno di AirFrance Jean Cyril Spinetta ha dato forfait. Il giornale francese Les Echos spiegava ieri che dietro l'abbandono della trattativa ci sono la continua impennata dei prezzi del petrolio e probabilmente anche l'ingresso al governo di Berlusconi che in campagna elettorale ha osteggiato l'acquisizione da parte dei transalpini contrapponendo una fantomatica cordata italiana. Anche Le Figaro scriveva che "Air France ha preferito gettare la spugna" meno di tre settimane dopo la rottura con i sindacati e di fronte all'atteggiamento "ne sì' ne no di Berlusconi, vicino a un ritorno di potere". Le Monde, invece parlava di un abbandono dovuto anche all'incontro della scorsa settimana in Sardegna tra il futuro premier e l'ex presidente russo Vladimir Putin, in cui si è discusso "di un possibile ritorno in campo di Aeroflot". L'abbandono della scena dei francesi ha indotto, poi, sia Lufthansa che British Airways a ribadire che non sono interessate ad offerte di acquisto. Diverso è per Aeroflot di cui fonti ufficiali rivelano che la compagnia attende "una specifica proposta ufficiale da parte italiana". A partire da questa offerta, poi, si potrà discutere la "nostra posizione, che si baserà sull'interesse della nostra compagnia e dei nostri azionisti". A Fiumicino la delusione si tocca con mano, anche tra i dipendenti che inizialmente premevano per una modifica radicale del piano francese. I sindacati per ben due volte hanno bocciato AirFrance e adesso fanno sapere che la "preoccupazione è enorme". Qualcuno, pensa addirittura, che AirFrance stia conducendo un gioco al rialzo e quindi, tra poco, a governo insediato e con una compagnia ancora di più sull'orlo del baratro, faranno una nuova offerta. Ma da Parigi assicurano di non tornare indietro. Intanto, però, c'è chi chiede al nuovo governo di tenere fede agli impegni presi in campagna elettorale. Poi c'è anche il capitolo del prestito-ponte. Dall'Unione europea fanno sapere che l'Italia, per adesso, non ha dato comunicazioni di eventuali aiuti alla compagnia. Il portavoce della Commissione Europea, Michele Cercone, responsabile dei trasporti, ripete le regole generali in vigore, in base alle quali Alitalia, avendo già ricevuto un aiuto di Stato nel 2001 (in base al principio dell'aiuto unico), non può riceverne altri fino al 2011. Tutti i legami finanziari tra lo Stato e la compagnia dovranno basarsi sul principio dell'investitore privato". Cercone poi ricorda che "la Commissione deve assicurarsi del fatto che queste regole siano rispettate. "Ogni tipo di intervento pubblico dovrà - ha inoltre aggiunto - essere notificato. In caso contrario, ogni parte terza può presentare denuncia al tribunale nazionale, il quale può far cessare il pagamento o chiederne la restituzione". (23-04-2008).

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Rutelli-Alemanno: lite su rom e Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 97 del 2008-04-23 pagina 0 Rutelli-Alemanno: lite su rom e Alitalia di Luca Telese Botta e risposta a Ballarò: "Serve il bracciale antistupro". "No, è un burqa elettronico". E sulla compagnia di bandiera: "'Ndo sta la cordata italiana?". "Non si può svendere ai francesi" Roma - Si incontrano nei camerini alle 19.40, e la cordialità fra loro dura solo un attimo: stretta di mano, sorriso, "come stai?", chiede Francesco Rutelli, "Uh, bene", risponde Gianni Alemanno. Solo un'ora dopo, nella diretta di Ballarò, in uno studio arroventato dalle luci e dalla tensione, il fair play cede il posto allo scambio dei colpi: "No, tesoro? Ora parlo io!", grida Rutelli. "Tesoro mai...!", replica Alemanno. Già alla prima domanda, si precipita nel tema più dolente e tragico della campagna elettorale, Rutelli vince a testa o croce il diritto di scegliere se parlare per ultimo o per primo, sceglie di concludere, e allora è Alemanno che sfodera una copia del Messaggero: "Roma ferita e stuprata". Attacca subito il candidato del centrodestra: "Se vinciamo noi, cose così non devono più accadere" e poi, presentando la sua tesi: "Questa amministrazione, non dà garanzie rispetto alla sicurezza in questa città". Rutelli cerca di tenere botta, in un primo momento, non risponde sul tema, dice che vorrebbe una politica bipartisan, ripete "da ministro sono stato due volte a Milano a sostenere la candidatura di quella città all'Expo". Poi, nella chiusura del primo intervento: "... ovviamente c'è il problema della sicurezza dei cittadini". Ma Alemanno incalza: "Per anni avete detto che Roma era sicura, e che erano i romani a percepire l'insicurezza". In camerino Rutelli era arrivato con una caterva di documenti: "Le cartuccelle mi servono...". Alemanno, dal suo dossier, a un certo punto, sfodera persino le agenzie con le dichiarazioni del sindaco nel '94 sui campi nomadi. Il politicamente scorretto irrompe in scena alle 20, sotto forma di una battuta sarcastica di Rutelli: "... non vorrei tralasciare il fatto che con un significativo lapsus, Alemanno ha parlato delle colonnine Ss invece delle colonnine Sos!". Allora Alemanno sbotta: "Io non devo fare lapsus ma tu non devi fare battute cretine". Passano due minuti, e gli animi surriscaldati divampano ancora sul tema della sicurezza. Qui è Rutelli, che prova a sorpassare a destra Alemanno, con la sua proposta choc: "Mi avrebbe fatto piacere, che di fronte a un'idea come quella di mettere un braccialetto, o un altro dispositivo di sicurezza, o un servizio attraverso il telefonino, alle donne della città per permettergli di segnalare delle eventuali aggressioni, il centrodestra avesse risposto in modo costruttivo, e non con un no pregiudiziale". è il candidato del centrodestra qui che parte in contropiede: "Lo dico chiaramente, questa idea non mi piace. Mi pare assurda l'idea di mettere alle nostre donne un burqa elettronico. Così come non mi piace per nulla l'idea delle ronde...". Rutelli scalpita: "Non ti piace?". Alemanno alza la voce: "No, non mi piace l'idea della sicurezza Fai-da-te. è sbagliato. è una cattiva idea!". Floris chiede perché. Alemanno spiega: "Le donne e i soggetti deboli, i bambini, gli anziani, non possono essere tutelati in questo modo. La sicurezza non è solo un problema di ordine pubblico, è un problema sociale. Infatti, colpisce soprattutto i più deboli. Quelli che non possono permettersi - conclude il candidato del Pdl - l'allarme, o la porta blindata". L'ultimo blocco sulla sicurezza si fa infuocato, si parla di espulsioni. Rutelli: "Noi abbiamo espulso 280 extracomunitari, voi, con il governo precedente, ne avete sanati 700mila!". Poi, cerca di uscire dall'angolo del ring rivolgendosi a Floris: "Poi, magari, smettiamo di parlare solo di questo?". Alemanno esclama: "No, senza sicurezza non si può fare altro". Allora Rutelli si arrabbia: "L'altra volta avete vinto, non avete combinato nulla". Lo studio si infiamma, la platea di figuranti sommerge di applausi, alternativamente entrambi i contendenti. Alemanno attacca ancora: "Ma come fate a vantarvi di 280 espulsioni. è ridicolo. Io dall'inizio della campagna elettorale, ho chiesto 20mila allontanamenti". Rutelli con un sorriso: "Allontanamenti o espulsioni?". Alemanno: "Allontanamenti, mi sono autocorretto". Anche Rutelli, ha una "cartuccella", un ritaglio della Padania: "Guarda che roba, nella pagina delle lettere, c'è il Colosseo trafitto da una spada? Subite la Lega, il vostro primo obiettivo è togliere qualcosa a Roma". Il candidato del Pdl quasi grida: "Tu hai un problema più grosso del mio, ti aggrappi a Bossi per nascondere un fallimento storico. La metro C è stata finanziata dal governo del centrodestra all'82 per cento. Il vero problema è che il vostro gruppo di potere, prometteva di risolvere i problemi di questa città e non lo ha fatto". Sempre sul Carroccio c'è l'affondo di Rutelli sul tema Alitalia: "Oggi la Padania scrive: “La lega vince, Air France vola via”. A chi la volete dare Alitalia? Ai russi? Oggi Alitalia vale meno perché voi, quando eravate al governo, avete fatto non una politica industriale ma una divisione tra Malpensa e Fiumicino che ha portato la compagnia di bandiera vicina al fallimento. Ma dove sta la cordata italiana di cui parlavate?". S'infervora Alemanno: "Noi riteniamo che si può costruire una cordata italiana". E poi, alzando il tono di voce: "Non si può svendere Alitalia. Alitalia, Rutelli, capito? Italia, Italia, Italia". Saltano tutti gli schemi, le cartelline si chiudono, finisce con i due candidati che si azzannano in un corpo a corpo dialettico. Molto politicamente scorretto. Ma la democrazia è questa. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia, Tav e Ponte sullo Stretto sono italiani i dossier più delicati (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Le spine per il commissario Alitalia, Tav e Ponte sullo Stretto sono italiani i dossier più delicati Un commisariato meno potente, ma pur sempre cruciale quello dei trasporti, oggi guidato fino a oggi da Jacques Barrot cui finirà presumibilmente Tajani (foto). I Trasporti erano dunque il portafoglio della Francia, prima della riorganizzazione decisa da Barroso. Da lì passano molti investimenti, molte scelte infrastrutturali europee. Passa anche Alitalia, il Ponte sullo Stretto (essendo eventualmente parte dell'asse Berlino-Palermo), l'Alta velocità in Val di Susa, per limitarsi a questioni italiane e non citare il nuovo sistema di navigazione satellitare europeo Galileo. Il nuovo commissario italiano si troverà comunque davanti fin da subito dossier delicati: Alitalia in primis, per assicurare che ogni eventuale intervento dello Stato avvenga a condizioni di mercato. E il caso della Torino-Lione da chiudere.

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Prysmian e Pirelli avanzano (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 97 del 2008-04-23 pagina 26 Prysmian e Pirelli avanzano di Redazione Titoli bancari in sofferenza. Bene Eurotech Sono ancora le paure legate agli effetti della crisi subprime nel settore del credito a frenare la voglia di ripresa delle Borse europee. I timori sono legati soprattutto all'ipotesi che le banche possano avere "in pancia" altri prodotti non proprio sicuri e l'aumento di capitale record per circa 15 miliardi annunciato da Rbs ha contribuito a ricreare un clima di incertezza. Giornata debole, dunque, anche per Milano: il Mibtel e l'S&P/Mib hanno ceduto, rispettivamente, lo 0,60% e lo 0,51 per cento. La seduta è stata contraddistinta dalla nuova sospensione di Alitalia dalle contrattazioni (in avvio segnava un calo teorico dell'11,29% ed era stata ammessa con il ripristino dell'asta di chiusura, finché la sospensione definitiva dagli scambi ha fatto sì che non facesse prezzo perché non c'è stato scambio di contratti) dopo l'addio di Air France-Klm alla trattativa. Tra le poche Blue chip che hanno guadagnato si notano Prysmian (+2,97%), Pirelli (+1,78%) e Snam Rete Gas (+1,66%). Bene anche Eni (+0,62%), galvanizzata dal caro greggio, ma anche dall'ipotesi che sia ormai vicina la collaborazione con Gazprom in Libia. Pesante il comparto bancario che a livello europeo ha perso l'1% (Dj Stoxx Banks). Giù, tra gli altri, Intesa Sanpaolo (-0,58%) e Bpm (-2,28%). Deboli anche gli assicurativi, come Generali (-0,41%) e Unipol (-0,64%o). Male il titolo Fiat (-1,96%) in prossimità del cda sulla trimestrale. Ancora una seduta all'insegna della speculazione per As Roma (-2,41%). Vendite sulla galassia Pesenti: Italcementi (-1,59%) e Italmobiliare (-5,5%). Da segnalare, infine, il rialzo di Eurotech (+3,76%), mentre sono tornate a circolare voci circa un interesse da parte di Finmeccanica (+0,14%). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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British airways "nessun dossier sul nostro tavolo" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia British Airways "Nessun dossier sul nostro tavolo" MILANO - Uscita di scena Air France, British Airways non ha alcuna intenzione di fare un'offerta per Alitalia: "Non c'è alcuna intenzione di avviare trattative o discussioni con il governo italiano e con la compagnia", ha detto ieri un portavoce al quotidiano online Affaritaliani.it. "Da parte nostra - prosegue la compagnia britannica alle prese con i problemi dell'aeroporto di Heathrow - non esiste un focus specifico sulla compagnia italiana".

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Ultimo bivio tra mosca e commissariamento - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Ultimo bivio tra Mosca e commissariamento Ora per Alitalia solo due opzioni. Aeroflot: Putin ci ha ordinato di riaprire la trattativa Il dossier La strada della soluzione made in Italy è in salita Passo indietro di Intesa-SanPaolo La compagnia di bandiera potrebbe essere costretta a sfoltire organici e rotte ETTORE LIVINI MILANO - British Airways si defila. Lufthansa prende le distanze. La cordata italiana targata Silvio Berlusconi - con o senza Air One - continua a marcar visita. L'addio di Air France, come prevedibile, ha cacciato Alitalia in un vicolo cieco da cui, al momento, esistono solo due strettissime vie di fuga: un cavaliere bianco (o rosso, visto che il candidato numero uno pare Aeroflot) dell'ultima ora o un complicato commissariamento dagli esiti imprevedibili. Il maxi-prestito ponte garantito dal governo ha allungato di due-tre mesi (Ue permettendo) la vita alla Magliana risolvendo qualche problema di non poco conto con Enac e Iata. La società però continua a bruciare più di un milione al giorno e senza una svolta in tempi brevi i soldi in cassa potrebbero bastare a malapena per arrivare a fine estate. Il cavaliere rosso. L'unica soluzione in extremis per evitare il commissariamento è trovare un nuovo socio "con il borsellino", per dirla con Pierluigi Bersani, in grado di versare in tempi stretti almeno un miliardo nelle casse di Alitalia e di varare un nuovo piano industriale. La soluzione made in Italy - malgrado gli sforzi di Bruno Ermolli - è sempre in salita. C'è qualche imprenditore disposto a mettere sul piatto un cip da qualche decina di milioni. Air One (pronta a scommettere pure su un suo ruolo da pivot a Malpensa) avrebbe in questo caso un ruolo fondamentale visto che è l'unica ad avere un piano già definito e il know-how per una due diligence a tempo record. Ma non basta. I soldi, quelli veri, li devono mettere le banche. E loro, Intesa in testa, non sono disposte ad aprire il portafoglio per operazioni abborracciate e che non prevedano una partnership internazionale. Con chi? Lufthansa - evocata come salvatore dai sindacati e dal fronte pro-Malpensa - non sembra intenzionata a scendere in campo ora, soprattutto come socio di minoranza di una cordata tricolore un po' troppo variegata. Sul tavolo per il salvataggio in zona Cesarini - salvo sorprese - la strada internazionale più percorribile pare al momento quella di Aeroflot. La compagnia di Mosca, da questo punto di vista, ha alcuni pregi. Il primo è l'"asse del Bagaglino", consolidato a Villa Certosa tra Berlusconi e Putin. Un rapporto virtuoso se è vero - come ha detto ieri all'agenzia di stato russa Ria Novosti il vicepresidente Aeroflot Lev Kochliakov ? che a meno di una settimana dal vertice in Costa Smeralda "c'è un ordine del presidente della federazione russa su una ripresa dei negoziati con Alitalia". "L'operazione ? ha proseguito ? dovrà essere nell'interesse dei nostri soci". Un ostacolo non troppo alto visto che il 51% del vettore è in mano allo stato e alla presidenza c'è Viktor Ivanov, ex capo del Kgb di San Pietroburgo e dal 2000 capo dello staff presidenziale di Putin. L'altro vantaggio è che un'alleanza con l'aerolinea moscovita controllata al 51% dallo stato non sarebbe un'annessione. Aeroflot è al momento più piccola di Alitalia (anche se capitalizza in Borsa otto volte di più) e non potrebbe in ogni caso salire oltre il 49% del capitale della Magliana per evitare di perdere i diritti di volo comunitari. Ermolli ? se i soldi italiani non basteranno ? potrebbe cercare così di sposare la gracile cordata italiana con il partner russo per evitare in extremis il commissariamento. La legge Marzano. L'amministrazione straordinaria ? da ieri più lontana di qualche settimana ? avrebbe due conseguenze. La prima è quella di rendere molto più incerto il futuro di Alitalia e di avere un costo sociale più alto. La seconda è che il riassetto toccherebbe tutto al Commissario (quindi al governo) mentre i potenziali compratori ? a quel punto di sicuro molti di più ? si metterebbero in fila per rilevare un'aerolinea già risanata. Il problema è capire se Alitalia riuscirà ad uscire indenne dalla procedura. I rischi sono tanti. La compagnia di bandiera ha una sessantina di aerei in affitto che potrebbero essere ritirati dai creditori. E per continuare a volare potrebbe fare affidamento solo sui suoi mezzi, vale a dire i soldi incassati con i biglietti. Tradotto in soldoni significa che dovrebbe ridurre drasticamente organici e rotte. Sperando che basti a tener in vita il servizio. proprio per questo l'eventuale commissariamento dovrebbe essere gestito con cura, affidando la cloche della compagnia a esperti di settore per non dare il colpo di grazia a una situazione già molto compromessa.

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Lufthansa "non faremo offerte troppi svantaggi" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Lufthansa "Non faremo offerte troppi svantaggi" MILANO - Lufthansa resta lontana da Alitalia. "La nostra posizione non è cambiata - ha detto ieri una portavoce della compagnia tedesca - a inizio dicembre abbiamo annunciato che non avremmo fatto alcuna offerta di acquisto perchè, in base alle nostre valutazioni tra i vantaggi e gli svantaggi, abbiamo valutato che gli svantaggi superano i vantaggi". "Non solo ? ha concluso ?. Un'offerta di acquisto su Alitalia potrebbe portare a un downgrade del nostro rating".

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Alitalia 2 ok di barroso a tajani (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia 2 ok di barroso a tajani E l'eurocommissario di Silvio si occuperà proprio di trasporti Prodi si infuria e, a sorpresa, Gianfranco Fini gli dà ragione Addio giustizia e sicurezza per l'Italia in Commissione europea, si riparte dai trasporti. Trasporti che in Italia, al momento, fanno rima con Alitalia. Un boccone amarissimo per il premier uscente Romano Prodi, l'improvviso sdoganamento da parte del presidente José Manuel Barroso al nome di Antonio Tajani quale successore di Franco Frattini a Bruxelles, grazie a un cambio di portafoglio che sembra mettere d'accordo anche i più accaniti contestatori dell'azzurro in corsa per la poltrona. E, soprattutto, una garanzia in più per il futuro premier Silvio Berlusconi, che manda in Commissione a occuparsi di trasporti un suo uomo di fiducia. E incassa questo successo proprio il giorno in cui il consiglio dei ministri approva il prestito per la sopravvivenza della compagnia aerea di bandiera. Provvedimento che, per avere il via libera, dovrà passare per il vaglio della Commissione. A dare l'annuncio del cambio di programma, ieri sera, è stato lo stesso Barroso, finora assai tiepido sul nome di Tajani. In pratica, se Frattini si dimetterà, la sua delega andrà al vicepresidente francese Jacques Barrot (che ora lo sta sostituendo) ora responsabile del portafoglio dei Trasporti. Il semestre di presidenza francese si avvicina e sarà caratterizzato anche da un forte intervento sull'immigrazione, spiegavano ieri a Bruxelles, mentre a quanto pare Berlusconi era assai interessato al mercato interno e ai trasporti che significano investimenti sulle infrastrutture, treni veloci. E Alitalia. Così, nel giro di un'ora, lo scambio è stato concordato e l'"affare" andato in porto. L'improvvisa accelerazione sembra anche mettere la parola fine al tentativo di Prodi di gestire la nomina del nuovo commissario. Ieri, una nota di Palazzo Chigi esprimeva il "disappunto" del premier, sottolineando come "le decisioni in materia siano sempre prese in consultazione con il governo in carica nel paese membro considerato". Barroso, però, ha già rispedito al mittente i rilievi sollevati da Prodi, rispondendo che prima di prendere la decisione di assegnare all'Italia il portafoglio Trasporti, "sono stati effettuati i contratti appropriati". Un bel ceffone, visto che evidentemente quello che è ancora il vertice del governo italiano, della decisione non sapeva assolutamente nulla. Non solo. Sempre ieri, fonti vicine a Prodi parlavano di deleghe dimezzate, di incarichi non all'altezza di un paese fondatore della Ue. E della certezza che a Tajani sarà negata la vicepresidenza sin qui ricoperta da Frattini. Ipotesi però smentita a Bruxelles, dove si dà per scontato che la questione della vicepresidenza italiana non sia un problema. Persino il presidente dei socialisti europei Martin Schultz, prima dell'annuncio di Barroso, assicurava che la candidatura di Tajani sarebbe stata valutata senza alcuna pregiudiziale. E Frattini? Ieri, da Udine, guarda caso parlava di Alitalia e delle possibilità future della compagnia di bandiera, dimostrate dalle "aperture che il presidente Berlusconi ha dato a un sostegno di gruppi bancari importanti e dall'interesse di Aeroflot". Il primo successo del Pdl, dunque? Si saprà solamente lunedì, quando a meno di altre sorprese, Frattini rinuncerà alla carica di deputato. E le sorprese sono già dietro l'angolo di casa del Cavaliere. Ieri l'alleato Gianfranco Fini, sulla vicenda Frattini, ha dato ragione a Prodi: "Non so perché Barroso si sia comportato così, ma in questo caso Prodi ha ragione". E ha aggiunto che comunque "sarà il prossimo governo che tratterà le deleghe con la Commissione europea". Gli è sfuggito, forse, che la trattativa è già conclusa. 23/04/2008.

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L'intemerata di Boeri (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Air France rappresentava una grossa opportunità di riscatto per Alitalia, chi l'ha fatta scappare dovrà pagare un prezzo politico molto alto. Parola dell'economista Tito Boeri che a Milano, in occasione della presentazione del Festival dell'Economia "Mercato e Democrazia" che si terrà a Trento a fine maggio, non usa mezzi termini nel commentare la dipartita dei transalpini dal tavolo delle trattative per acquistare la nostra compagnia di bandiera. "Dobbiamo ribellarci e rifiutare di pagare anche un solo centesimo per salvare Alitalia - spiega Boeri - Perché è evidente che un'iniezione di liquidità non sarebbe altro che un aiuto di Stato a carico dei contribuenti e non un prestito". Poi sulle responsabilità: aggiunge il creatore del sito la voce.info che "ci sono state colpe molto gravi da parte dei sindacati ma sono state molto forti anche le responsabilità della politica: pensare anche solo a una cordata di imprenditori lombardi testimonia come siamo provinciali in Italia". Per quanto riguarda il Festival dell'Economia, la terza edizione si svolgerà dal 29 maggio al 2 giugno come sempre a Trento. Tra gli invitati Maurizio Sacconi, Renato Brunetta, Corrado Passera, Mario Monti, Gianfranco Fini, Antonio Catricalà, Antonio Martino, Lorenzo Bini Smaghi, Renata Polverini, Roberto Maroni. Ancora incerta la presenza di Giulio Tremonti: il probabile neo ministro dell'Economia ha dato la sua disponibilità, ma dovrà tenere conto dei nuovi impegni di governo. (A.Da Rold).

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Segue dalla prima alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Segue dalla prima alitalia Per fortuna che c'è il mercato (segue dalla prima pagina) È questa la partita che si gioca su Alitalia, o il fallimento del tavolo coi francesi è solo la conseguenza di un bluff elettorale preso troppo sul serio? Certo è che la soluzione nell'aria per l'immediato dopo-domani sa molto di deja-vù. Intesa San Paolo dice di non aver il dossier sul tavolo. Eppure, da più parti (anche dalle parti di Rutelli, che paragona esplicitamente l'aviolinea a una Fiat romana), si comincia a montare la panna per un intervento delle banche. Continuiamo a trovare normale che gli istituti di credito debbano attivarsi giocando un ruolo fra il pubblico e il caritatevole. Il fazismo magari non è più la regola "nelle banche" ma resta il tema dominante del rapporto della politica "con le banche". Per carità, ha ragione Massimo Mucchetti: il "patriottismo economico", cioè la preservazione dei conflitti d'interesse sotto il manto del bene comune, è stato una costante anche della stagione delle privatizzazioni. La cultura economica dei partiti maggiori non lascia immaginare una sua archiviazione a breve. Però almeno il caso Alitalia una cosa ce la insegna. Che cioè oggi l'interesse del contribuente e del consumatore è più che mai garantito non dal governo, ma dal mercato. Il mercato protegge i consumatori perché ha reso Alitalia un falso problema. Esiste un solido e radicato pluralismo dell'offerta e una chiara propensione da parte degli italiani che viaggiano a comprare il biglietto più conveniente e appropriato indipendentemente dalla nazionalità di chi glielo fornisce. L'intensa concorrenza delle compagnie low cost ha spalancato nuove opportunità, l'interesse delle grandi internazionali per il bacino d'utenza rappresentato dagli italiani suggerisce che, se pure Alitalia chiudesse da mane a sera, non resteremmo isolati. Ci sarebbe qualcun altro a portarci a Roma, a Milano, a New York, a Parigi, a Shangai. Infatti, c'è già. Il mercato garantisce l'interesse del contribuente perché persino in Italia il potere discrezionale di cui gode quella parte del mondo finanziario che è contigua alla politica resta limitato. La stessa Intesa mette le mani avanti ponendo la pregiudiziale di un piano di rilancio "di respiro internazionale". Ci sono le relazioni, e contano. Ma ci sono anche gli azionisti. Il fondo Algebris di Davide Serra ha suonato la sveglia alcuni mesi fa, contestando la governance delle Generali. Che Serra abbia torto o ragione, gli investitori vedono problemi e valori, e agiscono sulla base di queste loro valutazioni. Siamo sempre al vecchio Adam Smith. Non saranno le buone intenzioni della politica a risparmiare a noi contribuenti un ulteriore salasso pro-Alitalia. Sarà la scarsa propensione dei privati a prestarsi a tentativi abborracciati. È lo stesso "self interest" che tiene gli investitori esteri lontani da un Paese dove ben che vada si finisce presi in giro o ricattati. Alberto Mingardi 23/04/2008.

