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Alitalia è una parabola perfetta del peggio
dell'odierna Italia: ci racconta perché ci siamo ridotti così. Nel suo
microcosmo ritroviamo i nostri mali: imprevidenza, pressappochismo,
frazionismo, scaricabarile, incoerenza, opportunismo. Ci fa vedere come, se i
nostri vizi schiacciano le virtù, l'individuale astuzia genera follia
collettiva. Imprevidenza anzitutto.
Da lustri Alitalia addossa a piè di lista le sue
perdite al contribuente italiano: 15 miliardi in 15 anni, senza che nessuno
affronti il drago. Il Cavaliere, che scende in campo a parole alla dodicesima
ora, ben si guardò dall'esporsi mentre governava. Quando alfine Prodi e
Padoa-Schioppa hanno il coraggio di farlo, la «coalizione degli imprevidenti»
si scatena: manager, sindacati, politici, tutti per una volta concordi
titillano i nostri vizi contro chi affronta l'idra. Non è il governo imbelle,
ma questa coalizione che «ci consegna nudi alla trattativa», come dice uno dei
suoi capi, Bonanni della Cisl. Chi sempre elude i problemi ha quel che merita,
perché si riduce in uno stato che scoraggia tutti i compratori seri; lungi dal
farsi la guerra, essi lasciano il campo solo a uno di loro, il quale può ora
chiedere quel che vuole. L'alternativa non è certo l'esangue AirOne, o la
strumentale cordata berlusconiana (a proposito, non è uno stunt, un trucco già
visto in un film precedente?).
Pressappochismo e scaricabarile poi: si confondono
due problemi distinti, Alitalia e Malpensa, e chi ha creato il secondo ne
scarica ad Alitalia la colpa, alimentando il polverone. Malpensa soffre dei
collegamenti ferroviari scadenti e del proliferare di aeroporti padani: per
questo i clienti preferiscono partire da Linate o da Torino. Il problema lo han
creato gli enti locali, che ora pretendono che altri suppliscano ai loro
errori. La Sea, controllata dal comune di Milano vorrebbe che la boccheggiante
Alitalia, in procinto di essere salvata dal solo Cavaliere serio in campo, mantenesse
su Malpensa un assetto operativo che oggi costa a lei (quindi a noi tutti pro
quota) 250 milioni all'anno: se non lo fa, dice il suo presidente Bonomi, paghi
1200 milioni! Chiedere che Alitalia si dia oggi carico dei buchi che gli enti
locali han creato a Malpensa - continuando a godere dei profitti di Linate -
più che ricattatorio, è masochistico (equivale a chiedere il fallimento di
Alitalia) e incoerente. Che lo faccia proprio quel padano Bonomi che dalla sua
poltrona romana di presidente Alitalia condivise questa scelta fallimentare, è
surreale, roba da Magritte. Il che ci porta infine a frazionismo, incoerenza,
opportunismo. Siccome chi si piega all'unica proposta seria in campo è il mio
rivale politico, io mi oppongo, per trarne un dividendo politico. Se Alitalia
andrà in procedura, potrò sempre prendermela con chi sta cercando di recidere
il bubbone lungamente trascurato. Mors tua, vita mea, non fa una piega! Che poi
chi tanto gorgheggia sul liberismo voglia una soluzione politica fuori dalle regole
di mercato, cominciando dalla richiesta di soldi a Pantalone, è solo uno dei
tanti esempi di incoerenza cui siamo ormai assuefatti, come ad un veleno che ci
mina nel fisico.
Davanti a questo,
solo un ingenuo può darsi cura del danno a chi compra e vende sul mercato
azioni di una società quotata. Colpisce che nessun grande imprenditore osi dire
parole di verità, ma il coraggio chi non ce l'ha non se lo può dare: sotto
elezioni meglio non rischiare. Il governo si è inutilmente rivolto, nel 2007,
proprio agli imprenditori italiani, cui però nessuno, per questo, può
rimproverare alcunché: troppo grande è il rischio che si assumerebbero, senza
specifiche competenze di settore. Se un'alternativa seria esistesse, avremmo
dovuto vederla molto tempo fa; ancora oggi, se davvero stessimo vendendo
Alitalia per un piatto di lenticchie, qualcuno offrirebbe una lenticchia in più
(Padoa-Schioppa), per avere il gioiello, senza pretendere altri soldi pubblici:
infatti, polveroni a parte, non succederà. Per sicurezza, allacciate le
cinture, la parabola continua. Forza, Italia.
21 marzo 2008
«O si fa Alitalia o si muore. Adesso sono in campo
io e questa cosa si fa. A meno di colpi di testa del governo, che deve darci la
possibilità di operare»: Silvio Berlusconi torna
alla carica su Alitalia e ribadisce la preferenza per una cordata italiana che
si impegni nel salvataggio della compagnia (della quale il presidente di
Alitalia, Maurizio Prato, non aveva
notizie sino a ieri, ndr) e chiede al governo di non decidere d'imperio dopo
che l'opposizione è rimasta in disparte nonostante non condividesse le mosse di
Palazzo Chigi. «La risposta ad AirFrance? La darà già il prossimo presidente
del Consiglio e sarà un chiaro e secco no».
«Abbiamo lasciato che il governo Prodi operasse senza intervenire, siamo stati
in disparte. Ora - aggiunge il leader del Pdl - occorre cambiare strada».
Ricordando di aver lanciato un appello agli imprenditori tricolori per la
difesa dell'italianità della compagnia di bandiera, Berlusconi assicura: «Le
banche sono disponibili ad appoggiare un'operazione industriale che certamente
ha tante possibilità di riuscita. Io comincio ad operare in questa direzione -
aggiunge - in previsione di avere la responsabilità di governo e sono sicuro
che si potrà arrivare a un risultato positivo».
In merito alla partecipazione di Banca Intesa,
Berlusconi tiene a precisare che l'istituto guidato da Corrado Passera «non ha smentito affatto, mi
risulta che è sulle posizioni di mesi fa e che è disponibile ad aiutare un
gruppo che presenti un serio piano industriale». Passera - aggiunge Berlusconi
- «ha detto solo che non ha niente di concreto sul tavolo perché in questi mesi
non è stato consentito ad altri, oltre ad Air France, di conoscere i conti di
Alitalia». Uscendo dalla sede del quotidiano Il Messaggero, dove si è recato
per un forum, il leader del Pdl ha poi sfumato l'affermazione: «Credo che (la
cordata italiana) si potrà fare con il supporto di un importante istituto di credito». Intesa-Sanpaolo conferma:
partita chiusa
Secondo il principale competitor di Berlusconi, il leader del Partito
democratico Walter Veltroni, bisogna però
«evitare di mettere Alitalia nel tritacarne» e anche per questo «se c'è una
cordata alternativa» ad Air france-Klm «si manifesti, ma rapidamente». Bisogna
evitare, ha aggiunto Veltroni ai microfoni del Tg1, «che ci sia una cordata che
dopo le elezioni non c'è più» perché questo significherebbe portare «Alitalia
sull'orlo del fallimento e anche di più».
Intanto il prossimo appuntamento ufficiale per conoscere il futuro di Alitalia
resta quello di martedì prossimo, quando riprenderanno le trattative tra i
vertici della compagnia, i sindacati e Air France-Klm. Il direttore commerciale del gruppo franco-olandese,
Christian Boireau ha insistito venerdì sull'urgenza di arrivare al
più presto a un accordo con Alitalia cui si propone «un futuro positivo a medio
termine». Boireau parlava alla convenzione delle agenzie di viaggio a Biarritz
al posto del presidente Jean-Cyril
Spinetta, impegnato nei negoziati per Alitalia che, ha detto Boireau, «si accinge a riprendere» Ciò che chiediamo
alla compagnia italiana, ha aggiunto, è «di fare i risanamenti necessari per
poterle garantire questo avvenire», ha aggiunto Boireau. «Noi sappiamo ciò che
possiamo fare e bisogna che questo piano sia accettato o rifiutato, ma adesso e
non tra due mesi o un mese», ha aggiunto Boireau. Spinetta, ha detto Boireau,
«ha passato quasi tutta la settimana e il suo ultimo weekend in Italia e si
accinge a ricominciare».
Dal canto suo il sindacato si aspetta «contenuti nuovi che vadano a modificare
l'offerta Air France-Klm, altrimenti l'appuntamento di martedì 25 è inutile e
può durare anche un quarto d'ora», come ha dichiarato il segretario nazionale
della Filt-Cgil, Mauro Rossi. «In ogni
caso - ha aggiunto Rossi - noi parteciperemo all'incontro, perché ci auguriamo
che a fronte di una convocazione ci sia la volontà di trattare».
Berlusconi
fa già danni e fa saltare la trattativa Alitalia
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia Chiude le porte in faccia ad Air France e spalanca quelle del fallimento Silvio Berlusconi chiama gli imprenditori italiani alla guerra santa contro l'invasore francese, spalancando per Alitalia le porte del commissariamento. Al termine di una giornata convulsa nel corso della quale il numero uno di Air France Spinetta ha precisato che i margini della trattativa sono inesistenti
<Serve
l'ok anche del prossimo governo>
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: IL CASO ALITALIA Per il presidente di Air France Spinetta non basta il consenso di Prodi e Tps "Serve l'ok anche del prossimo governo" Pressing dei francesi per concludere l'operazione mentre i sindacati, convocati per stamattina da Alitalia, restano critici.
Senza
Rutelli. Tornano i Coraggiosi, gli ultraliberal del Pd
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il piatto di Alitalia è troppo caldo perché gli ultraliberali del Partito democratico se lo lascino scappare. E le parole che ripetono sono quelle. Ma a Milano, nel cuore del Nord produttivo alle prese con il caso Malpensa, i Coraggiosi del Pd non si limitano a presentare la ricetta per rilanciare l'hub milanese e nemmeno solo le "dieci idee per cambiare l'
Scommessa
sul caos - massimo giannini ( da "Repubblica,
La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: SCOMMESSA SUL CAOS MASSIMO GIANNINI Il destino di una compagnia di bandiera, il lavoro di 18 mila persone, il servizio per 24 milioni di passeggeri. In cambio di un pugno di voti. è chiara a tutti la partita politica che si sta giocando sulle sorti di Alitalia. La disastrata azienda tricolore è diventata all'improvviso la madre di tutte le battaglie. SEGUE A PAGINA 31.
Alitalia,
stop a berlusconi ( da "Repubblica,
La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ponte per salvare la compagnia Alitalia, stop a Berlusconi Banca Intesa: nessuna offerta. Il Tesoro: tempi rapidi ROMA - Silvio Berlusconi aveva annunciato un imminente sì del Cda di Banca Intesa per spalleggiare AirOne in una nuova offerta per Alitalia, ma Banca Intesa ha precisato di non essere interessata a fare alcuna offerta e di non averne nemmeno mai parlato nel Cda di ieri.
Titolo
impazzito, la consob si muove ( da "Repubblica, La"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Per Alitalia sarebbe auspicabile l'intervento di una cordata italiana piuttosto che la fusione con Air France" parole dell'agosto 2003 pronunciate dall'allora ministro Pietro Lunardi. Non è cambiato molto, né nei contenuti - anche allora la cordata italiana non si materializzò mai - né nella conseguenze sul titolo in borsa.
Berlusconi:"prestito ponte per dare alitalia ad airone" -
luca iezzi ( da "Repubblica, La"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: esistenza di una cordata italiana pronta a subentrare ad Air France-Klm nell'acquisizione di Alitalia. Una posizione che non trova conferme ma che il Cavaliere ha ribadito in un colloquio telefonico al premier: "Di Alitalia ho parlato stamattina a Romano Prodi ed ho chiesto che faccia un prestito ponte in grado di far partire la cordata degli imprenditori italiani".
Berlusconi
attacca veltroni sui comunisti - gianluca luzi
( da "Repubblica,
La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dopo aver fatto tardi al compleanno di Maroni e aver terremotato la vicenda Alitalia con lo stop alla trattativa con Air France, fa lo slalom elettorale a Roma tra le cooperative ("quelle vere, non quelle rosse su cui vigileremo anche con le leggi") e l'associazione degli invalidi del lavoro. Le parole del leader del Pdl non si prestano ad equivoci.
Il
candidato pdl tra film porno e fede - alessandra longo
( da "Repubblica, La" del
21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: un accento speciale sulla cultura" e di voler "potenziare e riqualificare i contenuti del palinsesto di Rai International". Quelle carogne di blogger sono andati alla ricerca di dichiarazioni politiche. Ne hanno trovata una, pare, sull'Alitalia, in cui il candidato Pdl si preoccupa della "penetrazione prorompente delle compagnie low cost".
Ma
la cordata italiana resta a terra passera:"non ci
usate per altri scopi" - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, i grandi imprenditori di casa nostra. Preoccupati dal destino di Malpensa ma non abbastanza da metter mano al portafoglio per farsi carico dei guai della compagnia di bandiera. A meno di ventiquattr'ore dal suo decollo notturno con alla cloche il pilota Silvio Berlusconi, la presunta cordata tricolore pronta a salvare Alitalia dalle mani rapaci di Air France è già tornata
L' amaca
- michele serra ( da "Repubblica, La"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: annuncia una cordata dei suoi figlioli per rilevare Alitalia, rimanda diritto a Tino Scotti e al suo "ghe pensi mi", ci penso io. E più in generale alla lunghissima saga dei "bauscia" milanesi, quelli che a notte fonda, seduti sul Muretto ad Alassio o al bar Napoleon di Sanremo (che non c'è più, peccato), dopo avere ordinato un "baby" o un Gin Fizz, vantavano liquidità illimitata,
Scommessa
sul caos - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Silvio Berlusconi ha deciso di trasformare il caso Alitalia nell'arma-fine-di-mondo contro il centrosinistra di Prodi e di Veltroni. Dobbiamo prendere con molta serietà la sortita mattutina del leader del Pdl che a Borsa aperta, e senza alcuna comunicazione preventiva ai soggetti interessati e alle autorità di vigilanza, ha diffuso cinque notizie ad altissimo impatto per i mercati.
Bus,
nuove linee da pasquetta a ostia e talenti
( da "Repubblica, La" del
21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: nei pressi del centro direzionale Alitalia della Magliana, Laghi delle Colline, vicino a via della Storta, e la nuova sede del IV Municipio di via Umberto Fracchia. La linea C13 entrerà in funzione da lunedì, la 434 da martedì. Sempre da lunedì saranno modificate le linee 128, 150 Express festiva, 335 e 654.
"io,
catapultato in lista alla scoperta del sud" - conchita sannino
( da "Repubblica,
La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ma in questo Paese l"ordinario" è la crisi rifiuti in Campania, è il dramma Alitalia. Giorni difficili. E lunghissimi". Dica tutta la verità: lei sa che qui non l'accolgono in trionfo. Vi chiamano i "catapultati nelle liste". Genere bipartisan: lei e Luciana Pedoto per il Pd, la Biancofiore per il Pdl. "Hanno ragione.
Alitalia,
il "giallo"della cordata nazionale
( da "Secolo
XIX, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Meridiana:
stop alla continuità ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: invasione delle rotte da parte di Alitalia e Myair Meridiana: stop alla continuità La compagnia ha chiesto inutilmente all'Enac di bloccare l'invasione delle rotte da parte di Alitalia e Myair "Da aprile niente più biglietti a prezzi scontati" --> "Da aprile niente più biglietti a prezzi scontati" Un'altra picconata alla continuità territoriale.
Tremila
per Veltroni in piazza Sisto ( da "Secolo XIX, Il"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Veltroni ha toccato tutti i temi della campagna elettorale - da Alitalia alla legalità, dalla sicurezza alla scuola, dal risparmio energetico ai rifiuti - ma il cuore del suo comizio è stata una lettera consegnatagli ieri mattina da una ventottenne precaria di Asti. "La paura fa crollare un paese, un Paese si fa quando c'è speranza.
Berlusconi:
c'è una cordata per Alitalia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Politica Italiana Pagina 105 Berlusconi: c'è una cordata per Alitalia Telefona a Prodi e chiede un prestito-ponte. Coinvolta Intesa? --> Telefona a Prodi e chiede un prestito-ponte. Coinvolta Intesa? Scende in campo Berlusconi per il salvataggio di Alitalia. Si oppone all'offerta di Air France e tenta di rilanciare la cordata italiana.
E
i sindacati salgono sul volo del Cavaliere
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: hanno sottolineato con fermezza dopo oltre tre ore e mezzo di faccia a faccia con il presidente di Alitalia Maurizio Prato. E serve subito, incalzano, il prestito-ponte da 300 milioni del Tesoro, per dare fiato alle casse vuote di Alitalia, e avere così più tempo per trattare. Una soluzione per spazzare via dal tavolo di confronto "il ricatto" dell'imminente rischio fallimento.
<Italiani?
Si facciano avanti> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ed "è inimmaginabile che si faccia un'offerta su Alitalia". "Dovremmo sapere qualcosa su Alitalia, ma non sappiamo nulla" ha aggiunto Passera. Di fronte "a cordate improvvisate di notte dopo un anno e mezzo che è in corso la vicenda Alitalia" si è detto "allibito" il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani.
I
sindacati aprono uno spiraglio - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Le nove associazioni di Alitalia vedranno ancora una volta il numero uno del vettore transalpino martedì prossimo, dopo il ponte di Pasqua, per un giro che si annuncia decisivo. Questo rinvio stride con l'invito a far presto giunto da governo e azienda. La possibilità di giungere ad un accordo, la prossima settimana è appesa ad un filo,
La ue:
aiuto di stato anche il risarcimento a sea - luca pagni
( da "Repubblica,
La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Klm la copertura di eventuali danni da corrispondere alla Sea per la vendita di Alitalia, ma non sarà possibile nemmeno procedere a compensazioni in favore della società milanese per risarcire la Sea del parziale addio di Alitalia a Malpensa. O meglio: se questo accadrà l'Italia verrà subito condannata per aiuti di Stato non consentiti.
I
francesi snobbano l'operazione "con due soldi ci
prendiamo i loro piloti" - giampiero martinotti
( da "Repubblica,
La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
operazione
Alitalia soprattutto per risolvere un problema francese: la compagnia rischia di
mancare di piloti a partire dal
Quei
tre a Malpensa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Proviamo a ridere anche del caso Alitalia" --> "Proviamo a ridere anche del caso Alitalia" Con una nuova scenografia che simula la sala d'attesa bagagli di un aeroporto, scenario perfetto per parlare di Alitalia e Malpensa, l'ingresso di attori comici come i napoletani Gigi e Ross e Fabrizio Casalino e tante parodie legate alla musica,
<Alt
all'Alitalia o diremo addio alla continuità>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia o diremo addio alla continuità" Meridiana: anche Myair fuori del decreto, rischio di blocco dal 30 marzo --> Meridiana è pronta ad abbandonare dal 30 marzo prossimo tutti i vincoli tariffari a favore dei sardi, imposti dalla continuità territoriale sulle rotte tra la Sardegna e la Penisola, se Alitalia e Myair non rinunceranno ai collegamenti giornalieri con Roma,
Il
figliol pratico ( da "Unita, L'"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: in ballo anche come risolutore della crisi Alitalia. Per la lotta contro la mafia no, per non urtare la sensibilità di Dell'Utri, ma per molti altri usi Piersilvio può tornare utile. Tipo spacciarlo come soluzione contro la cellulite per le precarie meno giovani e contro la caduta dei capelli per conquistare i maschi anziani che non portano la moquette in testa come fa suo padre.
Se
decolla la propaganda ( da "Unita, L'"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia? Via. Se in Italia ci fosse una Imprenditoria con la "i" maiuscola la compagnia non sarebbe arrivata allo stato precomatoso nella quale purtroppo si trova. Di tempo per pensarci e organizzarsi non è certo mancato dal momento che il problema si è posto da almeno cinque anni, ossia da quando una soluzione sarebbe stata finanziariamente meno impegnativa e industrialmente meno
Piersilvio
Airways ( da "Unita, L'"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Che problema c'è, se la sposa Piersilvio (il poveretto non viene nemmeno consultato sui suoi gusti sessuali). C'è da salvare l'Alitalia? Ghe pensi mi, "ci sono i miei figli pronti a rilevarla, insieme a Toto e Banca Intesa". Purtroppo Toto ha già perso la sua chance.segue a pagina 11.
Berlusconi
gioca sulla pelle di Alitalia E di 10mila lavoratori. Parla di una cordata,
candida i figli, vuole un prestito dal governo Banca Intesa lo smentisce.
Prato: altre offert ( da "Unita, L'"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: edizione del Berlusconi gioca sulla pelle di Alitalia E di 10mila lavoratori. Parla di una cordata, "candida" i figli, vuole un prestito dal governo Banca Intesa lo smentisce. Prato: altre offerte? Solo strilli. Veltroni: destra irresponsabile Berlusconi ha deciso di giocarsi sul tavolo della campagna elettorale anche la carta Alitalia.
Lufthansa
vuole entrare nel mercato del cargo
( da "Unita,
L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ad entrare nel mercato italiano del cargo aereo prendendo il posto di Alitalia, nel caso in cui si concluda la vendita ad Air France-Klm. Operazione che, secondo il piano dei franco-olandesi prevede appunto l'abbandono da parte della compagnia italiana, del settore merci entro il 2010. Lo ha detto, ad Air Press, Carsten Spohr, chief executive officer e chairman di Lufthansa Cargo,
Classe
dirigente ( da "Unita, L'"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: accordo tra Alitalia, Air France e Klm non ci troveremmo oggi di fronte a questo disastro (anche allora i francesi imposero condizioni capestro: prima, risanate i conti e privatizzate). Leggendo l'editoriale non si scopre però il nome di Silvio Berlusconi: evidentemente non lo considerano "classe dirigente", soprattutto classe dirigente capace di uno scatto d'
E
la fantomatica cordata italiana si dissolve nel giro di qualche ora
( da "Unita,
L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che su Alitalia "non c'è nulla sul tavolo". "A fine dicembre - ha spiegato Passera - siamo stati esclusi dalla gara e da tre mesi non prendiamo parte ad alcuna trattativa. Il progetto su Alitalia che AirOne aveva presentato era un progetto industriale molto bello che avrebbe creato un operatore di prima grandezza e di grande qualità.
Fini
e la sindrome da delfino ( da "Unita, L'"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Quelli naturali che compaiono oltre che come salvatori delle precarie anche come possibili partner della cordata italiana salva Alitalia. E quindi anche quello politico. Cioè colui che ha mandato al massacro il suo partito proprio nella prospettiva, un giorno, di succedere all'uomo di Arcore alla guida del centrodestra. Non è possibile fare previsioni. Ma Fini ci spera.
Berlusconi:
Anche i miei figli sono pronti A Prodi ho chiesto un prestito ponte, per
prendere tempo. Fatemi fare delle telefonate e vi dirò tutto
( da "Unita,
L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: puntando a far saltare il banco della partita Alitalia: nelle notti festaiole Silvio annuncia la presenza di una cordata italiana della quale potrebbero far parte anche i figli. Salvo smentire parzial- mente stamattina, dopo che il titolo Alitalia in Borsa ieri è schizzato del 12,52% , col rischio che oggi crolli.
Ai
tempi d'oro... quando al governo litigavano la Lega e An Il quinquennio del
centrodestra: immobilismo nel grande e costoso andirivieni di presidenti e
amministratori ( da "Unita, L'"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il governo pensa a una gestione commissariale che consegni la parte sana di Alitalia in mano ad imprenditori disposti a rilanciarla. Si fa anche il nome del traghettatore: Maurizio Basile manager che ha condotto l'Eti, Ente tabacchi, alla privatizzazione. Ma il progetto non va in porto. far fallire Alitalia significa caricarsi costi sociali enormi.
Se
decolla la propaganda ( da "Unita, L'"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: patrimoniale di Alitalia rende pressoché automatico il commissariamento, seguito a ruota dal fallimento. E fallimento significa che molti rami d'azienda di Alitalia verranno chiusi, altri finiranno ad altre compagnie o società di servizi, i più perderanno il lavoro, quelli che lo manterranno ricominceranno da zero o quasi,
Davvero
qualcuno crede che in Italia ci siano imprenditori disposti al risanamento di
Alitalia? E perché non si sono fatti avanti prima quando l'operazione sarebbe
stata meno impeg ( da "Unita, L'"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del Davvero qualcuno crede che in Italia ci siano imprenditori disposti al risanamento di Alitalia? E perché non si sono fatti avanti prima quando l'operazione sarebbe stata meno impegnativa?.
Noi
lettori a sostegno del nostro giornale Cara Unità e cara redazione, voglio espr
( da "Unita,
L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Bologna Com'è corta la memoria di Berlusconi su Alitalia Cara Unità, come fa Berlusconi a parlare di Alitalia e di colpe del Governo Prodi? Il disastro è cominciato e si è compiuto nel suo quinquennio di governo. Ma perchè nessuno, come fa Travaglio, documenta la sua sfacciataggine e lo sbugiarda pubblicamente?
Veltroni:
Tutti i figli partano alla pari Il leader democratico
a Savona: basta discriminazioni in base alle dichiarazioni dei redditi dei
genitori ( da "Unita, L'"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Oggi su Alitalia uno dice una cosa e uno un'altra. ". E subito allaccia: "La gente ha apprezzato il nostro coraggio di chiudere un'esperienza politica. Noi vogliamo fare un Paese nuovo. La destra propone di continuare questi 15 anni". Non vuole entrare in polemica diretta con Fini e Berlusconi.
Piersilvio
Airways ( da "Unita, L'"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: promosso presidente di Alitalia e rimasto celebre per aver sponsorizzato i mondiali di equitazione indoor salto a ostacoli, ad Assago (Milano), dove lui stesso si esibì in sella al suo cavallo baio. Poi Bonomi viene spedito alla Sea (Linate e Malpensa) e ad Alitalia arriva un fedelissimo di Fini: Marco Zanichelli.
La
causa va avanti, ma sono pronti a trattare
( da "Unita,
L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: azione giudiziale promossa contro Alitalia è un atto dovuto a tutela dell'integrità dell'azienda, dei lavoratori e degli azionisti". Anche Bonomi non ha invece voluto commentare le parole del candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi, che l'altra sera aveva parlato di una cordata italiana pronta ad acquistare Alitalia: "Se ci sarà la cordata - si è limitato a dire -
Cgil
e Cisl: La parola al governo che verrà I leader sindacali: Serve ancora un po'
di tempo . La Uil insiste per la trattativa
( da "Unita,
L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: incontro tra il vertice di Alitalia e i sindacati si è regolarmente tenuto ieri mattina nonostante l'incalzare delle notizie sul futuro della compagnia di bandiera e nonostante che la linea sindacale fosse stata sufficientemente chiarita dalla missiva inviata mercoledì sera a Romano Prodi dai leader di Cgil e Cisl, Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni.
Se
arriva il commissario ( da "Unita, L'"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: le due compagnie aeree che come Alitalia provocarono enormi buchi di bilancio. Il percorso da seguire, secondo la Marzano, prevede la nomina di un Commissario, a cui spetterà poi prendere le decisioni sul futuro del gruppo. In Italia, come detto, abbiamo due casi recenti, diametralmente opposti: la Cirio è stata liquidata a pezzi, mentre per la Parmalat si è tentato (
Padoa-Schioppa:
Chi vuole, avanti subito Ma il presidente Prato nega l'esistenza di altre
proposte: Solo strillate e mai avanzate
( da "Unita,
L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia venga congelata e se ne riparli con il governo che uscirà dalle urne. Le parole dell'uomo del Tesoro, il maggior azionista di Alitalia, erano state anticipate in mattinata da quelle del presidente di Alitalia, Maurizio Prato, che nel corso dell'incontro con i sindacati aveva incalzato: "Dove sono le offerte di queste cordate strillate sulla stampa e mai pervenute in azienda?
È
un periodo così, neanche in prossimità della Pasqua la Borsa italiana riesce a
rial ( da "Stampa, La"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 94% a 2,44 euro) e Autogrill (-3,89% a 9,29 euro), debole Risanamento (-0,77% a 1,42 euro). Nelle telecomunicazioni arretra Telecom (-2,65% a 1,21 euro) mentre la giornata ha visto correre Tiscali (+12,52% a 1,68 euro). Forte recupero per Alitalia (+11,94% a 0,34 euro), cresce Fiat (+1,13% a 13,16 euro).
Cv
Alital 1066,887<TD class ( da "Stampa,
La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Cv Alital 10 66,887 61,482 cv B Ifis 09 99,246 99,239 cv Bco Popol 10 100,357 100,619 cv Beni Sta 11 91,153 91,505 cv BIM 15 88,620 89,996 cv Carige 13 110,569 112,739 cv Mi-A2a 09 110,086 111,762 cv SIAS 17 92,159 92,549 cv Snia 10 101,010 101,010 cv Vitt Ass 197,000 197,000 Telecom IT CV 10 109,557 109,
Intesa
Sanpaologli utili volanoa 7,2 miliardi
( da "Secolo
XIX, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: occasione anche per chiarire che la banca è del tutto fuori dalla partita su Alitalia ("È inimmaginabile che si faccia un'offerta"), e per smentire indiscrezioni su una sua uscita da Intesa: "Resterò qui - ha chiarito -. Se ci sono voci su una mia uscita dal gruppo sono false". Il risultato della gestione operativa è stato di 8.
Finmeccanica:
<Abbiamoportato l'Italia nel mondo>
( da "Secolo
XIX, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Guarguaglini ha parlato anche del futuro di Alitalia: "Personalmente odio i confronti. Guardo ai fatti e guardo a Finmeccanica che ha sempre avuto fiducia, anche in momenti difficili, in tecnologie e investimenti. Ma alcune volte, nel presente, si deve pensare al futuro e sacrificare situazioni e posti di lavoro per poter vivere".
Male
i bancaririsale alitalia ( da "Secolo XIX, Il"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: non è bastata a spingere Piazza Affari che ha terminato la seduta in calo. Male UniCredit (-4,4% a 4,13 euro) e Banco Popolare (-4% a 10,26 euro), al palo Mps (+0,18% a 2,75 euro). Seconda seduta consecutiva in deciso recupero per Alitalia (+11,94%). Giornata in accelerazione per Tiscali (+12,52%). 21/03/2008.
Berlusconi:
<La cordata c'è, ma non dico altro>
( da "Secolo
XIX, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E le parole e le promesse hanno portato l'Alitalia hanno portato l'Alitalia sull'orlo del fallimento", si sfoga Enrico Letta. Ma anche gli ex alleati del Cavaliere non gli risparmiano critiche. "Berlusconi comincia a pagare il prezzo alla Lega. Se c'erano gli imprenditori italiani, perché non sono venuti fuori prima?
La Ue: un
risarcimento alla Seaviolerebbe le nostre regole
( da "Secolo
XIX, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: abbandono di Malpensa da parte di Alitalia. Contattato dall'agenzia Ansa, Michele Cercone, portavoce del vicepresidente della Commissione Ue responsabile per i Trasporti, Jacques Barrot, ha confermato lo svolgimento dell'incontro al centro del quale è stato "un primo scambio di informazioni sulle condizioni dell eventuale vendita di Alitalia al gruppo Air France-
Seduta
positiva in Borsail titolo cresce del 12%
( da "Secolo
XIX, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: consecutiva in deciso recupero per Alitalia (+11,94% a 0,34 euro). Le azioni della compagnia di bandiera, continuamente sospese per eccesso di rialzo, sono state trainate dalla speculazione che scommette su un miglioramento dell'offerta da parte di Air France - Klm o, come indicato dal candidato premier Silvio Berlusconi, sulla formalizzazione di una cordata italiana concorrente.
Veltroni:
"Italiani grati ai partigiani cuneesi"
( da "Stampa, La" del
21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Un esempio scoraggiante: tre giorni fa An sosteneva la vendita di Alitalia ad Air France. Due giorni più tardi il leader del Pdl dice di essere contrario. E la Lega? ora c'è anche quella del Sud. Come faranno a mediare con quella del Nord?". "Noi - ha aggiunto Veltroni - abbiamo chiuso con la sinistra estrema.
Sul
ruolo di Malpensa non c'è accordo in Consiglio comunale
( da "Stampa,
La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: consiglio ha affrontato anche il problema di Alitalia e Malpensa. A presentare ordini del giorno sul tema sono stati i consiglieri comunali sia del centro-destra che del centro-sinistra: cinque i documenti depositati dali gruppi di maggioranza, uno dall'opposizione. All'inizio del dibattito Augusto Ferrari, per il Partito Democratico, ha proposto di votare "un ordine del giorno comune,
La
sarabanda della magliana Perché Berlusconi gioca sulla compagnia aerea la sua
più forte carta elettorale ( da "Riformista, Il"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: lo dice Passera Dovevano essere i salvatori di Alitalia. I "coraggiosi" della cordata nazionale anti-francese. Ma gli attori dello scenario di mezzanotte, evocati l'altra sera da Berlusconi tra un brindisi e l'altro per la festa di compleanno di Bobo Maroni, sono sfumati uno dopo l'altro nello spazio di un mattino: da Air One non è arrivata alcuna controfferta,
L'ACQUISIZIONE
di un'impresa deve rispondere a criteri industriali, a valutazioni econ
( da "Messaggero,
Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, non va bene e, se la trattativa dovesse saltare, alla fine si saprà chi ringraziare. Affermare questi principi sarebbe probabilmente una banalità assoluta in qualsiasi Paese eccetto che in Italia. Da noi, purtroppo, non è così, anzi questo è un problema tipico: troppo spesso politica e magistratura vogliono mettere lo zampino dappertutto,
Segue
alitalia ( da "Riformista, Il"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Segue alitalia La santa alleanza degli sperperatori ha già la risposta. Berlusconi propone un prestito ponte, cioè vuole che il contribuente sborsi un altro po di soldi per far fare un affare a qualche imprenditore senza soldi. Epifani suggerisce di vendere i terreni di Fiumicino e la partecipazione azionaria in Air France,
Segue
dalla prima conversazione con bonanni
( da "Riformista,
Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: almeno nelle casse di Alitalia, Bonanni taglia corto: "Sono tre anni che il governo dice che non ci sono soldi. Li trovi". Ma il leader della Cisl va oltre. Per lui Alitalia dovrebbe essere il primo banco di prova di un governo bi-partisan. E chiarisce: "Oltre che su Alitalia, le dimensioni delle macerie che abbiamo di fronte sono tali che,
Alitalia,
il Tesoro sfida Berlusconi ( da "Messaggero, Il"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Padoa-Schioppa: subito le nuove offerte. Il Cavaliere: c'è la cordata. Passera (Intesa): non interveniamo a chiamata Alitalia, il Tesoro sfida Berlusconi Elezioni, il richiamo di Napolitano: "Il voto non è mai inutile".
AGONIA
le sparate di berlusconi, smentite subito, e quelle dei sindacati. e i silenzi
incredibili dell'autorità di vigilanza della borsa
( da "Riformista,
Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ALITALIA, CHI PARLA TROPPO E CHI TROPPO POCO Si sgonfia la supercordata del Cav, fatta di figli, arabi, Ligresti e Banca Intesa (che nega tutto). E strepitano i sindacati, che chiedono rinvii dimenticando la situazione finanziaria della compagnia Mentre la Sec statunitense e la Fsa britannica aprono indagini per accertare eventuali casi di insider trading e turbativa dei mercati
Ring
colpi sotto la cintola nel nord forse fatali per il pd
( da "Riformista,
Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ring colpi sotto la cintola nel nord forse fatali per il pd Sulla pensione e l'Alitalia un micidiale uno-due per W. La campagna elettorale adesso è giunta a un punto di svolta C'è la svolta della campagna elettorale. Dopo settimane di slanci veltroniani, due contropiede di Berlusconi hanno messo a segno forse i punti decisivi.
Salvataggi
sa che è una bufala, ma basta arrivare alle elezioni
( da "Riformista,
Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: suo socio in Alitalia, e poi via via il ministro dei Trasporti che gli regolerà slot e tariffe, quello delle Infrastrutture che provvederà ai collegamenti degli aeroporti dove atterrano i suoi aerei, quello dell'Ambiente che consentirà nuove piste. (Quello del Commercio con l'estero non c'è, Tremonti l'ha abolito).
T
itolo ( da "Corriere della Sera"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-21 num: - pag: 3 autore: di BEPPE SEVERGNINI categoria: REDAZIONALE Passaggi T itolo Alitalia sulle montagne russe dopo l'offerta francese. Cose turche. Per i dipendenti è una tortura cinese. Che compagnia internazionale! www.corriere.it/italians.
F
inora ( da "Corriere della Sera"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: di FRANCESCO VERDERAMI categoria: REDAZIONALE Il retroscena Veltroni al bivio tra Epifani e Prodi F inora era stato così abile che persino gli avversari avevano dovuto riconoscerlo, perché era riuscito a consegnare il governo Prodi a una stagione politica passata. Ma il "caso Alitalia" risospinge l'esecutivo sulla scena. CONTINUA A PAGINA 3.
Alitalia,
ultimo appello del governo ( da "Corriere della Sera"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il Cavaliere chiede a Palazzo Chigi un prestito ponte per la compagnia Alitalia, ultimo appello del governo "Chi è interessato lo dica subito". Berlusconi: la cordata italiana c'è ROMA - Vendita di Alitalia: oltre ad Air France il governo valuterà nuove offerte ma devono arrivare entro il 31 marzo. ALLE PAGINE 2e 3.
Galan:
Malpensa? Il Nord Est può fare senza
( da "Corriere
della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Quanto ad Alitalia, ritiene che "l'unica soluzione sia Air France: una medicina amara ma necessaria". Eppure si dice e si ripete che la sopravvivenza dell'hub Malpensa è nell"interesse del Nord". "Certo, è anche interesse del Nord. Però soprattutto della Lombardia, meno del Veneto.
Berlusconi:
cordata pronta Il Tesoro: si faccia avanti
( da "Corriere
della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ma serve un prestito ponte per Alitalia Il governo: tempi brevissimi. Passera (Intesa): nulla sul tavolo Il Cavaliere: non mi risulta che la banca si sia ritirata ROMA - Un prestito-ponte del governo per non far fallire Alitalia e dare il tempo alla cordata degli imprenditori italiani, annunciata da Silvio Berlusconi, di "partire".
La
trattativa con i sindacati e gli appunti dell'<olandese>
( da "Corriere
della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: e i sindacati, è stato notato per il diligente modo di appuntare fino alle virgole tutto quanto veniva detto dalle parti. Un compito che ha svolto in silenzio, assolvendo al mandato di Amsterdam di "tenere d'occhio" gli italiani. Per non ripetere l'esperienza del '99 quando Alitalia ruppe clamorosamente con Klm.
La
chiamata dei figli: faranno il loro dovere
( da "Corriere
della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: padre sui figli pronti alla chiamata per salvare Alitalia e il tricolore, Barbara si sarà fermata a riflettere, come altri esponenti dell'élite italiana, anche di seconda generazione, hanno fatto in queste ore. "Se mio padre facesse un'offerta, lo guarderei con preoccupazione: Alitalia è a un punto di non ritorno" ha detto Matteo Colaninno, primogenito del numero uno della Piaggio,
Alitalia
La vendita ( da "Corriere della Sera"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-21 num: - pag: 2 categoria: BREVI Alitalia La vendita 12% in Borsa: l'impennata di Alitalia sull'attesa di una controfferta di una cordata italiana per la compagnia di bandiera.
<Libération>
( da "Corriere
della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, un'acquisizione senza concessioni. Altrimenti niente" "Wsj" Il "Wall Street Journal" fa riferimento all'aspetto politico: "Berlusconi cerca di affondare le trattative in corso per Alitalia" facendo appello all'orgoglio degli imprenditori italiani "Les Echos" In prima pagina sul quotidiano economico francese "Alitalia:
Veltroni
e le anime del Pd: al bivio tra Epifani e Prodi
( da "Corriere
della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: atteggiamento ostile di Klm, contraria all'acquisizione di Alitalia. Il capo del Pd ci ha visto "il classico gioco delle parti", ma per il momento ha preferito non esporsi. Confida che la trattativa superi la data delle urne, ma si rende conto che l'agenda della sua campagna elettorale sarà influenzata da fattori esterni.
9,5
( da "Corriere
della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-21 num: - pag: 3 categoria: BREVI 9,5 centesimi. Il prezzo offerto da Air France per le azioni Alitalia. Secondo i francesi il valore della compagnia è di circa 138 milioni 49% La quota di capitale messa in vendita dal ministero del Tesoro. Il piano prevede 2.100 esuberi.
ROMA
Prendere o lasciare, non ci sono alternative e al momento non ci sono neppure
al ( da "Messaggero, Il"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: pretende il via libera di governo e sindacati per procedere all'acquisto di Alitalia. E dovrà anche risolvere la grana di Malpensa. Il cda della Sea ha ribadito la volontà di proseguire nell'azione di risarcimento (1,2 miliardi di euro). "Non vogliamo il fallimento di Alitalia, ma dobbiamo tutelarci", ha precisato il presidente Bonomi.
Prato:
per Alitalia non ci sono altre offerte
( da "Messaggero,
Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ROMA
- Gnocchi al sugo e pollo al forno non sono mai stati cos
( da "Messaggero,
Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia è già uno spezzatino. Si farà lo spezzatino dello spezzatino. Quando Air France ha comprato la Klm, invece, ne ha mantenuto l'integrità". Emblematico è il caso del Ced, la potente struttura di elaborazione dati Alitalia, fra le più grandi del Centro Italia, che avrebbe potuto lavorare anche per conto terzi,
ROMA
- Le parole di Padoa-Schioppa arrivano a metà pomeriggio e suggellano, con l’
( da "Messaggero,
Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: italiana per acquisire Alitalia, magari con l'iniezione dei figli. L'avvertimento del ministro del Tesoro è dettato, con una nota, a metà pomeriggio, quando il Cavaliere ha già avuto un colloquio telefonico con il premier Romano Prodi, sostenendo che la proposta di Air France è "arrogante, irrecevibile, inaccettabile" ed ha rinnovato l'appello agli imprenditori italiani per evitare "
La
Sea va avanti con il ricorso da 1,25 miliardi
( da "Tempo,
Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: azione giudiziale promossa contro Alitalia è un atto dovuto a tutela dell'integrità dell'azienda, dei lavoratori e degli azionisti". Bonomi non ha invece voluto commentare le parole del candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi, che mercoledì sera aveva parlato di una cordata italiana pronta ad acquistare Alitalia: "Se ci sarà la cordata - si è limitato a dire -
La
svolta imposta da Silvio Berlusconi alla complessa
( da "Tempo,
Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per la vendita di Alitalia è indicativa del fatto che il leader del PdL si sente già con un piede dentro Palazzo Chigi. Ora però il dado è tratto, nel senso che la trattativa con i francesi non può che risultarne fortemente condizionata. Proviamo per un momento ad uscire dal bailamme di dichiarazioni sul tema, che viene inevitabilmente generato dalla campagna elettorale in corso.
Il
governo: I tempi sono stretti Chi vuole Alitalia si faccia avanti
( da "Tempo,
Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ipotesi di commissariamento Il governo: "I tempi sono stretti Chi vuole Alitalia si faccia avanti" Giovanni Lombardo g.lombardo@iltempo.it Il governo invita eventuali nuovi pretendenti per Alitalia a farsi avanti in fretta e con offerte concrete, mentre i sindacati chiedono tempo e si preparano a un nuovo round con Air France-Klm.
Rimbalza
StM, scivola Impregilo ( da "Corriere della Sera"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ha proseguito il rimbalzo Alitalia, terminata con un prezzo di riferimento di 0,3459 euro, l'11,94% in più rispetto alla vigilia. Performance meno eclatanti, invece, per altri valori primari. StMicroelectronics, per esempio, ha messo a segno un rialzo del 2,28% risollevandosi così dai minimi annuali.
Finmeccanica:
<Le crisi? Superate con i sacrifici>
( da "Corriere
della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che ha confermato la vocazione internazionale del colosso pubblico per la difesa. Rispondendo a una domanda su Alitalia, il presidente ha detto che anche Finmeccanica nella sua storia ha attraversato fasi difficili e che in questi momenti "bisogna sacrificare posti di lavoro per garantire la sopravvivenza".
Fini
spiega Silvio: Non è a favore di AirOne
( da "Tempo,
Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Gianfranco Fini è sceso in campo per spiegare il Berlusconi pensiero sull'Alitalia. "Non si è pronunciato a favore della cordata di Air One. Berlusconi - ha chiarito il leader di An - ha detto una cosa più che giusta: possibile che la proposta di Air France, che è considerata negativa da Confindustria, sindacati e molti analisti, sia l'unica?
I
tecnici studiano il ricorso alla legge Marzano
( da "Tempo,
Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: tecnici studiano il ricorso alla legge Marzano Potrebbe essere la Legge Marzano (quella usata nel caso Parmalat) lo sbocco per Alitalia in caso di fallimento del negoziato con Air France-Klm. Quindi, il passaggio attraverso le strette maglie di un'amministrazione straordinaria: 180 giorni di tempo per una possibile ristrutturazione guidata da un commissario nominato dal ministro.
Passera
frena: Senza informazioni nessuna offerta
( da "Tempo,
Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ora che Berlusconi ha riaperto il dossier Alitalia anche chi era rimasto ai margini, come la banca Intesa San Paolo guidata da Corrado Passera, è nuovamente tirato dentro al gioco. In attesa però di capire quali siano gli sviluppi del dosier Passera preferisce non sbilanciarsi. Per ora dunque quasi un no comment: "Riguardo ad Alitalia per Intesa Sanpaolo non c'è niente sul tavolo"
Da
noi, purtroppo, non è così, anzi questo è un problema tipico: troppo spess
( da "Messaggero,
Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: come insegna proprio il caso Alitalia, di tutto c'è bisogno, meno che di far diventare le scelte economiche ed imprenditoriali delle scelte politiche. Naturalmente possiamo cercare di suonare le corde più diverse: l'orgoglio nazionale, quello egoistico del Nord contro il Sud, quello pseudo-solidaristico della difesa dell'occupazione,
Alitalia,
la parabola dei nostri mali ( da "Corriere della Sera"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pressappochismo e scaricabarile poi: si confondono due problemi distinti, Alitalia e Malpensa, e chi ha creato il secondo ne scarica ad Alitalia la colpa, alimentando il polverone. Malpensa soffre dei collegamenti ferroviari scadenti e del proliferare di aeroporti padani: per questo i clienti preferiscono partire da Linate o da Torino.
ROMA
Enrico Boselli, candidato premier dei socialisti, è convinto che superare
l'ostacolo ( da "Messaggero, Il"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia invitandolo a non raccontare barzellette. Certamente Veltroni ha scelto la strada di tentare di cancellare i socialisti dalla vita politica italiana. Questo è chiarissimo e per questo siamo molto netti con lui. Ma più che altro il leader Pd ha imboccato la strada che condurrà la sinistra alla più dura sconfitta della sua storia.
Fini:
An sciolta nel Pdl? Prima programma comune
( da "Corriere
della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I messaggi online toccano argomenti caldi, Alitalia su tutti. Ma con la campagna elettorale che preme, Fini non può non posare lo sguardo sugli avversari che si troverà di fronte alle urne. Casini che l'ha definito un "replicante "?: "Fa propaganda. Se vinciamo noi, lui sarà all'opposizione ".
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 64 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo Piano Alitalia, il governo preme Da mercoledì Silvio Berlusconi parla di una "cordata di imprenditori italiani", di cui potrebbero far parte i suoi figli ("se fosse necessario") e che potrebbe rilevare l'Alitalia "sotto la regia di Air One", scongiurando la cessione ad Air France.
La
situazione di Alitalia si fa sempre più complicata. Qual
( da "Tempo,
Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: può e se davvero vuole acquistare Alitalia. Le chiacchiere stanno a zero, se davvero esiste una cordata italiana disposta a rilevare Alitalia è il momento che si faccia avanti, perché sono rimaste poche ore a disposizione per salvare la compagnia. Su Alitalia bisogna fare chiarezza: tutte le ipotesi avanzate in questi ultimi giorni il governo Prodi le aveva già valutate mesi fa.
Oggi
finisce la Lega Ha tradito il nord
( da "Tempo,
Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. La compagnia di bandiera veniva percepita come un'azienda inefficiente, incredibilmente costosa e a conti fatti inutile. Il mercato dei trasporti aerei offriva molte e valide alternative al gruppo italiano, i cui bilanci in fragorosa perdita venivano sistematicamente rimessi in sesto con iniezioni di denaro pubblico.
Accelerazione
su infrastrutture, grandi opere e parcheggi;
( da "Tempo,
Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ma Rutelli ha anche parlato della crisi Alitalia (invitando Berlusconi a uscire allo scoperto) e della situazione politica. All'incontro hanno partecipato Giuseppe Sanzotta, Roberto Arditti, Alessandro Usai, Fabrizio Dell'Orefice, Alberto Di Majo, Daniele Di Mario, Susanna Novelli e Federico Vincenzoni.
LA
FRETTA DI CHIUDERE PRIMA DEL VOTO
( da "Giorno,
Il (Nazionale)" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dal momento che Alitalia non è un mostro mangiasoldi da ieri ma da sempre e le spiegazioni di Padoa-Schioppa che vuole correre per archiviare il caso Alitalia non convincono. A che titolo decidere alla vigilia di un voto, le cui previsioni dicono che questo ministro e questo Governo hanno in tasca un biglietto di sola andata?
Di
CORRADO DRAGOTTO - MILANO - INDIETRO non si torna. Almeno per
( da "Giorno,
Il (Nazionale)" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: straordinaria ieri nella palazzina direzionale di Linate con un ordine del giorno monotematico ("Comunicazioni su situazione Alitalia"), ha concesso carta bianca a Giuseppe Bonomi pure riguardo alla richiesta di danni (1,2 miliardi di euro) già contestata ad Alitalia per la smobilitazione da Malpensa. "Alla luce dell'evoluzione della procedura di vendita dell'ex compagnia di bandiera ?
ROMA
- I LEADER di Cgil e Cisl chiedono che la decisione finale sul futuro
( da "Giorno,
Il (Nazionale)" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: hanno sottolineato con fermezza dopo oltre tre ore e mezzo di faccia a faccia con il presidente di Alitalia Maurizio Prato. E serve subito, incalzano, il prestito-ponte da 300 milioni del Tesoro, per dare fiato alle casse vuote di Alitalia, e avere così più tempo per trattare. Una soluzione per spazzare via dal tavolo di confronto "il ricatto" dell'imminente rischio fallimento.
Alitalia,
un prestito ponte per una cordata italiana Berlusconi telefona a Prodi.
Padoa-Schioppa: tempi strettissimi
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
21-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: "Alitalia, un prestito ponte per una cordata italiana" Berlusconi telefona a Prodi. Padoa-Schioppa: tempi strettissimi di NUCCIO NATOLI ? ROMA ? "UN PRESTITO ponte" per riaprire la partita Alitalia. Lo ha chiesto Berlusconi con una telefonata a Prodi.
Ma
Passera si chiama fuori ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 21-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: SU ALITALIA "non c'è nulla sul tavolo". Lo ha detto l'ad di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera. "A fine dicembre siamo stati esclusi dalla gara e da tre mesi non prendiamo parte ad alcuna trattativa" ha spiegato, aggiungendo che "noi non investiamo solo perché qualcuno ci chiama.
ROMA
- POTREBBE ESSERE una ristrutturazione prevista dalla Legge M
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
21-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: una ristrutturazione prevista dalla Legge Marzano lo sbocco per Alitalia in caso di fallimento dei negoziati con Air France-Klm. Quindi, il passaggio attraverso le strette maglie di un'amministrazione straordinaria. Il decreto 347 del 2003 noto come Legge Marzano, viene applicato nel caso di impresa insolvente con almeno 500 dipendenti, debiti non inferiori a 300 milioni di euro.
A
bassa quota ( da "Manifesto, Il"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: con la linea delle privatizzazioni che (per l'Alitalia ad esempio) non si realizzano e così è nato il mostro Alitalia per il 49,9 per cento pubblica e per il 50,1 per cento di un po di privati e presunti tali: ci sono molti dirigenti Alitalia e pubblici che sono diventati amministratori delegati di settori Alitalia prima esternalizzati e poi privatizzati.
Il
volo utile ( da "Manifesto, Il"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Silvio Berlusconi insiste: pronta una misteriosa "cordata italiana per l'acquisto di Alitalia", e chiede al governo un "prestito ponte" per superare l'ultimatum di Air France. Banca Intesa nega un suo coinvolgimento nell'ipotetica impresa berlusconiana. Padoa Schioppa chiede di fare presto, i sindacati di rinviare tutto al dopo-13 aprile.
Sabena-Swissair,
un brutto incontro ( da "Manifesto, Il"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
proprio come
potrebbe succedere oggi per Alitalia. E Sabena, proprio come Alitalia, versava
dalla metà degli anni '
Precari,
alte competenze e resti clientelari Viaggio all'interno del centro direzionale
( da "Manifesto,
Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La sede centrale di Alitalia, sulla collinetta lungo la Magliana Vecchia, è un complesso immobiliare che al momento potrebbe valere quasi più dell'intera compagnia, stando alle quotazioni di borsa. E uno dei paradossi orrendi di questa vicenda. Fuori stazionano le troupe televisive, dai cancelli sciamano lavoratori, delegati.
Il
fallimento di Alitalia è peggio di Air France. Salviamo il salvabile
( da "Manifesto,
Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il fallimento
di Alitalia è peggio di Air France. Salviamo il salvabile" Francesco
Paternò Claudio Burlando, presidente della regione Liguria, è stato ministro
dei trasporti nel primo governo Prodi, quando nel
Soccorso
sociale ( da "Manifesto, Il"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: eventuale vendita di Alitalia ad Air France, alle condizioni esposte da Spinetta nei giorni scorsi, porrebbe un serio problema di ricollocazione di lavoratori (almeno 2.100) che gravitano prevalentemente nell'area di Roma. Le istituzioni locali, già da tempo abituate a doversi far carico dei fallimenti della "esternalizzaioni" promosse dalla compagnia di bandiera (
Ho
la cordata, servono i soldi ( da "Manifesto, Il"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Entro marzo Berlusconi fa campagna elettorale con Alitalia. "Serve un prestito ponte del governo, Banca Intesa e investitori seguiranno" Andrea Fabozzi Roma Al mattino Silvio Berlusconi rilancia la "cordata di imprenditori italiani" radunati intorno a Banca Intesa per contendere Alitalia ad AirFrance-Klm.
Alitalia,
un prestito-ponte per ragionare ( da "Manifesto, Il"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La vertenza Alitalia è sempre più intricata. Il ministro Padoa Schioppa si impunta: no al prestito ponte richiesto dalla compagnia, sull'orlo del fallimento. Air France dà tempo fino al 31 marzo, altrimenti abbandona tutto Francesco Piccioni C'è una sola trattativa.
Af-Klm,
matrimonio di convenienza ( da "Manifesto, Il"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Il gruppo Air France-Klm è controllato da interessi francesi. Il presidente è, fin dalla fusione, sempre il francese Jean-Cyril Spinetta. All'epoca della fusione, Air France si era alleata con una compagnia che perdeva dei soldi. Allora, i sindacati si erano interrogati sull'interesse che avesse la prima compagnia in Europa a fondersi con la quarta in ordine di importanza
CHIUSURA
in calo per Piazza Affari che non ha beneficiato, a differenza delle principali
Bor ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 21-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: Fra le blue chip in evidenza Alitalia che dopo il +14% di mercoledì ha guadagnato il 13,26% a 0,35 euro con scambi pari al 3,14% del capitale. Denaro su Ubi Banca (+1,48%), Bulgari (+1,39%), Fiat (+1,27%), Mediaset (+1,1%) e Finmceccanica (+1%). In fondo al listino invece Impregilo (-6,94%), le utilities Snam RG (-5,9%), Terna (-4,
Berlusconi
chiede a Prodi un prestito Ponte di 300 mln
( da "Campanile,
Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Prodi ha risposto che la possibilità di un prestito ponte per Alitalia è vincolata, da parte di Bruxelles, al fatto che un'offerta ulteriore sia davvero concreta. Ma a proposito di prestiti ponte a inizio settimana l'Europa ha bloccato sul nascere qualsiasi ipotesi di passaggio di danaro pubblico all'azienda, considerato, per la legge Ue, come aiuto di Stato, sottolineando,
Alitalia,
i sindacati puntano i piedi ( da "Campanile, Il"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: amministratore delegato di Alitalia, Maurizio Prato, che all'indomani dell'incontro finito con un nulla di fatto tra le parti sociali e i due vertici della compagnia, ha pensato bene di convocare un nuovo incontro, al quale il presidente Spinetta, però, non ha partecipato, manifestando la volontà di rivedere i sindacati il 25.
Intesa
smentisce Berlusconi ( da "Liberazione"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Su Alitalia "non c'è nulla sul tavolo", ha detto Passera. "Siamo esclusi da tre mesi - ha quindi ricordato il banchiere - il piano di AirOne per l'acquisto di Alitalia era basato su una conoscenza che probabilmente adesso è superata dagli eventi".
Nel
2004 il boss di Air France guidò la fusione con la Klm, piegando la resistenza dei sindacati Spinetta "il duro", fra Olanda e
Italia ( da "Liberazione"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Nel caso in cui l'acquisizione di Alitalia da parte di Air France-Klm andasse in porto, Spinetta diventerebbe il presidente del nuovo colosso. Il sessantacinquenne parigino di chiare origine italiane, che già è stato consigliere di Alitalia, diventerebbe il capo della (ex?) compagnia di bandiere italiana.
L'attività
è in crescita più che in Francia ma perde perché è malgestita, con aerei (MD11)
inadeguati A Parigi fanno gola le merci italiane Pagano i 1300 lavoratori del
Cargo ( da "Liberazione"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la società che gestisce l'attività Cargo per conto di Alitalia. Gli altri 330 sono alle dipendenze delle due cooperative che ruotano intorno a questo servizio, la Corsica e la Riz. Il contratto di Alha con Alitalia scade entro il 2009: a differenza della Sea, gestore dell'aeroporto di Malpensa, non potrà nemmeno chiedere i danni.
Il
Cavaliere fa girare l'Elica ( da "Tempo, Il"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stampa il destino di alitalia/2 Il Cavaliere fa girare l'Elica "Ho parlato di Alitalia con Prodi e ho chiesto che faccia un prestito ponte in grado di far partire la cordata degli imprenditori italiani. Mi ha spiegato che tale possibilità è vincolata dalle regole europee al fatto che ci sia poi un'offerta concreta".
