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DOSSIER “ALITALIA”

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Alitalia, la parabola dei nostri mali.Ci fa vedere come, se i nostri vizi schiacciano le virtù, l'individuale astuzia genera follia.La vicenda è il perfetto esempio del peggio dell'odierna Italia: ci racconta perché ci siamo ridotti così. Salvatore Bragantini (Il Corriere della Sera 21-3-2008)

 

Alitalia è una parabola perfetta del peggio dell'odierna Italia: ci racconta perché ci siamo ridotti così. Nel suo microcosmo ritroviamo i nostri mali: imprevidenza, pressappochismo, frazionismo, scaricabarile, incoerenza, opportunismo. Ci fa vedere come, se i nostri vizi schiacciano le virtù, l'individuale astuzia genera follia collettiva. Imprevidenza anzitutto.

Da lustri Alitalia addossa a piè di lista le sue perdite al contribuente italiano: 15 miliardi in 15 anni, senza che nessuno affronti il drago. Il Cavaliere, che scende in campo a parole alla dodicesima ora, ben si guardò dall'esporsi mentre governava. Quando alfine Prodi e Padoa-Schioppa hanno il coraggio di farlo, la «coalizione degli imprevidenti» si scatena: manager, sindacati, politici, tutti per una volta concordi titillano i nostri vizi contro chi affronta l'idra. Non è il governo imbelle, ma questa coalizione che «ci consegna nudi alla trattativa», come dice uno dei suoi capi, Bonanni della Cisl. Chi sempre elude i problemi ha quel che merita, perché si riduce in uno stato che scoraggia tutti i compratori seri; lungi dal farsi la guerra, essi lasciano il campo solo a uno di loro, il quale può ora chiedere quel che vuole. L'alternativa non è certo l'esangue AirOne, o la strumentale cordata berlusconiana (a proposito, non è uno stunt, un trucco già visto in un film precedente?).

Pressappochismo e scaricabarile poi: si confondono due problemi distinti, Alitalia e Malpensa, e chi ha creato il secondo ne scarica ad Alitalia la colpa, alimentando il polverone. Malpensa soffre dei collegamenti ferroviari scadenti e del proliferare di aeroporti padani: per questo i clienti preferiscono partire da Linate o da Torino. Il problema lo han creato gli enti locali, che ora pretendono che altri suppliscano ai loro errori. La Sea, controllata dal comune di Milano vorrebbe che la boccheggiante Alitalia, in procinto di essere salvata dal solo Cavaliere serio in campo, mantenesse su Malpensa un assetto operativo che oggi costa a lei (quindi a noi tutti pro quota) 250 milioni all'anno: se non lo fa, dice il suo presidente Bonomi, paghi 1200 milioni! Chiedere che Alitalia si dia oggi carico dei buchi che gli enti locali han creato a Malpensa - continuando a godere dei profitti di Linate - più che ricattatorio, è masochistico (equivale a chiedere il fallimento di Alitalia) e incoerente. Che lo faccia proprio quel padano Bonomi che dalla sua poltrona romana di presidente Alitalia condivise questa scelta fallimentare, è surreale, roba da Magritte. Il che ci porta infine a frazionismo, incoerenza, opportunismo. Siccome chi si piega all'unica proposta seria in campo è il mio rivale politico, io mi oppongo, per trarne un dividendo politico. Se Alitalia andrà in procedura, potrò sempre prendermela con chi sta cercando di recidere il bubbone lungamente trascurato. Mors tua, vita mea, non fa una piega! Che poi chi tanto gorgheggia sul liberismo voglia una soluzione politica fuori dalle regole di mercato, cominciando dalla richiesta di soldi a Pantalone, è solo uno dei tanti esempi di incoerenza cui siamo ormai assuefatti, come ad un veleno che ci mina nel fisico.

Davanti a questo, solo un ingenuo può darsi cura del danno a chi compra e vende sul mercato azioni di una società quotata. Colpisce che nessun grande imprenditore osi dire parole di verità, ma il coraggio chi non ce l'ha non se lo può dare: sotto elezioni meglio non rischiare. Il governo si è inutilmente rivolto, nel 2007, proprio agli imprenditori italiani, cui però nessuno, per questo, può rimproverare alcunché: troppo grande è il rischio che si assumerebbero, senza specifiche competenze di settore. Se un'alternativa seria esistesse, avremmo dovuto vederla molto tempo fa; ancora oggi, se davvero stessimo vendendo Alitalia per un piatto di lenticchie, qualcuno offrirebbe una lenticchia in più (Padoa-Schioppa), per avere il gioiello, senza pretendere altri soldi pubblici: infatti, polveroni a parte, non succederà. Per sicurezza, allacciate le cinture, la parabola continua. Forza, Italia.


21 marzo 2008

 


 

Alitalia, Berlusconi: «In campo io, la cordata italiana si farà». Intesa-Sanpaolo, partita chiusa.

(a cura di Alberto Annicchiarico) (Il Sole 24 Ore 21-3-2008)

 

 

«O si fa Alitalia o si muore. Adesso sono in campo io e questa cosa si fa. A meno di colpi di testa del governo, che deve darci la possibilità di operare»: Silvio Berlusconi torna alla carica su Alitalia e ribadisce la preferenza per una cordata italiana che si impegni nel salvataggio della compagnia (della quale il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, non aveva notizie sino a ieri, ndr) e chiede al governo di non decidere d'imperio dopo che l'opposizione è rimasta in disparte nonostante non condividesse le mosse di Palazzo Chigi. «La risposta ad AirFrance? La darà già il prossimo presidente del Consiglio e sarà un chiaro e secco no».

«Abbiamo lasciato che il governo Prodi operasse senza intervenire, siamo stati in disparte. Ora - aggiunge il leader del Pdl - occorre cambiare strada». Ricordando di aver lanciato un appello agli imprenditori tricolori per la difesa dell'italianità della compagnia di bandiera, Berlusconi assicura: «Le banche sono disponibili ad appoggiare un'operazione industriale che certamente ha tante possibilità di riuscita. Io comincio ad operare in questa direzione - aggiunge - in previsione di avere la responsabilità di governo e sono sicuro che si potrà arrivare a un risultato positivo».

In merito alla partecipazione di Banca Intesa, Berlusconi tiene a precisare che l'istituto guidato da Corrado Passera «non ha smentito affatto, mi risulta che è sulle posizioni di mesi fa e che è disponibile ad aiutare un gruppo che presenti un serio piano industriale». Passera - aggiunge Berlusconi - «ha detto solo che non ha niente di concreto sul tavolo perché in questi mesi non è stato consentito ad altri, oltre ad Air France, di conoscere i conti di Alitalia». Uscendo dalla sede del quotidiano Il Messaggero, dove si è recato per un forum, il leader del Pdl ha poi sfumato l'affermazione: «Credo che (la cordata italiana) si potrà fare con il supporto di un importante istituto di credito». Intesa-Sanpaolo conferma: partita chiusa

Secondo il principale competitor di Berlusconi, il leader del Partito democratico Walter Veltroni, bisogna però «evitare di mettere Alitalia nel tritacarne» e anche per questo «se c'è una cordata alternativa» ad Air france-Klm «si manifesti, ma rapidamente». Bisogna evitare, ha aggiunto Veltroni ai microfoni del Tg1, «che ci sia una cordata che dopo le elezioni non c'è più» perché questo significherebbe portare «Alitalia sull'orlo del fallimento e anche di più».

Intanto il prossimo appuntamento ufficiale per conoscere il futuro di Alitalia resta quello di martedì prossimo, quando riprenderanno le trattative tra i vertici della compagnia, i sindacati e Air France-Klm. Il direttore commerciale del gruppo franco-olandese, Christian Boireau ha insistito venerdì sull'urgenza di arrivare al più presto a un accordo con Alitalia cui si propone «un futuro positivo a medio termine». Boireau parlava alla convenzione delle agenzie di viaggio a Biarritz al posto del presidente Jean-Cyril Spinetta, impegnato nei negoziati per Alitalia che, ha detto Boireau, «si accinge a riprendere» Ciò che chiediamo alla compagnia italiana, ha aggiunto, è «di fare i risanamenti necessari per poterle garantire questo avvenire», ha aggiunto Boireau. «Noi sappiamo ciò che possiamo fare e bisogna che questo piano sia accettato o rifiutato, ma adesso e non tra due mesi o un mese», ha aggiunto Boireau. Spinetta, ha detto Boireau, «ha passato quasi tutta la settimana e il suo ultimo weekend in Italia e si accinge a ricominciare».

Dal canto suo il sindacato si aspetta «contenuti nuovi che vadano a modificare l'offerta Air France-Klm, altrimenti l'appuntamento di martedì 25 è inutile e può durare anche un quarto d'ora», come ha dichiarato il segretario nazionale della Filt-Cgil, Mauro Rossi. «In ogni caso - ha aggiunto Rossi - noi parteciperemo all'incontro, perché ci auguriamo che a fronte di una convocazione ci sia la volontà di trattare».

 


Report "Alitalia 2"

Berlusconi fa già danni e fa saltare la trattativa Alitalia ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Chiude le porte in faccia ad Air France e spalanca quelle del fallimento Silvio Berlusconi chiama gli imprenditori italiani alla guerra santa contro l'invasore francese, spalancando per Alitalia le porte del commissariamento. Al termine di una giornata convulsa nel corso della quale il numero uno di Air France Spinetta ha precisato che i margini della trattativa sono inesistenti

<Serve l'ok anche del prossimo governo> ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: IL CASO ALITALIA Per il presidente di Air France Spinetta non basta il consenso di Prodi e Tps "Serve l'ok anche del prossimo governo" Pressing dei francesi per concludere l'operazione mentre i sindacati, convocati per stamattina da Alitalia, restano critici.

Senza Rutelli. Tornano i Coraggiosi, gli ultraliberal del Pd ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il piatto di Alitalia è troppo caldo perché gli ultraliberali del Partito democratico se lo lascino scappare. E le parole che ripetono sono quelle. Ma a Milano, nel cuore del Nord produttivo alle prese con il caso Malpensa, i Coraggiosi del Pd non si limitano a presentare la ricetta per rilanciare l'hub milanese e nemmeno solo le "dieci idee per cambiare l'

Scommessa sul caos - massimo giannini ( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: SCOMMESSA SUL CAOS MASSIMO GIANNINI Il destino di una compagnia di bandiera, il lavoro di 18 mila persone, il servizio per 24 milioni di passeggeri. In cambio di un pugno di voti. è chiara a tutti la partita politica che si sta giocando sulle sorti di Alitalia. La disastrata azienda tricolore è diventata all'improvviso la madre di tutte le battaglie. SEGUE A PAGINA 31.

Alitalia, stop a berlusconi ( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ponte per salvare la compagnia Alitalia, stop a Berlusconi Banca Intesa: nessuna offerta. Il Tesoro: tempi rapidi ROMA - Silvio Berlusconi aveva annunciato un imminente sì del Cda di Banca Intesa per spalleggiare AirOne in una nuova offerta per Alitalia, ma Banca Intesa ha precisato di non essere interessata a fare alcuna offerta e di non averne nemmeno mai parlato nel Cda di ieri.

Titolo impazzito, la consob si muove ( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per Alitalia sarebbe auspicabile l'intervento di una cordata italiana piuttosto che la fusione con Air France" parole dell'agosto 2003 pronunciate dall'allora ministro Pietro Lunardi. Non è cambiato molto, né nei contenuti - anche allora la cordata italiana non si materializzò mai - né nella conseguenze sul titolo in borsa.

Berlusconi:"prestito ponte per dare alitalia ad airone" - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: esistenza di una cordata italiana pronta a subentrare ad Air France-Klm nell'acquisizione di Alitalia. Una posizione che non trova conferme ma che il Cavaliere ha ribadito in un colloquio telefonico al premier: "Di Alitalia ho parlato stamattina a Romano Prodi ed ho chiesto che faccia un prestito ponte in grado di far partire la cordata degli imprenditori italiani".

Berlusconi attacca veltroni sui comunisti - gianluca luzi ( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dopo aver fatto tardi al compleanno di Maroni e aver terremotato la vicenda Alitalia con lo stop alla trattativa con Air France, fa lo slalom elettorale a Roma tra le cooperative ("quelle vere, non quelle rosse su cui vigileremo anche con le leggi") e l'associazione degli invalidi del lavoro. Le parole del leader del Pdl non si prestano ad equivoci.

Il candidato pdl tra film porno e fede - alessandra longo ( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: un accento speciale sulla cultura" e di voler "potenziare e riqualificare i contenuti del palinsesto di Rai International". Quelle carogne di blogger sono andati alla ricerca di dichiarazioni politiche. Ne hanno trovata una, pare, sull'Alitalia, in cui il candidato Pdl si preoccupa della "penetrazione prorompente delle compagnie low cost".

Ma la cordata italiana resta a terra passera:"non ci usate per altri scopi" - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, i grandi imprenditori di casa nostra. Preoccupati dal destino di Malpensa ma non abbastanza da metter mano al portafoglio per farsi carico dei guai della compagnia di bandiera. A meno di ventiquattr'ore dal suo decollo notturno con alla cloche il pilota Silvio Berlusconi, la presunta cordata tricolore pronta a salvare Alitalia dalle mani rapaci di Air France è già tornata

L' amaca - michele serra ( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: annuncia una cordata dei suoi figlioli per rilevare Alitalia, rimanda diritto a Tino Scotti e al suo "ghe pensi mi", ci penso io. E più in generale alla lunghissima saga dei "bauscia" milanesi, quelli che a notte fonda, seduti sul Muretto ad Alassio o al bar Napoleon di Sanremo (che non c'è più, peccato), dopo avere ordinato un "baby" o un Gin Fizz, vantavano liquidità illimitata,

Scommessa sul caos - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Silvio Berlusconi ha deciso di trasformare il caso Alitalia nell'arma-fine-di-mondo contro il centrosinistra di Prodi e di Veltroni. Dobbiamo prendere con molta serietà la sortita mattutina del leader del Pdl che a Borsa aperta, e senza alcuna comunicazione preventiva ai soggetti interessati e alle autorità di vigilanza, ha diffuso cinque notizie ad altissimo impatto per i mercati.

Bus, nuove linee da pasquetta a ostia e talenti ( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nei pressi del centro direzionale Alitalia della Magliana, Laghi delle Colline, vicino a via della Storta, e la nuova sede del IV Municipio di via Umberto Fracchia. La linea C13 entrerà in funzione da lunedì, la 434 da martedì. Sempre da lunedì saranno modificate le linee 128, 150 Express festiva, 335 e 654.

"io, catapultato in lista alla scoperta del sud" - conchita sannino ( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma in questo Paese l"ordinario" è la crisi rifiuti in Campania, è il dramma Alitalia. Giorni difficili. E lunghissimi". Dica tutta la verità: lei sa che qui non l'accolgono in trionfo. Vi chiamano i "catapultati nelle liste". Genere bipartisan: lei e Luciana Pedoto per il Pd, la Biancofiore per il Pdl. "Hanno ragione.

Alitalia, il "giallo"della cordata nazionale ( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Meridiana: stop alla continuità ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: invasione delle rotte da parte di Alitalia e Myair Meridiana: stop alla continuità La compagnia ha chiesto inutilmente all'Enac di bloccare l'invasione delle rotte da parte di Alitalia e Myair "Da aprile niente più biglietti a prezzi scontati" --> "Da aprile niente più biglietti a prezzi scontati" Un'altra picconata alla continuità territoriale.

Tremila per Veltroni in piazza Sisto ( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Veltroni ha toccato tutti i temi della campagna elettorale - da Alitalia alla legalità, dalla sicurezza alla scuola, dal risparmio energetico ai rifiuti - ma il cuore del suo comizio è stata una lettera consegnatagli ieri mattina da una ventottenne precaria di Asti. "La paura fa crollare un paese, un Paese si fa quando c'è speranza.

Berlusconi: c'è una cordata per Alitalia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Politica Italiana Pagina 105 Berlusconi: c'è una cordata per Alitalia Telefona a Prodi e chiede un prestito-ponte. Coinvolta Intesa? --> Telefona a Prodi e chiede un prestito-ponte. Coinvolta Intesa? Scende in campo Berlusconi per il salvataggio di Alitalia. Si oppone all'offerta di Air France e tenta di rilanciare la cordata italiana.

E i sindacati salgono sul volo del Cavaliere ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: hanno sottolineato con fermezza dopo oltre tre ore e mezzo di faccia a faccia con il presidente di Alitalia Maurizio Prato. E serve subito, incalzano, il prestito-ponte da 300 milioni del Tesoro, per dare fiato alle casse vuote di Alitalia, e avere così più tempo per trattare. Una soluzione per spazzare via dal tavolo di confronto "il ricatto" dell'imminente rischio fallimento.

<Italiani? Si facciano avanti> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ed "è inimmaginabile che si faccia un'offerta su Alitalia". "Dovremmo sapere qualcosa su Alitalia, ma non sappiamo nulla" ha aggiunto Passera. Di fronte "a cordate improvvisate di notte dopo un anno e mezzo che è in corso la vicenda Alitalia" si è detto "allibito" il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani.

I sindacati aprono uno spiraglio - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Le nove associazioni di Alitalia vedranno ancora una volta il numero uno del vettore transalpino martedì prossimo, dopo il ponte di Pasqua, per un giro che si annuncia decisivo. Questo rinvio stride con l'invito a far presto giunto da governo e azienda. La possibilità di giungere ad un accordo, la prossima settimana è appesa ad un filo,

La ue: aiuto di stato anche il risarcimento a sea - luca pagni ( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Klm la copertura di eventuali danni da corrispondere alla Sea per la vendita di Alitalia, ma non sarà possibile nemmeno procedere a compensazioni in favore della società milanese per risarcire la Sea del parziale addio di Alitalia a Malpensa. O meglio: se questo accadrà l'Italia verrà subito condannata per aiuti di Stato non consentiti.

I francesi snobbano l'operazione "con due soldi ci prendiamo i loro piloti" - giampiero martinotti ( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: operazione Alitalia soprattutto per risolvere un problema francese: la compagnia rischia di mancare di piloti a partire dal 2009 a causa dei pensionamenti. I giornali e i loro siti internet hanno però dato grande risalto alle reazioni sindacali alle parole di Spinetta, che anche sulla riva della Senna sono state a mezza voce considerata un po'

Quei tre a Malpensa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Proviamo a ridere anche del caso Alitalia" --> "Proviamo a ridere anche del caso Alitalia" Con una nuova scenografia che simula la sala d'attesa bagagli di un aeroporto, scenario perfetto per parlare di Alitalia e Malpensa, l'ingresso di attori comici come i napoletani Gigi e Ross e Fabrizio Casalino e tante parodie legate alla musica,

<Alt all'Alitalia o diremo addio alla continuità> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia o diremo addio alla continuità" Meridiana: anche Myair fuori del decreto, rischio di blocco dal 30 marzo --> Meridiana è pronta ad abbandonare dal 30 marzo prossimo tutti i vincoli tariffari a favore dei sardi, imposti dalla continuità territoriale sulle rotte tra la Sardegna e la Penisola, se Alitalia e Myair non rinunceranno ai collegamenti giornalieri con Roma,

Il figliol pratico ( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in ballo anche come risolutore della crisi Alitalia. Per la lotta contro la mafia no, per non urtare la sensibilità di Dell'Utri, ma per molti altri usi Piersilvio può tornare utile. Tipo spacciarlo come soluzione contro la cellulite per le precarie meno giovani e contro la caduta dei capelli per conquistare i maschi anziani che non portano la moquette in testa come fa suo padre.

Se decolla la propaganda ( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia? Via. Se in Italia ci fosse una Imprenditoria con la "i" maiuscola la compagnia non sarebbe arrivata allo stato precomatoso nella quale purtroppo si trova. Di tempo per pensarci e organizzarsi non è certo mancato dal momento che il problema si è posto da almeno cinque anni, ossia da quando una soluzione sarebbe stata finanziariamente meno impegnativa e industrialmente meno

Piersilvio Airways ( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Che problema c'è, se la sposa Piersilvio (il poveretto non viene nemmeno consultato sui suoi gusti sessuali). C'è da salvare l'Alitalia? Ghe pensi mi, "ci sono i miei figli pronti a rilevarla, insieme a Toto e Banca Intesa". Purtroppo Toto ha già perso la sua chance.segue a pagina 11.

Berlusconi gioca sulla pelle di Alitalia E di 10mila lavoratori. Parla di una cordata, candida i figli, vuole un prestito dal governo Banca Intesa lo smentisce. Prato: altre offert ( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Berlusconi gioca sulla pelle di Alitalia E di 10mila lavoratori. Parla di una cordata, "candida" i figli, vuole un prestito dal governo Banca Intesa lo smentisce. Prato: altre offerte? Solo strilli. Veltroni: destra irresponsabile Berlusconi ha deciso di giocarsi sul tavolo della campagna elettorale anche la carta Alitalia.

Lufthansa vuole entrare nel mercato del cargo ( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ad entrare nel mercato italiano del cargo aereo prendendo il posto di Alitalia, nel caso in cui si concluda la vendita ad Air France-Klm. Operazione che, secondo il piano dei franco-olandesi prevede appunto l'abbandono da parte della compagnia italiana, del settore merci entro il 2010. Lo ha detto, ad Air Press, Carsten Spohr, chief executive officer e chairman di Lufthansa Cargo,

Classe dirigente ( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: accordo tra Alitalia, Air France e Klm non ci troveremmo oggi di fronte a questo disastro (anche allora i francesi imposero condizioni capestro: prima, risanate i conti e privatizzate). Leggendo l'editoriale non si scopre però il nome di Silvio Berlusconi: evidentemente non lo considerano "classe dirigente", soprattutto classe dirigente capace di uno scatto d'

E la fantomatica cordata italiana si dissolve nel giro di qualche ora ( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che su Alitalia "non c'è nulla sul tavolo". "A fine dicembre - ha spiegato Passera - siamo stati esclusi dalla gara e da tre mesi non prendiamo parte ad alcuna trattativa. Il progetto su Alitalia che AirOne aveva presentato era un progetto industriale molto bello che avrebbe creato un operatore di prima grandezza e di grande qualità.

Fini e la sindrome da delfino ( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quelli naturali che compaiono oltre che come salvatori delle precarie anche come possibili partner della cordata italiana salva Alitalia. E quindi anche quello politico. Cioè colui che ha mandato al massacro il suo partito proprio nella prospettiva, un giorno, di succedere all'uomo di Arcore alla guida del centrodestra. Non è possibile fare previsioni. Ma Fini ci spera.

Berlusconi: Anche i miei figli sono pronti A Prodi ho chiesto un prestito ponte, per prendere tempo. Fatemi fare delle telefonate e vi dirò tutto ( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: puntando a far saltare il banco della partita Alitalia: nelle notti festaiole Silvio annuncia la presenza di una cordata italiana della quale potrebbero far parte anche i figli. Salvo smentire parzial- mente stamattina, dopo che il titolo Alitalia in Borsa ieri è schizzato del 12,52% , col rischio che oggi crolli.

Ai tempi d'oro... quando al governo litigavano la Lega e An Il quinquennio del centrodestra: immobilismo nel grande e costoso andirivieni di presidenti e amministratori ( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il governo pensa a una gestione commissariale che consegni la parte sana di Alitalia in mano ad imprenditori disposti a rilanciarla. Si fa anche il nome del traghettatore: Maurizio Basile manager che ha condotto l'Eti, Ente tabacchi, alla privatizzazione. Ma il progetto non va in porto. far fallire Alitalia significa caricarsi costi sociali enormi.

Se decolla la propaganda ( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: patrimoniale di Alitalia rende pressoché automatico il commissariamento, seguito a ruota dal fallimento. E fallimento significa che molti rami d'azienda di Alitalia verranno chiusi, altri finiranno ad altre compagnie o società di servizi, i più perderanno il lavoro, quelli che lo manterranno ricominceranno da zero o quasi,

Davvero qualcuno crede che in Italia ci siano imprenditori disposti al risanamento di Alitalia? E perché non si sono fatti avanti prima quando l'operazione sarebbe stata meno impeg ( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Davvero qualcuno crede che in Italia ci siano imprenditori disposti al risanamento di Alitalia? E perché non si sono fatti avanti prima quando l'operazione sarebbe stata meno impegnativa?.

Noi lettori a sostegno del nostro giornale Cara Unità e cara redazione, voglio espr ( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Bologna Com'è corta la memoria di Berlusconi su Alitalia Cara Unità, come fa Berlusconi a parlare di Alitalia e di colpe del Governo Prodi? Il disastro è cominciato e si è compiuto nel suo quinquennio di governo. Ma perchè nessuno, come fa Travaglio, documenta la sua sfacciataggine e lo sbugiarda pubblicamente?

Veltroni: Tutti i figli partano alla pari Il leader democratico a Savona: basta discriminazioni in base alle dichiarazioni dei redditi dei genitori ( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Oggi su Alitalia uno dice una cosa e uno un'altra. ". E subito allaccia: "La gente ha apprezzato il nostro coraggio di chiudere un'esperienza politica. Noi vogliamo fare un Paese nuovo. La destra propone di continuare questi 15 anni". Non vuole entrare in polemica diretta con Fini e Berlusconi.

Piersilvio Airways ( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: promosso presidente di Alitalia e rimasto celebre per aver sponsorizzato i mondiali di equitazione indoor salto a ostacoli, ad Assago (Milano), dove lui stesso si esibì in sella al suo cavallo baio. Poi Bonomi viene spedito alla Sea (Linate e Malpensa) e ad Alitalia arriva un fedelissimo di Fini: Marco Zanichelli.

La causa va avanti, ma sono pronti a trattare ( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: azione giudiziale promossa contro Alitalia è un atto dovuto a tutela dell'integrità dell'azienda, dei lavoratori e degli azionisti". Anche Bonomi non ha invece voluto commentare le parole del candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi, che l'altra sera aveva parlato di una cordata italiana pronta ad acquistare Alitalia: "Se ci sarà la cordata - si è limitato a dire -

Cgil e Cisl: La parola al governo che verrà I leader sindacali: Serve ancora un po' di tempo . La Uil insiste per la trattativa ( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: incontro tra il vertice di Alitalia e i sindacati si è regolarmente tenuto ieri mattina nonostante l'incalzare delle notizie sul futuro della compagnia di bandiera e nonostante che la linea sindacale fosse stata sufficientemente chiarita dalla missiva inviata mercoledì sera a Romano Prodi dai leader di Cgil e Cisl, Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni.

Se arriva il commissario ( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: le due compagnie aeree che come Alitalia provocarono enormi buchi di bilancio. Il percorso da seguire, secondo la Marzano, prevede la nomina di un Commissario, a cui spetterà poi prendere le decisioni sul futuro del gruppo. In Italia, come detto, abbiamo due casi recenti, diametralmente opposti: la Cirio è stata liquidata a pezzi, mentre per la Parmalat si è tentato (

Padoa-Schioppa: Chi vuole, avanti subito Ma il presidente Prato nega l'esistenza di altre proposte: Solo strillate e mai avanzate ( da "Unita, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia venga congelata e se ne riparli con il governo che uscirà dalle urne. Le parole dell'uomo del Tesoro, il maggior azionista di Alitalia, erano state anticipate in mattinata da quelle del presidente di Alitalia, Maurizio Prato, che nel corso dell'incontro con i sindacati aveva incalzato: "Dove sono le offerte di queste cordate strillate sulla stampa e mai pervenute in azienda?

È un periodo così, neanche in prossimità della Pasqua la Borsa italiana riesce a rial ( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 94% a 2,44 euro) e Autogrill (-3,89% a 9,29 euro), debole Risanamento (-0,77% a 1,42 euro). Nelle telecomunicazioni arretra Telecom (-2,65% a 1,21 euro) mentre la giornata ha visto correre Tiscali (+12,52% a 1,68 euro). Forte recupero per Alitalia (+11,94% a 0,34 euro), cresce Fiat (+1,13% a 13,16 euro).

Cv Alital 1066,887<TD class ( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cv Alital 10 66,887 61,482 cv B Ifis 09 99,246 99,239 cv Bco Popol 10 100,357 100,619 cv Beni Sta 11 91,153 91,505 cv BIM 15 88,620 89,996 cv Carige 13 110,569 112,739 cv Mi-A2a 09 110,086 111,762 cv SIAS 17 92,159 92,549 cv Snia 10 101,010 101,010 cv Vitt Ass 197,000 197,000 Telecom IT CV 10 109,557 109,

Intesa Sanpaologli utili volanoa 7,2 miliardi ( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: occasione anche per chiarire che la banca è del tutto fuori dalla partita su Alitalia ("È inimmaginabile che si faccia un'offerta"), e per smentire indiscrezioni su una sua uscita da Intesa: "Resterò qui - ha chiarito -. Se ci sono voci su una mia uscita dal gruppo sono false". Il risultato della gestione operativa è stato di 8.

Finmeccanica: <Abbiamoportato l'Italia nel mondo> ( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Guarguaglini ha parlato anche del futuro di Alitalia: "Personalmente odio i confronti. Guardo ai fatti e guardo a Finmeccanica che ha sempre avuto fiducia, anche in momenti difficili, in tecnologie e investimenti. Ma alcune volte, nel presente, si deve pensare al futuro e sacrificare situazioni e posti di lavoro per poter vivere".

Male i bancaririsale alitalia ( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: non è bastata a spingere Piazza Affari che ha terminato la seduta in calo. Male UniCredit (-4,4% a 4,13 euro) e Banco Popolare (-4% a 10,26 euro), al palo Mps (+0,18% a 2,75 euro). Seconda seduta consecutiva in deciso recupero per Alitalia (+11,94%). Giornata in accelerazione per Tiscali (+12,52%). 21/03/2008.

Berlusconi: <La cordata c'è, ma non dico altro> ( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E le parole e le promesse hanno portato l'Alitalia hanno portato l'Alitalia sull'orlo del fallimento", si sfoga Enrico Letta. Ma anche gli ex alleati del Cavaliere non gli risparmiano critiche. "Berlusconi comincia a pagare il prezzo alla Lega. Se c'erano gli imprenditori italiani, perché non sono venuti fuori prima?

La Ue: un risarcimento alla Seaviolerebbe le nostre regole ( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: abbandono di Malpensa da parte di Alitalia. Contattato dall'agenzia Ansa, Michele Cercone, portavoce del vicepresidente della Commissione Ue responsabile per i Trasporti, Jacques Barrot, ha confermato lo svolgimento dell'incontro al centro del quale è stato "un primo scambio di informazioni sulle condizioni dell eventuale vendita di Alitalia al gruppo Air France-

Seduta positiva in Borsail titolo cresce del 12% ( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: consecutiva in deciso recupero per Alitalia (+11,94% a 0,34 euro). Le azioni della compagnia di bandiera, continuamente sospese per eccesso di rialzo, sono state trainate dalla speculazione che scommette su un miglioramento dell'offerta da parte di Air France - Klm o, come indicato dal candidato premier Silvio Berlusconi, sulla formalizzazione di una cordata italiana concorrente.

Veltroni: "Italiani grati ai partigiani cuneesi" ( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Un esempio scoraggiante: tre giorni fa An sosteneva la vendita di Alitalia ad Air France. Due giorni più tardi il leader del Pdl dice di essere contrario. E la Lega? ora c'è anche quella del Sud. Come faranno a mediare con quella del Nord?". "Noi - ha aggiunto Veltroni - abbiamo chiuso con la sinistra estrema.

Sul ruolo di Malpensa non c'è accordo in Consiglio comunale ( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: consiglio ha affrontato anche il problema di Alitalia e Malpensa. A presentare ordini del giorno sul tema sono stati i consiglieri comunali sia del centro-destra che del centro-sinistra: cinque i documenti depositati dali gruppi di maggioranza, uno dall'opposizione. All'inizio del dibattito Augusto Ferrari, per il Partito Democratico, ha proposto di votare "un ordine del giorno comune,

La sarabanda della magliana Perché Berlusconi gioca sulla compagnia aerea la sua più forte carta elettorale ( da "Riformista, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: lo dice Passera Dovevano essere i salvatori di Alitalia. I "coraggiosi" della cordata nazionale anti-francese. Ma gli attori dello scenario di mezzanotte, evocati l'altra sera da Berlusconi tra un brindisi e l'altro per la festa di compleanno di Bobo Maroni, sono sfumati uno dopo l'altro nello spazio di un mattino: da Air One non è arrivata alcuna controfferta,

L'ACQUISIZIONE di un'impresa deve rispondere a criteri industriali, a valutazioni econ ( da "Messaggero, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, non va bene e, se la trattativa dovesse saltare, alla fine si saprà chi ringraziare. Affermare questi principi sarebbe probabilmente una banalità assoluta in qualsiasi Paese eccetto che in Italia. Da noi, purtroppo, non è così, anzi questo è un problema tipico: troppo spesso politica e magistratura vogliono mettere lo zampino dappertutto,

Segue alitalia ( da "Riformista, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Segue alitalia La santa alleanza degli sperperatori ha già la risposta. Berlusconi propone un prestito ponte, cioè vuole che il contribuente sborsi un altro po di soldi per far fare un affare a qualche imprenditore senza soldi. Epifani suggerisce di vendere i terreni di Fiumicino e la partecipazione azionaria in Air France,

Segue dalla prima conversazione con bonanni ( da "Riformista, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: almeno nelle casse di Alitalia, Bonanni taglia corto: "Sono tre anni che il governo dice che non ci sono soldi. Li trovi". Ma il leader della Cisl va oltre. Per lui Alitalia dovrebbe essere il primo banco di prova di un governo bi-partisan. E chiarisce: "Oltre che su Alitalia, le dimensioni delle macerie che abbiamo di fronte sono tali che,

Alitalia, il Tesoro sfida Berlusconi ( da "Messaggero, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Padoa-Schioppa: subito le nuove offerte. Il Cavaliere: c'è la cordata. Passera (Intesa): non interveniamo a chiamata Alitalia, il Tesoro sfida Berlusconi Elezioni, il richiamo di Napolitano: "Il voto non è mai inutile".

AGONIA le sparate di berlusconi, smentite subito, e quelle dei sindacati. e i silenzi incredibili dell'autorità di vigilanza della borsa ( da "Riformista, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA, CHI PARLA TROPPO E CHI TROPPO POCO Si sgonfia la supercordata del Cav, fatta di figli, arabi, Ligresti e Banca Intesa (che nega tutto). E strepitano i sindacati, che chiedono rinvii dimenticando la situazione finanziaria della compagnia Mentre la Sec statunitense e la Fsa britannica aprono indagini per accertare eventuali casi di insider trading e turbativa dei mercati

Ring colpi sotto la cintola nel nord forse fatali per il pd ( da "Riformista, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ring colpi sotto la cintola nel nord forse fatali per il pd Sulla pensione e l'Alitalia un micidiale uno-due per W. La campagna elettorale adesso è giunta a un punto di svolta C'è la svolta della campagna elettorale. Dopo settimane di slanci veltroniani, due contropiede di Berlusconi hanno messo a segno forse i punti decisivi.

Salvataggi sa che è una bufala, ma basta arrivare alle elezioni ( da "Riformista, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: suo socio in Alitalia, e poi via via il ministro dei Trasporti che gli regolerà slot e tariffe, quello delle Infrastrutture che provvederà ai collegamenti degli aeroporti dove atterrano i suoi aerei, quello dell'Ambiente che consentirà nuove piste. (Quello del Commercio con l'estero non c'è, Tremonti l'ha abolito).

T itolo ( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-21 num: - pag: 3 autore: di BEPPE SEVERGNINI categoria: REDAZIONALE Passaggi T itolo Alitalia sulle montagne russe dopo l'offerta francese. Cose turche. Per i dipendenti è una tortura cinese. Che compagnia internazionale! www.corriere.it/italians.

F inora ( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di FRANCESCO VERDERAMI categoria: REDAZIONALE Il retroscena Veltroni al bivio tra Epifani e Prodi F inora era stato così abile che persino gli avversari avevano dovuto riconoscerlo, perché era riuscito a consegnare il governo Prodi a una stagione politica passata. Ma il "caso Alitalia" risospinge l'esecutivo sulla scena. CONTINUA A PAGINA 3.

Alitalia, ultimo appello del governo ( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il Cavaliere chiede a Palazzo Chigi un prestito ponte per la compagnia Alitalia, ultimo appello del governo "Chi è interessato lo dica subito". Berlusconi: la cordata italiana c'è ROMA - Vendita di Alitalia: oltre ad Air France il governo valuterà nuove offerte ma devono arrivare entro il 31 marzo. ALLE PAGINE 2e 3.

Galan: Malpensa? Il Nord Est può fare senza ( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quanto ad Alitalia, ritiene che "l'unica soluzione sia Air France: una medicina amara ma necessaria". Eppure si dice e si ripete che la sopravvivenza dell'hub Malpensa è nell"interesse del Nord". "Certo, è anche interesse del Nord. Però soprattutto della Lombardia, meno del Veneto.

Berlusconi: cordata pronta Il Tesoro: si faccia avanti ( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma serve un prestito ponte per Alitalia Il governo: tempi brevissimi. Passera (Intesa): nulla sul tavolo Il Cavaliere: non mi risulta che la banca si sia ritirata ROMA - Un prestito-ponte del governo per non far fallire Alitalia e dare il tempo alla cordata degli imprenditori italiani, annunciata da Silvio Berlusconi, di "partire".

La trattativa con i sindacati e gli appunti dell'<olandese> ( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e i sindacati, è stato notato per il diligente modo di appuntare fino alle virgole tutto quanto veniva detto dalle parti. Un compito che ha svolto in silenzio, assolvendo al mandato di Amsterdam di "tenere d'occhio" gli italiani. Per non ripetere l'esperienza del '99 quando Alitalia ruppe clamorosamente con Klm.

La chiamata dei figli: faranno il loro dovere ( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: padre sui figli pronti alla chiamata per salvare Alitalia e il tricolore, Barbara si sarà fermata a riflettere, come altri esponenti dell'élite italiana, anche di seconda generazione, hanno fatto in queste ore. "Se mio padre facesse un'offerta, lo guarderei con preoccupazione: Alitalia è a un punto di non ritorno" ha detto Matteo Colaninno, primogenito del numero uno della Piaggio,

Alitalia La vendita ( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-21 num: - pag: 2 categoria: BREVI Alitalia La vendita 12% in Borsa: l'impennata di Alitalia sull'attesa di una controfferta di una cordata italiana per la compagnia di bandiera.

<Libération> ( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, un'acquisizione senza concessioni. Altrimenti niente" "Wsj" Il "Wall Street Journal" fa riferimento all'aspetto politico: "Berlusconi cerca di affondare le trattative in corso per Alitalia" facendo appello all'orgoglio degli imprenditori italiani "Les Echos" In prima pagina sul quotidiano economico francese "Alitalia:

Veltroni e le anime del Pd: al bivio tra Epifani e Prodi ( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: atteggiamento ostile di Klm, contraria all'acquisizione di Alitalia. Il capo del Pd ci ha visto "il classico gioco delle parti", ma per il momento ha preferito non esporsi. Confida che la trattativa superi la data delle urne, ma si rende conto che l'agenda della sua campagna elettorale sarà influenzata da fattori esterni.

9,5 ( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-21 num: - pag: 3 categoria: BREVI 9,5 centesimi. Il prezzo offerto da Air France per le azioni Alitalia. Secondo i francesi il valore della compagnia è di circa 138 milioni 49% La quota di capitale messa in vendita dal ministero del Tesoro. Il piano prevede 2.100 esuberi.

ROMA Prendere o lasciare, non ci sono alternative e al momento non ci sono neppure al ( da "Messaggero, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: pretende il via libera di governo e sindacati per procedere all'acquisto di Alitalia. E dovrà anche risolvere la grana di Malpensa. Il cda della Sea ha ribadito la volontà di proseguire nell'azione di risarcimento (1,2 miliardi di euro). "Non vogliamo il fallimento di Alitalia, ma dobbiamo tutelarci", ha precisato il presidente Bonomi.

Prato: per Alitalia non ci sono altre offerte ( da "Messaggero, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

ROMA - Gnocchi al sugo e pollo al forno non sono mai stati cos ( da "Messaggero, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è già uno spezzatino. Si farà lo spezzatino dello spezzatino. Quando Air France ha comprato la Klm, invece, ne ha mantenuto l'integrità". Emblematico è il caso del Ced, la potente struttura di elaborazione dati Alitalia, fra le più grandi del Centro Italia, che avrebbe potuto lavorare anche per conto terzi,

ROMA - Le parole di Padoa-Schioppa arrivano a metà pomeriggio e suggellano, con l’ ( da "Messaggero, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: italiana per acquisire Alitalia, magari con l'iniezione dei figli. L'avvertimento del ministro del Tesoro è dettato, con una nota, a metà pomeriggio, quando il Cavaliere ha già avuto un colloquio telefonico con il premier Romano Prodi, sostenendo che la proposta di Air France è "arrogante, irrecevibile, inaccettabile" ed ha rinnovato l'appello agli imprenditori italiani per evitare "

La Sea va avanti con il ricorso da 1,25 miliardi ( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: azione giudiziale promossa contro Alitalia è un atto dovuto a tutela dell'integrità dell'azienda, dei lavoratori e degli azionisti". Bonomi non ha invece voluto commentare le parole del candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi, che mercoledì sera aveva parlato di una cordata italiana pronta ad acquistare Alitalia: "Se ci sarà la cordata - si è limitato a dire -

La svolta imposta da Silvio Berlusconi alla complessa ( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per la vendita di Alitalia è indicativa del fatto che il leader del PdL si sente già con un piede dentro Palazzo Chigi. Ora però il dado è tratto, nel senso che la trattativa con i francesi non può che risultarne fortemente condizionata. Proviamo per un momento ad uscire dal bailamme di dichiarazioni sul tema, che viene inevitabilmente generato dalla campagna elettorale in corso.

Il governo: I tempi sono stretti Chi vuole Alitalia si faccia avanti ( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ipotesi di commissariamento Il governo: "I tempi sono stretti Chi vuole Alitalia si faccia avanti" Giovanni Lombardo g.lombardo@iltempo.it Il governo invita eventuali nuovi pretendenti per Alitalia a farsi avanti in fretta e con offerte concrete, mentre i sindacati chiedono tempo e si preparano a un nuovo round con Air France-Klm.

Rimbalza StM, scivola Impregilo ( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha proseguito il rimbalzo Alitalia, terminata con un prezzo di riferimento di 0,3459 euro, l'11,94% in più rispetto alla vigilia. Performance meno eclatanti, invece, per altri valori primari. StMicroelectronics, per esempio, ha messo a segno un rialzo del 2,28% risollevandosi così dai minimi annuali.

Finmeccanica: <Le crisi? Superate con i sacrifici> ( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che ha confermato la vocazione internazionale del colosso pubblico per la difesa. Rispondendo a una domanda su Alitalia, il presidente ha detto che anche Finmeccanica nella sua storia ha attraversato fasi difficili e che in questi momenti "bisogna sacrificare posti di lavoro per garantire la sopravvivenza".

Fini spiega Silvio: Non è a favore di AirOne ( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Gianfranco Fini è sceso in campo per spiegare il Berlusconi pensiero sull'Alitalia. "Non si è pronunciato a favore della cordata di Air One. Berlusconi - ha chiarito il leader di An - ha detto una cosa più che giusta: possibile che la proposta di Air France, che è considerata negativa da Confindustria, sindacati e molti analisti, sia l'unica?

I tecnici studiano il ricorso alla legge Marzano ( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: tecnici studiano il ricorso alla legge Marzano Potrebbe essere la Legge Marzano (quella usata nel caso Parmalat) lo sbocco per Alitalia in caso di fallimento del negoziato con Air France-Klm. Quindi, il passaggio attraverso le strette maglie di un'amministrazione straordinaria: 180 giorni di tempo per una possibile ristrutturazione guidata da un commissario nominato dal ministro.

Passera frena: Senza informazioni nessuna offerta ( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ora che Berlusconi ha riaperto il dossier Alitalia anche chi era rimasto ai margini, come la banca Intesa San Paolo guidata da Corrado Passera, è nuovamente tirato dentro al gioco. In attesa però di capire quali siano gli sviluppi del dosier Passera preferisce non sbilanciarsi. Per ora dunque quasi un no comment: "Riguardo ad Alitalia per Intesa Sanpaolo non c'è niente sul tavolo"

Da noi, purtroppo, non è così, anzi questo è un problema tipico: troppo spess ( da "Messaggero, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: come insegna proprio il caso Alitalia, di tutto c'è bisogno, meno che di far diventare le scelte economiche ed imprenditoriali delle scelte politiche. Naturalmente possiamo cercare di suonare le corde più diverse: l'orgoglio nazionale, quello egoistico del Nord contro il Sud, quello pseudo-solidaristico della difesa dell'occupazione,

Alitalia, la parabola dei nostri mali ( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pressappochismo e scaricabarile poi: si confondono due problemi distinti, Alitalia e Malpensa, e chi ha creato il secondo ne scarica ad Alitalia la colpa, alimentando il polverone. Malpensa soffre dei collegamenti ferroviari scadenti e del proliferare di aeroporti padani: per questo i clienti preferiscono partire da Linate o da Torino.

ROMA Enrico Boselli, candidato premier dei socialisti, è convinto che superare l'ostacolo ( da "Messaggero, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia invitandolo a non raccontare barzellette. Certamente Veltroni ha scelto la strada di tentare di cancellare i socialisti dalla vita politica italiana. Questo è chiarissimo e per questo siamo molto netti con lui. Ma più che altro il leader Pd ha imboccato la strada che condurrà la sinistra alla più dura sconfitta della sua storia.

Fini: An sciolta nel Pdl? Prima programma comune ( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I messaggi online toccano argomenti caldi, Alitalia su tutti. Ma con la campagna elettorale che preme, Fini non può non posare lo sguardo sugli avversari che si troverà di fronte alle urne. Casini che l'ha definito un "replicante "?: "Fa propaganda. Se vinciamo noi, lui sarà all'opposizione ".

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 64 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo Piano Alitalia, il governo preme Da mercoledì Silvio Berlusconi parla di una "cordata di imprenditori italiani", di cui potrebbero far parte i suoi figli ("se fosse necessario") e che potrebbe rilevare l'Alitalia "sotto la regia di Air One", scongiurando la cessione ad Air France.

La situazione di Alitalia si fa sempre più complicata. Qual ( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: può e se davvero vuole acquistare Alitalia. Le chiacchiere stanno a zero, se davvero esiste una cordata italiana disposta a rilevare Alitalia è il momento che si faccia avanti, perché sono rimaste poche ore a disposizione per salvare la compagnia. Su Alitalia bisogna fare chiarezza: tutte le ipotesi avanzate in questi ultimi giorni il governo Prodi le aveva già valutate mesi fa.

Oggi finisce la Lega Ha tradito il nord ( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. La compagnia di bandiera veniva percepita come un'azienda inefficiente, incredibilmente costosa e a conti fatti inutile. Il mercato dei trasporti aerei offriva molte e valide alternative al gruppo italiano, i cui bilanci in fragorosa perdita venivano sistematicamente rimessi in sesto con iniezioni di denaro pubblico.

Accelerazione su infrastrutture, grandi opere e parcheggi; ( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma Rutelli ha anche parlato della crisi Alitalia (invitando Berlusconi a uscire allo scoperto) e della situazione politica. All'incontro hanno partecipato Giuseppe Sanzotta, Roberto Arditti, Alessandro Usai, Fabrizio Dell'Orefice, Alberto Di Majo, Daniele Di Mario, Susanna Novelli e Federico Vincenzoni.

LA FRETTA DI CHIUDERE PRIMA DEL VOTO ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dal momento che Alitalia non è un mostro mangiasoldi da ieri ma da sempre e le spiegazioni di Padoa-Schioppa che vuole correre per archiviare il caso Alitalia non convincono. A che titolo decidere alla vigilia di un voto, le cui previsioni dicono che questo ministro e questo Governo hanno in tasca un biglietto di sola andata?

Di CORRADO DRAGOTTO - MILANO - INDIETRO non si torna. Almeno per ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: straordinaria ieri nella palazzina direzionale di Linate con un ordine del giorno monotematico ("Comunicazioni su situazione Alitalia"), ha concesso carta bianca a Giuseppe Bonomi pure riguardo alla richiesta di danni (1,2 miliardi di euro) già contestata ad Alitalia per la smobilitazione da Malpensa. "Alla luce dell'evoluzione della procedura di vendita dell'ex compagnia di bandiera ?

ROMA - I LEADER di Cgil e Cisl chiedono che la decisione finale sul futuro ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: hanno sottolineato con fermezza dopo oltre tre ore e mezzo di faccia a faccia con il presidente di Alitalia Maurizio Prato. E serve subito, incalzano, il prestito-ponte da 300 milioni del Tesoro, per dare fiato alle casse vuote di Alitalia, e avere così più tempo per trattare. Una soluzione per spazzare via dal tavolo di confronto "il ricatto" dell'imminente rischio fallimento.

Alitalia, un prestito ponte per una cordata italiana Berlusconi telefona a Prodi. Padoa-Schioppa: tempi strettissimi ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 21-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Alitalia, un prestito ponte per una cordata italiana" Berlusconi telefona a Prodi. Padoa-Schioppa: tempi strettissimi di NUCCIO NATOLI ? ROMA ? "UN PRESTITO ponte" per riaprire la partita Alitalia. Lo ha chiesto Berlusconi con una telefonata a Prodi.

Ma Passera si chiama fuori ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 21-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: SU ALITALIA "non c'è nulla sul tavolo". Lo ha detto l'ad di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera. "A fine dicembre siamo stati esclusi dalla gara e da tre mesi non prendiamo parte ad alcuna trattativa" ha spiegato, aggiungendo che "noi non investiamo solo perché qualcuno ci chiama.

ROMA - POTREBBE ESSERE una ristrutturazione prevista dalla Legge M ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 21-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: una ristrutturazione prevista dalla Legge Marzano lo sbocco per Alitalia in caso di fallimento dei negoziati con Air France-Klm. Quindi, il passaggio attraverso le strette maglie di un'amministrazione straordinaria. Il decreto 347 del 2003 noto come Legge Marzano, viene applicato nel caso di impresa insolvente con almeno 500 dipendenti, debiti non inferiori a 300 milioni di euro.

A bassa quota ( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: con la linea delle privatizzazioni che (per l'Alitalia ad esempio) non si realizzano e così è nato il mostro Alitalia per il 49,9 per cento pubblica e per il 50,1 per cento di un po di privati e presunti tali: ci sono molti dirigenti Alitalia e pubblici che sono diventati amministratori delegati di settori Alitalia prima esternalizzati e poi privatizzati.

Il volo utile ( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Silvio Berlusconi insiste: pronta una misteriosa "cordata italiana per l'acquisto di Alitalia", e chiede al governo un "prestito ponte" per superare l'ultimatum di Air France. Banca Intesa nega un suo coinvolgimento nell'ipotetica impresa berlusconiana. Padoa Schioppa chiede di fare presto, i sindacati di rinviare tutto al dopo-13 aprile.

Sabena-Swissair, un brutto incontro ( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: proprio come potrebbe succedere oggi per Alitalia. E Sabena, proprio come Alitalia, versava dalla metà degli anni '80 in un profondo stato di crisi. Dopo vari flirt europei, nel 1995 bussa alla porta del governo belga Swissair, un brutto incontro. Gli elvetici comprano il 49,5% della società, ma lo Stato concede loro il controllo.

Precari, alte competenze e resti clientelari Viaggio all'interno del centro direzionale ( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La sede centrale di Alitalia, sulla collinetta lungo la Magliana Vecchia, è un complesso immobiliare che al momento potrebbe valere quasi più dell'intera compagnia, stando alle quotazioni di borsa. E uno dei paradossi orrendi di questa vicenda. Fuori stazionano le troupe televisive, dai cancelli sciamano lavoratori, delegati.

Il fallimento di Alitalia è peggio di Air France. Salviamo il salvabile ( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il fallimento di Alitalia è peggio di Air France. Salviamo il salvabile" Francesco Paternò Claudio Burlando, presidente della regione Liguria, è stato ministro dei trasporti nel primo governo Prodi, quando nel 1997 l'Alitalia guidata da Domenico Cempella cominciò le trattative con l'olandese Klm partendo da un bilancio in nero della compagnia,

Soccorso sociale ( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: eventuale vendita di Alitalia ad Air France, alle condizioni esposte da Spinetta nei giorni scorsi, porrebbe un serio problema di ricollocazione di lavoratori (almeno 2.100) che gravitano prevalentemente nell'area di Roma. Le istituzioni locali, già da tempo abituate a doversi far carico dei fallimenti della "esternalizzaioni" promosse dalla compagnia di bandiera (

Ho la cordata, servono i soldi ( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Entro marzo Berlusconi fa campagna elettorale con Alitalia. "Serve un prestito ponte del governo, Banca Intesa e investitori seguiranno" Andrea Fabozzi Roma Al mattino Silvio Berlusconi rilancia la "cordata di imprenditori italiani" radunati intorno a Banca Intesa per contendere Alitalia ad AirFrance-Klm.

Alitalia, un prestito-ponte per ragionare ( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La vertenza Alitalia è sempre più intricata. Il ministro Padoa Schioppa si impunta: no al prestito ponte richiesto dalla compagnia, sull'orlo del fallimento. Air France dà tempo fino al 31 marzo, altrimenti abbandona tutto Francesco Piccioni C'è una sola trattativa.

Af-Klm, matrimonio di convenienza ( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Il gruppo Air France-Klm è controllato da interessi francesi. Il presidente è, fin dalla fusione, sempre il francese Jean-Cyril Spinetta. All'epoca della fusione, Air France si era alleata con una compagnia che perdeva dei soldi. Allora, i sindacati si erano interrogati sull'interesse che avesse la prima compagnia in Europa a fondersi con la quarta in ordine di importanza

CHIUSURA in calo per Piazza Affari che non ha beneficiato, a differenza delle principali Bor ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 21-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Fra le blue chip in evidenza Alitalia che dopo il +14% di mercoledì ha guadagnato il 13,26% a 0,35 euro con scambi pari al 3,14% del capitale. Denaro su Ubi Banca (+1,48%), Bulgari (+1,39%), Fiat (+1,27%), Mediaset (+1,1%) e Finmceccanica (+1%). In fondo al listino invece Impregilo (-6,94%), le utilities Snam RG (-5,9%), Terna (-4,

Berlusconi chiede a Prodi un prestito Ponte di 300 mln ( da "Campanile, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Prodi ha risposto che la possibilità di un prestito ponte per Alitalia è vincolata, da parte di Bruxelles, al fatto che un'offerta ulteriore sia davvero concreta. Ma a proposito di prestiti ponte a inizio settimana l'Europa ha bloccato sul nascere qualsiasi ipotesi di passaggio di danaro pubblico all'azienda, considerato, per la legge Ue, come aiuto di Stato, sottolineando,

Alitalia, i sindacati puntano i piedi ( da "Campanile, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: amministratore delegato di Alitalia, Maurizio Prato, che all'indomani dell'incontro finito con un nulla di fatto tra le parti sociali e i due vertici della compagnia, ha pensato bene di convocare un nuovo incontro, al quale il presidente Spinetta, però, non ha partecipato, manifestando la volontà di rivedere i sindacati il 25.

Intesa smentisce Berlusconi ( da "Liberazione" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Su Alitalia "non c'è nulla sul tavolo", ha detto Passera. "Siamo esclusi da tre mesi - ha quindi ricordato il banchiere - il piano di AirOne per l'acquisto di Alitalia era basato su una conoscenza che probabilmente adesso è superata dagli eventi".

Nel 2004 il boss di Air France guidò la fusione con la Klm, piegando la resistenza dei sindacati Spinetta "il duro", fra Olanda e Italia ( da "Liberazione" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nel caso in cui l'acquisizione di Alitalia da parte di Air France-Klm andasse in porto, Spinetta diventerebbe il presidente del nuovo colosso. Il sessantacinquenne parigino di chiare origine italiane, che già è stato consigliere di Alitalia, diventerebbe il capo della (ex?) compagnia di bandiere italiana.

L'attività è in crescita più che in Francia ma perde perché è malgestita, con aerei (MD11) inadeguati A Parigi fanno gola le merci italiane Pagano i 1300 lavoratori del Cargo ( da "Liberazione" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la società che gestisce l'attività Cargo per conto di Alitalia. Gli altri 330 sono alle dipendenze delle due cooperative che ruotano intorno a questo servizio, la Corsica e la Riz. Il contratto di Alha con Alitalia scade entro il 2009: a differenza della Sea, gestore dell'aeroporto di Malpensa, non potrà nemmeno chiedere i danni.

Il Cavaliere fa girare l'Elica ( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa il destino di alitalia/2 Il Cavaliere fa girare l'Elica "Ho parlato di Alitalia con Prodi e ho chiesto che faccia un prestito ponte in grado di far partire la cordata degli imprenditori italiani. Mi ha spiegato che tale possibilità è vincolata dalle regole europee al fatto che ci sia poi un'offerta concreta".

La svolta imposta da Silvio Berlusconi alla complessa ( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per la vendita di Alitalia è indicativa del fatto che il leader del PdL si sente già con un piede dentro Palazzo Chigi. Ora però il dado è tratto, nel senso che la trattativa con i francesi non può che risultarne fortemente condizionata. Proviamo per un momento ad uscire dal bailamme di dichiarazioni sul tema, che viene inevitabilmente generato dalla campagna elettorale in corso.

Il governo: I tempi sono stretti. Chi vuole Alitalia si faccia avanti ( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa il destino di alitalia Il governo: "I tempi sono stretti. Chi vuole Alitalia si faccia avanti" Il governo invita eventuali nuovi pretendenti per Alitalia a farsi avanti in fretta e con offerte concrete, mentre i sindacati chiedono tempo e si preparano a un nuovo round con Air France-Klm.

Tremila in piazza per Walter Veltroni ( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Una polemica su Alitalia: "I nostri avversari parlano con leggerezza di una vicenda in cui sono in gioco migliaia di posti di lavoro". Poi un messaggio di politica estera, riferito alle bandiere del Tibet che ondeggiano sotto il palco: "La grandezza di un Paese non si misura solo con il prodotto interno lordo.

Alitalia, Prodi sfida Berlusconi ( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: offerta vera altrimenti salta tutto Alitalia, Prodi sfida Berlusconi E Spinetta avverte: si chiude entro marzo o Air France si tira fuori Sui destini di Alitalia, dopo l'offerta ultimativa di Air France, è scontro tra Berlusconi e Prodi. Il Cavaliere ha parlato di una "cordata italiana" in alternativa all'acquisizione franco-olandese, ma l'ad di Intesa Sanpaolo,

IL PARTITO POPULISTA ( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Bruni IL PARTITO POPULISTA Le brutte storie intrecciate di Alitalia e Malpensa durano da tanti anni e diversi governi. Forse persino la Commissione europea fu incauta quando offrì sostegno al progetto di un aeroporto senza sufficienti garanzie di efficienza e adeguati collegamenti. I politici, nazionali e locali, e i sindacati, hanno lasciato crescere esponenzialmente il problema.

L'avviso a Fintecna Attenzione a Alitalia servizi ( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: predisposto da Alitalia determinerà sul complessivo sistema dei rapporti contrattuali intercorrenti tra Fintecna, Alitalia e Alitalia Servizi". Intanto la Consob La Consob ha avviato un'attenta analisi sull'andamento del titolo Alitalia in Borsa. In particolare, riferiscono fonti vicine alla commissione, sotto la lente è finita la forte volatilità registrata nelle ultime sedute"

Berlusconi: serve un prestito statale ( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dal Tesoro per spostare la soluzione del rebus Alitalia. Il primo chiede tempo per costruire un Piano alternativo tricolore, i secondi eventualmente per trattare al meglio con Parigi. Tesoro e Palazzo Chigi rispondono picche: "Chi è interessato ad Alitalia venga allo scoperto in fretta. Con atti formali e concreti", perché i tempi per evitare il fallimento "sono ormai strettissimi"

Nessun altro all'orizzonte Maurizio Prato ( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Maurizio Prato Amministratore delegato Alitalia Gianni Letta ha ripreso in mano le redini appena in tempo: il "colpo gobbo" del Cavaliere su Alitalia rischiava di trasformarsi nel "colpo goffo", un boomerang. L'altra notte, lasciando lievemente euforico la festa di compleanno del leghista Maroni, Berlusconi aveva al suo solito esagerato.

Pan Am, Swissair e Sabena firme del cielo morte e risorte ( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Swissair e Sabena firme del cielo morte e risorte Potrebbe essere la Legge Marzano lo sbocco per Alitalia in caso di fallimento del negoziato con Air France-Klm. Quindi, il passaggio attraverso le strette maglie di un'amministrazione straordinaria. Il raffronto corre verso altri casi di fallimenti dei cieli, come la svizzera Swissair e la belga Sabena per restare in Europa.

Mediobanca L'istituto guidato da Cesare Geronzi (foto) rimane freddo. Mediobanca in queste s ( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ettimane ha tenuto rapporti con Alitalia come tutte le banche d'affari ma non per ora ha alcuna intenzione di lanciarsi nella vicenda con un ruolo più attivo.

Mediobanca Piazzetta Cuccia tiene i rapporti ma non ha intenzione di lanciarsi con un ruolo attivo ( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA Mediobanca Piazzetta Cuccia tiene i rapporti ma non ha intenzione di lanciarsi con un ruolo attivo IL FRONTE DEL NORD.

"La par condicio ci stritola non resta che la musica" ( da "Stampa, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: scenario perfetto per parlare di Alitalia e Malpensa. "La situazione - spiega Taranto - è molto diversa rispetto agli ultimi anni. Questa scenografia ci dà il vantaggio di poter parlare di un tema così attuale come Alitalia e Malpensa e poi l'aeroporto è un posto dove ci può essere pubblico e dove puoi incontrare i vip".

La mutazione genetica della politica italiana ( da "Voce d'Italia, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: chiunque diventerà premier venderà l'Alitalia a Klm-Air France. Entrambi hanno rinunciato alla difesa dei diritti civili, per non alienarsi i voti dei cattolici (verrebbe da domandarsi che fine hanno fatto i Pacs-Dico-Cus). Ma non erano i Ds, ad aver promosso nel 2004, insieme ai Radicali, il referendum sulla procreazione assistita?

Berlusconi: "Mi impegno io, quindi si fa" ( da "Quotidiano.net" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: cellulare Giochi Homepage Annunci Auto e Moto Case Lavoro Personali Per la casa Sport - Vacanze Telefonia - Informatica Varie Annunci legali CRISI ALITALIA Berlusconi: "Mi impegno io, quindi si fa" Uscendo da palazzo Grazioli, il leader del Pdl conferma la sua ipotesi per una cordata italiana per acquistare la compagnia di bandiera. "Le condizioni poste da Air France sono irricevibili".

ALITALIA, FRENO AL PIANO BERLUSCONI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: si decida dopo le elezioni Alitalia, freno al piano Berlusconi Il leader Pdl insiste: "C'è una cordata italiana con Banca Intesa". Passera smentisce Il ministero del Tesoro: tempi stretti per un'altra offerta. E la Sea va avanti con il ricorso "Chi è interessato ad Alitalia venga allo scoperto al più presto ma con atti formali e concreti perché i tempi sono ormai strettissimi"

Alitalia, chi ci butta due lire? ( da "Opinione, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: improvvisate di notte dopo un anno e mezzo che è in corso la vicenda Alitalia". Difficile dargli torto visto che, almeno ufficialmente, nessuno si è fatto realmente avanti con i vertici della compagnia di bandiera. Come è difficile dare torto al ministro quando dice che "Alitalia non costa ad Air France 138 milioni ma circa tre miliardi nell insieme se si considera un debito di 1.

Anche Passera si tira indietro ( da "Opinione, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: appello lanciato da Silvio Berlusconi per salvare Alitalia prima che finisca in mano ai cugini d'oltralpe, è stato accolto da un silenzio assordante. Non si è registrato un solo imprenditore, industriale, finanziere che abbia raccolto il grido di dolore del candidato premier del Pdl Neppure uno dei suoi figli si è sognato di dargli retta.

