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DOSSIER “ALITALIA”

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IN EVIDENZA

- Alitalia, il Governo approva un prestito ponte di 300 milioni (Il Sole 24 Ore 22-4-2008)

- Alitalia, Passera: «Nulla sul tavolo» Aeroflot: «Aspettiamo una specifica proposta ufficiale da parte italiana». L'ad di Intesa: «Della situazione attuale della compagnia non sappiamo nulla». Il titolo sospeso in Borsa

- Pronto un decreto con 100 milioni a fondo perduto (Il Sole 24 Ore 22-4-2008)

- Per l'alternativa italiana si guarda a Intesa di Alessandro Graziani (Il Sole 24 Ore 22-4-2008) 1

- Alitalia, i nomi dei colpevoli di Massimo Giannini (La Repubblica 22-4-2008) 2

 

 

 

Alitalia, il Governo approva un prestito ponte di 300 milioni (Il Sole 24 Ore 22-4-2008)

 

 

 

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Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto per la concessione di un prestito ponte ad Alitalia da 300 milioni di euro. Lo riferiscono fonti di Governo. Il rimborso del prestito è previsto entro il 31 dicembre 2008. La versione iniziale del provvedimento, riferiscono le fonti, prevedeva risorse per 100 milioni di euro ma il Consiglio ha deciso di triplicare l'importo su richiesta del futuro premier, Silvio Berlusconi. «Berlusconi - ha spiegato al termine della riunione il presidente del Consiglio uscente Romano Prodi - mi ha chiesto un prestito più sostanzioso di quello che avevamo previsto per avere più tempo per risolvere la vicenda Alitalia. Il nostro è stato un atto di responsabilità». Lo ha affermato il premier Romano Prodi al termine del Consiglio dei ministri.
Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa ha spiegato che «il Governo in carica per gli affari correnti» ha ritenuto che «la bontà della proposta alternativa» avanzata da Silvio Berlusconi giustifichi «l'atto di responsabilità di non far venire meno questa disponibilità e da questo - ha continuato - discende il fatto che l'importo sia stato quello richiesto per attuare la soluzione tra poche settimane».
Il decreto legge, chiarisce la nota diffusa da Palazzo Chigi al termine del Consiglio, «è volto a garantire, per il tempo strettamente necessario un servizio pubblico essenziale al fine di evitare l'interruzione della continuità territoriale e problemi di ordine pubblico».
Il prestito ha «caratteristiche di mercato a brevissimo termine» maggiorato «di un tasso di interesse nella misura prevista dalla specifica disciplina comunitaria». Il finanziamento, secondo Palazzo Chigi, «consentirà di mantenere la continuità operativa della compagnia per il tempo strettamente necessario all'assunzione dei pieni poteri del nuovo Governo».

Da Berlusconi dichiarazioni pubbliche più impegnative di quelle private

Ai giornalisti che domandavano se il Governo uscente abbia avuto informazioni da Berlusconi sull'eventuale soluzione alternativa, Padoa-Schioppa ha risposto: «Sono state fatte dichiarazioni pubbliche che erano ancora più impegnative di quelle private».
«Senza questa operazione di prestito - ha chiarito il ministro - il consiglio di amministrazione di Alitalia si sarebbe trovato nelle condizioni che sapete, altrimenti non ci sarebbe stata la necessità. Per coprire il segmento di tempo da questa possibilità alla soluzione che autorevolissimamente è stata data come sicura era giusto non negare questo finanziamento temporaneo».


Le interferenze dalla politica e dei sindacati

«Le eccessive interferenze su questo argomento durante la campagna elettorale - ha aggiunto Prodi - e le numerose difficoltà frapposte dai sindacati sono alla base» della decisione di Air France di ritirare l'offerta. Più esplicito, pur senza citare il leader del Pdl, è stato Padoa-Schioppa: «La persona, colui che probabilmente presiederà il prossimo Governo, ha contribuito a far sì che la soluzione Air France tramontasse, perchè convinto di poterne proporre una migliore» ha detto il ministro uscente nel corso della conferenza stampa seguita alla riunione del Consiglio dei ministri che ha approvato la concessione del prestito ad Alitalia.

Il nodo Bruxelles

Il prestito dovrà superare l'esame della Commissione europea che a inizio aprile aveva messo le mani avanti ricordando che Alitalia non può più usufruire di aiuti di Stato. Su questo punto Padoa-Schioppa è stato lapidario e alla domanda su come la Commissione giudicherà il decreto ha risposto: «Lo vedremo». Nel corso della giornata, il presidente dell'esecutivo comunitario, il portoghese Josè Manuel Barroso aveva annunciato la decisione di assegnare all'Italia il gabinetto Trasporti, quello che dovrà occuparsi del caso Alitalia, oggi guidato dal francese Jacques Barrot. Quest'ultimo prenderà il posto di Franco Frattini destinato a rientrare in Italia con incarichi di Governo. La decisione ha provocato disappunto nell'esecutivo guidato da Prodi, a cui ha replicato il portavoce di Barroso affermando che il presidente della Commissione «ha avuto i contatti appropriati» prima di decidere.

Il ritorno in Borsa

Mercoledì - ha fatto sapere in serata Borsa Italiana - il titolo rientrerà in contrattazione con le modalità dell'asta unica, segnando quindio un unico prezzo al termine della seduta di Borsa.

 


Alitalia, Passera: «Nulla sul tavolo» Aeroflot: «Aspettiamo una specifica proposta ufficiale da parte italiana». L'ad di Intesa: «Della situazione attuale della compagnia non sappiamo nulla». Il titolo sospeso in Borsa

MILANO - «Oggi non c'è nulla sul tavolo, è prematuro poter dire qualsiasi cosa perchè della situazione attuale di Alitalia non sappiamo nulla». Corrado Passera prende tempo all'indomani del passo indietro di Air France che annunciato di aver rinunciato definitivamente ad Alitalia, ritirando l'offerta sulla compagnia italiana. «Su Alitalia - spiega l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo - c'è stato molto disordine informativo nelle ultime settimane. Ci siamo impegnati per mesi per mettere a punto un progetto molto serio di sviluppo. Da mesi non sappiamo quale sia la situazione di Alitalia, quindi senza avere informazioni su questo non è pensabile dare una risposta». Passera tuttavia ribadisce che Intesa, «di fronte a progetti industriali solidi e con prospettive internazionali»non si è mai tirata indietro.

GLI SCENARI- Da un parte Intesa e una possibile cordata italiana. A tal proposito Francesco Gaetano Caltagirone esclude al momento un interesse: «non è il nostro settore» spiega il presidente di Caltagirone Spa a margine dell'assemblea degli azionisti che ha varato i conti del 2007 del gruppo. Dall'altra parte Aeroflot. «Aspettiamo una specifica proposta ufficiale da parte italiana» rivelano fonti ufficiali della compagnia russa. «A partire da questa specifica proposta - aggiungono - potremo discutere la nostra posizione, che si baserà sull'interesse della nostra sottolineando dicompagnia e dei nostri azionisti» spiegano fonti di Aeroflot, considerare ancora Alitalia un asset di grande valore e specificando che la compagnia russa «studierà tutte le opzioni per l'acquisto». «La nostra posizione non è cambiata» sottolinea invece Stefanie Stotz, portavoce di Lufthansa, commentando le voci secondo le quali Silvio Berlusconi starebbe pensando per Alitalia proprio alla compagnia tedesca dopo l’addio di Air France. «Posso però dire che stiamo osservando gli sviluppi in Italia, ma esattamente come facciamo con il Nord America, la Gran Bretagna e le altre aree del mondo» aggiunge Stotz. Nessuna intenzione di avviare trattative o discussioni con il governo italiano e con Alitalia da parte della British Airways. «Da parte nostra - spiega la compagnia britannica - non esiste un focus sulla compagnia italiana».

COMMISSARIAMENTO - Se per Alitalia dovesse essere deciso il commissariamento, secondo quanto risulta a Radiocor, ci sarebbe già il nome pronto. Quello, sostiene l'agenzia, di Maurizio Basile, che si è dimesso nei giorni scorsi dalla carica di amministratore delegato di Aeroporti di Roma S.p.A.

TITOLO SOSPESO - I destini della compagnia continuano dunque a navigare nell'incertezza. Con ripercussioni anche in Borsa. Dopo quasi un'ora di asta intorno al titolo, il titolo della compagnia è stato sospeso dalle negoziazioni. Il provvedimento riguarda azioni ordinarie, obbligazioni convertibili e strumenti derivasti. La sospensione sarà per tutta la seduta odierna in attesa di comunicazioni.

CDM - Sarà il Consiglio dei ministri ( «è stato preavvertito per mercoledì mattina» annuncia Emma Bonino) a valutare il da farsi dopo il ritiro dell’offerta di Air France-Klm per l’acquisto di Alitalia. Ma il nodo di un eventuale prestito ponte che dia sostegno alla compagnia italiana potrebbe essere affrontato già martedì sera dall'esecutivo. Lo sostiene la Reuters. L'uscita di scena di Air France rappesenta il primo banco di prova del dialogo bipartisan sulla vicenda Alitalia promesso da centrodestra e ecentrosinistra. In mattinata si è tenuto un nuovo incontro di governo a Palazzo Chigi. Il premier Romano Prodi ha visto il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, il titolare dei Trasporti, Alessandro Bianchi, e il sottosegretario alla presidenza Enrico Letta. Nel frattempo la «squadra» di Silvio Berlusconi condotta dal fido Gianni Letta e da Bruno Ermolli sta serrando le fila di quella «cordata» italiana. Intanto Alitalia ha convocato i sindacati per giovedì prossimo alle 10,30. All'ordine del giorno l'aggiornamento e la valutazione della situazione aziendale.

«UNA TRAGEDIA PER ROMA» - Tra i dipendenti a Fiumicino il ritiro dell'offerta di Air France è stato accolto con un misto di amarezza, delusione e preoccupazione accompagnata da una grande incertezza per il futuro. «Quello che sta succedendo ad Alitalia è un dramma» è lo sfogo del candidato sindaco per il centrosinistra, Francesco Rutelli. «Oggi La Padania - spiega il vicepremier uscente - rivendica di aver messo il bastone tra le ruote tra l'Italia e Francia e Olanda che hanno ritirato la loro offerta. Ma vorrei che si capisse che per noi a Roma Alitalia è come la Fiat per Torino».


Pronto un decreto con 100 milioni a fondo perduto (Il Sole 24 Ore 22-4-2008)

 

Tra oggi e domani mattina il Consiglio dei ministri si riunirà per affrontare la nuova emergenza Alitalia con l'obiettivo di approvare un decreto che, secondo le prime indicazioni, sarà proposto dal ministro dell'Interno. Per traghettare Alitalia verso una soluzione alternativa ad Air France-Klm il Governo uscente ricorrerà a un decreto che dovrà autorizzare la concessione a fondo perduto ad Alitalia di 100-150 milioni di euro: il provvedimento non sarà portato al Consiglio dei ministri dal ministero del Tesoro, come inizialmente ipotizzato, ma dal Viminale, da cui ieri comunque non è giunta una conferma ufficiale.
Di fatto un decreto firmato dal ministero dell'Economia, azionista di Alitalia, renderebbe estremamente concreto il rischio che l'Unione europea ponga il veto considerando l'intervento in contrasto con le normative comunitarie che lo configurerebbero come aiuto di Stato.
Un decreto proposto dal ministro Giuliano Amato potrebbe al contrario essere motivato con ragioni di «ordine pubblico »: la situazione di emergenza e la necessità nazionale di assicurare la continuità al principale servizio aereo del Paese.
Si tratterebbe comunque di una soluzione bipartisan e non potrebbe essere altrimenti, dopo l'esito delle elezioni e l'avvicinarsi dell'insediamento del Governo Berlusconi cui toccherà convertire il decreto in legge entro 60 giorni e difenderlo da eventuali rilievi di Bruxelles.
Nella serata di ieri Palazzo Chigi ha reagito con un «no comment» alla notizia che Air France-Klm ha rinunciato alla propria offerta di acquisto di Alitalia. Ma già oggi dovrebbe arrivare la soluzione-ponte per consentire di tagliare comunque, in extremis, il traguardo della privatizzazione con un partner alternativo ad Air France- Klm. Il tutto da fare in tempi strettissimi per scongiurare il commissariamento.
Alla repentina rinuncia del gruppo di Spinetta ieri sera il ministero del Tesoro ha replicato ricordando quanto detto da Padoa-Schioppa a Brdo, in occasione dell'Ecofin,per sollecitare i sindacati a riprendere le trattative per evitare «conseguenze irreparabili». L'urgenza di un'intesa bipartisan non evita il commento estremamente critico del Partito democratico: «Come avevamo previsto, dichiarazioni avventate e comportamenti non responsabili hanno fatto naufragare la trattativa con Air France, mettendo a repentaglio il destino di Alitalia e di decine di migliaia di lavoratori».


Per l'alternativa italiana si guarda a Intesa di Alessandro Graziani (Il Sole 24 Ore 22-4-2008)

 

 

 

L'uscita di scena di Air France riporta l'attenzione sulla cordata italiana per Alitalia. Da oggi, inevitabilmente, gli occhi saranno puntati su Bruno Ermolli e su Intesa Sanpaolo. Da una parte c'è Ermolli, il superconsulente di Silvio Berlusconi che, attraverso la sua società di consulenza Sinergetica, da qualche settimana sta sondando l'interesse di imprenditori italiani interessati al salvataggio-rilancio della compagnia di bandiera.Dall'altra Intesa Sanpaolo, che fino a pochi mesi fa si era detta disponibile a supportare il piano di Air One per rilevare Alitalia. Se un tentativo di soluzione italiana, estesa a partner industriali esteri, ha davvero qualche possibilità di concretizzarsi questi sono i due possibili interlocutori.

Senza escludere, anzi c'è chi lo dà per possibile, una convergenza dei due piani in un unico progetto.

Il ruolo di Intesa Sanpaolo rischia di essere centrale, perchè senza una grande banca che gli dia sostegno l'eventuale progetto «italiano» faticherà a stare in piedi. Dopo aver supportato il primo tentativo di Air One, nelle ultime settimane Intesa Sanpaolo si era tirata indietro prendendo atto della scelta del Governo Prodi di andare fino in fondo al tentativo con Air France. L'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera era stato grande sponsor del tentativo di Air One. Ma poi aveva preso atto della scelta del Governo. E il presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo Enrico Salza aveva escluso categoricamente interventi della banca.
Ma ora, fallita l'ipotesi Air France e alla vigilia del cambio di consegne al vertice del Governo italiano, Intesa potrebbe tornare a esaminare il dossier? Un segnale di apertura è arrivato dallo stesso Salza. «Se l'operazione Alitalia fosse di respiro internazionale – ha detto il banchiere – saremmo interessati, sotto varie forme». Il ruolo, sembra di capire, è tutto da definire. Ma è evidente che Salzasta seguendo da vicino la partita. E con Ermolli, al di là delle diverse preferenze politiche, c'è un solido rapporto basato sul progetto dell'area MilanoTorino (Mi-To) che ormai va avanti da anni.

Il vero nodo che riguarda l'eventuale coinvolgimento di Intesa Sanpaolo sembra essere il ruolo di Air One. Insieme alla compagnia di Carlo Toto, la banca aveva studiato un piano che lo stesso Passera considerava in grado di avere successo. Quel piano, ovviamente, non è più valido perchè datato nel tempo. Ma la presenza di Air One è una pregiudiziale per Intesa Sanpaolo? Non solo. Da quando è stata presentata la prima offerta di Intesa-Air One a oggi, il mondo del credito si è trasformato in peggio. I manager della banca sono consapevoli dei rischi dell'operazione Alitalia. Rischi che sei mesi fa potevano essere presi con relativa tranquillità. Ma che oggi il mercato potrebbe non capire.


Alitalia, i nomi dei colpevoli di Massimo Giannini (La Repubblica 22-4-2008)


ORA saranno soddisfatti. I "difensori della nazione" e i "paladini dell'occupazione". Il Pdl che ha appena vinto le elezioni e il sindacato che ha appena perso la faccia. Il ritiro di Air France significa la fine dell'Alitalia e certifica la sconfitta dell'Italia.

Si compie il destino di un'azienda depauperata e depredata da decenni di cattiva gestione finanziaria e di pervasiva "usucapione" politica. Si chiude nel peggiore dei modi un "buco nero" costato alla collettività 15 miliardi in 15 anni, 270 euro per ogni cittadino, neonati compresi.

Solo le false anime belle, adesso, possono far finta di meravigliarsi per la rottura decisa dai francesi. Cosa si aspettavano, dopo che una partita strategica come Alitalia è stata giocata strumentalmente in un'ottusa campagna elettorale, come un derby pecoreccio tra Malpensa e Fiumicino? Cosa speravano, dopo che il futuro industriale del nostro vettore aereo è stato consumato inopinatamente in un assurdo negoziato "peronista", come una banale vertenza sui taxi? In questo sciagurato Paese, purtroppo, funziona così. Ma nel resto d'Europa, evidentemente, il mercato ha ancora le sue regole, i suoi tempi, i suoi effetti.

Ci sono nomi e cognomi, nell'elenco dei colpevoli di questo bruciante fallimento del Sistema-Paese. Sul fronte politico, Berlusconi ha brillato per l'insostenibile leggerezza con la quale ha maneggiato l'affare Ali-France, e per l'insopportabile cinismo con il quale ha sventolato il pretestuoso vessillo dell'"italianità" a fini di marketing elettorale. La sua crociata anti-francese non ha conosciuto confini diplomatici né limiti etici. In un vortice di annunci auto-smentiti, ha posto veti impropri. Ha inventato cordate improbabili, a metà tra il pubblicistico e il familistico. Ha messo in pista concorrenti immaginari, come l'Aeroflot dell'amico Putin, che gentilmente si è prestato al gioco nella ridente cornice sarda di Villa Certosa, dove il luogo della vacanza personale si traveste da sede della rappresentanza istituzionale. Jean-Cyrill Spinetta ha sopportato anche troppo le intemperanze del premier in pectore. Piuttosto che perdere altro tempo e farsi dire no dal nuovo governo, ha preferito giocare d'anticipo.

Sul fronte sindacale le colpe sono anche più gravi. Epifani, Bonanni e Angeletti, e con loro la colorita galassia degli "autonomi", hanno brillato per l'inaccettabile miopia con la quale hanno affrontato la drammatica crisi dell'Alitalia, alla quale hanno dato da sempre il loro fattivo contributo. Per troppi anni, dai tempi di Aquila Selvaggia, le confederazioni e i mille cobas sparsi nei nostri cieli hanno usato la compagnia come una zona franca, nella quale i livelli retributivi e le quote occupazionali erano le sole "variabili indipendenti" da tutti gli altri parametri aziendali: dall'efficienza del servizio alla produttività del lavoro. Cgil, Cisl e Uil si sono distinte per l'intollerabile demagogia con la quale hanno cercato fino all'ultimo di intralciare il piano industriale dell'unico partner di livello mondiale che aveva accettato di sporcarsi le mani nel disastro dell'Alitalia. All'insegna della più insensata difesa corporativa. Dal cargo, da salvare nonostante abbia 5 aerei con un organico di 135 piloti e fatturi 260 milioni con una perdita di 74 milioni. Ad Alitalia Servizi, da salvare grazie a Fintecna in un'operazione impensabile perfino al tempo dell'Efim e degli altri carrozzoni pubblici delle PpSs. Anche in questo caso, Spinetta non poteva continuare con questo indecoroso tira e molla. Ha preferito anticipare i tempi, con tanti saluti alla gloriosa Triplice.

Il governo Prodi non ha gestito al meglio questa privatizzazione. Ma Tommaso Padoa-Schioppa ha avuto almeno il merito di aprire la "pratica", dopo un'intera legislatura nella quale il vecchio governo della Cdl si era ben guardato dal farlo. E di avvisare tutti una settimana prima del voto: "Serve un segnale immediato - aveva detto all'Ecofin in Slovenia - perché se la decisione sull'offerta Air France viene rimandata a dopo le elezioni il commissario sarà inevitabile". Così è stato. Così sarà. Ora l'Alitalia svola verso il baratro. In cassa ci sono soldi per un altro mese, non di più. Il Consiglio dei ministri che si riunirà oggi può fare solo due cose: approvare il prestito-ponte da 100 milioni, e decidere il commissariamento della compagnia. In ogni caso, è una lezione amarissima per tutti. Per il leader del centrodestra che ora dovrà evitare almeno il fallimento, dopo aver dimostrato tutta la sua improvvisazione politica e il suo ritardo di fronte alle sfide del libero mercato. E per i leader confederali, che non sono stati capaci di cogliere "l'ultima chiamata" e hanno mostrato tutto il loro incolmabile deficit culturale rispetto alle logiche della globalizzazione.

In questa fiera delle irresponsabilità, ancora una volta, le due "caste" hanno dato il peggio di sé. Sulle spalle dell'Italia, che vorrebbero "rialzare". E sulla pelle dei lavoratori, che dovrebbero tutelare.
(22 aprile 2008)


Report "Alitalia 2"

Alitalia: Air France abbandona le trattative ( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la compagnia Franco Olandese ha spiegato che ogni offerta nei confronti di Alitalia è stata ritirata. 'Gli accordi annunciati il 14 marzo con l'obiettivo di lanciare un'opa su Alitalia - si legge nel comunicato - non sono piu' validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta".

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Air France ritira l'offerta ( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: offerta Mossa a sorpresa su Alitalia. E Intesa riapre il dossier ROMA - Air France-Klm ha ritirato l'offerta per Alitalia. Scelta. La decisione è stata comunicata a sorpresa ieri sera. Scarno il comunicato d'addio dei francesi nel quale si chiarisce che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio non sono più validi.

Con il commissario a terra 100 aerei ( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Attualmente la liquidità di Alitalia è di circa 170 milioni di euro. In caso di commissariamento secondo la legge Marzano (utilizzata per la Parmalat) ci sarebbe una moratoria sul debito ma la compagnia dovrebbe ridurre a circa 70 gli aerei in esercizio. Cioè soltanto quelli attivi sulle rotte economicamente sostenibili.

Subito il prestito-ponte E Silvio guarda a Lufthansa ( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: acquisto di Alitalia, il segretario generale della Cisl non è pessimista. "Con il prestito-ponte si sistema tutto", dice Raffaele Bonanni. Alla "cordata alternativa" messa in piedi dal nuovo governo lui ci crede. "Bastano quattro settimane" aggiunge. Nei giorni scorsi sarebbe stato direttamente Gianni Letta, ambasciatore plenipotenziario di Silvio Berlusconi,

Bonanni: decide il nuovo governo ( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: leader della Cisl, non ha dubbi: sul caso Alitalia deve calare il sipario del governo uscente sulla cui gestione della cessione, il leader cislino ha sempre avanzato molte critiche. Bonanni, che anche ieri ha tenuto i contatti con Gianni Letta, è convinto da tempo che l'opzione Air France-Klm andasse messa da parte.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-22 num: - pag: 3 categoria: A... ( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La situazione finanziaria di Alitalia è nota, e la sua dibattuta autonomia di cassa non consente di costruire schemi di medio periodo. La contingenza congiunturale, e i prezzi del petrolio che stanno mettendo in difficoltà diversi colossi dell'aviazione mondiale, sono stati non a caso citati da Air France per spiegare i motivi dell'addio.

Fulmini su due aerei, panico a bordo ( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: pilota Alitalia -. Quando si vola, soprattutto in fase di salita o di discesa, è facile incontrarle, ma grazie alle apparecchiature è possibile girarci intorno ed evitarle". Radar metereologici sono in grado di rappresentare le zone temporalesche che potrebbero creare problemi, così gli aerei fanno in modo di non attraversarle.

Indici in frenata. Salgono Eni e Bpm ( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è salita del 3,3% prima dell'annuncio, in serata, del dietro front di Air France che si è ritirata dall'offerta, a 0,62 euro. Sul fronte bancario, Unicredit ha ceduto lo 0,56%, Intesa Sanpaolo lo 0,27%. Mps lo 0,71%. Bene Bpm (+1,74%), dopo l'assemblea degli azionisti e le affermazioni del presidente Roberto Mazzotta per il quale la popolare di Piazza Meda "

Se il patriottismo diventa una politica industriale ( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE IL CASO ALITALIA Se il patriottismo diventa una politica industriale P er quanto la cosa possa apparire contraddittoria con l'autorappresentazione liberale e liberista del Pdl, Silvio Berlusconi ha fatto della difesa dell' italianità di Alitalia contro l'annessione francese un argomento vincente con gli elettori.

Nei piani di Spinetta c'era una riduzione degli aerei che sarebbero passati da 174 a 137. Via a ( da "Messaggero, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nche i 5 aerei Cargo. Già dai primi di aprile Alitalia ha autonomamente fermato una trentina di aerei.