La
svolta imposta da Silvio Berlusconi alla complessa
( da "Tempo,
Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per la vendita di Alitalia è indicativa del fatto che il leader del PdL si sente già con un piede dentro Palazzo Chigi. Ora però il dado è tratto, nel senso che la trattativa con i francesi non può che risultarne fortemente condizionata. Proviamo per un momento ad uscire dal bailamme di dichiarazioni sul tema, che viene inevitabilmente generato dalla campagna elettorale in corso.
Il
governo: I tempi sono stretti. Chi vuole Alitalia si faccia avanti
( da "Tempo,
Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stampa il destino di alitalia Il governo: "I tempi sono stretti. Chi vuole Alitalia si faccia avanti" Il governo invita eventuali nuovi pretendenti per Alitalia a farsi avanti in fretta e con offerte concrete, mentre i sindacati chiedono tempo e si preparano a un nuovo round con Air France-Klm.
Tremila
in piazza per Walter Veltroni ( da "Stampa,
La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Una polemica su Alitalia: "I nostri avversari parlano con leggerezza di una vicenda in cui sono in gioco migliaia di posti di lavoro". Poi un messaggio di politica estera, riferito alle bandiere del Tibet che ondeggiano sotto il palco: "La grandezza di un Paese non si misura solo con il prodotto interno lordo.
Alitalia,
Prodi sfida Berlusconi ( da "Stampa, La"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: offerta vera altrimenti salta tutto Alitalia, Prodi sfida Berlusconi E Spinetta avverte: si chiude entro marzo o Air France si tira fuori Sui destini di Alitalia, dopo l'offerta ultimativa di Air France, è scontro tra Berlusconi e Prodi. Il Cavaliere ha parlato di una "cordata italiana" in alternativa all'acquisizione franco-olandese, ma l'ad di Intesa Sanpaolo,
IL
PARTITO POPULISTA ( da "Stampa,
La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Bruni IL PARTITO POPULISTA Le brutte storie intrecciate di Alitalia e Malpensa durano da tanti anni e diversi governi. Forse persino la Commissione europea fu incauta quando offrì sostegno al progetto di un aeroporto senza sufficienti garanzie di efficienza e adeguati collegamenti. I politici, nazionali e locali, e i sindacati, hanno lasciato crescere esponenzialmente il problema.
L'avviso
a Fintecna Attenzione a Alitalia servizi
( da "Stampa, La" del
21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: predisposto da Alitalia determinerà sul complessivo sistema dei rapporti contrattuali intercorrenti tra Fintecna, Alitalia e Alitalia Servizi". Intanto la Consob La Consob ha avviato un'attenta analisi sull'andamento del titolo Alitalia in Borsa. In particolare, riferiscono fonti vicine alla commissione, sotto la lente è finita la forte volatilità registrata nelle ultime sedute"
Berlusconi:
serve un prestito statale ( da "Stampa, La"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dal Tesoro per spostare la soluzione del rebus Alitalia. Il primo chiede tempo per costruire un Piano alternativo tricolore, i secondi eventualmente per trattare al meglio con Parigi. Tesoro e Palazzo Chigi rispondono picche: "Chi è interessato ad Alitalia venga allo scoperto in fretta. Con atti formali e concreti", perché i tempi per evitare il fallimento "sono ormai strettissimi"
Nessun
altro all'orizzonte Maurizio Prato
( da "Stampa, La" del
21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Maurizio Prato Amministratore delegato Alitalia Gianni Letta ha ripreso in mano le redini appena in tempo: il "colpo gobbo" del Cavaliere su Alitalia rischiava di trasformarsi nel "colpo goffo", un boomerang. L'altra notte, lasciando lievemente euforico la festa di compleanno del leghista Maroni, Berlusconi aveva al suo solito esagerato.
Pan
Am, Swissair e Sabena firme del cielo morte e risorte
( da "Stampa,
La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Swissair e Sabena firme del cielo morte e risorte Potrebbe essere la Legge Marzano lo sbocco per Alitalia in caso di fallimento del negoziato con Air France-Klm. Quindi, il passaggio attraverso le strette maglie di un'amministrazione straordinaria. Il raffronto corre verso altri casi di fallimenti dei cieli, come la svizzera Swissair e la belga Sabena per restare in Europa.
Mediobanca
L'istituto guidato da Cesare Geronzi (foto) rimane freddo. Mediobanca in queste
s ( da "Stampa, La"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ettimane ha tenuto rapporti con Alitalia come tutte le banche d'affari ma non per ora ha alcuna intenzione di lanciarsi nella vicenda con un ruolo più attivo.
Mediobanca
Piazzetta Cuccia tiene i rapporti ma non ha intenzione di lanciarsi con un
ruolo attivo ( da "Stampa, La"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ALITALIA Mediobanca Piazzetta Cuccia tiene i rapporti ma non ha intenzione di lanciarsi con un ruolo attivo IL FRONTE DEL NORD.
"La
par condicio ci stritola non resta che la musica"
( da "Stampa,
La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: scenario perfetto per parlare di Alitalia e Malpensa. "La situazione - spiega Taranto - è molto diversa rispetto agli ultimi anni. Questa scenografia ci dà il vantaggio di poter parlare di un tema così attuale come Alitalia e Malpensa e poi l'aeroporto è un posto dove ci può essere pubblico e dove puoi incontrare i vip".
La
mutazione genetica della politica italiana
( da "Voce
d'Italia, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: chiunque diventerà premier venderà l'Alitalia a Klm-Air France. Entrambi hanno rinunciato alla difesa dei diritti civili, per non alienarsi i voti dei cattolici (verrebbe da domandarsi che fine hanno fatto i Pacs-Dico-Cus). Ma non erano i Ds, ad aver promosso nel 2004, insieme ai Radicali, il referendum sulla procreazione assistita?
Berlusconi:
"Mi impegno io, quindi si fa"
( da "Quotidiano.net"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: cellulare Giochi Homepage Annunci Auto e Moto Case Lavoro Personali Per la casa Sport - Vacanze Telefonia - Informatica Varie Annunci legali CRISI ALITALIA Berlusconi: "Mi impegno io, quindi si fa" Uscendo da palazzo Grazioli, il leader del Pdl conferma la sua ipotesi per una cordata italiana per acquistare la compagnia di bandiera. "Le condizioni poste da Air France sono irricevibili".
ALITALIA,
FRENO AL PIANO BERLUSCONI ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: si decida dopo le elezioni Alitalia, freno al piano Berlusconi Il leader Pdl insiste: "C'è una cordata italiana con Banca Intesa". Passera smentisce Il ministero del Tesoro: tempi stretti per un'altra offerta. E la Sea va avanti con il ricorso "Chi è interessato ad Alitalia venga allo scoperto al più presto ma con atti formali e concreti perché i tempi sono ormai strettissimi"
Alitalia,
chi ci butta due lire? ( da "Opinione, L'"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: improvvisate di notte dopo un anno e mezzo che è in corso la vicenda Alitalia". Difficile dargli torto visto che, almeno ufficialmente, nessuno si è fatto realmente avanti con i vertici della compagnia di bandiera. Come è difficile dare torto al ministro quando dice che "Alitalia non costa ad Air France 138 milioni ma circa tre miliardi nell insieme se si considera un debito di 1.
Anche
Passera si tira indietro ( da "Opinione, L'"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: appello lanciato da Silvio Berlusconi per salvare Alitalia prima che finisca in mano ai cugini d'oltralpe, è stato accolto da un silenzio assordante. Non si è registrato un solo imprenditore, industriale, finanziere che abbia raccolto il grido di dolore del candidato premier del Pdl Neppure uno dei suoi figli si è sognato di dargli retta.
Malpensa,
il nord se la vuole riprendere ( da "Opinione, L'"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia è stata causa di danno per Malpensa e quindi dovrà pagare. Le cose sono più chiare poiché ora il destino di Alitalia, persino il suo fallimento, è definitivamente separato da quello di Malpensa e, francamente,ha fatto davvero ridere l'inquilina di Malindi Giovanna Meandri del partito Democratico disquisire a Porta a Porta su un argomento di cui è evidente che,
La
bugia di Spinetta: lo scalo di Fiumicino non può essere Hub
( da "Opinione,
L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: uno per appianare i debiti, uno per rilanciare la compagnia, Alitalia entro il 2010-2011 avrà una redditività pari a quella delle migliori compagnie europee. Ed è normale che le condizioni le detti chi si trova in posizione privilegiata nella trattativa. Solo che Spinetta ha provato anche a mischiare un po le carte.
Intervista
a BERNABO' BOCCA / Non ci serve una compagnia di bandiera
( da "Opinione,
L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Se Spinetta si permette di usare toni perentori con i sindacati è proprio perché sa di essere l'unico in grado di comprare Alitalia. Veniamo a Malpensa. Deve restare un hub come è oggi, o se ne può fare a meno? Io credo che non si debbano intrecciare le sorti di Alitalia con quelle di Malpensa. Alitalia deve trovare una sua strada per diventare efficiente e meno costosa.
Un
segnale di ottimismo ( da "Opinione, L'"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 2008 Borsa e Alitalia Un segnale di ottimismo di Arturo Diaconale Ma è veramente credibile l'ipotesi lanciata da Silvio Berlusconi di una cordata italiana in grado di salvare Alitalia? Il governo, i dirigenti della Compagnia di Bandiera, i commentatori economici e politici dei grandi giornali oltre, naturalmente, gli avversari del Cavaliere nella campagna elettorale in corso,
Il
ritorno di Don Salvatore nel patto
( da "Opinione,
L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ormai non più soppessibbili come dimostra la vicenda Alitalia-Malpensa, di quella parte del paese che, da sola, mantiene la metà del medesimo, pagando le tasse, esportando l'esportabile, riciclando i rifiuti. Insieme a Via Solferino di questa realtà non si è accorto anche chi lavora in Corso Sempione, dove c'è la filiale meneghino-lombarda del Cavallo morente.
Nei
Tg Veltroni precede Berlusconi ( da "Opinione, L'"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 2008 Nei Tg Veltroni precede Berlusconi di Christian Saragoni La discussa trattativa Alitalia-Air France sale alla ribalta della cronaca, ottenendo ampio spazio nelle scalette dei notiziari nazionali. Sono molti i personaggi, soprattutto appartenenti al mondo della politica, che intervengono sulla possibile vendita della nostra compagnia di bandiera agli acquirenti francesi.
Berlusconi:
"O si fa Alitalia o si muore Mi impegno io, la cordata italiana si
fa" ( da "Quotidiano.net"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: italiani che ritengono come me che non si possa essere colonizzati e quindi bisogna fare Alitalia perchè qui o si fa Alitalia o si muore". Il leader del Pdl ha spiegato: "Sono stato in disparte fino a oggi. Ho lasciato fare a questo governo che ha fatto il peggio possibile: ha escluso dalla possibilità di conoscere i dati su Alitalia tutti coloro che potevano avere un interesse".
VELTRONI
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "Pdl spaccato" " Su Alitalia la destra è divisa". Lo sottolinea il segretario Pd: " Il Cavaliere è contrario ad Air France, Fini qualche giorno fa si era detto favorevole. Sono divisi su tutto".
Alitalia,
ultimatum Air France adesso o mai piu'
( da "Voce
d'Italia, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Alitalia, ultimatum Air France: adesso o mai piu La compagnia franco-olandese insiste per "i risanamenti necessari" Parigi, 21 mar. - "Bisogna che questo piano sia accettato o rifiutato, ma adesso e non tra due mesi o un mese". Così da Parigi il direttore commerciale di Air-France Klm, Christian Boireau,
La
campagna elettorale? Noiosa e stantia
( da "Avanti!"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia non si capisce da che parte voli, la spesa costa sempre di più e le crisi economica si avvicina. Io un dubbio ce l'ho: siamo sicuri che i due principali competitor vogliano veramente vincere? Siamo sicuri che ci sia qualcuno disposto a prendersi la responsabilità dell'immane sfacelo cui il Paese sta andando incontro?
Berlusconi
cordata per acquistare Alitalia pronta in pochi giorni
( da "Voce
d'Italia, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: è una cordata alternativa ad Air France per Alitalia si manifesti, ma rapidamente". L'appello viene lanciato poco dopo che Berlusconi ha confermato il suo impegno a costituire un gruppo italiano per la compagnia. Conclude Veltroni: "Bisogna evitare di mettere Alitalia nel tritacarne" ha detto "e che ci sia una cordata che dopo le elezioni non c'è più".
Berlusconi:
cordata per acquistare Alitalia pronta in pochi giorni
( da "Voce
d'Italia, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: è una cordata alternativa ad Air France per Alitalia si manifesti, ma rapidamente". L'appello viene lanciato poco dopo che Berlusconi ha confermato il suo impegno a costituire un gruppo italiano per la compagnia. Conclude Veltroni: "Bisogna evitare di mettere Alitalia nel tritacarne" ha detto "e che ci sia una cordata che dopo le elezioni non c'è più".
Veltroni:
"Cordata esca fuori in 48 ore" Berlusconi: "Servono 3-4
settimane" ( da "Quotidiano.net"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: italiani che ritengono come me che non si possa essere colonizzati e quindi bisogna fare Alitalia perchè qui o si fa Alitalia o si muore". Il leader del Pdl ha spiegato: "Sono stato in disparte fino a oggi. Ho lasciato fare a questo governo che ha fatto il peggio possibile: ha escluso dalla possibilità di conoscere i dati su Alitalia tutti coloro che potevano avere un interesse".
Veltroni:
"Cordata esca fuori in 48 ore" Berlusconi: "Servono 3-4
settimane" ( da "Quotidiano.net"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: italiani che ritengono come me che non si possa essere colonizzati e quindi bisogna fare Alitalia perchè qui o si fa Alitalia o si muore". Il leader del Pdl ha spiegato: "Sono stato in disparte fino a oggi. Ho lasciato fare a questo governo che ha fatto il peggio possibile: ha escluso dalla possibilità di conoscere i dati su Alitalia tutti coloro che potevano avere un interesse".
Come
se stesse al governo: promette, rinvia, si discolpa
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Per Alitalia la cordata c'è ma non può uscire adesso" One man show. Su Alitalia un Silvio Berlusconi senza freni inizia dalla mattinata a dichiarare a raffica. All'indirizzo di Air France ammonisce: il prossimo presidente del consiglio (la vittoria se l'è già assegnata prima ancora delle elezioni) dirà no all'opposizione.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Spinetta conferma il
piano e chiede garanzie alla politica. La destra gli risponde no Berlusconi fa
già danni e fa saltare la trattativa Alitalia Chiude le porte in faccia
ad Air France e spalanca quelle del fallimento Silvio Berlusconi chiama gli
imprenditori italiani alla guerra santa contro l'invasore francese, spalancando
per Alitalia le porte del commissariamento. Al termine di una giornata
convulsa nel corso della quale il numero uno di Air France Spinetta ha
precisato che i margini della trattativa sono inesistenti e che oltre al
sì dei sindacati l'operazione deve avere il consenso di questo e del prossimo
governo, il candidato premier del Pdl chiude le porte in faccia ad Air France.
"Mi auguro che si presenti un gruppo di imprenditori italiani coraggiosi ?
ha detto Berlusconi ai microfoni del Tg5 bollando come irricevibile l'offerta
Air France ? per evitare una fine così ingloriosa della nostra compagnia di
bandiera". "Inutile dire così ? ribatte Prodi ? Se Berlusconi non è
d'accordo trovi un'altra soluzione ". I sindacati, convocati di nuovo
dall'Alitalia per stamattina, restano scettici, mentre
Montezemolo parla di "una pessima immagine per il paese". Il leader
del Pd Walter Veltroni ha auspicato che l'aeroporto di Malpensa sia il secondo
hub italiano orientato alla clientela business.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
IL
CASO ALITALIA Per il presidente di Air France Spinetta non basta il consenso di
Prodi e Tps "Serve l'ok anche del prossimo governo" Pressing dei
francesi per concludere l'operazione mentre i sindacati, convocati per
stamattina da Alitalia, restano
critici.
Veltroni: "Malpensa deve essere il secondo hub italiano". RAFFAELLA
CASCIOLI Ci voleva un francese per far aprire gli occhi sull'Alitalia.
Nello psicodramma collettivo, amplificato dalla campagna elettorale e dalle
accuse reciproche sui rimpalli di responsabilità, nell'isterismo su Malpensa,
nell'allarme dei sindacati per gli esuberi a quota 2.100, nelle divisioni
all'interno dello stesso governo Prodi, nell'appello tragicomico di Berlusconi
affinché si trovi un cavaliere bianco italiano per il salvataggio della
compagnia di bandiera, ieri il presidente di Air France Jean-Cyril Spinetta ha
detto chiaro e tondo che "i margini della trattativa sono inesistenti o
piccolissimi". Il resto lo ha spiegato ai suoi colleghi in consiglio dei
ministri il titolare dell'economia Tommaso Padoa-Schioppa che non ha escluso il
rischio commissariamento. Mentre, infatti, metà della politica italiana è
impegnata ad interrogarsi se le parole di Spinetta nascondano o meno un diktat
e l'altra metà invece non vede alternative ad Air France, ieri Spinetta
(ricevuto insieme al numero uno di Alitalia Maurizio
Prato a palazzo Chigi) ha precisato le condizioni della trattativa, con qualche
novità in più. In primo luogo, resta fondamentale il via libera dei sindacati
entro il 31 marzo e, a tal proposito, i rappresentanti delle 9 sigle sono stati
riconvocati per domani mattina da Alitalia dopo la
riunione fiume di martedì conclusasi con un nulla di fatto. Sul tavolo, unica
concessione di Spinetta, è la moratoria di due anni per il cargo. "La
chiusura ? ha dichiarato ? sarebbe una soluzione più logica ma ho proposto una
moratoria di due anni con la riduzione di tre aerei tra il 2008 e il 2010,
lasciando così il tempo di trovare soluzioni adeguate dal punto di vista
sociale ed economico. Accettiamo ? ha precisato ? anche la perdita di parecchie
decine di milioni l'anno con questa moratoria". Ma su Malpensa è
categorico: "Ho incontrato Formigoni e Bonomi e volentieri avrei voluto
cedere alla richiesta se non ci fossero perdite". Detto questo però senza
un accordo maggioritario con le organizzazioni sindacali Air France getterà la
spugna.Poi Spinetta ha spiegato che l'operazione si potrà concludere solo
"cercando il consenso sia di questo che del prossimo governo. In questo
settore, nessuna operazione di questo tipo si può fare in modo ostile e contro
un governo". A giustificarlo sono i tempi dell'intera acquisizione: poiché
occorre attendere il via libera dell'antitrust Ue l'eventuale lancio
dell'offerta di Air France su Alitalia "non potrà
avvenire prima di metà maggio. A quel punto ci sarà un nuovo governo in Italia
e dovrà pronunciarsi per dire se conferirà il 49,9% delle azioni di Alitalia detenuto dal tesoro". Spinetta spiega che non
c'è alcun dicktat. "Quando ho incontrato i sindacati ho detto che non ero
venuto per acquistarla, ma per verificare se fosse possibile insieme ad Alitalia creare un leader europeo a vocazione
mondiale". Poi, una considerazione: il prezzo dell'offerta di Air France è
stato inferiore a quello della proposta non vincolante a causa del
peggioramento dei conti di Alitalia e per l'aumento
del prezzo del petrolio. È toccato al ministro Chiti spiegare che nel governo
c'è grandissima preoccupazione: "È evidente che in questa situazione c'è
il rischio che si vada al commissariamento o all'amministrazione straordinaria
di Alitalia". Se dall'Europa il commissario ai
trasporti Barrot fa sapere che l'eventuale prestito-ponte di 300 milioni di
euro richiesto al Tesoro da Air France dovrà essere notificato alla Commissione
europea, i sindacati italiani al momento restano scettici. Per il segretario
della Cgil Epifani tocca ad Air France fare la prima mossa, mentre per il numero
uno della Cisl Bonanni un eventuale fallimento di Alitalia
sarebbe responsabilità di Prodi, non dei sindacati. Laconico il presidente di
Confindustria Montezemolo: "Non da oggi il caso, purtroppo, è un pessimo
segnale, una pessima immagine per il paese". Il titolo infine ieri è
finito sulle montagne russe in borsa: dopo aver perso oltre il 30% ha
recuperato chiudendo con un progresso di oltre il 14%. Sul fronte politico, il
leader del Pd Walter Veltroni ha dichiarato che si deve "trovare una soluzione
che limiti il più possibile l'impatto sociale e dobbiamo far decollare
Malpensa, che deve riuscire a svilupparsi recuperando la sua funzione di hub
italiano". E mentre Veltroni ribadisce che su Malpensa "tutti hanno
fatto errori e le responsabilità sono molteplici ", in serata Berlusconi
bolla come "irricevibile" la trattativa fatta solo con la compagnia
di bandiera francese e auspica l'arrivo di un gruppo di imprenditori italiani
coraggiosi: "Se esistono si devono fare avanti". Al leader del Pdl
nessuno ha avuto finora il coraggio di spiegare che questo è un film già visto
e che Air France appare al momento come l'ultima spiaggia.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
MILANO IN
PLATEA AL DIBATTITO CON LANZILLOTTA, GENTILONI, CACCIARI E CHIAMPARINO I
NEWCOMERS ICHINO E COLANINNO Senza Rutelli. Tornano i Coraggiosi, gli
ultraliberal del Pd (gio.co.) Liberalizzare le rotte. Aprirsi al mercato.
Sfidare la concorrenza. Il piatto di Alitalia è troppo caldo perché gli ultraliberali del Partito democratico
se lo lascino scappare. E le parole che ripetono sono quelle. Ma a Milano, nel
cuore del Nord produttivo alle prese con il caso Malpensa, i Coraggiosi del Pd
non si limitano a presentare la ricetta per rilanciare l'hub milanese e nemmeno
solo le "dieci idee per cambiare l'Italia", ormai diventate
mainstream nel programma del Pd e nelle parole del suo leader Veltroni. No, a
Milano, in un incontro organizzato da Glocus, il think tank creato dal ministro
Linda Lanzillotta, aprono una sorta di fase due che dovrà sancire il passaggio
dalle parole alle cose, dalla cultura politica alla politica tout court.
"Alcune parole d'ordine come rischio, merito, responsabilità, valutazione
sono state un tabù per molti anni nel centrosinistra ma ora non bastano più,
anche perché sono diventate ormai patrimonio di tutto il partito, anche grazie
al lavoro fatto da Glocus. Ora è il momento di produrre il cambiamento, di
tradurre le buone idee in scelte, e di difenderle a fianco del nostro
segretario. Noi saremo quelli che vigileremo" dice Lanzillotta che a
Milano, con il ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni, ha radunato i
sindaci Massimo Cacciari e Sergio Chiamparino, ma anche i newcomers nelle file
del Pd Pietro Ichinoe Matteo Colaninno, e un bel po' di intelligenze, da
Tiziano Treu a Innocenzo Cipolletta, da Maurizio Ferrera ad Alberto Martinelli.
Spetta a Chiamparino chiarire a tutti che non si torna indietro. "Non
vorrei che, nel caso vincesse le elezioni Berlusconi, sull'alta velocità anche
il Pd diventasse No Tav, spero non si lasci fagocitare dagli spiriti animali e
non cambi cavallo. Anche gli annunci sono importanti perché chiariscono le idee
all'opinione pubblica, ma la politica è quella del fare". Cacciari ricorda
che "senza partito anche le persone con buone idee sono solo anime belle.
Il Pd dev'essere soprattutto un vero partito, che non si costruisce con gli
slogan, gli spot elettorali, l'immagine, e nemmeno solo con candidature
eccellenti come qualche imprenditore. Lo si è già fatto in passato ma non è
stato sufficiente. Un partito lo si costruisce radicandolo nel territorio e organizzandolo.
E bisogna fare presto perché ormai i tempi della politica e quelli della realtà
sono in totale dissonanza". Il primato della politica, quindi, della lotta
politica dentro il partito e dell'autonomia della politica da lobby e corporazioni.
I Coraggiosi, orfani di Rutelli "tornato" al comune di Roma, voltano
pagina. Dal dire al fare, dal produrre idee allo sporcarsi le mani con la
politica. E se anche non si vincesse, gli ultrariformisti del Pd non leveranno
il piede dall'acceleratore. "Perché in questa campagna elettorale è
finalmente evidentea tutti ? dice Gentiloni ? dove sono i liberali e dove sono
gli altri, da Tremonti a Bittarelli". Treu ricorda che le resistenze
contro certe idee arriveranno dagli interessi organizzati: il Pd dovrà essere
preparato. "La Cgil non ha fatto la svolta che ha fatto il Pd, non si è
liberata delle componenti più radicali. E anche Confindustria, per esempio
sulla sicurezza sul lavoro, si mostra molto resistente". Martinelli teme
che le idee liberalsocialiste siano ancora minoranza anche dentro il Pd.
"Non illudiamoci ". Ichino ribadisce l'importanza della separazione
tra relazioni sindacali e mondo della politica, "mentre in Italia i due
mondi si sono sempre marcati molto stretti e uno non si muoveva senza l'altro.
Stabilire questa separazione vorrebbe dire voltare pagina rispetto alla logica
del vecchio Pci". Che Chiamparino ricorda soprattutto per la sapiente
"analisi della sconfitta elettorale, uno dei temi preferiti dopo le
elezioni, ma non si può sempre perdere. Ora bisognerebbe vincere". Le
premesse ci sono tutte, ma i sondaggi dicono il contrario. Le piazze piene in
Piemonte, Lombardia e Veneto (che hanno commosso Colaninno) non si vedevano dai
tempi migliori del Pci e di Berlinguer, ripetono un po' tutti quelli che allora
c'erano, Chiamparino e Cacciari. A Torino, dove ha già vinto e stravinto, il
primo promette di passare dal dire al fare, anche sul terreno insidioso dei
servizi pubblici locali (ed è una notizia). "Nei prossimi tre anni voglio
che si facciano le gare, anche se la riforma Lanzillotta non è passata e la
legge non ci obbliga". Una sfida che sembra rivolta anche alla collega
Moratti che in queste ore si preoccupa di proteggere Malpensa ad ogni costo,
anche a rischio di far fallire la compagnia di bandiera. "Noi per Alitalia abbiamo già dato ? aggiunge Cacciari ? L'80 per
cento del traffico che parte da Venezia transita da Francoforte o da Roma. Non
abbiamo bisogno di Malpensa". Chiamparino è d'accordo. Il Nord non è tutto
a Milano.
( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
SCOMMESSA
SUL CAOS MASSIMO GIANNINI Il destino di una compagnia di bandiera, il lavoro di
18 mila persone, il servizio per 24 milioni di passeggeri. In cambio di un
pugno di voti. è chiara a tutti la partita politica che si sta giocando sulle
sorti di Alitalia. La disastrata
azienda tricolore è diventata all'improvviso la madre di tutte le battaglie.
SEGUE A PAGINA 31.
( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Il Cavaliere conferma
il veto su Air France e chiede a Prodi un prestito ponte
per salvare la compagnia Alitalia, stop a Berlusconi Banca Intesa: nessuna offerta. Il Tesoro:
tempi rapidi ROMA - Silvio Berlusconi aveva annunciato un imminente sì del Cda
di Banca Intesa per spalleggiare AirOne in una nuova offerta per Alitalia, ma Banca Intesa ha precisato di non essere interessata a fare
alcuna offerta e di non averne nemmeno mai parlato nel Cda di ieri. Il
Cavaliere conferma comunque il suo no ad Air France e chiede a Prodi un
prestito ponte per salvare la compagnia di bandiera. Il Tesoro invece chiede
tempi rapidi per la risoluzione della crisi. CILLIS, IEZZI, LIVINI E MARTINOTTI
ALLE PAGINE 2, 3 E 4.
( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia In Borsa
rialzo dell'11% con punte del 32%. Scambi anomali, l'Authority di Cardia attiva
i controlli Titolo impazzito, la Consob si muove La Commissione ha chiesto di
chiarire con rapidità le svolte nel negoziato ROMA - "Per
Alitalia sarebbe auspicabile l'intervento di una cordata italiana
piuttosto che la fusione con Air France" parole dell'agosto 2003
pronunciate dall'allora ministro Pietro Lunardi. Non è cambiato molto, né nei
contenuti - anche allora la cordata italiana non si materializzò mai - né nella
conseguenze sul titolo in borsa. Se Lunardi fece guadagnare e perdere il
15% alle azioni della Magliana in pochi giorni, le parole analoghe di Silvio
Berlusconi hanno fatto scattare gli acquisti: +32% in poche ore fino al massimo
di 0,4080 euro per poi sgonfiarsi sulle parole dell'ad di Intesa SanPaolo
Corrado Passera, che ha raffreddato le attese per un possibile rientro in pista
della cordata Air-One. La chiusura è arrivata a 0,3459 euro, in rialzo
"solo" dell'11,94% in un giorno. La Consob ha avviato i controlli
sugli scambi anomali di ieri, che però nel caso della compagnia di bandiera
sono frequenti. Il caso Lunardi (esempio seguito poi da ministri di tutti i
colori politici) fece chiedere al presidente della Consob, Lamberto Cardia, in
una lettera al ministro dell'Economia, maggior accortezza nelle esternazioni.
Richiamo seguito a sprazzi e con Alitalia a costituire
l'eccezione più corposa. I controlli però, ricordano dalla Consob, non hanno
finora mai fatto emergere irregolarità o "mani forti" che si
arricchiscono speculando sui rumors o sulle parole in libertà dei politici. Si
divertono, e rischiano, soprattutto day trader alla ricerca di scommesse.
Occasioni che sicuramente aumenteranno perché se dai ministri si può chiedere
un maggior rigore istituzionale, dai candidati in campagna elettorale è
praticamente impossibile ottenere un silenzio attento ai tempi della finanza. L'unica
difesa possibile secondo l'autorità è fornire il massimo grado di informazione
per chiarire come Alitalia sia il più spericolato
ottovolante di Piazza Affari. L'azienda è nella "lista nera" sin dal
2004, e pubblica ogni mese le disponibilità di cassa ed l'indebitamento. Negli
ultimi giorni poi l'autorità di vigilanza ha chiesto di chiarire in tempi
rapidi le "svolte" nella trattativa, come dimostra il flusso di
comunicati (spesso a tarda notte) provenienti dalla Magliana. (l.i.).
( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Berlusconi:"Prestito ponte per dare Alitalia ad
AirOne" Intesa frena: offerta impossibile. Il Tesoro: tempi strettissimi
Lo scontro Telefonata tra il leader del Pdl e il presidente del Consiglio LUCA
IEZZI ROMA - Il presidente del Pdl, Silvio Berlusconi, insiste sull'esistenza di una cordata italiana pronta a subentrare ad Air
France-Klm nell'acquisizione di Alitalia. Una
posizione che non trova conferme ma che il Cavaliere ha ribadito in un
colloquio telefonico al premier: "Di Alitalia ho
parlato stamattina a Romano Prodi ed ho chiesto che faccia un prestito ponte in
grado di far partire la cordata degli imprenditori italiani". Prodi
ha spiegato che la strada non è percorribile: senza un'offerta concreta
l'Europa boccerebbe ogni stanziamento come aiuto di Stato. Ma la giornata di
ieri è stata caratterizzata, oltre che dalle nuove esternazioni di Berlusconi,
anche dagli effetti tangibili di quelle andate in onda nella notte quando il
Cavaliere aveva per la prima volta prefigurato la discesa in campo della
cordata italiana per contrastare l'offerta di Air France: il titolo di Alitalia, infatti, ha registrato la seconda seduta
consecutiva in deciso recupero (+11,94% a fine trattazioni). Le azioni della
compagnia di bandiera, continuamente sospese per eccesso di rialzo, sono state
trainate dalla speculazione che ha scommesso su un miglioramento dell'offerta
da parte di Air France-Klm o, come indicato appunto da Berlusconi, sulla
formalizzazione di una cordata italiana concorrente. In deciso rialzo, alla
Borsa di Parigi, anche Air France (+6,86%). Visto che quella degli
"imprenditori italiani" sembra la soluzione elettoralmente più
gettonata, il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa sgombra il campo:
"Chi è interessato ad Alitalia si faccia avanti
con atti formali e offerte concrete altrimenti distrugge una possibilità di
vendita anziché costruirne una nuova. I tempi, ormai strettissimi, sono dettati
dalla condizione della compagnia e non possono dipendere dal calendario
politico". Critico il ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi
Bersani: "Sono allibito di fronte a cordate improvvisate di notte. Da un
anno e mezzo abbiamo cercato in ogni modo per Alitalia
offerte migliorative rispetto a quelle che sono oggi sul tavolo. Se ci sono
vengano avanti, naturalmente con i soldi e con un progetto industriale. Per
salvare Alitalia le parole non bastano". Ma il
colpo più duro Berlusconi lo riceve dall'amministratore delegato di Intesa
Sanpaolo che insieme ad AirOne aveva presentato l'offerta concorrente:
"Non c'è nulla sul tavolo. Il nostro progetto è superato dagli eventi, da
tre mesi non abbiamo notizie sull'azienda. Noi non abbiamo mai investito perché
qualcuno ci ha chiamato a farlo". Un dietrofront che però non basta a
Berlusconi: "So inequivocabilmente che Banca Intesa non si è ritirata, chiede
di fare la due diligence". In difficoltà anche Gianfranco Fini che nei
giorni scorsi si era pronunciato per Air France: "Berlusconi ha detto una
cosa più che giusta: possibile che la proposta di Air France, che è considerata
negativa da Confindustria, sindacati e molti analisti, sia l'unica? Possibile
che altri imprenditori italiani non siano in grado di fare un'offerta?".
Aver rimesso in campo l'ipotesi alternative in realtà aumenta le possibilità
che si arrivi al commissariamento e al fallimento. Il primo effetto è che i
sindacati ora puntano a non rispettare la data del 31 marzo come termine ultimo
per esprimere un giudizio sull'offerta francese: "Si trovi un modo per
continuare l'attività di volo e poi si rimandi a dopo il voto le parte del
confronto e la parte della decisione" chiede il segretario della Cgil,
Guglielmo Epifani.
( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Berlusconi attacca
Veltroni sui comunisti La replica:"Non rispondo, è in ritardo". E il
Cavaliere scopre l'evasione fiscale Franceschini a Repubblica Tv: in caso di
pareggio non è realistica la grande coalizione GIANLUCA LUZI ROMA - Berlusconi
accusa Veltroni di avere messo nelle liste "tutta la vecchia nomenclatura
comunista", ma il leader del Pd non cede alla polemica e replica:
"Volete sapere cosa rispondo a queste parole arrivate con 14 anni di ritardo?
Niente". Ma Berlusconi insiste: "Veltroni è un pensionato della
politica, dal 2001 riceve la pensione. E' uno Zelig, è vuoto". Il leader
del centrosinistra però non vuole scendere sul terreno della rissa: "Per
quanto aspro e offensivo sarà il loro linguaggio nei prossimi giorni della
campagna elettorale, io non risponderò". Berlusconi però vuole infiammare
la campagna elettorale e per spiegare il motivo della mancata approvazione di
alcuni provvedimenti del suo governo, arriva all'insulto: "Eravamo a fine
legislatura e poi gli italiani hanno cambiato cavallo, o asino...". Ma il
duello tv tra Berlusconi e Veltroni non è alle viste. Berlusconi non lo vuole e
il ministro Gentiloni smentisce che la par condicio lo vieti: "E'
assolutamente falso". In vista del forcing finale prima del voto
Berlusconi intensifica gli attacchi all'avversario, anche se sulle promesse si
mantiene molto prudente. Anzi addirittura mette le mani avanti su cosa potrà
realizzare se vincerà le elezioni perché "la crisi economica è peggiore di
quella dell'11 settembre". E, a sorpresa, scopre in piena campagna
elettorale che esistono gli evasori fiscali. Il Cavaliere, dopo
aver fatto tardi al compleanno di Maroni e aver terremotato la vicenda Alitalia con lo stop alla trattativa con Air France, fa lo slalom
elettorale a Roma tra le cooperative ("quelle vere, non quelle rosse su
cui vigileremo anche con le leggi") e l'associazione degli invalidi del
lavoro. Le parole del leader del Pdl non si prestano ad equivoci.
"Certi lavoratori autonomi, imprenditori e chi opera nella finanza, a
volte presentano dichiarazioni dei redditi che sono scandali veri e
propri", di conseguenza "l'evasione fiscale è davvero incredibile, si
dice sia tre volte quella degli altri Paesi", quindi occorrono
accertamenti della Finanza, "ma chiameremo alla collaborazione anche i
Comuni, che quando vedono dichiarazioni dei redditi non congrue allo stile di
vita delle famiglie devono poter intervenire". Anche ieri Berlusconi non
ha promesso miracoli. Anzi, ha avvertito che una volta tornato a Palazzo Chigi
- cosa di cui si dice sicuro: "Abbiamo sempre 9-10 punti di vantaggio su
Veltroni e un margine di venti senatori" - "penso che arriveremo a
deludere le attese, consapevoli che ci troviamo di fronte a una situazione
molto difficile, perché viviamo tempi peggiori di quelli vissuti l'11 settembre
2001". Poi c'è "l'eredità". "Non posso paragonarmi a Gesù
Cristo per dire che dovrò bere l'amaro calice, ma devo dire che la prospettiva
di prendere in mano il governo dopo i disastri della sinistra mi spaventa
molto". Incurante del monito di Napolitano, anche ieri Berlusconi ha fatto
appello al "voto utile" cioè a non votare per l'Udc, con una
previsione infausta per Casini: "L'Udc potrebbe prendere solo un senatore.
Forse nelle Marche. Assolutamente no" in Campania. Ma Casini risponde che
"la nostra strategia è di superare l'8 per cento in alcune regioni tra cui
il Veneto". E mentre l'ipotesi del pareggio resta sullo sfondo di queste
elezioni, il numero due del Pd Franceschini ricorda a Repubblica Tv che
"le elezioni si vincono anche con un solo voto in più" e "in
caso di pareggio la grande coalizione non è realistica", così come esclude
il governo di coalizione: "Non c'è più il vecchio centrosinistra. Non
governeremo più con Bertinotti, Mastella, Pecoraro Scanio, Boselli".
( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Andrea Verde in
corsa a Parigi per la circoscrizione Europa: "Non sono regista, ma solo un
contabile" Il candidato Pdl tra film porno e fede Il mondo dei blogger ha
aperto la caccia alle sue produzioni hard ALESSANDRA LONGO ROMA - Era uno dei
tanti candidati berlusconiani alla Camera, forse uno dei più anonimi. Avevate
mai sentito parlare in passato di Andrea Verde, in corsa per la circoscrizione
estero, ripartizione Europa, sede Parigi? Probabilmente no. Provate a cercarlo
adesso sul web. E vedrete come il suo nome sia legato alla regia di "Sotto
il vestito la sorca", film ambientato nell'alta moda, la cui trama toglie
ogni residua sorpresa: "Bellissime, elegantissime, puttanissime. Ammirate
e in...ate". Andrea Verde viene citato anche come "production manager"
di un'altra pellicola di impegno: "Papà, ti scopo tua moglie".
"Il Sole 24ore" gli ha dedicato un trafiletto e lui non ha avuto più
pace. Il mondo dei blogger l'ha puntato. Sono andati in cerca delle sue
produzioni hard, hanno ironizzato sul suo programma elettorale che parla di
"solidarietà e valori cristiani", di cui la società avrebbe tanto
bisogno. A nulla è valsa la precisazione sul quotidiano economico: "Io non
sono regista di film porno, ho lavorato solo come contabile alla Unimat che, in
effetti, produce anche audiovisivi per un pubblico adulto...". Sarà. I
blogger, per natura diffidenti, mantengono il loro scetticismo. Perché mai se
il candidato Verde è solo un esperto in contabilità (in effetti è stato
commentatore economico de "La Prealpina" di Varese, e ha lavorato in
Enichem France, settore controllo gestione) la sua società lo associa a
"Sotto il vestito la sorca" e lo manda addirittura a ritirare un
premio al festival pornografico "Venus Paris"? Eccolo là, in prima
fila, accucciato col trofeo in mano, alle spalle una prorompente dama, seno
open air. Lui insiste: "Ho la fedina penale pulita, ho fatto della
solidarietà il mio principale significato di vita". Che sia di carattere
gioviale questo inedito candidato Pdl per l'Europa è evidente dalla gratitudine
che gli portano i suoi amici, dalle spensierate feste cui partecipa, visibili
sul blog di Mike Meglio. Feste piene di "belles jeunes femmes" come
Cynthia Lavigne, che accoglie in guepière nera i suoi web estimatori. "Dal
2000 opero nel settore comunicazione", si legge nella biografia di Verde
che, curiosamente, tralascia di esibire l'austera attività di contabile. Nel
suo sito fa sapere di porre "un accento speciale sulla
cultura" e di voler "potenziare e riqualificare i contenuti del
palinsesto di Rai International". Quelle carogne di blogger sono andati
alla ricerca di dichiarazioni politiche. Ne hanno trovata una, pare, sull'Alitalia, in cui il candidato Pdl si preoccupa della "penetrazione
prorompente delle compagnie low cost".
( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Dopo l'appello
di Berlusconi stenta l'aggregazione tra imprenditori del nostro Paese Ma la
cordata italiana resta a terra Passera:"Non ci usate per altri scopi"
Anche i figli del Cavaliere cauti sul piano anti-Air France ETTORE LIVINI
MILANO - Si tira indietro Banca Intesa ("L'offerta italiana? Non c'è nulla
sul tavolo" dice l'ad Corrado Passera). Tace Air One. Muti anche i vertici
Fininvest, colti un po' in contropiede dalla chiamata alle armi del loro socio
di riferimento. Latitano, una costante dell'asta Alitalia, i grandi
imprenditori di casa nostra. Preoccupati dal destino di Malpensa ma non
abbastanza da metter mano al portafoglio per farsi carico dei guai della
compagnia di bandiera. A meno di ventiquattr'ore dal suo decollo notturno con
alla cloche il pilota Silvio Berlusconi, la presunta cordata tricolore pronta a
salvare Alitalia dalle mani rapaci di Air France è già tornata
precipitosamente con i piedi per terra per mancanza temporanea di adesioni.
Certo Air One resta interessata alla partita, pronta a rientrare in pista se
falliranno i negoziati con Air France. Ma per il resto è vuoto pneumatico. E
Intesa, il grande sponsor finanziario di Carlo Toto, getta acqua sul fuoco:
"Non mi risultano novità. Oggi (ieri ndr) in cda non abbiamo nemmeno pronunciato
la parola Alitalia ? assicura Passera ?. Da dicembre
Padoa-Schioppa e Prato ci hanno tagliato fuori dalla partita. Siamo sempre
pronti a dare una mano al paese ma non vogliamo essere usati da chicchessia per
altri motivi". Nessuno, del resto, è profeta in patria. E Alitalia non fa eccezione. In 15 mesi di procedura, di
imprenditori italiani in gara se ne sono visti ben pochi. Air One e la M&C
di Carlo De Benedetti sono state le uniche realtà di peso. Assieme a un
manipolo di carneadi ? dal finanziere Paolo Alazraki alla romagnola Capper
(sanitari) fino a Fabio Scaccia, professore di materie aeronautiche a
Ferentino, provincia di Frosinone ? scesi in campo per puro spirito De
Coubertiniano. I bookmakers non sono troppo ottimisti nemmeno ora che si è
scomodato Silvio Berlusconi. In casa Fininvest, per dirne una, tirano il freno.
I soldi in teoria non mancherebbero, visto che in cassa c'è un miliardo da
investire. Ma il dossier Alitalia, secondo
indiscrezioni, non sarebbe stato mai analizzato seriamente. Può darsi che i
figli del Cavaliere, al momento buono, "facciano il loro dovere" come
auspica il padre. Ma per il momento ? ammette persino lui ? "non c'è alcun
interesse mio o di Fininvest". L'unico vero tentativo di far decollare una
cordata made in Italy è stato quello messo in piedi da Diana Bracco
(Assolombarda), per fiancheggiare Air One e salvare Malpensa. Un sforzo
ciclopico, fior di convegni e dibatti. Alla fine però la montagna ha partorito
un topolino: l'impegno generico della Pirelli di Marco Tronchetti Provera a
puntare un "cip simbolico". Il blando interesse di Santo Versace (ora
candidato Pdl), il sostegno (più morale che finanziario) di Giorgio Squinzi
della Mapei. E niente di più. Poco meglio è andata a Carlo Toto e Corrado
Passera. La loro cordata ha bussato alla porta di diversi imprenditori
(compresa quella del nuovo numero uno di Confindustria Emma Marcegaglia). Alla
fine, però, sarebbero riusciti a raccogliere tre o quattro adesioni di alleati
pronti a mettere sul tavolo quote bonsai da 25-30 milioni per scalare ad Alitalia. Possibile costruire consenso attorno a questa
fragilissima base? Berlusconi ha tirato in ballo ? per ora senza apparente
successo ? la famiglia Ligresti. I Benetton sono impegnati su altri fronti (gli
aeroporti in primis), Luca Cordero di Montezemolo e Della Valle si sono
imbarcati nell'avventura dei treni. Tanti soldi li avrebbero i private equity
come Tpg. Ma la crisi dei subprime e la liquidità ridotta al lumicino sui
mercati ha reso molto più prudenti anche loro. E in ogni caso mettere assieme
nei tempi ristretti imposti dalla crisi le forze che non si è riuscito a
coalizzare in 15 mesi pare ? salvo sorprese ? un'impresa titanica. Può
riuscirci il leader Pdl? "Per fortuna dell'Alitalia
c'è il signor Silvio Berlusconi che impiegherà tutto il suo talento per
risolvere un problema che altri non hanno saputo risolvere" ha detto lui
con modestia. Peccato l'abbia affermato ? da premier ? nel febbraio 2004. Pochi
giorni dopo, ha preso in mano le redini della compagnia, ha nominato ad Marco
Zanichelli (in quota An) sostituito in pochi mesi da Giancarlo Cimoli. I
problemi di Alitalia, va da sé, non si sono risolti. E
molti, visto il precedente, temono che nemmeno questa volta il talento di
Silvio Berlusconi (in termini di comunicazione elettorale, maligna qualcuno)
basterà da solo a costruire una seria alternativa tricolore ad Air France.
( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti L' Amaca
MICHELE SERRA Per i non più giovanissimi, la percezione della gravità della
crisi italiana è resa difficile dal quasi perenne richiamo al teatro leggero degli
anni d'oro. Per esempio: il Berlusconi che, in uno degli accessi di
berlusconismo che lo hanno reso celebre, annuncia una
cordata dei suoi figlioli per rilevare Alitalia, rimanda
diritto a Tino Scotti e al suo "ghe pensi mi", ci penso io. E più in
generale alla lunghissima saga dei "bauscia" milanesi, quelli che a
notte fonda, seduti sul Muretto ad Alassio o al bar Napoleon di Sanremo (che
non c'è più, peccato), dopo avere ordinato un "baby" o un Gin Fizz,
vantavano liquidità illimitata, donne in ogni città, e alludevano
"in confidenza", di fronte a una quarantina di avventori sconosciuti,
all'imminente acquisizione di almeno un paio di palazzine a Mentone, che era
pur sempre in Francia. Berlusconi, naturalmente, ha parecchi quattrini in più,
e il suo potere non è (purtroppo) la vanteria di un bauscia da lungomare. Ma la
testa e i modi sono gli stessi, immutata è la voglia di lasciare a bocca aperta
le donne credule e i loro fidanzati. Gli avevano detto che non è più tempo di
sogni, ma una campagna elettorale senza almeno una sosta al Muretto, o al bar
Napoleon, sognando le luci di Mentone, deve essergli apparsa indegna del Re dei
Bauscia.
( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti SCOMMESSA
SUL CAOS (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) In una campagna elettorale impalpabile e a
tratti quasi incomprensibile, Silvio Berlusconi ha deciso
di trasformare il caso Alitalia nell'arma-fine-di-mondo contro il centrosinistra di Prodi e di
Veltroni. Dobbiamo prendere con molta serietà la sortita mattutina del leader
del Pdl che a Borsa aperta, e senza alcuna comunicazione preventiva ai soggetti
interessati e alle autorità di vigilanza, ha diffuso cinque notizie ad
altissimo impatto per i mercati. Nell'ordine: 1) il suo no secco
all'offerta "irricevibile" di Air France; 2) la sua preferenza per
una controfferta "indispensabile" di AirOne; 3) l'esistenza di
"una cordata di banche tra le quali potrebbe esservi Banca Intesa, il cui
cda dovrebbe decidere domani"; 4) la partecipazione a questa cordata
"di altri imprenditori, tra i quali potrebbero esserci i miei figli";
5) la sua richiesta a Prodi di erogare "un prestito-ponte in grado di far
partire la cordata degli imprenditori italiani". Parole come pietre, che
rotolano pesantemente nell'arena sensibile della Borsa e nella pipeline
infiammabile della politica. A metà mattinata le quotazioni del titolo Alitalia schizzano verso l'alto. Ma a fine giornata, dei
tonitruanti annunci berlusconiani non resta quasi nulla. A parte la prima,
ognuna delle altre quattro virtuali "notizie" viene spazzata via
dalla realtà dei fatti. Il management della compagnia risponde che
"nessuna offerta diversa da quella dei francesi è mai arrivata" a
destinazione. Banca Intesa lo smentisce precisando che "la questione Alitalia non è all'ordine del giorno del cda" e che
"sul tavolo non c'è assolutamente nulla". Nessun altro imprenditore
italiano, nemmeno il patron di AirOne Carlo Toto, torna a farsi avanti. I figli
del leader tacciono. Il Tesoro chiarisce che non esiste alcuna controfferta, e
che se qualcuno è interessato deve dimostrarlo "con atti formali e offerte
concrete", poiché la società è a un passo dal fallimento, "i tempi
sono strettissimi, sono dettati dalla condizione della compagnia e non possono
dipendere dal calendario politico". Palazzo Chigi ribatte che "la
vendita Alitalia non è stata tuttora oggetto di alcuno
scambio di valutazioni tra il presidente del Consiglio e il candidato premier
del Pdl". Non sappiamo se il Cavaliere abbia in mano delle
"carte" nascoste. E se le ha, non sappiamo quali siano e in che
misura possano cambiare il corso della partita su Alitalia.
Ma se vediamo l'esito che le sue parole hanno prodotto, temiamo che Berlusconi,
non avendo alcun bisogno di compiere qualche spericolata operazione
finanziaria, stia perseguendo piuttosto una rischiosa speculazione politica. Ma
stavolta non gli è consentita la solita, disinvolta licenza di macinare tutto e
il contrario di tutto nel frullatore della tele-politica. Da leader
dell'opposizione uscente e da potenziale premier del governo entrante, si
assume una gigantesca responsabilità. Delle due l'una. Se ha davvero un piano
concreto per salvare e rilanciare la nostra compagnia di bandiera, ha il dovere
di tirarlo fuori subito, e di dire forte e chiaro al Paese: il nome e il
cognome dei soggetti coinvolti nell'operazione (possibilmente, almeno in questo
caso, fuori dall'anomalia permanente e irrisolta del conflitto di interessi);
quanti soldi sono pronti a investire; con quali strategie nazionali; con quali
alleanze internazionali. Se invece non ha niente in mano, allora siamo in
presenza di un vergognoso bluff che rischia di costare carissimo al Paese.
L'intenzione principale del Cavaliere è evidente. Intralciare in tutti i modi
l'accordo con Air France, già appeso all'esile filo della trattativa sindacale.
Con due possibili subordinate, ciascuna delle quali per lui elettoralmente
convenienti. La prima: se l'operazione va in porto lo stesso, il leader del Pdl
può accusare Prodi di aver "regalato" un gioiello di famiglia ai
francesi (come già fece quand'era presidente dell'Iri) e può profilare se
stesso come l'unico baluardo contro "l'invasione straniera" (come già
fece quando intervenne per "impedire la svendita della Sme"). La
seconda: se l'operazione non va in porto, il 31 marzo l'Alitalia
fallisce, e gli ultimi dieci giorni di campagna elettorale saranno caratterizzati
da uno scenario "sudamericano". Aeroporti paralizzati dagli scioperi,
dipendenti a terra senza stipendio, aerei senza carburante fermi nelle
piazzuole, cortei e proteste furibonde nelle piazze. Anche in questo caso, il
leader del Pdl può cavalcare la protesta cilena, scaricando tutte le colpe sul
centrosinistra passato, presente e futuro. Usando la drammatica bancarotta
dell'Alitalia come una qualsiasi vertenza sui taxi.
Una scommessa sul caos. "La paura e la speranza" non è solo il titolo
del libro appena pubblicato da Giulio Tremonti. è anche l'essenza della
comunicazione politica del Pdl in questa campagna elettorale. La sinistra
ex-marxista e neo-mercatista è pronta a svendere l'Alitalia
ai francesi e l'Italia ai cinesi? Vi proteggiamo noi, improvvisando cordate
familiari e promettendo dazi doganali. Il minaccioso boiardo prodiano è pronto
a defraudare il bellicoso popolo padano del "suo" aeroporto, mentre
il finto riformismo veltroniano è pronto a rimettervi le mani in tasca per
prelevare un'altra tassa? Vi proteggiamo noi, giurando lunga vita a Malpensa e
garantendo il pagamento dell'Iva per cassa. Il Partito democratico sacrifica il
futuro dei nostri giovani sull'altare della globalizzazione mondiale, e recide
le nostre radici in nome dell'integrazione multirazziale? Vi proteggiamo noi,
dentro le frontiere geografiche della "Fortezza-Italia" e dentro le
barriere psicologiche della triade Dio-Patria-Famiglia. Nella collaudata
declinazione della contesa elettorale come battaglia di marketing, Tremonti e
Berlusconi si sono divisi i compiti. Il primo crea la domanda, con l'uso
politico della paura. Il secondo offre la risposta, con lo sfruttamento
palingenetico della speranza. Dal protezionismo alle protezioni: questa è
l'offerta securitaria del Pdl, che azzarda l'ennesima evoluzione identitaria.
Proprio mentre il centrosinistra riformista compie la sua svolta liberale e si
sbarazza finalmente della sua impronta massimalista (offrendo al mercato l'Alitalia, stringendo la mano invisibile della concorrenza, abbandonando
la logica discutibile del "tassa e spendi", accettando la
flessibilità del lavoro) il centrodestra cauterizza la sua residua vena
liberista e secerne finalmente tutta la sua linfa più naturale e più profonda:
quella populista (difendendo l'italianità delle imprese, il ruolo dello Stato,
il bisogno di tutela del Nord, la nostalgia di assistenza del Sud, il posto
fisso). La rivoluzione del predellino diventa la contro-rivoluzione del
popolino. Sulle spalle dell'Alitalia. E soprattutto,
ancora una volta, sulla pelle dell'Italia.
( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Roma
Trasporti Varato il piano di primavera Bus, nuove linee da Pasquetta a Ostia e
Talenti Scatta il piano di primavera 2008 dell'Atac, con due nuove linee di
autobus attivate e otto modificate. Le due nuove linee sono una cimiteriale, la
C13, tra Ostia e il cimitero Laurentino e una di quartiere, la 434 tra Talenti,
Torraccia e Casal Monastero. Per la prima volta vengono serviti tre nuovi
quartieri: Altamira, nei pressi del centro direzionale Alitalia della Magliana, Laghi delle Colline, vicino a via della Storta, e
la nuova sede del IV Municipio di via Umberto Fracchia. La linea C13 entrerà in
funzione da lunedì, la 434 da martedì. Sempre da lunedì saranno modificate le
linee 128, 150 Express festiva, 335 e 654. La 027 sarà modificata da
martedì mentre le corse scolastiche dello 031 saranno modificate alla
riapertura degli istituti. L'intervento investe circa 650 paline di fermata, su
un totale di 8500, di cui 50 sono di nuova installazione. Il piano, studiato da
Atac spa e realizzato in collaborazione con le società di gestione Trambus spa
e Tevere Tpl scarl, prevede un aumento dell'offerta di 416 mila chilometri ogni
anno. Per informare i cittadini delle modifiche ai percorsi e delle nuove linee
saranno distribuiti circa 100 mila volantini informativi, nei municipi e lungo
i percorsi interessati dalle variazioni della rete. Tutte le informazioni
saranno disponibili anche al numero di Atac spa 06.57.003, operativo dal lunedì
al sabato, festivi esclusi, dalle 8 alle 20 e sul sito Internet
www.atac.roma.it.
( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VI - Napoli Il
personaggio Bassolino Lezzi Prodi Ricordo un episodio degli anni '
( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Il tesoro: se ci
sono offerte siano presentate subito Berlusconi ne parla, coro di non so. Banca
Intesa si chiama fuori la politica si divide 21/03/2008 rischio fallimento il
pd accusa il pdl 21/03/2008 michele lombardi Roma. Chiama in soccorso "una
cordata di imprenditori italiani" con i quali avrebbe già avuto
"contatti", dice che i figli "se fosse necessario non si
tirerebbero indietro", sollecita un prestito ponte per favorire i nuovi
ingressi in partita, bolla l'offerta di Air France come "arrogante e
irricevibile". segue >> 3 21/03/2008 Bacchettati Veltroni e
Berlusconi, applaudono i "piccoli". Economia, per Usa e Italia
l'allarme del Fondo monetario 21/03/2008 roma. "Il voto non è mai inutile,
ognuno dà il voto secondo la sua valutazione, il suo giudizio". Durante la
sua visita in Cile, Giorgio Napolitano riprende così i fautori, Veltroni e
Berlusconi, del "voto inutile" dato ai piccoli partiti. Che, così,
esultano alle parole del Capo dello Stato. Il quale, peraltro, difende il
Parlamento, osservando che deputati e senatori "non sono avidi
fannulloni". Intanto sul fronte economico il Fondo monetario parla di
"possibile recessione negli Usa" a causa dei mutui subprime e taglia
le stime di crescita dell'Italia allo 0,6% contro l'1,3% stimato l'ottobre
scorso. bocconetti e f. ferrari >> 2 e 13 21/03/2008.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 213
La compagnia ha chiesto inutilmente all'Enac di bloccare l'invasione delle rotte
da parte di Alitalia e Myair Meridiana: stop alla
continuità La compagnia ha chiesto inutilmente all'Enac di bloccare l'invasione
delle rotte da parte di Alitalia e Myair "Da
aprile niente più biglietti a prezzi scontati" --> "Da aprile
niente più biglietti a prezzi scontati" Un'altra picconata alla continuità
territoriale. A finire sul banco degli imputati, questa volta, sono i vertici
dell'Enac, ma a scatenare il polverone è Meridiana che lancia un ultimatum a
ministero dei Trasporti ed ente nazionale per l'aviazione civile. Se non ci
sarà un intervento da Roma per fermare i voli di Alitalia
e Myair, annunciati a partire da aprile sulle stesse rotte in continuità
territoriale, Meridiana minaccia di bloccare, a partire dal prossimo 30 marzo,
tutte le tariffe scontate. In sostanza, i prezzi imposti, per la compagnia
sarda, saranno solo acqua passata e si rischia di anticipare quel processo di
apertura dei mercati che viene visto dall'amministratore delegato di Meridiana
Gianni Rossi come una possibile variabile negativa, se i dipendenti e i
sindacati non si adegueranno ai modelli più flessibili delle low cost. Tanto
più che Meridiana minaccia, sempre a partire dal 30 marzo, di applicare anche
sui voli da e per la Sardegna le stesse politiche tariffarie, con biglietti a
partire da 9 euro, degli altri collegamenti. Una politica simile a quella
appunto dei vettori a basso costo, che però non fissa tariffe minime per i
passeggeri, residenti e non, e offre poche garanzie su posti riservati e orari.