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Campidoglio l'intricata vicenda della compagnia aerea irrompe in campagna elettorale (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Campidoglio l'intricata vicenda della compagnia aerea irrompe in campagna elettorale Alla Magliana i lavoratori preoccupati: "Rischia anche la città" Zingaretti: "no ad Alipadania", il centrodestra "chiama" Acea Sostiene Rutelli che Alitalia per Roma è come la Fiat per Torino. Certo è che proprio a Roma la questione Alitalia potrebbe avere le conseguenze più pesanti. Per l'occupazione, soprattutto. Ma anche per la politica. E a brevissimo termine. Quello che intercorre tra la decisione di Air France di ritirare l'offerta e il ballottaggio per il Campidoglio. Alemanno è finito in una posizione oggettivamente difficile: stretto tra il suo centrodestra a trazione settentrionale e un centrosinistra che prova a ripartire alla carica e spinge sulla sudditanza del Pdl verso la Lega. In mezzo, i lavoratori. Già, perché comunque vada, se arrivasse il commissario la prima conseguenza sarebbe probabilmente una perdita secca di posti di lavoro proprio su Roma. Migliaia, si dice. Una città nella città, considerando anche l'indotto. Sconcerto, paura e delusione. Ma anche rabbia. Così, tra i lavoratori Alitalia con base a Roma, è stata accolta la decisione di Air France. Questo era il clima ancora fino a ieri sera. Ma non solo. Più d'uno confessa qualche paura a bassa voce: "Speriamo che in questa situazione non si infili qualche testa calda". Una brutta giornata, insomma, in cui diventa evidente una frattura tra lavoratori, sindacati e politica ma anche una crepa che inizia a tagliare dall'interno, e trasversalmente, gli stessi sindacati. Chi non sembra avere particolari timori è Gianluca Morale, assistente di volo, da 23 anni in azienda e protagonista di recente di uno sciopero della fame per sostenere la trattativa con Air France. È arrabbiato, Morale. "Non deluso - precisa - Arrabbiato". E ne ha per tutti. Per Berlusconi che "mi sembra stia giocando sulla pelle dei lavoratori"; per il governo Prodi che di questa vicenda "per un anno se ne è lavato le mani". E per il sindacato, appunto. "I sindacati dovranno render conto ai lavoratori", attacca, e parla di rischio immediato per 17.500 posti di lavoro. E spiega che Alitalia è la più grande azienda del Lazio e che "soltanto nel XIII Municipio (le ex circoscrizioni della Capitale, ndr ) vivono almeno 10mila persone legate all'azienda. Si rischia di mandare in tilt un Municipio grande come una media città italiana". Dispiaciuto e preoccupato è invece Giorgio Mereu, della Fit-Cisl comparto volo. "Questa mattina sono passato a Fiumicino e ho avuto una sensazione di desolazione e sconforto", racconta, facendo riferimento al varco equipaggi dove i sindacati hanno montato i propri banchetti. "Abbiamo perso l'occasione più importante per la possibilità di sopravvivenza - dice ancora - Occorreva andare avanti". Se Mereu è sconfortato - tanto da chiedersi: "E ora che fine facciamo?" - c'è chi racconta - preferendo però rimanere dietro le quinte - di cellulari scarichi per le numerose e interminabili telefonate e del tam tam dei lavoratori che chiedono le dimissioni dei sindacalisti, almeno di quelli che "hanno interpretato la trattativa come fosse un rinnovo contrattuale invece di capire che era in ballo la sopravvivenza". Preoccupato è anche Riccardo Perrella, del comitato di presidenza dell'Anpav. E la preoccupazione dipende, spiega, anche dalla deriva che questa vicenda sta prendendo: "Per l'ennesima volta travalica i confini aziendali e si mescola con una campagna elettorale". Tra l'altro, ricordando come i posti di lavoro a rischio siano ripartiti tra Roma e Milano, ritiene impensabile ridurre tutto a una lotta tra lavoratori e parla anche della sensazione che questa vicenda "per gli italiani non è percepita come una delle priorità pur nella sua drammaticità. Sembra molto più importante stabilire chi sarà il prossimo sindaco di Roma". Insomma, il succo è: speriamo che il termine della tornata elettorale porti quella serenità necessaria per affrontare i problemi sul tappeto e individuare le responsabilità di ciascuna delle parti in causa. Nel frattempo, la politica va per la sua strada. "Io credo in Alitalia e non in AliPadania", dice Nicola Zingaretti, in corsa per la Provincia di Roma per il centrosinistra. "Polpetta avvelenata della Lega", tuona il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. Dal Pdl, invece, si chiede che Acea promuova una sottoscrizione per la ricapitalizzazione di Alitalia. E, in attesa del confronto diretto a Ballarò , Rutelli parla del rischio occupazione e Alemanno insiste sulla cordata italiana. Insomma, dopo la cronaca nera, nella campagna elettorale irrompe Alitalia. E rende questo ballottaggio sempre più una corsa ad ostacoli non sempre comprensibile per i lavoratori. 23/04/2008.

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Ancora giù seat e pirelli re, sale prysmian (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Ancora giù Seat e Pirelli Re, sale Prysmian MILANO - Piazza Affari perde ancora terreno (meno 0,6% il Mibtel) ma scende meno delle altre Borse europee. Il caro petrolio ha dato una mano ai titoli del comparto energetico - Enel a parte, che ha ceduto l'1,6% e Terna, che ha chiuso invariata - mentre Eni ha guadagnato lo 0,62% Saipem è salita dello 0,9% e Snam Rete gas l'1,66%, tra i pochissimi titoli con il segno più al listino principale (insieme a Prysmian, più 2,97%). Deboli i bancari - in particolare, meno 2,28% la Popolare Milano - e i titoli dell'editoria, con perdite superiori al 4,5% per Rcs, l'Espresso e Mondadori. Forte calo per Gemina, meno 7,21%, che paga pegno alla crisi Alitalia; giù anche Pirelli Re, meno 5,5% e Fiera Milano, meno 5,3%, dopo il rally della vigilia. Fuori dal listino principale, forte calo anche di Italmobiliare, meno 5,5%, mentre Italcementi ha ceduto l'1,59%. Tra le big, scivolone di Seat, meno 4,09%, e di Autogrill, meno 3,07%. (vi.p.).

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Alemanno-rutelli, sfida su rom e alitalia "roma in pericolo". "il nemico è la lega" - giovanna vitale (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Alemanno-Rutelli, sfida su rom e Alitalia "Roma in pericolo". "Il nemico è la Lega" Faccia a faccia a Ballarò. Scintille sulla super-Ici per le case sfitte Il candidato del Pdl: condono per le multe. Il vice-premier uscente: 26 mila nuove case GIOVANNA VITALE ROMA - Settanta minuti di botta e risposta serrati, sessanta dei quali spesi su sicurezza e Alitalia. Passando per il condono tombale sulle multe, promesso da Alemanno. E la costruzione di 26mila alloggi popolari, assicurata da Rutelli. Nel mezzo, colpi sotto la cintura e sfottò su rispettive ricette e candidati in lista più o meno scomodi. Comincia con un'estrazione, testa o croce per decidere a chi tocca parlare, la sfida a Ballarò tra i due candidati in Campidoglio che vale come conferma, o rivincita, del risultato nazionale. "Roma è avvolta nel degrado e deve cambiare profondamente dopo 15 anni di governo dello stesso gruppo di potere, che non dà garanzie", lancia subito l'affondo Alemanno. Rutelli sorride e subito marca la differenza, ricordando il suo impegno per sostenere la candidatura di Milano all'Expo 2015: "Noi dobbiamo pretendere dai principali alleati di Alemanno, perché l'azionista vero è la Lega, lo stesso rispetto per Roma. Dalla quale voi volete cancellare posti di lavoro, ministeri, centri di produzione". Ma l'ex ministro non ci sta: "Continuare a evocare il fantasma della Lega mi sembra fuori luogo", e torna alla carica sulle "segnalazioni al sindaco Veltroni, cadute nel vuoto, sul fatto che la capitale stava andando fuori controllo, ci sono 85 campi rom e decine di baraccopoli abusive. è dovuto accadere l'omicidio della signora Reggiani perché Veltroni andasse a chiedere un decreto legge per facilitare le espulsioni. Roma, nonostante la crescita economica, oggi è una città pericolosa: perché se non ci sente padroni a casa propria, se non si può girare per strada, tutte le altre libertà civili non possono essere esercitate". La palla passa a Rutelli, che imputa ad Alemanno "la legge Cirielli che ha dimezzato i tempi di prescrizione anche per i reati di violenza sessuale" e rivendica la proposta del braccialetto antiviolenza, una commissione per la sicurezza composta da generali e esperti anti-crimine, l'attivazione di colonnine per lanciare sos in tutta la città. Alemanno è perentorio: "Ma voi davvero pensate di risolvere il problema con questa specie di burqua elettronico?" applausi. "Non mi sembra una buona idea la sicurezza fai-da-te. Ogni anno a Roma ci sono 35mila denunciati. Devono essere espulsi". Rutelli non aspettava altro: "E come fai? Allontanati, semmai, ti ricordo che i rumeni sono cittadini comunitari" e Alemanno è costretto a correggersi. Un duello durissimo. Che si accende su Air France "fatta fuggire da voi" attacca il candidato del Pd: "Anziché fare alleanze internazionali, con questa divisione fra Malpensa e Fiumicino, avete portato Alitalia a picco. Vorrei capire dove sta questa cordata alternativa". Alemanno sembra in difficoltà: "La decisione di creare hub Malpensa è stata presa dal governo di centrosinistra. Quella di Air France è stata una scelta arbitraria e noi ci impegniamo a fare una cordata italiana". E chi la fa? incalza Rutelli, "Putin?. 'Ndo sta sta cordata?" usa il romanesco. "Facci arrivare al governo e la cordata la facciamo", replica Alemanno. "è come l'espulsione dei romeni, durano il tempo della campagna elettorale", constata Rutelli. Come sulle tasse, nuove scintille: "C'è un impegno nazionale per azzerare l'Ici per la prima casa", dice Alemanno. "Anche per chi ha sette ville?" lo irride Rutelli. E Alemanno, serio: "Siamo disponibili, per compensare, a aumentarla sulle case sfitte dei grandi costruttori". Rutelli sussurra: "Un annuncio inquietante: chi ha la casa sfitta non perché è uno speculatore, ma per colpa del mercato, si vede pure aumentare l'Ici". Ma si può sempre dire che tutto fa schifo? alza la voce l'esponente del Pd. E le parole si accavallano. SEGUE A PAGINA 6.

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Svolta per la città (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia italiana A Roma serve una svolta sulla sicurezza, perché oggi è una città in pericolo Noi riteniamo che si possa costruire una cordata italiana. Non si può svendere Alitalia.

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Battute e accuse, la tv diventa un ring francesco: "adesso parlo io, tesoro" - alessandra longo (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stretta di mano dietro le quinte, poi inizia il match. Due giri di cipra per il candidato del Pdl che suda molto Battute e accuse, la tv diventa un ring Francesco: "Adesso parlo io, tesoro" Mantovano: Rutelli ha portato un mazzo di fiori alla Montalcini? E dove l'ha piantato? ALESSANDRA LONGO ROMA - Eccolo finalmente un faccia a faccia. Ci voleva la corsa al Campidoglio per offrire agli italiani quel che negli altri Paesi è normale: un confronto politico fra due visioni del mondo diverse, opposte. Francesco Rutelli e Gianni Alemanno, pur essendosi scambiati randellate per tutto il giorno, prima di entrare nello studio di Ballarò perlomeno si stringono la mano in sala trucco, sia pur tiepidamente. Berlusconi con Veltroni a suo tempo non volle parlare, registrazione in due tempi, niente incontri ravvicinati. Questo primo match televisivo tra i candidati per Roma ha un sapore speciale. Rutelli vuol vincere per se stesso ma anche, come direbbe Crozza, per regalare un happy end al popolo della sinistra in lutto. Alemanno, oltre alla sua ambizione personale, ha la pressione di tutto il centrodestra che vagheggia la presa della capitale, sogna la bandiera del Pdl berlusconiano e della Lega padana su quel balconcino del sindaco che dà sui Fori imperiali. Abito scuro e cravatta, in assetto da cerimonia di investitura, tutti e due con valigie di fogli sottolineati con l'evidenziatore, quel che dice Bossi, quel che non ha fatto Veltroni, Air France sì, Air France no. Tutti e due cravatte autunnali: "La primavera non è mai cominciata", dice Rutelli e forse pensa a Veltroni. "Devi sorridere di più e ricordati di non alzare mai la voce", consigliano ad Alemanno quelli del suo staff a pochi minuti dalla diretta. Le estetiste si sbilanciano, con il pennello della cipria in mano: "Noi tifiamo Pd". Con Alemanno, un manipolo di fedelissimi. Ci sono l'inseparabile Simone, la moglie Isabella, figlia di Pino Rauti, fondatore di Ordine Nuovo, che conosce bene i difetti di comunicazione del marito, un timbro che negli acuti butta un po' sullo stridulo, il carattere fumino, da ex segretario del Fronte della Gioventù e attivista nelle piazze Anni Ottanta. Alemanno si prepara come un pugile, fino all'ultimo, assistito da Alfredo Mantovano, compitissimo, quasi british nei modi e nei toni se non fosse che per una battuta: "Oggi Rutelli ha portato un mazzo di fiori alla Montalcini? E dove li ha piantati?". C'è anche Vincenzo Piso, la faccia squadrata da vecchio camerata, tanto che gli dicono: "Non metterti dietro Gianni" (ma, alla fine, ci vanno Luca Malcotti e Marco Marsilio, e non va molto meglio). L'ex sindaco di Roma, vicepremier e ministro uscente, sa già dove l'avversario andrà a parare: sulla sicurezza e sui cosiddetti "braccialetti antistupro" da lui evocati in questi giorni, e sull'Alitalia ("Ndo' sta 'sta cordata italiana?".) Non occorrono gli appunti, i numeri, i paragoni con la Milano della Moratti altrettanto afflitta dalla violenza urbana, le vignette della Padania sul Colosseo trafitto, raccolte dal portavoce Michele Ansaldi, dai collaboratori Michele Civita e Luca Petrucci. Il già primo cittadino non ci sta a far passare "Roma per Mogadiscio", "per la città ferita e stuprata", di cui parla l'avversario. E non ci sta nemmeno ad ascoltare le ramanzine preparate a tavolino sulla sinistra colabrodo: "La sanatoria da centomila e rotti extracomunitari l'avete fatta voi, voi non avete posto nessuna limitazione all'ingresso dei rumeni, voi adesso strumentalizzate, invece di affrontare i problemi insieme!". Tutto previsto anche l'agitarsi di Alemanno sulla sedia. Rutelli va all'attacco sulla sicurezza, si riappropria della scena: "Ora parlo io, tesoro mio", rimprovera Alemanno di far confusione tra allontanamento ed espulsione degli irregolari. Lui incassa, il viso un po' sudato, lo incipriano due volte. La moglie Isabella segue dall'alto lo scontro nell'arena e sibila: "Il tasto debole di Rutelli? Rutelli medesimo". Al marito non ha suggerito nulla ("E chi l'ha visto!") però si sente la sua impronta quando si parla dei cosiddetti braccialetti antistupro: "Non c'è rispetto per l'identità di genere, per il corpo delle donne! Questa è una cultura discriminatoria", dice lei in perfetto femministese. Alemanno più o meno ripete le stesse cose al microfono: "Il braccialetto è un burka elettronico!" (gli hanno passato un articolo di Liberazione: "Attacca lo fanno pure loro, ma non esagerare, anche Fini non ha calcato fino in fondo. "). Barbara Palombelli, consorte di Rutelli, non c'è. L'aveva già preannunciato al telefono: "Preferisco non vedere il match, così il giorno dopo non posso commentarlo quando mi chiamano. Lo faccio da sempre, sin dai tempi dei faccia a faccia tra Francesco e Fini". Si arriva alla fine, Laziogate, gli scandali regionali della sanità, botta e risposta giudiziario. E Alemanno, costretto a difendere Storace, avrebbe bisogno del terzo giro di cipria.

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Uniti sulla sicurezza (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

'ndo sta la cordata? Il tema sicurezza va affrontato uniti. Non è un problema del sindaco ma del Paese A chi la volete dare l'Alitalia, ai russi? Ma 'ndo sta la cordata italiana di cui parla il Pdl?.

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Rutelli e Alemanno: scontro su immigrati e sul dramma Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Faccia a faccia Rutelli e Alemanno: scontro su immigrati e sul dramma Alitalia Volavano gli avvoltoi, nel crepuscolo del Palatino. Ma qualcuno ne trasse gli auspici per sistemare un po' di conti in famiglia, e rimboccarsi le maniche per dare ordine all'assetto cittadino. 2761 anni e un giorno dopo, il destino dell'Urbe è nelle mani di Er Cipria e Lupomanno, e vedremo se i millenni sono trascorsi invano. L'ex vicepremier del governo appena sfrattato e il candidato che contro Veltroni II non andò oltre il 37 per cento ce l'hanno messa tutta per convincere i romani: quelli che, guida tv alla mano, non si sono fatti incantare da una controprogrammazione che proponeva Insinna e la Ventura, Jack Nicholson e Kim Rossi Stuart, Ale & Franz o la Champions League. E sarà stata la suggestione, ma a notte non volava una mosca per le strade della Capitale: che diamine, Gianni e Francesco si sfidavano de visu a "Ballarò", le moltitudini ascoltavano intente. O forse, tragicamente, se ne infischiavano. Eccoli lì i due possibili sindaci, da tempo emendati da peccati di gioventù come uno spinello "libertario" o una tumultuosa contestazione a Bush padre. Sono statisti rodati, poco conta se dieci anni fa uno era saltato convinto sul malfermo Asinello prodiano e l'altro debba giustificare ogni due per tre la sua croce celtica. La questione Roma è seria, e a sei giorni dal ballottaggio non è più dato di metterla su piani surreali, regalare braccialetti che non siano tempestati di diamanti o banchettare sul ginocchio fracassato di Totti. Comunque vada, sarà una città spaccata in due, come ai tempi di Rutelli-Fini '93: e per riunirla servirà comunità di intenti tra maggioranza e opposizione, mica confini ideologici da tracciare con l'aratro. I due sembravano averlo capito, e davanti a Floris l'atmosfera pareva solenne, almeno all'inizio. Il pubblico taceva diligentemente, come i soldati di Costantino e Massenzio prima di sbudellarsi a Ponte Milvio. Ma appena incrociate le armi, scoppiano applausi spontanei dalle claque, e ciascuno dei due contendenti sfrutta le gaffe dell'altro. Alemanno scivola su dispositivi di allarme definiti "colonnine SS", Rutelli mostra una specie di telecomando salvadonne e cade sul doppio senso: "Qualcuno mi ha detto: se lo metta lui". Scappa pure un "dai tesoro" da sinistra verso destra, e l'effetto è comico-pecoreccio. Eppure i temi sono gravi. Inevitabilmente, domina la questione sicurezza, come accade da giorni a questa parte. Il vicepremier ancora in carica la prende alla larga, cita Milano e la scomodità della Lega alleata di Berlusconi per "pretendere rispetto per Roma", e mostra giornali del Nord per sottolineare che il degrado e il problema della criminalità non sono questioni limitate alla Capitale, ma un problema nazionale. L'ex ministro dell'Agricoltura sostiene che è venuto il momento di "cambiare profondamente il governo cittadino, perché il gruppo di potere al Campidoglio da 15 anni non dà garanzie davanti a questo degrado". E ripropone l'immagine di Veltroni che "cade dalla seggiola dopo l'omicidio Reggiani e corre a Palazzo Chigi per un decreto legge che poi Prodi non convertirà". Rutelli mette il dito sulla piaga della legge Bossi-Fini e la sanatoria sugli immigrati voluta ai tempi dell'esecutivo di centrodestra, Alemanno rivendica la validità di quella norma e imputa agli avversari il "buonismo che è al centro del fallimento storico della sinistra", e si ripropone, una volta insediato come nuovo sindaco, di "allontanare da Roma quei ventimila denunciati all'anno di nazionalità non italiana". Definisce il braccialetto per le donne una "burqa elettronico", e respinge le ronde per "la sicurezza fai-da-te" pensate da Maroni. Si capisce che i due, per approdare a Roma, devono volare in alto: e allora è inevitabile mettere in pista il dramma Alitalia, con Rutelli che martella Alemanno sulla "cordata italiana" che non esce allo scoperto: "è forse Putin?". L'altro si dice soddisfatto di aver evitato la "svendita ai francesi, perché la compagnia di bandiera deve restare nazionale, la cordata c'è, ma al governo ci siete ancora voi". Sull'agenda prettamente capitolina si torna nel secondo tempo del match, quando Rutelli snocciola le cifre delle decine di migliaia di alloggi ad affitti agevolati che intende materializzare nei prossimi cinque anni, e il rivale ribatte: "Voi le case le occupate". Si evoca la questione delle strisce blu, o della Linea C da completare (Rutelli), o della "bruttura della nuova Ara Pacis, la tua scelta da imperatore romano", ringhia Alemanno, e le ferrovie "mai completate e che non diventeranno realtà". Duello pari, ieri. Più o meno come alle urne.

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Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che ... Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che concede un prestito ad Alitalia di 300 milioni da restituire entro il 31 dicembre. Il finanziamento è stato erogato a tassi di mercato e dovrebbe garantire la continuità aziendale per le prossime settimane. Il ministro dell'Economia, Padoa Schioppa, critica Berlusconi: "Volevamo dare solo 100 milioni, vedremo se Bruxelles solleverà problemi". Il rischio è che l'Unione europea valuti la manovra come aiuto di Stato. "Le trattative con Air France si sono interrotte a causa di eccessive interferenze in campagna elettorale - attacca Prodi - e i sindacati hanno opposto difficoltà". Caleri e Usai alle pag. 6 e 7.

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Alitalia incassa 300 milioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa compagnia nella bufera Alitalia incassa 300 milioni Il volo di Alitalia verso Parigi è stato sospeso a causa della nebbia politica che si è alzata a ridosso delle elezioni. Così l'uscita di scena di Air France-Klm ha spinto il governo ad aprire i cordoni della borsa, mettendo sul piatto 300 milioni di euro. Un prestito d'emergenza quello varato dal consiglio dei Ministri per dare ossigeno all'Alitalia fino alla vendita della compagnia. Una decisione giudicata inevitabile dall'esecutivo anche se Prodi e Padoa Schioppa non rinunciano a una stoccata velenosa verso il futuro premier. "è stato Berlusconi - attacca Prodi - a volerlo così sostanzioso". E ancora. "Avevamo pensato a darne 100 - precisa Padoa Schioppa - e l'aumento è venuto su precisa richiesta di Berlusconi". Ad alzare la posta sembra sia stata una provvidenziale telefonata di Gianni Letta. I 300 milioni saranno rimborsati entro il 31 dicembre 2008 e il prestito è stato concesso a tassi di mercato. "I fondi - spiega il responsabile dell'Economia - sono stati presi dal ministero dello Sviluppo economico". Il presidente del Consiglio, nella conferenza stampa tenuta subito dopo il varo del decreto, ha rincarato la dose puntando il dito contro il Cavaliere: a far fallire la trattativa con Air France, a suo giudizio, sono state "le eccessive interferenze politiche che si sono verificate nel corso della campagna elettorale e le numerose difficoltà opposte dai sindacati". E intanto proprio i sindacati sono stati convocati domani dall'azienda per fare il punto della situazione. La trattativa rischia di far deragliare Alitalia su un terreno minato fino alla possibile nomina di un commissario straordinario come impone la Legge Marzano. Il Consiglio dei ministri ha definito un prestito ponte per non far fallire la disastrata Alitalia in attesa di trovare nuovi partner. Le ragioni sono di ordine pubblico e di continuità territoriale ma tutti gli interlocutori sanno bene che si tratta solo di un paliativo per cercare di fermare l'emorragia e attendere sviluppi sulla privatizzazione. Intanto Gianni Letta e Bruno Ermolli stanno serrando le fila per mettere in piedi una cordata italiana con il supporto di Intesa San Paolo tanto che il presidente del Consiglio di Gestione, Enrico Salza ha aperto uno spiraglio: "Se l'operazione Alitalia avesse un respiro internazionale saremmo interessati". L'amministratore delegato di Banca Intesa Corrado Passera, riferendosi alla due diligence a cui Intesa e Air One non hanno mai potuto accedere, ha però sottolineato che "senza avere informazioni non è possibile dare una risposta a chi ci domanda se entreremo o no in una eventuale cordata. Oggi non c'è nulla sul tavolo, è prematuro poter dire qualsiasi cosa". Il tempo passa, i soldi per tirare avanti qualche mese sono stati trovati ma paradossalmente le speranze di Alitalia si assottigliano. Ieri il titolo Alitalia, in forte ribasso, è stato sospeso dalle contrattazioni in attesa di comunicazioni. Oggi tornerà sul mercato, ma in un'unica fase d'asta, prevista alle 17,30.

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ALITALIA, SALVATAGGIO DA 300 MILIONI (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Prodi: Berlusconi ci ha chiesto di aumentare la cifra, troppe interferenze. Il Cavaliere: ora possibile la cordata Alitalia, salvataggio da 300 milioni Palazzo Chigi vara il prestito straordinario con un decreto per ragioni di ordine pubblico Nuovi record per petrolio, benzina e euro: la moneta unica supera quota 1,60 sul dollaro Il Consiglio dei ministri ha dato ieri via libera a un prestito-ponte di 300 milioni di euro (da restituire entro il 31 dicembre) per sostenere la crisi dell'Alitalia dopo il ritiro di Air France-Klm dalla trattativa per l'acquisto della compagnia italiana. La decisione è avvenuta dopo un'intesa bipartisan con il Pdl. Berlusconi: ora me ne occupo io, ci sono le condizioni per la cordata. Il premier uscente Prodi: "Il prestito è stato elevato da 200 e 300 milioni su richiesta di Berlusconi, eccessiva l'interferenza della politica". L'Alitalia riunirà il consiglio di amministrazione domani prima di incontrare i sindacati. E Banca Intesa rilancia la cordata internazionale. Sul fronte petrolio, nuovo record: oltre 118 dollari al barile. Benzina ed euro alle stelle: la moneta unica supera quota 1,60 sul dollaro. CHELLO, FRANZESE SANTONASTASO E A. TROISE ALLE PAGINE 2, 3, 5.