ROMA - Una sorta di "prestito ponte" di 100-150 milioni di euro, per pe ( da "Messaggero, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per permettere ad Alitalia di "respirare" per qualche altra settimana ed evitare lo spettro del commissariamento e del successivo fallimento. Il tutto potrebbe avvenire sotto forma di decreto che il governo, in carica solo per l'ordinaria amministrazione, intende prendere domani "solo se ci sarà il via libera della nuova maggioranza",

ROMA - Intesa Sanpaolo rilancia l'interesse su Alitalia poche ore prima che Air France ( da "Messaggero, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia poche ore prima che Air France "fermasse le bocce" rispondendo picche alla lettera di chiarimento di venerdì scorso della Magliana con la quale chiedeva a Parigi se fosse sempre valido l'accordo di esclusiva siglato il 14 marzo. "Se l'operazione fosse di respiro internazionale, saremmo interessati" ha detto ieri Enrico Salza presidente del consiglio di gestione della Superbanca"

ROMA - Altro che modifica del piano. Air France-Klm si chiama fuori dalla partita Alitalia. ( da "Messaggero, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dopo che la stessa Alitalia aveva chiesto alla compagnia franco-olandese di chiarire la sua posizione. "Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: France si ritira dalla gara per Alitalia Vendita della quota di Alitalia: Air France ha ritirato la propria offerta. Palazzo Chigi: "no comment". Un Consiglio dei ministri si svolgerà nelle prossime 48 ore per prendere le decisioni conseguenti. Ronde, polemica tra Di Pietro e Maroni "è incostituzionale prevedere che la polizia privata si possa sostituire alle istituzioni pubbliche"

Sprint anche a Fiumicino Canapini, appello al Cav ( da "Giornale.it, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è solo la vicenda Alitalia, che riguarda direttamente la popolazione del nostro comune, posti di lavoro, indotto ed economia, ma anche l'ampliamento del sistema aeroportuale che coinvolge oltre mille ettari di terreno di proprietà del gruppo Benetton". Per il futuro, rileva Canapini, serve un forte sostegno al porto commerciale di Fiumicino,

Air France ritira l'offerta: Alitalia non c'interessa più ( da "Giornale.it, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 22 pagina 1 Air France ritira l'offerta: Alitalia non c'interessa più di Paolo Stefanato Mentre IntesaSanPaolo riapre il dossier Alitalia, Air France-Klm annuncia il ritiro della sua offerta. "Accordi contrattuali non più validi", dice la compagnia franco-olandese. Nessun commento da Palazzo Chigi: il Consiglio dei ministri si riunirà entro 48 ore.

Alitalia, AirFrance ritira l'offerta ( da "Tempo, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Salza interessato Alitalia, AirFrance ritira l'offerta e Intesa riapre Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Colpo di scena nella tarda serata di ieri nella vicenda Alitalia. Air France ha ritirato la propria offerta. "A seguito della richiesta di Alitalia di chiarire la situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni fra Air France-

Grandi manovre sulle Generali. Bernheim sotto tiro. Ma i francesi non mollano ( da "Tempo, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: già evidenziata sul tema Alitalia, potrebbe fornire all'anziano manager una sponda politica di gran rilievo. Eppure molti fucili sono puntati sul 26 aprile, giorno in cui è prevista l'assemblea del Leone di Trieste. Il tentativo è chiaro: costringerlo alla resa fregiandolo della carica di presidente onorario.

Tasse e extra, low cost più cari dei voli di linea - andrea tarquini ( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma più di Alitalia. I portavoce delle compagnie a basso costo, interpellati dal quotidiano tedesco, si difendono ma in parte ammettono. Secondo Easyjet, "per noi vale il principio del low cost: ognuno deve pagare solo il necessario". Ma ammette che i concorrenti low cost "dimostrano molta fantasia".

Il colpo di scena nella vicenda Alitalia è arrivato nella ( da "Tempo, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è arrivato nella ... Il colpo di scena nella vicenda Alitalia è arrivato nella tarda serata di ieri, con un comunicato di AirFrance-Klm: il gruppo franco-olandese ha fatto ufficialmente sapere che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte

Air France-Klm chiude, l'offerta non vale più ( da "Manifesto, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: risposta alla richiesta da parte di Alitalia di chiarire la situazione legale dopo la rottura dei negoziati. "Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'

Air France chiude <Ritiriamo l'offerta> ( da "Secolo XIX, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia rispunta Intesa: aperti a trattativa internazionale ROMA. Addio Air France. La compagnia francese ha definitivamente ritirato la sua offerta per Alitalia: "Gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia dice un comunicato non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni

L'Enac autorizza sette compagnie a usare Malpensa ( da "Stampa, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: condizione con la quale la Sea si era detta disposta a rinunciare al risarcimento da 1,25 miliardi contro Alitalia per i tagli a Malpensa. Ma allo stesso tempo ha modificato la convenzione con cui Alitalia - su pressione di Air France - a metà marzo si era garantita la quasi esclusiva su circa 60 rotte intercontinentali. Per Parigi forse il motivo decisivo per abbandonare il tavolo.

Alitalia Air France si ritira ( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: Air France si ritira Apertura di Intesa San Paolo Pavia, 22 apr. – Non c'è pace per Alitalia. Air France-Klm ha comunicato che: “gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'

Maroni Malpensa se la cavera' ( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: front di Air France sulla trattativa per l'acquisto di Alitalia, "Malpensa se la cavera', ne sono certo". Ad affermarlo e' il capogruppo uscente della Lega Nord a Montecitorio, Roberto Maroni, intervistato da Maurizio Belpietro su Canale 5. "Bastera' lasciare a Malpensa la possibilita' di svilupparsi, senza restrizioni, senza limiti o pesi.

Piazza Affari Alitalia crolla, Borsa apre in calo ( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Af-Klm in rialzo con +1,70% Piazza Affari: Alitalia crolla, Borsa apre in calo Titolo Alitalia sospeso dalle negoziazioni Milano, 22 Apr. – Questa mattina apre in negativo Piazza Affari. Il primo Mibtel ha segnato un calo dello 0,29% a 25.469 punti e lo S&P/Mib dello 0,35% a 33.

Alitalia: Air France si ritira ( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: Air France si ritira Apertura di Intesa San Paolo Pavia, 22 apr. – Non c'è pace per Alitalia. Air France-Klm ha comunicato che: “gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'

Alitalia, Air France-Klm abbandona ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Primo Piano Pagina 102 Alitalia, Air France-Klm abbandona "Le condizioni dell'offerta di acquisto non sono più valide" --> "Le condizioni dell'offerta di acquisto non sono più valide" Air France-Klm decide di abbandonare la trattativa per Alitalia: "Non ci sono più le condizioni".

Air France si ritira: addio all'Alitalia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Air France ritira la propria offerta su Alitalia. "A seguito della richiesta di Alitalia di chiarire la situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni fra Air France-Klm e Alitalia - è scritto in un comunicato della compagnia franco olandese - Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'

Air France ritira l'offerta su Alitalia ( da "Giornale.it, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Klm e Alitalia - si legge nella nota -, Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta".

Alitalia, Air France dice basta ( da "Stampa, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: OFFERTA Alitalia, Air France dice basta [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Air France-Klm getta la spugna per l'acquisto di Alitalia e mette in dubbio il prestito-ponte per evitare il commissariamento. Dopo mesi di negoziati con il governo Prodi, un fallito tentativo di accordo con i sindacati e gli attacchi in campagna elettorale di Berlusconi,

Alitalia riunione slitta a domani ( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia il titolo ha perso oltre l'11% Alitalia: riunione slitta a domani Il Cdm decidera' le sorti della compagnia di bandiera Roma, 22 apr. - La riunione del Consiglio dei Ministri convocata per decidere sul futuro dell'Alitalia è slittata. A quanto si apprende, si terrà domani e non oggi pomeriggio.

Alitalia: riunione slitta a domani ( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia il titolo ha perso oltre l'11% Alitalia: riunione slitta a domani Il Cdm decidera' le sorti della compagnia di bandiera Roma, 22 apr. - La riunione del Consiglio dei Ministri convocata per decidere sul futuro dell'Alitalia è slittata. A quanto si apprende, si terrà domani e non oggi pomeriggio.

Epifani gioca a tutto campo e punta sull'unità sindacale ( da "Stampa, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Infine l'Alitalia: "Continuo a ritenere quella di Air France la via principale, purché il piano sia corretto e tenga conto anche di Malpensa". La conferenza nazionale Spi-Cgil, con 650 delegati, prosegue oggi e domani. Una boccata d'ossigeno per l'economia turistica locale.

Alitalia Cdm alle 18.30 a Palazzo Chigi ( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: definire la questione Alitalia ed esaminare le leggi regionali. Intanto Air France ha fatto sapere che il ritiro dell'offerta per la privatizzazione di Alitalia è definitivo. Le motivazioni alla base di questa decisione sarebbero da ricondurre a fattori di natura industriale, a cominciare dal rialzo dei prezzi del carburante che non consente l'

Alitalia: Cdm alle 18.30 a Palazzo Chigi ( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: definire la questione Alitalia ed esaminare le leggi regionali. Intanto Air France ha fatto sapere che il ritiro dell'offerta per la privatizzazione di Alitalia è definitivo. Le motivazioni alla base di questa decisione sarebbero da ricondurre a fattori di natura industriale, a cominciare dal rialzo dei prezzi del carburante che non consente l'

L'alibi della questione mediatica ( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alimentato ad arte dalla tv e appesantito dal disastro dei rifiuti e dalla crisi dell'Alitalia, ci ha impedito di coronare con successo la rimonta… In soli quattro mesi, evidentemente, i nostri messaggi non hanno prodotto un accumulo sufficiente presso l'elettorato. Avremmo avuto bisogno di più tempo...”. Stefano Vandelli politica@voceditalia.

L'ira del governo Rutelli: "E' colpa di Berlusconi" ( da "Stampa, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: attività di Alitalia per aprire nuove e reali trattative". Come lo spiega il senatore Enrico Morando: "Bisogna fare un estremo sforzo, per far tornare l'unico interlocutore in campo al tavolo della trattativa Alitalia, in un contesto nel quale, malgrado siano passati diversi giorni, nuovi e più attendibili interlocutori non si sono allo stato palesati"

E adesso Letta apre alle gabbie salariali ( da "Padania, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Già in prima linea con la trattativa bipartisan impostata insieme allo zio Gianni sulla vicenda Alitalia, baby Letta potrebbe stare puntando ad accreditarsi, in un sol colpo, quale ambasciatore del dialogo con il Governo e come leader nordista dei democratici. Il che, in un Pd decentrato, potrebbe anche voler dire leader tout court. A.Mon.

Bonomi: dopo la scelta di Roma la Sea necessita di un nuovo piano industriale ( da "Padania, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sapevamo che Alitalia nel futuro sarebbe stata una società stand alone , ma non avremmo mai immaginato che Alitalia avrebbe disatteso i patti con Sea". Da qui la necessità di ripensare l'attività futura della società. "La cancellazione di 886 movimenti settimanali dall aeroporto di Malpensa -dice Bonomi- è calcolabile intorno al -70%

E ora Intesa-Sanpaolo apre su Alitalia ( da "Padania, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: IN ATTESA DEL NUOVO ESECUTIVO E ora Intesa-Sanpaolo apre su Alitalia IntesaSanPaolo potrebbe riaprire il dossier Alitalia se l operazione fosse di respiro internazionale. Alitalia ha il fiato corto e attende al più presto denaro fresco per continuare l attività almeno per la stagione estiva, quindi sino a fine ottobre.

Il Papa tedesco ha conquistato il cuore degli Usa ( da "Padania, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sono queste le ultime parole pronunciate da Papa Benedetto XVI prima di imbarcarsi sul Boeing 777 dell Alitalia che lo ha riportato in Italia dopo il viaggio negli Usa. Il volo del Pontefice è atterrato a Fiumicino alle 10.35 di ieri mattina. Presenti il vice presidente Dick Cheney, con la moglie Lynne, e, non annunciati, anche i coniugi Clinton, all aeroporto J.

Alitalia, Cdm si al prestito di 300mln ( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Basile potrebbe prendere le redini della compagnia in questa fase delicata Alitalia, Cdm: si al prestito di 300mln Bersani: "si dovrebbe valutare una soluzione d'emergenza" Roma, 22 apr. – Si è concluso questa sera il Consiglio dei ministri indetto in via straordianaria per decidere sul futuro di Alitalia. Dal Cdm via al prestito ponte da 300 mln, per la compagnia di bandiera.

Air France, addio Alitalia ( da "Stampa, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: addio Alitalia "Gli accordi non sono più validi". Lo spettro del commissariamento La decisione è arrivata a tarda sera: Air France si ritira definitivamente e rinuncia all'acquisto di Alitalia. "Gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo", spiega una nota ufficiale dell'azienda franco-olandese, "non sono più validi".


Articoli

Alitalia: Air France abbandona le trattative (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia No comment da Palazzo Chigi Alitalia: Air France abbandona le trattative La compagnia Franco Olandese si ritira. Possibili nuovi scenari nel futuro Milano, 22 apr. - Air France si ritira, non è più valida l'offerta. In un comunicato, la compagnia Franco Olandese ha spiegato che ogni offerta nei confronti di Alitalia è stata ritirata. 'Gli accordi annunciati il 14 marzo con l'obiettivo di lanciare un'opa su Alitalia - si legge nel comunicato - non sono piu' validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta". Palazzo Chigi ha reagito con un "no Comment". Da quanto si è appreso, entro le prossime 48 ore si svolgerà un Consiglio dei Ministri per decidere come muoversi dopo l'abbandono delle trattative con Air France. Intanto si era riaccesa l'attenzione di 'Intesa San Paolo' verso Alitalia: "Ancora interesse se sara' grande operazione"."Che le bocce si fermino - ha detto il presidente del consiglio di gestione, Enrico Salza - se l'operazione Alitalia fosse di respiro internazionale saremmo interessati, sotto varie forme". "Al momento siamo fuori - conclude Salza - ma potremmo essere interessati a un'operazione che non sia di piccolo cabotaggio provinciale". La partita per il salvataggio dell'Alitalia è riaperta.

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Alitalia Air France abbandona le trattative (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia No comment da Palazzo Chigi Alitalia: Air France abbandona le trattative La compagnia Franco Olandese si ritira. Possibili nuovi scenari nel futuro Milano, 22 apr. - Air France si ritira, non è più valida l'offerta. In un comunicato, la compagnia Franco Olandese ha spiegato che ogni offerta nei confronti di Alitalia è stata ritirata. 'Gli accordi annunciati il 14 marzo con l'obiettivo di lanciare un'opa su Alitalia - si legge nel comunicato - non sono piu' validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta". Palazzo Chigi ha reagito con un "no Comment". Da quanto si è appreso, entro le prossime 48 ore si svolgerà un Consiglio dei Ministri per decidere come muoversi dopo l'abbandono delle trattative con Air France. Intanto si era riaccesa l'attenzione di 'Intesa San Paolo' verso Alitalia: "Ancora interesse se sara' grande operazione"."Che le bocce si fermino - ha detto il presidente del consiglio di gestione, Enrico Salza - se l'operazione Alitalia fosse di respiro internazionale saremmo interessati, sotto varie forme". "Al momento siamo fuori - conclude Salza - ma potremmo essere interessati a un'operazione che non sia di piccolo cabotaggio provinciale". La partita per il salvataggio dell'Alitalia è riaperta.

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A Genovasuperpolonavale (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 22-04-2008)

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Mariotti e San Giorgio, due marchi storici nel campo delle costruzioni e delle riparazioni, si alleano per attirare nuovi investimenti 22/04/2008 Roma. Addio Air France. La compagnia francese ha definitivamente ritirato la sua offerta per Alitalia: "Gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia - dice un comunicato - non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta". Poco prima dell'annuncio francese, a riaprire il dossier Alitalia era stata la banca Intesa SanPaolo: "Se l'operazione fosse di respiro internazionale e non provinciale saremmo interessati, sotto varie forme", ha detto il presidente del consiglio di gestione, Enrico Salza. "Non è questione del nuovo governo - ha avvertito - ma bisogna che si decidano perché non è accettabile che questa situazione continui così". servizio >> 13 22/04/2008.

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Alitalia, Berlusconi fa scappare Air France La compagnia francese: accordi non più validi, inadempiute le condizioni preliminari Il Pd denuncia gli atteggiamenti irresponsabili del (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia, Berlusconi fa scappare Air France La compagnia francese: accordi non più validi, inadempiute le condizioni preliminari Il Pd denuncia gli atteggiamenti irresponsabili della destra. Domani si riunisce il governo Air France si ritira definitivamente dalla partita Alitalia. Il vettore francese ha deciso di sbattere la porta dopo settimane di illazioni su presunte cordate italiane o straniere alternative al progetto di Parigi. Le ultime dichiarazioni di Silvio Berlusconi - nel corso dell'incontro nella sua villa in Sardegna con Putin - su un presunto interessamento della compagnia russa Aeroflot, secondo fonti industriali vicine al dossier, sarebbero state alla base della rinuncia di Air France. La versione ufficiale fornita dal vettore francese parla invece di una scelta riconducibile ad aspetti meramente industriali. segue a pagina 15.

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Offerte, ricorsi e fughe Due anni di colpi di scena (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del LE TAPPE DELLA VENDITA Offerte, ricorsi e "fughe" Due anni di colpi di scena ROMA Il ritiro della proposta di acquisto di Alitalia da parte di Air France-Klm è solo l'ultimo atto di due anni ricchi di colpi di scena. Questi, in sintesi, i momenti salienti delle procedure di vendita: 1 dicembre 2006 Il Consiglio dei ministri decide la cessione di una quota di controllo della compagnia. 29 dicembre Il Tesoro pubblica l'invito a presentare manifestazioni di interesse 13 febbraio Cinque le cordate in gara per la fase di presentazione delle offerte non vincolanti: AP Holding di Carlo Toto con il supporto di Intesa-Sanpaolo; il fondo salva-imprese di Carlo De Benedetti Management & Capitali; Matlin Patterson Global Advisers; Texas Pacific Europe; Unicredit Banca Mobiliare. 16 aprile Le cordate si riducono a tre: Tpg, Aeroflot e Ap Holding presentano al Tesoro le proprie offerte preliminari non vincolanti. 27 giugno Aeroflot annuncia il ritiro dalla gara. 17 luglio AirOne lascia la gara che, di fatto, fallisce. 21 dicembre Il Cda sceglie Air France-Klm per la trattativa in esclusiva per la cessione del 49,9% del Tesoro. 31 gennaio Air One fa ricorso al Tar del Lazio contro l'esclusiva a Air France-Klm nella trattativa con Alitalia. La richiesta di sospensiva viene rigettata dal Tar a febbraio e poi dal Consiglio di Stato a marzo. 5 febbraio La Sea chiede un risarcimento danni ad Alitalia di un miliardo e 250 milioni di euro per la vicenda Malpensa. 14 febbraio Air France-Klm fa sapere che andrà avanti solo se il futuro governo italiano sarà a favore delle nozze con Alitalia, altrimenti "ci fermeremo". 10 marzo Il Cda di Air France-Klm autorizza la presentazione per il 14 marzo di una offerta soggetta a condizioni sospensive tra cui l'accordo con i sindacati e garantisce che Alitalia resterà una compagnia di bandiera. 14 marzo Al termine delle otto settimane di trattativa in esclusiva, Air France-Klm presenta l'offerta vincolante. 15 marzo Alitalia dice sì all'offerta francese dopo un lunghissimo cda. Per tutta l'operazione Parigi mette sul piatto poco più di 1,7 mld; il prezzo di acquisto è di 138,5 mln. 17 marzo Anche il Tesoro dice sì all'offerta. 18 marzo Comincia la trattativa con i sindacati. 19 marzo Spinetta annuncia che gli esuberi sono 2.100. 20 marzo Berlusconi, in piena campagna elettorale, rilancia la cordata italiana con Air One e Intesa, ma la banca smentisce. 24 marzo Air France è pronta a trattare ad oltranza con i sindacati, anche oltre il termine stabilito del 31 marzo. 28 marzo Air France presenta una nuova proposta ai sindacati ma gli esuberi restano 2.100. 31 marzo Alitalia proroga a 2 aprile confronto con sindacato. Ma la Uil lascia il tavolo. 2 aprile Sindacati presentano proposta, Air France si ritira. 4 aprile Berlusconi chiede che Alitalia resti italiana e dice che esiste la possibilità di una cordata italiana anche se lui se ne terrà fuori. 10 aprile Nuovo incontro a Palazzo Chigi per i sindacati. Il governo spinge per Air France (proposta "buona e percorribile", ma Berlusconi si dice ancora contrario. 16 aprile Berlusconi, che ha vinto le elezioni, riapre ad Air France ma - dice - "con pari dignità". 17 aprile Gianni ed Enrico Letta si incontrano per studiare una soluzione bipartisan al nodo Alitalia. 18 aprile L'Ue chiede che il prestito ponte venga fatto a condizioni di mercato, altrimenti sarà un aiuto di Stato. Berlusconi incontra Putin in Sardegna e rispunta l'ipotesi Aeroflot. 21 aprile Air France-Klm comunica che "gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi".

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La verità secondo Castelli: I francesi volevano solo affossare Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del REAZIONI La verità secondo Castelli: "I francesi volevano solo affossare Malpensa" "Non voleva Alitalia, Air France voleva solo affossare Malpensa, perché Malpensa là da fastidio": lo ha detto Roberto Castelli, della Lega Nord, intervenendo alla registrazione della puntata di Porta a Porta, che è andata in onda ieri in tarda serata. Commentando il ritiro della compagnia aerea francese dalla trattativa sull'acquisto della compagnia di bandiera italiana, Castelli ha sostenuto che quanto accaduto porterà al commissariamento di Alitalia, una soluzione "più limpida e che consentirà a medio termine un rilancio della compagnia italiana". Il segretario generale della Filt Cgil, Fabrizio Solari, non nasconde il suo stupore: "Sono sorpreso perché quello che non è avvenuto qualche settimana fa, avviene oggi in una situazione in cui tutte le possibilità sono aperte". A chi gli chiede se i sindacati si debbano sentire responsabili per l'abbandono di Air France, Solari risponde: "Mi pare ardito. Sarebbe una reazione a scoppio ritardato, noi l'accordo non l'abbiamo fatto tanto tempo fa, non l'hanno ritirato il giorno stesso, né il giorno dopo e lo fanno oggi. Sarebbe interessante sapere il motivo, qualcuno glielo chieda".

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Alitalia, Air France si ritira: accordi non più validi Il Pd: colpa degli atteggiamenti irresponsabili Intesa interessata a operazione internazionale (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia, Air France si ritira: accordi non più validi Il Pd: colpa degli atteggiamenti irresponsabili Intesa interessata a operazione internazionale di Roberto Rossi / Roma/ Segue dalla prima SVOLTA In particolare per Air France la crescita del prezzo del petrolio non avrebbe consentito una "corretta applicazione" del piano industriale per riportare in tempi brevi la compagnia di bandiera italiana alla redditività. "A seguito della richiesta di Alitalia - si legge nel laconico comunicato ufficiale - di chiarire la situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni fra Air France-Klm e Alitalia, Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta". La scusa di ragioni industriali, però, legate all'andamento della quotazione del greggio non basta a spiegare la decisione. Anche perché la crescita del prezzo del barile era stata prevista da tutti gli analisti anche molti mesi fa. In qualsiasi piano industriale, poi, esistono delle clausole assicurative che coprono il vettore dai rischi di rialzi indesiderati o imprevisti di carburante. Inoltre con Air France il governo uscente si era impegnato formalmente a riaprire una trattativa difficile, interrotta con la rottura del tavolo tra azienda e sindacati, il 2 aprile scorso. Le ragioni, allora, vanno cercate altrove. "Come avevamo previsto, dichiarazioni avventate e comportamenti non responsabili - si legge in un comunicato del Partito Democratico - hanno fatto naufragare la trattativa con Air France, mettendo a repentaglio il destino di Alitalia e di decine di migliaia di lavoratori. A forza di dichiarare ostilità nei confronti della società franco-olandese, di annunciare cordate al momento inesistenti, di ventilare una non meglio precisata convergenza con la compagnia Aeroflot (con buona pace della difesa della nazionalità) - continua la nota - si è finito col creare una situazione che ora pesa sull'occupazione di decine di migliaia di persone che lavorano nella compagnia italiana, a Fiumicino, a Malpensa e nell'indotto". All'uscita di scena del vettore francese Palazzo Chigi ha reagito con un "no comment". La riunione del Consiglio dei ministri dedicato alla vicenda Alitalia si terrà probabilmente domani (o al massimo giovedì). Prima l'esecutivo si attende quella che viene definita come una chiara assunzione di responsabilità politica da parte della nuova maggioranza sulle decisioni da prendere. Sarà un caso, o forse no, la scelta di Air France di chiudere la trattativa per ragioni industriali legate alla quotazione del prezzo del greggio (che tutti gli osservatori avevano già previsto da mesi) è coincisa con il ritrovato interessamento per il dossier di Intesa Sanpaolo, la banca che aveva, assieme ad Air One, tentato di contrastare l'offerta francese. Intesa, secondo il presidente del consiglio di gestione della banca, Enrico Salza, sarebbe pronta a tornare in campo su Alitalia, se l'operazione fosse di respiro "internazionale". "Bisogna che le bocce si fermino - ha aggiunto Salza - e quindi che si decidano, perché non è accettabile continuare così. Sono 10 anni che perdiamo soldi in quell'impresa: ci sono dei limiti". Le bocce si sono fermate e Air France ha chiuso la porta in modo definitivo.

