HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          www.mauronovelli.it


DOSSIER “ALITALIA”

Torna all’indice mensile 2008

 

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


T ARTICOLI DEL  21-30 maggio 2008      #TOP



Report "Alitalia 2"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Alitalia 2 (193)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo ( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra ( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni ( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la ( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo ( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica ( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Racconta anche tu la partita della tua vita ( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

BREVI ( da "Secolo XIX, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Compagnie aeree Matteoli: "Per Alitalia la soluzione è vicina" roma. "Problema complesso" ma su Alitalia, ha indicato ieri il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli, "troveremo la soluzione: stiamo lavorando, lasciateci lavorare ancora qualche giorno". Per il futuro della compagnia è una fase di necessaria attesa.

Petrolio verso i 130 dollariBorse: bruciati 160 miliardi ( da "Secolo XIX, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Al palo Alitalia, che ha lasciato sul terreno lo 0,27% a 0,54 euro. Da notare anche che il comparto energia è stato trascinato dal clima generale in terreno negativo. Male a livello continentale tutto il settore media, quello industriale, high tech e automobilistico, nel quale spiccano i cali del 4,94% di Porsche,

Emergenza sicurezza, la sua ( da "Unita, L'" del 21-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: con tutti i problemi che già ha ereditato dalla sinistra - dai rom ai clandestini, dal buco nell'ozono alla monnezza, dall'Alitalia alla Costituzione, dal Codice penale all'Europa - quel pover'uomo venga pure condannato per corruzione di un testimone? Basta con gli attacchi strumentali del Pd all'avvocato Ghedini e al suo illustre cliente per l'ennesima legge ad personam.

Urgentissima una soluzione per Alitalia Mentre le cordate appaiono e scompaiono, Epifani sollecita un incontro con il governo ( da "Unita, L'" del 21-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: unica strada per salvare Alitalia. Il governo sta cercando disperatamente di trovare il bandolo della matassa. Bruno Ermolli, il superconsulente che sta esaminando il dossier Alitalia su mandato del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, è alla ricerca di una cordata italiana che rilevi il gruppo.

Mazzarri e Marotta da dieci e lode ( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Altro che Alitalia. L'aeroplanino è vivo e lotta insieme a noi. Walter Mazzarri: 10 e lode. Risuscita Franceschini e Pieri che nemmeno Gesù con Lazzaro; lancia alla grande Maggio, che con Novellino era fermo ad aprile; crea un nuovo Palombo e dà la svolta alla stagione lasciando fuori Volpi, uno che gli intenditori di calcio genovesi definivano "

Le liquidazioni d'oro delle Ferrovie: ai manager 15 milioni in tre anni ( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Giancarlo Cimoli quando nel 2004 lasciò le Fs per Alitalia. Non è tutto: il trio dirigenziale Catania-Cipolletta-Moretti nel 2006 ha intascato una retribuzione complessiva di 1.158.843 euro. Nel 2005, invece, al solo Catania era stato attribuito un compenso/emolumento di 1.930.000 euro, mentre per quanto riguarda il 2004 non si hanno notizie giacché "inquadrato quale dirigente di Fs spa"

Intellettuali abbonati alle cantonate ( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In secondo luogo il nodo dell'Alitalia. Ma poi, passando dal particolare al generale, ci stanno i temi su cui il centrodestra ha vinto le elezioni: la sicurezza e la esigenza insopprimibile di una ripresa della crescita. Il nodo sicurezza è drammatico perché finora l'Italia è stata considerata il "ventre molle dell'Europa".

Police ricevuto da Letta L'ipotesi dimissioni ( da "Corriere della Sera" del 21-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Consiglio straordinario Alitalia Police ricevuto da Letta L'ipotesi dimissioni ROMA - ( a. bac.) Un consiglio d'amministrazione straordinario di Alitalia è stato convocato per oggi, anticipando la riunione di lunedì sui conti del 2007. All'esame ci sarebbe la possibilità che Deloitte non certifichi il bilancio.

La sfida Eads, in Europa solo la testa ( da "Corriere della Sera" del 21-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Un messaggio anche per Alitalia? "Non sta a noi esprimerci sul futuro delle singole compagnie. Sappiamo però che Alitalia ha particolari necessità di potenziamento e rinnovamento della flotta". Le cifre di bilancio, come detto, sono incoraggianti: 9,8 miliardi di cifre d'affari (un più 10%) nel primo quadrimestre 2008, commesse per 39,

GOVERNO ( da "Corriere della Sera" del 21-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ci risiamo! Per completare l'opera, non si potrebbe pure destinare un altro finanziamento all'Alitalia dato che presto saranno esauriti i 300 milioni di euro ricevuti "in prestito" dal governo uscente? Giovanni Papandrea Ardore Marina (Rc).

Marchionne: dobbiamo attirare capitali esteri - sara bennewitz ( da "Repubblica, La" del 21-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: basta difendere i campioni nazionali SARA BENNEWITZ MILANO - Le aziende e i loro manager hanno risorse che spesso il mercato e la politica tendono a sottovalutare. Ne sono convinti Carlo De Benedetti, presidente della Cir (holding che controlla il Gruppo Espresso), e Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat che ieri sono intervenuti al convegno organizzato

Alitalia,pianoa rischio ( da "Secolo XIX, Il" del 22-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Alitalia, piano a rischio ( da "Secolo XIX, Il" del 22-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Due insidiosi ostacoli tornano sul tavolo del cda di Alitalia che lunedì prossimo si riunirà per esaminare il bilancio 2007, gli stessi che hanno fatto tremare il top management della compagnia lo scorso anno. Torna il rischio che i revisori dei conti (Deloitte & Touche) possano non condividere la scelta degli amministratori di non aver ancora alzato bandiera bianca,

Tirrenia, è battagliafra Coccia e Pecorini ( da "Secolo XIX, Il" del 22-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: cercando una soluzione per Alitalia, sarebbe un vero controsenso mantenere una Alitalia del mare". In serata la replica di Pecorini: "Chiedo pubblicamente al presidente di Confitarma di comunicare quali siano le manovre dilatorie da egli attuate". Qualora questa richiesta non venisse immediatamente soddisfatta, Pecorini "procederà a formalizzare specifica denuncia per diffamazione"

Voglia di andarsene da un paese ammuffito - corrado augias ( da "Repubblica, La" del 22-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il piano energetico nazionale, la ricerca, l'Alitalia, le indispensabili liberalizzazioni, i termovalorizzatori, la criminalità che governa intere province, un Parlamento con parecchia gente che dovrebbe stare altrove, galera compresa. Un'aria ferma in un paese che sembra morto oppure vive di penosi sussulti anarchici.

Stornelli d'italia ( da "Repubblica, La" del 22-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sentenza della Corte di Giustizia della Ue che condanna la legge regionale sulla caccia agli storni, inocula patriottismo continentale in noi liguri. Ci fa cioè sentire italiani in quanto sotto tiro europeo: dopo le rampogne di Bruxelles su rifiuti, Alitalia, campi rom e rischio xenofobia, una bacchettata comunitaria per una specifica inadempienza venatoria made in Liguria, ci voleva.

Alitalia, via al prestito-salvataggio andrà ad aumentare il patrimonio - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 22-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, via al prestito-salvataggio andrà ad aumentare il patrimonio Lunedì il bilancio 2007. Rivolta dei piloti contro il vertice Conforti nominato responsabile delle risorse umane della compagnia di bandiera La decisione del Consiglio dei ministri di ieri avrà però effetti temporanei LUCIO CILLIS ROMA - Alitalia incassa il primo via libera del Parlamento al prestito di 300 milioni

Ma ora anche passera diventa pessimista "non so se l'azienda uscirà dall'angolo" - mario calabresi ( da "Repubblica, La" del 22-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è una grande opportunità per ora persa per colpa delle troppe lentezze, vediamo come si muoverà ora il nuovo azionista, speriamo che lo faccia con decisione e speriamo che la situazione sia ancora recuperabile". Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa-Sanpaolo, non nasconde la sua amarezza "per il gran tempo perso"

Ma la compagnia ha già consumato metà ossigeno - massimo riva ( da "Repubblica, La" del 22-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: abbandonò il tavolo delle trattative con Alitalia, estenuato dalle furbizie levantine del mondo sindacale e politico italiano. Cosicché, stando ai conti del primo trimestre 2008 della nostra compagnia di bandiera (tre milioni di perdita ad ogni calar del sole), in questi cinquanta giorni se ne sono andati in fumo altri 150 milioni.

Emergenza Alitalia: il prestito-ponte diventa patrimonio netto Un'invenzione tecnica, per evitare la questione del fallimento come spiega lo stesso ministro dell'Economia ( da "Unita, L'" del 22-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Intanto proprio il decreto legge sul prestito ponte per Alitalia ha incassato il primo via libera dal Parlamento. Ieri il Senato ha approvato, con l'ok di tutti i gruppi ad eccezione dei tre rappresentanti dei radicali, il provvedimento che eroga 300 milioni ad Alitalia. Ora il testo passa all'esame della Camera.

Industriali negativi ( da "Unita, L'" del 22-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stabile Alitalia (+0,18%) nel giorno del Cda straordinario; in netto rialzo Atlantia (+7,63%) in vista dello sblocco della convenzione fra Autostrade e Anas. Fra gli industriali deboli Fiat (-2,82%), Pirelli (-1,62%) e Stm (-2,05%) mentre sono salite Parmalat (+0,91%) e Finmeccanica (+0,33%).

Il piano Lufthansa e la missione <Scala> a Malpensa ( da "Corriere della Sera" del 22-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: intricato cammino che porta ad un nuovo hub carrier, dopo l'uscita di Alitalia operativa da fine marzo. E' infatti ovvio che qualunque volontà di mantenere definitivamente separate le vie della compagnia di bandiera e di Malpensa, dipende proprio dai destini di Alitalia su cui si dovrà stringere nelle prossime settimane.

Alitalia, <salvagente> del Tesoro sui conti ( da "Corriere della Sera" del 22-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: capo del servizio legale Alitalia, "salvagente" del Tesoro sui conti Il prestito ponte sarà patrimonio, a copertura del rosso. Stop ai dubbi dei sindaci Le norme dovrebbero permettere al Cda di dare il via libera al bilancio e di prendere più tempo per la ricapitalizzazione ROMA - Il governo evita il fallimento di Alitalia e ne mette al riparo il bilancio del 2007.

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 22-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia, salvagente del Tesoro Il governo evita il fallimento di Alitalia e ne mette al riparo il bilancio del 2007: ha deciso che il prestito ponte da 300 milioni sarà trasformato in patrimonio netto. Cultura Relativismo e democrazia Colloquio tra Sergio Romano e la sociologa francese Dominique Schnapper sul relativismo.

Corre l'energia, frenano i bancari ( da "Giornale.it, Il" del 22-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Chiude invece stabile Alitalia (+0,18%) nel giorno del cda straordinario. Tra gli industriali deboli Fiat (-2,82%), Pirelli (-1,62%) e Stm (-2,05%). Fra le Tlc, Telecom Italia cede lo 0,51%, Fastweb l'1,38%. A Francoforte crolla Infineon (-7%) e vendite molto sostenute su Bmw (-4%) e Lufthansa )-3,4%).

Alitalia, il Senato approva il prestito ( da "Campanile, Il" del 22-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Lea Vendramel Alitalia, il Senato approva il prestito Via libera al dl che stanzia 300 milioni di euro. Cda straordinario Via libera dell'Aula del Senato al prestito ponte per Alitalia. Quasi all'unanimità, solo i senatori radicali non partecipano al voto, Palazzo Madama approva ieri il decreto che stanzia 300 milioni di euro per la compagnia aerea.

Dialogo al Loft si profilano due linee sul voto in aula, intanto il blitz pro rete 4 rovina il clima ( da "Riformista, Il" del 22-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: gruppo al decreto che autorizza il prestito ponte di 300 milioni ad Alitalia "per senso di responsabilità nei confronti dei lavoratori di Alitalia". Che questo non sia orientamento di tutti nel Pd è chiaro già dalle parole con cui Bersani ha criticato ieri il fatto che il governo non abbia riconosciuto al precedente esecutivo il merito di aver già abolito l'Ici per il 40 per cento.

Alitalia, piano a rischio ( da "Secolo XIX, Il" del 22-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Aereo decolla e atterra subitoper un guasto a un motore ( da "Secolo XIX, Il" del 23-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: aereo Alitalia Genova-Fiumicino Md-80 in partenza alle 7.05 dall'aeroporto Cristoforo Colombo. Il pilota è stato costretto a compiere un atterraggio di emergenza per un guasto tecnico. A bordo dell'aeromobile c'erano 143 passeggeri. La testimonianza di uno di loro: "eravamo appena decollati, il pilota stava compiendo una manovra virando a sinistra per dirigersi verso la Capitale.

BREVI ( da "Secolo XIX, Il" del 23-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Attesa per il futuro Alitalia, Toto rilancia Air France: caso chiuso Milano. Carlo Toto, patron di Air One, rilancia il proprio interesse per Alitalia. Di contro, il numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, mette definitivamente la parola fine al progetto di acquisto, rimproverando ancora i sindacati.

Cordata Alitalia? Castelli ipotizza la Marzano Si parla di commissariamento, mentre Air France svaluta la sua quota in Italia ( da "Unita, L'" del 23-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: trasporto aereo ed il nodo Alitalia". La compagnia non può aspettare. "Mi auguro che Alitalia riprenda quota" ha commentato Jean-Cyril Spinetta, il presidente di Air France (che ha dimezzato il valore contabile del 2% detenuto in Alitalia a 13 milioni dai 26 milioni del precedente esercizio), ma senza troppo ottimismo, perchè in Italia "la gente non ha capito la gravità della situazione"

La Rai e la sindrome Alitalia ( da "Unita, L'" del 23-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del La Rai e la sindrome Alitalia Carlo Verna I palinsesti non sono le tavole della legge. Non solo è un diritto, ma anche un dovere per chi guida un'azienda come la Rai ritenerli qualcosa di dinamico, legato ai gusti, alle preferenze, alle esigenze degli utenti. Spero che il consigliere Carlo Rognoni, autore dell'articolo "Cari giornalisti attenti ai padrini"

Non tradite la cultura - salvatore settis ( da "Repubblica, La" del 23-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: perciò fondi necessari a tamponare scioperi di autotrasportatori e crisi Alitalia sono impunemente prelevati da quelli destinati alla ricerca. La gravità della crisi italiana in questo settore è evidente nella dimensione europea: nei due primi bandi di Erc (European Research Council, la nuova agenzia di ricerca dell'Unione Europea, che sta distribuendo 7,5 miliardi di euro),

L'abbraccio tra Marcegaglia e Berlusconi Il premier: il vostro programma è il nostro. Il leader di Confindustria ripete la litania dei lamenti ( da "Unita, L'" del 23-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma non cita neanche di striscio la questione Alitalia tricolore). Invoca più merito nelle scuole e nelle università. Attacca l'Ue per il protocollo di Kyoto. Il tono è martellante, liquidatorio. Basta sprechi, basta vincoli, basta tempi lunghi. Ma la platea si scalda davvero solo quando parla di chi "timbra il cartellino e se ne va.

La grande crisi di Malpensa: passeggeri giù del 31% E Fiumicino solo più 11% ( da "Corriere della Sera" del 23-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Caso Alitalia Bene le compagnie straniere La grande crisi di Malpensa: passeggeri giù del 31% E Fiumicino solo più 11% MILANO - Alitalia ha abbandonato Malpensa, che ha perso il suo status di hub, e gli effetti si vedono: alla fine di aprile i passeggeri dello scalo lombardo, rispetto all'aprile 2007, risultavano in calo del 31,

Sulle Autostrade duello governo-Pd ( da "Corriere della Sera" del 23-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sarebbe collegato al problema dell'Alitalia e cioè alla partecipazione dello stesso Benetton (azionista di Autostrade, ndr) alla nuova cordata per la nostra compagnia di bandiera". Si tratterebbe, cioè "di un regalo fatto a Benetton che avrebbe già tratto lauti profitti dal balzo in avanti compiuto da Autostrade in Borsa".

31 ( da "Corriere della Sera" del 23-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-23 num: - pag: 33 categoria: BREVI -31 % Il calo registrato dall'aeroporto di Malpensa nel mese di aprile. Sul dato pesa l'effetto del taglio di 180 slot Alitalia, in parte compensato dalle compagnie straniere.

I concorrenti ( da "Corriere della Sera" del 23-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che Alitalia ha lasciato a Malpensa Nella crescita di Fiumicino risulta decisivo l'aumento del traffico extra Ue (+29%), corrispondente allo spostamento dei voli da Malpensa Lufthansa ha sempre mostrato attenzione al traffico passeggeri del Nord Italia e per questo ha stretto un accordo con Sea, la società che gestisce Malpensa.

La rinuncia ( da "Corriere della Sera" del 23-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-23 num: - pag: 32 categoria: BREVI La rinuncia Jean-Cyril Spinetta, numero uno operativo di Air France-Klm, ha negoziato con impresa e sindacati per l'acquisizione di Alitalia, poi ha rinunciato all'operazione e ieri ha confermato che non ne sussistono più le condizioni.

No di Air France. E Castelli rilancia il commissario ( da "Corriere della Sera" del 23-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Klm l'ipotesi di acquisire Alitalia alle stesse condizioni proposte a aprile è da escludere. "Il business plan per Alitalia ha detto il manager transalpino - era impostato su una quotazione del petrolio di 86 dollari al barile". Con un greggio a 135 dollari, "il piano industriale - ha continuato - è completamente superato.

Effetto Alitalia, Malpensa giù del 31% Scatto delle compagnie straniere ( da "Corriere della Sera" del 23-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il negoziato con Lufthansa Effetto Alitalia, Malpensa giù del 31% Scatto delle compagnie straniere Cala il traffico. Per il vettore nazionale meno 83%, Fiumicino guadagna solo l'11% Rallentano anche i piccoli scali, mentre i coefficienti di riempimento di Alitalia sono in ribasso MILANO - Un piano di emergenza, di transizione, di "riduzione del danno" funzionale alla vendita.

Un commissario ci salverà o forse no - antonio filippetti ( da "Repubblica, La" del 23-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia o per un paese malavitoso, ma ora veniamo a sapere che la stessa decisione riguarderà i campi rom e la sicurezza: insomma questa soluzione è simbolicamente dietro l'angolo come si dice per l'intero "sistema paese". E sarebbe opportuno ricordare allora che avere una nazione commissariata equivale a consegnare un intero popolo agli arresti domiciliari e quindi a ridurre in

Gabbiani nel motore, atterraggio d'emergenza - stefano origone ( da "Repubblica, La" del 23-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia diretto a Roma vedono attraverso gli oblò che l'aereo compie una brusca virata, perde quota e punta verso Genova. Sono momenti di panico. C'è chi si fa il segno delle croce, chi si tocca il petto mimando un infarto in arrivo. I più tranquilli afferrano per le braccia le hostess e lo steward che camminano nervosamente lungo il corridoio spiegando le procedure di emergenza

"air france non tornerà su alitalia" - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 23-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: accarezzata da molti imprenditori interessati ad Alitalia. Air France vuole quindi concentrarsi solo sui "problemi interni" vista la già difficile congiuntura complicata dal caro carburante. Spinetta ieri ha parlato di Alitalia nel corso della presentazione dei conti del gruppo da lui guidato, che mostrano ricavi in crescita del 4,5% a 24,1 miliardi di euro e un utile netto in calo del 16%

Stipendi d'oro e furti legalizzati ( da "Voce d'Italia, La" del 23-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: agli amministratori delegati ed ai top manager di aziende come l'Alitalia, o le Ferrovie dello Stato, o la Telecom? Già ma quei trattamenti, incluse le liquidazioni finali, sono corrisposti a prescindere dai risultati. O meglio, forse sono riferiti a "risultati", che però non corrispondono mai a quanto i cittadini si aspetterebbero: una gestione efficiente, a servizio degli utenti.

E Walter diventa il "premier ombra" ( da "Giornale.it, Il" del 24-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 24-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Veltroni: Salari, pensioni, precari: su questo il governo è assente ( da "Unita, L'" del 24-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che ancora attende di essere salvata da un fantomatico gruppo d'imprenditori tricolori: "Su Alitalia è sceso il silenzio - ricorda il segretario del Pd - e ci chiediamo a che punto è la famosa cordata italiana. Il tempo passa e con esso passano le risorse disponibili del prestito ponte, ma non emerge una soluzione alternativa ad Air France che è stata messa alla porta".

Tremonti conferma Guarguaglini a Finmeccanica Attese a breve le liste del Tesoro per i consigli di amministrazione di Eni, Enel e Poste ( da "Unita, L'" del 24-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ex manager Alitalia. Ma, tra le ipotesi, c'è anche chi paventa la possibilità di una eventuale riconferma di Sarmi affiancato, però da Zanichelli e Ferranti in ruoli di direzione e co-direzione generale. Si tratta al momento solo di rumors che non trovano, come di consueto in questi casi, smentite o conferme mentre una stretta sulla vicenda è attesa a breve:

MALPENSA RIDUCE IL CALO DEL TRAFFICO PASSEGGERI ( da "Unita, L'" del 24-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per Alitalia il traffico a fine aprile era in frenata dell'82%, a fronte di una crescita delle altre compagnie del 21%. Al 22 maggio il traffico di Alitalia su Malpensa risulta ancora in calo dell'82,4%, mentre è in crescita il traffico delle altre compagnie, che segnano una crescita del 31%.

Quanto costerà? Molto già costa Un'opera inutile e faraonica ( da "Unita, L'" del 24-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Si potrebbe contestare anche all'ormai governatore della Sicilia che le Ferrovie pesano, e come, sulle casse dello stato, e peserebbero anche quei tre miliardi. Quanto ai privati, si spera che non siano magari gli stessi impegnati nella cordata Alitalia.

Atomo 2 Il loft ricompone le divisioni ( da "Riformista, Il" del 24-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E Veltroni attacca su Alitalia e salari Uno che a Veltroni è vicino, anzi vicinissimo come Tonini, lo dice apertamente: "Il meccanismo di come fare opposizione va ancora un po' oliato". E, a quanto pare, a questo si sarebbe dedicato il segretario del Pd, nelle ultime 24 ore, in cui il motore del Pd è apparso quantomeno inceppato.

Infrastrutture e nucleare per le opere si comincia con le banche <amiche> ( da "Corriere della Sera" del 24-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 750 milioni per Malpensa, una cifra imprecisata per l'Alitalia e undici miliardi di euro per le grandi opere, a cominciare dal Ponte sullo Stretto di Messina. Il totale fa quasi 19 miliardi. Considerando altre piccole frattaglie, tipo i cento milioni per le energie rinnovabili, si arriva a 20 miliardi tondi.

Governo ombra, summit a Milano: il confronto sulle riforme va avanti ( da "Corriere della Sera" del 24-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è Alitalia: "Il tempo passa, le risorse del prestito ponte scorrono, ma dopo l'uscita di Air France di cordate e soluzioni alternative non se ne vedono". Quanto al ritorno del nucleare, "bisogna capire meglio quello di cui parla Scajola". Bene, infine, il pacchetto sicurezza "("Preso in buona parte da quello di Amato ") salvo il reato d'

E ssere ( da "Corriere della Sera" del 24-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Fa rilevare lo stallo della questione Alitalia. E contesta il modo in cui il centrodestra difende alcune anomalie del sistema radiotelevisivo. Ma si affretta pure a ripetere che "il dialogo sulle riforme non è in pericolo". In questo dosaggio certosino di sintonie e divergenze, l'opposizione rischia di oscillare sempre fra subalternità e rottura;

Il governo ombra mette radici: da Milano rilancia il federalismo ( da "Giornale.it, Il" del 24-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: mentre si attende la decisione sul destino di Alitalia, la questione dell'hub venga considerata separatamente". Con la ricerca, quindi, di contatti con altre compagnie. Positivo anche l'incontro con Umberto Bossi. "Penso che probabilmente il prossimo Consiglio dei ministri si farà a Malpensa, perché è l'ambiente ideale".

Veltroni alla corte di Formigoni ( da "Manifesto, Il" del 24-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: cenno di disappunto per il silenzio calato su Alitalia e per la "precipitazione" del governo sull'emendamento "salva Rete4", Veltroni e soci si sono limitati a chiosare o a sottoscrivere le scelte del consiglio dei ministri. Di opposizione dura non se ne vede neppure l'ombra e comunque anche se ci fosse, "sconsiglio di rincorrere il titolo 'Dialogo a rischio' - ha ammonito Veltroni -

Al Pd piace il modello Formigoni ( da "Liberazione" del 24-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: un invito a "tirar fuori le carte" sul caso Alitalia, un applauso alla misura sull'Ici che deve essere accompagnata però da altre per chi la casa non può comprarla. Ma tutto ciò non deve trarre in inganno: " "Il dialogo sulle riforme non è in pericolo", ha scandito Veltroni. Ma anche questi sono dettagli.

Veltroni: per il pd milano è fondamentale - stefano rossi ( da "Repubblica, La" del 24-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il suo destino va separato da Alitalia con altre linee e altri voli, per un bilanciamento a favore dell'aeroporto e di questa parte del Paese". Nord, Lombardia, Milano. Il Pd deve ripartire da qui, insiste Veltroni, sulla base dei consensi elettorali incassati alle politiche: "Va fatto uno sforzo per accrescerli".

Stessi passeggeri, meno voli il marconi non cresce più - valerio varesi ( da "Repubblica, La" del 24-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: concorrenza aggressiva e smobilitazione Alitalia a Malpensa rappresentano una triade che lascia il "Marconi" al palo. La presidente Giuseppina Gualtieri precisa che non si tratta di recessione bensì di mancata crescita, tuttavia la sostanza è che l'andamento dei primi mesi di quest'anno non forniscono buoni segnali con una stagnazione del numero di passeggeri (

"a malpensa il prossimo consiglio dei ministri troveremo una via d'uscita per l'aeroporto" ( da "Repubblica, La" del 24-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ministro delle Riforme e leader della Lega Nord, ammettendo che che "al momento il governo non ha affrontato" il dossier Alitalia. Ma "troveremo una via d'uscita e tutto andrà per il verso giusto" ha detto "probabilmente il prossimo Consiglio dei ministri si farà a Malpensa, perchè l'ambiente incide".

Veltroni: il dialogo non è in pericolo - rodolfo sala ( da "Repubblica, La" del 24-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi che in campagna elettorale parlava di cordate per salvare la compagnia di bandiera: "Sul caso Alitalia è sceso il silenzio, il tempo passa e le soluzioni non si vedono". Ma c'è una grande feeling con Roberto Formigoni, il presidente della Lombardia che in questa riunione milanese del governo ombra, nella Sala Gonfalone del grattacielo Pirelli, fa un po' da padrone di casa.

Eni, Enel, Rai, Alitalia, Ferrovie: gli stipendi viaggiano a sei zeri ( da "Giornale.it, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 124 del 2008-05-25 pagina 7 Eni, Enel, Rai, Alitalia, Ferrovie: gli stipendi viaggiano a sei zeri di Redazione Chi l'ha detto che amministrazione pubblica fa rima solo con travet, colletti bianchi, stipendi da fame? Più si sale, nei quadri degli enti statali, più amministrazione pubblica fa rima con compensi milionari.

Alitalia, arriva la procedura Ue ( da "Corriere della Sera" del 25-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 24 categoria: REDAZIONALE Salvataggi Le grandi compagnie puntano al fallimento Alitalia, arriva la procedura Ue ROMA - Alitalia si appresta ad affrontare domani, in consiglio d'amministrazione, la strettoia del bilancio 2007. E intanto si profila con certezza una procedura d'infrazione da parte dell'Ue sul prestito-ponte.

Mutui e azzzzzardi ( da "Giornale.it, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dopo la lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.

BREVI ( da "Secolo XIX, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: del 2008 il carburante per far volare gli aerei di Alitalia è costato 62 milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2007, salendo del 27%, da 223 a 285 milioni di euro. L'aumento del petrolio mette a dura prova i conti di tutte le compagnie aeree, e ha trasformato lo scenario del mercato: può mettere in crisi piccole compagnie, dare un colpo di grazia alle aziende in crisi,

Alitalia, profondo rossoe la cordata non decolla ( da "Secolo XIX, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: cruciale per il futuro di Alitalia. Il bilancio 2007 della compagnia approda sul tavolo del Consiglio di amministrazione, che oggi dovrà certificare il profondo rosso dei conti, in attesa di una qualche decisione del governo attesa per già per questa settimana. Mentre non c'è ancora traccia della cordata italiana alla quale lavora il manager Bruno Ermolli per conto di Silvio Berlusconi,

Oggi cda sul bilancio 2007 Conti sempre più in rosso ( da "Unita, L'" del 26-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del ALITALIA Oggi cda sul bilancio 2007 Conti sempre più in rosso Importante riunione del cda di Alitalia, oggi, convocata per approvare il bilancio 2007 della compagnia. I tre consiglieri superstiti presieduti da Aristide Police saranno chiamati a dare l'ok ai conti dell'anno scorso, con risultati che si annunciano molto pesanti:

<Scioglieremo i Comuni anti discariche> ( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sul fronte della possibile cordata per Alitalia si muove qualcosa? "Quello di Alitalia è un problema che riguarda tutto il governo e che si è intestato Berlusconi con grande coraggio. Era un problema scottante che avrebbe potuto scaricare su altri ma il presidente del Consiglio ha agito con generosità, partendo dal presupposto che il progetto Air France cancellava Alitalia.

Il nuovo conformismo che circonda il cavaliere - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 26-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: candidatura del capo dei tassisti romani e dalla cordata nazionalista per l'Alitalia). Va da sé che non tutti gli uomini politici e le figure di potere possiedono l'autostima che fa dire a Massimo D'Alema, a proposito del ministro dell'economia Giulio Tremonti: "è un pensatore neoconservatore, peraltro modesto". Ma perlomeno sarebbe utile se nel Pd emergesse qualche giudizio critico,

Marcegaglia il governo ha mostrato di esserci. e il sindacato? ( da "Riformista, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Così è stato per Alitalia, dove la miopia ha, per anni, bloccato soluzioni fondamentali che affrontate prima avrebbero favorito il rilancio e qualificato l'occupazione. L'invito della presidente degli industriali a cambiare e a farlo rapidamente è elemento sostanziale per dare impulso alla ripresa.

Bossi: federalismo o si muore I tagli? Su sanità ed enti locali ( da "Corriere della Sera" del 26-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Su sanità ed enti locali "Alitalia, faremo un Consiglio dei ministri a Malpensa" Il ministro: ho parlato con Errani. E' un gatto nero, un furbacchione. Meglio così, preferisco lavorare con i furbi DAL NOSTRO INVIATO LEGNANO - "è arrivato il momento di fare la guerra al Barbarossa di oggi".

Matteoli: "Scioglieremo i Comuni anti discariche" ( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sul fronte della possibile cordata per Alitalia si muove qualcosa? "Quello di Alitalia è un problema che riguarda tutto il governo e che si è intestato Berlusconi con grande coraggio. Era un problema scottante che avrebbe potuto scaricare su altri ma il presidente del Consiglio ha agito con generosità, partendo dal presupposto che il progetto Air France cancellava Alitalia.

E' iniziata la rivoluzione conservatrice? ( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti.

Alitalia, oggi scopriremo quanto è il rosso ( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 21 del 2008-05-26 pagina 0 Alitalia, oggi scopriremo quanto è il rosso di Redazione Il cda, convocato per il pomeriggio, è chiamato ad esaminare il bilancio chiuso al 31 dicembre 2007: in settimana dovrebbe arrivare il via libera definitivo da Montecitorio al prestito ponte.

Brevi, schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 280 mln il trimestre Il primo trimestre del 2008 per Alitalia inizia con un rosso di quasi 280 milioni di euro prima delle imposte, 135 in più rispetto al 2007.

Fiato sospeso sul prestito alitalia attende il governo - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia attende il governo LUCIO CILLIS ROMA - Il cda di Alitalia doveva dare il via libera al bilancio 2007, il più drammatico della sua storia, con un rosso non lontano da quello record registrato lo scorso anno per i conti 2006. Ma con uno scarno comunicato di due righe l'azienda ha rinviato tutto ad oggi in attesa nella ratifica del decreto legge che trasferisce il prestito

Il gotha degli industriali per la nuova banca del commercio romano ( da "Repubblica, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: osservatorio Poteri forti Il fenomeno Imprese e dinamismo il Lazio unica regione in crescita Con il "franchising" un Palatium in ogni provincia Aeroporti di Roma una crescita con o senza Alitalia Il Gotha degli industriali per la nuova banca del commercio romano L'accusa di Riggio: efficienza e puntualità Fiumicino in ritardo.

Adr cresce con o senza alitalia la crisi non frena gli investimenti - paola jadeluca ( da "Repubblica, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Adr sta lavorando per un terminale dedicato ad Alitalia, ma in questo scenario di incertezza si rischia che gli investimenti vengano disattesi. La prima cosa che ha fatto Sea, dopo il ritorno di Alitalia a Roma, è stato proprio un ricorso per rientrare degli investimenti ingenti fatti sui passeggeri della compagnia", racconta Baccelli.

Alitalia, adesso è caos ( da "Secolo XIX, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: il bilancio non decolla. Dopo una riunione fiume di cinque ore, il cda della compagnia si chiude con un nulla di fatto e si aggiorna a oggi. Convocato per mettere il timbro sul disastro dei conti aziendali, che a fine 2007 avrebbero lasciato sul terreno 500 milioni di euro, il vertice della Magliana si inceppa di fronte all'

La promessa di confindustria "malpensa tornerà un hub" - rodolfo sala ( da "Repubblica, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: rinegoziare i rapporti con Alitalia e riportarla a Malpensa". Ed è una conclusione che porta dritto ad alcune richieste al nuovo governo. Gli ormai famosi 300 milioni: l'esecutivo dovrebbe condizionare quel prestito a un effettivo impegno di Alitalia su Malpensa, per evitare che "serva soltanto a tenere in vita ancora per un po' di tempo il carrozzone della compagnia di bandiera"

Il dossier Alitalia segnerà la credibilità del governo ( da "Secolo XIX, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Filippo paganini Il cda di Alitalia prende tempo. Avrebbe dovuto esaminare ieri i conti della compagnia, ma, dopo una seduta-fiume durata quasi cinque ore, ha deciso di aggiornarsi a oggi. Per ora i consiglieri non se la sono sentita di dare il via libera a cifre che fotografano il grave stato di salute dell'azienda in una situazione con molte incognite.

Dalle autostrade alle televisioni quando la concessione è un regalo - giovanni valentini ( da "Repubblica, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il governo Berlusconi aveva pensato di far comprare l'Alitalia dalle Ferrovie dello Stato che già non hanno soldi sufficienti per far funzionare bene i treni e infatti si sono subito chiamate fuori. Adesso si cerca di farla comprare alle Autostrade: o meglio di favorire l'ingresso di Atlantia (già Autostrade Spa), la holding controllata dal gruppo Benetton,

Crisi Alitalia, il cda in difficoltà chiede garanzie al governo Gli amministratori rinviano a oggi il via libera al bilancio 2007. Cresce l'allarme ( da "Unita, L'" del 27-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Crisi Alitalia, il cda in difficoltà chiede garanzie al governo Gli amministratori rinviano a oggi il via libera al bilancio 2007. Cresce l'allarme di Roberto Rossi/ Roma RINVIO Dopo quasi cinque ore il consiglio di amministrazione di Alitalia, chiamato a esaminare il bilancio chiuso nel dicembre del 2007, ha deciso di non decidere,

Penati: il prestito-ponte riguarda pure Malpensa? ( da "Unita, L'" del 27-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: utilizzo dei 300 milioni di prestito ponte accordati ad Alitalia. "Chiediamo se questi 300 milioni riguardano Malpensa o se servono solo per tenere in vita il carrozzone Alitalia - ha detto nel corso di una conferenza stampa convocata -. I dati di traffico su Malpensa ci dicono che un viaggiatore su tre ha disertato Malpensa e a fronte di questo calo Fiumicino è aumentata solo dell'

Bonomi: <Il governo? Ora è atteso a Malpensa> ( da "Giornale.it, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dire una parola chiara sul prestito ponte ad Alitalia, se i 300 milioni servono anche a frenare l'emorragia di passeggeri e traffico su Malpensa" e suggerisce sempre all'esecutivo Berlusconi di "impegnarsi subito per una liberalizzazione dei diritti di volo, a prescindere da Alitalia". E solo con la "liberalizzazione dei diritti di volo", continua l'inquilino di Palazzo Isimbardi,

Penati: il governo è assente Subito il tavolo per Malpensa ( da "Corriere della Sera" del 27-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: O forse servono soltanto per tenere in piedi il carrozzone Alitalia?". Penati ricorda i numeri diffusi nei giorni scorsi: "Negli ultimi mesi lo scalo ha perso il 33% dei passeggeri. Peraltro, Fiumicino ha visto aumentare i propri viaggiatori soltanto dell'11%. Mi pare che il piano di Alitalia non faccia bene neppure ad Alitalia".

Le tante favole sul nucleare ( da "Manifesto, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Faccia dunque un nome ministro o se le cose stanno come per le cordate dell' Alitalia ci lasci chiedere ai "soliti noti" di ribellarsi. Mi rivolgo al ministro ombra dell'ambiente per sollecitarlo a convincere il suo governo a fare una determinata opposizione a questa scelta. Non le chiedo solo di dire no, ma di avanzare proposte alternative.

Soldati a Kabul, nucleare iraniano I dossier che aspettano Berlusconi ( da "Corriere della Sera" del 27-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: mentre è in attesa di incardinare la difficilissima pratica Alitalia, sulla quale pare continuino le trattative con alcune compagnie arabe. Sui dossier internazionali invece "non ha ancora messo la testa", come raccontano alcuni suoi fidati collaboratori. Ma è chiaro che dovrà farlo a breve, vista l'agenda degli appuntamenti in programma già dalla prossima settimana.

Enel e Poste, cambiano i presidenti ( da "Corriere della Sera" del 27-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma di lui si parla con grande insistenza anche come possibile nuovo presidente dell'Alitalia. Saranno invece certamente sostituiti i consiglieri Dario Fruscio (in quota Lega, già dimessosi all'inizio dell'anno), Marco Pinto (fu nominato in quota Udc e non sarà confermato) e Pierluigi Scibetta (An). Ancora fluida la situazione anche per quanto riguarda l'Enel.

La Borsa crede ai tifosi di Soros ma l'affare-Roma resta un <giallo> ( da "Corriere della Sera" del 27-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ai francesi che volevano comperare Alitalia? Perché da un lato si promettevano sangue, sudore e lacrime (leggi licenziamenti) e dall'altro vittorie, sogni e grandi acquisti. Secondo l'agenzia Radiocor, però, George Soros avrebbe deciso di non dare seguito agli sforzi di Inner Circle già da venerdì scorso.

Alitalia, conti sotto la lente di Deloitte: consiglio sospeso ( da "Corriere della Sera" del 27-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ronchi ha comunque spiegato di non aver parlato di Alitalia con Barrot, che fino a qualche giorno fa era commissario europeo ai Trasporti e che quindi finora ha seguito il dossier Alitalia. Riprende il tam-tam dei sindacati che chiedono lumi al governo sulla linea che intende seguire su Alitalia.

Veltroni: su Alitalia troppo silenzio ( da "Voce d'Italia, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ponte al vaglio della Commissione Trasporti Veltroni: su Alitalia troppo silenzio Secondo il leader del Pd, l'esecutivo non starebbe facendo abbastanza per salvare la compagnia Roma, 27 mag. - "Passano i giorni ma la questione Alitalia continua a non essere affrontata né risolta". Così Walter Veltroni è tornato oggi sulla questione della compagnia aerea italiana,

Alitalia, Veltroni: "L'esecutivo si muova" ( da "Giornale.it, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 27 pagina 0 Alitalia, Veltroni: "L'esecutivo si muova" di Redazione Il leader del Pd attacca Palazzo Chigi sulla questione della compagnia di bandiera: "I giorni passano ma la questione Alitalia non viene affrontata né risolta. Non ci sono né la famosa cordata italiana, né soluzioni alternative all'orizzonte" Roma - "Voglio denunciare il silenzio"

Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? ( da "Giornale.it, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti.

Alitalia, conti in picchiata troppi rischi: cda rinviato ( da "Stampa, La" del 27-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: PERDE 2 MILIONI AL GIORNO Alitalia, conti in picchiata troppi rischi: cda rinviato Barbera e Grassia Sospeso l'esame del bilancio Commissariamento a un passo.

L'Ici pop dei Liberali pop ( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dopo la lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.

Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo ( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo ( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la ( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni ( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra ( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Racconta anche tu la partita della tua vita ( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica ( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Alitalia,persi495 milioni ( da "Secolo XIX, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Alitalia, salvezza all'ultimo minuto ( da "Secolo XIX, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ha chiuso il bilancio 2007 con un rosso di 495 milioni di euro: ha perso circa un milione e 350 mila euro al giorno. Un risultato migliore rispetto all'anno precedente, quando le perdite erano state di 626 milioni. Sul filo del rischio commissariamento, con l'approvazione dei conti la compagnia supera un passaggio delicatissimo.

Listini deboli scambi intensi ( da "Secolo XIX, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il Mibtel ha lasciato sul terreno lo 0,33% a 25.230 punti e lo S&P/Mib lo 0,06% a 32.743 punti, in linea con l'andamento dei principali mercati europei. Vistoso il crollo di Alitalia (-9,36%), pesante Impregilo (-3,53%).Debole Iride. 28/05/2008.

Malpensa, il governo riapre il tavolo milano - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: decreto legge per il prestito ponte di 300 milioni di euro a favore di Alitalia, accogliendo le osservazioni proposte dall'onorevole Erminio Quartiani del Partito democratico, che rendevano esplicita l'urgenza di un intervento organico a favore del rilancio della compagnia di bandiera che "porti all'adozione di un serio piano di sviluppo per Malpensa, il territorio e le sue imprese".

Alitalia, ermolli cede il passo a tremonti - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia, Ermolli cede il passo a Tremonti Il consulente gira la lista della cordata al ministro. Conti in rosso per 495 milioni Il cda: "Subito una ricapitalizzazione, attendiamo indicazioni dal Tesoro" ETTORE LIVINI MILANO - Alitalia chiude il 2007 in rosso per 495 milioni, con perdite giornaliere pari a 1,

Brevi, schede e richiami 2 ( da "Repubblica, La" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Otto e mezzo Dal decreto sulle frequenze tv al destino dell'Alitalia, in Parlamento il clima politico si scalda. Confronto e scontro fra maggioranza e opposizione secondo Anna Finocchiaro e Maurizio Gasparri, capigruppo al Senato rispettivamente di Pd e PdL. La 7 20.30 i liceali La puntata della fiction mette a fuoco le ansie di un padre verso la figlia.

Energetici in calo ( da "Unita, L'" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Tra gli energetici in calo Eni (-1,59%) e Saipem (-2,29%), Bene le tlc, con Telecom +0,42% e Tiscali +0,89% sulle ipotesi circa una vendita separata dei diversi assets. Alitalia ha registrato un calo del 9,38% dopo la fumata nera sull'approvazione del bilancio 2007.

<Governo, solo fuochi d'artificio La Chiesa ha diritto di parlare> ( da "Corriere della Sera" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ci si può opporre con fermezza su Rete4 e denunciare la scomparsa della cordata Alitalia, senza che per questo il dialogo sulle riforme debba interrompersi. Così come è finito il clima di scannatoio durato quindici anni. Io ho cominciato a usare toni nuovi già in campagna elettorale; il leader dello schieramento a noi avverso l'ha fatto soltanto dopo la vittoria".

Il modello Rai è arrivato al capolinea ( da "Manifesto, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sara Farolfi Roma La Rai come Alitalia? Per il momento no, ma l'evocazione ricorre e salvo una netta inversione di rotta dal declino al tracollo la strada è breve. Soffre, la 'compagnia di bandiera' televisiva, di una "logica inerziale" in un mondo, quello dell'informazione e della produzione culturale, di rapidi cambiamenti.

La via nazionale e lo slalom sui tempi ( da "Corriere della Sera" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Le risorse di Alitalia, anche dopo l'iniezione dei 300 milioni del "prestito- ponte" potrebbero esaurirsi entro agosto. Occorre dunque accelerare nella predisposizione del piano e nella verifica dei conti da parte del nuovo pretendente di Alitalia. Il vettore continua infatti a bruciare liquidità: nel giro di un solo anno la disponibilità si è ridotta di 345 milioni,

Aponte e Riva per Alitalia Stretta sulla cordata italiana ( da "Corriere della Sera" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: va rifatta la gara per Volare Aponte e Riva per Alitalia Stretta sulla cordata italiana La maxi-perdita 2007 sale a quota 495 milioni Rinviata ancora la pubblicazione del decreto sul prestito ponte, convertito in patrimonio netto ROMA - Alitalia archivia il 2007 con un "buco" di 495 milioni di euro e un patrimonio netto ridotto a 381 milioni prima delle perdite del 2008.

Mozzarella a bordo ( da "Corriere della Sera" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Mozzarella di bufala campana gratis ai viaggiatori di Alitalia. è questa l'idea che la compagnia starebbe per lanciare in collaborazione con il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia. L'iniziativa che servirà a supportare il prodotto campano in tutto il mondo, riguarderebbe tutti i viaggiatori dei voli internazionali e intercontinentali e gli ospiti delle salette vip.

Balzo di Unicredito, scivola Impregilo ( da "Corriere della Sera" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La caduta degli energetici ha coinvolto anche Tenaris (-1,73%) e la stessa Eni (-1,59%). Fuori dall'S&P-Mib, infine, scivolone della AS Roma (-12,92%) dopo la smentita della famiglia Sensi sulle trattative con il magnate americano Gorge Soros e nuovo ridimensionamento di Alitalia (-9,36%), scesa sotto quota 0,5 euro.

Gli operai e il <sogno> tedesco ( da "Corriere della Sera" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Chi volesse soffocare i sogni di Bonanni potrebbe citare Alitalia, Fs o Rai quali esempi di invadenza sindacale. Ma farebbe demagogia come chi citasse Parmalat o Enron per bocciare padroni e manager. In realtà, la proposta della Cisl è nobile e riflette l'esperienza tedesca della Mitbestimmung. Sacconi, è vero, non la vorrebbe riprendere tal quale: in questa fase postideologica,

Il dramma Alitalia: nel 2007 ha perso 495 milioni di euro Il Cda chiede un immediato aumento di capitale Assemblea dei soci convocata per il 27 giugno ( da "Unita, L'" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: esercizio è stato un passaggio fondamentale per la sopravvivenza di Alitalia. Significa che secondo il consiglio c'è ancora spazio per tentare un salvataggio del gruppo. L'alternativa sarebbe il ricorso al commissariamento che per Alitalia significherebbe il fallimento certo visto che, con tutta probabilità, le sarebbe sospesa la licenza di volo.

Alitalia, persi 495 milioni ( da "Secolo XIX, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Alitalia, il fallimento non c'è e la cordata sfuma ( da "Campanile, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Voglio denunciare il silenzio su Alitalia e chiedo al governo di dare immediatamente un'indicazione chiara su uno dei problemi più drammatici per la vita del nostro Paese". Il segretario del Pd, Walter Veltroni, è passato all'attacco sulla questione di Alitalia e, all'indomani della sospensione e del rinvio dell'atteso Cda sui conti,

<Il modello Rai è arrivato al capolinea> ( da "Manifesto, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: analisi dei bilanci curata da Sergio Cusani Sara Farolfi Roma La Rai come Alitalia? Per il momento no, ma l'evocazione ricorre e salvo una netta inversione di rotta dal declino al tracollo la strada è breve. Soffre, la 'compagnia di bandiera' televisiva, di una "logica inerziale" in un mondo, quello dell'informazione e della produzione culturale, di rapidi cambiamenti.

La Sapienza e il rito dell'intolleranza ( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Alitalia: 'Il governo sta lavorando' ( da "Voce d'Italia, La" del 28-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: L'argomento è delicato. Su Alitalia il governo sta lavorando, di più non posso dire”. Così ha risposto alle domande dei giornalisti, senza offrire ulteriori dettagli sulla questione Alitalia, aperta ormai da tempo e non ancora risolta. Giulia Fossati.

Scambi spunta l'emendamento pro-benetton ( da "Riformista, Il" del 28-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: benetton Il pedaggio per salvare Alitalia Walter Veltroni e Pier Luigi Bersani sono passati ieri all'attacco, sull'emergenza Alitalia. Ha esordito il leader del Pd, esprimendo la volontà di "denunciare il silenzio" sul futuro della compagnia di bandiera e chiedendo al governo di dare "immediatamente una indicazione chiara su uno dei problemi più drammatici per la vita del nostro Paese"

Poltrone tutto ruota attorno all'eni ( da "Riformista, Il" del 28-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: come già avvenuto per il difficilissimo dossier Alitalia, ha investito del ruolo di mediatori i suoi uomini più fidati, Gianni Letta per gli aspetti strettamente politici e Bruno Ermolli, nelle vesti di "cacciatore di teste". A questo punto, è prevedibile che a mettere l'ultima parola sia proprio Berlusconi ricorrendo, come spesso gli accade, a un intervento di "ultima istanza"

Pd Il leader attacca su Alitalia e salari, ma insegue sempre la grande riforma ( da "Riformista, Il" del 28-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: A stretto giro è arrivato pure un affondo sul caso Alitalia: "Passano i giorni - ha detto Veltroni - ma la questione continua a non essere affrontata né risolta e dopo aver creato le condizioni perché Air France abbandonasse la trattativa, si lascia spazio a rischi molto forti per Alitalia perché non solo non si vede all'orizzonte la famosa cordata italiana,

Mutui, giù le rate ma solo dal 2009 ( da "Stampa, La" del 28-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: giù le rate ma solo dal 2009 Alitalia, pronto il piano dei privati Le norme sui mutui approvate per venire incontro alle esigenze dei cittadini che devono pagare rate schizzate in alto entreranno in vigore soltanto dal 2009. Intanto oggi sarà pubblicato sulla Gazetta Ufficiale il decreto legge sull'Ici e sugli straordinari.

Trenta giorni per salvare Alitalia dalla liquidazione ( da "Secolo XIX, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: indicato come il futuro timoniere di Alitalia non si sa bene in che veste, avverte che sarà dura: "Dopo i rifiuti di Napoli, Alitalia è il problema più grosso". E scusate se è poco. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 29/05/2008 20 MARZO 29/05/2008 ' 29/05/2008 prioritàed emergenzeDopo i rifiuti di Napoli, Alitalia è il problema più grosso da affrontare mario rescamanager 29/

Il leader del Pd: Ne vedremo delle belle Ma su Alitalia, mutui e lavoro passano solo i messaggi del governo ( da "Unita, L'" del 29-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Il leader del Pd: "Ne vedremo delle belle" Ma su Alitalia, mutui e lavoro passano solo i messaggi del governo.

Il problema del Pd: la luna di miele tra governo e media ( da "Unita, L'" del 29-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Rai e via discorrendo. "Vedrete - è la conclusione - che la maggioranza entrerà presto in difficoltà e si dimostrerà che la luna di miele tra governo e italiani è fondata sul nulla". Non a caso due ore prima di sentire i big del partito sul tema riforme e regolamenti, il segretario del Pd aveva convocato una conferenza stampa per criticare il governo per il decreto fantasma

Cronache della nuova Roma ( da "Unita, L'" del 29-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Provvedono al collegamento rapido con la periferia gli autobus della nuova Alitalia. Non vola, ma dove dovrebbe volare? Niente vale questa nostra bella terra chiusa e protetta. E finalmente senza Rom, senza stranieri, senza ingombranti facinorosi di sinistra (ricordate le continue notizie di "rissa", quando gli estremisti tentavano di reagire alle bastonate?

Alitalia: il governo tace, la crisi peggiora Il Pd contro il prestito-ponte. Voci e nessuna certezza sulla soluzione italiana ( da "Unita, L'" del 29-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Alitalia: il governo tace, la crisi peggiora Il Pd contro il prestito-ponte. Voci e nessuna certezza sulla soluzione italiana di Roberto Rossi/ Roma SALUTI "Tanti auguri". Il super consulente Bruno Ermolli, l'uomo incaricato da Silvio Berlusconi di risolvere il caso Alitalia cercando una cordata italiana,

Falsa partenza la maggioranza bulgara rallenta in parlamento e cerca compromessi ( da "Riformista, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Falsa partenza la maggioranza bulgara rallenta in parlamento e cerca compromessi GLI EX DECISIONISTI Governo a marcia indietro su Rete4 e Benetton. Stop sugli statali. Alitalia aspetta.

P robabilmente, ( da "Corriere della Sera" del 29-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è un primo segnale vistoso. E la Lega lo esaspera chiedendo una riunione del consiglio dei ministri nell'aeroporto milanese di Malpensa; e avvertendo, con un sottinteso minaccioso: "A noi interessa Malpensa, non Alitalia". Basta questo perché il Pd chieda chiarimenti e alzi la voce, bilanciando un dialogo non facile ed un atteggiamento che a sinistra qualcuno considera subalterno.

Berlusconi punta al dialogo, si parte con i regolamenti ( da "Manifesto, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: anche per svelenire il clima sui prossimi provvedimenti che l'esecutivo dovrà affrontare (rifiuti, Alitalia e Afghanistan). Il governo ombra resta dunque un capitolo del dialogo sulle riforme, il dialogo con la maiuscola secondo Veltroni. Quello che, secondo invece desiderata di Berlusconi, dovrà partire con l'introduzione di uno sbarramento alla legge elettorale europea.

Dal Salva Benetton autostrade alla rendita ( da "Manifesto, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Bruno Tabacci (Udc): "Scambio di soldi per Alitalia" Matteo Bartocci Roma Altro che "salva Retequattro". Tra gli emendamenti berlusconiani al decreto comunitario ce n'è uno ben più clamoroso ma di cui, c'è da giurarci, poco sapranno i cittadini e soprattutto gli automobilisti italiani.

Alitalia, il Tesoro e la stretta sui tempi ( da "Corriere della Sera" del 29-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE La cordata Riassetto in due fasi Alitalia, il Tesoro e la stretta sui tempi ROMA - Tempi brevi per la ricetta-Tremonti su Alitalia. Le basi dell'operazione che il Tesoro avrebbe in mente per salvare la compagnia saranno gettate all'inizio della prossima settimana. Una scelta fatta per non irritare l'Ue, di cui si dovrà aspettare un primo parere sul prestito-

Baccini ( da "Corriere della Sera" del 29-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia" Ghedini "Veramente io stavo con il Cavaliere. Come sempre" Granata "Accompagnavo Alemanno per le provinciali di Palermo". Chiara Moroni "Assente per accertamenti in ospedale, ho il certificato" N. Cosentino "Il pulsante non ha funzionato, non so perché, proprio in quella votazione" Cicchitto Il capogruppo del Pdl si è giustificato dicendo che stava in Transatlantico a richiamare

<In bagno>. <Missione segreta per Silvio> Le <giustificazioni> dei cento assenti ( da "Corriere della Sera" del 29-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Le vittime dei ritardi Alitalia come Maria Grazia Siliquini, che chiama Italo Bocchino dall'aeroporto e geme "sono bloccata dallo sciopero". E gli sgobboni alla Gabriella Mondello, "traditi" dalla stanchezza dopo aver conquistato la palma degli stakanovisti parlamentari: "Sono dispiaciutissima, per tre legislature ho raggiunto percentuali bulgare di presenza in Aula,

<Malpensa grida ancora vendetta ma il governo è vicino alla svolta> ( da "Giornale.it, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ha abbandonato Malpensa grida ancora vendetta". Sostantivo che Roberto Formigoni ripete due, tre volte: "La priorità è sempre tutta per Malpensa perché il modo con cui Alitalia ha abbandonato l'aeroporto ancora grida vendetta". Ma il presidente della Regione Lombardia invita comunque a essere "ottimisti": "Bisogna esserlo perché questa è la sfida che il governo nazionale

Sale Monte Paschi, scende Intesa ( da "Giornale.it, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In crescita invece Alitalia, che nell'asta unica di chiusura ha segnato un prezzo di 50 centesimi di euro netti, in aumento del 2,25%. Sprofonda la Roma dell'11,26% a 1,19 euro dopo brevi sospensioni per eccesso di ribasso. Positive tutte le Borse europee: Londra +0,18%, Parigi +1,32%, Francoforte +1,08%, Zurigo +0,76%.

Alitalia, il governo insiste rispunta l'ipotesi air one - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Allo studio l'integrazione con le compagnie nazionali minori Alitalia, il governo insiste rispunta l'ipotesi Air One Il progetto prevede la nascita di un vettore con il 75% circa del mercato interno LUCIO CILLIS ROMA - Integrazione tra Alitalia, Air One e altre compagnie minori per salvare il trasporto aereo nazionale.

Il governo sblocca tutte le convenzioni anas - sara bennewitz ( da "Repubblica, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: società autostradale italiana a partecipare alla cordata per il rilancio di Alitalia, difficilmente la società potrebbe tirarsi indietro. Tuttavia l'emendamento votato ieri, che avrà efficacia retroattivamente a partire dall'8 aprile, ratifica per legge anche tutte le altre convezioni firmate dai concessionari di autostrade, di cui 5 su 13 non avevano avuto il via libera dal Nars.

Alitalia e straordinari, il Pd boccia il governo ( da "Campanile, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Lea Vendramel Alitalia e straordinari, il Pd boccia il governo Dure critiche dell'opposizione sul fisco e sulla fantomatica cordata italiana Veltroni attacca a spada tratta il governo. Nel mirino del leader del Pd, la detassazione degli straordinari e la vicenda Alitalia.

Alitalia che cosa si aspetta a farla fallire? ( da "Riformista, Il" del 29-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: avesse interrogata prospettandole due ipotesi di lavoro: un'Alitalia salvata dal contribuente e affidata agli amici degli amici in cambio di regole compiacenti, o un trasporto aereo più libero e Alitalia lasciata a sé stessa, la signora avrebbe propeso per la seconda. Meglio il fallimento che continuare a sprecare soldi del contribuente, e Malpensa viva e prosperi,

Tendenze tra gaffe, stalli e scacchi il premier lavora a non incattivire l'opposizione ( da "Riformista, Il" del 29-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: accumulano i dossier insoluti da Napoli ad Alitalia Forse è presto per dire che la luna di miele col paese è finita. Senz'altro non è ancora il caso di immaginare scenari di stallo e implosione. Certo è che il governo Berlusconi - dopo aver cavalcato la scia del successo elettorale per inanellare risultati e rastrellare nuovo consenso - ha fatto il primo bagno di realtà.

Falsa partenza la maggioranza bulgara rallenta in parlamento e cerca compromessi ( da "Riformista, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia aspetta Il governo incontra il Pd e fa dietrofront sull'emendamento della discordia: saranno riformulati passaggi pro-Rete4. L'opposizione resta contraria al provvedimento, ma ritira l'ostruzionismo e canta vittoria. In una giornata che ha visto la maggioranza soffrire in aula anche sul caso Atlantia (con tanto di gaffe tra il presidente Fini e il ministro Ronchi)

Alitalia, il dossier passa a Tremonti ( da "Giornale.it, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 29 pagina 22 Alitalia, il dossier passa a Tremonti di Redazione da Milano Le tensioni politiche su Alitalia si sono manifestate ieri alla Commissione trasporti della Camera, dove il decreto sul prestito ponte è stato approvato, ma con il voto contrario dei partiti di opposizione, che vogliono così incalzare il governo e gli impegni che ha preso.

Alitalia: un anno di vita con il prestito ( da "Voce d'Italia, La" del 29-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: milioni di euro possa permettere la continuità aziendale di Alitalia per altri 12 mesi. Sarà poi il Tesoro ad occuparsi, in tempi brevissimi, della privatizzazione. Il dossier e' in mano al ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che sul futuro di Alitalia, lavora in rigoroso silenzio. Il 2007 si è chiuso con "solo" 495 milioni di perdite, ma almeno si è evitata la liquidazione.

Autostrade-Anas, sì della Camera alla convenzione ( da "Giornale.it, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in cambio di un suo intervento finanziario nella cordata Alitalia. Non va dimenticato, però, che l'accordo tra Autostrade e Anas è stato firmato ancora l'ottobre scorso, sulla base delle nuove regole per le concessionarie autostradali volute dall'allora ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro.

"ascoltate la cgil o salta il dialogo" - luisa grion ( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il sindacato dunque chiede chiarezza su Alitalia: "Abbiamo diritto di sapere"; suggerisce "interventi fiscali redistributivi dell'ordine di 5-6 miliardi a favore del lavoro dipendente e delle pensioni"; avverte soprattutto che "siamo seduti su una polveriera: il governo deve occuparsi di inflazione, prezzi e tariffe".

Alitalia, un anno di vita ( da "Secolo XIX, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Mozzarella, il piano del ministro - patrizia capua ( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In accordo con Alitalia, la mozzarella di bufala campana dop entrerà nei menù a bordo dei voli intercontinentali e potrà essere degustata nelle sale vip di Alitalia a New York, Tokyo, Mosca e nei principali aeroporti italiani. In parallelo partirà la promozione finanziata dalla Regione Campania, costo due milioni.

Loft relazioni pericolose in chiaroscuro ( da "Riformista, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Si è assottigliato davvero solo nei giorni più caldi della vicenda Alitalia, e non certo per la porta sbattuta in faccia a Brunetta. Alla riunione del governo ombra, ieri, non s'è fatto cenno alla questione. Anzi, la linea ufficiale del Loft è negare che esista un caso Cgil e che il principale sindacato italiano sia tentato da una soluzione dipietrista, se così si può dire,

Alitalia 1 il governo prolunga l'agonia di altri 12 mesi ( da "Riformista, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia 1 il governo prolunga l'agonia di altri 12 mesi Palla avanti e volare, coi soldi pubblici Per un anno resta tutto com'è. Veltroni: "Dov'è la cordata italiana?". Bersani chiama in causa la Consob L'Alitalia continua ad accumulare perdite e allunga la sua agonia.

Alitalia 2 parla cipolletta: necessario un accordo ( da "Riformista, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia 2 parla cipolletta: necessario un accordo "Serve una compagnia straniera" "La politica non giochi con la paura". Su Tremonti nemico di banche e petrolieri: "Si rischia di fare danni" È al Festival dell'Economia di Trento in veste istituzionale, perché è anche presidente dell'università di Trento.

Il fascismo alimentare ( da "Unita, L'" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Bruno Vespa si è concesso una delle sue puntate più aeree, tacendo però di Alitalia. Esaurito (per ora) il filone horror con la condanna della signora Franzoni, si è parlato di diete in vista della emergenza-spiaggia (si sa, le emergenze non finiscono mai). Per arrivare a dire che le diete sono tutte inutili, anzi dannose.

Di Bruno Miserendino / Roma ( da "Unita, L'" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e a un progetto per l'occupazione femminile, tema sconosciuto agli interessi del governo Berlusconi, e risponde a una domanda sul raid del Pigneto di una settimana fa. Veltroni non si scusa, come chiede la Destra, per aver detto a caldo che era un'aggressione a matrice ideologica, mentre invece uno dei protagonisti ha rivelato che lui è pure di sinistra e in quella vicenda

Per il governo Alitalia ha un anno di vita Ma l'opposizione lancia l'allarme. Veltroni: subito in Parlamento, situazione gravissima ( da "Unita, L'" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Per il governo Alitalia ha un anno di vita Ma l'opposizione lancia l'allarme. Veltroni: subito in Parlamento, situazione gravissima di Bianca Di Giovanni/ Roma OSSIGENO La cordata tricolore per Alitalia non si è vista. Al suo posto è arrivata una nota del governo che contiene in sé tutti i segni dell'emergenza.

Un ponte sullo stretto anche per l'Alitalia ( da "Manifesto, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Si attende il responso Ue Roma Il caso Alitalia resta un incubo non solo per chi ci lavora, ma anche nel nuovo governo. Ieri è passato il decreto fiscale con le misure di urgenza per la compagnia di bandiera, destinate a "salvaguardare per i prossimi dodici mesi la continuità aziendale", evitando così per un anno la liquidazione della compagnia.

Eni ed Enel, il governo conferma i vertici ( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: considerato anche come possibile nuovo presidente dell'Alitalia, e Pierluigi Scibetta, in quota An. La Lega potrà invece contare su Paolo Marchioni, classe '69, avvocato ammini-strativista di Verbania, capogruppo della Lega alla provincia , già nel cda della Consip e molto legato a Roberto Calderoli.

Mandelson: <Adesso l'Italia non ceda alle sirene protezioniste> ( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia", ma il commissario torna a Bruxelles tranquillizzato. Ha incontrato tre ministri, Claudio Scajola, Adolfo Urso e Andrea Ronchi, poi il presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, "senza riscontrare il minimo accenno ad una politica commerciale di stampo protezionistico, ma piuttosto l'interesse al mantenimento,

0,48 ( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-30 num: - pag: 29 categoria: BREVI 0,48 Euro. Il valore in Borsa del titolo Alitalia dopo il calo del 2,2% subito nella seduta di ieri.

495 ( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-30 num: - pag: 29 categoria: BREVI 495 milioni. La perdita registrata da Alitalia nel 2007. Equivale a una perdita di 1,35 milioni al giorno.

Alitalia, la trattativa torna al Tesoro ( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "La fantasia di Tremonti è tornata - ha chiosato Francesco Boccia (Pd) - . Questa volta a pagare per Alitalia saranno le piccole imprese e i contribuenti". Le regole Il Tesoro prepara un decreto per la cessione a trattativa diretta di Alitalia Antonella Baccaro.

Ici, i soldi dai fondi per donne e migranti ( da "Liberazione" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: rimanda ancora il redde rationem per Alitalia. Come? Semplice: togliendo fondi a provvedimenti che il nuovo ministro dell'Economia giudica secondari, poco popolari. Via quindi i fondi contro la violenza alle donne, meno soldi per i trasporti al sud, immigrati, università e cultura possono attendere.

TRASPORTI PUBBLICI ( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 45 categoria: BREVI TRASPORTI PUBBLICI Gestione tedesca Ho avuto la fortuna di viaggiare su aerei Lufthansa e con treni tedeschi: puntuali e precisi al minuto, efficienza al massimo, posti comodi e servizi ai passeggeri eccellenti. Non potremmo dare in gestione ai tedeschi sia l'Alitalia che Trenitalia? Francesca Zucco, Milano.

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia, 12 mesi garantiti Il ministro Tremonti ha presentato un decreto per garantire all'Alitalia 300 milioni di euro. I fondi sarebbero sufficienti alla compagnia di bandiera per affrontare i prossimi 12 mesi. Spettacoli Sex and the City al cinema Da oggi arriva nelle sale italiane la versione extralunga (2 ore e 25 minuti)

Le misure di urgenza per Alitalia, varate dal governo servono a <salvaguardare per i prossimi dodici mesi la continuità aziendale>, evitando così per un anno la liquidazione della ( da "Liberazione" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Le misure di urgenza per Alitalia, varate dal governo servono a "salvaguardare per i prossimi dodici mesi la continuità aziendale", evitando così per un anno la liquidazione della compagnia Le misure di urgenza per Alitalia, varate dal governo servono a "salvaguardare per i prossimi dodici mesi la continuità aziendale", evitando così per un anno la liquidazione della compagnia.

La bisteccopoli dei marta boys così affonda genova la rossa - curzio maltese ( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La sola Genova conta debiti per un miliardo e 400 milioni, più o meno come l'Alitalia, 2.300 euro per abitante, compresi vecchi (tanti) e bambini (pochi). Ma domani la tempesta può arrivare a Roma, Torino, Milano, Firenze, Bologna. Cominciamo dalla storia vera, con i personaggi in carne e ossa e, si vedrà, dalla carne assai debole.

Ancora un anno di ossigeno per alitalia - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ancora un anno di ossigeno per Alitalia Il governo stima gli effetti del prestito-ponte e oggi prova a riaprire la privatizzazione Veltroni:"Subito le decisioni". Il Consiglio dei ministri affronta la questione LUCA IEZZI ROMA - Giulio Tremonti riprova a vendere Alitalia. Il ministro dell'Economia riporterà oggi in Consiglio dei ministri la questione della compagnia di bandiera:

Alessandra carini ( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: altri concessionari per ottenere una partecipazione alla cordata Alitalia? Un atto dovuto per chiudere la procedura d'infrazione comunitaria? Intorno al blitz alla Camera che ha fatto passare per decreto l'approvazione delle concessioni autostradali, sottraendole all'esame del Cipe e saltando così le obiezioni a suo tempo avanzate dalla Ragioneria e dal Comitato tecnico del Nars,

Meno treni per gli italiani tagli a intercity e biglietterie - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: far precipitare il gruppo ai livelli toccati da Alitalia e di non fornire più ai passeggeri i servizi notte. I motivi di questa ulteriore stretta, sono quindi quelli di sempre in un'azienda come Ferrovie dello Stato oberata da perdite rilevanti anche se in forte diminuzione, grazie al lavoro di limatura delle uscite e l'accettazione di ulteriori sacrifici da parte delle maestranze:

Una tassa sull'incertezza pagata da tutti gli italiani - massimo riva ( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per i prossimi 12 mesi la continuità aziendale di Alitalia". Parole impegnative che forse vorrebbero suonare rassicuranti, ma che in realtà possono creare solo sconcerto. Altri mesi di questo andazzo in attesa che dal cilindro di Berlusconi esca chissà quale miracoloso coniglio? E' il caso di ricordare a Palazzo Chigi e dintorni che Alitalia non è più soltanto una compagnia aerea,

"mozzarella di bufala così la rilanceremo" ( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che si concretizzerà anche grazie a un accordo con Alitalia. La compagnia inserirà il prodotto Dop campano a bordo dei voli intercontinentali. L'annuncio di Zaia fa seguito alla crisi affrontata dal settore dopo l'allarme diossina, che nei primi quattro mesi del 2008 ha fatto registrare un -35% di fatturato.

Brevi, schede e richiami 3 ( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Otto e mezzo Dal caso Alitalia all'emergenza rifiuti: alla vigilia della relazione annuale del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, l'economista Mario Monti (presidente della Bocconi di Milano, già membro della Commissione Attali e Commissario europeo alla concorrenza) commenta i primi passi del governo per rilanciare lo sviluppo del Paese.

Zaia il veneto va in soccorso della bufala ( da "Giornale.it, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sui voli Alitalia verranno distribuiti piatti di bufale "e non quelle solite pappette", accanto ad altri prodotti in difficoltà del made in Italy. Si impegna "non ad aiuti di Stato", ma a costituire un tavolo interministeriale con il dicastero della Salute, e inizia a parlare di due milioni di euro di fondi europei per bonifica e restituzione dei pascoli sequestrati.

Scatta Unipol, cede Impregilo ( da "Giornale.it, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: asta unica di chiusura Alitalia ha perso il 2,2% tra scambi ridotti. Quanto al settore bancario e assicurativo, bilancio deludente per il Monte Paschi di Siena (-1,1%) Intesa Sanpaolo (-0,7%) e Unicredit (meno 0,5%). Stabili le Generali; mentre Unipol è avanzata del 3% dopo che è stata esclusa una partecipazione al riassetto di Hopa.

Ma Epifani lancia il diktat al governo ( da "Campanile, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Infine, il capitolo Alitalia. Epifani non ha dubbi: "Il sindacato ha il diritto di sapere che cosa succede". Esempio di quello che non bisogna fare è quanto sta avvenendo per Alitalia. In campagna elettorale ogni giorno un annuncio di cordate, di soluzioni possibili per il rilancio della compagnia.

Tremonti, Alitalia: profonda crisi finanziaria ( da "Voce d'Italia, La" del 30-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Varato decreto del Consiglio dei Ministri Tremonti, Alitalia: profonda crisi finanziaria Nuovi azionisti per risanare la compagnia aerea nostrana Roma, 30 mag. Varato un decreto del Consiglio dei Ministri sull'individuazione di nuovi acquirenti per Alitalia. "Con propria delibera” il consiglio dei Ministri, “

Quanti immigrati può permettersi un'Italia in crisi? ( da "Giornale.it, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti.

Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? ( da "Giornale.it, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti.

"Liberalizzare subito gli slot di Malpensa se vogliamo salvarla" ( da "Stampa, La" del 30-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Ma contestualmente, in cambio presenta un ordine del giorno con cui impegna il governo a un'azioen forte e determinata. Malpensa in un mese ha perso il 31 pe rcento del traffico, quota che Fiumicino non ha assorbito totalmente. Ciò significa che se non si fa nulla, in termini assoluti potremmo avere 3 milioni e 800 mila passeggeri in meno che scelgono scali esteri per muoversi,


Articoli

Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (104 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 97 ) " (45 votes, average: 2.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 84 ) " (26 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (44 votes, average: 1.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (116 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 90 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Livio: Ho visto il cortometraggio, simpatico, discreto, francese. Bello, il cutter a vele ammainate che passa (sembra... ENIO TERRACCIANO: E vero pero anche la satira ha le sue verita, questo governo ombra non ha i tre attributi... ENIO TERRACCIANO: Siamo alle solite uno attacca l'altro, e poi non si sa, mi viene in mente la parodia del... NET_BALLA: Il futuro è dentro di noi. E' già arrivato dobbiamo solo respirarlo a pieni polmoni e liquidare il... Marcelobranko: Vedo che i precedenti interventi hanno già più che abbondantemente provveduto a gettare discredito... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Tremonti: "Tagli alla spesa per Ici e straordinari"Droga, stroncato traffico per finanziare la jihad: 19 arrestiEuropei, Donadoni: sì a Del Piero e CassanoGiro: crono a Bruseghin, Contador vola tra i bigSicurezza, nel ddl il reato di clandestinitàCatania, due nomadi tentano di rapire bimba Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (104 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 97 ) " (45 votes, average: 2.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 84 ) " (26 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (44 votes, average: 1.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (116 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 90 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Livio: Ho visto il cortometraggio, simpatico, discreto, francese. Bello, il cutter a vele ammainate che passa (sembra... ENIO TERRACCIANO: E vero pero anche la satira ha le sue verita, questo governo ombra non ha i tre attributi... ENIO TERRACCIANO: Siamo alle solite uno attacca l'altro, e poi non si sa, mi viene in mente la parodia del... NET_BALLA: Il futuro è dentro di noi. E' già arrivato dobbiamo solo respirarlo a pieni polmoni e liquidare il... Marcelobranko: Vedo che i precedenti interventi hanno già più che abbondantemente provveduto a gettare discredito... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Tremonti: "Tagli alla spesa per Ici e straordinari"Droga, stroncato traffico per finanziare la jihad: 19 arrestiEuropei, Donadoni: sì a Del Piero e CassanoGiro: crono a Bruseghin, Contador vola tra i bigSicurezza, nel ddl il reato di clandestinitàCatania, due nomadi tentano di rapire bimba Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (104 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 97 ) " (45 votes, average: 2.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 84 ) " (26 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (44 votes, average: 1.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (116 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 90 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Livio: Ho visto il cortometraggio, simpatico, discreto, francese. Bello, il cutter a vele ammainate che passa (sembra... ENIO TERRACCIANO: E vero pero anche la satira ha le sue verita, questo governo ombra non ha i tre attributi... ENIO TERRACCIANO: Siamo alle solite uno attacca l'altro, e poi non si sa, mi viene in mente la parodia del... NET_BALLA: Il futuro è dentro di noi. E' già arrivato dobbiamo solo respirarlo a pieni polmoni e liquidare il... Marcelobranko: Vedo che i precedenti interventi hanno già più che abbondantemente provveduto a gettare discredito... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Tremonti: "Tagli alla spesa per Ici e straordinari"Droga, stroncato traffico per finanziare la jihad: 19 arrestiEuropei, Donadoni: sì a Del Piero e CassanoGiro: crono a Bruseghin, Contador vola tra i bigSicurezza, nel ddl il reato di clandestinitàCatania, due nomadi tentano di rapire bimba Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (104 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 97 ) " (45 votes, average: 2.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 84 ) " (26 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (44 votes, average: 1.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (116 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 90 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Livio: Ho visto il cortometraggio, simpatico, discreto, francese. Bello, il cutter a vele ammainate che passa (sembra... ENIO TERRACCIANO: E vero pero anche la satira ha le sue verita, questo governo ombra non ha i tre attributi... ENIO TERRACCIANO: Siamo alle solite uno attacca l'altro, e poi non si sa, mi viene in mente la parodia del... NET_BALLA: Il futuro è dentro di noi. E' già arrivato dobbiamo solo respirarlo a pieni polmoni e liquidare il... Marcelobranko: Vedo che i precedenti interventi hanno già più che abbondantemente provveduto a gettare discredito... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Tremonti: "Tagli alla spesa per Ici e straordinari"Droga, stroncato traffico per finanziare la jihad: 19 arrestiEuropei, Donadoni: sì a Del Piero e CassanoGiro: crono a Bruseghin, Contador vola tra i bigSicurezza, nel ddl il reato di clandestinitàCatania, due nomadi tentano di rapire bimba Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (104 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 97 ) " (45 votes, average: 2.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 84 ) " (26 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (44 votes, average: 1.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (116 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 90 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Livio: Ho visto il cortometraggio, simpatico, discreto, francese. Bello, il cutter a vele ammainate che passa (sembra... ENIO TERRACCIANO: E vero pero anche la satira ha le sue verita, questo governo ombra non ha i tre attributi... ENIO TERRACCIANO: Siamo alle solite uno attacca l'altro, e poi non si sa, mi viene in mente la parodia del... NET_BALLA: Il futuro è dentro di noi. E' già arrivato dobbiamo solo respirarlo a pieni polmoni e liquidare il... Marcelobranko: Vedo che i precedenti interventi hanno già più che abbondantemente provveduto a gettare discredito... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Tremonti: "Tagli alla spesa per Ici e straordinari"Droga, stroncato traffico per finanziare la jihad: 19 arrestiEuropei, Donadoni: sì a Del Piero e CassanoGiro: crono a Bruseghin, Contador vola tra i bigSicurezza, nel ddl il reato di clandestinitàCatania, due nomadi tentano di rapire bimba Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (104 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 97 ) " (45 votes, average: 2.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 84 ) " (26 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (44 votes, average: 1.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (116 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 90 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Livio: Ho visto il cortometraggio, simpatico, discreto, francese. Bello, il cutter a vele ammainate che passa (sembra... ENIO TERRACCIANO: E vero pero anche la satira ha le sue verita, questo governo ombra non ha i tre attributi... ENIO TERRACCIANO: Siamo alle solite uno attacca l'altro, e poi non si sa, mi viene in mente la parodia del... NET_BALLA: Il futuro è dentro di noi. E' già arrivato dobbiamo solo respirarlo a pieni polmoni e liquidare il... Marcelobranko: Vedo che i precedenti interventi hanno già più che abbondantemente provveduto a gettare discredito... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Tremonti: "Tagli alla spesa per Ici e straordinari"Droga, stroncato traffico per finanziare la jihad: 19 arrestiEuropei, Donadoni: sì a Del Piero e CassanoGiro: crono a Bruseghin, Contador vola tra i bigSicurezza, nel ddl il reato di clandestinitàCatania, due nomadi tentano di rapire bimba Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (104 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 97 ) " (45 votes, average: 2.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 84 ) " (26 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (44 votes, average: 1.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (116 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 90 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Livio: Ho visto il cortometraggio, simpatico, discreto, francese. Bello, il cutter a vele ammainate che passa (sembra... ENIO TERRACCIANO: E vero pero anche la satira ha le sue verita, questo governo ombra non ha i tre attributi... ENIO TERRACCIANO: Siamo alle solite uno attacca l'altro, e poi non si sa, mi viene in mente la parodia del... NET_BALLA: Il futuro è dentro di noi. E' già arrivato dobbiamo solo respirarlo a pieni polmoni e liquidare il... Marcelobranko: Vedo che i precedenti interventi hanno già più che abbondantemente provveduto a gettare discredito... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Tremonti: "Tagli alla spesa per Ici e straordinari"Droga, stroncato traffico per finanziare la jihad: 19 arrestiEuropei, Donadoni: sì a Del Piero e CassanoGiro: crono a Bruseghin, Contador vola tra i bigSicurezza, nel ddl il reato di clandestinitàCatania, due nomadi tentano di rapire bimba Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


Racconta anche tu la partita della tua vita (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (104 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 97 ) " (45 votes, average: 2.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 84 ) " (26 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (44 votes, average: 1.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (116 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 90 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Livio: Ho visto il cortometraggio, simpatico, discreto, francese. Bello, il cutter a vele ammainate che passa (sembra... ENIO TERRACCIANO: E vero pero anche la satira ha le sue verita, questo governo ombra non ha i tre attributi... ENIO TERRACCIANO: Siamo alle solite uno attacca l'altro, e poi non si sa, mi viene in mente la parodia del... NET_BALLA: Il futuro è dentro di noi. E' già arrivato dobbiamo solo respirarlo a pieni polmoni e liquidare il... Marcelobranko: Vedo che i precedenti interventi hanno già più che abbondantemente provveduto a gettare discredito... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Tremonti: "Tagli alla spesa per Ici e straordinari"Droga, stroncato traffico per finanziare la jihad: 19 arrestiEuropei, Donadoni: sì a Del Piero e CassanoGiro: crono a Bruseghin, Contador vola tra i bigSicurezza, nel ddl il reato di clandestinitàCatania, due nomadi tentano di rapire bimba Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


BREVI (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Compagnie aeree Matteoli: "Per Alitalia la soluzione è vicina" roma. "Problema complesso" ma su Alitalia, ha indicato ieri il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli, "troveremo la soluzione: stiamo lavorando, lasciateci lavorare ancora qualche giorno". Per il futuro della compagnia è una fase di necessaria attesa. Il nuovo governo lavora. E Bruno Ermolli, il superconsulente che sta esaminando il dossier Alitalia su mandato di Silvio Berlusconi, sta mettendo a punto in silenzio il progetto di cordata italiana: non ne svela ancora i possibili contenuti, ma mostra fiducia. "Io ci credo", ha detto. Pressing dei sindacati, con il leader della Cgil Guglielmo Epifani che al primo incontro con il governo, oggi a Palazzo Chigi, ha sollecitato un incontro "rapidissimo". Formalmente le prossime mosse sono in mano al Tesoro che deve sciogliere due nodi che oggi legano le mani ai vertici della compagnia. Va scelta la persona giusta per guidare Alitalia in questa fase: è attesa l'indicazione per la cooptazione in cda di un consigliere, mentre continua la girandola di indiscrezioni sul nome dell'eventuale nuovo amministratore. Intanto la compagnia continua ad accumulare perdite e a consumare la cassa con un debito a quota 1,35 miliardi al 30 aprile a cui vanno aggiunti i 300 milioni del prestito ponte. 21/05/2008.

Torna all'inizio


Petrolio verso i 130 dollariBorse: bruciati 160 miliardi (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Alitalia

La corsa del greggio innesca la bufera finanziaria Benzina vicina a 1,50 euro. Mercati europei a picco, Milano cede l'1,59% Roma. L'Europa scivola sul petrolio. Ma non solo: da tempo gli operatori temevano che i rialzi delle ultime settimane potessero rappresentare solo quello che con un gergo viene definito dagli operatori "il rimbalzo del gatto morto". Ed è bastato che il prezzo del greggio segnasse nuovi ma attesi record, che sui listini asiatici prima e su quelli europei poi ancora di piùè cominciata la pioggia degli ordini di vendita. La corsa del greggio non accenna a fermarsi e continua a trascinare con sé i prezzi dei carburanti, spinti anche a nuovi livelli record. Con gli aumenti scattati ieri, la verde è ormai a un soffio da quota 1,50 euro al litro. Sui massimi anche il diesel. Gli autotrasportatori di prodotti petroliferi sono sul piede di guerra e minacciano il blocco. Alla base di questa spirale di rialzi, la corsa che ormai spinge il barile verso i 130 dollari e ieri ha fatto segnare un nuovo massimo: 129,60 dollari a New York. Record anche per il Brent, che a Londra è salito a 127,90 dollari. La debolezza del biglietto verde e l'intenzione dell'Opec di non aumentare la produzione spiegano, almeno in parte, il rialzo. Dopo quattro giorni consecutivi di aumenti, l'indice Dow Jones 600, che fotografa l'andamento dei principali titoli quotati sulle Borse del Vecchio continente, ha segnato una perdita del 2,07%, che equivale al peggior calo degli ultimi due mesi e a 161 miliardi di euro di capitalizzazione bruciata. Il ribasso è stato causato soprattutto dai titoli delle materie prime crollati in concomitanza con il rialzo del prezzo del greggio, e dalla cruciale seduta della Borsa di Londra, che a fine giornata ha ceduto il 2,90%. Nella capitale inglese è stata una seduta al limite del panico, con la paura scatenata dai guadagni che diversi operatori hanno cominciato a incassare sui titoli delle materie prime minerarie, con il risultato che un gigante come Bhp ha ceduto il 7,88%, seguito a ruota dagli altri big del comparto. Assai debole anche British Airways, che ha perso il 6,73%, tanto che il "virus" delle vendite si è rapidamente propagato alle altre compagnie aeree, cioè le società che più risentono del caro-petrolio. A Parigi, ad esempio, Air France ha perso il 4,78%. Al palo Alitalia, che ha lasciato sul terreno lo 0,27% a 0,54 euro. Da notare anche che il comparto energia è stato trascinato dal clima generale in terreno negativo. Male a livello continentale tutto il settore media, quello industriale, high tech e automobilistico, nel quale spiccano i cali del 4,94% di Porsche, del 4,77% di Michelin e del 3,34% di Fiat. Unico tassello sul quale poggiare la speranza che si tratti di un calo momentaneo, anche se la sensazione tra gli operatori di Borsa è che si vada verso un estate difficile, viene dal fondamentale comparto delle banche che, con la crisi subprime, ha scatenato l'attuale incertezza dei mercati. Negativi tutti gli indici europei. La Borsa di Milano in particolare ha chiuso con il Mibtel a -1,69% tallonato dallo Spmib in calo dell'1,59%. Ormai c'è chi è pronto a scommettere che l'oro nero infrangerà anche quota 150 dollari al barile. È l'ipotesi avanzata dal miliardario americano Boone Pickens, attualmente alla guida della Bp Capital, hedge fund con sede a Dallas, e alle spalle una leggendaria carriera di petroliere. Pickens non è nuovo a previsioni di questo tipo. E per la verità, ci ha sempre preso. Sta di fatto che le sue dichiarazioni hanno lasciato un segno anche sulla fiammata delle quotazioni del greggio di ieri. Secondo Pickens, dietro l'escalation dei prezzi c'è un divario tra produzione e domanda. Una tesi sostenuta anche da un altro magnate d'oltreoceano, Warren Buffett, che non crede alla tesi delle speculazioni. E, d'altra parte, non nasconde il proprio interesse per la possibile acquisizione di una società energetica. Le conseguenze del caro-greggio sulle tasche dei cittadini sono sempre più pesanti. Ieri in Italia la benzina ha raggiunto gli 1,493 euro al litro, aggiornando l'ultimo record che risale a soli quattro giorni fa. A rivedere il prezzo consigliato ai gestori degli impianti, portandolo sul nuovo massimo, è stata Esso. Ma anche Api, Ip, Shell, Tamoil e Total hanno messo mano ai listini, portando il prezzo di riferimento a 1,491 euro al litro. Quanto al gasolio, resta ad un livello di guardia, vicinissimo alla soglia di 1,49 euro al litro. A questo punto, un pieno di verde per un'auto di media cilindrata costa attorno ai 74,65 euro, mentre uno di gasolio attorno a 74,45. La differenza, quindi, è ormai minima. Il caro carburanti è uno dei problemi principali che il nuovo governo si trova di fronte. La linea che il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, sembra intenzionato a seguire fa perno soprattutto su un pacchetto di misure che incidano sulla filiera produttiva e sulla rete distributiva. Scajola lo ha detto a chiare lettere ai rappresentati dei petrolieri, convocati d'urgenza venerdì scorso. Il ministro sembra voler lavorare su interventi strutturali, che rispondano anche ai rilievi che l'Unione europea muove all'Italia giudicando la rete distributiva troppo chiusa e gravata da vincoli. Meno probabili provvedimenti di taglio fiscale, che se mai ci saranno, dovrebbero toccare solo l'autotrasporto, settore in fibrillazione. Ieri gli autotrasportatori di prodotti petroliferi sono scesi in campo minacciando un blocco a causa della vertiginosa salita dei costi, a partire da quello del gasolio, che si sta traducendo in un'emergenza per le imprese del comparto. "La crescente dinamica dei costi, a partire da quello del gasolio" si sta traducendo in una "situazione drammatica" per gli autotrasportatori denunciato Anita, Confartigianato Trasporti, Fai, Fiap e Unitai. 21/05/2008 genova. Una delle più importanti associazioni mondiali dello shipping ha deciso di aprire il proprio quartier generale sotto Lanterna: si tratta della Royal Institution of Naval Architects (il suo acronimo è Rina, proprio il Registro Italiano Navale). Il suo scopo, è quello di "promuovere la crescita dell'arte e della scienza della costruzione navale". Ma non solo: "In un futuro non troppo lontano, dall'Unione europea arriveranno regole che cambieranno profondamente il nostro ordinamento universitario - spiega Carlo Podenzana Bovino, professore universitario di ingegneria navale e presidente per Genova della Royal Institution - le lauree non avranno più valore legale, gli ordini professionali saranno aboliti. Si andrà insomma verso un quadro normativo molto simile a quello dei Paesi anglosassoni". I "titoli" che conteranno per accedere ad una professione, non saranno più né la laurea, né l'iscrizione all'albo. "E quindi - siega Podenzana - serviranno degli enti in grado di accreditare le persone che vogliono intraprendere un determinato percorso professionale". È il caso della Royal Institution, almeno nel campo dell'architettura e dell'ingegneria navale. Effettivamente, in Gran Bretagna questo sistema di certificazione è molto diffuso: sempre nel campo dello shipping, si può fare un parallelo con l'Institute of Chartered Shipbrokers (Ics), che forma broker e agenti marittimi in tutto il mondo, Italia compresa. Il sistema ha dei vantaggi non trascurabili: in un settore economico globalizzato come lo shipping, l'accredito della Royal Institution è riconosciuto ovunque. Una persona che si affaccia sul mondo del lavoro con una qualifica valida per decine di Paesi diversi, parte decisamente con una marcia in più. In attesa di questi scenari, l'istituto inglese fa il suo ingresso tra le associazioni culturali genovesi che ruotano intorno al mare. Un panorama interessante, oppure la città dorme? "Tutt'altro - risponde Podenzana. - Se escludiamo ovviamente Londra, in Europa siamo tra le città più attive. Ci sono molte realtà, una su tutte il Propeller Club. Ma anche nei settori specifici c'è voglia di scambiare e condividere idee. Dieci anni fa tutto questo sicuramente non esisteva. Un esempio: sono presidente per Liguria e Piemonte di Atena, l'associazione italiana di tecnica navale. Ultimamente è un ottimo periodo, c'è una partecipazione molto alta". Indicatore di questa vitalità sarebbe anche il fatto che "generalmente la Royal Insitution apre sedi nei Paesi dell'ex Commonwealth - aggiunge Podenzana - insieme a Parigi, Genova è una delle poche eccezioni". Per rispecchiare il carattere globale dell'industria navale, la "Genoa Branch" ha inaugurato ieri la sua attività organizzando a villa Cambiaso una tavola rotonda che si è sviluppata sul tema: "Internazionalizzazione del business nel settore navale: la risposta alla globalizzazione". Hanno partecipato all'incontro diversi rappresentanti dell'armamento, della cantieristica maggiore, della ricerca, della nautica da diporto. C'era anche la Marina Militare, che oggi sviluppa e promuove tecnologie d'avanguardia. Tutti attori di un business che si sviluppa sempre più su scala internazionale. A confrontarsi con esperti e studenti di Ingegneria c'erano Andrea Cosulich (Fratelli Cosulich), Enrico Bonetti (Fincantieri Direzione Militare), Mario Dogliani (Registro Navale), Lorenzo Pollicardo (Ucina), e il comandante Claudio Boccalatte (Arsenale della Marina Militare). Tutt'altro che casuale la platea: uno degli obbiettivi della Royal Institution è proprio quello di coinvolgere l'ambiente universitario, che rappresenta potenzialmente uno dei più importanti motori per l'internazionalizzazione delle imprese liguri. Non va dimenticato che a Genova la facoltà di ingegneria navale ha 800 iscritti, e nella formazione universitaria è un centro di eccellenza mondiale. Alberto Quarati 21/05/2008.