L'INCONTRO Secondo alcune indiscrezioni, ieri mattina a Roma era in programma
un incontro all'Enac, con Regione e compagnie, per iniziare a discutere del
nuovo regime di continuità territoriale (che partirà a ottobre). Meridiana,
prima di andare avanti nella trattativa, avrebbe chiesto a Enac e ministero di
fare chiarezza sul fatto che Alitalia e Myair
continuano a vendere i biglietti sui voli tra Cagliari e Roma, nel primo caso,
e Bologna-Cagliari e Bologna-Olbia nel caso della compagnia low cost. Non
avendo ricevuto alcuna risposta formale, a parte la diffida recapitata
dall'Enac alle due compagnie, che però hanno continuato a vendere i biglietti,
Meridiana ha deciso di passare alle maniere forti. STOP ALLA CONTINUITÀ
"Meridiana è pronta ad abbandonare dal 30 marzo tutti i vincoli tariffari
a favore dei sardi, imposti dalla continuità territoriale sulle rotte tra la
Sardegna e la Penisola, se Alitalia e Myair non
rinunceranno ai collegamenti giornalieri con Fiumicino, Linate e Bologna
annunciati per la stagione estiva", si legge in una nota. In altre parole,
se non saranno fatti rispettare i decreti sulla continuità territoriale, che
assegnano le rotte a Meridiana e Air One (le uniche che parteciparono alle
gare), la compagnia sarda metterà da parte le tariffe scontate e gli altri
oneri. "Pare scontato che non vi sia alcuna reale intenzione delle
istituzioni di garantire la trasparenza delle tariffe, il rispetto delle leggi
e dei diritti dei vettori che hanno sottoscritto e onorato gli impegni
richiesti", affermano da Olbia. E si preparano le richieste di
risarcimento. ( g. d. ).
( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Verso le elezioni Il
leader Pd galvanizza la folla: se ciascuno di voi fa la sua parte, l'obiettivo
è a portata di mano "DIVERTIAMOCI, in questi quindici giorni che mancano
alle elezioni". Erano in tremila, ieri sera in piazza Sisto tra una marea
di bandiere del Pd e del Tibet, a raccogliere il testimone che Walter Veltroni
ha consegnato loro: per il PdL "vincere è un fine e stanno già discutendo
su come spartirsi i posti. Per noi è il mezzo, perché il fine è cambiare
l'Italia. Se ciascuno di voi farà la sua parte potremo raggiungere un risultato
che è alla portata: discutete con i vostri vicini, mandate sms, organizzate
riunioni. Questo è il mezzo di comunicazione più potente, la fiducia di una
persona che si conosce. Se ciascuno di voi si mette a parlare con cinque
persone potremo raggiungere un risultato che oggi è alla portata". Da
tanti anni Savona non vedeva tanta gente raccolta in piazza per il comizio di
un politico. Veltroni è arrivato poco dopo le 18, sul pullman attrezzato di
tutto punto sul quale sta girando l'Italia, parcheggiato in corso Italia.
Nessuna grande scenografia, niente sfilate della nomenklatura locale ad
omaggiare il potente di turno, tutti giù dal palco, ad ascoltare. Vicino a lui
il ministro Giovanna Melandri, il candidato Massimo Zunino, il segretario
provinciale Giovanni Lunardon, la giovane albenganese Manuela Guerra (vedi
altro servizio), pochi altri. Il momento dei saluti è solo alla fine: cinque
minuti, non di più, per uno scambio di opinioni con il sindaco Berruti, con gli
altri sindaci delle città più importanti governate dal centrosinistra (Tabbò di
Albenga, Righello di Millesimo tra gli altri), il presidente provinciale
Bertolotto, l'assessore regionale Ruggeri. Tutto nel segno della cifra imposta
da Veltroni alla campagna elettorale: sobrietà, il segno di quella "forza
tranquilla" - secondo il vecchio slogan mitterandiano - che "è in
sintonia con il Paese, stanco di risse, che vuole cambiare". Tanti gli
applausi che lo interrompono, più volte durante l'ora e cinque minuti di comizio.
Interrotto dalla folla. Qualche pausa per bere acqua e prendere fiato. Per un
attimo, all'inizio, anche gli insulti di un isolato contestatore. Al quale non
tarda ad arrivare la risposta indiretta di Veltroni: "Abbiamo cambiato il
modo di fare, almeno per quello che riguarda noi, per gli altri come si vede è
più difficile". E ancora: "La nostra proposta è serena, innovativa,
non contro qualcuno, ma per qualcosa, per l'Italia nuova". Sulla stessa
linea anche il messaggio "agli insulti e alle offese di Berlusconi":
"Non ho da rispondere niente. È un'agenzia vecchia di 14 anni recapitata
oggi". E ancora: "Per quanto aspro sarà il loro linguaggio non li
seguirò. Non vogliamo dividere l'Italia, ma unirla. Useremo le parole di chi ha
la responsabilità di guidare un grande paese". Veltroni
ha toccato tutti i temi della campagna elettorale - da Alitalia alla legalità, dalla sicurezza alla scuola, dal risparmio
energetico ai rifiuti - ma il cuore del suo comizio è stata una lettera
consegnatagli ieri mattina da una ventottenne precaria di Asti. "La paura
fa crollare un paese, un Paese si fa quando c'è speranza. Può - ha
chiesto - un Paese continuare ad avere dentro di sè milioni di persone che
vivono con questa insicurezza?" Ha ribadito che il primo atto del suo governo,
se vincerà, sarà l'introduzione del "compenso minimo legale". Ha
parlato di un paese "semplice": "Non è possibile che per aprire
un'officina occorranno 60 adempimenti burocratici o servano migliaia di giorni
per avere una procedura di "Via" per fare una strada". Ha
sottolineato la necessità di non ostacolare "l'intraprendere, perché una
società vive sulla bellezza del rischio". Ha citato Jovanotti:
"Vertigine è non la paura di cadere ma la voglia di volare".
Innovazione, modernità, riformismo: "Siamo nelle condizioni di far
ripartire l'Italia, di aprire un nuovo ciclo come quello del dopoguerra,
lasciandoci alle spalle un quindicennio di veleni e divisioni che hanno tenuto
l'Italia ferma". Alle tante bandiere del Tibet: "L'Italia e l'Ue devono
farsi parte attiva. Un paese come la Cina è grande non solo se cresce il Pil,
ma anche per il rispetto dei diritti umani". Chiude l'Inno di Mameli,
seguito da "Mi fido di te", ancora di Jovanotti. Poi una quindicina
di poliziotti della Digos scortano il candidato premier - ma la gente lo chiama
"presidente" - quasi sollevato di peso, fisicamente circondato, verso
il suo autobus: il segno, forse, di un paese che i veleni, le divisioni, le
paure, le sente ancora sulla pelle. Lui, comunque, sorride e cerca di stringere
le tante mani che i savonesi gli porgono. Pochi metri, poi via per un'altra
tappa, anche Savona è alle spalle. Antonella Granero granero@ilsecoloxix.it
21/03/2008.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Italiana
Pagina 105 Berlusconi: c'è una cordata per Alitalia
Telefona a Prodi e chiede un prestito-ponte. Coinvolta Intesa? --> Telefona
a Prodi e chiede un prestito-ponte. Coinvolta Intesa? Scende in campo
Berlusconi per il salvataggio di Alitalia. Si oppone
all'offerta di Air France e tenta di rilanciare la cordata italiana. ROMA
Silvio Berlusconi va dritto per la sua strada e disegna il piano B per la
privatizzazione di Alitalia: cordata italiana con
AirOne e Intesa Sanpaolo. E questo nonostante dall'Istituto di credito non sia
arrivata alcuna conferma. "Non c'è nulla sul tavolo", spiega infatti
Corrado Passera. Ma, appunto, il Cavaliere non si arrende e chiede anche un
prestito-ponte al governo. I tempi però stringono, gli ribadisce Romano Prodi
nel corso di un colloquio telefonico: se un'offerta c'è davvero, è bene che i
protagonisti si facciano avanti. Anche perchè senza una proposta concreta,
spiega il Professore, Bruxelles bollerebbe il finanziamento come un aiuto di
Stato. FILO DIRETTO Berlusconi e Prodi si parlano di rado. Di telefonate in
quindici anni se ne possono contare una ventina al massimo, l'ultima che
risulta alle cronache è stata per la missione in Libano. A distanza di un anno
e mezzo, è la vicenda della privatizzazione Alitalia a
convincere, prima il Professore e poi il Cavaliere, ad alzare il telefono. Un
contatto diretto, cercato prima da Prodi mercoledì sera, e ieri concretizzatosi
con la chiamata dell'ex Premier, per verificare insieme quanto fosse concreta
l'ipotesi rilanciata, con forza, dal leader del Pdl di una cordata italiana che
possa strappare la compagnia aerea ad Air France. Ma proprio la richiesta del
prestito sarebbe suonata stonata al Professore. Fino a quel momento Prodi
sarebbe stato incline a credere all'avversario di sempre. Quando si sono messi
di traverso i soldi, però, si sarebbe rafforzato il timore di un bluff. La
preoccupazione che circola in ambienti del Pd è infatti che il leader di Forza
Italia voglia solo prendere tempo, giocare la partita a fini elettoralistici.
NO ALLA RESA Eppure Berlusconi, dopo tanto riserbo, ora sembra irremovibile e
pronto a non arrendersi davanti a niente, neanche davanti al no di Intesa
Sanpaolo. A metà pomeriggio infatti Corrado Passera fa sapere che sul tavolo
non c'è nulla e che, anzi, il progetto AirOne-Alitalia
"era bello" ma "basato su una conoscenza che probabilmente
adesso è superata dagli eventi". Berlusconi prima casca dalle nuvole
("fatemi fare delle telefonate...vi dirò"), poi annuncia che la
grande banca non si è affatto ritirata e che aspetta solo la due diligence . Un
nuovo passo avanti, che però ottiene un secco "no comment" da parte
dell'istituto di credito. Aver rimesso in campo l'ipotesi di una
privatizzazione made in Italy avrebbe comunque altre due conseguenze negative,
si insiste in ambienti di governo: ha portato a un irrigidimento delle
posizioni dei sindacati (che infatti chiedono più tempo e tornano a fare
pressing per il prestito-ponte da 300 milioni di euro) ma anche di quelle di
Air France, che tenta di giocare al ribasso. Anche perchè una certezza però
c'è: i tempi, come ammonisce, il Tesoro "restano strettissimi". DI NUOVO
UNITI Il Pdl sembra comunque ritrovare una sua unità. Ieri infatti il leader di
An Gianfranco Fini ha bollato come dilettantesco il governo e ha ammesso che
rispetto a qualche giorno fa, quando lui stesso aveva lasciato aperto uno
spiraglio alla proposta Air France, ci sono "troppe ombre".
Dopodichè, il leader di An prova a smorzare l'idea che possano entrare in campo
anche Marina e Pier Silvio Berlusconi e dice che se il Cavaliere ha ragione a
fare appello agli imprenditori italiani, questo non vuol dire che abbia
"sposato la cordata AirOne". Cambi di idee che sono nel mirino del
Pd: Walter Veltroni accusa i leader del Pdl di aver parlato e continuare a
parlare della vicenda Alitalia "con
leggerezza" e senza coerenza.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Italiana
Pagina 105 il confronto E i sindacati salgono sul volo del Cavaliere Il
confronto --> ROMA I leader di Cgil e Cisl chiedono che la decisione finale
sul futuro di Alitalia slitti a dopo il voto. Il
numero uno della Uil contesta al governo di aver messo i sindacati "spalle
al muro". Mentre nove sigle sindacali di settore, tutte quelle che siedono
al tavolo con l'azienda, con una sola voce chiedono più tempo: il termine del
31 marzo è troppo stretto per raggiungere un accordo, hanno
sottolineato con fermezza dopo oltre tre ore e mezzo di faccia a faccia con il
presidente di Alitalia Maurizio Prato. E serve subito, incalzano, il prestito-ponte da
300 milioni del Tesoro, per dare fiato alle casse vuote di Alitalia, e avere così più tempo per trattare. Una soluzione per spazzare
via dal tavolo di confronto "il ricatto" dell'imminente rischio
fallimento. Si rafforza il fronte sindacale del no, sostenuto anche dal
clima politico, e dalla posizione del leader del Pdl, Silvio Berlusconi, che
spiega di aver "chiesto a Prodi che faccia un prestito ponte in grado di
far partire la cordata degli imprenditori italiani". Un asse nel chiedere
più tempo. Sul tavolo della compagnia c'è "una sola offerta", quella
di Air France-Klm, ha sottolineato Prato parlando ai sindacati. E c'è una
difficile trattativa: raggiungere un accordo con i sindacati, in tempi stretti,
è una delle condizioni poste dal gruppo franco-olandese per lanciare l'offerta.
Le sigle sono disponibili a tornare ad un tavolo con il numero uno di Air
France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, che per riaprire il confronto tornerà a Roma subito
dopo Pasqua, martedì 25. Ma ribadiscono che non ci saranno spazi per un accordo
se i margini di trattativa sui contenuti della proposta resteranno
"inesistenti o limitatissimi", come ha ribadito mercoledì Spinetta.
Ancora toni duri dai segretari generali di Cgil e Cisl, Guglielmo Epifani e
Raffaele Bonanni, che avevano chiesto un incontro urgente al presidente del
Consiglio Romano Prodi, e si sono visti rispondere che il primo interlocutore è
l'azienda, e che l'azionista è il Tesoro. Epifani, che parla del dossier Air
France-Klm come di "un ricatto", chiede che "si trovi un modo
per continuare l'attività di volo, e si rimandi la parte del confronto e della
decisione a dopo le elezioni, quando avremo un nuovo governo". Con un
prestito-ponte, come ha chiesto Berlusconi? La soluzione, dice il leader della
Cgil, "può essere quella, io ne ho suggerito altre: tocca all'azienda
decidere". Raffaele Bonanni incalza: "Sarebbe opportuno - ribadisce
in una intervista che verrà pubblicata oggi dal Riformista - aspettare che si
insedi il nuovo governo e vedere se escono offerte migliori". È un no
netto ad Air France: "Non si sta solo consegnando la nostra compagnia a un
concorrente straniero, ma vedo tutti gli elementi che fanno dire che il governo
sta svendendo Alitalia". Parole dure anche quelle
del segretario generale della Uil, Luigi Angeletti: "Il Governo - dice -
ha gestito la vicenda Alitalia nel peggiore dei modi e
anche con scarsa trasparenza mettendo il sindacato, a trattativa conclusa, con
le spalle al muro: bere o rendersi responsabile del fallimento". La Uil
non chiude le porte ai francesi, ma vuole dettare le condizioni:
"Tratteremo con Air France per modificare la sua proposta e alla fine
dovrà essere essa ad accettare o a rinunciare". E servirà anche "un referendum
con tutti i lavoratori", dice Angeletti, che aggiunge: "La presa di
posizione di Berlusconi è di grande rilevanza politica: se si concretizzasse
una proposta alternativa ci sarebbe la dimostrazione, nei fatti, che anche in
Italia esistono degli imprenditori".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Italiana
Pagina
( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia I sindacati
aprono uno spiraglio Martedì vertice con Air France: prove d'intesa su Cargo e
Az Servizi La trattativa Ma per le organizzazioni l'ultimatum del 31 marzo
resta inaccettabile LUCIO CILLIS ROMA - Per i sindacati l'ultimatum del 31
marzo è inaccettabile. Ma uno spiraglio nella trattativa potrebbe aprirsi
martedì con l'incontro col numero uno di Air France Jean-Cyril Spinetta. Al
centro del faccia a faccia la questione di Cargo e Az Servizi. Lo spettro del
commissariamento che si affaccia su un negoziato sospeso non fa paura alle
sigle di categoria. Che rilanciano e chiedono al governo di "togliere dal
tavolo ogni limite temporale al negoziato". Un gioco di nervi che mette in
mano al Tesoro ogni decisione: i sindacalisti sono compatti e non vogliono
certo chiudere un accordo al ribasso che li metterebbe contro la base dei
lavoratori ed esporrebbe comunque al rischio di scioperi spontanei il nuovo
vettore frutto dell'integrazione con Air France. Le nove
associazioni di Alitalia vedranno ancora una volta il numero uno del vettore transalpino
martedì prossimo, dopo il ponte di Pasqua, per un giro che si annuncia
decisivo. Questo rinvio stride con l'invito a far presto giunto da governo e
azienda. La possibilità di giungere ad un accordo, la prossima settimana è appesa
ad un filo, anche se esiste una sottilissima speranza: i due nodi sui
quali probabilmente le parti potranno confrontarsi sono la chiusura del cargo e
quindi il numero di piloti in esubero (ora 500) e i tempi relativi al contratto
che legherà la manutenzione degli aerei Alitalia a
quel che resterà di Az Servizi. Si punta ad allungare il limite dei quattro
anni più quattro al termine dei quali Air France potrebbe decidere di riportare
la manutenzione pesante degli aeromobili in Francia. Secondo indiscrezioni,
Spinetta sarebbe disponibile ad allungare di qualche giorno i tempi della
discussione (imposta dal Tesoro e dal vertice della Magliana per evidenti
motivi finanziari) e a ritoccare qualche dettaglio del piano che non metta però
a rischio la profittabilità dell'operazione. Dall'altro lato del tavolo della
trattativa i sindacati attendono un segnale dai francesi dopo l'ennesima
chiusura mostrata ieri da Prato nel corso dell'incontro in Alitalia.
"Il governo e il ministro dell'Economia Padoa-Schioppa, hanno condotto
questa privatizzazione nel peggiore dei modi - dice Claudio Claudiani leader
della Fit Cisl - ora non si può imporre un calendario strettissimo per parlare
del futuro dei lavoratori ma anche del rilancio dell'azienda e della mobilità
nel nostro Paese". Il collega dell'Ugl trasporti Roberto Panella spiega
che "non si possono ricattare migliaia di dipendenti con lo spauracchio
del commissariamento e del 31 marzo come data ultima per chiudere una vendita
di questa importanza". "Spero per il bene di tutti che le pulsioni
suicide che ancora persistono in alcuni ambiti governativi vengano rapidamente
riassorbite" aggiunge il segretario generale della Filt Cgil, Fabrizio
Solari. Che aggiunge: "Non ha senso insistere sulla data del 31 marzo,
dopo che nove sindacati su nove, tre quarti delle forze politiche e diversi
ministri in carica hanno dichiarato di non ritenere praticabili le condizioni
poste dai francesi". Il commissariamento per i piloti Anpac, "non
deve essere posto come un ricatto: l'ipotesi non ci spaventa". Infine per
Giuseppe Caronia segretario generale della Uil trasporti "è meglio andare
avanti nella trattativa Air France".
( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Bruxelles
pronta a sanzionare l'eventuale compensazione economica alternativa alla causa
La Ue: aiuto di Stato anche il risarcimento a Sea LUCA PAGNI MILANO - Nella
palazzina alla spalle dell'aeroporto di Linate, sede della presidenza della
Sea, si attende ancora una telefonata di Romano Prodi. Il presidente della
società che gestisce gli scali milanesi, l'avvocato di area leghista Giuseppe
Bonomi aspetta che il premier uscente lo convochi per chiedergli di persona - e
non attraverso i giornali - di ritirare la causa per danni contro Alitalia per il trasferimento dei voli da Malpensa a
Fiumicino. E di pensare, in cambio, a qualche forma di compensazione economica.
Ma nell'attesa delle chiamata da Roma, si è fatta viva Bruxelles. E quelle che
sono arrivate ieri dall'Unione Europa non sono buone nuove: non solo il governo
italiano non potrà garantire a Air France-Klm la copertura
di eventuali danni da corrispondere alla Sea per la vendita di Alitalia, ma non sarà possibile nemmeno procedere a compensazioni in
favore della società milanese per risarcire la Sea del parziale addio di Alitalia a Malpensa. O meglio: se questo accadrà l'Italia verrà subito
condannata per aiuti di Stato non consentiti. Resta da capire per chi
sono le cattive notizie. Ancora ieri, durante un consiglio di amministrazione
di Sea, Bonomi ha ribadito la posizione della spa controllata da Comune (84%) e
Provincia (14%) di Milano: se Prodi vuole che si ritiri la causa contro Alitalia dovrà essere riconosciuto a Sea un danno, sulla cui
quantificazione verrà aperta una trattativa. Non solo: Bonomi ha ribadito che
il nuovo proprietario di Alitalia prenda l'impegno di
investire su Malpensa. Non sarà facile trovare una risposta che soddisfi sia la
Sea che l'Unione Europea. Soprattutto dopo quanto emerso ieri al termine di un
incontro tra i rappresentanti del Tesoro e i vertici della direzione per i
Trasporti della Commissione Ue. Incontro dedicato alle prime valutazioni
dell'operazione Alitalia-Air France. Secondo fonti di
Bruxelles eventuali riconoscimenti alla Sea sarebbero considerati da Bruxelles
"incompatibili con le regole dell'Unione Europea che vietano gli aiuti di
Stato". Lo stesso avverrà per eventuali garanzie contro l'esito favorevole
a Sea della causa che verrà intentata contro Alitalia.
Strada aperta, invece, per un prestito-ponte garantito dal Tesoro: dalla Ue
sottolineano però che questo tipo di operazione dovrebbe essere effettuata in
base agli stessi principi che verrebbero seguiti da un investitore privato.
( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Cautele e
ironie sulla stampa, mentre la classe politica non si intromette I francesi
snobbano l'operazione "Con due soldi ci prendiamo i loro piloti" Desta
più interesse il calo in Borsa del titolo della compagnia transalpina GIAMPIERO
MARTINOTTI dal nostro corrispondente PARIGI - In meno di un anno il titolo Air
France ha perso più di metà del suo valore ed è questa la cosa che interessa di
più la stampa finanziaria transalpina. Di fronte all'agitazione italiana, alle
polemiche politiche nostrane, al braccio di ferro con i sindacati, i francesi
rispondono con un sorprendente mutismo. Che la classe politica eviti
d'intromettersi non stupisce: è tradizionalmente poco propensa a esprimersi in
pubblico su questi argomenti. Più insolita, invece, la freddezza con cui
commentatori e analisti finanziari seguono le vicende italiane: pur senza
scoraggiare Jean-Cyril Spinetta, si sono però ben guardati dall'incitarlo. Come
se volessero dire che Air France farebbe meglio a preoccuparsi più dei prezzi
del petrolio e dell'andamento in Borsa. A questo proposito è sintomatico il
commento fatto lunedì da Les Echos, praticamente l'unico uscito negli ultimi
tempi. Il quotidiano ha infatti insistito sul prezzo "irrisorio"
offerto dalla compagnia francese per assicurarsi il controllo del quarto
mercato europeo e ha sottolineato come l'abbondante tesoreria consenta ad Air
France di finanziare l'operazione senza alcuna difficoltà. Ma il vero passaggio
chiave del commento stava nell'ultima frase: "L'azionista di Air
France-Klm, sottoposto a rude prova dal momento che la società non vale neanche
la metà dei suoi fondi propri, avrà la consolazione di acquistare a basso costo
un terzo pilastro per la sua compagnia". Parole da cui trapela una certa
acidità da parte del giornale che rappresenta la voce più autorevole della
comunità finanziaria francese. Il resto della stampa si è limitata a pezzi di
cronaca sulle alterne vicende, mentre Le Monde ha pubblicato un articolo in
difesa della strategia della compagnia e della sua offerta finanziaria prodotto
dal team dell'analista Hugo Dixon, ma non dal giornale stesso. Per il resto,
alcuni osservatori sembrano favorevoli all'operazione Alitalia soprattutto per risolvere un problema francese: la compagnia
rischia di mancare di piloti a partire dal
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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11027 Tv Al via martedì su Italia 1 alle 22,10 il nuovo show della Gialappa's
Band Quei tre a Malpensa Tv. Al via martedì su Italia 1 alle 22,10 il nuovo
show della Gialappa's Band "Proviamo a ridere anche del caso Alitalia" --> "Proviamo a ridere anche del caso
Alitalia" Con una nuova scenografia che simula la
sala d'attesa bagagli di un aeroporto, scenario perfetto per parlare di Alitalia e Malpensa, l'ingresso di attori comici come i
napoletani Gigi e Ross e Fabrizio Casalino e tante parodie legate alla musica,
visto che per cinque puntate di politica non si potrà parlare per par condicio,
torna il 25 marzo la Gialappa's Band con Mai dire martedì . Dieci gli
appuntamenti, in onda in diretta il martedì alle 22.10 su Italia 1. "La
situazione", spiega Carlo Taranto, uno dei componenti del trio dei
Gialappi, "è molto diversa rispetto agli ultimi anni in cui il programma
aveva una vera e propria tribuna. Questa scenografia ci dà il vantaggio di
poter parlare di un tema così attuale come Alitalia e
Malpensa e poi l'aeroporto è un posto dove ci può essere pubblico e dove puoi
incontrare i vip". A condurre il programma è ancora una volta il Mago Forest,
al secolo Michele Foresta, al quale darà filo da torcere il trio composto da
Giorgio Gherarducci, Marco Santin e Carlo Taranto. Altra sorpresa di questa
edizione il gruppo cult Bermuda Circus, un circo innovativo formato da quattro
chitarre e un basso. Ad animare la band anche quattro musiciste italiane al
flauto traverso, violino e sassofono. Da poco concluso Mai dire Grande Fratello
7 , la nuova edizione di Mai dire Martedì avrà nelle prime puntate uno spazio
riservato al reality di Canale 5 con filmati e la parodia dell'imprenditore
Roberto Mercandalli, il cumenda, fatta da Ubaldo Pantani che proporrà anche un
nuovo personaggio: un atleta che si allena per le Olimpiadi di Pechino.
"Speriamo che Roberto non venga eliminato", dice Taranto,
"perchè gli altri concorrenti sono meno generosi di battute comiche. Nella
Casa succede poco". Gigi e Ross proporranno la parodia di Tiziano Ferro e
degli Zero Assoluto mentre Fabrizio Casalino si misurerà con la vita quotidiana
inventata di Mario Biondi con clip girate a casa sua come se fosse l'abitazione
dell'artista soul-jazz e con la parodia di Mirko, aspirante rockstar che ha
"voglia di sbattersi zero ma un grande desiderio di successo".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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2 Meridiana: anche Myair fuori del decreto, rischio di blocco dal 30 marzo
"Alt all'Alitalia o diremo addio alla
continuità" Meridiana: anche Myair fuori del decreto, rischio di blocco
dal 30 marzo --> Meridiana è pronta ad abbandonare dal 30 marzo prossimo
tutti i vincoli tariffari a favore dei sardi, imposti dalla continuità
territoriale sulle rotte tra la Sardegna e la Penisola, se Alitalia
e Myair non rinunceranno ai collegamenti giornalieri con Roma, Milano e Bologna
annunciati per la stagione estiva. L'altolà arriva dalla compagnia che
sollecita le istituzioni nazionali e regionali a bloccare i concorrenti.
"Si tratta di voli che oggi vengono garantiti da Meridiana e Air One in
regime di continuità territoriale". DEIANA A PAGINA 13.
( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Il figliol pratico Maria Novella Oppo BERLUSCONI È PASSATO AI
COLPI BASSI. D'altra parte, da uno della sua statura politica, che cosa ci si
può aspettare, se non che colpisca dove arriva? L'aspetto positivo di questa
strategia (sempre la stessa) è quello di farci capire come il grande
comunicatore sia stremato dalla quinta replica di un reality elettorale la cui
sceneggiatura è già piena di falsi, scivoloni e battutacce. Basti pensare
all'uso che sta facendo del proprio figlio, scelto come alter ego per far
dimenticare il fatto che anche Veltroni potrebbe essere suo figlio. Non pago di
aver proposto Piersilvio come soluzione economica per migliaia di precarie,
Berlusconi da qualche ora lo ha tirato in ballo anche come
risolutore della crisi Alitalia. Per la lotta contro la mafia no, per non urtare la sensibilità
di Dell'Utri, ma per molti altri usi Piersilvio può tornare utile. Tipo spacciarlo
come soluzione contro la cellulite per le precarie meno giovani e contro la
caduta dei capelli per conquistare i maschi anziani che non portano la moquette
in testa come fa suo padre. FRONTE DEL VIDEO.
( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Se decolla la propaganda Alfredo Recanatesi Il bluff del
Cavaliere Davvero qualcuno potrebbe credere che in Italia ci siano imprenditori
disposti a investire sul risanamento e sul rilancio di Alitalia? Via. Se
in Italia ci fosse una Imprenditoria con la "i" maiuscola la
compagnia non sarebbe arrivata allo stato precomatoso nella quale purtroppo si trova.
Di tempo per pensarci e organizzarsi non è certo mancato dal momento che il
problema si è posto da almeno cinque anni, ossia da quando una soluzione
sarebbe stata finanziariamente meno impegnativa e industrialmente meno
complessa. segue a pagina 27.
( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Quand’erano un filo più giovani, i due figli di primo letto Marina e
Piersilvio servivano al Caimano per giurare il falso sulle loro povere teste.
Ora che son cresciuti, vengono adibiti agli usi più disparati. C’è da sistemare
una precaria? Che problema c’è, se la sposa Piersilvio (il poveretto non viene
nemmeno consultato sui suoi gusti sessuali). C’è da salvare l’Alitalia? Ghe
pensi mi, «ci sono i miei figli pronti a rilevarla,
insieme a Toto e Banca Intesa». Purtroppo Toto ha già perso la sua chance.
Mentre Banca Intesa, non avendo legami di parentela con la famiglia Berlusconi
(ma solo cospicui crediti con Forza Italia e con Toto), ha subito smentito. I
due incolpevoli pargoli, invece, non osano nemmeno fiatare.
Del resto papà lo conoscono bene: lui le spara così, a raffica, come gli
vengono. Infatti, col venir meno della banca, nonno Silvio fa presente che «la
cordata è sempre pronta», ma c’è una piccola postilla: bisogna trovare qualcuno
che metta i soldi, che sarà mai. Di qui l’idea geniale: il governo Prodi
potrebbe lanciare un «prestito ponte», prelevandolo dalle tasche dei
contribuenti, per finanziare l’operazione. In Europa si ride di gusto, visto
che le regole comunitarie vietano gli aiuti di Stato. Ancora qualche ora e il
Cainano dirà di essere stato frainteso dai soliti comunisti.
Peccato, però, che sia finita così. Intanto perché una compagnia aerea
denominata «Piersilvio Airways» («Air Marina» avrebbe ingenerato equivoci col
trasporto nautico) non avrebbe guastato affatto, in alta quota. Poi perché il
conflitto d’interessi berlusconiano languiva da qualche anno sulle solite
cosucce tipo tv, giornali, radio, portali internet, banche, assicurazioni,
calcio, cinema, processi penali, insomma poca roba. Inglobare anche una
compagnia di bandiera nel gruppo del futuro premier avrebbe conferito al
conflitto d’interessi un frizzante tocco di novità, al punto che persino
Uòlter, forse, avrebbe dovuto occuparsene. Ma l’operazione Piersilvio Airwaiys
avrebbe giovato soprattutto per un terzo motivo: avrebbe inaugurato una nuova
via tutto italiana al «fare impresa». Un tizio, uno a caso, mettiamo
Berlusconi, diventa presidente del Consiglio nel 2001 e si incarica di mandare
definitivamente a picco un’azienda pubblica già cagionevole di salute. Per
essere sicuro che non ne resterà più traccia, la affida nelle mani sicure della
Lega e di An, che ci giochicchiano per l’intera legislatura con i loro leggendari supermanager. Si comincia con l’ex
deputato leghista Giuseppe Bonomi, promosso presidente di Alitalia e rimasto
celebre per aver sponsorizzato i mondiali di equitazione indoor salto a
ostacoli, ad Assago (Milano), dove lui stesso si esibì in sella al suo cavallo
baio. Poi Bonomi viene spedito alla Sea (Linate e Malpensa) e ad Alitalia
arriva un fedelissimo di Fini: Marco Zanichelli. Ma subito Tremonti litiga con
Fini: «Giù le mani da Alitalia, non c’è più una lira». Zanichelli, preso fra le
risse di potere del Cdl, se ne va dopo appena 70 giorni, rimpiazzato
dall’ottimo Giancarlo Cimoli, che aveva già fatto così bene alle Ferrovie. Il
tempo di scortare la compagnia verso il burrone, poi anche lui leva il
disturbo, con una modica liquidazione di 5 milioni di euro.
A quel punto, affondata la flotta, il Cainano se ne va in ferie per un paio
d’anni. E al suo posto arriva gente seria, come Prodi e Padoa Schioppa che
tentarono di riparare ai guasti suoi. Quando ce la stanno per fare, trovando
Airfrance interessata a rilevare un bidone che brucia 1 milione e ha perso 15
miliardi in 15 anni, riecco l’Attila di Arcore che, travestito da Buon Samaritano,
tenta di sabotare la trattativa con l’aiuto consapevole di Bobo Formigoni, Bobo
Maroni e Morticia Moratti e l’aiuto inconsapevole dei soliti sindacati miopi.
Dice che compra tutto lui, anzi «i miei figli», più il celebre Toto,
naturalmente coi soldi degli altri: o delle banche, o dello Stato. Perché lui,
com’è noto, è un imprenditore che si è fatto da sé, e anche un vero liberale.
Una compagnia della buona morte talmente inguardabile che perfino Bonomi, da
Malpensa, prende le distanze e, sotto sotto, si tocca. Basti pensare che come
rivelava ieri sulla Stampa Minzolini sul caso Alitalia il consigliere
più ascoltato di Berlusconi è il deputato forzista Giampiero Cantoni, già
presidente craxiano della Bnl, più volte inquisito e arrestato, dunque titolare
delle giuste credenziali per occuparsi della faccenda: per esempio, un
patteggiamento di 11 mesi di reclusione per corruzione (con risarcimento di 800
milioni di lire) e un altro di 13 mesi per concorso in bancarotta fraudolenta
del gruppo Mandelli. Un esperto. È la via berlusconiana al risanamento. Chi si
chiama al capezzale di un’azienda dalla bancarotta? Un bancarottiere. Per
dargli un’altra chance.
( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Berlusconi gioca sulla pelle di Alitalia E di 10mila lavoratori. Parla di una cordata,
"candida" i figli, vuole un prestito dal governo Banca Intesa lo
smentisce. Prato: altre offerte? Solo strilli. Veltroni: destra irresponsabile
Berlusconi ha deciso di giocarsi sul tavolo della campagna elettorale anche la
carta Alitalia. Il leader della destra ha prima spiegato che la proposta
di AirFrance è irricevibile e poi ha garantito che la compagnia di bandiera
potrebbe essere acquistata da imprenditori italiani, tra cui i propri figli. Ma
Berlusconi chiede anche un aiuto-ponte dallo Stato: almeno 300milioni. La
cordata italiana avrebbe poi il sostegno di Banca Intesa che però ha subito
smentito. Un gioco sulla pelle di migliaia di lavoratori che stanno vivendo
giorni terribili perché il loro posto è a rischio. Prodi e il ministro
Padoa-Schioppa chiedono che, se ci sono proposte alternative ai francesi, si
facciano subito avanti con piani concreti. E per Veltroni "su Alitalia smentisce Fini". Ma Epifani della Cgil chiede
che tutte le decisioni siano rinviate a dopo il voto. Lombardo, Rossi, Masocco
e Pivetta alle pagine 2 e 3.
( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione
del GERMANIA Lufthansa vuole entrare nel mercato del cargo Lufthansa sarebbe
pronta ad entrare nel mercato italiano del cargo aereo
prendendo il posto di Alitalia, nel caso in cui si concluda la vendita ad Air France-Klm.
Operazione che, secondo il piano dei franco-olandesi prevede appunto
l'abbandono da parte della compagnia italiana, del settore merci entro il 2010.
Lo ha detto, ad Air Press, Carsten Spohr, chief executive officer e chairman di
Lufthansa Cargo, nel corso di una conferenza stampa a Francoforte per la
presentazione dei risultati annuali del settore cargo. "Alitalia
- ha annunciato Spohr - è per noi un competitor, anche molto forte, quindi se
dovesse lasciare libero il mercato noi saremmo pronti ad entrare al suo posto.
Quello italiano è un mercato molto importante per noi, nel quale stiamo già
cercando di aumentare la presenza".
( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Classe dirigente Per capire di quanto credito godano i rilanci
aviatori di Silvio Berlusconi basterebbe dare un'occhiata al Sole24ore di ieri.
La notizia ovviamente compare in prima pagina, ma solo in un sommario, accanto
a un editoriale di Franco Locatelli intitolato: "Uno scatto d'orgoglio
della classe dirigente". Si direbbe che il quotidiano di Confindustria e
degli industriali italiani, voglia così sottolineare il valore dell'intrapresa
berlusconiana, prova di un animo coraggioso e responsabile. Leggendo
l'editoriale si scoprono considerazioni importanti e facilmente condivisibili:
ad esempio che se cinque anni fa (pierno governo Berlusconi) fosse andato in
porto l'accordo tra Alitalia, Air
France e Klm non ci troveremmo oggi di fronte a questo disastro (anche allora i
francesi imposero condizioni capestro: prima, risanate i conti e privatizzate).
Leggendo l'editoriale non si scopre però il nome di Silvio Berlusconi:
evidentemente non lo considerano "classe dirigente", soprattutto
classe dirigente capace di uno scatto d'orgoglio. Il Corsivo.
( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del E la fantomatica cordata italiana si dissolve nel giro di
qualche ora / Roma MAGIA Il gioco di magia questa volta sembra fallito. Il
tentativo di Silvio Berlusconi di far apparire il coniglio dal cilindro e
scatenare l'applauso del pubblico, non è riuscito. La fantomatica cordata di
imprenditori italiani, che con Carlo Toto, patron di AirOne, alcuni industriali
nostrani, i figli dell'ex premier e Intesa San Paolo, avrebbe dovuto rilevare Alitalia, semplicemente non esiste. Frutto di un abbaglio da
campagna elettorale. O, peggio, di una manovra politica a fini elettivi. E la
cordata non c'è perché semplicemente mancano gli attori principali. Che
Berlusconi ha fatto affiorare in una notte come spettri ma che in realt non si
sono mai palesati. Dei figli nulla si sa, ma ieri, ad esempio, Intesa SanPaolo
ha fatto sapere, attraverso il suo amministratore delegato Corrado Passera, che su Alitalia "non c'è nulla sul tavolo". "A fine dicembre - ha
spiegato Passera - siamo stati esclusi dalla gara e da tre mesi non prendiamo
parte ad alcuna trattativa. Il progetto su Alitalia che
AirOne aveva presentato era un progetto industriale molto bello che avrebbe
creato un operatore di prima grandezza e di grande qualità. Era basato
però su una conoscenza che probabilmente adesso è superata dagli eventi".
Niente soldi quindi niente offerta alternativa. Il piano di Air France, anche
se poco trasparente, poco amichevole, e piuttosto duro, al momento è l'unica
disponibile. D'altronde i denari da mettere sopra il tavolo sono tanti, oltre
due miliardi di euro. E nessuno ha la stessa volontà di Air France. Neanche
Lufthansa, più gradita agli uomini del Nord per l'interesse dichiarato su
Malpensa, il cui interessamento è stato fatto riaffiorare ad arte questi
giorni. Ma già il dicembre scorso i tedeschi avevano spiegato che
l'acquisizione di Alitalia avrebbe "rovinato il
rating". Tant'è che pochi giorni dopo, Lufthansa ha comprato il 19% di una
low cost negli Stati Uniti, Jet Blue, per 305 milioni di dollari. Ma, per
tornare a bomba su Berlusconi, oltre al finanziatore non c'è proprio il
compratore. La proposta italiana di Carlo Toto, che ha destato e desta ancora
molte attenzioni e pulsioni, si è dissolta già l'estate scorsa. Quando il 17
luglio 2007, rimasto solo nella gara di privatizzazione, l'imprenditore
abruzzese ha detto "no grazie" rifiutandosi di fare l'offerta
vincolante. Toto ha incolpato il ministro Padoa-Schioppa di non avergli
concesso tempo sufficiente "per la sottoscrizione dei necessari accordi
sindacali". Eppure il governo si era impegnato a dargliene 45. Air France
ha chiesto in tutto 15 giorni ponendo come termine ultimo per accettare
l'offerta il 31 marzo. Quel ritiro ha altre ragioni. Una spiegazione l'aveva
data proprio il ministro Padoa-Schioppa che aveva fatto notare come Toto,
probabilmente, non avesse ottenuto un'adeguata copertura finanziaria dalle
banche al suo fianco. ro.ro.
( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del Fini e la sindrome da delfino di Marcella Ciarnelli E ora c'è anche
la presa di distanza utile. Il monito del Capo dello Stato sull'importanza per
ognuno di esprimere il proprio voto sempre, a chiunque si decida di darlo, è
stato accolto con il dovuto rispetto dai vertici del Popolo della libertà. Ma
con la difficoltà di chi sul voto utile ci ha puntato tutta la campagna
elettorale. Rispetto, dunque. Ma anche necessaria presa di distanza a conferma
di una linea. E così se il Cavaliere non ha mancato di ribadire che "chi
vota i piccoli partiti fa un favore a Veltroni e nel centrodestra l'unica forza
politica che ha l'opportunità di avere successo è il Pdl" ci ha pensato
Giulio Tremonti a derubricare a consiglio autorevole le parole inequivocabili
del Presidente della Repubblica. "Dall'alto della sua magistratura quello di
Napolitano è stato solo un intervento per prevenire". Una indicazione di
metodo, dunque. Nulla di più. E loro vanno diritti per la strada già tracciata.
D'altra parte, ha ribadito Berlusconi medesimo, come si fa a ritenere utile il
voto all'Udc che "al massimo prenderà un senatore". A che serve
votarlo quando "io sono qui e l'unica strada è affidarsi a me" ha
insistito. Tanto più che "dopo le elezioni Casini starà all'opposizione
perchè le alleanze si fanno prima del voto" ha incalzato sulla stessa
linea Gianfranco Fini, ancora leader di An, ma già perso nel fiume azzurro del
Cavaliere, facendo sentire la sua voce nella giornata dedicata agli eredi di
Berlusconi. Quelli naturali che compaiono oltre che come
salvatori delle precarie anche come possibili partner della cordata italiana
salva Alitalia. E quindi anche quello politico. Cioè colui che ha mandato al
massacro il suo partito proprio nella prospettiva, un giorno, di succedere
all'uomo di Arcore alla guida del centrodestra. Non è possibile fare previsioni.
Ma Fini ci spera. Ed esce allo scoperto confidando che "se non ci
fosse stata questa legge elettorale ma una come quella in vigore in Francia già
questa volta mi sarei candidato a premier. Ma bisogna fare il pane con la
farina che si ha". In attesa di succedere al "vecchietto" che si
sacrifica per l'Italia intera vantandosi però di avere "un mese di meno
del candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti", arriva la
benedizione pubblica di Giulio Tremonti che conferma di vedere nell'uomo di An
"ragionevolmente" il possibile delfino. Ed è già qualcosa. Sempre che
tutto proceda secondo il percorso previsto e non ci siano incidenti in un
legame che troppe altre volte è stato messo in discussione. Tant'è che Fini,
nonostante le dimostrazioni di colleganza totale, ci ha tenuto a ricordare come
il suo partito non sia ancora stato sciolto ufficialmente e che lo sarà solo
quando anche gli altri faranno la stessa operazione. Ora bisogna pensare alle
elezioni. Del futuro si parlerà a risultato acquisito. Se non andrà come deve
andare Fini non ha dubbi: "Se perdo le elezioni un minuto dopo rassegno le
dimissione. Anche se penso che si tratta solo di un'ipotesi di scuola".
L'impegno vale per lui. Può stare tranquillo che Berlusconi non ci pensa
proprio. In Fondo a Destra.
( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del Berlusconi: "Anche i miei figli sono pronti" "A
Prodi ho chiesto un prestito ponte, per prendere tempo. Fatemi fare delle
telefonate e vi dirò tutto" di Natalia Lombardo/ Roma BLUFF? Berlusconi
mischia le carte, fa intravedere un asso nella manica, puntando
a far saltare il banco della partita Alitalia: nelle
notti festaiole Silvio annuncia la presenza di una cordata italiana della quale
potrebbero far parte anche i figli. Salvo smentire parzial- mente stamattina,
dopo che il titolo Alitalia in Borsa ieri è schizzato del 12,52% , col rischio che oggi
crolli. Martedì notte, alla fine della festa di compleanno di Roberto
Maroni, il cavaliere è "sbottato". Convinto che con il suo veto
"i francesi si tireranno indietro e lasceranno spazio a AirOne",
lascerebbe la regia dell'operazione al patron Carlo Toto (del quale ha
candidato il nipote Daniele alla Camera in Abruzzo). La cordata, spiega l'ex
premier, sarebbe formata da "alcune banche tra cui BancaIntesa" poi
il suo vecchio socio Fininvest Ligresti e altre dal "mondo arabo" con
quote di minoranza. Insiste con l'appello agli imprenditori italiani e alla
domanda di un cronista "e lei che fa?" Berlusconi risponde così:
"Anche io sarei disponibile ad un sacrificio, ma mi accuserebbero subito
di avere un interesse. Potrei partecipare alla pari degli altri, ed anche i
miei figli credo che non direbbero di no". Ieri mattina, dopo essersi
assicurato il voto della Confcooperative (quelle bianche, quelle buone), con
l'ex Udc Giovanardi in prima fila, Silvio come sempre corregge un po' il tiro.
O quanto meno è "opaco": "Non ho alcun interesse da parte mia o
di Finivest, ma se lo chiedessero ai miei figli, se fosse necessario non si
tirerebbero indietro". Soprattutto vuole bloccare AirFrance:
"Porterebbe i turisti a visitare Parigi, i castelli della Loira e non
l'Italia", paventa il cavaliere, facendo quello rassegnato a dover bere
"l'amaro calice" del governo in una situazione "peggiore del
dopo 11 settembre". E bacchetta gli impreditori che "non ci danno un
euro per la campagna elettorale". Con la "leggerezza" che gli
rimprovera Veltroni, l'ex premier vuol dimostrare che ha le redini in mano, che
telefona a Emma Marcegalia come a Prodi, al quale "ho chiesto un prestito
ponte per dare tempo a una cordata italiana", spiega. Sul sito
votaberlusconi.it campeggia la coda di un aereo Alitalia:
"Cordata italiana unica soluzione". Ma anche un suo ex ministro
ammette che l'alternativa a Air France per ora non c'è, "tutto il resto è
campagna elettorale". Berlusconi però dà a vedere di condurre una
trattativa parallela, mentre qualcuno sospetta che voglia far fallire Alitalia: "Fatemi fare delle telefonate e vi saprò
dire" informa nel pomeriggio uscendo dalla sede Anmil, l'associazione
invalidi sul lavoro (a un anziano calvo suggerisce: "vada dal mio
dottore"). Poi, facendo shopping, s'arrabbia: "Non è vero che
BancaIntesa si è tirata indietro". Il leghista Maroni sostiene che "il
governo dovrebbe bloccare tutto". Fini fa una giravolta: era favorevole a
AirFrance, ora insegue Silvio: "Ha detto una cosa giusta: possibile che
non ci siano imprenditori italiani pronti a fare una proposta?". Quanto ai
figli e al conflitto d'interessi: "Probabilmente non sono nemmeno
interessati". Dalla Destra Daniela Santanché lo sfida: "Silvio, se ci
credi mettici i soldi".
( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del Ai tempi d'oro... quando al governo litigavano la Lega e An Il
quinquennio del centrodestra: immobilismo nel grande e costoso andirivieni di
presidenti e amministratori Rinvii, piani industriali abortiti, privatizzazioni
mancate, molti soldi pubblici, manager bruciati e Lega tanta Lega. I cinque
anni di Alitalia sotto la gestione Berlusconi sono
volati tra liti, ricatti e mancate decisioni. Cinque anni in cui la ex Casa
delle Libertà ha avuto la responsabilità di gestire il sistema aeroportuale del
Nord, compreso lo sviluppo dello scalo di Malpensa. Un lustro d'attesa. Vissuto
con il dualismo tra Malpensa e Fiumicino, tra Lega Nord e Alleanza Nazionale.
Un immobilismo, che, per dirla come il ministro dello Sviluppo economico Pier
Luigi Bersani, "ha portato l'azienda a una situazione
prefallimentare" e a un sistema aeroportuale tanto anarchico da vanificare
il concetto stesso di hub di Malpensa. Una via crucis per Alitalia.
Tanto che nel giro di una legislatura la società ha avuto tre amministratori
delegati, (Francesco Mengozzi, Marco Zanichelli e Giancarlo Cimoli) e
altrettanti presidenti (Fausto Cereti, Giuseppe Bonomi e Giancarlo Cimoli). Air
France, suo potenziale alleato, uno solo: Jean-Cyril Spinetta, dal
( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione
del Se decolla la propaganda Alfredo Recanatesi Segue dalla Prima L' ipotesi,
si sa, è stata avanzata da Berlusconi nel corso di un intervento elettorale.
Come imprenditore, oltre che come politico, Berlusconi si ritiene un leader.
Ma, mentre un leader politico può dire ciò che vuole, rimanendo a chi lo
ascolta in che misura dargli credito, un leader imprenditore no: se entra oggi,
a pochi giorni dalla scadenza che l'unico potenziale acquirente ha posto per
una definitiva decisione, nella questione Alitalia
deve farlo seriamente. Il leader politico può anche limitarsi a sventolare la
bandiera dell'italianità per caricare il suo elettorato in vista delle
elezioni. Il leader imprenditore, se auspica e sollecita una cordata di
imprenditori italiani per rilevare e rilanciare la compagnia, la deve rendere
credibile mettendo sul piatto, lui per primo, l'impegno finanziario che è
disposto ad assumersi nella operazione. Invece lui ha gettato il sasso e
ritirato la mano, dicendosi personalmente disinteressato alla questione per via
del suo impegno politico (sic!) ma prospettando, tanto per dire, una possibile,
ma sempre vaga, adesione dei figli. Il cardine dell'operazione dovrebbe essere
- sempre nell'ipotesi di Berlusconi - la accoppiata Air One-Banca Intesa, che
già si fece avanti quando fu bandita l'asta, ma con un piano industriale che
non raccolse valutazioni positive, tanto che la stessa Banca appare già da
tempo ben lontana dai suoi originari entusiasmi. È evidente, dunque, che quella
di Berlusconi è solo una strumentalizzazione in chiave elettorale di una
vicenda triste, per molti aspetti drammatica, come quella di Alitalia.
Una strumentalizzazione soprattutto degli interessi lombardi che ruotano
attorno all'aeroporto di Malpensa. Berlusconi, infatti, non si è limitato a
prospettare una possibilità alternativa, ma ha espresso palese contrarietà nei
confronti ai Air France-Klm, ben sapendo che il presidente Spinetta puntava ad
ottenere il consenso anche del centro-destra per evitare il rischio di ritrovarsi
un governo ostile in un Paese del quale gestisce la compagnia di bandiera.
Tutto - si diceva - per tutelare il ruolo ed i fatturati di Malpensa, ossia di
un aeroporto che - è bene ricordarlo - come hub è sostanzialmente abortito
poiché raccoglie una quota modesta del traffico intercontinentale originato nel
Nord; ed è abortito perché lo stesso Nord ha commesso la follia di dotarsi di
un aeroporto ogni cinquanta chilometri, per cui è molto più semplice e
conveniente raggiungere un hub vero - come Zurigo, Fiumicino, Parigi o
Francoforte - con un volo da uno di questi aeroporti "sotto casa" che
raggiungere Malpensa per strada o in treno. L'ultimo affronto che Alitalia poteva meritare è proprio di vedere quanto può
ancora costituire il suo futuro sacrificato sull'altare di una contingente
convenienza elettorale. L'offerta di Air France-Klm può essere anche giudicata
colonialista, opportunista, o quel che volete voi. Alcune condizioni poste
possono anche essere ritenute mortificanti. Può essere irritante, specie per la
mentalità italiana secondo la quale niente è mai definitivo e tutto si può
sempre trattare, che si sia arrivati al "prendere o lasciare". Ma non
è questo il punto. Il punto è che il gruppo franco-olandese è l'unico ad
offrire ad Alitalia un futuro credibile. Altre
possibilità, dopo mesi di procedura ufficiale ed anni di sondaggi, non ce ne
sono. Possiamo piangere fiumi di lacrime sul latte versato, ma questo non
varrebbe a definire una alternativa. Se l'offerta di Air France-Klm viene
lasciata decadere, la situazione economico-patrimoniale di Alitalia rende pressoché automatico il commissariamento, seguito a ruota
dal fallimento. E fallimento significa che molti rami d'azienda di Alitalia verranno chiusi, altri finiranno ad altre compagnie o società di
servizi, i più perderanno il lavoro, quelli che lo manterranno ricominceranno
da zero o quasi, alle dipendenze di altre società. Creare l'illusione
che possano esserci soluzioni più convenienti, più "italiane", più
disponibili a mantenere gli attuali organici alle condizioni economiche e
normative attualmente vigenti, e magari anche a mantenere sulla giacca di
Malpensa i galloni di hub intercontinentale; tutto questo può aiutare a
conquistare facili consensi da spendere il 13 aprile, alla condizione, però,
che non si pensi neppure al conto che dopo si dovrà pagare.
( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Davvero qualcuno crede che in Italia ci siano
imprenditori disposti al risanamento di Alitalia? E perché non
si sono fatti avanti prima quando l'operazione sarebbe stata meno impegnativa?.
( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Noi lettori a sostegno del nostro giornale Cara Unità e cara
redazione, voglio esprimervi tutta la mia solidarietà e comprensione per la
scelta pesante di scioperare il prossimo 26 marzo. Come lettore fedele,
affezionato e appassionato sono sempre più preoccupato per il futuro della
testata che sembra ancora più di prima a rischio e soprattutto per l'assordante
silenzio da un lato, di una proprietà che appare francamente "poco
interessata" al destino di un pezzo importante della storia del nostro
giornalismo; dall'altro del Partito Democratico (ovvero dei nostri politici di
riferimento) che sembrano non capire l'importanza del giornale come voce e strumento
di coinvolgimento e condivisione del progetto politico. Considero il
"nostro" giornale un'oasi di libertà in un panorama di testate fatto
di opportunismi e compromessi con il potere di turno a volte imbarazzanti;
spesso in questi anni ci siamo ritrovati soli, abbiamo fatto una scelta di
rigore e coerenza ma il prezzo che rischiamo di pagare a questo stare
"fuori dal coro" mi sembra francamente troppo alto. Come lettori che
in questi mesi di difficoltà abbiamo insieme a voi difeso e sostenuto il
"nostro giornale", meritiamo rispetto e siamo stanchi di questo
infinito balletto di voci ed ipotesi sui possibili acquirenti. È ora per la
proprietà di dire chiaramente da che parte sta, se con il giornale, i suoi
redattori, i poligrafici e tutte quelle persone che con tanta passione lo
creano tutti giorni; oppure con quelli che a vario titolo e per motivi diversi
hanno interesse a farlo morire. Noi lettori lotteremo sino all'ultimo per
difenderlo perché adesso più che mai la nostra Democrazia ha bisogno di questo
spazio di libertà ed a questo proposito rilancio l'idea di una sottoscrizione
popolare per rilanciare la testata, insieme ad un presidio di sostegno e
solidarietà il giorno dello sciopero in ogni città dove ha sede una redazione
(ad iniziare da Bologna in via del Giglio 5), per dare un segno visibile di
quanto vi siamo vicini con la testa e con il cuore. Claudio Gandolfi, Bologna Com'è corta la memoria di Berlusconi su Alitalia Cara Unità, come fa Berlusconi a parlare di Alitalia e di colpe del Governo Prodi? Il disastro è cominciato e si è
compiuto nel suo quinquennio di governo. Ma perchè nessuno, come fa Travaglio,
documenta la sua sfacciataggine e lo sbugiarda pubblicamente? Pensiamo
che gli Italiani siano così informati e traggano le dovute conclusioni? Temo di
no, se vediamo rete quattro e le altre del Cavaliere, ma anche la RAI che gli
accorda uno spazio inverecondo. E' necessario far emergere la verità su Alitalia, su di un certo leghista Bonomi che ora vuole i
danni per Malpensa. Ma la vergogna delle proprie colpe non la prova più
nessuno? Gianbattista Liazza, Ravenna. Auguri a Luchino vecchio partigiano Cara
Unità, di nuovo in fibrillazione il Comitato di Redazione a proposito
dell'assetto societario del nostro giornale (per favore non tirate SEMPRE in
ballo Antonio Gramsci... lo sappiamo da molto tempo chi fu il fondatore e non
mi sembra necessario ricordarlo continuamente a destra ed a manca... o lo avete
scelto come alibi?...): A pagina 4 di oggi 20 c.m. avete pubblicato una foto
che vede Veltroni abbracciare il vecchio partigiano e comandante. Voglio
aggiungere al brevissimo ritratto che il conte Luchino Dal Verme (cugino di
Vittorio Emanuele III) è stato comandante della Divisione "Gramsci"
Garibaldina nell'Oltrepo Pavese e la sua nomina fu dovuta su sollecitazione
fatta da Ferruccio Parri a Italo Pietra (Commissario politico della Brigate
Garibaldi dell'Oltrepo Pavese). Fu un Comandante amatissimo dai suoi partigiani
e fu sempre legato al territorio pavese e mai rifiutò una sua partecipazione
alle manifestazioni e alle Feste de l'Unità che si tenevano a Varzi, capoluogo
della Valle Staffora nel territorio in cui operava anche la sua Divisione.