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Europa, Tajani ai Trasporti L'Italia perde l'Immigrazione (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Accordo Barroso-Berlusconi, Prodi furioso: mai consultato [FIRMA]MARCO ZATTERIN CORRISPONDENTE DA BRUXELLES Il presidente Josè Manuel Barroso rimpasta la Commissione Ue in vista della staffetta italiana a Bruxelles e annuncia che, "se Franco Frattini rassegnerà le dimissioni" da responsabile per la Giustizia, il successore passerà ai Trasporti. Ufficialmente è "una scelta di continuità in un momento molto intenso", eppure più fonti assicurano che il portoghese sia stato ispirato anche dai dubbi sull'opportunità di attribuire a un esponente del nostro centrodestra la responsabilità del delicato dossier che comprende l'Immigrazione. Per questo, dopo una serie di contatti telefonici con Silvio Berlusconi, ha optato per uno scambio che compiace il premier in pectore - nel cui programma le grandi reti sono centrali -, ma non quello uscente, Romano Prodi, infuriato per essere stato tagliato fuori: simili decisioni, ha protestato, "vanno prese in consultazione con il governo in carica". Così la polemica continua. Frattini si è autosospeso a metà marzo, per correre col Pdl verso la guida della Farnesina al fianco del Cavaliere. La maggioranza che saluta e quella che entra hanno duellato sui tempi della designazione, poi un escamotage tecnico ha creato la premessa perché la decisione possa slittare sino all'insediamento del Berlusconi ter. La nomina è sembrata finire in cassaforte, all'insegna del candidato più gettonato, Antonio Tajani, eurodeputato dal 1994, fedelissimo di Berlusconi da sempre, sostenuto in parlamento dai colleghi popolari, contestato da liberali e verdi nonché, ma solo sino a un certo punto, dai socialisti. Non è marginale. A ogni commissario, per passare, serve il via libera dell'euroassemblea. Chi pare non aver preso benissimo l'ipotesi Tajani è stato Barroso. Da un lato il presidente ha temuto un nuovo caso Buttiglione, che fu bocciato nel 2004 da Strasburgo per alcuni parole sugli omosessuali considerate dai più "inappropriate". Davanti alla possibilità un "ministro degli Interni" diretta espressione di una coalizione che chiede espulsioni e ronde di quartiere, il portoghese deve essersi interrogato sulle mine che sarebbero potute esplodere sulla strada della sua riconferma al vertice dell'eurogoverno fra poco più di un anno. Meglio cambiare strategia, dunque. Meglio puntare sull'esperto e navigato Jacques Barrot, sino a un mese fa grande arbitro delle opere, ora - da quando cioè ha sostituito pro tempore Frattini - appassionato amministratore di politiche giudiziarie. Meglio convincere l'Italia a far suo un dossier alternativo ma comunque di rilievo, a prendere il portafogli delle infrastrutture, ponti e ferrovie, articolo seducente in cui ci sono anche le chiavi del futuro dell'Alitalia. Così, da Tokyo dove si trovava in visita, Barroso ha sentito Berlusconi e Frattini; insieme hanno chiuso l'intesa, certi di aver fatto quadrare una volta per tutte lo strano caso del commissario mancante. Non secondo un Prodi preso da "un profondo disappunto". La prassi avrebbe voluto che Barroso parlasse con lui, cosa che dalle sue dichiarazioni non sembra sia avvenuta. La Commissione europea replica che "la decisione stata assunta in un contesto appropriato". Buona parte della politica italiana la pensa differentemente. Persino Gianfranco Fini (An) si lascia scappare un "non so perché Barroso abbia preso questa posizione. Ha ragione Romano Prodi. Sarà il governo a trattare la questione". Non era informato nemmeno lui? Mistero. Intanto la sinistra attacca. "Il cambio di commissario ci penalizza nettamente", afferma Sandro Gozi (Pd). "Si delinea una perdita di importanza in Europa per l'Italia della destra", insiste Gianni Pittella (Pse). "Ho il dubbio che il Pdl temesse un altro caso Buttiglione" chiude Lapo Pistelli (pd). Si vedrà. Tajani resta candidato unico salvo accidenti imprevedibili, ma non impossibili, che potrebbero rimettere in gioco altri candidati meno schierati e di altissimo profilo come Giorgio La Malfa. I liberali lanciato il nome di Paolo Costa (pd), presidente della Commissione Trasporti di Strasburgo. Se Frattini rinuncia al mandato parlamentare ci sono due settimane per decidere, durante le quali nessun colpo di scena può essere escluso.

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Alitalia, Berlusconi 'Il no di Air France per il veto dei sindacati' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica "Mantenere una compagnia di bandiera per l'interesse nazionale" Alitalia, Berlusconi: "Il no di Air France per il veto dei sindacati" Il leader del Pdl: "la gestione di Alitalia passera' attraverso dolorose riduzioni del personale" Roma, 23 apr. – Secondo le dichiarazioni del leader del Pdl e futuro premier Silvio Berlusconi rilasciate a Nuova spazio radio, la gestione di Alitalia da parte dei nuovi acquirenti &ldquo;passerà attraverso delle dolorose riduzioni del personale, che tuttavia potrà contare sui mezzi che lo Stato ha per una debita assistenza a chi non avesse più il lavoro in Alitalia”. Berlusconi ha sottolineato: “Air France ha detto no in primo luogo per il veto posto dai sindacati. Da un lato il governo non ha accettato le condizioni imperative poste da Air France, tra cui il prezzo che non era ritenuto congruo e il fatto che si dovesse rinunciare al trasporto delle merci, ma la prima motivazione del ritiro di Air France è stato il fermo no dei sindacati sulla riduzione del personale. Per noi forse sarebbe stato meglio lasciare a questo governo la 'patata bollente', ma riteniamo che l'interesse nazionale richieda che si mantenga una compagnia di bandiera”. Giulia Fossati.

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Alitalia, Berlusconi: "Il no di Air France per il veto dei sindacati" (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica "Mantenere una compagnia di bandiera per l'interesse nazionale" Alitalia, Berlusconi: "Il no di Air France per il veto dei sindacati" Il leader del Pdl: "la gestione di Alitalia passera' attraverso dolorose riduzioni del personale" Roma, 23 apr. – Secondo le dichiarazioni del leader del Pdl e futuro premier Silvio Berlusconi rilasciate a Nuova spazio radio, la gestione di Alitalia da parte dei nuovi acquirenti &ldquo;passerà attraverso delle dolorose riduzioni del personale, che tuttavia potrà contare sui mezzi che lo Stato ha per una debita assistenza a chi non avesse più il lavoro in Alitalia”. Berlusconi ha sottolineato: “Air France ha detto no in primo luogo per il veto posto dai sindacati. Da un lato il governo non ha accettato le condizioni imperative poste da Air France, tra cui il prezzo che non era ritenuto congruo e il fatto che si dovesse rinunciare al trasporto delle merci, ma la prima motivazione del ritiro di Air France è stato il fermo no dei sindacati sulla riduzione del personale. Per noi forse sarebbe stato meglio lasciare a questo governo la 'patata bollente', ma riteniamo che l'interesse nazionale richieda che si mantenga una compagnia di bandiera”. Giulia Fossati.

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[FIRMA]RAFFAELLO MASCI ROMA Come vanno le cose? La situazione qui è come quella del (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

[FIRMA]RAFFAELLO MASCI ROMA "Come vanno le cose? La situazione qui è come quella del tempo: scrosci di pioggia improvvisi, sprazzi di sereno che durano poco, nuvole all'orizzonte e previsioni che non lasciano sperare niente di buono". Gli altri, seduti intorno a un tavolo del bar al primo piano dello scalo B, annuiscono e sorridono per l'efficace sintesi che ha fatto Stefania, giovane hostess romana, che parla lentamente e con un velo di malinconia, mentre osserva cirrocumuli bruni e minacciosi sopra il cielo di Fiumicino. L'atmosfera, tra i dipendenti Alitalia nel maggiore scalo nazionale, è cupa. La sfiducia, le perplessità, i timori per il peggio, aleggiano in tutti i capannelli durante le brevi pause del cambio di turno. "Dopo anni di precariato - racconta con accento milanese Marco, assistente di volo - l'essere entrato in Alitalia era per me un punto di arrivo. Ho una famiglia, due bambini piccoli e, francamente, non so più che cosa aspettarmi. Adesso, veramente, mi sento più precario di un gatto in tangenziale, come si dice a Milano". Gli altri ridono per la battuta, ma l'umore è pessimo. Silvia - single trentenne addetta al desk - ribadisce il concetto: "Io - racconta - sono di quelle che hanno manifestato a favore di Air France. Non sono un'esperta, non voglio entrare nei dettagli tecnici dell'offerta. Dico solo che quella era l'unica proposta vera e praticabile, e che ora non c'è più", qualcuno le fa notare che il pacchetto d'Oltralpe prevedeva anche un alto tributo di lacrime e sangue sotto forma di licenziamenti, ma Silvia replica con sicurezza che "c'erano già delle trattative sindacali in corso per evitare che qualcuno finisse sul lastrico: prepensionamenti, scivoli, cose del genere". Il risultato, aggiunge Anna Maria - anche lei addetta ai servizi di terra e anche lei precaria di lungo corso, e che ha condiviso le posizioni di Silvia - è che "ci ritroviamo senza una prospettiva certa: non posso programmare niente, nemmeno le vacanze di quest'estate, perché non so se ci arriverò come lavoratrice e se avrò i soldi. Io - conclude con una punta di angoscia - sono settimane che non dormo". Facciamo notare a questo drappello dello sconforto, che il governo ha deciso di accordare il prestito ponte dando così finalmente respiro a questo calvario infinito. Tuttavia Marina, "assistente di volo con molti anni di servizio" (come si definisce) scuote la testa: "Ma andiamo! Quale prestito ponte. Alitalia è un grande malato e questi si presentano con i pannicelli caldi. E' solo un espediente per ritardare un destino che per noi è ormai segnato: la compagnia va a rotoli, e noi con lei". Un gruppo di ragazze nell'elegante divisa Alitalia scelgono libri dentro il bookshop dello scalo B, e anche loro vivono l'uscita di scena di Air France come l'estrema chance sfumata: "Si sono riempiti la bocca di tutela dei lavoratori - spiega Loredana, mentre sfoglia un best seller - ma chi ci ha veramente ascoltato? La nostra adesione alla proposta dei francesi è stata travolta da volontà politiche ... non mi faccia dire di più". Mauro, "un pilota ormai vicino alla pensione", esprime tutto lo sfinimento di una categoria un tempo considerata privilegiata e perfino viziata: "Qualunque cosa vogliano decidere, la decidano subito. L'unica situazione veramente insopportabile è questo stillicidio che ci porterà al commissariamento prima e alla catastrofe definitiva poi. Personalmente potrei salvarmi, perché ho un'età, ma che amarezza vedere la compagnia di bandiera finire così!".

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Sicurezza, Malpensa ed Expo: la Moratti bussa a Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 97 del 2008-04-23 pagina 2 Sicurezza, Malpensa ed Expo: la Moratti bussa a Berlusconi di Giannino della Frattina Il primo cittadino sul caso Alitalia: "La compagnia deve lasciare le mani libere sui voli". Oggi incontro con il futuro premier (...) Si parlerà molto di sicurezza dopo che Berlusconi ha promesso che tra i primi atti del nuovo esecutivo ci sarà l'approvazione del "pacchetto" nato proprio a Milano. Segno che si volta pagina dopo parole e omissioni del governo di centrosinistra. "L'emergenza rom che nel settembre 2006 è stata dichiarata e firmata dal ministro Amato - ha ricordato ieri la Moratti a margine dell'International Energy Forum di Roma - prevedeva un commissario straordinario". Che però "a Milano non si è ancora materializzato". Non ancora sopita anche la polemica con l'ex primo cittadino di Roma ed ex candidato premier. "Non ho criticato il sindaco Walter Veltroni - aggiunge -, ho criticato una posizione del sindaco che in un certo giorno, il 20 marzo, diceva una cosa e che poi, poche settimane dopo, diceva tutto il contrario". E, visto che c'è, risponde anche a chi le rimprovera l'assenza venerdì prossimo alle celebrazioni per il 25 Aprile. "Io sono stata presente non solo da candidata, ma anche da sindaco - ricorda -. Quest'anno non posso. Ma la giunta sarà rappresentata". Al secondo punto dell'agenda da presentare oggi a Berlusconi ci sono la vicenda Alitalia e il conseguente rischio di smantellamento per Malpensa. "L'auspicio non era e non è certamente quello di un fallimento della trattativa - sottolinea il sindaco -, ma al contrario di poter portare al termine un accordo senza pregiudicare un patrimonio del Paese come è Malpensa. Ho sempre voluto separare i due problemi. Qualsiasi soluzione presa per Alitalia sarà positiva e non può che essere vista in modo positivo. Diverso è il tema di Malpensa che va inquadrato nuovamente in una politica che non attiene ad Alitalia, ma alla sovranità del governo italiano che deve stabilire la propria politica del trasporto sia passeggeri che merci". In particolare, osserva la Moratti, in modo da "poter negoziare accordi bilaterali lasciando quindi che Malpensa possa continuare il suo sviluppo". Per quanto riguarda l'ipotesi di trasferire i voli nazionali a Linate e quelli internazionali nello scalo varesino, il sindaco passa la palla. "Credo - spiega - che in questo momento sia opportuno che siano gli interlocutori di Air France e di Alitalia a studiare le prossime mosse. Non andiamo a complicare le cose: le proposte vanno fatte nelle sedi opportune e se saremo chiamati diremo quali sono le nostre idee". Comunque, sottolinea ancora, "abbiamo sempre detto che eravamo disponibili a una riconfigurazione di Linate da sempre". Il governo lo sa. "La riconfigurazione di Linate passa anche per una decisione europea e non può essere solo il governo a deciderlo. È una materia complicata, ma la risposta è che noi ci eravamo dichiarati disponibili". Terzo tema l'Expo. Alimentazione, ambiente, energia e sviluppo sostenibile in vista dell'Expo universale del 2015 che "può essere un modello e un motore propulsivo per l'integrazione delle politiche su questi temi, un progetto al servizio di ogni Paese per lo sviluppo sostenibile e il futuro del pianeta". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Ma l'Ue vuole vederci chiaro (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-04-2008)

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Primo Piano Pagina 103 La Commissione europea: "Niente finanziamento senza la notifica" Ma l'Ue vuole vederci chiaro La Commissione europea: "Niente finanziamento senza la notifica" --> BRUXELLES Su Alitalia la palla passa ora nelle mani di Bruxelles. La Commissione Ue prende atto del prestito concesso dal Consiglio dei ministri, ma per ora non commenta un provvedimento che non conosce nei particolari. Invita però il governo italiano a "notificare subito, il più presto possibile" la misura: naturalmente prima che venga erogato l'aiuto. Un primo verdetto della Commissione Ue potrebbe arrivare già oggi. Si tratterà di vedere nel dettaglio - spiegano fonti della Commissione - se il prestito ad Alitalia viene concesso realmente a condizioni di mercato e a quali tassi di interesse. Il Governo dovrà quindi convincere l'esecutivo europeo che si è comportato come un normale investitore privato, che detenendo una parte delle azioni di Alitalia ha deciso di mettere sul piatto 300 milioni di euro per traghettare la compagnia aerea verso una futura vendita. Un prestito che non venisse incontro a questi requisiti sarebbe considerato un aiuto di Stato illegale. E a poco servirebbero le motivazioni di ordine pubblico addotte dal governo italiano giustifica il prestito d'emergenza. "Alitalia - ha ricordato in mattinata Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai trasporti, Jacques Barrot - ha già ricevuto aiuti di Stato in base al principio "one time-last time" nel 2001. Dunque non può più chiedere aiuti fino al 2011". Questo vuol dire che "tutte le relazioni finanziarie dello Stato con la compagnia devono essere basate sul principio dell'investitore privato. E la Commissione - ha aggiunto il portavoce - deve essere sicura che le regole sulla concorrenza siano rispettate". Nessuna decisione, ha sottolineato Cercone, può essere attuata senza essere notificata alla Commissione europea: "E se un provvedimento di aiuti ad Alitalia non venisse notificato, qualunque compagnia aerea concorrente potrebbe fare ricorso ad un tribunale nazionale che a sua volta potrebbe chiedere l'immediato congelamento o il rimborso dell'aiuto". Per altro il dossier Alitalia potrebbe finire fra poco sul tavolo di un commissario europeo italiano: il presidente dell'esecutivo europeo, Josè Manuel Barroso, ha deciso che quando Frattini si dimetterà dalla Commissione per entrare nel governo Berlusconi il suo portafoglio giustizia, libertà e sicurezza sarà affidato a Barrot, mentre il successore italiano andrà ai Trasporti.

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Il Pd teme di perdere anche Roma (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 Veltroni e Rutelli alzano i toni della campagna elettorale e mettono in soffitta il fair-play Il Pd teme di perdere anche Roma Veltroni e Rutelli alzano i toni della campagna elettorale e mettono in soffitta il fair-play --> ROMA Walter Veltroni ed il gotha del Pd alzano i toni nella battaglia per il ballottaggio nella capitale e vanno all'attacco su tutto, da Alitalia al flop della legge Bossi-Fini. L'obiettivo è convincere al voto quell'8-10% di indecisi del centrosinistra, unico modo per conservare la roccaforte Roma e per non innescare motivi di tensione nel partito. Lo sforzo per Roma spiega la sordina ai contatti in corso per definire gli assetti del Pd e se, per quanto riguarda i capigruppo, l'orientamento del leader democratico sarebbe di riconfermare Antonello Soro e Anna Finocchiaro fino al congresso del 2009, per la presidenza del Pd Goffredo Bettini sarebbe andato da ambasciatore nei giorni scorsi da Franco Marini per sondarne la disponibilità. Con il passare dei giorni, cresce al vertice del Pd il timore che il "vento di destra", che ha portato alla vittoria netta del Pdl e della Lega alle politiche, arrivi fino a Roma. Ed è in periferia che tutto lo stato maggiore dei democratici ha programmato gli ultimi giorni di campagna elettorale con una strategia che mette in soffitta il fair play. "Rutelli è un grande sindaco e lui non ha scheletri nell'armadio, nel suo passato politico non ha mai partecipato a fatti di violenza e non è mai stato con chi la giustificava", attacca il segretario del Pd che sulla sicurezza contrattacca per denunciare "la demagogia" del centrodestra "mentre l'ingresso di clandestini è dovuto alla legge Bossi-Fini". Ma, dietro il timore per il risultato elettorale, la preoccupazione è che una sconfitta a Roma possa far venire fuori mal di pancia in sonno tra i democratici. E rendere complicato un equilibrio, ancora da costruire, tra le varie anime del partito all'indomani dell'esito elettorale. Anime che non per forza fanno riferimento alle vecchie appartenenze se, come si apprende, ieri ci sarebbe stato un incontro tra i capigruppo di Camera e Senato Soro e Finocchiaro, che puntano ad una riconferma nonostante il campo, soprattutto tra gli ex Ds, sia affollato da personaggi del calibro di Piero Fassino e Pierluigi Bersani. Veltroni ascolta tutti e, al momento, sembrerebbe orientato a mantenere lo status quo fino al congresso del 2009. Ieri il segretario dei democratici ha visto a Palazzo Chigi il premier dimissionario Romano Prodi anche se le incomprensioni per i tempi dell'annuncio dell'addio del Professore alla presidenza del Pd sarebbero già state superate al telefono nei giorni scorsi. E dal loft sarebbe partito, a quanto si apprende, il pressing per portare il presidente del Senato Franco Marini alla presidenza: Bettini avrebbe portato, venerdì scorso, l'ambasciata veltroniana all'ex capo del Ppi, che starebbe riflettendo sull'incarico. I tempi saranno abbastanza stretti: entro maggio si dovrebbe riunire l'Assemblea Costituente per eleggere il nuovo presidente; mentre il governo ombra dovrebbe prendere corpo subito dopo quello vero, a metà del mese prossimo.

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Segue conversazione con il segretario cisl (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 23-04-2008)

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Segue conversazione con il segretario cisl Bonanni rivendica i suoi sì e volta pagina "Bravo Tremonti, ha cominciato bene" (segue dalla prima pagina) Le zitelle non portano i libri in tribunale per fallimento. Anche questo è un altro capolavoro del governo. Innanzitutto qualcuno mi deve spiegare perché quando la Cisl denunciava che i conti di Alitalia stavano andando a rotoli, ed era ancora amministratore delegato Giancarlo Cimoli, nessuno mostrò tanta solerzia nell'occuparsi dell'azienda. A un certo punto, invece, al ministero del Tesoro è iniziato il conto alla rovescia: Alitalia fallisce domani, tra due ore, è già fallita. Mi piacerebbe sapere i danni che questa campagna ha prodotto all'azienda in termini di prenotazioni perse sul mercato delle vacanze estive. A un certo punto è sembrato che la Cisl vedesse di buon occhio la cordata italiana annunciata da Silvio Berlusconi. Ma quale cordata? Il dramma di Alitalia è che la trattativa è caduta in campagna elettorale. Centrosinistra e centrodestra hanno pensato solo a cavalcare la vicenda, col risultato che il sindacato - l'unico che si è preoccupato di valutare il merito - si è preso tutte le colpe. L'italianità, poi, non c'entra niente. Se imprenditori italiani si faranno avanti, sicuramente dovranno prevedere una solida partnership internazionale. Noi siamo pronti a valutare nuove soluzioni. Il prestito ponte ad Alitalia varato ieri dal Consiglio dei ministri, oltre a costare caro al contribuente, potrebbe incontrare il no della Ue. L'Ue ha pazientato con gli spagnoli e per molte altre situazioni; pazienterà anche per l'Italia e per l'Alitalia". Luca Cordero di Montezemolo dice che ormai siete diventati i professionisti del veto. Certe critiche meriterebbero pulpiti migliori. Questa dichiarazione me la spiego solo come un raptus. Una affermazione generica, che fa di tutta l'erba un fascio e mortifica il lavoro, la fatica e la responsabilità che abbiamo di rappresentare milioni di lavoratori. Io sfido Montezemolo a dire che la Cisl ha sempre detto no. C'era lui a prendersi gli insulti dei no Tav in Val di Susa? No, c'ero io. C'era Confindustria a manifestare per le centrali a carbone pulito a Civitavecchia? No, c'era la Cisl. E abbiamo manifestato anche a favore dei rigassificatori. Siamo favorevoli al ponte sullo stretto, abbiamo difeso le leggi Biagi e Treu, facendo da frangiflutti contro un'opposizione fortissima. Anche sul pubblico impiego, noi abbiamo fatto il memorandum sui fannulloni e siamo d'accordo a legare gli aumenti salariali al merito e alla produttività. Però il tavolo sulla modifica del sistema contrattuale è saltato. La Cisl ha lavorato fino all'ultimo per arrivare a una soluzione a quel tavolo. Ma Montezemolo si è accorto che centrosinistra e centrodestra sono finalmente d'accordo sulla detassazione degli straordinari? Per me arrivare a questo grado di consenso su una proposta simile è stata una gioia non misurabile, perché sono dieci anni che la mia organizzazione lo va ripetendo e lo diceva anche quando altrove era considerata una bestemmia. E lui che fa? Invece di collaborare a ottenere il risultato si mette a fare polemica sui giornali amici, che ospitano volentieri ogni suo respiro. Come si permette Montezemolo di dare certi giudizi? Pensa che si stia preparando a scendere in politica? Non lo so. Forse oggi si rammarica di aver ospitato nei suoi salotti gente che magari oggi invece non gli piace più. Io nel salotto di Montezemolo non ci sono mai stato. Sarà che sono uno di campagna e i discorsi che si fanno in certi ambienti mi risultano fumosi, difficili da capire. Che c'entrano i salotti? Montezemolo se l'è presa con la Cgil. Non mi riferisco ad altri sindacati. Parlo di gente che ha problemi a ricordare quali erano le sue posizioni su contratti, pensioni, detassazione, nucleare quando quelle della Cisl erano già chiarissime. Ce l'ho con quelli che hanno passato mezza vita a cercare di convincermi che era giusto essere marxisti e l'altra metà a spiegarmi quant'è bello il liberismo. Chiaro: nel Pd l'unico a parlare in vostra difesa è stato l'ex sindacalista Franco Marini. Ci ha difeso la Lega e poi Matteoli di An, che ha detto che su Alitalia non solo abbiamo fatto il nostro mestiere, ma il nostro dovere. An che vi difende, la Lega che bacchetta Montezemolo, Tremonti che vi invita al tavolo del governo. S'è rovesciato il mondo? Mi verrebbe da pensare che forse c'è qualcosa di vero quando si dice che ormai il mondo del lavoro vota prevalentemente per il centrodestra e che quindi il centrodestra se ne fa carico. Ma lasciamo stare. Questa è meglio non scriverla. Dunque accetta l'invito a collaborare di Tremonti? Senz'altro. Si è insediato un governo con una maggioranza molto solida. Ma il paese ha bisogno del clima giusto per uscire dalla situazione in cui è. Valuto molto positivamente le parole di Tremonti, che chiamano tutta la classe dirigente del paese a responsabilizzarsi. La Cisl è pronta a collaborare. Ci sono cento aeroporti in Italia. Cento porti. Chi va a dire che sono troppi? E ancora, centinaia di università e ospedali generici, senza specializzazione, che costano uno sproposito e non offrono un servizio adeguato. C'è bisogno di qualcuno che possa affrontare questi nodi parlando in nome dell'interesse nazionale. E la Cgil? Lei ha difeso il suo sindacato dicendo che non è giusto fare di tutta l'erba un fascio. Anche Guglielmo Epifani ha aperto credito al ministro dell'Economia in pectore, però ha chiuso subito la porta sul taglio dell'Ici. L'erba fuori dal fascio è la Cgil? Questo non lo voglio nemmeno pensare. Posso solo dire che sull'Ici abbiamo un'altra posizione. A noi interessa solo che non si faccia il gioco delle tre carte, che si taglia l'Ici e poi magari si lascia che i comuni recuperino i soldi alzando le addizionali comunali. Sarebbe una presa in giro. Ma c'è il rischio di una nuova spaccatura nel sindacato come ai tempi dell'ultimo governo di centrodestra, quando la Cisl firmò il Patto per la Italia e la Cgil di Cofferati si sfilò? Mi auguro di no. Il sindacato non deve commettere l'errore di sentirsi in un ruolo di opposizione. Adesso occorre ricreare un clima da anni Sessanta, creare l'unità necessaria per bloccare la deriva del paese". Oggi la sinistra, quella riformista e quella radicale, si interroga sul rapporto perso con una parte del mondo del lavoro. Non è che presto toccherà anche al sindacato fare una riflessione simile? Non credo. Noi rappresentiamo milioni di persone, di destra, di sinistra e di centro. Diffido quando uno come Montezemolo dice che lui capisce gli operai meglio di noi. Anzi, se sono di buon umore mi metto a ridere. E poi una cosa simile l'aveva già detta Berlusconi, il presidente operaio, e andò come andò. Stefano Cappellini 23/04/2008.