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La lezione del 25 aprile Cara Unità, la ricorrenza del 25 Aprile rievoca nella memoria (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del La lezione del 25 aprile Cara Unità, la ricorrenza del 25 Aprile rievoca nella memoria storica di ciascuno il sacrificio ed il prezzo pagato dagli italiani per la conquista della Libertà con la conseguente nascita del primo stato democratico d'Italia. Nessun cittadino Italiano può sottrarsi dai verdetti della storia, la Resistenza operò nell'impegno di tutti a far sì che Libertà sancite dalla Costituzione non restino lettera morta bensì diventino una vivente realtà. Distinti saluti Giovanni Paoloni Le riforme istituzionali a chi disprezza le istituzioni? Cara Unità, come è possibile che lasciamo fare le riforme istituzionali e costituzionali del nostro Paese (oserei chiamarlo Patria) a chi in esso non si è mai riconosciuto, disprezzandone anche I simboli stessi -l'inno e il tricolore - e che pone nell'egoistico valore denaro (federalismo fiscale=quello che è mio è mio) al primo posto del suo programma politico? Il lombardo-veneto sembra riconoscersi soprattutto nella produzione e nel profitto. Dovremmo chiedere perdono a tutti I caduti risorgimentali e delle due grandi guerre che cercarono di dare un'identità di patria comune e di difendere la nostra libertà. Quando sento I cori dei leghisti inneggiare alla libertà, mi chiedo per cosa siano morti I loro padri e I loro nonni! Cari saluti Angela Rigoli Lega, cerchiamo di capire Ma con la nostra cultura Cara Unità, giustamente vanno considerati prioritari anche i problemi sui quali ha battuto la Lega (immigrazione, sicurezza, ecc.), e su di essi dobbiamo fare un maggiore sforzo di elaborazioni e proposte. Ma per me resta prioritario che anche su questi argomenti impegniamo la nostra passione ma mantenendo anche la nostra solita civiltà, non abbassandoci ad un livello che innanzitutto ci farebbe vergognare di noi stessi. Cerchiamo di far capire ai cittadini come spesso da destra in merito arrivano proposte che non sono altro che scorciatoie stupide che, se nell'immediato possono sedurre per il fascino che può esercitare una posizione netta (bianco o nero), o una decisione facile, poi possono provocare un danno maggiore del male che vorrebbero curare. Proseguiamo col nostro lavoro paziente e appassionato di comprensione dei problemi e di proposta delle nostre soluzioni. Ivano Giovanardi, Carpi. Dov'è la cordata italiana? E Bossi non era malato? Cara Unità, anch'io, come tutti, mi aspetto coerenza dai politici. Esempio n.1: la cordata italiana per Alitalia, sponsorizzata prima delle urne, vorrei vederla venir fuori anche dopo. Mentre mi sembra rispuntare con forza Air France. Esempio n.2: avendo sentito dire da Berlusconi che Bossi non poteva diventare ministro per motivi di salute, mi immaginavo che il Senatur si limitasse a fare il Padre Nobile della coalizione ( mentre appare evidente che andrà a giurare fedeltà ad una Costituzione che disprezza all'ombra di una bandiera che vorrebbe utilizzare come carta igienica). Ingenuo io o disinvolto nel promettere Berlusconi? Filiberto Curri (Padova) Piazza del Popolo ora nelle mani di... Amici Che il comunismo sia in rovina non lo testimonia solo il fallimento elettorale fragoroso ed inaspettato nelle sue proporzioni, ma anche per il decadimento dei suoi simboli. Prendete Piazza del Popolo, per esempio. Un tempo era la "Piazza" per eccellenza, dove prendeva vita il movimento comunista, dove si svolgeva il Concerto del Primo Maggio e dove i sindacati spronavano i lavoratori alla lotta di classe contro i cattivi padroni capitalisti. Oggi è il luogo dove gli "Amici" di Maria de Filippi fanno un concerto per festeggiare la fine stagionale della trasmissione senza bandiere cubane o faccioni del Che. Se non fosse una cosa buona per l'Italia, potrebbe anche dispiacere. Ma bisogna pur rendersi conto che, a vent'anni dal crollo del Muro di Berlino, il contraccolpo si sarebbe sentito prima o poi anche da noi. Antonio Filippo L'uomo, mammifero in estinzione Gentile direttore, alcuni ricercatori del Royal Zoological Society of Scotland e dell'università di Edimburgo hanno fatto sapere che al più presto utilizzeranno una rivoluzionaria forma di clonazione per riprodurre il rinoceronte bianco settentrionale, mammifero vicinissimo alla scomparsa. Tra qualche secolo, se l'umanità non rinsavisce, gli scienziati di quegli alieni che secondo alcuni ogni tanto ci fanno visita, ma che si guardano bene dall'entrare in contatto con noi, spaventati dalla nostra aggressività, malvagità, capacità distruttiva, annunceranno ai loro complanetari una rivoluzionaria forma di clonazione per riprodurre l'uomo, mammifero in estinzione sul pianeta terra. Elisa Merlo Il voto, la Liguria e quell'attacco mancato Gli scriventi in coppia Roberta Pinotti e Stefano Fassina hanno una bizzarra idea del concetto di attacco personale (quello che, a loro scrivere all'unisono, io avrei preteso da loro nei confronti del candidato Pdl Enrico Musso). Mettiamola in forma di domanda ipotetica con scenario ribaltato: se la Pinotti e Fassina (rigorosamente come un sol uomo), fino ad un istante prima di essere candidati per il centrosinistra, avessero firmato ficcanti commenti sulle pagine locali di un importantissimo quotidiano nazionale in cui sostenevano con toni beffardi che Prodi fosse una iattura, la sua politica economica una sciagura, il suo ministro dell'Economia una sorta di falsario sbugiardato da Bruxelles e il centrosinistra un disastro totale fortunatamente arginato dal centrodestra, cosa avrebbe detto chiunque se li fosse ritrovati come avversari candidati per il centrosinistra? Per dimostrarne la non credibilità ed il furbo trasformismo avrebbe sicuramente rammentato agli elettori distratti quei loro scritti imbarazzanti. Questo non si chiama attacco personale: si chiama attacco politico, o meglio ancora buon uso di armi dialettiche in campagna elettorale. Invece, la Pinotti e Fassina hanno preferito tacere sul passato imbarazzante del loro avversario, lasciando per di più esaminare il proprio grado di liberalismo da uno come lui, che non si faceva scrupoli a metterne propagandisticamente in dubbio la credibilità (da che pulpito!). Liberi, la Pinotti e Fassina, di essere soddisfatti come un'unica persona della loro scelta. A Genova, scrivono (come ho scritto anch'io), il Pd ha recuperato. Però in Liguria il Pd ha perso anche la battaglia del Senato, che veniva data per non impossibile. Contenti loro... Enzo Costa.

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Air France ritira l'offerta<Gli accordi per Alitalianon hanno più validità> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Air France ritira l'offerta"Gli accordi per Alitalianon hanno più validità" clamorosa svolta Torna in gioco Intesa San Paolo "se l'operazione ha respiro internazionale" MILANO. Air France ritira la sua offerta su Alitalia. Dopo mesi di trattative, l'ennesimo colpo di scena è arrivato nella tarda serata di ieri. Proprio nello stesso giorno in cui si era fatto avanti un nuovo importante pretendente per la cordata italiana: Intesa Sanpaolo. Il comunicato di Air France sembra chiudere ogni possibilità di trattativa. "A seguito della richiesta di Alitalia di chiarire la situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni fra Air France-Klm e Alitalia - scrive la compagnia franco olandese - Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta". Palazzo Chigi ha reagito con un "no comment" alla notizia che Air France-Klm ha rinunciato alla propria offerta di acquisto di Alitalia. A quanto si apprende, un Consiglio dei Ministri si svolgerà nelle prossime 48 ore per prendere le decisioni conseguenti all' annuncio della compagnia franco-olandese e in vista delle scelte che andranno comunque compiute e dovranno essere bipartisan, cioè prese insieme alla nuova maggioranza parlamentare. Le speranze, a questo punto, sembrano legate all'emergere di nuovi potenziali acquirenti. E proprio ieri si era registrata un'interessante dichiarazione di Enrico Salza, presidente del consiglio di gestione di Intesa San Paolo, a margine di un evento per festeggiare l'assegnazione dell'Expo 2015 a Milano. "Al momento siamo fuori, ma potremmo essere interessati a un'operazione che non sia di piccolo cabotaggio provinciale: non è questione del nuovo governo, ma bisogna che si decidano perché non è accettabile che questa situazione continui così". Parole, quelle di Salza, che hanno riaperto di fatto il dossier Alitalia. "Che le bocce si fermino - ha auspicato - se l'operazione Alitalia fosse di respiro internazionale saremmo interessati, sotto varie forme". Però... "Serve un progetto non provinciale, ma di carattere internazionale: ancora noi non abbiamo esaminato nessun nuovo piano, ma siamo pronti a farlo se ci verrà richiesto, con un piano industriale". Dovrete quindi avere accesso alla due diligence? "Non c'è dubbio - ha risposto ancora Salza, - poi in quale direzione lo vedremo, purché non sia un'operazione di piccolo cabotaggio: le compagnie aeree sono realtà grandi, se vogliamo giocare ai birilli, invece, giochiamo ai birilli...". In mezzo al guado resta ancora la Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi, per il quale è ora "necessario un nuovo piano industriale per colmare il vuoto creato dalla condotta Alitalia". Lo ha sottolineato il presidente Giuseppe Bonomi, durante l'audizione di ieri di fronte alla Commissione garanzia e controllo della Provincia di Milano. Un primo passo è già stato fatto: è stato raggiunto l'accordo tra Sea e le sette sigle sindacali rappresentati i 5.000 lavoratori del gruppo gestore dell'aeroporto di Malpensa per aprire un tavolo che preveda, tra l'altro, l'utilizzo degli ammortizzatori sociali straordinari con decorrenza 24 marzo 2008 per 24 mesi e un tetto massimo di 350 dipendenti Sea e altri 350 dipendenti Sea Handling. "Nonostante un tavolo di discussione sindacale "complicato" - spiega Bonomi- sono stati raggiunti e messi in atto degli accordi che prevedono l'utilizzo degli ammortizzatori sociali, come la mobilità e la cassa integrazione, secondo un principio solidaristico". 22/04/2008.

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Alitalia, l'addio di air france (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

La compagnia rischia l'amministrazione controllata. Prodi convoca il Cdm. Rutelli: primo regalo della Lega ai romani Alitalia, l'addio di Air France Spinetta: conti a picco, siamo stanchi. Accordi non più validi ROMA - Air France ha ritirato la propria offerta su Alitalia. "A seguito della richiesta di Alitalia di chiarire la situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni fra Air France-Klm e Alitalia ? è scritto nel comunicato ? Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta". Prodi convoca il Consiglio dei ministri. Rutelli: un regalo della Lega ai romani. SERVIZI ALLE PAGINE 2 E 3.

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I nomi dei colpevoli - massimo giannini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

I NOMI DEI COLPEVOLI MASSIMO GIANNINI Ora saranno soddisfatti. I "difensori della nazione" e i "paladini dell'occupazione". Il Pdl che ha appena vinto le elezioni e il sindacato che ha appena perso la faccia. Il ritiro di Air France significa la fine dell'Alitalia e certifica la sconfitta dell'Italia. SEGUE A PAGINA 33.

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<incalzeremo il pdlcon rigore assoluto> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

"incalzeremo il pdlcon rigore assoluto" epifani (cgil) Sanremo. "Il voto del 2008 è stato "epocale", paragonabile a quello del '48, ed è un bene che tutte le forze di sinistra lo analizzino con questa gravità, per poter prendere provvedimenti seri e cominciare a risalire la china". Dal Palafiori di Sanremo, dove è stata organizzata la tre giorni della conferenza nazionale di organizzazione della Spi-Cgil, il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani ha parlato a lungo delle elezioni politiche, in particolar modo della sconfitta della sinistra. "Ritengo sia da ricondurre principalmente a tre punti. Il primo è una insoddisfazione diffusa del governo Prodi. Il secondo è l'indulto: nonostante sia stato votato dal Parlamento, è stato percepito come un provvedimento del governo Prodi. In proposito - ha sottolineato Epifani, ricordando il drammatico momento dovuto alle morti degli ultimi giorni - il sindacato ha chiesto che venissero esclusi dall'indulto gli autori di reati in materia di sicurezza sul lavoro". La terza ragione, per il segretario generale della Cgil, risiede "nella politica fiscale, in particolare nella mancata ridistribuzione dei vari "tesoretti"". Epifani ha affrontato anche l'argomento Alitalia, riferendosi agli sviluppi dell'incontro tra Berlusconi e Putin, ovvero a una possibile intesa con Aeroflot. "Continuo a ritenere quella di Air France la via principale, ma è importante che corregga il piano e pensi anche a Malpensa. E contemporaneamente credo che si debba assicurare in Air France un rafforzamento della presenza del soggetto italiano". Nei confronti del nuovo governo, Epifani ha detto che il sindacato "non ha atteggiamenti pregiudizievoli. Abbiamo perso le elezioni, non era prevista una simile debacle e una simile, ampia vittoria del centrodestra, ma vivendo in democrazia bisogna accettare il risultato. Ma - ha concluso - dobbiamo incalzare il governo con rigore assoluto". Paolo Isaia 22/04/2008.

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L'ira di spinetta: "siamo stanchi e i conti stanno andando a picco" - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia I francesi denunciano le incertezze dell'operazione. Bersani: "A forza di tirare, la corda si è spezzata. Speriamo resti la cordata" L'ira di Spinetta: "Siamo stanchi e i conti stanno andando a picco" Governo shock: così il prestito ponte torna in alto mare L'esecutivo pensa di negare iniezioni di liquidità in mancanza di altre ipotesi Lo stop dopo i nuovi problemi politici seguiti al braccio di ferro con i sindacati LUCA IEZZI ROMA - Jean-Cyril Spinetta lascia e spalanca le porte al commissario. Da Parigi il presidente di Air France ha avvertito Gianni Letta dell'abbandono solo poche ore prima di rendere pubblica la notizia. La causa? "L'estrema stanchezza per le trattative e la preoccupazione per il continuo logoramento dello scenario economico" commentava con i suoi il manager francese conscio di aver spiazzato sia il governo uscente sia quello entrante. Air France quindi si sfila per il rischio di dover riaprire una trattativa con il governo dopo che già il braccio di ferro dei sindacati aveva peggiorato le prospettive di redditività del salvataggio. Le ulteriori complicazioni politiche hanno chiuso la partita. Il governo si prepara ad un consiglio dei ministri forse già oggi, al massimo domani. Ieri sera, sorpreso dalla notizia alla cena con i ministri dell'Energia dello Ief, il ministro Bersani commentava con i commensali (tra cui il ministro francese Jean-Louis Borloo): "A forza di tirare, la corda si è spezzata. Speriamo rimanga la cordata". Dietro l'ironia, c'è tutto lo scetticismo di chi, in questi primi abboccamenti per trovare una soluzione bipartisan, ha visto che le soluzioni di Silvio Berlusconi e dei suoi consulenti sono, nel migliore dei casi, appena abbozzate. E infatti l'uscita dell'unica controparte credibile diventa anche un macigno sul prestito ponte in cui doveva concretizzarsi questa collaborazione tra Prodi e il Cavaliere. Il sottosegretario Enrico Letta lo aveva messo in chiaro nell'incontro con lo zio: "Noi ci assumiamo la responsabilità, anche verso Bruxelles, solo di fronte un'ipotesi concreta di salvataggio" che al momento non c'è. Il governo entrante opterà sicuramente per una iniezione di liquidità, ma dovrà farlo da solo e senza un approdo certo. Perché qualunque sia la soluzione, la cordata o un'altra compagnia straniera, ora si riparte da zero e serve tempo. Lo stesso Bruno Ermolli, titolare del progetto dei "salvatori italiani", nei giorni scorsi riteneva ormai quasi inevitabile il passaggio della compagnia attraverso la legge Marzano per avviare la ristrutturazione e la vendita. Il problema è che gli effetti del commissariamento sarebbero terribili: flotta falcidiata e circa 7.000 persone che perderebbero il lavoro. Inoltre se la compagnia si fermasse anche solo per un paio di giorni o andasse in amministrazione straordinaria senza avere garanzie finanziarie di rilancio, il rischio di crac diventerebbe reale: si bloccherebbero le prenotazioni e i noleggiatori di aerei ritirerebbero i jet in affitto alla Magliana, circa un quarto della flotta. E nel frattempo Alitalia continua a bruciare più di 100 milioni al mese. Dunque, l'agenda del neogoverno appare difficilissima: cercare un escamotage per ridurre gli effetti negativi della Marzano rimane l'obiettivo più immediato. Poi dovrà mettere insieme un pretendente credibile e infine rivolgersi ai sindacati per siglare un patto di produttività in grado di rendere compatibile le spese con la realtà di questa nuova Alitalia. Il tutto al massimo nel giro di un paio di mesi. Alla fine di questo iter l' eventuale cordata italiana potrebbe sottoscrivere un aumento di capitale e cercare dalle banche i soldi per completare il turnaround.

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"senza garanzie per il futuro costretti a ritirare la licenza" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Vito Riggio, presidente Enac: sentirò l'azienda e il Tesoro "Senza garanzie per il futuro costretti a ritirare la licenza" Lo stato di salute finanziario è importante per la sicurezza dei passeggeri ROMA - "Le norme europee in materia sono molto chiare e non siamo certo noi a volere una eventuale chiusura di Alitalia. Ma in assenza di liquidità di almeno 12 mesi, o di uno stato finanziario non compatibile con gli impegni presi dal vettore, Alitalia non potrà certo continuare la propria attività come se nulla fosse". Le parole di Vito Riggio, presidente dell'Enac, l'ente che si occupa della aviazione civile nel nostro Paese, suonano pesanti. La compagnia di bandiera ha poche settimane di vita davanti, al ritmo di uscite registrato negli ultimi mesi, o forse pochi giorni in assenza di un prestito ponte. Presidente, adesso, con l'uscita di scena dei francesi cosa succede, revocherà la licenza di vettore ad Alitalia? "Il problema è innanzitutto di vedere le prime mosse del "proprietario" ovvero del ministero dell'Economia. Se il prestito ponte arriva, guarderemo con maggiore tranquillità alla vicenda. Altrimenti...". Altrimenti? "Noi dobbiamo far sì che ogni compagnia aerea abbia tutti i requisiti per operare: possa far fronte agli impegni con i fornitori, con chi effettua la manutenzione e chi fornisce i ricambi. è una questione di sicurezza dei passeggeri. Ecco perché siamo attenti allo stato di salute finanziaria di un vettore". Cosa succederà nelle prossime settimane? "Nelle prossime ore convocherò i vertici di Alitalia per avere notizie dettagliate su tutti questi punti critici. Avevo dato tempo fino a fine aprile per chiarire le questioni ancora sul tavolo. Sono passati sette giorni e oggi non restano che due settimane". (lu.ci.).

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E Intesa-SanPaolo riapre il dossier (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 Le alternative. Dubbi di Aeroflot: attende un segnale dal governo russo. Si cerca di stringere i tempi per il prestito ponte da 200 milioni E Intesa-SanPaolo riapre il dossier Le alternative.. Dubbi di Aeroflot: attende un segnale dal governo russo. Si cerca di stringere i tempi per il prestito ponte da 200 milioni --> ROMA Intesa-SanPaolo potrebbe riaprire il dossier Alitalia se l'operazione fosse di respiro internazionale. La novità, arrivata ieri pomeriggio, potrebbe tornare utile adesso, alla luce dell'addio di Air France. Aeroflot, peraltro, mostrava ieri qualche perplessità, ma riaprirebbe il dossier se l'ordine arrivasse dall'alto. Lufthansa ha poi ribadito che non è interessata mentre imprenditori come Tronchetti Provera dicono di non essere stati mai contattati. Air France-Klm, che ieri ha chiuso definitivamente la porta, restava la strada maestra per il leader Cgil Epifani che continuava a chiedere, però, cambiamenti al piano industriale pensando a Malpensa e a rafforzare l'Italia nell'eventuale futuro assetto societario. LA SOCIETÀ Alitalia ha il fiato corto e attende al più presto denaro fresco per continuare l'attività almeno per la stagione estiva, quindi sino a fine ottobre. Il Tesoro sta lavorando e non è escluso che il decreto per assegnarle 150-200 milioni di euro possa arrivare in settimana, forse mercoledì, quando dovrebbe riunirsi il Consiglio dei ministri. L'iniezione di liquidità sarà fatta a condizioni di mercato, come richiesto da Bruxelles, in modo da non incorrere in una sanzione, visto che Alitalia non può avere aiuti di Stato sino al 2011. Oggi, intanto, potrebbero incontrarsi Enrico e Gianni Letta per dare l'annuncio ufficiale alla disponibilità bipartisan raggiunta la settimana scorsa per garantire la continuità aziendale. A valle del Cdm, Alitalia potrebbe convocare i sindacati giovedì per mettere in agenda incontri per esaminare misure sociali per ciascuna categoria. Parigi però non ha voluto attendere ulteriori segnali da Roma e ieri ha tagliato i ponti. LA CORDATA Intesa SanPaolo tornerebbe in pista solo per "un'operazione di portata internazionale e non di piccolo cabotaggio provinciale" perché le compagnie aeree "sono realtà grandi" e potrebbe farlo "sotto varie forme", ha detto il presidente del consiglio di gestione, Enrico Salza: occorre che "le bocce si fermino", "non è accettabile che questa situazione continui così, sono dieci anni che perdiamo soldi su Alitalia, ci sono dei limiti". Nonostante durante la visita a Silvio Berlusconi in Sardegna il 17 e 18 aprile, Vladimir Putin avesse assicurato che Aeroflot sarebbe pronta a riprendere i negoziati su Alitalia, da Mosca i vertici del vettore non sembrano entusiasti ma sarebbero rassegnati a farlo in caso di ordini dall'alto, secondo quanto riportato dal quotidiano Vedomosti. Per le fonti citate dal giornale, acquistare Alitalia "sarebbe insensato, perché la situazione finanziaria nell'ultimo anno è ulteriormente peggiorata", mentre la soluzione ottimale "sarebbe la creazione di un consorzio con un'altra compagnia aerea" e il candidato ideale "sarebbe Air France-Klm", hanno dichiarato ieri i vertici della compagnia russa prima di apprendere dell'addio di Air France. Analisti interpellati da un altro quotidiano, Vremia Novostei, si sono detti convinti che trattative dirette fra le due compagnie non porterebbero alcun esito: "La soluzione dei problemi di Alitalia può essere trovata solo ai massimi livelli politici". I TEDESCHI Da Berlino, Lufthansa ha ribadito che non è interessata ad Alitalia ma che vuole avere un ruolo attivo nel consolidamento del settore in grandi gruppi in Europa e negli Stati Uniti. Dall'Italia il presidente di Pirelli Marco Tronchetti Provera ha spiegato che Alitalia "è in fase di transizione, può diventare un'opportunità se ci saranno dei cambiamenti ma non è nei nostri progetti", mentre secondo Ennio Doris, presidente di Mediolanum, "per investire in Alitalia occorre essere esperti del settore"; la compagnia dovrebbe sposarsi "ad armi pari e tenendo conto degli enormi interessi coinvolti", soprattutto "industriali e turistici" dell'indotto.