Torna all'inizio


Emergenza sicurezza, la sua (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 21-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Emergenza sicurezza, la sua Marco Travaglio Ora basta, con la cultura del sospetto si sta esagerando. Ma credete davvero che un giurista, un uomo di legge del calibro dell'on.avv. Niccolò Ghedini inserirebbe mai nel pacchetto sicurezza un codicillo di 13 righe che favorisce il suo cliente più illustre, Berlusconi? Ma andiamo, via. È vero che l'idea di affidare il pacchetto proprio a lui, lasciando inoperosi i giureconsulti che impreziosiscono il governo - da Alfano a Calderoli, da Maroni alla Carfagna, senza dimenticare la Brambilla, esponente della scuola giurisprudenziale autoreggente - potrebbe ingenerare malignità. Qualcuno potrebbe persino malignare sul fatto che l'unica emergenza sicurezza che sta a cuore a Ghedini è quella del Cainano, imputato per corruzione giudiziaria del testimone Mills e per falso in bilancio, appropriazio- ne indebita e frode fiscale nel processo Mediaset. Ma, conoscen- do quel pezzo d'uomo dell'on. avv. siamo pronti a giurare che il codicillo che allunga i processi di un paio di mesi (nel testo iniziale erano addirittura 2 anni) per dar modo all'imputato di decidere con comodo se patteggiare anche a fine dibattimento e rinviare la sentenza del processo Mills a dopo le ferie, quando il reato sarà caduto in prescrizione, è stato studiato soltanto al nobile scopo di abbreviarli, i processi. E poi - come lui stesso ha osservato, ferito da tutti quei sospetti seminati da decine di esponenti dell'opposi- zione irresponsabile e malfidata (cioè da Di Pietro) - vi pare possibile che un presidente del Consiglio possa patteggiare? Che figura farebbe agli occhi della comunità internazionale,da sempre abbagliata dalla sua cristallina moralità, dalla purissi- ma innocenza, dalla immacolata reputazione? Sarebbe un colpo mortale. A parte il fatto che il processo si bloccherebbe anche se chiedesse di patteggiare Mills, qualcuno potrebbe obiettare che non sarebbe la prima volta che il Cainano chiede di patteggiare: il 27 giugno 1999, preceduto da una visita dialogante del fido Marcello Pera al procuratore D'Ambrosio, il Caimano travestito da agnello salì le scale del palazzo di giustizia di Milano per una presentazione spontanea, accolto dai pm Ielo e Greco. Consegnò un memoriale di sei pagine, con una prima, timida ammissione: nelle sue società c'erano state "carenze organizzative e apparenti difetti di trasparenza". Una rivoluzione copernicana per chi, fino al giorno prima, gridava al complotto, dipingeva il suo gruppo come un tempio di legalità e irrideva a ogni accusa dei pm ("Fondi neri? Gli unici che conosco sono quelli delle tazzine da caffè"). Fuori verbale, lasciò capire di essere disposto a patteggiare, per il mare di fondi neri (1500 miliardi su 64 società off-shore nei paradisi fiscali) contestati nei processi All Iberian 1 e 2. Restava solo da stabilire il quantum. I suoi legali proposero meno di 3 mesi di reclusione, convertibile in una comoda pena pecuniaria di poche decine di milioni. Troppo poco, per la Procura: sia alla luce della gravità delle accuse, sia per l'impossibilità di accontentare l'illustre imputato. Per quei falsi in bilancio, quand'erano ancora reato, si partiva da una pena minima di 1 anno, che con le attenuanti generiche scendeva a 8 mesi; con l'ulteriore attenuante del risarcimento del danno, passava a poco meno di 6 mesi e, con il patteggiamento a 4. Ma, per trasformare il carcere (virtuale) in multa, bisognava scendere sotto i 3. Così la trattativa si arenò dopo qualche mese. E subito, come per incanto, l'agnellino tornò Caimano, riprese la guerra ai giudici e, rientrato a Palazzo Chigi nel 2001, sistemò la faccenda depenalizzando il falso in bilancio. Con una legge scritta anche da Ghedini. Ecco, oggi qualcuno potrebbe obiettargli tutto ciò, se ricordasse qualcosa. Ma per fortuna nessuno ricorda più nulla, e l'amnesia è il miglior viatico per il dialogo. Che, sia chiaro, deve proseguire. O vogliamo rischiare che entro l'estate, con tutti i problemi che già ha ereditato dalla sinistra - dai rom ai clandestini, dal buco nell'ozono alla monnezza, dall'Alitalia alla Costituzione, dal Codice penale all'Europa - quel pover'uomo venga pure condannato per corruzione di un testimone? Basta con gli attacchi strumentali del Pd all'avvocato Ghedini e al suo illustre cliente per l'ennesima legge ad personam. Qualcuno obietterà: ma nessuno, nel Pd, ha attaccato Ghedini e il suo illustre cliente. Appunto, ma non si sa mai. Meglio prevenire. Ora d'Aria.

Torna all'inizio


Urgentissima una soluzione per Alitalia Mentre le cordate appaiono e scompaiono, Epifani sollecita un incontro con il governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 21-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del "Urgentissima una soluzione per Alitalia" Mentre le cordate appaiono e scompaiono, Epifani sollecita un incontro con il governo / Roma URGENZA "Un incontro rapidissimo". È quello che ha sollecitato il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, al governo per la questione Alitalia. A quasi due mesi dalla chiusura della trattativa con Air France, i sindacati tornano a chiedere chiarezza per la sorte della compagnia di bandiera. Secondo le confederazioni il Tesoro deve sciogliere due nodi. Va scelta una guida operativa per il gruppo, rimasto orfano di Maurizio Prato lo scorso aprile, e si deve definire in che contesto va riaperto il dossier privatizzazione. Da quando è fallita la trattativa con Air France formalmente non c'è una porta aperta per gestire l'ingresso di un nuovo socio, unica strada per salvare Alitalia. Il governo sta cercando disperatamente di trovare il bandolo della matassa. Bruno Ermolli, il superconsulente che sta esaminando il dossier Alitalia su mandato del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, è alla ricerca di una cordata italiana che rilevi il gruppo. "Io ci credo", ha detto Ermolli. Il problema è che la società, per la sua situazione finanziaria, non è facilmente vendibile. Ieri indiscrezioni di stampa indicavano in 1,4 miliardi di euro l'investimento che gli azionisti italiani erano pronti a erogare. Una somma insufficiente per coprire il rilancio della compagnia. Anche i nomi circolati, come quello di Roberto Colaninno per la presidenza del gruppo, non rispondono a verità. È vero che Ermolli ha preso contatti con l'attuale presidente della Piaggio, il quale però avrebbe declinato l'invito anche perché la realtà dei conti prospettava una situazione disperata. Dalle poche indicazioni fino ad ora emerse accanto ad un nocciolo di azionisti italiani, andrebbe individuato un buon piano industriale ed un forte partner del settore che possa realizzarlo. Intanto la compagnia continua ad accumulare perdite e a consumare la cassa con un debito a quota 1,35 miliardi al 30 aprile a cui vanno aggiunti i 300 milioni del prestito ponte del governo. Il prestito, essenziale per mantenere artificialmente in vita Alitalia rinviando una crisi di cassa che avrebbe portato al commissariamento, è ancora sotto il rischio di una bocciatura di Bruxelles che attende chiarimenti dal governo entro il 30 maggio. Per quella data il governo, per evitare che il prestito venga giudicato un aiuto di Stato non consentito, secondo il senatore Luigi Grillo presidente della Commissione speciale di Palazzo Madama, potrebbe presentare un "piano industriale", l'atteso progetto di salvataggio della compagnia. Il decreto che stanzia il prestito per Alitalia, comunque, arriverà oggi in Aula per essere approvato senza emendamenti. ro.ro.

Torna all'inizio


Mazzarri e Marotta da dieci e lode (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 120 del 2008-05-21 pagina 5 Mazzarri e Marotta da dieci e lode di Massimiliano Lussana (...) Luca Calzolaio: senza voto. Una panchina con l'Aalborg. Poi gli hanno fatto le scarpe. Matteo Lanzoni: senza voto. Come sopra. Massimo Volta: senza voto. Ha il destino scritto nel cognome. Lo portano in panchina in Intertoto. Una Volta. Gennaro Delvecchio: 6,5. Ha il sangue nelle vene. Quando gli si liquefa, fa il miracolo. Purtroppo, a Gennaro accade più raramente che a san Gennaro. Daniele Franceschini: 8. Straordinario. Decisivo. Importantissimo. Non sembra nemmeno lontano parente di quello che giocava con Novellino. Buongiorno, buongiorno, io sono Francesc(hini). Nikola Gulan: senza voto. Una panchina in campionato. Christian Maggio: 8,5. Il Maggio fiorentino suonava stonato. Questo è una melodia. Era de Maggio, ovvio. Angelo Palombo: 8,5. Il Palombo novelliniano era un pesce spesso insapore, uno di quelli con la carne più ruvida dei piedi, senza una sua consistenza specifica, buono tutt'al più per le ricette di parte della stampa sportiva genovese. Alcuni sono notoriamente di bocca buona, altri frequentavano solo il ristorante di Walter: che è come andare al fast-food convinti di entrare in un tre stelle Michelin. Il Palombo mazzarriano ha un sapore forte, è un giocatore insostituibile. 'Mi garba. Mirko Pieri: 8. Anche per lui il voto è più alto per il modo in cui è cresciuto in questi mesi. In era Novellino era un giocatore inguardabile, ora è indispensabile. Era Pierino, ora è Pieri. Andrea Poli: senza voto. Esordisce in serie A e si parla benissimo di lui. Se il Poli non si scioglie e se non va alla deriva, il futuro è suo. Paolo Sammarco: 8. Ha passo, tecnica, visione di gioco. E spesso fa impazzire i Sammarcatori. Tenerlo sarebbe un ottimo acquisto. Sergio Volpi: 4. Prima o poi, i Volpi finiscono in pellicceria. Cristian Zenoni: 3. Zenoni. Reto Ziegler: 4,5. Fra quelli che hanno fallito stagione è l'unico a cui ridarei una chance. Vladimir Koman: 4. Parte titolare in Intertoto. Poi non si vede più e un motivo c'è. Dove è finito Koman il barbaro dello scorso anno che, a tratti, sembrava invincibile? Claudio Bellucci: 8,5. Bello, bello, bellissimo. Emiliano Bonazzoli: 3. Lo chiamavano Bombazzoli. Scoppiato. Andrea Caracciolo: 2,5. Non ho mai visto un giocatore così alto elevarsi così poco da terra. Antonio Cassano: 9,5. Se non fosse per quei cinque minuti con il Torino, il voto sarebbe dieci. Trascina i compagni, trascina il pubblico (e non solo la Sud come fanno spesso alcuni dei suoi, dimenticando gli altri tre quarti dello stadio, che pure pagano il biglietto), trascina il pallone. Sì, proprio nel senso letterale della parola. A tratti, sembra che ce l'abbia attaccato al piede con l'Attak. E con quel pallone ci fa quello che vuole. Come lui nessuno mai a Genova. Non Mancini, non Chiorri, non Suarez. Gli intenditori calcistici locali, gli stessi che spiegavano come Flachi fosse una specie di via di mezzo fra Maradona e Baggio, quando Antonio è arrivato a Genova parlavano di "scommessa". O non è chiaro il significato di scommessa o non è chiaro quello di calcio. Gabriel Ferrari: senza voto. Tre panchine in campionato, una in Coppa Italia. Ma resta ai box. Salvatore Foti: 3. Tre panchine in campionato, due in Coppa e un minuto giocato. Ma è sufficiente per stroncare chi era stato definito "il più grande talento in prospettiva del calcio italiano". Prospettiva sfuocata. Ikechukwu Kalu: 6. Vorrei che fosse venduto solo per non dover mai essere più costretto alla sofferenza di riscrivere il suo nome. Però, non è malissimo. Avesse avuto un po' più di fortuna, avrebbe anche segnato. La più classica delle botte di Kalu. Vincenzo Montella: 8. Riuscire a tenerselo, sarebbe un colpaccio. Anche perchè risorge sempre dalle sue ceneri, gioca poco e segna tanto. Altro che Alitalia. L'aeroplanino è vivo e lotta insieme a noi. Walter Mazzarri: 10 e lode. Risuscita Franceschini e Pieri che nemmeno Gesù con Lazzaro; lancia alla grande Maggio, che con Novellino era fermo ad aprile; crea un nuovo Palombo e dà la svolta alla stagione lasciando fuori Volpi, uno che gli intenditori di calcio genovesi definivano "imprescindibile", spiegando che era impossibile giocare a calcio senza il capitano e le sue illuminazioni. Soprattutto, poi, è il primo tecnico dai tempi di Fascetti e del primo Capello (quello di Roma, non quello di Madrid) a far rendere al meglio Cassano. Poi, si va allo stadio e ci si diverte. Serve altro? Beppe Marotta: 10 e lode. Fa cassa vendendo antiche comproprietà; firma autentici colpi di mercato con Montella e Maggio; è l'unico a credere in Cassano e il merito di Antonio a Genova è solo e soltanto suo. Poi, si va in società e i bilanci sono in attivo. Serve altro? Duccio Garrone: 10. Bilanci a posto, figura carismatica. La lode solo quando rinuncerà a certe esternazioni troppo passionali dall'utilità inversamente proporzionale al calore che ci mette. Alberto Marangon: 9. Chi era costui? Il capo della comunicazione del Doria. Lui e Matteo Gamba meritano un voto altissimo per aver la capacità di lavorare in un ambiente dove in tanti capiscono poco di calcio. Oppure non ci prendono proprio: abbiamo iniziato la stagione leggendo che Mazzarri non sarebbe mai arrivato e l'abbiamo finita leggendo che Mazzarri non sarebbe mai rimasto. Fra inizio e fine stagione, tanti rimpianti per Novellino. Fra i giornalisti e gli uomini di televisione, il club delle vedove inconsolabili del tecnico che tanto bene ha fatto a Torino è foltissimo. Buongustai. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Le liquidazioni d'oro delle Ferrovie: ai manager 15 milioni in tre anni (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 120 del 2008-05-21 pagina 10 Le liquidazioni d'oro delle Ferrovie: ai manager 15 milioni in tre anni di Gian Maria De Francesco La Corte dei Conti svela quanto sono costate le buonuscite dell'era Prodi: 8,5 milioni all'ex Ibm Elio Catania, 2,3 all'ex Fiat Roberto Testore da Roma Nel settembre 2006 quando il tandem Innocenzo Cipolletta-Mauro Moretti subentrò ad Elio Catania alla guida delle Ferrovie dello Stato sui giornali circolarono le cifre più disparate sull'entità della liquidazione corrisposta all'ex manager della Ibm Italia. Il Corriere scrisse oltre 4 milioni, Il Sole 24 Ore ipotizzò oltre 8 milioni mentre le associazioni dei consumatori gridarono allo scandalo dichiarando che si trattava di una "buonuscita" da oltre 10 milioni. La deputata radicale Donatella Poretti depositò un'interrogazione alla quale rispose l'allora sottosegretario Tononi asserendo che "una clausola di riservatezza ne impediva la diffusione". Da ieri la relazione della Corte dei Conti inviata al Parlamento ha tolto il velo: l'ingegner Elio Catania, attualmente presidente dell'Atm di Milano, ha percepito un "trattamento di fine rapporto" di 8.535.089,69 euro. Si tratta di oltre due milioni in più rispetto alla liquidazione da 6,5 milioni attribuita al predecessore Giancarlo Cimoli quando nel 2004 lasciò le Fs per Alitalia. Non è tutto: il trio dirigenziale Catania-Cipolletta-Moretti nel 2006 ha intascato una retribuzione complessiva di 1.158.843 euro. Nel 2005, invece, al solo Catania era stato attribuito un compenso/emolumento di 1.930.000 euro, mentre per quanto riguarda il 2004 non si hanno notizie giacché "inquadrato quale dirigente di Fs spa". Ma il blitz prodiano sul gruppo che gestisce le strade ferrate non ha prodotto solo questi extra-costi. Nel 2006 "saltò" anche la poltrona dell'amministratore delegato di Trenitalia Roberto Testore. Anche la sua uscita non è stata indolore e la cessazione del rapporto di lavoro è costata 2.354.925,85 euro. Nel 2005 lo "stipendio" dell'ex ad di Fiat Auto si era attestato a quota 863.019,88 euro. Alla fine il compenso più "moderato" si è rivelato quello di Mauro Moretti quando era ad di Rete Ferroviaria Italiana: 496.064 euro nel 2005 e 422.667,37 divisi con il successore Michele Mario Elia nel 2006. La sua retribuzione alle Fs è invece coperta da clausole di riservatezza, ma la Corte dei Conti non ha formulato rilievi. Rilievi che invece sono stati mossi alla complessiva gestione delle Ferrovie: sono "necessari interventi organici e con effetti durevoli". In particolare i magistrati contabili hanno rilevato un "avvertibile peggioramento della qualità del servizio di trasporto" in termini di pulizia, puntualità e copertura del territorio nazionale nonostante il consistente impegno finanziario statale (4,8 miliardi nel 2005 e 5,8 miliardi nel 2006). La Corte ha quindi invitato Fs al rispetto dei "principi di efficienza, economicità ed efficacia" così da poter sostenere l'impatto dell'apertura del mercato ferroviario. L'ad Moretti ha replicato che tali osservazioni si riferiscono a "una situazione superata" e che con la sua gestione i conti sono in miglioramento. Ieri il ministero dell'Economia ha fatto sapere che a Fs e ad Anas sarà garantito un miliardo per finanziare le opere più importanti. Servono anche quelli a una società che in tre anni ha speso 15 milioni in buonuscite per i manager. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Intellettuali abbonati alle cantonate (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 120 del 2008-05-21 pagina 20 Intellettuali abbonati alle cantonate di Redazione È un caso più unico che raro in Europa che un leader politico vinca le elezioni per tre volte, e non di seguito: Berlusconi ha vinto nel 1994, nel 2001, nel 2008. Ciò dimostra che Berlusconi e Forza Italia sono in modo organico e profondo un pezzo cospicuo del sistema politico italiano. Qualora Veltroni e il gruppo dirigente del Pd, oltre ad alcuni quotidiani del tutto allineati, avessero letto alcuni libri di autori di sinistra, fortemente critici sull'esperienza del Partito democratico e in alcuni casi anche assai equilibrati nel giudizio su Berlusconi (ad esempio Luca Ricolfi: "Perché siamo antipatici?", Riccardo Illy: "Così perdiamo il Nord", Marco Alfieri: "Nord terra ostile", Raffaele Simone: "Il mostro mite", Aldo Bonomi: "Il rancore", Ferruccio Capelli: "Sinistra light" e, su Roma, Benedetto Marcucci: "Il grande bluff"), forse avrebbe commesso meno errori. Invece i leader del Partito democratico hanno dato ancora una volta retta a Eugenio Scalfari che, alla vigilia delle elezioni del 13-14 aprile, così scriveva: "Con avversari di questo livello non si può perdere. Gli elettori cominciano a capirlo. Io sono pronto a scommettere". Dopo le elezioni, almeno alle prime battute, da parte del Pd c'è stata una svolta: fine della demonizzazione e dell'antiberlusconismo, disponibilità ad arrivare a una dialettica normale fra maggioranza ed opposizione. Meglio tardi che mai. In ogni caso Veltroni, per un verso ha subito una fondamentale sconfitta a Roma e per altro verso è andato incontro a un paradossale esito delle elezioni nazionali. Il Pd era stato pensato per aumentare la concorrenzialità nei confronti di Forza Italia sia al centro del sistema politico, sia al Nord. Ora il Pd è stato sconfitto al Nord e non ha sfondato al centro. Al contrario ha contributo a distruggere la Sinistra Arcobaleno, recuperando a sinistra parte dei voti persi al centro a favore dell'Udc. Per parte sua Casini ha commesso un errore di fondo a partire dall'analisi. Infatti la sua analisi era basata sulla convinzione che era finita la "forza propulsiva" di Berlusconi. È successo esattamente il contrario: Berlusconi ha trainato tutto il centrodestra verso la vittoria. A essa ogni partito ha dato il suo contributo. Forza Italia, sotto la guida di Bondi, si è aggregata e radicata sul territorio, un partito interclassista e pluriculturale che al Nord, insieme alla Lega, ha ottenuto anche la maggioranza del voto operaio e che ha "sfondato" nel centro-sud, insieme ad An. A sua volta An è riuscita a portare a compimento il capolavoro politico di Gianfranco Fini che è stato quello, da Fiuggi ad oggi, di trasformare un "partito della nostalgia" in un partito della destra democratica, disponibile a fondersi con Forza Italia nel Partito del Popolo della libertà che aderisce al Partito popolare europeo. A sua volta la Lega, al Nord, partendo dalla leadership carismatica di Bossi, è riuscita a inserirsi nel nuovo capitalismo molecolare. Oggi al Nord ci sono un localismo difensivo (rispetto alla globalizzazione e all'immigrazione clandestina) e un localismo dinamico che vede i sindaci leghisti nel cuore di un microcapitalismo organizzato a rete, per cui c'è un localismo dinamico che si sta inserendo nella globalizzazione. In ogni caso oggi governo, maggioranza e opposizione, devono misurarsi con alcune questioni di fondo. In primo luogo c'è il problema dei rifiuti in Campania. In secondo luogo il nodo dell'Alitalia. Ma poi, passando dal particolare al generale, ci stanno i temi su cui il centrodestra ha vinto le elezioni: la sicurezza e la esigenza insopprimibile di una ripresa della crescita. Il nodo sicurezza è drammatico perché finora l'Italia è stata considerata il "ventre molle dell'Europa". Orbene su questo terreno, nel rispetto delle garanzie fondamentali, lo Stato deve essere molto duro. Sul piano economico-sociale noi non abbiamo solo il problema geopolitico e geoeconomico dei rapporti con la Cina sottolineato in parte da Giulio Tremonti. Oggi noi abbiamo dei seri problemi aperti anche in Europa. La prima questione, un'autentica palla al piede, è costituita dal nostro enorme deficit-pubblico. La seconda è costituita dal fatto che in Europa, anche ai nostri confini alcuni paesi (Spagna, Slovenia, ma anche Irlanda, Estonia, ecc.) hanno realizzato la "rivoluzione economica" che noi ancora non abbiamo fatto: riduzione della pressione fiscale per chi va a investire dall'estero, sicurezza, buone infrastrutture, uno Stato efficiente. Ora questa è l'operazione modernizzatrice e liberatrice che deve realizzare in Italia il governo Berlusconi. Per essa gli elettori ci hanno votato. È meglio se essa si realizza nel contesto di un rapporto "normale", fra maggioranza e opposizione. Né demonizzazione, né consociativismo ma rapporti trasparenti di consenso e di dissenso sul merito delle questioni. Un'ultima considerazione riguarda la paradossale polemica avanzata da alcuni giornali cattolici secondo i quali questo governo sarebbe del tutto laico e senza una consistente presenza di politici cattolici. Questo è un governo che, specie dal lato Forza Italia, ha fatto un'opera di grande ringiovanimento. Larga parte di questi giovani ministri, forse meno conosciuti dalle gerarchie, sono da sempre cattolici praticanti. In più, su una serie di questioni programmatiche, a partire dalla famiglia, è evidente l'"ascolto favorevole" che questo governo ha nei confronti del mondo cattolico, ferma la libertà di coscienza sulle questioni della bioetica. Non c'è dubbio che nel governo sono anche presenti ministri di origine e cultura socialista (lo stesso Tremonti, che ha una sua caratterizzazione originale, Frattini, Brunetta, Sacconi, Stefania Craxi). A parte il fatto che ognuno di essi è stato scelto da Berlusconi per le sue indubbie competenze tecnico-politiche, vanno anche dette due cose decisive: non esiste, per scelta consapevole, in Forza Italia una corrente socialista organizzata; è anche indubbio però, che, dopo il '92-94 una larga parte dell'area cattolica e democristiana e il grosso dell'area socialista legata a Craxi si sono collocati in Forza Italia. A suo tempo il Psi oscillava fra il 12-15 per cento dei consensi. Se da un lato Boselli, dall'altro Spini-Ruffolo ne hanno spostato il 2 per cento verso lo Sdi o verso il Pds-Ds è grasso che cola. Invece circa il 10 per cento di elettorato socialista che è mancato in tutti questi anni all'area di centrosinistra si è collocato in Forza Italia. Dal 1994 in poi la genialità di Berlusconi è stata quella di dar vita a un partito nel quale sono confluiti laici e cattolici. Invece Veltroni ha definitivamente "spento" e distrutto anche ogni nicchia socialista esistente nel centrosinistra e ha dato un grande spazio a Di Pietro che sta aggregando tutta l'area giustizialista e forcaiola che esiste in Italia. Per altro verso, è finita da anni l'era del partito unico dei cattolici. L'Udc è un partito di nicchia: ci auguriamo che le gerarchie ecclesiastiche facciano i conti con le nuove collocazioni nelle quali si è ormai dislocato il grosso elettorato cattolico, che comunque è ormai profondamente diviso sul piano politico e nel voto. Del resto, sul piano storico, sono stati sempre i cattolici liberali e i liberalsocialisti che si sono battuti dagli anni Trenta agli anni Quaranta contro i due totalitarismi dominanti, quello nazista e quello comunista, dagli anni quaranta agli anni Ottanta contro l'imperialismo sovietico e adesso contro il fondamentalismo islamico. Né cattolici integralisti, né laici anticlericali: questo è, a nostro avviso, l'approccio moderno ad alcune delle questioni che stanno sul tappeto. *Presidente gruppo Pdl Camera © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Police ricevuto da Letta L'ipotesi dimissioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-21 num: - pag: 30 categoria: REDAZIONALE Consiglio straordinario Alitalia Police ricevuto da Letta L'ipotesi dimissioni ROMA - ( a. bac.) Un consiglio d'amministrazione straordinario di Alitalia è stato convocato per oggi, anticipando la riunione di lunedì sui conti del 2007. All'esame ci sarebbe la possibilità che Deloitte non certifichi il bilancio. I revisori potrebbero decidere di rilasciare un giudizio di conformità solo in presenza di elementi tali da "comprovare con ragionevole certezza" il buon esito dell'atteso aumento di capitale. A questo punto la parola passerebbe alle banche e alla sinora fantomatica cordata italiana. Ieri sera il presidente di Alitalia, Aristide Police, è stato ricevuto dal sottosegretario Gianni Letta. Secondo indiscrezioni, il manager potrebbe orientarsi a rassegnare le proprie dimissioni ma non al buio. Più probabilmente per lasciare a un amministratore con pieni poteri il processo di ricapitalizzazione. Il presidente dell'Alitalia, Aristide Police, al vertice di Alitalia dopo l'uscita di Maurizio Prato.

Torna all'inizio


La sfida Eads, in Europa solo la testa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-21 num: - pag: 31 categoria: REDAZIONALE Il colosso franco-tedesco Gallois: condizioni internazionali critiche, Airbus è la risposta La sfida Eads, in Europa solo la testa Troppi costi, produzioni in Asia. Drs, no rilanci contro Finmeccanica Ritardi nel superjumbo A380? "è un progetto complesso. Ma rinviano le consegne anche i nostri concorrenti" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE PARIGI - Louis Gallois, presidente di Eads, casa madre di Airbus, è in sella a un paradosso. è la dimostrazione che l'economia non è scienza esatta. Il gruppo conquista nuovi mercati, aumenta i profitti, fa fatica a tener dietro la domanda di nuovi aerei in uno scenario internazionale negativo: deprezzamento del dollaro, caro petrolio, crisi delle compagnie aeree. Inoltre, Eads non ha superato le difficoltà interne (esuberi di personale, ritardi di produzione e quindi di consegne) e la crisi apertasi l'anno scorso al vertice dell'azionariato dopo lo scandalo delle stock options vendute da alcuni dirigenti in previsione del calo del titolo e delle difficoltà produttive. Lo scandalo - al vaglio della magistratura ha messo a dura prova i rapporti fra i maggiori azionisti franco- tedeschi. La nomina di Gallois - uno dei più stimati manager pubblici francesi, una lunga esperienza alla guida delle ferrovie - è il risultato di un compromesso delicato, per ora confortato dalle cifre di bilancio. Ieri, Gallois ha spiegato la strategia del gruppo, annunciando fra l'altro la rinuncia a un rilancio dell'offerta su Drs Technologies, il gruppo americano di elettronica di cui Finmeccanica sta perfezionando l'acquisto per 5,2 miliardi di dollari, sforzo ritenuto eccessivo per Eads che preferisce concentrarsi "su operazioni più contenute nella prospettiva di maggiori investimenti nella difesa europea". "Le condizioni internazionali non ci aiutano - dice Gallois - ma il prodotto Airbus è concepito per rispondere alle sfide del futuro e alle difficoltà dei mercati. I nuovi aerei offrono minori costi di esercizio e maggiori capacità di trasporto. è la risposta al caro petrolio, all'aumento dei passeggeri e al sovraccarico degli aeroporti. Stiamo anticipando il futuro di vent'anni, concentrando la ricerca sulle possibilità di utilizzo di nuove fonti di energia". Come spiegare il fatto che i clienti (ossia le compagnie aeree, persino quelle low cost) vadano male e Airbus goda buona salute? "Non so fino a quando le compagnie potranno sopportare costi crescenti, ma non abbiamo avvisaglie di annullamento di ordini. Ma il rinnovamento delle flotte comporta risparmi dell'ordine del 15-20% dei costi di esercizio". Un messaggio anche per Alitalia? "Non sta a noi esprimerci sul futuro delle singole compagnie. Sappiamo però che Alitalia ha particolari necessità di potenziamento e rinnovamento della flotta". Le cifre di bilancio, come detto, sono incoraggianti: 9,8 miliardi di cifre d'affari (un più 10%) nel primo quadrimestre 2008, commesse per 39,2 miliardi (più 275%). 700 gli aerei in portafoglio ordini e consegne al ritmo di 40 al mese. L'azione, dopo il calo della primavera scorsa è risalita a 16, 64 euro. Questo nonostante Airbus sia costretta a vendere i propri aerei in dollari ma a produrli in euro, essendo sul territorio europeo la gran parte della produzione. In pratica, ogni oscillazione dei cambi comporta costi aggiuntivi. Le previsioni di bilancio si fanno in euro, sulla base di un cambio 1,45 che dovrà essere rivisto alla fine dell'anno. I vertici di Eads non credono alla ripresa del dollaro. Gallois prevede maggiori delocalizzazioni in aeree di produzione del dollaro, in particolare in Asia dove si registra la più alta domanda di aerei. "Il cuore di Airbus resterà in Europa - assicura Gallois - ma si tratta di raggiungere un equilibrio fra parte strategica ad alto contenuto tecnologico dell'impresa e la parte produttiva a minor costo. Contiamo di arrivare al 50%. Boeing è oltre il 70%: le ali sono fabbricate in Giappone". Grazie al dollaro, tuttavia, Eads ha potuto "allargare la presenza sui mercati nordamericani, un obbiettivo strategico nell'ambito della difesa e dei servizi". Louis Gallois minimizza una notizia negativa, i nuovi ritardi nella produzione del transatlantico del cielo, l'Airbus A 380 capace di trasportare fino a 850 passeggeri e già ordinato in decine di esemplari dalle maggiori compagnie asiatiche e del medio oriente. "è un progetto molto complesso. Anche i nostri concorrenti sono stati costretti a ritardare le consegne dei nuovi prodotti". Un'ultima domanda sullo scandalo delle stock options, problema delicato, considerando che diversi dirigenti in carica sono sotto inchiesta. "Fino alla conclusione del processo - dice Gallois - vale la presunzione d'innocenza. Nel frattempo abbiamo deciso la soppressione del sistema delle stock options, che verrà sostituita da azioni gratuite a integrazione della retribuzione, rivendibili a date fisse e in totale trasparenza". Un modello per altre imprese? "Non diamo lezioni a nessuno, ma noi vogliamo così". Louis Gallois La "spartizione" franco-tedesca Per il "Financial Times" fra Parigi e Berlino si starebbe studiando un patto informale per cui la gestione di Eads sarebbe a controllo tedesco, mentre Siemens lascerebbe ad Areva la leadership nel nucleare. fare Massimo Nava.

Torna all'inizio


GOVERNO (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-05-21 num: - pag: 37 categoria: BREVI GOVERNO Stanziamento dei fondi Sembra che il nuovo governo abbia intenzione di stanziare dei fondi in favore delle Ferrovie e dell'Anas. Ci risiamo! Per completare l'opera, non si potrebbe pure destinare un altro finanziamento all'Alitalia dato che presto saranno esauriti i 300 milioni di euro ricevuti "in prestito" dal governo uscente? Giovanni Papandrea Ardore Marina (Rc).

Torna all'inizio


Marchionne: dobbiamo attirare capitali esteri - sara bennewitz (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Modello svizzero Marchionne: dobbiamo attirare capitali esteri De Benedetti critico sul caso Alitalia: basta difendere i campioni nazionali SARA BENNEWITZ MILANO - Le aziende e i loro manager hanno risorse che spesso il mercato e la politica tendono a sottovalutare. Ne sono convinti Carlo De Benedetti, presidente della Cir (holding che controlla il Gruppo Espresso), e Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat che ieri sono intervenuti al convegno organizzato dalla Camera di Commercio svizzera a Milano. "Non condivido l'atteggiamento che c'è in Italia e in altri Paesi dove prevale la difesa a tutti i costi dei campioni nazionali - ha dichiarato De Benedetti - sono soluzioni, queste, che spesso non eliminano i problemi. Il caso di Swiss Air e quello di Ubs sono stati uno shock per la Svizzera. Eppure queste aziende si sono risollevate; credo che anche la crisi di Ubs sia solo una fase transitoria". Il monito del presidente di Cir vale indirettamente per il caso Alitalia. "Si è creduto di poter globalizzare la ricchezza - ha precisato De Benedetti - dimenticandosi che così facendo si globalizza anche la povertà. L'Italia è un Paese con una crescita demografica zero, se vogliamo avere un futuro dobbiamo poter contare su forze nuove che arrivano da fuori". De Benedetti ha infatti preso le distanze da chi, in tema di immigrazione, parla di tolleranza zero. "E' una confessione di impotenza, una resa di fronte al cambiamento - ha concluso - credo invece che lo Stato debba e possa trovare delle soluzioni". Marchionne, da parte sua, ha preso le distanze da chi ha parlato di miracolo alla Fiat. "Personalmente non credo nei miracoli, credo invece nei valori di un'azienda. E i valori di Fiat sono il coraggio, il rispetto e l'onestà di mantenere le promesse fatte. La cosa che mi rende orgoglioso è che in tutte le altre società dove ho lavorato, quando me ne sono andato i valori sono rimasti". L'ad di Fiat ha rinnovato il suo impegno a far crescere l'azienda anche nell'interesse dell'Italia. Chiede, però, ai governanti di fare di più per attirare i capitali esteri. "C'è bisogno di nuove politiche per attirare gli investimenti dall'estero - ha detto Marchionne ? se non si creano le condizioni, sia sul mercato del lavoro sia per la gestione delle attività industriali, in Italia non ci verrà mai nessuno e questo mi dà molto fastidio". E sul futuro immediato Marchionne ha ricordato come il mercato dell'auto a maggio "è strutturalmente debole e siamo in calo ma stiamo mantenendo la nostra quota di mercato".

Torna all'inizio


Alitalia,pianoa rischio (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 22-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Nuovi intoppi La soluzione del prestito ponte per 300 milioni potrebbe essere ritenuta insufficiente dai revisori dei conti che potrebbero non approvare il bilancio 22/05/2008.

Torna all'inizio


Alitalia, piano a rischio (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 22-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Compagnia in difficoltà Possibile un parere contrario dei revisori. E Bruxelles resta scettica sul prestito ponte roma. Due insidiosi ostacoli tornano sul tavolo del cda di Alitalia che lunedì prossimo si riunirà per esaminare il bilancio 2007, gli stessi che hanno fatto tremare il top management della compagnia lo scorso anno. Torna il rischio che i revisori dei conti (Deloitte & Touche) possano non condividere la scelta degli amministratori di non aver ancora alzato bandiera bianca, e quindi non approvare il bilancio: la soluzione del prestito ponte per 300 milioni, che tiene la compagnia artificialmente in vita dando respiro ad una cassa agli sgoccioli, potrebbe non essere giudicata sufficiente per sostenere che c'è ancora il requisito della "continuità aziendale", la possibilità di guardare avanti nonostante la situazione dei conti sull'orlo della liquidazione. Torna anche il rischio di dover registrare perdite che superano di oltre un terzo del capitale, circostanza che comporterebbe l'obbligo di una ricapitalizzazione da parte dell'azionista, il Tesoro, che Bruxelles non consentirebbe considerandola un aiuto di Stato. Potrebbe servire ad aggirare questa seconda insidia il provvedimento esaminato ieri dal Consiglio dei ministri. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha solo accennato ai contenuti, spiegando che si tratta "solo di una possibilità" comunicata ieri stesso a Bruxelles anche se "si tratta di una procedura gestibile nei prossimi giorni". "C'è la possibilità, se ve ne è l'esigenza, di utilizzare il prestito non solo come debito ma anche come patrimonio netto per la copertura delle perdite", ha indicato il ministro spiegando che "si tratta di una misura temporanea". Il patrimonio netto del gruppo Alitalia è ormai ridotto, secondo gli ultimi dati aggiornati al 31 marzo 2008, a circa 96 milioni di euro. L'unica reazione della Commissione europea alla decisione del Consiglio dei ministri, nell'immediatezza e prima di vedere le carte, è stata solo un no comment. Intanto la soluzione tampone del prestito ponte resta sotto il rischio di una bocciatura Bruxelles: il governo italiano ha tempo fino al prossimo 30 maggio per rispondere alla richiesta di chiarimenti arrivata dalla Commissione, ma già ieri potrebbe esserci stato un nuovo scambio di informazioni. Secondo alcuni osservatori, la nuova misura annunciata potrebbe, dal punto di vista di Bruxelles, non rappresentare un cambiamento sostanziale poichè sia il prestito ponte sia il rifinanziamento del patrimonio netto sono comunque e sempre un intervento pubblico in favore della compagnia. Toccherà poi ai servizi della Commissione capire se le condizioni e la natura dell'operazione sono in contrasto con le norme Ue che vietano la concessione di aiuti di Stato. Il decreto del governo che stanzia il prestito è stato ieri approvato dal Senato, e passa all'esame della Camera. Intanto il Cda ha nominato ad interim un nuovo responsabile delle risorse umane, figura chiave nel difficile confronto con i sindacati: è il direttore per gli affari legali e societari Luigi Conforti che sostituisce Massimo Cestaro al termine del contratto che lo legava alla compagnia. Per il futuro di Alitalia i fari sono ora puntati sulle prossime mosse del Tesoro, che potrebbe anche nominare a breve un nuovo amministratore delegato. Tocca all'azionista riaprire il dossier privatizzazione decidendo che strada scegliere, dopo la gara per cedere la quota di controllo (poi fallita) ed il successivo mandato all'ex presidente Maurizio Prato a trattare direttamente con un partner industriale (che aveva portato alla trattativa con Air France). Definito il contesto in cui muoversi potrebbe uscire allo scoperto il progetto di cordata italiana che Silvio Berlusconi ha affidato al superconsulente Bruno Ermolli. paolo rubino (Ansa) 22/05/2008.

Torna all'inizio


Tirrenia, è battagliafra Coccia e Pecorini (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 22-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Duello a distanza Il presidente di Confitarma: "È l'ultimo boiardo, basta con le azioni dilatatorie". Il manager pubblico: "Sia più chiaro o lo querelo" 22/05/2008 roma. Confitarma affila le armi sul fronte della privatizzazione di Tirrenia. Gli armatori privati, infatti, non sono più disposti ad accettare ulteriori rinvii e, ora che il quadro politico lo consente, si attiveranno in tutti le sedi perché l'operazione vada in porto. È questo il monito che è giunto ieri dal presidente di Confitarma, Nicola Coccia, assicurando che ci sono almeno 2-3 cordate pronte a scendere in campo per acquisire al società di navigazione ancora in mano pubblica. "Basta a tattiche dilatorie, faremo anche le barricate", ha detto, senza mezzi termini, a margine della Giornata del Mare, organizzata da Federmare. "Vediamo - ha denunciato Coccia - una tattica tesa a rinviare l'argomento per arrivare prima a ottobre, poi a novembre e poi fino al momento in cui non si può fare niente". Il presidente di Confitarma punta il dito contro la "concorrenza scorretta" esercitata da Tirrenia nei confronti dell'armamento privato. "Fatte salve le attività delle società regionali, che hanno il loro ruolo importante, c'è un forte impatto di Tirrenia - ha spiegato Coccia - sui collegamenti dove operano gli armatori privati, con navi più moderne e con una maggiore capacità di stiva. Per sviluppare le nostre autostrade del mare, non possiamo subire la concorrenza di un competitor scorretto che finanzia le proprie perdite a carico dello Stato". Confitarma punta, dunque, i riflettori sulle mosse che il nuovo governo intende muovere sul "dossier Tirrenia". "Non abbiamo ancora elementi nuovi. L'unica certezza è Pecorini, l'ultimo grande boiardo, che dopo 26 anni vuole rimanere per molto altro tempo ancora", ha detto Coccia non risparmiando una battuta diretta all'amministratore delegato di Tirrenia Franco Pecorini. "Il nostro Paese - ha aggiunto il numero uno di Confitarma - è l'ultimo paese al mondo ad avere una flotta pubblica che fa una competizione scorretta nei confronti dei privati. Ora, tutti i termini sono scaduti e faremo le barricate per arrivare alla definizione di un assetto privatistico della gestione di Tirrenia. Ci sono almeno 2-3 cordate pronte e ci attiveremo in tutte le sedi, ora che ci sono anche le condizioni politiche. Peraltro- ha sottolineato- proprio nel momento in cui si sta cercando una soluzione per Alitalia, sarebbe un vero controsenso mantenere una Alitalia del mare". In serata la replica di Pecorini: "Chiedo pubblicamente al presidente di Confitarma di comunicare quali siano le manovre dilatorie da egli attuate". Qualora questa richiesta non venisse immediatamente soddisfatta, Pecorini "procederà a formalizzare specifica denuncia per diffamazione". Proprio ieri, a Roma, la "Giornata europea del mare"è stata presentata dai vertici della Federazione del Mare, il presidente Corrado Antonini e il vicepresidente Nicola Coccia, insieme al sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Bartolomeo Giachino, il quale ha sottolineato come "il trasporto marittimo è il nostro petrolio, assieme al turismo". "È un'iniziativa che si ripeterà ogni anno - ha spiegato Antonini - e che nasce a seguito della comunicazione sulla politica marittima integrata per l'Unione europea, pubblicata nell'ottobre 2007, che mira a consentire una gestione delle diverse attività e politiche connesse ai mari non più su base settoriale ma in una visione olistica che affronti in maniera globale tutti gli aspetti degli oceani e dei mari sotto il profilo economico e dello sviluppo sostenibile, compreso l'ambiente marino, attraverso una molteplicità di azioni". 22/05/2008.

Torna all'inizio


Voglia di andarsene da un paese ammuffito - corrado augias (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 22-05-2008)

Argomenti: Alitalia

G entile Augias, avverto un profondo senso di disagio. Viviamo in un'Italia ammuffita, ripiegata sul passato, rimpannucciata nel terrore. Non apriamo più le finestre, soffochiamo per l'aria viziata, la polvere e i fumi dell'incenso. Siamo spregiudicati nel turpiloquio, amiamo gli spettacoli rissosi, ma vomitiamo sconcezze e insulti soltanto perché ci sentiamo perdenti. Gli altri paesi propongono, sperimentano, si rinnovano. E noi, il paese della moda, siamo in un angolo come un abito smesso. Marina Buttafava mbfrontiera@alice. it C aro Augias, ho 22 anni tra poco mi laureo ma non so bene che cosa potrò fare il giorno dopo. Tutto mi sembra fermo e quello che non è fermo è orribile. Mi sento circondata da un paese corrotto come nessun altro in Europa, che prende schiaffi da tutti, una volta mandavamo in giro immagini di bellezza, di intraprendenza, di design, oggi girano per le reti del mondo le foto dei mafiosi che sparano e delle immondizie di Napoli. Se solo ne avrà la possibilità (e la forza) me ne andrò, dovunque nel mondo, ma non qui. Lettera firmata A ll'inizio di aprile avevo cominciato a prendere nota di tutti gli scandali che venivano alla luce. Delitti collettivi, non casi isolati. All'università di Bari scoperto un giro di esami comprati e venduti. Vini falsificati con fertilizzanti, acqua, concimi e acido muriatico, primi arresti. Su 14 zecche clandestine scoperte in Europa, otto (57%) erano in Italia. Il New York Times denuncia la condizione di 'barbarie' in cui è ridotta l'Appia Antica. Sette oleifici e 25 mila litri di olio sequestrati. 39 persone in manette per associazione a delinquere finalizzata alla produzione di olio extravergine sofisticato. A S.ta Maria Capua Vetere medici compiacenti, complici alcuni elementi dell'amministrazione, facevano uscire di galera i detenuti certificando malattie incompatibili con la reclusione. Secondini corrotti introducevano nel carcere droga e telefonini. Cambiavano la data sulle etichette e i prodotti scaduti ritornavano "freschi": la presunta frode, messa in atto da una ditta all'ingrosso del Torinese. 75 persone denunciate a Roma, alteravano targhe e permessi, anche di persone morte da anni, per entrare nel centro storico. Eccetera. A un certo punto ho smesso per sazietà, per sconforto. Siamo scesi lentamente, progressivamente, a questo livello, siamo assuefatti, non reagiamo più e questo è l'aspetto peggiore della cosa. Tutto ristagna, molti hanno potere di revoca o di veto: la Tav, il piano energetico nazionale, la ricerca, l'Alitalia, le indispensabili liberalizzazioni, i termovalorizzatori, la criminalità che governa intere province, un Parlamento con parecchia gente che dovrebbe stare altrove, galera compresa. Un'aria ferma in un paese che sembra morto oppure vive di penosi sussulti anarchici. Dovrei dire qualche parola di incoraggiamento alle due ragazze che mi hanno scritto. Conto di farlo, appena le avrò trovate.

Torna all'inizio


Stornelli d'italia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 22-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Genova STORNELLI D'ITALIA Al di là della pur legittima soddisfazione di diretti interessati distaccati o accaniti (nell'ordine, gli storni e Cristina Morelli), la sentenza della Corte di Giustizia della Ue che condanna la legge regionale sulla caccia agli storni, inocula patriottismo continentale in noi liguri. Ci fa cioè sentire italiani in quanto sotto tiro europeo: dopo le rampogne di Bruxelles su rifiuti, Alitalia, campi rom e rischio xenofobia, una bacchettata comunitaria per una specifica inadempienza venatoria made in Liguria, ci voleva.

Torna all'inizio


Alitalia, via al prestito-salvataggio andrà ad aumentare il patrimonio - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 22-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia, via al prestito-salvataggio andrà ad aumentare il patrimonio Lunedì il bilancio 2007. Rivolta dei piloti contro il vertice Conforti nominato responsabile delle risorse umane della compagnia di bandiera La decisione del Consiglio dei ministri di ieri avrà però effetti temporanei LUCIO CILLIS ROMA - Alitalia incassa il primo via libera del Parlamento al prestito di 300 milioni di euro. Una boccata d'ossigeno che ieri il governo ha incanalato con decisione sulla strada di un utilizzo "temporaneo e ai fini del patrimonio", come ha spiegato al termine del Consiglio dei ministri tenutosi a Napoli. In pratica i 300 milioni vanno a sommarsi ai 96 milioni rimasti in cassa a marzo e - ha precisato ancora Tremonti - "servono ad evitare che il collegio sindacale ponga la questione", a far approvare i conti dello scorso anno, ma sempre al netto della certificazione da parte della Deloitte. L'attenzione resta infatti puntata sul consiglio di amministrazione di lunedì prossimo, con all'ordine del giorno il via libera al bilancio 2007 che sarà caratterizzato, come quelli precedenti, da un rosso molto pesante. Ieri si è tenuta un'altra riunione di routine del cda di Alitalia, che ha nominato Leopoldo Conforti responsabile ad interim delle Risorse umane con "i poteri già attribuiti, nella funzione", ha precisato l'azienda, all'ex direttore del personale Massimo Cestaro, con cui il rapporto di lavoro si è concluso per la scadenza del contratto venti giorni fa. In mancanza di novità importanti, sul fronte della privatizzazione, restano le poche certezze emerse negli ultimi giorni con Alitalia che cerca comunque di affrontare i mesi più difficili della sua storia con il lancio di una campagna che punta al rilancio dell'immagine. Al momento la cordata coordinata da Bruno Ermolli starebbe cercando di unire i vari pezzi di un mosaico molto complesso in vista della due diligence. La veste di partner industriale verrà affidata ad Air One ma il nodo da sciogliere resta quello della gestione, con un braccio di ferro che coinvolgerebbe in queste ore l'attuale numero uno della seconda compagnia italiana, Carlo Toto. I sindacati restano per il momento in attesa di un segnale chiaro anche se dai piloti parte una dura offensiva contro l'attuale management che guida la società posseduta al 49,9% dal Tesoro. Dopo i comandanti dell'Anpac anche quelli rappresentati dall'Unione Piloti puntano l'indice sui piani alti della Magliana: "La trimestrale approvata dal cda nei giorni scorsi, è l'evidenza del fallimento della strategia pensata per Alitalia e quindi di chi l'ha concepita e perseguita". Un piano a dir poco "inadeguato e miope", lo definisce l'Up che proprio alla luce dei risultati ottenuti aggiunge: "Qualsiasi manager con un po' di dignità avrebbe rassegnato le dimissioni". Marco Veneziani, della Uil Trasporti, preferisce invece concentrare l'attenzione sulla profonda crisi che affligge l'azienda: "Non possiamo che apprezzare il via libera al prestito da 300 milioni, anche se la situazione resta gravissima. A quasi due mesi dalle dimissioni dell'ex presidente Maurizio Prato, Alitalia è in caduta libera, senza un vertice che abbia poteri decisionali. Il gruppo - conclude - ora ha bisogno di interventi mirati e risolutivi. E ieri stata persa l'ennesima occasione con la mancata nomina dell'amministratore delegato di Alitalia".

Torna all'inizio


Ma ora anche passera diventa pessimista "non so se l'azienda uscirà dall'angolo" - mario calabresi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 22-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia L'ad di Intesa da New York: al momento è un'occasione persa. "Il Ponte sullo Stretto? Meglio l'alta velocità" Ma ora anche Passera diventa pessimista "Non so se l'azienda uscirà dall'angolo" MARIO CALABRESI dal nostro corrispondente new york - "Alitalia è una grande opportunità per ora persa per colpa delle troppe lentezze, vediamo come si muoverà ora il nuovo azionista, speriamo che lo faccia con decisione e speriamo che la situazione sia ancora recuperabile". Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa-Sanpaolo, non nasconde la sua amarezza "per il gran tempo perso" nel salvataggio della compagnia di bandiera, da tempo crede in un piano di rilancio ma oggi non nasconde il timore che possa essere troppo tardi: "Alla fine dello scorso anno ci sentivamo di appoggiare dei piani di risanamento e investimento ma oggi non so più quale sia la situazione e se l'azienda possa uscire dall'angolo". A New York per una serie di incontri con la comunità economica e finanziaria e per ritirare il premio "GEI Award 2008", Passera ha raccontato le preoccupazioni e l'attesa degli investitori americani per la situazione economica italiana: "Tutti si aspettano di vedere azioni concrete di breve periodo e strutturali per il rilancio del Paese". Un Paese che ha molte eccellenze ma poi paga danni di immagine - come dimostrano gli articoli di questi giorni su tutti i giornali americani - per "situazioni imbarazzanti" come la spazzatura a Napoli. Secondo Passera "la semplificazione del sistema politico è stata una grande conquista e ora ci sono le condizioni favorevoli per lavorare e risolvere i problemi del Paese a partire dalla mancanza di crescita economica". Auspica un piano di rilancio dell'Italia che veda il governo lavorare insieme con il resto del Paese, un piano che abbia come cardini la competitività, le infrastrutture, il dinamismo e la coesione sociale. La globalizzazione per l'amministratore delegato di Intesa SanPaolo "viene vissuta in Italia come una minaccia ma è piena di opportunità". Per questo non crede ad una svolta protezionista di Tremonti: "Penso che le sue posizioni in campagna elettorale siano in parte state enfatizzate". Passera infine insiste sulle infrastrutture, ma sostiene che il Ponte sullo Stretto di Messina "è una cosa da fare ma non è una priorità", meglio dare la precedenza ai nodi stradali congestionati dell'asse Milano-Venezia, ma soprattutto puntare sull'alta velocità: "Prima finiscono i lavori, tanto meglio sarà per lo sviluppo del Paese". Infine una sola frase di commento all'ipotesi di uscita da Intesa SanPaolo dei francesi di Credit Agricole: "Se e quando decideranno di cedere lo faranno in maniera molto saggia e sul mercato".

Torna all'inizio


Ma la compagnia ha già consumato metà ossigeno - massimo riva (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 22-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia MA la compagnia ha già consumato metà ossigeno MASSIMO RIVA Con oggi sono trascorsi esattamente cinquanta giorni da quel 2 aprile nel quale monsieur Spinetta, presidente di Air France, abbandonò il tavolo delle trattative con Alitalia, estenuato dalle furbizie levantine del mondo sindacale e politico italiano. Cosicché, stando ai conti del primo trimestre 2008 della nostra compagnia di bandiera (tre milioni di perdita ad ogni calar del sole), in questi cinquanta giorni se ne sono andati in fumo altri 150 milioni. Cifra pari alla metà del prestito da 300 concesso con decreto urgente dal governo Prodi su esplicita richiesta dell'allora premier subentrante Silvio Berlusconi al fine dichiarato di evitare la procedura fallimentare dell'azienda attraverso l'intervento di una cordata tricolore, formata da un manipolo di generosi imprenditori nazionali. Data l'altisonanza dei nomi che circolano in proposito si può anche ritenere che, prima o poi, questo sedicente salvataggio patriottico andrà in porto: anche perché Berlusconi è consapevole di giocarsi la faccia in questa vicenda e non vorrà certo perderla a così breve distanza dal voto. Resta il fatto che il trascorrere del tempo non è neutrale: l'azienda (che è ancora in gran parte pubblica) perde valore giorno dopo giorno, bruciando denaro che è di tutti i cittadini. Ci sono tanti modi per mettere le mani nelle tasche dei contribuenti: quelli subdoli sono i peggiori.

Torna all'inizio


Emergenza Alitalia: il prestito-ponte diventa patrimonio netto Un'invenzione tecnica, per evitare la questione del fallimento come spiega lo stesso ministro dell'Economia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 22-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Emergenza Alitalia: il prestito-ponte diventa patrimonio netto Un'invenzione tecnica, "per evitare la questione del fallimento" come spiega lo stesso ministro dell'Economia di Roberto Rossi / Roma PATRIMONIO Non solo mutui o detassazione degli straordinari. Il Consiglio dei ministri di Napoli ha portato anche un'altra novità o "tecnicalità", come spiegano fonti industriali, che riguarda Alitalia. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti ha annunciato un provvedimento che prevede "la possibilità di utilizzare il prestito ponte" da 300 milioni varato dal governo Prodi "non solo come debito, ma anche come patrimonio netto". In sostanza, ha spiegato il ministro, si tratta di "un utilizzo temporaneo del prestito ponte ai fini del patrimonio per evitare che il collegio sindacale ponga la questione". La questione alla quale fa riferimento sibillinamente il ministro è quella relativa al fallimento della compagnia. L'esiguità del patrimonio netto che, a fine marzo, ammontava a 96 milioni di euro a fronte di perdite nel trimestre per 215 milioni, potrebbe costringere il consiglio di amministrazione della compagnia a portare i libri in tribunale. O, nella migliore delle ipotesi, a esigere la ricapitalizzazione dell'azienda. La mossa di Tremonti, dunque, oltre a riconoscere di fatto lo stato prefallimentare della compagnia di bandiera, fa supporre che una soluzione per vendita del gruppo non sia così vicina. Anche perché quale sia questa soluzione per ora nessuno lo sa. Le ultime indiscrezioni davano il ministero del Tesoro, che di Alitalia è il principale azionista con il 49%, intento a ricucire il rapporto con Air France, interrotto lo scorso aprile con la chiusura del tavolo della trattativa. La famosa cordata italiana di Bruno Ermolli sembra che non abbia la forza finanziaria necessaria per proporre un piano di rilancio serio. Il che non farebbe ben sperare per le sorti della compagnia. "Si è perso molto tempo a cercare una soluzione: è difficile sapere se la situazione sia recuperabile" ha detto l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, che più di tutti si era speso per trovare una soluzione alla crisi del gruppo. Intanto proprio il decreto legge sul prestito ponte per Alitalia ha incassato il primo via libera dal Parlamento. Ieri il Senato ha approvato, con l'ok di tutti i gruppi ad eccezione dei tre rappresentanti dei radicali, il provvedimento che eroga 300 milioni ad Alitalia. Ora il testo passa all'esame della Camera. E poi sarà al vaglio di Bruxelles. Che ieri ha opposto un "no comment". Secondo alcuni osservatori, la nuova "misura", comunque, potrebbe non rappresentare un cambiamento sostanziale poiché sia il prestito ponte sia il rifinanziamento del patrimonio netto sono comunque e sempre un intervento pubblico in favore della compagnia. Il prestito - ha commentato il sottosegretario all'Economia Giuseppe Vegas - non può configurarsi come aiuto di Stato. "In realtà - ha spiegato il sottosegretario - è una mera anticipazione finanziaria reversibile, con caratteristiche di mercato che non distorce il mercato, si limita a dare aiuto temporaneo e verrà coperta entro l'anno". In attesa di sviluppi, ieri si è riunito , il consiglio di amministrazione di Alitalia. Il quale ha preso atto della scadenza del contratto del responsabile delle risorse umane, Massimo Cestaro ed ha conferito l'incarico ad interim all'attuale responsabile dell'ufficio legale, Luigi Conforti. L'attesa si sposta ora su lunedì prossimo quando si terrà il consiglio di amministrazione che dovrà approvare i conti del 2007. Conti sui quali, stando a indiscrezioni di stampa, pende la minaccia della mancata certificazione da parte di Deloitte. La società e di revisione potrebbe non condividere la scelta degli amministratori di non aver ancora alzato bandiera bianca. Vedremo se la "tecnicalità" di Tremonti la convincerà.

Torna all'inizio


Industriali negativi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 22-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Industriali negativi La Borsa ha chiuso con gli indici stabili grazie alla performance positiva dei titoli energetici. Il Mibtel ha segnato un +0,02%, e i rialzi sono stati riequilibrati dall'offerta sui titoli bancari, industriali e assicurativi. Il nuovo record del del petrolio ha avvantaggiato innanzitutto Eni, che ha registrato un rialzo finale del 2,75% mentre Saipem è salita del 2,7%. Tra gli altri titoli energetici progressi più contenuti (A2a ha fatto +0,99%) mentre Enel ha limato lo 0,09%. Ripiegano le costruzioniano dopo un periodo positivo: in particolare Impregilo ha perso il 5,74%. Stabile Alitalia (+0,18%) nel giorno del Cda straordinario; in netto rialzo Atlantia (+7,63%) in vista dello sblocco della convenzione fra Autostrade e Anas. Fra gli industriali deboli Fiat (-2,82%), Pirelli (-1,62%) e Stm (-2,05%) mentre sono salite Parmalat (+0,91%) e Finmeccanica (+0,33%). Fra le Tlc, Telecom Italia ha ceduto lo 0,51%, Fastweb l'1,38% mentre Tiscali è salita del 3,18%.

Torna all'inizio


Il piano Lufthansa e la missione <Scala> a Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 22-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-22 num: - pag: 33 categoria: REDAZIONALE Diplomazie Il piano Lufthansa e la missione "Scala" a Malpensa MILANO - Tre membri della commissione parlamentare trasporti, il presidente delle associazione dei gestori aeroportuali, due supermanager dell'avionica nazionale. Era nutrita, la delegazione che tra martedì e mercoledì ha reso una dettagliata visita all' aeroporto di Malpensa, alle infrastrutture primarie e secondarie degli aeroporti milanesi e ha incontrato i vertici di Sea, società che gestisce Linate e Malpensa. Il progetto all'interno del quale la visita si è svolta ha un nome quanto mai milanese: "La Scala". Ma la collocazione geografica dell'ex hub padano e il riferimento al tempio della Lirica, di cui il superconsulente Bruno Ermolli è vicepresidente, non devono ingannare: la delegazione è tedesca, e il suo arrivo si inquadra nel recente accordo con Lufthansa, fortemente e lungamente perseguito da Sea. Oltre ai membri del Bundestag e della Commissione Trasporti, Uwe Eckmeyer (Spd), Dirk Fischer e Norbert Koenigshofen (Cdu/Csu), tutti partecipanti alla commissione trasporti, c'era Tanja Wielgoss, presidente della Bdf, la commissione delle compagnie aeree tedesche, ed alcuni esponenti di punta di Air Berlin e Lufthansa, tra cui spicca il vicepresidente della compagnia Karl-Ulrich Garnadt. Un'indagine conoscitiva che unisce politica e compagnie in un momento di snodo per l'avionica italiana e per Malpensa. Che sempre di più sembra gradire la lingua tedesca. A fine aprile Sea ha infatti annunciato un nuovo accordo strategico con Lufthansa che prevede lo stabilimento di sei aerei a Malpensa dall'inizio del 2009. Proprio Garnadt, che per Lufthansa aveva curato la trattativa, il giorno dell'annuncio aveva dichiarato: "Grazie all'espansione della nostra offerta di voli saremo in grado di offrire in futuro una rete di collegamenti ancora più fitta verso destinazioni europee per i nostri clienti italiani". Decisamente di minor impatto, ma non irrilevante nel contesto, l'accordo che ha portato Air Berlin ha spostare 25 destinazioni settimanali, a partire dal prossimo giugno, da Orio al Serio a Malpensa. Segno ulteriore, semmai, che la visita della delegazione tedesca non avviene per caso e vorrebbe, nelle intenzioni di chi l'ha organizzata, proseguire l'intricato cammino che porta ad un nuovo hub carrier, dopo l'uscita di Alitalia operativa da fine marzo. E' infatti ovvio che qualunque volontà di mantenere definitivamente separate le vie della compagnia di bandiera e di Malpensa, dipende proprio dai destini di Alitalia su cui si dovrà stringere nelle prossime settimane. I nuovi assetti proprietari e i prossimi dirigenti, o l'eventuale nomina di commissario, dovranno anzitutto decidere come gestire l'eredità di slot per la prossima stagione invernale che l'Alitalia attuale ha temporaneamente deciso di "congelare" nella propria disponibilità. Scelta non irrilevante, per i piani di sviluppo "autonomo" di Malpensa. Verso la quale ha mosso sorprendentemente anche Air France, che ha avanzato richieste anche per gli slot invernali di Linate-Fiumicino. Al momento non ci sono spazi disponibili, salvo improbabili rinunce da parte di Alitalia. O il sopravvivere di cause di forza maggiore. Jacopo Tondelli La Scala Da Berlino un progetto sul trasporto aereo dedicato all'ente lirico dopo l'alleanza della compagnia tedesca con la Sea su Malpensa \\ "Collegamenti più fitti per la nostra clientela italiana".

Torna all'inizio


Alitalia, <salvagente> del Tesoro sui conti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 22-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-22 num: - pag: 33 categoria: REDAZIONALE La vendita Il Pd vota a favore del decreto legge. Il consiglio affida le risorse umane a Conforti, capo del servizio legale Alitalia, "salvagente" del Tesoro sui conti Il prestito ponte sarà patrimonio, a copertura del rosso. Stop ai dubbi dei sindaci Le norme dovrebbero permettere al Cda di dare il via libera al bilancio e di prendere più tempo per la ricapitalizzazione ROMA - Il governo evita il fallimento di Alitalia e ne mette al riparo il bilancio del 2007. Con un provvedimento, approvato ieri a Napoli dal consiglio dei ministri, il prestito ponte da 300 milioni, concesso al vettore, è stato trasformato in patrimonio netto. "Se c'è l'esigenza potrà servire a copertura delle perdite - ha spiegato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti -. Si tratta di una misura temporanea in modo che il collegio sindacale non ponga questioni". Il riferimento è al problema, che in assenza di questa operazione, si sarebbe posto lunedì prossimo, nel consiglio d'amministrazione della compagnia dedicato ai conti dell'anno scorso. Alitalia, pur avendo liquidità grazie al prestito, si sarebbe trovata ad avere un patrimonio netto prossimo allo zero o addirittura negativo, anche a causa delle perdite emerse di recente, come la svalutazione della flotta per 97 milioni. La certificazione del bilancio da parte dei revisori di Deloitte sarebbe stata impossibile. Ora le nuove norme dovrebbero permettere al cda di dare il via libera al bilancio e di rinviare, sia pur di poco, l'urgenza della ricapitalizzazione. L'operazione è stata definita "temporanea" da Tremonti perché dovrebbe servire a liquidare il bilancio 2007 e passare alla fase della vendita della compagnia, dando un po' di tempo a eventuali cordate per organizzarsi. Al momento l'Unione Europea non si è espressa sulla trasformazione del prestito. Ma il ministro non vede problemi sull'autorizzazione: "Lo comunicheremo oggi stesso (ieri per chi legge, ndr) alla Commissione europea. Mi pare che sia una procedura gestibile". Il consiglio d'amministrazione di Alitalia, che si è riunito ieri in seduta straordinaria proprio per valutare lo stato dei conti e evitare conseguenze in sede di approvazione del bilancio, ha preso atto dell'operazione. Inoltre il cda, presieduto da Aristide Police, ha provveduto a attribuire "ad interim" al segretario generale della società, Leopoldo Luigi Conforti, i compiti di direttore del Personale, dopo la conclusione del rapporto di lavoro con il precedente capo, Massimo Cestaro. è possibile che la mossa sia legata a una prossima convocazione dei sindacati che hanno reclamato un confronto sulle strategie dopo l'insediamento del nuovo governo. Police resterà al suo posto fino all'approvazione dei conti. Intanto il Senato ha approvato quasi all'unanimità, dopo la relazione del senatore Luigi Grillo, il decreto che garantisce il prestito ponte a Alitalia. Ora l'iter proseguirà alla Camera. Dall'opposizione sono arrivate alcune critiche alla consulenza, diretta alla creazione di una cordata italiana, svolta da Bruno Ermolli per il premier: il senatore del Pd Luigi Zanda ha osservato che per addebiti simili, poi "rivelatisi inesistenti", il collaboratore di Prodi, Angelo Rovati, intervenuto sull'affare Telecom, fu messo all'indice dal centrodestra. Antonella Baccaro Aristide Police, presidente di Alitalia.

Torna all'inizio


Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 22-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-05-22 num: - pag: 64 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo Piano Linea dura sui rifiuti Esercito a guardia delle discariche, quattro termovalorizzatori, impulso alla raccolta differenziata. Sono i principali provvedimenti votati dal Consiglio dei ministri per risolvere il problema dei rifiuti in Campania. Linea dura sulle discariche: "Chiunque si introducesse abusivamente o impedisse l'accesso - ha detto Berlusconi - sarà punibile con l'arresto da 3 mesi a un anno. I promotori di disordini rischieranno fino a 5 anni". Ici e mutui, si cambia Detassazione degli straordinari, azzeramento dell'Ici e misure contro il caro- mutui nel primo pacchetto di misure varate dal governo Berlusconi. Il governo ha annunciato un accordo con il sistema bancario che consentirà di trasformare i mutui in essere dal tasso variabile al fisso. E, soprattutto, di tornare a pagare la rata calcolata sui tassi del 2006, prima dei rialzi. Franzoni, carcere confermato Diventa definitiva la condanna a 16 anni di carcere inflitta ad Anna Maria Franzoni per l'omicidio del figlio Samuele di tre anni, avvenuto il 30 gennaio 2002 a Cogne. La Cassazione ha confermato la sentenza della corte di Assise di Appello di Torino. Focus Il Parlamento? Un affare Conquistare un posto in Parlamento equivale in media a un aumento di reddito del 78%. Lo afferma una ricerca che ha analizzato tutti gli eletti dal '48 a oggi. Esteri Due italiani rapiti Due cooperanti italiani della Ong Cins, Jolanda Occhipinti e Giuliano Paganini, sono stati rapiti in Somalia da un commando armato. C'è un contatto tra la Cins e i rapitori: "I due italiani stanno bene". Kenya, "streghe" al rogo Undici persone (8 donne e 3 uomini) accusate di stregoneria sono state bruciate vive a Nyakeo, 300 chilometri a ovest di Nairobi, in Kenia. Cronache Corruzione, arresti a Torino Ricerche e sperimentazioni falsificate sui farmaci, funzionari pubblici corrotti, informazioni mai date sugli effetti collaterali di alcune medicine grazie alla connivenza di chi avrebbe dovuto vigilare. Sono le ipotesi di una maxi inchiesta partita dalla Procura di Torino che ha portato a 8 arresti per corruzione. Niente casa per Saviano Allo scrittore Roberto Saviano, che vive sotto scorta perchè minacciato dalla camorra per il suo libro Gomorra, è stata rifiutata una casa al Vomero. Risulta "indesiderato ", per paura, dai futuri vicini. Economia Alitalia, salvagente del Tesoro Il governo evita il fallimento di Alitalia e ne mette al riparo il bilancio del 2007: ha deciso che il prestito ponte da 300 milioni sarà trasformato in patrimonio netto. Cultura Relativismo e democrazia Colloquio tra Sergio Romano e la sociologa francese Dominique Schnapper sul relativismo. Uno Stato democratico deve essere relativista, per assicurare a tutti i suoi cittadini la possibilità di esprimere liberamente le proprio convinzioni. Ma deve anche affermare che ci sono principi cui tutti devono inchinarsi. Spettacoli Le paure dell'Italia A Cannes presentato Il resto della notte di Francesco Munzi: le colpe e le paure dell'Italia lacerata dall'immigrazione romena. Sport Champions, è Manchester Il Manchester United, per la terza volta, è campione d'Europa. Ha battuto ai rigori il Chelsea.

Torna all'inizio


Corre l'energia, frenano i bancari (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 22-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 121 del 2008-05-22 pagina 28 Corre l'energia, frenano i bancari di Redazione Impregilo risente del caso Campania Chiusura contrastata per le Borse, paralizzate dall'inarrestabile corsa del petrolio balzato ieri sopra la soglia dei 132 dollari il barile. A Milano il Mibtel ha registrato un calo dello 0,02% e l'S&P/Mib una riduzione dello 0,17%. Ben comprati i titoli del settore petrolifero, mentre sono stati venduti i bancari. Il nuovo record del petrolio avvantaggia Eni (+ 2,75%), il titolo più scambiato con oltre 1,3 miliardi di controvalore, mentre Saipem sale del 2,7%. I bancari hanno accusato il crollo di Ubs, penalizzata dalla notizia che l'istituto ha venduto una divisione a Blackrock a un prezzo più scontato rispetto a quello annunciato in precedenza. Bpm ha lasciato sul parterre l'1,97%, Mps l'1,9% e Unicredit il 2,3%, risentendo anche dell'abbassamento del target di prezzo a 6,1 da 6,3 euro da parte di Goldman Sachs; Intesa Sanpaolo, infine, ha ceduto l'1,4%, dopo che Crédit suisse ha tagliato la valutazione del prezzo obiettivo a 5,3 da 5,6 euro. I titoli delle costruzioni ripiegano dopo un periodo positivo: in particolare, Impregilo ha perso il 5,74% per il timore che il Consiglio dei ministri non avesse incluso la realizzazione del termovalorizzatore di Acerra nel decreto legge con il quale si affronta l'emergenza rifiuti in Campania. Chiude invece stabile Alitalia (+0,18%) nel giorno del cda straordinario. Tra gli industriali deboli Fiat (-2,82%), Pirelli (-1,62%) e Stm (-2,05%). Fra le Tlc, Telecom Italia cede lo 0,51%, Fastweb l'1,38%. A Francoforte crolla Infineon (-7%) e vendite molto sostenute su Bmw (-4%) e Lufthansa )-3,4%). A Parigi male i titoli dell'auto con Peugeot (-4,6%) e Renault (-3,2%). A Londra tracollo per i finanziari con Rbs (-4,8%), Alliance & Leicester (-4,3%), Old Mutual (-4,1%) e Aviva (-3,9%). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Alitalia, il Senato approva il prestito (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 22-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Lea Vendramel Alitalia, il Senato approva il prestito Via libera al dl che stanzia 300 milioni di euro. Cda straordinario Via libera dell'Aula del Senato al prestito ponte per Alitalia. Quasi all'unanimità, solo i senatori radicali non partecipano al voto, Palazzo Madama approva ieri il decreto che stanzia 300 milioni di euro per la compagnia aerea. Ora la palla passa a Montecitorio per la definitiva conversione in legge. Il prestito ponte punta a "fornire all'Italia un vettore competitivo", spiega il sottosegretario all'Economia, Giuseppe Vegas, nel suo intervento in Aula. Non è un aiuto di Stato, si affretta però a precisare, in quanto "non distorce il mercato, ma concede un aiuto finanziario con interessi di mercato". È stato un intervento che si è reso necessario di fronte allo stallo della trattativa con Air France-Klm. "Se fosse stata conclusa non ci sarebbe stato nessun decreto", assicura Vegas. Non essendo stato così, invece, si è posta "l'urgenza del finanziamento ponte al fine di mantenere la continuità operativa della compagnia ? ribadisce il presidente della commissione speciale per i decreti in scadenza e relatore al dl, Luigi Grillo ? e consentire al nuovo governo di assumere, nella pienezza dei poteri, le urgenti iniziative che riterrà necessarie per portare a compimento il processo di privatizzazione". E il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, avrebbe inserito una norma nel pacchetto fiscale in base alla quale il prestito ponte diventerebbe "patrimonio netto" Ma se la maggioranza sostiene compatta il decreto, Pd e Idv danno il loro appoggio per senso di responsabilità, i radicali prendono le distanze e non partecipano al voto. "Non è un prestito ponte, perché questo presuppone che dall'altra parte ci sia qualcuno che se la compri l'Alitalia ? accusa il vice presidente del Senato, Emma Bonino ? noi avevamo individuato Air France, voi non avete individuato nessuno, questo è un prestito a fondo perduto se non appare qualcuno all'orizzonte e in tempi assai brevi". E aggiunge: "Voi avete fatto saltare le soluzioni individuate con polemiche del tutto strumentali e voi dovete trovare le risposte al problema, questo è a tutti gli effetti il primo decreto Berlusconi e ve ne dovete assumere appieno le responsabilità". Anche il Pd, pur votando a favore per tutelare i lavoratori, sferra un duro attacco al Pdl e al suo leader, accusandoli di aver "boicottato le trattative per poi, dopo aver vinto le elezioni, balbettare sugli approdi cui Alitalia dovrebbe essere condotta: a questo punto chiediamo che sul futuro di Alitalia, il ministro Tremonti venga al più presto a riferire in Senato". Intanto, a via della Magliana riunione straordinaria del Cda. All'ordine del giorno, il reintegro del Consiglio, ridotto a tre membri dopo le recenti dimissioni di Giovanni Sabatini, e la questione di un nuovo presidente e amministratore delegato per la compagnia. Martedì, infatti, il presidente dell'aviolinea Aristide Police ha incontrato a Palazzo Chigi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e, secondo alcune indiscrezioni, starebbe valutando di dimettersi. Al suo posto potrebbe essere nominato l'imprenditore Mario Resca, che incontrerebbe il favore sia del premier Silvio Berlusconi che del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. È stato convocato, invece, per lunedì prossimo il Cda per l'esame e l'approvazione del bilancio 2007. (22-05-2008).

Torna all'inizio


Dialogo al Loft si profilano due linee sul voto in aula, intanto il blitz pro rete 4 rovina il clima (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 22-05-2008)
Pubblicato anche in: (Riformista, Il)

Argomenti: Alitalia

Dialogo al Loft si profilano due linee sul voto in aula, intanto il blitz pro rete 4 rovina il clima Veltroni non vuol passare da "nemico del popolo" Il pacchetto economico del governo imbarazza il Pd. Il leader pronto a votarlo, ma invoca modifiche, intanto Bersani promette "battaglia" Per fortuna del Pd i provvedimenti economici varati ieri dal governo nel primo Consiglio dei ministri sono in forma di decreto. Il che significa che si può rinviare ancora di qualche settimana il problema di come votare in aula sul taglio integrale dell'Ici, sul ribasso dei mutui a tasso variabile e sulla detassazione degli straordinari. Ieri, il ministro ombra dell'Economia Pierluigi Bersani ha definito "deludente" la manovra dell'esecutivo, ha spiegato che, a risorse immutate, le priorità sono altre ("Questi 2,5 miliardi di euro che secondo noi servono per abolire quel che resta dell'Ici possono essere usati per dare 400 euro di detrazioni fiscali a 6,5 milioni di pensionati, o per sostenere i redditi da lavoro dipendente") e che "in aula sarà battaglia". Ma la durezza di Bersani non è un'ipoteca sul voto del Pd, dato che nel corso della medesima conferenza stampa - la prima che ha visto schierati insieme alcuni ministri ombra per replicare a caldo al Cdm - Enrico Letta ha specificato che il "giudizio è sospeso", che "qualunque riduzione delle tasse sul lavoro va bene" e che, in caso di ulteriori misure di alleggerimento del carico fiscale "potremmo dare un segnale di incoraggiamento". Due linee nel Pd? Falchi contro colombe? Presto per dirlo. Ma certo il crinale dell'opposizione dialogante è stretto e, come spiega Giorgio Tonini, già responsabile economico del Pd, "noi abbiamo il dovere di mettere a verbale la nostra contrarietà - e sull'Ici abbiamo spiegato che l'abolizione integrale, cui non siamo contrari per principio, è solo un regalo ai più agiati - ma non possiamo non ragionare sul fatto che è difficile votare contro la detassazione degli straordinari senza passare da nemici del popolo". Senza contare che l'altro rischio correlato, di cui hanno ragionato Walter Veltroni ed Enrico Morando in una riunione mattutina al Loft che ha preparato l'uscita del governo ombra, è di restituire l'immagine di un Pd versione "anche i ricchi piangano". Naturalmente, nulla di più lontano dalle intenzioni del leader. In questi giorni, casomai, la preoccupazione di Veltroni è dimostrare che la nuova stagione di dialogo porta risultati. Veltroni sarebbe ben contento di votare a favore del pacchetto governativo, a patto di poter dimostrare di aver portato a casa la modifica di alcune sue parti. I primi frutti dell'asse con Berlusconi si vedono per ora soprattutto sul fronte tecnico-elettorale. L'esempio migliore resta la comune volontà di introdurre una soglia di sbarramento alle europee, accompagnata dall'abolizione delle preferenze ("Come si fa a dire che sono il metodo più democratico di scelta quando è dimostrato che è un 20 per cento di elettori a esprimerle e a decidere per il 100 per cento?", ci si chiede al Loft). Ieri il Pd ha presentato pure la sua proposta per la modifica dei regolamenti parlamentari, sulla quale c'è già intesa col Pdl, per ridurre anche in futuro il rischio frammentazione. Adesso Veltroni ha però bisogno di dimostrare che il dialogo non funziona solo sulle questioni tecniche e di palazzo, ma anche sui temi di merito che più interessano il paese. E ha bisogno che Berlusconi gli offra una sponda anche in Parlamento, dimostrando flessibilità sui decreti del governo. Tanto più dopo l'emendamento pro-Rete 4 presentato ieri a sorpresa dal sottosegretario Romani, che ha scatenato l'ira del Loft e la minaccia di interrompere il dialogo. Veltroni spera di non dover arrivare a tanto. Ne va di una strategia di lungo periodo. E la sua linea è che sulle misure varate dal Cdm il Pd deve essere pronto a votare sì. Magari, con qualche distinguo, possibilmente senza tacere le perplessità, ma alla fine facendo valere il "metodo Zanda", ovvero quello che ieri ha spinto il vicepresidente dei senatori democratici ad annunciare il voto positivo del suo gruppo al decreto che autorizza il prestito ponte di 300 milioni ad Alitalia "per senso di responsabilità nei confronti dei lavoratori di Alitalia". Che questo non sia orientamento di tutti nel Pd è chiaro già dalle parole con cui Bersani ha criticato ieri il fatto che il governo non abbia riconosciuto al precedente esecutivo il merito di aver già abolito l'Ici per il 40 per cento. "Il dialogo significa anche dare atto all'avversario dei propri meriti, sennò che dialogo è?", ha spiegato l'ex esponente ds a più di un interlocutore. E mentre continuano gli abboccamenti tra ministri titolari e ministri ombra, non a caso Bersani si dedica invece a incontrare i leader dell'opposizione. Dopo il faccia a faccia con Casini, oggi tocca a Di Pietro, e presto anche ai leader della sinistra radicale. Stefano Cappellini 22/05/2008.

Torna all'inizio


Alitalia, piano a rischio (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 22-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Nuovi intoppi La soluzione del prestito ponte per 300 milioni potrebbe essere ritenuta insufficiente dai revisori dei conti che potrebbero non approvare il bilancio SERVIZIO >> 13 22/05/2008.

Torna all'inizio


Aereo decolla e atterra subitoper un guasto a un motore (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 23-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Paura in volo MOMENTI DI VERA apprensione ieri mattina sull'aereo Alitalia Genova-Fiumicino Md-80 in partenza alle 7.05 dall'aeroporto Cristoforo Colombo. Il pilota è stato costretto a compiere un atterraggio di emergenza per un guasto tecnico. A bordo dell'aeromobile c'erano 143 passeggeri. La testimonianza di uno di loro: "eravamo appena decollati, il pilota stava compiendo una manovra virando a sinistra per dirigersi verso la Capitale. Un rumore strano è stato percepito da tutti noi, qualcuno ha gridato. Qualche attimo dopo una voce dagli altoparlanti ci informava che, per un guasto tecnico al motore di sinistra, saremmo tornati all'aeroporto di Sestri". Com'è procedura, infatti, riscontrata l'avaria a uno dei propulsori, il pilota ha deciso di rientrare immediatamente in aeroporto ed evitare così ogni rischio. Quando il "mayday"è arrivato alla torre di controllo, i mezzi dei soccorsi sono stati inviati in pista: autobotti dei vigili del fuoco, polizia e ambulanze. Per fortuna non sono serviti: il velivolo è atterrato regolarmente, anche se con un solo reattore. I centoquarantatré passeggeri sono stati fatti ripartire appena possibile, ovvero, con il volo previsto alle 11 dalla stessa compagnia di bandiera. Resta da spiegare il motivo dell'avaria al motore: in un primo momento si era pensato alla presenza di uno o più uccelli finiti nel rotore di sinistra, perché i testimoni e il pilota hanno riferito di un forte rumore metallico proveniente dalla parte sinistra dell'aereo. Questo, ovviamente, ha suscitato lo spavento dei passeggeri. Ma una successiva ispezione ha escluso l'ipotesi del volatile. Tra i passeggeri c'era anche Riccardo Garrone, vertice della compagnia petrolifera Erg e presidente della Sampdoria. Il velivolo Alitalia sarà sottoposto ad una accurata revisione dei motori. s. sch. 23/05/2008.