Malpensa, il nord se la vuole riprendere ( da "Opinione, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è stata causa di danno per Malpensa e quindi dovrà pagare. Le cose sono più chiare poiché ora il destino di Alitalia, persino il suo fallimento, è definitivamente separato da quello di Malpensa e, francamente,ha fatto davvero ridere l'inquilina di Malindi Giovanna Meandri del partito Democratico disquisire a Porta a Porta su un argomento di cui è evidente che,

La bugia di Spinetta: lo scalo di Fiumicino non può essere Hub ( da "Opinione, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: uno per appianare i debiti, uno per rilanciare la compagnia, Alitalia entro il 2010-2011 avrà una redditività pari a quella delle migliori compagnie europee. Ed è normale che le condizioni le detti chi si trova in posizione privilegiata nella trattativa. Solo che Spinetta ha provato anche a mischiare un po le carte.

Intervista a BERNABO' BOCCA / Non ci serve una compagnia di bandiera ( da "Opinione, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Se Spinetta si permette di usare toni perentori con i sindacati è proprio perché sa di essere l'unico in grado di comprare Alitalia. Veniamo a Malpensa. Deve restare un hub come è oggi, o se ne può fare a meno? Io credo che non si debbano intrecciare le sorti di Alitalia con quelle di Malpensa. Alitalia deve trovare una sua strada per diventare efficiente e meno costosa.

Un segnale di ottimismo ( da "Opinione, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008 Borsa e Alitalia Un segnale di ottimismo di Arturo Diaconale Ma è veramente credibile l'ipotesi lanciata da Silvio Berlusconi di una cordata italiana in grado di salvare Alitalia? Il governo, i dirigenti della Compagnia di Bandiera, i commentatori economici e politici dei grandi giornali oltre, naturalmente, gli avversari del Cavaliere nella campagna elettorale in corso,

Il ritorno di Don Salvatore nel patto ( da "Opinione, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ormai non più soppessibbili come dimostra la vicenda Alitalia-Malpensa, di quella parte del paese che, da sola, mantiene la metà del medesimo, pagando le tasse, esportando l'esportabile, riciclando i rifiuti. Insieme a Via Solferino di questa realtà non si è accorto anche chi lavora in Corso Sempione, dove c'è la filiale meneghino-lombarda del Cavallo morente.

Nei Tg Veltroni precede Berlusconi ( da "Opinione, L'" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008 Nei Tg Veltroni precede Berlusconi di Christian Saragoni La discussa trattativa Alitalia-Air France sale alla ribalta della cronaca, ottenendo ampio spazio nelle scalette dei notiziari nazionali. Sono molti i personaggi, soprattutto appartenenti al mondo della politica, che intervengono sulla possibile vendita della nostra compagnia di bandiera agli acquirenti francesi.

Berlusconi: "O si fa Alitalia o si muore Mi impegno io, la cordata italiana si fa" ( da "Quotidiano.net" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: italiani che ritengono come me che non si possa essere colonizzati e quindi bisogna fare Alitalia perchè qui o si fa Alitalia o si muore". Il leader del Pdl ha spiegato: "Sono stato in disparte fino a oggi. Ho lasciato fare a questo governo che ha fatto il peggio possibile: ha escluso dalla possibilità di conoscere i dati su Alitalia tutti coloro che potevano avere un interesse".

VELTRONI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Pdl spaccato" " Su Alitalia la destra è divisa". Lo sottolinea il segretario Pd: " Il Cavaliere è contrario ad Air France, Fini qualche giorno fa si era detto favorevole. Sono divisi su tutto".

Alitalia, ultimatum Air France adesso o mai piu' ( da "Voce d'Italia, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia, ultimatum Air France: adesso o mai piu La compagnia franco-olandese insiste per "i risanamenti necessari" Parigi, 21 mar. - "Bisogna che questo piano sia accettato o rifiutato, ma adesso e non tra due mesi o un mese". Così da Parigi il direttore commerciale di Air-France Klm, Christian Boireau,

La campagna elettorale? Noiosa e stantia ( da "Avanti!" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia non si capisce da che parte voli, la spesa costa sempre di più e le crisi economica si avvicina. Io un dubbio ce l'ho: siamo sicuri che i due principali competitor vogliano veramente vincere? Siamo sicuri che ci sia qualcuno disposto a prendersi la responsabilità dell'immane sfacelo cui il Paese sta andando incontro?

Berlusconi cordata per acquistare Alitalia pronta in pochi giorni ( da "Voce d'Italia, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è una cordata alternativa ad Air France per Alitalia si manifesti, ma rapidamente". L'appello viene lanciato poco dopo che Berlusconi ha confermato il suo impegno a costituire un gruppo italiano per la compagnia. Conclude Veltroni: "Bisogna evitare di mettere Alitalia nel tritacarne" ha detto "e che ci sia una cordata che dopo le elezioni non c'è più".

Berlusconi: cordata per acquistare Alitalia pronta in pochi giorni ( da "Voce d'Italia, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è una cordata alternativa ad Air France per Alitalia si manifesti, ma rapidamente". L'appello viene lanciato poco dopo che Berlusconi ha confermato il suo impegno a costituire un gruppo italiano per la compagnia. Conclude Veltroni: "Bisogna evitare di mettere Alitalia nel tritacarne" ha detto "e che ci sia una cordata che dopo le elezioni non c'è più".

Veltroni: "Cordata esca fuori in 48 ore" Berlusconi: "Servono 3-4 settimane" ( da "Quotidiano.net" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: italiani che ritengono come me che non si possa essere colonizzati e quindi bisogna fare Alitalia perchè qui o si fa Alitalia o si muore". Il leader del Pdl ha spiegato: "Sono stato in disparte fino a oggi. Ho lasciato fare a questo governo che ha fatto il peggio possibile: ha escluso dalla possibilità di conoscere i dati su Alitalia tutti coloro che potevano avere un interesse".

Veltroni: "Cordata esca fuori in 48 ore" Berlusconi: "Servono 3-4 settimane" ( da "Quotidiano.net" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: italiani che ritengono come me che non si possa essere colonizzati e quindi bisogna fare Alitalia perchè qui o si fa Alitalia o si muore". Il leader del Pdl ha spiegato: "Sono stato in disparte fino a oggi. Ho lasciato fare a questo governo che ha fatto il peggio possibile: ha escluso dalla possibilità di conoscere i dati su Alitalia tutti coloro che potevano avere un interesse".

Come se stesse al governo: promette, rinvia, si discolpa ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 21-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per Alitalia la cordata c'è ma non può uscire adesso" One man show. Su Alitalia un Silvio Berlusconi senza freni inizia dalla mattinata a dichiarare a raffica. All'indirizzo di Air France ammonisce: il prossimo presidente del consiglio (la vittoria se l'è già assegnata prima ancora delle elezioni) dirà no all'opposizione.


Articoli

Berlusconi fa già danni e fa saltare la trattativa Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Spinetta conferma il piano e chiede garanzie alla politica. La destra gli risponde no Berlusconi fa già danni e fa saltare la trattativa Alitalia Chiude le porte in faccia ad Air France e spalanca quelle del fallimento Silvio Berlusconi chiama gli imprenditori italiani alla guerra santa contro l'invasore francese, spalancando per Alitalia le porte del commissariamento. Al termine di una giornata convulsa nel corso della quale il numero uno di Air France Spinetta ha precisato che i margini della trattativa sono inesistenti e che oltre al sì dei sindacati l'operazione deve avere il consenso di questo e del prossimo governo, il candidato premier del Pdl chiude le porte in faccia ad Air France. "Mi auguro che si presenti un gruppo di imprenditori italiani coraggiosi ? ha detto Berlusconi ai microfoni del Tg5 bollando come irricevibile l'offerta Air France ? per evitare una fine così ingloriosa della nostra compagnia di bandiera". "Inutile dire così ? ribatte Prodi ? Se Berlusconi non è d'accordo trovi un'altra soluzione ". I sindacati, convocati di nuovo dall'Alitalia per stamattina, restano scettici, mentre Montezemolo parla di "una pessima immagine per il paese". Il leader del Pd Walter Veltroni ha auspicato che l'aeroporto di Malpensa sia il secondo hub italiano orientato alla clientela business.

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<Serve l'ok anche del prossimo governo> (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

IL CASO ALITALIA Per il presidente di Air France Spinetta non basta il consenso di Prodi e Tps "Serve l'ok anche del prossimo governo" Pressing dei francesi per concludere l'operazione mentre i sindacati, convocati per stamattina da Alitalia, restano critici. Veltroni: "Malpensa deve essere il secondo hub italiano". RAFFAELLA CASCIOLI Ci voleva un francese per far aprire gli occhi sull'Alitalia. Nello psicodramma collettivo, amplificato dalla campagna elettorale e dalle accuse reciproche sui rimpalli di responsabilità, nell'isterismo su Malpensa, nell'allarme dei sindacati per gli esuberi a quota 2.100, nelle divisioni all'interno dello stesso governo Prodi, nell'appello tragicomico di Berlusconi affinché si trovi un cavaliere bianco italiano per il salvataggio della compagnia di bandiera, ieri il presidente di Air France Jean-Cyril Spinetta ha detto chiaro e tondo che "i margini della trattativa sono inesistenti o piccolissimi". Il resto lo ha spiegato ai suoi colleghi in consiglio dei ministri il titolare dell'economia Tommaso Padoa-Schioppa che non ha escluso il rischio commissariamento. Mentre, infatti, metà della politica italiana è impegnata ad interrogarsi se le parole di Spinetta nascondano o meno un diktat e l'altra metà invece non vede alternative ad Air France, ieri Spinetta (ricevuto insieme al numero uno di Alitalia Maurizio Prato a palazzo Chigi) ha precisato le condizioni della trattativa, con qualche novità in più. In primo luogo, resta fondamentale il via libera dei sindacati entro il 31 marzo e, a tal proposito, i rappresentanti delle 9 sigle sono stati riconvocati per domani mattina da Alitalia dopo la riunione fiume di martedì conclusasi con un nulla di fatto. Sul tavolo, unica concessione di Spinetta, è la moratoria di due anni per il cargo. "La chiusura ? ha dichiarato ? sarebbe una soluzione più logica ma ho proposto una moratoria di due anni con la riduzione di tre aerei tra il 2008 e il 2010, lasciando così il tempo di trovare soluzioni adeguate dal punto di vista sociale ed economico. Accettiamo ? ha precisato ? anche la perdita di parecchie decine di milioni l'anno con questa moratoria". Ma su Malpensa è categorico: "Ho incontrato Formigoni e Bonomi e volentieri avrei voluto cedere alla richiesta se non ci fossero perdite". Detto questo però senza un accordo maggioritario con le organizzazioni sindacali Air France getterà la spugna.Poi Spinetta ha spiegato che l'operazione si potrà concludere solo "cercando il consenso sia di questo che del prossimo governo. In questo settore, nessuna operazione di questo tipo si può fare in modo ostile e contro un governo". A giustificarlo sono i tempi dell'intera acquisizione: poiché occorre attendere il via libera dell'antitrust Ue l'eventuale lancio dell'offerta di Air France su Alitalia "non potrà avvenire prima di metà maggio. A quel punto ci sarà un nuovo governo in Italia e dovrà pronunciarsi per dire se conferirà il 49,9% delle azioni di Alitalia detenuto dal tesoro". Spinetta spiega che non c'è alcun dicktat. "Quando ho incontrato i sindacati ho detto che non ero venuto per acquistarla, ma per verificare se fosse possibile insieme ad Alitalia creare un leader europeo a vocazione mondiale". Poi, una considerazione: il prezzo dell'offerta di Air France è stato inferiore a quello della proposta non vincolante a causa del peggioramento dei conti di Alitalia e per l'aumento del prezzo del petrolio. È toccato al ministro Chiti spiegare che nel governo c'è grandissima preoccupazione: "È evidente che in questa situazione c'è il rischio che si vada al commissariamento o all'amministrazione straordinaria di Alitalia". Se dall'Europa il commissario ai trasporti Barrot fa sapere che l'eventuale prestito-ponte di 300 milioni di euro richiesto al Tesoro da Air France dovrà essere notificato alla Commissione europea, i sindacati italiani al momento restano scettici. Per il segretario della Cgil Epifani tocca ad Air France fare la prima mossa, mentre per il numero uno della Cisl Bonanni un eventuale fallimento di Alitalia sarebbe responsabilità di Prodi, non dei sindacati. Laconico il presidente di Confindustria Montezemolo: "Non da oggi il caso, purtroppo, è un pessimo segnale, una pessima immagine per il paese". Il titolo infine ieri è finito sulle montagne russe in borsa: dopo aver perso oltre il 30% ha recuperato chiudendo con un progresso di oltre il 14%. Sul fronte politico, il leader del Pd Walter Veltroni ha dichiarato che si deve "trovare una soluzione che limiti il più possibile l'impatto sociale e dobbiamo far decollare Malpensa, che deve riuscire a svilupparsi recuperando la sua funzione di hub italiano". E mentre Veltroni ribadisce che su Malpensa "tutti hanno fatto errori e le responsabilità sono molteplici ", in serata Berlusconi bolla come "irricevibile" la trattativa fatta solo con la compagnia di bandiera francese e auspica l'arrivo di un gruppo di imprenditori italiani coraggiosi: "Se esistono si devono fare avanti". Al leader del Pdl nessuno ha avuto finora il coraggio di spiegare che questo è un film già visto e che Air France appare al momento come l'ultima spiaggia.

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Senza Rutelli. Tornano i Coraggiosi, gli ultraliberal del Pd (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

MILANO   IN PLATEA AL DIBATTITO CON LANZILLOTTA, GENTILONI, CACCIARI E CHIAMPARINO I NEWCOMERS ICHINO E COLANINNO Senza Rutelli. Tornano i Coraggiosi, gli ultraliberal del Pd (gio.co.) Liberalizzare le rotte. Aprirsi al mercato. Sfidare la concorrenza. Il piatto di Alitalia è troppo caldo perché gli ultraliberali del Partito democratico se lo lascino scappare. E le parole che ripetono sono quelle. Ma a Milano, nel cuore del Nord produttivo alle prese con il caso Malpensa, i Coraggiosi del Pd non si limitano a presentare la ricetta per rilanciare l'hub milanese e nemmeno solo le "dieci idee per cambiare l'Italia", ormai diventate mainstream nel programma del Pd e nelle parole del suo leader Veltroni. No, a Milano, in un incontro organizzato da Glocus, il think tank creato dal ministro Linda Lanzillotta, aprono una sorta di fase due che dovrà sancire il passaggio dalle parole alle cose, dalla cultura politica alla politica tout court. "Alcune parole d'ordine come rischio, merito, responsabilità, valutazione sono state un tabù per molti anni nel centrosinistra ma ora non bastano più, anche perché sono diventate ormai patrimonio di tutto il partito, anche grazie al lavoro fatto da Glocus. Ora è il momento di produrre il cambiamento, di tradurre le buone idee in scelte, e di difenderle a fianco del nostro segretario. Noi saremo quelli che vigileremo" dice Lanzillotta che a Milano, con il ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni, ha radunato i sindaci Massimo Cacciari e Sergio Chiamparino, ma anche i newcomers nelle file del Pd Pietro Ichinoe Matteo Colaninno, e un bel po' di intelligenze, da Tiziano Treu a Innocenzo Cipolletta, da Maurizio Ferrera ad Alberto Martinelli. Spetta a Chiamparino chiarire a tutti che non si torna indietro. "Non vorrei che, nel caso vincesse le elezioni Berlusconi, sull'alta velocità anche il Pd diventasse No Tav, spero non si lasci fagocitare dagli spiriti animali e non cambi cavallo. Anche gli annunci sono importanti perché chiariscono le idee all'opinione pubblica, ma la politica è quella del fare". Cacciari ricorda che "senza partito anche le persone con buone idee sono solo anime belle. Il Pd dev'essere soprattutto un vero partito, che non si costruisce con gli slogan, gli spot elettorali, l'immagine, e nemmeno solo con candidature eccellenti come qualche imprenditore. Lo si è già fatto in passato ma non è stato sufficiente. Un partito lo si costruisce radicandolo nel territorio e organizzandolo. E bisogna fare presto perché ormai i tempi della politica e quelli della realtà sono in totale dissonanza". Il primato della politica, quindi, della lotta politica dentro il partito e dell'autonomia della politica da lobby e corporazioni. I Coraggiosi, orfani di Rutelli "tornato" al comune di Roma, voltano pagina. Dal dire al fare, dal produrre idee allo sporcarsi le mani con la politica. E se anche non si vincesse, gli ultrariformisti del Pd non leveranno il piede dall'acceleratore. "Perché in questa campagna elettorale è finalmente evidentea tutti ? dice Gentiloni ? dove sono i liberali e dove sono gli altri, da Tremonti a Bittarelli". Treu ricorda che le resistenze contro certe idee arriveranno dagli interessi organizzati: il Pd dovrà essere preparato. "La Cgil non ha fatto la svolta che ha fatto il Pd, non si è liberata delle componenti più radicali. E anche Confindustria, per esempio sulla sicurezza sul lavoro, si mostra molto resistente". Martinelli teme che le idee liberalsocialiste siano ancora minoranza anche dentro il Pd. "Non illudiamoci ". Ichino ribadisce l'importanza della separazione tra relazioni sindacali e mondo della politica, "mentre in Italia i due mondi si sono sempre marcati molto stretti e uno non si muoveva senza l'altro. Stabilire questa separazione vorrebbe dire voltare pagina rispetto alla logica del vecchio Pci". Che Chiamparino ricorda soprattutto per la sapiente "analisi della sconfitta elettorale, uno dei temi preferiti dopo le elezioni, ma non si può sempre perdere. Ora bisognerebbe vincere". Le premesse ci sono tutte, ma i sondaggi dicono il contrario. Le piazze piene in Piemonte, Lombardia e Veneto (che hanno commosso Colaninno) non si vedevano dai tempi migliori del Pci e di Berlinguer, ripetono un po' tutti quelli che allora c'erano, Chiamparino e Cacciari. A Torino, dove ha già vinto e stravinto, il primo promette di passare dal dire al fare, anche sul terreno insidioso dei servizi pubblici locali (ed è una notizia). "Nei prossimi tre anni voglio che si facciano le gare, anche se la riforma Lanzillotta non è passata e la legge non ci obbliga". Una sfida che sembra rivolta anche alla collega Moratti che in queste ore si preoccupa di proteggere Malpensa ad ogni costo, anche a rischio di far fallire la compagnia di bandiera. "Noi per Alitalia abbiamo già dato ? aggiunge Cacciari ? L'80 per cento del traffico che parte da Venezia transita da Francoforte o da Roma. Non abbiamo bisogno di Malpensa". Chiamparino è d'accordo. Il Nord non è tutto a Milano.

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Scommessa sul caos - massimo giannini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

SCOMMESSA SUL CAOS MASSIMO GIANNINI Il destino di una compagnia di bandiera, il lavoro di 18 mila persone, il servizio per 24 milioni di passeggeri. In cambio di un pugno di voti. è chiara a tutti la partita politica che si sta giocando sulle sorti di Alitalia. La disastrata azienda tricolore è diventata all'improvviso la madre di tutte le battaglie. SEGUE A PAGINA 31.

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Alitalia, stop a berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Cavaliere conferma il veto su Air France e chiede a Prodi un prestito ponte per salvare la compagnia Alitalia, stop a Berlusconi Banca Intesa: nessuna offerta. Il Tesoro: tempi rapidi ROMA - Silvio Berlusconi aveva annunciato un imminente sì del Cda di Banca Intesa per spalleggiare AirOne in una nuova offerta per Alitalia, ma Banca Intesa ha precisato di non essere interessata a fare alcuna offerta e di non averne nemmeno mai parlato nel Cda di ieri. Il Cavaliere conferma comunque il suo no ad Air France e chiede a Prodi un prestito ponte per salvare la compagnia di bandiera. Il Tesoro invece chiede tempi rapidi per la risoluzione della crisi. CILLIS, IEZZI, LIVINI E MARTINOTTI ALLE PAGINE 2, 3 E 4.

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Titolo impazzito, la consob si muove (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia In Borsa rialzo dell'11% con punte del 32%. Scambi anomali, l'Authority di Cardia attiva i controlli Titolo impazzito, la Consob si muove La Commissione ha chiesto di chiarire con rapidità le svolte nel negoziato ROMA - "Per Alitalia sarebbe auspicabile l'intervento di una cordata italiana piuttosto che la fusione con Air France" parole dell'agosto 2003 pronunciate dall'allora ministro Pietro Lunardi. Non è cambiato molto, né nei contenuti - anche allora la cordata italiana non si materializzò mai - né nella conseguenze sul titolo in borsa. Se Lunardi fece guadagnare e perdere il 15% alle azioni della Magliana in pochi giorni, le parole analoghe di Silvio Berlusconi hanno fatto scattare gli acquisti: +32% in poche ore fino al massimo di 0,4080 euro per poi sgonfiarsi sulle parole dell'ad di Intesa SanPaolo Corrado Passera, che ha raffreddato le attese per un possibile rientro in pista della cordata Air-One. La chiusura è arrivata a 0,3459 euro, in rialzo "solo" dell'11,94% in un giorno. La Consob ha avviato i controlli sugli scambi anomali di ieri, che però nel caso della compagnia di bandiera sono frequenti. Il caso Lunardi (esempio seguito poi da ministri di tutti i colori politici) fece chiedere al presidente della Consob, Lamberto Cardia, in una lettera al ministro dell'Economia, maggior accortezza nelle esternazioni. Richiamo seguito a sprazzi e con Alitalia a costituire l'eccezione più corposa. I controlli però, ricordano dalla Consob, non hanno finora mai fatto emergere irregolarità o "mani forti" che si arricchiscono speculando sui rumors o sulle parole in libertà dei politici. Si divertono, e rischiano, soprattutto day trader alla ricerca di scommesse. Occasioni che sicuramente aumenteranno perché se dai ministri si può chiedere un maggior rigore istituzionale, dai candidati in campagna elettorale è praticamente impossibile ottenere un silenzio attento ai tempi della finanza. L'unica difesa possibile secondo l'autorità è fornire il massimo grado di informazione per chiarire come Alitalia sia il più spericolato ottovolante di Piazza Affari. L'azienda è nella "lista nera" sin dal 2004, e pubblica ogni mese le disponibilità di cassa ed l'indebitamento. Negli ultimi giorni poi l'autorità di vigilanza ha chiesto di chiarire in tempi rapidi le "svolte" nella trattativa, come dimostra il flusso di comunicati (spesso a tarda notte) provenienti dalla Magliana. (l.i.).

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Berlusconi:"prestito ponte per dare alitalia ad airone" - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)

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Economia Berlusconi:"Prestito ponte per dare Alitalia ad AirOne" Intesa frena: offerta impossibile. Il Tesoro: tempi strettissimi Lo scontro Telefonata tra il leader del Pdl e il presidente del Consiglio LUCA IEZZI ROMA - Il presidente del Pdl, Silvio Berlusconi, insiste sull'esistenza di una cordata italiana pronta a subentrare ad Air France-Klm nell'acquisizione di Alitalia. Una posizione che non trova conferme ma che il Cavaliere ha ribadito in un colloquio telefonico al premier: "Di Alitalia ho parlato stamattina a Romano Prodi ed ho chiesto che faccia un prestito ponte in grado di far partire la cordata degli imprenditori italiani". Prodi ha spiegato che la strada non è percorribile: senza un'offerta concreta l'Europa boccerebbe ogni stanziamento come aiuto di Stato. Ma la giornata di ieri è stata caratterizzata, oltre che dalle nuove esternazioni di Berlusconi, anche dagli effetti tangibili di quelle andate in onda nella notte quando il Cavaliere aveva per la prima volta prefigurato la discesa in campo della cordata italiana per contrastare l'offerta di Air France: il titolo di Alitalia, infatti, ha registrato la seconda seduta consecutiva in deciso recupero (+11,94% a fine trattazioni). Le azioni della compagnia di bandiera, continuamente sospese per eccesso di rialzo, sono state trainate dalla speculazione che ha scommesso su un miglioramento dell'offerta da parte di Air France-Klm o, come indicato appunto da Berlusconi, sulla formalizzazione di una cordata italiana concorrente. In deciso rialzo, alla Borsa di Parigi, anche Air France (+6,86%). Visto che quella degli "imprenditori italiani" sembra la soluzione elettoralmente più gettonata, il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa sgombra il campo: "Chi è interessato ad Alitalia si faccia avanti con atti formali e offerte concrete altrimenti distrugge una possibilità di vendita anziché costruirne una nuova. I tempi, ormai strettissimi, sono dettati dalla condizione della compagnia e non possono dipendere dal calendario politico". Critico il ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani: "Sono allibito di fronte a cordate improvvisate di notte. Da un anno e mezzo abbiamo cercato in ogni modo per Alitalia offerte migliorative rispetto a quelle che sono oggi sul tavolo. Se ci sono vengano avanti, naturalmente con i soldi e con un progetto industriale. Per salvare Alitalia le parole non bastano". Ma il colpo più duro Berlusconi lo riceve dall'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo che insieme ad AirOne aveva presentato l'offerta concorrente: "Non c'è nulla sul tavolo. Il nostro progetto è superato dagli eventi, da tre mesi non abbiamo notizie sull'azienda. Noi non abbiamo mai investito perché qualcuno ci ha chiamato a farlo". Un dietrofront che però non basta a Berlusconi: "So inequivocabilmente che Banca Intesa non si è ritirata, chiede di fare la due diligence". In difficoltà anche Gianfranco Fini che nei giorni scorsi si era pronunciato per Air France: "Berlusconi ha detto una cosa più che giusta: possibile che la proposta di Air France, che è considerata negativa da Confindustria, sindacati e molti analisti, sia l'unica? Possibile che altri imprenditori italiani non siano in grado di fare un'offerta?". Aver rimesso in campo l'ipotesi alternative in realtà aumenta le possibilità che si arrivi al commissariamento e al fallimento. Il primo effetto è che i sindacati ora puntano a non rispettare la data del 31 marzo come termine ultimo per esprimere un giudizio sull'offerta francese: "Si trovi un modo per continuare l'attività di volo e poi si rimandi a dopo il voto le parte del confronto e la parte della decisione" chiede il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani.

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Berlusconi attacca veltroni sui comunisti - gianluca luzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)

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Berlusconi attacca Veltroni sui comunisti La replica:"Non rispondo, è in ritardo". E il Cavaliere scopre l'evasione fiscale Franceschini a Repubblica Tv: in caso di pareggio non è realistica la grande coalizione GIANLUCA LUZI ROMA - Berlusconi accusa Veltroni di avere messo nelle liste "tutta la vecchia nomenclatura comunista", ma il leader del Pd non cede alla polemica e replica: "Volete sapere cosa rispondo a queste parole arrivate con 14 anni di ritardo? Niente". Ma Berlusconi insiste: "Veltroni è un pensionato della politica, dal 2001 riceve la pensione. E' uno Zelig, è vuoto". Il leader del centrosinistra però non vuole scendere sul terreno della rissa: "Per quanto aspro e offensivo sarà il loro linguaggio nei prossimi giorni della campagna elettorale, io non risponderò". Berlusconi però vuole infiammare la campagna elettorale e per spiegare il motivo della mancata approvazione di alcuni provvedimenti del suo governo, arriva all'insulto: "Eravamo a fine legislatura e poi gli italiani hanno cambiato cavallo, o asino...". Ma il duello tv tra Berlusconi e Veltroni non è alle viste. Berlusconi non lo vuole e il ministro Gentiloni smentisce che la par condicio lo vieti: "E' assolutamente falso". In vista del forcing finale prima del voto Berlusconi intensifica gli attacchi all'avversario, anche se sulle promesse si mantiene molto prudente. Anzi addirittura mette le mani avanti su cosa potrà realizzare se vincerà le elezioni perché "la crisi economica è peggiore di quella dell'11 settembre". E, a sorpresa, scopre in piena campagna elettorale che esistono gli evasori fiscali. Il Cavaliere, dopo aver fatto tardi al compleanno di Maroni e aver terremotato la vicenda Alitalia con lo stop alla trattativa con Air France, fa lo slalom elettorale a Roma tra le cooperative ("quelle vere, non quelle rosse su cui vigileremo anche con le leggi") e l'associazione degli invalidi del lavoro. Le parole del leader del Pdl non si prestano ad equivoci. "Certi lavoratori autonomi, imprenditori e chi opera nella finanza, a volte presentano dichiarazioni dei redditi che sono scandali veri e propri", di conseguenza "l'evasione fiscale è davvero incredibile, si dice sia tre volte quella degli altri Paesi", quindi occorrono accertamenti della Finanza, "ma chiameremo alla collaborazione anche i Comuni, che quando vedono dichiarazioni dei redditi non congrue allo stile di vita delle famiglie devono poter intervenire". Anche ieri Berlusconi non ha promesso miracoli. Anzi, ha avvertito che una volta tornato a Palazzo Chigi - cosa di cui si dice sicuro: "Abbiamo sempre 9-10 punti di vantaggio su Veltroni e un margine di venti senatori" - "penso che arriveremo a deludere le attese, consapevoli che ci troviamo di fronte a una situazione molto difficile, perché viviamo tempi peggiori di quelli vissuti l'11 settembre 2001". Poi c'è "l'eredità". "Non posso paragonarmi a Gesù Cristo per dire che dovrò bere l'amaro calice, ma devo dire che la prospettiva di prendere in mano il governo dopo i disastri della sinistra mi spaventa molto". Incurante del monito di Napolitano, anche ieri Berlusconi ha fatto appello al "voto utile" cioè a non votare per l'Udc, con una previsione infausta per Casini: "L'Udc potrebbe prendere solo un senatore. Forse nelle Marche. Assolutamente no" in Campania. Ma Casini risponde che "la nostra strategia è di superare l'8 per cento in alcune regioni tra cui il Veneto". E mentre l'ipotesi del pareggio resta sullo sfondo di queste elezioni, il numero due del Pd Franceschini ricorda a Repubblica Tv che "le elezioni si vincono anche con un solo voto in più" e "in caso di pareggio la grande coalizione non è realistica", così come esclude il governo di coalizione: "Non c'è più il vecchio centrosinistra. Non governeremo più con Bertinotti, Mastella, Pecoraro Scanio, Boselli".

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Il candidato pdl tra film porno e fede - alessandra longo (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)

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Andrea Verde in corsa a Parigi per la circoscrizione Europa: "Non sono regista, ma solo un contabile" Il candidato Pdl tra film porno e fede Il mondo dei blogger ha aperto la caccia alle sue produzioni hard ALESSANDRA LONGO ROMA - Era uno dei tanti candidati berlusconiani alla Camera, forse uno dei più anonimi. Avevate mai sentito parlare in passato di Andrea Verde, in corsa per la circoscrizione estero, ripartizione Europa, sede Parigi? Probabilmente no. Provate a cercarlo adesso sul web. E vedrete come il suo nome sia legato alla regia di "Sotto il vestito la sorca", film ambientato nell'alta moda, la cui trama toglie ogni residua sorpresa: "Bellissime, elegantissime, puttanissime. Ammirate e in...ate". Andrea Verde viene citato anche come "production manager" di un'altra pellicola di impegno: "Papà, ti scopo tua moglie". "Il Sole 24ore" gli ha dedicato un trafiletto e lui non ha avuto più pace. Il mondo dei blogger l'ha puntato. Sono andati in cerca delle sue produzioni hard, hanno ironizzato sul suo programma elettorale che parla di "solidarietà e valori cristiani", di cui la società avrebbe tanto bisogno. A nulla è valsa la precisazione sul quotidiano economico: "Io non sono regista di film porno, ho lavorato solo come contabile alla Unimat che, in effetti, produce anche audiovisivi per un pubblico adulto...". Sarà. I blogger, per natura diffidenti, mantengono il loro scetticismo. Perché mai se il candidato Verde è solo un esperto in contabilità (in effetti è stato commentatore economico de "La Prealpina" di Varese, e ha lavorato in Enichem France, settore controllo gestione) la sua società lo associa a "Sotto il vestito la sorca" e lo manda addirittura a ritirare un premio al festival pornografico "Venus Paris"? Eccolo là, in prima fila, accucciato col trofeo in mano, alle spalle una prorompente dama, seno open air. Lui insiste: "Ho la fedina penale pulita, ho fatto della solidarietà il mio principale significato di vita". Che sia di carattere gioviale questo inedito candidato Pdl per l'Europa è evidente dalla gratitudine che gli portano i suoi amici, dalle spensierate feste cui partecipa, visibili sul blog di Mike Meglio. Feste piene di "belles jeunes femmes" come Cynthia Lavigne, che accoglie in guepière nera i suoi web estimatori. "Dal 2000 opero nel settore comunicazione", si legge nella biografia di Verde che, curiosamente, tralascia di esibire l'austera attività di contabile. Nel suo sito fa sapere di porre "un accento speciale sulla cultura" e di voler "potenziare e riqualificare i contenuti del palinsesto di Rai International". Quelle carogne di blogger sono andati alla ricerca di dichiarazioni politiche. Ne hanno trovata una, pare, sull'Alitalia, in cui il candidato Pdl si preoccupa della "penetrazione prorompente delle compagnie low cost".

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Ma la cordata italiana resta a terra passera:"non ci usate per altri scopi" - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Dopo l'appello di Berlusconi stenta l'aggregazione tra imprenditori del nostro Paese Ma la cordata italiana resta a terra Passera:"Non ci usate per altri scopi" Anche i figli del Cavaliere cauti sul piano anti-Air France ETTORE LIVINI MILANO - Si tira indietro Banca Intesa ("L'offerta italiana? Non c'è nulla sul tavolo" dice l'ad Corrado Passera). Tace Air One. Muti anche i vertici Fininvest, colti un po' in contropiede dalla chiamata alle armi del loro socio di riferimento. Latitano, una costante dell'asta Alitalia, i grandi imprenditori di casa nostra. Preoccupati dal destino di Malpensa ma non abbastanza da metter mano al portafoglio per farsi carico dei guai della compagnia di bandiera. A meno di ventiquattr'ore dal suo decollo notturno con alla cloche il pilota Silvio Berlusconi, la presunta cordata tricolore pronta a salvare Alitalia dalle mani rapaci di Air France è già tornata precipitosamente con i piedi per terra per mancanza temporanea di adesioni. Certo Air One resta interessata alla partita, pronta a rientrare in pista se falliranno i negoziati con Air France. Ma per il resto è vuoto pneumatico. E Intesa, il grande sponsor finanziario di Carlo Toto, getta acqua sul fuoco: "Non mi risultano novità. Oggi (ieri ndr) in cda non abbiamo nemmeno pronunciato la parola Alitalia ? assicura Passera ?. Da dicembre Padoa-Schioppa e Prato ci hanno tagliato fuori dalla partita. Siamo sempre pronti a dare una mano al paese ma non vogliamo essere usati da chicchessia per altri motivi". Nessuno, del resto, è profeta in patria. E Alitalia non fa eccezione. In 15 mesi di procedura, di imprenditori italiani in gara se ne sono visti ben pochi. Air One e la M&C di Carlo De Benedetti sono state le uniche realtà di peso. Assieme a un manipolo di carneadi ? dal finanziere Paolo Alazraki alla romagnola Capper (sanitari) fino a Fabio Scaccia, professore di materie aeronautiche a Ferentino, provincia di Frosinone ? scesi in campo per puro spirito De Coubertiniano. I bookmakers non sono troppo ottimisti nemmeno ora che si è scomodato Silvio Berlusconi. In casa Fininvest, per dirne una, tirano il freno. I soldi in teoria non mancherebbero, visto che in cassa c'è un miliardo da investire. Ma il dossier Alitalia, secondo indiscrezioni, non sarebbe stato mai analizzato seriamente. Può darsi che i figli del Cavaliere, al momento buono, "facciano il loro dovere" come auspica il padre. Ma per il momento ? ammette persino lui ? "non c'è alcun interesse mio o di Fininvest". L'unico vero tentativo di far decollare una cordata made in Italy è stato quello messo in piedi da Diana Bracco (Assolombarda), per fiancheggiare Air One e salvare Malpensa. Un sforzo ciclopico, fior di convegni e dibatti. Alla fine però la montagna ha partorito un topolino: l'impegno generico della Pirelli di Marco Tronchetti Provera a puntare un "cip simbolico". Il blando interesse di Santo Versace (ora candidato Pdl), il sostegno (più morale che finanziario) di Giorgio Squinzi della Mapei. E niente di più. Poco meglio è andata a Carlo Toto e Corrado Passera. La loro cordata ha bussato alla porta di diversi imprenditori (compresa quella del nuovo numero uno di Confindustria Emma Marcegaglia). Alla fine, però, sarebbero riusciti a raccogliere tre o quattro adesioni di alleati pronti a mettere sul tavolo quote bonsai da 25-30 milioni per scalare ad Alitalia. Possibile costruire consenso attorno a questa fragilissima base? Berlusconi ha tirato in ballo ? per ora senza apparente successo ? la famiglia Ligresti. I Benetton sono impegnati su altri fronti (gli aeroporti in primis), Luca Cordero di Montezemolo e Della Valle si sono imbarcati nell'avventura dei treni. Tanti soldi li avrebbero i private equity come Tpg. Ma la crisi dei subprime e la liquidità ridotta al lumicino sui mercati ha reso molto più prudenti anche loro. E in ogni caso mettere assieme nei tempi ristretti imposti dalla crisi le forze che non si è riuscito a coalizzare in 15 mesi pare ? salvo sorprese ? un'impresa titanica. Può riuscirci il leader Pdl? "Per fortuna dell'Alitalia c'è il signor Silvio Berlusconi che impiegherà tutto il suo talento per risolvere un problema che altri non hanno saputo risolvere" ha detto lui con modestia. Peccato l'abbia affermato ? da premier ? nel febbraio 2004. Pochi giorni dopo, ha preso in mano le redini della compagnia, ha nominato ad Marco Zanichelli (in quota An) sostituito in pochi mesi da Giancarlo Cimoli. I problemi di Alitalia, va da sé, non si sono risolti. E molti, visto il precedente, temono che nemmeno questa volta il talento di Silvio Berlusconi (in termini di comunicazione elettorale, maligna qualcuno) basterà da solo a costruire una seria alternativa tricolore ad Air France.

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L' amaca - michele serra (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti L' Amaca MICHELE SERRA Per i non più giovanissimi, la percezione della gravità della crisi italiana è resa difficile dal quasi perenne richiamo al teatro leggero degli anni d'oro. Per esempio: il Berlusconi che, in uno degli accessi di berlusconismo che lo hanno reso celebre, annuncia una cordata dei suoi figlioli per rilevare Alitalia, rimanda diritto a Tino Scotti e al suo "ghe pensi mi", ci penso io. E più in generale alla lunghissima saga dei "bauscia" milanesi, quelli che a notte fonda, seduti sul Muretto ad Alassio o al bar Napoleon di Sanremo (che non c'è più, peccato), dopo avere ordinato un "baby" o un Gin Fizz, vantavano liquidità illimitata, donne in ogni città, e alludevano "in confidenza", di fronte a una quarantina di avventori sconosciuti, all'imminente acquisizione di almeno un paio di palazzine a Mentone, che era pur sempre in Francia. Berlusconi, naturalmente, ha parecchi quattrini in più, e il suo potere non è (purtroppo) la vanteria di un bauscia da lungomare. Ma la testa e i modi sono gli stessi, immutata è la voglia di lasciare a bocca aperta le donne credule e i loro fidanzati. Gli avevano detto che non è più tempo di sogni, ma una campagna elettorale senza almeno una sosta al Muretto, o al bar Napoleon, sognando le luci di Mentone, deve essergli apparsa indegna del Re dei Bauscia.

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Scommessa sul caos - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti SCOMMESSA SUL CAOS (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) In una campagna elettorale impalpabile e a tratti quasi incomprensibile, Silvio Berlusconi ha deciso di trasformare il caso Alitalia nell'arma-fine-di-mondo contro il centrosinistra di Prodi e di Veltroni. Dobbiamo prendere con molta serietà la sortita mattutina del leader del Pdl che a Borsa aperta, e senza alcuna comunicazione preventiva ai soggetti interessati e alle autorità di vigilanza, ha diffuso cinque notizie ad altissimo impatto per i mercati. Nell'ordine: 1) il suo no secco all'offerta "irricevibile" di Air France; 2) la sua preferenza per una controfferta "indispensabile" di AirOne; 3) l'esistenza di "una cordata di banche tra le quali potrebbe esservi Banca Intesa, il cui cda dovrebbe decidere domani"; 4) la partecipazione a questa cordata "di altri imprenditori, tra i quali potrebbero esserci i miei figli"; 5) la sua richiesta a Prodi di erogare "un prestito-ponte in grado di far partire la cordata degli imprenditori italiani". Parole come pietre, che rotolano pesantemente nell'arena sensibile della Borsa e nella pipeline infiammabile della politica. A metà mattinata le quotazioni del titolo Alitalia schizzano verso l'alto. Ma a fine giornata, dei tonitruanti annunci berlusconiani non resta quasi nulla. A parte la prima, ognuna delle altre quattro virtuali "notizie" viene spazzata via dalla realtà dei fatti. Il management della compagnia risponde che "nessuna offerta diversa da quella dei francesi è mai arrivata" a destinazione. Banca Intesa lo smentisce precisando che "la questione Alitalia non è all'ordine del giorno del cda" e che "sul tavolo non c'è assolutamente nulla". Nessun altro imprenditore italiano, nemmeno il patron di AirOne Carlo Toto, torna a farsi avanti. I figli del leader tacciono. Il Tesoro chiarisce che non esiste alcuna controfferta, e che se qualcuno è interessato deve dimostrarlo "con atti formali e offerte concrete", poiché la società è a un passo dal fallimento, "i tempi sono strettissimi, sono dettati dalla condizione della compagnia e non possono dipendere dal calendario politico". Palazzo Chigi ribatte che "la vendita Alitalia non è stata tuttora oggetto di alcuno scambio di valutazioni tra il presidente del Consiglio e il candidato premier del Pdl". Non sappiamo se il Cavaliere abbia in mano delle "carte" nascoste. E se le ha, non sappiamo quali siano e in che misura possano cambiare il corso della partita su Alitalia. Ma se vediamo l'esito che le sue parole hanno prodotto, temiamo che Berlusconi, non avendo alcun bisogno di compiere qualche spericolata operazione finanziaria, stia perseguendo piuttosto una rischiosa speculazione politica. Ma stavolta non gli è consentita la solita, disinvolta licenza di macinare tutto e il contrario di tutto nel frullatore della tele-politica. Da leader dell'opposizione uscente e da potenziale premier del governo entrante, si assume una gigantesca responsabilità. Delle due l'una. Se ha davvero un piano concreto per salvare e rilanciare la nostra compagnia di bandiera, ha il dovere di tirarlo fuori subito, e di dire forte e chiaro al Paese: il nome e il cognome dei soggetti coinvolti nell'operazione (possibilmente, almeno in questo caso, fuori dall'anomalia permanente e irrisolta del conflitto di interessi); quanti soldi sono pronti a investire; con quali strategie nazionali; con quali alleanze internazionali. Se invece non ha niente in mano, allora siamo in presenza di un vergognoso bluff che rischia di costare carissimo al Paese. L'intenzione principale del Cavaliere è evidente. Intralciare in tutti i modi l'accordo con Air France, già appeso all'esile filo della trattativa sindacale. Con due possibili subordinate, ciascuna delle quali per lui elettoralmente convenienti. La prima: se l'operazione va in porto lo stesso, il leader del Pdl può accusare Prodi di aver "regalato" un gioiello di famiglia ai francesi (come già fece quand'era presidente dell'Iri) e può profilare se stesso come l'unico baluardo contro "l'invasione straniera" (come già fece quando intervenne per "impedire la svendita della Sme"). La seconda: se l'operazione non va in porto, il 31 marzo l'Alitalia fallisce, e gli ultimi dieci giorni di campagna elettorale saranno caratterizzati da uno scenario "sudamericano". Aeroporti paralizzati dagli scioperi, dipendenti a terra senza stipendio, aerei senza carburante fermi nelle piazzuole, cortei e proteste furibonde nelle piazze. Anche in questo caso, il leader del Pdl può cavalcare la protesta cilena, scaricando tutte le colpe sul centrosinistra passato, presente e futuro. Usando la drammatica bancarotta dell'Alitalia come una qualsiasi vertenza sui taxi. Una scommessa sul caos. "La paura e la speranza" non è solo il titolo del libro appena pubblicato da Giulio Tremonti. è anche l'essenza della comunicazione politica del Pdl in questa campagna elettorale. La sinistra ex-marxista e neo-mercatista è pronta a svendere l'Alitalia ai francesi e l'Italia ai cinesi? Vi proteggiamo noi, improvvisando cordate familiari e promettendo dazi doganali. Il minaccioso boiardo prodiano è pronto a defraudare il bellicoso popolo padano del "suo" aeroporto, mentre il finto riformismo veltroniano è pronto a rimettervi le mani in tasca per prelevare un'altra tassa? Vi proteggiamo noi, giurando lunga vita a Malpensa e garantendo il pagamento dell'Iva per cassa. Il Partito democratico sacrifica il futuro dei nostri giovani sull'altare della globalizzazione mondiale, e recide le nostre radici in nome dell'integrazione multirazziale? Vi proteggiamo noi, dentro le frontiere geografiche della "Fortezza-Italia" e dentro le barriere psicologiche della triade Dio-Patria-Famiglia. Nella collaudata declinazione della contesa elettorale come battaglia di marketing, Tremonti e Berlusconi si sono divisi i compiti. Il primo crea la domanda, con l'uso politico della paura. Il secondo offre la risposta, con lo sfruttamento palingenetico della speranza. Dal protezionismo alle protezioni: questa è l'offerta securitaria del Pdl, che azzarda l'ennesima evoluzione identitaria. Proprio mentre il centrosinistra riformista compie la sua svolta liberale e si sbarazza finalmente della sua impronta massimalista (offrendo al mercato l'Alitalia, stringendo la mano invisibile della concorrenza, abbandonando la logica discutibile del "tassa e spendi", accettando la flessibilità del lavoro) il centrodestra cauterizza la sua residua vena liberista e secerne finalmente tutta la sua linfa più naturale e più profonda: quella populista (difendendo l'italianità delle imprese, il ruolo dello Stato, il bisogno di tutela del Nord, la nostalgia di assistenza del Sud, il posto fisso). La rivoluzione del predellino diventa la contro-rivoluzione del popolino. Sulle spalle dell'Alitalia. E soprattutto, ancora una volta, sulla pelle dell'Italia.

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Bus, nuove linee da pasquetta a ostia e talenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VII - Roma Trasporti Varato il piano di primavera Bus, nuove linee da Pasquetta a Ostia e Talenti Scatta il piano di primavera 2008 dell'Atac, con due nuove linee di autobus attivate e otto modificate. Le due nuove linee sono una cimiteriale, la C13, tra Ostia e il cimitero Laurentino e una di quartiere, la 434 tra Talenti, Torraccia e Casal Monastero. Per la prima volta vengono serviti tre nuovi quartieri: Altamira, nei pressi del centro direzionale Alitalia della Magliana, Laghi delle Colline, vicino a via della Storta, e la nuova sede del IV Municipio di via Umberto Fracchia. La linea C13 entrerà in funzione da lunedì, la 434 da martedì. Sempre da lunedì saranno modificate le linee 128, 150 Express festiva, 335 e 654. La 027 sarà modificata da martedì mentre le corse scolastiche dello 031 saranno modificate alla riapertura degli istituti. L'intervento investe circa 650 paline di fermata, su un totale di 8500, di cui 50 sono di nuova installazione. Il piano, studiato da Atac spa e realizzato in collaborazione con le società di gestione Trambus spa e Tevere Tpl scarl, prevede un aumento dell'offerta di 416 mila chilometri ogni anno. Per informare i cittadini delle modifiche ai percorsi e delle nuove linee saranno distribuiti circa 100 mila volantini informativi, nei municipi e lungo i percorsi interessati dalle variazioni della rete. Tutte le informazioni saranno disponibili anche al numero di Atac spa 06.57.003, operativo dal lunedì al sabato, festivi esclusi, dalle 8 alle 20 e sul sito Internet www.atac.roma.it.

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"io, catapultato in lista alla scoperta del sud" - conchita sannino (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VI - Napoli Il personaggio Bassolino Lezzi Prodi Ricordo un episodio degli anni '80 a Napoli. Ero con la Belisario, portammo la mostra di Botero. Mi resta lo splendido dialogo tra lui e l'allora sindaco Lezzi Le dimissioni di Bassolino? Sono con D'Alema, non mi appartiene la logica dei capri espiatori. Le responsabilità vanno divise tra potere centrale e locale Il governo non è riuscito ad entrare, per motivi di tempo, nell'agenda di governo di Prodi, ma mi impegnerò per rafforzare infrastrutture e porti Silvio Sircana, portavoce di Prodi, numero 5 del Pd per il Senato "Io, catapultato in lista alla scoperta del Sud" CONCHITA SANNINO Onorevole Silvio Sircana, ma lei c'è? Non si è mai visto un candidato al Senato più invisibile... "Beh, ho qualche giustifica. è vero che sono il portavoce di un governo uscente e che in teoria dovremmo fare solo l'ordinaria amministrazione, ma in questo Paese l'"ordinario" è la crisi rifiuti in Campania, è il dramma Alitalia. Giorni difficili. E lunghissimi". Dica tutta la verità: lei sa che qui non l'accolgono in trionfo. Vi chiamano i "catapultati nelle liste". Genere bipartisan: lei e Luciana Pedoto per il Pd, la Biancofiore per il Pdl. "Hanno ragione. Sono un catapultato. Ma non è colpa mia. è colpa di una legge elettorale veramente infame. Da cambiare". Ovvio, il comunicatore Sircana non negherà l'evidenza. Riconosce che il Mezzogiorno non "è riuscito a entrare, per motivi di tempo, nell'agenda di governo Prodi". Si impegna come candidato numero 5 della lista al Senato "a portare avanti l'urgenza di investimenti sulle infrastrutture in Campania". Ma si fa salomonico sul disastro rifiuti: "La parola "emergenza" significa una cosa seria. Una politica sana non specula, ma agisce. Possibilmente nell'interesse di tutti". Sircana, se lei condivide le critiche ai "catapultati", perché non ha detto "No, grazie"? Il suo seggio al Senato è meritato? "Ora non esageriamo. Chi pensa che io non lo meriti, ha torto. Dico tuttavia che la legge è infame perché crea disagi ai territori". In poche battute, essendo il suo mestiere, perché lei lo merita? "Sono un dirigente d'azienda da quando ero giovanissimo. E 35 anni di questa esperienza possono diventare un contributo speso al servizio del Paese. Ho svolto incarichi di rilievo. Poi ho avuto la regia di due campagne elettorali del Paese, tutte e due vinte, ed era tosta". Qual è stata la sua forza nelle campagne mediatiche di Prodi? "I faccia a faccia con Berlusconi: una mia vittoria per le regole all'americana che riuscimmo a imporre. Niente interruzioni, minuti bloccati, niente sgambetti o interventi urlati, per disarmare l'istrionismo dell'avversario". Prodi non era fortissimo nei tempi televisivi. "Però, anche a essere lucidissimi, il primo confronto nel '96 lo vinse lui. Il secondo, quello del 2006, fu un pareggio". Cosa conosce davvero della Campania? "Conosco bene la Campania per averla girato quando ero dirigente. Mi occupavo delle relazioni istituzionali di Italtel, ricordo che lo stabilimento di Santa Maria Capua Vetere aveva 3500 dipendenti, anche brillante grazie alla ricerca di giovani ingegneri, ma poi quelle potenzialità purtroppo non furono espresse. La grande crisi del manifatturiero è cominciata con la privatizzazione di Telecom... Ho anche un ricordo doloroso: fu quando venne Papa Wojtyla a visitare lo stabilimento e il giorno prima c'era stata la strage di Capaci". Avrà un ricordo solare, anche. "Anni Ottanta. Era ancora viva Marisa Belisario. Portammo la mostra di Botero a Castel dell'Ovo: mi resta lo splendido dialogo tra l'allora sindaco Lezzi e l'eclettico Botero, uno a gesti, l'altro in spagnolo. Era comunque una Napoli avvincente". Sircana, oggi Napoli è anche scandalo rifiuti. Lei sembra nettamente a favore dell'opzione D'Alema, contro quella Veltroni. Ovvero: vietato spingere Bassolino alle dimissioni. "Sono con D'Alema, non mi appartiene la logica dei capri espiatori. Anzi, più esamino e studio la vicenda, più mi rendo conto che le responsabilità sono molto equamente ripartire tra potere centrale e potere locale, tra interessi particolari e altri troppo... particolari". Nel marzo 2007, lei fu travolto dall'"incidente" della foto che la ritraeva in auto in una strada frequentata da trans. Si difese: "Non si crocifigge un uomo per la sciocchezza di una sera". Tutto archiviato, un anno dopo? "No, dentro c'è una cicatrice. Psicologicamente, non si torna indietro, ti ammacca un po' il sorriso. Ma questo non toglie nulla alla mia voglia di lavorare e contribuire al futuro di questo Paese".

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Alitalia, il "giallo"della cordata nazionale (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Il tesoro: se ci sono offerte siano presentate subito Berlusconi ne parla, coro di non so. Banca Intesa si chiama fuori la politica si divide 21/03/2008 rischio fallimento il pd accusa il pdl 21/03/2008 michele lombardi Roma. Chiama in soccorso "una cordata di imprenditori italiani" con i quali avrebbe già avuto "contatti", dice che i figli "se fosse necessario non si tirerebbero indietro", sollecita un prestito ponte per favorire i nuovi ingressi in partita, bolla l'offerta di Air France come "arrogante e irricevibile". segue >> 3 21/03/2008 Bacchettati Veltroni e Berlusconi, applaudono i "piccoli". Economia, per Usa e Italia l'allarme del Fondo monetario 21/03/2008 roma. "Il voto non è mai inutile, ognuno dà il voto secondo la sua valutazione, il suo giudizio". Durante la sua visita in Cile, Giorgio Napolitano riprende così i fautori, Veltroni e Berlusconi, del "voto inutile" dato ai piccoli partiti. Che, così, esultano alle parole del Capo dello Stato. Il quale, peraltro, difende il Parlamento, osservando che deputati e senatori "non sono avidi fannulloni". Intanto sul fronte economico il Fondo monetario parla di "possibile recessione negli Usa" a causa dei mutui subprime e taglia le stime di crescita dell'Italia allo 0,6% contro l'1,3% stimato l'ottobre scorso. bocconetti e f. ferrari >> 2 e 13 21/03/2008.

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Meridiana: stop alla continuità (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 213 La compagnia ha chiesto inutilmente all'Enac di bloccare l'invasione delle rotte da parte di Alitalia e Myair Meridiana: stop alla continuità La compagnia ha chiesto inutilmente all'Enac di bloccare l'invasione delle rotte da parte di Alitalia e Myair "Da aprile niente più biglietti a prezzi scontati" --> "Da aprile niente più biglietti a prezzi scontati" Un'altra picconata alla continuità territoriale. A finire sul banco degli imputati, questa volta, sono i vertici dell'Enac, ma a scatenare il polverone è Meridiana che lancia un ultimatum a ministero dei Trasporti ed ente nazionale per l'aviazione civile. Se non ci sarà un intervento da Roma per fermare i voli di Alitalia e Myair, annunciati a partire da aprile sulle stesse rotte in continuità territoriale, Meridiana minaccia di bloccare, a partire dal prossimo 30 marzo, tutte le tariffe scontate. In sostanza, i prezzi imposti, per la compagnia sarda, saranno solo acqua passata e si rischia di anticipare quel processo di apertura dei mercati che viene visto dall'amministratore delegato di Meridiana Gianni Rossi come una possibile variabile negativa, se i dipendenti e i sindacati non si adegueranno ai modelli più flessibili delle low cost. Tanto più che Meridiana minaccia, sempre a partire dal 30 marzo, di applicare anche sui voli da e per la Sardegna le stesse politiche tariffarie, con biglietti a partire da 9 euro, degli altri collegamenti. Una politica simile a quella appunto dei vettori a basso costo, che però non fissa tariffe minime per i passeggeri, residenti e non, e offre poche garanzie su posti riservati e orari. L'INCONTRO Secondo alcune indiscrezioni, ieri mattina a Roma era in programma un incontro all'Enac, con Regione e compagnie, per iniziare a discutere del nuovo regime di continuità territoriale (che partirà a ottobre). Meridiana, prima di andare avanti nella trattativa, avrebbe chiesto a Enac e ministero di fare chiarezza sul fatto che Alitalia e Myair continuano a vendere i biglietti sui voli tra Cagliari e Roma, nel primo caso, e Bologna-Cagliari e Bologna-Olbia nel caso della compagnia low cost. Non avendo ricevuto alcuna risposta formale, a parte la diffida recapitata dall'Enac alle due compagnie, che però hanno continuato a vendere i biglietti, Meridiana ha deciso di passare alle maniere forti. STOP ALLA CONTINUITÀ "Meridiana è pronta ad abbandonare dal 30 marzo tutti i vincoli tariffari a favore dei sardi, imposti dalla continuità territoriale sulle rotte tra la Sardegna e la Penisola, se Alitalia e Myair non rinunceranno ai collegamenti giornalieri con Fiumicino, Linate e Bologna annunciati per la stagione estiva", si legge in una nota. In altre parole, se non saranno fatti rispettare i decreti sulla continuità territoriale, che assegnano le rotte a Meridiana e Air One (le uniche che parteciparono alle gare), la compagnia sarda metterà da parte le tariffe scontate e gli altri oneri. "Pare scontato che non vi sia alcuna reale intenzione delle istituzioni di garantire la trasparenza delle tariffe, il rispetto delle leggi e dei diritti dei vettori che hanno sottoscritto e onorato gli impegni richiesti", affermano da Olbia. E si preparano le richieste di risarcimento. ( g. d. ).

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Tremila per Veltroni in piazza Sisto (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Verso le elezioni Il leader Pd galvanizza la folla: se ciascuno di voi fa la sua parte, l'obiettivo è a portata di mano "DIVERTIAMOCI, in questi quindici giorni che mancano alle elezioni". Erano in tremila, ieri sera in piazza Sisto tra una marea di bandiere del Pd e del Tibet, a raccogliere il testimone che Walter Veltroni ha consegnato loro: per il PdL "vincere è un fine e stanno già discutendo su come spartirsi i posti. Per noi è il mezzo, perché il fine è cambiare l'Italia. Se ciascuno di voi farà la sua parte potremo raggiungere un risultato che è alla portata: discutete con i vostri vicini, mandate sms, organizzate riunioni. Questo è il mezzo di comunicazione più potente, la fiducia di una persona che si conosce. Se ciascuno di voi si mette a parlare con cinque persone potremo raggiungere un risultato che oggi è alla portata". Da tanti anni Savona non vedeva tanta gente raccolta in piazza per il comizio di un politico. Veltroni è arrivato poco dopo le 18, sul pullman attrezzato di tutto punto sul quale sta girando l'Italia, parcheggiato in corso Italia. Nessuna grande scenografia, niente sfilate della nomenklatura locale ad omaggiare il potente di turno, tutti giù dal palco, ad ascoltare. Vicino a lui il ministro Giovanna Melandri, il candidato Massimo Zunino, il segretario provinciale Giovanni Lunardon, la giovane albenganese Manuela Guerra (vedi altro servizio), pochi altri. Il momento dei saluti è solo alla fine: cinque minuti, non di più, per uno scambio di opinioni con il sindaco Berruti, con gli altri sindaci delle città più importanti governate dal centrosinistra (Tabbò di Albenga, Righello di Millesimo tra gli altri), il presidente provinciale Bertolotto, l'assessore regionale Ruggeri. Tutto nel segno della cifra imposta da Veltroni alla campagna elettorale: sobrietà, il segno di quella "forza tranquilla" - secondo il vecchio slogan mitterandiano - che "è in sintonia con il Paese, stanco di risse, che vuole cambiare". Tanti gli applausi che lo interrompono, più volte durante l'ora e cinque minuti di comizio. Interrotto dalla folla. Qualche pausa per bere acqua e prendere fiato. Per un attimo, all'inizio, anche gli insulti di un isolato contestatore. Al quale non tarda ad arrivare la risposta indiretta di Veltroni: "Abbiamo cambiato il modo di fare, almeno per quello che riguarda noi, per gli altri come si vede è più difficile". E ancora: "La nostra proposta è serena, innovativa, non contro qualcuno, ma per qualcosa, per l'Italia nuova". Sulla stessa linea anche il messaggio "agli insulti e alle offese di Berlusconi": "Non ho da rispondere niente. È un'agenzia vecchia di 14 anni recapitata oggi". E ancora: "Per quanto aspro sarà il loro linguaggio non li seguirò. Non vogliamo dividere l'Italia, ma unirla. Useremo le parole di chi ha la responsabilità di guidare un grande paese". Veltroni ha toccato tutti i temi della campagna elettorale - da Alitalia alla legalità, dalla sicurezza alla scuola, dal risparmio energetico ai rifiuti - ma il cuore del suo comizio è stata una lettera consegnatagli ieri mattina da una ventottenne precaria di Asti. "La paura fa crollare un paese, un Paese si fa quando c'è speranza. Può - ha chiesto - un Paese continuare ad avere dentro di sè milioni di persone che vivono con questa insicurezza?" Ha ribadito che il primo atto del suo governo, se vincerà, sarà l'introduzione del "compenso minimo legale". Ha parlato di un paese "semplice": "Non è possibile che per aprire un'officina occorranno 60 adempimenti burocratici o servano migliaia di giorni per avere una procedura di "Via" per fare una strada". Ha sottolineato la necessità di non ostacolare "l'intraprendere, perché una società vive sulla bellezza del rischio". Ha citato Jovanotti: "Vertigine è non la paura di cadere ma la voglia di volare". Innovazione, modernità, riformismo: "Siamo nelle condizioni di far ripartire l'Italia, di aprire un nuovo ciclo come quello del dopoguerra, lasciandoci alle spalle un quindicennio di veleni e divisioni che hanno tenuto l'Italia ferma". Alle tante bandiere del Tibet: "L'Italia e l'Ue devono farsi parte attiva. Un paese come la Cina è grande non solo se cresce il Pil, ma anche per il rispetto dei diritti umani". Chiude l'Inno di Mameli, seguito da "Mi fido di te", ancora di Jovanotti. Poi una quindicina di poliziotti della Digos scortano il candidato premier - ma la gente lo chiama "presidente" - quasi sollevato di peso, fisicamente circondato, verso il suo autobus: il segno, forse, di un paese che i veleni, le divisioni, le paure, le sente ancora sulla pelle. Lui, comunque, sorride e cerca di stringere le tante mani che i savonesi gli porgono. Pochi metri, poi via per un'altra tappa, anche Savona è alle spalle. Antonella Granero granero@ilsecoloxix.it 21/03/2008.