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Rutelli: il primo regalo della lega a roma (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il candidato sindaco: conseguenza dello stop imposto dalla destra. I piloti: francesi ancora interessati Rutelli: il primo regalo della Lega a Roma ROMA - "L'unica offerta in campo per Alitalia è stata silurata dall'artiglieria di Berlusconi". Francesco Rutelli non ha dubbi: il naufragio della trattativa con i francesi di Air France-Klm è stata attentamente preparata dal Cavaliere e dai suoi alleati, al lavoro incessantemente da settimane. "Alemanno - accusa Rutelli - è addirittura andato a Parigi e ha incontrato esponenti del governo Sarkozy, dichiarandosi contro l'accordo. La Lega ha iniziato a reclamare un ritrasferimento di voli su Malpensa - aggiunge il candidato a sindaco di Roma - a dispetto della risposta del mercato. Mi pare una gigantesca prova di irresponsabilità, una danza macabra sull'orlo del fallimento di Alitalia". Rutelli è preoccupato per Roma, Fiumicino e i lavoratori della compagnia: "ora la partita può diventare drammatica, con conseguenze pesantissime". Ma è tutto il centro-sinistra a puntare il dito contro la strumentalizzazione fatta dal Cavaliere sulla vicenda Alitalia durante la campagna elettorale. "è una debacle - ha detto Paolo Gentiloni, deputato del Pd - purtroppo è arrivato il primo risultato del bicolore Berlusconi-Bossi. "Ora a farne le spese - ha aggiunto - sarà l'Alitalia, il nostro trasporto aereo e i nostri aeroporti". Per Enrico Morando (Pd) si tratta di un funerale annunciato. "Quello che si temeva - ha dichiarato il senatore del partito democratico - si sta avverando". Fabio Berti, presidente dell'Anpac, il sindacato dei piloti è invece convinto che ci siano ancora spazi aperti per una trattativa con Air France. "I francesi - ha dichiarato - hanno solo risposto a una richiesta dell'Alitalia. E Air France non ha detto esplicitamente di non essere più interessata ad Alitalia, basta leggere bene il comunicato. Ne sono convinto anche perché Alitalia è fondamentale per Air France anche alla luce del fatto che la compagnia italiana potrebbe approdare a nuove alleanze e addirittura uscire da Styteam". (b. ar).

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Alitalia, i nomi dei colpevoli - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti alitalia, I nomi dei colpevoli La partita è stata giocata in modo strumentale da Pdl e Lega in un'ottusa campagna elettorale come un derby tra Malpensa e Fiumicino Il destino del vettore è stato consumato irresponsabilmente in un'estenuante trattativa sindacale, come una qualsiasi vertenza sui taxi (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Solo le false anime belle che popolano il nostro panorama politico-sindacale, adesso, possono far finta di meravigliarsi per la rottura decisa dai francesi. Cosa si aspettavano, dopo che una partita strategica come Alitalia è stata giocata strumentalmente in un'ottusa campagna elettorale, come un derby pecoreccio tra Malpensa e Fiumicino? Cosa speravano, dopo che il destino industriale e occupazionale del nostro vettore aereo è stato consumato irresponsabilmente in un'estenuante trattativa sindacale, come una qualsiasi vertenza sui taxi? In questo sciagurato Paese, purtroppo, funziona così. Ma nel resto d'Europa, evidentemente, il mercato ha ancora le sue regole, i suoi tempi, i suoi effetti. Ci sono nomi e cognomi, nell'elenco dei responsabili di questo bruciante fallimento del Sistema-Paese. Sul fronte politico, Silvio Berlusconi ha brillato per l'insostenibile disinvoltura con la quale ha maneggiato l'operazione Ali-France, e per l'insopportabile cinismo con il quale ha sventolato il solito, pretestuoso vessillo dell'"italianità" a fini di marketing elettorale. La sua crociata anti-francese non ha conosciuto confini diplomatici né limiti etici. In un vortice di annunci auto-smentiti, ha posto veti impropri. Ha inventato cordate improbabili, a metà tra il pubblicistico e il familistico. Ha messo in pista concorrenti alternativi e immaginari, come l'Aeroflot dell'amico Putin, che gentilmente si è prestato al gioco, nella ridente cornice sarda di Villa Certosa, dove il luogo della vacanza personale si traveste da sede della rappresentanza istituzionale. Jean-Cyrill Spinetta ha sopportato anche troppo le intemperanze del candidato del Pdl, e ormai anche premier in pectore. Piuttosto che perdere altro tempo e farsi dire no dal nuovo governo che si insedierà ai primi di maggio, ha preferito giocare d'anticipo. Sul fronte sindacale le responsabilità sono anche più gravi. Epifani, Bonanni e Angeletti, e con loro la galassia degli autonomi, hanno brillato per l'inaccettabile miopia con la quale hanno affrontato la drammatica crisi dell'Alitalia, alla quale hanno dato il loro fattivo contributo. Per troppi anni, dai tempi di Aquila Selvaggia, le confederazioni e i vari cobas sparsi nei nostri cieli hanno usato la compagnia aerea come una zona franca, nella quale i livelli retributivi e le quote occupazionali erano le sole "variabili indipendenti" da tutti gli altri parametri aziendali: dall'efficienza del servizio alla produttività del lavoro. Cgil, Cisl e Uil hanno brillato per l'intollerabile demagogia con la quale hanno cercato fino all'ultimo di intralciare il piano industriale dell'unico partner di livello mondiale che aveva accettato di mettere le mani nel disastro dell'Alitalia. Giocando in difesa su tutto. Dal cargo, che con 5 aerei ha in organico 135 piloti e con 260 milioni di fatturato ne perde 74, ad Alitalia Service, che secondo loro si sarebbe dovuta salvare grazie a Fintecna, con un'operazione impensabile perfino al tempo dell'Efim e degli altri carrozzoni pubblici delle PpSs. Anche in questo caso, Spinetta non poteva continuare con questo indecoroso e insensato tira e molla. Ha preferito anticipare i tempi, con tanti saluti alla gloriosa Triplice. Il governo Prodi non avrà gestito al meglio questa mancata privatizzazione. Ma Tommaso Padoa-Schioppa ha avuto almeno il merito di aprire la pratica, dopo un'intera legislatura nella quale il vecchio governo di centrodestra si era ben guardato dal farlo. E il ministro dell'Economia uscente ha avuto almeno il buon senso di avvisare tutti, da mesi e da ultimo solo una settimana prima del voto: "Serve un segnale immediato - aveva detto all'Ecofin in Slovenia - perché se la decisione sull'offerta Air France viene rimandata a dopo le elezioni il commissariamento sarà inevitabile". Così è stata. Così sarà. Ora per l'Alitalia si apre un baratro. In cassa ci sono un centinaio di milioni di euro. Bastano per un altro mese, non di più. Il Consiglio dei ministri che si riunirà oggi può fare solo due cose: approvare il prestito-ponte da 100 milioni, e decidere il commissariamento della compagnia. Nell'uno e nell'altro caso, è una debacle durissima per tutti. Per il nuovo governo che dovrà inventare qualcosa, e che ha dimostrato tutta la sua improvvisazione politica e il suo ritardo di fronte alle sfide del libero mercato. E per il sindacalismo confederale, che non è stato capace di cogliere "l'ultima chiamata" e ha mostrato tutto il suo incolmabile deficit culturale rispetto alle logiche della globalizzazione. Le due "caste", ancora una volta, hanno dato il peggio di sé. è una disfatta epocale per l'Alitalia, e una lezione amarissima per l'Italia.

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Alitalia Spinetta ritira l'offerta, Intesa si offre (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 22-04-2008)

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Cambia il vento, i francesi se ne vanno Giornata decisiva ieri per Alitalia: Air France-Klm ha infatti ritirato la sua offerta con un comunicato: "Gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta". La prima reazione da Palazzo Chigi è stata quella di un "no comment". Alla chiusura franco-olandese corrisponde però un'apertura sul fronte italiano. In compagnia del sindaco Letizia Moratti, di Santo Versace, soprattutto di Bruno Ermolli, uomo di fiducia del Cavaliere, Enrico Salza di Intesa San Paolo ha detto che il suo gruppo potrebbe essere interessato a un'operazione su Alitalia, sotto varie forme e "se fosse un'operazione di respiro internazionale. Al momento siamo fuori. Che le bocce si fermino, poi vedremo". Per Salza "serve un progetto non provinciale, non di piccolo cabotaggio, ma di carattere internazionale. Noi non abbiamo alcun dossier, ma siamo pronti a farlo se ci verrà richiesto con un piano industriale". Intanto, continuano a rincorrersi le indiscrezioni sul rinnovo dei manager dei grandi enti, tra cui Enel, Finmeccanica, Terna, Eni. E proprio per questa poltrona - chiave per il futuro dell'energia in Italia e per Putin - è sempre più insistente la voce su un incarico a Ermolli. Mastrobuoni a pagina 4 22/04/2008.

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Crisi mentre il quadro economico internazionale peggiora (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 22-04-2008)

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Crisi mentre il quadro economico internazionale peggiora Stavolta Tremonti parla da Padoa Schioppa Berlusconi e Fini contagiati dal pessimismo "La situazione economica è molto difficile, quella italiana presenta ulteriori elementi di negatività rispetto ad altri paesi europei": Silvio Berlusconi ha confermato ieri, in un intervento telefonico al Mediolanum Market, il "nuovo corso" del governo nascente sull'economia. E altrettanto ha fatto Gianfranco Fini, in un'intervista apparsa ieri sul Giornale : tra le priorità del nuovo governo, ha sottolineato il leader di An, ci sono il rilancio dell'economia e la restituzione del potere d'acquisto ai salari. Tenendo in conto però che la crisi internazionale non regala molti margini per politiche espansive, insomma, che "non abbiamo la bacchetta magica". Ma il fulcro della new wave economica del nascente esecutivo di centrodestra, un'inedita miscela di realismo e cautela, apparentemente condivisa al momento da tutti, è notoriamente Giulio Tremonti. In tempi non sospetti, cioè a novembre dello scorso anno, fu il ministro dell'Economia in pectore a parlare per primo di un rischio Grande Depressione, sulla scia dello tsunami dei subprime. E l'economista ha ribadito ieri non soltanto la sua preoccupazione per una crisi finanziaria "molto grave" che avrà conseguenze "inevitabili" sull'economia reale e sui conti pubblici. Ma ha inaugurato anche una linea neoconcertativa e neoconsociativa, di "riforme senza conflitti" da concordare con i sindacati e di riforme bipartisan, da scrivere con il Pd. Seppellendo in sostanza la stagione 2001-2006 della durissima contrapposizione sull'articolo 18 con i sindacati e di veleni con il centrosinistra. Nel 2001 era stato proprio Tremonti, assieme al ministro leghista del Welfare, Maroni, ad annunciare invece che gli accordi di luglio, la concertazione del '93 firmata Ciampi, sarebbe stata sostituita dal "dialogo sociale". Allora, il governo scatenò immediatamente la guerra con i sindacati sull'articolo 18 e isolò la Cgil con la riforma Biagi e il Patto per l'Italia. Ma il "dialogo sociale" rimase lettera morta. Oggi Tremonti sembra orientato alla discussione con le parti sociali. Per capire quanto corrisponderà al vero questo impulso neoconcertativo, basterà aspettare la reazione del sindacato ai primi passi del nuovo governo come il prosieguo della trattativa su Alitalia o le prime misure sul fisco come l'annunciata detassazione sugli straordinari (su cui la Cgil ha sempre posto dei paletti). Sulla vessata compagnia di bandiera si registra tra l'altro un'importante novità: il presidente del consiglio di gestione di Intesa SanPaolo, Enrico Salza, ha esplicitato ieri un interesse per un'operazione "di respiro internazionale" che dovrebbe passare tuttavia per una due diligence sui conti, sia nell'ipotesi di una cordata italiana, sia in partnership con AirFrance. Intanto, anche se non lo ammettono, le confederazioni sindacali sono in trincea. Perché sanno perfettamente, come sussurra qualcuno ai vertici dietro garanzia d'anonimato, che il margine di vittoria ma soprattutto i colori del nuovo governo consentono a Berlusconi e Tremonti, in teoria, di "passare sopra i sindacati col carrarmato". Letta in controluce, l'intervista di ieri di Tremonti, osserva qualcuno, sembra rivolta più a Confindustria che ai sindacati. Somiglia molto ad una replica indiretta alla maldestra sparata ad alzo zero sui sindacati da parte di Montezemolo sulla riforma dei contratti dello scorso fine settimana. A dare le carte, dopo l'opportunità mancata di riforma della contrattazione nazionale nel vuoto di governo dei mesi scorsi, vuol essere d'ora in poi il governo, è il messaggio in codice di Tremonti. Un altro fronte su cui si misurerà la new wave tremontiana è senza dubbio quello europeo. A maggio è attesa la chiusura della procedura d'infrazione aperta per deficit eccessivo dalla Commissione europea nel 2005, quando Tremonti era ancora ministro, e congelata per due anni. A Bruxelles il responsabile dell'Economia perorerà certamente la causa degli eurobond, per rilanciare l'economia. E, più in generale, la necessità di mettere in campo con gli altri paesi europei politiche attive per rilanciare l'economia. A Tremonti spetta insomma il primato di aver riconosciuto la portata devastante della crisi dei mutui americani anche per l'economia reale. E il ministro in pectore è consapevole (ma ieri anche Berlusconi lo ha detto a chiare lettere), che la situazione dell'Italia è peggiore di quella degli altri paesi europei, che il divario con le economie della zona euro sta crescendo. In altre parole, che l'andamento migliore delle attese della produzione industriale in un paese cruciale e trainante come la Germania nei primi tre mesi dell'anno fa tirare un sospiro di sollievo molto limitato all'Italia. Del resto, nell'ultimo Bollettino della banca d'Italia, i motivi di questo differenziale crescente sono spiegati nero su bianco: "la nostra economia continua a risentire di problemi strutturali che si riflettono da vari anni in un progresso insufficiente della produttività, indipendentemente dalle fluttuazioni cicliche". Senza interventi strutturali sulla produttività, prima o poi neanche la Germania sarà insomma in grado di farci da traino. Infatti, se è vero che il forte calo della produzione industriale dell'ultimo trimestre del 2007 ha subito, da gennaio a marzo, una battuta d'arresto, nei prossimi mesi la situazione rischia di peggiorare, secondo via Nazionale. Per il Fondo monetario internazionale la crescita si fermerà addirittura allo 0,3%, contro un aumento del Pil medio della zona Euro stimato all'1,5%. I dati del consueto outlook di primavera sono stati oggetto di polemiche: sono stati messi in discussione in primo luogo dalla Commissione Ue e dalle autorità monetarie, che li ritengono troppo pessimistici. Tuttavia, i numeri che continuano a piovere dai mercati valutari e finanziari, stanno effettivamente peggiorando il quadro di giorno in giorno. Ieri il petrolio ha raggiunto un nuovo record sfondando quota 117 dollari al barile e il vicedirettore del Fmi, Lipsky, ha osservato che l'aumento del greggio di 40 dollari al barile rispetto alla media del 2007 costerà alla crescita economica lo 0,5% o addiritura l'1% del Pil, "se i livelli resteranno sostenuti fino alla fine dell'anno". Secondo Tito Boeri, animatore de LaVoce.Info, le stime di crescita formulate dal Fondo per l'Italia sono "probabilmente troppo pessimistiche". Ma l'economista invita a non soffermarsi troppo sui decimali, a non discutere sul realismo di uno 0,3% o uno 0,6%: si tratta in ogni caso di numeri allarmanti. Anche sull'ostentato allarme di Berlusconi e Tremonti sull'economia, Boeri preferisce non esprimersi, per ora. Da economista, è abituato a ragionare sui fatti e al Riformista spiega che "per ora le misure annunciate, mi riferisco ad esempio alla riduzione delle tasse, non sembrano ancora fare i conti con la preoccupante situazione economica. Quello che spesso si dimentica è che con una crescita così debole il rischio concreto è quello di sforare i parametri del Patto di stabilità, di raggiungere il 3 per cento di deficit/Pil. È anche con questo rischio che occorre misurarsi, adesso". 22/04/2008.

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ROMA Con un comunicato di cinque righe diffuso nella tarda serata di ieri Air France-Klm ha ritirat (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 22-04-2008)

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O la propria offerta per l'acquisto di Alitalia. L'annuncio è la risposta ad una lettera di Alitalia che chiedeva di sapere se la trattativa fosse ancora in piedi. Air France - nelle condizioni poste ad Alitalia lo scorso 14 luglio per definire l'offerta d'acquisto - aveva chiesto il consenso dei sindacati, la rinuncia di Malpensa alla causa contro Alitalia e l'assenso del nuovo governo. L'esecutivo Prodi ha convocato per domani un consiglio dei ministri. Possibile la concessione ad Alitalia di un prestito-ponte di 100 milioni. Il Partito Democratico attacca Silvio Berlusconi accusandolo di annunci avventati sulla disponibilità di cordate italiane e della russa Aeroflot.

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Mossa di Intesa, Ermolli chiama Letta (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-22 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Retroscena Salza: interessati se operazione internazionale Mossa di Intesa, Ermolli chiama Letta MILANO - "Che le bocce si fermino, poi vedremo. Se l'operazione Alitalia fosse di respiro internazionale saremmo interessati, sotto varie forme". Le parole del presidente del Consiglio di gestione Enrico Salza, da sempre il più scettico in Intesa Sanpaolo a proposito dell'operazione Alitalia, precedono di appena un'ora e mezza l'ufficializzazione del ritiro di Air France. Poche ore prima, da Berlino, il capo di Lufthansa Wolfgang Mayrhuber aveva detto: "Credo che vi saranno operazioni di consolidamento negli Stati Uniti e in Europa, che daranno vita a grandi gruppi" nel settore. Lufthansa vuole avere un "ruolo attivo " in questo processo internazionale, muovendosi comunque "in modo cauto", e ribadendo la "freddezza " sul dossier italiano. Quando ieri è arrivata la scarna comunicazione di Parigi, alle 21 e 30, tra banchieri e avvocati d'affari che seguono da vicino il dossier nessuno è sorpreso. Per molti, anzi, la notifica dei franco-olandesi è solo una mera formalità ormai attesa da ore. Che però obbliga a prendere sul serio tutte le ipotesi alternative, purché prendano forma e concretezza nei tempi rapidi imposti dalla contingenza politica, da un lato, e dalla situazione delle casse della compagnia di bandiera, dall'altro. E il punto di partenza è, anzitutto, il tavolo bipartisan che, a cavallo di schieramenti e campi d'azione, avevano aperto nelle settimane scorse Enrico Letta e Bruno Ermolli, incaricato del dossier Alitalia da Silvio Berlusconi nel pieno della scorsa campagna elettorale. Centrale, negli accordi presi tra il sottosegretario uscente e l'advisor di Jp Morgan, una sorta di metodo sulla gestione bipartisan della transizione sia verso Air France che in caso del ritiro dei francesi. Se questo è lo sfondo di metodo, riparte adesso, nel merito, la necessità di costruire la cordata italiana che qualche preoccupazione desta, a questo punto, in alcuni settori della nuova maggioranza, che parlano di "complicata gestione della vittoria politica". Ermolli, nelle settimane scorse, ha continuato a incontrare il reticolo di imprenditori che si erano impegnati preventivamente a una disponibilità di massima. L'umore che circolava ieri, a botta calda, riportava a una richiesta più volte reiterata: vedere esattamente i conti, avere chiarezza della situazione. L'altra strada, che a quella della cordata potrebbe anche intersecarsi, riporta invece a Intesa Sanpaolo. I vertici dell'istituto - spiegano fonti finanziarie - non hanno valutato alcuna "opzione operativa", nelle ultime settimane, e tuttavia.

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Alitalia, no di Air France <Ritiriamo l'offerta> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-22 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Alitalia, no di Air France "Ritiriamo l'offerta" "Non ci sono le condizioni". Si riunisce il Consiglio dei ministri Fra i motivi della svolta l'aumento dei prezzi del carburante Possibile già domani la scelta dell'esecutivo ROMA - Air France-Klm ritira l'offerta per Alitalia dopo un assedio lungo un anno. La decisione è stata comunicata a sorpresa ieri sera, dopo una giornata intessuta di lunghi, diplomatici silenzi. Nelle prossime 48 ore, probabilmente già oggi, si svolgerà un Consiglio dei ministri che dovrà assumere le conseguenti decisioni, non senza che vengano prima sottoposte alla nuova maggioranza che fa capo a Silvio Berlusconi. Due le ipotesi possibili da assumere con il metodo bipartisan: il commissariamento deciso dalla compagnia, meno probabile per le pesanti conseguenze che comporterebbe sull'attività della compagnia e per la contrarietà dei sindacati. Oppure la concessione di un prestito-ponte da parte del governo, che a questo punto traghetti Alitalia verso una soluzione diversa da Air France-Klm, una soluzione che spetterà al prossimo governo trovare in tempi rapidi. Scarno il comunicato d'addio dei francesi: "A seguito della richiesta di Alitalia - vi si legge - di chiarire la situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni tra Air France-Klm e Alitalia, Air France-Klm ha comunicato a Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta". Un "burocratese" dietro al quale al momento, secondo quanto trapela da Parigi, è difficile intravedere tatticismi ma più probabilmente la decisione, a oggi, di "stare fuori dalla partita". Le motivazioni ufficiose addotte da ambienti vicini a Air France-Klm fanno riferimento al cambiamento del quadro generale che metterebbe a rischio un'operazione già delicata. In particolare si tira in ballo l'aumento ulteriore del petrolio che renderebbe impossibile il ritorno alla redditività di Alitalia nei tempi previsti dal piano. Ma in realtà dietro l'abbandono ci sarebbero i timori, che a Parigi nessuno ammetterà mai, che una trattativa condotta da Berlusconi, che aveva già detto di voler coinvolgere il presidente francese, Nicolas Sarkozy, avrebbe potuto costare troppo alla compagnia in termini di concessioni. I francesi, che non hanno mai fatto un passo indietro sul loro piano, avrebbero dunque preferito sfilarsi prima dell'insediamento del nuovo governo ma dopo aver ascoltato alcune delle richieste che Berlusconi intendeva presentare. "A furia di tirare la corda, si è spezzata - si commenta in ambienti vicini al ministro dello Sviluppo, Pierluigi Bersani -. Speriamo almeno che ci sia la cordata italiana". Il riferimento è all'operazione lanciata da Silvio Berlusconi che però finora non è mai emersa e che ieri ha visto la presa di distanza di imprenditori del calibro di Marco Tronchetti Provera ed Ennio Doris. Antonella Baccaro.

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Air France ritira l'offerta (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-22 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Palazzo Chigi: subito un Consiglio dei ministri. Il Pd attacca il Cavaliere Air France ritira l'offerta Mossa a sorpresa su Alitalia. E Intesa riapre il dossier ROMA - Air France-Klm ha ritirato l'offerta per Alitalia. Scelta. La decisione è stata comunicata a sorpresa ieri sera. Scarno il comunicato d'addio dei francesi nel quale si chiarisce che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio non sono più validi. Governo. Forse già oggi, si svolgerà un Consiglio dei ministri che dovrà assumere le conseguenti decisioni. Due le ipotesi possibili: commissariamento o concessione di un prestito-ponte. Il Pd: comportamenti non responsabili hanno fatto naufragare la trattativa. Intesa. Banca Intesa potrebbe riaprire il dossier. Enrico Salza, presidente del Consiglio di gestione: "Se l'operazione Alitalia fosse di respiro internazionale saremmo interessati, sotto varie forme". ALLE PAGINE 2 E 3 Baccaro, Sensini, Tondelli.

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Con il commissario a terra 100 aerei (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-22 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE L'ipotesi Con il commissario a terra 100 aerei A questo punto il ritiro dei francesi restringe di molto i margini di manovra e apre due scenari. La prima ipotesi è l'emissione di un prestito ponte da parte del governo alla compagnia, che perde circa un milione di euro al giorno. Attualmente la liquidità di Alitalia è di circa 170 milioni di euro. In caso di commissariamento secondo la legge Marzano (utilizzata per la Parmalat) ci sarebbe una moratoria sul debito ma la compagnia dovrebbe ridurre a circa 70 gli aerei in esercizio. Cioè soltanto quelli attivi sulle rotte economicamente sostenibili.