Torna all'inizio


BREVI (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 23-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Attesa per il futuro Alitalia, Toto rilancia Air France: caso chiuso Milano. Carlo Toto, patron di Air One, rilancia il proprio interesse per Alitalia. Di contro, il numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, mette definitivamente la parola fine al progetto di acquisto, rimproverando ancora i sindacati. Il tutto mentre Af-Klm dimezza il valore contabile del 2% detenuto in Alitalia a 13 milioni nel bilancio 2007-2008 dai 26 milioni del precedente esercizio, adeguandolo al calo della quotazione di Borsa della compagnia italiana. Un'altra giornata di attesa, insomma, sul futuro della compagnia di bandiera, mentre i sindacati fanno pressing sul governo. vendite a -1% Commercio, a marzo brusca frenata ROMA. Brusca frenata delle vendite a marzo, calate al minimo da due anni. Il commercio al dettaglio, secondo i dati Istat, è sceso dell'1% rispetto all'anno scorso, trainato in basso dal calo delle vendite di prodotti non alimentari. Pesa poi l'ampia flessione delle vendite nella piccola distribuzione. Il calo delle vendite al dettaglio è il peggiore dal marzo 2006 (-1,8%). trimestrale Wind, l'utile netto cresce a 36,9 milioni Roma. Wind chiude il primo trimestre con un utile netto in crescita a 39,6 milioni dai 6,6 dello stesso periodo del 2007. I ricavi - si legge in una nota - hanno segnato un +4,4% a 1,3 miliardi, l'ebitda un +6,6% a 456 milioni, mentre il risultato operativo un +25,5% a 197 milioni. L'indebitamento finanziario netto era a 6,37 miliardi, in calo di 70 milioni rispetto a fine 2007. Cash flow a 121 milioni. precisazione Sms truffa, Bt Italia non ha responsabilità Roma. Nei giorni scorsi il Garante per le tlc ha imposto lo stop alle attività di compagnie telefoniche accusate di spamming. Tra queste, nelle notizie d'agenzia, figurava anche BT Italia. Che, invece, precisa "di aver sospeso le numerazioni 899 dei centri servizi coinvolte in attività di spamming già prima di ricevere il provvedimento dell'Antitrust. Al tempo stesso - sottolinea una nota - BT Italia non ha alcuna responsabilità nell'invio degli sms e nel contenuto del servizio di cui è responsaile esclusivamente il centro servizi cliente. BT Italia offre semplicemente il servizio di rete, che rende possibile il trasporto del traffico telefonico". 23/05/2008.

Torna all'inizio


Cordata Alitalia? Castelli ipotizza la Marzano Si parla di commissariamento, mentre Air France svaluta la sua quota in Italia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Cordata Alitalia? Castelli ipotizza la "Marzano" Si parla di commissariamento, mentre Air France svaluta la sua quota in Italia di Luigina Venturelli/ Milano ATTESA Per il momento Alitalia deve accontentarsi delle promesse: "Ci saranno novità importanti nei prossimi giorni" ha assicurato il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola. Di fatti concreti, invece, nemmeno l'ombra: "Dopo un mese dalle fulminanti dichiarazioni di Berlusconi rimangono solo due dati certi, che il centrodestra ha picconato l'offerta di Air France e che poi non si è saputo più niente di quella soluzione pronta e concordata" ha efficacemente sintetizzato Pier Luigi Bersani, ministro dell'Economia del governo-ombra del Pd. Dunque si resta nella sfera delle ipotesi e delle soluzioni possibili, tra le quali si fa largo quella dell'amministrazione controllata: "Posso sicuramente testimoniare di cordate disponibili a rilevare Alitalia dopo gli inizi di una sua procedura concorsuale, ci sono tanti imprenditori interessati che si farebbero avanti" ha affermato il sottosegretario alle Infrastrutture, Roberto Castelli. Subordinando la salvezza della compagnia di bandiera ad una pesante condizione: l'applicazione della legge Marzano. La fantomatica cordata di coraggiosi imprenditori nazionali, tanto sbandierata in campagna elettorale, sembra così finita nel dimenticatoio. Resta in campo il solito Carlo Toto: "Siamo sempre interessati, il nostro interesse non è mai venuto meno". E si propone senza troppa convinzione Mario Moretti Polegato, il numero uno di Geox: "Secondo me ci vuole un piano industriale che deve essere presentato dal governo, io come imprenditore attendo il piano industriale". A incalzare una rapida iniziativa sono i sindacati, che al governo hanno chiesto l'"apertura di un tavolo sulla politica per i trasporti, per affrontare in questo quadro anche le problematiche del trasporto aereo ed il nodo Alitalia". La compagnia non può aspettare. "Mi auguro che Alitalia riprenda quota" ha commentato Jean-Cyril Spinetta, il presidente di Air France (che ha dimezzato il valore contabile del 2% detenuto in Alitalia a 13 milioni dai 26 milioni del precedente esercizio), ma senza troppo ottimismo, perchè in Italia "la gente non ha capito la gravità della situazione".

Torna all'inizio


La Rai e la sindrome Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del La Rai e la sindrome Alitalia Carlo Verna I palinsesti non sono le tavole della legge. Non solo è un diritto, ma anche un dovere per chi guida un'azienda come la Rai ritenerli qualcosa di dinamico, legato ai gusti, alle preferenze, alle esigenze degli utenti. Spero che il consigliere Carlo Rognoni, autore dell'articolo "Cari giornalisti attenti ai padrini", pubblicato su l'Unità del 20 maggio, non si iscriva così tra coloro che vogliono far passare il sindacato dei giornalisti Rai per il difensore dell'esistente, per l'emblema della conservazione di stati o privilegi. L'Usigrai ascolta i colleghi, come ha fatto ancora mercoledì 21 maggio nell'assemblea del Tg3, prova a dare delle linee, media fra varie idee. Se, ed è tutto da verificare, è partita qualche istanza male indirizzata verso la politica, rientrerebbe nel campo degli errori comprensibili dei singoli; l'Usigrai e la Fnsi hanno stigmatizzato il coinvolgimento improprio di esponenti di partito, ritenendo sbagliato sia gli eventuali Sos alla politica, sia la risposta di chi ha ritenuto di accoglierli. Vero è, però, che quando parlano i politici sulla Rai arrivano persino le prime pagine, mentre noi fatichiamo ad avere due righe, anche quando siamo tra i primi in Italia a chiudere un accordo di svolta per il precariato alla luce della recente legge 247. Rispetto ai cambiamenti ritenuti necessari, da chi guida l'azienda, abbiamo solo posto due legittime questioni: 1) un confronto preventivo che ci era stato solennemente promesso dal direttore generale Cappon e dal suo vice Leone (ci fu detto e anche scritto che non c'era un piano editoriale, ma solo generiche linee guida); 2) una sorta di equivalenza della mission informativa per ogni singola testata, perché è evidente che nessun corpo redazionale puo' essere mortificato. Il confronto si è svolto ieri (22 maggio) dopo proteste a valanga, e viene da sé che il secondo pilastro della nostra impostazione potrà essere verificato solo successivamente. Quel che non si potrà fare di fronte a un cambiamento di orari e format sarà avviare una trattativa su uomini e mezzi necessari con chi lo ha deciso, proprio perché chi sta facendo queste scelte ha le valigie in mano. Farlo notare non mi sembra una mascalzonata, come sostiene il consigliere Rognoni, il cui protagonismo riformista di oggi, insieme agli altri 8 in articulo mortis, mi farebbe piacere confrontare con quello mostrato nel pieno del mandato. E così va data anche una risposta al presidente Petruccioli, che ha parlato di Direttore unico per i Tg come alla Bbc. Senza addentrami nel merito, sottolineo che anche su questo non saremmo sfuggiti al confronto, ma pongo un dato di fatto. Peccati o reati possono essere commissivi od omissivi. Ebbene i bravi ragazzi (tali sono sempre i senatores) del settimo piano di viale Mazzini nulla hanno intaccato delle 49 strutture di primo riporto al direttore generale, frutto di strati di lottizzazione sovrapposti, con competenze che s'intrecciano e si confondono. Per quanto riguarda le testate, poi, sempre per esigenze estranee a un buon governo aziendale, ne hanno creata una nuova (Gr Parlamento) e, sempre per problemi di interessi partitici, neanche uno straccio di progetto hanno proposto sulla fusione fra Televideo e Rai News 24, rispetto alla quale non c'era alcuna contrarietà a discuterne. La verita è che i bravi ragazzi del settimo piano erano già condannati dalla legge Gasparri ad essere la politica e non un governo indipendente e autonomo: un parlamentino, il famoso senatus mala bestia. Ecco perché non possiamo neanche dire andatevene. Se non si cambia subito la legge, e si può farlo in tempi rapidissimi trovando l'intesa parlamentare, verranno altri nove bravi ragazzi telecomandati, che non potranno fare meglio di questi e in un mercato interpiattaforma per la Rai sarà il declino. È la sindrome Alitalia che ci preoccupa non la modifica dei palinsesti. Segretario Usigrai.

Torna all'inizio


Non tradite la cultura - salvatore settis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti NON TRADITE LA CULTURA SALVATORE SETTIS Le Parche che hanno troncato il tenue filo di vita del governo Prodi non sono oscure dee inesorabili, non sono le trame di poteri occulti, non sono congiure internazionali. Le spinte disgregatrici che hanno fatto implodere il centrosinistra vengono, si sa, dal suo interno: ma non è detto che siano la sola ragion d'essere del suicidio assistito che occupa da mesi il palcoscenico della politica. E' vero, il margine di maggioranza al Senato era esiguo; è vero, Prodi e alcuni suoi ministri (non tutti) hanno fatto sforzi eroici, e qualche concessione di troppo, per governare malgrado tutto. Ma è mancata, a dar coesione allo schieramento e legittimazione agli occhi del suo elettorato, la capacità di dare al Paese il senso di un progetto, di una meta credibile. Il risanamento dei conti pubblici è di per sé un target virtuoso, ma comporta "sacrifici", e perché ne valga la pena bisogna spiegare perché: come accadde, successo memorabile, quando la meta era l'ingresso nell'area Euro. Al contrario, troppi ministri del passato governo si sono limitati a presidiare le loro scrivanie senza elaborare progetti organici nei rispettivi settori. Troppi hanno trascurato il terreno dei fatti per "far politica", e cioè riconfigurare la maggioranza in altri partiti, schieramenti, arcobaleni: dimenticando che "politica" è il governo della polis, e non la geometria variabile dei partiti, e che nessun "effetto-annuncio" può compensare la penuria di idee progettuali e azioni di governo. Troppo spesso si è tentato di rimediare all'assenza di progetti inseguendo la destra sul suo terreno, a cominciare dallo sgangherato federalismo all'italiana, così enormemente costoso che nessun mago della finanza riuscirà mai a conciliarlo con la riduzione delle imposte. Anziché piangere sul latte versato (c'è già abbastanza acqua, dentro), quel che resta della sinistra deve ora fare i conti con un'intera legislatura governata (di nuovo) dal centrodestra. Individuare i temi su cui fare opposizione (e come), ma anche quelli sui quali l'interesse del Paese impone di voltare pagina prima che sia troppo tardi, anche al costo di cercare un'intesa. Di tal natura sono due settori in cui destra e sinistra si dividono equamente meriti e colpe, e che sono stati quasi assenti nella campagna elettorale: la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale e il futuro della ricerca e dell'università. Questo è il momento di ricordarsi che il Codice dei beni culturali e del paesaggio, cardine della legislazione italiana su questo tema cruciale, è stato impostato dal ministro Urbani e poi corretto, senza modificarne l'impianto, da due ministri degli opposti schieramenti, Buttiglione e Rutelli: esso è dunque il prodotto di uno sforzo autenticamente bipartisan. Ma la versione del Codice ora in vigore, fedele al dettato della Costituzione nell'interpretazione autentica della Corte, resterà lettera morta se non si affrontano presto tre nodi: un reclutamento straordinario, basato esclusivamente sul merito, di personale per la tutela che rinsangui gli organici da decenni senza turn over; il necessario adeguamento delle normative delle Regioni a quelle del Codice; infine, i problemi della finanza locale, che spingono i Comuni a un consumo selvaggio del territorio al fine di raggranellare qualche introito da oneri di urbanizzazione. L'abolizione dell'Ici decisa da Berlusconi è destinata ad aggravare oltre misura questo problema già così drammatico. Sarebbe ora di affrontare organicamente la strepitosa anomalia di un Paese, il nostro, che ha il più basso incremento demografico d'Europa e insieme il più alto tasso di consumo del territorio, per giunta con architetture quasi sempre di infima qualità. L'alleanza della rendita fondiaria con la politica ha generato troppo spesso, a sinistra come a destra, mostruose periferie (invano ribattezzate "centralità" da una furbesca neolingua), colate di cemento, devastazioni. La tutela del paesaggio non è di destra né di sinistra, ma un rigoroso rispetto delle regole (che ci sono) richiede una seria e concorde azione politica, al Ministero come nelle Regioni. Sul fronte dei beni culturali, nonostante le buone intenzioni espresse da Prodi in risposta a un appello Fai, il centrosinistra non ha saputo invertire la tendenza al calo degli investimenti già manifestata dal precedente governo Berlusconi. Lo stato di sofferenza dell'amministrazione è crescente, e impone urgenti misure correttive. Lo stesso è vero sul fronte dell'università e della ricerca, da troppi concepite come una sorta di optional a cui si può rinunciare facendo spallucce: perciò fondi necessari a tamponare scioperi di autotrasportatori e crisi Alitalia sono impunemente prelevati da quelli destinati alla ricerca. La gravità della crisi italiana in questo settore è evidente nella dimensione europea: nei due primi bandi di Erc (European Research Council, la nuova agenzia di ricerca dell'Unione Europea, che sta distribuendo 7,5 miliardi di euro), gli italiani sono di gran lunga i primi per numero di domande, ma l'Italia precipita al quinto o al sesto posto nel success rate perché i vincitori italiani sono in fuga dal proprio Paese. I grants Erc vanno fino a 2-3 milioni di euro a testa, e fa davvero impressione che uno studioso italiano che li abbia in tasca abbia così poca fiducia nel proprio Paese da volerli spendere comunque altrove. L'irresponsabile blocco del reclutamento di docenti universitari negli ultimi due anni, il localismo delle carriere e l'imperante gerontocrazia disegnano un'immagine statica e polverosa dell'università italiana che non giova al Paese. Intanto la pessima riuscita della riforma Berlinguer dei cicli universitari, nonostante le correzioni apportate dai ministri Moratti e Mussi, getta un'ombra inquietante sulla formazione delle nuove generazioni. Il nuovo ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha presentato nella scorsa legislatura una proposta di legge (Camera 3423/08) "per la promozione e l'attuazione del merito". E' dunque lecito attendersi che il merito torni ad essere il cardine su cui misurare la formazione universitaria e le carriere dei docenti e dei ricercatori, resistendo alle spinte per sciatte promozioni ope legis, che allontanerebbero l'Italia dall'Europa e scaccerebbero dal Paese i giovani migliori. E' lecito attendersi che i criteri di Erc, che basa la propria selezione esclusivamente sul merito, vengano applicati in Italia (come è avvenuto nell'ultima mandata di fondi di ricerca Firb, riservata ai "semifinalisti" dei grants Erc). E' lecito sperare che i concorsi localistici ripristinati da Mussi vengano cancellati per sempre in favore di un meccanismo più garantito, peraltro già prefigurato in una legge Moratti che è rimasta lettera morta. Tutelare patrimonio culturale e paesaggio vuol dire salvaguardare una coscienza identitaria che è fattore vitale di produttività e di attrazione. Promuovere ricerca e formazione universitaria vale stimolare l'innovazione, costruire il futuro delle nuove generazioni. Perciò con notevolissima lungimiranza la nostra Costituzione, prima al mondo, collega organicamente tutela, cultura, ricerca: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il patrimonio storico e artistico della Nazione" (art.9). Né governo né opposizione possono permettersi di tradire questo principio fondamentale. Con deplorevole concordia, tutti sembrano averlo dimenticato durante la campagna elettorale. Sarebbe il momento di ricordarsene tornando sul terreno dei fatti, anziché costruire vuote, declamatorie intese di parole.

Torna all'inizio


L'abbraccio tra Marcegaglia e Berlusconi Il premier: il vostro programma è il nostro. Il leader di Confindustria ripete la litania dei lamenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del L'abbraccio tra Marcegaglia e Berlusconi Il premier: il vostro programma è il nostro. Il leader di Confindustria ripete la litania dei lamenti di Bianca Di Giovanni/ Roma CAPITALISTI Liberi dai comunisti, liberi dal peso delle tasse, liberi dai vincoli sull'ambiente, liberi dalla burocrazia fannullona. E, se possibile, liberi anche dai vincoli sugli orari, dalle richieste delle controparti, dai costi dell'inflazione, dai diktat sulla politica mo- netaria della Bce. È questo, in sintesi, il manifesto di Emma Marcegaglia: una virata vertiginosa a destra. Nessun cambio di prospettiva rispetto al capitalismo aggressivo e dei tempi delle ferriere. Anzi: è un ulteriore avanzamento. L'impresa e il mercato inglobano tutto: lo Stato, la politica, i tempi della vita, la qualità dell'esistenza, la natura. Chi si aspettava una rivoluzione per lo meno "di genere" con la prima donna alla guida dell'associazione degli imprenditori, dopo l'intervento all'assemblea di ieri resta inesorabilmente deluso. Ed è la delusione più forte: un'altra occasione mancata per le donne italiane. Il cambiamento è solo di facciata: l'anima resta quella dei "lorsignori", come li chiamava Fortebraccio. Davanti alla platea che la ha appena acclamata nuovo leader degli industriali, Marcegaglia si commuove al ricordo dei genitori, ricorda di essere una madre, rammenta Massimo D'Antona e Marco Biagi, invoca interventi in difesa delle imprese in un mercato in crisi, chiede nucleare e energia a basso costo, insiste sulle privatizzazioni delle municipalizzate, pretende mano libera sull'ambiente, assicura attenzione sulla sicurezza (ricordando il suo operaio morto), ma chiede norme meno stringenti, plaude al pugno duro del governo su rifiuti, attacca (come al solito) l'Irap, dichiara guerra ai contraffattori del made in Italy, alla globalizzazione senza regole, al dumpung sociale e ambientale dei Paesi emergenti, all'euro troppo forte per il nostro export. Alle banche, dopo lo tsunami dei subprime, chiede di tornare a finanziare l'impresa, davanti a un impassibile Mario Draghi. Ripesca la polemica sulla spesa per pensioni (naturalmente troppo alta) e sull'età pensionabile ("dovrebbe essere indicizzata alla speranza di vita"). Si dice pronta a chiudere subito, in pochi mesi (c'è chi dà il termine a settembre) l'intesa con i sindacati sul nuovo modello contrattuale. Celebra lo spirito italiano che ha portato a Milano l'Expo 2015 (ma non cita neanche di striscio la questione Alitalia tricolore). Invoca più merito nelle scuole e nelle università. Attacca l'Ue per il protocollo di Kyoto. Il tono è martellante, liquidatorio. Basta sprechi, basta vincoli, basta tempi lunghi. Ma la platea si scalda davvero solo quando parla di chi "timbra il cartellino e se ne va. È un insulto ai lavoratori onesti". È l'ennesimo attacco al pubblico impiego, con l'ennesima denuncia sui costi troppo alti per le pensioni. Le constituency del sindacato (pubblici e pensionati) sono sotto tiro. Il premier in prima fila fiuta aria di destra trionfante. Lo stile non è quello "garibaldino" di D'Amato, ma la sostanza non cambia molto. Rispuntano in platea i "vecchi" amici di Confindustria: Stefano Parisi, Alfonso Dell'Erario. Silvio Berlusconi sa che lui è il dominus: non ha più bisogno di sketch e di mosse eclatanti come aveva fatto mille volte in casa confindustriale (Parma, Torino, Vicenza). Così dal podio gli bastano due frasi, acuminate come una lama. "La sua relazione sarà il nostro programma". Vero. "Facciamo guerra all'oppressione fiscale e all'oppressione giudiziaria", aggiunge il premier accompagnato da un lungo applauso. Verissimo. Berlusconi si presenta come "collega" (vero anche questo) e dunque come amico degli industriali. Sicuramente l'amicizia è ricambiata: le reazioni al discorso della nuova leader sono un coro di applausi e approvazioni. Per l'impresa oggi la strada è spianata: i nemici da abbattere sono gli stessi nemici del governo. Nell'ordine: sindacati, lavoratori pubblici, burocrazia nostrana ed europea, stranieri. Berlusconi parla da collega e ricorda che le sue imprese ("di cui sono ancora azionista") "hanno indicato Marcegaglia come presidente - (afferma strizzando l'occhio a Confalonieri)- e quindi dico forza Emma, forza Confindustria".

Torna all'inizio


La grande crisi di Malpensa: passeggeri giù del 31% E Fiumicino solo più 11% (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-05-23 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Caso Alitalia Bene le compagnie straniere La grande crisi di Malpensa: passeggeri giù del 31% E Fiumicino solo più 11% MILANO - Alitalia ha abbandonato Malpensa, che ha perso il suo status di hub, e gli effetti si vedono: alla fine di aprile i passeggeri dello scalo lombardo, rispetto all'aprile 2007, risultavano in calo del 31,1% a fronte di una diminuzione dei movimenti del 24,2%. Impressionante, anche se logica a fronte dalle scelte operate da Alitalia, la perdita di traffico della compagnia di bandiera: meno 83,1% i passeggeri e meno 69,5% i movimenti. A beneficiarne gli altri vettori operanti su Malpensa, con un aumento dei movimenti del 21%. Il calo di Malpensa solo in parte è andato a vantaggio di Fiumicino, che ha guadagnato solo l'11% in termini di passeggeri. A PAGINA 32 Baccaro e Tondelli.

Torna all'inizio


Sulle Autostrade duello governo-Pd (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-23 num: - pag: 33 categoria: REDAZIONALE La convenzione Il decreto alla Camera Sulle Autostrade duello governo-Pd ROMA - Prime scintille tra maggioranza e opposizione, e all'interno della stessa opposizione, sul dossier Atlantia. Oggetto della contesa parlamentare è l'emendamento del governo al decreto sull' attuazione degli obblighi comunitari che, se approvato, darebbe il via libera alla convenzione tra Aspi (gruppo Atlantia) e Anas sulla base delle nuove regole per le concessionarie autostradali varate dal precedente governo Prodi. Il Partito democratico ha immediatamente contestato l'introduzione dell'emendamento che eviterebbe alla convenzione di Atlantia, e solo ad essa, di passare al vaglio del Cipe (Comitato interministeriale programmazione economica) e del Parlamento. Nel mirino è finito prima di tutto il metodo, visto che ci sarebbe un accordo tra maggioranza e opposizione di non presentare emendamenti ai testi dei decreti ereditati dalla passata legislatura. Ma dietro l'opposizione del Partito democratico ci sarebbero anche obiezioni di merito. Almeno secondo le ricostruzioni della "Velina Rossa ", secondo cui il sospetto, "sollevato da più parti", è che il provvedimento "sarebbe collegato al problema dell'Alitalia e cioè alla partecipazione dello stesso Benetton (azionista di Autostrade, ndr) alla nuova cordata per la nostra compagnia di bandiera". Si tratterebbe, cioè "di un regalo fatto a Benetton che avrebbe già tratto lauti profitti dal balzo in avanti compiuto da Autostrade in Borsa". La vicenda è destinata a animare i primi dibattiti parlamentari: il capogruppo del Pd in commissione Ambiente e Lavori pubblici, Raffaella Mariani, ha già messo a lavoro l'ufficio legislativo per preparare il confronto sul decreto. Ma all'interno dell'opposizione non tutti la pensano allo stesso mod o: "L'emendamento Anas-Aspi - ha detto l'ex ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro - era stato già presentato da me e poi ritirato all' ultimo momento su richiesta del presidente del Consiglio. La coerenza vuole che noi dell' Italia dei Valori lo votiamo". Ieri il governo ha accettato di allargare a tutte le altre convenzioni fin qui siglate tra l'Anas e le concessionarie il trattamento concesso a Atlantia. Ma la modifica non lascia del tutto soddisfatto il Pd, che comunque preferirebbe che al Cipe passassero tutte: "Martedì ne discuteremo in aula anticipa Mariani - . Ci aspettiamo altre sorprese da parte della maggioranza". E forse anche dall'opposizione. Pietro Ciucci (Anas) A. Bac.

Torna all'inizio


31 (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-23 num: - pag: 33 categoria: BREVI -31 % Il calo registrato dall'aeroporto di Malpensa nel mese di aprile. Sul dato pesa l'effetto del taglio di 180 slot Alitalia, in parte compensato dalle compagnie straniere.

Torna all'inizio


I concorrenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-23 num: - pag: 32 categoria: BREVI I concorrenti L'hub di riferimento di Air France, Parigi, guadagna l'1,1% in termini assoluti, ma ben il 7,5% sulle rotte del Medio Oriente e dell'Asia, che Alitalia ha lasciato a Malpensa Nella crescita di Fiumicino risulta decisivo l'aumento del traffico extra Ue (+29%), corrispondente allo spostamento dei voli da Malpensa Lufthansa ha sempre mostrato attenzione al traffico passeggeri del Nord Italia e per questo ha stretto un accordo con Sea, la società che gestisce Malpensa.

Torna all'inizio


La rinuncia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-23 num: - pag: 32 categoria: BREVI La rinuncia Jean-Cyril Spinetta, numero uno operativo di Air France-Klm, ha negoziato con impresa e sindacati per l'acquisizione di Alitalia, poi ha rinunciato all'operazione e ieri ha confermato che non ne sussistono più le condizioni.

Torna all'inizio


No di Air France. E Castelli rilancia il commissario (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-23 num: - pag: 32 categoria: REDAZIONALE La compagnia di bandiera Scajola: novità importanti nei prossimi giorni. I francesi svalutano la quota No di Air France. E Castelli rilancia il commissario ROMA - "Rien ne va plus". Air France-Klm chiude il dossier di Alitalia. Almeno alle attuali condizioni. La compagnia francese, guidata da Jean-Cyril Spinetta, ha annunciato ieri un calo del 16% dell'utile nel 2007, con una previsione altrettanto negativa per l'anno in corso, subendo un crollo del 10% circa in Borsa. Tutta colpa dell'inarrestabile ascesa del prezzo del petrolio, è stato spiegato. Fatto sta, che per Air France- Klm l'ipotesi di acquisire Alitalia alle stesse condizioni proposte a aprile è da escludere. "Il business plan per Alitalia ha detto il manager transalpino - era impostato su una quotazione del petrolio di 86 dollari al barile". Con un greggio a 135 dollari, "il piano industriale - ha continuato - è completamente superato. Con queste quotazioni, l'ipotesi di creare valore per Air France-Klm è assolutamente non realistica". A questo punto la possibilità che Air France-Klm rientri in gioco appare relegata all'ipotesi di un fallimento della compagnia. In linea con questa possibilità è il comportamento messo in atto dai francesi negli ultimi giorni, con la prenotazione degli slot di Alitalia su tutti i principali scali, Malpensa compreso. Quasi a voler scommettere sul fallimento. Tramontata la pista francese, ieri sono tornate a circolare voci su un interesse per Alitalia di Emirates, o comunque di una compagnia araba, che sarebbe in contatto con la cordata organizzata da Bruno Ermolli. Tra i punti a favore di una simile aggregazione, la possibilità di poter eventualmente usufruire del greggio a prezzi meno proibitivi. Ma per il sottosegretario ai Trasporti, il leghista Roberto Castelli, di "cordate disponibili a rilevare Alitalia" ce ne sarebbero tante, ma "dopo gli inizi di una procedura concorsuale" tramite legge Marzano. Intanto Carlo Toto, patron di AirOne, conferma il proprio interesse. Mentre Fabio Verna, il finanziere che cura la parte romana della cordata, assicura che "si sta lavorando" ma che è necessario "conoscere i conti della compagnia". Esclude un coinvolgimento della Cassa Depositi e Prestiti, perché "non rientra nella sua missione ", il vice-presidente Franco Bassanini. Secondo il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, potrebbero esserci "novità importanti nei prossimi giorni", forse la presentazione di una newco con una partecipazione simbolica di alcuni dei partecipanti alla cordata italiana. Si attendono inoltre le mosse del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che potrebbe intanto integrare il consiglio d'amministrazione di Alitalia. Il ministro sarà ascoltato sulla situazione della compagnia nella commissione Trasporti della Camera, come richiesto dall'opposizione e concesso dal neopresidente Mario Valducci. Antonella Baccaro.

Torna all'inizio


Effetto Alitalia, Malpensa giù del 31% Scatto delle compagnie straniere (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-23 num: - pag: 32 categoria: REDAZIONALE Infrastrutture Su Parigi le rotte tagliate dalla compagnia. Il negoziato con Lufthansa Effetto Alitalia, Malpensa giù del 31% Scatto delle compagnie straniere Cala il traffico. Per il vettore nazionale meno 83%, Fiumicino guadagna solo l'11% Rallentano anche i piccoli scali, mentre i coefficienti di riempimento di Alitalia sono in ribasso MILANO - Un piano di emergenza, di transizione, di "riduzione del danno" funzionale alla vendita. Rispondendo a queste coordinate era stato concepito, ormai alla fine dell'estate scorsa, il "Piano Prato". A distanza di mesi, svanita la trattativa con l'interlocutore principe Air France, sempre più complicate le prospettive future della compagnia di bandiera, intermittente ma realistica l'ipotesi di un commissariamento, del piano dell'ex presidente restano in campo le conseguenze, i numeri. A partire da quelli a due facce di Malpensa, il cui declassamento da hub ad aeroporto internazionale, reso operativo a fine marzo era il vero cardine del piano Prato. Così, alla fine di aprile, i dati relativi al traffico sull'areoporto parlano chiaro: rispetto all'aprile dello scorso anno, i passeggeri calano del 31,1%, a fronte di un calo dei movimenti del 24,2%. Il dato scomposto rivela perdita di passeggeri di Alitalia pari all'83,1%, mentre la Magliana ha ridotto i movimenti del 69,5%. A limitare i danni dell'areoporto varesino sono invece le altre compagnia che, lungo le tratte occupate e quelle che già è stato possibile riallocare, crescono del 20,2% in termini di passeggeri. A contribuire al crollo del numero dei passeggeri di voli Alitalia è anche il calo del Load Factor, cioè del coefficiente di riempimento degli aerei della Magliana, che sulle tratte rimaste attive scende di quasi dieci punti percentuali rispetto all'aprile del 2007. Non così per le altre compagnie operanti sullo scalo, che incrementando lievemente il load factor (+1,4%), ma sensibilmente i movimenti(+ 21%) crescono rapidamente nel "deserto" lasciato da Alitalia. Le prime analisi disponibili sul mese di maggio confermano lo stesso trend rafforzando il recupero operato, nella Brughiera, dai concorrenti di Alitalia e le crescenti fatiche della Magliana. Resta da capire quali scali possano avere beneficiato del declassamento di Malpensa. Tutto sommato limitata, rispetto alle attese e alle scelte operate dalla compagnia, la crescita di Fiumicino. Che guadagna l'11% in termini di passeggeri e vede "esplodere " realmente i propri passeggeri solo nel segmento extraeuropeo (+29%), in cui però i movimenti sono aumentati sensibilmente in seguito al consistente trasferimento di rotte realizzato dal Piano Prato. Stabile, per quanto impressioni per costanza, anche l'aumento di Orio al Serio, che nell'aprile del 2008 cresce per passeggeri del 7,3%. Una crescita limitata, rispetto al 14% di un anno prima, mentre nel primo quadrimestre del 2008 il traffico è aumentato del 13% rispetto allo stesso periodo del 2007, dove però la crescita registrata rispetto a un anno prima arriva addirittura al 17,3%. Fuori dai confini italiani, continua il rafforzamento di Zurigo che ad aprile guadagna il 7% rispetto a un anno prima. Tuttavia, anche in questo caso, l'aumento è inferiore al trend di crescita del periodo, che per l'areoporto svizzero arriva al 9,3%. Monaco, snodo centrale nel sistema Lufthansa che molto crede nello sviluppo di Malpensa e del traffico del Nord, cresce invece del 5,4%, mentre un dato interessante arriva da Parigi. L'hub di Air France, ad aprile, guadagna appena l'1,1%. Ma una crescita sensibile, pari al 7,5%, arriva sulle tratte che uniscono la Francia al vicino e lontano oriente, dagli Emirati alla Cina, passando per l'India. Quelle che Alitalia, nei mesi scorsi, ha smantellato da Malpensa. Conseguenze Il Piano Prato puntava a una transizione e alla vendita. Sfumata la trattativa, i suoi effetti sono negativi per diversi attori Jacopo Tondelli jtondelli@corriere.it Per saperne di più Tutto sul caso Alitalia su www.corriere.it.

Torna all'inizio


Un commissario ci salverà o forse no - antonio filippetti (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XIV - Napoli UN COMMISSARIO CI SALVERà O FORSE NO ANTONIO FILIPPETTI S arà per il grande fascino che esercitano personaggi letterari come il Maigret di Simenon, il Pepe Carvalho di Vàzquez Montalbàn o il Montalbano di Camilleri; sarà forse anche per le suggestioni più a buon mercato offerte dai vari protagonisti delle fiction televisive, sta di fatto che la figura del commissario appare sempre più centrale nell'immaginario collettivo e ora anche nella vita concreta di tutti i giorni, a giudicare del numero di commissari (straordinari e no) che da un capo all'altro del paese vengono invocati e nominati per rimettere le cose a posto. Nei romanzi e nelle fiction avviene proprio così: il commissario di turno risolve sempre i casi con i quali ha a che fare. E c'è da supporre che proprio alle doti taumaturgiche del "commissario" dobbiamo anche l'allargamento di una specifica terminologia. Fino a qualche tempo fa infatti le voci più conosciute di questa famiglia lessicale erano "commissario" o anche "commissariato": sia nell'accezione letteraria che in quella diremmo volgare i due termini erano, e sono, abbastanza usati e conosciuti: ora però le due espressioni hanno ricevuto per così dire una "declinazione" che non ispira ahimè simpatia né pare destinata a fortuna. La "new entry" è la parola "commissariamento". Ora l'azione appunto di commissariamento si mette in moto ogni volta che qualcosa non funziona, non risulta propriamente in linea con le regole stabilite, con la condotta civile o legale. In tutti questi casi arriva un'istituzione superiore che provvede. Volendo fare velocemente mente locale, diciamo che negli ultimi tempi abbiamo avuto decine di "imposizioni d'ufficio" di questo genere: sono stati, infatti, commissariati Comuni sul territorio perché collusi col malaffare o non rispettosi per tanti versi di leggi e regolamenti, enti regionali o comunali o anche istituzioni culturali; valga per tutti l'esempio direi drammatico del teatro San Carlo. Ma anche aziende e società pubbliche e private hanno subito (e continuano a subire) la stessa sorte: si pensi a quello che è successo per la Parmalat o per la Cirio. Per un certo periodo finanche il gioco del calcio ha conosciuto l'esperienza del commissariamento. Si dice che questo è un provvedimento "pro-tempore" che serve a rimettere, detto banalmente, le cose a posto e a far sì che l'istituzione, l'ente o l'azienda che subisce l'azione possa rimettersi in cammino correttamente. Il caso dei rifiuti della Campania è da questo punto di vista emblematico, soprattutto se si pensa alla sua durata, ma ci sono anche altre avvisaglie sorprendenti se si considera, ad esempio, il commissario anche per il Forum delle Culture di Napoli del 2013. Un paio di considerazioni tuttavia s'impongono e lasciano perplessi, ispirano anzi serie preoccupazioni. Perché innanzi tutto la "moda" dei commissari e dei commissariamenti sta davvero prendendo la mano al punto tale che appare sempre più spesso, non solo l'unica decisione da prendersi nei casi in esame, ma viene addirittura vissuta, più ancora che una panacea, come un modo per mettersi la coscienza a posto ovvero "tirare a campare". E qui scatta anche l'altra preoccupazione: a furia di commissariare si finisce per perdere il conto delle cose per così dire non commissariate che sono poi quelle che vanno per il verso giusto e che, guarda caso, sono sempre di meno, nel senso che avanza imperiosamente la necessità di "commissariare". Il provvedimento in questione entra anche verbalmente nell'uso e nelle abitudini di tutti giorni e perde dopotutto la sua connotazione di eccezionalità. Alla fine c'è il rischio di trovarsi con un paese commissariato. A giudicare da quello che sta accadendo da un capo all'altro del paese e da un settore all'altro; a quanto pare serve un commissario per aziende in crisi come l'Alitalia o per un paese malavitoso, ma ora veniamo a sapere che la stessa decisione riguarderà i campi rom e la sicurezza: insomma questa soluzione è simbolicamente dietro l'angolo come si dice per l'intero "sistema paese". E sarebbe opportuno ricordare allora che avere una nazione commissariata equivale a consegnare un intero popolo agli arresti domiciliari e quindi a ridurre in maniera drastica la possibilità di una ripresa concreta. Qualche osservatore, magari troppo pessimista (o chissà solo lungimirante) comincia a pensare che anche in Parlamento, dopo esclusioni previste o ricercate, eccellenti o disgraziate, si possa fare strada l'idea di un commissariamento magari di tipo "dolce", suffragato dalla spinta emotiva del momento o solo al pensiero che dopo tutto e dopo tutto quello che è accaduto e sta accadendo, proprio questo sia il male minore: dimenticando ovviamente che tutti i commissariamenti finora non hanno dato buoni risultati.

Torna all'inizio


Gabbiani nel motore, atterraggio d'emergenza - stefano origone (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XV - Genova Gabbiani nel motore, atterraggio d'emergenza Paura sul Genova-Roma appena decollato dal "Colombo" Cinque mezzi dei vigili del fuoco pronti a intervenire in caso di pericolo STEFANO ORIGONE Il "may-day" alla torre di controllo del Cristoforo Colombo è arrivato subito dopo il decollo. "Calo di pressione al motore sinistro, chiedo di rientrare". I passeggeri a bordo dell'Md 80 dell'Alitalia diretto a Roma vedono attraverso gli oblò che l'aereo compie una brusca virata, perde quota e punta verso Genova. Sono momenti di panico. C'è chi si fa il segno delle croce, chi si tocca il petto mimando un infarto in arrivo. I più tranquilli afferrano per le braccia le hostess e lo steward che camminano nervosamente lungo il corridoio spiegando le procedure di emergenza e, tremando, chiedono cosa stia accadendo. A terra, sulla pista, si stanno già schierando i mezzi dei vigili del fuoco. I soccorritori si preparano al peggio. Il pilota ha un motore che borbotta, non riesce a dare potenza, ma è esperto e soprattutto ha sangue freddo: compie un atterraggio perfetto. Il pericolo è passato. Non ci sono feriti, solo tanta paura. I passeggeri scendono, l'aereo entra nell'hangar e inizia l'ispezione. Si pensa a un guasto meccanico, ma non è così: a mandare in tilt uno dei motori è stato uno stormo di gabbiani. Almeno un volatile è entrato nel motore a reazione e ha provocato l'avaria che per fortuna si è verificata quando l'aereo era ancora sopra il Cristoforo Colombo. Si è conclusa con un coro di sospiri di sollievo la brutta avventura dei 143 passeggeri del volo Az 1382 in partenza ieri mattina alle 7.08. Sono decollati in perfetto orario, ma quando l'Md 80 era a circa 700 metri d'altezza in piena rotazione per entrare nel "corridoio" per Roma, improvvisamente uno dei due motori ha cominciato a perdere colpi. Il comandante via radio si è messo subito in contatto con la torre di controllo e ha chiesto il permesso di rientrare per un "guasto tecnico". La pista d'atterraggio è stata sgomberata. Sui raccordi si sono schierati cinque mezzi dei vigili del fuoco: tre Iveco Drago con 10 mila litri di acqua e 1500 di schiuma, un Man Poseidon con altrettanta acqua e schiuma e un Iveco Polisoccorso con una pedana a comando idraulico in grado di alzarsi otto metri per le evacuazioni rapide in caso di incidente o incendio. Ai lati della pista ci sono anche due ambulanze. L'aereo si è posato come una piuma tra gli applausi dei passeggeri. L'Alitalia ha organizzato il trasbordo di una parte sul primo volo disponibile per Roma delle 9.35. Dato che la lista d'imbarco era quasi piena, quelli rimasti a terra sono saliti sul volo successivo delle 11.10. L'Enac (Ente nazionale aviazione civile) e la compagnia hanno aperto un'inchiesta per verificare la causa del guasto anche se sembra certo che sia stata tutta colpa del gabbiano.

Torna all'inizio


"air france non tornerà su alitalia" - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Valore dimezzato "Air France non tornerà su Alitalia" Spinetta: piano ormai superato. Scajola: novità nei prossimi giorni Castelli: cordata italiana dopo l'arrivo del commissario in azienda LUCIO CILLIS ROMA - Jean-Cyril Spinetta è deluso dalla rottura del fidanzamento. E sorpreso per la reazione dei sindacati italiani che, a suo avviso, sono la causa scatenante del fallimento della fusione tra Air France-Klm e Alitalia. Il numero uno del gruppo aereo francese non ha quindi dubbi. Nessuna retromarcia sul possibile accordo, nessun rientro in pista per acquisire la compagnia italiana ad un passo dal fallimento o forse (secondo quanto ha dichiarato ieri il sottosegretario alle Infrastrutture Roberto Castelli) prossima al commissariamento, una soluzione questa accarezzata da molti imprenditori interessati ad Alitalia. Air France vuole quindi concentrarsi solo sui "problemi interni" vista la già difficile congiuntura complicata dal caro carburante. Spinetta ieri ha parlato di Alitalia nel corso della presentazione dei conti del gruppo da lui guidato, che mostrano ricavi in crescita del 4,5% a 24,1 miliardi di euro e un utile netto in calo del 16% a 748 milioni di euro. Un risultato sul quale pesa la corsa del petrolio. Infatti il vettore transalpino prevede un calo dell'utile operativo 2008-2009 a un miliardo di euro da 1,4 miliardi nel 2007-2008. Numeri che gli operatori di Borsa a Parigi non hanno gradito e che hanno causato un crollo del 10% del titolo. Il numero uno di Air France parlando del fallito matrimonio con la Magliana ha sottolineato che la forte fiammata dei prezzi del carburante ha reso "irrealistico l'obiettivo di portare alla creazione di valore attraverso le nozze con la compagnia italiana" che tra l'altro non ha una copertura dai rischi di aumento del prezzo del petrolio. Spinetta ha aggiunto che il piano industriale discusso con Alitalia "si basava su un carburante a 86 dollari a barile", quasi 50 dollari fa. Se il fronte francese appare ormai chiuso, quello interno promette importanti novità "già nei prossimi giorni" secondo quanto annunciato dal ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. E la cordata italiana affila le armi. Il patron di Air One Carlo Toto, ha confermato che l'interesse per la compagnia di bandiera è sempre vivo mentre Mario Poletti Polegato, (Geox), attende "un piano industriale presentato dal governo". Intanto i sindacati tornano a fare pressing sul governo: sollecitano una convocazione a Palazzo Chigi, ed hanno scritto al ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli affinché riapra un tavolo sulle politiche di settore. Per Marco Veneziani, della Uil Trasporti, "la situazione di Alitalia è gravissima, è indispensabile che il governo designi immediatamente un amministratore delegato, che lavori ad un progetto industriale e convochi le sigle per spiegare qual è il suo progetto". Per Mauro Rossi della Filt-Cgil, "va riaperto immediatamente un confronto: l'esecutivo si è speso in campagna elettorale, ora è arrivato il momento di verificare cosa vuole fare in concreto". "I sindacati hanno dato al governo il tempo di insediarsi - sottolinea Claudio Genovesi della Fit-Cisl - e adesso solleciteranno una presa di posizione netta".

Torna all'inizio


Stipendi d'oro e furti legalizzati (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 23-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Focus Stipendi d'oro e furti legalizzati L'Eurogruppo è l'insieme dei ministri dell'economia e delle finanze degli Stati membri dell'Unione Europea che hanno adottato l'euro come moneta. L'attuale presidente dell'Eurogruppo è Jean-Claude Juncker, uomo politico cristiano-sociale, che è al governo in Lussemburgo. A pagina 36 del Corriere della Sera del 17 maggio, Piero Ostellino riporta tra virgolette una dichiarazione resa da Juncker, in una delle ultime riunioni dell'Eurogruppo: "Quando i redditi dei cittadini sono falcidiati dall'inflazione servono strumenti finanziari contro eccessi eticamente inaccettabili". Juncker parla del trattamento economico dei manager. Ci si aspetterebbe, da parte del commentatore italiano, apprezzamento del giudizio espresso dal presidente dell'Eurogruppo. Invece, in nome della cultura liberale e del libero mercato, Ostellino difende gli "stipendi d'oro". Juncker sbaglierebbe e, con lui, il neo-ministro italiano dell'Economia, Giulio Tremonti. Secondo Ostellino, "puzza lontano un miglio di populismo" il mettere in discussione contratti "liberamente sottoscritti dalle parti (azionisti e manager)" che fissano gli emolumenti dei dirigenti di aziende private. Nel 1973 l'economista canadese, poi cittadino degli Stati Uniti, John Kenneth Galbraith (1908-2006) dedicò una delle sue tante opere divulgative, apprezzate dal pubblico, all'argomento "Economics and The Public Purpose" (traduzione italiana "L'economia e l'interesse pubblico", Mondadori, 1974). Galbraith spiegava allora al vasto pubblico come funzionano le grandi imprese, le "corporations", nei Paesi ad economia capitalistica. La proprietà (gli azionisti) conta ben poco, tanto più se facciamo riferimento alla pluralità dei piccoli azionisti. Il potere reale è esercitato dalla "tecnostruttura". Così definita dallo stesso Galbraith: "Coll'andare del tempo, l'intelligenza che finisce per guidare l'azienda imprenditoriale non è più un individuo singolo ma un complesso di scienziati, di ingegneri e di tecnici; di esperti in vendite, pubblicità e marketing; di tecnici delle relazioni pubbliche, di lobbisti, di avvocati e di uomini che conoscono bene la burocrazia statale e sanno come manipolarla; nonché di coordinatori, amministratori e dirigenti. E' la cosiddetta tecnostruttura. E' la tecnostruttura che ha il potere …" (op. cit., pag. 104). Questa analisi, ripeto, è contenuta in un'opera divulgativa risalente a trentacinque anni fa, anche se tuttora attualissima. Nelle grandi corporations (quelle che noi definiamo "multinazionali") i dirigenti, cioè gli effettivi detentori del potere, accordano a sé stessi trattamenti economici (inclusi benefits di varia natura) di cui il cittadino comune nemmeno riesce più a comprendere l'entità (perché, oltre un certo importo, si fa fatica a stare dietro agli zeri). Lo stesso avviene in Italia in aziende che non sono veramente private, perché prima facevano parte del settore pubblico e ora non si sa bene quale natura abbiano, dopo avventurosi processi di privatizzazione che non hanno impedito e non impediscono continui interscambi di favori con i titolari del potere politico. Vogliono i populisti negare adeguati trattamenti economici ai top-manager del settore bancario e finanziario? Già ma quei trattamenti economici sono pagati attingendo al risparmio dei cittadini, quel risparmio che la Repubblica dovrebbe "incoraggiare e tutelare" (articolo 47 della Costituzione) e che un economista liberale come Luigi Einaudi considerava cosa quasi sacra (infatti, un tempo, "risparmiatore" era sinonimo di virtuoso). Vogliono i populisti negare adeguati trattamenti economici agli amministratori delegati ed ai top manager di aziende come l'Alitalia, o le Ferrovie dello Stato, o la Telecom? Già ma quei trattamenti, incluse le liquidazioni finali, sono corrisposti a prescindere dai risultati. O meglio, forse sono riferiti a "risultati", che però non corrispondono mai a quanto i cittadini si aspetterebbero: una gestione efficiente, a servizio degli utenti. Vogliono i populisti negare adeguati trattamenti economici ai giornalisti anziani del "Corriere della Sera", il più prestigioso e diffuso giornale italiano? Già, ma visto che Ostellino parla di contratti liberamente sottoscritti dagli azionisti, ogni tanto bisognerebbe pure ricordarsi della curiosa situazione proprietaria del medesimo "Corriere della Sera", che, peraltro, come tutti i quotidiani, ma in quantità maggiore per la sua tiratura, percepisce pure una non trascurabile dotazione annua di fondi pubblici a sostegno dell'editoria. C'è un problema ancora più serio: quello del trattamento economico dei titolari di funzioni pubbliche elettive, facenti parte di organi costituzionali dotati di potere di auto-organizzazione interna costituzionalmente garantito (Camera dei Deputati, Senato della Repubblica). Non si discute soltanto dell'indennità parlamentare, di quella di funzione, di voci aggiuntive riconosciute a vario titolo. Si dovrebbe discutere, ad esempio, del perché Camera e Senato acquistino o affittino un numero crescente di immobili nel centro storico di Roma da destinare alle esigenze dei parlamentari. Naturalmente, i locali devono essere sempre adeguati al prestigio dell'Istituzione di cui si fa parte. Si dovrebbe discutere dei trattamenti di missione dei parlamentari. Naturalmente, sempre per ragioni di prestigio, devono alloggiare in alberghi di lusso e frequentare i migliori ristoranti. Si dovrebbe discutere del trattamento pensionistico dei parlamentari. Si dovrebbe discutere dell'irrazionalità del fatto che quando un politico lascia una assemblea elettiva, magari dopo mezza legislatura, magari perché eletto in altra assemblea elettiva, gli debba comunque essere corrisposta una liquidazione (generosa) commisurata ai mandati espletati nell'Istituzione rappresentativa che lascia. Chi paga? Gli oneri sono a carico della fiscalità generale; tradotto: pagano tutti i contribuenti. Tanto spreco diventa più stridente se si considera che il ruolo del Parlamento è sempre più svilito, perché le leggi elettorali vigenti subordinano le assemblee elettive al Governo, cui viene garantita una maggioranza numerica, e perché i singoli parlamentari non sono effettivamente scelti dagli elettori ma designati dai vertici dei partiti. Forse l'opulenza ed il denaro servono ad addormentare le coscienze di parlamentari che, altrimenti, potrebbero soffrire una condizione che risolve il loro ruolo nello schiacciare il pulsante giusto in occasione delle votazioni. In materia di spese deliberate dalle Camere, le leggi non possono intervenire perché c'è una riserva di regolamento parlamentare. I giudici, ordinari, amministrativi e contabili, non possono intervenire e quando la Corte dei Conti compie qualche timido passo si grida al golpe. Io sono un convinto assertore dello Stato di diritto. Mi viene da ridere perché quando i nostri politici parlano di "Stato di diritto" lo fanno quasi sempre per sostenere esigenze di garantismo, più o meno peloso: la presunzione di innocenza (articolo 27, comma 2, della Costituzione), i tre gradi di giudizio, eccetera. Invero, il concetto di Stato di diritto è ben più complesso: indica un ordinamento improntato al principio secondo cui governano le leggi, non gli uomini: nessuno, qualunque sia la carica ricoperta, è svincolato dal rispetto delle leggi e, in primo luogo, dal rispetto della Costituzione (la legge delle leggi). Nell'Italia odierna c'è una macroscopica, gigantesca, lacuna dello Stato di diritto: i tradizionali istituti di garanzia delle assemblee parlamentari e dei singoli eletti hanno finito per determinare un regime di completa irresponsabilità dei decisori politici in ordine alle spese di funzionamento delle Istituzioni rappresentative, sia con riferimento alle risorse, direttamente o indirettamente, destinate al finanziamento della attività politica, sia per quanto concerne i privilegi inerenti allo "status" di parlamentare. L'irresponsabilità di spesa dei decisori politici riguarda anche gli stipendi d'oro delle burocrazie di supporto dei due Rami del Parlamento e degli altri Organi costituzionali. Perché un semplice commesso (pardon, "assistente parlamentare") arriva a percepire trattamenti economici che, in relazione alle funzioni disimpegnate, non hanno giustificazione in una logica di mercato? Perché quanti lavorano a stretto contatto con il ceto politico vengono pagati profumatamente? Si tratta di una logica di scambio: ti pago in modo esagerato, ma da parte tua pretendo fedeltà, silenzio e discrezione. Infatti, non sempre i politici si accontentano del loro trattamento privilegiato; ma ogni tanto chiedono qualche cosa di più che, a rigore, non spetterebbe (per fare l'esempio più banale, l'impiego per scopi strettamente privati di un'autovettura di servizio, con relativo autista). Per non parlare di tutti i casi in cui, nel condurre le inevitabili mediazioni parlamentari, i politici vengono fuori al naturale, mostrando lati del proprio carattere che non giovano alla loro immagine pubblica. Ciò spiega perché le burocrazie parlamentari siano strapagate. E la professionalità, la capacità del lavoro? Certamente si richiedono pure questi elementi, ma se dovessero tradursi in attitudine critica, allora molto meglio premiare una mediocrità silenziosa e fedele. Né il discorso si chiude a Roma; ma si ripropone in ogni Regione (ogni Consiglio regionale tende ad atteggiarsi come un piccolo Parlamento). In particolare andrebbe attentamente studiata l'esperienza storica delle Regioni ad autonomia differenziata; qui già si trova tutto quello che c'è da sapere sul fenomeno della irresponsabilità di spesa dei decisori politici. Nella lingua tedesca, che spesso ci soccorre, c'e l'espressione "legalisierter Raub": rapina legalizzata. Gli stipendi d'oro sono sempre legali. Il loro fondamento va ricercato in delibere sempre formalmente ineccepibili; cosicché, chi si avventurasse a criticarle si esporrebbe pure a possibili querele, con puntuali richieste di risarcimento dei danni morali e d'immagine (per il cittadino senza potere, il danno e la beffa, insieme). Scrive Ostellino: "quand'è che un emolumento diventa 'eticamente' inaccettabile? E chi lo decide?". Penso, invece, che l'etica abbia una sua ragion d'essere per favorire la coesione sociale. E l'etica comanda di impiegare per fini di reale utilità sociale il denaro che viene prelevato dai contribuenti. Affinché i cittadini possano verificare che quanto versano in imposte e tasse sia utilizzato per fini di utilità generale, occorre garantire massima trasparenza sulla spesa pubblica, a partire da quella diretta al finanziamento delle Istituzioni rappresentative. Penso che i titolari di cariche pubbliche abbiano più responsabilità degli altri e siano tenuti a dare il buon esempio, non il cattivo esempio. Una piccola notazione finale: nella sua rubrica, "Il dubbio", Ostellino dà lezioni di liberalismo. Sommessamente gli faccio notare lui non è l'interprete autentico del "liberalismo", ma soltanto un rappresentante di una particolare versione del liberalismo. Che non si risolve nella tradizione dell'empirismo anglosassone. Così, per testimoniare le esigenze di sobrietà e di buona amministrazione, Ostellino ama ricordare il Presidente Einaudi, che divideva la sua pera nei pranzi al Quirinale. Lo cita perché Einaudi era un empirista. Ma nella tradizione italiana ci sono tante altre importanti testimonianze di politici che hanno saputo conugare l'idea liberale con una forte attenzione all'etica pubblica. Penso, soprattutto, ai politici della "Destra storica" (Quintino Sella, Silvio Spaventa, eccetera). Quelli non vanno bene perché erano "liberali etici", direbbe Ostellino. Appunto mi piacciono. E quei liberali "etici" certamente si sarebbero accorti della gigantesca questione morale che oggi si pone in Italia, e di cui gli stipendi d'oro sono un epifenomeno. La questione morale non è un'invenzione dei "giustizialisti", ma dovrebbe preoccupare tutti coloro che sono animati da un genuino spirito di "patriottismo repubblicano". Sarebbe bene che quanti si compiacciono di aver contrastato in un recente passato i sindacati che teorizzavano il salario come "variabile indipendente", cominciassero a pensare che pure gli stipendi d'oro non possono essere una variabile indipendente, sganciata dalle dinamiche reali dell'economia. Livio Ghersi livioghersi@virgilio.it.

Torna all'inizio


E Walter diventa il "premier ombra" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 24-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (105 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 97 ) " (46 votes, average: 2.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 84 ) " (27 votes, average: 2.78 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (45 votes, average: 1.96 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (117 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 90 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Tony: Quando mi capita di dimenticare il cellulare non ne faccio un dramma. Vivevo bene senza quando non... JackTheLeopard: E' il momento di dare una direzione al nostro strapotere teconologico. Oggi stiamo vedendo gli... Livio: Ho visto il cortometraggio, simpatico, discreto, francese. Bello, il cutter a vele ammainate che passa (sembra... ENIO TERRACCIANO: E vero pero anche la satira ha le sue verita, questo governo ombra non ha i tre attributi... ENIO TERRACCIANO: Siamo alle solite uno attacca l'altro, e poi non si sa, mi viene in mente la parodia del... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Baby scippatori romeni fermati: in tutto 124 furtiSchiavizza la badante, arrestata una 75enneCatechista in manette: abusi su minorenneGiro, battuto Bennati Rivincita di CavendishRoma, confessa pirata. Era senza patente Rifiuti e sicurezza, Napolitano firma i decreti Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 24-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (105 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 97 ) " (46 votes, average: 2.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 84 ) " (27 votes, average: 2.78 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (45 votes, average: 1.96 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (117 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 90 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Tony: Quando mi capita di dimenticare il cellulare non ne faccio un dramma. Vivevo bene senza quando non... JackTheLeopard: E' il momento di dare una direzione al nostro strapotere teconologico. Oggi stiamo vedendo gli... Livio: Ho visto il cortometraggio, simpatico, discreto, francese. Bello, il cutter a vele ammainate che passa (sembra... ENIO TERRACCIANO: E vero pero anche la satira ha le sue verita, questo governo ombra non ha i tre attributi... ENIO TERRACCIANO: Siamo alle solite uno attacca l'altro, e poi non si sa, mi viene in mente la parodia del... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Baby scippatori romeni fermati: in tutto 124 furtiSchiavizza la badante, arrestata una 75enneCatechista in manette: abusi su minorenneGiro, battuto Bennati Rivincita di CavendishRoma, confessa pirata. Era senza patente Rifiuti e sicurezza, Napolitano firma i decreti Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


Veltroni: Salari, pensioni, precari: su questo il governo è assente (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 24-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Veltroni: "Salari, pensioni, precari: su questo il governo è assente" di Luigina Venturelli / Milano OPPOSIZIONE "C'è una grande questione che non è stata messa all'ordine del giorno, ed è la lotta al rischio d'impoverimento di una grande parte della società italiana". Walter Veltroni non usa giri di parole. Attacca il governo con la chiarezza di chi vuole dettare la linea, di chi vuole esemplificare l'"opposizione intelligente ma ferma" che nei prossimi anni attenderà Berlusconi e i suoi. Dopo l'esordio napoletano dell'esecutivo vero e proprio, ieri è stata la volta del governo ombra del Partito democratico, alla prima riunione ufficiale nella tana del lupo, al Pirellone di Milano, sede della regione Lombardia. Prima un incontro con le categorie produttive sull'efficienza burocratica, poi un faccia a faccia con il governatore Formigoni sul federalismo, quindi assemblea con i parlamentari lombardi del Pd, riunione dello "shadow cabinet", conferenza stampa e colloquio con il presidente della provincia Penati: la giornata è intensa, Veltroni sa che servirà da cartina di tornasole su come sarà la nuova opposizione democratica ai tempi del dialogo. Nessun equivoco: "Dialogare sulle riforme non significa avere un'opposizione morbida in parlamento", ma comporta un doppio binario d'azione, da un lato il dialogo sulle riforme che "non è in pericolo", dall'altro il confronto programmatico che sarà anche "netto, duro e aspro". Il governo ombra è stato creato apposta, "soggetto istituzionale" per passare al vaglio quanto promesso o realizzato dall'esecutivo in carica, per "distinguere i provvedimenti favorevoli da quelli contrari agli interessi del Paese". Il primo bilancio del Berlusconi IV non è lusinghiero: "Fino ad oggi sono stati fatti molti annunci dal governo, ma è mancato quello che noi riteniamo prioritario - dice Veltroni - il rischio di impoverimento della società, gli interventi sui salari, sulle pensioni, sulla precarietà". Il provvedimento sulla detassazione degli straordinari "non è sufficiente", mentre "va bene l'intervento sull'Ici, d'altra parte il governo Prodi era già intervenuto per il 40 per cento", purchè sia presto accompagnato da misure "a favore di coloro che la casa non possono acquistarla". Ad esempio, attraverso norme "per aprire il mercato degli affitti" e vendite dei patrimoni comunali o statali "per liberare risorse per la costruzione di case popolari". Il segretario del Pd preferisce non addentrarsi nella miriade di promesse miracolose del Cavaliere: "Non siamo in campagna elettorale, agli annunci devono corrispondere dei provvedimenti, se ci saranno li giudicheremo nel merito". Quelli già in cantiere lasciano alquanto a desiderare. Ad esempio, l'emendamento in tema di emittenza che permette di salvare ancora una volta Rete4 dallo spostamento sul satellite: "Mi chiedo perché ci sia stato bisogno di introdurre surretiziamente un tema di questo genere quando, a mio parere, sull'argomento occorre aprire un dibattito parlamentare - osserva Veltroni - non si capisce tutta questa precipitazione". Nella lista delle contestazioni finisce, ovviamente, il pacchetto sicurezza di Maroni. Su alcune norme introdotte esiste l'approvazione dell'opposizione per il semplice fatto che "gran parte degli articoli sono copiati dal decreto Amato per cui non può non esserci il nostro consenso", ma un discorso molto diverso vale per il reato sulla clandestinità, che riguarda "centinaia di migliaia di persone" e si annuncia utile solo ad "aggravare il nostro sistema giudiziario". Imbarazzante anche l'inerzia dell'esecutivo sulla compagnia di bandiera, che ancora attende di essere salvata da un fantomatico gruppo d'imprenditori tricolori: "Su Alitalia è sceso il silenzio - ricorda il segretario del Pd - e ci chiediamo a che punto è la famosa cordata italiana. Il tempo passa e con esso passano le risorse disponibili del prestito ponte, ma non emerge una soluzione alternativa ad Air France che è stata messa alla porta". Sull'ultima promessa del nucleare entro cinque anni, Walter Veltroni si concede una stroncatura: "I tempi dell'annuncio sono ben diversi dai tempi della realtà". Inutile farlo notare a Berlusconi, che nel cassetto ha un altro sogno da sfoderare, il solito ponte sullo stretto.

Torna all'inizio


Tremonti conferma Guarguaglini a Finmeccanica Attese a breve le liste del Tesoro per i consigli di amministrazione di Eni, Enel e Poste (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 24-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Tremonti conferma Guarguaglini a Finmeccanica Attese a breve le liste del Tesoro per i consigli di amministrazione di Eni, Enel e Poste / Roma NOMINE La prima casella si è riempita. Pier Francesco Guarguaglini resta alla guida di Finmeccanica. L'azionista Tesoro, nell'affidargli il quarto mandato al vertice del gruppo, apre ufficialmente il dossier nomine. I riflettori si puntano così sulle prossime mosse dell'azionista che nei prossimi giorni dovrà svelare anche le liste per le altre società in vista delle rispettive assemblee. E tra queste Enel, Eni e Poste Italiane). E se la conferma di Guarguaglini era da più parti scontata, novità potrebbero riguardare proprio Enel ed Eni. Se la conferma degli attuali amministratori delegati, Fulvio Conti e Paolo Scaroni, appare scontata, per le presidenze i giochi potrebbero essere ancora aperti. Da giorni si ipotizza un'uscita di Piero Gnudi dall'Enel così come non si dà per certa la permanenza di Roberto Poli alla stessa carica nel gruppo petrolifero. Per quanto riguarda quest'ultimo l'ipotesi di un'avvicendamento nelle scorse settimane sembrava prendere corpo con la possibilità dell'arrivo all'Eni, al suo posto, di Bruno Ermolli. Un nome quest'ultimo che sembra però tramontato mentre non sembra del tutto tramontata l'ipotesi di un altro candidato. Diversa, invece, potrebbe essere la situazione per Poste Italiane, altra società con cda in scadenza, che - secondo quanto circolato in queste ultime settimane - potrebbe vedere l'uscita dell'attuale ad Massimo Sarmi, nonchè del presidente Vittorio Mincato. E proprio su questa società non mancano le ipotesi di avvicendamento e le girandole di nomi che vedrebbero - tra gli altri - in corsa per i vertici della società anche Ferruccio Ferranti, amministratore di Sviluppo Italia e di Consip. Ma anche Marco Zanichelli, ex manager Alitalia. Ma, tra le ipotesi, c'è anche chi paventa la possibilità di una eventuale riconferma di Sarmi affiancato, però da Zanichelli e Ferranti in ruoli di direzione e co-direzione generale. Si tratta al momento solo di rumors che non trovano, come di consueto in questi casi, smentite o conferme mentre una stretta sulla vicenda è attesa a breve: dopo il via libera alle liste per Finmeccanica, arrivato ieri, entro la fine della prossima settimana scade infatti anche il termine per la presentazione delle liste - previsto 10 giorni prima dell'assise degli azionisti - di Enel ed Eni che hanno in programma le rispettive assemble per il 9 giugno in prima convocazione anche se l'assise degli azionisti è attesa slittare al giorno dopo in seconda. Diversa, la situazione di Poste Italiane la cui assemblea è in programma per mercoledì 28 maggio: non essendo quotata, non esistono obblighi di scadenza sulla presentazione delle liste. Per quanto riguarda Finmeccanica che riunirà l'assemblea il 5 giugno (il 6 in seconda), la conferma di Guarguaglini smentisce anche le voci che nelle scorse settimane ipotizzavano l'ingresso di Giorgio Zappa, attuale direttore generale del gruppo, nel consiglio.

Torna all'inizio


MALPENSA RIDUCE IL CALO DEL TRAFFICO PASSEGGERI (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 24-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del MALPENSA RIDUCE IL CALO DEL TRAFFICO PASSEGGERI Dopo la frenata di aprile (-31%) l'aeroporto di Malpensa sta riducendo a maggio l'esodo dei passeggeri, con un recupero di cinque punti percentuali. Per Alitalia il traffico a fine aprile era in frenata dell'82%, a fronte di una crescita delle altre compagnie del 21%. Al 22 maggio il traffico di Alitalia su Malpensa risulta ancora in calo dell'82,4%, mentre è in crescita il traffico delle altre compagnie, che segnano una crescita del 31%.

Torna all'inizio


Quanto costerà? Molto già costa Un'opera inutile e faraonica (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 24-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del IL CASOLa bocciatura di Strasburgo: non è una priorità dell'Europa Quanto costerà? Molto già costa "Un'opera inutile e faraonica" / Roma Ritorna il Ponte. Già, ma chi paga? Quasi impossibile riacchiappare per la coda i finanziamenti europei, quelli per cui combattè strenuamente Berlusconi al suo primo governo. Inserita di malavoglia tra i 22 progetti prioritari per l'Europa nel 2003, al 13esimo posto, la condizione fu: soldi solo se verrà garantita la sostenibilità ambientale e un immediato inizio dei lavori. A novembre 2003 la decisione shock: il Ponte sullo stretto non è una priorità , soprattutto perché non facilita i contatti tra Italia e Europa, semmai tra Italia e Italia. Già allora Lunardi fece spallucce: il piano finanziario è pronto, andremo avanti. Come spesso accade, dietro la cortina delle dichiarazioni non c'era neanche il fumo. E così il Ponte ha agonizzato fino al marzo del 2004 quando è diventato oggetto di un'altra battaglia europea. Allora furono due senatori forzisti a scoprire che la Finanziaria aveva cancellato tutte le opere di ammodernamento ferroviario nel Sud. Seconda bocciatura annunciata. In più nel 2005 l'Europa ha avviato una procedura d'infrazione perché il progetto presentato dal Governo "non è stato fatto correttamente". Caduto il governo Berlusconi, sotto il governo Prodi il Ponte, considerato un'opera inutile e faraonica, si è inabissato per riemergere a fior d'acqua: grazie alla polemica che contrappose i verdi - strenuamente avversi all'opera - e il ministro alle infrastrutture, Antonio Di Pietro. Che invece di sciogliere la società Stretto di Messina Spa a un passo dalla chiusura, come era stato deciso dall'Unione, le concesse un'estrema boccata d'ossigeno. Perché? Ora, forse, arriverà la risposta. Intanto le spese della società, ormai gravante sull'Anas, corrono. Non solo, come scrissero in un'interrogazione i senatori Paolo Brutti e Felice Casson, perché sotto il presidente Ciucci (700.000 euro annui di stipendio) lievitò la spesa "emolumenti e gettoni di presenza degli amministratori" e gli stipendi dei dipendenti da 1.453.000 euro del 2002 a 6.590.000 euro del 2006. Certo, nel 2002 i dipendenti erano 36, nel 2006 erano diventati 102. E l'attività lavorativa, in quegli anni, non deve essere stata particolarmente fervida. Però bisognava star pronti. Già in campagna elettorale il Pdl aveva rispolverato il progetto. Raffaele Lombardo, fondatore dell'Mpa, sostenne: "Il ponte è una priorità europea, perché è un'infrastruttura che fa parte del corridoio che collega la Sicilia a Berlino"; anche se l'Europa non sembra d'accordo. Poi aveva spiegato: "Non costerebbe nulla alle casse dello stato, perché sui sei miliardi, tre li pagherebbero le Ferrovie, che in 30 anni grazie ha quest'opera risparmierebbero 30 miliardi: il resto lo investono i privati, un 10-20% l'Europa". L'Europa no, come si è visto. Si potrebbe contestare anche all'ormai governatore della Sicilia che le Ferrovie pesano, e come, sulle casse dello stato, e peserebbero anche quei tre miliardi. Quanto ai privati, si spera che non siano magari gli stessi impegnati nella cordata Alitalia.

Torna all'inizio


Atomo 2 Il loft ricompone le divisioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 24-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Atomo 2 Il loft ricompone le divisioni Il Pd vuole la "quarta generazione" E Veltroni attacca su Alitalia e salari Uno che a Veltroni è vicino, anzi vicinissimo come Tonini, lo dice apertamente: "Il meccanismo di come fare opposizione va ancora un po' oliato". E, a quanto pare, a questo si sarebbe dedicato il segretario del Pd, nelle ultime 24 ore, in cui il motore del Pd è apparso quantomeno inceppato. Come sul capitolo nucleare. Dopo l'annuncio del ministro dello Sviluppo economico Scajola dal palco degli industriali ("Faremo le centrali nucleari") nel Pd si sono materializzate almeno due linee, più una infinità di sfumature. I favorevoli: "Non ho pregiudizi ideologici" ha detto il ministro ombra dell'Economia Bersani. Che, nella scorsa legislatura, ha lavorato, eccome, per potenziare la ricerca sul nucleare. I contrari: "Quella di Scajola è una scelta ideologica, costosa e sbagliata per il paese" ha affermato Realacci, ministro ombra dell'Ambiente. È bastata la lettura dei giornali a far scattare al loft l'allarme rosso, sulle divisioni interne. A ciò si aggiunga una preoccupazione per l'ultimo sondaggio di Ballarò . Alla domanda su chi fa più opposizione, la risposta è stata: Di Pietro. Per quanto riguarda poi il dialogo, l'elettorato di centrosinistra - ha spiegato Pagnoncelli - lo vuole, ma non si fida di Berlusconi. Dice Tonini: "La campagna di Di Pietro porta frutti nell'immediato ma non nel lungo periodo. Noi dobbiamo continuare sulla nostra linea di opposizione utile. Dialogare non significa mica accordarsi a tutti i costi". E ieri Veltroni, al termine della riunione del governo ombra a Milano, è stato meno tenero del solito: "Il dialogo non è in pericolo" ha chiarito a proposito di riforme. Ma ha attaccato a tutto campo Berlusconi, dall'Alitalia ai salari. Prima però è stata "oliata" la linea sul nucleare: l'impostazione di Scajola non sta in piedi, è stata la parola d'ordine di un partito che ha cercato di uscire dalla disputa "nucleare sì, nucleare no". Tradotto: non siamo noi che non vogliamo il dialogo sul nucleare, è il governo che dice cose senza senso: "Ad immaginare, come sentito ieri, che in cinque anni si porrà la prima pietra per il nucleare di quarta generazione, mi viene da ridere" ha affermato Bersani. Che ha incalzato Scajola: "Il nostro paese non è in condizione di scegliere il nucleare: non si tratta di una centrale o due ma del sistema. Noi abbiamo reimmesso l'Italia nei luoghi della ricerca per il nucleare di quarta generazione. E abbiamo cominciato ad avviare le procedure per un deposito di superficie perché senza queste cose non si può parlare di nucleare". E Fassino ha aggiunto: "La valutazione sul nucleare non può essere di tipo ideologico ma concreta, e deve rispondere a tre domande: costi, tempi e soluzione adeguata e sicura per le scorie". Al loft spiegano che non c'è nessun cambio di passo. Certo, sulle riforme, il dialogo col Cavaliere va avanti, a partire dallo sbarramento alle europee. Ma sul resto Veltroni ieri ha provato ad assestare qualche colpo. Sulla sicurezza: "Gran parte degli articoli del provvedimento del governo sono copiati da quello Amato per cui non possiamo che esprimere il nostro consenso, ma sul reato di clandestinità non può esserci". Su Alitalia: "È calato un pericoloso silenzio: il tempo scorre, le risorse scorrono col tempo ma non c'è una soluzione alternativa ad Air France che è stata messa alla porta". Sui salari: "C'è una grande questione che non è stata messa all'ordine del giorno ed è la lotta al rischio di impoverimento di una grande parte della società italiana". E anche sull'Ici il leader del Pd ha marcato le distanze: "Va bene, però riteniamo urgentissimo affrontare il problema di chi la casa non la può acquistare". E su Rete4 Veltroni ha aggiunto: "Mi chiedo perché ci sia stato bisogno di introdurre surrettiziamente un tema di questo genere quando, a mio parere, sull'argomento occorre aprire un dibattito parlamentare. Non si capisce tutta questa precipitazione". 24/05/2008.

Torna all'inizio


Infrastrutture e nucleare per le opere si comincia con le banche <amiche> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 24-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-24 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Finanza e investimenti Infrastrutture e nucleare per le opere si comincia con le banche "amiche" ROMA - La storia si ripete. Certo che succederà anche stavolta, Stefano Saglia invita a rammentare il 2001. "Oggi Giulio Tremonti lancia avvertimenti alle banche. Ricordo che sette anni fa il ministro dell'Economia dichiarò guerra alle Fondazioni bancarie, poi però le Fondazioni entrarono nella Cassa depositi e prestiti...". Quei fatti il presidente della commissione Lavoro della Camera li ha bene impressi nella mente, se non altro perché fu anche lui fra i protagonisti della battaglia sulle banche che scoppiò nel 2004. E ha chiaro un concetto: "Se vogliamo realizzare le infrastrutture, non andiamo da nessuna parte senza le banche". Facciamo i conti delle promesse fatte da Silvio Berlusconi in campagna elettorale: 250 milioni per riaprire la pratica del nucleare, altri 800 per i rigassificatori, 5 miliardi per le strade, un miliardo per le periferie, 750 milioni per Malpensa, una cifra imprecisata per l'Alitalia e undici miliardi di euro per le grandi opere, a cominciare dal Ponte sullo Stretto di Messina. Il totale fa quasi 19 miliardi. Considerando altre piccole frattaglie, tipo i cento milioni per le energie rinnovabili, si arriva a 20 miliardi tondi. Un sacco di soldi. Anche perché nel frattempo, quei pochi che sembravano sicuri sono evaporati. I denari che Fintecna aveva da parte per fare il Ponte sullo Stretto sono stati usati chissà quante volte. E anche se nell'occasione ci sono stati almeno risparmiati comici paragoni con Cheope e Vespasiano (ricordate Pietro Lunardi? "Lo verranno a vedere da tutto il mondo, sarà come il Colosseo o le Piramidi"), il capo dell'Anas Pietro Ciucci, il quale appena arrivato a palazzo Chigi Romano Prodi aveva allargato le braccia ("prendo atto che il governo ha priorità diverse"), non ha resistito ad annunciare l'ennesima "posa della prima pietra". Questa volta per il 2010. Con il comprensibile sollievo dei circa 100 dipendenti della società Stretto di Messina, che dopo aver ingoiato in venticinque anni una discreta quantità di contanti, e aver addirittura costituito, l'11 aprile 2006, un consorzio con il misterioso obiettivo di studiare "le modalità di trasporto nello Stretto " insieme alle famiglie del sindaco di Messina Francantonio Genovese, del presidente del Messina Calcio Pietro Franza e del signore dei traghetti Elio Matacena, stava per affondare e invece si ritrova di nuovo a galla. Per ricominciare a spendere soldi. Ma dove prenderli? C'è chi favoleggia interventi sul patrimonio immobiliare pubblico e prevede addirittura una fusione fra Fintecna e il Demanio, con un supermanager al timone. Anche se i tempi della finanza creativa sembrano difficilmente ripetibili. E per definizione i soldi, quando servono prima di subito, si prendono dove sono. Cioè in banca: sempre che le banche siano d'accordo. Che forme potrebbe prendere un eventuale sodalizio è difficile dire. Ma il concetto vale per il Ponte, vale per le strade, vale per le ferrovie. Vale forse un po' di meno per le centrali nucleari: a quelle ci dovrà pensare l'Enel. Ma vale, soprattutto, per l'Alitalia. Saglia ne è arciconvinto: "Il banco di prova sarà il salvataggio della compagnia di bandiera. Lì bisognerà vedere quale sarà l'atteggiamento di Intesa San Paolo". Un istituto di credito che parte del centrodestra ha sempre polemicamente bollato come "ulivista" per i noti ottimi rapporti del suo presidente Giovanni Bazoli con Prodi e con il padre dell'Ulivo Beniamino Andreatta. Marchio che tuttavia, a decifrare la parole del sottosegretario all'Economia Luigi Casero, appare oggi anche ai berlusconiani di lungo corso più sbiadito che nel recente passato: "Le grandi banche hanno capito che in questo momento c'è un governo che la pensa allo stesso modo della stragrande maggioranza degli italiani". Ecco perché nell'attuale maggioranza le immagini di Corrado Passera, come pure quelle dell'amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo, in fila ai gazebo per votare alle primarie in cui Prodi trionfò, non sono più nitide come nell'autunno del 2005. Diversamente il nome dell'amministratore delegato di Intesa San Paolo, che tempo fa provocava nel centrodestra significative allergie, non sarebbe circolato per la poltrona di ministro delle Attività produttive, né per quella di amministratore delegato dell'Eni. E forse non si sentirebbero tante espressioni di stima nei confronti di Enrico Salza, presidente del consiglio di gestione della banca, attribuite a Berlusconi. Segnali di un clima diverso? Casero suggerisce di "non sottovalutare la vicenda dei mutui" con la disponibilità che le banche hanno subito dato al governo Berlusconi di rinegoziare le rate al livello del 2006 (salvo, naturalmente allungare la durate del mutuo). E si domanda se in un momento diverso, con una situazione politica diversa, "una cosa simile sarebbe potuta accadere ". Ma forse sono ancora soltanto segnali. Sergio Rizzo.

Torna all'inizio


Governo ombra, summit a Milano: il confronto sulle riforme va avanti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 24-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-24 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Centrosinistra Federalismo, Chiamparino vede il leader leghista e il ministro dell'Economia Governo ombra, summit a Milano: il confronto sulle riforme va avanti Veltroni: ma l'opposizione non sarà morbida. Il "riconoscimento" di Bossi Incontro con Formigoni. E Gualtieri sul "Riformista": se è così, allora meglio fare la grande coalizione MILANO - "Non è che ogni giorno potrete fare il titolo: "Che fine fa il dialogo"". Scherza ma non troppo, Walter Veltroni. Al debutto milanese del governo ombra, gli tocca rispondere all'ennesima domanda sul destino del confronto istituzionale dopo il blitz della maggioranza su Rete 4. Il fatto è che le critiche alla fisionomia che prenderà l'opposizione stanno uscendo dal mugugno sotterraneo: giusto ieri, il dalemiano Roberto Gualtieri sulla prima pagina del Riformista (titolo: "Se questa è l'opposizione, meglio la grande coalizione") si chiedeva se "un'opposizione dialogante incentrata sull'azione di contrappunto dei vari ministri ombra" ai dirimpettai di governo non rischi di risultare "pericolosamente inadeguata". E allora, il segretario Pd spiega che "ci si deve abituare a capire" che una cosa sono le riforme, "da fare tutti insieme". Altra cosa è l'opposizione: "Segnalo il dialogo sulle riforme non impone un'opposizione morbida". Ma certo, il coro di consensi alla linea del dialogo venuti dal centrodestra - uno per tutti, Umberto Bossi: "Ho constatato da parte del governo ombra la massima disponibilità " - sembrano un riconoscimento avvelenato. Veltroni, ospite del governatore lombardo Roberto Formigoni, comincia dunque con le vesti dell'oppositore. Quel che non ha sentito in questi giorni, spiega, sono soluzioni per risolvere il primo dei problemi: "Il rischio di impoverimento di una grande parte della società italiana". Non basta, per esempio, la defiscalizzazione degli straordinari. Spiega Enrico Letta che il recupero di potere d'acquisto si deve "spostare più sui premi di produttività che non sugli straordinari che penalizzano, ad esempio, le donne". Mentre è lo stesso leader democratico a insistere su più incisive politiche per la casa: "L'idea è vendere il patrimonio di Regioni e Comuni per destinare il ricavato a realizzare nuova edilizia pubblica". Altra grande assente dagli annunci del governo, secondo il Veltroni di lotta, è Alitalia: "Il tempo passa, le risorse del prestito ponte scorrono, ma dopo l'uscita di Air France di cordate e soluzioni alternative non se ne vedono". Quanto al ritorno del nucleare, "bisogna capire meglio quello di cui parla Scajola". Bene, infine, il pacchetto sicurezza "("Preso in buona parte da quello di Amato ") salvo il reato d'immigrazione clandestina. E il dialogo sul federalismo? Ieri Sergio Chiamparino, il ministro ombra alle riforme, ha incontrato Bossi, Calderoli e Tremonti. Precisando che la base del confronto sarà la bozza Violante, lo shadow minister si è limitato a dire che "da entrambe le parti mi pare ci sia la volontà di accettare la sfida della riforma federalista dello Stato". Marco Cremonesi GUARDA il video di Veltroni a Milano su www.corriere.it.

Torna all'inizio


E ssere (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 24-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-24 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE La Nota di Massimo Franco Un Pd condannato al dosaggio difficile di critica e dialogo E ssere all'opposizione di Silvio Berlusconi ed in parallelo teorizzare il confronto con lui si sta rivelando un equilibrismo difficile. Eppure, per Walter Veltroni è un sentiero da percorrere fino in fondo. Il segretario del Pd ribadisce le critiche contro il governo sulle misure fiscali. Fa rilevare lo stallo della questione Alitalia. E contesta il modo in cui il centrodestra difende alcune anomalie del sistema radiotelevisivo. Ma si affretta pure a ripetere che "il dialogo sulle riforme non è in pericolo". In questo dosaggio certosino di sintonie e divergenze, l'opposizione rischia di oscillare sempre fra subalternità e rottura; di apparire prigioniera di uno schema che non le permette di portare i contrasti fino alle estreme conseguenze; e dunque di mostrarsi affetta da un'oggettiva impotenza politica. Eppure è difficile che la strategia veltroniana cambi, a breve termine. Oltre tutto, per ora sembra reggere se non altro perché il centrosinistra non ne ha nessuna di ricambio. Così, gli incontri avuti ieri in Lombardia col presidente berlusconiano della Regione, Roberto Formigoni, permettono al segretario del Pd di sottolineare una qualche consonanza sul principio del federalismo; e soprattutto di nobilitare il governo ombra come "un soggetto istituzionale" riconosciuto e legittimato dagli avversari. "Dobbiamo abituarci ad una visione europea dei rapporti fra opposizione e maggioranza", secondo Veltroni. Anche se in questa fase il dialogo risulta un po' asimmetrico: nel senso che il Pdl registra ed apprezza le mosse, ostili o gentili, del Pd, senza per questo cambiare rotta. Forse non poteva essere diversamente, dopo una sconfitta elettorale delle dimensioni di quella del 13 e 14 aprile. Il senso di forza trasmesso dal centrodestra nel Consiglio dei ministri di mercoledì scorso a Napoli costringe il centrosinistra ad accettare la sfida da posizioni di debolezza. E quasi di rimbalzo emergono le difficoltà di un partito stretto fra il decisionismo berlusconiano e l'antiberlusconismo del suo alleato Antonio Di Pietro. Ma se il Pd vuole partecipare alla riforma delle istituzioni e cambiare la legge elettorale, puntellando il bipartitismo, non può comportarsi in modo diverso. Si tratta di una fase di transizione scomoda e rischiosa: anche per la fronda che può crescere in prospettiva intorno a Veltroni. Un avversario potente e scaltro come Umberto Bossi ieri ha incontrato il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, "ministro della Riforma " del Pd. Alla fine, Chiamparino ha ammesso che si è trattato di una discussione senza risultati operativi. E il capo della Lega ha dichiarato che del governo ombra per ora non può che parlare bene: una frase così positiva da risultare a doppio taglio, per l'opposizione. Perfino Roberto Calderoli parla di un Pd che "collabora fattivamente". Ma la disponibilità è reciproca. Nasce dalla convinzione che il muro contro muro fra i due schieramenti sia inutile; e, per il Pd, ai limiti dell'autolesionismo. Le nomine dei nuovi vertici dei servizi segreti, ufficializzate ieri sera sono la controprova di scelte, se non concordate, non osteggiate. Il problema è che non tutto il centrosinistra asseconda questa impostazione, e Veltroni lo sa bene. Il pezzo del partito che fa capo a Massimo D'Alema è convinto dell'inadeguatezza della strategia veltroniana; ed intenzionato a seguire un'agenda parallela, puntellata da una robusta struttura correntizia. Così, mentre il governo ombra si riunisce a Milano, i dalemiani aprono un convegno di tre giorni su "religione e politica" nel sud. Si intravede una divergenza di fondo che forse prelude ad una resa dei conti. Ma i rapporti di forza interni per adesso non consentono un attacco frontale alla leadership. Veltroni è riuscito a coalizzare intorno a sé gran parte del gruppo dirigente del Pd. E le europee del 2009 sconsigliano scontri che lacererebbero un partito tuttora gracile, nonostante la consistenza elettorale. L'asse con Berlusconi può disorientare ed irritare chi non si è ancora rassegnato all'inizio di una fase non solo nuova ma senza precedenti. Eppure, il rapporto fra i due leader blinda il vertice del Pd. Rappresenta una sponda esterna che gli avversari di Veltroni non possono permettersi di mettere in discussione: non ancora, almeno. \\ Bossi legittima il governo-ombra. E il leader pd va avanti nonostante D'Alema.