Voglio qui ricordarlo e ringraziarlo per questo nuovo gesto che lo rende
ammirevole e che mi onora sentendolo nuovamente con me vivo e partecipe al
Partito Democratico: Auguri a te Luchino , vecchio partigiano combattente
Alfredo Schiavi, Sanremo Il nuovo codice si dimentica dei parchi Stefano
Miliani su l'Unità commenta con soddisfazione l'ultimo passaggio del nuovo
Codice dei Beni culturali a cui manca ora solo la firma del Capo dello Stato.
Il titolo dell'articolo ne evidenzia un aspetto molto importante ai fini anche
del paesaggio e cioè che "la bellezza è un valore unitario".
Importante perché il dibattito e le polemiche che l'hanno finora accompagnato
si erano incentrate -non certo a torto- soprattutto sui profili istituzionali
ovvero il rapporto stato-regioni e enti locali. Aspetto non separabile però dal
merito ossia da cosa si intende per paesaggio. Milani al riguardo sottolinea
che il nuovo Codice rispetto al vecchio e grazie in particolare a Settis ne
allarga la concezione delineandolo non solo come depositario di
"bellezza" naturale bensì come patrimonio di cui fanno parte la
natura quanto l'opera dell'uomo. Dai monti ai borghi tanto per semplificare.
Tanto è vero che più volte nel recente passato si era cercato - purtroppo senza
successo - di integrare l'art 9 della Costituzione per "aggiornarlo"
sotto questo profilo. D'altra parte la vicenda del killer del pino marino che
sta decimando le nostre pinete costiere in Toscana soprattutto all'interno dei
parchi conferma in maniera esemplare questo intreccio paesaggio-natura spesso
ignorato. Ma proprio per questo è sorprendente che neppure Miliani dica
qualcosa sul fatto che il nuovo codice sottrae - ad esempio - alla
pianificazione dei parchi proprio il paesaggio. Insomma mentre giustamente si
sottolinea il passo avanti nella nuova concezione del paesaggio sancita dal
Codice non si coglie l'incoerenza di questa norma che torna a scindere ciò che
si è appena unificato. Si ritiene davvero che questo gioverà alla tutela del
paesaggio? Renzo Moschini, Pisa Gentile Moschini, ringraziandola per
l'attenzione e la competenza su un tema così delicato e importante, converrà
chiarire che il Codice, nell'articolo numero 145, subordina anche le "aree
naturali protette" ai piani paesaggistici su cui il testo stesso legifera.
Cordialmente, ste. mi.
( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Veltroni: "Tutti i figli partano alla pari" Il leader
democratico a Savona: basta discriminazioni in base alle dichiarazioni dei
redditi dei genitori di Eduardo Di Blasi inviato a Savona CON LE TANTE persone
presenti in piazza Sisto IV a Savona, Walter Veltroni entra subito in sintonia.
Perché parla a gente che ha figli e teme per la precarietà del lavoro che
questi troveranno, che ha pensioni mangiate dall'inflazione, che è in parte
delusa dall'esperienza del centrosinistra allargato ("Non si può governare
con una coalizione che va da Dini e Mastella a Caruso", e giù l'applauso),
che ritiene non più possibile vivere in un Paese dove i cittadini hanno gli
stipendi più bassi d'Europa e i parlamentari quelli più alti (altro applauso,
sentito). Perché, anche, sperano in questo progetto che vuole parlare a loro,
al Paese. A queste persone il segretario del Pd propone di rimboccarsi le
maniche per costruire un'Italia nuova che cresca come successe dopo che la
seconda guerra mondiale l'aveva ridotta a macerie. "Dal '45 al '63-'
( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del RISARCIMENTO SEA La causa va avanti, ma sono pronti a trattare
"Un abbandono tout court della causa non è pensabile e immaginabile. Se ci
dovesse pervenire, ma allo stato non è pervenuta, una proposta transattiva, la
valuteremo. Siamo persone ragionevoli". È quanto dichiarato dal presidente
della Sea, Giuseppe Bonomi, al termine del cda della società che gestisce gli
scali milanesi. Bonomi ha anche ribadito che "l'azione
giudiziale promossa contro Alitalia è un atto dovuto a tutela
dell'integrità dell'azienda, dei lavoratori e degli azionisti". Anche
Bonomi non ha invece voluto commentare le parole del candidato premier del Pdl,
Silvio Berlusconi, che l'altra sera aveva parlato di una cordata italiana
pronta ad acquistare Alitalia: "Se ci sarà la cordata - si è limitato a dire - la
vedremo, anzi la vedranno loro", riferendosi al governo. Per quanto
riguarda il consiglio di amministrazione di ieri, il presidente della Sea l'ha
definito "informativo". "Era doveroso - ha spiegato - riunire il
Consiglio di amministrazione in sede formale e informarlo della
situazione". Il consiglio di amministrazione, ha aggiunto Bonomi, "ha
espresso apprezzamento e sostegno alla linea di concretezza con cui ci siamo
mossi finora".
( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione
del Cgil e Cisl: "La parola al governo che verrà" I leader sindacali:
"Serve ancora un po' di tempo". La Uil insiste per la trattativa /
Roma TEMPISTICA L'incontro tra il vertice di Alitalia e i sindacati si è regolarmente tenuto ieri mattina nonostante
l'incalzare delle notizie sul futuro della compagnia di bandiera e nonostante
che la linea sindacale fosse stata sufficientemente chiarita dalla missiva
inviata mercoledì sera a Romano Prodi dai leader di Cgil e Cisl, Guglielmo
Epifani e Raffaele Bonanni. No ai ricatti, sì a tempi più lunghi fino a
completare la privatizzazione a nuovo governo insediato. La linea è questa, ed
è quello che Epifani ha ripetuto ieri: "Di fronte a questa situazione, a
Spinetta che vuole anche l'opinione del nuovo governo, si trovi un modo per
continuare l'attività di volo e poi si rimandi a dopo la parte del confronto e
la parte della decisione: a dopo le elezioni, quando avremo un nuovo
governo". Anche per Bonanni si devono verificare "altre eventuali
candidature, garantendo il tempo necessario affinché possa esprimersi anche il
nuovo governo". Alla luce di questo, l'incontro con il presidente di Alitalia, Maurizio Prato non poteva che essere
interlocutorio, non c'è stata rottura e tutto è rinviato a martedì prossimo, data
di un nuovo round alla presenza del numero uno di AirFrance-Klm, Jean Ciryl
Spinetta. Ad annunciarlo ai sindacati è stato lo stesso Prato, con annesso
appello al senso di responsabilità. La risposta delle nove sigle presenti in Alitalia (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Ugl, Sdl,
Anpac, Up, Anpav e Avia) è stata univoca: non vogliono ritrovarsi costretti ad
accettare l'offerta al ribasso del colosso franco-olandese perché l'alternativa
porta dritto al fallimento della compagnia o al suo commissariamento. Quindi è
bene che la convocazione per martedì poggi su concreti margini per negoziare,
l'offerta va modificata. "Il richiamo alla responsabilità fatto da Prato
non è sufficiente - afferma il segretario nazionale della Filt Mauro Rossi-. La
convocazione ha un senso se c'è un cambiamento". Per il segretario
nazionale della Fit, Claudio Genovesi, è "inaccettabile non permettere la
possibilità di un confronto". Per questo, "ci aspettiamo martedì un
approccio diverso quale condizione per poter proseguire". Altra questione
considerata dirimente è quella di non legare la scadenza del 31 marzo
all'approvazione di un prestito ponte. Posizioni di merito sostanzialmente
condivise dalla Uil che tuttavia segue un'altra strategia. Il sindacato di via
Lucullo non ha firmato la lettera inviata a Prodi da Cgil e Cisl e pare
convinta che i sindacati abbiano ancora un grande potere
"contrattuale" tanto che il leader Luigi Angeletti afferma:
"Tratteremo con AirFrance per modificare la sua proposta e alla fine dovrà
essere essa ad accettare o a rinunciare". Premesso che un eventuale
accordo "dovrà passare per il referendum tra i lavoratori", Angeletti
plaude all'iniziativa di Berlusconi, "è di grande rilevanza politica: se
si concretizzasse un'alternativa ci sarebbe la dimostrazione che anche in
Italia esistono degli imprenditori". fe.m.
( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione
del SCENARI Se arriva il commissario Commissariamento. La parola che nessuno
vuole pronunciare prende sempre più consistenza con il passare delle ore. I
precedenti di grossi gruppi commissariati esistono sia in Italia (Cirio e
Parmalat sotto l'ombrello normativo della legge Marzano), sia in Europa, con i
casi di Sabena e Swissair, le due compagnie aeree che come Alitalia provocarono enormi buchi di bilancio. Il percorso da seguire,
secondo la Marzano, prevede la nomina di un Commissario, a cui spetterà poi
prendere le decisioni sul futuro del gruppo. In Italia, come detto, abbiamo due
casi recenti, diametralmente opposti: la Cirio è stata liquidata a pezzi,
mentre per la Parmalat si è tentato (con successo) un rilancio
attraverso la ristrutturazione. Per Alitalia l'esempio
da seguire dovrebbe essere quello offerto dal gruppo di Collecchio, ma la
situazione è ben differente. Se infatti il colosso agroalimentare, una volta
purgato dei debiti, aveva una struttura in grado di reggere, per la compagnia
di bandiera il discorso è differente. Per questo è facile immaginare che la
prima cosa che farà il nuovo commissario sarà quella di tagliare rotte e
personale, per creare un gruppo in grado di competere nel mercato. Facile anche
che arrivino finanziamenti, magari in cambio dell'affitto di rami d'azienda. Il
vero problema però sono i posti di lavoro, perché nel caso di Swissair e di
Sabena i tagli del personale sono stati pesantissimi, nell'ordine del 70%. Un
vero e proprio bagno di sangue.
( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Padoa-Schioppa: "Chi vuole, avanti subito" Ma il
presidente Prato nega l'esistenza di altre proposte: "Solo strillate e mai
avanzate" di Felicia Masocco/ Roma PAROLE E FATTI "Chi è interessato
ad Alitalia si faccia avanti con atti formali e
offerte concrete". E lo faccia subito. A metà pomeriggio Tommaso
Padoa-Schioppa interrompe l'effluvio di parole del candidato premier del Pdl e
con una nota e gli ricorda che verba volant, se dietro le chiacchiere c'è qualcosa
di concreto, se una cordata alternativa ad AirFrance-Klm c'è, venga allo
scoperto "altrimenti distrugge una possibilità di vendita anziché
costruirne una nuova". L'attesa non può durare a lungo, aggiunge il
ministro dell'Economia, "i tempi, ormai strettissimi, sono dettati dalla
condizione della compagnia e non possono dipendere dal calendario
politico". E qui il richiamo è indirizzato anche a chi, Cgil e Cisl tra
gli altri, chiedono che la decisione finale sul futuro di Alitalia venga
congelata e se ne riparli con il governo che uscirà dalle urne. Le parole
dell'uomo del Tesoro, il maggior azionista di Alitalia, erano
state anticipate in mattinata da quelle del presidente di Alitalia, Maurizio Prato, che nel corso dell'incontro con i sindacati
aveva incalzato: "Dove sono le offerte di queste cordate strillate sulla
stampa e mai pervenute in azienda?". Per Prato- alle prese con il
difficile compito di convincere i sindacati che AirFrance conviene - l'offerta
dei franco-olandesi allo stato attuale è "prendere o lasciare", ma è
"industrialmente solida" al contrario di quelle di possibili cordate,
"appoggiate dalle banche che poi farebbero gravare il debito
sull'azienda". Prima ancora, era stato Romano Prodi, nel colloquio
telefonico con Berlusconi, a sollecitare fatti concreti. Un pressante invito a
venire allo scoperto nel corso di una giornata convulsa e confusa rispecchiata
dall'andamento del titolo in Borsa, uno stop and go che ha richiamato
l'attenzione della Consob. Il titolo è sorvegliato, "un'attenta analisi"
è in corso per la sua forte volatilità che può celare manovre speculative.
Basti pensare che dopo l'intervento di Padoa-Schioppa il titolo Alitalia ha dimezzato il suo guadagno, passando da un rialzo
del 30% a 15,7% attestandosi a 0,459 euro. Un'altra notizia arriva da
Bruxelles, inerisce l'ipotesi di una garanzia da offrire ad AirFrance in caso
di esito negativo della causa intentata ad Alitalia da
Sea, per la vicenda Malpensa: l'operazione rappresenterebbe un aiuto di Stato
contrario alle norme Ue. Vale lo stesso per eventuali risarcimenti riconosciute
dal governo alla Sea per l'abbandono di Malpensa da parte di Alitalia.
Quanto al prestito-ponte, necessario alla compagnia aerea per sopravvivere fino
a privatizzazione avvenuta, è possibile solo in presenza di una proposta
concreta di acquisizione, altrimenti Bruxelles lo bollerebbe come aiuto di
Stato. E questo taglia un po' le gambe alla proposta dei sindacati che chiedono
che la questione venga sganciata dal raggiungimento di un'intesa entro il 31
marzo. A fine giornata, dopo un vortice di dichiarazioni, resta la netta
sensazione che le speculazioni in Borsa facciano il paio con quelle
elettoralistiche. I principali leader del Pdl, "parlano con grande
leggerezza e peraltro si contraddicono l'un l'altro. Come il giorno e la
notte", accusa Walter Veltroni. "Abbiamo a che fare con posti di
lavoro, in Alitalia e a Malpensa, eppure si parla con
leggerezza e si annunciano cose che non si verificano". Bertinotti invoca
la buona volontà di tutti per salvare il lavoro.
( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Zare la testa. Ieri
il Mibtel ha lasciato sul terreno un altro 1,47% a 23.114 punti e l'S&P/Mib
l'1,63% a 30.371 punti, però ci sono state delle notevoli prestazioni
controcorrente con aumenti a due cifre, sintomo di un mercato incerto. La
giornata ha penalizzato la maggior parte dei titoli dell'energia con Eni che ha
perso il 3,7% a 20,87 euro, Erg l'1,92% a 12,24 euro, Enel l'1,69% a 6,5 euro,
Tenaris il 2% a 14,42 euro; avanzano invece Saras (+0,77% a 2,73 euro) e A2A
(+0,72% a 2,24 euro). Banche a più velocità. Molto male Unicredit (-4,4% a 4,13
euro) e Banco Popolare (-4% a 10,26 euro), al palo Mps (+0,18% a 2,75 euro),
mentre Intesa Sanpaolo ha guadagnato il 2,19% a 4,34 euro e Ubi Banca l'1,45% a
15,73 euro. Generali -1,17% a 27,13 euro. Nell'editoria in ribasso Mondadori
(-5,1% a 4,93 euro). Pesanti Impregilo (-6,94% a 2,44 euro)
e Autogrill (-3,89% a 9,29 euro), debole Risanamento (-0,77% a 1,42 euro).
Nelle telecomunicazioni arretra Telecom (-2,65% a 1,21 euro) mentre la giornata
ha visto correre Tiscali (+12,52% a 1,68 euro). Forte recupero per Alitalia (+11,94% a 0,34 euro), cresce Fiat (+1,13% a 13,16 euro).
( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cv
Alital 10 66,887 61,482 cv B Ifis 09 99,246 99,239 cv Bco Popol 10 100,357
100,619 cv Beni Sta 11 91,153 91,505 cv BIM 15 88,620 89,996 cv Carige 13
110,569 112,739 cv Mi-A2a 09 110,086 111,762 cv SIAS 17 92,159 92,549 cv Snia
10 101,010 101,010 cv Vitt Ass 197,000 197,000 Telecom IT CV 10 109,557 109,203.
( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Banche Confermati
gli obiettivi del 2009. Passera: "Non intendo uscire di scena".
Distribuiti dividendi per 4,8 miliardi 21/03/2008 milano. Intesa Sanpaolo
chiude il 2007 con utili per 7,2 miliardi di euro e in crescita del 54%
rispetto al 2006. Nonostante le turbolenze sui mercati finanziari, conferma gli
ambiziosi obiettivi al 2009 e resta alla ricerca di opportunità di acquisizioni
mirate, anche se sul tavolo non c'è nulla. Intanto, per l'esercizio appena
chiuso distribuirà dividendi per 4,8 miliardi, grazie a una cedola di 0,38 euro
per le azioni ordinarie e di 0,391 euro per le risparmio. "Siamo fiduciosi
e in ottima forma, per questo confermiamo i target e gli obiettivi del piano di
impresa 2007-2009", ha detto il consigliere delegato Corrado Passera.
Ribadito, in particolare, il target di utili per circa 7 miliardi nel 2009, con
l'impegno a pagare dividendi ordinari per circa 3,7 miliardi nel 2009 e di 4,5
miliardi nel 2010. E se la forza patrimoniale sarà sufficiente il capitale in
eccesso nel 2010 tornerà agli azionisti come dividendo straordinario. "Il
2007 è stato un anno difficile ma buono - ha detto Passera -, i risultati sono
stati in linea, il rischio è in linea. Abbiamo una serie di punti di forza che
cercheremo di sfruttare al meglio possibile". L'incontro con gli analisti
finanziari è stata l'occasione anche per chiarire che la
banca è del tutto fuori dalla partita su Alitalia ("È
inimmaginabile che si faccia un'offerta"), e per smentire indiscrezioni su
una sua uscita da Intesa: "Resterò qui - ha chiarito -. Se ci sono voci su
una mia uscita dal gruppo sono false". Il risultato della gestione
operativa è stato di 8.740 milioni (8.287 milioni nel 2006), mentre i
proventi operativi netti sono pari a 18 miliardi di euro (+0,5% o +5,5% senza
le componenti non ricorrenti). La crisi dei mercati ha pesato sull'attività di
negoziazione, in calo del 44% a 1.008 milioni. 21/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Finmeccanica:
"Abbiamoportato l'Italia nel mondo" i 60 anni del gruppo
Guarguaglini: siamo diventati leader grazie al nostro personale roma.
"Partiamo dalle radici, dall'Italia, e cerchiamo di proiettarci nel mondo,
attraverso investimenti che ci permettono di crescere sia in campo industriale
che commerciale, con un management compatto e convinto che i goal siano
realizzabili". È la linea che segue Finmeccanica, così sintetizzata dal
presidente e amministratore delegato, Pier Francesco Guarguaglini in occasione
della presentazione ai giornalisti delle iniziative culturali e sociali che
saranno messe in campo per il sessantesimo anniversario della nascita della
holding di aerospazio e difesa. Iniziative che "non sono un amarcord, che
avrebbe poco significato", ha spiegato il numero uno di Finmeccanica ma
per "ricordare le origini per poter affrontare il futuro con maggiore consapevolezza
e consolidare la nostra posizione". Il 22 marzo del
( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Commento milano. La partenza
positiva di Wall Street, in scia al superindice economico Usa che non ha
spiazzato le attese, non è bastata a spingere Piazza Affari
che ha terminato la seduta in calo. Male UniCredit (-4,4% a 4,13 euro) e Banco
Popolare (-4% a 10,26 euro), al palo Mps (+0,18% a 2,75 euro). Seconda seduta
consecutiva in deciso recupero per Alitalia
(+11,94%). Giornata in accelerazione per Tiscali (+12,52%). 21/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Berlusconi: "La
cordata c'è, ma non dico altro" il "giallo" degli imprenditori
italiani dalla prima pagina È un fiume in piena Silvio Berlusconi, che non si
ferma neanche di fronte alla freddezza di Corrado Passera, il gran patron di
Banca Intesa, che si mostra poco incline a lanciarsi nell'avventura Alitalia in concorrenza con i francesi. "Non ne so
niente", taglia corto in serata il Cavaliere. E poi: "Intesa non si è
ritirata". A che punto sono contatti con i presunti sfidanti di Air
France? "Fatemi telefonare, poi vi dirò", risponde a chi lo pressa
per sapere se ci sono novità al tramonto di una giornata campale, che vede
Berlusconi scatenato sulla crisi e il destino della compagnia di bandiera. Già,
in nottata si era materializzata la cordata italiana per Alitalia:
i cavalieri bianchi invocati da Berlusconi, che mette in campo di nuovo Air One
e arriva a coinvolgere anche i figli, almeno sulla carta. È una sortita
notturna, che piomba come una valanga sul tavolo del negoziato tra azienda e
sindacati mentre il Cavaliere prosegue la sua marcia, come un caterpillar
contro il piano di Air France. Anche Romano Prodi si ritrova nell'occhio del
ciclone. Con Berlusconi, che gli telefona in mattinata e gli chiede di dare il
via libera al prestito ponte, che dovrebbe servire alla cordata italiana per
"mettere insieme un piano industriale e fare una due diligence, come non
era stato consentito prima della gara". Con il premier, Berlusconi si
mostra ottimista: "Ho avuto contatti, non posso dire chi sono, devo
mantenere il riserbo ma ho fiducia e conto che si possa fare". Dall'altra
parte, Prodi non si scompone: "Siamo stati sempre aperti da altre offerte,
se ci fossero state. Il prestito ponte è ora vincolato, come chiede Bruxelles,
a offerte serie concrete e fatte, che devono pervenire in tempi brevi".
Una cosa è certa: l'attivismo di Berlusconi mette in imbarazzo e in difficoltà
Prodi. E con lui il ministro Tommaso Padoa-Schioppa, che non crede nei
soccorritori in tricolore e teme anzi la fuga di Air France: uno sbocco che
avrebbe effetti devastanti per la compagnia, costretta portare i libri in
tribunale e a chiudere i battenti. "Quella di Air France è l'unica offerta
seria. L'unica alternativa è il commissariamento", spiega il ministro al
personale di volo mentre è in aereo, Alitalia
naturalmente, diretto a Milano. Una volta atterrato, il titolare del Tesoro mette
nero su bianco tutto il suo disappunto e scrive una nota durissima contro la
sortita di Berlusconi, che ora rischia di far saltare il tavolo con i francesi:
"Chi è interessato ad Alitalia si faccia avanti
con atti formali e proposte concrete, altrimenti si distrugge una possibilità
di vendita anziché costruirne una nuova. I tempi sono strettissimi e non
possono dipendere dal calendario politico". Entrata a pieno titolo nella
campagna elettorale, la vicenda Alitalia si conferma
come il principale motivo di scontro tra Pdl e Pd mentre il governo si ritrova
sotto il tiro incrociato. "Se ci sono imprenditori italiani vengano avanti
con i soldi e un progetto industriale", dice il ministro Pierluigi
Bersani. "Berlusconi vuole impegnare la sua famiglia, che senza dubbio ha
i mezzi. Se ci sarà un'offerta italiana, sarà un fatto apprezzabile. In caso
contrario, è propaganda", è la tesi di Massimo D'Alema. "Quelle di
Berlusconi sono promesse. E le parole e le promesse hanno
portato l'Alitalia hanno portato l'Alitalia sull'orlo del
fallimento", si sfoga Enrico Letta. Ma anche gli ex alleati del Cavaliere
non gli risparmiano critiche. "Berlusconi comincia a pagare il prezzo alla
Lega. Se c'erano gli imprenditori italiani, perché non sono venuti fuori prima?
Non vorrei fosse una boutade elettorale e che la cordata di Berlusconi si
dissolvesse il 14 aprile perché Alitalia è allo
stremo", attacca l'Udc Pier Ferdinando Casini. "Berlusconi ci fa
sapere che farà comprare Alitalia ai figli. Sono molto
preoccupato. Non si scherza sulla pelle dei lavoratori", commenta il
leader della Destra, Francesco Storace. Nel corso del suo tour elettorale
interviene anche Walter Veltroni, che ribadisce: "Sulla proposta Air
France, Berlusconi parla con leggerezza e dice il contrario di Fini, che era
favorevole". Ma ora non lo è più. Gianfranco Fini si allinea e condivide
la linea di scontro con Air France adottata dal Cavaliere in perfetta sintonia
con la Lega, pronta fare le barricate per difendere Malpensa. "Berlusconi
ha detto una cosa giusta e non ha sposato la cordata Air One. Siamo sicuri che Alitalia si salvi con Air France? Servono nuove forme di
rilancio e di un minimo di garanzie sociali", rettifica il leader di An.
La sortita di Berlusconi suona come una sfida al governo e a Prodi, al quale il
Cavaliere avrebbe promesso ulteriori dettagli sulla cordata italiana nelle
prossime ore. Intanto Francesco Rutelli allarga le braccia e rivela: "Ho
personalmente bussato alla porta di tutti gli imprenditori italiani più
importanti. Ma nessuno si è voluto impegnare". Vedremo se Berlusconi sarà
più fortunato e convincente. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it
21/03/2008 ' 21/03/2008 disappuntoa destraIl Cavaliere mi preoccupa: non si
scherza così con il posto di lavoro della gente francesco storaceleader La
Destra 21/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
L'avvertimento Roma.
Lo Stato non potrà garantire a Air France-Klm la copertura di eventuali danni
da corrispondere alla Sea, perché l'operazione rappresenterebbe un aiuto di
Stato contrario alle norme Ue. Il governo non potrà nemmeno procedere a
compensazioni per risarcire la Sea del danno causato dall'abbandono di Malpensa
da parte di Alitalia. Contattato dall'agenzia Ansa,
Michele Cercone, portavoce del vicepresidente della Commissione Ue responsabile
per i Trasporti, Jacques Barrot, ha confermato lo svolgimento dell'incontro al
centro del quale è stato "un primo scambio di informazioni sulle
condizioni dell' eventuale vendita di Alitalia al
gruppo Air France-Klm". Bruxelles ha evidenziato che qualsiasi tipo di indennizzo
erogato direttamente dall'azionista sarebbe destinato a cadere sotto la scure
di Bruxelles. Aperta la strada a un prestito-ponte garantito dal Tesoro.
21/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Piazza affari
milano. Seconda seduta consecutiva in deciso recupero per Alitalia (+11,94% a 0,34 euro). Le azioni della compagnia di bandiera,
continuamente sospese per eccesso di rialzo, sono state trainate dalla
speculazione che scommette su un miglioramento dell'offerta da parte di Air
France - Klm o, come indicato dal candidato premier Silvio Berlusconi, sulla
formalizzazione di una cordata italiana concorrente. In deciso rialzo
anche Air France (+6,86%). Di sicuro il mercato considera la possibilità di una
chiusura delle trattative fra la compagnia pubblica italiana e il gruppo Air
France-Klm entro il 31 marzo sempre più remota. 21/03/2008.
( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
ELEZIONI. TRA I TEMI
DISCUSSI LAVORO, ECONOMIA, TASSE E MONTAGNA Veltroni: "Italiani grati ai
partigiani cuneesi" Il pullman del candidato Pd ieri ha fatto tappa a
Cuneo "Tutti dobbiamo essere grati ai partigiani cuneesi: restituirono la
libertà all'Italia". Lo ha detto Walter Veltroni rivolgendosi ai cittadini
che affollavano ieri piazza del municipio, a Cuneo, 67ª tappa del tour
elettorale del candidato premier del Partito Democratico. "Vedete - ha
detto Veltroni - alcune persone qui davanti a me portanto un fazzoletto tricolore
al collo. Sessantacinque anni fa erano ragazzi o poco più. Per comodità o per
paura, come tanti altri, avrebbero potuto far finta di non vedere quanto
succedeva in Italia. Invece vollero anteporre l'interesse di tutti a quello
loro personale. Molti persero la vita per aver aderito alla Resistenza, che
nacque qui, nel Cuneese. Molti pagarono un prezzo altissimo per quella loro
lotta. Ma riuscirono a restituirci la libertà". Veltroni ha legato il
ricordo dei partigiani alle drammatiche notizie dal Tibet, sollecitato anche da
un gruppo di militanti radicali che ha assistito al comizio con le bandiere di
quel Paese. "Dobbiamo essere grati per la stessa ragione al Dalai Lama e
ai monaci, che con metodi non violenti si battono in questi giorni per la loro
identità, storia, cultura, religione. Un Paese come la Cina non può essere
grande solo per il Pil che cresce dell'8 per cento l'anno. Deve essere grande
per i diritti civili e la democrazia". "Credo - ha aggiunto - che
tutti ricordiamo quello studente cinese che nel
( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
A Palazzo Cabrino
Sul ruolo di Malpensa non c'è accordo in Consiglio comunale Ieri il consiglio ha affrontato anche il problema di Alitalia e Malpensa. A presentare ordini del giorno sul tema sono stati i
consiglieri comunali sia del centro-destra che del centro-sinistra: cinque i
documenti depositati dali gruppi di maggioranza, uno dall'opposizione.
All'inizio del dibattito Augusto Ferrari, per il Partito Democratico, ha
proposto di votare "un ordine del giorno comune, su alcuni punti
essenziali condivisi da tutti per dare più forza al consiglio". I
capigruppo si sono riuniti, con una sospensione del Consiglio, ma non è stato
trovato l'accordo su un punto: il ruolo di Malpensa come hub, caldeggiato dal
centro-destra, bocciato dal centro-sinistra.\.
( da "Riformista, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Il piano B: prima il
default, poi il voto Punta al fallimento da addossare a Prodi La cordata
azzurra non c'è, lo dice Passera Dovevano essere i
salvatori di Alitalia. I "coraggiosi" della cordata nazionale anti-francese.
Ma gli attori dello scenario di mezzanotte, evocati l'altra sera da Berlusconi
tra un brindisi e l'altro per la festa di compleanno di Bobo Maroni, sono
sfumati uno dopo l'altro nello spazio di un mattino: da Air One non è arrivata
alcuna controfferta, come confermato dall'ad di Alitalia
Maurizio Prato. Banca Intesa resta alla finestra e l'ad Corrado Passera ha
dichiarato che "non c'è nulla sul tavolo" e che "non è possibile
fare nessun tipo di offerta conoscendo la situazione solo dall'esterno".
Resterebbero i figli di Berlusconi, ma "collaboreranno al salvataggio solo
se qualcuno glielo chiederà", ha precisato ieri il genitore. E dunque?
Parrebbe una disfatta su tutta la linea. Invece per Berlusconi l'operazione Alitalia può già dirsi riuscita. Air France è sotto scacco
del futuro probabile esecutivo. Il governo Prodi, il convitato di pietra della
campagna elettorale, è tornato al centro dell'attenzione, esposto al tiro
incrociato dell'attualità. Il candidato Walter Veltroni è ora assediato su
tutti i fronti: al sud la spazzatura, a Roma la "svendita" di Alitalia, al nord l'effetto Malpensa. E il Cavaliere attende
con ansia i sondaggi della prossima settimana, quelli che dovrebbero registrare
la "piena" del caso. Ma il colpo vero è previsto qualche giorno prima
delle elezioni: perché se il 31 marzo Air France uscirà di scena, il fallimento
della compagnia di bandiera sarà la notizia che accompagnerà gli italiani al
voto del 13 aprile. "E per responsabilità esclusiva del governo",
come sostiene già oggi Berlusconi. Il quale, alle obiezioni di protagonismo
interessato, di strumentalizzazione elettorale o di correità nel default si
prepara a ribattere facendosi scudo del "sistema paese". Non io,
sostiene, sono mobilitato a scongiurare il "regalo" ai francesi: è la
Confindustria di Emma Marcegaglia "preoccupata" per il futuro dei
suoi associati privati del nodo Malpensa, sono i sindacati a denunciare
l'"impopolarità" del piano Spinetta e a chiedere come me un prestito
ponte. "Perché - ha detto ieri Berlusconi ai suoi - se Epifani dice che
l'offerta Air France è irricevibile va bene e se invece lo dico io sono animato
da secondi fini?". Secondi fini della cui esistenza non dubita più palazzo
Chigi, dove ormai si ritiene che il gioco del Cavaliere abbia una precisa road
map : accompagnare l'Alitalia al fallimento e quindi,
una volta al governo, favorire soluzioni nazionali, magari sotto forma di
"spezzatino", tra una recriminazione e l'altra sul
"dilettantismo" prodiano. Tra il premier e Berlusconi è andato in
scena ieri il più classico dei giochi del cerino. A dispetto delle smentite, il
leader del Pdl ha ribadito che una cordata italiana è "pronta".
Prodi, confortato dalla copertura di Walter Veltroni, è andato subito a vedere
le carte. In mattinata ha chiamato il rivale di sempre al telefono, che gli ha
chiesto l'erogazione di un prestito per preparare il terreno ai nuovi
acquirenti. "Quali acquirenti?", ha chiesto Prodi. "Senza un
piano serio, per l'Europa il prestito è aiuto di Stato". Ma, sulla
"cordata", Berlusconi non ha spiegato al premier nulla in più di
quanto detto in pubblico. E il cerino è rimasto in mano al governo. "Se
c'è un compratore venga fuori subito", ha detto Tommaso Padoa-Schioppa.
Paolo Bonaiuti, portavoce di Berlusconi, respinge il pressing che arriva dal
Pd: "Ci si rivolge a noi come se stessimo al governo, ma non ci siamo noi
a palazzo Chigi...". Come dire: il fallimento è tutto intestato a Prodi.
Che ieri non ha ricevuto nuovi segnali da Spinetta. Il Prof punta ancora su Air
France, ma il barometro volge al brutto: "A questo punto - si spiega dalle
parti del premier - dipende tutto da quanto Spinetta si è spaventato per le
parole di Berlusconi. Ma quando un presidente del Consiglio in pectore
definisce "arrogante" un'offerta, non c'è da essere ottimisti".
Stefano Cappellini 21/03/2008.
( da "Messaggero, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di PAOLO POMBENI
L'ACQUISIZIONE di un'impresa deve rispondere a criteri industriali, a
valutazioni economiche, non ad altro. Se viene influenzata da scelte politiche
vuol dire che la partita è diventata politica. Questo tipo di situazione,
applicato all'Alitalia, non va bene e, se la trattativa dovesse saltare, alla fine si
saprà chi ringraziare. Affermare questi principi sarebbe probabilmente una
banalità assoluta in qualsiasi Paese eccetto che in Italia. Da noi, purtroppo,
non è così, anzi questo è un problema tipico: troppo spesso politica e
magistratura vogliono mettere lo zampino dappertutto, sicché alla fine
non si riesce mai ad impostare una questione nei termini suoi propri. Ora, come
insegna proprio il caso Alitalia, di tutto c'è
bisogno, meno che di far diventare le scelte economiche ed imprenditoriali
delle scelte politiche. Naturalmente possiamo cercare di suonare le corde più
diverse: l'orgoglio nazionale, quello egoistico del Nord contro il Sud, quello
pseudo-solidaristico della difesa dell'occupazione, ma non cambierebbe la
natura del problema. Ad una crisi di natura industriale, dovuta a lunghe catene
di errori per cui una compagnia aerea lavora sempre e comunque in perdita, per
cui si è gestita una politica degli scali che ha suscitato da sempre più di una
perplessità, si risponde cercando di sottrarre il giudizio dalle mani del
sistema economico, passandolo a quelle del sistema politico. Con ciò ci si
illude di fare, in buona o cattiva fede poco importa, il superiore interesse
del Paese. Ma può veramente essere così, se il presunto salvataggio di
un'impresa sull'orlo del fallimento viene fatto pagare alle tasche di tutti gli
italiani e per di più in un momento in cui non c'è davvero spazio per un
impiego diciamo così avventuroso del denaro pubblico? Perdiamo più immagine ad
avere una compagnia di bandiera aggregata ad altri colossi internazionali o ad
averne una tenuta artificialmente in vita per breve tempo con in mano i libri
da portare in tribunale? Abbiamo più problemi sul piano internazionale ed
europeo a doverci leccare qualche ferita per investimenti sbagliati e condotte
errate nel passato o a mostrare che finalmente si è capito e si accetta che
l'economia sia un terreno che non può essere manipolato, per non dire drogato,
oltre un certo (modesto) limite? Queste sono le vere domande politiche che ci
si deve porre oggi. Non si tratta di rifiutarsi di prendere in carico alcune
ricadute dolorose di questa vicenda, a cominciare dai suoi riflessi
sull'occupazione, così come di evitare ogni riflessione sul futuro e sulla sorte
di investimenti anche cospicui che sono stati fatti in maniera non troppo
ponderata. La politica ha tutto il diritto e vorremmo dire anche il dovere di
trarre da quanto sta avvenendo delle lezioni e di cercare anche di offrire
qualche contributo per la soluzione di alcuni problemi in campo. Questo però
non può avvenire manipolando pesantemente le regole dell'economia di mercato.
Bisogna dunque che prevalga il senso di responsabilità e che la politica abbia
il coraggio di stare non uno, ma due passi indietro. Corrado Passera ha
giustamente dichiarato che Banca Intesa non si fa dettare gli interventi da
mettere in atto dall'esterno, ed è per questo che guadagna. La regola vale per
tutti i soggetti economici, e la politica per rompere questi comportamenti "normali"
deve mettere in atto quelle arti di, chiamiamola così, seduzione, che sappiamo
bene a quali disastri possono portare. Sia chiaro che non stiamo difendendo
solo l'autonomia della sfera economica: difendiamo, e non è un paradosso, la
credibilità e la affidabilità della sfera politica. Di queste ci sarà un enorme
bisogno nei prossimi mesi, visto il quadro quantomeno turbolento in cui ci
muoviamo. Di esse dovremo fare a meno, se nel caso Alitalia
non si accetterà che le scelte, per difficili e dolorose che siano, le deve
fare il livello economico, perché, se per disgrazia si trasformassero in scelte
politiche, depotenzieremmo in un momento delicato il livello di governo di cui
abbiamo assoluto bisogno: quale che sia il titolare pro tempore che uscirà dal
verdetto delle urne.
( da "Riformista, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Segue alitalia La santa
alleanza degli sperperatori ha già la risposta. Berlusconi propone un prestito
ponte, cioè vuole che il contribuente sborsi un altro po' di soldi per far fare
un affare a qualche imprenditore senza soldi. Epifani suggerisce di vendere i
terreni di Fiumicino e la partecipazione azionaria in Air France, dilapidando
così ancor di più la società. Dopo questi 60-70 giorni di moratoria, guarda
caso quanti bastano per scavallare la data delle elezioni, Alitalia
varrà ancor meno di quanto vale oggi, e se sarà così buono da aspettare
Spinetta se la potrà comprare a un prezzo più basso e a condizioni più
capestro. Bel capolavoro. La cosa incredibile è che nel sindacato qualcuno
comincia ad accarezzare l'idea, capovolgendo il principio schumpeteriano della
distruzione creatrice del capitalismo per sostituirvi il principio della
distruzione distruttiva del sindacalismo. L'Alitalia
sta dando in queste ore la prova provata che l'Italia non è un sistema-paese, e
che qui nessuno comanda. L'acquirente francese ha dovuto trattare prima con il
cda, poi col Tesoro, poi col governo, da ieri coi sindacati e da oggi anche con
i potenziali governanti di domani in campagna elettorale, uno dei quali è per
inciso un tycoon che vorrebbe fare entrare i figli nell'affare (come la chiameranno:
Alinvest, Finitalia?). Cascano le braccia. Agnelli parlava della repubblica
delle banane. Sarebbe più corretta chiamarla la repubblica del bagaglino.
Antonio Polito 21/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Segue dalla prima
conversazione con bonanni Su Prodi il segretario della Cisl aggiunge: "Io
ed Epifani, che rappresentiamo le più grandi organizzazioni sociali del paese
con circa undici milioni di iscritti abbiamo chiesto al premier un incontro. Sa
cosa ci ha risposto? Che siccome non era richiesto da tutte e nove le
organizzazioni sindacali coinvolte non poteva riceverci. È ridicolo. Il
presidente del Consiglio così offende il suo ruolo". Sulla cordata
italiana, rilanciata ancora ieri da Berlusconi, Bonanni dice: "Se c'è,
esca subito allo scoperto". Per adesso il leader della Cisl, converge
sulla proposta che ha fatto ieri Epifani: "In questa fase sarebbe
opportuno aspettare che si insedi il nuovo governo e vedere se escono offerte
migliori per salvare Malpensa. Stiamo parlando del cuore pulsante dell'Italia
che produce". E sulle risorse, che ad oggi non sembrano esserci, almeno nelle casse di Alitalia, Bonanni
taglia corto: "Sono tre anni che il governo dice che non ci sono soldi. Li
trovi". Ma il leader della Cisl va oltre. Per lui Alitalia dovrebbe essere il primo banco di prova di un governo
bi-partisan. E chiarisce: "Oltre che su Alitalia, le
dimensioni delle macerie che abbiamo di fronte sono tali che, per il
medio periodo, servirebbe un governo di larghe intese per far fronte
all'emergenza economica e sociale, e per fare le riforme istituzionali. Anche
perché credo che con questa legge elettorale, e dopo quindici anni di
bipolarismo distruttivo, le riforme non siano più rinviabili. Solo un governo
larghe intese può ridare ai cittadini fiducia nella politica. Tra l'altro
sarebbe questo l'unico modo per togliere di mezzo le lobby che vogliono una
politica divisa e debole". Il tema cui Bonanni dà priorità assoluta è la
crisi economica: "L'Italia, di fronte alla recessione è impreparata:
l'economia non tira, il debito è alto, le previsioni di crescita allo 0,6. Se
questo è il quadro è preoccupante l'insistenza su politiche mercatiste
incentrate sui tagli. Servono invece terapie keynesiane: investimenti in
infrastrutture, ricerca, innovazione". E anche su questo punto Bonanni non
risparmia critiche al governo: "Sbaglia Padoa Schioppa a seguire la
politica monetarista voluta dalla Bce che serve un solo padrone: il credito.
Per prosciugare il debito serve lo sviluppo". E per creare sviluppo, per
Bonanni, sono indispensabili due fattori su tutti. Il primo è un nuovo ruolo
della politica nell'economia: "Al di là del protezionismo, l'analisi di
Tremonti nel suo ultimo libro è condivisibile: sul primato della politica, sul
ruolo dell'Europa, sull'interesse per le persone prima degli elementi
economici. Sono cose che noi diciamo da tempo". Il secondo sono interventi
sul potere d'acquisto dei salari: "I nostri salari sono tra i più bassi
d'Europa. Per l'Ocse siamo al ventriteesimo posto, dopo Spagna e Grecia.
Bisogna subito intervenire togliendo le tasse sul secondo livello di contrattazione.
In tal modo si ottengono risorse dalla crescita senza fare danni all'erario e
senza causare un aumento dell'inflazione. E poi bisogna detassare gli
straordinari, utilizzando a pieno gli impianti, ovviamente nella sicurezza del
lavoro. Questo produce un aumento delle commesse che, a sua volta, può
determinare nuove assunzioni. Anche perché non è vero che dove c'è il lavoro
straordinario cala l'occupazione". Alessandro De Angelis 21/03/2008.
( da "Messaggero, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Padoa-Schioppa:
subito le nuove offerte. Il Cavaliere: c'è la cordata. Passera (Intesa): non
interveniamo a chiamata Alitalia, il Tesoro
sfida Berlusconi Elezioni, il richiamo di Napolitano: "Il voto non è mai
inutile".
( da "Riformista, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA,
CHI PARLA TROPPO E CHI TROPPO POCO Si sgonfia la supercordata del Cav, fatta di
figli, arabi, Ligresti e Banca Intesa (che nega tutto). E strepitano i
sindacati, che chiedono rinvii dimenticando la situazione finanziaria della
compagnia Mentre la Sec statunitense e la Fsa britannica aprono indagini per
accertare eventuali casi di insider trading e turbativa dei mercati rispetto ai titoli Bear Stearns e
Hbos, terminati nelle mire degli "short sellers", sembra che la
Consob non sia interessata alla montane russe su cui si muove ormai da mesi il
titolo Alitalia. Gli ultimi giorni, poi, sono stati
addirittura esemplari: mano a mano che le criticità dell'accordo con Air
France-Klm emergevano e la politica scopriva di aver trovato il main issue
della campagna elettorale, le azioni dell'ex compagnia di bandiera hanno fatto
la gioia degli speculatori. Ieri mattina il titolo del gruppo è stato sospeso
per eccesso di rialzo ma dopo la riammissione alle contrattazioni ha toccato un
+35 per cento per poi attestarsi a +32 per cento a 0,4080 euro e chiudere a
0,35. A far schizzare il titolo l'attesa che Air France-Klm riveda al rialzo la
propria offerta o abbandoni il campo a favore di un nuovo acquirente. Rumours,
insomma. Messi in circolazione ad arte o comunque amplificati dal circo
mediatico scatenato da Silvio Berlusconi, dettosi sicuro della presenza di una
cordata italiana pronta a subentrare al vettore transalpino. Il leader del Pdl
ha anche chiamato in causa Banca Intesa, che ha immediatamente smentito
qualsiasi interessamento o ruolo attivo nella vicenda: "Tre mesi fa - ha
ricordato Corrado Passera - siamo stati esclusi in fase di due diligence e da
allora non c'è più stato nulla". Berlusconi, invece, aveva accennato alla
possibilità che l'istituto potesse valutare un via libera a una operazione per
tornare in corsa per l'acquisizione di Alitalia. Di
più, la questione è stata anche al centro di un colloquio telefonico tra il
leader del Pdl e il premier Romano Prodi per valutare l'ipotesi di un prestito
ponte: opzione poco percorribile viste le stringenti normative europee rispetto
agli aiuti di Stato, erogabili soltanto in caso un nuovo compratore intervenga
in tempi brevissimi. E la fantomatica cordata pare esistere solo nei pensieri
del Cavaliere. In compenso brindano gli speculatori, come nove mesi fa, visto
che non è la prima volta che gli appetiti degli hedge fund e non solo si
concentrano sul titolo dell'ex compagnia di bandiera. Il 2 agosto dello scorso
anno, infatti, la procura di Roma aveva avviato un'inchiesta con l'obiettivo di
accertare se ci fossero state o meno operazioni di insider trading sul titolo
durante le "oscillazioni", già sotto controllo della Consob, seguite
al ritiro dalla gara dell'Air One di Toto. Ma guarda caso nelle intenzioni dei
magistrati c'era anche la volontà di verificare eventuali dichiarazioni fatte
alla stampa in concomitanza delle variazioni del titolo. Lo stesso presidente
della Consob, Lamberto Cardia, in più di un'occasione aveva chiesto a ministri
e parlamentari di limitare le dichiarazioni sull'ex compagnia di bandiera per
evitare possibili scossoni in Borsa ma nel mese di maggio il ministro dei
Trasporti, Alessandro Bianchi, rivendicò "il diritto dei ministri
competenti ad esprimere il proprio punto di vista sul vettore". Il
fascicolo era senza indagati ma l'iniziativa della Procura puntava ad accertare
se vi fosse stata attività di insider trading e speculazione sul titolo che dal
29 giugno al 1 agosto era variato da 0,8175 euro scendendo il 19 luglio, dopo
il fallimento della gara, ad un picco negativo di 0,7840, fino a salire il 31
luglio a 0,8895 euro ad azione. Che fine a fatto quell'inchiesta? E la Consob
non ha nulla da dire al riguardo in questi giorni di montagne russe con
variazioni del titolo inspiegabili se non in un'ottica di schizofrenia
speculativa? "È un titolo su cui pesa troppo la politica, si muove quasi
unicamente su voci di mercato e su speculazioni. Il gran parlare di queste ore,
gli stop-and-go e l'ambiguità di certe posizioni non fanno che ingolosire gli
speculatori short e gli hedge fund pronti ad intervenire per affossare quando si
apprezza troppo", rivela un operatore che chiede l'anonimato. Nessuno,
Consob in testa, è curioso di sapere cosa sta succedendo? 21/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Ring
colpi sotto la cintola nel nord forse fatali per il pd Sulla pensione e l'Alitalia un micidiale uno-due
per W. La campagna elettorale adesso è giunta a un punto di svolta C'è la
svolta della campagna elettorale. Dopo settimane di slanci veltroniani, due
contropiede di Berlusconi hanno messo a segno forse i punti decisivi. Ovviamente non festeggiamo. Ma non
è utile neppure mettere la testa nella sabbia. L'uno-due del Cavaliere è
avvenuto, non per caso, nel giro di pochi giorni, forse di poche ore. L'attacco
di Fini al pensionato-baby Veltroni è stato clamoroso. Certo non è stato un
gesto di fair play, visto che fino a quel momento l'atteggiamento di Veltroni
verso l'altra parte era stato sostanzialmente corretto. Un colpo sotto la
cintura che stupisce soprattutto per aver trovato impreparata la vittima. È
singolare come un esperto di campagne elettorali, e di campagne all'americana,
come Veltroni non abbia capito che quando si sceglie una così totale
esposizione personale bisogna avere una totale trasparenza. Sarebbe stato
sufficiente che Veltroni avesse comunicato in tempo tutta la propria situazione
finanziaria e patrimoniale e nulla sarebbe accaduto. Inutile invocare la
privacy. Se vuoi l'America ti prendi l'America e in America l'uomo pubblico non
ha diritto a privacy. L'altro colpo sotto la cintura Veltroni e l'intero Pd lo
stanno ricevendo sulla vicenda Alitalia. Il candidato
del Pd ha impegnato tutte le proprie carte in un giro del Nord ricco di
successi e di piazze piene, per tentare di correggere l'immagine di una
sinistra riformista troppo romanocentrica e meridionalizzata. La stessa
candidatura di Massimo Calearo appartiene a questa strategia volta a
sollecitare una nuova immagine dei democratici veltroniani. L'altolà brutale
all'affaire Air France da parte del centrodestra e in particolare di Silvio
Berlusconi ha segnato una novità dalle molte facce. Prima di esaminarle
guardiamo al quadro d'assieme. Il disastro Alitalia ha
molti padri e sarebbe ingiusto addebitarlo al solo governo Prodi. Ma di
disastro si tratta. Un disastro che fa parte di una lunga tradizione di governo
italiano, questa sì bipartisan, tesa a rinviare le scelte scomode. In queste
stesse settimane la proposta che ha raccolto più successo a proposito del
dossier-Malpensa porta un nome inquietante: "moratoria", cioè
rinviare, non far nulla. Alitalia è una dei capitoli
peggiori del bilancio di questo Paese. Uno di quei problemi che vanno
affrontati con la necessaria celerità e fermezza. Era tardi anche ieri. Non so
quanta responsabilità ha il governo in questa faccenda e non so se la proposta
Air France vada accettata. So, come tutti gli italiani da qualche ora, che c'è
stata la svolta impressa da Berlusconi: una cordata italiana che vedrà
all'interno i figli del Cavaliere. L'iniziativa di Berlusconi assesta un colpo
duro alla credibilità del governo e dello stesso Pd. Andiamo più in profondità.
È del tutto evidente che una soluzione Alitalia
imperniata su una cordata a cui partecipano i figli del probabile prossimo
premier aggrava il conflitto d'interesse. Dal punto di vista della
comunicazione di massa, tuttavia, Berlusconi gioca un carta d'oro. È come se
dicesse: intervengo perché non c'è altra soluzione, se l'aveste trovata non
saremmo intervenuti, il conflitto d'interesse è frutto dei vostri errori. Di
fronte a quella parte di Nord che si riconosce nella questione Malpensa, Berlusconi
si presenta come il salvatore. In generale Berlusconi si presenterà come il
deus ex machina che tira fuori un'azienda del paese da una situazione di morte
non salvata da un governo di centrosinistra. Mettetela come volete, è un gran
colpo di teatro. Tuttavia, il Cavaliere qualche spiegazione la deve dare. Una
su tutte. Se la carta "italiana" era così a portata di mano perché
aspettare l'ultimo minuto per giocarla? E perché l'ultimo minuto coincide con
l'ultimo tornante della campagna elettorale? Non avrebbe dato prova di senso
dello Stato il Cavaliere proponendo da subito quella soluzione che oggi viene
presentata come frutto di una debacle del governo uscente? Sono domande che
hanno alle spalle un'idea della politica bipartisan. Che non vuol dire "inciucio",
ma comune senso di responsabilità verso il proprio paese. L'uno-due di
Berlusconi forse è già decisivo per stabilire chi sarà il vincitore delle
prossime politiche. Veltroni ne può ricavare una lezione. Ha fatto scelte che
resteranno nella storia politica italiana, soprattutto quella, piena di
significati, dell'andare da solo. Ma, come diceva quel presidente asiatico,
questa faccenda non è un pranzo di gala, soprattutto non è il galà delle
debuttanti. 21/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Salvataggi sa che è
una bufala, ma basta arrivare alle elezioni La Vicenza 2 del Cavaliere Getta i
figli in pasto al Nord È un genio della politica, niente da fare! D'accordo,
l'assist di Prodi era imperdibile, ma l'incornata in rete di Berlusconi è stata
da urlo. Ancora ieri Tps spiegava convinto l'ineluttabilità della decisione e
confrontava compunto i costi del vendere e quelli del liquidare; lui spazza via
esuberi, aerei, piloti, malpense e fiumicini, e fa apparire luminosa, e
improvvisamente credibile, l'idea del rilancio. Un colpo che vale un milione di
manifesti "Italia rialzati". Entra lui, e divide il campo: da un lato
i flagellanti, capaci solo di dare brutte notizie, così possono aumentare le
tasse e vendere l'argenteria, dall'altro gli entusiasti che hanno energie e
fantasie; da un lato chi fa scappare i turisti per la munnezza, dall'altro chi
non chiude Malpensa quando è in arrivo l'Expo; da un lato i burocrati, incapaci
perfino di mettere su un'asta aperta e vivace, dall'altro l'imprenditore che si
mette in gioco. E che sa come si fa: come con la Fiat, chi potrebbe negare che
è dopo i suoi consigli che gli Agnelli han scovato Marchionne. Ma questo è solo
per la curva Sud. Per chi sta in tribuna c'è il gusto raffinato della
strategia: mettere insieme i sindacati e la Lega, Tremonti e la Moratti,
piantare il cuneo tra il prodiano Bazoli e il "totiano" Passera. Il
gusto di sbertucciare gli intellettuali che volevano insegnare il liberismo
alla sinistra, e pensavano di imporre le liberalizzazioni a un popolo che non
sanno far sognare. E quelli del loft, che pensavano di risolvere il problema
del Nord ostile arruolando un Calearo e un Colaninno? Una sua dichiarazione, e
la tela che han messo settimane a tessere la possono buttare. E anche 'sto
Tremonti, tutto orgoglioso perché parlano del suo libretto, fa la ruota leggendo
sul Tempo gli omaggi che gli fanno quei gonzi a sinistra, da Padellaro a
Sansonetti, e pensa così di avere sgominato l'Armata Rossa: cosa si crede,
faccia pure la "paura", ma la "speranza" è solo lui, il
Cavaliere. Dicevano che Berlusconi aveva perso lo smalto e conduceva una
campagna al ribasso? E io gli faccio vedere che una Vicenza me la so inventare
quando voglio. Ma poi c'è un gioco più segreto, che tiene tutto per sé. Il
segreto sta nelle quattro parole con cui ha definito la cordata salvatrice:
"anche con i miei figli". Lì sta la chiave della vendetta che
finalmente potrà assaporare. Infatti anche se nessuno osa mettere in dubbio che
i risparmi dai figli fin dall'infanzia sagacemente accantonati siano
quantitativamente adeguati alla bisogna, sarebbe imprudente e dunque di cattivo
esempio investirli tutti in un'impresa rischiosa. Si dice figli, ma il piano
funziona solo se dietro c'è il padre a garantire. Il padre, che quando siederà
a capo del tavolo del consiglio dei Ministri, avrà al suo fianco il ministro
dell'Economia, suo socio in Alitalia, e poi
via via il ministro dei Trasporti che gli regolerà slot e tariffe, quello delle
Infrastrutture che provvederà ai collegamenti degli aeroporti dove atterrano i
suoi aerei, quello dell'Ambiente che consentirà nuove piste. (Quello del
Commercio con l'estero non c'è, Tremonti l'ha abolito). Berlusconi
scorre i giornali, controlla ancora: nessuno ha sollevato l'obiezione del
conflitto di interesse. Di fronte alla bandiera, sia pure dipinta sulla coda,
tutti zitti: zitti i parlamentari che avevano stilato i disegni di legge per
obbligarlo a vendere le sue televisioni, zitti i giuristi che volevano
dichiarare ineleggibile come un bagnino lui che aveva preso i voti della metà
degli italiani, zitte le vestali del servizio pubblico, della posizione
dominate e del 45%, zitti gli opinionisti italiani e gli Economist inglesi che
da 15 anni rompono gli zebedei con 'sto "unfit". Perché questo è un
Paese che se uno crea la televisione che mette in ridicolo i mutandoni di
Stato, che offre pubblicità alle aziende che vogliono crescere, e spettacoli
agli italiani che vogliono libertà, cercano di espropriarlo; ma se tiene in
vita a spese del contribuente la peggiore delle aziende di Stato, tutto gli è
permesso. Berlusconi lo sa che il suo piano è una bufala, l'importante è che
regga fino alle elezioni. Dopo, si vedrà. Male che vada si andrà al concordato,
e sarà colpa o di Bruxelles o della magistratura: come si dice, piove sempre
sul bagnato. E quando si addormenta, alle tre del mattino, solo con i suoi
faticati dossier, già si gode la scena, quando li convocherà tutti, quelli
della confraternita del conflitto di interesse, e gli svelerà il suo segreto.
Già ha in mente la frase: "Voi avete detto a me che sono unfit: e io dico
a voi che vi f****". E mentre si addormenta ha un flash back: lo farà
nella sala del Mappamondo. 21/03/2008.
( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
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della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-21 num: - pag: 3
autore: di BEPPE SEVERGNINI categoria: REDAZIONALE Passaggi T itolo Alitalia sulle montagne
russe dopo l'offerta francese. Cose turche. Per i dipendenti è una tortura
cinese. Che compagnia internazionale! www.corriere.it/italians.
( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-21 num: - pag: 1 autore: di FRANCESCO VERDERAMI categoria: REDAZIONALE Il retroscena
Veltroni al bivio tra Epifani e Prodi F inora era stato così abile che persino
gli avversari avevano dovuto riconoscerlo, perché era riuscito a consegnare il
governo Prodi a una stagione politica passata. Ma il "caso Alitalia" risospinge l'esecutivo sulla scena. CONTINUA A PAGINA 3.
( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-21 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Il Tesoro: tempi strettissimi. Il Cavaliere
chiede a Palazzo Chigi un prestito ponte per la compagnia Alitalia, ultimo appello del governo "Chi è interessato lo dica
subito". Berlusconi: la cordata italiana c'è ROMA - Vendita di Alitalia: oltre ad Air France il governo valuterà nuove offerte ma devono
arrivare entro il 31 marzo. ALLE PAGINE 2e 3.
( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-21 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Il governatore del Veneto "Venezia offrirà voli
intercontinentali, ma adesso acceleriamo sui treni della Tav" Galan:
Malpensa? Il Nord Est può fare senza "L'offerta di Air France è dolorosa,
ma vada avanti se è l'unica possibile" MILANO - "Visto dal Veneto,
l'interesse per Malpensa è molto relativo. Noi abbiamo il nostro sistema
aeroportuale e siamo autosufficienti". Giancarlo Galan, governatore
forzista del Veneto, non pare particolarmente in pena per le sorti di Malpensa.
Quanto ad Alitalia, ritiene che "l'unica
soluzione sia Air France: una medicina amara ma necessaria". Eppure si
dice e si ripete che la sopravvivenza dell'hub Malpensa è nell'"interesse
del Nord". "Certo, è anche interesse del Nord. Però soprattutto della
Lombardia, meno del Veneto. Noi abbiamo Venezia, uno dei migliori aeroporti
d'Italia, che presto avrà anche voli a lunghissima distanza". Tra Milano e
Venezia esiste uno scalo ogni
( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-21 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Berlusconi: cordata pronta Il Tesoro: si faccia avanti L'ex
premier: ma serve un prestito ponte per Alitalia Il governo: tempi brevissimi. Passera (Intesa): nulla sul tavolo
Il Cavaliere: non mi risulta che la banca si sia ritirata ROMA - Un
prestito-ponte del governo per non far fallire Alitalia e dare il
tempo alla cordata degli imprenditori italiani, annunciata da Silvio
Berlusconi, di "partire". è quanto ha chiesto ieri il leader
del Pdl al premier Romano Prodi, forte dell'appoggio dei sindacati confederali
che ieri hanno confermato il "no" al piano Air France- Klm. Prodi si
è detto disponibile a valutare nuove offerte che giungano però in tempi
brevissimi, vale a dire entro il 31 marzo. Quanto al prestito, ha chiarito che
potrà essere concesso, secondo le regole Ue, solo a fronte di un'offerta
concreta, completa di piano industriale, che il Tesoro dovrà valutare. Una
condizione che pare impossibile da assolvere a breve e che Prodi avrebbe
imposto perché convinto che Berlusconi voglia soltanto "pilotare" il
fallimento Alitalia, dopo le elezioni, per favorire
qualche soluzione italiana. La nuova offerta, così come la cordata, sembra
infatti tutta da costruire. Ne sembrano estranei tanto il fondo americano Tpg,
che aveva partecipato alla gara, quanto Mediobanca, più volte coinvolta in
colloqui relativi alla privatizzazione. Sono rimasti in silenzio anche gli
imprenditori lombardi. Al punto che esponenti del Pd hanno bollato l'uscita di
Berlusconi come elettorale. L'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo,
Corrado Passera, sostenitore di AirOne, indicato dal Cavaliere come perno
dell'operazione, è apparso cauto: "Al momento - ha detto - è
inimmaginabile fare una qualsiasi offerta". E ha aggiunto: "Il
progetto che AirOne aveva presentato era un progetto industriale molto bello
che avrebbe creato un operatore di prima grandezza e di grande qualità, era
basato però su una conoscenza che probabilmente adesso è superata dagli
eventi". Parole che sono subito state interpretate come un passo indietro,
anche sulla scorta d'indiscrezioni, non confermate, circa l'assenza di
un'unanimità sull'investimento all'interno del consiglio di sorveglianza
dell'istituto. è stato Berlusconi a smentire questa lettura: "Intesa si è
ritirata? Non mi risulta - ha detto -. Mi risulta in maniera inequivocabile che
chiedono che sia data anche a loro la possibilità di una due diligence per
conoscere la realtà aziendale ". La replica ha registrato un no-comment di
Intesa- Sanpaolo. E nessuna dichiarazione è pervenuta dal patron di AirOne,
Carlo Toto. Intanto c'è stato l'incontro tra l'amministratore di Alitalia, Maurizio Prato, e i nove sindacati. Prato avrebbe
detto che la trattativa con Air France-Klm è "prendere o lasciare",
sottolineando che l'"offerta è industrialmente solida, al contrario delle
possibili cordate appoggiate dalle banche che poi farebbero gravare il debito
sull'azienda" e che finora non sono emerse. Ma i sindacati, unanimi, riconvocati
da Air France-Klm per martedì prossimo, hanno ribadito che senza modifiche il
piano transalpino sarà respinto. I francesi ieri hanno taciuto. Di certo non
hanno intenzione di ritirarsi: martedì si presenteranno forse con una
controproposta. Poi attenderanno il 31 marzo, data indicata da Alitalia come termine ultimo per rispondere all'offerta di
Air France- Klm, termine peraltro contestato dai sindacati che chiedono a Prodi
di lasciare la palla al prossimo governo. "Chi è interessato ad Alitalia si faccia avanti con atti formali e concreti - ha
detto in una nota il Tesoro -. I tempi sono ormai strettissimi ". Segno
che non è cambiata la linea del ministero sul possibile avvio, dopo il 31
marzo, della procedura fallimentare di Alitalia. Anche
per questo Prodi ieri ha rifiutato di ricevere i tre segretari confederali che
auspicano il rinvio di ogni decisione. Antonella Baccaro.
( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-21 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Indiscreto La trattativa con i sindacati e gli appunti
dell'"olandese" (a. bac.) I sindacati l'hanno definito lo
"scrivano olandese". L'uomo inviato da Klm al tavolo della trattativa
tra il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, e
i sindacati, è stato notato per il diligente modo di appuntare fino alle
virgole tutto quanto veniva detto dalle parti. Un compito che ha svolto in
silenzio, assolvendo al mandato di Amsterdam di "tenere d'occhio" gli
italiani. Per non ripetere l'esperienza del '99 quando Alitalia ruppe clamorosamente con Klm.
( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-21 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Il caso Il leader del Pdl: non si tireranno indietro. La
precisazione arrivata dalla Fininvest La chiamata dei figli: faranno il loro
dovere MILANO - Questa volta per loro potrebbe essere anche più complicata di
quando il papà, esattamente dieci anni fa, fu tentato dall'idea di vendere le
televisioni a Rupert Murdoch. Furono i figli maggiori, Marina e Piersilvio, si
disse, a sventare il colpo di mano del magnate dell'editoria globale, che
oltretutto pare avesse offerto poco. Il "no" dei due fratelli si
tradusse anche nella crescente assunzione di responsabilità nelle aziende di
famiglia. La prima, oggi indicata tra le quaranta donne più potenti del
pianeta, è diventata nel frattempo presidente di Fininvest e Mondadori e il secondo
ha assunto la guida di Mediaset come vicepresidente esecutivo. A smarcarsi fu
invece Barbara, avuta dal Cavaliere con Eleonora e Luigi dalla seconda moglie
Veronica. Ai tempi di Murdoch Barbara era una bambina ma nel 2004 riconsiderò
il tutto affermando che lei, al padre, avrebbe dato il consiglio opposto:
vendere. "Il punto è che in un mercato come il nostro, globale, gli
investimenti di Fininvest non dovrebbero essere concentrati prevalentemente in
Italia ", osservava una Barbara ventenne, intervistata da Vanity Fair.
Quattro anni dopo, di fronte alle parole del padre sui
figli pronti alla chiamata per salvare Alitalia e il
tricolore, Barbara si sarà fermata a riflettere, come altri esponenti
dell'élite italiana, anche di seconda generazione, hanno fatto in queste ore.
"Se mio padre facesse un'offerta, lo guarderei con preoccupazione: Alitalia è a un punto di non ritorno" ha detto Matteo Colaninno,
primogenito del numero uno della Piaggio, ex leader dei giovani
confindustriali e oggi capolista del Pd in Lombardia. Ma l'appello di
Berlusconi sta pur sempre lì a interrogare il mondo produttivo: "Se lo
chiedessero ai miei figli, se fosse necessario - ha detto il Cavaliere - non si
tirerebbero indietro. Penso che gli imprenditori più importanti dovrebbero sentirsi
in dovere di dare una partecipazione". Se lo chiedessero a me - è stata la
conclusione - io non ho nessun interesse se invece lo chiedessero ai miei figli
loro farebbero il loro dovere". Insomma, "chi può faccia subito
qualcosa, potendo lo farei io" è la traduzione che ne viene data, mentre
la citazione dei figli viene letta come una suggestione. La pensa così anche
Gianfranco Fini osservando, in videochat con Corriere.it, che "i figli di
Berlusconi sono l'ultimo dei problemi, e probabilmente non sono neanche
interessati". Lo stesso candidato premier ha dovuto infatti chiarire di
non essere personalmente coinvolto e smentire l'ingresso nella partita della
Fininvest, società che dispone tra l'altro di sufficiente liquidità (1,1
miliardi più 1 miliardo di linee di credito) per rilanciare abbondantemente
sull'offerta da 1,7 miliardi di Air France. E sulla quale i riflettori del
mercato restano costantemente puntati in virtù dell'imponente cash (da ultimo
era stata accarezzata l'idea di un matrimonio tra Mediaset e Telecom) ma anche
del suo recente ingresso nel capitale di Mediobanca. Gli assetti di controllo
di Fininvest riflettono quelli familiari: il capitale è stato aperto in parti
uguali ai cinque figli attraverso l'attribuzione di quote nelle holding a monte
della finanziaria. Piersilvio Berlusconi, vicepresidente esecutivo di Mediaset,
e, sopra, Marina Berlusconi, presidente della holding Fininvest Paola Pica.
( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
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della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-21 num: - pag: 2
categoria: BREVI Alitalia La vendita 12%
in Borsa: l'impennata di Alitalia sull'attesa di
una controfferta di una cordata italiana per la compagnia di bandiera.
( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-21 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE La stampa estera "Libération" Il quotidiano francese
conferma la linea dura del numero uno di Air France-Klm in un articolo dal
titolo "Alitalia, un'acquisizione senza concessioni. Altrimenti niente"
"Wsj" Il "Wall Street Journal" fa riferimento all'aspetto
politico: "Berlusconi cerca di affondare le trattative in corso per Alitalia" facendo appello all'orgoglio degli imprenditori italiani
"Les Echos" In prima pagina sul quotidiano economico francese "Alitalia: Air France-Klm minaccia di gettare la spugna. I
sindacati italiani contestano le condizioni dell'acquisizione".
( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-21 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE
Il retroscena Il candidato premier tra scelta di mercato e no dei sindacati
Veltroni e le anime del Pd: al bivio tra Epifani e Prodi SEGUE DALLA PRIMA
Veltroni è così costretto sulla difensiva proprio nelle settimane decisive di
campagna elettorale. Ora che Berlusconi ha bocciato il piano Air France e ha
preso in mano la bandiera dell'italianità, al leader del Pd tocca per la prima
volta inseguire il Cavaliere e prendere una posizione. Cosa non facile, perché
o incrina il rapporto con Epifani, o entra in rotta di collisione con il
premier che ha "condiviso" i termini della trattativa di Padoa-
Schioppa con Spinetta. Veltroni non si aspettava che nella proposta dei
francesi ci fossero quegli "elementi di inusitata durezza" - specie
per i risvolti occupazionali - che considera "molto difficili da
accettare". Raccontano si sia infuriato non solo con palazzo Chigi e il
titolare del Tesoro ma anche con i vertici di Air France, e che abbia ricevuto
spiegazioni "poco convincenti ": in pratica il profilo della proposta
sarebbe stato dettato dall'atteggiamento ostile di Klm,
contraria all'acquisizione di Alitalia. Il capo del Pd ci ha visto
"il classico gioco delle parti", ma per il momento ha preferito non
esporsi. Confida che la trattativa superi la data delle urne, ma si rende conto
che l'agenda della sua campagna elettorale sarà influenzata da fattori esterni.
Il fattore Prodi, appunto. Ecco perché lo descrivono nervoso. Veltroni è posto
dinanzi a un bivio deciso da altri: nella migliore delle ipotesi, se Air France
prende Alitalia, dovrà fronteggiare le critiche dei
sindacati e l'offensiva del Pdl per la "svendita " della compagnia;
nella peggiore delle ipotesi, al Pd sarebbe messo nel conto il fallimento
dell'azienda sotto il governo di centrosinistra. Sono le regole terribili della
competizione elettorale. Come spiega infatti il democratico Realacci, su questa
vicenda "per attaccare basta uno slogan, per spiegare servirebbe un
seminario". Lo sa il leader del Pd, che prende tempo ma che non ha più
molto tempo. Anche perché - oltre al bivio dinanzi a cui l'ha posto il governo
- deve trovare un punto di equilibrio anche nel suo partito. Sull'"affaire
Az" nel Pd convivono linee diverse. C'è chi, come l'economista Rossi,
invita ad aver fiducia nel ruolo di "arbitro" del mercato, ricorda
che "se Alitalia è crollata la colpa è della
politica e dei sindacati", e attacca l'iniziativa di Berlusconi: "Le
cordate invitate dai politici non sono mai gratuite e vengono di solito
remunerate concedendo delle rendite". Ma nel partito persino chi condivide
"parola per parola" il ragionamento di Rossi sottolinea come sia
difficile fare discorsi sul libero mercato quando la gente è in piazza e le
urne si avvicinano. Ieri il presidente della Provincia di Milano, Penati, ha
chiesto per esempio al governo di tenere "la schiena dritta" e di
"non accettare assolutamente " la clausola di Air France sui diritti
di traffico. E soprattutto Veltroni deve tenere a mente la Cgil. Non c'è dubbio
che la mossa di Berlusconi sta condizionando Epifani, che - al pari degli altri
leader sindacali - ha rigettato la proposta francese pur di non farsi
scavalcare. Di più, ieri i vertici di Cgil e Cisl hanno voluto verificare se
l'idea della cordata italiana avanzata dal Cavaliere avesse consistenza. Dal
patron di AirOne, Toto, avrebbero saputo che "non abbiamo mai smesso di
lavorare al progetto", mentre l'ad di Intesa Sanpaolo, Passera, sarebbe
stato più prudente: "Un nuovo piano necessita di un clima favorevole, che
finora non c'è stato". Il clima, i sindacati, in questo inedito asse con
Berlusconi, vorrebbero collaborare per crearlo. "E mica solo noi",
rivela Bonanni: "Per il modo in cui Prodi e Padoa-Schioppa hanno gestito
la trattativa, manco Alitalia fosse una cosa loro, è
scoppiata la fine del mondo. Rutelli è fuori da ogni grazia, Veltroni - con cui
ha parlato Epifani - è imbarazzato e non sa come uscirne". E intanto il
Cavaliere ha guadagnato il centro della scena, parla con il premier, contatta
banche e parti sociali, agisce come se l'imbarazzante conflitto di interessi
che si porta appresso non lo appesantisse. "Perché lui oggi - spiega
Caldarola - si veste da patriota, è pronto a usare persino i soldi dei figli
per salvare Alitalia e Malpensa". Quella di
Berlusconi sarà "una boutade elettorale, un'altra sceneggiata", come
sostiene Calearo, che "da uomo del mercato" considera ormai
"fuori tempo massimo" l'idea della cordata italiana e si dice
"rassegnato" alla vendita ad Air France. Ma non c'è dubbio che per la
prima volta nella sfida elettorale il Cavaliere mette all'angolo Veltroni.
Certo la sua mossa è ad alto rischio, specie se dovesse vincere, perché -
spiega Follini - "un eccesso di partigianeria oggi, domani diventerà una
difficoltà di governo". Walter Veltroni: deve mediare tra le anime del Pd
sulla vendita di Alitalia Guglielmo Epifani (Cgil)
contrario agli esuberi proposti da Air France Corrado Passera: l'a.d. di Intesa
Sanpaolo dice che non c'è un piano sul tavolo Francesco Verderami.
( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-21 num:
- pag: 3 categoria: BREVI 9,5 centesimi. Il prezzo offerto da Air France per le
azioni Alitalia. Secondo i francesi il valore della compagnia è di circa 138
milioni 49% La quota di capitale messa in vendita dal ministero del Tesoro. Il
piano prevede 2.100 esuberi.
( da "Messaggero, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCIANO
COSTANTINI ROMA "Prendere o lasciare, non ci sono alternative e al momento
non ci sono neppure altre offerte. E poi il piano francese è industrialmente
solido, al contrario di quello di possibili cordate, appoggiate dalle banche
che farebbero gravare il debito sull'azienda". Così Maurizio Prato ai sindacati
convocati ieri mattina al quartier generale della Magliana. Nessuna novità,
rispetto all'ultimatum lanciato ventiquattro ore prima dal top manager di Air
France, Jean Cyril spinetta. Ma neppure l'ufficializzazione di una rottura
netta perchè il presidente di Alitalia ha chiesto (e
ottenuto) ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali un nuovo incontro
per martedì prossimo. Nel pomeriggio si è riunito anche il cda della compagnia
che ha fatto il punto della situazione ed ha deciso di riconvocarsi dopo il
nuovo faccia a faccia del 25 tra il management di Air France e i rappresentanti
delle nove sigle presenti in azienda. Al tavolo martedì ci sarà ancora il
numero uno della compagnia transalpina e questo potrebbe far pensare che Parigi
magari presenterà qualche apertura, comunque tale da permettere la ripresa
della trattativa. Il piano francese, in soldoni, prevede esuberi per oltre
duemila unità, un impegno finanziario per due miliardi di euro, il progressivo
disimpegno da Malpensa e il contemporaneo potenziamento di Fiumicino.
Obiettivo: far tornare Alitalia agli utili entro il
2011. Prendere o lasciare, appunto. Progetto inaccettabile per i sindacati che
chiedono invece un "negoziato vero" per arrivare "a condizioni
condivise per tutti i lavoratori del gruppo". Nella sostanza, i
rappresentanti dei dipendenti, vogliono discutere di tagli e prospettive
aziendali all'interno di un progetto organico e complessivo che si muova in un
"perimetro" inalienabile. E soprattutto vogliono più tempo per
confrontarsi. La data ultimativa del 31 marzo è semplicemente respinta. Il
leader della Cgil Epifani chiede che la decisione venga rinviata al dopo il
voto quando ci sarà un altro esecutivo. Il numero uno della Cisl Bonanni, prima
della vendita, vorrebbe aspettare il nuovo governo e vedere "se vengono
fuori offerte migliori". Il segretario generale della Uil Angeletti
giudica di "grande rilevanza" la posizione di Berlusconi:
"Vediamo se si concretizzerà". Qualcuno parla di "asse" tra
sindacati e il Cavaliere. Per ora c'è la richiesta comune di un prestito-ponte
da 300 milioni per aiutare le casse della compagnia. Spinetta insiste: pretende il via libera di governo e sindacati per procedere
all'acquisto di Alitalia. E dovrà anche risolvere la grana di Malpensa. Il cda della Sea
ha ribadito la volontà di proseguire nell'azione di risarcimento (1,2 miliardi
di euro). "Non vogliamo il fallimento di Alitalia, ma
dobbiamo tutelarci", ha precisato il presidente Bonomi. Ma la Ue ha
replicato confermando che lo Stato non potrà garantire ad Air France la
copertura di eventuali danni da corrispondere alla Sea: reppresenterebbe un
aiuto di Stato.
( da "Messaggero, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
I sindacati:
decisione dopo il voto. La Ue al Tesoro: nessuna garanzia sul risarcimento per
Malpensa.
( da "Messaggero, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di CORRADO
GIUSTINIANI ROMA - Gnocchi al sugo e pollo al forno non sono mai stati così
indigesti, alla mensa del Centro direzionale Alitalia.
Il fallimento è un nuvolone nero che avanza nei cieli pasquali, e fra i mille
dipendenti che lavorano nel palazzone della Magliana è tutto un rimbalzo di
sguardi preoccupati e di battute velenose. C'è rabbia contro i governi di
destra e di sinistra, contro i pagatissimi dirigenti-mezza tacca che da lassù,
al sesto piano, hanno lasciato marcire l'azienda, rabbia per l'offerta
"prendere o lasciare" di Air France, scadenza 31 marzo, che non dà -
secondo loro - garanzie di occupazione e di sviluppo. E la cordata italiana
dell'ultima ora proposta da Berlusconi? Scuote la testa Celeste, che ha
raggiunto via Marchetti dall'assistenza a terra di Fiumicino: "Già due
anni fa il Cavaliere aveva detto di avere la ricetta giusta. Perché non l'ha
tirata fuori allora, che era al governo? Perché ne parla proprio adesso, che
siamo in campagna elettorale?". Annuiscono altri, e all'elenco di chi ha
promesso senza far nulla aggiungono Pecoraro Scanio e Bertinotti. Si avvicina
Lucio, con il piglio di chi dà la linea: "Eh no, amici: la proposta di
Berlusconi, se è vera, deve essere valutata con attenzione. Guardiamo ai
traguardi positivi che un sano nazionalismo ha consentito alla Spagna. Quanto
alla scadenza del 31 marzo, è un problema del governo, che ha avallato la trattativa
con Air France. Se ne assuma la responsabilità e ne paghi le conseguenze".
Passa Anna Maria, che lavora al "call center" dell'azienda:
"Vivo nel terrore. Sono stata assunta undici anni fa, e da allora è stata
una continua incertezza. Sono single e cavarsela da soli è più difficile. Ci
hanno già venduto, me lo sento". Accanto a lei c'è Barbara, sposata con
due bimbi. "Il 12 settembre 2001, tornata dal viaggio di nozze, ho avuto
la sorpresa che da 8 ore al giorno venivo messa a 5 ore. Spero adesso che non
ci sia dell'altro, oltre il part-time". Barbara, alta, mora, capelli
ricci, impiegata ad Az Fly, non riesce ancora a capacitarsi di come siano stati
permessi guadagni paradisiaci a manager che non hanno saputo poi trovare la
soluzione giusta. "Guardiamo al precedente amministratore delegato,
Giancarlo Cimoli. Prendeva 190 mila euro al mese. Come è possibile che in piena
crisi aziendale la politica abbia permesso questo, quando l'amministratore
delegato di Air France, l'azienda che ci vuole acquistare, prende meno della
metà, 78 mila euro al mese?" Irrompe Marco, che lavora alle manutenzioni:
"Siamo pieni di incertezza, ma anche di sdegno. Paghiamo colpe che non
sono nostre. Come top-manager non ci hanno dato i Marchionne della Fiat, i
Guarguaglini di Finmeccanica. Ma, per fare un altro esempio, un Zanichelli che
dopo pochi mesi ha fatto fagotto con una liquidazione da 3 milioni di
euro". Marco non è convinto che gli esuberi saranno soltanto 1600 per Alitalia Fly e 660 per Az service: "Air France ha detto
che prenderà soltanto 3.300 dipendenti di Az Service, e di questi ne metterà in
esubero
( da "Messaggero, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di FABRIZIO RIZZI
ROMA - Le parole di Padoa-Schioppa arrivano a metà pomeriggio e suggellano, con
l'affermazione si rischia "di distruggere una possibilità di vendita,
anziché costruirne una nuova", le preoccupazioni che regnano a Palazzo
Chigi di fronte all'offensiva di Silvio Berlusconi che vuole dar vita a una
cordata italiana per acquisire Alitalia, magari
con l'iniezione dei figli. L'avvertimento del ministro del Tesoro è dettato,
con una nota, a metà pomeriggio, quando il Cavaliere ha già avuto un colloquio
telefonico con il premier Romano Prodi, sostenendo che la proposta di Air
France è "arrogante, irrecevibile, inaccettabile" ed ha rinnovato
l'appello agli imprenditori italiani per evitare "una svendita che
ricorda" quella "della Sme. Per cui, secondo il capo del Pdl, per
annullare il fallimento, "serve un prestito ponte". Padoa-Schioppa fa
trasparire, tra le righe, uno scetticismo di fondo, laddove, commenta le
"recenti dichiarazioni su ipotetiche cordate di imprenditori
italiani". Perchè, raccomanda, "i tempi, ormai strettissimi, sono
dettati dalla condizione della compagnia e non possono dipendere dal calendario
della politica". In sostanza: "Chi è interessato ad Alitalia si faccia avanti con atti formali e atti concreti.
I tempi, ormai, sono strettissimi". La telefonata tra Prodi e Berlusconi
avviene nella prima mattinata di ieri. Tono cordiale, franco, tranquillo. Non
c'è mai stato alcun veto ad altre offerte, ha puntualizzato il premier. Il
punto più delicato ha riguardato il "prestito ponte" che, secondo
l'ex presidente Fininvest, "dovrebbe consentire" alla cordata di
italiani "di mettere insieme un piano industriale, di fare una "Due
diligence"". Il Professore gli ha replicato: "Non si può".
Quindi gli ha chiarito i limiti imposti dalla Ue sugli aiuti di Stato.
Mettendolo in guardia: è contraddittorio sostenere questo, in assenza, al
momento, di un compratore. Con una battuta: "Bisogna che si veda quello
che c'è dall'altro lato del ponte...". La telefonata è stata rivelata
dallo stesso Berlusconi alla "Confcooperative", dove ha parlato più
tardi. Di fronte a una platea imprenditoriale, ha spiegato che la proposta Air
France è arrogante, che era "rimasto zitto perchè non volevo intervenire
nelle trattative con il governo, ma sono sbottato". Ed ha voluto fare
"un appello agli imprenditori italiani, se hanno un briciolo di
orgoglio". Quanto ai suoi figli, se glielo "chiedessero, decideranno
e faranno il loro dovere". Ha anche chiamato in causa Banca Intesa, ma
l'amministratore Passera ha smentito, "non c'è nulla sul tavolo".
Infine c'è stata la controreplica del Cavaliere. Ma per Walter Veltroni,
candidato premier del Pd, Fini e Berlusconi, "su una questione di grande
delicatezza, parlano con grande leggerezza", fanno affermazioni che si
contraddicono, l'una contro l'altra, "come il giorno e la notte". Non
è la sola divisione nel Pdl (ce ne sono altre sulle pensioni e sulle missioni
all'estero), ma su Alitalia e Malpensa, dove
"abbiamo a che fare con posti di lavoro in gioco, si parla con leggerezza,
si annunciano cose che non si verificano". Il ministro Pier Luigi Bersani:
"Resto allibito di fronte a cordate improvvisate di notte".
Gianfranco Fin, An, ha invece sostenuto che "Malpensa, è un grande polo
aeroportuale, non è incompatibile che ci sia anche Fiumicino". Commento di
Pier Ferdinando Casini: "Il materializzarsi di una cordata italiana per Alitalia è il primo diktat della Lega a Berlusconi. Se
c'erano imprenditori italiani capaci perchè non sono venuti fuori prima?".
( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Possibile una
transazione La Sea va avanti con il ricorso da 1,25 miliardi "Un abbandono
tout court della causa non è pensabile e immaginabile. Se ci dovesse pervenire,
ma allo stato non è pervenuta, una proposta transattiva, la valuteremo. Siamo
persone ragionevoli". è quanto dichiarato dal presidente della Sea,
Giuseppe Bonomi, al termine del cda della società che gestisce gli scali
milanesi. Bonomi ha anche ribadito che "l'azione
giudiziale promossa contro Alitalia è un atto dovuto a tutela
dell'integrità dell'azienda, dei lavoratori e degli azionisti". Bonomi non
ha invece voluto commentare le parole del candidato premier del Pdl, Silvio
Berlusconi, che mercoledì sera aveva parlato di una cordata italiana pronta ad
acquistare Alitalia: "Se ci sarà la cordata - si è limitato a dire - la
vedremo, anzi la vedranno loro", riferendosi al governo. Per quanto
riguarda il Cda di ieri, il presidente della Sea l'ha definito "informativo".
"Era doveroso - ha spiegato - riunire il Consiglio di amministrazione in
sede formale e informarlo della situazione". Il consiglio di
amministrazione, ha aggiunto Bonomi, "ha espresso apprezzamento e sostegno
alla linea di concretezza con cui ci siamo mossi finora".
( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa La svolta
imposta da Silvio Berlusconi alla complessa ... La svolta imposta da Silvio
Berlusconi alla complessa trattativa per la vendita di Alitalia è indicativa del fatto che il leader del PdL si sente già con un
piede dentro Palazzo Chigi. Ora però il dado è tratto, nel senso che la
trattativa con i francesi non può che risultarne fortemente condizionata.
Proviamo per un momento ad uscire dal bailamme di dichiarazioni sul tema, che
viene inevitabilmente generato dalla campagna elettorale in corso. E
cerchiamo di concentrarci sulle prime conseguenze dell'uscita del Cavaliere.
Ecco allora che vengono avanti tre questioni, che investono ambiti diversi ma
che rivestono tutte importanza primaria. Le proponiamo in forma di domande a
Silvio Berlusconi, che, avendo preso posizione in modo così determinato, ora
deve accettare il peso di interlocutore unico sul tema. 1. Quanto è solida e
come è formata la cordata di imprenditori italiani che potrebbero decidere di
infilarsi nella rischiosa avventura di salvare l'Alitalia?
E ancora: è una cordata che si sviluppa attorno alla vecchia proposta di Toto
oppure stiamo parlando di tutt'altro?
( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Martedì nuovo
round tra Air France e i lavoratori. Avanza l'ipotesi di
commissariamento Il governo: "I tempi sono stretti Chi vuole Alitalia si faccia avanti" Giovanni Lombardo g.lombardo@iltempo.it
Il governo invita eventuali nuovi pretendenti per Alitalia a farsi
avanti in fretta e con offerte concrete, mentre i sindacati chiedono tempo e si
preparano a un nuovo round con Air France-Klm. Il risultato? Ancora una
fase di stallo che rischia di portare la compagnia - a corto di liquidità -
verso il commissariamento. Tant'è che, secondo indiscrezioni, i tecnici del
ministero dell'Economia starebbero già preparando le carte per far scattare la
legge Marzano, cioè la procedura per il salvataggio delle grandi imprese in
crisi già usata in altri casi eclatanti, come nella vicenda Parmalat. "Chi
è interessato ad Alitalia si faccia avanti con atti
formali e offerte concrete altrimenti distrugge una possibilità di vendita
anziché costruirne una nuova - ha affermato il ministro dell'Economia, Tommaso
Padoa Schioppa in una nota - i tempi, ormai strettissimi, sono dettati dalla
condizione della compagnia e non possono dipendere dal calendario politico".
Parole chiare, che il ministro ribadisce con enfasi ai dipendenti della
compagnia. Sul volo Fiumicino-Linate, accompagnato dalla moglie e dalla scorta,
Padoa Schioppa ieri stava rientrando nel capoluogo lombardo dopo le ultime
giornate di fuoco sul dossier Alitalia. Di fronte a
una hostess che gli chiedeva: "Ministro, ma che ne sarà della compagnia,
cosa dobbiamo fare?", Padoa Schioppa è sbottato: "Quella di Air
France - ha detto il ministro secondo quanto riferisce il personale di Alitalia - è una proposta seria, l'unica alternativa è il
commissariamento". A un certo punto, incalzato dalle domande, avrebbe
lanciato una provocazione: "Fatevi sentire e manifestate a favore del
piano francese". Uno sfogo che arriva dopo l'ennesimo incontro di ieri
alla Magliana tra i sindacati e il presidente di Alitalia,
Maurizio Prato. Le nove sigle presenti all'appuntamento hanno chiesto compatte
lo slittamento del termine del 31 marzo per chiudere l'operazione di acquisto.
Non solo. Le organizzazioni dei lavoratori ritengono necessaria l'attivazione
immediata del prestito ponte di 300 milioni da parte del Tesoro per consentire
alla compagnia di sopravvivere in questa fase delicata della privatizzazione. I
sindacati hanno garantito la disponibilità a riprendere il confronto con Air
France-Klm partecipando a un incontro previsto per martedì prossimo. Hanno
comunque ribadito la richiesta, come condizione per portare avanti il confronto
e cercare un'intesa, di avere margini di trattativa sui contenuti dell'offerta
del gruppo franco-olandese. Margini di manovra che il presidente di Air
France-Klm, Jean Cyrili Spinetta, ha però già definito "quasi
inesistenti". Il titolo della compagnia continua a recuperare e ieri ha
chiuso, dopo aver segnato un massimo a 0,4080 euro, a quota 0,3459 euro, in
rialzo dell'11,94% sull'ipotesi di un nuovo acquirente.
( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-03-21 num: -
pag: 36 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa Rimbalza StM, scivola
Impregilo di Giacomo Ferrari Snam Rete Gas Il calo dei prezzi petroliferi danneggia
il titolo, che perde il 5,91% Piazza Affari chiude una settimana di sole
quattro sedute (oggi le contrattazioni sono sospese: riprenderanno soltanto
martedì 25) incassando un nuovo calo, superiore a quello delle altre principali
Borse europee (Mibtel -1,47%, S&P-Mib -1,63%). Colpa in parte delle
sistemazioni legate alle scadenze tecniche e in parte del comparto bancario
che, pur con qualche eccezione, ha mediamente perso terreno. I titoli più
venduti sono stati in questo caso Unicredito (-4,48%) e Banco Popolare
(-4,08%). I maggiori ribassi nell'ambito dell'S&P-Mib hanno però riguardato
altri valori. Maglia nera, per esempio, per Impregilo, in caduta del 6,94% a
2,44 euro, nuovo minimo dell'anno. Pesante anche il calo di Snam Rete Gas
(-5,91%), colpita dalla discesa dei prezzi petroliferi. Netto
ridimensionamento, infine, dopo i progressi della vigilia, per Mondadori
(-5,13%), che ieri ha presentato i conti del 2007 agli analisti. Sul fronte dei
risultati positivi, invece, nella prospettiva di una nuova cordata in
alternativa ad Air France, ha proseguito il rimbalzo Alitalia, terminata con un prezzo di riferimento di 0,3459 euro, l'11,94%
in più rispetto alla vigilia. Performance meno eclatanti, invece, per altri
valori primari. StMicroelectronics, per esempio, ha messo a segno un rialzo del
2,28% risollevandosi così dai minimi annuali. E del 2,19% è stato il
progresso di Intesa Sanpaolo nel giorno in cui il colosso bancario ha
comunicato i dati del consuntivo 2007. Di poco superiori al punto percentuale,
infine, i miglioramenti di Bulgari (+1,38%), Fiat (+1,13%), Finmeccanica (+1%),
Mediaset (+1,11%) e Ubi Banca (+1,45% sul buy di Dresdner Kleinwort).
( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-03-21 num: - pag: 31 categoria:
REDAZIONALE La festa per i 60 anni Finmeccanica: "Le crisi? Superate con i
sacrifici" ROMA - A sessanta anni dalla fondazione, Finmeccanica lancia
una serie di iniziative di celebrazione dell'anniversario, presentate ieri dal
presidente Pier Francesco Guarguaglini (nella foto), che ha
confermato la vocazione internazionale del colosso pubblico per la difesa.
Rispondendo a una domanda su Alitalia, il presidente ha detto che
anche Finmeccanica nella sua storia ha attraversato fasi difficili e che in
questi momenti "bisogna sacrificare posti di lavoro per garantire la
sopravvivenza".
( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Escluso anche
l'interesse dei figli del Cav Fini spiega Silvio: "Non è a favore di
AirOne" Gianfranco Fini è sceso in campo per spiegare
il Berlusconi pensiero sull'Alitalia. "Non si è pronunciato
a favore della cordata di Air One. Berlusconi - ha chiarito il leader di An -
ha detto una cosa più che giusta: possibile che la proposta di Air France, che
è considerata negativa da Confindustria, sindacati e molti analisti, sia
l'unica? Possibile che altri imprenditori italiani non siano in grado di
fare un'offerta". Insomma la tesi di chi pensava che dietro lo stop del
Cavaliere ad Air France ci fosse la volontà di rimettere in carreggiata il
gruppo di Carlo Toto è stata confutata dal suo alleato di coalizione. Fini ha
poi meglio spiegato anche come sia difficile pensare che i figli di Berlusconi
siano realmente interessati al business della compagnia di bandiera. Insomma
non bisogna concentrare l'attenzione sull'idea che "i figli di
Berlusconi" possano partecipare a una cordata italiana per acquistare Alitalia. "Probabilmente non sono nemmeno
interessati" ha concluso il leader di An.
( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Le possibili
vie d'uscita I tecnici studiano il ricorso alla legge
Marzano Potrebbe essere la Legge Marzano (quella usata nel caso Parmalat) lo
sbocco per Alitalia in caso di fallimento del negoziato con Air France-Klm. Quindi, il
passaggio attraverso le strette maglie di un'amministrazione straordinaria: 180
giorni di tempo per una possibile ristrutturazione guidata da un commissario
nominato dal ministro. Intanto, il raffronto corre verso altri famosi
casi di fallimenti dei cieli, come la svizzera Swissair e la belga Sabena per
restare in Europa. O la Pan Am negli Usa. Il Dl 347 del 2003 noto come Legge
Marzano, viene applicato nel caso di impresa o gruppo d'imprese insolventi, con
almeno 500 dipendenti, debiti non inferiori a 300 milioni di euro. Dal decreto
che lo nomina, il Commissario ha 180 giorni di tempo (possibile una proroga di
90 giorni) per il piano di ristrutturazione. In tal caso, un'opzione possibile
è il "concordato", modalità per soddisfare i creditori (caso Parmalat).
Se invece il commissario ritiene non possibile la ristrutturazione, chiede al
ministro l'autorizzazione al programma di cessione dell'azienda.
( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Il ritorno di
Intesa San Paolo Passera frena: "Senza informazioni nessuna offerta"
Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Ora che Berlusconi ha
riaperto il dossier Alitalia anche chi era rimasto ai margini, come la banca Intesa San Paolo
guidata da Corrado Passera, è nuovamente tirato dentro al gioco. In attesa però
di capire quali siano gli sviluppi del dosier Passera preferisce non
sbilanciarsi. Per ora dunque quasi un no comment: "Riguardo ad Alitalia per Intesa Sanpaolo non c'è niente sul tavolo" ha
detto ieri l'ad della banca, Corrado Passera, durante la presentazione dei
conti
( da "Messaggero, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di PAOLO POMBENI Da noi,
purtroppo, non è così, anzi questo è un problema tipico: troppo spesso politica
e magistratura vogliono mettere lo zampino dappertutto, sicché alla fine non si
riesce mai ad impostare una questione nei termini suoi propri. Ora, come insegna proprio il caso Alitalia, di tutto
c'è bisogno, meno che di far diventare le scelte economiche ed imprenditoriali
delle scelte politiche. Naturalmente possiamo cercare di suonare le corde più
diverse: l'orgoglio nazionale, quello egoistico del Nord contro il Sud, quello
pseudo-solidaristico della difesa dell'occupazione, ma non cambierebbe
la natura del problema. Ad una crisi di natura industriale, dovuta a lunghe
catene di errori per cui una compagnia aerea lavora sempre e comunque in
perdita, per cui si è gestita una politica degli scali che ha suscitato da
sempre più di una perplessità, si risponde cercando di sottrarre il giudizio
dalle mani del sistema economico, passandolo a quelle del sistema politico. Con
ciò ci si illude di fare, in buona o cattiva fede poco importa, il superiore
interesse del Paese. Ma può veramente essere così, se il presunto salvataggio
di un'impresa sull'orlo del fallimento viene fatto pagare alle tasche di tutti
gli italiani e per di più in un momento in cui non c'è davvero spazio per un impiego
diciamo così avventuroso del denaro pubblico? Perdiamo più immagine ad avere
una compagnia di bandiera aggregata ad altri colossi internazionali o ad averne
una tenuta artificialmente in vita per breve tempo con in mano i libri da
portare in tribunale? Abbiamo più problemi sul piano internazionale ed europeo
a doverci leccare qualche ferita per investimenti sbagliati e condotte errate
nel passato o a mostrare che finalmente si è capito e si accetta che l'economia
sia un terreno che non può essere manipolato, per non dire drogato, oltre un
certo (modesto) limite? Queste sono le vere domande politiche che ci si deve
porre oggi. Non si tratta di rifiutarsi di prendere in carico alcune ricadute
dolorose di questa vicenda, a cominciare dai suoi riflessi sull'occupazione,
così come di evitare ogni riflessione sul futuro e sulla sorte di investimenti
anche cospicui che sono stati fatti in maniera non troppo ponderata. La
politica ha tutto il diritto e vorremmo dire anche il dovere di trarre da
quanto sta avvenendo delle lezioni e di cercare anche di offrire qualche
contributo per la soluzione di alcuni problemi in campo. Questo però non può
avvenire manipolando pesantemente le regole dell'economia di mercato. Bisogna
dunque che prevalga il senso di responsabilità e che la politica abbia il
coraggio di stare non uno, ma due passi indietro. Corrado Passera ha
giustamente dichiarato che Banca Intesa non si fa dettare gli interventi da
mettere in atto dall'esterno, ed è per questo che guadagna. La regola vale per tutti
i soggetti economici, e la politica per rompere questi comportamenti
"normali" deve mettere in atto quelle arti di, chiamiamola così,
seduzione, che sappiamo bene a quali disastri possono portare. Sia chiaro che
non stiamo difendendo solo l'autonomia della sfera economica: difendiamo, e non
è un paradosso, la credibilità e la affidabilità della sfera politica. Di
queste ci sarà un enorme bisogno nei prossimi mesi, visto il quadro quantomeno
turbolento in cui ci muoviamo. Di esse dovremo fare a meno, se nel caso Alitalia non si accetterà che le scelte, per difficili e
dolorose che siano, le deve fare il livello economico, perché, se per disgrazia
si trasformassero in scelte politiche, depotenzieremmo in un momento delicato
il livello di governo di cui abbiamo assoluto bisogno: quale che sia il
titolare pro tempore che uscirà dal verdetto delle urne.
( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-03-21 num: - pag: 44 autore: di
SALVATORE BRAGANTINI categoria: REDAZIONALE LE POLEMICHE SULLA VENDITA Alitalia, la parabola dei nostri mali A litalia è una
parabola perfetta del peggio dell'odierna Italia: ci racconta perché ci siamo
ridotti così. Nel suo microcosmo ritroviamo i nostri mali: imprevidenza,
pressappochismo, frazionismo, scaricabarile, incoerenza, opportunismo. Ci fa
vedere come, se i nostri vizi schiacciano le virtù, l'individuale astuzia
genera follia collettiva. Imprevidenza anzitutto. Da lustri Alitalia
addossa a piè di lista le sue perdite al contribuente italiano: 15 miliardi in
15 anni, senza che nessuno affronti il drago. Il Cavaliere, che scende in campo
a parole alla dodicesima ora, ben si guardò dall'esporsi mentre governava.
Quando alfine Prodi e Padoa-Schioppa hanno il coraggio di farlo, la
"coalizione degli imprevidenti" si scatena: manager, sindacati,
politici, tutti per una volta concordi titillano i nostri vizi contro chi
affronta l'idra. Non è il governo imbelle, ma questa coalizione che "ci
consegna nudi alla trattativa", come dice uno dei suoi capi, Bonanni della
Cisl. Chi sempre elude i problemi ha quel che merita, perché si riduce in uno
stato che scoraggia tutti i compratori seri; lungi dal farsi la guerra, essi
lasciano il campo solo a uno di loro, il quale può ora chiedere quel che vuole.
L'alternativa non è certo l'esangue AirOne, o la strumentale cordata
berlusconiana (a proposito, non è uno stunt, un trucco già visto in un film
precedente?). Pressappochismo e scaricabarile poi: si
confondono due problemi distinti, Alitalia e
Malpensa, e chi ha creato il secondo ne scarica ad Alitalia la colpa,
alimentando il polverone. Malpensa soffre dei collegamenti ferroviari scadenti
e del proliferare di aeroporti padani: per questo i clienti preferiscono
partire da Linate o da Torino. Il problema lo han creato gli enti
locali, che ora pretendono che altri suppliscano ai loro errori. La Sea,
controllata dal comune di Milano vorrebbe che la boccheggiante Alitalia, in procinto di essere salvata dal solo Cavaliere
serio in campo, mantenesse su Malpensa un assetto operativo che oggi costa a
lei (quindi a noi tutti pro quota) 250 milioni all'anno: se non lo fa, dice il
suo presidente Bonomi, paghi 1200 milioni! Chiedere che Alitalia
si dia oggi carico dei buchi che gli enti locali han creato a Malpensa -
continuando a godere dei profitti di Linate - più che ricattatorio, è
masochistico (equivale a chiedere il fallimento di Alitalia)
e incoerente. Che lo faccia proprio quel padano Bonomi che dalla sua poltrona
romana di presidente Alitalia condivise questa scelta
fallimentare, è surreale, roba da Magritte. Il che ci porta infine a
frazionismo, incoerenza, opportunismo. Siccome chi si piega all'unica proposta
seria in campo è il mio rivale politico, io mi oppongo, per trarne un dividendo
politico. Se Alitalia andrà in procedura, potrò sempre
prendermela con chi sta cercando di recidere il bubbone lungamente trascurato.
Mors tua, vita mea, non fa una piega! Che poi chi tanto gorgheggia sul
liberismo voglia una soluzione politica fuori dalle regole di mercato,
cominciando dalla richiesta di soldi a Pantalone, è solo uno dei tanti esempi
di incoerenza cui siamo ormai assuefatti, come ad un veleno che ci mina nel
fisico. Davanti a questo, solo un ingenuo può darsi cura del danno a chi compra
e vende sul mercato azioni di una società quotata. Colpisce che nessun grande
imprenditore osi dire parole di verità, ma il coraggio chi non ce l'ha non se
lo può dare: sotto elezioni meglio non rischiare. Il governo si è inutilmente
rivolto, nel 2007, proprio agli imprenditori italiani, cui però nessuno, per
questo, può rimproverare alcunché: troppo grande è il rischio che si
assumerebbero, senza specifiche competenze di settore. Se un'alternativa seria
esistesse, avremmo dovuto vederla molto tempo fa; ancora oggi, se davvero
stessimo vendendo Alitalia per un piatto di
lenticchie, qualcuno offrirebbe una lenticchia in più (Padoa-Schioppa), per
avere il gioiello, senza pretendere altri soldi pubblici: infatti, polveroni a
parte, non succederà. Per sicurezza, allacciate le cinture, la parabola
continua. Forza, Italia.
( da "Messaggero, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Dello sbarramento al
4 per cento non è mission impossible: "C'è una grande incertezza nel
Paese, il numero degli indecisi resta alto, e noi vogliamo e dobbiamo riuscire
a catturare una fetta di questo consenso non ancora assegnato". E in
termini calcistici un "aiutino", onorevole Boselli, ve l'ha dato
addirittura il presidente Napolitano che ha bocciato l'opzione del voto
utile... "Quelle del presidente della Repubblica sono parole giuste e
spero che in questo modo si metta fine ad una indegna campagna orchestrata da
Pdl e Pd per fare in modo che gli italiani considerino utile solo il voto dato
a Veltroni o a Berlusconi. Come ha detto il capo dello Stato, nessun voto è
inutile e soprattutto deve essere un voto libero. Del resto lo percepiscono
tutti: siamo di fronte ad una vera e propria aria da regime". D'accordo,
nessun voto è inutile. Ma perchè dovrebbe essere utile quello dato al Ps? Un
riflesso nostalgico per mantenere la tradizione socialista? Il Pd sostiene di
averla fatta propria... "Falso. Il Pd, al contrario, dei socialisti se ne
vergogna, si vergogna della loro storia, che invece non è né piccola né
ininfluente. Vede, non c'è soltanto il problema - che pure esiste - di evitare
che il nostro sia l'unico Paese europeo privo di un Partito socialista, cosa
che comunque è un problema perchè si configura come l'ennesima anomalia
italiana. Il punto vero è che è importante votare per i socialisti perchè
possiamo essere utili al Paese. Su almeno tre punti. Con i socialisti si
difende la scuola pubblica, che è la risorsa più importante dell'Italia e che
invece si contraddistingue per professori peggio pagati e studenti peggio
educati. Con i socialisti si allargano i diritti civili come in Spagna. Da noi
non c'è il divorzio breve, si contesta la legge 194 sull'interruzione di
gravidanza, non c'è una distinzione chiara tra Chiesa e Stato. Infine noi
socialisti vogliamo che anche chi ha un lavoro flessibile sia tutelato con
adeguati ammortizzatori sociali". E dove pensate di pescare voti, dal Pdl
o dal Pd? La vostra campagna elettorale sembra orientata soprattutto alla
polemica con Veltroni... "Non siamo teneri con l'uno ma neanche con
l'altro, valgano le accuse che ho rivolto Berlusconi sull'Alitalia
invitandolo a non raccontare barzellette. Certamente Veltroni ha scelto la
strada di tentare di cancellare i socialisti dalla vita politica italiana.
Questo è chiarissimo e per questo siamo molto netti con lui. Ma più che altro
il leader Pd ha imboccato la strada che condurrà la sinistra alla più dura
sconfitta della sua storia. Il più il Pd è un supermarket della
politica, una pessima imitazione del berlusconismo: basta guardare le
candidature, una cosa a metà l'Isola dei Famosi e Beautiful". C.Fu.
( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-21 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE A Corriere.it "L'aborto è un dramma, sbagliato farne una
lista" Fini: An sciolta nel Pdl? Prima programma comune "Ma se
perdiamo mi dimetto un minuto dopo" L'ex ministro in videochat: con
l'elezione diretta del presidente avrei corso anch'io. Ingerenze della Chiesa?
In Spagna sì MILANO - Fossimo in Francia sarebbe stata un'altra storia.
"Se anche in Italia avessimo avuto l'elezione diretta del presidente,
avrei preso in considerazione una mia candidatura ". Invece da noi
"si vota per una coalizione e ci si deve presentare in Parlamento per
ottenere un voto di fiducia ". Ergo, "bisogna fare di necessità virtù
e fare il pane con la farina che si ha a disposizione ". Ergo, Gianfranco
Fini fa il numero due di Berlusconi, senza velleità di una corsa solitaria.
Almeno per il momento. "Cerchiamo di vincere queste elezioni, poi ci
occuperemo delle prossime" spiega il presidente di Alleanza nazionale
rispondendo alle oltre 2.500 domande giunte nel corso della videochat di
Corriere. it. Un lettore prova a stuzzicare: "Ma se il 13 e 14 aprile
perdete, si rimette in discussione la leadership del Cavaliere? ". La
risposta parte da una premessa, ossia che la sconfitta del Pdl è
"un'ipotesi di scuola", alla quale segue un annuncio destinato a fare
rumore: "Chi perde deve sempre avvertire il dovere di rendere conto del
proprio operato. Se perdo, un minuto dopo dirò "ho sbagliato" e mi
dimetterò. Vale per me, non per Silvio". Il rapporto con Berlusconi,
passato attraverso alti e bassi, tiene banco nel filo diretto sul web. "A
San Babila Silvio diceva: io ho fatto il partito, chi vuol entrare venga. Oggi
dice: facciamo una lista e discutiamo insieme. è diverso ". L'ultima
parola l'avrà comunque il congresso. Gli iscritti di An decideranno in autunno
se sciogliersi nel Popolo della libertà "ma solo se anche Forza Italia e le
altre forze politiche avranno valori, programmi e regole condivise ".
Altro capitolo, i temi etici. Fini non ci sta a parlare di invadenza della
Chiesa, "l'ho vista più in Spagna quando la Conferenza episcopale ha detto
chiaramente di non votare per Zapatero. Da noi - osserva l'ex ministro degli
Esteri - la Cei parla ai cattolici chiedendo di essere coerenti con i loro
valori" quale che sia la loro collocazione politica. La difesa della legge
194 arriva subito dopo: "Va fatta rispettare soprattutto nella parte sulla
prevenzione, fermo restando che la scelta è della donna". Bocciata
l'iniziativa di Giuliano Ferrara: "L'aborto è sempre un dramma. Fare di un
dramma una lista elettorale mi sembra sbagliato". I
messaggi online toccano argomenti caldi, Alitalia su tutti.
Ma con la campagna elettorale che preme, Fini non può non posare lo sguardo
sugli avversari che si troverà di fronte alle urne. Casini che l'ha definito un
"replicante "?: "Fa propaganda. Se vinciamo noi, lui sarà
all'opposizione ". Storace e Santanchè che gli danno, da destra,
del "traditore"?: "La destra non è un simboletto ma una serie di
valori. Se qualcuno ha una concezione dell'identità come museo, rispetto ma non
condivido ". Tra i lettori più d'uno azzarda un parallelo Sarkozy-Fini, il
diretto interessato si sottrae. E a proposito di un governo che pesca nello
schieramento opposto spiega: "In Italia non si può applicare il modello
Sarkozy-Attali che individua i migliori al di là delle appartenenze politiche.
Qui si risponde al Parlamento e alla coalizione che ti ha presentato. La mia
preferenza per il sistema francese però è nota". Nel Pdl Gianfranco Fini
ha proposto a febbraio lo scioglimento di An: decisione in autunno Luca
Gelmini.
( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-21 num: - pag: 64 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo Piano Alitalia, il governo preme Da mercoledì Silvio Berlusconi parla di una
"cordata di imprenditori italiani", di cui potrebbero far parte i
suoi figli ("se fosse necessario") e che potrebbe rilevare l'Alitalia "sotto la regia di Air One", scongiurando la cessione
ad Air France. Ma il ministro dell'Economia Padoa- Schioppa sottolinea:
chi è interessato si faccia avanti, l'unica proposta seria allo stato è Air
France, l'alternativa è il commissariamento. Tibet, Bush all'Olimpiade
Nonostante la repressione in Tibet, non ci sono motivi per cui il presidente
Bush non dovrebbe andare a Pechino all'Olimpiade, poiché "i Giochi sono
una cosa che riguarda gli atleti e non la politica ". Lo ha detto il
portavoce della Casa Bianca. Il Dalai Lama: pronto a parlare con i leader
cinesi. Focus I giudici delle multe Nel 2006 due sentenze su tre emesse dai
giudici di pace hanno riguardato le multe dei vigili urbani agli automobilisti
e da questi contestate. Effetto della patente a punti. Ma così gli scopi della
riforma che ha introdotto i giudici di pace, alleggerire il lavoro dei
tribunali, sono vanificati. Politica Napolitano e il voto inutile "Il voto
non è mai inutile", ha detto il presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano, aggiungendo che è sbagliato "rappresentare i parlamentari come
una specie di fannulloni avidi". Esteri Bin Laden parla ancora è stata
diffusa la seconda parte del messaggio audio di Osama Bin Laden, in cui si
promette lotta dura per la Palestina, quasi un ordine di attacco, secondo gli
analisti. Mercoledì il saudita aveva minacciato il Papa, ma il Vaticano
replica: non cambiamo programmi. Cronache La "banca" con i feti Gli
scienziati del Policlinico di Milano hanno proposto di usare i feti degli
aborti per una banca di cellule da utilizzare per la ricerca. Ma il Comitato di
bioetica dell'ospedale ha bloccato l'iniziativa. In carcere Vernarelli Disposta
la custodia cautelare in carcere per Friedrich Vernarelli, il 32enne figlio di
un ex comandante della polizia municipale, che ha investito e ucciso a Roma due
turiste irlandesi. Appena arrestato, Vernarelli aveva ottenuto i domiciliari.
Economia Usa, si parla di "recessione " Previsioni fosche per
l'economia americana. A stilarle sono il Fmi, che parla di "possibile
recessione", e l'Ocse, che stima l'arrivo di un periodo
"nefasto". Cultura Sogni e follie a L.A. Dan Fante e James Ellroy
raccontano la Los Angeles degli anni '50, "un posto piacevole senza smog e
autostrade", e quella di oggi. Un gesto d'amore nei confronti di una città
che non è più la stessa ma dove ancora è possibile sognare. Spettacoli La Banda
di Kolirin Nel film dell'israeliano Eran Kolirin una banda di musicisti
egiziani si smarrisce in Israele e alla fine arriva in un paesino ebraico. Ma l'incontro
con gli abitanti non diventa scontro bensì reciproca comprensione. Una serie di
piccole storie raccontate con affetto e umorismo. Sport Kostner seconda in
Svezia L'azzurra Carolina Kostner ha conquistato la medaglia d'argento nel
libero donne ai Mondiali di pattinaggio sul ghiaccio in corso a GÖteborg in
Svezia. A vincere l'oro è stata la giapponese Mao-Asada, mentre il bronzo è
andato all'altra nipponica Yu-Na-Kim. * Con "Style Magazine" e 3,00;
con "Corriere Enigmistica" e 2,30; con "Foto:box" e 7,90;
con "Storie della Bibbia" e 8,90; con "La grande dinastia dei
Paperi" e 8,90; con "Geronimo Stilton English!" e 9,90; con
"L'Europeo" e 8,90; con "Dizionario enciclopedico della Cucina
italiana" e 13,90; con "Il grande cinema di Alberto Sordi" e 10,99;
con "Gli itinerari di Dove" e 4,99; con "Computer &
Web" e 13,90; con "Il Diritto" e 15,90; con "Storia della
civiltà europea" e 13,90; con "Il Mondo" e 2,50. In Sicilia,
Lazio (no Roma), Umbria, Marche, Puglia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia
Giulia, Sardegna e nelle province di PD e PR con La Gazzetta dello Sport e
1,00.
( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa La situazione
di Alitalia si fa sempre più complicata. Qual ... La
situazione di Alitalia si fa sempre più complicata.
Qual è la sua posizione in merito alle dichiarazioni di mercoledì di
Berlusconi, che rilancia la candidatura di AirOne e ipotizza un impegno da
parte dei propri figli? Berlusconi deve dire se è in grado di impegnarsi, se può e se davvero vuole acquistare Alitalia. Le
chiacchiere stanno a zero, se davvero esiste una cordata italiana disposta a
rilevare Alitalia è il momento che si faccia avanti, perché sono rimaste poche ore
a disposizione per salvare la compagnia. Su Alitalia bisogna
fare chiarezza: tutte le ipotesi avanzate in questi ultimi giorni il governo
Prodi le aveva già valutate mesi fa. Siamo stati i primi a ipotizzare
l'ingresso di una compagnia asiatica e abbiamo cercato partner in Asia. Sei
mesi fa, inoltre, abbiamo anche lavorato a una cordata italiana: ho bussato
personalmente alla porta di tutti gli imprenditori italiani più importanti per
chiedere un impegno in Alitalia. Purtroppo nessuno si
è detto disponibile a sostenere l'operazione. Ho sondato la disponibilità anche
di grandi partner internazionali, come Lufthansa. Per quanto riguarda AirOne,
infine, sono sempre stato contrario a scartare a priori l'ipotesi, ma bisogna
tener conto degli advisor, che hanno giudicato migliore l'offerta di Air
France. AirOne si sarebbe dovuta presentare insieme a un grande partner
internazionale. Come compagnia di bandiera Alitalia
non può permettersi di non entrare in un grande network internazionale. Ora, se
davvero esiste una cordata italiana, che si faccia avanti in questa settimana,
altrimenti Alitalia rischia seriamente di fallire,
anche perché i creditori potrebbero decidere di non aspettare oltre e gli aerei
rischiano davvero di restare a terra e di venir posti sotto sequestro. Per
quanto riguarda Malpensa, invece, lo scalo aeroportuale lombardo è andato male
perché è mancata l'accessibilità. Malpensa ha messo in crisi Alitalia
perché è difficile arrivarci e perché ha subìto la concorrenza degli aeroporti
lombardi, da Bergamo a Linate, controllati dagli stessi enti locali milanesi.