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Berlusconi: c'è una cordata per Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Italiana Pagina 105 Berlusconi: c'è una cordata per Alitalia Telefona a Prodi e chiede un prestito-ponte. Coinvolta Intesa? --> Telefona a Prodi e chiede un prestito-ponte. Coinvolta Intesa? Scende in campo Berlusconi per il salvataggio di Alitalia. Si oppone all'offerta di Air France e tenta di rilanciare la cordata italiana. ROMA Silvio Berlusconi va dritto per la sua strada e disegna il piano B per la privatizzazione di Alitalia: cordata italiana con AirOne e Intesa Sanpaolo. E questo nonostante dall'Istituto di credito non sia arrivata alcuna conferma. "Non c'è nulla sul tavolo", spiega infatti Corrado Passera. Ma, appunto, il Cavaliere non si arrende e chiede anche un prestito-ponte al governo. I tempi però stringono, gli ribadisce Romano Prodi nel corso di un colloquio telefonico: se un'offerta c'è davvero, è bene che i protagonisti si facciano avanti. Anche perchè senza una proposta concreta, spiega il Professore, Bruxelles bollerebbe il finanziamento come un aiuto di Stato. FILO DIRETTO Berlusconi e Prodi si parlano di rado. Di telefonate in quindici anni se ne possono contare una ventina al massimo, l'ultima che risulta alle cronache è stata per la missione in Libano. A distanza di un anno e mezzo, è la vicenda della privatizzazione Alitalia a convincere, prima il Professore e poi il Cavaliere, ad alzare il telefono. Un contatto diretto, cercato prima da Prodi mercoledì sera, e ieri concretizzatosi con la chiamata dell'ex Premier, per verificare insieme quanto fosse concreta l'ipotesi rilanciata, con forza, dal leader del Pdl di una cordata italiana che possa strappare la compagnia aerea ad Air France. Ma proprio la richiesta del prestito sarebbe suonata stonata al Professore. Fino a quel momento Prodi sarebbe stato incline a credere all'avversario di sempre. Quando si sono messi di traverso i soldi, però, si sarebbe rafforzato il timore di un bluff. La preoccupazione che circola in ambienti del Pd è infatti che il leader di Forza Italia voglia solo prendere tempo, giocare la partita a fini elettoralistici. NO ALLA RESA Eppure Berlusconi, dopo tanto riserbo, ora sembra irremovibile e pronto a non arrendersi davanti a niente, neanche davanti al no di Intesa Sanpaolo. A metà pomeriggio infatti Corrado Passera fa sapere che sul tavolo non c'è nulla e che, anzi, il progetto AirOne-Alitalia "era bello" ma "basato su una conoscenza che probabilmente adesso è superata dagli eventi". Berlusconi prima casca dalle nuvole ("fatemi fare delle telefonate...vi dirò"), poi annuncia che la grande banca non si è affatto ritirata e che aspetta solo la due diligence . Un nuovo passo avanti, che però ottiene un secco "no comment" da parte dell'istituto di credito. Aver rimesso in campo l'ipotesi di una privatizzazione made in Italy avrebbe comunque altre due conseguenze negative, si insiste in ambienti di governo: ha portato a un irrigidimento delle posizioni dei sindacati (che infatti chiedono più tempo e tornano a fare pressing per il prestito-ponte da 300 milioni di euro) ma anche di quelle di Air France, che tenta di giocare al ribasso. Anche perchè una certezza però c'è: i tempi, come ammonisce, il Tesoro "restano strettissimi". DI NUOVO UNITI Il Pdl sembra comunque ritrovare una sua unità. Ieri infatti il leader di An Gianfranco Fini ha bollato come dilettantesco il governo e ha ammesso che rispetto a qualche giorno fa, quando lui stesso aveva lasciato aperto uno spiraglio alla proposta Air France, ci sono "troppe ombre". Dopodichè, il leader di An prova a smorzare l'idea che possano entrare in campo anche Marina e Pier Silvio Berlusconi e dice che se il Cavaliere ha ragione a fare appello agli imprenditori italiani, questo non vuol dire che abbia "sposato la cordata AirOne". Cambi di idee che sono nel mirino del Pd: Walter Veltroni accusa i leader del Pdl di aver parlato e continuare a parlare della vicenda Alitalia "con leggerezza" e senza coerenza.

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E i sindacati salgono sul volo del Cavaliere (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Italiana Pagina 105 il confronto E i sindacati salgono sul volo del Cavaliere Il confronto --> ROMA I leader di Cgil e Cisl chiedono che la decisione finale sul futuro di Alitalia slitti a dopo il voto. Il numero uno della Uil contesta al governo di aver messo i sindacati "spalle al muro". Mentre nove sigle sindacali di settore, tutte quelle che siedono al tavolo con l'azienda, con una sola voce chiedono più tempo: il termine del 31 marzo è troppo stretto per raggiungere un accordo, hanno sottolineato con fermezza dopo oltre tre ore e mezzo di faccia a faccia con il presidente di Alitalia Maurizio Prato. E serve subito, incalzano, il prestito-ponte da 300 milioni del Tesoro, per dare fiato alle casse vuote di Alitalia, e avere così più tempo per trattare. Una soluzione per spazzare via dal tavolo di confronto "il ricatto" dell'imminente rischio fallimento. Si rafforza il fronte sindacale del no, sostenuto anche dal clima politico, e dalla posizione del leader del Pdl, Silvio Berlusconi, che spiega di aver "chiesto a Prodi che faccia un prestito ponte in grado di far partire la cordata degli imprenditori italiani". Un asse nel chiedere più tempo. Sul tavolo della compagnia c'è "una sola offerta", quella di Air France-Klm, ha sottolineato Prato parlando ai sindacati. E c'è una difficile trattativa: raggiungere un accordo con i sindacati, in tempi stretti, è una delle condizioni poste dal gruppo franco-olandese per lanciare l'offerta. Le sigle sono disponibili a tornare ad un tavolo con il numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, che per riaprire il confronto tornerà a Roma subito dopo Pasqua, martedì 25. Ma ribadiscono che non ci saranno spazi per un accordo se i margini di trattativa sui contenuti della proposta resteranno "inesistenti o limitatissimi", come ha ribadito mercoledì Spinetta. Ancora toni duri dai segretari generali di Cgil e Cisl, Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni, che avevano chiesto un incontro urgente al presidente del Consiglio Romano Prodi, e si sono visti rispondere che il primo interlocutore è l'azienda, e che l'azionista è il Tesoro. Epifani, che parla del dossier Air France-Klm come di "un ricatto", chiede che "si trovi un modo per continuare l'attività di volo, e si rimandi la parte del confronto e della decisione a dopo le elezioni, quando avremo un nuovo governo". Con un prestito-ponte, come ha chiesto Berlusconi? La soluzione, dice il leader della Cgil, "può essere quella, io ne ho suggerito altre: tocca all'azienda decidere". Raffaele Bonanni incalza: "Sarebbe opportuno - ribadisce in una intervista che verrà pubblicata oggi dal Riformista - aspettare che si insedi il nuovo governo e vedere se escono offerte migliori". È un no netto ad Air France: "Non si sta solo consegnando la nostra compagnia a un concorrente straniero, ma vedo tutti gli elementi che fanno dire che il governo sta svendendo Alitalia". Parole dure anche quelle del segretario generale della Uil, Luigi Angeletti: "Il Governo - dice - ha gestito la vicenda Alitalia nel peggiore dei modi e anche con scarsa trasparenza mettendo il sindacato, a trattativa conclusa, con le spalle al muro: bere o rendersi responsabile del fallimento". La Uil non chiude le porte ai francesi, ma vuole dettare le condizioni: "Tratteremo con Air France per modificare la sua proposta e alla fine dovrà essere essa ad accettare o a rinunciare". E servirà anche "un referendum con tutti i lavoratori", dice Angeletti, che aggiunge: "La presa di posizione di Berlusconi è di grande rilevanza politica: se si concretizzasse una proposta alternativa ci sarebbe la dimostrazione, nei fatti, che anche in Italia esistono degli imprenditori".

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<Italiani? Si facciano avanti> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Italiana Pagina 105 L'ultimatum di Padoa Schioppa, scettico sulla soluzione nazionale "Italiani? Si facciano avanti" L'ultimatum di Padoa Schioppa, scettico sulla soluzione nazionale --> ROMA Chi è interessato ad Alitalia venga allo scoperto. Con atti formali e concreti, al più presto, perchè i tempi sono "ormai strettissimi e dettati dalla condizione della compagnia" sull'orlo del fallimento, "non possono dipendere dal calendario politico". Il titolare del Tesoro Padoa-Schioppa sollecita le ipotetiche cordate italiane, di cui Berlusconi si dice certo, a venire fuori perchè il rischio è di distruggere l'unica possibilità di vendita, quella ad Air France-Klm, anzichè costruirne una nuova. Al Cavaliere risulta "inequivocabile" che Intesa SanPaolo sarà ancora al fianco di AirOne ma Corrado Passera dice "non c'è nulla sul tavolo". E il leader del Pdl trova un inaspettato alleato nel fronte sindacale che appoggia la richiesta di uno slittamento dei tempi e di un prestito ponte. E fra la possibilità di un miglioramento dell'offerta da parte del gruppo franco-olandese (+6,86%) e quella della materializzazione di una cordata italiana, il titolo Alitalia è stato trainato dalla speculazione e ha avuto una seconda seduta in recupero (+11,94% a 0,34 euro). Per la forte volatilità, il titolo è attentamente sotto il faro della Consob. Il cda della Sea (società di gestione dell'aeroporto di Malpensa) ha deciso di andare avanti con il ricorso da 1,25 miliardi contro Alitalia ma, ha assicurato il presidente Giuseppe Bonomi, se ci fosse una proposta di transazione, la valuteremo. Da Bruxelles, però, si fa sapere che lo Stato non potrà garantire a Air France-Klm la copertura di eventuali danni perchè sarebbe aiuto di Stato contrario alle norme Ue. Il governo non potrà nemmeno procedere a compensazioni per risarcire la Sea del danno causato dall'abbandono di Malpensa da parte di Alitalia. Il leader del Pdl cavalca la cordata italiana e spiega che Intesa SanPaolo chiede che le sia data la possibilità, mai concessa (perchè Alitalia ha preferito l'offerta di Air France-Klm,ndr), di conoscere la realtà aziendale. Ma il consigliere delegato del gruppo bancario Corrado Passera ha ricordato che esclusi dalla gara a dicembre "da tre mesi non prendiamo parte ad alcuna trattativa" ed "è inimmaginabile che si faccia un'offerta su Alitalia". "Dovremmo sapere qualcosa su Alitalia, ma non sappiamo nulla" ha aggiunto Passera. Di fronte "a cordate improvvisate di notte dopo un anno e mezzo che è in corso la vicenda Alitalia" si è detto "allibito" il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani.

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I sindacati aprono uno spiraglio - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia I sindacati aprono uno spiraglio Martedì vertice con Air France: prove d'intesa su Cargo e Az Servizi La trattativa Ma per le organizzazioni l'ultimatum del 31 marzo resta inaccettabile LUCIO CILLIS ROMA - Per i sindacati l'ultimatum del 31 marzo è inaccettabile. Ma uno spiraglio nella trattativa potrebbe aprirsi martedì con l'incontro col numero uno di Air France Jean-Cyril Spinetta. Al centro del faccia a faccia la questione di Cargo e Az Servizi. Lo spettro del commissariamento che si affaccia su un negoziato sospeso non fa paura alle sigle di categoria. Che rilanciano e chiedono al governo di "togliere dal tavolo ogni limite temporale al negoziato". Un gioco di nervi che mette in mano al Tesoro ogni decisione: i sindacalisti sono compatti e non vogliono certo chiudere un accordo al ribasso che li metterebbe contro la base dei lavoratori ed esporrebbe comunque al rischio di scioperi spontanei il nuovo vettore frutto dell'integrazione con Air France. Le nove associazioni di Alitalia vedranno ancora una volta il numero uno del vettore transalpino martedì prossimo, dopo il ponte di Pasqua, per un giro che si annuncia decisivo. Questo rinvio stride con l'invito a far presto giunto da governo e azienda. La possibilità di giungere ad un accordo, la prossima settimana è appesa ad un filo, anche se esiste una sottilissima speranza: i due nodi sui quali probabilmente le parti potranno confrontarsi sono la chiusura del cargo e quindi il numero di piloti in esubero (ora 500) e i tempi relativi al contratto che legherà la manutenzione degli aerei Alitalia a quel che resterà di Az Servizi. Si punta ad allungare il limite dei quattro anni più quattro al termine dei quali Air France potrebbe decidere di riportare la manutenzione pesante degli aeromobili in Francia. Secondo indiscrezioni, Spinetta sarebbe disponibile ad allungare di qualche giorno i tempi della discussione (imposta dal Tesoro e dal vertice della Magliana per evidenti motivi finanziari) e a ritoccare qualche dettaglio del piano che non metta però a rischio la profittabilità dell'operazione. Dall'altro lato del tavolo della trattativa i sindacati attendono un segnale dai francesi dopo l'ennesima chiusura mostrata ieri da Prato nel corso dell'incontro in Alitalia. "Il governo e il ministro dell'Economia Padoa-Schioppa, hanno condotto questa privatizzazione nel peggiore dei modi - dice Claudio Claudiani leader della Fit Cisl - ora non si può imporre un calendario strettissimo per parlare del futuro dei lavoratori ma anche del rilancio dell'azienda e della mobilità nel nostro Paese". Il collega dell'Ugl trasporti Roberto Panella spiega che "non si possono ricattare migliaia di dipendenti con lo spauracchio del commissariamento e del 31 marzo come data ultima per chiudere una vendita di questa importanza". "Spero per il bene di tutti che le pulsioni suicide che ancora persistono in alcuni ambiti governativi vengano rapidamente riassorbite" aggiunge il segretario generale della Filt Cgil, Fabrizio Solari. Che aggiunge: "Non ha senso insistere sulla data del 31 marzo, dopo che nove sindacati su nove, tre quarti delle forze politiche e diversi ministri in carica hanno dichiarato di non ritenere praticabili le condizioni poste dai francesi". Il commissariamento per i piloti Anpac, "non deve essere posto come un ricatto: l'ipotesi non ci spaventa". Infine per Giuseppe Caronia segretario generale della Uil trasporti "è meglio andare avanti nella trattativa Air France".

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La ue: aiuto di stato anche il risarcimento a sea - luca pagni (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Bruxelles pronta a sanzionare l'eventuale compensazione economica alternativa alla causa La Ue: aiuto di Stato anche il risarcimento a Sea LUCA PAGNI MILANO - Nella palazzina alla spalle dell'aeroporto di Linate, sede della presidenza della Sea, si attende ancora una telefonata di Romano Prodi. Il presidente della società che gestisce gli scali milanesi, l'avvocato di area leghista Giuseppe Bonomi aspetta che il premier uscente lo convochi per chiedergli di persona - e non attraverso i giornali - di ritirare la causa per danni contro Alitalia per il trasferimento dei voli da Malpensa a Fiumicino. E di pensare, in cambio, a qualche forma di compensazione economica. Ma nell'attesa delle chiamata da Roma, si è fatta viva Bruxelles. E quelle che sono arrivate ieri dall'Unione Europa non sono buone nuove: non solo il governo italiano non potrà garantire a Air France-Klm la copertura di eventuali danni da corrispondere alla Sea per la vendita di Alitalia, ma non sarà possibile nemmeno procedere a compensazioni in favore della società milanese per risarcire la Sea del parziale addio di Alitalia a Malpensa. O meglio: se questo accadrà l'Italia verrà subito condannata per aiuti di Stato non consentiti. Resta da capire per chi sono le cattive notizie. Ancora ieri, durante un consiglio di amministrazione di Sea, Bonomi ha ribadito la posizione della spa controllata da Comune (84%) e Provincia (14%) di Milano: se Prodi vuole che si ritiri la causa contro Alitalia dovrà essere riconosciuto a Sea un danno, sulla cui quantificazione verrà aperta una trattativa. Non solo: Bonomi ha ribadito che il nuovo proprietario di Alitalia prenda l'impegno di investire su Malpensa. Non sarà facile trovare una risposta che soddisfi sia la Sea che l'Unione Europea. Soprattutto dopo quanto emerso ieri al termine di un incontro tra i rappresentanti del Tesoro e i vertici della direzione per i Trasporti della Commissione Ue. Incontro dedicato alle prime valutazioni dell'operazione Alitalia-Air France. Secondo fonti di Bruxelles eventuali riconoscimenti alla Sea sarebbero considerati da Bruxelles "incompatibili con le regole dell'Unione Europea che vietano gli aiuti di Stato". Lo stesso avverrà per eventuali garanzie contro l'esito favorevole a Sea della causa che verrà intentata contro Alitalia. Strada aperta, invece, per un prestito-ponte garantito dal Tesoro: dalla Ue sottolineano però che questo tipo di operazione dovrebbe essere effettuata in base agli stessi principi che verrebbero seguiti da un investitore privato.

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I francesi snobbano l'operazione "con due soldi ci prendiamo i loro piloti" - giampiero martinotti (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Cautele e ironie sulla stampa, mentre la classe politica non si intromette I francesi snobbano l'operazione "Con due soldi ci prendiamo i loro piloti" Desta più interesse il calo in Borsa del titolo della compagnia transalpina GIAMPIERO MARTINOTTI dal nostro corrispondente PARIGI - In meno di un anno il titolo Air France ha perso più di metà del suo valore ed è questa la cosa che interessa di più la stampa finanziaria transalpina. Di fronte all'agitazione italiana, alle polemiche politiche nostrane, al braccio di ferro con i sindacati, i francesi rispondono con un sorprendente mutismo. Che la classe politica eviti d'intromettersi non stupisce: è tradizionalmente poco propensa a esprimersi in pubblico su questi argomenti. Più insolita, invece, la freddezza con cui commentatori e analisti finanziari seguono le vicende italiane: pur senza scoraggiare Jean-Cyril Spinetta, si sono però ben guardati dall'incitarlo. Come se volessero dire che Air France farebbe meglio a preoccuparsi più dei prezzi del petrolio e dell'andamento in Borsa. A questo proposito è sintomatico il commento fatto lunedì da Les Echos, praticamente l'unico uscito negli ultimi tempi. Il quotidiano ha infatti insistito sul prezzo "irrisorio" offerto dalla compagnia francese per assicurarsi il controllo del quarto mercato europeo e ha sottolineato come l'abbondante tesoreria consenta ad Air France di finanziare l'operazione senza alcuna difficoltà. Ma il vero passaggio chiave del commento stava nell'ultima frase: "L'azionista di Air France-Klm, sottoposto a rude prova dal momento che la società non vale neanche la metà dei suoi fondi propri, avrà la consolazione di acquistare a basso costo un terzo pilastro per la sua compagnia". Parole da cui trapela una certa acidità da parte del giornale che rappresenta la voce più autorevole della comunità finanziaria francese. Il resto della stampa si è limitata a pezzi di cronaca sulle alterne vicende, mentre Le Monde ha pubblicato un articolo in difesa della strategia della compagnia e della sua offerta finanziaria prodotto dal team dell'analista Hugo Dixon, ma non dal giornale stesso. Per il resto, alcuni osservatori sembrano favorevoli all'operazione Alitalia soprattutto per risolvere un problema francese: la compagnia rischia di mancare di piloti a partire dal 2009 a causa dei pensionamenti. I giornali e i loro siti internet hanno però dato grande risalto alle reazioni sindacali alle parole di Spinetta, che anche sulla riva della Senna sono state a mezza voce considerata un po' "sopra le righe", soprattutto tenendo conto della proverbiale sobrietà del presidente di Air France. Lo stesso Spinetta è rimasto stupito e non ha nascosto una certa delusione per le interpretazioni circolate a Roma in seguito a quel che aveva detto di fronte ai sindacati: nella sua proposta non ci sono né atteggiamenti ostili, né ultimatum per la chiusura della trattativa, ha detto ai suoi. Il numero uno della compagnia sottolinea che il suo approccio è solo industriale, ma è anche attento alle conseguenze sociali, che sono state tenute presenti. Air France, insomma, non è un predatore che sta cercando di conquistare il mercato italiano e di mortificare Alitalia e i suoi dipendenti. Il suo discorso sarebbe dettato solo dall'urgenza della situazione, dalla necessità di indicare chiaramente e onestamente le pochissime vie d'uscita dalla crisi.

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Quei tre a Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Week Prima Pagina 11027 Tv Al via martedì su Italia 1 alle 22,10 il nuovo show della Gialappa's Band Quei tre a Malpensa Tv. Al via martedì su Italia 1 alle 22,10 il nuovo show della Gialappa's Band "Proviamo a ridere anche del caso Alitalia" --> "Proviamo a ridere anche del caso Alitalia" Con una nuova scenografia che simula la sala d'attesa bagagli di un aeroporto, scenario perfetto per parlare di Alitalia e Malpensa, l'ingresso di attori comici come i napoletani Gigi e Ross e Fabrizio Casalino e tante parodie legate alla musica, visto che per cinque puntate di politica non si potrà parlare per par condicio, torna il 25 marzo la Gialappa's Band con Mai dire martedì . Dieci gli appuntamenti, in onda in diretta il martedì alle 22.10 su Italia 1. "La situazione", spiega Carlo Taranto, uno dei componenti del trio dei Gialappi, "è molto diversa rispetto agli ultimi anni in cui il programma aveva una vera e propria tribuna. Questa scenografia ci dà il vantaggio di poter parlare di un tema così attuale come Alitalia e Malpensa e poi l'aeroporto è un posto dove ci può essere pubblico e dove puoi incontrare i vip". A condurre il programma è ancora una volta il Mago Forest, al secolo Michele Foresta, al quale darà filo da torcere il trio composto da Giorgio Gherarducci, Marco Santin e Carlo Taranto. Altra sorpresa di questa edizione il gruppo cult Bermuda Circus, un circo innovativo formato da quattro chitarre e un basso. Ad animare la band anche quattro musiciste italiane al flauto traverso, violino e sassofono. Da poco concluso Mai dire Grande Fratello 7 , la nuova edizione di Mai dire Martedì avrà nelle prime puntate uno spazio riservato al reality di Canale 5 con filmati e la parodia dell'imprenditore Roberto Mercandalli, il cumenda, fatta da Ubaldo Pantani che proporrà anche un nuovo personaggio: un atleta che si allena per le Olimpiadi di Pechino. "Speriamo che Roberto non venga eliminato", dice Taranto, "perchè gli altri concorrenti sono meno generosi di battute comiche. Nella Casa succede poco". Gigi e Ross proporranno la parodia di Tiziano Ferro e degli Zero Assoluto mentre Fabrizio Casalino si misurerà con la vita quotidiana inventata di Mario Biondi con clip girate a casa sua come se fosse l'abitazione dell'artista soul-jazz e con la parodia di Mirko, aspirante rockstar che ha "voglia di sbattersi zero ma un grande desiderio di successo".

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<Alt all'Alitalia o diremo addio alla continuità> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Prima Pagina Pagina 2 Meridiana: anche Myair fuori del decreto, rischio di blocco dal 30 marzo "Alt all'Alitalia o diremo addio alla continuità" Meridiana: anche Myair fuori del decreto, rischio di blocco dal 30 marzo --> Meridiana è pronta ad abbandonare dal 30 marzo prossimo tutti i vincoli tariffari a favore dei sardi, imposti dalla continuità territoriale sulle rotte tra la Sardegna e la Penisola, se Alitalia e Myair non rinunceranno ai collegamenti giornalieri con Roma, Milano e Bologna annunciati per la stagione estiva. L'altolà arriva dalla compagnia che sollecita le istituzioni nazionali e regionali a bloccare i concorrenti. "Si tratta di voli che oggi vengono garantiti da Meridiana e Air One in regime di continuità territoriale". DEIANA A PAGINA 13.

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Il figliol pratico (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Il figliol pratico Maria Novella Oppo BERLUSCONI È PASSATO AI COLPI BASSI. D'altra parte, da uno della sua statura politica, che cosa ci si può aspettare, se non che colpisca dove arriva? L'aspetto positivo di questa strategia (sempre la stessa) è quello di farci capire come il grande comunicatore sia stremato dalla quinta replica di un reality elettorale la cui sceneggiatura è già piena di falsi, scivoloni e battutacce. Basti pensare all'uso che sta facendo del proprio figlio, scelto come alter ego per far dimenticare il fatto che anche Veltroni potrebbe essere suo figlio. Non pago di aver proposto Piersilvio come soluzione economica per migliaia di precarie, Berlusconi da qualche ora lo ha tirato in ballo anche come risolutore della crisi Alitalia. Per la lotta contro la mafia no, per non urtare la sensibilità di Dell'Utri, ma per molti altri usi Piersilvio può tornare utile. Tipo spacciarlo come soluzione contro la cellulite per le precarie meno giovani e contro la caduta dei capelli per conquistare i maschi anziani che non portano la moquette in testa come fa suo padre. FRONTE DEL VIDEO.

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Se decolla la propaganda (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Se decolla la propaganda Alfredo Recanatesi Il bluff del Cavaliere Davvero qualcuno potrebbe credere che in Italia ci siano imprenditori disposti a investire sul risanamento e sul rilancio di Alitalia? Via. Se in Italia ci fosse una Imprenditoria con la "i" maiuscola la compagnia non sarebbe arrivata allo stato precomatoso nella quale purtroppo si trova. Di tempo per pensarci e organizzarsi non è certo mancato dal momento che il problema si è posto da almeno cinque anni, ossia da quando una soluzione sarebbe stata finanziariamente meno impegnativa e industrialmente meno complessa. segue a pagina 27.

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Piersilvio Airways (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 21-03-2008)

Quand’erano un filo più giovani, i due figli di primo letto Marina e Piersilvio servivano al Caimano per giurare il falso sulle loro povere teste. Ora che son cresciuti, vengono adibiti agli usi più disparati. C’è da sistemare una precaria? Che problema c’è, se la sposa Piersilvio (il poveretto non viene nemmeno consultato sui suoi gusti sessuali). C’è da salvare l’Alitalia? Ghe pensi mi, «ci sono i miei figli pronti a rilevarla, insieme a Toto e Banca Intesa». Purtroppo Toto ha già perso la sua chance.

Mentre Banca Intesa, non avendo legami di parentela con la famiglia Berlusconi (ma solo cospicui crediti con Forza Italia e con Toto), ha subito smentito. I due incolpevoli pargoli, invece, non osano nemmeno fiatare.

Del resto papà lo conoscono bene: lui le spara così, a raffica, come gli vengono. Infatti, col venir meno della banca, nonno Silvio fa presente che «la cordata è sempre pronta», ma c’è una piccola postilla: bisogna trovare qualcuno che metta i soldi, che sarà mai. Di qui l’idea geniale: il governo Prodi potrebbe lanciare un «prestito ponte», prelevandolo dalle tasche dei contribuenti, per finanziare l’operazione. In Europa si ride di gusto, visto che le regole comunitarie vietano gli aiuti di Stato. Ancora qualche ora e il Cainano dirà di essere stato frainteso dai soliti comunisti.

Peccato, però, che sia finita così. Intanto perché una compagnia aerea denominata «Piersilvio Airways» («Air Marina» avrebbe ingenerato equivoci col trasporto nautico) non avrebbe guastato affatto, in alta quota. Poi perché il conflitto d’interessi berlusconiano languiva da qualche anno sulle solite cosucce tipo tv, giornali, radio, portali internet, banche, assicurazioni, calcio, cinema, processi penali, insomma poca roba. Inglobare anche una compagnia di bandiera nel gruppo del futuro premier avrebbe conferito al conflitto d’interessi un frizzante tocco di novità, al punto che persino Uòlter, forse, avrebbe dovuto occuparsene. Ma l’operazione Piersilvio Airwaiys avrebbe giovato soprattutto per un terzo motivo: avrebbe inaugurato una nuova via tutto italiana al «fare impresa». Un tizio, uno a caso, mettiamo Berlusconi, diventa presidente del Consiglio nel 2001 e si incarica di mandare definitivamente a picco un’azienda pubblica già cagionevole di salute. Per essere sicuro che non ne resterà più traccia, la affida nelle mani sicure della Lega e di An, che ci giochicchiano per l’intera legislatura con i loro leggendari supermanager. Si comincia con l’ex deputato leghista Giuseppe Bonomi, promosso presidente di Alitalia e rimasto celebre per aver sponsorizzato i mondiali di equitazione indoor salto a ostacoli, ad Assago (Milano), dove lui stesso si esibì in sella al suo cavallo baio. Poi Bonomi viene spedito alla Sea (Linate e Malpensa) e ad Alitalia arriva un fedelissimo di Fini: Marco Zanichelli. Ma subito Tremonti litiga con Fini: «Giù le mani da Alitalia, non c’è più una lira». Zanichelli, preso fra le risse di potere del Cdl, se ne va dopo appena 70 giorni, rimpiazzato dall’ottimo Giancarlo Cimoli, che aveva già fatto così bene alle Ferrovie. Il tempo di scortare la compagnia verso il burrone, poi anche lui leva il disturbo, con una modica liquidazione di 5 milioni di euro.

A quel punto, affondata la flotta, il Cainano se ne va in ferie per un paio d’anni. E al suo posto arriva gente seria, come Prodi e Padoa Schioppa che tentarono di riparare ai guasti suoi. Quando ce la stanno per fare, trovando Airfrance interessata a rilevare un bidone che brucia 1 milione e ha perso 15 miliardi in 15 anni, riecco l’Attila di Arcore che, travestito da Buon Samaritano, tenta di sabotare la trattativa con l’aiuto consapevole di Bobo Formigoni, Bobo Maroni e Morticia Moratti e l’aiuto inconsapevole dei soliti sindacati miopi. Dice che compra tutto lui, anzi «i miei figli», più il celebre Toto, naturalmente coi soldi degli altri: o delle banche, o dello Stato. Perché lui, com’è noto, è un imprenditore che si è fatto da sé, e anche un vero liberale.

Una compagnia della buona morte talmente inguardabile che perfino Bonomi, da Malpensa, prende le distanze e, sotto sotto, si tocca. Basti pensare che ­ come rivelava ieri sulla Stampa Minzolini ­ sul caso Alitalia il consigliere più ascoltato di Berlusconi è il deputato forzista Giampiero Cantoni, già presidente craxiano della Bnl, più volte inquisito e arrestato, dunque titolare delle giuste credenziali per occuparsi della faccenda: per esempio, un patteggiamento di 11 mesi di reclusione per corruzione (con risarcimento di 800 milioni di lire) e un altro di 13 mesi per concorso in bancarotta fraudolenta del gruppo Mandelli. Un esperto. È la via berlusconiana al risanamento. Chi si chiama al capezzale di un’azienda dalla bancarotta? Un bancarottiere. Per dargli un’altra chance.

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Berlusconi gioca sulla pelle di Alitalia E di 10mila lavoratori. Parla di una cordata, candida i figli, vuole un prestito dal governo Banca Intesa lo smentisce. Prato: altre offert (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Berlusconi gioca sulla pelle di Alitalia E di 10mila lavoratori. Parla di una cordata, "candida" i figli, vuole un prestito dal governo Banca Intesa lo smentisce. Prato: altre offerte? Solo strilli. Veltroni: destra irresponsabile Berlusconi ha deciso di giocarsi sul tavolo della campagna elettorale anche la carta Alitalia. Il leader della destra ha prima spiegato che la proposta di AirFrance è irricevibile e poi ha garantito che la compagnia di bandiera potrebbe essere acquistata da imprenditori italiani, tra cui i propri figli. Ma Berlusconi chiede anche un aiuto-ponte dallo Stato: almeno 300milioni. La cordata italiana avrebbe poi il sostegno di Banca Intesa che però ha subito smentito. Un gioco sulla pelle di migliaia di lavoratori che stanno vivendo giorni terribili perché il loro posto è a rischio. Prodi e il ministro Padoa-Schioppa chiedono che, se ci sono proposte alternative ai francesi, si facciano subito avanti con piani concreti. E per Veltroni "su Alitalia smentisce Fini". Ma Epifani della Cgil chiede che tutte le decisioni siano rinviate a dopo il voto. Lombardo, Rossi, Masocco e Pivetta alle pagine 2 e 3.

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Lufthansa vuole entrare nel mercato del cargo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del GERMANIA Lufthansa vuole entrare nel mercato del cargo Lufthansa sarebbe pronta ad entrare nel mercato italiano del cargo aereo prendendo il posto di Alitalia, nel caso in cui si concluda la vendita ad Air France-Klm. Operazione che, secondo il piano dei franco-olandesi prevede appunto l'abbandono da parte della compagnia italiana, del settore merci entro il 2010. Lo ha detto, ad Air Press, Carsten Spohr, chief executive officer e chairman di Lufthansa Cargo, nel corso di una conferenza stampa a Francoforte per la presentazione dei risultati annuali del settore cargo. "Alitalia - ha annunciato Spohr - è per noi un competitor, anche molto forte, quindi se dovesse lasciare libero il mercato noi saremmo pronti ad entrare al suo posto. Quello italiano è un mercato molto importante per noi, nel quale stiamo già cercando di aumentare la presenza".

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Classe dirigente (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Classe dirigente Per capire di quanto credito godano i rilanci aviatori di Silvio Berlusconi basterebbe dare un'occhiata al Sole24ore di ieri. La notizia ovviamente compare in prima pagina, ma solo in un sommario, accanto a un editoriale di Franco Locatelli intitolato: "Uno scatto d'orgoglio della classe dirigente". Si direbbe che il quotidiano di Confindustria e degli industriali italiani, voglia così sottolineare il valore dell'intrapresa berlusconiana, prova di un animo coraggioso e responsabile. Leggendo l'editoriale si scoprono considerazioni importanti e facilmente condivisibili: ad esempio che se cinque anni fa (pierno governo Berlusconi) fosse andato in porto l'accordo tra Alitalia, Air France e Klm non ci troveremmo oggi di fronte a questo disastro (anche allora i francesi imposero condizioni capestro: prima, risanate i conti e privatizzate). Leggendo l'editoriale non si scopre però il nome di Silvio Berlusconi: evidentemente non lo considerano "classe dirigente", soprattutto classe dirigente capace di uno scatto d'orgoglio. Il Corsivo.

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E la fantomatica cordata italiana si dissolve nel giro di qualche ora (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del E la fantomatica cordata italiana si dissolve nel giro di qualche ora / Roma MAGIA Il gioco di magia questa volta sembra fallito. Il tentativo di Silvio Berlusconi di far apparire il coniglio dal cilindro e scatenare l'applauso del pubblico, non è riuscito. La fantomatica cordata di imprenditori italiani, che con Carlo Toto, patron di AirOne, alcuni industriali nostrani, i figli dell'ex premier e Intesa San Paolo, avrebbe dovuto rilevare Alitalia, semplicemente non esiste. Frutto di un abbaglio da campagna elettorale. O, peggio, di una manovra politica a fini elettivi. E la cordata non c'è perché semplicemente mancano gli attori principali. Che Berlusconi ha fatto affiorare in una notte come spettri ma che in realt non si sono mai palesati. Dei figli nulla si sa, ma ieri, ad esempio, Intesa SanPaolo ha fatto sapere, attraverso il suo amministratore delegato Corrado Passera, che su Alitalia "non c'è nulla sul tavolo". "A fine dicembre - ha spiegato Passera - siamo stati esclusi dalla gara e da tre mesi non prendiamo parte ad alcuna trattativa. Il progetto su Alitalia che AirOne aveva presentato era un progetto industriale molto bello che avrebbe creato un operatore di prima grandezza e di grande qualità. Era basato però su una conoscenza che probabilmente adesso è superata dagli eventi". Niente soldi quindi niente offerta alternativa. Il piano di Air France, anche se poco trasparente, poco amichevole, e piuttosto duro, al momento è l'unica disponibile. D'altronde i denari da mettere sopra il tavolo sono tanti, oltre due miliardi di euro. E nessuno ha la stessa volontà di Air France. Neanche Lufthansa, più gradita agli uomini del Nord per l'interesse dichiarato su Malpensa, il cui interessamento è stato fatto riaffiorare ad arte questi giorni. Ma già il dicembre scorso i tedeschi avevano spiegato che l'acquisizione di Alitalia avrebbe "rovinato il rating". Tant'è che pochi giorni dopo, Lufthansa ha comprato il 19% di una low cost negli Stati Uniti, Jet Blue, per 305 milioni di dollari. Ma, per tornare a bomba su Berlusconi, oltre al finanziatore non c'è proprio il compratore. La proposta italiana di Carlo Toto, che ha destato e desta ancora molte attenzioni e pulsioni, si è dissolta già l'estate scorsa. Quando il 17 luglio 2007, rimasto solo nella gara di privatizzazione, l'imprenditore abruzzese ha detto "no grazie" rifiutandosi di fare l'offerta vincolante. Toto ha incolpato il ministro Padoa-Schioppa di non avergli concesso tempo sufficiente "per la sottoscrizione dei necessari accordi sindacali". Eppure il governo si era impegnato a dargliene 45. Air France ha chiesto in tutto 15 giorni ponendo come termine ultimo per accettare l'offerta il 31 marzo. Quel ritiro ha altre ragioni. Una spiegazione l'aveva data proprio il ministro Padoa-Schioppa che aveva fatto notare come Toto, probabilmente, non avesse ottenuto un'adeguata copertura finanziaria dalle banche al suo fianco. ro.ro.

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Fini e la sindrome da delfino (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Fini e la sindrome da delfino di Marcella Ciarnelli E ora c'è anche la presa di distanza utile. Il monito del Capo dello Stato sull'importanza per ognuno di esprimere il proprio voto sempre, a chiunque si decida di darlo, è stato accolto con il dovuto rispetto dai vertici del Popolo della libertà. Ma con la difficoltà di chi sul voto utile ci ha puntato tutta la campagna elettorale. Rispetto, dunque. Ma anche necessaria presa di distanza a conferma di una linea. E così se il Cavaliere non ha mancato di ribadire che "chi vota i piccoli partiti fa un favore a Veltroni e nel centrodestra l'unica forza politica che ha l'opportunità di avere successo è il Pdl" ci ha pensato Giulio Tremonti a derubricare a consiglio autorevole le parole inequivocabili del Presidente della Repubblica. "Dall'alto della sua magistratura quello di Napolitano è stato solo un intervento per prevenire". Una indicazione di metodo, dunque. Nulla di più. E loro vanno diritti per la strada già tracciata. D'altra parte, ha ribadito Berlusconi medesimo, come si fa a ritenere utile il voto all'Udc che "al massimo prenderà un senatore". A che serve votarlo quando "io sono qui e l'unica strada è affidarsi a me" ha insistito. Tanto più che "dopo le elezioni Casini starà all'opposizione perchè le alleanze si fanno prima del voto" ha incalzato sulla stessa linea Gianfranco Fini, ancora leader di An, ma già perso nel fiume azzurro del Cavaliere, facendo sentire la sua voce nella giornata dedicata agli eredi di Berlusconi. Quelli naturali che compaiono oltre che come salvatori delle precarie anche come possibili partner della cordata italiana salva Alitalia. E quindi anche quello politico. Cioè colui che ha mandato al massacro il suo partito proprio nella prospettiva, un giorno, di succedere all'uomo di Arcore alla guida del centrodestra. Non è possibile fare previsioni. Ma Fini ci spera. Ed esce allo scoperto confidando che "se non ci fosse stata questa legge elettorale ma una come quella in vigore in Francia già questa volta mi sarei candidato a premier. Ma bisogna fare il pane con la farina che si ha". In attesa di succedere al "vecchietto" che si sacrifica per l'Italia intera vantandosi però di avere "un mese di meno del candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti", arriva la benedizione pubblica di Giulio Tremonti che conferma di vedere nell'uomo di An "ragionevolmente" il possibile delfino. Ed è già qualcosa. Sempre che tutto proceda secondo il percorso previsto e non ci siano incidenti in un legame che troppe altre volte è stato messo in discussione. Tant'è che Fini, nonostante le dimostrazioni di colleganza totale, ci ha tenuto a ricordare come il suo partito non sia ancora stato sciolto ufficialmente e che lo sarà solo quando anche gli altri faranno la stessa operazione. Ora bisogna pensare alle elezioni. Del futuro si parlerà a risultato acquisito. Se non andrà come deve andare Fini non ha dubbi: "Se perdo le elezioni un minuto dopo rassegno le dimissione. Anche se penso che si tratta solo di un'ipotesi di scuola". L'impegno vale per lui. Può stare tranquillo che Berlusconi non ci pensa proprio. In Fondo a Destra.

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Berlusconi: Anche i miei figli sono pronti A Prodi ho chiesto un prestito ponte, per prendere tempo. Fatemi fare delle telefonate e vi dirò tutto (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Berlusconi: "Anche i miei figli sono pronti" "A Prodi ho chiesto un prestito ponte, per prendere tempo. Fatemi fare delle telefonate e vi dirò tutto" di Natalia Lombardo/ Roma BLUFF? Berlusconi mischia le carte, fa intravedere un asso nella manica, puntando a far saltare il banco della partita Alitalia: nelle notti festaiole Silvio annuncia la presenza di una cordata italiana della quale potrebbero far parte anche i figli. Salvo smentire parzial- mente stamattina, dopo che il titolo Alitalia in Borsa ieri è schizzato del 12,52% , col rischio che oggi crolli. Martedì notte, alla fine della festa di compleanno di Roberto Maroni, il cavaliere è "sbottato". Convinto che con il suo veto "i francesi si tireranno indietro e lasceranno spazio a AirOne", lascerebbe la regia dell'operazione al patron Carlo Toto (del quale ha candidato il nipote Daniele alla Camera in Abruzzo). La cordata, spiega l'ex premier, sarebbe formata da "alcune banche tra cui BancaIntesa" poi il suo vecchio socio Fininvest Ligresti e altre dal "mondo arabo" con quote di minoranza. Insiste con l'appello agli imprenditori italiani e alla domanda di un cronista "e lei che fa?" Berlusconi risponde così: "Anche io sarei disponibile ad un sacrificio, ma mi accuserebbero subito di avere un interesse. Potrei partecipare alla pari degli altri, ed anche i miei figli credo che non direbbero di no". Ieri mattina, dopo essersi assicurato il voto della Confcooperative (quelle bianche, quelle buone), con l'ex Udc Giovanardi in prima fila, Silvio come sempre corregge un po' il tiro. O quanto meno è "opaco": "Non ho alcun interesse da parte mia o di Finivest, ma se lo chiedessero ai miei figli, se fosse necessario non si tirerebbero indietro". Soprattutto vuole bloccare AirFrance: "Porterebbe i turisti a visitare Parigi, i castelli della Loira e non l'Italia", paventa il cavaliere, facendo quello rassegnato a dover bere "l'amaro calice" del governo in una situazione "peggiore del dopo 11 settembre". E bacchetta gli impreditori che "non ci danno un euro per la campagna elettorale". Con la "leggerezza" che gli rimprovera Veltroni, l'ex premier vuol dimostrare che ha le redini in mano, che telefona a Emma Marcegalia come a Prodi, al quale "ho chiesto un prestito ponte per dare tempo a una cordata italiana", spiega. Sul sito votaberlusconi.it campeggia la coda di un aereo Alitalia: "Cordata italiana unica soluzione". Ma anche un suo ex ministro ammette che l'alternativa a Air France per ora non c'è, "tutto il resto è campagna elettorale". Berlusconi però dà a vedere di condurre una trattativa parallela, mentre qualcuno sospetta che voglia far fallire Alitalia: "Fatemi fare delle telefonate e vi saprò dire" informa nel pomeriggio uscendo dalla sede Anmil, l'associazione invalidi sul lavoro (a un anziano calvo suggerisce: "vada dal mio dottore"). Poi, facendo shopping, s'arrabbia: "Non è vero che BancaIntesa si è tirata indietro". Il leghista Maroni sostiene che "il governo dovrebbe bloccare tutto". Fini fa una giravolta: era favorevole a AirFrance, ora insegue Silvio: "Ha detto una cosa giusta: possibile che non ci siano imprenditori italiani pronti a fare una proposta?". Quanto ai figli e al conflitto d'interessi: "Probabilmente non sono nemmeno interessati". Dalla Destra Daniela Santanché lo sfida: "Silvio, se ci credi mettici i soldi".

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Ai tempi d'oro... quando al governo litigavano la Lega e An Il quinquennio del centrodestra: immobilismo nel grande e costoso andirivieni di presidenti e amministratori (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Ai tempi d'oro... quando al governo litigavano la Lega e An Il quinquennio del centrodestra: immobilismo nel grande e costoso andirivieni di presidenti e amministratori Rinvii, piani industriali abortiti, privatizzazioni mancate, molti soldi pubblici, manager bruciati e Lega tanta Lega. I cinque anni di Alitalia sotto la gestione Berlusconi sono volati tra liti, ricatti e mancate decisioni. Cinque anni in cui la ex Casa delle Libertà ha avuto la responsabilità di gestire il sistema aeroportuale del Nord, compreso lo sviluppo dello scalo di Malpensa. Un lustro d'attesa. Vissuto con il dualismo tra Malpensa e Fiumicino, tra Lega Nord e Alleanza Nazionale. Un immobilismo, che, per dirla come il ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, "ha portato l'azienda a una situazione prefallimentare" e a un sistema aeroportuale tanto anarchico da vanificare il concetto stesso di hub di Malpensa. Una via crucis per Alitalia. Tanto che nel giro di una legislatura la società ha avuto tre amministratori delegati, (Francesco Mengozzi, Marco Zanichelli e Giancarlo Cimoli) e altrettanti presidenti (Fausto Cereti, Giuseppe Bonomi e Giancarlo Cimoli). Air France, suo potenziale alleato, uno solo: Jean-Cyril Spinetta, dal 1997. L'andirivieni di manager dal centro direzionale della Magliana ha una sua ragione economica e politica. Quando nel 2001 il ministro dell'Economia Giulio Tremonti eredita Alitalia - il Tesoro è il principale azionista con oltre il 54% - la compagnia aeroportuale ha i conti gestibili. La società, grazie anche a partite straordinarie, nel 1998 aveva strappato persino un leggero utile. Il problema è la gestione e la politica di alleanze. Il gruppo deve essere snellito e ridisegnato. Si deve trovare poi un partner capace di garantire il salto. Va anche privatizzato. Lo vuole l'Europa e le tasche dei cittadini che negli ultimi dieci anni hanno versato nell gruppo oltre tre miliardi di euro. I punti sono concatenati. Ridisegnare il gruppo vuol dire anche farlo tornare alla redditività. Una società che fa utili è appetibile e può essere privatizzata più facilmente. Una volta privatizzata si può pensare alle alleanze. Come quella con Air France e Klm. Ed è a questo che il primo piano industriale di Francesco Mengozzi, datato novembre 2001, due mesi dopo l'attentato alle Torri Gemelle, punta. Poche parole d'ordine: utile nel 2003, aumento della flotta, ricapitalizzazione, esuberi per 2500 persone, ma anche ridefinizione dell'hub di Malpensa. Perché l'aeroporto di Varese dalla sua nascita nel 1998 non decolla. Le infrastrutture promesse dalle istituzioni locali non ci sono. I collegamenti veloci con le province limitrofe, le nuove metropolitane, i treni che devono spingere l'hub a diventare l'aeroporto di tutto il Nord Italia non vengono realizzati. Lo scalo, che doveva essere il punto di riferimento del Nord è isolato. E poi il Nord, almeno quello produttivo, preferisce volare da Brescia, Bergamo, Verona, Torino e addirittura da Linate. Al progetto di ridimensionare Malpensa si oppone la Lega Nord. Che chiede e ottiene, come contrappeso, alle pretese di Alleanza Nazionale, la presidenza del gruppo con Giuseppe Bonomi. E siamo nel 2003. Il piano Mengozzi annacquato da resistenze sindacali e politiche è ormai vuoto. Così come il progetto di una privatizzazione. Al quale per ragioni simili, la salvaguardia di Fiumicino e Malpensa, cioè di bacini elettorali, vi si oppongono An e Lega. Mengozzi lascia nel 2004. L'azienda, rifiutata da Air France e Klm per una fusione paritetica, arranca con perdite elevatissime (oltre 800 milioni). Il governo pensa a una gestione commissariale che consegni la parte sana di Alitalia in mano ad imprenditori disposti a rilanciarla. Si fa anche il nome del traghettatore: Maurizio Basile manager che ha condotto l'Eti, Ente tabacchi, alla privatizzazione. Ma il progetto non va in porto. far fallire Alitalia significa caricarsi costi sociali enormi. Si preferisce galleggiare. Con Giancarlo Cimoli, un passato alle Ferrovie e una fama da risanatore, un prestito ponte da 400 milioni e un'altra ricapitalizzazione da un miliardo e 205 milioni. Anche Cimoli promette il ritorno all'utile ma è solo una chimera. Alitalia affonda trascinata da Malpensa, che fa perdere al gruppo oltre 200 milioni all'anno. Ma non la faccia al governo Berlusconi. di Roberto Rossi/ Roma.

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Se decolla la propaganda (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Se decolla la propaganda Alfredo Recanatesi Segue dalla Prima L' ipotesi, si sa, è stata avanzata da Berlusconi nel corso di un intervento elettorale. Come imprenditore, oltre che come politico, Berlusconi si ritiene un leader. Ma, mentre un leader politico può dire ciò che vuole, rimanendo a chi lo ascolta in che misura dargli credito, un leader imprenditore no: se entra oggi, a pochi giorni dalla scadenza che l'unico potenziale acquirente ha posto per una definitiva decisione, nella questione Alitalia deve farlo seriamente. Il leader politico può anche limitarsi a sventolare la bandiera dell'italianità per caricare il suo elettorato in vista delle elezioni. Il leader imprenditore, se auspica e sollecita una cordata di imprenditori italiani per rilevare e rilanciare la compagnia, la deve rendere credibile mettendo sul piatto, lui per primo, l'impegno finanziario che è disposto ad assumersi nella operazione. Invece lui ha gettato il sasso e ritirato la mano, dicendosi personalmente disinteressato alla questione per via del suo impegno politico (sic!) ma prospettando, tanto per dire, una possibile, ma sempre vaga, adesione dei figli. Il cardine dell'operazione dovrebbe essere - sempre nell'ipotesi di Berlusconi - la accoppiata Air One-Banca Intesa, che già si fece avanti quando fu bandita l'asta, ma con un piano industriale che non raccolse valutazioni positive, tanto che la stessa Banca appare già da tempo ben lontana dai suoi originari entusiasmi. È evidente, dunque, che quella di Berlusconi è solo una strumentalizzazione in chiave elettorale di una vicenda triste, per molti aspetti drammatica, come quella di Alitalia. Una strumentalizzazione soprattutto degli interessi lombardi che ruotano attorno all'aeroporto di Malpensa. Berlusconi, infatti, non si è limitato a prospettare una possibilità alternativa, ma ha espresso palese contrarietà nei confronti ai Air France-Klm, ben sapendo che il presidente Spinetta puntava ad ottenere il consenso anche del centro-destra per evitare il rischio di ritrovarsi un governo ostile in un Paese del quale gestisce la compagnia di bandiera. Tutto - si diceva - per tutelare il ruolo ed i fatturati di Malpensa, ossia di un aeroporto che - è bene ricordarlo - come hub è sostanzialmente abortito poiché raccoglie una quota modesta del traffico intercontinentale originato nel Nord; ed è abortito perché lo stesso Nord ha commesso la follia di dotarsi di un aeroporto ogni cinquanta chilometri, per cui è molto più semplice e conveniente raggiungere un hub vero - come Zurigo, Fiumicino, Parigi o Francoforte - con un volo da uno di questi aeroporti "sotto casa" che raggiungere Malpensa per strada o in treno. L'ultimo affronto che Alitalia poteva meritare è proprio di vedere quanto può ancora costituire il suo futuro sacrificato sull'altare di una contingente convenienza elettorale. L'offerta di Air France-Klm può essere anche giudicata colonialista, opportunista, o quel che volete voi. Alcune condizioni poste possono anche essere ritenute mortificanti. Può essere irritante, specie per la mentalità italiana secondo la quale niente è mai definitivo e tutto si può sempre trattare, che si sia arrivati al "prendere o lasciare". Ma non è questo il punto. Il punto è che il gruppo franco-olandese è l'unico ad offrire ad Alitalia un futuro credibile. Altre possibilità, dopo mesi di procedura ufficiale ed anni di sondaggi, non ce ne sono. Possiamo piangere fiumi di lacrime sul latte versato, ma questo non varrebbe a definire una alternativa. Se l'offerta di Air France-Klm viene lasciata decadere, la situazione economico-patrimoniale di Alitalia rende pressoché automatico il commissariamento, seguito a ruota dal fallimento. E fallimento significa che molti rami d'azienda di Alitalia verranno chiusi, altri finiranno ad altre compagnie o società di servizi, i più perderanno il lavoro, quelli che lo manterranno ricominceranno da zero o quasi, alle dipendenze di altre società. Creare l'illusione che possano esserci soluzioni più convenienti, più "italiane", più disponibili a mantenere gli attuali organici alle condizioni economiche e normative attualmente vigenti, e magari anche a mantenere sulla giacca di Malpensa i galloni di hub intercontinentale; tutto questo può aiutare a conquistare facili consensi da spendere il 13 aprile, alla condizione, però, che non si pensi neppure al conto che dopo si dovrà pagare.

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Davvero qualcuno crede che in Italia ci siano imprenditori disposti al risanamento di Alitalia? E perché non si sono fatti avanti prima quando l'operazione sarebbe stata meno impeg (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Davvero qualcuno crede che in Italia ci siano imprenditori disposti al risanamento di Alitalia? E perché non si sono fatti avanti prima quando l'operazione sarebbe stata meno impegnativa?.

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Noi lettori a sostegno del nostro giornale Cara Unità e cara redazione, voglio espr (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Noi lettori a sostegno del nostro giornale Cara Unità e cara redazione, voglio esprimervi tutta la mia solidarietà e comprensione per la scelta pesante di scioperare il prossimo 26 marzo. Come lettore fedele, affezionato e appassionato sono sempre più preoccupato per il futuro della testata che sembra ancora più di prima a rischio e soprattutto per l'assordante silenzio da un lato, di una proprietà che appare francamente "poco interessata" al destino di un pezzo importante della storia del nostro giornalismo; dall'altro del Partito Democratico (ovvero dei nostri politici di riferimento) che sembrano non capire l'importanza del giornale come voce e strumento di coinvolgimento e condivisione del progetto politico. Considero il "nostro" giornale un'oasi di libertà in un panorama di testate fatto di opportunismi e compromessi con il potere di turno a volte imbarazzanti; spesso in questi anni ci siamo ritrovati soli, abbiamo fatto una scelta di rigore e coerenza ma il prezzo che rischiamo di pagare a questo stare "fuori dal coro" mi sembra francamente troppo alto. Come lettori che in questi mesi di difficoltà abbiamo insieme a voi difeso e sostenuto il "nostro giornale", meritiamo rispetto e siamo stanchi di questo infinito balletto di voci ed ipotesi sui possibili acquirenti. È ora per la proprietà di dire chiaramente da che parte sta, se con il giornale, i suoi redattori, i poligrafici e tutte quelle persone che con tanta passione lo creano tutti giorni; oppure con quelli che a vario titolo e per motivi diversi hanno interesse a farlo morire. Noi lettori lotteremo sino all'ultimo per difenderlo perché adesso più che mai la nostra Democrazia ha bisogno di questo spazio di libertà ed a questo proposito rilancio l'idea di una sottoscrizione popolare per rilanciare la testata, insieme ad un presidio di sostegno e solidarietà il giorno dello sciopero in ogni città dove ha sede una redazione (ad iniziare da Bologna in via del Giglio 5), per dare un segno visibile di quanto vi siamo vicini con la testa e con il cuore. Claudio Gandolfi, Bologna Com'è corta la memoria di Berlusconi su Alitalia Cara Unità, come fa Berlusconi a parlare di Alitalia e di colpe del Governo Prodi? Il disastro è cominciato e si è compiuto nel suo quinquennio di governo. Ma perchè nessuno, come fa Travaglio, documenta la sua sfacciataggine e lo sbugiarda pubblicamente? Pensiamo che gli Italiani siano così informati e traggano le dovute conclusioni? Temo di no, se vediamo rete quattro e le altre del Cavaliere, ma anche la RAI che gli accorda uno spazio inverecondo. E' necessario far emergere la verità su Alitalia, su di un certo leghista Bonomi che ora vuole i danni per Malpensa. Ma la vergogna delle proprie colpe non la prova più nessuno? Gianbattista Liazza, Ravenna. Auguri a Luchino vecchio partigiano Cara Unità, di nuovo in fibrillazione il Comitato di Redazione a proposito dell'assetto societario del nostro giornale (per favore non tirate SEMPRE in ballo Antonio Gramsci... lo sappiamo da molto tempo chi fu il fondatore e non mi sembra necessario ricordarlo continuamente a destra ed a manca... o lo avete scelto come alibi?...): A pagina 4 di oggi 20 c.m. avete pubblicato una foto che vede Veltroni abbracciare il vecchio partigiano e comandante. Voglio aggiungere al brevissimo ritratto che il conte Luchino Dal Verme (cugino di Vittorio Emanuele III) è stato comandante della Divisione "Gramsci" Garibaldina nell'Oltrepo Pavese e la sua nomina fu dovuta su sollecitazione fatta da Ferruccio Parri a Italo Pietra (Commissario politico della Brigate Garibaldi dell'Oltrepo Pavese). Fu un Comandante amatissimo dai suoi partigiani e fu sempre legato al territorio pavese e mai rifiutò una sua partecipazione alle manifestazioni e alle Feste de l'Unità che si tenevano a Varzi, capoluogo della Valle Staffora nel territorio in cui operava anche la sua Divisione. Voglio qui ricordarlo e ringraziarlo per questo nuovo gesto che lo rende ammirevole e che mi onora sentendolo nuovamente con me vivo e partecipe al Partito Democratico: Auguri a te Luchino , vecchio partigiano combattente Alfredo Schiavi, Sanremo Il nuovo codice si dimentica dei parchi Stefano Miliani su l'Unità commenta con soddisfazione l'ultimo passaggio del nuovo Codice dei Beni culturali a cui manca ora solo la firma del Capo dello Stato. Il titolo dell'articolo ne evidenzia un aspetto molto importante ai fini anche del paesaggio e cioè che "la bellezza è un valore unitario". Importante perché il dibattito e le polemiche che l'hanno finora accompagnato si erano incentrate -non certo a torto- soprattutto sui profili istituzionali ovvero il rapporto stato-regioni e enti locali. Aspetto non separabile però dal merito ossia da cosa si intende per paesaggio. Milani al riguardo sottolinea che il nuovo Codice rispetto al vecchio e grazie in particolare a Settis ne allarga la concezione delineandolo non solo come depositario di "bellezza" naturale bensì come patrimonio di cui fanno parte la natura quanto l'opera dell'uomo. Dai monti ai borghi tanto per semplificare. Tanto è vero che più volte nel recente passato si era cercato - purtroppo senza successo - di integrare l'art 9 della Costituzione per "aggiornarlo" sotto questo profilo. D'altra parte la vicenda del killer del pino marino che sta decimando le nostre pinete costiere in Toscana soprattutto all'interno dei parchi conferma in maniera esemplare questo intreccio paesaggio-natura spesso ignorato. Ma proprio per questo è sorprendente che neppure Miliani dica qualcosa sul fatto che il nuovo codice sottrae - ad esempio - alla pianificazione dei parchi proprio il paesaggio. Insomma mentre giustamente si sottolinea il passo avanti nella nuova concezione del paesaggio sancita dal Codice non si coglie l'incoerenza di questa norma che torna a scindere ciò che si è appena unificato. Si ritiene davvero che questo gioverà alla tutela del paesaggio? Renzo Moschini, Pisa Gentile Moschini, ringraziandola per l'attenzione e la competenza su un tema così delicato e importante, converrà chiarire che il Codice, nell'articolo numero 145, subordina anche le "aree naturali protette" ai piani paesaggistici su cui il testo stesso legifera. Cordialmente, ste. mi.

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Veltroni: Tutti i figli partano alla pari Il leader democratico a Savona: basta discriminazioni in base alle dichiarazioni dei redditi dei genitori (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Veltroni: "Tutti i figli partano alla pari" Il leader democratico a Savona: basta discriminazioni in base alle dichiarazioni dei redditi dei genitori di Eduardo Di Blasi inviato a Savona CON LE TANTE persone presenti in piazza Sisto IV a Savona, Walter Veltroni entra subito in sintonia. Perché parla a gente che ha figli e teme per la precarietà del lavoro che questi troveranno, che ha pensioni mangiate dall'inflazione, che è in parte delusa dall'esperienza del centrosinistra allargato ("Non si può governare con una coalizione che va da Dini e Mastella a Caruso", e giù l'applauso), che ritiene non più possibile vivere in un Paese dove i cittadini hanno gli stipendi più bassi d'Europa e i parlamentari quelli più alti (altro applauso, sentito). Perché, anche, sperano in questo progetto che vuole parlare a loro, al Paese. A queste persone il segretario del Pd propone di rimboccarsi le maniche per costruire un'Italia nuova che cresca come successe dopo che la seconda guerra mondiale l'aveva ridotta a macerie. "Dal '45 al '63-'64 l'Italia si trasforma radicalmente. - racconta - Un Paese lacerato diventa un grande Paese, dove si soddisfano bisogni che sembravano inarrivabili. È l'Italia a cui dobbiamo tornare, un Paese generoso, capace di fare". È il messaggio che lancia a una nazione che in questi ultimi 15 anni è "rimasta bloccata". Spiega: "Abbiamo passato 15 anni a parlare di Berlusconi sì e Berlusconi no e abbiamo perso tempo. Siamo allo 0,6% di crescita, e quello che la destra ci propone è di continuare cosi. I dati sulla crescita economica Usa parlano dello 0,3% per il primo trimestre, per il secondo crescita zero. Questo ci deve preoccupare tutti". Descrive un movimento politico nato nel volgere di una giornata, mettendo fuori il centro e tenendo dentro tutta la destra, e spiega: "Ancora una volta vincere per loro è il fine, non il mezzo. Oggi su Alitalia uno dice una cosa e uno un'altra. ". E subito allaccia: "La gente ha apprezzato il nostro coraggio di chiudere un'esperienza politica. Noi vogliamo fare un Paese nuovo. La destra propone di continuare questi 15 anni". Non vuole entrare in polemica diretta con Fini e Berlusconi. I toni pacati sono un asse dal quale non vuole spostarsi, perché è anche questa la cifra della "nuova stagione" che presenta: "Bisogna liberare il Paese dagli odi del passato. Siamo tornati ai vecchi linguaggi, ad una campagna in cui si aggredisce personalmente. Io, invece, vorrei liberare l'Italia da questa specie di scimmia sulla spalla che impedisce al Paese di camminare". Perché occorre "creare opportunità e di consentire a tutti i nostri ragazzi di avere speranza nel futuro. Rimettere in moto l'ascensore sociale". E Veltroni ricorda quel Berlusconi rinfacciò a Prodi in tv: "mica penserà - disse - che il figlio di un operaio e il figlio di un avvocato possano stare sullo stesso piano?". Il leader chiosa: "La mia risposta è assolutamente sì, assolutamente sì. I ragazzi devono stare sullo stesso piano alla partenza della vita, non alla fine. La bellezza della vita è che ci sono persone che hanno nella vita stessa la capacità e la forza di poter dimostrare il proprio talento senza che la dichiarazione dei redditi dei genitori li discrimini". Dove, insomma, "il figlio di un operaio possa diventare avvocato, nella quale ciascuno possa essere valutato per il suo talento e non per le sue condizioni sociali. Siamo l'unica forza che può tenere insieme la crescita economica e il contrasto alla diseguaglianza sociale. Come diceva Olof Palme, la nostra lotta non è contro la ricchezza ma contro la povertà". Tra le armi contro la diseguaglianza sociale c'è la scuola, Veltroni lo aveva già detto nella mattinata: lì devono esserci strumenti e attrezzi "così come i luoghi per i computer. Se un ragazzo sa fare musica facciamogliela fare. Se è appassionato di storia del '600 attiviamo un corso sulla storia del '600". E se a Cuneo il leader del Pd fa omaggio alla Resistenza che "ci ha dato la libertà", annuncia: tra qualche giorno presenteremo le nostre proposte per le pensioni. Perché "i pensionati vedono le loro pensioni mangiate dall'aumento dei prezzi beni di prima necessità".

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La causa va avanti, ma sono pronti a trattare (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del RISARCIMENTO SEA La causa va avanti, ma sono pronti a trattare "Un abbandono tout court della causa non è pensabile e immaginabile. Se ci dovesse pervenire, ma allo stato non è pervenuta, una proposta transattiva, la valuteremo. Siamo persone ragionevoli". È quanto dichiarato dal presidente della Sea, Giuseppe Bonomi, al termine del cda della società che gestisce gli scali milanesi. Bonomi ha anche ribadito che "l'azione giudiziale promossa contro Alitalia è un atto dovuto a tutela dell'integrità dell'azienda, dei lavoratori e degli azionisti". Anche Bonomi non ha invece voluto commentare le parole del candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi, che l'altra sera aveva parlato di una cordata italiana pronta ad acquistare Alitalia: "Se ci sarà la cordata - si è limitato a dire - la vedremo, anzi la vedranno loro", riferendosi al governo. Per quanto riguarda il consiglio di amministrazione di ieri, il presidente della Sea l'ha definito "informativo". "Era doveroso - ha spiegato - riunire il Consiglio di amministrazione in sede formale e informarlo della situazione". Il consiglio di amministrazione, ha aggiunto Bonomi, "ha espresso apprezzamento e sostegno alla linea di concretezza con cui ci siamo mossi finora".