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Alitalia 1 ultimo atto di prodi: attacca i sindacati per la fuga di air france (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 23-04-2008)
Pubblicato anche in: (Riformista, Il)

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Alitalia 1 ultimo atto di prodi: attacca i sindacati per la fuga di air france Per il Cavaliere e Police cento milioni erano pochi Sì del governo al prestito di trecento milioni per accontentare il futuro premier e il neopresidente (che però già rischia il posto) Il prestito generoso da 300 milioni di euro ad Alitalia approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri è l'ultimo atto del governo Prodi prima del sipario e consegna ogni ulteriore decisione sui destini della compagnia di bandiera al nuovo esecutivo targato Berlusconi. Al termine della riunione, il presidente del Consiglio dimissionario non ha avuto remore ad additare i principali responsabili del fallimento delle trattative con AirFrance-Klm: il suo successore in pectore e i sindacati. "Le eccessive interferenze politiche che si sono verificate nel corso della campagna elettorale e le numerose difficoltà opposte dai sindacati" hanno determinato il ritiro del vettore franco-olandese dalla trattativa, ha scandito il Prof. Tuttavia, Prodi ha precisato che lo scarto tra la somma iniziale prevista dal provvedimento, ovvero 100 milioni di euro, e i 300 stanziati alla fine, sono il frutto di una richiesta esplicita del Cav. Ma a quanto si apprende, sarebbe stato l'attuale presidente di Alitalia, Aristide Police, a ispirare il sostanzioso incremento del prestito: con soli 100 milioni di euro avrebbe chiesto comunque, vista la gravissima situazione finanziaria di Alitalia, il commissariamento. Il provvedimento eroga queste somme a condizioni di mercato e con un termine per la restituzione fissato al 31 dicembre. I 300 milioni verranno cioè restituiti con gli interessi e senza agevolazioni di alcun tipo: un modo per tentare di scongiurare la censura della Commissione europea sugli aiuti di Stato. Non si tratta quindi del prestito-ponte ad Alitalia evocato spesso nei mesi scorsi: un finanziamento del genere avrebbe potuto ricevere il via libera di Bruxelles soltanto con la sigla di un accordo-quadro, cioè con la prospettiva concreta di un'intesa con qualcuno intenzionato a ricapitalizzarla immediatamente e in grado dunque di restituire il prestito. Questa prospettiva esisteva a metà marzo, con AirFrance-Klm, ma la rottura del tavolo con i sindacati l'ha fatta tramontare per sempre. Quello concesso ieri è sempre un finanziamento dello Stato, per l'esattezza, come ha precisato il ministro dell'Economia Padoa-Schioppa, del ministero dello Sviluppo, ma verrà restituito con gli interessi. E dopo l'uscita di scena definitiva dei franco-olandesi, il decreto giustifica il finanziamento con la necessità di "garantire la continuità del servizio pubblico", cioè per "ragioni di ordine pubblico e di continuità territoriale". Le risorse hanno insomma lo scopo di passare la palla a Berlusconi, di assicurare la sopravvivenza per qualche settimana, sostanzialmente finché non emergeranno eventuali nuovi scenari di privatizzazione o fino alla presa di posizione netta del nuovo governo sul destino della compagnia di bandiera. Sia che si tratti delle ancora fantomatiche cordate sia che si riaffaccino sul campo vecchi pretendenti come Lufthansa o nuovi player come Aeroflot. Dopo il coup de theatre di AirFrance di lunedì sera, l'ipotesi più realistica sembrava infatti il commissariamento, a causa delle fortissime difficoltà finanziarie di Alitalia, ormai con una liquidità agli sgoccioli e con un'emorragia di perdite che sfiora ogni giorno il milione di euro. Il governo uscente ha voluto evitare quest'ipotesi. Il ministro uscente dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, ha avuto al solito parole illuminanti sul prevedibile futuro a breve dell'azienda guidata da Aristide Police: "ogni scalino che si fa verso l'emergenza possono aumentare gli interessati, ma peggiorare le proposte". E "la nuova fase avrà problemi maggiori di quelli vissuti finora, soprattutto per i lavoratori". Ma il "grande tessitore" delle ultime settimane di convulse trattative con AirFrance è in realtà il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta, che ha lavorato anche ieri sin da un vertice mattutino con Prodi, Padoa-Schioppa e Bianchi al dossier, mantenendo soprattutto un filo costante con lo zio, Gianni. Obiettivo: incassare l'approvazione al prestito anche dal nuovo esecutivo, che dovrà convertirlo in legge. E lì ha incontrato il primo ostacolo: la maggioranza non è affatto compatta sul destino di Alitalia. Mentre il Pdl ritiene indispensabile il prestito per consentire evidentemente a Berlusconi di mettere in piedi una nuova ipotesi di salvataggio per la compagnia di bandiera, la Lega sembra preferire, raccontavano ieri fonti ben informate, il commissariamento. I motivi si ricavano chiaramente da una dichiarazione mattutina del capogruppo uscente della Lega alla Camera, Roberto Maroni: "Malpensa se la caverà qualunque sarà la sorte di Alitalia, perché attira traffico". Per il Carroccio il ritiro del vettore franco-olandese ha una conseguenza immediata e benefica: libera gli slot dell'aeroporto varesino su cui la compagnia transalpina aveva un diritto di prelazione. Il resto sembra contare poco o niente, per il partito di Bossi. Né le disastrose conseguenze sul piano occupazionale, né la mancanza di una qualsiasi prospettiva industriale per la compagnia di bandiera. Infine, c'è la questione dei vertici di Alitalia. Ieri si inseguivano voci su un possibile affidamento della guida della compagnia di bandiera a Maurizio Basile, ex amministratore delegato di Aeroporti di Roma. E ieri sera, a Porta a Porta, Gianfranco Fini sembrava confermare questi rumours: "dopo il prestito ponte che sarà una boccata d'aria per tre mesi vedremo se Air France farà una nuova proposta, se ci sarà una cordata italiana o Lufthansa. Poi occorre stabilire un vertice per Alitalia perché non può rimanere acefala". Fonti vicine al dossier raccontano che l'attuale presidente, Police, nutrirebbe forti timori per le conseguenze penali che rischierebbe se prolungasse per troppo tempo l'agonia di Alitalia. Ma oltre alla scarsa disponibilità a rischiare in prima persona per traghettare Alitalia verso lidi ancora sconosciuti, Police è considerato uomo vicino a Bersani. Per il nascente governo, ben due motivi per sostituirlo, ora che si apre la fase più complicata. 23/04/2008.

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Berlusconi: "Il no di Air France per il veto dei sindacati. Ci saranno dolorose riduzioni del personale" (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 23-04-2008)

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Stampa alitalia Berlusconi: "Il no di Air France per il veto dei sindacati. Ci saranno dolorose riduzioni del personale" "La prima motivazione del no di Air France è stato il veto posto dai sindacati". Lo ha detto il leader del Pdl e premier in pectore Silvio Berlusconi, ai microfoni di Nuova Spazio Radio. "Da un lato il governo non ha accettato le condizioni imperative poste da Air France - ha sottolineato Berlusconi -, tra cui il prezzo che non era ritenuto congruo e il fatto che si dovesse rinunciare al trasporto delle merci, ma la prima motivazione del ritiro di Air France è stato il fermo no dei sindacati sulla riduzione del personale. Per noi forse sarebbe stato meglio lasciare a questo governo la 'patata bollente', ma riteniamo che l'interesse nazionale richieda che si mantenga una compagnia di bandiera". "Il governo ha dato i mezzi alla compagnia per sopravvivere per i prossimi mesi - ha aggiunto -, che saranno impiegati da una compagine di imprenditori italiani, banche e compagnie aeree, per guardare i conti di Alitalia. Dopo la due diligence di 3-4-5 settimane, questa compagine dovrà presentare un'offerta impegnativa, che comporterà dolorosi tagli di personale, e ci saranno meccanismi di assistenza da parte dello Stato per chi perderà il lavoro. L'obiettivo è portare la compagnia a chiudere i bilanci positivamente". La gestione di Alitalia da parte dei possibili nuovi acquirenti "passerà attraverso delle dolorose riduzioni del personale, che tuttavia potrà contare sui mezzi che lo Stato ha per una debita assistenza a chi non avesse più il lavoro in Alitalia". Lo afferma Silvio Berlusconi a 'Nuova Spazio Radiò ed a 'Radio Radiò, Berlusconi ha definito come "giusta" la preoccupazione per i tagli di personale, "perchè una compagnia che perde così tanto e che si trova nelle condizioni di Alitalia non può continuare a perdere e quindi tutti dovranno metterci buon senso per arrivare una ristrutturazione della compagnia che possa salvaguardare il numero maggiore possibile di dipendenti, ma che dovrà operare anche delle scelte. E ci sarà gente che dovrà trovarsi un altro lavoro. Non c'è nessuno, dico nessuno, che possa garantire che il numero dei dipendenti attuale rimanga lo stesso di adesso", ha concluso.

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Alitalia, Malpensa e il radicamento sul territorio padano (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 23-04-2008)

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Oggi è Mer, 23 Apr 2008 Edizione 79 del 23-04-2008 Strettamente confidenziale Alitalia, Malpensa e il radicamento sul territorio padano di Hush Hush Dunque, e alla fine, Cirilo Spinetta "se n'è ghiuto e tutti soli c'ha lassato". Così alla corte di Re Silvio mi dicono che l'ottimo Fabrizio Cicchitto, memore di giovanil formazione politica, abbia commentato, alla maniera del Migliore,l a decisione di Air France di lasciar perdere l'acquisto di Alitalia. Si tira un sospiro di sollievo, del tutto identico a quello che si fa dal dottore quando ti visita i polmoni, non solo a Parigi ma anche ad Amsterdam, dove gli olandesi di Klm, pur essendo dipendenti di Cirillo Spinetta, vedevano l'accordo con la compagnia italiana più del fumo negli occhi, anche perché è stato proprio il fallimento a suo tempo della trattativa italo olandese e dei soldi che toccò sborsare ad Amsterdam, se Klm divenne di proprietà d'Oltralpe. Senza stare a fare tanto lunga sui numeri ora alla Magliana resta solo la speranza che davvero Re Silvio convinca Zar Vlad a fare il matrimonio italo russo: perché di soldi degli imprenditori dell'italica cordata all'orizzonte non se ne vedono, ed uno che per Berlusconi non è certo un viandante come Ennio Doris ha detto ieri alla convention di Banca Mediolanum che i soldi in Alitalia deve metterli gente del settore, e arrivederci Roma. Per il Nord Italia, trionfatore alla elezioni, ed in particolare per Milano e la Padania che gravita verso ovest tuttavia le cose non potrebbero essere messe meglio. Avendo genialmente staccato da tempo insospettabile i destini di Malpensa da quelli dell'Alitalia, la Lega di Umberto Bossi e il presidente leghista della Sea, la società comunale che gestisce sia Malpensa che Linate, ossia l'avvocato Bonomi, possono ora guardare al futuro con molta più serenità. Perché che arrivino i russi o i rossi, una volta insediato a Palazzo Chigi, Silvio Berlusconi dovrà occuparsi del dossier Malpensa in una sola maniera, perché è così che pretende la Lega: facendo mollare gli slot che l'Alitalia si è portata a Fiumicino e rinegoziando i diritti bilaterali fra l'Italia ed un buon numero di stati, dall'Estremo Oriente alla Penisola Arabica che sono in fila per i voli diretti da e per Malpensa, soprattutto in vista dell'Expo del 2015, che dal punto di vista del business è già cominciato e difficilmente si può immaginare che si farà "in carrozza a cavallo e terza fumatori". Eh sì, bravo Bonomi e bravo Bossi: hanno capito come si difende il radicamento in un territorio,senza tante palle e senza fisime da "professori d'orchestra". Così hanno stretto Berlusconi prima del voto, hanno vinto nel voto, e ora non gli danno via d'uscita, su Malpensa e sulla Lombardia.

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All'altare con la triplice (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 23-04-2008)

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Oggi è Mer, 23 Apr 2008 Edizione 79 del 23-04-2008 SILVIO BERLUSCONI Punta a conquistare i sindacati per non avere troppi problemi ROBERTO CALDEROLI L'obiettivo della Lega adesso è fidelizzare il voto dei lavoratori All'altare con la triplice La prima apertura nei suoi confronti è stata sul caso Alitalia, con Angeletti che ha appoggiato la sua cordata italiana di Francesco Blasilli Le larghe intese non si faranno. Troppo divario tra Berlusconi e Veltroni. Non per questo, però, il Cavaliere sembra voglia rinunciare alla concertazione. Alla concertazione a modo suo, s'intende: io faccio, voi non rompete. Un sospetto, allora, avanza subdolo e nascosto: l'intesa c'è stata, tra Berlusconi e i sindacati. Un matrimonio di convenienza, sia chiaro, ma che intanto sembra aver messo un granello di sabbia in quel meccanismo perfetto composto dall'asse lavoratori-sinistra. Di convenienza, ma anche di delusione, per tante promesse non mantenute. Il sospetto è arrivato un mese fa, in piena campagna elettorale, quando Berlusconi si è messo a sbandierare la fantomatica "cordata" tricolore per l'acquisto di Alitalia ed è accaduto un fatto storico: i sindacati hanno dato, per la prima volta, ragione al Cavaliere. Con la compagnia di bandiera in mano ad Air France, infatti, tanti lavoratori sarebbero andati a casa ed allora sono bastate le vaghe alternative provenienti da Arcore a far pendere l'ago della bilancia di Cigl, Cisl e Uil. Anche perché i sindacati avevano in corpo il livore accumulato in due anni di governo Prodi, un livore dovuto al fatto che i loro referenti politici non li avevano rappresentati a dovere. Insomma, con la sinistra radicale al potere, Bonanni, Angeletti e compagnia bella si aspettavano un lauto banchetto ed invece si sono dovuti accontentare delle briciole. Stessa delusione di tutti quei compagnucci che pensavano di trasformare l'Italia in una enorme piazza per i loro girotondi. Stare all'opposizione è un conto, stare al potere un altro. Per questo con Bertinotti presidente della Camera (tanto per citare un episodio singolo) si è chiuso il ciclo storico della sinistra che è stata così costretta, dalla volontà popolare, a ripartire da zero (parlamentari). Inevitabile, allora, che il sindacato debba cercare intraprendere altre strade. Altre strade perché la sinistra non conta più niente. Altre strade perché gli iscritti hanno già iniziato la fuga verso la Lega e dunque bisogna inseguirli. Altre strade perché Berlusconi può dare qualcosa in cambio. Che ci sia un flirt in atto lo dimostra il fatto che adesso che della "cordata italiana" del Cavaliere non v'è traccia, nessuno ha alzato la voce. D'altronde, in fondo, ai sindacati non interessa nulla di che nazionalità sia il padrone di Alitalia; anzi, per loro il massimo sarebbe mantenere inalterato lo status quo. Certo, la situazione è scandalosa con personale sottoutilizzato e a volte addirittura inutile, ma così non ci sarebbero tagli. Fosse per loro, dunque, si potrebbe tirare a campare in eterno con i prestiti ponte del governo. L'unico problema sarebbe il fallimento, a meno che il Cavaliere non li convinca che è la soluzione migliore con un piano di reintegri tale da far uscire "pulite" le sigle sindacali. Se è naturale che i sindacati cerchino nuove strade, bisogna capire perché Berlusconi ha aperto (se non addirittura spalancato) i cancelli che portano ad Arcore. La risposta sta nelle parole di Montezemolo, che recentemente ha definito i sindacati "professionisti del veto". Insomma, come hanno rotto le scatole a Prodi, figuriamoci quanto potrebbero farlo a Berlusconi. Anche perché senza l'Udc come alleato e senza i lavoratori in strada, il Cavaliere potrebbe dirigersi ad ampie falcate verso i suoi traguardi. Per questo, sanno che dalle parti di Arcore possono essere molto più generosi che in passato e addirittura di manica più larga rispetto ai fraterni amici comunisti. C'è poi un altro dato di fatto che ha portato alla frattura tra la sinistra e i sindacati: nel momento in cui Confindustria, cioè i padroni, va con Veltroni, i lavoratori, in modo del tutto naturale, si spostano sul lato opposto. Se Berlusconi, comunque, guarda al mondo del lavoro con indulgenza per avere con loro un confronto/contrasto morbido, c'è anche chi guarda al fenomeno sindacale in termini elettorali. Stiamo parlando della Lega, che dopo il grande risultato elettorale, deve fidelizzare quei lavoratori che hanno votato il carroccio dopo aver passato la loro vita a marciare con il pugno chiuso. Non a caso, Calderoli in una intervista al Corriere esorta Epifani "ad accettare le gabbie salariali" e soprattutto, facendo riferimento ad un voto "che ha sovvertito i canoni della politica", li invita "a tornare alla loro ragione sociale" smettendo "di fare politica". Insomma, una sorta di monito leghista: come è stata distrutta la sinistra, lo stesso può avvenire per i sindacati. Ecco perché, in un mondo pieno di matrimoni di convenienza, non c'è da stupirsi se Epifani presto si recherà all'altare con Silvio. Calderoli, naturalmente, porterà le fedi.

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La novità dei sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 23-04-2008)

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Oggi è Mer, 23 Apr 2008 Edizione 79 del 23-04-2008 Il 25 aprile La novità dei sindacati di Arturo Diaconale Il riflesso è quello pavloviano. La sinistra ha subito una sconfitta clamorosa. Ma ecco che giunge a proposito il 63° anniversario della Liberazione e scatta la solita mobilitazione contro il Pdl in nome della "democrazia a rischio" e dell"Italia in pericolo". Il film è già stato visto infinite volte. E sembra confermare le preoccupazioni di quanti temono che l'esclusione dal Parlamento spinga non solo la sinistra radicale ma anche quella riformista del Pd a giocare la carta dell'opposizione di piazza. A differenza del passato, però, questa volta la pellicola presenta una novità di rilievo. L'appello alla mobilitazione contro il "Cavaliere nero" parte dalle tradizionali organizzazioni combattentistiche partigiane. Ma non suscita particolari entusiasmi, con l'eccezione dei no-global e dei centri sociali, tra le grandi forze politiche e sociali della sinistra. Nessuno, ovviamente, si permette di respingere o ignorare l'appello lanciato in nome della religione dell'antifascismo. Il rispetto della liturgia codificata in anni ed anni di antifascismo militante impedisce a chiunque di uscire fuori dal coro. Ma il clima, come ha notato con nostalgia Alberto Asor Rosa evocando la grande levata di scudi antiberlusconiana del 25 aprile del '94, è completamente diverso da quello del passato. Il riflesso pavloviano non è cancellato. Di sicuro, però, è rallentato dalla consapevolezza crescente all'interno della sinistra raziocinante, riformista ma anche massimalista, che non è più possibile reagire alla sconfitta rifugiandosi nella liturgia e che non è più concepibile affrontare le novità politiche del tempo presente tornando per l'ennesima volta a rifugiarsi negli schematismi del passato. Questa consapevolezza riguarda il Partito Democratico, che se mai dovesse tornare a seguire fino in fondo il riflesso pavloviano del 25 aprile sconfesserebbe la ragione stessa della propria esistenza. Cioè la rottura con la sinistra radicale e con la tradizione forzista e terzinternazionalista dell'unità a sinistra. Tocca anche i dirigenti del Partito della Rifondazione Comunista che incominciano a comprendere come non sia più possibile pretendere di rispondere alle richieste concrete del proprio elettorato puntando solo sulla liturgia e la retorica resistenziale. Ma, prima e decisamente molto di più di Pd e sinistra antagonista, questa consapevolezza investe i sindacati che comprendono come l'intreccio tra la grande crisi economica e le prospettiva di un governo di legislatura del Pdl impedisca alle grandi confederazioni di arroccarsi su una posizione di opposizione intransigente fatta solo di conflitti sociali. Da questo punto di vista il prossimo 25 aprile introduce un finale completamente diverso al solito film. Quello che prevede non l'innalzamento delle barricate ma l'apertura del dialogo e del confronto con la nuova maggioranza per la soluzione dei problemi concreti che pesano sul paese. Il caso Alitalia anticipa e chiarisce il fenomeno. I sindacati sanno che solo il dialogo ed il confronto con il governo di Silvio Berlusconi può portare ad una soluzione della drammatica questione. E non si tirano indietro accogliendo di buon grado le sollecitazioni in questo senso che vengono loro rivolte dai massimi dirigenti del centro destra. Se il metodo va avanti e produce risultati anche la sinistra raziocinante dovrà mettersi sulla scia dei sindacati sul terreno delle riforme. E, forse, avremo sul serio una legislatura costituente.

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Lo sprint di Alemanno (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 23-04-2008)

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Oggi è Mer, 23 Apr 2008 Edizione 79 del 23-04-2008 Le donne mussulmane in rivolta contro il "braccialetto anti strupro" Lo sprint di Alemanno di Barbara Alessandrini Gli ultimi sondaggi ufficiosi confermano che i candidati al ballottaggio di Roma si stanno giocando le ore conclusive di campagna elettorale in un testa a testa che rende sempre meno scontato il mantenimento al Partito democratico del feudo romano. Il rispettivo atteggiamento tenuto ieri sera da Gianni Alemanno e Francesco Rutelli nella trasmissione Ballarò ha confermato il progressivo accorciarsi della distanza che separa il candidato del Pd dal suo avversario. Che, in questa manciata di tempo prima della chiamata alle urne, si sta lanciando in picchiata su ogni occasione che possa dargli dei margini di recupero mediatico prima ed elettorale subito dopo. Rutelli si è sfogato in difesa dei dipendenti a Fiumicino allarmati dopo il ritiro dell'offerta di Air France, e in polemica con le rivendicazioni della Lega di essersi messa di traverso alle trattative con Air France e gli olandesi. "Quello che sta succedendo ad Alitalia è un dramma - dice il candidato a sindaco di Roma del Pd - vorrei che si capisse che per noi a Roma Alitalia è come la Fiat per Torino". Ma Alemanno, durante un sopralluogo in una discarica abusiva nella riserva della Marcigliana in cui ha spiegato la ricetta del Pdl per fronteggiare l'elergenza rifiuti che presto colpirà anche la Capitale, ha scansato la trappola del ritiro di Air France dalle trattative sulla compagnia di bandiera e, approfittando dell'elogio rivoltogli dal sindaco di Milano Letizia Moratti, ha spostato l'attenzione sulle possibili e auspicabili future sinergie tra Roma e Milano, specie ora che il capoluogo lombardo ha vinto la battaglia dell'Expo. "Milano e Roma ? ha spiegato Alemanno ? dovrebbero lavorare in grande sintonia e concorrenza per creare un sistema Paese che riconosca Roma come Capitale". Oltretutto l'ostruzionismo leghista alle mire di Air France, messo in campo ad esclusiva difesa dello scalo di Malpensa, può aprire la strada a nuove soluzioni in grado di salvare sia Fiumicino, quindi l'interesse nazionale, che l'aeroporto lombardo. Roma, per ora, rimane il set di un film elettorale, un poliziesco d'azione dove anche ieri si sono susseguite operazioni di carabinieri e polizia contro rapinatori, ladri di cimiteri e borseggiatori. e svaligiatori di parcometri. E, mentre il candidato del Pdl, si recava ieri pomeriggio alla Moschea di Roma per un incontro non ufficiale, il provvedimento 'salva femmine' ideato da Rutelli, ha mandato su tutte le furie le donne marocchine che in massa, per bocca della presidentessa dell'Associazione Donne marocchine in Italia, la neodeputata del Pdl Souad Sbai, hanno rispedito l'idea al mittente. "La proposta di far indossare alle donne un braccialetto antistupro avanzata dal candidato sindaco per il Pd Francesco Rutelli - ha detto la Sbai - e' semplicemente vergognosa e sono indignata per le parole di Rutelli, che con la trovata del collarino tratta le donne alla stregua di animali". Seguirà, forse, una manifestazione pubblica, proposta dalla Sbai a tutte le donne, "affinché si oppongano con forza a questo annuncio indecente avanzato da Rutelli". Nonché un'azione alla Procura di Roma e l'idea di sottoporre il caso all'attenzione dell'Unione Europea. E se i vertici della comunità ebraica ieri hanno annunciato di non aver dato alcuna indicazione di voto per il ballottaggio, Alemanno ha comunque annunciato l'intenzione di "dotare la comunità ebraica di Ostia, una delle più popolose d'Italia, di una sinagoga". Un impegno che, ha detto " si affiancherà a quelli che abbiamo già assunto in stretta collaborazione con la comunità ebraica di Roma, come portare a termine il Museo dello Shoah, la riqualificazione del 'ghetto' e la ricerca di uno spazio per un nuovo cimitero". La corsa è quasi terminata e anche le ultime turbative calcistico-politiche che gravavano sul capo di Alemanno sembrano sciogliersi. Negli ambienti romanisti era girata la voce che Berlusconi fosse contrario alla vendita della Roma al finaniere americano George Soros. Ma Paolo Bonaiuti si è precipitato a smentire. Caso chiuso.

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Cercasi partner disperatamente (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 23-04-2008)

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Oggi è Mer, 23 Apr 2008 Edizione 79 del 23-04-2008 L'ADDIO DI AIR FRANCE E LE PROSPETTIVE PER ALITALIA Cercasi partner disperatamente di Alessandra Mieli Adesso il problema è come togliere le castagne dal fuoco. Il Governo uscente, si chiamerà fuori e mollerà al vincitore delle elezioni il dossier Alitalia. In che condizioni? Con un cannello di ossigeno appena sufficiente a mantenere la compagnia di bandiera in coma vigile. L'addio di Air France che ha gettato nella costernazione quanti speravano nella fatina buona d'oltralpe (che naturalmente tanto generosa non era) era, a nostro giudizio, un atto dovuto. Riassumiamo: Air France-Klm aveva presentato un'offerta che prevedeva un piano industriale di ridimensionamento. A cominciare dall'hub di Malpensa valutato come troppo oneroso in una fase di contrazione dei costi. A seguire il destino del flotta dei cargo e gli esuberi del settore manutenzione. Insomma tagliando e sfrondando tutto fino all'osso forse, secondo i manager francesi, ci si poteva cavare qualcosa di buono nel 2010. Il buono era ed è la tratta Roma ? Milano. Tutto il resto è un costo. Così ridisegnato il perimetro della compagnia di bandiera la faceva assomigliare di più a una succursale regionale di Air France che a un vettore nazionale con aspirazioni internazionali. L'italico orgoglio ferito è insorto. E la campagna elettorale si è accesa intorno alla cordata del cavaliere paladino del tricolore. Bisogna anche fare memoria alle frasi pronunciate all'indirizzo della proposta formulata dal presidente di Air France, Jean Cyril Spinetta, tutt'altro che benevole. E il presidente di Air France, dopo aver mandato a quel tal paese i sindacati che gli chiedevano di non lasciare a casa nessun lavoratore indipendentemente dalle necessità di una compagnia di bandiera che tale non sarebbe più stata, ha aspettato l'esito delle consultazioni elettorali. Dopo di che ha preso atto e, soprattutto ha preso sul serio le dichiarazioni del vincitore, gettando la spugna. Ma che altro poteva fare? Nel frattempo si tesseva una ragnatela di rapporti che coinvolgeva una recalcitrante Aeroflot e si lusingava un ancor più riottosa Lufthansa. Tutti, in questa fase, negano qualsiasi interesse per Alitalia, il che è piuttosto logico. Meglio aspettare, dato che ogni giorno che passa il valore della compagnia italiana si deprezza e quindi sarà più conveniente quando l'azionista pubblico sarà costretto a cederla a prezzi di realizzo. Ma non è finita. Intanto perché Silvio Berlusconi non è ancora nella pienezza dei suoi poteri, e in secondo luogo perché in fase pre elettorale Bruno Ermolli (che si tiene ancora coperto) ha certamente lavorato con profitto per studiare una soluzione in linea con le aspirazioni di Berlusconi. Un primo risultato di Ermolli è stato quello di riaprire il canale con le banche, in particolare con IntesaSan Paolo, che anche se formalmente non ha ancora ufficializzato la sua posizione, non nega che presterebbe attenzione al dossier. Adesso si tratta di definire una compagine di soci finanziatori (garantiti da una banca, appunto) che si facciano carico di una parte dei debiti dell'azienda e di cercare sul fronte internazionale un partner industriale disponibile a farsi carico, invece, della gestione operativa di Alitalia. Impossibile? No, è una soluzione ipotizzabile. Così come sarebbe persino ipotizzabile l'impossibile: cioè un ritorno di Air France. Ma non più come "padre ? padrone" dei destini di Alitalia, ma come saggio e abile amministratore dell'efficienza del trasporto aereo su scala sovra nazionale. E a Parigi certamente non ignorano che se al loro posto arrivasse un altro grande gruppo internazionale per loro sarebbe uno smacco, sia in termini di immagine, sia in termini di perdita di posizione sul mercato. Un danno che difficilmente Spinetta potrebbe giustificare agli azionisti. Nel frattempo però per Malpensa c'è in vista una ghiotta opportunità: quella di sfilare gli slot a Alitalia e destinarli alle compagnie straniere interessate a posizionare i propri voli sull'aeroporto lombardo in vista dell'Expo 2015.

