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IN
EVIDENZA
- Alitalia, il Governo approva un prestito ponte di 300
milioni (Il Sole 24 Ore 22-4-2008)
- Pronto un decreto con 100
milioni a fondo perduto (Il Sole 24 Ore 22-4-2008)
- Per l'alternativa italiana si guarda a Intesa di Alessandro
Graziani (Il Sole 24 Ore 22-4-2008)
- Alitalia, i nomi dei colpevoli di Massimo Giannini (La Repubblica 22-4-2008)
Articoli Correlati –
Alitalia, Salza (Intesa Sanpaolo) riapre la porta. Si tratta sul prestito ponte
Governo incerto su Alitalia Scelta rinviata a gennaio
Il
Consiglio dei ministri ha approvato il decreto per la
concessione di un prestito ponte ad Alitalia da 300 milioni di euro. Lo
riferiscono fonti di Governo. Il rimborso del prestito è previsto entro il 31
dicembre 2008. La versione iniziale del provvedimento, riferiscono le fonti,
prevedeva risorse per 100 milioni di euro ma il Consiglio ha deciso di
triplicare l'importo su richiesta del futuro premier, Silvio Berlusconi. «Berlusconi - ha spiegato al termine della riunione il
presidente del Consiglio uscente Romano Prodi - mi ha chiesto un prestito più
sostanzioso di quello che avevamo previsto per avere più tempo per risolvere la
vicenda Alitalia. Il nostro è stato un atto di responsabilità». Lo ha affermato
il premier Romano Prodi al termine del Consiglio dei ministri.
Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa ha
spiegato che «il Governo in carica per gli affari correnti» ha ritenuto che «la
bontà della proposta alternativa» avanzata da Silvio Berlusconi giustifichi
«l'atto di responsabilità di non far venire meno questa disponibilità e da
questo - ha continuato - discende il fatto che l'importo sia stato quello
richiesto per attuare la soluzione tra poche settimane».
Il decreto legge, chiarisce la nota diffusa da Palazzo Chigi al termine del Consiglio,
«è volto a garantire, per il tempo strettamente necessario un servizio pubblico
essenziale al fine di evitare l'interruzione della continuità territoriale e
problemi di ordine pubblico».
Il prestito ha «caratteristiche di mercato a brevissimo termine» maggiorato «di
un tasso di interesse nella misura prevista dalla specifica disciplina
comunitaria». Il finanziamento, secondo Palazzo Chigi, «consentirà di mantenere
la continuità operativa della compagnia per il tempo strettamente necessario
all'assunzione dei pieni poteri del nuovo Governo».
Da Berlusconi dichiarazioni pubbliche più
impegnative di quelle private
Ai
giornalisti che domandavano se il Governo uscente abbia avuto informazioni da
Berlusconi sull'eventuale soluzione alternativa, Padoa-Schioppa
ha risposto: «Sono state fatte dichiarazioni pubbliche che erano ancora più
impegnative di quelle private».
«Senza questa operazione di prestito - ha chiarito il
ministro - il consiglio di amministrazione di Alitalia si sarebbe trovato nelle
condizioni che sapete, altrimenti non ci sarebbe stata la necessità. Per
coprire il segmento di tempo da questa possibilità alla soluzione che
autorevolissimamente è stata data come sicura era giusto
non negare questo finanziamento temporaneo».
Le interferenze dalla politica e dei sindacati
«Le
eccessive interferenze su questo argomento durante la campagna elettorale - ha
aggiunto Prodi - e le numerose difficoltà frapposte dai sindacati sono alla
base» della decisione di Air France di ritirare l'offerta. Più esplicito, pur
senza citare il leader del Pdl, è stato Padoa-Schioppa: «La persona, colui che probabilmente
presiederà il prossimo Governo, ha contribuito a far sì che la soluzione Air
France tramontasse, perchè convinto di poterne
proporre una migliore» ha detto il ministro uscente nel corso della conferenza
stampa seguita alla riunione del Consiglio dei ministri
che ha approvato la concessione del prestito ad Alitalia.
Il nodo Bruxelles
Il prestito dovrà superare l'esame della
Commissione europea che a inizio aprile aveva messo le mani avanti ricordando
che Alitalia non può più usufruire di aiuti di Stato. Su questo punto Padoa-Schioppa è stato lapidario e alla domanda su come la
Commissione giudicherà il decreto ha risposto: «Lo vedremo». Nel corso della
giornata, il presidente dell'esecutivo comunitario, il portoghese Josè Manuel
Barroso aveva annunciato la decisione di assegnare all'Italia il gabinetto
Trasporti, quello che dovrà occuparsi del caso Alitalia, oggi guidato dal
francese Jacques Barrot. Quest'ultimo prenderà il
posto di Franco Frattini destinato a rientrare in Italia con incarichi di
Governo. La decisione ha
provocato disappunto nell'esecutivo guidato da Prodi, a cui ha
replicato il portavoce di Barroso affermando che il presidente della
Commissione «ha avuto i contatti appropriati» prima di decidere.
Il ritorno in Borsa
Mercoledì - ha fatto sapere in serata Borsa Italiana - il titolo rientrerà in
contrattazione con le modalità dell'asta unica, segnando quindio
un unico prezzo al termine della seduta di Borsa.
MILANO - «Oggi non c'è
nulla sul tavolo, è prematuro poter dire qualsiasi cosa perchè
della situazione attuale di Alitalia non sappiamo nulla». Corrado Passera
prende tempo all'indomani del
passo indietro di Air France che annunciato di aver rinunciato definitivamente
ad Alitalia, ritirando l'offerta sulla compagnia italiana. «Su
Alitalia - spiega l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo
- c'è stato molto disordine informativo nelle ultime settimane. Ci siamo
impegnati per mesi per mettere a punto un progetto molto serio di sviluppo. Da
mesi non sappiamo quale sia la situazione di Alitalia, quindi senza avere
informazioni su questo non è pensabile dare una risposta». Passera tuttavia
ribadisce che Intesa, «di fronte a progetti industriali solidi e con
prospettive internazionali»non si è mai tirata indietro.
GLI SCENARI- Da un parte Intesa e una possibile cordata italiana. A tal
proposito Francesco Gaetano Caltagirone esclude al momento un interesse: «non è
il nostro settore» spiega il presidente di Caltagirone Spa a margine
dell'assemblea degli azionisti che ha varato i conti del 2007 del gruppo.
Dall'altra parte Aeroflot. «Aspettiamo una specifica proposta ufficiale da
parte italiana» rivelano fonti ufficiali della compagnia russa. «A partire da
questa specifica proposta - aggiungono - potremo discutere la nostra posizione,
che si baserà sull'interesse della nostra sottolineando di compagnia e dei nostri azionisti» spiegano fonti di Aeroflot,
considerare ancora Alitalia un asset di grande valore
e specificando che la compagnia russa «studierà tutte le opzioni per
l'acquisto». «La nostra posizione non è cambiata» sottolinea invece Stefanie Stotz, portavoce di
Lufthansa, commentando le voci secondo le quali Silvio Berlusconi starebbe
pensando per Alitalia proprio alla compagnia tedesca dopo l’addio di Air
France. «Posso però dire che stiamo osservando gli sviluppi in Italia, ma
esattamente come facciamo con il Nord America, la Gran Bretagna e le altre aree
del mondo» aggiunge Stotz. Nessuna intenzione di
avviare trattative o discussioni con il governo italiano e con Alitalia da
parte della British Airways.
«Da parte nostra - spiega la compagnia britannica - non esiste un focus sulla
compagnia italiana».
COMMISSARIAMENTO - Se per
Alitalia dovesse essere deciso il commissariamento, secondo quanto risulta a Radiocor, ci sarebbe già il nome pronto. Quello, sostiene
l'agenzia, di Maurizio Basile, che si è dimesso nei giorni scorsi dalla carica
di amministratore delegato di Aeroporti di Roma S.p.A.
TITOLO SOSPESO - I destini
della compagnia continuano dunque a navigare nell'incertezza. Con ripercussioni
anche in Borsa. Dopo quasi un'ora di asta intorno al titolo, il titolo della
compagnia è stato sospeso dalle negoziazioni. Il provvedimento riguarda azioni
ordinarie, obbligazioni convertibili e strumenti derivasti. La sospensione sarà
per tutta la seduta odierna in attesa di comunicazioni.
CDM - Sarà il Consiglio dei ministri ( «è stato preavvertito per mercoledì
mattina» annuncia Emma Bonino) a valutare il da farsi dopo il ritiro
dell’offerta di Air France-Klm per l’acquisto di
Alitalia. Ma il nodo di un eventuale prestito ponte che dia sostegno alla
compagnia italiana potrebbe essere affrontato già martedì sera dall'esecutivo.
Lo sostiene la Reuters. L'uscita di scena di Air
France rappesenta il primo banco di prova del dialogo
bipartisan sulla vicenda Alitalia promesso da centrodestra e ecentrosinistra. In mattinata si è
tenuto un nuovo incontro di governo a Palazzo Chigi. Il premier Romano Prodi ha
visto il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa,
il titolare dei Trasporti, Alessandro Bianchi, e il sottosegretario alla
presidenza Enrico Letta. Nel frattempo la «squadra» di Silvio Berlusconi
condotta dal fido Gianni Letta e da Bruno Ermolli sta
serrando le fila di quella «cordata» italiana. Intanto Alitalia ha convocato i
sindacati per giovedì prossimo alle 10,30. All'ordine del giorno
l'aggiornamento e la valutazione della situazione aziendale.
«UNA TRAGEDIA PER ROMA» -
Tra i dipendenti a Fiumicino il ritiro dell'offerta di Air France è stato
accolto con un misto di amarezza, delusione e preoccupazione accompagnata da
una grande incertezza per il futuro. «Quello che sta succedendo ad Alitalia è
un dramma» è lo sfogo del candidato sindaco per il centrosinistra, Francesco
Rutelli. «Oggi La Padania - spiega il vicepremier
uscente - rivendica di aver messo il bastone tra le ruote tra l'Italia e
Francia e Olanda che hanno ritirato la loro offerta. Ma vorrei che si capisse
che per noi a Roma Alitalia è come la Fiat per Torino».
Tra oggi e domani mattina
il Consiglio dei ministri si riunirà per affrontare la
nuova emergenza Alitalia con l'obiettivo di approvare un decreto che, secondo
le prime indicazioni, sarà proposto dal ministro dell'Interno. Per traghettare
Alitalia verso una soluzione alternativa ad Air France-Klm
il Governo uscente ricorrerà a un decreto che dovrà autorizzare la concessione
a fondo perduto ad Alitalia di 100-150 milioni di euro: il provvedimento non
sarà portato al Consiglio dei ministri dal ministero
del Tesoro, come inizialmente ipotizzato, ma dal Viminale, da cui ieri comunque
non è giunta una conferma ufficiale.
Di fatto un decreto firmato dal ministero dell'Economia, azionista di Alitalia,
renderebbe estremamente concreto il rischio che l'Unione europea ponga il veto
considerando l'intervento in contrasto con le normative comunitarie che lo
configurerebbero come aiuto di Stato.
Un decreto proposto dal ministro Giuliano Amato potrebbe al contrario essere
motivato con ragioni di «ordine pubblico »: la situazione di emergenza e la
necessità nazionale di assicurare la continuità al principale servizio aereo
del Paese.
Si tratterebbe comunque di una soluzione bipartisan e non potrebbe essere
altrimenti, dopo l'esito delle elezioni e l'avvicinarsi dell'insediamento del
Governo Berlusconi cui toccherà convertire il decreto in legge entro 60 giorni
e difenderlo da eventuali rilievi di Bruxelles.
Nella serata di ieri Palazzo Chigi ha reagito con un «no comment»
alla notizia che Air France-Klm ha rinunciato alla
propria offerta di acquisto di Alitalia. Ma già oggi dovrebbe arrivare la
soluzione-ponte per consentire di tagliare comunque, in extremis, il traguardo
della privatizzazione con un partner alternativo ad Air France-
Klm. Il tutto da fare in tempi strettissimi per
scongiurare il commissariamento.
Alla repentina rinuncia del gruppo di Spinetta ieri sera il ministero del
Tesoro ha replicato ricordando quanto detto da Padoa-Schioppa
a Brdo, in occasione dell'Ecofin,per
sollecitare i sindacati a riprendere le trattative per evitare «conseguenze
irreparabili». L'urgenza di un'intesa bipartisan non
evita il commento estremamente critico del Partito democratico: «Come avevamo
previsto, dichiarazioni avventate e comportamenti non responsabili hanno fatto
naufragare la trattativa con Air France, mettendo a repentaglio il destino di
Alitalia e di decine di migliaia di lavoratori».
L'uscita di scena di Air France riporta l'attenzione
sulla cordata italiana per Alitalia. Da oggi, inevitabilmente, gli occhi
saranno puntati su Bruno Ermolli e su Intesa Sanpaolo. Da una parte c'è Ermolli,
il superconsulente di Silvio Berlusconi che,
attraverso la sua società di consulenza Sinergetica,
da qualche settimana sta sondando l'interesse di imprenditori italiani
interessati al salvataggio-rilancio della compagnia di bandiera.Dall'altra
Intesa Sanpaolo, che fino a pochi mesi fa si era
detta disponibile a supportare il piano di Air One per
rilevare Alitalia. Se un tentativo di soluzione italiana, estesa a partner
industriali esteri, ha davvero qualche possibilità di concretizzarsi questi
sono i due possibili interlocutori.
Senza escludere, anzi c'è chi lo dà per possibile, una convergenza dei due
piani in un unico progetto.
Il ruolo di Intesa Sanpaolo rischia di essere
centrale, perchè senza una grande banca che gli dia
sostegno l'eventuale progetto «italiano» faticherà a stare in piedi. Dopo aver
supportato il primo tentativo di Air One, nelle
ultime settimane Intesa Sanpaolo si era tirata
indietro prendendo atto della scelta del Governo Prodi di andare fino in fondo
al tentativo con Air France. L'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera era stato grande sponsor del tentativo
di Air One. Ma poi aveva preso atto della scelta del
Governo. E il presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo Enrico Salza aveva
escluso categoricamente interventi della banca.
Ma ora, fallita l'ipotesi Air France e alla vigilia del cambio di consegne al
vertice del Governo italiano, Intesa potrebbe tornare a esaminare il dossier?
Un segnale di apertura è arrivato dallo stesso Salza.
«Se l'operazione Alitalia fosse di respiro internazionale – ha detto il
banchiere – saremmo interessati, sotto varie forme». Il ruolo, sembra di
capire, è tutto da definire. Ma è evidente che Salzasta
seguendo da vicino la partita. E con Ermolli, al di
là delle diverse preferenze politiche, c'è un solido rapporto basato sul
progetto dell'area MilanoTorino (Mi-To) che ormai va
avanti da anni.
Il vero nodo che riguarda l'eventuale coinvolgimento di Intesa Sanpaolo sembra essere il ruolo di Air One.
Insieme alla compagnia di Carlo Toto, la banca aveva studiato un piano che lo
stesso Passera considerava in grado di avere successo. Quel piano, ovviamente,
non è più valido perchè datato nel tempo. Ma la
presenza di Air One è una pregiudiziale per Intesa Sanpaolo? Non solo. Da quando è stata presentata la prima
offerta di Intesa-Air One a oggi, il mondo del
credito si è trasformato in peggio. I manager della banca sono consapevoli dei
rischi dell'operazione Alitalia. Rischi che sei mesi fa potevano essere presi
con relativa tranquillità. Ma che oggi il mercato potrebbe non capire.
ORA saranno soddisfatti. I "difensori della nazione" e i
"paladini dell'occupazione". Il Pdl che ha
appena vinto le elezioni e il sindacato che ha appena perso la faccia. Il
ritiro di Air France significa la fine dell'Alitalia e certifica la sconfitta
dell'Italia.
Si compie il destino di un'azienda depauperata e depredata da decenni di
cattiva gestione finanziaria e di pervasiva "usucapione" politica. Si
chiude nel peggiore dei modi un "buco nero" costato alla collettività 15 miliardi in 15 anni, 270 euro per ogni
cittadino, neonati compresi.
Solo le false anime belle, adesso, possono far finta di meravigliarsi per la
rottura decisa dai francesi. Cosa si aspettavano, dopo che una partita
strategica come Alitalia è stata giocata strumentalmente in un'ottusa campagna
elettorale, come un derby pecoreccio tra Malpensa e Fiumicino? Cosa speravano,
dopo che il futuro industriale del nostro vettore aereo è stato consumato
inopinatamente in un assurdo negoziato "peronista", come una banale
vertenza sui taxi? In questo sciagurato Paese, purtroppo, funziona così. Ma nel
resto d'Europa, evidentemente, il mercato ha ancora le sue regole, i suoi
tempi, i suoi effetti.
Ci sono nomi e cognomi, nell'elenco dei colpevoli di questo bruciante
fallimento del Sistema-Paese. Sul fronte politico, Berlusconi ha brillato per
l'insostenibile leggerezza con la quale ha maneggiato l'affare Ali-France, e per l'insopportabile cinismo con il quale ha
sventolato il pretestuoso vessillo dell'"italianità" a fini di
marketing elettorale. La sua crociata anti-francese non ha conosciuto confini
diplomatici né limiti etici. In un vortice di annunci auto-smentiti, ha posto
veti impropri. Ha inventato cordate improbabili, a metà tra il pubblicistico e
il familistico. Ha messo in pista concorrenti immaginari,
come l'Aeroflot dell'amico Putin, che gentilmente si è prestato al gioco nella
ridente cornice sarda di Villa Certosa, dove il luogo della vacanza personale
si traveste da sede della rappresentanza istituzionale. Jean-Cyrill
Spinetta ha sopportato anche troppo le intemperanze del premier in pectore.
Piuttosto che perdere altro tempo e farsi dire no dal nuovo governo, ha
preferito giocare d'anticipo.
Sul fronte sindacale le colpe sono anche più gravi. Epifani, Bonanni e Angeletti, e con loro
la colorita galassia degli "autonomi", hanno brillato per
l'inaccettabile miopia con la quale hanno affrontato la drammatica crisi
dell'Alitalia, alla quale hanno dato da sempre il loro fattivo contributo. Per
troppi anni, dai tempi di Aquila Selvaggia, le confederazioni e i mille cobas sparsi nei nostri cieli hanno usato la compagnia come
una zona franca, nella quale i livelli retributivi e le quote occupazionali
erano le sole "variabili indipendenti" da tutti gli altri parametri
aziendali: dall'efficienza del servizio alla produttività del lavoro. Cgil,
Cisl e Uil si sono distinte per l'intollerabile demagogia con la quale hanno
cercato fino all'ultimo di intralciare il piano industriale dell'unico partner
di livello mondiale che aveva accettato di sporcarsi le mani nel disastro
dell'Alitalia. All'insegna della più insensata difesa corporativa. Dal cargo,
da salvare nonostante abbia 5 aerei con un organico di 135 piloti e fatturi 260
milioni con una perdita di 74 milioni. Ad Alitalia Servizi, da salvare grazie a
Fintecna in un'operazione impensabile perfino al
tempo dell'Efim e degli altri carrozzoni pubblici
delle PpSs. Anche in questo caso, Spinetta non poteva
continuare con questo indecoroso tira e molla. Ha preferito anticipare i tempi,
con tanti saluti alla gloriosa Triplice.
Il governo Prodi non ha gestito al meglio questa privatizzazione. Ma Tommaso Padoa-Schioppa ha avuto almeno il merito di aprire la
"pratica", dopo un'intera legislatura nella quale il vecchio governo
della Cdl si era ben guardato dal farlo. E di avvisare tutti una settimana
prima del voto: "Serve un segnale immediato - aveva detto all'Ecofin in
Slovenia - perché se la decisione sull'offerta Air France viene rimandata a
dopo le elezioni il commissario sarà inevitabile". Così è stato. Così
sarà. Ora l'Alitalia svola verso il baratro. In cassa
ci sono soldi per un altro mese, non di più. Il Consiglio dei
ministri che si riunirà oggi può fare solo due cose: approvare il
prestito-ponte da 100 milioni, e decidere il commissariamento della compagnia.
In ogni caso, è una lezione amarissima per tutti. Per il leader del
centrodestra che ora dovrà evitare almeno il fallimento, dopo aver dimostrato
tutta la sua improvvisazione politica e il suo ritardo di fronte alle sfide del
libero mercato. E per i leader confederali, che non sono stati capaci di
cogliere "l'ultima chiamata" e hanno mostrato tutto il loro
incolmabile deficit culturale rispetto alle logiche della globalizzazione.
In questa fiera delle irresponsabilità, ancora una volta, le due
"caste" hanno dato il peggio di sé. Sulle spalle dell'Italia, che
vorrebbero "rialzare". E sulla pelle dei lavoratori, che dovrebbero
tutelare.
(22 aprile 2008)
Alitalia:
Air France abbandona le trattative
( da "Voce
d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la compagnia Franco Olandese ha spiegato che ogni offerta nei confronti di Alitalia è stata ritirata. 'Gli accordi annunciati il 14 marzo con l'obiettivo di lanciare un'opa su Alitalia - si legge nel comunicato - non sono piu' validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta".
Alitalia
Air France abbandona le trattative
( da "Voce
d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la compagnia Franco Olandese ha spiegato che ogni offerta nei confronti di Alitalia è stata ritirata. 'Gli accordi annunciati il 14 marzo con l'obiettivo di lanciare un'opa su Alitalia - si legge nel comunicato - non sono piu' validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta".
A
Genovasuperpolonavale
( da "Secolo
XIX, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La compagnia francese ha definitivamente ritirato la sua offerta per Alitalia: "Gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia - dice un comunicato - non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta".
Alitalia,
Berlusconi fa scappare Air France La compagnia francese: accordi non più
validi, inadempiute le condizioni preliminari Il Pd denuncia gli atteggiamenti
irresponsabili del ( da "Unita, L'"
del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del Alitalia, Berlusconi fa scappare Air France La compagnia francese: accordi non più validi, inadempiute le condizioni preliminari Il Pd denuncia gli atteggiamenti irresponsabili della destra. Domani si riunisce il governo Air France si ritira definitivamente dalla partita Alitalia.
Offerte,
ricorsi e fughe Due anni di colpi di scena
( da "Unita,
L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Klm nella trattativa con Alitalia. La richiesta di sospensiva viene rigettata dal Tar a febbraio e poi dal Consiglio di Stato a marzo. 5 febbraio La Sea chiede un risarcimento danni ad Alitalia di un miliardo e 250 milioni di euro per la vicenda Malpensa. 14 febbraio Air France-Klm fa sapere che andrà avanti solo se il futuro governo italiano sarà a favore delle nozze con Alitalia,
La
verità secondo Castelli: I francesi volevano solo affossare Malpensa
( da "Unita,
L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Non voleva Alitalia, Air France voleva solo affossare Malpensa, perché Malpensa là da fastidio": lo ha detto Roberto Castelli, della Lega Nord, intervenendo alla registrazione della puntata di Porta a Porta, che è andata in onda ieri in tarda serata. Commentando il ritiro della compagnia aerea francese dalla trattativa sull'acquisto della compagnia di bandiera italiana,
Alitalia,
Air France si ritira: accordi non più validi Il Pd: colpa degli atteggiamenti
irresponsabili Intesa interessata a operazione internazionale
( da "Unita,
L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia - si legge nel laconico comunicato ufficiale - di chiarire la situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni fra Air France-Klm e Alitalia, Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state
La
lezione del 25 aprile Cara Unità, la ricorrenza del 25 Aprile rievoca nella
memoria ( da "Unita, L'"
del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la cordata italiana per Alitalia, sponsorizzata prima delle urne, vorrei vederla venir fuori anche dopo. Mentre mi sembra rispuntare con forza Air France. Esempio n.2: avendo sentito dire da Berlusconi che Bossi non poteva diventare ministro per motivi di salute, mi immaginavo che il Senatur si limitasse a fare il Padre Nobile della coalizione (
Air
France ritira l'offerta<Gli accordi per Alitalianon
hanno più validità> ( da "Secolo XIX, Il"
del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia di chiarire la situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni fra Air France-Klm e Alitalia - scrive la compagnia franco olandese - Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte
Alitalia,
l'addio di air france
( da "Repubblica, La" del
22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: primo regalo della Lega ai romani Alitalia, l'addio di Air France Spinetta: conti a picco, siamo stanchi. Accordi non più validi ROMA - Air France ha ritirato la propria offerta su Alitalia. "A seguito della richiesta di Alitalia di chiarire la situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni fra Air France-Klm e Alitalia ?