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Cgil e Cisl: La parola al governo che verrà I leader sindacali: Serve ancora un po' di tempo . La Uil insiste per la trattativa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Cgil e Cisl: "La parola al governo che verrà" I leader sindacali: "Serve ancora un po' di tempo". La Uil insiste per la trattativa / Roma TEMPISTICA L'incontro tra il vertice di Alitalia e i sindacati si è regolarmente tenuto ieri mattina nonostante l'incalzare delle notizie sul futuro della compagnia di bandiera e nonostante che la linea sindacale fosse stata sufficientemente chiarita dalla missiva inviata mercoledì sera a Romano Prodi dai leader di Cgil e Cisl, Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni. No ai ricatti, sì a tempi più lunghi fino a completare la privatizzazione a nuovo governo insediato. La linea è questa, ed è quello che Epifani ha ripetuto ieri: "Di fronte a questa situazione, a Spinetta che vuole anche l'opinione del nuovo governo, si trovi un modo per continuare l'attività di volo e poi si rimandi a dopo la parte del confronto e la parte della decisione: a dopo le elezioni, quando avremo un nuovo governo". Anche per Bonanni si devono verificare "altre eventuali candidature, garantendo il tempo necessario affinché possa esprimersi anche il nuovo governo". Alla luce di questo, l'incontro con il presidente di Alitalia, Maurizio Prato non poteva che essere interlocutorio, non c'è stata rottura e tutto è rinviato a martedì prossimo, data di un nuovo round alla presenza del numero uno di AirFrance-Klm, Jean Ciryl Spinetta. Ad annunciarlo ai sindacati è stato lo stesso Prato, con annesso appello al senso di responsabilità. La risposta delle nove sigle presenti in Alitalia (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Ugl, Sdl, Anpac, Up, Anpav e Avia) è stata univoca: non vogliono ritrovarsi costretti ad accettare l'offerta al ribasso del colosso franco-olandese perché l'alternativa porta dritto al fallimento della compagnia o al suo commissariamento. Quindi è bene che la convocazione per martedì poggi su concreti margini per negoziare, l'offerta va modificata. "Il richiamo alla responsabilità fatto da Prato non è sufficiente - afferma il segretario nazionale della Filt Mauro Rossi-. La convocazione ha un senso se c'è un cambiamento". Per il segretario nazionale della Fit, Claudio Genovesi, è "inaccettabile non permettere la possibilità di un confronto". Per questo, "ci aspettiamo martedì un approccio diverso quale condizione per poter proseguire". Altra questione considerata dirimente è quella di non legare la scadenza del 31 marzo all'approvazione di un prestito ponte. Posizioni di merito sostanzialmente condivise dalla Uil che tuttavia segue un'altra strategia. Il sindacato di via Lucullo non ha firmato la lettera inviata a Prodi da Cgil e Cisl e pare convinta che i sindacati abbiano ancora un grande potere "contrattuale" tanto che il leader Luigi Angeletti afferma: "Tratteremo con AirFrance per modificare la sua proposta e alla fine dovrà essere essa ad accettare o a rinunciare". Premesso che un eventuale accordo "dovrà passare per il referendum tra i lavoratori", Angeletti plaude all'iniziativa di Berlusconi, "è di grande rilevanza politica: se si concretizzasse un'alternativa ci sarebbe la dimostrazione che anche in Italia esistono degli imprenditori". fe.m.

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Se arriva il commissario (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del SCENARI Se arriva il commissario Commissariamento. La parola che nessuno vuole pronunciare prende sempre più consistenza con il passare delle ore. I precedenti di grossi gruppi commissariati esistono sia in Italia (Cirio e Parmalat sotto l'ombrello normativo della legge Marzano), sia in Europa, con i casi di Sabena e Swissair, le due compagnie aeree che come Alitalia provocarono enormi buchi di bilancio. Il percorso da seguire, secondo la Marzano, prevede la nomina di un Commissario, a cui spetterà poi prendere le decisioni sul futuro del gruppo. In Italia, come detto, abbiamo due casi recenti, diametralmente opposti: la Cirio è stata liquidata a pezzi, mentre per la Parmalat si è tentato (con successo) un rilancio attraverso la ristrutturazione. Per Alitalia l'esempio da seguire dovrebbe essere quello offerto dal gruppo di Collecchio, ma la situazione è ben differente. Se infatti il colosso agroalimentare, una volta purgato dei debiti, aveva una struttura in grado di reggere, per la compagnia di bandiera il discorso è differente. Per questo è facile immaginare che la prima cosa che farà il nuovo commissario sarà quella di tagliare rotte e personale, per creare un gruppo in grado di competere nel mercato. Facile anche che arrivino finanziamenti, magari in cambio dell'affitto di rami d'azienda. Il vero problema però sono i posti di lavoro, perché nel caso di Swissair e di Sabena i tagli del personale sono stati pesantissimi, nell'ordine del 70%. Un vero e proprio bagno di sangue.

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Padoa-Schioppa: Chi vuole, avanti subito Ma il presidente Prato nega l'esistenza di altre proposte: Solo strillate e mai avanzate (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Padoa-Schioppa: "Chi vuole, avanti subito" Ma il presidente Prato nega l'esistenza di altre proposte: "Solo strillate e mai avanzate" di Felicia Masocco/ Roma PAROLE E FATTI "Chi è interessato ad Alitalia si faccia avanti con atti formali e offerte concrete". E lo faccia subito. A metà pomeriggio Tommaso Padoa-Schioppa interrompe l'effluvio di parole del candidato premier del Pdl e con una nota e gli ricorda che verba volant, se dietro le chiacchiere c'è qualcosa di concreto, se una cordata alternativa ad AirFrance-Klm c'è, venga allo scoperto "altrimenti distrugge una possibilità di vendita anziché costruirne una nuova". L'attesa non può durare a lungo, aggiunge il ministro dell'Economia, "i tempi, ormai strettissimi, sono dettati dalla condizione della compagnia e non possono dipendere dal calendario politico". E qui il richiamo è indirizzato anche a chi, Cgil e Cisl tra gli altri, chiedono che la decisione finale sul futuro di Alitalia venga congelata e se ne riparli con il governo che uscirà dalle urne. Le parole dell'uomo del Tesoro, il maggior azionista di Alitalia, erano state anticipate in mattinata da quelle del presidente di Alitalia, Maurizio Prato, che nel corso dell'incontro con i sindacati aveva incalzato: "Dove sono le offerte di queste cordate strillate sulla stampa e mai pervenute in azienda?". Per Prato- alle prese con il difficile compito di convincere i sindacati che AirFrance conviene - l'offerta dei franco-olandesi allo stato attuale è "prendere o lasciare", ma è "industrialmente solida" al contrario di quelle di possibili cordate, "appoggiate dalle banche che poi farebbero gravare il debito sull'azienda". Prima ancora, era stato Romano Prodi, nel colloquio telefonico con Berlusconi, a sollecitare fatti concreti. Un pressante invito a venire allo scoperto nel corso di una giornata convulsa e confusa rispecchiata dall'andamento del titolo in Borsa, uno stop and go che ha richiamato l'attenzione della Consob. Il titolo è sorvegliato, "un'attenta analisi" è in corso per la sua forte volatilità che può celare manovre speculative. Basti pensare che dopo l'intervento di Padoa-Schioppa il titolo Alitalia ha dimezzato il suo guadagno, passando da un rialzo del 30% a 15,7% attestandosi a 0,459 euro. Un'altra notizia arriva da Bruxelles, inerisce l'ipotesi di una garanzia da offrire ad AirFrance in caso di esito negativo della causa intentata ad Alitalia da Sea, per la vicenda Malpensa: l'operazione rappresenterebbe un aiuto di Stato contrario alle norme Ue. Vale lo stesso per eventuali risarcimenti riconosciute dal governo alla Sea per l'abbandono di Malpensa da parte di Alitalia. Quanto al prestito-ponte, necessario alla compagnia aerea per sopravvivere fino a privatizzazione avvenuta, è possibile solo in presenza di una proposta concreta di acquisizione, altrimenti Bruxelles lo bollerebbe come aiuto di Stato. E questo taglia un po' le gambe alla proposta dei sindacati che chiedono che la questione venga sganciata dal raggiungimento di un'intesa entro il 31 marzo. A fine giornata, dopo un vortice di dichiarazioni, resta la netta sensazione che le speculazioni in Borsa facciano il paio con quelle elettoralistiche. I principali leader del Pdl, "parlano con grande leggerezza e peraltro si contraddicono l'un l'altro. Come il giorno e la notte", accusa Walter Veltroni. "Abbiamo a che fare con posti di lavoro, in Alitalia e a Malpensa, eppure si parla con leggerezza e si annunciano cose che non si verificano". Bertinotti invoca la buona volontà di tutti per salvare il lavoro.

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È un periodo così, neanche in prossimità della Pasqua la Borsa italiana riesce a rial (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Zare la testa. Ieri il Mibtel ha lasciato sul terreno un altro 1,47% a 23.114 punti e l'S&P/Mib l'1,63% a 30.371 punti, però ci sono state delle notevoli prestazioni controcorrente con aumenti a due cifre, sintomo di un mercato incerto. La giornata ha penalizzato la maggior parte dei titoli dell'energia con Eni che ha perso il 3,7% a 20,87 euro, Erg l'1,92% a 12,24 euro, Enel l'1,69% a 6,5 euro, Tenaris il 2% a 14,42 euro; avanzano invece Saras (+0,77% a 2,73 euro) e A2A (+0,72% a 2,24 euro). Banche a più velocità. Molto male Unicredit (-4,4% a 4,13 euro) e Banco Popolare (-4% a 10,26 euro), al palo Mps (+0,18% a 2,75 euro), mentre Intesa Sanpaolo ha guadagnato il 2,19% a 4,34 euro e Ubi Banca l'1,45% a 15,73 euro. Generali -1,17% a 27,13 euro. Nell'editoria in ribasso Mondadori (-5,1% a 4,93 euro). Pesanti Impregilo (-6,94% a 2,44 euro) e Autogrill (-3,89% a 9,29 euro), debole Risanamento (-0,77% a 1,42 euro). Nelle telecomunicazioni arretra Telecom (-2,65% a 1,21 euro) mentre la giornata ha visto correre Tiscali (+12,52% a 1,68 euro). Forte recupero per Alitalia (+11,94% a 0,34 euro), cresce Fiat (+1,13% a 13,16 euro).

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Cv Alital 1066,887<TD class (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cv Alital 10 66,887 61,482 cv B Ifis 09 99,246 99,239 cv Bco Popol 10 100,357 100,619 cv Beni Sta 11 91,153 91,505 cv BIM 15 88,620 89,996 cv Carige 13 110,569 112,739 cv Mi-A2a 09 110,086 111,762 cv SIAS 17 92,159 92,549 cv Snia 10 101,010 101,010 cv Vitt Ass 197,000 197,000 Telecom IT CV 10 109,557 109,203.

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Intesa Sanpaologli utili volanoa 7,2 miliardi (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Banche Confermati gli obiettivi del 2009. Passera: "Non intendo uscire di scena". Distribuiti dividendi per 4,8 miliardi 21/03/2008 milano. Intesa Sanpaolo chiude il 2007 con utili per 7,2 miliardi di euro e in crescita del 54% rispetto al 2006. Nonostante le turbolenze sui mercati finanziari, conferma gli ambiziosi obiettivi al 2009 e resta alla ricerca di opportunità di acquisizioni mirate, anche se sul tavolo non c'è nulla. Intanto, per l'esercizio appena chiuso distribuirà dividendi per 4,8 miliardi, grazie a una cedola di 0,38 euro per le azioni ordinarie e di 0,391 euro per le risparmio. "Siamo fiduciosi e in ottima forma, per questo confermiamo i target e gli obiettivi del piano di impresa 2007-2009", ha detto il consigliere delegato Corrado Passera. Ribadito, in particolare, il target di utili per circa 7 miliardi nel 2009, con l'impegno a pagare dividendi ordinari per circa 3,7 miliardi nel 2009 e di 4,5 miliardi nel 2010. E se la forza patrimoniale sarà sufficiente il capitale in eccesso nel 2010 tornerà agli azionisti come dividendo straordinario. "Il 2007 è stato un anno difficile ma buono - ha detto Passera -, i risultati sono stati in linea, il rischio è in linea. Abbiamo una serie di punti di forza che cercheremo di sfruttare al meglio possibile". L'incontro con gli analisti finanziari è stata l'occasione anche per chiarire che la banca è del tutto fuori dalla partita su Alitalia ("È inimmaginabile che si faccia un'offerta"), e per smentire indiscrezioni su una sua uscita da Intesa: "Resterò qui - ha chiarito -. Se ci sono voci su una mia uscita dal gruppo sono false". Il risultato della gestione operativa è stato di 8.740 milioni (8.287 milioni nel 2006), mentre i proventi operativi netti sono pari a 18 miliardi di euro (+0,5% o +5,5% senza le componenti non ricorrenti). La crisi dei mercati ha pesato sull'attività di negoziazione, in calo del 44% a 1.008 milioni. 21/03/2008.

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Finmeccanica: <Abbiamoportato l'Italia nel mondo> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Finmeccanica: "Abbiamoportato l'Italia nel mondo" i 60 anni del gruppo Guarguaglini: siamo diventati leader grazie al nostro personale roma. "Partiamo dalle radici, dall'Italia, e cerchiamo di proiettarci nel mondo, attraverso investimenti che ci permettono di crescere sia in campo industriale che commerciale, con un management compatto e convinto che i goal siano realizzabili". È la linea che segue Finmeccanica, così sintetizzata dal presidente e amministratore delegato, Pier Francesco Guarguaglini in occasione della presentazione ai giornalisti delle iniziative culturali e sociali che saranno messe in campo per il sessantesimo anniversario della nascita della holding di aerospazio e difesa. Iniziative che "non sono un amarcord, che avrebbe poco significato", ha spiegato il numero uno di Finmeccanica ma per "ricordare le origini per poter affrontare il futuro con maggiore consapevolezza e consolidare la nostra posizione". Il 22 marzo del 1948, a Roma, si riuniva per la prima volta il consiglio di amministrazione della società Finanziaria Meccanica, nata appena quattro giorni prima per gestire le partecipazioni statali nell'industria meccanica e cantieristica, ha ricordato Guarguaglini. Nel tempo Finmeccanica ha mutato più volte la sua fisionomia, senza però mai venire meno alla sua vocazione industriale e tecnologica. "Se l'Italia è riuscita, dopo la seconda guerra mondiale a riconquistarsi il ruolo internazionale che le compete - ha aggiunto Guarguaglini - parte del merito va certamente anche all'industria, che ha contribuito a ricostruire la ricchezza nazionale e a proporre un'immagine competitiva e vincente dell'Italia nel mondo". "Siamo un gruppo internazionale - ha continuato Guarguaglini - che vuole accrescere la sua presenza tecnologica e commerciale, creando un management compatto e con obiettivi raggiungibili. Sessanta anni di attività rappresentano un passaggio molto importante della storia industriale del nostro Paese, che vede oggi l'affermazione di Finmeccanica su tutti i principali mercati internazionali. Un gruppo che ha saputo imporsi grazie alla continua attenzione al valore rappresentato dal capitale umano, dall'eccellenza tecnologica e dai rilevanti investimenti in ricerca e sviluppo". Guarguaglini ha parlato anche del futuro di Alitalia: "Personalmente odio i confronti. Guardo ai fatti e guardo a Finmeccanica che ha sempre avuto fiducia, anche in momenti difficili, in tecnologie e investimenti. Ma alcune volte, nel presente, si deve pensare al futuro e sacrificare situazioni e posti di lavoro per poter vivere". Parlando, poi, dei recenti dati di bilancio, Guarguaglini ha rilevato che "fino ad oggi, le nostre previsioni sono state mantenute. Abbiamo un certo realismo nel presentare i numeri, che sono in crescita". Le celebrazioni del 60° anniversario di Finmeccanica si apriranno a Roma il 26 marzo, con un evento presso l'Auditorium Conciliazione, alla presenza delle più alte cariche dello Stato. "Per l'occasione sono stati invitati tutti coloro che hanno contribuito a rendere grande Finmeccanica ed è stata realizzata una scultura, ispirata al marchio Finmeccanica, che sarà donata agli ex presidenti e amministratori delegati del gruppo", informa l'azienda. Durante la premiazione verrà proiettato un filmato sulla storia della società e la cerimonia si concluderà con un'inedita esecuzione dei Carmina Burana di Carl Orff, ad opera del Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretta dal Maestro Norbert Balatsch. È poi prevista una mostra fotografica itinerante, con il coinvolgimento della Fondazione Ansaldo, che ripercorrerà i passaggi cruciali della storia di Finmeccanica fino ai giorni nostri e sarà presentato un libro sulla storia del Gruppo, dal 1948 ad oggi, a cura della studiosa economica Vera Negri Zamagni. Finmeccanica, insieme a Banco di Napoli, sosterrà quest'anno un'altra importante iniziativa: il progetto Le Vie Francigene del Sud promosso dall'Associazione Civita, volto alla valorizzazione e promozione degli itinerari di pellegrinaggio nel Sud Italia diretti verso Gerusalemme e alla creazione delle condizioni per la nascita di una rete di itinerari religiosi, culturali e turistici che colleghi le Vie Francigene meridionali con il sistema degli itinerari esistenti in Europa. Il 2 luglio in Piazza del Plebiscito a Napoli è in programma il concerto dell'Orchestra e del Coro del Teatro San Carlo con l'Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino, riuniti per la prima volta sotto la direzione di Zubin Metha. In programma la Nona sinfonia in Re minore, Op.125, di Beethoven. Con il tradizionale concerto di Natale, appuntamento di scambio di auguri e condivisione all'interno del gruppo, si chiuderanno ufficialmente le celebrazioni del 60° anniversario di Finmeccanica. r. e. 21/03/2008 AZIONARIO 21/03/2008 ' 21/03/2008 vocazioneinternazionalePartiamo dalle nostre radici, che sono italiane, per proiettarci verso il resto del mondo p. f. guarguaglinipresidente e ad Finmeccanica 21/03/2008.

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Male i bancaririsale alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Commento milano. La partenza positiva di Wall Street, in scia al superindice economico Usa che non ha spiazzato le attese, non è bastata a spingere Piazza Affari che ha terminato la seduta in calo. Male UniCredit (-4,4% a 4,13 euro) e Banco Popolare (-4% a 10,26 euro), al palo Mps (+0,18% a 2,75 euro). Seconda seduta consecutiva in deciso recupero per Alitalia (+11,94%). Giornata in accelerazione per Tiscali (+12,52%). 21/03/2008.

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Berlusconi: <La cordata c'è, ma non dico altro> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Berlusconi: "La cordata c'è, ma non dico altro" il "giallo" degli imprenditori italiani dalla prima pagina È un fiume in piena Silvio Berlusconi, che non si ferma neanche di fronte alla freddezza di Corrado Passera, il gran patron di Banca Intesa, che si mostra poco incline a lanciarsi nell'avventura Alitalia in concorrenza con i francesi. "Non ne so niente", taglia corto in serata il Cavaliere. E poi: "Intesa non si è ritirata". A che punto sono contatti con i presunti sfidanti di Air France? "Fatemi telefonare, poi vi dirò", risponde a chi lo pressa per sapere se ci sono novità al tramonto di una giornata campale, che vede Berlusconi scatenato sulla crisi e il destino della compagnia di bandiera. Già, in nottata si era materializzata la cordata italiana per Alitalia: i cavalieri bianchi invocati da Berlusconi, che mette in campo di nuovo Air One e arriva a coinvolgere anche i figli, almeno sulla carta. È una sortita notturna, che piomba come una valanga sul tavolo del negoziato tra azienda e sindacati mentre il Cavaliere prosegue la sua marcia, come un caterpillar contro il piano di Air France. Anche Romano Prodi si ritrova nell'occhio del ciclone. Con Berlusconi, che gli telefona in mattinata e gli chiede di dare il via libera al prestito ponte, che dovrebbe servire alla cordata italiana per "mettere insieme un piano industriale e fare una due diligence, come non era stato consentito prima della gara". Con il premier, Berlusconi si mostra ottimista: "Ho avuto contatti, non posso dire chi sono, devo mantenere il riserbo ma ho fiducia e conto che si possa fare". Dall'altra parte, Prodi non si scompone: "Siamo stati sempre aperti da altre offerte, se ci fossero state. Il prestito ponte è ora vincolato, come chiede Bruxelles, a offerte serie concrete e fatte, che devono pervenire in tempi brevi". Una cosa è certa: l'attivismo di Berlusconi mette in imbarazzo e in difficoltà Prodi. E con lui il ministro Tommaso Padoa-Schioppa, che non crede nei soccorritori in tricolore e teme anzi la fuga di Air France: uno sbocco che avrebbe effetti devastanti per la compagnia, costretta portare i libri in tribunale e a chiudere i battenti. "Quella di Air France è l'unica offerta seria. L'unica alternativa è il commissariamento", spiega il ministro al personale di volo mentre è in aereo, Alitalia naturalmente, diretto a Milano. Una volta atterrato, il titolare del Tesoro mette nero su bianco tutto il suo disappunto e scrive una nota durissima contro la sortita di Berlusconi, che ora rischia di far saltare il tavolo con i francesi: "Chi è interessato ad Alitalia si faccia avanti con atti formali e proposte concrete, altrimenti si distrugge una possibilità di vendita anziché costruirne una nuova. I tempi sono strettissimi e non possono dipendere dal calendario politico". Entrata a pieno titolo nella campagna elettorale, la vicenda Alitalia si conferma come il principale motivo di scontro tra Pdl e Pd mentre il governo si ritrova sotto il tiro incrociato. "Se ci sono imprenditori italiani vengano avanti con i soldi e un progetto industriale", dice il ministro Pierluigi Bersani. "Berlusconi vuole impegnare la sua famiglia, che senza dubbio ha i mezzi. Se ci sarà un'offerta italiana, sarà un fatto apprezzabile. In caso contrario, è propaganda", è la tesi di Massimo D'Alema. "Quelle di Berlusconi sono promesse. E le parole e le promesse hanno portato l'Alitalia hanno portato l'Alitalia sull'orlo del fallimento", si sfoga Enrico Letta. Ma anche gli ex alleati del Cavaliere non gli risparmiano critiche. "Berlusconi comincia a pagare il prezzo alla Lega. Se c'erano gli imprenditori italiani, perché non sono venuti fuori prima? Non vorrei fosse una boutade elettorale e che la cordata di Berlusconi si dissolvesse il 14 aprile perché Alitalia è allo stremo", attacca l'Udc Pier Ferdinando Casini. "Berlusconi ci fa sapere che farà comprare Alitalia ai figli. Sono molto preoccupato. Non si scherza sulla pelle dei lavoratori", commenta il leader della Destra, Francesco Storace. Nel corso del suo tour elettorale interviene anche Walter Veltroni, che ribadisce: "Sulla proposta Air France, Berlusconi parla con leggerezza e dice il contrario di Fini, che era favorevole". Ma ora non lo è più. Gianfranco Fini si allinea e condivide la linea di scontro con Air France adottata dal Cavaliere in perfetta sintonia con la Lega, pronta fare le barricate per difendere Malpensa. "Berlusconi ha detto una cosa giusta e non ha sposato la cordata Air One. Siamo sicuri che Alitalia si salvi con Air France? Servono nuove forme di rilancio e di un minimo di garanzie sociali", rettifica il leader di An. La sortita di Berlusconi suona come una sfida al governo e a Prodi, al quale il Cavaliere avrebbe promesso ulteriori dettagli sulla cordata italiana nelle prossime ore. Intanto Francesco Rutelli allarga le braccia e rivela: "Ho personalmente bussato alla porta di tutti gli imprenditori italiani più importanti. Ma nessuno si è voluto impegnare". Vedremo se Berlusconi sarà più fortunato e convincente. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 21/03/2008 ' 21/03/2008 disappuntoa destraIl Cavaliere mi preoccupa: non si scherza così con il posto di lavoro della gente francesco storaceleader La Destra 21/03/2008.

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La Ue: un risarcimento alla Seaviolerebbe le nostre regole (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

L'avvertimento Roma. Lo Stato non potrà garantire a Air France-Klm la copertura di eventuali danni da corrispondere alla Sea, perché l'operazione rappresenterebbe un aiuto di Stato contrario alle norme Ue. Il governo non potrà nemmeno procedere a compensazioni per risarcire la Sea del danno causato dall'abbandono di Malpensa da parte di Alitalia. Contattato dall'agenzia Ansa, Michele Cercone, portavoce del vicepresidente della Commissione Ue responsabile per i Trasporti, Jacques Barrot, ha confermato lo svolgimento dell'incontro al centro del quale è stato "un primo scambio di informazioni sulle condizioni dell' eventuale vendita di Alitalia al gruppo Air France-Klm". Bruxelles ha evidenziato che qualsiasi tipo di indennizzo erogato direttamente dall'azionista sarebbe destinato a cadere sotto la scure di Bruxelles. Aperta la strada a un prestito-ponte garantito dal Tesoro. 21/03/2008.

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Seduta positiva in Borsail titolo cresce del 12% (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Piazza affari milano. Seconda seduta consecutiva in deciso recupero per Alitalia (+11,94% a 0,34 euro). Le azioni della compagnia di bandiera, continuamente sospese per eccesso di rialzo, sono state trainate dalla speculazione che scommette su un miglioramento dell'offerta da parte di Air France - Klm o, come indicato dal candidato premier Silvio Berlusconi, sulla formalizzazione di una cordata italiana concorrente. In deciso rialzo anche Air France (+6,86%). Di sicuro il mercato considera la possibilità di una chiusura delle trattative fra la compagnia pubblica italiana e il gruppo Air France-Klm entro il 31 marzo sempre più remota. 21/03/2008.

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Veltroni: "Italiani grati ai partigiani cuneesi" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

ELEZIONI. TRA I TEMI DISCUSSI LAVORO, ECONOMIA, TASSE E MONTAGNA Veltroni: "Italiani grati ai partigiani cuneesi" Il pullman del candidato Pd ieri ha fatto tappa a Cuneo "Tutti dobbiamo essere grati ai partigiani cuneesi: restituirono la libertà all'Italia". Lo ha detto Walter Veltroni rivolgendosi ai cittadini che affollavano ieri piazza del municipio, a Cuneo, 67ª tappa del tour elettorale del candidato premier del Partito Democratico. "Vedete - ha detto Veltroni - alcune persone qui davanti a me portanto un fazzoletto tricolore al collo. Sessantacinque anni fa erano ragazzi o poco più. Per comodità o per paura, come tanti altri, avrebbero potuto far finta di non vedere quanto succedeva in Italia. Invece vollero anteporre l'interesse di tutti a quello loro personale. Molti persero la vita per aver aderito alla Resistenza, che nacque qui, nel Cuneese. Molti pagarono un prezzo altissimo per quella loro lotta. Ma riuscirono a restituirci la libertà". Veltroni ha legato il ricordo dei partigiani alle drammatiche notizie dal Tibet, sollecitato anche da un gruppo di militanti radicali che ha assistito al comizio con le bandiere di quel Paese. "Dobbiamo essere grati per la stessa ragione al Dalai Lama e ai monaci, che con metodi non violenti si battono in questi giorni per la loro identità, storia, cultura, religione. Un Paese come la Cina non può essere grande solo per il Pil che cresce dell'8 per cento l'anno. Deve essere grande per i diritti civili e la democrazia". "Credo - ha aggiunto - che tutti ricordiamo quello studente cinese che nel 1989 in piazza Tien An Men, a Pechino, si oppose alla repressione. Non si sa che fine abbia fatto. Eppure la sua immagine mentre, tenendo ancora in mano le borse della spesa, fronteggia da solo il carro armato è nei nostri cuori. Perché vedete, viene il giorno in cui, magari con le borse della spesa in mano, ciascuno di noi si deve opporre ai carrarmati, a una giustizia intollerabile". Veltroni ha sostenuto la necessità di un cambiamento per l'Italia. "Il Pd lo può fare - ha detto - perché, a differenza di quanto è accaduto nel passato, è un grande partito concorde su un programma. E non una coalizione divisa, con gli stessi uomini da quindici anni, come il Pdl. Un esempio scoraggiante: tre giorni fa An sosteneva la vendita di Alitalia ad Air France. Due giorni più tardi il leader del Pdl dice di essere contrario. E la Lega? ora c'è anche quella del Sud. Come faranno a mediare con quella del Nord?". "Noi - ha aggiunto Veltroni - abbiamo chiuso con la sinistra estrema. Loro hanno chiuso con il centro moderato e sono schizzati a destra. C'è una bella differenza!". L'ex sindaco di Roma ha poi parlato di lavoro: "La precarizzazione è una malattia in cui non possiamo abbandonare i giovani italiani. Un conto e la flessibilità un conto è la continua incertezza del futuro, che toglie coraggio, dignità, libertà". Parlando della situazione economica difficile ha anche richiamato le colpe di chi, prima di Prodi, ha governato per cinque anni. E sulle tasse ha chiarito: "Le abbasseremo. Ma non a colpi di condoni. I condoni sono come dire: ''Fai come ti pare, che in qualche modo poi ci aggiustiamo". Sono uno dei messaggi più diseducativi che una comunità civile può ricevere, che va nell'interesse di pochi ed è un grave danno per tutti gli altri". Alla fine del comizio, prima di risalire sul suo pullman, con il ministro del Lavoro Cesare Damiano, ha incontrato rappresentati dello stabilimento Miroglio di Saluzzo e il sindaco Paolo Allemano. "Cercherò - ha detto - di darvi concretamente una mano".

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Sul ruolo di Malpensa non c'è accordo in Consiglio comunale (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

A Palazzo Cabrino Sul ruolo di Malpensa non c'è accordo in Consiglio comunale Ieri il consiglio ha affrontato anche il problema di Alitalia e Malpensa. A presentare ordini del giorno sul tema sono stati i consiglieri comunali sia del centro-destra che del centro-sinistra: cinque i documenti depositati dali gruppi di maggioranza, uno dall'opposizione. All'inizio del dibattito Augusto Ferrari, per il Partito Democratico, ha proposto di votare "un ordine del giorno comune, su alcuni punti essenziali condivisi da tutti per dare più forza al consiglio". I capigruppo si sono riuniti, con una sospensione del Consiglio, ma non è stato trovato l'accordo su un punto: il ruolo di Malpensa come hub, caldeggiato dal centro-destra, bocciato dal centro-sinistra.\.

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La sarabanda della magliana Perché Berlusconi gioca sulla compagnia aerea la sua più forte carta elettorale (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Il piano B: prima il default, poi il voto Punta al fallimento da addossare a Prodi La cordata azzurra non c'è, lo dice Passera Dovevano essere i salvatori di Alitalia. I "coraggiosi" della cordata nazionale anti-francese. Ma gli attori dello scenario di mezzanotte, evocati l'altra sera da Berlusconi tra un brindisi e l'altro per la festa di compleanno di Bobo Maroni, sono sfumati uno dopo l'altro nello spazio di un mattino: da Air One non è arrivata alcuna controfferta, come confermato dall'ad di Alitalia Maurizio Prato. Banca Intesa resta alla finestra e l'ad Corrado Passera ha dichiarato che "non c'è nulla sul tavolo" e che "non è possibile fare nessun tipo di offerta conoscendo la situazione solo dall'esterno". Resterebbero i figli di Berlusconi, ma "collaboreranno al salvataggio solo se qualcuno glielo chiederà", ha precisato ieri il genitore. E dunque? Parrebbe una disfatta su tutta la linea. Invece per Berlusconi l'operazione Alitalia può già dirsi riuscita. Air France è sotto scacco del futuro probabile esecutivo. Il governo Prodi, il convitato di pietra della campagna elettorale, è tornato al centro dell'attenzione, esposto al tiro incrociato dell'attualità. Il candidato Walter Veltroni è ora assediato su tutti i fronti: al sud la spazzatura, a Roma la "svendita" di Alitalia, al nord l'effetto Malpensa. E il Cavaliere attende con ansia i sondaggi della prossima settimana, quelli che dovrebbero registrare la "piena" del caso. Ma il colpo vero è previsto qualche giorno prima delle elezioni: perché se il 31 marzo Air France uscirà di scena, il fallimento della compagnia di bandiera sarà la notizia che accompagnerà gli italiani al voto del 13 aprile. "E per responsabilità esclusiva del governo", come sostiene già oggi Berlusconi. Il quale, alle obiezioni di protagonismo interessato, di strumentalizzazione elettorale o di correità nel default si prepara a ribattere facendosi scudo del "sistema paese". Non io, sostiene, sono mobilitato a scongiurare il "regalo" ai francesi: è la Confindustria di Emma Marcegaglia "preoccupata" per il futuro dei suoi associati privati del nodo Malpensa, sono i sindacati a denunciare l'"impopolarità" del piano Spinetta e a chiedere come me un prestito ponte. "Perché - ha detto ieri Berlusconi ai suoi - se Epifani dice che l'offerta Air France è irricevibile va bene e se invece lo dico io sono animato da secondi fini?". Secondi fini della cui esistenza non dubita più palazzo Chigi, dove ormai si ritiene che il gioco del Cavaliere abbia una precisa road map : accompagnare l'Alitalia al fallimento e quindi, una volta al governo, favorire soluzioni nazionali, magari sotto forma di "spezzatino", tra una recriminazione e l'altra sul "dilettantismo" prodiano. Tra il premier e Berlusconi è andato in scena ieri il più classico dei giochi del cerino. A dispetto delle smentite, il leader del Pdl ha ribadito che una cordata italiana è "pronta". Prodi, confortato dalla copertura di Walter Veltroni, è andato subito a vedere le carte. In mattinata ha chiamato il rivale di sempre al telefono, che gli ha chiesto l'erogazione di un prestito per preparare il terreno ai nuovi acquirenti. "Quali acquirenti?", ha chiesto Prodi. "Senza un piano serio, per l'Europa il prestito è aiuto di Stato". Ma, sulla "cordata", Berlusconi non ha spiegato al premier nulla in più di quanto detto in pubblico. E il cerino è rimasto in mano al governo. "Se c'è un compratore venga fuori subito", ha detto Tommaso Padoa-Schioppa. Paolo Bonaiuti, portavoce di Berlusconi, respinge il pressing che arriva dal Pd: "Ci si rivolge a noi come se stessimo al governo, ma non ci siamo noi a palazzo Chigi...". Come dire: il fallimento è tutto intestato a Prodi. Che ieri non ha ricevuto nuovi segnali da Spinetta. Il Prof punta ancora su Air France, ma il barometro volge al brutto: "A questo punto - si spiega dalle parti del premier - dipende tutto da quanto Spinetta si è spaventato per le parole di Berlusconi. Ma quando un presidente del Consiglio in pectore definisce "arrogante" un'offerta, non c'è da essere ottimisti". Stefano Cappellini 21/03/2008.

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L'ACQUISIZIONE di un'impresa deve rispondere a criteri industriali, a valutazioni econ (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di PAOLO POMBENI L'ACQUISIZIONE di un'impresa deve rispondere a criteri industriali, a valutazioni economiche, non ad altro. Se viene influenzata da scelte politiche vuol dire che la partita è diventata politica. Questo tipo di situazione, applicato all'Alitalia, non va bene e, se la trattativa dovesse saltare, alla fine si saprà chi ringraziare. Affermare questi principi sarebbe probabilmente una banalità assoluta in qualsiasi Paese eccetto che in Italia. Da noi, purtroppo, non è così, anzi questo è un problema tipico: troppo spesso politica e magistratura vogliono mettere lo zampino dappertutto, sicché alla fine non si riesce mai ad impostare una questione nei termini suoi propri. Ora, come insegna proprio il caso Alitalia, di tutto c'è bisogno, meno che di far diventare le scelte economiche ed imprenditoriali delle scelte politiche. Naturalmente possiamo cercare di suonare le corde più diverse: l'orgoglio nazionale, quello egoistico del Nord contro il Sud, quello pseudo-solidaristico della difesa dell'occupazione, ma non cambierebbe la natura del problema. Ad una crisi di natura industriale, dovuta a lunghe catene di errori per cui una compagnia aerea lavora sempre e comunque in perdita, per cui si è gestita una politica degli scali che ha suscitato da sempre più di una perplessità, si risponde cercando di sottrarre il giudizio dalle mani del sistema economico, passandolo a quelle del sistema politico. Con ciò ci si illude di fare, in buona o cattiva fede poco importa, il superiore interesse del Paese. Ma può veramente essere così, se il presunto salvataggio di un'impresa sull'orlo del fallimento viene fatto pagare alle tasche di tutti gli italiani e per di più in un momento in cui non c'è davvero spazio per un impiego diciamo così avventuroso del denaro pubblico? Perdiamo più immagine ad avere una compagnia di bandiera aggregata ad altri colossi internazionali o ad averne una tenuta artificialmente in vita per breve tempo con in mano i libri da portare in tribunale? Abbiamo più problemi sul piano internazionale ed europeo a doverci leccare qualche ferita per investimenti sbagliati e condotte errate nel passato o a mostrare che finalmente si è capito e si accetta che l'economia sia un terreno che non può essere manipolato, per non dire drogato, oltre un certo (modesto) limite? Queste sono le vere domande politiche che ci si deve porre oggi. Non si tratta di rifiutarsi di prendere in carico alcune ricadute dolorose di questa vicenda, a cominciare dai suoi riflessi sull'occupazione, così come di evitare ogni riflessione sul futuro e sulla sorte di investimenti anche cospicui che sono stati fatti in maniera non troppo ponderata. La politica ha tutto il diritto e vorremmo dire anche il dovere di trarre da quanto sta avvenendo delle lezioni e di cercare anche di offrire qualche contributo per la soluzione di alcuni problemi in campo. Questo però non può avvenire manipolando pesantemente le regole dell'economia di mercato. Bisogna dunque che prevalga il senso di responsabilità e che la politica abbia il coraggio di stare non uno, ma due passi indietro. Corrado Passera ha giustamente dichiarato che Banca Intesa non si fa dettare gli interventi da mettere in atto dall'esterno, ed è per questo che guadagna. La regola vale per tutti i soggetti economici, e la politica per rompere questi comportamenti "normali" deve mettere in atto quelle arti di, chiamiamola così, seduzione, che sappiamo bene a quali disastri possono portare. Sia chiaro che non stiamo difendendo solo l'autonomia della sfera economica: difendiamo, e non è un paradosso, la credibilità e la affidabilità della sfera politica. Di queste ci sarà un enorme bisogno nei prossimi mesi, visto il quadro quantomeno turbolento in cui ci muoviamo. Di esse dovremo fare a meno, se nel caso Alitalia non si accetterà che le scelte, per difficili e dolorose che siano, le deve fare il livello economico, perché, se per disgrazia si trasformassero in scelte politiche, depotenzieremmo in un momento delicato il livello di governo di cui abbiamo assoluto bisogno: quale che sia il titolare pro tempore che uscirà dal verdetto delle urne.

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Segue alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Segue alitalia La santa alleanza degli sperperatori ha già la risposta. Berlusconi propone un prestito ponte, cioè vuole che il contribuente sborsi un altro po' di soldi per far fare un affare a qualche imprenditore senza soldi. Epifani suggerisce di vendere i terreni di Fiumicino e la partecipazione azionaria in Air France, dilapidando così ancor di più la società. Dopo questi 60-70 giorni di moratoria, guarda caso quanti bastano per scavallare la data delle elezioni, Alitalia varrà ancor meno di quanto vale oggi, e se sarà così buono da aspettare Spinetta se la potrà comprare a un prezzo più basso e a condizioni più capestro. Bel capolavoro. La cosa incredibile è che nel sindacato qualcuno comincia ad accarezzare l'idea, capovolgendo il principio schumpeteriano della distruzione creatrice del capitalismo per sostituirvi il principio della distruzione distruttiva del sindacalismo. L'Alitalia sta dando in queste ore la prova provata che l'Italia non è un sistema-paese, e che qui nessuno comanda. L'acquirente francese ha dovuto trattare prima con il cda, poi col Tesoro, poi col governo, da ieri coi sindacati e da oggi anche con i potenziali governanti di domani in campagna elettorale, uno dei quali è per inciso un tycoon che vorrebbe fare entrare i figli nell'affare (come la chiameranno: Alinvest, Finitalia?). Cascano le braccia. Agnelli parlava della repubblica delle banane. Sarebbe più corretta chiamarla la repubblica del bagaglino. Antonio Polito 21/03/2008.

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Segue dalla prima conversazione con bonanni (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Segue dalla prima conversazione con bonanni Su Prodi il segretario della Cisl aggiunge: "Io ed Epifani, che rappresentiamo le più grandi organizzazioni sociali del paese con circa undici milioni di iscritti abbiamo chiesto al premier un incontro. Sa cosa ci ha risposto? Che siccome non era richiesto da tutte e nove le organizzazioni sindacali coinvolte non poteva riceverci. È ridicolo. Il presidente del Consiglio così offende il suo ruolo". Sulla cordata italiana, rilanciata ancora ieri da Berlusconi, Bonanni dice: "Se c'è, esca subito allo scoperto". Per adesso il leader della Cisl, converge sulla proposta che ha fatto ieri Epifani: "In questa fase sarebbe opportuno aspettare che si insedi il nuovo governo e vedere se escono offerte migliori per salvare Malpensa. Stiamo parlando del cuore pulsante dell'Italia che produce". E sulle risorse, che ad oggi non sembrano esserci, almeno nelle casse di Alitalia, Bonanni taglia corto: "Sono tre anni che il governo dice che non ci sono soldi. Li trovi". Ma il leader della Cisl va oltre. Per lui Alitalia dovrebbe essere il primo banco di prova di un governo bi-partisan. E chiarisce: "Oltre che su Alitalia, le dimensioni delle macerie che abbiamo di fronte sono tali che, per il medio periodo, servirebbe un governo di larghe intese per far fronte all'emergenza economica e sociale, e per fare le riforme istituzionali. Anche perché credo che con questa legge elettorale, e dopo quindici anni di bipolarismo distruttivo, le riforme non siano più rinviabili. Solo un governo larghe intese può ridare ai cittadini fiducia nella politica. Tra l'altro sarebbe questo l'unico modo per togliere di mezzo le lobby che vogliono una politica divisa e debole". Il tema cui Bonanni dà priorità assoluta è la crisi economica: "L'Italia, di fronte alla recessione è impreparata: l'economia non tira, il debito è alto, le previsioni di crescita allo 0,6. Se questo è il quadro è preoccupante l'insistenza su politiche mercatiste incentrate sui tagli. Servono invece terapie keynesiane: investimenti in infrastrutture, ricerca, innovazione". E anche su questo punto Bonanni non risparmia critiche al governo: "Sbaglia Padoa Schioppa a seguire la politica monetarista voluta dalla Bce che serve un solo padrone: il credito. Per prosciugare il debito serve lo sviluppo". E per creare sviluppo, per Bonanni, sono indispensabili due fattori su tutti. Il primo è un nuovo ruolo della politica nell'economia: "Al di là del protezionismo, l'analisi di Tremonti nel suo ultimo libro è condivisibile: sul primato della politica, sul ruolo dell'Europa, sull'interesse per le persone prima degli elementi economici. Sono cose che noi diciamo da tempo". Il secondo sono interventi sul potere d'acquisto dei salari: "I nostri salari sono tra i più bassi d'Europa. Per l'Ocse siamo al ventriteesimo posto, dopo Spagna e Grecia. Bisogna subito intervenire togliendo le tasse sul secondo livello di contrattazione. In tal modo si ottengono risorse dalla crescita senza fare danni all'erario e senza causare un aumento dell'inflazione. E poi bisogna detassare gli straordinari, utilizzando a pieno gli impianti, ovviamente nella sicurezza del lavoro. Questo produce un aumento delle commesse che, a sua volta, può determinare nuove assunzioni. Anche perché non è vero che dove c'è il lavoro straordinario cala l'occupazione". Alessandro De Angelis 21/03/2008.

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Alitalia, il Tesoro sfida Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Padoa-Schioppa: subito le nuove offerte. Il Cavaliere: c'è la cordata. Passera (Intesa): non interveniamo a chiamata Alitalia, il Tesoro sfida Berlusconi Elezioni, il richiamo di Napolitano: "Il voto non è mai inutile".

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AGONIA le sparate di berlusconi, smentite subito, e quelle dei sindacati. e i silenzi incredibili dell'autorità di vigilanza della borsa (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

ALITALIA, CHI PARLA TROPPO E CHI TROPPO POCO Si sgonfia la supercordata del Cav, fatta di figli, arabi, Ligresti e Banca Intesa (che nega tutto). E strepitano i sindacati, che chiedono rinvii dimenticando la situazione finanziaria della compagnia Mentre la Sec statunitense e la Fsa britannica aprono indagini per accertare eventuali casi di insider trading e turbativa dei mercati rispetto ai titoli Bear Stearns e Hbos, terminati nelle mire degli "short sellers", sembra che la Consob non sia interessata alla montane russe su cui si muove ormai da mesi il titolo Alitalia. Gli ultimi giorni, poi, sono stati addirittura esemplari: mano a mano che le criticità dell'accordo con Air France-Klm emergevano e la politica scopriva di aver trovato il main issue della campagna elettorale, le azioni dell'ex compagnia di bandiera hanno fatto la gioia degli speculatori. Ieri mattina il titolo del gruppo è stato sospeso per eccesso di rialzo ma dopo la riammissione alle contrattazioni ha toccato un +35 per cento per poi attestarsi a +32 per cento a 0,4080 euro e chiudere a 0,35. A far schizzare il titolo l'attesa che Air France-Klm riveda al rialzo la propria offerta o abbandoni il campo a favore di un nuovo acquirente. Rumours, insomma. Messi in circolazione ad arte o comunque amplificati dal circo mediatico scatenato da Silvio Berlusconi, dettosi sicuro della presenza di una cordata italiana pronta a subentrare al vettore transalpino. Il leader del Pdl ha anche chiamato in causa Banca Intesa, che ha immediatamente smentito qualsiasi interessamento o ruolo attivo nella vicenda: "Tre mesi fa - ha ricordato Corrado Passera - siamo stati esclusi in fase di due diligence e da allora non c'è più stato nulla". Berlusconi, invece, aveva accennato alla possibilità che l'istituto potesse valutare un via libera a una operazione per tornare in corsa per l'acquisizione di Alitalia. Di più, la questione è stata anche al centro di un colloquio telefonico tra il leader del Pdl e il premier Romano Prodi per valutare l'ipotesi di un prestito ponte: opzione poco percorribile viste le stringenti normative europee rispetto agli aiuti di Stato, erogabili soltanto in caso un nuovo compratore intervenga in tempi brevissimi. E la fantomatica cordata pare esistere solo nei pensieri del Cavaliere. In compenso brindano gli speculatori, come nove mesi fa, visto che non è la prima volta che gli appetiti degli hedge fund e non solo si concentrano sul titolo dell'ex compagnia di bandiera. Il 2 agosto dello scorso anno, infatti, la procura di Roma aveva avviato un'inchiesta con l'obiettivo di accertare se ci fossero state o meno operazioni di insider trading sul titolo durante le "oscillazioni", già sotto controllo della Consob, seguite al ritiro dalla gara dell'Air One di Toto. Ma guarda caso nelle intenzioni dei magistrati c'era anche la volontà di verificare eventuali dichiarazioni fatte alla stampa in concomitanza delle variazioni del titolo. Lo stesso presidente della Consob, Lamberto Cardia, in più di un'occasione aveva chiesto a ministri e parlamentari di limitare le dichiarazioni sull'ex compagnia di bandiera per evitare possibili scossoni in Borsa ma nel mese di maggio il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, rivendicò "il diritto dei ministri competenti ad esprimere il proprio punto di vista sul vettore". Il fascicolo era senza indagati ma l'iniziativa della Procura puntava ad accertare se vi fosse stata attività di insider trading e speculazione sul titolo che dal 29 giugno al 1 agosto era variato da 0,8175 euro scendendo il 19 luglio, dopo il fallimento della gara, ad un picco negativo di 0,7840, fino a salire il 31 luglio a 0,8895 euro ad azione. Che fine a fatto quell'inchiesta? E la Consob non ha nulla da dire al riguardo in questi giorni di montagne russe con variazioni del titolo inspiegabili se non in un'ottica di schizofrenia speculativa? "È un titolo su cui pesa troppo la politica, si muove quasi unicamente su voci di mercato e su speculazioni. Il gran parlare di queste ore, gli stop-and-go e l'ambiguità di certe posizioni non fanno che ingolosire gli speculatori short e gli hedge fund pronti ad intervenire per affossare quando si apprezza troppo", rivela un operatore che chiede l'anonimato. Nessuno, Consob in testa, è curioso di sapere cosa sta succedendo? 21/03/2008.

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Ring colpi sotto la cintola nel nord forse fatali per il pd (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Ring colpi sotto la cintola nel nord forse fatali per il pd Sulla pensione e l'Alitalia un micidiale uno-due per W. La campagna elettorale adesso è giunta a un punto di svolta C'è la svolta della campagna elettorale. Dopo settimane di slanci veltroniani, due contropiede di Berlusconi hanno messo a segno forse i punti decisivi. Ovviamente non festeggiamo. Ma non è utile neppure mettere la testa nella sabbia. L'uno-due del Cavaliere è avvenuto, non per caso, nel giro di pochi giorni, forse di poche ore. L'attacco di Fini al pensionato-baby Veltroni è stato clamoroso. Certo non è stato un gesto di fair play, visto che fino a quel momento l'atteggiamento di Veltroni verso l'altra parte era stato sostanzialmente corretto. Un colpo sotto la cintura che stupisce soprattutto per aver trovato impreparata la vittima. È singolare come un esperto di campagne elettorali, e di campagne all'americana, come Veltroni non abbia capito che quando si sceglie una così totale esposizione personale bisogna avere una totale trasparenza. Sarebbe stato sufficiente che Veltroni avesse comunicato in tempo tutta la propria situazione finanziaria e patrimoniale e nulla sarebbe accaduto. Inutile invocare la privacy. Se vuoi l'America ti prendi l'America e in America l'uomo pubblico non ha diritto a privacy. L'altro colpo sotto la cintura Veltroni e l'intero Pd lo stanno ricevendo sulla vicenda Alitalia. Il candidato del Pd ha impegnato tutte le proprie carte in un giro del Nord ricco di successi e di piazze piene, per tentare di correggere l'immagine di una sinistra riformista troppo romanocentrica e meridionalizzata. La stessa candidatura di Massimo Calearo appartiene a questa strategia volta a sollecitare una nuova immagine dei democratici veltroniani. L'altolà brutale all'affaire Air France da parte del centrodestra e in particolare di Silvio Berlusconi ha segnato una novità dalle molte facce. Prima di esaminarle guardiamo al quadro d'assieme. Il disastro Alitalia ha molti padri e sarebbe ingiusto addebitarlo al solo governo Prodi. Ma di disastro si tratta. Un disastro che fa parte di una lunga tradizione di governo italiano, questa sì bipartisan, tesa a rinviare le scelte scomode. In queste stesse settimane la proposta che ha raccolto più successo a proposito del dossier-Malpensa porta un nome inquietante: "moratoria", cioè rinviare, non far nulla. Alitalia è una dei capitoli peggiori del bilancio di questo Paese. Uno di quei problemi che vanno affrontati con la necessaria celerità e fermezza. Era tardi anche ieri. Non so quanta responsabilità ha il governo in questa faccenda e non so se la proposta Air France vada accettata. So, come tutti gli italiani da qualche ora, che c'è stata la svolta impressa da Berlusconi: una cordata italiana che vedrà all'interno i figli del Cavaliere. L'iniziativa di Berlusconi assesta un colpo duro alla credibilità del governo e dello stesso Pd. Andiamo più in profondità. È del tutto evidente che una soluzione Alitalia imperniata su una cordata a cui partecipano i figli del probabile prossimo premier aggrava il conflitto d'interesse. Dal punto di vista della comunicazione di massa, tuttavia, Berlusconi gioca un carta d'oro. È come se dicesse: intervengo perché non c'è altra soluzione, se l'aveste trovata non saremmo intervenuti, il conflitto d'interesse è frutto dei vostri errori. Di fronte a quella parte di Nord che si riconosce nella questione Malpensa, Berlusconi si presenta come il salvatore. In generale Berlusconi si presenterà come il deus ex machina che tira fuori un'azienda del paese da una situazione di morte non salvata da un governo di centrosinistra. Mettetela come volete, è un gran colpo di teatro. Tuttavia, il Cavaliere qualche spiegazione la deve dare. Una su tutte. Se la carta "italiana" era così a portata di mano perché aspettare l'ultimo minuto per giocarla? E perché l'ultimo minuto coincide con l'ultimo tornante della campagna elettorale? Non avrebbe dato prova di senso dello Stato il Cavaliere proponendo da subito quella soluzione che oggi viene presentata come frutto di una debacle del governo uscente? Sono domande che hanno alle spalle un'idea della politica bipartisan. Che non vuol dire "inciucio", ma comune senso di responsabilità verso il proprio paese. L'uno-due di Berlusconi forse è già decisivo per stabilire chi sarà il vincitore delle prossime politiche. Veltroni ne può ricavare una lezione. Ha fatto scelte che resteranno nella storia politica italiana, soprattutto quella, piena di significati, dell'andare da solo. Ma, come diceva quel presidente asiatico, questa faccenda non è un pranzo di gala, soprattutto non è il galà delle debuttanti. 21/03/2008.

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Salvataggi sa che è una bufala, ma basta arrivare alle elezioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Salvataggi sa che è una bufala, ma basta arrivare alle elezioni La Vicenza 2 del Cavaliere Getta i figli in pasto al Nord È un genio della politica, niente da fare! D'accordo, l'assist di Prodi era imperdibile, ma l'incornata in rete di Berlusconi è stata da urlo. Ancora ieri Tps spiegava convinto l'ineluttabilità della decisione e confrontava compunto i costi del vendere e quelli del liquidare; lui spazza via esuberi, aerei, piloti, malpense e fiumicini, e fa apparire luminosa, e improvvisamente credibile, l'idea del rilancio. Un colpo che vale un milione di manifesti "Italia rialzati". Entra lui, e divide il campo: da un lato i flagellanti, capaci solo di dare brutte notizie, così possono aumentare le tasse e vendere l'argenteria, dall'altro gli entusiasti che hanno energie e fantasie; da un lato chi fa scappare i turisti per la munnezza, dall'altro chi non chiude Malpensa quando è in arrivo l'Expo; da un lato i burocrati, incapaci perfino di mettere su un'asta aperta e vivace, dall'altro l'imprenditore che si mette in gioco. E che sa come si fa: come con la Fiat, chi potrebbe negare che è dopo i suoi consigli che gli Agnelli han scovato Marchionne. Ma questo è solo per la curva Sud. Per chi sta in tribuna c'è il gusto raffinato della strategia: mettere insieme i sindacati e la Lega, Tremonti e la Moratti, piantare il cuneo tra il prodiano Bazoli e il "totiano" Passera. Il gusto di sbertucciare gli intellettuali che volevano insegnare il liberismo alla sinistra, e pensavano di imporre le liberalizzazioni a un popolo che non sanno far sognare. E quelli del loft, che pensavano di risolvere il problema del Nord ostile arruolando un Calearo e un Colaninno? Una sua dichiarazione, e la tela che han messo settimane a tessere la possono buttare. E anche 'sto Tremonti, tutto orgoglioso perché parlano del suo libretto, fa la ruota leggendo sul Tempo gli omaggi che gli fanno quei gonzi a sinistra, da Padellaro a Sansonetti, e pensa così di avere sgominato l'Armata Rossa: cosa si crede, faccia pure la "paura", ma la "speranza" è solo lui, il Cavaliere. Dicevano che Berlusconi aveva perso lo smalto e conduceva una campagna al ribasso? E io gli faccio vedere che una Vicenza me la so inventare quando voglio. Ma poi c'è un gioco più segreto, che tiene tutto per sé. Il segreto sta nelle quattro parole con cui ha definito la cordata salvatrice: "anche con i miei figli". Lì sta la chiave della vendetta che finalmente potrà assaporare. Infatti anche se nessuno osa mettere in dubbio che i risparmi dai figli fin dall'infanzia sagacemente accantonati siano quantitativamente adeguati alla bisogna, sarebbe imprudente e dunque di cattivo esempio investirli tutti in un'impresa rischiosa. Si dice figli, ma il piano funziona solo se dietro c'è il padre a garantire. Il padre, che quando siederà a capo del tavolo del consiglio dei Ministri, avrà al suo fianco il ministro dell'Economia, suo socio in Alitalia, e poi via via il ministro dei Trasporti che gli regolerà slot e tariffe, quello delle Infrastrutture che provvederà ai collegamenti degli aeroporti dove atterrano i suoi aerei, quello dell'Ambiente che consentirà nuove piste. (Quello del Commercio con l'estero non c'è, Tremonti l'ha abolito). Berlusconi scorre i giornali, controlla ancora: nessuno ha sollevato l'obiezione del conflitto di interesse. Di fronte alla bandiera, sia pure dipinta sulla coda, tutti zitti: zitti i parlamentari che avevano stilato i disegni di legge per obbligarlo a vendere le sue televisioni, zitti i giuristi che volevano dichiarare ineleggibile come un bagnino lui che aveva preso i voti della metà degli italiani, zitte le vestali del servizio pubblico, della posizione dominate e del 45%, zitti gli opinionisti italiani e gli Economist inglesi che da 15 anni rompono gli zebedei con 'sto "unfit". Perché questo è un Paese che se uno crea la televisione che mette in ridicolo i mutandoni di Stato, che offre pubblicità alle aziende che vogliono crescere, e spettacoli agli italiani che vogliono libertà, cercano di espropriarlo; ma se tiene in vita a spese del contribuente la peggiore delle aziende di Stato, tutto gli è permesso. Berlusconi lo sa che il suo piano è una bufala, l'importante è che regga fino alle elezioni. Dopo, si vedrà. Male che vada si andrà al concordato, e sarà colpa o di Bruxelles o della magistratura: come si dice, piove sempre sul bagnato. E quando si addormenta, alle tre del mattino, solo con i suoi faticati dossier, già si gode la scena, quando li convocherà tutti, quelli della confraternita del conflitto di interesse, e gli svelerà il suo segreto. Già ha in mente la frase: "Voi avete detto a me che sono unfit: e io dico a voi che vi f****". E mentre si addormenta ha un flash back: lo farà nella sala del Mappamondo. 21/03/2008.

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T itolo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-21 num: - pag: 3 autore: di BEPPE SEVERGNINI categoria: REDAZIONALE Passaggi T itolo Alitalia sulle montagne russe dopo l'offerta francese. Cose turche. Per i dipendenti è una tortura cinese. Che compagnia internazionale! www.corriere.it/italians.

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F inora (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-21 num: - pag: 1 autore: di FRANCESCO VERDERAMI categoria: REDAZIONALE Il retroscena Veltroni al bivio tra Epifani e Prodi F inora era stato così abile che persino gli avversari avevano dovuto riconoscerlo, perché era riuscito a consegnare il governo Prodi a una stagione politica passata. Ma il "caso Alitalia" risospinge l'esecutivo sulla scena. CONTINUA A PAGINA 3.

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Alitalia, ultimo appello del governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-21 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il Tesoro: tempi strettissimi. Il Cavaliere chiede a Palazzo Chigi un prestito ponte per la compagnia Alitalia, ultimo appello del governo "Chi è interessato lo dica subito". Berlusconi: la cordata italiana c'è ROMA - Vendita di Alitalia: oltre ad Air France il governo valuterà nuove offerte ma devono arrivare entro il 31 marzo. ALLE PAGINE 2e 3.

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Galan: Malpensa? Il Nord Est può fare senza (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-21 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il governatore del Veneto "Venezia offrirà voli intercontinentali, ma adesso acceleriamo sui treni della Tav" Galan: Malpensa? Il Nord Est può fare senza "L'offerta di Air France è dolorosa, ma vada avanti se è l'unica possibile" MILANO - "Visto dal Veneto, l'interesse per Malpensa è molto relativo. Noi abbiamo il nostro sistema aeroportuale e siamo autosufficienti". Giancarlo Galan, governatore forzista del Veneto, non pare particolarmente in pena per le sorti di Malpensa. Quanto ad Alitalia, ritiene che "l'unica soluzione sia Air France: una medicina amara ma necessaria". Eppure si dice e si ripete che la sopravvivenza dell'hub Malpensa è nell'"interesse del Nord". "Certo, è anche interesse del Nord. Però soprattutto della Lombardia, meno del Veneto. Noi abbiamo Venezia, uno dei migliori aeroporti d'Italia, che presto avrà anche voli a lunghissima distanza". Tra Milano e Venezia esiste uno scalo ogni 40 chilometri. "Siamo la prima regione turistica d'Italia: è impensabile che un turista venga fino a Varese per andare a Venezia. Piuttosto c'è altro che ci unisce alla Lombardia". Cosa? "La necessità di completare le infrastrutture ferroviarie e viarie. La benedetta Tav, i collegamenti tra il corridoio 5 e gli scali aeroportuali. Che Malpensa funzioni va benissimo. Ma noi siamo autosufficienti e dobbiamo continuare ad esserlo". Vista dal Nord Est, Malpensa è lontana. "Nel Veneto non ho sentito particolari tensioni su Malpensa. Sia nel mondo imprenditoriale sia tra gli operatori turistici". Non è un punto di vista egoistico? "Non è questione di egoismo. Abbiamo un sistema che funziona e ce lo teniamo. Guardiamo a Est, all'Europa centrale. A noi preme risolvere il problema delle infrastrutture. Stiamo portando a termine il passante, la terza corsia della Mestre-Trieste, la Pedemontana. Stiamo realizzando una grande metropolitana di superficie in tutto il Veneto centrale". E Alitalia? "Si porta dietro problemi decennali legati alla cattiva politica e allo strapotere del sindacato". Come si risolve la situazione? "Sarebbe meglio se si giocasse tutto in Italia, ma non è possibile. Quella di Air France è una soluzione dolorosa, ma è l'unica possibile". Non è sbagliato dare la nostra compagnia a un gruppo straniero? "Quando sono arrivate nel Veneto le banche europee, avrei preferito anch'io i veneti agli olandesi. Però alla fine le banche vanno e vengono e non mi pare una gran tragedia. E del resto: ci crediamo o non ci crediamo all'Europa?" Eppure Berlusconi è sceso in campo contro i francesi. "Ha fatto bene a chiedere un impegno forte della nostra imprenditoria. Ma credo che vada rivolto soprattutto al problema sociale, agli esuberi. Nessuno deve perdere il posto". Insomma, Air France per voi va benissimo. "Air France è una grande compagnia, che garantisce affidabilità ed efficienza. Credo che la crisi sia durata troppo a lungo e che siamo ormai all'accanimento terapeutico. La medicina francese forse è amara: ma è l'unica possibile". Gli scali padani "Uno scalo ogni 40 chilometri in Pianura Padana? Ma almeno noi veneti abbiamo un sistema che funziona" Giancarlo Galan, presidente del Veneto Alessandro Trocino.