Torna all'inizio


Il governo ombra mette radici: da Milano rilancia il federalismo (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 24-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 123 del 2008-05-24 pagina 2 Il governo ombra mette radici: da Milano rilancia il federalismo di Giannino della Frattina Il centrosinistra apre una sede dello "shadow cabinet" in città Prima seduta ieri a Milano dello shadow cabinet. Sembra impossibile, eppure l'hanno proprio chiamato così il "governo ombra" messo in piedi dal centrosinistra evidentemente ancora frastornato dalla tranvata elettorale. A presiederlo un Walter Veltroni a caccia di un predellino dal quale distribuire qualche ricetta rimasta nel cassetto dopo il naufragio alle urne. La prima notizia sembra essere che le "ombre rosse" a Milano si sono trovate bene e che qui vorrebbero mettere radici, tanto da annunciare "una sede permanente a Milano per dialogare con questa parte del Paese". Un segnale un po' tardivo dopo che, nonostante il preciso segnale degli elettori, nella compagine del governo alternativo il solo lombardo (si fa per dire) è Matteo Colaninno. Un imprenditore prestato alla politica solo all'ultimo momento, non proprio un rappresentante della base militante e dei quadri dirigenti. Che, infatti, a Milano e in Lombardia già da un po' mugugnano. "Sarebbe utile - le parole del presidente della Provincia Filippo Penati al termine dell'incontro a Palazzo Isimbardi - che il governo Berlusconi riprendesse il Tavolo Milano che nella passata legislatura ha dato grandi risultati. È un metodo di lavoro che può essere utile anche in vista dell'Expo 2015". Veltroni approva e rilancia affrontando l'emergenza casa. "Una questione - assicura - da affrontare non solo con il provvedimento sull'Ici, ma anche attraverso interventi sugli affitti e sulla dismissione del patrimonio comunale, provinciale, regionale e la possibilità che questo venga acquisito dagli inquilini su base volontaria e che le risorse così reperite vengano reinvestite per una nuova edilizia pubblica". Di federalismo, invece, si è parlato nell'incontro con il governatore Roberto Formigoni che ha ospitato al Pirellone la riunione dei "ministri" del centrosinistra. "Ciò che unisce i diversi punti di vista - il commento di Veltroni - è l'idea di un federalismo differenziato, ma solidale". Soddisfatto Formigoni. "È mio interesse - aggiunge - che sul federalismo si riapra un dialogo con il governo. Ed è per me importante illustrare i nostri provvedimenti alle altre forze politiche affinché in parlamento siano il più possibile concordi". E, a proposito di Malpensa, i due concordano sul fatto che "mentre si attende la decisione sul destino di Alitalia, la questione dell'hub venga considerata separatamente". Con la ricerca, quindi, di contatti con altre compagnie. Positivo anche l'incontro con Umberto Bossi. "Penso che probabilmente il prossimo Consiglio dei ministri si farà a Malpensa, perché è l'ambiente ideale". Per parlare di Alitalia, naturalmente. Parla, invece, di impresa più semplice il ministro ombra dell'Economia Pierluigi Bersani che presenta la sua proposta di legge. Per iniziare un'attività non occorreranno più 68 autorizzazioni presso 19 uffici pubblici diversi, ma un'unica dichiarazione con autocertificazione. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Veltroni alla corte di Formigoni (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 24-05-2008)

Argomenti: Alitalia

A Milano lo "shadow cabinet" si riunisce al Pirellone. Visita cortese del leader del Pd al governatore Veltroni alla corte di Formigoni Dialogo aperto con il campione della destra del nord. Neanche l'ombra di una opposizione sui primi provvedimenti del governo. Né in direzione Marcegaglia Giorgio Salvetti Milano All'ombra di Formigoni. In una corrispondenza di amorosi sensi tra il governatore lombardo e Walter Veltroni, si è tenuta ieri al Pirellone la prima seduta dello shadow cabinet. Formigoni e Veltroni si sono incontrati in mattinata. Formigoni, rimasto a secco da cariche governative e istituzionali, ha voluto ritagliarsi la parte di colui che dialoga con l'opposizione. Veltroni, sempre più in crisi d'identità, ha cercato legittimazione politica dal più abile e ambizioso governatore dello schieramento avverso. Il governatore delle scuole e della sanità privata. Il ciellino integralista che non perde occasione di attaccare la 194. Niente male per la prima uscita ufficiale di un'opposizione che Veltroni vorrebbe "intelligente". Gli elettori del Pd, ancora una volta, sono serviti. "Devo ringraziare il presidente Formigoni dell'ospitalità - si è inchinato Veltroni - dimostrando che il governo ombra è un soggetto non solo politico ma istituzionale. Abbiamo avuto un incontro molto interessante durante il quale abbiamo discusso dei temi che ci stanno a cuore: in particolare abbiamo parlato di federalismo". Con qualche malumore da parte della Lega e il mal di pancia di chi ancora spera in una qualche forma di opposizione. Il valore simbolico e politico dell'assemblea milanese del governo ombra è tutta qui. D'altronde sono anni che in Regione Lombardia il Pd si astiene lasciando mano libera alla giunta di destra e sostanzialmente apprezzando il modello vincente formigoniano. L'incontro di ieri sancisce una linea di subalternità e di inseguimento della destra che a Milano si pratica da tempo e che ormai costituisce l'anima stessa del Pd. "Abbiamo riunito il governo ombra a Milano - ha detto Veltroni - perché vogliamo sottolineare l'importanza di questa città per il paese. L'avevamo sottolineata anche in occasione dell'assemblea costituente che avevamo tenuto proprio qui". Peccato che al nord ha stravinto la Lega. Sul fronte dei contenuti pochissime novità. A parte un cenno di disappunto per il silenzio calato su Alitalia e per la "precipitazione" del governo sull'emendamento "salva Rete4", Veltroni e soci si sono limitati a chiosare o a sottoscrivere le scelte del consiglio dei ministri. Di opposizione dura non se ne vede neppure l'ombra e comunque anche se ci fosse, "sconsiglio di rincorrere il titolo 'Dialogo a rischio' - ha ammonito Veltroni - su questo punto bisogna abituarsi ad essere europei". Bene, dunque, l'abolizione dell'Ici, "Prodi l'aveva già fatta per metà". Bene anche il nucleare. Bisogna solo sapere in che tempi, quale nucleare e non dimenticare le energie rinnovabili. "La priorità del governo ombra - predica Veltroni - sono i salari, le pensioni, e l'impoverimento degli italiani". Poi però non c'è traccia di proposte sul tema. Giusto qualche facilitazione per chi affitta casa. Sul lavoro interviene Enrico Letta che non fa una piega sulla detassazione degli straordinari, "a patto che non sia l'unico provvedimento, che non si discriminino i lavoratori pubblici e che si punti sui premi di produttività". Totale appoggio, invece, alla contrattazione di secondo livello invocata da Emma Marcegaglia e sottoscritta da Cgil, Cisl e Uil. Per il resto si parla di imprese lombarde che nella mattinata hanno incontrato gli shadow ministri. Bersani spiega le sue idee per facilitare le pratiche burocratiche per creare nuove aziende (in sostanza, l'autocertificazione). E la sicurezza? Nulla da eccepire alla linea dura di Maroni. Aveva già fatto tutto Amato, a parte il reato di immigrazione clandestina. "Ho sentito - spiega Veltroni - che vogliono già derubricarlo a semplice espulsione e quindi trasformarlo in sostanza in ciò che aveva stabilito il decreto Amato". E anche se così non fosse, sarebbe un problema solo perché "porta il sistema giudiziario al collasso e non è detto che porti a condanne". Non una parola sui pogrom contro gli zingari e sui rischi della deriva xenofoba "fascistizzante" che attraversa il paese. Per chiudere in gloria la giornata milanese, Veltroni ha fatto visita al presidente della provincia Filippo Penati. L'uomo del Pd lombardo che in questi giorni si è scagliato contro gli zingari superando a destra sia il prefetto di Milano che il vicesindaco (ex) fascista De Corato. "E' uno dei migliori amministratori di cui il paese dispone", così l'ha descritto Veltroni.

Torna all'inizio


Al Pd piace il modello Formigoni (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 24-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Il "governo ombra" in trasferta a Milano: prima incontro al Pirellone, poi da Bossi, Calderoli e Tremonti Al Pd piace il modello Formigoni Stefano Bocconetti L'ombra che piace al governo. Quello vero. I fatti: ieri è stata una giornata importante per l'esecutivo "virtuale" messo in piedi da Veltroni. S'è riunito a Milano, dove hanno detto poche cose e tutte molto in sintonia con quelle che aveva detto l'altro giorno Berlusconi a Napoli. Poi, il premier ombra ha incontrato il governatore della Lombardia, Formigoni. Che ha da poco fatto approvare dal suo consiglio - naturalmente con l'avallo del piddì e con la sola opposizione della sinistra - nuove regole per la Regione. Un nuovo statuto e una bozza di riforma fiscale. Dove, in soldoni, è scritto che la Regione si "prende" tutto: dalla gestione della Sanità fino alle scuole. E vorrebbe tenersi l'80 % del gettito Iva raccolto da queste parti. Al termine dell'incontro, lo stesso governatore ha rivelato ai cronisti che "Veltroni s'è espresso in maniera chiara: la linea del suo partito è a favore di questo federalismo". Ma non è finita. Nel pomeriggio, il ministro ombra per le riforme Chiamparino - accompagnato dalla sua collega virtuale, Mariangela Bastico e dal Governatore dell'Emilia, Vasco Errani - ha incontrato i ministri. Quelli veri, stavolta: Bossi, Calderoli, Tremonti. La Lega, insomma, e il loro alleato al ministero dell'economia. Anche qui, al termine della riunione - svoltasi in una sede "neutra": gli uffici decentrati del dicastero delle Finanze - è stato il leader del Carroccio a parlare a nome di tutti: "Ho constatato da parte del governo ombra la massima disponibilità". Di più e sempre per usare e parole di Bossi: "Mi chiedete un giudizio sul governo-ombra? Per adesso non posso che parlarne bene". Così, probabilmente, la giornata milanese del piddì ha superato le aspettative degli stessi promotori. Ormai da parte del governo c'è il pieno riconoscimento del ruolo dell'esecutivo varato dai democratici. Riconoscimento e piena sintonia. Quasi piena sintonia. Nelle poche parole dette all'uscita del faccia a faccia con Formigoni al Pirellone, Veltroni ha annunciato che il pacchetto sicurezza varato dall'ultimo consiglio dei ministri "non potrà non essere sostenuto dai democratici". Meno la parte che introduce il reato di clandestinità. Sul quale il piddì continua a mantenere dei dubbi. Poi, per il resto c'è qualche frase di denuncia sulle misure a difesa di Rete 4, un invito a "tirar fuori le carte" sul caso Alitalia, un applauso alla misura sull'Ici che deve essere accompagnata però da altre per chi la casa non può comprarla. Ma tutto ciò non deve trarre in inganno: " "Il dialogo sulle riforme non è in pericolo", ha scandito Veltroni. Ma anche questi sono dettagli. Perché a Veltroni interessava soprattutto il riconoscimento al suo governo: "Il fatto che Formigoni ci abbia ricevuto è importante -ha detto -, è un riconoscimento istituzionale al nostro ruolo". Resta un problema, però. Che mentre Formigoni - poco dopo Veltroni - agli stessi giornalisti annunciava la totale identità di vedute col piddì sul federalismo, Chiamparino diceva che le cose non erano proprio tutte "rose e fiori". Diceva che si può discutere di federalismo ma quella della Lombardia non è certo la strada giusta. Perché se una Regione, una delle più ricche, la Lombardia, si intasca tutta la ricchezza prodotta, "scardina l'impianto unitario del paese". Per lui, insomma, "su quella base - sulla base del federalismo in salsa formigoniana, ndr - non è possibile alcun accordo, perché la maggior parte delle regioni vedrebbe peggiorare significativamente le risorse a disposizione". Dissensi? Contrasti? Le obiezioni sono comunque rientrate nel giro di qualche ora. Quando Veltroni è partito per un comizio ad Aosta e Chiamparino, nel pomeriggio di ieri, ha incontrato una delegazione del governo. Un'autorevolissima delegazione del governo, come s'è detto. Dopo questo secondo incontro, lui, il sindaco di Torino non ha detto nulla. Bossi, invece, s'è sperticato in lodi verso il governo ombra. Che forse era l'unica cosa che interessava a Veltroni. Finita la trasferta milanese, restano così solo le domande. Come quella formulata da Mario Agostinelli, capogruppo del Prc al Pirellone: "Formigoni ha annunciato che il governo ombra sarebbe d'accordo sul modello di federalismo proposto dalla Lombardia. Il ministro ombra per le riforme si dice convinto, invece, come noi, che il federalismo formigoniano scardini l'impianto unitario del paese. E adesso Veltroni chi smentirà? Il suo "ministro" o il Presidente della Regione?". 24/05/2008.

Torna all'inizio


Veltroni: per il pd milano è fondamentale - stefano rossi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 24-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XIII - Milano Veltroni: per il Pd Milano è fondamentale E oggi il summit con i circoli lombardi Il segretario regionale Martina: "Ragioniamo di cose concrete come sicurezza e federalismo" Il leader dei Democratici ringrazia Formigoni "Ha capito che siamo un soggetto istituzionale" STEFANO ROSSI Due intense giornate milanesi, ieri e oggi, per Walter Veltroni, con in mezzo un blitz ad Aosta dove domani si vota per le regionali. Il leader del Pd ha scelto la capitale del Nord per il primo vertice del governo ombra, ieri, e il teatro Strehler per la prima riunione dei 950 circoli lombardi che si ritrovano oggi dalle 10 alle 14 con un intervento conclusivo del segretario. A ospitare il governo ombra è stato il presidente della Regione Roberto Formigoni che, ha detto Veltroni ringraziandolo, "ha mostrato di essere consapevole che il nostro è un soggetto istituzionale, oltre che politico". Fra i due c'è stata una mezz'ora di colloquio su riforme, federalismo fiscale, sussidiarietà, semplificazione della burocrazia per le aziende. Ampio accordo su tutto, a sentire Formigoni: "Veltroni ha detto in modo chiaro che la linea del Pd lombardo è quella del Pd nazionale". E il Partito democratico lombardo appoggia la Regione nella richiesta di devoluzione di 12 nuove materie. Mentre il segretario batte il tasto del "federalismo differenziato ma solidale, in una logica suggerita dalle Regioni a partire dal lavoro fatto in Lombardia" Al trentesimo piano il discorso è scivolato inevitabilmente su Malpensa. Per Veltroni "in una valutazione condivisa da Formigoni, il suo destino va separato da Alitalia con altre linee e altri voli, per un bilanciamento a favore dell'aeroporto e di questa parte del Paese". Nord, Lombardia, Milano. Il Pd deve ripartire da qui, insiste Veltroni, sulla base dei consensi elettorali incassati alle politiche: "Va fatto uno sforzo per accrescerli". Il segretario regionale Maurizio Martina, che il leader vuole accanto ai big Letta, Bersani e Colaninno, conferma "che l'impegno del partito su Milano e Lombardia va reso stabile, ragionando con il governo ombra di cose concrete come sicurezza, federalismo, infrastrutture". Una delle sedi di confronto sarà il Tavolo Milano, quello che l'esecutivo Prodi aveva aperto con gli enti locali. Il governo ombra si rende disponibile a proseguire l'esperienza ma invita il governo in carica ad attivarsi. Veltroni lo riafferma in Provincia, dove corre dalla Regione per un rapido faccia a faccia con il presidente Filippo Penati. Il numero uno di Palazzo Isimbardi incassa l'elogio del segretario ("è uno dei migliori amministratori di cui disponga il Paese") e aggiunge: "Non vorrei che il Tavolo Milano servisse solo quando al governo c'è il centrosinistra e ora qualcuno pensi di poter fare tutto in autosufficienza". Sul tema dei clandestini, che gli procura qualche dissenso in maggioranza, Penati rivendica "piena sintonia" con Veltroni. Il capo del Pd attacca il centrodestra che prevede un reato senza pena: "C'è solo l'espulsione. E allora si parli semplicemente di quello, invece di appesantire il sistema giudiziario". Anche Penati si dice contrario al reato di immigrazione clandestina: "Il problema è espellere i delinquenti".

Torna all'inizio


Stessi passeggeri, meno voli il marconi non cresce più - valerio varesi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 24-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XI - Bologna Stessi passeggeri, meno voli il Marconi non cresce più Il bilancio però è in attivo. Buone notizie dalle merci: Bologna diventerà base anche per la Tnt. Cofferati invita a puntare sul settore low coast VALERIO VARESI Congiuntura depressa, concorrenza aggressiva e smobilitazione Alitalia a Malpensa rappresentano una triade che lascia il "Marconi" al palo. La presidente Giuseppina Gualtieri precisa che non si tratta di recessione bensì di mancata crescita, tuttavia la sostanza è che l'andamento dei primi mesi di quest'anno non forniscono buoni segnali con una stagnazione del numero di passeggeri (1.478.741 contro 1.478.207) e un calo del 4,5% complessivo dei voli. Urge quindi un correttivo che viene indicato sia dal sindaco Sergio Cofferati che dal presidente della Camera di commercio Bruno Filetti: puntare sui voli "low coast" per orientare l'offerta al mercato. La dirigenza del "Marconi" è d'accordo e in questo senso ha costruito il nuovo piano industriale. Cofferati, dopo l'uscita del "Marconi" dalla società di gestione dell'aeroporto di Forlì invita a considerare lo scalo romagnolo "un rivale", mentre Filetti accusa la Regione di aver rallentato l'avvento del "low coast", "condizionando il ruolo degli scali attribuendo ruoli precisi". I risultati del traffico derivano dal calo dei viaggiatori nazionali (-13%) in parte compensato da un buon andamento degli arrivi internazionali (+7%). Il mantenimento dello stesso numero di passeggeri con un calo di voli significa che le compagnie hanno usato aerei più grandi e li hanno riempiti in modo ottimale. La "Sab", la società di gestione dell'aeroporto, si consola con il bilancio 2007 approvato tre giorni fa e prossimo (il 25 giugno) all'esame dell'assemblea dei soci. In questo caso i dati sono buoni: fatturato a 55,8 milioni (+6%), utile a 0,5 milioni nonostante i fardelli di "Marconi handling" e della società di gestione dello scalo di Forlì, la "Seaf". In tutto il loro peso negativo è stato di 3,4 milioni di cui 2,9 solo per la "Marconi". Ulteriori appesantimenti di bilancio sono arrivati da una forte crescita dei costi operativi (+18%) in gran parte dovuti (1,8 milioni) a oneri esterni alla "Sab", e dal mancato adeguamento delle tariffe aeroportuali ferme a otto anni fa. Non solo. La società ha dovuto accantonare 225 mila euro per coprire gli eventuali costi previdenziali dei lavoratori ex "Doro goup" la cui azienda è stata travolta da un'inchiesta giudiziaria. "L'uscita di Alitalia da Malpensa, oltre che sottrarre 16 frequenze settimanali, ha fatto sì che chi poteva spendere sia stato attratto dagli spazi lasciati liberi dalla compagnia di bandiera" spiega il direttore generale Armando Brunini. "In questo modo gli investimenti si sono concentrati a Malpensa anziché in altri scali". Ma le cause della stagnazione sono anche strutturali e attengono alla crisi economica per cui la gente ha meno soldi in tasca e cerca soluzioni più economiche, specialmente i voli "low coast". E riguardo questo capitolo, lo scalo cittadino non è messo benissimo. "Siamo circondati da aeroporti che puntano tutto sul ?low coast' ed è logico che ne risentiamo". Per questo il piano industriale del "Marconi", come detto, punterà sempre più verso offerte concorrenziali cercando di attirare le principali compagnie del volo economico (Ryanair, Easyjet e Air Berlin) che da sole fanno il 75% del mercato europeo di questo tipo di offerta. Intanto il "Marconi" si rafforza sul traffico merci con una crescita del 25,6% grazie anche al fatto che "Dhl" ha fatto di Bologna una base logistica. Mercoledì, a questa compagnia, si aggiungerà anche il colosso "Tnt", contribuendo a un ulteriore salto. SEGUE A PAGINA V.

Torna all'inizio


"a malpensa il prossimo consiglio dei ministri troveremo una via d'uscita per l'aeroporto" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 24-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Bossi "A Malpensa il prossimo Consiglio dei ministri troveremo una via d'uscita per l'aeroporto" VARESE - Dopo Napoli, Malpensa: è lì che potrebbe tenersi il prossimo Consiglio dei ministri. Lo ha annunciato Umberto Bossi, ministro delle Riforme e leader della Lega Nord, ammettendo che che "al momento il governo non ha affrontato" il dossier Alitalia. Ma "troveremo una via d'uscita e tutto andrà per il verso giusto" ha detto "probabilmente il prossimo Consiglio dei ministri si farà a Malpensa, perchè l'ambiente incide".

Torna all'inizio


Veltroni: il dialogo non è in pericolo - rodolfo sala (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 24-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Veltroni: il dialogo non è in pericolo "Ma il governo sottovaluta il rischio povertà". Incontri con Formigoni e Bossi Il governo ombra riunito a Milano Chiamparino vede il Senatur e Tremonti RODOLFO SALA MILANO - "Il dialogo non è in pericolo", dice Walter Veltroni dopo aver riunito il governo ombra a Milano. Precisazione necessaria perché con l'emendamento "salva Rete 4", e anche con l'introduzione del reato di clandestinità, i rapporti tra maggioranza e opposizione hanno cominciato a virare verso il brutto. Ma il leader del Pd insiste sulla linea del "volta per volta": il governo va giudicato per quel che fa e anche un "opposizione intelligente ma seria" su alcuni provvedimenti non pregiudica il clima di ritrovato confronto fra i due grandi schieramenti. Soprattutto sulle riforme istituzionali e il federalismo, temi che un po' a sorpresa fanno registrare una discreta convergenza - e non è poco - tra il ministro Umberto Bossi e il suo "collega" dello Shadow cabinet Sergio Chiamparino. I due si incontrano nel pomeriggio a Milano, presente il ministro Giulio Tremonti, e a rendere l'idea di come sia andata ecco le parole del Senatùr: "Non posso che parlare bene del governo ombra, hanno voglia anche loro di raccogliere la sfida del federalismo, questa è gente capace e che conosce fin troppo bene la materia". Confronto serrato sulle riforme, per il resto Veltroni non rinuncia a mettere qualche paletto. "C'è una grande questione che il governo non ha neppure messo all'ordine del giorno: la lotta al rischio di impoverimento di una grande parte della società italiana". Insomma, l'abolizione dell'Ici sulla prima casa e anche la detassazione degli straordinari possono andare bene, ma non bastano: occorrono interventi seri su "salari e pensioni". Quanto al pacchetto sicurezza, il Pd non ha difficoltà a sostenere proposte "fotocopia" rispetto a quelle presentate da Amato, il predecessore di Maroni al Viminale. Fa naturalmente eccezione il reato di clandestinità. Poi una stoccata al Berlusconi che in campagna elettorale parlava di cordate per salvare la compagnia di bandiera: "Sul caso Alitalia è sceso il silenzio, il tempo passa e le soluzioni non si vedono". Ma c'è una grande feeling con Roberto Formigoni, il presidente della Lombardia che in questa riunione milanese del governo ombra, nella Sala Gonfalone del grattacielo Pirelli, fa un po' da padrone di casa. A mezzogiorno Veltroni sale al trentesimo piano per un incontro tutt'altro che formale: sorrisi, strette di mano, e un grazie al governatore. Anche questo faccia a faccia serve a dimostrare che l'esecutivo ombra "è un soggetto istituzionale, come lo è in tanti altri paesi". Si parla soprattutto di federalismo, e il leader del Pd riconosce il ruolo svolto dalla Regione Lombardia, che ha presentato al vecchio governo una serie di proposte (trasferimento di competenze su 12 materie, e anche il Pd in consiglio ha dato un sostanziale via libera), poi "armonizzate in una posizione comune di tutte le Regioni". Adesso, dice Veltroni, si può pensare a un "federalismo solidale e differenziato". La cui base di partenza può essere la "vecchia" bozza Violante. Ci pensa Chiamparino, ministro ombra delle Riforme, a spiegare perché le proposte con il copyright lombardo non vanno bene: è troppo trattenere l'80 per cento dell'Iva e il 15 per cento dell'Irpef, "così salta il sistema delle compatibilità finanziarie". Ma sono cose di cui non si parla neppure, nell'incontro pomeridiamo con Bossi (che la settimana prossima presenterà il disegno di legge sul federalismo fiscale) e Tremonti. La location è un ufficio milanese del ministero dell'Economia, ci sono anche il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, il sottosegretario Aldo Brancher, il presidente dell'Emilia Romagna Vasco Errani. La strada da percorrere insieme è ancora lunga , ma qualcosa si muove. Chiamparino: "Da entrambe le parti c'è la volontà di accettare la sfida della riforma federalista dello Stato". Calderoli: "Siamo soddisfatti, il governo ombra collabora fattivamente". E, soprattutto, Bossi: "Incontro utile, è un primo passo".

Torna all'inizio


Eni, Enel, Rai, Alitalia, Ferrovie: gli stipendi viaggiano a sei zeri (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 25-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 124 del 2008-05-25 pagina 7 Eni, Enel, Rai, Alitalia, Ferrovie: gli stipendi viaggiano a sei zeri di Redazione Chi l'ha detto che amministrazione pubblica fa rima solo con travet, colletti bianchi, stipendi da fame? Più si sale, nei quadri degli enti statali, più amministrazione pubblica fa rima con compensi milionari. A prescindere dal risultato. Nella classifica delle dichiarazioni 2005, si va dai dieci milioni di Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, ai quasi tre di Giancarlo Cimoli, realizzatore del "piano 2005-2008" per il rilancio di Alitalia. Si va dai 2,6 milioni di Piero Gnudi (presidente di Enel dal 2002) ai quasi due milioni di Pierfrancesco Guarguaglini, presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, gioiello della produzione italiana. Insomma, ce n'è per tutti i gusti. Dalle Ferrovie dello Stato, vera e propria croce dell'amministrazione pubblica, alle Poste Italiane dirette da Massimo Sarmi; dalla Rai (ai tempi guidata da Flavio Cattaneo) al Tesoro, il cui responsabile Vittorio Grilli dichiarava poco più di 550mila euro. Certo, il salto dagli 1,2 milioni di Claudio Cappon (ora dg della Rai ma nel 2005 alla Consap) ai 198mila euro di Giovanni Novi del porto di Genova è grande. E tra Inps e Trenitalia, tra Sogei e Inps, tra l'Agenzia delle Entrate e l'Anas, c'è chi si sente figlio e chi figliastro. Anche se padre e padrino è sempre una sola entità: quello Stato italiano che firma gli assegni. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Alitalia, arriva la procedura Ue (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-25 num: - pag: 24 categoria: REDAZIONALE Salvataggi Le grandi compagnie puntano al fallimento Alitalia, arriva la procedura Ue ROMA - Alitalia si appresta ad affrontare domani, in consiglio d'amministrazione, la strettoia del bilancio 2007. E intanto si profila con certezza una procedura d'infrazione da parte dell'Ue sul prestito-ponte. La sua trasformazione in patrimonio rende ineludibile la sanzione, che tuttavia non comporterà l'obbligo di restituire il denaro. Entro venerdì prossimo il governo invierà a Bruxelles i chiarimenti richiesti dall'Ue. Intanto diventa sempre più difficile il compito della cordata italiana su cui sta lavorando il consulente del premier, Bruno Ermolli. Il defilarsi delle compagnie europee, Air France- Klm per prima, che ormai puntano apertamente sul fallimento di Alitalia per impadronirsi dei suoi slot, spinge verso soluzioni esotiche. Si cerca una compagnia orientale che acquisti una quota di Alitalia e assicuri alla cordata quella sponda internazionale che le banche ritengono imprescindibile per attivarsi. "Trovare degli imprenditori disponibili a farsi carico di una realtà come Alitalia non è facilissimo - ha detto Guido Podestà, europarlamentare azzurro -. Però alcuni nomi significativi, e anche altri che magari non sono apparsi, già ci sono". Per Alitalia "l'unica prospettiva seria riguarda Air France" ha invece dichiarato il presidente di Cir, Carlo De Benedetti. La Lega si prepara a dare battaglia per Malpensa la prossima settimana: "Presenteremo una mozione per liberare gli slot lasciati da Alitalia e rivedere gli accordi bilaterali" ha assicurato il vicepresidente dei deputati del Carroccio, Marco Reguzzoni. Bisognerà attendere invece per l'audizione del ministro Giulio Tremonti in commissione Trasporti. Antonella Baccaro.

Torna all'inizio


Mutui e azzzzzardi (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 25-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Vi segnalo un bel articolo di Claudi Borghi sul Giornale di un paio di giorni fa. Si parla dell'intesa governo-banche sulla rimodulazione dei mutui a tasso variabile. Borghi dice chiaramente e subito che "non si tratta di un regalo" e mette in chiaro (è il caso di dirlo, vista la semplicità con cui spiega la manovra) la portata del provvedimento. Due sole notazioni aggiuntive e provocatorie. 1. Gli economisti lo chiamano moral azard: è la circostanza per la quale un individuo o un impresa assume rischi alti sapendo che poi alla fine qualcun altro sarà tenuto a pagare per il comportamento che eventualmente si è rivelato troppo rischioso. Ebbene ci si può domandare se questo intervento dello Stato non crei l'impressione che gli errori di valutazione dei cittadini possano essere sempre e comunque sanati dal legislatore. Chi ha contratto un mutuo a tasso variabile sapeva che il tasso sarebbe potuto cambiare. L'ha fatto perchè inizialmente i saggi erano bassi, ma poi quando sono saliti, zac ci pensa l'aiuto di mamma stato-banche. 2. La convezione pensata da governo-abi ha un forte effetto di riduzione della concorrenza. Chiunque avesse avuto una rata alta avrebbe (grazie alla Bersani, per la verità molto osteggiata dalle banche) potuto verificare offerte alternative per portare il mutuo in banche alla ricerca di nuovi clienti e dunque disposte ad applicare condizioni migliori. Con la rimodulazione prevista dalla convenzione, si fa tutto in casa. Dunque le banche si tengono stretti i propri clienti: gli fanno diventare la rata fissa e se li tengono così in portafoglio per decine di anni. Senza alcun rischio che qualche istituto bancario particolarmente aggressivo vada a rompere loro le scatole. I circa 1,5 milioni di italiani con la rata alta otterranno un beneficio temporaneo a cambiare il mutuo in fisso e per di più ai tassi del 2006, ma l'Italia perderà in termini di concorrenza del sistema e di educazione finanziaria dei suoi cittadini. Scritto in pol economica Commenti ( 2 ) " (No Ratings Yet) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15May 08 Dietro la lavagna/2 A proposito di stipendi d'oro, perchè non pensare ad una tassazione eccezionale per chi ha case con più di trenta camere? Oppure perchè non aumentare la tassazione su chi ha la barca più lunga di trenta metri? E ancora perchè non tassare i proprietari di Ferrari e Lamborghini? Anzi, ideona, perchè non introdurre una imposta eccezionale per coloro che hanno un diamante superiore ai tre carati, colore f, e inclusioni wsi? Ma veramente risolviamo i problemi della finanza pubblica con manovre e annunci così pop e demagogici come quello di tassare gli stipendi dei manager? I ricconi, per la verità in gran parte antiberlusconiani, non hanno certamente bisogno del sottoscritto per essere difesi. Fa proprio rabbia dover essere costretti a difendere questa categoria e con essa il principio che le retribuzioni e i suoi eventuali tetti, in uno stato liberale, non li definisce lo Stato. Chissà perchè mi viene in mente un manifesto sinistro il cui refrain era: Anche i ricchi piangono, con una barca sullo sfondo. Tremonti dietro alla lavagna per quattro-cinque ore. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 29 ) " (5 votes, average: 3.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10May 08 Dietro alla lavagna/1 Prima dichiarazione ufficiale del ministro dell'Ambiente: "Ringrazio tantissimo Alfonso". Per Alfonso, la Presti-Giacomo intende Pecoraro Scanio. Ma non basta: "Ha fatto tanto in questi due anni per questo motivo con lui intendo mantenere un rapporto". Complimenti al neo ministro. Ci resta il dubbio se i suoi ringraziamenti si riferiscono specificatamente ai veti sui termovalorizzatori (caso Campania, ma non solo), a quelli sul nucleare, o a quelli sui rigassificatori? O piuttosto se i ringraziamenti ad Alfonso siano giustificati per la la composizione della commissione del Via, o per la retorica veteroambientalista, o per le ultime nomine fatte in fretta e furia al ministero, o per i viaggi pagati in alberghi extralusso su cui indaga la magistratura? Gentile Presti-Alfonso sono questi i motivi per cui intende mantenere un rapporto? Un rapporto, sia detto per inciso al neoministro, che gli italiani votando il suo partito e cancellando quello dei verdi, avrebbero voluto vedere raso al suolo. Per il ministro dell'ambiente, due ore dietro alla lavagna. E non fiati. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 22 ) " (8 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Apr 08 1929 Oggi è stato reso pubblico il dato del Pil negli Stati uniti, nel primo trimestre del 2008. La crescita della ricchezza americana è dello 0,6 per cento. Poco (anche ancora doppia rispetto a quella italiana), ma non da giustificare tecnicamente la paura di una recessione. La produzione industriale è cresciuta dello 0,7 per cento. I consumi dei cittadini dell'1 per cento. E per finire sul mercato di Borsa: all'inizio dell'anno il Dow Jones era a quota 13043 e oggi siamo ritornati più o meno là. Perdonate i numeri, ma forse a coloro che parlano di 29 converrebbe ricordarli. Scritto in finanza Commenti ( 16 ) " (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Apr 08 Chi non capisce, pontifica Mercoledì mattina sono stato inviato a Omnibus della Sette. Ascoltavo tanti dotti commenti sul successo della lega e sui suoi motivi e sui flussi elettorali e bla bla bla. Ma insomma con che coraggio. Abbiamo sbagliato tutto, ma pretendiamo di commentare i risultati diversi delle nostre previsioni. Ma come fanno i tanti che ci hanno detto che il parlamento sarebbe stato massacrato e polverizzato da questa legge elettorale, oggi a parlare di bipolarismo. Come fanno i tanti che davano la lega, come piccolo movimento di razzisti, a spiegare il suo successo. Cosa ha aperto loro gli occhi? Dovremmo tacere, stare zitti, fare la cronaca, ascoltare e smetterla di pontificare su fenomeni di cui non capiamo un cavolo. Ho la triste sensazione che i giornalisti stiano diventando sempre più simili ai politici: non riescono a vedere ciò che avviene fuori dai loro palazzi. Il corsera per due giorni consecutivi ci ha detto che sarebbe stato meglio il pareggio e oggi si compiace di una maggioranza chiara. L'universo mondo si interroga da dove siano arrivati i voti alla lega. Se un partito prende nelle città del nord un voto ogni cinque elettori, i voti li ha presi da tutti. Ma andiamo al bar Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (17 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Apr 08 Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara Cari comensali in questa campagna elettorale moscia, piena, come sempre, di promesse, le quotazioni di Ferrara salgono. Almeno, ovviamente, per me. Gli lanciano le pietre e lui risponde. Va nelle piazze con idee pazze. é un simbolo di passione e di politica. E divide, ma fa pensare. é adorabile. Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (7 votes, average: 4.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16Mar 08 Alitaglia/2 Cari commensali, l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due !!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me. Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il "pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (8 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato, per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile, soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (15 votes, average: 4.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano sono balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per bushel (così si chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al Chicago board of trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante deriva dall'annuncio del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano. Così come quelli appena applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono preoccupati dall'aumento dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano politiche protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono andate particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti della terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4 per cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle. Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a meno del per cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo da pagare è avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è quanto è avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (8 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Biocarburanti ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto. Anzi non citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si parla di effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della rivista Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate di più appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con la sintesi della ricerca: http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861 Sostengono, contro tutte le mode del momento, che i biocarburanti contribuiscono a peggiorare il cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo. E che lo sfruttamento intensivo delle terre per la coltivazione estesa di biocarburanti danneggia l'ambiente più di quanto faccio l'uso del petrolio. Scritto in Varie Commenti ( 42 ) " (18 votes, average: 4.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie Berlusconi IV (2) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (19) Varie (32) Ultime discussioni paolo: la disamina di questo signore dimentica che negli anni passati chi si avvicinava ad una banca con... Phastidio: Concordo. Questo accordo realizza una ossimorica "fidelizzazione forzata" dei mutuatari alla... Umberto Cisotti: Rispondo a ValeriaV. Io, risiedo in UK ma ho un'attivita' in Lithuania, ove con evidente... ANTONIO: l'ICI va cancellata del tutto su tutti gli immobili, mentre le tasse vanno proporzionate al reddito e... Claudio Borghi: Anche in questo caso sono (ovviamente, dopo i chili di inchiostro che ci ho scritto sopra) del tutto... I più inviati I "cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia - 1 Emails Morti di ipocrisia - 1 Emails Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara - 1 Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro freakkkettoni IBL La città dei liberi rass.stamp 11min In prova Ecodiario May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (3) April 2008 (3) March 2008 (2) February 2008 (4) January 2008 (5) December 2007 (5) November 2007 (5) October 2007 (7) September 2007 (11) August 2007 (20) Trackback recenti Il Blog di Nicola Porro: Sciopero fiscale Recent Posts Mutui e azzzzzardi Dietro la lavagna/2 Dietro alla lavagna/1 1929 Chi non capisce, pontifica Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara Alitaglia/2 Morti di ipocrisia Il grano e gli Aerei puliti Biocarburanti ed effetto serra: quante balle Pagine Messaggi e trasparenza Perchè esisto Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Nicola Porro © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


BREVI (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Alitalia

In italia Caro carburante, gli aerei voleranno più in alto ROMA. Nei primi tre mesi del 2008 il carburante per far volare gli aerei di Alitalia è costato 62 milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2007, salendo del 27%, da 223 a 285 milioni di euro. L'aumento del petrolio mette a dura prova i conti di tutte le compagnie aeree, e ha trasformato lo scenario del mercato: può mettere in crisi piccole compagnie, dare un colpo di grazia alle aziende in crisi, ma pesa anche sui colossi del settore. Come AirFrance-Klm che ha chiuso il bilancio 2007 con 4,6 miliardi di costo del carburanti (+7,4%), che diventeranno secondo le stime 5,7 miliardi. Le compagnie cercano rimedi: dai supplementi sui biglietti alla "fuel surcharge", dalle tasse sui check-in all'altitudine: proprio come accadrà in Italia. Dal 5 giugno, sulla rotta Fiumicino-Linate e ritorno, l'Enav ha previsto rotte a quota più alta, dove l'aria è più rarefatta e gli aeroplani volano incontrando meno resistenza. Con questa soluzione solo Alitalia può risparmiare 500mila euro l'anno. indagine Le Pmi investono il 10% del fatturato in ricerca Milano. La maggioranza delle piccole e medie imprese italiane investe in ricerca e sviluppo oltre il 10% del fatturato. Emerge dall'indagine "Impresa e Innovazione", svolta dall'Associazione Imprenditore dell'Anno di Ernst Young su un campione di imprenditori alla guida di aziende con fatturato compreso tra 25 e 600 milioni di euro e un massimo di 700 dipendenti, appartenenti a diversi settori di mercato. Il 95% degli interpellati ha dichiarato che la propria azienda svolge internamente attività di R&S, utilizzando in media il 10,3% del fatturato. La competitivitàè l'obiettivo principale delle pmi: per il 98% degli imprenditori l'innovazione è indispensabile per competere sui mercati nazionali e internazionali. 26/05/2008.

Torna all'inizio


Alitalia, profondo rossoe la cordata non decolla (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Rischio commissariamento Si riunisce il Cda: è emergenza conti malgrado i 300 milioni del governo Roma. Si apre una settimana cruciale per il futuro di Alitalia. Il bilancio 2007 della compagnia approda sul tavolo del Consiglio di amministrazione, che oggi dovrà certificare il profondo rosso dei conti, in attesa di una qualche decisione del governo attesa per già per questa settimana. Mentre non c'è ancora traccia della cordata italiana alla quale lavora il manager Bruno Ermolli per conto di Silvio Berlusconi, si fa sempre più stretto il sentiero che l'azienda della Magliana ha davanti per uscire dalla crisi in cui si dibatte da mesi, peggiorata dopo la fuga di Air France-Klm. È probabile che il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, porti il dossier Alitalia al prossimo Consiglio dei ministri, in calendario per giovedì o venerdì, perché l'emergenza della compagnia rischia di diventare irrimediabile nonostante la decisione presa a Napoli dal Tesoro di trasformare in patrimonio netto il prestito ponte di 300 milioni di euro, su cui pesano i dubbi di Bruxelles che è in attesa di chiarimenti entro venerdì 30 maggio. "È una misura temporanea", ha puntualizzato Tremonti. La pratica spinosa del prestito ponte arriverà sulla scrivania del commissario Antonio Tajani, Fi, che ha sostituito ai Trasporti il francese Jacques Barrot. Questo potrebbe aiutare ma fino un certo punto. La Commissione Ue potrebbe comunque bocciare l'operazione, in assenza di un passaggio di mano nel controllo della compagnia, che fa capo al Tesoro per il 49,9% del capitale. E quindi, se la proprietàè ancora pubblica e non c'è un'offerta di privati disposti a farsi carico di Alitalia, il prestito rischia di essere bocciato in quanto aiuto di Stato, anche se è stato trasformato in un pezzo del patrimonio aziendale. "Non so se l'Ue farà passare quella norma", avverte il ministro ombra Pierluigi Bersani. Ma quella norma voluta da Tremonti è stata praticamente una scelta obbligata in vista del cda di oggi, che dovrà affrontare il baratro del bilancio 2007 con il rischio concreto di non superare l'esame dei revisori dei conti (Deloitte & Touche). I revisori potrebbero non condividere la decisione del vertice aziendale di non gettare la spugna nonostante la compagnia sia tenuta artificialmente in vita dal prestito, che si va esaurendo con il passare dei giorni rendendo sempre più precaria la situazione tanto che l'azienda è stata costretta a smentire le voci in merito al mancato pagamento degli stipendi di giugno. C'è un'altra mina vangante, che peròè stata disinnescata (temporaneamente) da Tremonti con l'escamotage tecnico di trasformare il prestito in patrimonio netto: se infatti le perdite superano di oltre un terzo il capitale, c'è l'obbligo per il cda di dare il via a una ricapitalizzazione da parte dell'azionista per evitare di portare i libri in Tribunale. Ma il Tesoro non può mettere altri soldi freschi nelle dissestate casse della compagnia perché lo ha già fatto qualche anno fa e l'Ue impedisce un nuovo salvataggio. Comunque si affronti la questione, l'Alitalia si è ormai infilata in un vicolo cieco dal quale non può certo uscire grazie ai 300 milioni del prestito, che tra mercoledì e giovedì dovrebbe ottenere l'ok anche della Camera ed essere così approvato in via definitiva. Le opposizioni hanno chiesto a Tremonti di riferire in aula ma c'è aria di una decisione imminente da parte del governo, che non può attendere oltre e dovrebbe almeno nominare un nuovo amministratore delegato, a meno che non si punti addirittura su un commissario incaricato di mettere in vendita gli asset della compagnia in base alla legge Marzano. La Lega caldeggia questa soluzione nella convinzione che solo il commissario possa aprire le porte a una effettiva e rapida privatizzazione. Dopo l'abbandono di Maurizio Prato, uscito di scena assieme da Air France, l'azienda si ritrova con un cda ridotto a tre membri su cinque e senza un manager (amministratore o commissario che sia) in grado di affrontare l'emergenza e di indicare delle vie d'uscita, strategiche ma anche operative. Il nome che il governo potrebbe mettere in pista è quello di Mario Resca, ex commissario straordinario della Cirio, molto legato a Berlusconi. L'impresa è tale che viene anche evocato il nome del super esperto di salvataggi, Enrico Bondi, che peròè ancora impegnato nel rilancio della Parmalat e non si sa se sia disposto a farsi carico di un'altra missione impossibile. Ancora più impossibile dopo la ritirata di Air France, che ha confermato il suo disimpegno. Il motivo? La sua offerta (5 mila esuberi e 1 miliardo sborsato subito) si basava su un prezzo del petrolio di 86 dollari a barile: ora il carburante costa 130 dollari. La situazione precipita e non solo per i francesi ma per chiunque voglia infilarsi nelle sabbie mobili di Alitalia. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 26/05/2008.

Torna all'inizio


Oggi cda sul bilancio 2007 Conti sempre più in rosso (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 26-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del ALITALIA Oggi cda sul bilancio 2007 Conti sempre più in rosso Importante riunione del cda di Alitalia, oggi, convocata per approvare il bilancio 2007 della compagnia. I tre consiglieri superstiti presieduti da Aristide Police saranno chiamati a dare l'ok ai conti dell'anno scorso, con risultati che si annunciano molto pesanti: secondo le indiscrezioni degli ultimi giorni, la perdita potrebbe arrivare ad almeno 500 milioni. Il board della compagnia ha già annunciato infatti una "prevista svalutazione" della flotta per circa 97 milioni (contabilizzata al 31 dicembre 2007), a cui bisogna aggiungere le imposte dell'esercizio. Del resto, nel primo trimestre 2008 la perdita ante imposte è stata di 215 milioni, con un peggioramento di 62 milioni rispetto all'esercizio precedente. E come l'anno scorso, potrebbero esserci difficoltà nella certificazione del bilancio da parte di Deloitte, anche se - grazie al prestito ponte da 300 milioni del governo - al momento la continuità aziendale dovrebbe essere garantita, almeno nel breve periodo.

Torna all'inizio


<Scioglieremo i Comuni anti discariche> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 21 del 2008-05-26 pagina 5 "Scioglieremo i Comuni anti discariche" di Fabrizio De Feo Il ministro Matteoli: "Sulla Tav prorogherò l'Osservatorio e ridurrò i contrasti. Ma siamo decisi a raggiungere l'obbiettivo" "Il caso Campania dev'essere un monito per il resto d'Italia" da Roma Ministro Altero Matteoli, la rivolta di Chiaiano appare come il primo test con cui verificare la fermezza del governo. Qual è il confine che ci si deve porre nel rapportarsi con queste forme di rivolta popolare? "Guardi, io credo che tanti manifestanti siano in buona fede e protestino perché convinti che la discarica faccia male alla salute. Una minima parte - ma sono quelli che strumentalizzano e capeggiano la rivolta - invece è lì per difendere altri interessi. In ogni caso lo Stato ha dato tutte le informazioni e assicurato che non ci saranno effetti nocivi per la salute. Tutti devono capire che non esiste nulla di diverso da discariche e termovalorizzatori per affrontare il problema dei rifiuti. L'alternativa è la morte della Campania". Teme la demagogia di alcuni politici napoletani, pronti a cavalcare la protesta? E il governo, come extrema ratio, potrebbe attivare il meccanismo che porta allo scioglimento dei consigli comunali? "Fino ad oggi i consigli comunali sono stati sciolti per le infiltrazioni della criminalità organizzata. Io credo nella collaborazione e nel dialogo e ritengo si debba puntare su questo. Ma certo se si schierassero decisamente contro la soluzione del problema si potrebbe anche procedere in tal senso. È stato scritto da più parti: "Si rivede lo Stato". Ora lo Stato deve risolvere il problema, anche perché non ci sono critiche sul merito del decreto. Si dice semplicemente: non vogliamo la discarica. E questo non è possibile". Ma esiste un'alternativa al muro contro muro? "Il dialogo è importante ma ormai il tempo è scaduto. E tutto quello che stiamo facendo deve essere di monito anche per altre regioni che rischiano domani di trovarsi nella situazione della Campania". Bertolaso è la persona giusta per un'impresa di questo tipo? "Con l'esperienza e la struttura che ha alle spalle credo non si potesse fare scelta migliore. La sua, poi, va considerata una scelta bipartisan". Lei si appresta a diventare l'uomo del Ponte sullo Stretto. Ci crede davvero in questo progetto? "Certo. Il progetto era presente nel programma di governo. Per questo ho inviato una lettera al presidente della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, per comunicargli che quell'opera riveste per noi carattere prioritario. È stato lui stesso a indicare il timing dell'operazione che prevede l'avvio dei cantieri a metà 2010 e l'apertura al traffico nel 2016". Lo stop and go sul Ponte cosa comporterà in termini di aggravio dei costi? Dovrete stanziare una cifra aggiuntiva in Finanziaria? "È naturale che per tradurre la volontà politica in sostanza servono le risorse per farlo. Comunque l'importante è che sia stato riacceso il motore". La Lega dice: sì al Ponte ma solo se si procede con la Tav. "Nessuno dice di no. È mia intenzione concedere un secondo mandato all'Osservatorio sulla costruzione della linea Torino-Lione guidato da Mario Virano. Attraverso questa mediazione i sindaci sono tornati a dialogare in una realtà delicata. L'intenzione è quella di andare avanti con il contrasto minore possibile per raggiungere davvero l'obiettivo". Ministro, sul fronte della possibile cordata per Alitalia si muove qualcosa? "Quello di Alitalia è un problema che riguarda tutto il governo e che si è intestato Berlusconi con grande coraggio. Era un problema scottante che avrebbe potuto scaricare su altri ma il presidente del Consiglio ha agito con generosità, partendo dal presupposto che il progetto Air France cancellava Alitalia. Basti pensare che tagliava il 3% del personale di terra e il 29% dei piloti. In ogni caso stiamo lavorando per una soluzione". Altro tema caldo: il nucleare. È un progetto fattibile? E chi deciderà l'ubicazione dei nuovi impianti, il governo o le regioni? "Il nucleare è una questione seria. Ne siamo usciti, sbagliando, e sappiamo tutti come. In ogni caso il nucleare non è una risposta per l'oggi, è qualcosa che arriverà tra qualche anno. Ma se non si parte mai, non si arriva mai. Noi dobbiamo partire immediatamente mentre l'ubicazione credo la debba trovare il governo con la Conferenza delle Regioni. Detto questo non si può pensare di risolvere il problema energetico con il solo nucleare. Bisogna ricorrere a un mix per produrre energia subito. Aver bloccato i rigassificatori, ad esempio, come è stato fatto negli anni del governo Prodi, è stato un errore grave. A questo si aggiunge la possibilità di produrre energia con il carbone pulito e far crescere la produzione da fonti rinnovabili, ovvero sole e vento. Ma chi sostiene che queste fonti da sole possono risolvere il problema sostiene, evidentemente, una tesi non vera e fuorviante". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Il nuovo conformismo che circonda il cavaliere - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-05-2008)

Argomenti: Alitalia

IL NUOVO CONFORMISMO CHE CIRCONDA IL CAVALIERE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Né dalle aggressioni a sfondo più o meno xenofobo, dall'insurrezione antimigratoria. Ma neppure è rappresentata dal clima della luna di miele con il nuovo esecutivo e con il nuovo Berlusconi, lo "statista". Negli ultimi giorni si è assistito a un fenomeno non sorprendente ma comunque straordinario di conformismo verso il nuovo potere. In certi momenti, come all'ultima assemblea generale della Confindustria, è sembrato addirittura che l'attuazione del programma del centrodestra fosse soltanto una formalità, e che Silvio Berlusconi e i suoi ministri meritassero un consenso corale, nel nome delle centrali nucleari, della guerra ai fannulloni e della crescita. Ma questa non è la realtà. Questa è una rappresentazione ideologica, forse un miraggio suscitato dalle aspettative di quell'opinione pubblica che ha assaporato il dolce calice della vittoria del Pdl e della Lega, e ora comincia a osservare con romanticismo i primi risultati del nuovo governo. è vero che nelle settimane dopo il 13-14 aprile sono stati sparsi interi turiboli di incenso per celebrare la liturgia del grande ritorno. Ma questa cerimonia andrebbe catalogata sotto l'ineffabile amore di buona parte delle élite italiane per qualsiasi potere, purché forte e spregiudicato: quell'amore che induce i membri dell'establishment a clamorose virate intellettuali (vedi quella del passaggio dal dogma delle privatizzazioni, delle liberalizzazioni e delle "agende Giavazzi" al neoprotezionismo, e alla globalizzazione "regolata", simboleggiate probabilmente dalla candidatura del capo dei tassisti romani e dalla cordata nazionalista per l'Alitalia). Va da sé che non tutti gli uomini politici e le figure di potere possiedono l'autostima che fa dire a Massimo D'Alema, a proposito del ministro dell'economia Giulio Tremonti: "è un pensatore neoconservatore, peraltro modesto". Ma perlomeno sarebbe utile se nel Pd emergesse qualche giudizio critico, e criticamente motivato, sulle prime mosse del governo. Perché non è affatto detto che il tema supremo delle riforme istituzionali sia un totem a cui sacrificare anche una dettagliata linea di giudizio. Fra l'altro, non è chiarissimo con quali idee, al di là del reperto della "bozza Violante", il Pd affronti la discussione del rifacimento costituzionale: e non è detto che l'elettorato del centrosinistra condivida integralmente i pilastri del riformismo veltroniano (un ventaglio che sembra prevedere forme di presidenzialismo e si spinge verso configurazioni di federalismo fiscale): tanto per dire, può essere che settori non insignificanti apprezzino invece modalità di governo neoparlamentare, sebbene finora nessuno ne abbia discusso apertamente. Inoltre, sarà superfluo sottolineare le possibili trappole dell'iter di riforma istituzionale: che prevedono la possibilità di essere ricacciati nel ghetto riservato all'opposizione disfattista e sabotatrice, nel caso disgraziato che le riforme della maggioranza non piacciano alla minoranza ovvero che un accordo non si trovi. E sarà inutile anche segnalare che l'accusa di disfattismo arriverà puntualmente non appena si passerà a iniziative di governo più consistenti, dopo i "primi passi", le "prime mosse", i segnali mandati, le misure sperimentali (come per l'appunto i discutibilissimi e poco discussi provvedimenti sull'Ici e sulla parziale nonché bizzarramente selettiva detassazione degli straordinari). In sostanza, la scena politica appare amorfa perché un'ondata di consenso aprioristico, in genere non condizionato dalla verifica dei risultati attesi, si è riversata sul centrodestra. Un consenso "a prescindere", come se la società italiana, dopo essersi faticosamente misurata con il berlusconismo per quindici anni, di fronte al Berlusconi statista, al politico improvvisamente consapevole delle difficoltà e moderato negli intenti, avesse deciso che non aspettava altro, che quella destra era la coperta migliore per il paese, tale da aderire confortevolmente a tutte le sue pieghe: una specie di andreottismo screziato di prudente decisionismo, una Dc senza i preti, ma che comprende l'interclassismo a cui allude Maurizio Sacconi, in cui si sentono echi di Mitbestimmung tedesca, con i sindacati nei consigli d'amministrazione e la fine di qualsiasi conflitto redistributivo: Pax vobiscum, nel senso di una pace sociale garantita da un potere politico senza alternative. Rispondere a questo pacchetto ideologico è difficile, perché in realtà il cosiddetto interclassismo prospetta un'economia corporata, che integra organicamente gli interessi di categoria, a cui chiede voti offrendo protezione, cioè riducendo la concorrenza e tutelando le rendite di posizione. Di per sé, si tratta di una notevole antitesi al profilo di una società liberale. Ma anche senza ipotecare un giudizio filosoficamente negativo, anche sfuggendo ai pregiudizi e valutando soltanto i fatti, ci vorrebbe comunque da sinistra un buon esorcista, per dissolvere la magia del consenso a tutti i costi e del conformismo generale. Perché con ogni probabilità ci sarà da condurre una battaglia impopolare contro l'idea irresistibile che viviamo nel migliore dei mondi possibili, e in cui l'unico atteggiamento civile è l'applauso. Per questa battaglia, il governo ombra va bene, un'opposizione costruttiva va benissimo, ma una cultura, un progetto condiviso, cioè un'ipotesi di società desiderabile alternativa a quella di Berlusconi e soci, andrebbe anche meglio.

Torna all'inizio


Marcegaglia il governo ha mostrato di esserci. e il sindacato? (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Marcegaglia il governo ha mostrato di esserci. e il sindacato? Le quattro sfide di Emma per rilanciare un Paese in affanno Il nuovo presidente di Confindustria,Emma Marcegaglia, nella giornata della sua incoronazione, ha saputo esprimere e rappresentare assai bene attese e bisogni del Paese Italia e delle indispensabili correzione che debbono essere messe in atto e per uscire dalla stagnazione finanziaria in cui siamo da troppi anni. Un discorso pratico, concreto, aperto com'è nello stile della prima leader donna della Confindustria. I quattro punti sostanziali dell'intervento badano al sodo e mirano tutti a dare al sistema paese una nuova straordinaria opportunità di crescita, visto il clima positivo che si è instaurato tra governo e opposizione e tra governo e società civile. Burocrazia, federalismo, produttività e occupazione femminile sono componenti legate tra loro in maniera assolutamente inscindibile e vanno affrontate in un'unica grande partita che le renda diverse da come si attuano oggi. La burocrazia è, a mio parere, il peggior male del sistema Paese, i numeri dell'incidenza sono di tali dimensioni da superare, per gli effetti negativi che producono, i 4 punti di Pil, oltre sessanta miliardi di euro; per la sola piccola impresa siamo intorno ai 15 miliardi di costo aggiuntivo ogni anno. Risolvere il problema si può se si ha il coraggio di agire sui gangli operativi del sistema pubblico. Troppe pratiche, troppo lenta la macchina operativa, troppa la distanza dalle esigenze dell'impresa in particolare e del singolo cittadino in generale. La ricetta del governo coincide perfettamente con quella della Marcegaglia ed è basata su un'efficienza degli occupati del mondo pubblico che si traduca in efficacia applicativa, minor tempo, poche pratiche, risposte in tempi accelerati. Il federalismo può essere il viatico per rendere il sistema pubblico diverso dall'attuale e adeguarlo al nostro tempo. È importante evitare la sovrapposizione di ruoli e incombenze, non farlo sarebbe letale per la macchina pubblica; presto uscirà la ricetta governo per il federalismo, se sarà come nelle attese scatteranno molti benefici. Lo snellimento della burocrazia in un federalismo efficiente favorirà il recupero della produttività il cui effetto si tradurrà in sviluppo, occupazione e capacità di competere. Un ruolo sostanziale spetterà al aindacato, il quale finora ha mantenuto posizioni e politiche superate e anti sviluppo nel nome della difesa dei più deboli, ottenendo, viceversa, il più delle volte l'esatto effetto contrario. Così è stato per Alitalia, dove la miopia ha, per anni, bloccato soluzioni fondamentali che affrontate prima avrebbero favorito il rilancio e qualificato l'occupazione. L'invito della presidente degli industriali a cambiare e a farlo rapidamente è elemento sostanziale per dare impulso alla ripresa. Infine il ruolo della donna nel mondo del lavoro, lo spazio attuale, l'esigenza di continuare a essere perno centrale nella famiglia sono l'ultimo anello di un percorso virtuoso che la leader di Confindustria ha prospettato al governo e agli altri decisori nazionali. Il ruolo della donna di oggi è indispensabile per favorire la ripresa del Paese. Nell'università si laurea più in fretta e con risultati migliori, dimostrando subito dopo determinazione e coraggio nella ricerca di un occupazione adeguata al titolo raggiunto. Cionostante il posizionamento aziendale tarda ad affermarsi e al primo sentore di maternità rischia di esser messa in un angolo, da cui poi difficilmente esce al rientro in azienda. Fondamentale è superare i retaggi maschilisti e lasciare spazio alla crescita dello spazio del mondo femminile. Importante per farlo non sono certo le quote rosa, ma la consapevolezza di quanto l'universo donna possa contribuire al miglioramento dello status paese. Governo e Confindustria su questi temi vanno a braccetto, su altri come sanzioni, fiscalità, sicurezza sul lavoro potrebbero avere posizioni diverse. Quel che conta è che oggi per rilanciare il Paese la politica e uno del maggiori protagonisti dello sviluppo si siano strizzati l'occhio, speriamo che anche gli altri principali attori a cominciare dai sindacati facciano lo stesso. Un maxi accordo fatto di concretezza e scadenzato nel tempo, tra tutti i decisori, deve essere il perno per far ripartire il Paese. Berlusconi e Marcegaglia ne hanno dato il primo esempio, bene che gli altri li seguano. 26/05/2008.

Torna all'inizio


Bossi: federalismo o si muore I tagli? Su sanità ed enti locali (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 26-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-26 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE La Lega Il leader al Palio di Legnano: il Barbarossa di oggi è il centralismo Bossi: federalismo o si muore I tagli? Su sanità ed enti locali "Alitalia, faremo un Consiglio dei ministri a Malpensa" Il ministro: ho parlato con Errani. E' un gatto nero, un furbacchione. Meglio così, preferisco lavorare con i furbi DAL NOSTRO INVIATO LEGNANO - "è arrivato il momento di fare la guerra al Barbarossa di oggi". Umberto Bossi è a Legnano, la città in cui la Lega lombarda nel 1176 sconfisse Federico Barbarossa. E il genius loci si fa sentire: "Il Barbarossa di oggi è il centralismo. Qui o si fa l'Italia federalista o si muore. L'Italia dei sindaci, o si muore". A fornire lo spunto è il sindaco Lorenzo Vitali, che lamenta i tagli ai budget municipali operati dal governo Prodi. Bossi attacca: "Anche il Barbarossa portava via i soldi ai liberi comuni lombardi, e avete visto come è finito. Anche allora il Barbarossa sembrava invincibile, e a buttarlo giù è stata la gente. Si ricordino tutti che ci sono milioni di persone che restano pronte a scendere in piazza". Il fatto è che il momento per l'economia è complicato e allora, profetizza Bossi, anche il suo governo sarà costretto a tagliare: "E dove andranno a tagliare? Sulla sanità e sugli enti locali. Ma entro il 2011 dovremo arrivare al pieno federalismo fiscale". Ma nell'agenda di governo il federalismo non è più vicino? Secondo il ministro Maurizio Sacconi, dovrebbe essere inserito nel dpef già il mese prossimo. Bossi immagina resistenze: "Il percorso non sarà così breve, ma entro tre anni i bilanci dei sindaci saranno tutti diversi ". Di buono, aggiunge, c'è la disponibilità dell'opposizione: "Ho incontrato qualcuno del governo ombra e mi pare sian d'accordo. Si rendono conto che lo Stato non ce la fa". Bossi ricorda di aver parlato con Sergio Chiamparino e con Vasco Errani: "Quello è un gatto". Un gatto? "Un gatto nero, un furbacchione. Meglio così, io preferisco lavorare con i furbi. Ma per adesso abbiamo solo messo lì qualche idea". Però, prima ancora del federalismo, Bossi ritiene si debba risolvere "il grande problema di Malpensa e Alitalia. Dato che l'ambiente incide, penso che potremmo fare il Consiglio dei ministri proprio a Malpensa". Il Senatur sembra ottimista: "Troveremo una via d'uscita". C'è ancora tempo per una battuta sulla legge elettorale per le Europee: "Dobbiamo fare molto in fretta. Deve essere finita 180 giorni prima delle liste". Ma è vero che le preferenze spariranno anche da lì? "Di questo, dobbiamo ancora parlare". Poi, inizia il palio. Al momento dell'inno nazionale, tutti sbirciano Bossi per catturarne l'espressione: dato che Legnano, insieme con Roma, è l'unica città citata nel testo, sarà cantato per intero. Ma il capo padano sorprende: a un certo punto, sia pure per un istante, si mette a canticchiarlo pure lui. Marco Cremonesi La spada Umberto Bossi ieri al Palio di Legnano (Cavicchi). Sopra, la statua di Alberto da Giussano.

Torna all'inizio


Matteoli: "Scioglieremo i Comuni anti discariche" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 21 del 2008-05-26 pagina 0 Matteoli: "Scioglieremo i Comuni anti discariche" di Fabrizio De Feo Il ministro Matteoli: "Sulla Tav prorogherò l'Osservatorio e ridurrò i contrasti. Ma siamo decisi a raggiungere l'obbiettivo. Il caso Campania dev'essere un monito per il resto d'Italia". Il titolare delle Infrastrutture ribadisce che l'epoca dei compromessi è finita. E sul nucleare: "Dobbiamo partire immediatamente e scegliere le sedi" Roma - Ministro Altero Matteoli, la rivolta di Chiaiano appare come il primo test con cui verificare la fermezza del governo. Qual è il confine che ci si deve porre nel rapportarsi con queste forme di rivolta popolare? "Guardi, io credo che tanti manifestanti siano in buona fede e protestino perché convinti che la discarica faccia male alla salute. Una minima parte - ma sono quelli che strumentalizzano e capeggiano la rivolta - invece è lì per difendere altri interessi. In ogni caso lo Stato ha dato tutte le informazioni e assicurato che non ci saranno effetti nocivi per la salute. Tutti devono capire che non esiste nulla di diverso da discariche e termovalorizzatori per affrontare il problema dei rifiuti. L'alternativa è la morte della Campania". Teme la demagogia di alcuni politici napoletani, pronti a cavalcare la protesta? E il governo, come extrema ratio, potrebbe attivare il meccanismo che porta allo scioglimento dei consigli comunali? "Fino ad oggi i consigli comunali sono stati sciolti per le infiltrazioni della criminalità organizzata. Io credo nella collaborazione e nel dialogo e ritengo si debba puntare su questo. Ma certo se si schierassero decisamente contro la soluzione del problema si potrebbe anche procedere in tal senso. è stato scritto da più parti: “Si rivede lo Stato”. Ora lo Stato deve risolvere il problema, anche perché non ci sono critiche sul merito del decreto. Si dice semplicemente: non vogliamo la discarica. E questo non è possibile". Ma esiste un'alternativa al muro contro muro? "Il dialogo è importante ma ormai il tempo è scaduto. E tutto quello che stiamo facendo deve essere di monito anche per altre regioni che rischiano domani di trovarsi nella situazione della Campania". Bertolaso è la persona giusta per un'impresa di questo tipo? "Con l'esperienza e la struttura che ha alle spalle credo non si potesse fare scelta migliore. La sua, poi, va considerata una scelta bipartisan". Lei si appresta a diventare l'uomo del Ponte sullo Stretto. Ci crede davvero in questo progetto? "Certo. Il progetto era presente nel programma di governo. Per questo ho inviato una lettera al presidente della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, per comunicargli che quell'opera riveste per noi carattere prioritario. è stato lui stesso a indicare il timing dell'operazione che prevede l'avvio dei cantieri a metà 2010 e l'apertura al traffico nel 2016". Lo stop and go sul Ponte cosa comporterà in termini di aggravio dei costi? Dovrete stanziare una cifra aggiuntiva in Finanziaria? "è naturale che per tradurre la volontà politica in sostanza servono le risorse per farlo. Comunque l'importante è che sia stato riacceso il motore". La Lega dice: sì al Ponte ma solo se si procede con la Tav. "Nessuno dice di no. è mia intenzione concedere un secondo mandato all'Osservatorio sulla costruzione della linea Torino-Lione guidato da Mario Virano. Attraverso questa mediazione i sindaci sono tornati a dialogare in una realtà delicata. L'intenzione è quella di andare avanti con il contrasto minore possibile per raggiungere davvero l'obiettivo". Ministro, sul fronte della possibile cordata per Alitalia si muove qualcosa? "Quello di Alitalia è un problema che riguarda tutto il governo e che si è intestato Berlusconi con grande coraggio. Era un problema scottante che avrebbe potuto scaricare su altri ma il presidente del Consiglio ha agito con generosità, partendo dal presupposto che il progetto Air France cancellava Alitalia. Basti pensare che tagliava il 3% del personale di terra e il 29% dei piloti. In ogni caso stiamo lavorando per una soluzione". Altro tema caldo: il nucleare. è un progetto fattibile? E chi deciderà l'ubicazione dei nuovi impianti, il governo o le regioni? "Il nucleare è una questione seria. Ne siamo usciti, sbagliando, e sappiamo tutti come. In ogni caso il nucleare non è una risposta per l'oggi, è qualcosa che arriverà tra qualche anno. Ma se non si parte mai, non si arriva mai. Noi dobbiamo partire immediatamente mentre l'ubicazione credo la debba trovare il governo con la Conferenza delle Regioni. Detto questo non si può pensare di risolvere il problema energetico con il solo nucleare. Bisogna ricorrere a un mix per produrre energia subito. Aver bloccato i rigassificatori, ad esempio, come è stato fatto negli anni del governo Prodi, è stato un errore grave. A questo si aggiunge la possibilità di produrre energia con il carbone pulito e far crescere la produzione da fonti rinnovabili, ovvero sole e vento. Ma chi sostiene che queste fonti da sole possono risolvere il problema sostiene, evidentemente, una tesi non vera e fuorviante". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


E' iniziata la rivoluzione conservatrice? (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in Italia Commenti ( 3 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo. Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 61 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi, anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché, storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità, incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco, si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori, quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata, finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante, estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa: dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 78 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 40 ) " (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03May 08 L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista Il centrodestra ha vinto in Francia, poi in Italia, due giorni fa alle comunali in Gran Bretagna. Quasi certamente anche la Germania seguirà la stessa strada, considerato che la Merkel distanzia il leader socialdemocratico Beck di 54 punti. La mia tesi, come spiego in un editoriale, è che i partiti conservatori tentano di rispondere al malessere che attanaglia tutte le società occidentali, mentre le sinistre restano chiuse nel proprio mondo, astratto e autoreferenziale, sia quella moderata sia quella estrema. "Scossi da una globalizzazione che genera insicurezza economica, dall'immigrazione incontrollata e dalla criminalità in aumento, gli italiani, come i francesi o gli inglesi, vogliono sapere chi sono e a quali valori possono ancora credere. Cercano nuove radici", scrivo nel fondo. Il riflusso, secondo me, non è populista, ma identitario. Tuttavia ho l'impressione che la stampa di sinistra ancora una volta non abbia capito e tenti di liquidare la tendenza europea come un fenomeno transitorio ("La crisi che rilancia la destra", scrive l'Unità) e comunque negativo. Oggi uno degli editoriali di Repubblica era intitolato significativamente "destra snob e populista". Snob non so dove: oggi élitaria è semmai una certa sinistra culturale, giornalistica e imprenditoriale. Addossare al Popolo della Libertà, alla Lega e più in generale a Sarkozy (che un anno fa la gauche descriveva come "fasciò") e probabilmente domani al britannico Cameroon, l'accusa di populismo significa ripeterere schemi risaputi. Ogni voltà che emerge un fenomeno nuovo, gli intellettuali e i politici progressisti si ritraggono e anziché analizzare la realtà si rifugiano in un comodo conformismo, questo sì qualunquista. La sinistra non capì Reagan, non capi la Thatcher, in fondo non capì nemmeno Blair e il suo ancor oggi etereo New Labour. Ha fatto il tifo per l'euro, per l'unificazione europea a prescindere senza mai interrogarsi sul loro reale significato. Io non so se il centrodestra in Italia e in altri Paesi europei avrà successo, ma perlomeno tenta di fornire delle risposte. La sinistra, invece, è immobile, arroccata aristocraticamente fuori dal mondo. Cambierà mai? Scritto in democrazia Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Apr 08 Vincere l'orrore, la straordinaria lezione di Daoud Ci sono uomini che nascono con una grande anima, uno di questi è senz'altro Daoud Hari, autore del bellissimo libro autobiografico Il traduttore del silenzio (piemme edizioni). L'ho intervistato per il Giornale. Non lo conoscevo e ne sono rimasto conquistato. Per capire la tragedia del Darfur e del popolo degli zaghawa, le sue pagine autobiografiche valgono più di qualunque approfondimento. Ma anche se non siete interessati al dramma di questa regione del Sudan, ascoltatelo. Scoprirete un uomo che è stato testimone di orrori inimmaginabili, che è stato torturato e più volte sul punto di essere giustiziato: chiunque di noi sarebbe rimasto segnato per sempre. Lui no, è riuscito a reagire nel modo giusto, a non perdere il gusto della vita. Dice: "Ho superato momenti atroci ripetendomi che dovevo trovare il modo di ridere un pochino ogni giorno, malgrado tutto, o il mio cuore avrebbe finito per esaurire quella felicità che lo fa battere". Nelle sue parole non c'é traccia di odio, né di rancore. Se fosse cattolico sarebbe un francescano sulla via della beatitudine, se fosse ebreo sarebbe un Giusto, ma Daoud è solo un figlio del Darfur e della grandezza di una saggezza che in lui è innata. E' un uomo straordinario che non si considera un maestro né un eroe, ma solo una persona che "cerca di vivere degnamente su questa terra". Spendete pochi minuti per leggere la sua testimonianza, pubblicata sul Giornale un paio di giorni fa, non può che far bene. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Apr 08 Italia e Roma, ora il centrodestra non ha più scuse Dunque Alemanno sarà sindaco di Roma, un'impresa storica. Ma ora il centrodestra non ha più scuse: controlla Milano, Roma, molte regioni importanti, gode di un'ampia maggioranza in Parlamento dove, per la prima volta, non sarà intralciato dalla demagogia dell'estrema sinistra, né dalle operazioni dilatorie dei piccoli partiti ma potrà contare su un'opposizione, da parte dell'Udc e del Pd, che si annuncia moderata e costruttiva. Il quadro è ideale ma comporta dei rischi, uno in particolare: l'assunzione di responsabilità, da cui la nostra classe politica tradizionalmente rifugge. Se il centrodestra ha davvero un progetto per il Paese e con esso una visione del futuro, se è in grado di rendere l'Italia più sicura e di moderare l'immigrazione, oggi fuori controllo, è il momento di agire, abbandonando le logiche da campagna elettorale. Un governo credibile in un Paese più serio: è questo che si aspettano gli italiani. Da qui due domande. Secondo voi il centrodestra è pronto a gestire un potere tanto ampio? E dunque Berlusconi, Fini e Bossi saranno all'altezza di una missione ambiziosa e, comunque vada, cruciale per l'Italia? Scritto in Italia Commenti ( 49 ) " (4 voti, il voto medio è: 3.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Apr 08 Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? L'Ordine dei giornalisti è inutile? Probabilmente sì. Gli aiuti di Stato ai giornali di partito sono scandalosi? Senza dubbio. Criticare il mondo del giornalismo è lecito e secondo me anche salutare. Ma trovo che l'era del libero insulto stia volgendo al termine. Mi spiego: Beppe Grillo è stato l'unico a denunciare certe situazione politiche, mediatiche, economiche e questo è stato un bene per la democrazia italiana. C'era bisogno di una valvola di sfogo, di qualcuno che rompesse il conformismo e le convenienze. Ma non si può continuare in eterno a infangare tutti. Il comico genovese denuncia il malcostume nazionale, ma con i suoi ne incoraggia un altro; quello per cui il cittadino si sente legittimato ad affrontare problemi e ingiustizie con l'insulto, lo sproloquio, il qualunquismo più immediato, da bar. E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere". Sulla Bbc sono d'accordo, ma la Cnn non è affatto garibaldina nei confronti della Casa Bianca e al Jazeera è posseduta dal Qatar che pone limiti molto severi all'informazione. Ancora: critica Napolitano (definito "un Morfeo che dorme, dorme, dorme") perché ha indetto elezioni prima del referendum: e che doveva fare? La legge parla chiaro e se non c'è maggioranza in Parlamento si va al voto col sistema vigente. Davvero tutti i giornalisti sono servi, a parte Travaglio? Ma siamo seri, per cortesia: che esista un problema di acquiescenza da parte di molti colleghi verso i politici è chiaro, ma offendere tutti indiscriminatamente è puro populismo. Noi giornalisti non possiamo sbagliare, ma quante scemenze ha detto Grillo in questi anni spacciandole sempre per verità assolute? La più grossa risale a qualche anno fa quando denunciava la manipolazione dell'informatica e rompeva i computer in sala. Chi lo contestava passava per fascista e qualunquista; oggi però Grillo è il profeta della Rete. E, come gli capita sovente, non accetta contestazioni. Allora: aboliamo pure l'Ordine, eliminiamo i finanziamenti, ma condieriamo Grillo per quel che è e non scambiamolo per il Vate capace di risollevare l'Italia. Per rinascere davvero questo Paese ha bisogno di modelli costruttivi, di leader credibili che sappiano elevare il discorso pubblico, anziché ridurlo a una raffica di Vaffa. Davvero Grillo è l'eroe della nuova Italia? Vi riconoscete in lui? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 106 ) " (16 voti, il voto medio è: 4.31 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Apr 08 Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? I due stupri a Milano e a Roma hanno rilanciato la questione dell'immigrazione e della sicurezza. Tra tanti commenti degli ultimi giorni più o meno pertinenti, ne ritengo due. Uno di Cesare Salvi, che questa mattina a Radio Anch'io quando ha dichiarato che: "effettivamente gli elettori hanno avuto l'impressione che la sinistra arcobaleno non pensasse alla sicurezza". Mi permetto di correggere Salvi: non avevano l'impressione, ne avevano la certezza e per questo soprattutto l'hanno punita alle elezioni. Il secondo aspetto riguarda la richiesta di Roberto Maroni, probabile nuovo ministro degli Interni, di rinegoziare la direttiva europea sulla libera circolazione dei cittadini. L'idea ha suscitato reazioni contrariate e un certo sarcasmo, ma in interviste alla Rai e al quotidiano La Stampa il nostro commissario europeo Franco Frattini l'ha ritenuta plausibile, "perché ormai quella direttiva è superata dall'applicazione integrale degli accordi di Shengen". Il governo Prodi peraltro non ha mai applicato la norma che consente l'espulsione per chiunque non possa dimostrare di avere i mezzi di sussistenza per vivere in modo dignitoso. Secondo Frattini (che probabilmente diventerà il prossimo ministro degli Esteri italiano) "una verifica si può fare per vedere se non sia il caso di rafforzare alcuni principi sugli aspetti della sicurezza. C'è un consenso abbastanza ampio tra i governi europei che la libera circolazione dei cittadini, sacrosanta, non può trasformarsi in libera circolazione dei criminali". E il governo rumeno? "Deve farsi carico dei propri compatrioti e riprenderseli se non rispettano le leggi". Da qui alcune domande: aveva dunque ragione Maroni? Una correzione in sede comunitaria è doverosa considerato che proprio l'Unione europea sottovalutò gli effetti dell'allargamento (che secondo me era prematuro) a Paesi troppo arretrati come la Romania e la Bulgaria. Insomma, se oggi l'immigrazione dei rumeni è un problema in molti Stati, come l'Italia e la Spagna, la responsabilità all'origine è di Bruxelles. Ma, mi chiedo: basta una norma Ue per rimediare a una situazione che la maggior parte dei cittadini considera fuori controllo? E se la risposta è no, quali misure considerare? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 42 ) " (15 voti, il voto medio è: 4.53 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (20) europa (1) francia (16) germania (2) giornalismo (33) gli usa e il mondo (23) globalizzazione (3) immigrazione (20) islam (12) Italia (90) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (13) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti... per la vecchiaia - 2 Emails Quello stile di "Repubblica"... - 2 Emails Internet fa bene ai giornali - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. Ma la destra dov'è? - 1 Emails Ultime discussioni Ambrogio.: Be, possiamo chiamarla rivoluzione conservatrice, raddrizzata o aria nuova.l'importante è... bo,mario: Conservare non vuol dire restaurare. Questa visione seria della socialità ha ragione di esistere perchè i... silvio: Non è certo Alemanno il profeta della rivoluzione conservatrice. Per ora nel mondo gli unici che non la... Marcello Foa: Grazie anche a Rodolfo a ad altri blogger che mi hanno scritto privatamente. E ora guardiamo... Rodolfo de Trent: Grazie Livio per la premura e dell'informazione; era infatti insolita l'assenza di... Ultime news Roma, il pirata resta in carcere: "Omicidio colposo"Firenze, spara a ladro in casa e lo uccide: accusato di omicidioAccoltella il figlio gay: "Vergogna e disonore"Delitto del lago, l'uomo: "Ho ucciso mia moglie""Su salari e famiglia agire in fretta"Rifiuti, Maroni: "No all'uso dell'esercito" Blog amici Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su Internet & comunicazione il blog megliotardichemai Il circolo Rosselli, socialismo liberale Il pranista, blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog Alberto Taliani Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R. Gatti, tutto per capire le insidie della droga Italiani per Ron Paul, un bel blog sulle elezioni Usa USI, Università della Svizzera Italiana Siti di Informazione Comincialitalia, il primo quotidiano italiano dei cittadini il blog di Di Ricco, un giornalista italiano in Libano il sito di Fausto Biloslavo il sito di Radio 3 Mondo Jones, un eccellente giornalista inglese La zanzara di Cruciani - Radio 24 Osservatorio Europeo di Giornalismo Prima Pagina, la rassegna stampa di Radio 3 Sito web ilGiornale.it May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (6) April 2008 (14) March 2008 (16) February 2008 (14) January 2008 (15) December 2007 (14) November 2007 (21) October 2007 (24) September 2007 (24) August 2007 (32) July 2007 (15) Recent Trackbacks Haramlik: E per smettere di fumare, una bella Cristoterapia Il Blog di Marcello Foa: Attenti, in Veneto è iniziata la rivolta dei comuni I più votati I mutui subprime, la frode della Casta delle banche - 24 Votes E la sicurezza? Ai politici non interessa più - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quella ragazzina musulmana tutta in nero - 14 Votes Quei cronisti coraggiosi contro 'ndrangheta e mafia - 13 Votes Ma Carla Bruni rappresenta davvero la donna italiana? - 13 Votes Prodi cade, urrah! Ma il centrodestra ha capito la lezione? - 13 Votes L'incredibile Monsieur Sarkozy - 12 Votes Recent Posts E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Attenti al nuovo trappolone europeo. Onore a Veltroni. Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista Vincere l'orrore, la straordinaria lezione di Daoud Italia e Roma, ora il centrodestra non ha più scuse Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? Pagine Biografia Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Marcello Foa © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


Alitalia, oggi scopriremo quanto è il rosso (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 21 del 2008-05-26 pagina 0 Alitalia, oggi scopriremo quanto è il rosso di Redazione Il cda, convocato per il pomeriggio, è chiamato ad esaminare il bilancio chiuso al 31 dicembre 2007: in settimana dovrebbe arrivare il via libera definitivo da Montecitorio al prestito ponte. Entro fine mese il governo dovrà rispondere ai chiarimenti dell'Ue Roma - Giornata decisiva per Alitalia: il cda, convocato per il pomeriggio, è chiamato ad esaminare il bilancio chiuso al 31 dicembre 2007. Si capirà quindi, a quanto ammonta il "rosso" che, considerate le perdite ante imposte dei primi tre mesi e pari a 215 milioni di euro, dovrebbe essere abbastanza pesante: alcune indiscrezioni di stampa parlano infatti di circa 500 milioni di euro. Vale a dire, Alitalia perderebbe circa 1,5 milioni di euro al giorno. Ma questa settimana potrebbe essere importante per il futuro della compagnia: così come annunciato dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, potrebbero arrivare "importanti novità". Mercoledì o giovedì, dovrebbe giungere anche il via libera definitivo da Montecitorio al prestito ponte del Tesoro di 300 milioni che il Governo vorrebbe trasformare temporaneamente in capitale netto (ciò rafforzerebbe la boccata d'ossigeno del prestito): entro il 30 maggio, e cioè entro venerdì, l'esecutivo dovrà comunque presentare alla Ue le informazioni richieste sull'intervento del Tesoro. Sia come sia, c'è ancora molta incertezza sul futuro della compagnia sulla quale aleggia lo spettro del commissariamento: un'ipotesi che si farebbe più concreta qualora il cda oggi negasse l'esistenza della cosiddetta continuità aziendale. Ancora non si hanno novità in merito ad un ingresso in scena della cordata di imprenditori italiani pronta a salvare la compagnia e la cui formazione è in corso già da parecchie settimane. E il sindacato è "preoccupato" per quest'assenza di notizie concrete: oggi il leader della Cgil Guglielmo Epifani ha chiesto un incontro con il governo sulla crisi della società. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Brevi, schede e richiami 1 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-05-2008)

Argomenti: Alitalia

280 mln il trimestre Il primo trimestre del 2008 per Alitalia inizia con un rosso di quasi 280 milioni di euro prima delle imposte, 135 in più rispetto al 2007.

Torna all'inizio


Fiato sospeso sul prestito alitalia attende il governo - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Stop al cda sui conti 2007. Possibile l'arrivo di Resca Fiato sospeso sul prestito Alitalia attende il governo LUCIO CILLIS ROMA - Il cda di Alitalia doveva dare il via libera al bilancio 2007, il più drammatico della sua storia, con un rosso non lontano da quello record registrato lo scorso anno per i conti 2006. Ma con uno scarno comunicato di due righe l'azienda ha rinviato tutto ad oggi in attesa nella ratifica del decreto legge che trasferisce il prestito ponte da 300 milioni di euro a patrimonio netto della società. Il nodo della "continuità aziendale" è infatti centrale e il cda della compagnia attende la pubblicazione della norma approvata dal governo a favore di Alitalia. Infatti, sia gli amministratori, il collegio sindacale, sia i revisori prima di certificare il bilancio relativo allo scorso anno, vogliono avere sul tavolo tutte le garanzie che i 300 milioni rientrino nei limiti di legge necessari per certificare la consistenza del patrimonio del gruppo aereo. "Il decreto verrà approvato così com'è" ha rassicurato Mario Valducci del Pdl, presidente della Commissione Trasporti della Camera e relatore al decreto. Oggi il dl, già approvato dal Senato, sarà al centro dei lavori della Commissione di Montecitorio. "Ci attendiamo che il rappresentante del governo che prenderà parte ai lavori - ha aggiunto Valducci - riferisca delle novità decise nell'ultimo Consiglio dei ministri". In ogni caso "il decreto non cambia perché la novità consiste solo nella facoltà che si è riservata l'azionista di considerare una parte del prestito come patrimonio netto". La Commissione ha comunque chiesto la possibilità di ascoltare su questo tema, nei prossimi giorni, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Ma secondo alcune indiscrezioni, già nelle prossime ore, visto lo stato di difficoltà della compagnia, il governo potrebbe decidere di rompere gli indugi e affidare la cloche della Magliana ad un amministratore dal polso fermo che possa fare ordine nei conti, gestire l'emergenza e cercare di adattare il taglio di un terzo dei velivoli (37 aerei) operato nelle ultime settimane anche ad una parte dei dipendenti, il cui numero è calcolato su un'operatività di Alitalia che appartiene purtroppo al passato. Il nome di Mario Resca, ex McDonald's Italia ed ex commissario Cirio resta in cima alla lista nelle mani del premier Silvio Berlusconi e del ministro Tremonti, entrambi convinti della necessità di riportare la stabilità della compagnia sotto controllo. Dai sindacati partono invece nuovi appelli per una rapida convocazione da parte dell'esecutivo. "Il tempo passa e non abbiamo notizie né di cordate italiane né internazionali" ha ricordato ieri il numero uno della Cgil Guglielmo Epifani, "bisogna che il governo metta nel suo calendario un incontro per dirci a che punto è la situazione Alitalia. Penso - ha aggiunto - che sarebbe importante e corretto aprire un tavolo di confronto con il sindacato. L'esecutivo ci deve dire che intenzioni ha". Anche secondo il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, "bisogna che il governo risolva il caso Alitalia e trovi una soluzione urgente alla crisi dell'azienda". Infine, Emma Marcegaglia presidente di Confindustria, ieri è tornata sul tema di Malpensa e della crisi che colpisce lo scalo varesino. La Marcegaglia ha confermato il proprio appoggio e impegno "affinché l'aeroporto di Malpensa non venga abbandonato e ritrovi la sua centralità di hub internazionale. è una grande infrastruttura per il Paese - ha spiegato - e l'abbandono di Alitalia è un problema anche se in pochi mesi diverse altre compagnie aeree hanno scelto di operare da Malpensa".

Torna all'inizio


Il gotha degli industriali per la nuova banca del commercio romano (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XIII - Roma L'intervista Lo scalo L'osservatorio Poteri forti Il fenomeno Imprese e dinamismo il Lazio unica regione in crescita Con il "franchising" un Palatium in ogni provincia Aeroporti di Roma una crescita con o senza Alitalia Il Gotha degli industriali per la nuova banca del commercio romano L'accusa di Riggio: efficienza e puntualità Fiumicino in ritardo.