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Subito il prestito-ponte E Silvio guarda a Lufthansa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-22 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE La politica L'ipotesi del commissario Subito il prestito-ponte E Silvio guarda a Lufthansa Palazzo Chigi: no comment su Parigi Padoa-Schioppa: conseguenze irreparabili. Il Pd accusa il Pdl: irresponsabili. Castelli (Lega): i francesi volevano affossare Malpensa ROMA - "Dispiace che Air France si sia ritirata... Non hanno mai voluto trattare alla luce del sole, e poi, viste le reiterate prese di posizioni contrarie del nuovo governo, si sono sfilati". Nonostante la rottura ufficiale della trattativa con i francesi per l'acquisto di Alitalia, il segretario generale della Cisl non è pessimista. "Con il prestito-ponte si sistema tutto", dice Raffaele Bonanni. Alla "cordata alternativa" messa in piedi dal nuovo governo lui ci crede. "Bastano quattro settimane" aggiunge. Nei giorni scorsi sarebbe stato direttamente Gianni Letta, ambasciatore plenipotenziario di Silvio Berlusconi, a lanciare segnali rassicuranti ai sindacati. Il lavoro di messa a punto della cordata alternativa, affidata al coordinamento di Bruno Ermolli, procede spedito. Proprio ieri da Banca Intesa è giunto un segnale di disponibilità importante, e dietro le quinte la nuova compagine dei pretendenti prenderebbe corpo. Ci sarebbero Carlo Toto con AirOne, gli americani del fondo TPG, e Berlusconi spera di riportare in scena anche la Lufthansa. La condizione necessaria, però, è che la compagnia, ormai con le casse vuote, sia messa in condizione di reggere almeno un altro mese, un mese e mezzo. E a questo dovrebbe servire il prestito-ponte che il governo uscente di centrosinistra dovrebbe concedere forse già domani. Cento, forse centocinquanta milioni euro da giustificare con la Ue, prontissima a vietare ogni aiuto di Stato, con un'esigenza di "ordine pubblico", per garantire, insomma, i collegamenti sul territorio nazionale. Romano Prodi e Tommaso Padoa- Schioppa, fino a pochi giorni fa, escludevano categoricamente il prestito (che per inciso ancora non si sa da chi verrebbe concesso) senza la prospettiva di un accordo a breve con Air France. Ma per come si è messa oggi la situazione, il prestito-ponte è l'unico modo che ha Prodi per lanciare la patata bollente a Silvio Berlusconi, colui che ha fatto di tutto per far saltare la trattativa con i francesi. Ufficialmente Palazzo Chigi si trincera dietro un "no comment" alla notizia del fallimento del negoziato con Air France-Klm, ma a dispetto della tranquillità dei sindacati, l'esecutivo Prodi è furente. "Come avevamo previsto, dichiarazioni avventate e comportamenti non responsabili hanno fatto naufragare la trattativa. A forza di dichiarare ostilità, di annunciare cordate al momento inesistenti, di ventilare una non meglio precisata convergenza con Aeroflot, con buona pace della difesa della nazionalità, hanno messo a repentaglio il destino di Alitalia e di decine di migliaia di lavoratori che lavorano nella compagnia, a Fiumicino, a Malpensa e nell'indotto " si legge in una nota del Partito Democratico. Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa- Schioppa, ce l'ha anche con gli stessi sindacati, ai quali tre settimane fa aveva chiesto di fare un passo indietro e lasciar cadere i veti sui francesi, avvertendoli che l'Alitalia non avrebbe avuto la possibilità di sopravvivere oltre il mese di aprile senza la prospettiva di un accordo. Francesco Rutelli, invece, torna a insistere sulle responsabilità di Berlusconi. "Ecco una conseguenza disastrosa dello sbarramento opposto da Berlusconi, dalla Lega e anche da Alemanno all'accordo con francesi e olandesi. Ora - dice Rutelli - la partita può diventare drammatica con conseguenze pesantissime per il Paese". Roberto Castelli, della Lega Nord: Air France non voleva Alitalia, ma soltanto affossare Malpensa. Il no "Accordi non più validi". Così ieri la compagnia francese presieduta da Jean-Cyril Spinetta in un comunicato Mario Sensini.

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Bonanni: decide il nuovo governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-22 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE La Cisl Bonanni: decide il nuovo governo ROMA - "Oralapalla passa a Berlusconi e al nuovo governo". Raffaele Bonanni ( nella foto), leader della Cisl, non ha dubbi: sul caso Alitalia deve calare il sipario del governo uscente sulla cui gestione della cessione, il leader cislino ha sempre avanzato molte critiche. Bonanni, che anche ieri ha tenuto i contatti con Gianni Letta, è convinto da tempo che l'opzione Air France-Klm andasse messa da parte. "Gli accordi con i francesi sono stati presi altrove" ha sempre sostenuto, alludendo ai contatti tra il ministero del Tesoro e la compagnia francese. Del resto, il segretario della Cisl non ha mai nascosto la propria simpatia per Carlo Toto, patron di AirOne, il concorrente che è stato scartato dal governo Prodi. E' arrivata quindi l'ora di mettere alla prova le prospettive della cordata italiana, sembra dire Bonanni. A. Bac.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-22 num: - pag: 3 categoria: A... (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-22 num: - pag: 3 categoria: ALTRI OGGETTI Gaetano Miccichè ne avrebbe seguito con attenzione l'evoluzione. Il "respiro internazionale" evocato da Enrico Salza e gli umori generali, sia sul fronte bancario che negli ambienti d'incubazione dell'ipotetica cordata Ermolli, non possono non tenere conto del fatto che l'AirOne di Carlo Toto aveva comunque iniziato a mettere in piedi un piano industriale. A questo punto, formalmente, tutte le opzioni teoriche rimangono aperte ma tutte, egualmente, si scontrano con un fattore che diventa più che mai avverso: il tempo. La situazione finanziaria di Alitalia è nota, e la sua dibattuta autonomia di cassa non consente di costruire schemi di medio periodo. La contingenza congiunturale, e i prezzi del petrolio che stanno mettendo in difficoltà diversi colossi dell'aviazione mondiale, sono stati non a caso citati da Air France per spiegare i motivi dell'addio. Al consiglio di amministrazione di Alitalia, che dovrebbe svolgersi entro fine settimana, Aristide Police vorrà essere certo di non incorrere in sanzioni qualora non richieda immediatamente l'amministrazione straordinaria. Jacopo Tondelli.

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Fulmini su due aerei, panico a bordo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-22 num: - pag: 20 categoria: REDAZIONALE Maltempo Atterraggio d'emergenza per un apparecchio della Continental Airlines da Newark a Dallas Fulmini su due aerei, panico a bordo Usa, voli dirottati. Il pilota: boato e luce abbagliante, ma nessun pericolo L'effetto "gabbia di Faraday": l'interno del velivolo resta isolato e la forza del fulmine si scarica sulla struttura MILANO - Una luce abbagliante, poi un boato. Ieri un fulmine ha colpito un aereo della Continental Airlines nel tragitto da Newark a Dallas, negli Stati Uniti: terrore e panico a bordo, per pochi secondi ma memorabili. L'apparecchio è stato dirottato verso il Baltimore Washington International Airport, per un atterraggio d'emergenza. Nessun ferito, solo tanta paura. Nella stessa giornata un altro velivolo, partito da Dallas e diretto a Toronto, ha vissuto il medesimo incubo. Prima il bagliore, poi un botto tremendo. Con conseguenze da brivido per i passeggeri. Ma, secondo gli esperti, i fulmini in volo non rappresentano un rischio. Almeno per chi conosce bene il fenomeno: "Si tratta di masse d'aria cariche di energia elettrostatica che quando si scaricano producono fulmini - spiega Flavio Sordi, pilota Alitalia -. Quando si vola, soprattutto in fase di salita o di discesa, è facile incontrarle, ma grazie alle apparecchiature è possibile girarci intorno ed evitarle". Radar metereologici sono in grado di rappresentare le zone temporalesche che potrebbero creare problemi, così gli aerei fanno in modo di non attraversarle. "Ci sono casi, però, in cui anche solo passandoci vicino, le masse scaricano elettricità - sottolinea il comandante -, ma normalmente questo non mette in pericolo la navigazione". Se capita un fulmine, infatti, l'aereo viene colpito, ma di fatto la saetta non penetra l'apparecchio: "Il velivolo si comporta come una gabbia di Faraday, cioè l'interno dell'aereo resta isolato e non viene compromesso dal fulmine ". Non senza qualche inconveniente: "è possibile che se la scarica elettrica colpisce punti in cui ci sono apparati di radionavigazione, potrebbe scaturire qualche danno, ma a bordo ci sono soluzioni tali che qualsiasi problema resta circoscritto ". Un antidoto contro il panico dei passeggeri? "Un sistema ci sarebbe: quando si preannuncia un fulmine, la tecnica addestrativa prevede di accendere al massimo le luci, in maniera da evitare l'abbaglio. Per quanto riguarda il boato, quello no, resta. Ma il panico vero è un'altra cosa". A quanto pare luce e botto non sono nulla in confronto agli "scossoni": "Essere colpiti da un fulmine non causa scossoni - avverte Flavio Sordi -, peggio è attraversare un cumulo nembo, nuvole verticali fino a 12 chilometri di altezza con correnti a duecento chilometri orari: allora sì che si balla". www.corriere.it Grazia Maria Mottola GUARDA il video dell'aereo su.

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Indici in frenata. Salgono Eni e Bpm (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-04-22 num: - pag: 32 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Paola Pica Indici in frenata. Salgono Eni e Bpm I dividendi Sul listino ha pesato lo stacco delle cedole di alcuni titoli guida Il caro petrolio deprime i listini occidentali e Piazza Affari non fa meglio degli altri in una seduta condizionata anche dallo stacco della cedola per alcuni titoli guida, come Fiat, Telecom e Parmalat. L'indice Mibtel ha ceduto lo 0,65%, lo S&P/Mib lo 0,64%, più resistente l'All Stars (-0,15%). Scambi contenuti a circa 4 miliardi di controvalore. Eni (+0,84%) ha beneficiato ancora delle attese, tra le altre, di nuove collaborazioni con la russa Gazprom dopo l'incontro in Sardegna tra Silvio Berlusconi e il presidente russo Vladimir Putin. Tra i titoli del petrolio, si sono messi in luce anche Saipem con un progresso dell' 1,90% e Saras (+1,54%). Alitalia è salita del 3,3% prima dell'annuncio, in serata, del dietro front di Air France che si è ritirata dall'offerta, a 0,62 euro. Sul fronte bancario, Unicredit ha ceduto lo 0,56%, Intesa Sanpaolo lo 0,27%. Mps lo 0,71%. Bene Bpm (+1,74%), dopo l'assemblea degli azionisti e le affermazioni del presidente Roberto Mazzotta per il quale la popolare di Piazza Meda "non è una preda". In rialzo anche Italease (+2,84%): venerdì il presidente Lino Benassi aveva parlato di possibili proposte di partnership nelle prossime settimane. Nel resto del listino, in frenata Telecom (-1,82%) e Fiat (-0,18%), con quest'ultima che ha scontato qualche preoccupazione destata dalle parole dell'amministratore delegato Sergio Marchionne, che ha parlato di un mercato dell'auto "orribile". Nel lusso, pesante Bulgari (-2,45%).

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Se il patriottismo diventa una politica industriale (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-04-22 num: - pag: 36 autore: di MASSIMO MUCCHETTI categoria: REDAZIONALE IL CASO ALITALIA Se il patriottismo diventa una politica industriale P er quanto la cosa possa apparire contraddittoria con l'autorappresentazione liberale e liberista del Pdl, Silvio Berlusconi ha fatto della difesa dell' italianità di Alitalia contro l'annessione francese un argomento vincente con gli elettori. E l'ha fatto sul terreno più scivoloso. La compagnia nazionale è considerata da almeno 15 anni un carrozzone romano sgovernato da una perversa triangolazione tra manager imbelli, sindacati corporativi e partiti clientelari. Fino a ieri, il suo fallimento non avrebbe tolto il sonno ai piccoli imprenditori della pedemontana lombardo-veneta, ai quali premeva soltanto di poter volare al minor costo e con le maggiori puntualità e comodità possibili, non importa sotto quale bandiera e da quale aeroporto. Ma nel primo scorcio del 2008, l'eventualità che il verde del tricolore italiano fosse sostituito dal blu francese sulle insegne dei "nostri" aerei ha riconvertito i pareri del pubblico. E il salvataggio di uno scalo come Malpensa, nato vecchio, meno redditizio di Fiumicino, poco collegato e perciò assai poco amato dagli stessi milanesi, è diventato il simbolo dell'identità lombarda. Quali che siano gli esiti per Alitalia dopo il ritiro di Air-France-Klm (ci sarà la cordata italiana o arriverà l'Aeroflot dell'amico Putin o sarà tutto mestamente commissariato?), tanto basta a porre tre questioni. La prima delle quali si può formulare così: il patriottismo economico continuerà a ispirare il nuovo governo nei rapporti con le imprese o verrà dismesso una volta esaurita la sua funzione elettorale? La storia di Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti fa ritenere che il patriottismo dovrebbe continuare. Nell'estate del 2005, Berlusconi sostenne l'allora Governatore Antonio Fazio nella difesa dell'italianità della Bnl e dell'Antonveneta anche se poi, di fronte all'insuccesso, diede il suo consenso alla nomina di Mario Draghi alla testa della Banca d'Italia. E magari adesso constaterà come il ritorno di Antonveneta in mani italiane, quelle del Monte dei Paschi, avvenga con un saldo netto di 3 miliardi in uscita verso l'estero. Giulio Tremonti è il padre della nuova Cassa depositi e prestiti, dove ha fatto trasferire quote strategiche di Eni, Enel, Terna, St. Microelectronics per consentire al governo di incassare senza privatizzare proprio perché, in questi casi, a comprare sarebbe alla fine una potenza economica estera. E oggi Tremonti è tra quelli che guardano con sospetto all'attivismo dei fondi sovrani di governi non democratici, quelli di Cina, Russia, Singapore e Paesi Opec, sui mercati finanziari occidentali. La seconda questione posta dal rilancio del patriottismo economico riguarda il Pd: al di là dei casi concreti sui quali si può sempre discutere, sul piano generale sarà d'accordo Walter Veltroni? La storia del nuovo leader del centrosinistra non offre punti di riferimento solidi. Ma quella dei precedenti governi Prodi, D'Alema e Amato sì. Nel quinquennio dell'Ulivo, Finmeccanica è stata consegnata al Tesoro per statuto e a protezione di Telecom, Eni ed Enel si è introdotta la golden share. Il secondo governo Prodi, lungi dal toccare la Cassa depositi e prestiti, l'ha addirittura affiancata con il fondo d'investimento infrastrutturale F2i, dove lo Stato, pur avendo solo il 14%, ha giocato il ruolo del promotore con l'aiuto delle fondazioni bancarie secondo lo schema tremontiano della Cdp. Prodi, inoltre, ha fatto fallire la fusione tra Autostrade e Abertis per trattenere in Italia il controllo di una grande impresa, e il relativo cash flow, e ha fatto balenare lo scorporo della rete Telecom per difendere la radice nazionale e aumentare la propensione all'investimento dell'azienda abbassando, attraverso l'ultima Finanziaria, l' onere fiscale dell'eventuale ristrutturazione. La terza questione è di merito: posto che la classe politica, di governo e d'opposizione, sia in prevalenza patriottica, tutto si ridurrà alla difesa degli assetti azionari di alcune imprese o si arriverà a una politica industriale che, in mancanza di iniziative private spontanee, crei la convenienza a investire nella modernizzazione del Paese? La storia dei leader e la campagna elettorale non forniscono grandi lumi, ma le evidenze quotidiane suggeriscono pragmatismo. Lo Stato dà contributi a fondo perduto di miliardi per la costruzione di un'autostrada a opera di un concessionario privato, e nessuno solleva obiezioni di principio perché tutti sanno che, altrimenti, i conti non tornerebbero. Perché mai lo stesso Stato non dovrebbe trovare il modo di accelerare lo sviluppo di altre infrastrutture più intelligenti, per esempio le reti di telecomunicazioni di nuova generazione che generano molto Pil aggiuntivo? La finanza pubblica e la regolazione antitrust possono essere considerate dei vincoli insuperabili oppure delle condizioni di contesto entro le quali unire la promozione della concorrenza e la difesa dell'interesse nazionale: tutto dipende dalla qualità del patriottismo.

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Nei piani di Spinetta c'era una riduzione degli aerei che sarebbero passati da 174 a 137. Via a (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 22-04-2008)

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Nche i 5 aerei Cargo. Già dai primi di aprile Alitalia ha autonomamente fermato una trentina di aerei.

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ROMA - Una sorta di "prestito ponte" di 100-150 milioni di euro, per pe (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 22-04-2008)

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Di MARCO CONTI ROMA - Una sorta di "prestito ponte" di 100-150 milioni di euro, per permettere ad Alitalia di "respirare" per qualche altra settimana ed evitare lo spettro del commissariamento e del successivo fallimento. Il tutto potrebbe avvenire sotto forma di decreto che il governo, in carica solo per l'ordinaria amministrazione, intende prendere domani "solo se ci sarà il via libera della nuova maggioranza", spiega il sottosegretario Enrico Letta. E' da Silvio Berlusconi che palazzo Chigi vuole avere il via libera al decreto che terrà in vita la Compagnia aerea. Un provvedimento che rischia di incappare negli strali di Bruxelles che non permette aiuti di stato non onerosi e subordina il prestito ad un piano industriale di risanamento dell'azienda. La decisione di AirFrance di abbandonare la trattativa fa però svanire l'unica soluzione industriale sul tavolo e lascia in mare aperto la Compagnia. Una scelta che soprende sino ad un certo punto il governo in carica, vista la freddezza con la quale i francesi hanno accolto le ultime disponibilità dei sindacati. Il percorso scelto servirà non solo a dare una boccata d'ossigeno alla Compagnia, ma permetterà al nuovo governo di insediarsi e di mettere assieme quella soluzione alternativa ai francesi più volte auspicata da Berlusconi, il quale nei giorni scorsi ha coinvolto ancora una volta la russa Aeroflot in una nuova possibile cordata. Contro il "prestito ponte" non c'è però solo l'Unione Europea, ma anche la Lega. Bossi non vuol sentir parlare di finanziamenti pubblici ad un'azienda che reputa la principale responsabile della crisi di Malpensa. Resta però il fatto che il decreto, con il quale verrà erogata la somma e che potrebbe uscire dai più vari capitoli di bilancio, dovrà essere convertito in legge proprio dal nuovo Parlamento, Carroccio compreso. Berlusconi, interpellato giorni fa a margine dell'incontro con il presidente russo Putin, ha glissato sulla definizione di "prestito ponte", sostenendo "che il problema dell'Alitalia è così grande che il resto non ha importanza...l'intendenza seguirà". Come dire, "non attacchiamoci alla definizione, diamo alla Compagnia i soldi per sopravvivere, poi si vedrà". D'altra parte, dopo averne fatto argomento di campagna elettorale e aver di fatto impedito l'intesa con i francesi, Berlusconi non può non considerare la faccenda Alitalia tra le priorità del suo governo. Resta ora da vedere come si comporterà la Lega e se condividerà sin da subito l'aiuto di Stato o si riserverà una valutazione al momento della necessaria conversione del decreto. Secondo alcuni collaboratori di Berlusconi lo stanziamento del governo potrebbe anche non considerarsi "prestito", visto la necessità che ha uno stato di garantire la libera circolazione dei propri cittadini. Il percorso bipartisan, malgrado i mugugni del ministro Padoa-Schioppa, sembra per ora reggere, ma prima di ogni scelta Prodi vuol avere la certezza che la futura maggioranza non "spari" sul decreto un secondo dopo il suo varo. Resta comunque il fatto che potrebbe diventare presto reale l'avvio di un contenzioso con Bruxelles, perchè la disponibilità di nuovi imprenditori ad avviare una trattativa ha bisogno di tempo. Proprio ciò che la Compagnia aerea non sembra avere.

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ROMA - Intesa Sanpaolo rilancia l'interesse su Alitalia poche ore prima che Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 22-04-2008)

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Di ROSARIO DIMITO ROMA - Intesa Sanpaolo rilancia l'interesse su Alitalia poche ore prima che Air France "fermasse le bocce" rispondendo picche alla lettera di chiarimento di venerdì scorso della Magliana con la quale chiedeva a Parigi se fosse sempre valido l'accordo di esclusiva siglato il 14 marzo. "Se l'operazione fosse di respiro internazionale, saremmo interessati" ha detto ieri Enrico Salza presidente del consiglio di gestione della Superbanca", confermando le anticipazioni de Il Messaggero di sabato scorso di un rientro in campo all'interno di una cordata da costruire e subordinato a una serie di condizioni. Tra le quali la verifica dei rapporti con Air France che il vertice bipartizan di palazzo Chigi di giovedì scorso sperava di coinvolgere in un nuovo schema per tutelare la pari dignità di Alitalia e lo status di compagnia di bandiera. Ma prima del termine di metà settimana, i francesi si sono definitivamente ritirati. E ora che le "bocce si sono fermate", le parole di Salza preludono alla nuova iniziativa, che potrebbe coinvolgere nuovamente Air One. Ma non solo. Carlo Toto già ieri sera avrebbe avuto colloqui telefonici con alcuni dei banchieri che l'hanno sostenuto a dicembre nell'offerta rifiutata dal governo. E che già la fine della scorsa settimana si sarebbero rimessi a esaminare il dossier. Venerdì scorso Toto si sarebbe incontrato con un banchiere di Intesa: fra le condizioni per rimettersi in pista, quella che Air One sia minoranza, punto sul quale il patron di Air One fa orecchie da mercante. Oggi l'imprenditore abruzzese avrebbe in calendario alcuni incontri cruciali per decidere le prossime mosse. Qualche banca sarebbe favorevole a un'accelerazione che, approfittando dell'iniezione di liquidità attesa per le prossime ore dal governo sotto forma di prestito-ponte per tenere in vita Alitalia, dia alla cordata italiana il tempo per predisporre l'offerta. "Potremmo essere interessati a un'operazione che non sia di piccolo cabotaggio", ha continuato Salza, "non è questione del nuovo governo, ma bisogna che si decidano perchè è inaccettabile che questa situazione continui così: serve un progetto di carattere internazionale". L'uscita definitiva di Air France fa mancare il partner d'oltralpe a un progetto sulla Magliana: ma non è detto che la posizione di Salza non possa coinvolgere in un secondo tempo un vettore internazionale. "Siamo pronti a fare un nuovo piano industriale", ha proseguito il grande vecchio della finanza torinese, notoriamente più affine alla vecchia maggioranza governativa ma sicuramente abile nel cogliere le opportunità, "se ci verrà chiesto". Salza ha anche ribadito la necessità di fare una due diligence, cioè quella verifica sullo stato di salute di Alitalia che un mese fa era stata ventilata da Toto. Per il numero uno di Intesa è possibile l'alleanza con la cordata Ermolli: "ma di partner così danarosi ce ne sono pochi". E nel pomeriggio di ieri, prima di Salza e del ritiro di Air France, Marco Tronchetti Provera, patron di Pirelli, aveva escluso di essere stato contattato. E' possibile che Bruno Ermolli, il superconsulente incaricato da Silvio Berlusconi di organizzare una soluzione italiana, possa rioccupare la scena. Del resto il patron di Sin&rgetica, avrebbe gettato la rete nel mondo dell'imprenditoria italiana. Ma non basta, occorre il sostegno di partner con le spalle larghe e "ampi fondi" per dirla con le parole di Salza che si riferiva alle disponibilità di Intesa. Da oggi quindi Toto e l'advisor Goldman Sachs torneranno al centro, assieme a Corrado Passera, Nomura e Morgan Stanley. Toto avrebbe confidato a un banchiere importante che l'interesse è immutato, ma porrebbe una condizione: che sia chiaro il contesto di continuità aziendale o di legge Marzano nel quale finirà la Magliana. I consiglieri della compagnia di bandiera sarebbero stati preallertati per un consiglio da tenersi nel fine settimana. Anche venerdì 25. E mercoledì 30, prima dell'assemblea, si terrà un consiglio di gestione di Intesa. Non c'è ancora l'ordine del giorno ma se ci saranno sviluppi è possibile qualche informativa.