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Berlusconi: cordata pronta Il Tesoro: si faccia avanti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-21 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Berlusconi: cordata pronta Il Tesoro: si faccia avanti L'ex premier: ma serve un prestito ponte per Alitalia Il governo: tempi brevissimi. Passera (Intesa): nulla sul tavolo Il Cavaliere: non mi risulta che la banca si sia ritirata ROMA - Un prestito-ponte del governo per non far fallire Alitalia e dare il tempo alla cordata degli imprenditori italiani, annunciata da Silvio Berlusconi, di "partire". è quanto ha chiesto ieri il leader del Pdl al premier Romano Prodi, forte dell'appoggio dei sindacati confederali che ieri hanno confermato il "no" al piano Air France- Klm. Prodi si è detto disponibile a valutare nuove offerte che giungano però in tempi brevissimi, vale a dire entro il 31 marzo. Quanto al prestito, ha chiarito che potrà essere concesso, secondo le regole Ue, solo a fronte di un'offerta concreta, completa di piano industriale, che il Tesoro dovrà valutare. Una condizione che pare impossibile da assolvere a breve e che Prodi avrebbe imposto perché convinto che Berlusconi voglia soltanto "pilotare" il fallimento Alitalia, dopo le elezioni, per favorire qualche soluzione italiana. La nuova offerta, così come la cordata, sembra infatti tutta da costruire. Ne sembrano estranei tanto il fondo americano Tpg, che aveva partecipato alla gara, quanto Mediobanca, più volte coinvolta in colloqui relativi alla privatizzazione. Sono rimasti in silenzio anche gli imprenditori lombardi. Al punto che esponenti del Pd hanno bollato l'uscita di Berlusconi come elettorale. L'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, sostenitore di AirOne, indicato dal Cavaliere come perno dell'operazione, è apparso cauto: "Al momento - ha detto - è inimmaginabile fare una qualsiasi offerta". E ha aggiunto: "Il progetto che AirOne aveva presentato era un progetto industriale molto bello che avrebbe creato un operatore di prima grandezza e di grande qualità, era basato però su una conoscenza che probabilmente adesso è superata dagli eventi". Parole che sono subito state interpretate come un passo indietro, anche sulla scorta d'indiscrezioni, non confermate, circa l'assenza di un'unanimità sull'investimento all'interno del consiglio di sorveglianza dell'istituto. è stato Berlusconi a smentire questa lettura: "Intesa si è ritirata? Non mi risulta - ha detto -. Mi risulta in maniera inequivocabile che chiedono che sia data anche a loro la possibilità di una due diligence per conoscere la realtà aziendale ". La replica ha registrato un no-comment di Intesa- Sanpaolo. E nessuna dichiarazione è pervenuta dal patron di AirOne, Carlo Toto. Intanto c'è stato l'incontro tra l'amministratore di Alitalia, Maurizio Prato, e i nove sindacati. Prato avrebbe detto che la trattativa con Air France-Klm è "prendere o lasciare", sottolineando che l'"offerta è industrialmente solida, al contrario delle possibili cordate appoggiate dalle banche che poi farebbero gravare il debito sull'azienda" e che finora non sono emerse. Ma i sindacati, unanimi, riconvocati da Air France-Klm per martedì prossimo, hanno ribadito che senza modifiche il piano transalpino sarà respinto. I francesi ieri hanno taciuto. Di certo non hanno intenzione di ritirarsi: martedì si presenteranno forse con una controproposta. Poi attenderanno il 31 marzo, data indicata da Alitalia come termine ultimo per rispondere all'offerta di Air France- Klm, termine peraltro contestato dai sindacati che chiedono a Prodi di lasciare la palla al prossimo governo. "Chi è interessato ad Alitalia si faccia avanti con atti formali e concreti - ha detto in una nota il Tesoro -. I tempi sono ormai strettissimi ". Segno che non è cambiata la linea del ministero sul possibile avvio, dopo il 31 marzo, della procedura fallimentare di Alitalia. Anche per questo Prodi ieri ha rifiutato di ricevere i tre segretari confederali che auspicano il rinvio di ogni decisione. Antonella Baccaro.

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La trattativa con i sindacati e gli appunti dell'<olandese> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-21 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Indiscreto La trattativa con i sindacati e gli appunti dell'"olandese" (a. bac.) I sindacati l'hanno definito lo "scrivano olandese". L'uomo inviato da Klm al tavolo della trattativa tra il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, e i sindacati, è stato notato per il diligente modo di appuntare fino alle virgole tutto quanto veniva detto dalle parti. Un compito che ha svolto in silenzio, assolvendo al mandato di Amsterdam di "tenere d'occhio" gli italiani. Per non ripetere l'esperienza del '99 quando Alitalia ruppe clamorosamente con Klm.

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La chiamata dei figli: faranno il loro dovere (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-21 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Il caso Il leader del Pdl: non si tireranno indietro. La precisazione arrivata dalla Fininvest La chiamata dei figli: faranno il loro dovere MILANO - Questa volta per loro potrebbe essere anche più complicata di quando il papà, esattamente dieci anni fa, fu tentato dall'idea di vendere le televisioni a Rupert Murdoch. Furono i figli maggiori, Marina e Piersilvio, si disse, a sventare il colpo di mano del magnate dell'editoria globale, che oltretutto pare avesse offerto poco. Il "no" dei due fratelli si tradusse anche nella crescente assunzione di responsabilità nelle aziende di famiglia. La prima, oggi indicata tra le quaranta donne più potenti del pianeta, è diventata nel frattempo presidente di Fininvest e Mondadori e il secondo ha assunto la guida di Mediaset come vicepresidente esecutivo. A smarcarsi fu invece Barbara, avuta dal Cavaliere con Eleonora e Luigi dalla seconda moglie Veronica. Ai tempi di Murdoch Barbara era una bambina ma nel 2004 riconsiderò il tutto affermando che lei, al padre, avrebbe dato il consiglio opposto: vendere. "Il punto è che in un mercato come il nostro, globale, gli investimenti di Fininvest non dovrebbero essere concentrati prevalentemente in Italia ", osservava una Barbara ventenne, intervistata da Vanity Fair. Quattro anni dopo, di fronte alle parole del padre sui figli pronti alla chiamata per salvare Alitalia e il tricolore, Barbara si sarà fermata a riflettere, come altri esponenti dell'élite italiana, anche di seconda generazione, hanno fatto in queste ore. "Se mio padre facesse un'offerta, lo guarderei con preoccupazione: Alitalia è a un punto di non ritorno" ha detto Matteo Colaninno, primogenito del numero uno della Piaggio, ex leader dei giovani confindustriali e oggi capolista del Pd in Lombardia. Ma l'appello di Berlusconi sta pur sempre lì a interrogare il mondo produttivo: "Se lo chiedessero ai miei figli, se fosse necessario - ha detto il Cavaliere - non si tirerebbero indietro. Penso che gli imprenditori più importanti dovrebbero sentirsi in dovere di dare una partecipazione". Se lo chiedessero a me - è stata la conclusione - io non ho nessun interesse se invece lo chiedessero ai miei figli loro farebbero il loro dovere". Insomma, "chi può faccia subito qualcosa, potendo lo farei io" è la traduzione che ne viene data, mentre la citazione dei figli viene letta come una suggestione. La pensa così anche Gianfranco Fini osservando, in videochat con Corriere.it, che "i figli di Berlusconi sono l'ultimo dei problemi, e probabilmente non sono neanche interessati". Lo stesso candidato premier ha dovuto infatti chiarire di non essere personalmente coinvolto e smentire l'ingresso nella partita della Fininvest, società che dispone tra l'altro di sufficiente liquidità (1,1 miliardi più 1 miliardo di linee di credito) per rilanciare abbondantemente sull'offerta da 1,7 miliardi di Air France. E sulla quale i riflettori del mercato restano costantemente puntati in virtù dell'imponente cash (da ultimo era stata accarezzata l'idea di un matrimonio tra Mediaset e Telecom) ma anche del suo recente ingresso nel capitale di Mediobanca. Gli assetti di controllo di Fininvest riflettono quelli familiari: il capitale è stato aperto in parti uguali ai cinque figli attraverso l'attribuzione di quote nelle holding a monte della finanziaria. Piersilvio Berlusconi, vicepresidente esecutivo di Mediaset, e, sopra, Marina Berlusconi, presidente della holding Fininvest Paola Pica.

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Alitalia La vendita (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-21 num: - pag: 2 categoria: BREVI Alitalia La vendita 12% in Borsa: l'impennata di Alitalia sull'attesa di una controfferta di una cordata italiana per la compagnia di bandiera.

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<Libération> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-21 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE La stampa estera "Libération" Il quotidiano francese conferma la linea dura del numero uno di Air France-Klm in un articolo dal titolo "Alitalia, un'acquisizione senza concessioni. Altrimenti niente" "Wsj" Il "Wall Street Journal" fa riferimento all'aspetto politico: "Berlusconi cerca di affondare le trattative in corso per Alitalia" facendo appello all'orgoglio degli imprenditori italiani "Les Echos" In prima pagina sul quotidiano economico francese "Alitalia: Air France-Klm minaccia di gettare la spugna. I sindacati italiani contestano le condizioni dell'acquisizione".

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Veltroni e le anime del Pd: al bivio tra Epifani e Prodi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-21 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il retroscena Il candidato premier tra scelta di mercato e no dei sindacati Veltroni e le anime del Pd: al bivio tra Epifani e Prodi SEGUE DALLA PRIMA Veltroni è così costretto sulla difensiva proprio nelle settimane decisive di campagna elettorale. Ora che Berlusconi ha bocciato il piano Air France e ha preso in mano la bandiera dell'italianità, al leader del Pd tocca per la prima volta inseguire il Cavaliere e prendere una posizione. Cosa non facile, perché o incrina il rapporto con Epifani, o entra in rotta di collisione con il premier che ha "condiviso" i termini della trattativa di Padoa- Schioppa con Spinetta. Veltroni non si aspettava che nella proposta dei francesi ci fossero quegli "elementi di inusitata durezza" - specie per i risvolti occupazionali - che considera "molto difficili da accettare". Raccontano si sia infuriato non solo con palazzo Chigi e il titolare del Tesoro ma anche con i vertici di Air France, e che abbia ricevuto spiegazioni "poco convincenti ": in pratica il profilo della proposta sarebbe stato dettato dall'atteggiamento ostile di Klm, contraria all'acquisizione di Alitalia. Il capo del Pd ci ha visto "il classico gioco delle parti", ma per il momento ha preferito non esporsi. Confida che la trattativa superi la data delle urne, ma si rende conto che l'agenda della sua campagna elettorale sarà influenzata da fattori esterni. Il fattore Prodi, appunto. Ecco perché lo descrivono nervoso. Veltroni è posto dinanzi a un bivio deciso da altri: nella migliore delle ipotesi, se Air France prende Alitalia, dovrà fronteggiare le critiche dei sindacati e l'offensiva del Pdl per la "svendita " della compagnia; nella peggiore delle ipotesi, al Pd sarebbe messo nel conto il fallimento dell'azienda sotto il governo di centrosinistra. Sono le regole terribili della competizione elettorale. Come spiega infatti il democratico Realacci, su questa vicenda "per attaccare basta uno slogan, per spiegare servirebbe un seminario". Lo sa il leader del Pd, che prende tempo ma che non ha più molto tempo. Anche perché - oltre al bivio dinanzi a cui l'ha posto il governo - deve trovare un punto di equilibrio anche nel suo partito. Sull'"affaire Az" nel Pd convivono linee diverse. C'è chi, come l'economista Rossi, invita ad aver fiducia nel ruolo di "arbitro" del mercato, ricorda che "se Alitalia è crollata la colpa è della politica e dei sindacati", e attacca l'iniziativa di Berlusconi: "Le cordate invitate dai politici non sono mai gratuite e vengono di solito remunerate concedendo delle rendite". Ma nel partito persino chi condivide "parola per parola" il ragionamento di Rossi sottolinea come sia difficile fare discorsi sul libero mercato quando la gente è in piazza e le urne si avvicinano. Ieri il presidente della Provincia di Milano, Penati, ha chiesto per esempio al governo di tenere "la schiena dritta" e di "non accettare assolutamente " la clausola di Air France sui diritti di traffico. E soprattutto Veltroni deve tenere a mente la Cgil. Non c'è dubbio che la mossa di Berlusconi sta condizionando Epifani, che - al pari degli altri leader sindacali - ha rigettato la proposta francese pur di non farsi scavalcare. Di più, ieri i vertici di Cgil e Cisl hanno voluto verificare se l'idea della cordata italiana avanzata dal Cavaliere avesse consistenza. Dal patron di AirOne, Toto, avrebbero saputo che "non abbiamo mai smesso di lavorare al progetto", mentre l'ad di Intesa Sanpaolo, Passera, sarebbe stato più prudente: "Un nuovo piano necessita di un clima favorevole, che finora non c'è stato". Il clima, i sindacati, in questo inedito asse con Berlusconi, vorrebbero collaborare per crearlo. "E mica solo noi", rivela Bonanni: "Per il modo in cui Prodi e Padoa-Schioppa hanno gestito la trattativa, manco Alitalia fosse una cosa loro, è scoppiata la fine del mondo. Rutelli è fuori da ogni grazia, Veltroni - con cui ha parlato Epifani - è imbarazzato e non sa come uscirne". E intanto il Cavaliere ha guadagnato il centro della scena, parla con il premier, contatta banche e parti sociali, agisce come se l'imbarazzante conflitto di interessi che si porta appresso non lo appesantisse. "Perché lui oggi - spiega Caldarola - si veste da patriota, è pronto a usare persino i soldi dei figli per salvare Alitalia e Malpensa". Quella di Berlusconi sarà "una boutade elettorale, un'altra sceneggiata", come sostiene Calearo, che "da uomo del mercato" considera ormai "fuori tempo massimo" l'idea della cordata italiana e si dice "rassegnato" alla vendita ad Air France. Ma non c'è dubbio che per la prima volta nella sfida elettorale il Cavaliere mette all'angolo Veltroni. Certo la sua mossa è ad alto rischio, specie se dovesse vincere, perché - spiega Follini - "un eccesso di partigianeria oggi, domani diventerà una difficoltà di governo". Walter Veltroni: deve mediare tra le anime del Pd sulla vendita di Alitalia Guglielmo Epifani (Cgil) contrario agli esuberi proposti da Air France Corrado Passera: l'a.d. di Intesa Sanpaolo dice che non c'è un piano sul tavolo Francesco Verderami.

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9,5 (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-21 num: - pag: 3 categoria: BREVI 9,5 centesimi. Il prezzo offerto da Air France per le azioni Alitalia. Secondo i francesi il valore della compagnia è di circa 138 milioni 49% La quota di capitale messa in vendita dal ministero del Tesoro. Il piano prevede 2.100 esuberi.

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ROMA Prendere o lasciare, non ci sono alternative e al momento non ci sono neppure al (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di LUCIANO COSTANTINI ROMA "Prendere o lasciare, non ci sono alternative e al momento non ci sono neppure altre offerte. E poi il piano francese è industrialmente solido, al contrario di quello di possibili cordate, appoggiate dalle banche che farebbero gravare il debito sull'azienda". Così Maurizio Prato ai sindacati convocati ieri mattina al quartier generale della Magliana. Nessuna novità, rispetto all'ultimatum lanciato ventiquattro ore prima dal top manager di Air France, Jean Cyril spinetta. Ma neppure l'ufficializzazione di una rottura netta perchè il presidente di Alitalia ha chiesto (e ottenuto) ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali un nuovo incontro per martedì prossimo. Nel pomeriggio si è riunito anche il cda della compagnia che ha fatto il punto della situazione ed ha deciso di riconvocarsi dopo il nuovo faccia a faccia del 25 tra il management di Air France e i rappresentanti delle nove sigle presenti in azienda. Al tavolo martedì ci sarà ancora il numero uno della compagnia transalpina e questo potrebbe far pensare che Parigi magari presenterà qualche apertura, comunque tale da permettere la ripresa della trattativa. Il piano francese, in soldoni, prevede esuberi per oltre duemila unità, un impegno finanziario per due miliardi di euro, il progressivo disimpegno da Malpensa e il contemporaneo potenziamento di Fiumicino. Obiettivo: far tornare Alitalia agli utili entro il 2011. Prendere o lasciare, appunto. Progetto inaccettabile per i sindacati che chiedono invece un "negoziato vero" per arrivare "a condizioni condivise per tutti i lavoratori del gruppo". Nella sostanza, i rappresentanti dei dipendenti, vogliono discutere di tagli e prospettive aziendali all'interno di un progetto organico e complessivo che si muova in un "perimetro" inalienabile. E soprattutto vogliono più tempo per confrontarsi. La data ultimativa del 31 marzo è semplicemente respinta. Il leader della Cgil Epifani chiede che la decisione venga rinviata al dopo il voto quando ci sarà un altro esecutivo. Il numero uno della Cisl Bonanni, prima della vendita, vorrebbe aspettare il nuovo governo e vedere "se vengono fuori offerte migliori". Il segretario generale della Uil Angeletti giudica di "grande rilevanza" la posizione di Berlusconi: "Vediamo se si concretizzerà". Qualcuno parla di "asse" tra sindacati e il Cavaliere. Per ora c'è la richiesta comune di un prestito-ponte da 300 milioni per aiutare le casse della compagnia. Spinetta insiste: pretende il via libera di governo e sindacati per procedere all'acquisto di Alitalia. E dovrà anche risolvere la grana di Malpensa. Il cda della Sea ha ribadito la volontà di proseguire nell'azione di risarcimento (1,2 miliardi di euro). "Non vogliamo il fallimento di Alitalia, ma dobbiamo tutelarci", ha precisato il presidente Bonomi. Ma la Ue ha replicato confermando che lo Stato non potrà garantire ad Air France la copertura di eventuali danni da corrispondere alla Sea: reppresenterebbe un aiuto di Stato.

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Prato: per Alitalia non ci sono altre offerte (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

I sindacati: decisione dopo il voto. La Ue al Tesoro: nessuna garanzia sul risarcimento per Malpensa.

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ROMA - Gnocchi al sugo e pollo al forno non sono mai stati cos (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di CORRADO GIUSTINIANI ROMA - Gnocchi al sugo e pollo al forno non sono mai stati così indigesti, alla mensa del Centro direzionale Alitalia. Il fallimento è un nuvolone nero che avanza nei cieli pasquali, e fra i mille dipendenti che lavorano nel palazzone della Magliana è tutto un rimbalzo di sguardi preoccupati e di battute velenose. C'è rabbia contro i governi di destra e di sinistra, contro i pagatissimi dirigenti-mezza tacca che da lassù, al sesto piano, hanno lasciato marcire l'azienda, rabbia per l'offerta "prendere o lasciare" di Air France, scadenza 31 marzo, che non dà - secondo loro - garanzie di occupazione e di sviluppo. E la cordata italiana dell'ultima ora proposta da Berlusconi? Scuote la testa Celeste, che ha raggiunto via Marchetti dall'assistenza a terra di Fiumicino: "Già due anni fa il Cavaliere aveva detto di avere la ricetta giusta. Perché non l'ha tirata fuori allora, che era al governo? Perché ne parla proprio adesso, che siamo in campagna elettorale?". Annuiscono altri, e all'elenco di chi ha promesso senza far nulla aggiungono Pecoraro Scanio e Bertinotti. Si avvicina Lucio, con il piglio di chi dà la linea: "Eh no, amici: la proposta di Berlusconi, se è vera, deve essere valutata con attenzione. Guardiamo ai traguardi positivi che un sano nazionalismo ha consentito alla Spagna. Quanto alla scadenza del 31 marzo, è un problema del governo, che ha avallato la trattativa con Air France. Se ne assuma la responsabilità e ne paghi le conseguenze". Passa Anna Maria, che lavora al "call center" dell'azienda: "Vivo nel terrore. Sono stata assunta undici anni fa, e da allora è stata una continua incertezza. Sono single e cavarsela da soli è più difficile. Ci hanno già venduto, me lo sento". Accanto a lei c'è Barbara, sposata con due bimbi. "Il 12 settembre 2001, tornata dal viaggio di nozze, ho avuto la sorpresa che da 8 ore al giorno venivo messa a 5 ore. Spero adesso che non ci sia dell'altro, oltre il part-time". Barbara, alta, mora, capelli ricci, impiegata ad Az Fly, non riesce ancora a capacitarsi di come siano stati permessi guadagni paradisiaci a manager che non hanno saputo poi trovare la soluzione giusta. "Guardiamo al precedente amministratore delegato, Giancarlo Cimoli. Prendeva 190 mila euro al mese. Come è possibile che in piena crisi aziendale la politica abbia permesso questo, quando l'amministratore delegato di Air France, l'azienda che ci vuole acquistare, prende meno della metà, 78 mila euro al mese?" Irrompe Marco, che lavora alle manutenzioni: "Siamo pieni di incertezza, ma anche di sdegno. Paghiamo colpe che non sono nostre. Come top-manager non ci hanno dato i Marchionne della Fiat, i Guarguaglini di Finmeccanica. Ma, per fare un altro esempio, un Zanichelli che dopo pochi mesi ha fatto fagotto con una liquidazione da 3 milioni di euro". Marco non è convinto che gli esuberi saranno soltanto 1600 per Alitalia Fly e 660 per Az service: "Air France ha detto che prenderà soltanto 3.300 dipendenti di Az Service, e di questi ne metterà in esubero 660. C'è un piccolo particolare, però: gli attuali dipendenti di Az Service sono 7.600. Che fine faranno gli altri 4.300? Alitalia è già uno spezzatino. Si farà lo spezzatino dello spezzatino. Quando Air France ha comprato la Klm, invece, ne ha mantenuto l'integrità". Emblematico è il caso del Ced, la potente struttura di elaborazione dati Alitalia, fra le più grandi del Centro Italia, che avrebbe potuto lavorare anche per conto terzi, portando all'azienda preziosi proventi. Che è accaduto, invece? "Si è tenuto basso il profilo per poter vendere un giorno, agli amici degli amici - spiega Alfredo, che al Ced presta servizio - Negli ultimi tre anni, gli effettivi sono stati ridotti da 600 a 300. Nello stesso tempo, però, sono stati fatti entrare 350 consulenti esterni di Eds, Ibm, Accenture e Microsoft, a costi esorbitanti per singola giornata lavorativa. E così la svendita è già bella e apparecchiata". Ha fatto l'opposto Air France, in patria, con il suo polo di manutenzione. "Si è messa a lavorare a tutto spiano per conto terzi - chiarisce Roberto - e ha portato a riparare da noi, a costi più bassi, tutti i carrelli dei suoi Airbus. Adesso farà spezzatino anche del nostro centro manutenzioni". Sette anni fa, l'offerta Klm per Alitalia. E qui è un coro unanime: "Che grave errore, non cogliere la palla al balzo!".

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ROMA - Le parole di Padoa-Schioppa arrivano a metà pomeriggio e suggellano, con l’ (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di FABRIZIO RIZZI ROMA - Le parole di Padoa-Schioppa arrivano a metà pomeriggio e suggellano, con l'affermazione si rischia "di distruggere una possibilità di vendita, anziché costruirne una nuova", le preoccupazioni che regnano a Palazzo Chigi di fronte all'offensiva di Silvio Berlusconi che vuole dar vita a una cordata italiana per acquisire Alitalia, magari con l'iniezione dei figli. L'avvertimento del ministro del Tesoro è dettato, con una nota, a metà pomeriggio, quando il Cavaliere ha già avuto un colloquio telefonico con il premier Romano Prodi, sostenendo che la proposta di Air France è "arrogante, irrecevibile, inaccettabile" ed ha rinnovato l'appello agli imprenditori italiani per evitare "una svendita che ricorda" quella "della Sme. Per cui, secondo il capo del Pdl, per annullare il fallimento, "serve un prestito ponte". Padoa-Schioppa fa trasparire, tra le righe, uno scetticismo di fondo, laddove, commenta le "recenti dichiarazioni su ipotetiche cordate di imprenditori italiani". Perchè, raccomanda, "i tempi, ormai strettissimi, sono dettati dalla condizione della compagnia e non possono dipendere dal calendario della politica". In sostanza: "Chi è interessato ad Alitalia si faccia avanti con atti formali e atti concreti. I tempi, ormai, sono strettissimi". La telefonata tra Prodi e Berlusconi avviene nella prima mattinata di ieri. Tono cordiale, franco, tranquillo. Non c'è mai stato alcun veto ad altre offerte, ha puntualizzato il premier. Il punto più delicato ha riguardato il "prestito ponte" che, secondo l'ex presidente Fininvest, "dovrebbe consentire" alla cordata di italiani "di mettere insieme un piano industriale, di fare una "Due diligence"". Il Professore gli ha replicato: "Non si può". Quindi gli ha chiarito i limiti imposti dalla Ue sugli aiuti di Stato. Mettendolo in guardia: è contraddittorio sostenere questo, in assenza, al momento, di un compratore. Con una battuta: "Bisogna che si veda quello che c'è dall'altro lato del ponte...". La telefonata è stata rivelata dallo stesso Berlusconi alla "Confcooperative", dove ha parlato più tardi. Di fronte a una platea imprenditoriale, ha spiegato che la proposta Air France è arrogante, che era "rimasto zitto perchè non volevo intervenire nelle trattative con il governo, ma sono sbottato". Ed ha voluto fare "un appello agli imprenditori italiani, se hanno un briciolo di orgoglio". Quanto ai suoi figli, se glielo "chiedessero, decideranno e faranno il loro dovere". Ha anche chiamato in causa Banca Intesa, ma l'amministratore Passera ha smentito, "non c'è nulla sul tavolo". Infine c'è stata la controreplica del Cavaliere. Ma per Walter Veltroni, candidato premier del Pd, Fini e Berlusconi, "su una questione di grande delicatezza, parlano con grande leggerezza", fanno affermazioni che si contraddicono, l'una contro l'altra, "come il giorno e la notte". Non è la sola divisione nel Pdl (ce ne sono altre sulle pensioni e sulle missioni all'estero), ma su Alitalia e Malpensa, dove "abbiamo a che fare con posti di lavoro in gioco, si parla con leggerezza, si annunciano cose che non si verificano". Il ministro Pier Luigi Bersani: "Resto allibito di fronte a cordate improvvisate di notte". Gianfranco Fin, An, ha invece sostenuto che "Malpensa, è un grande polo aeroportuale, non è incompatibile che ci sia anche Fiumicino". Commento di Pier Ferdinando Casini: "Il materializzarsi di una cordata italiana per Alitalia è il primo diktat della Lega a Berlusconi. Se c'erano imprenditori italiani capaci perchè non sono venuti fuori prima?".

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La Sea va avanti con il ricorso da 1,25 miliardi (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Possibile una transazione La Sea va avanti con il ricorso da 1,25 miliardi "Un abbandono tout court della causa non è pensabile e immaginabile. Se ci dovesse pervenire, ma allo stato non è pervenuta, una proposta transattiva, la valuteremo. Siamo persone ragionevoli". è quanto dichiarato dal presidente della Sea, Giuseppe Bonomi, al termine del cda della società che gestisce gli scali milanesi. Bonomi ha anche ribadito che "l'azione giudiziale promossa contro Alitalia è un atto dovuto a tutela dell'integrità dell'azienda, dei lavoratori e degli azionisti". Bonomi non ha invece voluto commentare le parole del candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi, che mercoledì sera aveva parlato di una cordata italiana pronta ad acquistare Alitalia: "Se ci sarà la cordata - si è limitato a dire - la vedremo, anzi la vedranno loro", riferendosi al governo. Per quanto riguarda il Cda di ieri, il presidente della Sea l'ha definito "informativo". "Era doveroso - ha spiegato - riunire il Consiglio di amministrazione in sede formale e informarlo della situazione". Il consiglio di amministrazione, ha aggiunto Bonomi, "ha espresso apprezzamento e sostegno alla linea di concretezza con cui ci siamo mossi finora".

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La svolta imposta da Silvio Berlusconi alla complessa (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa La svolta imposta da Silvio Berlusconi alla complessa ... La svolta imposta da Silvio Berlusconi alla complessa trattativa per la vendita di Alitalia è indicativa del fatto che il leader del PdL si sente già con un piede dentro Palazzo Chigi. Ora però il dado è tratto, nel senso che la trattativa con i francesi non può che risultarne fortemente condizionata. Proviamo per un momento ad uscire dal bailamme di dichiarazioni sul tema, che viene inevitabilmente generato dalla campagna elettorale in corso. E cerchiamo di concentrarci sulle prime conseguenze dell'uscita del Cavaliere. Ecco allora che vengono avanti tre questioni, che investono ambiti diversi ma che rivestono tutte importanza primaria. Le proponiamo in forma di domande a Silvio Berlusconi, che, avendo preso posizione in modo così determinato, ora deve accettare il peso di interlocutore unico sul tema. 1. Quanto è solida e come è formata la cordata di imprenditori italiani che potrebbero decidere di infilarsi nella rischiosa avventura di salvare l'Alitalia? E ancora: è una cordata che si sviluppa attorno alla vecchia proposta di Toto oppure stiamo parlando di tutt'altro? 2. Ha soppesato il Cavaliere gli effetti internazionali della vicenda, in presenza di una trattativa con Air France ormai alla tappa finale? Quali effetti può produrre buttare a mare gli accordi già raggiunti se non si riesce a dare presto una soluzione alternativa? Può comportare una ulteriore perdita di credibilità sui mercati finanziari? 3. Si ricorda il Cavaliere che oltre a Malpensa esiste anche Fiumicino? O per meglio dire: è chiaro l'interesse politico di una battaglia contro la proposta di Air France che vorrebbe spazzare via lo scalo lombardo (leggi Lega Nord), ma non è forse il caso di considerare anche la questione dal punto di vista romano? Anche perchè, tanto per parlare chiaro, i risultati elettorali sono incerti nel Lazio ed invece graniticamente a favore di Berlusconi in Lombardia. A questo punto però occorre fare presto. Nessuno ha più scuse da accampare, visto che sul dossier Alitalia già sono stati persi anni preziosi. Il gioco delle mezze frasi, delle mezze dichiarazioni e delle mezze smentite, non serve a nessuno. Men che meno all'Italia.

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Il governo: I tempi sono stretti Chi vuole Alitalia si faccia avanti (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Martedì nuovo round tra Air France e i lavoratori. Avanza l'ipotesi di commissariamento Il governo: "I tempi sono stretti Chi vuole Alitalia si faccia avanti" Giovanni Lombardo g.lombardo@iltempo.it Il governo invita eventuali nuovi pretendenti per Alitalia a farsi avanti in fretta e con offerte concrete, mentre i sindacati chiedono tempo e si preparano a un nuovo round con Air France-Klm. Il risultato? Ancora una fase di stallo che rischia di portare la compagnia - a corto di liquidità - verso il commissariamento. Tant'è che, secondo indiscrezioni, i tecnici del ministero dell'Economia starebbero già preparando le carte per far scattare la legge Marzano, cioè la procedura per il salvataggio delle grandi imprese in crisi già usata in altri casi eclatanti, come nella vicenda Parmalat. "Chi è interessato ad Alitalia si faccia avanti con atti formali e offerte concrete altrimenti distrugge una possibilità di vendita anziché costruirne una nuova - ha affermato il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa in una nota - i tempi, ormai strettissimi, sono dettati dalla condizione della compagnia e non possono dipendere dal calendario politico". Parole chiare, che il ministro ribadisce con enfasi ai dipendenti della compagnia. Sul volo Fiumicino-Linate, accompagnato dalla moglie e dalla scorta, Padoa Schioppa ieri stava rientrando nel capoluogo lombardo dopo le ultime giornate di fuoco sul dossier Alitalia. Di fronte a una hostess che gli chiedeva: "Ministro, ma che ne sarà della compagnia, cosa dobbiamo fare?", Padoa Schioppa è sbottato: "Quella di Air France - ha detto il ministro secondo quanto riferisce il personale di Alitalia - è una proposta seria, l'unica alternativa è il commissariamento". A un certo punto, incalzato dalle domande, avrebbe lanciato una provocazione: "Fatevi sentire e manifestate a favore del piano francese". Uno sfogo che arriva dopo l'ennesimo incontro di ieri alla Magliana tra i sindacati e il presidente di Alitalia, Maurizio Prato. Le nove sigle presenti all'appuntamento hanno chiesto compatte lo slittamento del termine del 31 marzo per chiudere l'operazione di acquisto. Non solo. Le organizzazioni dei lavoratori ritengono necessaria l'attivazione immediata del prestito ponte di 300 milioni da parte del Tesoro per consentire alla compagnia di sopravvivere in questa fase delicata della privatizzazione. I sindacati hanno garantito la disponibilità a riprendere il confronto con Air France-Klm partecipando a un incontro previsto per martedì prossimo. Hanno comunque ribadito la richiesta, come condizione per portare avanti il confronto e cercare un'intesa, di avere margini di trattativa sui contenuti dell'offerta del gruppo franco-olandese. Margini di manovra che il presidente di Air France-Klm, Jean Cyrili Spinetta, ha però già definito "quasi inesistenti". Il titolo della compagnia continua a recuperare e ieri ha chiuso, dopo aver segnato un massimo a 0,4080 euro, a quota 0,3459 euro, in rialzo dell'11,94% sull'ipotesi di un nuovo acquirente.

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Rimbalza StM, scivola Impregilo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-03-21 num: - pag: 36 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa Rimbalza StM, scivola Impregilo di Giacomo Ferrari Snam Rete Gas Il calo dei prezzi petroliferi danneggia il titolo, che perde il 5,91% Piazza Affari chiude una settimana di sole quattro sedute (oggi le contrattazioni sono sospese: riprenderanno soltanto martedì 25) incassando un nuovo calo, superiore a quello delle altre principali Borse europee (Mibtel -1,47%, S&P-Mib -1,63%). Colpa in parte delle sistemazioni legate alle scadenze tecniche e in parte del comparto bancario che, pur con qualche eccezione, ha mediamente perso terreno. I titoli più venduti sono stati in questo caso Unicredito (-4,48%) e Banco Popolare (-4,08%). I maggiori ribassi nell'ambito dell'S&P-Mib hanno però riguardato altri valori. Maglia nera, per esempio, per Impregilo, in caduta del 6,94% a 2,44 euro, nuovo minimo dell'anno. Pesante anche il calo di Snam Rete Gas (-5,91%), colpita dalla discesa dei prezzi petroliferi. Netto ridimensionamento, infine, dopo i progressi della vigilia, per Mondadori (-5,13%), che ieri ha presentato i conti del 2007 agli analisti. Sul fronte dei risultati positivi, invece, nella prospettiva di una nuova cordata in alternativa ad Air France, ha proseguito il rimbalzo Alitalia, terminata con un prezzo di riferimento di 0,3459 euro, l'11,94% in più rispetto alla vigilia. Performance meno eclatanti, invece, per altri valori primari. StMicroelectronics, per esempio, ha messo a segno un rialzo del 2,28% risollevandosi così dai minimi annuali. E del 2,19% è stato il progresso di Intesa Sanpaolo nel giorno in cui il colosso bancario ha comunicato i dati del consuntivo 2007. Di poco superiori al punto percentuale, infine, i miglioramenti di Bulgari (+1,38%), Fiat (+1,13%), Finmeccanica (+1%), Mediaset (+1,11%) e Ubi Banca (+1,45% sul buy di Dresdner Kleinwort).

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Finmeccanica: <Le crisi? Superate con i sacrifici> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-03-21 num: - pag: 31 categoria: REDAZIONALE La festa per i 60 anni Finmeccanica: "Le crisi? Superate con i sacrifici" ROMA - A sessanta anni dalla fondazione, Finmeccanica lancia una serie di iniziative di celebrazione dell'anniversario, presentate ieri dal presidente Pier Francesco Guarguaglini (nella foto), che ha confermato la vocazione internazionale del colosso pubblico per la difesa. Rispondendo a una domanda su Alitalia, il presidente ha detto che anche Finmeccanica nella sua storia ha attraversato fasi difficili e che in questi momenti "bisogna sacrificare posti di lavoro per garantire la sopravvivenza".

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Fini spiega Silvio: Non è a favore di AirOne (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)

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Stampa Escluso anche l'interesse dei figli del Cav Fini spiega Silvio: "Non è a favore di AirOne" Gianfranco Fini è sceso in campo per spiegare il Berlusconi pensiero sull'Alitalia. "Non si è pronunciato a favore della cordata di Air One. Berlusconi - ha chiarito il leader di An - ha detto una cosa più che giusta: possibile che la proposta di Air France, che è considerata negativa da Confindustria, sindacati e molti analisti, sia l'unica? Possibile che altri imprenditori italiani non siano in grado di fare un'offerta". Insomma la tesi di chi pensava che dietro lo stop del Cavaliere ad Air France ci fosse la volontà di rimettere in carreggiata il gruppo di Carlo Toto è stata confutata dal suo alleato di coalizione. Fini ha poi meglio spiegato anche come sia difficile pensare che i figli di Berlusconi siano realmente interessati al business della compagnia di bandiera. Insomma non bisogna concentrare l'attenzione sull'idea che "i figli di Berlusconi" possano partecipare a una cordata italiana per acquistare Alitalia. "Probabilmente non sono nemmeno interessati" ha concluso il leader di An.

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I tecnici studiano il ricorso alla legge Marzano (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Le possibili vie d'uscita I tecnici studiano il ricorso alla legge Marzano Potrebbe essere la Legge Marzano (quella usata nel caso Parmalat) lo sbocco per Alitalia in caso di fallimento del negoziato con Air France-Klm. Quindi, il passaggio attraverso le strette maglie di un'amministrazione straordinaria: 180 giorni di tempo per una possibile ristrutturazione guidata da un commissario nominato dal ministro. Intanto, il raffronto corre verso altri famosi casi di fallimenti dei cieli, come la svizzera Swissair e la belga Sabena per restare in Europa. O la Pan Am negli Usa. Il Dl 347 del 2003 noto come Legge Marzano, viene applicato nel caso di impresa o gruppo d'imprese insolventi, con almeno 500 dipendenti, debiti non inferiori a 300 milioni di euro. Dal decreto che lo nomina, il Commissario ha 180 giorni di tempo (possibile una proroga di 90 giorni) per il piano di ristrutturazione. In tal caso, un'opzione possibile è il "concordato", modalità per soddisfare i creditori (caso Parmalat). Se invece il commissario ritiene non possibile la ristrutturazione, chiede al ministro l'autorizzazione al programma di cessione dell'azienda.

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Passera frena: Senza informazioni nessuna offerta (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Il ritorno di Intesa San Paolo Passera frena: "Senza informazioni nessuna offerta" Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Ora che Berlusconi ha riaperto il dossier Alitalia anche chi era rimasto ai margini, come la banca Intesa San Paolo guidata da Corrado Passera, è nuovamente tirato dentro al gioco. In attesa però di capire quali siano gli sviluppi del dosier Passera preferisce non sbilanciarsi. Per ora dunque quasi un no comment: "Riguardo ad Alitalia per Intesa Sanpaolo non c'è niente sul tavolo" ha detto ieri l'ad della banca, Corrado Passera, durante la presentazione dei conti 2007. A un analista che - riferendosi implicitamente alla proposta rilanciata dall'ex premier Silvio Berlusconi di mettere in campo una cordata composta da AirOne, Intesa Sp e un gruppo di investitori italiani - gli chiedeva se l'istituto si sia sentito un pò "tirato per la giacchetta", Passera ha replicato: "Noi non abbiamo mai investito perché qualcuno ci ha chiamato a farlo ed ecco perché abbiamo sempre guadagnato sulle nostre operazioni. Tre mesi fa siamo stati esclusi dall'asta. Da fine dicembre siamo stati esclusi da qualunque negoziato. Probabilmente è un peccato per il venditore, ma le cose stanno così. Tutto quello che posso dire è che non c'è nulla sul tavolo". Il piano di AirOne per l'acquisto di Alitalia era "basato su una conoscenza che probabilmente adesso è superata dagli eventi" ha concluso Passera.

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Da noi, purtroppo, non è così, anzi questo è un problema tipico: troppo spess (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di PAOLO POMBENI Da noi, purtroppo, non è così, anzi questo è un problema tipico: troppo spesso politica e magistratura vogliono mettere lo zampino dappertutto, sicché alla fine non si riesce mai ad impostare una questione nei termini suoi propri. Ora, come insegna proprio il caso Alitalia, di tutto c'è bisogno, meno che di far diventare le scelte economiche ed imprenditoriali delle scelte politiche. Naturalmente possiamo cercare di suonare le corde più diverse: l'orgoglio nazionale, quello egoistico del Nord contro il Sud, quello pseudo-solidaristico della difesa dell'occupazione, ma non cambierebbe la natura del problema. Ad una crisi di natura industriale, dovuta a lunghe catene di errori per cui una compagnia aerea lavora sempre e comunque in perdita, per cui si è gestita una politica degli scali che ha suscitato da sempre più di una perplessità, si risponde cercando di sottrarre il giudizio dalle mani del sistema economico, passandolo a quelle del sistema politico. Con ciò ci si illude di fare, in buona o cattiva fede poco importa, il superiore interesse del Paese. Ma può veramente essere così, se il presunto salvataggio di un'impresa sull'orlo del fallimento viene fatto pagare alle tasche di tutti gli italiani e per di più in un momento in cui non c'è davvero spazio per un impiego diciamo così avventuroso del denaro pubblico? Perdiamo più immagine ad avere una compagnia di bandiera aggregata ad altri colossi internazionali o ad averne una tenuta artificialmente in vita per breve tempo con in mano i libri da portare in tribunale? Abbiamo più problemi sul piano internazionale ed europeo a doverci leccare qualche ferita per investimenti sbagliati e condotte errate nel passato o a mostrare che finalmente si è capito e si accetta che l'economia sia un terreno che non può essere manipolato, per non dire drogato, oltre un certo (modesto) limite? Queste sono le vere domande politiche che ci si deve porre oggi. Non si tratta di rifiutarsi di prendere in carico alcune ricadute dolorose di questa vicenda, a cominciare dai suoi riflessi sull'occupazione, così come di evitare ogni riflessione sul futuro e sulla sorte di investimenti anche cospicui che sono stati fatti in maniera non troppo ponderata. La politica ha tutto il diritto e vorremmo dire anche il dovere di trarre da quanto sta avvenendo delle lezioni e di cercare anche di offrire qualche contributo per la soluzione di alcuni problemi in campo. Questo però non può avvenire manipolando pesantemente le regole dell'economia di mercato. Bisogna dunque che prevalga il senso di responsabilità e che la politica abbia il coraggio di stare non uno, ma due passi indietro. Corrado Passera ha giustamente dichiarato che Banca Intesa non si fa dettare gli interventi da mettere in atto dall'esterno, ed è per questo che guadagna. La regola vale per tutti i soggetti economici, e la politica per rompere questi comportamenti "normali" deve mettere in atto quelle arti di, chiamiamola così, seduzione, che sappiamo bene a quali disastri possono portare. Sia chiaro che non stiamo difendendo solo l'autonomia della sfera economica: difendiamo, e non è un paradosso, la credibilità e la affidabilità della sfera politica. Di queste ci sarà un enorme bisogno nei prossimi mesi, visto il quadro quantomeno turbolento in cui ci muoviamo. Di esse dovremo fare a meno, se nel caso Alitalia non si accetterà che le scelte, per difficili e dolorose che siano, le deve fare il livello economico, perché, se per disgrazia si trasformassero in scelte politiche, depotenzieremmo in un momento delicato il livello di governo di cui abbiamo assoluto bisogno: quale che sia il titolare pro tempore che uscirà dal verdetto delle urne.

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Alitalia, la parabola dei nostri mali (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-03-21 num: - pag: 44 autore: di SALVATORE BRAGANTINI categoria: REDAZIONALE LE POLEMICHE SULLA VENDITA Alitalia, la parabola dei nostri mali A litalia è una parabola perfetta del peggio dell'odierna Italia: ci racconta perché ci siamo ridotti così. Nel suo microcosmo ritroviamo i nostri mali: imprevidenza, pressappochismo, frazionismo, scaricabarile, incoerenza, opportunismo. Ci fa vedere come, se i nostri vizi schiacciano le virtù, l'individuale astuzia genera follia collettiva. Imprevidenza anzitutto. Da lustri Alitalia addossa a piè di lista le sue perdite al contribuente italiano: 15 miliardi in 15 anni, senza che nessuno affronti il drago. Il Cavaliere, che scende in campo a parole alla dodicesima ora, ben si guardò dall'esporsi mentre governava. Quando alfine Prodi e Padoa-Schioppa hanno il coraggio di farlo, la "coalizione degli imprevidenti" si scatena: manager, sindacati, politici, tutti per una volta concordi titillano i nostri vizi contro chi affronta l'idra. Non è il governo imbelle, ma questa coalizione che "ci consegna nudi alla trattativa", come dice uno dei suoi capi, Bonanni della Cisl. Chi sempre elude i problemi ha quel che merita, perché si riduce in uno stato che scoraggia tutti i compratori seri; lungi dal farsi la guerra, essi lasciano il campo solo a uno di loro, il quale può ora chiedere quel che vuole. L'alternativa non è certo l'esangue AirOne, o la strumentale cordata berlusconiana (a proposito, non è uno stunt, un trucco già visto in un film precedente?). Pressappochismo e scaricabarile poi: si confondono due problemi distinti, Alitalia e Malpensa, e chi ha creato il secondo ne scarica ad Alitalia la colpa, alimentando il polverone. Malpensa soffre dei collegamenti ferroviari scadenti e del proliferare di aeroporti padani: per questo i clienti preferiscono partire da Linate o da Torino. Il problema lo han creato gli enti locali, che ora pretendono che altri suppliscano ai loro errori. La Sea, controllata dal comune di Milano vorrebbe che la boccheggiante Alitalia, in procinto di essere salvata dal solo Cavaliere serio in campo, mantenesse su Malpensa un assetto operativo che oggi costa a lei (quindi a noi tutti pro quota) 250 milioni all'anno: se non lo fa, dice il suo presidente Bonomi, paghi 1200 milioni! Chiedere che Alitalia si dia oggi carico dei buchi che gli enti locali han creato a Malpensa - continuando a godere dei profitti di Linate - più che ricattatorio, è masochistico (equivale a chiedere il fallimento di Alitalia) e incoerente. Che lo faccia proprio quel padano Bonomi che dalla sua poltrona romana di presidente Alitalia condivise questa scelta fallimentare, è surreale, roba da Magritte. Il che ci porta infine a frazionismo, incoerenza, opportunismo. Siccome chi si piega all'unica proposta seria in campo è il mio rivale politico, io mi oppongo, per trarne un dividendo politico. Se Alitalia andrà in procedura, potrò sempre prendermela con chi sta cercando di recidere il bubbone lungamente trascurato. Mors tua, vita mea, non fa una piega! Che poi chi tanto gorgheggia sul liberismo voglia una soluzione politica fuori dalle regole di mercato, cominciando dalla richiesta di soldi a Pantalone, è solo uno dei tanti esempi di incoerenza cui siamo ormai assuefatti, come ad un veleno che ci mina nel fisico. Davanti a questo, solo un ingenuo può darsi cura del danno a chi compra e vende sul mercato azioni di una società quotata. Colpisce che nessun grande imprenditore osi dire parole di verità, ma il coraggio chi non ce l'ha non se lo può dare: sotto elezioni meglio non rischiare. Il governo si è inutilmente rivolto, nel 2007, proprio agli imprenditori italiani, cui però nessuno, per questo, può rimproverare alcunché: troppo grande è il rischio che si assumerebbero, senza specifiche competenze di settore. Se un'alternativa seria esistesse, avremmo dovuto vederla molto tempo fa; ancora oggi, se davvero stessimo vendendo Alitalia per un piatto di lenticchie, qualcuno offrirebbe una lenticchia in più (Padoa-Schioppa), per avere il gioiello, senza pretendere altri soldi pubblici: infatti, polveroni a parte, non succederà. Per sicurezza, allacciate le cinture, la parabola continua. Forza, Italia.

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ROMA Enrico Boselli, candidato premier dei socialisti, è convinto che superare l'ostacolo (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Dello sbarramento al 4 per cento non è mission impossible: "C'è una grande incertezza nel Paese, il numero degli indecisi resta alto, e noi vogliamo e dobbiamo riuscire a catturare una fetta di questo consenso non ancora assegnato". E in termini calcistici un "aiutino", onorevole Boselli, ve l'ha dato addirittura il presidente Napolitano che ha bocciato l'opzione del voto utile... "Quelle del presidente della Repubblica sono parole giuste e spero che in questo modo si metta fine ad una indegna campagna orchestrata da Pdl e Pd per fare in modo che gli italiani considerino utile solo il voto dato a Veltroni o a Berlusconi. Come ha detto il capo dello Stato, nessun voto è inutile e soprattutto deve essere un voto libero. Del resto lo percepiscono tutti: siamo di fronte ad una vera e propria aria da regime". D'accordo, nessun voto è inutile. Ma perchè dovrebbe essere utile quello dato al Ps? Un riflesso nostalgico per mantenere la tradizione socialista? Il Pd sostiene di averla fatta propria... "Falso. Il Pd, al contrario, dei socialisti se ne vergogna, si vergogna della loro storia, che invece non è né piccola né ininfluente. Vede, non c'è soltanto il problema - che pure esiste - di evitare che il nostro sia l'unico Paese europeo privo di un Partito socialista, cosa che comunque è un problema perchè si configura come l'ennesima anomalia italiana. Il punto vero è che è importante votare per i socialisti perchè possiamo essere utili al Paese. Su almeno tre punti. Con i socialisti si difende la scuola pubblica, che è la risorsa più importante dell'Italia e che invece si contraddistingue per professori peggio pagati e studenti peggio educati. Con i socialisti si allargano i diritti civili come in Spagna. Da noi non c'è il divorzio breve, si contesta la legge 194 sull'interruzione di gravidanza, non c'è una distinzione chiara tra Chiesa e Stato. Infine noi socialisti vogliamo che anche chi ha un lavoro flessibile sia tutelato con adeguati ammortizzatori sociali". E dove pensate di pescare voti, dal Pdl o dal Pd? La vostra campagna elettorale sembra orientata soprattutto alla polemica con Veltroni... "Non siamo teneri con l'uno ma neanche con l'altro, valgano le accuse che ho rivolto Berlusconi sull'Alitalia invitandolo a non raccontare barzellette. Certamente Veltroni ha scelto la strada di tentare di cancellare i socialisti dalla vita politica italiana. Questo è chiarissimo e per questo siamo molto netti con lui. Ma più che altro il leader Pd ha imboccato la strada che condurrà la sinistra alla più dura sconfitta della sua storia. Il più il Pd è un supermarket della politica, una pessima imitazione del berlusconismo: basta guardare le candidature, una cosa a metà l'Isola dei Famosi e Beautiful". C.Fu.

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Fini: An sciolta nel Pdl? Prima programma comune (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-21 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE A Corriere.it "L'aborto è un dramma, sbagliato farne una lista" Fini: An sciolta nel Pdl? Prima programma comune "Ma se perdiamo mi dimetto un minuto dopo" L'ex ministro in videochat: con l'elezione diretta del presidente avrei corso anch'io. Ingerenze della Chiesa? In Spagna sì MILANO - Fossimo in Francia sarebbe stata un'altra storia. "Se anche in Italia avessimo avuto l'elezione diretta del presidente, avrei preso in considerazione una mia candidatura ". Invece da noi "si vota per una coalizione e ci si deve presentare in Parlamento per ottenere un voto di fiducia ". Ergo, "bisogna fare di necessità virtù e fare il pane con la farina che si ha a disposizione ". Ergo, Gianfranco Fini fa il numero due di Berlusconi, senza velleità di una corsa solitaria. Almeno per il momento. "Cerchiamo di vincere queste elezioni, poi ci occuperemo delle prossime" spiega il presidente di Alleanza nazionale rispondendo alle oltre 2.500 domande giunte nel corso della videochat di Corriere. it. Un lettore prova a stuzzicare: "Ma se il 13 e 14 aprile perdete, si rimette in discussione la leadership del Cavaliere? ". La risposta parte da una premessa, ossia che la sconfitta del Pdl è "un'ipotesi di scuola", alla quale segue un annuncio destinato a fare rumore: "Chi perde deve sempre avvertire il dovere di rendere conto del proprio operato. Se perdo, un minuto dopo dirò "ho sbagliato" e mi dimetterò. Vale per me, non per Silvio". Il rapporto con Berlusconi, passato attraverso alti e bassi, tiene banco nel filo diretto sul web. "A San Babila Silvio diceva: io ho fatto il partito, chi vuol entrare venga. Oggi dice: facciamo una lista e discutiamo insieme. è diverso ". L'ultima parola l'avrà comunque il congresso. Gli iscritti di An decideranno in autunno se sciogliersi nel Popolo della libertà "ma solo se anche Forza Italia e le altre forze politiche avranno valori, programmi e regole condivise ". Altro capitolo, i temi etici. Fini non ci sta a parlare di invadenza della Chiesa, "l'ho vista più in Spagna quando la Conferenza episcopale ha detto chiaramente di non votare per Zapatero. Da noi - osserva l'ex ministro degli Esteri - la Cei parla ai cattolici chiedendo di essere coerenti con i loro valori" quale che sia la loro collocazione politica. La difesa della legge 194 arriva subito dopo: "Va fatta rispettare soprattutto nella parte sulla prevenzione, fermo restando che la scelta è della donna". Bocciata l'iniziativa di Giuliano Ferrara: "L'aborto è sempre un dramma. Fare di un dramma una lista elettorale mi sembra sbagliato". I messaggi online toccano argomenti caldi, Alitalia su tutti. Ma con la campagna elettorale che preme, Fini non può non posare lo sguardo sugli avversari che si troverà di fronte alle urne. Casini che l'ha definito un "replicante "?: "Fa propaganda. Se vinciamo noi, lui sarà all'opposizione ". Storace e Santanchè che gli danno, da destra, del "traditore"?: "La destra non è un simboletto ma una serie di valori. Se qualcuno ha una concezione dell'identità come museo, rispetto ma non condivido ". Tra i lettori più d'uno azzarda un parallelo Sarkozy-Fini, il diretto interessato si sottrae. E a proposito di un governo che pesca nello schieramento opposto spiega: "In Italia non si può applicare il modello Sarkozy-Attali che individua i migliori al di là delle appartenenze politiche. Qui si risponde al Parlamento e alla coalizione che ti ha presentato. La mia preferenza per il sistema francese però è nota". Nel Pdl Gianfranco Fini ha proposto a febbraio lo scioglimento di An: decisione in autunno Luca Gelmini.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-21 num: - pag: 64 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo Piano Alitalia, il governo preme Da mercoledì Silvio Berlusconi parla di una "cordata di imprenditori italiani", di cui potrebbero far parte i suoi figli ("se fosse necessario") e che potrebbe rilevare l'Alitalia "sotto la regia di Air One", scongiurando la cessione ad Air France. Ma il ministro dell'Economia Padoa- Schioppa sottolinea: chi è interessato si faccia avanti, l'unica proposta seria allo stato è Air France, l'alternativa è il commissariamento. Tibet, Bush all'Olimpiade Nonostante la repressione in Tibet, non ci sono motivi per cui il presidente Bush non dovrebbe andare a Pechino all'Olimpiade, poiché "i Giochi sono una cosa che riguarda gli atleti e non la politica ". Lo ha detto il portavoce della Casa Bianca. Il Dalai Lama: pronto a parlare con i leader cinesi. Focus I giudici delle multe Nel 2006 due sentenze su tre emesse dai giudici di pace hanno riguardato le multe dei vigili urbani agli automobilisti e da questi contestate. Effetto della patente a punti. Ma così gli scopi della riforma che ha introdotto i giudici di pace, alleggerire il lavoro dei tribunali, sono vanificati. Politica Napolitano e il voto inutile "Il voto non è mai inutile", ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, aggiungendo che è sbagliato "rappresentare i parlamentari come una specie di fannulloni avidi". Esteri Bin Laden parla ancora è stata diffusa la seconda parte del messaggio audio di Osama Bin Laden, in cui si promette lotta dura per la Palestina, quasi un ordine di attacco, secondo gli analisti. Mercoledì il saudita aveva minacciato il Papa, ma il Vaticano replica: non cambiamo programmi. Cronache La "banca" con i feti Gli scienziati del Policlinico di Milano hanno proposto di usare i feti degli aborti per una banca di cellule da utilizzare per la ricerca. Ma il Comitato di bioetica dell'ospedale ha bloccato l'iniziativa. In carcere Vernarelli Disposta la custodia cautelare in carcere per Friedrich Vernarelli, il 32enne figlio di un ex comandante della polizia municipale, che ha investito e ucciso a Roma due turiste irlandesi. Appena arrestato, Vernarelli aveva ottenuto i domiciliari. Economia Usa, si parla di "recessione " Previsioni fosche per l'economia americana. A stilarle sono il Fmi, che parla di "possibile recessione", e l'Ocse, che stima l'arrivo di un periodo "nefasto". Cultura Sogni e follie a L.A. Dan Fante e James Ellroy raccontano la Los Angeles degli anni '50, "un posto piacevole senza smog e autostrade", e quella di oggi. Un gesto d'amore nei confronti di una città che non è più la stessa ma dove ancora è possibile sognare. Spettacoli La Banda di Kolirin Nel film dell'israeliano Eran Kolirin una banda di musicisti egiziani si smarrisce in Israele e alla fine arriva in un paesino ebraico. Ma l'incontro con gli abitanti non diventa scontro bensì reciproca comprensione. Una serie di piccole storie raccontate con affetto e umorismo. Sport Kostner seconda in Svezia L'azzurra Carolina Kostner ha conquistato la medaglia d'argento nel libero donne ai Mondiali di pattinaggio sul ghiaccio in corso a GÖteborg in Svezia. A vincere l'oro è stata la giapponese Mao-Asada, mentre il bronzo è andato all'altra nipponica Yu-Na-Kim. * Con "Style Magazine" e 3,00; con "Corriere Enigmistica" e 2,30; con "Foto:box" e 7,90; con "Storie della Bibbia" e 8,90; con "La grande dinastia dei Paperi" e 8,90; con "Geronimo Stilton English!" e 9,90; con "L'Europeo" e 8,90; con "Dizionario enciclopedico della Cucina italiana" e 13,90; con "Il grande cinema di Alberto Sordi" e 10,99; con "Gli itinerari di Dove" e 4,99; con "Computer & Web" e 13,90; con "Il Diritto" e 15,90; con "Storia della civiltà europea" e 13,90; con "Il Mondo" e 2,50. In Sicilia, Lazio (no Roma), Umbria, Marche, Puglia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e nelle province di PD e PR con La Gazzetta dello Sport e 1,00.

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La situazione di Alitalia si fa sempre più complicata. Qual (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa La situazione di Alitalia si fa sempre più complicata. Qual ... La situazione di Alitalia si fa sempre più complicata. Qual è la sua posizione in merito alle dichiarazioni di mercoledì di Berlusconi, che rilancia la candidatura di AirOne e ipotizza un impegno da parte dei propri figli? Berlusconi deve dire se è in grado di impegnarsi, se può e se davvero vuole acquistare Alitalia. Le chiacchiere stanno a zero, se davvero esiste una cordata italiana disposta a rilevare Alitalia è il momento che si faccia avanti, perché sono rimaste poche ore a disposizione per salvare la compagnia. Su Alitalia bisogna fare chiarezza: tutte le ipotesi avanzate in questi ultimi giorni il governo Prodi le aveva già valutate mesi fa. Siamo stati i primi a ipotizzare l'ingresso di una compagnia asiatica e abbiamo cercato partner in Asia. Sei mesi fa, inoltre, abbiamo anche lavorato a una cordata italiana: ho bussato personalmente alla porta di tutti gli imprenditori italiani più importanti per chiedere un impegno in Alitalia. Purtroppo nessuno si è detto disponibile a sostenere l'operazione. Ho sondato la disponibilità anche di grandi partner internazionali, come Lufthansa. Per quanto riguarda AirOne, infine, sono sempre stato contrario a scartare a priori l'ipotesi, ma bisogna tener conto degli advisor, che hanno giudicato migliore l'offerta di Air France. AirOne si sarebbe dovuta presentare insieme a un grande partner internazionale. Come compagnia di bandiera Alitalia non può permettersi di non entrare in un grande network internazionale. Ora, se davvero esiste una cordata italiana, che si faccia avanti in questa settimana, altrimenti Alitalia rischia seriamente di fallire, anche perché i creditori potrebbero decidere di non aspettare oltre e gli aerei rischiano davvero di restare a terra e di venir posti sotto sequestro. Per quanto riguarda Malpensa, invece, lo scalo aeroportuale lombardo è andato male perché è mancata l'accessibilità. Malpensa ha messo in crisi Alitalia perché è difficile arrivarci e perché ha subìto la concorrenza degli aeroporti lombardi, da Bergamo a Linate, controllati dagli stessi enti locali milanesi. Fiumicino può arrivare a 50 milioni di passeggeri l'anno: quella zona di Roma è in costante crescita, alcune infrastrutture e impianti già esistono e altri sono già in progetto. A proposito di governo Prodi: come giudica l'esperienza dell'esecutivo? è stato fatto tutto il possibile per tenere unita la maggioranza in Parlamento? Personalmente, credo di aver lavorato bene. Certo, l'esperienza del governo Prodi non è priva di pecche. Ma questa esperienza ci ha insegnato qualcosa. Serve più rispetto tra gli schieramenti, bisogna dialogare su legge elettorale, riforme costituzionali e politica estera. Poi, servono coalizioni più omogenee, non è possibile che una parte politica ottenga alle elezioni più della metà dei voti e venga messa in crisi da tre senatori. è stato un errore non cambiare la legge elettorale: cosa accadrà nella prossima legislatura in Senato? Lei ha avuto una lunga esperienza da sindaco, quindi un'altra altrettanto importante da leader nazionale. Se dovesse venire eletto nuovamente sindaco di Roma, una volta finito il mandato tornerà a occuparsi della politica nazionale? Se farò il sindaco dovrò lavorare molto. Onestamente non penso a cosa farò tra cinque anni. In questo momento mi immagino interamente sommerso nelle grane della Capitale. Certo, le esperienze fatte mi hanno insegnato molto, anche a livello internazionale. Non ho alcun rimpianto: ho creato un partito, la Margherita, facendo convivere individualità molto diverse e tenendo insieme un soggetto politico molto variegato; ho contribuito alla costruzione del Pd. Sta conducendo una doppia campagna elettorale: quella da sindaco e quella nazionale. Come si sente? Onestamente, mi sto occupando per intero della corsa al Campidoglio. Una battaglia che sto combattendo con convinzione. Fino a pochi mesi fa neppure immaginavo di poter correre per fare il sindaco di Roma, ma lo sto facendo volentieri, con passione e senza risparmio. Se verrò eletto sarò il rappresentante di tutti i romani. Ci vogliono tante energie per fare il sindaco. Ho 53 anni: qualora fossi eletto sarei il secondo sindaco più giovane di una grande metropoli. Le grandi città sono assorbenti e comportano fatica fisica. Ci vuole pienezza di energia: ne ho tanta e non ho intenzione di risparmiarmi. Nel 1993 il suo primo provvedimento da sindaco fu la riqualificazione di via Nazionale. Se venisse eletto ricomincerebbe da lì: il cantiere partirà il 26 marzo e prevede di levare i sampietrini. Cosa ne pensa? Via Nazionale è una strada che porto nel cuore perché termina con la fontana delle Najadi realizzata dal mio bisnonno, Mario Rutelli. è una via importante di Roma che necessita di un intervento radicale, che verrà compiuto nella maggior parte in estate per evitare disagi ai cittadini. Per quanto riguarda i sampietrini, fatemi ricordare che quello con i pini è un matrimonio incestuoso, perché le radici di quelle piante rendono particolarmente sconnessa la strada. Inoltre, non esistono più le maestranze che si occupano della manutenzione. Sono dell'opinione che da un lato i sampietrini vadano lasciati nelle zone pedonali, che vanno aumentate, mentre dall'altro lato sia necessario salvare la schiena di motociclisti e automobilisti. Senza parlare di tutti coloro che si muovono con gli autobus: anche in via dei Fori Imperiali, a causa dei sampietrini, viaggiare col bus può essere particolarmente scomodo. Omicidio Reggiani a parte, ogni giorno si verificano decine di episodi di microcriminalità legata ai campi nomadi. Gli sgomberi sono sembrati finora inefficaci. Evidentemente serve cambiare strategia. Senza contare il fatto che le baraccopoli deturpano il paesaggio, creano degrado e comportano emergenze sanitarie. è indubbio che bisogna migliorare la situazione in profondità, pur muovendoci all'interno dei paletti imposti dall'Unione Europea: promesse di espulsione di massa, ad esempio, sono prive di ogni credibilità. Serve un'azione incessante, anche perché in città esistono tante zone a rischio. Il problema va visto su tre livelli: i campi nomadi, gli stranieri che hanno un lavoro regolare ma non hanno alloggio e il problema dell'immigrazione clandestina. Per quanto riguarda le baraccopoli la situazione esiste in tutte le città d'Europa. I campi vanno sostituiti gradualmente con modalità d'integrazione sociale per chi rispetta le leggi e per difendere la dignità dei bambini. Le attività illegali non possono essere tollerate. Nei campi occorre più controllo soprattutto per arginare le attività illecite. Il sindaco ha pochi poteri sull'ordine pubblico ma può promuovere l'integrazione e la collaborazione tra forze dell'ordine e vigili urbani. Serve una gestione quotidiana, severa, incessante. Per quanto riguarda invece gli stranieri che lavorano onestamente ma che non hanno un reddito che gli consente di avere una casa, ritengo che essi vadano aiutati con l'accesso a dignitosi, semplici alloggi popolari. I clandestini, infine, vanno rimpatriati: nel 2008 ne torneranno a casa almeno 500 tra quelli pericolosi che vengono dai Paesi dell'Ue, secondo le stime delle forze dell'ordine. Il decreto legislativo è chiaro: possono essere rimpatriati anche se comunitari. E se tornano possono essere puniti con la reclusione fino a dieci anni. è indubbio, tuttavia, che a Roma c'è una forte percezione d'insicurezza tra i cittadini. Sì. La mia famiglia non gira certo con la scorta, ma vive nella città e utilizza i mezzi pubblici. Mio figlio, ad esempio, è stato rapinato del cellulare da un coetaneo armato di coltello. La percezione d'insicurezza è un sentimento fondato, anche se le statistiche dicono che Roma è molto più sicura di Londra o Parigi. Ma io non mi accontento: il problema esiste e le statistiche non devono costituire un alibi. Bisogna creare pattuglie miste tra forze dell'ordine e vigili urbani e ridisegnare la mappa di commissariati e compagnie dei carabinieri per presidiare anche i nuovi quartieri, pattuglie miste di vigili e guardia di finanza contro l'abusivismo commerciale. è una sacrosanta richiesta dei commercianti. Di notte a Roma circolano pochissime volanti. Per garantire la sicurezza, decoro urbano e collaborazione con le forze dell'ordine devono andare di pari passo. Il Comune, ad esempio, chiederà alla magistratura di applicare le sanzioni alternative contro il vandalismo: chi fa danni dovrà riparare, fare volontariato, aiutare gli uomini dell'Ama. E sul decoro urbano? L'organizzazione del Comune deve essere messa a sistema utilizzando il metodo che ha già funzionato nel corso del Giubileo del 2000. Intendo creare la "Sala sistema Roma", dove aggiornare in tempo reale la mappa dei problemi della città e catalogare tutti i disservizi in modo da poter garantire un intervento tempestivo anche per quanto riguarda la manutenzione. Una sala operativa dove tutti potranno dare il proprio contributo: dai vigili del fuoco ai vigili urbani, all'Ama. Inoltre, bisogna utilizzare bene le telecamere presenti sul territorio, coordinando meglio tutte le informazioni e raccongliendo le segnalazioni dei cittadini. Per quanto riguarda il turismo, è d'accordo sull'introduzione della tassa di soggiorno? Sono assolutamente contrario. Creerebbe aggravio amministrativo e disparità tra le città. Roma non è Venezia, che viene soffocata dal turismo mordi e fuggi. Sono invece favorevole alla creazione di itinerari turistico-archeologici anche in periferia: penso a Veio, Gabii e Ostia Antica. Ho chiesto agli albergatori collaborazione per la cura e la manutenzione del territorio e sarebbe importante regolare una volta per tutte i pullman turistici, destinando parte dei proventi della sosta a pagamento nei parcheggi di scambio al decoro urbano. è indubbio, tuttavia, che per sostenere il turismo bisogna rendere accessibile la città con infrastrutture importanti. Certamente. Le linee metro B1, C e D sono opere straordinarie. Sono in campo investimenti da 9 miliardi di euro. Costituiscono un fatto storico perché collegheranno quartieri densamente popolosi. Quando diventai sindaco per la prima volta, insieme al ministro delle Infrastrutture di centrodestra, Publio Fiori, aprimmo e potenziammo la linea Fs Roma-Monterotondo e i prezzi delle case in quell'area schizzarono in alto visto che il servizio incentivò nuove residenze. Si potrebbe fare la stessa cosa oggi con la Roma-Guidonia e la Roma-Formia, iniziando a decongestionare Tiburtina, Pontina e Cristoforo Colombo. Le linee già ci sono, occorrerà potenziare il servizio e creare dei parcheggi di scambio sul Gra sugli assi della penetrazione ferroviaria. Parcheggi che verrebbero finanziati dai privati: non sarebbero lande desolate, ma attorno ad essi si potrebbero progettare e costruire zone residenziali. Viterbo ospiterà il terzo aeroporto del Lazio. Anche lì le infrastrutture verranno potenziate? Bisogna completare la strada Orte-Viterbo-Civitavecchia e prolungare la linea Fs Bracciano-Roma fino al capoluogo della Tuscia. Non me ne vogliano Latina e Frosinone, ma la soluzione Viterbo è risultata tecnicamente la migliore. Come risolvere l'emergenza casa nella Capitale? I prezzi degli appartamenti in vendita e in affitto sono diventati inaccessibili ai redditi medio-bassi. Il mio progetto è costruire in tre anni 26 mila abitazioni: diecimila per gli alloggi popolari, diecimila in affitto agevolato e seimila per gli studenti fuorisede. è chiaro che il Comune deve snellire le procedure, l'ufficio condono è fermo, così come le opere a scomputo. Serve una radicale accelerazione anche perché un po' di soldi ci sono, grazie alla Finanziaria approvata dal governo Prodi che ha stanziato 500 milioni di euro. In ogni caso tengo a precisare che non tollererò occupazioni abusive: ho firmato un accordo con la Sinistra Arcobaleno per garantire il rispetto della legalità e chi è in graduatoria. Altri progetti? Roma ha 55 mila ettari di terreno agricolo. Vorrei valorizzarli anche creando dei "farmers market", dei punti vendita nei quartieri dove gli agricoltori possano periodicamente vendere i prodotti freschi di stagione direttamente al pubblico. Come giudica la vicenda taxi? Oggi sono tutti scontenti, clienti e tassisti: ci sono più macchine con tariffe più alte. In ogni caso il blocco di Roma è stata una pagina infelice. Certo, il servizio va reso più flessibile, ad esempio creando abbonamenti o tariffe agevolate per chi va a fare visite mediche o ha esigenze particolari. Al contempo è necessario combattere l'abusivismo dei finti Ncc. Uno dei capitoli fondamentali nei prossimi anni sarà l'infomobilità: proprio oggi avanzerà proposte innovative in una conferenza sulle tecnologie per il traffico. L'altro giorno c'è stata una manifestazione dei dipendenti comunali che non ci stanno a fare la figura dei fannulloni... Il nostro obiettivo con chi lavora per il Campidoglio sarà quello di rimotivare il personale, farlo sentire parte di un grande cambiamento amministrativo. Faccio una parentesi: nessuno toccherà il 21 aprile che non sarà un giorno di festa qualunque, ma il giorno dell'orgoglio di Roma. A quanti parlano in modo demagogico di assenteismo, rispondo che i dipendenti capitolini saranno i primi alleati dei romani per far funzionare meglio la macchina amministrativa.