Torna all'inizio


Adr cresce con o senza alitalia la crisi non frena gli investimenti - paola jadeluca (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XIV - Roma Adr cresce con o senza Alitalia la crisi non frena gli investimenti "Il nuovo terminal T5 fa prevedere un'estate tranquilla" Accordo con Enav per lo sviluppo del sistema aeroportuale laziale Nel 2030 si prevedono nel Lazio 115 milioni l'anno di viaggiatori PAOLA JADELUCA "Le compagnie americane sono molte contente del nuovo terminale dedicato ai voli sensibili, quelli per gli Usa e Israele, efficiente e con tutti i requisiti per la gestione dei controlli di sicurezza. C'è ancora qualche problema per la gestione dei bagagli in transito, non ancora inserito nel sistema di smistamento centralizzato, che potrebbe creare qualche difficoltà per le coincidenze. Ma, rispetto allo scorso anno, si annuncia un'estate tranquilla. Certo, la situazione precaria di Alitalia, il principale cliente, si ripercuote inevitabilmente sullo scalo, ma Fiumicino è sicuramente quello con i migliori asset per lo sviluppo: tanti terreni da valorizzare, 4 piste, una capacità infinita. E' inoltre il meglio posizionato in Italia e con una forte crescita". Oliviero Baccelli, vicedirettore del Certet Bocconi, uno dei massimi esperti italiani del settore dei trasporti, vede roseo per lo scalo romano che, in maggio, secondo le ultime rilevazioni Certet, ha fatto registrare un incremento del 12% del traffico. nettamente al di sopra di quanto hanno fatto Londra Heathrow (+3%), Parigi Charles de Gaulle (+8%) e Franconcorte (+4%). L'aeroporto romano ha indubbiamente beneficiato dello spostamento dei voli Alitalia da Malpensa, ma l'incremento poteva essere superiore: l'ex compagnia di bandiera, infatti, ha avuto una netta riduzione dell'offerta proprio sui voli da e verso l'estero, che sono scesi del 23%, a fronte di una crescita record di Fiumicino soprattutto nelle tratte intercontinentali, in risalita del 26% e di quelle internazionali, in aumento del 18%. Il trend, insomma, segnala che Fiumicino cresce, con o senza Alitalia. Roma è un brand che funziona sempre, come le griffe Armani e Ferragamo per la moda, esercita un'attrazione che varca ogni confine. Ma indubbiamente le turbolenze del vettore italiano creano incertezza su un fronte importante, quello della pianificazione degli investimenti: "Adr sta lavorando per un terminale dedicato ad Alitalia, ma in questo scenario di incertezza si rischia che gli investimenti vengano disattesi. La prima cosa che ha fatto Sea, dopo il ritorno di Alitalia a Roma, è stato proprio un ricorso per rientrare degli investimenti ingenti fatti sui passeggeri della compagnia", racconta Baccelli. Tornare indietro non è più possibile. "Ci vorrebbero tecnicamente tre anni, è stato tutto calcolato: non avrebbe più senso economicamente", dichiara Baccelli. Certo, resta l'incognita di chi comprerà Alitalia, ammesso che si faccia avanti una cordata. Ma i vertici di Adr guardano avanti. E proprio ieri è stato siglato un accordo con l'Enav, ente di assistenza al volo, per creare un network integrato nella gestione delle operazioni e delle infrastrutture di tutto il sistema aeroportuale laziale. Un passo chiave nella razionalizzazione delle rotte, che promette più risparmi a fronte di maggiore sicurezza. L'indice di dipendenza di Fiumicino da Alitalia è salito al 45%, dal 40%: alto, ma sotto controllo rispetto alla dipendenza totale che aveva Sea. E l'inversione di rotta è ormai avviata. Dopo l'uscita di scena di Macquarie, il fondo australiano, l'accorciamento della catena proprietaria e la ricapitalizzazione, la nuova gestione ha ridato slancio al piano di sviluppo, per troppo tempo tenuto nel cassetto, che ora può contare su un budget di 149 milioni: il rifacimento della pista 1, completato a maggio, per 30 milioni di spesa; il nuovo terminale per i voli sensibili, 12 milioni di spesa; l'unificazione delle aeree di riconsegna bagagli nel terminal B e C; interventi per circa 20 milioni sui sistemi bagagli per emanciparsi dal famigerato Bhs, il sistema di trasporto che la scorsa estate, in pieno boom di turisti, era andato in tilt; l'avvio del molo C. Sono solo alcune delle tappe nella grande corsa verso la competitività internazionale dello scalo romano guidato da Giuseppe Palenzona. In un clima di forti polemiche politiche, i vertici di Adr preferiscono non rilasciare dichiarazioni. Parlano i numeri. L'indice chiave per misurare l'efficienza è l'investimento per singolo passeggero: fino al 2004 fa era stato del 2,9 euro, agli ultimi posti, oggi è già arrivato a 3,3 e punta dritto verso 4,5 euro, in linea con i più grandi hub europei. Per il 2030, anche tenuto conto del rincaro del carburante e di altri fattori ciclici negativi, nel Lazio si prevedono 115 milioni di passeggeri all'anno. Non meno di 90 milioni dovrebbero transitare per Fiumicino. Per il resto, si tratta di voli low cost. I vettori a sconto come easyJet volevano ampliare rotte e flotte sulla capitale, per far fronte all'impennata delle richieste. Ma su Ciampino non si può, c'è la restrizione dei voli imposta dall'Enac. Ora si guarda a Viterbo, il futuro scalo discount. Ma non se ne parla prima di 3 anni.

Torna all'inizio


Alitalia, adesso è caos (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 27-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Futuro incerto per la compagnia di bandiera Il cda rinvia a oggi la discussione sul bilancio. Scajola pronto a entrare in campo Roma. Alitalia: il bilancio non decolla. Dopo una riunione fiume di cinque ore, il cda della compagnia si chiude con un nulla di fatto e si aggiorna a oggi. Convocato per mettere il timbro sul disastro dei conti aziendali, che a fine 2007 avrebbero lasciato sul terreno 500 milioni di euro, il vertice della Magliana si inceppa di fronte all'impossibilità di approvare un bilancio condizionato da troppe incognite, compreso il prestito ponte di 300 milioni trasformato dal Tesoro in patrimonio aziendale, ma ancora non approvato dal Parlamento e in attesa del verdetto di Bruxelles. Prima di dare il loro via libera, è probabile che i revisori dei conti (Deloitte & Touche) vogliano procedere a un esame più approfondito delle voci a rischio. La parabola negativa non può che peggiorare nei prossimi mesi: il primo trimestre del 2008 si è chiuso con un rosso di 215 milioni di euro. La compagnia sta bruciando 1,5 milioni al giorno e il prezzo del petrolio e le incertezze operative aprono altre falle nel bilancio. La situazione rischia di precipitare se non si metteranno soldi freschi in cassa. Il prestito non è la soluzione, serve solo a tenere artificialmente in vita la compagnia, che altrimenti dovrebbe bloccare a terra gli aerei. Il decreto che stanzia i 300 milioni approderà oggi in commissione Trasporti alla Camera, che intende licenziarlo così com'è trasmettendolo domani o giovedì all'aula per il via libera definitivo. L'opposizione ha richiesto la presenza in commissione del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che si sta occupando in queste ore dello spinoso dossier mentre il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, è pronto ad entrare in campo se il governo sarà costretto a imboccare la strada del commissario, probabilmente in base alla legge Marzano. Questa è la soluzione che viene caldeggiata dalla Lega, ma potrebbe diventare lo sbocco obbligato, in presenza di una frana dei conti che non accenna ad arrestarsi e può travolgere gli assetti aziendali, se il Tesoro non riuscirà a trovare presto un compratore che sia disposto ad accollarsi il 49,9% del capitale detenuto dell'azionista pubblico di controllo. Non basta. Ci vogliono anche capitali freschi per finanziare un piano di rilancio: una cifra che ammonterebbe almeno a 1,5 milioni di euro e cresce con il passare delle settimane. Prima della fuga a causa del "no" dei sindacati e dei veti di Silvio Berlusconi, l'ex aspirante compratore Air France-Klm era disposto a investire subito un milione di euro. Ma l'offerta, come ha spiegato qualche giorno fa Jean-Cyril Spinetta, era stata calibrata su un prezzo del carburante pari a 86 dollari al barile mentre oggi il petrolio viaggia sui 130 dollari al barile e mette in difficoltà tutte le compagnie aeree, anche quelle solide e con i conti in ordine. Se davvero qualcuno si farà avanti al posto dei francesi, dovrà mettere in conto che non sarà una passeggiata: ci vogliono molti soldi e anche un piano a base di lacrime e sangue, probabilmente molto più duro di quello di Spinetta che prevedeva 2 mila esuberi e la chiusura progressiva del settore cargo. In questo contesto di grande incertezza, il governo si prepara scoprire le sue carte. Tremonti ha davanti due strade: aprire una trattativa con l'annunciata cordata italiana, alla quale sta lavorando il finanziere Bruno Ermolli su mandato del premier, o rompere gli indugi e aprire le porte al commissario straordinario con l'incarico di vendere gli asset dell'azienda. In entrambi i casi, il punto d'arrivo è la cessione della compagnia a un pool di privati. Il ministro Scajola si attende "novità importanti" nei prossimi giorni: toccherebbe al ministero dello Sviluppo mettere in pista il commissario, ma la prima mossa tocca a Tremonti, che dovrà indicare al Consiglio dei ministri quali margini di manovra ci sono e quale può essere la soluzione più adatta per traghettare Alitalia fuori dalla crisi, sapendo che c'è in ogni caso un prezzo da pagare. "Il ministro Tremonti ha le idee molto chiare su cosa fare", afferma il ministro delle Politiche comunitarie, Andrea Ronchi. Si tratta di idee che forse saranno illustrate in Palmento e che dovranno essere discusse dal governo in tempi brevi, anche perché a Bruxelles sono ancora in attesa dei chiarimenti sui 300 milioni di prestito, che nel frattempo sono stati trasformati dal Tesoro in un pezzo del patrimonio per evitare che il livello record costringesse i vertici della Magliana a portare i libri in Tribunale. Il sentiero si fa sempre più stretto, come dimostra lo slittamento a oggi del cda sul bilancio. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 27/05/2008.

Torna all'inizio


La promessa di confindustria "malpensa tornerà un hub" - rodolfo sala (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XII - Milano La promessa di Confindustria "Malpensa tornerà un hub" "Lo scalo perde passeggeri, il governo si attivi per liberalizzare i diritti di volo" La Provincia: Sea convochi subito l'assemblea per capire dove stiamo andando RODOLFO SALA Confindustria in campo per salvare Malpensa. Lo assicura la neopresidente, Emma Marcegaglia, con un impegno preso davanti agli imprenditori della provincia di Varese riuniti in assemblea. è un impegno "a lavorare - dice Marcegaglia - perché lo scalo non venga abbandonato, ma torni a essere uno hub internazionale". Ma di Malpensa si è parlato ieri anche nella seduta di giunta della Provincia, che detiene il 15 per cento del pacchetto azionario di Sea. Filippo Penati e i suoi assessori hanno deciso di chiedere alla società aeroportuale la convocazione urgente dell'assemblea dei soci: "Per capire dove stiamo andando, perché il tempo passa senza che nulla accada, nonostante il gran battage fatto in campagna elettorale", insiste il presidente. Che mette sotto accusa il governo: "Dica se i 300 milioni di prestito ponte ad Alitalia servono anche a frenare l'emorragia di passeggeri e di traffico su Malpensa". "Incalzeremo il governo, ma diamogli il tempo di lavorare", fa sapere il governatore Roberto Formigoni. Marcegaglia sembra più ottimista di Penati. Per la leader degli industriali Malpensa "è una grande infrastruttura del Paese, quindi l'abbandono di Alitalia è stato un problema, però in pochi mesi abbiamo visto arrivare altre compagnie aeree, e questo testimonia la validità dello scalo". Il presidente della Provincia snocciola invece gli ultimi dati (aprile 2007 - aprile 2008). A Malpensa c'è stato un calo di passeggeri pari al 31 per cento, mentre la simultanea crescita registrata a Fiumicino (più 11 per cento) non compensa certo le perdite subite dall'aeroporto varesino. "C'è una quota rilevante di viaggiatori - prosegue Penati - che non sceglie né Malpensa né Fiumicino". E gli accordi finora conclusi con altre compagnie aeree come le nuove rotte di Lufthansa da Malpensa, al di là della "grande enfasi" non sono serviti affatto a fermare l'emorragia di passeggeri, ma addirittura, conclude il presidente della Provincia, "potrebbero costituire un precedente negativo per rinegoziare i rapporti con Alitalia e riportarla a Malpensa". Ed è una conclusione che porta dritto ad alcune richieste al nuovo governo. Gli ormai famosi 300 milioni: l'esecutivo dovrebbe condizionare quel prestito a un effettivo impegno di Alitalia su Malpensa, per evitare che "serva soltanto a tenere in vita ancora per un po' di tempo il carrozzone della compagnia di bandiera". E ancora: il governo si deve attivare in tempi rapidi per la liberalizzazione dei diritti di volo, a prescindere da Alitalia. "Questa è la cosa più urgente da fare - sottolinea Penati - perché Malpensa perde passeggeri, e Alitalia pure, mentre Fiumicino ne guadagna solo un terzo". Insomma ci vogliono altri vettori "che vadano a coprire il deserto lasciato dalla compagnia di bandiera a Malpensa". Ma l'affondo riguarda anche il tavolo Milano, che non si riunisce da tempo e di cui si chiede una convocazione urgente, proprio sul caso Malpensa: "Il nuovo governo intende ancora tenerlo in vita?". Ma si apre un fronte anche con la Sea, partecipata dalla Provincia attraverso Asam. Nonostante sia il secondo azionista, Palazzo Isimbardi non ha alcun rappresentante nel consiglio di amministrazione, ed è per questo che si chiede la convocazione di un'assemblea ordinaria dei soci. "Non sono chiari i rapporti tra Sea ed Alitalia - spiega Penati - e non abbiamo capito a che punto sono le cause di risarcimento, quella di Sea contro Alitalia e viceversa".

Torna all'inizio


Il dossier Alitalia segnerà la credibilità del governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 27-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Filippo paganini Il cda di Alitalia prende tempo. Avrebbe dovuto esaminare ieri i conti della compagnia, ma, dopo una seduta-fiume durata quasi cinque ore, ha deciso di aggiornarsi a oggi. Per ora i consiglieri non se la sono sentita di dare il via libera a cifre che fotografano il grave stato di salute dell'azienda in una situazione con molte incognite. La sospensione è stata decretata probabilmente anche in attesa delle decisioni del governo che in giornata dovrebbe approvare con un decreto il prestito-ponte da 300 milioni di euro destinato a garantire ancora per un breve periodo la sopravvivenza dell'azienda. E proprio l'argomento della continuità aziendale è il vero tema della seduta del board della Magliana. Consiglieri e revisori dei conti debbono stabilire, cifre alla mano, se Alitalia è arrivata a fine corsa o ha margini per tirare avanti ancora per un po'. Almeno fino a quando non si concretizzi - se si manifesterà - la cordata tricolore evocata e sponsorizzata da Silvio Berlusconi. Il piano di sopravvivenza messo a punto a suo tempo dallo stato maggiore del gruppo, del resto, non può, se non marginalmente, invertire la rotta di una compagnia in picchiata. Non bastano la eliminazione di qualche spreco, il contenimento delle spese e la soppressione dell' hub di Malpensa a rimettere in linea di decollo l'azienda della Magliana. Per risalire la china Alitalia ha bisogno di una terapia d'urto dolorosa con tagli ed esuberi. Una cura ricostituente che comporta investimenti rilevanti per rinnovare la flotta e recuperare efficienza e qualità dei servizi. Serve una strategia di rilancio chiara e determinata per riconquistare quote di mercato e per dare vita a un'alleanza competitiva sulla scacchiera mondiale con un grande partner internazionale "di mestiere". Ma, soprattutto, l'azienda deve affrancarsi dai tentacoli della politica e dal condizionamento delle molte sigle corporative interne. Un piano molto vasto e complesso che richiede un assetto azionario e di vertice nuovo e forte. Il prestito straordinario di 300 milioni di euro che sarà approvato oggi dal governo è destinato a essere l'ultima boccata di ossigeno pubblico per Alitalia. L'operazione, del resto, è già sotto la lente dell'Unione europea che sta vagliando se non si tratti di una violazione al divieto di sostenere aziende nazionali con aiuti di Stato. Il "sostegno-ponte" era stato messo in cantiere dal governo di Romano Prodi, negli ultimi giorni di permanenza a Palazzo Chigi, in accordo con quella che era l'opposizione in modo da consentire l'approccio di una cordata italiana al dossier Alitalia, dopo il fallimento delle trattative per la vendita della compagnia ad Air France-Klm. L'idea del pool tricolore di imprenditori da spendere nella privatizzazione della Magliana è stata lanciata da Silvio Berlusconi, che ha scelto come regista dell'operazione un abile finanziere di sua stretta fiducia come Bruno Ermolli, per tutelare il valore strategico della compagnia di bandiera con i suoi 18 mila dipendenti per il sistema-Paese in termini di immagine internazionale e come infrastruttura portante per le imprese e per il settore turistico italiano. Sono proprio queste le ragioni per cui la partita Alitalia è una delle emergenze che il governo deve affrontare in tempi brevissimi con la cordata nazionale o con altre soluzioni che non costino, però, altro denaro allo Stato. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha le idee chiare sul dossier, assicura il plenipotenziario al Commercio estero Adolfo Urso, mentre Claudio Scajola si attende novità importanti in settimana. A giorni si tireranno le somme, perché rinvii non sono più possibili. E sul risultato della partita il governo rischia di giocarsi buona parte della credibilità che ha guadagnato con le sue prime mosse. paganini@ilsecoloxix.it 27/05/2008.

Torna all'inizio


Dalle autostrade alle televisioni quando la concessione è un regalo - giovanni valentini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Dalle autostrade alle televisioni quando la concessione è un regalo Mini-canone per Atlantia, Mediaset paga lo 0,5% del fatturato Il dossier Uno studio del Mulino a cura Di Reviglio, Rodotà e Mattei: "Invertire la rotta" GIOVANNI VALENTINI ROMA - Più che una partita di giro, sembra il gioco delle tre carte. Prima, il governo Berlusconi aveva pensato di far comprare l'Alitalia dalle Ferrovie dello Stato che già non hanno soldi sufficienti per far funzionare bene i treni e infatti si sono subito chiamate fuori. Adesso si cerca di farla comprare alle Autostrade: o meglio di favorire l'ingresso di Atlantia (già Autostrade Spa), la holding controllata dal gruppo Benetton, nella fantomatica cordata che dovrebbe rilevare la nostra disastrata compagnia di bandiera. Sarebbe proprio questo il motivo per cui la maggioranza di centrodestra, contravvenendo agli accordi con l'opposizione, vuole introdurre un emendamento al decreto sull'attuazione degli obblighi comunitari approvato dal precedente governo Prodi: ciò permetterebbe alla convenzione con Atlantia, e soltanto a questa, di evitare l'esame del Cipe (Comitato interministeriale prezzi) e del Parlamento, in modo da assicurare alla società Autostrade condizioni di maggior favore. In pratica, un aumento dei pedaggi in cambio di una partecipazione in Alitalia. Eppure, è esattamente sui meccanismi di assegnazione ai privati delle concessioni sulle opere pubbliche, cioè sulla congruità dei relativi canoni, sui controlli e sulla trasparenza dell'intera procedura, che insistono da sempre economisti e giuristi come il gruppo di esperti che hanno collaborato al rapporto edito dal Mulino e intitolato "Invertire la rotta", a cura di Ugo Mattei, Edoardo Reviglio e Stefano Rodotà. Dalle autostrade alle frequenze televisive, dalle concessioni minerarie a quelle per la produzione di idrocarburi, generalmente il patrimonio pubblico - stimato all'incirca nel 140% del Pil - viene affidato in gestione a prezzi irrisori, consentendo ai titolari uno sfruttamento a basso costo che produce lauti ricavi. E su un valore complessivo delle concessioni che si aggira intorno al 5% del Pil, quello dei "caselli d'oro" è fra tutti il caso più eclatante. Dal bilancio dello Stato, risulta che nel 2005 le entrate da concessioni autostradali sono state pari a 130 milioni di euro e che Autostrade Spa ne ha pagati 65 di canone per circa metà della rete nazionale, in base alla convenzione del ?97. La concessione assegnata recentemente per l'Autostrada dei Parchi (l'A24 che collega Roma al mare Adriatico: 281 chilometri su 6.500 totali, pari a meno del 5% dell'intera rete), costa invece 55 milioni di euro all'anno. Bastano queste cifre a dimostrare retrospettivamente il grosso regalo elargito, a spese di tutti i cittadini e contribuenti, all'epoca della privatizzazione. Già dal ?93, il canone era stato stabilito nella misura dell'1% sui proventi netti da pedaggio. Ma da allora quella previsione legislativa è rimasta ferma, indipendentemente dai risultati ottenuti dal concessionario. Da ultimo, la legge finanziaria del 2007 ha aumentato il canone al 2,4%. "Quello delle autostrade - sostiene Giorgio Ragazzi, professore di Politica Economica all'Università di Bergamo, collaboratore della voce. info - è uno dei casi più macroscopici di rendita". Nei cinque anni che vanno dal 1999 al 2003, secondo i suoi calcoli, le concessionarie autostradali hanno incassato 16,7 miliardi di euro da pedaggi al netto di Iva e Fondo di garanzia, ma hanno fatto investimenti per appena 3,7 miliardi. Pur tenendo conto delle spese di gestione che normalmente non assorbono più di un terzo dei ricavi, si tratta comunque di un fiume di denaro che è finito in profitti, imposte sul reddito e impieghi finanziari vari. Nel caso di Autostrade Spa, l'introito dei pedaggi servirà anche a rimborsare il debito di circa 8 miliardi con cui "Schemaventotto" (la finanziaria che fa capo alla filiale lussemburghese del gruppo Benetton e che oggi detiene il 50,1%) ha acquistato attraverso l'Opa del 2003 un terzo delle azioni: più di quanto ha incassato l'Iri dalla vendita di tutta la società. Fatto sta che dal 2000, Autostrade ha distribuito dividendi per 1.830 milioni di euro. Comprendendo l'importo dell'Opa, questo significa che a 7 anni dalla privatizzazione sono stati "succhiati" dalla società oltre 12 miliardi di euro, quasi il doppio di quanto pagato all'Iri. E la concessione vale ancora trent'anni, essendo stata prorogata fino al 2038. Tra i grandi sprechi o maxi-regali di Stato, un'altra voce rilevante è rappresentata dalle concessioni delle frequenze televisive. Al 2005, secondo una tabella pubblicata nello stesso volume "Invertire la rotta", i canoni ammontavano a 28,3 milioni di euro per la Rai e circa 20 per Mediaset: nel primo caso, appena l'1% del fatturato; nel secondo, addirittura lo 0,55%. "è possibile ipotizzare - si legge nel rapporto - che una razionalizzazione dei canoni d'uso delle frequenze e dei soggetti chiamati a contribuire possa portare il gettito annuo per il ministero a una cifra di almeno 300 milioni di euro". Ma dal settore televisivo il governo inglese incassa già circa 300 milioni di sterline, pari a 450 milioni di euro l'anno. Poi, c'è infine il capitolo delle concessioni minerarie e del gas. è un settore del demanio dove abbondano procedure di affidamento non trasparenti, come sostiene l'economista Marco D'Alberti. Nel Comune di San Mauro Torinese, per esempio, recentemente una società francese s'è aggiudicata una concessione per la distribuzione del gas, offrendo il 33% dei ricavi contro il 3% corrisposto in precedenza. E laddove le competenze sono regionali, a eccezione delle royalties sulla produzione di idrocarburi, i criteri statali sono affidati a norme che risalgono addirittura a un regio decreto del 1927 e risultano comunque insoddisfacenti, perché commisurati soltanto alla superficie oggetto della concessione.

Torna all'inizio


Crisi Alitalia, il cda in difficoltà chiede garanzie al governo Gli amministratori rinviano a oggi il via libera al bilancio 2007. Cresce l'allarme (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 27-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Crisi Alitalia, il cda in difficoltà chiede garanzie al governo Gli amministratori rinviano a oggi il via libera al bilancio 2007. Cresce l'allarme di Roberto Rossi/ Roma RINVIO Dopo quasi cinque ore il consiglio di amministrazione di Alitalia, chiamato a esaminare il bilancio chiuso nel dicembre del 2007, ha deciso di non decidere, rimandando tutto a oggi. Alla base della scelta dei tre consiglieri della compagnia di bandiera ra- gioni pratiche. Prima di mettere in calce ai conti 2007 le loro firme, e assumersi così una responsabilità amministrativa, Aristide Police, Carlo Santini e Luciano Vannozzi, avrebbero chiesto rassicurazioni al ministero del Tesoro, principale azionista della compagnia con il 49,9%. Su due aspetti in particolare: sulla solidità patrimoniale di Alitalia e sulla sua guida operativa. In assenza di questi due requisiti il cda non si assumerebbe la responsabilità di controfirmare i libri contabili aprendo di fatto la strada del commissariamento che per Alitalia equivarrebbe al fallimento. Che la certificazione del bilancio 2007 di Alitalia fosse un passaggio delicato per Alitalia vista la difficile situazione finanziaria era assodato. Il gruppo è sull'orlo del baratro. In sede di approvazione dei conti del quarto trimestre 2007, il consiglio di amministrazione, lo scorso febbraio, aveva già certificato perdite per 364 milioni prima del pagamento delle imposte. Un dato che potrebbe peggiorare anche per eventuali nuove svalutazioni. L'ultimo bilancio approvato, quello del 2006, si era chiuso con un rosso di 626 milioni di euro (con perdite per oltre 1,7 milioni al giorno) anche per una svalutazione di 197 del valore della flotta iscritto a bilancio. In questa situazione il consiglio di amministrazione vorrebbe capire quali siano le reali intenzioni del governo. Il prestito ponte da 300 milioni, ammesso che Bruxelles lo lasci passare indenne, basterebbe per coprire due mesi. E poi? Molto dipenderà dal processo di privatizzazione della compagnia. La famosa cordata italiana di Berlusconi (dopo due mesi di annunci) formalmente non c'è e forse non si riuscirà a formarla. In questi giorni si sta lavorando anche al ritorno a un'alleanza internazionale (Air France o Lufthansa) riprendendo quella strada che si era interrotta due mesi fa. Naturalmente con condizioni diverse visto che il prezzo del petrolio viaggia attorno ai 135 dollari. In entrambi i casi, quindi, il governo potrebbe essere chiamato proprio dal consiglio di amministrazione a sostenere una nuova ricapitalizzazione (si parla di 900 milioni). Il tutto per non dovere alzare bandiera bianca e per trovare argomenti validi per convincere i revisori dei conti sul fatto che ci possa ancora essere il requisito della "continuità aziendale". Ma oltre ai soldi il gruppo necessita anche di una guida operativa. Uno in grado di rilanciare il marchio Alitalia nel più breve tempo possibile. Da aprile, dopo le dimissioni di Maurizio Prato, la compagnia manca di un amministratore delegato. Fino a qualche settimana fa era stata avanzata la candidatura di Mario Resca, ex commissario alla Cirio ed ex numero uno della Mc Donald's Italia, per chiudere il capitolo. Oggi sembra che il Tesoro sia orientato ad affidarsi a un esperto del settore. Ed è anche per questo che in molti hanno ipotizzato il ritorno al timone di Alitalia di Domenico Cempella (che ha amministrato il gruppo dal '96 al 2001). Senza soldi e un nuovo amministratore, dunque, non resterebbe che il fallimento. Un'ipotesi che allarma i sindacati. "Il tempo passa e non abbiamo notizie né di cordate italiane né internazionali" ha detto ieri il segretario Cgil Guglielmo Epifani, tornando a chiedere l'urgenza di un faccia a faccia. "Bisogna che il governo metta nel suo calendario un incontro per dirci a che punto è la situazione Alitalia. Penso che sarebbe corretto aprire un tavolo di confronto con il sindacato perché il tempo passa e non vedo in prospettiva nessuna soluzione", ha ribadito Epifani che si è detto per questo "allarmato". "Il governo ci deve dire intenzioni ha". In pratica la stessa richiesta del consiglio di amministrazione.

Torna all'inizio


Penati: il prestito-ponte riguarda pure Malpensa? (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 27-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Penati: il prestito-ponte riguarda pure Malpensa? Il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, ha chiesto al governo di fare chiarezza sull'utilizzo dei 300 milioni di prestito ponte accordati ad Alitalia. "Chiediamo se questi 300 milioni riguardano Malpensa o se servono solo per tenere in vita il carrozzone Alitalia - ha detto nel corso di una conferenza stampa convocata -. I dati di traffico su Malpensa ci dicono che un viaggiatore su tre ha disertato Malpensa e a fronte di questo calo Fiumicino è aumentata solo dell'11%. C'è una quota rilevante di passeggeri che prima viaggiava su Malpensa che oggi non vola più né su Malpensa né su Fiumicino". Penati, nel chiedere chiarimenti, ha puntato l'attenzione anche sul Tavolo Milano istituito dal governo Prodi per creare una linea di contatti diretta tra governo centrale e il capoluogo lombardo. "Vogliamo sapere - ha detto Penati - se il governo intende mantenerlo ancora in vita. Se sì chiediamo ci sia urgentemente una riunione su Malpensa". Per assicurare un futuro allo scalo varesino il presidente della Provincia di Milano ritiene indispensabile che il governo Berlusconi lavori per una liberalizzazione del mercato dei diritti di volo. "Il governo si impegni da subito per una liberalizzazione dei diritti di volo - ha dichiarato - l'avevamo chiesta al governo Prodi e la ripetiamo con uguale intransigenza a questo governo. Si vada rapidamente verso una liberalizzazione per fare accordi con altri vettori in grado di sopperire al deserto lasciato da Alitalia".

Torna all'inizio


Bonomi: <Il governo? Ora è atteso a Malpensa> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 27-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 125 del 2008-05-27 pagina 3 Bonomi: "Il governo? Ora è atteso a Malpensa" di Gianandrea Zagato Umberto Bossi propone che un prossimo Consiglio dei ministri sia ospitato da Malpensa. E Sea raccoglie la proposta lanciata dal Senatur. Lo fa sapere Giuseppe Bonomi, presidente della società che gestisce gli scali di Malpensa e di Linate: "È un'ipotesi che giudichiamo positivamente. Ben venga il Consiglio dei ministri, noi siamo già pronti". Bonomi condivide quindi la valutazione fatta dal Senatur dopo la riunione del governo Berlusconi in quel di Napoli: "All'ombra del Vesuvio tutto è andato per il verso giusto, non vedo motivi perché non vada per il verso giusto anche a Malpensa". Come dire: "L'ambiente incide" sulla soluzione dei problemi. Speranza concreta soprattutto dopo il recupero di cinque punti percentuali sul calo di passeggeri che, rispetto all'aprile 2007, aveva registrato il 31 per cento in meno: dati che, secondo Bonomi, confermano "quello che avevamo previsto" e che, tra l'altro, segnalo "un recupero grazie anche agli accordi fatti recentemente". E mentre Emma Marcegaglia, presidente degli industriali, difende Malpensa e il suo futuro - "ritorni in poco tempo a una sua vocazione di centralità come hub internazionale" -, dalla Provincia di Milano arriva una richiesta al governo: "Che ci sia urgentemente una riunione sul tema Malpensa" ammesso, annota Filippo Penati, che il governo "intenda mantenere ancora in vita il tavolo Milano". Ma il presidente della Provincia invita pure il governo a "dire una parola chiara sul prestito ponte ad Alitalia, se i 300 milioni servono anche a frenare l'emorragia di passeggeri e traffico su Malpensa" e suggerisce sempre all'esecutivo Berlusconi di "impegnarsi subito per una liberalizzazione dei diritti di volo, a prescindere da Alitalia". E solo con la "liberalizzazione dei diritti di volo", continua l'inquilino di Palazzo Isimbardi, si "potranno fare grandi accordi con grandi vettori per sostituire il deserto lasciato dall'abbandono di Alitalia". Parole d'ordine, quelle dell'amministrazione provinciale di via Vivaio, rilanciate pure sia da Paolo Matteucci, assessore ai Trasporti, che da Alberto Mattioli, vice di Penati, e rimbalzate persino in un comunicato stampa firmato da Roberto Caputo (Sdi). Tutti in attesa di una risposta che, spiega Roberto Formigoni, darà loro il governo: ma, avverte il governatore lombardo, "diano tempo al governo di lavorare". "Continuiamo a seguire tutta la vicenda di Alitalia e Malpensa e attendiamo che il governo e i suoi esperti formulino delle proposte" dice il presidente della Regione: "Incalzeremo il governo, ma diamogli il tempo di lavorare". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Penati: il governo è assente Subito il tavolo per Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-05-27 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE La polemica Perso un passeggero su tre. La Marcegaglia: il mercato non manca Penati: il governo è assente Subito il tavolo per Malpensa Il presidente della Provincia: scalo abbandonato a se stesso "Avevamo chiesto una gradualità nello spostamento delle rotte e ciò non è avvenuto" "Malpensa è abbandonata a se stessa. è ora che il governo batta un colpo". Filippo Penati parte alla carica. In mattinata era stata la presidente degli industriali Emma Marcegaglia a richiamare l'attenzione sullo scalo varesino: "Il mercato c'è, noi tutti dobbiamo lavorare e io ho preso l'impegno di farlo perché Malpensa non venga abbandonata ma torni in poco tempo al suo ruolo di hub internazionale ". Ma nel pomeriggio, il presidente della Provincia usa toni ben più netti: "Con lo scalo lombardo che ha perso un passeggero su tre, i trecento milioni di prestito ponte devono servire anche per riportare le rotte a Malpensa e fermare l'emorragia di viaggiatori. O forse servono soltanto per tenere in piedi il carrozzone Alitalia?". Penati ricorda i numeri diffusi nei giorni scorsi: "Negli ultimi mesi lo scalo ha perso il 33% dei passeggeri. Peraltro, Fiumicino ha visto aumentare i propri viaggiatori soltanto dell'11%. Mi pare che il piano di Alitalia non faccia bene neppure ad Alitalia". Penati prende fiato e riparte: "A questo punto il governo dica che cosa intende fare. Noi chiediamo l'immediata convocazione di un tavolo per Milano dedicato al problema di Malpensa ". La seconda richiesta "urgente" riguarda "impegni precisi per liberalizzare i diritti di voto. L'avevamo chiesto al precedente governo, e ora torniamo a chiederlo: è la condizione perché a Malpensa possano arrivare grandi vettori in grado di sostituire il deserto lasciato da Alitalia". Ma il tema dei nuovi operatori può avere anche un rovescio della medaglia. Per questo Penati si rivolge alla Sea, di cui la Provincia è socia per il 14,6% attraverso la controllata Asam. La giunta di palazzo Isimbardi ieri ha deliberato di chiedere la convocazione di un'assemblea straordinaria dei soci Sea. "Per parlare - spiega Penati - di cosa comporteranno le due cause che Sea ed Alitalia hanno intentato l'una nei confronti dell'altra. Tra l'altro - aggiunge il presidente - vogliamo capire se le nuove rotte introdotte da nuove compagnie a Malpensa - che come abbiamo visto non hanno fermato l'emorragia di passeggeri - non costituiscano un elemento negativo per il destino dell'hub". Secondo Penati, il rischio è che le nuove tratte "possano bloccare la possibilità di realizzare accordi con i grandi vettori che potrebbero rilanciare l'aeroporto". A Penati si aggiunge il vicepresidente della giunta Alberto Mattioli: "Vorremo risposte chiare sui rapporti tra la società e Alitalia. Ma sorprende anche la decisione della società di distribuire per intero il dividendo in un momento di tale incertezza ". Mentre dal consiglio provinciale interviene Roberto Caputo (Sdi): "Dopo la campagna elettorale giocata sullo psicodramma per Malpensa, con la Lega che manifestava ogni giorno e Formigoni e la Moratti che rilasciavano quotidiane dichiarazioni per annunciare sventure, fatto il governo ora tutto tace". Giusto domenica Umberto Bossi era tornato sull'argomento Malpensa, dicendo che il consiglio dei ministri in cui il governo affronterà l'argomento potrebbe svolgersi proprio nello scalo varesino. "Ben venga" è stata la risposta del presidente Sea Giuseppe Bonomi. Che ha anche ricordato come i dati sul calo "confermano quello che avevamo previsto, ma siamo confidenti in un recupero grazie anche ai recenti accordi ". Aeroporto Sopra due velivoli fermi allo scalo di Malpensa. A destra il presidente della Provincia Filippo Penati Marco Cremonesi.

Torna all'inizio


Le tante favole sul nucleare (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 27-05-2008)

Argomenti: Alitalia

L'editoriale Le tante favole sul nucleare Massimo Serafini Ribellarsi alla sciagurata decisione di riaprire l'avventura nucleare è giusto, necessario, possibile e mi auguro divertente. "Nucleare no grazie" perché non aiuta questo paese a ridurre i gas serra e a cogliere le opportunità che farlo produce, ma lo condanna solo al declino, lo espone a pericoli, a proibitivi costi dell'energia, a un'opprimente centralizzazione di ogni decisione. Non sarà facile ribellarsi, visto che una centrale elettrica, ma anche una discarica, sono state equiparate a siti militari "invalicabili" e per chi protesta le botte di Napoli saranno la regola. Ma se si vuol bene a questo paese bisogna, come vent'anni fa, ribadire quel "no grazie" che pronunciammo allora: rimane una tecnologia intrinsecamente insicura che non si sa come dismettere, né come smaltirne le scorie. Ribellarsi anche alla falsa informazione di gran parte dei giornali che da mesi imbottiscono di balle l'opinione pubblica, come quando scrivono di quarta generazione dei reattori, omettendo che per ora si tratta solo di una ricerca che forse fra dieci, quindici anni darà qualche frutto. Ribellarsi perché i costi di questa scelta saranno scaricati sulla collettività e non su qualche imprenditore disposto a rischiare. Chi pagherà, ministro Scajola, l'annunciato primo mattone e quelli successivi, la cui posa lei ha promesso, entro la legislatura, a una platea di imprenditori che festeggiavano la loro presidentessa, Emma Marcegaglia, nota nuclearista nonché convinta che Kyoto consista solo in "lacci e lacciuoli"? Ministro, faccia il nome e il cognome di un imprenditore interessato a rischiare i suoi soldi in questa avventura. Sapendolo gli potremmo chiedere a quanto, per guadagnarci, dovrà vendere alla rete elettrica il kwh, dopo avere investito per costruire la centrale, ricostruire la filiera, la gestione e il riprocessamento dell'uranio e del plutonio, le necessarie strutture di verifica e controllo, lo smantellamento delle centrali a fine vita, l'immagazzinamento delle scorie per migliaia di anni e l'impegno militare per proteggere le centrale da attacchi terroristici? Altro che elettricità meno cara. Faccia dunque un nome ministro o se le cose stanno come per le cordate dell' Alitalia ci lasci chiedere ai "soliti noti" di ribellarsi. Mi rivolgo al ministro ombra dell'ambiente per sollecitarlo a convincere il suo governo a fare una determinata opposizione a questa scelta. Non le chiedo solo di dire no, ma di avanzare proposte alternative. Ad esempio potrebbe convocare architetti, ingegneri, muratori, pianificatori, e insieme a loro definire un progetto per eliminare, dalle 200 milioni di tonnellate equivalenti petrolio che consumiamo ogni anno, una parte di quel 50% di sprechi. Ad esempio quelli per riscaldare, rinfrescare e illuminare il nostro patrimonio abitativo. Oppure presenti un piano alternativo che produca, fra un anno e non fra dieci, gli stessi 10000 mw delle centrali previste, sfruttando il vento, il sole, i salti dei fiumi, i residui dei boschi e dei campi. E ancora proponga come prima grande opera le infrastrutture necessarie a trasferire in cinque anni il 10% delle merci da gomma a cabotaggio e ferro. Molti "ribelli" si metteranno in marcia per il clima e un'altra energia il sette giugno a Milano. Lo faranno dicendo no a nucleare e carbone e sì a un modello di democrazia energetica fatto di fonti rinnovabili diffuse nel territorio, di gas per la transizione e di efficienza, ma anche di stili di vita più rispettosi del fatto che l'energia servirà presto a sette otto miliardi di persone.

Torna all'inizio


Soldati a Kabul, nucleare iraniano I dossier che aspettano Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-27 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Fronti interni e internazionali Soldati a Kabul, nucleare iraniano I dossier che aspettano Berlusconi SEGUE DALLA PRIMA è l'ennesima svolta di un premier che anche in questo campo ha cambiato approccio e profilo, e che - poco prima di affidargli la Farnesina - spiegò a Frattini quali fossero le sue nuove priorità: "Devo concentrarmi sui problemi nazionali e non posso distrarmi. D'altronde un leader è forte quando è forte in casa propria ". E infatti, finora, Berlusconi ha privilegiato le faccende domestiche, si è portato avanti con l'emergenza rifiuti in Campania e con il pacchetto sicurezza, mentre è in attesa di incardinare la difficilissima pratica Alitalia, sulla quale pare continuino le trattative con alcune compagnie arabe. Sui dossier internazionali invece "non ha ancora messo la testa", come raccontano alcuni suoi fidati collaboratori. Ma è chiaro che dovrà farlo a breve, vista l'agenda degli appuntamenti in programma già dalla prossima settimana. Il Cavaliere è atteso a un incontro con il primo ministro canadese, a due bilaterali "europei " con Sarkozy e Zapatero, e soprattutto al faccia a faccia con Bush. L'Afghanistan sarà uno dei temi principali, e sulla questione Berlusconi dovrà arrivarci preparato: secondo gli uomini di palazzo Chigi si tratta del "nodo centrale, insieme all'Iran ". Il premier sa che la situazione a Kabul ha preso "una brutta piega ", ed è consapevole che le regole d'ingaggio per i militari italiani andranno riviste. In che modo, però, è tutto da vedere. La decisione sarà presa dopo una approfondita riflessione con il ministero degli Esteri, con il dicastero della Difesa, e con i servizi di sicurezza, per valutare la situazione sul terreno e stabilire le scelte da fare. "Bisognerà essere credibili e realistici ", è l'approccio di Berlusconi, che al momento si mostra prudente e annota le informative che gli giungono, senza tuttavia prendere posizione. Per esempio, è a conoscenza delle richieste dei tedeschi, che - secondo fonti accreditate - sarebbero quelli che più spingono perché gli italiani collaborino nel controllo dello spazio aereo. Una simile opzione andrà valutata attentamente, perché - tradotto dal linguaggio diplomatico - vorrebbe dire che in caso di necessità i velivoli tricolore dovrebbero svolgere un compito anche offensivo. La questione afghana insomma è delicatissima. Non si tratta solo di accorciare da 72 a 6 ore i tempi di risposta del governo alla richiesta di intervento dei militari italiani fuori dalla loro zona di competenza. Entro fine giugno - come ha annunciato Frattini - Roma darà una risposta complessiva agli alleati e informerà "anzitempo" il Parlamento. è evidente che un eventuale e più diretto coinvolgimento nelle aree calde dell'Afghanistan cambierebbe i connotati della missione. Ed è scontato che il presidente del Consiglio vorrà preventivamente discutere del dossier con il capo dello Stato. Ecco perché il Cavaliere dovrà "metterci la testa". E dovrà farlo al più presto, visto che ieri proprio l'assenza di una sua posizione ha portato a evidenti discrepanze di toni tra Frattini e La Russa, impegnati a Bruxelles in un vertice con i colleghi dell'Unione Europea e in un colloquio con il segretario generale della Nato. è vero che il titolare degli Esteri gode della fiducia di Berlusconi, ma il rincorrersi di dichiarazioni e puntualizzazioni per tutto il giorno con il ministro della Difesa ha dimostrato che nella squadra di governo non c'è ancora una posizione univoca. Spetterà al premier assumersi questo incarico, nel solco di una linea di politica estera che - come ha anticipato in un recente colloquio - "dovrà essere finalizzata a ciò che è utile per il nostro Paese". C'era una volta il Cavaliere che organizzava vertici come quello di Pratica di Mare. Quel Cavaliere non c'è più, sebbene vada orgoglioso del passato, e rammenti ancora "la soddisfazione che provai quando Bush mi fece i complimenti. Da buon amico mi rivelò il suo iniziale scetticismo per quell'appuntamento, dicendomi che poi aveva capito quanto fosse stato importante". Ora però il suo profilo sarà diverso, "la sua politica estera - a sentire i collaboratori - sarà senza fronzoli". Non c'è dubbio che dopo il discorso davanti al Congresso americano non abbia più bisogno di farsi conoscere, ma le decisioni che ora dovrà assumere sono difficili. Ecco perché dovrà "mettere la testa " sul dossier afghano, "il nodo più delicato insieme a quello sull'Iran ". Francesco Verderami.

Torna all'inizio


Enel e Poste, cambiano i presidenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-27 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Nomine Oggi vertice a Palazzo Chigi per le liste dei consigli. Eni, resterebbe anche Poli Enel e Poste, cambiano i presidenti Tosi verso il gruppo elettrico, Valsecchi e Rebecchini in gara per l'ente Rush finale per le candidature nelle aziende che fanno capo al ministero del Tesoro Il toto-consiglieri ROMA - Il governo è ancora alle prese con il sudoku delle nomine ai vertici di Poste, Enel ed Enel in scadenza nei prossimi giorni. Nel weekend Lega Nord e Alleanza nazionale hanno alzato le loro pretese, rendendo più difficile a Palazzo Chigi, che tiene in mano il gioco, la quadratura del cerchio. Così, i candidati di Forza Italia riprendono quota, come la possibilità di una conferma dei presidenti, oltre che degli amministratori delegati, di Eni ed Enel. La decisione del governo arriverà oggi, anche se solo domani il Tesoro diffonderà le liste dei propri consiglieri per le assemblee di Eni ed Enel, in programma il 10 e 11 giugno. La prima scadenza in agenda è quella di Poste Italiane, la cui assemblea si riunirà domani. Dopo esser stato a lungo in bilico, l'amministratore delegato Massimo Sarmi potrebbe essere confermato. Alla presidenza della società potrebbe andare Franco Valsecchi, avvocato, considerato vicino a Forza Italia. Già consigliere di amministrazione delle Poste, di Postel e presidente di Postecom e Banco Posta Fondi Sgr, Valsecchi, autore anche di un libro sulla società, è attualmente consigliere d'amministrazione dell'Enel, incarico che dovrebbe lasciare. In corsa per la guida delle Poste Italiane c'è anche, spinto da Alleanza nazionale, l'attuale presidente della Cassa Depositi e Prestiti, Salvatore Rebecchini. All'Eni è scontata la conferma dell'amministratore delegato, Paolo Scaroni, ma alla fine potrebbe restare anche il presidente Roberto Poli, che qualche settimana fa aveva lasciato intendere di voler abbandonare l'incarico. Nella società petrolifera, oltre al presidente e all'amministratore delegato, il Tesoro dovrà designare altri quattro consiglieri d'amministrazione. L'imprenditore Mario Resca, in quota Forza Italia, potrebbe restare, ma di lui si parla con grande insistenza anche come possibile nuovo presidente dell'Alitalia. Saranno invece certamente sostituiti i consiglieri Dario Fruscio (in quota Lega, già dimessosi all'inizio dell'anno), Marco Pinto (fu nominato in quota Udc e non sarà confermato) e Pierluigi Scibetta (An). Ancora fluida la situazione anche per quanto riguarda l'Enel. La Lega Nord vorrebbe la presidenza della società, oggi affidata a Piero Gnudi, che il nuovo governo considera un po' troppo legato a Romano Prodi. Il Carroccio, tuttavia, non ha grandi nomi da spendere, considerato che Giuseppe Bonomi difficilmente lascerebbe la Sea per un incarico di rappresentanza. La Lega potrebbe così mirare alla promozione del consigliere Gianfranco Tosi, già due mandati all'Enel, ingegnere, ex sindaco di Busto Arsizio. Alleanza nazionale punterebbe invece le sue carte su Ferruccio Ferranti. E tra i due potrebbe spuntare un presidente di Forza Italia, magari con l'attribuzione alla Lega e ad An di due consiglieri a testa nel consiglio dell'Enel. Gli ultimi nodi, come detto, saranno sciolti oggi a Palazzo Chigi tra Gianni Letta, vero regista della partita, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e i plenipotenziari di An e Lega, Andrea Ronchi e Roberto Calderoli. Nella tornata di nomine dovrebbe rientrare anche la Consip, ma non si esclude che nel pacchetto possano rientrare anche le presidenze di due Commissioni parlamentari importanti, quella sulla Vigilanza del servizio radiotelevisivo e l'Antimafia. Candidati Corsa a due per le Poste. La presidenza potrebbe andare a Franco Valsecchi (in alto a destra), avvocato considerato vicino a Forza Italia. Ma per la stessa posizione ci sarebbe anche, spinto da Alleanza nazionale, l'attuale presidente della Cassa Depositi e Prestiti, Salvatore Rebecchini (a sinistra). Gianfranco Tosi (in basso a sinistra) è in corsa per la Sea Mario Sensini.

Torna all'inizio


La Borsa crede ai tifosi di Soros ma l'affare-Roma resta un <giallo> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Sport - data: 2008-05-27 num: - pag: 47 categoria: REDAZIONALE Il caso L'imprenditore americano si è un po' raffreddato, ma la trattativa resta viva La Borsa crede ai tifosi di Soros ma l'affare-Roma resta un "giallo" ROMA - L'unica certezza, nella telenovela infinita della possibile cessione della As Roma, è che la società giallorossa adesso ha almeno un prezzo: 280 milioni di euro. è il risultato di due snodi fondamentali della storia che ha avvicinato, allontanato, riavvicinato e riallontanato la famiglia Sensi, UniCredit, la Inner Circle Sport e George Soros. Cioè: i proprietari della Roma da 15 anni; l'istituto bancario che ha un credito di 377 milioni verso la Italpetroli, controllante della Roma; i procacciatori di affari che hanno già messo a segno il colpo della cessione del Liverpool alla strana coppia yankee Hicks & Gillett; il magnate americano di origine ungherese cui era stato prospettato lo sbarco sul pianeta calcio. Il 17 aprile scorso Steven G. Horowitz e Philip Hall, rappresentanti della Inner Circle Sports, erano sbarcati a Roma per chiudere l'affare a 280 milioni di euro. Due giorni dopo sono ripartiti per New York furibondi: era stato prospettato loro un rilancio, assai più alto, da parte di una fantomatica cordata araba. Una mossa incauta, perché un comunicato ufficiale di Italpetroli, il 21 aprile, ha smentito "qualsiasi interessamento" da parte degli arabi. Dietro c'era la pressione della Consob di fare chiarezza su una situazione che stava provocando le montagne russe del titolo in Borsa. E lì Soros ha staccato la spina. La trattativa è rimasta viva per due motivi: UniCredit, non convinta del piano di rientro del debito presentato nel novembre 2007, ha fatto capire alla famiglia Sensi che un'eventuale offerta di quella portata era interessante e irripetibile; Inner Circle Sports, che ha speso tempo e denaro nell'operazione, ha cercato di tenere accesa la fiammella, prospettando all'entourage di Soros grandi margini di manovra e di profitto. I risultati sportivi, la passione del pubblico romanista, un nome spendibile ovunque, lo sfruttamento ancora primordiale di marketing e merchandising del calcio italiano (oltre il 60% dei ricavi vengono dai diritti televisivi), la possibilità di costruire uno stadio di proprietà che, come sanno benissimo negli States e in Inghilterra, è una macchina da soldi. Il nuovo stadio dell'Arsenal, per esempio, ha portato a un +72 milioni di euro di ricavi dopo il primo anno di attività (192 milioni con Highbury nel 2006, 264 con l'Emirates Stadium nel 2007). Nell'intervista rilasciata al Corriere della Sera lo scorso 16 maggio, George Soros non ha voluto rispondere sull'argomento calcio: "Mi vuole far parlare della Roma? No, no. Le decisioni d'investimento dipendono dalle situazioni specifiche. Ogni caso fa storia a sé". Questa la chiosa dell'intervistatore, Massimo Gaggi: la sensazione del cronista è che la questione Roma sia stata esaminata dai gestori operativi del fondo ma non da George Soros direttamente e che la questione sia, comunque, ormai chiusa. Perché, allora, la trattativa è andata avanti, tanto da far pensare che potesse chiudersi nelle prossime ore? Perché, come in una favola postmoderna, il venditore che non voleva vendere ha poi aperto uno spiraglio. La piazza romana, tra l'altro, si era schierata apertamente per Soros. Perché un sì entusiasta agli stranieri nel calcio e un no deciso, per esempio, ai francesi che volevano comperare Alitalia? Perché da un lato si promettevano sangue, sudore e lacrime (leggi licenziamenti) e dall'altro vittorie, sogni e grandi acquisti. Secondo l'agenzia Radiocor, però, George Soros avrebbe deciso di non dare seguito agli sforzi di Inner Circle già da venerdì scorso. E Italpetroli, ieri, ha ripetuto "di non aver ricevuto e/o accettato, direttamente o indirettamente, alcuna manifestazione di interesse o offerta relativa all'acquisizione della propria partecipazione di controllo in As Roma, da parte di Inner Circle Sports e/o del signor George Soros o di fondi direttamente o indirettamente facenti capo o riferimento allo stesso". Tutto finito, allora? La Borsa pensa altrimenti: un nuovo balzo in avanti del titolo (+17%) è il segno che Piazza Affari scommette ancora sul fatto che ci siano dei compratori. Soros, in un gioco di schermaglie. Oppure Fisher, il boss di Gap e Banana Republic. O chiunque possa essere interessato per 280 milioni a una società che promette di valere molto di più in poco tempo. L'impennata delle azioni non si è fermata neanche di fronte ai comunicati della famiglia Sensi e il titolo ha chiuso a 1,54 euro, ai massimi dal settembre 2002. Importante anche il numero di scambi, che hanno riguardato il 5,8% del capitale, ovvero 7,8 milioni di azioni. In due mesi il titolo ha più che raddoppiato il proprio valore (era a 73 centesimi lo scorso 26 marzo) e dall'inizio dell'anno ha messo a segno un rialzo del 144%. Un andamento che tiene viva l'attenzione della Consob ma anche ogni possibile soluzione. Investimenti stranieri I sostenitori giallorossi schierati dalla parte del finanziere. Perché lui sì e i francesi per Alitalia no? Perché promettere soldi e successi non è promettere tagli e licenziamenti... Andirivieni Il finanziere George Soros, 77 anni Luca Valdiserri.

Torna all'inizio


Alitalia, conti sotto la lente di Deloitte: consiglio sospeso (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-27 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE Decreto Il board aspetta il decreto che converte il prestito ponte in patrimonio. Il nodo della certificazione del bilancio Alitalia, conti sotto la lente di Deloitte: consiglio sospeso ROMA - Alitalia ha sospeso ieri il consiglio d'amministrazione, convocato per l'esame del bilancio 2007, in attesa del provvedimento del governo sulla trasformazione del prestito ponte in patrimonio netto. Il cda, presieduto da Aristide Police, dovrebbe riprendere già oggi, una volta che il governo avrà chiarito la portata del provvedimento approvato dal consiglio dei ministri che si è svolto la scorsa settimana a Napoli. Il dettato del testo non è irrilevante ai fini della valutazione che ne daranno i sindaci della società ma anche i revisori di Deloitte, cui è demandato, entro giugno, il verdetto sulla "continuità aziendale ". C'è infatti da capire come "interpretare" il prestito se, ad esempio, come un finanziamento in conto capitale o magari come un prestito convertibile con un'opzione a favore della stessa compagnia. L'operazione decisa dal governo si è resa necessaria dal momento che le perdite del 2007, sommate a quelle registrate nel primo trimestre 2008, pari a 215 milioni, porterebbero il patrimonio netto sotto zero, rendendo ineludibile nell'immediato la ricapitalizzazione. Intanto c'è un altro decreto in attesa di un verdetto, è quello, sempre sul prestito ponte, emanato però dal governo Prodi. Il provvedimento, che è stato approvato dal Senato, oggi sarà oggetto dei lavori della Commissione trasporti di Montecitorio. "Il decreto verrà approvato così com'è" ha anticipato il presidente Mario Valducci (Pdl). Che ha aggiunto: "Ci attendiamo che il rappresentante del governo che prenderà parte ai lavori riferisca delle novità decise nell'ultimo consiglio dei ministri ". In ogni caso "il decreto non cambia - ha concluso Valducci - perché la novità consiste solo nella facoltà che si è riservata l'azionista di considerare una parte del prestito come patrimonio netto". La commissione ha chiesto la possibilità di audire nei prossimi giorni il ministro dell' Economia, Giulio Tremonti. La Commissione europea attende invece entro il 30 maggio i chiarimenti del governo sul prestito ponte. Ma la decisione di patrimonializzarlo ne rende più difficile la difesa davanti all'Ue. "Il ministro Tremonti ha le idee molto chiare su cosa fare" ha detto ieri il ministro per le Politiche comunitarie, Andrea Ronchi, al termine di un incontro a Bruxelles con il commissario Ue all'Immigrazione, Jacques Barrot. Ronchi ha comunque spiegato di non aver parlato di Alitalia con Barrot, che fino a qualche giorno fa era commissario europeo ai Trasporti e che quindi finora ha seguito il dossier Alitalia. Riprende il tam-tam dei sindacati che chiedono lumi al governo sulla linea che intende seguire su Alitalia. "Il tempo passa - ha detto il segretario Cgil, Guglielmo Epifani - e non abbiamo notizie né di cordate italiane né internazionali". Secondo il leader del maggior sindacato, "bisogna che il governo metta nel suo calendario un incontro per dirci a che punto è la situazione Alitalia. Penso che sarebbe importante e corretto aprire un tavolo di confronto". Aristide Police Antonella Baccaro.

Torna all'inizio


Veltroni: su Alitalia troppo silenzio (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 27-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Il prestito-ponte al vaglio della Commissione Trasporti Veltroni: su Alitalia troppo silenzio Secondo il leader del Pd, l'esecutivo non starebbe facendo abbastanza per salvare la compagnia Roma, 27 mag. - "Passano i giorni ma la questione Alitalia continua a non essere affrontata né risolta". Così Walter Veltroni è tornato oggi sulla questione della compagnia aerea italiana, sollecitando il Governo a risolvere al più presto la vicenda. Secondo il leader del Pd, l'esecutivo non starebbe facendo abbastnaza per salvare la compagnia di bandiera, e dopo aver fatto pressioni per il ritiro di Air France dalle trattative di acquisto, avrebbe mostrato un preoccupante silenzio riguardo al piano di salvataggio annunciato invece in campagna elettorale. Il Governo, dal canto suo rilancia il progetto di una cordata italiana, puntando sull'approvazione del prestito-ponte, che attualmente è al vaglio della Commissione Trasporti della Camera. Questa sera, intanto, è prevista una nuova riunione del Cda, presieduto dal presidente Aristide Police. Giampaolo Mannu.

Torna all'inizio


Alitalia, Veltroni: "L'esecutivo si muova" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 27-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 125 del 2008-05-27 pagina 0 Alitalia, Veltroni: "L'esecutivo si muova" di Redazione Il leader del Pd attacca Palazzo Chigi sulla questione della compagnia di bandiera: "I giorni passano ma la questione Alitalia non viene affrontata né risolta. Non ci sono né la famosa cordata italiana, né soluzioni alternative all'orizzonte" Roma - "Voglio denunciare il silenzio" dell'esecutivo sulla vicenda Alitalia e "chiedere al governo un'indicazione chiara su un problema drammatico per la vita pubblica del Paese". Così il leader del Pd, Walter Veltroni, torna sulla vicenda ancora irrisolta della compagnia di bandiera sollecitando l'intervento del governo Berlusconi. "I giorni passano ma la questione Alitalia - dice Veltroni - non viene affrontata né risolta. Il destino della compagnia di bandiera, dopo che si sono create le condizioni per l'abbandono della trattativa da parte di Air France, lascia spazio a rischi molto forti. Non ci sono né la famosa cordata italiana, né soluzioni alternative all'orizzonte. Più passano i giorni e meno sono le risorse per la soluzione del problema". Prestito ponte, chiarimento con l'Ue In attesa di sapere quali saranno gli sviluppi sulla cordata italiana ormai tutta l'attenzione è rivolta al prestito ponte, oggi all'esame della Commissione Trasporti della Camera dopo il via libera dato dal Senato la scorsa settimana. Sul prestito ponte si dovrà poi pronunciare anche Bruxelles che comunque attende una risposta da parte del governo italiano ai chiarimenti richiesti: "Ci stiamo lavorando in queste ore", ha spiegato il ministro delle Politiche europee, Andrea Ronchi. Intanto nel pomeriggio si riunirà di nuovo il cda, sospeso ieri sera. Perdite pesanti Il presidente Aristide Police attende di vedere la luce del provvedimento di salvataggio annunciato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti e approvato al Cdm di Napoli che trasformerebbe in patrimonio netto i 300 milioni di euro di prestito ponte e di fatto evitare alla compagnia una ricapitalizzazione di urgenza. La norma, come è stato confermato oggi da fonti di governo, sarà contenuta nel decreto fiscale con cui il governo abolisce l'Ici e detassa gli straordinari. Le perdite 2007 su cui il cda dovrebbe togliere il velo sarebbero più pesanti del previsto lasciando al momento il destino della società appeso a un filo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 27-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Leggete la cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia Commenti ( 2 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in Italia Commenti ( 17 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo. Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 61 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi, anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché, storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità, incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco, si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori, quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata, finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante, estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa: dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 78 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 40 ) " (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03May 08 L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista Il centrodestra ha vinto in Francia, poi in Italia, due giorni fa alle comunali in Gran Bretagna. Quasi certamente anche la Germania seguirà la stessa strada, considerato che la Merkel distanzia il leader socialdemocratico Beck di 54 punti. La mia tesi, come spiego in un editoriale, è che i partiti conservatori tentano di rispondere al malessere che attanaglia tutte le società occidentali, mentre le sinistre restano chiuse nel proprio mondo, astratto e autoreferenziale, sia quella moderata sia quella estrema. "Scossi da una globalizzazione che genera insicurezza economica, dall'immigrazione incontrollata e dalla criminalità in aumento, gli italiani, come i francesi o gli inglesi, vogliono sapere chi sono e a quali valori possono ancora credere. Cercano nuove radici", scrivo nel fondo. Il riflusso, secondo me, non è populista, ma identitario. Tuttavia ho l'impressione che la stampa di sinistra ancora una volta non abbia capito e tenti di liquidare la tendenza europea come un fenomeno transitorio ("La crisi che rilancia la destra", scrive l'Unità) e comunque negativo. Oggi uno degli editoriali di Repubblica era intitolato significativamente "destra snob e populista". Snob non so dove: oggi élitaria è semmai una certa sinistra culturale, giornalistica e imprenditoriale. Addossare al Popolo della Libertà, alla Lega e più in generale a Sarkozy (che un anno fa la gauche descriveva come "fasciò") e probabilmente domani al britannico Cameroon, l'accusa di populismo significa ripeterere schemi risaputi. Ogni voltà che emerge un fenomeno nuovo, gli intellettuali e i politici progressisti si ritraggono e anziché analizzare la realtà si rifugiano in un comodo conformismo, questo sì qualunquista. La sinistra non capì Reagan, non capi la Thatcher, in fondo non capì nemmeno Blair e il suo ancor oggi etereo New Labour. Ha fatto il tifo per l'euro, per l'unificazione europea a prescindere senza mai interrogarsi sul loro reale significato. Io non so se il centrodestra in Italia e in altri Paesi europei avrà successo, ma perlomeno tenta di fornire delle risposte. La sinistra, invece, è immobile, arroccata aristocraticamente fuori dal mondo. Cambierà mai? Scritto in democrazia Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Apr 08 Vincere l'orrore, la straordinaria lezione di Daoud Ci sono uomini che nascono con una grande anima, uno di questi è senz'altro Daoud Hari, autore del bellissimo libro autobiografico Il traduttore del silenzio (piemme edizioni). L'ho intervistato per il Giornale. Non lo conoscevo e ne sono rimasto conquistato. Per capire la tragedia del Darfur e del popolo degli zaghawa, le sue pagine autobiografiche valgono più di qualunque approfondimento. Ma anche se non siete interessati al dramma di questa regione del Sudan, ascoltatelo. Scoprirete un uomo che è stato testimone di orrori inimmaginabili, che è stato torturato e più volte sul punto di essere giustiziato: chiunque di noi sarebbe rimasto segnato per sempre. Lui no, è riuscito a reagire nel modo giusto, a non perdere il gusto della vita. Dice: "Ho superato momenti atroci ripetendomi che dovevo trovare il modo di ridere un pochino ogni giorno, malgrado tutto, o il mio cuore avrebbe finito per esaurire quella felicità che lo fa battere". Nelle sue parole non c'é traccia di odio, né di rancore. Se fosse cattolico sarebbe un francescano sulla via della beatitudine, se fosse ebreo sarebbe un Giusto, ma Daoud è solo un figlio del Darfur e della grandezza di una saggezza che in lui è innata. E' un uomo straordinario che non si considera un maestro né un eroe, ma solo una persona che "cerca di vivere degnamente su questa terra". Spendete pochi minuti per leggere la sua testimonianza, pubblicata sul Giornale un paio di giorni fa, non può che far bene. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Apr 08 Italia e Roma, ora il centrodestra non ha più scuse Dunque Alemanno sarà sindaco di Roma, un'impresa storica. Ma ora il centrodestra non ha più scuse: controlla Milano, Roma, molte regioni importanti, gode di un'ampia maggioranza in Parlamento dove, per la prima volta, non sarà intralciato dalla demagogia dell'estrema sinistra, né dalle operazioni dilatorie dei piccoli partiti ma potrà contare su un'opposizione, da parte dell'Udc e del Pd, che si annuncia moderata e costruttiva. Il quadro è ideale ma comporta dei rischi, uno in particolare: l'assunzione di responsabilità, da cui la nostra classe politica tradizionalmente rifugge. Se il centrodestra ha davvero un progetto per il Paese e con esso una visione del futuro, se è in grado di rendere l'Italia più sicura e di moderare l'immigrazione, oggi fuori controllo, è il momento di agire, abbandonando le logiche da campagna elettorale. Un governo credibile in un Paese più serio: è questo che si aspettano gli italiani. Da qui due domande. Secondo voi il centrodestra è pronto a gestire un potere tanto ampio? E dunque Berlusconi, Fini e Bossi saranno all'altezza di una missione ambiziosa e, comunque vada, cruciale per l'Italia? Scritto in Italia Commenti ( 49 ) " (4 voti, il voto medio è: 3.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Apr 08 Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? L'Ordine dei giornalisti è inutile? Probabilmente sì. Gli aiuti di Stato ai giornali di partito sono scandalosi? Senza dubbio. Criticare il mondo del giornalismo è lecito e secondo me anche salutare. Ma trovo che l'era del libero insulto stia volgendo al termine. Mi spiego: Beppe Grillo è stato l'unico a denunciare certe situazione politiche, mediatiche, economiche e questo è stato un bene per la democrazia italiana. C'era bisogno di una valvola di sfogo, di qualcuno che rompesse il conformismo e le convenienze. Ma non si può continuare in eterno a infangare tutti. Il comico genovese denuncia il malcostume nazionale, ma con i suoi ne incoraggia un altro; quello per cui il cittadino si sente legittimato ad affrontare problemi e ingiustizie con l'insulto, lo sproloquio, il qualunquismo più immediato, da bar. E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere". Sulla Bbc sono d'accordo, ma la Cnn non è affatto garibaldina nei confronti della Casa Bianca e al Jazeera è posseduta dal Qatar che pone limiti molto severi all'informazione. Ancora: critica Napolitano (definito "un Morfeo che dorme, dorme, dorme") perché ha indetto elezioni prima del referendum: e che doveva fare? La legge parla chiaro e se non c'è maggioranza in Parlamento si va al voto col sistema vigente. Davvero tutti i giornalisti sono servi, a parte Travaglio? Ma siamo seri, per cortesia: che esista un problema di acquiescenza da parte di molti colleghi verso i politici è chiaro, ma offendere tutti indiscriminatamente è puro populismo. Noi giornalisti non possiamo sbagliare, ma quante scemenze ha detto Grillo in questi anni spacciandole sempre per verità assolute? La più grossa risale a qualche anno fa quando denunciava la manipolazione dell'informatica e rompeva i computer in sala. Chi lo contestava passava per fascista e qualunquista; oggi però Grillo è il profeta della Rete. E, come gli capita sovente, non accetta contestazioni. Allora: aboliamo pure l'Ordine, eliminiamo i finanziamenti, ma condieriamo Grillo per quel che è e non scambiamolo per il Vate capace di risollevare l'Italia. Per rinascere davvero questo Paese ha bisogno di modelli costruttivi, di leader credibili che sappiano elevare il discorso pubblico, anziché ridurlo a una raffica di Vaffa. Davvero Grillo è l'eroe della nuova Italia? Vi riconoscete in lui? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 106 ) " (16 voti, il voto medio è: 4.31 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (20) europa (1) francia (16) germania (2) giornalismo (33) gli usa e il mondo (23) globalizzazione (3) immigrazione (20) islam (12) Italia (91) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (13) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti... per la vecchiaia - 2 Emails Quello stile di "Repubblica"... - 2 Emails Internet fa bene ai giornali - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. Ma la destra dov'è? - 1 Emails Ultime discussioni Ambrogio.: No gentile Marcello Foa, non tema.nessuna riedizione degli anni 70. Solo gruppuscoli minoritari da... bo,mario: Se in quella università si studiasse invece di cercare scontri forse andrebbe meglio. Roccaforte di un... JackTheLeopard: Restando fermo ciò che ho già scritto su questo post, mi sbilancio un po'. Dire che Alemanno... marcello Foa: Cara Arjola, non ho visto il filmato e non posso giudicare. Se il negoziante dava del lei, Alemanno ha... Arjola: Salve Sig. Foa, ieri sera seguendo un programma ho visto un video che riguardava l'incontro tra... Ultime news La Sapienza, scontri politici tra studenti: 4 feriti e 6 fermatiRifiuti, tra gli indagati anche il prefetto PansaInter, addio a Mancini Verso il divorzio ufficialeRoghi, Sicilia in fiamme Ondata di caldo al SudTremonti: "Un freno a benzina e bollette"Rete4, il governo modifica l'emendamento Veltroni: "Quel decreto è una forzatura" Blog amici Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su Internet & comunicazione il blog megliotardichemai Il circolo Rosselli, socialismo liberale Il pranista, blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog Alberto Taliani Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R. Gatti, tutto per capire le insidie della droga Italiani per Ron Paul, un bel blog sulle elezioni Usa USI, Università della Svizzera Italiana Siti di Informazione Comincialitalia, il primo quotidiano italiano dei cittadini il blog di Di Ricco, un giornalista italiano in Libano il sito di Fausto Biloslavo il sito di Radio 3 Mondo Jones, un eccellente giornalista inglese La zanzara di Cruciani - Radio 24 Osservatorio Europeo di Giornalismo Prima Pagina, la rassegna stampa di Radio 3 Sito web ilGiornale.it May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (7) April 2008 (14) March 2008 (16) February 2008 (14) January 2008 (15) December 2007 (14) November 2007 (21) October 2007 (24) September 2007 (24) August 2007 (32) July 2007 (15) Recent Trackbacks Haramlik: E per smettere di fumare, una bella Cristoterapia Il Blog di Marcello Foa: Attenti, in Veneto è iniziata la rivolta dei comuni I più votati I mutui subprime, la frode della Casta delle banche - 24 Votes E la sicurezza? Ai politici non interessa più - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quella ragazzina musulmana tutta in nero - 14 Votes Quei cronisti coraggiosi contro 'ndrangheta e mafia - 13 Votes Ma Carla Bruni rappresenta davvero la donna italiana? - 13 Votes Prodi cade, urrah! Ma il centrodestra ha capito la lezione? - 13 Votes L'incredibile Monsieur Sarkozy - 12 Votes Recent Posts Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Attenti al nuovo trappolone europeo. Onore a Veltroni. Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista Vincere l'orrore, la straordinaria lezione di Daoud Italia e Roma, ora il centrodestra non ha più scuse Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? Pagine Biografia Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Marcello Foa © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


Alitalia, conti in picchiata troppi rischi: cda rinviato (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 27-05-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)

Argomenti: Alitalia

PERDE 2 MILIONI AL GIORNO Alitalia, conti in picchiata troppi rischi: cda rinviato Barbera e Grassia Sospeso l'esame del bilancio Commissariamento a un passo.

Torna all'inizio


L'Ici pop dei Liberali pop (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Il governo Berlusconi ha promesso in campagna elettorale di eliminare l'Ici sulla prima casa. Lo ha fatto con l'eccezione degli immobili accatastati a/1, a/8 e a/9. Il motivo è che sono immobili di lusso. Non vogliamo aprire una discussione sull'essenza di questa imposta. Piuttosto ci interessa determinare la ragione politica per la quale siano stati esclusi dal beneficio i proprietari di immobili, cosiddetti di lusso. E la ragione, cari commensali, è semplice: demagogia allo stato puro. Vedete, alcune manovre fiscali opportune questo governo non potrà farle per motivi di bilancio: e lo possiamo capire. Ma sull'Ici pop non ci siamo. Le "abitazioni di tipo signorile" accatastate così in Italia ammontano alla ridicola cifra di 35701 (trentacinquemila e rotti), di ville (burocraticamente chiamate a/8) ce ne sono 34.141 e infine ci sono 2397 tra castelli e palazzi di pregio. Insomma ci sono 72mila "ricchi" che non godranno dell'esenzione Ici, su 31 milioni di immobili in Italia. Posto, come si capisce, che estendere lo sconto anche a costoro non sarebbe stato un salasso, resta il pop. Scritto in Berlusconi IV Non commentato " (No Ratings Yet) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25May 08 Mutui e azzzzzardi Vi segnalo un bel articolo di Claudi Borghi sul Giornale di un paio di giorni fa. Si parla dell'intesa governo-banche sulla rimodulazione dei mutui a tasso variabile. Borghi dice chiaramente e subito che "non si tratta di un regalo" e mette in chiaro (è il caso di dirlo, vista la semplicità con cui spiega la manovra) la portata del provvedimento. Due sole notazioni aggiuntive e provocatorie. 1. Gli economisti lo chiamano moral azard: è la circostanza per la quale un individuo o un impresa assume rischi alti sapendo che poi alla fine qualcun altro sarà tenuto a pagare per il comportamento che eventualmente si è rivelato troppo rischioso. Ebbene ci si può domandare se questo intervento dello Stato non crei l'impressione che gli errori di valutazione dei cittadini possano essere sempre e comunque sanati dal legislatore. Chi ha contratto un mutuo a tasso variabile sapeva che il tasso sarebbe potuto cambiare. L'ha fatto perchè inizialmente i saggi erano bassi, ma poi quando sono saliti, zac ci pensa l'aiuto di mamma stato-banche. 2. La convezione pensata da governo-abi ha un forte effetto di riduzione della concorrenza. Chiunque avesse avuto una rata alta avrebbe (grazie alla Bersani, per la verità molto osteggiata dalle banche) potuto verificare offerte alternative per portare il mutuo in banche alla ricerca di nuovi clienti e dunque disposte ad applicare condizioni migliori. Con la rimodulazione prevista dalla convenzione, si fa tutto in casa. Dunque le banche si tengono stretti i propri clienti: gli fanno diventare la rata fissa e se li tengono così in portafoglio per decine di anni. Senza alcun rischio che qualche istituto bancario particolarmente aggressivo vada a rompere loro le scatole. I circa 1,5 milioni di italiani con la rata alta otterranno un beneficio temporaneo a cambiare il mutuo in fisso e per di più ai tassi del 2006, ma l'Italia perderà in termini di concorrenza del sistema e di educazione finanziaria dei suoi cittadini. Scritto in pol economica Commenti ( 13 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15May 08 Dietro la lavagna/2 A proposito di stipendi d'oro, perchè non pensare ad una tassazione eccezionale per chi ha case con più di trenta camere? Oppure perchè non aumentare la tassazione su chi ha la barca più lunga di trenta metri? E ancora perchè non tassare i proprietari di Ferrari e Lamborghini? Anzi, ideona, perchè non introdurre una imposta eccezionale per coloro che hanno un diamante superiore ai tre carati, colore f, e inclusioni wsi? Ma veramente risolviamo i problemi della finanza pubblica con manovre e annunci così pop e demagogici come quello di tassare gli stipendi dei manager? I ricconi, per la verità in gran parte antiberlusconiani, non hanno certamente bisogno del sottoscritto per essere difesi. Fa proprio rabbia dover essere costretti a difendere questa categoria e con essa il principio che le retribuzioni e i suoi eventuali tetti, in uno stato liberale, non li definisce lo Stato. Chissà perchè mi viene in mente un manifesto sinistro il cui refrain era: Anche i ricchi piangono, con una barca sullo sfondo. Tremonti dietro alla lavagna per quattro-cinque ore. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 30 ) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10May 08 Dietro alla lavagna/1 Prima dichiarazione ufficiale del ministro dell'Ambiente: "Ringrazio tantissimo Alfonso". Per Alfonso, la Presti-Giacomo intende Pecoraro Scanio. Ma non basta: "Ha fatto tanto in questi due anni per questo motivo con lui intendo mantenere un rapporto". Complimenti al neo ministro. Ci resta il dubbio se i suoi ringraziamenti si riferiscono specificatamente ai veti sui termovalorizzatori (caso Campania, ma non solo), a quelli sul nucleare, o a quelli sui rigassificatori? O piuttosto se i ringraziamenti ad Alfonso siano giustificati per la la composizione della commissione del Via, o per la retorica veteroambientalista, o per le ultime nomine fatte in fretta e furia al ministero, o per i viaggi pagati in alberghi extralusso su cui indaga la magistratura? Gentile Presti-Alfonso sono questi i motivi per cui intende mantenere un rapporto? Un rapporto, sia detto per inciso al neoministro, che gli italiani votando il suo partito e cancellando quello dei verdi, avrebbero voluto vedere raso al suolo. Per il ministro dell'ambiente, due ore dietro alla lavagna. E non fiati. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 22 ) " (8 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Apr 08 1929 Oggi è stato reso pubblico il dato del Pil negli Stati uniti, nel primo trimestre del 2008. La crescita della ricchezza americana è dello 0,6 per cento. Poco (anche ancora doppia rispetto a quella italiana), ma non da giustificare tecnicamente la paura di una recessione. La produzione industriale è cresciuta dello 0,7 per cento. I consumi dei cittadini dell'1 per cento. E per finire sul mercato di Borsa: all'inizio dell'anno il Dow Jones era a quota 13043 e oggi siamo ritornati più o meno là. Perdonate i numeri, ma forse a coloro che parlano di 29 converrebbe ricordarli. Scritto in finanza Commenti ( 16 ) " (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Apr 08 Chi non capisce, pontifica Mercoledì mattina sono stato inviato a Omnibus della Sette. Ascoltavo tanti dotti commenti sul successo della lega e sui suoi motivi e sui flussi elettorali e bla bla bla. Ma insomma con che coraggio. Abbiamo sbagliato tutto, ma pretendiamo di commentare i risultati diversi delle nostre previsioni. Ma come fanno i tanti che ci hanno detto che il parlamento sarebbe stato massacrato e polverizzato da questa legge elettorale, oggi a parlare di bipolarismo. Come fanno i tanti che davano la lega, come piccolo movimento di razzisti, a spiegare il suo successo. Cosa ha aperto loro gli occhi? Dovremmo tacere, stare zitti, fare la cronaca, ascoltare e smetterla di pontificare su fenomeni di cui non capiamo un cavolo. Ho la triste sensazione che i giornalisti stiano diventando sempre più simili ai politici: non riescono a vedere ciò che avviene fuori dai loro palazzi. Il corsera per due giorni consecutivi ci ha detto che sarebbe stato meglio il pareggio e oggi si compiace di una maggioranza chiara. L'universo mondo si interroga da dove siano arrivati i voti alla lega. Se un partito prende nelle città del nord un voto ogni cinque elettori, i voti li ha presi da tutti. Ma andiamo al bar Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (17 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Apr 08 Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara Cari comensali in questa campagna elettorale moscia, piena, come sempre, di promesse, le quotazioni di Ferrara salgono. Almeno, ovviamente, per me. Gli lanciano le pietre e lui risponde. Va nelle piazze con idee pazze. é un simbolo di passione e di politica. E divide, ma fa pensare. é adorabile. Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (7 votes, average: 4.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16Mar 08 Alitaglia/2 Cari commensali, l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due !!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me. Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il "pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (8 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato, per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile, soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (15 votes, average: 4.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano sono balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per bushel (così si chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al Chicago board of trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante deriva dall'annuncio del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano. Così come quelli appena applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono preoccupati dall'aumento dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano politiche protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono andate particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti della terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4 per cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle. Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a meno del per cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo da pagare è avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è quanto è avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (8 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie Berlusconi IV (3) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (19) Varie (32) Ultime discussioni Giulio di Siena: Non è proprio come dice Alessandro. E' vero, chi ha stipulato un mutuo non aveva la pistola... tzoia1: Si puo' discutere a vita sui dettagli, ma penso che la base sia la mancanza di una Cultura Liberale. Se... alessandro: Ma scusate qui c'è qualcosa che mi sfugge. Quando nel 2000 il signor Rossi è andato alla sua... libertyfighter: Concordo in toto. Anche se per me è molto più importante il concetto di Moral Hazard. Ma tanto in... Phastidio: Noto alcuni commenti piuttosto singolari, e che certificano la mancata lettura/comprensione del testo... I più inviati I "cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia - 1 Emails Morti di ipocrisia - 1 Emails Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara - 1 Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro freakkkettoni IBL La città dei liberi rass.stamp 11min In prova Ecodiario May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (4) April 2008 (3) March 2008 (2) February 2008 (4) January 2008 (5) December 2007 (5) November 2007 (5) October 2007 (7) September 2007 (11) August 2007 (20) Trackback recenti Giornalettismo: Ma se uccidi uno, è importante sapere per chi tifi? Il Blog di Nicola Porro: Sciopero fiscale Recent Posts L'Ici pop dei Liberali pop Mutui e azzzzzardi Dietro la lavagna/2 Dietro alla lavagna/1 1929 Chi non capisce, pontifica Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara Alitaglia/2 Morti di ipocrisia Il grano e gli Aerei puliti Pagine Messaggi e trasparenza Perchè esisto Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Nicola Porro © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (106 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (48 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (28 votes, average: 2.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (46 votes, average: 1.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (118 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Franco: Sono d'accordo con Corrado Buccieri, dovere aspettare cinque anni per rientrare nelle stanze del potere... lucila: oddio,io già ho un marito molto ed entusiasticamente tecnologico, condizionato anche dal lavoro che fa, e... 200 MILA NUOVE AIUOLE CON ALBERI ENTRO UN ANNO A MILANO: Se si producesse il bioetanolo dalle foglie senza abbattere... Corrado Buccieri: I nemici del dialogo sono coloro che non riusciranno a convincersi che devono aspettare almeno 5... Corrado Buccieri: La tecnologia è senz'altro utile, ma non bisogna farsi coinvolgere tanto.Va usata con... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News La Sapienza, scontri politici tra studenti: 4 feriti e 6 fermatiRifiuti, tra gli indagati anche il prefetto PansaInter, addio a Mancini Verso il divorzio ufficialeRoghi, Sicilia in fiamme Ondata di caldo al SudTremonti: "Un freno a benzina e bollette"Rete4, il governo modifica l'emendamento Veltroni: "Quel decreto è una forzatura" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (106 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (48 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (28 votes, average: 2.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (46 votes, average: 1.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (118 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Franco: Sono d'accordo con Corrado Buccieri, dovere aspettare cinque anni per rientrare nelle stanze del potere... lucila: oddio,io già ho un marito molto ed entusiasticamente tecnologico, condizionato anche dal lavoro che fa, e... 200 MILA NUOVE AIUOLE CON ALBERI ENTRO UN ANNO A MILANO: Se si producesse il bioetanolo dalle foglie senza abbattere... Corrado Buccieri: I nemici del dialogo sono coloro che non riusciranno a convincersi che devono aspettare almeno 5... Corrado Buccieri: La tecnologia è senz'altro utile, ma non bisogna farsi coinvolgere tanto.Va usata con... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News La Sapienza, scontri politici tra studenti: 4 feriti e 6 fermatiRifiuti, tra gli indagati anche il prefetto PansaInter, addio a Mancini Verso il divorzio ufficialeRoghi, Sicilia in fiamme Ondata di caldo al SudTremonti: "Un freno a benzina e bollette"Rete4, il governo modifica l'emendamento Veltroni: "Quel decreto è una forzatura" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (106 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (48 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (28 votes, average: 2.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (46 votes, average: 1.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (118 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Franco: Sono d'accordo con Corrado Buccieri, dovere aspettare cinque anni per rientrare nelle stanze del potere... lucila: oddio,io già ho un marito molto ed entusiasticamente tecnologico, condizionato anche dal lavoro che fa, e... 200 MILA NUOVE AIUOLE CON ALBERI ENTRO UN ANNO A MILANO: Se si producesse il bioetanolo dalle foglie senza abbattere... Corrado Buccieri: I nemici del dialogo sono coloro che non riusciranno a convincersi che devono aspettare almeno 5... Corrado Buccieri: La tecnologia è senz'altro utile, ma non bisogna farsi coinvolgere tanto.Va usata con... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News La Sapienza, scontri politici tra studenti: 4 feriti e 6 fermatiRifiuti, tra gli indagati anche il prefetto PansaInter, addio a Mancini Verso il divorzio ufficialeRoghi, Sicilia in fiamme Ondata di caldo al SudTremonti: "Un freno a benzina e bollette"Rete4, il governo modifica l'emendamento Veltroni: "Quel decreto è una forzatura" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (106 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (48 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (28 votes, average: 2.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (46 votes, average: 1.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (118 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Franco: Sono d'accordo con Corrado Buccieri, dovere aspettare cinque anni per rientrare nelle stanze del potere... lucila: oddio,io già ho un marito molto ed entusiasticamente tecnologico, condizionato anche dal lavoro che fa, e... 200 MILA NUOVE AIUOLE CON ALBERI ENTRO UN ANNO A MILANO: Se si producesse il bioetanolo dalle foglie senza abbattere... Corrado Buccieri: I nemici del dialogo sono coloro che non riusciranno a convincersi che devono aspettare almeno 5... Corrado Buccieri: La tecnologia è senz'altro utile, ma non bisogna farsi coinvolgere tanto.Va usata con... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News La Sapienza, scontri politici tra studenti: 4 feriti e 6 fermatiRifiuti, tra gli indagati anche il prefetto PansaInter, addio a Mancini Verso il divorzio ufficialeRoghi, Sicilia in fiamme Ondata di caldo al SudTremonti: "Un freno a benzina e bollette"Rete4, il governo modifica l'emendamento Veltroni: "Quel decreto è una forzatura" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (106 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (48 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (28 votes, average: 2.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (46 votes, average: 1.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (118 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Franco: Sono d'accordo con Corrado Buccieri, dovere aspettare cinque anni per rientrare nelle stanze del potere... lucila: oddio,io già ho un marito molto ed entusiasticamente tecnologico, condizionato anche dal lavoro che fa, e... 200 MILA NUOVE AIUOLE CON ALBERI ENTRO UN ANNO A MILANO: Se si producesse il bioetanolo dalle foglie senza abbattere... Corrado Buccieri: I nemici del dialogo sono coloro che non riusciranno a convincersi che devono aspettare almeno 5... Corrado Buccieri: La tecnologia è senz'altro utile, ma non bisogna farsi coinvolgere tanto.Va usata con... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News La Sapienza, scontri politici tra studenti: 4 feriti e 6 fermatiRifiuti, tra gli indagati anche il prefetto PansaInter, addio a Mancini Verso il divorzio ufficialeRoghi, Sicilia in fiamme Ondata di caldo al SudTremonti: "Un freno a benzina e bollette"Rete4, il governo modifica l'emendamento Veltroni: "Quel decreto è una forzatura" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (106 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (48 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (28 votes, average: 2.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (46 votes, average: 1.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (118 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Franco: Sono d'accordo con Corrado Buccieri, dovere aspettare cinque anni per rientrare nelle stanze del potere... lucila: oddio,io già ho un marito molto ed entusiasticamente tecnologico, condizionato anche dal lavoro che fa, e... 200 MILA NUOVE AIUOLE CON ALBERI ENTRO UN ANNO A MILANO: Se si producesse il bioetanolo dalle foglie senza abbattere... Corrado Buccieri: I nemici del dialogo sono coloro che non riusciranno a convincersi che devono aspettare almeno 5... Corrado Buccieri: La tecnologia è senz'altro utile, ma non bisogna farsi coinvolgere tanto.Va usata con... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News La Sapienza, scontri politici tra studenti: 4 feriti e 6 fermatiRifiuti, tra gli indagati anche il prefetto PansaInter, addio a Mancini Verso il divorzio ufficialeRoghi, Sicilia in fiamme Ondata di caldo al SudTremonti: "Un freno a benzina e bollette"Rete4, il governo modifica l'emendamento Veltroni: "Quel decreto è una forzatura" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


Racconta anche tu la partita della tua vita (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (106 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (48 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (28 votes, average: 2.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (46 votes, average: 1.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (118 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Franco: Sono d'accordo con Corrado Buccieri, dovere aspettare cinque anni per rientrare nelle stanze del potere... lucila: oddio,io già ho un marito molto ed entusiasticamente tecnologico, condizionato anche dal lavoro che fa, e... 200 MILA NUOVE AIUOLE CON ALBERI ENTRO UN ANNO A MILANO: Se si producesse il bioetanolo dalle foglie senza abbattere... Corrado Buccieri: I nemici del dialogo sono coloro che non riusciranno a convincersi che devono aspettare almeno 5... Corrado Buccieri: La tecnologia è senz'altro utile, ma non bisogna farsi coinvolgere tanto.Va usata con... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News La Sapienza, scontri politici tra studenti: 4 feriti e 6 fermatiRifiuti, tra gli indagati anche il prefetto PansaInter, addio a Mancini Verso il divorzio ufficialeRoghi, Sicilia in fiamme Ondata di caldo al SudTremonti: "Un freno a benzina e bollette"Rete4, il governo modifica l'emendamento Veltroni: "Quel decreto è una forzatura" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (106 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (48 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (28 votes, average: 2.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (46 votes, average: 1.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (118 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Franco: Sono d'accordo con Corrado Buccieri, dovere aspettare cinque anni per rientrare nelle stanze del potere... lucila: oddio,io già ho un marito molto ed entusiasticamente tecnologico, condizionato anche dal lavoro che fa, e... 200 MILA NUOVE AIUOLE CON ALBERI ENTRO UN ANNO A MILANO: Se si producesse il bioetanolo dalle foglie senza abbattere... Corrado Buccieri: I nemici del dialogo sono coloro che non riusciranno a convincersi che devono aspettare almeno 5... Corrado Buccieri: La tecnologia è senz'altro utile, ma non bisogna farsi coinvolgere tanto.Va usata con... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News La Sapienza, scontri politici tra studenti: 4 feriti e 6 fermatiRifiuti, tra gli indagati anche il prefetto PansaInter, addio a Mancini Verso il divorzio ufficialeRoghi, Sicilia in fiamme Ondata di caldo al SudTremonti: "Un freno a benzina e bollette"Rete4, il governo modifica l'emendamento Veltroni: "Quel decreto è una forzatura" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


Alitalia,persi495 milioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Sì AL BILANCIo Bilancio approvato a tarda ora dopo un'altra giornata di passione: il decreto slitta ancora, nessuna notizia della cordata italiana 28/05/2008.