I
nomi dei colpevoli - massimo giannini
( da "Repubblica, La" del
22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I "difensori della nazione" e i "paladini dell'occupazione". Il Pdl che ha appena vinto le elezioni e il sindacato che ha appena perso la faccia. Il ritiro di Air France significa la fine dell'Alitalia e certifica la sconfitta dell'Italia. SEGUE A PAGINA 33.
<incalzeremo
il pdlcon rigore assoluto>
( da "Secolo
XIX, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Epifani ha affrontato anche l'argomento Alitalia, riferendosi agli sviluppi dell'incontro tra Berlusconi e Putin, ovvero a una possibile intesa con Aeroflot. "Continuo a ritenere quella di Air France la via principale, ma è importante che corregga il piano e pensi anche a Malpensa.
L'ira
di spinetta: "siamo stanchi e i conti stanno
andando a picco" - luca iezzi
( da "Repubblica,
La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia continua a bruciare più di 100 milioni al mese. Dunque, l'agenda del neogoverno appare difficilissima: cercare un escamotage per ridurre gli effetti negativi della Marzano rimane l'obiettivo più immediato. Poi dovrà mettere insieme un pretendente credibile e infine rivolgersi ai sindacati per siglare un patto di produttività in grado di rendere compatibile le spese con la
"senza
garanzie per il futuro costretti a ritirare la licenza"
( da "Repubblica,
La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: chiare e non siamo certo noi a volere una eventuale chiusura di Alitalia. Ma in assenza di liquidità di almeno 12 mesi, o di uno stato finanziario non compatibile con gli impegni presi dal vettore, Alitalia non potrà certo continuare la propria attività come se nulla fosse". Le parole di Vito Riggio, presidente dell'Enac, l'ente che si occupa della aviazione civile nel nostro Paese,
E
Intesa-SanPaolo riapre il dossier
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sono dieci anni che perdiamo soldi su Alitalia, ci sono dei limiti". Nonostante durante la visita a Silvio Berlusconi in Sardegna il 17 e 18 aprile, Vladimir Putin avesse assicurato che Aeroflot sarebbe pronta a riprendere i negoziati su Alitalia, da Mosca i vertici del vettore non sembrano entusiasti ma sarebbero rassegnati a farlo in caso di ordini dall'alto,
Rutelli:
il primo regalo della lega a roma
( da "Repubblica, La" del
22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: hanno solo risposto a una richiesta dell'Alitalia. E Air France non ha detto esplicitamente di non essere più interessata ad Alitalia, basta leggere bene il comunicato. Ne sono convinto anche perché Alitalia è fondamentale per Air France anche alla luce del fatto che la compagnia italiana potrebbe approdare a nuove alleanze e addirittura uscire da Styteam".
Alitalia,
i nomi dei colpevoli - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Giocando in difesa su tutto. Dal cargo, che con 5 aerei ha in organico 135 piloti e con 260 milioni di fatturato ne perde 74, ad Alitalia Service, che secondo loro si sarebbe dovuta salvare grazie a Fintecna, con un'operazione impensabile perfino al tempo dell'Efim e degli altri carrozzoni pubblici delle PpSs.
Alitalia
Spinetta ritira l'offerta, Intesa si offre
( da "Riformista,
Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: i francesi se ne vanno Giornata decisiva ieri per Alitalia: Air France-Klm ha infatti ritirato la sua offerta con un comunicato: "Gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta".
Crisi
mentre il quadro economico internazionale peggiora
( da "Riformista,
Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: nuovo governo come il prosieguo della trattativa su Alitalia o le prime misure sul fisco come l'annunciata detassazione sugli straordinari (su cui la Cgil ha sempre posto dei paletti). Sulla vessata compagnia di bandiera si registra tra l'altro un'importante novità: il presidente del consiglio di gestione di Intesa SanPaolo, Enrico Salza, ha esplicitato ieri un interesse per un'
ROMA
Con un comunicato di cinque righe diffuso nella tarda serata di ieri Air France-Klm ha ritirat
( da "Messaggero,
Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: acquisto di Alitalia. L'annuncio è la risposta ad una lettera di Alitalia che chiedeva di sapere se la trattativa fosse ancora in piedi. Air France - nelle condizioni poste ad Alitalia lo scorso 14 luglio per definire l'offerta d'acquisto - aveva chiesto il consenso dei sindacati, la rinuncia di Malpensa alla causa contro Alitalia e l'
Mossa
di Intesa, Ermolli chiama Letta
( da "Corriere
della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: operazione Alitalia fosse di respiro internazionale saremmo interessati, sotto varie forme". Le parole del presidente del Consiglio di gestione Enrico Salza, da sempre il più scettico in Intesa Sanpaolo a proposito dell'operazione Alitalia, precedono di appena un'ora e mezza l'ufficializzazione del ritiro di Air France.
Alitalia,
no di Air France <Ritiriamo l'offerta>
( da "Corriere
della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che a questo punto traghetti Alitalia verso una soluzione diversa da Air France-Klm, una soluzione che spetterà al prossimo governo trovare in tempi rapidi. Scarno il comunicato d'addio dei francesi: "A seguito della richiesta di Alitalia - vi si legge - di chiarire la situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni tra Air France-Klm e Alitalia,
Air
France ritira l'offerta ( da "Corriere della Sera"
del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: offerta Mossa a sorpresa su Alitalia. E Intesa riapre il dossier ROMA - Air France-Klm ha ritirato l'offerta per Alitalia. Scelta. La decisione è stata comunicata a sorpresa ieri sera. Scarno il comunicato d'addio dei francesi nel quale si chiarisce che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio non sono più validi.
Con
il commissario a terra 100 aerei ( da "Corriere della Sera"
del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Attualmente la liquidità di Alitalia è di circa 170 milioni di euro. In caso di commissariamento secondo la legge Marzano (utilizzata per la Parmalat) ci sarebbe una moratoria sul debito ma la compagnia dovrebbe ridurre a circa 70 gli aerei in esercizio. Cioè soltanto quelli attivi sulle rotte economicamente sostenibili.
Subito
il prestito-ponte E Silvio guarda a Lufthansa
( da "Corriere
della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: acquisto di Alitalia, il segretario generale della Cisl non è pessimista. "Con il prestito-ponte si sistema tutto", dice Raffaele Bonanni. Alla "cordata alternativa" messa in piedi dal nuovo governo lui ci crede. "Bastano quattro settimane" aggiunge. Nei giorni scorsi sarebbe stato direttamente Gianni Letta, ambasciatore plenipotenziario di Silvio Berlusconi,
Bonanni:
decide il nuovo governo ( da "Corriere della Sera"
del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: leader della Cisl, non ha dubbi: sul caso Alitalia deve calare il sipario del governo uscente sulla cui gestione della cessione, il leader cislino ha sempre avanzato molte critiche. Bonanni, che anche ieri ha tenuto i contatti con Gianni Letta, è convinto da tempo che l'opzione Air France-Klm andasse messa da parte.
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-22 num: - pag: 3 categoria: A...
( da "Corriere
della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La situazione finanziaria di Alitalia è nota, e la sua dibattuta autonomia di cassa non consente di costruire schemi di medio periodo. La contingenza congiunturale, e i prezzi del petrolio che stanno mettendo in difficoltà diversi colossi dell'aviazione mondiale, sono stati non a caso citati da Air France per spiegare i motivi dell'addio.
Fulmini
su due aerei, panico a bordo ( da "Corriere della Sera"
del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: pilota Alitalia -. Quando si vola, soprattutto in fase di salita o di discesa, è facile incontrarle, ma grazie alle apparecchiature è possibile girarci intorno ed evitarle". Radar metereologici sono in grado di rappresentare le zone temporalesche che potrebbero creare problemi, così gli aerei fanno in modo di non attraversarle.
Indici
in frenata. Salgono Eni e Bpm
( da "Corriere
della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia è salita del 3,3% prima dell'annuncio, in serata, del dietro front di Air France che si è ritirata dall'offerta, a 0,62 euro. Sul fronte bancario, Unicredit ha ceduto lo 0,56%, Intesa Sanpaolo lo 0,27%. Mps lo 0,71%. Bene Bpm (+1,74%), dopo l'assemblea degli azionisti e le affermazioni del presidente Roberto Mazzotta per il quale la popolare di Piazza Meda "
Se
il patriottismo diventa una politica industriale
( da "Corriere
della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE IL CASO ALITALIA Se il patriottismo diventa una politica industriale P er quanto la cosa possa apparire contraddittoria con l'autorappresentazione liberale e liberista del Pdl, Silvio Berlusconi ha fatto della difesa dell' italianità di Alitalia contro l'annessione francese un argomento vincente con gli elettori.
Nei
piani di Spinetta c'era una riduzione degli aerei che sarebbero passati da 174
a 137. Via a ( da "Messaggero, Il"
del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Nche i 5 aerei Cargo. Già dai primi di aprile Alitalia ha autonomamente fermato una trentina di aerei.
ROMA
- Una sorta di "prestito ponte" di 100-150 milioni di euro, per pe ( da "Messaggero, Il"
del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per permettere ad Alitalia di "respirare" per qualche altra settimana ed evitare lo spettro del commissariamento e del successivo fallimento. Il tutto potrebbe avvenire sotto forma di decreto che il governo, in carica solo per l'ordinaria amministrazione, intende prendere domani "solo se ci sarà il via libera della nuova maggioranza",
ROMA
- Intesa Sanpaolo rilancia l'interesse su Alitalia
poche ore prima che Air France ( da "Messaggero, Il"
del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia poche ore prima che Air France "fermasse le bocce" rispondendo picche alla lettera di chiarimento di venerdì scorso della Magliana con la quale chiedeva a Parigi se fosse sempre valido l'accordo di esclusiva siglato il 14 marzo. "Se l'operazione fosse di respiro internazionale, saremmo interessati" ha detto ieri Enrico Salza presidente del consiglio di gestione della Superbanca"
ROMA
- Altro che modifica del piano. Air France-Klm si
chiama fuori dalla partita Alitalia.
( da "Messaggero,
Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dopo che la stessa Alitalia aveva chiesto alla compagnia franco-olandese di chiarire la sua posizione. "Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: France si ritira dalla gara per Alitalia Vendita della quota di Alitalia: Air France ha ritirato la propria offerta. Palazzo Chigi: "no comment". Un Consiglio dei ministri si svolgerà nelle prossime 48 ore per prendere le decisioni conseguenti. Ronde, polemica tra Di Pietro e Maroni "è incostituzionale prevedere che la polizia privata si possa sostituire alle istituzioni pubbliche"
Sprint
anche a Fiumicino Canapini, appello al Cav
( da "Giornale.it, Il"
del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: è solo la vicenda Alitalia, che riguarda direttamente la popolazione del nostro comune, posti di lavoro, indotto ed economia, ma anche l'ampliamento del sistema aeroportuale che coinvolge oltre mille ettari di terreno di proprietà del gruppo Benetton". Per il futuro, rileva Canapini, serve un forte sostegno al porto commerciale di Fiumicino,
Air
France ritira l'offerta: Alitalia non c'interessa più
( da "Giornale.it, Il"
del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 22 pagina 1 Air France ritira l'offerta: Alitalia non c'interessa più di Paolo Stefanato Mentre IntesaSanPaolo riapre il dossier Alitalia, Air France-Klm annuncia il ritiro della sua offerta. "Accordi contrattuali non più validi", dice la compagnia franco-olandese. Nessun commento da Palazzo Chigi: il Consiglio dei ministri si riunirà entro 48 ore.
Alitalia,
AirFrance ritira l'offerta
( da "Tempo,
Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Salza interessato Alitalia, AirFrance ritira l'offerta e Intesa riapre Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Colpo di scena nella tarda serata di ieri nella vicenda Alitalia. Air France ha ritirato la propria offerta. "A seguito della richiesta di Alitalia di chiarire la situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni fra Air France-
Grandi
manovre sulle Generali. Bernheim sotto tiro. Ma i
francesi non mollano ( da "Tempo, Il"
del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: già evidenziata sul tema Alitalia, potrebbe fornire all'anziano manager una sponda politica di gran rilievo. Eppure molti fucili sono puntati sul 26 aprile, giorno in cui è prevista l'assemblea del Leone di Trieste. Il tentativo è chiaro: costringerlo alla resa fregiandolo della carica di presidente onorario.
Tasse
e extra, low cost più cari dei voli di linea - andrea tarquini
( da "Repubblica, La" del
22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ma più di Alitalia. I portavoce delle compagnie a basso costo, interpellati dal quotidiano tedesco, si difendono ma in parte ammettono. Secondo Easyjet, "per noi vale il principio del low cost: ognuno deve pagare solo il necessario". Ma ammette che i concorrenti low cost "dimostrano molta fantasia".
Il
colpo di scena nella vicenda Alitalia è arrivato nella
( da "Tempo,
Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia è arrivato nella ... Il colpo di scena nella vicenda Alitalia è arrivato nella tarda serata di ieri, con un comunicato di AirFrance-Klm: il gruppo franco-olandese ha fatto ufficialmente sapere che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte
Air
France-Klm chiude, l'offerta non vale più
( da "Manifesto,
Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: risposta alla richiesta da parte di Alitalia di chiarire la situazione legale dopo la rottura dei negoziati. "Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'
Air
France chiude <Ritiriamo l'offerta>
( da "Secolo
XIX, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia rispunta Intesa: aperti a trattativa internazionale ROMA. Addio Air France. La compagnia francese ha definitivamente ritirato la sua offerta per Alitalia: "Gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia dice un comunicato non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni
L'Enac
autorizza sette compagnie a usare Malpensa
( da "Stampa,
La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: condizione con la quale la Sea si era detta disposta a rinunciare al risarcimento da 1,25 miliardi contro Alitalia per i tagli a Malpensa. Ma allo stesso tempo ha modificato la convenzione con cui Alitalia - su pressione di Air France - a metà marzo si era garantita la quasi esclusiva su circa 60 rotte intercontinentali. Per Parigi forse il motivo decisivo per abbandonare il tavolo.
Alitalia
Air France si ritira ( da "Voce d'Italia, La"
del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia: Air France si ritira Apertura di Intesa San Paolo Pavia, 22 apr. – Non c'è pace per Alitalia. Air France-Klm ha comunicato che: “gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'
Maroni
Malpensa se la cavera'
( da "Voce
d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: front di Air France sulla trattativa per l'acquisto di Alitalia, "Malpensa se la cavera', ne sono certo". Ad affermarlo e' il capogruppo uscente della Lega Nord a Montecitorio, Roberto Maroni, intervistato da Maurizio Belpietro su Canale 5. "Bastera' lasciare a Malpensa la possibilita' di svilupparsi, senza restrizioni, senza limiti o pesi.
Piazza
Affari Alitalia crolla, Borsa apre in calo
( da "Voce
d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Af-Klm in rialzo con +1,70% Piazza Affari: Alitalia crolla, Borsa apre in calo Titolo Alitalia sospeso dalle negoziazioni Milano, 22 Apr. – Questa mattina apre in negativo Piazza Affari. Il primo Mibtel ha segnato un calo dello 0,29% a 25.469 punti e lo S&P/Mib dello 0,35% a 33.
Alitalia:
Air France si ritira ( da "Voce d'Italia, La"
del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia: Air France si ritira Apertura di Intesa San Paolo Pavia, 22 apr. – Non c'è pace per Alitalia. Air France-Klm ha comunicato che: “gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'
Alitalia,
Air France-Klm abbandona
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Primo Piano Pagina 102 Alitalia, Air France-Klm abbandona "Le condizioni dell'offerta di acquisto non sono più valide" --> "Le condizioni dell'offerta di acquisto non sono più valide" Air France-Klm decide di abbandonare la trattativa per Alitalia: "Non ci sono più le condizioni".
Air
France si ritira: addio all'Alitalia
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Air France ritira la propria offerta su Alitalia. "A seguito della richiesta di Alitalia di chiarire la situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni fra Air France-Klm e Alitalia - è scritto in un comunicato della compagnia franco olandese - Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'
Air
France ritira l'offerta su Alitalia
( da "Giornale.it, Il"
del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Klm e Alitalia - si legge nella nota -, Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta".
Alitalia,
Air France dice basta ( da "Stampa, La"
del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: OFFERTA Alitalia, Air France dice basta [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Air France-Klm getta la spugna per l'acquisto di Alitalia e mette in dubbio il prestito-ponte per evitare il commissariamento. Dopo mesi di negoziati con il governo Prodi, un fallito tentativo di accordo con i sindacati e gli attacchi in campagna elettorale di Berlusconi,
Alitalia
riunione slitta a domani ( da "Voce d'Italia, La"
del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia il titolo ha perso oltre l'11% Alitalia: riunione slitta a domani Il Cdm decidera' le sorti della compagnia di bandiera Roma, 22 apr. - La riunione del Consiglio dei Ministri convocata per decidere sul futuro dell'Alitalia è slittata. A quanto si apprende, si terrà domani e non oggi pomeriggio.
Alitalia:
riunione slitta a domani ( da "Voce d'Italia, La"
del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia il titolo ha perso oltre l'11% Alitalia: riunione slitta a domani Il Cdm decidera' le sorti della compagnia di bandiera Roma, 22 apr. - La riunione del Consiglio dei Ministri convocata per decidere sul futuro dell'Alitalia è slittata. A quanto si apprende, si terrà domani e non oggi pomeriggio.
Epifani
gioca a tutto campo e punta sull'unità sindacale
( da "Stampa,
La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Infine l'Alitalia: "Continuo a ritenere quella di Air France la via principale, purché il piano sia corretto e tenga conto anche di Malpensa". La conferenza nazionale Spi-Cgil, con 650 delegati, prosegue oggi e domani. Una boccata d'ossigeno per l'economia turistica locale.
Alitalia
Cdm alle 18.30 a Palazzo Chigi
( da "Voce
d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: definire la questione Alitalia ed esaminare le leggi regionali. Intanto Air France ha fatto sapere che il ritiro dell'offerta per la privatizzazione di Alitalia è definitivo. Le motivazioni alla base di questa decisione sarebbero da ricondurre a fattori di natura industriale, a cominciare dal rialzo dei prezzi del carburante che non consente l'
Alitalia:
Cdm alle 18.30 a Palazzo Chigi
( da "Voce
d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: definire la questione Alitalia ed esaminare le leggi regionali. Intanto Air France ha fatto sapere che il ritiro dell'offerta per la privatizzazione di Alitalia è definitivo. Le motivazioni alla base di questa decisione sarebbero da ricondurre a fattori di natura industriale, a cominciare dal rialzo dei prezzi del carburante che non consente l'
L'alibi
della questione mediatica ( da "Voce d'Italia, La"
del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: alimentato ad arte dalla tv e appesantito dal disastro dei rifiuti e dalla crisi dell'Alitalia, ci ha impedito di coronare con successo la rimonta… In soli quattro mesi, evidentemente, i nostri messaggi non hanno prodotto un accumulo sufficiente presso l'elettorato. Avremmo avuto bisogno di più tempo...”. Stefano Vandelli politica@voceditalia.
L'ira
del governo Rutelli: "E' colpa di Berlusconi"
( da "Stampa,
La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: attività di Alitalia per aprire nuove e reali trattative". Come lo spiega il senatore Enrico Morando: "Bisogna fare un estremo sforzo, per far tornare l'unico interlocutore in campo al tavolo della trattativa Alitalia, in un contesto nel quale, malgrado siano passati diversi giorni, nuovi e più attendibili interlocutori non si sono allo stato palesati"
E
adesso Letta apre alle gabbie salariali
( da "Padania,
La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Già in prima linea con la trattativa bipartisan impostata insieme allo zio Gianni sulla vicenda Alitalia, baby Letta potrebbe stare puntando ad accreditarsi, in un sol colpo, quale ambasciatore del dialogo con il Governo e come leader nordista dei democratici. Il che, in un Pd decentrato, potrebbe anche voler dire leader tout court. A.Mon.
Bonomi:
dopo la scelta di Roma la Sea necessita di un nuovo piano
industriale ( da "Padania, La"
del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sapevamo che Alitalia nel futuro sarebbe stata una società stand alone , ma non avremmo mai immaginato che Alitalia avrebbe disatteso i patti con Sea". Da qui la necessità di ripensare l'attività futura della società. "La cancellazione di 886 movimenti settimanali dall aeroporto di Malpensa -dice Bonomi- è calcolabile intorno al -70%
E
ora Intesa-Sanpaolo apre su Alitalia
( da "Padania,
La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: IN ATTESA DEL NUOVO ESECUTIVO E ora Intesa-Sanpaolo apre su Alitalia IntesaSanPaolo potrebbe riaprire il dossier Alitalia se l operazione fosse di respiro internazionale. Alitalia ha il fiato corto e attende al più presto denaro fresco per continuare l attività almeno per la stagione estiva, quindi sino a fine ottobre.
Il
Papa tedesco ha conquistato il cuore degli Usa
( da "Padania,
La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Sono queste le ultime parole pronunciate da Papa Benedetto XVI prima di imbarcarsi sul Boeing 777 dell Alitalia che lo ha riportato in Italia dopo il viaggio negli Usa. Il volo del Pontefice è atterrato a Fiumicino alle 10.35 di ieri mattina. Presenti il vice presidente Dick Cheney, con la moglie Lynne, e, non annunciati, anche i coniugi Clinton, all aeroporto J.
Alitalia,
Cdm si al prestito di 300mln
( da "Voce
d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Basile potrebbe prendere le redini della compagnia in questa fase delicata Alitalia, Cdm: si al prestito di 300mln Bersani: "si dovrebbe valutare una soluzione d'emergenza" Roma, 22 apr. – Si è concluso questa sera il Consiglio dei ministri indetto in via straordianaria per decidere sul futuro di Alitalia. Dal Cdm via al prestito ponte da 300 mln, per la compagnia di bandiera.
Air
France, addio Alitalia ( da "Stampa,
La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: addio Alitalia "Gli accordi non sono più validi". Lo spettro del commissariamento La decisione è arrivata a tarda sera: Air France si ritira definitivamente e rinuncia all'acquisto di Alitalia. "Gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo", spiega una nota ufficiale dell'azienda franco-olandese, "non sono più validi".
( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia No comment da Palazzo Chigi Alitalia:
Air France abbandona le trattative La compagnia Franco Olandese si ritira.
Possibili nuovi scenari nel futuro Milano, 22 apr. -
Air France si ritira, non è più valida l'offerta. In un comunicato, la compagnia Franco Olandese ha spiegato che ogni offerta nei
confronti di Alitalia è stata ritirata. 'Gli accordi annunciati il
14 marzo con l'obiettivo di lanciare un'opa su Alitalia - si legge nel comunicato - non sono piu' validi dal momento che non sono state soddisfatte le
condizioni preliminari al lancio dell'offerta". Palazzo
Chigi ha reagito con un "no Comment". Da
quanto si è appreso, entro le prossime 48 ore si svolgerà un Consiglio dei
Ministri per decidere come muoversi dopo l'abbandono delle trattative con Air
France. Intanto si era riaccesa l'attenzione di 'Intesa San Paolo' verso Alitalia: "Ancora interesse se sara'
grande operazione"."Che le bocce si fermino
- ha detto il presidente del consiglio di gestione, Enrico Salza
- se l'operazione Alitalia fosse di respiro
internazionale saremmo interessati, sotto varie forme". "Al momento
siamo fuori - conclude Salza - ma potremmo essere
interessati a un'operazione che non sia di piccolo cabotaggio
provinciale". La partita per il salvataggio dell'Alitalia
è riaperta.
( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia No comment da Palazzo Chigi Alitalia:
Air France abbandona le trattative La compagnia Franco Olandese si ritira.