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Oggi finisce la Lega Ha tradito il nord (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa L'improvviso bisogno di assistenzialismo Oggi finisce la Lega Ha tradito il nord La Lega Nord, nata ufficialmente nel 1991 a Pieve Emanuele in provincia di Milano, ufficialmente si sfascia oggi a Malpensa. Il 10 febbraio di diciassette anni fa i rappresentanti dei movimenti autonomisti delle regioni settentrionali furono convocati da Umberto Bossi - segretario della Lega Lombarda - per sancire la nascita del movimento che, nelle intenzioni e nelle promesse elettorali, avrebbe dovuto portare alla liberazione della Padania dal cappio fiscale che le stringeva il collo. Ai cittadini della parte più dinamica del paese veniva detto che le risorse da loro faticosamente prodotte venivano sistematicamente sottratte con le armi del fisco per essere redistribuite ad altre parti d'Italia. Tra gli strumenti dell'assistenzialismo, uno era ed è particolarmente odiato: Alitalia. La compagnia di bandiera veniva percepita come un'azienda inefficiente, incredibilmente costosa e a conti fatti inutile. Il mercato dei trasporti aerei offriva molte e valide alternative al gruppo italiano, i cui bilanci in fragorosa perdita venivano sistematicamente rimessi in sesto con iniezioni di denaro pubblico. E i lombardi, a suon di paga e taci, finirono per incazzarsi e dare mandato al Senatùr di risolvere il problema. Nel 2008, il Nord, come Alice, ha attraversato lo specchio. La Lega è il partito che con maggior tenacia si oppone alla vendita di Alitalia ad AirFrance, tanto che - se dobbiamo dar retta a Pierferdinando Casini - le durissime prese di posizione di Silvio Berlusconi sono una sorta di pegno ai lumbàrd. Perché? La risposta è semplice: grazie ai voti guadagnati interpretando la protesta del Nord, la Lega ha conquistato posizioni di potere a cui non vuole più rinunciare. Più della fedeltà al mandato elettorale ricevuto, può la facoltà di nominare qualche dirigente e forse di distribuire un po' di lavoretti nei collegi elettorali di riferimento. Ma questo, cosa ha a che fare con gli interessi del Nord? Nulla. Come ha giustamente rilevato il forzista Benedetto Della Vedova in un interessante forum ospitato ieri dal Foglio, Alitalia "era morta e sepolta e doveva finire come Sabena e Swiss Air", cioè fallire. Che non significa uccidere Malpensa, ma costringere lo scalo lombardo a ritagliarsi un ruolo nell'ambito di un mercato liberalizzato e in forte crescita. Solo che questo finirà per intaccare le rendite garantite dalla vita all'ombra di un monopolio nazionale. Il paradosso è che la Lega, nata per abbattere questo assistenzialismo, si trova oggi a difenderlo e a reclamare la sua buona fetta di denaro dei contribuenti. Sennonché l'Italia che lavora non può essere spremuta all'infinito: se si vuole salvare i produttori, bisogna far fuori i parassiti, anche quando stanno in Lombardia e votano il Carroccio. Altrimenti saremo costretti a pensare che, anziché portare a Roma la voce del Nord, Bossi & Co. hanno importato in Lombardia il clientelismo di cui denunciavano l''esistenza nel Mezzogiorno. Adesso abbiamo capito: non era rabbia, era invidia.

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Accelerazione su infrastrutture, grandi opere e parcheggi; (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Accelerazione su infrastrutture, grandi opere e parcheggi; ... Accelerazione su infrastrutture, grandi opere e parcheggi; dedizione quotidiana e impegno nei confronti della Capitale; ventiseimila alloggi per fronteggiare l'emergenza abitativa; provvedimenti forti contro campi nomadi e vandalismo. Sono queste le idee per Roma del candidato sindaco del centrosinistra Francesco Rutelli. Il vicepremier e ministro dei Beni Culturali è stato ospite ieri a Palazzo Wedekind per il Forum de Il Tempo dedicato alla Roma del futuro, un momento di riflessione sull'evoluzione della città giunto al suo terzo appuntamento. Ma Rutelli ha anche parlato della crisi Alitalia (invitando Berlusconi a uscire allo scoperto) e della situazione politica. All'incontro hanno partecipato Giuseppe Sanzotta, Roberto Arditti, Alessandro Usai, Fabrizio Dell'Orefice, Alberto Di Majo, Daniele Di Mario, Susanna Novelli e Federico Vincenzoni.

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LA FRETTA DI CHIUDERE PRIMA DEL VOTO (sezione: Alitalia 2)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

IL COMMENTO LA FRETTA DI CHIUDERE PRIMA DEL VOTO L'UNICA cosa certa è che non si capisce il perché di tutta questa fretta proprio ora, dal momento che Alitalia non è un mostro mangiasoldi da ieri ma da sempre e le spiegazioni di Padoa-Schioppa che vuole correre per archiviare il caso Alitalia non convincono. A che titolo decidere alla vigilia di un voto, le cui previsioni dicono che questo ministro e questo Governo hanno in tasca un biglietto di sola andata? La verità è che non c'è una soluzione a portata di mano, che nessuno ce l'ha, che nemmeno Air France è una soluzione, per ammissione perfino di quel corso duro, che è il suo presidente, che sarà pure una pellaccia come ama definirsi ma non è stupido e non vuol fare i conti senza l'oste, ovvero senza sapere come la penserà il prossimo Governo, il quale per bocca di Berlusconi, ipotetico vincitore delle elezioni, non sembra affatto sostenere la pista francese, la quale fra le altre cose ha il difetto di non essere una soluzione ma una demolizione di Alitalia, perché questo in definitiva interessa a Parigi, sbarazzarsi di un concorrente e di uno scalo, Malpensa, che fa ombra ai suoi. Anche il rilancio di Berlusconi, che facendo appello all'orgoglio nazionale, chiama gli imprenditori italiana ad una cordata, o ad una crociata, fate voi, per salvare la compagnia di bandiera non sembra essere un'idea capace di andare tanto lontano, dal momento che il primo scettico sembra essere proprio lui, Berlusconi, che riflettendo sulle possibilità di far scucire qualche euro agli imprenditori di casa nostra, si risponde da solo, osservando che questi non hanno tirato fuori un euro nemmeno per sostenere la sua campagna elettorale, figuriamoci se lo fanno per avventurarsi nel salvataggio di Alitalia. E allora? Allora in questa partita c'è il trucco e si vede. Il trucco è l'urgenza, il voler chiudere il caso Alitalia, un caso nazionale, un caso che compromette l'immagine italiana, di volerlo chiudere a pochi giorni dalle elezioni, affidandone la conclusione ad un Governo, che non ne ha indovinata una. - -->.

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Di CORRADO DRAGOTTO - MILANO - INDIETRO non si torna. Almeno per (sezione: Alitalia 2)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di CORRADO DRAGOTTO ? MILANO ? INDIETRO non si torna. Almeno per il cda di Sea (86% Comune, 14% Provincia) che, convocato in seduta straordinaria ieri nella palazzina direzionale di Linate con un ordine del giorno monotematico ("Comunicazioni su situazione Alitalia"), ha concesso carta bianca a Giuseppe Bonomi pure riguardo alla richiesta di danni (1,2 miliardi di euro) già contestata ad Alitalia per la smobilitazione da Malpensa. "Alla luce dell'evoluzione della procedura di vendita dell'ex compagnia di bandiera ? recita, del resto, la nota diramata dalla spa aeroportuale a conclusione della riunione ancora calda ?, il cda ha espresso apprezzamento e pieno sostegno al presidente e amministratore delegato relativamente all'indirizzo e alle azioni intraprese per affrontare la più grave crisi nella storia di Sea". La società timonata da Bonomi, che, nei giorni scorsi, s'è dimesso dal consiglio della Federazione italiana sport equestri proprio per non distrarsi neppure un minuto dal "caso Malpensa", rimanda, dunque, ai mittenti (il premier Romano Prodi, il numero uno di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta, l'inquilino di via Vivaio Filippo Penati) la proposta di ritirare la causa risarcitoria attivata contro la compagnia di bandiera. Segno che l'azionista di maggioranza Palazzo Marino non si sente affatto pago dei fondi reperiti dal Governo per finanziare la cassa integrazione a rotazione di 900 dipendenti Sea già definita con partenza dal 31 marzo. E il presidente e ad della spa, parso sino a domenica scorsa più possibilista del sindaco Letizia Moratti sull'ipotesi di stoppare il decollo delle vie legali, ieri ha eretto nuove barricate. "L'azione giudiziale promossa contro Alitalia rappresenta un atto dovuto a tutela dell'integrità di azienda, lavoratori e azionisti ? ha scandito, infatti, Bonomi dopo i titoli di coda del cda ?. Un abbandono tout-court della causa non è pensabile né immaginabile. Se ci dovesse pervenire una proposta transattiva, che al momento non esiste? La valuteremo. Noi siamo persone ragionevoli. Perché è stato convocato il cda? Era doveroso riunire l'organo societario in sede formale e metterlo al corrente della situazione. Ci conforta, ovviamente, la circostanza che il cda abbia espresso pieno sostegno alla linea di concretezza con la quale ci siamo finora mossi". L'ex nocchiero della compagnia di bandiera non s'è, invece, voluto incamminare troppo lungo la "pista autarchica" profilata da Silvio Berlusconi anche nell'ambito della telefonata di ieri con Prodi. "Se si materializzerà una cordata italiana interessata a rilevare Alitalia, la vedremo - ha liquidato in poche battute la questione Bonomi -. Anzi, la vedranno loro (quelli del Governo, ndr)". Sul fronte sindacale, infine, c'è da registrare l'incontro svoltosi ieri a Linate tra le organizzazioni e Alitalia con sul piatto il trasferimento da Malpensa a Fiumicino di 180 addetti alla manutenzione. "Abbiamo chiesto aalla compagnia di bandiera di sospendere per sei mesi l'operazione", ha tagliato corto Dino Amoni (Uptl-Uil). Cub Trasporti ha, al contrario, denunciato "il mancato rinnovo da parte di Sea di 100 contratti a termine in essere da 15 mesi e in scadenza il 24 marzo". - -->.

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ROMA - I LEADER di Cgil e Cisl chiedono che la decisione finale sul futuro (sezione: Alitalia 2)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

? ROMA ? I LEADER di Cgil e Cisl chiedono che la decisione finale sul futuro di Alitalia slitti a dopo il voto. Mentre nove sigle sindacali di settore, tutte quelle che siedono al tavolo con l'azienda, con una sola voce chiedono più tempo: il termine del 31 marzo è troppo stretto per raggiungere un accordo, hanno sottolineato con fermezza dopo oltre tre ore e mezzo di faccia a faccia con il presidente di Alitalia Maurizio Prato. E serve subito, incalzano, il prestito-ponte da 300 milioni del Tesoro, per dare fiato alle casse vuote di Alitalia, e avere così più tempo per trattare. Una soluzione per spazzare via dal tavolo di confronto "il ricatto" dell'imminente rischio fallimento. I sindacati sono disponibili a tornare ad un tavolo con il numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, che tornerà a Roma martedì. Ma ribadiscono che non ci saranno spazi per un accordo se i margini di trattativa resteranno "inesistenti o limitatissimi" come ha ribadito Spinetta. TONI DURI dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. Epifani, che parla del dossier Air France-Klm come di "un ricatto", chiede che "si trovi un modo per continuare l'attività di volo, e si rimandi la parte del confronto e della decisione a quando avremo un nuovo governo". Bonanni incalza: "Sarebbe opportuno aspettare che si insedi il nuovo governo e vedere se escono offerte migliori". Parole dure anche dal segretario generale della Uil, Luigi Angeletti: "Il Governo ha gestito la vicenda Alitalia nel peggiore dei modi e anche con scarsa trasparenza mettendo il sindacato, a trattativa conclusa, con le spalle al muro" - -->.

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Alitalia, un prestito ponte per una cordata italiana Berlusconi telefona a Prodi. Padoa-Schioppa: tempi strettissimi (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 21-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

"Alitalia, un prestito ponte per una cordata italiana" Berlusconi telefona a Prodi. Padoa-Schioppa: tempi strettissimi di NUCCIO NATOLI ? ROMA ? "UN PRESTITO ponte" per riaprire la partita Alitalia. Lo ha chiesto Berlusconi con una telefonata a Prodi. Il presidente del consiglio non lo ha escluso a priori: "Si può fare, a patto che si faccia avanti un nuovo compratore con offerte concrete. Solo così ci sarebbe il via libera di Bruxelles". La richiesta di Berlusconi, e la risposta di Prodi, vanno spiegate. Il "prestito" dovrebbe servire ad Alitalia che perde un milione di euro al giorno, e le cui casse sono desolatamente vuote, a tirare avanti ancora per qualche mese. Una finestra temporale che permetterebbe a qualche nuovo compratore di farsi avanti in alternativa ad Air France. L'Ue, però, boccerebbe il "prestito" considerandolo "aiuto di Stato", a meno che non si presenti "subito" un nuovo compratore con un piano che sia considerato affidabile e che possa dimostrare di essere in grado di restituire il prestito. Insomma, l'apertura di Prodi, in realtà, è minima. IL MINISTRO dell'Economia, Padoa-Schioppa, ha aggiunto i suoi paletti, restringendo ancor più lo spiraglio aperto da Prodi: "I tempi strettissimi sono dettati dalle condizioni della compagnia e non dipendono dal calendario politico. Il rischio è quello di distruggere una possibilità di vendita, senza costruirne una nuova. Quella di Air France è "la sola proposta seria". Ossia, il ministro insiste sulla tesi che si arrivi, entro fine mese, alla soluzione o il commissariamento di Alitalia, con relativo fallimento, è dietro l'angolo. Sulla linea del Tesoro è allineato il cda di Alitalia. Il presidente della compagnia, Maurizio Prato, ha incontrato i sindacati è ha ribadito loro che "l'offerta di Air France è l'unica chance per Alitalia perchè è industrialmente solida". Poi Prato ha fissato un nuovo incontro con i sindacati e Air France per martedì prossimo. BERLUSCONI, però, non si arrende e ieri ha insistito che la proposta di Air France è "irricevibile e arrogante", che il nostro Paese "non può rinunciare ad avere una compagnia di bandiera", ed ha spiegato di avere avviato "contatti, ma non posso dire con chi, per creare una cordata italiana per l'acquisto dell'Alitalia". Il pensiero è subito corso ad AirOne che era stata in corsa per l'acquisto di Alitalia e (vedi box sotto) a Intesa Sanpaolo. Berlusconi ha pure precisato che "non c'è nessun interesse mio, o di Fininvest, ma se lo chiedessero ai miei figli loro non si tirerebbero indietro". Sulla sorte di Alitalia il mondo politico ha scaricato ogni tipo di battute. Il centrosinistra in coro ha esortato: "Se ci sono nuovi compratori si facciano avanti con i soldi e un progetto industriale". Un po' tutti, poi, hanno accusato Berlusconi di usare Alitalia "solo per fare propaganda. Passate le elezioni Alitalia sarà lasciata fallire". Sul fronte del centrodestra le posizioni sono più sfumate. La Lega è totalmente con Berlusconi nel dire no ad Air France "anche perchè a dare l'ok sarà il prossimo Governo. E allora ci saremo noi". Fini è un po' meno drastico di Berlusconi anche se "la proposta di Air France ha luci ed ombre, ma le seconde diventano sempre di più". Veltroni ha subito chiosato: "Berlusconi e Fini su Alitalia dicono cose opposte". - -->.

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Ma Passera si chiama fuori (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 21-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

L'AD DI INTESA: "NULLA SUL TAVOLO" Ma Passera si chiama fuori ? MILANO ? SU ALITALIA "non c'è nulla sul tavolo". Lo ha detto l'ad di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera. "A fine dicembre siamo stati esclusi dalla gara e da tre mesi non prendiamo parte ad alcuna trattativa" ha spiegato, aggiungendo che "noi non investiamo solo perché qualcuno ci chiama. Per questo abbiamo sempre guadagnato dai nostri investimenti. Senza nuove informazioni ora è impossibile fare qualsiasi proposta". Una doccia fredda che ha spiazzato Silvio Berlusconi: "Non so nulla del no di Intesa. Devo fare qualche telefonata". Dopo poco Berlusconi è tornato alla carica: "Banca Intesa non si è ritirata. Chiede solo il tempo per poter appronfondire la situazione reale in cui si trova ora Alitalia". Intesa non ha voluto replicare. - -->.

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ROMA - POTREBBE ESSERE una ristrutturazione prevista dalla Legge M (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 21-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

? ROMA ? POTREBBE ESSERE una ristrutturazione prevista dalla Legge Marzano lo sbocco per Alitalia in caso di fallimento dei negoziati con Air France-Klm. Quindi, il passaggio attraverso le strette maglie di un'amministrazione straordinaria. Il decreto 347 del 2003 noto come Legge Marzano, viene applicato nel caso di impresa insolvente con almeno 500 dipendenti, debiti non inferiori a 300 milioni di euro. Dal decreto di nomina, il Commissario ha 180 giorni di tempo per il piano di ristrutturazione. In caso di insuccesso chiede al ministro l'autorizzazione alla cessione dell'azienda. IL PARALLELO con altri fallimenti dei cieli è inevitabile. Un precedente significativo è rappresentato da Sabena, compagnia di bandiera del Belgio. Fallita e risorta in 24 ore, il 7 novembre 2001, dopo 78 anni di attività. In rosso di 2 miliardi di euro su 2,4 di giro d'affari, rinasce come società privata grazie a investitori che mettono sul piatto 200 milioni di euro per farla ripartire con solo 2.500 dipendenti su un organico di 7.500 persone. Cinque anni dopo avviene la fusione con la Virgin per dare vita alla Brussels Airlines. ALTRO CASO emblematico fu quello di Swissair, attiva dal 1931. Il marchio era sinonimo di puntualità, sicurezza, qualità. Guerra del Golfo, concorrenza e aumento dei costi causarono perdite per 99 milioni di franchi svizzeri. Indebolita da una gestione dispendiosa fu la prima compagnia a cadere in seguito alla grande crisi del trasporto aereo dopo l'attentato alle Torri Gemelle. La rinascita avvenne nel 2002 grazie a 2,7 miliardi di franchi messi sul piatto da governo e investitori privati. Nel 2005, tornata di nuovo in rosso, venne comprata da Lufthansa per 300 milioni di euro: seconda maggiore fusione della storia europea dopo quella tra Air France e Klm. TERZA e ultimo caso memorabile quello di Pan Am. Era la compagnià più grande del mondo, fu costretta a chiudere. La crisi energetica del '73, la deregulation, gli elevati costi aeroportuali, e la flotta eterogenea sono tra i fattori che ne incrinarono i conti, definitivamente compromessi per essere divenuta bersaglio dei terroristi, che la identificavano puntualmente come icona Usa. Dopo la Guerra del Golfo furono tagliati duemilacinquecento posti di lavoro. Dichiarata fallita a gennaio 2001, a fine anno mise a terra gli aerei, quando Delta Airlines cessò il suo sostegno. - -->.

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A bassa quota (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Valentino Parlato Con questa storia dell'Alitalia mi tornano alla mente i vecchi romanzi d'appendice. La povera e infelice vergine sta per cadere in mano dei turchi e scende in campo il Cavalier Silvio che la salverà. Sui giornali di ieri questa era la scena. Solo che il Cavalier Silvio, e non solo lui, è stato testimone e complice della irreparabile caduta della vergine Alitalia. In Italia, una volta c'era l'economia mista: parte privata con la Fiat, la Montecatini e la Edison e parte pubblica con l'Iri e l'Eni. Neppure allora c'era chiarezza, tuttavia andava un po' meglio di come non sia oggi, con la linea delle privatizzazioni che (per l'Alitalia ad esempio) non si realizzano e così è nato il mostro Alitalia per il 49,9 per cento pubblica e per il 50,1 per cento di un po' di privati e presunti tali: ci sono molti dirigenti Alitalia e pubblici che sono diventati amministratori delegati di settori Alitalia prima esternalizzati e poi privatizzati. Così oggi l'Alitalia è un mostro sciupadenaro, in cui si sommano (e anche moltiplicano) i vizi del privato e quelli del pubblico. C'è la moltiplicazione degli aeroporti per soddisfare le esigenze locali di politici e privati. C'è conseguentemente la moltiplicazione dei low cost che sono costi altissimi, cioè perdite per l'Alitalia e soprattutto per la sua parte pubblica. A parte la Germania, che aveva il problema politico di Berlino, siamo il solo paese che abbia due hub (cioè due aeroporti centrali): Malpensa era un prezzo (assai alto, cioè due terzi del deficit Alitalia) che si doveva pagare alla Lega. Ma a questo punto che fare? Che vuole fare il governo di centrosinistra ancora in carica e responsabile? Vuole che Berlusconi, in questa campagna elettorale, agiti, a gratis, la patriottica bandiera dell'italianità della compagnia e conquisti un altro po' di voti? La risposta di Prodi - "Berlusconi faccia una proposta" - è assolutamente debole. Nel corso della campagna elettorale Berlusconi (ha già messo in campo anche i figli) potrà giocare fino all'ultimo giorno la parte del salvatore della Patria e questo sarebbe un po' suicida da parte del Pd. Questa dell'Alitalia è una carta forte nella partita elettorale. Il Pd, ma anche la Sinistra arcobaleno, non possono restare a mezz'aria tra il privato e il pubblico. Sarebbe bene che Prodi, e anche Veltroni, scegliessero la via dell'impresa pubblica, dando soldi alla compagnia anche se le autorità europee protesteranno; e che smontasse tutta la baracca dei privatissimi low cost, introducendo quelle regole minime che vigono in tutti gli altri paesi europei. Altrimenti non resta che vendere all'Air France. Essendo un tenace e forse nostalgico sostenitore della prima stagione dell'Iri, troverei economica e patriottica una seria assunzione di responsabilità dello stato. Nella sua prima stagione l'Iri suscitava l'invidia delle elites economiche d'Europa. Altrimenti, ripeto, una rapida e completa privatizzazione, ma non lasciare a Berlusconi la parte del generoso difensore degli interessi dell'Italia e dell'Alitalia.

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Il volo utile (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

"Ghe pensi mì". Silvio Berlusconi insiste: pronta una misteriosa "cordata italiana per l'acquisto di Alitalia", e chiede al governo un "prestito ponte" per superare l'ultimatum di Air France. Banca Intesa nega un suo coinvolgimento nell'ipotetica impresa berlusconiana. Padoa Schioppa chiede di fare presto, i sindacati di rinviare tutto al dopo-13 aprile. Mentre i bilanci vanno a picco, la sorte dell'ex compagnia di bandiera diventa materia elettorale PAGINE 2, 3.

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Sabena-Swissair, un brutto incontro (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Quando va male L'incontro tra la compagnia belga e quella svizzera ha portato, nel 2001, al fallimento di entrambe Alberto D'Argenzio Fallimento, una parola che nell'aviazione europea vuol dire Sabena e Swissair. E che potrebbe pure dire Alitalia, con tutto l'amaro strascico di conseguenze economiche, sociali ed occupazionali già vissuto in Svizzera ed in Belgio. Proprio in Belgio, il tonfo era nell'aria il 6 novembre 2001, quando vennero portati in tribunale i libri contabili della Sabena. Due settimane prima era iniziato il lento ma inesorabile taglio dei voli europei, poi era toccato il turno delle destinazioni africane, con cui l'antica e più o meno gloriosa Société Anonyme Belge d'Exploitation de la Navigation Aérienne aveva una consolidata relazione aerea. La paralisi arrivò il 6 novembre: i libri in tribunale, i lavoratori a bloccare la scalo di Zaventem-Bruxelles e la polizia a controllare e caricare. Due mesi prima lo Stato aveva concesso, con il beneplacito della Commissione europea, un prestito ponte di 125 milioni di euro, ma a condizioni di mercato, proprio come potrebbe succedere oggi per Alitalia. E Sabena, proprio come Alitalia, versava dalla metà degli anni '80 in un profondo stato di crisi. Dopo vari flirt europei, nel 1995 bussa alla porta del governo belga Swissair, un brutto incontro. Gli elvetici comprano il 49,5% della società, ma lo Stato concede loro il controllo. Una lunga serie di errori porterà, nel 2001, al fallimento di entrambe le compagnie. Il panico cala tra i 12.000 lavoratori della compagnia e tra i 40.000 dell'indotto. Dopo due giorni di stop, inizia il rilancio che ruota attorno a Dat, la costola della Sabena per l'Europa. Si fa avanti una cordata di imprenditori locali, guidata da Etienne Davignon, che raccoglie i 180 milioni di euro necessari per ripartire con minori ambizioni. Nasce SN Brussels Airlines, ereditando, senza scucire un euro, il simbolo, i carissimi slot, ossia i diritti sulle tratte di volo, la maggioranza dei velivoli e l'attrezzatura a terra. Cambia invece radicalmente la strategia commerciale ed operativa e con il cambio saltano 10.000 dei 12.000 dipendenti della Sabena. 4.000 lavoratori vengono recuperati grazie all'aeroporto di Zaventem e alla compagnia di charter Sobelair, uno degli altri pezzi pregiati frutto dello smembramento di Sabena. Per gli altri dipendenti c'è uno stato sociale che comunque è molto più forte e sviluppato di quello italiano, ma non mancano le proteste e gli atti disperati. Un lavoratore si suicida, altri intentano cause contro i dirigenti di Sabena e quelli di Swissair. Una commissione di inchiesta parlamentare non aiuterà a chiarire come siano andate le cose e di chi siano le responsabilità. L'affare comunque funziona, la (nuova?) compagnia riprende i contatti storici con l'Africa, cresce giocando sul volano di Bruxelles e nel novembre 2006, un lustro dopo il fallimento, si sposa con Virgin, abbandona la SN, l'ultimo legame simbolico con la Sabena, e si fa chiamare semplicemente Brussels Airlines.

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Precari, alte competenze e resti clientelari Viaggio all'interno del centro direzionale (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Storie e preoccupazioni Le esternalizzazioni hanno fatto salire i costi e dequalificato i servizi. Più che i francesi, i lavoratori puntano il dito sul far west permesso alle low cost fr.pi. La sede centrale di Alitalia, sulla collinetta lungo la Magliana Vecchia, è un complesso immobiliare che al momento potrebbe valere quasi più dell'intera compagnia, stando alle quotazioni di borsa. E' uno dei paradossi orrendi di questa vicenda. Fuori stazionano le troupe televisive, dai cancelli sciamano lavoratori, delegati. Ma anche ex dipendenti venuti a sostenere chi è ancora in servizio. Perché di questa azienda sembra non importare a nessuno dei manager che l'hanno saccheggiata per anni, mentre chi ci lavora ci ha investito se stesso, trovando ruolo, identità sociale, "patriottismo aziendale". All'interno, i corridoi sono interrotti di tanto in tanto da capannelli; giornali aperti, confidenze riportate di terza mano, testimonianze dirette di quel che ha detto il dirigente Tal de Tali. Qui c'è l'amministrazione centrale, il Centro elaborazione dati, il call center, altri servizi un po' criptici per i non addetti ai lavori. Postazioni importanti anche per capire come funzione un po' tutta la baracca; e anche per tracciare la traiettoria di tante carriere. Una elegante signora ci illustra con grande serenità e proprietà di linguaggio lo stato d'animo con cui si guarda ai dirigenti: "in tanti stanno qui per farsi una carriera altrove, magari grazie alle continue esternalizzazioni". Fanno l'esempio di uno che, tanti anni fa, caldeggiava l'esternalizzazione del call center, in parte poi effettivamente subappaltato a una società inglese (Seven C), poi alla siciliana Alicos. Il dirigente, nel frattempo, si faceva un paio di legislature in parlamento (con An), poi "tornava all'attività professionale", come presidente della stessa Alicos (Almaviva). Il servizio si complicava, spiega un'altra impiegata di lungo corso; "da Palermo i ragazzi incaricati delle prenotazioni ci chiamavano perché non sapevano come risolvere problemi per cui non erano stati formati; noi li aiutavamo, ma è chiaro che in questo modo lavoravamo in due - l'appalto ad Alicos è un costo, per Alitalia, ndr - per fornire un servizio peggiore e più lento di quel che avrebbe fatto uno solo, ma interno all'azienda". Stesso problema con la separazione tra Az Fly e Az Servizi. "Ora capita che se devo chiedere una cosa al collega della stanza di fianco, ma inquadrato come Az Servizi, gli devo mandare anche una mail, perché altrimenti quella certa operazione non verrebbe fatturata". E così via. Aumento esponenziale dei tempi e costi a seguito di una decisione in teoria "razionalizzatrice". Il quadro, dall'interno, restituisce una storia recente (ultimi 15 anni) di completa deresponsabilizzazione manageriale, con "teste d'uovo" chiamate da fuori, pagate a peso d'oro, libere di "sperimentare" soluzioni dannose dal punto di vista industriale ("spesso completamente all'oscuro dello specifico del trasporto aereo") e poi sostituite elargendo loro una ricca buonuscita (resta leggendario il caso di Giancarlo Cimoli, uno degli ultimi terminator, "liquidato" dopo due anni e mezzo con 5 milioni di euro (senza contare lo stipendio introitato nel frattempo: 2,8 milioni l'anno, il quadruplo del pari livello in Klm, che però era un'azienda in attivo). Non manca il dettaglio commovente, come una recente infornata di "contratti a progetto" per laureati proveniente dalla Bocconi o dalla Luiss, "molti dei quali con cognomi importanti, qui in azienda", poi regolarizzati dopo una breve vertenza e inquadrati al terzo livello (il più alto è il primo). Aspiranti manager in corisa preferenziale. Con lo "sfoltimento" previsto dalla ristrutturazione chiunque - senza conoscere questa storia - terrebbe dentro questi giovani e si libererebbe dei 40-50enni che hanno tenuto in piedi la compagnia anche quando è stata consapevolmente avviata verso l'eutanasia. La "misura della catastrofe" sta in decine di storie come questa, dove da un lato ci sono centinaia di lavoratori a cui viene chiesto di lavorare di più a un salario bloccato da anni e dall'altra dirigenti nepotisti-clientelari, totalmente irresponsabili davanti a un'azionista scomparso nel nulla (a partire dalla liquidazione dell'Iri). Esemplare anche il racconto degli informatici del Ced, ora ridotti a 380 (sono stati, ai tempo d'oro, anche 850; poi in media intorno ai 600). "Il nostro software - di gestione dei servizi, ndr - veniva venduto a 33 compagnie internazionali"; poi dagli anni '90, "sono cessati completamente gli investimenti". Per l'informatica, basta star fuori sei mesi dal mainstream e non rientri più. Per garantire lo stesso servizio Air France impiega 3.000 persone, "ma non ha mica dieci volte il nostro volume di traffico". Dicono che Spinetta non ci volesse credere; così è venuto qui di persona a verificarlo. "La nostra divisione è in pareggio, anche se si deve sobbarcare i costi del personale, le linee mondiali, l'hardware, ecc". C'è un orgoglio professionale alto, non il piagnucolare sui posti di lavoro. "Il sito dell'Alitalia è stato appaltato fuori, anche se potevamo farlo noi. Risultato: è costato 40 milioni di euro. Poi ci abbiamo dovuto mettere le mani noi, perché non riusciva nemmeno a partire". Stessa cosa con Accenture per quanto riguarda l'amministrazione; le viene commissionata una ristrutturazione della gestione - costo: altri 40 milioni, ndr - "che noi dobbiamo adesso far funzionare davvero, apportando tutte le modifiche; così poi, con la privatizzazione, loro se lo riprenderanno a costo zero". Sono "gli affari" che vengono in testa a questo management. Le critiche coinvolgono direttamente la classe politica. "Non è che non ci fidiamo di Spinetta - spiega un altro - anche se il suo piano non ci piace; è che con questo sistema di regole non c'è modo per una compagnia di bandiera di funzionare. In Francia non si permette a nessuno di fare low cost sulla Parigi-Nizza". Poi, certo, l'idea di una fusione con Air France "ci fa sentire tutti un po' doppioni; sarebbe stato meglio se a comprare fosse stata una compagnia geograficamente più lontana". Camminando per i corridoi (impressionante il salone del call center, pieno di "ragazze" tra i 30 e i 40, quasi tutte precarie, magari da sette-otto indaffaratissime sui loro terminali) ci fermano, ci danno volantini. Ognuno con il suo punto di vista e le sue ragioni. Abbiamo parlato con tutti e di tutti riportiamo le opinioni. Non le sigle sindacali. In una vertenza così, per la vita e la morte di un patrimonio pubblico di competenze, c'è un solo interesse da difendere e comunicare. Quello collettivo.

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Il fallimento di Alitalia è peggio di Air France. Salviamo il salvabile (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Burlando, ex ministro dei trasporti "Il fallimento di Alitalia è peggio di Air France. Salviamo il salvabile" Francesco Paternò Claudio Burlando, presidente della regione Liguria, è stato ministro dei trasporti nel primo governo Prodi, quando nel 1997 l'Alitalia guidata da Domenico Cempella cominciò le trattative con l'olandese Klm partendo da un bilancio in nero della compagnia, l'ultimo del decennio. Klm allora, Air France adesso, c'è solo la strada internazionale per far sopravvivere Alitalia? Nel 1997 cercammo la Klm per un'alleanza complementare con l'Alitalia, con l'hub olandese non in competizione con Malpensa. Oggi Air France si è presa Klm, perché se uno gli accordi non li fa, ci pensa qualcun altro. Poi abbiamo rinunciato a valorizzare Malpensa, non per impedimenti europei ma per comodità italiane. Da ministro dei trasporti andai a Parigi per incontrare il mio collega francese, un mitico ex ferroviere comunista del Pcf, che mi fece parlare con tutti coloro che avevano lavorato al trasferimento delle linee dall'aeroporto di Orly all'hub di Roissy. Se vuole lanciare davvero un hub, mi dissero, chiuda per qualche anno il city airport, cioè Linate, finché l'hub non raggiunge una massa critica. Invece il traffico aereo fu diviso non solo tra i due aeroporti, ma con altri di tipo regionale come Orio. Come giudica l'offerta di Air France? Non la conosco nei dettagli, ma l'ha vista bene il governo, stimo molto il ministro Padoa Schioppa. So però con certezza perché quella che chiamo la comunità italica ha affossato Malpensa. E perché l'Alitalia è così malandata, dopo che avevamo investito dieci anni fa 30.000 miliardi di lire per ricapitalizzare la compagnia con l'obiettivo di risanarla, facendone una compagnia low cost, non nel senso di biglietti a basso costo ma nel senso di una gestione a costi molto più bassi. E so anche che quando si va a firmare un armistizio dopo una guerra in cui si è perso, non si ottengono mai condizioni migliori del vincitore. Crede a una proposta italiana per Alitalia? Guardi, le ultime fantomatiche compagnie aeree italiane sono tutte a bagno. E' un po' quello che è successo con la telefonia, come il caso Blu o la Wind venduta agli egiziani. Tutte le volte che i miei mi dicevano di fare una compagnia aerea ligure, rispondevo: tanti auguri. A una proposta italiana per rilevare l'Alitalia credo poco. Come finirà, secondo lei? Al punto in cui siamo, o chiudiamo con Air France o l'Alitalia precipita. In ballo c'è anche un problema di credibilità del sistema paese. Che si fa, si ricomincia da capo, con un Pdl per altro diviso sulla questione? Piuttosto che Air France, parte della destra punta al fallimento di Alitalia, come è successo in Belgio con Sabena o in Svizzera con Swissair... Certo che si può fare un fallimento. Ci rimetteranno un po' i creditori ma temo che per i lavoratori sarà molto peggio. E quando qualcuno proverà a ricostruire una compagnia aerea, ciò avverrà con un numero di addetti e a condizioni contrattuali assai diversi. Un fallimento di Alitalia è molto peggio di Air France. Sono stato da poco in Cina e ho notato che la stragrande maggioranza dei cinesi che vengono in Europa arrivano in Germania. Ce li porta la Lufhtansa, stanno lì a spendere, poi in un giorno fanno un giretto a Venezia, Firenze o Roma. Senza un vettore nostro, perderemmo tutto, perché i collegamenri regionali sono legati da un vincolo di reciprocità. Consiglierei di salvare il salvabile, per l'interesse del paese e dei lavoratori.

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Soccorso sociale (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Soccorso sociale Prima idea: la "città del volo" L'eventuale vendita di Alitalia ad Air France, alle condizioni esposte da Spinetta nei giorni scorsi, porrebbe un serio problema di ricollocazione di lavoratori (almeno 2.100) che gravitano prevalentemente nell'area di Roma. Le istituzioni locali, già da tempo abituate a doversi far carico dei fallimenti della "esternalizzaioni" promosse dalla compagnia di bandiera (famose quelle del Catering Ligabue e di Italiatour) si stanno già muovendo per attivare le risorse e le proposte necessarie a far fronte dignitosamente all'emergenza. Dalla Regione Lazio sarebbero state già individuate diverse linee di finanziamento per progetti di riqulificazione, formazione e collocamento di lavoratori. L'idea al momento più avanzata parla di istituire un "distretto industriale di lavoro e servizi di Fiumicino denominato "Città del volo", promosso dalle forze della Sinistra arcobaleno e finalizzato a "rilanciare un settore in crisi e realizzare nuove domande di occupazione e sviluppo integrato del territorio". Cusioso, ma neppure troppo, che il settore privato - al momento - si sia dimostrato negli anni incapace di avanzare una qualsiasi idea per rafforzare un settore da cui dipende non solo il lavoro di tanta gente, ma anche l'attività turistica su Roma.

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Ho la cordata, servono i soldi (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Al voto "Ho la cordata, servono i soldi" L'attivismo del cavaliere come ai tempi della Iar, quando bloccò i piani di Prodi e De Benedetti su Sme. Passera lo corregge ma non chiude. Veltroni svicola, esecutivo preoccupato: se ha delle carte le mostri subito. Entro marzo Berlusconi fa campagna elettorale con Alitalia. "Serve un prestito ponte del governo, Banca Intesa e investitori seguiranno" Andrea Fabozzi Roma Al mattino Silvio Berlusconi rilancia la "cordata di imprenditori italiani" radunati intorno a Banca Intesa per contendere Alitalia ad AirFrance-Klm. Al pomeriggio il presidente di Banca Intesa Corrado Passera frena: "Non c'è nulla sul tavolo, da tre mesi non prendiamo parte ad alcuna trattativa". La borsa crede a lui e blocca la ripresa del titolo. Strana corrispondenza questa tra il cavaliere e il banchiere tradizionalmente vicino a Prodi e al centrosinistra. Berlusconi è in campagna elettorale e si atteggia a paladino dei lavoratori Alitalia (e di Malpensa), a Passera fa piacere che la partita si riapra. Probabilmente è troppo tardi: "Il piano di AirOne era molto bello ma è superato dagli eventi", ammette. Al cavaliere il presidente di Banca Intesa manda a dire che non è lui che comanda il gioco: "Non abbiamo mai investito in qualcosa perché chiamati da qualcuno, ed è per questo che abbiamo sempre fatto buoni affari". Ma uno spiraglio, piccolo, resta aperto: "Dovremmo avere maggiori informazioni, saperne di più - conclude Passera - su queste basi è inimmaginabile un'offerta". A Berlusconi basta questo per potere, a sera, assicurare che la cordata di imprenditori è in piedi - "ne farebbero parte anche i miei figli, se fosse necessario" - e che Banca Intesa non ha gettato la spugna: "Mi risulta in maniera inequivocabile che chiedono che sia data anche a loro la possibilità di una due diligence (una verifica dei conti, ndr) per conoscere la realtà aziendale". E' chiaro che Banca Intesa non ha intenzione di azzardare un altro passo sapendo di avere contro il governo. Ma rimasto per mesi silenzioso sul caso Alitalia, adesso che ha deciso di giocare anche questa partita in chiave elettorale Berlusconi è inarrestabile. Tanto da riprendere i colloqui con Prodi: lo chiama al mattino presto e gli assicura che l'offerta - ancora coperta - arriverà. Ma il cavaliere ha una richiesta molto pesante: un nuovo prestito ponte da parte dello stato ad Alitalia che conceda all'azienda e dunque all'ipotetica nuova cordata imprenditoriale tre-quattro mesi di tempo per riequilibrare la rotta. Prodi, al telefono con il cavaliere, chiarisce che l'Europa ha regole molto rigide per autorizzare questo genere di intervento pubblico: il prestito deve essere fatto a condizioni di mercato. E poi chi sono questi imprenditori disponibili, oltre ai Toto di AirOne (un nipote del fondatore è candidato con il Popolo delle libertà alla camera in Abruzzo), che fino ad oggi non si sono fatti avanti? Prodi sa di non poter chiudere ad ogni alternativa col rischio di presentarsi come un entusiasta del piano lacrime e sangue di AirFrance. Per questo aveva già mercoledì cercato al telefono Berlusconi per farlo uscire dal vago. Anche perché l'iniziativa del cavaliere sta ridando vita al partito dei "nazionalisti" che vedono male la cessione della compagnia di bandiera, ce ne sono anche nella maggioranza, Rutelli ad esempio. "La scadenza per nuove offerte resta il 31 marzo", chiarisce il presidente del Consiglio uscente. Il rischio altrimenti è che Alitalia si avvii al fallimento e che la colpa venga scaricata sul centrosinistra. Il ministro del tesoro Padoa Schioppa insiste: se c'è qualcuno interessato davvero ad Alitalia "si faccia avanti con atti formali e offerte concrete, altrimenti distrugge una possibilità di vendita anziché costruirne una nuova. I tempi, ormai strettissimi, non possono dipendere dal calendario politico". Cioè niente rinvio a dopo le elezioni. Il ministro però è il primo a non credere all'esistenza di alternative ad AirFrance. Era stato lui stesso a cercarle ormai molti mesi fa. Piazzata com'è a ridosso del voto politico, la partita per Alitalia resta di grande difficoltà soprattutto per il centrosinistra già in svantaggio nei sondaggi. Veltroni se ne tiene alla larga, limitandosi a punture di spillo nei confronti degli avversari (e ieri Il Sole 24 Ore sfotteva l'ambiguità del segretario Pd). L'attivismo di Berlusconi fa paura soprattutto perché finalizzato solo a un guadagno elettorale. Una cordata fasulla, utile solo per intralciare i piani del governo: il cavaliere lo ha già fatto più di venti anni fa ed anche allora avendo Prodi dall'altra parte. Erano i tempi della Iar, il consorzio con il quale Berlusconi pretese di acquisire la Sme, l'alimentare di stato che l'Iri aveva deciso di cedere alla Cir di De Benedetti. Una vicenda che anni dopo avrebbe originato un processo per corruzione giudiziaria concluso solo nell'autunno scorso. Salvando Berlusconi e Previti, con la prescrizione.

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Alitalia, un prestito-ponte per ragionare (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

La vertenza Alitalia è sempre più intricata. Il ministro Padoa Schioppa si impunta: no al prestito ponte richiesto dalla compagnia, sull'orlo del fallimento. Air France dà tempo fino al 31 marzo, altrimenti abbandona tutto Francesco Piccioni C'è una sola trattativa. Il resto sono chiacchiere da bar, campagna elettorale fatta sulla pelle di quasi 20.000 lavoratori e su un patrimonio pubblico costruito sullo sforzo collettivo di un paese. L'unica compagnia interessata a prendere Alitalia è Air France-Klm. Non ci sono - più - altre cordate. L'unica alternativa seria sarebbe - sul piano puramente teorico - l'intervento dello stato. Ma bisognerebbe avere la credibilità di una Germania o di una Francia, come stati, per fare una mossa del genere. Fottendosene allegramente dei cani da guardia "selettivi" che siedono a Bruxelles. Non sarà certo l'italietta prodiana, e ancor meno quella berlusconiana, a poterlo fare. Punto. Ai protagonisti veri del confronto questo è chiarissimo. Maurizio Prato (a.d. della compagnia italiana), Jean-Cyril Spinetta (presidente di quella francese), i sindacati, Tommaso Padoa Schioppa (ministro dell'economia e perciò gestore del 49,9% del pacchetto azionario in vendita) possono parlarsi quasi senza prestare attenzione al bla-bla-bla con cui la politichetta nostrana prova ad accalappiare qualche voto per il 13 aprile. Ieri mattina, nella sede centrale della Magliana, mancava sia il francese che il ministro. Ciò nonostante, o proprio per questo, è diventato tutto più chiaro: la scadenza-capestro del 31 marzo per chiudere l'accordo non è arrivata da Air France, ma dalla realtà finanziaria della compagnia. Senza un prestito-ponte di 300 milioni dopo quella data ci sarebbe solo da portare i libri in tribunale (l'azienda perde un milione al giorno; 650.000 euro solo a causa di Malpensa). L'irrigidimento è arrivato come al solito da Padoa Schioppa, che si sarebbe ancora una volta impuntato: o i sindacati firmano prima di quella data l'accordo con Air France, oppure lui non autorizza il prestito. E' da tener presente che il prestito-ponte non trova ostacoli neppure a Bruxelles, "purché avvenga a normali condizioni di mercato" (tassi di interesse superiori al 4%). "In dieci giorni, con la Pasqua in mezzo, un accordo non riuscirebbe a chiuderlo neppure Mandrake", spiega un vecchio sindacalista del settore. Con tempi rigidi (intenzionalmente perseguiti non facendo nulla negli ultimi 3 mesi) e un piano francese altrettanto rigido il rischio di costringere i sindacati (tutti) a rispondere "no" è altissimo. E il consenso dei sindacati è una condizione che Spinetta ha dichiarato in tempi non sospetti "imprescindibile"; com'è ovvio che sia. Resta da chiedersi, a questo punto, perché un ministro rischi il fallimento della "sua" azienda pur di ottenere l'ennesima vittoria politica sul sindacato. Epifani, Bonanni e Angeletti hanno dovuto spiegare che "non trattiamo sotto ricatto", pur essendo notoriamente tutt'altro che contrari alla vendita. Né si può dire che avrebbero preferito davvero il "piano AirOne", che - contrariamente a quanto scritto da molti - non "salvava" Malpensa nella sua configurazione attuale. Se Air France è decisa ad eliminare il 90% delle attività lì basate, quello di Carlo Toto limitava il danno a un 50%; ma solo dopo l'eventuale "ripresa" dell'azienda. In ogni caso, come si è sgolato ad assicurare ieri Corrado Passera (a.d. di IntesaSanPaolo, la banca che aveva garantito il lato finanziario della cordata AirOne), "non c'è niente sul tavolo; non abbiamo potuto effettuale la due diligence sui conti dell'azienda e su queste basi è inimmaginabile fare una qualsiasi offerta". Se non sai "cosa" compri, non apri il portafoglio. A chiudere definitivamente lo spiraglio ha anche aggiunto: "il nostro progetto era basato su una conoscenza superata dagli eventi". Alitalia, Air France e sindacati torneranno a vedersi il 25. Dalla Francia giungono voci che Spinetta abbia rassicurato i suoi sindacati (preoccupati dalla possibile "concorrenza interna a basso costo" italiana) che l'offerta fatta è immodificabile. Ed è in una posizione di assoluta forza, grazie alla totale irresponsabilità dimostrata dal governo italiano nella procedura di vendita. Come un giapponese solitario in un'isola del Pacifico, il cda della Sea (gestione degli aeroporti milanesi) ha intanto appoggiato l'idea di far causa ad Alitalia per i danni subiti dalla decisione di ridurre i voli su Malpensa con il nuovo orario estivo. Così, per fare campagna elettorale.

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Af-Klm, matrimonio di convenienza (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Quando va bene Quello che oggi è il primo gruppo nei cieli di tutto il mondo è nato nel 2003. Klm ha perso 4500 posti di lavoro Anna Maria Merlo Parigi Air France-Klm è ormai il primo gruppo mondiale per traffico aereo. Il gruppo è nato nel maggio del 2004, con un matrimonio molto più di ragione che di cuore. La fusione tra le compagnie di bandiera francese e olandese non è stata facile né indolore. Al centro del braccio di ferro: i tagli al personale dovuti alle sinergie e il destino dell'aeroporto olandese di Schiphol. Nel 2003, al momento delle trattative, complessivamente Air France e Klm impiegavano 106 mila dipendenti. Oggi, il gruppo ne conta un po' meno di 103mila. Nel frattempo, ci sono stati forti tagli al personale: 4500 posti alla Klm e una grossa riduzione di costi a Air France, dove piloti e personale sono stati costretti a rivedere al ribasso le condizioni di lavoro e stipendio del passato. La fusione è stata preceduta dalla privatizzazione di Air France, dove la partecipazione pubblica è scesa nel 2003 dal 54 al 44%. Oggi, lo stato francese controlla solo il 17,2% della società. La trattative per la fusione sono durate tre anni. E sono state molto dure. Lo stato olandese ha difeso fino all'ultimo l'aeroporto di Schiphol. Alla fine, la nuova compagnia ha due due hub: Roissy-Charles-De Gaulle, dove ha anche la sede legale, e Schiphol. La fusione - la prima della storia tra due compagnie di bandiera - è stata strutturata attorno al sistema "un gruppo - due compagnie". Lo stato olandese, per difendere gli interessi di Schiphil, aveva ottenuto il controllo, per un periodo transitorio di tre anni, del 49% dei diritti di voto di Klm. "Il paesaggio aereo si muove in fretta - aveva commentato un alto dirigente di Air France nel 2003 - Non ci sono molte opzioni: o avanziamo o ci facciamo asfissiare. Il fatto di essere assieme in Europa ci permette di prevedere nuovi sviluppi. Il rischio era che Klm si alleasse con qualcun altro, British Airways, per esempio, con la quale le trattative in vista di un accordo erano state intraprese due volte (e per due volte erano fallite). Anche Lufthansa era interessata a Klm, per rafforzare le sue posizioni sia in Europa che sulle rotte atlantiche. Tra Air France e Klm c'era una "complementarietà", dicevano allora i dirigenti delle due società, in particolare sulle linee internazionali, poiché la compagnia olandese era molto presente in Asia e in Africa dell'est. Già nel 2003 era stata fatta l'ipotesi, poi naufragata, di un accordo anche con Alitalia. Il gruppo Air France-Klm è controllato da interessi francesi. Il presidente è, fin dalla fusione, sempre il francese Jean-Cyril Spinetta. All'epoca della fusione, Air France si era alleata con una compagnia che perdeva dei soldi. Allora, i sindacati si erano interrogati sull'interesse che avesse la prima compagnia in Europa a fondersi con la quarta in ordine di importanza sul vecchio continente. Allora, Klm aveva un deficit di 416 milioni di euro. Ma l'offerta pubblica di scambio realizzata da Air France aveva valorizzato Klm del 40% rispetto al corso di Borsa del momento.

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CHIUSURA in calo per Piazza Affari che non ha beneficiato, a differenza delle principali Bor (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 21-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

Se europee che hanno ridotto le perdite, della seduta positiva di Wall Street. Il mibtel ha ceduto l'1,47%, l'S&P/Mib l'1,63%, l'All Stars lo 0,29%. Fra i settori peggiori, quello oil penalizzato dal calo del prezzo del greggio tornato sotto i 100 dollari al barile. Fra le blue chip in evidenza Alitalia che dopo il +14% di mercoledì ha guadagnato il 13,26% a 0,35 euro con scambi pari al 3,14% del capitale. Denaro su Ubi Banca (+1,48%), Bulgari (+1,39%), Fiat (+1,27%), Mediaset (+1,1%) e Finmceccanica (+1%). In fondo al listino invece Impregilo (-6,94%), le utilities Snam RG (-5,9%), Terna (-4,1%) e gli oil Eni (-3,73%) e Saipem (-2,3%) in scia al calo del greggio. Lettera anche su Unicredit (-4,5%), Banco Popolare (-4,1%) e Mondadori (-5%) che ha presentato i conti 2007. - -->.

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Berlusconi chiede a Prodi un prestito Ponte di 300 mln (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Prodi ha risposto che la possibilità di un prestito ponte è vincolata, da parte di Bruxelles, al fatto che un'offerta ulteriore sia davvero concreta 'Il "no" dell'Europa all'ipotesi che il Tesoro conceda un altro prestito ponte dopo quello del '97, confermato poi nel 2001, non ferma né i sindacati tanto meno, il leader dell'opposizione, Silvio Berlusconi. Le parti sociali, ieri durante un confronto con l'amministratore delegato della compagnia, Maurizio Prato, hanno chiesto 300 milioni al Tesoro per permettere all'azienda di superare la crisi di liquidità e avere più tempo per vagliare altre eventuali offerte. Stessa musica da parte del presidente Berlusconi, per niente convinto del piano dei francesi. Così ieri, tra l'annuncio di una cordata Air one e banca Intesa, ha chiesto al presidente del Consiglio Romano Prodi che il Tesoro faccia un prestito ponte in grado di far partire la cordata degli imprenditori italiani. Prodi ha risposto che la possibilità di un prestito ponte per Alitalia è vincolata, da parte di Bruxelles, al fatto che un'offerta ulteriore sia davvero concreta. Ma a proposito di prestiti ponte a inizio settimana l'Europa ha bloccato sul nascere qualsiasi ipotesi di passaggio di danaro pubblico all'azienda, considerato, per la legge Ue, come aiuto di Stato, sottolineando, inoltre, che l'Alitalia ha già beneficiato di danaro pubblico, prima nel '97 e poi nel 2001. Senza accordo con AirFrance-Klm, senza ulteriori passaggi di danaro, senza nuove proposte, il rischio, come paventava due giorni orsono il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa, è il commissariamento. Infatti, secondo il ministro, l'unica proposta seria per il rilancio di Alitalia è quella di Air France e agli assistenti di volo del Roma-Linate, dove si trovava ieri mattina e senza troppo girarci intorno ha detto: "L'alternativa è il commissariamento. Quella di Air France-Klm è l'unica proposta seria sul tavolo". Ma l'ipotesi di commissariare l'Alitalia, non spaventa l'Anpac. Il presidente dei piloti Fabio Berti, spera in una maggiore flessibilità da parte del gruppo Air France-Klm per proseguire nella trattativa e comunque, a fronte di un ricatto - ha affermato Berti al termine dell'incontro con Alitalia - "siamo pronti ad affrontare anche l'ipotesi di commissariamento". "Sono convinto che Air France - ha detto ancora - vuole fare una trattativa anche se dice che ci sono pochi margini. Speriamo - ha proseguito Berti - che siano più ampi, altrimenti la trattativa non si può fare". E riguardo al problema del settore cargo, il presidente dell'Anpac chiede di cercare una soluzione che non può essere quella di abbandonare il settore. Tra piani, offerte ritirate e richieste di prestiti, la compagnia di bandiera più vola più va in perdita, per l'esattezza, un milione di euro al giorno. E con AirFrance che prova le ultime carte, l'Europa che vigila che tutto avvenga secondo le regole, le richieste dei sindacati e l'ipotesi di commissariamento, forse si arriverà oltre il termine del 31 marzo fissato dai francesi. Con un ulteriore dispendio di danaro che per la verità già è finito. L'importante, però, come avviene da almeno un decennio, è perdere tempo, soldi ed energie. Finora si è sempre tirato avanti, adesso, però, AirFrance rappresenta davvero l'ultima spiaggia, ma sono in molti ancora a fare finta di niente. (21-03-2008).

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Alitalia, i sindacati puntano i piedi (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Ieri faccia a faccia con Prato. Martedì, forse, nuovo vertice con Spinetta I diktat di AirFrance-Klm li rispediscono al mittente: la trattativa o si modifica oppure va alle ortiche. Non hanno dubbi le nove sigle sindacali che ieri mattina si sono sedute al tavolo insieme all'amministratore delegato di Alitalia, Maurizio Prato, che all'indomani dell'incontro finito con un nulla di fatto tra le parti sociali e i due vertici della compagnia, ha pensato bene di convocare un nuovo incontro, al quale il presidente Spinetta, però, non ha partecipato, manifestando la volontà di rivedere i sindacati il 25. Così ieri Prato per cercare di ottenere uno spiraglio di apertura che permettesse alla trattativa in corso di non morire, ha richiamato al tavolo i rappresentanti dei lavoratori cercando di spiegare ancora una volta che l'offerta dei francesi "è solida" e che il piano industriale è valido, "al contrario delle possibili cordate appoggiate dalle banche che poi farebbero gravare il debito sull'azienda". E poi, - ha cercato di spiegare Prato - "dove sono le offerte di queste cordate strillate sulla stampa ma mai pervenute alla compagnia?". La risposta dei sindacati non si è lasciata attendere. A Prato hanno manifestato, infatti, la volontà di spostare il termine del 31 marzo chiesto da AirFrance-Klm per chiudere l'operazione di acquisto e l'attivazione immediata del prestito ponte da parte del Tesoro di 300 milioni di euro (prestito, per la verità, già "stoppato" sul nascere dall'Unione europea che, attraverso il portavoce del ministro dei Trasporti ha fatto sapere che Alitalia ne ha già beneficiato nel '97 e poi anche nel 2001). Filt-Cgil, Uiltrasporti, Fit-Cisl, Ugl, Sdl, Anpac, Unione piloti, Anpav e Avia, poi, hanno confermato la disponibilità a qualunque incontro utile per costruire una soluzione ed un percorso per dare un futuro all'azienda di bandiera. "E' del tutto evidente ? fanno sapere ? che ciò richiede un approccio da parte di AirFrance-Klm diverso da quanto emerso nel precedente incontro, ove la proposta vincolante conteneva sostanzialmente un diktat ai lavoratori e alle sigle sindacali: prendere o lasciare". Secondo le parti sociali, solo con un "negoziato vero" si è in grado di dare "senso e contenuto" a qualsiasi confronto, così come "la data ultima del 31 marzo prossimo entro cui approvare il rilascio del prestito ponte richiesto dal presidente Prato, è una precisa responsabilità del ministro dell'Economia Padoa Schioppa". In particolare, il leader della Cgil Guglielmo Epifani in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera ha illustrato la possibile soluzione che consisterebbe in un accordo (economico) tra governo e azienda che permetterebbe alla compagnia di andare avanti ancora 60-70 giorni, oltrepassando il termine fissato dai francesi e permettendo all'azienda di aspettare un nuovo governo. Secondo Epifani, infatti, il piano di Spinetta, "non è un'alternativa al fallimento perché manca degli investimenti per il rilancio". In attesa che Air France recepisca o meno le richieste delle parti sociali contrarie al piano che comprende 2100 esuberi, ieri si è svolto anche il Cda della compagnia di bandiera dopo quello che aveva dato il via libera all'offerta dei francesi. (21-03-2008).