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OGGI LA PADANIA SCRIVE: "LA LEGA VINCE, AIR FRANCE VOLA VIA". A CHI LA VOLETE DARE A (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 23-04-2008)

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"Oggi la Padania scrive: "La Lega vince, Air France vola via". A chi la volete dare Alitalia? Ai russi? Oggi Alitalia vale meno perchè voi, quando eravate al governo, avete fatto non una politica industriale ma una divisione tra Malpensa e Fiumicino che ha portato la compagnia di bandiera vicina al fallimento. Ma dove sta la cordata italiana?". Lo ha detto il candidato a sindaco di Roma Francesco Rutelli ieri sera al faccia a faccia con il candidato Pdl Gianni Alemanno, durante la trasmissione Ballarò su RaiTre. Replica di Alemanno: "Noi riteniamo che si può costruire una cordata italiana. Non si può svendere Alitalia. Alitalia, Rutelli, capito? Italia, Italia, Italia".

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Sindacati, su Alitalia, ribattono 'Responsabilita' di Berlusconi' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 23-04-2008)

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Politica Il leader del Pdl: "I sindacati hanno fatto il loro dovere" Sindacati, su Alitalia, ribattono: "Responsabilita' di Berlusconi" Cgil-Cisl rispondono alle accuse di questa mattina del Cavaliere che ritratta Roma, 23 Apr.- “Spinetta se n'è andato perchè Berlusconi era contrario, non per i sindacati”. Con queste parole il segretario della Cisl Raffaele Bonanni ha risposto alle accuse del Cavaliere che ha attribuito al &ldquo;veto” dei sindacati la rinuncia di Air France nell'affaire Alitalia. A respingere le accuse anche la Cgil di Guglielmo Epifani, ma poi il Cavaliere precisa: “I sindacati hanno fatto il loro dovere”. Per il leader della Cisl Raffaele Bonanni le parole del premier in pectore suonano come “una barzelletta. Tutti sanno che lui era contrario e Spinetta se ne è andato per questo motivo”. “Noi abbiamo trattato solo per gli interessi generali dei lavoratori e di tutto il Paese. -ha continuato Bonanni- La verità è che il vecchio governo in questa trattativa con i francesi è stato poco trasparente e il nuovo governo invece ha detto che Air France non aveva le carte in regola. In realtà tutti dovrebbero capire che la campagna elettorale è finita. E' ora di assumersi le proprie responsabilità”. Anche il segretario della Cgil parla di responsabilità: “C'è uno scarico di responsabilità che non fa onore a questo Paese”, ha replicato Guglielmo Epifani. “Credo che Berlusconi quando si insedierà dovrà essere coerente con quello che ha detto. -ha aggiunto- Non c'è da perdere nemmeno un minuto se si vuole salvare Alitalia e dare una prospettiva perché il prestito ponte aiuta ma non risolve i problemi”. Quanto all'esecutivo, ha continuato Epifani “affronti seriamente il problema senza minacciare tagli occupazionali a prescindere e senza scaricare responsabilità che gli competono interamente”. Dopo le dichiarazioni di questa mattina Silvio Berlusconi ha aggiustato il tiro, dichiarando che “Su Alitalia i sindacati hanno fatto il loro mestiere e magari hanno avuto anche ragione. La verità è che le condizioni poste da Air France-Klm erano impossibili da accogliere”. Precisazione apprezzata dalle parti sociali, in particolare dalla Cisl. “E' giusto dire che il sindacato ha fatto e farà solo il proprio mestiere, difendendo l'occupazione e nel contempo gli interessi economici del paese. Questo è il nostro compito. -ha dichiarato Bonanni- Ma ora è il momento che tutti abbassino i toni, per evitare queste continue strumentalizzazioni politiche, alimentate spesso anche dal mondo dell'informazione, sulla vicenda Alitalia”.

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Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (101 votes, average: 1.05 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 28 ) " (39 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 28 ) " (43 votes, average: 1.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 55 ) " (86 votes, average: 1.12 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (214 votes, average: 1.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 44 ) " (21 votes, average: 2.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (19 votes, average: 2.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (23 votes, average: 3.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 46 ) " (22 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (21 votes, average: 1.76 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (29) Ultime discussioni Francesco Speroni: Italia-Germania 2-0 Ho seguito - a fatica - quel memorabile match seduto in un ristorante di Gaza... Malcom: Nel mio cuore ci sono tante partite della Juve. ma chi mi assicura non siano state... 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Racconta anche tu la partita della tua vita (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)

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Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (101 votes, average: 1.05 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 28 ) " (39 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 28 ) " (43 votes, average: 1.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 55 ) " (86 votes, average: 1.12 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (214 votes, average: 1.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 44 ) " (21 votes, average: 2.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (19 votes, average: 2.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (23 votes, average: 3.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 46 ) " (22 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (21 votes, average: 1.76 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (29) Ultime discussioni Francesco Speroni: Italia-Germania 2-0 Ho seguito - a fatica - quel memorabile match seduto in un ristorante di Gaza... Malcom: Nel mio cuore ci sono tante partite della Juve. ma chi mi assicura non siano state... 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I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Studio del Censis: ecco perché ha vinto il centrodestraStorace: "La Destra appoggerà Alemanno"La prof e la gara choc all'alunno più "dotato"Da Vieri a Lapo: i 33 testimoni di VallettopoliCordata Alitalia, Ligresti: "Io ci sto"Pennsylvania, Hillary batte Obama Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille April 2008 M T W T F S S " Mar 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post April 2008 (5) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (101 votes, average: 1.05 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 28 ) " (39 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 28 ) " (43 votes, average: 1.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 55 ) " (86 votes, average: 1.12 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (214 votes, average: 1.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 44 ) " (21 votes, average: 2.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (19 votes, average: 2.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (23 votes, average: 3.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 46 ) " (22 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (21 votes, average: 1.76 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (29) Ultime discussioni Francesco Speroni: Italia-Germania 2-0 Ho seguito - a fatica - quel memorabile match seduto in un ristorante di Gaza... Malcom: Nel mio cuore ci sono tante partite della Juve. ma chi mi assicura non siano state... Federico VR: Luglio 1982, avevo solo 6 anni, ma il ricordo di quella indimenticabile partita è ancora limpido nella... federico ruffern: Tutte le partite dell'Italia rimangono nel cuore! Paolo Marchetti: Non sono un tifoso di calcio ma di pallacanestro ed ho anche io la mia partita. Non ricordo la data... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Studio del Censis: ecco perché ha vinto il centrodestraStorace: "La Destra appoggerà Alemanno"La prof e la gara choc all'alunno più "dotato"Da Vieri a Lapo: i 33 testimoni di VallettopoliCordata Alitalia, Ligresti: "Io ci sto"Pennsylvania, Hillary batte Obama Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille April 2008 M T W T F S S " Mar 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post April 2008 (5) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse ma anche no (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (101 votes, average: 1.05 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 28 ) " (39 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 28 ) " (43 votes, average: 1.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 55 ) " (86 votes, average: 1.12 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (214 votes, average: 1.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 44 ) " (21 votes, average: 2.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (19 votes, average: 2.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (23 votes, average: 3.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 46 ) " (22 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (21 votes, average: 1.76 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (29) Ultime discussioni Francesco Speroni: Italia-Germania 2-0 Ho seguito - a fatica - quel memorabile match seduto in un ristorante di Gaza... Malcom: Nel mio cuore ci sono tante partite della Juve. ma chi mi assicura non siano state... Federico VR: Luglio 1982, avevo solo 6 anni, ma il ricordo di quella indimenticabile partita è ancora limpido nella... federico ruffern: Tutte le partite dell'Italia rimangono nel cuore! Paolo Marchetti: Non sono un tifoso di calcio ma di pallacanestro ed ho anche io la mia partita. Non ricordo la data... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Studio del Censis: ecco perché ha vinto il centrodestraStorace: "La Destra appoggerà Alemanno"La prof e la gara choc all'alunno più "dotato"Da Vieri a Lapo: i 33 testimoni di VallettopoliCordata Alitalia, Ligresti: "Io ci sto"Pennsylvania, Hillary batte Obama Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille April 2008 M T W T F S S " Mar 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post April 2008 (5) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (101 votes, average: 1.05 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 28 ) " (39 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 28 ) " (43 votes, average: 1.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 55 ) " (86 votes, average: 1.12 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (214 votes, average: 1.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 44 ) " (21 votes, average: 2.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (19 votes, average: 2.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (23 votes, average: 3.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 46 ) " (22 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (21 votes, average: 1.76 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (29) Ultime discussioni Francesco Speroni: Italia-Germania 2-0 Ho seguito - a fatica - quel memorabile match seduto in un ristorante di Gaza... Malcom: Nel mio cuore ci sono tante partite della Juve. ma chi mi assicura non siano state... Federico VR: Luglio 1982, avevo solo 6 anni, ma il ricordo di quella indimenticabile partita è ancora limpido nella... federico ruffern: Tutte le partite dell'Italia rimangono nel cuore! Paolo Marchetti: Non sono un tifoso di calcio ma di pallacanestro ed ho anche io la mia partita. Non ricordo la data... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Studio del Censis: ecco perché ha vinto il centrodestraStorace: "La Destra appoggerà Alemanno"La prof e la gara choc all'alunno più "dotato"Da Vieri a Lapo: i 33 testimoni di VallettopoliCordata Alitalia, Ligresti: "Io ci sto"Pennsylvania, Hillary batte Obama Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille April 2008 M T W T F S S " Mar 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post April 2008 (5) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Pensioni, a chi gli aumenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (101 votes, average: 1.05 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 28 ) " (39 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 28 ) " (43 votes, average: 1.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 55 ) " (86 votes, average: 1.12 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (214 votes, average: 1.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 44 ) " (21 votes, average: 2.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (19 votes, average: 2.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (23 votes, average: 3.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 46 ) " (22 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (21 votes, average: 1.76 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (29) Ultime discussioni Francesco Speroni: Italia-Germania 2-0 Ho seguito - a fatica - quel memorabile match seduto in un ristorante di Gaza... Malcom: Nel mio cuore ci sono tante partite della Juve. ma chi mi assicura non siano state... Federico VR: Luglio 1982, avevo solo 6 anni, ma il ricordo di quella indimenticabile partita è ancora limpido nella... federico ruffern: Tutte le partite dell'Italia rimangono nel cuore! Paolo Marchetti: Non sono un tifoso di calcio ma di pallacanestro ed ho anche io la mia partita. Non ricordo la data... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Studio del Censis: ecco perché ha vinto il centrodestraStorace: "La Destra appoggerà Alemanno"La prof e la gara choc all'alunno più "dotato"Da Vieri a Lapo: i 33 testimoni di VallettopoliCordata Alitalia, Ligresti: "Io ci sto"Pennsylvania, Hillary batte Obama Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille April 2008 M T W T F S S " Mar 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post April 2008 (5) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (101 votes, average: 1.05 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 28 ) " (39 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 28 ) " (43 votes, average: 1.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 55 ) " (86 votes, average: 1.12 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (214 votes, average: 1.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 44 ) " (21 votes, average: 2.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (19 votes, average: 2.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (23 votes, average: 3.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 46 ) " (22 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (21 votes, average: 1.76 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (29) Ultime discussioni Francesco Speroni: Italia-Germania 2-0 Ho seguito - a fatica - quel memorabile match seduto in un ristorante di Gaza... Malcom: Nel mio cuore ci sono tante partite della Juve. ma chi mi assicura non siano state... 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Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Dal nanetto al "piccolo Ciarra" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (101 votes, average: 1.05 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 28 ) " (39 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 28 ) " (43 votes, average: 1.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 55 ) " (86 votes, average: 1.12 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (214 votes, average: 1.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 44 ) " (21 votes, average: 2.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (19 votes, average: 2.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (23 votes, average: 3.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 46 ) " (22 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (21 votes, average: 1.76 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (29) Ultime discussioni Francesco Speroni: Italia-Germania 2-0 Ho seguito - a fatica - quel memorabile match seduto in un ristorante di Gaza... Malcom: Nel mio cuore ci sono tante partite della Juve. ma chi mi assicura non siano state... 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Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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STIL NOVO (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Andrea Romano STIL NOVO Improvvisa e sorprendente, la mitezza trionfa su tutti i fronti della politica italiana. Silvio Berlusconi ha assunto un atteggiamento presidenziale mentre Giulio Tremonti annuncia l'intenzione di procedere ovunque "con il consenso delle parti sociali". Guglielmo Epifani coglie i segni di "una lunga fase di maggioranza stabile" a cui "non si risponde con il conflitto preventivo". E persino l'insospettabile Roberto Calderoli prevede "una stagione costituente", assegnando alla Lega un ruolo da pontiere tra governo e opposizione. Per paradosso il cerino del contrasto sembra essere rimasto proprio nelle mani del principe del buonismo, di Veltroni, che reagisce alla sconfitta proclamando "una battaglia senza quartiere sui valori e sulle politiche, perché la nostra idea di società resta radicalmente diversa dalla loro". È tutto molto bello, indiscutibilmente suggestivo per un Paese assuefatto a quindici anni di rumorosi conflitti post-ideologici che ben poco hanno portato all'innovazione reale dell'Italia. Se non fosse che il prossimo governo da qualche parte dovrà pur andare, soprattutto con una maggioranza parlamentare tanto generosa. E che già in una recente occasione (la legislatura 2001- 2006) Silvio Berlusconi non si mostrò particolarmente capace di utilizzare l'ampio mandato elettorale che aveva ricevuto per introdurre riforme di qualche sostanza. È certamente positivo che una personalità come Tremonti si dica contrario a riesumare battaglie come quella sull'articolo 18, che il centrodestra di allora promosse per puro spirito ideologico e che ebbero solo l'effetto di spingere la Cgil a rinchiudersi nella trincea della resistenza. Così come è indispensabile che in tema di riforme costituzionali si proceda con il consenso più vasto. Ma di qui a sottovalutare l'urgenza di atteggiamenti politicamente molto chiari sulla direzione da imprimere all'azione dell'esecutivo corre uno spazio enorme, lo stesso nel quale il quarto governo Berlusconi rischia di impantanarsi alla maniera dell'ultimo governo Prodi. D'altra parte queste elezioni sono state salutate con sollievo, anche da chi non ha votato per nessuno dei partiti vincitori, in ragione della chiarezza che sembrano aver finalmente introdotto in Parlamento. Esiste una maggioranza che sulla carta ha tutti i numeri per governare. Che dunque governi, assumendosi la responsabilità delle scelte che riterrà di compiere e incassando l'eventuale bonus di consenso che potrà ricavarne nel Paese. Sembra una banalità, ma nella politica italiana delle ultime tre legislature anche la banale responsabilità delle scelte trasparenti è stata sacrificata alle esigenze del quieto vivere o della navigazione a vista. Con conseguenze pesanti sulla credibilità degli attori politici e sulle stesse istituzioni democratiche. In questo senso appare particolarmente ambigua la funzione di garanti della pace sindacale che Calderoli sembra annunciare per la Lega, forse interpretando alla lettera il nuovo status di "partito operaio" che alcune analisi le hanno attribuito. Giova ricordare che il dogma della concertazione è stato in questi anni l'autentica palla al piede del centrosinistra e che il problema di un adeguamento del ruolo e della rappresentatività del sindacato è da tempo nelle cose, come ci è stato confermato da ultimo dalla vicenda Alitalia. Alla fine dei conti l'alternativa non è tra protervia della maggioranza e dialogo con l'opposizione e le parti sociali, ma tra immobilismo e responsabilità politica. Quella stessa responsabilità che nelle democrazie liberali viene serenamente esercitata dalle forze che ricevono dagli elettori il mandato a governare. E che appare tanto più urgente in un Paese immobile com'è l'Italia. www.lastampa.it/romano CONTINUA A PAGINA 37.

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Paradossi italiani. Tutti chiedono a Silvio Berlusconi di assumersi le sue responsabilità per A (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Litalia, ma se il prossimo premier non parla l'opposizione ironizza sulla "cordata che non c'è"; se, invece, dicesse qualcosa di più magari la Consob sarebbe capace di aprire un procedimento per insider trading. Eppure, nel silenzio, l'operazione a difesa dell'italianità della compagnia di bandiera va avanti. Basta usare la memoria: il primo passo richiesto dal Cavaliere per tirare Alitalia fuori dai guai era quello di un prestito-ponte per dare tempo a chi potrebbe essere interessato ad impegnarsi nel salvataggio di farsi un'idea delle reali condizioni dell'azienda. E ieri, alla fine, dopo il tradizionale tira e molla, quel prestito è arrivato con Walter Veltroni che si è dato da fare facendo da sponda all'emissario del Cavaliere, Gianni Letta, per convincere un Prodi arrabbiatissimo: il leader del Pd, è l'unico tra i suoi, a non escludere, infatti, che la cordata "fantasma" del Cavaliere possa materializzarsi da un momento all'altro e collaborare insieme ad altre compagnie aeree come Air One, Lufthansa e Aereoflot per dar vita ad "un consorzio internazionale". Insomma, per non cadere indietro Veltroni ha messo le mani avanti. E alla fine è riuscito a convincere il Professore che era di tutt'altro avviso, tanto che nella giornata tra Palazzo Chigi ed Arcore sono volate parole grosse riportate a Prodi e a Berlusconi dai soliti intermediari. "Dato che ha portato l'Alitalia sull'orlo del fallimento - si è sfogato il Professore - se ne occupi lui". "Hanno dato all'Air France sei mesi per studiare i libri di Alitalia - è stata la replica del Cavaliere - è giusto che chi vuole intervenire ora abbia almeno 3-4 settimane per studiarsi i bilanci dell'azienda in cui deve impegnare dei soldi: basterebbero trecento milioni di euro". Sarà un caso, ma alla fine la cifra del prestito destinato dal governo ad Alitalia, nella forma legulea di "intervento di salvaguardia dell'ordine pubblico" per non incorrere in qualche sanzione dell'Unione Euroepa, è stato proprio quello ipotizzato dal Cavaliere. Di fatto, con ieri il governo Prodi ha seguito a ruota l'Air France e ha chiuso il fascicolo Alitalia per consegnarlo Berlusconi. Il futuro Premier ha intenzione di giocarsi la partita da solo, avvalendosi di Gianni Letta e dell'uomo che si sta dando da fare per mettere insieme la cordata italiana, Bruno Ermolli. "Sarò io a condurre il gioco su questo argomento - ha spiegato a molti dei futuri ministri, a cominciare da quello dell'Economia Giulio Tremonti - perchè è una sfida su cui ho speso il mio nome e me ne occuperò personalmente". Il piano del Cavaliere è semplice: mettere insieme una cordata italiana in cui ci saranno banche (Banche Intesa è la più probabile); privati come il gruppo Ligresti e magari qualche Fondo americano; e, ancora, grandi gruppi a partecipazione pubblica in cui il governo può dire la sua come Fintecna, Finmeccanica, Eni ("ma bisogna studiarsi bene lo statuto", spiega uno degli uomini di spicco vicini al Cavaliere),e in ultima analisi anche la Cassa depositi e prestiti. "Questi sono i soggetti - confida l'ex-presidente della Bnl e consigliere finanziario di Berlusconi, Giampiero Cantoni - su cui sta lavorando il capo". Naturalemnte rimessa in piedi Alitalia sul piano finanziario è possibile immaginare il suo inserimento in un consorzio internazionale e per questa operazione, per ora, gli interlocutori principali sono Lufthansa e Aeroflot semprechè attraverso Sarkozy il Cavaliere non possa spingere Air France a tornare al tavolo della trattativa su basi diverse, più paritarie. E' evidente, quindi, che nel salvataggio potrebbero rendersi necessarie delle risorse pubbliche che potrebbero essere contestate dalla Ue. E proprio per questo - secondo un grand commis di stato che potrebbe nel prossimo governo arrivare a palazzo Chigi nel ruolo di sottosegretario - il Cavaliere ha cominciato a muoversi in Europa. Ha promesso la riconferma della presidenza della Commissione a Barroso, in cambio di una diversa delega per il commissario italiano che succederà a Franco Frattini, cioè Antonio Tajani. L'ex-portavoce del Cavaliere, infatti, non si occuperà di Giustizia ma di Trasporti, e quindi sarà quello che dovrà ravvisare possibili procedure d'infrazione se lo Stato italiano garantirà in un modo o nell'altro risorse finanziarie ad Alitalia. Un'operazione così abile non poteva sfuggire all'occhio attento di Prodi che non per nulla ieri ha ingaggiato una lite furiosa con Barroso: "Sono io a decidere il nuovo commissario italiano e, comunque, il passare dalla delega alla giustizia a quella dei trasporti la giudico una diminutio". Non solo per avere le mani più libere Berlusconi attende con trepidazione il verdetto della Corte d'appello europea che potrebbe dare allo Stato italiano la possibilità di intervenire su Alitalia con risorse più cospicue. La questione è complessa: l'ultima ricapitalizzazione di Alitalia da parte dello Stato fu fatta nel '96 dal governo Prodi; secondo le norme europee il governo di un paese può intervenire solo una volta in favore di un'azienda "attraverso un aiuto di Stato compatibile"; il governo ha chiesto alla Corte Europea di non considerare tale l'intervento del '96; ha avuto ragione, ma c'è stato un ricorso in appello e la nuova sentenza dovrebbe essere emessa in queste settimane; se la Corte darà di nuovo ragione all'Italia Berlusconi sarà nelle condizioni di intervenire con un finanziamento pubblico in aiuto della compagnia di bandiera. In questo modo tra la cordata italiana, la collaborazione di altre compagnie internazionali garantita da capi di Stato amici, la possibilità di intervenire con risorse dello Stato, un piano industriale che riduca gli esuberi a cominciare da quelli del personale (ieri Fini ha lanciato un segnale ai sindacati) il Cavaliere avrebbe più di una carta per vincere quella che giudica, appunto, alla stregua di "una sfida personale, di una promessa fatta agli elettori".

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Delta aumenterà i biglietti del 20% (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Caro-carburante Delta aumenterà i biglietti del 20% Anche se le difficoltà non sono paragonabili con quelle di Alitalia, anche altre compagnie aeree incontrano difficoltà, soprattutto per il caro-carburante. Ieri l'americana Delta Airlines (che sta per fondersi con la connazionale Northwest, creando l'operatore più grande del mondo) ha annunciato che per affrontare l'impennata del prezzo del cherosene dovrà rincarare i suoi biglietti di una quota compresa fra il 15 e il 20 per cento.

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Sindacati, su Alitalia, ribattono: "Responsabilita' di Berlusconi" (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Il leader del Pdl: "I sindacati hanno fatto il loro dovere" Sindacati, su Alitalia, ribattono: "Responsabilita' di Berlusconi" Cgil-Cisl rispondono alle accuse di questa mattina del Cavaliere che ritratta Roma, 23 Apr.- “Spinetta se n'è andato perchè Berlusconi era contrario, non per i sindacati”. Con queste parole il segretario della Cisl Raffaele Bonanni ha risposto alle accuse del Cavaliere che ha attribuito al &ldquo;veto” dei sindacati la rinuncia di Air France nell'affaire Alitalia. A respingere le accuse anche la Cgil di Guglielmo Epifani, ma poi il Cavaliere precisa: “I sindacati hanno fatto il loro dovere”. Per il leader della Cisl Raffaele Bonanni le parole del premier in pectore suonano come “una barzelletta. Tutti sanno che lui era contrario e Spinetta se ne è andato per questo motivo”. “Noi abbiamo trattato solo per gli interessi generali dei lavoratori e di tutto il Paese. -ha continuato Bonanni- La verità è che il vecchio governo in questa trattativa con i francesi è stato poco trasparente e il nuovo governo invece ha detto che Air France non aveva le carte in regola. In realtà tutti dovrebbero capire che la campagna elettorale è finita. E' ora di assumersi le proprie responsabilità”. Anche il segretario della Cgil parla di responsabilità: “C'è uno scarico di responsabilità che non fa onore a questo Paese”, ha replicato Guglielmo Epifani. “Credo che Berlusconi quando si insedierà dovrà essere coerente con quello che ha detto. -ha aggiunto- Non c'è da perdere nemmeno un minuto se si vuole salvare Alitalia e dare una prospettiva perché il prestito ponte aiuta ma non risolve i problemi”. Quanto all'esecutivo, ha continuato Epifani “affronti seriamente il problema senza minacciare tagli occupazionali a prescindere e senza scaricare responsabilità che gli competono interamente”. Dopo le dichiarazioni di questa mattina Silvio Berlusconi ha aggiustato il tiro, dichiarando che “Su Alitalia i sindacati hanno fatto il loro mestiere e magari hanno avuto anche ragione. La verità è che le condizioni poste da Air France-Klm erano impossibili da accogliere”. Precisazione apprezzata dalle parti sociali, in particolare dalla Cisl. “E' giusto dire che il sindacato ha fatto e farà solo il proprio mestiere, difendendo l'occupazione e nel contempo gli interessi economici del paese. Questo è il nostro compito. -ha dichiarato Bonanni- Ma ora è il momento che tutti abbassino i toni, per evitare queste continue strumentalizzazioni politiche, alimentate spesso anche dal mondo dell'informazione, sulla vicenda Alitalia”.