Torna all'inizio


Alitalia, salvezza all'ultimo minuto (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Il decreto sul prestito non è nella Gazzetta Ufficiale Approvato il bilancio: persi 495 milioni. "Urgente ricapitalizzare" Roma. Alitalia ha chiuso il bilancio 2007 con un rosso di 495 milioni di euro: ha perso circa un milione e 350 mila euro al giorno. Un risultato migliore rispetto all'anno precedente, quando le perdite erano state di 626 milioni. Sul filo del rischio commissariamento, con l'approvazione dei conti la compagnia supera un passaggio delicatissimo. Resta in una "significativa situazione di incertezza aziendale" dopo il fallimento del progetto di integrazione in Air France Klm, ma per il consiglio di amministrazione l'intervento del governo è servito, "al momento", a mantenere in piedi il delicatissimo equilibrio dei conti. Dopo il primo decreto che ha stanziato un prestito di 300 milioni, e l'articolo inserito nel decreto fiscale che ne dispone l'utilizzo a copertura delle perdite, Alitalia può temporaneamente contare su "una importante consistenza di liquidità". La scelta di andare avanti senza arrendersi, sostenendo che la compagnia può ancora avere un futuro e che non è quindi venuto meno il requisito della continuità aziendale, è sorretta dalla "fiducia, anche del legislatore, sulla possibilità di completamento del processo di privatizzazione e di risanamento della compagnia" come emerge, indica il cda di Alitalia, dalle relazioni che accompagnano i due decreti. Resta la necessità"di una ricapitalizzazione da effettuarsi in tempi strettissimi", con l'ingresso di un nuovo azionista: la compagnia sta lavorando per la ricerca di una soluzione, anche in questa fase i vertici stanno sondando delle opportunità, ma deve attendere che il Tesoro decida in che modo riavviare la privatizzazione. "Attende - si legge nel comunicato diffuso dopo la riunione del cda - le indicazioni di contesto che l'azionista di riferimento vorrà formulare, nel cui ambito dette eventuali opportunità dovranno inquadrarsi". Intanto il cda prende atto che è ormai risolto l'accordo che la compagnia aveva siglato con Air France nel 2002 e che era stato rafforzato con uno scambio azionario del 2%. Sui conti del 2007 ha inciso anche l'aumento del prezzo per il carburante, che pesa sui bilanci di tutte le compagnie aeree, ed una svalutazione del valore della flotta per 97 milioni. Dopo 24 ore di sospensione, il cda è tornato ad esaminare i risultati dell'esercizio 2007 in seguito all'intervento del governo che ha indicato una soluzione per tamponare l'eventuale rischio di una erosione del capitale al di sotto del minimo legale. Circostanza che spalancherebbe la porta alla liquidazione per l'obbligo di immediata ricapitalizzazione che il Tesoro, con le mani legate dai vincoli di Bruxelles sugli aiuti di Stato, non avrebbe potuto assolvere: un articolo del decreto fiscale disciplina l'utilizzo del prestito ponte del governo ad Alitalia per 300 milioni, indicando che va utilizzato "per far fronte alle perdite che comportino una diminuzione del capitale versato e delle riserve al di sotto del livello minimo legale". La compagnia, con le perdite del primo trimestre 2007 cumulate al rosso del 2006, aveva già da tempo fatto scattare l'allarme (e le procedure previste dal codice civile) per perdite oltre un terzo del capitale. Intanto il Consiglio di Stato ha ribadito che va ripetuta la gara del gruppo in amministrazione straordinaria Volare per la cessione della low cost Volare Web e la compagnia charter Air Europe, anche se si tratta di attività già acquisite da Alitalia nel 2006. I giudici di Palazzo Spada, che avevano preso la decisione dopo un ricorso di AirOne, hanno fissato un tempo strettissimo, 15 giorni, ed hanno investito "del compito di rinnovare la gara" il direttore generale per la politica industriale del ministero dello Sviluppo. MICHELE LOMBARDI 28/05/2008.

Torna all'inizio


Listini deboli scambi intensi (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Il commento MILANO. Si chiude con il segno meno ma con scambi decisamente più intensi rispetto alla vigilia la seconda seduta della settimana di Piazza Affari. Il Mibtel ha lasciato sul terreno lo 0,33% a 25.230 punti e lo S&P/Mib lo 0,06% a 32.743 punti, in linea con l'andamento dei principali mercati europei. Vistoso il crollo di Alitalia (-9,36%), pesante Impregilo (-3,53%).Debole Iride. 28/05/2008.

Torna all'inizio


Malpensa, il governo riapre il tavolo milano - andrea montanari (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XI - Milano Malpensa, il governo riapre il Tavolo Milano Penati: aiuti anche per l'aeroporto Il sottosegretario Gianni Letta annuncia la convocazione del summit ANDREA MONTANARI Anche Silvio Berlusconi punterà sul Tavolo Milano. Dopo l'appello al governo su Malpensa del neo presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e del presidente della Provincia Filippo Penati, è stato ieri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta ad annunciare, nel corso di una telefonata con il numero uno di Palazzo Isimbardi, l'imminente convocazione di una riunione tra governo, Regione, Provincia e Comune sul futuro dell'ex hub lombardo. Inoltre, come già anticipato dal leader della Lega Umberto Bossi, il premier potrebbe convocare addirittura un consiglio dei ministri direttamente a Malpensa. "Non solo il Tavolo Milano continuerà nel suo lavoro - conferma soddisfatto Penati - ma ho anche ricevuto garanzie dal sottosegretario Letta che nei prossimi giorni arriverà una convocazione per la questione Malpensa. Mi auguro che il Tavolo Milano sia fissato il più presto possibile, visto che la situazione è ormai arrivata a un livello estremamente preoccupante per lo scalo milanese. Auspico che il prestito ponte di trecento milioni di euro non serva soltanto per il rilancio della compagnia, ma che possa dare una nuova linfa all'aeroporto. Non posso che dirmi soddisfatto sia dalle garanzie ricevute dal governo, sia dal voto della commissione Attività produttive della Camera". Proprio ieri, infatti, la commissione Attività produttive di Montecitorio ha espresso parere favorevole al decreto legge per il prestito ponte di 300 milioni di euro a favore di Alitalia, accogliendo le osservazioni proposte dall'onorevole Erminio Quartiani del Partito democratico, che rendevano esplicita l'urgenza di un intervento organico a favore del rilancio della compagnia di bandiera che "porti all'adozione di un serio piano di sviluppo per Malpensa, il territorio e le sue imprese". Del prestito ponte e del futuro dell'ormai ex hub lombardo si preoccupa anche la Lega. "Il provvedimento è necessario, dato che l'azione del precedente governo non ha saputo risolvere il problema dell'Alitalia - spiega il capogruppo del Carroccio alla Camera Roberto Cota -. Ma a noi interessa anche Malpensa. Un tema che merita attenzione e la convocazione di un consiglio dei ministri". L'argomento sarà al centro anche del tradizionale raduno del Carroccio domenica a Pontida. "Se dovessi mettere una etichetta a questa edizione - aggiunge il leghista Marco Reguzzoni - la definirei il raduno della concretezza, perché abbiamo già iniziato a realizzare il nostro programma cominciando dalla questione della sicurezza e stiamo affrontando tutti i temi cari alla nostra gente, a partire da Malpensa". Polemico, invece, con l'allarme lanciato da Filippo Penati l'assessore regionale al Lavoro Gianni Rossoni del Pdl. "Suona davvero strano - precisa - che il presidente Penati sostenga che per Malpensa tutto si sia arenato, quando solo due settimane fa, era il 15 maggio, dopo un percorso di confronto e di approfondimento condiviso avviato l'8 aprile con il Tavolo del Patto per lo sviluppo, si è arrivati alla firma di un protocollo d'intesa per l'utilizzo degli ammortizzatori sociali i cui firmatari, oltre alla Regione sono i sindacati, la Provincia di Varese e la stessa Provincia. Sorprende un po' che Penati non sappia cosa fa il suo assessore al Lavoro".

Torna all'inizio


Alitalia, ermolli cede il passo a tremonti - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia, Ermolli cede il passo a Tremonti Il consulente gira la lista della cordata al ministro. Conti in rosso per 495 milioni Il cda: "Subito una ricapitalizzazione, attendiamo indicazioni dal Tesoro" ETTORE LIVINI MILANO - Alitalia chiude il 2007 in rosso per 495 milioni, con perdite giornaliere pari a 1,35 milioni al giorno. Evita il crac grazie solo al prestito ponte da 300 milioni pubblici (convertibili in patrimonio, ha certificato ieri la Gazzetta ufficiale) e ribadisce la necessità di una "ricapitalizzazione in tempi strettissimi per sostenere l'operatività". Una nota della compagnia segnala infatti la "continua erosione della credibilità commerciale dell'azienda con rilevanti ripercussioni sullo sviluppo delle vendite" e la variabile impazzita del costo del carburante, in continuo aumento. Il cda - che convoca per il 27 o il 28 giugno l'assemblea degli azionisti - attende dunque le "indicazioni del Tesoro" per accelerare la ricerca di nuovi soci. Una richiesta arrivata anche dall'opposizione. "Denuncio il silenzio del governo", ha attaccato ieri Walter Veltroni. La sopravvivenza della compagnia dopo l'addio forzato di Air France è in effetti appesa a un filo. Senza la stampella del prestito-ponte, il patrimonio si sarebbe già bruciato e il commissariamento sarebbe inevitabile. All'orizzonte c'è ancora il miraggio della cordata italiana che però naviga a scartamento ridotto. Il superconsulente di Silvio Berlusconi, Bruno Ermolli, anzi, avrebbe fatto un passo indietro. Ha consegnato a Tremonti l'elenco degli imprenditori italiani interessati e si sarebbe sfilato, lasciando il cerino in mano al ministro del Tesoro con cui i rapporti non sono cordialissimi. I nomi della lista Ermolli sono sempre gli stessi. Air One, assieme a una miriade di piccoli e grandi imprenditori (dai Ligresti a Tronchetti Provera, da Moretti Polegato fino ai Fossati), nessuno dei quali però sarebbe disposto a mettere sul tavolo le cifre importanti necessarie per salvare la compagnia. Tremonti, di suo, sarebbe pronto a chiudere la partita con un commissariamento. Ma c'è un problema: Berlusconi ha promesso in campagna elettorale di salvare Alitalia con una soluzione tricolore. E l'amministrazione straordinaria sarebbe a questo punto uno smacco. Tremonti sta provando così a lavorare a una soluzione alternativa. Che innervi sulla gracile struttura messa in piedi da Ermolli un management forte e il sostegno bancario. Nei giorni scorsi avrebbe sondato il mondo del credito, in particolare Intesa Sanpaolo che da tempo ha il dossier sul tavolo. Qualche sondaggio sarebbe stato fatto sulla disponibilità di Roberto Colaninno a giocare un ruolo nella partita. Ma la risposta è stata sempre la stessa: nessuno vuole sbilanciarsi fino a quando non ci saranno segnali di discontinuità con il passato (soprattutto sul fronte sindacale) e senza disegni chiari sulle alleanze internazionali. Risposte che Tremonti ha interpretato come un "ni", mettendosi a lavorare per concretizzare questi timidi segnali. E già nelle prossime ore potrebbe attivare una nuova procedura di vendita per far uscire allo scoperto i potenziali compratori. Restano come carte della disperazione l'intervento di realtà pubbliche e, nel caso, la legge Marzano e il Commissario. "Serve una nuova procedura di vendita trasparente ? ha detto ieri Bersani ?, non un trucco per vendere Alitalia agli amici". Sulla testa dell'aerolinea, intanto, piove un'altra tegola. Il Consiglio di Stato dispone che la gara per la vendita di Volare venga ripetuta entro 15 giorni.

Torna all'inizio


Brevi, schede e richiami 2 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Otto e mezzo Dal decreto sulle frequenze tv al destino dell'Alitalia, in Parlamento il clima politico si scalda. Confronto e scontro fra maggioranza e opposizione secondo Anna Finocchiaro e Maurizio Gasparri, capigruppo al Senato rispettivamente di Pd e PdL. La 7 20.30 i liceali La puntata della fiction mette a fuoco le ansie di un padre verso la figlia. Antonio (Giorgio Tiraboschi) è preoccupato perché la figlia Elena (Carolina Victoria Bencivenga) ha cominciato a frequentare Claudio... Canale 5 21.10 scommettiamo che...? Valeria Marini, Belen Rodriguez, Antonio Rossi e Sebastiano Somma sono ospiti dell'ultima puntata. Alessandro Cecchi Paone e Matilde Brandi presentano le ultime scommesse. RaiDue 21.05 la storia siamo noi Rai Educational presenta il reportage "La trattativa. Il sequestro Cirillo" di Carlo Durante e Aldo Zappalà. RaiDue 23.20 i love rock and roll Elena Di Cioccio apre la nuova serie con l'intervista esclusiva ai Kiss, in occasione del loro ritorno sulla scena musicale. All Music 0.00 Magazine sul 2 Antonello Aglioti incontra Mario Monicelli, nella casa romana del regista. Monicelli spiega come sono nati alcuni dei suoi capolavori. RaiDue 0.25.

Torna all'inizio


Energetici in calo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Energetici in calo Chiusura di seduta in calo per la Borsa valori che ha subito nell'ultima fase l'altalena di Wall Street, sfiorando anche la parità. L'indice Mibtel ha terminato con un -0,33%, a 25.230 punti, mentre l'S&P/Mib ha ceduto lo 0,06% e l'All Stars lo 0,39%. Buoni gli scambi, a 6,8 miliardi di euro. Unicredit ha segnato un +3,23%, mentre Intesa è salita dello 0,97% e Ubi Banca dello 0,33%, in calo Monte Paschi (-1,35%). Positiva Fiat (+0,72%) nonostante l'a.d. Marchionne abbia parlato di un calo delle vendite a maggio. Impregilo ha ceduto il 3,55%, con minimi vicino al -6%, alla notizia della nuova inchiesta sui rifiuti con gli arresti domiciliari per sette manager del gruppo nelle controllate campane. Tra gli energetici in calo Eni (-1,59%) e Saipem (-2,29%), Bene le tlc, con Telecom +0,42% e Tiscali +0,89% sulle ipotesi circa una vendita separata dei diversi assets. Alitalia ha registrato un calo del 9,38% dopo la fumata nera sull'approvazione del bilancio 2007.

Torna all'inizio


<Governo, solo fuochi d'artificio La Chiesa ha diritto di parlare> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-28 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE "Governo, solo fuochi d'artificio La Chiesa ha diritto di parlare" Veltroni: mi piacerebbe una donna alla guida dell'"Unità" ROMA - Onorevole Veltroni, l'opposizione è accusata di essere troppo morbida, accondiscendente. Come se ci fossero le larghe intese, anche se non avete pareggiato ma perso. "No. è come se ci fossero due mondi separati, uno virtuale e uno reale. Nel mondo virtuale, lettori e scrittori di giornali di varie dimensioni se la cantano e se la suonano. Nel mondo reale, è successo che alla prima prova parlamentare il governo sia andato sotto proprio grazie alla nostra opposizione che qualcuno giudica fin troppo dura; ed è il primo provvedimento che arriva. Purtroppo, il nostro è un Paese di politici d'antan. Un Paese politicamente di pasticcioni e furbacchioni, che si divertono a confondere dialogo e opposizione. Nel mondo reale, la questione è semplice: si dialoga sulle riforme, ci si oppone sui contenuti". Questo significa che terrete duro anche sulle questioni care al premier, tipo il sistema tv? E lui è d'accordo? "Sono sempre più affascinato dai nostri padri costituenti. Uomini come Calamandrei, cui il Pd dedicherà un convegno in autunno. Uomini che non litigavano su Rete4 ma su democrazia e totalitarismo, su Usa e Urss; però scrivevano le regole insieme. Dopo è cominciata un'altra stagione, di melassa, gelatina, marmellata, confusione. Quella stagione è finita: ci si può opporre con fermezza su Rete4 e denunciare la scomparsa della cordata Alitalia, senza che per questo il dialogo sulle riforme debba interrompersi. Così come è finito il clima di scannatoio durato quindici anni. Io ho cominciato a usare toni nuovi già in campagna elettorale; il leader dello schieramento a noi avverso l'ha fatto soltanto dopo la vittoria". Da Bassolino in giù, è un fiorire di laudatori: Berlusconi, rappresentato come malvagio, è ora definito statista. Non siete passati da un eccesso all'altro? "Io non ho mai detto nessuna di queste cose. Se il Paese è così malridotto, buona parte della responsabilità grava su Berlusconi, che è stato per quattro volte presidente del Consiglio. E che rappresenta un sistema di valori, una visione del mondo cui bisogna opporsi con sempre maggior forza ed energia, contro cui si deve dare una solare battaglia culturale e ideale". Lei si è appena seduto al suo tavolo. "Sì. E appena ci siamo seduti, per prima cosa gli ho detto: "Capiamoci bene. Se questo dialogo è un esercizio di buone maniere, mi interessa poco, per quanto le buone maniere siano preferibili a quelle cattive. Se invece è un dialogo per scrivere insieme le regole del gioco democratico, allora sarò un interlocutore leale. Ripartiamo dal pacchetto Violante. Riformiamo la legge elettorale per le Europee, ma senza tagliare fuori le altre forze: non voterò mai uno sbarramento che superi il 3%". Attendo segni che corrispondano alle parole. Altrimenti, sarò il primo a riconoscere che è stato inutile". I segni riguarderanno anche la Rai? La sua proposta dell'amministratore unico non è già stata respinta? "Vedremo. Aspettiamo risposte. Eleggere un altro Consiglio d'amministrazione pieno di ex parlamentari sarebbe un gravissimo errore. Preferisco un amministratore delegato nominato dal governo e approvato dal Parlamento all'assurdo sistema attuale. Un manager al di sopra delle parti. Un aspetto cruciale, in un Paese dove l'informazione è egemonizzata dal capo del governo ". Alla vigilanza Rai andrà Leoluca Orlando? "Siamo favorevoli alla sua candidatura. La sosterremo. E ricordo che, quand'eravamo maggioranza, votammo il candidato proposto dal centrodestra, Storace. La maggioranza non può sindacare sul nome indicato dall'opposizione". Non teme si saldi, tra tv e politica, una forza avversa al Pd, di grande appeal elettorale? Magari attorno a quella che Santoro definisce ironicamente la banda dei quattro: lui, Travaglio, Beppe Grillo, Di Pietro? "Da tempo ho rotto con la logica del " pas d'ennemis a gauche", nessun nemico a sinistra. Non vivo con questo incubo; altrimenti non potremmo assolvere al compito che spetta a una grande forza riformista del 34%. Non possiamo tornare indietro. è fisiologico che si creino aree di critica più radicale, da rispettare, con cui dialogare. Magari assumendo talora posizioni più radicali delle loro. Noto che Di Pietro è favorevole al reato di immigrazione clandestina. Noi no". Il governo è in luna di miele, l'opposizione sembra nell'angolo. "La luna di miele si interromperà molto presto, anche prima di quanto pensiamo. La destra ha vinto le elezioni sulla linea della paura: paura degli immigrati, dei rom, dell'impoverimento. E la paura rende più facile vincere, ma molto più difficile governare. Ora siamo alla fase dei fuochi d'artificio. Quando il fumo dei fuochi si sarà diradato, quando vedremo che i fatti di violenza proseguono, i campi rom ci sono ancora, l'impoverimento continua, allora ci sarà un effetto boomerang. Mai come oggi sono preoccupato: l'insicurezza sociale, e anche personale, è stata incanalata sulla linea dell'egoismo sociale. Ma questo fa saltare il principio solidale. è la dilatazione del Nimby: fate tutto, ma non da me. è la logica delle ronde, del blocco stradale, del "mi faccio giustizia da solo". Poi non c'è da stupirsi se qualche energumeno con svastica va a spaccare le vetrine degli immigrati". Il sindaco Pd di Marano, Salvatore Perrotta, è molto Nimby. Guida la rivolta sulle barricate. "Da lontano è facile decidere ogni cosa. Un sindaco vive in mezzo alla sua comunità, non può non sentirne gli umori. Ma gli uomini pubblici devono trovare la forza di non fare le cose più ovvie, quelle che piacciono a tutti". Cosa pensa delle critiche del governo Zapatero al nostro? "I giudizi di un governo su un altro governo sono sempre spiacevoli, e non andrebbero formulati. Ma dobbiamo essere consci che c'è lo sguardo dell'Europa su di noi. Un governo che dichiara fuorilegge 650 mila immigrati, compresi 300 mila badanti e moltissimi altri lavoratori, è un governo che viene tenuto d'occhio. Che facciamo? Arrestiamo 650 mila persone in un Paese che non costruisce un carcere da anni? Apriamo 650 mila procedimenti in tribunali che impiegano dieci anni per chiudere un processo? Ecco perché dico che il risveglio dalla notte dei fuochi d'artificio sarà doloroso, e pericoloso". Ma sull'economia Tremonti vi ha messo in difficoltà. Paghino banche e petrolieri, dice. Lei cosa risponde? "Paghino banche e petrolieri, sono d'accordo. Il problema è che fare con quei soldi. Detassare gli straordinari va bene, anche se l'esclusione dei dipendenti pubblici è ingiusta e crea problemi di incostituzionalità. Ma sarebbe meglio intervenire sulla contrattazione di secondo livello. I benefici di Tremonti escludono precari, anziani, donne: le categorie più esposte al rischio di impoverimento. Quanto ai mutui, non è difficile prevedere un'altra delusione. Già i consumatori fanno notare che si tratta di una dilazione, non di una rinegoziazione. Il fatto stesso che le banche abbiano subito detto sì desta un legittimo sospetto ". Sul federalismo fiscale lei ha aperto un dialogo con Formigoni. Ma Chiamparino la pensa diversamente. "Io la penso come Chiamparino: federalismo solidale differenziato. Avvicinare il fisco alla vita dei cittadini, senza spezzare il vincolo di solidarietà tra regioni diverse: altrimenti avremo al Nord una California e al Sud un paese povero". L'impressione è che lei punti a dividere la Sinistra Arcobaleno e ad allearsi con una sua parte. "Non si tratta di dividerli. Certo l'Unione non tornerà. Mentre è possibile costruire un nuovo centrosinistra, avendo un interlocutore su posizioni più radicali delle nostre, ma senza prendere più nulla a scatola chiusa. Non contano i buoni sentimenti. Contano i programmi condivisi". D'Alema dice che il leader giusto per Rifondazione è Vendola. "Non interferisco con quanto accade in un altro partito, con la loro discussione. Mi limito ad augurarmi che sia una discussione vera. Finora ho visto una reazione autoassolutoria. Come se la loro sconfitta fosse colpa mia, e non di chi ha messo fine al centrosinistra; ostacolando le cose migliori del governo Prodi, dalla riforma del welfare alle missioni all'estero". D'Alema è molto attivo. "Ognuno dice la sua opinione, ed è legittimo che lo faccia. D'Alema ha detto di voler fondare una fondazione culturale, non un partito nel partito. Sono portato a prendere sul serio le parole delle persone serie. Il lavoro della fondazione culturale di D'Alema sarà molto utile al Pd". Ma dell'opinione di D'Alema sulla tentazione della Chiesa per il potere e il patto con la destra, lei che pensa? "Non c'è nessun patto. L'Italia è un Paese particolare; ma l'influenza della Chiesa non mi spaventa certo. La Chiesa ha diritto di esprimere la sua opinione; non possiamo applaudirla se difende gli immigrati, e zittirla se critica la fecondazione assistita. Sta a noi difendere la laicità della politica ". Non negherà che il Pd abbia perso voti cattolici, a vantaggio dell'Udc e della destra. "Certo, l'Udc in mezzo prima non c'era; quando l'offerta politica si arricchisce, i voti si diversificano. Ma chissà se questi flussi sono reali. In Italia non si prende il 34% senza intercettare una parte rilevante del voto cattolico. Il referendum sulla fecondazione assistita l'avevamo perso 75 a 25. Piuttosto, noto che dal governo Berlusconi sono scomparse le personalità di cultura cattolica, comprese quelle d'indubbio spessore come Pisanu e Formigoni. Hanno prevalso personalità di cultura berlusconiana". Le toccherà occuparsi anche di giornali. Il Pd ne ha due, "Europa" e "l'Unità", molto diversi. La linea di Menichini non è la stessa di Padellaro. "è una divisione che viene da altri tempi storici. Ora per l'Unità si è trovata una soluzione splendida. Sono stato direttore di quel giornale quando andava bene. Da segretario ds ho avuto il coraggio di fermare l'emorragia, e grazie al lavoro di Folena l'Unità rinacque subito. Ora Soru, uno degli uomini più convinti del progetto del Pd, definirà un'idea nuova del giornale coerente con l'obiettivo di parlare a pubblici nuovi e raccontare in profondità la società italiana. E Gentiloni lavora a rafforzare la nostra presenza nel web e nel sistema tv". Quale direttore vorrebbe per "l'Unità"? "Non sta a me decidere. Certo, in un mondo di giornali che fanno prediche femministe ma hanno ai vertici pochissime donne, mi piacerebbe proseguire la rivoluzione che abbiamo avviato portando - dopo le molte che abbiamo fatto eleggere in Parlamento - una donna alla direzione dell'Unità". è giusto o no che Roma dedichi una via ad Almirante? "Ho preferito fare una scelta più limpida: mandare un messaggio di riconciliazione alla città dedicando strade ai caduti degli anni di piombo, di destra e di sinistra. Persone innocenti vittime della violenza. Una violenza che, come dimostrano i fatti dell'università, può rinascere specie se in una comunità si crea un clima di tensione e contrapposizione ". Aldo Cazzullo.

Torna all'inizio


Il modello Rai è arrivato al capolinea (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Troppi gli appalti esterni. La denuncia dell'Slc Cgil e l'analisi dei bilanci curata da Sergio Cusani "Il modello Rai è arrivato al capolinea" Sara Farolfi Roma La Rai come Alitalia? Per il momento no, ma l'evocazione ricorre e salvo una netta inversione di rotta dal declino al tracollo la strada è breve. Soffre, la 'compagnia di bandiera' televisiva, di una "logica inerziale" in un mondo, quello dell'informazione e della produzione culturale, di rapidi cambiamenti. Soffre anche di una presenza fagocitante del regolatore politico e di regole di governance (un cda che, caso unico al mondo probabilmente, svolge funzioni di amministratore delegato) che ingessano. "Il modello Rai è al suo capolinea", stigmatizza Emilio Miceli, segretario generale Slc Cgil, introducendo l'analisi dei bilanci 2002-2006 curata da Sergio Cusani e dal suo pool di esperti. "Servizio pubblico e bene comune", questa è (o dovrebbe essere) la Rai. La domanda autorevole posta da uno dei fondatori dell'azienda radiotelevisiva italiana, Ettore Bernabei, centra il punto: "Che tipo di servizio vogliamo?". I fondamentali economici passati al dettaglio aiutano a fornire qualche risposta. L'omologazione dei contenuti, o l'"insoddisfazione" di cui ieri ha detto Bernabei, sembra direttamente connessa alla struttura dei costi dell'azienda. Dal 2002 al 2006, il costo del lavoro - 13 mila dipendenti, di cui circa 2800 precari - rappresenta il 31% dei ricavi, i costi esterni, il 46%. Nel 2006, a fronte di ricavi per 3,1 miliardi di euro, i costi sono stati 2,4 miliardi: di questi, solo 979 milioni figurano come "costo del personale", oltre 2 miliardi sono imputabili invece a 'costi esterni'. Di più: alcuni costi, per la produzione interna e esterna, vengono in parte capitalizzati (e contabilizzati) come immobilizzazioni, dunque investimenti. I bilanci Rai parlano di "produzioni televisive a utilità ripetuta". "Qual'è la redditività futura derivante da questi investimenti", domanda lumi la Cgil. Chiedendo un taglio del 20% alle esternalizzazioni. Ma l'argomento scotta. Contrario l'ex ministro Gentiloni, contrario anche il vicepresidente Rai, Giancarlo Leone. Il primo a rispondere è comunque Marco Bassetti, direttore generale di Endemol (società che novera tra i maggiori azionisti Mediaset e riempie quasi la metà del proprio fatturato lavorando in appalto per la Rai): "Tagliare il 20% delle produzioni esterne è rischioso, sia perchè è contrario a quanto prevedono le leggi comunitarie (destinare il 15% dei ricavi a produzioni di produttori indipendenti ndr), sia perchè i programmi dei produttori indipendenti sono spesso i titoli di maggiore ascolto". Tutto vero anche se la normativa comunitaria era nata con lo scopo di salvaguardare le produzioni culturali - nota Giuseppe Sarcina, direttore di CorrierEconomia e moderatore del dibattito. Mentre i titoli in questione vanno da La prova del cuoco a Il grande fratello. Secondo punto, al primo collegato, gli investimenti. Gran parte delle risorse impiegate nei cinque anni sono state destinate all'esterno e ai cosiddetti beni intangibili (diritti, fiction e così via). La cosa, si dirà, è normale per un azienda 'culturale'. Emerge invece un progressivo depauperamento del patrimonio dell'azienda, mentre l'evoluzione tecnologica procede spedita e per il 2012 è previsto il passaggio dall'analogico al digitale. "Stiamo tornando a investire", è la difesa del vicepresidente Rai. La struttura dei ricavi non lascia del resto molti margini, rigidamente basata com'è sui proventi del 'canone' (il 49% dei ricavi) e sugli alti introiti da pubblicità (il 40%). La Cgil, con una buona dose di autocritica, chiama alla necessità di un deciso cambio di rotta. E' la Rai stessa a certificare, nel suo piano triennale, il rischio di una posizione finanziaria negativa nel giro di due anni.

Torna all'inizio


La via nazionale e lo slalom sui tempi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-28 num: - pag: 28 categoria: REDAZIONALE Il salvataggio Pochi mesi per intervenire La via nazionale e lo slalom sui tempi ROMA - E' una corsa contro il tempo quella di Bruno Ermolli, coordinatore della "cordata italiana", incaricato dal presidente Silvio Berlusconi. Le risorse di Alitalia, anche dopo l'iniezione dei 300 milioni del "prestito- ponte" potrebbero esaurirsi entro agosto. Occorre dunque accelerare nella predisposizione del piano e nella verifica dei conti da parte del nuovo pretendente di Alitalia. Il vettore continua infatti a bruciare liquidità: nel giro di un solo anno la disponibilità si è ridotta di 345 milioni, portandosi alla fine dello scorso anno a 362 milioni. E non basta: anche i costi hanno subito un calo di soli 33 milioni di euro rispetto all' anno precedente. Né si salva l'aspetto dei ricavi, che hanno visto una flessione dello 0,4%. Continua a pesare il calo del provento unitario che è stato pari al 3,3%. I 186 aerei della flotta abbisognano al più presto di una revisione per affrontare sfide sempre più difficili. Lo scenario diventa ogni giorno più arduo: la crescita del prezzo del petrolio e la concorrenza scatenata dall'accordo Usa-Ue "open sky" rendono quasi impossibile ai vettori europei di proseguire la loro strada senza affiancarsi a un partner. Basti pensare che persino la prima compagnia aerea al mondo, l'Air France, proprio in seguito ai costi del petrolio ha visto falcidiati i propri conti. Alitalia vive la crisi al cento per cento. Per questo ha bisogno al più presto di una cura da cavallo: il piano, che per ora è ancora in una fase di abbozzo, non essendo stati consultabili finora, attraverso una due diligence, i conti di Alitalia, prevederebbe circa 4.500 esuberi. Una sforbiciata decisa, per una cifra che pare più vicina a quella del progetto predisposto dalla tedesca Lufthansa. Vale a dire la compagnia tedesca che potrebbe essere l'approdo naturale per un'Alitalia risanata dalla cordata italiana. E' ancora difficile capire dove il piano Ermolli intervenga, se sulla parte del volo o su quella della terra. Di certo sarà previsto il ricorso agli ammortizzatori sociali. Mentre va ricordato che la forza retribuita del gruppo nel 2007 è stata pari a 10.243 unità. Gli esuberi Gli esuberi nel piano Ermolli dovrebbero essere attorno ai 4.500 A. Bac.

Torna all'inizio


Aponte e Riva per Alitalia Stretta sulla cordata italiana (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-28 num: - pag: 28 categoria: REDAZIONALE Conti e sentenze Il consiglio di Stato: va rifatta la gara per Volare Aponte e Riva per Alitalia Stretta sulla cordata italiana La maxi-perdita 2007 sale a quota 495 milioni Rinviata ancora la pubblicazione del decreto sul prestito ponte, convertito in patrimonio netto ROMA - Alitalia archivia il 2007 con un "buco" di 495 milioni di euro e un patrimonio netto ridotto a 381 milioni prima delle perdite del 2008. Ma intanto la cordata messa a punto da Bruno Ermolli starebbe per venire allo scoperto. Oggi peraltro dovrebbe riunirsi il consiglio di gestione di Intesa-Sanpaolo e potrebbe esaminare informalmente la questione. Ci sarebbe invece a pieno titolo AirOne di Carlo Toto, così come una prima fila di imprenditori (Colaninno, Riva, Fossati e Ligresti) con un impegno tra i 50 e i 300 milioni; e una seconda fila: dalla Bracco a Marcegaglia, da Tronchetti Provera a Aponte e Radici (cargo), con un impegno sotto i 50 milioni; oltre a imprenditori numerosi con "tagli" attorno ai 10 milioni. Mancherebbe per ora l'approdo a un'alleanza internazionale, ma nelle intenzioni ci sarebbe sempre la volontà di agganciare Lufthansa. Intanto il bilancio 2007 di Alitalia, approvato ieri dal consiglio d'amministrazione, rivela la gravità della situazione: se infatti si sottrae ai 381 milioni di patrimonio netto, la perdita del primo trimestre (215 milioni), restano soltanto 166 milioni. Ma a questi vanno sottratte le ulteriori perdite accumulate tra aprile e maggio: il patrimonio finirebbe così "al di sotto del livello minimo legale" facendo scattare l'obbligo dell'immediata ricapitalizzazione. Per evitare questa deriva il governo ha deciso di trasformare il prestito in patrimonio netto. Nella giornata di ieri il Tesoro ha lavorato all'inserimento della relativa norma nel decreto fiscale che avrebbe dovuto essere pubblicato in Gazzetta ufficiale. Così non è stato. Malgrado ciò, il cda, presieduto da Aristide Police, ha proceduto ugualmente all'approvazione del bilancio, forte degli accordi presi con il Tesoro circa il testo del provvedimento. In particolare Police, e gli altri due amministratori, avrebbero preteso che nell'articolato si precisasse che, in caso di liquidazione, il prestito sarà rimborsato allo Stato non prima che saranno stati soddisfatti tutti gli altri creditor i. Un modo per evitare d'incorrere in denunce per "bancarotta fraudolenta ". Intanto a Montecitorio le commissioni hanno iniziato l'esame del decreto Prodi sul prestito-ponte. Infine il Consiglio di Stato avrebbe deciso che la gara per l'aggiudicazione di Volare andrà ripetuta entro 15 giorni. L'assemblea degli azionisti di Alitalia si riunirà invece il 27 giugno (28 giugno in seconda convocazione). Bruno Ermolli, consulente del governo per Alitalia Antonella Baccaro.

Torna all'inizio


Mozzarella a bordo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-28 num: - pag: 28 categoria: REDAZIONALE Made in Italy Mozzarella a bordo ROMA - Mozzarella di bufala campana gratis ai viaggiatori di Alitalia. è questa l'idea che la compagnia starebbe per lanciare in collaborazione con il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia. L'iniziativa che servirà a supportare il prodotto campano in tutto il mondo, riguarderebbe tutti i viaggiatori dei voli internazionali e intercontinentali e gli ospiti delle salette vip. Anche "Ulisse", il giornale di bordo di Alitalia, sosterrà la campagna.

Torna all'inizio


Balzo di Unicredito, scivola Impregilo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-05-28 num: - pag: 32 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Giacomo Ferrari Balzo di Unicredito, scivola Impregilo Energetici In difficoltà il comparto energetico, con Saipem giù del 2,29% ed Eni dell'1,59% Ancora un leggero ribasso per gli indici di Piazza Affari (-0,06% l'S&P-Mib e -0,33% il Mibtel), in uno scenario europeo contrastato. Tra i valori più capitalizzati del listino, è di Unicredit la migliore performance (+3,23%), dovuta a ricoperture tecniche dopo i ribassi delle ultime settimane e alle scommesse su imminenti operazioni straordinarie, come la possibile acquisizione degli asset tedeschi di Citigroup. Significativo anche il rialzo di StMicroelectronics (+1,58%), rimbalzata dopo il calo della vigilia, mentre Intesa Sanpaolo ha limitato il progresso allo 0,97% e Fiat, arrivata a crescere di oltre un punto percentuale, alla fine ha frenato dopo le previsioni negative per il mercato dell'auto a maggio, chiudendo con un prezzo di riferimento in crescita dello 0,72%. Ribasso consistente, invece, per Impregilo (-3,55%) dopo le iniziative della Magistratura napoletana nell'ambito della questione rifiuti in Campania, che coinvolge alcune controllate del gruppo di costruzioni. Almeno altri quattro titoli dell'S&P-Mib, inoltre, hanno lasciato sul terreno più di due punti percentuali. Si tratta di Seat Pagine Gialle (scesa di un ulteriore 2,66% dopo la flessione di lunedì), di Geox (-2,57%), Pirelli (-2,12%) e Saipem (-2,29%). La caduta degli energetici ha coinvolto anche Tenaris (-1,73%) e la stessa Eni (-1,59%). Fuori dall'S&P-Mib, infine, scivolone della AS Roma (-12,92%) dopo la smentita della famiglia Sensi sulle trattative con il magnate americano Gorge Soros e nuovo ridimensionamento di Alitalia (-9,36%), scesa sotto quota 0,5 euro.

Torna all'inizio


Gli operai e il <sogno> tedesco (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-05-28 num: - pag: 36 autore: di MASSIMO MUCCHETTI categoria: REDAZIONALE LA PROPOSTA SACCONI SUI DIPENDENTI AZIONISTI Gli operai e il "sogno" tedesco L a partecipazione dei lavoratori alle decisioni delle imprese è stata evocata da Maurizio Sacconi, nell'intervista a Sergio Rizzo su questo giornale, e prontamente rilanciata da Raffaele Bonanni e Tiziano Treu. Il tempo dirà se si tratta della mera riaffermazione dell'originaria identità socialista del ministro del Welfare e della matrice cristiano-sociale del leader della Cisl e dell'ex ministro prodiano, o se, invece, i tre siano i pionieri di una svolta che non piacerebbe alla Confindustria e alla Cgil. Nell'attesa si può ragionare. Per cominciare, va ricordato che già oggi nessuna norma impedisce la partecipazione dei dipendenti al capitale e al governo di un'impresa. Serve però il consenso delle parti. L'imprenditore, infatti, non può essere obbligato a cedere parte del capitale né l'acquisizione ostile di una minoranza azionaria avrebbe senso. E anche in un quadro consensuale con il management di una società quotata, sarebbe comunque arduo per i lavoratori comperare abbastanza titoli da imporre in assemblea proprie liste di minoranza per il consiglio di amministrazione e per il collegio sindacale. Certo, se si reinvestisse il trattamento di fine rapporto, talvolta ci sarebbero i numeri. Ma poi come alimentare i fondi pensione e ripartire il rischio? Piccole quantità di azioni sono state offerte ai dipendenti nel corso delle privatizzazioni o dei collocamenti in Borsa. Ma si è trattato di premi, di forme di remunerazione variabile, non della premessa di quella nuova governance che Bonanni individua nella partecipazione dei dipendenti al consiglio di sorveglianza al quale tocca poi nominare il consiglio di gestione. Chi volesse soffocare i sogni di Bonanni potrebbe citare Alitalia, Fs o Rai quali esempi di invadenza sindacale. Ma farebbe demagogia come chi citasse Parmalat o Enron per bocciare padroni e manager. In realtà, la proposta della Cisl è nobile e riflette l'esperienza tedesca della Mitbestimmung. Sacconi, è vero, non la vorrebbe riprendere tal quale: in questa fase postideologica, il ministro ipotizza quale forma di partecipazione la nomina di un sindaco da parte dei dipendenti-soci; e a questo lega gli eventuali incentivi, nella convinzione che un'editio minor basterebbe a garantire una maggior condivisione di obiettivi e risultati dell'impresa. E però la vicenda tedesca resta ineludibile. La codecisione venne avviata nel 1951 nelle grandi imprese siderurgiche e minerarie dal cancelliere democristiano Konrad Adenauer quale forma di governo dell'economia sociale di mercato mentre i comunisti venivano esclusi dalle cariche pubbliche. Fu invece, nel 1976, il socialdemocratico Helmut Schroeder a estendere la codecisione a tutti i gruppi maggiori. Nelle imprese con oltre 12 mila dipendenti, il consiglio di sorveglianza è ora equamente diviso tra i rappresentanti dei soci e dei lavoratori con voto doppio per il presidente. In quelle dai 2 mila ai 12 mila, il lavoro ha solo un terzo dei seggi. Nel 2004, la Confindustria tedesca ha cercato di far decadere la codecisione, ma senza risultati: le forme di flessibilità introdotte dal cancelliere Gerard Schroeder sono bastate a rilanciare la Germania al vertice del commercio mondiale. Mezzo secolo di storia tedesca ha fatto ormai emergere tre punti: a) se la ritiene conveniente, un governo democratico può introdurre la codecisione per legge e senza incentivi che, una volta ammessa la pluralità delle formule gestionali, distorcerebbero la concorrenza; b) la codecisione poggia non su partecipazioni azionarie, ma su una cultura della collaborazione che depotenzia i conflitti tra capitale e lavoro, nel presupposto che entrambi esprimano interessi legittimi e di pari dignità; c) la codecisione rallenta il processo decisionale, ma assicura coesione ed efficienza nel lungo termine in un'economia ricca di grandi gruppi. Chi identifica l'impresa con i suoi azionisti potrà accettare la distribuzione di azioni ai dipendenti, non il modello tedesco, che in Italia trova un solo parziale precedente nell'eresia di Adriano Olivetti. Del resto, la codecisione deriva da una scelta politica, che nel tempo si è rivelata bipartigiana e dunque postideologica, ma che politica rimane.

Torna all'inizio


Il dramma Alitalia: nel 2007 ha perso 495 milioni di euro Il Cda chiede un immediato aumento di capitale Assemblea dei soci convocata per il 27 giugno (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Il dramma Alitalia: nel 2007 ha perso 495 milioni di euro Il Cda chiede un immediato aumento di capitale Assemblea dei soci convocata per il 27 giugno di Roberto Rossi/ Roma AMMARAGGIO Un milione e 350mila euro. È la perdita giornaliera registrata ogni giorno del 2007 da Alitalia. Ieri notte, dopo 5 ore di riunione, il consiglio di amministrazione ha approvato un bilancio con numeri da brividi: 495 milioni di perdite (626 milioni erano quelle del 2006). Il Cda ha chiesto "una ricapitalizzazione da effettuarsi in tempi strettissimi" e, in attesa delle mosse del Tesoro, ha deliberato di convocare l'assemblea ordinaria degli Azionisti per il 27 giugno 2008 in prima convocazione e, occorrendo, per il 28 in seconda. In maniera positiva sono stati giudicati gli interventi del del governo (prima il decreto che stanzia il prestito ponte per 300 milioni, poi quello che indica di utilizzare la somma per coprire una eventuale erosione del capitale al di sotto del minimo legale) che "hanno, al momento, consentito di disporre di un'importante consistenza di liquidità" ma va attuata "un'adeguata capitalizzazione in grado di sostenere l'operatività". La chiusura dell'esercizio è stato un passaggio fondamentale per la sopravvivenza di Alitalia. Significa che secondo il consiglio c'è ancora spazio per tentare un salvataggio del gruppo. L'alternativa sarebbe il ricorso al commissariamento che per Alitalia significherebbe il fallimento certo visto che, con tutta probabilità, le sarebbe sospesa la licenza di volo. Resta da capire quale sarà il futuro del gruppo. "Voglio denunciare il silenzio su Alitalia e chiedo al governo di dare immediatamente una indicazione chiara su uno dei problemi più drammatici per la vita del nostro Paese" ha detto ieri il segretario del Pd, Walter Veltroni. "Passano i giorni ma la questione Alitalia continua a non essere affrontata né risolta - ha spiegato Veltroni - e dopo aver creato le condizioni perché Air France abbandonasse la trattativa, si lascia spazio a rischi molto forti per Alitalia perché non solo non si vede all'orizzonte la famosa cordata italiana, ma non si vedono nemmeno soluzioni alternative". Ecco, la cordata italiana, quella promessa da Berlusconi in campagna elettorale, che fine ha fatto? In teoria Bruno Ermolli il super consulente incaricato dal premier qualche nome lo avrebbe anche trovato. In pratica però, data la situazione finanziaria, le prospettive del trasporto aereo e con il prezzo del petrolio alle stelle, Ermolli ha poca roba in mano. Qualche indiscrezione, oltre ai soliti nomi, come Ligresti e Tronchetti Provera, pronti però a mettere solo un chip, vorrebbero l'interessamento alla partita dei Benetton. Ma perché la famiglia di Ponzano Veneto dovrebbe accollarsi una parte del rischio così elevata? Perché, secondo l'opposizione, Berlusconi avrebbe prospettato al gruppo una sorta di scambio. I Benetton entrerebbero in Alitalia, anche con un investimento sostanzioso, a patto che il governo inserisca nel "decreto obblighi comunitari", in discussione nei prossimi giorni al Senato e con scadenza 8 giugno, una norma che permetterebbe ad Atlantia (la società che gestisce parte delle rete autostradale italiana) di evitare il controllo del Cipe (Comitato interministeriale prezzi) e del Parlamento. Questo darebbe ad Atlantia un margine di manovra molto ampio e le garantirebbe, come richiesto già da molto tempo, di aumentare i pedaggi al casello senza incontrare molti ostacoli. "È un'ipotesi, e neanche peregrina - ha detto il ministro ombra dell'Economia Pierluigi Bersani - Ma, se è davvero così, per Alitalia non finisce bene. Non è così che si può gestire una questione così importante... ". Per questo non è detto che l'opposizione dia il via libera al prestito ponte da 300 milioni, ieri all'esame della Commissione Trasporti della Camera. "Non possono chiederci - ha detto Bersani - di discutere su un testo che non ha alcun valore". L'ex ministro dello Sviluppo economico allude alla decisione del governo Berlusconi di far procedere i lavori parlamentari su un doppio binario: da una parte, l'esame del decreto (che porta il timbro del governo Prodi) relativo al prestito ponte; dall'altra, l'esame della norma, infilata nel decreto legge "fiscale", che trasferisce l'assegno da 300 milioni di euro al patrimonio netto di Alitalia per evitare di dover ricapitalizzare l'azienda.

Torna all'inizio


Alitalia, persi 495 milioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Sì AL BILANCIO Bilancio approvato a tarda ora dopo un'altra giornata di passione: il decreto slitta ancora, nessuna notizia della cordata italiana LOMBARDI >> 13 28/05/2008.

Torna all'inizio


Alitalia, il fallimento non c'è e la cordata sfuma (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Sul prestito ponte si dovrà poi pronunciare anche Bruxelles che comunque attende una risposta da parte del governo italiano ai chiarimenti richiesti: "Ci stiamo lavorando in queste ore", ha spiegato il ministro delle Politiche europee, Andrea Ronchi "Voglio denunciare il silenzio su Alitalia e chiedo al governo di dare immediatamente un'indicazione chiara su uno dei problemi più drammatici per la vita del nostro Paese". Il segretario del Pd, Walter Veltroni, è passato all'attacco sulla questione di Alitalia e, all'indomani della sospensione e del rinvio dell'atteso Cda sui conti, ha lanciato il suo avvertimento: "Passano i giorni ma la questione Alitalia continua a non essere affrontata nè risolta - ha spiegato - e dopo aver creato le condizioni perchè Air France abbandonasse la trattativa, si lascia spazio a rischi molto forti per Alitalia perchè non solo non si vede all'orizzonte la famosa cordata italiana, ma non si vedono nemmeno soluzioni alternativa e passano i giorni e con loro anche le risorse disponibili finalizzate alla soluzione del problema". La maggioranza continua a puntare sulla cordata italiana, che però ancora rimane avvolta nel mistero, mentre ormai tutta l'attenzione è rivolta al prestito ponte, che ieri è stato all'esame della Commissione Trasporti della Camera dopo il via libera dato dal Senato la scorsa settimana. Sul prestito ponte si dovrà poi pronunciare anche Bruxelles che comunque attende una risposta da parte del governo italiano ai chiarimenti richiesti: "Ci stiamo lavorando in queste ore", ha spiegato il ministro delle Politiche europee, Andrea Ronchi. A incalzare il governo però è intervenuta anche la senatrice Anna Finocchiaro, chiedendo "parole chiare dopo tante promesse". Dopo aver passato "mesi ad evocare ipotetiche cordate nazionali e soluzioni alternative che avrebbero dovuto salvare la compagnia aerea, con l'unico risultato concreto di aver realizzato le condizioni per l'abbandono della trattativa da parte di Air France, ora la maggioranza ed il governo tacciono su una vicenda molto importante per l'economia italiana e per la sorte di migliaia di lavoratori". Insomma, è ora "che il governo, dopo tanti annunci e promesse, dica ora parole chiare su Alitalia". Per questo alla prossima conferenza dei capigruppo del Senato la senatrice chiederà che il ministro Tremonti venga nell'aula di Palazzo Madama a riferire sulla vicenda". Mentre il sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino, incontrando i giornalisti al termine della riunione della Commissione Trasporti ha fatto sapere che il decreto per trasferire i 300 milioni di euro al patrimonio della compagnia è stato pubblicato ieri sera dalal gazzetta ufficiale. La decisione di mettere a disposizione del patrimonio netto dell'aviolinea i 300 milioni sarà prevista nell'articolo 4 del decreto fiscale, approvato mercoledì scorso dal Consiglio dei Ministri a Napoli. Il provvedimento - al punto 3 dell'articolo 4 - recita che le somme previste dal prestito ponte "e gli interessi maturati sono utilizzati per far fronte alle perdite che comportino una diminuzione del capitale versato e delle riserve al di sotto del livello minimo legale". Nel pomeriggio di ieri, poi, si è riunito di nuovo il Cda, sospeso due sere fa. (28-05-2008).

Torna all'inizio


<Il modello Rai è arrivato al capolinea> (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

"Il modello Rai è arrivato al capolinea" Troppi gli appalti esterni. La denuncia dell'Slc Cgil e l'analisi dei bilanci curata da Sergio Cusani Sara Farolfi Roma La Rai come Alitalia? Per il momento no, ma l'evocazione ricorre e salvo una netta inversione di rotta dal declino al tracollo la strada è breve. Soffre, la 'compagnia di bandiera' televisiva, di una "logica inerziale" in un mondo, quello dell'informazione e della produzione culturale, di rapidi cambiamenti. Soffre anche di una presenza fagocitante del regolatore politico e di regole di governance (un cda che, caso unico al mondo probabilmente, svolge funzioni di amministratore delegato) che ingessano. "Il modello Rai è al suo capolinea", stigmatizza Emilio Miceli, segretario generale Slc Cgil, introducendo l'analisi dei bilanci 2002-2006 curata da Sergio Cusani e dal suo pool di esperti. "Servizio pubblico e bene comune", questa è (o dovrebbe essere) la Rai. La domanda autorevole posta da uno dei fondatori dell'azienda radiotelevisiva italiana, Ettore Bernabei, centra il punto: "Che tipo di servizio vogliamo?". I fondamentali economici passati al dettaglio aiutano a fornire qualche risposta. L'omologazione dei contenuti, o l'"insoddisfazione" di cui ieri ha detto Bernabei, sembra direttamente connessa alla struttura dei costi dell'azienda. Dal 2002 al 2006, il costo del lavoro - 13 mila dipendenti, di cui circa 2800 precari - rappresenta il 31% dei ricavi, i costi esterni, il 46%. Nel 2006, a fronte di ricavi per 3,1 miliardi di euro, i costi sono stati 2,4 miliardi: di questi, solo 979 milioni figurano come "costo del personale", oltre 2 miliardi sono imputabili invece a 'costi esterni'. Di più: alcuni costi, per la produzione interna e esterna, vengono in parte capitalizzati (e contabilizzati) come immobilizzazioni, dunque investimenti. I bilanci Rai parlano di "produzioni televisive a utilità ripetuta". "Qual'è la redditività futura derivante da questi investimenti", domanda lumi la Cgil. Chiedendo un taglio del 20% alle esternalizzazioni. Ma l'argomento scotta. Contrario l'ex ministro Gentiloni, contrario anche il vicepresidente Rai, Giancarlo Leone. Il primo a rispondere è comunque Marco Bassetti, direttore generale di Endemol (società che novera tra i maggiori azionisti Mediaset e riempie quasi la metà del proprio fatturato lavorando in appalto per la Rai): "Tagliare il 20% delle produzioni esterne è rischioso, sia perchè è contrario a quanto prevedono le leggi comunitarie (destinare il 15% dei ricavi a produzioni di produttori indipendenti ndr), sia perchè i programmi dei produttori indipendenti sono spesso i titoli di maggiore ascolto". Tutto vero anche se la normativa comunitaria era nata con lo scopo di salvaguardare le produzioni culturali - nota Giuseppe Sarcina, direttore di CorrierEconomia e moderatore del dibattito. Mentre i titoli in questione vanno da La prova del cuoco a Il grande fratello. Secondo punto, al primo collegato, gli investimenti. Gran parte delle risorse impiegate nei cinque anni sono state destinate all'esterno e ai cosiddetti beni intangibili (diritti, fiction e così via). La cosa, si dirà, è normale per un azienda 'culturale'. Emerge invece un progressivo depauperamento del patrimonio dell'azienda, mentre l'evoluzione tecnologica procede spedita e per il 2012 è previsto il passaggio dall'analogico al digitale. "Stiamo tornando a investire", è la difesa del vicepresidente Rai. La struttura dei ricavi non lascia del resto molti margini, rigidamente basata com'è sui proventi del 'canone' (il 49% dei ricavi) e sugli alti introiti da pubblicità (il 40%). La Cgil, con una buona dose di autocritica, chiama alla necessità di un deciso cambio di rotta. E' la Rai stessa a certificare, nel suo piano triennale, il rischio di una posizione finanziaria negativa nel giro di due anni.

Torna all'inizio


La Sapienza e il rito dell'intolleranza (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie 1 Commento " (10 votes, average: 3.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (107 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (49 votes, average: 2.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (28 votes, average: 2.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (46 votes, average: 1.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (118 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (37) Ultime discussioni melo: Fermo restando che anche io condanno l'episodio accaduto alla Sapienza, vorrei capire perchè gli... Franco: Sono d'accordo con Corrado Buccieri, dovere aspettare cinque anni per rientrare nelle stanze del potere... lucila: oddio,io già ho un marito molto ed entusiasticamente tecnologico, condizionato anche dal lavoro che fa, e... 200 MILA NUOVE AIUOLE CON ALBERI ENTRO UN ANNO A MILANO: Se si producesse il bioetanolo dalle foglie senza abbattere... Corrado Buccieri: I nemici del dialogo sono coloro che non riusciranno a convincersi che devono aspettare almeno 5... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


Alitalia: 'Il governo sta lavorando' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 28-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Per rispondere alle domande dei giornalisti Alitalia: "Il governo sta lavorando" Ministro Matteoli: "L'argomento e' delicato" Prato, 28 mag. – A margine dell'assemblea annuale dell'Unione Industriale Pratese, Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture ha annunciato: “L'argomento è delicato. Su Alitalia il governo sta lavorando, di più non posso dire”. Così ha risposto alle domande dei giornalisti, senza offrire ulteriori dettagli sulla questione Alitalia, aperta ormai da tempo e non ancora risolta. Giulia Fossati.

Torna all'inizio


Scambi spunta l'emendamento pro-benetton (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 28-05-2008)
Pubblicato anche in: (Riformista, Il)

Argomenti: Alitalia

Scambi spunta l'emendamento pro-benetton Il pedaggio per salvare Alitalia Walter Veltroni e Pier Luigi Bersani sono passati ieri all'attacco, sull'emergenza Alitalia. Ha esordito il leader del Pd, esprimendo la volontà di "denunciare il silenzio" sul futuro della compagnia di bandiera e chiedendo al governo di dare "immediatamente una indicazione chiara su uno dei problemi più drammatici per la vita del nostro Paese". Il giorno dopo il cruciale consiglio d'amministrazione di Alitalia per l'approvazione del disastroso bilancio 2007, slittata in attesa che si chiarisca la situazione sul prestito ponte, Veltroni ha accusato Berlusconi di aver creato le condizioni per l'abbandono di AirFrance-Klm e di aver esposto la compagnia della Magliana "a rischi molto forti", visto che dall'addio dei franco-olandesi non è emersa all'orizzonte alcuna prospettiva nuova, né "la famosa cordata italiana", né "soluzioni alternative". Il tempo passa, ha aggiunto Veltroni, "e con loro anche le risorse disponibili finalizzate alla soluzione del problema". Ieri il sottosegretario all'Economia, Alberto Giorgetti, ha reso noto che il provvedimento-salvagente che trasformerebbe il prestito-ponte da 300 milioni di euro in patrimonio netto della compagnia dovrebbe confluire nel decreto fiscale su Ici e straordinari. Poi ci sarà l'ostacolo europeo da superare: a ieri Bruxelles non si è ancora pronunciata, perché attende ancora una risposta alla prima richiesta di chiarimento all'esecutivo. E il ministro delle Politiche comunitarie, Andrea Ronchi, ha fatto sapere che l'esecutivo ci sta lavorando proprio "in queste ore". Ed è di ieri anche la richiesta al governo dei tre segretari generali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, Fabrizio Solari, Claudio Claudiani e Giuseppe Caronia, di un confronto sull'emergenza della compagnia di bandiera. Dopo un incontro a tre i leader dei sindacati di categoria della Triplice hanno sottolineato la validità del "metodo del confronto" sulla questione. Anche Bersani ha voluto ricordare che "picconando la soluzione Air France si è anche vanificata una procedura. Voglio credere che il governo sia consapevole che deve proporne un'altra, obiettiva e trasparente, perchè nel mondo di oggi non è più possibile chiamare gli amici e vendergli un bene pubblico", ha aggiunto. Soprattutto, il ministro ombra dell'Economia ha messo in dubbio che l'opposizione possa votare un provvedimento su Alitalia mentre un altro "sta cambiando le carte in tavola". Il riferimento è al decreto per l'attuazione di obblighi comunitari in cui sta confluendo un emendamento pro-Autostrade che sembrerebbe confermare concretamente l'ipotesi avanzata da qualche giornale su uno scambio offerto ai Benetton per entrare nella cordata italiana di Alitalia. È in cambio di un impegno di Atlantia (ex Autostrade Spa), la holding controllata dai Benetton, nel salvataggio della disastrata compagnia di bandiera, che l'esecutivo starebbe modificando le regole sulla convenzione Anas sulle autostrade. Ieri il governo ha presentato una modifica al decreto sugli obblighi comunitari che determina un ritorno alla convenzione unica, che "sostituisce la convenzione originaria, nonché tutti i relativi atti aggiuntivi". Invece di passare per il Cipe, il ritorno alla convenzione unica è stato dunque inserito in un provvedimento d'urgenza, gli è stata insomma garantita una corsia preferenziale. La convenzione unica stabilisce nuove regole per le concessioni autostradali, concede un potere sanzionatorio più forte all'Anas, ma soprattutto, sblocca miliardi di investimenti che Autostrade potrà finanziare aumentando i pedaggi autostradali. Contrariamente al passato, Autostrade sarebbe poi molto più controllata nell'effettiva realizzazione degli investimenti; intanto, però scatterebbero i rincari ai caselli. 28/05/2008.

Torna all'inizio


Poltrone tutto ruota attorno all'eni (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 28-05-2008)
Pubblicato anche in: (Riformista, Il)

Argomenti: Alitalia

Poltrone tutto ruota attorno all'eni Nomine, metodo Prima Repubblica Veti e minacce di ritorsione incrociate, incastri complicati ed equilibri precari. La partita delle nomine fa riscoprire il sapore delle vecchie battaglie da "prima Repubblica". Neanche la fermezza del premier, "Se ci sono cambi, decido io", è riuscita a fermare l'acceso confronto fra Forza Italia, An e Lega sugli incarichi ai vertici di Eni, Enel e Poste. Se l'architettura parlamentare è stata semplificata dal voto espresso dagli italiani, quella del potere reale continua a sottostare alle logiche della spartizione. Tanto che le ipotesi che ancora si rincorrono in queste ore sembrano inevitabilmente sospese fino alla quadratura definitiva, che dovrebbe consentire oggi la presentazioni del pacchetto di nomine. Dopo la conferma con pieni poteri di Pier Francesco Guarguaglini al timone di Finmeccanica, dovrebbero restare in sella anche le guide operative di Eni, Paolo Scaroni, Enel, Fulvio Conti, e Poste, Massimo Sarmi. Così, le mire dei partiti sono tutte rivolte verso le tre presidenze. E il lavoro sul puzzle che si sta tentando di comporre da settimane ha conosciuto già diverse battute d'arresto. Basta spostare una pedina per creare immediatamente un effetto domino che rischia di far saltare il banco. La poltrona chiave è quella dell'Eni, su cui Roberto Poli non dovrebbe più sedere. Una sua conferma, più volte auspicata dallo stesso Berlusconi, avrebbe assicurato con molta probabilità un nuovo mandato anche per il presidente di Enel, Piero Gnudi. Il manager di area "prodiana" è stato invece ricevuto ieri a Palazzo Chigi dal sottosegretario Gianni Letta, e informato presumibilmente della decisione di puntare su un altro candidato. Secondo le ultime indiscrezioni raccolte, per altro già accreditate ieri dal Sole 24 Ore , resiste ancora il ballottaggio tra Gianpiero Cantoni, che consentirebbe di tenere la poltrona in quota Forza Italia, e Giuseppe Bonomi, candidato leghista e attuale presidente e amministratore di Sea, la società che gestisce l'aeroporto di Malpensa. Da questo testa a testa discenderebbe anche la decisione che riguarda l'Enel. Se a spuntarla fosse alla fine il candidato sostenuto dal Carroccio, sarebbe automatica la chiamata alla presidenza dell'Enel di Alessandro Luciano, già membro dell'Autorità per le Comunicazioni e considerato vicino al presidente della Camera Gianfranco Fini. Una concessione alla Lega, in sostanza, non potrebbe che essere compensata da una analoga ad An. A chiudere il cerchio ci sarebbe la presidenza di Poste, che dovrebbe andare a Francesco Valsecchi, avvocato di area Forza Italia già consigliere di amministrazione di Enel. In gioco, ci sono equilibri delicati sia all'intero del Pdl che della coalizione di governo. Proprio alla luce della delicatezza di queste decisioni, i toni del confronto all'interno della maggioranza si sono più volte accesi in questi giorni. Tensioni che, si fa notare a Via del Plebiscito, il presidente del Consiglio avrebbe voluto evitare. Nelle sue intenzioni, la partita avrebbe meritato una soluzione indolore e al riparo dall'attenzione dei media. Tanto che, come già avvenuto per il difficilissimo dossier Alitalia, ha investito del ruolo di mediatori i suoi uomini più fidati, Gianni Letta per gli aspetti strettamente politici e Bruno Ermolli, nelle vesti di "cacciatore di teste". A questo punto, è prevedibile che a mettere l'ultima parola sia proprio Berlusconi ricorrendo, come spesso gli accade, a un intervento di "ultima istanza" per riportare il sereno nella coalizione. Berlusconi, per frenare la corsa dei suoi alleati, potrà giocare anche la carta della lunga distanza: la tornata delle nomine non si esaurisce certo oggi e, da qui a luglio, la maggioranza sarà alle prese con un risiko ancora più importante, dentro e fuori dal Parlamento. Il pacchetto che dovrebbe essere definito oggi è solo il primo passo verso scelte che si annunciano rilevanti per gli equilibri dell'intera legislatura: dovranno essere nominati i presidenti della commissione Antimafia e della Vigilanza Rai e, a fine giugno, sarà la volta del rinnovo del cda della Rai. E, se nel primo caso i pronostici sono tutti per l'ex ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu e, in quota opposizione, per il dipietrista Leoluca Orlando, a Viale Mazzini i giochi sono ancora aperti. 28/05/2008.

Torna all'inizio


Pd Il leader attacca su Alitalia e salari, ma insegue sempre la grande riforma (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 28-05-2008)
Pubblicato anche in: (Riformista, Il)

Argomenti: Alitalia

Allarme sondaggi, e Veltroni alza la voce C'è una parola cui Walter Veltroni si sente allergico in questi giorni: non vuol sentire parlare di "svolte". Che per alcuni, poi, sarebbe solo un eufemismo per dire "ripensamenti". Ieri, per esempio, il coordinamento ristretto del Pd ha fissato i tempi del tesseramento, che partirà da luglio. Ma Veltroni si irrita se gli si fa notare che questa è una vittoria dei fautori della forma partito tradizionale sui teorici del soggetto liquido. "Partito "liquido" è un espressione che non abbiamo mai usato", assicura. Allo stesso modo, sulla questione delle alleanze, il segretario si inalbera se si ascrive ad altri nel partito il merito di aver rilanciato la questione delle alleanze. "Autosufficienza del Pd? E chi ne aveva mai parlato?", giura invitando a compulsare discorsi e rassegne stampa. Ancor più l'ex sindaco di Roma si mette in allerta davanti ai sempre più numerosi critici interni e osservatori che invitano il Pd a "uscire dal guscio", cioè a interpretare il ruolo di opposizione senza complessi e senza timori. Guai, ad esempio, a sostenere che il no all'uso della forza sull'emergenza rifiuti a Napoli sia frutto dello smarcamento di Massimo D'Alema sul tema o che vicende come quella napoletana e il caso Rete4 siano il preludio a un archiviazione della stagione del dialogo. A una "svolta", appunto. Pochi giorni fa, affrontando un drappello di giornalisti, Veltroni era stato categorico: "Smettiamola con il borsino quotidiano del dialogo. Non è il dissenso su questo o quell'argomento che può cambiare le scelte di fondo". Per dimostrare che non c'è sbandamento o incertezza nella linea d'opposizione del Pd - collaborazione sulla scrittura delle regole, battaglia sui singoli dossier - Veltroni s'affida a un parallelo storico: "Forse i costituenti smisero di scrivere insieme la Costituzione perché intorno a loro infuriava una durissima battaglia politica?". Questo ripete da giorni il leader ai suoi interlocutori senza aspettarsi risposte diverse dal no e questo ribadisce oggi in una intervista al Corriere della sera . Se poi, chiosa il leader, sarà la maggioranza a sottrarsi al confronto, il Pd ne prenderà atto. Dunque, tutto secondo copione? Il principale partito d'opposizione procede sicuro su una strategia a lunga gittata? Al Loft si giura di sì, anche se una lunga serie di indizi testimonia che Veltroni troppo tranquillo non è, e che la strategia del doppio binario rischia quantomeno di disorientare un bel pezzo di popolo democrat . E se di svolta non si vuole parlare, è difficile però sostenere che non ci siano aggiustamenti in corsa. L'emendamento pro Rete4 presentato a sorpresa dal governo qualche ferita l'ha lasciata, non foss'altro perché ha costretto il Pd - dopo tanto slancio sul clima costruttivo della "nuova stagione" - a esordire in Parlamento con un filibustering di taglio nenniano. Qualcosa devono aver inciso anche i sondaggi piovuti sulla scrivania del leader, da quelli che attestano la contrarietà al dialogo con Berlusconi di due elettori su tre del Pd a quelli che certificano un indice di gradimento stratosferico per le prime mosse del governo e, conseguentemente, un Pd in difficoltà a mantenere la trincea del 33 per cento. Non è insomma un caso se nelle ultime ventiquattr'ore Veltroni ha scelto di alzare la voce più volte, a riprova che il suo partito è in grado di fare un'opposizione senza sconti quando è il momento. Ecco quindi il muro su Rete4, con rivendicazione della sconfitta subita dalla maggioranza in aula su un emendamento del decreto legge. "La difficoltà alla prima prova impegnativa testimonia che non basta avere i numeri sulla carta ma che bisogna convincere". A stretto giro è arrivato pure un affondo sul caso Alitalia: "Passano i giorni - ha detto Veltroni - ma la questione continua a non essere affrontata né risolta e dopo aver creato le condizioni perché Air France abbandonasse la trattativa, si lascia spazio a rischi molto forti per Alitalia perché non solo non si vede all'orizzonte la famosa cordata italiana, ma non si vedono nemmeno soluzioni alternative". E stamattina il segretario ha convocato una conferenza stampa sul pacchetto economico varato dall'esecutivo, per contestare l'uso delle risorse per la detassazione degli straordinari anziché per prendere di petto il più generale problema "salari". Solo sui rifiuti il Pd si tiene ancora a mezza via, "perché non possiamo accettare - spiegano gli strateghi veltroniani - che la soluzione del problema sia delegata all'uso della forza, ma al tempo stesso il senso di responsabilità nazionale ci obbliga a collaborare per il superamento dell'emergenza". In questa fase l'obiettivo è marcare il più possibile l'opposizione al governo senza compromettere l'apertura del tavolo di riforme cui Veltroni affida buona parte delle sue chance di rilancio e che passa da questioni come federalismo (anche fiscale), riforma elettorale, cambio della forma di governo. Una linea che fa storcere il naso a chi nel Pd la considera - è il caso dei dalemiani - "uno spericolato esercizio di equilibrismo". E che in casa democrat non tutto sia chiaro e risolto lo dimostra, nel suo piccolo, il pasticcio delle scuole quadri. D'Alema ha appena celebrato la summer school di Italianieuropei. Il Riformista ha anticipato ieri l'intenzione da parte di un'area del partito molto vicina a Veltroni - in testa Enrico Morando e Giorgio Tonini - di battezzare a sua volta una nuova fondazione per formare i dirigenti del futuro. Paolo Gentiloni annuncia invece che il progetto del Pd è una summer school che si terrà a Cortona in settembre e che Tonini lavora, più che a una nuova scuola quadri, a un raccordo tra quelle già esistenti. Walter Verini, deputato e spin doctor veltroniano, conferma l'appuntamento di Cortona, lo riaffida a Tonini e assicura: "Non sarà una summer school". Stefano Cappellini 28/05/2008.

Torna all'inizio


Mutui, giù le rate ma solo dal 2009 (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 28-05-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)

Argomenti: Alitalia

Tremonti: subito un freno a bollette e benzina Mutui, giù le rate ma solo dal 2009 Alitalia, pronto il piano dei privati Le norme sui mutui approvate per venire incontro alle esigenze dei cittadini che devono pagare rate schizzate in alto entreranno in vigore soltanto dal 2009. Intanto oggi sarà pubblicato sulla Gazetta Ufficiale il decreto legge sull'Ici e sugli straordinari. Inoltre, in tempi brevi saranno attaccati altri due fronti di spesa per le famiglie: benzina e bollette. È il ministro Tremonti ad assicurarlo: "D'accordo con il collega dello Sviluppo economico, apriremo un confronto con i consumatori e i produttori". Sul versante Alitalia, è pronto il piano dei privati. Barbera, Baroni e Lepri ALLE PAGINE 6 E 7.

Torna all'inizio


Trenta giorni per salvare Alitalia dalla liquidazione (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Due mesi di passione Assemblea convocata il 27 giugno. Il governo: "C'è poco tempo" Roma. C'è un mese di tempo per salvare Alitalia. Dopo il consiglio di amministrazione che ha certificato una perdita di 500 milioni nel 2007, il governo cerca una via d'uscita per evitare che la compagnia resti di nuovo a secco dato che i 300 milioni del prestito ponte, trasformati nel frattempo in capitale dell'azienda, consentirà di arrivare al massimo a fine giugno: Alitalia continua infatti a bruciare circa 1,5 milioni di euro al giorno e la situazione sta peggiorando dato che nel primo trimestre del 2008 le perdite hanno già superato i 200 milioni. L'assemblea è stata convocata per il 27 e 28 giugno. E per questa data, il governo deve trovare una soluzione: o la cordata italiana, che però procede a strappi e non decolla, o un commissario straordinario in base alla legge Marzano. Mentre l'azienda rischia di avvitarsi su stessa, l'opposizione si mobilita contro il governo e attacca il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, chiedendo al titolare del Tesoro di riferire al Parlamento: "È un silenzio molto grave", accusa il leader del Pd, Walter Veltroni. Tremonti però prende tempo: l'audizione del ministro si farà soltanto il 18 giugno davanti alle commissioni congiunte Bilancio e Trasporti di Camera e Senato. A meno che il ministro non intervenga la prossima settimana in aula alla Camera dove oggi approderà il decreto con il prestito ponte. Ma, al di là dei giudizi, l'opposizione ha ragione su una cosa: la palla ora passa la governo, che deve giocare la partita sospesa dopo l'abbandono forzato di Air France-Klm. I conti della compagnia sono stati puntellati con l'escamotage di trasformare il prestito in capitale (l'operazione deve superare l'esame di Bruxelles, in attesa di chiarimenti dal governo italiano entro domani), ma si tratta solo di una piccola boccata di ossigeno, che non è grado di garantire ancora a lungo il futuro dell'azienda, bisognosa di capitali freschi e di compratori solidi, disposti a sborsare 1,5-2 milioni di euro per rilanciare la traballante azienda della Magliana. Il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, che dovrebbe farsi carico della patata bollente qualora venga giocata la carta del commissario, ribatte alle opposizioni: "Il nostro è un silenzio operoso". Ma anche dalle parole del ministro traspare una certa impazienza di fronte alla crisi industriale e finanziaria di Alitalia: "I tempi dovranno essere brevi perché, nel giro di poche settimane si deve arrivare a una decisione che aiuti lo sviluppo della compagnia di bandiera". Scajola, quindi, ammette che ci sono "poche settimane" a disposizione per impedire che l'azienda vada a rotoli. Non è chiaro se l'allarme di Scajola sia rivolto anche a chi sta lavorando alla cordata italiana da mesi, ma senza risultati concreti. È un ritardo che suscita polemiche soprattutto perché Tremonti, il titolare del Tesoro e azionista di controllo di Alitalia, è in grado di fornire tutte le carte e i conti, inaccessibili fino a poche settimane fa. A che punto è il lavoro di Bruno Ermolli? Il finanziere incaricato da Silvio Berlusconi di trovare i soci italiani disposti a lanciarsi nell'avventura di salvare la compagnia di bandiera avrebbe qualche problema a trovare il bandolo della matassa. Si parla addirittura di una divergenza di vedute con Tremonti, che più realisticamente starebbe valutando la soluzione del commissario come da tempo caldeggia la Lega. Comunque sia, c'è ancora molta nebbia sulla rotta di Alitalia. "Con il senno di poi, si dirà che è stata una vicenda vergognosa per il nostro Paese. Il governo deve dirci con quali procedure intende vendere dato che non si vende un bene pubblico come se si stesse al bar", rincara il ministro ombra Pierluigi Bersani. Una cosa è certa: "I giorni passano", come dice Veltroni, e non arrivano conferme dai presunti interessati, i vari Riva, Colaninno, Fossati, Aponte, Marcegaglia, Ligresti, ma anche Tronchetti Provera e Marcegaglia. "Nessuna novità", dice l'ex patron di Telecom. "Non ci sono novità rispetto a qualche settimana fa. Ma è il momento di decidere", aggiunge Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria. "Le proposte arriveranno in tempi ragionevoli", dice Roberto Formigoni. Nell'attesa, Mario Resca, capo della McDonald's Italia ed ex commissario Cirio, indicato come il futuro timoniere di Alitalia non si sa bene in che veste, avverte che sarà dura: "Dopo i rifiuti di Napoli, Alitalia è il problema più grosso". E scusate se è poco. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 29/05/2008 20 MARZO 29/05/2008 ' 29/05/2008 prioritàed emergenzeDopo i rifiuti di Napoli, Alitalia è il problema più grosso da affrontare mario rescamanager 29/05/2008 22 APRILE 29/05/2008 22 MAGGIO 29/05/2008.

Torna all'inizio


Il leader del Pd: Ne vedremo delle belle Ma su Alitalia, mutui e lavoro passano solo i messaggi del governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Il leader del Pd: "Ne vedremo delle belle" Ma su Alitalia, mutui e lavoro passano solo i messaggi del governo.

Torna all'inizio


Il problema del Pd: la luna di miele tra governo e media (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del L'ANALISIVeltroni incassa il successo di Rete4 e attacca sull'economia. Ma la difficoltà è "rompere la melassa" che avvolge tutto. Bersani: è la fase in cui si fanno i delitti peggiori Il problema del Pd: la luna di miele tra governo e media Bruno Miserendino Walter Veltroni, riunendo i suoi nella pausa della prima battaglia parlamentare, l'ha messa così: "Come vedete l'opposizione sui provvedimenti alla fine paga, e in questa legislatura ne vedremo delle belle, come sul caso di Rete4". Traduzione: la linea è giusta, andiamo avanti col dialogo sulle riforme, ma attacchiamo su tutti i temi in cui il governo sta offrendo fumo o ricette sbagliate, come su lavoro, mutui, Alitalia, Rai e via discorrendo. "Vedrete - è la conclusione - che la maggioranza entrerà presto in difficoltà e si dimostrerà che la luna di miele tra governo e italiani è fondata sul nulla". Non a caso due ore prima di sentire i big del partito sul tema riforme e regolamenti, il segretario del Pd aveva convocato una conferenza stampa per criticare il governo per il decreto fantasma (perchè ancora non è arrivato sulla Gazzetta ufficiale) sugli straordinari, e per attaccare sul caso Alitalia, "una vicenda - dicono al Pd - che in nessun paese europeo potrebbe essere gestita come ha fatto e sta facendo Berlusconi, senza pagare dazio". Infatti. Il problema di Veltroni e del Pd è uscire dalla melassa virtuale in cui tutto sembra avvolto, dove l'opposizione sembra troppo morbida anche quando non lo è e il governo è osannato con generosità sconosciuta ad altri esecutivi occidentali. Magari dipende anche dalla qualità dei messaggi dell'opposizione, ma in un'intervista al Corriere il segretario l'ha detta così: "Nel mondo virtuale lettori e scrittori di giornali di varie dimensioni se la cantano e se la suonano". Tutto previsto, del resto. Dopo le elezioni Veltroni aveva pronosticato l'ingresso nel lungo tunnel del "pensiero unico", e aveva spiegato che l'informazione, che in Italia ha problemi particolari, sarebbe stata il punto critico. Adesso, in questa luna di miele del governo con gli italiani, il Pd sta misurando tutta intera la difficoltà di "bucare" lo schermo, ma anche più modestamente i titoli dei giornali, per far passare il messaggio a cui tiene: ossia far capire a tutti, e non solo agli addetti ai lavori, che l'opposizione c'è e ha un progetto credibile su tutti i temi, mentre pochi si incaricano di scoprire i bluff del governo. Nel mirino c'è soprattutto l'economia, visto che su rifiuti e sicurezza, a parte il nodo del reato di immigrazione, l'esecutivo si è mosso sulla stessa linea del Pd. Ieri qualche deputato commentava sarcastico: "Ma avete visto i titoli sugli annunci di Tremonti? Sono fumo, ma tv e giornali li vendono come se fossero già realtà". Bersani è tagliente: "Vedo in giro molto opportunismo, l'opposizione fa l'opposizione, il problema è che non vedo abbastanza attenzione, da parte di media e commentatori, su quanto avviene in questa luna di miele, anzi di melassa. Eppure è in questi casi che si fanno i delitti peggiori". Uno dei "delitti", ricordano Veltroni e Bersani, Berlusconi l'ha già compiuto su Alitalia. Eppure è possibile, nell'assordante silenzio dei media, che dopo aver mandato per aria l'unica trattativa seria, quella con Air France, "il governo non dica una sola parola sul destino della compagnia". "Inqualificabile", dice Bersani. "Impossibile in altri paesi", aggiungono i deputati del Pd. Ma altri "delitti" sono in corso. Prima delle elezioni, spiega, eravamo tutti d'accordo che la priorità erano i salari e le pensioni, adesso che anche l'Istat certifica la difficoltà di un terzo degli italiani, passa sotto silenzio il fatto che Tremonti fa carte false per levare l'Ici alle famiglie agiate: "Non andrà un euro a tutti quelli che più hanno bisogno di spendere un euro, questo il punto", dice Bersani. Che ha il dente avvelenato sul tema mutui: "Li ho sentiti mettere il cappello sulla portabilità dei mutui che loro stessi hanno contrastato per un anno intero. Dico questo a futura memoria". Per non parlare dell'altro "delitto", a rischio incostituzionalità, ossia quella detassazione degli straordinari che non aumenta la produttività, discrimina i lavoratori, sfavorisce donne, pensionati e precari. "Eppure - dicono al Pd - sui media compare la storiella di Tremonti Robin Hood, che vuol far pagare banche e petrolieri". Insomma, è duro risalire la china. Come dice Marini, serve tempo sangue freddo e pazienza. Veltroni è convinto che è solo questione di tempo: "La luna di miele si interromperà molto presto, anche prima di quanto pensiamo, la destra ha vinto le elezioni sulla linea della paura, la paura rende più facile vincere, ma ma più difficile governare". Il problema è che nel frattempo l'Italia peggiora.

Torna all'inizio


Cronache della nuova Roma (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Cronache della nuova Roma Furio Colombo Segue dalla Prima C on i metodi giusti gli fai dire se hanno reddito adeguato e una residenza fissa. Quando sono imbarazzati o confusi è segno che mentono. Vengono "messi da parte" fino a quando passa un furgone della polizia Cpt (clandestini, poveri, terrorizzati) che provvede al trasporto immediato alla frontiera. Altrimenti, finito il turno, li portano via "i ragazzi" che sono bravi e fidati (così ha detto il sindaco, respingendo sdegnato l'accusa che siano parte politica) ma non sono certo stati educati alla corte di Inghilterra, e hanno spesso modi un po' rudi, tipo "codice giallo" del pronto soccorso. Ma si tratta della naturale esuberanza dei giovani. Via Craxi sbocca in Largo Lega Lombarda (all'angolo con Via Padania, già via Condotti) e poi in Piazza della Santa Inquisizione (la vecchia Piazza Colonna). Quando il bus entra in Via del Tritone (adesso via Rosa Maltoni Mussolini, mamma mai dimenticata del Duce e bisnonna della vivace onorevole) rallenta in un ingorgo di traffico. Il problema del traffico non è ancora stato del tutto risolto, lo smog è soffocante, tanto che a volte i camerati delle squadre devono indossare mascherine sulla bocca. Loro dicono: "Per non respirare l'aria inquinata della demo-plutocrazia". Stanno attenti a non farsi sentire quando alcuni di loro aggiungono, dandosi gomitate, "giudo-plutocrazia". Il luogo di raduno dei "guardiani della città" (modello iraniano) è piazza "generalissimo Francisco Franco" (già Piazza Barberini). Ma cortei e marce spontanee (contro Rom e clandestini e tutte le più riprovevoli razze) si dirigono subito verso Corso Giovanni Preziosi (un tempo era Via Veneto), dal nome del più antico e instancabile teorico della difesa della razza italiana. Bisogna ammettere che, nella nuova Roma, non vi disturba più lo spettacolo del turismo invadente e sudato, magliette e sandali e lunghe file di ebeti col cappellino dello stesso colore che seguono il segnale del capo gita di Roma, solo italiani. Qualche bar, qualche albergo, qualche ristorante (certo, trappole per stranieri creduloni) ha dovuto chiudere, dopo l'abolizione di Schengen da parte del nuovo, virile, governo. Ma sui bei locali puliti che sono sopravvissuti campeggia il motto che ormai anima la patria ritrovata: "non passi lo straniero". Dopo cena, nella nuova Roma, si va tutti alle "feste dell'Italianità" dove si balla al ritmo di arie e tarantelle delle nostre terre. Provvedono al collegamento rapido con la periferia gli autobus della nuova Alitalia. Non vola, ma dove dovrebbe volare? Niente vale questa nostra bella terra chiusa e protetta. E finalmente senza Rom, senza stranieri, senza ingombranti facinorosi di sinistra (ricordate le continue notizie di "rissa", quando gli estremisti tentavano di reagire alle bastonate?) possiamo goderci le nostre periferie. Un esempio è il quartiere Littorio (già Garbatella) dove si mangia e si balla all'italiana in uno dei tanti "parchi Ciarrapico" donati dal generoso "federale onorario" di Roma. Sul fondo potete vedere la scuola di avviamento al lavoro Almirante (legge Moratti). La via Almirante ancora non c'è perché è stato deciso di costruirla secondo il modello di via dei Fori Imperiali: scavando dove ci sono case inutili, per andare dritti al centro. Quando il sindaco-ingegnere ha mostrato i disegni al Consiglio comunale, tutti i presenti sono balzati in piedi improvvisando una manifestazione di amor di patria al grido di "viva il duce-sindaco". Poi un camerata consigliere ha voluto ricordare a tutti la storia esemplare di un cittadino paraplegico, "vero romano della nuova Roma", che ha spontaneamente denunciato la badante straniera (subito espulsa) nonostante le difficoltà di nutrirsi. Alla manifestazione si è unito il capo della "rivolta tassisti", la benemerita organizzazione che tanto ha giovato al prestigio di Roma, e ha annunciato: "qualche volta lo trasporteremo", facendo eccezione al programma "culto della normalità fisica" di cui i rivoltosi sono membri fondatori. La nuova Roma, come si vede, non è di tutti. È di cittadini profondamente italiani, non portatori di handicap fisici o politici. Per questo, ha detto il duce-sindaco, è un "sole che sorge". furiocolombo@unita.it.