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Intesa smentisce Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

I sindacati: "No ai ricatti di Air France, subito l'aiuto da 300 milioni" Il Tesoro attivi immediatamente il prestito ponte di 300 milioni di euro, condizione necessaria affinché il confronto con Air France possa proseguire oltre il termine del 31 marzo, cosa che consentirebbe anche di poter esaminare eventuali nuove offerte. E' questa la posizione espressa dalle nove sigle sindacali presenti in Alitalia, al termine dell'incontro con il numero uno della compagnia, Maurizio Prato. Se da un lato Filt Cgil, Fit Cisl, UilT, Ugl,Sdl, Anpac, Unione piloti, Anpav e Avia confermano "la disponibilità a qualunque incontro utile a costruire una soluzione ed un percorso per dare un futuro ad Alitalia" - il prossimo faccia a faccia con Air France ci sarà il 25 marzo - dall'altra devono però fare i conti con l'indisponibilità a trattare fin qui manifestata dal gruppo franco-olandese. Prato ha ribadito ieri che, allo stato attuale, l'offerta illustrata dal numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, è "prendere o lasciare", ma anche "industrialmente solida". Non la pensano così i sindacati, a cui i ricatti non piacciono: "Quello che dice Spinetta - ribatte il leader della Cgil Guglielmo Epifani - non si è mai visto. A queste condizioni non firmo". Dello stesso avviso è Fausto Bertinotti, candidato premier di Sinistra Arcobaleno, secondo cui nella vicenda dell'Alitalia "non si debbono porre "aut aut" ma trovare soluzioni possibili". Epifani chiede quindi al Tesoro di rimandare qualsiasi decisione "a dopo le elezioni, quando avremo un nuovo governo". C'è però un altro rischio, e cioè che la vicenda Alitalia finisca con l'essere strumentalizzata in campagna elettorale. L'ipotesi di una cordata di imprenditori italiani che potrebbe rilevare la compagnia di bandiera "sotto la regia di Air One" e con il sostegno della Banca Intesa-San Paolo, avanzata l'altro giorno dal candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi, è stata smentita ieri dall'amministratore delegato di Intesa, Corrado Passera. Su Alitalia "non c'è nulla sul tavolo", ha detto Passera. "Siamo esclusi da tre mesi - ha quindi ricordato il banchiere - il piano di AirOne per l'acquisto di Alitalia era basato su una conoscenza che probabilmente adesso è superata dagli eventi". Parole che, comunque, lasciano una porta aperta, nel caso Air France dovesse ritirarsi. La necessità di "un prestito ponte in grado di far partire la cordata degli imprenditori italiani" sarebbe stata sollecitata da Berlusconi in un colloquio telefonico con il premier Romano Prodi. Prodi avrebbe però spiegato che questa possibilità è vincolata dalle regole europee e al fatto che ci sia poi - e in tempi brevissimi - un'offerta concreta. Per Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale di Sdl, le chiacchiere stanno a zero: "I lavoratori del trasporto aereo e di Alitalia non hanno certo bisogno - avverte - di diventare soggetto passivo di campagna elettorale: se ci sono invece proposte serie, che siano immediatamente rese pubbliche e valutate". Maurizio Zipponi, candidato capolista per la Sinistra Arcobaleno in Lombardia 2, non ha dubbi: "La verità - afferma - è che un gruppo ristretto di imprenditori e politici lombardi vogliono far fallire Alitalia per trasformarla in una nuova Telecom: i debiti allo stato e i beni ai privati". Ro. Fa. 21/03/2008.

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Nel 2004 il boss di Air France guidò la fusione con la Klm, piegando la resistenza dei sindacati Spinetta "il duro", fra Olanda e Italia (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia e Air France in realtà hanno già qualcosa in comune. Dal 2001 sono legate da un accordo commerciale, poi rafforzato da uno scambio azionario incrociato del 2% perfezionato nel 2003, che ha anche portato ad un intreccio dei cda con la presenza dei due amministratori delegati nei rispettivi consigli di amministrazione. L'accordo commerciale fra Air France e Alitalia prevedeva, tra l'altro, l'impegno reciproco a sviluppare un sistema di multi hub basato sugli aeroporti di Parigi-Charles de Gaulle, Milano-Malpensa e Roma-Fiumicino, una cooperazione di lungo periodo fino al 31 ottobre 2011, e l'estensione delle rotte in code-sharing su destinazioni europee e intercontinentali. Per quanto riguarda i voli tra Italia e Francia, le compagnie operano come una singola unità. Nella prima forma di alleanza fra le due compagnie si prospettava già una fusione, poi rimandata fino agli sviluppi attuali. Nel frattempo però la compagnia di bandiera francese si è legata a doppio filo con l'olandese Klm. La fusione è stata realizzata nel 2004, con la creazione di una holding costituita ad hoc. Nacque così Air France-Klm, numero uno mondiale per fatturato davanti a American Airlines, con oltre 18 miliardi di euro, di cui 12,7 miliardi portati in dote dalla compagnia francese e il resto da quella olandese. Insieme le due compagnie controllano il 28,2 % del mercato europeo, contro il 17,4% di British Airways e il 17% di Lufthansa, con una flotta di 556 aerei e di 106.125 dipendenti, al lavoro su 225 destinazioni. Air France-Klm possono inoltre contare su due dei maggiori hub europei: Roissy (il più grande del continente) e Schipol, il numero quattro. A pilotare il nuovo colosso è andato il presidente di Air France, Jean-Cyril Spinetta, mentre il numero uno di KLM, Leo Van Wijk è il vice presidente del consiglio d'amministrazione della compagnia. C'è da dire che il consolidamento tra Air France, Klm e Alitalia genererebbe la prima compagnia aerea d'Europa e una delle più grandi nel mondo. Nello specifico, la nuova compagnia staccherebbe l'accoppiata Lufthansa-Swiss sia nel traffico che nel numero di passeggeri. Nel caso in cui l'acquisizione di Alitalia da parte di Air France-Klm andasse in porto, Spinetta diventerebbe il presidente del nuovo colosso. Il sessantacinquenne parigino di chiare origine italiane, che già è stato consigliere di Alitalia, diventerebbe il capo della (ex?) compagnia di bandiere italiana. Dai modi eleganti ma secchi Spinetta ha alle spalle una lunga carriera politica e manageriale. Laureato alla scuola dell'alta burocrazia francese, l'Ecole Nationale d'Administration di Parigi, Spinetta dal 1972 è responsabile del dipartimento investimento e sviluppo del Ministero dell'Educazione. Nel 1981 è a capo del dipartimento informazione del primo ministro. Dal 1984 si lega al politico Michel Delebarre di cui ricoprirà il ruolo di capo dello staff al Ministero del Lavoro e successivamente a quello degli Affari Sociali e Trasporti. Dal 1990 intraprende la carriera manageriale, ricoprendo il ruolo di Presidente e Amministratore Delegato della compagnia Air Inter. Nel 1997 con la stessa carica trasloca alla guida della prima compagnia aerea del paese, Air France. Dal 2004 è Presidente e Amministratore Delegato anche della nuova compagnia nata dopo la fusione con KLM, Air France-KLM. Al momento della fusione con la compagnia olandese, Spinetta era stato attaccato dai sindacati francesi, pieni di timori per il futuro dei lavoratori del settore aereo. All'epoca Spinetta fu abile nel convincere i rappresentanti dei lavoratori sulla bontà dell'operazione e la stessa fermezza la usò quando scoppiò il caso dei rifugiati politici che venivano reimpatriati con aerei Air France con modalità a dir poco "spicce" dei poliziotti. Era il luglio 2007 e ai sindacati e alle associazioni che gli chiedevano una risposta, Spinetta fu fermo: "l'attività di reimpatrio forzato non si fermeranno a meno che la sicurezza dei beni e delle persone fosse messa in pericolo". E così andò. Il tenace Spinetta che anche adesso si sta dimostrando tale nell'inizio del braccio di ferro con i sindacati italiani che ne criticano il metodo con cui si sta apprestando a inglobare Alitalia. Vedremo chi la spunterà. 21/03/2008.

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L'attività è in crescita più che in Francia ma perde perché è malgestita, con aerei (MD11) inadeguati A Parigi fanno gola le merci italiane Pagano i 1300 lavoratori del Cargo (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Roberto Farneti Nell'economia globalizzata, la velocità a cui viaggiano le merci è un fattore di competitività non secondario per un'azienda. C'è perciò una bella differenza, per chi fa impresa in Italia, se il carico spedito o atteso può arrivare direttamente a destinazione o se l'aereo che lo trasporta deve per forza transitare per Parigi, con conseguente perdita di tempo e di denaro. Con la chiusura del settore Cargo di Alitalia, prevista dal piano Air France, accadrà esattamente questo. L'estinzione dell'attività avverrà in due fasi: "Fino al 2009 - si legge nel piano - saranno mantenute solo le rotte che offrono risultati operativi migliori, ossia quelle per Asia e Nord America. Entro la fine del 2010 l'attività all-cargo cesserà completamente". Il risultato sarà che alcuni imprenditori italiani si rivolgeranno, ove possibile, alla concorrenza. Altri, invece, saranno costretti a passare per Parigi. Questo consentirà ai francesi di rendere più redditivo il proprio settore merci. L'Alitalia ha infatti di recente "dichiarato - ricordano i piloti dell'Anpac - un incremento dell'attività Cargo del 13,8% a fronte di un aumento dell'offerta del 5,1% e un fattore di carico risultante pari al 76,7%. Al contrario Air France dal 2004 al 2008 non ha mai superato un fattore di carico del 61,7% con punte negative giunte sino al 57,9%". Appare perciò evidente, secondo Anpac, "una netta sovra-capacità del gruppo franco-olandese che trarrebbe vantaggi nel riempire i propri aerei con la merce italiana provocando un rallentamento delle spedizioni nazionali con i relativi svantaggi competitivi per l'intero mercato del nostro paese". Le motivazioni ufficiali fornite da Air France sono però altre: "La posizione nuova sul cargo - ha spiegato l'altro giorno Jean Cyril Spinetta - dipende dal fatto che nel corso della trattativa in esclusiva abbiamo scoperto che da Malpensa su un fatturato di 223 milioni perde 61 milioni. E' impossibile tenere in vita un'attività in queste condizioni". La perdita, secondo quanto scrive proprio Alitalia, è dovuta "ad un insieme di fattori: eccesso di capacità e conseguente riduzione dello yeld, aumento del costo del carburante, cambio sfavorevole tra euro e dollaro, scarsa efficacia degli MD11, che hanno consumi elevati e restrizioni sul carico sulle rotte oltre nove ore". Parole che nascondono anni di sprechi e di malagestione che hanno portato l'Alitalia sull'orlo del baratro. L'MD11, infatti, nasce 12 anni fa come aereo passeggeri. Tutte le compagnie lo hanno sempre utilizzato solo a questo fine, perché ha una conformazione particolare dei portelloni di carico, che consente solo il trasporto dei normali bagagli. Normalmente invece per le merci vengono utilizzati aerei di grandi capacità, con sportelloni molto ampi. Quei "volponi" dell'Alitalia hanno invece pensato bene di investire sugli MD11, comprandone cinque, per poi progressivamente modificarli e adattarli al trasporto merci. Sono stati così spesi un sacco di soldi inutilimente. In particolare, è stato spostato lo sportellone nella parte posteriore dell'aereo, dove sono posizionati anche i motori. Questo ha creato problemi di bilanciamento: quando un container veniva inserito e appoggiato sull'ingresso, a volte l'aereo si impennava. Per evitare questo inconveniente, sono stati costretti a mettere un contenitore di merci vuoto sul davanti, a fare da contrappeso. Inoltre, a causa delle particolari dimensioni dello sportellone, si è reso necessario l'utilizzo di container di formato non standard, con costi aggiuntivi per il carico e lo scarico delle merci. Tutto ciò sarebbe persino ridicolo, se non fosse che ci sono 1300 lavoratori coinvolti in questo tipo di attività che rischiano il posto. Ai 634 dipendenti diretti di Alitalia (500 lavoratori di terra - di cui buona parte con contratti a termine - e 134 piloti) bisogna infatti sommare gli altri 650 che lavorano nella Cargo City di Milano Malpensa. Di questi, 320 sono dipendenti diretti di Alha, la società che gestisce l'attività Cargo per conto di Alitalia. Gli altri 330 sono alle dipendenze delle due cooperative che ruotano intorno a questo servizio, la Corsica e la Riz. Il contratto di Alha con Alitalia scade entro il 2009: a differenza della Sea, gestore dell'aeroporto di Malpensa, non potrà nemmeno chiedere i danni. 21/03/2008.

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Il Cavaliere fa girare l'Elica (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa il destino di alitalia/2 Il Cavaliere fa girare l'Elica "Ho parlato di Alitalia con Prodi e ho chiesto che faccia un prestito ponte in grado di far partire la cordata degli imprenditori italiani. Mi ha spiegato che tale possibilità è vincolata dalle regole europee al fatto che ci sia poi un'offerta concreta". Berlusconi è entrato a piedi pari sulla vicenda Alitalia, intende andare avanti e precisa: "Non c'è un interesse della mia famiglia. Gli imprenditori più importanti però dovrebbero sentirsi in dovere di partecipare. Se lo chiedessero a me risponderei di non avere interesse". Ed eccoli spuntare gli imprenditori italiani, pronti a farsi avanti per il risanamento di Alitalia. "Ho risposto prontamente al richiamo del presidente Berlusconi - afferma Francesco Casoli, presidente di Elica e senatore di Forza Italia candidato nelle Marche con il Pdl. Esiste un'alternativa ad Air France-Klm e ho già sondato il terreno per verificarla". Casoli sottolinea di non essere stato contattato dal Cavaliere ma di aver accolto il suo richiamo pubblico "perchè la famiglia delle piccole e medie imprese italiane è in grado di concludere qualunque tipo di operazione". Elica è leader in Europa nella produzione di cappe da cucina. Società quotata alla Borsa di Milano, fattura 434 milioni di euro. Non uno scherzo. Ma da sola non può certo comprare Alitalia. Ecco perchè Casoli sta sondando il terreno per fornire a Berlusconi una rosa di imprenditori disposti a investire nella cordata italiana per Alitalia. Un'adesione di massima sarebbe già stata assicurata anche da altre aziende aziende. "E non ci sono solo imprenditori marchigiani - aggiunge Casoli - in quanto l'orgoglio di mantenere italiana la nostra compagnia di bandiera ha risvegliato molti manager. Un vettore sotto la tutela francese sarebbe svantaggioso in termini di competitività nelle esportazioni". Una cordata pronta ad affiancarsi ad AirOne e al suo patron Carlo Toto, che riceverebbe le "cartucce" finanziarie per presentare al nuovo governo un piano di rilancio di Alitalia più ambizioso. Siamo ancora lontani da una alternativa credibile ad Air France-Klm. In una battuta: Alitalia, per adesso, ha trovato la sua Elica. "Una definizione azzeccata - ride Casoli - ma attenzione: noi facciamo sul serio". Nessuno lo mette in dubbio. La crisi di Alitalia non è certo uno scherzo.

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La svolta imposta da Silvio Berlusconi alla complessa (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa politica Tre domande a Silvio Berlusconi La svolta imposta da Silvio Berlusconi alla complessa trattativa per la vendita di Alitalia è indicativa del fatto che il leader del PdL si sente già con un piede dentro Palazzo Chigi. Ora però il dado è tratto, nel senso che la trattativa con i francesi non può che risultarne fortemente condizionata. Proviamo per un momento ad uscire dal bailamme di dichiarazioni sul tema, che viene inevitabilmente generato dalla campagna elettorale in corso. E cerchiamo di concentrarci sulle prime conseguenze dell'uscita del Cavaliere. Ecco allora che vengono avanti tre questioni, che investono ambiti diversi ma che rivestono tutte importanza primaria. Le proponiamo in forma di domande a Silvio Berlusconi, che, avendo preso posizione in modo così determinato, ora deve accettare il peso di interlocutore unico sul tema. 1. Quanto è solida e come è formata la cordata di imprenditori italiani che potrebbero decidere di infilarsi nella rischiosa avventura di salvare l'Alitalia? E ancora: è una cordata che si sviluppa attorno alla vecchia proposta di Toto oppure stiamo parlando di tutt'altro? 2. Ha soppesato il Cavaliere gli effetti internazionali della vicenda, in presenza di una trattativa con Air France ormai alla tappa finale? Quali effetti può produrre buttare a mare gli accordi già raggiunti se non si riesce a dare presto una soluzione alternativa? Può comportare una ulteriore perdita di credibilità sui mercati finanziari? 3. Si ricorda il Cavaliere che oltre a Malpensa esiste anche Fiumicino? O per meglio dire: è chiaro l'interesse politico di una battaglia contro la proposta di Air France che vorrebbe spazzare via lo scalo lombardo (leggi Lega Nord), ma non è forse il caso di considerare anche la questione dal punto di vista romano? Anche perchè, tanto per parlare chiaro, i risultati elettorali sono incerti nel Lazio ed invece graniticamente a favore di Berlusconi in Lombardia. A questo punto però occorre fare presto. Nessuno ha più scuse da accampare, visto che sul dossier Alitalia già sono stati persi anni preziosi. Il gioco delle mezze frasi, delle mezze dichiarazioni e delle mezze smentite, non serve a nessuno. Men che meno all'Italia.

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Il governo: I tempi sono stretti. Chi vuole Alitalia si faccia avanti (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa il destino di alitalia Il governo: "I tempi sono stretti. Chi vuole Alitalia si faccia avanti" Il governo invita eventuali nuovi pretendenti per Alitalia a farsi avanti in fretta e con offerte concrete, mentre i sindacati chiedono tempo e si preparano a un nuovo round con Air France-Klm. Il risultato? Ancora una fase di stallo che rischia di portare la compagnia - a corto di liquidità - verso il commissariamento. Tant'è che, secondo indiscrezioni, i tecnici del ministero dell'Economia starebbero già preparando le carte per far scattare la legge Marzano, cioè la procedura per il salvataggio delle grandi imprese in crisi già usata in altri casi eclatanti, come nella vicenda Parmalat. "Chi è interessato ad Alitalia si faccia avanti con atti formali e offerte concrete altrimenti distrugge una possibilità di vendita anziché costruirne una nuova - ha affermato il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa in una nota - i tempi, ormai strettissimi, sono dettati dalla condizione della compagnia e non possono dipendere dal calendario politico". Parole chiare, che il ministro ribadisce con enfasi ai dipendenti della compagnia. Sul volo Fiumicino-Linate, accompagnato dalla moglie e dalla scorta, Padoa Schioppa ieri stava rientrando nel capoluogo lombardo dopo le ultime giornate di fuoco sul dossier Alitalia. Di fronte a una hostess che gli chiedeva: "Ministro, ma che ne sarà della compagnia, cosa dobbiamo fare?", Padoa Schioppa è sbottato: "Quella di Air France - ha detto il ministro secondo quanto riferisce il personale di Alitalia - è una proposta seria, l'unica alternativa è il commissariamento". A un certo punto, incalzato dalle domande, avrebbe lanciato una provocazione: "Fatevi sentire e manifestate a favore del piano francese". Uno sfogo che arriva dopo l'ennesimo incontro di ieri alla Magliana tra i sindacati e il presidente di Alitalia, Maurizio Prato. Le nove sigle presenti all'appuntamento hanno chiesto compatte lo slittamento del termine del 31 marzo per chiudere l'operazione di acquisto. Non solo. Le organizzazioni dei lavoratori ritengono necessaria l'attivazione immediata del prestito ponte di 300 milioni da parte del Tesoro per consentire alla compagnia di sopravvivere in questa fase delicata della privatizzazione. I sindacati hanno garantito la disponibilità a riprendere il confronto con Air France-Klm partecipando a un incontro previsto per martedì prossimo. Hanno comunque ribadito la richiesta, come condizione per portare avanti il confronto e cercare un'intesa, di avere margini di trattativa sui contenuti dell'offerta del gruppo franco-olandese. Margini di manovra che il presidente di Air France-Klm, Jean Cyrili Spinetta, ha però già definito "quasi inesistenti". Il titolo della compagnia continua a recuperare e ieri ha chiuso, dopo aver segnato un massimo a 0,4080 euro, a quota 0,3459 euro, in rialzo dell'11,94% sull'ipotesi di un nuovo acquirente.

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Tremila in piazza per Walter Veltroni (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Reportage Un'ora di comizio dalla lotta del Tibet ai lavoratori precari ERMANNO BRANCA Tremila in piazza per Walter Veltroni SAVONA Tremila fans per Walter Veltroni. Il leader del Pd ha riportato in piazza Sisto IV la folla dei grandi comizi storici. I vecchi iscritti del Pci come Giancarlo Berruti che con il passare del tempo sono diventati l'anima del Pds-Ds-Pd o l'attuale coordinatore provinciale Giovanni Lunardon, ieri sera facevano orgogliosi il paragone con la folla che gremiva la piazza del Comune ai tempi del comizio di Berlinguer. In mezzo almeno tre generazioni: vecchi e ragazzi, un mare di teste, bandiere, cartelli con gli slogan del nuovo leader che è anche un "maestro" mediatico. Quasi una rockstar, che è arrivato con un pullman di giornalisti al seguito e una scorta di una decina di agenti che lo sollevano da terra per depositarlo rapidamente sul palco mentre l'impianto stereo spara "Mi fido di te" di Jovanotti. Sul palco, il coordinatore Lunardon, l'onorevole Zunino con gli altri candidati liguri e il ministro Giovanna Melandri che lo affiancherà sorridente ma in silenzio per tutto il tempo. Nel parterre quadri e dirigenti del partito e tutti gli amministratori, dal sindaco Berruti al presidente della Provincia Bertolotto, l'attrice Daniela Poggi che è venuta apposta per salutarlo. La presentazione però è affidata a Emanuela Guerra, 18 anni, nuotatrice intrepida e voce che non tradisce emozione. Poi un'ora di Veltroni alla sua maniera. Toni moderati, parole di buonsenso e messaggi di ottimismo: "Siete a migliaia ovunque. Che stia succedendo qualcosa? Ho fatto Asti alle 10,30, Cuneo alle 14,30. Sempre così. In Puglia voglio parlare a mezzanotte per vedere che succede". Poi il filo conduttore del comizio e della campagna elettorale: "Dobbiamo aprire un ciclo politico perchè l'Italia non può più permettersi di vivacchiare. C'è bisogno di modernizzare il Paese e di ricostruirlo come è accaduto fra il 1945 al 1963 quando siamo passati dalle macerie della guerra al miracolo economico". Una polemica su Alitalia: "I nostri avversari parlano con leggerezza di una vicenda in cui sono in gioco migliaia di posti di lavoro". Poi un messaggio di politica estera, riferito alle bandiere del Tibet che ondeggiano sotto il palco: "La grandezza di un Paese non si misura solo con il prodotto interno lordo. La Cina deve rispettare i diritti umani". Altri inviti alla modernità: "Nelle scuole ci vogliono computer e palestre. E' ora di finirla con pertiche, corde e quadri svedesi". Sulla giustizia: "Le cause non possono durare come minimo 10 anni". Sulla legalità: "L'Italia è il Paese in cui tutti ''cononoscono uno che...''". Veltroni ha trattato ovviamente i temi del lavoro: "Dobbiamo stabilizzare i lavoratori precari e garantire un salario minimo di 1100 euro". Coraggiosa la posizione sull'ambiente: "Basta con le discariche, la spazzatura si brucia e si produce energia". E alla fine tutti sull'attenti a cantare l'Inno di Mameli. Poi di nuovo Jovanotti, Veltroni che firma autografi ed esce di scena trascinato dalla scorta che cerca di proteggerlo dall'entusiasmo dei sostenitori.

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Alitalia, Prodi sfida Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Cavaliere chiede un prestito statale per la cordata italiana. Il governo: no, subito un'offerta vera altrimenti salta tutto Alitalia, Prodi sfida Berlusconi E Spinetta avverte: si chiude entro marzo o Air France si tira fuori Sui destini di Alitalia, dopo l'offerta ultimativa di Air France, è scontro tra Berlusconi e Prodi. Il Cavaliere ha parlato di una "cordata italiana" in alternativa all'acquisizione franco-olandese, ma l'ad di Intesa Sanpaolo, chiamato in causa, ha smentito: "Non c'è nulla sul tavolo". Il leader del Pdl ha telefonato al presidente del Consiglio per proporre il varo da parte del governo di un prestito-ponte per consentire il formarsi di una coalizione nazionale, ma il Professore ha risposto che questa possibilità è vincolata alle norme europee e alla presentazione in tempi brevi di un piano concreto. E il presidente di Air France, Spinetta, minaccia: entro il 31 si chiuda, o noi usciamo. DA PAG. 2 A PAG. 5.

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IL PARTITO POPULISTA (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Franco Bruni IL PARTITO POPULISTA Le brutte storie intrecciate di Alitalia e Malpensa durano da tanti anni e diversi governi. Forse persino la Commissione europea fu incauta quando offrì sostegno al progetto di un aeroporto senza sufficienti garanzie di efficienza e adeguati collegamenti. I politici, nazionali e locali, e i sindacati, hanno lasciato crescere esponenzialmente il problema. Più vicino e probabile diventava il fallimento di Alitalia, più il rinvio conveniva ai suoi potenziali acquirenti, che avrebbero pagato meno le sue residue attività. Per evitare che la trattativa finisse in questa trappola, occorreva accelerare e far cessare l'ostruzionismo di chi, per i motivi più vari, si adoperava per rinviare la soluzione. Anche il governo Prodi ha perso tempo, ma ha poi imboccato con decisione la strada di Air France, ottenendo un'offerta che è accettabile, soprattutto a due passi dal fallimento. Ma l'ostruzionismo non finisce. Cerca anzi di approfittare della scadenza elettorale. Epifani si sente ricattato e vorrebbe essere protagonista della trattativa. Adesso? Dopo che per anni i sindacati di Alitalia e Malpensa non hanno saputo darsi un minimo di unità e coerenza né evitare uno stillicidio di rivendicazioni controproducenti? Sul fronte ostruzionista sono in molti, e di diverso colore politico. Vuol diventare il loro campione, improvvisamente, Berlusconi. Che chiede a Prodi un prestito-ponte ad Alitalia, per dar tempo al formarsi di un'improbabile cordata nazionale. Il suo è calcolato opportunismo: col ponte vuole solo arrivare alle elezioni, presentandosi come salvatore della compagnia di bandiera e dell'hub del Nord. Alla difesa del nord partecipano le autorità che vi presiedono gli enti locali. Che però non hanno saputo, per esempio, rendere il Malpensa express meno raro, lento e scomodo. Non hanno nemmeno cominciato la nuova autostrada Milano-Brescia. Non hanno evitato anni di inadeguatezza del governo societario della Sea. Un nordismo poco concreto è stato anche quello di ambienti vicini a Confindustria, che sembrano a volte allineati con chi vuole continuare a sussidiare Malpensa coprendo le perdite di Alitalia. L'opacità della loro posizione è sorprendente. Dovrebbe essere una posizione orientata al mercato, alla severa attribuzione delle responsabilità, a una liberalizzazione dei servizi pubblici che li spinga a competere sul mercato aperto. E' invece una posizione che non tiene abbastanza distinti i problemi Alitalia e Malpensa. Che non mette la Sea alla frusta perché trovi nuove strategie in un mondo del trasporto aereo in continua evoluzione. Che non sa far squadra per ottenere le infrastrutture necessarie a un'area congestionata e un progetto che dia un senso alla molteplicità degli aeroporti del nord. Dei quali molti approfittano volentieri per i viaggi intercontinentali, servendosi del più vicino, non della Malpensa, per raggiungere un hub del nord Europa. Eppure l'ostruzionismo populista che rischia di far fallire la trattativa con Air France sembra poter contare anche sulla simpatia, o almeno sulla comprensione, degli uomini d'affari del nord. E' possibile attendersi da costoro, all'ultimo momento, la sottoscrizione necessaria per la cordata alternativa ad Air France? Se così fosse si vorrebbero vedere soldi veri e subito. Se l'Italia del mercato sente proprio il bisogno di andare direttamente da Malpensa a Shanghai deve soddisfarsi con metodi di mercato, senza prestiti-ponte, pubblici sussidi e confusioni con l'opportunismo elettorale dei politici. L'unico uso corretto del denaro pubblico in questa faccenda può essere il finanziamento di ammortizzatori sociali per aiutare i dipendenti di Alitalia e di Malpensa che saranno comunque sacrificati dalla ristrutturazione necessaria ad entrambe. Se occorrono ammortizzatori speciali, più adatti a riconvertire l'occupazione di quel tipo di lavoratori, li si disegni, compatibilmente con le regole europee. Ma in modo trasparente e senza mettere a rischio la trattativa con Air France. Veltroni, uno dei pochi a sostenere la separatezza del problema Alitalia da quello Malpensa, è stato anch'egli opaco nel parlare di una moratoria nella sospensione dei voli, che parrebbe dover gravare su Air France. Se nella trattativa c'è ancora un filo di spazio in questo senso, lo si sfrutti. Ma se lo spazio non c'è, insistere sulla moratoria aggrava il rischio di ritiro dell'offerta transalpina. Un rischio grave, che porterebbe o al fallimento, con realizzo del poco residuo attivo netto di Alitalia a prezzi e condizioni peggiori, o a un pasticciaccio all'italiana, dove consorterie politiche si mescolerebbero a gruppi privati protetti in un'avventura di breve durata e, probabilmente, censurabile dalle regole comunitarie. franco.bruni@unibocconi.it.

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L'avviso a Fintecna Attenzione a Alitalia servizi (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 21-03-2008)

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Relazione della Corte dei Conti L'avviso a Fintecna "Attenzione a Alitalia servizi" Fintecna deve valutare "i riflessi su Alitalia Servizi dell'attuale contesto di incertezza connesso alla dinamica evolutiva di Alitalia". La raccomandazione è contenuta nella Relazione della Corte dei Conti sulla gestione finanziaria di Fintecna per l'esercizio 2006. In particolare, secondo i magistrati contabili, la finanziaria controllata dal Ministero dell'Economia "dovrà valutare attentamente i riflessi che l'attuazione del nuovo Piano Industriale di recente predisposto da Alitalia determinerà sul complessivo sistema dei rapporti contrattuali intercorrenti tra Fintecna, Alitalia e Alitalia Servizi". Intanto la Consob La Consob ha avviato un'attenta analisi sull'andamento del titolo Alitalia in Borsa. In particolare, riferiscono fonti vicine alla commissione, sotto la lente è finita la forte volatilità registrata nelle ultime sedute".

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Berlusconi: serve un prestito statale (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

[FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Il biglietto di andata da Parigi a Roma per lunedì sera è sul tavolo di Jean-Cyril Spinetta. Martedì, salvo colpi di scena, cercherà in extremis l'accordo con le nove sigle Alitalia. Ieri sera Maurizio Prato è volato in segreto nella capitale francese per discuterne. Il manager francese considera "un errore" rinunciare in 24 ore ad un obiettivo che insegue da sette anni. Ma le ultime esternazioni di Silvio Berlusconi lo hanno messo in difficoltà. Pura campagna elettorale? Un modo per alzare il prezzo in nome di Malpensa? Oppure il futuro premier punta al ritiro di Air France-Klm a favore di qualcun'altro? Al quartier generale della compagnia non si affannano a cercare la risposta anche se temono che l'ipotesi buona sia la numero tre. L'unica cosa certa - confidava ieri Spinetta ai suoi collaboratori - è che "non possiamo rimanere sulla graticola a lungo. Possiamo vedere come va l'incontro di martedì, attendere gli eventi fino al 31 marzo", il termine chiesto da Alitalia e dal Tesoro per chiudere la trattativa. "Non oltre". Fra i soci olandesi ieri c'è chi ha notato il balzo del titolo Air France-Klm (+6,86%) sull'onda delle dichiarazioni di Berlusconi. Spinetta sente sempre più forte sul collo il fiato di chi è sempre stato freddo all'operazione; non intende dunque attendere le elezioni per procedere: una richiesta che ieri ha avanzato lo strano asse Berlusconi-sindacati. Entrambi puntano al prestito-ponte promesso dal Tesoro per spostare la soluzione del rebus Alitalia. Il primo chiede tempo per costruire un Piano alternativo tricolore, i secondi eventualmente per trattare al meglio con Parigi. Tesoro e Palazzo Chigi rispondono picche: "Chi è interessato ad Alitalia venga allo scoperto in fretta. Con atti formali e concreti", perché i tempi per evitare il fallimento "sono ormai strettissimi". Tra l'altro, ha spiegato ieri Romano Prodi in una telefonata a Berlusconi, "se non è vincolato ad una soluzione Bruxelles potrebbe sanzionare il prestito come aiuto di Stato". Stesso discorso vale per l'eventuale risarcimento dello Stato a Sea per i tagli a Malpensa: il Tesoro fa sapere che l'unica strada resta quella di rimuovere la causa contro Alitalia. Il presidente della Sea Giuseppe Bonomi fa orecchie da mercante: "Noi andiamo avanti, aspettiamo una proposta". In sostanza: più che andare a soluzione la vicenda Alitalia si avvita. La compagnia non ha ancora l'acqua alla gola ma quasi: l'ultima comunicazione alla Consob parlava di 280 milioni in cassa a fine gennaio. I contorni del piano B di Berlusconi abbozzati mercoledì restano a dir poco incerti: nessuno degli imprenditori citati è uscito allo scoperto, in primis Air One. Ma la vera gelata al Cavaliere è di Banca Intesa: "Non c'è nulla sul tavolo", ha risposto ieri l'amministratore delegato Corrado Passera. Quello di Intesa "non è un no", insiste Berlusconi. "Chiedono di vedere le carte della compagnia". Il premier in pectore non si perde d'animo: "Non c'è nessuna volontà né mia né di Fininvest" all'ingresso nella cordata "ma se lo chiedessero ai miei figli e fosse necessario, non si tirerebbero indietro". Comunque "ora farò delle telefonate e vi farò sapere", dice ai cronisti. A Palazzo Chigi c'è chi vede dietro all'attivismo del futuro premier un calcolo politico che porterà la compagnia al fallimento. I sindacati dicono apertamente di preferire il commissariamento all'accordo con i francesi: di certo li solleverebbe dall'onere di firmare un pesante piano di risanamento. Spinetta resta convinto che così non sia e tiene nel cassetto qualche asso: un compromesso per salvare il settore cargo a Malpensa (un problema per la potente organizzazione dei piloti e per la Sea) e concessioni sui voli dallo scalo milanese. Il nodo vero con i sindacati resta il riassetto di Alitalia Servizi. L'incertezza per ora allontana il titolo Alitalia dai nove centesimi dell'offerta francese: ieri ha ripreso il 12,5% e valeva 34 centesimi.

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Nessun altro all'orizzonte Maurizio Prato (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

"Solo i francesi in campo nessun altro all'orizzonte" Maurizio Prato Amministratore delegato Alitalia Gianni Letta ha ripreso in mano le redini appena in tempo: il "colpo gobbo" del Cavaliere su Alitalia rischiava di trasformarsi nel "colpo goffo", un boomerang. L'altra notte, lasciando lievemente euforico la festa di compleanno del leghista Maroni, Berlusconi aveva al suo solito esagerato. Mettendo un veto precoce su Air France, piazzando Banca Intesa alla testa della presunta cordata italiana. Un eccesso di spavalderia, perché le cose stanno diversamente, e lo si è capito ieri: di imprenditori disposti a rischiare in proprio sul rilancio di Alitalia per il momento non se ne vede traccia. A denti stretti, nel giro berlusconiano si ammette che il Capo s'è fatto vincere dall'entusiasmo, avrebbe fatto meglio a ponderare la mossa. E per fortuna Letta è intervenuto a riportarlo coi piedi per terra. Letta, il consigliere principe, ma non solo lui. L'altro brusco richiamo alla realtà è venuto da Prodi. Quando Silvio s'è fatto vivo per telefono, ieri mattina, erano già parecchie ore che Romano e l'altro Letta (Enrico) lo stavano cercando. No, parole sgradevoli non se ne sono udite. Anzi, i testimoni della conversazione la raccontano molto serena, e solo chi non conosce i due furbacchioni può immaginare il contrario. Berlusconi ha chiesto a Prodi di concedere un prestito-ponte che permetta di tamponare la falla finanziaria per alcune settimane o mesi, quanto basta a studiare i conti Alitalia e a mettere in piedi un'offerta diversa da quella di Air France. Il Cavaliere s'è ben guardato dal fare nomi e cognomi, ma alle orecchie esperte di Prodi le sue parole hanno riecheggiato le ragioni di Corrado Passera, amministratore delegato di Banca Intesa. Con pazienza, il Professore ha spiegato che ahimè è troppo tardi, una proposta alternativa doveva già stare sul tavolo del governo, perché Bruxelles mai autorizzerebbe il prestito-ponte in assenza di un'offerta molto molto concreta. Fine della conversazione, Berlusconi non ha spezzato altre lance. A questo punto, come gli ha imposto Letta, la parola d'ordine è: basta così, altrimenti si svela definitivamente il bluff (e si rovina tutto). Insomma, meglio non insistere con altri fuochi d'artificio. Veltroni, Rutelli, tutti a sinistra sfidano il Cavaliere a scoprire le carte, a svelare chi sarebbero i misteriosi compagni di cordata. E brandiscono le precisazioni di Passera (senza "due diligence" sui conti Alitalia un'offerta è impossibile) per sostenere che Berlusconi vende solo fumo. Ma Pasqua incombe, tra due giorni gli italiani saranno in coda sull'autostrada, e scommettono al Plebiscito, dimenticheranno tutto. Al ritorno andrà in scena il match tra i sindacati e Spinetta, cinico nocchiero di Air France. Altro film. Accontentarsi, dunque. Se Berlusconi darà ascolto a Letta, segnerà comunque dei punti pesanti. Ha vestito i panni di crociato dell'interesse nazionale, delle bandierine sugli aerei, del turismo nel Belpaese. Ha ricordato all'Italia che Prodi (con Padoa-Schioppa) non è sparito, sta ancora a Palazzo Chigi. Ha rasserenato la Lega su Malpensa. Si è riproposto come "deus ex machina". Ha fatto addirittura finta di aprire generosamente il portafogli ("I miei figli non si tirerebbero indietro"). Quel che più conta ai fini della campagna elettorale, ha ripreso in mano il pallino dopo aver lungamente sofferto il passo rapido di Veltroni. Il quale, per la prima volta, si trova spiazzato dall'avversario. Sarà pure una "mossa di facile consenso", come definiscono al Loft quella di Berlusconi. Ma lanciare un messaggio volontaristico, positivo, speranzoso su Alitalia, tipo "rimbocchiamoci tutti insieme le maniche", sarebbe piaciuto anche a Walter, che ieri s'è raccomandato con Prodi di non lasciare al nemico la bandiera della difesa dell'italianità. Perché (aggiungono nel giro dalemiano) come sempre vincerà le elezioni chi meglio interpreta non la testa, bensì la "pancia" della gente, gli umori profondi. Per non rischiare di urtarli, Veltroni s'è ben guardato dall'usare l'argomento che stava già lì, sulla punta della sua lingua: il conflitto gigantesco d'interessi di un Berlusconi che invoca aiuti di Stato per una cordata di cui fanno parte i figli... Meglio glissare, comunque. La polemica fa solo il gioco del Cavaliere.

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Pan Am, Swissair e Sabena firme del cielo morte e risorte (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 21-03-2008)

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I precedenti Pan Am, Swissair e Sabena firme del cielo morte e risorte Potrebbe essere la Legge Marzano lo sbocco per Alitalia in caso di fallimento del negoziato con Air France-Klm. Quindi, il passaggio attraverso le strette maglie di un'amministrazione straordinaria. Il raffronto corre verso altri casi di fallimenti dei cieli, come la svizzera Swissair e la belga Sabena per restare in Europa. Pan Am. Dopo la Guerra del Golfo, furono tagliati 2.500 posti di lavoro. Dichiarata fallita a gennaio 1991, a dicembre dello stesso anno mise a terra gli aerei, quando Delta Airlines cessò il suo sostegno. Swissair (foto). Drammatico fu l'annuncio del 2 ottobre 2001: "non abbiamo i soldi per il carburante". Passeggeri a terra, migliaia di esuberi, un buco da 10 miliardi di dollari. La rinascita avvenne sotto il marchio "Swiss" a marzo 2002, grazie a 2,7 miliardi di franchi messi sul piatto da governo e investitori privati. Sabena. Compagnia di bandiera del Belgio, fallita e risorta nell'arco di 24 ore, il 7 novembre 2001. Sabena lascia gli aerei a terra per un rosso di 2 miliardi di euro su 2,4 di giro d'affari. Lo stesso giorno, rinasce grazie a investitori che mettono sul piatto 200 milioni per farla ripartire con il nome di Dat (Delta Air Transport), riassumendo però solo 2.500 dipendenti su un organico di 7.500 persone.

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Mediobanca L'istituto guidato da Cesare Geronzi (foto) rimane freddo. Mediobanca in queste s (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 21-03-2008)

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Ettimane ha tenuto rapporti con Alitalia come tutte le banche d'affari ma non per ora ha alcuna intenzione di lanciarsi nella vicenda con un ruolo più attivo.

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Mediobanca Piazzetta Cuccia tiene i rapporti ma non ha intenzione di lanciarsi con un ruolo attivo (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 21-03-2008)

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ALITALIA Mediobanca Piazzetta Cuccia tiene i rapporti ma non ha intenzione di lanciarsi con un ruolo attivo IL FRONTE DEL NORD.

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"La par condicio ci stritola non resta che la musica" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Personaggi Gherarducci Santin& Taranto In aeroporto "La par condicio ci stritola non resta che la musica" La Gialappa's: satira sui cantanti perché sui politici non si può MARINELLA VENEGONI "La scenografia ci aiuta a ironizzare su Alitalia" MILANO Hanno fatto fortuna, successo e tendenza stando in televisione senza mai metter la faccia davanti alle telecamere; sono insieme dal 1985 e nessuno dei tre ha intenzione di uscire dal gruppo: la premiata Gialappa's - Giorgio Gherarducci, Marco Santin e Carlo Taranto, i famosi più sconosciuti d'Italia - torna dal 25 su Italia 1, alle 22,10, con 10 puntate di "Mai dire martedì", condotto dal leggendario Mago Forest, e con una serie di novità frutto di ricerca, entusiasmo ma anche necessità. Loro, di provato buongusto sonoro (e da tempo compagni di strada di Elio&Le Storie Tese), hanno messo insieme un cast che usa il mondo della musica in chiave comica e parodistica. Insomma, si rivolta un po' la frittata, si aggiungono erbette in un momento in cui la musica popolare è pochissimo di moda: "Ma non sarà una scelta suicida - giura Carlo Taranto -. E' successo un po' per caso, un po' per scelta obbligata, e infine era inevitabile, visto che stiamo ripercorrendo le orme di Renzo Arbore". Il fattore scatenante è stato senz'altro quello politico: "Poiché siamo in onda dal 25 marzo al 27 maggio, fino a dopo i ballottaggi amministrativi non si può parlar di politica, e in azienda c'è particolare attenzione nel campo. La famosa par condicio, nata per evitare che si facessero appelli al voto, viene usata per impedire la satira. Inoltre non si può parlar di Grande Fratello e poi neanche di Campionato, perché finisce presto e a giugno ci sono gli Europei. Non era facile per noi, così abbiamo coinvolto comici portati verso la musica". Le new entries sono: i modenesi Bermuda Circus, un po' figli della Banda Osiris, cinque chitarristi che fanno spettacoli comici a base di musica, e si produrranno pure in stacchetti live al posto di quelli preregistrati degli Elii; Fabrizio Casalino, cabarettista con chitarra, svelerà con vocione i retroscena della vita della nuova star Mario Biondi, alle prese con le miserie quotidiane: ma sarà pure Mirko, adolescente figlio di papà che "voglia di sbattersi zero", aspirante rockstar. I napoletani Gigi e Ross, che da anni su Radio Kiss Kiss fanno parodie di personaggi musicali e son passati da Zelig, si accaniranno su Tiziano Ferro e sui sussurramenti degli Zero Assoluto. Almeno qui, c'è un ampio spazio alle donne. Le romane Paola Minaccioni e Federica Cifola, saranno di volta in volta due hip hoppers, che esprimono in musica il proprio disagio, o forse un prurito fisico alla schiena, oppure due donne che si sono perse da 8 anni dentro le Terme; e poi (forse solo il 25) Paola e Chiara in carne e ossa, saranno protagoniste di "Sensualità a corte": deus ex machina è Marcello Cesena che, spiega Taranto: "collabora con noi girando a casa sua nei vicoli di Genova la parodia di una fiction in costume alla Rivombrosa". Invece delle Letteronze, spuntano infine delle musiciste: "C'è un desiderio di ridere sul fatto che in qualunque programma anche sportivo, è obbligatorio avere donne in costume. Le nostre sono carine, ma soprattutto capaci". Ma la locandina di "Mai dire martedì" è ancora lunga, e parla ancora genovese come nel caso di Ceccon e Balbontin, che sempre nel proprio salotto hanno girato le avventure di due speleologi che si sono persi e non sanno sotto quale paese si trovano: "Un hobby per me incomprensibile: distruggiamo il pianeta di sopra, e allora la gente va sotto...", medita Taranto. E poi ecco Marcello Macchia, che si diverte a inventare trailer di film che non esistono; ed Emilio Gatto, che ha preso spunto dalla citatissima partita a scacchi con la morte nel "Settimo Sigillo". E ancora, parodie sul Grande Fratello, e sul pre-Olimpiadi con annesso problema Tibet. Una montagna di lavoro sconvolgente. Sugli ascolti, dice Taranto: "Abbiamo la fortuna di aver una rete che sta all'11 per cento; l'obiettivo è centrarlo in pieno, ma noi personalmente vogliamo fare qualcosa che ci piace e che a casa guarderemmo". Dopo 23 anni, i Gialappa's vanno d'accordo come il primo giorno: "Il vantaggio di esser in tre, è che c'è un principio di democrazia: quello in minoranza, si arrende subito". La nuova scenografia della Gialappa's simula la sala d'attesa bagagli di un aeroporto, scenario perfetto per parlare di Alitalia e Malpensa. "La situazione - spiega Taranto - è molto diversa rispetto agli ultimi anni. Questa scenografia ci dà il vantaggio di poter parlare di un tema così attuale come Alitalia e Malpensa e poi l'aeroporto è un posto dove ci può essere pubblico e dove puoi incontrare i vip".

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La mutazione genetica della politica italiana (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Focus La mutazione genetica della politica italiana Partiti “pigliatutto”. Così si chiamano le formazioni politiche che aspirano a pescare in un elettorato eterogeneo. Il Pd e il Pdl appartengono a questa categoria. Hanno programmi molto simili, sono entrambi manovrati da oligarchie che decidono chi deve entrare in Parlamento con le liste bloccate, e sono guidati da leader che ne sono, di fatto, i padroni. Le differenze tra Veltroni e Berlusconi, sono così minime, che votare per l'uno o per l'altro è praticamente indifferente: chiunque diventerà premier venderà l'Alitalia a Klm-Air France. Entrambi hanno rinunciato alla difesa dei diritti civili, per non alienarsi i voti dei cattolici (verrebbe da domandarsi che fine hanno fatto i Pacs-Dico-Cus). Ma non erano i Ds, ad aver promosso nel 2004, insieme ai Radicali, il referendum sulla procreazione assistita? Misteri della vita. O, meglio, della politica italiana. Sono i sintomi evidenti della mutazione genetica che sta accompagnando questa fase della politica italiana. Gli ex comunisti stanno finalmente passando il guado, e completando la trasformazione dal bruco Pci alla farfalla Pd, attraverso la fase della crisalide Pds-Ds. L'iniziativa veltroniana – resa necessaria dalla repentina caduta del Governo Prodi – ha innescato una reazione a catena anche nel centrodestra, con l'eccezione della Lega nord, che, altrimenti, perderebbe parte del suo elettorato. Una delle novità della “svolta” della politica italiana, infatti, è la totale mancanza di ideologia, che rende, di fatto, Pd e Pdl assai simili. I due partiti competono oramai per lo stesso elettorato, e la mobilità del voto rende la partita del 13 aprile incerta, quantomeno per il Senato. La decisione di tagliare fuori, non solo le “ali” estreme dei due schieramenti, ma anche le formazioni minori, spinge verso un bipartitismo forzato. L'anomalia, tutta italiana, risiede nel fatto che non vi è stato un processo costituente, che permettesse agli altri partiti (socialisti, centristi, radicali, liberaldemocratici) di partecipare alla fondazione dei due nuovi soggetti politici. Bene ha fatto Berlusconi ad evitare la farsa delle primarie che ha mobilitato il “popolo del Partito democratico”, impegnato allo spasmo nella presentazione di liste per l'elezione dei delegati alla convention di Milano dello scorso ottobre. Migliaia di persone che si erano illuse di poter partecipare ad un processo democratico, che partisse “dal basso”, il cui sogno si è infranto sulle liste fatte a tavolino da Goffredo Pettini, il braccio destro di Veltroni, uno che a Roma è ininterrottamente a capo della segreteria del partito dai tempi del vecchio Pci, e che ne ha attraversato, restando al suo posto, tutte e fasi, fino all'attuale Pd. Almeno, Berlusconi, è stato chiaro fin dall'inizio: le primarie? Che senso hanno? Il leader della coalizione sono io, e le liste le decido io. Più chiaro di così. Invece, Veltroni e compagni, dopo aver illuso il “popolo della sinistra”, si sono comportati peggio di Berlusconi, che criticavano per essere il “padrone” del centrodestra: liste fatte a tavolino e tanti saluti alla “base”. Così, entrano in Parlamento mogli e figli di deputati (anche ex, come Mariella Bocciardo, ex moglie del fratello del candidato leader del centrodestra), portaborse, autisti, segretarie, fisioterapiste, e via dicendo (anche Di Pietro non ha resistito alla tentazione di riportare alla Camera il cognato Gabriele Cimadoro). Nemmeno Berlusconi ha osato tanto, pur potendoselo permettere. Il fenomeno è così esteso che ieri il presidente uscente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, ha sentito il dovere di denunciare che "Avremo un Parlamento più nominato che eletto, cooptazione al ribasso con usuale abbuffata di portaborse". Va detto che il bipolarismo, nonostante il “porcellum”, si è saldamente affermato tra gli elettori, che nel 2006 hanno votato in massa per una delle due coalizioni, disperdendo solo pochissimi voti (70mila quelli andati ad altre liste alla Camera). Chi conta sulla “disaffezione” dei cittadini verso la politica, sull'”effetto Grillo”, e sull'avversione per la Casta rimarrà amaramente deluso. E' chiaro che chi non si riconosce in nessuno dei leader candidati a Palazzo Chigi (oltre ai due aspiranti principali, ci sono anche Bertinotti e Casini) il 13 aprile se ne starà a casa, o, se il tempo lo consentirà, andrà al mare. L'intento bipartisan di Veltroni e Berlusconi è evidente: tagliare fuori le microformazioni, che ostacolano l'azione di governo, per poi incrociare nuovamente le armi un anno dopo, con una nuova legge elettorale da scrivere insieme (per evitare il referendum di Segni). Una legge ancor più maggioritaria che cancelli definitivamente Udc e Sinistra arcobaleno (con lo sbarramento del 4%, infatti, nessuno degli altri partiti entrerà alla Camera). L'Udc probabilmente non passerà in nessuna regione lo sbarramento dell'8% per accedere al Senato, ed è presumibile che il giorno dopo la formazione di Casini si squagli come neve al sole, così com'è accaduto all'Udeur di Mastella, polverizzato in pochissimi giorni. Saranno numerosi i centristi che seguiranno gli ex compagni di partito Giovanardi, Baccini, e Bonsignore nel Pdl. Questa tornata elettorale segnerà la scomparsa dei socialisti dal Parlamento, mentre Radicali e Di Pietro hanno preferito un'onorevole ritirata. Pannella ha accettato di entrare nel Pd, e l'ex Pm di “Mani pulite” ha accettato di confluirvi dopo la tornata elettorale. A Di Pietro, Veltroni ha concesso almeno l'onore delle armi mentre Pannella ha alzato subito bandiera bianca, ma non prima di essersi assicurato un generoso contributo per le esauste casse del suo movimento (circa 3 milioni e mezzo di euro di rimborso elettorale). A sinistra, invece, l'operazione ha consentito di mettere Verdi, Pdci e Sinistra democratica sotto la tutela di Bertinotti, che li assorbirà rapidamente (la prova è la decisione del segretario dei Comunisti italiani, Diliberto, di non candidarsi). Per il momento, però, troveremo ancora “er monnezza” Pecoraio Scanio nelle liste della Sinistra arcobaleno (speriamo sia l'ultima volta). Cosa spinge, infatti, le altre formazioni a presentarsi lo stesso, pur sapendo di non avere nemmeno una chance di entrare in Parlamento, è la speranza di raggiungere la soglia dell1%, che garantisce comunque di poter incamerare qualche milione di euro di finanziamento pubblico. Così, sulla scheda troveremo l'inconsistente Daniela Santanchè, il vacuo Boselli, e qualche altra comparsa da operetta. Il giorno dopo, busseranno tutti alla porta di Veltroni o Berlusconi, mentre ora si sprecano con dichiarazioni alle agenzie di stampa per marcare la loro differenza rispetto agli avversari (che sono tali solo perché hanno rifiutato di accettarli in coalizione con il loro simbolo). Ciò che fa resistere questi micropartitini, che non hanno più alcun appeal nell'elettorato, è il rimborso elettorale. L'anno prossimo si voterà per il rinnovo del Parlamento europeo, e il sistema è proporzionale: con lo 0,6-0,7% si può eleggere un europarlamentare. E incamerare qualche milione di euro di finanziamento pubblico. Il 13 aprile gli italiani che non andranno al mare dovranno turarsi ancora una volta il naso, e votare per la semplificazione del quadro politico e per la stabilità e la governabilità del Paese. L'anno successivo, dovrebbero andare invece a votare a favore del referendum promosso da Segni, per ristabilire il diritto dei cittadini a scegliersi i loro rappresentanti. Marco Marsili direttore@voceditalia.it.

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Berlusconi: "Mi impegno io, quindi si fa" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 21-03-2008)

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"Le condizioni poste da Air France sono irricevibili". Commenta Roma, 21 marzo 2008 - Sulla vicenda Alitalia "sono impegnato io, quindi si fa". Lo ha detto Silvio Berlusconi conversando con i cronisti a palazzo Grazioli. Berlusconi ha definito "irricevibili" le condizioni poste da Air France e quindi "non ci resta che dar vita a una offerta che sarà sicuramente presentata da imprenditori italiani insieme a banche italiane". Il leader del Pdl ha spiegato: "Sono stato in disparte fino a oggi. Ho lasciato fare a questo governo che ha fatto il peggio possibile: ha escluso dalla possibilità di conoscere i dati su Alitalia tutti coloro che potevano avere un interesse". A questo punto, ha sottolineato il candidato premier, "dobbiamo avere il tempo e il modo di concretizzare il tutto, ma credo che le condizioni poste da Air France sono condizioni che il Paese non può accettare". Il Cavaliere: "Prestito ponte per una cordata italiana"Giusto vendere a Air France? 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ALITALIA, FRENO AL PIANO BERLUSCONI (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Cavaliere telefona a Prodi: prestito ponte dal governo. I sindacati ad Air France: niente diktat, si decida dopo le elezioni Alitalia, freno al piano Berlusconi Il leader Pdl insiste: "C'è una cordata italiana con Banca Intesa". Passera smentisce Il ministero del Tesoro: tempi stretti per un'altra offerta. E la Sea va avanti con il ricorso "Chi è interessato ad Alitalia venga allo scoperto al più presto ma con atti formali e concreti perché i tempi sono ormai strettissimi". Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, invita la cordata italiana, di cui Berlusconi si dice certo, a venire allo scoperto perché il rischio è di distruggere l'unica possibilità di vendita, quella ad Air France-Klm, anziché costruirne una nuova. A Berlusconi risulta, invece, "inequivocabile" che Banca Intesa sarà al fianco di Air One, ma Corrado Passera dice che "non c'è nulla sul tavolo". Il Cavaliere ha poi telefonato a Prodi per chiedere un prestito ponte dal governo. I sindacati ad Air France: niente diktat, si decida dopo le elezioni. La Sea, intanto, va avanti con il ricorso. FRANZESE E A. TROISE ALLE PAGINE 2 E 3.

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Alitalia, chi ci butta due lire? (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Ven, 21 Mar 2008 Edizione 57 del 21-03-2008 Alitalia, chi ci butta due lire? Berlusconi rilancia l'idea di una cordata italiana. Prodi non dice di "no", ma vuole si faccia in fretta Benetton, Del Vecchio, Della Valle: sono pochi gli imprenditori che potrebbero permettersi un simile investimento di Francesco Blasilli Con la solita entrata in campo a gamba tesa di Silvio Berlusconi, il caso Alitalia si trasforma in una vera e propria partita di poker. Il nodo adesso, è capire se il Cavaliere sta bluffando o ha in mano le carte vincenti. Il suo "no" ad Air France e il suo insistere con la cordata italiana, lascia pensare che almeno un paio d'assi siano usciti fuori dal mazzo e siano nelle sue mani, anche se l'uscita sul possibile coinvolgimento dei figli nell'acquisto della compagnia di bandiera, rende meno credibile la cosa, lasciandola retrocedere nella categoria delle "berlusconate". I fatti lasciano comunque intendere che Berlusconi voglia andare avanti, tant'è che ieri a chiesto a Prodi un prestito ponte per tirare avanti un mese e "far partire la cordata degli imprenditori italiani". Più che altro, però, il mese richiesto sarebbe il lasso di tempo necessario a far passare la questione sotto un governo da lui gestito e, soprattutto, a far fallire il passaggio di Alitalia sotto il controllo di Air France. A quel punto, o esce fuori la cordata o si va verso il fallimento, una soluzione che ? a conti fatti ? sarebbe la migliore. Per avere il prestito ponte, però, Berlusconi deve giocare a carte scoperte, perché ? come gli ha spiegato Prodi al telefono - la possibilità di un prestito ponte ad Alitalia è vincolata da parte di Bruxelles al fatto che un'offerta ulteriore sia davvero concreta. A questo punto, però, la fantomatica cordata italiana avrebbe il tempo per entrare in corsa solo in caso di rinuncia di Air France, la cui offerta ? come ha confermato il presidente di Alitalia Maurizio Prato ? "è effettivamente prendere o lasciare", anche se "industrialmente solida". I tempi, infatti, sono strettissimi, anche se Prodi si è detto ben disposto verso una soluzione italiana. Appare evidente che solo uno stop da parte dei sindacati potrebbe far saltare l'accordo Alitalia ? Air France, accordo che secondo il Cavaliere assomiglia ad "una svendita simile a quella della Sme" e farebbe diventare l'Italia "la cenerentola d'Europa". Non è da escludere, allora, che Berlusconi si sia già incontrato con i rappresentanti dei lavoratori garantendogli un trattamento migliore rispetto a quello prospettato da Spinetta & co. Ed infatti, secondo il segretario della Uil Luigi Angeletti, "la presa di posizione di Berlusconi è di grande rilevanza politica: se si concretizzasse una proposta alternativa ci sarebbe la dimostrazione, nei fatti, che anche in Italia esistono degli imprenditori". Aggiungendo poi che ogni eventuale accordo con Air France sarà sottoposto ad un referendum tra tutti lavoratori. L'obiezione più giusta alla cordata italiana, però, arriva per bocca del ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani, che resta "allibito di fronte a cordate improvvisate di notte dopo un anno e mezzo che è in corso la vicenda Alitalia". Difficile dargli torto visto che, almeno ufficialmente, nessuno si è fatto realmente avanti con i vertici della compagnia di bandiera. Come è difficile dare torto al ministro quando dice che "Alitalia non costa ad Air France 138 milioni ma circa tre miliardi nell' insieme se si considera un debito di 1.400 milioni e una ricapitalizzazione di un miliardo. C'è qualcun'altro che si fa avanti con tre miliardi di euro? Come si può pensare che il governo italiano sia contrario a una cordata italiana?". Secondo Berlusconi, però, gli italiani non si sono fatti avanti prima, perché "non gli era stato permesso di fare un piano industriale", visto che non era stato possibile prendere visione dei conti di Alitalia. Non ci sarà Banca Intesa alle spalle del gruppo italiano, però, perché "tre mesi fa ? ha ricordato l'ad dell'istituto Corrado Passera ? siamo stati esclusi in fase di due diligence". Il rilancio tricolore del Cavaliere, comunque, sembra molto solido. Scatta allora la caccia ai nomi segreti che potrebbero prendere parte alla crociata salva-Alitalia. Il primo nome che viene in mente è quello della famiglia Benetton, già proprietaria di autostrade e di Aeroporti di Roma. Il dubbio, però, è uno: fino ad ora i trevigiani si sono dati da fare solo quando il guadagno, come per autostrade, era sicuro. Altro nome papabile è quello di Ligresti, uno che dopo aver riempito di cemento Milano, deve pur qualcosa alla Moratti. Ma, ricco per ricco, perché non potrebbe essere il numero uno, secondo la rivista Forbes, l'asso nella manica di Berlusconi: Michele Ferrero. Con lui, un barattolo di nutella per ogni persona che vola con Alitalia. Oppure Leonardo Del Vecchio con la sua Luxottica, senza escludere due imprenditori nel campo delle calzature come Della Valle (Tod's) e Polegato (Geox). E magari i Beletton, che finora dallo Stato hanno beneficiato di privatizzazioni a rischio quasi zero, vedi Autostrade e Autogrill. Essendo questi i più ricchi d'Italia, è probabile che saranno i primi nomi contattati da Dell'Utri, l'uomo incaricato dal Cavaliere, insieme a Bruno Ermolli, per sondare il terreno in vista della formazione di una cordata anti-francese. Anche se non è facile trovare qualcuno disposto ad accollarsi un'azienda che perde al momento due milioni di euro al giorno. Ma se alla fine tutto sarà vano (o se quello di Berlusconi non è stato altro che un bluff), il ritorno elettorale sarà senz'altro positivo per l'uomo di Arcore: lui avrà provato fino all'ultimo a trattenere Alitalia nelle nostre mani, gli amici dell'altro, invece, saranno i responsabile della cessione ad Air France. E dei relativi tagli.