Possibili nuovi scenari nel futuro Milano, 22 apr. -
Air France si ritira, non è più valida l'offerta. In un comunicato, la compagnia Franco Olandese ha spiegato che ogni offerta nei
confronti di Alitalia è stata ritirata. 'Gli accordi annunciati il
14 marzo con l'obiettivo di lanciare un'opa su Alitalia - si legge nel comunicato - non sono piu' validi dal momento che non sono state soddisfatte le
condizioni preliminari al lancio dell'offerta". Palazzo
Chigi ha reagito con un "no Comment". Da
quanto si è appreso, entro le prossime 48 ore si svolgerà un Consiglio dei
Ministri per decidere come muoversi dopo l'abbandono delle trattative con Air
France. Intanto si era riaccesa l'attenzione di 'Intesa San Paolo' verso Alitalia: "Ancora interesse se sara'
grande operazione"."Che le bocce si fermino
- ha detto il presidente del consiglio di gestione, Enrico Salza
- se l'operazione Alitalia fosse di respiro
internazionale saremmo interessati, sotto varie forme". "Al momento
siamo fuori - conclude Salza - ma potremmo essere
interessati a un'operazione che non sia di piccolo cabotaggio
provinciale". La partita per il salvataggio dell'Alitalia
è riaperta.
( da "Secolo XIX, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Mariotti e San Giorgio, due marchi storici
nel campo delle costruzioni e delle riparazioni, si alleano per attirare nuovi investimenti 22/04/2008 Roma. Addio Air France. La compagnia francese ha definitivamente ritirato la sua offerta
per Alitalia: "Gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso
con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia - dice un comunicato - non sono più validi dal momento che non
sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta".
Poco prima dell'annuncio francese, a riaprire il dossier Alitalia
era stata la banca Intesa SanPaolo: "Se
l'operazione fosse di respiro internazionale e non provinciale saremmo
interessati, sotto varie forme", ha detto il presidente del consiglio di
gestione, Enrico Salza. "Non è questione del
nuovo governo - ha avvertito - ma bisogna che si decidano perché non è
accettabile che questa situazione continui così". servizio
>> 13 22/04/2008.
( da "Unita, L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Alitalia, Berlusconi fa
scappare Air France La compagnia francese: accordi non più validi, inadempiute
le condizioni preliminari Il Pd denuncia gli atteggiamenti irresponsabili della
destra. Domani si riunisce il governo Air France si
ritira definitivamente dalla partita Alitalia. Il vettore francese ha deciso di
sbattere la porta dopo settimane di illazioni su presunte cordate italiane o
straniere alternative al progetto di Parigi. Le ultime dichiarazioni di Silvio
Berlusconi - nel corso dell'incontro nella sua villa in Sardegna con Putin - su
un presunto interessamento della compagnia russa Aeroflot, secondo fonti
industriali vicine al dossier, sarebbero state alla base della rinuncia di Air
France. La versione ufficiale fornita dal vettore francese parla invece di una
scelta riconducibile ad aspetti meramente industriali. segue
a pagina 15.
( da "Unita, L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del LE TAPPE DELLA VENDITA Offerte, ricorsi e "fughe" Due
anni di colpi di scena ROMA Il ritiro della proposta di acquisto di Alitalia da parte di Air France-Klm
è solo l'ultimo atto di due anni ricchi di colpi di scena. Questi, in sintesi,
i momenti salienti delle procedure di vendita: 1 dicembre 2006 Il Consiglio dei ministri decide la cessione di una quota di
controllo della compagnia. 29 dicembre Il Tesoro pubblica l'invito a presentare
manifestazioni di interesse 13 febbraio Cinque le cordate in gara per la fase
di presentazione delle offerte non vincolanti: AP Holding di Carlo Toto con il
supporto di Intesa-Sanpaolo; il fondo salva-imprese
di Carlo De Benedetti Management & Capitali; Matlin
Patterson Global Advisers;
Texas Pacific Europe;
Unicredit Banca Mobiliare. 16 aprile Le cordate si riducono a tre: Tpg, Aeroflot e Ap Holding
presentano al Tesoro le proprie offerte preliminari non vincolanti. 27 giugno
Aeroflot annuncia il ritiro dalla gara. 17 luglio AirOne
lascia la gara che, di fatto, fallisce. 21 dicembre Il Cda sceglie Air France-Klm per la trattativa in esclusiva per la cessione
del 49,9% del Tesoro. 31 gennaio Air One fa ricorso
al Tar del Lazio contro l'esclusiva a Air France-Klm nella trattativa con Alitalia. La richiesta di sospensiva viene rigettata dal Tar a febbraio e
poi dal Consiglio di Stato a marzo. 5 febbraio La Sea
chiede un risarcimento danni ad Alitalia di un miliardo
e 250 milioni di euro per la vicenda Malpensa. 14 febbraio Air France-Klm fa sapere che andrà avanti solo se il futuro
governo italiano sarà a favore delle nozze con Alitalia,
altrimenti "ci fermeremo". 10 marzo Il Cda di Air France-Klm
autorizza la presentazione per il 14 marzo di una offerta
soggetta a condizioni sospensive tra cui l'accordo con i sindacati e garantisce
che Alitalia resterà una compagnia di bandiera. 14
marzo Al termine delle otto settimane di trattativa in esclusiva, Air France-Klm presenta l'offerta vincolante. 15 marzo Alitalia dice sì all'offerta francese dopo un lunghissimo cda. Per tutta l'operazione Parigi mette sul piatto poco
più di 1,7 mld; il prezzo di acquisto è di 138,5 mln. 17 marzo Anche il Tesoro dice sì all'offerta. 18 marzo
Comincia la trattativa con i sindacati. 19 marzo Spinetta annuncia che gli
esuberi sono 2.100. 20 marzo Berlusconi, in piena campagna elettorale, rilancia
la cordata italiana con Air One e Intesa, ma la banca
smentisce. 24 marzo Air France è pronta a trattare ad oltranza con i sindacati,
anche oltre il termine stabilito del 31 marzo. 28 marzo Air France presenta una
nuova proposta ai sindacati ma gli esuberi restano 2.100. 31 marzo Alitalia proroga a 2 aprile confronto con sindacato. Ma la Uil lascia il tavolo. 2 aprile Sindacati presentano
proposta, Air France si ritira. 4 aprile Berlusconi chiede che Alitalia resti italiana e dice che esiste la possibilità di
una cordata italiana anche se lui se ne terrà fuori.
10 aprile Nuovo incontro a Palazzo Chigi per i
sindacati. Il governo spinge per Air France (proposta "buona e
percorribile", ma Berlusconi si dice ancora contrario. 16 aprile
Berlusconi, che ha vinto le elezioni, riapre ad Air France ma - dice -
"con pari dignità". 17 aprile Gianni ed Enrico Letta si incontrano
per studiare una soluzione bipartisan al nodo Alitalia.
18 aprile L'Ue chiede che il prestito ponte venga fatto a condizioni di
mercato, altrimenti sarà un aiuto di Stato. Berlusconi incontra Putin in
Sardegna e rispunta l'ipotesi Aeroflot. 21 aprile Air France-Klm
comunica che "gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con
l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia
non sono più validi".
( da "Unita, L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del REAZIONI La verità secondo Castelli: "I
francesi volevano solo affossare Malpensa" "Non
voleva Alitalia, Air France voleva solo affossare Malpensa, perché Malpensa là
da fastidio": lo ha detto Roberto Castelli, della Lega Nord, intervenendo
alla registrazione della puntata di Porta a Porta, che è andata in onda ieri in
tarda serata. Commentando il ritiro della compagnia aerea
francese dalla trattativa sull'acquisto della compagnia di bandiera italiana, Castelli ha sostenuto che quanto
accaduto porterà al commissariamento di Alitalia, una
soluzione "più limpida e che consentirà a medio termine un rilancio della
compagnia italiana". Il segretario generale della Filt
Cgil, Fabrizio Solari, non nasconde il suo stupore: "Sono sorpreso perché
quello che non è avvenuto qualche settimana fa, avviene oggi in una situazione in
cui tutte le possibilità sono aperte". A chi gli chiede
se i sindacati si debbano sentire responsabili per l'abbandono di Air France,
Solari risponde: "Mi pare ardito. Sarebbe una reazione a scoppio
ritardato, noi l'accordo non l'abbiamo fatto tanto tempo fa, non l'hanno
ritirato il giorno stesso, né il giorno dopo e lo fanno oggi. Sarebbe interessante sapere il motivo, qualcuno glielo
chieda".
( da "Unita, L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del Alitalia, Air
France si ritira: accordi non più validi Il Pd: colpa degli atteggiamenti
irresponsabili Intesa interessata a operazione internazionale di Roberto Rossi
/ Roma/ Segue dalla prima SVOLTA In particolare per Air France la crescita del
prezzo del petrolio non avrebbe consentito una "corretta
applicazione" del piano industriale per riportare in tempi brevi la
compagnia di bandiera italiana alla redditività. "A
seguito della richiesta di Alitalia - si legge nel laconico comunicato ufficiale - di chiarire la
situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni fra Air France-Klm e Alitalia, Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli
accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare
un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono
più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni
preliminari al lancio dell'offerta". La scusa di ragioni industriali,
però, legate all'andamento della quotazione del greggio non basta a spiegare la
decisione. Anche perché la crescita del prezzo del barile era stata prevista da
tutti gli analisti anche molti mesi fa. In qualsiasi piano industriale, poi,
esistono delle clausole assicurative che coprono il vettore dai rischi di
rialzi indesiderati o imprevisti di carburante. Inoltre con Air France il
governo uscente si era impegnato formalmente a riaprire una trattativa
difficile, interrotta con la rottura del tavolo tra azienda e sindacati, il 2
aprile scorso. Le ragioni, allora, vanno cercate altrove. "Come
avevamo previsto, dichiarazioni avventate e comportamenti non responsabili - si
legge in un comunicato del Partito Democratico - hanno fatto naufragare la
trattativa con Air France, mettendo a repentaglio il destino di Alitalia e di decine di migliaia di lavoratori. A forza di dichiarare ostilità nei confronti della società
franco-olandese, di annunciare cordate al momento inesistenti, di ventilare una
non meglio precisata convergenza con la compagnia Aeroflot (con buona pace
della difesa della nazionalità) - continua la nota - si è finito col creare una
situazione che ora pesa sull'occupazione di decine di migliaia di persone che
lavorano nella compagnia italiana, a Fiumicino, a Malpensa e nell'indotto".
All'uscita di scena del vettore francese Palazzo Chigi ha reagito con un
"no comment". La riunione del Consiglio dei ministri dedicato alla vicenda Alitalia si terrà probabilmente domani (o al massimo
giovedì). Prima l'esecutivo si attende quella che viene definita come una
chiara assunzione di responsabilità politica da parte della nuova maggioranza
sulle decisioni da prendere. Sarà un caso, o forse no, la scelta di Air France
di chiudere la trattativa per ragioni industriali legate alla quotazione del
prezzo del greggio (che tutti gli osservatori avevano già previsto da mesi) è
coincisa con il ritrovato interessamento per il dossier di Intesa Sanpaolo, la banca che aveva, assieme ad Air One, tentato di contrastare l'offerta francese. Intesa,
secondo il presidente del consiglio di gestione della banca, Enrico Salza, sarebbe pronta a tornare in campo su Alitalia, se l'operazione fosse di respiro
"internazionale". "Bisogna che le bocce si
fermino - ha aggiunto Salza - e quindi che si
decidano, perché non è accettabile continuare così. Sono
10 anni che perdiamo soldi in quell'impresa: ci sono dei limiti".
Le bocce si sono fermate e Air France ha chiuso la porta in modo definitivo.
( da "Unita, L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del La lezione del 25 aprile Cara Unità, la ricorrenza del 25 Aprile
rievoca nella memoria storica di ciascuno il sacrificio ed il prezzo pagato
dagli italiani per la conquista della Libertà con la conseguente nascita del
primo stato democratico d'Italia. Nessun cittadino Italiano può sottrarsi dai
verdetti della storia, la Resistenza operò nell'impegno di tutti a far sì che
Libertà sancite dalla Costituzione non restino lettera morta bensì diventino
una vivente realtà. Distinti saluti Giovanni Paoloni Le riforme istituzionali a chi disprezza le
istituzioni? Cara Unità, come è possibile che lasciamo fare le riforme
istituzionali e costituzionali del nostro Paese (oserei chiamarlo Patria) a chi
in esso non si è mai riconosciuto, disprezzandone anche I simboli stessi -l'inno e il tricolore - e che pone nell'egoistico valore
denaro (federalismo fiscale=quello che è mio è mio)
al primo posto del suo programma politico? Il lombardo-veneto
sembra riconoscersi soprattutto nella produzione e nel profitto. Dovremmo
chiedere perdono a tutti I caduti risorgimentali e delle due grandi guerre che
cercarono di dare un'identità di patria comune e di difendere la nostra
libertà. Quando sento I cori dei leghisti inneggiare alla libertà, mi chiedo
per cosa siano morti I loro padri e I loro nonni! Cari
saluti Angela Rigoli Lega, cerchiamo di capire Ma con
la nostra cultura Cara Unità, giustamente vanno considerati prioritari anche i
problemi sui quali ha battuto la Lega (immigrazione, sicurezza, ecc.), e su di
essi dobbiamo fare un maggiore sforzo di elaborazioni e proposte. Ma per me
resta prioritario che anche su questi argomenti impegniamo la nostra passione
ma mantenendo anche la nostra solita civiltà, non abbassandoci ad un livello
che innanzitutto ci farebbe vergognare di noi stessi. Cerchiamo di far capire
ai cittadini come spesso da destra in merito arrivano proposte che non sono
altro che scorciatoie stupide che, se nell'immediato possono sedurre per il
fascino che può esercitare una posizione netta (bianco o nero),
o una decisione facile, poi possono provocare un danno maggiore del male che
vorrebbero curare. Proseguiamo col nostro lavoro paziente e appassionato di
comprensione dei problemi e di proposta delle nostre soluzioni. Ivano
Giovanardi, Carpi. Dov'è la cordata italiana? E Bossi non era malato? Cara
Unità, anch'io, come tutti, mi aspetto coerenza dai politici. Esempio n.1: la cordata italiana per Alitalia,
sponsorizzata prima delle urne, vorrei vederla venir fuori anche dopo. Mentre
mi sembra rispuntare con forza Air France. Esempio n.2: avendo sentito dire da
Berlusconi che Bossi non poteva diventare ministro per motivi di salute, mi
immaginavo che il Senatur si limitasse a fare il
Padre Nobile della coalizione ( mentre appare evidente che andrà a
giurare fedeltà ad una Costituzione che disprezza all'ombra di una bandiera che
vorrebbe utilizzare come carta igienica). Ingenuo io o disinvolto nel
promettere Berlusconi? Filiberto Curri (Padova)
Piazza del Popolo ora nelle mani di... Amici Che il comunismo sia in rovina non
lo testimonia solo il fallimento elettorale fragoroso ed inaspettato nelle sue
proporzioni, ma anche per il decadimento dei suoi simboli. Prendete Piazza del
Popolo, per esempio. Un tempo era la "Piazza" per eccellenza, dove
prendeva vita il movimento comunista, dove si svolgeva il Concerto del Primo
Maggio e dove i sindacati spronavano i lavoratori alla lotta di classe contro i
cattivi padroni capitalisti. Oggi è il luogo dove gli "Amici" di
Maria de Filippi fanno un concerto per festeggiare la fine stagionale della
trasmissione senza bandiere cubane o faccioni del Che. Se non fosse una cosa
buona per l'Italia, potrebbe anche dispiacere. Ma bisogna pur rendersi conto
che, a vent'anni dal crollo del Muro di Berlino, il contraccolpo si sarebbe
sentito prima o poi anche da noi. Antonio Filippo L'uomo, mammifero in
estinzione Gentile direttore, alcuni ricercatori del Royal
Zoological Society of Scotland
e dell'università di Edimburgo hanno fatto sapere che al più presto
utilizzeranno una rivoluzionaria forma di clonazione per riprodurre il
rinoceronte bianco settentrionale, mammifero vicinissimo alla scomparsa. Tra
qualche secolo, se l'umanità non rinsavisce, gli scienziati di quegli alieni
che secondo alcuni ogni tanto ci fanno visita, ma che si guardano bene
dall'entrare in contatto con noi, spaventati dalla nostra aggressività,
malvagità, capacità distruttiva, annunceranno ai loro complanetari
una rivoluzionaria forma di clonazione per riprodurre l'uomo, mammifero in
estinzione sul pianeta terra. Elisa Merlo Il voto, la Liguria e quell'attacco
mancato Gli scriventi in coppia Roberta Pinotti e Stefano Fassina hanno
una bizzarra idea del concetto di attacco personale (quello che, a loro
scrivere all'unisono, io avrei preteso da loro nei confronti del candidato Pdl Enrico Musso). Mettiamola in forma di domanda ipotetica
con scenario ribaltato: se la Pinotti e Fassina (rigorosamente come un sol uomo), fino ad un
istante prima di essere candidati per il centrosinistra, avessero firmato
ficcanti commenti sulle pagine locali di un importantissimo quotidiano
nazionale in cui sostenevano con toni beffardi che Prodi fosse una iattura, la
sua politica economica una sciagura, il suo ministro dell'Economia una sorta di
falsario sbugiardato da Bruxelles e il centrosinistra un disastro totale
fortunatamente arginato dal centrodestra, cosa avrebbe detto chiunque se li fosse ritrovati come avversari candidati per il
centrosinistra? Per dimostrarne la non credibilità ed il furbo trasformismo
avrebbe sicuramente rammentato agli elettori distratti quei
loro scritti imbarazzanti. Questo non si chiama attacco personale: si chiama
attacco politico, o meglio ancora buon uso di armi dialettiche in campagna
elettorale. Invece, la Pinotti e Fassina
hanno preferito tacere sul passato imbarazzante del loro avversario, lasciando
per di più esaminare il proprio grado di liberalismo da uno come lui, che non
si faceva scrupoli a metterne propagandisticamente in
dubbio la credibilità (da che pulpito!). Liberi, la Pinotti e Fassina, di essere
soddisfatti come un'unica persona della loro scelta. A Genova, scrivono (come
ho scritto anch'io), il Pd ha recuperato. Però in Liguria il Pd ha perso anche
la battaglia del Senato, che veniva data per non impossibile. Contenti loro... Enzo Costa.
( da "Secolo XIX, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Air France ritira
l'offerta"Gli accordi per Alitalianon
hanno più validità" clamorosa svolta Torna in gioco Intesa San Paolo
"se l'operazione ha respiro internazionale" MILANO. Air France ritira
la sua offerta su Alitalia. Dopo mesi di trattative,
l'ennesimo colpo di scena è arrivato nella tarda serata di ieri. Proprio nello
stesso giorno in cui si era fatto avanti un nuovo importante pretendente per la
cordata italiana: Intesa Sanpaolo. Il comunicato di
Air France sembra chiudere ogni possibilità di trattativa. "A seguito della richiesta di Alitalia di
chiarire la situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni fra
Air France-Klm e Alitalia - scrive
la compagnia franco olandese - Air France-Klm ha
comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con
l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte
le condizioni preliminari al lancio dell'offerta". Palazzo Chigi ha
reagito con un "no comment" alla notizia
che Air France-Klm ha rinunciato alla propria offerta
di acquisto di Alitalia. A quanto si apprende, un
Consiglio dei Ministri si svolgerà nelle prossime 48 ore per prendere le
decisioni conseguenti all' annuncio della compagnia
franco-olandese e in vista delle scelte che andranno comunque compiute e
dovranno essere bipartisan, cioè prese insieme alla nuova maggioranza
parlamentare. Le speranze, a questo punto, sembrano legate all'emergere di
nuovi potenziali acquirenti. E proprio ieri si era registrata un'interessante
dichiarazione di Enrico Salza, presidente del
consiglio di gestione di Intesa San Paolo, a margine di un evento per
festeggiare l'assegnazione dell'Expo
( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La compagnia rischia
l'amministrazione controllata. Prodi convoca il Cdm.
Rutelli: primo regalo della Lega ai romani Alitalia, l'addio di Air France Spinetta: conti a picco, siamo stanchi.
Accordi non più validi ROMA - Air France ha ritirato la propria offerta su Alitalia. "A seguito della richiesta di Alitalia di
chiarire la situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni fra
Air France-Klm e Alitalia ?
è scritto nel comunicato ? Air France-Klm ha
comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali
annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica
di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento
che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio
dell'offerta". Prodi convoca il Consiglio dei ministri. Rutelli: un regalo
della Lega ai romani. SERVIZI ALLE PAGINE 2 E 3.
( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
I NOMI DEI COLPEVOLI
MASSIMO GIANNINI Ora saranno soddisfatti. I "difensori
della nazione" e i "paladini dell'occupazione". Il Pdl che ha appena vinto le elezioni e il sindacato che ha
appena perso la faccia. Il ritiro di Air France significa la fine dell'Alitalia e certifica la sconfitta dell'Italia. SEGUE A PAGINA 33.
( da "Secolo XIX, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
"incalzeremo il
pdlcon rigore assoluto" epifani
(cgil) Sanremo. "Il voto del 2008 è stato
"epocale", paragonabile a quello del '48, ed è un bene che tutte le
forze di sinistra lo analizzino con questa gravità, per poter prendere
provvedimenti seri e cominciare a risalire la china". Dal Palafiori di Sanremo, dove è stata organizzata la tre
giorni della conferenza nazionale di organizzazione della Spi-Cgil,
il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani ha parlato a lungo delle
elezioni politiche, in particolar modo della sconfitta della sinistra.
"Ritengo sia da ricondurre principalmente a tre punti. Il primo è una
insoddisfazione diffusa del governo Prodi. Il secondo è l'indulto: nonostante
sia stato votato dal Parlamento, è stato percepito come un provvedimento del
governo Prodi. In proposito - ha sottolineato Epifani, ricordando il drammatico
momento dovuto alle morti degli ultimi giorni - il sindacato ha chiesto che
venissero esclusi dall'indulto gli autori di reati in materia di sicurezza sul
lavoro". La terza ragione, per il segretario generale della Cgil, risiede
"nella politica fiscale, in particolare nella mancata ridistribuzione dei
vari "tesoretti"". Epifani ha affrontato
anche l'argomento Alitalia, riferendosi agli sviluppi dell'incontro tra Berlusconi e Putin,
ovvero a una possibile intesa con Aeroflot. "Continuo a ritenere quella di
Air France la via principale, ma è importante che corregga il piano e pensi
anche a Malpensa. E contemporaneamente credo che si debba assicurare in
Air France un rafforzamento della presenza del soggetto italiano". Nei
confronti del nuovo governo, Epifani ha detto che il sindacato "non ha
atteggiamenti pregiudizievoli. Abbiamo perso le elezioni, non era prevista una
simile debacle e una simile, ampia vittoria del centrodestra, ma vivendo in
democrazia bisogna accettare il risultato. Ma - ha concluso - dobbiamo
incalzare il governo con rigore assoluto". Paolo Isaia 22/04/2008.
( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia I francesi
denunciano le incertezze dell'operazione. Bersani: "A forza di tirare, la
corda si è spezzata. Speriamo resti la cordata" L'ira di Spinetta:
"Siamo stanchi e i conti stanno andando a picco" Governo shock: così
il prestito ponte torna in alto mare L'esecutivo pensa di negare iniezioni di
liquidità in mancanza di altre ipotesi Lo stop dopo i nuovi problemi politici
seguiti al braccio di ferro con i sindacati LUCA IEZZI ROMA - Jean-Cyril Spinetta lascia e spalanca le porte al
commissario. Da Parigi il presidente di Air France ha avvertito Gianni Letta
dell'abbandono solo poche ore prima di rendere pubblica la notizia. La causa?
"L'estrema stanchezza per le trattative e la preoccupazione per il
continuo logoramento dello scenario economico" commentava con i suoi il
manager francese conscio di aver spiazzato sia il governo uscente sia quello
entrante. Air France quindi si sfila per il rischio di dover riaprire una
trattativa con il governo dopo che già il braccio di ferro dei sindacati aveva
peggiorato le prospettive di redditività del salvataggio. Le ulteriori
complicazioni politiche hanno chiuso la partita. Il governo si prepara ad un
consiglio dei ministri forse già oggi, al massimo domani. Ieri sera, sorpreso
dalla notizia alla cena con i ministri dell'Energia dello Ief,
il ministro Bersani commentava con i commensali (tra cui il ministro francese Jean-Louis Borloo): "A forza
di tirare, la corda si è spezzata. Speriamo rimanga la cordata". Dietro
l'ironia, c'è tutto lo scetticismo di chi, in questi primi abboccamenti per
trovare una soluzione bipartisan, ha visto che le soluzioni di Silvio
Berlusconi e dei suoi consulenti sono, nel migliore dei casi, appena abbozzate.