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Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

I due stupri a Milano e a Roma hanno rilanciato la questione dell'immigrazione e della sicurezza. Tra tanti commenti degli ultimi giorni più o meno pertinenti, ne ritengo due. Uno di Cesare Salvi, che questa mattina a Radio Anch'io quando ha dichiarato che: "effettivamente gli elettori hanno avuto l'impressione che la sinistra arcobaleno non pensasse alla sicurezza". Mi permetto di correggere Salvi: non avevano l'impressione, ne avevano la certezza e per questo soprattutto l'hanno punita alle elezioni. Il secondo aspetto riguarda la richiesta di Roberto Maroni, probabile nuovo ministro degli Interni, di rinegoziare la direttiva europea sulla libera circolazione dei cittadini. L'idea ha suscitato reazioni contrariate e un certo sarcasmo, ma in interviste alla Rai e al quotidiano La Stampa il nostro commissario europeo Franco Frattini l'ha ritenuta plausibile, "perché ormai quella direttiva è superata dall'applicazione integrale degli accordi di Shengen". Il governo Prodi peraltro non ha mai applicato la norma che consente l'espulsione per chiunque non possa dimostrare di avere i mezzi di sussistenza per vivere in modo dignitoso. Secondo Frattini (che probabilmente diventerà il prossimo ministro degli Esteri italiano) "una verifica si può fare per vedere se non sia il caso di rafforzare alcuni principi sugli aspetti della sicurezza. C'è un consenso abbastanza ampio tra i governi europei che la libera circolazione dei cittadini, sacrosanta, non può trasformarsi in libera circolazione dei criminali". E il governo rumeno? "Deve farsi carico dei propri compatrioti e riprenderseli se non rispettano le leggi". Da qui alcune domande: aveva dunque ragione Maroni? Una correzione in sede comunitaria è doverosa considerato che proprio l'Unione europea sottovalutò gli effetti dell'allargamento (che secondo me era prematuro) a Paesi troppo arretrati come la Romania e la Bulgaria. Insomma, se oggi l'immigrazione dei rumeni è un problema in molti Stati, come l'Italia e la Spagna, la responsabilità all'origine è di Bruxelles. Ma, mi chiedo: basta una norma Ue per rimediare a una situazione che la maggior parte dei cittadini considera fuori controllo? E se la risposta è no, come rimediare? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 3 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Apr 08 La sinistra difende le élites anziché il popolo? Sul Giornale è uscita una mia intervista con Ferruccio Capelli, il direttore della Casa della cultura di Milano. Capelli, ex dirigente del Pci e dei diessini, è autore di un libro molto interessante Sinistra light - populismo mediatico e silenzio delle idee (Guerini editore), nel quale analizza l'attuale momento politico e sociale. Capelli non ama Berlusconi e ovviamente nemmeno il centrodestra, ma con grande onestà intellettuale riserva critiche pungenti alla sinistra nel suo insieme, sia al Pd sia aquella radicale. Nell'intervista ad esempio sostiene che la sinistra italiana "si è adeguata ai tempi privilegiando la seduzione e il marketing politico rispetto al messaggio politico e ai programmi. Dal crollo del Muro di Berlino ha progressivamente sradicato il proprio passato, le proprie tradizioni culturali, ma questo ha generato smarrimento negli elettori." Esiste "un problema d'identità" con un progressivo scollamento dal Paese reale e dalle esigenze delle classi meno abbienti. Secondo Capelli "la sinistra è diventata élitaria, si identifica con la grande finanza industriale ed è ossessionata dalla rappresentazione mediatica. Così oggi solo la destra pensa al popolo". La frase è molto forte ed è significativo che venga pronunciata da un intellettuale progressista. Ha ragione Capelli? La sinistra perde perché difende l'oligarchia economica anziché la gente comune ? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 21 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Apr 08 Oops, il "porcellum" funziona. Ce lo teniamo? E ora come la mettiamo con il sistema elettorale? Per mesi tutti hanno ripetuto che era inadeguato e fonte di instabilità; invece, come osserva in un articolo un brillante collega ticinese, Ovidio Biffi, il metodo Calderoli "ha funzionato al suo secondo impiego: non solo ha causato gli sbarramenti tanto attesi, ma ha agito come una vera e propria purga! Di colpo, l'Italia si è liberata dei legacci con cui veniva ricattata ogni volta che in gioco c'era la sopravvivenza delle maggioranze". Ho l'impressione che fossero i partiti a impedire il corretto funzionamento del porcellum e c'è da chiedersi se la maggior parte dei politologi non abbia sbagliato analisi, confondendo causa ed effetto. Non appena Veltroni e a ruota Berlusconi hanno deciso di sottrarsi al ricatto dei piccoli, è accaduto il miracolo. A questo mi chiedo: le riforme elettorali sono ancora necessarie? C'è chi dice che basti qualche ritocco ovvero il ripristino del voto di preferenza e il divieto delle candidature multiple. Troppo bello per essere vero? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 32 ) " (5 voti, il voto medio è: 3.8 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Apr 08 In Italia il "mal di Palazzo" è inguaribile? Riflettando ancora sul risultato delle elezioni, trovo che sia stata confermata la regola secondo cui in Italia i politici che entrano nel Palazzo perdono il contatto con la realtà. Era accaduto in parte anche con il governo Berlusconi nel 2001-2006 quando il governo tardò a prendere piena coscienza di alcuni problemi che invece erano molto sentiti dalla gente (ed esempio il caro euro), ma con il governo Prodi questo fenomeno ha assunto dimensioni impressionanti. La sconfitta della Sinistra arcobaleno infatti nasce dall'incapacità di capire il Paese. Bertinotti si è evidentemente lasciato inebriare dalla presidenza della Camera e in campagna elettorale ha descritto un'Italia che non c'era. Non ha capito l'esperazione degli abitanti delle zone popolari per l'immigrazione incontrollata e l'aumento della criminalità e anziché proporre correttivi in tv diceva che bisognava allargare ulteriormente le maglie e mostrarsi ancor più accoglienti, senza distinguere tra italiani poveri e immigrati appena arrivati nella concessione delle case popolari (ne abbiamo parlato su questo blog). Nel commentare la sconfitta ha detto di aver commesso un grave errore: quello di non essere andato di fronte ai cancelli delle grandi fabbriche, dimostrando una volta di più il senso della propria estraneità dal tessuto produttivo: le grandi fabbriche erano una realtà degli anni Sessanta-Settanta non quella di oggi. E ancora: Pecoraro Scanio è riuscito in un'impresa senza precedenti. Mentre in tutto il mondo i verdi resistono e spesso guadagnano consensi in Italia sono spariti in appena due anni. E la ragione è la stessa: anziché preoccuparsi del problemi reali della gente (inquinamento e rifiuti di Napolil, ad esempio), Pecoraro ha fatto una campagna demagogica in cui scegliendo l'alleanza con i comunisti è passato il peggior messaggio possibile: verdi uguale rossi. Piccola divagazione: in questo contesto devo dire che anche la stampa si è mostrata troppo "palazzo dipendente" e infatti si è fatta sorprendere dai risultati. Quasi nessuno dei grandi mezzi di informazione aveva intuito il trionfo della Lega, né il tracollo della sinistra radicale, né il raddoppio di Di Pietro. Quanti articoli sono stati pubblicati per spiegare in campagna elettorale il disagio del nord, soprattutto nelle province venete e lombarde? Pochi, in compenso abbiamo letto paginate sulla lista di Ferrara, che poi ha ottenuto lo 0,4%. Direi che un'autocritica è doverosa se vogliamo raccontare davvero l'Italia dobbiamo staccarci un po' dalle logiche del Palazzo e della politica romana: noi giornalisti abbiamo imparato la lezione? Tornando al dopo elezioni, ora gli occhi sono puntati sul nuovo governo e mi chiedo: vista l'ampia maggioranza, Berlusconi Fini e Bossi riusciranno a gestire il Paese senza perdere il contatto con il Paese, come peraltro avviene in molti altri Paesi? Zapatero è appena stato rieletto, la Merkel è più che mai favorita, Blair ottenne tre mandati consecutivi, Chirac e Schroeder due. Perché all'estero è possibile e in Italia no? Il mal di Palazzo è guaribile? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 29 ) " (5 voti, il voto medio è: 3.4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Apr 08 Vince il centrodestra, ma l'Italia è ancora unita? Ha vinto il centrodestra, ma in prospettiva il risultato più significativo mi sembra il travolgente successo della Lega in tutto il Nord, con punte in Veneto (dove ottiene gli stessi voti del PdL), in Lombardia (al 20%) e con risultati oltre le aspettative in tutte le regioni, inclusa l'Emilia Romagna (7%, quasi il doppio rispetto a due anni fa). Qual è il significato di questa affermazione che né giornali né radio né tv avevano pronosticato? E' solo un voto di protesta contro Prodi? Secondo me no: ho l'impressione che sia il primo segnale di una frattura dell'identità nazionale e che questo fine settimana sia cominciato un processo che, se non affrontato con saggezza e lungimiranza, potrebbe portare nel medio periodo alla divisione dell'Italia in due o tre blocchi autonomi o addirittura indipendenti. Due i fattori scatenanti. Primo, la crisi dei rifiuti di Napoli ha provocato in molti abitanti del nord il sentimento di una divisione civica ormai incolmabile. Quello spettacolo indecente li ha traumatizzati e indignati e per la prima volta non è scattata la solidarietà nazionale: nessuna delle grandi regioni del nord ha accettato di smaltire la spazzatura campana. per la prima volta un'istituzione ha sancito con un gesto formale la possibilità di una divisione. E la storia insegna che quando viene a mancare la solidarietà tra le regioni, l'unità nazionale è a rischio. Secondo, la rivolta dei comuni veneti partita da Cittadella. Anche in questo caso si è consumata una rottura istituzionale molto forte: per la prima volta un'autorità locale si è ribellata all'autorità centrale proponendo una soluzione autonoma a un problema quello dell'immigrazione e della sicurezza che è diventato centrale nel Nord. Oggi siamo in una situazione paradossale in cui l'Unione europea sottrae crescenti fette di sovranità agli Stati senza però creare un contesto istituzionale che permetta a uno Stato federale europeo di sostituirsi a quelli nazionali. Ne risulta un sistema ibrido che genera aspettative destinate a essere frustrate: la gente pretende che lo Stato risolva problemi concreti come quelli economici, sulla sicurezza e sull'immigrazione, ma i governi centrali non hanno più gli strumenti per gestirli. E siccome questa ambiguità è destinata a protrarsi nel tempo, i cittadini (in Italia, ma anche in altri Paesi come la Spagna) reagiranno rifugiandosi nelle uniche autorità che riconoscono con certezza, quelle locali. Gli effetti della globalizzazione e della crisi economica accentueranno questi meccanismi di autodifesa. Attenzione, sul lungo periodo lo sfaldamento dell'Italia non è più un'ipotesi inverosimile. Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 73 ) " (8 voti, il voto medio è: 3.63 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Apr 08 Quello stile di "Repubblica". La Repubblica ama dividere i giornalisti tra buoni e cattivi. I buoni naturalmente sono coloro che lavorano per il quotidiano fondato da Scalfari più certe firme della casta degli ex sessantottini. Tutti gli altri sono cattivi e dunque meritano disprezzo o al più indifferenza. Repubblica, quando si tratta di giornalismo, non è mai oggettiva, sale in cattedra, dà lezioni con piglio da maestrina. Io sono di scuola montanelliana e Repubblica è lontanissima dal mio mondo di riferimento, ma negli ultimi tempi ho avuto occasione di saggiare la sua arte. La prima volta in occasione dell'uscita del mio saggio Gli stregoni della notizia, che suscitò un certo interesse sulla stampa. Fu recensito trasversalmente: dal Corriere della Sera alla Padania, da Panorama al Manifesto. Anche Repubblica ne parlò, ma a modo suo. Pubblicò un inserto di quattro pagine sullo spin con diverse citazioni tratte chiaramente dal mio libro, senza però che venissi menzionato, fatta salva una minuscola segnalazione generica tra le opere librarie che trattano il tema. Eleganti, vero? L'altro ieri si sono ripetuti. Ho trascorso gli ultimi tre giorni al Festival internazionale di giornalismo di Perugia, splendida manifestazione a cui partecipano 150 grandi firme, davanti a un pubblico enorme, composto per lo più da giovani. Ho provato immenso piacere nel moderare una sessione in memoria di Montanelli, a cui hanno partecipato Mario Cervi, Ugo Tramballi e Marco Travaglio. Giovedì ho avuto il privilegio di dibattere di media e giornalismo con i due ospiti più importanti del festival, Alastair Campbell, lo spin doctor di Blair, e Carl Bernstein, il mitico cronista della Washington Post che firmò, con Bob Woodward, l'inchiesta del Watergate. Gli organizzatori avevano letto il mio saggio e hanno pensato che fossi l'interlocutore giusto per discutere con questi due colossi. Insomma, sono stati molto cortesi con me. Repubblica ieri ha dedicato all'evento un articolo di cronaca, a firma di Dario Pappalardo. Tutto bene, con una particolarità: né io nè il moderatore Angelo Mellone, editorialista del Messagero, siamo stati citati. E nello sforzo di eclissare la nostra presenza, il collega del quotidiano romano ha dovuto compiere qualche acrobazia, ad esempio scrivendo che Campbell e Bernstein si sono "scrutati con rispettoso sospetto" e che hanno deciso di "non interpretare ruoli antagonisti". Rispettoso sospetto? Non interpretare ruoli antagonisti? La sorpresa di questo incontro è che Campbell il comunicatore più brillante e spregiudicato d'Europa ovvero "il diavolo" - e Woodward il simbolo del giornalismo d'inchiesta - anziché duellare, come pareva logico, si sono trovati in piena sintonia, scambiandosi elogi e che pertanto la mia è risultata la voce fuori dal coro. Ne è risultata una discussione franca, accesa, appassionante, ben animata da Mellone che ha alimentato il confronto anziché adeguarsi al cinguettio di Campbell e Bernstein; il tutto di fronte a oltre 500 persone. Ma di questo i lettori di Repubblica sono stati tenuti all'oscuro. Pappalardo è riuscito persino a citare una mia frase virgolettandola, ma ancora una volta, senza menzionarmi. Scrive: "Guai a chi indica Bernstein come il "giornalista che ha fatto dimettere Richard Nixon"". Sono così diventato un'entità astratta, il signor Chi. E tutto questo, verosimilmente, per evitare di parlare di due giornali concorrenti, il Giornale e il Messaggero. Ma non me ne stupisco: è lo stile della casa, snob e prevaricatore. Scritto in giornalismo Commenti ( 28 ) " (9 voti, il voto medio è: 3.44 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Apr 08 Vi è piaciuta la campagna elettorale? La campagna elettorale è agli sgoccioli e a quanto pare il numero degli indecisi resta molto alto. Personalmente non ne sono stupito. Se dovessi indicare il tema che ha caretterizzato la campagna non saprei indicarlo. Certo c'è stato il caso Alitalia, ma sebbene importante - e su questo blog ne abbiamo parlato spesso - non può essere considerato decisivo per orientare il voto di tutti gli italiani. Più che in passato ho l'impressione che alla fine i leader dei vari schieramenti abbiano preferito puntare su slogan tutto sommato prevedibili e duellare sull'ultima polemica del giorno anziché sviluppare proposte organiche. Sebbene Berlusconi e Veltroni avessero promesso una campagna diversa, alla fine siamo costretti ancora una volta a votare contro anziché votare per. Chi preferisce Popolo delle Libertà e Lega è motivato essenzialmente dal disgusto per il governo Prodi. Chi sceglie Partito democratico e Italia dei Valori alla fine invoca lo sbarramento contro il Cavaliere. Giro a voi la domanda: vi è piaciuta la campagna elettorale? Non chiedo per chi abbiate intenzione di votare (il voto è segreto), ma sarebbe interessante capire qual è la ragione o il tema che più vi motiva ad andare alle urne. E a chi fosse ancora incerto, suggerisco di fare due test, segnalati qualche tempo fa da Alessando Gilioli sul suo blog. Sono semplici e divertenti, permettono di confrontare le vostre idee con quelle dei principali partiti. Li trovate qui e qui In ogni caso buon voto a tutti. Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 27 ) " (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Apr 08 Islam e Occidente, l'integrazione è un crimine? Sul Giornale di oggi è uscita una mia intervista all'intellettuale francese Alain Finkielkraut, in gran parte dedicata alla Cina e al Tibet, ma nel finale si parla di Islam e di integrazione. Finkielkraut ha ricordato la frase pronunciata recentemente dal premier turco Erdogan a Colonia, che ha suscitato enormi in Germania, ma che in Italia è passata quasi inosservata. Secondo Erdogan, leader del partito islamico Akp e considerato moderato da molti occidentali, "assimilare gli stranieri è un crimine contro l'umanità". Questa la risposta di Finkielkraut, che critica la tendenza a bollare come islamofobica qualunque critica un po' energica al mondo musulmano: "Io dico che non si tratta di imporre i nostri costumi, ma di esigere il rispetto delle norme sancite dalle democrazie europee: parità tra uomo e donna, no alla sottomissione, no ai matrimoni forzati. Questi sono principi non negoziabili. Non è islamofobia "sottomettere" le popolazioni musulmane al rispetto dei diritti dell'uomo e far valere le regole della civiltà europea". Ha ragione Finkielkraut, occorre obbligare gli islamici immigrati in Occidente? O bisogna rassegnarsi alle idee di Erdogan, che rivendica il diritto di vivere in un Paese senza adeguarsi alle sue regole civiche e dunque senza vera integrazione, come in fondo propone il comunitarismo? Scritto in notizie nascoste, immigrazione, islam, turchia Commenti ( 38 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Apr 08 Ecco come si può davvero aiutare il Tibet Ieri ho avuto il privilegio di incontrare Matthieu Ricard, monaco buddista, amico e consigliere personale del Dalai Lama, che oggi e domani tiene ad Ascona un seminario sull'arte della felicità. Ne ho tratto un'intervista uscita oggi, in cui si affrontano molti temi esistenziali e spirituali e in cui inevitabilmente si esamina anche la questione Tibet. Ricard spiega come l'Occidente possa aiutare il Dalai Lama: "Deve dire chiaramente a Pechino che se non avvierà il dialogo con il Dalai Lama prima dei Giochi Olimpici, atleti e leader politici non parteciperanno alla cerimonia di apertura. Annunciare la propria assenza come semplice gesto di protesta, come ha fatto Angela Merkel, non basta; occorre che ci sia una volontà politica e sarebbe auspicabile una dichiarazione comune dei Paesi europei. Se tutti gli atleti della Ue rifiutassero di sfilare dietro le bandiere nazionali sarebbe uno smacco enorme per il governo cinese che, infatti, teme molto questa eventualità. Secondo Ricard questa è una misura ragionevole e costruttiva, mentre "il boicottaggio delle Olimpiadi sarebbe inutile". Sono d'accordo con lui e rilancio la sua proposta ai tanti italiani che in questi giorni si chiedono cosa si possa fare di concreto per aiutare i tibetani. Mi rivolgo soprattutto ai blogger invitandoli a riprendere e a diffondere la richiesta di Ricard. Il passaparola su Internet ha già fatto miracoli, perché non riprovarci? Scritto in cina Commenti ( 26 ) " (7 voti, il voto medio è: 4.43 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Apr 08 Perché l'adesione della Nato all'Albania? AGGIORNAMENTO Ho riflettuto sulle polemiche suscitate dal mio post e, scremati i vergognosi insulti ricevuti - che certo non fanno onore a chi li ha scritti - alcune critiche sono fondate. Iniziando questo blog avevo promesso onestà intellettuale e ho deciso pertanto di ritoccare il mio post, argomentando meglio la mia posizione sull'Albania. Anche il titolo è stato modificato. Ma la Nato quali interessi difende? Il dubbio è lecito, considerati gli ultimi avvenimenti. Il vertice dell'Alleanza e i principali governi dei paesi membri continuano a comportarsi come se le questioni militari fossero fossero totalmente disconnesse dal mondo reale. Mi spiego: nel valutare l'impiego di truppe e gli allargamenti bisognerebbe considerare anche le implicazioni in termini di lotta alla criminalità, al traffico di droga, impatto economico sia locale che per i Paesi della Nato. E invece questo non accade. Anzi: sembra quasi che la Nato prenda decisioni che finiscono per favorire i grandi gruppi criminali organizzati. Esempio: siamo in Afghanistan, ma la produzione di oppio anziché diminuire continua ad aumentare. Dunque: la presenza delle truppe alleate non ha risolto i problemi del paese, che resta instabile, ma ha fatto esplodere il commercio dei trafficanti di droga. Inoltre, nel Kosovo, di cui molti Paesi europei e gli Usa hanno riconosciuto l'indipendenza, viene raffinata gran parte della droga che poi viene immessa sul mercato europeo,;qui avvengono ingenti traffici di armi, di merci contraffatte, di uomini e donne (neoschiavismo). Il tutto, paradossalmente, sotto la protezione delle truppe Kfor, che per mandato non devono lottare contro la criminalità, ma solo prevenire nuove violenze tra serbi e albanesi. Ora l'Albania è stata di fatto ammessa nella Nato, unitamente alla Croazia. E sappiamo tutti che l'Albania è sorella del Kosovo. Negli ultimi anni il governo di Tirana ha compiuto seri sforzi per arginare le attività dei gruppi criminali, con qualche buon risultato. Le statistiche sulla criminalità dimostrano tuttavia che in molti Paesi la malavita albanese è più che mai attiva, a cominciare proprio dall'Italia e che ha ramificazioni internazionali. Inoltre sono ancora molto forti i suoi legami di malaffare con il Kosovo. Da qui una domanda: gli sforzi compiuti dal governo di Tirana sono da considerarsi sufficienti? Inoltre, secondo lo statuto Nato, ogni Paese è obbligato a prestare soccorso agli altri Stati membri. Il che presuppone un forte sentimento di fratellanza tra i paesi membri, la certezza di condividere un comune destino. La domanda è scomoda, ma va posta: siamo certi che questo sentimento sia condiviso in Europa nei confronti dell'Albania ovvero che gli italiani o i francesi siano pronti a morire per Tirana? Inoltre, dal punto di vista strategico l'ingresso dell'Albania è ininfluente, visto che quel tratto di mare è già presidiato da Grecia, Italia e, ora, Croazia. Da qui un'altra domanda: l'ingresso dell'Albania era necessario? Non è prematuro? Riepilogando: la Nato non previene in Afghanistan, nel Kosovo quelle attività criminose che incidono sulle nostre società e che poi le polizie dei Paesi membri della Nato faticosamente combattono. Non è un controsenso? Inoltre solleva perplessità l'allargamento all'Albania, che solo da pochi anni è impegnata nella lotta al crimine e la cui malavita è attiva da anni proprio nei Paesi della Nato. Scritto in Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 147 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.11 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (18) francia (15) germania (2) giornalismo (31) gli usa e il mondo (23) globalizzazione (3) immigrazione (20) islam (12) Italia (83) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (12) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Rutger: Bè comunque Emanuel, nel suo offeso istinto, una cosa la dice. Offese razziste ad un POPOLO? Ho sentito... 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La Moratti: "A Silvio chiedo tre cose" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 97 del 2008-04-23 pagina 1 La Moratti: "A Silvio chiedo tre cose" di Redazione Sicurezza, Malpensa ed Expo. I tre pilastri della Milano futura secondo il sindaco che oggi ne parlerà con il premier designato Silvio Berlusconi. A Roma, insieme per cercare una strategia comune tra il prossimo governo e Palazzo Marino Sicurezza, Malpensa ed Expo. I tre pilastri della Milano futura secondo Letizia Moratti che oggi ne parlerà con il premier designato Silvio Berlusconi. A Roma, insieme per cercare una strategia comune tra il prossimo governo e Palazzo Marino. Interventi di breve e medio periodo per disegnare un nuovo volto alla città. Si parlerà molto di sicurezza dopo che Berlusconi ha promesso che tra i primi atti del nuovo esecutivo ci sarà l'approvazione del "pacchetto" nato proprio a Milano. Segno che si volta pagina dopo parole e omissioni del governo di centrosinistra. "L'emergenza rom che nel settembre 2006 è stata dichiarata e firmata dal ministro Amato - ha ricordato ieri la Moratti a margine dell'International Energy Forum di Roma - prevedeva un commissario straordinario". Che però "a Milano non si è ancora materializzato". Non ancora sopita anche la polemica con l'ex primo cittadino di Roma ed ex candidato premier. "Non ho criticato il sindaco Walter Veltroni - aggiunge -, ho criticato una posizione del sindaco che in un certo giorno, il 20 marzo, diceva una cosa e che poi, poche settimane dopo, diceva tutto il contrario". E, visto che c'è, risponde anche a chi le rimprovera l'assenza venerdì prossimo alle celebrazioni per il 25 Aprile. "Io sono stata presente non solo da candidata, ma anche da sindaco - ricorda -. Quest'anno non posso. Ma la giunta sarà rappresentata". Al secondo punto dell'agenda da presentare oggi a Berlusconi ci sono la vicenda Alitalia e il conseguente rischio di smantellamento per Malpensa. "L'auspicio non era e non è certamente quello di un fallimento della trattativa - sottolinea il sindaco -, ma al contrario di poter portare al termine un accordo senza pregiudicare un patrimonio del Paese come è Malpensa. Ho sempre voluto separare i due problemi. Qualsiasi soluzione presa per Alitalia sarà positiva e non può che essere vista in modo positivo. Diverso è il tema di Malpensa che va inquadrato nuovamente in una politica che non attiene ad Alitalia, ma alla sovranità del governo italiano che deve stabilire la propria politica del trasporto sia passeggeri che merci". In particolare, osserva la Moratti, in modo da "poter negoziare accordi bilaterali lasciando quindi che Malpensa possa continuare il suo sviluppo". Per quanto riguarda l'ipotesi di trasferire i voli nazionali a Linate e quelli internazionali nello scalo varesino, il sindaco passa la palla. "Credo - spiega - che in questo momento sia opportuno che siano gli interlocutori di Air France e di Alitalia a studiare le prossime mosse. Non andiamo a complicare le cose: le proposte vanno fatte nelle sedi opportune e se saremo chiamati diremo quali sono le nostre idee". Comunque, sottolinea ancora, "abbiamo sempre detto che eravamo disponibili a una riconfigurazione di Linate da sempre". Il governo lo sa. "La riconfigurazione di Linate passa anche per una decisione europea e non può essere solo il governo a deciderlo. è una materia complicata, ma la risposta è che noi ci eravamo dichiarati disponibili". Terzo tema l'Expo. Alimentazione, ambiente, energia e sviluppo sostenibile in vista dell'Expo universale del 2015 che "può essere un modello e un motore propulsivo per l'integrazione delle politiche su questi temi, un progetto al servizio di ogni Paese per lo sviluppo sostenibile e il futuro del pianeta". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Morcellini: Duello tv tra buonismo e studiata aggressività (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa l'intervista Morcellini: "Duello tv tra buonismo e studiata aggressività" Rutelli ha cercato di essere più rassicurante ed equilibrato. Alemanno ha scelto temi di politica nazionale e non ha rappresentato per i telespettatori una "sorpresa", come doveva. è il "verdetto" del professor Mario Morcellini, direttore del Dipartimento di Sociologia e Comunicazione della Sapienza. La sua impressione generale del teleconfronto? "Alemanno è stato un po' troppo old style. Sembrava raschiare gli argomenti sul fondo del suo barile. Ha dato una sensazione di affaticamento. E, soprattutto, essendo un inseguitore, doveva sorprendere e non ha sorpreso. Doveva tirar fuori un argomento innovativo e non l'ha fatto". E l'avversario? "Neanche Rutelli è stato convincente, però televisivamente ha avuto più forza. Ha mostrato calma, equilibrio. è stato più rassicurante e ha fatto bene a parlare del nodo Alitalia, perché la crisi della compagnia si scaricherà sul nuovo governo nazionale ma anche su quello cittadino". Però Alemanno è sembrato più grintoso... "Sì. Ma ritengo sia stato uno sbaglio. Berlusconi ha stravinto anche perché è stato meno aggressivo che in passato durante la campagna elettorale, è sembrato un po' veltronizzato. E io dubito che una campagna aggressiva conquisti l'elettorato indeciso nella Capitale. Alemanno avrebbe dovuto, invece, titillare il centro moderato". Il candidato del Pld ha presentato il quadro di una metropoli degradata, brutta e in preda al crimine. è un dipinto che paga in termini di consensi? "No, perché fa presa solo sull'elettorato già schierato. Dipingerla così è un errore. Chi ci vive e ci lavora sa che non è vero. Sa che Roma è una delle città più belle del mondo. Ed essere così apocalittici non aiuta i romani a percepire la propria identità in modo forte nel momento in cui percepiscono Milano come Capitale del Paese perché ha vinto Berlusconi. Ha puntato troppo sull'effetto-alone del Cavaliere, che suo malgrado è considerato come un leader del Nord. Doveva dire che la città ce la può fare, non descriverla come se fosse in ginocchio". Alemanno ha puntato molto sulla paura. Ha fatto male? "è un richiamo che funziona, ma solo perché da un paio d'anni i media hanno fatto della cronaca nera il loro tema principale e ricorrente, anche se i dati ci dicono che il crimine è in calo. Ha fatto bene. Però è una scelta ad alto reddito solo dal punto di vista elettorale. Perché poi i problemi, se sarà eletto, poi dovrà risolverli". Alemanno ha accusato Rutelli di "buonismo" e lo ha associato alla sinistra radicale. Funzionerà? "Sì, perché nell'immaginario collettivo la sinistra Arcobaleno è la vera sconfitta delle elezioni. Ma così può aver anche concentrato i voti di quella parte politica su Rutelli". In conclusione, qual è il suo voto finale? "Sei più a Rutelli. E sei meno ad Alemanno".