Torna all'inizio


Alitalia: il governo tace, la crisi peggiora Il Pd contro il prestito-ponte. Voci e nessuna certezza sulla soluzione italiana (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia: il governo tace, la crisi peggiora Il Pd contro il prestito-ponte. Voci e nessuna certezza sulla soluzione italiana di Roberto Rossi/ Roma SALUTI "Tanti auguri". Il super consulente Bruno Ermolli, l'uomo incaricato da Silvio Berlusconi di risolvere il caso Alitalia cercando una cordata italiana, colui chiamato a risollevare l'onore patrio, esce di scena con queste due parole. Il suo compito è finito. Se con successo lo si scoprirà solo fra pochi giorni. Ora la palla passa nelle mani del ministro del Tesoro Giulio Tremonti che dovrà decidere. Decidere se garantire l'italianità del gruppo o se sacrificarla e riallacciare di nuovo i contatti con Air France o un altro partner europeo, come suggerito da Walter Veltroni leader del Pd. Che ieri si è schierato compatto in commissione contro il decreto legge sul prestito ponte da 300 milioni che il governo ha deciso di destinare a patrimonio netto (ieri c'è stata anche la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) snaturandone la funzione originale. "È il minimo che si poteva fare visto che sembra al limite della provocazione farci votare una norma che appare superata" ha detto il ministro ombra dell'Economia Pierluigi Bersani. "È inqualificabile - ha aggiunto Bersani - che su Alitalia il governo non sia ancora venuto a chiarire in Parlamento. Noi marchiamo l'assoluta distanza di responsabilità e chiediamo come intende procedere". Nel frattempo si va avanti e la prossima settimana con ogni probabilità il decreto sarà tramutato in legge. Poi la palla passerà a Bruxelles che, anche in base alle spiegazioni fornite dal governo italiano, dovrà valutare se la norma sia da considerare come aiuto di Stato oppure no. Le cose potrebbero però mutare. E Alitalia magari avere nuovi azionisti. Tremonti, dopo che i manager della compagnia sono riusciti a chiudere il bilancio 2007 (con 495 milioni di perdite) evitando la liquidazione, potrebbe sciogliere presto il nodo. In che modo? Per ora dal governo bocche cucite. Per l'opposizione il ministero dell'Economia potrebbe avallare la cordata italiana.Ci sono dei segnali che vanno in questa direzione. Ad esempio, ieri la Camera ha approvato in via definitiva la convenzione tra Anas e Autostrade Italiane, la società del gruppo Atlantia controllata da Benetton. L'aula ha approvato un nuovo emendamento presentato dal governo al decreto sugli obblighi comunitari che conferma lo sblocco della convenzione tra Autostrade e Anas, stipulata lo scorso ottobre. Che cosa c'entra questo con Alitalia? Secondo l'opposizione lo sblocco della convenzione permetterebbe ad Autostrade di poter aumentare le tariffe a propria discrezionalità. In cambio i Benetton, sempre secondo il governo ombra, garantirebbe la propria partecipazione alla cordata italiana per Alitalia. E questa volta non con un semplice "chip", come quello concesso dal numero uno di Pirelli Marco Tronchetti Provera, ma con una solida partecipazione. "Io ho un'idea - ha commentato Bersani a chi gli chiedeva della Convenzione - se c'è un modo per tenere lontani i veri attori industriali che sanno che cosa è un aereo è quello di appioppare loro delle cordate. Sono voci, ma non serve invocare il tema Alitalia per definire inqualificabile la norma sulle convenzioni". Con i Benetton potrebbero fare il loro ingresso industriali del calibro di Riva, Fossati, Aponte, Ligresti, Radici. Ma la storia della convenzione non è il solo indizio che potrebbe portare a pensare alla formalizzazione della cordata. Ieri, dopo qualche settimana di silenzio, è tornato a farsi vivo il manager Mario Resca. L'ex commissario di Cirio ormai parla come il futuro amministratore delegato. "La situazione è difficile però è una grande opportunità, come tutte le situazioni difficili" ha risposto Resca, il manager che potrebbe essere chiamato non solo a salvare Alitalia ma anche la faccia di Berlusconi.

Torna all'inizio


Falsa partenza la maggioranza bulgara rallenta in parlamento e cerca compromessi (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 29-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Falsa partenza la maggioranza bulgara rallenta in parlamento e cerca compromessi GLI EX DECISIONISTI Governo a marcia indietro su Rete4 e Benetton. Stop sugli statali. Alitalia aspetta.

Torna all'inizio


P robabilmente, (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-29 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE La Nota di Massimo Franco Una luna di miele che deve fare i conti con problemi obiettivi P robabilmente, dire che "l'opposizione paga" è soprattutto un modo per rinfrancare e compattare le truppe parlamentari del Pd. Ma le parole di Walter Veltroni riflettono, se non la forza del centrosinistra, la sensazione di confusione trasmessa in questa fase dalla maggioranza. Non è tanto la bocciatura di due giorni fa alla Camera sulla tutela della fauna selvatica: semmai, quella votazione è stato il sintomo di una slabbratura della quale pochi sembravano consapevoli; e che ieri Silvio Berlusconi ha cercato di ridimensionare facendo presidiare l'aula per tutto il giorno. I segnali di incertezza sono altri. E mostrano un Pdl fortissimo numericamente, eppure in affanno per problemi che poco hanno a che vedere con l'offensiva del Pd. Rimandano ad una situazione oggettivamente difficile; e ad una capacità decisionale ancora in rodaggio. è probabile che la cosiddetta "luna di miele" col Paese non sia affatto finita. Anzi, gran parte dell'elettorato dice comprensibilmente che occorre dar tempo al governo, senza immaginare miracoli. Ma comincia ad affiorare il sospetto che nel centrodestra stia finendo la luna di miele fra i partiti vincitori delle elezioni del 13 e 14 aprile; e che qualcuno sia incline a ripetere il vecchio errore di considerare la vittoria come un approdo in sé, e non lo strumento per produrre risultati diversi dall'Unione. La nebbia che avvolge la soluzione della crisi di Alitalia è un primo segnale vistoso. E la Lega lo esaspera chiedendo una riunione del consiglio dei ministri nell'aeroporto milanese di Malpensa; e avvertendo, con un sottinteso minaccioso: "A noi interessa Malpensa, non Alitalia". Basta questo perché il Pd chieda chiarimenti e alzi la voce, bilanciando un dialogo non facile ed un atteggiamento che a sinistra qualcuno considera subalterno. D'altronde, le incognite sul futuro della compagnia aerea non sono la sola avvisaglia di una fase di potenziale stallo. La rinuncia alla sanatoria per Rete 4, decisa ieri dalla maggioranza, indica una strategia parlamentare per lo meno imprudente. A Veltroni è facile rilevare che "il governo ha tentato una forzatura ed è stato battuto", condividendo la soddisfazione con l'Idv di Antonio Di Pietro che ha scelto una linea di scontro frontale, e con l'Udc di Pier Ferdinando Casini. Non bastasse, sta venendo fuori la difficoltà a mettere nero su bianco la legge sulla sicurezza: un intoppo non solo giuridico, che dilata la distanza fra i proclami di "tolleranza zero" e la loro traduzione in legge. Culturalmente, il provvedimento deve fare i conti con l'ostilità dichiarata delle gerarchie cattoliche: le critiche arrivate ieri dalla Comunità di Sant'Egidio la confermano. Ma anche sul piano pratico, le implicazioni di una scelta così radicale cominciano ad emergere: dai contraccolpi su carceri già sovraffollate, al problema delle "badanti" clandestine. Per paradosso, sta diventando un rebus perfino la formazione del governo regionale in Sicilia, luogo simbolo del primato del centrodestra. Le tensioni nell'alleanza fanno parlare di "gestione maldestra e improvvisata della coalizione ": ed a sostenerlo non è un esponente dell'opposizione, ma Gianfranco Micciché, considerato plenipotenziario di Berlusconi nell'isola. Ogni questione finisce per essere approfondita, ridiscussa, limata; e di fatto rischia di comportare un rinvio della soluzione. Il risultato è che l'obiettivo di offrire al Paese risultati tangibili nei primissimi mesi di governo rimane a portata di mano. Ma andando avanti i margini di manovra si restringono, sovrastati dal fattore tempo che può suggerire risposte insieme forzate e precarie. Forse, dietro la preoccupazione di Berlusconi su Napoli c'è la consapevolezza di una sfida dura quanto si pensava; ma già gravida di effetti negativi. Lo spartiacque fra l'attesa dei risultati e la frustrazione è in agguato. Evocarlo ora dimostrerebbe impazienza: sempre che il governo non lo avvicini con i propri errori. \\ Segni di confusione nella maggioranza. E il Pd cerca di trarne vantaggio.

Torna all'inizio


Berlusconi punta al dialogo, si parte con i regolamenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 29-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Aveva offerto la formalizzazione del governo ombra. Ma dopo l'ostruzionismo, il premier è cauto. Snellimento e norme antiribaltone, per ora il Pd punta basso Daniela Preziosi Roma Una riunione di un'ora con i big del partito per istruire i lavori sulla riforma dei regolamenti parlamentari. L'ha convocata ieri Walter Veltroni, subito dopo la conclusione positiva - per le opposizioni, ovviamente - della vicenda del 'Salva Rete4', con il ritiro da parte del governo dell'emendamento contestato. All'incontro erano presenti i capigruppo di Camera e Senato Antonello Soro e Anna Finocchiaro, i vicepresidenti delle assemblee Rosy Bindi e Vannino Chiti, il numero due del loft Dario Franceschini e i 'tecnici' esperti della materia che avranno materialmente l'incarico dell'estensione del testo, ovvero Stefano Ceccanti e Gianclaudio Bressa. Si parte dalla proposta Franceschini, depositata durante i governo Prodi e ripresentata nella nuova legislatura. Prevede norme antiribaltone contro la frammentazione dei gruppi parlamentari (potrà costituire gruppo solo una lista che si è presentata alle elezioni), norme sugli organismi di garanzia (oggi sono eletti a maggioranza, la proposta è di eleggerli in modo paritario), maggiori diritti per le minoranze, il riordino delle regole per l'approvazione della sessione di bilancio in direzione di una velocizzazione dei tempi e altre norme per lo snellimento delle procedure. "La revisione dei regolamenti dovrebbe prevedere anche meccanismi sull'iter delle leggi perché - spiega Anna Finocchiaro - la scorsa legislatura condussi una battaglia totalmente persa contro l'allora presidente di Forza italia Renato Schifani, che impediva di svolgere i lavori per sessioni di commissione e di aula". La speranza è che Schifani, che questa volta siede sul più alto scranno del senato, abbia cambiato idea. Semplificare, snellire, dunque. A parte qualche ritocco sui diritti delle minoranze, il Pd al momento fa proposte a tutto vantaggio del governo in carica. In attesa - e soprattutto nell'augurio - di sostituirlo fra cinque anni. "Per ora stiamo ragionando su modifiche a costituzione invariata - spiega Bressa - ma l'obiettivo resta quello di cui hanno parlato Berlusconi e Veltroni al loro primo incontro, ovvero l'istituzionalizzazione del governo ombra. Che al momento, però, resta una proposta politica". Quindi sottoposta alle intemperie del clima fra i due schieramenti. Clima che si è oggettivamente raffreddato rispetto all'inizio di legislatura, soprattutto dopo il muro contro muro alla camera. Ma il premier, proprio ritirando la norma ad aziendam ha dimostrato di voler puntare sul dialogo, anche per svelenire il clima sui prossimi provvedimenti che l'esecutivo dovrà affrontare (rifiuti, Alitalia e Afghanistan). Il governo ombra resta dunque un capitolo del dialogo sulle riforme, il dialogo con la maiuscola secondo Veltroni. Quello che, secondo invece desiderata di Berlusconi, dovrà partire con l'introduzione di uno sbarramento alla legge elettorale europea. Ma su questo il Pd si gioca i rapporti i a sinistra, quindi un pezzo del suo futuro. Che aria tira si vedrà la prossima settimana a Montecitorio, alla prima riunione della giunta dei regolamenti parlamentari.

Torna all'inizio


Dal Salva Benetton autostrade alla rendita (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 29-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Dal "Salva Benetton" autostrade alla rendita Il governo regala 4 miliardi di euro alle imprese stradali. Gaffe di Fini che "riscrive" il testo. Bruno Tabacci (Udc): "Scambio di soldi per Alitalia" Matteo Bartocci Roma Altro che "salva Retequattro". Tra gli emendamenti berlusconiani al decreto comunitario ce n'è uno ben più clamoroso ma di cui, c'è da giurarci, poco sapranno i cittadini e soprattutto gli automobilisti italiani. Un puro regalo alla rendita di chi gestisce un "bene comune", pubblico anche se gestito in convenzione, come le autostrade. Per ovviare alla procedura di infrazione europea sulla mancata vendita della rete italiana alla spagnola Abertis impugnata dall'allora ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, il governo Berlusconi ha pensato bene di allargare gli enormi benefici tariffari elargiti alla società dei Benetton ad almeno 13 società concessionarie di altre autostrade. Di queste, ben 5 sono già state bocciate dal nucleo speciale del Cipe (il Nars, un organo tecnico presso la presidenza del consiglio). L'emendamento in questione (approvato con i voti contrari di Pd, Idv e Udc 283 sì a 246 no) consente ad alcune imprese (evidentemente quelle più sostenute politicamente) un aumento automatico dei pedaggi autostradali (pari al 70% dell'inflazione) senza che parlamento, governo o organi tecnici possano più dire alcunché. Una pioggia di denaro che nel caso di Atlantia, la società dei Benetton che gestisce circa la metà dei 6.500 km di autostrade italiane, vale fino alla prossima verifica della concessione nel 2038. Facendo i conti, il Pd quantifica una rendita automatica complessiva di 4 miliardi di euro nei prossimi cinque anni: il doppio di quanto costa aver abolito per sempre l'Ici sulla prima casa di tutti gli italiani. Ben 800 milioni di euro all'anno passeranno dalle tasche degli automobilisti alle società concessionarie senza che nessuno possa discuterne la destinazione. Caselli d'oro e pedaggi sempre più salati in cambio di investimenti (sicurezza, ampliamento, etc.) solo cartacei, che in realtà non vengono mai fatti. Un esempio? Autostrade per l'Italia Spa dal 1999 ad oggi ha incassato 16,7 miliardi in pedaggi e ne ha spesi solo 3,7 miliardi in miglioramenti sui circa 10 previsti. Proprio in questi giorni, grazie al regalo del governo, si impegna sui giornali (soprattutto quelli che possiede come azionista) per altri 7. Sulla carta una cifra astronomica - quasi 15 miliardi di euro - ma tutta virtuale. E intanto lo stato non avrà più modo per contestare nulla. Ma c'è di peggio. Perché nel "liberismo all'amatriciana" tipico del nostro paese si avvantaggiano sempre i soggetti esistenti. Il decreto allarga le maglie delle clausole pro Benetton a 13 società, mentre le 9 concessionarie escluse dovranno passare, ma solo loro, sotto tutti i sacrosanti passaggi di garanzia dei consumatori e dello stato previsti dalla legge. Si tratta di una sanatoria occulta a vantaggio di chi è più tutelato politicamente. Una bella torta in cui è meglio vederci chiaro. Da presidente della camera e leader di An, Gianfranco Fini evidentemente deve essersi accorto di qualcosa . E con un gesto senza precedenti nelle cronache parlamentari ha addirittura suggerito al governo, cioè al ministro per le politiche comunitarie Andrea Ronchi (il suo ex portavoce), una riformulazione più limitata del testo presentato. Ma a fare onorevoli i propri cavalli si rischia. E così lo stesso Ronchi, evidentemente poco pratico, si rivolge direttamente al presidente della camera dicendo che "la sua riformulazione è approvata dal governo". Uno scivolone untuoso che scatena le proteste delle opposizioni al quale lo stesso Fini reagisce pregando "l'onorevole Ronchi di specificare cosa intenda con l'aggettivo 'suo': è evidente che si riferisce, ovviamente, alla proposta del governo". Per Fini è l'ennesima stonatura dallo scranno più alto. E a dire che il "re è nudo" alla fine è Bruno Tabacci, che denuncia in aula il sì a una sorta di "lodo Ermolli" (il consulente del Cavaliere per Alitalia, ndr). Per il deputato Udc il mega-regalo alle autostrade serve a Berlusconi a reperire fondi per la fantomatica cordata italiana a cui "vendere" la compagnia di bandiera. Un classico do ut des che alla fine, se avverrà, peserà solo sulle tasche dei contribuenti e dei viaggiatori.

Torna all'inizio


Alitalia, il Tesoro e la stretta sui tempi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-29 num: - pag: 34 categoria: REDAZIONALE La cordata Riassetto in due fasi Alitalia, il Tesoro e la stretta sui tempi ROMA - Tempi brevi per la ricetta-Tremonti su Alitalia. Le basi dell'operazione che il Tesoro avrebbe in mente per salvare la compagnia saranno gettate all'inizio della prossima settimana. Una scelta fatta per non irritare l'Ue, di cui si dovrà aspettare un primo parere sul prestito- ponte, che si prevede di segno negativo ma non tale da impedire il prosieguo dell'operazione. Quello che il ministro avrebbe preparato è una sorta di "percorso verso la privatizzazione". Ciò vuol dire che, prima di vendere la compagnia, Tremonti vorrebbe intervenire sulla stessa indicando un management forte e credibile, profilando un piano di ristrutturazione, assumendo il consenso dei sindacati, individuando le relative necessità economiche. Quindi successivamente invitando i soggetti interessati a "imbarcarsi" nell'operazione, ciascuno con un ruolo definito, forse attraverso un semplice aumento di capitale. C'è da capire se la creatività di Tremonti si spingerà fino a ritagliare uno spazio anche per una azienda pubblica (si ipotizza l'Eni), a garanzia che il primo a investire sul piano è proprio lo Stato. Lo scheletro dell'operazione potrebbe essere l'integrazione tra Alitalia e AirOne con il recupero di Malpensa nel ruolo di multihub. Con tempismo perfetto ieri la Lega ha chiesto al governo, con un ordine del giorno, la liberalizzazione degli accordi bilaterali. La nuova compagnia dovrebbe subire una profonda razionalizzazione con l'integrazione delle flotte. Qui entrerebbero in gioco i sindacati, chiamati a sottoscrivere preventivamente lo schema di ristrutturazione. L'entrata in scena del partner internazionale sarebbe rinviata a una seconda fase, in modo da poter negoziare i termini dell'alleanza. Ma non v'è dubbio che il modo in cui verrà tracciato il piano, in particolare l'equilibrio che si troverà tra Malpensa e Fiumicino, denoterà una propensione per un vettore anziché un altro. Tremonti sarà ascoltato dalla commissione Trasporti della Camera il 18 giugno, una settimana prima dell'assemblea che individuerà i due consiglieri mancanti nel cda. Ma a quel punto dell'operazione si saprà di più. Ieri è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto sulla trasformazione del prestito in patrimonio. Mentre a Busto Arsizio la causa Sea, che ha presentato una richiesta di danni da 1,25 miliardi è stata rinviata al 9 luglio. Antonella Baccaro.

Torna all'inizio


Baccini (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-29 num: - pag: 11 categoria: BREVI Baccini "Ero in Mongolia ad inaugurare un ospedale per bambini" Siliquini "Sono rimasta bloccata a causa dei ritardi Alitalia" Ghedini "Veramente io stavo con il Cavaliere. Come sempre" Granata "Accompagnavo Alemanno per le provinciali di Palermo". Chiara Moroni "Assente per accertamenti in ospedale, ho il certificato" N. Cosentino "Il pulsante non ha funzionato, non so perché, proprio in quella votazione" Cicchitto Il capogruppo del Pdl si è giustificato dicendo che stava in Transatlantico a richiamare dentro l'Aula i suoi. Però nella serata di martedì è stato convocato da Silvio Berlusconi per chiarire il flop di Montecitorio Stefani "Ero assente perché avevo delle persone nella stanza" Pittelli "Mi sono assentato solo tre minuti". Era alla toilette.

Torna all'inizio


<In bagno>. <Missione segreta per Silvio> Le <giustificazioni> dei cento assenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-29 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Dopo la "caduta" Mondello: ero stanca per la campagna elettorale. Versace: in Russia, aiuto il sistema Paese "In bagno". "Missione segreta per Silvio" Le "giustificazioni" dei cento assenti ROMA - "Fannullone io? Non scherziamo, ragazzi! Sto lavorando per tutti voi, per promuovere la mia azienda e il made in Italy nel mondo". Non potrebbe farlo dal suo scranno in Parlamento, onorevole Santo Versace? "Ho comunicato per iscritto al capogruppo del Pdl il mio viaggio a Mosca per presentare la torre di 52 piani che sorgerà a Panama, un grattacielo da cento milioni tutto arredato Versace ". E quindi non si sente un peone-fannullone, lei. "I fannulloni alla Camera sono quelli che presentano certi emendamenti. E poi io a questa storia ci credo poco, cento deputati assenti sono un segnale politico". Troppo impegnati (altrove) o troppo stanchi, malatissimi o solo incontinenti, in missione segreta a Palazzo Grazioli o, semplicemente, un filino distratti. C'è di tutto nella lista nera stilata da Berlusconi dopo il flop della maggioranza sulla tutela della fauna selvatica: 48 onorevoli di Pdl-Lega-Mpa in missione e 51 assenti al momento del voto, quando la corazzata del Cavaliere è andata sotto in Aula con relativo strascico di polemiche tra alleati. E adesso, sulla lunga guida rossa che taglia in due il Transatlantico, i "pentiti" camminano a testa bassa, in attesa che da Palazzo Chigi giunga la lettera di richiamo auspicata da Giorgio Stracquadanio: "Spero che ci sia una lezione, una vera e propria sanzione...". Assente ingiustificato? "Ero a Palazzo Grazioli a lavorare sulla comunicazione". Analoga scusa accampa il forzista Gianni Mottola, "uscito a fare una cosa per il presidente Berlusconi". Ce la racconta? "Non mi sembra il caso". Misterioso anche Giancarlo Pittelli, dice che si è assentato "solo tre minuti" ma non vorrebbe rivelare il perché e poi si scopre che era alla toilette. Probabilmente in fila, visto il fuggi fuggi verso i bagni all'ora del quarto voto, spiegazione ufficialmente addotta anche dal barese Carmine Santo Patarino di An: "Pensavamo che la cosa tirasse avanti, ci siamo presi qualche minuto di pausa e siamo cascati nella trappola del Pd". Gli assenti per motivi politici, i diniani Italo Tanoni e Daniela Melchiorre. Le vittime dei ritardi Alitalia come Maria Grazia Siliquini, che chiama Italo Bocchino dall'aeroporto e geme "sono bloccata dallo sciopero". E gli sgobboni alla Gabriella Mondello, "traditi" dalla stanchezza dopo aver conquistato la palma degli stakanovisti parlamentari: "Sono dispiaciutissima, per tre legislature ho raggiunto percentuali bulgare di presenza in Aula, il mio record è il 97 per cento...". E martedì? "è che non sto bene, non mi sono ripresa dalle fatiche della campagna elettorale - sospira l'ex sindaco di Lavagna -. Ho scompensi di pressione da caldo e il medico mi ha detto di stare a casa. Se avessi saputo che quel voto era importante, sarei venuta anche in barella". E c'è un altro onorevole che ha perso punti quanto a pulsanti schiacciati: il responsabile esteri di An, Marco Zacchera, si annovera "tra i dieci parlamentari più secchioni " però al momento del voto incriminato stava presenziando all'avvicendamento in Italia tra numeri due dell'ambasciata di Israele. Impegni politici pure per il presidente della commissione Esteri, il leghista Stefano Stefani ("Aveva delle persone nella stanza") e per Barbara Saltamartini, responsabile donne di An: "Ho preso un giorno di permesso, ero a Palermo a sostenere le nostre candidate alle provinciali. Altro che fannullona, c'erano 45 gradi!". E quando Adriano Paroli risponde al cellulare quasi ci resta male: "Perché chiamate proprio me? Ero assente giustificato, sono il sindaco di Brescia e stavo preparando l'anniversario della strage di piazza della Loggia". Nell'affollatissima casella malati si incontrano gli ex ministri Antonio Martino e Mirko Tremaglia, la giovane Chiara Moroni ("Accertamenti in ospedale, ho il certificato") e Roberto Tortoli, scappato a casa dopo i primi due voti causa "febbre a 39". L'avvocato gallipolino Ugo Lisi era a Milano per "controlli medici", però confessa di aver sentito anche lui di supposti "maldipancia per promesse non mantenute ". L'azzurra Maria Teresa Armosino è stata bloccata da un malanno, cinque giorni di terapia. Si sente supergiustificata, eppure si dispera: "Avevo inviato tutti i certificati, assicuro. Ma mi dicono che si è perso tutto". Anche Giulia Cosenza (An) era "semplicemente malata, un antipaticissimo malessere". E c'è un capitolo lutti in area leghista. Il sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci, ha perso la mamma e il comasco Nicola Molteni l'amico del cuore. Mario Baccini non ha nessun problema a raccontare: "Ero appena tornato dalla Mongolia dove ho inaugurato un ospedale per bambini". Si scopre infatti che l'ex Udc passato per la Rosa Bianca è anche presidente di una fondazione dal nome latino, Foedus: "Sì, è vero che ho votato la fiducia, però sto nel gruppo misto...". E quindi si sente con le mani libere. E Niccolò Ghedini? Risponde quasi stupito: "Veramente io stavo con il Cavaliere. Come sempre. La mattina ho votato, ma il pomeriggio avevo una riunione inderogabile con Berlusconi sui rifiuti napoletani, le intercettazioni e tante altre cose. Comunque, il capogruppo lo sapeva benissimo". Maledetto fu il pulsante di Nicola Cosentino (Forza Italia): "Non ha funzionato, non so perché, proprio in quella votazione. Sono andato a dirlo al presidente, l'hanno messo a verbale". Anche il leghista Giacomo Chiappori dà la colpa al pulsante, schiacciato meno del dovuto. Il neosottosegretario allo Sport Rocco Crimi (Forza Italia) invece si era allontanato: "Mi dispiace, ero andato qualche minuto a lavorare nel mio ufficio". Cose che capitano? Risponde, con autodisciplina: "Sì, ma non devono capitare più". "Un problema di organizzazione", invece, per Basilio Catanoso (An): "Siamo un grande gruppo, noi del Pdl e a volte può capitare un po' di confusione. Io stavo facendo una riunione per il governo siciliano e non mi sono accorto che dovevo andare a votare". Anche il compagno di partito Carmelo Briguglio si occupava di cose siciliane, ma con altre motivazioni: "Sono candidato sindaco di Taormina, che non è una passeggiata ". Sempre di An e sempre in campagna elettorale Benedetto Fabio Granata: "Ho accompagnato Alemanno ad aprire la campagna per le provinciali di Palermo". E l'Mpa di Raffaele Lombardo? Roberto Di Mauro ha una giustificazione inappuntabile: "Sono subentrato all'onorevole Leanza che ha scelto il governo siciliano, ma non mi sono ancora insediato ". Non ha votato Antonio Milo e così Arturo Iannaccone, che ha pigiato con diligenza il bottone ma non quello sulla fauna selvatica: "è stato un banale disguido, non avevo alcuna intenzione di affossare quella norma". E mancavano all'appello, infine, anche big del calibro di Umberto Bossi, del coordinatore di Forza Italia Denis Verdini e dello stesso capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto, che si è giustificato dicendo che stava in Transatlantico a richiamare dentro l'Aula i suoi. Ma nella serata di martedì è stato convocato da Silvio Berlusconi per chiarire il flop di Montecitorio. Monica Guerzoni Roberto Zuccolini Versace "Ero a Mosca per presentare un grattacielo da cento milioni tutto arredato Versace" Melchiorre Ha dichiarato di essere assente al momento della votazione per motivi politici Pulsanti Cosentino: non ha funzionato il pulsante, l'ho messo a verbale. Il leghista Chiappori: l'ho schiacciato troppo poco.

Torna all'inizio


<Malpensa grida ancora vendetta ma il governo è vicino alla svolta> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 127 del 2008-05-29 pagina 6 "Malpensa grida ancora vendetta ma il governo è vicino alla svolta" di Gianandrea Zagato "Il modo con cui Alitalia ha abbandonato Malpensa grida ancora vendetta". Sostantivo che Roberto Formigoni ripete due, tre volte: "La priorità è sempre tutta per Malpensa perché il modo con cui Alitalia ha abbandonato l'aeroporto ancora grida vendetta". Ma il presidente della Regione Lombardia invita comunque a essere "ottimisti": "Bisogna esserlo perché questa è la sfida che il governo nazionale si è assunto". E giusto per fare il punto della situazione Malpensa e sulla cordata italiana per Alitalia, il governatore fa sapere che "in tempi ragionevoli si elaboreranno alcune proposte che noi esamineremo". Proposte che, senza forse, contribuiranno a ridurre la percentuale di passeggeri costretti ad optare per lo scalo di Fiumicino rispetto all'hub di Malpensa, "dove il traffico è diminuito notevolmente: Alitalia ha perso una percentuale di passeggeri superiore ai voli che ha chiuso". Naturalmente, avverte Formigoni, il dossier Malpensa e Alitalia "costituisce problema complicato" e con danni che, oggi, "ricadono non soltanto su Milano e la Lombardia ma su tutta l'Italia". Istantanea dettata ai cronisti dal presidente lombardo mentre in quel di Roma il consiglio di amministrazione del vettore Alitalia approvava il bilancio 2007 che presenta una perdita di 495 milioni di euro e Giuseppe Bonomi, presidente di Sea, annotava che "l'ipotesi di un'Alipadania - la compagnia del Nord - resta sulla carta affascinante ma di lungo termine". Come dire: "Ci vogliono soldi, tanti soldi e un piano industriale che non darà frutti prima di cinque anni" ossia la soluzione della vicenda c'è solo se "c'è un socio industriale di riferimento". Condizione che potrebbe essere affrontata direttamente sulla pista del terminal 1 di Malpensa da un prossimo Consiglio dei ministri: "Avrebbe un forte valore simbolico" nota Formigoni che, naturalmente, invita "ad affrontare il tema Malpensa e Alitalia in maniera efficace e rapida". E anche Filippo Penati sostiene l'idea di un Consiglio dei ministri a Malpensa, "prima si riunirà nell'hub e meglio sarà per il futuro dell'hub" chiosa il presidente della Provincia di Milano. Che, tra l'altro, prima si spende in ringraziamenti per gli "impegni" presi dal governo "sul futuro tavolo Milano" e poi attacca il governo sul "prestito ponte di 300 milioni di euro" perché, sostiene l'inquilino di Palazzo Isimbardi "ha cambiato le carte in tavola". Secondo la visione di Penati "il decreto sul prestito ponte si sostanzia in un aumento di capitale, ossia soldi del contribuente per una voragine mangiasoldi come Alitalia, senza dire nulla sul futuro né di Alitalia né di Malpensa". "Vizietto del governo Berlusconi" è l'accusa di Penati che giudica "tutto arenato" a Malpensa dimenticandosi - dicono dal Pirellone - "l'impegno della Regione per i dipendenti di Malpensa, con tanto di firma della Provincia sull'intesa per gli ammortizzatori sociali". Strumentalizzazione politica di via Vivaio che fa passare in secondo piano il focus su Malpensa che, oggi e domani, vede protagonista lo scalo al festival varesino dell'Insubria. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Sale Monte Paschi, scende Intesa (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 127 del 2008-05-29 pagina 29 Sale Monte Paschi, scende Intesa di Redazione Positive tutte le Borse europee Dopo tre sedute in calo e la spinta fornita a tutte le Borse europee dal dato sugli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti, in Piazza Affari si sperava di mettere a segno una giornata di buoni aumenti, ma il risultato è stato conseguito solo parzialmente. L'indice Mibtel è cresciuto dello 0,18% e lo S&P/Mib solo dello 0,05%. Bene Fiat, in crescita dell'1,51% tra scambi piuttosto sostenuti (pari a più del 3% del capitale) dopo che Moody's ha alzato il suo rating a lungo termine. Tra i titoli a elevata capitalizzazione, decisamente più marcato il guadagno di Geox (+5,14% dopo le forti oscillazioni dei giorni scorsi). Bene anche Monte dei Paschi e Generali, in crescita finale rispettivamente dell'1,72% e dell'1,38%. In positivo anche Mediaset, che ha risentito solo brevemente della riformulazione dell'emendamento in materia televisiva, chiudendo in crescita dell'1,20%. Ok il finale di seduta per Finmeccanica e Pirelli, cresciute rispettivamente dell'1,37% e dello 0,85%, mentre poco mosse hanno chiuso Mondadori (-0,25%) ed Enel (-0,21%). Più marcato il calo di Eni (-0,58%) e Intesa Sanpaolo, che ha ceduto lo 0,55%. In crescita invece Alitalia, che nell'asta unica di chiusura ha segnato un prezzo di 50 centesimi di euro netti, in aumento del 2,25%. Sprofonda la Roma dell'11,26% a 1,19 euro dopo brevi sospensioni per eccesso di ribasso. Positive tutte le Borse europee: Londra +0,18%, Parigi +1,32%, Francoforte +1,08%, Zurigo +0,76%. Tra i comparti maggiormente in salute si registra la crescita media del 2,26 per i titoli delle società di produzione chimica, trainati dall'aumento del 4,25% di Clariant, del 3,01% di Bayer e del 2,46% di Ciba Holding. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Alitalia, il governo insiste rispunta l'ipotesi air one - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Allo studio l'integrazione con le compagnie nazionali minori Alitalia, il governo insiste rispunta l'ipotesi Air One Il progetto prevede la nascita di un vettore con il 75% circa del mercato interno LUCIO CILLIS ROMA - Integrazione tra Alitalia, Air One e altre compagnie minori per salvare il trasporto aereo nazionale. E la creazione di un nuovo attore di primo piano che possa raggiungere una quota di mercato italiano compresa tra il 65 e il 75%, più o meno quanto i grandi vettori europei vantano nel proprio paese. Il piano che il governo sta mettendo a punto in queste ore punta a ricomporre un mosaico che, altrimenti, tra qualche mese rischia di perdere i pezzi più importanti lasciando la mobilità aerea nelle mani di competitori stranieri. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta scioglieranno a giorni gli ultimi dubbi sulla composizione della governance che avrà l'onere di rilanciare Alitalia: accanto alle prime due compagnie italiane ci saranno un numero limitato di imprenditori e istituti di credito. Resta in sospeso la partecipazione di una grande azienda del Tesoro al progetto (come Eni o Enel) ma soprattutto sembrano diminuire le chances di Mario Resca, già numero uno di McDonald's Italia ed ex commissario Cirio, da tempo indicato dalle indiscrezioni in cima alla lista dei possibili amministratori della "nuova Alitalia". Resca ieri ha ribadito che "la situazione è difficile ma è comunque una grande opportunità, come tutte le situazioni difficili". Ma la poltrona di amministratore delegato e quella di presidente del vettore allargato ad Air One e ad altri "piccoli" sembrerebbe indirizzata ad ospitare altri nomi, tecnici graditi al governo e stimati all'interno del mondo del comparto aereo. Confermata invece la trasformazione del prestito di 300 milioni per Alitalia in patrimonio netto, con la pubblicazione avvenuta ieri in Gazzetta Ufficiale. La somma stanziata e gli interessi maturati, si legge nel testo del dl, "sono utilizzati per fare fronte alle perdite che comportino una diminuzione del capitale versato e delle riserve al di sotto del livello minimo legale". Le risorse provengono per 205 milioni dal fondo per la competitività e lo sviluppo previsto nella Finanziaria 2007; 85 milioni, con "riduzione dell'autorizzazione di spesa" della Finanziaria 2007, del Fondo per la finanza d'impresa. Altri 10 milioni di euro verranno infine coperti utilizzando una parte dell'accantonamento di somme relative a fondi del ministero della Solidarietà Sociale. Dai sindacati si attendono però dei decisi passi in avanti. Il leader della Uil Luigi Angeletti ammette di "non poterne più di parlare a vuoto di Alitalia" e chiede al governo di spiegare "come intende salvarla". I piloti Anpac invece plaudono "all'erogazione del prestito necessario a garantire la continuità aziendale". Dal leader dell'opposizione Walter Veltroni continuano le bordate contro la gestione della crisi da parte del governo Berlusconi, (e Pierluigi Bersani ministro ombra dell'Economia parla di situazione "inqualificabile"). Invece Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera e responsabile infrastrutture del Pdl, ribatte: "Veltroni farebbe meglio a riconoscere gli errori del governo Prodi e del Pd che ha tentato di svendere Alitalia regalandola ai francesi".

Torna all'inizio


Il governo sblocca tutte le convenzioni anas - sara bennewitz (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il governo sblocca tutte le convenzioni Anas Cinque su tredici non avevano ricevuto l'ok dal Nars. Atlantia guadagna l'1,5% L'accordo dello scorso ottobre prevede aumenti tariffari pari al 70% dell'inflazione SARA BENNEWITZ MILANO - Via libera della Camera all'emendamento alla legge 286, che ha così approvato in via legislativa tutte le convezioni siglate dai vari gestori di autostrade sul tema dei pedaggi. Una volta che anche il senato avrà votato l'emendamento, tutti gli accordi tra governo e concessionari autostradali, nel caso di Atlantia, avevano portato la Commissione Ue ad aprire una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia, verranno quindi ratificati per legge. Lunedì scorso il commissario Charlie McCreevy aveva mandato una lettera al presidente del consiglio Silvio Berlusconi ponendo come condizione per l'archiviazione della procedura d'infrazione, proprio l'approvazione dell'emendamento che è stato votato ieri dalla Camera. Ma se in Borsa la notizia è stata festeggiata all'unanimità da tutte le società autostradali quotate, in ambienti politici non sono invece mancate le polemiche tra le varie fazioni. Nel dettaglio Atlantia e la controllata Autostrade Meridionali hanno guadagnato rispettivamente l'1,55% e il 3,1%, mentre Auto To-Mi e Sias sono salite rispettivamente dell'1,47 e dell'1,85%. La modifica dell'articolo 2, comma 82, della legge 286, ratifica quindi l'accordo stipulato lo scorso 12 ottobre tra Atlantia, Anas e l'allora ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro, e fissa per il gruppo controllato dalla holding Sintonia, che fa capo alla famiglia Benetton, un aumento dei pedaggi annuo pari al 70% dell'inflazione reale fino alla scadenza della concessione. Per contro la società guidata da Giovanni Castellucci si è impegnata a fare 7 miliardi di investimenti aggiuntivi nella rete autostradale (e 18 miliardi in tutto a livello nazionale) entro il 2038. La notizia è stata festeggiata in Borsa anche perché dai tempi dell'annuncio della fusione poi naufragata tra Abertis e la ex Autostrade, sul gruppo guidato da Castellucci regnava l'incertezza sul futuro quadro regolamentare. Adesso invece Atlantia avrà una buona visibilità sull'incremento delle tariffe e potrà quindi programmare gli investimenti sulla rete confidando su un incremento costante delle tariffe. Secondo gli analisti, infatti, un aumento delle tariffe pari al 70% dell'inflazione non è molto più alto rispetto al precedente regime di calcolo dei pedaggi di Atlantia. Tuttavia secondo gli esperti con questa modifica il gruppo potrà contare su un aumento sicuro meno legato a procedure di calcolo lunghe e complesse come quelle delle valutazioni del Cipe, del Nars e dell'Anas. E così dopo oltre due anni, i rapporti tra Atlantia e le istituzioni tornano a essere sereni, pertanto a questo punto se il governo dovesse invitare la principale società autostradale italiana a partecipare alla cordata per il rilancio di Alitalia, difficilmente la società potrebbe tirarsi indietro. Tuttavia l'emendamento votato ieri, che avrà efficacia retroattivamente a partire dall'8 aprile, ratifica per legge anche tutte le altre convezioni firmate dai concessionari di autostrade, di cui 5 su 13 non avevano avuto il via libera dal Nars. In questo modo anche le concessioni che fanno capo a Marcellino Gavio e a tutte le altre tratte autostradali ne avranno comunque un beneficio diretto.

Torna all'inizio


Alitalia e straordinari, il Pd boccia il governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 29-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Lea Vendramel Alitalia e straordinari, il Pd boccia il governo Dure critiche dell'opposizione sul fisco e sulla fantomatica cordata italiana Veltroni attacca a spada tratta il governo. Nel mirino del leader del Pd, la detassazione degli straordinari e la vicenda Alitalia. La scelta di escludere i lavoratori del pubblico impiego dalla misura sugli straordinari non convince affatto lo stato maggiore di piazza Sant'Anastasia, che invita l'esecutivo a correggere il decreto. "Un intervento legislativo discriminatorio nei confronti dei pubblici dipendenti è a forte rischio di incostituzionalità - avverte Veltroni - per quale motivo non bisogna riconoscere gli stessi diritti di infermieri, insegnanti, e forze dell'ordine e di polizia, equiparandoli a quelli dei lavoratori del settore privato?". E, oltre che il merito, il segretario democratico boccia anche il metodo. "Invece che la detassazione degli straordinari sarebbe stato meglio incidere sulla contrattazione di secondo livello, senza escludere quindi donne, precari e dipendenti pubblici", incalza. Proprio di questo si occuperà il governo ombra nella riunione di oggi. Altro tasto dolente, la vicenda Alitalia. "Continuano a scorrere i giorni, ma una soluzione ancora non si vede, mentre il governo tace gravemente", accusa Veltroni, che imputa al centro-destra la responsabilità del fallimento della trattativa con Air France-Klm. Hanno fatto "fuggire Air France con dichiarazioni esplicite di guerra durante la campagna elettorale, per poi annunciare cordate italiane che ancora non si vedono", ribadisce il segretario del Pd. In effetti, almeno finora, della fantomatica cordata italiana sbandierata dal Cavaliere non c'è nemmeno l'ombra. L'unica strada percorribile, quindi, resta quella di una "partnership forte europea e spetta al governo indicare una soluzione alternativa", osserva Veltroni. E mette le mani avanti anche sul prestito ponte: "Se il decreto legge sul prestito ponte per Alitalia dovesse essere trasformato in intervento di capitalizzazione, il nostro giudizio sarà negativo". Una linea condivisa anche dalla radicale Emma Bonino, che dai microfoni di "Radio radicale", boccia senza appello la gestione della vicenda da parte del governo Berlusconi. Una gestione che ha prodotto soltanto la "confusione più totale", non risolvendo i problemi, ma complicandoli. Il governo, però, non sembra dare troppo peso alle accuse dell'opposizione e tira dritto per la propria strada. Il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, assicura che l'esecutivo "sta lavorando", sostenendo di non poter riferire ulteriori dettagli. E il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, Roberto Castelli, aggiunge: "Nessuno auspica, tanto meno io, che l'Alitalia fallisca". Per lui, "se Berlusconi dice che c'è una cordata", vuol dire che la cordata c'è. Lui stesso sarebbe a conoscenza di "alcune cordate che ora non se la sentono di scendere in campo, ma sarebbero disposte a farlo dopo un commissariamento della compagnia". Per adesso, dunque, nulla di certo. Probabilmente per avere qualche certezza sulle mosse del governo, bisognerà aspettare ancora qualche settimana. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, infatti, riferirà di fronte alle commissioni Bilancio e Trasporti di Camera e Senato sulla vicenda di Alitalia il 18 giugno prossimo. (29-05-2008).

Torna all'inizio


Alitalia che cosa si aspetta a farla fallire? (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 29-05-2008)
Pubblicato anche in: (Riformista, Il)

Argomenti: Alitalia

Alitalia che cosa si aspetta a farla fallire? In mancanza di Maggie, Silvio ascolti la Lega Giusto anche liberalizzare le rotte per aiutare Malpensa È un peccato che Silvio Berlusconi non sia riuscito, l'altra sera, a incontrare Margaret Thatcher a casa Rebecchini. È un peccato perché avrebbero avuto molto di cui parlare. La Lady di ferro andò al potere in condizioni ancora più drammatiche di quelle dell'Italia di oggi, in un'Inghilterra accompagnata sull'orlo del baratro da trent'anni di statalismo bipartisan. Magari il Cavaliere avrebbe potuto chiedere consiglio, su che deve fare della sua compagnia di bandiera un governo responsabile. La Thatcher, donna non priva di orgoglio nazionale, privatizzò British Airways nel 1987. Nel 2008, Berlusconi ha di fatto bloccato la privatizzazione di Alitalia in campagna elettorale - e ancor oggi non è chiaro di che morte vada a morire il nostro vettore. L'ultimo cda ha approvato un consuntivo per l'esercizio che si chiude con perdita di 495 milioni e una svalutazione della flotta di 97 milioni d'euro. Come zuccherino, si è ricordato che nel 2006 le perdite erano ancora maggiori (626 milioni, circa due milioni al giorno). Il consiglio non ha avuto lo scatto d'orgoglio delle dimissioni, che avrebbero se non altro sollecitato l'esecutivo a fare qualcosa. Per esempio ad aprire la procedura fallimentare. Intanto, l'operazione contabile per trasformare il recente prestito-ponte di 300 milioni in patrimonio resta sotto il faro della Commissione europea. Comunque, è un provvedimento di corta gittata, che non serve neppure a confortare le voci di mercato. Ieri le veline passate dai giornali esigevano sostanzialmente l'opportuna sottolineatura di due elementi. Primo, le perdite leggermente inferiori registrate nel 2007 rispetto al 2006: un po' poco, come buona notizia. Secondo, il solito balletto di nomi che girano attorno a Bruno Ermolli e alla sua "cordata italiana". L'opera struggente di un formidabile genio, sulla quale però non si alza il sipario. In pochissimi, hanno rilevato che il load factor di Alitalia, nel primo trimestre dell'anno, è sceso al 67,2% (quasi tre punti in meno rispetto all'anno scorso): ovvero che i passeggeri, per paura del fallimento della compagnia, preferiscono sempre più utilizzare altri vettori. Nei primi tre mesi dell'anno l'offerta di Alitalia è diminuita del 5,8%, mentre la domanda è crollata di quasi il 10%. La situazione, insomma, per una volta è grave ed è seria. E il calmo commento di Walter Veltroni ("Passano i giorni e con loro anche le risorse disponibili alla soluzione della questione") fotografa abbastanza bene il perdurante stato d'incertezza. L'unica buona notizia di ieri sta nella presa di posizione della Lega, che speriamo tradisca un orientamento simile da parte del ministro dell'Economia. I nordisti hanno mandato giù il decreto sul prestito ponte ma, per bocca dell'onorevole Cota, hanno chiarito che "è necessario che si liberalizzino le rotte in modo da facilitare che uno o più vettori prendano Malpensa come hub di riferimento". È giusta l'idea (lo scalo varesino finalmente "divorziato" da Alitalia e valorizzato indipendentemente da essa), ed è giusto lo strumento: la liberalizzazione delle rotte, per permettere a Malpensa e, quindi, anche agli altri aeroporti italiani di attrarre liberamente operatori e passeggeri. Non sta a noi interpretare il pensiero della baronessa Thatcher, ma umilmente azzardiamo che se il premier avesse preso con lei un aperitivo o un caffè, e l'avesse interrogata prospettandole due ipotesi di lavoro: un'Alitalia salvata dal contribuente e affidata agli amici degli amici in cambio di regole compiacenti, o un trasporto aereo più libero e Alitalia lasciata a sé stessa, la signora avrebbe propeso per la seconda. Meglio il fallimento che continuare a sprecare soldi del contribuente, e Malpensa viva e prosperi, ma sul mercato. Ogni tanto, il thatcherismo è leghista. 29/05/2008.

Torna all'inizio


Tendenze tra gaffe, stalli e scacchi il premier lavora a non incattivire l'opposizione (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 29-05-2008)
Pubblicato anche in: (Riformista, Il)

Argomenti: Alitalia

Tendenze tra gaffe, stalli e scacchi il premier lavora a non incattivire l'opposizione Dietrofront in aula su Rete4 (e non solo) Berlusconi preoccupato: sbanda la truppa e Fini s'infuria, s'accumulano i dossier insoluti da Napoli ad Alitalia Forse è presto per dire che la luna di miele col paese è finita. Senz'altro non è ancora il caso di immaginare scenari di stallo e implosione. Certo è che il governo Berlusconi - dopo aver cavalcato la scia del successo elettorale per inanellare risultati e rastrellare nuovo consenso - ha fatto il primo bagno di realtà. Sono bastate le ultime quarantotto ore a gettare una luce diversa sulle prospettive dell'esecutivo, scattate da quando l'emergenza rifiuti a Napoli è tornata ad apparire - tra guerriglia a oltranza in piazza e mazzata giudiziaria sui vertici delle istituzioni preposte al problema - un rompicapo di cui nemmeno un governo saldamente in sella, e che beneficia del sostanziale via libera dell'opposizione, riesce a venire a capo. E lo stesso, per ora, si può dire del caso Alitalia: al momento l'unica certezza resta il prestito-ponte che garantisce alla compagnia di bandiera solo pochi mesi di ossigeno. Sul resto - a parte il brusio di fondo sulla cordata italiana e sugli istituti bancari pronti a scendere in campo - domina un silenzio che il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola definisce "operoso", ma sul quale Walter Veltroni ha avuto gioco facile nel puntare il dito. Anche l'opposizione sociale, per così dire, alza i toni: la Cgil ha abbandonato il tavolo convocato dal ministro Renato Brunetta per la presentazione delle linee guida su una delle riforme su cui il governo ha investito di più, quella della pubblica amministrazione. In più, continuano a manifestarsi problemi laddove in teoria non dovrebbero esserci, ovvero in Parlamento. L'altroieri il governo è caduto in aula, sebbene su un passaggio secondario, per l'indisciplina della truppa parlamentare (cento assenti quasi tutti ingiustificati, accompagnati da qualche pasticcio nella presidenza del gruppo del Pdl). Ma il problema non è solo di disciplina delle truppa. È politico. Berlusconi si dice "preoccupato". Per la "giustizia a orologeria", che potrebbe non limitarsi a colpire solo su Napoli. Ma anche per il carico di responsabilità e aspettative che gravano sul governo. In una situazione sociale ed economica non certo ordinaria il Cavaliere ritiene di non potersi permettere che l'opposizione si incattivisca troppo e ieri lo ha spiegato anche in un pranzo di lavoro ai vertici del suo partito, il coordinatore Denis Verdini, il capogruppo Fabrizio Cicchitto e i ministri Elio Vito e Sandro Bondi. Non a caso nel pomeriggio, a dispetto dello schiacciante vantaggio numerico in aula, è arrivato il clamoroso dietrofront del sottosegretario Paolo Romani, che dopo un'altra mattinata di scontro ha incontrato i responsabili dell'opposizione e ha offerto loro di riformulare i passi più contestati del provvedimento "salva-Rete4", offrendo così a Di Pietro la passerella del vincitore e al Pd l'occasione di sottolineare che il governo ha preso atto del proprio errore. Nel compromesso raggiunto conta anche il fatto che le trattative sulla Rai proseguono proficue verso un riassetto bipartisan dei vertici, ma si sbaglierebbe a interpretare la faccenda come un do ut des. Pesa più la volontà di Berlusconi di non pregiudicare il clima di informale collaborazione con il Pd non solo sulle "regole del gioco". E che la vita del governo in aula non si annunci facile lo dimostra pure la gaffe, seguita a una altro duro scontro, del ministro delle Politiche comunitarie Andrea Ronchi. Alle prese con un rognoso emendamento su Atlantia - il via libera a tutte le concessioni Anas-Autostrade, sempre alla voce adempimenti comunitari - Ronchi raccoglie un suggerimento del presidente della Camera Gianfranco Fini per riformulare il testo, che l'opposizione reputa inammissibile e il centrista Bruno Tabacci definisce "lodo Ermolli" ipotizzando che serva a spianare la via alla cordata nazionale per Alitalia. "Credo che la sua riformulazione - dice il ministro a Fini - possa essere approvata dal governo". Segue subito bagarre sull'invasione di campo della presidenza e sull'"obbedienza" dell'esecutivo. Ronchi riprende la parola: "Mi sono espresso male. Volevo dire che il governo pensa di poter recepire questa riformulazione". Alla fine, nel pomeriggio, l'emendamento passa, ma a quale prezzo: l'opposizione rivendica di aver segnato un altro punto, Fini fa trapelare la sua furia verso il governo per la "gestione maldestra" della vicenda, il ministro Vito perde a sua volta le staffe e la Lega, che non interviene nemmeno per difendere il presidente della Camera, si tiene significativamente fuori dalla contesa. Che succederà in Parlamento quando si comincerà a discutere di questioni che al Carroccio stanno ben più a cuore come il federalismo fiscale e che già tengono in fibrillazione l'ala sudista del Pdl? Stefano Cappellini 29/05/2008.

Torna all'inizio


Falsa partenza la maggioranza bulgara rallenta in parlamento e cerca compromessi (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 29-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Falsa partenza la maggioranza bulgara rallenta in parlamento e cerca compromessi GLI EX DECISIONISTI Governo a marcia indietro su Rete4 e Benetton. Stop sugli statali. Alitalia aspetta Il governo incontra il Pd e fa dietrofront sull'emendamento della discordia: saranno riformulati passaggi pro-Rete4. L'opposizione resta contraria al provvedimento, ma ritira l'ostruzionismo e canta vittoria. In una giornata che ha visto la maggioranza soffrire in aula anche sul caso Atlantia (con tanto di gaffe tra il presidente Fini e il ministro Ronchi), il governo ha dovuto incassare anche l'affondo della Cgil, che ha lasciato dopo appena quindici minuti il tavolo del ministro Brunetta sulla riforma della pubblica amministrazione. Ma sono soprattutto i dossier più delicati - l'emergenza rifiuti a Napoli e il caso Alitalia, entrambi complicatisi nelle ultime ore - a preoccupare Berlusconi. Tra rivolte di piazza e colpi di scena giudiziari in un caso, e con la cordata italiana che stenta a decollare dall'altro, l'esecutivo si trova ad affrontare il primo vero passaggio difficile. E per non pregiudicare il clima da larghe intese il Cavaliere lavora a non incattivire l'opposizione: oltre alla concessione su Rete4, si continua a trattare sul rinnovo dei vertici Rai. Cappellini a pagina 3 29/05/2008.

Torna all'inizio


Alitalia, il dossier passa a Tremonti (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 127 del 2008-05-29 pagina 22 Alitalia, il dossier passa a Tremonti di Redazione da Milano Le tensioni politiche su Alitalia si sono manifestate ieri alla Commissione trasporti della Camera, dove il decreto sul prestito ponte è stato approvato, ma con il voto contrario dei partiti di opposizione, che vogliono così incalzare il governo e gli impegni che ha preso. Oggi la discussione si sposta in aula, dove però il provvedimento potrebbe non essere immediatamente votato; del resto, c'è tempo fino al 23 giugno, e la Commissione non ha apportato modifiche al testo. Ieri è stato anche pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto di Napoli, che contiene la possibilità per Alitalia di imputare a capitale il prestito di 300 milioni. Erano i due presupposti che avevano tenuto sospesa l'approvazione del bilancio 2007 della compagnia, poi varato nella notte di ieri. I conti, come abbiamo riferito, sono stati pessimi: una perdita di 495 milioni e un leggero calo dei ricavi: ma la continuità aziendale, grazie agli equilibrismi politici, è intanto assicurata. Ora, in attesa del pronunciamento della Ue sui due decreti, la vicenda è a pieno titolo nella mani di Giulio Tremonti, che come titolare del Tesoro è azionista di maggioranza della compagnia; Bruno Ermolli, il consigliere del premier Berlusconi che fin qui ha "tessuto" la possibile cordata italiana, gli ha passato il testimone. E lo stesso Tremonti, rispondendo alla richiesta del presidente della Commissione trasporti, Mario Valducci, illustrerà la situazione alle commissioni di Camera e Senato il 18 giugno. Tra venti giorni. L'impressione è che Tremonti voglia riferire in Parlamento cose concrete che potrebbero nel frattempo concludersi. Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha parlato ieri di "silenzio operoso" da parte del governo. Ma il gossip legato alla cordata italiana incappa in qualche smentita, come quella di Emma Marcegaglia, che riferendosi al coinvolgimento del gruppo di famiglia ha detto: "Non c'è nulla di concreto". Tutti, comunque, sono consapevoli della necessità di far presto. Il cda della compagnia, l'altra sera, ha confermato l'esigenza di una ricapitalizzazione da effettuarsi in tempi strettissimi. Più 2,25% in Borsa. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Alitalia: un anno di vita con il prestito (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 29-05-2008)
Pubblicato anche in: (Voce d'Italia, La)

Argomenti: Alitalia

Economia Si tenta di stringere i tempi per la privatizzazione Alitalia: un anno di vita con il prestito Serve subito un nuovo azionista nel CdA Roma, 29 mag. - Nella Relazione Tecnica che accompagna il decreto fiscale si legge come il prestito-ponte del Governo di 300 milioni di euro possa permettere la continuità aziendale di Alitalia per altri 12 mesi. Sarà poi il Tesoro ad occuparsi, in tempi brevissimi, della privatizzazione. Il dossier e' in mano al ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che sul futuro di Alitalia, lavora in rigoroso silenzio. Il 2007 si è chiuso con "solo" 495 milioni di perdite, ma almeno si è evitata la liquidazione. Il Cda di Alitalia e' stato ancora una volta chiarissimo, solo un nuovo azionista puo' salvare la compagnia: serve una nuova ricapitalizzazione, in tempi brevissimi. Il nuovo azionista avrà in mano il dossier privatizzazione, dopo il fallimento della gara, ed il naufragio della trattativa con Air France. Problemi giungono anche da Bruxelles: la Commissione Europea potrebbe valutare la mossa del prestito non-consentita, ma prima dovrà valutare le ragioni del governo italiano. Iniziera' domani, in aula alla Camera, la discussione sul decreto che stanzia il prestito. Il voto dovrebbe essere il 5 giugno. Consapevoli dell'urgenza di una soluzione in tempi brevi il Governo si dichiara in "operoso silenzio". La lista degli imprenditori candidati a aderire alla cordata promossa in campagna elettorale da Silvio Berlusconi sarebbe stata consegnata, secondo indiscrezioni di stampa, al ministro dell'Economia. La girandola di voci sui nomi conta Benetton, Colaninno, Riva, Fossati, Aponte, Ligresti, Radici; tra le banche la Intesa, forse anche solo come advisor; infine Tronchetti Provera e Mercegaglia. Andrea Morelli.

Torna all'inizio


Autostrade-Anas, sì della Camera alla convenzione (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 127 del 2008-05-29 pagina 22 Autostrade-Anas, sì della Camera alla convenzione di Laura Verlicchi da Milano Autostrade incassa l'atteso via libera della Camera alla convenzione con l'Anas, in attesa della definitiva approvazione in Senato, prevista per la settimana prossima. L'aula di Montecitorio, dopo una lunga e movimentata seduta, ha infatti approvato un nuovo emendamento presentato dal governo al decreto sugli obblighi comunitari che conferma lo sblocco della convenzione stipulata lo scorso ottobre, con annesso un "pacchetto" di investimenti da sette miliardi. La Borsa ha festeggiato in anticipo, ancor prima della votazione finale: appena arrivata la notizia della presentazione dell'emendamento, infatti, a Piazza Affari il titolo di Atlantia - la holding di controllo di Autostrade per l'Italia - ha guadagnato oltre il 2%, chiudendo poi in rialzo dell'1,55%, a 22,98 euro. È l'ultimo - per ora - traguardo di una corsa iniziata giorni fa, quando è apparso chiaro che la convenzione era vicina all'approvazione, spingendo il titolo fino a raggiungere, mercoledì scorso, un guadagno del 7,63 per cento. L'approvazione del provvedimento, infatti, mette fine a tutti i contenziosi, sia a quelli tra Autostrade e governo sia a quello tra quest'ultimo e l'Unione europea, che si trascinano da mesi, con una procedura di infrazione ancora pendente sull'Italia, e darà la possibilità alla società del Gruppo Benetton di aumentare le tariffe, e di conseguenza gli utili. Un successo, quindi, per Autostrade e per il suo amministratore delegato Giovanni Castellucci, dopo mesi di "querelle" sulla convenzione, bloccata fin dalle mancate nozze con la spagnola Abertis. I tentativi di superare l'impasse - anche per la necessità di poter contare su regole certe per il settore, ribadita a più riprese sia da Atlantia che da Aiscat, l'associazione delle concessionarie - si sono tutti scontrati, però, con la ferrea opposizione del precedente esecutivo. E anche nella seduta di ieri, l'emendamento governativo è stato fino all'ultimo contrastato dall'opposizione, che vede nella norma una merce di scambio con il Gruppo Benetton, in cambio di un suo intervento finanziario nella cordata Alitalia. Non va dimenticato, però, che l'accordo tra Autostrade e Anas è stato firmato ancora l'ottobre scorso, sulla base delle nuove regole per le concessionarie autostradali volute dall'allora ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro. Alla fine, la soluzione è stata suggerita dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ha proposto di far rientrare nel provvedimento solo le convenzioni stipulate prima dell'8 aprile scorso, data dell'ultimo provvedimento sul tema varato dal governo Prodi. Ora, la strada dovrebbe essere tutta in discesa, fino all'8 giugno, data entro la quale il cosiddetto "decreto salva infrazioni Ue" - di cui l'emendamento sulle convenzioni autostradali, che riguarda non solo Autostrade, ma anche altre 12 società concessionarie che hanno firmato accordi con Anas, fa parte - deve essere convertito in legge, pena la decadenza. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


"ascoltate la cgil o salta il dialogo" - luisa grion (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia "Ascoltate la Cgil o salta il dialogo" Epifani avvisa il governo. "E i prezzi sono una polveriera" Perplessità da Bonanni. Angeletti: non abbiamo paura del cambiamento LUISA GRION ROMA - Patti chiari e amicizia lunga, il governo ci ascolti o il dialogo finisce. E' arrivata l'ora del confronto diretto fra sindacati ed esecutivo Berlusconi: la Cgil, dopo le prime avvisaglie di scontro sulla riforma del pubblico impiego, cala sul tavolo le sue carte e chiede "obiettivi possibili" da realizzare con la trattativa. Solo così il paese "potrà recuperare il terreno perso" ha detto il leader Guglielmo Epifani aprendo la Conferenza organizzativa della confederazione. Ma il dialogo presuppone "volontà e capacità d'ascolto perché altrimenti non funziona e prima o poi finisce". Fino ad ora, è sottinteso, secondo la Cgil ciò non è stato e lo dimostra il fatto che mercoledì scorso, dopo 15 minuti di confronto sul pubblico impiego con il ministro Brunetta, gli uomini di Epifani si sono alzati dal tavolo contestando "metodologie scorrette". Il raffronto con l'esecutivo, dunque, è già in salita. "Ad essere onesti e ultime elezioni sono state un terremoto della cui profondità e intensità saranno i prossimi anni ad indicarci la consistenza" ha detto il leader della Cgil. Per ora- precisa - "possiamo avanzare delle riserve motivate, esprimere valutazioni sulle scelte, senza pregiudizi, ma anche senza conformismi". L'elenco delle "contraddizioni e dei paradossi" però è già fitto: "Il quadro che vediamo avanzare non ci rassicura e lo riscontriamo già dai primi provvedimenti presi: si è federalisti da una parte e statalisti nel prelievo fiscale dall'altra; autonomisti un giorno e nazionalisti l'altro; europeisti sul bilancio e non europei a proposito del reato di immigrazione clandestina, visto con sospetto a differenza degli altri paesi". Centrale il problema della contrattazione: "Contrattare è il nostro compito fondamentale" ha detto Epifani, ma proprio in questo campo sono arrivati "gli attacchi più forti, ispirati a un presunto ritorno di paternalismo ottocentesco; attacchi di chi dà senza contrattare e lo teorizza pure". Sono in tanti - secondo Cgil - "che non vogliono regole né in alto né in basso: hanno allergia ai tavoli con più sedie di fronte". Il sindacato dunque chiede chiarezza su Alitalia: "Abbiamo diritto di sapere"; suggerisce "interventi fiscali redistributivi dell'ordine di 5-6 miliardi a favore del lavoro dipendente e delle pensioni"; avverte soprattutto che "siamo seduti su una polveriera: il governo deve occuparsi di inflazione, prezzi e tariffe". E tornando al primo nodo sul tavolo Epifani rilancia: "Non difendiamo i fannulloni, ma basta con questa raffigurazione caricaturale sul pubblico impiego: lì il vero cancro è l'eccesso di clientelismo" Dai "colleghi" di Csil e Uil, pur se prevale il senso di unità, arrivano perplessità sulla linea: a partire proprio dalla questione statali. I e sindacati scriveranno insieme una lettera a Brunetta (che aveva escluso le categorie dal tavolo e dato 48 ore di tempo per fornire rilievi vie mail al piano presentato) per invitarlo a rivedere i modi, ma Bonanni, leader della Cisl avverte: "Non bisogna scambiare il metodo con il merito e noi dobbiamo stanare il governo sulle questioni di merito. Spero che li inchioderemo insieme, governo e ministro della Funzione Pubblica". "Le questioni che ha posto Epifani sono serie e importanti - ha aggiunto Luigi Angeletti leader della Uil - ma bisogna avere la consapevolezza che abbiamo bisogno del cambiamento e non averne paura".

Torna all'inizio


Alitalia, un anno di vita (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

I 300 milioni direttamente nel capitale Il governo: un provvedimento che salvaguarda la continuità aziendale questioni matematicheVeltroni: "Basta fare la moltiplicazione delle perdite della compagnia per capire che le risorse non bastano" 30/05/2008.

Torna all'inizio


Mozzarella, il piano del ministro - patrizia capua (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VIII - Napoli Mozzarella, il piano del ministro Parte la campagna di promozione internazionale. Zaia: prodotto sicuro PATRIZIA CAPUA DAL NOSTRO INVIATO CIORLANO - Una campagna di comunicazione sui mercati mondiali, soprattutto Germania e Usa. In accordo con Alitalia, la mozzarella di bufala campana dop entrerà nei menù a bordo dei voli intercontinentali e potrà essere degustata nelle sale vip di Alitalia a New York, Tokyo, Mosca e nei principali aeroporti italiani. In parallelo partirà la promozione finanziata dalla Regione Campania, costo due milioni. "Diciamo alla comunità internazionale che il prodotto è sicuro, certificato al 100 per cento". Il ministro veneto dell'Agricoltura, Luca Zaia, parla sul palco montato in mezzo alla stalla, tra le bufale immerse nel fango, un tanfo che resta appiccato addosso. Dal taschino della giacca spunta il fazzoletto verde della Lega. Per la sua prima uscita in Campania, il ministro sceglie Ciorlano, borgo agricolo casertano al confine col Molise, e fa visita a due allevamenti modello di Torcino, "Vitale" e "Ponte Reale" per rilanciare nel mondo il buon nome della mozzarella di bufala, devastato dall'allarme diossina. "Ho voluto essere qui, sono cresciuto con questo "profumo". Non sono per le pratiche viste alla scrivania, sono sempre andato in mezzo ai contadini" spiega a circa 200 tra produttori, tecnici ed esperti. Nel primo trimestre del 2008 il calo delle vendite ha toccato il 38 per cento, "non ce l'aspettavamo - dice Zaia -, la produzione di bufala rappresenta l'11 per cento del mercato dei latticini. La caduta verticale ha inciso anche sulla mozzarella di latte vaccino. Questo comparto va salvato doppiamente. Salvare un prodotto del Sud è salvare tutta la produzione nazionale". Tra le soluzioni, niente contributi ai produttori, "dobbiamo evitare di cadere nell'infrazione comunitaria per aiuti di Stato, come Bruxelles sa, la situazione è assolutamente sotto controllo. E vi garantisco: all'Unione europea non ci vogliono bene". Aggiunge: "Abbiamo altre eccellenze che stanno soffrendo, la filiera suinicola, il Brunello di Montalcino, il prosciutto". Lotta anche alle "sperequazioni di mercato evidenti. Le acciughe pescate nel Sud - fa alcuni esempi - vengono pagate 20 centesimi ai pescatori e rivendute a 6 euro al chilo". Il commissario straordinario dell'istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, Antonio Limone spiega che ci sono ancora 50 aziende sotto sequestro. Andrea Cozzolino, assessore regionale, conferma: "Dopo i più rigorosi controlli, la mozzarella di bufala oggi è tra i prodotti più sicuri al mondo. Non chiediamo prebende", sottolinea, "ma ci impegneremo perché il Centro di genetica animale si faccia a Caserta". "Negli ultimi tempi è entrato in crisi tutto il sistema agricolo regionale" denuncia Pietro Micillo, presidente di Confagricoltura. Franco Consalvo, presidente del consorzio allevatori, accusa: "Paghiamo grosse colpe per responsabilità non nostre". Ci sono 50 milioni di litri di latte congelato rimasti nei magazzini a causa della crisi di mercato. Secondo Consalvo, "potrebbe essere trasformato in latte in polvere e destinato alla zootecnia". Infine Zaia annuncia "l'attivazione di un tavolo interministeriale composto da Politiche agricole, Sanità e Ambiente per mettere a punto le iniziative finalizzate al recupero dei terreni inquinati".

Torna all'inizio


Loft relazioni pericolose in chiaroscuro (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Loft relazioni pericolose in chiaroscuro Walter e Guglielmo Regge il filo che li lega Le frecciate di Morando Damiano invece rassicura Come tutte le relazioni pericolose, anche quella tra il Pd di Walter Veltroni e la Cgil di Guglielmo Epifani è in chiaroscuro. I due leader si stimano e hanno un consolidato rapporto personale, ma la distanza tra le loro organizzazioni nel merito di molte questioni a notevole e, in una fase politica come questa, ancora sospesa tra dialogo e incertezza, basta poco a creare scompiglio. Veltroni non ha certo gradito il modo con cui il rappresentante della Cgil ha abbandonato dopo pochi minuti il tavolo sulla riforma della pubblica amministrazione, con una mossa che mal si addice ai criteri generali della "nuova stagione", ma trattandosi di una faccenda che riguarda le parti sociali si guarda bene dall'intervenire sulla faccenda. Anche perché, di base, la posizione del Pd è più vicina a quella del ministro Brunetta che a un pezzo di sindacato, come spiega il coordinatore del governo ombra Enrico Morando: "Se il ministro troverà il modo di misurare la produttività e premiarla, e di tenere fede a un principio che era in cima al nostro programma elettorale, ovvero "spendere meno, spendere meglio", non potremo che plaudire. Ma occorrono almeno sei mesi prima di verificare se si sta andando nella direzione giusta". Una posizione condivisa anche dal ministro ombra per la Funzione pubblica, Linda Lanzillotta. D'altra parte, a Veltroni non è dispiaciuto il discorso di ieri di Epifani alla conferenza di organizzazione della Cgil. Il leader sindacale ha di fatto spiegato di essere disponibile al dialogo con il governo, a patto che dall'altra parte vi sia pari disponibilità. Per Veltroni si tratta di una posizione che ricalca quella del Pd, seppur espressa nei toni ben più bruschi di un ultimatum. L'ex sindaco di Roma rivendica invece totale sintonia quando Epifani imputa all'esecutivo di aver sbagliato nel compilare l'elenco delle priorità trascurando la questione salariale e il potere d'acquisto. E il discorso a due facce dal lato di Veltroni vale pure per Epifani. Il quale non ha perso mai occasione di confrontarsi con l'ex sindaco di Roma: anche negli ultimi giorni si contano numerosi contatti e almeno due incontri - un colloquio a tu per tu al Loft e un pranzo seguito alla commemorazione di Massimo D'Antona - e però il sindacalista non ha mancato di piazzare qualche stoccata verso il segretario democratico. Qualcuna più diretta, come il commento seguito al vertice tra Veltroni e Berlusconi a palazzo Chigi ("Si dice che il Premier e il leader del Pd abbiano anche discusso di salari e pensioni. Bene. Ma su certi temi ci si confronta con i sindacati, non si parla a quattrocchi"), altre in modo più obliquo, come ieri, quando commentando l'esito elettorale il numero uno della Cgil si è tenuto a distanza dall'interpretazione virtuosa del voto del 13 aprile che al Loft: "Le elezioni politiche che hanno sancito la vittoria del centrodestra sono state, se vogliamo essere onesti, un vero e proprio terremoto, della cui profondità e intensità saranno i prossimi anni a indicarci la consistenza". Ma per ora il filo che lega Veltroni ed Epifani regge. Si è assottigliato davvero solo nei giorni più caldi della vicenda Alitalia, e non certo per la porta sbattuta in faccia a Brunetta. Alla riunione del governo ombra, ieri, non s'è fatto cenno alla questione. Anzi, la linea ufficiale del Loft è negare che esista un caso Cgil e che il principale sindacato italiano sia tentato da una soluzione dipietrista, se così si può dire, cioè di intestarsi sul fronte sociale il monopolio dell'opposizione dura e pura al governo Berlusconi. Tutt'al contrario, sostiene Morando: "Coi soliti tragici dieci anni di ritardo - dice - il sindacato raggiunge una posizione unitaria sulla riforma del modello contrattuale. Però di questo, che è un fatto epocale e positivo, quasi non si parla. E invece pagine e pagine per la Cgil che abbandona il tavolo sulla pubblica amministrazione per una questione di metodo. A me il vero caso pare più il primo che il secondo". Nega l'esistenza di una questione sindacale pure l'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, che dalla Cgil nella scorsa legislatura ha ricevuto più di un affondo: "Io non sono sorpreso dalle posizioni del sindacato, ma da un governo che compie le prime scelte sul terreno sociale ribaltando le priorità, ovvero il recupero del potere d'acquisto di retribuzioni e pensioni". Damiano riconosce però che la situazione attuale è ancora "molto tattica" e che non mancano rischi di deriva: "Auspico che non ci si ritrovi a dover fare i conti con un sindacato di governo e un sindacato di opposizione, perché il sindacato vince solo quando tiene su posizioni unitarie e oggi deve accettare le sfide sulla produttività. Che nel campo privato significa potenziare il secondo livello di contrattazione e nel campo pubblico premiare i meritevoli e punire i non meritevoli". I "non meritevoli". Anche certe affinità lessicali contano. Al Loft, come a Corso Italia, il termine "fannulloni" non è ancora del tutto sdoganato. Stefano Cappellini 30/05/2008.

Torna all'inizio


Alitalia 1 il governo prolunga l'agonia di altri 12 mesi (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia 1 il governo prolunga l'agonia di altri 12 mesi Palla avanti e volare, coi soldi pubblici Per un anno resta tutto com'è. Veltroni: "Dov'è la cordata italiana?". Bersani chiama in causa la Consob L'Alitalia continua ad accumulare perdite e allunga la sua agonia. Il governo resta in silenzio ma prevede, nella relazione tecnica al decreto che converte il prestito ponte in patrimonio disponibile, altri dodici mesi di continuità aziendale. Della cordata italiana sbandierata in campagna elettorale non c'è traccia e il Partito democratico alza la voce: Veltroni insiste nella richiesta che l'esecutivo riferisca in Parlamento e Bersani parla di previsioni da Mago Merlino. Intanto, Air France fa trapelare l'intenzione di vendere anche il residuo 2% che detiene nel capitale e Aeroflot chiarisce che i contatti avuti con la compagnia italiana si sono risolti in un nulla di fatto. La partita Alitalia manda così in archivio una giornata, l'ennesima vissuta pescando nelle tasche dei contribuenti, che sintetizza perfettamente una crisi ormai incancrenita. Da una parte ci sono le promesse avventate e puntualmente disattese, dall'altra alleanze internazionali imprescindibili che svaniscono inesorabilmente. Soprattutto, negli sviluppi di ieri, c'è la prospettiva di continuare per un anno a divorare risorse pubbliche, cercando nuovi espedienti per sfuggire alla censura inevitabile che prima o poi arriverà da Bruxelles. Sulla falsa riga di quanto è stato appena fatto: il prestito ponte di 300 milioni e la sua utilizzazione temporanea a patrimonio "rappresentano la volontà del governo di voler salvaguardare per i prossimi dodici mesi la continuità aziendale di Alitalia", è messo nero su bianco nella relazione al decreto approdato alla Camera. L'obiettivo viene perseguito, si aggiunge, provvedendo a fornire alla compagnia "i mezzi finanziari e patrimoniali necessari a verificare le possibili soluzioni alternative per il risanamento della Società" ed escludendo, sempre per un anno, "ogni ricorso ad ipotesi di liquidazione o di applicazione di procedure concorsuali". Nessuna ipotesi di commissariamento, quindi, né, tantomeno, di accesso alla Legge Marzano. Uno scenario, quello prospettato dal governo, che non alimenta certo le speranze di una soluzione nel breve termine. E che provoca la reazione dei vertici del Pd. "Siamo nel totale silenzio da parte del governo" e l'indicazione dei dodici mesi appare come "una ulteriore dilazione", rileva Veltroni. Il leader del Pd ricorda anche che si era in piena campagna elettorale, a marzo, quando Berlusconi iniziò "una batteria di dichiarazioni che ha portato all'uscita di Air France dalla trattativa". Veltroni richiama l'attenzione sulla famosa cordata e si chiede dove sia finita, quali imprenditori ne facciano parte, con che caratteristiche e come si immagina di vendere Alitalia, con quale procedura: "sono quesiti ad oggi ancora non affrontati", rileva, tornando a chiedere che il governo riferisca in Parlamento. Toni ancora più fermi da parte del ministro dell'economia ombra, Pierluigi Bersani. Il governo fa "una previsione da Mago Merlino", attacca, ricordando che "in questi mesi, è successo di tutto, e non si è levato lo sguardo critico dei tanti tutori del mercato" che davano lezione al governo Prodi. Entrando nel merito, Bersani non rinuncia a porre una domanda scomoda: "a quale titolo si muove Ermolli per vendere un bene anche nostro?". E la risposta che offre è altrettanto caustica, perché "non tocca solo all'opposizione fare questi rilievi in un Paese civile". Le allusioni del ministro ombra sono evidentemente alla Consob, che avrebbe dovuto da tempo accendere un faro sulla vicenda. Altrettanto netta è la posizione del leader della Cgil, Guglielmo Epifani, secondo cui la partita Alitalia rappresenta, emblematicamente, "l'esempio di quello che non bisogna fare". Il paese, sostiene, "ha il diritto di sapere" per "una ragione di trasparenza" e "per evitare ogni tipo di sospetto". Intanto, a ricordare che c'è anche una compagnia che dovrebbe volare e pensare a non perdere la clientela residua, si registra anche una querelle tra un'associazione dei consumatori, l'Aduc, e la stessa Alitalia. "È in agonia, in coma irreversibile, ha bisogno di morire. Occorre praticare l'eutanasia", provocano i consumatori, arrivando a suggerire di "non acquistare più biglietti" e coniando un nuovo slogan: "non volare su Alitalia, aiutala a non soffrire". A stretto giro di posta, arriva la comunicazione dell'azienda, che ha dato mandato ai legali per tutelare i propri interessi di fronte a dichiarazioni "lesive della propria immagine e potenzialmente molto dannose". 30/05/2008.

Torna all'inizio


Alitalia 2 parla cipolletta: necessario un accordo (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia 2 parla cipolletta: necessario un accordo "Serve una compagnia straniera" "La politica non giochi con la paura". Su Tremonti nemico di banche e petrolieri: "Si rischia di fare danni" È al Festival dell'Economia di Trento in veste istituzionale, perché è anche presidente dell'università di Trento. Ma con il Riformista il numero uno di Ferrovie, Innocenzo Cipolletta, accetta di parlare anche di temi di stretta attualità come le prime mosse del ministro dell'Economia Tremonti, la riforma Brunetta già andata a sbattere contro l'"alzata di ingegno" della Cgil, come l'ha efficacemente bollata il Corriere , ma anche l'emergenza sicurezza e la tragedia dell'immondizia napoletana. Il tema della globalizzazione è intanto lo spunto, per Cipolletta, per parlare già nel corso della cerimonia di inaugurazione del Festival, della paura e della sicurezza che stanno attanagliando il paese. Il "clima di paura" crea in economia rigurgiti protezionistici, ha scandito, cioè "un precipitoso ritorno indietro verso sistemi di protezione e chiusura nei confronti degli scambi internazionali". Ma soprattutto, è un clima che "si tocca con mano", dove "gli indici di criminalità "percepita" sono decisamente più elevati di quelli della reale criminalità e dove crimini commessi da immigrati riempiono le prime pagine dei giornali e divengono argomento di dibattito nei talk-show televisivi per settimane, mentre "normali" omicidi per quanto efferati e tragici vengono relegati nelle pagina della cronaca nera e considerati eventi di normale criminalità in una società evoluta". La paura, ha aggiunto, "non è mai una buona consigliera e nessuna forza politica dovrebbe giocare su di essa". Al termine del suo intervento, sceso dal palco, Cipolletta diventa ancora più esplicito: "credo che alimentare la paura della gente può sì dare un consenso - l'estrema sinistra lo ha fatto per tanto tempo, l'estrema destra anche - ma è un meccanismo micidiale, pericoloso. Il consenso che si prende poi si ritorce sempre conto perché se la gente è impaurita poi diventa irrazionale". Ma sulle barricate a Napoli, Cipolletta non biasima l'interventismo del governo, anzi: "a Napoli, per risolvere il problema dell'immondizia, io penso che sia corretto intervenire d'autorità con le forze democratiche di governo. Democrazia non è impedire di fare le cose che sono necessarie alla gente. Da quel lato io sono d'accordo con le misure prese". Torna invece scettico, l'ex presidente di Ubs-Warburg Italia, quando si entra nel merito delle prime mosse di Giulio Tremonti. In particolare, l'annuncio di colpire a giugno, con la nuova finanziaria anticipata, due settori con utili record come le banche e i petrolieri attraverso una stretta fiscale. "Sono d'accordo - osserva - che l'azione di governo debba essere quella di vigilare affinché non ci siano fenomeni di redistribuzione perversa dei redditi, arricchimenti e impoverimenti eccessivi. Questo presuppone che ci sia una politica fiscale per restituire soldi a chi è in difficoltà prelevando in modo proporzionale e progressivo dagli altri redditi. Resto più perplesso sull'individuazione dei settori perché all'interno dei settori ci possono essere persone che hanno guadagnato troppo, ma non sono tutti: colpire il settore in sé mi sembra sbagliato e rischia anche di fare danni alla crescita". Un altro esordio scoppiettante è stato quello del ministro per la Funzione pubblica, Brunetta. La sua ambiziosa riforma della pubblica amministrazione si è misurata già al primo incontro con le parti sociali con il gesto clamoroso della Cgil, che si è alzata dal tavolo dopo un quarto d'ora per un problema formale. "Non conosco bene l'episodio, dunque è difficile da giudicare", sottolinea Cipolletta, "ma certamente se il dialogo è necessario, alzarsi dal tavolo dopo quindici minuti non mi sembra la migliore delle soluzioni". In generale, l'ex direttore generale di Confindustria, pensa che ci sia "un'esigenza di una riforma della pubblica amministrazione, è ormai assodato. Dobbiamo introdurre principi di meritocrazia. Ci sono moltissime persone nella pubblica amministrazione che lavorano tanto e bene ma bisogna distinguerli da chi non contribuisce allo stesso modo e deve essere penalizzato". E per Cipolletta, manager di grande esperienza, già tirato in ballo sulla vicenda Alitalia dal presidente del Consiglio Berlusconi che aveva ipotizzato per un mezzo pomeriggio di coinvolgere le Ferrovie nel salvataggio della disastrata compagnia di bandiera, una domanda sul tema non può mancare. Ma Cipolletta taglia corto: "come le Ferrovie, l'Alitalia è un'impresa destinata ad essere internazionale. Il trasporto aereo per sua natura lo è, credo che ci sia bisogno di un accordo con una compagnia straniera". Fosse facile. 30/05/2008.

Torna all'inizio


Il fascismo alimentare (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Il fascismo alimentare Maria Novella Oppo NEL GIORNO in cui il governo Berlusconi, pur dotato di una maggioranza esagerata, è stato messo in minoranza, Bruno Vespa si è concesso una delle sue puntate più aeree, tacendo però di Alitalia. Esaurito (per ora) il filone horror con la condanna della signora Franzoni, si è parlato di diete in vista della emergenza-spiaggia (si sa, le emergenze non finiscono mai). Per arrivare a dire che le diete sono tutte inutili, anzi dannose. Discussione coraggiosa, nella quale Marisa Laurito si è battuta come un sol uomo contro la dittatura della bellezza intesa come magrezza. Mentre una signora che si è definita impunemente diet coach ha denunciato il "regime" alimentare, orrendo sinonimo di fascismo. Ed era ora che qualcuno lo dicesse, soprattutto in giornate segnate dal ritorno dello squadrismo. Non sono mancati neppure i sondaggi del professor Mannheimer, che hanno messo a fuoco l'insoddisfazione alimentare degli italiani. Per concludere con la scoperta che si stava meglio quando si stava peggio. Ma almeno non c'era Bruno Vespa in tv. FRONTE DEL VIDEO.