Fiumicino può arrivare a 50 milioni di passeggeri l'anno: quella zona di Roma è
in costante crescita, alcune infrastrutture e impianti già esistono e altri
sono già in progetto. A proposito di governo Prodi: come giudica l'esperienza
dell'esecutivo? è stato fatto tutto il possibile per tenere unita la
maggioranza in Parlamento? Personalmente, credo di aver lavorato bene. Certo,
l'esperienza del governo Prodi non è priva di pecche. Ma questa esperienza ci
ha insegnato qualcosa. Serve più rispetto tra gli schieramenti, bisogna
dialogare su legge elettorale, riforme costituzionali e politica estera. Poi,
servono coalizioni più omogenee, non è possibile che una parte politica ottenga
alle elezioni più della metà dei voti e venga messa in crisi da tre senatori. è
stato un errore non cambiare la legge elettorale: cosa accadrà nella prossima
legislatura in Senato? Lei ha avuto una lunga esperienza da sindaco, quindi
un'altra altrettanto importante da leader nazionale. Se dovesse venire eletto
nuovamente sindaco di Roma, una volta finito il mandato tornerà a occuparsi
della politica nazionale? Se farò il sindaco dovrò lavorare molto. Onestamente
non penso a cosa farò tra cinque anni. In questo momento mi immagino
interamente sommerso nelle grane della Capitale. Certo, le esperienze fatte mi
hanno insegnato molto, anche a livello internazionale. Non ho alcun rimpianto:
ho creato un partito, la Margherita, facendo convivere individualità molto
diverse e tenendo insieme un soggetto politico molto variegato; ho contribuito
alla costruzione del Pd. Sta conducendo una doppia campagna elettorale: quella
da sindaco e quella nazionale. Come si sente? Onestamente, mi sto occupando per
intero della corsa al Campidoglio. Una battaglia che sto combattendo con
convinzione. Fino a pochi mesi fa neppure immaginavo di poter correre per fare
il sindaco di Roma, ma lo sto facendo volentieri, con passione e senza
risparmio. Se verrò eletto sarò il rappresentante di tutti i romani. Ci
vogliono tante energie per fare il sindaco. Ho 53 anni: qualora fossi eletto
sarei il secondo sindaco più giovane di una grande metropoli. Le grandi città
sono assorbenti e comportano fatica fisica. Ci vuole pienezza di energia: ne ho
tanta e non ho intenzione di risparmiarmi. Nel 1993 il suo primo provvedimento
da sindaco fu la riqualificazione di via Nazionale. Se venisse eletto
ricomincerebbe da lì: il cantiere partirà il 26 marzo e prevede di levare i
sampietrini. Cosa ne pensa? Via Nazionale è una strada che porto nel cuore
perché termina con la fontana delle Najadi realizzata dal mio bisnonno, Mario
Rutelli. è una via importante di Roma che necessita di un intervento radicale,
che verrà compiuto nella maggior parte in estate per evitare disagi ai
cittadini. Per quanto riguarda i sampietrini, fatemi ricordare che quello con i
pini è un matrimonio incestuoso, perché le radici di quelle piante rendono
particolarmente sconnessa la strada. Inoltre, non esistono più le maestranze
che si occupano della manutenzione. Sono dell'opinione che da un lato i
sampietrini vadano lasciati nelle zone pedonali, che vanno aumentate, mentre
dall'altro lato sia necessario salvare la schiena di motociclisti e
automobilisti. Senza parlare di tutti coloro che si muovono con gli autobus:
anche in via dei Fori Imperiali, a causa dei sampietrini, viaggiare col bus può
essere particolarmente scomodo. Omicidio Reggiani a parte, ogni giorno si
verificano decine di episodi di microcriminalità legata ai campi nomadi. Gli
sgomberi sono sembrati finora inefficaci. Evidentemente serve cambiare
strategia. Senza contare il fatto che le baraccopoli deturpano il paesaggio,
creano degrado e comportano emergenze sanitarie. è indubbio che bisogna
migliorare la situazione in profondità, pur muovendoci all'interno dei paletti
imposti dall'Unione Europea: promesse di espulsione di massa, ad esempio, sono
prive di ogni credibilità. Serve un'azione incessante, anche perché in città
esistono tante zone a rischio. Il problema va visto su tre livelli: i campi
nomadi, gli stranieri che hanno un lavoro regolare ma non hanno alloggio e il
problema dell'immigrazione clandestina. Per quanto riguarda le baraccopoli la
situazione esiste in tutte le città d'Europa. I campi vanno sostituiti
gradualmente con modalità d'integrazione sociale per chi rispetta le leggi e
per difendere la dignità dei bambini. Le attività illegali non possono essere
tollerate. Nei campi occorre più controllo soprattutto per arginare le attività
illecite. Il sindaco ha pochi poteri sull'ordine pubblico ma può promuovere
l'integrazione e la collaborazione tra forze dell'ordine e vigili urbani. Serve
una gestione quotidiana, severa, incessante. Per quanto riguarda invece gli
stranieri che lavorano onestamente ma che non hanno un reddito che gli consente
di avere una casa, ritengo che essi vadano aiutati con l'accesso a dignitosi,
semplici alloggi popolari. I clandestini, infine, vanno rimpatriati: nel 2008
ne torneranno a casa almeno 500 tra quelli pericolosi che vengono dai Paesi
dell'Ue, secondo le stime delle forze dell'ordine. Il decreto legislativo è
chiaro: possono essere rimpatriati anche se comunitari. E se tornano possono
essere puniti con la reclusione fino a dieci anni. è indubbio, tuttavia, che a
Roma c'è una forte percezione d'insicurezza tra i cittadini. Sì. La mia
famiglia non gira certo con la scorta, ma vive nella città e utilizza i mezzi
pubblici. Mio figlio, ad esempio, è stato rapinato del cellulare da un coetaneo
armato di coltello. La percezione d'insicurezza è un sentimento fondato, anche
se le statistiche dicono che Roma è molto più sicura di Londra o Parigi. Ma io
non mi accontento: il problema esiste e le statistiche non devono costituire un
alibi. Bisogna creare pattuglie miste tra forze dell'ordine e vigili urbani e
ridisegnare la mappa di commissariati e compagnie dei carabinieri per
presidiare anche i nuovi quartieri, pattuglie miste di vigili e guardia di
finanza contro l'abusivismo commerciale. è una sacrosanta richiesta dei
commercianti. Di notte a Roma circolano pochissime volanti. Per garantire la
sicurezza, decoro urbano e collaborazione con le forze dell'ordine devono
andare di pari passo. Il Comune, ad esempio, chiederà alla magistratura di
applicare le sanzioni alternative contro il vandalismo: chi fa danni dovrà
riparare, fare volontariato, aiutare gli uomini dell'Ama. E sul decoro urbano?
L'organizzazione del Comune deve essere messa a sistema utilizzando il metodo
che ha già funzionato nel corso del Giubileo del 2000. Intendo creare la
"Sala sistema Roma", dove aggiornare in tempo reale la mappa dei
problemi della città e catalogare tutti i disservizi in modo da poter garantire
un intervento tempestivo anche per quanto riguarda la manutenzione. Una sala
operativa dove tutti potranno dare il proprio contributo: dai vigili del fuoco
ai vigili urbani, all'Ama. Inoltre, bisogna utilizzare bene le telecamere
presenti sul territorio, coordinando meglio tutte le informazioni e raccongliendo
le segnalazioni dei cittadini. Per quanto riguarda il turismo, è d'accordo
sull'introduzione della tassa di soggiorno? Sono assolutamente contrario.
Creerebbe aggravio amministrativo e disparità tra le città. Roma non è Venezia,
che viene soffocata dal turismo mordi e fuggi. Sono invece favorevole alla
creazione di itinerari turistico-archeologici anche in periferia: penso a Veio,
Gabii e Ostia Antica. Ho chiesto agli albergatori collaborazione per la cura e
la manutenzione del territorio e sarebbe importante regolare una volta per
tutte i pullman turistici, destinando parte dei proventi della sosta a
pagamento nei parcheggi di scambio al decoro urbano. è indubbio, tuttavia, che
per sostenere il turismo bisogna rendere accessibile la città con infrastrutture
importanti. Certamente. Le linee metro B1, C e D sono opere straordinarie. Sono
in campo investimenti da 9 miliardi di euro. Costituiscono un fatto storico
perché collegheranno quartieri densamente popolosi. Quando diventai sindaco per
la prima volta, insieme al ministro delle Infrastrutture di centrodestra,
Publio Fiori, aprimmo e potenziammo la linea Fs Roma-Monterotondo e i prezzi
delle case in quell'area schizzarono in alto visto che il servizio incentivò
nuove residenze. Si potrebbe fare la stessa cosa oggi con la Roma-Guidonia e la
Roma-Formia, iniziando a decongestionare Tiburtina, Pontina e Cristoforo
Colombo. Le linee già ci sono, occorrerà potenziare il servizio e creare dei
parcheggi di scambio sul Gra sugli assi della penetrazione ferroviaria.
Parcheggi che verrebbero finanziati dai privati: non sarebbero lande desolate,
ma attorno ad essi si potrebbero progettare e costruire zone residenziali.
Viterbo ospiterà il terzo aeroporto del Lazio. Anche lì le infrastrutture
verranno potenziate? Bisogna completare la strada Orte-Viterbo-Civitavecchia e
prolungare la linea Fs Bracciano-Roma fino al capoluogo della Tuscia. Non me ne
vogliano Latina e Frosinone, ma la soluzione Viterbo è risultata tecnicamente
la migliore. Come risolvere l'emergenza casa nella Capitale? I prezzi degli
appartamenti in vendita e in affitto sono diventati inaccessibili ai redditi
medio-bassi. Il mio progetto è costruire in tre anni 26 mila abitazioni:
diecimila per gli alloggi popolari, diecimila in affitto agevolato e seimila
per gli studenti fuorisede. è chiaro che il Comune deve snellire le procedure,
l'ufficio condono è fermo, così come le opere a scomputo. Serve una radicale
accelerazione anche perché un po' di soldi ci sono, grazie alla Finanziaria
approvata dal governo Prodi che ha stanziato 500 milioni di euro. In ogni caso
tengo a precisare che non tollererò occupazioni abusive: ho firmato un accordo
con la Sinistra Arcobaleno per garantire il rispetto della legalità e chi è in
graduatoria. Altri progetti? Roma ha 55 mila ettari di terreno agricolo. Vorrei
valorizzarli anche creando dei "farmers market", dei punti vendita
nei quartieri dove gli agricoltori possano periodicamente vendere i prodotti
freschi di stagione direttamente al pubblico. Come giudica la vicenda taxi?
Oggi sono tutti scontenti, clienti e tassisti: ci sono più macchine con tariffe
più alte. In ogni caso il blocco di Roma è stata una pagina infelice. Certo, il
servizio va reso più flessibile, ad esempio creando abbonamenti o tariffe
agevolate per chi va a fare visite mediche o ha esigenze particolari. Al
contempo è necessario combattere l'abusivismo dei finti Ncc. Uno dei capitoli
fondamentali nei prossimi anni sarà l'infomobilità: proprio oggi avanzerà
proposte innovative in una conferenza sulle tecnologie per il traffico. L'altro
giorno c'è stata una manifestazione dei dipendenti comunali che non ci stanno a
fare la figura dei fannulloni... Il nostro obiettivo con chi lavora per il
Campidoglio sarà quello di rimotivare il personale, farlo sentire parte di un
grande cambiamento amministrativo. Faccio una parentesi: nessuno toccherà il 21
aprile che non sarà un giorno di festa qualunque, ma il giorno dell'orgoglio di
Roma. A quanti parlano in modo demagogico di assenteismo, rispondo che i
dipendenti capitolini saranno i primi alleati dei romani per far funzionare
meglio la macchina amministrativa.
( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa L'improvviso
bisogno di assistenzialismo Oggi finisce la Lega Ha tradito il nord La Lega
Nord, nata ufficialmente nel
( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Accelerazione
su infrastrutture, grandi opere e parcheggi; ... Accelerazione su
infrastrutture, grandi opere e parcheggi; dedizione quotidiana e impegno nei
confronti della Capitale; ventiseimila alloggi per fronteggiare l'emergenza
abitativa; provvedimenti forti contro campi nomadi e vandalismo. Sono queste le
idee per Roma del candidato sindaco del centrosinistra Francesco Rutelli. Il
vicepremier e ministro dei Beni Culturali è stato ospite ieri a Palazzo
Wedekind per il Forum de Il Tempo dedicato alla Roma del futuro, un momento di
riflessione sull'evoluzione della città giunto al suo terzo appuntamento. Ma Rutelli ha anche parlato della crisi Alitalia
(invitando Berlusconi a uscire allo scoperto) e della situazione politica.
All'incontro hanno partecipato Giuseppe Sanzotta, Roberto Arditti, Alessandro
Usai, Fabrizio Dell'Orefice, Alberto Di Majo, Daniele Di Mario, Susanna Novelli
e Federico Vincenzoni.
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
IL COMMENTO LA
FRETTA DI CHIUDERE PRIMA DEL VOTO L'UNICA cosa certa è che non si capisce il
perché di tutta questa fretta proprio ora, dal momento che Alitalia non è un mostro mangiasoldi da ieri ma da sempre e le
spiegazioni di Padoa-Schioppa che vuole correre per archiviare il caso Alitalia non convincono. A che titolo decidere alla vigilia di un voto,
le cui previsioni dicono che questo ministro e questo Governo hanno in tasca un
biglietto di sola andata? La verità è che non c'è una soluzione a
portata di mano, che nessuno ce l'ha, che nemmeno Air France è una soluzione,
per ammissione perfino di quel corso duro, che è il suo presidente, che sarà
pure una pellaccia come ama definirsi ma non è stupido e non vuol fare i conti
senza l'oste, ovvero senza sapere come la penserà il prossimo Governo, il quale
per bocca di Berlusconi, ipotetico vincitore delle elezioni, non sembra affatto
sostenere la pista francese, la quale fra le altre cose ha il difetto di non
essere una soluzione ma una demolizione di Alitalia,
perché questo in definitiva interessa a Parigi, sbarazzarsi di un concorrente e
di uno scalo, Malpensa, che fa ombra ai suoi. Anche il rilancio di Berlusconi,
che facendo appello all'orgoglio nazionale, chiama gli imprenditori italiana ad
una cordata, o ad una crociata, fate voi, per salvare la compagnia di bandiera
non sembra essere un'idea capace di andare tanto lontano, dal momento che il
primo scettico sembra essere proprio lui, Berlusconi, che riflettendo sulle
possibilità di far scucire qualche euro agli imprenditori di casa nostra, si
risponde da solo, osservando che questi non hanno tirato fuori un euro nemmeno
per sostenere la sua campagna elettorale, figuriamoci se lo fanno per
avventurarsi nel salvataggio di Alitalia. E allora?
Allora in questa partita c'è il trucco e si vede. Il trucco è l'urgenza, il
voler chiudere il caso Alitalia, un caso nazionale, un
caso che compromette l'immagine italiana, di volerlo chiudere a pochi giorni
dalle elezioni, affidandone la conclusione ad un Governo, che non ne ha
indovinata una. - -->.
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di CORRADO DRAGOTTO
? MILANO ? INDIETRO non si torna. Almeno per il cda di Sea (86% Comune, 14%
Provincia) che, convocato in seduta straordinaria ieri
nella palazzina direzionale di Linate con un ordine del giorno monotematico
("Comunicazioni su situazione Alitalia"),
ha concesso carta bianca a Giuseppe Bonomi pure riguardo alla richiesta di
danni (1,2 miliardi di euro) già contestata ad Alitalia per la
smobilitazione da Malpensa. "Alla luce dell'evoluzione della procedura di
vendita dell'ex compagnia di bandiera ? recita, del resto, la nota
diramata dalla spa aeroportuale a conclusione della riunione ancora calda ?, il
cda ha espresso apprezzamento e pieno sostegno al presidente e amministratore
delegato relativamente all'indirizzo e alle azioni intraprese per affrontare la
più grave crisi nella storia di Sea". La società timonata da Bonomi, che,
nei giorni scorsi, s'è dimesso dal consiglio della Federazione italiana sport
equestri proprio per non distrarsi neppure un minuto dal "caso
Malpensa", rimanda, dunque, ai mittenti (il premier Romano Prodi, il
numero uno di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta, l'inquilino di via Vivaio
Filippo Penati) la proposta di ritirare la causa risarcitoria attivata contro
la compagnia di bandiera. Segno che l'azionista di maggioranza Palazzo Marino
non si sente affatto pago dei fondi reperiti dal Governo per finanziare la
cassa integrazione a rotazione di 900 dipendenti Sea già definita con partenza
dal 31 marzo. E il presidente e ad della spa, parso sino a domenica scorsa più
possibilista del sindaco Letizia Moratti sull'ipotesi di stoppare il decollo
delle vie legali, ieri ha eretto nuove barricate. "L'azione giudiziale promossa
contro Alitalia rappresenta un atto dovuto a tutela
dell'integrità di azienda, lavoratori e azionisti ? ha scandito, infatti,
Bonomi dopo i titoli di coda del cda ?. Un abbandono tout-court della causa non
è pensabile né immaginabile. Se ci dovesse pervenire una proposta transattiva,
che al momento non esiste? La valuteremo. Noi siamo persone ragionevoli. Perché
è stato convocato il cda? Era doveroso riunire l'organo societario in sede
formale e metterlo al corrente della situazione. Ci conforta, ovviamente, la
circostanza che il cda abbia espresso pieno sostegno alla linea di concretezza
con la quale ci siamo finora mossi". L'ex nocchiero della compagnia di
bandiera non s'è, invece, voluto incamminare troppo lungo la "pista
autarchica" profilata da Silvio Berlusconi anche nell'ambito della
telefonata di ieri con Prodi. "Se si materializzerà una cordata italiana
interessata a rilevare Alitalia, la vedremo - ha
liquidato in poche battute la questione Bonomi -. Anzi, la vedranno loro
(quelli del Governo, ndr)". Sul fronte sindacale, infine, c'è da
registrare l'incontro svoltosi ieri a Linate tra le organizzazioni e Alitalia con sul piatto il trasferimento da Malpensa a
Fiumicino di 180 addetti alla manutenzione. "Abbiamo chiesto aalla
compagnia di bandiera di sospendere per sei mesi l'operazione", ha
tagliato corto Dino Amoni (Uptl-Uil). Cub Trasporti ha, al contrario,
denunciato "il mancato rinnovo da parte di Sea di 100 contratti a termine
in essere da 15 mesi e in scadenza il 24 marzo". - -->.
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
? ROMA ? I LEADER di
Cgil e Cisl chiedono che la decisione finale sul futuro di Alitalia
slitti a dopo il voto. Mentre nove sigle sindacali di settore, tutte quelle che
siedono al tavolo con l'azienda, con una sola voce chiedono più tempo: il
termine del 31 marzo è troppo stretto per raggiungere un accordo, hanno sottolineato con fermezza dopo oltre tre ore e mezzo di
faccia a faccia con il presidente di Alitalia Maurizio
Prato. E serve subito, incalzano, il prestito-ponte da 300 milioni del Tesoro,
per dare fiato alle casse vuote di Alitalia, e avere
così più tempo per trattare. Una soluzione per spazzare via dal tavolo di
confronto "il ricatto" dell'imminente rischio fallimento. I
sindacati sono disponibili a tornare ad un tavolo con il numero uno di Air
France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, che tornerà a Roma martedì. Ma ribadiscono che
non ci saranno spazi per un accordo se i margini di trattativa resteranno
"inesistenti o limitatissimi" come ha ribadito Spinetta. TONI DURI
dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. Epifani, che parla del dossier Air
France-Klm come di "un ricatto", chiede che "si trovi un modo
per continuare l'attività di volo, e si rimandi la parte del confronto e della
decisione a quando avremo un nuovo governo". Bonanni incalza: "Sarebbe
opportuno aspettare che si insedi il nuovo governo e vedere se escono offerte
migliori". Parole dure anche dal segretario generale della Uil, Luigi
Angeletti: "Il Governo ha gestito la vicenda Alitalia
nel peggiore dei modi e anche con scarsa trasparenza mettendo il sindacato, a
trattativa conclusa, con le spalle al muro" - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
21-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
"Alitalia, un prestito
ponte per una cordata italiana" Berlusconi telefona a Prodi. Padoa-Schioppa:
tempi strettissimi di NUCCIO NATOLI ? ROMA ? "UN PRESTITO ponte" per
riaprire la partita Alitalia. Lo ha chiesto
Berlusconi con una telefonata a Prodi. Il presidente del consiglio non lo ha escluso a
priori: "Si può fare, a patto che si faccia avanti un nuovo compratore con
offerte concrete. Solo così ci sarebbe il via libera di Bruxelles". La
richiesta di Berlusconi, e la risposta di Prodi, vanno spiegate. Il
"prestito" dovrebbe servire ad Alitalia che
perde un milione di euro al giorno, e le cui casse sono desolatamente vuote, a
tirare avanti ancora per qualche mese. Una finestra temporale che permetterebbe
a qualche nuovo compratore di farsi avanti in alternativa ad Air France. L'Ue,
però, boccerebbe il "prestito" considerandolo "aiuto di Stato",
a meno che non si presenti "subito" un nuovo compratore con un piano
che sia considerato affidabile e che possa dimostrare di essere in grado di
restituire il prestito. Insomma, l'apertura di Prodi, in realtà, è minima. IL
MINISTRO dell'Economia, Padoa-Schioppa, ha aggiunto i suoi paletti,
restringendo ancor più lo spiraglio aperto da Prodi: "I tempi strettissimi
sono dettati dalle condizioni della compagnia e non dipendono dal calendario
politico. Il rischio è quello di distruggere una possibilità di vendita, senza
costruirne una nuova. Quella di Air France è "la sola proposta
seria". Ossia, il ministro insiste sulla tesi che si arrivi, entro fine
mese, alla soluzione o il commissariamento di Alitalia,
con relativo fallimento, è dietro l'angolo. Sulla linea del Tesoro è allineato
il cda di Alitalia. Il presidente della compagnia,
Maurizio Prato, ha incontrato i sindacati è ha ribadito loro che
"l'offerta di Air France è l'unica chance per Alitalia
perchè è industrialmente solida". Poi Prato ha fissato un nuovo incontro
con i sindacati e Air France per martedì prossimo. BERLUSCONI, però, non si
arrende e ieri ha insistito che la proposta di Air France è "irricevibile
e arrogante", che il nostro Paese "non può rinunciare ad avere una compagnia
di bandiera", ed ha spiegato di avere avviato "contatti, ma non posso
dire con chi, per creare una cordata italiana per l'acquisto dell'Alitalia". Il pensiero è subito corso ad AirOne che era
stata in corsa per l'acquisto di Alitalia e (vedi box
sotto) a Intesa Sanpaolo. Berlusconi ha pure precisato che "non c'è nessun
interesse mio, o di Fininvest, ma se lo chiedessero ai miei figli loro non si
tirerebbero indietro". Sulla sorte di Alitalia il
mondo politico ha scaricato ogni tipo di battute. Il centrosinistra in coro ha
esortato: "Se ci sono nuovi compratori si facciano avanti con i soldi e un
progetto industriale". Un po' tutti, poi, hanno accusato Berlusconi di
usare Alitalia "solo per fare propaganda. Passate
le elezioni Alitalia sarà lasciata fallire". Sul
fronte del centrodestra le posizioni sono più sfumate. La Lega è totalmente con
Berlusconi nel dire no ad Air France "anche perchè a dare l'ok sarà il
prossimo Governo. E allora ci saremo noi". Fini è un po' meno drastico di
Berlusconi anche se "la proposta di Air France ha luci ed ombre, ma le
seconde diventano sempre di più". Veltroni ha subito chiosato:
"Berlusconi e Fini su Alitalia dicono cose
opposte". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
21-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
L'AD DI INTESA:
"NULLA SUL TAVOLO" Ma Passera si chiama fuori ? MILANO ? SU ALITALIA "non c'è nulla sul tavolo". Lo ha detto
l'ad di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera. "A fine dicembre siamo stati
esclusi dalla gara e da tre mesi non prendiamo parte ad alcuna trattativa"
ha spiegato, aggiungendo che "noi non investiamo solo perché qualcuno ci
chiama. Per questo abbiamo sempre guadagnato dai nostri investimenti.
Senza nuove informazioni ora è impossibile fare qualsiasi proposta". Una
doccia fredda che ha spiazzato Silvio Berlusconi: "Non so nulla del no di
Intesa. Devo fare qualche telefonata". Dopo poco Berlusconi è tornato alla
carica: "Banca Intesa non si è ritirata. Chiede solo il tempo per poter
appronfondire la situazione reale in cui si trova ora Alitalia".
Intesa non ha voluto replicare. - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
21-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
? ROMA ? POTREBBE
ESSERE una ristrutturazione prevista dalla Legge Marzano lo
sbocco per Alitalia in caso di fallimento dei negoziati con Air France-Klm. Quindi,
il passaggio attraverso le strette maglie di un'amministrazione straordinaria.
Il decreto 347 del 2003 noto come Legge Marzano, viene applicato nel caso di
impresa insolvente con almeno 500 dipendenti, debiti non inferiori a 300
milioni di euro. Dal decreto di nomina, il Commissario ha 180 giorni di
tempo per il piano di ristrutturazione. In caso di insuccesso chiede al
ministro l'autorizzazione alla cessione dell'azienda. IL PARALLELO con altri
fallimenti dei cieli è inevitabile. Un precedente significativo è rappresentato
da Sabena, compagnia di bandiera del Belgio. Fallita e risorta in 24 ore, il 7
novembre 2001, dopo 78 anni di attività. In rosso di 2 miliardi di euro su 2,4
di giro d'affari, rinasce come società privata grazie a investitori che mettono
sul piatto 200 milioni di euro per farla ripartire con solo 2.500 dipendenti su
un organico di 7.500 persone. Cinque anni dopo avviene la fusione con la Virgin
per dare vita alla Brussels Airlines. ALTRO CASO emblematico fu quello di
Swissair, attiva dal 1931. Il marchio era sinonimo di puntualità, sicurezza,
qualità. Guerra del Golfo, concorrenza e aumento dei costi causarono perdite
per 99 milioni di franchi svizzeri. Indebolita da una gestione dispendiosa fu
la prima compagnia a cadere in seguito alla grande crisi del trasporto aereo
dopo l'attentato alle Torri Gemelle. La rinascita avvenne nel 2002 grazie a 2,7
miliardi di franchi messi sul piatto da governo e investitori privati. Nel
2005, tornata di nuovo in rosso, venne comprata da Lufthansa per 300 milioni di
euro: seconda maggiore fusione della storia europea dopo quella tra Air France
e Klm. TERZA e ultimo caso memorabile quello di Pan Am. Era la compagnià più
grande del mondo, fu costretta a chiudere. La crisi energetica del '73, la
deregulation, gli elevati costi aeroportuali, e la flotta eterogenea sono tra i
fattori che ne incrinarono i conti, definitivamente compromessi per essere
divenuta bersaglio dei terroristi, che la identificavano puntualmente come
icona Usa. Dopo la Guerra del Golfo furono tagliati duemilacinquecento posti di
lavoro. Dichiarata fallita a gennaio
( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Valentino Parlato
Con questa storia dell'Alitalia mi tornano alla mente
i vecchi romanzi d'appendice. La povera e infelice vergine sta per cadere in
mano dei turchi e scende in campo il Cavalier Silvio che la salverà. Sui
giornali di ieri questa era la scena. Solo che il Cavalier Silvio, e non solo
lui, è stato testimone e complice della irreparabile caduta della vergine Alitalia. In Italia, una volta c'era l'economia mista: parte
privata con la Fiat, la Montecatini e la Edison e parte pubblica con l'Iri e l'Eni.
Neppure allora c'era chiarezza, tuttavia andava un po' meglio di come non sia
oggi, con la linea delle privatizzazioni che (per l'Alitalia
ad esempio) non si realizzano e così è nato il mostro Alitalia
per il 49,9 per cento pubblica e per il 50,1 per cento di un po' di privati e
presunti tali: ci sono molti dirigenti Alitalia e
pubblici che sono diventati amministratori delegati di settori Alitalia prima esternalizzati e poi privatizzati. Così oggi
l'Alitalia è un mostro sciupadenaro, in cui si sommano
(e anche moltiplicano) i vizi del privato e quelli del pubblico. C'è la
moltiplicazione degli aeroporti per soddisfare le esigenze locali di politici e
privati. C'è conseguentemente la moltiplicazione dei low cost che sono costi
altissimi, cioè perdite per l'Alitalia e soprattutto
per la sua parte pubblica. A parte la Germania, che aveva il problema politico
di Berlino, siamo il solo paese che abbia due hub (cioè due aeroporti
centrali): Malpensa era un prezzo (assai alto, cioè due terzi del deficit Alitalia) che si doveva pagare alla Lega. Ma a questo punto
che fare? Che vuole fare il governo di centrosinistra ancora in carica e
responsabile? Vuole che Berlusconi, in questa campagna elettorale, agiti, a
gratis, la patriottica bandiera dell'italianità della compagnia e conquisti un
altro po' di voti? La risposta di Prodi - "Berlusconi faccia una
proposta" - è assolutamente debole. Nel corso della campagna elettorale
Berlusconi (ha già messo in campo anche i figli) potrà giocare fino all'ultimo giorno
la parte del salvatore della Patria e questo sarebbe un po' suicida da parte
del Pd. Questa dell'Alitalia è una carta forte nella
partita elettorale. Il Pd, ma anche la Sinistra arcobaleno, non possono restare
a mezz'aria tra il privato e il pubblico. Sarebbe bene che Prodi, e anche
Veltroni, scegliessero la via dell'impresa pubblica, dando soldi alla compagnia
anche se le autorità europee protesteranno; e che smontasse tutta la baracca
dei privatissimi low cost, introducendo quelle regole minime che vigono in tutti
gli altri paesi europei. Altrimenti non resta che vendere all'Air France.
Essendo un tenace e forse nostalgico sostenitore della prima stagione dell'Iri,
troverei economica e patriottica una seria assunzione di responsabilità dello
stato. Nella sua prima stagione l'Iri suscitava l'invidia delle elites
economiche d'Europa. Altrimenti, ripeto, una rapida e completa privatizzazione,
ma non lasciare a Berlusconi la parte del generoso difensore degli interessi
dell'Italia e dell'Alitalia.
( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
"Ghe pensi
mì". Silvio Berlusconi insiste: pronta una misteriosa
"cordata italiana per l'acquisto di Alitalia", e
chiede al governo un "prestito ponte" per superare l'ultimatum di Air
France. Banca Intesa nega un suo coinvolgimento nell'ipotetica impresa
berlusconiana. Padoa Schioppa chiede di fare presto, i sindacati di rinviare
tutto al dopo-13 aprile. Mentre i bilanci vanno a picco, la sorte
dell'ex compagnia di bandiera diventa materia elettorale PAGINE 2, 3.
( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Quando va male
L'incontro tra la compagnia belga e quella svizzera ha portato, nel 2001, al
fallimento di entrambe Alberto D'Argenzio Fallimento, una parola che
nell'aviazione europea vuol dire Sabena e Swissair. E che potrebbe pure dire Alitalia, con tutto l'amaro strascico di conseguenze
economiche, sociali ed occupazionali già vissuto in Svizzera ed in Belgio.
Proprio in Belgio, il tonfo era nell'aria il 6 novembre 2001, quando vennero
portati in tribunale i libri contabili della Sabena. Due settimane prima era
iniziato il lento ma inesorabile taglio dei voli europei, poi era toccato il
turno delle destinazioni africane, con cui l'antica e più o meno gloriosa
Société Anonyme Belge d'Exploitation de la Navigation Aérienne aveva una
consolidata relazione aerea. La paralisi arrivò il 6 novembre: i libri in
tribunale, i lavoratori a bloccare la scalo di Zaventem-Bruxelles e la polizia
a controllare e caricare. Due mesi prima lo Stato aveva concesso, con il
beneplacito della Commissione europea, un prestito ponte di 125 milioni di
euro, ma a condizioni di mercato, proprio come potrebbe
succedere oggi per Alitalia. E Sabena, proprio come Alitalia, versava
dalla metà degli anni '
( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Storie e preoccupazioni
Le esternalizzazioni hanno fatto salire i costi e dequalificato i servizi. Più
che i francesi, i lavoratori puntano il dito sul far west permesso alle low
cost fr.pi. La sede centrale di Alitalia, sulla
collinetta lungo la Magliana Vecchia, è un complesso immobiliare che al momento
potrebbe valere quasi più dell'intera compagnia, stando alle quotazioni di
borsa. E' uno dei paradossi orrendi di questa vicenda. Fuori stazionano le
troupe televisive, dai cancelli sciamano lavoratori, delegati. Ma anche ex
dipendenti venuti a sostenere chi è ancora in servizio. Perché di questa
azienda sembra non importare a nessuno dei manager che l'hanno saccheggiata per
anni, mentre chi ci lavora ci ha investito se stesso, trovando ruolo, identità
sociale, "patriottismo aziendale". All'interno, i corridoi sono
interrotti di tanto in tanto da capannelli; giornali aperti, confidenze
riportate di terza mano, testimonianze dirette di quel che ha detto il
dirigente Tal de Tali. Qui c'è l'amministrazione centrale, il Centro
elaborazione dati, il call center, altri servizi un po' criptici per i non
addetti ai lavori. Postazioni importanti anche per capire come funzione un po'
tutta la baracca; e anche per tracciare la traiettoria di tante carriere. Una
elegante signora ci illustra con grande serenità e proprietà di linguaggio lo
stato d'animo con cui si guarda ai dirigenti: "in tanti stanno qui per
farsi una carriera altrove, magari grazie alle continue
esternalizzazioni". Fanno l'esempio di uno che, tanti anni fa, caldeggiava
l'esternalizzazione del call center, in parte poi effettivamente subappaltato a
una società inglese (Seven C), poi alla siciliana Alicos. Il dirigente, nel
frattempo, si faceva un paio di legislature in parlamento (con An), poi
"tornava all'attività professionale", come presidente della stessa
Alicos (Almaviva). Il servizio si complicava, spiega un'altra impiegata di
lungo corso; "da Palermo i ragazzi incaricati delle prenotazioni ci
chiamavano perché non sapevano come risolvere problemi per cui non erano stati
formati; noi li aiutavamo, ma è chiaro che in questo modo lavoravamo in due -
l'appalto ad Alicos è un costo, per Alitalia, ndr -
per fornire un servizio peggiore e più lento di quel che avrebbe fatto uno
solo, ma interno all'azienda". Stesso problema con la separazione tra Az
Fly e Az Servizi. "Ora capita che se devo chiedere una cosa al collega
della stanza di fianco, ma inquadrato come Az Servizi, gli devo mandare anche
una mail, perché altrimenti quella certa operazione non verrebbe fatturata".
E così via. Aumento esponenziale dei tempi e costi a seguito di una decisione
in teoria "razionalizzatrice". Il quadro, dall'interno, restituisce
una storia recente (ultimi 15 anni) di completa deresponsabilizzazione
manageriale, con "teste d'uovo" chiamate da fuori, pagate a peso
d'oro, libere di "sperimentare" soluzioni dannose dal punto di vista
industriale ("spesso completamente all'oscuro dello specifico del
trasporto aereo") e poi sostituite elargendo loro una ricca buonuscita
(resta leggendario il caso di Giancarlo Cimoli, uno degli ultimi terminator,
"liquidato" dopo due anni e mezzo con 5 milioni di euro (senza
contare lo stipendio introitato nel frattempo: 2,8 milioni l'anno, il quadruplo
del pari livello in Klm, che però era un'azienda in attivo). Non manca il
dettaglio commovente, come una recente infornata di "contratti a
progetto" per laureati proveniente dalla Bocconi o dalla Luiss,
"molti dei quali con cognomi importanti, qui in azienda", poi
regolarizzati dopo una breve vertenza e inquadrati al terzo livello (il più
alto è il primo). Aspiranti manager in corisa preferenziale. Con lo
"sfoltimento" previsto dalla ristrutturazione chiunque - senza
conoscere questa storia - terrebbe dentro questi giovani e si libererebbe dei
40-50enni che hanno tenuto in piedi la compagnia anche quando è stata
consapevolmente avviata verso l'eutanasia. La "misura della
catastrofe" sta in decine di storie come questa, dove da un lato ci sono
centinaia di lavoratori a cui viene chiesto di lavorare di più a un salario
bloccato da anni e dall'altra dirigenti nepotisti-clientelari, totalmente
irresponsabili davanti a un'azionista scomparso nel nulla (a partire dalla
liquidazione dell'Iri). Esemplare anche il racconto degli informatici del Ced,
ora ridotti a 380 (sono stati, ai tempo d'oro, anche 850; poi in media intorno
ai 600). "Il nostro software - di gestione dei servizi, ndr - veniva
venduto a 33 compagnie internazionali"; poi dagli anni '90, "sono
cessati completamente gli investimenti". Per l'informatica, basta star
fuori sei mesi dal mainstream e non rientri più. Per garantire lo stesso
servizio Air France impiega 3.000 persone, "ma non ha mica dieci volte il
nostro volume di traffico". Dicono che Spinetta non ci volesse credere;
così è venuto qui di persona a verificarlo. "La nostra divisione è in
pareggio, anche se si deve sobbarcare i costi del personale, le linee mondiali,
l'hardware, ecc". C'è un orgoglio professionale alto, non il piagnucolare
sui posti di lavoro. "Il sito dell'Alitalia è
stato appaltato fuori, anche se potevamo farlo noi. Risultato: è costato 40
milioni di euro. Poi ci abbiamo dovuto mettere le mani noi, perché non riusciva
nemmeno a partire". Stessa cosa con Accenture per quanto riguarda
l'amministrazione; le viene commissionata una ristrutturazione della gestione -
costo: altri 40 milioni, ndr - "che noi dobbiamo adesso far funzionare
davvero, apportando tutte le modifiche; così poi, con la privatizzazione, loro
se lo riprenderanno a costo zero". Sono "gli affari" che vengono
in testa a questo management. Le critiche coinvolgono direttamente la classe
politica. "Non è che non ci fidiamo di Spinetta - spiega un altro - anche
se il suo piano non ci piace; è che con questo sistema di regole non c'è modo
per una compagnia di bandiera di funzionare. In Francia non si permette a
nessuno di fare low cost sulla Parigi-Nizza". Poi, certo, l'idea di una
fusione con Air France "ci fa sentire tutti un po' doppioni; sarebbe stato
meglio se a comprare fosse stata una compagnia geograficamente più lontana".
Camminando per i corridoi (impressionante il salone del call center, pieno di
"ragazze" tra i 30 e i 40, quasi tutte precarie, magari da sette-otto
indaffaratissime sui loro terminali) ci fermano, ci danno volantini. Ognuno con
il suo punto di vista e le sue ragioni. Abbiamo parlato con tutti e di tutti
riportiamo le opinioni. Non le sigle sindacali. In una vertenza così, per la
vita e la morte di un patrimonio pubblico di competenze, c'è un solo interesse
da difendere e comunicare. Quello collettivo.
( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Burlando, ex
ministro dei trasporti "Il fallimento di Alitalia è peggio di Air France. Salviamo il salvabile" Francesco
Paternò Claudio Burlando, presidente della regione Liguria, è stato ministro
dei trasporti nel primo governo Prodi, quando nel
( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Soccorso sociale
Prima idea: la "città del volo" L'eventuale
vendita di Alitalia ad Air France, alle condizioni esposte da Spinetta nei giorni
scorsi, porrebbe un serio problema di ricollocazione di lavoratori (almeno
2.100) che gravitano prevalentemente nell'area di Roma. Le istituzioni locali,
già da tempo abituate a doversi far carico dei fallimenti della
"esternalizzaioni" promosse dalla compagnia di bandiera (famose
quelle del Catering Ligabue e di Italiatour) si stanno già muovendo per
attivare le risorse e le proposte necessarie a far fronte dignitosamente
all'emergenza. Dalla Regione Lazio sarebbero state già individuate diverse
linee di finanziamento per progetti di riqulificazione, formazione e
collocamento di lavoratori. L'idea al momento più avanzata parla di istituire
un "distretto industriale di lavoro e servizi di Fiumicino denominato
"Città del volo", promosso dalle forze della Sinistra arcobaleno e
finalizzato a "rilanciare un settore in crisi e realizzare nuove domande
di occupazione e sviluppo integrato del territorio". Cusioso, ma neppure
troppo, che il settore privato - al momento - si sia dimostrato negli anni
incapace di avanzare una qualsiasi idea per rafforzare un settore da cui
dipende non solo il lavoro di tanta gente, ma anche l'attività turistica su
Roma.
( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Al voto "Ho la
cordata, servono i soldi" L'attivismo del cavaliere come ai tempi della
Iar, quando bloccò i piani di Prodi e De Benedetti su Sme. Passera lo corregge
ma non chiude. Veltroni svicola, esecutivo preoccupato: se ha delle carte le
mostri subito. Entro marzo Berlusconi fa campagna
elettorale con Alitalia. "Serve un prestito ponte del governo, Banca Intesa e
investitori seguiranno" Andrea Fabozzi Roma Al mattino Silvio Berlusconi
rilancia la "cordata di imprenditori italiani" radunati intorno a
Banca Intesa per contendere Alitalia ad AirFrance-Klm. Al
pomeriggio il presidente di Banca Intesa Corrado Passera frena: "Non c'è
nulla sul tavolo, da tre mesi non prendiamo parte ad alcuna trattativa".
La borsa crede a lui e blocca la ripresa del titolo. Strana corrispondenza
questa tra il cavaliere e il banchiere tradizionalmente vicino a Prodi e al
centrosinistra. Berlusconi è in campagna elettorale e si atteggia a paladino
dei lavoratori Alitalia (e di Malpensa), a Passera fa
piacere che la partita si riapra. Probabilmente è troppo tardi: "Il piano
di AirOne era molto bello ma è superato dagli eventi", ammette. Al
cavaliere il presidente di Banca Intesa manda a dire che non è lui che comanda
il gioco: "Non abbiamo mai investito in qualcosa perché chiamati da
qualcuno, ed è per questo che abbiamo sempre fatto buoni affari". Ma uno
spiraglio, piccolo, resta aperto: "Dovremmo avere maggiori informazioni,
saperne di più - conclude Passera - su queste basi è inimmaginabile un'offerta".
A Berlusconi basta questo per potere, a sera, assicurare che la cordata di
imprenditori è in piedi - "ne farebbero parte anche i miei figli, se fosse
necessario" - e che Banca Intesa non ha gettato la spugna: "Mi
risulta in maniera inequivocabile che chiedono che sia data anche a loro la
possibilità di una due diligence (una verifica dei conti, ndr) per conoscere la
realtà aziendale". E' chiaro che Banca Intesa non ha intenzione di
azzardare un altro passo sapendo di avere contro il governo. Ma rimasto per
mesi silenzioso sul caso Alitalia, adesso che ha
deciso di giocare anche questa partita in chiave elettorale Berlusconi è
inarrestabile. Tanto da riprendere i colloqui con Prodi: lo chiama al mattino
presto e gli assicura che l'offerta - ancora coperta - arriverà. Ma il
cavaliere ha una richiesta molto pesante: un nuovo prestito ponte da parte
dello stato ad Alitalia che conceda all'azienda e
dunque all'ipotetica nuova cordata imprenditoriale tre-quattro mesi di tempo
per riequilibrare la rotta. Prodi, al telefono con il cavaliere, chiarisce che
l'Europa ha regole molto rigide per autorizzare questo genere di intervento
pubblico: il prestito deve essere fatto a condizioni di mercato. E poi chi sono
questi imprenditori disponibili, oltre ai Toto di AirOne (un nipote del
fondatore è candidato con il Popolo delle libertà alla camera in Abruzzo), che
fino ad oggi non si sono fatti avanti? Prodi sa di non poter chiudere ad ogni
alternativa col rischio di presentarsi come un entusiasta del piano lacrime e
sangue di AirFrance. Per questo aveva già mercoledì cercato al telefono
Berlusconi per farlo uscire dal vago. Anche perché l'iniziativa del cavaliere
sta ridando vita al partito dei "nazionalisti" che vedono male la
cessione della compagnia di bandiera, ce ne sono anche nella maggioranza,
Rutelli ad esempio. "La scadenza per nuove offerte resta il 31
marzo", chiarisce il presidente del Consiglio uscente. Il rischio
altrimenti è che Alitalia si avvii al fallimento e che
la colpa venga scaricata sul centrosinistra. Il ministro del tesoro Padoa
Schioppa insiste: se c'è qualcuno interessato davvero ad Alitalia
"si faccia avanti con atti formali e offerte concrete, altrimenti
distrugge una possibilità di vendita anziché costruirne una nuova. I tempi,
ormai strettissimi, non possono dipendere dal calendario politico". Cioè
niente rinvio a dopo le elezioni. Il ministro però è il primo a non credere
all'esistenza di alternative ad AirFrance. Era stato lui stesso a cercarle
ormai molti mesi fa. Piazzata com'è a ridosso del voto politico, la partita per
Alitalia resta di grande difficoltà soprattutto per il
centrosinistra già in svantaggio nei sondaggi. Veltroni se ne tiene alla larga,
limitandosi a punture di spillo nei confronti degli avversari (e ieri Il Sole
24 Ore sfotteva l'ambiguità del segretario Pd). L'attivismo di Berlusconi fa
paura soprattutto perché finalizzato solo a un guadagno elettorale. Una cordata
fasulla, utile solo per intralciare i piani del governo: il cavaliere lo ha già
fatto più di venti anni fa ed anche allora avendo Prodi dall'altra parte. Erano
i tempi della Iar, il consorzio con il quale Berlusconi pretese di acquisire la
Sme, l'alimentare di stato che l'Iri aveva deciso di cedere alla Cir di De
Benedetti. Una vicenda che anni dopo avrebbe originato un processo per
corruzione giudiziaria concluso solo nell'autunno scorso. Salvando Berlusconi e
Previti, con la prescrizione.
( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
La
vertenza Alitalia è sempre più
intricata. Il ministro Padoa Schioppa si impunta: no al prestito ponte
richiesto dalla compagnia, sull'orlo del fallimento. Air France dà tempo fino
al 31 marzo, altrimenti abbandona tutto Francesco Piccioni C'è una sola
trattativa. Il
resto sono chiacchiere da bar, campagna elettorale fatta sulla pelle di quasi
20.000 lavoratori e su un patrimonio pubblico costruito sullo sforzo collettivo
di un paese. L'unica compagnia interessata a prendere Alitalia
è Air France-Klm. Non ci sono - più - altre cordate. L'unica alternativa seria
sarebbe - sul piano puramente teorico - l'intervento dello stato. Ma
bisognerebbe avere la credibilità di una Germania o di una Francia, come stati,
per fare una mossa del genere. Fottendosene allegramente dei cani da guardia
"selettivi" che siedono a Bruxelles. Non sarà certo l'italietta
prodiana, e ancor meno quella berlusconiana, a poterlo fare. Punto. Ai
protagonisti veri del confronto questo è chiarissimo. Maurizio Prato (a.d.
della compagnia italiana), Jean-Cyril Spinetta (presidente di quella francese),
i sindacati, Tommaso Padoa Schioppa (ministro dell'economia e perciò gestore
del 49,9% del pacchetto azionario in vendita) possono parlarsi quasi senza
prestare attenzione al bla-bla-bla con cui la politichetta nostrana prova ad
accalappiare qualche voto per il 13 aprile. Ieri mattina, nella sede centrale
della Magliana, mancava sia il francese che il ministro. Ciò nonostante, o
proprio per questo, è diventato tutto più chiaro: la scadenza-capestro del 31
marzo per chiudere l'accordo non è arrivata da Air France, ma dalla realtà
finanziaria della compagnia. Senza un prestito-ponte di 300 milioni dopo quella
data ci sarebbe solo da portare i libri in tribunale (l'azienda perde un
milione al giorno; 650.000 euro solo a causa di Malpensa). L'irrigidimento è
arrivato come al solito da Padoa Schioppa, che si sarebbe ancora una volta
impuntato: o i sindacati firmano prima di quella data l'accordo con Air France,
oppure lui non autorizza il prestito. E' da tener presente che il
prestito-ponte non trova ostacoli neppure a Bruxelles, "purché avvenga a
normali condizioni di mercato" (tassi di interesse superiori al 4%).
"In dieci giorni, con la Pasqua in mezzo, un accordo non riuscirebbe a
chiuderlo neppure Mandrake", spiega un vecchio sindacalista del settore.
Con tempi rigidi (intenzionalmente perseguiti non facendo nulla negli ultimi 3
mesi) e un piano francese altrettanto rigido il rischio di costringere i
sindacati (tutti) a rispondere "no" è altissimo. E il consenso dei
sindacati è una condizione che Spinetta ha dichiarato in tempi non sospetti
"imprescindibile"; com'è ovvio che sia. Resta da chiedersi, a questo
punto, perché un ministro rischi il fallimento della "sua" azienda
pur di ottenere l'ennesima vittoria politica sul sindacato. Epifani, Bonanni e
Angeletti hanno dovuto spiegare che "non trattiamo sotto ricatto", pur
essendo notoriamente tutt'altro che contrari alla vendita. Né si può dire che
avrebbero preferito davvero il "piano AirOne", che - contrariamente a
quanto scritto da molti - non "salvava" Malpensa nella sua
configurazione attuale. Se Air France è decisa ad eliminare il 90% delle
attività lì basate, quello di Carlo Toto limitava il danno a un 50%; ma solo
dopo l'eventuale "ripresa" dell'azienda. In ogni caso, come si è
sgolato ad assicurare ieri Corrado Passera (a.d. di IntesaSanPaolo, la banca
che aveva garantito il lato finanziario della cordata AirOne), "non c'è
niente sul tavolo; non abbiamo potuto effettuale la due diligence sui conti
dell'azienda e su queste basi è inimmaginabile fare una qualsiasi
offerta". Se non sai "cosa" compri, non apri il portafoglio. A
chiudere definitivamente lo spiraglio ha anche aggiunto: "il nostro
progetto era basato su una conoscenza superata dagli eventi". Alitalia, Air France e sindacati torneranno a vedersi il 25.
Dalla Francia giungono voci che Spinetta abbia rassicurato i suoi sindacati
(preoccupati dalla possibile "concorrenza interna a basso costo"
italiana) che l'offerta fatta è immodificabile. Ed è in una posizione di
assoluta forza, grazie alla totale irresponsabilità dimostrata dal governo
italiano nella procedura di vendita. Come un giapponese solitario in un'isola
del Pacifico, il cda della Sea (gestione degli aeroporti milanesi) ha intanto
appoggiato l'idea di far causa ad Alitalia per i danni
subiti dalla decisione di ridurre i voli su Malpensa con il nuovo orario
estivo. Così, per fare campagna elettorale.
( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Quando va bene Quello
che oggi è il primo gruppo nei cieli di tutto il mondo è nato nel 2003. Klm ha
perso 4500 posti di lavoro Anna Maria Merlo Parigi Air France-Klm è ormai il
primo gruppo mondiale per traffico aereo. Il gruppo è nato nel maggio del 2004,
con un matrimonio molto più di ragione che di cuore. La fusione tra le
compagnie di bandiera francese e olandese non è stata facile né indolore. Al
centro del braccio di ferro: i tagli al personale dovuti alle sinergie e il
destino dell'aeroporto olandese di Schiphol. Nel 2003, al momento delle
trattative, complessivamente Air France e Klm impiegavano 106 mila dipendenti.
Oggi, il gruppo ne conta un po' meno di 103mila. Nel frattempo, ci sono stati
forti tagli al personale: 4500 posti alla Klm e una grossa riduzione di costi a
Air France, dove piloti e personale sono stati costretti a rivedere al ribasso
le condizioni di lavoro e stipendio del passato. La fusione è stata preceduta
dalla privatizzazione di Air France, dove la partecipazione pubblica è scesa
nel 2003 dal 54 al 44%. Oggi, lo stato francese controlla solo il 17,2% della
società. La trattative per la fusione sono durate tre anni. E sono state molto
dure. Lo stato olandese ha difeso fino all'ultimo l'aeroporto di Schiphol. Alla
fine, la nuova compagnia ha due due hub: Roissy-Charles-De Gaulle, dove ha
anche la sede legale, e Schiphol. La fusione - la prima della storia tra due
compagnie di bandiera - è stata strutturata attorno al sistema "un gruppo
- due compagnie". Lo stato olandese, per difendere gli interessi di
Schiphil, aveva ottenuto il controllo, per un periodo transitorio di tre anni,
del 49% dei diritti di voto di Klm. "Il paesaggio aereo si muove in fretta
- aveva commentato un alto dirigente di Air France nel 2003 - Non ci sono molte
opzioni: o avanziamo o ci facciamo asfissiare. Il fatto di essere assieme in
Europa ci permette di prevedere nuovi sviluppi. Il rischio era che Klm si
alleasse con qualcun altro, British Airways, per esempio, con la quale le
trattative in vista di un accordo erano state intraprese due volte (e per due
volte erano fallite). Anche Lufthansa era interessata a Klm, per rafforzare le
sue posizioni sia in Europa che sulle rotte atlantiche. Tra Air France e Klm
c'era una "complementarietà", dicevano allora i dirigenti delle due
società, in particolare sulle linee internazionali, poiché la compagnia
olandese era molto presente in Asia e in Africa dell'est. Già nel 2003 era
stata fatta l'ipotesi, poi naufragata, di un accordo anche con Alitalia. Il gruppo Air France-Klm è controllato da interessi francesi.
Il presidente è, fin dalla fusione, sempre il francese Jean-Cyril Spinetta.
All'epoca della fusione, Air France si era alleata con una compagnia che
perdeva dei soldi. Allora, i sindacati si erano interrogati sull'interesse che
avesse la prima compagnia in Europa a fondersi con la quarta in ordine di
importanza sul vecchio continente. Allora, Klm aveva un deficit di 416
milioni di euro. Ma l'offerta pubblica di scambio realizzata da Air France
aveva valorizzato Klm del 40% rispetto al corso di Borsa del momento.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
21-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Se europee che hanno
ridotto le perdite, della seduta positiva di Wall Street. Il mibtel ha ceduto
l'1,47%, l'S&P/Mib l'1,63%, l'All Stars lo 0,29%. Fra i settori peggiori,
quello oil penalizzato dal calo del prezzo del greggio tornato sotto i 100
dollari al barile. Fra le blue chip in evidenza Alitalia che dopo il +14% di mercoledì ha guadagnato il 13,26% a 0,35
euro con scambi pari al 3,14% del capitale. Denaro su Ubi Banca (+1,48%),
Bulgari (+1,39%), Fiat (+1,27%), Mediaset (+1,1%) e Finmceccanica (+1%). In
fondo al listino invece Impregilo (-6,94%), le utilities Snam RG (-5,9%), Terna
(-4,1%) e gli oil Eni (-3,73%) e Saipem (-2,3%) in scia al calo del
greggio. Lettera anche su Unicredit (-4,5%), Banco Popolare (-4,1%) e Mondadori
(-5%) che ha presentato i conti 2007. - -->.
( da "Campanile, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Prodi ha risposto
che la possibilità di un prestito ponte è vincolata, da parte di Bruxelles, al
fatto che un'offerta ulteriore sia davvero concreta 'Il "no" dell'Europa
all'ipotesi che il Tesoro conceda un altro prestito ponte dopo quello del '97,
confermato poi nel 2001, non ferma né i sindacati tanto meno, il leader
dell'opposizione, Silvio Berlusconi. Le parti sociali, ieri durante un
confronto con l'amministratore delegato della compagnia, Maurizio Prato, hanno
chiesto 300 milioni al Tesoro per permettere all'azienda di superare la crisi
di liquidità e avere più tempo per vagliare altre eventuali offerte. Stessa
musica da parte del presidente Berlusconi, per niente convinto del piano dei
francesi. Così ieri, tra l'annuncio di una cordata Air one e banca Intesa, ha
chiesto al presidente del Consiglio Romano Prodi che il Tesoro faccia un
prestito ponte in grado di far partire la cordata degli imprenditori italiani. Prodi ha risposto che la possibilità di un prestito ponte per Alitalia è vincolata, da parte di Bruxelles, al fatto che un'offerta
ulteriore sia davvero concreta. Ma a proposito di prestiti ponte a inizio
settimana l'Europa ha bloccato sul nascere qualsiasi ipotesi di passaggio di
danaro pubblico all'azienda, considerato, per la legge Ue, come aiuto di Stato,
sottolineando, inoltre, che l'Alitalia ha già
beneficiato di danaro pubblico, prima nel '97 e poi nel 2001. Senza accordo con
AirFrance-Klm, senza ulteriori passaggi di danaro, senza nuove proposte, il
rischio, come paventava due giorni orsono il ministro dell'Economia Tommaso
Padoa Schioppa, è il commissariamento. Infatti, secondo il ministro, l'unica
proposta seria per il rilancio di Alitalia è quella di
Air France e agli assistenti di volo del Roma-Linate, dove si trovava ieri
mattina e senza troppo girarci intorno ha detto: "L'alternativa è il
commissariamento. Quella di Air France-Klm è l'unica proposta seria sul
tavolo". Ma l'ipotesi di commissariare l'Alitalia,
non spaventa l'Anpac. Il presidente dei piloti Fabio Berti, spera in una
maggiore flessibilità da parte del gruppo Air France-Klm per proseguire nella
trattativa e comunque, a fronte di un ricatto - ha affermato Berti al termine
dell'incontro con Alitalia - "siamo pronti ad
affrontare anche l'ipotesi di commissariamento". "Sono convinto che
Air France - ha detto ancora - vuole fare una trattativa anche se dice che ci
sono pochi margini. Speriamo - ha proseguito Berti - che siano più ampi,
altrimenti la trattativa non si può fare". E riguardo al problema del
settore cargo, il presidente dell'Anpac chiede di cercare una soluzione che non
può essere quella di abbandonare il settore. Tra piani, offerte ritirate e
richieste di prestiti, la compagnia di bandiera più vola più va in perdita, per
l'esattezza, un milione di euro al giorno. E con AirFrance che prova le ultime
carte, l'Europa che vigila che tutto avvenga secondo le regole, le richieste
dei sindacati e l'ipotesi di commissariamento, forse si arriverà oltre il
termine del 31 marzo fissato dai francesi. Con un ulteriore dispendio di danaro
che per la verità già è finito. L'importante, però, come avviene da almeno un
decennio, è perdere tempo, soldi ed energie. Finora si è sempre tirato avanti,
adesso, però, AirFrance rappresenta davvero l'ultima spiaggia, ma sono in molti
ancora a fare finta di niente. (21-03-2008).