E infatti l'uscita dell'unica controparte credibile diventa anche un macigno
sul prestito ponte in cui doveva concretizzarsi questa collaborazione tra Prodi
e il Cavaliere. Il sottosegretario Enrico Letta lo aveva messo in chiaro
nell'incontro con lo zio: "Noi ci assumiamo la responsabilità, anche verso
Bruxelles, solo di fronte un'ipotesi concreta di salvataggio" che al
momento non c'è. Il governo entrante opterà sicuramente per una iniezione di
liquidità, ma dovrà farlo da solo e senza un approdo certo. Perché qualunque sia
la soluzione, la cordata o un'altra compagnia straniera, ora si riparte da zero
e serve tempo. Lo stesso Bruno Ermolli, titolare del
progetto dei "salvatori italiani", nei giorni scorsi riteneva ormai
quasi inevitabile il passaggio della compagnia attraverso la legge Marzano per
avviare la ristrutturazione e la vendita. Il problema è che gli effetti del
commissariamento sarebbero terribili: flotta falcidiata e circa 7.000 persone
che perderebbero il lavoro. Inoltre se la compagnia si fermasse anche solo per un
paio di giorni o andasse in amministrazione straordinaria senza avere garanzie
finanziarie di rilancio, il rischio di crac diventerebbe reale: si
bloccherebbero le prenotazioni e i noleggiatori di aerei ritirerebbero i jet in
affitto alla Magliana, circa un quarto della flotta. E nel frattempo Alitalia continua a bruciare più di 100 milioni al mese. Dunque, l'agenda
del neogoverno appare difficilissima: cercare un escamotage per ridurre gli
effetti negativi della Marzano rimane l'obiettivo più immediato. Poi dovrà
mettere insieme un pretendente credibile e infine rivolgersi ai sindacati per
siglare un patto di produttività in grado di rendere compatibile le spese con
la realtà di questa nuova Alitalia. Il tutto al
massimo nel giro di un paio di mesi. Alla fine di questo iter l' eventuale
cordata italiana potrebbe sottoscrivere un aumento di capitale e cercare dalle
banche i soldi per completare il turnaround.
( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Vito Riggio, presidente Enac: sentirò l'azienda e il Tesoro
"Senza garanzie per il futuro costretti a ritirare la licenza" Lo
stato di salute finanziario è importante per la sicurezza dei passeggeri ROMA -
"Le norme europee in materia sono molto chiare e non
siamo certo noi a volere una eventuale chiusura di Alitalia. Ma in
assenza di liquidità di almeno 12 mesi, o di uno stato finanziario non
compatibile con gli impegni presi dal vettore, Alitalia non potrà
certo continuare la propria attività come se nulla fosse". Le parole di
Vito Riggio, presidente dell'Enac, l'ente che si
occupa della aviazione civile nel nostro Paese, suonano pesanti. La
compagnia di bandiera ha poche settimane di vita davanti, al ritmo di uscite
registrato negli ultimi mesi, o forse pochi giorni in assenza di un prestito
ponte. Presidente, adesso, con l'uscita di scena dei francesi cosa succede,
revocherà la licenza di vettore ad Alitalia? "Il
problema è innanzitutto di vedere le prime mosse del "proprietario"
ovvero del ministero dell'Economia. Se il prestito ponte arriva, guarderemo con
maggiore tranquillità alla vicenda. Altrimenti...". Altrimenti? "Noi
dobbiamo far sì che ogni compagnia aerea abbia tutti i requisiti per operare:
possa far fronte agli impegni con i fornitori, con chi effettua la manutenzione
e chi fornisce i ricambi. è una questione di sicurezza dei passeggeri. Ecco
perché siamo attenti allo stato di salute finanziaria di un vettore". Cosa
succederà nelle prossime settimane? "Nelle prossime ore convocherò i
vertici di Alitalia per avere notizie dettagliate su
tutti questi punti critici. Avevo dato tempo fino a fine aprile per chiarire le
questioni ancora sul tavolo. Sono passati sette giorni e oggi non restano che
due settimane". (lu.ci.).
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
102 Le alternative. Dubbi di Aeroflot: attende un segnale dal governo russo. Si
cerca di stringere i tempi per il prestito ponte da 200 milioni E Intesa-SanPaolo riapre il dossier Le alternative.. Dubbi di
Aeroflot: attende un segnale dal governo russo. Si cerca di stringere i tempi
per il prestito ponte da 200 milioni --> ROMA Intesa-SanPaolo
potrebbe riaprire il dossier Alitalia se l'operazione
fosse di respiro internazionale. La novità, arrivata ieri pomeriggio, potrebbe
tornare utile adesso, alla luce dell'addio di Air France. Aeroflot, peraltro,
mostrava ieri qualche perplessità, ma riaprirebbe il dossier se l'ordine
arrivasse dall'alto. Lufthansa ha poi ribadito che non è interessata mentre
imprenditori come Tronchetti Provera dicono di non essere stati mai contattati.
Air France-Klm, che ieri ha chiuso definitivamente la
porta, restava la strada maestra per il leader Cgil Epifani che continuava a
chiedere, però, cambiamenti al piano industriale pensando a Malpensa e a
rafforzare l'Italia nell'eventuale futuro assetto societario. LA SOCIETÀ Alitalia ha il fiato corto e attende al più presto denaro
fresco per continuare l'attività almeno per la stagione estiva, quindi sino a
fine ottobre. Il Tesoro sta lavorando e non è escluso che il decreto per
assegnarle 150-200 milioni di euro possa arrivare in settimana, forse
mercoledì, quando dovrebbe riunirsi il Consiglio dei ministri. L'iniezione di
liquidità sarà fatta a condizioni di mercato, come richiesto da Bruxelles, in
modo da non incorrere in una sanzione, visto che Alitalia
non può avere aiuti di Stato sino al 2011. Oggi, intanto, potrebbero
incontrarsi Enrico e Gianni Letta per dare l'annuncio ufficiale alla
disponibilità bipartisan raggiunta la settimana scorsa per garantire la
continuità aziendale. A valle del Cdm, Alitalia potrebbe convocare i sindacati giovedì per mettere
in agenda incontri per esaminare misure sociali per ciascuna categoria. Parigi
però non ha voluto attendere ulteriori segnali da Roma e ieri ha tagliato i
ponti. LA CORDATA Intesa SanPaolo tornerebbe in pista
solo per "un'operazione di portata internazionale e non di piccolo
cabotaggio provinciale" perché le compagnie aeree "sono realtà
grandi" e potrebbe farlo "sotto varie forme", ha detto il
presidente del consiglio di gestione, Enrico Salza:
occorre che "le bocce si fermino", "non è accettabile che questa
situazione continui così, sono dieci anni che perdiamo
soldi su Alitalia, ci sono dei limiti". Nonostante durante la visita a Silvio
Berlusconi in Sardegna il 17 e 18 aprile, Vladimir Putin avesse assicurato che
Aeroflot sarebbe pronta a riprendere i negoziati su Alitalia, da Mosca
i vertici del vettore non sembrano entusiasti ma sarebbero rassegnati a farlo
in caso di ordini dall'alto, secondo quanto riportato dal quotidiano Vedomosti. Per le fonti citate dal giornale, acquistare Alitalia "sarebbe insensato, perché la situazione
finanziaria nell'ultimo anno è ulteriormente peggiorata", mentre la
soluzione ottimale "sarebbe la creazione di un consorzio con un'altra
compagnia aerea" e il candidato ideale "sarebbe Air France-Klm", hanno dichiarato ieri i vertici della
compagnia russa prima di apprendere dell'addio di Air France. Analisti
interpellati da un altro quotidiano, Vremia Novostei, si sono detti convinti che trattative dirette fra
le due compagnie non porterebbero alcun esito: "La soluzione dei problemi
di Alitalia può essere trovata solo ai massimi livelli
politici". I TEDESCHI Da Berlino, Lufthansa ha ribadito che non è
interessata ad Alitalia ma che vuole avere un ruolo
attivo nel consolidamento del settore in grandi gruppi in Europa e negli Stati
Uniti. Dall'Italia il presidente di Pirelli Marco Tronchetti Provera ha
spiegato che Alitalia "è in fase di transizione,
può diventare un'opportunità se ci saranno dei cambiamenti ma non è nei nostri
progetti", mentre secondo Ennio Doris, presidente di Mediolanum, "per
investire in Alitalia occorre essere esperti del
settore"; la compagnia dovrebbe sposarsi "ad armi pari e tenendo
conto degli enormi interessi coinvolti", soprattutto "industriali e
turistici" dell'indotto.
( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il
candidato sindaco: conseguenza dello stop imposto dalla destra. I piloti:
francesi ancora interessati Rutelli: il primo regalo della Lega a Roma ROMA - "L'unica offerta in campo per Alitalia è stata silurata dall'artiglieria di
Berlusconi". Francesco Rutelli non ha dubbi: il naufragio della trattativa
con i francesi di Air France-Klm è stata attentamente
preparata dal Cavaliere e dai suoi alleati, al lavoro incessantemente da
settimane. "Alemanno - accusa Rutelli - è addirittura andato a Parigi e ha
incontrato esponenti del governo Sarkozy,
dichiarandosi contro l'accordo. La Lega ha iniziato a reclamare un ritrasferimento di voli su Malpensa - aggiunge il candidato
a sindaco di Roma - a dispetto della risposta del mercato. Mi pare una
gigantesca prova di irresponsabilità, una danza macabra sull'orlo del
fallimento di Alitalia". Rutelli è preoccupato
per Roma, Fiumicino e i lavoratori della compagnia: "ora la partita può
diventare drammatica, con conseguenze pesantissime". Ma è tutto il
centro-sinistra a puntare il dito contro la strumentalizzazione fatta dal
Cavaliere sulla vicenda Alitalia durante la campagna
elettorale. "è una debacle - ha detto Paolo Gentiloni,
deputato del Pd - purtroppo è arrivato il primo risultato del bicolore Berlusconi-Bossi. "Ora a farne le spese - ha aggiunto
- sarà l'Alitalia, il nostro trasporto aereo e i
nostri aeroporti". Per Enrico Morando (Pd) si
tratta di un funerale annunciato. "Quello che si temeva - ha dichiarato il
senatore del partito democratico - si sta avverando". Fabio Berti,
presidente dell'Anpac, il sindacato dei piloti è
invece convinto che ci siano ancora spazi aperti per una trattativa con Air
France. "I francesi - ha dichiarato - hanno solo
risposto a una richiesta dell'Alitalia. E Air France non ha detto
esplicitamente di non essere più interessata ad Alitalia, basta
leggere bene il comunicato. Ne sono convinto anche perché Alitalia è fondamentale per Air France anche alla luce del fatto che la
compagnia italiana potrebbe approdare a nuove alleanze e addirittura uscire da Styteam". (b. ar).
( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti alitalia, I nomi dei colpevoli La partita è stata giocata
in modo strumentale da Pdl e Lega in un'ottusa
campagna elettorale come un derby tra Malpensa e Fiumicino Il destino del
vettore è stato consumato irresponsabilmente in un'estenuante trattativa
sindacale, come una qualsiasi vertenza sui taxi (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Solo
le false anime belle che popolano il nostro panorama politico-sindacale,
adesso, possono far finta di meravigliarsi per la rottura decisa dai francesi.
Cosa si aspettavano, dopo che una partita strategica come Alitalia
è stata giocata strumentalmente in un'ottusa campagna elettorale, come un derby
pecoreccio tra Malpensa e Fiumicino? Cosa speravano, dopo che il destino
industriale e occupazionale del nostro vettore aereo è stato consumato
irresponsabilmente in un'estenuante trattativa sindacale, come una qualsiasi
vertenza sui taxi? In questo sciagurato Paese, purtroppo, funziona così. Ma nel
resto d'Europa, evidentemente, il mercato ha ancora le sue regole, i suoi
tempi, i suoi effetti. Ci sono nomi e cognomi, nell'elenco dei responsabili di
questo bruciante fallimento del Sistema-Paese. Sul fronte politico, Silvio
Berlusconi ha brillato per l'insostenibile disinvoltura con la quale ha
maneggiato l'operazione Ali-France, e per
l'insopportabile cinismo con il quale ha sventolato il solito, pretestuoso
vessillo dell'"italianità" a fini di marketing elettorale. La sua
crociata anti-francese non ha conosciuto confini diplomatici né limiti etici.
In un vortice di annunci auto-smentiti, ha posto veti impropri. Ha inventato
cordate improbabili, a metà tra il pubblicistico e il familistico. Ha messo in
pista concorrenti alternativi e immaginari, come l'Aeroflot dell'amico Putin,
che gentilmente si è prestato al gioco, nella ridente cornice sarda di Villa
Certosa, dove il luogo della vacanza personale si traveste da sede della
rappresentanza istituzionale. Jean-Cyrill Spinetta ha
sopportato anche troppo le intemperanze del candidato del Pdl,
e ormai anche premier in pectore. Piuttosto che perdere altro tempo e farsi
dire no dal nuovo governo che si insedierà ai primi di maggio, ha preferito
giocare d'anticipo. Sul fronte sindacale le responsabilità sono anche più
gravi. Epifani, Bonanni e Angeletti,
e con loro la galassia degli autonomi, hanno brillato per l'inaccettabile
miopia con la quale hanno affrontato la drammatica crisi dell'Alitalia, alla quale hanno dato il loro fattivo contributo.
Per troppi anni, dai tempi di Aquila Selvaggia, le confederazioni e i vari cobas sparsi nei nostri cieli hanno usato la compagnia
aerea come una zona franca, nella quale i livelli retributivi e le quote
occupazionali erano le sole "variabili indipendenti" da tutti gli
altri parametri aziendali: dall'efficienza del servizio alla produttività del
lavoro. Cgil, Cisl e Uil hanno brillato per l'intollerabile demagogia con la
quale hanno cercato fino all'ultimo di intralciare il piano industriale
dell'unico partner di livello mondiale che aveva accettato di mettere le mani
nel disastro dell'Alitalia. Giocando in difesa su tutto. Dal cargo, che con 5 aerei ha in
organico 135 piloti e con 260 milioni di fatturato ne perde 74, ad Alitalia Service, che secondo loro si sarebbe dovuta salvare grazie a Fintecna, con un'operazione impensabile perfino al tempo
dell'Efim e degli altri carrozzoni pubblici delle PpSs. Anche in questo caso, Spinetta non poteva
continuare con questo indecoroso e insensato tira e molla. Ha preferito
anticipare i tempi, con tanti saluti alla gloriosa Triplice. Il governo Prodi
non avrà gestito al meglio questa mancata privatizzazione. Ma Tommaso Padoa-Schioppa ha avuto almeno il merito di aprire la
pratica, dopo un'intera legislatura nella quale il vecchio governo di
centrodestra si era ben guardato dal farlo. E il ministro dell'Economia uscente
ha avuto almeno il buon senso di avvisare tutti, da mesi e da ultimo solo una
settimana prima del voto: "Serve un segnale immediato - aveva detto
all'Ecofin in Slovenia - perché se la decisione sull'offerta Air France viene
rimandata a dopo le elezioni il commissariamento sarà inevitabile". Così è
stata. Così sarà. Ora per l'Alitalia si apre un
baratro. In cassa ci sono un centinaio di milioni di euro. Bastano per un altro
mese, non di più. Il Consiglio dei ministri che si riunirà oggi può fare solo
due cose: approvare il prestito-ponte da 100 milioni, e decidere il
commissariamento della compagnia. Nell'uno e nell'altro caso, è una debacle durissima
per tutti. Per il nuovo governo che dovrà inventare qualcosa, e che ha
dimostrato tutta la sua improvvisazione politica e il suo ritardo di fronte
alle sfide del libero mercato. E per il sindacalismo confederale, che non è
stato capace di cogliere "l'ultima chiamata" e ha mostrato tutto il
suo incolmabile deficit culturale rispetto alle logiche della globalizzazione.
Le due "caste", ancora una volta, hanno dato il peggio di sé. è una
disfatta epocale per l'Alitalia, e una lezione
amarissima per l'Italia.
( da "Riformista, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Cambia il vento, i francesi se ne vanno Giornata decisiva ieri per Alitalia: Air France-Klm ha infatti ritirato la
sua offerta con un comunicato: "Gli accordi contrattuali annunciati il 14
marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte
le condizioni preliminari al lancio dell'offerta". La prima
reazione da Palazzo Chigi è stata quella di un "no comment".
Alla chiusura franco-olandese corrisponde però un'apertura sul fronte italiano.
In compagnia del sindaco Letizia Moratti, di Santo Versace, soprattutto di
Bruno Ermolli, uomo di fiducia del Cavaliere, Enrico Salza di Intesa San Paolo ha detto che il suo gruppo
potrebbe essere interessato a un'operazione su Alitalia,
sotto varie forme e "se fosse un'operazione di respiro internazionale. Al
momento siamo fuori. Che le bocce si fermino, poi vedremo". Per Salza "serve un progetto non provinciale, non di
piccolo cabotaggio, ma di carattere internazionale. Noi non abbiamo alcun
dossier, ma siamo pronti a farlo se ci verrà richiesto con un piano
industriale". Intanto, continuano a rincorrersi le indiscrezioni sul
rinnovo dei manager dei grandi enti, tra cui Enel, Finmeccanica, Terna, Eni. E
proprio per questa poltrona - chiave per il futuro dell'energia in Italia e per
Putin - è sempre più insistente la voce su un incarico a Ermolli.
Mastrobuoni a pagina 4 22/04/2008.
( da "Riformista, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Crisi mentre il
quadro economico internazionale peggiora Stavolta Tremonti parla da Padoa Schioppa Berlusconi e Fini
contagiati dal pessimismo "La situazione economica è molto difficile,
quella italiana presenta ulteriori elementi di negatività rispetto ad altri
paesi europei": Silvio Berlusconi ha confermato ieri, in un intervento
telefonico al Mediolanum Market, il "nuovo corso" del governo
nascente sull'economia. E altrettanto ha fatto Gianfranco Fini, in
un'intervista apparsa ieri sul Giornale : tra le priorità del nuovo governo, ha
sottolineato il leader di An, ci sono il rilancio dell'economia e la
restituzione del potere d'acquisto ai salari. Tenendo in conto però che la crisi
internazionale non regala molti margini per politiche espansive, insomma, che
"non abbiamo la bacchetta magica". Ma il fulcro della new wave economica del nascente
esecutivo di centrodestra, un'inedita miscela di realismo e cautela,
apparentemente condivisa al momento da tutti, è notoriamente Giulio Tremonti.
In tempi non sospetti, cioè a novembre dello scorso anno, fu il ministro
dell'Economia in pectore a parlare per primo di un rischio Grande Depressione,
sulla scia dello tsunami dei subprime. E l'economista ha ribadito ieri non
soltanto la sua preoccupazione per una crisi finanziaria "molto
grave" che avrà conseguenze "inevitabili" sull'economia reale e
sui conti pubblici. Ma ha inaugurato anche una linea neoconcertativa e neoconsociativa,
di "riforme senza conflitti" da concordare con i sindacati e di
riforme bipartisan, da scrivere con il Pd. Seppellendo in sostanza la stagione
2001-2006 della durissima contrapposizione sull'articolo 18 con i sindacati e
di veleni con il centrosinistra. Nel 2001 era stato proprio Tremonti, assieme
al ministro leghista del Welfare, Maroni, ad annunciare invece che gli accordi
di luglio, la concertazione del '93 firmata Ciampi, sarebbe stata sostituita
dal "dialogo sociale". Allora, il governo scatenò immediatamente la
guerra con i sindacati sull'articolo 18 e isolò la Cgil con la riforma Biagi e
il Patto per l'Italia. Ma il "dialogo sociale" rimase lettera morta.
Oggi Tremonti sembra orientato alla discussione con le parti sociali. Per
capire quanto corrisponderà al vero questo impulso neoconcertativo, basterà
aspettare la reazione del sindacato ai primi passi del nuovo
governo come il prosieguo della trattativa su Alitalia o le
prime misure sul fisco come l'annunciata detassazione sugli straordinari (su
cui la Cgil ha sempre posto dei paletti). Sulla vessata compagnia di bandiera
si registra tra l'altro un'importante novità: il presidente del consiglio di
gestione di Intesa SanPaolo, Enrico Salza, ha esplicitato ieri un interesse per un'operazione
"di respiro internazionale" che dovrebbe passare tuttavia per una due
diligence sui conti, sia nell'ipotesi di una cordata
italiana, sia in partnership con AirFrance. Intanto,
anche se non lo ammettono, le confederazioni sindacali sono in trincea. Perché
sanno perfettamente, come sussurra qualcuno ai vertici dietro garanzia
d'anonimato, che il margine di vittoria ma soprattutto i colori del nuovo
governo consentono a Berlusconi e Tremonti, in teoria, di "passare sopra i
sindacati col carrarmato". Letta in controluce,
l'intervista di ieri di Tremonti, osserva qualcuno, sembra rivolta più a
Confindustria che ai sindacati. Somiglia molto ad una replica indiretta alla
maldestra sparata ad alzo zero sui sindacati da parte di Montezemolo sulla
riforma dei contratti dello scorso fine settimana. A dare le carte, dopo
l'opportunità mancata di riforma della contrattazione nazionale nel vuoto di
governo dei mesi scorsi, vuol essere d'ora in poi il governo, è il messaggio in
codice di Tremonti. Un altro fronte su cui si misurerà la new
wave tremontiana è senza
dubbio quello europeo. A maggio è attesa la chiusura della procedura
d'infrazione aperta per deficit eccessivo dalla Commissione europea nel 2005,
quando Tremonti era ancora ministro, e congelata per due anni. A Bruxelles il
responsabile dell'Economia perorerà certamente la causa degli eurobond, per rilanciare l'economia. E, più in generale, la
necessità di mettere in campo con gli altri paesi europei politiche attive per
rilanciare l'economia. A Tremonti spetta insomma il primato di aver
riconosciuto la portata devastante della crisi dei mutui americani anche per
l'economia reale. E il ministro in pectore è consapevole (ma ieri anche
Berlusconi lo ha detto a chiare lettere), che la situazione dell'Italia è
peggiore di quella degli altri paesi europei, che il divario con le economie
della zona euro sta crescendo. In altre parole, che l'andamento migliore delle
attese della produzione industriale in un paese cruciale e trainante come la
Germania nei primi tre mesi dell'anno fa tirare un sospiro di sollievo molto
limitato all'Italia. Del resto, nell'ultimo Bollettino della banca d'Italia, i
motivi di questo differenziale crescente sono spiegati nero su bianco: "la
nostra economia continua a risentire di problemi strutturali che si riflettono
da vari anni in un progresso insufficiente della produttività,
indipendentemente dalle fluttuazioni cicliche". Senza interventi
strutturali sulla produttività, prima o poi neanche la Germania sarà insomma in
grado di farci da traino. Infatti, se è vero che il forte calo della produzione
industriale dell'ultimo trimestre del
( da "Messaggero, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
O la propria offerta
per l'acquisto di Alitalia.
L'annuncio è la risposta ad una lettera di Alitalia che
chiedeva di sapere se la trattativa fosse ancora in piedi. Air France - nelle
condizioni poste ad Alitalia lo scorso 14 luglio per definire l'offerta d'acquisto - aveva
chiesto il consenso dei sindacati, la rinuncia di Malpensa alla causa contro Alitalia e l'assenso del nuovo governo. L'esecutivo Prodi ha
convocato per domani un consiglio dei ministri. Possibile la concessione ad Alitalia di un prestito-ponte di 100 milioni. Il Partito
Democratico attacca Silvio Berlusconi accusandolo di annunci avventati sulla
disponibilità di cordate italiane e della russa Aeroflot.
( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-22 num:
- pag: 2 categoria: REDAZIONALE Retroscena Salza:
interessati se operazione internazionale Mossa di Intesa, Ermolli
chiama Letta MILANO - "Che le bocce si fermino, poi vedremo. Se l'operazione Alitalia fosse di respiro internazionale saremmo interessati, sotto varie
forme". Le parole del presidente del Consiglio di gestione Enrico Salza, da sempre il più scettico in Intesa Sanpaolo a proposito dell'operazione Alitalia, precedono di appena un'ora e mezza l'ufficializzazione del
ritiro di Air France. Poche ore prima, da Berlino, il capo di Lufthansa
Wolfgang Mayrhuber aveva detto: "Credo che vi
saranno operazioni di consolidamento negli Stati Uniti e in Europa, che daranno
vita a grandi gruppi" nel settore. Lufthansa vuole avere un "ruolo
attivo " in questo processo internazionale, muovendosi comunque "in
modo cauto", e ribadendo la "freddezza " sul dossier italiano.
Quando ieri è arrivata la scarna comunicazione di Parigi, alle 21 e 30, tra
banchieri e avvocati d'affari che seguono da vicino il dossier nessuno è
sorpreso. Per molti, anzi, la notifica dei franco-olandesi è solo una mera
formalità ormai attesa da ore. Che però obbliga a prendere sul serio tutte le
ipotesi alternative, purché prendano forma e concretezza nei tempi rapidi
imposti dalla contingenza politica, da un lato, e dalla situazione delle casse
della compagnia di bandiera, dall'altro. E il punto di partenza è, anzitutto,
il tavolo bipartisan che, a cavallo di schieramenti e campi d'azione, avevano
aperto nelle settimane scorse Enrico Letta e Bruno Ermolli,
incaricato del dossier Alitalia da Silvio Berlusconi
nel pieno della scorsa campagna elettorale. Centrale, negli accordi presi tra
il sottosegretario uscente e l'advisor di Jp Morgan, una sorta di metodo sulla gestione bipartisan
della transizione sia verso Air France che in caso del ritiro dei francesi. Se
questo è lo sfondo di metodo, riparte adesso, nel merito, la necessità di
costruire la cordata italiana che qualche preoccupazione desta, a questo punto,
in alcuni settori della nuova maggioranza, che parlano di "complicata
gestione della vittoria politica". Ermolli,
nelle settimane scorse, ha continuato a incontrare il reticolo di imprenditori
che si erano impegnati preventivamente a una disponibilità di massima. L'umore
che circolava ieri, a botta calda, riportava a una richiesta più volte
reiterata: vedere esattamente i conti, avere chiarezza della situazione.
L'altra strada, che a quella della cordata potrebbe anche intersecarsi, riporta
invece a Intesa Sanpaolo. I vertici dell'istituto -
spiegano fonti finanziarie - non hanno valutato alcuna "opzione
operativa", nelle ultime settimane, e tuttavia.
( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-22 num:
- pag: 2 categoria: REDAZIONALE Alitalia, no di Air
France "Ritiriamo l'offerta" "Non ci sono le condizioni".
Si riunisce il Consiglio dei ministri Fra i motivi della svolta l'aumento dei
prezzi del carburante Possibile già domani la scelta dell'esecutivo ROMA - Air France-Klm ritira l'offerta per Alitalia
dopo un assedio lungo un anno. La decisione è stata comunicata a sorpresa ieri
sera, dopo una giornata intessuta di lunghi, diplomatici silenzi. Nelle prossime
48 ore, probabilmente già oggi, si svolgerà un Consiglio dei ministri che dovrà
assumere le conseguenti decisioni, non senza che vengano prima sottoposte alla
nuova maggioranza che fa capo a Silvio Berlusconi. Due le ipotesi possibili da
assumere con il metodo bipartisan: il commissariamento deciso dalla compagnia,
meno probabile per le pesanti conseguenze che comporterebbe sull'attività della
compagnia e per la contrarietà dei sindacati. Oppure la concessione di un
prestito-ponte da parte del governo, che a questo punto
traghetti Alitalia verso una soluzione diversa da Air France-Klm,
una soluzione che spetterà al prossimo governo trovare in tempi rapidi. Scarno
il comunicato d'addio dei francesi: "A seguito della richiesta di Alitalia - vi si legge - di chiarire la situazione legale successiva alla
rottura delle negoziazioni tra Air France-Klm e Alitalia, Air France-Klm ha comunicato a
Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14
marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio non
sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni
preliminari al lancio dell'offerta". Un "burocratese" dietro al
quale al momento, secondo quanto trapela da Parigi, è difficile intravedere
tatticismi ma più probabilmente la decisione, a oggi, di "stare fuori
dalla partita". Le motivazioni ufficiose addotte da ambienti vicini a Air France-Klm fanno riferimento al cambiamento del quadro
generale che metterebbe a rischio un'operazione già delicata. In particolare si
tira in ballo l'aumento ulteriore del petrolio che renderebbe impossibile il
ritorno alla redditività di Alitalia nei tempi
previsti dal piano. Ma in realtà dietro l'abbandono ci sarebbero i timori, che
a Parigi nessuno ammetterà mai, che una trattativa condotta da Berlusconi, che
aveva già detto di voler coinvolgere il presidente francese, Nicolas Sarkozy, avrebbe potuto costare troppo alla compagnia in
termini di concessioni. I francesi, che non hanno mai fatto un passo indietro
sul loro piano, avrebbero dunque preferito sfilarsi prima dell'insediamento del
nuovo governo ma dopo aver ascoltato alcune delle richieste che Berlusconi
intendeva presentare. "A furia di tirare la corda, si è spezzata - si
commenta in ambienti vicini al ministro dello Sviluppo, Pierluigi Bersani -.
Speriamo almeno che ci sia la cordata italiana". Il riferimento è
all'operazione lanciata da Silvio Berlusconi che però finora non è mai emersa e
che ieri ha visto la presa di distanza di imprenditori del calibro di Marco
Tronchetti Provera ed Ennio Doris. Antonella Baccaro.
( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-22 num:
- pag: 1 categoria: REDAZIONALE Palazzo Chigi: subito un Consiglio dei
ministri. Il Pd attacca il Cavaliere Air France ritira l'offerta
Mossa a sorpresa su Alitalia. E Intesa riapre il dossier ROMA - Air France-Klm
ha ritirato l'offerta per Alitalia. Scelta. La decisione è
stata comunicata a sorpresa ieri sera. Scarno il comunicato d'addio dei
francesi nel quale si chiarisce che gli accordi contrattuali annunciati il 14
marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio non
sono più validi. Governo. Forse già oggi, si svolgerà un Consiglio dei
ministri che dovrà assumere le conseguenti decisioni. Due le ipotesi possibili:
commissariamento o concessione di un prestito-ponte. Il Pd: comportamenti non
responsabili hanno fatto naufragare la trattativa. Intesa. Banca Intesa
potrebbe riaprire il dossier. Enrico Salza,
presidente del Consiglio di gestione: "Se l'operazione Alitalia
fosse di respiro internazionale saremmo interessati, sotto varie forme". ALLE
PAGINE 2 E 3 Baccaro, Sensini, Tondelli.
( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-22 num:
- pag: 2 categoria: REDAZIONALE L'ipotesi Con il commissario a terra 100 aerei
A questo punto il ritiro dei francesi restringe di molto i margini di manovra e
apre due scenari. La prima ipotesi è l'emissione di un prestito ponte da parte
del governo alla compagnia, che perde circa un milione di euro al giorno. Attualmente la liquidità di Alitalia è di
circa 170 milioni di euro. In caso di commissariamento secondo la legge Marzano
(utilizzata per la Parmalat) ci sarebbe una moratoria sul debito ma la
compagnia dovrebbe ridurre a circa 70 gli aerei in esercizio. Cioè soltanto
quelli attivi sulle rotte economicamente sostenibili.
( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-22 num:
- pag: 3 categoria: REDAZIONALE La politica L'ipotesi del commissario Subito il
prestito-ponte E Silvio guarda a Lufthansa Palazzo Chigi: no comment su Parigi Padoa-Schioppa:
conseguenze irreparabili. Il Pd accusa il Pdl:
irresponsabili. Castelli (Lega): i francesi volevano affossare Malpensa ROMA -
"Dispiace che Air France si sia ritirata... Non hanno mai voluto trattare
alla luce del sole, e poi, viste le reiterate prese di posizioni contrarie del
nuovo governo, si sono sfilati". Nonostante la rottura ufficiale della
trattativa con i francesi per l'acquisto di Alitalia, il segretario generale della Cisl non è pessimista. "Con
il prestito-ponte si sistema tutto", dice Raffaele Bonanni.
Alla "cordata alternativa" messa in piedi dal nuovo governo lui ci
crede. "Bastano quattro settimane" aggiunge. Nei giorni scorsi
sarebbe stato direttamente Gianni Letta, ambasciatore plenipotenziario di
Silvio Berlusconi, a lanciare segnali rassicuranti ai sindacati. Il
lavoro di messa a punto della cordata alternativa, affidata al coordinamento di
Bruno Ermolli, procede spedito. Proprio ieri da Banca
Intesa è giunto un segnale di disponibilità importante, e dietro le quinte la
nuova compagine dei pretendenti prenderebbe corpo. Ci sarebbero Carlo Toto con AirOne, gli americani del fondo TPG, e Berlusconi spera di
riportare in scena anche la Lufthansa. La condizione necessaria, però, è che la
compagnia, ormai con le casse vuote, sia messa in condizione di reggere almeno
un altro mese, un mese e mezzo. E a questo dovrebbe servire il prestito-ponte
che il governo uscente di centrosinistra dovrebbe concedere forse già domani.
Cento, forse centocinquanta milioni euro da giustificare con la Ue, prontissima
a vietare ogni aiuto di Stato, con un'esigenza di "ordine pubblico",
per garantire, insomma, i collegamenti sul territorio nazionale. Romano Prodi e
Tommaso Padoa- Schioppa,
fino a pochi giorni fa, escludevano categoricamente il prestito (che per inciso
ancora non si sa da chi verrebbe concesso) senza la prospettiva di un accordo a
breve con Air France. Ma per come si è messa oggi la situazione, il
prestito-ponte è l'unico modo che ha Prodi per lanciare la patata bollente a
Silvio Berlusconi, colui che ha fatto di tutto per far saltare la trattativa
con i francesi. Ufficialmente Palazzo Chigi si trincera dietro un "no comment" alla notizia del fallimento del negoziato con
Air France-Klm, ma a dispetto della tranquillità dei
sindacati, l'esecutivo Prodi è furente. "Come avevamo previsto,
dichiarazioni avventate e comportamenti non responsabili hanno fatto naufragare
la trattativa. A forza di dichiarare ostilità, di annunciare cordate al momento
inesistenti, di ventilare una non meglio precisata convergenza con Aeroflot,
con buona pace della difesa della nazionalità, hanno messo a repentaglio il
destino di Alitalia e di decine di migliaia di
lavoratori che lavorano nella compagnia, a Fiumicino, a Malpensa e nell'indotto
" si legge in una nota del Partito Democratico. Il ministro dell'Economia,
Tommaso Padoa- Schioppa, ce
l'ha anche con gli stessi sindacati, ai quali tre settimane fa aveva chiesto di
fare un passo indietro e lasciar cadere i veti sui francesi, avvertendoli che
l'Alitalia non avrebbe avuto la possibilità di
sopravvivere oltre il mese di aprile senza la prospettiva di un accordo.
Francesco Rutelli, invece, torna a insistere sulle responsabilità di
Berlusconi. "Ecco una conseguenza disastrosa dello sbarramento opposto da
Berlusconi, dalla Lega e anche da Alemanno all'accordo con francesi e olandesi.
Ora - dice Rutelli - la partita può diventare drammatica con conseguenze
pesantissime per il Paese". Roberto Castelli, della Lega Nord: Air France
non voleva Alitalia, ma soltanto affossare Malpensa.
Il no "Accordi non più validi". Così ieri la compagnia francese
presieduta da Jean-Cyril Spinetta in un comunicato
Mario Sensini.
( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-22 num:
- pag: 2 categoria: REDAZIONALE La Cisl Bonanni:
decide il nuovo governo ROMA - "Oralapalla passa
a Berlusconi e al nuovo governo". Raffaele Bonanni
( nella foto), leader della Cisl, non ha dubbi: sul caso Alitalia deve calare il sipario del governo uscente sulla cui gestione
della cessione, il leader cislino ha sempre avanzato
molte critiche. Bonanni, che anche ieri ha tenuto i
contatti con Gianni Letta, è convinto da tempo che l'opzione Air France-Klm andasse messa da parte. "Gli accordi
con i francesi sono stati presi altrove" ha sempre sostenuto, alludendo ai
contatti tra il ministero del Tesoro e la compagnia francese. Del resto, il
segretario della Cisl non ha mai nascosto la propria simpatia per Carlo Toto, patron di AirOne, il concorrente
che è stato scartato dal governo Prodi. E' arrivata quindi l'ora di mettere
alla prova le prospettive della cordata italiana, sembra dire Bonanni. A. Bac.
( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-22 num:
- pag: 3 categoria: ALTRI OGGETTI Gaetano Miccichè ne avrebbe seguito con
attenzione l'evoluzione. Il "respiro internazionale" evocato da
Enrico Salza e gli umori generali, sia sul fronte
bancario che negli ambienti d'incubazione dell'ipotetica cordata Ermolli, non possono non tenere conto del fatto che l'AirOne di Carlo Toto aveva comunque iniziato a mettere in
piedi un piano industriale. A questo punto, formalmente, tutte le opzioni
teoriche rimangono aperte ma tutte, egualmente, si scontrano con un fattore che
diventa più che mai avverso: il tempo. La situazione
finanziaria di Alitalia è nota, e la sua dibattuta autonomia di cassa non consente di
costruire schemi di medio periodo. La contingenza congiunturale, e i prezzi del
petrolio che stanno mettendo in difficoltà diversi colossi dell'aviazione
mondiale, sono stati non a caso citati da Air France per spiegare i motivi
dell'addio. Al consiglio di amministrazione di Alitalia,
che dovrebbe svolgersi entro fine settimana, Aristide Police vorrà essere certo
di non incorrere in sanzioni qualora non richieda immediatamente
l'amministrazione straordinaria. Jacopo Tondelli.
( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-22 num:
- pag: 20 categoria: REDAZIONALE Maltempo Atterraggio d'emergenza per un
apparecchio della Continental Airlines da Newark a Dallas Fulmini su due aerei,
panico a bordo Usa, voli dirottati. Il pilota: boato e luce abbagliante, ma
nessun pericolo L'effetto "gabbia di Faraday": l'interno del velivolo
resta isolato e la forza del fulmine si scarica sulla struttura MILANO - Una
luce abbagliante, poi un boato. Ieri un fulmine ha colpito un aereo della
Continental Airlines nel tragitto da Newark a Dallas, negli Stati Uniti:
terrore e panico a bordo, per pochi secondi ma memorabili. L'apparecchio è
stato dirottato verso il Baltimore Washington International Airport,
per un atterraggio d'emergenza. Nessun ferito, solo tanta paura. Nella stessa
giornata un altro velivolo, partito da Dallas e diretto a Toronto, ha vissuto
il medesimo incubo. Prima il bagliore, poi un botto tremendo. Con conseguenze
da brivido per i passeggeri. Ma, secondo gli esperti, i fulmini in volo non
rappresentano un rischio. Almeno per chi conosce bene il fenomeno: "Si
tratta di masse d'aria cariche di energia elettrostatica che quando si
scaricano producono fulmini - spiega Flavio Sordi, pilota Alitalia -. Quando si vola, soprattutto in fase di salita o di discesa, è
facile incontrarle, ma grazie alle apparecchiature è possibile girarci intorno
ed evitarle". Radar metereologici sono in grado
di rappresentare le zone temporalesche che potrebbero creare problemi, così gli
aerei fanno in modo di non attraversarle. "Ci sono casi, però, in
cui anche solo passandoci vicino, le masse scaricano elettricità - sottolinea il
comandante -, ma normalmente questo non mette in pericolo la navigazione".
Se capita un fulmine, infatti, l'aereo viene colpito, ma di fatto la saetta non
penetra l'apparecchio: "Il velivolo si comporta come una gabbia di
Faraday, cioè l'interno dell'aereo resta isolato e non viene compromesso dal
fulmine ". Non senza qualche inconveniente: "è possibile che se la
scarica elettrica colpisce punti in cui ci sono apparati di radionavigazione,
potrebbe scaturire qualche danno, ma a bordo ci sono soluzioni tali che
qualsiasi problema resta circoscritto ". Un antidoto contro il panico dei
passeggeri? "Un sistema ci sarebbe: quando si preannuncia un fulmine, la
tecnica addestrativa prevede di accendere al massimo
le luci, in maniera da evitare l'abbaglio. Per quanto riguarda il boato, quello
no, resta. Ma il panico vero è un'altra cosa". A quanto pare luce e botto
non sono nulla in confronto agli "scossoni": "Essere colpiti da
un fulmine non causa scossoni - avverte Flavio Sordi -, peggio è attraversare
un cumulo nembo, nuvole verticali fino a
( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-04-22 num: - pag: 32 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa
di Paola Pica Indici in frenata. Salgono Eni e Bpm I
dividendi Sul listino ha pesato lo stacco delle cedole di alcuni titoli guida
Il caro petrolio deprime i listini occidentali e Piazza Affari non fa meglio
degli altri in una seduta condizionata anche dallo stacco della cedola per
alcuni titoli guida, come Fiat, Telecom e Parmalat. L'indice Mibtel ha ceduto
lo 0,65%, lo S&P/Mib lo 0,64%, più resistente l'All Stars (-0,15%). Scambi
contenuti a circa 4 miliardi di controvalore. Eni (+0,84%) ha beneficiato
ancora delle attese, tra le altre, di nuove collaborazioni con la russa Gazprom dopo l'incontro in Sardegna tra Silvio Berlusconi e
il presidente russo Vladimir Putin. Tra i titoli del petrolio, si sono messi in
luce anche Saipem con un progresso dell' 1,90% e Saras
(+1,54%). Alitalia è salita del 3,3% prima dell'annuncio, in serata, del dietro front di Air France che si è ritirata dall'offerta, a 0,62
euro. Sul fronte bancario, Unicredit ha ceduto lo 0,56%, Intesa Sanpaolo lo 0,27%. Mps lo 0,71%.
Bene Bpm (+1,74%), dopo l'assemblea degli azionisti e
le affermazioni del presidente Roberto Mazzotta per
il quale la popolare di Piazza Meda "non è una preda". In
rialzo anche Italease (+2,84%): venerdì il presidente Lino Benassi
aveva parlato di possibili proposte di partnership nelle prossime settimane.
Nel resto del listino, in frenata Telecom (-1,82%) e Fiat (-0,18%), con
quest'ultima che ha scontato qualche preoccupazione destata dalle parole
dell'amministratore delegato Sergio Marchionne, che ha parlato di un mercato
dell'auto "orribile". Nel lusso, pesante Bulgari (-2,45%).
( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-04-22 num:
- pag: 36 autore: di MASSIMO MUCCHETTI categoria: REDAZIONALE
IL CASO ALITALIA Se il patriottismo diventa una politica industriale P er quanto la cosa possa apparire contraddittoria con l'autorappresentazione liberale e liberista del Pdl, Silvio Berlusconi ha fatto della difesa dell'
italianità di Alitalia contro l'annessione francese un argomento vincente con gli elettori.
E l'ha fatto sul terreno più scivoloso. La compagnia nazionale è considerata da
almeno 15 anni un carrozzone romano sgovernato da una
perversa triangolazione tra manager imbelli, sindacati corporativi e partiti
clientelari. Fino a ieri, il suo fallimento non avrebbe tolto il sonno ai
piccoli imprenditori della pedemontana lombardo-veneta,
ai quali premeva soltanto di poter volare al minor costo e con le maggiori
puntualità e comodità possibili, non importa sotto quale bandiera e da quale
aeroporto. Ma nel primo scorcio del
( da "Messaggero, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Nche i 5 aerei Cargo. Già dai primi di
aprile Alitalia ha autonomamente fermato una
trentina di aerei.
( da "Messaggero, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di MARCO CONTI ROMA
- Una sorta di "prestito ponte" di 100-150 milioni di euro, per permettere ad Alitalia di
"respirare" per qualche altra settimana ed evitare lo spettro del
commissariamento e del successivo fallimento. Il tutto potrebbe avvenire sotto
forma di decreto che il governo, in carica solo per l'ordinaria
amministrazione, intende prendere domani "solo se ci sarà il via libera
della nuova maggioranza", spiega il sottosegretario Enrico Letta.
E' da Silvio Berlusconi che palazzo Chigi vuole avere il via libera al decreto
che terrà in vita la Compagnia aerea. Un provvedimento che rischia di incappare
negli strali di Bruxelles che non permette aiuti di stato non onerosi e
subordina il prestito ad un piano industriale di risanamento dell'azienda. La
decisione di AirFrance di abbandonare la trattativa
fa però svanire l'unica soluzione industriale sul tavolo e lascia in mare
aperto la Compagnia. Una scelta che soprende sino ad
un certo punto il governo in carica, vista la freddezza con la quale i francesi
hanno accolto le ultime disponibilità dei sindacati. Il percorso scelto servirà
non solo a dare una boccata d'ossigeno alla Compagnia, ma permetterà al nuovo
governo di insediarsi e di mettere assieme quella soluzione alternativa ai
francesi più volte auspicata da Berlusconi, il quale nei giorni scorsi ha
coinvolto ancora una volta la russa Aeroflot in una nuova possibile cordata.
Contro il "prestito ponte" non c'è però solo l'Unione Europea, ma
anche la Lega. Bossi non vuol sentir parlare di finanziamenti pubblici ad
un'azienda che reputa la principale responsabile della crisi di Malpensa. Resta
però il fatto che il decreto, con il quale verrà erogata la somma e che
potrebbe uscire dai più vari capitoli di bilancio, dovrà essere convertito in
legge proprio dal nuovo Parlamento, Carroccio compreso. Berlusconi,
interpellato giorni fa a margine dell'incontro con il presidente russo Putin,
ha glissato sulla definizione di "prestito ponte", sostenendo
"che il problema dell'Alitalia è così grande che
il resto non ha importanza...l'intendenza seguirà". Come dire, "non
attacchiamoci alla definizione, diamo alla Compagnia i soldi per sopravvivere,
poi si vedrà". D'altra parte, dopo averne fatto argomento di campagna
elettorale e aver di fatto impedito l'intesa con i francesi, Berlusconi non può
non considerare la faccenda Alitalia tra le priorità
del suo governo. Resta ora da vedere come si comporterà la Lega e se
condividerà sin da subito l'aiuto di Stato o si riserverà una valutazione al
momento della necessaria conversione del decreto. Secondo alcuni collaboratori
di Berlusconi lo stanziamento del governo potrebbe anche non considerarsi
"prestito", visto la necessità che ha uno stato di garantire la
libera circolazione dei propri cittadini. Il percorso bipartisan, malgrado i
mugugni del ministro Padoa-Schioppa, sembra per ora
reggere, ma prima di ogni scelta Prodi vuol avere la certezza che la futura
maggioranza non "spari" sul decreto un secondo dopo il suo varo.
Resta comunque il fatto che potrebbe diventare presto reale l'avvio di un
contenzioso con Bruxelles, perchè la disponibilità di
nuovi imprenditori ad avviare una trattativa ha bisogno di tempo. Proprio ciò
che la Compagnia aerea non sembra avere.