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ROMA - Altro che modifica del piano. Air France-Klm si chiama fuori dalla partita Alitalia. (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 22-04-2008)

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Di ROBERTA AMORUSO ROMA - Altro che modifica del piano. Air France-Klm si chiama fuori dalla partita Alitalia. A 20 giorni dallo strappo con i sindacati Parigi chiarisce che la sua offerta, quella formalizzata il 14 marzo ad Alitalia, non è più valida. Non c'è più. Perchè non sono state soddisfatte le otto condizioni a cui era legata l'efficacia del contratto. A sorpresa, Jean Cyril Spinetta si è tirato fuori dalla partita Alitalia, dopo che il 7 aprile aveva lasciato socchiusa la porta del negoziato. Il piano Air France "è l'unico possibile per consentire ad Alitalia il ritorno ad una crescita redditizia in tempi rapidi", recitava il comunicato di Parigi prima di rimandare la palla in campo italiano a una settimana dalle elezioni: "Spetta adesso ad Alitalia, ai suoi dipendenti ed alle organizzazioni sindacali esprimersi su come vedono il futuro della loro azienda". Il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Enrico Letta ha provato a lasciare aperta la porta di Parigi. E nella stessa direzione sono andati i contatti avviati già prima del confronto elettorale dai più stretti collaboratori di Berlusconi. Così mentre nei giorni scorsi il premier in pectore lasciava aperte tutte le ipotesi, contemporaneamente ammetteva che la pista prioritaria era quella che conduceva ad Air France. Certo, c'erano da modificare alcune condizioni cruciali, ma Berlusconi sembrava dare per scontato che l'offerta di Parigi era ancora sul tavolo. Ieri sera il colpo di scena, dopo che la stessa Alitalia aveva chiesto alla compagnia franco-olandese di chiarire la sua posizione. "Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta", è scritto in un comunicato di Parigi. Colto di sorpresa, Palazzo Chigi non commenta. "Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione", dice invece Alitalia. Ma quella di Air France non sembra solo un'interpretazione legale. Dietro la mossa dei francesi c'è la volontà di chiudere davvero il capitolo Alitalia. Almeno per ora. Perché? Troppe le pressioni politiche? Eccessive le incertezze da far digerire agli azionisti, soprattutto olandesi? Fonti vicine al gruppo fanno sapere che le ragioni politiche non c'entrano. "Si tratta di motivazioni industriali". Dietro la ritirata di Air France-Klm ci sarebbe la cavalcata senza sosta del petrolio". A tal punto da "non rendere più attuale il piano industriale e l'offerta presentata poco più di un mese fa". Insomma oltre 15 dollari di rincaro del greggio avrebbero fatto capire a Parigi "che a queste condizioni il ritorno alla redditività di Alitalia sarebbe molto più lenta". Ora, solo una linea di credito del Tesoro può strappare Alitalia dal commissariamento. Palazzo Chigi ha già pronto il decreto bipartisan per un'iniezione di liquidità tra i 100 e 200 milioni al massimo che permette di aprire altri scenari (probabilmente domani in Consiglio dei ministri). Lancia l'allarme Francesco Rutelli, vicepresidente del Consiglio: "Ecco una conseguenza disastrosa dello sbarramento opposto da Berlusconi, dalla Lega e anche da Alemanno all0accordo con francesi e olandesi. Ora la partita può diventare drammatica, con conseguenze pesantissime per il Paese, per Fiumicino e per l'economia romana". Rincara la dose il Pd: "Dichiarazioni avventate e comportamenti non responsabili hanno fatto naufragare la trattativa". Ora, "bisogna "operare per garantire la continuazione dell'attività di Alitalia per aprire nuove e reali trattative". Ma la Lega rispedisce al mittente le accuse: "Air France non voleva Alitalia, voleva solo affossare Malpensa, perchè le dà fastidio", ha detto Roberto Castelli a Porta a Porta.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-04-22 num: - pag: 56 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Air France si ritira dalla gara per Alitalia Vendita della quota di Alitalia: Air France ha ritirato la propria offerta. Palazzo Chigi: "no comment". Un Consiglio dei ministri si svolgerà nelle prossime 48 ore per prendere le decisioni conseguenti. Ronde, polemica tra Di Pietro e Maroni "è incostituzionale prevedere che la polizia privata si possa sostituire alle istituzioni pubbliche". Antonio Di Pietro replica così all'idea delle ronde di cittadini con finalità di prevenzione e sicurezza avanzata dal leghista Roberto Maroni in un'intervista ieri al Corriere. Berlusconi gela Bossi: sul governo nulla è deciso "Non c'è ancora nulla di deciso". Silvio Berlusconi gela l'entusiasmo della Lega, dopo l'incontro con Umberto Bossi al termine de quale il Senatùr aveva disegnato la futura presenza leghista nell'esecutivo. Sulla squadra di governo il Cavaliere ha precisato: "Ci saranno sorprese ". Focus Spesa online oltre i 5 miliardi Nel 2007 la spesa on-line ha superato i 5 miliardi di euro con un aumento del 30% e nove milioni di clienti Esteri Primarie in Pennsylvania Hillary in vantaggio su Obama Tutti i sondaggi danno Hillary Clinton in testa in Pennsylvania, dove sono in calendario oggi le primarie democratiche in vista della Casa Bianca, su Barack Obama. Hillary ha bisogno di una vittoria netta. Scambio di accuse tra i due candidati. Paraguay: ex vescovo eletto presidente Svolta politica in Paraguay: l'ex vescovo cattolico Fernando Lugo ha vinto le elezioni presidenziali sconfiggendo Blanca Ovelar, la candidata del partito al governo dal 1947. La Conferenza episcopale del Paraguay resta in attesa di un pronunciamento Vaticano. Cronache Lecco, donna uccisa paura per un serial killer Non si esclude l'ipotesi di un serial killer dopo il ritrovamento del cadavere di una donna tra i 20 e i 30 anni in Valsassina (Lecco). Le modalità del ritrovamento sono quasi identiche a quelle di due giovanissime prostitute romene, Luminita Dan e Ionela Dragan, uccise e gettate avvolte in un sacco di plastica nei boschi di Morterone, sempre nel Lecchese nell'agosto del 2007. Economia Petrolio, nuovo record Il petrolio ha raggiunto ieri il nuovo record di 117,53 dollari al barile a New York. L'Opec avverte: la produzione non aumenterà. Cultura Se la Shoah oscura la Resistenza Se nel segno della Shoah rischia di sparire dal discorso pubblico e dalla nostra memoria collettiva proprio l'antifascismo la sinistra deve guardare a se stessa e all'uso che ha fatto dell'antisemitismo. Spettacoli Dempsey, nuovo Paul Newman Patrick Dempsey ha vinto l'Oscar del pubblico come il miglior attore tv quest' anno per il suo chirurgo Derek Shepherd e ora Hollywood sembra puntare su di lui. Qualcuno dice che forse Patrick dagli occhi blu è il nuovo Paul Newman e ora si attendono gli esiti dello spiritoso film "Made of Honor". Sport Del Piero in azzurro? Il ritorno in nazionale per gli Europei di Alex Del Piero con i suoi 17 gol in campionato divide esperti e tifosi. * Con "Style Magazine" e 3,00; con "Corriere Enigmistica" e 2,30; con "Foto:box" e 7,90; con "Storie della Bibbia" e 8,90; con "La grande dinastia dei Paperi" e 8,90; con "Geronimo Stilton English!" e 9,90; con "L'Europeo" e 8,90; con "Ricettario della Cucina italiana" e 13,90; con "Il grande cinema di Alberto Sordi" e 10,99; con "Gli itinerari di Dove" e 8,99; con "Gianni Morandi- Grazie a tutti" e 9,99; con "Tuttofisco 2008" e 6,90; con "La Storia del Fascismo" e 2,00; solo in Lombardia con "Gli atlanti a grande scala Milano e Hinterland" e 13,90; con "Il Diritto" e 15,90. In Molise, Sicilia, Umbria, Marche, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Basilicata, Abruzzo, Calabria, Trentino Alto Adige e nelle province di SA, BA e VE con la Gazzetta dello Sport e 1,00.

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Sprint anche a Fiumicino Canapini, appello al Cav (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 22-04-2008)

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N. 96 del 2008-04-22 pagina 2 Sprint anche a Fiumicino Canapini, appello al Cav di Rita Smordoni Rush finale a Fiumicino in vista del ballottaggio del 27 e 28 aprile. Il sindaco uscente Mario Canapini (Udc) ha scritto al presidente Silvio Berlusconi, invitandolo a intervenire alla chiusura della campagna elettorale. Al primo turno la coalizione che sostiene Canapini (Pdl, Udc, Rosa Bianca) ha ottenuto il 43,89 per cento dei voti, contro il 38,24 della lista (Pd e Sa) che tiene per Giancarlo Bozzetto. A decidere la sfida potrebbero essere gli elettori della Lista Civica Noi Insieme di Luigi Satta (8), la Destra di Alberto Cava (3), i grillini di Mario Russo (3) e i dipietristi di Ciro Imperioso (1,8). Sabato Canapini ha detto no ad ogni ipotesi di apparentamento: "Preferisco correre da solo. Occorre finirla con il vecchio sistema di mercanteggiare i voti. Non scendiamo a patti con chi non ha condiviso il nostro programma, ora è tardi". Sull'altro fronte, invece, acque tempestose: se Idv, socialisti dello Sdi e Lista civica hanno firmato l'apparentamento, è proprio dall'interno del Pd che si levano malumori. Nelle ultime ore qualche candidato del Pd ha addirittura annunciato il voto a Canapini, "per protestare contro Bozzetto, che ci ha sempre tenuti all'oscuro di tutto". A favore del candidato del centrodestra potrebbe pesare in extremis l'arrivo in piazza dello stesso Berlusconi. "Nella nota che ho scritto al Cavaliere - spiega Canapini - ho ribadito l'importanza di Fiumicino, in chiave locale, regionale e nazionale. In ballo non c'è solo la vicenda Alitalia, che riguarda direttamente la popolazione del nostro comune, posti di lavoro, indotto ed economia, ma anche l'ampliamento del sistema aeroportuale che coinvolge oltre mille ettari di terreno di proprietà del gruppo Benetton". Per il futuro, rileva Canapini, serve un forte sostegno al porto commerciale di Fiumicino, dove sale sempre più la domanda di attracchi da parte delle grandi compagnie crocieristiche italiane e straniere. Uno sviluppo che la coalizione di sinistra invece non è in grado di garantire, in quanto Bozzetto è diretta espressione della Sinistra Arcobaleno, da sempre contraria a ogni ipotesi del genere. Bozzetto, 70enne, rappresentante della Sinistra democratica di Mussi, è stato sindaco di Fiumicino per dieci anni. "Tutti in città ricordano i danni che Bozzetto ha fatto quando è stato sindaco - afferma Canapini -. Danni che ancora oggi facciamo fatica a riparare. Uno per tutti la soppressione della linea ferroviaria che entrava direttamente nel cuore della città". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Air France ritira l'offerta: Alitalia non c'interessa più (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 22-04-2008)

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N. 96 del 2008-04-22 pagina 1 Air France ritira l'offerta: Alitalia non c'interessa più di Paolo Stefanato Mentre IntesaSanPaolo riapre il dossier Alitalia, Air France-Klm annuncia il ritiro della sua offerta. "Accordi contrattuali non più validi", dice la compagnia franco-olandese. Nessun commento da Palazzo Chigi: il Consiglio dei ministri si riunirà entro 48 ore. I francesi hanno comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali del 14 marzo con l'obiettivo di lanciare un'opa su Alitalia non sono più validi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia, AirFrance ritira l'offerta (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa La compagnia francese blocca l'Opa, Salza interessato Alitalia, AirFrance ritira l'offerta e Intesa riapre Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Colpo di scena nella tarda serata di ieri nella vicenda Alitalia. Air France ha ritirato la propria offerta. "A seguito della richiesta di Alitalia di chiarire la situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni fra Air France-Klm e Alitalia - spiega un comunicato della compagnia franco olandese - Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta". Palazzo Chigi ha reagito con un "no comment" ma pare che nelle prossime 48 ore si svolgerà un consiglio dei ministri per prendere decisioni che andranno comunque compiute e dovranno essere bipartisan. Prima dell'annuncio, dopo una lunga serie di dinieghi e di no comment, Intesa SanPaolo aveva riaperto di fatto il dossier sulla privatizzazione della compagnia di bandiera italiana. "Che le bocce si fermino, se l'operazione Alitalia fosse di respiro internazionale saremmo interessati, sotto varie forme", aveva detto a Milano il presidente del consiglio di gestione, Enrico Salza. Che ha tenuto a precisare che il possibile intervento "non è questione di nuovo governo". Anche se è chiaro che l'esecutivo avrà un ruolo nella vicenda. Per questo la tesi di Salza è quella che prevede un interessamento del gruppo per "un progetto non provinciale, ma di carattere internazionale. Noi non abbiamo esaminato nessun dossier, ma siamo pronti a farlo se ci verrà richiesto con un piano industriale". Non sarà un salto nel buio. Nel caso Intesa San Paolo decidesse di ritornare in gioco sarebbe necessario procedere a una nuova due diligence (un controllo dei conti e del patrimonio ndr). In ogni caso "occorre che non sia un'operazione di piccolo cabotaggio e provinciale. Non è chiaro con chi ha intenzione di entrare però il gruppo bancario. A priori, nonostante l'appoggio dato al gruppo Air One, non è esclusa un'alleanza con partner italiani. "Anche se così danarosi ce ne sono pochi" ha spiegato Salza che ha ricordato di avere a disposizione "ampi fondi". Ieri sul dossier si sono già smarcati in due. Su Alitalia "non siamo mai stati contattati" ha spiegato Tronchetti Provera. Lo ha seguito Ennio Doris, Mediolanum che ha spiegato che "per investire in Alitalia bisogna essere esperti del settore". Alitalia e sindacati dovrebbero tornare a incontrarsi giovedì prossimo.

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Grandi manovre sulle Generali. Bernheim sotto tiro. Ma i francesi non mollano (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Grandi manovre sulle Generali. Bernheim sotto tiro. Ma i francesi non mollano Filippo Caleri Alessandro Usai "Mai dare le dimissioni perché qualcuno potrebbe accettarle". Parole che si prestano a molte considerazioni se a pronunciarle è Antoine Bernheim, un signore che il prossimo 4 settembre compirà 84 anni e che di lavoro fa il presidente di Generali. Il manager è garante degli interessi francesi e dei precari equilibri con i soci italiani nella compagnia assicurativa. Una sicurezza per proteggere da mani nemiche lo scrigno che custodisce una bella fetta delle ricchezze d'Italia. Ecco perché non sarà facile defenestrare Bernheim. La maggiore assonanza tra Berlusconi e il presidente francese Sarkozy, già evidenziata sul tema Alitalia, potrebbe fornire all'anziano manager una sponda politica di gran rilievo. Eppure molti fucili sono puntati sul 26 aprile, giorno in cui è prevista l'assemblea del Leone di Trieste. Il tentativo è chiaro: costringerlo alla resa fregiandolo della carica di presidente onorario. Al suo posto (forse) Claudio Costamagna, il banchiere prodiano ex Goldman Sachs (una delle grandi banche di investimento mondiali) che collaborò con Cesare Geronzi in occasione della fusione tra Capitalia e Unicredit. Una mossa strategica che ora potrebbe dare i suoi frutti: Geronzi, uno dei pochi banchieri stimati da Berlusconi, è presidente del Consiglio di Sorveglianza di Mediobanca, primo socio delle Generali. Le trattative per garantire un nuovo assetto tra Milano, Roma e Parigi vanno avanti sotto traccia ma il carattere spigoloso di Bernheim accende gli animi. Basta un esempio: al brindisi natalizio con i dirigenti, Bernheim rivelò che tra gli azionisti di Generali allignavano dei mafiosi. Vincent Bolloré, potentissimo socio francese di Mediobanca, saltò sulla sedia. Appena un mese prima aveva ribadito il suo legame di ferro col presidente di Generali: "Dietro tutto quello che faccio, c'è sempre Antoine". Il finanziare bretone ha cambiato idea e capito che la scadenza naturale dell'attuale consiglio di Generali nel 2010 non sarà rispettata. Nemmeno Tarak Ben Ammar, prezioso e affabile rappresentante dei soci francesi a piazzetta Cuccia, ha provato a rimettere insieme i cocci. Anche perchè su Bollorè è partito il pressing di Unicredit, Intesa SanPaolo e degli altri soci forti delle Generali: Bernheim deve farsi da parte. E c'è di più. Emilio Botin, presidente dello spagnolo banco Santander, ha intimato a Bollorè di incontrare Davide Serra, colui che alla testa del fondo Algebris ha definito inadeguata la governance delle Generali e deludenti i risultati finanziari ottenuti. Algebris è la spina nel fianco nella lotta tra i poteri forti che si sta scatenando nelle Generali. Il fondo, che detiene lo 0,6% del gruppo assicurativo ma che ha fatto capire di poter convogliare quote considerevoli degli scontenti, affila le armi alla vigilia dell'assemblea di aprile minacciando un assalto per conquistare il Leone di Trieste. Bollorè corre ai ripari e potrebbe scaricare Bernheim per fare un favore a Geronzi e Costamagna. Via alle larghe intese sull'asse Geronzi-Bollorè. Bernheim, però, non molla. Attacca gli hedge fund che lo accusano di "non essere aggressivo negli investimenti" sostenendo la tesi che Generali è da sempre considerato un titolo per "cassettisti" vale a dire un bene da comprare e mettere da parte perchè si rivaluta con il passare del tempo. Un investimento sicuro per il popolo dei risparmiatori al pari di un Bot o di un immobile. Parole che non convincono alcuni operatori. Basta fare un'analisi su cosa ha in pancia il Leone di Trieste. Tanto. Non solo un sostanziale flusso di cassa che deriva dal fatto di essere leader in Italia e in Europa nel settore assicurativo, ma anche immobili di prestigio ben posizionati nei centri storici delle principali città italiane, francesi, tedesche e austriache. Una dote che secondo le stime vale 23 miliardi di euro. A far gola però non è solo il fatto che dentro alla cassaforte ci siano molti gioielli. Ma anche il fatto che la società, sebbene protetta da blocchi di azionisti coesi tra loro, è assolutamente contendibile. Il timore di assalti al cuore finanziario di Trieste lo espresse qualche tempo lo stesso Bernheim: "Se il 30% del capitale è in mani italiane, la grande maggioranza delle azioni è nei portafogli che contano: fondi pensione, fondi esteri anche anglosassoni". I soci francesi escludono, almeno ufficialmente, l'esistenza di problemi con la presidenza Bernheim. In fondo, Generali in Francia è il secondo operatore e ha chiuso il 2007 con un utile di 505 milioni di euro, in aumento del 25% rispetto all'anno prima. Ma il grande vecchio è sotto assedio. Come poche settimane fa a Parigi. L'occasione è stata il conferimento ad Antoine Bernheim delle insegne di cavaliere di gran croce dell'ordine al merito della repubblica italiana. Al termine della cerimonia, rimasti soli nel salone d'onore dell'ambasciata italiana, il presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa SanPaolo, Giovanni Bazoli, il numero uno della Giovanni Agnelli & C., Gianluigi Gabetti, e il presidente del Consiglio di Sorveglianza di Mediobanca, Cesare Geronzi ne hanno approfittato per una fitta conversazione con Bernheim. Nella scacchiera ci sono molti pezzi grossi in gioco. Sul fronte Mediobanca si rafforza l'asse fra Cesare Geronzi, Salvatore Ligresti, Fininvest e i soci francesi di Bollorè e Ben Ammar. Un blocco che tenterà di avere un ruolo chiave sia nel rinnovo del sindacato di Piazzetta Cuccia (2009) sia nella ridefinizione dell'assetto delle Generali. L'amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, ha gettato acqua sul fuoco: il management di Trieste, "da Bernheim a Perissinotto e Balbinot, sta facendo un lavoro encomiabile e hanno tutti il nostro sostegno". Bernheim ne aveva preso atto con una battuta: "Sull'età non posso lavorare, sul resto sì". Ma stavolta il vecchio Antoine rischia di perdere la poltrona.

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Tasse e extra, low cost più cari dei voli di linea - andrea tarquini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Tasse e extra, low cost più cari dei voli di linea Effetto del caro-petrolio e delle misure di sicurezza dopo l'11 settembre L'inchiesta Le compagnie di bandiera offrono tariffe all-inclusive e spesso il costo finale è più basso ANDREA TARQUINI dal nostro corrispondente BERLINO - Se volete volare a basso prezzo, attenti a non scegliere troppo in fretta i collegamenti delle compagnie low cost. Tra sovrattasse, costi supplementari e altri extra, le low cost non sono più tali. Lo ha denunciato l'altro ieri l'edizione domenicale dell'autorevole Frankfurter Allgemeine, dati alla mano. La spiegazione fornita dal quotidiano, e in parte confermata da fonti delle compagnie citate nel servizio, è semplice: i costi del carburante e altri costi d'esercizio sono aumentati, il prezzo delle nuove norme antiterrorismo post-11 settembre ci si aggiunge. E da qualche parte i costi aumentati devono rientrare. L'esempio citato è un volo da Colonia a Londra. Biglietto comprato adesso per risparmiare, partenza il 10 luglio, rientro il 13. In teoria, grandi compagnie low cost come Ryanair o Easyjet offrono biglietti a un prezzo imbattibile: ma è un prezzo netto. Chi, come fanno sempre più spesso i viaggiatori, prenota e acquista il biglietto su Internet, se non sta attento a tutte le voci sul sito rischia di accettare cliccando, con la sua firma elettronica, una serie di balzelli. Per cui alla fine conviene acquistare un biglietto emesso in forte anticipo (con lo stesso anticipo dei low cost) da una compagnia di bandiera. In cui tutto è compreso. Come si può vedere anche nelle tabelle che pubblichiamo a parte, il prezzo netto del biglietto è solo una voce, spesso non la più pesante, del prezzo pagato alla fine dal passeggero. Per prime ci si mettono tasse e imposte varie, che siano tasse sul volo o sui servizi e diritti aeroportuali. Aggiungono da 20 a 68,93 euro. Poi alcune compagnie, come Germanwings, vettore a basso costo tedesco, aggiungono l'addizionale per il carburante. Non è finita. Ryanair e Easyjet riscuotono costi aggiuntivi per il primo e il secondo bagaglio: attorno ai nove euro per volo la prima valigia e 18 per la seconda. Alcune low cost incassano anche per la prenotazione di un posto prescelto, per i costi del check in al banco, cui può sottrarsi unicamente chi viaggia con il solo bagaglio a mano. Poi c'è, per Ryanair, il costo addizionale per i disabili. Dapprima veniva pagato solo da chi ad esempio deve imbarcarsi con sedia a rotelle. Una sentenza ha decretato che questa era ingiusta discriminazione dei disabili, e allora la compagnia adesso la riscuote da tutti. Infine ma non ultimo, sia le compagnie low cost sia i vettori tradizionali incassano da 4 a 8 euro per i costi del pagamento con carta di credito. Risultato finale, secondo l'indagine della Frankfurter: il volo Lufthansa sulla tratta Colonia-Londra e ritorno, pagato con dovuto anticipo costa 100,93 euro, quello di Ryanair 136, quello di Easyjet 158,15. Solo un caso? No, visto che lo stesso risultato emerge confrontando le tariffe di un viaggio tra Roma e Londra. Stessa data, un viaggiatore con un solo bagaglio: Ryanair e Easyjet costano meno di British Airways, ma più di Alitalia. I portavoce delle compagnie a basso costo, interpellati dal quotidiano tedesco, si difendono ma in parte ammettono. Secondo Easyjet, "per noi vale il principio del low cost: ognuno deve pagare solo il necessario". Ma ammette che i concorrenti low cost "dimostrano molta fantasia". A Ryanair spiegano che in futuro i costi addizionali per i bagagli imbarcati nella stiva del jet aumenteranno ancora. L'obiettivo della compagnia è infatti che la metà dei suoi passeggeri voli con solo bagaglio a mano. Ultima voce, un costo che i low cost definiscono "molto onesto", è il cosiddetto surcharge: secondo le compagnie viene imposto (da alcune di loro) per i costi delle porte blindate della cabina di pilotaggio e le tariffe maggiorate delle assicurazioni. Entrambe conseguenze delle misure antiterrorismo dopo l'11 settembre. Sarà. Certo, per ogni aumento di prezzo richiesto c'è sempre la risposta pronta da fornire al cliente deluso. Ma di questo passo, uno dei sogni più giovani dell'umanità, appunto il volo a basso costo, minaccia di tramontare o svanire.

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Il colpo di scena nella vicenda Alitalia è arrivato nella (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Il colpo di scena nella vicenda Alitalia è arrivato nella ... Il colpo di scena nella vicenda Alitalia è arrivato nella tarda serata di ieri, con un comunicato di AirFrance-Klm: il gruppo franco-olandese ha fatto ufficialmente sapere che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta. Entro 48 ore le decisioni del consiglio dei ministri. Intanto Intesa SanPaolo ha riaperto il dossier. Caleri a pag. 23.

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Air France-Klm chiude, l'offerta non vale più (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia Air France-Klm chiude, "l'offerta non vale più" Tutto da rifare per Alitalia. Air France-Klm ha annunciato ieri sera di aver ritirato la sua offerta per la compagnia aerea italiana: gli accordi del 14 marzo "non sono più validi", dice un comunicato diffuso dal gruppo franco-olandese in risposta alla richiesta da parte di Alitalia di chiarire la situazione legale dopo la rottura dei negoziati. "Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta", si legge nella nota. Nessun commento ieri sera da Palazzo Chigi, dove siede un governo uscente: è arrivata solo la notizia che un Consiglio dei ministri si svolgerà tra oggi e domani, per prendere le decisioni conseguenti all'annuncio della compagnia franco-olandese "in vista delle scelte che andranno compiute e andranno prese insieme alla nuova maggioranza parlamentare". All'ordine del giorno resta anche la concessione del prestito-ponte per garantire l'operatività della compagnia nei prossimi mesi, che doveva servire a dar tempo alla trattativa. L'ipotesi francese, l'unica finora concreta, si chiude proprio quando il gruppo Intesa-San Paolo sembrava deciso a scendere in campo, riaprendo i giochi: "Se l'operazione fosse di respiro internazionale saremmo interessati, sotto varie forme", aveva dichiarato Enrico Salza, presidente del consiglio di istituto del gruppo bancario. "IntesaSanPaolo era finora considerata lo sponsor finanziario dell'ipotesi AirOne.