( da "Campanile, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Ieri faccia a faccia
con Prato. Martedì, forse, nuovo vertice con Spinetta I diktat di AirFrance-Klm
li rispediscono al mittente: la trattativa o si modifica oppure va alle ortiche.
Non hanno dubbi le nove sigle sindacali che ieri mattina si sono sedute al
tavolo insieme all'amministratore delegato di Alitalia, Maurizio Prato, che all'indomani dell'incontro finito con un
nulla di fatto tra le parti sociali e i due vertici della compagnia, ha pensato
bene di convocare un nuovo incontro, al quale il presidente Spinetta, però, non
ha partecipato, manifestando la volontà di rivedere i sindacati il 25.
Così ieri Prato per cercare di ottenere uno spiraglio di apertura che
permettesse alla trattativa in corso di non morire, ha richiamato al tavolo i
rappresentanti dei lavoratori cercando di spiegare ancora una volta che
l'offerta dei francesi "è solida" e che il piano industriale è
valido, "al contrario delle possibili cordate appoggiate dalle banche che
poi farebbero gravare il debito sull'azienda". E poi, - ha cercato di
spiegare Prato - "dove sono le offerte di queste cordate strillate sulla
stampa ma mai pervenute alla compagnia?". La risposta dei sindacati non si
è lasciata attendere. A Prato hanno manifestato, infatti, la volontà di
spostare il termine del 31 marzo chiesto da AirFrance-Klm per chiudere
l'operazione di acquisto e l'attivazione immediata del prestito ponte da parte
del Tesoro di 300 milioni di euro (prestito, per la verità, già
"stoppato" sul nascere dall'Unione europea che, attraverso il
portavoce del ministro dei Trasporti ha fatto sapere che Alitalia
ne ha già beneficiato nel '97 e poi anche nel 2001). Filt-Cgil, Uiltrasporti, Fit-Cisl,
Ugl, Sdl, Anpac, Unione piloti, Anpav e Avia, poi, hanno confermato la
disponibilità a qualunque incontro utile per costruire una soluzione ed un
percorso per dare un futuro all'azienda di bandiera. "E' del tutto
evidente ? fanno sapere ? che ciò richiede un approccio da parte di
AirFrance-Klm diverso da quanto emerso nel precedente incontro, ove la proposta
vincolante conteneva sostanzialmente un diktat ai lavoratori e alle sigle
sindacali: prendere o lasciare". Secondo le parti sociali, solo con un
"negoziato vero" si è in grado di dare "senso e contenuto"
a qualsiasi confronto, così come "la data ultima del 31 marzo prossimo
entro cui approvare il rilascio del prestito ponte richiesto dal presidente
Prato, è una precisa responsabilità del ministro dell'Economia Padoa
Schioppa". In particolare, il leader della Cgil Guglielmo Epifani in
un'intervista rilasciata al Corriere della Sera ha illustrato la possibile
soluzione che consisterebbe in un accordo (economico) tra governo e azienda che
permetterebbe alla compagnia di andare avanti ancora 60-70 giorni,
oltrepassando il termine fissato dai francesi e permettendo all'azienda di
aspettare un nuovo governo. Secondo Epifani, infatti, il piano di Spinetta,
"non è un'alternativa al fallimento perché manca degli investimenti per il
rilancio". In attesa che Air France recepisca o meno le richieste delle
parti sociali contrarie al piano che comprende 2100 esuberi, ieri si è svolto
anche il Cda della compagnia di bandiera dopo quello che aveva dato il via libera
all'offerta dei francesi. (21-03-2008).
( da "Liberazione" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
I sindacati:
"No ai ricatti di Air France, subito l'aiuto da 300 milioni" Il
Tesoro attivi immediatamente il prestito ponte di 300 milioni di euro,
condizione necessaria affinché il confronto con Air France possa proseguire
oltre il termine del 31 marzo, cosa che consentirebbe anche di poter esaminare
eventuali nuove offerte. E' questa la posizione espressa dalle nove sigle
sindacali presenti in Alitalia, al termine
dell'incontro con il numero uno della compagnia, Maurizio Prato. Se da un lato
Filt Cgil, Fit Cisl, UilT, Ugl,Sdl, Anpac, Unione piloti, Anpav e Avia
confermano "la disponibilità a qualunque incontro utile a costruire una
soluzione ed un percorso per dare un futuro ad Alitalia"
- il prossimo faccia a faccia con Air France ci sarà il 25 marzo - dall'altra
devono però fare i conti con l'indisponibilità a trattare fin qui manifestata
dal gruppo franco-olandese. Prato ha ribadito ieri che, allo stato attuale,
l'offerta illustrata dal numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, è
"prendere o lasciare", ma anche "industrialmente solida".
Non la pensano così i sindacati, a cui i ricatti non piacciono: "Quello
che dice Spinetta - ribatte il leader della Cgil Guglielmo Epifani - non si è
mai visto. A queste condizioni non firmo". Dello stesso avviso è Fausto
Bertinotti, candidato premier di Sinistra Arcobaleno, secondo cui nella vicenda
dell'Alitalia "non si debbono porre "aut
aut" ma trovare soluzioni possibili". Epifani chiede quindi al Tesoro
di rimandare qualsiasi decisione "a dopo le elezioni, quando avremo un
nuovo governo". C'è però un altro rischio, e cioè che la vicenda Alitalia finisca con l'essere strumentalizzata in campagna
elettorale. L'ipotesi di una cordata di imprenditori italiani che potrebbe
rilevare la compagnia di bandiera "sotto la regia di Air One" e con
il sostegno della Banca Intesa-San Paolo, avanzata l'altro giorno dal candidato
premier del Pdl, Silvio Berlusconi, è stata smentita ieri dall'amministratore
delegato di Intesa, Corrado Passera. Su Alitalia "non c'è nulla sul tavolo", ha detto Passera.
"Siamo esclusi da tre mesi - ha quindi ricordato il banchiere - il piano
di AirOne per l'acquisto di Alitalia era basato su una
conoscenza che probabilmente adesso è superata dagli eventi".
Parole che, comunque, lasciano una porta aperta, nel caso Air France dovesse ritirarsi.
La necessità di "un prestito ponte in grado di far partire la cordata
degli imprenditori italiani" sarebbe stata sollecitata da Berlusconi in un
colloquio telefonico con il premier Romano Prodi. Prodi avrebbe però spiegato
che questa possibilità è vincolata dalle regole europee e al fatto che ci sia
poi - e in tempi brevissimi - un'offerta concreta. Per Fabrizio Tomaselli,
coordinatore nazionale di Sdl, le chiacchiere stanno a zero: "I lavoratori
del trasporto aereo e di Alitalia non hanno certo bisogno
- avverte - di diventare soggetto passivo di campagna elettorale: se ci sono
invece proposte serie, che siano immediatamente rese pubbliche e
valutate". Maurizio Zipponi, candidato capolista per la Sinistra
Arcobaleno in Lombardia 2, non ha dubbi: "La verità - afferma - è che un
gruppo ristretto di imprenditori e politici lombardi vogliono far fallire Alitalia per trasformarla in una nuova Telecom: i debiti
allo stato e i beni ai privati". Ro. Fa. 21/03/2008.
( da "Liberazione" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia e Air France in realtà hanno già
qualcosa in comune. Dal 2001 sono legate da un accordo commerciale, poi
rafforzato da uno scambio azionario incrociato del 2% perfezionato nel 2003,
che ha anche portato ad un intreccio dei cda con la presenza dei due
amministratori delegati nei rispettivi consigli di amministrazione. L'accordo
commerciale fra Air France e Alitalia prevedeva, tra
l'altro, l'impegno reciproco a sviluppare un sistema di multi hub basato sugli
aeroporti di Parigi-Charles de Gaulle, Milano-Malpensa e Roma-Fiumicino, una
cooperazione di lungo periodo fino al 31 ottobre 2011, e l'estensione delle
rotte in code-sharing su destinazioni europee e intercontinentali. Per quanto
riguarda i voli tra Italia e Francia, le compagnie operano come una singola
unità. Nella prima forma di alleanza fra le due compagnie si prospettava già
una fusione, poi rimandata fino agli sviluppi attuali. Nel frattempo però la
compagnia di bandiera francese si è legata a doppio filo con l'olandese Klm. La
fusione è stata realizzata nel 2004, con la creazione di una holding costituita
ad hoc. Nacque così Air France-Klm, numero uno mondiale per fatturato davanti a
American Airlines, con oltre 18 miliardi di euro, di cui 12,7 miliardi portati
in dote dalla compagnia francese e il resto da quella olandese. Insieme le due
compagnie controllano il 28,2 % del mercato europeo, contro il 17,4% di British
Airways e il 17% di Lufthansa, con una flotta di 556 aerei e di 106.125
dipendenti, al lavoro su 225 destinazioni. Air France-Klm possono inoltre
contare su due dei maggiori hub europei: Roissy (il più grande del continente)
e Schipol, il numero quattro. A pilotare il nuovo colosso è andato il
presidente di Air France, Jean-Cyril Spinetta, mentre il numero uno di KLM, Leo
Van Wijk è il vice presidente del consiglio d'amministrazione della compagnia.
C'è da dire che il consolidamento tra Air France, Klm e Alitalia
genererebbe la prima compagnia aerea d'Europa e una delle più grandi nel mondo.
Nello specifico, la nuova compagnia staccherebbe l'accoppiata Lufthansa-Swiss
sia nel traffico che nel numero di passeggeri. Nel caso in
cui l'acquisizione di Alitalia da parte di Air France-Klm andasse in porto, Spinetta
diventerebbe il presidente del nuovo colosso. Il sessantacinquenne parigino di
chiare origine italiane, che già è stato consigliere di Alitalia, diventerebbe il capo della (ex?) compagnia di bandiere
italiana. Dai modi eleganti ma secchi Spinetta ha alle spalle una lunga
carriera politica e manageriale. Laureato alla scuola dell'alta burocrazia
francese, l'Ecole Nationale d'Administration di Parigi, Spinetta dal 1972 è
responsabile del dipartimento investimento e sviluppo del Ministero
dell'Educazione. Nel 1981 è a capo del dipartimento informazione del primo
ministro. Dal 1984 si lega al politico Michel Delebarre di cui ricoprirà il
ruolo di capo dello staff al Ministero del Lavoro e successivamente a quello
degli Affari Sociali e Trasporti. Dal 1990 intraprende la carriera manageriale,
ricoprendo il ruolo di Presidente e Amministratore Delegato della compagnia Air
Inter. Nel 1997 con la stessa carica trasloca alla guida della prima compagnia
aerea del paese, Air France. Dal 2004 è Presidente e Amministratore Delegato
anche della nuova compagnia nata dopo la fusione con KLM, Air France-KLM. Al
momento della fusione con la compagnia olandese, Spinetta era stato attaccato
dai sindacati francesi, pieni di timori per il futuro dei lavoratori del
settore aereo. All'epoca Spinetta fu abile nel convincere i rappresentanti dei
lavoratori sulla bontà dell'operazione e la stessa fermezza la usò quando
scoppiò il caso dei rifugiati politici che venivano reimpatriati con aerei Air
France con modalità a dir poco "spicce" dei poliziotti. Era il luglio
2007 e ai sindacati e alle associazioni che gli chiedevano una risposta,
Spinetta fu fermo: "l'attività di reimpatrio forzato non si fermeranno a
meno che la sicurezza dei beni e delle persone fosse messa in pericolo". E
così andò. Il tenace Spinetta che anche adesso si sta dimostrando tale nell'inizio
del braccio di ferro con i sindacati italiani che ne criticano il metodo con
cui si sta apprestando a inglobare Alitalia. Vedremo
chi la spunterà. 21/03/2008.
( da "Liberazione" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Roberto Farneti Nell'economia
globalizzata, la velocità a cui viaggiano le merci è un fattore di
competitività non secondario per un'azienda. C'è perciò una bella differenza,
per chi fa impresa in Italia, se il carico spedito o atteso può arrivare
direttamente a destinazione o se l'aereo che lo trasporta deve per forza
transitare per Parigi, con conseguente perdita di tempo e di denaro. Con la
chiusura del settore Cargo di Alitalia, prevista dal
piano Air France, accadrà esattamente questo. L'estinzione dell'attività avverrà
in due fasi: "Fino al 2009 - si legge nel piano - saranno mantenute solo
le rotte che offrono risultati operativi migliori, ossia quelle per Asia e Nord
America. Entro la fine del
( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
il destino di alitalia/2 Il Cavaliere fa girare l'Elica "Ho parlato di Alitalia con Prodi e ho
chiesto che faccia un prestito ponte in grado di far partire la cordata degli
imprenditori italiani. Mi ha spiegato che tale possibilità è vincolata dalle
regole europee al fatto che ci sia poi un'offerta concreta". Berlusconi è entrato a piedi pari
sulla vicenda Alitalia, intende andare avanti e
precisa: "Non c'è un interesse della mia famiglia. Gli imprenditori più
importanti però dovrebbero sentirsi in dovere di partecipare. Se lo chiedessero
a me risponderei di non avere interesse". Ed eccoli spuntare gli
imprenditori italiani, pronti a farsi avanti per il risanamento di Alitalia. "Ho risposto prontamente al richiamo del
presidente Berlusconi - afferma Francesco Casoli, presidente di Elica e
senatore di Forza Italia candidato nelle Marche con il Pdl. Esiste
un'alternativa ad Air France-Klm e ho già sondato il terreno per
verificarla". Casoli sottolinea di non essere stato contattato dal
Cavaliere ma di aver accolto il suo richiamo pubblico "perchè la famiglia
delle piccole e medie imprese italiane è in grado di concludere qualunque tipo
di operazione". Elica è leader in Europa nella produzione di cappe da
cucina. Società quotata alla Borsa di Milano, fattura 434 milioni di euro. Non
uno scherzo. Ma da sola non può certo comprare Alitalia.
Ecco perchè Casoli sta sondando il terreno per fornire a Berlusconi una rosa di
imprenditori disposti a investire nella cordata italiana per Alitalia.
Un'adesione di massima sarebbe già stata assicurata anche da altre aziende
aziende. "E non ci sono solo imprenditori marchigiani - aggiunge Casoli -
in quanto l'orgoglio di mantenere italiana la nostra compagnia di bandiera ha
risvegliato molti manager. Un vettore sotto la tutela francese sarebbe
svantaggioso in termini di competitività nelle esportazioni". Una cordata
pronta ad affiancarsi ad AirOne e al suo patron Carlo Toto, che riceverebbe le
"cartucce" finanziarie per presentare al nuovo governo un piano di
rilancio di Alitalia più ambizioso. Siamo ancora
lontani da una alternativa credibile ad Air France-Klm. In una battuta: Alitalia, per adesso, ha trovato la sua Elica. "Una
definizione azzeccata - ride Casoli - ma attenzione: noi facciamo sul
serio". Nessuno lo mette in dubbio. La crisi di Alitalia
non è certo uno scherzo.
( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa politica Tre
domande a Silvio Berlusconi La svolta imposta da Silvio Berlusconi alla complessa
trattativa per la vendita di Alitalia è
indicativa del fatto che il leader del PdL si sente già con un piede dentro
Palazzo Chigi. Ora però il dado è tratto, nel senso che la trattativa con i
francesi non può che risultarne fortemente condizionata. Proviamo per un
momento ad uscire dal bailamme di dichiarazioni sul tema, che viene
inevitabilmente generato dalla campagna elettorale in corso. E cerchiamo
di concentrarci sulle prime conseguenze dell'uscita del Cavaliere. Ecco allora
che vengono avanti tre questioni, che investono ambiti diversi ma che rivestono
tutte importanza primaria. Le proponiamo in forma di domande a Silvio
Berlusconi, che, avendo preso posizione in modo così determinato, ora deve
accettare il peso di interlocutore unico sul tema. 1. Quanto è solida e come è
formata la cordata di imprenditori italiani che potrebbero decidere di
infilarsi nella rischiosa avventura di salvare l'Alitalia?
E ancora: è una cordata che si sviluppa attorno alla vecchia proposta di Toto
oppure stiamo parlando di tutt'altro?
( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
il destino di alitalia Il governo: "I tempi sono stretti. Chi vuole Alitalia si faccia
avanti" Il governo invita eventuali nuovi pretendenti per Alitalia a farsi avanti
in fretta e con offerte concrete, mentre i sindacati chiedono tempo e si
preparano a un nuovo round con Air France-Klm. Il risultato? Ancora una fase di
stallo che rischia di portare la compagnia - a corto di liquidità - verso il
commissariamento. Tant'è che, secondo indiscrezioni, i tecnici del ministero
dell'Economia starebbero già preparando le carte per far scattare la legge
Marzano, cioè la procedura per il salvataggio delle grandi imprese in crisi già
usata in altri casi eclatanti, come nella vicenda Parmalat. "Chi è
interessato ad Alitalia si faccia avanti con atti
formali e offerte concrete altrimenti distrugge una possibilità di vendita
anziché costruirne una nuova - ha affermato il ministro dell'Economia, Tommaso
Padoa Schioppa in una nota - i tempi, ormai strettissimi, sono dettati dalla condizione
della compagnia e non possono dipendere dal calendario politico". Parole
chiare, che il ministro ribadisce con enfasi ai dipendenti della compagnia. Sul
volo Fiumicino-Linate, accompagnato dalla moglie e dalla scorta, Padoa Schioppa
ieri stava rientrando nel capoluogo lombardo dopo le ultime giornate di fuoco
sul dossier Alitalia. Di fronte a una hostess che gli
chiedeva: "Ministro, ma che ne sarà della compagnia, cosa dobbiamo
fare?", Padoa Schioppa è sbottato: "Quella di Air France - ha detto
il ministro secondo quanto riferisce il personale di Alitalia
- è una proposta seria, l'unica alternativa è il commissariamento". A un
certo punto, incalzato dalle domande, avrebbe lanciato una provocazione:
"Fatevi sentire e manifestate a favore del piano francese". Uno sfogo
che arriva dopo l'ennesimo incontro di ieri alla Magliana tra i sindacati e il
presidente di Alitalia, Maurizio Prato. Le nove sigle
presenti all'appuntamento hanno chiesto compatte lo slittamento del termine del
31 marzo per chiudere l'operazione di acquisto. Non solo. Le organizzazioni dei
lavoratori ritengono necessaria l'attivazione immediata del prestito ponte di
300 milioni da parte del Tesoro per consentire alla compagnia di sopravvivere
in questa fase delicata della privatizzazione. I sindacati hanno garantito la
disponibilità a riprendere il confronto con Air France-Klm partecipando a un
incontro previsto per martedì prossimo. Hanno comunque ribadito la richiesta,
come condizione per portare avanti il confronto e cercare un'intesa, di avere
margini di trattativa sui contenuti dell'offerta del gruppo franco-olandese.
Margini di manovra che il presidente di Air France-Klm, Jean Cyrili Spinetta,
ha però già definito "quasi inesistenti". Il titolo della compagnia
continua a recuperare e ieri ha chiuso, dopo aver segnato un massimo a 0,4080
euro, a quota 0,3459 euro, in rialzo dell'11,94% sull'ipotesi di un nuovo
acquirente.
( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Reportage Un'ora di
comizio dalla lotta del Tibet ai lavoratori precari ERMANNO BRANCA Tremila in
piazza per Walter Veltroni SAVONA Tremila fans per Walter Veltroni. Il leader
del Pd ha riportato in piazza Sisto IV la folla dei grandi comizi storici. I
vecchi iscritti del Pci come Giancarlo Berruti che con il passare del tempo
sono diventati l'anima del Pds-Ds-Pd o l'attuale coordinatore provinciale
Giovanni Lunardon, ieri sera facevano orgogliosi il paragone con la folla che
gremiva la piazza del Comune ai tempi del comizio di Berlinguer. In mezzo
almeno tre generazioni: vecchi e ragazzi, un mare di teste, bandiere, cartelli
con gli slogan del nuovo leader che è anche un "maestro" mediatico.
Quasi una rockstar, che è arrivato con un pullman di giornalisti al seguito e
una scorta di una decina di agenti che lo sollevano da terra per depositarlo
rapidamente sul palco mentre l'impianto stereo spara "Mi fido di te" di
Jovanotti. Sul palco, il coordinatore Lunardon, l'onorevole Zunino con gli
altri candidati liguri e il ministro Giovanna Melandri che lo affiancherà
sorridente ma in silenzio per tutto il tempo. Nel parterre quadri e dirigenti
del partito e tutti gli amministratori, dal sindaco Berruti al presidente della
Provincia Bertolotto, l'attrice Daniela Poggi che è venuta apposta per
salutarlo. La presentazione però è affidata a Emanuela Guerra, 18 anni,
nuotatrice intrepida e voce che non tradisce emozione. Poi un'ora di Veltroni
alla sua maniera. Toni moderati, parole di buonsenso e messaggi di ottimismo:
"Siete a migliaia ovunque. Che stia succedendo qualcosa? Ho fatto Asti
alle 10,30, Cuneo alle 14,30. Sempre così. In Puglia voglio parlare a
mezzanotte per vedere che succede". Poi il filo conduttore del comizio e
della campagna elettorale: "Dobbiamo aprire un ciclo politico perchè
l'Italia non può più permettersi di vivacchiare. C'è bisogno di modernizzare il
Paese e di ricostruirlo come è accaduto fra il 1945 al 1963 quando siamo
passati dalle macerie della guerra al miracolo economico". Una polemica su Alitalia: "I nostri avversari
parlano con leggerezza di una vicenda in cui sono in gioco migliaia di posti di
lavoro". Poi un messaggio di politica estera, riferito alle bandiere del
Tibet che ondeggiano sotto il palco: "La grandezza di un Paese non si
misura solo con il prodotto interno lordo. La Cina deve rispettare i
diritti umani". Altri inviti alla modernità: "Nelle scuole ci
vogliono computer e palestre. E' ora di finirla con pertiche, corde e quadri
svedesi". Sulla giustizia: "Le cause non possono durare come minimo
10 anni". Sulla legalità: "L'Italia è il Paese in cui tutti
''cononoscono uno che...''". Veltroni ha trattato ovviamente i temi del lavoro:
"Dobbiamo stabilizzare i lavoratori precari e garantire un salario minimo
di 1100 euro". Coraggiosa la posizione sull'ambiente: "Basta con le
discariche, la spazzatura si brucia e si produce energia". E alla fine
tutti sull'attenti a cantare l'Inno di Mameli. Poi di nuovo Jovanotti, Veltroni
che firma autografi ed esce di scena trascinato dalla scorta che cerca di
proteggerlo dall'entusiasmo dei sostenitori.
( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Il Cavaliere chiede
un prestito statale per la cordata italiana. Il governo: no, subito un'offerta vera altrimenti salta tutto Alitalia, Prodi sfida
Berlusconi E Spinetta avverte: si chiude entro marzo o Air France si tira fuori
Sui destini di Alitalia, dopo l'offerta ultimativa di Air France, è scontro tra
Berlusconi e Prodi. Il Cavaliere ha parlato di una "cordata italiana"
in alternativa all'acquisizione franco-olandese, ma l'ad di Intesa Sanpaolo,
chiamato in causa, ha smentito: "Non c'è nulla sul tavolo". Il leader
del Pdl ha telefonato al presidente del Consiglio per proporre il varo da parte
del governo di un prestito-ponte per consentire il formarsi di una coalizione
nazionale, ma il Professore ha risposto che questa possibilità è vincolata alle
norme europee e alla presentazione in tempi brevi di un piano concreto. E il
presidente di Air France, Spinetta, minaccia: entro il 31 si chiuda, o noi
usciamo. DA PAG.
( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Franco Bruni IL PARTITO POPULISTA Le brutte storie intrecciate di Alitalia e Malpensa durano da tanti anni e diversi governi. Forse persino
la Commissione europea fu incauta quando offrì sostegno al progetto di un
aeroporto senza sufficienti garanzie di efficienza e adeguati collegamenti. I
politici, nazionali e locali, e i sindacati, hanno lasciato crescere
esponenzialmente il problema. Più vicino e probabile diventava il
fallimento di Alitalia, più il rinvio conveniva ai
suoi potenziali acquirenti, che avrebbero pagato meno le sue residue attività.
Per evitare che la trattativa finisse in questa trappola, occorreva accelerare
e far cessare l'ostruzionismo di chi, per i motivi più vari, si adoperava per
rinviare la soluzione. Anche il governo Prodi ha perso tempo, ma ha poi
imboccato con decisione la strada di Air France, ottenendo un'offerta che è
accettabile, soprattutto a due passi dal fallimento. Ma l'ostruzionismo non
finisce. Cerca anzi di approfittare della scadenza elettorale. Epifani si sente
ricattato e vorrebbe essere protagonista della trattativa. Adesso? Dopo che per
anni i sindacati di Alitalia e Malpensa non hanno
saputo darsi un minimo di unità e coerenza né evitare uno stillicidio di
rivendicazioni controproducenti? Sul fronte ostruzionista sono in molti, e di
diverso colore politico. Vuol diventare il loro campione, improvvisamente,
Berlusconi. Che chiede a Prodi un prestito-ponte ad Alitalia,
per dar tempo al formarsi di un'improbabile cordata nazionale. Il suo è
calcolato opportunismo: col ponte vuole solo arrivare alle elezioni,
presentandosi come salvatore della compagnia di bandiera e dell'hub del Nord.
Alla difesa del nord partecipano le autorità che vi presiedono gli enti locali.
Che però non hanno saputo, per esempio, rendere il Malpensa express meno raro,
lento e scomodo. Non hanno nemmeno cominciato la nuova autostrada
Milano-Brescia. Non hanno evitato anni di inadeguatezza del governo societario
della Sea. Un nordismo poco concreto è stato anche quello di ambienti vicini a
Confindustria, che sembrano a volte allineati con chi vuole continuare a
sussidiare Malpensa coprendo le perdite di Alitalia.
L'opacità della loro posizione è sorprendente. Dovrebbe essere una posizione orientata
al mercato, alla severa attribuzione delle responsabilità, a una
liberalizzazione dei servizi pubblici che li spinga a competere sul mercato
aperto. E' invece una posizione che non tiene abbastanza distinti i problemi Alitalia e Malpensa. Che non mette la Sea alla frusta perché
trovi nuove strategie in un mondo del trasporto aereo in continua evoluzione.
Che non sa far squadra per ottenere le infrastrutture necessarie a un'area
congestionata e un progetto che dia un senso alla molteplicità degli aeroporti
del nord. Dei quali molti approfittano volentieri per i viaggi
intercontinentali, servendosi del più vicino, non della Malpensa, per
raggiungere un hub del nord Europa. Eppure l'ostruzionismo populista che
rischia di far fallire la trattativa con Air France sembra poter contare anche
sulla simpatia, o almeno sulla comprensione, degli uomini d'affari del nord. E'
possibile attendersi da costoro, all'ultimo momento, la sottoscrizione
necessaria per la cordata alternativa ad Air France? Se così fosse si
vorrebbero vedere soldi veri e subito. Se l'Italia del mercato sente proprio il
bisogno di andare direttamente da Malpensa a Shanghai deve soddisfarsi con
metodi di mercato, senza prestiti-ponte, pubblici sussidi e confusioni con
l'opportunismo elettorale dei politici. L'unico uso corretto del denaro
pubblico in questa faccenda può essere il finanziamento di ammortizzatori
sociali per aiutare i dipendenti di Alitalia e di
Malpensa che saranno comunque sacrificati dalla ristrutturazione necessaria ad
entrambe. Se occorrono ammortizzatori speciali, più adatti a riconvertire
l'occupazione di quel tipo di lavoratori, li si disegni, compatibilmente con le
regole europee. Ma in modo trasparente e senza mettere a rischio la trattativa
con Air France. Veltroni, uno dei pochi a sostenere la separatezza del problema
Alitalia da quello Malpensa, è stato anch'egli opaco
nel parlare di una moratoria nella sospensione dei voli, che parrebbe dover
gravare su Air France. Se nella trattativa c'è ancora un filo di spazio in
questo senso, lo si sfrutti. Ma se lo spazio non c'è, insistere sulla moratoria
aggrava il rischio di ritiro dell'offerta transalpina. Un rischio grave, che
porterebbe o al fallimento, con realizzo del poco residuo attivo netto di Alitalia a prezzi e condizioni peggiori, o a un
pasticciaccio all'italiana, dove consorterie politiche si mescolerebbero a
gruppi privati protetti in un'avventura di breve durata e, probabilmente,
censurabile dalle regole comunitarie. franco.bruni@unibocconi.it.
( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Relazione della
Corte dei Conti L'avviso a Fintecna "Attenzione a Alitalia
servizi" Fintecna deve valutare "i riflessi su Alitalia
Servizi dell'attuale contesto di incertezza connesso alla dinamica evolutiva di
Alitalia". La raccomandazione è contenuta nella
Relazione della Corte dei Conti sulla gestione finanziaria di Fintecna per
l'esercizio
( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
[FIRMA]ALESSANDRO
BARBERA ROMA Il biglietto di andata da Parigi a Roma per lunedì sera è sul
tavolo di Jean-Cyril Spinetta. Martedì, salvo colpi di scena, cercherà in
extremis l'accordo con le nove sigle Alitalia. Ieri
sera Maurizio Prato è volato in segreto nella capitale francese per discuterne.
Il manager francese considera "un errore" rinunciare in 24 ore ad un
obiettivo che insegue da sette anni. Ma le ultime esternazioni di Silvio
Berlusconi lo hanno messo in difficoltà. Pura campagna elettorale? Un modo per
alzare il prezzo in nome di Malpensa? Oppure il futuro premier punta al ritiro
di Air France-Klm a favore di qualcun'altro? Al quartier generale della
compagnia non si affannano a cercare la risposta anche se temono che l'ipotesi
buona sia la numero tre. L'unica cosa certa - confidava ieri Spinetta ai suoi
collaboratori - è che "non possiamo rimanere sulla graticola a lungo.
Possiamo vedere come va l'incontro di martedì, attendere gli eventi fino al 31
marzo", il termine chiesto da Alitalia e dal
Tesoro per chiudere la trattativa. "Non oltre". Fra i soci olandesi
ieri c'è chi ha notato il balzo del titolo Air France-Klm (+6,86%) sull'onda
delle dichiarazioni di Berlusconi. Spinetta sente sempre più forte sul collo il
fiato di chi è sempre stato freddo all'operazione; non intende dunque attendere
le elezioni per procedere: una richiesta che ieri ha avanzato lo strano asse
Berlusconi-sindacati. Entrambi puntano al prestito-ponte promesso dal Tesoro per spostare la soluzione del rebus Alitalia. Il primo chiede tempo per costruire un Piano alternativo
tricolore, i secondi eventualmente per trattare al meglio con Parigi. Tesoro e
Palazzo Chigi rispondono picche: "Chi è interessato ad Alitalia venga allo scoperto in fretta. Con atti formali e
concreti", perché i tempi per evitare il fallimento "sono ormai
strettissimi". Tra l'altro, ha spiegato ieri Romano Prodi in una
telefonata a Berlusconi, "se non è vincolato ad una soluzione Bruxelles
potrebbe sanzionare il prestito come aiuto di Stato". Stesso discorso vale
per l'eventuale risarcimento dello Stato a Sea per i tagli a Malpensa: il
Tesoro fa sapere che l'unica strada resta quella di rimuovere la causa contro Alitalia. Il presidente della Sea Giuseppe Bonomi fa
orecchie da mercante: "Noi andiamo avanti, aspettiamo una proposta".
In sostanza: più che andare a soluzione la vicenda Alitalia
si avvita. La compagnia non ha ancora l'acqua alla gola ma quasi: l'ultima
comunicazione alla Consob parlava di 280 milioni in cassa a fine gennaio. I
contorni del piano B di Berlusconi abbozzati mercoledì restano a dir poco
incerti: nessuno degli imprenditori citati è uscito allo scoperto, in primis
Air One. Ma la vera gelata al Cavaliere è di Banca Intesa: "Non c'è nulla
sul tavolo", ha risposto ieri l'amministratore delegato Corrado Passera.
Quello di Intesa "non è un no", insiste Berlusconi. "Chiedono di
vedere le carte della compagnia". Il premier in pectore non si perde
d'animo: "Non c'è nessuna volontà né mia né di Fininvest"
all'ingresso nella cordata "ma se lo chiedessero ai miei figli e fosse
necessario, non si tirerebbero indietro". Comunque "ora farò delle
telefonate e vi farò sapere", dice ai cronisti. A Palazzo Chigi c'è chi
vede dietro all'attivismo del futuro premier un calcolo politico che porterà la
compagnia al fallimento. I sindacati dicono apertamente di preferire il
commissariamento all'accordo con i francesi: di certo li solleverebbe
dall'onere di firmare un pesante piano di risanamento. Spinetta resta convinto
che così non sia e tiene nel cassetto qualche asso: un compromesso per salvare
il settore cargo a Malpensa (un problema per la potente organizzazione dei
piloti e per la Sea) e concessioni sui voli dallo scalo milanese. Il nodo vero
con i sindacati resta il riassetto di Alitalia
Servizi. L'incertezza per ora allontana il titolo Alitalia
dai nove centesimi dell'offerta francese: ieri ha ripreso il 12,5% e valeva 34
centesimi.
( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
"Solo i
francesi in campo nessun altro all'orizzonte" Maurizio
Prato Amministratore delegato Alitalia Gianni Letta ha ripreso in
mano le redini appena in tempo: il "colpo gobbo" del Cavaliere su Alitalia rischiava di trasformarsi nel "colpo goffo", un
boomerang. L'altra notte, lasciando lievemente euforico la festa di compleanno
del leghista Maroni, Berlusconi aveva al suo solito esagerato. Mettendo
un veto precoce su Air France, piazzando Banca Intesa alla testa della presunta
cordata italiana. Un eccesso di spavalderia, perché le cose stanno
diversamente, e lo si è capito ieri: di imprenditori disposti a rischiare in
proprio sul rilancio di Alitalia per il momento non se
ne vede traccia. A denti stretti, nel giro berlusconiano si ammette che il Capo
s'è fatto vincere dall'entusiasmo, avrebbe fatto meglio a ponderare la mossa. E
per fortuna Letta è intervenuto a riportarlo coi piedi per terra. Letta, il
consigliere principe, ma non solo lui. L'altro brusco richiamo alla realtà è
venuto da Prodi. Quando Silvio s'è fatto vivo per telefono, ieri mattina, erano
già parecchie ore che Romano e l'altro Letta (Enrico) lo stavano cercando. No,
parole sgradevoli non se ne sono udite. Anzi, i testimoni della conversazione
la raccontano molto serena, e solo chi non conosce i due furbacchioni può
immaginare il contrario. Berlusconi ha chiesto a Prodi di concedere un
prestito-ponte che permetta di tamponare la falla finanziaria per alcune
settimane o mesi, quanto basta a studiare i conti Alitalia
e a mettere in piedi un'offerta diversa da quella di Air France. Il Cavaliere
s'è ben guardato dal fare nomi e cognomi, ma alle orecchie esperte di Prodi le
sue parole hanno riecheggiato le ragioni di Corrado Passera, amministratore
delegato di Banca Intesa. Con pazienza, il Professore ha spiegato che ahimè è
troppo tardi, una proposta alternativa doveva già stare sul tavolo del governo,
perché Bruxelles mai autorizzerebbe il prestito-ponte in assenza di un'offerta
molto molto concreta. Fine della conversazione, Berlusconi non ha spezzato
altre lance. A questo punto, come gli ha imposto Letta, la parola d'ordine è:
basta così, altrimenti si svela definitivamente il bluff (e si rovina tutto).
Insomma, meglio non insistere con altri fuochi d'artificio. Veltroni, Rutelli,
tutti a sinistra sfidano il Cavaliere a scoprire le carte, a svelare chi
sarebbero i misteriosi compagni di cordata. E brandiscono le precisazioni di
Passera (senza "due diligence" sui conti Alitalia
un'offerta è impossibile) per sostenere che Berlusconi vende solo fumo. Ma
Pasqua incombe, tra due giorni gli italiani saranno in coda sull'autostrada, e
scommettono al Plebiscito, dimenticheranno tutto. Al ritorno andrà in scena il
match tra i sindacati e Spinetta, cinico nocchiero di Air France. Altro film.
Accontentarsi, dunque. Se Berlusconi darà ascolto a Letta, segnerà comunque dei
punti pesanti. Ha vestito i panni di crociato dell'interesse nazionale, delle
bandierine sugli aerei, del turismo nel Belpaese. Ha ricordato all'Italia che
Prodi (con Padoa-Schioppa) non è sparito, sta ancora a Palazzo Chigi. Ha
rasserenato la Lega su Malpensa. Si è riproposto come "deus ex machina".
Ha fatto addirittura finta di aprire generosamente il portafogli ("I miei
figli non si tirerebbero indietro"). Quel che più conta ai fini della
campagna elettorale, ha ripreso in mano il pallino dopo aver lungamente
sofferto il passo rapido di Veltroni. Il quale, per la prima volta, si trova
spiazzato dall'avversario. Sarà pure una "mossa di facile consenso",
come definiscono al Loft quella di Berlusconi. Ma lanciare un messaggio
volontaristico, positivo, speranzoso su Alitalia, tipo
"rimbocchiamoci tutti insieme le maniche", sarebbe piaciuto anche a
Walter, che ieri s'è raccomandato con Prodi di non lasciare al nemico la
bandiera della difesa dell'italianità. Perché (aggiungono nel giro dalemiano)
come sempre vincerà le elezioni chi meglio interpreta non la testa, bensì la
"pancia" della gente, gli umori profondi. Per non rischiare di
urtarli, Veltroni s'è ben guardato dall'usare l'argomento che stava già lì,
sulla punta della sua lingua: il conflitto gigantesco d'interessi di un
Berlusconi che invoca aiuti di Stato per una cordata di cui fanno parte i
figli... Meglio glissare, comunque. La polemica fa solo il gioco del Cavaliere.
( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
I precedenti Pan Am,
Swissair e Sabena firme del cielo morte e risorte Potrebbe
essere la Legge Marzano lo sbocco per Alitalia in caso
di fallimento del negoziato con Air France-Klm. Quindi, il passaggio attraverso
le strette maglie di un'amministrazione straordinaria. Il raffronto corre verso
altri casi di fallimenti dei cieli, come la svizzera Swissair e la belga Sabena
per restare in Europa. Pan Am. Dopo la Guerra del Golfo, furono tagliati
2.500 posti di lavoro. Dichiarata fallita a gennaio
( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Ettimane
ha tenuto rapporti con Alitalia come tutte le
banche d'affari ma non per ora ha alcuna intenzione di lanciarsi nella vicenda
con un ruolo più attivo.
( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA
Mediobanca Piazzetta Cuccia tiene i rapporti ma non ha intenzione di lanciarsi
con un ruolo attivo IL FRONTE DEL NORD.
( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Personaggi
Gherarducci Santin& Taranto In aeroporto "La par condicio ci stritola
non resta che la musica" La Gialappa's: satira sui cantanti perché sui
politici non si può MARINELLA VENEGONI "La scenografia ci aiuta a
ironizzare su Alitalia" MILANO Hanno fatto
fortuna, successo e tendenza stando in televisione senza mai metter la faccia
davanti alle telecamere; sono insieme dal 1985 e nessuno dei tre ha intenzione
di uscire dal gruppo: la premiata Gialappa's - Giorgio Gherarducci, Marco
Santin e Carlo Taranto, i famosi più sconosciuti d'Italia - torna dal 25 su
Italia 1, alle 22,10, con 10 puntate di "Mai dire martedì", condotto
dal leggendario Mago Forest, e con una serie di novità frutto di ricerca,
entusiasmo ma anche necessità. Loro, di provato buongusto sonoro (e da tempo
compagni di strada di Elio&Le Storie Tese), hanno messo insieme un cast che
usa il mondo della musica in chiave comica e parodistica. Insomma, si rivolta
un po' la frittata, si aggiungono erbette in un momento in cui la musica
popolare è pochissimo di moda: "Ma non sarà una scelta suicida - giura
Carlo Taranto -. E' successo un po' per caso, un po' per scelta obbligata, e
infine era inevitabile, visto che stiamo ripercorrendo le orme di Renzo
Arbore". Il fattore scatenante è stato senz'altro quello politico:
"Poiché siamo in onda dal 25 marzo al 27 maggio, fino a dopo i ballottaggi
amministrativi non si può parlar di politica, e in azienda c'è particolare
attenzione nel campo. La famosa par condicio, nata per evitare che si facessero
appelli al voto, viene usata per impedire la satira. Inoltre non si può parlar
di Grande Fratello e poi neanche di Campionato, perché finisce presto e a
giugno ci sono gli Europei. Non era facile per noi, così abbiamo coinvolto
comici portati verso la musica". Le new entries sono: i modenesi Bermuda
Circus, un po' figli della Banda Osiris, cinque chitarristi che fanno
spettacoli comici a base di musica, e si produrranno pure in stacchetti live al
posto di quelli preregistrati degli Elii; Fabrizio Casalino, cabarettista con
chitarra, svelerà con vocione i retroscena della vita della nuova star Mario
Biondi, alle prese con le miserie quotidiane: ma sarà pure Mirko, adolescente
figlio di papà che "voglia di sbattersi zero", aspirante rockstar. I
napoletani Gigi e Ross, che da anni su Radio Kiss Kiss fanno parodie di
personaggi musicali e son passati da Zelig, si accaniranno su Tiziano Ferro e sui
sussurramenti degli Zero Assoluto. Almeno qui, c'è un ampio spazio alle donne.
Le romane Paola Minaccioni e Federica Cifola, saranno di volta in volta due hip
hoppers, che esprimono in musica il proprio disagio, o forse un prurito fisico
alla schiena, oppure due donne che si sono perse da 8 anni dentro le Terme; e
poi (forse solo il 25) Paola e Chiara in carne e ossa, saranno protagoniste di
"Sensualità a corte": deus ex machina è Marcello Cesena che, spiega
Taranto: "collabora con noi girando a casa sua nei vicoli di Genova la
parodia di una fiction in costume alla Rivombrosa". Invece delle
Letteronze, spuntano infine delle musiciste: "C'è un desiderio di ridere
sul fatto che in qualunque programma anche sportivo, è obbligatorio avere donne
in costume. Le nostre sono carine, ma soprattutto capaci". Ma la locandina
di "Mai dire martedì" è ancora lunga, e parla ancora genovese come
nel caso di Ceccon e Balbontin, che sempre nel proprio salotto hanno girato le
avventure di due speleologi che si sono persi e non sanno sotto quale paese si
trovano: "Un hobby per me incomprensibile: distruggiamo il pianeta di
sopra, e allora la gente va sotto...", medita Taranto. E poi ecco Marcello
Macchia, che si diverte a inventare trailer di film che non esistono; ed Emilio
Gatto, che ha preso spunto dalla citatissima partita a scacchi con la morte nel
"Settimo Sigillo". E ancora, parodie sul Grande Fratello, e sul
pre-Olimpiadi con annesso problema Tibet. Una montagna di lavoro sconvolgente.
Sugli ascolti, dice Taranto: "Abbiamo la fortuna di aver una rete che sta
all'11 per cento; l'obiettivo è centrarlo in pieno, ma noi personalmente
vogliamo fare qualcosa che ci piace e che a casa guarderemmo". Dopo 23
anni, i Gialappa's vanno d'accordo come il primo giorno: "Il vantaggio di
esser in tre, è che c'è un principio di democrazia: quello in minoranza, si
arrende subito". La nuova scenografia della Gialappa's simula la sala
d'attesa bagagli di un aeroporto, scenario perfetto per
parlare di Alitalia e Malpensa. "La situazione - spiega Taranto - è molto
diversa rispetto agli ultimi anni. Questa scenografia ci dà il vantaggio di
poter parlare di un tema così attuale come Alitalia e
Malpensa e poi l'aeroporto è un posto dove ci può essere pubblico e dove puoi
incontrare i vip".
( da "Voce d'Italia, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Focus La mutazione genetica
della politica italiana Partiti “pigliatutto”. Così si chiamano le formazioni
politiche che aspirano a pescare in un elettorato eterogeneo. Il Pd e il Pdl
appartengono a questa categoria. Hanno programmi molto simili, sono entrambi
manovrati da oligarchie che decidono chi deve entrare in Parlamento con le
liste bloccate, e sono guidati da leader che ne sono, di fatto, i padroni. Le
differenze tra Veltroni e Berlusconi, sono così minime, che votare per l'uno o
per l'altro è praticamente indifferente: chiunque diventerà
premier venderà l'Alitalia a Klm-Air France. Entrambi hanno rinunciato alla difesa dei
diritti civili, per non alienarsi i voti dei cattolici (verrebbe da domandarsi
che fine hanno fatto i Pacs-Dico-Cus). Ma non erano i Ds, ad aver promosso nel
2004, insieme ai Radicali, il referendum sulla procreazione assistita?
Misteri della vita. O, meglio, della politica italiana. Sono i sintomi evidenti
della mutazione genetica che sta accompagnando questa fase della politica
italiana. Gli ex comunisti stanno finalmente passando il guado, e completando
la trasformazione dal bruco Pci alla farfalla Pd, attraverso la fase della
crisalide Pds-Ds. L'iniziativa veltroniana – resa necessaria dalla repentina
caduta del Governo Prodi – ha innescato una reazione a catena anche nel
centrodestra, con l'eccezione della Lega nord, che, altrimenti, perderebbe
parte del suo elettorato. Una delle novità della “svolta” della politica
italiana, infatti, è la totale mancanza di ideologia, che rende, di fatto, Pd e
Pdl assai simili. I due partiti competono oramai per lo stesso elettorato, e la
mobilità del voto rende la partita del 13 aprile incerta, quantomeno per il
Senato. La decisione di tagliare fuori, non solo le “ali” estreme dei due
schieramenti, ma anche le formazioni minori, spinge verso un bipartitismo
forzato. L'anomalia, tutta italiana, risiede nel fatto che non vi è stato un
processo costituente, che permettesse agli altri partiti (socialisti,
centristi, radicali, liberaldemocratici) di partecipare alla fondazione dei due
nuovi soggetti politici. Bene ha fatto Berlusconi ad evitare la farsa delle
primarie che ha mobilitato il “popolo del Partito democratico”, impegnato allo
spasmo nella presentazione di liste per l'elezione dei delegati alla convention
di Milano dello scorso ottobre. Migliaia di persone che si erano illuse di
poter partecipare ad un processo democratico, che partisse “dal basso”, il cui
sogno si è infranto sulle liste fatte a tavolino da Goffredo Pettini, il
braccio destro di Veltroni, uno che a Roma è ininterrottamente a capo della
segreteria del partito dai tempi del vecchio Pci, e che ne ha attraversato,
restando al suo posto, tutte e fasi, fino all'attuale Pd. Almeno, Berlusconi, è
stato chiaro fin dall'inizio: le primarie? Che senso hanno? Il leader della
coalizione sono io, e le liste le decido io. Più chiaro di così. Invece,
Veltroni e compagni, dopo aver illuso il “popolo della sinistra”, si sono
comportati peggio di Berlusconi, che criticavano per essere il “padrone” del
centrodestra: liste fatte a tavolino e tanti saluti alla “base”. Così, entrano
in Parlamento mogli e figli di deputati (anche ex, come Mariella Bocciardo, ex
moglie del fratello del candidato leader del centrodestra), portaborse,
autisti, segretarie, fisioterapiste, e via dicendo (anche Di Pietro non ha
resistito alla tentazione di riportare alla Camera il cognato Gabriele
Cimadoro). Nemmeno Berlusconi ha osato tanto, pur potendoselo permettere. Il
fenomeno è così esteso che ieri il presidente uscente di Confindustria, Luca
Cordero di Montezemolo, ha sentito il dovere di denunciare che "Avremo un
Parlamento più nominato che eletto, cooptazione al ribasso con usuale abbuffata
di portaborse". Va detto che il bipolarismo, nonostante il “porcellum”, si
è saldamente affermato tra gli elettori, che nel 2006 hanno votato in massa per
una delle due coalizioni, disperdendo solo pochissimi voti (70mila quelli
andati ad altre liste alla Camera). Chi conta sulla “disaffezione” dei
cittadini verso la politica, sull'”effetto Grillo”, e sull'avversione per la
Casta rimarrà amaramente deluso. E' chiaro che chi non si riconosce in nessuno
dei leader candidati a Palazzo Chigi (oltre ai due aspiranti principali, ci
sono anche Bertinotti e Casini) il 13 aprile se ne starà a casa, o, se il tempo
lo consentirà, andrà al mare. L'intento bipartisan di Veltroni e Berlusconi è
evidente: tagliare fuori le microformazioni, che ostacolano l'azione di
governo, per poi incrociare nuovamente le armi un anno dopo, con una nuova
legge elettorale da scrivere insieme (per evitare il referendum di Segni). Una
legge ancor più maggioritaria che cancelli definitivamente Udc e Sinistra
arcobaleno (con lo sbarramento del 4%, infatti, nessuno degli altri partiti
entrerà alla Camera). L'Udc probabilmente non passerà in nessuna regione lo
sbarramento dell'8% per accedere al Senato, ed è presumibile che il giorno dopo
la formazione di Casini si squagli come neve al sole, così com'è accaduto
all'Udeur di Mastella, polverizzato in pochissimi giorni. Saranno numerosi i
centristi che seguiranno gli ex compagni di partito Giovanardi, Baccini, e
Bonsignore nel Pdl. Questa tornata elettorale segnerà la scomparsa dei
socialisti dal Parlamento, mentre Radicali e Di Pietro hanno preferito
un'onorevole ritirata. Pannella ha accettato di entrare nel Pd, e l'ex Pm di
“Mani pulite” ha accettato di confluirvi dopo la tornata elettorale. A Di
Pietro, Veltroni ha concesso almeno l'onore delle armi mentre Pannella ha
alzato subito bandiera bianca, ma non prima di essersi assicurato un generoso
contributo per le esauste casse del suo movimento (circa 3 milioni e mezzo di
euro di rimborso elettorale). A sinistra, invece, l'operazione ha consentito di
mettere Verdi, Pdci e Sinistra democratica sotto la tutela di Bertinotti, che
li assorbirà rapidamente (la prova è la decisione del segretario dei Comunisti
italiani, Diliberto, di non candidarsi). Per il momento, però, troveremo ancora
“er monnezza” Pecoraio Scanio nelle liste della Sinistra arcobaleno (speriamo
sia l'ultima volta). Cosa spinge, infatti, le altre formazioni a presentarsi lo
stesso, pur sapendo di non avere nemmeno una chance di entrare in Parlamento, è
la speranza di raggiungere la soglia dell1%, che garantisce comunque di poter
incamerare qualche milione di euro di finanziamento pubblico. Così, sulla
scheda troveremo l'inconsistente Daniela Santanchè, il vacuo Boselli, e qualche
altra comparsa da operetta. Il giorno dopo, busseranno tutti alla porta di
Veltroni o Berlusconi, mentre ora si sprecano con dichiarazioni alle agenzie di
stampa per marcare la loro differenza rispetto agli avversari (che sono tali
solo perché hanno rifiutato di accettarli in coalizione con il loro simbolo).
Ciò che fa resistere questi micropartitini, che non hanno più alcun appeal
nell'elettorato, è il rimborso elettorale. L'anno prossimo si voterà per il
rinnovo del Parlamento europeo, e il sistema è proporzionale: con lo 0,6-0,7%
si può eleggere un europarlamentare. E incamerare qualche milione di euro di
finanziamento pubblico. Il 13 aprile gli italiani che non andranno al mare
dovranno turarsi ancora una volta il naso, e votare per la semplificazione del
quadro politico e per la stabilità e la governabilità del Paese. L'anno
successivo, dovrebbero andare invece a votare a favore del referendum promosso
da Segni, per ristabilire il diritto dei cittadini a scegliersi i loro
rappresentanti. Marco Marsili direttore@voceditalia.it.
( da "Quotidiano.net" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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io, quindi si fa" Uscendo da palazzo Grazioli, il leader del Pdl conferma
la sua ipotesi per una cordata italiana per acquistare la compagnia di
bandiera. "Le condizioni poste da Air France sono irricevibili".
Commenta Roma, 21 marzo 2008 - Sulla vicenda Alitalia
"sono impegnato io, quindi si fa". Lo ha detto Silvio Berlusconi
conversando con i cronisti a palazzo Grazioli. Berlusconi ha definito
"irricevibili" le condizioni poste da Air France e quindi "non
ci resta che dar vita a una offerta che sarà sicuramente presentata da
imprenditori italiani insieme a banche italiane". Il leader del Pdl ha
spiegato: "Sono stato in disparte fino a oggi. Ho lasciato fare a questo
governo che ha fatto il peggio possibile: ha escluso dalla possibilità di
conoscere i dati su Alitalia tutti coloro che potevano
avere un interesse". A questo punto, ha sottolineato il candidato premier,
"dobbiamo avere il tempo e il modo di concretizzare il tutto, ma credo che
le condizioni poste da Air France sono condizioni che il Paese non può accettare".
Il Cavaliere: "Prestito ponte per una cordata italiana"Giusto vendere
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paparazzi: "Siete solo scarafaggi!" Santoro, ci hai stancato del
20/03/2008 di Massimo Pandolfi Costello torna al vinile: che nostalgia del
20/03/2008 di Andrea Degidi Alle 4 del mattino è meglio se Kakà va a dormire
del 20/03/2008 di Laura Alari Sessantenne mano morta del 20/03/2008 di Vittorio
Savini Insolito (e benefico?) ottimismo del 20/03/2008 di Francesco Ghidetti
Che voto dai al decoro urbano?Qual è la meta dei lucchesi per Pasqua?Chi
vorresti come ct della Nazionale?E' giusto che i genitori 'spiino' nel
cellulare dei figli?Vota il gol più bella della 29 giornataI politici italiani
sono dei fannulloni?Giusto eliminare la par condicio?Esame di terza media
uguale per tutti, sei d'accordo?In discoteca con il 'trenino'. Che cosa ne
pensate?Terrorismo, temi nuovi attacchi?Sei d'accordo con l'esonero di
Piccioni?Vota il gol più bello della 28esima giornataKit antidroga per gli
adolescenti, si o no?Libano, Afganistan, Kosovo, Iraq: cambiare o no i compiti
delle nostre missioni militari all'estero?Rimborsi elettorali ai
partiti-fantasma, è giusto? LA FOTO DEL GIORNO Sexy fashion Dalla musica alla
passerella: un momento della sfilata della linea di lingerie Pussycat Dolls,
alla settimana della moda di Los Angeles GUARDA LE IMMAGINI RICERCA ANNUNCI
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( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Il Cavaliere
telefona a Prodi: prestito ponte dal governo. I sindacati ad Air France: niente
diktat, si decida dopo le elezioni Alitalia, freno al piano Berlusconi Il leader Pdl insiste: "C'è una
cordata italiana con Banca Intesa". Passera smentisce Il ministero del
Tesoro: tempi stretti per un'altra offerta. E la Sea va avanti con il ricorso
"Chi è interessato ad Alitalia venga allo scoperto al più
presto ma con atti formali e concreti perché i tempi sono ormai
strettissimi". Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa,
invita la cordata italiana, di cui Berlusconi si dice certo, a venire allo
scoperto perché il rischio è di distruggere l'unica possibilità di vendita,
quella ad Air France-Klm, anziché costruirne una nuova. A Berlusconi risulta,
invece, "inequivocabile" che Banca Intesa sarà al fianco di Air One,
ma Corrado Passera dice che "non c'è nulla sul tavolo". Il Cavaliere
ha poi telefonato a Prodi per chiedere un prestito ponte dal governo. I
sindacati ad Air France: niente diktat, si decida dopo le elezioni. La Sea,
intanto, va avanti con il ricorso. FRANZESE E A. TROISE ALLE PAGINE 2 E 3.
( da "Opinione, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Ven, 21 Mar
2008 Edizione 57 del 21-03-2008 Alitalia, chi ci butta
due lire? Berlusconi rilancia l'idea di una cordata italiana. Prodi non dice di
"no", ma vuole si faccia in fretta Benetton, Del Vecchio, Della
Valle: sono pochi gli imprenditori che potrebbero permettersi un simile
investimento di Francesco Blasilli Con la solita entrata in campo a gamba tesa
di Silvio Berlusconi, il caso Alitalia si trasforma in
una vera e propria partita di poker. Il nodo adesso, è capire se il Cavaliere
sta bluffando o ha in mano le carte vincenti. Il suo "no" ad Air
France e il suo insistere con la cordata italiana, lascia pensare che almeno un
paio d'assi siano usciti fuori dal mazzo e siano nelle sue mani, anche se
l'uscita sul possibile coinvolgimento dei figli nell'acquisto della compagnia
di bandiera, rende meno credibile la cosa, lasciandola retrocedere nella
categoria delle "berlusconate". I fatti lasciano comunque intendere
che Berlusconi voglia andare avanti, tant'è che ieri a chiesto a Prodi un
prestito ponte per tirare avanti un mese e "far partire la cordata degli
imprenditori italiani". Più che altro, però, il mese richiesto sarebbe il
lasso di tempo necessario a far passare la questione sotto un governo da lui
gestito e, soprattutto, a far fallire il passaggio di Alitalia
sotto il controllo di Air France. A quel punto, o esce fuori la cordata o si va
verso il fallimento, una soluzione che ? a conti fatti ? sarebbe la migliore.