Torna all'inizio


Di Bruno Miserendino / Roma (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del "Ha ragione il Pontefice, rispetto al passato il clima politico è buono. È pessimo il clima che si respira nel paese". Al Pd la pensano così, e Veltroni lo dice chiaramente. Preoccupa questa Italia delle ronde e delle aggressioni, questa voglia di "giustizia fai da te" su cui, dice il segretario del Pd, "è irresponsabile minimizzare". Veltroni parla alla fine di una riunione del governo ombra dedicato al caso Alitalia e a un progetto per l'occupazione femminile, tema sconosciuto agli interessi del governo Berlusconi, e risponde a una domanda sul raid del Pigneto di una settimana fa. Veltroni non si scusa, come chiede la Destra, per aver detto a caldo che era un'aggressione a matrice ideologica, mentre invece uno dei protagonisti ha rivelato che lui è pure di sinistra e in quella vicenda c'entra l'esasperazione del quartiere e non la politica. Il leader Pd dice di non aver letto "quelle dichiarazioni", ma ricorda anche che per la verità c'era una testimone, una giornalista, che ha parlato di croci uncinate. Ma il problema non è quello, dice il leader del Pd: "Un approccio che minimizza questo clima non va bene, mi pare che ciò che è accaduto alla Sapienza, l'aggressione al ragazzo omosessuale, l'aggressione al ragazzo albanese, tutto quello che è documentato in questi giorni sui giornali, dovrebbe creare preoccupazione". "Questo clima è il contrario di quel che serve per garantire la sicurezza dei cittadini, perchè invocando le ronde e la giustizia fai da te salta il principio di società democratica in cui sono le forze dell'ordine e la magistratura che devono intervenire in casi come questi". Insomma, conclude sul punto Veltroni, "non conta il tatuaggio che hai sul braccio, se hai dipinto il Che o la svastica, conta il gesto: se ti rubano un portafoglio chiami la polizia, non organizzi un raid. E questo vale anche per chi brucia un campo rom...". Il clima politico è "incomparabilmente migliore del passato", e il Pd rivendica il merito di questo clima. Però giorno dopo giorno sta svanendo quell'idea del "veltrusconi", di un'opposizione morbida e assente, imbarazzata, su cui si sono cullati per settimane gli editoriali del dopo elezioni. Veltroni è convinto che molto presto, quando la luna di miele tra governo e italiani finirà, emergerà la novità dell'opposizione del Pd: che dialoga sulle riforme, è pronto a convergere sul merito di tanti provvedimenti, ma non dà cambiali in bianco al governo. Ricordare il clima di violenza xenofoba che ha destato la preoccupazione anche di altri paesi europei, "è un atto dovuto", fanno capire al Pd. "La Destra ha vinto cavalcando paura e disagio, Alemanno ha incassato voti urlando tolleranza zero, adesso non si può far passare sotto silenzio che l'escalation arriva in questo clima". Non serve enfatizzare, ma nemmeno minimizzare. Del resto il Pd l'aveva promesso: vigileremo in modo implacabile nell'interesse dei cittadini su tutte le promesse elettorali di Berlusconi. Non a caso ieri Veltroni ha insistito in modo molto duro sull'affaire Alitalia, una vicenda che rischia di far pagare agli italiani le sortite elettoralistiche del premier. Al Pd lo dicono da tempo: "Una vicenda del genere non si è mai vista". Aggiunta: "Ci spieghino a che titolo si muove questo Ermolli. Ricordiamoci che per molto meno si è dovuto dimettere il consigliere di Prodi Rovati". Bersani chiosa: "È accaduto tutto senza che si sentisse un fiato dei tutori del mercato, che a noi facevano lezioni tutti i giorni". Insomma bisognerà abituarsi a questo doppio binario del Pd: niente insulti, dialogo sulle riforme nell'interesse del paese, confronto su tutto, ma nella chiarezza. È un esercizio di equilibrio, dicono al loft, che darà i suoi frutti. Motivi di imbarazzo dal contrasto Cgil-Brunetta? Al Pd negano, "noi - dicono - abbiamo un progetto chiaro sulla pubblica amministrazione, e siamo pronti a dire la nostra, offrendo spunti e idee, ma rispettiamo la dialettica della trattativa". Ieri il capogruppo del Pd alla Camera Soro, motivando il voto finale sul decreto "ex salva-Rete4", ha spiegato l'animus dell'opposizione: "Non oscilleremo tra rissa e pasticci consociativi", "ribadiamo il proposito di voler concorrere alla nuova stagione della democrazia italiana. Faremo la nostra parte, ma è indispensabile che anche la maggioranza faccia la sua". di Bruno Miserendino / Roma.

Torna all'inizio


Per il governo Alitalia ha un anno di vita Ma l'opposizione lancia l'allarme. Veltroni: subito in Parlamento, situazione gravissima (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Per il governo Alitalia ha un anno di vita Ma l'opposizione lancia l'allarme. Veltroni: subito in Parlamento, situazione gravissima di Bianca Di Giovanni/ Roma OSSIGENO La cordata tricolore per Alitalia non si è vista. Al suo posto è arrivata una nota del governo che contiene in sé tutti i segni dell'emergenza. Il prestito ponte di 300 milioni e la sua utilizzazione temporanea a patrimonio "rappresentano la volontà del go- verno di voler salvaguardare per i prossimi 12 mesi la continuità aziendale di Alitalia". Insomma, un anno di tempo al riparo di ipotesi di liquidazione. Un arco di tempo necessario a "verificare le possibili soluzioni alternative per il risanamento della società", scrive ancora l'esecutivo nella relazione tecnica al decreto fiscale, il provvedimento in cui reperisce i fondi. Ma è davvero credibile un'operazione di questo tipo? Cosa diranno i guardiani del mercato, gli analisti aziendali, gli addetti ai lavori, e infine i tecnici di Bruxelles di un'operazione che modifica pesantemente le voci di bilancio, creando un valore patrimoniale con soldi pubblici? Una sorta di aumento di capitale camuffato, fatto tutto a spese dello Stato, attingendo in parte (205 milioni) al fondo per la competitività e lo sviluppo, , al fondo per la finanza d'impresa (85 milioni) e ai tagli al ministero per la solidarietà sociale (10 milioni). Un trucco contabile che non evita il rischio della procedura europea e non dà alcuna certezza sul futuro della compagnia."Oggi si dice, avete 12 mesi. È una previsione da mago Merlino. Nessuno può dire cosa può accadere ad Alitalia domani", avverte Pier Luigi Bersani, ministro ombra dell'Economia. "Chi risponde delle oscillazioni di borsa che ci sono state, a che titolo il signor Ermolli si muove per vendere un bene che è anche nostro?", ha chiesto Bersani al termine del Consiglio dei ministri ombra del Pd. "Ci hanno chiesto tempo, glielo abbiamo dato con l'ultimo atto del governo Prodi. Ma da loro non è venuta una parola, se non la trasformazione del prestito ponte in capitale che è una cosa pericolosa per l'Unione europea", ha spiegato Bersani incalzando ancora il governo: "Se hanno in mente una cordata che procedura intendono seguire? Ci sono delle norme europee e ci saranno delle 'opposizionì da parte del mondo che business che ruota intorno a questa cosa enorme. Alitalia è una società quotata, dobbiamo tornare alle altalene di borsa di due mesi fa?". Per Bersani, insomma, da parte del governo si sta dando un "segno di irresponsabilità enorme". E in Parlamento Pierpalo Baretta chiede al governo di rinunciare a votare il decreto e di presentarsi in Aula per chiarire il percorso futuro. Sui nomi che potrebbero essere interessati a rilevare le quote del vettore, è ancora nebbia fitta. Ieri un "no" deciso è arrivato dalle Ferrovie, già più volte chiamate in causa come possibili cavalieri bianchi. "No assolutamente, non abbiamo nessun tipo di possibilità" ha dichiarato l'amministratore delegato delle Fs, Mauro Moretti. Anche sul fronte bancario il ritornello è sempre lo stesso da mesi. "nessun commento su alitalia, non sappiamo quale è la situazione", ha ribadito ieri Enrico Salza di Intesa-Sanpaolo. Walter Veltroni sfida il governo: "Se c'è una soluzione, lo si dica ora". Sul fronte sindacale si chiede un incontro urgente con il governo per conoscere l'effettivo stato di cose. E intanto ai piani alti della Magliana l'unica notizia filtrata è che il consiglio d'amministrazione ha dato mandato ai suoi legali di tutelare gli interessi della compagnia denunciando l'Aduc per dichiarazioni lesive dell'immagine "e potenzialmente molto dannose". Cosa ha detto l'Aduc? "Alitalia è in agonia, in coma irreversibile, ha bisogno di morire. Occorre praticare l'eutanasia". Una condanna a morte che molti forse si augurano.

Torna all'inizio


Un ponte sullo stretto anche per l'Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Il prestito di 300 milioni diventa un regalo del governo: non ci sono alternative, cordate e compagnie straniere. Si attende il responso Ue Roma Il caso Alitalia resta un incubo non solo per chi ci lavora, ma anche nel nuovo governo. Ieri è passato il decreto fiscale con le misure di urgenza per la compagnia di bandiera, destinate a "salvaguardare per i prossimi dodici mesi la continuità aziendale", evitando così per un anno la liquidazione della compagnia. Il provvedimento del governo non è più un prestito ma un vero e proprio trasferimento di denaro, 300 milioni di euro decisi dal governo Prodi e ancora al vaglio di ammissibilità da parte della Commissione europea, che deve valutare se si tratta di aiuti di stato oppure no. Facile che Bruxelles a questo punto si faccia sentire con più decisione. La scelta è passata con i dubbi della Lega, che non ha mai nascosto di preferire un commissariamento dell'Alitalia, e con la contrarietà del Pd. "Basta con i silenzi, il governo venga a riferire in aula", ha detto Walter Veltroni, riferendosi alla situazione di stallo, sempre più critica per la compagnia aerea. Perché l'approvazione del decreto svela definitavamente che la famosa cordata annunciata in campagna elettorale da Silvio Berlusconi non c'è. O se anche esistesse, non sarebbe per nulla disposta a partire senza conoscere davvero i conti e sopratutto senza poter contare su un partner aeronautico internazionale. Berlusconi ha fatto fuggire Air France a un passo dall'accordo, ma non ha ancora convinto altri - da Lufhtansa ad Aeroflot, per fare alcuni nomi - a prendere seriamente il posto dei francesi. Anche perché un intervento su una compagnia fallita o commissariata a quel punto costerebbe ancora meno, per cui gli stranieri aspettano. Il prestito, si legge nella Relazione che ha accompagnato il decreto, fornisce a Alitalia "i mezzi finanziari e patrimoniali necessari a verificare le possibili soluzioni alternative per il risanamento della società ed escludendo sempre in tale lasso temporale ogni ricorso a ipotesi di liquidazione e di applicazione di procedure concorsuali". Nello specifico, il prestito ponte stabilito dal decreto di aprile deve essere individuato come "trasferimento in conto capitale (apporto al capitale sociale per il ripiano di perdite) con pari effetto sull'indebitamento della pubblica amministrazione per l'anno 2008". Una sorta di regalo per Alitalia, con coperture trovate last minute: 205 milioni dal fondo per la competitività e lo sviluppo, 85 milioni dal fondo per la finanza d'impresa e 10 milioni dal fondo speciale di parte corrente del ministero dell'Economia e delle finanze.

Torna all'inizio


Eni ed Enel, il governo conferma i vertici (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-30 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Aziende pubbliche Nel consiglio del gruppo elettrico la novità è Lorenzo Codogno. Nel board del Cane a sei zampe il presidente dei sindaci Colombo Eni ed Enel, il governo conferma i vertici Alle Poste resta Sarmi, ma esce Mincato e arriva Ialongo. Le liste per le assemblee Le mosse di palazzo Chigi per sbloccare l'impasse alle Poste e porre fine al braccio di ferro tra Lega e An ROMA - "Il premier lo aveva detto. Se nelle aziende pubbliche ci sono manager bravi che portano alti profitti, non c'è motivo di cambiare". A Palazzo Chigi, la decisione di confermare in blocco i vertici di Eni ed Enel, e chiudere con la nomina di Giovanni Ialongo la partita delle Poste, la spiegano così. Anche se dietro la decisione, più che di carattere industriale, i motivi sono politici, ed il timbro, chiaro, è quello del "governo del presidente". Sì perché è stato Silvio Berlusconi in persona a chiudere la partita con la conferma di Piero Gnudi alla presidenza dell'Enel e di Roberto Poli all'Eni, e quella dei due capi azienda, Fulvio Conti e Paolo Scaroni. Stoppando un lungo e duro braccio di ferro tra Lega Nord, Alleanza Nazionale e la stessa Forza Italia che cominciava a creare qualche problema nella maggioranza. E non solo, perché con la nomina alle Poste di Giovanni Ialongo, ex sindacalista della Cisl, considerato uomo molto vicino a Franco Marini, dal premier arriva un altro segnale concreto di apertura all'opposizione, oltreché un riconoscimento ad una componente del mondo sindacale che Berlusconi considera fondamentale, anche in prospettiva. All'Enel, così, non cambia praticamente nulla, con la conferma anche di tre dei quattro consiglieri in scadenza, ovvero Gianfranco Tosi, ex sindaco di Busto Arsizio, per il quale la Lega aspirava a incarichi di maggior prestigio, poi Alessandro Luciano e Fernando Napolitano. L'unica new entry nel cda dell'azienda elettrica è quella di Lorenzo Codogno, un economista che era stato portato al Tesoro nel 2003 e oggi voluto da Giulio Tremonti nel consiglio della società. Lo stesso Tremonti avrebbe appoggiato anche la nomina di Paolo Colombo nel consiglio dell'Eni, società della quale è stato finora presidente del Consiglio sindacale. Colombo, partner di Arnaldo Borghesi nella consulenza d'impresa, è professore alla Bocconi e, tra le altre cose, consigliere di amministrazione di Mediaset e della Rcs Quotidiani. Anche nel consiglio del cane a sei zampe ci sono diverse conferme. Resteranno in cda Mario Resca, un manager molto vicino al premier, considerato anche come possibile nuovo presidente dell'Alitalia, e Pierluigi Scibetta, in quota An. La Lega potrà invece contare su Paolo Marchioni, classe '69, avvocato ammini-strativista di Verbania, capogruppo della Lega alla provincia , già nel cda della Consip e molto legato a Roberto Calderoli. Alle Poste, con Ialongo e la quarta conferma di Massimo Sarmi come amministratore delegato, resteranno come consiglieri Nunzio Guglielmino, Mauro Michielon (ex parlamentare della Lega, consigliere comunale a Treviso e da sempre dipendente delle Poste) e Roberto Colombo. Ed è stato proprio quello della presidenza delle Poste, e dunque la sostituzione di Vittorio Mincato, il vero nodo che aveva bloccato per giorni l'intero pacchetto delle nomine. Una poltrona per la quale i partiti di maggioranza avevano avanzato tre diverse candidature. Quella di Francesco Valsecchi, appoggiato da Giulio Tremonti e da Forza Italia, quella di Gianfranco Tosi, ex sindaco di Busto Arsizio (che poi è rimasto nel consiglio dell'Enel), che la Lega Nord voleva a tutti i costi, e quella di Salvatore Rebecchini, portato da Alleanza Nazionale. Così, tra i tre "litiganti", l'ha spuntata facilmente Berlusconi, tirando fuori dal cappello il nome dell'ex sindacalista Cisl Giovanni Ialongo. Che non sta letteralmente nella pelle. "Sono molto soddisfatto. Corono un sogno, nel segno della continuità, visto che sono nato in questa azienda". Ialongo è stato segretario generale della Cisl Poste, presidente di Postel e fino a ieri commissario straordinario di Ipost. Mario Sensini.

Torna all'inizio


Mandelson: <Adesso l'Italia non ceda alle sirene protezioniste> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-30 num: - pag: 28 categoria: REDAZIONALE Wto Il commissario Ue incontra il viceministro Urso Mandelson: "Adesso l'Italia non ceda alle sirene protezioniste" ROMA - "Ne ho letto una lunga sintesi. Quello del mio vecchio amico Giulio Tremonti è un libro molto intelligente. Anche se, naturalmente, non condivido tutte le sue conclusioni" dice il commissario Ue al Commercio, Peter Mandelson. Ieri era a Roma, Tremonti non ha potuto incontrarlo, "perché mi dicono era troppo indaffarato con l'Alitalia", ma il commissario torna a Bruxelles tranquillizzato. Ha incontrato tre ministri, Claudio Scajola, Adolfo Urso e Andrea Ronchi, poi il presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, "senza riscontrare il minimo accenno ad una politica commerciale di stampo protezionistico, ma piuttosto l'interesse al mantenimento, anzi all'ampliamento dell'apertura dei mercati" dice Mandelson. Peccato che da parte del governo italiano ci sia, invece, parecchia preoccupazione per come si stanno sviluppando i nuovi negoziati Wto, dove la Ue rappresenta i paesi europei. "Le proposte sono ancora deludenti per l'Italia. Abbiamo chiesto a Mandelson di lavorare sulla reciprocità, che oggi non è presente", ha detto il ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola, mentre Adolfo Urso, titolare del commercio estero, ritiene che paesi come "Cina, India, Messico e Brasile debbano fare passi avanti, perché non serve a nessuno un accordo minimalista ". Mandelson ammette che "il successo del negoziato non sta nelle mani dell'Europa, che "sono gli altri che devono fare concessioni ", ma si dice "ottimista sulla possibilità di chiudere nel 2008. Capisco le ansietà che provoca la Cina e sono d'accordo con Tremonti che le regole devono essere rispettate, ma proprio per questo il successo del Wto è fondamentale" dice Mandelson. Che avverte: "Il protezionismo per l'Italia sarebbe disastroso, è il paese che esporta di più in Europa dopo la Germania e sarebbe il primo a rimetterci". L'Europa Il commissario europeo al commercio Peter Mandelson Mario Sensini.

Torna all'inizio


0,48 (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-30 num: - pag: 29 categoria: BREVI 0,48 Euro. Il valore in Borsa del titolo Alitalia dopo il calo del 2,2% subito nella seduta di ieri.

Torna all'inizio


495 (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-30 num: - pag: 29 categoria: BREVI 495 milioni. La perdita registrata da Alitalia nel 2007. Equivale a una perdita di 1,35 milioni al giorno.

Torna all'inizio


Alitalia, la trattativa torna al Tesoro (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-30 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE Privatizzazioni L'opposizione all'attacco. Veltroni: c'è allarme, il governo riferisca in Parlamento Alitalia, la trattativa torna al Tesoro Decreto Tremonti al Consiglio dei ministri. "La compagnia ha fondi per 12 mesi" I fondi "rappresentano la volontà del governo di voler salvaguardare per i prossimi dodici mesi la continuità aziendale" ROMA - Ancora una trattativa privata per Alitalia. Il governo riattiva la procedura di privatizzazione della compagnia con un decreto che dovrebbe essere approvato oggi in consiglio dei ministri. In tempo per convincere l'Ue, che attende (entro le prossime 24 ore) chiarimenti sul prestito- ponte e sulla sua patrimonializzazione, che non si tratta di aiuti di Stato. Per abbreviare i tempi, data l'urgenza, la scelta del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, non sarebbe caduta su una nuova gara. Il decreto annullerebbe le regole fissate dal predecessore Tommaso Padoa- Schioppa e individuerebbe un percorso flessibile che potrebbe sfociare, solo se necessario, in un'amministrazione controllata. Advisor dell'operazione dovrebbe essere Intesa-Sanpaolo che avrebbe un paio di settimane per effettuare una ricognizione. Ieri la relazione tecnica che accompagnava il decreto sulla trasformazione del prestito ha chiarito che il governo non punta al fallimento. Almeno per ora. Nel testo si legge che i 300 milioni "rappresentano la volontà del governo di voler salvaguardare per i prossimi dodici mesi la continuità aziendale di Alitalia". Si esclude perciò "in tale lasso temporale ogni ricorso ad ipotesi di liquidazione o di applicazione di procedure concorsuali". Il termine di dodici mesi appare un po' ottimistico, forse basato su aspettative, per la stagione estiva, clamorose. Ma è un messaggio positivo rivolto ai potenziali clienti che vogliono sapere se possono affidare a Alitalia le loro vacanze. Al tempo stesso si tranquillizza l'Enac (ente aviazione civile), il cui presidente Vito Riggio deve valutare il mantenimento della licenza. Intanto si è conclusa alla Camera la discussione generale sul decreto Prodi sul prestito: le votazioni sono in programma a partire da mercoledì. Ma il relatore, il presidente della commissione Trasporti, Mario Valducci, ha espresso dubbi sull'opportunità di proseguire l'esame di un decreto che potrebbe essere superato da uno nuovo. E mentre i sindacati hanno chiesto chiarezza, l'opposizione in aula ha dato battaglia chiedendo al governo di riferire in aula. "Dodici mesi - ha detto il leader del Pd, Walter Veltroni riferendosi alla previsione di vita di Alitalia - è un modo per dilazionare una risposta che va data oggi". L'ex ministro Pierluigi Bersani ha rincarato: "A quale titolo si muove Ermolli (consulente di Berlusconi, ndr) per vendere un bene anche nostro?". "La fantasia di Tremonti è tornata - ha chiosato Francesco Boccia (Pd) - . Questa volta a pagare per Alitalia saranno le piccole imprese e i contribuenti". Le regole Il Tesoro prepara un decreto per la cessione a trattativa diretta di Alitalia Antonella Baccaro.

Torna all'inizio


Ici, i soldi dai fondi per donne e migranti (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Frida Nacinovich Nessuna magia, nessun miracolo. Tremonti taglia la tassa sulla prima casa (niente più Ici da pagare, neppure per i ricchi), detassa gli straordinari, rimanda ancora il redde rationem per Alitalia. Come? Semplice: togliendo fondi a provvedimenti che il nuovo ministro dell'Economia giudica secondari, poco popolari. Via quindi i fondi contro la violenza alle donne, meno soldi per i trasporti al sud, immigrati, università e cultura possono attendere. Se le caveranno da soli. Berlusconi ha sempre avuto grande stima di Tremonti, lo considera il suo piccolo genio. A Napoli, durante il primo appuntamento ufficiale del nuovo governo, lo aveva presentato come un dio in terra. Ma la moltiplicazione dei pani e dei pesci a Tremonti non riesce. Né riuscirà mai. Vale tre miliardi di euro il decreto fiscale del Berlusconi IV, pubblicato ieri in Gazzetta ufficiale, quindi già in vigore. I soldi arrivano da fondi stanziati per interventi che non ci saranno più. Dal trasporto locale a quello per l'occupazione, all'ammodernamento delle rete idrica. Il ministro fa scomparire il fondo antiviolenza per le donne e quello per l'inclusione sociale degli immigrati, quello per l'abbattimento degli ecomostri. Nessuna magia, una semplice partita di giro. 7 30/05/2008.

Torna all'inizio


TRASPORTI PUBBLICI (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-05-30 num: - pag: 45 categoria: BREVI TRASPORTI PUBBLICI Gestione tedesca Ho avuto la fortuna di viaggiare su aerei Lufthansa e con treni tedeschi: puntuali e precisi al minuto, efficienza al massimo, posti comodi e servizi ai passeggeri eccellenti. Non potremmo dare in gestione ai tedeschi sia l'Alitalia che Trenitalia? Francesca Zucco, Milano.

Torna all'inizio


Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-05-30 num: - pag: 64 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Maltempo, due morti Ondata di maltempo sul Piemonte. A Villar Pellice, vicino a Pinerolo, una frana ha travolto una casa: due morti e due feriti. Rischio esondazione fiumi. A Torino evacuata un'ala dell'ospedale Amedeo di Savoia. Oggi scuole chiuse a Torino e provincia. Bertolaso: situazione critica fino a stasera. Il Papa: buon clima politico Benedetto XVI all'assemblea della Cei: l'Italia ha bisogno di uscire da un periodo difficile. Il Papa ha parlato ai 251 vescovi dicendo che "occorre una nuova stagione, e che va salutato con gioia il nuovo clima di collaborazione tra le forze politiche". Circeo, scarcerato un killer Gianni Guido, uno degli assassini del Circeo, è stato affidato ai servizi sociali dal Tribunale. Era stato condannato a 30 anni per l'omicidio di Rosaria Lopez e la violenza a Donatella Colasanti. I genitori di Guido: ha diritto a rifarsi una vita. Epifani al governo: ci ascolti Il segretario della Cgil avverte il governo: ci ascolti o il dialogo salta. Lettera comune dei sindacati per ricucire lo strappo sul pubblico impiego e riaprire il tavolo. Politica Sapienza, preside sequestrato Guido Pescosolido, preside della facoltà di Lettere a La Sapienza è stato costretto a stare nel suo ufficio per venti minuti da un gruppo di esponenti dei collettivi di sinistra. "Erano più di un centinaio - ha detto Pescosolido - hanno cercato di sfondare la porta prendendola a calci". Esteri Cina-Taiwan si riparlano Svolta storica tra Cina e Taiwan. Il presidente della Repubblica cinese, Hu Jintao, ha stretto la mano al numero uno del Kuomintang, Wu Poh-hsiung, aprendo la via alla distensione. Ahmadinejad dal Papa Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad martedì sarà a Roma per il vertice Fao. Nessun incontro previsto con i politici italiani: l'unico appuntamento in agenda, per ora confermato, è con papa Benedetto XVI. Cronache Manganelli: indulto quotidiano Allarme del capo della Polizia, Antonio Manganelli: "La pena, oggi è quanto di più incerto esiste in Italia; un qualcosa che rende assolutamente inutile la risposta dello Stato e vanifica gli sforzi di polizia e magistratura". Finto cieco denunciato Un uomo di 45 anni, dipendente comunale a Taranto, dal 1984 dichiarava di essere non vedente. Sorpreso a guidare l'auto è stato denunciato a piede libero per truffa aggravata. Caso di testamento biologico A Modena una donna di 70 anni, Vincenza Santoro Galani, è morta secondo la sua volontà, rifiutando le cure che le avrebbero prolungato la sofferenza. è il primo caso di testamento biologico in Italia. Economia Alitalia, 12 mesi garantiti Il ministro Tremonti ha presentato un decreto per garantire all'Alitalia 300 milioni di euro. I fondi sarebbero sufficienti alla compagnia di bandiera per affrontare i prossimi 12 mesi. Spettacoli Sex and the City al cinema Da oggi arriva nelle sale italiane la versione extralunga (2 ore e 25 minuti) di Sex and the City. Sport Mondiali a Schladming Cortina ha perso la corsa per aggiudicarsi i Mondiali di sci del 2013. La Federazione internazionale dello sci ha assegnato le gare di sci alpino a Schladming (Austria) mentre alla Val di Fiemme sono andati i Campionati del mondo di sci nordico. * Con "Style Magazine" abbinamento obbligatorio (Corriere e 1,00 + Style e 0,30); con "Corriere Enigmistica" e 2,60; con "Foto:box" e 8,20; con "Storie della Bibbia" e 9,20; con "La grande dinastia dei Paperi" e 9,20; solo a Milano e provincia con "Mangiar bene a Milano" e 11,20; con "L'Europeo" e 9,20; con "Ricettario della Cucina italiana" e 14,20; con "Il grande cinema di Alberto Sordi" e 11,29; con "Gli itinerari di Dove" e 9,29; con "I Simpson Classici" e 11,29; con "Le avventure di Lucio Battisti e Mogol" e 9,20; con "La Storia del Fascismo" e 11,29; con "Il Diritto" e 16,20; con "I Cesaroni" e8,20; con "Il Mondo" e 2,50.

Torna all'inizio


Le misure di urgenza per Alitalia, varate dal governo servono a <salvaguardare per i prossimi dodici mesi la continuità aziendale>, evitando così per un anno la liquidazione della (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Le misure di urgenza per Alitalia, varate dal governo servono a "salvaguardare per i prossimi dodici mesi la continuità aziendale", evitando così per un anno la liquidazione della compagnia Le misure di urgenza per Alitalia, varate dal governo servono a "salvaguardare per i prossimi dodici mesi la continuità aziendale", evitando così per un anno la liquidazione della compagnia. Lo indica il governo nella Relazione Tecnica che accompagna il decreto fiscale. Il provvedimento, non più un prestito ma un vero e proprio trasferimento di danaro, lascia dubbi nella stessa maggioranza (Lega). "Basta con i silenzi, il governo venga a riferire in aula", sbotta il segretario del Pd Walter Veltroni. Dietro le poche righe della Relazione con cui palazzo Chigi spiega la scelta di assistere e finanziare ancora una volta la compagnia, in barba alle raccomandazioni di Bruxelles, l'ennesimo rinvio del problema. 30/05/2008.

Torna all'inizio


La bisteccopoli dei marta boys così affonda genova la rossa - curzio maltese (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Cronaca La Bisteccopoli dei Marta boys così affonda Genova la rossa Dalla Curia alla sinistra, il declino della Lanterna Uno scandalo da recessione, con mazzette da 5000 euro nemmeno date ma promesse Sotto accusa i giovani rampanti che circondavano il sindaco nella sfida elettorale Ma il filone più consistente riguarda Profiti, "pezzo grosso" del Vaticano CURZIO MALTESE GENOVA - Uno scandalo da quattro soldi sta facendo crollare il "muro di Genova", l'ultima roccaforte rossa d'Italia. E' una tangentopoli da recessione, con mazzette da cinquemila euro neppure date ma promesse in cambio di altre promesse di appalti. Soldi pochi, vergogna tanta. Perché si parla di mense scolastiche, perché butta fango sull'album di famiglia della sinistra genovese e perché nel suo piccolo è una storia che racconta dei grandi problemi del Paese. La miseria del nuovo ceto politico, prima mediocre che corrotto. Il regolamento di conti a sinistra fra gli ex compagni dei Ds, che ormai possono liberamente odiarsi nel Pd senza i vincoli della fedeltà di partito, come fanno da anni il sindaco di Genova Marta Vincenzi e il governatore della Liguria, Claudio Burlando. Infine, sullo sfondo, il collasso delle metropoli, pezzi d'Italia ormai ingovernabili, preda di guerre per bande. Ieri è toccato a Napoli, oggi a Genova. Le due più povere, le più fragili. La sola Genova conta debiti per un miliardo e 400 milioni, più o meno come l'Alitalia, 2.300 euro per abitante, compresi vecchi (tanti) e bambini (pochi). Ma domani la tempesta può arrivare a Roma, Torino, Milano, Firenze, Bologna. Cominciamo dalla storia vera, con i personaggi in carne e ossa e, si vedrà, dalla carne assai debole. Si tratta, fra l'altro, di una bisteccopoli. C'è un mercante di carni di Alessandria, Roberto Alessio, che vuole entrare "a tutti i costi" negli appalti scolastici genovesi. Siamo nella primavera del 2007, campagna elettorale per le comunali, con l'attuale sindaco Marta Vincenzi, pasionaria dei Ds, in corsa per la successione all'amatissimo sindaco Beppe Pericu. E qui entrano in scena i "Marta boys", i trentenni rampanti di cui la Vincenzi si circonda per vincere la sfida dentro la sinistra, prima ancora che contro la destra, all'insegna della novità, "discontinuità" dice lei, insomma il "largo ai giovani" nella città più vecchia d'Italia. La Marta magari ci crede davvero, a quei ragazzi figli di amici e compagni vuole bene. Nel discorso al consiglio comunale, a metà il sindaco scoppia a piangere: "Mi sento pugnalata alla schiena". I ragazzi (si fa per dire) ci credono molto meno. Se la tirano da staff elettorale all'americana, spendono e spandono, forzano sondaggi, vantano amicizie altolocate e pensano agli affari loro. Nella piccola banda dei "Marta boys" sono rappresentate democraticamente tutte le anime della sinistra. Il portavoce della Vincenzi, Paolo Francesca, è il classico neo rampante, cresciuto nella Fgci ma col mito del rampantismo craxiano. Agli esordi dalemiano e poi all'occorrenza veltroniano, infaticabile organizzatore di eventi pseudo culturali, prima a Pavia, dov'è inseguito dagli esposti dell'ex sindaco Elio Veltri per le spese faraoniche del cosiddetto "Festival dei Saperi", poi a Genova. Un tipo sveglio, con l'inevitabile società di consulenza ("alla Velardi" spiega lui), la cartucciera di telefonini assortiti, i completi Dolce & Gabbana e l'aria del bon vivant. Accanto a lui c'è il compagno "no global", Massimiliano Morettini, ex dirigente dell'Arci e braccio destro di Agnoletto al Genoa Social Forum. Il terzo è Massimo Casagrande, l'anima moderata e bipartisan, figlio di operai divenuto a prezzo di sacrifici anche morali un avvocato della Genova bene. Tutti fra i trenta e i quaranta, con l'eccezione dello "zio Claudio", il sessantenne Fredazzoni, ex sindacalista dei camalli, l'"aristocrazia leninista" del porto, che oggi è l'unico ancora in galera, perché non parla, non racconta nulla ai magistrati. Come il "compagno G", il mitico Greganti. E' l'affidabile Fedrazzoni, l'ex camallo, a tenere i rapporti con il mercante di carni Alessio e con il "pezzo grosso del Vaticano", il professor Pino Profiti, ex dirigente della Regione Liguria e consulente personale del segretario di stato vaticano, il cardinal Tarcisio Bertone. I "Marta boys" giocano a fare i padroni della città e, come quelli veri, la sera si ritrovano al ristorante "Europa", in galleria Mazzini, per decidere i destini della Lanterna. Tutti i giornali hanno raccontato questo rito del potere genovese. Ma loro i giornali non li leggono, i magistrati invece sì. Così i pm mandano i carabinieri a piazzare le microspie sotto i tavoli, li pizzicano uno per uno e li portano dentro. Le intercettazioni, centinaia di pagine, come usa oggi finiscono su Internet. Si tratta di smargiassate, millanterie, robetta di pretura che forse finirà in nulla o in prescrizione. "Anche queste cifre sono lo specchio della crisi economica di Genova", commenta a ragione Marta Vincenzi. Ma intanto, che schifo. A leggere le intercettazioni, sale la rabbia dei concittadini, le mani prudono. Soprattutto per chi conosce lo stato delle scuole genovesi. Tutte fuori dalle norme di sicurezza, molte fatiscenti, senza soldi neppure per i maestri di sostegno, con i genitori costretti a infilare la carta igienica negli zaini dei ragazzini. E questi che sanno tutto, da amministratori e pure da padri di figli piccoli, si mettono a speculare sulle mense dei bambini. Si capiscono le lacrime amare e pubbliche di Marta Vincenzi. Ancor più si comprende il dolore privato delle famiglie dei "traditori", brava gente di sinistra con un passato di militanza pura. Nel salotto del padre di Casagrande sono esibiti i cimeli di una vita da operaio: la medaglia ricevuta da bambino da Palmiro Togliatti per il volantinaggio dell'Unità, la foto del banchetto dello stoccafisso gestito per vent'anni alle feste di partito e la laurea in giurisprudenza del figlio. Il padre di Morettini è stato un eroe della rivolta del '60, con i morti in piazza, e poi un ingegnere licenziato dall'azienda per aver scioperato, unico impiegato, con gli operai. La politica per loro era impegno, ideali. Per i figli privilegiati, una merce in vendita a cinquemila euro. "E' una storia di padri e figli e di mancata trasmissione di valori" dice il vecchio sindaco Beppe Pericu. "Non solo a sinistra, non solo a Genova. Anche fra gli imprenditori, i commercianti, la borghesia cittadina e italiana. Non condivido certi tratti di Marta Vincenzi, soprattutto il suo masochismo nel cercarsi conflitti non necessari. Ma capisco le sue difficoltà. Io discutevo con gruppi sociali organizzati, lei si trova a trattare con le tribù". La sinistra genovese si può consolare pensando che in fondo i veri scandali cittadini sono altri. Il più grave è quello del porto, dove l'inchiesta dei magistrati ha scoperchiato un "sistema di feudi medievali". Così lo definisce il nuovo presidente dell'autorità portuale di Genova, Luigi Merlo, succeduto al vecchio Giovanni Novi, travolto dallo scandalo insieme al leggendario Paride Batini, da mezzo secolo capo dei camalli. Nella stessa bisteccopoli ligure, il filone d'inchiesta vero e consistente riguarda gli appalti nell'Asl di Savona, dov'è coinvolto in prima persona il "pezzo grosso del Vaticano", il professor Giuseppe Profiti. Le cifre infatti sono ben altre. Qui il mercante Alessio avrebbe confessato di aver pagato mazzette di 200 mila euro, non le briciole genovesi. Profiti è oggi presidente dell'ospedale romano del Bambin Gesù, equivale a ministro della Sanità del Vaticano, ed è braccio destro amministrativo del cardinal Bertone, il cui nome ricorre cinquanta volte nelle intercettazioni. Il Vaticano l'ha difeso come nessun altro indagato dai tempi di Marcinkus. La sala stampa ha emesso subito un comunicato di totale solidarietà e piena fiducia. Il personale del Bambin Gesù, di proprietà vaticana, ha letteralmente chiuso i cancelli in faccia ai finanzieri inviati dai pm per perquisire l'ufficio del presidente. "Questo è suolo vaticano, se volete perquisire la stanza del professor Profiti occorre la richiesta dal ministro degli Esteri". Benedetto XVI in persona, nella visita in Liguria, ha abbracciato in pubblico Profiti, in pieno scandalo, e l'ha salutato come un amico: "Ci vediamo presto a Roma". L'atteggiamento della Chiesa ha scandalizzato perfino don Gianni Baget Bozzo: "Forse anche la Chiesa, come la sinistra genovese, dovrebbe cominciare a riflettere su certi disinvolti affari". Per il resto, la più lucida testa della destra genovese non ha dubbi: "Questo scandalo è una ricaduta della guerra fra la Vincenzi e Burlando, a sua volta effetto del regolamento di conti a sinistra in atto in tutto il Paese, da Napoli a Genova a Roma. Nel vecchio Pci, fino ai Ds, qualcuno li avrebbe fermati, ma nel Pd nessuno ha la forza o l'autorità per dire: basta. Il risultato è che a Genova il sistema di potere della sinistra è finito. Se si votasse domani, la destra vincerebbe a mani basse. Ma non si voterà, perché la destra non ha un progetto, culturalmente non esiste e non sarebbe in grado di governare. Si limita a fare da spettatrice del disastro degli avversari e della città".

Torna all'inizio


Ancora un anno di ossigeno per alitalia - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Ancora un anno di ossigeno per Alitalia Il governo stima gli effetti del prestito-ponte e oggi prova a riaprire la privatizzazione Veltroni:"Subito le decisioni". Il Consiglio dei ministri affronta la questione LUCA IEZZI ROMA - Giulio Tremonti riprova a vendere Alitalia. Il ministro dell'Economia riporterà oggi in Consiglio dei ministri la questione della compagnia di bandiera: si parlerà dei prossimi passi della privatizzazione, vale a dire il metodo per far scendere ulteriormente la quota pubblica, in attesa della famosa cordata italiana che stenta a materializzarsi nonostante il lavoro del consulente Bruno Ermolli. Sul destino della compagnia di bandiera ieri è continuato il confronto tra maggioranza e opposizione, toni ruvidi ma non privi di effetti, visto che il pressing del segretario Walter Veltroni e degli altri esponenti del Pd nel chiedere maggior chiarezza ha contribuito a portare "fuori sacco" la proposta Tremonti al Cdm di oggi. Lo scontro era cominciato alla Camera dove si esaminava il decreto sul prestito ponte da 300 milioni. Secondo la relazione tecnica il prestito dava all'Alitalia 12 mesi di vita. "Non è possibile che le risorse bastino, bisogna agire ora. Dodici mesi è un modo per dilazionare una risposta che va data oggi" ha attaccato Veltroni, mentre Pierluigi Bersani l'ha definita "una previsione da Mago Merlino". "Dov'è questa cordata? - hanno chiesto Veltroni e Bersani - Qual è il partner industriale? Con quale procedura si sta pensando di vendere? Tutti quesiti che dal 1 marzo restano non affrontati". Per il leader della Cgil Guglielmo Epifani "il Paese ha il diritto di sapere, anche i lavoratori, anche il sindacato, per una ragione di trasparenza, per evitare ogni tipo di sospetto". A Veltroni ha replicato il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, responsabile infrastrutture del Pdl: "Invece di gridare "al lupo al lupo" ci aiuti a porre le basi di un progetto industriale che possa rilanciare Alitalia". Sul fronte aziendale ieri la stampa russa riportava un incontro tra dirigenti di Alitalia e di Aeroflot. Ma "al momento non sta accadendo nulla", scrive il quotidiano Gazeta che riporta dichiarazioni di un portavoce della compagnia russa. Per Aleksandr Lebedev, uno dei maggiori azionisti della compagnia russa, Aeroflot non intende acquistare Alitalia: esaminare questa possibilità sarebbe solo una risposta "ad una precisa richiesta italiana". E intanto proprio oggi dovrebbe arrivare a Bruxelles la lettera con cui il governo risponde ai dubbi Ue sulla compatibilità del prestito ponte con le regole comunitarie. La missiva indicherà che l'operazione "non è un aiuto di Stato". In sostanza, è la tesi del ministero dell'Economia, la mancata vendita della compagnia è da additare ad un serie di "circostanze eccezionali", come la rottura tra sindacati ed Air France e la crisi di governo. Un contesto che dimostra il valore della partecipazione in Alitalia (49%) che l'azionista pubblico ha voluto preservare proprio con il prestito ponte, vitale per mantenere in vita la compagnia in attesa di venderla. Ecco perché, conclude la lettera, il Tesoro si è comportato come un investitore privato, condizione essenziale per evitare la bocciatura Ue. Tesi che sarà passata al vaglio da Antonio Tajani, nuovo commissario europeo ai Trasporti, chiamato ad applicare scrupolosamente le regole comunitarie.

Torna all'inizio


Alessandra carini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Bruno Tabacci: "E' un testo scandaloso, che è un regalo ai concessionari" ALESSANDRA CARINI Un regalo ai "signori delle Autostrade"? Una merce di scambio tra i Benetton e altri concessionari per ottenere una partecipazione alla cordata Alitalia? Un atto dovuto per chiudere la procedura d'infrazione comunitaria? Intorno al blitz alla Camera che ha fatto passare per decreto l'approvazione delle concessioni autostradali, sottraendole all'esame del Cipe e saltando così le obiezioni a suo tempo avanzate dalla Ragioneria e dal Comitato tecnico del Nars, si è aperta una bufera. "E' un testo scandaloso che è un altrettanto scandaloso regalo ai concessionari perché toglie all'amministrazione dello Stato la possibilità di dare il suo parere sulle convenzioni dando ai concessionari la possibilità di redigersi le convenzioni in contrasto con l'amministrazione", ribadisce Bruno Tabacci avanzando il sospetto che dietro tanta solerzia vi sia lo scambio tra il decreto e la affannosa ricerca di imprenditori che partecipino alla cordata, che definisce "sudamericana" per il salvataggio dell'Alitalia. "E' un provvedimento sfacciato nei contenuti, perché non permette una verifica sugli adeguamenti tariffari, e sbagliato nel metodo: che urgenza c'era per un decreto? E poi è pazzesco che vanga esteso a tutte le concessionarie, anche quelle che hanno solo uno schema di convenzione", dice Andrea Martella, ministro ombra del Pd per le Infrastrutture. Non è in verità la prima volta che la convenzione di Autostrade viene approvata per decreto per bypassare il blocco costituito dalle obiezioni dei tecnici sui meccanismi tariffari e i contrasti all'interno del governo. Anche quella precedente, nel 2004, che doveva dare il via al quarto atto aggiuntivo tra Anas e Autostrade, venne approvata d'urgenza, infilata in un decreto mille proroghe, dopo un anno che era ferma per l'opposizione del Nars, che chiedeva meccanismi che restituissero agli utenti gli eventuali extraprofitti. Allora era stato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti a fermare l'approvazione, quello delle Infrastrutture Pietro Lunardi a spingere perché si andasse avanti e il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta a trovare, dopo un anno di blocco, una soluzione nel decreto mille che facesse giustizia dei contrasti saltando l'approvazione del Cipe. Oggi il groviglio non è da meno, perché ai rilievi tecnici che hanno finora tenuto ferma l'approvazione da parte del Cipe della convenzione siglata tra Anas e Autostrade, si aggiunge un lungo contenzioso aperto con l'Europa che tiene aperta una procedura d'infrazione in attesa che il governo italiano ponga fine al balletto di norme e di discussioni aperte con le concessionarie. Una richiesta ribadita dal commissario Charlie Mc Creevy solo pochi giorni fa in una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella quale si chiede, per chiudere la procedura, l'approvazione delle convenzioni come promesso dal precedente governo. Ma il decreto non solo risponde ai rilievi a suo tempo avanzati dagli esperti del Nars e dai tecnici della Ragioneria, ma dà il via alla approvazione delle altre concessioni in una disparità di norme e di logiche tariffarie cui sarà difficile venire a capo. "Non si può esautorare Cipe e tecnici da decisioni così delicate e che incidono sui bilanci degli utenti", dice Giorgio Ragazzi economista de "la Voce" che per il Mulino ha scritto un libro sui "Signori delle Autostrade". "Nella nuova convenzione tra Autostrade e Anas si è svuotato il meccanismo incentivante del "price cap" per passare una sorta di scommessa: una volta fissata le regole tariffarie queste restano per tutta la durata della concessione, trenta anni qualunque sia il livello di redditività del concessionario". Se è un regalo, aggiunge, dipende dal prezzo pagato per averla: Autostrade qualcosa ha sborsato, anche le se la privatizzazione si è rivelata un ottimo affare per i Benetton e pessimo per lo Stato. Ma le altre? Nessuna ha mai pagato nulla, e cambiare sarebbe "un altro grande regalo".

Torna all'inizio


Meno treni per gli italiani tagli a intercity e biglietterie - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Meno treni per gli italiani tagli a Intercity e biglietterie Il nuovo orario estivo delle Fs riduce l'offerta del 3% I trasporti Moretti: senza soldi via il servizio notte. Certificato il flop della operazione-pulizia LUCIO CILLIS ROMA - Meno collegamenti con la Francia e con la Germania, qualche taglio secco su Intercity ed Eurostar che viaggiano semivuoti. Col nuovo orario estivo, operativo tra due settimane, e nel corso del 2008, l'azienda di trasporto guidata da Mauro Moretti darà una nuova stretta sulla produzione: i servizi passeggeri offerti, secondo i sindacati, caleranno del 3%. I passeggeri di Udine, Roma, Milano, il Brennero, Ventimiglia e più in generale Liguria e Toscana (dove si stanno scatenando già le proteste) dovranno rinunciare ad alcune coppie di treni o fare i conti con un numero ridotto di opzioni e di orari per spostarsi dalla propria città. La stretta comporterà inoltre la chiusura definitiva di 27 biglietterie tradizionali - quelle col ferroviere in carne ed ossa - vittime di Internet, delle prenotazioni online e delle macchinette automatiche. La scure cadrà anche sul cargo in crisi che mette a rischio la sopravvivenza del gruppo: gli impianti scenderanno da 314 a 198. Le ragioni di Fs sono di natura prettamente economica: le tratte nel mirino non rientrano in quelle sovvenzionate e quindi garantite dallo Stato e non caricano più di 180-200 passeggeri a viaggio. Le perdite vanno da un minimo di 500 milioni fino al record dei 2 milioni di euro l'anno sul collegamento tra Roma e Udine. Una voragine che se non controllata al meglio, secondo l'ad di Fs Mauro Moretti, rischia di far precipitare il gruppo ai livelli toccati da Alitalia e di non fornire più ai passeggeri i servizi notte. I motivi di questa ulteriore stretta, sono quindi quelli di sempre in un'azienda come Ferrovie dello Stato oberata da perdite rilevanti anche se in forte diminuzione, grazie al lavoro di limatura delle uscite e l'accettazione di ulteriori sacrifici da parte delle maestranze: il rosso è infatti passato dai 2,1 miliardi del bilancio 2006 ai 400 milioni del 2007 pari a 1,7 miliardi in meno in dodici mesi. Nonostante questo la "missione" della controllata Trenitalia resta quella di coprire, finché possibile, una complessa rete nazionale, dalle tratte pendolari delle Regioni fino ai convogli ad Alta Velocità che nei prossimi due anni collegheranno con tempi degni di un viaggio in aereo Napoli con Milano. Mauro Moretti, nel frattempo, cerca di far quadrare i conti e sottolinea a gran voce il bisogno di maggiori investimenti sul ferro da parte dello Stato e delle Regioni. Il servizio fornito da Fs, in sostanza in molti casi non è dovuto vista la carenza di risorse versate dal "proprietario" e dagli Enti locali: "Che lo Stato dia meno soldi alle Ferrovie rispetto a quanto succede in Francia e Germania è assolutamente vero e per quel che riguarda il trasporto regionale è il 50% per ogni passeggero a chilometro" spiega Moretti. Che cerca di mettere a frutto oggi come manager l'esperienza del suo passato da "ferroviere" e da ex amministratore delegato di Rfi, la società che ha messo in piedi la Tav in Italia. L'ad cita la Francia come esempio virtuoso: "Lì - sottolinea - pagano anche i treni nuovi al di fuori dei contributi pattuiti. Se questo problema non viene risolto possiamo cercare di fare al meglio dentro le Ferrovie, ma i treni nuovi non li facciamo". Una possibile soluzione, che si profila all'orizzonte, è quella di staccare la parte buona di Trenitalia (quella ad "Alta velocità") trasformandola in società per azioni pronta a reperire risorse fresche sul mercato. Ma per il sindacato serve uno sforzo in più: il lavoro di Moretti, giudicato per molti versi in modo positivo, "non può più prescindere dal rilancio, dalla volontà di servire al meglio anche le zone disagiate del nostro Paese", spiega Giovanni Luciano, segretario nazionale Ferrovie della Fit Cisl, "altrimenti il servizio pubblico sparisce. L'Italia - aggiunge - è una Repubblica fondata sulla "gomma", una tendenza che potrebbe diventare inarrestabile: non vogliamo assistere ad una mummificazione del trasporto ferroviario, alla morte del cargo e alla riduzione progressiva di servizi al passeggero: i ferrovieri hanno dato tutto il possibile sul fronte della produttività, erano 106 mila nel 2000 e oggi sono 86mila". Luciano punta il dito proprio sulla scommessa delle Fs: "L'Alta velocità? Va benissimo, ma ha drenato quasi tutti i fondi disponibili a scapito del resto della rete".

Torna all'inizio


Una tassa sull'incertezza pagata da tutti gli italiani - massimo riva (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia UNA TASSA SULL'INCERTEZZA PAGATA DA TUTTI GLI ITALIANI L'ultimo prestito è in realtà un aumento di capitale mascherato MASSIMO RIVA Dice il governo che il prestito di 300 milioni, ora in votazione in Parlamento, testimonia la volontà politica di "salvaguardare per i prossimi 12 mesi la continuità aziendale di Alitalia". Parole impegnative che forse vorrebbero suonare rassicuranti, ma che in realtà possono creare solo sconcerto. Altri mesi di questo andazzo in attesa che dal cilindro di Berlusconi esca chissà quale miracoloso coniglio? E' il caso di ricordare a Palazzo Chigi e dintorni che Alitalia non è più soltanto una compagnia aerea, ma è diventata una fornace nella quale l'anno scorso sono stati bruciati quasi 500 milioni e ora vanno in fumo almeno un paio di milioni per ogni giorno che passa. Montagna di denaro che non piove prodigiosamente dal cielo, ma proviene tutta dalle tasche dei contribuenti chiamati, nelle forme più oblique e clandestine, a pagare quella che, sotto ogni aspetto, merita ormai il nome di "tassa Alitalia". Fino a due mesi fa si era sperato che questo pesante balzello fosse cancellato dal passaggio della compagnia nell'orbita di Air France, col duplice vantaggio di azzerare i costi per l'erario e di garantire agli aerei tricolori l'indispensabile aggregazione con un grande network aereo internazionale. Ma fu proprio Silvio Berlusconi, allora candidato premier, a sabotare il tavolo negoziale coi francesi proclamando irricevibili le condizioni poste da Parigi e alzando la bandiera di una soluzione nazionale per i guai di Alitalia attraverso la costituzione di una cordata di volenterosi patrioti. Il decreto dei 300 milioni di euro nacque in questa ottica. Cammin facendo, le cose si sono parecchio complicate. Tanto che, con un trucco di bassa cucina, quello che doveva essere un prestito da restituire allo Stato entro l'anno è stato disinvoltamente trasformato in un contributo patrimoniale: mediocre espediente verbale per non dire aumento di capitale. Così creando le condizioni per altri due effetti negativi. Primo, quello per cui i contribuenti possono dire addio a quei soldi che sono stati loro scuciti con la promessa (ora rimangiata) di restituzione. Secondo: quello di andare diritti a sbattere contro una procedura della Ue per infrazione alla regola che vieta ulteriori aiuti di Stato. E' probabile che Berlusconi se ne infischi. Del resto, lo ha anche detto: se la Ue crea problemi su Alitalia, io nazionalizzo la compagnia e magari la unisco alle Fs. Quel che il presidente del Consiglio sembra non capire è che con questi atteggiamenti egli non sta sfidando tanto l'Europa quanto la pazienza dei contribuenti italiani, unici e veri pagatori di ultima istanza di ogni ritardo nella soluzione della vicenda e che, nell'assurda ipotesi, sarebbero anche le vittime principali di follie come le nozze Alitalia-Fs. Quanto alla fatidica cordata, ogni giorno, circolano in quantità nomi altisonanti, ma la partita non si chiude. Dicono i protagonisti che tutto dipende dalla mancanza di un "piano industriale". Paroline magiche che sottendono il nulla. Anche l'ultima volta che Tremonti concesse ad Alitalia una robusta sovvenzione c'era in campo un piano industriale: così ben fatto che s'è visto com'è finita. In realtà, la cordata tricolore ha un problemino. Ciascuno degli aspiranti patrioti è pronto a mettere qualche milione sul tavolo: peccato che per rimettere l'azienda sui binari occorre contare non i milioni ma i miliardi. E però Berlusconi non molla, prende tempo, consapevole che con le malaugurate sortite in materia ha messo in gioco la sua faccia. Ebbene, usque tandem, fino a quando i malcapitati contribuenti dovranno pagare, oltre la tassa Alitalia, anche la sovrattassa Berlusconi? Sta al consiglio dei ministri di oggi stringere almeno i tempi di questa ingrata corvée.

Torna all'inizio


"mozzarella di bufala così la rilanceremo" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Cronaca Il ministro "Mozzarella di bufala così la rilanceremo" CASERTA - Rilanciare la mozzarella Dop campana sui grandi mercati internazionali, ma senza contributi dello Stato ai produttori. è il progetto annunciato ai produttori del Consorzio della mozzarella di bufala dal ministro per le Politiche Agricole, Luca Zaia, che si concretizzerà anche grazie a un accordo con Alitalia. La compagnia inserirà il prodotto Dop campano a bordo dei voli intercontinentali. L'annuncio di Zaia fa seguito alla crisi affrontata dal settore dopo l'allarme diossina, che nei primi quattro mesi del 2008 ha fatto registrare un -35% di fatturato.

Torna all'inizio


Brevi, schede e richiami 3 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Otto e mezzo Dal caso Alitalia all'emergenza rifiuti: alla vigilia della relazione annuale del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, l'economista Mario Monti (presidente della Bocconi di Milano, già membro della Commissione Attali e Commissario europeo alla concorrenza) commenta i primi passi del governo per rilanciare lo sviluppo del Paese. La 7 20.30 annozero Titolo della puntata: "Il divo e noi". Dopo la premiazione a Cannes, "Il divo", il film di Paolo Sorrentino che racconta la storia di Giulio Andreotti, è uscito nelle sale italiane, provocando entusiasmi e polemiche. Ma l'Italia è passata alla "seconda Repubblica" senza riflettere su ciò che Andreotti ha rappresentato? Michele Santoro ne parla con: Paolo Cirino Pomicino, Claudio Martelli, il direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli, il regista Paolo Sorrentino, l'attrice Anna Bonaiuto, lo scrittore Carlo Lucarelli, Umberto Ambrosoli (figlio di Giorgio, liquidatore della banca di Sindona), la giornalista Natalia Aspesi e Marco Travaglio. Inoltre, gli ospiti di Beatrice Borromeo e le vignette finali di Vauro. RaiDue 21.05 glob Un genere televisivo di fondamentale importanza: l'intervista. Enrico Bertolino ne parla con Gianni Minà, da dieci anni lontano dalla televisione. RaiTre 23.45 controcorrente Le Olimpiadi di Pechino 2008 riaprono il dibattito sul rispetto dei diritti umani. Corrado Formigli ne parla con Harry Wu, presidente della Laogai Research Foundation e sopravvissuto ai campi di lavoro cinesi e la vicepresidente del Senato, Emma Bonino. Sky Tg24 22.35.

Torna all'inizio


Zaia il veneto va in soccorso della bufala (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 128 del 2008-05-30 pagina 12 Zaia il veneto va in soccorso della bufala di Emanuela Fontana Il ministro leghista applaudito dagli allevatori del Casertano: "Spot negli Usa per salvare la mozzarella" nostro inviato a Ciorlano (Caserta) Basta una frase, asprezza e poesia insieme, il muggito di una bufala al momento giusto, un paio di copriscarpe di plastica (verdi, casualità) legate ai jeans ed è fatta: "Io con questo profumo sono nato", attacca l'enfant prodige della Lega, il neo ministro delle Politiche agricole Luca Zaia sul palco montato in una stalla piena di mucche. E applaudono gli allevatori campani, gli amministratori locali, destra e sinistra, c'è anche l'assessore di Bassolino Andrea Cozzolino, nella fattoria che per un giorno riceve lo Stato e non i controlli antidiossina. Si apparecchia la mozzarella per il ministro, la signora Carolina Rega dell'azienda agricola Ponte Reale porta i tarallucci all'olio nel cestino, è tutto biologico qui, "ma quant'è ggiovane" e "quant'è bravo chisto Zaia". Perché adesso è il leghista di Conegliano, Veneto, l'uomo che salverà la bufala e salverà gli allevamenti di Caserta, piegati da un crollo del fatturato del 38% nei primi 4 mesi dell'anno. Lui che dovrà spiegare all'Europa e al mondo che "qualsiasi mozzarella di bufala sul mercato è certificata al 100%", la mozzarella è salva dai rifiuti e dalla diossina, è controllata, lo dicono le verifiche. È sana, e buonissima. Vent'anni fa le bufale di questa zona si chiamavano quasi tutte Carmela e dei veleni nella terra sì parlava sì, ma non facevano paura. Ora le mucche scure, testarde e curiosissime da cui si fa la mozzarella più buona del mondo fanno di nome per esempio Samira, i pastori sono indiani, loro le chiamano così, con i suoni esotici di donna dei loro paesi. Gli allevamenti si sono ingranditi, il fatturato del consorzio per la tutela della bufala aveva superato i 300 milioni di euro, poi il crollo, di 35-40 milioni rispetto all'anno scorso, l'immagine della bufala macchiata dalle montagne d'immondizia per le strade di Napoli, milioni di litri di latte congelati per la chiusura preventiva delle stalle, e che ora, novità assoluta, potrebbero diventare formaggi da destinare ai Paesi poveri. L'Unione europea ha preteso controlli rapidissimi, "quindici giorni appena, lavoro giorno e notte", racconta il commissario dell'istituto zoo-profilattico della Campania e del Mezzogiorno, Antonio Limone, perché in questa regione tutto è stato commissariato, i rifiuti e chi controlla sull'allarme generato dai rifiuti. Cinquanta allevamenti su 1.450 (l'ultimo dato di ieri) sono stati chiusi per parametri di poco più alti del limite di tre picogrammi per grammo. Quelli aperti sono completamente "in regola", con controlli trimestrali sui campioni di latte. E gli allevatori campani hanno scelto di mettersi nelle mani di un leghista: "Ministro, siamo al collasso". Il quarantenne Zaia con il fazzoletto verde che spunta dal taschino scende nella terra delle bufala, Ciorlano, per annunciare che partirà "una campagna istituzionale di comunicazione nazionale e internazionale", con spot pubblicitari fino alla Germania e agli Stati Uniti per salvare la mozzarella, sui voli Alitalia verranno distribuiti piatti di bufale "e non quelle solite pappette", accanto ad altri prodotti in difficoltà del made in Italy. Si impegna "non ad aiuti di Stato", ma a costituire un tavolo interministeriale con il dicastero della Salute, e inizia a parlare di due milioni di euro di fondi europei per bonifica e restituzione dei pascoli sequestrati. Arriva nel casertano per dire che "salvare un prodotto del sud significa salvare un prodotto nazionale", perché l'emergenza "lega il sud al nord, sono qui per un prodotto del sud, ma anche per dire che l'agroalimentare unisce nord e sud del Paese". In Europa "non ci vogliono bene", ma bisogna "fare squadra", perché altri agricoltori stanno soffrendo, a nord per il prosciutto, in Toscana per il Brunello, ma bisogna "non fare polemiche in casa", e dire a tutti che la bufala "è sicura", come gli altri prodotti italiani. Il calo della vendita di bufale "ha inciso sul calo delle mozzarelle di latte vaccino". Perché il consumatore non capisce, al supermercato "vede una palla bianca e se ne va". Gli imprenditori locali si entusiasmano a queste metafore, e Zaia parla con loro di uno dei dilemmi nati dall'allarme diossina: ci sono 50 milioni di litri di latte congelati di allevamenti sequestrati soltanto temporaneamente, in realtà risultati in regola con tutti i parametri. Il consorzio per la tutela della mozzarella ha proposto al ministro di farne prodotti bufalini (non mozzarella, ma altri formaggi) "da regalare come aiuti umanitari", spiega il presidente del consorzio, Franco Consalvo. Il ministro Zaia si è detto "d'accordo". Si dovrà ora discuterne, ma la strada potrebbe essere quella di un'emergenza che diventa buona azione, il miracolo prodotto da una terra di bufale in difficoltà, ma che sta a metà strada tra i rifiuti di Napoli e il sepolcro di Padre Pio. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Scatta Unipol, cede Impregilo (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 128 del 2008-05-30 pagina 30 Scatta Unipol, cede Impregilo di Redazione In Europa bene utility ed energetici Indici in altalena in Piazza Affari, stretta tra la paura di recessione negli Stati Uniti e il caro-petrolio: il Mibtel ha chiuso in crescita dello 0,11% a 25.303 punti (piatto l'S&P/Mib) tra volumi pari a 4,7 miliardi. Dopo il via libera della Camera all'emendamento che sblocca la convenzione con l'Anas, è salita Atlantia (+1%) mentre nell'asta unica di chiusura Alitalia ha perso il 2,2% tra scambi ridotti. Quanto al settore bancario e assicurativo, bilancio deludente per il Monte Paschi di Siena (-1,1%) Intesa Sanpaolo (-0,7%) e Unicredit (meno 0,5%). Stabili le Generali; mentre Unipol è avanzata del 3% dopo che è stata esclusa una partecipazione al riassetto di Hopa. Positiva Tiscali (+3%), che dice di aver ricevuto buone offerte, così come è salita Fastweb (+1,2%), la cui controllante Swisscom è interessata alle attività italiane della società sarda. Nuovo strappo di As Roma (più 14,7%) tra scambi pari al 10% del capitale. Chiusura pesante, invece, per Italcementi (-2,8%) e Impregilo (-1,7% sulla scia delle inchieste sui rifiuti in Campania). Ancora negativa anche Seat Pagine Gialle (-2,6%), seguita dagli editoriali L'Espresso (-2,6%), Rcs (-1,8%) e Mondadori (-1%). La fiammata del greggio ha comunque spinto gli energetici Tenaris (+1,9%), Saipem (+1,3%) ed Eni (più 1,2%). Simile la situazione nel resto d'Europa (più 0,7% l'indice Dj Stoxx 600): Shell è salita dell'1,4%, Total dell'1,5% e British Petroleum dell'1,1 per cento. Tonico anche il mondo delle utility che ieri è stato promosso dalla svizzera Ubs: Rwe (+2,7%), e.On (+2,8%). A Londra denaro sui titoli finanziari con Man Group (+5,2%); mentre hanno ceduto Rbs (-2,6%) e Barclays (-2,5%). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Ma Epifani lancia il diktat al governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Dopo lo strappo della Cgil al tavolo sulla Pa, il segretario all'attacco del governo Dopo lo strappo consumato dalla Cgil al tavolo sulla riforma della pubblica amministrazione voluta dal neo ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, il leader di Coso d'Italia sale in cattedra e snocciola uno a uno i punti sui quali il maggiore sindacato d'Italia darà battaglia al governo, ma forse anche alle altre due confederazioni, da sempre più accondiscendenti. Epifani nel suo intervento di apertura della Conferenza d'organizzazione della Cgil chiede al governo che il dialogo sia soprattutto confronto, ed elenca le priorità alle quali si deve lavorare per ripristinare un clima di serenità tra la gente, stretta tra l'erosione dei salari e i continui rincari. Ma Epifani se la prende anche con chi all'indomani dell'abbandono del tavolo da parte della Cgil, attacca il sindacato per il suo ennesimo colpo di teatro. "Contrattare ? fa sapere ? è il nostro compito fondamentale", ma sono in molti a non volere regole "né in alto né in basso e hanno allergia ai tavoli con più sedie di fronte". Passando ai fatti, poi, il numero uno della Cgil attacca il pacchetto fiscale, varato in fretta e furia dall'esecutivo nel primo Cdm la scorsa settimana perché il governo anziché dedicarsi al taglio totale dell'Ici e alla detassazione degli straordinari (sono esclusi gli statali e gli infermieri) poteva dedicarsi alla redistribuzione del reddito, con particolare interesse per i lavoratori dipendenti e i pensionati che in questi ultimi anni si sono visti decurtare il loro poter d'acquisito di centinaia di euro l'anno. "L'intervento fiscale ? fa sapere Epifani ? avrebbe il valore di 400 euro a testa, in grado di sostenere la domanda in una fase di difficoltà crescente del potere d'acquisto di lavoratori e pensionati. Questa richiesta va fatta entro i termini di definizione della legge di bilancio, del Dpef o di quello che lo sostituirà". Inoltre, per finanziare il taglio dell'Ici e la detassazione degli straordinari, si sottrarranno risorse "a spese di investimenti importanti". Come quelli per le infrastrutture di collegamento tra Sicilia e Calabria che ? stando a quanto spiega Epifani ? il governo Prodi aveva spostato dal progetto sullo Stretto di Messina, senza parlare dei contratti pubblici, "che aspettano di essere finanziati". A proposito di contratti, poi, Epifani si sofferma sull'intesa della riforma del modello contrattuale raggiunta da Cgil, Cisl e Uil da poco. "Non sarà una trattativa facile ? ammette ? come sempre e più facile di altre". Non è una sfida tra "chi è più furbo e chi è più fesso". Inoltre, la trattativa sarà un banco di prova anche per il neo presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, "interlocutore rigoroso". Non è contrario a priori Epifani alla riforma della pubblica amministrazione, basta che il "governo passi dalla propaganda ai fatti" discutendo della riforma con il sindacato. Anche l'immigrazione è un argomento sul quale il segretario dice la sua, schierandosi contro il reato di immigrazione clandestina. A suo avviso se applicato "renderebbe ingestibili gli effetti del rispetto delle norme e conseguenze che ne deriverebbero". Inoltre, espone il Paese a un giudizio negativo, lesivo della sua immagine. Infine, il capitolo Alitalia. Epifani non ha dubbi: "Il sindacato ha il diritto di sapere che cosa succede". Esempio di quello che non bisogna fare è quanto sta avvenendo per Alitalia. In campagna elettorale ogni giorno un annuncio di cordate, di soluzioni possibili per il rilancio della compagnia. Dopo, fino a oggi, il silenzio più totale e la prospettiva di un aggravamento del suo bilancio e del suo futuro". Il Paese ha bisogno, ha "il diritto di sapere, anche i lavoratori, anche il sindacato, per una ragione di trasparenza", evitando ogni tipo di sospetto. (30-05-2008).

Torna all'inizio


Tremonti, Alitalia: profonda crisi finanziaria (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 30-05-2008)
Pubblicato anche in: (Voce d'Italia, La)

Argomenti: Alitalia

Economia Varato decreto del Consiglio dei Ministri Tremonti, Alitalia: profonda crisi finanziaria Nuovi azionisti per risanare la compagnia aerea nostrana Roma, 30 mag. Varato un decreto del Consiglio dei Ministri sull'individuazione di nuovi acquirenti per Alitalia. "Con propria delibera” il consiglio dei Ministri, “puo' procedere all'individuazione di uno o piu' soggetti che possano concorrere ad una offerta" per Alitalia. Così il Ministro Giulio Tremonti spiega i contenuti del decreto “alla firma del capo dello Stato". Non saranno previsti obblighi informativi per le società quotate ed il soggetto “potra' acquisire le informazioni che ritiene necessarie presso la societa' Alitalia". La ricerca di un nuovo azionista sembra l'unica alternativa per Alitalia, secondo Tremonti, che ritiene "non piu' procrastinabile un aumento di capitale sociale". “E' noto”, continua il ministro dell'Economia e delle Finanze, come Alitalia “versa in una situazione di profonda crisi finanziaria patrimoniale, industriale economica e gli ultimi dati diffusi dalla compagnia ne sono purtroppo testimonianza". Il decreto di oggi costituirebbe quindi il tentativo di rinvigorire la compagnia cagionevole nostrana.

Torna all'inizio


Quanti immigrati può permettersi un'Italia in crisi? (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Secondo molti esperti l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica, in cui le persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il problema però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità. I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia, tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera. Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Non commentato " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia Commenti ( 29 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in Italia Commenti ( 17 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo. Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 62 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi, anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché, storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità, incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco, si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori, quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata, finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante, estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa: dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 81 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 40 ) " (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03May 08 L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista Il centrodestra ha vinto in Francia, poi in Italia, due giorni fa alle comunali in Gran Bretagna. Quasi certamente anche la Germania seguirà la stessa strada, considerato che la Merkel distanzia il leader socialdemocratico Beck di 54 punti. La mia tesi, come spiego in un editoriale, è che i partiti conservatori tentano di rispondere al malessere che attanaglia tutte le società occidentali, mentre le sinistre restano chiuse nel proprio mondo, astratto e autoreferenziale, sia quella moderata sia quella estrema. "Scossi da una globalizzazione che genera insicurezza economica, dall'immigrazione incontrollata e dalla criminalità in aumento, gli italiani, come i francesi o gli inglesi, vogliono sapere chi sono e a quali valori possono ancora credere. Cercano nuove radici", scrivo nel fondo. Il riflusso, secondo me, non è populista, ma identitario. Tuttavia ho l'impressione che la stampa di sinistra ancora una volta non abbia capito e tenti di liquidare la tendenza europea come un fenomeno transitorio ("La crisi che rilancia la destra", scrive l'Unità) e comunque negativo. Oggi uno degli editoriali di Repubblica era intitolato significativamente "destra snob e populista". Snob non so dove: oggi élitaria è semmai una certa sinistra culturale, giornalistica e imprenditoriale. Addossare al Popolo della Libertà, alla Lega e più in generale a Sarkozy (che un anno fa la gauche descriveva come "fasciò") e probabilmente domani al britannico Cameroon, l'accusa di populismo significa ripeterere schemi risaputi. Ogni voltà che emerge un fenomeno nuovo, gli intellettuali e i politici progressisti si ritraggono e anziché analizzare la realtà si rifugiano in un comodo conformismo, questo sì qualunquista. La sinistra non capì Reagan, non capi la Thatcher, in fondo non capì nemmeno Blair e il suo ancor oggi etereo New Labour. Ha fatto il tifo per l'euro, per l'unificazione europea a prescindere senza mai interrogarsi sul loro reale significato. Io non so se il centrodestra in Italia e in altri Paesi europei avrà successo, ma perlomeno tenta di fornire delle risposte. La sinistra, invece, è immobile, arroccata aristocraticamente fuori dal mondo. Cambierà mai? Scritto in democrazia Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Apr 08 Vincere l'orrore, la straordinaria lezione di Daoud Ci sono uomini che nascono con una grande anima, uno di questi è senz'altro Daoud Hari, autore del bellissimo libro autobiografico Il traduttore del silenzio (piemme edizioni). L'ho intervistato per il Giornale. Non lo conoscevo e ne sono rimasto conquistato. Per capire la tragedia del Darfur e del popolo degli zaghawa, le sue pagine autobiografiche valgono più di qualunque approfondimento. Ma anche se non siete interessati al dramma di questa regione del Sudan, ascoltatelo. Scoprirete un uomo che è stato testimone di orrori inimmaginabili, che è stato torturato e più volte sul punto di essere giustiziato: chiunque di noi sarebbe rimasto segnato per sempre. Lui no, è riuscito a reagire nel modo giusto, a non perdere il gusto della vita. Dice: "Ho superato momenti atroci ripetendomi che dovevo trovare il modo di ridere un pochino ogni giorno, malgrado tutto, o il mio cuore avrebbe finito per esaurire quella felicità che lo fa battere". Nelle sue parole non c'é traccia di odio, né di rancore. Se fosse cattolico sarebbe un francescano sulla via della beatitudine, se fosse ebreo sarebbe un Giusto, ma Daoud è solo un figlio del Darfur e della grandezza di una saggezza che in lui è innata. E' un uomo straordinario che non si considera un maestro né un eroe, ma solo una persona che "cerca di vivere degnamente su questa terra". Spendete pochi minuti per leggere la sua testimonianza, pubblicata sul Giornale un paio di giorni fa, non può che far bene. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Apr 08 Italia e Roma, ora il centrodestra non ha più scuse Dunque Alemanno sarà sindaco di Roma, un'impresa storica. Ma ora il centrodestra non ha più scuse: controlla Milano, Roma, molte regioni importanti, gode di un'ampia maggioranza in Parlamento dove, per la prima volta, non sarà intralciato dalla demagogia dell'estrema sinistra, né dalle operazioni dilatorie dei piccoli partiti ma potrà contare su un'opposizione, da parte dell'Udc e del Pd, che si annuncia moderata e costruttiva. Il quadro è ideale ma comporta dei rischi, uno in particolare: l'assunzione di responsabilità, da cui la nostra classe politica tradizionalmente rifugge. Se il centrodestra ha davvero un progetto per il Paese e con esso una visione del futuro, se è in grado di rendere l'Italia più sicura e di moderare l'immigrazione, oggi fuori controllo, è il momento di agire, abbandonando le logiche da campagna elettorale. Un governo credibile in un Paese più serio: è questo che si aspettano gli italiani. Da qui due domande. Secondo voi il centrodestra è pronto a gestire un potere tanto ampio? E dunque Berlusconi, Fini e Bossi saranno all'altezza di una missione ambiziosa e, comunque vada, cruciale per l'Italia? Scritto in Italia Commenti ( 49 ) " (4 voti, il voto medio è: 3.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (20) europa (1) francia (16) germania (2) giornalismo (33) gli usa e il mondo (23) globalizzazione (3) immigrazione (21) islam (12) Italia (92) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (13) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti... per la vecchiaia - 2 Emails Quello stile di "Repubblica"... - 2 Emails Internet fa bene ai giornali - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. Ma la destra dov'è? - 1 Emails Ultime discussioni JackTheLeopard: Ancora una volta preciso questo punto. I violenti e i "sordi" dovrebbero imparare ad... Mario, Londra: Caro Cosimo Hai centrato il punto in pieno. Visto quello che e' successo oggi con il tentato... Cosimo Quarta: Il mio mondo, il mondo in cui credo e auspico , non è quello delle estremizzazioni di ogni... ENIO TERRACCIANO: Caro Marcello,tra rossi e neri non giova a nessuno,solo a coloro che oggi si sentono accantonati... Ambrogio.: Si Jack, conosco bene la crisi alimentare che attraversa molti paesi, è uno dei miei interessi. E'... Ultime news Maltempo, ritrovata la terza vittimaImmigrati, Bagnasco: "Cpt non permanenti"Parcheggi, Roma dice addio alle "strisce blu"La proposta: sigarette vietate ai minorenniRifiuti, Berlusconi: "Avanti senza indugi"L'inflazione schizza alle stelle: +3,6% Blog amici Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su Internet & comunicazione il blog megliotardichemai Il circolo Rosselli, socialismo liberale Il pranista, blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog Alberto Taliani Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R. Gatti, tutto per capire le insidie della droga Italiani per Ron Paul, un bel blog sulle elezioni Usa USI, Università della Svizzera Italiana Siti di Informazione Comincialitalia, il primo quotidiano italiano dei cittadini il blog di Di Ricco, un giornalista italiano in Libano il sito di Fausto Biloslavo il sito di Radio 3 Mondo Jones, un eccellente giornalista inglese La zanzara di Cruciani - Radio 24 Osservatorio Europeo di Giornalismo Prima Pagina, la rassegna stampa di Radio 3 Sito web ilGiornale.it May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (8) April 2008 (14) March 2008 (16) February 2008 (14) January 2008 (15) December 2007 (14) November 2007 (21) October 2007 (24) September 2007 (24) August 2007 (32) July 2007 (15) Recent Trackbacks Haramlik: E per smettere di fumare, una bella Cristoterapia Il Blog di Marcello Foa: Attenti, in Veneto è iniziata la rivolta dei comuni I più votati I mutui subprime, la frode della Casta delle banche - 24 Votes E la sicurezza? Ai politici non interessa più - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quella ragazzina musulmana tutta in nero - 14 Votes Quei cronisti coraggiosi contro 'ndrangheta e mafia - 13 Votes Ma Carla Bruni rappresenta davvero la donna italiana? - 13 Votes Prodi cade, urrah! Ma il centrodestra ha capito la lezione? - 13 Votes L'incredibile Monsieur Sarkozy - 12 Votes Recent Posts Quanti immigrati può sostenere un'Italia in crisi? Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Attenti al nuovo trappolone europeo. Onore a Veltroni. Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista Vincere l'orrore, la straordinaria lezione di Daoud Italia e Roma, ora il centrodestra non ha più scuse Pagine Biografia Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Marcello Foa © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Secondo molti esperti l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica, in cui le persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il problema però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità. I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia, tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera. Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 5 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia Commenti ( 29 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in Italia Commenti ( 17 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo. Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 62 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi, anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché, storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità, incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco, si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori, quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata, finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante, estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa: dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 81 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 40 ) " (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03May 08 L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista Il centrodestra ha vinto in Francia, poi in Italia, due giorni fa alle comunali in Gran Bretagna. Quasi certamente anche la Germania seguirà la stessa strada, considerato che la Merkel distanzia il leader socialdemocratico Beck di 54 punti. La mia tesi, come spiego in un editoriale, è che i partiti conservatori tentano di rispondere al malessere che attanaglia tutte le società occidentali, mentre le sinistre restano chiuse nel proprio mondo, astratto e autoreferenziale, sia quella moderata sia quella estrema. "Scossi da una globalizzazione che genera insicurezza economica, dall'immigrazione incontrollata e dalla criminalità in aumento, gli italiani, come i francesi o gli inglesi, vogliono sapere chi sono e a quali valori possono ancora credere. Cercano nuove radici", scrivo nel fondo. Il riflusso, secondo me, non è populista, ma identitario. Tuttavia ho l'impressione che la stampa di sinistra ancora una volta non abbia capito e tenti di liquidare la tendenza europea come un fenomeno transitorio ("La crisi che rilancia la destra", scrive l'Unità) e comunque negativo. Oggi uno degli editoriali di Repubblica era intitolato significativamente "destra snob e populista". Snob non so dove: oggi élitaria è semmai una certa sinistra culturale, giornalistica e imprenditoriale. Addossare al Popolo della Libertà, alla Lega e più in generale a Sarkozy (che un anno fa la gauche descriveva come "fasciò") e probabilmente domani al britannico Cameroon, l'accusa di populismo significa ripeterere schemi risaputi. Ogni voltà che emerge un fenomeno nuovo, gli intellettuali e i politici progressisti si ritraggono e anziché analizzare la realtà si rifugiano in un comodo conformismo, questo sì qualunquista. La sinistra non capì Reagan, non capi la Thatcher, in fondo non capì nemmeno Blair e il suo ancor oggi etereo New Labour. Ha fatto il tifo per l'euro, per l'unificazione europea a prescindere senza mai interrogarsi sul loro reale significato. Io non so se il centrodestra in Italia e in altri Paesi europei avrà successo, ma perlomeno tenta di fornire delle risposte. La sinistra, invece, è immobile, arroccata aristocraticamente fuori dal mondo. Cambierà mai? Scritto in democrazia Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Apr 08 Vincere l'orrore, la straordinaria lezione di Daoud Ci sono uomini che nascono con una grande anima, uno di questi è senz'altro Daoud Hari, autore del bellissimo libro autobiografico Il traduttore del silenzio (piemme edizioni). L'ho intervistato per il Giornale. Non lo conoscevo e ne sono rimasto conquistato. Per capire la tragedia del Darfur e del popolo degli zaghawa, le sue pagine autobiografiche valgono più di qualunque approfondimento. Ma anche se non siete interessati al dramma di questa regione del Sudan, ascoltatelo. Scoprirete un uomo che è stato testimone di orrori inimmaginabili, che è stato torturato e più volte sul punto di essere giustiziato: chiunque di noi sarebbe rimasto segnato per sempre. Lui no, è riuscito a reagire nel modo giusto, a non perdere il gusto della vita. Dice: "Ho superato momenti atroci ripetendomi che dovevo trovare il modo di ridere un pochino ogni giorno, malgrado tutto, o il mio cuore avrebbe finito per esaurire quella felicità che lo fa battere". Nelle sue parole non c'é traccia di odio, né di rancore. Se fosse cattolico sarebbe un francescano sulla via della beatitudine, se fosse ebreo sarebbe un Giusto, ma Daoud è solo un figlio del Darfur e della grandezza di una saggezza che in lui è innata. E' un uomo straordinario che non si considera un maestro né un eroe, ma solo una persona che "cerca di vivere degnamente su questa terra". Spendete pochi minuti per leggere la sua testimonianza, pubblicata sul Giornale un paio di giorni fa, non può che far bene. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Apr 08 Italia e Roma, ora il centrodestra non ha più scuse Dunque Alemanno sarà sindaco di Roma, un'impresa storica. Ma ora il centrodestra non ha più scuse: controlla Milano, Roma, molte regioni importanti, gode di un'ampia maggioranza in Parlamento dove, per la prima volta, non sarà intralciato dalla demagogia dell'estrema sinistra, né dalle operazioni dilatorie dei piccoli partiti ma potrà contare su un'opposizione, da parte dell'Udc e del Pd, che si annuncia moderata e costruttiva. Il quadro è ideale ma comporta dei rischi, uno in particolare: l'assunzione di responsabilità, da cui la nostra classe politica tradizionalmente rifugge. Se il centrodestra ha davvero un progetto per il Paese e con esso una visione del futuro, se è in grado di rendere l'Italia più sicura e di moderare l'immigrazione, oggi fuori controllo, è il momento di agire, abbandonando le logiche da campagna elettorale. Un governo credibile in un Paese più serio: è questo che si aspettano gli italiani. Da qui due domande. Secondo voi il centrodestra è pronto a gestire un potere tanto ampio? E dunque Berlusconi, Fini e Bossi saranno all'altezza di una missione ambiziosa e, comunque vada, cruciale per l'Italia? Scritto in Italia Commenti ( 49 ) " (4 voti, il voto medio è: 3.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (20) europa (1) francia (16) germania (2) giornalismo (33) gli usa e il mondo (23) globalizzazione (3) immigrazione (21) islam (12) Italia (92) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (13) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti... per la vecchiaia - 2 Emails Quello stile di "Repubblica"... - 2 Emails Internet fa bene ai giornali - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. Ma la destra dov'è? - 1 Emails Ultime discussioni bo,mario: Foa è stato buonista verso chì stà cercando di destabilizzare l'Italia. Bagnasco per conto della... Paolo Mazzarri: Caro Marcello, rispondere a questa domanda non è semplice. Faccio qualche considerazione... Ambrogio.: No certo, non è più sostenibile. Ma guarderei più a quello che ha detto il capo della Polizia.una... marco bianchi: Continuando a pensare che l'immigrazione non sia solo un problema economico o di... Cesare: Perfettamente d'accordo sulle asserzioni come sui dubbi. Concetti chiari e ben espressi ! Ultime news Maltempo, ritrovate anche mamma e figliaLecco, lasciata sola in auto: bimba muoreParcheggi, Roma dice addio alle "strisce blu"Giro: Di Luca e Riccò, scacco al re ContadorRifiuti, Berlusconi: "Discarica a Chiaiano Basta anarchia, arriva la Superprocura"L'inflazione schizza alle stelle: +3,6% Blog amici Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su Internet & comunicazione il blog megliotardichemai Il circolo Rosselli, socialismo liberale Il pranista, blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog Alberto Taliani Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R. Gatti, tutto per capire le insidie della droga Italiani per Ron Paul, un bel blog sulle elezioni Usa USI, Università della Svizzera Italiana Siti di Informazione Comincialitalia, il primo quotidiano italiano dei cittadini il blog di Di Ricco, un giornalista italiano in Libano il sito di Fausto Biloslavo il sito di Radio 3 Mondo Jones, un eccellente giornalista inglese La zanzara di Cruciani - Radio 24 Osservatorio Europeo di Giornalismo Prima Pagina, la rassegna stampa di Radio 3 Sito web ilGiornale.it May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (8) April 2008 (14) March 2008 (16) February 2008 (14) January 2008 (15) December 2007 (14) November 2007 (21) October 2007 (24) September 2007 (24) August 2007 (32) July 2007 (15) Recent Trackbacks Haramlik: E per smettere di fumare, una bella Cristoterapia Il Blog di Marcello Foa: Attenti, in Veneto è iniziata la rivolta dei comuni I più votati I mutui subprime, la frode della Casta delle banche - 24 Votes E la sicurezza? Ai politici non interessa più - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quella ragazzina musulmana tutta in nero - 14 Votes Quei cronisti coraggiosi contro 'ndrangheta e mafia - 13 Votes Ma Carla Bruni rappresenta davvero la donna italiana? - 13 Votes Prodi cade, urrah! Ma il centrodestra ha capito la lezione? - 13 Votes L'incredibile Monsieur Sarkozy - 12 Votes Recent Posts Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Attenti al nuovo trappolone europeo. Onore a Veltroni. Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista Vincere l'orrore, la straordinaria lezione di Daoud Italia e Roma, ora il centrodestra non ha più scuse Pagine Biografia Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Marcello Foa © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


"Liberalizzare subito gli slot di Malpensa se vogliamo salvarla" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 30-05-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)

Argomenti: Alitalia

ROMA.INTERVENTO DI COTA "Liberalizzare subito gli slot di Malpensa se vogliamo salvarla" "Il rilancio dello scalo milanese di Malpensa passa attraverso la liberalizzazione degli slot". Lo chiede la lega Nord, in un ordine del giorno presentato alla Camera, primo firmatario il capogruppo Roberto Cota, che "impegna il governo ad adottare ogni possibile iniziativa e impartire ogni necessaria istruzione affichè si arrivi a un'urgente revisione degli accordi bilaterali tra stati, per garantire su Malpensa e sugli altri aeroporti l'effettiva liberalizzazione dei diritti di traffico". La liberalizzazione, dice Cota, dovrà riguardare il numero dei vettori designati, il numero di frequenze consentito e quello dei punti d'accesso. "La lega Nord - aggiunge Cota - voterà, anche swe malvolentieri, il decreto Alitalia. Ma contestualmente, in cambio presenta un ordine del giorno con cui impegna il governo a un'azioen forte e determinata. Malpensa in un mese ha perso il 31 pe rcento del traffico, quota che Fiumicino non ha assorbito totalmente. Ciò significa che se non si fa nulla, in termini assoluti potremmo avere 3 milioni e 800 mila passeggeri in meno che scelgono scali esteri per muoversi, con un danno enomre per le entrate dello Stato. Ora l'obiettivo recuperare traffico per Malpensa e ciò si può fare lasciandola lavorare in pace. E' necessario che si liberalizzino le rotte in modo che uno o più vettori prendano Malpensa come hub di riferimento". E Marco reguzzoni, estensore dell'ordine del giorno, aggiunge che chiedere la liberalizzazione delle rotte non sigifica fare un favore a Malpensa: "Non si tratta di un'azione a favore di un solo territorio ma in grado di rilanciare il mercato dei trasporti aerei in tutto il Paese. Oggi sui voli Milano-Saragozza, sede della prossima Expo, c'è una lunghissima lsita d'attesa. E i nsotri imprenditori epr andare in Spagna saranno costretti a fare un viaggio di sei ore in giro per l'Europa".

Torna all'inizio