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Air France chiude <Ritiriamo l'offerta> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Air France chiude "Ritiriamo l'offerta" Definitivo addio dei francesi Su Alitalia rispunta Intesa: aperti a trattativa internazionale ROMA. Addio Air France. La compagnia francese ha definitivamente ritirato la sua offerta per Alitalia: "Gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia dice un comunicato non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta". Poco prima dell'annuncio francese, a riaprire il dossier Alitalia era stata la banca Intesa SanPaolo: "Se l'operazione fosse di respiro internazionale e non provinciale saremmo interessati, sotto varie forme", ha detto il presidente del consiglio di gestione, Enrico Salza. "Non è questione del nuovo governo ha avvertito ma bisogna che si decidano perché non è accettabile che questa situazione continui così". SERVIZIO >> 13 22/04/2008.

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L'Enac autorizza sette compagnie a usare Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Nuove rotte L'Enac autorizza sette compagnie a usare Malpensa Nelle stesse ore in cui Air France-Klm abbandonava il dossier Alitalia, l'Enac stava risolvendo una delle grane emerse durante il negoziato: la liberalizzazione di una ventina di tratte intercontinentali regolate da accordi bilaterali che impedivano il rafforzamento di Malpensa. Secondo quanto riferivano ieri fonti dell'ente nazionale per il trasporto aereo, sono state autorizzate sette deroghe per permettere ad altrettante compagnie di atterrare nello scalo varesino: si tratta di Emirates (che raddoppia da 7 a 14 i collegamenti con Dubai), Ethiad, Belavia, Korean Air, Air Moldova, Saudi Arabia e la israeliana El Al. Con l'apertura delle rotte l'Enac ha detto sì alla prima condizione con la quale la Sea si era detta disposta a rinunciare al risarcimento da 1,25 miliardi contro Alitalia per i tagli a Malpensa. Ma allo stesso tempo ha modificato la convenzione con cui Alitalia - su pressione di Air France - a metà marzo si era garantita la quasi esclusiva su circa 60 rotte intercontinentali. Per Parigi forse il motivo decisivo per abbandonare il tavolo. \.

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Alitalia Air France si ritira (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica La compagnia franco-olandese abbandona la trattativa Alitalia: Air France si ritira Apertura di Intesa San Paolo Pavia, 22 apr. – Non c'è pace per Alitalia. Air France-Klm ha comunicato che: “gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta”. Dunque, dopo la rottura dei negoziati lo scorso 2 aprile, la compagnia franco-olandese, ha deciso di rompere ufficialmente le trattative, lasciando pochi margini di recupero. Fonti vicine ad Air France fanno sapere che il sensibile aumento del greggio degli ultimi giorni, ha peggiorato la situazione macro-economica, convincendo ulteriormente i vertici della compagnia d'oltralpe, dell'ulteriore deterioramento della situazione di Alitalia e dunque dell'allungamento dei sui tempi di possibile recupero. Palazzo Chigi, dopo l'arrivo della notizia si trincera dietro un secco “no comment”. Domani o al più tardi mercoledì mattina si terrà una riunione straordinaria per decidere quali decisioni prendere: il governo potrebbe infatti decidere di varare un prestito ponte da 150-200 milioni per immettere nelle casse della compagnia la liquidità necessaria per assicurare il continuamente delle attività della compagnia in attesa che il nuovo governo decida il da farsi. Non è, comunque, esclusa la possibilità di commissariare la compagnia, decisione che andrebbe presa dal Cda dell'azienda senza il bisogno di un Cdm. A questo punto, per la salvezza della nostra compagnia di bandiera si ritorna a parlare della russa Aeroflot, tornata alla ribalta della cronaca italiana nei giorni scorsi dopo l'incontro tra il presidente russo Vladimir Putin ed il premier italiano "in pectore" Silvio Berlusconi. La stampa russa ha oggi commentato negativamente la notizia chiarendo che per Aeroflot acquistare ora Alitalia sarebbe solo un danno. Fonti vicine ai vertici del vettore russo si dichiarano contrari alla riapertura delle trattative e chiariscono che agiranno solo se “obbligati”. A fronte di tutte queste pessime notizie per Alitalia, arriva anche una piccola speranza: IntesaSanPaolo si è dichiarata disponibile a riesaminare il dossier Alitalia se l'operazione fosse di respiro internazionale: a dichiararlo è stato lo stesso presidente del consiglio di gestione della banca, Enrico Salza. Netta chiusura, invece, nel caso in cui l'operazione risultasse essere di tipo “provinciale”. Alessandro Ghioni politica@voceditalia.it.

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Maroni Malpensa se la cavera' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Maroni: Malpensa se la cavera' Roma, 22 apr. - Nonostante il dietro-front di Air France sulla trattativa per l'acquisto di Alitalia, "Malpensa se la cavera', ne sono certo". Ad affermarlo e' il capogruppo uscente della Lega Nord a Montecitorio, Roberto Maroni, intervistato da Maurizio Belpietro su Canale 5. "Bastera' lasciare a Malpensa la possibilita' di svilupparsi, senza restrizioni, senza limiti o pesi. Malpensa e' una struttura che attira traffico aereo". "E' chiaro - ha detto Maroni - che se Alitalia porta via le rotte e non consente ad altre compagnie di entrare, lo scalo e' penalizzato. Malpensa ha un grande futuro perche' e' al centro di un'area di grande traffico. Bisogna crederci, completare le infrastrutture e eliminare gli ostacoli. Non ci servono aiuti di Stato. Serve solo aprire gli spazi aerei, cosa che attualmente non si puo' fare, perche' Alitalia ha occupato le rotte, senza peraltro utilizzarle". Maroni non commenta il possibile intervento di un gruppo di imprenditori italiani, annunciato da Silvio Berlusconi senza mai palesarsi effettivamente. "Non so chi c'e' nella cordata -ha risposto Maroni- e non so nemmeno se c'e' la cordata. Non sono informato quindi non so dare risposte".

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Piazza Affari Alitalia crolla, Borsa apre in calo (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Af-Klm in rialzo con +1,70% Piazza Affari: Alitalia crolla, Borsa apre in calo Titolo Alitalia sospeso dalle negoziazioni Milano, 22 Apr. – Questa mattina apre in negativo Piazza Affari. Il primo Mibtel ha segnato un calo dello 0,29% a 25.469 punti e lo S&P/Mib dello 0,35% a 33.546 punti. Anche Alitalia non se la passa bene, il titolo crolla in Borsa. Il titolo segna un calo dell'11,29% dopo l'abbandono di Air France alla trattativa. In rialzo, invece, alla Borsa di Parigi i titoli del gruppo franco-olandese, Af- Klm: hanno aperto a +1,70% a 19,65 euro. Ieri avevano ceduto il 2,76%. Dopo quasi un'ora di asta intorno al titolo è stato deciso di sospendere Alitalia dalle negoziazioni. Il provvedimento riguarda azioni ordinarie, obbligazioni convertibili e strumenti derivasti. La sospensione sarà per tutta la seduta odierna, in attesa di comunicazioni. Valentina Pellegrino.

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Alitalia: Air France si ritira (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica La compagnia franco-olandese abbandona la trattativa Alitalia: Air France si ritira Apertura di Intesa San Paolo Pavia, 22 apr. – Non c'è pace per Alitalia. Air France-Klm ha comunicato che: “gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta”. Dunque, dopo la rottura dei negoziati lo scorso 2 aprile, la compagnia franco-olandese, ha deciso di rompere ufficialmente le trattative, lasciando pochi margini di recupero. Fonti vicine ad Air France fanno sapere che il sensibile aumento del greggio degli ultimi giorni, ha peggiorato la situazione macro-economica, convincendo ulteriormente i vertici della compagnia d'oltralpe, dell'ulteriore deterioramento della situazione di Alitalia e dunque dell'allungamento dei sui tempi di possibile recupero. Palazzo Chigi, dopo l'arrivo della notizia si trincera dietro un secco “no comment”. Domani o al più tardi mercoledì mattina si terrà una riunione straordinaria per decidere quali decisioni prendere: il governo potrebbe infatti decidere di varare un prestito ponte da 150-200 milioni per immettere nelle casse della compagnia la liquidità necessaria per assicurare il continuamente delle attività della compagnia in attesa che il nuovo governo decida il da farsi. Non è, comunque, esclusa la possibilità di commissariare la compagnia, decisione che andrebbe presa dal Cda dell'azienda senza il bisogno di un Cdm. A questo punto, per la salvezza della nostra compagnia di bandiera si ritorna a parlare della russa Aeroflot, tornata alla ribalta della cronaca italiana nei giorni scorsi dopo l'incontro tra il presidente russo Vladimir Putin ed il premier italiano "in pectore" Silvio Berlusconi. La stampa russa ha oggi commentato negativamente la notizia chiarendo che per Aeroflot acquistare ora Alitalia sarebbe solo un danno. Fonti vicine ai vertici del vettore russo si dichiarano contrari alla riapertura delle trattative e chiariscono che agiranno solo se “obbligati”. A fronte di tutte queste pessime notizie per Alitalia, arriva anche una piccola speranza: IntesaSanPaolo si è dichiarata disponibile a riesaminare il dossier Alitalia se l'operazione fosse di respiro internazionale: a dichiararlo è stato lo stesso presidente del consiglio di gestione della banca, Enrico Salza. Netta chiusura, invece, nel caso in cui l'operazione risultasse essere di tipo “provinciale”. Alessandro Ghioni politica@voceditalia.it.

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Alitalia, Air France-Klm abbandona (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 Alitalia, Air France-Klm abbandona "Le condizioni dell'offerta di acquisto non sono più valide" --> "Le condizioni dell'offerta di acquisto non sono più valide" Air France-Klm decide di abbandonare la trattativa per Alitalia: "Non ci sono più le condizioni". ROMA Air France-Klm ritira la propria offerta per l'acquisto di Alitalia. Con sole cinque righe annuncia di aver comunicato alla compagnia italiana che "gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta". A chiedere chiarimenti ad Air France-Klm era stato proprio l'attuale amministratore delegato di Alitalia, Aristide Police, che venerdì scorso aveva spedito una lettera direzione Parigi per chiedere se gli impegni firmati fossero ancora validi. La risposta è arrivata ieri, anche se Alitalia ha fatto sapere in tarda serata di non aver ricevuto alcuna comunicazione, e - secondo alcune indiscrezioni - la retromarcia del gruppo d'oltralpe sarebbe stata spiegata facendo riferimento alle condizioni previste dall'accordo, che indicavano una rigida tempistica, ma anche con il fatto che le valutazioni contenute nel piano industriale non sarebbero più valide alla luce del nuovo scenario che si è aperto. In pratica ora - secondo il gruppo straniero - sarebbe davvero difficile riuscire a centrare il target di ritorno in attivo per il 2010. IL GOVERNO Di fronte al passo indietro di Air France-Klm Palazzo Chigi reagisce con un "no comment". Ma conferma che domani si terrà un Consiglio dei ministri per prendere le decisioni conseguenti all'annuncio della compagnia franco-olandese. Scelte che dovranno comunque essere bipartisan, cioè fatte in accordo con la nuova maggioranza parlamentare. E per questo ci vuole una chiara "assunzione di responsabilità" del centrodestra. Se, prima dell'annuncio di Air France, si pensava a un Consiglio dei ministri in settimana per varare il prestito in grado di dare "ossigeno" alle casse di Alitalia, ora la decisione è strettamente collegata all'atteggiamento di Pdl e Lega. E non è escluso che si possa arrivare al commissariamento della compagnia. Ma in questo caso non si terrà un Consiglio dei ministri, sarà invece lo stesso Cda di Alitalia a chiedere l'attivazione della procedura della legge Marzano al ministero dello Sviluppo economico. LE REAZIONI La porta di Air France è definitivamente chiusa? Difficile dirlo, anche se per qualcuno si limita a fotografare la situazione e a non precludere nuove intese in futuro. Di certo sull'annuncio del gruppo franco-olandese si scatena anche la polemica politica. Il Pd attacca le dichiarazioni di ostilità degli esponenti di centrodestra, gli annunci dell'arrivo di cordate "al momento inesistenti", e l'ipotesi di convergenze con Aeroflot. "Dichiarazioni avventate e comportamenti non responsabili", si legge in una nota del Partito Democratico, "hanno fatto naufragare la trattativa con Air France, mettendo a repentaglio il destino di Alitalia e di decine di migliaia di lavoratori". Per i sindacati parla il segretario generale della Filt-Cgil Fabrizio Solari. "Vorrei sapere qual è il fatto nuovo che ha determinato questa scelta di Air France-Klm", dice, aggiungendo poi che "Air France aveva lasciato una porta aperta" per proseguire il negoziato. "Air France non ha ritirato l'offerta ma ha fatto solo una fotografia della situazione attuale, non credo che sia fuori gioco ma continuerà a fare un lavoro informale". Mentre il presidente dei piloti dell'Anpac, Fabio Berti, precisa che "già dal 2 aprile scorso era scaduta l'offerta vincolante. È importante rilevare che Air France non dice che non è più interessata ad Alitalia". Il gruppo franco-olandese, conclude Berti, "risponde a un sollecito di Alitalia sulla base dello stato attuale della situazione".

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Air France si ritira: addio all'Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Prima Pagina Pagina 2 Colpo di scena sulla compagnia mentre Berlusconi prepara il nuovo Governo Air France si ritira: addio all'Alitalia Colpo di scena sulla compagnia mentre Berlusconi prepara il nuovo Governo "La nostra offerta d'acquisto di un mese fa non è più valida" --> "La nostra offerta d'acquisto di un mese fa non è più valida" Air France ritira la propria offerta su Alitalia. "A seguito della richiesta di Alitalia di chiarire la situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni fra Air France-Klm e Alitalia - è scritto in un comunicato della compagnia franco olandese - Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi". Il colpo di scena su Alitalia arriva mentre Berlusconi prepara il nuovo Governo. Frena la Lega sui ministri e annuncia: ci saranno sorprese. ALLE PAGINE 2, 3.

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Air France ritira l'offerta su Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 96 del 2008-04-22 pagina 21 Air France ritira l'offerta su Alitalia di Paolo Stefanato Per i francesi "gli accordi non sono più validi" e le condizioni sono cambiate. Prestito ponte: governo pronto a sfidare la Ue. Alternativa: cordata Air One o commissario Milano - Air France - finora data, nonostante tutto, come il candidato in vantaggio nell'acquisizione di Alitalia - ieri sera ha fatto sapere di "essere fuori dai giochi". Nessuna ripresa di trattative, nessun nuovo piano su cui discutere. "Out of the game" ha detto, in inglese, Jean Cyril Spinetta a uno dei suoi collaboratori più stretti. Il colpo di scena è della tarda serata, quando Air France ha diffuso uno scarno comunicato trilingue nel quale, con stile asettico, precisa la propria posizione. è la risposta a una lettera inviata venerdì a Parigi dal presidente di Alitalia, Aristide Police, nella quale questi chiedeva quale fosse l'orientamento della holding francese dopo la rottura delle trattative del 2 aprile scorso. "A seguito della richiesta di Alitalia di chiarire la situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni fra Air France-Klm e Alitalia - si legge nella nota -, Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta". Fin qui nulla di nuovo: infatti che quel contratto fosse decaduto era nei fatti. Tuttavia, sono le parole di Spinetta a far intendere la portata della posizione assunta da Air France. Dice il presidente francese: il piano industriale messo a punto tra dicembre e gennaio non è da ritenere più valido, per il sensibile aumento del prezzo del petrolio da un lato e per il progressivo deterioramento delle condizioni di mercato dell'Alitalia. La previsione di un ritorno di Alitalia al pareggio nel 2010 non è più realistica. Oggi, ha detto chiaramente, è un dossier chiuso, siamo "fuori dai giochi". Spinetta ha tenuto anche a precisare che l'arretramento di Air France non ha nulla a che vedere con il mutato contesto politico italiano. Improvvisamente, la situazione cambia. Il candidato "forte", al quale più volte ha fatto riferimento lo stesso Silvio Berlusconi, e al quale anche ieri i sindacati lanciavano segnali distensivi (Epifani, Cgil), non c'è più. è un arretramento tattico? Air France rientrerà ad altre condizioni, ora o più avanti? Dalle dichiarazioni, non sembra. Tutto lascia intendere che la reazione di Parigi sia una risposta a richieste (dirette o indirette) arrivate sottotraccia in questi giorni, e giudicate "irricevibili" ancor prima di prendere forma. Per esempio, quelle di una governance che tutelasse i diritti italiani; o quella di qualche compromesso su Malpensa, che Air France ormai vede come il fumo negli occhi. E adesso? Se il prestito ponte da 100-150 milioni prima era urgente, adesso è vitale. No comment del governo, ma indiscrezioni della notte ipotizzavano un suo varo già oggi, al massimo domani. Il governo, in questa situazione di emergenza - con una compagnia alla canna del gas e senza un reale pretendente pronto ad acquistarla - potrebbe anche rischiare la procedura d'infrazione da parte della Ue per aiuto di Stato e deliberarlo in ogni caso; è già successo in passato per la greca Olympic, e i "venti" in Europa non sono più quelli di qualche mese fa soltanto. La Ue avrebbe accettato un prestito solo come "portage" verso un acquirente vero, che oggi non c'è. L'uscita di scena di Air France è stata commentata come "disastrosa" da Francesco Rutelli, come frutto del "nuovo asse Pdl-Lega". Ma potrebbe accelerare la scelta italiana tanto accarezzata dalla nuova maggioranza ma che finora non ha trovato espressione. La via più concreta è un ritorno in campo di Air One, supportata da banche e gruppi industriali italiani, nella speranza che si tratti di una soluzione con presupposti industriali sufficienti a riassettare Alitalia. L'alternativa è una sola, drammatica: la via del tribunale, il commissario. Con tanti avvoltoi pronti a spartirsi, a poco prezzo, quel che resterà di Alitala. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia, Air France dice basta (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

I FRANCESI RITIRANO DEFINITIVAMENTE L'OFFERTA Alitalia, Air France dice basta [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Air France-Klm getta la spugna per l'acquisto di Alitalia e mette in dubbio il prestito-ponte per evitare il commissariamento. Dopo mesi di negoziati con il governo Prodi, un fallito tentativo di accordo con i sindacati e gli attacchi in campagna elettorale di Berlusconi, Jean-Cyril Spinetta respinge le nuove richieste del Cavaliere e annuncia per la prima volta un no deciso alla fusione. Il numero uno francese lo fa rispondendo ad una lettera che venerdì gli aveva inviato il presidente di Alitalia. Aristide Police gli chiedeva se l'offerta vincolante del 14 marzo fosse ancora in piedi: "Gli accordi non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta". La risposta era scontata (i termini per l'offerta erano già scaduti), ma secondo quanto riferiscono fonti vicine a Spinetta la volontà stavolta è di abbandonare definitivamente il dossier: "Il contesto è compromesso: quadro internazionale, aumento del prezzo del petrolio, termini dell'offerta, logoramento ambientale". Parole queste ultime in aperta polemica con le esternazioni del Cavaliere e un no alla richiesta di "parità di trattamento" per la disastrata compagnia italiana. Non si può escludere che la mossa abbia ragioni tattiche (è la tesi dei piloti dell'Anpac), e che Spinetta voglia così imporre le sue condizioni smarcandosi dal pressing della politica italiana e francese: le voci di sostegno dell'Eliseo (azionista al 18%) a favore delle richieste di Berlusconi lo avrebbero messo all'angolo con i soci olandesi. Il no di Spinetta intanto rimuove l'appiglio tecnico con il quale il governo sperava di varare il prestito-ponte: gli ipotizzati 150-200 milioni sarebbero bollati come "aiuto di Stato" da Bruxelles. Il consiglio dei ministri già previsto per domattina potrebbe essere anticipato a oggi e non si può escludere nessuno scenario: dalla concessione del prestito sfidando l'Ue al commissariamento. Con qualche ora di anticipo (il comunicato è arrivato alle 21.30) Spinetta ha avvertito Prodi e Padoa-Schioppa della sua decisione; da quel momento sono partiti i contatti fra governo uscente ed entrante. Da Palazzo Chigi fanno sapere di essere "disposti a valutare il prestito solo a condizione che il nuovo governo ne condivida la responsabilità". Diversamente per Prodi e Padoa-Schioppa si può andare al commissariamento. E' uno scenario al quale è favorevole un pezzo di Pdl e la Lega: "La soluzione più limpida e che consentirà un rilancio della compagnia italiana", dice Roberto Castelli. Molto ora dipenderà dalle banche, alcune delle quali creditrici di Alitalia o titolari di obbligazioni in scadenza nel 2010. Proprio ieri, poco prima della rinuncia di Parigi, il presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa Sanapolo Enrico Salza aveva annunciato la riapertura del dossier: "Se l'operazione fosse di respiro internazionale saremmo interessati sotto varie forme". Salza non fa nomi, ma per la prima volta il vertice della banca, finora sponsor della cordata tricolore con Air One, ipotizza un investimento verso un'offerta che coinvolgerebbe stranieri. A precisa domanda su un impegno con Air France-Klm accompagnata da partner italiani - la soluzione auspicata dal Cavaliere - dice: "Anche, ma di partner danarosi ce ne sono pochi". Comunque "così non si può andare avanti. Sono dieci anni che perdiamo soldi". Le alternative sono ancora abbozzate: la numero uno è quella che vede Intesa pronta a sostenere una cordata con Air One ed imprenditori italiani. Ma nella lista dei papabili partner stranieri (considerati essenziali dal superconsulente del Cavaliere Bruno Ermolli) sembrano esserci investitori disponibili solo in caso di commissariamento: da Lufthansa al fondo americano Tpg. Berlusconi non ha escluso il coinvolgimento di Aeroflot, i cui vertici non sono per nulla convinti ma rassegnati a fare eventualmente quanto ordinerà il Cremlino: "La soluzione può essere trovata solo ai massimi livelli politici", spiega una fonte citata dal Vedomosti. Sarcastico Pierluigi Bersani: "A forza di tirare la corda, la corda si è spezzata. Speriamo almeno sia rimasta la cordata italiana". Ieri avevano smentito il loro interessamento due amici del Cavaliere: Ennio Doris e Marco Tronchetti Provera. Ironia della sorte, Bersani apprende la notizia su Air France durante la cena con i petrolieri riuniti a Roma per l'Energy Forum. In quel momento al suo fianco c'era il collega francese Jean-Louis Borloo.

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Alitalia riunione slitta a domani (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia il titolo ha perso oltre l'11% Alitalia: riunione slitta a domani Il Cdm decidera' le sorti della compagnia di bandiera Roma, 22 apr. - La riunione del Consiglio dei Ministri convocata per decidere sul futuro dell'Alitalia è slittata. A quanto si apprende, si terrà domani e non oggi pomeriggio. Dopo la sospensione del titolo che ha perso oltre l'11%, la Borsa attende le comunicazioni sulle prospettive di Alitalia. Il cdm dovrà decidere se avviare il commissariamento oppure concedere un prestito ponte in modo da far prendere decisioni al prossimo esecutivo.

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Alitalia: riunione slitta a domani (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia il titolo ha perso oltre l'11% Alitalia: riunione slitta a domani Il Cdm decidera' le sorti della compagnia di bandiera Roma, 22 apr. - La riunione del Consiglio dei Ministri convocata per decidere sul futuro dell'Alitalia è slittata. A quanto si apprende, si terrà domani e non oggi pomeriggio. Dopo la sospensione del titolo che ha perso oltre l'11%, la Borsa attende le comunicazioni sulle prospettive di Alitalia. Il cdm dovrà decidere se avviare il commissariamento oppure concedere un prestito ponte in modo da far prendere decisioni al prossimo esecutivo.