Per avere il prestito ponte, però, Berlusconi deve giocare a carte scoperte,
perché ? come gli ha spiegato Prodi al telefono - la possibilità di un prestito
ponte ad Alitalia è vincolata da parte di Bruxelles al
fatto che un'offerta ulteriore sia davvero concreta. A questo punto, però, la
fantomatica cordata italiana avrebbe il tempo per entrare in corsa solo in caso
di rinuncia di Air France, la cui offerta ? come ha confermato il presidente di
Alitalia Maurizio Prato ? "è effettivamente
prendere o lasciare", anche se "industrialmente solida". I
tempi, infatti, sono strettissimi, anche se Prodi si è detto ben disposto verso
una soluzione italiana. Appare evidente che solo uno stop da parte dei
sindacati potrebbe far saltare l'accordo Alitalia ?
Air France, accordo che secondo il Cavaliere assomiglia ad "una svendita
simile a quella della Sme" e farebbe diventare l'Italia "la
cenerentola d'Europa". Non è da escludere, allora, che Berlusconi si sia
già incontrato con i rappresentanti dei lavoratori garantendogli un trattamento
migliore rispetto a quello prospettato da Spinetta & co. Ed infatti,
secondo il segretario della Uil Luigi Angeletti, "la presa di posizione di
Berlusconi è di grande rilevanza politica: se si concretizzasse una proposta
alternativa ci sarebbe la dimostrazione, nei fatti, che anche in Italia
esistono degli imprenditori". Aggiungendo poi che ogni eventuale accordo
con Air France sarà sottoposto ad un referendum tra tutti lavoratori.
L'obiezione più giusta alla cordata italiana, però, arriva per bocca del
ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani, che resta "allibito
di fronte a cordate improvvisate di notte dopo un anno e mezzo che è in corso
la vicenda Alitalia". Difficile dargli torto
visto che, almeno ufficialmente, nessuno si è fatto realmente avanti con i
vertici della compagnia di bandiera. Come è difficile dare torto al ministro
quando dice che "Alitalia non costa ad Air France
138 milioni ma circa tre miliardi nell' insieme se si considera un debito di
1.400 milioni e una ricapitalizzazione di un miliardo. C'è qualcun'altro che si
fa avanti con tre miliardi di euro? Come si può pensare che il governo italiano
sia contrario a una cordata italiana?". Secondo Berlusconi, però, gli
italiani non si sono fatti avanti prima, perché "non gli era stato
permesso di fare un piano industriale", visto che non era stato possibile
prendere visione dei conti di Alitalia. Non ci sarà
Banca Intesa alle spalle del gruppo italiano, però, perché "tre mesi fa ?
ha ricordato l'ad dell'istituto Corrado Passera ? siamo stati esclusi in fase
di due diligence". Il rilancio tricolore del Cavaliere, comunque, sembra
molto solido. Scatta allora la caccia ai nomi segreti che potrebbero prendere
parte alla crociata salva-Alitalia. Il primo nome che
viene in mente è quello della famiglia Benetton, già proprietaria di autostrade
e di Aeroporti di Roma. Il dubbio, però, è uno: fino ad ora i trevigiani si
sono dati da fare solo quando il guadagno, come per autostrade, era sicuro.
Altro nome papabile è quello di Ligresti, uno che dopo aver riempito di cemento
Milano, deve pur qualcosa alla Moratti. Ma, ricco per ricco, perché non
potrebbe essere il numero uno, secondo la rivista Forbes, l'asso nella manica
di Berlusconi: Michele Ferrero. Con lui, un barattolo di nutella per ogni
persona che vola con Alitalia. Oppure Leonardo Del
Vecchio con la sua Luxottica, senza escludere due imprenditori nel campo delle
calzature come Della Valle (Tod's) e Polegato (Geox). E magari i Beletton, che
finora dallo Stato hanno beneficiato di privatizzazioni a rischio quasi zero,
vedi Autostrade e Autogrill. Essendo questi i più ricchi d'Italia, è probabile
che saranno i primi nomi contattati da Dell'Utri, l'uomo incaricato dal
Cavaliere, insieme a Bruno Ermolli, per sondare il terreno in vista della
formazione di una cordata anti-francese. Anche se non è facile trovare qualcuno
disposto ad accollarsi un'azienda che perde al momento due milioni di euro al
giorno. Ma se alla fine tutto sarà vano (o se quello di Berlusconi non è stato
altro che un bluff), il ritorno elettorale sarà senz'altro positivo per l'uomo
di Arcore: lui avrà provato fino all'ultimo a trattenere Alitalia
nelle nostre mani, gli amici dell'altro, invece, saranno i responsabile della
cessione ad Air France. E dei relativi tagli.
( da "Opinione, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Ven, 21 Mar
2008 Edizione 57 del 21-03-
( da "Opinione, L'" del 21-03-2008)
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2008 Edizione 57 del 21-03-2008 Strettamente confidenziale Malpensa, il nord se
la vuole riprendere di Hush Hush Finalmente, e grazie anche al nostro piccolo
(?) contributo le cose per Alitalia e per Malpensa
sono più chiare, in particolare dopo la lettera a firma congiunta del del
governatore lombardo Formigoni e della sindaco di Milano Moratti al quotidiano
La Repubblica, dopo le dichiarazioni di Berlusconi sull'attivazione della
cordata italiana da contrapporre ad AirFrance e dopo la dichiarazione
definitiva del presidente della Sea Bonomi sul fatto che l'Alitalia è stata
causa di danno per Malpensa e quindi dovrà pagare. Le cose sono più chiare
poiché ora il destino di Alitalia, persino il suo fallimento, è definitivamente separato da quello
di Malpensa e, francamente,ha fatto davvero ridere l'inquilina di Malindi
Giovanna Meandri del partito Democratico disquisire a Porta a Porta su un
argomento di cui è evidente che, la poverina, non sa nulla,non ci
capisce nulla e l'unica cosa che sa fare è farsi prendere in giro dal professor
Tremonti, con quel "pacatamente" suggerito all'ex belloccia del
minolismo, malattia inguaribile della Tv deficiente ossia della Rai, in
aggiunta al "veramente" e al "sinceramente" dalla ex
belloccia pronunciati. Quindi Alitalia faccia la fine
che vuole: al nord, ed in questo ma è STRETTAMENTE CONFIDENZIALE e comunque
solo gli sciocchi non se ne vogliono accorgere Berlusconi è stato più che
chiaro, direi cristallino: l'asse politico strategico è con Umbro Bossi e la
sua Lega. L'intendenza, se vuole, seguirà, ma seguirà anche se non vuole perché
senza il Nord Fini e compagnia non hanno una granché bella prospettiva, che non
quella di tornare ex fascisti ed essere legittimati dagli ex comunisti. Dunque
Malpensa farà da sola, nella rinegoziazione dei patti bilaterali, chè tanto per
prendersi gli slots lasciati liberi dall'Alitalia c'è
la fila, e, sempre Malpensa, potrà pensare al proprio futuro, mettendo fine
alla dualità con Linate, per quale, ma anche questo è STRETTAMENTE
CONFIDENZIALE, prima di procede con il piano di trasferimento dei voli,
compreso il Milano Roma, e meglio sarà per i lavoratori della Sea, l'indotto e
l'intero nord, sia ad est che ad ovest. Non per ripeterci ma in questa vicenda
c'è già in nuce, e forse senza che lo stesso ceto politico leghista ne abbia
contezza, la secessione, quella vera, non quella parolaia, quella fatta di un
Nord che per la prima volta ha puntato i piedi e ha mandato Roma a quel paese.
Ora il popolo nordista aspetta altrettanta intelligenza e mano ferma su una
battaglia altrettanto campale:quella per non pagare più sul serio il canone Rai
separando così il destino di quell'altro baraccone assistito da chi, già ora
solo in Lombardia, versa circa 600 euro all'anno alla Sky di Murdoch. E sono
non quattro gatti, quater gatt, ma circa 4, ripetesi quattro, milioni di
elettori.
( da "Opinione, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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Edizione 57 del 21-03-2008 Imprecisioni La bugia di Spinetta: lo scalo di
Fiumicino non può essere Hub di Valerio Carli Spinetta nel fianco. Così ha
titolato l'altro giorno Il Manifesto, riferendosi alle posizioni del numero uno
di Air France, con una proposta che tende inevitabilmente verso il ricatto.
Anche perché "i margini di manovra sono inesistenti o limitatissimi":
della serie prendere o lasciare. Il manager ha chiuso la porta a una moratoria
per Malpensa, ha annunciato 2.100 licenziamenti fra Az Fly e Az Service e ma ha
sottolineato che con l'investimento previsto di due miliardi ? uno per
appianare i debiti, uno per rilanciare la compagnia, Alitalia
entro il 2010-2011 avrà una redditività pari a quella delle migliori compagnie
europee. Ed è normale che le condizioni le detti chi si trova in posizione
privilegiata nella trattativa. Solo che Spinetta ha provato anche a mischiare
un po' le carte. Puntando forte sull'ignoranza del grande pubblico e sparando
qualche inesattezza. Nel piano di Air France, infatti, l'aeroporto di Fiumicino
è destinato a diventare un Hub. Solo che Hub non è un titolo nobiliare, bensì
uno scalo che deve avere particolari caratteristiche. Essendo l'Hub, per sua
stessa definizione, la base di una determinata compagnia nonché uno scalo dove
si concentrano moltissimi voli, va inteso come un'aeroporto di scambio. Un
posto, cioè, dove il passeggero scende per risalire subito su un altro aereo. A
parte il fatto che a Roma un passeggero scende per rimanerci, c'è anche un
fattore tecnico che impedisce a Roma di essere un Hub: non ci sono le
tecnologie adeguate per lo smistamento dei bagagli. La dimostrazione è arrivata
lo scorso anno con il caos estivo, un caos che dimostra come lo scalo di
Fiumicino si assolutamente inadeguato per diventare un Hub. Solo che ai
francesi tutto questo poco importa. Promettendo a Roma di fregiarsi del
prestigioso titolo, portano comunque dalla loro parte sia i politici che i
dipendenti Alitalia che abitano nella capitale; gli
stessi che di base Milano, fanno la spola con Roma a spese della compagnia. Non
c'è nemmeno il rischio che siano i milanesi a risentirsi, visto che Malpensa
non lo amano nemmeno loro. E poi, in questo modo, il parigino Charles De
Gaulles non avrebbe concorrenza da parte di Milano, visto che si volerebbe da
Roma a Parigi e da lì in tutto il mondo. Insomma, trasformare Fiumicino in un
hub sembra una bugia, ma in questo caso ? per noi italiani ? non sembra
possibile avere una rosa senza nemmeno una Spinetta.
( da "Opinione, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Ven, 21 Mar
2008 Edizione 57 del 21-03-2008 Intervista a BERNABO' BOCCA / Non ci serve una
compagnia di bandiera di Elisa Borghi Se c'è una cosa su cui tutti,
dall'estrema destra all'estrema sinistra, sono d'accordo, è questa: il turismo
è una risorsa fondamentale per il Paese. Pd e Pdl lo riconoscono nei loro programmi
e propongono entrambi il taglio dell'Iva per favorirne la crescita. Ma
dichiarazioni d'intenti a parte, la politica fa poco per trasformare questo
potenziale in una risorsa economica. La Francia ha da tempo superato il
Belpaese per afflusso turistico. E sulle sorti del settore oggi pesa una grossa
incognita: la sorte di Alitalia. Un Paese ad alto
potenziale turistico può fare a meno di una compagnia di bandiera? E ancora,
vendere il vettore - e far gestire le linee aeree - ad Airfrance non significa
avvantaggiare ulteriormente i nostri concorrenti? Lo abbiamo chiesto a Bernabò
Bocca, presidente di Federalberghi. Presidente, un paese ad alto potenziale
turistico come l'Italia deve avere una compagnia di bandiera? Non
necessariamente. Quello che deve avere è una compagnia aerea efficiente. E Alitalia, che per esigenze di bilancio ha dovuto tagliare
molte rotte e destinazioni, penalizzando fortemente il turismo, efficiente non
lo è più. E poi è impensabile voler mantenere un vettore che costa milioni di euro
alle casse dello stato. Se l'unico modo per liberarsi da questo fardello è la
vendita ad Air France, allora bisogna vendere. Ma la Francia è il principale
concorrente dell'Italia nel settore turistico. Consegnare Alitalia
ai francesi non avrebbe ripercussioni negative sul settore? Assolutamente sì.
Anche perché i francesi hanno dimostrato di essere molto più bravi di noi a
vendere e promuovere le loro risorse. L'Italia non ha pari al mondo dal punto
di vista delle bellezze naturali e artistiche ma i francesi sono abili nel
marketing e riescono a fare il cosiddetto 'gioco di squadra'. Se davvero ci
sarà l'acquisizione di Alitalia da parte di Air
France, mi auguro che vengano messi dei paletti all'operazione. Bisogna fare in
modo che l'hub principale di Alitalia rimanga in
Italia: gli italiani per fare un viaggio intercontinentale non devono essere
obbligati a passare per Parigi, né lo devono essere gli stranieri che vengono
nel nostro Paese. La nostra compagnia non deve diventare un satellite di quella
francese. Da questo punto di vista non darebbe più garanzie l'acquisto di Alitalia da parte di una cordata di imprenditori italiani?
La ritiene un'opzione possibile? Ovviamente sarebbe preferibile che la
proprietà del vettore rimanesse in mani italiane ma non mi sembra che oggi ci
sia una coda di imprenditori pronti o disponibili a rilevarla. Le aste che si
sono tenute finora sono andate deserte e ad oggi Air France è l'unico
pretendente serio. Se Spinetta si permette di usare toni
perentori con i sindacati è proprio perché sa di essere l'unico in grado di
comprare Alitalia. Veniamo a Malpensa. Deve restare un hub come è oggi, o se ne
può fare a meno? Io credo che non si debbano intrecciare le sorti di Alitalia con quelle di Malpensa. Alitalia deve trovare
una sua strada per diventare efficiente e meno costosa. Malpensa a sua
volta non deve pesare esclusivamente su Alitalia. Su
Malpensa sono stati fatti errori strutturali, è un aeroporto scomodo e
raggiungerlo è un'avventura. A chi parte dall'Est della Lombardia servono
quattro ore per arrivarci, dunque conviene andare a Bergamo, Brescia o Verona e
poi da lì raggiungere Francoforte. Una cosa è risolvere il problema Alitalia, altra occuparsi di Malpensa che deve ancora
decidere cosa vuole fare da grande. Dal punto di vista turistico poi, credo che
gli slot lasciati liberi da Alitalia possano essere
utilizzati da altre compagnie internazionali, e quindi il Nord del Paese non
dovrebbe subire contraccolpi. Vede, quello delle infrastrutture è un punto
importante. I trasporti sono le fondamenta della casa del turismo. Bisogna
permettere ai turisti stranieri di raggiungere facilmente e a basso costo
l'Italia, sviluppando gli aeroporti secondari, dove le compagnie low cost
possono e vogliono atterrare. È impensabile, ad esempio, che una destinazione
turistica importante come l'Umbria oggi dipenda da Fiumicino. Come si rilancia
il turismo italiano? Innanzitutto l'Italia deve capire se il turismo interessa
o no. Si dice sempre che è un settore importante, però queste parole non si
tramutano in fatti concreti. Se al Paese il turismo interessa - e mi auguro che
sia così visti i numeri che può fare - bisogna inaugurare una politica
nazionale del settore che oggi è di competenza delle regioni e non dello Stato.
In secondo luogo, bisogna insistere sulla governance: il turismo compete alla
Presidenza del Consiglio e lì deve rimanere, non va spostato sotto qualche
ministero o sottosegretariato, come sento proporre. Deve mantenere una delega
pesante. Al terzo punto viene la promozione del Paese che spesso si fa solo
verso l'estero e non verso il primo mercato, che è quello interno. Sono gli
italiani che devono riscoprire l'Italia. Poi c'è il fisco. L'Iva sul turismo -
che da noi è del 10%, in Francia è del 5,5% e in Spagna del 7% - va armonizzata
al livello dei nostri concorrenti europei, non possiamo giocare una partita a
carte truccate. Infine, il protocollo del welfare, che noi non abbiamo firmato
e che uniforma il turismo alle industrie, penalizzando i contratti a tempo determinato.
Ma se per l'industria questi contratti possono essere intesi come precariato,
per il turismo, che è attività stagionale, sono l'asse portante. Quindi occorre
facilitarli e allargare anche a questi agevolazioni anche come il cuneo fiscale
e il credito d'imposta.
( da "Opinione, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Ven, 21 Mar
2008 Edizione 57 del 21-03-2008 Borsa e Alitalia Un segnale di ottimismo di Arturo Diaconale Ma è veramente
credibile l'ipotesi lanciata da Silvio Berlusconi di una cordata italiana in
grado di salvare Alitalia? Il governo, i dirigenti della Compagnia di Bandiera, i
commentatori economici e politici dei grandi giornali oltre, naturalmente, gli
avversari del Cavaliere nella campagna elettorale in corso, non hanno
dubbi in proposito. Per loro si tratta di una trovata estemporanea del leader
del Popolo della Libertà che non ha alcuna possibilità di essere concretizzata.
Il ministro Bersani, molto crudamente, l'ha addirittura liquidata come un segno
di " irresponsabilità". E Romano Prodi si è messo sulla stessa scia
rilevando che fino a questo momento non esistono offerte d'acquisto di Alitalia diverse da quella di Air France. Il coro è talmente
compatto da convincere anche i più dubbiosi della totale impraticabilità della
strada indicata da Berlusconi. Poi, però, si scopre che a dispetto di questa
convinzione generale il titolo di Alitalia ha avuto un
rialzo di oltre il 13 per cento. Cioè che la Borsa non ha affatto scartato la
possibilità di una cordata di imprenditori italiani in grado di lanciare una
offerta alternativa a quella francese. E la circostanza non può non sollevare
una serie di interrogativi. Non solo sulla eventualità che il coro compatto di
chi esclude la cordata nazionale possa sbagliare. Ma soprattutto sul fatto che
una parte del mercato italiano appare disposta a credere che una operazione del
genere possa e debba essere realizzata. Questa indicazione non va
sottovalutata. O, peggio, liquidata come un segno di scarso realismo di
investitori incapaci di distinguere tra la realtà e le trovate elettoralistiche
del Cavaliere. Se basta un accenno generico di Berlusconi alla eventualità di salvare
Alitalia dall'offerta-capestro di Air France con una
cordata nazionale per accendere l'interesse di chi scommette i propri soldi,
vuol dire che sotto la depressione per la crisi e per il declino scorre ancora
una vena di ottimismo. E che c'è chi crede che la politica e l'imprenditoria
nazionale, se solo lo volessero seriamente, sarebbero in grado di rilanciare il
paese e la sua economia. Può essere che il balzo in avanti del titolo Alitalia sia solo un segno di ingenuità. E che nessuna
cordata nazionale in grado di lanciare una offerta alternativa a quella
francese vedrà mai la luce. Ma il significato profondo di questo segnale va
comunque recepito. I dirigenti politici più responsabili di ogni partito
debbono sapere che se riuscissero a trovare una soluzione del problema della
compagnia di bandiera in linea con gli interessi del "sistema
Italia", avrebbero il consenso dell'opinione pubblica. E gli imprenditori
potenzialmente in grado di sostenere una iniziativa per la salvezza di Alitalia e Malpensa debbono convincersi che impegnarsi in
favore del "sistema paese" è l'unico modo per rilanciare l'economia e
combattere il declino generale e personale.
( da "Opinione, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Ven, 21 Mar
2008 Edizione 57 del 21-03-2008 Il ritorno di Don Salvatore nel patto di Il
Grillo Sparlante Il dopo Mieli, Paolino Mieli, in via Solferino pare ormai deciso,
nonostante la Fiera opposizione di Don Salvatore Ligresti che non dimentica i
tempi in cui facendo le veci di Stille, Ugo Stille, Anselmi gli levava la pelle
fra lo scandalo delle cosiddette aree d'oro e, successivamente, tangentopoli.
Ora Don Salvatore è tornato bianco, lavato con Olà, e i suoi avvocati, cercando
di imitare quelli di Berlusconi, terrorizzano chiunque tiri fuori le vecchie
storie e le vecchie ciurle, avvertendo, a suon di querele milionarie, che Don
Salvatore è stato riabilitato e che quindi a lui si deve il rispetto che si
deve ai grandi protagonisti della vita economica e finanziaria italiana. Certo
se i legulei al servizio fossero così bravi da far contare Don salvatore anche
nel patto Rcs sarebbe tutto di guadagnato per molti. Certo non per tutti, ma
l'idea che a dirigere il Corriere possa arrivare l'Anselmi da Torino dovrebbe
preoccupare non poco quel nord che coalizza i suoi interessi attorno al
pidielle. E sì, perché avere continuamente contro quello che è sempre
considerato il primo giornale italiano non è che sia proprio una bella cosa.
Urge, forse, che dentro il patto, i voti, ossia le quote, si cominci a pesarle
oltre che a contarle. Chi apre oggi, in un giorno qualsiasi della settimana Via
Solferino, infatti, difficilmente avrà la capacità di capire quali sono gli
interessi, ormai non più soppessibbili come dimostra la
vicenda Alitalia-Malpensa, di quella parte del paese che, da sola, mantiene la
metà del medesimo, pagando le tasse, esportando l'esportabile, riciclando i
rifiuti. Insieme a Via Solferino di questa realtà non si è accorto anche chi
lavora in Corso Sempione, dove c'è la filiale meneghino-lombarda del Cavallo
morente. Ma ne parleremo ancora. Buona giornata. E buona fortuna.
( da "Opinione, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Ven, 21 Mar
2008 Edizione 57 del 21-03-2008 Nei Tg Veltroni precede Berlusconi
di Christian Saragoni La discussa trattativa Alitalia-Air
France sale alla ribalta della cronaca, ottenendo ampio spazio nelle scalette
dei notiziari nazionali. Sono molti i personaggi, soprattutto appartenenti al
mondo della politica, che intervengono sulla possibile vendita della nostra
compagnia di bandiera agli acquirenti francesi. In merito alla questione
prendono parola anche Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, rispettivamente al
primo e al secondo posto del ranking del parlato Tv di mercoledì 19 marzo.
Protagonista di alcuni comizi in Lombardia, il leader del Pd lancia un accorato
e sentito allarme: "Alitalia non deve fallire. In
gioco ci sono migliaia di operai che rischiano il posto di lavoro". In
seguito l'ex sindaco di Roma affronta il delicato tema del precariato. "Il
primo provvedimento che porteremo al Consiglio dei ministri sarà una legge per
il compenso minino legale dei lavoratori"-. Dagli schermi del Tg5,
edizione della sera, il numero uno del Pdl accusa il Governo Prodi di aver gestito
in maniera dilettantistica la trattativa di Alitalia.
Pungolato dalle domande della giornalista Barbara Parodi Delfino, il Cavaliere
invita prima gli imprenditori italiani a scendere in campo per presentare un
piano industriale che sia in grado di salvare la nostra compagnia di bandiera,
poi lancia una nuova promessa agli elettori: "Il primo impegno del
prossimo Governo sarà quello di risolvere l'emergenza dei rifiuti in
Campania". Alitalia e politica sono anche gli
argomenti trattati dall'imprenditore Carlo De Benedetti, terzo nella top ten
con 5 minuti e 7 secondi di intervista. Ospite negli studi del Tg1 delle
( da "Quotidiano.net" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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Annunci legali LA COMPAGNIA DI BANDIERA Berlusconi: "O si fa Alitalia o si muore Mi impegno io, la cordata italiana si
farà" Il leader del Pdl conferma l'ipotesi di una cordata alternativa a
quella francese. Air France non molla e preme per un accordo a breve Commenta
Roma, 21 marzo 2008 - Sulla vicenda Alitalia
"sono impegnato io, quindi si fa". Lo ha detto Silvio Berlusconi
conversando con i cronisti a palazzo Grazioli. Berlusconi ha definito
"irricevibili" le condizioni poste da Air France e quindi "non
ci resta che dar vita a una offerta che sarà sicuramente presentata da
imprenditori italiani insieme a banche italiane". Una battuta ad effetto
per dire, sul caso Alitalia, che "o la si fa o si
muore". Il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, ribadisce, parlando con i
giornalisti all'uscita da Palazzo Grazioli, la necessità di salvare la
compagnia di bandiera senza accettare alcuna "colonizzazione" da
parte di Air France. "Non ci sono novità - spiega Berlusconi - ho fatto
appello agli imprenditori italiani che ritengono come me
che non si possa essere colonizzati e quindi bisogna fare Alitalia perchè qui o si fa Alitalia o si
muore". Il leader del Pdl ha spiegato: "Sono stato in disparte fino a
oggi. Ho lasciato fare a questo governo che ha fatto il peggio possibile: ha
escluso dalla possibilità di conoscere i dati su Alitalia tutti
coloro che potevano avere un interesse". A questo punto, ha
sottolineato il candidato premier, "dobbiamo avere il tempo e il modo di
concretizzare il tutto, ma credo che le condizioni poste da Air France sono
condizioni che il Paese non può accettare". "Non è vero" che da
parte del gruppo Banca Intesa-Sanpaolo non ci sia un interesse nei confronti di
Alitalia nell'ambito di una cordata di imprenditori e
banche italiane per salvare la compagnia di bandiera. Ne è convinto il
candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi, che, parlando con i giornalisti
all'uscita da Palazzo Grazioli, ha puntualizzato che "ieri Passera ha
detto che per ora non hanno nulla di concreto sul tavolo: per forza, perché non
è stato consentito ad altri, oltre ad Air France, di conoscere i conti di Alitalia". "Sono cinque mesi - ha ripreso
Berlusconi - che Air France esercita la due diligence, gli altri non sanno
niente di ciò che è successo e bisogna dargli la possibilità di conoscere la
situazione". AIR FRANCE NON MOLLA Air France preme per raggiungere al più
presto un accordo con Alitalia e chiede alla compagnia
italiana di "fare i cambiamenti necessari" per il suo futuro. Così il
direttore commerciale della compagnia franco-olandese, Christian Boireau,
parlando al posto del numero uno Jean-Cyril Spinetta a una convention del
turismo a Biarritz, ha sottolineato che quello che Air France propone ad Alitalia è "un futuro che sarà positivo nel medio
termine". "Ciò che chiediamo ad Alitalia -
ha osservato - è di fare i risanamenti necessari che le garantiscano questo
futuro". E questo, ha aggiunto, "è oggetto di discussione e di
dibattito". "Sappiamo - ha proseguito - cosa possiamo fare e questo
piano deve essere accettato o rifiutato ma ora, non tra due mesi o tra un
mese". Boireau ha anche detto che Spinetta ha trascorso quasi tutta la
settimana in Italia per trattare ed è pronto a ricominciare la prossima. Il
Cavaliere: "Prestito ponte per una cordata italiana"Giusto vendere a
Air France? Commenti Invia commento Segnala ad un amico 21/03/2008 13:00 Ulisse
Forza Silvio, fai vedere a questi compagni opportunisti, come si risolve la
questione Alitalia, e soprattutto, si salvano migliaia
e migliaia di posti lavoro. Prodi è abituato a mandare la gente a casa, lo ha
già fatto quando ha smantellato l'IRI, svendendolo, e quindi per lui i problemi
non esistono. Capito lavoratori dell'Alitalia, che
magari in passato havete votato per il centro sinistra. Ora pensateci bene !
Ulisse Sono presenti 1 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 Nome: Email:
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( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
"Pdl
spaccato" " Su Alitalia la destra è
divisa". Lo sottolinea il segretario Pd: " Il Cavaliere è contrario ad
Air France, Fini qualche giorno fa si era detto favorevole. Sono divisi su
tutto".
( da "Voce d'Italia, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Alitalia, ultimatum Air France: adesso o mai piu' La
compagnia franco-olandese insiste per "i risanamenti necessari"
Parigi, 21 mar. - "Bisogna che questo piano sia accettato o rifiutato, ma
adesso e non tra due mesi o un mese". Così da Parigi il direttore
commerciale di Air-France Klm, Christian Boireau, ha dato l'ultimatum al board
di Alitalia. Ed ai politici italiani, che
temporeggiano, strumentalizzando la vicenda della compagnia di bandiera per
fini elettorali. Per lil vettore domestico, il gruppo franco-olandese
garantisce "un futuro positivo a medio termine", ma chiede "di
fare i risanamenti necessari per poter garantirle questo avvenire", ovvero
gli esuberi che, stando anche ai calcoli del presidente di Alitalia,
Maurizio Prato, interesserebbero circa 2.000 lavoratori. John Kamut.
( da "Avanti!" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
IL CAVALIERE E
VELTRONI STANNO DANDO VITA A UN DUELLO MOLTO SOFT CHE NON APPASSIONA La
campagna elettorale? Noiosa e stantia 21/03/2008 La campagna elettorale langue,
ormai è un po' che va avanti ma non appassiona. Sarà che la caduta può avere
per colonna sonora un'opera wagneriana ma anche, semplicemente e pacatamente,
una marcetta circense. Dispiace perché bisogna pur riconoscere che con tutti i
suoi limiti il bipolarismo materiale all'italiana un pregio ce l'aveva:
campagne elettorali al fulmicotone. Ogni volta sembrava l'ultima e la
definitiva. L'inizio di una nuova e immarcescibile era di progresso e di
libertà messa in pericolo dall'avversario portatore, invece, di morte e
distruzione. I buoni (ovviamente ognuno si sceglieva i suoi) che lottavano
eroicamente contro i cattivi a colpi di grandi spadate mediatiche. Ora tutto si
è ammosciato un po'. Il Cavaliere, ammansito dall'esperienza e dal contesto,
non fa più promesse mirabolanti, sta con i piedi per terra che tanto sa che
questo giro è il suo, e probabilmente l'ultimo. Uolter invece un po' ci prova:
grandi scenari, sogni, visioni, capacità di mescolare la società e i suoi
rappresentanti, insomma grandi progetti per un grande Paese e un grande
partito. Ma non gli crede nessuno, neanche i suoi. Prova a fare il Berlusconi
di sinistra, compresa la campagna acquisti: tra le tante categorie accolte
"ner grande partito de centrosinistra" ne mancava una, che
onestamente credevamo difficile da acquisire, ma il grande leader "der
grande partito democratico" ha fatto il colpo di mercato e ora il popolo
democratico potrà votare anche un imprenditore di destra, un padrone vero di
quelli tosti perché si deve lavurà, chissà che non porti un po' di voti dal
Nord-Est. Poi naturalmente la precaria, con il contratto a tempo indeterminato
ma poco importa, l'operaio, il giovane rappresentante di una dinastia
imprenditoriale e tutto quello che avevamo già visto, in sedicesimo, nelle
liste beautiful per il Comune di Roma, magari non belli ma famosi o comunque
buoni per la macchina dello show-biz. Il Cavaliere, invece, candida Ciarrapico
che fascista è sempre stato, e pazienza se qualcuno si infastidisce ché magari
un po' di voti a Storace nel Lazio li toglie, e poi gente leale e fedele, il
resto non importa. Candidature a parte, un po' tristi perché più che
candidature si tratta di nomine, quello che spiace è la mancanza di passione e
di confronto. Tutto procede pacatamente e serenamente, il distacco tra i due
poli resta più o meno lo stesso, intorno ai sette punti, si ha la sensazione di
un rito già visto. La classe politica che sta per autoriprodursi per l'ennesima
volta ha un aspetto così stantio che addirittura Santa Romana Chiesa, che non è
guidata da avanguardisti della modernità, ne prende le distanze, non apprezzando
metodo e sostanza dei programmi e delle candidature. Nel frattempo l'immondizia
in Campania macera, l'Alitalia non si capisce da che parte voli, la spesa costa sempre di più e
le crisi economica si avvicina. Io un dubbio ce l'ho: siamo sicuri che i due
principali competitor vogliano veramente vincere? Siamo sicuri che ci sia
qualcuno disposto a prendersi la responsabilità dell'immane sfacelo cui il
Paese sta andando incontro? Soprattutto qualcuno è convinto di avere, da
solo, l'autorità e la legittimità per mettere mano ai problemi del Paese?
L'unica via di uscita sarebbe la grande coalizione, ma se falliscono anche così
non riesco a immaginare cosa verrebbe dopo. La speranza è che a una campagna
elettorale noiosa, per una sorta di contrappasso positivo, segua una stagione
politica produttiva. Qualcuno deve prendersi la responsabilità di guidare
questo Paese e per farlo non credo basti quello che "Avvenire"
chiama, con una formula azzeccata, il sussidiario dei sogni. Il Paese deve
riguadagnare l'autorevolezza che ha perso in questi anni sia sul piano
internazionale, sia su quello interno. E spiace dover constatare che i due
maggiori "competitor" elettorali, ognuno per responsabilità e storie
diverse, non siano in grado di garantirla.
( da "Voce d'Italia, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Perentorio
il Cavaliere: ormai sono impegnato io, quindi si fa Berlusconi: cordata per
acquistare Alitalia pronta in pochi giorni Scettico
Casini. Veltroni: cordata italiana? Si faccia avanti Roma, 21 mar. -
"Penso ci sia la possibilità di concretizzare una cordata italiana in
pochi giorni: sono assolutamente fiducioso su questo e credo anche che si possa
fare con il sostegno di importanti istituti di credito". Così Silvio
Berlusconi commenta l'indicazione che viene da Air France. "Ormai sono
impegnato io, quindi si fa". Il Cavaliere è convinto che date le
condizioni irricevibili poste da Air France non resti che "dare vita a
un'altra offerta che sarà presentata da imprenditori e banche italiani".
"La risposta ad Air France” ha proseguito Berlusconi “la darà il prossimo
presidente del Consiglio e sarà un secco e pieno no”. "Se Berlusconi e i
suoi figli - ha detto Casini ai giornalisti prima di visitare una struttura
locale per disabili - vogliono immettere capitali nell'Alitalia
credo facciano un ottima cosa. L'importante è che decidano in fretta e che sgombrino
il campo dal rischio che tutti gli italiani hanno capito perfettamente, e cioè
che siamo in presenza di una strumentalizzazione elettorale che non fa onore a
nessuno. Non si gioca - ha ribadito Casini - sulla pelle di migliaia di
lavoratori". Dal canto suo il leader del Pd Walter Veltroni ai microfoni
del Tg1 lancia il seguente appello: "Se c'è una
cordata alternativa ad Air France per Alitalia si
manifesti, ma rapidamente". L'appello viene lanciato poco dopo che
Berlusconi ha confermato il suo impegno a costituire un gruppo italiano per la
compagnia. Conclude Veltroni: "Bisogna evitare di mettere Alitalia nel tritacarne" ha detto "e che ci sia una cordata che
dopo le elezioni non c'è più". R.R.
( da "Voce d'Italia, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Perentorio
il Cavaliere: ormai sono impegnato io, quindi si fa Berlusconi: cordata per
acquistare Alitalia pronta in pochi giorni Scettico
Casini. Veltroni: cordata italiana? Si faccia avanti Roma, 21 mar. -
"Penso ci sia la possibilità di concretizzare una cordata italiana in
pochi giorni: sono assolutamente fiducioso su questo e credo anche che si possa
fare con il sostegno di importanti istituti di credito". Così Silvio
Berlusconi commenta l'indicazione che viene da Air France. "Ormai sono
impegnato io, quindi si fa". Il Cavaliere è convinto che date le condizioni
irricevibili poste da Air France non resti che "dare vita a un'altra
offerta che sarà presentata da imprenditori e banche italiani". "La
risposta ad Air France” ha proseguito Berlusconi “la darà il prossimo
presidente del Consiglio e sarà un secco e pieno no”. "Se Berlusconi e i
suoi figli - ha detto Casini ai giornalisti prima di visitare una struttura
locale per disabili - vogliono immettere capitali nell'Alitalia
credo facciano un ottima cosa. L'importante è che decidano in fretta e che
sgombrino il campo dal rischio che tutti gli italiani hanno capito
perfettamente, e cioè che siamo in presenza di una strumentalizzazione
elettorale che non fa onore a nessuno. Non si gioca - ha ribadito Casini -
sulla pelle di migliaia di lavoratori". Dal canto suo il leader del Pd
Walter Veltroni ai microfoni del Tg1 lancia il seguente appello: "Se c'è una cordata alternativa ad Air France per Alitalia si manifesti, ma rapidamente". L'appello viene lanciato
poco dopo che Berlusconi ha confermato il suo impegno a costituire un gruppo
italiano per la compagnia. Conclude Veltroni: "Bisogna evitare di mettere Alitalia nel tritacarne" ha detto "e che ci sia una cordata che
dopo le elezioni non c'è più". R.R.
( da "Quotidiano.net" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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Annunci legali O SI FA ALITALIA O SI MUORE Veltroni: "Cordata esca fuori
in 48 ore" Berlusconi: "Servono 3-4 settimane" Il leader del Pdl
conferma l'ipotesi di una cordata alternativa a quella francese ma spiega:
"Occorre il tempo per accordarsi, presentare il gruppo, e vedere i conti
di Alitalia che nessuno conosce" Commenta Roma,
21 marzo 2008 - Prima 'O si fa Alitalia o si muore' e
la cordata italiana puo' nascere in pochi giorni. Poi, di fronte alla richiesta
del segretario del Pd, Walter Veltroni, di presentare una cordata entro 48 ore,
Silvio Berlusconi sbotta: "E' una richiesta assurda, visto che questo
governo, comportandosi al peggio, ha dato 5-6 mesi di tempo ad Air France che
poi ha presentato delle condizioni irriferibili". Così il leader del Pdl
ai microfoni di Tg1 e SkyTg24. Insomma, "c'è la possibilità che importanti
imprenditori italiani si facciano avanti assistiti da importanti banche. Occorre
il tempo per accordarsi, presentare il gruppo, e 3-4 settimane di tempo per
vedere i conti di Alitalia che nessuno conosce. Alla
fine di queste 3-4 settimane - ha concluso Berlusconi - questa cordata
presenterà una proposta definitiva che spero e penso possa risolvere la
situazione". "MI SONO IMPEGNATO, QUINDI SI FA" Sulla vicenda Alitalia "sono impegnato io, quindi si fa". Lo ha
detto Silvio Berlusconi conversando con i cronisti a palazzo Grazioli.
Berlusconi ha definito "irricevibili" le condizioni poste da Air
France e quindi "non ci resta che dar vita a una offerta che sarà
sicuramente presentata da imprenditori italiani insieme a banche
italiane". Una battuta ad effetto per dire, sul caso Alitalia,
che "o la si fa o si muore". Il leader del Pdl, Silvio Berlusconi,
ribadisce, parlando con i giornalisti all'uscita da Palazzo Grazioli, la
necessità di salvare la compagnia di bandiera senza accettare alcuna
"colonizzazione" da parte di Air France. "Non ci sono novità -
spiega Berlusconi - ho fatto appello agli imprenditori italiani
che ritengono come me che non si possa essere colonizzati e quindi bisogna fare
Alitalia perchè qui o si fa Alitalia o si
muore". Il leader del Pdl ha spiegato: "Sono stato in disparte fino a
oggi. Ho lasciato fare a questo governo che ha fatto il peggio possibile: ha
escluso dalla possibilità di conoscere i dati su Alitalia tutti
coloro che potevano avere un interesse". A questo punto, ha
sottolineato il candidato premier, "dobbiamo avere il tempo e il modo di
concretizzare il tutto, ma credo che le condizioni poste da Air France sono
condizioni che il Paese non può accettare". "Non è vero" che da
parte del gruppo Banca Intesa-Sanpaolo non ci sia un interesse nei confronti di
Alitalia nell'ambito di una cordata di imprenditori e
banche italiane per salvare la compagnia di bandiera. Ne è convinto il
candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi, che, parlando con i giornalisti
all'uscita da Palazzo Grazioli, ha puntualizzato che "ieri Passera ha
detto che per ora non hanno nulla di concreto sul tavolo: per forza, perché non
è stato consentito ad altri, oltre ad Air France, di conoscere i conti di Alitalia". "Sono cinque mesi - ha ripreso
Berlusconi - che Air France esercita la due diligence, gli altri non sanno
niente di ciò che è successo e bisogna dargli la possibilità di conoscere la
situazione". "Penso che ci sia la possibilità di concretizzare la
cordata italiana in pochi giorni". Lo ribadisce il leader del Pdl, Silvio
Berlusconi, interpellato sui tempi di un'alternativa alla proposta Air
France-Klm per Alitalia. "Su questo - aggiunge
lasciando la sede del 'Messaggero' dopo il forum con il quotidiano romano -
sono assolutamente fiducioso". VELTRONI "Se c'è una cordata italiana
va benissimo, anche se è strano che non sia uscita in questi mesi, ma venga
fuori in 48 ore, non il 14 aprile che poi magari non viene fuori... Altrimenti
ci ritroviamo nella condizione per cui non c'è la cordata italiana, Air France
si tira fuori e Alitalia va a gambe per aria". Lo
dice Walter Veltroni, ospite della videochat della 'Gazzetta dello Sport'. A
giudizio del candidato premier del Pd, "se c'è una nuova cordata italiana
si faccia avanti, altrimenti si faccia con Air France un accordo con i
sindacati che riduca l'impatto sociale e si dia tempo a Malpensa di sostituire
le rotte di Alitalia con rotte di nuove
compagnie". Veltroni vorrebbe comunque "tenere lontana la vicenda
dalla campagna elettorale, e invece viene buttata sul tavolo". E auspica
che si possa "uscire dalla logica dell'intervista al giorno, un giorno si
dice 'chi se ne frega se Alitalia fallisce', il giorno
dopo si dice 'chi se ne frega di Malpensa'". RUTELLI "Noi da ragazzi
aspettavamo che ci regalassero il trenino, mentre Berlusconi vuole regalare ai
figli l'Alitalia. Solo che il lupo perde il pelo, ma
non il vizio e vuole i soldi dello stato dopo che sono stati buttati all'aria
nei suoi cinque anni di governo, quando avevano il presidente che voleva
promuovere Roma e l'amministratore delegato che puntava su Malpensa": è il
commento del candidato sindaco di Roma, Francesco Rutelli. "Non si può
portare al fallimento l'Alitalia per poi dire 'ecco
arriviamo noi a risanarlà - ha aggiunto Rutelli - Se ci sono altre opzioni e
offerte credibili vengano messe in campo con trasparenza e responsabilità perche,
su questa questione così importante non si può fare demagogia". Alitalia è azienda fondamentale del nostro Paese". AIR
FRANCE NON MOLLA Air France preme per raggiungere al più presto un accordo con Alitalia e chiede alla compagnia italiana di "fare i cambiamenti
necessari" per il suo futuro. Così il direttore commerciale della
compagnia franco-olandese, Christian Boireau, parlando al posto del numero uno
Jean-Cyril Spinetta a una convention del turismo a Biarritz, ha sottolineato
che quello che Air France propone ad Alitalia è
"un futuro che sarà positivo nel medio termine". "Ciò che
chiediamo ad Alitalia - ha osservato - è di fare i
risanamenti necessari che le garantiscano questo futuro". E questo, ha
aggiunto, "è oggetto di discussione e di dibattito". "Sappiamo -
ha proseguito - cosa possiamo fare e questo piano deve essere accettato o
rifiutato ma ora, non tra due mesi o tra un mese". Boireau ha anche detto
che Spinetta ha trascorso quasi tutta la settimana in Italia per trattare ed è
pronto a ricominciare la prossima. Il Cavaliere: "Prestito ponte per una
cordata italiana"Giusto vendere a Air France? Commenti Invia commento
Segnala ad un amico 21/03/2008 18:08 giovanni questa fretta di vendere alitalia
ai francesi,da parte del governo prodi,mi puzza di bruciaticchio,vogliono
salvare roma mangiona sulla pelle dei gonzi. 21/03/2008 15:58 giovanni Maurizio
ti sbagli,io sono di sinistra ex repubblicano, ma sono convinto che Berlusconi
affossi ancora di l'italia.Lui iniziò nel 2001 e nel 2008 se va su ci dà il
colpo di grazia. 21/03/2008 15:50 nino l'ultima bufala di silvio che tenta di
rilanciare la sua campagna elettorale con gli effetti speciali, sapendo che a
rischiare sono solo i dipendenti dell'alitalia e che comunque tuto si scarica
sulle spalle dello stato, cioè a pagare saremo tutti noi. 21/03/2008 15:21
giovanni Si certo. Bella trovata per riguadagnare un pò di voti e guadagnarci
di immagine. Adesso arriva "meno male che silvio c'è" e ci salva
tutti salvo poi metterci dentro i figli e farci i suoi porci comodi. La sua
maestria è far sembrare che fa le cose per voi mentre fa solo i suoi comodi. Ma
dove siamo in un paese o in una barzelletta? Italiani! 21/03/2008 14:51 Panzer
Peccato, il Grande Economista c'era quasi riuscito. Dopo Alfa-Romeo, SME, Telekom
Srbija, toccava ad Alitalia, gia' pronta per essere
regalata. Purtroppo gli e' caduto il governo sul piu' bello: che disastro per
l'Italia! Ora ci tocchera' vendere Alitalia
ricavandoci dei soldi, una vera sciagura! 21/03/2008 14:31 mauro toselli purtroppo
il cavaliere non ha ancora capito che gli italiani si sono fatti furbi e non
credono alle sue sceneggiate 21/03/2008 14:29 Maurizio Anche molti altri
italiani della sinistra hanno capito ormai che e' SOLO BERLUSCONI SILVIO che
puo' salvare e ridare fiducia a questo paese... 21/03/2008 14:08 giuseppe
rambelli E nella cordata ci saranno anche i figli di Silvio che nel frattempo
chiede al governo di anticipare quanto serve.Per i propri figli cos'è che non
si fa.Per ora intanto dovrebbe pagare il governo e quindi tutti noi.Il gioco
delle tre tavolette continua. 21/03/2008 13:53 Camillo Debrai Dove era la
cordata italiana in tutti questi mesi? Come mai si materializza proprio a due
settimane dalle elezioni? Nella migliore delle ipotesi tale cordata scomparirà
subito le elezioni e quindi Alitalia fallirà, nella
peggiore delle ipotesi invece la cordata comprerà davvero Alitalia
a condizioni tali che tutti gli oneri ricadranno ancora una volta sulla
collettività. W il paese dei cachi. 21/03/2008 13:49 marzia Ho sentito dire, e
sono d'accordo, che se vince Air France finisce la pacchia per un sacco di
gente. lavoratori messi li per scambio di voti, perche' amici dell'amico
dell'amico, assenteisti, ladri liquidazioni d'oro ai manager che affondano la
societa'ecc, (naturalmente non sono tutti cosi, ci mancherebbe, ) ma ce ne sono
tanti e si sa. quindi, se vince ai france, a tanti non conviene, perche' non
potranno piu' fare il loro comodo. e comunque vada, e' veramente triste vedere
la compagnia di bandiera di un paese come noi ridotta cosi Sono presenti 12
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ct della Nazionale?E' giusto che i genitori 'spiino' nel cellulare dei
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fannulloni?Giusto eliminare la par condicio?Esame di terza media uguale per
tutti, sei d'accordo?In discoteca con il 'trenino'. Che cosa ne
pensate?Terrorismo, temi nuovi attacchi?Sei d'accordo con l'esonero di
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Annunci legali O SI FA ALITALIA O SI MUORE Veltroni: "Cordata esca fuori
in 48 ore" Berlusconi: "Servono 3-4 settimane" Il leader del Pdl
conferma l'ipotesi di una cordata alternativa a quella francese ma spiega:
"Occorre il tempo per accordarsi, presentare il gruppo, e vedere i conti
di Alitalia che nessuno conosce" Commenta Roma,
21 marzo 2008 - Prima 'O si fa Alitalia o si muore' e
la cordata italiana puo' nascere in pochi giorni. Poi, di fronte alla richiesta
del segretario del Pd, Walter Veltroni, di presentare una cordata entro 48 ore,
Silvio Berlusconi sbotta: "E' una richiesta assurda, visto che questo
governo, comportandosi al peggio, ha dato 5-6 mesi di tempo ad Air France che
poi ha presentato delle condizioni irriferibili". Così il leader del Pdl
ai microfoni di Tg1 e SkyTg24. Insomma, "c'è la possibilità che importanti
imprenditori italiani si facciano avanti assistiti da importanti banche.
Occorre il tempo per accordarsi, presentare il gruppo, e 3-4 settimane di tempo
per vedere i conti di Alitalia che nessuno conosce.
Alla fine di queste 3-4 settimane - ha concluso Berlusconi - questa cordata
presenterà una proposta definitiva che spero e penso possa risolvere la
situazione". "MI SONO IMPEGNATO, QUINDI SI FA" Sulla vicenda Alitalia "sono impegnato io, quindi si fa". Lo ha
detto Silvio Berlusconi conversando con i cronisti a palazzo Grazioli. Berlusconi
ha definito "irricevibili" le condizioni poste da Air France e quindi
"non ci resta che dar vita a una offerta che sarà sicuramente presentata
da imprenditori italiani insieme a banche italiane". Una battuta ad
effetto per dire, sul caso Alitalia, che "o la si
fa o si muore". Il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, ribadisce, parlando
con i giornalisti all'uscita da Palazzo Grazioli, la necessità di salvare la
compagnia di bandiera senza accettare alcuna "colonizzazione" da parte
di Air France. "Non ci sono novità - spiega Berlusconi - ho fatto appello
agli imprenditori italiani che ritengono come me che non si
possa essere colonizzati e quindi bisogna fare Alitalia perchè
qui o si fa Alitalia o si muore". Il leader del Pdl ha spiegato: "Sono
stato in disparte fino a oggi. Ho lasciato fare a questo governo che ha fatto
il peggio possibile: ha escluso dalla possibilità di conoscere i dati su Alitalia tutti coloro che potevano avere un interesse". A
questo punto, ha sottolineato il candidato premier, "dobbiamo avere il
tempo e il modo di concretizzare il tutto, ma credo che le condizioni poste da
Air France sono condizioni che il Paese non può accettare". "Non è
vero" che da parte del gruppo Banca Intesa-Sanpaolo non ci sia un
interesse nei confronti di Alitalia nell'ambito di una
cordata di imprenditori e banche italiane per salvare la compagnia di bandiera.
Ne è convinto il candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi, che, parlando
con i giornalisti all'uscita da Palazzo Grazioli, ha puntualizzato che
"ieri Passera ha detto che per ora non hanno nulla di concreto sul tavolo:
per forza, perché non è stato consentito ad altri, oltre ad Air France, di
conoscere i conti di Alitalia". "Sono cinque
mesi - ha ripreso Berlusconi - che Air France esercita la due diligence, gli
altri non sanno niente di ciò che è successo e bisogna dargli la possibilità di
conoscere la situazione". "Penso che ci sia la possibilità di
concretizzare la cordata italiana in pochi giorni". Lo ribadisce il leader
del Pdl, Silvio Berlusconi, interpellato sui tempi di un'alternativa alla
proposta Air France-Klm per Alitalia. "Su questo
- aggiunge lasciando la sede del 'Messaggero' dopo il forum con il quotidiano
romano - sono assolutamente fiducioso". VELTRONI "Se c'è una cordata
italiana va benissimo, anche se è strano che non sia uscita in questi mesi, ma
venga fuori in 48 ore, non il 14 aprile che poi magari non viene fuori...
Altrimenti ci ritroviamo nella condizione per cui non c'è la cordata italiana,
Air France si tira fuori e Alitalia va a gambe per
aria". Lo dice Walter Veltroni, ospite della videochat della 'Gazzetta
dello Sport'. A giudizio del candidato premier del Pd, "se c'è una nuova
cordata italiana si faccia avanti, altrimenti si faccia con Air France un
accordo con i sindacati che riduca l'impatto sociale e si dia tempo a Malpensa
di sostituire le rotte di Alitalia con rotte di nuove
compagnie". Veltroni vorrebbe comunque "tenere lontana la vicenda
dalla campagna elettorale, e invece viene buttata sul tavolo". E auspica
che si possa "uscire dalla logica dell'intervista al giorno, un giorno si
dice 'chi se ne frega se Alitalia fallisce', il giorno
dopo si dice 'chi se ne frega di Malpensa'". RUTELLI "Noi da ragazzi
aspettavamo che ci regalassero il trenino, mentre Berlusconi vuole regalare ai
figli l'Alitalia. Solo che il lupo perde il pelo, ma
non il vizio e vuole i soldi dello stato dopo che sono stati buttati all'aria
nei suoi cinque anni di governo, quando avevano il presidente che voleva
promuovere Roma e l'amministratore delegato che puntava su Malpensa": è il
commento del candidato sindaco di Roma, Francesco Rutelli. "Non si può
portare al fallimento l'Alitalia per poi dire 'ecco
arriviamo noi a risanarlà - ha aggiunto Rutelli - Se ci sono altre opzioni e
offerte credibili vengano messe in campo con trasparenza e responsabilità
perche, su questa questione così importante non si può fare demagogia". Alitalia è azienda fondamentale del nostro Paese". AIR
FRANCE NON MOLLA Air France preme per raggiungere al più presto un accordo con Alitalia e chiede alla compagnia italiana di "fare i
cambiamenti necessari" per il suo futuro. Così il direttore commerciale
della compagnia franco-olandese, Christian Boireau, parlando al posto del
numero uno Jean-Cyril Spinetta a una convention del turismo a Biarritz, ha
sottolineato che quello che Air France propone ad Alitalia
è "un futuro che sarà positivo nel medio termine". "Ciò che
chiediamo ad Alitalia - ha osservato - è di fare i
risanamenti necessari che le garantiscano questo futuro". E questo, ha
aggiunto, "è oggetto di discussione e di dibattito". "Sappiamo -
ha proseguito - cosa possiamo fare e questo piano deve essere accettato o
rifiutato ma ora, non tra due mesi o tra un mese". Boireau ha anche detto
che Spinetta ha trascorso quasi tutta la settimana in Italia per trattare ed è
pronto a ricominciare la prossima. Il Cavaliere: "Prestito ponte per una
cordata italiana"Giusto vendere a Air France? Commenti Invia commento
Segnala ad un amico 21/03/2008 18:08 giovanni questa fretta di vendere alitalia
ai francesi,da parte del governo prodi,mi puzza di bruciaticchio,vogliono
salvare roma mangiona sulla pelle dei gonzi. 21/03/2008 15:58 giovanni Maurizio
ti sbagli,io sono di sinistra ex repubblicano, ma sono convinto che Berlusconi
affossi ancora di l'italia.Lui iniziò nel 2001 e nel 2008 se va su ci dà il
colpo di grazia. 21/03/2008 15:50 nino l'ultima bufala di silvio che tenta di
rilanciare la sua campagna elettorale con gli effetti speciali, sapendo che a
rischiare sono solo i dipendenti dell'alitalia e che comunque tuto si scarica
sulle spalle dello stato, cioè a pagare saremo tutti noi. 21/03/2008 15:21
giovanni Si certo. Bella trovata per riguadagnare un pò di voti e guadagnarci
di immagine. Adesso arriva "meno male che silvio c'è" e ci salva
tutti salvo poi metterci dentro i figli e farci i suoi porci comodi. La sua
maestria è far sembrare che fa le cose per voi mentre fa solo i suoi comodi. Ma
dove siamo in un paese o in una barzelletta? Italiani! 21/03/2008 14:51 Panzer
Peccato, il Grande Economista c'era quasi riuscito. Dopo Alfa-Romeo, SME,
Telekom Srbija, toccava ad Alitalia, gia' pronta per
essere regalata. Purtroppo gli e' caduto il governo sul piu' bello: che
disastro per l'Italia! Ora ci tocchera' vendere Alitalia
ricavandoci dei soldi, una vera sciagura! 21/03/2008 14:31 mauro toselli
purtroppo il cavaliere non ha ancora capito che gli italiani si sono fatti
furbi e non credono alle sue sceneggiate 21/03/2008 14:29 Maurizio Anche molti
altri italiani della sinistra hanno capito ormai che e' SOLO BERLUSCONI SILVIO
che puo' salvare e ridare fiducia a questo paese... 21/03/2008 14:08 giuseppe
rambelli E nella cordata ci saranno anche i figli di Silvio che nel frattempo
chiede al governo di anticipare quanto serve.Per i propri figli cos'è che non
si fa.Per ora intanto dovrebbe pagare il governo e quindi tutti noi.Il gioco
delle tre tavolette continua. 21/03/2008 13:53 Camillo Debrai Dove era la
cordata italiana in tutti questi mesi? Come mai si materializza proprio a due settimane
dalle elezioni? Nella migliore delle ipotesi tale cordata scomparirà subito le
elezioni e quindi Alitalia fallirà, nella peggiore
delle ipotesi invece la cordata comprerà davvero Alitalia
a condizioni tali che tutti gli oneri ricadranno ancora una volta sulla
collettività. W il paese dei cachi. 21/03/2008 13:49 marzia Ho sentito dire, e
sono d'accordo, che se vince Air France finisce la pacchia per un sacco di
gente. lavoratori messi li per scambio di voti, perche' amici dell'amico
dell'amico, assenteisti, ladri liquidazioni d'oro ai manager che affondano la
societa'ecc, (naturalmente non sono tutti cosi, ci mancherebbe, ) ma ce ne sono
tanti e si sa. quindi, se vince ai france, a tanti non conviene, perche' non
potranno piu' fare il loro comodo. e comunque vada, e' veramente triste vedere
la compagnia di bandiera di un paese come noi ridotta cosi Sono presenti 12
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Argomenti: Alitalia
Berlusconi cavalca
ancora la crisi aerea. Il Pd cerca di stanarlo, Air France è furiosa Come se stesse
al governo: promette, rinvia, si discolpa Non è cambiato: "Per Alitalia la cordata c'è ma non può uscire adesso" One man show. Su Alitalia un Silvio Berlusconi senza freni inizia dalla mattinata a
dichiarare a raffica. All'indirizzo di Air France ammonisce: il prossimo
presidente del consiglio (la vittoria se l'è già assegnata prima ancora delle
elezioni) dirà no all'opposizione. Poi, promette la cordata italiana nel
giro di qualche giorno: O si fa Alitalia, dice citando
Garibaldi, o si muore. Annuncia la presenza di una grande banca, ma non dice
quale sarà. Quando il leader del Pd Veltroni gli chiede di scoprire le carte
entro 48 ore, si tira indietro. "È assurdo" dice, trincerandosi
dietro l'assenza di un quadro certo dei conti Alitalia.
I francesi però si spazientiscono e il tempo scorre: martedì l'incontro
decisivo con i sindacati. A PAGINA 3.