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Anche Passera si tira indietro (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Ven, 21 Mar 2008 Edizione 57 del 21-03-2008 L' AD DI INTESA SANPAOLO LASCIA CADERE NEL VUOTO L'APPELLO DEL CAVALIERE Anche Passera si tira indietro di Alessandra Mieli L'appello lanciato da Silvio Berlusconi per salvare Alitalia prima che finisca in mano ai cugini d'oltralpe, è stato accolto da un silenzio assordante. Non si è registrato un solo imprenditore, industriale, finanziere che abbia raccolto il grido di dolore del candidato premier del Pdl Neppure uno dei suoi figli si è sognato di dargli retta. Anzi, per quanto riguarda Pier Silvio siamo quasi sicuri che in testa gli rimbalzasse una frase: "Basta papà!". Dopo la precaria adesso è la volta della malandata (compagnia di bandiera). Quanto a Marina, lei è la risposta italiana a Spinetta. Quanto alla banca che avrebbe dovuto fare da garante alla cordata italiana, Corrado Passera si è sgolato tutto il giorno a ripetere lo stesso ritornello. Alla presentazione agli analisti dei conti 2007, l'ad di Intesa SanPaolo, ha ribadito che sull'affaire Alitalia "non c'è nulla sul tavolo". "Noi non abbiamo mai investito ? ha spiegato Passera - perché qualcuno ci ha chiamato a farlo ed ecco perché abbiamo sempre guadagnato sulle nostre operazioni. Tre mesi fa siamo stati esclusi dall'asta. Da fine dicembre siamo stati esclusi da qualunque negoziato. Probabilmente è un peccato per il venditore, ma le cose stanno cosi". Per una nuova offerta, ha chiarito l'ad di Intesa SanPaolo, "dovremmo avere maggiori informazioni". Quanto al piano alternativo di AirOne era "basato su una conoscenza che probabilmente adesso è superata dagli eventi". Un giudizio molto tagliente è arrivato da Pier Francesco Guarguaglini, presidente e ad di Finmeccanica, che, forte dei risultati economici del Gruppo, ha dichiarato: "Io personalmente odio i confronti. Guardo ai fatti e guardo a Finmeccanica che ha sempre avuto fiducia, anche in momenti difficili, in tecnologie e investimenti. Ma alcune volte, nel presente, si deve pensare al futuro e sacrificare situazioni e posti di lavoro per poter vivere. Come per un essere umano - ha aggiunto - si devono fare operazioni e cure, anche dolorose. Pensare che le malattie guariscano da sole è un'illusione. Forse in Alitalia questo non è stato fatto nei momenti giusti ed oggi siamo in questa situazione". Nel frattempo il titolo correva sulle montagne russe in Borsa arrivando a guadagnare anche 32,04% a 0,408 euro, quotando oltre il doppio rispetto al prezzo valutato dall'offerta Air France-Klm, che lo valorizzava poco meno di 0,10 euro, valore al quale spontaneamente cercava di adeguarsi. Ma ieri Il mercato sembrava voler scommettere sulla possibile revisione al rialzo dell'offerta da parte di Air France-Klm o sull'arrivo d'offerta concorrente. Ma dopo che la giornata era trascorsa invano e il Ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa aveva suonato la campanella, il titolo ha ripiegato in chiusura facendo segnare un ultimo prezzo a 0,35 euro (+13,27%).

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Malpensa, il nord se la vuole riprendere (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Ven, 21 Mar 2008 Edizione 57 del 21-03-2008 Strettamente confidenziale Malpensa, il nord se la vuole riprendere di Hush Hush Finalmente, e grazie anche al nostro piccolo (?) contributo le cose per Alitalia e per Malpensa sono più chiare, in particolare dopo la lettera a firma congiunta del del governatore lombardo Formigoni e della sindaco di Milano Moratti al quotidiano La Repubblica, dopo le dichiarazioni di Berlusconi sull'attivazione della cordata italiana da contrapporre ad AirFrance e dopo la dichiarazione definitiva del presidente della Sea Bonomi sul fatto che l'Alitalia è stata causa di danno per Malpensa e quindi dovrà pagare. Le cose sono più chiare poiché ora il destino di Alitalia, persino il suo fallimento, è definitivamente separato da quello di Malpensa e, francamente,ha fatto davvero ridere l'inquilina di Malindi Giovanna Meandri del partito Democratico disquisire a Porta a Porta su un argomento di cui è evidente che, la poverina, non sa nulla,non ci capisce nulla e l'unica cosa che sa fare è farsi prendere in giro dal professor Tremonti, con quel "pacatamente" suggerito all'ex belloccia del minolismo, malattia inguaribile della Tv deficiente ossia della Rai, in aggiunta al "veramente" e al "sinceramente" dalla ex belloccia pronunciati. Quindi Alitalia faccia la fine che vuole: al nord, ed in questo ma è STRETTAMENTE CONFIDENZIALE e comunque solo gli sciocchi non se ne vogliono accorgere Berlusconi è stato più che chiaro, direi cristallino: l'asse politico strategico è con Umbro Bossi e la sua Lega. L'intendenza, se vuole, seguirà, ma seguirà anche se non vuole perché senza il Nord Fini e compagnia non hanno una granché bella prospettiva, che non quella di tornare ex fascisti ed essere legittimati dagli ex comunisti. Dunque Malpensa farà da sola, nella rinegoziazione dei patti bilaterali, chè tanto per prendersi gli slots lasciati liberi dall'Alitalia c'è la fila, e, sempre Malpensa, potrà pensare al proprio futuro, mettendo fine alla dualità con Linate, per quale, ma anche questo è STRETTAMENTE CONFIDENZIALE, prima di procede con il piano di trasferimento dei voli, compreso il Milano Roma, e meglio sarà per i lavoratori della Sea, l'indotto e l'intero nord, sia ad est che ad ovest. Non per ripeterci ma in questa vicenda c'è già in nuce, e forse senza che lo stesso ceto politico leghista ne abbia contezza, la secessione, quella vera, non quella parolaia, quella fatta di un Nord che per la prima volta ha puntato i piedi e ha mandato Roma a quel paese. Ora il popolo nordista aspetta altrettanta intelligenza e mano ferma su una battaglia altrettanto campale:quella per non pagare più sul serio il canone Rai separando così il destino di quell'altro baraccone assistito da chi, già ora solo in Lombardia, versa circa 600 euro all'anno alla Sky di Murdoch. E sono non quattro gatti, quater gatt, ma circa 4, ripetesi quattro, milioni di elettori.

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La bugia di Spinetta: lo scalo di Fiumicino non può essere Hub (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Ven, 21 Mar 2008 Edizione 57 del 21-03-2008 Imprecisioni La bugia di Spinetta: lo scalo di Fiumicino non può essere Hub di Valerio Carli Spinetta nel fianco. Così ha titolato l'altro giorno Il Manifesto, riferendosi alle posizioni del numero uno di Air France, con una proposta che tende inevitabilmente verso il ricatto. Anche perché "i margini di manovra sono inesistenti o limitatissimi": della serie prendere o lasciare. Il manager ha chiuso la porta a una moratoria per Malpensa, ha annunciato 2.100 licenziamenti fra Az Fly e Az Service e ma ha sottolineato che con l'investimento previsto di due miliardi ? uno per appianare i debiti, uno per rilanciare la compagnia, Alitalia entro il 2010-2011 avrà una redditività pari a quella delle migliori compagnie europee. Ed è normale che le condizioni le detti chi si trova in posizione privilegiata nella trattativa. Solo che Spinetta ha provato anche a mischiare un po' le carte. Puntando forte sull'ignoranza del grande pubblico e sparando qualche inesattezza. Nel piano di Air France, infatti, l'aeroporto di Fiumicino è destinato a diventare un Hub. Solo che Hub non è un titolo nobiliare, bensì uno scalo che deve avere particolari caratteristiche. Essendo l'Hub, per sua stessa definizione, la base di una determinata compagnia nonché uno scalo dove si concentrano moltissimi voli, va inteso come un'aeroporto di scambio. Un posto, cioè, dove il passeggero scende per risalire subito su un altro aereo. A parte il fatto che a Roma un passeggero scende per rimanerci, c'è anche un fattore tecnico che impedisce a Roma di essere un Hub: non ci sono le tecnologie adeguate per lo smistamento dei bagagli. La dimostrazione è arrivata lo scorso anno con il caos estivo, un caos che dimostra come lo scalo di Fiumicino si assolutamente inadeguato per diventare un Hub. Solo che ai francesi tutto questo poco importa. Promettendo a Roma di fregiarsi del prestigioso titolo, portano comunque dalla loro parte sia i politici che i dipendenti Alitalia che abitano nella capitale; gli stessi che di base Milano, fanno la spola con Roma a spese della compagnia. Non c'è nemmeno il rischio che siano i milanesi a risentirsi, visto che Malpensa non lo amano nemmeno loro. E poi, in questo modo, il parigino Charles De Gaulles non avrebbe concorrenza da parte di Milano, visto che si volerebbe da Roma a Parigi e da lì in tutto il mondo. Insomma, trasformare Fiumicino in un hub sembra una bugia, ma in questo caso ? per noi italiani ? non sembra possibile avere una rosa senza nemmeno una Spinetta.

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Intervista a BERNABO' BOCCA / Non ci serve una compagnia di bandiera (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 21-03-2008)

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Oggi è Ven, 21 Mar 2008 Edizione 57 del 21-03-2008 Intervista a BERNABO' BOCCA / Non ci serve una compagnia di bandiera di Elisa Borghi Se c'è una cosa su cui tutti, dall'estrema destra all'estrema sinistra, sono d'accordo, è questa: il turismo è una risorsa fondamentale per il Paese. Pd e Pdl lo riconoscono nei loro programmi e propongono entrambi il taglio dell'Iva per favorirne la crescita. Ma dichiarazioni d'intenti a parte, la politica fa poco per trasformare questo potenziale in una risorsa economica. La Francia ha da tempo superato il Belpaese per afflusso turistico. E sulle sorti del settore oggi pesa una grossa incognita: la sorte di Alitalia. Un Paese ad alto potenziale turistico può fare a meno di una compagnia di bandiera? E ancora, vendere il vettore - e far gestire le linee aeree - ad Airfrance non significa avvantaggiare ulteriormente i nostri concorrenti? Lo abbiamo chiesto a Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi. Presidente, un paese ad alto potenziale turistico come l'Italia deve avere una compagnia di bandiera? Non necessariamente. Quello che deve avere è una compagnia aerea efficiente. E Alitalia, che per esigenze di bilancio ha dovuto tagliare molte rotte e destinazioni, penalizzando fortemente il turismo, efficiente non lo è più. E poi è impensabile voler mantenere un vettore che costa milioni di euro alle casse dello stato. Se l'unico modo per liberarsi da questo fardello è la vendita ad Air France, allora bisogna vendere. Ma la Francia è il principale concorrente dell'Italia nel settore turistico. Consegnare Alitalia ai francesi non avrebbe ripercussioni negative sul settore? Assolutamente sì. Anche perché i francesi hanno dimostrato di essere molto più bravi di noi a vendere e promuovere le loro risorse. L'Italia non ha pari al mondo dal punto di vista delle bellezze naturali e artistiche ma i francesi sono abili nel marketing e riescono a fare il cosiddetto 'gioco di squadra'. Se davvero ci sarà l'acquisizione di Alitalia da parte di Air France, mi auguro che vengano messi dei paletti all'operazione. Bisogna fare in modo che l'hub principale di Alitalia rimanga in Italia: gli italiani per fare un viaggio intercontinentale non devono essere obbligati a passare per Parigi, né lo devono essere gli stranieri che vengono nel nostro Paese. La nostra compagnia non deve diventare un satellite di quella francese. Da questo punto di vista non darebbe più garanzie l'acquisto di Alitalia da parte di una cordata di imprenditori italiani? La ritiene un'opzione possibile? Ovviamente sarebbe preferibile che la proprietà del vettore rimanesse in mani italiane ma non mi sembra che oggi ci sia una coda di imprenditori pronti o disponibili a rilevarla. Le aste che si sono tenute finora sono andate deserte e ad oggi Air France è l'unico pretendente serio. Se Spinetta si permette di usare toni perentori con i sindacati è proprio perché sa di essere l'unico in grado di comprare Alitalia. Veniamo a Malpensa. Deve restare un hub come è oggi, o se ne può fare a meno? Io credo che non si debbano intrecciare le sorti di Alitalia con quelle di Malpensa. Alitalia deve trovare una sua strada per diventare efficiente e meno costosa. Malpensa a sua volta non deve pesare esclusivamente su Alitalia. Su Malpensa sono stati fatti errori strutturali, è un aeroporto scomodo e raggiungerlo è un'avventura. A chi parte dall'Est della Lombardia servono quattro ore per arrivarci, dunque conviene andare a Bergamo, Brescia o Verona e poi da lì raggiungere Francoforte. Una cosa è risolvere il problema Alitalia, altra occuparsi di Malpensa che deve ancora decidere cosa vuole fare da grande. Dal punto di vista turistico poi, credo che gli slot lasciati liberi da Alitalia possano essere utilizzati da altre compagnie internazionali, e quindi il Nord del Paese non dovrebbe subire contraccolpi. Vede, quello delle infrastrutture è un punto importante. I trasporti sono le fondamenta della casa del turismo. Bisogna permettere ai turisti stranieri di raggiungere facilmente e a basso costo l'Italia, sviluppando gli aeroporti secondari, dove le compagnie low cost possono e vogliono atterrare. È impensabile, ad esempio, che una destinazione turistica importante come l'Umbria oggi dipenda da Fiumicino. Come si rilancia il turismo italiano? Innanzitutto l'Italia deve capire se il turismo interessa o no. Si dice sempre che è un settore importante, però queste parole non si tramutano in fatti concreti. Se al Paese il turismo interessa - e mi auguro che sia così visti i numeri che può fare - bisogna inaugurare una politica nazionale del settore che oggi è di competenza delle regioni e non dello Stato. In secondo luogo, bisogna insistere sulla governance: il turismo compete alla Presidenza del Consiglio e lì deve rimanere, non va spostato sotto qualche ministero o sottosegretariato, come sento proporre. Deve mantenere una delega pesante. Al terzo punto viene la promozione del Paese che spesso si fa solo verso l'estero e non verso il primo mercato, che è quello interno. Sono gli italiani che devono riscoprire l'Italia. Poi c'è il fisco. L'Iva sul turismo - che da noi è del 10%, in Francia è del 5,5% e in Spagna del 7% - va armonizzata al livello dei nostri concorrenti europei, non possiamo giocare una partita a carte truccate. Infine, il protocollo del welfare, che noi non abbiamo firmato e che uniforma il turismo alle industrie, penalizzando i contratti a tempo determinato. Ma se per l'industria questi contratti possono essere intesi come precariato, per il turismo, che è attività stagionale, sono l'asse portante. Quindi occorre facilitarli e allargare anche a questi agevolazioni anche come il cuneo fiscale e il credito d'imposta.

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Un segnale di ottimismo (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 21-03-2008)

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Oggi è Ven, 21 Mar 2008 Edizione 57 del 21-03-2008 Borsa e Alitalia Un segnale di ottimismo di Arturo Diaconale Ma è veramente credibile l'ipotesi lanciata da Silvio Berlusconi di una cordata italiana in grado di salvare Alitalia? Il governo, i dirigenti della Compagnia di Bandiera, i commentatori economici e politici dei grandi giornali oltre, naturalmente, gli avversari del Cavaliere nella campagna elettorale in corso, non hanno dubbi in proposito. Per loro si tratta di una trovata estemporanea del leader del Popolo della Libertà che non ha alcuna possibilità di essere concretizzata. Il ministro Bersani, molto crudamente, l'ha addirittura liquidata come un segno di " irresponsabilità". E Romano Prodi si è messo sulla stessa scia rilevando che fino a questo momento non esistono offerte d'acquisto di Alitalia diverse da quella di Air France. Il coro è talmente compatto da convincere anche i più dubbiosi della totale impraticabilità della strada indicata da Berlusconi. Poi, però, si scopre che a dispetto di questa convinzione generale il titolo di Alitalia ha avuto un rialzo di oltre il 13 per cento. Cioè che la Borsa non ha affatto scartato la possibilità di una cordata di imprenditori italiani in grado di lanciare una offerta alternativa a quella francese. E la circostanza non può non sollevare una serie di interrogativi. Non solo sulla eventualità che il coro compatto di chi esclude la cordata nazionale possa sbagliare. Ma soprattutto sul fatto che una parte del mercato italiano appare disposta a credere che una operazione del genere possa e debba essere realizzata. Questa indicazione non va sottovalutata. O, peggio, liquidata come un segno di scarso realismo di investitori incapaci di distinguere tra la realtà e le trovate elettoralistiche del Cavaliere. Se basta un accenno generico di Berlusconi alla eventualità di salvare Alitalia dall'offerta-capestro di Air France con una cordata nazionale per accendere l'interesse di chi scommette i propri soldi, vuol dire che sotto la depressione per la crisi e per il declino scorre ancora una vena di ottimismo. E che c'è chi crede che la politica e l'imprenditoria nazionale, se solo lo volessero seriamente, sarebbero in grado di rilanciare il paese e la sua economia. Può essere che il balzo in avanti del titolo Alitalia sia solo un segno di ingenuità. E che nessuna cordata nazionale in grado di lanciare una offerta alternativa a quella francese vedrà mai la luce. Ma il significato profondo di questo segnale va comunque recepito. I dirigenti politici più responsabili di ogni partito debbono sapere che se riuscissero a trovare una soluzione del problema della compagnia di bandiera in linea con gli interessi del "sistema Italia", avrebbero il consenso dell'opinione pubblica. E gli imprenditori potenzialmente in grado di sostenere una iniziativa per la salvezza di Alitalia e Malpensa debbono convincersi che impegnarsi in favore del "sistema paese" è l'unico modo per rilanciare l'economia e combattere il declino generale e personale.

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Il ritorno di Don Salvatore nel patto (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Ven, 21 Mar 2008 Edizione 57 del 21-03-2008 Il ritorno di Don Salvatore nel patto di Il Grillo Sparlante Il dopo Mieli, Paolino Mieli, in via Solferino pare ormai deciso, nonostante la Fiera opposizione di Don Salvatore Ligresti che non dimentica i tempi in cui facendo le veci di Stille, Ugo Stille, Anselmi gli levava la pelle fra lo scandalo delle cosiddette aree d'oro e, successivamente, tangentopoli. Ora Don Salvatore è tornato bianco, lavato con Olà, e i suoi avvocati, cercando di imitare quelli di Berlusconi, terrorizzano chiunque tiri fuori le vecchie storie e le vecchie ciurle, avvertendo, a suon di querele milionarie, che Don Salvatore è stato riabilitato e che quindi a lui si deve il rispetto che si deve ai grandi protagonisti della vita economica e finanziaria italiana. Certo se i legulei al servizio fossero così bravi da far contare Don salvatore anche nel patto Rcs sarebbe tutto di guadagnato per molti. Certo non per tutti, ma l'idea che a dirigere il Corriere possa arrivare l'Anselmi da Torino dovrebbe preoccupare non poco quel nord che coalizza i suoi interessi attorno al pidielle. E sì, perché avere continuamente contro quello che è sempre considerato il primo giornale italiano non è che sia proprio una bella cosa. Urge, forse, che dentro il patto, i voti, ossia le quote, si cominci a pesarle oltre che a contarle. Chi apre oggi, in un giorno qualsiasi della settimana Via Solferino, infatti, difficilmente avrà la capacità di capire quali sono gli interessi, ormai non più soppessibbili come dimostra la vicenda Alitalia-Malpensa, di quella parte del paese che, da sola, mantiene la metà del medesimo, pagando le tasse, esportando l'esportabile, riciclando i rifiuti. Insieme a Via Solferino di questa realtà non si è accorto anche chi lavora in Corso Sempione, dove c'è la filiale meneghino-lombarda del Cavallo morente. Ma ne parleremo ancora. Buona giornata. E buona fortuna.

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Nei Tg Veltroni precede Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Ven, 21 Mar 2008 Edizione 57 del 21-03-2008 Nei Tg Veltroni precede Berlusconi di Christian Saragoni La discussa trattativa Alitalia-Air France sale alla ribalta della cronaca, ottenendo ampio spazio nelle scalette dei notiziari nazionali. Sono molti i personaggi, soprattutto appartenenti al mondo della politica, che intervengono sulla possibile vendita della nostra compagnia di bandiera agli acquirenti francesi. In merito alla questione prendono parola anche Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, rispettivamente al primo e al secondo posto del ranking del parlato Tv di mercoledì 19 marzo. Protagonista di alcuni comizi in Lombardia, il leader del Pd lancia un accorato e sentito allarme: "Alitalia non deve fallire. In gioco ci sono migliaia di operai che rischiano il posto di lavoro". In seguito l'ex sindaco di Roma affronta il delicato tema del precariato. "Il primo provvedimento che porteremo al Consiglio dei ministri sarà una legge per il compenso minino legale dei lavoratori"-. Dagli schermi del Tg5, edizione della sera, il numero uno del Pdl accusa il Governo Prodi di aver gestito in maniera dilettantistica la trattativa di Alitalia. Pungolato dalle domande della giornalista Barbara Parodi Delfino, il Cavaliere invita prima gli imprenditori italiani a scendere in campo per presentare un piano industriale che sia in grado di salvare la nostra compagnia di bandiera, poi lancia una nuova promessa agli elettori: "Il primo impegno del prossimo Governo sarà quello di risolvere l'emergenza dei rifiuti in Campania". Alitalia e politica sono anche gli argomenti trattati dall'imprenditore Carlo De Benedetti, terzo nella top ten con 5 minuti e 7 secondi di intervista. Ospite negli studi del Tg1 delle 20, l'industriale usa toni duri, severi, sulla "querelle" Alitalia: "La trattativa è stata condotta nel modo peggiore possibile. Oggi sento parlare di commissariamento, ma tale scelta doveva essere fatta già un anno fa". Incalzato dal conduttore Attilio Romita, De Benedetti si schiera prima a favore dei lavoratori dipendenti. "Sono gli unici che hanno pagato per tutti l'errata applicazione dell'euro"- e poi esprime una speranza. "Il prossimo Governo dovrà aumentare i salari e rimettere in moto la produttività". In Tibet, intanto, continua la violenta repressione cinese sui monaci buddisti. Le immagini del massacro sono diffuse dai telegiornali. Il dramma, sentito in tutto il mondo, induce Papa Benedetto XVI a lanciare, durante l'udienza generale in Vaticano, un intenso appello per il Tibet. "Le parti in contrasto devono intraprendere la via del dialogo. Con la violenza non si risolvono i problemi, ma si aggravano", ammonisce il Santo Padre, titolare della quarta posizione nel ranking. Dal monito del Pontefice alle imminenti festività di Pasqua il passo è breve. Oltre 7 milioni di italiani sono pronti a mettersi in viaggio per il weekend festivo. Le valige sono pronte, le automobili già in moto ma, a quanto sembra, tutto sarà rovinato dal maltempo. "Nel fine settimana di Pasqua avremo tempo instabile al Nord, con nuvole e piogge nelle regioni del centro-sud", prevede il meteorologo Daniele Izzo dal Tg4.

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Berlusconi: "O si fa Alitalia o si muore Mi impegno io, la cordata italiana si fa" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

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Air France non molla e preme per un accordo a breve Commenta Roma, 21 marzo 2008 - Sulla vicenda Alitalia "sono impegnato io, quindi si fa". Lo ha detto Silvio Berlusconi conversando con i cronisti a palazzo Grazioli. Berlusconi ha definito "irricevibili" le condizioni poste da Air France e quindi "non ci resta che dar vita a una offerta che sarà sicuramente presentata da imprenditori italiani insieme a banche italiane". Una battuta ad effetto per dire, sul caso Alitalia, che "o la si fa o si muore". Il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, ribadisce, parlando con i giornalisti all'uscita da Palazzo Grazioli, la necessità di salvare la compagnia di bandiera senza accettare alcuna "colonizzazione" da parte di Air France. "Non ci sono novità - spiega Berlusconi - ho fatto appello agli imprenditori italiani che ritengono come me che non si possa essere colonizzati e quindi bisogna fare Alitalia perchè qui o si fa Alitalia o si muore". Il leader del Pdl ha spiegato: "Sono stato in disparte fino a oggi. Ho lasciato fare a questo governo che ha fatto il peggio possibile: ha escluso dalla possibilità di conoscere i dati su Alitalia tutti coloro che potevano avere un interesse". A questo punto, ha sottolineato il candidato premier, "dobbiamo avere il tempo e il modo di concretizzare il tutto, ma credo che le condizioni poste da Air France sono condizioni che il Paese non può accettare". "Non è vero" che da parte del gruppo Banca Intesa-Sanpaolo non ci sia un interesse nei confronti di Alitalia nell'ambito di una cordata di imprenditori e banche italiane per salvare la compagnia di bandiera. Ne è convinto il candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi, che, parlando con i giornalisti all'uscita da Palazzo Grazioli, ha puntualizzato che "ieri Passera ha detto che per ora non hanno nulla di concreto sul tavolo: per forza, perché non è stato consentito ad altri, oltre ad Air France, di conoscere i conti di Alitalia". "Sono cinque mesi - ha ripreso Berlusconi - che Air France esercita la due diligence, gli altri non sanno niente di ciò che è successo e bisogna dargli la possibilità di conoscere la situazione". AIR FRANCE NON MOLLA Air France preme per raggiungere al più presto un accordo con Alitalia e chiede alla compagnia italiana di "fare i cambiamenti necessari" per il suo futuro. Così il direttore commerciale della compagnia franco-olandese, Christian Boireau, parlando al posto del numero uno Jean-Cyril Spinetta a una convention del turismo a Biarritz, ha sottolineato che quello che Air France propone ad Alitalia è "un futuro che sarà positivo nel medio termine". "Ciò che chiediamo ad Alitalia - ha osservato - è di fare i risanamenti necessari che le garantiscano questo futuro". E questo, ha aggiunto, "è oggetto di discussione e di dibattito". "Sappiamo - ha proseguito - cosa possiamo fare e questo piano deve essere accettato o rifiutato ma ora, non tra due mesi o tra un mese". Boireau ha anche detto che Spinetta ha trascorso quasi tutta la settimana in Italia per trattare ed è pronto a ricominciare la prossima. Il Cavaliere: "Prestito ponte per una cordata italiana"Giusto vendere a Air France? Commenti Invia commento Segnala ad un amico 21/03/2008 13:00 Ulisse Forza Silvio, fai vedere a questi compagni opportunisti, come si risolve la questione Alitalia, e soprattutto, si salvano migliaia e migliaia di posti lavoro. Prodi è abituato a mandare la gente a casa, lo ha già fatto quando ha smantellato l'IRI, svendendolo, e quindi per lui i problemi non esistono. Capito lavoratori dell'Alitalia, che magari in passato havete votato per il centro sinistra. Ora pensateci bene ! Ulisse Sono presenti 1 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Cronaca - Locale Scovato con 6 grammi di eroina Arrestato un 28enne del postoCronaca - Locale Anziani ancora nel mirino Due nuovi casi in poche oreTecnologia Il boomerang torna sempre indietro, anche se lanciato nello spazioEsteri Filippine, 19 fedeli crocifissi in piazza I vescovi: "Fermate questo circo"Cronaca - Locale In aumento la percentuale dei neolaureati che lavoranoSpettacolo - Locale L'uomo prima di nascere è donna? 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Che cosa ne pensate?Terrorismo, temi nuovi attacchi?Sei d'accordo con l'esonero di Piccioni?Vota il gol più bello della 28esima giornataKit antidroga per gli adolescenti, si o no?Libano, Afganistan, Kosovo, Iraq: cambiare o no i compiti delle nostre missioni militari all'estero? LA FOTO DEL GIORNO Sexy fashion Dalla musica alla passerella: un momento della sfilata della linea di lingerie Pussycat Dolls, alla settimana della moda di Los Angeles GUARDA LE IMMAGINI RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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VELTRONI (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

"Pdl spaccato" " Su Alitalia la destra è divisa". Lo sottolinea il segretario Pd: " Il Cavaliere è contrario ad Air France, Fini qualche giorno fa si era detto favorevole. Sono divisi su tutto".

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Alitalia, ultimatum Air France adesso o mai piu' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia, ultimatum Air France: adesso o mai piu' La compagnia franco-olandese insiste per "i risanamenti necessari" Parigi, 21 mar. - "Bisogna che questo piano sia accettato o rifiutato, ma adesso e non tra due mesi o un mese". Così da Parigi il direttore commerciale di Air-France Klm, Christian Boireau, ha dato l'ultimatum al board di Alitalia. Ed ai politici italiani, che temporeggiano, strumentalizzando la vicenda della compagnia di bandiera per fini elettorali. Per lil vettore domestico, il gruppo franco-olandese garantisce "un futuro positivo a medio termine", ma chiede "di fare i risanamenti necessari per poter garantirle questo avvenire", ovvero gli esuberi che, stando anche ai calcoli del presidente di Alitalia, Maurizio Prato, interesserebbero circa 2.000 lavoratori. John Kamut.

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La campagna elettorale? Noiosa e stantia (sezione: Alitalia 2)

( da "Avanti!" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

IL CAVALIERE E VELTRONI STANNO DANDO VITA A UN DUELLO MOLTO SOFT CHE NON APPASSIONA La campagna elettorale? Noiosa e stantia 21/03/2008 La campagna elettorale langue, ormai è un po' che va avanti ma non appassiona. Sarà che la caduta può avere per colonna sonora un'opera wagneriana ma anche, semplicemente e pacatamente, una marcetta circense. Dispiace perché bisogna pur riconoscere che con tutti i suoi limiti il bipolarismo materiale all'italiana un pregio ce l'aveva: campagne elettorali al fulmicotone. Ogni volta sembrava l'ultima e la definitiva. L'inizio di una nuova e immarcescibile era di progresso e di libertà messa in pericolo dall'avversario portatore, invece, di morte e distruzione. I buoni (ovviamente ognuno si sceglieva i suoi) che lottavano eroicamente contro i cattivi a colpi di grandi spadate mediatiche. Ora tutto si è ammosciato un po'. Il Cavaliere, ammansito dall'esperienza e dal contesto, non fa più promesse mirabolanti, sta con i piedi per terra che tanto sa che questo giro è il suo, e probabilmente l'ultimo. Uolter invece un po' ci prova: grandi scenari, sogni, visioni, capacità di mescolare la società e i suoi rappresentanti, insomma grandi progetti per un grande Paese e un grande partito. Ma non gli crede nessuno, neanche i suoi. Prova a fare il Berlusconi di sinistra, compresa la campagna acquisti: tra le tante categorie accolte "ner grande partito de centrosinistra" ne mancava una, che onestamente credevamo difficile da acquisire, ma il grande leader "der grande partito democratico" ha fatto il colpo di mercato e ora il popolo democratico potrà votare anche un imprenditore di destra, un padrone vero di quelli tosti perché si deve lavurà, chissà che non porti un po' di voti dal Nord-Est. Poi naturalmente la precaria, con il contratto a tempo indeterminato ma poco importa, l'operaio, il giovane rappresentante di una dinastia imprenditoriale e tutto quello che avevamo già visto, in sedicesimo, nelle liste beautiful per il Comune di Roma, magari non belli ma famosi o comunque buoni per la macchina dello show-biz. Il Cavaliere, invece, candida Ciarrapico che fascista è sempre stato, e pazienza se qualcuno si infastidisce ché magari un po' di voti a Storace nel Lazio li toglie, e poi gente leale e fedele, il resto non importa. Candidature a parte, un po' tristi perché più che candidature si tratta di nomine, quello che spiace è la mancanza di passione e di confronto. Tutto procede pacatamente e serenamente, il distacco tra i due poli resta più o meno lo stesso, intorno ai sette punti, si ha la sensazione di un rito già visto. La classe politica che sta per autoriprodursi per l'ennesima volta ha un aspetto così stantio che addirittura Santa Romana Chiesa, che non è guidata da avanguardisti della modernità, ne prende le distanze, non apprezzando metodo e sostanza dei programmi e delle candidature. Nel frattempo l'immondizia in Campania macera, l'Alitalia non si capisce da che parte voli, la spesa costa sempre di più e le crisi economica si avvicina. Io un dubbio ce l'ho: siamo sicuri che i due principali competitor vogliano veramente vincere? Siamo sicuri che ci sia qualcuno disposto a prendersi la responsabilità dell'immane sfacelo cui il Paese sta andando incontro? Soprattutto qualcuno è convinto di avere, da solo, l'autorità e la legittimità per mettere mano ai problemi del Paese? L'unica via di uscita sarebbe la grande coalizione, ma se falliscono anche così non riesco a immaginare cosa verrebbe dopo. La speranza è che a una campagna elettorale noiosa, per una sorta di contrappasso positivo, segua una stagione politica produttiva. Qualcuno deve prendersi la responsabilità di guidare questo Paese e per farlo non credo basti quello che "Avvenire" chiama, con una formula azzeccata, il sussidiario dei sogni. Il Paese deve riguadagnare l'autorevolezza che ha perso in questi anni sia sul piano internazionale, sia su quello interno. E spiace dover constatare che i due maggiori "competitor" elettorali, ognuno per responsabilità e storie diverse, non siano in grado di garantirla.

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Berlusconi cordata per acquistare Alitalia pronta in pochi giorni (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Perentorio il Cavaliere: ormai sono impegnato io, quindi si fa Berlusconi: cordata per acquistare Alitalia pronta in pochi giorni Scettico Casini. Veltroni: cordata italiana? Si faccia avanti Roma, 21 mar. - "Penso ci sia la possibilità di concretizzare una cordata italiana in pochi giorni: sono assolutamente fiducioso su questo e credo anche che si possa fare con il sostegno di importanti istituti di credito". Così Silvio Berlusconi commenta l'indicazione che viene da Air France. "Ormai sono impegnato io, quindi si fa". Il Cavaliere è convinto che date le condizioni irricevibili poste da Air France non resti che "dare vita a un'altra offerta che sarà presentata da imprenditori e banche italiani". "La risposta ad Air France” ha proseguito Berlusconi “la darà il prossimo presidente del Consiglio e sarà un secco e pieno no”. "Se Berlusconi e i suoi figli - ha detto Casini ai giornalisti prima di visitare una struttura locale per disabili - vogliono immettere capitali nell'Alitalia credo facciano un ottima cosa. L'importante è che decidano in fretta e che sgombrino il campo dal rischio che tutti gli italiani hanno capito perfettamente, e cioè che siamo in presenza di una strumentalizzazione elettorale che non fa onore a nessuno. Non si gioca - ha ribadito Casini - sulla pelle di migliaia di lavoratori". Dal canto suo il leader del Pd Walter Veltroni ai microfoni del Tg1 lancia il seguente appello: "Se c'è una cordata alternativa ad Air France per Alitalia si manifesti, ma rapidamente". L'appello viene lanciato poco dopo che Berlusconi ha confermato il suo impegno a costituire un gruppo italiano per la compagnia. Conclude Veltroni: "Bisogna evitare di mettere Alitalia nel tritacarne" ha detto "e che ci sia una cordata che dopo le elezioni non c'è più". R.R.

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Berlusconi: cordata per acquistare Alitalia pronta in pochi giorni (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Perentorio il Cavaliere: ormai sono impegnato io, quindi si fa Berlusconi: cordata per acquistare Alitalia pronta in pochi giorni Scettico Casini. Veltroni: cordata italiana? Si faccia avanti Roma, 21 mar. - "Penso ci sia la possibilità di concretizzare una cordata italiana in pochi giorni: sono assolutamente fiducioso su questo e credo anche che si possa fare con il sostegno di importanti istituti di credito". Così Silvio Berlusconi commenta l'indicazione che viene da Air France. "Ormai sono impegnato io, quindi si fa". Il Cavaliere è convinto che date le condizioni irricevibili poste da Air France non resti che "dare vita a un'altra offerta che sarà presentata da imprenditori e banche italiani". "La risposta ad Air France” ha proseguito Berlusconi “la darà il prossimo presidente del Consiglio e sarà un secco e pieno no”. "Se Berlusconi e i suoi figli - ha detto Casini ai giornalisti prima di visitare una struttura locale per disabili - vogliono immettere capitali nell'Alitalia credo facciano un ottima cosa. L'importante è che decidano in fretta e che sgombrino il campo dal rischio che tutti gli italiani hanno capito perfettamente, e cioè che siamo in presenza di una strumentalizzazione elettorale che non fa onore a nessuno. Non si gioca - ha ribadito Casini - sulla pelle di migliaia di lavoratori". Dal canto suo il leader del Pd Walter Veltroni ai microfoni del Tg1 lancia il seguente appello: "Se c'è una cordata alternativa ad Air France per Alitalia si manifesti, ma rapidamente". L'appello viene lanciato poco dopo che Berlusconi ha confermato il suo impegno a costituire un gruppo italiano per la compagnia. Conclude Veltroni: "Bisogna evitare di mettere Alitalia nel tritacarne" ha detto "e che ci sia una cordata che dopo le elezioni non c'è più". R.R.

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Veltroni: "Cordata esca fuori in 48 ore" Berlusconi: "Servono 3-4 settimane" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 21-03-2008)

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Poi, di fronte alla richiesta del segretario del Pd, Walter Veltroni, di presentare una cordata entro 48 ore, Silvio Berlusconi sbotta: "E' una richiesta assurda, visto che questo governo, comportandosi al peggio, ha dato 5-6 mesi di tempo ad Air France che poi ha presentato delle condizioni irriferibili". Così il leader del Pdl ai microfoni di Tg1 e SkyTg24. Insomma, "c'è la possibilità che importanti imprenditori italiani si facciano avanti assistiti da importanti banche. Occorre il tempo per accordarsi, presentare il gruppo, e 3-4 settimane di tempo per vedere i conti di Alitalia che nessuno conosce. Alla fine di queste 3-4 settimane - ha concluso Berlusconi - questa cordata presenterà una proposta definitiva che spero e penso possa risolvere la situazione". "MI SONO IMPEGNATO, QUINDI SI FA" Sulla vicenda Alitalia "sono impegnato io, quindi si fa". Lo ha detto Silvio Berlusconi conversando con i cronisti a palazzo Grazioli. Berlusconi ha definito "irricevibili" le condizioni poste da Air France e quindi "non ci resta che dar vita a una offerta che sarà sicuramente presentata da imprenditori italiani insieme a banche italiane". Una battuta ad effetto per dire, sul caso Alitalia, che "o la si fa o si muore". Il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, ribadisce, parlando con i giornalisti all'uscita da Palazzo Grazioli, la necessità di salvare la compagnia di bandiera senza accettare alcuna "colonizzazione" da parte di Air France. "Non ci sono novità - spiega Berlusconi - ho fatto appello agli imprenditori italiani che ritengono come me che non si possa essere colonizzati e quindi bisogna fare Alitalia perchè qui o si fa Alitalia o si muore". Il leader del Pdl ha spiegato: "Sono stato in disparte fino a oggi. Ho lasciato fare a questo governo che ha fatto il peggio possibile: ha escluso dalla possibilità di conoscere i dati su Alitalia tutti coloro che potevano avere un interesse". A questo punto, ha sottolineato il candidato premier, "dobbiamo avere il tempo e il modo di concretizzare il tutto, ma credo che le condizioni poste da Air France sono condizioni che il Paese non può accettare". "Non è vero" che da parte del gruppo Banca Intesa-Sanpaolo non ci sia un interesse nei confronti di Alitalia nell'ambito di una cordata di imprenditori e banche italiane per salvare la compagnia di bandiera. Ne è convinto il candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi, che, parlando con i giornalisti all'uscita da Palazzo Grazioli, ha puntualizzato che "ieri Passera ha detto che per ora non hanno nulla di concreto sul tavolo: per forza, perché non è stato consentito ad altri, oltre ad Air France, di conoscere i conti di Alitalia". "Sono cinque mesi - ha ripreso Berlusconi - che Air France esercita la due diligence, gli altri non sanno niente di ciò che è successo e bisogna dargli la possibilità di conoscere la situazione". "Penso che ci sia la possibilità di concretizzare la cordata italiana in pochi giorni". Lo ribadisce il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, interpellato sui tempi di un'alternativa alla proposta Air France-Klm per Alitalia. "Su questo - aggiunge lasciando la sede del 'Messaggero' dopo il forum con il quotidiano romano - sono assolutamente fiducioso". VELTRONI "Se c'è una cordata italiana va benissimo, anche se è strano che non sia uscita in questi mesi, ma venga fuori in 48 ore, non il 14 aprile che poi magari non viene fuori... Altrimenti ci ritroviamo nella condizione per cui non c'è la cordata italiana, Air France si tira fuori e Alitalia va a gambe per aria". Lo dice Walter Veltroni, ospite della videochat della 'Gazzetta dello Sport'. A giudizio del candidato premier del Pd, "se c'è una nuova cordata italiana si faccia avanti, altrimenti si faccia con Air France un accordo con i sindacati che riduca l'impatto sociale e si dia tempo a Malpensa di sostituire le rotte di Alitalia con rotte di nuove compagnie". Veltroni vorrebbe comunque "tenere lontana la vicenda dalla campagna elettorale, e invece viene buttata sul tavolo". E auspica che si possa "uscire dalla logica dell'intervista al giorno, un giorno si dice 'chi se ne frega se Alitalia fallisce', il giorno dopo si dice 'chi se ne frega di Malpensa'". RUTELLI "Noi da ragazzi aspettavamo che ci regalassero il trenino, mentre Berlusconi vuole regalare ai figli l'Alitalia. Solo che il lupo perde il pelo, ma non il vizio e vuole i soldi dello stato dopo che sono stati buttati all'aria nei suoi cinque anni di governo, quando avevano il presidente che voleva promuovere Roma e l'amministratore delegato che puntava su Malpensa": è il commento del candidato sindaco di Roma, Francesco Rutelli. "Non si può portare al fallimento l'Alitalia per poi dire 'ecco arriviamo noi a risanarlà - ha aggiunto Rutelli - Se ci sono altre opzioni e offerte credibili vengano messe in campo con trasparenza e responsabilità perche, su questa questione così importante non si può fare demagogia". Alitalia è azienda fondamentale del nostro Paese". AIR FRANCE NON MOLLA Air France preme per raggiungere al più presto un accordo con Alitalia e chiede alla compagnia italiana di "fare i cambiamenti necessari" per il suo futuro. Così il direttore commerciale della compagnia franco-olandese, Christian Boireau, parlando al posto del numero uno Jean-Cyril Spinetta a una convention del turismo a Biarritz, ha sottolineato che quello che Air France propone ad Alitalia è "un futuro che sarà positivo nel medio termine". "Ciò che chiediamo ad Alitalia - ha osservato - è di fare i risanamenti necessari che le garantiscano questo futuro". E questo, ha aggiunto, "è oggetto di discussione e di dibattito". "Sappiamo - ha proseguito - cosa possiamo fare e questo piano deve essere accettato o rifiutato ma ora, non tra due mesi o tra un mese". Boireau ha anche detto che Spinetta ha trascorso quasi tutta la settimana in Italia per trattare ed è pronto a ricominciare la prossima. Il Cavaliere: "Prestito ponte per una cordata italiana"Giusto vendere a Air France? Commenti Invia commento Segnala ad un amico 21/03/2008 18:08 giovanni questa fretta di vendere alitalia ai francesi,da parte del governo prodi,mi puzza di bruciaticchio,vogliono salvare roma mangiona sulla pelle dei gonzi. 21/03/2008 15:58 giovanni Maurizio ti sbagli,io sono di sinistra ex repubblicano, ma sono convinto che Berlusconi affossi ancora di l'italia.Lui iniziò nel 2001 e nel 2008 se va su ci dà il colpo di grazia. 21/03/2008 15:50 nino l'ultima bufala di silvio che tenta di rilanciare la sua campagna elettorale con gli effetti speciali, sapendo che a rischiare sono solo i dipendenti dell'alitalia e che comunque tuto si scarica sulle spalle dello stato, cioè a pagare saremo tutti noi. 21/03/2008 15:21 giovanni Si certo. Bella trovata per riguadagnare un pò di voti e guadagnarci di immagine. Adesso arriva "meno male che silvio c'è" e ci salva tutti salvo poi metterci dentro i figli e farci i suoi porci comodi. La sua maestria è far sembrare che fa le cose per voi mentre fa solo i suoi comodi. Ma dove siamo in un paese o in una barzelletta? Italiani! 21/03/2008 14:51 Panzer Peccato, il Grande Economista c'era quasi riuscito. Dopo Alfa-Romeo, SME, Telekom Srbija, toccava ad Alitalia, gia' pronta per essere regalata. Purtroppo gli e' caduto il governo sul piu' bello: che disastro per l'Italia! Ora ci tocchera' vendere Alitalia ricavandoci dei soldi, una vera sciagura! 21/03/2008 14:31 mauro toselli purtroppo il cavaliere non ha ancora capito che gli italiani si sono fatti furbi e non credono alle sue sceneggiate 21/03/2008 14:29 Maurizio Anche molti altri italiani della sinistra hanno capito ormai che e' SOLO BERLUSCONI SILVIO che puo' salvare e ridare fiducia a questo paese... 21/03/2008 14:08 giuseppe rambelli E nella cordata ci saranno anche i figli di Silvio che nel frattempo chiede al governo di anticipare quanto serve.Per i propri figli cos'è che non si fa.Per ora intanto dovrebbe pagare il governo e quindi tutti noi.Il gioco delle tre tavolette continua. 21/03/2008 13:53 Camillo Debrai Dove era la cordata italiana in tutti questi mesi? Come mai si materializza proprio a due settimane dalle elezioni? Nella migliore delle ipotesi tale cordata scomparirà subito le elezioni e quindi Alitalia fallirà, nella peggiore delle ipotesi invece la cordata comprerà davvero Alitalia a condizioni tali che tutti gli oneri ricadranno ancora una volta sulla collettività. W il paese dei cachi. 21/03/2008 13:49 marzia Ho sentito dire, e sono d'accordo, che se vince Air France finisce la pacchia per un sacco di gente. lavoratori messi li per scambio di voti, perche' amici dell'amico dell'amico, assenteisti, ladri liquidazioni d'oro ai manager che affondano la societa'ecc, (naturalmente non sono tutti cosi, ci mancherebbe, ) ma ce ne sono tanti e si sa. quindi, se vince ai france, a tanti non conviene, perche' non potranno piu' fare il loro comodo. e comunque vada, e' veramente triste vedere la compagnia di bandiera di un paese come noi ridotta cosi Sono presenti 12 commenti, invia il tuo commento! Successivo Pagine: 1 2 Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Sport Alessia Filippi oro negli 800 stile "Ecco la mia gara olimpica"Spettacolo Ligabue: tre inediti nel nuovo cd e un brano rivisitato di GucciniCultura - Locale Una Pasqua 'culturale' in provincia Ecco i musei aperti durante le festeEconomia - Locale Falconara torna a collegarsi con Mosca: si parte il 3 aprileCronaca - Locale Nelle sale "L'amore assente" film girato nel FerrareseCronaca - Locale Acquistano merce contraffatta Mille euro di multa per due turistiPolitica - Locale "Non c'è futuro senza una politica a sostegno delle famiglie"Cronaca - Locale Il maltempo non ferma i turisti In 100mila visiteranno le MarcheCronaca - Locale Spacciatore tunisino arrestato, aveva sotterrato droga e 9.500 euroCronaca - Locale Controlli e sanzioni della Capitaneria Multe per un totale di 7mila euroCronaca Fa assumere amici e parenti: ora il sindaco rischia il carcereCronaca - Locale Blitz al quartiere Braida, bloccati tredici clandestiniCronaca - Locale Svaligiati tre appartamenti nella notte Un bottino complessivo di 43mila euro Majoli Dietro lo specchio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione di qualità al Teatro ComunaleLa Belle Epoque. Arte in Italia 1880-1915Rassegna di musica 'Talenti'Il trittico di Puccini al Teatro alla ScalaBaustelle in concerto"La guerra dei Roses" al Teatro Lauro Rossi'Tartufo', di Molière"La guerra dei Roses" al Teatro Lauro RossiIl cartellone 2007/08 del Politeama PrateseAlicia Keys al Forum di AssagoSolisti dell'Accademia di santa ceciliaProgramma della Stagione di Prosa 2007-2008, Teatro dell'AquilaStagione teatrale 2007 / 2008, teatOltre: X (Ics) Racconti crudeli della giovinezza Un torneo di Burraco per i bambini africaniMessa cantata insieme al coro di Santa CeciliaLattuada e Zanetti nella 'Guerra dei Roses'Jennifer Lopez con i suoi gemelliniZelig al Teatro dell'Aquila --> Angela BassettTibet: l'incontro tra il Dalai Lama e Nancy PelosiJavier Bardem: il nouvo sex symbolGiovanni Fattori e i "macchiaioli"Lo sciopero dei lavoratori del commercioLe foto del Salone di New YorkCarolina Kostner: argento ai mondiali pattinaggio di figura a GoteborgCelebrazioni per il Venerdì santoL'incendio nel sottobosco di FiuminataLa mostra di Simone De Magistris a CaldarolaIpnotizza la cassiera e fugge con 800 euroMaestri senesi dal Lindenau Museum di AltenburgAnna Valle sul set del film "MissTake"Immagini del cocktail in onore di Donatella Versace'Il coraggio di Angela', la fiction presentata a Roma L'Oscar del Web alla risata di EthanPasqua sotto le Due Torri, Bologna è la meno cara d'ItaliaVIDEO - Chi sono i BrumbiesEquipe 84 - '29 Settembre'Leonard Cohen - 'Hallelujah'George Clooney debutta nella moda made in ItalySimona Ventura: "A 18 anni ho abortito"Pelosi dal Dalai Lama: sfida alla coscienza del mondoFilippine, sangue e fede per il Venerdì SantoVIDEO Australia: sfreccia nudo con i cavalli in corsaFaccia a faccia con Raffaele LombardoFaccia a faccia con Roberto CastelliCristiano Ronaldo matador per uno spotFaccia a faccia con Marco FerrandoDonadoni rompe con Abete il ct potrebbe essere Ancelotti Santoro, ci hai stancato del 20/03/2008 di Massimo Pandolfi Costello torna al vinile: che nostalgia del 20/03/2008 di Andrea Degidi Alle 4 del mattino è meglio se Kakà va a dormire del 20/03/2008 di Laura Alari Sessantenne mano morta del 20/03/2008 di Vittorio Savini Insolito (e benefico?) ottimismo del 20/03/2008 di Francesco Ghidetti Abolire l'ergastolo, sei d'accordo?Giusto eliminare le Province?Qual è il politico più sexy?Che voto dai al decoro urbano?Qual è la meta dei lucchesi per Pasqua?Chi vorresti come ct della Nazionale?E' giusto che i genitori 'spiino' nel cellulare dei figli?Vota il gol più bella della 29 giornataI politici italiani sono dei fannulloni?Giusto eliminare la par condicio?Esame di terza media uguale per tutti, sei d'accordo?In discoteca con il 'trenino'. Che cosa ne pensate?Terrorismo, temi nuovi attacchi?Sei d'accordo con l'esonero di Piccioni?Vota il gol più bello della 28esima giornata LA FOTO DEL GIORNO Sexy fashion Dalla musica alla passerella: un momento della sfilata della linea di lingerie Pussycat Dolls, alla settimana della moda di Los Angeles GUARDA LE IMMAGINI RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec >.

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Veltroni: "Cordata esca fuori in 48 ore" Berlusconi: "Servono 3-4 settimane" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

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Poi, di fronte alla richiesta del segretario del Pd, Walter Veltroni, di presentare una cordata entro 48 ore, Silvio Berlusconi sbotta: "E' una richiesta assurda, visto che questo governo, comportandosi al peggio, ha dato 5-6 mesi di tempo ad Air France che poi ha presentato delle condizioni irriferibili". Così il leader del Pdl ai microfoni di Tg1 e SkyTg24. Insomma, "c'è la possibilità che importanti imprenditori italiani si facciano avanti assistiti da importanti banche. Occorre il tempo per accordarsi, presentare il gruppo, e 3-4 settimane di tempo per vedere i conti di Alitalia che nessuno conosce. Alla fine di queste 3-4 settimane - ha concluso Berlusconi - questa cordata presenterà una proposta definitiva che spero e penso possa risolvere la situazione". "MI SONO IMPEGNATO, QUINDI SI FA" Sulla vicenda Alitalia "sono impegnato io, quindi si fa". Lo ha detto Silvio Berlusconi conversando con i cronisti a palazzo Grazioli. Berlusconi ha definito "irricevibili" le condizioni poste da Air France e quindi "non ci resta che dar vita a una offerta che sarà sicuramente presentata da imprenditori italiani insieme a banche italiane". Una battuta ad effetto per dire, sul caso Alitalia, che "o la si fa o si muore". Il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, ribadisce, parlando con i giornalisti all'uscita da Palazzo Grazioli, la necessità di salvare la compagnia di bandiera senza accettare alcuna "colonizzazione" da parte di Air France. "Non ci sono novità - spiega Berlusconi - ho fatto appello agli imprenditori italiani che ritengono come me che non si possa essere colonizzati e quindi bisogna fare Alitalia perchè qui o si fa Alitalia o si muore". Il leader del Pdl ha spiegato: "Sono stato in disparte fino a oggi. Ho lasciato fare a questo governo che ha fatto il peggio possibile: ha escluso dalla possibilità di conoscere i dati su Alitalia tutti coloro che potevano avere un interesse". A questo punto, ha sottolineato il candidato premier, "dobbiamo avere il tempo e il modo di concretizzare il tutto, ma credo che le condizioni poste da Air France sono condizioni che il Paese non può accettare". "Non è vero" che da parte del gruppo Banca Intesa-Sanpaolo non ci sia un interesse nei confronti di Alitalia nell'ambito di una cordata di imprenditori e banche italiane per salvare la compagnia di bandiera. Ne è convinto il candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi, che, parlando con i giornalisti all'uscita da Palazzo Grazioli, ha puntualizzato che "ieri Passera ha detto che per ora non hanno nulla di concreto sul tavolo: per forza, perché non è stato consentito ad altri, oltre ad Air France, di conoscere i conti di Alitalia". "Sono cinque mesi - ha ripreso Berlusconi - che Air France esercita la due diligence, gli altri non sanno niente di ciò che è successo e bisogna dargli la possibilità di conoscere la situazione". "Penso che ci sia la possibilità di concretizzare la cordata italiana in pochi giorni". Lo ribadisce il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, interpellato sui tempi di un'alternativa alla proposta Air France-Klm per Alitalia. "Su questo - aggiunge lasciando la sede del 'Messaggero' dopo il forum con il quotidiano romano - sono assolutamente fiducioso". VELTRONI "Se c'è una cordata italiana va benissimo, anche se è strano che non sia uscita in questi mesi, ma venga fuori in 48 ore, non il 14 aprile che poi magari non viene fuori... Altrimenti ci ritroviamo nella condizione per cui non c'è la cordata italiana, Air France si tira fuori e Alitalia va a gambe per aria". Lo dice Walter Veltroni, ospite della videochat della 'Gazzetta dello Sport'. A giudizio del candidato premier del Pd, "se c'è una nuova cordata italiana si faccia avanti, altrimenti si faccia con Air France un accordo con i sindacati che riduca l'impatto sociale e si dia tempo a Malpensa di sostituire le rotte di Alitalia con rotte di nuove compagnie". Veltroni vorrebbe comunque "tenere lontana la vicenda dalla campagna elettorale, e invece viene buttata sul tavolo". E auspica che si possa "uscire dalla logica dell'intervista al giorno, un giorno si dice 'chi se ne frega se Alitalia fallisce', il giorno dopo si dice 'chi se ne frega di Malpensa'". RUTELLI "Noi da ragazzi aspettavamo che ci regalassero il trenino, mentre Berlusconi vuole regalare ai figli l'Alitalia. Solo che il lupo perde il pelo, ma non il vizio e vuole i soldi dello stato dopo che sono stati buttati all'aria nei suoi cinque anni di governo, quando avevano il presidente che voleva promuovere Roma e l'amministratore delegato che puntava su Malpensa": è il commento del candidato sindaco di Roma, Francesco Rutelli. "Non si può portare al fallimento l'Alitalia per poi dire 'ecco arriviamo noi a risanarlà - ha aggiunto Rutelli - Se ci sono altre opzioni e offerte credibili vengano messe in campo con trasparenza e responsabilità perche, su questa questione così importante non si può fare demagogia". Alitalia è azienda fondamentale del nostro Paese". AIR FRANCE NON MOLLA Air France preme per raggiungere al più presto un accordo con Alitalia e chiede alla compagnia italiana di "fare i cambiamenti necessari" per il suo futuro. Così il direttore commerciale della compagnia franco-olandese, Christian Boireau, parlando al posto del numero uno Jean-Cyril Spinetta a una convention del turismo a Biarritz, ha sottolineato che quello che Air France propone ad Alitalia è "un futuro che sarà positivo nel medio termine". "Ciò che chiediamo ad Alitalia - ha osservato - è di fare i risanamenti necessari che le garantiscano questo futuro". E questo, ha aggiunto, "è oggetto di discussione e di dibattito". "Sappiamo - ha proseguito - cosa possiamo fare e questo piano deve essere accettato o rifiutato ma ora, non tra due mesi o tra un mese". Boireau ha anche detto che Spinetta ha trascorso quasi tutta la settimana in Italia per trattare ed è pronto a ricominciare la prossima. Il Cavaliere: "Prestito ponte per una cordata italiana"Giusto vendere a Air France? Commenti Invia commento Segnala ad un amico 21/03/2008 18:08 giovanni questa fretta di vendere alitalia ai francesi,da parte del governo prodi,mi puzza di bruciaticchio,vogliono salvare roma mangiona sulla pelle dei gonzi. 21/03/2008 15:58 giovanni Maurizio ti sbagli,io sono di sinistra ex repubblicano, ma sono convinto che Berlusconi affossi ancora di l'italia.Lui iniziò nel 2001 e nel 2008 se va su ci dà il colpo di grazia. 21/03/2008 15:50 nino l'ultima bufala di silvio che tenta di rilanciare la sua campagna elettorale con gli effetti speciali, sapendo che a rischiare sono solo i dipendenti dell'alitalia e che comunque tuto si scarica sulle spalle dello stato, cioè a pagare saremo tutti noi. 21/03/2008 15:21 giovanni Si certo. Bella trovata per riguadagnare un pò di voti e guadagnarci di immagine. Adesso arriva "meno male che silvio c'è" e ci salva tutti salvo poi metterci dentro i figli e farci i suoi porci comodi. La sua maestria è far sembrare che fa le cose per voi mentre fa solo i suoi comodi. Ma dove siamo in un paese o in una barzelletta? Italiani! 21/03/2008 14:51 Panzer Peccato, il Grande Economista c'era quasi riuscito. Dopo Alfa-Romeo, SME, Telekom Srbija, toccava ad Alitalia, gia' pronta per essere regalata. Purtroppo gli e' caduto il governo sul piu' bello: che disastro per l'Italia! Ora ci tocchera' vendere Alitalia ricavandoci dei soldi, una vera sciagura! 21/03/2008 14:31 mauro toselli purtroppo il cavaliere non ha ancora capito che gli italiani si sono fatti furbi e non credono alle sue sceneggiate 21/03/2008 14:29 Maurizio Anche molti altri italiani della sinistra hanno capito ormai che e' SOLO BERLUSCONI SILVIO che puo' salvare e ridare fiducia a questo paese... 21/03/2008 14:08 giuseppe rambelli E nella cordata ci saranno anche i figli di Silvio che nel frattempo chiede al governo di anticipare quanto serve.Per i propri figli cos'è che non si fa.Per ora intanto dovrebbe pagare il governo e quindi tutti noi.Il gioco delle tre tavolette continua. 21/03/2008 13:53 Camillo Debrai Dove era la cordata italiana in tutti questi mesi? Come mai si materializza proprio a due settimane dalle elezioni? Nella migliore delle ipotesi tale cordata scomparirà subito le elezioni e quindi Alitalia fallirà, nella peggiore delle ipotesi invece la cordata comprerà davvero Alitalia a condizioni tali che tutti gli oneri ricadranno ancora una volta sulla collettività. W il paese dei cachi. 21/03/2008 13:49 marzia Ho sentito dire, e sono d'accordo, che se vince Air France finisce la pacchia per un sacco di gente. lavoratori messi li per scambio di voti, perche' amici dell'amico dell'amico, assenteisti, ladri liquidazioni d'oro ai manager che affondano la societa'ecc, (naturalmente non sono tutti cosi, ci mancherebbe, ) ma ce ne sono tanti e si sa. quindi, se vince ai france, a tanti non conviene, perche' non potranno piu' fare il loro comodo. e comunque vada, e' veramente triste vedere la compagnia di bandiera di un paese come noi ridotta cosi Sono presenti 12 commenti, invia il tuo commento! 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Arte in Italia 1880-1915Rassegna di musica 'Talenti'Il trittico di Puccini al Teatro alla ScalaBaustelle in concerto"La guerra dei Roses" al Teatro Lauro Rossi'Tartufo', di Molière"La guerra dei Roses" al Teatro Lauro RossiIl cartellone 2007/08 del Politeama PrateseAlicia Keys al Forum di AssagoSolisti dell'Accademia di santa ceciliaProgramma della Stagione di Prosa 2007-2008, Teatro dell'AquilaStagione teatrale 2007 / 2008, teatOltre: X (Ics) Racconti crudeli della giovinezza Un torneo di Burraco per i bambini africaniMessa cantata insieme al coro di Santa CeciliaLattuada e Zanetti nella 'Guerra dei Roses'Jennifer Lopez con i suoi gemelliniZelig al Teatro dell'Aquila --> Angela BassettTibet: l'incontro tra il Dalai Lama e Nancy PelosiJavier Bardem: il nouvo sex symbolGiovanni Fattori e i "macchiaioli"Lo sciopero dei lavoratori del commercioLe foto del Salone di New YorkCarolina Kostner: argento ai mondiali pattinaggio di figura a GoteborgCelebrazioni per il Venerdì santoL'incendio nel sottobosco di FiuminataLa mostra di Simone De Magistris a CaldarolaIpnotizza la cassiera e fugge con 800 euroMaestri senesi dal Lindenau Museum di AltenburgAnna Valle sul set del film "MissTake"Immagini del cocktail in onore di Donatella Versace'Il coraggio di Angela', la fiction presentata a Roma L'Oscar del Web alla risata di EthanPasqua sotto le Due Torri, Bologna è la meno cara d'ItaliaVIDEO - Chi sono i BrumbiesEquipe 84 - '29 Settembre'Leonard Cohen - 'Hallelujah'George Clooney debutta nella moda made in ItalySimona Ventura: "A 18 anni ho abortito"Pelosi dal Dalai Lama: sfida alla coscienza del mondoFilippine, sangue e fede per il Venerdì SantoVIDEO Australia: sfreccia nudo con i cavalli in corsaFaccia a faccia con Raffaele LombardoFaccia a faccia con Roberto CastelliCristiano Ronaldo matador per uno spotFaccia a faccia con Marco FerrandoDonadoni rompe con Abete il ct potrebbe essere Ancelotti Santoro, ci hai stancato del 20/03/2008 di Massimo Pandolfi Costello torna al vinile: che nostalgia del 20/03/2008 di Andrea Degidi Alle 4 del mattino è meglio se Kakà va a dormire del 20/03/2008 di Laura Alari Sessantenne mano morta del 20/03/2008 di Vittorio Savini Insolito (e benefico?) ottimismo del 20/03/2008 di Francesco Ghidetti Abolire l'ergastolo, sei d'accordo?Giusto eliminare le Province?Qual è il politico più sexy?Che voto dai al decoro urbano?Qual è la meta dei lucchesi per Pasqua?Chi vorresti come ct della Nazionale?E' giusto che i genitori 'spiino' nel cellulare dei figli?Vota il gol più bella della 29 giornataI politici italiani sono dei fannulloni?Giusto eliminare la par condicio?Esame di terza media uguale per tutti, sei d'accordo?In discoteca con il 'trenino'. Che cosa ne pensate?Terrorismo, temi nuovi attacchi?Sei d'accordo con l'esonero di Piccioni?Vota il gol più bello della 28esima giornata LA FOTO DEL GIORNO Sexy fashion Dalla musica alla passerella: un momento della sfilata della linea di lingerie Pussycat Dolls, alla settimana della moda di Los Angeles GUARDA LE IMMAGINI RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec >.

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Come se stesse al governo: promette, rinvia, si discolpa (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 21-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Berlusconi cavalca ancora la crisi aerea. Il Pd cerca di stanarlo, Air France è furiosa Come se stesse al governo: promette, rinvia, si discolpa Non è cambiato: "Per Alitalia la cordata c'è ma non può uscire adesso" One man show. Su Alitalia un Silvio Berlusconi senza freni inizia dalla mattinata a dichiarare a raffica. All'indirizzo di Air France ammonisce: il prossimo presidente del consiglio (la vittoria se l'è già assegnata prima ancora delle elezioni) dirà no all'opposizione. Poi, promette la cordata italiana nel giro di qualche giorno: O si fa Alitalia, dice citando Garibaldi, o si muore. Annuncia la presenza di una grande banca, ma non dice quale sarà. Quando il leader del Pd Veltroni gli chiede di scoprire le carte entro 48 ore, si tira indietro. "È assurdo" dice, trincerandosi dietro l'assenza di un quadro certo dei conti Alitalia. I francesi però si spazientiscono e il tempo scorre: martedì l'incontro decisivo con i sindacati. A PAGINA 3.

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