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Epifani gioca a tutto campo e punta sull'unità sindacale (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 22-04-2008)

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PALAFIORIL'INTERVENTO IERI ALLA CONFERENZA NAZIONALE DEI PENSIONATI SPI Epifani gioca a tutto campo e punta sull'unità sindacale [FIRMA]GIANNI MICALETTO SANREMO E' arrivato a Sanremo per parlare ai delegati del sindacato pensionati della Cgil, riuniti da ieri al Palafiori per la conferenza organizzativa nazionale, ma il segretario generale Guglielmo Epifani ha finito per trattare i temi caldi del momento. A cominciare dai rapporti con il governo appena uscito dalle urne, dopo le aperture del futuro ministro Tremonti. "Sì al dialogo - dice - ma il governo ascolti ciò che ha da dire il sindacato. Perché non può esserci solo una disponibilità alla quale non segue poi una coerenza. Dai seggi è uscito un voto molto esplicito: il centrodestra ha vinto le elezioni e ora ha la responsabilità di governare. Il nostro atteggiamento dipenderà dal merito: le cose su cui saremo d'accordo avranno il nostro conforto, per tutte le altre ci opporremo". Poi avverte: "E' finita la fase della propaganda: il Paese va governato con grande misura e attenzione. Quando bisognerà affrontare temi duri, lo si dovrà fare tenendo presente la condizione di lavoratori e pensionati. Se non sarà così, è facile immaginare che il consenso avuto si potrà disperdere, come già accaduto in passato con il centrosinistra. La condizione sociale del Paese non è brillante e se l'economia rallenterà ancora si creeranno nuovi problemi sul reddito. Le prime misure del governo devono essere rivolte a lavoratori e pensionati che hanno problemi ad arrivare alla fine del mese. Per cui lo aspettiamo per misurarlo con rigore, ma senza nessuna ostilità preconcetta". Poi l'appello all'unità sindacale: "Con Cisl e Uil dobbiamo sottrarci ai canti delle sirene, restando attaccati al palo come Ulisse. Per resistere alla tentazione pregiudiziale del conflitto. Questo non vuole dire rinsecchirsi e mettersi in un angolo. Anzi, dobbiamo respingere con decisione l'attacco concentrico al sindacato. Diamo fastidio perché siamo forti, radicati e popolari". Quindi le critiche a Prodi: "C'era bisogno di fare un governo con cento fra ministri e sottosegretari? Avevamo anche segnalato che l'indulto non ci convinceva". Ce n'è pure per la sinistra radicale, rimasta fuori dal Parlamento: "Faccia una riflessione profonda, non solo a caldo, sulle ragioni di questo risultato elettorale". Infine l'Alitalia: "Continuo a ritenere quella di Air France la via principale, purché il piano sia corretto e tenga conto anche di Malpensa". La conferenza nazionale Spi-Cgil, con 650 delegati, prosegue oggi e domani. Una boccata d'ossigeno per l'economia turistica locale. Peccato, però, che la città ieri abbia perso l'occasione per presentarsi nella veste più accogliente: negozi chiusi la mattina, per il turno settimanale, così come molti ristoranti. L'appuntamento al Palafiori è anche l'occasione per lanciare il "matrimonio" fra la Red century, rosa della legalità Cgil, e l'alta moda firmata dall'atelier sanremese Daphne, che ha creato appositi foulard e cravatte.

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Alitalia Cdm alle 18.30 a Palazzo Chigi (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Dopo il ritiro di Air France, anche Lufthansa non ci sta Alitalia: Cdm alle 18.30 a Palazzo Chigi Diversi i motivi del ritiro si AF-Kl. I tedeschi: "abbiamo valutato che gli svantaggi superano i vantaggi". Banca Intesa San Paolo:"davanti a progetti con prospettiva internazionale, non ci siamo mai tirati indietro" Roma, 22 apr. – Smentita la possibilità di slittare il cdm a domani. Oggi pomeriggio alle 18.30 si terrà il Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi. All'ordine del giorno della riunione: definire la questione Alitalia ed esaminare le leggi regionali. Intanto Air France ha fatto sapere che il ritiro dell'offerta per la privatizzazione di Alitalia è definitivo. Le motivazioni alla base di questa decisione sarebbero da ricondurre a fattori di natura industriale, a cominciare dal rialzo dei prezzi del carburante che non consente l'applicabilità del piano messo a punto da Air France-Klm e il ritorno alla redditività di Alitalia nei tempi previsti dal business plan. Convocato per giovedì prossimo, invece, alle 10,30, da Alitalia un incontro con i sindacati. All'ordine del giorno della convocazione, figura l'aggiornamento e la valutazione della situazione aziendale. Sulla questione, l'amministratore delegato di Intesa SanPaolo, Corrado Passera, ha chiarito la sua posizione: "oggi non c'è nulla sul tavolo, è prematuro poter dire qualsiasi cosa perché della situazione attuale di Alitalia non sappiamo nulla. Certamente - ha assicurato Passera - la nostra banca, come ha detto ieri il presidente Enrico Salza, di fronte a progetti industriali solidi, di fronte a progetti con prospettiva internazionale, non si è mai tirato indietro". Rifiuto invece dalla compagnia tedesca, Lufthansa, sulla quale, secondo alcune voci, Silvio Berlusconi stava pensando di contare. "A inizio dicembre – ha ribadito Stefanie Stolz, portavoce della compagnia tedesca - abbiamo annunciato che non avremmo fatto alcuna offerta di acquisto su Alitalia perché, in base alle nostre valutazioni tra i vantaggi e gli svantaggi, abbiamo valutato che gli svantaggi superano i vantaggi. Non solo: un'offerta di acquisto su Alitalia potrebbe portare a un downgrade dei nostri investment rating. Per questo motivo la posizione non è mutata”. Valentina Pellegrino.

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Alitalia: Cdm alle 18.30 a Palazzo Chigi (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Dopo il ritiro di Air France, anche Lufthansa non ci sta Alitalia: Cdm alle 18.30 a Palazzo Chigi Diversi i motivi del ritiro si AF-Kl. I tedeschi: "abbiamo valutato che gli svantaggi superano i vantaggi". Banca Intesa San Paolo:"davanti a progetti con prospettiva internazionale, non ci siamo mai tirati indietro" Roma, 22 apr. – Smentita la possibilità di slittare il cdm a domani. Oggi pomeriggio alle 18.30 si terrà il Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi. All'ordine del giorno della riunione: definire la questione Alitalia ed esaminare le leggi regionali. Intanto Air France ha fatto sapere che il ritiro dell'offerta per la privatizzazione di Alitalia è definitivo. Le motivazioni alla base di questa decisione sarebbero da ricondurre a fattori di natura industriale, a cominciare dal rialzo dei prezzi del carburante che non consente l'applicabilità del piano messo a punto da Air France-Klm e il ritorno alla redditività di Alitalia nei tempi previsti dal business plan. Convocato per giovedì prossimo, invece, alle 10,30, da Alitalia un incontro con i sindacati. All'ordine del giorno della convocazione, figura l'aggiornamento e la valutazione della situazione aziendale. Sulla questione, l'amministratore delegato di Intesa SanPaolo, Corrado Passera, ha chiarito la sua posizione: "oggi non c'è nulla sul tavolo, è prematuro poter dire qualsiasi cosa perché della situazione attuale di Alitalia non sappiamo nulla. Certamente - ha assicurato Passera - la nostra banca, come ha detto ieri il presidente Enrico Salza, di fronte a progetti industriali solidi, di fronte a progetti con prospettiva internazionale, non si è mai tirato indietro". Rifiuto invece dalla compagnia tedesca, Lufthansa, sulla quale, secondo alcune voci, Silvio Berlusconi stava pensando di contare. "A inizio dicembre – ha ribadito Stefanie Stolz, portavoce della compagnia tedesca - abbiamo annunciato che non avremmo fatto alcuna offerta di acquisto su Alitalia perché, in base alle nostre valutazioni tra i vantaggi e gli svantaggi, abbiamo valutato che gli svantaggi superano i vantaggi. Non solo: un'offerta di acquisto su Alitalia potrebbe portare a un downgrade dei nostri investment rating. Per questo motivo la posizione non è mutata”. Valentina Pellegrino.

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L'alibi della questione mediatica (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Le cause della sconfitta secondo Walter Veltroni L'alibi della questione mediatica Dalle polemiche per Matrix alle dichiarazioni di Antonio Di Pietro Milano, 22 apr. – Sul suo blog Antonio Di Pietro spiega quali sono i motivi che lo spingono ad appoggiare i referendum promossi da Beppe Grillo e scrive tra l'altro: “la vittoria del centro-destra è stata possibile grazie alla proprietà di tre televisioni e del gruppo Mondadori da parte di Silvio Berlusconi. Il centro-sinistra ha commesso molti errori, ma il più importante è stato non aver fatto una legge sul conflitto di interessi, adeguandosi alle altre democrazie occidentali. Oggi ne paga le conseguenze. Il centro-destra dispone, dal giorno dopo le elezioni, di sei televisioni nazionali su sette. Tutte nelle mani di una sola persona”. Il problema è reale e ci rende un'anomalia rispetto a tutti gli altri paesi europei, tuttavia non deve certo rappresentare un alibi per giustificare la sconfitta di queste elezioni, indubbiamente perse non solo a causa dello strapotere mediatico del Cavaliere. Va ricordato infatti che nelle precedenti consultazioni politiche la coalizione di Romano Prodi vinse, seppur di misura, confrontandosi con le medesime dinamiche. Il leader Idv non è peraltro l'unico ad insistere sul ruolo avuto dalle tv nello scontro elettorale; riferendosi all'ultima puntata di Matrix prima del voto, quella nella quale, a debita distanza, Veltroni e Berlusconi si sono confrontati, il responsabile comunicazione del Partito Democratico Ermete Realacci polemizza infatti sui minuti di pubblicità che hanno interrotto i due interventi (quatto minuti per il candidato premier Pd, uno e mezzo per quello del Pdl) ed afferma che le diverse durate dei break siano da considerare quantomeno sospette. E' però difficile credere che tre minuti di spot in più abbiano potuto avere una qualche rilevanza per la competizione elettorale; più probabile invece che ancora una volta la questione mediatica sia stata utilizzata come paravento e le vere ragioni dell'insuccesso politico non scandagliate adeguatamente. Walter Veltroni tenta di non fare lo stesso errore e, pur non sottovalutando l'aspetto televisivo, in un'intervista rilasciata a Repubblica ragiona sulle cause della sconfitta in modo più ampio, ricordando inoltre che la partita si giocherà e potrà essere eventualmente vinta nel medio periodo, queste le sue parole: "Abbiamo perso per due ragioni di fondo. La prima ragione riguarda il Paese. La società italiana è fortemente attraversata da un sentimento di insicurezza, per esempio rispetto al fenomeno dell'immigrazione, e di paura per un possibile peggioramento delle condizioni di vita. Il voto riflette questo bisogno di protezione, che non a caso ha premiato soprattutto la Lega… La seconda ragione riguarda noi stessi. Il nuovo centrosinistra, che noi abbiamo rilanciato con un atto fondativo senza ritorno, la creazione di un grande partito riformista che ha rotto con le vecchie alleanze e si è presentato da solo agli elettori, ha dovuto combattere con l'immagine negativa del vecchio centrosinistra. Negli strati profondi della popolazione i lasciti della vecchia maggioranza hanno finito per essere solo due: troppe tasse, troppi veti incrociati. Questo pregiudizio, alimentato ad arte dalla tv e appesantito dal disastro dei rifiuti e dalla crisi dell'Alitalia, ci ha impedito di coronare con successo la rimonta… In soli quattro mesi, evidentemente, i nostri messaggi non hanno prodotto un accumulo sufficiente presso l'elettorato. Avremmo avuto bisogno di più tempo...”. Stefano Vandelli politica@voceditalia.it.

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L'ira del governo Rutelli: "E' colpa di Berlusconi" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Reazioni Rabbia e scoramento nelle stanze dell'esecutivo uscente L'ira del governo Rutelli: "E' colpa di Berlusconi" PAOLO BARONI ROMA La posizione ufficiale di Palazzo Chigi, ieri sera, era "no comment". Troppo delicata la situazione, troppo critico lo stato dei conti della nostra compagnia di bandiera per aprire un nuovo fronte polemico. Giunti a questo punto, infatti, gli scenari che si aprono sono due: uno tutto in salita, sfidare le ire di Bruxelles e procedere col prestito ponte, l'altro in discesa, anzi in picchiata: commissariare la compagnia. La decisione sarà presa al più tardi domani. Tutto dipende da quale atteggiamento deciderà di adottare il Popolo delle libertà. O meglio, tutto dipende dal fatto che continui o meno il dialogo bipartisan avviato nei giorni scorsi e che si possa varare il decreto sul prestito ponte. Ma per farlo, in assenza di un'offerta d'acquisto di Alitalia, serve un patto di ferro. In caso contrario è chiaro che dovrà scattare il commissariamento. Intanto, visto che a Roma infuria la campagna per il ballottaggio al comune, al centrosinistra non sembra vero di poter sparare ad alzo zero contro Berlusconi. Prima una nota del Pd, poi è il vicepremier Francesco Rutelli ad attaccare a testa bassa. "Ora la partita può diventare drammatica con conseguenze pesantissime per il Paese, per Fiumicino e per l'economia romana" dichiara il candidato democratico alla guida del Campidoglio. Che indica in Berlusconi, nella Lega ed ovviamente nel suo avversario, Gianni Alemanno, i responsabili dello "sbarramento opposto all'accordo con francesi e olandesi". Il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni parla di "débâcle". "Purtroppo - afferma - è arrivato il primo risultato del bicolore Berlusconi-Bossi". Molto dura anche la nota del Pd: "Come avevamo previsto, dichiarazioni avventate e comportamenti non responsabili hanno fatto naufragare la trattativa con Air France, mettendo a repentaglio il destino di Alitalia e di decine di migliaia di lavoratori. "A forza di dichiarare ostilità nei confronti della società franco-olandese, di annunciare cordate al momento inesistenti, di ventilare una non meglio precisata convergenza con la compagnia Aeroflot (con buona pace della difesa della nazionalità), si è finito col creare una situazione che ora pesa sull'occupazione di decine di migliaia di persone che lavorano nella compagnia italiana, a Fiumicino, a Malpensa e nell'indotto". Anche il partito di Veltroni parla di "situazione drammatica", "che pesa anche sull'immagine dell'Italia, che subisce un colpo consistente. Il governo attuale e quello che verrà devono cercare di operare per garantire la continuazione dell'attività di Alitalia per aprire nuove e reali trattative". Come lo spiega il senatore Enrico Morando: "Bisogna fare un estremo sforzo, per far tornare l'unico interlocutore in campo al tavolo della trattativa Alitalia, in un contesto nel quale, malgrado siano passati diversi giorni, nuovi e più attendibili interlocutori non si sono allo stato palesati". Difficile, allo stato dei fatti, immaginare che Parigi possa fare tanto repentinamente dietro-front. AirOne non commenta, Lufthansa continua a tenersi alla larga, Aeroflot resta scettica. Meglio aspettare, certo, il tempo a questo punto gioca solo a loro vantaggio.

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E adesso Letta apre alle gabbie salariali (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Partito Democratico continua a rincorrere la Lega E adesso Letta apre alle gabbie salariali Roma - Nel Pd vanno di moda le conversioni del giorno dopo. Dopo avere assunto, ma solo a parole, le idee del Carroccio in materia di sicurezza e decentramento aprendo alla castrazione chimica per i violentatori, alle espulsioni dei comunitari che delinquono e fantasticando su una trasformazione federalista del partito, ora i democratici parlano anche di gabbie salariali. L ultima illuminazione a scoppio ritardato in casa Pd è opera del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta il quale, dallo stesso Nord-Est ostile che ha frustrato i sogni di gloria di Walter Veltroni, ha lanciato il suo "sì alla contrattazione territoriale dei salari" rompendo con ciò il tabù della contrattazione nazionale. Spiega il giovane Letta, nipote del vecchio Letta, uomo di fiducia e massimo consigliere di Silvio Berlusconi: "Con la contrattazione nazionale succede che un lavoratore di Schio guadagni quanto quello che vive in un area dove il costo della vita è di due volte inferiore e questa è una delle ragioni per cui il lavoro dipendente è in forte sofferenza". Alleluja, ci sono arrivati. La rincorsa del Pd ai temi leghisti, però, è tanto sfacciata quanto immatura e insincera. Sempre, infatti, si ha la netta sensazione di una distanza ancora troppo profonda tra gli annunci e la storia delle personalità dalle quali promanano. Operazioni opportunistiche, dunque, tanto più palesi nel caso di un prodiano di stretta osservanza come Enrico Letta. Sul giovane esponente dei democratici, inoltre, pesa il sospetto di una manovra politica. Già in prima linea con la trattativa bipartisan impostata insieme allo zio Gianni sulla vicenda Alitalia, baby Letta potrebbe stare puntando ad accreditarsi, in un sol colpo, quale ambasciatore del dialogo con il Governo e come leader nordista dei democratici. Il che, in un Pd decentrato, potrebbe anche voler dire leader tout court. A.Mon. [Data pubblicazione: 22/04/2008].

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Bonomi: dopo la scelta di Roma la Sea necessita di un nuovo piano industriale (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Un danno aver cancellato 886 movimenti settimanali da Malpensa Bonomi: dopo la scelta di Roma la Sea necessita di un nuovo piano industriale Per colmare "il vuoto creato dalla condotta Alitalia" la Sea, la società che gestisce gli aeroporti Milanesi, ha bisogno di nuovo piano industriale. A sottolineare la necessità di ripensare il piano che la società si era proposta fino al 2013 è stato il presidente, Giuseppe Bonomi, durante l'audizione di fronte alla Commissione garanzia e controllo della Provincia di Milano. "Nel 2007, quando redammo il piano strategico con termine 2013 -spiega Bonomi- sapevamo che Alitalia nel futuro sarebbe stata una società stand alone , ma non avremmo mai immaginato che Alitalia avrebbe disatteso i patti con Sea". Da qui la necessità di ripensare l'attività futura della società. "La cancellazione di 886 movimenti settimanali dall aeroporto di Malpensa -dice Bonomi- è calcolabile intorno al -70% rispetto alla precedente stagione estiva. Cancellazioni che Sea è in grado di recuperare in almeno 435 casi con nuovi movimenti entro l'attuale esercizio" assicura il presidente di Sea. [Data pubblicazione: 22/04/2008].

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E ora Intesa-Sanpaolo apre su Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

IN ATTESA DEL NUOVO ESECUTIVO E ora Intesa-Sanpaolo apre su Alitalia IntesaSanPaolo potrebbe riaprire il dossier Alitalia se l operazione fosse di respiro internazionale. Alitalia ha il fiato corto e attende al più presto denaro fresco per continuare l attività almeno per la stagione estiva, quindi sino a fine ottobre. Il Tesoro sta lavorando e non è escluso che il decreto per assegnarle 150-200 milioni di euro possa arrivare in settimana. L iniezione di liquidità sarà fatta a condizioni di mercato, come richiesto da Bruxelles, in modo da non incorrere in una sanzione, visto che Alitalia non può avere aiuti di Stato sino al 2011. Alitalia potrebbe convocare i sindacati giovedì per mettere in agenda incontri per esaminare misure sociali per ciascuna categoria. Jean Cyril Spinetta aspetta che passi la fase di transizione fra il governo dimissionario e quello entrante. Piu' che da Alitalia e sindacati, come indicato dal consiglio di amministrazione del 7 aprile, Oltralpe si aspetta di sapere come il nuovo esecutivo Berlusconi veda il futuro dell'aviolinea. IntesaSanpaolo tornerebbe in pista solo per "un operazione di portata internazionale e non di piccolo cabotaggio provinciale" perché le compagnie aeree "sono realtà grandi" e potrebbe farlo "sotto varie forme", ha detto il presidente del consiglio di gestione, Enrico Salza. [Data pubblicazione: 22/04/2008].

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Il Papa tedesco ha conquistato il cuore degli Usa (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Ratzinger è ritornato dallo storico viaggio Il Papa tedesco ha conquistato il cuore degli Usa New York - "Ground Zero rimarrà profondamente impresso nella mia memoria, mentre continuerò a pregare per coloro che perirono e per tutti coloro che soffrono per le conseguenze della tragedia che vi ebbe luogo nel 2001". Sono queste le ultime parole pronunciate da Papa Benedetto XVI prima di imbarcarsi sul Boeing 777 dell Alitalia che lo ha riportato in Italia dopo il viaggio negli Usa. Il volo del Pontefice è atterrato a Fiumicino alle 10.35 di ieri mattina. Presenti il vice presidente Dick Cheney, con la moglie Lynne, e, non annunciati, anche i coniugi Clinton, all aeroporto J.F.Kennedy di New York si sono ripetute alla partenza del Pontefice (in Italia erano le due e mezzo di notte) le scene di incontenibile entusiasmo che hanno trasformato in un vero trionfo il pellegrinaggio di Benedetto XVI negli Stati Uniti, compiuto per celebrare il bicentenario delle diocesi della East Cost ma soprattutto per restituire agli americani fiducia nella Chiesa e dare alla Chiesa il coraggio di rialzare la testa dopo i gravissimi scandali di questi anni, che hanno costretto all amministrazione controllata diverse diocesi indebitatesi per indennizzare le vittime di abusi sessuali. Un viaggio iniziato martedì a Washington proprio con la coraggiosa denuncia e autocritica sul tema degli abusi sessuali e proseguito a New York con l importante discorso all Assemblea generale delle Nazioni Unite in difesa del multilateralismo e dei diritti umani e con i gesti emblematici della storica visita (di riappacificazione) alla Sinagoga della comunità ebraica più numerosa del mondo fuori Israele, e della commovente preghiera nel cratere del Twin Tower, ferita ancora aperta nel cuore della città più vivace del mondo ed ora anche in quello del Papa. Il bagno di folla sulla Quinta strada e poi l incontro con 25mila ragazzi, fino alla grande messa di domenica sera allo Yankee Stadium gremito da 60mila fedeli, con l appello in difesa della vita e il richiamo alla coerenza dei cattolici nella vita civile, tutto è stato puntualmente registrato dai media statunitensi, allì inizio distanti, se non ostili, e che il Papa ha saputo conquistarsi assumendo il peso delle colpe dei suoi preti infedeli, simboleggiato da quell album con le mille foto dei bambini violati consegnatogli alla Nunziatura di Washington da cinque di quelle stesse vittime venute da Boston con il loro arcivescovo, il cardinale cappuccino Sean Patrik O Malley. Benedetto XVI "è entrato nella storia nel nostro paese in un modo molto speciale", ha riconosciuto Cheney alla cerimonia di congedo in un hangar che non riusciva a contenere gli oltre 3.000 cattolici venuti da Brooklyn, con il loro vescovo, l italoamericano Nicholas A. Di Marzio. E la presenza insieme a loro della senatrice e candidata alla Casa Bianca Hillary Clinton con il marito e ex presidente Bill Clinton testimonia che in America con questo viaggio il Papa tedesco è risultato davvero vincente. La complessità della società Usa è dimostrata dall allarmante notizia di un ragazzo americano di diciotto anni che ha ordinato per posta materiale per fabbricare bombe allo scopo di far esplodere il suo liceo. I genitori lo hanno scoperto e denunciato. I familiari di Ryan Schallenberger hanno chiamato la polizia dopo aver ricevuto a casa un pacco contenente nitrato d ammonio e aver letto, spaventati, il diario del ragazzo, nel quale si annunciava l attentato a scuola. Nel diario segreto del ragazzo venivano dettagliati il suo progetto e la sua ammirazioni per i killer del liceo di Colombine. La folle impresa del liceo di Colombine compiuta da due studenti nel 1999 aveva fatto tredici vittime. Il ragazzo prevedeva di far esplodere diverse bombe nel liceo di Chesterfield, di cui aveva disegnato la planimetria. Se avesse attuato il piano, avrebbe potuto uccidere decine di persone, secondo la disposizione degli ordigni nell edificio. Il nitrato d ammonio è stato utilizzato in un attentato a Oklahoma City, a causa del quale perirono 168 persone nel 1995. [Data pubblicazione: 22/04/2008].

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Alitalia, Cdm si al prestito di 300mln (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Maurizio Basile potrebbe prendere le redini della compagnia in questa fase delicata Alitalia, Cdm: si al prestito di 300mln Bersani: "si dovrebbe valutare una soluzione d'emergenza" Roma, 22 apr. – Si è concluso questa sera il Consiglio dei ministri indetto in via straordianaria per decidere sul futuro di Alitalia. Dal Cdm via al prestito ponte da 300 mln, per la compagnia di bandiera. Potrebbe essere Maurizio Basile a prendere le redini di Alitalia in questa fase delicata. Il governo potrebbe puntare sull'ex amministratore delegato e direttore generale della società Aeroporti di Roma. Per il ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, un decreto del ministero dell'Interno potrebbe essere ''un'ipotesi corretta''. Accantonata, invece, l'ipotesi del commissariamento. Come ha anticipato Bersani prima del Cdm: “Più che a un prestito ponte si dovrebbe valutare una soluzione d'emergenza. C'è l'esigenza che assomigli a una soluzione di emergenza, che deve essere confermata dalla nuova maggioranza in termini di compatibilità con le norme Ue''. E proprio per aggirare l'ostacolo di Bruxelles, a presentare il decreto sarebbe il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, motivandolo con ragioni di ''ordine pubblico'', per assicurare la continuità dei principali collegamenti di trasporto aereo del Paese. Valentina Pellegrino.

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Air France, addio Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Alitalia

La svolta di Spinetta gela Palazzo Chigi. È polemica: a rischio migliaia di posti di lavoro della compagnia di bandiera Air France, addio Alitalia "Gli accordi non sono più validi". Lo spettro del commissariamento La decisione è arrivata a tarda sera: Air France si ritira definitivamente e rinuncia all'acquisto di Alitalia. "Gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo", spiega una nota ufficiale dell'azienda franco-olandese, "non sono più validi". La svolta di Spinetta ha gelato Palazzo Chigi: si chiede un accordo bipartisan oppure il rischio sempre più reale è quello del commissariamento. E il Pd attacca: sono a rischio migliaia di posti di lavoro per colpa di Berlusconi. Barbera e Baroni A PAGINA 24.