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ALITALIA PRODI SPARA UN PRESTITO DA 300 MLN (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

DEBACLE ROMANA ALITALIA PRODI SPARA UN PRESTITO DA 300 MLN Air France si ritira decretando il definitivo fallimento della scommessa di Padoa Schioppa e il Governo uscente è costretto a riprendere in mano in fretta e furia il fascicolo Alitalia. "Questo dimostra - commenta Andrea Gibelli - che il ventaglio delle alternative è molto ampio e direi che il dato politico che emerge è proprio questo. Ormai è chiaro, infatti, che Air France non era, come dicevano Prodi e Padoa Schioppa, la sola alternativa possibile". [Data pubblicazione: 23/04/2008].

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Respinto il piano affossa-Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

LA DEBACLE DI PRODI E VELTRONI Respinto il piano affossa-Malpensa DAVIDE BONI Il pullman di Veltroni ha finalmente forato. Uno stop lungo e destinato a durare, con i passeggeri alle prese con l analisi di voto e con le schermaglie interne che non lasceranno indenni quelli che sono stati ritenuti responsabili di non avere dato un valore aggiunto alla sinistra italiana ormai agonizzante. Chi credeva che nelle campagne elettorali conta più demonizzare l avversario e puntare tutto sull immagine, è stato evidentemente sconfessato. Perché quando un movimento come la Lega Nord, fatto di cuore e di testa, vola così in alto, i motivi della vittoria sono ben più profondi. Certo che a una settimana dal voto, fa un certo effetto sentire la minoranza di sinistra fare marcia indietro sulle questioni del Nord. Nei giorni precedenti alla consultazione elettorale era facile vedere la Veltroni-mobile aggirarsi per le nostre città, con il delfino della sinistra italiana che veniva qui, sì proprio qui da noi, a parlare di Federalismo mentre ora i leader locali della sinistra dicono un secco no alla costituzione del partito del Nord. Forse hanno capito che non basta snocciolare pensieri giudicati da alcuni troppo leghisti-nordisti per incantare i cittadini. Perché il problema della sinistra italiana è stato anche quello di non riuscire a dare un velo di credibilità a quello che raccontavano per le strade. Da un lato parlavano di Federalismo e di sicurezza, di alleggerimento della pressione fiscale mentre dall altro la stessa maggioranza, smentendosi in tempo reale, approvava il provvedimento di indulto, chiudeva le porte alla richiesta di maggiori competenze per le regioni del Nord, non difendeva gli interessi dei lavoratori, consentendo peraltro all inflazione di dilagare. Detto in gergo prettamente politico: predicava bene e razzolava male . Non basta il linguaggio giusto se poi mancano le radici che permettono di conoscere a fondo quello di cui stai parlando, perché se non ci credi in prima persona, non riuscirai mai a convincere gli altri a seguirti. Così come il castello creatosi attorno al caso Alitalia si è sgretolato il giorno dopo la vittoria delle elezioni nazionali, con i francesi che battono in ritirata e che rischiano di rimanere solo con i cocci di una compagnia fallita, senza neppure ottenere il declassamento di chi potrebbe osteggiare il traffico aereo sull aeroporto parigino. E pensare che il governo Prodi ci stava quasi riuscendo a buttare via anni di fatiche e di investimenti. Fortunatamente la Regione Lombardia ha sempre combattuto in trincea per difendere le nostre infrastrutture, in attesa che il nuovo governo portasse la speranza di salvare un indotto prezioso e insostituibile. Una debacle che ha svelato il vero attaccamento della sinistra al Nord del Paese, con le truppe veltroniane che battono in ritirata mentre il sole tramonta su quell arcobaleno di sinistra così distante da una realtà che impone ai politici una riflessione su quello che vogliono e si aspettano i cittadini da coloro che sono chiamati ad amministrare il bene pubblico. [Data pubblicazione: 23/04/2008].

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Alitalia, iniezione da 300 milioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

RITIRO definitivo DI AIR FRANCE, si fa avanti aeroflot Alitalia, iniezione da 300 milioni Il Governo vara un prestito a tassi di mercato. Lo erogherà il Viminale ALESSANDRO MONTANARI Roma - Air France si ritira decretando il definitivo fallimento della scommessa di Padoa Schioppa e il Governo uscente è costretto a riprendere in mano in fretta e furia il fascicolo Alitalia. L Esecutivo, riunito ieri in un consiglio dei ministri straordinario preceduto da un faccia a faccia tra Romano Prodi e Walter Veltroni, sceglie la soluzione caldeggiata dai sindacati e dal Pdl, emanando un decreto che eroga un prestito d emergenza da 300 milioni di euro. Per aggirare i paletti dell Ue, che vieta gli aiuti di Stato, il prestito verrà emesso dal Viminale anziché dal ministero del Tesoro, avrà tassi di mercato e dovrà essere restituito entro il 31 dicembre. Il presidente Prodi parla di "un atto di grande responsabilità del suo Governo", rivela che Berlusconi gli aveva chiesto uno stanziamento più ingente e ritorna sull addio di Air France, causato, a suo giudizio, dalle "eccessive interferenze politiche che si sono verificate nel corso della campagna elettorale e dalle numerose difficoltà opposte dai sindacati". L iniezione di denaro si è resa necessaria per scongiurare il fallimento della compagnia nel momento in cui, malgrado l addio dei francesi, nuovi compratori si affacciano sul mercato. Il primo vettore ad uscire allo scoperto è Aeroflot, tornato prepotentemente d attualità nel vertice sardo tra Putin e Berlusconi. Il vettore russo fa sapere di "accogliere con comprensione le dichiarazioni del presidente Vladimir Putin in Sardegna" ed annuncia di essere "in fase di ristabilimento dei contatti con la parte italiana". Mosca fa poi sapere di essere in attesa di "una specifica proposta ufficiale da parte italiana" a partire dalla quale "potremo discutere la nostra posizione, che si baserà sull interesse della nostra compagnia e dei nostri azionisti". Conferma il proprio interesse, precisando tuttavia che al momento "sul tavolo non c e nulla", anche Intesasanpaolo. "Nelle ultime settimane - spiega l amministratore delegato Corrado Passera - c è stato molto disordine informativo ma la nostra posizione è ben nota. Noi ci siamo impegnati per mesi per mettere a punto un progetto molto serio di sviluppo. Da mesi però non sappiamo quale sia la situazione di Alitalia e quindi, senza avere informazioni su questo non ci è stato possibile dare una risposta". "Certamente - ha poi assicurato Passera - la nostra banca, come ha detto il presidente Enrico Salza, di fronte a progetti industriali solidi, di fronte a progetti con prospettiva internazionale, non si è mai tirato indietro". Continua inoltre il lavoro di Bruno Ermolli sulla cordata italiana anche se il cercatore incaricato da Berlusconi, per ora, non vuole sbottonarsi: "Sono un professionista - ha detto - e parlerò solo quando sarà il momento di farlo". Un affermazione di Gianfranco Fini, infine, riporta in campo anche Lufthansa. "Dopo il prestito ponte che sarà una boccata d aria per tre mesi -ha spiegato il futuro presidente della Camera - vedremo se Air France farà una nuova proposta, se ci sarà una cordata italiana o Lufthansa. Poi occorre stabilire un vertice per Alitalia perché non può rimanere acefala. Sono comunque certo che ci saranno acquirenti che si faranno vivi e credo che, se si troverà un compratore, sarà inevitabile un ridimensionamento del personale". Da Berlino, però, continuano a ripetere che la compagnia sta monitorando gli sviluppi della situazione italiana "esattamente come fa con il Nord America, la Gran Bretagna e le altre aree del mondo". Conferma che non sarà della partita, invece, la British Airways. Si muove anche l Enac. L Ente Nazionale per l Aviazione Civile ha convocato il presidente di Alitalia Aristide Police per due incontri, che si terranno il 28 aprile e il 5 maggio, allo scopo di analizzare le condizioni economico finanziarie del vettore. [Data pubblicazione: 23/04/2008].

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<Padoa Schioppa sbugiardato. Ora è chiaro che non c era una sola alternativa> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

"Padoa Schioppa sbugiardato. Ora è chiaro che non c era una sola alternativa" Gibelli, per il Partito Democratico il ritiro dei francesi è colpa della Lega anti-romana. Cosa ne pensa? "Penso che bisognerebbe riportare indietro le lancette dell orologio a certe dichiarazioni rilasciate da Jean-Ciryl Spinetta dopo gli incontri con i sindacati. Disse che erano assolutamente indisponibili ad accettare il piano industriale. Ma l errore è stato del Governo Prodi: ha deciso di non gestire politicamente la trattativa, delegandola completamente ai sindacati". A Roma Rutelli è terrorizzato per gli eventuali disoccupati di Fiumicino. Per i 7-8mila esuberi di Malpensa, però, il vicepremier era parso più fatalista... "Quella di Roma è una questione che lo tocca più da vicino. Comunque, l al lupo al lupo di Rutelli mi ricorda tanto quello sulla sicurezza...". In che senso? "Rutelli e il Pd puntano il dito contro la Lega per nascondere colpe che sanno essere loro, e questo, come ho già detto, vale sia per il caso sicurezza che per il caso Alitalia". L addio di Air France, comunque, non è quel che si dice un fulmine a ciel sereno... "Infatti non capisco di cosa si sorprendono. Nelle scorse settimane Sivlio Berlusconi aveva parlato molto chiaro, facendo capire ai francesi che il loro piano era inaccettabile". Ora si apre un altra fase. Innanzitutto, quanto sono stretti i tempi di Alitalia? "Ogni giorno se ne sente una nuova. Certamente le casse della compagnia di bandiera non si trovano in una bella situazione. Il momento, poi, è estremamente delicato anche dal punto di vista politico. Si sta per formare il nuovo Governo e ho l impressione che il Governo uscente stia cercando, in modo del tutto irresponsabile, di dilatare i tempi delle scelte". Dei possibili acquirenti, però, si stanno facendo avanti. "Il ventaglio delle alternative è molto ampio e direi che il dato politico che emerge è proprio questo: ormai è chiaro, infatti, che Air France non era, come dicevano Prodi e Padoa Schioppa, la sola alternativa possibile". Dunque restringere la trattativa a un solo concorrente è stata solo una perdita di tempo? "La trattativa in esclusiva è stato un errore colossale". A.Mon. [Data pubblicazione: 23/04/2008].

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Bonomi: <Con la liberalizzazione dei cieli recuperiamo 435 voli su 886 in un anno> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Bonomi: "Con la liberalizzazione dei cieli recuperiamo 435 voli su 886 in un anno" Giuseppe Bonomi non commenta l abbandono di Air France al tavolo delle trattative per l acquisto di Alitalia, ma annuncia che Sea dovrà fare un nuovo piano industriale per colmare "il vuoto creato dalla condotta di Alitalia". "Malpensa - ha spiegato Bonomi alla Commissione Garanzia e Controllo della Provincia di Milano - è da considerare l Aeroporto dell Expo e già prima dell esposizione sarà volano per attrarre nuovi vettori a riempire lo spazio libero lasciato da Alitalia". Le compagnie pronte a lavorare sullo scalo varesino sono numerose, per questo al prossimo Governo il presidente di Sea chiede di liberalizzare il trasporto aereo in Italia. "In questo modo saremmo in grado di recuperare 435 degli 886 movimenti settimanali cancellati entro l attuale esercizio". Poi fa i nomi dei richiedenti: American Airlines, Singapore Airlines, Turkish Airlines, Qatar Airways, Easy Jet e Volare web. In una situazione di totale liberalizzazione, che lo stesso Bonomi definisce "utopica", Malpensa dunque prospererebbe, "attualmente però ci sono numerosi accordi protezionisti presi dal governo, nell epoca in cui lo Stato era padrone di Alitalia, con le compagnie straniere che bloccano la possibilità di avere altri vettori". "Air France - ed è l unico riferimento di Bonomi al caso del giorno - avrebbe tutto l interesse ad ereditare una politica protezionista ma credo che debba essere più forte l interesse pubblico di avere l hub a Malpensa". [Data pubblicazione: 23/04/2008].

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I colossi nazionali faranno la loro parte (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

DANIELE CAPEZZONE Roma - Sembra francamente patetico chi, da sinistra, ha già intonato la solita solfa: "È colpa di Berlusconi". È invece evidente che, nonostante una gestione caotica del dossier da parte del Governo uscente, e nonostante il comportamento negativo di non irrilevanti settori sindacali, la partita è proprio ora finalmente aperta. Primo: è noto che la cordata italiana esiste. Bruno Ermolli ha lavorato per questo, e un primo nucleo di soggetti assai rilevanti c è ed è pronto a fare la propria parte. Secondo: dopo molte smentite, ora è decisamente entrata in campo Intesa-San Paolo che, come ciascuno comprende, conferisce all operazione una notevole solidità. Terzo: è possibile anche l ipotesi Aeroflot. Quarto: non è affatto escluso che la stessa Air France possa tornare in campo, quando lo scenario si sarà chiarito. Naturalmente, però, l intenzione del Pdl non è quella di svendere ai francesi, ma magari di puntare ad una partnership Air France-Klm-Alitalia. Quinto: chi scrive resta persuaso del fatto che grandi soggetti strategici come Eni, Enel e Finmeccanica possano, prima o poi, valutare di loro interesse una partecipazione al tentativo. Questi giganti hanno profitti che consentono un investimento importante; né vale l argomento degli aiuti di Stato , visto che l essenziale, dal punto di vista europeo, è che anche un soggetto a partecipazione pubblica acquisti a prezzi di mercato . E del resto, se si fosse in Francia, nessuno avrebbe dubbi: l Eliseo convocherebbe tre-quattro campioni nazionali, i quali, in un tour de table per loro neanche troppo impegnativo, metterebbero a disposizione le risorse necessarie alla ripartenza. [Data pubblicazione: 23/04/2008].

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Il lapsus freudiano di Rutelli: Alitalia è cosa loro. <Se fallisce tragedia per Roma> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Il lapsus freudiano di Rutelli: Alitalia è cosa loro. "Se fallisce tragedia per Roma" ALESSANDRO MONTANARI Per far venire alla luce i sepolcri imbiancati della politica italiana occorre un terremoto. È stato così per Tangentopoli ed oggi succede lo stesso per Alitalia: tutti sanno le magagne che giacciono sottoterra, ma nessuno si preoccupa di smuovere le zolle finché una scossa non mette le cose sottosopra. Nel 92 l inchiesta milanese portò a galla la corruttela di cui tutti sapevano e ora, nel 2008, il fallimento della privatizzazione di Alitalia rivela la vera funzione istituzionale della compagnia di bandiera per come finora la si è gestita, ossia come un ammortizzatore sociale volante a beneficio dei romani. L outing, autorevolissimo, è di Francesco Rutelli. Dovendo contrattaccare l incalzare del rivale Gianni Alemanno sul tema della sicurezza, il candidato sindaco di Roma ha puntato tutto il suo gruzzolo sulla casella di Alitalia, presentando la dipartita di Air France come la prima vendetta leghista ai danni di Roma Ladrona. Peccato che nella sua orazione funebre strappalacrime il vicepremier, esasperato dalla lettura de La Padania (che ormai per gli esponenti del Pd è divenuta una sorta di bignami da consultare sotto il banco al momento dell interrogazione), si sia lasciato scappare un lapsus rivelatore: "Se Alitalia fallisce -ha detto - per Roma sarà una tragedia, un disastro, con decine di migliaia di persone che vanno per strada. Per noi è come la Fiat per Torino. Forse di più". Rutelli, in pratica, ha riconosciuto e rivendicato la cittadinanza romana di Alitalia, che guardacaso assume e mantiene la stragrande maggioranza dei propri dipendenti nella Capitale benché abbia operato per anni anche come vettore di riferimento di Malpensa, hub di Milano e di tutto il Nord industriale. Alitalia, insomma, è cosa loro, mica di tutto il Paese. Nella sua comprensibile ansia, tuttavia, Rutelli ha sbagliato bersaglio. Sì, insomma, s è sparato addosso da solo. Se la trattativa con Air France è saltata, infatti, è solo ed esclusivamente perché il Governo di cui egli è ministro e vicepremier ha fatto un po troppo il romano, accettando da Spinetta condizioni che volevano dire la pena Capitale (la maiuscola non è un errore di stampa) per Malpensa e il precipitare di un importante fattore di competitività per le imprese padane. Certo, la voce della Lega è stata la prima a udirsi, ma dopo sono intervenute a ruota tutte le associazioni di categoria del Nord, è scesa in campo la Confindustria ed il risultato delle elezioni politiche ha infine fornito un verdetto inequivocabile: sono stati i cittadini settentrionali a mettere i bastoni tra le ruote alla svendita ordita dal Governo. E vuole sapere, Rutelli, perché? Per due motivi fondamentali. Perché le imposizioni romane non sono più tollerate ed anche perché di posti a rischio ce sono parecchi anche quassù: tra i 7 e gli 8mila. Se Alitalia dovesse fallire, perciò, le cause vanno ricercate solo nella maldestra furbizia di chi, eletto per perseguire gli interessi di tutto il Paese, ha dato l impressione di voler perseguire solo gli interessi a sé geograficamente e politicamente più vicini, confidando sull inerzia consolidata del Nord. Ma il Nord si è svegliato, ha alzato la voce e ha sommerso di schede i vecchi inquilini di Palazzo Chigi. Dove a breve siederà un nuovo Governo che sarà costretto a ripartire proprio da quelle tombe portate alla luce da uno sconquasso che, alla lunga, sarà salutare per tutto il Paese. Nord, Centro e Sud. [Data pubblicazione: 23/04/2008].

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I falli di frustrazione della sinistra italiana (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Il quotidiano La Repubblica accusa la neo-maggioranza di aver fatto naufragare la trattativa con Air France I falli di frustrazione della sinistra italiana Giacomo Stucchi La campagna elettorale, almeno quella per le elezioni politiche, è finita da qualche giorno ma, purtroppo, qualcuno sembra non essersene accorto. Su alcune grosse questioni, lasciate peraltro irrisolte anche per l incapacità del Governo Prodi, avversari politici e qualche organo di informazione, non proprio al di sopra delle parti, continuano infatti ad alzare inutili barricate. Costoro mi ricordano quei soldati giapponesi, ai quali nessuno aveva riferito che la seconda guerra mondiale era finita, e continuavano a difendere strenuamente i loro avamposti. Succede così che in un editoriale pubblicato sul quotidiano La Repubblica, ci si scagli violentemente contro la neo maggioranza accusandola ingiustamente di aver fatto naufragare, è questo il presunto capo d accusa, la trattativa con Air France; oppure che il vice premier uscente Francesco Rutelli, impegnato in una campagna elettorale (per la carica a sindaco di Roma) dall esito quanto mai incerto, non trovi di meglio da fare che addossare la responsabilità della scarsa sicurezza nelle nostre città addirittura al centrodestra. Beh, anche uno sprovveduto capisce che quest atteggiamento di una certa sinistra è molto simile a quei falli che, nel calcio, si chiamano di frustrazione . Quando, cioè, una squadra sta perdendo di brutto , l unica consolazione rimane quella di entrare a piedi uniti o, come si dice, con il piede a martello, solo per far del male alle gambe dell avversario e non certo per giocare a calcio. A noi pare che qui stia avvenendo la stessa cosa. Dopo la sonora sconfitta del 13 e 14 aprile, il centrosinistra, inteso nella sua accezione più ampia (composto da dirigenti del Pd, osservatori, intellettuali e giornalisti vicini a quella parte politica), non ci sta. Fa fatica ad accettare il responso delle urne e, quindi, pensa di sfruttare ogni argomento possibile per ribaltare le cose e attribuire inesistenti patenti di colpevolezza. Ognuno è padrone di fare ciò che ritiene più giusto, ma se questa è la strada scelta dall opposizione, non si può certo essere ottimisti per il futuro. Parlamento e Governo devono ancora insediarsi, e questi qui già sparano cannonate mediatiche all indirizzo della nuova maggioranza. Peccato, auspicavamo che la bruciante sconfitta elettorale avesse insegnato qualcosa a Veltroni e compagni, ma evidentemente la nostra speranza è stata mal riposta. Il futuro di Malpensa, che può benissimo essere scisso da quello di Alitalia, come anche una maggiore sicurezza per tutti i cittadini, che può essere garantita, secondo noi, mettendo in discussione anche alcuni totem (come le norme comunitarie), sono questioni rispetto alle quali tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, dovrebbero trovare un modus operandi condiviso. Funziona così in tutte le democrazie, a maggior ragione poi quando le consultazioni elettorali sono finite e hanno consegnato un responso inequivocabile. Ma evidentemente qualcuno deve ancora spiegare a quelli del Pd che c è un tempo per il confronto ed un altro per l assunzione di responsabilità. [Data pubblicazione: 23/04/2008].

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La Rai come Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

I nostri vessilli sui municipi LIVIO GIANNI MILANI Maderno (Bs) Caro direttore, non v è dubbio che abbiamo fatto comprendere chiaramente le nostre intenzioni: e adesso, qualcuno dovrà inevitabilmente prenderne atto. Ricordiamoci, però, che siamo solo agli inizi. Resta poi, da vedere chi avrà il fegato di togliere il nostro vessillo dai nostri municipi. Cosa che deve succedere mai più. La Rai come Alitalia LISETTA ALBERTI Agrate Brianza Voglio fare la cassandra, ma secondo me fra un anno o due, ci sarà un altro tormentone perché la Rai farà la fine dell Alitalia. Gli sprechi, le incongruenze, il numero esagerato di dipendenti porteranno a questa fine. Brava Moratti Annunziata ko LETTERA FIRMATA La trasmissione "Un'ora mezza" dell'Annunziata, sulla terza rete Rai, vedeva domenica scorsa come ospite la signora Moratti, sindaco di Milano, per la quale la conduttrice, aveva preparato, con il solito sadismo, qualche domanda trabocchetto. Purtroppo per lei la signora Moratti con il suo sorriso solare e la preparazione che si ritrova, smontava ad una ad una tutte le velleità dell'Annunziata. Per il bene del Nord PIETRO SANFILIPPO Sono quel politico di Bologna che durante il Governo rosso di Prodi si è offerto alla Lega Nord per venire a liberare il lombardo-veneto quando Bossi diceva di tirare fuori i fucili. Le sinistre hanno cercato di cavarci le braghe (personalmente mi hanno condannato ingiustamente a pagare 3.500 euro nel loro tentativo disperato di rastrellare soldi) e se non avessimo fatto cadere Prodi (sono andato a protestare in Svizzera, chiedendo anche asilo politico) ci avrebbero sbattuti tutti in carcere. Io penso che per il bene del Nord, essendo anche io un padano, sia necessario: 1) buttare fuori tutti i clandestini; 2) chiudere i centri sociali, luoghi di ritrovo e nascondiglio di terroristi rossi; 3) sbattere in carcere chi ha cercato di fare così con noi; 4) riformare la giustizia, perchè i giudici rossi, per esempio a Bologna, usano la giustizia contro, di comune accordo coi loro militanti, i soldi alla gente onesta; 5) vietare la costruzione di moschee dicendo basta alle amministrazioni, come Bologna, dove il sindaco Cofferrati impone di fatto dittature e si respira un'aria pesante ormai da molti anni. Immigrazione, ora basta! FRANCESCO ALBERTOSI Pontremoli (Ms) Egregio direttore, scrivo da Pontremoli, periferia emarginata della rossa Toscana; qua la situazione non va bene, ovvero abbiamo una giunta di pappamolli. I giovani se ne vanno e ora si riempie giorno dopo giorno di immigrati tanto che ormai hanno raggiunto più del 10% sulla popolazione locale. Il risultato è questo: spaccio e insicurezza. Ora basta! La gente si sta rompendo le palle ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso e per cui ho deciso di scrivere alla vostra redazione è il racconto di una ragazza responsabile di un supermercato che è disperata in quanto tutti questi vigliacchi rubano senza remore, in più minacciano e vogliono anche la ragione! Spero che il Cavaliere si ricordi di aver vinto grazie alla Lega considerando il fatto per il quale la gente è stufa del buonismo ipocrita della sinistra. Gli immigrati vanno presi a calci e rimandati a casa loro. Sindacati? I più ricchi VALERIA SATURNINI Albairate Cara Padania, i sindacati erano nati per proteggere gli operai dalle angherie del padrone. Poi hanno capito dove stava la lira e hanno cambiato posizione. Loro al caldo e ben pasciuti, gli operai in piazza e mal pasciuti. Grazie agli elettori emiliano-romagnoli CLAUDIO FACCINI segretario della sez. di Rivergaro (Pc) e resp. organizzativo naz. Emilia Approfitto dello spazio gentilmente concessomi, per ringraziare tutti gli elettori, i militanti, i sostenitori, i simpatizzanti e tutti gli emiliano-romagnoli che hanno contribuito al successo di queste elezioni politiche. Grazie Bossi! Saluti padani. Serve togliere l Ici ERMINIO OTTONE C'è chi protesta contro l'abolizione dell'Ici, sostenendo che questa sarebbe una rovina per le casse di molti comuni. L'Ici è una imposta patrimoniale, tanto cara alle sinistre radicali, e come tale non è commisurata alla effettiva capacità contributiva. L'abitazione principale non dà alcun tipo di reddito, se si considera reddito una mancata spesa (non si paga l'affitto se si possiede un abitazione) questo è un altro paio di maniche, in tal caso si dimentica che un simil affitto è già stato pagato negli anni passati con le rate del mutuo. Invece di compatire i comuni io punterei il dito contro tutte quelle amministrazioni che pensano ancora di essere rimaste agli anni '80 quando i bilanci erano opinioni e anche se si chiudevano con il segno meno poco importava perché tanto c'era chi era pronto a ripianare tutto quanto prendendo dalla fiscalità generale. 8000 comuni che si comportano in questa maniera non sono per nulla tollerabili. Togliere l'Ici serve, non è solamente propaganda elettorale e non è neanche solamente una mano che viene data alle famiglie italiane. Togliere l'Ici serve a responsabilizzare le giunte spendaccione, sempre pronte a aumentare le rendite catastali o l'aliquota quando si trovano in cattive acque per coprire investimenti totalmente privi di ogni copertura finanziaria. Attenzione a Toscanistan! ENRICO INNOCENTI Dolcedo (Im) Sono un toscano che da quindici anni vive in Liguria, da qualche anno in provincia di Imperia. Voto Lega Nord dal 92, quando stavo ancora in Toscana, e sono molto deluso del fatto che nella mia regione la Lega abbia preso solo l 1,9%, superata persino dalle Marche. Penso che ci sia stato un problema di propaganda o comunicazione, forse non è stato gradito un candidato delle Marche. (Non so che problemi ci sono stati, dato che ormai vado in Toscana solo un paio di volte all anno, per qualche giorno di vacanza.) Ma le potenzialità della Toscana sono più alte, mi ricordo che nel 92 prendemmo un 4%, con due deputati, Fragassi e Mancini. Prego quindi i vertici della Lega di non demordere e impegnarsi ancora per la propaganda in questa estesa regione, o, grazie a sindaci idioti di sinistra e banche tipo Monte dei Paschi di Siena, rischia di diventare Toscanistan (quando andrò in pensione mi piacerebbe ritornarci). Voglia di autonomia MICHELE FABBRI Forlì Quando la Lega annacqua il suo messaggio ottiene risultati deludenti, quando invece si differenzia dagli altri partiti fa il pieno di voti. I dirigenti leghisti tengano conto di questa lezione: nell elettorato c è voglia di identità e di autonomia. Stupri, violenze senza fine MARIO PULIMANTI Lido di Ostia (Roma) Molte donne non denunciano le violenze subite per paura di subire rappresaglie da parte del violentatore. "Se mi denunci, te la faccio pagare!" Violenze e aggressioni possono finire con la morte della donna che ha osato denunciare, dopo mesi o anni di persecuzioni, come è successo anche in alcuni tragici casi recente. Infatti lo stupratore, anche se condannato, uscirà rapidamente di prigione: per un indulto, per buona condotta, perché l'avvocato ha fatto ricorso in appello e nel frattempo sono decorsi i termini di carcerazione preventiva. E sa che gliela farà pagare. Altro che denunciare. La donna violentata non denuncia anche per vergogna, perché lei stessa, dopo uno stupro, si sente sporca, umiliata, ferita, oltraggiata nel corpo e nell'anima. Come reagire? Siamo contro L infedele BRUNO C. Genova Carissimo direttore, ho assistito alla trasmissione su La7 L infedele , condotta faziosamente da Gad Lerner e al vergognoso e ignobile attacco politico al nostro Matteo Salvini. Consiglio agli esponenti leghisti di rifiutare eventuali nuovi inviti e quindi a non partecipare più a trasmissioni condotte con faziosità e con cattiveria nei confronti della Lega Nord dall ex sessantottino (e fascistone rosso) Gad Lerner! Se la canti e se la suoni da solo! [Data pubblicazione: 23/04/2008].