( da "Messaggero, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ROSARIO DIMITO
ROMA - Intesa Sanpaolo rilancia l'interesse su Alitalia poche ore prima che Air France "fermasse le bocce"
rispondendo picche alla lettera di chiarimento di venerdì scorso della Magliana
con la quale chiedeva a Parigi se fosse sempre valido l'accordo di esclusiva
siglato il 14 marzo. "Se l'operazione fosse di respiro internazionale, saremmo
interessati" ha detto ieri Enrico Salza
presidente del consiglio di gestione della Superbanca", confermando
le anticipazioni de Il Messaggero di sabato scorso di un rientro in campo
all'interno di una cordata da costruire e subordinato a una serie di
condizioni. Tra le quali la verifica dei rapporti con Air France che il vertice
bipartizan di palazzo Chigi di giovedì scorso sperava
di coinvolgere in un nuovo schema per tutelare la pari dignità di Alitalia e lo status di compagnia di bandiera. Ma prima del
termine di metà settimana, i francesi si sono definitivamente ritirati. E ora
che le "bocce si sono fermate", le parole di Salza
preludono alla nuova iniziativa, che potrebbe coinvolgere nuovamente Air One. Ma non solo. Carlo Toto già ieri sera avrebbe avuto
colloqui telefonici con alcuni dei banchieri che l'hanno sostenuto a dicembre
nell'offerta rifiutata dal governo. E che già la fine della scorsa settimana si
sarebbero rimessi a esaminare il dossier. Venerdì scorso Toto si sarebbe
incontrato con un banchiere di Intesa: fra le condizioni per rimettersi in
pista, quella che Air One sia minoranza, punto sul
quale il patron di Air One
fa orecchie da mercante. Oggi l'imprenditore abruzzese avrebbe in calendario
alcuni incontri cruciali per decidere le prossime mosse. Qualche banca sarebbe
favorevole a un'accelerazione che, approfittando dell'iniezione di liquidità
attesa per le prossime ore dal governo sotto forma di prestito-ponte per tenere
in vita Alitalia, dia alla cordata italiana il tempo
per predisporre l'offerta. "Potremmo essere interessati a un'operazione
che non sia di piccolo cabotaggio", ha continuato Salza,
"non è questione del nuovo governo, ma bisogna che si decidano perchè è inaccettabile che questa situazione continui così:
serve un progetto di carattere internazionale". L'uscita definitiva di Air
France fa mancare il partner d'oltralpe a un progetto sulla Magliana: ma non è
detto che la posizione di Salza non possa coinvolgere
in un secondo tempo un vettore internazionale. "Siamo pronti a fare un
nuovo piano industriale", ha proseguito il grande vecchio della finanza
torinese, notoriamente più affine alla vecchia maggioranza governativa ma
sicuramente abile nel cogliere le opportunità, "se ci verrà chiesto".
Salza ha anche ribadito la necessità di fare una due diligence, cioè quella verifica sullo stato di salute di Alitalia che un mese fa era stata ventilata da Toto. Per il
numero uno di Intesa è possibile l'alleanza con la cordata Ermolli:
"ma di partner così danarosi ce ne sono pochi". E nel pomeriggio di
ieri, prima di Salza e del ritiro di Air France,
Marco Tronchetti Provera, patron di Pirelli, aveva
escluso di essere stato contattato. E' possibile che Bruno Ermolli,
il superconsulente incaricato da Silvio Berlusconi di organizzare una soluzione
italiana, possa rioccupare la scena. Del resto il patron
di Sin&rgetica, avrebbe gettato la rete nel mondo
dell'imprenditoria italiana. Ma non basta, occorre il sostegno di partner con
le spalle larghe e "ampi fondi" per dirla con le parole di Salza che si riferiva alle disponibilità di Intesa. Da oggi
quindi Toto e l'advisor Goldman Sachs torneranno al
centro, assieme a Corrado Passera, Nomura e Morgan
Stanley. Toto avrebbe confidato a un banchiere importante che l'interesse è
immutato, ma porrebbe una condizione: che sia chiaro il contesto di continuità
aziendale o di legge Marzano nel quale finirà la Magliana. I consiglieri della
compagnia di bandiera sarebbero stati preallertati
per un consiglio da tenersi nel fine settimana. Anche venerdì 25. E mercoledì 30,
prima dell'assemblea, si terrà un consiglio di gestione di Intesa. Non c'è
ancora l'ordine del giorno ma se ci saranno sviluppi è possibile qualche
informativa.
( da "Messaggero, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ROBERTA AMORUSO
ROMA - Altro che modifica del piano. Air France-Klm
si chiama fuori dalla partita Alitalia. A 20 giorni
dallo strappo con i sindacati Parigi chiarisce che la sua offerta, quella
formalizzata il 14 marzo ad Alitalia, non è più
valida. Non c'è più. Perchè non sono state
soddisfatte le otto condizioni a cui era legata l'efficacia del contratto. A
sorpresa, Jean Cyril Spinetta si è tirato fuori dalla
partita Alitalia, dopo che il 7 aprile aveva lasciato
socchiusa la porta del negoziato. Il piano Air France "è l'unico possibile
per consentire ad Alitalia il ritorno ad una crescita
redditizia in tempi rapidi", recitava il comunicato di Parigi prima di
rimandare la palla in campo italiano a una settimana dalle elezioni:
"Spetta adesso ad Alitalia, ai suoi dipendenti ed
alle organizzazioni sindacali esprimersi su come vedono il futuro della loro
azienda". Il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Enrico Letta
ha provato a lasciare aperta la porta di Parigi. E nella stessa direzione sono
andati i contatti avviati già prima del confronto elettorale dai più stretti
collaboratori di Berlusconi. Così mentre nei giorni scorsi il premier in
pectore lasciava aperte tutte le ipotesi, contemporaneamente ammetteva che la
pista prioritaria era quella che conduceva ad Air France. Certo, c'erano da
modificare alcune condizioni cruciali, ma Berlusconi sembrava dare per scontato
che l'offerta di Parigi era ancora sul tavolo. Ieri sera il colpo di scena, dopo che la stessa Alitalia aveva
chiesto alla compagnia franco-olandese di chiarire la sua posizione. "Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli
accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare
un'offerta su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte
le condizioni preliminari al lancio dell'offerta", è scritto in un
comunicato di Parigi. Colto di sorpresa, Palazzo Chigi non commenta. "Non
abbiamo ricevuto alcuna comunicazione", dice invece Alitalia.
Ma quella di Air France non sembra solo un'interpretazione legale. Dietro la
mossa dei francesi c'è la volontà di chiudere davvero il capitolo Alitalia. Almeno per ora. Perché? Troppe le pressioni
politiche? Eccessive le incertezze da far digerire agli azionisti, soprattutto
olandesi? Fonti vicine al gruppo fanno sapere che le ragioni politiche non
c'entrano. "Si tratta di motivazioni industriali". Dietro la ritirata
di Air France-Klm ci sarebbe la cavalcata senza sosta
del petrolio". A tal punto da "non rendere più attuale il piano
industriale e l'offerta presentata poco più di un mese fa". Insomma oltre 15
dollari di rincaro del greggio avrebbero fatto capire a Parigi "che a
queste condizioni il ritorno alla redditività di Alitalia
sarebbe molto più lenta". Ora, solo una linea di credito del Tesoro può
strappare Alitalia dal commissariamento. Palazzo Chigi
ha già pronto il decreto bipartisan per un'iniezione di liquidità tra i 100 e
200 milioni al massimo che permette di aprire altri scenari (probabilmente
domani in Consiglio dei ministri). Lancia l'allarme Francesco Rutelli,
vicepresidente del Consiglio: "Ecco una conseguenza disastrosa dello
sbarramento opposto da Berlusconi, dalla Lega e anche da Alemanno all0accordo
con francesi e olandesi. Ora la partita può diventare drammatica, con
conseguenze pesantissime per il Paese, per Fiumicino e per l'economia
romana". Rincara la dose il Pd: "Dichiarazioni avventate e
comportamenti non responsabili hanno fatto naufragare la trattativa". Ora,
"bisogna "operare per garantire la continuazione dell'attività di Alitalia per aprire nuove e reali trattative". Ma la
Lega rispedisce al mittente le accuse: "Air France non voleva Alitalia, voleva solo affossare Malpensa, perchè le dà fastidio", ha detto Roberto Castelli a
Porta a Porta.
( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-04-22 num:
- pag: 56 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Air France si ritira dalla gara per Alitalia Vendita
della quota di Alitalia: Air France ha ritirato la propria offerta. Palazzo Chigi:
"no comment". Un Consiglio dei ministri si
svolgerà nelle prossime 48 ore per prendere le decisioni conseguenti. Ronde,
polemica tra Di Pietro e Maroni "è incostituzionale prevedere che la
polizia privata si possa sostituire alle istituzioni pubbliche".
Antonio Di Pietro replica così all'idea delle ronde di cittadini con finalità
di prevenzione e sicurezza avanzata dal leghista Roberto Maroni in
un'intervista ieri al Corriere. Berlusconi gela Bossi: sul governo nulla è
deciso "Non c'è ancora nulla di deciso". Silvio Berlusconi gela
l'entusiasmo della Lega, dopo l'incontro con Umberto Bossi al termine de quale
il Senatùr aveva disegnato la futura presenza
leghista nell'esecutivo. Sulla squadra di governo il Cavaliere ha precisato:
"Ci saranno sorprese ". Focus Spesa online oltre i 5 miliardi Nel
2007 la spesa on-line ha superato i 5 miliardi di euro con un aumento del 30% e
nove milioni di clienti Esteri Primarie in Pennsylvania Hillary in vantaggio su
Obama Tutti i sondaggi danno Hillary Clinton in testa
in Pennsylvania, dove sono in calendario oggi le primarie democratiche in vista
della Casa Bianca, su Barack Obama.
Hillary ha bisogno di una vittoria netta. Scambio di accuse tra i due
candidati. Paraguay: ex vescovo eletto presidente Svolta politica in Paraguay:
l'ex vescovo cattolico Fernando Lugo ha vinto le elezioni presidenziali
sconfiggendo Blanca Ovelar, la candidata del partito
al governo dal 1947. La Conferenza episcopale del Paraguay resta in attesa di
un pronunciamento Vaticano. Cronache Lecco, donna uccisa paura per un serial
killer Non si esclude l'ipotesi di un serial killer dopo il ritrovamento del
cadavere di una donna tra i 20 e i 30 anni in Valsassina
(Lecco). Le modalità del ritrovamento sono quasi identiche a quelle di due
giovanissime prostitute romene, Luminita Dan e Ionela Dragan, uccise e gettate
avvolte in un sacco di plastica nei boschi di Morterone,
sempre nel Lecchese nell'agosto del 2007. Economia Petrolio, nuovo record Il
petrolio ha raggiunto ieri il nuovo record di 117,53 dollari al barile a New
York. L'Opec avverte: la produzione non aumenterà. Cultura Se la Shoah oscura
la Resistenza Se nel segno della Shoah rischia di sparire dal discorso pubblico
e dalla nostra memoria collettiva proprio l'antifascismo la sinistra deve
guardare a se stessa e all'uso che ha fatto dell'antisemitismo. Spettacoli Dempsey, nuovo Paul Newman Patrick Dempsey
ha vinto l'Oscar del pubblico come il miglior attore tv quest' anno per il suo
chirurgo Derek Shepherd e ora Hollywood sembra
puntare su di lui. Qualcuno dice che forse Patrick dagli occhi blu è il nuovo
Paul Newman e ora si attendono gli esiti dello spiritoso film "Made of Honor".
Sport Del Piero in azzurro? Il ritorno in nazionale per gli Europei di Alex Del
Piero con i suoi 17 gol in campionato divide esperti e tifosi. * Con
"Style Magazine" e 3,00; con "Corriere Enigmistica" e 2,30;
con "Foto:box" e 7,90; con "Storie della Bibbia" e 8,90;
con "La grande dinastia dei Paperi" e 8,90; con "Geronimo
Stilton English!" e 9,90; con "L'Europeo" e 8,90; con
"Ricettario della Cucina italiana" e 13,90; con "Il grande
cinema di Alberto Sordi" e 10,99; con "Gli itinerari di Dove" e
8,99; con "Gianni Morandi- Grazie a tutti"
e 9,99; con "Tuttofisco 2008" e 6,90; con
"La Storia del Fascismo" e 2,00; solo in Lombardia con "Gli
atlanti a grande scala Milano e Hinterland" e 13,90; con "Il
Diritto" e 15,90. In Molise, Sicilia, Umbria, Marche, Friuli Venezia
Giulia, Sardegna, Basilicata, Abruzzo, Calabria, Trentino Alto Adige e nelle
province di SA, BA e VE con la Gazzetta dello Sport e 1,00.
( da "Giornale.it, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 96 del 2008-04-22
pagina 2 Sprint anche a Fiumicino Canapini, appello al Cav
di Rita Smordoni Rush finale a Fiumicino in vista del
ballottaggio del 27 e 28 aprile. Il sindaco uscente Mario Canapini (Udc) ha
scritto al presidente Silvio Berlusconi, invitandolo a intervenire alla
chiusura della campagna elettorale. Al primo turno la coalizione che sostiene
Canapini (Pdl, Udc, Rosa Bianca) ha ottenuto il 43,89
per cento dei voti, contro il 38,24 della lista (Pd e Sa) che tiene per
Giancarlo Bozzetto. A decidere la sfida potrebbero essere gli elettori della
Lista Civica Noi Insieme di Luigi Satta (8), la
Destra di Alberto Cava (3), i grillini di Mario Russo
(3) e i dipietristi di Ciro Imperioso (1,8). Sabato
Canapini ha detto no ad ogni ipotesi di apparentamento: "Preferisco
correre da solo. Occorre finirla con il vecchio sistema di mercanteggiare i
voti. Non scendiamo a patti con chi non ha condiviso il nostro programma, ora è
tardi". Sull'altro fronte, invece, acque tempestose: se Idv, socialisti dello Sdi e Lista civica hanno firmato
l'apparentamento, è proprio dall'interno del Pd che si levano malumori. Nelle
ultime ore qualche candidato del Pd ha addirittura annunciato il voto a
Canapini, "per protestare contro Bozzetto, che ci ha sempre tenuti
all'oscuro di tutto". A favore del candidato del centrodestra potrebbe
pesare in extremis l'arrivo in piazza dello stesso Berlusconi. "Nella nota
che ho scritto al Cavaliere - spiega Canapini - ho ribadito l'importanza di
Fiumicino, in chiave locale, regionale e nazionale. In ballo non c'è solo la vicenda Alitalia, che
riguarda direttamente la popolazione del nostro comune, posti di lavoro,
indotto ed economia, ma anche l'ampliamento del sistema aeroportuale che
coinvolge oltre mille ettari di terreno di proprietà del gruppo Benetton".
Per il futuro, rileva Canapini, serve un forte sostegno al porto commerciale di
Fiumicino, dove sale sempre più la domanda di attracchi da parte delle
grandi compagnie crocieristiche italiane e straniere. Uno sviluppo che la
coalizione di sinistra invece non è in grado di garantire, in quanto Bozzetto è
diretta espressione della Sinistra Arcobaleno, da sempre contraria a ogni
ipotesi del genere. Bozzetto, 70enne, rappresentante della Sinistra democratica
di Mussi, è stato sindaco di Fiumicino per dieci anni. "Tutti in città
ricordano i danni che Bozzetto ha fatto quando è stato sindaco - afferma
Canapini -. Danni che ancora oggi facciamo fatica a riparare. Uno per tutti la
soppressione della linea ferroviaria che entrava direttamente nel cuore della
città". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 96 del 2008-04-22 pagina 1 Air France ritira l'offerta: Alitalia non c'interessa più di Paolo Stefanato
Mentre IntesaSanPaolo riapre il dossier Alitalia, Air France-Klm annuncia il ritiro
della sua offerta. "Accordi contrattuali non più validi", dice la
compagnia franco-olandese. Nessun commento da Palazzo Chigi: il Consiglio dei
ministri si riunirà entro 48 ore. I francesi hanno comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali del 14 marzo con
l'obiettivo di lanciare un'opa su Alitalia
non sono più validi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Tempo, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa La compagnia
francese blocca l'Opa, Salza interessato Alitalia, AirFrance
ritira l'offerta e Intesa riapre Filippo Caleri
f.caleri@iltempo.it Colpo di scena nella tarda serata di ieri nella vicenda Alitalia. Air France ha ritirato la propria offerta. "A seguito
della richiesta di Alitalia di chiarire la situazione legale successiva alla rottura delle
negoziazioni fra Air France-Klm e Alitalia - spiega un comunicato della compagnia franco
olandese - Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo
scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state
soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta". Palazzo
Chigi ha reagito con un "no comment" ma
pare che nelle prossime 48 ore si svolgerà un consiglio dei ministri per
prendere decisioni che andranno comunque compiute e dovranno essere bipartisan.
Prima dell'annuncio, dopo una lunga serie di dinieghi e di no comment, Intesa SanPaolo aveva
riaperto di fatto il dossier sulla privatizzazione della compagnia di bandiera
italiana. "Che le bocce si fermino, se l'operazione Alitalia
fosse di respiro internazionale saremmo interessati, sotto varie forme",
aveva detto a Milano il presidente del consiglio di gestione, Enrico Salza. Che ha tenuto a precisare che il possibile
intervento "non è questione di nuovo governo". Anche se è chiaro che
l'esecutivo avrà un ruolo nella vicenda. Per questo la tesi di Salza è quella che prevede un interessamento del gruppo per
"un progetto non provinciale, ma di carattere internazionale. Noi non
abbiamo esaminato nessun dossier, ma siamo pronti a farlo se ci verrà richiesto
con un piano industriale". Non sarà un salto nel buio. Nel caso Intesa San
Paolo decidesse di ritornare in gioco sarebbe necessario procedere a una nuova
due diligence (un controllo dei conti e del
patrimonio ndr). In ogni caso "occorre che non sia un'operazione di
piccolo cabotaggio e provinciale. Non è chiaro con chi ha intenzione di entrare
però il gruppo bancario. A priori, nonostante l'appoggio dato al gruppo Air One, non è esclusa un'alleanza con partner italiani.
"Anche se così danarosi ce ne sono pochi" ha spiegato Salza che ha ricordato di avere a disposizione "ampi
fondi". Ieri sul dossier si sono già smarcati in due. Su Alitalia "non siamo mai stati contattati" ha
spiegato Tronchetti Provera. Lo ha seguito Ennio Doris, Mediolanum che ha
spiegato che "per investire in Alitalia bisogna
essere esperti del settore". Alitalia e sindacati
dovrebbero tornare a incontrarsi giovedì prossimo.
( da "Tempo, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Grandi
manovre sulle Generali. Bernheim sotto tiro. Ma i
francesi non mollano Filippo Caleri Alessandro Usai
"Mai dare le dimissioni perché qualcuno potrebbe accettarle". Parole
che si prestano a molte considerazioni se a pronunciarle è Antoine Bernheim, un signore che il prossimo 4 settembre compirà 84
anni e che di lavoro fa il presidente di Generali. Il manager è garante degli
interessi francesi e dei precari equilibri con i soci italiani nella compagnia
assicurativa. Una sicurezza per proteggere da mani nemiche lo scrigno che
custodisce una bella fetta delle ricchezze d'Italia. Ecco perché non sarà
facile defenestrare Bernheim. La maggiore assonanza
tra Berlusconi e il presidente francese Sarkozy, già evidenziata sul tema Alitalia, potrebbe
fornire all'anziano manager una sponda politica di gran rilievo. Eppure molti
fucili sono puntati sul 26 aprile, giorno in cui è prevista l'assemblea del
Leone di Trieste. Il tentativo è chiaro: costringerlo alla resa fregiandolo
della carica di presidente onorario. Al suo posto (forse) Claudio Costamagna, il banchiere prodiano
ex Goldman Sachs (una delle grandi banche di investimento mondiali) che
collaborò con Cesare Geronzi in occasione della
fusione tra Capitalia e Unicredit. Una mossa strategica che ora potrebbe dare i
suoi frutti: Geronzi, uno dei pochi banchieri stimati
da Berlusconi, è presidente del Consiglio di Sorveglianza di Mediobanca, primo
socio delle Generali. Le trattative per garantire un nuovo assetto tra Milano,
Roma e Parigi vanno avanti sotto traccia ma il carattere spigoloso di Bernheim accende gli animi. Basta un esempio: al brindisi
natalizio con i dirigenti, Bernheim rivelò che tra
gli azionisti di Generali allignavano dei mafiosi. Vincent Bolloré,
potentissimo socio francese di Mediobanca, saltò sulla sedia. Appena un mese
prima aveva ribadito il suo legame di ferro col presidente di Generali:
"Dietro tutto quello che faccio, c'è sempre Antoine". Il finanziare
bretone ha cambiato idea e capito che la scadenza naturale dell'attuale
consiglio di Generali nel 2010 non sarà rispettata. Nemmeno Tarak
Ben Ammar, prezioso e affabile rappresentante dei
soci francesi a piazzetta Cuccia, ha provato a rimettere insieme i cocci. Anche
perchè su Bollorè è partito
il pressing di Unicredit, Intesa SanPaolo e degli
altri soci forti delle Generali: Bernheim deve farsi
da parte. E c'è di più. Emilio Botin, presidente
dello spagnolo banco Santander, ha intimato a Bollorè di incontrare Davide Serra, colui che alla testa
del fondo Algebris ha definito inadeguata la governance delle Generali e deludenti i risultati
finanziari ottenuti. Algebris è la spina nel fianco
nella lotta tra i poteri forti che si sta scatenando nelle Generali. Il fondo,
che detiene lo 0,6% del gruppo assicurativo ma che ha fatto capire di poter
convogliare quote considerevoli degli scontenti, affila le armi alla vigilia
dell'assemblea di aprile minacciando un assalto per conquistare il Leone di
Trieste. Bollorè corre ai ripari e potrebbe scaricare
Bernheim per fare un favore a Geronzi
e Costamagna. Via alle larghe intese sull'asse Geronzi-Bollorè. Bernheim, però,
non molla. Attacca gli hedge fund
che lo accusano di "non essere aggressivo negli investimenti"
sostenendo la tesi che Generali è da sempre considerato un titolo per
"cassettisti" vale a dire un bene da comprare e mettere da parte perchè si rivaluta con il passare del tempo. Un
investimento sicuro per il popolo dei risparmiatori al pari di un Bot o di un
immobile. Parole che non convincono alcuni operatori. Basta fare un'analisi su
cosa ha in pancia il Leone di Trieste. Tanto. Non solo un sostanziale flusso di
cassa che deriva dal fatto di essere leader in Italia e in Europa nel settore
assicurativo, ma anche immobili di prestigio ben posizionati nei centri storici
delle principali città italiane, francesi, tedesche e austriache. Una dote che
secondo le stime vale 23 miliardi di euro. A far gola però non è solo il fatto
che dentro alla cassaforte ci siano molti gioielli. Ma anche il fatto che la
società, sebbene protetta da blocchi di azionisti coesi tra loro, è
assolutamente contendibile. Il timore di assalti al cuore finanziario di
Trieste lo espresse qualche tempo lo stesso Bernheim:
"Se il 30% del capitale è in mani italiane, la grande maggioranza delle
azioni è nei portafogli che contano: fondi pensione, fondi esteri anche
anglosassoni". I soci francesi escludono, almeno ufficialmente,
l'esistenza di problemi con la presidenza Bernheim.
In fondo, Generali in Francia è il secondo operatore e ha chiuso il 2007 con un
utile di 505 milioni di euro, in aumento del 25% rispetto all'anno prima. Ma il
grande vecchio è sotto assedio. Come poche settimane fa a Parigi. L'occasione è
stata il conferimento ad Antoine Bernheim delle
insegne di cavaliere di gran croce dell'ordine al merito della repubblica
italiana. Al termine della cerimonia, rimasti soli nel salone d'onore
dell'ambasciata italiana, il presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa
SanPaolo, Giovanni Bazoli,
il numero uno della Giovanni Agnelli & C., Gianluigi Gabetti, e il
presidente del Consiglio di Sorveglianza di Mediobanca, Cesare Geronzi ne hanno approfittato per una fitta conversazione
con Bernheim. Nella scacchiera ci sono molti pezzi
grossi in gioco. Sul fronte Mediobanca si rafforza l'asse fra Cesare Geronzi, Salvatore Ligresti, Fininvest e i soci francesi di
Bollorè e Ben Ammar. Un
blocco che tenterà di avere un ruolo chiave sia nel rinnovo del sindacato di
Piazzetta Cuccia (2009) sia nella ridefinizione dell'assetto delle Generali.
L'amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel,
ha gettato acqua sul fuoco: il management di Trieste, "da Bernheim a Perissinotto e Balbinot, sta facendo un lavoro encomiabile e hanno tutti
il nostro sostegno". Bernheim ne aveva preso
atto con una battuta: "Sull'età non posso lavorare, sul resto sì". Ma
stavolta il vecchio Antoine rischia di perdere la poltrona.
( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Tasse e
extra, low cost più cari dei voli di linea Effetto
del caro-petrolio e delle misure di sicurezza dopo l'11 settembre L'inchiesta
Le compagnie di bandiera offrono tariffe all-inclusive
e spesso il costo finale è più basso ANDREA TARQUINI dal nostro corrispondente
BERLINO - Se volete volare a basso prezzo, attenti a non scegliere troppo in
fretta i collegamenti delle compagnie low cost. Tra sovrattasse, costi supplementari
e altri extra, le low cost non sono più tali. Lo ha
denunciato l'altro ieri l'edizione domenicale dell'autorevole Frankfurter Allgemeine, dati alla
mano. La spiegazione fornita dal quotidiano, e in parte confermata da fonti
delle compagnie citate nel servizio, è semplice: i costi del carburante e altri
costi d'esercizio sono aumentati, il prezzo delle nuove norme antiterrorismo
post-11 settembre ci si aggiunge. E da qualche parte i costi aumentati devono
rientrare. L'esempio citato è un volo da Colonia a Londra. Biglietto comprato
adesso per risparmiare, partenza il 10 luglio, rientro il
( da "Tempo, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Il colpo di
scena nella vicenda Alitalia è arrivato nella ... Il colpo di scena nella vicenda Alitalia è arrivato nella tarda serata di ieri, con un comunicato di AirFrance-Klm: il gruppo franco-olandese ha fatto
ufficialmente sapere che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo con
l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte
le condizioni preliminari al lancio dell'offerta. Entro 48 ore le decisioni del
consiglio dei ministri. Intanto Intesa SanPaolo ha
riaperto il dossier. Caleri a pag. 23.
( da "Manifesto, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia Air France-Klm
chiude, "l'offerta non vale più" Tutto da rifare per Alitalia. Air France-Klm ha
annunciato ieri sera di aver ritirato la sua offerta per la compagnia aerea
italiana: gli accordi del 14 marzo "non sono più validi", dice un
comunicato diffuso dal gruppo franco-olandese in risposta
alla richiesta da parte di Alitalia di chiarire la situazione
legale dopo la rottura dei negoziati. "Air France-Klm
ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con
l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte
le condizioni preliminari al lancio dell'offerta", si legge nella
nota. Nessun commento ieri sera da Palazzo Chigi, dove siede un governo
uscente: è arrivata solo la notizia che un Consiglio dei ministri si svolgerà
tra oggi e domani, per prendere le decisioni conseguenti all'annuncio della
compagnia franco-olandese "in vista delle scelte che andranno compiute e
andranno prese insieme alla nuova maggioranza parlamentare". All'ordine
del giorno resta anche la concessione del prestito-ponte per garantire
l'operatività della compagnia nei prossimi mesi, che doveva servire a dar tempo
alla trattativa. L'ipotesi francese, l'unica finora concreta, si chiude proprio
quando il gruppo Intesa-San Paolo sembrava deciso a scendere in campo,
riaprendo i giochi: "Se l'operazione fosse di respiro internazionale
saremmo interessati, sotto varie forme", aveva dichiarato Enrico Salza, presidente del consiglio di istituto del gruppo bancario.
"IntesaSanPaolo era finora considerata lo
sponsor finanziario dell'ipotesi AirOne.
( da "Secolo XIX, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Air France chiude
"Ritiriamo l'offerta" Definitivo addio dei francesi Su Alitalia rispunta Intesa: aperti a trattativa internazionale ROMA. Addio
Air France. La compagnia francese ha definitivamente ritirato la sua offerta
per Alitalia: "Gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso
con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia dice un comunicato non sono più validi dal momento che non sono
state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta".
Poco prima dell'annuncio francese, a riaprire il dossier Alitalia
era stata la banca Intesa SanPaolo: "Se
l'operazione fosse di respiro internazionale e non provinciale saremmo
interessati, sotto varie forme", ha detto il presidente del consiglio di
gestione, Enrico Salza. "Non è questione del
nuovo governo ha avvertito ma bisogna che si decidano perché non è accettabile
che questa situazione continui così". SERVIZIO >> 13 22/04/2008.
( da "Stampa, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Nuove rotte L'Enac
autorizza sette compagnie a usare Malpensa Nelle stesse ore in cui Air France-Klm abbandonava il dossier Alitalia,
l'Enac stava risolvendo una delle grane emerse durante il negoziato: la
liberalizzazione di una ventina di tratte intercontinentali regolate da accordi
bilaterali che impedivano il rafforzamento di Malpensa. Secondo quanto
riferivano ieri fonti dell'ente nazionale per il trasporto aereo, sono state
autorizzate sette deroghe per permettere ad altrettante compagnie di atterrare
nello scalo varesino: si tratta di Emirates (che raddoppia da
( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica La
compagnia franco-olandese abbandona la trattativa Alitalia: Air
France si ritira Apertura di Intesa San Paolo Pavia, 22 apr. – Non c'è pace per
Alitalia. Air France-Klm ha comunicato che:
“gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di
lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono
più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari
al lancio dell'offerta”. Dunque, dopo la rottura dei negoziati lo scorso
2 aprile, la compagnia franco-olandese, ha deciso di rompere ufficialmente le
trattative, lasciando pochi margini di recupero. Fonti vicine ad Air France
fanno sapere che il sensibile aumento del greggio degli ultimi giorni, ha
peggiorato la situazione macro-economica, convincendo ulteriormente i vertici
della compagnia d'oltralpe, dell'ulteriore deterioramento della situazione di Alitalia e dunque dell'allungamento dei sui tempi di
possibile recupero. Palazzo Chigi, dopo l'arrivo della notizia si trincera
dietro un secco “no comment”. Domani o al più tardi
mercoledì mattina si terrà una riunione straordinaria per decidere quali
decisioni prendere: il governo potrebbe infatti decidere di varare un prestito
ponte da 150-200 milioni per immettere nelle casse della compagnia la liquidità
necessaria per assicurare il continuamente delle attività della compagnia in
attesa che il nuovo governo decida il da farsi. Non è, comunque, esclusa la
possibilità di commissariare la compagnia, decisione che andrebbe presa dal Cda
dell'azienda senza il bisogno di un Cdm. A questo
punto, per la salvezza della nostra compagnia di bandiera si ritorna a parlare
della russa Aeroflot, tornata alla ribalta della cronaca italiana nei giorni
scorsi dopo l'incontro tra il presidente russo Vladimir Putin ed il premier
italiano "in pectore" Silvio Berlusconi. La stampa russa ha oggi
commentato negativamente la notizia chiarendo che per Aeroflot acquistare ora Alitalia sarebbe solo un danno. Fonti vicine ai vertici del
vettore russo si dichiarano contrari alla riapertura delle trattative e
chiariscono che agiranno solo se “obbligati”. A fronte di tutte queste pessime
notizie per Alitalia, arriva anche una piccola
speranza: IntesaSanPaolo si è dichiarata disponibile
a riesaminare il dossier Alitalia se l'operazione
fosse di respiro internazionale: a dichiararlo è stato lo stesso presidente del
consiglio di gestione della banca, Enrico Salza.
Netta chiusura, invece, nel caso in cui l'operazione risultasse essere di tipo
“provinciale”. Alessandro Ghioni
politica@voceditalia.it.
( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Maroni:
Malpensa se la cavera' Roma, 22 apr. - Nonostante il
dietro-front di Air France sulla trattativa per l'acquisto
di Alitalia, "Malpensa se la cavera', ne sono
certo". Ad affermarlo e' il capogruppo uscente della Lega Nord a
Montecitorio, Roberto Maroni, intervistato da Maurizio Belpietro
su Canale 5. "Bastera' lasciare a Malpensa la possibilita' di svilupparsi, senza restrizioni, senza
limiti o pesi. Malpensa e' una struttura che attira traffico
aereo". "E' chiaro - ha detto Maroni - che se Alitalia
porta via le rotte e non consente ad altre compagnie di entrare, lo scalo e' penalizzato.
Malpensa ha un grande futuro perche' e' al centro di
un'area di grande traffico. Bisogna crederci, completare le infrastrutture e
eliminare gli ostacoli. Non ci servono aiuti di Stato. Serve solo aprire gli
spazi aerei, cosa che attualmente non si puo' fare, perche' Alitalia ha occupato le
rotte, senza peraltro utilizzarle". Maroni non commenta il possibile
intervento di un gruppo di imprenditori italiani, annunciato da Silvio
Berlusconi senza mai palesarsi effettivamente. "Non so chi c'e' nella
cordata -ha risposto Maroni- e non so nemmeno se c'e'
la cordata. Non sono informato quindi non so dare risposte".
( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Af-Klm in rialzo con +1,70% Piazza Affari: Alitalia crolla, Borsa
apre in calo Titolo Alitalia sospeso dalle
negoziazioni Milano, 22 Apr. – Questa mattina apre in negativo Piazza Affari.
Il primo Mibtel ha segnato un calo dello 0,29% a 25.469 punti e lo S&P/Mib dello 0,35% a 33.546 punti. Anche Alitalia
non se la passa bene, il titolo crolla in Borsa. Il titolo segna un calo dell'11,29%
dopo l'abbandono di Air France alla trattativa. In rialzo, invece, alla Borsa
di Parigi i titoli del gruppo franco-olandese, Af- Klm: hanno aperto a +1,70% a 19,65 euro. Ieri avevano
ceduto il 2,76%. Dopo quasi un'ora di asta intorno al titolo è stato deciso di
sospendere Alitalia dalle negoziazioni. Il
provvedimento riguarda azioni ordinarie, obbligazioni convertibili e strumenti
derivasti. La sospensione sarà per tutta la seduta odierna, in attesa di
comunicazioni. Valentina Pellegrino.
( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica La
compagnia franco-olandese abbandona la trattativa Alitalia: Air
France si ritira Apertura di Intesa San Paolo Pavia, 22 apr. – Non c'è pace per
Alitalia. Air France-Klm ha comunicato che:
“gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di
lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono
più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari
al lancio dell'offerta”. Dunque, dopo la rottura dei negoziati lo scorso
2 aprile, la compagnia franco-olandese, ha deciso di rompere ufficialmente le
trattative, lasciando pochi margini di recupero. Fonti vicine ad Air France
fanno sapere che il sensibile aumento del greggio degli ultimi giorni, ha
peggiorato la situazione macro-economica, convincendo ulteriormente i vertici
della compagnia d'oltralpe, dell'ulteriore deterioramento della situazione di Alitalia e dunque dell'allungamento dei sui tempi di
possibile recupero. Palazzo Chigi, dopo l'arrivo della notizia si trincera
dietro un secco “no comment”. Domani o al più tardi
mercoledì mattina si terrà una riunione straordinaria per decidere quali
decisioni prendere: il governo potrebbe infatti decidere di varare un prestito
ponte da 150-200 milioni per immettere nelle casse della compagnia la liquidità
necessaria per assicurare il continuamente delle attività della compagnia in
attesa che il nuovo governo decida il da farsi. Non è, comunque, esclusa la
possibilità di commissariare la compagnia, decisione che andrebbe presa dal Cda
dell'azienda senza il bisogno di un Cdm. A questo
punto, per la salvezza della nostra compagnia di bandiera si ritorna a parlare
della russa Aeroflot, tornata alla ribalta della cronaca italiana nei giorni
scorsi dopo l'incontro tra il presidente russo Vladimir Putin ed il premier
italiano "in pectore" Silvio Berlusconi. La stampa russa ha oggi commentato
negativamente la notizia chiarendo che per Aeroflot acquistare ora Alitalia sarebbe solo un danno. Fonti vicine ai vertici del
vettore russo si dichiarano contrari alla riapertura delle trattative e
chiariscono che agiranno solo se “obbligati”. A fronte di tutte queste pessime
notizie per Alitalia, arriva anche una piccola
speranza: IntesaSanPaolo si è dichiarata disponibile
a riesaminare il dossier Alitalia se l'operazione
fosse di respiro internazionale: a dichiararlo è stato lo stesso presidente del
consiglio di gestione della banca, Enrico Salza.
Netta chiusura, invece, nel caso in cui l'operazione risultasse essere di tipo
“provinciale”. Alessandro Ghioni
politica@voceditalia.it.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
102 Alitalia, Air France-Klm
abbandona "Le condizioni dell'offerta di acquisto non sono più
valide" --> "Le condizioni dell'offerta di acquisto non sono più
valide" Air France-Klm decide di abbandonare la
trattativa per Alitalia: "Non ci sono più le
condizioni". ROMA Air France-Klm ritira la
propria offerta per l'acquisto di Alitalia. Con sole
cinque righe annuncia di aver comunicato alla compagnia italiana che "gli
accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare
un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono
più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari
al lancio dell'offerta". A chiedere chiarimenti ad Air France-Klm
era stato proprio l'attuale amministratore delegato di Alitalia,
Aristide Police, che venerdì scorso aveva spedito una lettera direzione Parigi
per chiedere se gli impegni firmati fossero ancora validi. La risposta è
arrivata ieri, anche se Alitalia ha fatto sapere in
tarda serata di non aver ricevuto alcuna comunicazione, e - secondo alcune
indiscrezioni - la retromarcia del gruppo d'oltralpe sarebbe stata spiegata
facendo riferimento alle condizioni previste dall'accordo, che indicavano una
rigida tempistica, ma anche con il fatto che le valutazioni contenute nel piano
industriale non sarebbero più valide alla luce del nuovo scenario che si è
aperto. In pratica ora - secondo il gruppo straniero - sarebbe davvero
difficile riuscire a centrare il target di ritorno in attivo per il 2010. IL
GOVERNO Di fronte al passo indietro di Air France-Klm
Palazzo Chigi reagisce con un "no comment".
Ma conferma che domani si terrà un Consiglio dei ministri per prendere le
decisioni conseguenti all'annuncio della compagnia franco-olandese. Scelte che
dovranno comunque essere bipartisan, cioè fatte in accordo con la nuova
maggioranza parlamentare. E per questo ci vuole una chiara "assunzione di
responsabilità" del centrodestra. Se, prima dell'annuncio di Air France,
si pensava a un Consiglio dei ministri in settimana per varare il prestito in
grado di dare "ossigeno" alle casse di Alitalia,
ora la decisione è strettamente collegata all'atteggiamento di Pdl e Lega. E non è escluso che si possa arrivare al
commissariamento della compagnia. Ma in questo caso non si terrà un Consiglio
dei ministri, sarà invece lo stesso Cda di Alitalia a
chiedere l'attivazione della procedura della legge Marzano al ministero dello
Sviluppo economico. LE REAZIONI La porta di Air France è definitivamente
chiusa? Difficile dirlo, anche se per qualcuno si limita a fotografare la
situazione e a non precludere nuove intese in futuro. Di certo sull'annuncio
del gruppo franco-olandese si scatena anche la polemica politica. Il Pd attacca
le dichiarazioni di ostilità degli esponenti di centrodestra, gli annunci
dell'arrivo di cordate "al momento inesistenti", e l'ipotesi di
convergenze con Aeroflot. "Dichiarazioni avventate e comportamenti non
responsabili", si legge in una nota del Partito Democratico, "hanno
fatto naufragare la trattativa con Air France, mettendo a repentaglio il
destino di Alitalia e di decine di migliaia di
lavoratori". Per i sindacati parla il segretario generale della Filt-Cgil Fabrizio Solari. "Vorrei sapere qual è il
fatto nuovo che ha determinato questa scelta di Air France-Klm",
dice, aggiungendo poi che "Air France aveva lasciato una porta aperta"
per proseguire il negoziato. "Air France non ha ritirato l'offerta ma ha
fatto solo una fotografia della situazione attuale, non credo che sia fuori
gioco ma continuerà a fare un lavoro informale". Mentre il presidente dei
piloti dell'Anpac, Fabio Berti, precisa che "già
dal 2 aprile scorso era scaduta l'offerta vincolante. È importante rilevare che
Air France non dice che non è più interessata ad Alitalia".
Il gruppo franco-olandese, conclude Berti, "risponde a un sollecito di Alitalia sulla base dello stato attuale della
situazione".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Prima Pagina Pagina 2 Colpo di scena sulla compagnia mentre Berlusconi
prepara il nuovo Governo Air France si ritira: addio all'Alitalia
Colpo di scena sulla compagnia mentre Berlusconi prepara il nuovo Governo
"La nostra offerta d'acquisto di un mese fa non è più valida" -->
"La nostra offerta d'acquisto di un mese fa non è più valida" Air France ritira la propria offerta su Alitalia. "A
seguito della richiesta di Alitalia di chiarire la situazione
legale successiva alla rottura delle negoziazioni fra Air France-Klm
e Alitalia - è scritto in un comunicato della compagnia franco olandese -
Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con
l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi". Il colpo di scena su Alitalia arriva mentre Berlusconi prepara il nuovo Governo.
Frena la Lega sui ministri e annuncia: ci saranno sorprese. ALLE PAGINE 2, 3.
( da "Giornale.it, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 96 del 2008-04-22
pagina 21 Air France ritira l'offerta su Alitalia di
Paolo Stefanato Per i francesi "gli accordi non
sono più validi" e le condizioni sono cambiate. Prestito ponte: governo
pronto a sfidare la Ue. Alternativa: cordata Air One
o commissario Milano - Air France - finora data, nonostante tutto, come il
candidato in vantaggio nell'acquisizione di Alitalia -
ieri sera ha fatto sapere di "essere fuori dai giochi". Nessuna
ripresa di trattative, nessun nuovo piano su cui discutere. "Out of the game" ha detto, in inglese, Jean Cyril Spinetta a uno dei suoi collaboratori più stretti. Il
colpo di scena è della tarda serata, quando Air France ha diffuso uno scarno
comunicato trilingue nel quale, con stile asettico, precisa la propria
posizione. è la risposta a una lettera inviata venerdì a Parigi dal presidente
di Alitalia, Aristide Police, nella quale questi
chiedeva quale fosse l'orientamento della holding francese dopo la rottura
delle trattative del 2 aprile scorso. "A seguito della richiesta di Alitalia di chiarire la situazione legale successiva alla
rottura delle negoziazioni fra Air France-Klm e Alitalia - si
legge nella nota -, Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con
l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte
le condizioni preliminari al lancio dell'offerta". Fin qui nulla di
nuovo: infatti che quel contratto fosse decaduto era nei fatti. Tuttavia, sono
le parole di Spinetta a far intendere la portata della posizione assunta da Air
France. Dice il presidente francese: il piano industriale messo a punto tra
dicembre e gennaio non è da ritenere più valido, per il sensibile aumento del
prezzo del petrolio da un lato e per il progressivo deterioramento delle
condizioni di mercato dell'Alitalia. La previsione di
un ritorno di Alitalia al pareggio nel 2010 non è più
realistica. Oggi, ha detto chiaramente, è un dossier chiuso, siamo "fuori
dai giochi". Spinetta ha tenuto anche a precisare che l'arretramento di
Air France non ha nulla a che vedere con il mutato contesto politico italiano.
Improvvisamente, la situazione cambia. Il candidato "forte", al quale
più volte ha fatto riferimento lo stesso Silvio Berlusconi, e al quale anche
ieri i sindacati lanciavano segnali distensivi (Epifani, Cgil), non c'è più. è
un arretramento tattico? Air France rientrerà ad altre condizioni, ora o più
avanti? Dalle dichiarazioni, non sembra. Tutto lascia intendere che la reazione
di Parigi sia una risposta a richieste (dirette o indirette) arrivate
sottotraccia in questi giorni, e giudicate "irricevibili" ancor prima
di prendere forma. Per esempio, quelle di una governance
che tutelasse i diritti italiani; o quella di qualche compromesso su Malpensa,
che Air France ormai vede come il fumo negli occhi. E adesso? Se il prestito
ponte da 100-150 milioni prima era urgente, adesso è vitale. No comment del governo, ma indiscrezioni della notte
ipotizzavano un suo varo già oggi, al massimo domani. Il governo, in questa
situazione di emergenza - con una compagnia alla canna del gas e senza un reale
pretendente pronto ad acquistarla - potrebbe anche rischiare la procedura
d'infrazione da parte della Ue per aiuto di Stato e deliberarlo in ogni caso; è
già successo in passato per la greca Olympic, e i "venti" in Europa
non sono più quelli di qualche mese fa soltanto. La Ue avrebbe accettato un
prestito solo come "portage" verso un
acquirente vero, che oggi non c'è. L'uscita di scena di Air France è stata
commentata come "disastrosa" da Francesco Rutelli, come frutto del
"nuovo asse Pdl-Lega". Ma potrebbe
accelerare la scelta italiana tanto accarezzata dalla nuova maggioranza ma che
finora non ha trovato espressione. La via più concreta è un ritorno in campo di
Air One, supportata da banche e gruppi industriali
italiani, nella speranza che si tratti di una soluzione con presupposti
industriali sufficienti a riassettare Alitalia.
L'alternativa è una sola, drammatica: la via del tribunale, il commissario. Con
tanti avvoltoi pronti a spartirsi, a poco prezzo, quel che resterà di Alitala. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
I FRANCESI RITIRANO
DEFINITIVAMENTE L'OFFERTA Alitalia, Air
France dice basta [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Air France-Klm
getta la spugna per l'acquisto di Alitalia e mette
in dubbio il prestito-ponte per evitare il commissariamento. Dopo mesi di
negoziati con il governo Prodi, un fallito tentativo di accordo con i sindacati
e gli attacchi in campagna elettorale di Berlusconi, Jean-Cyril
Spinetta respinge le nuove richieste del Cavaliere e annuncia per la prima
volta un no deciso alla fusione. Il numero uno francese lo fa rispondendo ad
una lettera che venerdì gli aveva inviato il presidente di Alitalia.
Aristide Police gli chiedeva se l'offerta vincolante del 14 marzo fosse ancora
in piedi: "Gli accordi non sono più validi dal momento che non sono state
soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta". La risposta
era scontata (i termini per l'offerta erano già scaduti), ma secondo quanto
riferiscono fonti vicine a Spinetta la volontà stavolta è di abbandonare
definitivamente il dossier: "Il contesto è compromesso: quadro internazionale,
aumento del prezzo del petrolio, termini dell'offerta, logoramento
ambientale". Parole queste ultime in aperta polemica con le esternazioni
del Cavaliere e un no alla richiesta di "parità di trattamento" per
la disastrata compagnia italiana. Non si può escludere che la mossa abbia
ragioni tattiche (è la tesi dei piloti dell'Anpac), e
che Spinetta voglia così imporre le sue condizioni smarcandosi dal pressing
della politica italiana e francese: le voci di sostegno dell'Eliseo (azionista
al 18%) a favore delle richieste di Berlusconi lo avrebbero messo all'angolo
con i soci olandesi. Il no di Spinetta intanto rimuove l'appiglio tecnico con
il quale il governo sperava di varare il prestito-ponte: gli ipotizzati 150-200
milioni sarebbero bollati come "aiuto di Stato" da Bruxelles. Il
consiglio dei ministri già previsto per domattina potrebbe essere anticipato a
oggi e non si può escludere nessuno scenario: dalla concessione del prestito
sfidando l'Ue al commissariamento. Con qualche ora di anticipo (il comunicato è
arrivato alle 21.30) Spinetta ha avvertito Prodi e Padoa-Schioppa
della sua decisione; da quel momento sono partiti i contatti fra governo
uscente ed entrante. Da Palazzo Chigi fanno sapere di essere "disposti a
valutare il prestito solo a condizione che il nuovo governo ne condivida la
responsabilità". Diversamente per Prodi e Padoa-Schioppa
si può andare al commissariamento. E' uno scenario al quale è favorevole un
pezzo di Pdl e la Lega: "La soluzione più
limpida e che consentirà un rilancio della compagnia italiana", dice
Roberto Castelli. Molto ora dipenderà dalle banche, alcune delle quali
creditrici di Alitalia o titolari di obbligazioni in
scadenza nel 2010. Proprio ieri, poco prima della rinuncia di Parigi, il
presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa Sanapolo
Enrico Salza aveva annunciato la riapertura del
dossier: "Se l'operazione fosse di respiro internazionale saremmo
interessati sotto varie forme". Salza non fa
nomi, ma per la prima volta il vertice della banca, finora sponsor della cordata
tricolore con Air One, ipotizza un investimento verso
un'offerta che coinvolgerebbe stranieri. A precisa domanda su un impegno con
Air France-Klm accompagnata da partner italiani - la
soluzione auspicata dal Cavaliere - dice: "Anche, ma di partner danarosi
ce ne sono pochi". Comunque "così non si può andare avanti. Sono
dieci anni che perdiamo soldi". Le alternative sono ancora abbozzate: la
numero uno è quella che vede Intesa pronta a sostenere una cordata con Air One ed imprenditori italiani. Ma nella lista dei papabili
partner stranieri (considerati essenziali dal superconsulente del Cavaliere
Bruno Ermolli) sembrano esserci investitori
disponibili solo in caso di commissariamento: da Lufthansa al fondo americano Tpg. Berlusconi non ha escluso il coinvolgimento di
Aeroflot, i cui vertici non sono per nulla convinti ma rassegnati a fare
eventualmente quanto ordinerà il Cremlino: "La soluzione può essere
trovata solo ai massimi livelli politici", spiega una fonte citata dal Vedomosti. Sarcastico Pierluigi Bersani: "A forza di
tirare la corda, la corda si è spezzata. Speriamo almeno sia rimasta la cordata
italiana". Ieri avevano smentito il loro interessamento due amici del
Cavaliere: Ennio Doris e Marco Tronchetti Provera. Ironia della sorte, Bersani apprende
la notizia su Air France durante la cena con i petrolieri riuniti a Roma per
l'Energy Forum. In quel momento al suo fianco c'era il collega francese Jean-Louis Borloo.
( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
il titolo ha perso oltre l'11% Alitalia: riunione
slitta a domani Il Cdm decidera'
le sorti della compagnia di bandiera Roma, 22 apr. - La riunione del Consiglio
dei Ministri convocata per decidere sul futuro dell'Alitalia è slittata. A
quanto si apprende, si terrà domani e non oggi pomeriggio. Dopo la sospensione del titolo che
ha perso oltre l'11%, la Borsa attende le comunicazioni sulle prospettive di Alitalia. Il cdm dovrà decidere se
avviare il commissariamento oppure concedere un prestito ponte in modo da far
prendere decisioni al prossimo esecutivo.
( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
il titolo ha perso oltre l'11% Alitalia: riunione
slitta a domani Il Cdm decidera'
le sorti della compagnia di bandiera Roma, 22 apr. - La riunione del Consiglio
dei Ministri convocata per decidere sul futuro dell'Alitalia è slittata. A
quanto si apprende, si terrà domani e non oggi pomeriggio. Dopo la sospensione del titolo che
ha perso oltre l'11%, la Borsa attende le comunicazioni sulle prospettive di Alitalia. Il cdm dovrà decidere se
avviare il commissariamento oppure concedere un prestito ponte in modo da far
prendere decisioni al prossimo esecutivo.
( da "Stampa, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
PALAFIORIL'INTERVENTO
IERI ALLA CONFERENZA NAZIONALE DEI PENSIONATI SPI Epifani gioca a tutto campo e
punta sull'unità sindacale [FIRMA]GIANNI MICALETTO SANREMO E' arrivato a
Sanremo per parlare ai delegati del sindacato pensionati della Cgil, riuniti da
ieri al Palafiori per la conferenza organizzativa
nazionale, ma il segretario generale Guglielmo Epifani ha finito per trattare i
temi caldi del momento. A cominciare dai rapporti con il governo appena uscito
dalle urne, dopo le aperture del futuro ministro Tremonti. "Sì al dialogo
- dice - ma il governo ascolti ciò che ha da dire il sindacato. Perché non può
esserci solo una disponibilità alla quale non segue poi una coerenza. Dai seggi
è uscito un voto molto esplicito: il centrodestra ha vinto le elezioni e ora ha
la responsabilità di governare. Il nostro atteggiamento dipenderà dal merito:
le cose su cui saremo d'accordo avranno il nostro conforto, per tutte le altre
ci opporremo". Poi avverte: "E' finita la fase della propaganda: il
Paese va governato con grande misura e attenzione. Quando bisognerà affrontare
temi duri, lo si dovrà fare tenendo presente la condizione di lavoratori e
pensionati. Se non sarà così, è facile immaginare che il consenso avuto si
potrà disperdere, come già accaduto in passato con il centrosinistra. La
condizione sociale del Paese non è brillante e se l'economia rallenterà ancora
si creeranno nuovi problemi sul reddito. Le prime misure del governo devono
essere rivolte a lavoratori e pensionati che hanno problemi ad arrivare alla
fine del mese. Per cui lo aspettiamo per misurarlo con rigore, ma senza nessuna
ostilità preconcetta". Poi l'appello all'unità sindacale: "Con Cisl e
Uil dobbiamo sottrarci ai canti delle sirene, restando attaccati al palo come
Ulisse. Per resistere alla tentazione pregiudiziale del conflitto. Questo non
vuole dire rinsecchirsi e mettersi in un angolo. Anzi, dobbiamo respingere con
decisione l'attacco concentrico al sindacato. Diamo fastidio perché siamo
forti, radicati e popolari". Quindi le critiche a Prodi: "C'era
bisogno di fare un governo con cento fra ministri e sottosegretari? Avevamo anche
segnalato che l'indulto non ci convinceva". Ce n'è pure per la sinistra
radicale, rimasta fuori dal Parlamento: "Faccia una riflessione profonda,
non solo a caldo, sulle ragioni di questo risultato elettorale". Infine l'Alitalia: "Continuo a ritenere quella di Air France la via
principale, purché il piano sia corretto e tenga conto anche di Malpensa".
La conferenza nazionale Spi-Cgil, con 650 delegati,
prosegue oggi e domani. Una boccata d'ossigeno per l'economia turistica locale.
Peccato, però, che la città ieri abbia perso l'occasione per presentarsi nella
veste più accogliente: negozi chiusi la mattina, per il turno settimanale, così
come molti ristoranti. L'appuntamento al Palafiori è
anche l'occasione per lanciare il "matrimonio" fra la Red century, rosa della legalità Cgil, e l'alta moda firmata
dall'atelier sanremese Daphne, che ha creato appositi
foulard e cravatte.
( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Dopo il
ritiro di Air France, anche Lufthansa non ci sta Alitalia:
Cdm alle
( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Dopo il
ritiro di Air France, anche Lufthansa non ci sta Alitalia:
Cdm alle
( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Le cause
della sconfitta secondo Walter Veltroni L'alibi della questione mediatica Dalle
polemiche per Matrix alle dichiarazioni di Antonio Di Pietro Milano, 22 apr. –
Sul suo blog Antonio Di Pietro spiega quali sono i motivi che lo spingono ad
appoggiare i referendum promossi da Beppe Grillo e scrive tra l'altro: “la
vittoria del centro-destra è stata possibile grazie alla proprietà di tre
televisioni e del gruppo Mondadori da parte di Silvio Berlusconi. Il
centro-sinistra ha commesso molti errori, ma il più importante è stato non aver
fatto una legge sul conflitto di interessi, adeguandosi alle altre democrazie
occidentali. Oggi ne paga le conseguenze. Il centro-destra dispone, dal giorno
dopo le elezioni, di sei televisioni nazionali su sette. Tutte nelle mani di
una sola persona”. Il problema è reale e ci rende un'anomalia rispetto a tutti
gli altri paesi europei, tuttavia non deve certo rappresentare un alibi per
giustificare la sconfitta di queste elezioni, indubbiamente perse non solo a
causa dello strapotere mediatico del Cavaliere. Va ricordato infatti che nelle
precedenti consultazioni politiche la coalizione di Romano Prodi vinse, seppur
di misura, confrontandosi con le medesime dinamiche. Il leader Idv non è peraltro l'unico ad insistere sul ruolo avuto
dalle tv nello scontro elettorale; riferendosi all'ultima puntata di Matrix
prima del voto, quella nella quale, a debita distanza, Veltroni e Berlusconi si
sono confrontati, il responsabile comunicazione del Partito Democratico Ermete Realacci polemizza infatti sui minuti di pubblicità che
hanno interrotto i due interventi (quatto minuti per il candidato premier Pd,
uno e mezzo per quello del Pdl) ed afferma che le
diverse durate dei break siano da considerare quantomeno sospette. E' però
difficile credere che tre minuti di spot in più abbiano potuto avere una
qualche rilevanza per la competizione elettorale; più probabile invece che
ancora una volta la questione mediatica sia stata utilizzata come paravento e
le vere ragioni dell'insuccesso politico non scandagliate adeguatamente. Walter
Veltroni tenta di non fare lo stesso errore e, pur non sottovalutando l'aspetto
televisivo, in un'intervista rilasciata a Repubblica ragiona sulle cause della
sconfitta in modo più ampio, ricordando inoltre che la partita si giocherà e
potrà essere eventualmente vinta nel medio periodo, queste le sue parole:
"Abbiamo perso per due ragioni di fondo. La prima ragione riguarda il
Paese. La società italiana è fortemente attraversata da un sentimento di
insicurezza, per esempio rispetto al fenomeno dell'immigrazione, e di paura per
un possibile peggioramento delle condizioni di vita. Il voto riflette questo
bisogno di protezione, che non a caso ha premiato soprattutto la Lega… La
seconda ragione riguarda noi stessi. Il nuovo centrosinistra, che noi abbiamo
rilanciato con un atto fondativo senza ritorno, la
creazione di un grande partito riformista che ha rotto con le vecchie alleanze
e si è presentato da solo agli elettori, ha dovuto combattere con l'immagine
negativa del vecchio centrosinistra. Negli strati profondi della popolazione i
lasciti della vecchia maggioranza hanno finito per essere solo due: troppe
tasse, troppi veti incrociati. Questo pregiudizio, alimentato
ad arte dalla tv e appesantito dal disastro dei rifiuti e dalla crisi dell'Alitalia, ci ha impedito di coronare con successo la rimonta… In soli
quattro mesi, evidentemente, i nostri messaggi non hanno prodotto un accumulo
sufficiente presso l'elettorato. Avremmo avuto bisogno di più tempo...”.
Stefano Vandelli politica@voceditalia.it.
( da "Stampa, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Reazioni Rabbia e
scoramento nelle stanze dell'esecutivo uscente L'ira del governo Rutelli:
"E' colpa di Berlusconi" PAOLO BARONI ROMA La posizione ufficiale di
Palazzo Chigi, ieri sera, era "no comment".
Troppo delicata la situazione, troppo critico lo stato dei conti della nostra
compagnia di bandiera per aprire un nuovo fronte polemico. Giunti a questo
punto, infatti, gli scenari che si aprono sono due: uno tutto in salita,
sfidare le ire di Bruxelles e procedere col prestito ponte, l'altro in discesa,
anzi in picchiata: commissariare la compagnia. La decisione sarà presa al più
tardi domani. Tutto dipende da quale atteggiamento deciderà di adottare il
Popolo delle libertà. O meglio, tutto dipende dal fatto che continui o meno il
dialogo bipartisan avviato nei giorni scorsi e che si possa varare il decreto
sul prestito ponte. Ma per farlo, in assenza di un'offerta d'acquisto di Alitalia, serve un patto di ferro. In caso contrario è
chiaro che dovrà scattare il commissariamento. Intanto, visto che a Roma
infuria la campagna per il ballottaggio al comune, al centrosinistra non sembra
vero di poter sparare ad alzo zero contro Berlusconi. Prima una nota del Pd,
poi è il vicepremier Francesco Rutelli ad attaccare a testa bassa. "Ora la
partita può diventare drammatica con conseguenze pesantissime per il Paese, per
Fiumicino e per l'economia romana" dichiara il candidato democratico alla
guida del Campidoglio. Che indica in Berlusconi, nella Lega ed ovviamente nel
suo avversario, Gianni Alemanno, i responsabili dello "sbarramento opposto
all'accordo con francesi e olandesi". Il ministro delle Comunicazioni
Paolo Gentiloni parla di "débâcle".
"Purtroppo - afferma - è arrivato il primo risultato del bicolore Berlusconi-Bossi". Molto dura anche la nota del Pd:
"Come avevamo previsto, dichiarazioni avventate e comportamenti non
responsabili hanno fatto naufragare la trattativa con Air France, mettendo a
repentaglio il destino di Alitalia e di decine di
migliaia di lavoratori. "A forza di dichiarare ostilità nei confronti
della società franco-olandese, di annunciare cordate al momento inesistenti, di
ventilare una non meglio precisata convergenza con la compagnia Aeroflot (con
buona pace della difesa della nazionalità), si è finito col creare una
situazione che ora pesa sull'occupazione di decine di migliaia di persone che
lavorano nella compagnia italiana, a Fiumicino, a Malpensa e
nell'indotto". Anche il partito di Veltroni parla di "situazione
drammatica", "che pesa anche sull'immagine dell'Italia, che subisce
un colpo consistente. Il governo attuale e quello che verrà devono cercare di
operare per garantire la continuazione dell'attività di Alitalia per aprire nuove e reali trattative". Come lo spiega il
senatore Enrico Morando: "Bisogna fare un
estremo sforzo, per far tornare l'unico interlocutore in campo al tavolo della
trattativa Alitalia, in un contesto nel quale, malgrado siano passati diversi
giorni, nuovi e più attendibili interlocutori non si sono allo stato
palesati". Difficile, allo stato dei fatti, immaginare che Parigi
possa fare tanto repentinamente dietro-front. AirOne
non commenta, Lufthansa continua a tenersi alla larga, Aeroflot resta scettica.
Meglio aspettare, certo, il tempo a questo punto gioca solo a loro vantaggio.
( da "Padania, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Il Partito
Democratico continua a rincorrere la Lega E adesso Letta apre alle gabbie
salariali Roma - Nel Pd vanno di moda le conversioni del giorno dopo. Dopo
avere assunto, ma solo a parole, le idee del Carroccio in materia di sicurezza
e decentramento aprendo alla castrazione chimica per i violentatori, alle
espulsioni dei comunitari che delinquono e fantasticando su una trasformazione
federalista del partito, ora i democratici parlano anche di gabbie salariali. L
ultima illuminazione a scoppio ritardato in casa Pd è opera del sottosegretario
alla presidenza del Consiglio Enrico Letta il quale, dallo stesso Nord-Est
ostile che ha frustrato i sogni di gloria di Walter Veltroni, ha lanciato il
suo "sì alla contrattazione territoriale dei salari" rompendo con ciò
il tabù della contrattazione nazionale. Spiega il giovane Letta, nipote del
vecchio Letta, uomo di fiducia e massimo consigliere di Silvio Berlusconi:
"Con la contrattazione nazionale succede che un lavoratore di Schio
guadagni quanto quello che vive in un area dove il costo della vita è di due
volte inferiore e questa è una delle ragioni per cui il lavoro dipendente è in
forte sofferenza". Alleluja, ci sono arrivati.
La rincorsa del Pd ai temi leghisti, però, è tanto sfacciata quanto immatura e
insincera. Sempre, infatti, si ha la netta sensazione di una distanza ancora
troppo profonda tra gli annunci e la storia delle personalità dalle quali
promanano. Operazioni opportunistiche, dunque, tanto più palesi nel caso di un prodiano di stretta osservanza come Enrico Letta. Sul
giovane esponente dei democratici, inoltre, pesa il sospetto di una manovra
politica. Già in prima linea con la trattativa bipartisan
impostata insieme allo zio Gianni sulla vicenda Alitalia, baby
Letta potrebbe stare puntando ad accreditarsi, in un sol colpo, quale
ambasciatore del dialogo con il Governo e come leader nordista dei democratici.
Il che, in un Pd decentrato, potrebbe anche voler dire leader tout court. A.Mon. [Data pubblicazione: 22/04/2008].
( da "Padania, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Un danno aver
cancellato 886 movimenti settimanali da Malpensa Bonomi:
dopo la scelta di Roma la Sea necessita di un nuovo
piano industriale Per colmare "il vuoto creato dalla condotta Alitalia" la Sea, la società
che gestisce gli aeroporti Milanesi, ha bisogno di nuovo piano industriale. A
sottolineare la necessità di ripensare il piano che la società si era proposta
fino al 2013 è stato il presidente, Giuseppe Bonomi,
durante l'audizione di fronte alla Commissione garanzia e controllo della
Provincia di Milano. "Nel 2007, quando redammo
il piano strategico con termine 2013 -spiega Bonomi- sapevamo che Alitalia nel futuro sarebbe stata
una società stand alone , ma non avremmo mai immaginato che Alitalia avrebbe disatteso i patti con Sea".
Da qui la necessità di ripensare l'attività futura della società. "La
cancellazione di 886 movimenti settimanali dall
aeroporto di Malpensa -dice Bonomi- è calcolabile
intorno al -70% rispetto alla precedente stagione estiva. Cancellazioni
che Sea è in grado di recuperare in almeno 435 casi
con nuovi movimenti entro l'attuale esercizio" assicura il presidente di Sea. [Data pubblicazione: 22/04/2008].
( da "Padania, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
IN
ATTESA DEL NUOVO ESECUTIVO E ora Intesa-Sanpaolo apre
su Alitalia IntesaSanPaolo
potrebbe riaprire il dossier Alitalia se l
operazione fosse di respiro internazionale. Alitalia ha il fiato
corto e attende al più presto denaro fresco per continuare l attività almeno
per la stagione estiva, quindi sino a fine ottobre. Il Tesoro sta lavorando e non è
escluso che il decreto per assegnarle 150-200 milioni di euro possa arrivare in
settimana. L iniezione di liquidità sarà fatta a condizioni di mercato, come
richiesto da Bruxelles, in modo da non incorrere in una sanzione, visto che Alitalia non può avere aiuti di Stato sino al 2011. Alitalia potrebbe convocare i sindacati giovedì per mettere
in agenda incontri per esaminare misure sociali per ciascuna categoria. Jean Cyril Spinetta aspetta che passi la fase di transizione fra
il governo dimissionario e quello entrante. Piu' che
da Alitalia e sindacati, come indicato dal consiglio
di amministrazione del 7 aprile, Oltralpe si aspetta di sapere come il nuovo
esecutivo Berlusconi veda il futuro dell'aviolinea. IntesaSanpaolo
tornerebbe in pista solo per "un operazione di portata internazionale e
non di piccolo cabotaggio provinciale" perché le compagnie aeree
"sono realtà grandi" e potrebbe farlo "sotto varie forme",
ha detto il presidente del consiglio di gestione, Enrico Salza.
[Data pubblicazione: 22/04/2008].
( da "Padania, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Ratzinger è
ritornato dallo storico viaggio Il Papa tedesco ha conquistato il cuore degli
Usa New York - "Ground Zero rimarrà profondamente impresso nella mia
memoria, mentre continuerò a pregare per coloro che perirono e per tutti coloro
che soffrono per le conseguenze della tragedia che vi ebbe luogo nel
2001". Sono queste le ultime parole pronunciate da
Papa Benedetto XVI prima di imbarcarsi sul Boeing 777 dell
Alitalia che lo ha riportato in Italia dopo il viaggio negli Usa. Il volo
del Pontefice è atterrato a Fiumicino alle 10.35 di ieri mattina. Presenti il
vice presidente Dick Cheney, con la moglie Lynne, e, non annunciati, anche i coniugi Clinton, all aeroporto J.F.Kennedy di New
York si sono ripetute alla partenza del Pontefice (in Italia erano le due e
mezzo di notte) le scene di incontenibile entusiasmo che hanno trasformato in
un vero trionfo il pellegrinaggio di Benedetto XVI negli Stati Uniti, compiuto
per celebrare il bicentenario delle diocesi della East Cost
ma soprattutto per restituire agli americani fiducia nella Chiesa e dare alla
Chiesa il coraggio di rialzare la testa dopo i gravissimi scandali di questi
anni, che hanno costretto all amministrazione
controllata diverse diocesi indebitatesi per indennizzare le vittime di abusi
sessuali. Un viaggio iniziato martedì a Washington proprio con la coraggiosa
denuncia e autocritica sul tema degli abusi sessuali e proseguito a New York
con l importante discorso all Assemblea generale
delle Nazioni Unite in difesa del multilateralismo e dei diritti umani e con i
gesti emblematici della storica visita (di riappacificazione) alla Sinagoga
della comunità ebraica più numerosa del mondo fuori Israele, e della commovente
preghiera nel cratere del Twin Tower, ferita ancora
aperta nel cuore della città più vivace del mondo ed ora anche in quello del
Papa. Il bagno di folla sulla Quinta strada e poi l incontro con 25mila
ragazzi, fino alla grande messa di domenica sera allo Yankee Stadium gremito da 60mila fedeli, con l appello in difesa della
vita e il richiamo alla coerenza dei cattolici nella vita civile, tutto è stato
puntualmente registrato dai media statunitensi, allì
inizio distanti, se non ostili, e che il Papa ha saputo conquistarsi assumendo
il peso delle colpe dei suoi preti infedeli, simboleggiato da quell album con le mille foto dei bambini violati
consegnatogli alla Nunziatura di Washington da cinque di quelle stesse vittime
venute da Boston con il loro arcivescovo, il cardinale cappuccino Sean Patrik O Malley. Benedetto XVI
"è entrato nella storia nel nostro paese in un modo molto speciale",
ha riconosciuto Cheney alla cerimonia di congedo in
un hangar che non riusciva a contenere gli oltre 3.000 cattolici venuti da
Brooklyn, con il loro vescovo, l italoamericano Nicholas A. Di Marzio. E la
presenza insieme a loro della senatrice e candidata alla Casa Bianca Hillary
Clinton con il marito e ex presidente Bill Clinton testimonia che in America
con questo viaggio il Papa tedesco è risultato davvero vincente. La complessità
della società Usa è dimostrata dall allarmante
notizia di un ragazzo americano di diciotto anni che ha ordinato per posta
materiale per fabbricare bombe allo scopo di far esplodere il suo liceo. I
genitori lo hanno scoperto e denunciato. I familiari di Ryan Schallenberger hanno chiamato la polizia dopo aver ricevuto
a casa un pacco contenente nitrato d ammonio e aver letto, spaventati, il
diario del ragazzo, nel quale si annunciava l attentato a scuola. Nel diario
segreto del ragazzo venivano dettagliati il suo progetto e la sua ammirazioni
per i killer del liceo di Colombine. La folle impresa del liceo di Colombine
compiuta da due studenti nel 1999 aveva fatto tredici vittime. Il ragazzo
prevedeva di far esplodere diverse bombe nel liceo di Chesterfield,
di cui aveva disegnato la planimetria. Se avesse attuato il piano, avrebbe
potuto uccidere decine di persone, secondo la disposizione degli ordigni nell edificio. Il nitrato d ammonio è stato utilizzato in
un attentato a Oklahoma City, a causa del quale perirono 168 persone nel 1995.
[Data pubblicazione: 22/04/2008].
( da "Voce d'Italia, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Maurizio Basile potrebbe prendere le redini della compagnia in questa fase
delicata Alitalia, Cdm: si al prestito di 300mln
Bersani: "si dovrebbe valutare una soluzione d'emergenza" Roma, 22
apr. – Si è concluso questa sera il Consiglio dei ministri indetto in via straordianaria per decidere sul futuro di Alitalia. Dal Cdm via al prestito ponte da 300 mln, per la compagnia di bandiera. Potrebbe essere
Maurizio Basile a prendere le redini di Alitalia in
questa fase delicata. Il governo potrebbe puntare sull'ex amministratore
delegato e direttore generale della società Aeroporti di Roma. Per il ministro
per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, un decreto del ministero
dell'Interno potrebbe essere ''un'ipotesi corretta''. Accantonata, invece,
l'ipotesi del commissariamento. Come ha anticipato Bersani prima del Cdm: “Più che a un prestito ponte si dovrebbe valutare una
soluzione d'emergenza. C'è l'esigenza che assomigli a una soluzione di
emergenza, che deve essere confermata dalla nuova maggioranza in termini di
compatibilità con le norme Ue''. E proprio per aggirare l'ostacolo di
Bruxelles, a presentare il decreto sarebbe il ministro dell'Interno, Giuliano
Amato, motivandolo con ragioni di ''ordine pubblico'',
per assicurare la continuità dei principali collegamenti di trasporto aereo del
Paese. Valentina Pellegrino.
( da "Stampa, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La svolta di
Spinetta gela Palazzo Chigi. È polemica: a rischio migliaia di posti di lavoro
della compagnia di bandiera Air France, addio Alitalia "Gli accordi non sono più validi". Lo spettro del
commissariamento La decisione è arrivata a tarda sera: Air France si ritira
definitivamente e rinuncia all'acquisto di Alitalia.
"Gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo", spiega una nota
ufficiale dell'azienda franco-olandese, "non sono più validi".
La svolta di Spinetta ha gelato Palazzo Chigi: si chiede un accordo bipartisan
oppure il rischio sempre più reale è quello del commissariamento. E il Pd
attacca: sono a rischio migliaia di posti di lavoro per colpa di Berlusconi.
Barbera e Baroni A PAGINA 24.