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I nostri vessilli sui municipi (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

LIVIO GIANNI MILANI Maderno (Bs) Caro direttore, non v è dubbio che abbiamo fatto comprendere chiaramente le nostre intenzioni: e adesso, qualcuno dovrà inevitabilmente prenderne atto. Ricordiamoci, però, che siamo solo agli inizi. Resta poi, da vedere chi avrà il fegato di togliere il nostro vessillo dai nostri municipi. Cosa che deve succedere mai più. La Rai come Alitalia LISETTA ALBERTI Agrate Brianza Voglio fare la cassandra, ma secondo me fra un anno o due, ci sarà un altro tormentone perché la Rai farà la fine dell Alitalia. Gli sprechi, le incongruenze, il numero esagerato di dipendenti porteranno a questa fine. Brava Moratti Annunziata ko LETTERA FIRMATA La trasmissione "Un'ora mezza" dell'Annunziata, sulla terza rete Rai, vedeva domenica scorsa come ospite la signora Moratti, sindaco di Milano, per la quale la conduttrice, aveva preparato, con il solito sadismo, qualche domanda trabocchetto. Purtroppo per lei la signora Moratti con il suo sorriso solare e la preparazione che si ritrova, smontava ad una ad una tutte le velleità dell'Annunziata. Per il bene del Nord PIETRO SANFILIPPO Sono quel politico di Bologna che durante il Governo rosso di Prodi si è offerto alla Lega Nord per venire a liberare il lombardo-veneto quando Bossi diceva di tirare fuori i fucili. Le sinistre hanno cercato di cavarci le braghe (personalmente mi hanno condannato ingiustamente a pagare 3.500 euro nel loro tentativo disperato di rastrellare soldi) e se non avessimo fatto cadere Prodi (sono andato a protestare in Svizzera, chiedendo anche asilo politico) ci avrebbero sbattuti tutti in carcere. Io penso che per il bene del Nord, essendo anche io un padano, sia necessario: 1) buttare fuori tutti i clandestini; 2) chiudere i centri sociali, luoghi di ritrovo e nascondiglio di terroristi rossi; 3) sbattere in carcere chi ha cercato di fare così con noi; 4) riformare la giustizia, perchè i giudici rossi, per esempio a Bologna, usano la giustizia contro, di comune accordo coi loro militanti, i soldi alla gente onesta; 5) vietare la costruzione di moschee dicendo basta alle amministrazioni, come Bologna, dove il sindaco Cofferrati impone di fatto dittature e si respira un'aria pesante ormai da molti anni. Immigrazione, ora basta! FRANCESCO ALBERTOSI Pontremoli (Ms) Egregio direttore, scrivo da Pontremoli, periferia emarginata della rossa Toscana; qua la situazione non va bene, ovvero abbiamo una giunta di pappamolli. I giovani se ne vanno e ora si riempie giorno dopo giorno di immigrati tanto che ormai hanno raggiunto più del 10% sulla popolazione locale. Il risultato è questo: spaccio e insicurezza. Ora basta! La gente si sta rompendo le palle ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso e per cui ho deciso di scrivere alla vostra redazione è il racconto di una ragazza responsabile di un supermercato che è disperata in quanto tutti questi vigliacchi rubano senza remore, in più minacciano e vogliono anche la ragione! Spero che il Cavaliere si ricordi di aver vinto grazie alla Lega considerando il fatto per il quale la gente è stufa del buonismo ipocrita della sinistra. Gli immigrati vanno presi a calci e rimandati a casa loro. Sindacati? I più ricchi VALERIA SATURNINI Albairate Cara Padania, i sindacati erano nati per proteggere gli operai dalle angherie del padrone. Poi hanno capito dove stava la lira e hanno cambiato posizione. Loro al caldo e ben pasciuti, gli operai in piazza e mal pasciuti. Grazie agli elettori emiliano-romagnoli CLAUDIO FACCINI segretario della sez. di Rivergaro (Pc) e resp. organizzativo naz. Emilia Approfitto dello spazio gentilmente concessomi, per ringraziare tutti gli elettori, i militanti, i sostenitori, i simpatizzanti e tutti gli emiliano-romagnoli che hanno contribuito al successo di queste elezioni politiche. Grazie Bossi! Saluti padani. Serve togliere l Ici ERMINIO OTTONE C'è chi protesta contro l'abolizione dell'Ici, sostenendo che questa sarebbe una rovina per le casse di molti comuni. L'Ici è una imposta patrimoniale, tanto cara alle sinistre radicali, e come tale non è commisurata alla effettiva capacità contributiva. L'abitazione principale non dà alcun tipo di reddito, se si considera reddito una mancata spesa (non si paga l'affitto se si possiede un abitazione) questo è un altro paio di maniche, in tal caso si dimentica che un simil affitto è già stato pagato negli anni passati con le rate del mutuo. Invece di compatire i comuni io punterei il dito contro tutte quelle amministrazioni che pensano ancora di essere rimaste agli anni '80 quando i bilanci erano opinioni e anche se si chiudevano con il segno meno poco importava perché tanto c'era chi era pronto a ripianare tutto quanto prendendo dalla fiscalità generale. 8000 comuni che si comportano in questa maniera non sono per nulla tollerabili. Togliere l'Ici serve, non è solamente propaganda elettorale e non è neanche solamente una mano che viene data alle famiglie italiane. Togliere l'Ici serve a responsabilizzare le giunte spendaccione, sempre pronte a aumentare le rendite catastali o l'aliquota quando si trovano in cattive acque per coprire investimenti totalmente privi di ogni copertura finanziaria. Attenzione a Toscanistan! ENRICO INNOCENTI Dolcedo (Im) Sono un toscano che da quindici anni vive in Liguria, da qualche anno in provincia di Imperia. Voto Lega Nord dal 92, quando stavo ancora in Toscana, e sono molto deluso del fatto che nella mia regione la Lega abbia preso solo l 1,9%, superata persino dalle Marche. Penso che ci sia stato un problema di propaganda o comunicazione, forse non è stato gradito un candidato delle Marche. (Non so che problemi ci sono stati, dato che ormai vado in Toscana solo un paio di volte all anno, per qualche giorno di vacanza.) Ma le potenzialità della Toscana sono più alte, mi ricordo che nel 92 prendemmo un 4%, con due deputati, Fragassi e Mancini. Prego quindi i vertici della Lega di non demordere e impegnarsi ancora per la propaganda in questa estesa regione, o, grazie a sindaci idioti di sinistra e banche tipo Monte dei Paschi di Siena, rischia di diventare Toscanistan (quando andrò in pensione mi piacerebbe ritornarci). Voglia di autonomia MICHELE FABBRI Forlì Quando la Lega annacqua il suo messaggio ottiene risultati deludenti, quando invece si differenzia dagli altri partiti fa il pieno di voti. I dirigenti leghisti tengano conto di questa lezione: nell elettorato c è voglia di identità e di autonomia. Stupri, violenze senza fine MARIO PULIMANTI Lido di Ostia (Roma) Molte donne non denunciano le violenze subite per paura di subire rappresaglie da parte del violentatore. "Se mi denunci, te la faccio pagare!" Violenze e aggressioni possono finire con la morte della donna che ha osato denunciare, dopo mesi o anni di persecuzioni, come è successo anche in alcuni tragici casi recente. Infatti lo stupratore, anche se condannato, uscirà rapidamente di prigione: per un indulto, per buona condotta, perché l'avvocato ha fatto ricorso in appello e nel frattempo sono decorsi i termini di carcerazione preventiva. E sa che gliela farà pagare. Altro che denunciare. La donna violentata non denuncia anche per vergogna, perché lei stessa, dopo uno stupro, si sente sporca, umiliata, ferita, oltraggiata nel corpo e nell'anima. Come reagire? Siamo contro L infedele BRUNO C. Genova Carissimo direttore, ho assistito alla trasmissione su La7 L infedele , condotta faziosamente da Gad Lerner e al vergognoso e ignobile attacco politico al nostro Matteo Salvini. Consiglio agli esponenti leghisti di rifiutare eventuali nuovi inviti e quindi a non partecipare più a trasmissioni condotte con faziosità e con cattiveria nei confronti della Lega Nord dall ex sessantottino (e fascistone rosso) Gad Lerner! Se la canti e se la suoni da solo! [Data pubblicazione: 23/04/2008].

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Berlusconi annuncia tagli al personale di Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica "E' una patata bollente tra le mani, ma interesse nazionale e' non perdere la compagnia di bandiera" Berlusconi annuncia tagli al personale di Alitalia Il leader del Pdl parla di "dolorosi tagli necessari", ma rassicura "sull'assistenza dello Stato" Milano, 23 Apr. - Silvio Berlusconi, in un collegamento con Nuovo Spazio Radio e con Radio Radio, ha affrontato la questione Alitalia. Il premier in pectore annuncia che in futuro ci dovranno essere dei tagli: "Ci sarà una dolorosa riduzione del numero degli addetti di Alitalia. Ma ci sono gli strumenti che lo Stato ha per chi si trova senza un lavoro e dovrà cercarne un altro. Tutti dovranno avere buon senso – ha sottolineato il Cavaliere - bisogna salvaguardare il maggior numero di dipendenti, ma ci sarà gente che dovrà cercarsi un altro lavoro. Non c'è nessuno che possa garantire l'attuale numero di dipendenti". "Bisogna escludere innanzitutto il commissariamento, ci saranno mesi durante i quali gli imprenditori italiani interessati alla compagnia potranno guardare i conti di Alitalia. Dopo tre o quattro settimane questa compagine nuova dovrà fare un'offerta impegnativa" ha dichiarato Berlusconi, ribadendo la necessità dei tagli del personale Alitalia. Rassicura però sull'assistenza che riceveranno dallo Stato coloro che perderanno il lavoro. “La necessità - dice - è salvaguardare la compagnia di bandiera e portare Alitalia prima al pareggio e poi agli utili". Per noi – conclude il leader del Pdl - sarebbe stato meglio lasciare al governo attuale di concludere con Air France. E' una patata bollente tra le mani, ma interesse nazionale è non perdere la compagnia di bandiera. Questo per orgoglio nazionale e per interesse economico". Valentina Pellegrino.

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Altri 300 milioni per Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Consiglio dei ministri vara un prestito ponte. Prodi: abbiamo dato più soldi perché li ha chiesti il Cavaliere Altri 300 milioni per Alitalia Berlusconi: ora è una sfida personale. E spunta la Cassa depositi e prestiti Un consistente prestito d'emergenza darà ossigeno all'Alitalia, dopo la ritirata dell'Air France. Ieri si è riunito il Consiglio dei ministri del governo uscente, convocato da Prodi, e ha deciso di concedere 300 milioni di euro alla compagnia di bandiera. Il Professore ha precisato che le trattative con Spinetta si sono interrotte a causa di "eccessive interferenze in campagna elettorale" e per le "difficoltà" frapposte dai sindacati. Ma soprattutto ha aggiunto che "l'onorevole Berlusconi ha chiesto di provvedere a un prestito ponte più sostanzioso di quel che avevano prospettato per avere il tempo di strutturare eventuali soluzioni alternative". Il Cavaliere ha detto ai suoi futuri ministri: si tratta di una sfida sulla quale "ho speso il mio nome e me ne occuperò personalmente". Nella cordata italiana si starebbe ipotizzando, accanto alle banche e ad altri soggetti privati, l'ingresso anche della Cassa depositi e prestiti e di Fintecna. La presenza di Tajani a Bruxelles come commissario Ue al posto di Frattini assicurerebbe al nostro Paese una maggiore tranquillità rispetto ai rischi di infrazione. Barbera e Masci ALLE PAG. 2 E 3 CON UN RETROSCENA DI Minzolini.

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Madonna brava ma non troppo (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Ascoltato a volume alto, il nuovo cd di Madonna spacca tutto. La produzione è mostruosa, i bassi sono esagitati, i campionamenti tolgono il fiato. In 'Hard candy' Madonna si è tolto lo sfizio di prendere i produttori più in voga del momento - da Timbaland ai Neptunes - e di battere i concorrenti sul loro stesso terreno: l'hip hop. L'ho ascoltato stamattina alla Warner. Questo è un disco che in America starà al primo posto per chissà quanto ma forse in Europa e in Giappone avrà un po' meno successo di 'Confession on a dance floor' perché è costruito apposta per gli States: è smisurato, sovrabbondante, incontenibile ma senza radici. D'accordo, c'è tutto: dalla dance al pop alle influenze latine in 'Spanish lesson', oltre naturalmente a valanghe di hip hop. Ma non ha un punto di riferimento, è, diciamo, senza àncora. Fluttua. Sbanda. E quindi il pezzo più efficace è senza dubbio '4 minutes' (peccato per il video), mentre quello che dal vivo sarà devastante è 'Give it 2 me', un autentico tour de force da ballare. Ci sono poi brani di cui si poteva fare a meno, come 'Incredible' e altri, come 'Devil wouldn't recognize you', che anche lei dice "sono ad un altro livello". Insomma, un gran disco. Ma 'Confession' passerà alla storia, questo cd per ora è solo cronaca. Grande, per carità. Ma gli manca l'idea, ecco. Scritto in Varie Non commentato " (2 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Apr 08 Però, complimenti signora Aguilera Vabbè, si fa presto a dire che Christina Aguilera è una di quelle sciacquette da grande magazzino del pop. D'accordo, è la cosa più semplice che viene da pensare. Uno ha visto i suoi primi video, ha ascoltato le sue canzoni degli esordi, ha visto le foto promozionali (e anche quella che ho messo qui non scherza.) e tira presto le somme: è una replicante di Britney. Invece no. Va bene, l'aspetto fisico rimane un punto di forza, ma non è tutto. La signora Aguilera sa il fatto suo. Già con "Back to basic" aveva sterzato, togliendosi dalla strada maestra del glamour. Ma adesso grazie al duetto con Mick Jagger dei Rolling Stones imbocca la sua strada. Può diventare un'interprete di buon livello, senz'altro capace di fare la sua figura. D'accordo, dov'è questo duetto?? Nel docufilm 'Shine a light' che Martin Scorsese ha girato nel 2006 al Beacon Theater di New York durante un concerto degli Stones. Tra gli ospiti dello show c'era anche Christina Aguilera - e già questo è un segnale. Saranno pure bolliti, ma gli Stones sono pur sempre gli Stones e non scelgono a caso. In più l'esecuzione di "Live with me" è sorprendente. Lei, in camicetta bianca e pantaloni neri, canta come si deve, con un bel piglio da veterana, è credibile e introduce persino i fiati con un urletto che Mick Jagger ormai se lo scorda. Risultato: è una sorpresa. Ed è probabile che questo duetto - nulla succede per caso - sia il segnale di un'altra svolta, magari rock. O magari più seria, finalmente. Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (12 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Apr 08 Scommesse aperte sui Raconteurs (io ci punto) Il cd dei Raconteurs è arrivato all'improvviso, così senza annunci, senza niente. Come a dire: non abbiamo bisogno di pubblicità. Molti dicono: tanta fretta dipende dal desiderio di evitare fughe anticipate su internet. Ma non credo che sia così: chi sa come funzionano le cose, non può ignorare che, se si vuole, un cd arriva in rete senza problemi. Il "leaking" è opera di tutti, non solo dei giornalisti come spesso credono gli estranei a questo settore: spesso basta l'usciere di una casa discografica per piazzare un intero album su qualche sito. Semplicemente, nel caso dei Raconteurs la promozione non serve: non ci sono singoli da spedire in radio e il tipo di pubblico di questa band si raggiunge velocemente e gratuitamente con i blog e le news sul web. Perciò non è stata fatta la promozione come di solito si fa, con annunci e anticipazioni tradizionali e costose. Vabbè, andiamo al sodo. Il nuovo cd dei Raconteurs è strepitoso. Io di solito non uso questi aggettivi così ridondanti ma 'Consolers of the lonely' lo merita davvero. E' rock come si deve, suonato senza fronzoli, camminando sulla strada che da Neil Young arriva fino ai Led Zeppelin e ai Pearl Jam. Rock purissimo. Già, ma chi sono i Raconteurs?? Sono la cosiddetta side band di Jack White dei White Stripes, il gruppo che lui ha fondato per divertirsi e che rischia di diventare più grande (almeno musicalmente) della sua casa madre. Ascoltatelo tutto, questo cd. Le chitarre graffiano, la voce è quella giusta e, soprattutto, ci sono le idee. Spesso sono così tante che un singolo brano è composto da tre strutture diverse, che si sovrappongono e si intersecano così bene da fondersi in un unico spartito. Bravi, bravi, bravi. E fatemi sapere che cosa ne pensate. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (12 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08 Caro Keith, neanche i medici capirebbero Lui, che è un entusiasta per natura, ha detto più o meno: "Sono talmente sano che i medici vogliono studiare il mio corpo quando sarò morto". Oddio, di Keith Richards dei Rolling Stones si può dire tutto tranne che sia deboluccio di salute. Si è massacrato con le droghe senza fare tanti complimenti (ma tutt'al più concedendosi qualche auto emotrasfusione). E' andato a letto tardi per quattro o cinque decenni. Non si è fatto mancare nulla, nemmeno le donne. E quindi, adesso che sta per compiere sessantacinque anni, è in effetti un sopravvissuto. Per di più, ha avuto l'epatite C e se l'è curata da solo grazie "al mio incredibile sistema immunitario, semplicemente essendo me stesso". Ma rimane sempre un inguaribile ottimista perché nemmeno i medici saprebbero individuare il suo segreto. E' la gioia di vivere. E quella è nell'anima più che nel corpo. Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (12 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Apr 08 Attenti a Sara Bareilles. Basta glamour, lei canta e basta L'altra sera ho visto e ascoltato in un piccolo club di Amsterdam (massimo 50 posti) una cantante americana che ha le carte in regola: Sara Bareilles. Non vi fate condizionare dal suo semplice successo, "Love song", che da qualche settimana gira molto bene in radio anche qui da noi in Italia. Questa è una ragazza californiana che ha qualcosa da dire. Che è bella ma non si spoglia davanti agli obiettivi. Che non si farà bombardare dai paparazzi. Che è una cantante e basta e provate ad ascoltare il suo cd "Little voice". Sara Bareilles riprende la storia di tutte le Fiona Apple perdute da quando sono iniziati gli anni Duemila. Questa ragazza, che ha 28 anni e viene da Eureka in California, si racconta con sofferenza in tutte le sue canzoni, Ha fatto l'università ma non fa politica perché si vergogna a parlare di concetti così alti senza avere le conoscenze necessarie. Insomma, non è Joan Baez o Joan Armatrading. E' una ragazza che canta bene, che ha fatto la sua vita prima di debuttare in musica e che in questo posticino di Amsterdam ha suonato cinque canzoni seduta al pianoforte con l'aiuto solo di un chitarrista acustico e di un percussionista. E lo ha fatto bene!! Ce ne fossero. Tenetela d'occhio. Qualche volta tocca anche a noi dare una mano alla musica. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (12 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ecco perche' Vasco si è laureato E va bene, ero partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa' perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi' bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando, insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu, altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno, l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque. Scritto in Varie Commenti ( 31 ) " (16 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 80 ) " (16 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze?? L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 85 ) " (16 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (18 votes, average: 4.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 11 ) " (19 votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (83) Ultime discussioni Giorgio: Eh, beh, io le donne ormai le conosco :-) Sissi: Ehmmmmm in effetti Giorgio la pubblicita' e' bella, ma sono stata piu' ipnotizzata dalla... Danielaèèfelice: Ormai il Mango non si vende + come una volta anche se si svende con i dischi di cover e Sanremi... Sally: Se vi piace il genere vi segnalo anche il nuovo dei Black Keys, Attack & Release, davvero bello spacca... Lui Hard Rocker: Oggi son stato dal fruttivendolo.. ma tutto sto mango non ce l'ho visto.. 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Le scelte utili per la sinistra Vedo con ritardo, e con meraviglia, che la Stampa (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Ha riferito del mio intervento alla assemblea di Firenze per l'unità della sinistra facendomi dire cose che non ho detto. Come si può vedere sul sito web che pubblica integralmente quell'intervento (www.arsinistra.it), non ho parlato della scissione del 1921, non ho richiamato Fausto Bertinotti, non ho parlato del 1892, data del congresso fondativo del primo partito socialista italiano, anche se penso che siamo in una situazione di disgregazione simile a quella che lo precedette e se da tempo cerco di proporre qualche possibile idea per un socialismo del tempo presente. Ho detto che la sinistra nuova deve nascere su nuove fondamenta, il che non ha nulla a che fare con il ripudio di qualcosa ma ha certo bisogno di un ripensamento del passato e chiede soprattutto una conoscenza critica del presente. E ho affermato che questa sinistra non ha da chiedere una "scelta di parte", ma scelte utili per la democrazia, i lavoratori e il Paese. ALDO TORTORELLA Air France addio Alitalia Air France, addio Alitalia, recitava ieri il nostro quotidiano. Sogno o durante il periodo pre-elettorale un candidato premier temeva che l'allora governo, ancora in carica, portasse a termine la svendita della compagnia aerea italiana di bandiera al peggior offerente? C'era stata congiuntamente l'annuncio di una cordata onorevole e di generosi intenzionati al... salvataggio dell'onore patrio, che si sarebbe presa in carico l'acquisto dell'Alitalia al giusto prezzo, evitando così che venisse sperperato il patrimonio nazionale, permettendo anche che lo scalo di Malpensa proseguisse la sua miglior vita. Ad elezioni avvenute... e sopravvivendo l'uomo, divenuto premier, le sue promesse hanno preso il volo, oppure è soltanto la proposta Air France che è sfumata? CESARE AUTERA La sanatoria per le colf Rutelli ha attaccato il centrodestra sul tema dell'immigrazione accusandolo di aver sanato decine di migliaia di romeni durante il passato governo Berlusconi. Faccio notare che la sanatoria ha riguardato in larga misura colf e badanti cioè persone che lavoravano in nero e con la regolarizzazione hanno potuto uscire dalla clandestinità e versare i contributi pensionistici facendo pure incassare molti soldi alle cassa statali. Facendo questo attacco il candidato sindaco di Roma ha preso una grossa cantonata. CLAUDIO PETITTI, ASTI Il reddito degli immigrati Ho un dubbio circa la proposta di innalzare il reddito cui subordinare la concessione del permesso di soggiorno ad un immigrato. E' più facile dimostrare un guadagno sufficiente ad un delinquente professionista che si "pulisce" gli introiti o ad un clandestino che magari lavora sodo, ma al nero? GIORGIA ROSSI Il braccialetto antistupro Leggo che Rutelli vorrebbe applicare alle donne un braccialetto antistupro. Ma non sarebbe più efficace il parafulmine, come proponeva, già nel Settecento, il grande fisico G. Christoph Lichtenberg? Un parafulmine per la "paracazzera": sarebbe il modo migliore per instaurare la pace tra i due sessi. Ci si rifletta. ANACLETO VERRECCHIA, TORINO Il voto ai bebè Ho letto sulla Stampa che in Germania un ex ministro e 50 politici stanno studiando di estendere il voto anche a chi ha da zero a 18 anni. Potrebbe essere un'idea da proporre anche in Italia, in fondo l'infantilismo già abbonda tra i nostri politici. DONATO DE BONIS Tempi duri per i bambini Quasi ogni giorno la televisione ammannisce, in prima serata, film che inneggiano alla violenza: scene sanguinarie cui i piccoli assistono e che imparano a ripetere, nella loro ingenuità, molto rapidamente convincendosi addirittura di poter usare il metodo della forza fisica per imporsi in famiglia o in società. Ed è qui che nascono il dramma degli abusi perfino sessuali, il problema attualissimo della sicurezza del vivere in Italia nelle grandi città, il crollo verticale e malavitoso della buona educazione e delle buone maniere. VITTORIO GENNARINI Cercasi intellettuali rompiscatole Ho letto con interesse l'articolo di Gianfranco Marrone, Il vento dello sdegno genera libri. La denuncia alimenta un atteggiamento critico, più consapevole, e può provocare sdegno. Ma non sempre. Viviamo un momento in cui spesso il mondo dell'informazione è minacciato da interessi di parte, non solo politici. Come se qualcuno volesse distrarci e farci guardare da un'altra parte. I "libri di denuncia" provano a mostrare ciò che è evidente ma non per questo già saputo. Sapere di sapere non è ovvio. È una conquista contro la distrazione e l'oblio. Se dimentichiamo chi è e cosa ha fatto Mangano possiamo anche accettare che qualcuno lo faccia passare per eroe. Per questo la denuncia non si fa con l'urlo dello sdegno, ma con l'intelligenza della passione civile. E viene raccolta dai lettori più informati ed esigenti, che vogliono saperne di più. Ma di libri di denuncia si può morire, se lo sdegno è solo un atteggiamento. O un filone commerciale. Anche perché l'indignazione fine a se stessa è davvero un'emozione passeggera. Ed è quello che sperano molti politici. Ho nostalgia di Sciascia, Calvino, Moravia, Pasolini. Oggi il potere assicura visibilità e ascolti. Ma è inevitabile che dalle stanze del potere le idee escano già spuntate e diventino subito favori. Chi ne è fuori non ha possibilità di farsi vedere e non ha voce. Allora credo che una certa editoria debba appoggiare e dare coraggio a chi crede non nel potere del privilegio ma nel potere della critica. Sempre. LORENZO FAZIO, CHIARELETTERE.

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